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Resoconto d'Aula della Seduta n. 181 di giovedì 30 luglio 1998
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                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       La seduta è aperta alle ore 18.15.

     PRESIDENTE.   Al   fine  di  consentire  alle  Commissioni  di
  provvedere  alla  presa d'atto dei disegni di legge esitati dalla
  Commissione Finanza,  Bilancio  e programmazione e per consentire
  alle stesse  Commissioni  di  completare il lavoro intrapreso, la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.16, è ripresa alle ore 19.35)

       La seduta è ripresa.

     PIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo  punto all'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                               CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Pezzino  ha  chiesto
  congedo per la seduta del 30 luglio 1998.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

     DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA

      - "Iniziative  a  sostegno  dei minori a rischio e lotta alla
      criminalità comune minorile" (n. 757)
      - d'iniziativa parlamentare
      -  presentato dagli onorevoli Caputo, La Grua, Virzì, Scalia,
      Granata, Stancanelli, Ricotta, Catanoso, Grippaldi in data 30
      luglio 1998

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 2137 - Procedure per la  realizzazione  della  bonifica
    idraulica nel territorio di Ispica.
      - Assessore Presidenza
      ***
    Battaglia Giovanni; Zago Salvatore

                          ----------------

      N.   2148  -  Notizie  sulla  corresponsione  di  speciali
    indennità al personale dei policlinici.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Battaglia     Giovanni;  Zanna  Antonio;  Villari  Giovanni;
    Cipriani Giuseppe; Pezzino Vincenzo;  Silvestro  Gioacchino;
    Zago     Salvatore;  Pignataro  Giuseppe;  Navarra  Ottavio;
    Crisafulli Vladimiro; Capodicasa Angelo; Speziale  Calogero;
    Giannopolo Domenico; Monaco Sergio

                          ----------------

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2136 - Notizie sugli interventi  delle  cooperative  di
    abitazione.
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Zanna Antonio; Pignataro Giuseppe
                          ----------------

      N. 2138 - Interventi per  accertare  la  regolarità  della
    procedura di concessione di servizi da parte del  Comune  di
    Catania alla società 'Multiservizi'.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2139 - Interventi per  assicurare  il  buon  uso  e  la
    salvaguardia del campo di Baseball di Randazzo.
      - Assessore Turismo
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2140 -  Interventi  per  assicurare  l'adozione  ed  il
    rispetto     del  regolamento  comunale  per  la  disciplina
    dell'attività di estetista da  parte  delle  amministrazioni
    competenti.
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2141 - Interventi per migliorare  le  condizioni  della
    zona Grotta del Bove del Comune di Mascalucia.
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2142 - Interventi per  migliorare  l'utilizzazione  del
    personale operaio dipendente dall'Azienda foreste  demaniali
    della Regione siciliana ed il funzionamento di questa.
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N.  2143  -  Interventi  per  l'utilizzazione  dei  locali
    dell'ex ospedale psichiatrico di Maniace (CT).
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2144 - Interventi per assicurare il mantenimento  della
    sede catanese dell'Istituto Incremento Ippico  ed  accertare
    la    regolarità  del  comportamento  della  Amministrazione
    comunale di Catania.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2145 - Provvedimenti  ed  interventi  in  favore  delle
    aziende e delle popolazioni colpite  dall'evento  calamitoso
    della frana di Randazzo (CT).
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Barbagallo Salvino
                          ----------------

      N. 2146 - Interventi al  fine  di  impedire  i  lavori  di
    'sistemazione idraulica' nella fiumara di Tusa (ME).
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      ***
    Martino Federico; Vella Basilio
                          ----------------

      N. 2147 - Provvedimenti per lo scioglimento del  Consiglio
    circoscrizionale di Aquino (Monreale).
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------

    ANNUNZIO DI MOZIONE

      N. 232 - Interventi al fine di garantire le condizioni  di
    accoglienza agli immigrati giunti in Sicilia.
      Forgione Francesco; Martino Federico; La Corte Gioacchino;
    Liotta Santo; Morinello Salvatore; Vella Basilio
    Presentata il 29/07/98
                          ----------------
    COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRME AD UNA MOZIONE

     PRESIDENTE. Comunico  che  l'onorevole  Alessandro Pagano, con
  nota inviata al  Presidente dell'Assemblea, chiede che la mozione
  numero 228 venga  anche  firmata dai deputati Barbagallo Salvino,
  La  Grua,  Barbagallo  Giovanni,  Basile  Filadelfio,  Grippaldi,
  Barone,  Leanza,  Cimino,  Turano,  Virzì,  Provenzano,  Papania,
  Basile Giuseppe, Ricotta, Scoma, Aulicino, Spagna.
       L'Assemblea  ne  prende  atto.

       Ai sensi del nono  comma  dell'articolo  127 del Regolamento
  interno, do il preavviso di  30  minuti  al  fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento  elettronico  che  dovessero aver
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli  articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni numeri 227, 228,
  230, 231.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PIRO, segretario:

      N. 227 - Iniziative finalizzate alla lotta  alla criminalità
              organizzata.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO  che:

              -  a  San  Giuseppe  Jato,   grazie   all'intervento
              dell'Arma   dei  Carabinieri, è   stata   interrotta
              un'estorsione  avviata  dai personaggi  della  mafia
              locale legata alla cosca dei corleonesi  in danno di
              un imprenditore;

              - a Partinico due motociclette in dotazione all'Arma
              dei  Carabinieri della locale Compagnia  sono  state
              date alle fiamme, con il chiaro intento di intimidi-
              re militari impegnati nella lotta contro la mafia;

              - a Carini, altro comune del  palermitano,  è  stato
              dato alle fiamme un pullman  dell'Azienda  siciliana
              trasporti, episodio questo finalizzato a condiziona-
              re il libero esercizio delle attività imprenditoria-
              li;

              - pochi giorni dopo, nonostante  il notevole spiega-
              mento di forze dell'ordine impegnate  nel  controllo
              del territorio, sempre nel comune di Partinico, sono
              state date alle fiamme due  autovetture intestate ad
              un meccanico ritenuto vicino ad  ambienti mafiosi e,
              contestualmente, un tentativo di incendio  ha  inte-
              ressato un supermercato, posto al  centro del terri-
              torio del suddetto comune;

              -  in  data  26  luglio  u.s.  i  Carabinieri  delle
              compagnie di Monreale e di Partinico hanno rinvenuto
              nelle campagne del comune di  Camporeale un arsenale
              composto da armi, munizioni e  ingenti  quantità  di
              esplosivi;

      RITENUTO che,  nonostante le forze dell'ordine  siano  impe-
              gnate da tempo nell'opera di controllo  del territo-
              rio  e  per  ostacolare il dilagare  delle  attività
              criminose, la mafia continua ad imporre  il  proprio
              potere, taglieggiando le  attività  imprenditoriali,
              arrivando  addirittura  a  danneggiare   mezzi   dei
              militari dell'Arma;

      CONSIDERATO  altresì, che si è in presenza di una situazione
              straordinariamente  grave,  che  pone   in  pericolo
              l'ordine  pubblico  costituito,  la   libertà  delle
              attività imprenditoriali e l'incolumità fisica degli
              stessi militari e degli amministratori locali,

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              - a porre in essere tutte  le iniziative finalizzate
              al coordinamento dell'ordine pubblico,in particolare
              nel territorio della provincia di Palermo;

              - ad intervenire presso i  Ministri  dell'Interno  e
              della Difesa per ripristinare in Sicilia l'interven-
              to  e  la presenza dei militari  dei  'Vespri',  che
              hanno assicurato la tutela del  territorio e consen-
              tito  successi delle forze dell'ordine  nella  lotta
              alla criminalità;

              -  ad  intervenire  presso il  Prefetto  di  Palermo
              perchè adotti provvedimenti finalizzati  a  tutelare
              gli  amministratori  locali  dei territori  ad  alto
              rischio di mafia.""
              (28 luglio 1998)
                                             CAPUTO - VIRZI' -
                                             GRANATA - LA GRUA -
                                             SCALIA

      N. 228 - Interventi in materia di tossicodipendenza.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che gli  esami di maturità 1998 hanno proposto agli
              allievi  del  liceo  linguistico sperimentale (esami
              X04A) nel  compito  di  lingua spagnola, un testo di
              attualità  tratto  da un articolo del quotidiano 'El
              Pais' dal  titolo 'Benefici della marjuana', e i cui
              contenuti si riferiscono ai benefici della 'Cannabis
              sativa'  presentata  come 'curativa di molti distur-
              bi';

      CONSIDERATO  che  la  Società  italiana  di farmacologia più
              volte ha  confermato  che  la  marjuana  e  le altre
              droghe leggere  sono  dannose e sono un ponte per le
              droghe pesanti,

                        IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                 ed in particolare
                   L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E  AMBIENTALI
                              E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

              ad  intervenire  urgentemente  con  provvedimenti ad
              acta,  affichè  la  scuola  non sia alimentatrice di
              confusione,  di  dissoluzione e di propaganda per le
              sostanze stupefacenti,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                ed in particolare
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              ad elevare una vibrata protesta al Ministro dei Beni
              culturali,  ambientali e per la pubblica istruzione,
              onorevole Berlinguer, basando tale contestazione sul
              pesante documento della Società italiana di farmaco-
              logia.""
              (28 luglio 1998)
                                             PAGANO - D'AQUINO -
                                             SCAMMACCA - GRIMALDI

      N. 230 - Misure per  fronteggiare l'immigrazione clandestina
              in Sicilia.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO:

              -  che  ancora  un  volta,  malgrado  le  precedenti
              traumatiche  esperienze,  il  Governo nazionale si è
              fatto  sorprendere  impreparato  a  fronteggiare  la
              preoccupante  emergenza   costituita  dall'imponente
              massa di immigrati clandestini provenienti  da Paesi
              del Nord Africa;

              - che l'inadeguatezza delle misure  dissuasive  e la
              sostanziale  incapacità di  gestire  la  vicenda  in
              termini di autorevole fermezza  hanno  comportato la
              convinzione che contro questo Stato  tutto è consen-
              tito,  perfino la reazione violenta, come dimostrano
              gli  episodi  avvenuti  nel centro di accoglienza di
              Agrigento;

              - che l'immagine del Governo italiano esce ulterior-
              mente mortificata da queste vicende in cui, a fronte
              delle   scene  tragiche  trasmesse  dalle  emittenti
              televisive,  è  apparso improvvisato e inadeguato il
              dispiego di uomini e mezzi disponibili;

              - che la vicenda ha dimostrato l'assoluta assenza di
              linee di indirizzo politico in materia  di  immigra-
              zione da parte dello stesso Governo, nel cui operato
              sinora è arduo distinguere la linea di  confine  fra
              l'incapacità e il velleitarismo;

              - che nelle recenti ondate  migratorie sono partico-
              larmente  coinvolte  le  isole  di  Pantelleria,  di
              Lampedusa e di Linosa, dove  si registrano centinaia
              di arrivi di disperati, con esiti tragici per alcuni
              di loro e danni per la  fragile  economia di piccole
              comunità  che  vivono  di turismo  e  che  non  sono
              attrezzate a ricevere masse  di sventurati bisognosi
              di tutto, al ritmo di due sbarchi al giorno,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad  assumere ogni iniziativa  presso  il  Governo
              nazionale per scongiurare  il  coinvolgimento  della
              Sicilia nei flussi migratori e comunque per garanti-
              re  la  sorveglianza  lungo le coste della Sicilia e
              delle isole minori;

              -  ad  intraprendere  ogni   iniziativa  di  propria
              competenza  per  evitare  che la  Sicilia  si  trovi
              impreparata di fronte alle citate emergenze;

              - ad esprimere la  propria  condanna dell'incapacità
              delle autorità nazionali competenti ad intervenire e
              al contempo ad offrire un ventaglio di serie inizia-
              tive  per  venire  incontro,  nella  loro  terra  di
              origine, al diritto di questi popoli di  condurre la
              propria esistenza in condizioni civili e dignitose."
              (28 luglio 1998)
                                             CIMINO - ALFANO -
                                             PROVENZANO - LEANZA -
                                              GRIPPALDI - BASILE F.

      N. 231- Riconsiderazione  dell'opportunità  di  istituire il
              polo  infettivologico presso il presidio ospedaliero
              'Guadagna' di Palermo.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  tutte le politiche sanitarie internazionali in
              campo  infettivologico  concordano  che l'intervento
              diagnostico  e terapeutico per le malattie infettive
              deve avvenire:

                  1) nel contesto di strutture di ospedali genera-
                  li,   provvisti   cioè  di  servizi,  divisioni,
                  ambulatori e 'day hospital' necessari a fronteg-
                  giare   le   patologie  correlate  (divisioni  e
                  ambulatori   di   medicina  interna,  chirurgia,
                  rianimazione,  cardiologia, otorino, oculistica,
                  e servizi  di  radiologia con TAC, RNM e ecogra-
                  fia, di laboratorio e di endoscopia);

                  2) nel contesto di strutture territoriali per la
                  prevenzione e l'assistenza domiciliare;

      CONSIDERATO che:

              - la  realtà  regionale  si  caratterizza ancora per
              l'assenza   di  qualsiasi  tipologia  di  assistenza
              domiciliare,  in  particolare  per  i  pazienti  HIV
              positivi o affetti da AIDS, privilegiando il ricorso
              spesso improprio alle strutture ospedaliere;

              -  questa  politica  sanitaria regionale si conferma
              con la  decisione  reiterata  di  istituire  il polo
              infettivologico   presso   il  presidio  ospedaliero
              'Guadagna'  di Palermo, destinando per questo inter-
              vento la somma di 60 miliardi;

              -   la  destinazione  della  divisione  di  malattie
              infettive  del  presidio ospedaliero 'Casa del Sole'
              ha evidenziato  ancora una volta come venga privile-
              giato il  criterio della lottizzazione in termini di
              conquista o  di mantenimento di un posto di comando,
              a scapito  della  dignità  di  pazienti  affetti  da
              patologie infettive croniche a forte impatto umano,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -   a  rivedere  la  programmazione  dell'assistenza
              sanitaria per il trattamento delle malattie infetti-
              ve,  con  particolare  riferimento  ai  soggetti HIV
              positivi o affetti da AIDS;

              - a  ridiscutere  l'opportunità di istituire un polo
              infettivologico  e la conseguente destinazione delle
              risorse assegnate.

              (28 luglio 1998)
                                             FORGIONE - MARTINO -
                                             LA CORTE - LIOTTA -
                                             MORINELLO - VELLA

     PRESIDENTE. Avverto che  le predette mozioni saranno demandate
  alla Conferenza dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
  ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE: <<NORME IN
    MATERIA  DI  LAVORI  PUBBLICI.  MODIFICA  DELLA LEGGE REGIONALE
    24.7.1997, N. 25>> (280-300-730/A)

     PRESIDENTE.  Si passa  al  terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si riprende l'esame del  disegno  di legge nn. 280-300-730/A
  "Norme  in  materia di  lavori  pubblici.  Modifiche  alla  legge
  regionale 24  luglio  1997,  n.  25", posto al numero 1 del terzo
  punto dell'ordine del giorno.
       Invito i componenti la IV Commissione legislativa, "Ambiente
  e Territorio", a prendere posto nell'apposito banco.
       Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'articolo
  1.

     PIRO, segretario:
                               <<Art. 1

                       Procedimenti di aggiudicazione

         1.  Nei procedimenti di  pubblico  incanto  e di trattativa
       privata con bando di  gara relativi all'affidamento di lavori
       pubblici di qualunque importo di competenza degli enti di cui
       all'articolo 1 della legge  regionale  29  aprile 1985, n. 21
       nonchè  dei soggetti che  operano  nelle  condizioni  di  cui
       all'articolo 3 del decreto  legislativo  19 dicembre 1991, n.
       406, si procede  all'aggiudicazione  secondo  il criterio del
       prezzo più basso. L'autorità  che  presiede la gara verifica,
       prima   dell'apertura  delle  offerte,  la  conformità  della
       documentazione presentata  da tutti i concorrenti. In caso di
       palese   difformità   o   di   falsità  della  documentazione
       presentata, si  adottano  le  seguenti automatiche sanzioni a
       carico delle imprese interessate:
         a) esclusione dalla gara;
         b) incameramento della cauzione provvisoria;
         c) segnalazione  al  Comitato  centrale dell'albo nazionale
       costruttori;
         d) segnalazione  all'autorità giudiziaria, limitatamente al
       caso di false dichiarazioni;
         e) esclusione  dalle  successive gare dell'ente committente
       per un anno a partire dalla data della gara.

         2.  Dopo  la  verifica  della  documentazione,  si  procede
       all'apertura  ed  alla lettura delle offerte, anche di quelle
       escluse   e,   quindi,   all'aggiudicazione,   prendendo   in
       considerazione solo le offerte ammesse.

         3.  Allorché  si procede  secondo  il  criterio di cui alla
       lettera e), dell'articolo 1,  della legge 2 febbraio 1973, n.
       14, l'autorità che presiede  la  gara,  dopo aver verificato,
       con  le modalità di  cui  al  comma  1,  la conformità  della
       documentazione  presentata   da  tutti  i  concorrenti,  deve
       procedere, ad integrazione di quanto previsto dal sesto comma
       dell'articolo 5 della legge  2  febbraio  1973,  n.  14, alla
       verifica dei conteggi presentati  da  tutti  i concorrenti le
       cui offerte sono state  ammesse  per  la determinazione della
       media, tenendo per validi  ed  immutabili  i  prezzi unitari.
       Ove  si  riscontrino  errori  di  calcolo,  l'amministrazione
       procederà a correggere i prodotti  o le somme di cui al terzo
       comma, dell'articolo 5, della  legge 2 febbraio 1973, n.  14.
       In  tale ipotesi la  media  è  rideterminata  con  le  stesse
       modalità di cui sopra.

         4.   Nel  caso  di  aggiudicazione  di  lavori  di  importo
       inferiore a 5 milioni di  ECU,  vanno  escluse le offerte che
       presentino una percentuale di  ribasso che superi di oltre un
       quinto la media aritmetica  dei  ribassi  di tutte le offerte
       ammesse.  Si procede, poi, solo  nel  caso  in  cui il numero
       delle offerte ritenute valide  non  risulti  inferiore a sei,
       all'esclusione  del 25 per  cento  delle  offerte  di  minore
       ribasso e del 25 per  cento delle offerte di maggiore ribasso
       arrotondato all'unità superiore se  il numero delle offerte è
       dispari.  L'aggiudicazione  viene fatta a favore dell'offerta
       che uguaglia o più si  avvicina  per difetto alla media delle
       offerte rimaste in gara.

         5.   Sono  comunque  fatti   salvi  i  bandi  di  gara  già
       pubblicati alla data di  entrata  in  vigore  della  presente
       legge.

         6.  E' abrogato il  comma  2, dell'articolo 14, della legge
       regionale 8 gennaio 1996, n. 4, come sostituito dall'articolo
       1 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 22.

         7.  Il comma 4,  dell'articolo  14  della legge regionale 8
       gennaio 1996, n. 4, è sostituito dai seguenti:

         '4.   Per l'aggiudicazione  dei  cottimi  fiduciari  e  per
       l'affidamento  di  lavori  e  forniture  mediante  trattativa
       privata  senza bando, si  applica  il  criterio  del  massimo
       ribasso di cui all'articolo 1, lettera a), primo comma, della
       legge 2 febbraio 1973, n. 14.

         4bis.  Sono  escluse  dall'aggiudicazione  le  offerte  che
       presentano un ribasso superiore  di  oltre  il  20  per cento
       rispetto  alla  media aritmetica  dei  ribassi  di  tutte  le
       offerte ammesse'.

         8.  Con  direttive  da emanarsi entro sessanta giorni dalla
       data  di   entrata  in  vigore  della  presente  legge  viene
       individuata ed  elencata  la  documentazione  che  le imprese
       partecipanti  alle gare d'appalto regionali devono presentare
       per qualificarsi>>.

     PRESIDENTE. Comunico  che all'articolo 1 sono stati presentati
  i seguenti emendamenti:

    - Emendamento 1.10, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Piro;

    - Emendamento 1.3, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.4, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.11, a firma dell'onorevole Pignataro;

    - Emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.6, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.7, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.8, a firma dell'onorevole Zanna;

    - Emendamento 1.9, a firma dell'onorevole Zanna.

     PIRO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor  Presidente,  noi  riconosciamo  l'esigenza, che
  ormai si  è  posta  da  qualche  tempo,  di  intervenire  con una
  normativa che  renda  più  chiaro  il  modo  in  cui  si  procede
  all'aggiudicazione durante le gare e che disciplini adeguatamente
  le procedure  per evitare il ripetersi di fenomeni che, in misura
  massiccia,  si  sono  verificati  e  che,  oggettivamente,  hanno
  costituito   fattore   di   forte  perturbativa  del  sistema  di
  aggiudicazione   delle  gare,  con  situazioni  che  hanno  anche
  richiesto  l'intervento  della  magistratura e, in ogni caso, con
  situazioni  che hanno finito con il premiare imprese spesso volte
  all'avventurismo   e   con   il   penalizzare,   invece,  imprese
  corrette, sane  che  intendono partecipare all'aggiudicazione dei
  lavori in  modo corretto; e ciò con riferimento in particolare al
  fenomeno  diffuso  della  presentazione di offerte esclusivamente
  mirate    a   determinare   alterazioni   delle   condizioni   di
  aggiudicazione  mediante la ripetizione di offerte che presentano
  ribassi diversi tra di loro in modo da predeterminare, in qualche
  modo,  la  media  con  la  presentazione di offerte cosiddette di
  ribasso  anomalo,  con  ribassi sui prezzi di aggiudicazione che,
  oggettivamente,  sono  difficilmente  sostenibili  se  riguardati
  soltanto  dal  punto  di  vista  della  capacità della impresa di
  operare  risparmi  sui  tempi,  sulle  modalità di esecuzione dei
  lavori.  E  poi  il  fenomeno della proliferazione di offerte che
  spesso si sono rivelate false.
       Da  tutto  ciò anche noi abbiamo ricavato la convinzione che
  fosse -  come nei fatti è - necessario intervenire. Devo dire che
  ci siamo trovati di fronte a questo articolato che, in effetti, è
  molto complesso  nella  sua  stesura e che in qualche punto offre
  qualche   elemento  di  perplessità.
       Io  vorrei  segnalare,  per  esempio,  alla Commissione e al
  Governo la opportunità di guardare con attenzione il taglio delle
  ali che avviene qui al 25 per cento nell'offerta superiore, al 25
  per     cento     nell'offerta    inferiore.    Questo    produce
  inevitabilmente,  essendo  molto  ampio  lo  scarto, l'effetto di
  comprimere  la  possibilità  del  ribasso,  in qualche modo a sua
  volta  favorendo  una  sorta di predeterminazione del ribasso, ma
  anche  offrendo  una banda di oscillazione estremamente ristretta
  che, oggettivamente, finirà  col  favorire  le  imprese,  ma  col
  penalizzare   le   amministrazioni   laddove   io   credo   tutti
  consideriamo   ammissibile   che   rispetto   ad   un  prezzo  di
  aggiudicazione ci  possa  essere  un  ribasso  del 15, del 20 per
  cento  che  rientra  nei  limiti  della  capacità dell'impresa di
  offrire  risparmi,  mentre  in  questo  modo  il  ribasso sarebbe
  oltremodo  limitato.
       Faccio  presente  che  dalle  notizie  che,  io credo, tutti
  abbiamo  acquisito nel testo della cosiddetta "Merloni ter" che è
  stato esitato da uno dei rami del Parlamento, il taglio delle ali
  è stato effettuato al 10 per cento e al 10 per cento in alto o in
  basso.   Io   non   so   se   questo  effettivamente  corrisponda
  adeguatamente alla  realtà siciliana, mi pare però che il 25 e il
  25 sia eccessivo.
       Allo  stesso  modo, signor Presidente, abbiamo presentato un
  emendamento che  tende a sopprimere la lettera d) del primo comma
  di questo  articolo, laddove si prevede tra le misure da adottare
  nel  caso  di  presentazione  di  offerte  con  documenti falsi o
  palesemente  che  mirano  a  turbare  l'asta,  della segnalazione
  all'autorità  giudiziaria  con  l'aggiunta  che  la  segnalazione
  all'autorità   giudiziaria  va  fatta  solo  nel  caso  di  false
  dichiarazioni,  perché mi pare che la specificazione introduca un
  elemento pericoloso, cioè, se si è in presenza di un reato, quale
  la  presentazione di false dichiarazioni, di documenti falsi, chi
  presiede  la  gara,  il commissario di gara, esercitando peraltro
  una  funzione  pubblica  e  rivestendosi quindi delle funzioni di
  pubblico  ufficiale,  non  può  che  trasmettere  gli  atti  alla
  magistratura;   quindi  in  ogni  caso,  a  mio  avviso,  sarebbe
  superflua   la   previsione   della   segnalazione   all'autorità
  giudiziaria,   ma   diventa   paradossale   che  la  segnalazione
  all'autorità  giudiziaria  venga  prevista  scrivendo esattamente
  "limitatamente  al caso di false dichiarazioni", perché se invece
  c'è un  altro  caso rilevante penalmente non deve essere fatta la
  dichiarazione  all'autorità  giudiziaria?  Quindi,  personalmente
  ritengo  ambigua  la  formulazione,  ma in ogni caso superfluo il
  contenuto   di   questo  comma  che,  peraltro,  invece  potrebbe
  risultare non esattamente calibrato all'intero articolo.
       Sono   dunque   queste,   signor  Presidente,  alcune  delle
  perplessità che  noi  abbiamo  su questo articolo, fermo restando
  che complessivamente siamo d'accordo con la sua introduzione.

     PIGNATARO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIGNATARO.  Questa  Assemblea,  anche  alla  luce  di quanto è
  avvenuto  ieri e avantieri nel Parlamento nazionale, dovrà, prima
  o poi, assumersi la responsabilità di mettere mano alla normativa
  sui lavori pubblici cercando di uniformarsi.  Naturalmente con le
  specificità che abbiamo noi.
       Anche perché  come  chi ha potuto vedere il disegno di legge
  approvato  dal  Parlamento  nazionale  si  evince anche a livello
  nazionale si sono posti il problema di bonificare il settore, che
  da noi  ha una sua drammatizzazione, ma è un problema che abbiamo
  in  tutto  il Paese e di regolamentarlo, naturalmente parlo degli
  appalti  sotto  la soglia europea, perché sopra la soglia europea
  abbiamo norme europee a cui anche noi dobbiamo attenerci.
       Per  cui  il  primo  auspicio  che io faccio  è  che  quando
  riapriamo,  nella  sessione autunnale, questa  Assemblea,  questa
  Aula,  assieme  al  Governo, metta mano in  maniera  rilevante  a
  cercare non dico di recepire, perché vi sono  specificità,  ma di
  darsi  un  assetto  definitivo  sul  tema  dei  lavori  pubblici,
  dell'affidamento  dei  lavori  pubblici,  cercando  di  coniugare
  efficienza e trasparenza con esigenza di  bonificare  il settore,
  il mercato di questo settore.
       Detto   questo,  non  si  può  non  dire  che  l'articolo  1
  corrisponde ad esigenze reali.
       Io  credo  che molti colleghi abbiano potuto  vedere  da  un
  dossier  che hanno fatto gli imprenditori  siciliani  come  negli
  ultimi  anni  vi  sia  stata  spesso  una  turbativa  d'asta  non
  formalizzata,  ma nei fatti è stato così, che  ha  consentito  di
  affidare gare con ribassi meno dell'1 per cento predeterminate da
  bande  -  io  le  chiamo  bande,  non  c'è altro  termine  -  che
  presentavano  buste  fasulle,  imprese che  non  erano  iscritte,
  offerte che erano inammissibili con determinazione di appalti con
  meno dell'1 per cento di ribasso così come vi sono  state gare, e
  in questo dossier benedetto sono elencate,  con determinazione di
  appalti che superano il 35-40 per cento dei ribassi.
       In alcuni casi in tre comuni lo scorso anno  si  è  scoperto
  che  o  trenta  o  sei  o  dodici   imprese   erano  inesistenti,
  addirittura vi sono casi in un comune della  provincia di Catania
  in cui, mentre si celebrava la gara, è arrivato un telegramma che
  denunciava  che  una  delle  buste  aperte  era  di  una  impresa
  inesistente, non iscritta all'Albo, quindi un'impresa fasulla.
       Allora,  è  evidente  che c'è l'esigenza  di  bonificare  il
  settore,  perché  è  evidente che si è costruito  un  sistema  di
  pirateria  rispetto al settore stesso che  mortifica  le  imprese
  sane  e  che  rischia  di  fare  danni   enorme   alla   pubblica
  amministrazione perché voi capite bene che  imprese inesistenti o
  imprese che formano cordate hanno solo l'obiettivo  non  di  fare
  l'opere,  ma  di  accaparrarsi il denaro il pubblico  fine  a  se
  stesso o meglio fine ai propri profitti.
       Detto questo, e quindi non si può essere  d'accordo  che con
  la filosofia di questa normativa, di questo articolo  1 io voglio
  solo  fare  rilevare alcune incongruenze che vi  sono  in  questo
  articolo.  Una è quella che diceva il collega  Piro,  quanto  sta
  scritto nel comma 4 è intanto messo in rei ipsa nella legge n. 15
  del 1968. E, quindi, non ci sono ombre di dubbio che va fatto nel
  caso di dichiarazione falsa la denuncia  è  obbligatorio.  Mentre
  non sono stati previsti tutti gli altri casi. Anche se io capisco
  che è obbligatorio in teoria il Presidente di  commissione  o  la
  pubblica  amministrazione  ha  l'obbligo  comunque   di  fare  la
  denuncia  alle autorità giudiziarie. Però il fatto che  non lo si
  preveda e che nel comma d) c'è scritto quel  "limitatamente" è un
  fatto,   un'ambiguità   che   può  suscitare  -   come   dire   -
  indeterminazione nel commissario di gara rispetto  a  quello  che
  deve  fare  quando  vi  sono  non solo  dichiarazioni  false,  ma
  documenti  falsi, o cose di altro tipo.  Per  cui  personalmente,
  assieme  al  mio  Gruppo,  ho  prodotto  un  emendamento,  che  è
  l'emendamento  1.11,  che  supera  i  limiti   di   questa  parte
  dell'articolo 1 in cui mette tutto l'elenco.
       Io  aggiungo  che  questo emendamento 1.11 non solo supera i
  limiti di questa parte dell'articolo 1, ma determina una serie di
  paletti  rispetto alla  parte  dell'articolato  che  prevede  che
  l'assessore  poi  darà  le   direttive   per  i  bandi,  per  cui
  l'assessore nel dare le  direttive  per i bandi deve tenere conto
  di questo comma aggiuntivo che si propone.
       Un altro elemento sul quale io invito l'Aula  a riflettere è
  questo delle ...... Devo dire che io non ho votato in Commissione
  questa legge, non ho votato a favore di questa legge, anche se ne
  capisco la filosofia. Proprio perché avevo detto,  badate  che ci
  sono alcuni elementi da approfondire e da verificare, e purtroppo
  non l'abbiamo approfondito; perché vedete, non è  solo quello che
  dice l'onorevole Piro, cioè che le ...sono il 25% al ribasso e il
  25% in aumento, c'è un dato che aggrava questa situazione, che in
  partenza  noi  escludiamo con il comma 3 di  questo  articolo  1,
  tutti coloro che in partenza hanno fatto una offerta superiore al
  20%  come ribasso. Allora è evidente che il 25%  in  questo  caso
  diventa il 30%, allora non solo si predetermina non  chi vince ma
  diciamo  il  margine  dei  vincitori  si   predetermina,   ma  si
  predetermina con ribasso minimo, io sono contro  i  ribassi molto
  alti  ma  i  ribassi  minimi  non  possono  nemmeno  in  partenza
  predeterminarsi.
       Quindi uno sforzo che va fatto in questa  Aula  è correggere
  questa parte dell'articolato perché lascia  molto  a  desiderare.
  Non è che per forza dobbiamo adeguarci alla  ....che  prevede  il
  10% ma uno sforzo va fatto.
       Le  ultime  cose  ed  io  finisco.   L'articolo   anche   se
  approfondendolo  lo  si  capisce,  rasenta   delle  ambiguità  in
  relazione a quello che deve fare il Presidente  di  Commissione o
  l'Amministrazione  che  presiede la Commissione,  perché  io  non
  capisco cosa significa, conformità di che  cosa, quale conformità
  deve verificare. Il funzionario può verificare solo la veridicità
  delle dichiarazioni, ma tutto questo, fermo restando che possiamo
  farlo, è una cosa complicata, perché è  complicata,  perché  deve
  verificare  se  vi  sono i versamenti Inps e  si  deve  rivolgere
  all'Inps, deve verificare se vi sono i versamenti  all'Inail e si
  deve rivolgere all'Inail, deve verificare come sta  con  la Cassa
  ......e  deve  rivolgersi  agli  uffici  tributari  nel  caso  di
  dichiarazione  di bilancio e così via, in  una  situazione  nella
  quale questa Amministrazione regionale non ha  provveduto  a fare
  gli uffici regionali per gli appalti negli  uffici periferici per
  gli  appalti  e  avrebbe  consentito  una  informatizzazione  del
  settore e avrebbe evitato i ritardi .....
       Allora  mentre  io  capisco  che abbiamo  stabilito  che  le
  offerte si aprono tutte in una volta e si  evitano  certi guai, è
  evidente  che  questo  articolato  così   com'è  va  interpretato
  attentamente  nel  senso che i funzionari  devono  verificare  la
  veridicità solo delle dichiarazioni non  dei documenti presentati
  e contemporaneamente ci vuole un impegno del  Governo perché  con
  tutte  le altre Amministrazioni pubbliche con  le  quali  bisogna
  verificare  i documenti o le dichiarazioni fatte,  si  faccia  un
  protocollo d'intesa per cui i risultati  delle  richieste vengono
  date subito, non dico il giorno stesso, ma  senza  perdere tempo,
  perché per quanto io ne so, spesso gli uffici a cui ci rivolgiamo
  per avere notizie si mangiano un mese, due mesi, non può una gara
  essere interrotta per un mese o due mesi.
       Allora la preghiera che io faccio è che ci  sia da parte del
  Governo regionale, se la legge verrà  approvata,  una  attenzione
  particolare  a questi aspetti che possono  anziché  facilitare  e
  snellire  le  procedure,  per  guarire  una  malattia  provocarne
  un'altra ancora più grave che blocca completamente il settore.
       Detto questo e finisco, nel riconfermare  che  la  filosofia
  dell'articolo 1 ci va bene, noi riteniamo che gli emendamenti che
  abbiamo  presentato  all'articolo  1  servono  a  migliorarne  la
  trasparenza,  evitare  contraddizioni  e  per  questo  faccio  un
  appello  affinché   si  attenzionano  le cose che ho  detto  e  i
  tentativi che stiamo facendo per correggerli.

     BATTAGLIA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA.   Onorevole  Presidente,  onorevole   Assessore   e
  onorevoli colleghi, non c'è dubbio che la discussione  che si sta
  svolgendo  in  ordine  all'articolo  1 del disegno  di  legge  in
  questione non può non tenere conto della discussione  che  si sta
  svolgendo anche nel  Parlamento  nazionale, che ha approvato alla
  Camera il testo che si ritiene definitivo, anche se ha bisogno di
  una terza lettura al Senato, della cosiddetta "Merloni ter" ed in
  particolare delle previsioni  contenute  all'articolo 7 del testo
  approvato dalla Camera,  che  affronta  appunto  la  materia  dei
  criteri dell'aggiudicazione delle gare.
       Mi  permetto  rilevare  che  quanto sostenuto dall'onorevole
  Piro  non  trova  riscontro nel testo approvato dalla Camera, nel
  senso  che il Parlamento nazionale, onorevole Piro, ha modificato
  l'iniziale  orientamento  di  prendere  a riferimento le offerte,
  scartare  diciamo  dall'aggiudicazione le offerte che avessero un
  ribasso  superiore  o inferiore nel limite del 10%, superiore del
  10%  o inferiore, ma ha introdotto un meccanismo assai complesso,
  invece di valutazione delle cosiddette offerte anomale, che a mio
  avviso   così   a   un   primo  esame  sembrano  al  sottoscritto
  peggiorative  rispetto  al  testo che invece è all'attenzione del
  Parlamento siciliano.
       Nel senso che il Parlamento nazionale avrebbe, se la lettura
  che facciamo così un  po'  rapidamente,  considerato che il testo
  l'abbiamo avuto nel  corso della giornata odierna, introduce, non
  scarta niente se non le cosiddette offerte anomale, non fa taglio
  di ali né superiore,  né  inferiore,  ma  il Parlamento nazionale
  dice  che  in  ogni  caso  l'aggiudicazione  avviene  al  maggior
  ribasso, scartate le offerte anomale e stabilisce cosa si intende
  e cosa si deve  fare  per  la  valutazione  dell'anomalia e nella
  valutazione   dell'anomalia    le   offerte   veramente   anomale
  determinano  la   stessa   anomalia,   incidono  nel  determinare
  l'anomalia.
       Quindi   è   un  meccanismo  in  cui,  in  qualche  maniera,
  l'anomalia  può  essere guidata, credo, invece, che il meccanismo
  proposto  nella  legge  regionale  sotto  certi  aspetti  sia  di
  maggiore  garanzia,  anche se sono convinto che può ulteriormente
  migliorarsi questo meccanismo riducendo la percentuale, in questo
  sono  d'accordo  con  l'onorevole Piro, è eccessivo lo scarto del
  25%  in basso e del 25% in alto, perché questo restringe di molto
  la griglia entro cui invece va fatta poi la media.
       Probabilmente  questo scarto, questo 25%, questa percentuale
  può essere ridotta non so  al 15, al 20, vediamo un po', insomma,
  per far sì che  comunque  la  maggior parte delle offerte possono
  essere valutate ai  fini  della determinazione della media questo
  rappresenta un criterio di maggiore trasparenza.
       A mio avviso rappresenta un criterio di maggiore trasparenza
  rispetto  allo  stesso  testo approvato dal Governo nazionale che
  esclude  solo  le  offerte  anomale  con  un complesso calcolo di
  percentuali sulle medie aritmetiche dei ribassi, maggiorate dallo
  scarto  tra  la media aritmetica e la media di ciascun ribasso, è
  un   meccanismo   complicato,   ma  che  alla  fine  può  portare
  all'assurdo  di  meglio  controllare  l'anomalia  delle offerte e
  quindi  di predeterminare in qualche maniera la griglia entro cui
  effettuare l'aggiudicazione.
       A  me, invece, pare  interessante, onorevole  Assessore,  la
  introduzione  nella  legislazione  nazionale,  in questo senso mi
  permetto  di  valutare,  di  sottoporle  la  possibilità  di  una
  presentazione  di  un  emendamento  in tal senso, considerato che
  alla  luce  del  nuovo  Regolamento  non  è  consentito se non al
  Governo    presentare    emendamenti    in   Aula   migliorativi,
  l'introduzione del concetto della garanzia.
       Noi qui, nella legislazione nazionale, è prevista che ove il
  ribasso  superi  il  10%,  sia  compreso  tra  il  10  e  il  30%
  considerato  questo  un  ribasso  eccessivo rispetto ai lavori da
  eseguire  ove  comunque  la  ditta aggiudicataria avesse fatto un
  ribasso compreso tra il 10 e il 30%, ciò nonostante si aggiudichi
  la  gara  la garanzia  che  deve  fornire  la  ditta  aumenta  in
  proporzione  al   ribasso   effettuato.  In  questo  scoraggiando
  ulteriormente la anomalia delle eventuali offerte. Mi pare questa
  una  utile  soluzione   al   fine  di  ridurre  ulteriormente  la
  possibilità delle offerte  anomale,  mi  permetto  di  sottoporre
  all'attenzione del Governo  e  dell'Aula questa possibilità e per
  il resto ove il  Governo  ritenesse  di presentare un emendamento
  che  riduce la  percentuale  credo  che  questo  potrebbe  essere
  accolto.

     PRESIDENTE.  Poiché non  ci sono altre richieste di intervento
  sull'articolo 1, si passa  agli  emendamenti  che  sono stati già
  annunciati.
       L'onorevole Zanna intende illustrare i propri emendamenti?

     ZANNA. Ritiro tutti gli emendamenti al primo articolo.

     PRESIDENTE.  Gli emendamenti dall'1.2  all'1.10 dell'onorevole
  Zanna  all'articolo  1 sono stati ritirati. L'Assemblea ne prende
  atto.
       Restano in vita  gli  emendamenti  1.1 dell'onorevole Piro e
  1.11 degli onorevoli  Pignataro ed altri.
       Onorevole Piro intende illustrare il suo emendamento?

     PIRO. L'ho già illustrato, signor Presidente.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Pignataro  intende  illustrare  il suo
  emendamento?

     PIGNATARO. L'ho già illustrato, signor Presidente.

     PRESIDENTE.    Pongo    in    votazione    l'emendamento   1.1
  dell'onorevole Piro. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SUDANO, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 1.11 degli onorevoli Pignataro
  ed altri. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SUDANO, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi,   comunico   che   è  stato  presentato
  all'articolo  1,  da  parte  della  Commissione,  un  emendamento
  soppressivo.  Poiché nessuno  chiede  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Giannopolo
  ed altri gli emendamenti aggiuntivi 4.12, 4.13, 4.14, 4.11, 4.15,
  4.16, 4.17 e 4,18.  Sono  tutti  emendamenti tendenti a istituire
  articoli aggiuntivi, trattasi di identica materia di appalti, per
  cui la discussione è unificata.

     SUDANO, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SUDANO, Presidente della Commissione. Io inviterei l'onorevole
  Giannopolo a ritirare  questi  emendamenti, perché ritengo che un
  argomento di tale portata  non  può essere discusso con velocità,
  ha  bisogno  di  un   momento  di  meditazione,  è  una  modifica
  complessiva della legge sui lavori pubblici.  Il disegno di legge
  è  fatto  di   quattro   articoli,   se  si  aggiungono  sessanta
  emendamenti,  io credo  che  non  si  possa  affrontare,  quindi,
  inviterei l'onorevole Giannopolo a ritirare questi emendamenti.

     GIANNOPOLO.  Chiedo  di  parlare sulla proposta del Presidente
  della Commissione.

     PRESIDENTE.  Il  Presidente della Commissione non ha fatto una
  proposta, ha lanciato un  appello, se Lei intende accoglierla, lo
  dichiari,  altrimenti  può  intervenire  per  illustrare  i  suoi
  emendamenti.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Presidente  io  mi  permetto di fare rilevare che
  questi   articoli   aggiuntivi  presentati  qui  nella  forma  di
  emendamenti  fanno  parte  di una proposta organica di disegno di
  legge  di  accelerazione  e semplificazione delle procedure che è
  stata da più di un anno messa in discussione anche ad altri testi
  nelle commissioni di merito in particolar modo la IV Commissione.
       L'argomentazione   secondo   la  quale  adesso  non  si  può
  procedere  al loro esame perché si verrebbe a riscrivere l'intera
  legge, questa argomentazione, mi permetto di dire, non può essere
  fatta  valere   nei  confronti  di  chi,  già  da  tempo  si  era
  preoccupato  di  avanzare  delle  proposte  tese  a sistemare e a
  riformare   l'intero   settore   della  legislazione  sui  lavori
  pubblici.
       Io mi  permetto  di dire che stante così le cose non ci sarà
  mai   il   tempo   di   nessuna   riforma,   voglio  dire  questa
  argomentazione   che   adesso   prescinde  anche  dalle  opinioni
  specifiche  espresse  dal Presidente della IV Commissione, questa
  argomentazione  è  sottoposta  alla nostra attenzione ad ogni piè
  sospinto.
       Noi  siamo  partiti  da  una  proclamazione  di  riforme, di
  ristrutturazione,  di  non  so  che  cosa  per arrivare adesso al
  niente, per arrivare ad affrontare aspetti sempre più parziali.
       Io  ritengo  che nella materia dei lavori pubblici di questi
  interventi   normativi  che  sono  ipotizzati  dagli  emendamenti
  presentati ci sia assolutamente di bisogno.
       Ecco perché non condivido l'opinione del Presidente della IV
  Commissione  e  ritengo  che questo Parlamento debba prenderli in
  considerazione  questi  emendamenti  posto  che  fra l'altro sono
  assolutamente   pertinenti  al  testo  del  disegno  di  legge  e
  pertinenti anche al contenuto della legge di cui stiamo parlando.

     PRESIDENTE.   Poiché  nessuno  chiede  di  parlare,  pongo  in
  votazione gli emendamenti.
       Si passa alla votazione dell'emendamento 4.12.
       Il parere della Commissione?

     SUDANO,     Presidente  della  Commissione.     Per     questo
  emendamento, poiché si tratta  di  accettazione  di  offerte ed è
  inerente all'argomento trattato, la Commissione è favorevole, per
  gli altri emendamenti è contraria.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     MANZULLO, Assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Si passa  all'emendamento 4.13.  Il parere del
  Governo?

     DRAGO,  Presidente  della Regione. Volevo capire l'emendamento
  al comma  3,  onorevole  Giannopolo,  mi  pare ci sia qualcosa di
  incomprensibile, agli  articoli  1,  2  e  3  quali?  A  quali si
  riferisce? Se chiarisce l'emendamento potremmo essere favorevoli.

     GIANNOPOLO.  Se  c'è  l'interesse  ad esaminare l'articolo noi
  possiamo anche correggerlo formalmente.

     PRESIDENTE. Se lei fa la richiesta noi lo accantoniamo.

     GIANNOPOLO. Chiedo l'accantonamento.

     PRESIDENTE. l'onorevole Giannopolo ha chiesto l'accantonamento
  dell'emendamento 4.13. E' accordato.
       Si passa  all'emendamento 4.14 che è composto da due pagine.
  Lo pongo  in votazione con il parere contrario della Commissione.
  Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 4.11. Lo pongo in votazione con il
  parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 4.15. Lo pongo in votazione con il
  parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 4.16. Lo pongo in votazione con il
  parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 4.17. Lo pongo in votazione con il
  parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 4.18. Lo pongo in votazione con il
  parere contrario della Commissione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                  <Completamento strutture portuali

      1. Dopo l'articolo 30 della legge regionale 29 aprile 1985,
    n. 21 è aggiunto il seguente:
      'Art. 30 bis.  -  1.  E'  consentita  la  realizzazione  di
    opere   marittime   volte   al   completamento  di  strutture
    esistenti, ancorché realizzate in carenza di piano regolatore
    o in difformità dallo stesso.
      2. A tale scopo si deroga per il rilascio dei nulla osta di
    cui all'articolo 30 della legge regionale 12 gennaio 1993, n.
    10  e   all'articolo  34  del  codice  di  navigazione  dalla
    conformità al piano regolatore portuale.
      3.  Il  finanziamento  di  ciascun intervento è subordinato
    alla  certificazione dell'autorità marittima territorialmente
    competente,  attestante  le  condizioni  di  rischio  per  la
    sicurezza della  navigazione  e dell'approdo dei natanti, per
    l'opera esistente.
      4. Le  opere  da  ammettere a finanziamento dovranno essere
    risolutive ai  fini  del  conseguimento  delle  condizioni di
    sicurezza e  i relativi progetti dovranno essere corredati di
    attestazione resa in tal senso dall'ufficio progettista.
      5. Le  opere  così  realizzate costituiscono vincolo per la
    stesura delle successive pianificazioni portuali.'>

       Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:   2.3  dall'onorevole   Piro,   2.9,   2.13  e  2.14
  dall'onorevole Zanna, 2.4 dall'onorevole Piro, 2.8 dall'onorevole
  Zanna, 2.12 dagli onorevole  Piro  ed  altri, 2.1 dagli onorevoli
  Zago ed altri, 2.7 e  2.6 dall'onorevole Zanna, 2.15 e 2.16 dagli
  onorevoli Zanna ed altri,  2.10 dall'onorevole La Grua, 2.2 dagli
  onorevoli  Zago  ed   altri,  2.5  dall'onorevole  Zanna  e  2.11
  dall'onorevole Cimino.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Comunico altresì che è stato  presentato l'ordine del giorno
  n.  201. "Immediata  applicazione  della  normativa  sull'impatto
  ambientale." Ne do lettura.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    VISTO il DPR 12 aprile 1996 (G.U.  07.09.1996, n.  210) recante
          norme  di  indirizzo  e  coordinamento  per  l'attuazione
          dell'articolo 40, comma 1, della L.  22 febbraio 1994, n.
          146, concernente disposizioni  in  materia di valutazione
          di impatto ambientale;

    ASSUNTO che il comma 2 dell'articolo  1 prevede che "Entro nove
          mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
          della Repubblica Italiana del  presente atto di indirizzo
          e coordinamento, le regioni e  le  province  autonome  di
          Trento e di Bolzano provvedono a disciplinare i contenuti
          e  le  procedure di  valutazione  di  impatto  ambientale
          ovvero ad armonizzare le  disposizioni vigenti con quelle
          contenute nel presente atto";

    OSSERVATO  che  i  nove   mesi  previsti  sono  abbondantemente
          trascorsi senza che la  Regione  siciliana  provvedesse a
          quanto previsto dal secondo comma  dell'articolo 1, e che
          tale inadempienza di  fatto interferisce con l'attuazione
          dei Piani Portuali con notevoli conflitti di competenza e
          ritardi burocratici,

                           IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

  a dare immediata attuazione al comma 2 dell'articolo 1 del DPR 12
  aprile 1996 provvedendo immediatamente a disciplinare i contenuti
  e le procedure di valutazione dell'impatto ambientale."" (201)

                                 BATTAGLIA G. - VILLARI - PEZZINO -
                                 ZAGO- SILVESTRO - NAVARRA

    Alla fine della discussione generale dell'articolo 2 sarà posto
  in votazione l'ordine del giorno Battaglia, Zanna ed altri.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
  se è possibile discutere  insieme  a  questo articolo 2 un ordine
  del giorno a firma mia e dell'onorevole Battaglia che riguarda la
  valutazione dell'impatto ambientale che non abbiamo discusso alla
  fine della discussione  generale  ma  siccome  inerente  a questo
  articolo se possibile ....

     PRESIDENTE.  Onorevole  Zanna,  è possibile discutere di tutto
  nei dieci minuti a sua disposizione. Se vuole parlare dell'ordine
  del giorno che è anche attinente è in perfetta regola.

     ZANNA. Sì,  però  poi  lo  votiamo con l'articolo o lo votiamo
  alla fine?

     PRESIDENTE. Lo valuterete voi.

     ZANNA. Pochissime battute. Questo è un articolo interessante e
  particolare di  questo  disegno di legge e riguarda appunto, come
  di ce  il  suo titolo, il completamento delle strutture portuali.
  Ora lo dico molto francamente e sinceramente a me questo articolo
  continua   a   non  convincermi.  L'ho  detto  nella  discussione
  generale,  lo  vorrei  ripetere  qui  anche  se dalla discussione
  generale di due  giorni fa ad oggi ho avuto modo insieme ad altri
  parlamentari   di  approfondire  le  questioni  che  pone  questo
  articolo.
       Questo  articolo  parte  da  esigenze  che  ritengo comunque
  giuste ma  da  vicende,  da  casi  particolari  giuste che questa
  Regione deve  avere  il  coraggio,  la  forza  e  la  volontà  di
  risolvere.
       Ma partendo  da  esigenze  e  da  problemi giusti allarga il
  ventaglio, la casistica, le deroghe alle leggi vigenti in maniera
  del tutto esagerata.
       Io vorrei  ricordare  a  questa Assemblea che una delle cose
  che pesa di più, uno degli interventi che pesa di più, che incide
  di più  nelle nostre coste, lasciatemelo dire, non è l'abusivismo
  delle case  o  degli  alberghi  costruiti  sulle  spiagge o sulle
  coste, ma  quello  che  pesa  di  più  nelle  nostre  coste,  per
  l'impatto che ha  e  per le conseguenze che ha sulla natura delle
  coste stesse, la formazione, la riformazione, il mantenimento dei
  nostri litorali,  è  la  presenza dei porti. E soprattutto quando
  questi porti,  negli  anni,  progettati  e  costruiti, spesso non
  ultimati,  non   sono  stati  fatti  correttamente,  come  spesso
  avviene, questo  danno  e  questa  incidenza  nelle  nostre coste
  spesso presentano  incidenza rovinosa e dannosa in tutti i sensi,
  nel senso che permettono in maniera ancora più facile e incidente
  l'erosione  delle  nostre  coste,  delle  nostre  spiagge, questo
  avviene ancora  con  maggiore  peso quando, appunto, i porti sono
  stati mal progettati e mal realizzati.
       Spesso è anche avvenuto che questi errori di progettazione e
  di realizzazione  non sono stati fatti per caso, per ignoranza di
  chi li  ha  progettati, ma  sono  stati  voluti, scientificamente
  pensati e quindi realizzati.  Questa è un'altra ragione del fatto
  che non  avveniva  nulla per caso, l'obiettivo era di intervenire
  successivamente, spesso  con somma urgenza, anche qui cercando di
  scavalcare, di  superare,  di  aggirare  le regole di trasparenza
  nell'aggiudicazione dei  lavori  e degli appalti, per permettere,
  appunto, poi  di intervenire con somma urgenza e scavalcare tutte
  le procedure.
       Detto questo, ripeto, è inutile nascondere e fare un po' gli
  ipocriti che questo  articolo  due  nasce da una esigenza e da un
  caso specifico che  però non ci deve spingere e portare ad aprire
  delle maglie che noi in questo momento non possiamo valutare.
       Sarebbe più  onesto  e  più  chiaro per tutti individuare il
  vero problema e la vera questione che non, invece, fare una norma
  generale  che   non   so  dove  ci  porterà,  non  so  quanti  ne
  coinvolgerà, non  so  quante deroghe e interventi pesanti che non
  sarebbero più valutati, approvando questa norma, ci porterà.
       Io vorrei  fare un esempio. Il comma 1. Io continuo, ripeto,
  a non essere  convinto di questo articolo ma se posso accettare e
  comprendere il  fatto  che bisogna realizzare il completamento di
  strutture esistenti, in  carenza  di  piani  regolatori, e quindi
  perché c'è un ritardo sulla istituzione, sul voto, sulla delibera
  che  riguarda   il  piano  regolatore,  non  capisco  perché  poi
  successivamente   si  deve  aggiungere  'o  in  difformità  dello
  stesso'.
       Se uno legge questo articolo non sapendo di casi particolari
  o del caso particolare, prevedere la difformità dello stesso è un
  contro senso,  perché  dovremmo  essere  in  presenza  del  piano
  regolatore, quindi di una applicazione di leggi, dell'articolo 30
  della legge n.  21  del  1985, e andiamo in difformità. Ma perché
  inserite queste  due  parole  'o  in  difformità  dello  stesso'?
  Proprio perché  l'intero  articolo  nasce  su  un caso specifico,
  particolare, che ha le sue giuste ragioni e che però, se dobbiamo
  arrivare con un piccolo intervento al completamento di quel porto
  progettato  in   maniera   sbagliata,  con  un  piano  regolatore
  sbagliato, o si  fa  in  difformità dello stesso o è inutile fare
  l'intero articolo.
       Ecco perché io insisto a non essere convinto dell'articolo e
  se dobbiamo sollevare,  così  come  è stato fatto per Ortigia, un
  caso particolare,  è  più  onesto intellettualmente individuare e
  risolvere il problema particolare.
       Perché non mi convince?
       Perché andiamo in  deroga  ad  una  serie  di  norme  che la
  Regione  ha,   che  io  vorrei  qui  rapidissimamente  ricordare.
  L'articolo 13 della  legge n.  65 del 1981, al comma secondo. "la
  redazione dei  piani  regolatori di cui al precedente articolo 9,
  (articolo 9 che poi è diventato articolo 30 della legge regionale
  n. 21 del  1985)  laddove occorra prevedere strutture a mare deve
  essere preceduta  da  studi specifici diretti ad accertare che le
  nuove strutture  siano  fattibili  sotto  il  profilo anche della
  funzionalità   e   non   costituiscano   grave   pregiudizio  per
  l'integrità delle coste e degli insediamenti circostanti."
       Noi questo lo cancelliamo.
       Così come  cancelliamo quello che prevede il piano regionale
  dei porti ed  in  particolare  tutto l'articolo 30 che prevede la
  procedura per questo.
       Allora io  mi  continuo  a  chiedere,  ecco perché non resto
  convinto  di  questo  articolo  per  intero  ed  ho  proposto  la
  soppressione dell'articolo,  del  perché  noi  dopo  anni  che la
  Regione siciliana ha queste norme, la legge 65 del 1981, la legge
  21 del 1985,  stiamo  parlando  di  17  o  di  13 anni, invece di
  seguire la  via  maestra  per  risolvere questi problemi, avere i
  piani regolatori  dei  porti  ed  i piani regolatori generali dei
  comuni, ci  accorgiamo,  dopo  diciassette anni, che questo non è
  successo e dobbiamo andare in deroga.
       Almeno - e  concludo  il  mio intervento - vediamo se l'Aula
  non accoglierà  l'ipotesi di soppressione di questo articolo e di
  sostituirlo con un articolo che individui il vero, il particolare
  problema che abbiamo davanti almeno con alcuni emendamenti che ho
  presentato insieme  ad  altri  parlamentari,  di sistemare meglio
  questo articolo per evitare l'eccesso di deroga.
       L'ultima cosa  che vorrei dire, riguarda l'ordine del giorno
  che  abbiamo  presentato  insieme  all'onorevole  Battaglia:  che
  almeno la  Regione siciliana in questa materia, nella valutazione
  di impatto ambientale, si  metta in regola e dopo 4 o 5 anni, non
  ricordo ora  la  data  esatta  del  decreto  del Presidente della
  Repubblica in  materia  di  valutazione  di  impatto  ambientale,
  invece dei nove mesi già abbondantemente trascorsi, finalmente la
  nostra Regione si assuma la responsabilità di avere gli strumenti
  e  le   strutture   per   la   valutazione  diretta  dell'impatto
  ambientale.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare  l'onorevole  Mele.  Ne  ha
  facoltà.

     MELE. Onorevole  presidente,  onorevoli  colleghi, come gruppo
  parlamentare in  quarta  commissione  legislativa, della quale il
  sottoscritto fa  parte,  abbiamo agevolato l'iter approvativo del
  disegno di  legge  280.  Non  pensavamo  però che all'interno del
  disegno di  legge  sui  lavori  pubblici,  per  intenderci  sulle
  revisioni ed  i  meccanismi degli appalti, venisse poi calata una
  materia che poco  ha  a  che fare direttamente con gli appalti ma
  sicuramente più con la costruzione di opere pubbliche.
       Devo dire  che  se  avessimo  saputo  ciò, probabilmente, in
  commissione legislativa, avremmo espresso pareri differenti.
       Io,  devo  dire,  ho  apprezzato l'intervento dell'onorevole
  Zanna, il quale però è stato molto soft su questa materia.
       La materia in realtà che ora stiamo trattando con l'articolo
  2, rispetto  all'articolo  1, è una materia totalmente diversa, e
  mi permetto di  dire  che solamente con un escamotage da parte di
  qualche componente  della  commissione  si  è poi voluto inserire
  detta materia  all'interno  di  questo disegno di legge che aveva
  una corsia  preferenziale  e  quindi  farla arrivare in Aula, per
  essere molto esplicito.
       Questo disegno di  legge che arriva in Aula oggi finisce per
  essere un  grande  calderone:  il  primo articolo, lo abbiamo già
  trattato, parla  di  esigenze reali, il secondo articolo parla di
  problemi che sono totalmente differenti.
       Diceva poc'anzi chi mi ha preceduto che la distruzione delle
  coste non è addebitabile solamente ai problemi dell'abusivismo, è
  addebitabile alla presenza di quei porti che sono stati costruiti
  soprattutto in  mancanza  di piani regolatori. Allora, capisco la
  materia, e  capisco  il fatto che probabilmente ci eravamo illusi
  che forse  la  dimensione dei problemi ambientali fosse già stata
  compresa  da  tutte  le  parti  politiche  le  quali  avevano  un
  atteggiamento  sicuramente  propenso.  Devo verificare, devo dire
  che non  è  sicuramente così;  che stiamo rivedendo in quest'Aula
  delle aggressioni  rispetto  a  quelli che sono i temi ambientali
  che questo disegno  di  legge  sta  portando  avanti non solo con
  l'articolo 2, ma anche con i successivi articoli.
       La discussione,  appunto,  rispetto all'articolo 2, riguarda
  questo problema ambientale e, in particolare riguarda il problema
  della cementificazione in Sicilia.
       Il problema  vero,  secondo  me,  rispetto  al  problema dei
  porti, non  è  il  completamento  delle  strutture portuali - ora
  vediamo perché  -  il  problema  vero  è  l'ulteriore sperpero di
  denaro ai  danni,  ancora  una  volta, dell'ambiente, in Sicilia,
  evidentemente a  vantaggio  di qualcuno o di qualcosa.  Peraltro,
  l'articolo non  parla  solamente  delle  strutture  portuali,  il
  titolo recita "strutture portuali", ma, nella fattispecie, rivede
  tutta la materia  rispetto  ad  alcuni problemi che non sono solo
  dei porti, sono delle dighe, dei fiumi, dei laghi, eccetera.
       L'unica finalità  è quella probabilmente di rifavorire, come
  è stato in passato, imprese, di rifavorire i progettisti e voglio
  citare alcuni casi, ma ve ne sarebbero centinaia di casi di porti
  costruiti in assenza  di  piani  regolatori  per  i quali oggi ci
  troviamo  impossibilitati  all'utilizzo  di  quei  porti  proprio
  perché non avevano piani regolatori.
       Un esempio: a Trapani, San Vito Lo Capo, costruito con opere
  di somma urgenza, senza la presenza di un piano regolatore che ha
  totalmente   distrutto   l'allungamento   della   diga   foranea,
  totalmente distrutto la spiaggia  di  San  Vito  Lo Capo. Un caso
  molto vicino a me, il  porto  di  Terrasini costruito un molo con
  opere di somma urgenza  da  parte  del  Genio  civile  e, quindi,
  dell'Assessorato dei Lavori  pubblici,  che  poi  ha  finito  per
  distruggere buona parte del  porto.  Il porto di Porto Empedocle,
  ma come questo si possono fare decine e decine di altri esempi.
       Allora, la  cosa  più logica, se qualcuno vuole risolvere il
  problema delle  costruzioni  portuali,  è  affrontare  in maniera
  seria  i   criteri   di   approvazione   ed  accelerazione  nella
  approvazione dei  piani  regolatori delle strutture portuali.  Se
  il problema  è  quello, non lo rimandiamo, affrontiamo in maniera
  seria  e   definita,  sarebbe  legittimo  affrontare  in  maniera
  definitiva l'approvazione dei PRG delle strutture portuali.
       Quello è un problema  che  risolve  alla  base,  direbbe  un
  nostro collega della  passata  legislatura  "taglia  la  testa al
  topo", taglierebbe la  testa al toro definitivamente approvando i
  piani regolatori, sarebbe  come dire in quest'Aula "continuiamo a
  costruire le città in mancanza di piani regolatori urbanistici".
       E' questo che  noi  stiamo facendo sostanzialmente, è questo
  che noi stiamo perpetrando in questa Aula, addirittura si prevede
  di stravolgere l'articolo  30,  lo  ricordava  l'onorevole Zanna,
  della  legge  10/93,   rispetto   alla   valutazione  di  impatto
  ambientale.
       Noi  abbiamo  detto,   quest'Aula   ha   stabilito  che, con
  l'articolo 30  della  legge  10,  in  mancanza  di valutazione di
  impatto ambientale,  o  meglio,  nelle more della definizione dei
  criteri di  approvazione  di impatto ambientale, l'Assessorato al
  territorio avrebbe dovuto supplire.
       Noi sostanzialmente stiamo  andando  ad  eliminare  anche il
  comma primo dell'articolo  30  della  legge  10  quando dice " in
  attesa dell'emanazione  di  una  organica normativa in materia di
  valutazione e  impatto  ambientale,  sono sottoposti a preventivo
  nullaosta dell'Assessorato regionale al territorio e all'ambiente
  i progetti di cui alle opere ... tra cui le strutture portuali.
       Noi  andiamo   ad   eliminare   anche  il  parere  da  parte
  dell'assessorato al  territorio.  Allora  la  verità  è  che  non
  stiamo tentando  di  risolvere o di capire come realizzare alcune
  strutture portuali  che necessitano di completamento, la verità è
  che quando si va  a  scrivere  in un disegno di legge, in uno dei
  commi si  autorizza la costruzione dei porti "anche in difformità
  rispetto ai  piani  regolatori"  vuol  dire  che  ci  sono  degli
  interessi  specifici,   perché   se  il  piano  regolatore  è  lo
  strumento guida, rispetto alla edificazione del territorio, delle
  strutture portuali, se noi andiamo a scrivere una legge "anche in
  difformità dei  piani  regolatori"  vuol dire che qualcosa puzza,
  scusatemi, è evidente ed è lapalissiano - direbbero "Quelli della
  notte".
       Allora, la verità è che non si vuole approvare, non si vuole
  accelerare la costruzione delle strutture portuali, probabilmente
  sarebbe  più  serio  e  più  logico  -  ed  ho  concluso,  signor
  Presidente - se qualcuno dicesse: "occorre per problemi specifici
  completare la  struttura portuale X, Y". Sarebbe molto più serio,
  sarebbe molto  più  onesto intellettualmente che non continuare a
  distruggere  il  nostro  territorio,  ma  soprattutto sperperando
  miliardi ad aziende  che  in  Sicilia hanno costruito porti e che
  purtroppo oggi sono anche attenzionate parecchio da varie Procure
  della Repubblica siciliane.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola
  all'onorevole Fleres,  vorrei  fare  osservare  innanzitutto alla
  Commissione, poi  al  Governo  e poi all'intera Aula il contenuto
  del comma due  dell'articolo  2 con il quale si intende con legge
  regionale, con  norma  regionale  derogare  all'articolo  34  del
  Codice della navigazione.

     PIRO. Lasciamolo, così l'impugna il Commissario dello Stato.

     PRESIDENTE. Io mi  permetto  fare osservare la pericolosità di
  una  tale norma che  porterebbe  ad  un  eccesso  di  potere  del
  Parlamento regionale sino a rasentare la incostituzionalità. Ora,
  se è voluto per provocare una questione costituzionale sui poteri
  non posso che prenderne  atto,  se invece si ritiene di risolvere
  il problema mantenendo il  comma due dell'articolo 2, pensando di
  dare una soluzione si  va sicuramente verso un impatto. Questo lo
  dico per  un  atto  di  riflessione.  Onorevole Battaglia così è,
  essendo stato  un  modesto  esperto di problemi demaniali, grazie
  allo Stato, in età giovanile, io ho il dovere di farlo osservare.

     LO  GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, Lei  ha  invitato,  giustamente,  il Presidente della
  Commissione e il Governo a una riflessione; se mi consente vorrei
  invitare a  una  riflessione  il  Governo,  l'assessore ai lavori
  pubblici e  il  presidente  della  Commissione  in riferimento al
  punto 8 dell'articolo 1 della legge che stiamo esaminando.

     PRESIDENTE. E' stato già approvato.

     LO   GIUDICE ,   assessore per il territorio e l'ambiente.  Sì
  Presidente, siccome questa legge  -  scusi  io  sono arrivato con
  ritardo - serve per  accelerare  la  spesa  pubblica,  con questo
  punto noi blocchiamo  gli appalti in Sicilia, altrimenti qualcuno
  mi   deve    spiegare    cosa    significa,    blocchiamo   tutto
  inevitabilmente, perché recita,  se  mi si consente, nel seguente
  modo "Con direttive ...

     PRESIDENTE. Onorevole assessore,  io  non posso consentirle di
  intervenire su un articolo già approvato.

     LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente.  Signor
  Presidente,  con  questo  articolo  noi  blocchiamo  gli  appalti
  totalmente in Sicilia..

     PRESIDENTE. Ma il  Governo  deve  regolarsi  prima,  anche  la
  Commissione e l'intero Parlamento.

     PIRO. Vede che fa fare l'assenza del Governo in Commissione.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Fleres.  Ne ha
  facoltà.

     FLERES.  Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non
  voglio fare un intervento tecnico relativo all'articolo 2, vorrei
  fare un intervento  politico,  nel  senso che la filosofia che ha
  ispirato l'articolo  2  sembra  essere  quella  del completamento
  delle strutture  esistenti  e della accelerazione delle procedure
  relative al completamento delle strutture esistenti.
       In   Sicilia   in   questo  momento,  onorevole  Presidente,
  onorevoli colleghi,  esistono  circa  80  "strutture  portuali" e
  utilizzo questo  termine  improprio  perché, in realtà, porti che
  possano definirsi  tali  ce  ne  sono pochissimi, se escludiamo i
  porti più  importanti, quello di Catania, di Palermo, di Messina,
  di Augusta e pochi altri, i rimanenti cosiddetti "porti" tali non
  sono, poiché sono esclusivamente dei semplici approdi.
       Mi sono  occupato in passato della materia per ovvie ragioni
  che derivavano  dalla  mia  funzione  di assessore alla pesca. E,
  allora,   posso   dire,   onorevole  Zanna,  onorevoli  colleghi,
  onorevole Presidente,  che se l'intendimento dell'articolo 2, che
  certamente può essere corretto, migliorato, perfezionato (possono
  essere escluse  le parti che dovessero essere incompatibili, come
  quella che ha individuato l'onorevole Presidente dell'Assemblea),
  è un conto;  se, invece, si intende, come dire, non accelerare il
  processo di completamento di queste strutture, voglio dire che il
  rimedio è  peggiore  del  male,  perché  la presenza di strutture
  portuali  incomplete  ha  determinato,  quella sì, un'alterazione
  dell'ambiente,  un'alterazione  delle coste. Perché, per esempio,
  come sicuramente i colleghi sanno, la presenza, di un braccio, di
  un approdo in  cemento  non  corretto o non completo determina un
  aumento di  detriti,  diciamo  così,  da  una  parte dell'approdo
  stesso,  e  uno svuotamento, dall'altra.  Questo progressivamente
  provoca l'abbattimento  dell'approdo  che, a sua volta, determina
  una modificazione, soprattutto dei fondali.
       Allora, voglio dire che purtroppo, per errori che certamente
  non sono riconducibili all'attività di questa Assemblea in carica
  e probabilmente  neanche  della precedente, dato che si tratta di
  strutture per lo  più  vecchie,  noi ci troviamo di fronte ad una
  struttura di  portualità  quasi completamente insufficiente e del
  tutto  incompleta  che  ha  provocato,  questa  sì,  cioè  quella
  esistente  non  completata,  problemi  di alterazione ambientale,
  problemi anche di inquinamento in alcuni casi, perché la presenza
  di bracci  in  cemento  ha  talvolta  impedito  il deflusso degli
  scarichi, laddove  ci  sono  gli  scarichi,  laddove  ci  sono  i
  depuratori,  ecc.;  ha  provocato  difficoltà  per  chi  dovrebbe
  esercitare l'attività  di  pesca  e non può esercitarla perché la
  non chiusura  del  "porto",  cosiddetto,  mette,  per esempio, le
  barche, i  pescherecci  in  condizioni  di essere aggredite dalle
  onde del mare che non trovano resistenza nel momento in cui non è
  chiuso il porto stesso.
       Allora, onorevole Presidente,  onorevoli  colleghi, io credo
  che  il problema posto dal  Governo  e  dall'articolo  2  sia  un
  problema  reale e completare  accelerando  le  procedure  per  la
  realizzazione di queste strutture  sia un nostro dovere. Non solo
  per  l'effetto che  queste  strutture  determinano  nell'economia
  portuale siciliana, nell'economia  peschereccia  e  marittima, ma
  anche relativamente alla  tutela  ambientale  che  una  struttura
  portuale completa può  determinare, anche alterando la morfologia
  delle coste, paradossalmente, e una struttura portuale incompleta
  invece, sicuramente, provoca con danni che non sono controllabili
  e che non sono programmabili.
       Onorevoli   colleghi,   faccio    appello    al   senso   di
  responsabilità, ma  soprattutto  allo  spirito  che  ha voluto la
  predisposizione dell'articolo  2  del  disegno di legge, affinché
  vengano eventualmente  corrette  le discrasie che il testo stesso
  presenta,  ma   non   venga  trascurata  l'importanza  della  sua
  filosofia, poiché è una filosofia che non solo esalta la funzione
  delle strutture  esistenti  con  il  suo  completamento,  difende
  l'ambiente e  consente l'utilizzo economico di quanto è stato già
  realizzato, che diversamente verrebbe del tutto sprecato.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Piro,   lei  può  intervenire  sulla
  discussione generale dell'articolo 2. Ne ha facoltà.

     PIRO. Signor  Presidente,  io  credo di avere maturato qualche
  anno di  esperienza  in  questa  Assemblea  per  non  avere anche
  consapevolezza del  fatto  che  a  volte  si  affrontano problemi
  incancrenitisi nel  corso  del  tempo e la cui mancata soluzione,
  spesso o  qualche  volta  comunque,  è  peggiore  della soluzione
  stessa.   Quindi  mi  rendo  conto  che  rispetto  a  fattispecie
  specifiche,  a  situazioni  particolari,  si possa determinare la
  necessità di  provvedere una norma particolare, anche una norma a
  volte derogatoria da contenuti generali della legislazione.
       Mi sono però  sempre  espresso però, e credo che qui tutti i
  deputati che insieme  a  me  hanno  qualche anno di esperienza in
  questa  Aula   lo   sanno,   perché   situazioni   specifiche  si
  affrontassero come  situazioni  specifiche indicandole con nome e
  cognome e  non  si  cercasse  attraverso  la  riconduzione in una
  fattispecie  fintamente   astratta  e  generale  la  soluzione  a
  problemi estremamente particolari.
       Perché dico questo?  Perché  io  mi  rendo conto che si sono
  determinate  qua  e  là  nella  nostra  Regione,  situazioni  che
  probabilmente non sono state volute né determinate dai presenti o
  che si sono determinate nel passato.
       Ci saranno  delle  responsabilità  e  mi  auguro che vengano
  accertate e che queste situazioni sono meritevoli di soluzioni.
       Bene, allora si  dica  che  il  porto di Roccacannuccia e il
  porto di Vattelappesca, e il porto di Borgomarinaro hanno bisogno
  di  un   intervento   particolare.  Non  c'è  niente  di  strano,
  personalmente sono  disponibile  ad  accettare  una  norma  anche
  derogatoria che  miri  a  risolvere queste particolari situazioni
  meritevoli di attenzione.
       Ciò che  non  si  può accettare, signor Presidente e signori
  deputati, è che per fare fronte a situazioni generali si instauri
  una normativa  che  non  è derogatoria rispetto al particolare ma
  che diventa  derogatoria  in  senso  generale  fino  al  punto di
  diventare essa  norma di contenuto generale astratto che vale per
  tutte le situazioni, qual è la norma che abbiamo in esame. Perché
  Innanzitutto  qui  addirittura aggiungiamo un articolo alla legge
  sui lavori  pubblici  che  già  esiste,  infatti  aggiungiamo  un
  articolo 30 bis, è ovvio che se aggiungiamo ad una legge organica
  un  articolo  vogliamo  per  intanto  farlo  diventare  anch'esso
  organico,  anche  se  non  fosse  così  basterebbe  attenersi  al
  contenuto dell'articolo.
       Il  contenuto  dell'articolo  prevede  infatti una normativa
  generale e astratta  che  si  attaglia a tutte le situazioni oggi
  esistenti nella Regione, siano esse meritevoli dal punto di vista
  sociale, dal  punto di vista economico, siano esse non meritevoli
  sotto nessun  punto  di  vista.  Portuali, marittime, barriere di
  frangiflutti perché in  questo  momento qui non è chiaro se ci si
  riferisce solo alle  opere  portuali o si riferisce a tutto, anzi
  direi che ci si riferisce a tutto.
       Sotto la dizione opere marittime ci si riferisce a tutto.
       Nono è poi  accettabile che si operi con questo articolo una
  sanatoria generalizzata  di  tutto l'abusivismo che in materia di
  opere portuali e marittime è stato fatto nella nostra Regione.
       Anche   sotto   questo   profilo,   signor   Presidente,  ha
  estremamente significato, pregnanza quanto da lei detto poco fa e
  che lei, signor Presidente dell'Assemblea ha posto all'attenzione
  di tutta l'Assemblea.
       Siccome si opera una sanatoria generalizzata di tutto quanto
  abusivamente è  stato  realizzato in materia di opere marittime e
  portuali nella  nostra  Regione, inevitabilmente si mira a sanare
  anche quelle  opere  che  sono state realizzate in violazione del
  codice della navigazione.
       Come è  noto  e come mi insegna l'avvocato Grippaldi, nonché
  nostro esimio  collega, al codice della navigazione sono connesse
  anche sanzioni,  sanzioni  anche  di  natura  penale. Operando in
  maniera surrettizia  una  sanatoria,  perfino delle violazioni al
  Codice della  navigazione,  tangiamo  il  limite che non possiamo
  tangere, che è quello delle sanzioni di carattere penale.
       Qui io  ritrovo,  Signor Presidente dell'Assemblea, un altro
  fondamentale  motivo  per  richiamare l'attenzione dell'Assemblea
  sul possibile rischio che  in  questo  modo  si  incorra  in  una
  violazione di carattere costituzionale.
       Terzo problema: ma,  insomma,  chi le ha fatte queste opere?
  Qui non siamo in  presenza  del  cittadino, che spinto magari dal
  bisogno o da qualsiasi  altro  istinto, si realizza una casa, una
  villetta, anche laddove  non avrebbe dovuto realizzare, qui siamo
  in presenza di pubbliche amministrazioni che, con finanziamenti a
  carico delle  finanze  pubbliche,  abusivamente  ed in violazione
  delle leggi  esistenti,  nazionali  e regionali, hanno realizzato
  opere abusive.
       Di questo si tratta,  si tratta cioè di opere che sono state
  realizzate nel clima che ormai nel nostro paese è conosciuto come
  il  clima  di  Tangentopoli,  in  cui  le  opere  si  facevano  a
  prescindere dal fatto che fossero opere formalmente legittime, in
  violazione delle norme urbanistiche, in questo caso in violazione
  delle norme che regolano la realizzazione delle opere a mare.
       Ma perché non  sono  stati fatti i piani regolatori? E' noto
  che  la   procedura   per   i   piani  regolatori  urbanistici  è
  estremamente   complessa,   articolata,   difficile   spesso   da
  realizzarsi, non mi  pare che altrettanto possa dirsi per i piani
  regolatori portuali.
       Dice,  infatti,   l'articolo   30,   così   come  sostituito
  successivamente dalla legge  21/85: "I piani regolatori dei porti
  regionali sono approvati con decreto dell'Assessore regionale per
  il  territorio e  l'ambiente,  sentito  il  C.R.U.  e  il  Comune
  interessato.
       La redazione dei porti di seconda categoria, seconda e terza
  classe compete  all'Assessorato  regionale  per  il  territorio e
  l'ambiente, che può delegare il Comune interessato;  la redazione
  dei piani regolatori  di  porti  di quarta classe è di competenza
  dei Comuni.  L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
  e i  Comuni  possono  avvalersi  dell'Ufficio  genio civile opere
  marittime; sui  progetti  di  piano  regolatore  dei  porti  sono
  obbligatori i  pareri  consultivi  dei seguenti enti: Ufficio del
  Genio civile  per  le  opere  marittime,  Capitaneria  di  Porto,
  Comando marittimo  autonomo  della  Sicilia,  Comando  zona fari,
  Comando Vigili  del  fuoco,  Compartimento  delle  Ferrovie dello
  Stato, Dogana".
       Basta una conferenza dei servizi, la maggior parte di questi
  sono enti che  dipendono  addirittura  dalla  Regione,  basta una
  conferenza dei servizi in  un  giorno  per acquisire il parere di
  tutti questi enti che poi sono sei o sette.
       Allora non  c'è  nessuna  particolare  complessità,  anzi si
  tratta di una  procedura estremamente semplice che fa capo, nella
  stragrande  parte, addirittura all'amministrazione regionale. Non
  c'è nessuna  giustificazione,  né  formale, né sostanziale per il
  fatto che  sono  stati  letteralmente buttati a mare centinaia di
  miliardi in  dispregio  delle  norme,  in  dispregio delle leggi,
  realizzando opere che  in  gran  parte  si sono rivelate non solo
  pesanti  dal   punto   di   vista   dell'impatto  ambientale,  ma
  addirittura  pericolose  per  la  navigazione,  distruttive delle
  coste, che hanno cambiato il regime delle acque, eccetera.
       E perché è necessario  che si faccia il piano regolatore dei
  porti? Non per  un'astratta  aderenza  o soltanto per un'astratta
  aderenza  alle norme  o  perché  bisogna  programmare.  Un  piano
  regolatore dei porti  si  fa innanzitutto su uno studio accurato,
  particolareggiato  del   regime   dei  venti,  del  regime  delle
  correnti, sul  regime  di  sedimentazione, sulle spiagge, proprio
  per evitare che  l'introduzione di barriere, di moli, di banchine
  possa modificare in  maniera  irreparabile il regime delle coste,
  per questo si devono fare i piani regolatori.
       In conclusione, se  si  vuole,  e  ripeto  posso addirittura
  manifestare  il   mio   assenso,   si  individuino  quelle  opere
  nominativamente che  si  ritengono meritevoli di essere portate a
  compimento - anche  se  si  tratta  di  operare  in  deroga  alla
  normativa  vigente  -  e  si faccia la norma, non è assolutamente
  accettabile  per  quanto  ci riguarda ed è sicuramente foriero di
  rischi  concreti, dal punto di vista della costituzionalità della
  norma,  prevedere una norma astratta e generale di sanatoria come
  qui è stata proposta.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Vicari. Ne ha
  facoltà.

     VICARI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'articolo 2
  sul completamento  delle  strutture  portuali  ritengo  che  oggi
  costituisca una  valvola  di sfogo molto importante per la nostra
  Regione.
       Non  tanto,  così  come  ha  detto  fino  a  questo  momento
  l'onorevole Piro, per  andare  a  sanare  ciò  che si deve ancora
  sanare, ma perchè  consente a tutti quei territori, che non hanno
  porto o  hanno  un  porto  incompleto,  di ristrutturare anche la
  propria economia e rassicurare sia la flotta peschereccia che poi
  un' eventuale  nautica  da  diporto, settori che in alcuni comuni
  della nostra  Isola determinano lo sviluppo e il sostentamento di
  moltissime famiglie anche  in  alcuni casi del 50 per cento della
  popolazione.
       Con  questo  articolo si permette di accelerare notevolmente
  le  procedure attuali rimanendo però un problema fondamentale che
  è quello dei finanziamenti.
       Il  quarto  comma  di  questo articolo, onorevole Assessore,
  prevede  che  i  relativi  progetti  dovranno essere corredati di
  attestazione, resa  in  tal  senso  dall'Ufficio  progettista.
       Su  questo   vorrei  dal  Governo  e  dalla  Commissione  un
  chiarimento, perchè,  per esempio, per i porti di seconda classe,
  quarta categoria, queste opere,  la progettazione e quant'altro è
  demandata per legge  agli  enti  locali, cioè ai comuni.
       I comuni oggi hanno questo compito, laddove esistono i piani
  regolatori e ci  sono comuni con porti di seconda classe e quarta
  categoria, hanno  queste  competenze, in questo modo non soltanto
  non si chiarisce bene cosa si intende per Ufficio progettista, ma
  si va  indietro  comunque  rispetto allo spirito di decentramento
  che  impernia   anche     la  nostra  Regione, che  è  quella  di
  decentrare il più  possibile  i  comuni.
       Non soltanto qui  non  si  decentra, ma per di più al comune
  che ha oggi  questa prerogativa per legge gli viene tolta e viene
  demandata  all'Ufficio  progettista, che notoriamente è l'Ufficio
  del Genio  civile  opere  marittime.
       In questo senso io, signor Presidente, chiedo un chiarimento
  dal  Governo  su  cosa  effettivamente  si  intenda  per  Ufficio
  progettista e di valutare contestualmente la possibilità che, per
  quei comuni che  hanno i porti legati alla seconda classe, quarta
  categoria, vengano  mantenute  le prerogative che gli enti locali
  oggi hanno.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Battaglia. Ne ha
  facoltà.

     BATTAGLIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  innanzitutto, esprimere  un giudizio positivo, un consenso a quei
  colleghi che  giustamente  esprimono  una  preoccupazione  per la
  necessità di  tutelare  il più possibile le coste siciliane.
       Dico questo  perchè  non credo che, in quest'Aula e comunque
  tra i proponenti  della  norma,  tra  cui il sottoscritto, ci sia
  l'interesse invece opposto.
       Lungi  da  me  e  credo  anche  da  altri  colleghi, che  si
  convincono della bontà di questo disegno di legge, l'obiettivo di
  distruggere  le   coste  siciliane, ne  credo  si  possa  parlare
  propriamente in  questo  caso di costruzioni abusive.
       E' fin troppo evidente che un porto non si costruisce in una
  notte abusivamente, come si fa una casa sulla costa.
       Il  porto  per  essere  costruito,  e  quelli  di cui stiamo
  parlando  sono  porti  realizzati,  sono  tutti  provvisti  delle
  relative  autorizzazioni,  sono  per lo più porti  costruiti  con
  finanziamenti  regionali, che  hanno  tutte   le   autorizzazioni
  previste  dalle   autorità  marittime  e  necessarie  per  essere
  realizzati e  si  tratta  comunque di strutture già esistenti per
  le quali si pone il problema di completarle.
       Noi  possiamo   anche   decidere,  onorevole  Mele,  che  le
  strutture esistenti  non  si debbano completare, ritenendo quello
  già fatto abusive.
       Allora,  se  è  così,  dobbiamo distruggere quelle già fatte
  perchè abusive,  se  abusive  sono,  oppure  lasciarle  così come
  sono...

     MELE. Oppure fare i piani regolatori.

    BATTAGLIA. Oppure lasciarlo così come è, ma se lo lasciamo così
  come  è, dobbiamo  sapere  che  ha  ragione  l'onorevole  Fleres,
  qualsiasi intervento a  mare,  che  non  sia un intervento a mare
  pensato,  per   determinare   condizioni   di  sicurezza  per  la
  navigazione, si  trasforma  in  una  barriera frangiflutto pura e
  semplice che  tanto  danno  ha  determinato  alle cose siciliane,
  perchè un braccio  a mare, l'inizio di un porto costruito, se non
  completato poi  nella  maniera conforme alla progettazione, altro
  non è che un intervento che distrugge le coste siciliane.
       Allora, possiamo  fare  finta di non vederli questi porti in
  Sicilia, ci passiamo  e  ci  facciamo il bagno, ci andiamo con le
  nostre barche, ma non li vediamo.
       Sappiamo  che  sono tutti interrati, sappiamo che sono tutti
  porti   che   stanno  trattenendo  sabbia  sottratta  alle  coste
  limitrofe,  che  stanno arrecando danni irreversibili alle coste,
  ma  dobbiamo  far finta che questo problema non esista.
       Perchè si  pone  il  tema,  onorevole  Mele, onorevole Piro,
  perchè si pone?  Perchè  ad  un  certo  punto  il  sindaco di una
  città - diciamolo  chiaro,  perchè  non  è che ci sono problemi a
  dire chi è che  ha  posto  il problema - il sindaco di una città,
  con la marineria  di  quella città, con i clubs nautici di quella
  città, che è il Sindaco di Vittoria, pone un problema relativo al
  porto di Scoglitti,  poi  si  scopre che non si trattava solo del
  porto di Scoglitti.
       Il  fatto   che   si  invochi  qui  una  norma  particolare,
  dimenticando che  le norme devono essere generali ed astratte per
  definizione, è un  tema  anche  questo, non è che si può fare una
  norma per dire  che  si  deroga  solo  per Scoglitti, perchè, gli
  altri porti  che  sono combinati nella stessa situazione che cosa
  sono?
       Il  tema  si  è  posto  e  si è posto il tema di come fare a
  completare  un  porto  che  la  Capitaneria  di porto ha ritenuto
  pericoloso per la navigazione, come si fa a completarlo?
       L'Assessorato   dei   lavori   pubblici  di  questa  Regione
  sostiene  che  si può completare in assenza ed in  difformità  ai
  piani  regolatori,  perchè  il  porto, nella parte  costruita, fu
  realizzato senza piano regolatore e la legge  regionale  consente
  all'autorità  regionale  di  costruire  porti anche  senza  piano
  regolatore. Per cui non è abusivo.
       L'Assessorato  del  territorio e dell'ambiente  ha,  invece,
  emanato una circolare con la quale ritiene che sia indispensabile
  acquisire il  nulla-osta di impatto ambientale e di conformità al
  piano regolatore  portuale:  cioè  in  questa  stessa Regione due
  assessorati sostengono due tesi diverse.
       A complicare la vicenda interviene la  legislazione  statale
  che introduce una serie di ulteriori elementi e si apre il grande
  dibattito in Sicilia se la legislazione statale si applichi o non
  si applichi,  grande tema anche questo.
       Va  recepita, non va recepita, la legge n. 84 sui  porti  si
  applica, non si applica? A ulteriori grandi difficoltà.
       Il dato è  che  si  è  fatta  una Conferenza dei servizi   -
  signor  Presidente,  lei  lo  ricorderà,  perchè  l'ha  convocata
  proprio Lei  nella  qualità  di  Presidente  dell'Assemblea, dopo
  essere stato in  quella città a prendere visione del fatto - e la
  Conferenza di  servizi  si  conclude  con  la  possibilità di non
  mettere d'accordo le parti, e le parti sono la Regione siciliana,
  cioè due  assessorati  di questa Regione;  che rimangono ciascuno
  fermo nella propria posizione.
       Alla  fine  si  dice, da parte dell'Assessorato  dei  lavori
  pubblici, che l'unica possibilità che si introduce è quella che i
  porti  possano  essere  completati  anche  in  assenza  di  piano
  regolatore.
       Ma,  onorevole Mele, possono essere completati in assenza ma
  anche quello costruito è in assenza. Non è che quello costruito è
  conforme al piano  regolatore  e quello che si deve completare  è
  in  assenza.   Tutto  quello  che  c'è  è  in  assenza  di  piano
  regolatore.
       E, ripeto, se  quello  che è costruito in assenza di piano è
  abusivo, bisogna dire  che  va  demolito;  se  quello  che  è  in
  assenza non deturpa  l'ambiente  e  le  coste bisogna dire che va
  mantenuto.
       Ma se noi sappiamo che quello costruito non è abusivo e così
  com'è è pericoloso  per  la  navigazione e per tutela delle coste
  abbiamo il dovere di intervenire e di fare qualche cosa che serve
  a completarli  per  dare  sicurezza  alla  navigazione  e  tutela
  ambientale.
       Dopo   di   che  io  sono  tra  quelli  che  sostengono  che
  probabilmente   gran  parte  di  questi  interventi  forse  erano
  inutili,  gran  parte di questi interventi forse sono stati fatti
  per interessi di altro tipo, di tangentopoli, non so di che cosa.
  Ma la situazione di cui oggi dobbiamo prendere atto è questa, non
  è che possiamo far finta che non sia questa la situazione.
       E  la  situazione  si  può  solo  derogare con una norma che
  consenta  questo. Poi per avere le dimensioni del problema, nella
  fattispecie  del  porto  di  cui  ho  parlato,  si  tratta  di un
  intervento  a  completamento  per un miliardo e 700 milioni. Cioè
  stiamo  parlando  non di  chissà  quali  opere,  di  chissà quali
  interessi  di  appalti,  stiamo  parlando  per  lo  più  di opere
  costruite  con i provvedimenti cosiddetti "di somma urgenza". E i
  provvedimenti  cosiddetti  "di  somma urgenza", onorevole Zanna e
  onorevole  Mele,  sono  per opere fino a 300 milioni.
       Quanti sono  Assessore  per i lavori pubblici? Adesso fino a
  500. Non  stiamo  parlando  quindi  di  chissà  quali  operazioni
  finanziarie, di  chissà  quali  interessi  speculativi per cui io
  divento uno  che  sta  difendendo  gli  interessi di chissà quali
  appaltatori, o  chissà  di quale costruttori di porti. Qua stiamo
  parlando di strutture  che si sono fatte sotto gli occhi di tutti
  noi in quelle  condizioni;  per cui oggi si pone solo il problema
  di completarli.

     PIRO. Anche se qualcuno le aveva denunciate.

     BATTAGLIA.  Sì,  tutte  le  inchieste  che  ci sono. Ma non ne
  rispondiamo né io né lei, onorevole Piro. Oggi il problema però è
  non  fare  come  lo  struzzo  che  per  non vedere quello che sta
  avvenendo -  sta avvenendo veramente la distruzione delle coste e
  veramente la  insicurezza  per la navigazione - facciamo finta di
  niente  e   diciamo  non  facciamo  niente,  non  demoliamo,  non
  completiamo, non facciamo  nulla.  E  siamo  tutti a posto con la
  nostra coscienza.
       Si  tratta  quindi  di  un  intervento  di  saggezza, non di
  speculazione.  dal  quale non è possibile prescindere se vogliamo
  affrontare il problema.
       Per  il  resto  il  Presidente  sollevava  un problema che è
  relativo   alla   deroga   all'articolo   34   del  Codice  della
  navigazione.
       Signor Presidente  non stiamo derogando dall'articolo 34 del
  Codice della  navigazione  perché  è evidente che non lo possiamo
  fare.  All'articolo  34  del Codice della navigazione c'è scritto
  che bisogna  munirsi  del  nulla  osta  di  conformità  al  piano
  regolatore.  Siccome stiamo parlando di porti per i quali non c'è
  il piano regolatore, non  ci può essere nessuna autorità in grado
  di rilasciare un certificato di conformità al piano regolatore.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Battaglia,  le chiedo scusa. Con tutta
  franchezza, - poi  voi  fate come credete perché io non ho motivo
  per  giudicare   improponibile   una   proposta,  lei  poi  potrà
  continuare -  vorrei esprimere la preoccupazione della Presidenza
  perché, così  come  è  formulato,  può  portare  ad  impugnative.
       Voglio leggere  l'articolo  34 del Codice della navigazione:
  "Con provvedimento  del  Ministro  per  la  Marina mercantile, su
  richiesta dell'Amministrazione interessata, determinate parti del
  demanio marittimo possono essere destinate ad altri usi pubblici,
  cessati i quali, riprendono la loro destinazione normale".
       Mi  consenta  di  dirle  che non comprendo la ragione per la
  quale  debba essere scritta qui una deroga a ciò che invece si fa
  con una sola legge.

     BATTAGLIA.  Signor Presidente, io non ho problemi a sopprimere
  questo  riferimento, che  debbo dire ho introdotto nel disegno di
  legge    sol    perché    così   mi   è   stato   suggerito   dai
  funzionari  dell'Assessorato,  tuttavia  se  non è indispensabile
  non  abbiamo   problema   a   sopprimerlo.
       E' sempre  possibile  approfondire  la  questione  e  si può
  sopprimere in qualunque modo.  Lo voglio dire, signor Presidente,
  per evitare che  la  sua osservazione, prima di leggere il testo,
  possa apparire  all'Aula come chissà quale ulteriore tentativo di
  stravolgimento della legge nazionale sui porti.
       Si tratta di  cose  che  sono  come io le dicevo. Dopodiché,
  onorevole Mele, onorevole Piro, noi siamo perfettamente d'accordo
  uno a stabilire  che si tratta di opere marittime portuali, e c'è
  un emendamento  dell'onorevole  Piro  in  tal  senso, per cui non
  pensiamo né  alle  barrire frangiflutto né a qualsiasi altro tipo
  di operazione,  di chissà quale natura.  C'è l'emendamento in tal
  senso che stabilisce  la questione. Che ci si vuole limitare alle
  strutture portuali non c'è dubbio. Che si tratta di piccoli porti
  che hanno questo  tipo  di  problema non c'è dubbio e non vediamo
  alternativa  alla   soluzione,  per   cui   io  sono,  come  lei,
  preoccupatissimo della tutela delle coste, non mi faccia apparire
  come chi vuole sanare costruzioni abusive, perché  è evidente che
  non si tratta di costruzioni abusive.

     GRIPPALDI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIPPALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ero  sul
  punto  di   rinunziare   all'intervento,   perché  Ella,  con  la
  puntualità consueta,  ha  toccato  un  punto  sul  quale  mi sono
  sentito  professionalmente richiamato dall'amico onorevole Piro e
  lei lo ha colmato sostanzialmente.
       Però  il mio intervento non era inerente esclusivamente alla
  dizione  letterale  del  comma  2, dell'articolo 2 del disegno di
  legge  concernente la deroga, almeno apparentemente, all'articolo
  34 del Codice della navigazione.
       Ciò  non  è  cogente  e  può  rimanere  nell'ambito  di  una
  normativa di  assoluta  autonomia  regionale,  se  è vero, come è
  vero, che con  la  legge  n.  10  possiamo,  senza nulla sfiorare
  delle  preclusioni  normative nazionali, intervenire su strutture
  che  appartengono  al nostro ordinamento istituzionale normativo,
  sarei  dell'idea,   e   Ella  mi  ha  preceduta  e  la  ringrazio
  Presidente, che  questo  articolo 34 del Codice della navigazione
  non  possa  essere  sfiorato,  o  se  lo  è  potrebbe  comportare
  complicanze e pertanto non è una deroga violatrice di sacre norme
  perché il comma  1  del  testo  di legge, e ribadisco ai colleghi
  Zanna e agli altri che mi hanno preceduto, il completamento delle
  opere appartiene ad una storia che ha da finirsi.
       Quando  queste opere sono state costruite e noi non abbiamo,
  Presidente,  agli  atti,  né  l'Assessore  per i lavori pubblici,
  credo,  possa oggi, o l'Assessore per il territorio e l'ambiente,
  portarci  il  calendario  dell'esistenza  o dell'essere di queste
  strutture,  sarebbe   interessante   sapere   se   ciò  che  oggi
  l'onorevole Zanna  vede  come  violazione  potenziale  o  in atto
  all'ambiente non  sia  una  sopravvenienza di carattere normativo
  che al  momento  della nascita di queste strutture verosimilmente
  non esisteva.  Tutto  ciò che è di natura sopraggiunta ovviamente
  oggi viene considerato in maniera allarmata come una preoccupante
  realtà da  fronteggiare  con  gli strumenti della sagacia e della
  censura parlamentare ad evitare ulteriori disastri.
       Ma,  a  quanto  pare, signor Presidente, onorevoli colleghi,
  noi bloccando questo disegno di legge non facciamo altro, come ha
  detto  qualcuno  prima  di  me,  che  nasconderci dietro un dito,
  mettere la testa sotto la sabbia e lasciare in maniera incompleta
  strutture, Presidente,  note a tutti che potrebbero avere, da una
  applicazione urgente,  sensibile  del  Parlamento  e degli organi
  dell'Amministrazione  regionale, delle  aperture  di potenzialità
  assolutamente rilevanti  sul piano della produttività, delle sane
  e proficue  attività  marinare,  nelle quali i porti, Presidente,
  non sono  semplicemente  delle  rigorose  strutture  a  carattere
  geografico-ambientale,  ma  hanno  una valenza economico-sociale,
  quando    completati,    rigorosamente    ancorati   alle   leggi
  sull'ambiente, al  momento  del  loro  completamento, assolvono a
  quegli scopi di natura economico-sociale, pulsiva delle attività:
  Ed in tal senso, Presidente, nella mia commissione sul disegno di
  legge  della   pesca,   all'articolo   11,  abbiamo  ritenuto  di
  sensibilizzare l'attenzione  del Parlamento e - ci sia consentito
  -  anche  degli  organi  dell'Amministrazione  regionale, ponendo
  all'articolo 11 il coordinamento della portualità regionale.
       Attualmente  di  porti  si interessano: l'Assessorato Lavori
  pubblici;    l'Assessorato   Ambiente;   l'Assessorato   Turismo.
  L'Assessore per  la cooperazione, che è proponente del disegno di
  legge, giustamente  reclama  che  nell'attività dei porti vi sono
  delle interconnessioni  che  non  sono  di  natura strutturale ma
  l'attività portuale significa la pesca.
       Ma  io  inserisco  il  versante,  signor  presidente,  della
  attività turistica che in Sicilia  non  decolla perchè non c'è un
  approdo  turistico degno di  tal  nome;  perchè  la  Sicilia  pur
  essendo....

     ZANNA.  Perchè non c'è onorevole Grippaldi?

     GRIPPALDI. ...onorevole  Zanna, non sono uccelli questi, non è
  pernice..parliamo di vele, parliamo di attività velica, onorevole
  Zanna. Ella sa  che il turismo dell'attività velica non scende in
  Sicilia perchè non c'è un porticciolo.
       Io  rammento a quest'Aula  che  sono  stato  senatore  della
  Repubblica anche fino a S.  Agata  di  Militello e quindi mi sono
  occupato anche di spadare, onorevole  Zanna e come amo il mare io
  che non ce l'ho se lo immagini.
       Dicevo, Presidente, e concludo,  per non tediare i colleghi,
  che questo articolo 11 del  disegno  di  legge che esaminerete da
  qui a poco,  prevede  finalmente  un momento di attenzione. Ed in
  ciò ho  colto  anche, come sempre, un intendimento pragmatico del
  collega Piro, allorquando  chiede, forse al di là delle allarmate
  preoccupazioni sull'articolo 34,  per un certo verso giustificate
  ma  per  altro  verso  superabili,  perchè  la  questione  penale
  potrebbe già  essere superata per il pregresso dalle prescrizioni
  purtroppo maturate e delle quali nessuno ha colpa . E trattandosi
  di reati  contravvenzionali, la più dilatata delle prescrizioni è
  quattro anni e  mezzo.  Quindi  diciamo  che per il pregresso non
  andremmo incontro  a  conseguenzialità di nessun genere, al di là
  di ogni esigenza giustizialista.
       Per il futuro la  deroga all'articolo 34 può essere modulata
  o  addirittura  saltata perchè  si  tratterebbe  di  attività  di
  carattere burocratico e di  intervento che non violano i principi
  della normativa nazionale.
       Per   quanto    attiene,   ribadisco, alla   necessità   dei
  completamenti,   il mio  intervento  è solo come dichiarazione di
  voto, Presidente, e nella qualità  -  se mi consente - di modesto
  presidente di una commissione  che  spazia  per  quelle  attività
  produttive che tutti insieme, nessuno escluso, intendiamo avviare
  sui binari, non solo della speranza ma della realizzazione.
       I  porti   turistici   della   Sicilia,   quella  centralità
  mediterranea nella quale noi  abbiamo  sempre  messo  il  dito  e
  sottolineato la pregnanza e  l'importanza fa si che in quest'Aula
  cominci a nascere la diversa cultura dell'attenzione.
       Completare l'esistente  non  significa  perseguire strade di
  dissacrazione ambientale.  Completare  ciò  che esiste significa,
  nella   vigenza   delle   leggi   attuali,  non   attraverso   la
  stigmatizzazione  di norme che  non  esistevano  e  che  oggi  si
  pretenderebbe  di  applicare   a   strutture  che  quando  furono
  realizzate probabilmente non erano nell'ottica e nella vigenza di
  norme di oggi.
       Io  penso  che  il  Parlamento possa e debba aprovare questo
  intervento  sui  completamenti  che  sicuramente non stravolge la
  normativa  e  la  struttura ambientale dei nostri siti portuali e
  correre  presto,  anzi  prestissimo  a prevedere degli interventi
  finanziari   delle  risorse  disponibili  perchè  sui  porti  c'è
  un'altra   grande   fascia   delle   attività  produttive  -  non
  dimentichiamo  che  la  nostra  Isola  circondata  com'è  per  la
  estensione dei  suoi  siti  litoranei  -  è  una delle più grandi
  potenzialità  che  la  nostra attenzione di parlamentari dovrebbe
  cominciare  a  prevedere nell'area di quel recupero produttivo di
  un'intera  regione  che,  ovviamente, langue su altre massacranti
  situazioni   che   ogni  giorno  ci  affanniamo  per  tentare  di
  recuperare.

     PRESIDENTE.  Se  non  ci  sono   altri  interventi,  pongo  in
  votazione l'ordine del giorno numero 201.

     VICARI.  Avevo richiesto una risposta al Governo

     PRESIDENTE.  Se il Governo non vuole rispondere...

     BENINATI,  assessore  per  la   cooperazione,   il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     BENINATI,  assessore  per  la   cooperazione,   il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Diciamo che  già  c'è  un  emendamento
  presentato su questo caso sull'"Ufficio  progettista";  visto che
  si   potrebbe   creare   confusione   è   giusta   l'osservazione
  dell'onorevole  Vicari  di  togliere  "Ufficio"   e  di  lasciare
  "progettista". C'era già l'emendamento...

     ZANNA.  Onorevole, cè un emendamento nostro.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del  giorno n. 201 "Immediata
  applicazione  della  normativa sull'impatto  ambientale", a firma
  degli  onorevoli  Battaglia  Giovanni,  Villari,  Pezzino,  Zago,
  Silvestro, Navarra. Ne do lettura:

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

       VISTO il DPR 12 aprile 1996  (G.U.  07.09.1996,  n.  210) recante
             norme  di  indirizzo   e   coordinamento  per  l'attuazione
             dell'articolo 40, comma 1, della  L.  22  febbraio 1994, n.
             146, concernente disposizioni  in materia di valutazione di
             impatto ambientale;

       ASSUNTO che il comma 2  dell'articolo  1  prevede che "Entro nove
             mesi dalla data  di  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
             della Repubblica Italiana del  presente atto di indirizzo e
             coordinamento, le regioni e  le province autonome di Trento
             e di Bolzano provvedono a  disciplinare  i  contenuti  e le
             procedure di valutazione  di  impatto  ambientale ovvero ad
             armonizzare le disposizioni  vigenti  con  quelle contenute
             nel presente atto";

       OSSERVATO che i nove mesi previsti sono abbondantemente trascorsi
             senza  che  la   Regione  siciliana  provvedesse  a  quanto
             previsto dal secondo comma  dell'articolo  1,  e  che  tale
             inadempienza di fatto  interferisce  con  l'attuazione  dei
             Piani  Portuali con  notevoli  conflitti  di  competenza  e
             ritardi burocratici,

                           IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

       a dare immediata attuazione al comma 2 dell'articolo 1 del DPR 12
             aprile  1996  provvedendo  immediatamente  a disciplinare i
             contenuti   e  le  procedure  di  valutazione  dell'impatto
             ambientale>>.

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     BENINATI, assessore  per  la   cooperazione,   il   commercio,
    l'artigianato e la pesca. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


        PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si  passa alla trattazione
  degli emendamenti.

     ZANNA.  Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti a mia
  firma.

     PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

     ZANNA.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi, la discussione
  che  si  è condotta fino ad  ora  sull'articolo  2,  sinceramente
  continua  a  non convincermi delle  mie  argomentazioni  nel  non
  accogliere  questo articolo, quindi,  io  manterrò  l'emendamento
  soppressivo di questo articolo.
       Perchè io non  rimango  convinto  e non mi hanno convinto le
  argomentazioni dei  parlamentari  che  sono  intervenuti invece a
  sostegno di questo  articolo  che  è stato proposto. Noi siamo in
  presenza, così come hanno detto alcuni, di 80  porti  -  ha detto
  l'onorevole Fleres - da ultimare e dobbiamo trovare una soluzione
  al completamento di questi 80 porti.
       Ora io vorrei  dire  in  premessa che non accetto, perchè la
  ritengo, onorevole Grippaldi, ormai una questione abbondantemente
  superata, si fa soltanto propaganda e demagogia a riproporla qua.
  Io  non   accetto   la   divisione   in   questo  Parlamento  tra
  ambientalisti "bacchettoni"  che  non  hanno nessun legame con la
  società, con  gli  interessi, con soggetti organizzati, in questo
  caso i pescatori,  e  sono  arretrati  e  sono contro lo sviluppo
  della Sicilia,  contro il turismo della Sicilia, invece una parte
  del Parlamento  che  invece  vuole  lo sviluppo, vuole i turisti,
  vuole  le barche  e  si  vuole  assumere  il  grande  compito  di
  risolvere nodi che questa Regione ha da decenni.
       La divisione  non è questa onorevole Grippaldi, la divisione
  è un'altra come vogliamo risolvere  questi  nodi,  come  vogliamo
  risolvere il fatto che ci sono da decenni  ormai,  da alcuni anni
  in alcuni casi, 80 porti in Sicilia -  continuo  a  dare i numeri
  che ha dato l'onorevole Fleres - da completare.  Come li vogliamo
  completare? La divisione sta in questo, non sta tra chi non vuole
  fare  le cose e vuole mettere la testa  sotto  la  sabbia  e  chi
  invece, avendo un ruolo di governo o che vuole averlo nel futuro,
  li vuole risolvere.
       Allora, a questa domanda non c'è la risposta che hanno detto
  alcuni parlamentari e cioè che c'è chi  vuole  mettere  la  testa
  sotto la sabbia, lasciare quello che c'è  che  crea pericolo, che
  crea danni economici perché  ci sono i  pescatori che non possono
  infilare  le barche.  Li ho incontrati pure  io  i  pescatori  di
  Sferracavallo che hanno il porto insabbiato e portano le barche a
  Terrasini che non è insabbiato, ma è comunque un porto incompleto
  e presumo che rientrerà in quegli ottanta da completare.
       L'alternativa non è  di abbattere quello che c'è, quindi già
  c'è lo spettro  di  prendere  delle misure e di aver sprecato dei
  soldi per opere  inutili e ora ne sprechiamo altri soldi per come
  vogliamo risolvere. No,  la  soluzione non è questa.
       La soluzione che ci viene prospettata  che a questi problemi
  che la Regione ha, a queste opere incompiute  che  la Regione ha,
  al  danno economico che tanti pescatori  hanno  o  tanti  turisti
  hanno, non c'è la soluzione della deroga,  solo della deroga così
  come viene proposta, ma c'è una via  maestra quella scritta nelle
  nostre leggi, da 17 anni, quella di fare  i  piani regolatori dei
  porti.
       Allora, onorevole Fleres, lei che spesso  e anche di recente
  ha  fatto  da  questa  tribuna  battaglie   di   moralità   e  di
  trasparenza, perché non si intesta una battaglia per vedere quali
  sono  le  responsabilità  perché   in  17  anni  non  sono  stati
  completati questi porti...

     AULICINO. C'è una commissione di inchiesta...

     ZANNA. No, onorevole, lei è arrivato adesso  e prende il primo
  uccello che vola in questa sala.
       Mi chiedo  perché  invece  di  trovare  la  ennesima deroga,
  l'ennesima   proroga   non   incominciamo   ad   individuare   le
  responsabilità e, perché  no,  delle procedure più rapide di fare
  le cose che  sono  scritte  nelle leggi. Che così come sono state
  lette qui, l'articolo 30 che ha modificato l'articolo 9 della 65,
  sono semplici e  lineari.
       C'è stata una classe politica e  una  classe burocratica che
  negli anni non ha voluto applicare le leggi.  Ce  lo chiediamo il
  perché    questo   è   avvenuto?    Le    vogliamo   trovare   le
  responsabilità, le colpe, se ci  sono,  politiche,  istituzionali
  non della magistratura, sono affari degli  altri,  di  una classe
  politica che non le ha volute fare queste  cose.
       Non mi interessano nomi e cognomi,  individuiamo  chi sono e
  vediamo quali sono le responsabilità.  Siccome  ci sono e siccome
  ha avuto tutto il tempo di fare le cose per bene e che i percorsi
  sono lineari, allora non è mancanza di leggi,  non  è mancanza di
  altro se non la mancanza di una volontà di  fare le cose giuste e
  corrette. Allora a questo non si  può  rispondere  con l'ennesima
  proroga e l'ennesima deroga alle leggi, si  risponde, ed è questa
  la  differenza  ed è quello che  caratterizza  una  nuova  classe
  dirigente in questa regione, quella di fare le  cose come dice la
  legge, applicando la legge.
       Vogliamo  porre  delle  accelerazioni?  Che  già  però  sono
  previste se sono così semplici quelle contenute nell'articolo 30.
  Ne vogliamo fare altre? Ma la risposta non  può  essere  uguale a
  quella del passato, cioè le proroghe e  le  deroghe.  Le risposte
  sono quelle di fare quello che c'è scritto  nelle  leggi,  fare i
  piani  regolatori  dei porti.
       Vogliamo introdurre una novità?  Vogliamo finalmente pensare
  che  i porti non sono una cosa estranea  al  contesto  nel  quale
  incidono e cioè del comune,  del  territorio  dell'entroterra del
  porto.  Vogliamo legare i piani regolatori  dei  porti  ai  piani
  regolatori dei comuni? Facciamolo.  Facciamo  un passo in avanti,
  di  avanguardia  rispetto  al resto d'Italia,  ma  questa  è  una
  novità, non una deroga rispetto  alle responsabilità che qualcuno
  non si è voluto assumere o volutamente non  si è voluto assumere,
  perché  in attesa della proroga e della deroga e dopo alcuni anni
  questo Parlamento è pronto a votare.
       Queste considerazioni  mi  portano  a  dire  che  continuo a
  rimanere contrario a questa proroga, a questa deroga.
       L'ultima  considerazione:  il  completamento. Chi lo giudica
  questo  completamento.   Onorevole Presidente, un  porto  si  può
  completare in tanti modi, se ha due braccia  e  bisogna  fare  il
  terzo braccio, chi lo decide se è giusto  farlo dal lato sinistro
  o dal lato destro?
       Noi adesso abbiamo finalmente, dopo quattro anni di ritardo,
  votato un ordine del giorno per impegnare il Governo ed avere gli
  strumenti per la valutazione di impatto ambientale previsti anche
  per i porti turistici,  per  i porti di cui stiamo discutendo. Ma
  con questa norma che  stiamo facendo non solo andiamo in deroga a
  questa futura valutazione  di  impatto  ambientale che la Regione
  deve darsi, ma  a quelle valutazioni già previste dall'articolo 9
  della legge n.  65.  Le  cancelliamo.  Chi  giudica  la  valenza,
  l'opportunità, la  correttezza,  l'impatto  di  queste  misure di
  completamento?   Nessuno   le  giudicherà.  Saranno  aggiudicate,
  affidate  ai  progettisti,   che   poi  sono  normate  nei  commi
  successivi.
       Io credo che  anche  per  questo argomento, di trovare degli
  strumenti perchè anche  i  completamenti  necessari  e giusti, di
  tutti  gli 80 porti, non si è voluta  scegliere  la  strada  che,
  secondo  me, continua ad essere quella  maestra  e  corretta:  di
  individuare  quali  sono  le  questioni   precise,   puntuali  da
  affrontare e risolvere, soprattuto dove si  è seguito un percorso
  che  si è interrotto per alcune  responsabilità  o  per  qualcune
  storture. Ma sanare tutti quelli  che  hanno delle responsabilità
  volute,  cercate  e  applicate - le saniamo  con  un  articolo  -
  francamente mi sembra fuori luogo,  esagerato,  in più prevedendo
  che quelle giuste opere di completamento che  bisogna  fare e che
  bisogna realizzare non vengono valutate da nessun organismo, così
  come  tutte  le altre opere che finora sono  state  fatte  e  che
  bisognerebbe  continuare  a  fare  per   quanto,  ovviamente,  mi
  riguarda.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor  Presidente,  mi  pare  che  sia  stato  intanto
  accettato l'emendamento  che  propone  di  limitare soltanto alle
  opere portuali la  portata  dell'articolo. Ma questo è un aspetto
  importante, ma non centrale della questione.
       La questione vera è questa, signor Presidente, a mio modo di
  vedere: nessuno si rifiuta, e  se  l'onorevole  Battaglia  avesse
  ascoltato il mio intervento avrebbe avuto  conferma di quello che
  qui sto dicendo, di prendere in  considerazioni situazioni che si
  sono  determinate  e  che  meritano  una  soluzione.  Nessuno  si
  rifiuta; c'è la buona predisposizione a che questo venga fatto.
       Il problema vero è che l'onorevole  Battaglia e quanti altri
  sono intervenuti in questa direzione non  si  pongono il problema
  contrario. Cioè, non si pongono il  problema,  se,  attraverso la
  predisposizione di una norma molto ampia, non  solo si risolve un
  problema particolare, che merita di essere risolto, ma si finisce
  col sanare tutti i problemi esistenti, anche  quelli che non sono
  meritevoli di nessuna soluzione e  che,  anzi,  dovrebbero essere
  affrontati e risolti in altro modo.
       Ora, io non credo  che  l'intento  di  chi  ha presentato il
  disegno di legge,  sostiene  l'emendamento, sia  questo. Sia, per
  essere chiaro,  onorevole  Presidente,  autorizzare  ope legis il
  completamento di tutte le opere marittime portuali avviate, anche
  quelle che non  dovevano  essere  avviate,  anche  quelle che non
  hanno    nessuna    caratteristica    per    essere   completate,
  sostanzialmente per  consentire  ad  una, due aziende massimo che
  in Sicilia hanno lavorato  sui  porti di continuare a fare quello
  che hanno fatto sino  a  questo momento. Non credo che sia questo
  l'intento. Anzi escludo  che  sia  questo  l'intento  di  chi  ha
  presentato l'emendamento
       Però bisogna rendersi  conto  se, per caso, l'effetto che si
  ottiene non è solo  quello  di  realizzare il porto di Scoglitti,
  che io considero  un  fatto  importante,  così come qualche altra
  cosa che ci può essere  ...  Peraltro io vivo in una città che ha
  questo problema, lo conosco e mi rendo conto che il problema c'è.
       Ma dicevo chiaramente  non  si può, nel raggiungimento di un
  obiettivo,  conseguire  un effetto che non  è  desiderato  e  che
  addirittura si presenta con le caratteristiche della negatività.
       Questo è l'effetto che si raggiunge,  quello  di operare ope
  legis l'autorizzazione al completamento di  tutte  le opere senza
  passare da nessun altro organismo, cioè non  c'è  più nessuno che
  deve fare una valutazione sulla  effettività,  tranne  l'autorità
  portuale che deve rilasciare il certificato della pericolosità.
       Ora,  per  il  modo  in  cui sono state realizzate le opere,
  l'autorità    portuale,   il   certificato   che   quelle   opere
  rappresentano  un  pericolo  per  la  navigazione lo rilascia per
  tutte  perché  è  vero,  perché  qui  troviamo conferma di quanto
  fossero   perniciose  queste  opere  perché  tutte  rappresentano
  l'effettivo  pericolo  per la navigazione e allora non può essere
  soltanto  questo  il filtro che consente di stabilire quali opere
  sono meritevoli e quali no.
       In  questo senso anche e non solo per gli altri problemi che
  ho   già  indicato  nel  corso  della  discussione  generale,  ho
  presentato  un  emendamento  il 2.4 che mira a sostituire i primi
  due  commi  dell'articolato  e che attribuisce all'Assessorato al
  Territorio  il  compito  di  autorizzare  il  completamento delle
  opere.
       Vede,  esiste  già  nella nostra legislazione la possibilità
  che  possano essere autorizzate opere non conformi agli strumenti
  urbanistici.   L'articolo 7 della legge 65 del  1981  che  è  una
  delle leggi che hanno disciplinato la pianificazione urbanistica,
  successivamente modificata da questa Assemblea  e  per ultimo con
  la legge 40 del 95, prevede per l'appunto le procedure che devono
  essere  osservate  nel caso in cui ci si  trovi  in  presenza  di
  opere,  l'articolo  7  parla  di opere  di  interesse  statale  o
  regionale,  ma  per  carità,  possiamo  anche   fare  a  meno  di
  considerare  questa eventualità  cioè  eliminarla  completamente,
  debbano   essere   realizzate  in   difformità   agli   strumenti
  urbanistici,  è  previsto  infatti  che   queste   opere  vengano
  autorizzate dall'Assessorato al Territorio con  il parere del Cru
  soltanto  quando  i  Comuni   interessati   siano   dissenzienti,
  altrimenti  con il parere del Comune  e  con  una  autorizzazione
  previa   ovviamente   una   istruzione    fatta    dagli   uffici
  dell'Assessorato al Territorio.
       Allora, vogliamo introdurre un filtro minimo che consenta di
  potere  stabilire  che  alcune opere si possono e si devono fare,
  altre  è  meglio  che  non vengano fatte, vogliamo fare una norma
  conforme,  una normativa già esistente se nel caso adeguandola se
  si ritiene che non sia in questo momento applicabile così com'è.
       Noi  abbiamo  proposto  questo emendamento, è un contributo,
  uno  sforzo  che abbiamo fatto nel tentativo di dare una risposta
  positiva,  quindi  non  rifiutandoci  di  dare  una  risposta, ma
  cercando  di  trovare  una  soluzione  che  non  sia  una  deroga
  generalizzata,  assoluta e aperta a chissà quali altre soluzioni,
  ma  un tentativo ragionevole, peraltro dentro quanto già previsto
  dalla  legislazione  vigente  di  potere  trovare un percorso che
  consenta  di potere completare quelle opere che effettivamente si
  presentano  con  le  caratteristiche  di  opere  necessarie e che
  meritano di essere completate.

     PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione degli emendamenti. Se
  nessuno  chiede  di parlare sugli emendamenti, dichiaro chiusa la
  discussione  generale  sugli  emendamenti.  Si  passa quindi alla
  votazione degli emendamenti.
       Emendamento   2.3   dell'onorevole   Piro.  L'articolo  2  è
  soppresso.  Onorevole Piro, è mantenuto il suo emendamento 2.3 di
  soppressione dell'articolo?

     PIRO. Sì, è mantenuto.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SUDANO, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 2.13 a firma dell'onorevole
  Zanna. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SUDANO, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  si  alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 2.14 a firma dell'onorevole
  Zanna. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Contrario

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SUDANO, presidente della Commissione. Contrario.

     ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire solo per ribadire un concetto che già ho espresso, io
  continuo  a  pensare  che la via  maestra  per  risolvere  questi
  problemi  è quella di accelerare, se  vogliamo,  ma  comunque  di
  applicare  le  leggi  che  abbiamo e  finalmente  avere  i  piani
  regolatori dei porti che tengano conto  ovviamente,  mi  pare una
  cosa scontata, di quello che c'è.
       Posso  comunque comprendere,  anche  se  non  lo  condivido,
  perché ero per la  soppressione di prevedere che il completamento
  avvenga  in  carenza dei piani regolatori,  ma  mettere  poi  che
  questo completamento avvenga in difformità  dei piani regolatori,
  francamente  mi  pare  un  assurdo   perché   abbiamo   il  piano
  regolatore, è in vigore, è applicato, è  approvato, ma andiamo in
  difformità, mi pare veramente una deroga eccessiva.
       Quindi mantengo l'emendamento.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione  l'emendamento  2.14.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 2.4 a firma dell'onorevole Piro. Lo
  pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     BATTAGLIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io non ho
  nessuna  difficoltà   ad  ammettere  che  l'emendamento  proposto
  dall'onorevole Piro rappresenta, dal mio punto di vista, un punto
  in  avanti rispetto a  quello  soppressivo,  in  qualche  maniera
  l'onorevole Piro si pone il  problema  di consentire che i lavori
  di completamento possano avvenire.
       Ciò nonostante,  signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io
  sono contrario all'emendamento per due ragioni.
       Primo,  perché  a   stabilire  quali  opere  possono  essere
  completate  e quali  no  rimarrebbe  l'assessorato  regionale  al
  territorio e all'ambiente, ora  se abbiamo detto che attorno alle
  strutture portuali ci sono  stati  grandi  affari, tangentopoli e
  così  via, è come dire  di  porre  l'assessore  al  territorio  e
  all'ambiente di fronte alla  possibilità  di essere arbitro unico
  delle strutture esistenti e  a  subire  quindi tutte le pressioni
  possibili e immaginabili.
       Ora  io  non  ho   dubbi   sulla  tenuta  dell'assessore  al
  territorio e all'ambiente, ma  credo  che  esporlo  a  giudizi di
  questa natura e a  pressioni  di questa natura sarebbe eccessivo,
  mi pare un modo per lavarsene le mani.
       Due,  perché l'assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente
  potrebbe  autorizzare  opere in  difformità  e  non  in  assenza,
  l'articolo in questione parla  di difformità, cioè esattamente il
  contrario di quello che  sosteneva  lei  onorevole Zanna, cioè si
  possono fare solo quelle in  difformità, quelli in assenza non si
  possono fare, quelli in assenza di piano regolatore, le strutture
  portuali sono quasi tutti  in assenza di piano regolatore, quindi
  non risolverebbe il problema.
       Non solo  l'assessore  diventerebbe  arbitro unico, potrebbe
  autorizzare solo opere in difformità  e  non in assenza del piano
  regolatore e per farlo dovrebbe  dire che è d'interesse statale o
  regionale  e  comunque  c'è   bisogno   del   parere  dei  Comuni
  interessati, se i Comuni interessati hanno un parere difforme del
  Comitato regionale per l'urbanistica, cioè  del  C.R.U..  Abbiamo
  deciso  che  non  si  deve  fare, che  ci  vuole  la  Commissione
  legislativa dell'ARS e così complichiamo la  vicenda  a  meno che
  non si decida di fare quello che diceva l'onorevole Piro, cioè di
  togliere  la  dichiarazione  di  porto   di  interesse  pubblico,
  regionale o statale, di dire che non solo quelle in difformità ma
  anche  quelle in assenza, ma nella  sostanza  se  facciamo  tutto
  questo ritorniamo alla norma precedente, ecco,  perchè io in ogni
  caso  sono contrario, dopo di che  ovviamente  mi  pare  evidente
  Presidente che parlo a titolo personale  non  voglio impegnare in
  questo,  voglio  liberare  i colleghi  del  Gruppo  da  qualsiasi
  possibilità di votare liberamente.

     MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.   Onorevole   Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo,
  rispetto all'emendamento proposto dal nostro Gruppo parlamentare,
  ricordare   quanto   affermato   nell'emendamento.  L'emendamento
  sostanzialmente   ricorda   e   ribadisce  che  è  possibile  con
  l'articolo  7  della  legge  65  intervenire  su alcune strutture
  portuali  che  necessitano di interventi speciali, in particolare
  evidentemente   il  riferimento  è  alle  strutture  portuali  di
  interesse  statale o regionale, allora mi chiedo, se il problema,
  intanto rispondendo all'onorevole Battaglia, la individuazione di
  un porto, abbiamo porti di quattro classi e di quattro categorie,
  viene  data  dallo  Stato per tutti i porti dello Stato italiano,
  quindi la classificazione dei porti non la fa  nè  lei, nè il, nè
  tanto  meno l'Assessorato territorio  ambienti,  abbiamo  quattro
  classi di porti a queste classi  di  porti  corrispondono quattro
  categorie di porti.
       Se  il problema che alcuni  porti  regionali  non  rientrano
  nella competenza statale e nella competenza regionale, ampliamo i
  porti, ampliamo alla proposta fatta dal Gruppo parlamentare della
  Rete includiamo i porti in natura regionale o locale, dopo di che
  io voglio capire una cosa, non  capisco  perchè  tanta difficoltà
  e  tale  problema  nel  dovere togliere  il  "sentito  il  parere
  dell'ente locale". Non è possibile,  cioè  sono  state  costruite
  dalla Regione siciliana decine di  strutture portuali senza avere
  il parere dell'ente locale del comune interessato.

     BATTAGLIA.  Onorevole  Mele,  è al  contrario.  Il  parere  va
  sentito... E' quello del CRU che mi preoccupa.

     MELE. ....ma sa  quando lei mi viene a dire rimandare tutta la
  responsabilità  all'Assessore  al  territorio,  ma l'Assessore al
  territorio vuole  oneri,  voglio  dire  la Regione siciliana deve
  controllare sulle  proprie  strutture,  è ridemandato a esprimere
  pareri proprio  su  queste  strutture  territoriali, allora non è
  possibile sicuramente  togliere  il  "sentito il parere dell'ente
  locale   interessato",  sono  state  costruite  ripeto  strutture
  portuali in  assenza  dei  piani  regolatori  senza  interpretare
  neanche  e   senza  alcuna  volontà  da  parte  dell'ente  locale
  interessato.  Dopo  di  che  io  voglio  ribadire un concetto che
  qualcuno ha già  espresso prima: non si comprende perchè al comma
  2, visto  che  stiamo  poi  trattando in maniera specifica questo
  emendamento, perchè  debba  rimanere anche in difformità rispetto
  ai  piani   regolatori   approvati,  ai  piani  regolatori  delle
  strutture portuali approvate.
       A  questo  punto  io  gradirei che  chi  ha  scritto  questo
  articolo spiegasse quale interesse,in senso  lato voglio sperare,
  ci sia dietro anche in difformità  ai piani regolatori approvati,
  perchè  se  il piano regolatore diventa  lo  strumento  guida  di
  costruzione o di un porto o della città  la preoccupazione per la
  quale  bisogna  andare  in  difformità  a  un  piano  regolatore.
  Allora, diceva giustamente, l'onorevole  Piro, prima individuiamo
  sarebbe molto più logico le strutture  portuali che hanno bisogno
  di intervento detto che lo  ricordo all'Assessore lavori pubblici
  e all'assessore al territorio, con le opere di somma urgenza, con
  l'attuale legislazione regionale si può  intervenire  in  casi di
  estrema urgenza, se noi abbiamo il porto di  Scoglitti  o  non so
  quale altro porto che versa in  condizioni  disastrose il Sindaco
  di Scoglitti può fare istanza al Genio Civile opere marittime con
  l'attuale legislazione regionale e chiede  un intervento di somma
  urgenza   per   il   completamento   della    struttura   ed   io
  ricordo, diversamente da quanto dice l'Assessore, che le opere di
  somma urgenza si  fermano  a  500 milioni, possono fare benissimo
  lotti di  500  milioni  per  l'ammontare dell'importo complessivo
  dell'opera stessa, che  sarebbe la cosa più logica se ne andrebbe
  del completamento di una struttura portuale.

     SPEZIALE. Questo è reato.

     LO    GIUDICE ,    Assessore  per  il territorio e l'ambiente.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO    GIUDICE ,    Assessore  per  il territorio e l'ambiente.
  Presidente, ci  sono  stati una serie di interventi di autorevoli
  colleghi che  hanno disquisito sulle parole 'in conformità' o 'in
  difformità' del piano regolatore dei porti.
       Opere  in   Sicilia   costruite   in   difformità  ai  piani
  regolatori, quindi abusivi,  non  ce  ne  sono, perché sono stati
  tutti costruiti con  finanziamenti  pubblici e quindi non possono
  essere  in   difformità   ai  piani  regolatori,  semmai  possono
  essere...

     PRESIDENTE. onorevole Lo  Giudice,  Lei  ha  firmato  atti per
  smantellare  e  sono  state  già  smantellate  decine  di  strade
  realizzate con i fondi  pubblici,  le strade con i fondi pubblici
  sono state autorizzate  su  demanio  marittimo,  sono state tutte
  smantellate, quindi, mi permetto dirle che il fatto che sia stato
  erogato il finanziamento  pubblico,  non  significa che sia stato
  dal punto di vista tecnico legittimata la costruzione.

     LO    GIUDICE ,    Assessore  per  il territorio e l'ambiente.
  Presidente,  stiamo  parlando  di  due  cose  diverse,  di  porti
  costruiti in difformità  al piano regolatore generale e non ce ne
  sono.
       Seconda cosa, tanto  rumore  per  nulla,  perché il bilancio
  dell'Assessorato dei lavori pubblici non contiene una lira, tutto
  questo discorso va  fatto  sicuramente per intervenire in un paio
  di posti, uno è  il  porto  di  Scoglitti  dove  c'è  urgenza  di
  intervenire,  per  un   mini   intervento  in  assenza  di  piano
  regolatore,  quindi,   tutto   questo   articolo,   tutta  questa
  discussione alla fine serve solo per destinare un interesse ad un
  porto ben  particolare,  conseguentemente se è possibile limitare
  l'apertura di questo  articolo  quindi  per  quanto  mi  riguarda
  quest'emendamento può anche essere accettato.

     PRESIDENTE.  Comunico  che all'emendamento 2.4 dell'on.le Piro
  è stato presentato l'emendamento della Commissione 2.4.1.

     PIRO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     PIRO.  Presidente, effettivamente, rileggendo l'emendamento mi
  sono posto  un  problema,  me  lo  ha  fatto sorgere l'intervento
  dell'onorevole Lo Giudice.
       Siccome la norma  non  ha una scadenza, vorrei suggerire che
  si mettesse nelle  strutture  esistenti  alla  data di entrata in
  vigore della presente  legge, perché la legge siccome poi resterà
  in vigore potrebbe scattare...

     BATTAGLIA. Senza piano regolatore non se ne possono fare.

     PIRO. Onorevole Battaglia,  non sia così sicuro. Una prudenza,
  così il problema è superato.

     PRESIDENTE. Il  Governo  o  la  Commissione accettano l'invito
  dell'onorevole  Piro?  Sono  gli  unici  che  possono  presentare
  l'emendamento.

     SUDANO, Presidente della Commissione. Lo possiamo accettare.

     PRESIDENTE. Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.4.1 a firma
  della Commissione.

     BATTAGLIA. Presidente, questo significa che se è in difformità
  del piano regolatore non si può fare.

     LO  GIUDICE ,  Assessore  per  il territorio e l'ambiente.  E'
  'in assenza', non 'in difformità'

     PRESIDENTE.  Onorevole Lo Giudice io la  invidio.  Era  meglio
  quando era mio collaboratore.  Stia calmo.  Non  ci  sono sindaci
  che non sono responsabili di qualche cosa.
       Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.4.1  presentato  dalla
  Commissione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       con il voto contrario dell'onorevole Battaglia.
       L'appello  dell'onorevole  Piro è accolto dalla Commissione,
  che ha  presentato  quindi  un  emendamento che recita:  "dopo le
  strutture esistenti alla data di entrata in vigore della presente
  legge".
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in votazione definitiva l'emendamento 2.4  così  come
  risulta essere stato emendato. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SUDANO, Presidente della commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 2.8 dell'onorevole Zanna. Onorevole
  Zanna, lei lo mantiene?

     ZANNA. No, è precluso.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.17, sempre dell'onorevole Zanna.

     ZANNA. E' precluso anche questo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.1.

     PIRO. E' superato.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne   prende   atto.
       Si passa all'emendamento 2.7.

     PIRO. Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne   prende   atto.
       Si passa all'emendamento 2.15 dell'onorevole Zanna.
       Onorevole Zanna,  mi  permetto  di  dirle  -  e chiedo scusa
  all'Assemblea - che  a  me  pare  più corretta la definizione del
  punto tre, così  come  esitata  dalla  Commissione e le spiego la
  ragione:  le  concessioni  demaniali  hanno  diverse autorità che
  possono rilasciarle. Le Capitanerie di porto le rilasciano per un
  certo periodo  di  tempo.  Le  direzioni  marittime  per un altro
  periodo di tempo  e  poi ci sono altri organi superiori per altri
  periodi  di   tempo.   Quando   lei   dice  "è  subordinato  alla
  certificazione     dell'autorità    marittima    territorialmente
  competente" lei lascia  ... non deve dire che è la Capitaneria di
  porto, perché  può  darsi  che  sia  la  direzione  marittima  la
  competenza. E  lei  si  troverebbe ad avere una misura deficiente
  sotto l'aspetto ...

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA. Signor Presidente, la mia preoccupazione, che poi chi è
  più esperto e  competente  di  me  me  lo  può chiarire, è che la
  denominazione che noi usiamo nel testo prevede tali e tali figure
  in posti periferici del nostro territorio, l'isola di Ustica, che
  per  la  qualità  professionali,  le competenze, l'autorevolezza,
  hanno un livello  tale  che  non gli permette una valutazione ...
  questa è la mia preoccupazione.

     PRESIDENTE. Le concessioni demaniali sono  autorizzate  grazie
  anche a quanto dispone il Codice della navigazione. L'articolo 36
  del   Codice   della  navigazione  disciplina  chi   concede   le
  concessioni  demaniali.  Le  concessioni  demaniali  non  vengono
  concesse  da  autorità  inferiori  al  capo   del   compartimento
  marittimo. Per cui può essere fatta l'istruttoria  da  parte  del
  locamare, del circomare, ma la concessione viene data  o dal capo
  del  compartimento  o dal direttore marittimo  o  addirittura  da
  autorità superiore.

     ZANNA. Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea   ne   prende   atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.6 a firma dell'onorevole Zanna
  che prevede la soppressione del punto 4.

     ZANNA. Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne   prende   atto.
       Si   passa   all'emendamento   2.10   che   è  in  relazione
  all'emendamento 2.2.

     ZANNA.  Si  possono discutere insieme all'emendamento 2.16. E'
  una riformulazione.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,   se   viene   approvato
  l'emendamento 2.16, vengono assorbiti gli emendamenti 2.2 e 2.10.
  Onorevole  Zanna,  siccome  l'aspetto  è delicato, la Commissione
  sarebbe orientata  ad  approvare  l'emendamento  2.10.  Per lei è
  risolutivo il problema o no?

     BATTAGLIA. Posso spiegare perché secondo il mio punto di vista
  è  giusto l'emendamento 2.16? Signor Presidente chiedo di parlare
  per dichiarazioni di voto sull'emendamento 2.16.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA. Signor Presidente l'emendamento 2.16, l'emendamento
  2.10  e   l'emendamento  2.2,  come  giustamente  Ella  ha  fatto
  rilevare, sono  strettamente  legati.  Il  problema,  però, a mio
  avviso è  meglio affrontato con l'emendamento 2.16 perché, qual è
  il   problema?   Trattandosi   di   opere,   tra   l'altro,  dopo
  l'emendamento   approvato,   che  debbono  essere  dichiarate  di
  pubblica utilità, interventi di pubblica utilità, è chiaro che la
  progettazione deve  essere  risolutiva  per  far  venir  meno  le
  condizioni di  insicurezza.  Però  il  progetto  che  deve essere
  risolutivo non  è detto che venga finanziato tutto insieme perché
  tal volta le  finanze della Regione non consentono di disporre di
  finanziamenti tali da consentire l'intervento finanziato tutto.
       L'emendamento  tende  a  dire  che  il  progetto deve essere
  risolutivo e il finanziamento può avvenire anche per stralci. Che
  è  risolutivo lo deve attestare il progettista. Questo è il senso
  dell'emendamento.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,   pongo   in   votazione
  l'emendamento 2.16 avvertendo che in caso di approvazione vengono
  assorbiti  l'emendamento  2.2  e  l'emendamento  2.10. Abbiamo il
  parere favorevole della Commissione sull'emendamento 2.16 e anche
  del Governo. Lo pongo in votazione
       Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       L'emendamento 2.2 e l'emendamento 2.10 risultano assorbiti.
       Si passa all'emendamento 2.5 che prevede la soppressione del
  comma 5.

     ZANNA. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli  colleghi possiamo mettere in votazione definitiva
  l'articolo  2  così  come  risulta  essere  stato emendato.
       Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

       Si passa agli emendamenti aggiuntivi.

     CIMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO.   Presidente,   intervengo   per   spiegare   il   mio
  emendamento.   Innanzitutto   questo  emendamento  deriva  da  un
  disegno di  legge  da  me  presentato  che  dalla  conferenza dei
  capigruppo è stato inserito tra le priorità da portare in Aula. E
  questo disegno  di  legge  la  presidenza  dell'Assemblea  lo  ha
  demandato alla quarta commissione, quindi c'è la competenza.
       Considerato  che  si  all'articolo  2  di  completamento  di
  strutture  portuali  e  visto  che  le  leggi  dovrebbero  essere
  generali  ed  astratte  e  non solo ed esclusivamente per singoli
  porti,  così come ha fatto notare l'onorevole Lo Giudice, io sono
  convinto che per risolvere il problema della portualità siciliana
  dobbiamo attribuire le competenze o ad un assessorato soltanto o,
  addirittura, al presidente della Regione.
       Questo   vuole   essere   l'emendamento  da  me  presentato,
  considerato che si parla di completamento di strutture portuali e
  visto  che  in Sicilia per potere fare il dragaggio in un porto è
  diventata  una  situazione ormai insostenibile perché ci vogliono
  un minimo di dieci pareri.
       Io   sono  convinto  che  trattandosi  di  completamento  di
  strutture portuali la competenza in questo caso può anche entrare
  in discussione.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cimino,  lei è di un garbo particolare,
  ma  purtroppo  l'emendamento non può essere giudicato proponibile
  perché se anche  si  aggancia  ad  un  articolo  che  prevede  il
  completamento di  strutture  portuali, siamo in materia di lavori
  pubblici,  mentre  con  questo  emendamento,  che  pure  è  stato
  individuato come  materia  tra  le  cose  prioritarie, ma non può
  essere  incluso   in   questo   disegno   di  legge  che  prevede
  tassativamente  materia  di  lavori pubblici e specificatamente e
  successivamente  soltanto  quelle  dell'articolo  21  e, comunque
  vada, nella  prima  parte,  anche volendo fare riferimento ad una
  questione più elastica, non può essere inserito.
       Mi  rendo  conto  che  se  c'è  un  disegno di legge che può
  prevederlo sarei ben lieto ma, purtroppo, nonostante il suo garbo
  non posso giudicarlo proponibile.

     CIMINO. Il  mio disegno di legge che contiene solamente questi
  due articoli dalla presidenza dell'Assemblea è stato inviato alla
  quarta commissione,  allora  vuol  dire  che deve andare in prima
  commissione..

     PRESIDENTE. Viene  demandato  alla  competente commissione. Se
  l'emendamento  arriva  in  un  disegno  di  legge compatibile può
  essere  approvato  e  si  ha  la copertura finanziaria ma qui non
  posso accoglierlo.
       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                           <Abrogazione di norme

           1. E' abrogato  il  comma 3 dell'articolo 17 della legge
      regionale  29  aprile  1985,  n.  21,  così  come  modificato
      dall'articolo 23  della  legge  regionale 12 gennaio 1993, n.
      10.

         2. E' abrogato  il  comma  8  dell'articolo  30 della legge
       regionale 29 aprile 1985, n. 21.

         3. E'  abrogato  l'articolo  50  della  legge  regionale 29
       aprile 1985, n. 21.>

       E'  aperta  la  discussione  sull'articolo 3. Poiché nessuno
  chiede  di  parlare, dichiaro chiusa la discussione sull'articolo
  3.
       Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:  3.4  dall'onorevole Piro, 3.7 dall'onorevole Zanna,
  3.8 dall'onorevole  Forgione,  3.2 dagli onorevoli Zago ed altri,
  3.6 dall'onorevole  Zanna, 3.8.1 dagli onorevoli Piro e Mele, 3.5
  dall'onorevole Zanna, 3.9 e 3.11 dagli onorevoli Piro e Mele, 3.3
  dall'onorevole Zanna,  3.10 dagli onorevoli Piro e Mele.
       Dichiaro  aperta  la  discussione sugli emendamenti e chiedo
  intanto   ai   firmatari,   presentatori  degli  emendamenti,  se
  intendono illustrarli.
       Onorevoli  colleghi, poiché  nessuno dei presentatori chiede
  di parlare, si passa  alla votazione degli emendamenti.
       Pongo  in  votazione  l'emendamento 3.4 dell'onorevole Piro:
  "L'articolo 3 è soppresso". Il parere della Commissione?

     SUDANO, presidente della commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     MANZULLO, assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

        PRESIDENTE.   L'emendamento  3.4  si  vota  contestualmente
  all'emendamento 3.7 ed anche contestualmente all'emendamento 3.8,
  che viene  fatto  proprio  dall'onorevole Martino per assenza del
  firmatario onorevole Forgione.
       Pongo in  votazione  gli  emendamenti  3.8, 3.7, 3.4, con il
  parere favorevole della Commissione e del Governo.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Conseguentemente  l'emendamento  3.2  è dichiarato decaduto;
  gli emendamenti  3.6,  3.12,  3.5,  3.9,  3.11,  3.3,  3.10  sono
  superati.
       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                <Proroga dei termini della legge regionale
                           24 luglio 1997, n. 25

         1. I termini  previsti  ai  commi 3 e 4 dell'articolo 1, al
       comma 1  dell'articolo  7  ed  all'articolo  13  della  legge
       regionale 24 luglio 1997, n. 25 sono prorogati al 31 dicembre
       2000.>

       Comunico che all'articolo 4 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:   4.10   dall'onorevole  Zanna,  4.1  dall'onorevole
  Fleres, 4.29 e 4.30 dall'onorevole Zanna, 4.23 dalla Commissione.

     GIANNOPOLO - Chiedo di parlare sugli emendamenti.

     PRESIDENTE - Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO -  Signor  Presidente  non  so  se alcuni di questi
  emendamenti, alla fine saranno ritenuti compatibili con il testo,
  però,  in  particolare mi volevo soffermare su quegli emendamenti
  che, in  poche  parole, prescrivono una sorta di obbligo da parte
  dei comuni  di integrare le commissioni edilizie secondo la legge
  n. 25/97.
       Qui  bisogna  chiarire  un  equivoco:  noi possiamo scrivere
  nella legge  tutti  gli  obblighi  che  vogliamo  per  i  comuni,
  l'integrazione delle commissioni edilizie non dipende dai comuni,
  l sovrintendenze,  gli  ispettorati,  i vigili del fuoco, i genii
  civili, non vogliono integrarsi nelle commissioni edilizie.
       I  Comuni hanno chiesto l'integrazione questi enti regionali
  si rifiutano,  è  una  questione che deve risolvere il governo in
  via  amministrativa,  quindi,  noi qui possiamo scrivere tutte le
  umane e  divine  cose,  se  non affrontiamo quel problema noi non
  avremo  colto  il  significato innovativo di quell'articolo della
  legge 25.
       Io ho fatto anche un atto ispettivo in materia, credo che il
  Governo si dovrebbe impegnare, come dire, molto tempestivamente e
  fattivamente sulla materia.

     FLERES - Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE - Ne ha facoltà.

     FLERES  -  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io desidero
  intervenire   per   condividere  la  osservazione  dell'onorevole
  Giannopolo  e,  tuttavia, devo dire che il senso dell'emendamento
  presentato  dal  sottoscritto,  che  poi ho visto riformulato più
  correttamente  dalla  Commissione  per  cui il mio emendamento lo
  ritirerei e mi associerei all'emendamento della Commissione.  non
  è  quello  di  segnalare  l'inadempienza  dei  comuni,  onorevole
  Giannopolo,  tutt'altro,  ma  quello  di consentire una parità di
  trattamento, perché  il  problema  che  pone lei è serio, è vero,
  tuttavia, ripeto,  ci  sono  comuni che hanno avuto la fortuna di
  potere  completare  la  previsione legislativa ed altri purtroppo
  no.
       E,  pertanto,  l'emendamento  è  nel  senso  di  determinare
  uniformità di  comportamento;  è  ovvio  ed  in  questo  senso io
  condivido la sua posizione e l'invito al Governo a sensibilizzare
  le altre  autorità chiamate a in causa perché, se queste autorità
  non sono sensibili alla questione che è assolutamente innovativa,
  soprattutto, nel  momento  in  cui  si  parla  di  Bassanini,  di
  semplificazione  delle  procedure, di tavoli unici autorizzatori,
  di sportelli unici.  Ecco, se le autorità che compartecipano alle
  scelte  che riguardano le autorizzazioni edilizie, le concessioni
  edilizie non  sono  sensibili,  è necessario un intervento forte,
  probabilmente  sarebbe opportuno, se l'onorevole Giannopolo fosse
  disponibile,  anche eventualmente supportare l'azione del Governo
  con un ordine  del  giorno  dell'Aula  che  nel  caso  in cui lui
  volesse  preparare  potremmo  pure  sottoporre  all'attenzione di
  questo Parlamento  per  rafforzare  la  posizione del Governo nei
  confronti  degli  enti insensibili rispetto alla forza innovativa
  della norma di cui stiamo parlando.

     BARBAGALLO Salvino . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà, cinque minuti.

     BARBAGALLO  Salvino . Onorevole Presidente, anche due minuti e
  mezzo. Io  intervengo  perché  questo  emendamento è frutto di un
  disegno di legge che io avevo presentato nella legislatura scorsa
  e che  finalmente  aveva trovato applicazione con la legge 25 del
  24 luglio  1997.  Io  condivido  le preoccupazioni che sono state
  espresse   da   chi   mi  ha  preceduto  per  questo  emendamento
  aggiuntivo, però  ritengo  che  se  noi non facciamo un ulteriore
  sforzo  prevedendo  per legge, onorevole Giannopolo, che gli enti
  sono  obbligati  a segnalare per l'integrazione delle commissioni
  edilizie affinché avvenga questa sorta di conferenza dei servizi,
  io  ritengo  che  noi  vanifichiamo  il  senso  della  legge  24,
  l'articolo  10,  vanifichiamo qualsiasi riforma sulla burocrazia,
  vanifichiamo tutto.  Allora  se c'è da fare un ordine del giorno,
  se c'è  da  sollecitare  l'ordine  del giorno affinché  si faccia
  promotore per sollecitare presso i vari rami dell'amministrazione
  regionale  la  designazione  di  questi componenti, che si faccia
  presto, che  ben venga, ma secondo me questo è un emendamento che
  va accolto così com'è.

     PRESIDENTE. Si passa alla votazione degli emendamenti.
       Emendamento 4.10 a firma dell'onorevole Zanna.

     ZANNA. Ritirato.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 4.29 a firma dell'onorevole Zanna.

     ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  L'articolo  in  questione  propone  la  proroga  della
  normativa   dell'articolo   13   della   legge  25  che  riguarda
  finanziamenti  a  cooperative  di  abitazione dalla cooperazione.
  L'articolo  16  prevede cooperative che hanno altri finanziamenti
  regionali,  comunitari,  nazionali  sotto  la  tutela  dei lavori
  pubblici, se  ci  deve  essere una proroga mi sembra più corretto
  che questa proroga avvenga sia per gli uni che per le altre.

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 4.29. Il parere
  del Governo?

     MANZULLO, assessore ai lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SUDANO, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 4.30 a firma dell'onorevole Zanna.

     ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Presidente,  questo emendamento interviene sulla legge
  25 del  1997, articolo 23 che prevede una certa procedura, perché
  faccio questo emendamento, cioè di mettere un limite alle domande
  su  quell'emendamento,  perché  se  noi  non prevediamo un limite
  questa norma è aperta  per  sempre e può avvenire anche tra dieci
  anni, tra vent'anni che ...
       E' particolare la norma, signor Presidente. Siccome la norma
  a cui fa riferimento prevede questo: 'I costi massimi ammissibili
  e il  limite  massimo  di  intervento  aggiornati  a  seguito del
  decreto ministeriale  dei  lavori  pubblici  del 5 agosto 1994 si
  applica per  i  programmi  costruttivi  i  cui  lavori  non erano
  ultimati alla  data  del  5  agosto 1994'. Allora, tra vent'anni,
  qualcuno si può  presentare e dire che il 5 agosto 1994 non aveva
  ultimato i  lavori.  E  quindi  c'è una difficoltà di verifica da
  parte dell'Amministrazione  se  a  quella  data davvero non erano
  ultimati i lavori  il 5 agosto 1994. Porre un limite di 60 giorni
  è per dire:  'Chi ha queste condizioni, lo dica subito in maniera
  tale che  l'amministrazione  possa  essere  in  grado di fare una
  valutazione corretta caso per caso'.

     PRESIDENTE. Onorevole Zanna, mi permetta di darle un ulteriore
  elemento    di   riflessione.   Appunto   per   le   sue   stesse
  argomentazioni -  poi  naturalmente l'Aula è libera di valutare -
  ci sono mille  motivi che portano a volte al non completamento di
  opere, non ultimo,  per  esempio,  il  vicino  di casa che fa una
  causa civile ...

     Zanna.    Lo    possiamo    ritirare,    ma    è    a   tutela
  dell'Amministrazione, Presidente

     PRESIDENTE. Si fidi di noi, onorevole Zanna.

     ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.     L'Assemblea    prende    atto    del    ritiro
  dell'emendamento 4.30.

       Si passa  all'emendamento  4.1, a firma Fleres. Lo mantiene,
  onorevole Fleres?

     FLERES. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.    L'onorevole   Fleres   dichiara   di   ritirare
  l'emendamento    in    quanto    si   riconosce   nel   contenuto
  dell'emendamento 4.23  della Commissione.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa   quindi  all'emendamento  4.23.  Il  parere  del
  Governo?

     MANZULLO, Assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avevamo  accantonato l'emendamento 4.13 a firma Giannopolo e
  Capodicasa relativamente alla soppressione del Ctar.
       Il  Governo  ha  reiscritto  l'articolo  e l'emendamento del
  Governo, il 4.13.1, viene subemendato dalla Commissione.
       Le è  stato distribuito l'emendamento, onorevole Giannopolo?

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Giannopolo,   lei   ha   facoltà  di
  intervenire sulla  proposta  del  Governo  e sulla proposta della
  Commissione.

     GIANNOPOLO.  Io  mi  esprimo  sul  subemendamento del Governo.
  Credo che questo colga l'esigenza di una sistemazione organica di
  tutta la  materia.  E'  chiaro  che  con  questo  testo  facciamo
  un'operazione secondo  me  molto  importante,  e  che è quella di
  sopprimere il  Ctar.  Dobbiamo  vedere come ci impegnamo per fare
  funzionare al  meglio,  a questo punto, la conferenza dei servizi
  oltre l'importo dei quindici milioni di ecu.
       Da questo punto di vista io credo che ci sia bisogno di fare
  un attimo  mente  locale  anche  in  provvedimenti  successivi in
  ordine, per esempio, a tutta la nuova regolamentazione in materia
  di conferenza  dei  servizi  che  è  contenuta nella stessa legge
  'Bassanini'.
       Quindi,  io   per   parte   mia   dichiaro   di  condividere
  perfettamente il subemendamento del Governo.

     PRESIDENTE.  Soltanto  per memoria, onorevole Presidente: deve
  intendersi, per quanto  riguarda  il  punto 5 'Per le opere i cui
  progetti sono ancora all'esame del Ctar non ancora approvati alla
  data di  entrata  in  vigore della presente legge si applicano le
  disposizioni  della  presente  legge',  che  i  progetti  vengono
  richiamati ...

     DRAGO,   Presidente  della  Regione.   Dal   Genio  civile  di
  competenza.

     PRESIDENTE.  E'  giusto?  Benissimo. Così, per interpretazione
  autentica.

     BATTAGLIA. Cosa vuol  dire per opere di competenza dei comuni?
  Il CTAR continua  ad  esistere?  Un ospedale di duecento miliardi
  chi lo approva?

     PRESIDENTE. La  Conferenza dei Servizi, onorevole Battaglia, è
  previsto  nel  punto  3.  All'emendamento  del  Governo  è  stato
  presentato   un   emendamento  dalla  Commissione:  "E'  abrogato
  l'articolo 11 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28".

     SUDANO,    Presidente    della    Commissione.   Si   abrogano
  sostanzialmente le funzioni del CTAR.

     PRESIDENTE. Le abbiamo  già  soppresse  con il comma 1. Quando
  diciamo "Al fine  di  accelerare  e semplificare le procedure per
  l'esame  e   approvazione  dei  progetti  di  opere  pubbliche  è
  soppresso  con  l'entrata  in  vigore  della  presente  legge  il
  Comitato tecnico  amministrativo  regionale  (CTAR)". Questa è la
  soppressione. Successivamente  per  le competenze ci sono i punti
  2, lettera a), b), c),  d),  e), f), g), punto 3, punto 4 e punto
  5.

     SUDANO,  Presidente   della  Commissione.  Secondo  me  è  più
  opportuno indicare la ...

     PRESIDENTE. Bene, per  una  questione  di  chiarezza  non è in
  contrasto. Onorevoli colleghi,  vi  prego di prendere atto che la
  lettera d),  dove  dice "quindici milioni" deve invece intendersi
  "venti milioni".  Così come specifica il Governo. Quindi al comma
  3, là  dove  si  dice  "quindici  milioni" deve intendersi "venti
  milioni".

     LO GIUDICE ,  Assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO GIUDICE ,  Assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ci potrebbe essere un problema
  alla lettera  c), dove si dice "Dai dirigenti dei settori tecnici
  della   provincia,   limitatamente   alle   opere  della  propria
  amministrazione".  Io  direi  del "territorio", perché ci possono
  essere opere di altri ...

     PRESIDENTE. Di propria competenza.

     LO GIUDICE ,  Assessore  per  il  territorio e l'ambiente. Del
  territorio. Vi faccio  un  esempio,  se  c'è il vescovo che vuole
  realizzare ...

     BENINATI, Assessore  per  il  commercio,  l'artigianato  e  la
  pesca. Il Genio civile.

     LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. No, non
  c'è scritto qua. Il Genio civile fa quello dei comuni.

     PRESIDENTE. Un  attimo di attenzione. Quando si fa riferimento
  ai settori tecnici  della provincia si parla di ciò che organizza
  la  provincia.  Mentre  per  quanto  riguarda  gli  altri  si  fa
  riferimento alla  lettera d), quello successivo. Nella lettera c)
  provincia va  scritto  maiuscolo.  Si  intende  della  "provincia
  regionale".
       Onorevoli  colleghi,  si  prende  atto  delle  precisazioni.
  Intanto  pongo  in  votazione l'emendamento della Commissione che
  abroga l'articolo  11  della legge regionale 29 dicembre 1962, n.
  28.

     PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.40, è ripresa alle ore 23.00)

    La seduta è ripresa.

       Onorevoli  colleghi,  comunico  che  il  Governo  ripresenta
  l'emendamento  con  alcune  modifiche  e  specificatamente:  alla
  lettera  a) dopo le parole  "alle  opere"  aggiungere  "ricadenti
  nel", per cui è da leggersi "alle  opere  ricadenti  nel  proprio
  comune". Stessa questione per la lettera b): anziché "del proprio
  comune" si dovrà leggere "ricadenti  nel  proprio  comune".  Alla
  lettera c) si intende "provincia regionale". Anziché "15 milioni"
  si intende "20 milioni" sia nella lettera  c)  che  nella lettera
  d). Alla lettera g) anziché "10 milioni di ecu" deve leggersi "20
  milioni di ecu". E nel punto 3) anziché "15 milioni di ecu", deve
  leggersi "20 milioni di ecu".
       A questo emendamento del Governo, lo stesso Governo presenta
  un emendamento aggiuntivo che dice:

    "La   competenza  ad  esprimere   il   parere   sulle   riserve
    dell'appaltatore spetta ai capi degli  uffici  tecnici  di  cui
    all'articolo 1 della l.r. 29 aprile 1985,  n. 21, diversi dalla
    Regione quanto si tratta di lavori realizzati senza utilizzo di
    finanziamenti a carico della Regione o  di  fondi gestiti dalla
    medesima.

    In caso contrario il parere viene  reso  secondo  le rispettive
    attribuzioni    dall'ispettorato     regionale     tecnico    o
    dall'ispettorato tecnico per i lavori  pubblici  ad  appalti di
    cui alle lettere a), b), c), d), e) ed f) del presente articolo
    e purché l'importo nominale complessivo  delle riserve al netto
    degli accessori non superi i 500 milioni.

    Negli altri casi la competenza la competenza spetta al comitato
    tecnico amministrativo regionale."

       Ma  se  è  soppresso   il  comitato  tecnico  amministrativo
  regionale come si può?

     DRAGO, Presidente della Regione. Al genio civile.

     PRESIDENTE.  Anziché  al   "comitato   tecnico  amministrativo
  regionale" deve intendersi al "genio civile..."

     BENINATI,  assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.   "All'ufficio  del   genio  civile  di
  competenza".

     PRESIDENTE. Competente per territorio?

     BENINATI,  assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Sì, "competente per territorio".

     ZANNA. Può chiarire la Presidenza come  vuole  procedere con i
  lavori?

     PRESIDENTE.  Finire  questo  disegno di  legge  e  rinviare  a
  domani.
       Onorevoli   colleghi,   pongo   in  votazione  l'emendamento
  aggiuntivo 4.13.1 del Governo.
       Il parere della Commissione?

     SUDANO, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione l'emendamento  del  Governo  così  come
  risulta  essere  stato  emendato   da   uno   stesso  emendamento
  presentato dal Governo.
       Il parere della Commissione?

     SUDANO, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento  della  Commissione  con il
  quale  si  prevede l'abrogazione  dell'articolo  11  della  legge
  regionale 29 dicembre 1962, n. 28.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       E' stata presentata una  serie  di  emendamenti  tendenti ad
  istituire nuovi articoli.
       Emendamento 3.1 a firma dell'onorevole Fleres.
       Onorevoli colleghi, questo emendamento  non è attinente alla
  materia  in  oggetto,  è   materia   di  appalti,  quindi  invito
  l'onorevole Fleres a ritirarlo.

     FLERES. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende  atto.
       Si  passa  all'emendamento   4.2   a   firma  dell'onorevole
  Battaglia ed altri.

     BATTAGLIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA. Signor Presidente, la  ringrazio per avermi dato la
  parola per illustrare l'emendamento, perché...

     PRESIDENTE.  No,  onorevole   Battaglia,  non  per  illustrare
  l'emendamento,  perché  è  già  stato  illustrato,  ma  solo  per
  specificare se ci sono alcuni...

     BATTAGLIA.    ...per     specificare    perché    il    titolo
  dell'emendamento   potrebbe  indurre   in   errore,   in   ordine
  all'attinenza o  meno  al testo. In verità, signor Presidente, si
  tratta semplicemente  di  porre  fine  ad un circolo vizioso che,
  purtroppo,  vede  la Regione siciliana sempre nella impossibilità
  di  utilizzare  i  finanziamenti  per lavori pubblici relativi al
  piano di  intervento  in  materia  di  edilizia sanitaria, per la
  ragione che  i  direttori generali delle aziende non potranno mai
  conferire  incarichi  di  progettazione  in  assenza dei relativi
  finanziamenti.
       I  finanziamenti  possono essere utilizzati solo dopo che il
  CIPE  emette i relativi decreti, ma il CIPE non emette decreti se
  non ci sono i progetti esecutivi.
       La norma in questione serve solo a dare un'autorizzazione ai
  direttori  generali  a  conferire  incarichi  di progettazione in
  rapporto  alla previsione della giunta di governo che ha inserito
  le  opere  nel  piano di utilizzo dei fondi. Questo consente alle
  aziende  di poter concorrere ai finanziamenti. Signor presidente,
  si   tratta  di  840  miliardi  che  la  Regione  siciliana  deve
  utilizzare  con  progetti esecutivi da formulare entro 90 giorni.
  Nessuno  potrà mai conferire incarichi di progettazione. La norma
  é solo di questa natura. Se la norma non si approva perderemo 840
  miliardi.

     PRESIDENTE.  Io  mi  rendo conto. Ci sono effettivamente delle
  parti  che  riguardano  la  materia  dei lavori pubblici. Ci sono
  parti  che  riguardano  la  commissione  sanità  e la commissione
  sanità  non  é  insediata.  Io  non  posso  giudicare proponibile
  l'emendamento.

     BATTAGLIA.   Signor   presidente,   riguarda    incarichi   di
  progettazione.

     PRESIDENTE.  Si,  onorevole  Battaglia.  Lei  sa   con  quanto
  dispiacere  lo  faccio,  ma  lei  ha  sentito  anche  in  materia
  l'onorevole  Fleres un attimo fa. Riguarda una specifica,  non  é
  attinente. Lo dichiaro improponibile. L'assemblea ne prende atto.
       Comunico  che  é  stato presentato l'emendamento  4.3  dagli
  onorevoli Fleres, Alfano ed altri. Onorevole Fleres, io non posso
  giudicare proponibile questo emendamento.

     FLERES. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento   4.31   dell'onorevole   Zanna.    Lo    giudico
  improponibile.

     ZANNA. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 4.4.

     PIRO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 4.6 dell'onorevole Piro.

     PIRO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento  4.7.  Lo  pongo  in  votazione.  Il  parere  del
  Governo?

     DRAGO, presidente della Regione.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della commissione?

     SUDANO, presidente della commissione.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione. Chi é  favorevole  resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 4.8.

     PIRO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 4.9.

     PIRO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 4.19 degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
       Lo dichiaro improponibile.
       Si passa all'emendamento 4.20.
       Lo dichiaro improponibile.
       Si passa all'emendamento 4.21.
       Lo dichiaro improponibile.
       Si  passa  all'emendamento  4.22,  a  firma  degli onorevoli
  Speziale ed altri.

     SPEZIALE. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  4.24,  a  firma  degli onorevoli
  Barbagallo Salvino ed altri.

     BARBAGALLO SALVINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO SALVINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
  non  voglio  entrare nel merito dell'emendamento perché non siamo
  più in fase di discussione generale degli emendamenti, altrimenti
  avrei  valide  ragioni  perché  questo  emendamento  possa essere
  approvato  in  quanto  noi politici ci riempiamo poi la bocca con
  parole  grosse  tipo:  "rilanciare  la  Sicilia  col turismo, con
  l'agricoltura".
       Ecco,  questo  era  un  articolo  che rilanciava il turismo,
  onorevole  Presidente,  ma  per  quanto  concerne  il  primo e il
  secondo  comma  dell'articolato,  propongo - poi lei Presidente è
  sovrano  nella  sua  scelta - se può mettere in votazione solo il
  primo  comma  dell'articolo  3  bis,  atteso  che poco fa abbiamo
  votato l'emendamento 4.23 che è la stessa materia del 4.24.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo non lo posso fare nè per la
  questione regolamentare ...

     BARBAGALLO SALVINO . Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa  all'emendamento  4.25,  a  firma  dell'onorevole
  Pignataro.
       Lo dichiaro improponibile.
       Si   passa  all'emendamento  4.26,  a  firma  dell'onorevole
  Pignataro.

     PIGNATARO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa  all'emendamento  4.27,  a  firma  dell'onorevole
  Pignataro.

     PIGNATARO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa  all'emendamento  4.28,  a  firma  dell'onorevole
  Pignataro.

     PIGNATARO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli  colleghi,  vorrei  un attimo di cortesia da parte
  dell'Aula.  Risulta presentato l'emendamento 4.5, relativo ad una
  delicatissima  situazione  sociale  che si presenta nell'isola di
  Ginostra.
       Il  Presidente  dell'Assemblea e credo anche il Governo sono
  stati  contattati da alte cariche istituzionali dello Stato circa
  una   situazione   di  altissima  tensione  sociale  che  si  sta
  verificando   in  quell'Isola,  dove  vi  sono  un  centinaio  di
  siciliani  che  da  tempo  abitano  in  quell'Isola e non possono
  godere dell'elettrificazione.
       E'  stato  riferito  al Presidente dell'Assemblea, perché lo
  riferisse  all'Aula  che,  grazie ad un finanziamento del Governo
  tedesco  e  grazie  ad  un  finanziamento  della  stessa  ENEL, è
  prevista  la  realizzazione di una microcentrale elettrica capace
  di  fornire  energia  elettrica agli unici siciliani, mi permetto
  dire,  che  non  possono  usufruire  dell'energia  elettrica pure
  abitando in quell'Isola.
       Mi  viene  richiesto  di potere approvare un emendamento che
  consenta  con  un'operazione  di non grande impatto di realizzare
  quell'opera, sia  perchè serve a fornire energia elettrica a quei
  siciliani,  sia perchè altrimenti, soprattutto il Governo tedesco
  ritira il contributo concesso.
       Io lo pongo in votazione se non sorgono osservazioni.

     BATTAGLIA.  Presidente,  lei non ci deve mettere in imbarazzo.

     PRESIDENTE:   Io  non  metto  in  imbarazzo  nessuno.  Se  c'è
  un'osservazione...

     BATTAGLIA.   Lei   deve   solo   dire   se   è  proponibile  o
  improponibile.

     PRESIDENTE. Io ho il dovere di riferire....

     LO  GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente,  lei  nel  suo  breve intervento lo ha già illustrato
  molto bene. Mi consenta di aggiungere qualcosa anche se lei è già
  stato abbastanza chiaro.
       Ho fatto una conferenza dei servizi presso l'Assessorato del
  territorio  e dell'ambiente. Ci sono a Ginostra, abitavano fino a
  qualche  anno  fa  cinquecento  persone.  Oggi  mi si dice che ne
  abitano  meno  di  cento.  Sono  senza  corrente elettrica. Io ho
  ricevuto delle lettere che non vi leggo perchè non ce l'ho con me
  che sono particolarmente commoventi.
       Tra  l'altro  l'isola   di  Ginostra  in  questo  momento  e
  considerato  che  è  senza  corrente  elettrica  è  anche ad alto
  rischio  perchè  ogni  famiglia in questo momento ha un camion di
  bombole   di  gas  a  disposizione.  Questo  emendamento,  questo
  provvedimento  del  Presidente  dell'Assemblea e il sottoscritto,
  aggiungendo  qualcosa,  lo  sottopone  all'Assemblea,  serve  per
  consentire  la  realizzazione  di una centralina fotovoltaica con
  finanziamento  tedesco  che deve utilizzare l'Enel. Abbiamo fatto
  tutti  i  tentativi  perchè  per essere esposti in un certo modo,
  portarlo   fuori   riserva   non   è  possibile  perchè  non  c'è
  materialmente  l'area di sedime e quindi non c'è lo spazio. Senza
  questo  emendamento,  senza questo intervento, senza questa buona
  volontà  da  parte di questa Assemblea, alla quale io mi appello,
  il  finanziamento  si  perde e probabilmente non c'è alcuna altra
  possbilità .  Quindi  per  gli  ammalati,  per la gente che ha di
  bisogno non c'è alcuna altra....
       Onorevole  Piro, noi siciliani siamo bravi per l'espressione
  del viso  e  la  sua  espressione non mi piace e non mi convince.
  Quindi,   per   quanto   mi   riguarda,   io  intendo  sottoporre
  all'attenzione,  alla riflessione e alla sensibilità dei colleghi
  dell'Assemblea    regionale   siciliana   per   venire   incontro
  positivamente alla presentazione di questo emendamento.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sospendo  per tre minuti la
  seduta.

       La seduta è sospesa.

       La seduta, sospesa alle ore 23,22, è ripresa alle ore 23,24

       La seduta è ripresa.
       Dichiaro improponibile l'emendamento 4.5. Conseguenzialmente
  sono improponibili il 4.33 e il 4.34.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti ordini del
  giorno:

    N. 204 - Nomina di un  Commissario  straordinario per lo I.A.C.P. di
             Ragusa.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PRESO ATTO:

     - che il Consiglio di Amministrazione dell'IACP di Ragusa, composto
     da dieci consiglieri,  si  trova  nelle  condizioni  di  non potere
     operare perché ben  cinque  componenti  non  possono  esercitare le
     proprie funzioni in quanto,  tre  di  essi,  essendo  di nomina del
     Presidente della Provincia  che ha cessato il proprio mandato, sono
     decaduti dalla funzione -  e  di  questi  uno  è  stato, per altro,
     eletto consigliere provinciale  -,  un  quarto  è  stato chiamato a
     svolgere  la  funzione   di   assessore  provinciale  -  e  ha  già
     preannunziato  la propria  volontà  di  optare  per  questa  ultima
     funzione-, mentre  il  quinto, essendo risultato eletto consigliere
     provinciale, ha già  formalmente  optato  per  tale  ruolo;  tra  i
     decaduti è altresì  compreso  lo  stesso  Presidente dell'IACP che,
     conseguentemente, si astiene da qualsiasi atto amministrativo.

     -  Risultando   pertanto   completamente   bloccata  ogni  attività
     dell'IACP di Ragusa,

                           IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

                      E PER ESSO L'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI

     ad adottare tutte  le  misure  necessarie  per  il ripristino della
     normale vita amministrativa  dell'IACP,  e nelle more di provvedere
     alla nomina di  un  Commissario  straordinario  per  lo svolgimento
     delle attività dell'istituto.

                                    BATTAGLIA GIOVANNI - SALVATORE ZAGO
                                    SERGIO MONACO - VLADIMIRO CRISAFUL-
                                    LI - GIUSEPPE PIGNATARO

       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  d'accordo  all'ordine  del  giorno  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 207.
  Ne do  lettura:

                   L'Assemblea regionale siciliana

       ATTESO CHE:

       non tutti gli  enti  di  cui all'articolo 10, comma 1, della
  legge regionale  25/1997,  hanno  provveduto ad indicare i propri
  rappresentati in seno alle commissioni edilizie comunali,

                   Impegna il Governo della Regione

       ad emanare  le  opportune  direttive  e  ad  intervenire nei
  confronti degli enti  di  cui  in  premessa  affinchè  gli stessi
  provvedano  a  indicare  i  loro  rappresentanti  o  delegati  ad
  esprimere parere in seno alle commissioni edilizie comunali.

                                         FLERES - GIANNOPOLO

    Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  d'accordo  all'ordine  del  giorno  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani, venerdì,
  31 luglio 1998, alle ore 11,00 con il seguente ordine del giorno:

        I - COMUNICAZIONI

       II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 232 - Interventi  al  fine  di garantire le condizioni di
              accoglienza agli immigrati giunti in Sicilia.

      Forgione Francesco;  Martino  Federico; La Corte Gioacchino;
              Liotta Santo; Morinello Salvatore; Vella Basilio

      Presentata il 29/07/98

        III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       -  "Contributo  di   esercizio   alle   aziende  esercenti  il
          trasporto pubblico locale" (n. 733/A)
       Relatore: onorevole Barbagallo Giovanni

       4) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
          AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)
       Relatore on.le Speziale

      n. 694 - "Attivazione  del  progetto  di lavori socialmente
              utili (L.S.U.) relativo ad attività di catalogazione
              dei beni culturali in Sicilia"

      Relatore Onorevole Adragna

      n. 702 - "Disposizioni  finanziarie  urgenti  in  materia di
              lavoro"

      Relatore Onorevole Scalia

      n. 727 - "Provvedimenti  in  favore delle tonnare siciliane,
              del  quartiere  Ortigia  di Siracusa ed in favore di
              teatri.

      Interventi  per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
              guerra"

      Relatore Onorevole Cimino.

      n. 203 " Provvedimenti per la salvaguardia e la valorizzazi-
              one  del patrimonio sotrico, culturale e linguistico
              delle comunità siciliane di origine albanese e delle
              altre minoranze linguistiche"

      Relatore Onorevole Zanna.

      n. 743 "Modifiche  all'articolo  2  della  legge regionale 5
              luglio  1997,  n.  23,  concernente  il  rinnovo del
              Comitato   regionale  di  controllo.  Modernzzazione
              amministrativa e recepimento di norme della legge 15
              maggio 1997, n. 127 nella Regione siciliana"

      Relatore onorevole Turano.

      - "Riforma  del  Consiglio  regionale  per  i beni culturali
              ambientali.  Istituzione  dell'Ufficio ispettivo dei
              beni  culturali  ed  ambientali  e  dell'Ufficio del
              piano  paesistico  regionale.  Scuola  regionale  di
              restauro  e  modifica  di  normnein  materia di beni
              culturali (n. 375/A

      Relatore Onorevole Zanna.

        DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 230

        N.230 - Misure per fronteggiare l'immigrazione clandestina in
          Sicilia.

        (28 luglio 1998)

        CIMINO, ALFANO, PROVENZANO, LEANZA, GRIPPALDI, BASILE F.

       IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
       1) "Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
          delle  foreste demaniali per l'esercizio finanziario 1995."
          (n. 531/A)

       2) "Rendiconto  generale  dell'Amministrazione della Regione e
          dell'Azienda  foreste demaniali per l'esercizio finanziario
          1996." (n. 567/A)

       3) "Proroga della convenzione  tra l'Assessorato regionale del
          bilancio  e  delle  finanze  e  l'Automobil  Club  d'Italia
          (A.C.I.)" (n. 695/A)

       4) "Modifica della denominazione  del  comune di Calatafimi in
          Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)

       5) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
          spiagge libere siciliane" (n. 214/A)

       6) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
          materia  di  tutela  della  fauna  selvatica  ed  esercizio
          venatorio" (nn. 712-719-722/A)

       7) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
          legge 24  febbraio  1992,  n.  225 recante 'Istituzione del
          Servizio   nazionale   della   protezione  civile',  nonchè
          dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
          112, relativo  alle funzioni conferite alle regioni ed agli
          enti locali in  materia  di  protezione  civile" (nn. 672 -
          709/A)

       8) "Disposizioni  per l'Ente  di  sviluppo  agricolo  e  altri
          interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)

       9) "Norma per l'attivazione  dell'articolo  3,  comma 3, della
          legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).
       10) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
          regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).

         La seduta è tolta alle ore 23,27.