PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 11.35.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato richiesto alla
Presidenza un rinvio della seduta per consentire alle commissioni
di completare il loro lavoro. Pertanto, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 11,36, è ripresa alle ore 12.55)
TURANO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni.
DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA
- "Schema di disegno di legge da sottoporre al Parlamento
nazionale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione siciliana: 'Modifiche allo Statuto speciale per la
Regione siciliana'" (n. 758).
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo Giovanni, Spagna,
Adragna, Lo Monte, Papania, Zangara in data 30 luglio 1998
- "Modifica del comma 5 dell'articolo 7 della legge regionale
3 novembre 1993, n. 30 recante 'Norme in tema di
programmazione sanitaria e di riorganizzazione territoriale
delle unità sanitarie locali'" (n. 759).
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Pagano, Scammacca della Bruca,
D'Aquino in data 30 luglio 1998
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2149 - Reintegrazione nelle funzioni del funzionario
regionale architetto Massimo Finocchiaro
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
***
Cipriani Giuseppe; Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro;
Speziale Calogero; Navarra Ottavio; Silvestro Gioacchino
----------------
N. 2150 - Motivi della mancata convocazione della Consulta
regionale dell'emigrazione e dell'immigrazione.
- Assessore Lavoro
***
Cipriani Giuseppe; Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro;
Speziale Calogero; Navarra Ottavio; Silvestro Gioacchino
----------------
N. 2151 - Tutela dell'interesse pubblico nell'affidamento
di importanti opere pubbliche da parte del Comune di Messina
e dell'Is.Me.T.T..
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Turismo
***
Silvestro Gioacchino; Giannopolo Domenico
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2152 - Opportune iniziative allo scopo di tutelare il
territorio della provincia di Agrigento dalla presenza dei
cinghiali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Vella Basilio; Morinello Salvatore
----------------
N. 2153 - Aggiornamento delle graduatorie dei contingenti
forestali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Vella Basilio; Morinello Salvatore
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 233 - Iniziative volte a fronteggiare l'ondata di
immigrazione clandestina in Sicilia e nelle sue isole
minori, nonché per il rispetto dei trattati di Schengen.
La Grua Saverio; Caputo Salvino; Catanoso Genoese
Francesco; Granata Benedetto Fabio; Grippaldi Giuseppe;
Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Stancanelli Raffaele;
Virzi' Gioacchino
Presentata il 30/07/98
----------------
N. 234 - Nomina di una Commissione parlamentare d'indagine
sul comportamento tenuto dall'E.S.A. in ordine alla vicenda
dell'assegnazione agli aventi diritto delle aree del feudo
'Marineo', in agro di Licodia Eubea (CT), conferite alla
riforma agraria.
Liotta Santo; Martino Federico; Forgione Francesco;
Morinello Salvatore; La Corte Gioacchino; Vella Basilio
Presentata il 30/07/98
----------------
PRESIDENTE. Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del
Regolamento interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della presente seduta.
Onorevoli colleghi, vi informo che è intenzione del
Presidente dell'Assemblea effettuare la votazione finale dei
disegni di legge per le ore 19,00.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 232.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PIRO, segretario:
N. 232 - Interventi al fine di garantire le condizioni di
accoglienza agli immigrati giunti in Sicilia.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la situazione determinatasi a seguito dell'elevato
numero di immigrati, giunti sulle nostre coste, va
assumendo dimensioni sempre più drammatiche sul
piano sociale e sanitario;
- il sovraffollamento dei centri di accoglienza e la
loro palese inadeguatezza determinano condizioni di
estremo disagio per i cittadini dei Paesi extracomu-
nitari che vi si sono trasferiti;
- tale situazione ha dato luogo a gravi manifesta-
zioni di insofferenza conseguenti anche all'insuffi-
ciente capacità di accoglienza e assistenza dei
centri stessi;
- il problema posto dalla presenza dei cittadini
extracomunitari nei centri d'accoglienza non può
essere risolto con interventi meramente repressivi,
riducendo un fenomeno sociale, drammaticamente
ineludibile, a un mero problema di ordine pubblico,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare tutti i mezzi disponibili al fine di
assicurare condizioni di accoglienza in strutture
che garantiscano condizioni di vivibilità e adeguata
assistenza sanitaria.""
(29 luglio 1998)
FORGIONE - MARTINO - LA CORTE -
LIOTTA - MORINELLO - VELLA
Sono presenti i firmatari della mozione in questione? Se ne
potrebbe infatti determinare la discussione, dato che nell'ordine
del giorno odierno è prevista la trattazione della mozione numero
230 di analogo argomento.
Onorevole Martino stavamo dando lettura della mozione
firmata dai deputati di Rifondazione comunista sulla questione
dell'immigrazione. Siccome è all'ordine del giorno la mozione n.
230 "Misura per fronteggiare l'immigrazione clandestina in
Sicilia", se siete d'accordo, potremmo accorpare la discussione
ora stesso.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "Contributo di esercizio
alle aziende esercenti il trasporto pubblici locale"(733/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge. Si procede con la discussione
del disegno di legge "Contributo di esercizio alle aziende
esercenti il trasporto pubblici locale"(733/A), posto al punto
1).
Invito i componenti la IV Commissione legislativa permanente
"Territorio e ambiente" a prendere posto al banco delle
commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo Giovanni, per
svolgere la relazione.
BARBAGALLO GIOVANNI , relatore. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, desidero svolgere alcune brevissime considerazioni.
Come i colleghi sanno occorre una norma sostanziale in appendice
al bilancio per poter corrispondere il contributo in conto
esercizio alle aziende pubbliche e private del settore trasporti.
Quest'anno arriviamo con molti mesi di ritardo, la legge n.
68, all'articolo 4, prevede l'erogazione del contributo in rate
trimestralmente anticipate.
Arriviamo in una condizione particolare per tutto il settore
che ha già effettuato i servizi, gli ottomila autoferrotranvieri
hanno certamente diritto al loro stipendio, i fornitori aspettano
i soldi da tanti mesi e il diritto alla mobilità soprattutto dei
cittadini deve essere garantito.
Arriviamo con un disegno di legge che presenta alcune
debolezze. In particolare non siamo riusciti, per ragioni
finanziarie a coprire l'intero ammontare del contributo, che è
stato stabilito secondo il calcolo dei tecnici dalla commissione
appositamente prevista dalla legge n. 68 che stabilisce,
appunto, l'ammontare del contributo in base ad alcuni parametri,
non siamo riusciti a coprire l'intera somma occorrente che
ammonta a circa 345 miliardi, quindi dobbiamo fare in modo che in
sede di variazione di bilancio, così come è stato negli ultimi
due anni, si possano coprire questi ulteriori mesi.
Se verrà approvato questo disegno di legge, la Commissione
finora prevista scomparirà e verrà sostituita da una conferenza
di servizio.
Io credo che su questo disegno di legge non ci sia molto da
discutere. C'è una larga convergenza, nè è opportuno fare una
relazione sulla politica dei trasporti perchè andremmo fuori
dall'oggetto di questo disegno di legge.
Mi auguro che la previsione di spesa, per la verità, un pò
anomala alla quale fa riferimento questo disegno di legge, cioè
di contrarre un mutuo, possa superare ostacoli esterni a questa
Assemblea.
Noi abbiamo intanto il dovere di votare questo disegno di
legge per dare una prima risposta a tutto il settore.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Onorevoli colleghi data l'ora e la delicatezza
dell'argomento, io non mi addentro su quelle che sono le
problematiche della politica dei trasporti, ma voglio andare a
questioni di sostanza, per prestigio del Parlamento, della
Presidenza di questo Parlamento e di tutti noi.
Questo disegno di legge viene all'approvazione dell'Aula
intanto con una riduzione di 120 miliardi rispetto ai 345
necessari.
Ma questo è niente, onorevole Presidente, perchè dobbiamo
fare qualche passo indietro per capire bene la situazione, e mi
rimetto alla sua valutazione oltre che a quella del Governo.
Lei ricorda bene che abbiamo approvato il bilancio e nel
bilancio abbiamo inserito, con una novità, due tipi di mutui: il
mutuo a pareggio finanziario e il mutuo con specifica
destinazione.
Il fatto di avere previsto questi due tipi di mutui, che,
diversamente, non avrebbe avuto nessun significato il mutuo a
specifica destinazione: bastava anziché mettere di 2200
miliardi si portava per 2800 miliardi il mutuo, non avremmo avuto
questi problemi.
Invece il Governo ha insistito su questa diversità di mutui
perchè voleva destinare una parte della somma ad iniziative di
carattere produttivo nella Regione.
Lei mi insegna - si ricorda come me - che a quel punto per
agevolare l'approvazione del bilancio il Presidente della Regione
ha annunziato le dimissioni del Governo, dopo di che abbiamo
capito, anzi, più che capito, si è verificato che il Presidente
della Regione con il suo Governo ha mentito al Parlamento perchè
pensava così, con quella menzogna - tanto è vero che poi ha
ritirato le dimissioni - di poter agevolare.
E fin qui sono valutazioni politiche di cui ognuno si assume
le responsabilità.
Approvato il bilancio da parte del Parlamento questo
bilancio va al vaglio del Commissario dello Stato. Evidentemente
il Commissario dello Stato aveva delle perplessità sul bilancio,
perplessità a cui è arrivati anche perchè il Presidente della
Regione ha convinto il Parlamento e la seconda commissione che
con il Ministro Visco aveva raggiunto un'intesa per cui le
riserve e gli accantonamenti previsti dalle varie leggi
finanziarie non erano necessarie.
E così com'è, per agevolare il visto di costituzionalità,
cioè per liberare il bilancio, nottetempo, o qualche giorno prima
della scadenza dei cinque giorni, il Presidente della Regione, il
Governo regionale approva una variazione di bilancio per dire che
quelle variazioni di bilancio servivano a riequilibrare le
finanze regionali e quindi il famoso capitolo 60791 del mutuo a
specifica destinazione serviva anche per questo tipo di
accantonamenti.
Il Presidente della Regione, dopo avere mentito al
Parlamento siciliano, ha mentito anche al Commissario dello
Stato. Ha mentito al Commissario dello Stato perchè, presentato
il disegno di legge, non ha più sollecitato le variazioni di
bilancio, e quindi si va avanti senza tenere conto di questa
variazione di bilancio; cioè non è che gli atti del Governo sono
carta straccia per cui il Governo assume un provvedimento, una
proposta di legge, dopo di che dimentica che c'è una proposta di
legge e su questo capitolo incomincia a fare gravare i fondi.
Ora io mi chiedo, onorevole Presidente della Regione, se
Clinton viene oggi, negli Stati Uniti d'America, un paese di alta
democrazia, viene imputato, cioè c'è il sospetto che ha mentito
per questioni private, strettamente private - sono questioni
private quelle di Clinton, non interessano nè me, nè lei, nè
altri - cioè il Presidente degli Stati Uniti d'America viene
messo oggi sotto pressing perchè si ha il sospetto che abbia
mentito.
Ora è mai possibile che in questa Regione, un Presidente
che ha mentito la prima volta al Parlamento, annunzia le
dimissioni e ritira le dimissioni, ha mentito al Commissario
dello Stato, propone le variazioni di bilancio e si rimangia le
variazioni di bilancio, e' possibile che le istituzioni possano
vivere in questo modo?
Ora questo discorso, onorevole Presidente, perchè l'ho
voluto fare? - e concludo - Perchè vogliamo capire se perdiamo
tempo. E io non penso che nè lei nè nessun altro parlamentare -
siamo ormai sotto la calura di agosto - voglia perdere tempo.
Qui c'è un problema di copertura finanziaria, cioè il presidente
della Regione garantisce su questa copertura finanziaria? Se il
presidente della Regione garantisce nulla questio ma, siccome qui
noi andiamo a coprire queste spese, 225 miliardi, con un mutuo
che ancora dobbiamo andar ad accendere.
Ora, siccome io sono convinto, gli esperti - qui non c'è
Provenzano - lo chiamano il ' rating,'' il 'rating' della
Regione, non mi pare che sia molto elevato oggi e non so fino a
che punto il sistema bancario abbia la voglia o la disponibilità
a dare un mutuo, a concedere un mutuo alla Regione.
Ora io mi pongo il problema, lo pongo a lei e al Presidente
della Regione, nell'ipotesi sciagurata che nessuna banca sia
disposta a concedere il mutuo, praticamente noi andiamo a
coprire, non abbiamo la copertura della spesa, cioè andiamo a
violare l'articolo 81 della Costituzione, in quanto abbiamo
assunto un impegno di spesa senza la relativa copertura e, a me,
meraviglia che il Presidente della Commissione Bilancio, che
dovrebbe essere prima di Ella, onorevole Cristaldi, Presidente
dell'Assemblea, il garante della correttezza costituzionale e
regolamentare dell'impegno di spesa, non abbia sollevato il
problema al momento opportuno nella Commissione.
Quindi, onorevole Presidente, noi rischiamo che comunque la
giriamo, a mio modo di vedere, non c'è la copertura finanziaria.
Noi, nemmeno, possiamo adottare una legge condizionata nel senso
che valgono queste norme solo quando verrà concesso il mutuo
perché lì già abbiamo dichiarato di violare la Costituzione.
Allora, buon senso vorrebbe che, si riflettesse per un
momento. Io non ho nulla in contrario, ho fatto queste
dichiarazioni perché dobbiamo votare scienza e coscienza di
quello che andiamo a fare.
Quindi, se c'è la volontà di far passare al vaglio della
costituzionalità questo provvedimento, io voterò a favore, però,
era mio dovere porre all'attenzione della Presidenza
dell'Assemblea, del Governo e del Parlamento questi oggettivi
problemi.
Noi rischiamo di non risolvere alcun problema. Alla fine
se non stiamo attenti diventa soltanto una propaganda, nel senso
che il Governo di centro-destra siciliano del Polo ha adottato il
provvedimento; il Commissario dello Stata, espressione
dell'Ulivo nazionale, impugna il provvedimento. No, non è così
Qui, se noi non abbiamo chiarezza, stiamo giocando con
l'imbroglio. E, con l'imbroglio non si fanno leggi. Non
s'imbrogliano le aziende dei trasporti pubblici, non
s'imbrogliano i cittadini, le utenze, non s'imbrogliano i
lavoratori di queste aziende
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pignataro. Ne ha
facoltà.
PIGNATARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito
il dovere di intervenire perché, a mio avviso, questo disegno di
legge è il simbolo dell'assenza totale di questo Governo in un
settore fondamentale centrale, qual è quello dei trasporti.
L'Assessore Strano e il Governo spesso polemizzano con
il Ministro dei Trasporti per questione di risorse non
trasferite, per polemiche di trasferimenti di funzioni, ma il
dato che emerge è che se il gruppo dei deputati che forma la
quarta Commissione non si faceva carico in qualche modo di
garantire questo disegno di legge del quale io non condivido
molte cose, probabilmente ancora il sistema dei trasporti
siciliano rimaneva bloccato con i rischi che a settembre
licenziamenti, il diritto alla mobilità di studenti, di
pensionati, e di cittadini veniva negato.
Questa materia, insomma, è l'esempio tipico di un Governo
che latita rispetto ad un settore che non solo garantisce il
diritto alla mobilità, ma che è centrale per qualunque ipotesi di
sviluppo di questa Regione e, c'è un Governo che non sa di che si
tratta, non capisce che cos'è il trasporto in senso lato. Un
assessore che non se ne occupa. Un assessore che insegue la
quotidianità e quindi l'emergenza e che pensa nel mese di agosto
di modificare le regole del gioco danneggiando aziende pubbliche,
aziende private, colpendo il diritto alla mobilità e forse
colpendo anche i lavoratori. Perché non si può, in corso d'opera,
cambiare la legge n. 68 e i criteri per la determinazione delle
tariffe e per la determinazione dei contributi quando siamo già
arrivati ad oltre metà anno.
E' evidente, allora, che ci troviamo dinanzi ad un'assenza
ed incapacità dell'assessore e del suo Governo rispetto ad una
materia che a parole diciamo tutti non solo è volta a garantire
il diritto dei cittadini alla mobilità ma a garantire un
possibile sviluppo di questa Terra.
La polemica sul ponte di Messina o su molte grandi altre
opere - peraltro io sono perché il ponte si faccia - non ha
senso se questo Governo dice magari che lo vuole fare e vuole
procurare le risorse rispetto alle cose più semplici, più
elementari che sono propedeutiche a qualunque ipotesi di sviluppo
di trasporto, e poi è completamente assente e gioca.
Ho voluto fare un cappelletto generale perché non voglio
fare solo un attacco al Governo regionale rispetto a questa
materia. Voglio fare un appello. Vedete, anche se uno si reca
all'assessorato e vuole notizie, non se ne hanno. Non esiste,
cioè, un assessorato dei trasporti e il Governo non se ne cura
Porto solo alcuni esempi: in Sicilia, ad oggi, vi sono non
meno di 3, 4 mila miliardi nel settore per investire, alcuni sono
di competenza delle Ferrovie dello Stato, una parte dei miliardi
sono di competenza dell'Anas, una parte della ferrovia
circumetnea, una parte aeroporti e così via.
Il Governo regionale non fa nulla di organico, non fa alcun
intervento, i finanziamenti si bloccano, vi sono difficoltà
operative, difficoltà di tipo burocratico, il Governo è assente
Vi sono città che rischiano di morire, ieri c'era una
protesta rispetto al funzionamento dell'aeroporto di Palermo, ma
noi Assemblea regionale e il Governo regionale, cosa abbiamo
fatto rispetto a queste cose? Nulla.
Qui c'è un'emergenza, non possiamo riempirci la bocca o
aprire polemiche con il Governo nazionale e a volte anche con i
comuni, con gli altri enti locali, quando noi non abbiamo le
carte in regola, quando il Governo su questa materia non c'è.
Non è possibile fare polemiche con gli altri se il Governo
regionale non interviene rispetto a vertenze fondamentali con le
Ferrovia dello Stato, che, certo che fa in parte intervenendo per
scassare il nostro sistema dei trasporti, ma il Governo regionale
cosa ha fatto? La polemica spicciola. Come le ha messe le mani?
Quali presupposti ha creato? E questo vale per la ferrovia
circumetnea, dove abbiamo 600 miliardi bloccati, l'intervento del
Presidente della Regione l'ha fatto l'altro giorno, ma lì è da
mesi che c'è una battaglia.
E allora credo che nel discutere questo disegno di legge
dobbiamo avere presente questa carenza, questa difficoltà del
Governo regionale e perchè lo dobbiamo avere presente? Perchè è
evidente che oggi andremo a votare un disegno di legge che con
molta evidenza cambia le regole del gioco precedenti oltre i sei
mesi e quindi rischia di affossare il sistema dei trasporti
locali anche dei trasporti pubblici con l'aggravante che - io
voterò questo disegno di legge con le modifiche che apporteremo,
se le apporteremo - mi resta il dubbio se questo disegno di legge
sia legittimo per quanto riguarda la copertura finanziaria.
Il Governo qualcosa, spero, ce la dica; anche se è un
disegno di legge di iniziativa parlamentare, che abbiamo dovuto
fare, in quanto, se non lo facevamo noi, non si sarebbe fatto,
il Governo ci deve dire se le modalità con cui intende coprire
questa legge vanno bene, così come il Governo - altrimenti io
personalmente, non so loro, ma faccio una battaglia - dobbiamo
eliminare in quest'Aula la dicitura che i soldi servono sino ad
agosto, perchè questo significa a settembre o a ottobre fare qui
delle sedute calde, magari assediate dai giovani studenti o dai
lavoratori delle aziende locali per discutere come reperire altre
risorse e con quali leggi.
E allora io finisco, augurandomi che questa piccola
vicenda, perchè non credo sia una grande vicenda, convinca questo
Governo, che non so se durerà, ma insomma, il Governo, io non
voglio stabilire che questo è più centrale di altri settore, ma
che questo settore nel suo complesso, nelle sue varie
articolazioni è centrale per i diritti fondamentali dei
cittadini, ma è centrale rispetto a qualunque ipotesi, non può
mettersi il Governo regionale a parlare di programmazione
regionale, come sta facendo in questi mesi, senza mettere al
centro il sistema dei trasporti siciliani. E' ridicolo
In qualche modo questo Governo deve dare un segnale, una
scossa forte rispetto a un'assenza che fino ad oggi è stata
totale in questo settore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Piro. Ne ha
facoltà.
PIRO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevole Assessore, signori colleghi, è un rituale - e purtroppo
però non si può non far notare quando si prende in esame un
disegno di legge destinato all' erogazione dei contributi alle
aziende per il trasporto pubblico locale, non si può fare a meno
di segnalare come su questa questione che, peraltro non è di poco
momento, ma una questione piuttosto importante dal punto di vista
sociale, dal punto di vista delle aziende, delle imprese,
dell'occupazione, dell'indotto che ruota intorno al trasporto
pubblico, ma anche dal punto di vista finanziario per gli oneri
che ogni anno la Regione, a partire ormai da quando è stato messo
a carico per intero il Fondo trasporti delle finanze regionali,
l'onere che la Regione è chiamata a sopportare.
E' irrituale il fatto che si richiami la necessità di una
riforma profonda di questo settore, nel quale, obiettivamente,
nel corso degli anni si sono stratificate situazioni e condizioni
che qualche volta hanno anche il sapore dello scandalo, per
andare verso un sistema più moderno che, per esempio, al computo
chilometrico aggiunga anche una valutazione relativa
all'effettiva quantità delle persone trasportate. Perché uno dei
paradossi di questo settore è che il costo chilometrico è
identico sia che si trasporti una persona sia che si trasportino
150 persone.
Questo ha portato negli anni a un costante favoreggiamento
delle imprese private alle quali sono state assegnate le linee
con maggiore intensità di traffico e con una penalizzazione, ad
esempio, dell'Azienda siciliana trasporti alla quale, invece,
sovente sono state accollate linee a scarsissimo traffico.
E' evidente che se due aziende percepiscono lo stesso
contributo per gli stessi chilometri chi riesce a fare viaggiare
più persone, non perché magari è più brava ma perché si tratta di
una linea più trafficata, riesce a ottenere margini di
redditività notevolmente superiori alle altre.
Dicevo, l'onere che ormai dovrebbe aggirarsi intorno ai 350
miliardi che in parte è destinato alle aziende private, secondo
alcuni calcoli che sono stati presentati su un onere di 315
miliardi che è quello del 1997, 115 miliardi sono stati erogati
alle aziende private e 200 miliardi circa sono stati erogati a 10
aziende pubbliche (non solo l'Azienda siciliana trasporti ma le
aziende municipalizzate come l'Amat di Palermo, l'Amt di Catania,
l'Atm di Messina e così via).
Quindi, è una riforma assolutamente indispensabile anche per
uscire da questa condizione di indeterminatezza che, comunque la
si metta, indubbiamente penalizza fortemente il settore e che
comporta anche situazioni difficili da affrontare.
Il fatto, per esempio, che l'anno scorso sia stato erogato
un contributo inferiore a quello dell'anno precedente alle
aziende (in questo caso alle aziende pubbliche) ha comportato per
i Comuni (per esempio il Comune di Palermo, il Comune di Catania)
l'accollo di un onere maggiore a quanto previsto e quindi un
trasferimento di oneri a carico proprio delle Casse comunali.
Insomma, la necessità della riforma c'è, di una riforma
moderna, di una riforma che dia certezza agli operatori, che
punti contemporaneamente alla qualità ed alla ottimizzazione del
servizio ma anche alla considerazione imprescindibile che il
trasporto pubblico è un servizio indispensabile che non può
essere affrontato soltanto con l'ottica della redditività e del
profitto, perché quello del trasporto è un tipico servizio, così
come quello sanitario per altri aspetti, che deve essere
assicurato anche laddove non vi sono margini di redditività ma
casomai la redditività va ricercata nel sistema complessivo o
nella ottimizzazione dei servizi, nell'azione di continuo
favoreggiamento e di privilegiamento del trasporto pubblico
collettivo. Da questo punto di vista ancora non si può non
rilevare che la nostra Regione non ha un piano regionale dei
trasporti e che anche l'ultima ipotesi di piano regionale dei
trasporti, inopinatamente fatta circolare dall'Assessore per il
turismo, è poco più di un assemblaggio di vari piani di settore
assolutamente non coordinati tra di loro, assolutamente carenti
sia sotto il profilo qualitativo sia sotto il profilo
quantitativo. Ad esempio, nel piano presentato lo scorso anno non
vi è alcuna ipotesi legata alle ferrovie che soltanto da pochi
mesi hanno fatto pervenire le loro ipotesi. Comunque, un piano
regionale dei trasporti è un piano che deve orientare, che deve
fare delle scelte e deve orientare anche le scelte sul territorio
ma anche le scelte degli operatori, e da questo punto di vista
dev'essere mirato proprio al favorire al massimo il trasporto
pubblico collettivo, con i caratteri anche della intermodalità e
della interdisciplinarietà, ma è evidente che una scelta che per
esempio punti ancora tutto sul gommato è una scelta che orienta
l'economia, la produzione, verso un settore, una scelta che
puntasse al recupero e alla valorizzazione del sistema di
trasporto pubblico su rotaia, è una scelta che, anche questa,
orienta altro tipo di produzione, altro tipo di azienda.
Per esempio sul materiale rotabile la nostra Regione
possiede alcune aziende, ormai si può dire quasi interamente
pubbliche perchè anche la Keller ormai è entrata nel circuito
pubblico, visto che è stata confermata l'amministrazione
controllata, che hanno acquisito negli anni know how, che
posseggono stabilimenti anche all'avanguardia, e che però
soffrono e continuano a soffrire le pene dell'inferno per
mantenere un livello di produzione accettabile, nonostante le
potenzialità che essi presentano.
Detto questo, signor Presidente, noi non possiamo non
esprimere che forte preoccupazione su questo disegno di legge: il
primo motivo lo abbiamo esposto. Il secondo motivo è che, come
già detto dal relatore, onorevole Barbagallo, il disegno di legge
ha una provvista finanziaria assolutamente insufficiente per fare
fronte agli oneri dell'intero anno. Io non credo che la
predisposizione di un finanziamento molto sottostimato possa di
per se costituire uno stimolo per il miglioramento della qualità
del servizio, tutto al più può comportare, nel breve periodo,
soltanto una depressione piuttosto notevole del servizio stesso o
il trasferimento di oneri da un ente all'altro, com'è già
avvenuto per lo scorso anno e a maggior ragione avverrà per il
prossimo anno. Se poi la linea è questa, cioè quella di
trasferire oneri che per legge spettano alla Regione, in maniera
assolutamente impropria, agli enti locali, lo si dica con grande
chiarezza, ma si sappia anche che questo non è consentito con
l'attuale quadro normativo.
Il terzo elemento di preoccupazione che esprimiamo è quello
relativo alla copertura finanziaria di questo disegno di legge e
alla fattibilità del disegno di legge stesso. Questo è un tema
che personalmente chi parla ha ormai posto all'attenzione del
Governo, dell'Assemblea, nelle sua varie articolazioni, Aula e
Commissione, soprattutto commissione finanze, ormai dall'inizio
di questa sessione, e che non è rivolto nei confronti di questo o
quel disegno di legge, di questo o quel provvedimento, ma è una
considerazione di carattere generale che caso mai esprime una
forte preoccupazione per i rischi di mancanza di copertura, che
pur data, formalmente, sostanzialmente non c'è, di molti disegni
di legge, e com'è noto la mancanza di copertura finanziaria,
giuridicamente fondata, può far si che i disegni di legge si
vanifichino, con tutte le conseguenze negative e nefaste che
questo ovviamente comporta sul piano delle attese sociali
disattese degli obiettivi che non vengono raggiunti.
Quindi lo abbiamo detto in relazione a tutto il complesso
della manovra finanziaria, ma in particolare lo dobbiamo dire
adesso anche con riferimento a questo disegno di legge, per la
cui copertura viene utilizzato un fondo globale, il 60791, per
225 miliardi.
Va detto che questo fondo globale è stato acceso con una
manovra di bilancio in relazione alla previsione contenuta prima
nella legge, cosiddetta 'collegata al bilancio' e poi nella
stessa legge di bilancio, che autorizza l'Amministrazione
regionale a contrarre un mutuo di 650 miliardi destinato alla
copertura di oneri particolari, così come recita la legge stessa,
destinato cioè alla copertura degli oneri ricadenti nella Regione
sulle quote di cofinanziamento dei programmi comunitari, degli
interventi comunitari, oppure per il finanziamento di nuove
iniziative legislative destinate allo sviluppo ed
all'occupazione.
Che il fondo trasporto, che ha una sua configurazione
giuridica molto precisa, disciplinata da leggi particolari, possa
essere configurato come nuovo intervento legislativo destinato
allo sviluppo ed all'occupazione, è chiaramente una
interpretazione estremamente forzata, assolutamente non aderente
alla realtà normativa che noi abbiamo di fronte. Vi è qui,
quindi, comunque, una forzatura evidente della norma, vi è stato
un appostamento di 225 miliardi sul fondo assolutamente da noi
considerata impropria e questo è un primo elemento che vogliamo
segnalare.
Ma l'elemento più importante, più grave, che intendiamo
altresì segnalare è quello relativo al fatto che viene utilizzata
la somma accantonata prevista in relazione alla accensione del
mutuo determinandosi così una inversione dell'onere.
Mentre normalmente prima si provvede alle entrate e poi si
decide come spendere le entrate che sono state accertate, qui si
fa esattamente il contrario. Prima si prevede la spesa e poi si
cerca la copertura della spesa stessa.
Mi è stato detto da fonte autorevole, ma credo in maniera
poco autorevole, che non si può contrarre un mutuo senza avere
autorizzato la spesa relativa perché poi la contrazione del mutuo
può fare discendere un onere per la Regione senza che in realtà
poi sia stato individuato l'obiettivo da raggiungere.
Questo è non vero perché con gli appostamenti e gli
accantonamenti che abbiamo fatto nella legge di bilancio, ripeto,
nella legge di bilancio sono stati già individuati gli obiettivi
ed è già stata prevista la spesa. Ciò che restava da fare
all'Amministrazione era quello di contrarre il mutuo, provvedere
materialmente alla concretizzazione dell'entrata ed in seguito a
questo autorizzare la spesa. Qui si fa esattamente il contrario.
Si sta autorizzando la spesa senza avere materialmente contratto
il mutuo e quindi senza avere effettivamente concretizzata
l'entrata.
Ricordo che il mutuo è un mutuo particolare, un mutuo a
destinazione specifica e vincolata che non rientra quindi nella
categoria dei mutui cosiddetti a pareggio di bilancio per i quali
la legge stessa, la nostra legge di contabilità, la legge n. 47,
prevede che essi vengano contratti soltanto in presenza di
effettive esigenze di cassa della Regione.
Questa formula è quella che ha autorizzato negli anni
passati a considerare il mutuo in maniera cosiddetta cartolare e
quindi a fare le spese previste in bilancio anche se
materialmente il mutuo non era stato contratto. La fattispecie
del mutuo previsto, invece, dalla legge collegata al bilancio e
poi dal bilancio quest'anno, è del tutto diversa, ha natura
assolutamente diversa, è un mutuo a destinazione vincolata per il
quale in realtà in bilancio avrebbe dovuto crearsi la formula
cosiddetta dei fondi negativi. Tecnicamente sarebbe stata molto
più corretta questa formula. In ogni caso noi siamo preoccupati
che questa forzatura, questa ennesima forzatura possa essere
pregiudizievole per il buon esito del disegno di legge, e
segnaliamo altresì che nel quadro di quanto detto poco fa, e cioè
che non si tratta di un'osservazione rivolta a un disegno di
legge specifico o a questo o quel provvedimento, ma
considerazioni di carattere generale, che nel disegno di legge n.
698, così detto "Variazioni di bilancio" presentato dalla Giunta
di Governo per provvedere al rinvenimento delle risorse
necessarie per fare fronte alle riserve da versare allo Stato, il
fondo 60791 è anch'esso intaccato per 170 miliardi.
E siccome nel quadro delle coperture che sono state date
vengono utilizzati anche i 170 miliardi accantonati con il
disegno di legge di variazione, è evidente che ne viene fuori
un'altra ennesima grave forzatura questa si noi consideriamo
veramente pregiudizievole, e quindi ancora una volta colgo
l'occasione, e concludo, per rivolgere un invito, un invito
pressante stringente al Governo innanzitutto, ma anche a tutta
l'Assemblea affinchè si possa fare una riflessione un po' più
attenta di quanto non sia stata fatta fino ad ora, e comunque si
trovi il metodo, il sistema per evitare che in questa fase
possano essere approvate leggi che hanno questo tipo di copertura
che in realtà è una copertura inesistente e che quindi possono
fare naufragio, possono dimostrarsi inefficaci.
Al che aggiungeremmo oltre al danno per i provvedimenti che
non possono andare a buon fine, anche l'ennesima beffa per
l'Assemblea regionale siciliana che nonostante avvertita,
riavvertita e consapevole di questi problemi di natura
finanziaria ha tuttavia ritenuto di dover andare avanti
prescindendo da questi elementari fondamentali valutazioni che
devono reinventare tutte le scelte che anche il legislatore deve
fare, con riferimento in particolare all'articolo 81 della
Costituzione.
Questi dunque sono i motivi di preoccupazione e gli elementi
di critica che noi avanziamo a questo disegno di legge pur nella
consapevolezza che questo disegno di legge nella sua parzialità,
in questo momento è un disegno di legge necessario.
Ci auguriamo che possa andare a buon fine, fermo restando
che a nostro avviso il problema è soltanto parzialmente risolto e
a settembre si riproporrà nella sua interezza il problema della
scelte di fondo che questa Regione deve fare.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Onorevole Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, intervengo su questo disegno di
legge uscito appunto dalla IV Commissione legislativa sapendo che
è un disegno di legge che è stato partorito con difficoltà,
rispetto a quelli che sono i problemi finanziari prima enunciati
e prima evidenziati dall'onorevole Piro.
Un disegno di legge che tocca in un modo o nell'altro per
quanto investe direttamente un problema economico che tocca un
sistema centrale del nostro territorio che è quello dei
trasporti.
I trasporti che però purtroppo da questo Governo e anche dal
Governo precedente, ma purtroppo anche dagli altri governi che si
sono preceduti, non sono stati attenzionati mai nella giusta
dimensione e in una economia di scala che occorrerebbe rivedere e
rivalutare.
Il problema del trasporto pubblico coinvolge evidentemente
come diceva poc'anzi il relatore, il problema delle aziende di
trasporto; il problema delle aziende di trasporto coinvolge
fondamentalmente due problemi centrali. Un problema che è
specificatamente finanziario che viene affrontato dalla presente
legge, è un problema legato assolutamente all'ambito dei
trasporti stessi.
Noi purtroppo oggi finiamo per parlare su questo disegno di
legge ed è per questo che ho voluto intervenire, finiamo per
parlare solamente rispetto a quelli che sono i problemi legati
alla natura finanziaria del disegno di legge.
Io vorrei un attimo spostare l'attenzione rispetto a quello
che è il problema centrale dei trasporti in Sicilia.
Purtroppo lei ricorderà, signor Presidente, noi ci
ritroviamo ogni anno peraltro in questo stesso periodo a dover
affrontare il problema del finanziamento del trasporto delle
aziende pubbliche e private di trasporto locale e non solamente
evidentemente, in funzione economica.
Probabilmente, questo problema economico potrebbe essere
rivisto qualora la Regione siciliana, una volta e per tutte,
affrontasse nella giusta dimensione tutto quello che è il
problema del sistema dei trasporti. Mi chiedo, intanto, una
prima domanda: ma noi ogni anno, l'anno scorso, abbiamo, se non
sbaglio, posto 345 miliardi o 350 miliardi come postazione
finanziaria nello stesso capitolo; quest'anno ne eroghiamo 225,
questo primo disegno di legge ed io mi chiedo: ma intanto, questi
finanziamenti servono realmente ai cittadini passeggeri o in
realtà servono per finanziare soprattutto imprese locali, imprese
private in generale? Perchè visto i criteri attraverso i quali
noi andiamo ad erogare questi finanziamenti, che sono quelli per
chilometraggio e non per passeggeri, già un primo interrogativo
occorrerebbe che il Governo se lo ponesse.
L'altro problema, che è il problema centrale, riguarda i
trasporti in generale, intanto non è assolutamente possibile, con
grande rispetto per l'Assessore al Turismo, che il Governo della
Regione siciliana non si attivi minimamente rispetto a quello che
è l'Assessorato ai Trasporti, che oggi non esiste; cioè, oggi,
non abbiamo un Assessorato ai Trasporti; oggi, non abbiamo un
Assessore ai Trasporti, un Assessorato ai Trasporti, dove manca,
ormai da anni, la Direzione dei Trasporti; un Assessorato che,
sostanzialmente, non c'è e crolla da tutte le parti.
Qualcuno, prima di me, faceva riferimento al Piano regionale
dei Trasporti; è stato venduto, sulla Stampa questo Piano
regionale dei Trasporti, però, che continuiamo a non vedere, del
quale però continuiamo a sentire ed a propagandare, ma che
purtroppo non continuiamo a vedere o, quanto meno, che non arriva
mai nè in Commissione legislativa, nè tanto meno, in Aula.
Io ho avuto modo di vedere questo quarto Piano regionale dei
Trasporti proposto dall'Assessore al Turismo del presente
Governo. E' un Piano dei Trasporti che è totalmente sbilanciato,
che affronta solamente una dimensione, una delle quattro
vettoriche, il "vettore gommato", dimenticando tutti gli altri
sistemi di trasporto, in particolare, dimenticando il sistema
ferrato che potrebbe essere, sicuramente, l'elemento centrale
attorno al quale fare ruotare i trasporti in Sicilia dimenticando
che la Sicilia è un'isola e, quindi, col più alto coefficiente di
insularità e che occorrerebbe attenzionare tutto il sistema dei
trasporti marittimi, cosa che l'attuale proposta del Piano
regionale dei trasporti non fa, dimenticando completamente un
altro comparto, che è quello centrale, che è il sistema
aeroportuale.
Allora, io mi chiedo: "ma se non si affronta in maniera
definitiva quello che è il problema dei trasporti in Sicilia,
all'interno della nostra realtà, noi continueremo sempre e di più
a dovere affrontare l'aspetto economico, nel dovere finanziare
imprese pubbliche ma soprattutto imprese private, non
raggiungendo quella che è la finalità ultima che è la messa in
circuito, evidentemente, e la attivazione di un serio sistema dei
trasporti in Sicilia?".
Io mi chiedo e ci chiediamo: "quale meccanismo, nella nostra
Regione, produrrebbe se avessimo un sistema dei trasporti
efficace?".
Il Presidente dell'Assemblea è attento a questi problemi per
sua preparazione professionale e questo mi fa molto piacere.
Allora io penso, Onorevole Presidente, abbiamo in Sicilia delle
aree che sono geograficamente distanti ma vocazionalmente
appetibili ed importanti che sono totalmente isolate, penso a
tutte le aree della Sicilia centrale. Abbiamo delle aree, quelle
costiere, che vengono oggi da questo Piano regionale dei
Trasporti proposto, non è ancora stato proposto, ne abbiamo
solamente una bozza, ulteriormente potenziate finendo per
bloccare e per strozzare ancora di più la Sicilia.
Ed allora dico: "se noi affrontassimo, una volta e per
tutte, il sistema dei trasporti in termini generali, quali
economie, in termini economici appunto, ma anche di sviluppo
sociale, si produrrebbe nella nostra Regione se lo affrontassimo
nella giusta dimensione?".
Oggi si parla, come qualcuno prima, ad esempio l'onorevole
Pignataro, del tanto discusso ponte sullo Stretto. Noi non siamo
in disaccordo rispetto ad una possibilità di costruzione del
ponte sullo Stretto, ma lo stesso diventa una disertazione
accademica se noi non affrontiamo la risoluzione di alcuni
problemi centrali. Del ponte sullo Stretto, oggi, i più grandi
oppositori sono le regioni centrali dell'Italia (le Marche,
l'Abruzzo, la Basilicata), perchè, evidentemente, un ponte sullo
Stretto in Sicilia salterebbe a pie' pari tutta la cadente
mediterranea rispetto all'Italia per essere dirottare tutto il
traffico sui Balcani e, quindi, sulla Grecia.
Ed allora, intanto, un ponte sullo Stretto andrebbe
affrontato in una dimensione molto più ampia perchè il ponte
non congiunge due regioni, non serve solamente a raccordare due
regioni, la Sicilia e la Calabria serve anche a quello, un ponte
sullo Stretto è una porta dell'Europa sul mondo mediterraneo.
Grande importanza, grande attenzione che deve dare questo Governo
- il Presidente della Regione lo ha fatto - ma è necessario ma
non è sufficiente se non risolviamo in maniera definitiva tutto
il problema dei trasporti interno alla nostra regione.
Concludo dicendo che noi oggi dobbiamo attivarci affinché il
sistema locale, il sistema dei trasporti pubblico locale possa
continuare nella sua efficienza. Però, intanto chiedo al Governo
e chiedo all'Assessore per il turismo di attivarsi con più
celerità affinché in quarta Commissione, poi, in assemblea possa
arrivare una volta per tutte questo fatidico piano regionale dei
trasporti per il quale, non per questo ma per quelli precedenti,
sin dai tempi dell'Assessore Merlino poi dai tempi dell'Assessore
Ordile, sono stati spesi miliardi e miliardi senza che mai alcun
piano regionale dei trasporti sia arrivato in questa Aula.
PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi dichiaro chiusa la
discussioni generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sono stati presentati due emendamenti; col
nuovo Regolamento, a prescindere dalla proponibilità o meno gli
emendamenti non possono essere trattati in questa seduta, devono
essere rinviati di 24 ore.
Vorrei invitare i firmatari a valutare l'opportunità di
ritirarli o, comunque, consentire alla Presidenza di potere...
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, io sono disponibilissimo ad
accogliere l'invito suggerito dalla Presidenza tanto più che il
testo dell'emendamento è un recupero di un errore sostanziale che
io credo sia stato fatto nell'elaborazione dei calcoli e delle
mensilità. Per cui se il Governo ritiene di potere valutare
l'aspetto da questo punto di vista noi non abbiamo difficoltà.
PRESIDENTE. Allora, viene ritirato l'emendamento 2.1.
Onorevole Giannopolo, lei ritira l'emendamento 8.1. E' presente
l'onorevole Giannopolo in Aula? Oltretutto, è materia estranea,
vorrei evitare di giudicarlo improponibile.
Invito il deputato segretario a dar lettura dell'articolo 1.
PIRO, segretario:
""Art. 1.
Corresponsione di contributi
1. Nelle more della nuova disciplina degli autoservizi
pubblici locali per il trasporto di persone, la Regione
provvede alla corresponsione dei contributi di cui agli
articoli 4 e seguenti della legge regionale 14 giugno 1983,
n. 68 e successive modifiche ed integrazioni"".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 2.
PIRO, segretario:
""Art. 2.
Norma finanziaria
1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per
l'anno 1998, la spesa di lire 225.000 milioni.
1. All'onere derivante dal comma 1 si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento del capitolo
60791 - codice 5003 del bilancio di previsione della Regione
per l'esercizio finanziario 1998"".
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 3.
PIRO, segretario:
""Art. 3.
Misura e modalità di corresponsione dei contributi
1. La misura e le modalità di corresponsione dei
contributi sono determinati ai sensi dell'articolo 10 della
legge regionale 14 giugno 1983, n. 68, così come modificato
dall'articolo 18 della legge regionale 27 maggio 1997, n. 16"".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 4.
PIRO, segretario:
""Art. 4.
Riduzione proporzionale dei contributi
1. Il contributo per ciascuna azienda è proporzionalmente
ridotto ove l'ammontare complessivo dei contributi spettanti
ai sensi della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 superi
il finanziamento previsto dall'articolo 2"".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 5.
PIRO, segretario:
""Art. 5.
Modifica dell'articolo 29 della legge
regionale 14 giugno 1983, n. 68
1. L'articolo 29 della legge regionale 14 giugno 1983, n.
68 è così sostituito:
'Art. 29. - L'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti, al fine di accelerare i
processi di razionalizzazione dei servizi pubblici di linea,
delinea i criteri di politica tariffaria che unitamente ad
idonee misure di riorganizzazione aziendale e del traffico
devono assicurare annualmente un incremento del rapporto
ricavi-costi e contestualmente una riduzione dell'intervento
contributivo della Regione'"".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 6.
PIRO, segretario:
""Art. 6.
Modifica del primo comma dell'articolo 31 della
legge regionale 14 giugno 1983, n. 68
1. Il primo comma dell'articolo 31 della legge regionale
14 giugno 1983, n. 68 è così sostituito:
'Le tariffe da applicare sulle autolinee extraurbane ed il
costo minimo della corsa ordinaria per i servizi urbani
vengono fissati annualmente, con proprio decreto,
dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed
i trasporti, sentite l'ANAC (Associazione nazionale
autoservizi in concessione), l'AST (Azienda siciliana
trasporti), il CISPEL (Comitato italiano servizi pubblici
enti locali) e l'ANCI Sicilia, in modo da conseguire le
finalità di cui all'articolo 29 della legge regionale 14
giugno 1983, n. 68'"".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 7.
PIRO, segretario:
""Art. 7.
Conferenza di servizio
1. Al primo comma dell'articolo 6, al quinto comma
dell'articolo 12 ed al secondo comma dell'articolo 15 della
legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 sostituire la parola
'Commissione' con le parole 'Conferenza di servizio'"".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 8.
PIRO, segretario:
""Art. 8.
Composizione della Conferenza di servizio
L'articolo 7 della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 è
così sostituito:
'Art. 7. - Per la determinazione del costo economico
standardizzato e del ricavo presunto per chilometro di
percorrenza di cui al precedente articolo 6, l'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti
convoca una Conferenza di servizio cui prendono parte, oltre
al direttore regionale dei trasporti e delle comunicazioni:
a) il direttore compartimentale della motorizzazione
civile e dei trasporti in concessione o un funzionario
direttivo dello stesso ruolo da lui delegato;
b) due dirigenti dei ruoli del personale della Regione in
servizio presso la direzione regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti, uno dei quali svolge anche le
mansioni di segretario della Conferenza;
c) un dirigente del ruolo tecnico dell'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze, designato
dall'Assessore competente;
d) il direttore dell'istituto trasporti dell'Università
di Palermo o un suo delegato;
e) un docente esperto in economia dei trasporti designato
dal Preside della Facoltà di economia e commercio
dell'Università di Palermo;
f) tre rappresentanti designati rispettivamente dal
CISPEL-Sicilia, dall'AST e dall'ANAC.
La Conferenza è presieduta dall'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti o da un suo
delegato'"".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente,
per un mero errore, al comma 1 dell'articolo 2, dove è scritto
"per l'anno 1998" avremmo dovuto scrivere: "fino al 31 agosto
1998". Preannuncio, quindi, una modifica in tal senso.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
seguente emendamento 2.2: <<All'articolo 2, comma 1, sostituire
le parole "per l'anno 1998" con le seguenti altre: "fino al 31
agosto 1998">>
Non sorgendo osservazioni, pongo in votazione la predetta
formulazione, ritenuta di carattere tecnico, anche ai fini del
successivo coordinamento formale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'articolo 9.
<<Art. 9
Abrogazione di norma
1. E' abrogato l'articolo 30 della legge regionale 14
giugno 1983, n. 68.>>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10.
<<Art. 10
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.>>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
La seduta è sospesa; riprenderà alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.00, è ripresa alle ore 18.15)
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "SOPPRESSIONE E LIQUIDAZIONE
DEGLI ENTI ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI" (NN.
413-458/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al terzo punto
dell'ordine del giorno: "Discussione di disegni di legge" e
segnatamente al disegno di legge "Soppressione e liquidazione
degli enti economici regionali AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A),
posto al numero due.
Invito i componenti la III Commissione 'Attività produttive"
a prendere posto nell'apposito banco.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDO
Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Franco Catania
ha chiesto congedo per la seduta di oggi. Non sorgendo
osservazioni, il congedo si intende accordato.
Sospendo la seduta per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.25)
Presidenza del presidente Cristaldi
Si procede con il disegno di legge "Soppressione e
liquidazione degli enti economici regionali AZASI, EMS, ESPI"
(nn. 413-458/A).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale per svolgere la
relazione.
SPEZIALE, relatore. Signor presidente, onorevoli colleghi, il
disegno di legge di cui si propone l'approvazione mira a dare
esecuzione al progetto prefigurato a partire dal disegno di legge
n. 583, predisposto in tal senso dal governo Campione, presentato
all'Assemblea regionale siciliana il 6 luglio 1993, anche da
diverse iniziative parlamentari e avviato dal legislatore
regionale con l'articolo 35 comma 1 della legge regionale n. 22
del 1996 e, da ultimo, con l'articolo 10 della legge regionale n.
6 del 1997 del governo Provenzano con cui si disciplina la
materia delle dismissioni delle partecipazioni regionali in
materia analoga a quella stabilita a livello statale.
Il disegno di legge, che si propone per l'approvazione
dell'Assemblea regionale siciliana, costituisce l'esplicita
formulazione normativa della volontà, più volte manifestata da
più parti, di porre fine alla lunga stagione della Regione
imprenditrice.
Fra l'altro, i vari commissari straordinari, a partire dal
1993, con diverse relazioni del professor Pignatone e, da ultimo,
del professor Stagno Dal Contres, sono pervenute a valutazioni
conclusive comuni, intese a richiedere al Governo e
all'Assemblea, norme accelerate per la liquidazione degli enti e
la dismissione delle partecipazioni delle società collegate.
Nella stessa direzione si muove un importante accordo
siglato tra le associazioni sindacali CGIL, CISL e UIL e il
presidente della Regione del precedente Governo, onorevole
Provenzano, il 5 novembre 1997.
La stagione della Regione imprenditrice, a partire dagli
anni '50, non è di facile lettura. Tuttavia l'uso sempre più
distorto delle risorse pubbliche, l'intrecciarsi di scelte sempre
più scollegate dalla logica di mercato hanno finito con il
determinare la nascita di un bubbone che ha pesato e pesa
fortemente sul bilancio della Regione.
Nel testo elaborato, infatti, si prospetta che la
soppressione e liquidazione degli Enti regionali di gestione,
E.M.S., E.S.P.I. ed AZ.A.SI., si realizzi contestualmente al
processo di dismissione delle relative partecipazioni.
Tale opzione appare la più opportuna tanto dal punto di
vista della logica legislativa che da quello dell'efficienza
economica.
Per quanto riguarda l'aspetto dei costi non può
disconoscersi che la realizzazione contestuale di tutto l'attivo
abbrevia significativamente i tempi della fase liquidatoria e ne
riduce quindi gli oneri.
Non può, poi, sottacersi che la rapida dismissione delle
attività degli enti avrà come effetto primario quello di far
conseguire alla Regione siciliana il ricavato e come effetto
secondario quello di alleggerire il bilancio regionale degli
oneri derivanti dal permanere degli enti stessi.
Con la seconda parte del disegno di legge si tende, infatti,
alla definizione dei rapporti di lavoro dei dipendenti degli
enti, ivi compreso il personale dell' E.M.S. collocato nello
specifico R.U.E. (Ruolo unico ad esaurimento), e delle società
partecipate al 100 per cento (ossia delle società rispetto alle
quali si configura, a norma dell'articolo 2362 del codice civile,
la responsabilità illimitata dell'azionista unico).
Il disegno di legge prevede la immediata:
a) liquidazione degli enti (E.M.S., E.S.P.I., AZ.A.SI.);
b) nomina di un collegio di commissari preposti alla
liquidazione;
c) cessione dei cespiti immobiliari e delle partecipazioni.
In ordine alle lettere a) e b) si devolve la competenza, per
la prima, alla legge stessa e, per la seconda , al collaudato
procedimento di nomina con decreto presidenziale su proposta
dell'Assessore regionale per l'industria.
Quanto alle procedure previste sono quelle di cui
all'articolo 10, della legge regionale n. 6 del 1997 e dal
regolamento approvato con il decreto del Presidente della Regione
1 settembre 1997, n. 37.
Fondamentali per l'attuazione del programma sono le
disposizioni in ordine a:
1) obbligo di relazione trimestrale da parte dell'Assessore;
2) trasferimento alla Regione dei pacchetti azionari che non
potranno essere immessi nel mercato;
3) reperimento nell'ambito delle risorse degli enti dei
mezzi necessari alla procedura, anche mediante trasferimenti
finanziari da un ente all'altro.
Tale ultima possibilità avrà l'effetto di alleggerire
immediatamente la Regione dagli oneri di mantenimento della fase
liquidatoria.
Con le disposizioni di cui all'articolo 2 vengono trasferiti
alla Regione siciliana gli invasi 'Gibbesi' e 'Morello', la cui
gestione sarà affidata successivamente a soggetti ritenuti
idonei.
Le disposizioni relative al personale (art. 6)
costituiscono un aspetto centrale del disegno di legge e
riguardano come detto i dipendenti degli enti stessi, compreso il
personale in R.U.E. (utilizzato, come noto, presso la Regione ma
pagato dall'E.M.S.), e quelli delle società partecipate al 100
per cento (fra cui RESAIS S.p.A.).
Il presupposto dell'intera disciplina è costituito dal dato
oggettivo che già oggi il personale RESAIS S.p.A. (circa 2.300)
è pagato con fondi regionali, il personale R.U.E. (120 unità
circa) è utilizzato dalla Regione, i dipendenti in forza diretta
agli enti sono un numero circoscritto (E.M.S. 35, E.S.P.I. 54,
AZ.A.SI. 16), i dipendenti delle partecipate al 100 per cento
sono 100 circa.
In via preliminare lo scopo che la norma si pone è quello di
perseguire l'obiettivo di ottimizzare le vigenti previsioni
legislative nazionali, sfruttandone le naturali sinergie per
ottenere il risultato di pervenire ad una riduzione del maggior
numero di dipendenti, con la maggiore garanzia salariale
possibile per questi ultimi e il minor costo a carico della
Regione. In sintesi i meccanismi ipotizzati possono essere così
riassunti:
a) per il personale in possesso dei requisiti per la
pensione di vecchiaia o di anzianità, l'immediato licenziamento
con un risparmio del 100 per cento;
b) per il personale in possesso di 31 anni di contribuzione,
l'attivazione della mobilità sino a 4 anni, con risparmio del
60-70 per cento con l'attribuzione, al termine dei periodi minimi
di fruizione dei benefici in materia di mobilità, del relativo
trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità a carico
dell'INPS.
Nel contempo è prevista l'utilizzazione del residuo
personale transitato nell' 'area speciale transitoria ad
esaurimento' presso enti pubblici.
In generale per l'individuazione dei meccanismi incentivanti
per il personale previsti dal disegno di legge e per la
definizione di altri aspetti riguardanti i trattamenti economici
e normativi si è dato ampio spazio alla concertazione tra Governo
e parti sociali ed economiche.
E' poi da rilevare che vengono abrogate le disposizioni
legislative riguardanti gli enti economici regionali e le
relative funzioni di carattere pubblicistico sono demandate agli
Assessorati regionali competenti per materia. Per il controllo
degli atti adottati dal collegio dei commissari liquidatori è
prevista una procedura di controllo semplificata e accelerata.
Onorevoli colleghi, per le motivazioni prima esposte, si
confida nell'approvazione del disegno di legge, il cui carattere
è aperto al contributo dell'Aula, che sicuramente sarà in grado
di completarlo e di irrobustirlo.
Ci troviamo, quindi di fronte ad un disegno di legge
organico e complesso che punta a dare una svolta definitiva, noi
ci auguriamo, alla possibilità che la Regione sia ancora come
Regione imprenditrice e che si possa finalmente liberalizzare.
A tal proposito va specificato che le norme previste
dall'articolo 10 della legge n. 6/1997 e il regolamento di
attuazione introducono il principio della dismissione e che in
qualche modo in questo si registra un ritardo relativamente alle
dismissioni alle quali io spero, nel corso del dibattito, il
Governo possa dare una puntuale informazione.
Onorevoli colleghi, per le motivazioni prima esposte, si
confida nell'approvazione del disegno di legge, il cui carattere
è aperto al contributo dell'Aula, che sarà in grado di
completarlo e di irrobustirlo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
VIRZI'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Saddam Hussein
avrebbe detto che ci troviamo dinanzi "alla MADRE DI TUTTE LE
LEGGI", la legge che dovrebbe chiudere un capitolo non bello
della nostra storia ed aprirne un altro. Migliaia di miliardi
sperperati, lavoratori incerti, imprenditori scoraggiati,
impianti abbandonati, mercati perduti, occasioni bruciate,
contenziosi a mai finire, avvocati a pieno regime con i forzieri
pieni, miniere chiuse, denunce, arresti, scandali veri e finti,
liquidazioni ultraventennali - valga per tutte la sigla SOCHIMISI
- liquidazioni che non finiscono mai.
Quando, in sintonia con tutto il centro-destra, e larghi
margini di consenso presso la sinistra che ragiona, perché ha una
storia, perché si ricorda la storia vera fatta di carne e sangue
di questa Sicilia, la sinistra umana, quella con cui si può
parlare, che non ha pregiudizi, che non ha il cervello bloccato
su Cuba e su Castro, in sintonia con questo mondo di persone che
volevano il cambiamento, quando avviammo questo processo ci
sentimmo protagonisti di una svolta storica, epocale, dovevamo
chiudere con una pseudo filosofia che si era rivelata sul terreno
dei fatti fallimentare, dovevamo chiudere col mito nefasto della
Regione imprenditrice, dovevamo restituire al mercato ciò che era
del mercato - non stiamo parlando naturalmente di Enrico, quello
de "La Repubblica" - ma del mercato come libera contesa fra le
imprese in un mondo di uomini liberi e intelligenti e si trattava
soprattutto di chiudere un capitolo storico e politico non
limpido con un atto di discontinuità, di coraggio, con
trasparenza, con rapidità ed efficacia apprezzabile da parte di
tutto il popolo siciliano.
Noi di Alleanza nazionale veniamo a questo appuntamento dopo
oltre un ventennio di letture attente e di denunzie. E per venire
a tempi più recenti da due anni di azioni parlamentari
inequivoche, che presero le mosse da un inopinato proclama che
comunicava, urbi et orbi, dalle colonne de "La Sicilia" di
Catania, che "Pasquasia era esaurita, inquinata e che doveva
essere definitivamente chiusa".
Cominciò da lì la nostra rinnovata attenzione.
Eccepimmo subito, con grande spirito costruttivo, che il
rapporto del corpo delle miniere che dava per esaurita Pasquasia,
negava incredibilmente, con la firma dello stesso dirigente, un
analogo rapporto che indicava in 25/30 milioni di tonnellate la
consistenza del deposito e che forse nell'interesse della Sicilia
occorreva un qualche approfondimento prima di mandare in giro i
tamburini con i proclami; e magari un accertamento di
responsabilità sui criteri scientifici adottati dal nostro Corpo
per le miniere che dava per evaporato un minerale che non si
trova allo stato liquido e che quindi non può evaporare,
scomparire nel nulla.
Ed eccepimmo che bisognava giocare ogni carta possibile per
tornare alla produttività e alla espansione, perché di questo si
trattava.
Espansione in un settore di per sé in crescita, come
richiesta di mercato in cui eravamo gli unici, gli unici
concorrenti al mondo della KALI UND SALZT tedesca a livello
mondiale.
Coi corollari naturali che stavano ad indicare alcuni punti:
che "qualcuno" forse giocava a deprezzare il nostro patrimonio e
le nostre potenzialità produttive, stimabili su un livello, cari
colleghi, di 70 miliardi annui di fatturato nel solo settore dei
sali potassici, K2SO4 per chi si ricorda della chimica del liceo,
che stavano ad indicare ancora che solo i tedeschi avrebbero
tratto vantaggio (non cosa di poco conto: parliamo del monopolio
mondiale nel settore dei sali potassici, cioè fertilizzati
efficaci persino nel deserto israeliano).
Solo i tedeschi avrebbero tratto vantaggio dalla chiusura o
dall'acquisizione di Pasquasia, un'acquisizione commercialmente
destinata alla chiusura definitiva perché prima avrebbero
estratto tutto quello che restava nel resto del mondo, dove hanno
gli impianti, per poi aprire in Sicilia fra 20/30 anni.
Intanto in Sicilia mettono il catenaccio.
A noi sarebbero rimasti soltanto i debiti miliardari
dell'ISPEA, i licenziati, i cassaintegrati e i cosiddetti lavori
socialmente utili che magari impiegano il loro tempo in proficue
partite di scopone scientifico nella portineria dell'Assessorato
regionale Industria.
Non pensammo allora di distinguere il privato dal pubblico.
Per noi l'interesse della Sicilia e dei Siciliani era un unicum:
un fatto organico da difendere in blocco, in rapporto proprio
all'apologo di Menenio Agrippa, in base al quale il corpo è un
unicum che è sano, malato tutto insieme dai piedi fino al cranio,
fino al cervello, fino alle parti più nobili.
Oggi caro Assessore noi siamo ancora su quella lunghezza
d'onda, come partito, come categoria umana e culturale, come
razza spirituale.
Il nostro istinto ci porta alla coerenza, alla difesa tenace
delle convinzioni maturate nel tempo e collaudate al fuoco della
realtà.
Siamo ancora lì caro Assessore, sulla linea del Piave della
difesa degli interessi veri della Sicilia, che non sempre,
ricordiamocelo tutti, cari colleghi, hanno coinciso, anzi quasi
mai in verità con le scelte della vecchia Regione partitocratica
finita in massa sui banchi degli imputati di cento, di mille
processi. Siamo ancora lì, siamo ancora lì a sostenere che
bisogna fare chiarezza sul destino finale della RESAIS, una
società per azione "a latere" della Regione, a totale
partecipazione regionale, ma i cui dipendenti non sono regionali,
anche se al 90 per cento sono tutti impiegati alla Regione ma
senza missioni né straordinari, per cui nella medesima stanza
adempiono alla medesima funzione persone pagate a 1.700.000 lire
al mese e a 3.200.000 lire al mese.
La RESAIS che cosa dovrebbe o potrebbe diventare? Come
viene disegnata appare un contenitore di carne ad esaurimento per
cui si era prima ipotizzata una società mista con la GEPI; vorrei
dire io "voce dal sen fuggita", cioè l'anticamera del funerale e
dei licenziamenti collettivi e generalizzati; fermo restando
qualche vecchio amico da salvare per qualche liquidazione da far
durare altri trent'anni.
Siamo ancora lì a chiedere garanzie occupazionali per i
dipendenti degli enti liquidandi, molti dei quali sarebbero
incredibile dictu vincitori di concorso, cosa del tutto inusuale,
inconsueta, quasi peccaminosa in questa Regione che abbiamo
ereditata, perché l'abbiamo ereditata e non l'abbiamo fatta noi
così come ce l'hanno lasciata.
Siamo ancora lì ad affermare che non si possono, in tema di
scivoli e prepensionamenti, fare odiose distinzioni fra
lavoratori, bis, quinquies. Salvi quelli dei lavori socialmente
utili dannati nel Purgatorio o all'Inferno, tutti gli altri siamo
ancora lì a difendere una linea di privatizzazione efficiente,
rapida, praticabile, capace di avere sbocchi concreti vicini nel
tempo, visibili e inattaccabile sul piano delle procedure.
Il che implica, cari colleghi, che il principio,
validissimo, dei tre commissari liquidatori, del collegio che
abbiamo difeso a spada tratta da due anni a questa parte ed
affermato in III Commissione legislativa, potrebbe essere
vanificato nella sua ispirazione di trasparenza e di equità da
una realtà che, non governata, potrebbe fare di essi tre viceré
spagnoli, incontrollati ed incontrollabili, con tutte le
inevitabili tentazioni del caso, perché viviamo tutti in questa
Valle di lacrime, ed in quella parte della Valle di lacrime che
si chiama Trinacria.
Ed allora bisogna palettare la durata della carica di questi
commissari, bisogna stabilire le incompatibilità, i rapporti con
il Governo, la capacità e la volontà di relazionarsi alla classe
politica nuova ed al Parlamento, bisogna stabilire competenze ed
attribuzioni e retribuzioni, perchè liquidare 1500 miliardi di
patrimonio con compenso di commissario liquidatore vuol dire
costruire un impero in Sicilia, e non siamo qui per creare nuove
dinastie di feudatari.
Ci appare inconcepibile ancora una liquidazione che duri
oltre un quarto di secolo come è accaduto con la SOCHIMISI. Ed
allora la durata nel tempo: c'è un nostro emendamento che pone un
termine, indicativo per carità, certamente non perentorio,
ordinativo, ma due anni, al termine del quale il Governo può
ritornare alla carica con una nomina di un nuovo commissario
straordinario.
Ma non possiamo dichiarare con legge che siamo disponibili a
ritornare sulla strada dei vecchi e consolidati errori di mezzo
secolo di storia di vergogne della Sicilia.
Noi non vogliamo che si giochi con le dismissioni; non siamo
disponibili a percorrere vicoli ciechi con il trucco. Non
vogliamo creare nuove caste di privilegiati. Non accettiamo che
sulla materia si tergiversi. Le dismissioni vanno fatte
velocemente e alla luce del sole.
E poiché amiamo parlare chiaro, ci esprimeremo adesso qui e
subito - non posso dire alla luce del sole, ma quanto meno alla
luce dei riflettori di questa Aula che, nonostante tutto, ha una
sua grande storia dignitosa - ci esprimiamo a parole chiarissime
per dire, senza remora alcuna, che sciocchezzario-stampa a parte,
non è stata la Regione ad inventare l'Italkali. Una realtà
produttiva che viene da lontano e che oggi è d'avanguardia.
Per chi non lo sapesse, fra i colleghi che si occupano di
altre cose per le loro competenze di commissione, parliamo di una
realtà aziendale con una capacità di 22 milioni di tonnellate di
capacità estrattiva annua, di fronte ad una seconda classificata
a livello nazionale, una ditta veneta, che è nelle condizioni al
massimo di potenza di estrarre 20.000 tonnellate annue di
minerale.
20 milioni contro 20.000.
L'unica azienda italiana iscritta al cartello degli
estrattori minerari a livello europeo.
E per ricordare ancora che non siamo stati noi né come
generazione, né come forza politica a siglare i patti che sono
pattuiti lì sul tavolo, davanti ai magistrati, i patti con
l'Italkali; non siamo stati noi a votare leggi che poi non
venivano finanziate. le leggi che dovevano costruire le opere
fognarie di scarico delle salamoie a mare. Le leggi già pronte,
votate, con gli appalti già appaltati. Con l'Astaldi
aggiudicataria che ci ha fatto causa. E poi, all'ultimo minuto,
per i giochetti del consociativismo, quei soldi venivano smistati
da un capitolo all'altro e chi di dovere trovava un pretore
d'assalto pronto a chiudere Pasquasia perché salava il fiume
Salso. Il fiume Salso che già da solo, naturaliter, è al di fuori
della legge Galasso perché al di sopra della salinità concessa
dai sapienti uomini di cultura e di governo della sinistra
antica.
Il fiume Salso è contra legem. Bisognerebbe farlo
estinguere. Abbiamo salato il fiume Salso. La Regione doveva
costruire le fognature che portavano le salamoie a mare; la
Regione fa la legge, la vota, aggiudica l'appalto; alla fine noi
diamo all'Italkali l'Ispea, carica di 100 miliardi di debiti, ma
insieme all'Ispea con 100 miliardi di debiti, non diamo Pasquasia
perché Pasquasia chiude. Per cui il privato doveva tenersi il
pacco della classe politica regionale.
E allora non siamo stati noi a far fallire l'Ispea e a
passarla con il suo passivo centomiliardario all'Italkali. Non
siamo stati noi a far chiudere Pasquasia per la mancata
realizzazione degli scarichi fognari. Non siamo stati noi ad
inventare le ignobili bubbole che hanno avuto echi in questa
Assemblea che indicavano la presenza di scorie radioattive a
Pasquasia. Una mirata bugia contro gli interessi siciliani.
La vecchia Regione, la vecchia classe politica ha prodotto
questo disastro giuridico, sfociato in ben sei cause fra Ente
minerario ed Italkali. Ed è proprio questa la vera partita da
chiudere in limpidezza.
Oggi molti ci si dichiara entusiasti della teoria del bando
di gara internazionale. Allora alcune domande al colto e
all'inclita. E' vero o non è vero che la strada del bando
internazionale, proprio per ITALKALI, fu proclamata dal Governo
Campione in cui era organico al Governo il PDS? E' vero o non è
vero che la strada del bando internazionale fu seguita
concretamente nel 1996 e non portò ad alcun tipo di risposta sul
mercato? E' vero o non è vero che nessuno acquisterebbe un
appartamento ipotecato da mille contenziosi, con dentro un
inquilino dotato di un bel caratterino?
E allora chi acquisterebbe ITALKALI gravata da serie e
pesanti cause col socio privato, ben sei, centimiliardarie e con
dentro un 49% guidato da un determinatissimo capo dei soci di
minoranza? E' vero o non è vero che perfino il Governo Campione
individuò nella vicenda ITALKALI un caso eccezionale da trattare
separatamente rispetto alle altre situazioni societarie
siciliane?
E risponde a verità o no, signor Assessore, che poco tempo
fa - mi permetto di aggiungere a bassa voce, perché è una domanda
- è vero o no che un mese e mezzo fa un solerte commissario
targato ESPI ha ceduto gli alberghi SITAS a trattativa privata ad
un "tour operator" palermitano che già li aveva in affitto per
l'irrisoria cifra di 72 miliardi, quando l'anno precedente era
stata rifiutata un'offerta, di gran lunga superiore, a trattativa
privata?
Insomma, tra le regole che ci siamo dati in ordine alle
dismissioni, regole già votate, è previsto, è considerato
legittimo o no il ricorso alla trattativa privata o interna, come
dice l'assessore Tricoli, quando il pacchetto azionario non è
facilmente immissibile sul mercato?
Noi ricordiamo di sì, c'era scritto nella legge, attendiamo
risposte convincenti su questi argomenti, così come sulla data
dell'ultimo codice civile acquistato dall'assessorato
all'Industria che non ci sembra aggiornato alle innovazioni
comunitarie; ITALKALI in realtà potrebbe acquistare la quota
regionale. E' l'unico interlocutore interessato e credibile.
ITALKALI è in attivo anche se l'EMS ha fatto di tutto per non
approvarne i bilanci, è un'azienda siciliana che sa il suo
mestiere ha il "know how", hardware e software, la Regione non sa
come si fa, è un'azienda...
PRESIDENTE. Onorevole Virzì, la prego di concludere.
VIRZI'. Ho concluso. Credo che il regolamento dicesse che su
grandi argomenti era possibile qualche minuto di tolleranza,
stavo concludendo.
PRESIDENTE. Stava concludendo, lei concludeva. Lei ha venti
minuti di tempo, onorevole Virzì, perché vuole fare una polemica
inutile...
VIRZI'. Non è una polemica.
PRESIDENTE. Lei ha venti minuti di tempo, ha utilizzato il
suo tempo, così come parla venti minuti lei, parleranno venti
minuti gli altri.
Altri onorevoli che chiedono di parlare? Se non ci sono
altri che chiedono di parlare sulla discussione generale?
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che, attesa la delicatezza della materia e la prevedibile durata
di questa discussione generale, oltre che di tutto il resto, io
ritengo che sia opportuno prelevare il disegno di legge di
proroga dei CO.RE.CO. che ha una estrema urgenza perché i termini
ormai sono scaduti.
Signor Presidente io sto facendo una proposta perché lei la
valuti e perché la sottoponga all'attenzione dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi noi ci troviamo di fronte a
questa situazione, abbiamo comunicato questa mattina, e l'Aula ne
ha preso atto, che alle 19 avremmo dato il voto finale sui
disegni di legge e poi avremmo proseguito nei lavori; è ancora
intendimento del Presidente di operare in tal senso a meno che
non arrivino direttive diverse dal voto d'Aula.
C'è, a questo punto, anche la richiesta dell'onorevole La
Grua di interrompere, da quel che capisco, la discussione e di
prelevare il disegno di legge sul CO.RE.CO.
Io intanto metterei, siccome non viene posta in discussione
la questione di votare alle 19, per intanto pongo in votazione la
richiesta dell'onorevole La Grua di interruzione del dibattito e
di prelievo del disegno di legge sul CO.RE.CO..
DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. Signor Presidente,
va considerato che intanto la discussione sul disegno di legge
sullo scioglimento degli enti economici è iniziata e
indubbiamente sono state dette alcune cose da parte degli
onorevoli deputati, sia del relatore, onorevole Speziale, sia
dell'onorevole Virzì che è intervenuto, cose anche che
coinvolgono direttamente l'iniziativa che il Governo in questi
mesi ha portato avanti, sia questo Governo sia il precedente
Governo. Inoltre, signor Presidente, c'era un'altra
considerazione, relativamente al fatto che non ho nulla in
contrario rispetto alla richiesta del Presidente del Gruppo
parlamentare di Alleanza nazionale.
Però forse c'è l'esigenza di capire come dobbiamo completare
i lavori, considerato che entro la mezzanotte di oggi era stato
deciso dalla conferenza dei Capigruppo che bisognava finire e
quindi rinviare il tutto a dopo le ferie estive.
Pertanto, prima di mettere ai voti la richiesta del
Presidente La Grua, desideravo una interruzione della seduta, o
per una convocazione formale dei Presidenti dei gruppi
parlamentari o informale, lascio decidere a Lei, Presidente, per
capire come andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è la richiesta del
Presidente della Regione di una convocazione della Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari. Intanto questa è prioritaria
rispetto a qualunque altra richiesta, per cui, se non sorgono
osservazioni, viene indetta l'immediata Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari presso lo studio del Presidente. Resta
così stabilito.
La seduta è sospesa e riprenderà dopo la Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 19.49)
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari ha deliberato sull'andamento dei lavori per
concludere, nel rispetto del programma già approvato dall'Aula,
la sessione entro la seduta odierna.
Ha altresì stabilito di includere nel programma dei lavori
il disegno di legge n. 576 e per tale disegno di legge le
relative commissioni sono autorizzate a riunirsi al fine di
potere individuare le norme necessarie a sbloccare le somme
riguardanti il credito alberghiero, il fermo biologico e le
manifestazioni sportive pregresse.
La Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari ha
anche determinato, data la particolare situazione e
l'eccezionalità del problema, di consentire una deroga
regolamentare al fine di inserire un emendamento tendente a
fornire l'energia elettrica all'isola di Ginostra.
La Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari ha
altresì stabilito di trattare il disegno di legge relativo alla
proroga del CORECO, il disegno di legge relativo alle tonnare e
infine il disegno di legge relativo alle minoranze linguistiche.
Subito dopo si passerà al voto finale.
Resta in piedi la discussione generale sul disegno di legge
degli enti economici che comunque viene sospesa e sarà rinviata
alla sessione successiva.
NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, vorrei sottoporre alla sua
attenzione e a quella dell'Aula il problema del pagamento degli
stipendi al personale dell'Ente minerario siciliano.
Da quattro mesi i dipendenti dell'Ente minerario non
percepiscono lo stipendio, ed hanno famiglie.
Se potesse almeno essere sganciata questa parte per
assicurare a queste famiglie una vita dignitosa come le altre, e
non so come sia possibile farlo, io sottopongo il problema,
perchè obiettivamente questa gente vive male in questo momento.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, viene recepito il messaggio
dell'onorevole Nicolosi. La Presidenza da mandato alla
Commissione Bilancio affinchè si possa dare una risposta
positiva, per quanto possibile, al personale dell'EMS all'interno
del disegno di legge numero 576.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, 31 luglio
1998, alle ore 20.30 con il seguente ordine del giorno:
I - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Istituzione della Commissione per la riforma delle norme
di contabilità regionale e del bilancio annuale e
pluriennale della Regione" (n. 576/A).
Relatore: onorevole Petrotta
2) "Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 5 luglio
1997, n. 23, concernente il rinnovo del Comitato regionale
di controllo. Modernizzazione amministrativa e recepimento
di norme della legge 15 maggio 1997, n. 127 nella Regione
siciliana" (n. 743)
Relatore onorevole Turano.
3) "Provvedimenti in favore delle tonnare siciliane, del
quartiere Ortigia di Siracusa ed in favore di teatri.
Interventi per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
guerra" (n. 727/A)
Relatore Onorevole Cimino.
4) "Provvedimenti per la salvaguardia e la valorizzazione del
patrimonio storico, culturale e linguistico delle comunità
siciliane di origine albanese e delle altre minoranze
linguistiche" (n. 203/A)
Relatore Onorevole Zanna.
II - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 1995."
(n. 531/A)
2) "Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio finanziario
1996." (n. 567/A)
3) "Proroga della convenzione tra l'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze e l'Automobil Club d'Italia
(A.C.I.)" (n. 695/A)
4) "Modifica della denominazione del comune di Calatafimi in
Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)
5) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
spiagge libere siciliane" (n. 214/A)
6) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
materia di tutela della fauna selvatica ed esercizio
venatorio" (nn. 712-719-722/A)
7) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante 'Istituzione del
Servizio nazionale della protezione civile', nonchè
dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, relativo alle funzioni conferite alle regioni ed agli
enti locali in materia di protezione civile" (nn. 672 -
709/A)
8) "Disposizioni per l'Ente di sviluppo agricolo e altri
interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)
9) "Norma per l'attivazione dell'articolo 3, comma 3, della
legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).
10) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).
11) "Contributo di esercizio alle aziende esercenti il
trasporto pubblico locale" (n. 733/A).
LA SEDUTA E' TOLTA ALLE ORE 19.55.