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Resoconto d'Aula della Seduta n. 182 di venerdì 31 luglio 1998
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                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       La seduta è aperta alle ore 11.35.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  è  stato  richiesto  alla
  Presidenza un rinvio della seduta per consentire alle commissioni
  di  completare  il  loro  lavoro. Pertanto, la seduta è sospesa e
  riprenderà alle ore 12.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 11,36, è ripresa alle ore 12.55)

     TURANO,      segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

     PRESIDENTE. La  seduta  è  ripresa.
       Si   passa   al   primo   punto   all'ordine   del   giorno:
  Comunicazioni.

    DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA

      -  "Schema  di  disegno  di legge da sottoporre al Parlamento
      nazionale,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello Statuto della
      Regione siciliana:  'Modifiche  allo  Statuto speciale per la
      Regione siciliana'" (n. 758).
      - d'iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Barbagallo Giovanni, Spagna,
      Adragna, Lo Monte, Papania, Zangara in data 30 luglio 1998

      - "Modifica del comma 5 dell'articolo 7 della legge regionale
      3   novembre   1993,   n.   30  recante  'Norme  in  tema  di
      programmazione  sanitaria  e di riorganizzazione territoriale
      delle unità sanitarie locali'" (n. 759).
      - d'iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli onorevoli Pagano, Scammacca della Bruca,
      D'Aquino in data 30 luglio 1998

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 2149 - Reintegrazione nelle  funzioni  del  funzionario
    regionale architetto Massimo Finocchiaro
      - Presidente Regione
      - Assessore Presidenza
      ***
    Cipriani Giuseppe; Capodicasa Angelo; Crisafulli  Vladimiro;
    Speziale Calogero; Navarra Ottavio; Silvestro Gioacchino
                          ----------------
      N. 2150 - Motivi della mancata convocazione della Consulta
    regionale dell'emigrazione e dell'immigrazione.
      - Assessore Lavoro
      ***
    Cipriani Giuseppe; Capodicasa Angelo; Crisafulli  Vladimiro;
    Speziale Calogero; Navarra Ottavio; Silvestro Gioacchino
                          ----------------
      N. 2151 - Tutela dell'interesse pubblico  nell'affidamento
    di importanti opere pubbliche da parte del Comune di Messina
    e dell'Is.Me.T.T..
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      - Assessore Turismo
      ***
    Silvestro Gioacchino; Giannopolo Domenico
                          ----------------

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2152 - Opportune iniziative allo scopo di  tutelare  il
    territorio della provincia di Agrigento dalla  presenza  dei
    cinghiali.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Vella Basilio; Morinello Salvatore
                          ----------------
      N. 2153 - Aggiornamento delle graduatorie dei  contingenti
    forestali.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Vella Basilio; Morinello Salvatore
                          ----------------

    ANNUNZIO DI MOZIONE

      N. 233 -  Iniziative  volte  a  fronteggiare  l'ondata  di
    immigrazione  clandestina  in  Sicilia  e  nelle  sue  isole
    minori, nonché per il rispetto dei trattati di Schengen.
      La     Grua  Saverio;  Caputo  Salvino;  Catanoso  Genoese
    Francesco;  Granata  Benedetto  Fabio;  Grippaldi  Giuseppe;
    Ricotta  Michele;  Scalia  Giuseppe;  Stancanelli  Raffaele;
    Virzi' Gioacchino
    Presentata il 30/07/98
                          ----------------
      N. 234 - Nomina di una Commissione parlamentare d'indagine
    sul comportamento tenuto dall'E.S.A. in ordine alla  vicenda
    dell'assegnazione agli aventi diritto delle aree  del  feudo
    'Marineo', in agro di Licodia  Eubea  (CT),  conferite  alla
    riforma agraria.
      Liotta    Santo;  Martino  Federico;  Forgione  Francesco;
    Morinello Salvatore; La Corte Gioacchino; Vella Basilio
    Presentata il 30/07/98
                          ----------------

     PRESIDENTE.  Ai sensi del  nono  comma  dell'articolo  127 del
  Regolamento interno, do il preavviso  di  30 minuti al fine delle
  eventuali  votazioni   mediante   procedimento   elettronico  che
  dovessero aver luogo nel corso della presente seduta.
       Onorevoli   colleghi,   vi  informo  che  è  intenzione  del
  Presidente  dell'Assemblea  effettuare  la  votazione finale  dei
  disegni di legge per le ore 19,00.


   Presidenza del presidente Cristaldi


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli  articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 232.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PIRO, segretario:

      N. 232 - Interventi al  fine  di  garantire le condizioni di
              accoglienza agli immigrati giunti in Sicilia.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO  che:

              - la situazione determinatasi a seguito dell'elevato
              numero di  immigrati,  giunti sulle nostre coste, va
              assumendo  dimensioni  sempre  più  drammatiche  sul
              piano sociale e sanitario;

              - il sovraffollamento dei centri di accoglienza e la
              loro  palese inadeguatezza determinano condizioni di
              estremo disagio per i cittadini dei Paesi extracomu-
              nitari che vi si sono trasferiti;

              - tale  situazione  ha dato luogo a gravi manifesta-
              zioni di insofferenza conseguenti anche all'insuffi-
              ciente capacità  di  accoglienza  e  assistenza  dei
              centri stessi;

              - il  problema  posto  dalla  presenza dei cittadini
              extracomunitari  nei  centri  d'accoglienza  non può
              essere  risolto con interventi meramente repressivi,
              riducendo   un   fenomeno  sociale,  drammaticamente
              ineludibile, a un mero problema di ordine pubblico,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad attivare  tutti  i  mezzi  disponibili al fine di
              assicurare  condizioni  di  accoglienza in strutture
              che garantiscano condizioni di vivibilità e adeguata
              assistenza sanitaria.""
              (29 luglio 1998)

                                   FORGIONE - MARTINO - LA CORTE -
                                   LIOTTA - MORINELLO - VELLA

       Sono presenti i firmatari  della mozione in questione? Se ne
  potrebbe infatti determinare la discussione, dato che nell'ordine
  del giorno odierno è prevista la trattazione della mozione numero
  230 di analogo argomento.
       Onorevole   Martino  stavamo  dando  lettura  della  mozione
  firmata  dai  deputati  di Rifondazione comunista sulla questione
  dell'immigrazione.  Siccome è all'ordine del giorno la mozione n.
  230   "Misura  per  fronteggiare  l'immigrazione  clandestina  in
  Sicilia", se  siete  d'accordo, potremmo accorpare la discussione
  ora stesso.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


        DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "Contributo di esercizio
        alle aziende esercenti il trasporto pubblici locale"(733/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione  di  disegni di legge.  Si procede con la discussione
  del  disegno  di  legge  "Contributo  di  esercizio  alle aziende
  esercenti  il  trasporto  pubblici locale"(733/A), posto al punto
  1).
       Invito i componenti la IV Commissione legislativa permanente
  "Territorio   e   ambiente"  a  prendere  posto  al  banco  delle
  commissioni.
       Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Barbagallo Giovanni, per
  svolgere la relazione.

     BARBAGALLO GIOVANNI ,  relatore.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, desidero  svolgere  alcune  brevissime  considerazioni.
  Come i colleghi sanno  occorre una norma sostanziale in appendice
  al  bilancio  per poter  corrispondere  il  contributo  in  conto
  esercizio alle aziende pubbliche e private del settore trasporti.
       Quest'anno arriviamo  con molti mesi di ritardo, la legge n.
  68, all'articolo  4, prevede  l'erogazione del contributo in rate
  trimestralmente anticipate.
       Arriviamo in una condizione particolare per tutto il settore
  che  ha già effettuato i servizi, gli ottomila autoferrotranvieri
  hanno certamente diritto al loro stipendio, i fornitori aspettano
  i soldi  da tanti mesi e il diritto alla mobilità soprattutto dei
  cittadini deve essere garantito.
       Arriviamo  con  un  disegno  di  legge  che  presenta alcune
  debolezze.   In  particolare  non  siamo  riusciti,  per  ragioni
  finanziarie a coprire l'intero  ammontare  del  contributo, che è
  stato stabilito secondo il  calcolo dei tecnici dalla commissione
  appositamente  prevista  dalla   legge   n.  68  che  stabilisce,
  appunto, l'ammontare del contributo  in base ad alcuni parametri,
  non  siamo  riusciti a  coprire  l'intera  somma  occorrente  che
  ammonta a circa 345 miliardi, quindi dobbiamo fare in modo che in
  sede di variazione di bilancio,  così  come  è stato negli ultimi
  due anni, si possano coprire questi ulteriori mesi.
       Se  verrà  approvato questo disegno di legge, la Commissione
  finora  prevista  scomparirà e verrà sostituita da una conferenza
  di servizio.
       Io credo che  su questo disegno di legge non ci sia molto da
  discutere. C'è  una  larga  convergenza, nè  è opportuno fare una
  relazione  sulla  politica  dei  trasporti  perchè andremmo fuori
  dall'oggetto di questo disegno di legge.
       Mi auguro  che  la previsione di spesa, per la verità, un pò
  anomala alla  quale  fa riferimento questo disegno di legge, cioè
  di contrarre  un  mutuo, possa superare ostacoli esterni a questa
  Assemblea.
       Noi abbiamo  intanto  il  dovere di votare questo disegno di
  legge per dare una prima risposta a tutto il settore.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Onorevoli  colleghi data l'ora e la delicatezza
  dell'argomento,  io  non  mi  addentro  su  quelle  che  sono  le
  problematiche  della  politica  dei trasporti, ma voglio andare a
  questioni  di  sostanza,  per  prestigio  del  Parlamento,  della
  Presidenza di questo Parlamento e di tutti noi.
       Questo  disegno  di  legge  viene all'approvazione dell'Aula
  intanto con  una  riduzione  di  120  miliardi  rispetto  ai  345
  necessari.
       Ma  questo  è  niente, onorevole Presidente, perchè dobbiamo
  fare qualche passo  indietro  per capire bene la situazione, e mi
  rimetto alla sua valutazione oltre che a quella del Governo.
       Lei ricorda  bene  che  abbiamo  approvato il bilancio e nel
  bilancio abbiamo  inserito, con una novità, due tipi di mutui: il
  mutuo   a   pareggio   finanziario   e  il  mutuo  con  specifica
  destinazione.
       Il fatto di  avere  previsto  questi due tipi di mutui, che,
  diversamente, non  avrebbe  avuto  nessun significato  il mutuo a
  specifica   destinazione:   bastava    anziché  mettere  di  2200
  miliardi si portava per 2800 miliardi il mutuo, non avremmo avuto
  questi problemi.
       Invece il  Governo ha insistito su questa diversità di mutui
  perchè voleva  destinare  una  parte della somma ad iniziative di
  carattere produttivo nella Regione.
       Lei mi insegna -  si  ricorda come me - che a quel punto per
  agevolare l'approvazione del bilancio il Presidente della Regione
  ha annunziato le  dimissioni  del  Governo,   dopo di che abbiamo
  capito, anzi, più  che  capito, si è verificato che il Presidente
  della Regione con  il suo Governo ha mentito al Parlamento perchè
  pensava così, con  quella  menzogna - tanto  è  vero  che  poi ha
  ritirato le dimissioni - di poter agevolare.
       E fin qui sono valutazioni politiche di cui ognuno si assume
  le responsabilità.
       Approvato   il  bilancio  da  parte  del  Parlamento  questo
  bilancio  va al vaglio del Commissario dello Stato. Evidentemente
  il  Commissario dello Stato aveva delle perplessità sul bilancio,
  perplessità  a  cui  è  arrivati anche perchè il Presidente della
  Regione  ha  convinto  il Parlamento e la seconda commissione che
  con  il  Ministro  Visco  aveva  raggiunto  un'intesa  per cui le
  riserve   e   gli   accantonamenti  previsti  dalle  varie  leggi
  finanziarie  non erano necessarie.
       E così  com'è,  per  agevolare il visto di costituzionalità,
  cioè per liberare il bilancio, nottetempo, o qualche giorno prima
  della scadenza dei cinque giorni, il Presidente della Regione, il
  Governo regionale approva una variazione di bilancio per dire che
  quelle  variazioni  di  bilancio  servivano  a  riequilibrare  le
  finanze regionali e  quindi  il famoso capitolo 60791 del mutuo a
  specifica  destinazione   serviva   anche   per  questo  tipo  di
  accantonamenti.
       Il  Presidente   della   Regione,   dopo  avere  mentito  al
  Parlamento siciliano,  ha  mentito  anche  al  Commissario  dello
  Stato.  Ha  mentito al Commissario dello Stato perchè, presentato
  il disegno di  legge, non  ha  più  sollecitato  le variazioni di
  bilancio, e quindi  si  va  avanti  senza  tenere conto di questa
  variazione di bilancio;  cioè non è che gli atti del Governo sono
  carta straccia  per  cui  il Governo assume un provvedimento, una
  proposta di legge,  dopo di che dimentica che c'è una proposta di
  legge e su questo capitolo incomincia a fare gravare i fondi.
       Ora  io  mi  chiedo,  onorevole Presidente della Regione, se
  Clinton viene oggi, negli Stati Uniti d'America, un paese di alta
  democrazia,  viene  imputato, cioè c'è il sospetto che ha mentito
  per  questioni  private,  strettamente  private  - sono questioni
  private  quelle  di  Clinton,  non  interessano nè me, nè lei, nè
  altri  -  cioè  il  Presidente  degli Stati Uniti d'America viene
  messo  oggi  sotto  pressing  perchè  si ha il sospetto che abbia
  mentito.
       Ora è  mai  possibile  che  in questa Regione, un Presidente
  che  ha  mentito  la  prima  volta  al  Parlamento,  annunzia  le
  dimissioni e  ritira  le  dimissioni,  ha  mentito al Commissario
  dello Stato, propone  le  variazioni di bilancio e si rimangia le
  variazioni di  bilancio,  e' possibile che le istituzioni possano
  vivere in questo modo?
       Ora  questo  discorso,  onorevole  Presidente,  perchè  l'ho
  voluto fare?  -  e  concludo - Perchè vogliamo capire se perdiamo
  tempo.  E io  non penso che nè lei nè nessun altro parlamentare -
  siamo ormai sotto  la  calura  di  agosto - voglia perdere tempo.
  Qui c'è  un problema di copertura finanziaria, cioè il presidente
  della Regione  garantisce su questa copertura finanziaria?  Se il
  presidente della Regione garantisce nulla questio ma, siccome qui
  noi andiamo a  coprire  queste  spese, 225 miliardi, con un mutuo
  che ancora dobbiamo andar ad accendere.
       Ora,  siccome  io  sono  convinto, gli esperti - qui non c'è
  Provenzano -  lo  chiamano  il  '  rating,''  il  'rating'  della
  Regione, non mi pare  che  sia molto elevato oggi e non so fino a
  che punto il  sistema bancario abbia la voglia o la disponibilità
  a dare un mutuo, a concedere un mutuo alla Regione.
       Ora  io mi pongo il problema, lo pongo a lei e al Presidente
  della Regione,  nell'ipotesi  sciagurata  che  nessuna  banca sia
  disposta  a  concedere  il  mutuo,  praticamente  noi  andiamo  a
  coprire, non  abbiamo  la  copertura  della spesa, cioè andiamo a
  violare  l'articolo  81  della  Costituzione, in  quanto  abbiamo
  assunto un impegno  di spesa senza la relativa copertura e, a me,
  meraviglia che  il  Presidente  della  Commissione  Bilancio, che
  dovrebbe essere  prima  di  Ella, onorevole Cristaldi, Presidente
  dell'Assemblea,  il  garante  della  correttezza costituzionale e
  regolamentare dell'impegno  di  spesa,  non  abbia  sollevato  il
  problema al momento opportuno nella Commissione.
       Quindi,  onorevole Presidente, noi rischiamo che comunque la
  giriamo,  a mio modo di vedere, non c'è la copertura finanziaria.
  Noi, nemmeno, possiamo  adottare una legge condizionata nel senso
  che valgono queste norme  solo  quando  verrà  concesso  il mutuo
  perché lì già abbiamo dichiarato di violare la Costituzione.
       Allora,  buon  senso  vorrebbe  che,  si  riflettesse per un
  momento.   Io  non ho  nulla  in  contrario,    ho  fatto  queste
  dichiarazioni perché  dobbiamo  votare  scienza  e  coscienza  di
  quello che andiamo a fare.
       Quindi, se c'è  la  volontà  di  far passare al vaglio della
  costituzionalità questo  provvedimento, io voterò a favore, però,
  era    mio   dovere   porre   all'attenzione   della   Presidenza
  dell'Assemblea, del  Governo  e  del  Parlamento questi oggettivi
  problemi.
       Noi rischiamo  di  non risolvere alcun  problema.  Alla fine
  se non  stiamo attenti diventa soltanto una propaganda, nel senso
  che il Governo di centro-destra siciliano del Polo ha adottato il
  provvedimento;    il   Commissario   dello   Stata,   espressione
  dell'Ulivo nazionale,  impugna  il provvedimento. No, non è così
       Qui, se  noi  non  abbiamo  chiarezza,  stiamo  giocando con
  l'imbroglio.   E,   con  l'imbroglio  non  si  fanno  leggi.  Non
  s'imbrogliano    le   aziende   dei   trasporti   pubblici,   non
  s'imbrogliano  i   cittadini,  le  utenze,  non  s'imbrogliano  i
  lavoratori  di   queste   aziende

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pignataro. Ne ha
  facoltà.

     PIGNATARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito
  il  dovere di intervenire perché, a mio avviso, questo disegno di
  legge  è  il  simbolo dell'assenza totale di questo Governo in un
  settore fondamentale centrale, qual è quello dei trasporti.
       L'Assessore  Strano  e  il  Governo  spesso  polemizzano con
  il  Ministro  dei   Trasporti    per  questione  di  risorse  non
  trasferite, per polemiche  di  trasferimenti  di  funzioni, ma il
  dato che emerge è che  se  il  gruppo  dei  deputati che forma la
  quarta  Commissione non si  faceva  carico  in  qualche  modo  di
  garantire questo disegno di  legge  del  quale  io  non condivido
  molte  cose,   probabilmente  ancora  il  sistema  dei  trasporti
  siciliano  rimaneva  bloccato   con  i  rischi  che  a  settembre
  licenziamenti,  il  diritto   alla   mobilità   di  studenti,  di
  pensionati, e di cittadini veniva negato.
       Questa  materia,  insomma,  è l'esempio tipico di un Governo
  che  latita  rispetto  ad  un  settore che non solo garantisce il
  diritto alla mobilità, ma che è centrale per qualunque ipotesi di
  sviluppo di questa Regione e, c'è un Governo che non sa di che si
  tratta, non capisce che  cos'è  il  trasporto  in  senso lato. Un
  assessore che non se  ne  occupa.  Un  assessore  che  insegue la
  quotidianità e quindi l'emergenza  e che pensa nel mese di agosto
  di modificare le regole del gioco danneggiando aziende pubbliche,
  aziende  private, colpendo  il  diritto  alla  mobilità  e  forse
  colpendo anche i lavoratori. Perché non si può, in corso d'opera,
  cambiare la legge n. 68  e  i criteri per la determinazione delle
  tariffe e per la  determinazione  dei contributi quando siamo già
  arrivati ad oltre metà anno.
       E'  evidente,  allora, che ci troviamo dinanzi ad un'assenza
  ed  incapacità  dell'assessore  e del suo Governo rispetto ad una
  materia che  a  parole diciamo tutti non solo è volta a garantire
  il  diritto  dei  cittadini  alla  mobilità  ma  a  garantire  un
  possibile  sviluppo  di  questa  Terra.
       La polemica sul  ponte  di  Messina  o su molte grandi altre
  opere - peraltro  io  sono  perché  il  ponte  si faccia - non ha
  senso se questo  Governo  dice  magari  che lo vuole fare e vuole
  procurare  le  risorse  rispetto  alle  cose  più  semplici,  più
  elementari che sono propedeutiche a qualunque ipotesi di sviluppo
  di trasporto, e poi è completamente assente e gioca.
       Ho voluto fare  un  cappelletto  generale  perché non voglio
  fare solo un attacco  al  Governo  regionale  rispetto  a  questa
  materia.  Voglio fare un  appello.  Vedete,  anche se uno si reca
  all'assessorato e vuole notizie,  non  se  ne  hanno. Non esiste,
  cioè, un assessorato dei trasporti  e  il Governo non se ne cura
       Porto solo  alcuni  esempi: in Sicilia, ad oggi, vi sono non
  meno di 3, 4 mila miliardi nel settore per investire, alcuni sono
  di competenza  delle Ferrovie dello Stato, una parte dei miliardi
  sono  di   competenza   dell'Anas,   una   parte  della  ferrovia
  circumetnea, una parte aeroporti e così via.
       Il Governo  regionale non fa nulla di organico, non fa alcun
  intervento, i  finanziamenti  si  bloccano,  vi  sono  difficoltà
  operative, difficoltà di tipo burocratico, il Governo è assente
       Vi sono  città  che  rischiano  di  morire,  ieri  c'era una
  protesta  rispetto al funzionamento dell'aeroporto di Palermo, ma
  noi  Assemblea  regionale  e  il  Governo regionale, cosa abbiamo
  fatto rispetto a queste cose? Nulla.
       Qui  c'è  un'emergenza,  non  possiamo  riempirci la bocca o
  aprire polemiche  con  il Governo nazionale e a volte anche con i
  comuni, con gli  altri  enti  locali,  quando  noi non abbiamo le
  carte in regola, quando il Governo su questa materia non c'è.
       Non è  possibile  fare polemiche con gli altri se il Governo
  regionale non  interviene rispetto a vertenze fondamentali con le
  Ferrovia dello Stato, che, certo che fa in parte intervenendo per
  scassare il nostro sistema dei trasporti, ma il Governo regionale
  cosa ha fatto?  La  polemica spicciola. Come le ha messe le mani?
  Quali presupposti  ha  creato?  E  questo  vale  per  la ferrovia
  circumetnea, dove abbiamo 600 miliardi bloccati, l'intervento del
  Presidente della Regione  l'ha  fatto  l'altro giorno, ma lì è da
  mesi che c'è una battaglia.
       E allora  credo  che  nel  discutere questo disegno di legge
  dobbiamo  avere  presente  questa  carenza, questa difficoltà del
  Governo regionale  e  perchè lo dobbiamo avere presente? Perchè è
  evidente che  oggi  andremo  a votare un disegno di legge che con
  molta evidenza  cambia le regole del gioco precedenti oltre i sei
  mesi e  quindi  rischia  di  affossare  il  sistema dei trasporti
  locali anche  dei  trasporti  pubblici  con l'aggravante che - io
  voterò questo  disegno di legge con le modifiche che apporteremo,
  se le apporteremo - mi resta il dubbio se questo disegno di legge
  sia legittimo  per  quanto  riguarda la copertura finanziaria.
       Il Governo qualcosa,  spero,  ce  la  dica;  anche  se  è un
  disegno di  legge  di iniziativa parlamentare, che abbiamo dovuto
  fare, in quanto,  se  non  lo facevamo noi, non si sarebbe fatto,
  il Governo ci  deve  dire  se le modalità con cui intende coprire
  questa legge vanno  bene,  così  come  il Governo - altrimenti io
  personalmente, non  so  loro,  ma faccio una battaglia - dobbiamo
  eliminare in quest'Aula  la  dicitura che i soldi servono sino ad
  agosto, perchè questo  significa a settembre o a ottobre fare qui
  delle sedute  calde,  magari assediate dai giovani studenti o dai
  lavoratori delle aziende locali per discutere come reperire altre
  risorse e con quali leggi.
       E allora  io  finisco,  augurandomi     che  questa  piccola
  vicenda, perchè non credo sia una grande vicenda, convinca questo
  Governo, che  non  so  se  durerà, ma insomma, il Governo, io non
  voglio stabilire  che  questo è più centrale di altri settore, ma
  che   questo   settore   nel   suo  complesso,  nelle  sue  varie
  articolazioni   è   centrale   per  i  diritti  fondamentali  dei
  cittadini, ma  è  centrale  rispetto a qualunque ipotesi, non può
  mettersi   il  Governo  regionale  a  parlare  di  programmazione
  regionale, come  sta  facendo  in  questi  mesi, senza mettere al
  centro il sistema dei trasporti siciliani. E' ridicolo
       In qualche  modo  questo  Governo  deve dare un segnale, una
  scossa forte  rispetto  a  un'assenza  che  fino  ad oggi è stata
  totale in questo settore.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare  l'onorevole  Piro.  Ne  ha
  facoltà.

     PIRO.  Signor Presidente, onorevole  Presidente della Regione,
  onorevole Assessore, signori colleghi, è un rituale - e purtroppo
  però  non  si può non far notare quando si  prende  in  esame  un
  disegno di legge destinato all'  erogazione  dei  contributi alle
  aziende per il trasporto pubblico locale, non si  può fare a meno
  di segnalare come su questa questione che, peraltro non è di poco
  momento, ma una questione piuttosto importante dal punto di vista
  sociale,  dal  punto  di  vista  delle  aziende,  delle  imprese,
  dell'occupazione,  dell'indotto che ruota  intorno  al  trasporto
  pubblico, ma anche dal punto di vista  finanziario  per gli oneri
  che ogni anno la Regione, a partire ormai da quando è stato messo
  a  carico  per intero il Fondo trasporti delle finanze regionali,
  l'onere che la Regione è chiamata a sopportare.
       E' irrituale il  fatto  che  si richiami la necessità di una
  riforma profonda  di  questo  settore, nel quale, obiettivamente,
  nel corso degli anni si sono stratificate situazioni e condizioni
  che qualche  volta  hanno  anche  il  sapore  dello scandalo, per
  andare verso un  sistema più moderno che, per esempio, al computo
  chilometrico    aggiunga    anche    una   valutazione   relativa
  all'effettiva quantità  delle persone trasportate. Perché uno dei
  paradossi di  questo  settore  è  che  il  costo  chilometrico  è
  identico sia che  si trasporti una persona sia che si trasportino
  150 persone.
       Questo ha  portato  negli anni a un costante favoreggiamento
  delle imprese  private  alle  quali sono state assegnate le linee
  con maggiore  intensità  di traffico e con una penalizzazione, ad
  esempio,  dell'Azienda  siciliana  trasporti  alla quale, invece,
  sovente sono  state  accollate  linee  a scarsissimo traffico.
       E'  evidente che  se  due  aziende  percepiscono  lo  stesso
  contributo per gli stessi  chilometri chi riesce a fare viaggiare
  più persone, non perché magari è più brava ma perché si tratta di
  una  linea  più   trafficata,   riesce   a  ottenere  margini  di
  redditività notevolmente superiori alle altre.
       Dicevo, l'onere  che ormai dovrebbe aggirarsi intorno ai 350
  miliardi che  in  parte è destinato alle aziende private, secondo
  alcuni calcoli che  sono  stati  presentati  su  un  onere di 315
  miliardi che è  quello  del 1997, 115 miliardi sono stati erogati
  alle aziende private e 200 miliardi circa sono stati erogati a 10
  aziende pubbliche  (non  solo l'Azienda siciliana trasporti ma le
  aziende municipalizzate come l'Amat di Palermo, l'Amt di Catania,
  l'Atm di Messina e così via).
       Quindi, è una riforma assolutamente indispensabile anche per
  uscire da  questa condizione di indeterminatezza che, comunque la
  si metta,  indubbiamente  penalizza  fortemente  il settore e che
  comporta anche  situazioni difficili da affrontare.
       Il fatto, per esempio,  che  l'anno scorso sia stato erogato
  un  contributo  inferiore  a  quello  dell'anno  precedente  alle
  aziende (in questo caso alle aziende pubbliche) ha comportato per
  i Comuni (per esempio il Comune di Palermo, il Comune di Catania)
  l'accollo di un onere  maggiore  a  quanto  previsto  e quindi un
  trasferimento di oneri a carico proprio delle Casse comunali.
       Insomma, la  necessità  della  riforma  c'è,  di una riforma
  moderna, di  una  riforma  che  dia  certezza agli operatori, che
  punti contemporaneamente  alla qualità ed alla ottimizzazione del
  servizio ma  anche  alla  considerazione  imprescindibile  che il
  trasporto pubblico  è  un  servizio  indispensabile  che  non può
  essere affrontato  soltanto  con l'ottica della redditività e del
  profitto, perché  quello del trasporto è un tipico servizio, così
  come  quello   sanitario  per  altri  aspetti,  che  deve  essere
  assicurato anche  laddove  non  vi sono margini di redditività ma
  casomai la  redditività  va  ricercata  nel sistema complessivo o
  nella   ottimizzazione   dei  servizi,  nell'azione  di  continuo
  favoreggiamento  e  di  privilegiamento  del  trasporto  pubblico
  collettivo. Da questo  punto  di  vista  ancora  non  si  può non
  rilevare che la  nostra  Regione  non  ha  un piano regionale dei
  trasporti e  che  anche  l'ultima  ipotesi di piano regionale dei
  trasporti,  inopinatamente  fatta circolare dall'Assessore per il
  turismo, è poco  più  di un assemblaggio di vari piani di settore
  assolutamente non  coordinati  tra di loro, assolutamente carenti
  sia  sotto   il   profilo   qualitativo   sia  sotto  il  profilo
  quantitativo. Ad esempio, nel piano presentato lo scorso anno non
  vi è alcuna  ipotesi  legata  alle ferrovie che soltanto da pochi
  mesi hanno  fatto  pervenire  le loro ipotesi. Comunque, un piano
  regionale dei trasporti  è  un piano che deve orientare, che deve
  fare delle scelte e deve orientare anche le scelte sul territorio
  ma anche le scelte degli  operatori,  e  da questo punto di vista
  dev'essere mirato proprio  al  favorire  al  massimo il trasporto
  pubblico collettivo, con  i caratteri anche della intermodalità e
  della interdisciplinarietà, ma è  evidente che una scelta che per
  esempio punti ancora tutto  sul  gommato è una scelta che orienta
  l'economia, la produzione,  verso  un  settore,  una  scelta  che
  puntasse  al  recupero  e  alla  valorizzazione  del  sistema  di
  trasporto pubblico su rotaia,  è  una  scelta  che, anche questa,
  orienta altro tipo di produzione, altro tipo di azienda.
       Per  esempio   sul  materiale  rotabile  la  nostra  Regione
  possiede alcune  aziende,  ormai  si  può  dire quasi interamente
  pubbliche perchè anche  la  Keller  ormai  è entrata nel circuito
  pubblico,   visto   che   è  stata  confermata  l'amministrazione
  controllata,  che  hanno  acquisito  negli  anni  know  how,  che
  posseggono   stabilimenti   anche  all'avanguardia,  e  che  però
  soffrono  e  continuano  a  soffrire  le  pene  dell'inferno  per
  mantenere  un  livello  di  produzione accettabile, nonostante le
  potenzialità che essi presentano.
       Detto  questo,  signor  Presidente,  noi  non  possiamo  non
  esprimere che forte preoccupazione su questo disegno di legge: il
  primo motivo lo  abbiamo  esposto.  Il secondo motivo è che, come
  già detto dal relatore, onorevole Barbagallo, il disegno di legge
  ha una provvista finanziaria assolutamente insufficiente per fare
  fronte  agli  oneri   dell'intero  anno.  Io  non  credo  che  la
  predisposizione di  un  finanziamento molto sottostimato possa di
  per se costituire  uno stimolo per il miglioramento della qualità
  del servizio, tutto  al  più  può  comportare, nel breve periodo,
  soltanto una depressione piuttosto notevole del servizio stesso o
  il  trasferimento di  oneri  da  un  ente  all'altro,  com'è  già
  avvenuto per lo  scorso  anno  e a maggior ragione avverrà per il
  prossimo  anno.  Se  poi  la  linea  è  questa,  cioè  quella  di
  trasferire oneri che  per legge spettano alla Regione, in maniera
  assolutamente impropria, agli  enti locali, lo si dica con grande
  chiarezza, ma si  sappia  anche  che  questo non è consentito con
  l'attuale quadro normativo.
       Il terzo  elemento di preoccupazione che esprimiamo è quello
  relativo alla copertura  finanziaria di questo disegno di legge e
  alla fattibilità del  disegno  di  legge stesso. Questo è un tema
  che personalmente  chi  parla  ha  ormai posto all'attenzione del
  Governo, dell'Assemblea,  nelle  sua  varie articolazioni, Aula e
  Commissione,  soprattutto  commissione finanze, ormai dall'inizio
  di questa sessione, e che non è rivolto nei confronti di questo o
  quel disegno di  legge,  di questo o quel provvedimento, ma è una
  considerazione di  carattere  generale  che  caso mai esprime una
  forte preoccupazione per  i  rischi di mancanza di copertura, che
  pur data,  formalmente, sostanzialmente non c'è, di molti disegni
  di legge, e  com'è  noto  la  mancanza  di copertura finanziaria,
  giuridicamente fondata, può  far  si  che  i  disegni di legge si
  vanifichino, con  tutte  le  conseguenze  negative  e nefaste che
  questo  ovviamente   comporta  sul  piano  delle  attese  sociali
  disattese degli obiettivi che non vengono raggiunti.
       Quindi lo abbiamo  detto  in  relazione a tutto il complesso
  della manovra  finanziaria,  ma  in  particolare lo dobbiamo dire
  adesso anche con  riferimento  a  questo disegno di legge, per la
  cui copertura viene utilizzato  un  fondo  globale, il 60791, per
  225 miliardi.
       Va detto che questo  fondo  globale  è  stato acceso con una
  manovra di bilancio  in relazione alla previsione contenuta prima
  nella legge, cosiddetta  'collegata  al  bilancio'  e  poi  nella
  stessa  legge   di   bilancio,  che  autorizza  l'Amministrazione
  regionale a contrarre  un  mutuo  di  650 miliardi destinato alla
  copertura di oneri particolari, così come recita la legge stessa,
  destinato cioè alla copertura degli oneri ricadenti nella Regione
  sulle quote  di  cofinanziamento  dei programmi comunitari, degli
  interventi comunitari,  oppure  per  il  finanziamento  di  nuove
  iniziative     legislative    destinate    allo    sviluppo    ed
  all'occupazione.
       Che  il fondo  trasporto,  che  ha  una  sua  configurazione
  giuridica molto precisa, disciplinata da leggi particolari, possa
  essere configurato  come  nuovo  intervento legislativo destinato
  allo   sviluppo    ed    all'occupazione,   è   chiaramente   una
  interpretazione  estremamente forzata, assolutamente non aderente
  alla realtà normativa che  noi  abbiamo  di  fronte.  Vi  è  qui,
  quindi, comunque, una  forzatura evidente della norma, vi è stato
  un appostamento di  225  miliardi  sul fondo assolutamente da noi
  considerata impropria e  questo  è un primo elemento che vogliamo
  segnalare.
       Ma l'elemento  più  importante,  più  grave, che  intendiamo
  altresì segnalare è quello relativo al fatto che viene utilizzata
  la somma accantonata  prevista  in  relazione alla accensione del
  mutuo determinandosi così una inversione dell'onere.
       Mentre normalmente prima  si  provvede alle entrate e poi si
  decide come spendere le  entrate che sono state accertate, qui si
  fa esattamente il contrario.  Prima  si prevede la spesa e poi si
  cerca la copertura della spesa stessa.
       Mi è stato detto  da  fonte  autorevole, ma credo in maniera
  poco autorevole, che non  si  può  contrarre un mutuo senza avere
  autorizzato la spesa relativa perché poi la contrazione del mutuo
  può fare discendere un  onere  per la Regione senza che in realtà
  poi sia stato individuato l'obiettivo da raggiungere.
       Questo  è  non  vero  perché  con  gli  appostamenti  e  gli
  accantonamenti che abbiamo fatto nella legge di bilancio, ripeto,
  nella legge di  bilancio sono stati già individuati gli obiettivi
  ed è già stata  prevista  la  spesa.  Ciò  che  restava  da  fare
  all'Amministrazione era  quello di contrarre il mutuo, provvedere
  materialmente alla  concretizzazione dell'entrata ed in seguito a
  questo autorizzare la  spesa. Qui si fa esattamente il contrario.
  Si sta autorizzando  la spesa senza avere materialmente contratto
  il  mutuo  e  quindi  senza  avere  effettivamente  concretizzata
  l'entrata.
       Ricordo che il mutuo  è  un  mutuo  particolare,  un mutuo a
  destinazione specifica e  vincolata  che non rientra quindi nella
  categoria dei mutui cosiddetti a pareggio di bilancio per i quali
  la legge stessa, la  nostra legge di contabilità, la legge n. 47,
  prevede  che essi  vengano  contratti  soltanto  in  presenza  di
  effettive esigenze di cassa della Regione.
       Questa  formula è  quella  che  ha  autorizzato  negli  anni
  passati a considerare  il mutuo in maniera cosiddetta cartolare e
  quindi  a  fare   le   spese   previste   in  bilancio  anche  se
  materialmente il mutuo  non  era  stato contratto. La fattispecie
  del mutuo previsto,  invece,  dalla legge collegata al bilancio e
  poi dal bilancio  quest'anno,  è  del  tutto  diversa,  ha natura
  assolutamente diversa, è un mutuo a destinazione vincolata per il
  quale in realtà  in  bilancio  avrebbe  dovuto crearsi la formula
  cosiddetta dei  fondi  negativi. Tecnicamente sarebbe stata molto
  più corretta questa  formula.  In ogni caso noi siamo preoccupati
  che questa forzatura,  questa  ennesima  forzatura  possa  essere
  pregiudizievole  per  il buon  esito  del  disegno  di  legge,  e
  segnaliamo altresì che nel quadro di quanto detto poco fa, e cioè
  che non si tratta  di  un'osservazione  rivolta  a  un disegno di
  legge  specifico  o   a   questo   o   quel   provvedimento,   ma
  considerazioni di carattere generale, che nel disegno di legge n.
  698, così detto  "Variazioni di bilancio" presentato dalla Giunta
  di  Governo  per   provvedere   al   rinvenimento  delle  risorse
  necessarie per fare fronte alle riserve da versare allo Stato, il
  fondo 60791 è anch'esso intaccato per 170 miliardi.
       E siccome nel quadro  delle  coperture  che  sono state date
  vengono  utilizzati anche  i  170  miliardi  accantonati  con  il
  disegno di legge di  variazione,  è  evidente  che ne viene fuori
  un'altra ennesima grave  forzatura  questa  si  noi  consideriamo
  veramente  pregiudizievole,  e  quindi  ancora  una  volta  colgo
  l'occasione, e concludo,  per  rivolgere  un  invito,  un  invito
  pressante stringente al  Governo  innanzitutto,  ma anche a tutta
  l'Assemblea affinchè si possa  fare  una  riflessione  un po' più
  attenta di quanto non sia stata  fatta fino ad ora, e comunque si
  trovi il metodo, il  sistema  per  evitare  che  in  questa  fase
  possano essere approvate leggi che hanno questo tipo di copertura
  che in realtà è  una  copertura  inesistente e che quindi possono
  fare naufragio, possono dimostrarsi inefficaci.
       Al che aggiungeremmo oltre  al danno per i provvedimenti che
  non  possono andare a  buon  fine,  anche  l'ennesima  beffa  per
  l'Assemblea  regionale   siciliana   che   nonostante  avvertita,
  riavvertita  e  consapevole   di   questi   problemi   di  natura
  finanziaria  ha  tuttavia   ritenuto   di   dover  andare  avanti
  prescindendo da questi elementari  fondamentali  valutazioni  che
  devono reinventare tutte le scelte che  anche il legislatore deve
  fare,  con  riferimento  in  particolare  all'articolo  81  della
  Costituzione.
       Questi dunque sono i motivi di preoccupazione e gli elementi
  di critica che noi avanziamo a questo disegno  di legge pur nella
  consapevolezza che questo disegno di  legge nella sua parzialità,
  in  questo  momento  è  un  disegno   di  legge  necessario.
       Ci auguriamo che possa andare a  buon  fine,  fermo restando
  che a nostro avviso il problema è soltanto parzialmente risolto e
  a settembre si riproporrà  nella  sua interezza il problema della
  scelte di fondo che questa Regione deve fare.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.   Onorevole  Presidente,   onorevole   Presidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, intervengo su  questo  disegno  di
  legge uscito appunto dalla IV Commissione legislativa sapendo che
  è  un  disegno di legge che è  stato  partorito  con  difficoltà,
  rispetto a quelli che sono i  problemi finanziari prima enunciati
  e prima evidenziati dall'onorevole Piro.
       Un disegno di legge che tocca in un  modo  o  nell'altro per
  quanto investe direttamente un problema  economico  che  tocca un
  sistema  centrale  del  nostro  territorio   che   è  quello  dei
  trasporti.
       I trasporti che però purtroppo da questo Governo e anche dal
  Governo precedente, ma purtroppo anche dagli altri governi che si
  sono  preceduti, non sono stati  attenzionati  mai  nella  giusta
  dimensione e in una economia di scala che occorrerebbe rivedere e
  rivalutare.
       Il problema del trasporto  pubblico  coinvolge evidentemente
  come diceva poc'anzi il  relatore,  il  problema delle aziende di
  trasporto;  il problema  delle  aziende  di  trasporto  coinvolge
  fondamentalmente  due  problemi   centrali.  Un  problema  che  è
  specificatamente finanziario  che viene affrontato dalla presente
  legge,  è  un   problema   legato  assolutamente  all'ambito  dei
  trasporti stessi.
       Noi purtroppo oggi finiamo per parlare  su questo disegno di
  legge  ed è per questo che ho  voluto  intervenire,  finiamo  per
  parlare solamente rispetto a quelli che  sono  i  problemi legati
  alla natura finanziaria del disegno di legge.
       Io vorrei un attimo spostare  l'attenzione rispetto a quello
  che è il problema centrale dei trasporti in Sicilia.
       Purtroppo  lei   ricorderà,   signor   Presidente,   noi  ci
  ritroviamo ogni anno peraltro  in  questo  stesso periodo a dover
  affrontare il problema  del  finanziamento  del  trasporto  delle
  aziende pubbliche e private  di  trasporto locale e non solamente
  evidentemente,  in   funzione  economica.
       Probabilmente, questo  problema  economico  potrebbe  essere
  rivisto qualora la Regione  siciliana,  una  volta  e  per tutte,
  affrontasse  nella  giusta  dimensione  tutto  quello  che  è  il
  problema del sistema  dei  trasporti.  Mi  chiedo,  intanto,  una
  prima domanda: ma noi  ogni  anno, l'anno scorso, abbiamo, se non
  sbaglio,  posto 345  miliardi  o  350  miliardi  come  postazione
  finanziaria nello stesso  capitolo;  quest'anno ne eroghiamo 225,
  questo primo disegno di legge ed io mi chiedo: ma intanto, questi
  finanziamenti servono realmente  ai  cittadini  passeggeri  o  in
  realtà servono per finanziare soprattutto imprese locali, imprese
  private in generale? Perchè  visto  i  criteri attraverso i quali
  noi andiamo ad erogare  questi finanziamenti, che sono quelli per
  chilometraggio e non  per  passeggeri, già un primo interrogativo
  occorrerebbe che il Governo se lo ponesse.
       L'altro problema, che  è  il  problema  centrale, riguarda i
  trasporti in generale, intanto non è assolutamente possibile, con
  grande rispetto per l'Assessore  al Turismo, che il Governo della
  Regione siciliana non si attivi minimamente rispetto a quello che
  è l'Assessorato ai Trasporti,  che  oggi non esiste;  cioè, oggi,
  non abbiamo un Assessorato  ai  Trasporti;  oggi,  non abbiamo un
  Assessore ai Trasporti,  un Assessorato ai Trasporti, dove manca,
  ormai da anni, la  Direzione  dei Trasporti;  un Assessorato che,
  sostanzialmente, non c'è e crolla da tutte le parti.
       Qualcuno, prima di me, faceva riferimento al Piano regionale
  dei  Trasporti;  è  stato  venduto,  sulla  Stampa  questo  Piano
  regionale dei Trasporti, però,  che continuiamo a non vedere, del
  quale  però continuiamo a  sentire  ed  a  propagandare,  ma  che
  purtroppo non continuiamo a vedere o, quanto meno, che non arriva
  mai nè in Commissione legislativa, nè tanto meno, in Aula.
       Io ho avuto modo di vedere questo quarto Piano regionale dei
  Trasporti  proposto   dall'Assessore   al  Turismo  del  presente
  Governo. E' un Piano  dei Trasporti che è totalmente sbilanciato,
  che  affronta  solamente   una   dimensione,  una  delle  quattro
  vettoriche, il "vettore  gommato",  dimenticando  tutti gli altri
  sistemi di trasporto,  in  particolare,  dimenticando  il sistema
  ferrato che  potrebbe  essere,  sicuramente,  l'elemento centrale
  attorno al quale fare ruotare i trasporti in Sicilia dimenticando
  che la Sicilia è un'isola e, quindi, col più alto coefficiente di
  insularità e che occorrerebbe  attenzionare  tutto il sistema dei
  trasporti  marittimi,  cosa  che  l'attuale  proposta  del  Piano
  regionale dei trasporti  non  fa,  dimenticando  completamente un
  altro  comparto,  che  è   quello  centrale,  che  è  il  sistema
  aeroportuale.
       Allora, io mi chiedo: "ma  se  non  si  affronta  in maniera
  definitiva quello che è  il  problema  dei  trasporti in Sicilia,
  all'interno della nostra realtà, noi continueremo sempre e di più
  a dovere affrontare  l'aspetto  economico,  nel dovere finanziare
  imprese   pubbliche   ma   soprattutto   imprese   private,   non
  raggiungendo quella che è la  finalità  ultima  che è la messa in
  circuito, evidentemente, e la attivazione di un serio sistema dei
  trasporti in Sicilia?".
       Io mi chiedo e ci chiediamo: "quale meccanismo, nella nostra
  Regione,  produrrebbe  se   avessimo  un  sistema  dei  trasporti
  efficace?".
       Il Presidente dell'Assemblea è attento a questi problemi per
  sua preparazione professionale e  questo  mi  fa  molto  piacere.
  Allora io penso, Onorevole  Presidente,  abbiamo in Sicilia delle
  aree  che   sono   geograficamente  distanti  ma  vocazionalmente
  appetibili ed importanti che  sono  totalmente  isolate,  penso a
  tutte le aree della  Sicilia centrale. Abbiamo delle aree, quelle
  costiere,  che  vengono  oggi   da  questo  Piano  regionale  dei
  Trasporti  proposto, non è  ancora  stato  proposto,  ne  abbiamo
  solamente  una   bozza,   ulteriormente  potenziate  finendo  per
  bloccare e per strozzare ancora di più la Sicilia.
       Ed allora dico: "se  noi  affrontassimo,  una  volta  e  per
  tutte,  il  sistema dei  trasporti  in  termini  generali,  quali
  economie, in termini economici  appunto,  ma  anche  di  sviluppo
  sociale, si produrrebbe nella  nostra Regione se lo affrontassimo
  nella giusta dimensione?".
       Oggi si parla, come  qualcuno  prima, ad esempio l'onorevole
  Pignataro, del tanto discusso  ponte sullo Stretto. Noi non siamo
  in disaccordo rispetto ad  una  possibilità  di  costruzione  del
  ponte  sullo  Stretto, ma  lo  stesso  diventa  una  disertazione
  accademica  se  noi non  affrontiamo  la  risoluzione  di  alcuni
  problemi centrali. Del ponte  sullo  Stretto,  oggi, i più grandi
  oppositori  sono le  regioni  centrali  dell'Italia  (le  Marche,
  l'Abruzzo, la Basilicata),  perchè, evidentemente, un ponte sullo
  Stretto  in  Sicilia salterebbe  a  pie' pari  tutta  la  cadente
  mediterranea rispetto all'Italia  per  essere  dirottare tutto il
  traffico sui Balcani e, quindi, sulla Grecia.
       Ed  allora,  intanto,   un   ponte  sullo  Stretto  andrebbe
  affrontato in una dimensione  molto  più  ampia  perchè  il ponte
  non congiunge due regioni,  non  serve solamente a raccordare due
  regioni, la Sicilia e la  Calabria serve anche a quello, un ponte
  sullo Stretto è  una  porta  dell'Europa  sul mondo mediterraneo.
  Grande importanza, grande attenzione che deve dare questo Governo
  - il Presidente della Regione lo  ha  fatto  - ma è necessario ma
  non è sufficiente se  non  risolviamo in maniera definitiva tutto
  il problema dei trasporti interno alla nostra regione.
       Concludo dicendo che noi oggi dobbiamo attivarci affinché il
  sistema locale, il  sistema  dei  trasporti pubblico locale possa
  continuare nella sua efficienza.  Però, intanto chiedo al Governo
  e  chiedo all'Assessore per  il  turismo  di  attivarsi  con  più
  celerità affinché  in quarta Commissione, poi, in assemblea possa
  arrivare una volta per  tutte questo fatidico piano regionale dei
  trasporti per il quale,  non per questo ma per quelli precedenti,
  sin dai tempi dell'Assessore Merlino poi dai tempi dell'Assessore
  Ordile, sono stati spesi  miliardi e miliardi senza che mai alcun
  piano regionale dei trasporti sia arrivato in questa Aula.

     PRESIDENTE. Non essendoci  altri interventi dichiaro chiusa la
  discussioni generale.
       Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, sono  stati presentati due emendamenti; col
  nuovo Regolamento, a  prescindere  dalla proponibilità o meno gli
  emendamenti non possono  essere trattati in questa seduta, devono
  essere rinviati di 24 ore.
       Vorrei invitare  i  firmatari  a  valutare  l'opportunità di
  ritirarli o, comunque, consentire alla Presidenza di potere...

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  io  sono disponibilissimo ad
  accogliere l'invito  suggerito  dalla Presidenza tanto più che il
  testo dell'emendamento è un recupero di un errore sostanziale che
  io credo  sia  stato  fatto nell'elaborazione dei calcoli e delle
  mensilità. Per  cui  se  il  Governo  ritiene  di potere valutare
  l'aspetto da questo punto di vista noi non abbiamo difficoltà.

     PRESIDENTE.   Allora,   viene   ritirato   l'emendamento  2.1.
  Onorevole Giannopolo,  lei  ritira l'emendamento 8.1. E' presente
  l'onorevole Giannopolo  in  Aula? Oltretutto, è materia estranea,
  vorrei evitare di giudicarlo improponibile.
       Invito il deputato segretario a dar lettura dell'articolo 1.

     PIRO, segretario:

                                ""Art. 1.
                        Corresponsione di contributi

          1.  Nelle  more  della  nuova disciplina degli autoservizi
       pubblici locali  per  il  trasporto  di  persone,  la Regione
       provvede  alla  corresponsione  dei contributi  di  cui  agli
       articoli 4 e seguenti della legge  regionale  14 giugno 1983,
       n. 68 e successive modifiche ed integrazioni"".

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 2.

     PIRO, segretario:
                                ""Art. 2.
                             Norma finanziaria

          1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per
       l'anno 1998, la spesa di lire 225.000 milioni.
          1. All'onere derivante dal comma  1  si  provvede mediante
       corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  del  capitolo
       60791 - codice 5003 del bilancio  di previsione della Regione
       per l'esercizio finanziario 1998"".

       Pongo  in  votazione  l'articolo  2.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 3.

     PIRO, segretario:
                                ""Art. 3.
             Misura e modalità di corresponsione dei contributi

          1.   La   misura  e  le  modalità  di  corresponsione  dei
       contributi  sono  determinati ai sensi dell'articolo 10 della
       legge  regionale  14 giugno 1983, n. 68, così come modificato
       dall'articolo 18 della legge regionale 27 maggio 1997, n. 16"".

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 4.

     PIRO, segretario:

                                ""Art. 4.
                   Riduzione proporzionale dei contributi

          1.  Il contributo per ciascuna azienda è proporzionalmente
       ridotto  ove l'ammontare complessivo dei contributi spettanti
       ai sensi  della  legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 superi
       il finanziamento previsto dall'articolo 2"".

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 5.

     PIRO, segretario:
                                ""Art. 5.
                   Modifica dell'articolo 29 della legge
                      regionale 14 giugno 1983, n. 68

          1.  L'articolo 29 della legge regionale 14 giugno 1983, n.
       68 è così sostituito:

          'Art.  29.  - L'Assessore regionale  per  il  turismo,  le
       comunicazioni  ed  i  trasporti,  al  fine  di  accelerare  i
       processi di razionalizzazione dei servizi  pubblici di linea,
       delinea i criteri di politica  tariffaria  che  unitamente ad
       idonee misure di riorganizzazione aziendale  e  del  traffico
       devono  assicurare  annualmente un  incremento  del  rapporto
       ricavi-costi e contestualmente  una riduzione dell'intervento
       contributivo della Regione'"".

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 6.

     PIRO, segretario:
                                ""Art. 6.
              Modifica del primo comma  dell'articolo 31 della
                   legge regionale 14 giugno 1983, n. 68

          1. Il primo comma dell'articolo  31  della legge regionale
       14 giugno 1983, n.  68 è così sostituito:

          'Le tariffe da applicare sulle autolinee extraurbane ed il
       costo  minimo  della corsa ordinaria  per  i  servizi  urbani
       vengono   fissati   annualmente,    con    proprio   decreto,
       dall'Assessore regionale per il turismo,  le comunicazioni ed
       i   trasporti,   sentite   l'ANAC   (Associazione   nazionale
       autoservizi   in   concessione),   l'AST  (Azienda  siciliana
       trasporti),  il  CISPEL  (Comitato  italiano servizi pubblici
       enti  locali)  e  l'ANCI  Sicilia,  in  modo da conseguire le
       finalità  di  cui  all'articolo  29  della legge regionale 14
       giugno 1983, n. 68'"".

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 7.

     PIRO, segretario:
                                ""Art. 7.
                           Conferenza di servizio

          1.   Al  primo  comma dell'articolo  6,  al  quinto  comma
       dell'articolo 12 ed al secondo  comma  dell'articolo 15 della
       legge regionale 14 giugno 1983, n.  68  sostituire  la parola
       'Commissione' con le parole 'Conferenza di servizio'"".

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 8.

     PIRO, segretario:
                                ""Art. 8.
                 Composizione della Conferenza di servizio

          L'articolo 7 della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 è
       così sostituito:
          'Art.  7.  - Per la  determinazione  del  costo  economico
       standardizzato  e  del  ricavo  presunto  per  chilometro  di
       percorrenza  di  cui al precedente  articolo  6,  l'Assessore
       regionale  per il turismo, le  comunicazioni  e  i  trasporti
       convoca una Conferenza di servizio  cui prendono parte, oltre
       al direttore regionale dei trasporti e delle comunicazioni:
          a)   il  direttore  compartimentale  della  motorizzazione
       civile  e  dei  trasporti  in  concessione  o  un funzionario
       direttivo dello stesso ruolo da lui delegato;
          b)  due dirigenti dei ruoli del personale della Regione in
       servizio  presso  la  direzione  regionale del turismo, delle
       comunicazioni  e dei trasporti, uno dei quali svolge anche le
       mansioni di segretario della Conferenza;
          c)   un   dirigente  del  ruolo  tecnico  dell'Assessorato
       regionale   del   bilancio   e   delle   finanze,   designato
       dall'Assessore competente;
          d) il  direttore  dell'istituto  trasporti dell'Università
       di Palermo o  un suo delegato;
          e)  un docente esperto in economia dei trasporti designato
       dal   Preside   della   Facoltà   di   economia  e  commercio
       dell'Università di Palermo;
          f)   tre   rappresentanti  designati  rispettivamente  dal
       CISPEL-Sicilia, dall'AST e dall'ANAC.
          La Conferenza è presieduta dall'Assessore regionale per il
       turismo,  le  comunicazioni  ed  i  trasporti  o  da  un  suo
       delegato'"".

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,     presidente della Regione.     Signor    Presidente,
  per  un  mero  errore, al comma 1 dell'articolo 2, dove è scritto
  "per  l'anno  1998"  avremmo dovuto scrivere:  "fino al 31 agosto
  1998". Preannuncio, quindi, una modifica in tal senso.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato dal Governo il
  seguente  emendamento  2.2: <<All'articolo 2, comma 1, sostituire
  le parole  "per  l'anno 1998" con le seguenti altre:  "fino al 31
  agosto 1998">>
       Non  sorgendo  osservazioni,  pongo in votazione la predetta
  formulazione,  ritenuta  di  carattere tecnico, anche ai fini del
  successivo coordinamento formale.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si passa all'articolo 9.

                                <<Art. 9
                            Abrogazione di norma

       1.  E' abrogato l'articolo 30  della  legge  regionale  14
       giugno 1983, n. 68.>>

       Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 10.

                                <<Art. 10

       1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.
       2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione.>>

       Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  la   delega  alla  Presidenza  per  il
  coordinamento formale del disegno di legge.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
  successivamente.
       La seduta è sospesa; riprenderà alle ore 17.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 14.00, è ripresa alle ore 18.15)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "SOPPRESSIONE  E  LIQUIDAZIONE
    DEGLI   ENTI  ECONOMICI  REGIONALI  AZASI,  EMS,   ESPI"   (NN.
    413-458/A)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  terzo  punto
  dell'ordine del  giorno:  "Discussione  di  disegni  di  legge" e
  segnatamente  al  disegno  di  legge "Soppressione e liquidazione
  degli enti economici regionali AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A),
  posto al numero due.
       Invito i componenti la III Commissione 'Attività produttive"
  a prendere posto nell'apposito banco.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDO

       Onorevoli  colleghi, comunico che l'onorevole Franco Catania
  ha  chiesto   congedo   per  la  seduta  di  oggi.  Non  sorgendo
  osservazioni, il congedo si intende accordato.
       Sospendo la seduta per 5 minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.25)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si  procede   con   il  disegno  di  legge  "Soppressione  e
  liquidazione  degli  enti  economici  regionali AZASI, EMS, ESPI"
  (nn. 413-458/A).
       Ha facoltà  di  parlare l'onorevole Speziale per svolgere la
  relazione.

     SPEZIALE,  relatore. Signor presidente, onorevoli colleghi, il
  disegno di  legge  di  cui  si propone l'approvazione mira a dare
  esecuzione al progetto prefigurato a partire dal disegno di legge
  n. 583, predisposto in tal senso dal governo Campione, presentato
  all'Assemblea regionale  siciliana  il  6  luglio  1993, anche da
  diverse   iniziative   parlamentari  e  avviato  dal  legislatore
  regionale con l'articolo  35  comma 1 della legge regionale n. 22
  del 1996 e, da ultimo, con l'articolo 10 della legge regionale n.
  6 del 1997  del  governo  Provenzano  con  cui  si  disciplina la
  materia  delle  dismissioni  delle  partecipazioni  regionali  in
  materia analoga a quella stabilita a livello statale.
       Il disegno  di  legge, che  si  propone  per  l'approvazione
  dell'Assemblea   regionale   siciliana,  costituisce  l'esplicita
  formulazione  normativa  della  volontà, più volte manifestata da
  più parti,  di  porre  fine  alla  lunga  stagione  della Regione
  imprenditrice.
       Fra l'altro,  i  vari commissari straordinari, a partire dal
  1993, con diverse relazioni del professor Pignatone e, da ultimo,
  del professor  Stagno  Dal  Contres, sono pervenute a valutazioni
  conclusive   comuni,   intese   a   richiedere   al   Governo   e
  all'Assemblea, norme  accelerate per la liquidazione degli enti e
  la dismissione delle partecipazioni delle società collegate.
       Nella  stessa  direzione  si  muove  un  importante  accordo
  siglato tra  le  associazioni  sindacali  CGIL,  CISL  e UIL e il
  presidente   della  Regione  del  precedente  Governo,  onorevole
  Provenzano, il 5 novembre 1997.
       La  stagione  della  Regione  imprenditrice, a partire dagli
  anni  '50,  non  è  di facile lettura.  Tuttavia l'uso sempre più
  distorto delle risorse pubbliche, l'intrecciarsi di scelte sempre
  più  scollegate  dalla  logica  di  mercato  hanno  finito con il
  determinare  la  nascita  di  un  bubbone  che  ha  pesato e pesa
  fortemente sul bilancio della Regione.
       Nel  testo   elaborato,   infatti,   si   prospetta  che  la
  soppressione e  liquidazione  degli  Enti  regionali di gestione,
  E.M.S., E.S.P.I.  ed  AZ.A.SI.,  si  realizzi  contestualmente al
  processo di dismissione delle relative partecipazioni.
       Tale opzione appare  la  più  opportuna  tanto  dal punto di
  vista della  logica  legislativa  che  da  quello dell'efficienza
  economica.
       Per  quanto   riguarda   l'aspetto   dei   costi   non   può
  disconoscersi che  la realizzazione contestuale di tutto l'attivo
  abbrevia significativamente i  tempi della fase liquidatoria e ne
  riduce quindi gli oneri.
       Non può, poi,  sottacersi  che  la  rapida dismissione delle
  attività degli enti  avrà  come  effetto  primario  quello di far
  conseguire alla Regione  siciliana  il  ricavato  e  come effetto
  secondario quello  di  alleggerire  il  bilancio  regionale degli
  oneri derivanti dal permanere degli enti stessi.
       Con la seconda parte del disegno di legge si tende, infatti,
  alla definizione dei  rapporti  di  lavoro  dei  dipendenti degli
  enti, ivi compreso  il  personale  dell'  E.M.S.  collocato nello
  specifico R.U.E.  (Ruolo  unico  ad esaurimento), e delle società
  partecipate al 100  per  cento (ossia delle società rispetto alle
  quali si configura, a norma dell'articolo 2362 del codice civile,
  la responsabilità illimitata dell'azionista unico).
       Il disegno di legge prevede la immediata:
       a) liquidazione degli enti (E.M.S., E.S.P.I., AZ.A.SI.);
       b)  nomina  di  un  collegio  di  commissari  preposti  alla
  liquidazione;
       c) cessione dei cespiti immobiliari e delle partecipazioni.
       In ordine alle lettere a) e b) si devolve la competenza, per
  la prima, alla legge  stessa  e,  per  la seconda , al collaudato
  procedimento di  nomina  con  decreto  presidenziale  su proposta
  dell'Assessore regionale per l'industria.
       Quanto  alle   procedure   previste   sono   quelle  di  cui
  all'articolo 10, della legge  regionale  n.  6  del  1997  e  dal
  regolamento approvato con il decreto del Presidente della Regione
  1 settembre 1997, n. 37.
       Fondamentali  per   l'attuazione   del   programma  sono  le
  disposizioni in ordine a:
       1) obbligo di relazione trimestrale da parte dell'Assessore;
       2) trasferimento alla Regione dei pacchetti azionari che non
  potranno essere immessi nel mercato;
       3) reperimento  nell'ambito  delle  risorse  degli  enti dei
  mezzi necessari  alla  procedura,  anche  mediante  trasferimenti
  finanziari da un ente all'altro.
       Tale  ultima   possibilità  avrà  l'effetto  di  alleggerire
  immediatamente la Regione  dagli oneri di mantenimento della fase
  liquidatoria.
       Con le disposizioni di cui all'articolo 2 vengono trasferiti
  alla Regione siciliana  gli  invasi 'Gibbesi' e 'Morello', la cui
  gestione  sarà   affidata  successivamente  a  soggetti  ritenuti
  idonei.
       Le   disposizioni    relative    al   personale   (art.   6)
  costituiscono  un  aspetto   centrale  del  disegno  di  legge  e
  riguardano come detto i dipendenti degli enti stessi, compreso il
  personale in R.U.E.  (utilizzato, come noto, presso la Regione ma
  pagato dall'E.M.S.), e  quelli  delle  società partecipate al 100
  per cento (fra cui RESAIS S.p.A.).
       Il presupposto  dell'intera disciplina è costituito dal dato
  oggettivo che già  oggi il personale RESAIS S.p.A.  (circa 2.300)
  è pagato con  fondi  regionali,  il  personale R.U.E.  (120 unità
  circa) è utilizzato  dalla Regione, i dipendenti in forza diretta
  agli enti sono  un numero circoscritto (E.M.S.  35, E.S.P.I.  54,
  AZ.A.SI.  16), i  dipendenti  delle  partecipate al 100 per cento
  sono 100 circa.
       In via preliminare lo scopo che la norma si pone è quello di
  perseguire  l'obiettivo  di  ottimizzare  le  vigenti  previsioni
  legislative nazionali,  sfruttandone  le  naturali  sinergie  per
  ottenere il risultato  di  pervenire ad una riduzione del maggior
  numero  di   dipendenti,   con  la  maggiore  garanzia  salariale
  possibile per questi ultimi  e  il  minor  costo  a  carico della
  Regione.  In sintesi  i meccanismi ipotizzati possono essere così
  riassunti:
       a)  per il  personale  in  possesso  dei  requisiti  per  la
  pensione di  vecchiaia  o di anzianità, l'immediato licenziamento
  con un risparmio del 100 per cento;
       b) per il personale in possesso di 31 anni di contribuzione,
  l'attivazione della mobilità  sino  a  4  anni, con risparmio del
  60-70 per cento con l'attribuzione, al termine dei periodi minimi
  di fruizione dei  benefici  in  materia di mobilità, del relativo
  trattamento pensionistico di  vecchiaia  o  di anzianità a carico
  dell'INPS.
       Nel  contempo   è   prevista   l'utilizzazione  del  residuo
  personale  transitato   nell'   'area   speciale  transitoria  ad
  esaurimento' presso enti pubblici.
       In generale per l'individuazione dei meccanismi incentivanti
  per  il  personale  previsti  dal  disegno  di  legge  e  per  la
  definizione di  altri aspetti riguardanti i trattamenti economici
  e normativi si è dato ampio spazio alla concertazione tra Governo
  e parti sociali ed economiche.
       E' poi da  rilevare  che  vengono  abrogate  le disposizioni
  legislative  riguardanti   gli  enti  economici  regionali  e  le
  relative funzioni  di carattere pubblicistico sono demandate agli
  Assessorati regionali  competenti  per materia.  Per il controllo
  degli atti adottati  dal  collegio  dei  commissari liquidatori è
  prevista una procedura di controllo semplificata e accelerata.
       Onorevoli colleghi,  per  le  motivazioni  prima esposte, si
  confida nell'approvazione del  disegno di legge, il cui carattere
  è aperto al  contributo  dell'Aula, che sicuramente sarà in grado
  di completarlo e di irrobustirlo.
       Ci  troviamo, quindi  di  fronte  ad  un  disegno  di  legge
  organico e complesso  che punta a dare una svolta definitiva, noi
  ci auguriamo, alla  possibilità  che  la  Regione sia ancora come
  Regione imprenditrice e che si possa finalmente liberalizzare.
       A  tal  proposito  va  specificato  che  le  norme  previste
  dall'articolo 10 della  legge  n.  6/1997  e  il  regolamento  di
  attuazione introducono il  principio  della  dismissione e che in
  qualche modo in  questo si registra un ritardo relativamente alle
  dismissioni alle quali  io  spero,  nel  corso  del dibattito, il
  Governo possa dare una puntuale informazione.
       Onorevoli colleghi,  per  le  motivazioni  prima esposte, si
  confida nell'approvazione  del disegno di legge, il cui carattere
  è  aperto  al   contributo   dell'Aula,  che  sarà  in  grado  di
  completarlo e di irrobustirlo.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

     VIRZI'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VIRZI'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Saddam Hussein
  avrebbe detto che ci  troviamo  dinanzi  "alla  MADRE DI TUTTE LE
  LEGGI", la legge  che  dovrebbe  chiudere  un  capitolo non bello
  della nostra storia  ed  aprirne  un  altro. Migliaia di miliardi
  sperperati,   lavoratori   incerti,   imprenditori   scoraggiati,
  impianti   abbandonati,   mercati  perduti,  occasioni  bruciate,
  contenziosi a mai finire,  avvocati a pieno regime con i forzieri
  pieni, miniere chiuse,  denunce,  arresti, scandali veri e finti,
  liquidazioni ultraventennali - valga per tutte la sigla SOCHIMISI
  - liquidazioni che non finiscono mai.
       Quando, in sintonia  con  tutto  il  centro-destra, e larghi
  margini di consenso presso la sinistra che ragiona, perché ha una
  storia, perché si ricorda  la storia vera fatta di carne e sangue
  di questa Sicilia, la  sinistra  umana,  quella  con  cui  si può
  parlare, che non ha  pregiudizi,  che non ha il cervello bloccato
  su Cuba e su Castro,  in sintonia con questo mondo di persone che
  volevano il  cambiamento,  quando  avviammo  questo  processo  ci
  sentimmo protagonisti  di  una  svolta storica, epocale, dovevamo
  chiudere con una pseudo filosofia che si era rivelata sul terreno
  dei fatti fallimentare,  dovevamo chiudere col mito nefasto della
  Regione imprenditrice, dovevamo restituire al mercato ciò che era
  del mercato -  non stiamo parlando naturalmente di Enrico, quello
  de "La Repubblica" -  ma  del  mercato come libera contesa fra le
  imprese in un mondo di uomini liberi e intelligenti e si trattava
  soprattutto  di chiudere  un  capitolo  storico  e  politico  non
  limpido  con  un   atto   di   discontinuità,  di  coraggio,  con
  trasparenza, con rapidità  ed  efficacia apprezzabile da parte di
  tutto il popolo siciliano.
       Noi di Alleanza nazionale veniamo a questo appuntamento dopo
  oltre un ventennio di letture attente e di denunzie. E per venire
  a  tempi  più   recenti   da  due  anni  di  azioni  parlamentari
  inequivoche, che presero  le  mosse  da un inopinato proclama che
  comunicava, urbi et  orbi,  dalle  colonne  de  "La  Sicilia"  di
  Catania, che "Pasquasia  era  esaurita,  inquinata  e  che doveva
  essere definitivamente chiusa".
       Cominciò da lì la nostra rinnovata attenzione.
       Eccepimmo subito, con  grande  spirito  costruttivo,  che il
  rapporto del corpo delle miniere che dava per esaurita Pasquasia,
  negava incredibilmente, con la  firma  dello stesso dirigente, un
  analogo rapporto che indicava  in  25/30 milioni di tonnellate la
  consistenza del deposito e che forse nell'interesse della Sicilia
  occorreva un qualche approfondimento  prima  di mandare in giro i
  tamburini  con  i  proclami;  e   magari   un   accertamento   di
  responsabilità sui criteri  scientifici adottati dal nostro Corpo
  per le miniere che dava  per  evaporato  un  minerale  che non si
  trova  allo  stato  liquido  e  che  quindi  non  può  evaporare,
  scomparire nel nulla.
       Ed eccepimmo che  bisognava giocare ogni carta possibile per
  tornare  alla produttività e alla espansione, perché di questo si
  trattava.
       Espansione  in  un  settore  di  per  sé  in  crescita, come
  richiesta  di  mercato  in  cui  eravamo  gli  unici,  gli  unici
  concorrenti  al  mondo  della  KALI  UND  SALZT tedesca a livello
  mondiale.
       Coi corollari naturali che stavano ad indicare alcuni punti:
  che "qualcuno" forse  giocava a deprezzare il nostro patrimonio e
  le nostre potenzialità  produttive, stimabili su un livello, cari
  colleghi, di 70 miliardi  annui di fatturato nel solo settore dei
  sali potassici, K2SO4 per chi si ricorda della chimica del liceo,
  che stavano ad  indicare  ancora  che  solo  i tedeschi avrebbero
  tratto vantaggio (non  cosa di poco conto: parliamo del monopolio
  mondiale  nel  settore  dei  sali  potassici,  cioè  fertilizzati
  efficaci persino nel deserto israeliano).
       Solo i tedeschi  avrebbero tratto vantaggio dalla chiusura o
  dall'acquisizione  di  Pasquasia, un'acquisizione commercialmente
  destinata   alla   chiusura  definitiva  perché  prima  avrebbero
  estratto tutto quello che restava nel resto del mondo, dove hanno
  gli impianti, per poi aprire in Sicilia fra 20/30 anni.
       Intanto in Sicilia mettono il catenaccio.
       A  noi   sarebbero  rimasti  soltanto  i  debiti  miliardari
  dell'ISPEA, i licenziati, i  cassaintegrati e i cosiddetti lavori
  socialmente utili che magari  impiegano il loro tempo in proficue
  partite di scopone  scientifico nella portineria dell'Assessorato
  regionale Industria.
       Non pensammo allora  di distinguere il privato dal pubblico.
  Per noi l'interesse della  Sicilia e dei Siciliani era un unicum:
  un fatto organico  da  difendere  in  blocco, in rapporto proprio
  all'apologo di Menenio Agrippa, in  base  al  quale il corpo è un
  unicum che è sano, malato tutto insieme dai piedi fino al cranio,
  fino al cervello, fino alle parti più nobili.
       Oggi caro Assessore  noi  siamo  ancora  su quella lunghezza
  d'onda, come partito,  come  categoria  umana  e  culturale, come
  razza spirituale.
       Il nostro istinto ci porta alla coerenza, alla difesa tenace
  delle convinzioni maturate nel  tempo e collaudate al fuoco della
  realtà.
       Siamo ancora lì  caro Assessore, sulla linea del Piave della
  difesa  degli interessi  veri  della  Sicilia,  che  non  sempre,
  ricordiamocelo tutti,  cari  colleghi, hanno coinciso, anzi quasi
  mai in verità  con le scelte della vecchia Regione partitocratica
  finita in massa sui  banchi  degli  imputati  di  cento, di mille
  processi. Siamo ancora  lì,  siamo  ancora  lì  a  sostenere  che
  bisogna fare chiarezza  sul  destino  finale  della  RESAIS,  una
  società  per  azione   "a   latere"   della   Regione,  a  totale
  partecipazione regionale, ma i cui dipendenti non sono regionali,
  anche se al 90  per  cento  sono  tutti impiegati alla Regione ma
  senza  missioni  né  straordinari,  per cui nella medesima stanza
  adempiono  alla medesima funzione persone pagate a 1.700.000 lire
  al mese e a 3.200.000 lire al mese.
       La RESAIS che  cosa  dovrebbe  o  potrebbe  diventare?  Come
  viene disegnata appare un contenitore di carne ad esaurimento per
  cui si era prima ipotizzata una società mista con la GEPI; vorrei
  dire io "voce dal  sen fuggita", cioè l'anticamera del funerale e
  dei licenziamenti  collettivi  e  generalizzati;  fermo  restando
  qualche vecchio amico  da salvare per qualche liquidazione da far
  durare altri trent'anni.
       Siamo ancora lì  a  chiedere  garanzie  occupazionali  per i
  dipendenti degli  enti  liquidandi,  molti  dei  quali  sarebbero
  incredibile dictu vincitori di concorso, cosa del tutto inusuale,
  inconsueta, quasi  peccaminosa  in  questa  Regione  che  abbiamo
  ereditata,  perché  l'abbiamo ereditata e non l'abbiamo fatta noi
  così come ce l'hanno lasciata.
       Siamo ancora lì ad  affermare che non si possono, in tema di
  scivoli  e   prepensionamenti,  fare   odiose   distinzioni   fra
  lavoratori, bis,  quinquies.  Salvi quelli dei lavori socialmente
  utili dannati nel Purgatorio o all'Inferno, tutti gli altri siamo
  ancora lì a  difendere  una  linea di privatizzazione efficiente,
  rapida, praticabile, capace  di avere sbocchi concreti vicini nel
  tempo, visibili e inattaccabile sul piano delle procedure.
       Il  che   implica,   cari   colleghi,   che   il  principio,
  validissimo, dei  tre  commissari  liquidatori,  del collegio che
  abbiamo difeso a spada  tratta  da  due  anni  a  questa parte ed
  affermato  in   III   Commissione  legislativa,  potrebbe  essere
  vanificato nella sua  ispirazione  di  trasparenza e di equità da
  una  realtà  che, non governata, potrebbe fare di essi tre viceré
  spagnoli,   incontrollati   ed   incontrollabili,  con  tutte  le
  inevitabili  tentazioni  del caso, perché viviamo tutti in questa
  Valle  di  lacrime, ed in quella parte della Valle di lacrime che
  si chiama Trinacria.
       Ed allora bisogna palettare la durata della carica di questi
  commissari, bisogna  stabilire le incompatibilità, i rapporti con
  il Governo, la capacità  e la volontà di relazionarsi alla classe
  politica nuova ed  al Parlamento, bisogna stabilire competenze ed
  attribuzioni e  retribuzioni, perchè  liquidare  1500 miliardi di
  patrimonio con  compenso  di  commissario  liquidatore  vuol dire
  costruire un impero in  Sicilia, e non siamo qui per creare nuove
  dinastie di feudatari.
       Ci appare  inconcepibile  ancora  una  liquidazione che duri
  oltre un quarto di  secolo  come  è accaduto con la SOCHIMISI. Ed
  allora la durata nel tempo: c'è un nostro emendamento che pone un
  termine, indicativo   per   carità,  certamente  non  perentorio,
  ordinativo, ma due anni, al  termine  del  quale  il  Governo può
  ritornare alla carica  con  una  nomina  di  un nuovo commissario
  straordinario.
       Ma non possiamo dichiarare con legge che siamo disponibili a
  ritornare sulla strada  dei  vecchi e consolidati errori di mezzo
  secolo di storia di vergogne della Sicilia.
       Noi non vogliamo che si giochi con le dismissioni; non siamo
  disponibili  a  percorrere  vicoli  ciechi  con  il  trucco.  Non
  vogliamo creare nuove caste  di  privilegiati. Non accettiamo che
  sulla  materia  si   tergiversi.   Le   dismissioni  vanno  fatte
  velocemente e alla luce del sole.
       E poiché amiamo  parlare chiaro, ci esprimeremo adesso qui e
  subito - non posso dire  alla  luce del sole, ma quanto meno alla
  luce dei riflettori di  questa Aula che, nonostante tutto, ha una
  sua grande storia  dignitosa - ci esprimiamo a parole chiarissime
  per dire, senza remora alcuna, che sciocchezzario-stampa a parte,
  non è stata  la  Regione  ad  inventare  l'Italkali.  Una  realtà
  produttiva che viene da lontano e che oggi è d'avanguardia.
       Per chi non lo  sapesse,  fra  i colleghi che si occupano di
  altre cose per le loro competenze di commissione, parliamo di una
  realtà aziendale con una  capacità di 22 milioni di tonnellate di
  capacità estrattiva annua,  di fronte ad una seconda classificata
  a livello nazionale, una  ditta veneta, che è nelle condizioni al
  massimo  di  potenza  di  estrarre  20.000  tonnellate  annue  di
  minerale.
       20 milioni contro 20.000.
       L'unica  azienda   italiana   iscritta   al  cartello  degli
  estrattori minerari a livello europeo.
       E per ricordare ancora che  non  siamo  stati  noi  né  come
  generazione, né come forza politica  a  siglare  i patti che sono
  pattuiti  lì  sul tavolo, davanti  ai  magistrati,  i  patti  con
  l'Italkali;  non siamo stati noi  a  votare  leggi  che  poi  non
  venivano finanziate. le leggi  che  dovevano  costruire  le opere
  fognarie di scarico delle salamoie  a  mare. Le leggi già pronte,
  votate,   con  gli   appalti   già   appaltati.   Con   l'Astaldi
  aggiudicataria che ci ha  fatto  causa. E poi, all'ultimo minuto,
  per i giochetti del consociativismo, quei soldi venivano smistati
  da un capitolo all'altro e  chi  di  dovere  trovava  un  pretore
  d'assalto pronto a chiudere  Pasquasia  perché  salava  il  fiume
  Salso. Il fiume Salso che già da solo, naturaliter, è al di fuori
  della legge Galasso perché  al  di  sopra della salinità concessa
  dai  sapienti uomini di  cultura  e  di  governo  della  sinistra
  antica.
       Il  fiume   Salso   è   contra legem.   Bisognerebbe   farlo
  estinguere.  Abbiamo salato  il  fiume  Salso.  La Regione doveva
  costruire le fognature  che  portavano  le  salamoie  a mare;  la
  Regione fa la legge,  la vota, aggiudica l'appalto; alla fine noi
  diamo all'Italkali l'Ispea,  carica di 100 miliardi di debiti, ma
  insieme all'Ispea con 100 miliardi di debiti, non diamo Pasquasia
  perché Pasquasia chiude.  Per  cui  il  privato doveva tenersi il
  pacco della classe politica regionale.
       E allora non siamo stati noi  a  far  fallire  l'Ispea  e  a
  passarla con il  suo  passivo  centomiliardario all'Italkali. Non
  siamo  stati  noi  a   far  chiudere  Pasquasia  per  la  mancata
  realizzazione degli scarichi fognari.  Non  siamo  stati  noi  ad
  inventare  le  ignobili  bubbole  che  hanno avuto echi in questa
  Assemblea  che  indicavano  la  presenza  di scorie radioattive a
  Pasquasia. Una mirata bugia contro gli interessi siciliani.
       La vecchia Regione, la  vecchia  classe politica ha prodotto
  questo disastro giuridico,  sfociato  in  ben  sei cause fra Ente
  minerario ed Italkali. Ed  è  proprio  questa  la vera partita da
  chiudere in limpidezza.
       Oggi molti ci  si dichiara entusiasti della teoria del bando
  di  gara  internazionale.   Allora  alcune  domande  al  colto  e
  all'inclita. E' vero o  non  è  vero  che  la  strada  del  bando
  internazionale,  proprio  per ITALKALI, fu proclamata dal Governo
  Campione in cui era organico  al  Governo il PDS? E' vero o non è
  vero  che  la   strada   del   bando  internazionale  fu  seguita
  concretamente nel 1996 e  non portò ad alcun tipo di risposta sul
  mercato?  E' vero o  non  è  vero  che  nessuno  acquisterebbe un
  appartamento  ipotecato   da  mille  contenziosi, con  dentro  un
  inquilino dotato di un bel caratterino?
       E  allora  chi  acquisterebbe  ITALKALI  gravata  da serie e
  pesanti  cause col socio privato, ben sei, centimiliardarie e con
  dentro  un  49%  guidato  da un determinatissimo capo dei soci di
  minoranza?  E'  vero o non è vero che perfino il Governo Campione
  individuò  nella vicenda ITALKALI un caso eccezionale da trattare
  separatamente   rispetto   alle   altre   situazioni   societarie
  siciliane?
       E risponde a verità  o  no, signor Assessore, che poco tempo
  fa - mi permetto di aggiungere a bassa voce, perché è una domanda
  - è vero o no  che  un  mese  e  mezzo  fa un solerte commissario
  targato ESPI ha ceduto gli alberghi SITAS a trattativa privata ad
  un "tour operator" palermitano  che  già  li aveva in affitto per
  l'irrisoria cifra di  72  miliardi,  quando l'anno precedente era
  stata rifiutata un'offerta, di gran lunga superiore, a trattativa
  privata?
       Insomma,  tra  le  regole  che  ci siamo dati in ordine alle
  dismissioni,   regole  già  votate,  è  previsto,  è  considerato
  legittimo o no il ricorso alla trattativa privata o interna, come
  dice  l'assessore  Tricoli,  quando  il pacchetto azionario non è
  facilmente  immissibile  sul mercato?
       Noi ricordiamo di  sì, c'era scritto nella legge, attendiamo
  risposte convincenti su  questi  argomenti,  così come sulla data
  dell'ultimo    codice    civile    acquistato    dall'assessorato
  all'Industria che  non  ci  sembra  aggiornato  alle  innovazioni
  comunitarie;  ITALKALI  in  realtà  potrebbe  acquistare la quota
  regionale. E'  l'unico  interlocutore  interessato  e  credibile.
  ITALKALI è in attivo anche  se  l'EMS  ha  fatto di tutto per non
  approvarne i bilanci,  è  un'azienda  siciliana  che  sa  il  suo
  mestiere ha il "know how", hardware e software, la Regione non sa
  come si fa, è un'azienda...

     PRESIDENTE. Onorevole Virzì, la prego di concludere.

     VIRZI'.  Ho  concluso. Credo che il regolamento dicesse che su
  grandi  argomenti  era  possibile  qualche  minuto di tolleranza,
  stavo concludendo.

     PRESIDENTE.  Stava  concludendo,  lei concludeva. Lei ha venti
  minuti  di tempo, onorevole Virzì, perché vuole fare una polemica
  inutile...

     VIRZI'. Non è una polemica.

     PRESIDENTE.  Lei  ha  venti  minuti di tempo, ha utilizzato il
  suo  tempo,  così  come  parla venti minuti lei, parleranno venti
  minuti gli altri.
       Altri  onorevoli  che  chiedono  di  parlare? Se non ci sono
  altri che chiedono di parlare sulla discussione generale?


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA .  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io ritengo
  che, attesa la  delicatezza della materia e la prevedibile durata
  di questa discussione generale,  oltre  che di tutto il resto, io
  ritengo che sia  opportuno  prelevare  il  disegno  di  legge  di
  proroga dei CO.RE.CO. che ha una estrema urgenza perché i termini
  ormai sono scaduti.
       Signor Presidente io  sto facendo una proposta perché lei la
  valuti e perché la sottoponga all'attenzione dell'Assemblea.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  noi  ci troviamo di fronte a
  questa situazione, abbiamo comunicato questa mattina, e l'Aula ne
  ha  preso  atto,  che  alle  19  avremmo  dato il voto finale sui
  disegni  di  legge  e poi avremmo proseguito nei lavori; è ancora
  intendimento  del  Presidente  di operare in tal senso a meno che
  non arrivino direttive diverse dal voto d'Aula.
       C'è,  a  questo  punto, anche la richiesta dell'onorevole La
  Grua  di  interrompere,  da quel che capisco, la discussione e di
  prelevare il disegno di legge sul CO.RE.CO.
       Io intanto metterei,  siccome non viene posta in discussione
  la questione di votare alle 19, per intanto pongo in votazione la
  richiesta dell'onorevole La  Grua di interruzione del dibattito e
  di prelievo del disegno di legge sul CO.RE.CO..

     DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,     Presidente della Regione.     Signor    Presidente,
  va  considerato  che  intanto la discussione sul disegno di legge
  sullo   scioglimento   degli   enti   economici   è   iniziata  e
  indubbiamente  sono  state  dette  alcune  cose  da  parte  degli
  onorevoli  deputati,  sia  del  relatore, onorevole Speziale, sia
  dell'onorevole   Virzì   che   è   intervenuto,  cose  anche  che
  coinvolgono  direttamente  l'iniziativa  che il Governo in questi
  mesi  ha  portato  avanti,  sia  questo Governo sia il precedente
  Governo.    Inoltre,    signor    Presidente,    c'era   un'altra
  considerazione,  relativamente  al  fatto  che  non  ho  nulla in
  contrario  rispetto  alla  richiesta  del  Presidente  del Gruppo
  parlamentare di Alleanza nazionale.
       Però forse c'è l'esigenza di capire come dobbiamo completare
  i lavori, considerato  che  entro la mezzanotte di oggi era stato
  deciso dalla  conferenza  dei  Capigruppo  che bisognava finire e
  quindi rinviare il tutto a dopo le ferie estive.
       Pertanto,   prima  di  mettere  ai  voti  la  richiesta  del
  Presidente  La  Grua, desideravo una interruzione della seduta, o
  per   una   convocazione   formale   dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari  o informale, lascio decidere a Lei, Presidente, per
  capire come andare avanti.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   c'è   la  richiesta  del
  Presidente della Regione di una convocazione della Conferenza dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari. Intanto questa è prioritaria
  rispetto  a  qualunque  altra  richiesta, per cui, se non sorgono
  osservazioni, viene indetta l'immediata Conferenza dei Presidenti
  dei  gruppi  parlamentari presso lo studio del Presidente.  Resta
  così stabilito.
       La seduta  è  sospesa  e  riprenderà  dopo la Conferenza dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 19.49)

    Onorevoli colleghi, la  Conferenza  dei  presidenti  dei gruppi
  parlamentari  ha   deliberato   sull'andamento   dei  lavori  per
  concludere, nel rispetto  del  programma già approvato dall'Aula,
  la sessione entro la seduta odierna.
       Ha altresì stabilito di  includere  nel programma dei lavori
  il  disegno  di legge n. 576  e  per  tale  disegno  di  legge le
  relative  commissioni  sono  autorizzate  a  riunirsi  al fine di
  potere  individuare  le  norme  necessarie  a  sbloccare le somme
  riguardanti  il  credito  alberghiero,  il  fermo  biologico e le
  manifestazioni sportive pregresse.
       La Conferenza dei  presidenti  dei  gruppi  parlamentari  ha
  anche   determinato,   data    la    particolare   situazione   e
  l'eccezionalità   del   problema,   di   consentire   una  deroga
  regolamentare  al  fine  di  inserire  un  emendamento tendente a
  fornire l'energia elettrica all'isola di Ginostra.
       La Conferenza dei  presidenti  dei  gruppi  parlamentari  ha
  altresì stabilito di trattare  il  disegno di legge relativo alla
  proroga del CORECO, il disegno  di  legge relativo alle tonnare e
  infine il disegno di legge relativo alle minoranze linguistiche.
       Subito dopo si passerà al voto finale.
       Resta in piedi la  discussione generale sul disegno di legge
  degli  enti  economici che comunque viene sospesa e sarà rinviata
  alla sessione successiva.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.   Signor  Presidente,  vorrei  sottoporre  alla  sua
  attenzione e a  quella  dell'Aula il problema del pagamento degli
  stipendi al personale dell'Ente minerario siciliano.
       Da  quattro  mesi   i  dipendenti  dell'Ente  minerario  non
  percepiscono lo stipendio, ed hanno famiglie.
       Se  potesse  almeno   essere   sganciata  questa  parte  per
  assicurare a queste famiglie una  vita dignitosa come le altre, e
  non  so  come  sia  possibile  farlo,  io sottopongo il problema,
  perchè obiettivamente questa gente vive male in questo momento.


   Presidenza del presidente Cristaldi


        PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, viene recepito il messaggio
  dell'onorevole   Nicolosi.   La   Presidenza   da   mandato  alla
  Commissione   Bilancio   affinchè  si  possa  dare  una  risposta
  positiva, per quanto possibile, al personale dell'EMS all'interno
  del disegno di legge numero 576.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Onorevoli colleghi, la seduta  è rinviata ad oggi, 31 luglio
  1998, alle ore 20.30 con il seguente ordine del giorno:

      I - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Istituzione  della  Commissione per la riforma delle norme
          di   contabilità   regionale   e  del  bilancio  annuale  e
          pluriennale della Regione" (n. 576/A).

       Relatore: onorevole Petrotta

       2) "Modifiche all'articolo 2  della  legge  regionale 5 luglio
          1997, n.  23, concernente il rinnovo del Comitato regionale
          di controllo. Modernizzazione  amministrativa e recepimento
          di norme della legge 15  maggio  1997, n. 127 nella Regione
          siciliana" (n. 743)

      Relatore onorevole Turano.

       3) "Provvedimenti  in  favore  delle  tonnare  siciliane,  del
          quartiere  Ortigia  di  Siracusa  ed  in  favore di teatri.
          Interventi per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
          guerra" (n. 727/A)

      Relatore Onorevole Cimino.

       4) "Provvedimenti per la  salvaguardia e la valorizzazione del
          patrimonio storico, culturale  e linguistico delle comunità
          siciliane  di origine  albanese  e  delle  altre  minoranze
          linguistiche" (n. 203/A)

      Relatore Onorevole Zanna.

        II - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
          delle  foreste demaniali per l'esercizio finanziario 1995."
          (n. 531/A)

       2) "Rendiconto  generale  dell'Amministrazione della Regione e
          dell'Azienda  foreste demaniali per l'esercizio finanziario
          1996." (n. 567/A)

       3) "Proroga della convenzione  tra l'Assessorato regionale del
          bilancio  e  delle  finanze  e  l'Automobil  Club  d'Italia
          (A.C.I.)" (n. 695/A)

       4) "Modifica della denominazione  del  comune di Calatafimi in
          Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)

       5) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
          spiagge libere siciliane" (n. 214/A)

       6) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
          materia  di  tutela  della  fauna  selvatica  ed  esercizio
          venatorio" (nn. 712-719-722/A)

       7) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
          legge 24  febbraio  1992,  n.  225 recante 'Istituzione del
          Servizio   nazionale   della   protezione  civile',  nonchè
          dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
          112, relativo  alle funzioni conferite alle regioni ed agli
          enti locali in  materia  di  protezione  civile" (nn. 672 -
          709/A)

       8) "Disposizioni  per l'Ente  di  sviluppo  agricolo  e  altri
          interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)

       9) "Norma per l'attivazione  dell'articolo  3,  comma 3, della
          legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).

       10) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
          regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).

       11) "Contributo   di   esercizio  alle  aziende  esercenti  il
          trasporto pubblico locale" (n. 733/A).

       LA SEDUTA E' TOLTA ALLE ORE 19.55.