PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 18.15.
PRESIDENTE. Al fine di consentire alle Commissioni di
provvedere alla presa d'atto dei disegni di legge esitati dalla
Commissione Finanza, Bilancio e programmazione e per consentire
alle stesse Commissioni di completare il lavoro intrapreso, la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.30.
(La seduta, sospesa alle ore 18.16, è ripresa alle ore 19.35)
La seduta è ripresa.
PIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pezzino ha chiesto
congedo per la seduta del 30 luglio 1998.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA
- "Iniziative a sostegno dei minori a rischio e lotta alla
criminalità comune minorile" (n. 757)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Caputo, La Grua, Virzì, Scalia,
Granata, Stancanelli, Ricotta, Catanoso, Grippaldi in data 30
luglio 1998
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2137 - Procedure per la realizzazione della bonifica
idraulica nel territorio di Ispica.
- Assessore Presidenza
***
Battaglia Giovanni; Zago Salvatore
----------------
N. 2148 - Notizie sulla corresponsione di speciali
indennità al personale dei policlinici.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Battaglia Giovanni; Zanna Antonio; Villari Giovanni;
Cipriani Giuseppe; Pezzino Vincenzo; Silvestro Gioacchino;
Zago Salvatore; Pignataro Giuseppe; Navarra Ottavio;
Crisafulli Vladimiro; Capodicasa Angelo; Speziale Calogero;
Giannopolo Domenico; Monaco Sergio
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2136 - Notizie sugli interventi delle cooperative di
abitazione.
- Assessore Cooperazione
***
Zanna Antonio; Pignataro Giuseppe
----------------
N. 2138 - Interventi per accertare la regolarità della
procedura di concessione di servizi da parte del Comune di
Catania alla società 'Multiservizi'.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2139 - Interventi per assicurare il buon uso e la
salvaguardia del campo di Baseball di Randazzo.
- Assessore Turismo
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2140 - Interventi per assicurare l'adozione ed il
rispetto del regolamento comunale per la disciplina
dell'attività di estetista da parte delle amministrazioni
competenti.
- Assessore Cooperazione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2141 - Interventi per migliorare le condizioni della
zona Grotta del Bove del Comune di Mascalucia.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2142 - Interventi per migliorare l'utilizzazione del
personale operaio dipendente dall'Azienda foreste demaniali
della Regione siciliana ed il funzionamento di questa.
- Assessore Agricoltura
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2143 - Interventi per l'utilizzazione dei locali
dell'ex ospedale psichiatrico di Maniace (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2144 - Interventi per assicurare il mantenimento della
sede catanese dell'Istituto Incremento Ippico ed accertare
la regolarità del comportamento della Amministrazione
comunale di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2145 - Provvedimenti ed interventi in favore delle
aziende e delle popolazioni colpite dall'evento calamitoso
della frana di Randazzo (CT).
- Assessore Lavori Pubblici
***
Barbagallo Salvino
----------------
N. 2146 - Interventi al fine di impedire i lavori di
'sistemazione idraulica' nella fiumara di Tusa (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Martino Federico; Vella Basilio
----------------
N. 2147 - Provvedimenti per lo scioglimento del Consiglio
circoscrizionale di Aquino (Monreale).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Caputo Salvino
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 232 - Interventi al fine di garantire le condizioni di
accoglienza agli immigrati giunti in Sicilia.
Forgione Francesco; Martino Federico; La Corte Gioacchino;
Liotta Santo; Morinello Salvatore; Vella Basilio
Presentata il 29/07/98
----------------
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRME AD UNA MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Alessandro Pagano, con
nota inviata al Presidente dell'Assemblea, chiede che la mozione
numero 228 venga anche firmata dai deputati Barbagallo Salvino,
La Grua, Barbagallo Giovanni, Basile Filadelfio, Grippaldi,
Barone, Leanza, Cimino, Turano, Virzì, Provenzano, Papania,
Basile Giuseppe, Ricotta, Scoma, Aulicino, Spagna.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni numeri 227, 228,
230, 231.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PIRO, segretario:
N. 227 - Iniziative finalizzate alla lotta alla criminalità
organizzata.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- a San Giuseppe Jato, grazie all'intervento
dell'Arma dei Carabinieri, è stata interrotta
un'estorsione avviata dai personaggi della mafia
locale legata alla cosca dei corleonesi in danno di
un imprenditore;
- a Partinico due motociclette in dotazione all'Arma
dei Carabinieri della locale Compagnia sono state
date alle fiamme, con il chiaro intento di intimidi-
re militari impegnati nella lotta contro la mafia;
- a Carini, altro comune del palermitano, è stato
dato alle fiamme un pullman dell'Azienda siciliana
trasporti, episodio questo finalizzato a condiziona-
re il libero esercizio delle attività imprenditoria-
li;
- pochi giorni dopo, nonostante il notevole spiega-
mento di forze dell'ordine impegnate nel controllo
del territorio, sempre nel comune di Partinico, sono
state date alle fiamme due autovetture intestate ad
un meccanico ritenuto vicino ad ambienti mafiosi e,
contestualmente, un tentativo di incendio ha inte-
ressato un supermercato, posto al centro del terri-
torio del suddetto comune;
- in data 26 luglio u.s. i Carabinieri delle
compagnie di Monreale e di Partinico hanno rinvenuto
nelle campagne del comune di Camporeale un arsenale
composto da armi, munizioni e ingenti quantità di
esplosivi;
RITENUTO che, nonostante le forze dell'ordine siano impe-
gnate da tempo nell'opera di controllo del territo-
rio e per ostacolare il dilagare delle attività
criminose, la mafia continua ad imporre il proprio
potere, taglieggiando le attività imprenditoriali,
arrivando addirittura a danneggiare mezzi dei
militari dell'Arma;
CONSIDERATO altresì, che si è in presenza di una situazione
straordinariamente grave, che pone in pericolo
l'ordine pubblico costituito, la libertà delle
attività imprenditoriali e l'incolumità fisica degli
stessi militari e degli amministratori locali,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative finalizzate
al coordinamento dell'ordine pubblico,in particolare
nel territorio della provincia di Palermo;
- ad intervenire presso i Ministri dell'Interno e
della Difesa per ripristinare in Sicilia l'interven-
to e la presenza dei militari dei 'Vespri', che
hanno assicurato la tutela del territorio e consen-
tito successi delle forze dell'ordine nella lotta
alla criminalità;
- ad intervenire presso il Prefetto di Palermo
perchè adotti provvedimenti finalizzati a tutelare
gli amministratori locali dei territori ad alto
rischio di mafia.""
(28 luglio 1998)
CAPUTO - VIRZI' -
GRANATA - LA GRUA -
SCALIA
N. 228 - Interventi in materia di tossicodipendenza.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che gli esami di maturità 1998 hanno proposto agli
allievi del liceo linguistico sperimentale (esami
X04A) nel compito di lingua spagnola, un testo di
attualità tratto da un articolo del quotidiano 'El
Pais' dal titolo 'Benefici della marjuana', e i cui
contenuti si riferiscono ai benefici della 'Cannabis
sativa' presentata come 'curativa di molti distur-
bi';
CONSIDERATO che la Società italiana di farmacologia più
volte ha confermato che la marjuana e le altre
droghe leggere sono dannose e sono un ponte per le
droghe pesanti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ed in particolare
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
ad intervenire urgentemente con provvedimenti ad
acta, affichè la scuola non sia alimentatrice di
confusione, di dissoluzione e di propaganda per le
sostanze stupefacenti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ed in particolare
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
ad elevare una vibrata protesta al Ministro dei Beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione,
onorevole Berlinguer, basando tale contestazione sul
pesante documento della Società italiana di farmaco-
logia.""
(28 luglio 1998)
PAGANO - D'AQUINO -
SCAMMACCA - GRIMALDI
N. 230 - Misure per fronteggiare l'immigrazione clandestina
in Sicilia.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO:
- che ancora un volta, malgrado le precedenti
traumatiche esperienze, il Governo nazionale si è
fatto sorprendere impreparato a fronteggiare la
preoccupante emergenza costituita dall'imponente
massa di immigrati clandestini provenienti da Paesi
del Nord Africa;
- che l'inadeguatezza delle misure dissuasive e la
sostanziale incapacità di gestire la vicenda in
termini di autorevole fermezza hanno comportato la
convinzione che contro questo Stato tutto è consen-
tito, perfino la reazione violenta, come dimostrano
gli episodi avvenuti nel centro di accoglienza di
Agrigento;
- che l'immagine del Governo italiano esce ulterior-
mente mortificata da queste vicende in cui, a fronte
delle scene tragiche trasmesse dalle emittenti
televisive, è apparso improvvisato e inadeguato il
dispiego di uomini e mezzi disponibili;
- che la vicenda ha dimostrato l'assoluta assenza di
linee di indirizzo politico in materia di immigra-
zione da parte dello stesso Governo, nel cui operato
sinora è arduo distinguere la linea di confine fra
l'incapacità e il velleitarismo;
- che nelle recenti ondate migratorie sono partico-
larmente coinvolte le isole di Pantelleria, di
Lampedusa e di Linosa, dove si registrano centinaia
di arrivi di disperati, con esiti tragici per alcuni
di loro e danni per la fragile economia di piccole
comunità che vivono di turismo e che non sono
attrezzate a ricevere masse di sventurati bisognosi
di tutto, al ritmo di due sbarchi al giorno,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad assumere ogni iniziativa presso il Governo
nazionale per scongiurare il coinvolgimento della
Sicilia nei flussi migratori e comunque per garanti-
re la sorveglianza lungo le coste della Sicilia e
delle isole minori;
- ad intraprendere ogni iniziativa di propria
competenza per evitare che la Sicilia si trovi
impreparata di fronte alle citate emergenze;
- ad esprimere la propria condanna dell'incapacità
delle autorità nazionali competenti ad intervenire e
al contempo ad offrire un ventaglio di serie inizia-
tive per venire incontro, nella loro terra di
origine, al diritto di questi popoli di condurre la
propria esistenza in condizioni civili e dignitose."
(28 luglio 1998)
CIMINO - ALFANO -
PROVENZANO - LEANZA -
GRIPPALDI - BASILE F.
N. 231- Riconsiderazione dell'opportunità di istituire il
polo infettivologico presso il presidio ospedaliero
'Guadagna' di Palermo.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che tutte le politiche sanitarie internazionali in
campo infettivologico concordano che l'intervento
diagnostico e terapeutico per le malattie infettive
deve avvenire:
1) nel contesto di strutture di ospedali genera-
li, provvisti cioè di servizi, divisioni,
ambulatori e 'day hospital' necessari a fronteg-
giare le patologie correlate (divisioni e
ambulatori di medicina interna, chirurgia,
rianimazione, cardiologia, otorino, oculistica,
e servizi di radiologia con TAC, RNM e ecogra-
fia, di laboratorio e di endoscopia);
2) nel contesto di strutture territoriali per la
prevenzione e l'assistenza domiciliare;
CONSIDERATO che:
- la realtà regionale si caratterizza ancora per
l'assenza di qualsiasi tipologia di assistenza
domiciliare, in particolare per i pazienti HIV
positivi o affetti da AIDS, privilegiando il ricorso
spesso improprio alle strutture ospedaliere;
- questa politica sanitaria regionale si conferma
con la decisione reiterata di istituire il polo
infettivologico presso il presidio ospedaliero
'Guadagna' di Palermo, destinando per questo inter-
vento la somma di 60 miliardi;
- la destinazione della divisione di malattie
infettive del presidio ospedaliero 'Casa del Sole'
ha evidenziato ancora una volta come venga privile-
giato il criterio della lottizzazione in termini di
conquista o di mantenimento di un posto di comando,
a scapito della dignità di pazienti affetti da
patologie infettive croniche a forte impatto umano,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a rivedere la programmazione dell'assistenza
sanitaria per il trattamento delle malattie infetti-
ve, con particolare riferimento ai soggetti HIV
positivi o affetti da AIDS;
- a ridiscutere l'opportunità di istituire un polo
infettivologico e la conseguente destinazione delle
risorse assegnate.
(28 luglio 1998)
FORGIONE - MARTINO -
LA CORTE - LIOTTA -
MORINELLO - VELLA
PRESIDENTE. Avverto che le predette mozioni saranno demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <<NORME IN
MATERIA DI LAVORI PUBBLICI. MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE
24.7.1997, N. 25>> (280-300-730/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si riprende l'esame del disegno di legge nn. 280-300-730/A
"Norme in materia di lavori pubblici. Modifiche alla legge
regionale 24 luglio 1997, n. 25", posto al numero 1 del terzo
punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la IV Commissione legislativa, "Ambiente
e Territorio", a prendere posto nell'apposito banco.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
1.
PIRO, segretario:
<<Art. 1
Procedimenti di aggiudicazione
1. Nei procedimenti di pubblico incanto e di trattativa
privata con bando di gara relativi all'affidamento di lavori
pubblici di qualunque importo di competenza degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21
nonchè dei soggetti che operano nelle condizioni di cui
all'articolo 3 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.
406, si procede all'aggiudicazione secondo il criterio del
prezzo più basso. L'autorità che presiede la gara verifica,
prima dell'apertura delle offerte, la conformità della
documentazione presentata da tutti i concorrenti. In caso di
palese difformità o di falsità della documentazione
presentata, si adottano le seguenti automatiche sanzioni a
carico delle imprese interessate:
a) esclusione dalla gara;
b) incameramento della cauzione provvisoria;
c) segnalazione al Comitato centrale dell'albo nazionale
costruttori;
d) segnalazione all'autorità giudiziaria, limitatamente al
caso di false dichiarazioni;
e) esclusione dalle successive gare dell'ente committente
per un anno a partire dalla data della gara.
2. Dopo la verifica della documentazione, si procede
all'apertura ed alla lettura delle offerte, anche di quelle
escluse e, quindi, all'aggiudicazione, prendendo in
considerazione solo le offerte ammesse.
3. Allorché si procede secondo il criterio di cui alla
lettera e), dell'articolo 1, della legge 2 febbraio 1973, n.
14, l'autorità che presiede la gara, dopo aver verificato,
con le modalità di cui al comma 1, la conformità della
documentazione presentata da tutti i concorrenti, deve
procedere, ad integrazione di quanto previsto dal sesto comma
dell'articolo 5 della legge 2 febbraio 1973, n. 14, alla
verifica dei conteggi presentati da tutti i concorrenti le
cui offerte sono state ammesse per la determinazione della
media, tenendo per validi ed immutabili i prezzi unitari.
Ove si riscontrino errori di calcolo, l'amministrazione
procederà a correggere i prodotti o le somme di cui al terzo
comma, dell'articolo 5, della legge 2 febbraio 1973, n. 14.
In tale ipotesi la media è rideterminata con le stesse
modalità di cui sopra.
4. Nel caso di aggiudicazione di lavori di importo
inferiore a 5 milioni di ECU, vanno escluse le offerte che
presentino una percentuale di ribasso che superi di oltre un
quinto la media aritmetica dei ribassi di tutte le offerte
ammesse. Si procede, poi, solo nel caso in cui il numero
delle offerte ritenute valide non risulti inferiore a sei,
all'esclusione del 25 per cento delle offerte di minore
ribasso e del 25 per cento delle offerte di maggiore ribasso
arrotondato all'unità superiore se il numero delle offerte è
dispari. L'aggiudicazione viene fatta a favore dell'offerta
che uguaglia o più si avvicina per difetto alla media delle
offerte rimaste in gara.
5. Sono comunque fatti salvi i bandi di gara già
pubblicati alla data di entrata in vigore della presente
legge.
6. E' abrogato il comma 2, dell'articolo 14, della legge
regionale 8 gennaio 1996, n. 4, come sostituito dall'articolo
1 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 22.
7. Il comma 4, dell'articolo 14 della legge regionale 8
gennaio 1996, n. 4, è sostituito dai seguenti:
'4. Per l'aggiudicazione dei cottimi fiduciari e per
l'affidamento di lavori e forniture mediante trattativa
privata senza bando, si applica il criterio del massimo
ribasso di cui all'articolo 1, lettera a), primo comma, della
legge 2 febbraio 1973, n. 14.
4bis. Sono escluse dall'aggiudicazione le offerte che
presentano un ribasso superiore di oltre il 20 per cento
rispetto alla media aritmetica dei ribassi di tutte le
offerte ammesse'.
8. Con direttive da emanarsi entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge viene
individuata ed elencata la documentazione che le imprese
partecipanti alle gare d'appalto regionali devono presentare
per qualificarsi>>.
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati
i seguenti emendamenti:
- Emendamento 1.10, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Piro;
- Emendamento 1.3, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.4, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.11, a firma dell'onorevole Pignataro;
- Emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.6, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.7, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.8, a firma dell'onorevole Zanna;
- Emendamento 1.9, a firma dell'onorevole Zanna.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, noi riconosciamo l'esigenza, che
ormai si è posta da qualche tempo, di intervenire con una
normativa che renda più chiaro il modo in cui si procede
all'aggiudicazione durante le gare e che disciplini adeguatamente
le procedure per evitare il ripetersi di fenomeni che, in misura
massiccia, si sono verificati e che, oggettivamente, hanno
costituito fattore di forte perturbativa del sistema di
aggiudicazione delle gare, con situazioni che hanno anche
richiesto l'intervento della magistratura e, in ogni caso, con
situazioni che hanno finito con il premiare imprese spesso volte
all'avventurismo e con il penalizzare, invece, imprese
corrette, sane che intendono partecipare all'aggiudicazione dei
lavori in modo corretto; e ciò con riferimento in particolare al
fenomeno diffuso della presentazione di offerte esclusivamente
mirate a determinare alterazioni delle condizioni di
aggiudicazione mediante la ripetizione di offerte che presentano
ribassi diversi tra di loro in modo da predeterminare, in qualche
modo, la media con la presentazione di offerte cosiddette di
ribasso anomalo, con ribassi sui prezzi di aggiudicazione che,
oggettivamente, sono difficilmente sostenibili se riguardati
soltanto dal punto di vista della capacità della impresa di
operare risparmi sui tempi, sulle modalità di esecuzione dei
lavori. E poi il fenomeno della proliferazione di offerte che
spesso si sono rivelate false.
Da tutto ciò anche noi abbiamo ricavato la convinzione che
fosse - come nei fatti è - necessario intervenire. Devo dire che
ci siamo trovati di fronte a questo articolato che, in effetti, è
molto complesso nella sua stesura e che in qualche punto offre
qualche elemento di perplessità.
Io vorrei segnalare, per esempio, alla Commissione e al
Governo la opportunità di guardare con attenzione il taglio delle
ali che avviene qui al 25 per cento nell'offerta superiore, al 25
per cento nell'offerta inferiore. Questo produce
inevitabilmente, essendo molto ampio lo scarto, l'effetto di
comprimere la possibilità del ribasso, in qualche modo a sua
volta favorendo una sorta di predeterminazione del ribasso, ma
anche offrendo una banda di oscillazione estremamente ristretta
che, oggettivamente, finirà col favorire le imprese, ma col
penalizzare le amministrazioni laddove io credo tutti
consideriamo ammissibile che rispetto ad un prezzo di
aggiudicazione ci possa essere un ribasso del 15, del 20 per
cento che rientra nei limiti della capacità dell'impresa di
offrire risparmi, mentre in questo modo il ribasso sarebbe
oltremodo limitato.
Faccio presente che dalle notizie che, io credo, tutti
abbiamo acquisito nel testo della cosiddetta "Merloni ter" che è
stato esitato da uno dei rami del Parlamento, il taglio delle ali
è stato effettuato al 10 per cento e al 10 per cento in alto o in
basso. Io non so se questo effettivamente corrisponda
adeguatamente alla realtà siciliana, mi pare però che il 25 e il
25 sia eccessivo.
Allo stesso modo, signor Presidente, abbiamo presentato un
emendamento che tende a sopprimere la lettera d) del primo comma
di questo articolo, laddove si prevede tra le misure da adottare
nel caso di presentazione di offerte con documenti falsi o
palesemente che mirano a turbare l'asta, della segnalazione
all'autorità giudiziaria con l'aggiunta che la segnalazione
all'autorità giudiziaria va fatta solo nel caso di false
dichiarazioni, perché mi pare che la specificazione introduca un
elemento pericoloso, cioè, se si è in presenza di un reato, quale
la presentazione di false dichiarazioni, di documenti falsi, chi
presiede la gara, il commissario di gara, esercitando peraltro
una funzione pubblica e rivestendosi quindi delle funzioni di
pubblico ufficiale, non può che trasmettere gli atti alla
magistratura; quindi in ogni caso, a mio avviso, sarebbe
superflua la previsione della segnalazione all'autorità
giudiziaria, ma diventa paradossale che la segnalazione
all'autorità giudiziaria venga prevista scrivendo esattamente
"limitatamente al caso di false dichiarazioni", perché se invece
c'è un altro caso rilevante penalmente non deve essere fatta la
dichiarazione all'autorità giudiziaria? Quindi, personalmente
ritengo ambigua la formulazione, ma in ogni caso superfluo il
contenuto di questo comma che, peraltro, invece potrebbe
risultare non esattamente calibrato all'intero articolo.
Sono dunque queste, signor Presidente, alcune delle
perplessità che noi abbiamo su questo articolo, fermo restando
che complessivamente siamo d'accordo con la sua introduzione.
PIGNATARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIGNATARO. Questa Assemblea, anche alla luce di quanto è
avvenuto ieri e avantieri nel Parlamento nazionale, dovrà, prima
o poi, assumersi la responsabilità di mettere mano alla normativa
sui lavori pubblici cercando di uniformarsi. Naturalmente con le
specificità che abbiamo noi.
Anche perché come chi ha potuto vedere il disegno di legge
approvato dal Parlamento nazionale si evince anche a livello
nazionale si sono posti il problema di bonificare il settore, che
da noi ha una sua drammatizzazione, ma è un problema che abbiamo
in tutto il Paese e di regolamentarlo, naturalmente parlo degli
appalti sotto la soglia europea, perché sopra la soglia europea
abbiamo norme europee a cui anche noi dobbiamo attenerci.
Per cui il primo auspicio che io faccio è che quando
riapriamo, nella sessione autunnale, questa Assemblea, questa
Aula, assieme al Governo, metta mano in maniera rilevante a
cercare non dico di recepire, perché vi sono specificità, ma di
darsi un assetto definitivo sul tema dei lavori pubblici,
dell'affidamento dei lavori pubblici, cercando di coniugare
efficienza e trasparenza con esigenza di bonificare il settore,
il mercato di questo settore.
Detto questo, non si può non dire che l'articolo 1
corrisponde ad esigenze reali.
Io credo che molti colleghi abbiano potuto vedere da un
dossier che hanno fatto gli imprenditori siciliani come negli
ultimi anni vi sia stata spesso una turbativa d'asta non
formalizzata, ma nei fatti è stato così, che ha consentito di
affidare gare con ribassi meno dell'1 per cento predeterminate da
bande - io le chiamo bande, non c'è altro termine - che
presentavano buste fasulle, imprese che non erano iscritte,
offerte che erano inammissibili con determinazione di appalti con
meno dell'1 per cento di ribasso così come vi sono state gare, e
in questo dossier benedetto sono elencate, con determinazione di
appalti che superano il 35-40 per cento dei ribassi.
In alcuni casi in tre comuni lo scorso anno si è scoperto
che o trenta o sei o dodici imprese erano inesistenti,
addirittura vi sono casi in un comune della provincia di Catania
in cui, mentre si celebrava la gara, è arrivato un telegramma che
denunciava che una delle buste aperte era di una impresa
inesistente, non iscritta all'Albo, quindi un'impresa fasulla.
Allora, è evidente che c'è l'esigenza di bonificare il
settore, perché è evidente che si è costruito un sistema di
pirateria rispetto al settore stesso che mortifica le imprese
sane e che rischia di fare danni enorme alla pubblica
amministrazione perché voi capite bene che imprese inesistenti o
imprese che formano cordate hanno solo l'obiettivo non di fare
l'opere, ma di accaparrarsi il denaro il pubblico fine a se
stesso o meglio fine ai propri profitti.
Detto questo, e quindi non si può essere d'accordo che con
la filosofia di questa normativa, di questo articolo 1 io voglio
solo fare rilevare alcune incongruenze che vi sono in questo
articolo. Una è quella che diceva il collega Piro, quanto sta
scritto nel comma 4 è intanto messo in rei ipsa nella legge n. 15
del 1968. E, quindi, non ci sono ombre di dubbio che va fatto nel
caso di dichiarazione falsa la denuncia è obbligatorio. Mentre
non sono stati previsti tutti gli altri casi. Anche se io capisco
che è obbligatorio in teoria il Presidente di commissione o la
pubblica amministrazione ha l'obbligo comunque di fare la
denuncia alle autorità giudiziarie. Però il fatto che non lo si
preveda e che nel comma d) c'è scritto quel "limitatamente" è un
fatto, un'ambiguità che può suscitare - come dire -
indeterminazione nel commissario di gara rispetto a quello che
deve fare quando vi sono non solo dichiarazioni false, ma
documenti falsi, o cose di altro tipo. Per cui personalmente,
assieme al mio Gruppo, ho prodotto un emendamento, che è
l'emendamento 1.11, che supera i limiti di questa parte
dell'articolo 1 in cui mette tutto l'elenco.
Io aggiungo che questo emendamento 1.11 non solo supera i
limiti di questa parte dell'articolo 1, ma determina una serie di
paletti rispetto alla parte dell'articolato che prevede che
l'assessore poi darà le direttive per i bandi, per cui
l'assessore nel dare le direttive per i bandi deve tenere conto
di questo comma aggiuntivo che si propone.
Un altro elemento sul quale io invito l'Aula a riflettere è
questo delle ...... Devo dire che io non ho votato in Commissione
questa legge, non ho votato a favore di questa legge, anche se ne
capisco la filosofia. Proprio perché avevo detto, badate che ci
sono alcuni elementi da approfondire e da verificare, e purtroppo
non l'abbiamo approfondito; perché vedete, non è solo quello che
dice l'onorevole Piro, cioè che le ...sono il 25% al ribasso e il
25% in aumento, c'è un dato che aggrava questa situazione, che in
partenza noi escludiamo con il comma 3 di questo articolo 1,
tutti coloro che in partenza hanno fatto una offerta superiore al
20% come ribasso. Allora è evidente che il 25% in questo caso
diventa il 30%, allora non solo si predetermina non chi vince ma
diciamo il margine dei vincitori si predetermina, ma si
predetermina con ribasso minimo, io sono contro i ribassi molto
alti ma i ribassi minimi non possono nemmeno in partenza
predeterminarsi.
Quindi uno sforzo che va fatto in questa Aula è correggere
questa parte dell'articolato perché lascia molto a desiderare.
Non è che per forza dobbiamo adeguarci alla ....che prevede il
10% ma uno sforzo va fatto.
Le ultime cose ed io finisco. L'articolo anche se
approfondendolo lo si capisce, rasenta delle ambiguità in
relazione a quello che deve fare il Presidente di Commissione o
l'Amministrazione che presiede la Commissione, perché io non
capisco cosa significa, conformità di che cosa, quale conformità
deve verificare. Il funzionario può verificare solo la veridicità
delle dichiarazioni, ma tutto questo, fermo restando che possiamo
farlo, è una cosa complicata, perché è complicata, perché deve
verificare se vi sono i versamenti Inps e si deve rivolgere
all'Inps, deve verificare se vi sono i versamenti all'Inail e si
deve rivolgere all'Inail, deve verificare come sta con la Cassa
......e deve rivolgersi agli uffici tributari nel caso di
dichiarazione di bilancio e così via, in una situazione nella
quale questa Amministrazione regionale non ha provveduto a fare
gli uffici regionali per gli appalti negli uffici periferici per
gli appalti e avrebbe consentito una informatizzazione del
settore e avrebbe evitato i ritardi .....
Allora mentre io capisco che abbiamo stabilito che le
offerte si aprono tutte in una volta e si evitano certi guai, è
evidente che questo articolato così com'è va interpretato
attentamente nel senso che i funzionari devono verificare la
veridicità solo delle dichiarazioni non dei documenti presentati
e contemporaneamente ci vuole un impegno del Governo perché con
tutte le altre Amministrazioni pubbliche con le quali bisogna
verificare i documenti o le dichiarazioni fatte, si faccia un
protocollo d'intesa per cui i risultati delle richieste vengono
date subito, non dico il giorno stesso, ma senza perdere tempo,
perché per quanto io ne so, spesso gli uffici a cui ci rivolgiamo
per avere notizie si mangiano un mese, due mesi, non può una gara
essere interrotta per un mese o due mesi.
Allora la preghiera che io faccio è che ci sia da parte del
Governo regionale, se la legge verrà approvata, una attenzione
particolare a questi aspetti che possono anziché facilitare e
snellire le procedure, per guarire una malattia provocarne
un'altra ancora più grave che blocca completamente il settore.
Detto questo e finisco, nel riconfermare che la filosofia
dell'articolo 1 ci va bene, noi riteniamo che gli emendamenti che
abbiamo presentato all'articolo 1 servono a migliorarne la
trasparenza, evitare contraddizioni e per questo faccio un
appello affinché si attenzionano le cose che ho detto e i
tentativi che stiamo facendo per correggerli.
BATTAGLIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA. Onorevole Presidente, onorevole Assessore e
onorevoli colleghi, non c'è dubbio che la discussione che si sta
svolgendo in ordine all'articolo 1 del disegno di legge in
questione non può non tenere conto della discussione che si sta
svolgendo anche nel Parlamento nazionale, che ha approvato alla
Camera il testo che si ritiene definitivo, anche se ha bisogno di
una terza lettura al Senato, della cosiddetta "Merloni ter" ed in
particolare delle previsioni contenute all'articolo 7 del testo
approvato dalla Camera, che affronta appunto la materia dei
criteri dell'aggiudicazione delle gare.
Mi permetto rilevare che quanto sostenuto dall'onorevole
Piro non trova riscontro nel testo approvato dalla Camera, nel
senso che il Parlamento nazionale, onorevole Piro, ha modificato
l'iniziale orientamento di prendere a riferimento le offerte,
scartare diciamo dall'aggiudicazione le offerte che avessero un
ribasso superiore o inferiore nel limite del 10%, superiore del
10% o inferiore, ma ha introdotto un meccanismo assai complesso,
invece di valutazione delle cosiddette offerte anomale, che a mio
avviso così a un primo esame sembrano al sottoscritto
peggiorative rispetto al testo che invece è all'attenzione del
Parlamento siciliano.
Nel senso che il Parlamento nazionale avrebbe, se la lettura
che facciamo così un po' rapidamente, considerato che il testo
l'abbiamo avuto nel corso della giornata odierna, introduce, non
scarta niente se non le cosiddette offerte anomale, non fa taglio
di ali né superiore, né inferiore, ma il Parlamento nazionale
dice che in ogni caso l'aggiudicazione avviene al maggior
ribasso, scartate le offerte anomale e stabilisce cosa si intende
e cosa si deve fare per la valutazione dell'anomalia e nella
valutazione dell'anomalia le offerte veramente anomale
determinano la stessa anomalia, incidono nel determinare
l'anomalia.
Quindi è un meccanismo in cui, in qualche maniera,
l'anomalia può essere guidata, credo, invece, che il meccanismo
proposto nella legge regionale sotto certi aspetti sia di
maggiore garanzia, anche se sono convinto che può ulteriormente
migliorarsi questo meccanismo riducendo la percentuale, in questo
sono d'accordo con l'onorevole Piro, è eccessivo lo scarto del
25% in basso e del 25% in alto, perché questo restringe di molto
la griglia entro cui invece va fatta poi la media.
Probabilmente questo scarto, questo 25%, questa percentuale
può essere ridotta non so al 15, al 20, vediamo un po', insomma,
per far sì che comunque la maggior parte delle offerte possono
essere valutate ai fini della determinazione della media questo
rappresenta un criterio di maggiore trasparenza.
A mio avviso rappresenta un criterio di maggiore trasparenza
rispetto allo stesso testo approvato dal Governo nazionale che
esclude solo le offerte anomale con un complesso calcolo di
percentuali sulle medie aritmetiche dei ribassi, maggiorate dallo
scarto tra la media aritmetica e la media di ciascun ribasso, è
un meccanismo complicato, ma che alla fine può portare
all'assurdo di meglio controllare l'anomalia delle offerte e
quindi di predeterminare in qualche maniera la griglia entro cui
effettuare l'aggiudicazione.
A me, invece, pare interessante, onorevole Assessore, la
introduzione nella legislazione nazionale, in questo senso mi
permetto di valutare, di sottoporle la possibilità di una
presentazione di un emendamento in tal senso, considerato che
alla luce del nuovo Regolamento non è consentito se non al
Governo presentare emendamenti in Aula migliorativi,
l'introduzione del concetto della garanzia.
Noi qui, nella legislazione nazionale, è prevista che ove il
ribasso superi il 10%, sia compreso tra il 10 e il 30%
considerato questo un ribasso eccessivo rispetto ai lavori da
eseguire ove comunque la ditta aggiudicataria avesse fatto un
ribasso compreso tra il 10 e il 30%, ciò nonostante si aggiudichi
la gara la garanzia che deve fornire la ditta aumenta in
proporzione al ribasso effettuato. In questo scoraggiando
ulteriormente la anomalia delle eventuali offerte. Mi pare questa
una utile soluzione al fine di ridurre ulteriormente la
possibilità delle offerte anomale, mi permetto di sottoporre
all'attenzione del Governo e dell'Aula questa possibilità e per
il resto ove il Governo ritenesse di presentare un emendamento
che riduce la percentuale credo che questo potrebbe essere
accolto.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono altre richieste di intervento
sull'articolo 1, si passa agli emendamenti che sono stati già
annunciati.
L'onorevole Zanna intende illustrare i propri emendamenti?
ZANNA. Ritiro tutti gli emendamenti al primo articolo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti dall'1.2 all'1.10 dell'onorevole
Zanna all'articolo 1 sono stati ritirati. L'Assemblea ne prende
atto.
Restano in vita gli emendamenti 1.1 dell'onorevole Piro e
1.11 degli onorevoli Pignataro ed altri.
Onorevole Piro intende illustrare il suo emendamento?
PIRO. L'ho già illustrato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Pignataro intende illustrare il suo
emendamento?
PIGNATARO. L'ho già illustrato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1
dell'onorevole Piro. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SUDANO, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11 degli onorevoli Pignataro
ed altri. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SUDANO, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
all'articolo 1, da parte della Commissione, un emendamento
soppressivo. Poiché nessuno chiede di parlare, lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Giannopolo
ed altri gli emendamenti aggiuntivi 4.12, 4.13, 4.14, 4.11, 4.15,
4.16, 4.17 e 4,18. Sono tutti emendamenti tendenti a istituire
articoli aggiuntivi, trattasi di identica materia di appalti, per
cui la discussione è unificata.
SUDANO, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO, Presidente della Commissione. Io inviterei l'onorevole
Giannopolo a ritirare questi emendamenti, perché ritengo che un
argomento di tale portata non può essere discusso con velocità,
ha bisogno di un momento di meditazione, è una modifica
complessiva della legge sui lavori pubblici. Il disegno di legge
è fatto di quattro articoli, se si aggiungono sessanta
emendamenti, io credo che non si possa affrontare, quindi,
inviterei l'onorevole Giannopolo a ritirare questi emendamenti.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare sulla proposta del Presidente
della Commissione.
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione non ha fatto una
proposta, ha lanciato un appello, se Lei intende accoglierla, lo
dichiari, altrimenti può intervenire per illustrare i suoi
emendamenti.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Presidente io mi permetto di fare rilevare che
questi articoli aggiuntivi presentati qui nella forma di
emendamenti fanno parte di una proposta organica di disegno di
legge di accelerazione e semplificazione delle procedure che è
stata da più di un anno messa in discussione anche ad altri testi
nelle commissioni di merito in particolar modo la IV Commissione.
L'argomentazione secondo la quale adesso non si può
procedere al loro esame perché si verrebbe a riscrivere l'intera
legge, questa argomentazione, mi permetto di dire, non può essere
fatta valere nei confronti di chi, già da tempo si era
preoccupato di avanzare delle proposte tese a sistemare e a
riformare l'intero settore della legislazione sui lavori
pubblici.
Io mi permetto di dire che stante così le cose non ci sarà
mai il tempo di nessuna riforma, voglio dire questa
argomentazione che adesso prescinde anche dalle opinioni
specifiche espresse dal Presidente della IV Commissione, questa
argomentazione è sottoposta alla nostra attenzione ad ogni piè
sospinto.
Noi siamo partiti da una proclamazione di riforme, di
ristrutturazione, di non so che cosa per arrivare adesso al
niente, per arrivare ad affrontare aspetti sempre più parziali.
Io ritengo che nella materia dei lavori pubblici di questi
interventi normativi che sono ipotizzati dagli emendamenti
presentati ci sia assolutamente di bisogno.
Ecco perché non condivido l'opinione del Presidente della IV
Commissione e ritengo che questo Parlamento debba prenderli in
considerazione questi emendamenti posto che fra l'altro sono
assolutamente pertinenti al testo del disegno di legge e
pertinenti anche al contenuto della legge di cui stiamo parlando.
PRESIDENTE. Poiché nessuno chiede di parlare, pongo in
votazione gli emendamenti.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.12.
Il parere della Commissione?
SUDANO, Presidente della Commissione. Per questo
emendamento, poiché si tratta di accettazione di offerte ed è
inerente all'argomento trattato, la Commissione è favorevole, per
gli altri emendamenti è contraria.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MANZULLO, Assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.13. Il parere del
Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Volevo capire l'emendamento
al comma 3, onorevole Giannopolo, mi pare ci sia qualcosa di
incomprensibile, agli articoli 1, 2 e 3 quali? A quali si
riferisce? Se chiarisce l'emendamento potremmo essere favorevoli.
GIANNOPOLO. Se c'è l'interesse ad esaminare l'articolo noi
possiamo anche correggerlo formalmente.
PRESIDENTE. Se lei fa la richiesta noi lo accantoniamo.
GIANNOPOLO. Chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. l'onorevole Giannopolo ha chiesto l'accantonamento
dell'emendamento 4.13. E' accordato.
Si passa all'emendamento 4.14 che è composto da due pagine.
Lo pongo in votazione con il parere contrario della Commissione.
Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.11. Lo pongo in votazione con il
parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.15. Lo pongo in votazione con il
parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.16. Lo pongo in votazione con il
parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.17. Lo pongo in votazione con il
parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.18. Lo pongo in votazione con il
parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
<Completamento strutture portuali
1. Dopo l'articolo 30 della legge regionale 29 aprile 1985,
n. 21 è aggiunto il seguente:
'Art. 30 bis. - 1. E' consentita la realizzazione di
opere marittime volte al completamento di strutture
esistenti, ancorché realizzate in carenza di piano regolatore
o in difformità dallo stesso.
2. A tale scopo si deroga per il rilascio dei nulla osta di
cui all'articolo 30 della legge regionale 12 gennaio 1993, n.
10 e all'articolo 34 del codice di navigazione dalla
conformità al piano regolatore portuale.
3. Il finanziamento di ciascun intervento è subordinato
alla certificazione dell'autorità marittima territorialmente
competente, attestante le condizioni di rischio per la
sicurezza della navigazione e dell'approdo dei natanti, per
l'opera esistente.
4. Le opere da ammettere a finanziamento dovranno essere
risolutive ai fini del conseguimento delle condizioni di
sicurezza e i relativi progetti dovranno essere corredati di
attestazione resa in tal senso dall'ufficio progettista.
5. Le opere così realizzate costituiscono vincolo per la
stesura delle successive pianificazioni portuali.'>
Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
emendamenti: 2.3 dall'onorevole Piro, 2.9, 2.13 e 2.14
dall'onorevole Zanna, 2.4 dall'onorevole Piro, 2.8 dall'onorevole
Zanna, 2.12 dagli onorevole Piro ed altri, 2.1 dagli onorevoli
Zago ed altri, 2.7 e 2.6 dall'onorevole Zanna, 2.15 e 2.16 dagli
onorevoli Zanna ed altri, 2.10 dall'onorevole La Grua, 2.2 dagli
onorevoli Zago ed altri, 2.5 dall'onorevole Zanna e 2.11
dall'onorevole Cimino.
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico altresì che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 201. "Immediata applicazione della normativa sull'impatto
ambientale." Ne do lettura.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTO il DPR 12 aprile 1996 (G.U. 07.09.1996, n. 210) recante
norme di indirizzo e coordinamento per l'attuazione
dell'articolo 40, comma 1, della L. 22 febbraio 1994, n.
146, concernente disposizioni in materia di valutazione
di impatto ambientale;
ASSUNTO che il comma 2 dell'articolo 1 prevede che "Entro nove
mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana del presente atto di indirizzo
e coordinamento, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano provvedono a disciplinare i contenuti
e le procedure di valutazione di impatto ambientale
ovvero ad armonizzare le disposizioni vigenti con quelle
contenute nel presente atto";
OSSERVATO che i nove mesi previsti sono abbondantemente
trascorsi senza che la Regione siciliana provvedesse a
quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 1, e che
tale inadempienza di fatto interferisce con l'attuazione
dei Piani Portuali con notevoli conflitti di competenza e
ritardi burocratici,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a dare immediata attuazione al comma 2 dell'articolo 1 del DPR 12
aprile 1996 provvedendo immediatamente a disciplinare i contenuti
e le procedure di valutazione dell'impatto ambientale."" (201)
BATTAGLIA G. - VILLARI - PEZZINO -
ZAGO- SILVESTRO - NAVARRA
Alla fine della discussione generale dell'articolo 2 sarà posto
in votazione l'ordine del giorno Battaglia, Zanna ed altri.
Presidenza del presidente Cristaldi
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
se è possibile discutere insieme a questo articolo 2 un ordine
del giorno a firma mia e dell'onorevole Battaglia che riguarda la
valutazione dell'impatto ambientale che non abbiamo discusso alla
fine della discussione generale ma siccome inerente a questo
articolo se possibile ....
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, è possibile discutere di tutto
nei dieci minuti a sua disposizione. Se vuole parlare dell'ordine
del giorno che è anche attinente è in perfetta regola.
ZANNA. Sì, però poi lo votiamo con l'articolo o lo votiamo
alla fine?
PRESIDENTE. Lo valuterete voi.
ZANNA. Pochissime battute. Questo è un articolo interessante e
particolare di questo disegno di legge e riguarda appunto, come
di ce il suo titolo, il completamento delle strutture portuali.
Ora lo dico molto francamente e sinceramente a me questo articolo
continua a non convincermi. L'ho detto nella discussione
generale, lo vorrei ripetere qui anche se dalla discussione
generale di due giorni fa ad oggi ho avuto modo insieme ad altri
parlamentari di approfondire le questioni che pone questo
articolo.
Questo articolo parte da esigenze che ritengo comunque
giuste ma da vicende, da casi particolari giuste che questa
Regione deve avere il coraggio, la forza e la volontà di
risolvere.
Ma partendo da esigenze e da problemi giusti allarga il
ventaglio, la casistica, le deroghe alle leggi vigenti in maniera
del tutto esagerata.
Io vorrei ricordare a questa Assemblea che una delle cose
che pesa di più, uno degli interventi che pesa di più, che incide
di più nelle nostre coste, lasciatemelo dire, non è l'abusivismo
delle case o degli alberghi costruiti sulle spiagge o sulle
coste, ma quello che pesa di più nelle nostre coste, per
l'impatto che ha e per le conseguenze che ha sulla natura delle
coste stesse, la formazione, la riformazione, il mantenimento dei
nostri litorali, è la presenza dei porti. E soprattutto quando
questi porti, negli anni, progettati e costruiti, spesso non
ultimati, non sono stati fatti correttamente, come spesso
avviene, questo danno e questa incidenza nelle nostre coste
spesso presentano incidenza rovinosa e dannosa in tutti i sensi,
nel senso che permettono in maniera ancora più facile e incidente
l'erosione delle nostre coste, delle nostre spiagge, questo
avviene ancora con maggiore peso quando, appunto, i porti sono
stati mal progettati e mal realizzati.
Spesso è anche avvenuto che questi errori di progettazione e
di realizzazione non sono stati fatti per caso, per ignoranza di
chi li ha progettati, ma sono stati voluti, scientificamente
pensati e quindi realizzati. Questa è un'altra ragione del fatto
che non avveniva nulla per caso, l'obiettivo era di intervenire
successivamente, spesso con somma urgenza, anche qui cercando di
scavalcare, di superare, di aggirare le regole di trasparenza
nell'aggiudicazione dei lavori e degli appalti, per permettere,
appunto, poi di intervenire con somma urgenza e scavalcare tutte
le procedure.
Detto questo, ripeto, è inutile nascondere e fare un po' gli
ipocriti che questo articolo due nasce da una esigenza e da un
caso specifico che però non ci deve spingere e portare ad aprire
delle maglie che noi in questo momento non possiamo valutare.
Sarebbe più onesto e più chiaro per tutti individuare il
vero problema e la vera questione che non, invece, fare una norma
generale che non so dove ci porterà, non so quanti ne
coinvolgerà, non so quante deroghe e interventi pesanti che non
sarebbero più valutati, approvando questa norma, ci porterà.
Io vorrei fare un esempio. Il comma 1. Io continuo, ripeto,
a non essere convinto di questo articolo ma se posso accettare e
comprendere il fatto che bisogna realizzare il completamento di
strutture esistenti, in carenza di piani regolatori, e quindi
perché c'è un ritardo sulla istituzione, sul voto, sulla delibera
che riguarda il piano regolatore, non capisco perché poi
successivamente si deve aggiungere 'o in difformità dello
stesso'.
Se uno legge questo articolo non sapendo di casi particolari
o del caso particolare, prevedere la difformità dello stesso è un
contro senso, perché dovremmo essere in presenza del piano
regolatore, quindi di una applicazione di leggi, dell'articolo 30
della legge n. 21 del 1985, e andiamo in difformità. Ma perché
inserite queste due parole 'o in difformità dello stesso'?
Proprio perché l'intero articolo nasce su un caso specifico,
particolare, che ha le sue giuste ragioni e che però, se dobbiamo
arrivare con un piccolo intervento al completamento di quel porto
progettato in maniera sbagliata, con un piano regolatore
sbagliato, o si fa in difformità dello stesso o è inutile fare
l'intero articolo.
Ecco perché io insisto a non essere convinto dell'articolo e
se dobbiamo sollevare, così come è stato fatto per Ortigia, un
caso particolare, è più onesto intellettualmente individuare e
risolvere il problema particolare.
Perché non mi convince?
Perché andiamo in deroga ad una serie di norme che la
Regione ha, che io vorrei qui rapidissimamente ricordare.
L'articolo 13 della legge n. 65 del 1981, al comma secondo. "la
redazione dei piani regolatori di cui al precedente articolo 9,
(articolo 9 che poi è diventato articolo 30 della legge regionale
n. 21 del 1985) laddove occorra prevedere strutture a mare deve
essere preceduta da studi specifici diretti ad accertare che le
nuove strutture siano fattibili sotto il profilo anche della
funzionalità e non costituiscano grave pregiudizio per
l'integrità delle coste e degli insediamenti circostanti."
Noi questo lo cancelliamo.
Così come cancelliamo quello che prevede il piano regionale
dei porti ed in particolare tutto l'articolo 30 che prevede la
procedura per questo.
Allora io mi continuo a chiedere, ecco perché non resto
convinto di questo articolo per intero ed ho proposto la
soppressione dell'articolo, del perché noi dopo anni che la
Regione siciliana ha queste norme, la legge 65 del 1981, la legge
21 del 1985, stiamo parlando di 17 o di 13 anni, invece di
seguire la via maestra per risolvere questi problemi, avere i
piani regolatori dei porti ed i piani regolatori generali dei
comuni, ci accorgiamo, dopo diciassette anni, che questo non è
successo e dobbiamo andare in deroga.
Almeno - e concludo il mio intervento - vediamo se l'Aula
non accoglierà l'ipotesi di soppressione di questo articolo e di
sostituirlo con un articolo che individui il vero, il particolare
problema che abbiamo davanti almeno con alcuni emendamenti che ho
presentato insieme ad altri parlamentari, di sistemare meglio
questo articolo per evitare l'eccesso di deroga.
L'ultima cosa che vorrei dire, riguarda l'ordine del giorno
che abbiamo presentato insieme all'onorevole Battaglia: che
almeno la Regione siciliana in questa materia, nella valutazione
di impatto ambientale, si metta in regola e dopo 4 o 5 anni, non
ricordo ora la data esatta del decreto del Presidente della
Repubblica in materia di valutazione di impatto ambientale,
invece dei nove mesi già abbondantemente trascorsi, finalmente la
nostra Regione si assuma la responsabilità di avere gli strumenti
e le strutture per la valutazione diretta dell'impatto
ambientale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mele. Ne ha
facoltà.
MELE. Onorevole presidente, onorevoli colleghi, come gruppo
parlamentare in quarta commissione legislativa, della quale il
sottoscritto fa parte, abbiamo agevolato l'iter approvativo del
disegno di legge 280. Non pensavamo però che all'interno del
disegno di legge sui lavori pubblici, per intenderci sulle
revisioni ed i meccanismi degli appalti, venisse poi calata una
materia che poco ha a che fare direttamente con gli appalti ma
sicuramente più con la costruzione di opere pubbliche.
Devo dire che se avessimo saputo ciò, probabilmente, in
commissione legislativa, avremmo espresso pareri differenti.
Io, devo dire, ho apprezzato l'intervento dell'onorevole
Zanna, il quale però è stato molto soft su questa materia.
La materia in realtà che ora stiamo trattando con l'articolo
2, rispetto all'articolo 1, è una materia totalmente diversa, e
mi permetto di dire che solamente con un escamotage da parte di
qualche componente della commissione si è poi voluto inserire
detta materia all'interno di questo disegno di legge che aveva
una corsia preferenziale e quindi farla arrivare in Aula, per
essere molto esplicito.
Questo disegno di legge che arriva in Aula oggi finisce per
essere un grande calderone: il primo articolo, lo abbiamo già
trattato, parla di esigenze reali, il secondo articolo parla di
problemi che sono totalmente differenti.
Diceva poc'anzi chi mi ha preceduto che la distruzione delle
coste non è addebitabile solamente ai problemi dell'abusivismo, è
addebitabile alla presenza di quei porti che sono stati costruiti
soprattutto in mancanza di piani regolatori. Allora, capisco la
materia, e capisco il fatto che probabilmente ci eravamo illusi
che forse la dimensione dei problemi ambientali fosse già stata
compresa da tutte le parti politiche le quali avevano un
atteggiamento sicuramente propenso. Devo verificare, devo dire
che non è sicuramente così; che stiamo rivedendo in quest'Aula
delle aggressioni rispetto a quelli che sono i temi ambientali
che questo disegno di legge sta portando avanti non solo con
l'articolo 2, ma anche con i successivi articoli.
La discussione, appunto, rispetto all'articolo 2, riguarda
questo problema ambientale e, in particolare riguarda il problema
della cementificazione in Sicilia.
Il problema vero, secondo me, rispetto al problema dei
porti, non è il completamento delle strutture portuali - ora
vediamo perché - il problema vero è l'ulteriore sperpero di
denaro ai danni, ancora una volta, dell'ambiente, in Sicilia,
evidentemente a vantaggio di qualcuno o di qualcosa. Peraltro,
l'articolo non parla solamente delle strutture portuali, il
titolo recita "strutture portuali", ma, nella fattispecie, rivede
tutta la materia rispetto ad alcuni problemi che non sono solo
dei porti, sono delle dighe, dei fiumi, dei laghi, eccetera.
L'unica finalità è quella probabilmente di rifavorire, come
è stato in passato, imprese, di rifavorire i progettisti e voglio
citare alcuni casi, ma ve ne sarebbero centinaia di casi di porti
costruiti in assenza di piani regolatori per i quali oggi ci
troviamo impossibilitati all'utilizzo di quei porti proprio
perché non avevano piani regolatori.
Un esempio: a Trapani, San Vito Lo Capo, costruito con opere
di somma urgenza, senza la presenza di un piano regolatore che ha
totalmente distrutto l'allungamento della diga foranea,
totalmente distrutto la spiaggia di San Vito Lo Capo. Un caso
molto vicino a me, il porto di Terrasini costruito un molo con
opere di somma urgenza da parte del Genio civile e, quindi,
dell'Assessorato dei Lavori pubblici, che poi ha finito per
distruggere buona parte del porto. Il porto di Porto Empedocle,
ma come questo si possono fare decine e decine di altri esempi.
Allora, la cosa più logica, se qualcuno vuole risolvere il
problema delle costruzioni portuali, è affrontare in maniera
seria i criteri di approvazione ed accelerazione nella
approvazione dei piani regolatori delle strutture portuali. Se
il problema è quello, non lo rimandiamo, affrontiamo in maniera
seria e definita, sarebbe legittimo affrontare in maniera
definitiva l'approvazione dei PRG delle strutture portuali.
Quello è un problema che risolve alla base, direbbe un
nostro collega della passata legislatura "taglia la testa al
topo", taglierebbe la testa al toro definitivamente approvando i
piani regolatori, sarebbe come dire in quest'Aula "continuiamo a
costruire le città in mancanza di piani regolatori urbanistici".
E' questo che noi stiamo facendo sostanzialmente, è questo
che noi stiamo perpetrando in questa Aula, addirittura si prevede
di stravolgere l'articolo 30, lo ricordava l'onorevole Zanna,
della legge 10/93, rispetto alla valutazione di impatto
ambientale.
Noi abbiamo detto, quest'Aula ha stabilito che, con
l'articolo 30 della legge 10, in mancanza di valutazione di
impatto ambientale, o meglio, nelle more della definizione dei
criteri di approvazione di impatto ambientale, l'Assessorato al
territorio avrebbe dovuto supplire.
Noi sostanzialmente stiamo andando ad eliminare anche il
comma primo dell'articolo 30 della legge 10 quando dice " in
attesa dell'emanazione di una organica normativa in materia di
valutazione e impatto ambientale, sono sottoposti a preventivo
nullaosta dell'Assessorato regionale al territorio e all'ambiente
i progetti di cui alle opere ... tra cui le strutture portuali.
Noi andiamo ad eliminare anche il parere da parte
dell'assessorato al territorio. Allora la verità è che non
stiamo tentando di risolvere o di capire come realizzare alcune
strutture portuali che necessitano di completamento, la verità è
che quando si va a scrivere in un disegno di legge, in uno dei
commi si autorizza la costruzione dei porti "anche in difformità
rispetto ai piani regolatori" vuol dire che ci sono degli
interessi specifici, perché se il piano regolatore è lo
strumento guida, rispetto alla edificazione del territorio, delle
strutture portuali, se noi andiamo a scrivere una legge "anche in
difformità dei piani regolatori" vuol dire che qualcosa puzza,
scusatemi, è evidente ed è lapalissiano - direbbero "Quelli della
notte".
Allora, la verità è che non si vuole approvare, non si vuole
accelerare la costruzione delle strutture portuali, probabilmente
sarebbe più serio e più logico - ed ho concluso, signor
Presidente - se qualcuno dicesse: "occorre per problemi specifici
completare la struttura portuale X, Y". Sarebbe molto più serio,
sarebbe molto più onesto intellettualmente che non continuare a
distruggere il nostro territorio, ma soprattutto sperperando
miliardi ad aziende che in Sicilia hanno costruito porti e che
purtroppo oggi sono anche attenzionate parecchio da varie Procure
della Repubblica siciliane.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Fleres, vorrei fare osservare innanzitutto alla
Commissione, poi al Governo e poi all'intera Aula il contenuto
del comma due dell'articolo 2 con il quale si intende con legge
regionale, con norma regionale derogare all'articolo 34 del
Codice della navigazione.
PIRO. Lasciamolo, così l'impugna il Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. Io mi permetto fare osservare la pericolosità di
una tale norma che porterebbe ad un eccesso di potere del
Parlamento regionale sino a rasentare la incostituzionalità. Ora,
se è voluto per provocare una questione costituzionale sui poteri
non posso che prenderne atto, se invece si ritiene di risolvere
il problema mantenendo il comma due dell'articolo 2, pensando di
dare una soluzione si va sicuramente verso un impatto. Questo lo
dico per un atto di riflessione. Onorevole Battaglia così è,
essendo stato un modesto esperto di problemi demaniali, grazie
allo Stato, in età giovanile, io ho il dovere di farlo osservare.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, Lei ha invitato, giustamente, il Presidente della
Commissione e il Governo a una riflessione; se mi consente vorrei
invitare a una riflessione il Governo, l'assessore ai lavori
pubblici e il presidente della Commissione in riferimento al
punto 8 dell'articolo 1 della legge che stiamo esaminando.
PRESIDENTE. E' stato già approvato.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Sì
Presidente, siccome questa legge - scusi io sono arrivato con
ritardo - serve per accelerare la spesa pubblica, con questo
punto noi blocchiamo gli appalti in Sicilia, altrimenti qualcuno
mi deve spiegare cosa significa, blocchiamo tutto
inevitabilmente, perché recita, se mi si consente, nel seguente
modo "Con direttive ...
PRESIDENTE. Onorevole assessore, io non posso consentirle di
intervenire su un articolo già approvato.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, con questo articolo noi blocchiamo gli appalti
totalmente in Sicilia..
PRESIDENTE. Ma il Governo deve regolarsi prima, anche la
Commissione e l'intero Parlamento.
PIRO. Vede che fa fare l'assenza del Governo in Commissione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io non
voglio fare un intervento tecnico relativo all'articolo 2, vorrei
fare un intervento politico, nel senso che la filosofia che ha
ispirato l'articolo 2 sembra essere quella del completamento
delle strutture esistenti e della accelerazione delle procedure
relative al completamento delle strutture esistenti.
In Sicilia in questo momento, onorevole Presidente,
onorevoli colleghi, esistono circa 80 "strutture portuali" e
utilizzo questo termine improprio perché, in realtà, porti che
possano definirsi tali ce ne sono pochissimi, se escludiamo i
porti più importanti, quello di Catania, di Palermo, di Messina,
di Augusta e pochi altri, i rimanenti cosiddetti "porti" tali non
sono, poiché sono esclusivamente dei semplici approdi.
Mi sono occupato in passato della materia per ovvie ragioni
che derivavano dalla mia funzione di assessore alla pesca. E,
allora, posso dire, onorevole Zanna, onorevoli colleghi,
onorevole Presidente, che se l'intendimento dell'articolo 2, che
certamente può essere corretto, migliorato, perfezionato (possono
essere escluse le parti che dovessero essere incompatibili, come
quella che ha individuato l'onorevole Presidente dell'Assemblea),
è un conto; se, invece, si intende, come dire, non accelerare il
processo di completamento di queste strutture, voglio dire che il
rimedio è peggiore del male, perché la presenza di strutture
portuali incomplete ha determinato, quella sì, un'alterazione
dell'ambiente, un'alterazione delle coste. Perché, per esempio,
come sicuramente i colleghi sanno, la presenza, di un braccio, di
un approdo in cemento non corretto o non completo determina un
aumento di detriti, diciamo così, da una parte dell'approdo
stesso, e uno svuotamento, dall'altra. Questo progressivamente
provoca l'abbattimento dell'approdo che, a sua volta, determina
una modificazione, soprattutto dei fondali.
Allora, voglio dire che purtroppo, per errori che certamente
non sono riconducibili all'attività di questa Assemblea in carica
e probabilmente neanche della precedente, dato che si tratta di
strutture per lo più vecchie, noi ci troviamo di fronte ad una
struttura di portualità quasi completamente insufficiente e del
tutto incompleta che ha provocato, questa sì, cioè quella
esistente non completata, problemi di alterazione ambientale,
problemi anche di inquinamento in alcuni casi, perché la presenza
di bracci in cemento ha talvolta impedito il deflusso degli
scarichi, laddove ci sono gli scarichi, laddove ci sono i
depuratori, ecc.; ha provocato difficoltà per chi dovrebbe
esercitare l'attività di pesca e non può esercitarla perché la
non chiusura del "porto", cosiddetto, mette, per esempio, le
barche, i pescherecci in condizioni di essere aggredite dalle
onde del mare che non trovano resistenza nel momento in cui non è
chiuso il porto stesso.
Allora, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che il problema posto dal Governo e dall'articolo 2 sia un
problema reale e completare accelerando le procedure per la
realizzazione di queste strutture sia un nostro dovere. Non solo
per l'effetto che queste strutture determinano nell'economia
portuale siciliana, nell'economia peschereccia e marittima, ma
anche relativamente alla tutela ambientale che una struttura
portuale completa può determinare, anche alterando la morfologia
delle coste, paradossalmente, e una struttura portuale incompleta
invece, sicuramente, provoca con danni che non sono controllabili
e che non sono programmabili.
Onorevoli colleghi, faccio appello al senso di
responsabilità, ma soprattutto allo spirito che ha voluto la
predisposizione dell'articolo 2 del disegno di legge, affinché
vengano eventualmente corrette le discrasie che il testo stesso
presenta, ma non venga trascurata l'importanza della sua
filosofia, poiché è una filosofia che non solo esalta la funzione
delle strutture esistenti con il suo completamento, difende
l'ambiente e consente l'utilizzo economico di quanto è stato già
realizzato, che diversamente verrebbe del tutto sprecato.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Piro, lei può intervenire sulla
discussione generale dell'articolo 2. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, io credo di avere maturato qualche
anno di esperienza in questa Assemblea per non avere anche
consapevolezza del fatto che a volte si affrontano problemi
incancrenitisi nel corso del tempo e la cui mancata soluzione,
spesso o qualche volta comunque, è peggiore della soluzione
stessa. Quindi mi rendo conto che rispetto a fattispecie
specifiche, a situazioni particolari, si possa determinare la
necessità di provvedere una norma particolare, anche una norma a
volte derogatoria da contenuti generali della legislazione.
Mi sono però sempre espresso però, e credo che qui tutti i
deputati che insieme a me hanno qualche anno di esperienza in
questa Aula lo sanno, perché situazioni specifiche si
affrontassero come situazioni specifiche indicandole con nome e
cognome e non si cercasse attraverso la riconduzione in una
fattispecie fintamente astratta e generale la soluzione a
problemi estremamente particolari.
Perché dico questo? Perché io mi rendo conto che si sono
determinate qua e là nella nostra Regione, situazioni che
probabilmente non sono state volute né determinate dai presenti o
che si sono determinate nel passato.
Ci saranno delle responsabilità e mi auguro che vengano
accertate e che queste situazioni sono meritevoli di soluzioni.
Bene, allora si dica che il porto di Roccacannuccia e il
porto di Vattelappesca, e il porto di Borgomarinaro hanno bisogno
di un intervento particolare. Non c'è niente di strano,
personalmente sono disponibile ad accettare una norma anche
derogatoria che miri a risolvere queste particolari situazioni
meritevoli di attenzione.
Ciò che non si può accettare, signor Presidente e signori
deputati, è che per fare fronte a situazioni generali si instauri
una normativa che non è derogatoria rispetto al particolare ma
che diventa derogatoria in senso generale fino al punto di
diventare essa norma di contenuto generale astratto che vale per
tutte le situazioni, qual è la norma che abbiamo in esame. Perché
Innanzitutto qui addirittura aggiungiamo un articolo alla legge
sui lavori pubblici che già esiste, infatti aggiungiamo un
articolo 30 bis, è ovvio che se aggiungiamo ad una legge organica
un articolo vogliamo per intanto farlo diventare anch'esso
organico, anche se non fosse così basterebbe attenersi al
contenuto dell'articolo.
Il contenuto dell'articolo prevede infatti una normativa
generale e astratta che si attaglia a tutte le situazioni oggi
esistenti nella Regione, siano esse meritevoli dal punto di vista
sociale, dal punto di vista economico, siano esse non meritevoli
sotto nessun punto di vista. Portuali, marittime, barriere di
frangiflutti perché in questo momento qui non è chiaro se ci si
riferisce solo alle opere portuali o si riferisce a tutto, anzi
direi che ci si riferisce a tutto.
Sotto la dizione opere marittime ci si riferisce a tutto.
Nono è poi accettabile che si operi con questo articolo una
sanatoria generalizzata di tutto l'abusivismo che in materia di
opere portuali e marittime è stato fatto nella nostra Regione.
Anche sotto questo profilo, signor Presidente, ha
estremamente significato, pregnanza quanto da lei detto poco fa e
che lei, signor Presidente dell'Assemblea ha posto all'attenzione
di tutta l'Assemblea.
Siccome si opera una sanatoria generalizzata di tutto quanto
abusivamente è stato realizzato in materia di opere marittime e
portuali nella nostra Regione, inevitabilmente si mira a sanare
anche quelle opere che sono state realizzate in violazione del
codice della navigazione.
Come è noto e come mi insegna l'avvocato Grippaldi, nonché
nostro esimio collega, al codice della navigazione sono connesse
anche sanzioni, sanzioni anche di natura penale. Operando in
maniera surrettizia una sanatoria, perfino delle violazioni al
Codice della navigazione, tangiamo il limite che non possiamo
tangere, che è quello delle sanzioni di carattere penale.
Qui io ritrovo, Signor Presidente dell'Assemblea, un altro
fondamentale motivo per richiamare l'attenzione dell'Assemblea
sul possibile rischio che in questo modo si incorra in una
violazione di carattere costituzionale.
Terzo problema: ma, insomma, chi le ha fatte queste opere?
Qui non siamo in presenza del cittadino, che spinto magari dal
bisogno o da qualsiasi altro istinto, si realizza una casa, una
villetta, anche laddove non avrebbe dovuto realizzare, qui siamo
in presenza di pubbliche amministrazioni che, con finanziamenti a
carico delle finanze pubbliche, abusivamente ed in violazione
delle leggi esistenti, nazionali e regionali, hanno realizzato
opere abusive.
Di questo si tratta, si tratta cioè di opere che sono state
realizzate nel clima che ormai nel nostro paese è conosciuto come
il clima di Tangentopoli, in cui le opere si facevano a
prescindere dal fatto che fossero opere formalmente legittime, in
violazione delle norme urbanistiche, in questo caso in violazione
delle norme che regolano la realizzazione delle opere a mare.
Ma perché non sono stati fatti i piani regolatori? E' noto
che la procedura per i piani regolatori urbanistici è
estremamente complessa, articolata, difficile spesso da
realizzarsi, non mi pare che altrettanto possa dirsi per i piani
regolatori portuali.
Dice, infatti, l'articolo 30, così come sostituito
successivamente dalla legge 21/85: "I piani regolatori dei porti
regionali sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente, sentito il C.R.U. e il Comune
interessato.
La redazione dei porti di seconda categoria, seconda e terza
classe compete all'Assessorato regionale per il territorio e
l'ambiente, che può delegare il Comune interessato; la redazione
dei piani regolatori di porti di quarta classe è di competenza
dei Comuni. L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
e i Comuni possono avvalersi dell'Ufficio genio civile opere
marittime; sui progetti di piano regolatore dei porti sono
obbligatori i pareri consultivi dei seguenti enti: Ufficio del
Genio civile per le opere marittime, Capitaneria di Porto,
Comando marittimo autonomo della Sicilia, Comando zona fari,
Comando Vigili del fuoco, Compartimento delle Ferrovie dello
Stato, Dogana".
Basta una conferenza dei servizi, la maggior parte di questi
sono enti che dipendono addirittura dalla Regione, basta una
conferenza dei servizi in un giorno per acquisire il parere di
tutti questi enti che poi sono sei o sette.
Allora non c'è nessuna particolare complessità, anzi si
tratta di una procedura estremamente semplice che fa capo, nella
stragrande parte, addirittura all'amministrazione regionale. Non
c'è nessuna giustificazione, né formale, né sostanziale per il
fatto che sono stati letteralmente buttati a mare centinaia di
miliardi in dispregio delle norme, in dispregio delle leggi,
realizzando opere che in gran parte si sono rivelate non solo
pesanti dal punto di vista dell'impatto ambientale, ma
addirittura pericolose per la navigazione, distruttive delle
coste, che hanno cambiato il regime delle acque, eccetera.
E perché è necessario che si faccia il piano regolatore dei
porti? Non per un'astratta aderenza o soltanto per un'astratta
aderenza alle norme o perché bisogna programmare. Un piano
regolatore dei porti si fa innanzitutto su uno studio accurato,
particolareggiato del regime dei venti, del regime delle
correnti, sul regime di sedimentazione, sulle spiagge, proprio
per evitare che l'introduzione di barriere, di moli, di banchine
possa modificare in maniera irreparabile il regime delle coste,
per questo si devono fare i piani regolatori.
In conclusione, se si vuole, e ripeto posso addirittura
manifestare il mio assenso, si individuino quelle opere
nominativamente che si ritengono meritevoli di essere portate a
compimento - anche se si tratta di operare in deroga alla
normativa vigente - e si faccia la norma, non è assolutamente
accettabile per quanto ci riguarda ed è sicuramente foriero di
rischi concreti, dal punto di vista della costituzionalità della
norma, prevedere una norma astratta e generale di sanatoria come
qui è stata proposta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vicari. Ne ha
facoltà.
VICARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 2
sul completamento delle strutture portuali ritengo che oggi
costituisca una valvola di sfogo molto importante per la nostra
Regione.
Non tanto, così come ha detto fino a questo momento
l'onorevole Piro, per andare a sanare ciò che si deve ancora
sanare, ma perchè consente a tutti quei territori, che non hanno
porto o hanno un porto incompleto, di ristrutturare anche la
propria economia e rassicurare sia la flotta peschereccia che poi
un' eventuale nautica da diporto, settori che in alcuni comuni
della nostra Isola determinano lo sviluppo e il sostentamento di
moltissime famiglie anche in alcuni casi del 50 per cento della
popolazione.
Con questo articolo si permette di accelerare notevolmente
le procedure attuali rimanendo però un problema fondamentale che
è quello dei finanziamenti.
Il quarto comma di questo articolo, onorevole Assessore,
prevede che i relativi progetti dovranno essere corredati di
attestazione, resa in tal senso dall'Ufficio progettista.
Su questo vorrei dal Governo e dalla Commissione un
chiarimento, perchè, per esempio, per i porti di seconda classe,
quarta categoria, queste opere, la progettazione e quant'altro è
demandata per legge agli enti locali, cioè ai comuni.
I comuni oggi hanno questo compito, laddove esistono i piani
regolatori e ci sono comuni con porti di seconda classe e quarta
categoria, hanno queste competenze, in questo modo non soltanto
non si chiarisce bene cosa si intende per Ufficio progettista, ma
si va indietro comunque rispetto allo spirito di decentramento
che impernia anche la nostra Regione, che è quella di
decentrare il più possibile i comuni.
Non soltanto qui non si decentra, ma per di più al comune
che ha oggi questa prerogativa per legge gli viene tolta e viene
demandata all'Ufficio progettista, che notoriamente è l'Ufficio
del Genio civile opere marittime.
In questo senso io, signor Presidente, chiedo un chiarimento
dal Governo su cosa effettivamente si intenda per Ufficio
progettista e di valutare contestualmente la possibilità che, per
quei comuni che hanno i porti legati alla seconda classe, quarta
categoria, vengano mantenute le prerogative che gli enti locali
oggi hanno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Battaglia. Ne ha
facoltà.
BATTAGLIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
innanzitutto, esprimere un giudizio positivo, un consenso a quei
colleghi che giustamente esprimono una preoccupazione per la
necessità di tutelare il più possibile le coste siciliane.
Dico questo perchè non credo che, in quest'Aula e comunque
tra i proponenti della norma, tra cui il sottoscritto, ci sia
l'interesse invece opposto.
Lungi da me e credo anche da altri colleghi, che si
convincono della bontà di questo disegno di legge, l'obiettivo di
distruggere le coste siciliane, ne credo si possa parlare
propriamente in questo caso di costruzioni abusive.
E' fin troppo evidente che un porto non si costruisce in una
notte abusivamente, come si fa una casa sulla costa.
Il porto per essere costruito, e quelli di cui stiamo
parlando sono porti realizzati, sono tutti provvisti delle
relative autorizzazioni, sono per lo più porti costruiti con
finanziamenti regionali, che hanno tutte le autorizzazioni
previste dalle autorità marittime e necessarie per essere
realizzati e si tratta comunque di strutture già esistenti per
le quali si pone il problema di completarle.
Noi possiamo anche decidere, onorevole Mele, che le
strutture esistenti non si debbano completare, ritenendo quello
già fatto abusive.
Allora, se è così, dobbiamo distruggere quelle già fatte
perchè abusive, se abusive sono, oppure lasciarle così come
sono...
MELE. Oppure fare i piani regolatori.
BATTAGLIA. Oppure lasciarlo così come è, ma se lo lasciamo così
come è, dobbiamo sapere che ha ragione l'onorevole Fleres,
qualsiasi intervento a mare, che non sia un intervento a mare
pensato, per determinare condizioni di sicurezza per la
navigazione, si trasforma in una barriera frangiflutto pura e
semplice che tanto danno ha determinato alle cose siciliane,
perchè un braccio a mare, l'inizio di un porto costruito, se non
completato poi nella maniera conforme alla progettazione, altro
non è che un intervento che distrugge le coste siciliane.
Allora, possiamo fare finta di non vederli questi porti in
Sicilia, ci passiamo e ci facciamo il bagno, ci andiamo con le
nostre barche, ma non li vediamo.
Sappiamo che sono tutti interrati, sappiamo che sono tutti
porti che stanno trattenendo sabbia sottratta alle coste
limitrofe, che stanno arrecando danni irreversibili alle coste,
ma dobbiamo far finta che questo problema non esista.
Perchè si pone il tema, onorevole Mele, onorevole Piro,
perchè si pone? Perchè ad un certo punto il sindaco di una
città - diciamolo chiaro, perchè non è che ci sono problemi a
dire chi è che ha posto il problema - il sindaco di una città,
con la marineria di quella città, con i clubs nautici di quella
città, che è il Sindaco di Vittoria, pone un problema relativo al
porto di Scoglitti, poi si scopre che non si trattava solo del
porto di Scoglitti.
Il fatto che si invochi qui una norma particolare,
dimenticando che le norme devono essere generali ed astratte per
definizione, è un tema anche questo, non è che si può fare una
norma per dire che si deroga solo per Scoglitti, perchè, gli
altri porti che sono combinati nella stessa situazione che cosa
sono?
Il tema si è posto e si è posto il tema di come fare a
completare un porto che la Capitaneria di porto ha ritenuto
pericoloso per la navigazione, come si fa a completarlo?
L'Assessorato dei lavori pubblici di questa Regione
sostiene che si può completare in assenza ed in difformità ai
piani regolatori, perchè il porto, nella parte costruita, fu
realizzato senza piano regolatore e la legge regionale consente
all'autorità regionale di costruire porti anche senza piano
regolatore. Per cui non è abusivo.
L'Assessorato del territorio e dell'ambiente ha, invece,
emanato una circolare con la quale ritiene che sia indispensabile
acquisire il nulla-osta di impatto ambientale e di conformità al
piano regolatore portuale: cioè in questa stessa Regione due
assessorati sostengono due tesi diverse.
A complicare la vicenda interviene la legislazione statale
che introduce una serie di ulteriori elementi e si apre il grande
dibattito in Sicilia se la legislazione statale si applichi o non
si applichi, grande tema anche questo.
Va recepita, non va recepita, la legge n. 84 sui porti si
applica, non si applica? A ulteriori grandi difficoltà.
Il dato è che si è fatta una Conferenza dei servizi -
signor Presidente, lei lo ricorderà, perchè l'ha convocata
proprio Lei nella qualità di Presidente dell'Assemblea, dopo
essere stato in quella città a prendere visione del fatto - e la
Conferenza di servizi si conclude con la possibilità di non
mettere d'accordo le parti, e le parti sono la Regione siciliana,
cioè due assessorati di questa Regione; che rimangono ciascuno
fermo nella propria posizione.
Alla fine si dice, da parte dell'Assessorato dei lavori
pubblici, che l'unica possibilità che si introduce è quella che i
porti possano essere completati anche in assenza di piano
regolatore.
Ma, onorevole Mele, possono essere completati in assenza ma
anche quello costruito è in assenza. Non è che quello costruito è
conforme al piano regolatore e quello che si deve completare è
in assenza. Tutto quello che c'è è in assenza di piano
regolatore.
E, ripeto, se quello che è costruito in assenza di piano è
abusivo, bisogna dire che va demolito; se quello che è in
assenza non deturpa l'ambiente e le coste bisogna dire che va
mantenuto.
Ma se noi sappiamo che quello costruito non è abusivo e così
com'è è pericoloso per la navigazione e per tutela delle coste
abbiamo il dovere di intervenire e di fare qualche cosa che serve
a completarli per dare sicurezza alla navigazione e tutela
ambientale.
Dopo di che io sono tra quelli che sostengono che
probabilmente gran parte di questi interventi forse erano
inutili, gran parte di questi interventi forse sono stati fatti
per interessi di altro tipo, di tangentopoli, non so di che cosa.
Ma la situazione di cui oggi dobbiamo prendere atto è questa, non
è che possiamo far finta che non sia questa la situazione.
E la situazione si può solo derogare con una norma che
consenta questo. Poi per avere le dimensioni del problema, nella
fattispecie del porto di cui ho parlato, si tratta di un
intervento a completamento per un miliardo e 700 milioni. Cioè
stiamo parlando non di chissà quali opere, di chissà quali
interessi di appalti, stiamo parlando per lo più di opere
costruite con i provvedimenti cosiddetti "di somma urgenza". E i
provvedimenti cosiddetti "di somma urgenza", onorevole Zanna e
onorevole Mele, sono per opere fino a 300 milioni.
Quanti sono Assessore per i lavori pubblici? Adesso fino a
500. Non stiamo parlando quindi di chissà quali operazioni
finanziarie, di chissà quali interessi speculativi per cui io
divento uno che sta difendendo gli interessi di chissà quali
appaltatori, o chissà di quale costruttori di porti. Qua stiamo
parlando di strutture che si sono fatte sotto gli occhi di tutti
noi in quelle condizioni; per cui oggi si pone solo il problema
di completarli.
PIRO. Anche se qualcuno le aveva denunciate.
BATTAGLIA. Sì, tutte le inchieste che ci sono. Ma non ne
rispondiamo né io né lei, onorevole Piro. Oggi il problema però è
non fare come lo struzzo che per non vedere quello che sta
avvenendo - sta avvenendo veramente la distruzione delle coste e
veramente la insicurezza per la navigazione - facciamo finta di
niente e diciamo non facciamo niente, non demoliamo, non
completiamo, non facciamo nulla. E siamo tutti a posto con la
nostra coscienza.
Si tratta quindi di un intervento di saggezza, non di
speculazione. dal quale non è possibile prescindere se vogliamo
affrontare il problema.
Per il resto il Presidente sollevava un problema che è
relativo alla deroga all'articolo 34 del Codice della
navigazione.
Signor Presidente non stiamo derogando dall'articolo 34 del
Codice della navigazione perché è evidente che non lo possiamo
fare. All'articolo 34 del Codice della navigazione c'è scritto
che bisogna munirsi del nulla osta di conformità al piano
regolatore. Siccome stiamo parlando di porti per i quali non c'è
il piano regolatore, non ci può essere nessuna autorità in grado
di rilasciare un certificato di conformità al piano regolatore.
PRESIDENTE. Onorevole Battaglia, le chiedo scusa. Con tutta
franchezza, - poi voi fate come credete perché io non ho motivo
per giudicare improponibile una proposta, lei poi potrà
continuare - vorrei esprimere la preoccupazione della Presidenza
perché, così come è formulato, può portare ad impugnative.
Voglio leggere l'articolo 34 del Codice della navigazione:
"Con provvedimento del Ministro per la Marina mercantile, su
richiesta dell'Amministrazione interessata, determinate parti del
demanio marittimo possono essere destinate ad altri usi pubblici,
cessati i quali, riprendono la loro destinazione normale".
Mi consenta di dirle che non comprendo la ragione per la
quale debba essere scritta qui una deroga a ciò che invece si fa
con una sola legge.
BATTAGLIA. Signor Presidente, io non ho problemi a sopprimere
questo riferimento, che debbo dire ho introdotto nel disegno di
legge sol perché così mi è stato suggerito dai
funzionari dell'Assessorato, tuttavia se non è indispensabile
non abbiamo problema a sopprimerlo.
E' sempre possibile approfondire la questione e si può
sopprimere in qualunque modo. Lo voglio dire, signor Presidente,
per evitare che la sua osservazione, prima di leggere il testo,
possa apparire all'Aula come chissà quale ulteriore tentativo di
stravolgimento della legge nazionale sui porti.
Si tratta di cose che sono come io le dicevo. Dopodiché,
onorevole Mele, onorevole Piro, noi siamo perfettamente d'accordo
uno a stabilire che si tratta di opere marittime portuali, e c'è
un emendamento dell'onorevole Piro in tal senso, per cui non
pensiamo né alle barrire frangiflutto né a qualsiasi altro tipo
di operazione, di chissà quale natura. C'è l'emendamento in tal
senso che stabilisce la questione. Che ci si vuole limitare alle
strutture portuali non c'è dubbio. Che si tratta di piccoli porti
che hanno questo tipo di problema non c'è dubbio e non vediamo
alternativa alla soluzione, per cui io sono, come lei,
preoccupatissimo della tutela delle coste, non mi faccia apparire
come chi vuole sanare costruzioni abusive, perché è evidente che
non si tratta di costruzioni abusive.
GRIPPALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero sul
punto di rinunziare all'intervento, perché Ella, con la
puntualità consueta, ha toccato un punto sul quale mi sono
sentito professionalmente richiamato dall'amico onorevole Piro e
lei lo ha colmato sostanzialmente.
Però il mio intervento non era inerente esclusivamente alla
dizione letterale del comma 2, dell'articolo 2 del disegno di
legge concernente la deroga, almeno apparentemente, all'articolo
34 del Codice della navigazione.
Ciò non è cogente e può rimanere nell'ambito di una
normativa di assoluta autonomia regionale, se è vero, come è
vero, che con la legge n. 10 possiamo, senza nulla sfiorare
delle preclusioni normative nazionali, intervenire su strutture
che appartengono al nostro ordinamento istituzionale normativo,
sarei dell'idea, e Ella mi ha preceduta e la ringrazio
Presidente, che questo articolo 34 del Codice della navigazione
non possa essere sfiorato, o se lo è potrebbe comportare
complicanze e pertanto non è una deroga violatrice di sacre norme
perché il comma 1 del testo di legge, e ribadisco ai colleghi
Zanna e agli altri che mi hanno preceduto, il completamento delle
opere appartiene ad una storia che ha da finirsi.
Quando queste opere sono state costruite e noi non abbiamo,
Presidente, agli atti, né l'Assessore per i lavori pubblici,
credo, possa oggi, o l'Assessore per il territorio e l'ambiente,
portarci il calendario dell'esistenza o dell'essere di queste
strutture, sarebbe interessante sapere se ciò che oggi
l'onorevole Zanna vede come violazione potenziale o in atto
all'ambiente non sia una sopravvenienza di carattere normativo
che al momento della nascita di queste strutture verosimilmente
non esisteva. Tutto ciò che è di natura sopraggiunta ovviamente
oggi viene considerato in maniera allarmata come una preoccupante
realtà da fronteggiare con gli strumenti della sagacia e della
censura parlamentare ad evitare ulteriori disastri.
Ma, a quanto pare, signor Presidente, onorevoli colleghi,
noi bloccando questo disegno di legge non facciamo altro, come ha
detto qualcuno prima di me, che nasconderci dietro un dito,
mettere la testa sotto la sabbia e lasciare in maniera incompleta
strutture, Presidente, note a tutti che potrebbero avere, da una
applicazione urgente, sensibile del Parlamento e degli organi
dell'Amministrazione regionale, delle aperture di potenzialità
assolutamente rilevanti sul piano della produttività, delle sane
e proficue attività marinare, nelle quali i porti, Presidente,
non sono semplicemente delle rigorose strutture a carattere
geografico-ambientale, ma hanno una valenza economico-sociale,
quando completati, rigorosamente ancorati alle leggi
sull'ambiente, al momento del loro completamento, assolvono a
quegli scopi di natura economico-sociale, pulsiva delle attività:
Ed in tal senso, Presidente, nella mia commissione sul disegno di
legge della pesca, all'articolo 11, abbiamo ritenuto di
sensibilizzare l'attenzione del Parlamento e - ci sia consentito
- anche degli organi dell'Amministrazione regionale, ponendo
all'articolo 11 il coordinamento della portualità regionale.
Attualmente di porti si interessano: l'Assessorato Lavori
pubblici; l'Assessorato Ambiente; l'Assessorato Turismo.
L'Assessore per la cooperazione, che è proponente del disegno di
legge, giustamente reclama che nell'attività dei porti vi sono
delle interconnessioni che non sono di natura strutturale ma
l'attività portuale significa la pesca.
Ma io inserisco il versante, signor presidente, della
attività turistica che in Sicilia non decolla perchè non c'è un
approdo turistico degno di tal nome; perchè la Sicilia pur
essendo....
ZANNA. Perchè non c'è onorevole Grippaldi?
GRIPPALDI. ...onorevole Zanna, non sono uccelli questi, non è
pernice..parliamo di vele, parliamo di attività velica, onorevole
Zanna. Ella sa che il turismo dell'attività velica non scende in
Sicilia perchè non c'è un porticciolo.
Io rammento a quest'Aula che sono stato senatore della
Repubblica anche fino a S. Agata di Militello e quindi mi sono
occupato anche di spadare, onorevole Zanna e come amo il mare io
che non ce l'ho se lo immagini.
Dicevo, Presidente, e concludo, per non tediare i colleghi,
che questo articolo 11 del disegno di legge che esaminerete da
qui a poco, prevede finalmente un momento di attenzione. Ed in
ciò ho colto anche, come sempre, un intendimento pragmatico del
collega Piro, allorquando chiede, forse al di là delle allarmate
preoccupazioni sull'articolo 34, per un certo verso giustificate
ma per altro verso superabili, perchè la questione penale
potrebbe già essere superata per il pregresso dalle prescrizioni
purtroppo maturate e delle quali nessuno ha colpa . E trattandosi
di reati contravvenzionali, la più dilatata delle prescrizioni è
quattro anni e mezzo. Quindi diciamo che per il pregresso non
andremmo incontro a conseguenzialità di nessun genere, al di là
di ogni esigenza giustizialista.
Per il futuro la deroga all'articolo 34 può essere modulata
o addirittura saltata perchè si tratterebbe di attività di
carattere burocratico e di intervento che non violano i principi
della normativa nazionale.
Per quanto attiene, ribadisco, alla necessità dei
completamenti, il mio intervento è solo come dichiarazione di
voto, Presidente, e nella qualità - se mi consente - di modesto
presidente di una commissione che spazia per quelle attività
produttive che tutti insieme, nessuno escluso, intendiamo avviare
sui binari, non solo della speranza ma della realizzazione.
I porti turistici della Sicilia, quella centralità
mediterranea nella quale noi abbiamo sempre messo il dito e
sottolineato la pregnanza e l'importanza fa si che in quest'Aula
cominci a nascere la diversa cultura dell'attenzione.
Completare l'esistente non significa perseguire strade di
dissacrazione ambientale. Completare ciò che esiste significa,
nella vigenza delle leggi attuali, non attraverso la
stigmatizzazione di norme che non esistevano e che oggi si
pretenderebbe di applicare a strutture che quando furono
realizzate probabilmente non erano nell'ottica e nella vigenza di
norme di oggi.
Io penso che il Parlamento possa e debba aprovare questo
intervento sui completamenti che sicuramente non stravolge la
normativa e la struttura ambientale dei nostri siti portuali e
correre presto, anzi prestissimo a prevedere degli interventi
finanziari delle risorse disponibili perchè sui porti c'è
un'altra grande fascia delle attività produttive - non
dimentichiamo che la nostra Isola circondata com'è per la
estensione dei suoi siti litoranei - è una delle più grandi
potenzialità che la nostra attenzione di parlamentari dovrebbe
cominciare a prevedere nell'area di quel recupero produttivo di
un'intera regione che, ovviamente, langue su altre massacranti
situazioni che ogni giorno ci affanniamo per tentare di
recuperare.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, pongo in
votazione l'ordine del giorno numero 201.
VICARI. Avevo richiesto una risposta al Governo
PRESIDENTE. Se il Governo non vuole rispondere...
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Diciamo che già c'è un emendamento
presentato su questo caso sull'"Ufficio progettista"; visto che
si potrebbe creare confusione è giusta l'osservazione
dell'onorevole Vicari di togliere "Ufficio" e di lasciare
"progettista". C'era già l'emendamento...
ZANNA. Onorevole, cè un emendamento nostro.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 201 "Immediata
applicazione della normativa sull'impatto ambientale", a firma
degli onorevoli Battaglia Giovanni, Villari, Pezzino, Zago,
Silvestro, Navarra. Ne do lettura:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTO il DPR 12 aprile 1996 (G.U. 07.09.1996, n. 210) recante
norme di indirizzo e coordinamento per l'attuazione
dell'articolo 40, comma 1, della L. 22 febbraio 1994, n.
146, concernente disposizioni in materia di valutazione di
impatto ambientale;
ASSUNTO che il comma 2 dell'articolo 1 prevede che "Entro nove
mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana del presente atto di indirizzo e
coordinamento, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano provvedono a disciplinare i contenuti e le
procedure di valutazione di impatto ambientale ovvero ad
armonizzare le disposizioni vigenti con quelle contenute
nel presente atto";
OSSERVATO che i nove mesi previsti sono abbondantemente trascorsi
senza che la Regione siciliana provvedesse a quanto
previsto dal secondo comma dell'articolo 1, e che tale
inadempienza di fatto interferisce con l'attuazione dei
Piani Portuali con notevoli conflitti di competenza e
ritardi burocratici,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a dare immediata attuazione al comma 2 dell'articolo 1 del DPR 12
aprile 1996 provvedendo immediatamente a disciplinare i
contenuti e le procedure di valutazione dell'impatto
ambientale>>.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla trattazione
degli emendamenti.
ZANNA. Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione
che si è condotta fino ad ora sull'articolo 2, sinceramente
continua a non convincermi delle mie argomentazioni nel non
accogliere questo articolo, quindi, io manterrò l'emendamento
soppressivo di questo articolo.
Perchè io non rimango convinto e non mi hanno convinto le
argomentazioni dei parlamentari che sono intervenuti invece a
sostegno di questo articolo che è stato proposto. Noi siamo in
presenza, così come hanno detto alcuni, di 80 porti - ha detto
l'onorevole Fleres - da ultimare e dobbiamo trovare una soluzione
al completamento di questi 80 porti.
Ora io vorrei dire in premessa che non accetto, perchè la
ritengo, onorevole Grippaldi, ormai una questione abbondantemente
superata, si fa soltanto propaganda e demagogia a riproporla qua.
Io non accetto la divisione in questo Parlamento tra
ambientalisti "bacchettoni" che non hanno nessun legame con la
società, con gli interessi, con soggetti organizzati, in questo
caso i pescatori, e sono arretrati e sono contro lo sviluppo
della Sicilia, contro il turismo della Sicilia, invece una parte
del Parlamento che invece vuole lo sviluppo, vuole i turisti,
vuole le barche e si vuole assumere il grande compito di
risolvere nodi che questa Regione ha da decenni.
La divisione non è questa onorevole Grippaldi, la divisione
è un'altra come vogliamo risolvere questi nodi, come vogliamo
risolvere il fatto che ci sono da decenni ormai, da alcuni anni
in alcuni casi, 80 porti in Sicilia - continuo a dare i numeri
che ha dato l'onorevole Fleres - da completare. Come li vogliamo
completare? La divisione sta in questo, non sta tra chi non vuole
fare le cose e vuole mettere la testa sotto la sabbia e chi
invece, avendo un ruolo di governo o che vuole averlo nel futuro,
li vuole risolvere.
Allora, a questa domanda non c'è la risposta che hanno detto
alcuni parlamentari e cioè che c'è chi vuole mettere la testa
sotto la sabbia, lasciare quello che c'è che crea pericolo, che
crea danni economici perché ci sono i pescatori che non possono
infilare le barche. Li ho incontrati pure io i pescatori di
Sferracavallo che hanno il porto insabbiato e portano le barche a
Terrasini che non è insabbiato, ma è comunque un porto incompleto
e presumo che rientrerà in quegli ottanta da completare.
L'alternativa non è di abbattere quello che c'è, quindi già
c'è lo spettro di prendere delle misure e di aver sprecato dei
soldi per opere inutili e ora ne sprechiamo altri soldi per come
vogliamo risolvere. No, la soluzione non è questa.
La soluzione che ci viene prospettata che a questi problemi
che la Regione ha, a queste opere incompiute che la Regione ha,
al danno economico che tanti pescatori hanno o tanti turisti
hanno, non c'è la soluzione della deroga, solo della deroga così
come viene proposta, ma c'è una via maestra quella scritta nelle
nostre leggi, da 17 anni, quella di fare i piani regolatori dei
porti.
Allora, onorevole Fleres, lei che spesso e anche di recente
ha fatto da questa tribuna battaglie di moralità e di
trasparenza, perché non si intesta una battaglia per vedere quali
sono le responsabilità perché in 17 anni non sono stati
completati questi porti...
AULICINO. C'è una commissione di inchiesta...
ZANNA. No, onorevole, lei è arrivato adesso e prende il primo
uccello che vola in questa sala.
Mi chiedo perché invece di trovare la ennesima deroga,
l'ennesima proroga non incominciamo ad individuare le
responsabilità e, perché no, delle procedure più rapide di fare
le cose che sono scritte nelle leggi. Che così come sono state
lette qui, l'articolo 30 che ha modificato l'articolo 9 della 65,
sono semplici e lineari.
C'è stata una classe politica e una classe burocratica che
negli anni non ha voluto applicare le leggi. Ce lo chiediamo il
perché questo è avvenuto? Le vogliamo trovare le
responsabilità, le colpe, se ci sono, politiche, istituzionali
non della magistratura, sono affari degli altri, di una classe
politica che non le ha volute fare queste cose.
Non mi interessano nomi e cognomi, individuiamo chi sono e
vediamo quali sono le responsabilità. Siccome ci sono e siccome
ha avuto tutto il tempo di fare le cose per bene e che i percorsi
sono lineari, allora non è mancanza di leggi, non è mancanza di
altro se non la mancanza di una volontà di fare le cose giuste e
corrette. Allora a questo non si può rispondere con l'ennesima
proroga e l'ennesima deroga alle leggi, si risponde, ed è questa
la differenza ed è quello che caratterizza una nuova classe
dirigente in questa regione, quella di fare le cose come dice la
legge, applicando la legge.
Vogliamo porre delle accelerazioni? Che già però sono
previste se sono così semplici quelle contenute nell'articolo 30.
Ne vogliamo fare altre? Ma la risposta non può essere uguale a
quella del passato, cioè le proroghe e le deroghe. Le risposte
sono quelle di fare quello che c'è scritto nelle leggi, fare i
piani regolatori dei porti.
Vogliamo introdurre una novità? Vogliamo finalmente pensare
che i porti non sono una cosa estranea al contesto nel quale
incidono e cioè del comune, del territorio dell'entroterra del
porto. Vogliamo legare i piani regolatori dei porti ai piani
regolatori dei comuni? Facciamolo. Facciamo un passo in avanti,
di avanguardia rispetto al resto d'Italia, ma questa è una
novità, non una deroga rispetto alle responsabilità che qualcuno
non si è voluto assumere o volutamente non si è voluto assumere,
perché in attesa della proroga e della deroga e dopo alcuni anni
questo Parlamento è pronto a votare.
Queste considerazioni mi portano a dire che continuo a
rimanere contrario a questa proroga, a questa deroga.
L'ultima considerazione: il completamento. Chi lo giudica
questo completamento. Onorevole Presidente, un porto si può
completare in tanti modi, se ha due braccia e bisogna fare il
terzo braccio, chi lo decide se è giusto farlo dal lato sinistro
o dal lato destro?
Noi adesso abbiamo finalmente, dopo quattro anni di ritardo,
votato un ordine del giorno per impegnare il Governo ed avere gli
strumenti per la valutazione di impatto ambientale previsti anche
per i porti turistici, per i porti di cui stiamo discutendo. Ma
con questa norma che stiamo facendo non solo andiamo in deroga a
questa futura valutazione di impatto ambientale che la Regione
deve darsi, ma a quelle valutazioni già previste dall'articolo 9
della legge n. 65. Le cancelliamo. Chi giudica la valenza,
l'opportunità, la correttezza, l'impatto di queste misure di
completamento? Nessuno le giudicherà. Saranno aggiudicate,
affidate ai progettisti, che poi sono normate nei commi
successivi.
Io credo che anche per questo argomento, di trovare degli
strumenti perchè anche i completamenti necessari e giusti, di
tutti gli 80 porti, non si è voluta scegliere la strada che,
secondo me, continua ad essere quella maestra e corretta: di
individuare quali sono le questioni precise, puntuali da
affrontare e risolvere, soprattuto dove si è seguito un percorso
che si è interrotto per alcune responsabilità o per qualcune
storture. Ma sanare tutti quelli che hanno delle responsabilità
volute, cercate e applicate - le saniamo con un articolo -
francamente mi sembra fuori luogo, esagerato, in più prevedendo
che quelle giuste opere di completamento che bisogna fare e che
bisogna realizzare non vengono valutate da nessun organismo, così
come tutte le altre opere che finora sono state fatte e che
bisognerebbe continuare a fare per quanto, ovviamente, mi
riguarda.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, mi pare che sia stato intanto
accettato l'emendamento che propone di limitare soltanto alle
opere portuali la portata dell'articolo. Ma questo è un aspetto
importante, ma non centrale della questione.
La questione vera è questa, signor Presidente, a mio modo di
vedere: nessuno si rifiuta, e se l'onorevole Battaglia avesse
ascoltato il mio intervento avrebbe avuto conferma di quello che
qui sto dicendo, di prendere in considerazioni situazioni che si
sono determinate e che meritano una soluzione. Nessuno si
rifiuta; c'è la buona predisposizione a che questo venga fatto.
Il problema vero è che l'onorevole Battaglia e quanti altri
sono intervenuti in questa direzione non si pongono il problema
contrario. Cioè, non si pongono il problema, se, attraverso la
predisposizione di una norma molto ampia, non solo si risolve un
problema particolare, che merita di essere risolto, ma si finisce
col sanare tutti i problemi esistenti, anche quelli che non sono
meritevoli di nessuna soluzione e che, anzi, dovrebbero essere
affrontati e risolti in altro modo.
Ora, io non credo che l'intento di chi ha presentato il
disegno di legge, sostiene l'emendamento, sia questo. Sia, per
essere chiaro, onorevole Presidente, autorizzare ope legis il
completamento di tutte le opere marittime portuali avviate, anche
quelle che non dovevano essere avviate, anche quelle che non
hanno nessuna caratteristica per essere completate,
sostanzialmente per consentire ad una, due aziende massimo che
in Sicilia hanno lavorato sui porti di continuare a fare quello
che hanno fatto sino a questo momento. Non credo che sia questo
l'intento. Anzi escludo che sia questo l'intento di chi ha
presentato l'emendamento
Però bisogna rendersi conto se, per caso, l'effetto che si
ottiene non è solo quello di realizzare il porto di Scoglitti,
che io considero un fatto importante, così come qualche altra
cosa che ci può essere ... Peraltro io vivo in una città che ha
questo problema, lo conosco e mi rendo conto che il problema c'è.
Ma dicevo chiaramente non si può, nel raggiungimento di un
obiettivo, conseguire un effetto che non è desiderato e che
addirittura si presenta con le caratteristiche della negatività.
Questo è l'effetto che si raggiunge, quello di operare ope
legis l'autorizzazione al completamento di tutte le opere senza
passare da nessun altro organismo, cioè non c'è più nessuno che
deve fare una valutazione sulla effettività, tranne l'autorità
portuale che deve rilasciare il certificato della pericolosità.
Ora, per il modo in cui sono state realizzate le opere,
l'autorità portuale, il certificato che quelle opere
rappresentano un pericolo per la navigazione lo rilascia per
tutte perché è vero, perché qui troviamo conferma di quanto
fossero perniciose queste opere perché tutte rappresentano
l'effettivo pericolo per la navigazione e allora non può essere
soltanto questo il filtro che consente di stabilire quali opere
sono meritevoli e quali no.
In questo senso anche e non solo per gli altri problemi che
ho già indicato nel corso della discussione generale, ho
presentato un emendamento il 2.4 che mira a sostituire i primi
due commi dell'articolato e che attribuisce all'Assessorato al
Territorio il compito di autorizzare il completamento delle
opere.
Vede, esiste già nella nostra legislazione la possibilità
che possano essere autorizzate opere non conformi agli strumenti
urbanistici. L'articolo 7 della legge 65 del 1981 che è una
delle leggi che hanno disciplinato la pianificazione urbanistica,
successivamente modificata da questa Assemblea e per ultimo con
la legge 40 del 95, prevede per l'appunto le procedure che devono
essere osservate nel caso in cui ci si trovi in presenza di
opere, l'articolo 7 parla di opere di interesse statale o
regionale, ma per carità, possiamo anche fare a meno di
considerare questa eventualità cioè eliminarla completamente,
debbano essere realizzate in difformità agli strumenti
urbanistici, è previsto infatti che queste opere vengano
autorizzate dall'Assessorato al Territorio con il parere del Cru
soltanto quando i Comuni interessati siano dissenzienti,
altrimenti con il parere del Comune e con una autorizzazione
previa ovviamente una istruzione fatta dagli uffici
dell'Assessorato al Territorio.
Allora, vogliamo introdurre un filtro minimo che consenta di
potere stabilire che alcune opere si possono e si devono fare,
altre è meglio che non vengano fatte, vogliamo fare una norma
conforme, una normativa già esistente se nel caso adeguandola se
si ritiene che non sia in questo momento applicabile così com'è.
Noi abbiamo proposto questo emendamento, è un contributo,
uno sforzo che abbiamo fatto nel tentativo di dare una risposta
positiva, quindi non rifiutandoci di dare una risposta, ma
cercando di trovare una soluzione che non sia una deroga
generalizzata, assoluta e aperta a chissà quali altre soluzioni,
ma un tentativo ragionevole, peraltro dentro quanto già previsto
dalla legislazione vigente di potere trovare un percorso che
consenta di potere completare quelle opere che effettivamente si
presentano con le caratteristiche di opere necessarie e che
meritano di essere completate.
PRESIDENTE. Si passa alla discussione degli emendamenti. Se
nessuno chiede di parlare sugli emendamenti, dichiaro chiusa la
discussione generale sugli emendamenti. Si passa quindi alla
votazione degli emendamenti.
Emendamento 2.3 dell'onorevole Piro. L'articolo 2 è
soppresso. Onorevole Piro, è mantenuto il suo emendamento 2.3 di
soppressione dell'articolo?
PIRO. Sì, è mantenuto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SUDANO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.13 a firma dell'onorevole
Zanna. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SUDANO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.14 a firma dell'onorevole
Zanna. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SUDANO, presidente della Commissione. Contrario.
ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire solo per ribadire un concetto che già ho espresso, io
continuo a pensare che la via maestra per risolvere questi
problemi è quella di accelerare, se vogliamo, ma comunque di
applicare le leggi che abbiamo e finalmente avere i piani
regolatori dei porti che tengano conto ovviamente, mi pare una
cosa scontata, di quello che c'è.
Posso comunque comprendere, anche se non lo condivido,
perché ero per la soppressione di prevedere che il completamento
avvenga in carenza dei piani regolatori, ma mettere poi che
questo completamento avvenga in difformità dei piani regolatori,
francamente mi pare un assurdo perché abbiamo il piano
regolatore, è in vigore, è applicato, è approvato, ma andiamo in
difformità, mi pare veramente una deroga eccessiva.
Quindi mantengo l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.14. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.4 a firma dell'onorevole Piro. Lo
pongo in votazione.
Il parere del Governo?
BATTAGLIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
nessuna difficoltà ad ammettere che l'emendamento proposto
dall'onorevole Piro rappresenta, dal mio punto di vista, un punto
in avanti rispetto a quello soppressivo, in qualche maniera
l'onorevole Piro si pone il problema di consentire che i lavori
di completamento possano avvenire.
Ciò nonostante, signor Presidente, onorevoli colleghi, io
sono contrario all'emendamento per due ragioni.
Primo, perché a stabilire quali opere possono essere
completate e quali no rimarrebbe l'assessorato regionale al
territorio e all'ambiente, ora se abbiamo detto che attorno alle
strutture portuali ci sono stati grandi affari, tangentopoli e
così via, è come dire di porre l'assessore al territorio e
all'ambiente di fronte alla possibilità di essere arbitro unico
delle strutture esistenti e a subire quindi tutte le pressioni
possibili e immaginabili.
Ora io non ho dubbi sulla tenuta dell'assessore al
territorio e all'ambiente, ma credo che esporlo a giudizi di
questa natura e a pressioni di questa natura sarebbe eccessivo,
mi pare un modo per lavarsene le mani.
Due, perché l'assessore per il territorio e l'ambiente
potrebbe autorizzare opere in difformità e non in assenza,
l'articolo in questione parla di difformità, cioè esattamente il
contrario di quello che sosteneva lei onorevole Zanna, cioè si
possono fare solo quelle in difformità, quelli in assenza non si
possono fare, quelli in assenza di piano regolatore, le strutture
portuali sono quasi tutti in assenza di piano regolatore, quindi
non risolverebbe il problema.
Non solo l'assessore diventerebbe arbitro unico, potrebbe
autorizzare solo opere in difformità e non in assenza del piano
regolatore e per farlo dovrebbe dire che è d'interesse statale o
regionale e comunque c'è bisogno del parere dei Comuni
interessati, se i Comuni interessati hanno un parere difforme del
Comitato regionale per l'urbanistica, cioè del C.R.U.. Abbiamo
deciso che non si deve fare, che ci vuole la Commissione
legislativa dell'ARS e così complichiamo la vicenda a meno che
non si decida di fare quello che diceva l'onorevole Piro, cioè di
togliere la dichiarazione di porto di interesse pubblico,
regionale o statale, di dire che non solo quelle in difformità ma
anche quelle in assenza, ma nella sostanza se facciamo tutto
questo ritorniamo alla norma precedente, ecco, perchè io in ogni
caso sono contrario, dopo di che ovviamente mi pare evidente
Presidente che parlo a titolo personale non voglio impegnare in
questo, voglio liberare i colleghi del Gruppo da qualsiasi
possibilità di votare liberamente.
MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, volevo,
rispetto all'emendamento proposto dal nostro Gruppo parlamentare,
ricordare quanto affermato nell'emendamento. L'emendamento
sostanzialmente ricorda e ribadisce che è possibile con
l'articolo 7 della legge 65 intervenire su alcune strutture
portuali che necessitano di interventi speciali, in particolare
evidentemente il riferimento è alle strutture portuali di
interesse statale o regionale, allora mi chiedo, se il problema,
intanto rispondendo all'onorevole Battaglia, la individuazione di
un porto, abbiamo porti di quattro classi e di quattro categorie,
viene data dallo Stato per tutti i porti dello Stato italiano,
quindi la classificazione dei porti non la fa nè lei, nè il, nè
tanto meno l'Assessorato territorio ambienti, abbiamo quattro
classi di porti a queste classi di porti corrispondono quattro
categorie di porti.
Se il problema che alcuni porti regionali non rientrano
nella competenza statale e nella competenza regionale, ampliamo i
porti, ampliamo alla proposta fatta dal Gruppo parlamentare della
Rete includiamo i porti in natura regionale o locale, dopo di che
io voglio capire una cosa, non capisco perchè tanta difficoltà
e tale problema nel dovere togliere il "sentito il parere
dell'ente locale". Non è possibile, cioè sono state costruite
dalla Regione siciliana decine di strutture portuali senza avere
il parere dell'ente locale del comune interessato.
BATTAGLIA. Onorevole Mele, è al contrario. Il parere va
sentito... E' quello del CRU che mi preoccupa.
MELE. ....ma sa quando lei mi viene a dire rimandare tutta la
responsabilità all'Assessore al territorio, ma l'Assessore al
territorio vuole oneri, voglio dire la Regione siciliana deve
controllare sulle proprie strutture, è ridemandato a esprimere
pareri proprio su queste strutture territoriali, allora non è
possibile sicuramente togliere il "sentito il parere dell'ente
locale interessato", sono state costruite ripeto strutture
portuali in assenza dei piani regolatori senza interpretare
neanche e senza alcuna volontà da parte dell'ente locale
interessato. Dopo di che io voglio ribadire un concetto che
qualcuno ha già espresso prima: non si comprende perchè al comma
2, visto che stiamo poi trattando in maniera specifica questo
emendamento, perchè debba rimanere anche in difformità rispetto
ai piani regolatori approvati, ai piani regolatori delle
strutture portuali approvate.
A questo punto io gradirei che chi ha scritto questo
articolo spiegasse quale interesse,in senso lato voglio sperare,
ci sia dietro anche in difformità ai piani regolatori approvati,
perchè se il piano regolatore diventa lo strumento guida di
costruzione o di un porto o della città la preoccupazione per la
quale bisogna andare in difformità a un piano regolatore.
Allora, diceva giustamente, l'onorevole Piro, prima individuiamo
sarebbe molto più logico le strutture portuali che hanno bisogno
di intervento detto che lo ricordo all'Assessore lavori pubblici
e all'assessore al territorio, con le opere di somma urgenza, con
l'attuale legislazione regionale si può intervenire in casi di
estrema urgenza, se noi abbiamo il porto di Scoglitti o non so
quale altro porto che versa in condizioni disastrose il Sindaco
di Scoglitti può fare istanza al Genio Civile opere marittime con
l'attuale legislazione regionale e chiede un intervento di somma
urgenza per il completamento della struttura ed io
ricordo, diversamente da quanto dice l'Assessore, che le opere di
somma urgenza si fermano a 500 milioni, possono fare benissimo
lotti di 500 milioni per l'ammontare dell'importo complessivo
dell'opera stessa, che sarebbe la cosa più logica se ne andrebbe
del completamento di una struttura portuale.
SPEZIALE. Questo è reato.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente.
Presidente, ci sono stati una serie di interventi di autorevoli
colleghi che hanno disquisito sulle parole 'in conformità' o 'in
difformità' del piano regolatore dei porti.
Opere in Sicilia costruite in difformità ai piani
regolatori, quindi abusivi, non ce ne sono, perché sono stati
tutti costruiti con finanziamenti pubblici e quindi non possono
essere in difformità ai piani regolatori, semmai possono
essere...
PRESIDENTE. onorevole Lo Giudice, Lei ha firmato atti per
smantellare e sono state già smantellate decine di strade
realizzate con i fondi pubblici, le strade con i fondi pubblici
sono state autorizzate su demanio marittimo, sono state tutte
smantellate, quindi, mi permetto dirle che il fatto che sia stato
erogato il finanziamento pubblico, non significa che sia stato
dal punto di vista tecnico legittimata la costruzione.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente.
Presidente, stiamo parlando di due cose diverse, di porti
costruiti in difformità al piano regolatore generale e non ce ne
sono.
Seconda cosa, tanto rumore per nulla, perché il bilancio
dell'Assessorato dei lavori pubblici non contiene una lira, tutto
questo discorso va fatto sicuramente per intervenire in un paio
di posti, uno è il porto di Scoglitti dove c'è urgenza di
intervenire, per un mini intervento in assenza di piano
regolatore, quindi, tutto questo articolo, tutta questa
discussione alla fine serve solo per destinare un interesse ad un
porto ben particolare, conseguentemente se è possibile limitare
l'apertura di questo articolo quindi per quanto mi riguarda
quest'emendamento può anche essere accettato.
PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 2.4 dell'on.le Piro
è stato presentato l'emendamento della Commissione 2.4.1.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PIRO. Presidente, effettivamente, rileggendo l'emendamento mi
sono posto un problema, me lo ha fatto sorgere l'intervento
dell'onorevole Lo Giudice.
Siccome la norma non ha una scadenza, vorrei suggerire che
si mettesse nelle strutture esistenti alla data di entrata in
vigore della presente legge, perché la legge siccome poi resterà
in vigore potrebbe scattare...
BATTAGLIA. Senza piano regolatore non se ne possono fare.
PIRO. Onorevole Battaglia, non sia così sicuro. Una prudenza,
così il problema è superato.
PRESIDENTE. Il Governo o la Commissione accettano l'invito
dell'onorevole Piro? Sono gli unici che possono presentare
l'emendamento.
SUDANO, Presidente della Commissione. Lo possiamo accettare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.4.1 a firma
della Commissione.
BATTAGLIA. Presidente, questo significa che se è in difformità
del piano regolatore non si può fare.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. E'
'in assenza', non 'in difformità'
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice io la invidio. Era meglio
quando era mio collaboratore. Stia calmo. Non ci sono sindaci
che non sono responsabili di qualche cosa.
Pongo in votazione l'emendamento 2.4.1 presentato dalla
Commissione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
con il voto contrario dell'onorevole Battaglia.
L'appello dell'onorevole Piro è accolto dalla Commissione,
che ha presentato quindi un emendamento che recita: "dopo le
strutture esistenti alla data di entrata in vigore della presente
legge".
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione definitiva l'emendamento 2.4 così come
risulta essere stato emendato. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SUDANO, Presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.8 dell'onorevole Zanna. Onorevole
Zanna, lei lo mantiene?
ZANNA. No, è precluso.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.17, sempre dell'onorevole Zanna.
ZANNA. E' precluso anche questo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.1.
PIRO. E' superato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.7.
PIRO. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.15 dell'onorevole Zanna.
Onorevole Zanna, mi permetto di dirle - e chiedo scusa
all'Assemblea - che a me pare più corretta la definizione del
punto tre, così come esitata dalla Commissione e le spiego la
ragione: le concessioni demaniali hanno diverse autorità che
possono rilasciarle. Le Capitanerie di porto le rilasciano per un
certo periodo di tempo. Le direzioni marittime per un altro
periodo di tempo e poi ci sono altri organi superiori per altri
periodi di tempo. Quando lei dice "è subordinato alla
certificazione dell'autorità marittima territorialmente
competente" lei lascia ... non deve dire che è la Capitaneria di
porto, perché può darsi che sia la direzione marittima la
competenza. E lei si troverebbe ad avere una misura deficiente
sotto l'aspetto ...
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, la mia preoccupazione, che poi chi è
più esperto e competente di me me lo può chiarire, è che la
denominazione che noi usiamo nel testo prevede tali e tali figure
in posti periferici del nostro territorio, l'isola di Ustica, che
per la qualità professionali, le competenze, l'autorevolezza,
hanno un livello tale che non gli permette una valutazione ...
questa è la mia preoccupazione.
PRESIDENTE. Le concessioni demaniali sono autorizzate grazie
anche a quanto dispone il Codice della navigazione. L'articolo 36
del Codice della navigazione disciplina chi concede le
concessioni demaniali. Le concessioni demaniali non vengono
concesse da autorità inferiori al capo del compartimento
marittimo. Per cui può essere fatta l'istruttoria da parte del
locamare, del circomare, ma la concessione viene data o dal capo
del compartimento o dal direttore marittimo o addirittura da
autorità superiore.
ZANNA. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.6 a firma dell'onorevole Zanna
che prevede la soppressione del punto 4.
ZANNA. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.10 che è in relazione
all'emendamento 2.2.
ZANNA. Si possono discutere insieme all'emendamento 2.16. E'
una riformulazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se viene approvato
l'emendamento 2.16, vengono assorbiti gli emendamenti 2.2 e 2.10.
Onorevole Zanna, siccome l'aspetto è delicato, la Commissione
sarebbe orientata ad approvare l'emendamento 2.10. Per lei è
risolutivo il problema o no?
BATTAGLIA. Posso spiegare perché secondo il mio punto di vista
è giusto l'emendamento 2.16? Signor Presidente chiedo di parlare
per dichiarazioni di voto sull'emendamento 2.16.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA. Signor Presidente l'emendamento 2.16, l'emendamento
2.10 e l'emendamento 2.2, come giustamente Ella ha fatto
rilevare, sono strettamente legati. Il problema, però, a mio
avviso è meglio affrontato con l'emendamento 2.16 perché, qual è
il problema? Trattandosi di opere, tra l'altro, dopo
l'emendamento approvato, che debbono essere dichiarate di
pubblica utilità, interventi di pubblica utilità, è chiaro che la
progettazione deve essere risolutiva per far venir meno le
condizioni di insicurezza. Però il progetto che deve essere
risolutivo non è detto che venga finanziato tutto insieme perché
tal volta le finanze della Regione non consentono di disporre di
finanziamenti tali da consentire l'intervento finanziato tutto.
L'emendamento tende a dire che il progetto deve essere
risolutivo e il finanziamento può avvenire anche per stralci. Che
è risolutivo lo deve attestare il progettista. Questo è il senso
dell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 2.16 avvertendo che in caso di approvazione vengono
assorbiti l'emendamento 2.2 e l'emendamento 2.10. Abbiamo il
parere favorevole della Commissione sull'emendamento 2.16 e anche
del Governo. Lo pongo in votazione
Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.2 e l'emendamento 2.10 risultano assorbiti.
Si passa all'emendamento 2.5 che prevede la soppressione del
comma 5.
ZANNA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi possiamo mettere in votazione definitiva
l'articolo 2 così come risulta essere stato emendato.
Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti aggiuntivi.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Presidente, intervengo per spiegare il mio
emendamento. Innanzitutto questo emendamento deriva da un
disegno di legge da me presentato che dalla conferenza dei
capigruppo è stato inserito tra le priorità da portare in Aula. E
questo disegno di legge la presidenza dell'Assemblea lo ha
demandato alla quarta commissione, quindi c'è la competenza.
Considerato che si all'articolo 2 di completamento di
strutture portuali e visto che le leggi dovrebbero essere
generali ed astratte e non solo ed esclusivamente per singoli
porti, così come ha fatto notare l'onorevole Lo Giudice, io sono
convinto che per risolvere il problema della portualità siciliana
dobbiamo attribuire le competenze o ad un assessorato soltanto o,
addirittura, al presidente della Regione.
Questo vuole essere l'emendamento da me presentato,
considerato che si parla di completamento di strutture portuali e
visto che in Sicilia per potere fare il dragaggio in un porto è
diventata una situazione ormai insostenibile perché ci vogliono
un minimo di dieci pareri.
Io sono convinto che trattandosi di completamento di
strutture portuali la competenza in questo caso può anche entrare
in discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, lei è di un garbo particolare,
ma purtroppo l'emendamento non può essere giudicato proponibile
perché se anche si aggancia ad un articolo che prevede il
completamento di strutture portuali, siamo in materia di lavori
pubblici, mentre con questo emendamento, che pure è stato
individuato come materia tra le cose prioritarie, ma non può
essere incluso in questo disegno di legge che prevede
tassativamente materia di lavori pubblici e specificatamente e
successivamente soltanto quelle dell'articolo 21 e, comunque
vada, nella prima parte, anche volendo fare riferimento ad una
questione più elastica, non può essere inserito.
Mi rendo conto che se c'è un disegno di legge che può
prevederlo sarei ben lieto ma, purtroppo, nonostante il suo garbo
non posso giudicarlo proponibile.
CIMINO. Il mio disegno di legge che contiene solamente questi
due articoli dalla presidenza dell'Assemblea è stato inviato alla
quarta commissione, allora vuol dire che deve andare in prima
commissione..
PRESIDENTE. Viene demandato alla competente commissione. Se
l'emendamento arriva in un disegno di legge compatibile può
essere approvato e si ha la copertura finanziaria ma qui non
posso accoglierlo.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
<Abrogazione di norme
1. E' abrogato il comma 3 dell'articolo 17 della legge
regionale 29 aprile 1985, n. 21, così come modificato
dall'articolo 23 della legge regionale 12 gennaio 1993, n.
10.
2. E' abrogato il comma 8 dell'articolo 30 della legge
regionale 29 aprile 1985, n. 21.
3. E' abrogato l'articolo 50 della legge regionale 29
aprile 1985, n. 21.>
E' aperta la discussione sull'articolo 3. Poiché nessuno
chiede di parlare, dichiaro chiusa la discussione sull'articolo
3.
Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati i seguenti
emendamenti: 3.4 dall'onorevole Piro, 3.7 dall'onorevole Zanna,
3.8 dall'onorevole Forgione, 3.2 dagli onorevoli Zago ed altri,
3.6 dall'onorevole Zanna, 3.8.1 dagli onorevoli Piro e Mele, 3.5
dall'onorevole Zanna, 3.9 e 3.11 dagli onorevoli Piro e Mele, 3.3
dall'onorevole Zanna, 3.10 dagli onorevoli Piro e Mele.
Dichiaro aperta la discussione sugli emendamenti e chiedo
intanto ai firmatari, presentatori degli emendamenti, se
intendono illustrarli.
Onorevoli colleghi, poiché nessuno dei presentatori chiede
di parlare, si passa alla votazione degli emendamenti.
Pongo in votazione l'emendamento 3.4 dell'onorevole Piro:
"L'articolo 3 è soppresso". Il parere della Commissione?
SUDANO, presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.4 si vota contestualmente
all'emendamento 3.7 ed anche contestualmente all'emendamento 3.8,
che viene fatto proprio dall'onorevole Martino per assenza del
firmatario onorevole Forgione.
Pongo in votazione gli emendamenti 3.8, 3.7, 3.4, con il
parere favorevole della Commissione e del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Conseguentemente l'emendamento 3.2 è dichiarato decaduto;
gli emendamenti 3.6, 3.12, 3.5, 3.9, 3.11, 3.3, 3.10 sono
superati.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
<Proroga dei termini della legge regionale
24 luglio 1997, n. 25
1. I termini previsti ai commi 3 e 4 dell'articolo 1, al
comma 1 dell'articolo 7 ed all'articolo 13 della legge
regionale 24 luglio 1997, n. 25 sono prorogati al 31 dicembre
2000.>
Comunico che all'articolo 4 sono stati presentati i seguenti
emendamenti: 4.10 dall'onorevole Zanna, 4.1 dall'onorevole
Fleres, 4.29 e 4.30 dall'onorevole Zanna, 4.23 dalla Commissione.
GIANNOPOLO - Chiedo di parlare sugli emendamenti.
PRESIDENTE - Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO - Signor Presidente non so se alcuni di questi
emendamenti, alla fine saranno ritenuti compatibili con il testo,
però, in particolare mi volevo soffermare su quegli emendamenti
che, in poche parole, prescrivono una sorta di obbligo da parte
dei comuni di integrare le commissioni edilizie secondo la legge
n. 25/97.
Qui bisogna chiarire un equivoco: noi possiamo scrivere
nella legge tutti gli obblighi che vogliamo per i comuni,
l'integrazione delle commissioni edilizie non dipende dai comuni,
l sovrintendenze, gli ispettorati, i vigili del fuoco, i genii
civili, non vogliono integrarsi nelle commissioni edilizie.
I Comuni hanno chiesto l'integrazione questi enti regionali
si rifiutano, è una questione che deve risolvere il governo in
via amministrativa, quindi, noi qui possiamo scrivere tutte le
umane e divine cose, se non affrontiamo quel problema noi non
avremo colto il significato innovativo di quell'articolo della
legge 25.
Io ho fatto anche un atto ispettivo in materia, credo che il
Governo si dovrebbe impegnare, come dire, molto tempestivamente e
fattivamente sulla materia.
FLERES - Chiedo di parlare.
PRESIDENTE - Ne ha facoltà.
FLERES - Signor Presidente, onorevoli colleghi, io desidero
intervenire per condividere la osservazione dell'onorevole
Giannopolo e, tuttavia, devo dire che il senso dell'emendamento
presentato dal sottoscritto, che poi ho visto riformulato più
correttamente dalla Commissione per cui il mio emendamento lo
ritirerei e mi associerei all'emendamento della Commissione. non
è quello di segnalare l'inadempienza dei comuni, onorevole
Giannopolo, tutt'altro, ma quello di consentire una parità di
trattamento, perché il problema che pone lei è serio, è vero,
tuttavia, ripeto, ci sono comuni che hanno avuto la fortuna di
potere completare la previsione legislativa ed altri purtroppo
no.
E, pertanto, l'emendamento è nel senso di determinare
uniformità di comportamento; è ovvio ed in questo senso io
condivido la sua posizione e l'invito al Governo a sensibilizzare
le altre autorità chiamate a in causa perché, se queste autorità
non sono sensibili alla questione che è assolutamente innovativa,
soprattutto, nel momento in cui si parla di Bassanini, di
semplificazione delle procedure, di tavoli unici autorizzatori,
di sportelli unici. Ecco, se le autorità che compartecipano alle
scelte che riguardano le autorizzazioni edilizie, le concessioni
edilizie non sono sensibili, è necessario un intervento forte,
probabilmente sarebbe opportuno, se l'onorevole Giannopolo fosse
disponibile, anche eventualmente supportare l'azione del Governo
con un ordine del giorno dell'Aula che nel caso in cui lui
volesse preparare potremmo pure sottoporre all'attenzione di
questo Parlamento per rafforzare la posizione del Governo nei
confronti degli enti insensibili rispetto alla forza innovativa
della norma di cui stiamo parlando.
BARBAGALLO Salvino . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, cinque minuti.
BARBAGALLO Salvino . Onorevole Presidente, anche due minuti e
mezzo. Io intervengo perché questo emendamento è frutto di un
disegno di legge che io avevo presentato nella legislatura scorsa
e che finalmente aveva trovato applicazione con la legge 25 del
24 luglio 1997. Io condivido le preoccupazioni che sono state
espresse da chi mi ha preceduto per questo emendamento
aggiuntivo, però ritengo che se noi non facciamo un ulteriore
sforzo prevedendo per legge, onorevole Giannopolo, che gli enti
sono obbligati a segnalare per l'integrazione delle commissioni
edilizie affinché avvenga questa sorta di conferenza dei servizi,
io ritengo che noi vanifichiamo il senso della legge 24,
l'articolo 10, vanifichiamo qualsiasi riforma sulla burocrazia,
vanifichiamo tutto. Allora se c'è da fare un ordine del giorno,
se c'è da sollecitare l'ordine del giorno affinché si faccia
promotore per sollecitare presso i vari rami dell'amministrazione
regionale la designazione di questi componenti, che si faccia
presto, che ben venga, ma secondo me questo è un emendamento che
va accolto così com'è.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione degli emendamenti.
Emendamento 4.10 a firma dell'onorevole Zanna.
ZANNA. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.29 a firma dell'onorevole Zanna.
ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. L'articolo in questione propone la proroga della
normativa dell'articolo 13 della legge 25 che riguarda
finanziamenti a cooperative di abitazione dalla cooperazione.
L'articolo 16 prevede cooperative che hanno altri finanziamenti
regionali, comunitari, nazionali sotto la tutela dei lavori
pubblici, se ci deve essere una proroga mi sembra più corretto
che questa proroga avvenga sia per gli uni che per le altre.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.29. Il parere
del Governo?
MANZULLO, assessore ai lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SUDANO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.30 a firma dell'onorevole Zanna.
ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Presidente, questo emendamento interviene sulla legge
25 del 1997, articolo 23 che prevede una certa procedura, perché
faccio questo emendamento, cioè di mettere un limite alle domande
su quell'emendamento, perché se noi non prevediamo un limite
questa norma è aperta per sempre e può avvenire anche tra dieci
anni, tra vent'anni che ...
E' particolare la norma, signor Presidente. Siccome la norma
a cui fa riferimento prevede questo: 'I costi massimi ammissibili
e il limite massimo di intervento aggiornati a seguito del
decreto ministeriale dei lavori pubblici del 5 agosto 1994 si
applica per i programmi costruttivi i cui lavori non erano
ultimati alla data del 5 agosto 1994'. Allora, tra vent'anni,
qualcuno si può presentare e dire che il 5 agosto 1994 non aveva
ultimato i lavori. E quindi c'è una difficoltà di verifica da
parte dell'Amministrazione se a quella data davvero non erano
ultimati i lavori il 5 agosto 1994. Porre un limite di 60 giorni
è per dire: 'Chi ha queste condizioni, lo dica subito in maniera
tale che l'amministrazione possa essere in grado di fare una
valutazione corretta caso per caso'.
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, mi permetta di darle un ulteriore
elemento di riflessione. Appunto per le sue stesse
argomentazioni - poi naturalmente l'Aula è libera di valutare -
ci sono mille motivi che portano a volte al non completamento di
opere, non ultimo, per esempio, il vicino di casa che fa una
causa civile ...
Zanna. Lo possiamo ritirare, ma è a tutela
dell'Amministrazione, Presidente
PRESIDENTE. Si fidi di noi, onorevole Zanna.
ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro
dell'emendamento 4.30.
Si passa all'emendamento 4.1, a firma Fleres. Lo mantiene,
onorevole Fleres?
FLERES. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'onorevole Fleres dichiara di ritirare
l'emendamento in quanto si riconosce nel contenuto
dell'emendamento 4.23 della Commissione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa quindi all'emendamento 4.23. Il parere del
Governo?
MANZULLO, Assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avevamo accantonato l'emendamento 4.13 a firma Giannopolo e
Capodicasa relativamente alla soppressione del Ctar.
Il Governo ha reiscritto l'articolo e l'emendamento del
Governo, il 4.13.1, viene subemendato dalla Commissione.
Le è stato distribuito l'emendamento, onorevole Giannopolo?
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, lei ha facoltà di
intervenire sulla proposta del Governo e sulla proposta della
Commissione.
GIANNOPOLO. Io mi esprimo sul subemendamento del Governo.
Credo che questo colga l'esigenza di una sistemazione organica di
tutta la materia. E' chiaro che con questo testo facciamo
un'operazione secondo me molto importante, e che è quella di
sopprimere il Ctar. Dobbiamo vedere come ci impegnamo per fare
funzionare al meglio, a questo punto, la conferenza dei servizi
oltre l'importo dei quindici milioni di ecu.
Da questo punto di vista io credo che ci sia bisogno di fare
un attimo mente locale anche in provvedimenti successivi in
ordine, per esempio, a tutta la nuova regolamentazione in materia
di conferenza dei servizi che è contenuta nella stessa legge
'Bassanini'.
Quindi, io per parte mia dichiaro di condividere
perfettamente il subemendamento del Governo.
PRESIDENTE. Soltanto per memoria, onorevole Presidente: deve
intendersi, per quanto riguarda il punto 5 'Per le opere i cui
progetti sono ancora all'esame del Ctar non ancora approvati alla
data di entrata in vigore della presente legge si applicano le
disposizioni della presente legge', che i progetti vengono
richiamati ...
DRAGO, Presidente della Regione. Dal Genio civile di
competenza.
PRESIDENTE. E' giusto? Benissimo. Così, per interpretazione
autentica.
BATTAGLIA. Cosa vuol dire per opere di competenza dei comuni?
Il CTAR continua ad esistere? Un ospedale di duecento miliardi
chi lo approva?
PRESIDENTE. La Conferenza dei Servizi, onorevole Battaglia, è
previsto nel punto 3. All'emendamento del Governo è stato
presentato un emendamento dalla Commissione: "E' abrogato
l'articolo 11 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28".
SUDANO, Presidente della Commissione. Si abrogano
sostanzialmente le funzioni del CTAR.
PRESIDENTE. Le abbiamo già soppresse con il comma 1. Quando
diciamo "Al fine di accelerare e semplificare le procedure per
l'esame e approvazione dei progetti di opere pubbliche è
soppresso con l'entrata in vigore della presente legge il
Comitato tecnico amministrativo regionale (CTAR)". Questa è la
soppressione. Successivamente per le competenze ci sono i punti
2, lettera a), b), c), d), e), f), g), punto 3, punto 4 e punto
5.
SUDANO, Presidente della Commissione. Secondo me è più
opportuno indicare la ...
PRESIDENTE. Bene, per una questione di chiarezza non è in
contrasto. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere atto che la
lettera d), dove dice "quindici milioni" deve invece intendersi
"venti milioni". Così come specifica il Governo. Quindi al comma
3, là dove si dice "quindici milioni" deve intendersi "venti
milioni".
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ci potrebbe essere un problema
alla lettera c), dove si dice "Dai dirigenti dei settori tecnici
della provincia, limitatamente alle opere della propria
amministrazione". Io direi del "territorio", perché ci possono
essere opere di altri ...
PRESIDENTE. Di propria competenza.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Del
territorio. Vi faccio un esempio, se c'è il vescovo che vuole
realizzare ...
BENINATI, Assessore per il commercio, l'artigianato e la
pesca. Il Genio civile.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. No, non
c'è scritto qua. Il Genio civile fa quello dei comuni.
PRESIDENTE. Un attimo di attenzione. Quando si fa riferimento
ai settori tecnici della provincia si parla di ciò che organizza
la provincia. Mentre per quanto riguarda gli altri si fa
riferimento alla lettera d), quello successivo. Nella lettera c)
provincia va scritto maiuscolo. Si intende della "provincia
regionale".
Onorevoli colleghi, si prende atto delle precisazioni.
Intanto pongo in votazione l'emendamento della Commissione che
abroga l'articolo 11 della legge regionale 29 dicembre 1962, n.
28.
PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.40, è ripresa alle ore 23.00)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ripresenta
l'emendamento con alcune modifiche e specificatamente: alla
lettera a) dopo le parole "alle opere" aggiungere "ricadenti
nel", per cui è da leggersi "alle opere ricadenti nel proprio
comune". Stessa questione per la lettera b): anziché "del proprio
comune" si dovrà leggere "ricadenti nel proprio comune". Alla
lettera c) si intende "provincia regionale". Anziché "15 milioni"
si intende "20 milioni" sia nella lettera c) che nella lettera
d). Alla lettera g) anziché "10 milioni di ecu" deve leggersi "20
milioni di ecu". E nel punto 3) anziché "15 milioni di ecu", deve
leggersi "20 milioni di ecu".
A questo emendamento del Governo, lo stesso Governo presenta
un emendamento aggiuntivo che dice:
"La competenza ad esprimere il parere sulle riserve
dell'appaltatore spetta ai capi degli uffici tecnici di cui
all'articolo 1 della l.r. 29 aprile 1985, n. 21, diversi dalla
Regione quanto si tratta di lavori realizzati senza utilizzo di
finanziamenti a carico della Regione o di fondi gestiti dalla
medesima.
In caso contrario il parere viene reso secondo le rispettive
attribuzioni dall'ispettorato regionale tecnico o
dall'ispettorato tecnico per i lavori pubblici ad appalti di
cui alle lettere a), b), c), d), e) ed f) del presente articolo
e purché l'importo nominale complessivo delle riserve al netto
degli accessori non superi i 500 milioni.
Negli altri casi la competenza la competenza spetta al comitato
tecnico amministrativo regionale."
Ma se è soppresso il comitato tecnico amministrativo
regionale come si può?
DRAGO, Presidente della Regione. Al genio civile.
PRESIDENTE. Anziché al "comitato tecnico amministrativo
regionale" deve intendersi al "genio civile..."
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. "All'ufficio del genio civile di
competenza".
PRESIDENTE. Competente per territorio?
BENINATI, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Sì, "competente per territorio".
ZANNA. Può chiarire la Presidenza come vuole procedere con i
lavori?
PRESIDENTE. Finire questo disegno di legge e rinviare a
domani.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
aggiuntivo 4.13.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
SUDANO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento del Governo così come
risulta essere stato emendato da uno stesso emendamento
presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
SUDANO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento della Commissione con il
quale si prevede l'abrogazione dell'articolo 11 della legge
regionale 29 dicembre 1962, n. 28.
Il parere del Governo?
DRAGO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
E' stata presentata una serie di emendamenti tendenti ad
istituire nuovi articoli.
Emendamento 3.1 a firma dell'onorevole Fleres.
Onorevoli colleghi, questo emendamento non è attinente alla
materia in oggetto, è materia di appalti, quindi invito
l'onorevole Fleres a ritirarlo.
FLERES. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.2 a firma dell'onorevole
Battaglia ed altri.
BATTAGLIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola per illustrare l'emendamento, perché...
PRESIDENTE. No, onorevole Battaglia, non per illustrare
l'emendamento, perché è già stato illustrato, ma solo per
specificare se ci sono alcuni...
BATTAGLIA. ...per specificare perché il titolo
dell'emendamento potrebbe indurre in errore, in ordine
all'attinenza o meno al testo. In verità, signor Presidente, si
tratta semplicemente di porre fine ad un circolo vizioso che,
purtroppo, vede la Regione siciliana sempre nella impossibilità
di utilizzare i finanziamenti per lavori pubblici relativi al
piano di intervento in materia di edilizia sanitaria, per la
ragione che i direttori generali delle aziende non potranno mai
conferire incarichi di progettazione in assenza dei relativi
finanziamenti.
I finanziamenti possono essere utilizzati solo dopo che il
CIPE emette i relativi decreti, ma il CIPE non emette decreti se
non ci sono i progetti esecutivi.
La norma in questione serve solo a dare un'autorizzazione ai
direttori generali a conferire incarichi di progettazione in
rapporto alla previsione della giunta di governo che ha inserito
le opere nel piano di utilizzo dei fondi. Questo consente alle
aziende di poter concorrere ai finanziamenti. Signor presidente,
si tratta di 840 miliardi che la Regione siciliana deve
utilizzare con progetti esecutivi da formulare entro 90 giorni.
Nessuno potrà mai conferire incarichi di progettazione. La norma
é solo di questa natura. Se la norma non si approva perderemo 840
miliardi.
PRESIDENTE. Io mi rendo conto. Ci sono effettivamente delle
parti che riguardano la materia dei lavori pubblici. Ci sono
parti che riguardano la commissione sanità e la commissione
sanità non é insediata. Io non posso giudicare proponibile
l'emendamento.
BATTAGLIA. Signor presidente, riguarda incarichi di
progettazione.
PRESIDENTE. Si, onorevole Battaglia. Lei sa con quanto
dispiacere lo faccio, ma lei ha sentito anche in materia
l'onorevole Fleres un attimo fa. Riguarda una specifica, non é
attinente. Lo dichiaro improponibile. L'assemblea ne prende atto.
Comunico che é stato presentato l'emendamento 4.3 dagli
onorevoli Fleres, Alfano ed altri. Onorevole Fleres, io non posso
giudicare proponibile questo emendamento.
FLERES. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.31 dell'onorevole Zanna. Lo giudico
improponibile.
ZANNA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.4.
PIRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.6 dell'onorevole Piro.
PIRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.7. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
DRAGO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
SUDANO, presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.8.
PIRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.9.
PIRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.19 degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 4.20.
Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 4.21.
Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 4.22, a firma degli onorevoli
Speziale ed altri.
SPEZIALE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.24, a firma degli onorevoli
Barbagallo Salvino ed altri.
BARBAGALLO SALVINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO SALVINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
non voglio entrare nel merito dell'emendamento perché non siamo
più in fase di discussione generale degli emendamenti, altrimenti
avrei valide ragioni perché questo emendamento possa essere
approvato in quanto noi politici ci riempiamo poi la bocca con
parole grosse tipo: "rilanciare la Sicilia col turismo, con
l'agricoltura".
Ecco, questo era un articolo che rilanciava il turismo,
onorevole Presidente, ma per quanto concerne il primo e il
secondo comma dell'articolato, propongo - poi lei Presidente è
sovrano nella sua scelta - se può mettere in votazione solo il
primo comma dell'articolo 3 bis, atteso che poco fa abbiamo
votato l'emendamento 4.23 che è la stessa materia del 4.24.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo non lo posso fare nè per la
questione regolamentare ...
BARBAGALLO SALVINO . Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.25, a firma dell'onorevole
Pignataro.
Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 4.26, a firma dell'onorevole
Pignataro.
PIGNATARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.27, a firma dell'onorevole
Pignataro.
PIGNATARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.28, a firma dell'onorevole
Pignataro.
PIGNATARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, vorrei un attimo di cortesia da parte
dell'Aula. Risulta presentato l'emendamento 4.5, relativo ad una
delicatissima situazione sociale che si presenta nell'isola di
Ginostra.
Il Presidente dell'Assemblea e credo anche il Governo sono
stati contattati da alte cariche istituzionali dello Stato circa
una situazione di altissima tensione sociale che si sta
verificando in quell'Isola, dove vi sono un centinaio di
siciliani che da tempo abitano in quell'Isola e non possono
godere dell'elettrificazione.
E' stato riferito al Presidente dell'Assemblea, perché lo
riferisse all'Aula che, grazie ad un finanziamento del Governo
tedesco e grazie ad un finanziamento della stessa ENEL, è
prevista la realizzazione di una microcentrale elettrica capace
di fornire energia elettrica agli unici siciliani, mi permetto
dire, che non possono usufruire dell'energia elettrica pure
abitando in quell'Isola.
Mi viene richiesto di potere approvare un emendamento che
consenta con un'operazione di non grande impatto di realizzare
quell'opera, sia perchè serve a fornire energia elettrica a quei
siciliani, sia perchè altrimenti, soprattutto il Governo tedesco
ritira il contributo concesso.
Io lo pongo in votazione se non sorgono osservazioni.
BATTAGLIA. Presidente, lei non ci deve mettere in imbarazzo.
PRESIDENTE: Io non metto in imbarazzo nessuno. Se c'è
un'osservazione...
BATTAGLIA. Lei deve solo dire se è proponibile o
improponibile.
PRESIDENTE. Io ho il dovere di riferire....
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, lei nel suo breve intervento lo ha già illustrato
molto bene. Mi consenta di aggiungere qualcosa anche se lei è già
stato abbastanza chiaro.
Ho fatto una conferenza dei servizi presso l'Assessorato del
territorio e dell'ambiente. Ci sono a Ginostra, abitavano fino a
qualche anno fa cinquecento persone. Oggi mi si dice che ne
abitano meno di cento. Sono senza corrente elettrica. Io ho
ricevuto delle lettere che non vi leggo perchè non ce l'ho con me
che sono particolarmente commoventi.
Tra l'altro l'isola di Ginostra in questo momento e
considerato che è senza corrente elettrica è anche ad alto
rischio perchè ogni famiglia in questo momento ha un camion di
bombole di gas a disposizione. Questo emendamento, questo
provvedimento del Presidente dell'Assemblea e il sottoscritto,
aggiungendo qualcosa, lo sottopone all'Assemblea, serve per
consentire la realizzazione di una centralina fotovoltaica con
finanziamento tedesco che deve utilizzare l'Enel. Abbiamo fatto
tutti i tentativi perchè per essere esposti in un certo modo,
portarlo fuori riserva non è possibile perchè non c'è
materialmente l'area di sedime e quindi non c'è lo spazio. Senza
questo emendamento, senza questo intervento, senza questa buona
volontà da parte di questa Assemblea, alla quale io mi appello,
il finanziamento si perde e probabilmente non c'è alcuna altra
possbilità . Quindi per gli ammalati, per la gente che ha di
bisogno non c'è alcuna altra....
Onorevole Piro, noi siciliani siamo bravi per l'espressione
del viso e la sua espressione non mi piace e non mi convince.
Quindi, per quanto mi riguarda, io intendo sottoporre
all'attenzione, alla riflessione e alla sensibilità dei colleghi
dell'Assemblea regionale siciliana per venire incontro
positivamente alla presentazione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo per tre minuti la
seduta.
La seduta è sospesa.
La seduta, sospesa alle ore 23,22, è ripresa alle ore 23,24
La seduta è ripresa.
Dichiaro improponibile l'emendamento 4.5. Conseguenzialmente
sono improponibili il 4.33 e il 4.34.
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
N. 204 - Nomina di un Commissario straordinario per lo I.A.C.P. di
Ragusa.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESO ATTO:
- che il Consiglio di Amministrazione dell'IACP di Ragusa, composto
da dieci consiglieri, si trova nelle condizioni di non potere
operare perché ben cinque componenti non possono esercitare le
proprie funzioni in quanto, tre di essi, essendo di nomina del
Presidente della Provincia che ha cessato il proprio mandato, sono
decaduti dalla funzione - e di questi uno è stato, per altro,
eletto consigliere provinciale -, un quarto è stato chiamato a
svolgere la funzione di assessore provinciale - e ha già
preannunziato la propria volontà di optare per questa ultima
funzione-, mentre il quinto, essendo risultato eletto consigliere
provinciale, ha già formalmente optato per tale ruolo; tra i
decaduti è altresì compreso lo stesso Presidente dell'IACP che,
conseguentemente, si astiene da qualsiasi atto amministrativo.
- Risultando pertanto completamente bloccata ogni attività
dell'IACP di Ragusa,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI
ad adottare tutte le misure necessarie per il ripristino della
normale vita amministrativa dell'IACP, e nelle more di provvedere
alla nomina di un Commissario straordinario per lo svolgimento
delle attività dell'istituto.
BATTAGLIA GIOVANNI - SALVATORE ZAGO
SERGIO MONACO - VLADIMIRO CRISAFUL-
LI - GIUSEPPE PIGNATARO
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo all'ordine del giorno resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 207.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
ATTESO CHE:
non tutti gli enti di cui all'articolo 10, comma 1, della
legge regionale 25/1997, hanno provveduto ad indicare i propri
rappresentati in seno alle commissioni edilizie comunali,
Impegna il Governo della Regione
ad emanare le opportune direttive e ad intervenire nei
confronti degli enti di cui in premessa affinchè gli stessi
provvedano a indicare i loro rappresentanti o delegati ad
esprimere parere in seno alle commissioni edilizie comunali.
FLERES - GIANNOPOLO
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo all'ordine del giorno resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, venerdì,
31 luglio 1998, alle ore 11,00 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 232 - Interventi al fine di garantire le condizioni di
accoglienza agli immigrati giunti in Sicilia.
Forgione Francesco; Martino Federico; La Corte Gioacchino;
Liotta Santo; Morinello Salvatore; Vella Basilio
Presentata il 29/07/98
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- "Contributo di esercizio alle aziende esercenti il
trasporto pubblico locale" (n. 733/A)
Relatore: onorevole Barbagallo Giovanni
4) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)
Relatore on.le Speziale
n. 694 - "Attivazione del progetto di lavori socialmente
utili (L.S.U.) relativo ad attività di catalogazione
dei beni culturali in Sicilia"
Relatore Onorevole Adragna
n. 702 - "Disposizioni finanziarie urgenti in materia di
lavoro"
Relatore Onorevole Scalia
n. 727 - "Provvedimenti in favore delle tonnare siciliane,
del quartiere Ortigia di Siracusa ed in favore di
teatri.
Interventi per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
guerra"
Relatore Onorevole Cimino.
n. 203 " Provvedimenti per la salvaguardia e la valorizzazi-
one del patrimonio sotrico, culturale e linguistico
delle comunità siciliane di origine albanese e delle
altre minoranze linguistiche"
Relatore Onorevole Zanna.
n. 743 "Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 5
luglio 1997, n. 23, concernente il rinnovo del
Comitato regionale di controllo. Modernzzazione
amministrativa e recepimento di norme della legge 15
maggio 1997, n. 127 nella Regione siciliana"
Relatore onorevole Turano.
- "Riforma del Consiglio regionale per i beni culturali
ambientali. Istituzione dell'Ufficio ispettivo dei
beni culturali ed ambientali e dell'Ufficio del
piano paesistico regionale. Scuola regionale di
restauro e modifica di normnein materia di beni
culturali (n. 375/A
Relatore Onorevole Zanna.
DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 230
N.230 - Misure per fronteggiare l'immigrazione clandestina in
Sicilia.
(28 luglio 1998)
CIMINO, ALFANO, PROVENZANO, LEANZA, GRIPPALDI, BASILE F.
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 1995."
(n. 531/A)
2) "Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio finanziario
1996." (n. 567/A)
3) "Proroga della convenzione tra l'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze e l'Automobil Club d'Italia
(A.C.I.)" (n. 695/A)
4) "Modifica della denominazione del comune di Calatafimi in
Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)
5) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
spiagge libere siciliane" (n. 214/A)
6) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
materia di tutela della fauna selvatica ed esercizio
venatorio" (nn. 712-719-722/A)
7) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante 'Istituzione del
Servizio nazionale della protezione civile', nonchè
dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, relativo alle funzioni conferite alle regioni ed agli
enti locali in materia di protezione civile" (nn. 672 -
709/A)
8) "Disposizioni per l'Ente di sviluppo agricolo e altri
interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)
9) "Norma per l'attivazione dell'articolo 3, comma 3, della
legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).
10) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).
La seduta è tolta alle ore 23,27.