PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 23.45.
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <<ISTITUZIONE DELLA
COMMISSIONE PER LA RIFORMA DELLE NORME DI CONTABILITA'
REGIONALE E DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLA REGIONE>>
(576/A Stralcio)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il primo punto dell'ordine del
giorno reca: discussione di disegni di legge.
Si passa alla discussione del disegno di legge <<Istituzione
della Commissione per la riforma delle norme di contabilità
regionale e del bilancio annuale e pluriennale della Regione>>
(576/A Stralcio) posto al numero 1 del primo punto dell'ordine
del giorno.
Presidenza del presidente Cristaldi
RICHIESTA DI PRELIEVO DEL DISEGNO DI LEGGE <<MODIFICHE
ALL'ARTICOLO 2 DELLA LEGGE REGIONALE 5 LUGLIO 1997, N. 23,
CONCERNENTE IL RINNOVO DEL COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO.
MODERNIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E RECEPIMENTO DI NORME DELLA
LEGGE 15 MAGGIO 1997, N. 127 NELLA REGIONE SICILIANA>> (743/A)
DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente,
considerato che la Commissione 'Bilancio' sta definendo, sta
scrivendo il disegno di legge così come è stato approvato e sta
per arrivare in Aula, le chiedevo, intanto, di anticipare gli
altri disegni di legge a partire da quello del CO.RE.CO. e poi
via via gli altri, così come era stato concordato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta
del Presidente della Regione di prelievo del disegno di legge
numero 743/A.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, forse perchè ero distratto, non
ho capito se si è modificato l'ordine del giorno: noi lo avevamo
sospeso nella seduta d'Aula mentre era in discussione il disegno
di legge sullo scioglimento degli enti economici regionali.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Speziale, lei sta
intervenendo sulla proposta di prelievo. Questa è una nuova
seduta, non sono ripresi i lavori dopo una sospensione.
SPEZIALE. Nel corso della discussione c'è stato l'intervento,
per molti aspetti inquietante, dell'onorevole Virzì.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, lei si deve pronunciare sulla
richiesta di prelievo dell'onorevole Presidente della Regione.
SPEZIALE. Mi faccia motivare il perché sono contrario.
L'intervento dell'onorevole Virzì ha posto all'Aula un
interrogativo pesante, inquietante sul comportamento del Governo
relativamente alla vicenda degli enti economici regionali.
Mi sarei aspettato che, immediatamente, il Governo
rassicurasse l'Aula perché le cose dette da parte dell'onorevole
Virzì, se vere, sono gravissime e non dovrebbero portare ad uno
slittamento di una questione così delicata. Per cui io mi oppongo
al prelievo e mi permetterei di aspettare una risposta del
Governo alle dichiarazioni rese dall'onorevole Virzì.
PRESIDENTE. Con il voto contrario dell'onorevole Speziale,
pongo in votazione la richiesta di prelievo del disegno di legge
n. 743/A.
Chi è favorevole alla proposta avanzata dal Presidente della
Regione, resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sulla richiesta di prelievo del Presidente della
Regione?
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Sull'intervento
dell'onorevole Virzì.
PRESIDENTE. Non è all'ordine del giorno.
SILVESTRO. E' un fatto rilevante.
PRESIDENTE. Questo lo dica il Presidente della Regione. Io
non mi muovo sulla base di fatti rilevanti ma sulla base di fatti
regolamentari.
SILVESTRO. Mi dispiace che non sia il Presidente della
Regione ad assumere l'iniziativa.
LA GRUA . Chiedo di mettere ai voti, in base al Regolamento,
la richiesta.
Presidenza del presidente Cristaldi
PER FATTO PERSONALE
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare
per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, uno a favore,
uno contro. Onorevole La Grua, lei non ritiene che non vi siano
le ragioni per fatto personale. Chiede di parlare?
SILVESTRO. Su fatto personale non c'è votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, il Presidente sa quello che
deve fare. Non posso non registrare che c'è un collega deputato
che esprime il proprio dissenso su questo. L'onorevole La Grua ha
espresso il proprio dissenso sul fatto personale.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Signor Presidente, la
decisione della Conferenza dei Capigruppo di non procedere alla
discussione e quindi all'approvazione della legge sullo
scioglimento degli enti economici mi porta in quest'Aula a
comunicare le mie irrevocabili dimissioni.
E' mia convinzione che si è trattato l'argomento dello
scioglimento degli enti economici regionali alla stessa stregua
di tanti altri argomenti all'ordine del giorno.
E dire che i rinvii in Commissione Bilancio, l'assenza della
maggioranza molto spesso mi sembrava del tutto casuale e non
portata da una reale volontà di non procedere all'approvazione
della legge.
E' mia convinzione, fra l'altro - e l'intervento
dell'onorevole Guido Virzì in Aula me ne dà una conferma - che è
stata messa in discussione l'intera linea di governo portata
avanti nei 24 mesi della mia gestione.
C'è in alcuni settori del Parlamento siciliano una forte
linea di resistenza ad un processo di modernizzazione dell'intero
apparato pubblico produttivo ed una sostanziale non condivisione
del processo di privatizzazione avviato dal governo Provenzano
prima e dal governo Drago successivamente, da me fortemente
sostenuto.
Ritengo, quindi, di aver resistito in questi anni a delle
pressioni che trovano forte sostegno anche all'interno di qualche
partito politico di governo, che mi ha convinto sempre più che la
via intrapresa era quella giusta ed è quella giusta e, a mio
avviso, irreversibile.
In ogni caso, in relazione alle dichiarazioni fatte
dall'onorevole Virzì, ritengo che i parlamentari oggi presenti in
Aula, liberi da condizionamenti e scevri da interessi particolari
debbano conoscere i fatti che sono stati narrati ed in
particolare alcuni in ispecie.
La vicenda di Pasquasia nasce nel 1993, io non ero nemmeno
deputato all'Assemblea, e per ordine del pretore la miniera viene
chiusa. In ordine all'accertamento delle potenzialità del bacino
di Pasquasia il corpo regionale delle miniere, il distretto
minerario di Caltanissetta, su richiesta mia e dell'assessorato
ha eseguito uno studio globale sulle prospettive di ripresa
dell'attività di estrazione e coltivazione del minerale
potassico, pervenendo a conclusioni negative principalmente per
la terminalità del giacimento di kainite, anche al lume della
ricerca mineraria eseguita dalla ex concessionaria Italkali,
dietro finanziamento erogato dal Ministero dell'industria.
Nel computo dei costi, a paragone dei possibili benefici, il
distretto ha considerato gli oneri per l'approvvigionamento
idrico, per la riattivazione delle pertinenze e degli impianti e
la realizzazione delle infrastrutture fognarie.
Queste ultime per determinazione dell'Unione europea devono
essere accessibili anche ad altre aziende ed ai comuni
territorialmente interessati, così configurandosi quali
infrastrutture ad uso plurimo, per il cui funzionamento sarà
necessario attivare una gestione a titolo oneroso per quanti ne
fruiranno. Ciò a fronte di oneri di gestione oggi imprecisabili,
ma dei quali si deve tener conto nel rapporto costi-benefici.
E' stata in conseguenza valutata l'opportunità che siano
eseguiti accertamenti ulteriori, sia in ordine alla potenzialità
del giacimento quanto complessivamente sull'entità dei costi da
sostenere ai prevedibili benefici, fra questi considerando le
positive refluenze sotto il profilo occupazionale.
L'incarico affidata alla società francese BRGM, su
sollecitazione anche della III Commissione legislativa, dopo aver
fatto un esperimento con il Ministero dell'Industria e con il
Ministro in particolare, per una consulenza specializzata, sia
sotto l'aspetto tecnico quanto sul lato economico è stata portata
a compimento.
Il rapporto definitivo sulle verifiche svolte, a cura dello
scrivente, è stato trasmesso al Corpo regionale delle miniere -
Ispettorato tecnico - per il competente esame.
Inoltre, è da aggiungere che le valutazioni di carattere
tecnico-economico devono essere estese all'intero comparto
potassico ed opere infrastrutturali connesse al sito di
Casteltermini, nonchè alle alternative prospettate dal distretto
minerario in ordine ai vantaggi per inferiorità di costi che
potrebbero conseguirsi attivando altri siti minerari, Milena in
provincia di Caltanissetta ad esempio, in luogo della
riattivazione di quelle attualmente in fermo produttivo.
Sulle problematiche interconnesse ai vari procedimenti
avviati per l'esecuzione delle opere infrastrutturali e a
supporto del comparto potassico, con particolare riferimento al
sito minerario di Pasquasia, il Consiglio di giustizia
amministrativa, con parere n. 203 del 1996 dell'11 novembre 1997
ha espresso parere contrario sullo schema di appalto-concorso per
la progettazione ed esecuzione delle opere di smaltimento degli
scarichi liquidi e solidi delle aree industriali afferenti al
bacino minerario di Pasquasia a cui faceva riferimento
l'onorevole Guido Virzì.
Su tali problematiche ha attualmente risolto l'organo di
giustizia amministrativa che in sede consultiva rileva che non
consentono la definizione del procedimento di formale
aggiudicazione alla impresa Astaldi e, quindi, la conseguente
stipulazione del contratto.
Le condizioni essenziali per rendere possibile la ripresa
dell'attività sono, quindi: il reperimento di altre risorse
idriche, dopo la bocciatura del progetto da parte del Comitato
regionale dell'urbanistica - Assessorato regionale del territorio
e l'ambiente; l'individuazione di un nuovo concessionario;
rendere compatibili le previsioni progettuali con le
determinazioni con l'Unione europea sull'accesso alle
infrastrutture. Si ricorda, infine, che il termine per l'utilizzo
delle somme stanziate per le infrastrutture è stato prorogato con
l'articolo 11, comma 4, della legge n. 3 del 1998, sino al 31
dicembre 1998.
Presupposto per ogni ipotesi e la definizione del
contenzioso pendente fra Ente minerario siciliano, Italkali e
Regione siciliana. La predetta definizione non può ipotizzarsi se
prima non si adeguino i bilanci di Italkali alla vicenda
normativa civile e penale. Si determini la proprietà ed il valore
dell'azienda Ispea. In questa prospettiva i legali dell'Ente
minerario (i bilanci cui faceva riferimento l'onorevole Virzì)
hanno elaborato e trasmesso alla Italkali una lista di necessarie
modifiche al bilancio predisposto nell'anno 1995 e 1996,
predisposto dagli amministratori di Italkali.
Rispetto al passato ritengo che l'attività di vigilanza
dell'Assessorato regionale dell'industria sia stata molto più
forte di quanto non sia stata esercitata nel passato. Gli
amministratori Italkali hanno aderito a quanto detto
dall'Assessorato regionale dell'industria. Hanno redatto un nuovo
progetto di bilancio, che potrà essere esaminato dall'Assemblea
solo dopo che sarà rilasciata la certificazione di bilancio
prevista dalla normativa regionale.
Mai nel passato alla società Italkali sono state chieste
certificazioni di bilancio. Il sottoscritto per la prima volta
l'ha chiesto e per questo sono stato sollecitato più volte a
differire la richiesta di certificazione di bilancio dal 1998 in
poi, far finta che negli anni precedenti non si doveva richiedere
la certificazione di bilancio. Per l'anno 1992 il bilancio è
stato bocciato dal Tribunale di Palermo e la società dovrà fare
un complesso lavoro, atteso che nel 1994 e 1995, la prescritta
certificazione non è stata richiesta e che la delibera di
approvazione del bilancio 1992 è stata appunto annullata dal
Tribunale di Palermo con sentenza del 30.4.1998.
Recenti notizie di stampa (in Aula non è stato approvato
alcun emendamento) riprendono una proposta dell'Italkali di
acquisto della quota azionaria dell'Ente minerario al prezzo
fissato dal Tribunale di Palermo. Il regolamento di attuazione
dell'articolo 10 della legge 6/97 stabilisce le modalità di
scelta dello stimatore; per seguire un percorso diverso, se si
ritenesse necessario e per il quale non vi è assolutamente
alcuna preclusione, si dovrà individuare quale autorità
giudiziaria occorrerà adire. In ogni caso, non si potrà
prescindere da una complessiva visione della problematica che
ricomprenda l'azienda ISPEA e tutto il contenzioso collegato.
Si ritiene che i tentativi presunti politici denunciati
dagli organi di stampa sulla questione impongono, così come ho
richiesto altra volta, l'intervento della Commissione nazionale
Antimafia.
Sull'intera vicenda del comparto potassico, inoltre, ho
chiesto l'attivazione di un tavolo negoziale con il governo
nazionale secondo quanto contenuto nel protocollo d'intesa del
5/11/97 per verificare le problematiche del comparto del salgemma
e dei sali potassici.
In relazione alle vicende SITAS, vorrei ricordare che esiste
un commissario liquidatore non nominato da me e che oggi opera
in regime con il Codice civile; nessuna influenza da parte della
Regione siciliana, dell'Assessorato Industria in particolare.
Quindi, nessun vicolo col trucco, sempre alla luce del sole,
come sollecita l'onorevole Virzì e tutte le volte che qualche
coordinatore di partito politico mi ha gentilmente chiesto di
parlare degli argomenti in questione io alla presenza dei
Presidenti della Regione, onorevole Provenzano, che ringrazio
pubblicamente per la solidarietà espressa in questa gestione
difficilissima di una vicenda così delicata, e l'onorevole Drago
dopo, ho ricevuto sempre testimonianza di solidarietà e
soprattutto testimonianza di limpidezza nell'azione
amministrativa svolta.
Può finire un'esperienza di Governo? Certamente l'onorevole
Virzì non può intaccare una linea di moralità che ho giurato
davanti al Parlamento siciliano, al popolo siciliano nel momento
in cui mi sono insediato da Assessore e da deputato.
Cari colleghi, si scrive questa sera una pagina triste di
una Sicilia che torna indietro, di un Parlamento che si piega
davanti a chi da mesi diceva che questa era una illusione
dell'Assessore Castiglione: gli Enti non si sarebbero mai
sciolti, si sarebbe andato avanti così come si è fatto sempre nel
passato.
Si è mai chiesto il collega Virzì perchè oggi si chiede per
la vicenda dell'acquisto delle quote dell'Ente minerario un
intervento legislativo? O non avrebbe potuto, come più volte
sollecitato, questo Assessore dare il via libera all'affare del
secolo senza passare per Sala d'Ercole?
A proposito dei bilanci 92-95, l'avevo detto, il collega
Virzì mente sapendo di mentire e sa quanto forte sia stata la
resistenza del sottoscritto agli affari corposi nel mondo delle
partecipazioni regionali o non sa forse quanti mediatori vanno in
giro per le appetitose partecipazioni di società quali Corvo,
Insicem, Siciliana gas, Sicilvetro.. Le risulta che il
sottoscritto abbia invece prodotto, con il concorso
dell'Assemblea regionale siciliana, della III Commissione, del
Governo, un regolamento che disciplina rigidamente la procedura
per le dismissioni per le partecipazioni regionali e abbia
chiesto "ad abundantiam" una commissione di garanzia sulla
procedura.
Ho nominato di mia iniziativa il prof. Alfredo Galasso, il
Prof. Giovanni Pitruzzella, il dott. Gaetano Scaravilli ed il
Prof. Alberto Stagno D'Alcontres che siano a garanzia
dell'intera procedura di dismissione delle partecipazioni
regionali e che non possono diventare un affare di poche persone.
Le cito solo alcuni nomi, onorevole Virzì, e lei sa che su
questi nomi la garanzia della procedura io sono pronto a
scommettere. Chieda ai professori che ho citato testè qual è il
mandato che il Governo gli ha dato: se è libero o è condizionato
o se piuttosto ha chiesto l'Assessore di scegliere al più alto
livello possibile, al più alto livello della professionalità,
cercando di trarre i massimi profitti della vendita delle azioni
per poi ridestinarli alle attività produttive e non per alcuni
dirigenti da molti sponsorizzati, che, allontanati dalle aziende,
oggi chiedono un congruo risarcimento, addirittura, di miliardi.
Risarcimento da chi? O piuttosto ancora, la vicenda dei tre
liquidatori piuttosto che uno, bandita per esigenza di
collegialità e da me subito accolta perchè si mantenesse
l'obiettivo di un unico fondo in maniera da poter meglio gestire
la liquidazione, non era oggi, come dice l'onorevole Virzì, un
'iniziativa - cito testualmente - "da palettare": la durata
della carica di questi commissari, bisognava stabilire la
incompatibilità, i rapporti con il Governo, la capacità e la
volontà di relazionarsi alla classe politica nuova ed al
Parlamento. Di quale capacità di relazionarsi parli l'onorevole
Virzì è chiaro che il sottoscritto non riesce a comprendere.
Si vuole impedire forse al Prof. Stagno D'Alcontres, che
non ha avuto la capacità di relazionarsi con la nuova politica
dell'onorevole Virzì, di continuare nel futuro a dare un
contributo prezioso di gestione trasparente? Lo dicano
chiaramente e non cerchino emendamenti fantastici tra le pieghe
della legge Le assicuro: il Prof. Stagno D'Alcontres lo
abbiamo chiamato noi per imprimere quella discontinuità che oggi
purtroppo fa naufragare miseramente un grande progetto di
riscatto.
Grazie al presidente Drago, ai colleghi che privatamente
hanno manifestato solidarietà, ma ritengo che nessuno possa
nascondere la testa nella sabbia e far finta di niente, tanto
meno chi ha incarichi di responsabilità e di governo.
Per questi motivi, rassegno le mie dimissioni.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 00.07, è ripresa alle ore 00.35)
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, per confermare a tutta l'Aula che il
Presidente della Regione, ma tutto il Governo della Regione e
tutte le delegazioni al Governo, delegazioni dei gruppi
parlamentari che compongono il Governo della Regione e questa
maggioranza, si attestano così come si sono attestati in passato,
sia con il Governo presieduto dall'onorevole Provenzano, ma anche
con questo Governo, fra l'altro con una continuità avuta
dall'Assessore per l'industria, onorevole Castigione, si
attestano sulla linea politica che è stata poco fa sintetizzata
dall'Assessore Castiglione relativamente al capitolo dismissione.
Dismissione che questa maggioranza fin dall'inizio ha
voluto, e ha voluto con grande trasparenza e con grande
linearità.
Riteniamo che stasera il disegno di legge, che era
all'ordine del giorno, rappresentava la naturale sintesi delle
iniziative sulle dismissioni, certamente migliorabile ancora, con
il contributo di tutti i gruppi parlamentari, tanto è che ci
risulta che tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e di
opposizione, hanno presentato emendamenti al disegno di legge,
emendamenti che comunque non ci avrebbero consentito di approvare
questa sera il disegno di legge sullo scioglimento degli enti
economici, ma che necessariamente, visto il Regolamento
dell'Aula, sarebbe dovuto slittato almeno di 24 ore per la
presentazione degli emendamenti.
Quindi la conferma di una linea politica da parte di tutta
la delegazione, la conferma anche da parte del Governo nel
momento in cui abbiamo sollecitato il Presidente della
Commissione Antimafia che già si è attivato per verificare se
episodi malavitosi o criminali stanno dietro questa problematica
delle dismissioni e dello scioglimento degli enti, problematica
che vogliamo definire al più presto con grande trasparenza, anche
perché lo riteniamo un atto di grande moralità all'interno della
vita politica, economica e sociale della nostra Regione.
Per questo riconfermiamo la fiducia all'Assessore
Castiglione, fiducia che non avevamo mai tolto, chiedendogli di
ritornare sui suoi passi, così come, signor Presidente e
onorevoli colleghi, noi pensiamo, come Governo nella sua
interezza, che questo Parlamento deve ritornare al più presto a
discutere e a definire il disegno di legge dello scioglimento
degli enti economici, lo debba fare prima di qualunque altro
disegno di legge o prima di qualunque atto legislativo.
Noi le chiediamo, signor Presidente, che si ritorni nei
prossimi giorni, andar via questa sera, ritornare nei prossimi
giorni, lunedì, martedì, il Governo si rimette alla Signora
Vostra, signor Presidente, e non so alla Conferenza dei
Capigruppo, se come dire, debba riunirsi la Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, perchè l'Aula si pronunzi su
questo disegno di legge.
Noi non vorremmo, onorevoli colleghi, che l'episodio, le
contraddizioni apparenti ...
SILVESTRO. Apparenti o reali.
DRAGO, presidente della Regione. .. per noi apparenti, perché
dal Gruppo di Alleanza Nazionale e dalla delegazione al governo
di Alleanza Nazionale abbiamo sempre avuto, in questi mesi, per
quanto mi riguarda, come Governo della Regione, ma fino anche a
questa sera, un'assoluta attestazione nel portare avanti il
processo di dismissione rispetto alle linee di grande
trasparenza, di grande linearità che ci siamo dati.
FORGIONE. Senza esagerare.
DRAGO, presidente della Regione. Non vorremmo, onorevole
Forgione, lo diciamo con estrema chiarezza, assumendoci tutte le
responsabilità. Non vorremmo, onorevole Forgione, che
l'intervento dell'onorevole Virzì di questa sera, che ha
suscitato la reazione dell'assessore Castiglione, di fatto
servisse ad altri schieramenti o ad altri parlamentari che si
allineano all'interno di questo Parlamento a difesa di
interessi che dobbiamo assolutamente..
CAPODICASA. Lei è un killer
(Proteste nei banchi della sinistra)
DRAGO, presidente della Regione. Veda, onorevole Forgione,
l'unico modo per dire ai siciliani, ciascun parlamentare, ciascun
gruppo parlamentare e ciascun assessore di questo Governo e di
questo Parlamento, per dire con grande concretezza, con grande
realtà e trasparenza, come la pensa sulle dismissioni, l'unica
occasione è quella che la settimana prossima questo Parlamento si
pronunzi sulle dismissioni e ciascuno assuma la propria
posizione.
Il Governo è certamente coerente con l'iniziativa che da due
anni e mezzo porta avanti. Un'iniziativa che vuole le dismissioni
con grande coerenza, con grande trasparenza, con grande
linearità.
Allora, signor Presidente, io la invito per la settimana
prossima a riaprire l'Aula e a discutere e definire questo
disegno di legge.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, indico la Conferenza dei
Capigruppo per martedì 4 agosto 1998, alle ore 10,30.
(Proteste dai banchi della sinistra)
Onorevoli colleghi, fate finire di parlare il Presidente
dell'Assemblea.
Onorevoli colleghi, sia chiaro che se qualche deputato o più
deputati mi chiederanno di intervenire io non ho alcuna
difficoltà a concedere di intervenire.
Intanto, vi sto informando che indico la Conferenza dei
Capigruppo per martedì 4 agosto.
(Proteste nei banchi della sinistra)
CAPODICASA. Lei non ha questo diritto, non ha questo potere
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, io ho questo e ben altro
diritto. Lei ha il diritto di non partecipare.
Fate finire di parlare il Presidente dell'Assemblea.
Indico la Conferenza dei Capigruppo, onorevole Capodicasa
CAPODICASA. Se la farà lei la Conferenza dei Capiigruppo,
martedì....
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, ascolti, la prego..
CAPODICASA. Lei non mi preghi, la Conferenza si deve fare ora
...
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, la diffido a stare seduto.
Onorevole Capodicasa, la diffido per la seconda volta a non usare
questo tono nei confronti del Presidente dell'Assemblea.
CAPODICASA. Lei non ha niente da diffidare.....
(Proteste e tumulti dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, allora, siccome se c'è un
limite in tutto questo discorso è che non avete fatto finire di
parlare il Presidente dell'Assemblea, evidentemente le reazioni
sono spropositate e, comunque, fuori di luogo.
Fate finire il Presidente dell'Assemblea, avendo egli
intenzione di aprire una seduta simbolica, che preveda per
martedì soltanto una rubrica di atti ispettivi, il che significa
che l'Aula, attraverso la Conferenza dei capigruppo determinerà
...
CAPODICASA. Non si può fare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questa era la proposta del
Presidente dell'Assemblea. Lei, onorevole Capodicasa, fa
richiesta formale di una Conferenza dei capigruppo immediata? E'
accordata.
Allora, su richiesta dell'onorevole Capodicasa, è indetta la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. La seduta è
sospesa.
CAPODICASA. Non partecipiamo, prima il dibattito e poi la
conferenza, occupiamo l'Aula
PIRO. Finiamola con questo cinema
(Tumulti dai banchi della sinistra)
(La seduta sospesa alle ore 00.50, è ripresa alle ore 02.10)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che avevamo votato il prelievo
del disegno di legge 743/A. Se non ci sono proposte diverse,
devo aprire la discussione generale sul disegno di legge 743/A,
relativo ai Coreco.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, intervengo soltanto per avanzare una
richiesta. Io, credo che gli eventi che si sono succeduti nelle
ultime ore in Aula, le prese di posizione che ci sono state, le
cose che sono state dette e l'evolversi piuttosto concitato della
situazione politica, soprattutto dopo l'intervento dell'assessore
Castiglione e le sue dimissioni e l'intervento del Presidente
della Regione richiedano una valutazione da parte dell'Aula, da
parte delle forze politiche, per cui le chiedo formalmente di
consentire gli interventi che verranno richiesti dai gruppi sulla
situazione che si è determinata.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevole
Presidente della Regione, signori deputati, su qualunque altro
argomento e su qualunque altra questione uno scontro sia pure
acceso tra un componente appartenente ad un gruppo di maggioranza
e il Governo certo avrebbe suscitato interesse e attenzione, ma
uno scontro quale quello che si è verificato tra un esponente
della maggioranza di Governo e il Governo, almeno il Governo
nella persona dell'Assessore all'industria intorno alla questione
non tanto dello scioglimento degli Enti economici quanto sulla
questione specifica dell'Italkali, io credo non possa non
suscitare grande attenzione ed entro certi limiti grande
apprensione.
Perché, poi, alla fine, cosa è successo? C'è stato un
esponente della maggioranza di Governo che ha accusato il Governo
e segnatamente l'Assessore per l'Industria preposto al ramo di
condurre avanti operazioni legate ad interessi oscuri, a
favoreggiamento di determinate situazioni, dall'altro abbiamo
avuto una replica dell'Assessore all'Industria che ha esattamente
ribaltato la situazione accusando l'esponente politico del gruppo
di maggioranza di essere a sua volta portatore di interessi
oscuri, di fare riferimento a situazioni affaristiche ecc.
Ora, il Presidente della Regione, per dirimere la vicenda
insorta tra il suo Assessore e un esponente della maggioranza, ha
accusato l'opposizione di essere contraria allo scioglimento
degli Enti e di essere attraversata da pulsioni, tensioni che
favoriscono interessi oscuri.
Ora, come vedete, si tratta innanzitutto di una illogicità
manifesta. Per carità, il Presidente della Regione a illogicità
manifeste ci ha abituato oramai da tempo, ma certamente su questa
vicenda o su vicende come queste, signor Presidente, non è
consentito a nessuno, meno che mai al Presidente della Regione,
di potere formulare valutazioni di questo tipo.
Intanto tengo a chiarire qual è la mia posizione, la nostra
posizione: noi siamo assolutamente favorevoli allo scioglimento
degli Enti, credo che lo abbiamo dimostrato quando abbiamo
partecipato ai lavori che hanno interessato questo argomento,
però, vede particolarmente sensibili sulla questione
dell'Italkali, perché riteniamo che l'Italkali sia una delle
vicende più emblematiche che abbiano attraversato la storia della
Sicilia e la storia dell'autonomia siciliana per lo meno negli
ultimi 30 anni.
Una delle storie emblematiche e non la sola ma una delle più
emblematiche. E poichè su questa vicenda la sensibilità del mio
gruppo e la mia particolare è estrema, signor Presidente della
Regione, io le ricaccio indietro qualsiasi insinuazione che lei
ha fatto o possa fare su questo.
Le ricordo che lei era componente di quella maggioranza che
nella legislatura compresa tra il 1991 e 1996 (ed in alcuni
passaggi lei era membro di quei governi) ha votato leggi a
ripetizione che hanno finito per favorire sistematicamente il
socio privato della Italkali, spesso anche contro gli interessi
della Regione.
Per quanto mi riguarda, mi limito a testimoniare la mia
posizione, peraltro ben nota, mantenuta e assunta nel corso di
dodici anni, facendole vedere, onorevole Presidente della
Regione, questo piccolo dossier che si chiama 'Italkali: la
vergognosa storia dei padroni delle miniere', redatto dal mio
Gruppo nel febbraio del 1993, reso pubblico attraverso la stampa,
consegnato a tutti, consegnato anche alla Procura della
Repubblica di Palermo che, credo, ne abbia fatto un uso
dovizioso, e un altro documento, che io conservo come una sacra
reliquia: l'atto di citazione che l'avvocato Morgante, tramite
gli avvocati Morgante, Mormino e Guarrasi, ha fatto nel marzo del
1993 contro la mia persona. Questa causa è ancora in corso, non è
finita.
Ciò per testimoniare a lei e a tutti qual è la nostra
posizione sull'Italkali e su tutta la vicenda degli Enti
economici e per testimoniare, altresì, come nel corso di questi
anni, mentre alcuni favorivano sicuramente interessi oscuri a
danno della Regione, altri si sono battuti accanitamente
rischiando e pagando di persona anche contro questi interessi
oscuri affinchè si facesse piena luce su tutte le vicende.
Detto questo, la questione che si pone però apparentemente è
la questione relativa agli Enti economici.
La questione è ben più ampia e riguarda, signori deputati,
la condizione politica in cui si trova ormai ad operare da
qualche tempo quest'Assemblea e più in particolare la questione
che deve essere risolta prima possibile, pena un degrado, quale
credo tutti noi avvertiamo, delle condizioni generali in cui ci
si trova ad operare. La domanda fondamentale è se c'è un governo
e se c'è una maggioranza che è in grado di sostenere questo
governo. Questa è la questione di fondo.
Cosa è successo in queste due ultime settimane? Un partito
che sostiene la maggioranza di governo ha dichiarato formalmente
la crisi, anche se poi ha accettato di rinviarla di qualche
settimana; il governo ha presentato in Aula alcuni provvedimenti
che sono stati battuti addirittura al passaggio all'esame degli
articoli, evidentemente perché la sua maggioranza, onorevole
Drago, non ha ritenuto di doverli approvare.
E' successo che non si è riusciti a dare il voto finale su
alcuna delle leggi che l'Assemblea regionale siciliana ha nel
frattempo varato, perché non si è mai riusciti a raggiungere il
numero sufficiente di deputati, evidentemente con il grande
maggioritario concorso dei deputati della maggioranza nella
assenza.
E' successo che il Governo è stato battuto con un voto
d'Aula su un provvedimento su cui aveva posto grande attenzione e
che era stato pubblicizzato e reclamizzato come uno degli atti
fondamentali che questo Governo aveva compiuto qual è quello
delle Soprintendenze.
In tutto questo non è successo niente. Facce di bronzo hanno
continuato imperterriti a sostenere l'esistenza di un Governo,
l'esistenza di una linea, l'esistenza di una volontà che
evidentemente giorno per giorno, ora dopo ora, minuto dopo
minuto, provvedimento dopo provvedimento, invece, si dimostrava
palesemente a quest'Aula e a tutti i siciliani che non c'era.
Come non c'è ormai alcuna forma di legame all'interno della
maggioranza; c'è uno spappolamento generale all'interno dei
gruppi, tra i partiti che compongono la maggioranza, tra i
partiti e il Governo, una condizione di assoluto collasso che io
credo debba avere immediatamente fine.
Dunque, la questione che si pone non sono le dimissioni
dell'assessore Castiglione, la questione che si pone sono le
dimissioni del Governo.
Per quanto ci riguarda, lo diremo, se ci sarà un momento
in cui si potrà formalizzare questo orientamento, noi non siamo
disponibili ad accettare alcuna proposta, fermo restando che noi
abbiamo la coscienza pulita, pulitissima e che sulla questione
degli Enti economici non abbiamo scheletri nell'armadio e non
siamo assolutamente preoccupati di affrontare l'opinione pubblica
su questo, ma noi non siamo disponibili ad andare avanti se prima
non vengono annunciate le dimissioni del Governo.
Questa è la questione all'ordine del giorno. Non ve n'è
un'altra. Questa è la sola mossa, la sola scelta, la sola
condizione che consente a questa Assemblea, che consente alle
forze politiche di recuperare il senso delle cose che stanno
avvenendo e il senso anche delle cose che si stanno facendo e
consente, altresì, avendo liberato questo che ormai è un peso
ingombrante, che è soltanto lì per essere rimosso, di liberare
qualche prospettiva.
Certo, tutto questo è ancora molto al di là da venire, ma -
ripeto - la questione all'ordine del giorno sono le dimissioni
del Governo.
Questa per noi è la condizione indispensabile per potere
aderire a qualunque altra prosecuzione dei lavori.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se avessimo
potuto parlare, intervenire subito dopo le dichiarazioni del
Presidente della Regione, come sarebbe stato utile, anche ovvio,
avremmo risparmiato delle ore in questa giornata nella quale di
ore ne abbiamo perse molte, tutti assieme. Ovviamente in politica
il tempo non si butta mai, però ore a trovare mediazioni
difficili, a trovare accordi per proseguire nei lavori di
chiusura di questa sessione estiva, a trovare una quadratura
difficile del cerchio di leggi complicate, diverse, che avrebbero
dovuto portare questa Assemblea regionale a preparare, poi, le
condizioni della nuova sessione a settembre.
E, invece, ci siamo trovati davanti a quello che è stato lo
sbocco naturale di questi ultimi mesi; e non poteva essere
diversamente. Noi non siamo granchè meravigliati delle
dimissioni dell'assessore Castiglione. Se non sbaglio, ha
pronunciato per due volte la parola "irrevocabili"; le dimissioni
irrevocabili anche secondo il Regolamento di questa Assemblea
hanno delle conseguenze particolari, anche regolamentari, a meno
che non contribuiamo tutti a ridurre questa Assemblea in quello
in cui la stiamo riducendo, consentitemi di usare questi termini.
Dovremmo tutti assieme trovare un momento di verifica del
nostro ruolo di parlamentari, di verifica del rispetto dei
regolamenti, di verifica del rispetto anche dei nostri
comportamenti dentro questa Assemblea.
"Dimissioni irrevocabili" ha pronunciato l'assessore
Castiglione. E ne sono lo sbocco di questi mesi, di mesi di
crisi, nonostante i proclami pomposi, itineranti per la Sicilia,
del Presidente della Regione. Mesi di crisi, mesi di sconfitte
del Governo, mesi e ultime settimane nelle quali il Governo non
ha retto quasi mai la prova dell'Aula, se è vero come è vero che
siamo arrivati a stasera senza riuscire ad esitare ancora disegni
di legge, a dare un voto finale su disegni di legge. E sappiano
perchè quel voto non è stato dato: perchè la maggioranza ed il
Governo non avrebbero retto la prova dell'Aula.
E stasera siamo arrivati all'epilogo, all'attacco non di un
deputato, di un gruppo parlamentare della maggioranza. Infatti,
se non sbaglio, l'onorevole Virzì è il vicepresidente del Gruppo
parlamentare di Alleanza nazionale, il quale denuncia un sistema
affaristico che agirebbe all'interno del Governo attorno allo
scioglimento degli Enti economici, il quale viene accusato
dall'assessore Castiglione e, poi, dallo stesso Presidente della
Regione di parlare sostanzialmente a nome di vecchie lobbies e di
potentati economici e politici.
Si invoca dal Governo l'intervento della Commissione
regionale e della Commissione nazionale Antimafia sulla vicenda,
i ritardi, i travagli dello scioglimento degli enti economici e
abbiamo sentito anche delle cose, come dire, un poco di colore,
l'onorevole Virzì del resto spesso non riesce che esprimere
questo. Addirittura ha mobilitato l'onorevole Virzì nel suo
attacco all'Assessore Castiglione la coerenza del partito delle
categorie umane e culturali e la sua coerenza come espressione di
una razza spirituale, ha recuperato il vecchio armamentario
"evoliano - nazista" per portare a fondo l'attacco all'Assessore
Castiglione.
Io non so che legame ci sia tra la razza spirituale e gli
interessi di gente come Morgante, come Guarrasi come Musco, cioè
di quel sistema di potere e di interessi che attorno all'Italkali
ha costruito uno scambio politico affaristico e imprenditoriale
dentro un sistema di potere che in questi anni, proprio attorno
alla vicenda dell'Italkali, si è sedimentato. Ma queste
valutazioni le lasciamo all'onorevole Virzì.
E' un semplice deputato che ha fatto questo attacco? E' il
Gruppo di Alleanza Nazionale che si è pronunciato? E allora
esiste ancora su un punto così delicato, onorevole Presidente,
lei non può sfidare nessuno non credo che sia in condizioni di
sfidare nessuno Presidente della Regione, c'è la sua maggioranza
che sta venendo meno. Sappiamo che c'è un gruppo il Gruppo
parlamentare del CCD che di questa operazione non è convinto,
sappiamo che il Gruppo di Alleanza nazionale è spaccato e
comunque la maggioranza si è espressa per bocca dell'onorevole
Virzì, abbiamo ascoltato quì in questa Aula e poi fuori il
Presidente di una Commissione ,l'onorevole Grippaldi, dire che
accoltellare un morto - non so se il morto con questa visione
macabra sarebbe l'Assessore o il Governo - non è un reato, il
capogruppo di Alleanza Nazionale addirittura vuole togliere la
parola, vuole negare la parola in Parlamento all'Assessore
Castiglione quando chiede di difendersi dagli attacchi del Vice
capogruppo di Alleanza Nazionale: beh cos'altro deve succedere
in questo Parlamento? Cioè in una sede istituzionale dove questo
Governo nelle ultime settimane ha visto bocciato il passaggio
agli articolo di importanti leggi, ha visto l'Assessore al
bilancio sconfitto diverse volte, ha visto bocciato un
provvedimento che era stato presentato come una svolta epocale
per quanto riguardava i beni culturali e la gestione delle
sovrintendenze, ha visto un assessore in queste ore dimettersi in
modo irrevocabile ed il Presidente della Regione col suo sorriso
tranquillo dire 'non è successo niente, anzi voi opposizione
dovete venire a dimostrare che volete sciogliere gli enti.
Signor Presidente, le ricordo che il relatore di queste
legge per le dismissioni degli enti è un deputato
dell'opposizione e poi l''opposizione, con posizioni diverse, si
è pronunciato sullo scioglimento degli enti economici. Gli
ostacoli, le perplessità, le lobbies che hanno agito in questo
Parlamento sono venute fuori tutte da dentro la sua maggioranza e
da dentro la sua maggioranza è venuto l'attacco che ha portato
alle dimissioni del suo assessore all'industria.
Ma come non vi rendete conto che siete voi che state
paralizzando quest'Assemblea regionale, siete voi che state
contribuendo al discredito di questa Istituzione Io lo so che il
giudizio della gente, dei siciliani ormai travolge tutti,
maggioranza e opposizione, ma non si dica che questa Assemblea
regionale è paralizzata per la responsabilità delle opposizioni,
è paralizzata per la vostra incapacità, per la vostra incultura
di Governo, per la vostra assenza di una maggioranza parlamentare
in grado di sostenere l'azione di un Governo.
Allora fermatevi, siete ancora in tempo, siamo ancora in
tempo tutti, onorevoli colleghi Mi rivolgo anche ai parlamentari
della maggioranza, siamo ancora in tempo tutti per salvare la
credibilità di questa Assemblea regionale, che va ben al di là
del ruolo di una maggioranza e del ruolo di un Governo, perchè
questo è il luogo della dialettica parlamentare e l'espressione
politica e parlamentare voluta dai siciliani.
E allora davvero dovete sgombrare il campo, onorevole Drago
Non so se lei si renda conto che le sfide che lancia non sono
credibili, perchè ogni volta che lei lancia una sfida viene
sempre battuta inn quest'Aula.
Non si è dimesso il capogruppo di un partito di opposizione,
si è dimesso un assessore del suo Governo, lo scontro è con uno
dei gruppi parlamentari più grandi della sua maggioranza e allora
ne prenda atto e, per piacere, ci risparmi anche queste scenette
"mi dimetto", "non mi dimetto", "se non passa questa legge sfido
il Parlamento", per piacere ritrovi anche lei una dimensione,
onorevole Drago
Le femministe dicono "Abbiate la coscienza del limite",
ecco, ritrovate anche voi la coscienza del limite, perché questo
sarebbe davvero un servizio per questa Istituzione.
Io davvero credo, signor Presidente dell'Assemblea, che le
dimissioni di questo Governo sono la condizione per poter andar
avanti, la condizione per poter riaprire una discussione, una
normale dialettica istituzionale, per proseguire anche nella
chiusura di questa sessione estiva.
E io vorrei ricordarle, Presidente della Regione, che nella
ultima Conferenza dei capigruppo, che abbiamo tenuto qualche ora
fa, lei non si è messo in modo pregiudiziale a chiedere come
primo punto le dismissioni degli enti, non ha detto e sostenuto
che prima bisognava approvare il disegno di legge per le
dismissioni degli enti e poi le altre 11 o 15 leggi che sono già
pronte per l'Aula, lei ha accettato di dire che si chiudeva la
discussione generale e si rinviava a settembre.
Ha ritrovato soltanto la voglia della sfida quando un suo
assessore si è dimesso, facendo precipitare anche la sua
responsabilità rispetto alla dilazione per evitare lo scontro
diretto col partito di Alleanza nazionale.
Questa è la verità dei fatti E questa verità può essere
sostenuta da tutti i Presidenti dei Gruppi che erano presenti
nella Conferenza dei capigruppo.
Allora, davvero, ritrovate la serietà dei vostri
comportamenti, ritrovate la serietà del rapporto di dialettica
normale tra un governo e un parlamento e sgombrate il campo di
questa vostra presenza che sta tenendo bloccati e paralizzati i
lavori di questa Assemblea regionale.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente e onorevoli colleghi, prima di
sollevare questioni politiche ritengo, necessario richiamare una
questione di civiltà, perché ritengo estremamente incivile che
parlamentari da stamattina alle dieci impegnati qui in questo
Parlamento, ancora alle 2,35 debbano stare qui a discutere
attorno al vuoto che si è creato.
Si è creato un problema di credibilità di questo Parlamento
nei confronti delle istituzioni, si annuncia urbi et orbi che
l'Assemblea chiuderà i lavori il 31 luglio, inopinatamente si
cambia programma, ma se qualcuno pensa che questo comportamento
aumenti il prestigio dell'Istituzione si sbaglia, questo porta un
ulteriore degrado delle istituzioni.
Chiuso questo problema, che poi c'è anche un problema di
responsabilità: io non so fino a che punto l'Assemblea regionale
siciliana può ancora permettere che i propri dipendenti, i propri
funzionari svolgano 18 ore di lavoro e fino a che punto ogni
parlamentare non ritiene, scoccata l'ora 24.00 del 31 luglio, di
chiudere i lavori e abbandonare. Sono problemi che dobbiamo
incominciare a porci.
Chiusa questa vicenda, dobbiamo vedere poi l'aspetto
politico e qui abbiamo visto sollevare problemi di una estrema
gravità politica. Da un lato si è cercato di potere conciliare il
'sansepolcrismo' con l' 'italkalinismo', nel senso che da
posizioni politiche, ideologiche rigide dopo di che c'è
l'apertura verso una questione di una società a partecipazione
regionale.
Noi sappiamo che l'Italkali è uno dei grandi misteri della
Sicilia, quindi nessuno può pensare che la questione possa andare
avanti come se nulla fosse. Essendo uno dei misteri più grossi
della Sicilia dobbiamo andare con i piedi di piombo, ed io
ritengo che la filosofia del disegno di legge presentato a suo
tempo dal Governo poteva risolvere per certi versi la questione,
anche se avevamo presentato alcuni emendamenti che dovevano
portare nei giusti binari tutta la questione dello scioglimento
degli enti.
Noi abbiamo, quindi, una situazione politica che si
trascina ormai da tempo; sono stati qui ricordate dai colleghi
che mi hanno preceduto tutte le questioni della bocciatura del
disegno di legge sulle banche, tutte le questioni che riguardano,
per esempio, la bocciatura del provvedimento dell'Assessore
Croce.
Io, per esempio, non riesco a capire come l'Assessore Croce
rimanga ancora in carica; Assessore Croce lei, su quel
provvedimento, ha impegnato tutto se stesso, dopodiché viene
bocciato il provvedimento e lei imperterrito resta lì.
L'impressione mia sa qual è? Che a voi componenti di questo
Governo ogni vergogna vi onora; per cui più vergogne assommate,
più onori ritenete di avere conseguito. Ognuno, evidentemente,
giudica come ritiene di potersi giudicare.
GRIPPALDI. Non è una vergogna. La vergogna è altro, non un
voto.
DI MARTINO . A mio modo di vedere, politicamente, secondo me,
a questo Governo ogni vergogna lo onora, cioè ogni vergogna lo
ritiene un fatto di onore e sono problemi loro; sono problemi
che, evidentemente, giudica come deve giudicare.
Abbiamo un'altra serie di questioni che qui dobbiamo
affrontare per chiudere per sempre: il Presidente della Regione
ha lanciato una sfida all'opposizione: "Perché se voi non aiutate
questo Governo e questa maggioranza siete contro lo scioglimento
degli enti".
Questa è una mistificazione - per dire il termine più adatto
- cioè questo è un insulto a parlamentari, a partiti e a forze
politiche che non hanno mai avuto rapporti se non chiarissimi con
tutti i gruppi o sedicenti gruppi che vi sono in questa Regione.
Però cosa viene fuori in questa realtà siciliana? Parlavo
con parlamentari amici di prima e di seconda Repubblica;
ricordavo a questi parlamentare della prima Repubblica che in
quel periodo c'erano gruppi capitalisti - mi pare un po'
esagerato - gruppi economici che erano a servizio di alcuni
potentati politici.
Adesso è cambiato, adesso sono questi potentati - tra
virgolette - politici - si tratta di poveri diavoli, di poveri
uomini sostanzialmente - che sono a servizio dei potentati
economici, anche minuscoli, a livello regionale.
E' questa la nuova classe politica che deve dirigere la
Regione?
Ma stiamo attenti, perché non è possibile andare avanti in
questo modo; dico esattamente quello ..... se vuole glielo
ripeto: nella prima Repubblica vi erano piccoli potentati
economici a servizio di gruppi politici; nella seconda
Repubblica vi sono gruppi politici a servizio di piccoli
potentati economici; questa è la realtà, questo è quello che si
è visto questa sera in questa Assemblea, se lei non se ne
accorge, onorevole Beninati, la colpa non è mia.
Io sono miope e presbite contemporaneamente, però cerco di
correggermi con gli occhiali, lei faccia uno sforzo per rendersi
conto che è così.
Ora io, onorevole Presidente, non la voglio fare lunga, qui
si è parlato tanto di Italkali; per esempio nessuno ha scoperto
che l'Italkali è diventato un droghiere all'ingrosso della
Regione siciliana, cioè la società a maggioranza capitale
pubblica vende droga all'ingrosso in campo nazionale, così
attraverso gli atti ho scoperto.
Ho scoperto che non vengono presentati ancora i bilanci
degli ultimi tre anni, ho fatto fare la ricerca e non mi
risultano, poi ne ha dato conferma anche l'Assessore, cioè non
vengono presentati al registro delle imprese nuovo che c'è alla
Camera di Commercio i bilancio di questa società.
E qui ancora c'è qualcuno che pensa che possiamo
trastullarci su tutte queste vicende. Io concludo, Presidente,
stavolta realmente, noi siamo ancora una volta dinanzi - questa
volta mi consenta - a volgari voltafaccia del Presidente della
Regione, mi dispiace usare queste parole.
Il Presidente della Regione che, nella Conferenza dei
Capigruppo e anche su sollecitazione - per carità, io non mi
scandalizzo che ci sia un gruppo politico che chiede il rinvio di
un provvedimento, assolutamente, è più che legittimo, perché
ognuno deve cercare di portare ad unità le proprie anime interne
dei vari partiti, nessuno scandalo - però accetta lì nella
Conferenza dei Capigruppo, e questo nessuno lo può negare, il
rinvio della legge sullo scioglimento, sulla soppressione degli
enti, appena l'Assessore, dopo lo scambio di accuse reciproche di
immoralità o di malavitosità pubblica tra un deputato della
maggioranza e un assessore, tutt' assieme viene qui a sfidare
l'opposizione per dire: "se voi non mi aiutate a fare questa
legge, voi siete contro lo scioglimento degli enti"
Cioè siamo diventati noi gli amici, l'opposizione, di questi
gruppi sedicenti, capitalisti della Regione siciliana che hanno
spremuto per una vita, che hanno succhiato latte dalle mammelle
di mamma Regione.
Siamo dinanzi ad un altro volgare voltafaccia del Presidente
della Regione
Il Presidente della Regione continua in questo andazzo,
accetta di rinviare lo scioglimento degli enti e adesso viene
qui, pensando di fare la sfida.
Ma a chi fa paura? Ma veramente ancora Lei, onorevole Drago,
ritiene di potere rappresentare questa Regione? Ma Lei si rende
conto in quale discredito ha portato questa Regione, compreso il
suo comportamento di questa sera? Ma Lei veramente è convinto di
potere continuare a mentire a questo Parlamento, a mentire al
popolo siciliano, Lei veramente ritiene di potere continuare
così?
Faccia pure, se la sua maggioranza è in grado ancora di
sostenerla e ritiene di sostenerla. Lei ha portato, ormai, la
Regione nel più profondo discredito agli occhi dell'opinione
pubblica, con i suoi comportamenti, con il suo modo di
comportarsi.
Quindi, concludo, onorevole Presidente, associandomi alle
richieste, nell'interesse della Sicilia, per il decoro anche di
questa Assemblea, di chiudere le questioni che abbiamo aperte,
affrontare con più serenità, perché Le assicuro che quando Lei
accusa deputati dell'opposizione che sono per lo scioglimento
degli enti, contro lo scioglimento degli enti, perché voglia
avvantaggiare i vari Morganti, i vari boiardi o semi boiardi
regionali, Lei fa ridere, perché nessuno ci crede.
Lei fa ridere soltanto. Lei continua in questo modo e Lei si
rende conto che noi non possiamo andare avanti così. Lei, l'unico
atto di saggezza che può compiere è quello di andarsene. Se ne
deve andare
Io non so ancora questa maggioranza, questi assessori, come
stiano ancora attorno a lei. Stasera voglio capire se
l'Assessore Castiglione diventa un 'pentito delle dimissioni' o
meno o conferma le dimissioni.
Questi problemi vogliamo chiuderli e io ritengo che dobbiamo
portare avanti quelle leggi che sono state approvate per un
minimo di prestigio di questo Parlamento ed affrontiamole con
serenità le questioni.
Intanto, se vuole la sfida, la sfida si accetta senza
nessuna preoccupazione, poi vediamo in quale parte sta il torto
della Regione e vediamo se Lei ancora può pensare di prendere per
i fondelli il popolo siciliano
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Granata. Ne ha
facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi non posso, né
voglio esimermi dall'intervenire in questo dibattito per le cose
gravi che sono state dette in questa Aula, per la serietà degli
argomenti che sono stati affrontati nel corso dell'infuocato
dibattito che ha preceduto questa discussione, per il ruolo
istituzionale che occupo all'interno di questo Parlamento ed in
ultimo, se mi consentite, per il modesto ruolo politico e di
identità precisa che rivesto all'interno di uno schieramento e di
un'area politica.
Io credo che sulle dismissioni non vadano fatti i dibattiti,
vanno fatte le dismissioni e vanno fatte perché crediamo
profondamente, personalmente credo profondamente, che quando
prima il Presidente Provenzano, che fu colui il quale coniò la
fortunata formula della fine della Regione imprenditrice, che fa
concorrenza ad altri imprenditori e che ostacola lo sviluppo
della Sicilia, poi il Presidente Drago, che ha ripreso questa
linea politica confortato dall'intero Governo della Regione
siciliana, sia il Governo Provenzano sia il Governo Drago, quando
coerentemente l'Assessore per l'industria Castiglione ha seguito
questo tipo di indicazione, approntando un disegno di legge, sul
quale ritengo tutti coloro i quali hanno memoria storica,
capacità di analisi su quelli che sono stati i meccanismi che
hanno portato alla creazione di alcuni carrozzoni che lo stesso
Virzì oggi bene ha descritto nella prima parte della sua
relazione, perchè una cosa è certa la ricostruzione storica che
fa Virzì della creazione della nascita della gestione degli enti
economici regionali è puntuale, esattamente ciò che è avvenuto.
Allora la linea di demarcazione precisa, netta che non è
neanche di natura ideologica, passa tra chi queste dismissioni le
vuole e le vuole subito e le vuole in osservanza di ciò che la
norma che insieme ci siamo dati per procedere in modo razionale e
rapido al primo passo della modernizzazione di questa Regione,
e chi queste dismissioni non le vuole.
Io sono personalmente convinto che una parte della replica
del Presidente Drago, che pure ha fatto innervosire autorevoli
colleghi dell'opposizione, ha un fondamento di verità, perchè,
quando vicende lobbistiche complesse investono profondamente il
tessuto sociale, economico e politico di una Regione, queste non
investono settori della vita parlamentare, investono
trasversalmente l'intero arco delle forze politiche e
parlamentari anche di questa Assemblea regionale siciliana e devo
dire che sono particolarmente convinto di questo passaggio,
perchè vedete non dobbiamo commettere l'errore di criminalizzare
le posizioni.
Io so, perchè è un dato certo, oggettivo, che l'onorevole
Grippaldi, che pure presiede la Commissione Attività produttive,
ha avuto con l'onorevole Castiglione un livello di polemica
dialettica, che fa parte della normale dialettica politica,
perchè l'onorevole Grippaldi aveva particolarmente a cuore alcune
vicende che ricordavano, ad esempio, i livelli occupazionali
della provincia di cui egli è deputato, che riguardavano, ad
esempio, l'esatta entità delle perizie sulla miniera stessa.
Sono vicende delle quali nessuno può permettersi
di demonizzare le posizioni. So che l'atto politico concreto che
il Presidente Grippaldi ha prodotto, come Presidente della terza
Commissione, è che ha portato in Aula il disegno di legge sulle
dismissioni, affidando la relazione dello stesso a un membro
autorevolissimo dell'opposizione, a dimostrazione che c'era
univocità politica di intenti in quella Commissione di arrivare
al processo di dismissione.
So anche che quanto si è sottolineato, anche sulla stampa,
che pressioni forti si erano registrate nei confronti del
processo di dismissione e che quando si è detto che nel corso
degli anni enormi sprechi, enormi illegalità si erano commesse
nella gestione degli enti economici regionali, sono stati due
parlamentari di Alleanza nazionale, Caputo e Stancanelli, a
richiedere l'intervento, l'indagine conoscitiva approfondita
dalla Commissione parlamentare di inchiesta nazionale e regionale
sugli enti economici regionali.
Questo lo devo dire, vedete, non parlando, perchè non ne ho
il titolo, a nome di un partito, ho il titolo morale di parlare
a nome di una comunità umana e politica, che ha fatto
dell'antagonismo a quel partito unico del denaro che ha distrutto
la Sicilia e che ha riguardato tutti, amici parlamentari, non ha
riguardato settori circoscritti della politica regionale.
Onorevole Di Martino, era complessa la vicenda dei suoi
anni, era complessa la vicenda di quali erano i referenti
politici interni a questa Assemblea, interni allo scenario
politico regionale che avevano collegamenti precisi con alcune
forze che pure oggi continuano a cercare di dire la loro su
quella che deve essere la dinamica dell'economia e della politica
di questa Regione.
C'è un dato di fatto certo: che noi dobbiamo procedere alla
dismissione degli enti e dobbiamo farlo al più presto, perchè la
dismissione degli enti, anche perchè si è caricata di tutti
significati che anche il dibattito di questa sera ha
caratterizzato, assume una valenza simbolica enorme, non per il
Governo Drago, per questo Parlamento, per questa classe politica,
per questo nuovo gruppo dirigente.
Io sono convinto che all'interno di questo Parlamento
esistono forti ramificazioni di quegli interessi che vogliono
impedire questo processo di mordernizzazione, il problema è che
non con i dibattiti ma con gli atti parlamentari e con le
posizioni pubbliche lineari si capirà chi sta dalla parte delle
dismissioni e chi sta dalla parte della legalità, si capirà chi
vuole dismettere dei carrozzoni che hanno distrutto l'economia
regionale e chi, invece, per mille e attraverso mille meccanismi
- e, non sempre quelli più evidenti sono quelli veri - vuole
raggiungere questo scopo e questo risultato.
Allora, il ragionamento che noi questa sera dobbiamo cercare
di fare, e concludo, è che da una parte dobbiamo arrivare
certamente ad onorare alcuni impegni legislativi che abbiamo
assunto nei confronti della realtà socio-economica siciliana.
Qui non si tratta di andare ad approvare delle leggi, perché
facendo questo si rende più forte la coalizione che sostiene
questo Governo o questa formula di maggioranza. Abbiamo lavorato
per mesi e soprattutto in questi ultimi giorni per fare delle
leggi importanti per l'economia siciliana e queste leggi a mio
avviso stasera devono essere portate al traguardo, devono essere
approvate.
Allo stesso tempo dobbiamo avere una data certa e
vicinissima sulla quale misurare subito la volontà reale e
concreta delle forze politiche e dei singoli parlamentari di
arrivare al processo di dismissione, perché la destra siciliana,
Alleanza nazionale vuole le dismissioni e vuole impedire anche
che attraverso una certa suggestione, che è circolata e che
fortemente è circolata soprattutto su un piano giornalistico, ma
anche all'interno del Parlamento ed all'interno della società
siciliana, nessuno possa pensare, invece, di dismettere un intero
patrimonio fatto di battaglie politiche, fatto di posizioni
cristalline, fatte di di antagonismo e di opposizione a quel
partito delle lobbies e degli interessi che, spesso, colluso con
la mafia, ha distrutto la Sicilia.
Noi siamo per le dismissioni degli enti economici, non siamo
per le dismissioni della nostra identità politica e culturale. E,
vogliamo fare questo processo parallelamente ad altri soggetti
che, partendo da presupposti ideologici diversi, hanno, e ne
siamo convinti, la stessa capacità di non avere condizionamenti
lobbistici da parte di interessi che ci sono, che esistono, che
non sono da semplificare nella loro individuazione e che possono
anche tra di loro trovare dei punti di raccordo e di convergenza.
Quindi, ritengo indispensabile, Presidente Cristaldi e
Presidente Drago, arrivare ad una definizione di ciò che abbiamo
fatto su un piano legislativo ma soprattutto arrivare ad una
definizione chiara, netta, da un punto di vista legislativo, per
mettere la parola fine al più presto, entro la chiusura, che io
spero sia rinviata di qualche giorno, di questa sessione estiva,
di questa sessione legislativa, alla dimissione degli enti
economici regionali.
Soltanto così all'ora del voto, delle scelte, all'ora delle
dichiarazioni e degli atti concreti, creeremo quella demarcazione
tra chi vuole una nuova Regione, tra chi vuole modernizzare la
Sicilia e chi vuole, ancora, farsi condizionare da piccoli o da
grandi interessi che sono quelli di sempre ma, - consentitemi
anche questa piccola annotazione che non è personale ma è
politica - contro le quali, comunque, la stragrande maggioranza
di quelli che fanno parte di una determinata comunità politica,
che non è la razza spirituale che evocava l'onorevole Forgione,
di evoliana memoria, ma che è una comunità che qui in Sicilia ha
fatto opposizione; è una comunità che ha visto l'attuale
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, su questi banchi,
fare opposizione e farla in modo radicale, pulito e lineare nei
confronti di chi realmente ha creato quel mostro che, oggi,
attraverso e grazie al disegno di legge prodotto dalla terza
Commissione e sostenuto fino in fondo dai due Governi, prima
Provenzano e poi Drago, e dall'assessore Castiglione, deve
arrivare alla giusta conclusione nel giro di pochissimi giorni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito di
questa sera investe grandi questioni che devono essere trattate,
così com'è stato fatto negli interventi di chi mi ha preceduto,
in modo connesso ed è la questione delle privatizzazioni. E' la
questione della tenuta di un Governo, della tenuta di una
maggioranza.
Io mi trovo, anche per dovere di correttezza, a dovere
preliminarmente affermare un fatto: questo Governo, questo
Presidente della Regione non ha nel corso delle Conferenze dei
presidenti dei gruppi parlamentari che si sono fin qui succedute
mai chiesto il rinvio del disegno di legge sulle privatizzazioni,
ha preso atto di una decisione della Conferenza dei capigruppo
che preliminarmente ha deciso di concludere la sessione così come
aveva precedentemente stabilito, cioè il 31 luglio, prendendo
anche atto che alla luce del nuovo Regolamento sarebbero comunque
trascorse le 24 ore in base alla presentazione degli emendamenti
annunciati e, comunque, si sarebbe sforato il termine del 31
luglio.
Lo faccio, non per la vanità cronachistica di chi ha
partecipato ad una riunione, ma lo faccio perché da questa
premessa consegue politicamente l'esito di quello che non è stato
un impegno occasionale di questo Governo e neanche di una
maggioranza. Infatti, onorevoli colleghi, il processo di
dismissioni, il processo di privatizzazioni si iscrive nel DNA,
nel codice genetico della maggioranza alla quale io aderisco, del
partito nel quale io milito, e che mi onoro qui di rappresentare,
che è Forza Italia.
Quando noi siamo arrivati all'Assemblea regionale siciliana,
15 deputati nuovi che non hanno nulla a che spartire con le
vicende del passato e che possono permettersi qui di potere
affermare con la pacatezza del caso che si può ragionare in
Sicilia di privatizzazioni, che si può ragionare in Sicilia di
dismissioni, senza parlare di affari, occupandosi di atti
legislativi, occupandosi di procedimenti che portano a
conclusioni legislative.
Se ci è concesso l'onore di occuparci delle leggi, onore che
ci è stato concesso dal Parlamento siciliano, noi di quello
vogliamo occuparci, delle leggi.
Il Governo Provenzano, e diceva bene l'onorevole Granata,
perché ogni tanto nella vita politica come nella vita civile,
fanno bene le gratificazioni. Il Governo Provenzano, che ha
inventato la definizione della "Regione imprenditrice" e del
basta alla regione imprenditrice ha fatto...
MORINELLO. E' una cosa vecchia
SILVESTRO. Non ha detto niente di nuovo.
FORGIONE. Il suocero di Miccichè è il presidente della Vini
Corvo. Questa è la Regione imprenditrice?
ALFANO. Quel Governo ha fatto della privatizzazione un proprio
cavallo di battaglia. Ed è da quel Governo che nasce questo
processo di privatizzazione.
Onorevoli colleghi, e quando c'è una reazione di questo
tipo, è la conferma della verità di quello che andiamo dicendo in
questa sede, onorevole Di Martino, mi consenta
Allora, diciamoci con franchezza quello che è accaduto. E'
accaduto quello che avviene in tutte le maggioranze che
affrontano grandi temi, che affrontano i temi che vanno a toccare
i nervi scoperti della storia siciliana e quando si toccano i
nervi scoperti, non è difficile che ci siano reazioni scomposte.
Allora, diciamoci la verità Siamo arrivati in Aula con un
disegno di legge che è perfettibile, ma che segna una rotta, che
segna una direzione, ma soprattutto che segna una direzione di
confronto democratico tra chi all'interno di una commissione
legislativa ha affrontato con serenità un argomento fino al punto
di concedere la relazione sul disegno di legge all'esponente di
maggiore spicco nella commissione legislativa di merito, facente
parte dello schieramento dell'opposizione.
Questa è la verità politica. E se la verità politica è
questa, onorevole Presidente, va dato atto al suo Governo di
avere perseguito con tenacia, con i tempi, con i modi, con i
ritmi di questa Assemblea: l'obiettivo delle privatizzazioni. Lo
ha fatto e siamo arrivati in un periodo delicato che è quello
della fine della sessione estiva, al nodo cruciale; e siccome
siamo una maggioranza vera, con le difficoltà, le fortune ed i
disagi delle maggioranze vere, noi abbiamo affrontato in termini
autentici il tema delle privatizzazioni, perché il tema delle
privatizzazioni è un tema che può anche creare delle perplessità,
è tema che può creare anche delle distinzioni all'interno e se
questo si è verificato, Presidente , l'invito a cogliere anche
questo elemento, probabilmente con una circostanza che ha visto
protagonista una delle persone che in questi due anni di mia
esperienza parlamentare, mi riferisco all'onorevole Virzì, ho
sempre considerato idealmente più pura.
Questa per me è una garanzia delle sincerità delle posizioni
politiche e della possibile ricomposizione delle stesse, perché
quando le posizioni vengono espresse da chi ha convincimenti
ideali probabilmente queste posizioni si possono ricondurre a
ragione, anche perché io sono persuaso avendo in parte
partecipato alla discussione di merito in III Commissione che gli
emendamenti anche quelli proposti dalla parte avversa a questa
maggioranza sono emendamenti in gran parte sostenibili
politicamente.
Si tratta disposizioni politiche distinte, ma si tratta di
posizioni politiche riconducibili ad una ottica di
privatizzazione del sistema delle partecipazioni regionali.
Allora se tutto questo è vero, perché non porci la domanda se
tutto ciò che è accaduto è naturale, perché non porci la domanda
se tutto ciò che è accaduto c'è una dialettica interna alla
maggioranza non è esattamente uguale a quello che in altro
Parlamento cioè in quello nazionale si verifica sulla politica
estera, sulla politica economica, sulla politica del sud,
sull'Agensud, su tutto.
Allora, bando all'opportunismo che ci impone quasi per
ragioni di schieramento di cogliere le occasioni per mettere in
imbarazzo il Governo, è fisiologico questo, è anche necessario in
alcuni casi ma non è possibile trasformare questo in un banco di
accusa volgare, e mi consenta onorevole Presidente di rimandare
al mittente l'aggettivo che le è stato più volte attribuito.
Un banco di accusa volgare nei confronti del Governo, questo
è un Governo che non cade questa sera, questo è un Governo che
Forza Italia inviterà a dimettersi se non sarà in grado di
portare in tempi celeri a compimento il processo di
privatizzazione, onorevole Presidente, quella sarà la sede della
sua dimissione della fine del suo Governo, la incapacità di
portare a compimento il processo di privatizzazione e quello è il
banco di prova sul quale la impegnamo.
Per il resto onorevole Presidente, se con un po di buon
senso, se con un po di ragionevolezza alla quale anche
l'onorevole Granata ha invitato tutti i settori del Parlamento
riuscissimo a raccogliere il lavoro di questi due mesi
contemplando in una unica soluzione sia l'accoglimento e il voto
finale delle leggi già discussi in questa Aula sia
l'individuazione di una data a data breve e comunque a data certa
per la discussione ed emanazione della legge sulle
privatizzazione e sulle dismissioni agli enti economici io credo
che questa Assemblea potrà comunque fregiarsi di un segno
positivo.
SPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAGNA. Onorevole Presidente, sentendo alcuni interventi
comincio a non capire bene qual è il senso di questo dibattito e
perché alle ore 3.00 del mattino ci stiamo adoperando in questa
discussione.
Noi non siamo qui per conoscere il pensiero della
maggioranza in materia di dismissione degli enti economici e il
contenuto del disegno di legge che peraltro è stato esposto da un
relatore di minoranza, ma stiamo parlando perché a fronte di una
relazione resa dall'onorevole Speziale su un disegno di legge un
componente autorevole di questa maggioranza ha fatto un
intervento di una gravità da tutti riconosciuta estremamente
allarmante, che è l'onorevole Virzì, che ha denunciato
trasversalismi, che ha preso di petto il Governo di questa
Regione dicendo che questo governo aveva compiuto, stava per
compiere, un'operazione ai limiti della legalità. A questo
intervento estremamente pesante, anche su un piano politico,
morale ha risposto indignato l'assessore Castiglione, ribaltando
le accuse di illegalità alla parte che le aveva pronunziate e
dicendo, credo con coraggio, se su questo disegno di legge ci
sono delle perplessità sull'azione dell'Assessorato, sull'azione
del governo, se in altri termini il processo di dismissione
dovesse fermarsi, io trovo coerente rassegnare le dimissioni da
assessore all'industria.
Amico Alfano, abbiamo assistito ad uno scontro violento,
interno alla maggioranza, sul quale, violento, le parole sono
pesanti, le parole hanno un loro peso, non si può chiamare,
quando si mette in dubbio, la legittimità di una vendita oppure
la congruità di prezzi, di quelli che sono stati annunziati, non
si può dire che abbiamo parlato, c'è stato un colpo di fioretto,
c'è stato un colpo di sciabola che, del resto, è stata ben
percepita dall'assessore Castiglione.
Certo, si è parlato di trasversalismo. Io, onorevole Drago e
onorevole Granata, voglio comunicarle che i Popolari sono per le
dismissioni, non si sentono trasversali a nessun disegno, non
partecipano a nessuna cordata o lobby, sono tra quelle forze che
intendono con estrema chiarezza e limpidità partecipare ad un
provvedimento legislativo da tanti anni annunziato e mai
realizzato.
Il Presidente della Regione, amico Alfano, ha credo con
coerenza fatte sue le dichiarazioni dell'assessore Castiglione
dicendo che sulla linea di Castiglione si ritrovava l'intero
governo, se c'era una battuta d'arresto imposta all'interno della
maggioranza, il governo ne avrebbe tratto le dovute conseguenze
rassegnando le dimissioni, anzi ha detto di più, ha detto se il
primo provvedimento legislativo che quest'Aula varerà non è
quello della dismissione degli enti economici, io, governo Drago,
rassegno le dimissioni.
Ma questo, onorevole Alfano, non in risposta all'onorevole
Speziale, onorevole deputato di minoranza e relatore del
provvedimento, ma in risposta all'onorevole Virzì, vicecapogruppo
di Alleanza Nazionale, quindi in un conflitto tutto interno alla
maggioranza.
Ora ci dobbiamo capire. Il problema non è quello del
trasversalismo che, ripeto, non voglio sottovalutare, però una
buona volta l'onorevole Virzì ha il merito di avere detto nomi e
cognomi.
L'onorevole Grippaldi, ho sentito una battuta, ha fascicoli
da portare in Aula per quando si porterà dell'Italkali, ho
sentito bene. Quindi, apprenderemo le notizie esplosive
dell'onorevole Grippaldi.
Il problema, quindi, è: su questo progetto di governo
lasciate perdere la minoranza, ma c'è una volontà chiara della
maggioranza a portarlo avanti oppure su questo disegno, per
quanto si vuole accettabile, c'è una spaccatura, una
diversificazione profonda che è stata fatta emergere con
chiarezza dall'onorevole Virzì? Non si può scaricare sulla
minoranza una contraddizione che è tutta interna vostra.
Tutto è possibile. Ed è possibile tutto, perchè stiamo
arrivando al punto che il Presidente del Governo sfida la
minoranza su un provvedimento per il quale c'è un deputato
relatore, ignorando che non ha, molto probabilmente, neanche la
maggioranza sul suo disegno di legge.
E, allora, se le istituzioni hanno e devono avere un minimo
di serietà, se la maggioranza ha un minimo di serietà, è il
momento nel quale deve verificare se tutti questi infortuni, se
le bocciature, se i non passaggi agli articoli, se le posizioni,
le assenze ripetute all'interno della maggioranza sono dei fatti
occasionali o sono, viceversa, fisiologiche.
Se è vero che questo disegno di legge viene ritenuto da voi
uno snodo importantissimo - io sono convinto che in parte lo sia,
fermo restando di approfondirne il merito e tanti aspetti che
sono contenuti e sui quali si possono avere delle riserve e
saranno legittimi degli emendamenti - io credo opportuno che
questa maggioranza dimostri finalmente in Aula di essere tale.
Viceversa, con dignità, cose che sono successe sempre nella vita
democratica e nella vita di questa Assemblea, il Governo prende
atto di non esserci. Non è la fine del mondo
Quindi, io credo che come gli esponenti dell'opposizione
hanno, con estrema chiarezza, voluto mettere a fuoco questa
situazione, sul dibattito relativo alle dismissioni, io credo che
altrettanto debbano fare i gruppi di minoranza, se è vero che il
Centro cristiano democratico ha delle riserve su questo
provvedimento. Se è vero, ma è vero perchè l'ha detto nel suo
intervento l'on. Virzì, che all'interno di Alleanza nazionale ci
sono delle riserve legittime sull'intervento.
Naturalmente, quindi, io aderisco alle richieste formulate
dai capigruppo di minoranza che dopo il dibattito si proceda alla
votazione delle leggi che sono state già definite da questa Aula
e da questo dibattito il Governo tragga le dovute conclusioni.
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo
l'intervento del collega Fabio Granata avrei potuto fare a meno
di intervenire in quanto ho condiviso pienamente le
argomentazioni fornite dal collega Granata, il quale ha
illustrato, con la chiarezza che gli è consueta, qual è la
posizione di Alleanza nazionale. Ma egli l'ha fatto da deputato,
io lo farò da presidente del Gruppo parlamentare e, quindi,
ufficializzo in tale veste il discorso testè fatto da Fabio
Granata, facendo rilevare come, forse, si sia fatto "tanto rumore
per nulla". Perchè quando Guido Virzì, intervenendo a nome del
partito, quale vice capogruppo del Gruppo di Alleanza nazionale,
ha detto le cose che ha detto, certamente non ha voluto fare un
attacco all'assessore Castiglione.
Io, signori colleghi, non ho intravisto, malgrado abbia
sentito l'intervento di Guido Virzì, malgrado abbia riletto
l'intervento di Guido Virzì, un attacco al governo Drago, un
attacco all'assessore Castiglione. Non c'è una parola dalla
quale possa trarsi questo argomento, che l'opposizione ha inteso
sfruttare e che è stato forse mal compreso dall'assessore
Castiglione.
L'assessore Castiglione ha mille motivi per essere deluso,
per essere amareggiato, per tutto quello che si sta dicendo, che
si è detto, per tutto quello che sta vivendo in questo momento,
per le ragioni che riguardano i dipendenti, per mille motivi, per
la difficoltà con la quale un assessore vive questo momento
particolare.
Ed ecco che, forse, e sicuramente io dico, anzi, l'assessore
Castiglione ha inteso intravedere nelle parole di Guido Virzì
qualcosa che lo riguardasse, ma noi siamo in grado oggi di poter
dire, perchè questa è l'esatta interpretazione delle cose che
sono state dette da Guido Virzì in quest'Aula, che nulla è stato
detto nei confronti dell'Assessore perchè io vi sfido cari
colleghi a dirmi in quale parte dell'intervento di Guido Virzì
si possa intravedere qualcosa che riguardi l'Assessore
Castiglione o il Governo, se poi si vuole impedire ad un partito
politico che fa parte di questa Assemblea o a un deputato di
presentare degli emendamenti che mirano ad aggiustare un testo di
legge allora ditelo pure, ma se questo è consentito e vivadio è
ancora consentito io ritengo che non si debba attribuire agli
emendamento che Alleanza Nazionale ha presentato alcunchè nessun
valore che possa mirare e colpire l'Assessore Castiglione o il
Governo Drago. Sono emendamenti ed è questo quello che parla ed
è questo quello che costituisce poi l'argomento principale sono
emendamenti quelli che abbiamo presentato che mirano a dare un
aggiustamento come quello che abbiamo fatto in Commissione quando
abbiamo ritenuto di non dover condividere la proposta del
Governo, la proposta del disegno di legge che prevedeva un solo
commissario Alleanza nazionale ha sostenuto ed ha ottenuto che
fossero previsti nel disegno di legge tre commissari quindi noi
abbiamo contribuito con i nostri esponenti, con i nostri
commissari abbiamo contribuito a migliorare il testo e grazie al
Presidente Grippaldi come altri prima di me ha ricordato, a dare
un iter rapido all'esame di questa legge che viene oggi all'esame
di questa Assemblea grazie alla solerzia del Presidente
Grippaldi, esponente di Alleanza nazionale a conferma e a
testimonianza della volontà precisa del partito di alleanza
Nazionale e del gruppo di Alleanza nazionale di compiere
velocemente e alla luce del sole le dismissioni perchè questa è
la posizione del gruppo, detta e ripetuta attraverso le notizie
che abbiamo fornito alla stampa fermo restando che noi però
vogliamo vedere chiaro su tutto il passato che riguarda questo
mondo degli enti economici siciliani, un mondo che richiede una
particolare attenzione da parte di chi eletto a questo
Parlamento ha il dovere di rendersi protagonista di una indagine
profonda che dica una buona volta per tutte dove sono andate a
finire, in che modo sono stati spesi e quali sono le
responsabilità e le colpe di uno sperpero di denaro che possiamo
quantificare in 10 mila miliardi, sono queste le motivazioni che
ci hanno indotto nella nostra lunga battaglia politica
parlamentare in questa Assemblea ad iniziative ispettive, ad
iniziative che hanno visto prima il movimento sociale italiano e
poi Alleanza Nazionale protagonista di una battaglia per vederci
chiaro in una materia estremamente delicata, e noi abbiamo
continuato anche in questi due anni in questa XII legislatura
attraverso mozioni, attraverso interrogazioni a porre i problemi
che riguardano Pasquasia a porre i problemi degli enti economici.
Abbiamo quindi titolo, oggi per poter dire anche perchè non
abbiamo responsabilità alcune per la gestione passata, possiamo
dire veramente le cose che oggi Guido Virzì in maniera colorita e
con la sua capacità oratoria ha saputo dire ed offrire alla
valutazione di questa Assemblea e noi siamo in grado di
anticipare che abbiamo i nostri esponenti e anche il gruppo
totalmente ha inteso richiedere alla Commissione nazionale
antimafia e alla commissione regionale antimafia una indagine
approfondita perchè si faccia chiarezza in un settore che non ha
prodotto nulla, ma che ha creato guasti all'economia siciliana,
allora bisogna dare nuovamente impulso alla produttività delle
miniere perchè hanno capacità produttiva, capacità di reddito che
può veramente contribuire alla soluzione dei problemi
occupazionali di questa Sicilia, che può contribuire allo
sviluppo della nostra terra.
Ecco quello che ha spinto Guido Virzì a ricordare che non si
può tollerare che una liquidazione duri un quarto di secolo e mi
riferisco alla SO.CHI.MI.SI. ecco perchè Guido Virzì ha inteso
porre il problema della Resais, ecco perchè Guido Virzì ha posto
il problema di Pasquasia, ecco perchè Guido Virzì ha chiesto
garanzie per l'occupazione questo soltanto ha fatto Guido Virzì e
se questo vuol dire attaccare Castiglione che in tutte queste
cose non c'entra perchè è nuovo perchè non ha responsabilità,
perchè non c'era allora nel momento in cui queste cose si
consumavano e si perpetravano e allora vivaddio si è voluto
montare qualcosa che non c'era qualcosa che non esisteva gli atti
ufficiali sono costituiti dagli emendamenti di Alleanza Nazionale
e gli emendamenti mirano soltanto a creare dei paletti, questo
sì, allo strapotere dei commissari, a stabilire le giuste
retribuzioni, a cercare di limitare lo strapotere dei commissari,
ma questo è un diritto di una forza politica e di un deputato. E
allora non c'è stato nulla, l'assessore può benissimo contare
sulla disponibilità di Alleanza nazionale in questo processo di
privatizzazione, perché noi siamo decisamente a favore della
privatizzazione e lo abbiamo dimostrato e saremo ancora in grado
di dimostrarlo con i comportamenti veri, effettivi che andremo a
fare anche immediatamente, nel momento in cui ci sarà chiesto di
andare ad affrontare la discussione sulle dismissioni. Ho voluto
chiarire la posizione di Alleanza nazionale che è quella che ho
ufficializzato in questo mio breve intervento.
ROTELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Presidente, io non voglio infierire ulteriormente già
su questa Assemblea provata dall'ora e probabilmente anche dalla
tensione della giornata. Solo per fare una precisazione del
Gruppo di Rinnovamento italiano, proprio perché vuole farlo con
estrema chiarezza farà tutto quanto sarà possibile per lavorare a
favore delle dismissioni, perché io credo che queste cose vanno
affermate con assoluta lealtà e assoluta chiarezza per evitare
che in qualche modo si possa offuscare le intenzioni dei singoli
gruppi e dei singoli parlamentari.
Presidente, però, mi lasci fare una considerazione molto
breve. Certo, non si può dire che la minoranza ha concorso a
creare ombre sulla vicenda e certo la vicenda di ombre ne ha
parecchie. L'altra volta, per esempio, ho avuto modo di
considerare come è singolare che una società a capitale misto
dove per altro la maggioranza è pubblica, guarda caso il governo
viene affidato ai privati. Sono tante le cose che possono e che
debbono essere verificate. L'onorevole Piro nel suo intervento ha
fatto anche alcune considerazioni, certo questo non può lasciarci
sereni, non può lasciarci indifferenti, questo ci pone in una
posizione di maggior attenzione rispetto alle questioni.
Ovviamente, l'onorevole La Grua è stato probabilmente anche molto
buono nel tentare di minimizzare le cose che sono successe, però
mi è parso di capire e sarebbe interessante per esempio sentirlo
dai diretti interessati, perché io ho sentito adesso fare prima
delle accuse molto puntuali anche molto gravi da parte di due
componenti della maggioranza, dell'assessore Castiglione e del
vice capo gruppo di Alleanza nazionale e poi però il silenzio
assoluto. A me piacerebbe molto, per esempio, sentire dai diretti
interessati se le loro opinioni in ordine e nel merito delle
questioni sono cambiate, se le accuse che sono state lanciate
sono venute meno dopo gli interventi che si sono succeduti o se
le posizioni rimangono quelle che sono state espresse, perché se
così fosse allora non si tratta solo di un incidente di percorso,
si tratta probabilmente di qualcosa di più. Mi permetto di
entrare anche nel merito della proposta e rilanciare la proposta
dell'onorevole Spagna. Mi pare necessario dopo la chiusura di
questo dibattito passare immediatamente alla votazione dei
disegni di legge che già sono stati esitati, dopo di che mi pare
assolutamente necessario fare una conferenza dei capigruppo
perché solo una conferenza dei capigruppo, mi pare di capire,
può cambiare la decisione che la stessa conferenza dei capigruppo
aveva adottato e non mi pare che in quella conferenza, e ci sono
i presidenti dei gruppi presenti, le questioni stanno esattamente
come sono state da qualcuno dichiarate, non mi pare che vi sono
state difese ad oltranza da parte del Governo rispetto al
problema delle dismissioni, per cui se il Governo vuole ritornare
in conferenza dei capigruppo a operare questa difesa ad oltranza,
noi saremo lì disponibili a raccogliere la provocazione.
COSTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarò molto
breve, ma non vorrei nemmeno iniziare questo intervento dicendo
che quello che è successo forse è anche un pò la dimostrazione di
quello che in una particolare fase politica, non molto lontana,
anzi, molto vicina, noi avevamo sostenuto.
Ha ragione l'onorevole Piro anche quando dice che i limiti
di questa maggioranza alla fine sono dimostrabili non tanto
perchè noi non Le riconfermiamo la nostra fiducia, onorevole
Presidente, quanto perchè, alla fine del 'bottino' che la Sicilia
porta a casa e che ancora, anzi, deve incassare è piuttosto
scarso, considerato che c'è l'urgenza - e condivido anche
l'intervento dell'onorevole Granata - di andare a votare quei
provvedimenti che l'Aula ha già pronti.
Io dico - parlo a nome del mio partito - per sostenere che
siamo disponibili laddove la Conferenza dei capigruppo dovesse
individuare la necessità di volere andare avanti sulle
dismissioni perchè le abbiamo ritenute e, quindi la
privatizzazione, un passaggio importante, necessario, che questo
Governo doveva fare, però è anche vero che chi vive come noi in
una situazione politica anche diversa da quella che viveva fino
all'anno scorso ha bisogno di comprendere realmente i passaggi
che ci devono portare alla privatizzazione e alla dismissione
degli enti.
Quindi la fase conoscitiva credo che sia molto importante e
rispetto a questo - ripeto - credo che il provvedimento di perchè
è talmente indispensabile e urgente che sarebbe un segnale forte
per la Sicilia; noi solidarizziamo con l'Assessore Castiglione
che ci ha messo anche a conoscenza della gran mole di lavoro
insieme al Governo stesso che ha prodotto e che doveva portare, e
che speriamo porterà al più presto alla dismissione degli enti
stessi.
Certo, noi comprendiamo che anche per ragioni che ci hanno
portato a stabilire il calendario o la chiusura dell'Aula al 31
probabilmente abbiamo perso di vista che era più importante prima
stabilire quali provvedimenti realmente realizzare e dopo di che
arrivare congruamente in maniera corposa, in maniera puntuale al
raggiungimento degli stessi.
Ciò non pertanto riteniamo che è opportuno andare avanti
sulle leggi che già sono pronte in Aula, che questa maggioranza
che le Commissioni hanno prodotto, per potere quanto meno dare
una risposta, seppur labile, ma importante ancora per lo sviluppo
della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne ha
facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sia opportuno operare una distinzione tra due fatti che pur
intrecciandosi hanno una loro autonomia.
Da un lato la questione politica che interessa questa
maggioranza e questo Governo che esplode con tutta evidenza e
dall'altro una questione di carattere programmatico, un nodo
strategico della vita di questa Regione che questa sera con le
dimissioni dell'Assessore Castiglione, anch'esso viene alla
ribalta con una certa forza.
Credo che vadano distinti questi due problemi proprio perchè
il loro intreccio non ci lascia capire l'entità e la profondità
dell'uno e dell'altro, anzi, nelle parole del Presidente della
Regione, la sovrapposizione dell'uno all'altro e anche da parte
di alcuni interventi di colleghi della maggioranza servono solo a
coprire il dato politico più di fondo. Il il dato politico è,
onorevoli colleghi, che un Governo che era già nato precario per
le evidenti divisioni che lo avevano accompagnato all'atto della
sua nascita, aveva subìto già una prima battuta d'arresto alle
porte dell'esame da parte dell'Aula del bilancio, cioè appena
dopo un paio di mesi la sua elezione. A questo Governo il voto
del turno amministrativo del mese di maggio aveva dato una
boccata di ossigeno illusoria perché, come era del tutto
evidente, le contraddizioni politiche che lo attraversano e anche
se volete le divergenze di carattere strategico, direi perfino
quasi culturale, che sono obbligate a convivervi sarebbero da lì
a poco riesplose.
Allora, ci chiediamo tutti, onorevole Presidente, se serve,
se basta, se è sufficiente che lei questa sera lanci una sfida
sul tema esploso con le dimissioni dell'Assessore Castiglione,
che è quello delle dismissioni dello scioglimento degli Enti, per
occultare un fatto che ha una sua evidenza palmare.
E' un Governo che, a questo punto arrivati, dopo i tanti
episodi che ne hanno contraddistinto la vita, proprio in queste
ultime settimane, che sono stati poi richiamati e ricordati dai
colleghi, dalla bocciatura dei disegni di legge, alla mancanza
del numero legale nel voto finale (cosa credo unica nella storia
di questa Assemblea), fino all'approvazione di una mozione di
minoranza che respingeva un provvedimento tanto enfatizzato da
parte della maggioranza di questo Governo fino all'atto delle
dimissioni di oggi. Ci chiediamo se tutto questo non sia
sufficiente per un qualunque Presidente della Regione che
mediamente ritenga di dover esercitare con dignità la propria
funzione e il proprio ruolo per rassegnare le dimissioni. Invece,
l'onorevole Drago opera in modo del tutto difforme da come
perfino un Presidente della famigerata Prima Repubblica avrebbe
operato. Al confronto di questo atteggiamento Governi e
Presidenti di epoche passate avrebbero fatto una bella figura,
dal punto di vista della dignità e della sensibilità
istituzionale.
Mi pare del tutto evidente, onorevole Presidente, che
qualunque sia l'esito di questo dibattito e le conclusioni a cui
perverremo, il problema delle dimissioni di questo Governo rimane
sul tappeto come un problema ineludibile nel brevissimo o anche
nel medio periodo.
Io, però, credo che ci sia anche da approfondire un problema
di carattere programmatico che le dimissioni dell'onorevole
Castiglione ci hanno consegnato. Io, in considerazione della
giovane età dell'onorevole Alfano, non ritengo debba essere
contestata a lui l'affermazione che sul tema della Regione
imprenditrice delle dismissioni dello scioglimento degli Enti
debba essere attribuita alla nascita del Governo Provenzano e poi
anche alla nascita del Governo Drago. Però, credo che questa
stessa indulgenza non possa essere accordata dall'onorevole
Granata il quale, avendo una più lunga militanza in questo
Parlamento, dovrebbe ricordare invece che essa ha origine ben più
lontana.
Credo che lo scioglimento degli enti economici regionali
entra per la prima volta in un programma di governo con il
governo Campione - l'onorevole Virzì vi ha fatto più volte
riferimento nel suo intervento -. Lì si parla di scioglimento
degli enti economici regionali come obiettivi programmatici
prioritari; si presenta per la prima volta un disegno di legge
di scioglimento degli enti economici e si unificano i tre enti
sotto la direzione di un unico commissario con il compito di
cominciare a procedere allo scioglimento.
Vorrei ricordare che quel programma e quel Governo avevano
apportato in sè il segno profondo della presenza del Partito
democratico della sinistra. Vorrei anche ricordare che gli atti
parlamentari di quest'Assemblea sono la prova testimoniale più
evidente di quali sono state le forze che hanno colluso,
sostenuto le lobby economico-finanziarie che hanno dissipato
tante risorse e che qui hanno trovato forze compiacenti che le
hanno alimentate e sostenute. Quali sono invece le forze che le
hanno combattute? Credo che ci sia materia di approfondimento
per tanti nostri colleghi, fino alla vicenda di oggi.
E' stato più volte ricordato che il relatore in Aula di
questo disegno di legge, caso abbastanza anomalo per un disegno
di legge di questa pregnanza e di questo peso, è l'onorevole
Speziale che è un componente di un partito, di un gruppo
parlamentare e di un campo di forze che è quello delle
opposizioni. Nessuno si chiede perchè sia ricaduto sulle spalle
di un rappresentante delle opposizioni questo onere?
Esattamente, signor Presidente, lei ha riconosciuto che un
rappresentante delle opposizioni fosse coerentemente impegnato a
sostegno del disegno di legge pur con i rilievi critici che lo
stesso onorevole Speziale ha fatto risaltare nella sua relazione,
che si tramuteranno, anzi si sono già tramutati in emendamenti
sui quali tutti assieme, noi dell'opposizione, faremo una
battaglia perchè le dismissioni siano dismissioni effettive, che
non durino, 25, 28 o 30 anni, per cui l'esistenza di un sistema
di potere economico, politico e finanziario non si perpetui dopo
che formalmente è stato smantellato.
E' inutile ricordare che qui vi sono dismissioni e
liquidazioni che durano da trent'anni; non vorremmo che fra
trent'anni ci siano ancora liquidatori che continuano a gestire
patrimoni, fra trent'anni, quando nessuno di coloro che oggi
siamo qui, probabilmente - non me lo auguro, ma è possibile - non
sarà ancora più su questo mondo.
Allora io vorrei con questo contestare le affermazioni del
Presidente della Regione, il quale pensa di uscire da una
gravissima contraddizione che attraversa la sua maggioranza con
il solito giochino del ribaltamento delle responsabilità. Qui è
successo qualcosa di molto semplice e lineare: dopo la relazione
sul disegno di legge dell'onorevole Speziale, ha preso la parola
l'onorevole Virzì, il quale, onorevole La Grua, ha mosso un
attacco a fondo, certo con le parole acconce, con l'intelligenza
dovuta al disegno del Governo e all'onorevole Castiglione.
Onorevole La Grua, io credo che l'Onorevole Castiglione
dovrebbe chiedere la parola per fatto personale, a conclusione di
questo dibattito...
PRESIDENTE. Un'altra volta, Onorevole Capodicasa, vuole fare
succedere l'inferno?
CAPODICASA. Se l'onorevole La Grua afferma che non c'è stata,
nell'intervento dell'Onorevole Virzì, alcuna accusa o atto di
accusa verso l'onorevole Castiglione, l'onorevole Castiglione,
nel rassegnare le dimissioni, platealmente in questa Aula,
allora, ha dimostrato di non avere capito nulla E' stato,
ovviamente, tutto il contrario; l'Onorevole Castiglione, mi avvio
alla conclusione, ha bene inteso il senso di quelle affermazioni,
tant'è che ha provocato una evidente crisi di Governo. Qui,
Presidente, c'è una...
PRESIDENTE. Lei sta facendo un trattato. Lei ha tre minuti in
più rispetto al tempo assegnato, Onorevole Capodicasa.
CAPODICASA. Se mi consente, vado subito alle conclusioni.
PRESIDENTE. Le sono grato.
CAPODICASA. Io volevo concludere, richiamando alla sua
attenzione, Onorevole Presidente, un problema che adesso si pone
al quale lei deve contribuire a dare una soluzione: l'Onorevole
Castiglione, dopo un ragionamento molto aggressivo sia pure nella
pacatezza delle affermazioni verso l'intervento dell'Onorevole
Virzì ed una parte del Gruppo di Alleanza Nazionale, rassegna le
dimissioni irrevocabilmente.
Le ricordo, signor Presidente, che all'atto delle dimissioni
irrevocabili dell'Onorevole Provenzano, lei, proprio perchè
dichiarate irrevocabili, addirittura riteneva che non si dovesse
neanche svolgere brevemente un dibattito parlamentare, talmente
veniva considerato automatico il rapporto tra la presentazione
delle dimissioni e la dismissione della funzione a cui la carica
lo richiamava. Avendo fatto l'Onorevole Castiglione identiche
affermazioni, a mio avviso, in questo momento, egli non potrebbe
neanche sedere ai banchi del Governo per avere affermato che le
sue dimissioni sono irrevocabili.
Ed io credo che noi dobbiamo sapere, Onorevole Presidente,
qual è la situazione, lo saprà, l'Onorevole Castiglione ritirerà
la dimissione. A mio avviso non lo potrebbe fare, proprio perchè
ha dichiarato che quelle dimissioni sono...
PIRO. Non lo vede che occupa il posto di assessore?
CAPODICASA. Esattamente, quindi c'è un'allucinazione.
Allora, io credo che tutto questo non può finire in una
burla come purtroppo tante volte siamo stati abituati a vedere,
ivi comprese le dichiarazioni e dimissioni del Presidente della
Regione immediatamente rimangiate. Noi abbiamo il dovere di
tenere alta la dignità di questo Parlamento e di disimpegnare le
cariche che occupiamo con dignità e con serietà.
Allora, io credo che il prosieguo del dibattito ed anche
dell'attività di questa Assemblea non sarà assolutamente estranea
a come il Governo si comporterà questa sera. Onorevole
Presidente, lei e il suo Governo non potete abbassare il livello
della vita assembleare fino al punto da rendere questo Parlamento
molto meno di un semplice bivano, perchè non è possibile che si
presentino le dimissioni, si ritirino, sulla base di
considerazioni che nulla hanno a che fare con le premesse Lei ha
fatto qui delle accuse precise, l'Onorevole Castiglione e il
Presidente della Regione, il quale ha respinto le accuse
dell'Onorevole Virzì, alludendo...
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, la prego, lei parla da
diciassette minuti. Lei può parlare dieci minuti, quanto hanno
parlato tutti gli altri.
CAPODICASA. Esattamente, Presidente, questo però non è scritto
in nessuna parte del Regolamento.
PRESIDENTE. Non è scritto nel Regolamento?
CAPODICASA. Esattamente. Lei sa che io il Regolamento lo
studio ogni sera, prima di andare a letto.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, Lei forse confonde il
vecchio Regolamento con quello nuovo che abbiamo attuato. Tutti
gli interventi sono stati assimilati a dieci minuti, tranne la
discussione generale.
CAPODICASA. Qui siamo in un dibattito politico sulle
dimissioni di un rappresentante del Governo.
PRESIDENTE. Questo non è un dibattito politico sulle
dimissioni, quando sarà un dibattito politico sulle dimissioni...
CAPODICASA. Sulle dimissioni dell'onorevole Castiglione.
PRESIDENTE. Questo è un dibattito su ciò che si è verificato.
Vorrei invitarla a concludere.
CAPODICASA. Non mi interessa andare per le lunghe, però, noi
riteniamo che la vicenda non si possa concludere così.
Noi pensiamo che il percorso che debba essere seguito può
essere quello indicato dall'onorevole Granata, dall'onorevole
Spagna e da altri colleghi che sono intervenuti, che è quello di
procedere subito alla votazione dei disegni di legge perché noi
dobbiamo dare compimento al lavoro che questa Assemblea ha svolto
da alcune settimane.
Tutto questo però non può rimanere fermo. Noi siamo pronti
ad affrontare il disegno di legge sullo scioglimento degli enti
economici, a data fissa, quella che alla fine stabiliremo debba
essere. Non c'è dubbio, però, onorevole Presidente che questa
parentesi non si può chiudere senza che vi sia un impegno da
parte del Presidente della Regione a dare corso alle dimissioni
del Governo, perché tutto ciò logora la credibilità di questa
istituzione e rende la vita assembleare, la butta in un clima
pesante che poi è la causa di tutto ciò che noi abbiamo in questa
Assemblea e dentro le Commissioni.
Signor Presidente, io ho concluso, però credo che alla fine
del dibattito sia necessario che da parte della Presidenza si
dica una parola, per lo meno dal punto di vista della sua
interpretazione, su come procedere, perché qui non è successo
qualcosa di marginale questa sera.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne
ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avverto
la sensazione strana, forse sarà dovuta all'ora tarda, di
affrontare e chiudere il dibattito iniziato, non per volontà mia
o del mio Gruppo parlamentare, ma per volontà dell'assessore
Castiglione, in un modo tradizionale purtroppo per questa Aula,
che io definisco con le dimissioni "a molletta". Nel senso che si
annunziano, tanto non costa niente, poi dipende dagli effetti che
provocano e si può sempre rimediare.
Credo che noi abbiamo il dovere, peraltro oltre che
istituzionale, politico e morale, di non contribuire a questa
sorta di gara alla decadenza delle affermazioni fatte in questo
Parlamento; dobbiamo evitare tutto ciò e dovremmo tutti assieme
cercare di ridare vigore e dignità ad un'attività che è quella
del Parlamento regionale.
Se l'onorevole Castiglione si è dimesso irrevocabilmente
presumo lo abbia fatto, peraltro scrivendo il suo discorso e non
a caldo, sulla base di una considerazione che lo porta a ritenere
gravi e pesanti le scelte, che prima la Conferenza dei capigruppo
e poi anche la conclusione a cui si stava cercando di arrivare
con un ordine del giorno che prevedeva dei prelievi di punti
inseriti in elenco ma che non potevano essere discussi se non
dopo la legge sulle dismissioni degli enti non avrebbe fatto il
discorso che ha fatto.
Ora noi abbiamo un dovere, Signor Presidente, che non è
quello di sfidare il Parlamento, come ha ritenuto di dovere fare
né quello di lanciare insinuazioni e, peraltro, lasciando
intendere che l'onorevole Virzì fosse una sorta di killer di
turno messo in campo da parte di forze occulte delle opposizioni
ma quello, essenzialmente, di dire con chiarezza quali sono
queste forze che spingono ad impedire che si faccia la
privatizzazione.
Io vorrei che fosse chiaro una volta per tutte che non sono
pentito di essere stato dirigente politico in una fase in cui non
c'era Forza Italia, non c'erano quelli della seconda Repubblica.
ALFANO. Bei tempi...
CRISAFULLI. Sono stato iscritto alla prima Repubblica,
onorevole Alfano....
CAPODICASA. Anche l'onorevole Alfano...
CRISAFULLI. L'onorevole Alfano non lo dice, è pentito. Io sono
fra coloro che c'erano e ricordo assieme agli altri colleghi le
battaglie che in questa Aula si sono fatte quando lei, onorevole
Presidente dell'Assemblea, dirigeva l'allora gruppo d'opposizione
del Movimento Sociale Italiano quando si fece una legge, l'ultima
legge che riguardava i sali potassici in quest'Aula, che tentammo
in tutti i modi di non farla approvare all'allora Governo
Martino.
Oggi si lanciano strali contro le opposizioni che
stranamente sono quelle che allora si battevano contro i governi
che avevano come assessore l'attuale presidente della Regione,
che è della seconda Repubblica...
DRAGO, Presidente della Regione. Prima Repubblica.
CRISAFULLI. Anche lei prima Repubblica? Allora, non è pentito
Già è una cosa positiva.
Io credo che noi dobbiamo contribuire a rimettere in verità
le questioni. E mi ha stranizzato non poco il fatto che il
presidente della Regione abbia ritenuto in questa Aula di
annunziare di avere attivato la commissione antimafia. Il
presidente del governo che ha tutti gli strumenti nelle mani si
rivolge alla struttura istituzionale prevista al controllo
esterno...
DI MARTINO . Dimostra la sua debolezza...
CRISAFULLI. Io non so cosa dimostra, mi pare voglia confondere
le cose. Ho questa impressione.
Io credo che noi dobbiamo contribuire e rimettere le cose
nel giusto verso. Il Governo ha una responsabilità, ha fatto una
scelta, ha incontrato difficoltà, ma non mi scandalizza che ci
siano componenti della maggioranza che hanno, su un percorso,
punto di vista diversi. Peraltro io sono fra coloro i quali ha un
punto di vista, abbiamo presentato emendamenti con l'onorevole
Speziale, che è pur sempre relatore della legge, ma emendamenti
correttivi rispetto al testo che è in Aula.
Se il Governo ritiene di dover insistere su quel testo non è
che deve sfidare il Parlamento; doveva, invece, evitare che si
facesse la surroga, che si facesse una conferenza dei capigruppo
e che programmasse in quella sede la seduta di martedì, anzichè
farla scaturire come richiesta dalle dimissioni dell'onorevole
Castiglione.
Noi siamo pronti ad entrare nel merito, non appena saremo
messi in condizione di sapere quando si discuterà la legge sulle
dismissioni per verificare fino in fondo, noi, onorevole Drago,
chi vuole fare davvero le dismissioni e chi vuole le
privatizzazioni degli enti economici regionali.
Siamo pronti a misurare passo passo tutto quello che è
necessario per questo percorso di privatizzazioni. Lei però non
si illuda, onorevole, se ritiene di potere così affermare
l'esistenza di una maggioranza. La verità è che una maggioranza
non c'è, ma non c'è non solo perchè sono stati smentiti atti di
governo in questo Parlamento, non c'è perchè non si riesce a
tenere un quadro di maggioranza lungo il percorso delle attività
di governo parlamentari.
Più volte il numero legale, in Aula e nelle Commissioni sono
stati assicurati dalla opposizione.
L'onorevole Castiglione ha fatto un'affermazione che io gli
ricordo e vi ricordo quando ha ricordato che le assenze di alcuni
settori della maggioranza non le aveva bene interpretate. Se ci
sono le assenze in una commissione di alcuni settori della
maggioranza, e la commissione lavora, è perchè ci sono le
presenze di alcuni settori della opposizione.
Queste cose vanno ricordate affinchè questo parlamento che
non può che respingere le insinuazioni che il Presidente della
Regione ha fatto nei confronti proprio di quei settori che nelle
commissioni hanno consentito alla legge di arrivare in questa
Aula.
Io ho voluto rimarcare questi aspetti - e concludo - perchè
vorrei evitare che fosse mortificato il gesto che l'assessore
Castiglione ha fatto facendolo diventare un pronunziamento
d'occasione. E vorrei evitare - mi sia consentito - di
mortificare il gesto di alcuni parlamentari che hanno posto dal
loro punto di vista una serie di paletti, di giudizi all'operato
del Governo. Sono cose che esistono e dalle quali non si può
prescindere al di là da come andrà stasera la votazione sui
disegni di legge; essi sono lì a testimoniare la precarietà
complessiva di un'azione del vostro Governo.
Potrete anche arrivare a settembre, anche arrivare a
ottobre, quello che è chiaro e che non potrete avere la forza di
programmare la rinascita della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che lo
svolgersi degli avvenimenti di questi ultimi giorni, di queste
settimane ci pone prima e soprattutto, al di là delle valutazioni
politiche, al di là dei connotati di una dialettica che diventa
sempre più aspra e più radicale, ci pone una riflessione e una
riflessione profonda, che va nel segno della necessità di
ritrovare un clima diverso , di trovare una serenità che ci
consenta di fare valutazioni politiche o valutazioni di merito
senza essere trascinati da polemiche qualche volta di contenuto
reale, ma spesso fittizie che fanno dividere questa Assemblea
probabilmente anche su provvedimenti sul cui contenuto c'è un
consenso più ampio di quello che viene manifestato.
Credo che la vicenda di stasera, la vicenda che non è delle
dismissioni, perchè io ricordo a me stesso che il problema che si
pone con il disegno di legge che oggi il punto di questione che
sorge attorno ad un condizione politica e dentro questa
condizione politica non è un disegno di legge che parla di
dismissioni.
E' il disegno di legge che va a concludere un procedimento
che vero è che si è iniziato alcuni anni fa, ma che ha subito una
accelerazione nel corso di questa legislatura che è lo
scioglimento degli enti economici regionali.
Noi abbiamo programmato, abbiamo autorizzato
legislativamente le dismissioni, restano le matrici di attività
economiche che sono, attraverso società, partecipate in vario
modo.
Credo che questa è oggettivamente una esigenza coerente e
conseguente ad un percorso che questa Assemblea ha già stabilito.
Probabilmente le difficoltà nelle quali ci siamo dibattuti in
questi giorni, a fronte di esigenze legittime, di esigenze
urgenti, di problemi drammatici, di continuità occupazionale - si
fa per dire - dei lavori socialmente utili, queste esigenze che
si scontrano con una realtà finanziaria di questa Regione ci
rendono più difficoltoso un cammino e ci rendono più complicata
una dialettica politica che, a mio avviso, o alza il livello e
guarda a traguardi di tipo diverso da quelli che abbiamo dovuto
necessariamente superare in questi giorni, o diversamente ci
impoverisce sempre di più e rende sempre più aspro un confronto
che poi non porta a nulla e che porta a divisioni spesso fittizie
e a contrapposizioni spesso inesistenti.
Io credo che la sottolineatura che ha voluto fare quasi
drammaticamente l'assessore Castiglione non è in relazione a
contenuti di interventi o a posizioni che non sono state espresse
ufficialmente, è in relazione al fatto che l'assessore
Castiglione ha avvertito la drammaticità della condizione nella
quale si sarebbe trovato senza una legge che autorizza lo
scioglimento degli enti economici regionali, la nomina dei
commissari liquidatori per un processo che ormai non può più
ritardare perchè non si riescono a gestire le situazioni che ci
sono connesse da quelle del personale a quelle delle attività
finanziarie di questi enti.
Credo che, probabilmente, ciascuno di noi deve avere un
momento di riflessione perchè a fronte di altri problemi,
probabilmente anche prima di stasera, prima della conferenza dei
capigruppo che ha definito un canovaccio di percorso legislativo
che questa Assemblea doveva fare stasera, probabilmente non ha
riflettuto sufficientemente non tanto su un disegno di legge che
di per sè, senza guardare alle situazioni che ci sono negli enti
economici regionali, fatto ora o fatto a settembre non avrebbe
avuto diversità di significato quanto la nostra probabilmente
disattenzione non ci ha fatto pensare a tutte le situazioni
sottintese che ci sono realmente dentro questi enti con il
personale, con i problemi di liquidità, con tutti i problemi che
sono connessi e che i colleghi ed il Governo conoscono meglio di
quanto io possa rappresentare.
Allora, io credo che dobbiamo tornare ad un momento di
maggiore serenità perchè se il tema vero, onorevole Piro, è
quello che lei ha individuato, che è il tema politico della
maggioranza, del Governo, della tenuta del Governo e della
maggioranza, su questo probabilmente stasera ci saremmo dovuti
pronunziare e ci dobbiamo pronunziare perchè i singoli fatti che
sono avvenuti in questa Assemblea, andare il Governo sotto di un
voto o di due voti in una Assemblea di 90 deputati, in una
Assemblea in cui c'è tradizionalmente questo scollamento tra
l'Assemblea e il Governo, un voto in più od un voto in meno credo
che non decidano le maggioranze e non decidano le sorti del
Governo.
Il tema è politico e politicamente i partiti ed i gruppi si
debbono pronunziare su questo Governo, sulle ragioni di questa
maggioranza, sulla capacità di questa maggioranza di condurre
avanti un disegno che è nel programma del Governo che ci è stato
esposto, che è nelle ragioni politiche per le quali questa
maggioranza si è costituita. Credo comunque che un dibattito su
questo tema non può e non deve essere fatto in un momento come
questo, in una giornata così tormentata, alla vigilia di una
chiusura di sessione che lascia problemi drammatici insoluti, in
un momento in cui c'è bisogno di porre mano ad alcuni
provvedimenti di natura finanziaria che si dovranno affrontare
alla ripresa, se questa Assemblea vuole continuare a legiferare
ed a trovare un minimo di risposta ai problemi.
Certo, più complessivamente, dobbiamo pensare come questa
Assemblea deve uscire da un guado che la vede attorcigliata
attorno a problemi di gestione quotidiana, a problemi drammatici
e seri quali sono quelli che abbiamo vissuto in questi giorni e
che ci continueranno ad affliggere.
Allora, la mia conclusione è che la drammaticità con la
quale l'assessore Castiglione ha posto il tema che l'Assemblea si
pronunzi sul disegno di legge sugli enti economici regionali ci
impone un dovere: quello di dare una risposta su questo terreno
con l'esame di questo disegno di legge. Non c'era bisogno dello
scontro ingigantito avvenuto tra l'onorevole Virzì e l'assessore
Castiglione, tra l'altro fa parte della vis polemica che è in
tutte e due, credo che si siano mossi su binari diversi. Ma la
ragione vera è che questo disegno di legge probabilmente ha
urgenze più drammatiche, onorevole Presidente, quelle che in
questa Sede sono emerse e manifestate.
E per quanto mi riguarda, per quanto riguarda il CDU, noi
manifestiamo la fiducia al Governo, all'assessore Castiglione,
sapendo che vanno approfonditi i temi anche all'interno della
maggioranza e probabilmente va riverificato l'obiettivo che
questa maggioranza si deve porre nei tempi medi o nei tempi più
lontani sapendo anche quant'è difficile porsi obiettivi quando,
onorevole Presidente, è difficile governare il quotidiano e non
il quotidiano per l'intero giorno ma probabilmente della mattina
e del pomeriggio perchè rispetto all'orario di ogni giorno
sorgono problemi drammatici che difficilmente si possono
fronteggiare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanzarello. Ne
ha facoltà.
SANZARELLO. Signor Presidente, onorevoli Colleghi, certamente
questa non sarà la madre di tutte le leggi, ma a me pare che si
possa definire "la madre di tutte le dismissioni". L'argomento
che stasera qui si sta trattando è già in pratica stato
anticipato nei giorni e nelle settimane scorse da una dialettica
a distanza fatta da comunicati stampa, dichiarazioni dai vari
esponenti politici presenti in quest'Aula. E la posizione di
alcuni autorevoli membri del Partito di Alleanza Nazionale era
già nota e, per dire la verità, a me è sembrata sempre più
isolata, perchè qualche settimana fa molti erano ancora gli
indecisi all'interno della maggioranza, molti erano coloro che
avevano una posizione più sfumata. Con il passare dei giorni e
delle settimane, la linea del Governo, dell'assessore
Castiglione, ha avuto sempre più consensi e sempre più
determinazione ed incitamento ad andare avanti. Quindi, questa
sera il dibattito è stato preceduto da queste prese di posizioni
dei giorni scorsi. Non arriviamo qua a freddo, non è una
decisione quella dell'assessore Castiglione presa sulla scorta di
una dichiarazione di un intervento dell'onorevole Virzì.
Io non conoscevo fino a qualche settimana fa
approfonditamente l'argomento, e non conosco tutt'ora l'argomento
che riguarda l'Italkali, l'Ente minerario siciliano e queste
vicende. Però, mi sembra di cogliere una forte contraddizione in
quello che è stato l'intervento dell'onorevole Virzì. Fra l'altro
ho letto e meditato.
Dal resoconto stenografico leggo che l'onorevole Virzì
inizia dicendo quelli che sono stati gli sperperi, le migliaia di
miliardi sperperati, lavoratori precari, imprenditori
scoraggiati, leggo testualmente: "impianti abbandonati, mercati
perduti, occasioni bruciate" eccetera, per poi invitare il
Governo a segnare un atto di discontinuità, cioè avere un momento
di coraggio per porre fine.
Bene, allora mi chiedo, e per questo credo che ci sia
qualche elemento di contraddizione se questa gestione Italkali
così come altre gestioni di enti economici è stata così
fallimentare, così segnata nel suo percorso da tanti aspetti,
definiti stasera oscuri, mi chiedo come poi si possa ad arrivare
ad affermare che l'unica soluzione sia quella di pervenire ad una
trattativa con il socio privato della Regione in questa vicenda.
Socio definito know how, con software, con hardware. La
contraddizione sta in questo. O questo è un ente gestito in modo
fallimentare, come probabilmente lo è, come certamente lo è,
intriso da situazioni oscure, allora certamente qualunque sia il
fatto economico, non è certo quella la soluzione a cui viene
invitato il Governo, a cui si deve pervenire. Oppure, allora così
non è. Ma tutti e due questi elementi nell'intervento
dell'onorevole Virzì ci sono. Allora non mi meraviglia, anzi
plaudo alla determinazione e alla coerenza dell'assessore
Castiglione che in ossequio a quello che era il programma del
Governo, iniziato dal governo Provenzano, seguito con grande
determinazione dal governo Drago, che lo ha messo ai primi punti
del suo programma, e così come assieme ad altri punti
qualificanti già svolti, in parte attuati, quali la
delegificazione, la nomina e la rotazione dei direttori, la
nomina dei dirigenti, il recepimento della legge Bassanini, con
le contraddizioni di un momento politico anche convulso.
Allora questo che è uno dei punti più salienti non può
essere messo in discussione da pezzi di maggioranza, anche se i
componenti, la delegazione al Governo, del partito a cui
appartiene l'onorevole Virzì, ha data ampia solidarietà ed
attestazione di coerenza nell'interno del Governo.
Certamente non immaginavo che questa sera l'opposizione
cogliesse quest'occasione per insistere e infilarsi in un momento
di difficoltà del Governo.
Credo che in una situazione di questo tipo, in un argomento
come questo sarebbe stato dovere preciso dell'opposizione su una
linea che la stessa opposizione condivide fare quadrato attorno
all'Assessore Castiglione, la stessa opposizione. Poi altri sono
gli elementi di scontro su cui ci si può anche dividere, su cui
si può anche chiedere le dimissioni del Governo o fare un'analisi
dell'attività del Governo. Ma certamente non su questa. A maggior
ragione che il relatore del disegno di legge è un esponente
dell'opposizione, a maggior ragione che la linea del Governo in
questa materia viene condivisa. Allora questo non doveva essere
l'atteggiamento della opposizione. Se doveva avere un momento di
responsabilità nei confronti della Regione, della Sicilia, dei
siciliani, in un settore così delicato e travagliato della vita
politica ed economica della Regione.
Quindi, rivolgo il mio invito e quello del mio partito, il
CDR, all'assessore Castiglione a riprendere questa sua attività,
a retrocedere e a recedere da questo suo intendimento di
dimettersi perchè altrimenti farebbe il gioco di chi non vuole
arrivare alle dismissioni, il gioco di chi vuole perder tempo, di
chi vuole far permanere ancora questa attività.
Spero che questo invito venga accolto.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Signor Presidente,
ritengo che la solennità dell'Aula, il fatto che io avessi deciso
di pronunciare le mie dimissioni in Aula, avevano già dato il
senso di quella che era una decisione che certamente non poteva
retrocedere, non potevo permettermi di tornare indietro. E
certamente le preoccupazioni, voglio fugare le preoccupazioni
dell'onorevole Crisafulli, dell'onorevole Capodicasa che sono
preoccupati più ad un eventuale mio ritiro delle dimissioni che
alle tante vicende che sono connesse alle privatizzazioni e allo
scioglimento degli enti economici regionali.
Vorrei rassicurare l'opposizione che, avendo scelto la
solennità dell'Aula e volendo ridare dignità al Parlamento
siciliano, avevo deciso in assoluta coscienza di dimettermi da
assessore della Regione.
Perchè ho riferito nel mio intervento che era stata messa in
discussione una linea politica, era stata messa in discussione
una linea di governo, era stato messa in discusione la gestione
dei 24 mesi del mio operato in Assessorato.
E allora, nel ringraziare i presidenti che mi avevano
sostenuto in questa iniziativa e la maggioranza, ho sostenuto
fermamente che, nel momento in cui non c'è più il sostegno della
maggioranza rispetto ad un'azione di governo, le mie non possono
che essere decisioni irrevocabili.
E allora questo è il motivo principale per cui avevo deciso
stasera e non in sedute precedenti, di dimettermi e certamente,
onorevole La Grua, avevo capito benissimo di che cosa stavamo
parlando perchè nel contempo alla mancanza di una linea della
mancata fiducia ad una linea di governo c'erano anche espressi
riferimenti ad azioni amministrative da me condotte perchè come
ho detto nel primo intervento non possiamo nascondere la testa
nella sabbia quando si fa riferimento ad infrastrutture, alle
miniere e alla consistenza, quando si fa riferimento ai bilanci
della società Italkali, quando si fa riferimento alle quote di
partecipazione Ente minerario, sono atti che attengono alla
gestione del mio assessorato.
E allora, io ho voluto chiarire questi aspetti, certamente
sarò disponibile per ulteriori confronti rispetto alla gestione
del mio Assessorato, della mia permanenza all'Assessorato
regionale dell'industria.
Quindi, io chiedo al Presidente, certamente una chiarezza
rispetto alle cose che sono state dette, alla volontà unanime.
Ringrazio i colleghi, i parlamentari di Alleanza nazionale,se c'è
stato qualche equivoco nell'interpretazione della linea di un
partito politico, ringrazio tanti parlamentari di Alleanza
nazionale che in questi giorni mi hanno dato il sostegno visibile
rispetto ad una azione di governo; quindi io li ringrazio anche
per la manifestazione, tutta la maggioranza di governo e anche
l'opposizione che ha manifestato in questa sede che vuole
procedere allo scioglimento degli enti economici.
Per quanto mi riguarda affido al Presidente della Regione
mantenendo le mie dimissioni - che sono dimissioni decise,
che sono dimissioni serie, che certamente non sono decisioni che
possono farmi tornare indietro - affido al Presidente della
Regione la valutazione rispetto ad una urgenza di procedere al
varo della legge sullo scioglimento degli enti economici
e certamente l'urgenza non significa che noi nell'arco di un
giorno dobbiamo varare la nuova legge; io ritengo che questo
disegno di legge vada meditato, vada approfondito e quindi se ci
sarà la necessità di stare più giorni in Aula, io ritengo che
questo disegno di legge, la legge sullo scioglimento degli enti
economici, siccome non è - come ho detto in premessa - una legge
qualsiasi, io ritengo che vada data tutta l'attenzione che
merita, quindi noi dobbiamo far sì presto, però oggi noi possiamo
fugare quella che era una mia impressione, che non si voglia
procedere in questo Parlamento siciliano al varo della legge
sulla liquidazione degli Enti approvando il disegno di legge.
Allora, caro Presidente, io la ringrazio anche per le parole
che privatamente ha voluto rivolgermi e quindi non posso che
ribadire la mia volontà di dimettermi, certamente rimettendo
nelle sue mani ogni ulteriore valutazione.
DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, mi pare che il modo migiore per dire di
essere d'accordo sulle dismissioni sia quello di accelerare il
processo che porta allo scioglimento degli Enti economici, che
porta poi alla privatizzazione degli Enti e delle Società
sollegate. Pertanto, riterrei, signor Presidente, se Ella è
d'accordo, che tutta l'attività parlamentare debba essere
subordinata all'esito del disegno di legge sullo scioglimento
degli Enti economici. Per questo io non so se da un punto di
vista regolamentare sia necessario convocare una Conferenza dei
Capigruppo per stabilire la data in cui l'Aula dovrà trattare ed
approvare il disegno di legge sullo scioglimento degli Enti
economici, che per il Governo diventa il primo punto
dell'attività dell'Aula.
CAPODICASA. E dopo si dimette da Presidente della Regione?
DRAGO, Presidente della Regione. Ma per quale motivo?
CAPODICASA. Perché lei non ha la maggioranza
DRAGO, Presidente della Regione. Benissimo, se non avrò la
maggioranza per approvare il disegno di legge... vedremo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho il dovere, per la
richiesta esplicitata dal Presidente della Regione, di convocare
la Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari immediata
presso il mio studio.
La seduta riprenderà subito dopo la Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 04.28, è ripresa alle ore 05.24)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che i deputati Vicari e Strano hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <MODIFICHE ALL'ARTICOLO 2 DELLA
LEGGE REGIONALE 5 LUGLIO 1997, N. 23, CONCERNENTE IL RINNOVO DEL
COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO. MODERNIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E
RECEPIMENTO DI NORME DELLA LEGGE 15 MAGGIO 1997, N. 127 NELLA
REGIONE SICILIANA> (N. 743)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione generale del disegno
di legge 743/A: "Modifiche all'articolo 2 della legge regionale
5 luglio 1997, n. 23, concernente il rinnovo del Comitato
regionale di controllo. Modernizzazione amministrativa e
recepimento di norme della legge 15 maggio 1997, n. 127 nella
Regione siciliana".
Invito i componenti della Commissione competente a prendere
posto nel banco alla medesima assegnato.
Invito il relatore, onorevole Turano a svolgere la
relazione.
TURANO, relatore. Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRO. Non deve dire cosa succede in questa Aula? Chi me
lo spiega? Vorrei capire.
PIRO. Onorevole Silvestro, io sono altrettanto sbandato quanto
lei.
PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, onorevole Piro, le chiedo
scusa. Onorevoli Colleghi, pensavo fosse stato chiaro. La
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso di
proseguire nei lavori secondo l'ordine del giorno che era stato
già predisposto, di non chiudere la sessione estiva, di decidere
dopo la seduta di oggi di riconvocare l'Aula per lunedì 7
settembre con, all'ordine del giorno, il disegno di legge sugli
enti economici. Prego, onorevole Piro.
PIRO. Signor Presidente, signori Deputati, la decisione della
Conferenza dei Capigruppo che adesso Ella ha comunicato è
esattamente la decisione che la Conferenza dei Capigruppo aveva
assunto intorno alle 19.30 della giornata di ieri e che poi è
stata messa ripetutamente in discussione invece dagli interventi
del Presidente della Regione.
Signor Presidente, io sono abituato, e mi sono abituato in
questi lunghi anni, ad avere profondo rispetto, delle istituzioni
innanzitutto, ma anche profondo rispetto delle persone con cui si
lavora, anche se si lavora su posizioni politiche opposte,
contrapposte ed anche se capita di doversi scontrare, a volte
anche duramente.
Questo mi impedisce di rimettere in discussione e sarebbe
assolutamente facile, perchè non è facile soltanto per il
Presidente della Regione; sarebbe facile per qualunque deputato
rimettere in discussione quanto deciso alle ore 20.30 di ieri, ma
io ho questo profondo rispetto e quindi non metto in discussione
nulla. Non posso però non rilevare, Signor Presidente, che questa
decisione, che era una decisione tutto sommato saggia, è stata
inopinatamente, irritualmente ed in modo scorretto rimessa in
discussione. Per cui io le ho detto, in Conferenza dei
capigruppo, che personalmente non intendevo partecipare ancora
una decisione di questo tipo.
Sono molto, devo dire la verità, molto sconfortato, molto
amareggiato, ho maturato personalmente la convinzione che non
serve partecipare alla Conferenza dei capigruppo. Coniammo nella
legislatura dal 1986 al 1991 l'espressione che nulla più delle
solenni decisioni assunte dalla Conferenza dei capigruppo
venivano smentite cinque minuti dopo. Pensavo che quel periodo
della Prima Repubblica fosse tramontato, la verità è che la
Seconda Repubblica - ha ragione l'onorevole Di Martino - sta
facendo impallidire perfino il ricordo della Prima Repubblica.
Detto questo, Signor Presidente, tre brevissime
considerazioni sul disegno di legge. Noi non lo condividiamo, non
condividiamo la proroga dei CORECO. Secondo noi con uno sforzo di
cinque minuti poteva essere realizzata la riforma dei CORECO. Noi
abbiamo dichiarato che eravamo perfino disponibili ad accettare
per intero il disegno di legge presentato dal Governo, anche se
c'è qualche punto di dissenso, perché grosso modo nel suo
impianto lo condividiamo.
Pensiamo che, dopo la legge Bassanini, ma anche dopo la
riforma fatta dall'Assemblea regionale siciliana il mantenimento
di dieci organismi, ognuno composto da dieci persone per un
totale di cento, più i relativi apparati, con i relativi costi, è
francamente uno spreco impressionante, assolutamente inutile, per
altro - perché come è noto sopratutto i CORECO provinciali fanno
pochissima attività - mentre ritenevamo che sarebbe stato quanto
mai necessario, e devo dire anche altrettanto semplice, varare la
riforma dei CORECO stesso.
Non condividiamo, non nel merito ma per quello che si è
determinato, il modo in cui si procede con il recepimento a
"spizzichi e bocconi" per commi e sottotitoli della legge
Bassanini. Le leggi Bassanini, come è noto, costituiscono ormai
un tentativo corposo, estremamente serio, forse il più serio che
sia stato fatto nell'intera storia della Repubblica italiana dal
dopoguerra ad oggi, di attuare una riforma profonda dei
meccanismi che presiedono la pubblica amministrazione, dei
rapporti tra la pubblica amministrazione ed i cittadini, tra i
rapporti che le pubbliche amministrazioni hanno tra di loro e che
la complessità dei temi che vengono affrontati dalle legge
Bassanini meriterebbero che quella profondità dei temi venisse
portata anche nella Regione siciliana.
Peraltro qui vengono recepite norme, alcune delle quali già
si applicano direttamente perché attengono a materie che non sono
di competenza della Regione, altre per le quali dopo attenti
studi la Presidenza della Regione ha dichiarato, attraverso i
suoi consulenti, che non c'era motivo di intervenire con legge,
ma era sufficiente dichiarare che erano applicabili, tanto è vero
che la Presidenza della Regione ha fatto una circolare in tal
senso. Anche questo é assolutamente inutile perché c'era già
stata una circolare lo scorso anno firmata dall'Assessore agli
Enti locali che aveva detto esattamente le stesse cose. Una
farsa, sostanzialmente una farsa, come ormai purtroppo ci stiamo
abituando a vedere e a sopportare nell'amministrazione regionale.
Non condivido, poi, il modo con cui viene portata
nell'ordinamento regionale dei Comuni della Regione la conferenza
dei servizi, così come è esattamente prevista dalla legge
nazionale, che ovviamente fa riferimento a strutture
amministrative e a procedure, che per alcuni versi sono
completamente diverse. Ad esempio ad un certo punto la conferenza
dei servizi, così come è disciplinata dalla legge nazionale
quindi anche ora dalla Bassanini, prevede che nel caso che ci
siano amministrazione dissenziente il Presidente della Regione
debba intervenire ma previa delibera del Consiglio regionale.
Ora, voi immaginate cosa significa questo, l'Assemblea
regionale siciliana che deve riunirsi per valutare una decisione
assunta dalla Conferenza dei servizi - non so - nel comune di
Campofelice di Fitalia, 600 abitanti, perchè c'è
un'amministrazione che è dissenziente. Ma questo lo cito solo
come fatto, però molto significativo, molto emblematico anche di
un modo, anche qui, eccessivamente approssimativo di considerare
le questioni.
Io stimo che il modo in cui si sta portando la conferenza
dei servizi prevista dalla legislazione nazionale, nella nostra
legislazione, darà vita a quello che ormai io ormai da qualche
tempo chiamo UCAS (Ufficio complicazioni affari semplici). Così
che sveltire le procedure, dare certezza, realizzare gli
obiettivi, probabilmente avremo affossato fino alla nuova norma
che, ovviamente, cercherà di porre rimedio alle norme sbagliate
che abbiamo fatto.
Ecco, queste sono le tre brevissime considerazioni che
intendevo fare su questo disegno di legge. Ripeto, noi siamo per
la riforma integrale dei CORECO, noi siamo per una profonda
applicazione della Bassanini nella nostra Regione, stimiamo
questo recepimento di alcuni articoli e di alcuni commi
assolutamente - come dire - un fiorellino, peraltro assolutamente
inutile perchè già preceduto da circolari, stimiamo anche che per
un non completo approfondimento delle questioni c'è il rischio di
provocare, anzichè uno sveltimento delle procedure, un blocco
delle procedure.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, su questo disegno di legge si
ripropone, ancora una volta, il paradosso e la schizofrenia.
Paradosso e schizofrenia tutti interni alla maggioranza, per la
verità. I CORECO sono scaduti il 30 giugno del 1998, noi siamo, a
distanza di un mese, senza validità dei CORECO. Il Governo ha
varato un disegno di legge di riforma dei CORECO circa 20 giorni
fa, nel tentativo di legare la proroga, evidentemente necessaria,
di legare questa proroga, comunque, ad un disegno riformatore.
Fra l'altro questo disegno di legge del Governo ha trovato
anche qualche apprezzamento sincero anche oltre alcuni ambiti
della maggioranza. Dopo di che nel disegno di legge che abbiamo
in discussione si propone il recepimento della Bassanini ad
eccezione della parte che riguarda la riforma dei CORECO.
Il Governo aveva presentato un'ipotesi di proroga fino al 31
dicembre 1998 che in prima commissione inopinatamente è stato
portato al 30 giugno 1999.
Doppia schizofrenia: da un lato non si prende in esame, dopo
che la conferenza dei capigruppo aveva individuato nella riforma
dei CORECO uno dei disegni di legge da prendere in
considerazione, da varare entro questa sessione estiva. Credo che
l'assessore abbia preteso anche una sorta di certificazione di
tutto ciò da parte della presidenza dell'Assemblea,
certificazione che è arrivata. Giungiamo adesso all'esame del
disegno di legge di proroga dei CORECO che reca la data del 30
giugno 1999 senza avere esaminato contestualmente la riforma,
invece, dei CORECO. Ed al tempo stesso si pretende di recepire la
Bassanini senza completare il disegno di recepimento della
Bassanini con quell'aspetto che risulta essere molto saliente,
proprio quello del sistema di controlli.
Io non so il Presidente della Regione che ha tuonato attorno
alla rivoluzione copernicana ipotizzata dal recepimento della
Bassanini dicendo che la Bassanini si doveva applicare subito con
un articolo o addirittura non c'era più bisogno di articoli
perchè cinque saggi costituzionalisti avevano stabilito che
bastava una circolare.
Io ancora questa circolare non l'ho vista, mi sono permesso
di fare anche un atto ispettivo per chiedere se questo parere dei
costituzionalisti è stato reso avverso compenso e in che misura
questo compenso, e colgo l'occasione per riproporre qui in questa
Aula la questione se l'avere reso un parere di quel tipo quale
costo abbia comportato per le casse della Regione. Il Presidente
della Regione tuona sulla Bassanini e alla fine partorisce meno
che un topolino, cioè niente.
Io ritengo che invece noi dobbiamo fare ogni sforzo e io non
intendo piegarmi ad una sorta di trappola implicita o ricatto
implicito che c'è nell'esame di questo e di altri disegni di
legge.
Io ho presentato assieme ad altri parlamentari del Gruppo
dei Democratici di sinistra degli emendamenti che invece
riformano i CORECO e che stabiliscono e vincolano la proroga ad
un atto di riforma degli stessi.
CORECO che allo stato attuale costano diversi miliardi alla
Regione a fronte di una attività di controllo che si è ridotta
almeno ad un quarto di quella resa esplicata in precedenza.
Quindi, volendo ragionare in termini aziendalistici, c'è anche un
discorso di costi e benefici.
Pertanto, dal momento che si preannunciano deroghe a
presentare nell'esame di emendamenti, io credo e chiedo che che
anche su questa materia, sugli emendamenti anche su questa
materia sia accordata la deroga perchè questa è una deroga che
serve a questa Regione che serve a modernizzare il sistema dei
controlli che serve a dare anche più efficacia ed efficienza agli
stessi controlli, che non scompaiono con la riforma ma vengono
resi in modo diverso e forse in modo più efficace e intelligente.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo non sono state accordate
deroghe se non una soltanto a seguito di una apposita riunione
della Conferenza dei Presidente dei Gruppi parlamentari e di una
decisione d'Aula che ha preso atto con la convocazione del
Presidente di questo. Non ci sono altre deroghe accordate, nè ha
intenzione il Presidente di chiedere altre deroghe. Per cui, o
questi emendamenti vengono ritirati o il disegno di legge non può
essere esaminato.
DI MARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Onorevole Speziale, io ho l'impressione che il
Presidente della Regione vi ha infettato, perchè c'era un accordo
in sede di Conferenza dei Capigruppi con l'impegno di ritirare
gli emendamenti per consentire la proroga dei CORECO e il
Presidente della Regione si era impegnato a ridurre la proroga al
31 dicembre del 1998 e l'impegno dei parlamentari di ritirare gli
emendamenti. Signor Presidente, gli emendamenti che ho presentato
si devono intendere ritirati e prego il Presidente della Regione
a predisporre l'emendamento e aggiungere quell'altro impegno, di
collegare all'emendamento dei CORECO la sanatoria per quanto
riguarda i compensi dei consiglieri comunali e provinciali e gli
stessi componenti dei CORECO.
Dichiaro, pertanto, di ritirare i miei emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere inutilmente
in una discussione che potrebbe non essere fruttuosa, chiedo al
Governo se intende presentare l'emendamento di riscrittura
dell'articolo 1 relativamente alla questione della data. Qui si
parla di 31 dicembre. Preliminarmente debbo chiedere se tutti i
firmatari degli emendamenti li ritirano.
Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 1.1?
DI MARTINO . Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, ritira l'emendamento 1.2?
GIANNOPOLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 1.3?
DI MARTINO . Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Adragna, ritira l'emendamento 2.10?
ADRAGNA. E' un problema squisitamente tecnico di cui il
Governo si è reso conto. E' proprio un refuso.
PRESIDENTE. Se vuole chiarire dato che si tratta di una
questione di carattere tecnico ed anche il Governo vuole
riscrivere questa parte...
ADRAGNA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Bene, il Governo si offre di riscriverlo.
Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 2.2?
DI MARTINO . Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Ricotta, ritira l'emendamento 2.1?
RICOTTA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 2.3?
DI MARTINO . Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, ritira l'emendamento 2.4?
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, si tratta di una norma che
consente l'esercizio di un diritto costituzionale che è quello
dei lavoratori di potere partecipare alla sedute degli organi nei
quali vengono eletti anche se si tratta di lavoratori di pubblica
utilità, di L.S.U e P.I.P.
In questo momento la normativa non si applica a questi
lavoratori che pertanto vengono discriminati, non possono
partecipare avendo gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti
da qualunque altra azienda, perchè non c'è una norma di
riferimento precisa che permette a questo tipo di lavoratore di
partecipare alle sedute dei consigli comunali, dei consigli
provinciali se eletti. Quindi è una norma che consente
l'esercizio di un diritto costituzionale a questo tipo di
lavoratore. Mi sembra un atto dovuto. La ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, ritira l'emendamento 2.5?
GIANNOPOLO. Lo ritiro.
SPEZIALE. Il Governo lo riscriva.
PRESIDENTE. Questa non può essere una escamotage. Onorevoli
colleghi, o vengono ritirati tutti gli emendamenti, anche quelli
per i quali c'è stato già il pronunciamento, oppure invio il
disegno di legge alla sospensione delle 24 ore. Se ci sono
questioni di carattere tecnico che possono essere fatte con la
delega alla Presidenza, le si faranno; sul merito niente
O si fa così o invio tutto alla sospensione delle 24 ore
compreso anche gli emendamenti per i quali mi ero pronunciato.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, noi siamo fermi ad una ipotesi
che anche se poi è stata sconvolta dagli eventi successivi e che,
essendo stata rimessa in discussione provoca molto turbamento nei
gruppi dell'opposizione. Aveva però alla base un principio che
era quello di modificare solo attraverso la riscrittura punti dei
disegni di legge che erano stati preventivamente concordati. Sul
disegno di legge in esame erano stati individuati due punti: uno
riguardava la data che, in base anche al nuovo regolamento, può
essere riformulata trattandosi di materia intrinseca al disegno
di legge; l'altro riguardava la riformulazione del tema delle
indennità ai CORECO per ricomprendervi riformulandolo il tema
delle indennità delle aree metropolitane.
Se rientra qualche altra materia il nostro Gruppo si sente
autorizzato a difendere i propri emendamenti così come mi pare
giusto fare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi il Governo nella riscrittura si
ritrova nella modifica della data prevista dall'articolo 1,
anzichè 30 giugno 1999, 31 dicembre 1998 e nel testo
dell'emendamento che deve inserirsi dentro l'articolo che così
recita: "Il comma 5 dell'articolo 52 della legge regionale n. 26
dell'1 settembre 1993 come sostituito dall'articolo 2 della legge
regionale n. 41/96, va autenticamente interpretato nel senso che
l'incremento dell'indennità di cariche e di presenze previste per
gli organi dei comuni compresi nelle aree metropolitane delle
provincie che ricomprendono aree metropolitane costituite secondo
gli articoli 19 e 20 della legge regionale 6 marzo 1986 n. 9 del
relativo CORECO, è dovuto a decorrere dall'emanazione del decreto
del Presidente della Regione che individua le aree
metropolitane".
Per gli altri emendamenti sono costretto a chiedere ai
deputati firmatari di ritirare gli emendamenti. A questo punto
per gli altri emendamenti presentati la Presidenza ritiene non ci
siano gli elementi di riscrittura degli articoli, perchè non può
essere la questione della riscrittura degli articoli un
escamotage, gli altri emendamenti presentati non si prestano ad
una riscrittura degli articoli, sono dei veri e propri
emendamenti che hanno la grande dignità di essere emendamenti e
pertanto se non vengono ritirati devono entrare nella sospensione
delle 24 ore.
Il Governo ha comunicato che intende riscrivere gli articoli
provvedendo alla modificazione della data del testo che ho già
letto e di questo ultimo: "All'articolo 2 comma 3 dopo le parole
--- bisogna aggiungere i seguenti articoli 2, 3, 4 inserire 5
comma 4". Queste sono le riscritture che propone il Governo.
CINTOLA. Vorrei averi gli atti perchè ci sono incongruenze tra
Commissione e Governo.
PRESIDENTE. Certamente, diamo gli atti alla Commissione.
Onorevoli colleghi, gli onorevoli Adragna e Forgione
rinunciano a intervenire sulla discussione generale del disegno
di legge. L'Assemblea ne prende atto.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi rendo
conto se il lavoro della Commissione non serve a quest'Aula, se
gli accordi successivi al lavoro della Commissione pongono il
lavoro stesso della Commissione a farlo diventare fatiscente, se
emendamenti già presentati in commissione e respinti dalla
Commissione, anzi ritirati in Commissione perché non congruenti
allo stesso testo della legge, vedi gettoni di presenza, possano
poi essere riproposti e ritenuti validi e proponibili, tenuto
conto del fatto che andiamo ad interpretare nella proroga come
titolo ...
PRESIDENTE. La proponibilità ancora non è stata decisa ...
CINTOLA. Infatti, non sto dicendo che lei l'ha decisa. Io sto
avanzando la preoccupazione nel disegno di legge complessivo.
Se può essere fatta un'interpretazione autentica quando
legiferando, l'Assemblea ha legiferato le aree metropolitane,
quando i comuni, vedi quello di Palermo, a quell'area
metropolitana decisa, si sono opposti per la non realizzazione
dell'area, per mantenere integri i propri poteri sulle
municipalizzate di Palermo quando all'onere dell'espansione alle
aree metropolitane, quindi il gettone di presenza aveva una sua
conseguenzialità per l'onere della realizzazione dell'area
stessa, in maniera spendaccione, noi dovessimo andare ad
approvare questa sera una rivalutazione di proventi che non sono
collegati alla realizzazione reale e concreta dell'area
metropolitana e quindi dell'onere che ricade su ogni singolo
consigliere comunale o delle aree metropolitane.
Ritengo quindi che al di là del testo che è stato approvato
dalla Commissione, dalla stessa Commissione, l'emendamento
presentato dall'onorevole Giannopolo, lo ha ritirato perché anche
in quell'occasione non proponibile, quindi l'ha ritirato in sede
di commissione, poi possa l'Aula stravolgere alle sei di mattina.
Del resto qualche soldino in più va dato e va regalato come dono
di Natale.
Ritengo e concludo che il problema sia serio, che il
problema sia reale, che il problema deve essere pure superato.
Però con un disegno di legge a sé stante e con l'urgenza che
merita il problema stesso e però tenendo conto che l'istituzione
dell'area non significa solo istituzione dell'area, ma
realizzazione dell'area metropolitana e quindi con i compensi
relativi. In caso contrario lo riterrei improprio. Mi rendo conto
che potrebbe essere impugnato dal Commissario dello Stato perché
non è attinente alla materia. Avremmo fatto finta di avere fatto
un passo a favore di non so quante telefonate che sono pervenute
anche al sottoscritto perché l'essermi impegnato a dire che era
una cosa sbagliata e che non aveva attinenza mi ha fatto
diventare quasi colpevole, non so di fronte a quanti altri
consiglieri comunali e provinciali e in ogni caso far finta di
fare una cosa positiva a favore di colleghi che lavorano in altri
enti locali che non sono quelli della Regione, in ogni caso non è
vero che gli staremmo andando incontro, quindi mi sentirei di non
potere approvare nè votare a favore di quella legge stessa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nessun altro chiede di parlare.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
<<Art. 1
1. All'articolo 2 della legge regionale 5 luglio 1997, n.
23, le parole '30 giugno 1998' sono sostituite con le parole
'30 giugno 1999'.
2. Sono fatti salvi tutti gli atti adottati dal Comitato
regionale di controllo nonchè l'attività da esso svolto nel
nel periodo ricompreso tra il 30 giugno 1998 e l'entrata in
vigore della presente legge.
3. All'onere a carico dell'esercizio finanziario 1998
valutato in lire 2.160 milioni si provvede con la riduzione
di pari importo della disponibilità del capitolo 60751
(codice 2010) del bilancio della Regione. La spesa ricadente
nell'esercizio finanziario 1999 valutata in lire 4.300
milioni trova riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione - codice 07.04.00 (capitolo 18210)>.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- l'1.1 ricade all'interno della riscrittura da parte del
Governo dell'articolo 1, quindi viene ritirato ma in sostanza
accolto per quanto riguarda la proponibilità.
- l'1.2 anche questo ricade all'interno dello spirito della
ristruttura dell'articolo da parte del Governo;
- l'1.3 a firma Di Martino.
DI MARTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il numero 2.10 viene inserito nella riscrittura da parte del
Governo.
-il numero 2.2 a firma Di Martino.
DI MARTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
- il 2.1 a firma Ricotta è improponibile;
- il 2.3 a firma Di Martino viene ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
- il 2.4 a firma Fleres.
PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Fleres? Lo spirito
dell'emendamento non riguarda i CO.RE.CO.. Questa è la norma che
lei ha imposto nobilmente, sia in commissione Regolamento che.. e
vale per tutti, anche per chi ha proposto quello.
FLERES. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
- il numero 2.5 dell'onorevole Giannopolo è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
- il numero 2.6 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
- il numero 2.7 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
- il numero 2.8 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
- il numero 2.9 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti
per consentire al Governo di presentare formalmente la
riscrittura dell'articolo 1 e dell'articolo 2.
(La seduta, sospesa alle ore 06.05, è ripresa alle ore 06.10)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi è stato distribuito la
riformulazione dell'articolo 1, proposta dal Governo, che prevede
la data al 31 dicembre 1998.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, io confermo la data del 30 giugno
1999. Lo confermo per averlo modificato anche con il mio voto,
in commissione, avendone anche specificato i motivi.
Noi siamo certi che entro sei mesi, Presidente, non si potrà
farlo, anche se già stiamo lavorando perchè il disegno di legge
relativo ai Coreco e alla modifica dei Coreco è già pervenuto in
Prima commissione e la prima riunione l'abbiamo fatta, ma
riteniamo non congruo il tempo del 30 di dicembre, e in
quell'occasione la Commissione, presente l'onorevole La Grua, li
richiamo perchè si richiamassero anche ai lavori fatti, alle
discussioni fatte, alle modifiche fatte, per poi arrivare qui e
non sappiamo con quale tipo di accordo. Il Governo modifica se
stesso e modifica il lavoro della Commissione stessa. E dicevamo
che al 31 di dicembre ci troveremo, avendo la sessione di
bilancio - a meno che già non si dice che si vuole andare
all'esercizio provvisorio - di nuovo con i Coreco, non in
condizione di potere operare e chiederemo una nuova proroga.
Però è importante dovere accedere alla formulazione di
compromesso che è stata richiesta, non in virtù, signor
Presidente e onorevole Governo, di una reale previsione, ma solo
per una reale cessione, senza tenere conto che un altro disegno
di legge, onorevole Presidente Drago, lei farà prima di dicembre
per prorogare ulteriormente i Coreco, e poi faremo un 'altra
nottata per potere dare spazio e sfogo alle argomentazioni più o
meno inutili che vengono poste in essere.
Io voterò no e invito la Commissione a votare no, invito il
Governo a ritirarlo, invito l'Assemblea a votare no al 31 di
dicembre e a lasciare la data che la commissione aveva votato
all'unanimità al 30 giugno, con una sola astensione, al 30 giugno
1999. Inoltre, aggiungo che mi pare di riscontrare una previsione
di bilancio e credo che sia stata apprezzata, ma dalla visione
del disegno di legge, sul quale abbiamo lavorato come presa
d'atto, dopo che è andato in commissione Bilancio, non ci sono
cifre mentre, invece, nella proposta dell'articolo 1 del Governo
troviamo "oneri a carico dell'esercizio finanziario '98 di 2
miliardi 160 milioni", credo che non sia stata apprezzata questa
cifra da parte della Commissione Finanze, per cui ritengo prima
doverosa la modifica e, secondo, non comprendo se è possibile,
dato che c'è un onere messo a carico, che possa avere la sua
prosecuzione senza che la commissione Bilancio lo abbia
apprezzato.
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi, il parere della Commissione
immagino sia favorevole a maggioranza.
Pongo in votazione la riscrittura dell'articolo 1 così come
proposto dal Governo.
CINTOLA. Presidente, favorevole non è a maggioranza; è al
contrario; mettiamolo in votazione. La votazione la facciamo ora.
BASILE, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BASILE. Signor Presidente, onorevoli Colleghi, in Commissione
abbiamo assistito ad un valzer delle date perchè vari Gruppi
politici hanno proposto date diverse; alcuni settembre, fine
settembre, soli tre mesi, altri sei mesi, altri nove mesi, altri
un anno. Devo dire che, alla fine, Onorevole Cintola, non c'è
stata unanimità del consenso sulla data proposta; c'è stato un
emendamento da parte di alcuni Gruppi politici che è stato
valutato ora negativamente, ora con astensioni da parte dei
componenti della Commissione. Io, personalmente, ritengo che, e
mi ero espresso in questo senso nel corso della Commissione, la
data del 31 dicembre del '98 che viene ora proposta dal Governo
sia la data più saggia perchè è già all'ordine del giorno e già
abbiamo discusso, in prima seduta, come ricordava l'Onorevole
Cintola, il disegno di legge di riforma dei CO.RE.CO. presentato
dal Governo. A questo disegno di legge è stata data priorità
dalla Conferenza dei Capigruppo e tutto lascia supporre che
lavorando a questo disegno di legge potremmo esitarlo in tempi
brevi così come vuole fortemente fare anche il Governo, per cui
io ritengo che, come Commissione, sia opportuno rimettersi
all'Aula non essendoci una posizione univoca dei componenti della
Commissione.
CINTOLA. Tre voti a favore e tre voti contrari.
PRESIDENTE. L'Aula sull'emendamento di riscrittura
dell'articolo 1 proposto dal Governo. Chi è d'accordo
all'emendamento?
DRAGO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. E' un errore avendo portato
la data al 31.12.98. Non c'è bisogno alla fine la previsione di
spesa per il '99, quindi la spesa decadente, per il '99, va
tolta.
PRESIDENTE. La spesa ricadente nell'esercizio '99 valutata in
lire 4...Sì.
Si intende presentato, senza le parole che vanno "dalla
spesa ricadente sino al capitolo 18210".
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla riscrittura dell'articolo 2. Vi è stato
distribuito, Onorevoli Colleghi?
Il parere della Commissione?
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Io la invito a considerare, Presidente, prima di
metterlo in votazione, la proponibilità. E' CORECO ma siamo
andati a dare gettoni ai Consiglieri comunali e ai Sindaci e agli
Assessori.
PRESIDENTE. Perché sono equiparati.
CINTOLA. No, non vanno equiparati, noi stiamo facendo una
interpretazione autentica per potere dire che così non dovranno
restituire i soldi ai Comuni i Consiglieri comunali e provinciali
in una legge che proroga i CORECO. E' palesemente in antitesi ed
è la prima. La seconda: non è stata apprezzata dalla Commissione
Finanza la spesa relativa. Terzo: io non so se posso presentare
nel momento stesso in cui lei annunzia un articolo riformulato
dal Governo, di cui lei non ha nessuna responsabilità, signor
Presidente dell'Assemblea, ma io non so se diventa producente e
legittimo che io non abbia potuto presentare emendamenti alla
fine della discussione generale di un disegno di legge che non
prevede un articolo riformulato che modifica e che al quale non
potevo ricorrere né per sub emendamenti né per emendamenti. C'è
un testo nuovo ed è un testo che nel disegno di legge non è
previsto.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lei deve abituarsi al nuovo
regolamento.
CINTOLA. Si, ma pure il Governo. Se il Governo non si
abitua...
PRESIDENTE. Mi permetta di ricordare a me stesso come avviene.
Praticamente sono stati presentati emendamenti, il Governo ha
facoltà di riscrivere l'articolo, l'emendamento ed eventuali sub
emendamenti. Il Governo interpretando, volendo accogliere lo
spirito di alcuni emendamenti ha integrato l'articolo originario
con un ulteriore comma, con un'ulteriore parte con la quale
interpreta lo spirito degli altri emendamenti presentati. Questa
è la logica.
CINTOLA. Posso soltanto chiederle una cosa? Se il Governo
vuole sfuggire all'Aula presenta disegni di legge di un certo
tipo, senza aggiunzioni o modifiche sostanziali non consente
all'Aula di presentare emendamenti e siccome gli emendamenti
possono essere presentati dall'Aula o dal deputato solo alla fine
della discussione generale, quando si ritrova dopo che la
discussione generale è già finita un articolo come questo sul
quale non si è mai parlato nella legge che diamo i gettoni ai
Consiglieri comunali e provinciali. Io non posso presentarle
l'emendamento soppressivo di questo articolo, di questo comma
perché mi viene impedito dal fatto che la discussione generale è
finita ed io non posso più presentare nessun emendamento.
PRESIDENTE. ....Contro a questo e rimane in piedi quello della
Commissione.
CINTOLA. No Presidente, non basta solo questo perché se io
vado a presentare un emendamento che non ritiro allora il
regolamento mi cautela perché mi dice - che essendo una nuova
materia, se presento un emendamento lo riportiamo nella
commissione di merito e sarà la commissione di merito a
definirlo. In questo caso, invece, il Governo innova, non lascia
traccia se non quello di fare alzare un deputato per dire: "non
sono d'accordo". Il deputato, a sua volta, può appellarsi, non
si a a quale tipo di organismo, forse il Commissario dello Stato,
per evitare che ci siano due discrasìe.
Io le ricordo, Signor Presidente e concludo, che lei già ha
reso improponibile l'emendamento Di Martino che parlava della
stessa cosa o di materia similare parlando di trasferte di
consiglieri comunali, ha detto improponibile perché non ha
attinenza. Ha attinenza, invece, il gettone di presenza, anzi no
l'interpretazione autentica per dare il gettone di presenza ai
consiglieri comunali e provinciali che sono largamente di Forza
Italia per una parte, largamente della sinistra e del Pds
dall'altro lato perché dobbiamo dare risposte concrete ed
immediate e regali di Natale immediati ai consiglieri comunali,
che non hanno attuato l'area ma debbono avere i proventi per
l'istituzione di un'area contro la quale si battono e che non
realizzano. E' una vergogna, scandaloso.
PRESIDENTE. Nel merito, onorevoli colleghi, lascio
all'onorevole Cintola tutte le sue considerazioni e naturalmente
non è compito del presidente dell'Assemblea replicare. E'
compito del presidente dell'Assemblea motivare la ragione della
proponibilità dell'emendamento perchè richiamando i CORECO per la
questione dei gettoni di presenza e delle altre cose che vi sono
scritte, vengono anche richiamate altre norme che hanno portato
di fatto ad una equiparazione dei soggetti e delle situazioni che
si presentano per cui l'emendamento è più che proponibile. La
questione dell'onorevole Cintola è una questione politica, non
riguarda la presidenza.
Pongo in votazione l'emendamento. Il parere della
commissione?
BASILE, presidente della commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa aell'articolo 3. Ne do lettura:
<<Art. 3.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. E' stato presentato un emendamento che io sono pronto
a ritirare. Mi rendo conto che la materia non è pertinente, però
questa mattina ho ricevuto un fax da parte del sindaco di
Castelvetrano che mi chiedeva, atteso che il consiglio comunale
aveva deliberato di cambiare la denominazione della città di
Castelvetrano in Castelvetrano-Selinunte, mi ha chiesto - se è
possibile - adoperarsi per portare un emendamento che poteva
realizzare...Se non ci sono questioni, vorrei che il Governo si
impegnasse affinchè questo disegno di legge possa ottenere corsie
preferenziali al pari di altri disegni di legge.
MISURACA, assessore per gli enti locali. Sì, mi impegno.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro.
atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, si ritorna al disegno di legge "
Istituzione della Commissione per la riforma delle norme di
contabilità regionale e del bilancio annuale e pluriennale della
Regione" (n. 576/A).
Invito la seconda commissione "Bilancio" a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Petrotta per svolgere la
relazione.
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Mi rimetto
al testo della relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io ho
appreso in questo momento di essere componente della commissione
'Bilancio' che avrebbe esitato questo testo di disegno di legge,
non avendo io avuto il piacere di essere stato convocato ai
lavori della commissione, di aver potuto partecipare alla
elaborazione di questo testo del disegno di legge e avere
partecipato alla proposta della trasmissione di questo testo...
PRESIDENTE. Lo sta dicendo in Aula, altrimenti avremmo dovuto
sottrarle l'indennità parlamentare perchè se lei fosse stato in
Aula al momento opportuno avrebbe saputo che...
CRISAFULLI. Signor Ppresidente, lei sa che un testo di disegno
di legge per essere trasmesso in Aula ha bisogno di 48 ore ...
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli formalizzi la richiesta.
CRISAFULLI. Io chiedo che qualcuno mi spieghi come ha fatto la
Commissione a fare questo testo. Quando qualcuno sarà in grado di
spiegarmelo, nella qualità di componente della Commissione
parlamentare, per essere messo in condizione di essere garantito
nella funzionalità del mio mandato...
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari ha individuato il percorso da usare, che è stato
accolto all'unanimità dall'Aula, non essendo stato, in nessun
passaggio, contestato.
C'è una prassi costante che in fase soprattutto di chiusura
di sessione per consentire l'approvazione di disegni di legge che
abbisognano di risposte urgenti ..., ma se lei solleva una
eccezione formale, non ci sono problemi.
CRISAFULLI. Si, sollevo eccezione formale.
PRESIDENTE. Bene, il disegno di legge è rinviato in
Commissione.
(Proteste dell'onorevole Petrotta, presidente della Commissione)
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <PROVVEDIMENTI IN FAVORE DELLE
TONNARE SICILIANE, DEL QUARTIERE ORTIGIA DI SIRACUSA ED IN FAVORE
DI TEATRI. INTERVENTI PER L'ISTITUTO SICILIANO MUTILATI ED INVA-
LIDI DI GUERRA>. (N. 727/A).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al disegno di legge
n. 727/A "Provvedimenti in favore delle tonnare siciliane, del
quartiere Ortigia di Siracusa ed in favore di teatri. Interventi
per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi guerra"
Onorevoli colleghi anche il 727/A non può essere trattato
per una serie di anomalie riguardanti soprattutto l'articolo 2 e
l'articolo 3 con alcune violazioni regolamentari. Il disegno di
legge viene rinviato in Commissione.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <PROVVEDIMENTI PER LA SALVA-
GUARDIA E LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO, CULTURALE
E LINGUISTICO DELLE COMUNITA' SICILIANE DI ORIGINE ALBANESE E
DELLE ALTRE MINORANZE LINGUISTICHE> (N. 203/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 203/A
'Provvedimenti per la salvaguardia e la valorizzazione del
patrimonio storico, culturale e linguistico delle comunità
siciliane di origine albanese e delle altre minoranze
linguistiche'
Invito i componenti la quinta Commissione legislativa a
prendere posto al banco delle commissioni.
Onorevoli colleghi, onorevole Petrotta, purtroppo siamo in
una fase in cui né gli impegni nè le parole si mantengono e ci
sono violazioni regolamentari che non possono essere sopportate.
Ho motivo ache personale per essere risentito, ma non mi lascio
vincere nello svolgere il mio ruolo istituzionale da motivi
personali più che giustificabili.
CIMINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, per
quanto riguarda il disegno di legge n. 727/A potrei sapere qual
è stato il problema?
PRESIDENTE. Sono state sollevate eccezioni regolamentari.
C'erano alcuni articoli che sono stati inseriti in sedi che non
erano abilitate a poterlo fare. Alludo alla Commissione bilancio
ed alla Commissione di merito.
CIMINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, non
possiamo fare due articoli...
PRESIDENTE. Non possiamo fare più niente Siamo passati
all'esame del disegno di legge n. 203/A.
CIMINO, presidente della Commissione. Vorrei fare alcune
precisazioni sul disegno di legge n. 727/A.
PRESIDENTE. E' stato inviato in Commissione. Lo potrà fare
nella sede opportuna. E' stata sollevata una eccezione
regolamentare per un disegno di legge. Siccome la stessa
procedura è stata seguita, se non ancora in maniera più
accentuata, per altro disegno di legge, ho espresso anche il mio
risentimento personale per gli impegni che sono stati assunti e
per le parole che ci siamo scambiate. Siamo in una fase in cui
tutto questo non ha più senso nemmeno nella tradizione, nei
rapporti personale. La prego di non insistere. Sta mettendo in
imbarazzo il Presidente e non vorrei ultimare questa seduta così.
Invito il relatore del disegno di legge n. 203/A, onorevole
Zanna, a svolgere la relazione.
ZANNA, relatore. Signor Presidente, vorrei integrare la
relazione già allegata al testo, sottolineando l'importanza di
questo provvedimento legislativo, che la Sicilia aspetta da
tantissimi anni, a tutela e a valorizzazione di uno straordinario
patrimonio culturale che la nostra Regione ha.
Vorrei sottolineare, inoltre, che questa norma perfettamente
costituzionale ha visto già la luce con norme e leggi in altre
regioni, come la Calabria, la Basilicata, il Friuli
Venezia-Giulia, il Molise. Questa norma è in sintonia con la
legge nazionale del 28 agosto 1997, la legge n. 302, che ha
recepito la convenzione quadro per la protezione della minoranza
nazionale sancita e firmata a Strasburgo il 10 febbraio 1995.
Concludendo, vorrei rimarcare l'importanza di questo
provvedimento che tutela e valorizza uno straordinario patrimonio
che la nostra Regione ha, un provvedimento che questa Regione
aspetta da anni, visto che anche in passate legislature altri
parlamentari avevano presentato disegni di legge in materia e mai
l'Aula si era determinata in tal senso.
Finalmente discutiamo, e mi auguro che approviamo
rapidissimamente, questo provvedimento per la valorizzazione di
questo patrimonio storico, culturale e linguistico delle comunità
siciliana di origine albanese e di altre minoranze linguistiche.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, non sono qui per svolgere un
intervento. Chiedo soltanto di depositare agli atti, quindi che
venga inserita al verbale, la copia del protocollo riguardante la
convenzione quadro per la protezione minoranza nazionale fatta a
Strasburgo, approvata con legge dello Stato il 28 agosto 97, n.
302. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Poiché nessuno chiede di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio agli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1, di cui do lettura:
<1. La Regione siciliana, nell'ambito della tutela della
lingua e della cultura delle popolazioni appartenenti alle
minoranze linguistiche riconosciuta dalle leggi della
Repubblica, dispone per le popolazioni di lingua e di cultura
albanese e delle altre minoranze linguistiche presenti nella
Regione gli interventi di cui agli articoli seguenti.>
Comunico che al disegno di legge sono stati presentati 4
emendamenti: 2.1, 3.1, 3.2 e 15.1.
Onorevoli colleghi, il disegno di legge necessita delle 24
ore.
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE N. 531/A "RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE SICILIANA
E DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI PER L'ESERCIZIO FINAN-
ZIARIO 1995"
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Votazione finale di disegni di legge.
Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del
disegno di legge: "Rendiconto generale della Regione siciliana e
dell'Azienda delle Foreste demaniali per l'esercizio finanziario
1995" (n. 531/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 44
Richiedenti 0
Congedi 2
Quorum 90
PRESIDENTE. L'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 9,00.
(La seduta, sospesa alle ore 6.45 è ripresa alle ore 9.12)
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
"RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE SICILIANA E DELL'AZIENDA
DELLE FORESTE DEMANIALI PER IL 1995" (531/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
del disegno di legge:""Rendiconto generale della Regione
siciliana e dell'azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 1995".
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, la mia dichiarazione di voto
evidentemente non può che avere natura politica. Nel mio
dormiveglia mattutino mi è venuta in mente una canzone famosa di
Sergio Endrigo che così diceva: "Che fatica essere uomini "
A quel punto mi chiedo: è così faticoso essere uomini alla
fin fine? Se scaviamo nel nostro subconscio c'è un sussulto di
dignità: è possibile essere uomini; anzi, secondo Sciascia, è una
razza rara, ma mezzi uomini si può pure essere, al momento
opportuno e per un interesse superiore. E invece vediamo qui che
tutto ciò non esiste.
Ora - le assicuro, signor Presidente, sarò brevissimo, se
l'onorevole Aulicino e l'assessore Cuffaro me lo consentono - a
vedere il risultato delle votazione e pensare con quale arroganza
il Presidente della Regione sfidava l'opposizione sulla
dismissione degli enti - che poi, a volte, l'arroganza è segno di
debolezza, perché di questo si tratta - ci siamo accorti che alla
fine il nostro Presidente della Regione assume un comportamento
patetico.
Una volta c'è stato un caso, molti decenni dietro - chi
segue la storia della Sicilia si ricorda - che un deputato
dell'opposizione, sbagliando, io ancora lo condanno, ha buttato
le monetine sul banco del Governo. Ha sbagliato, non ho condiviso
quel comportamento, però ha buttato, per sfida, delle monetine al
Governo.
Io non penso che sia un problema di buttare le monetine sul
banco del Governo, ma per dire che questo Drago - a quel punto
posso dire onorevole Drago in quanto deputato - questo Drago,
nell'interesse suo, della sua famiglia, ma soprattutto della
Sicilia e delle Istituzioni, è bene che la chiuda subito con
queste vicende.
Anche perché domani si ricorderà, questo Presidente della
Regione, come si ricorda, ad esempio, quel Presidente della
Regione quando si dice al figlio di questo Presidente della
Regione: tu non puoi parlare perché a tuo padre hanno buttato le
monetine.
Ora, voglio dire che stiamo concludendo questa sessione
senza le dimissioni e senza le dismissioni e da qui si vede il
livello al quale siamo arrivati.
Quindi, annunzio il voto contrario sul Rendiconto della
Regione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, siamo sorpresi per il
comportamento del Governo e del suo Presidente che, dopo essere
stato, come rilevato nel corso dei lavori d'Aula di questi
giorni, battuto più volte e dopo essere rimasto in minoranza
ripetute volte all'interno del Parlamento, dopo che questa notte
si è consumata una vicenda che ha riguardato le dimissioni
dell'Assessore e non si è ancora sanato il dissidio interno alla
maggioranza tra Alleanza Nazionale e il Governo, e dopo che si è
proceduto già ad una prima votazione del disegno di legge in cui
si è dimostrato, si è palesato, in modo evidente e chiaro, che il
Governo non ha più l'appoggio della maggioranza e che il
comportamento del Governo rischia di ritardare l'approvazione di
importanti disegni di legge alla cui formazione abbiamo concorso
tutti nella nostra funzione di parlamentari ci dimostra come il
Governo si preoccupi più della propria sopravvivenza che degli
interessi dei siciliani.
Onorevole Drago, io non so se lei si rende conto di quanta
responsabilità si sta assumendo di fronte alla Sicilia. Avete più
volte detto che potevate contare su una maggioranza
autosufficiente: stamattina alla prima votazione si è dimostrato
che il "Re è totalmente nudo".
Io la invito ad avere un atteggiamento più dialogante con
l'Aula e soprattutto più dialogante con l'opposizione, da un
lato, e dall'altro a prendere atto, come avviene in tutti i
sistemi democratici, in tutti i sistemi parlamentari democratici,
a prendere atto che quando un Governo in più occasioni si trova
in minoranza, l'unico modo per rimuovere quella condizione e per
favorire un processo nuovo è quello della rassegnazione delle
dimissioni.
E' un atto che lei dovrebbe fare nell'interesse della
Sicilia, è un atto che permetterebbe di sbloccare immediatamente
tutti i disegni di legge, è un atto che permetterebbe anche il
recupero del disegno di legge n. 576 che noi potremmo
tranquillamente richiamare ed approvare.
PRESIDENTE. Lei non potrebbe né richiamare, né approvare
perché è palese violazione regolamentare. Anche senza la sua
benedizione o con la sua benedizione le norme regolamentari sono
quelle che sono, onorevole Speziale.
SPEZIALE. Potremmo in ogni caso favorire un percorso di
approvazione, per cui onorevole Presidente della Regione, faccia
un atto di umiltà. L'atto di umiltà, di responsabilità è quello
di dichiarare che l'esperienza del suo Governo è un'esperienza
che di fatto si è conclusa.
Alla luce di queste considerazioni, essendo noi una forza
politica altamente responsabile - e l'abbiamo dimostrato nel
lavoro e nella formazione delle leggi - le chiediamo da un lato
di dimettersi e dall'altro di permettere con il nostro concorso
l'approvazione dei disegni di legge che sono all'esame dell'Aula.
Ove lei dovesse rifiutare questo comportamento di etica
democratica di fronte al Parlamento, noi non rifuggiamo dalle
nostre responsabilità. Deve sapere, però, che si è aperto un
profondo dissidio tra lei e il Parlamento; pertanto noi ci
comporteremo di conseguenza. Lei si sta caricando di una grave
responsabilità.
Pertanto, onorevole Presidente della Regione, e concludo, la
invito a fare un atto di chiarezza per la sua maggioranza nei
confronti del Parlamento, ma in primo luogo a compiere un atto di
chiarezza nei confronti della Sicilia che ci guarda.
Lei non può assumersi il peso di degradare l'immagine
dell'intero Parlamento di fronte alla Sicilia Abbiamo lavorato
faticosamente, noi vogliamo contribuire ancora ad apprezzare la
qualità del Parlamento regionale; vogliamo contribuire anche
all'approvazione del disegno di legge purchè ci sia da parte sua
un atto di chiarezza nei confronti del Parlamento e dell'intera
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazioni di voto
l'onorevole Silvestro.
SILVESTRO. Presidente, onorevoli colleghi, in una circostanza
di normalità non avrei preso la parola per dichiarare il mio
voto, ma non siamo in una situazione di normalità: quello che è
avvenuto ieri sera in quest'Aula ha segnato secondo me in maniera
profonda la vita di questa Assemblea. Ritengo, quindi, che
dobbiamo compiere tutti un atto di responsabilità per comprendere
che oltre non si può andare.
Io voterò contro le leggi, e questo lo dichiaro per una
questione molto semplice, per sollevare il problema. Resta
sospesa in quest'Aula la questione delle dimissioni
dell'assessore Castiglione. Il quale Castiglione si è dimesso in
maniera irrevocabile, nella replica ha assegnato al Presidente
della Regione, in maniera irrituale per la verità, il destino
delle sue dimissioni. Restano in quest'Aula, e di fronte alla
responsabilità delle forze politiche, ancora non risolte le
questioni inerenti la posizione dell'assessore Castiglione. Ecco
perchè ho voluto dichiarare il mio voto contrario - che, ripeto,
in altre circostanze non avrei avuto necessità di dichiarare -
per sollevare in questa Assemblea un problema politico che non
può essere in nessun modo disatteso, per rispetto nei confronti
dell'istituzione Parlamento. C'è un problema politico aperto di
una rilevanza molto grande: quello delle dimissioni di un
assessore su un punto delicato della vita della Regione,
dimissioni irrevocabili, nella replica è stato chiamato in causa
il Presidente della Regione, il Presidente della Regione non ha
avuto nessuna sensibilità per chiarire questo aspetto all'Aula.
Io credo che questo non è nè il condominio e neanche il club
della vela, è un Parlamento: è una istituzione che merita
rispetto pur nelle diversità delle posizioni. Qui ieri sera si è
consumato un fatto di rilevanza politica molto grave, onorevole
Briguglio C'è stato un assessore che si è dimesso in maniera
irrevocabile e il Presidente della Regione non ha detto nulla E'
inutile che lei si infastidisce in questo modo
BRIGUGLIO, assessore al lavoro. Faccio quello che mi pare e
piace.
SILVESTRO. No, lei non fa così Abbia pazienza, caro
Briguglio, perchè questa questione è un problema politico molto
importante, rilevante a cui bisogna dare una risposta; è chiaro?
No, Briguglio, lei è abituato evidentemente così Qui c'è un
problema molto grave
PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, ma lei da una parte
rimprovera, fa appello ai parlamentari, lei non può discutere sul
piano personale, ma lei si rivolga al Presidente Si rivolga al
Presidente
E' iscritto a parlare l'onorevole Piro. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, abbiamo consumato in queste ultime 24
ore una esperienza limitata, significativa forse soltanto per
noi, ma devo dire nella quale tutte le lacerazioni possibili si
sono determinate. Quelle intese faticose che erano state
raggiunte per dare un senso al nostro lavoro, per approvare
provvedimenti che dessero alcune risposte a problemi sociali
immanenti e gravi, tutto questo è saltato. E credo signor
Presidente, che chiunque in questa Aula mi possa dare atto di
quanto responsabilmente la mia parte politica io stesso, in tutte
queste ore, abbai costantemente lavorato.
Anche a volte ricorrendo a manifestazioni di dissenso
piuttosto forti rispetto all'andamento dei nostri lavori, dicevo
mi si può dare atto del fatto che costantemente ho cercato di
ricucire ciò che veniva strappato, di riportare responsabilità
laddove invece di responsabilità se ne manifestava ben poco.
E nello stesso tempo mi si può dare atto di avere sempre
voluto mantenere fede agli impegni, che per me sono impegni - io
posso usare tranquillamente questa parola, di onore, con
riferimento al fatto istituzionale - che quando vengono presi
sono impegnativi per tutti e devono essere mantenuti.
E di averlo fatto questo anche in condizioni estremamente
difficili. Però non c'è dubbio, signor Presidente, che qui si è
di fronte e ci siamo trovati di fronte, ad una sorta della
ricerca pervicace, persistente della rottura. Per me francamente,
politicamente, incomprensibile. Soprattutto se questa ricerca
della rottura persistente e pervicace, è venuta dalla parte del
Governo e segnatamente da parte del Presidente della Regione.
Ora io non voglio fare qui la storia di questa notte. Però
non posso non ricordare che fra le tante affermazioni del
Presidente della Regione che hanno suscitato credo giustamente
l'indignazione, la rabbia, la reazione comunque dell'opposizione,
vi è stata anche quella che nel caso in cui l'Aula attraverso il
proprio voto avesse manifestato l'inesistenza della maggioranza
il Presidente della Regione si sarebbe immediatamente dimesso. E
che invece laddove questa maggioranza ci fosse e manifestasse
pienamente il sostegno al Governo, il Governo era assolutamente
intenzionato ad andare avanti.
Ora io mi chiedo. Dobbiamo ancora una volta assistere
all'ennesima performance del dire e non fare, del fare e non
dire, del dire e smentire, del fare e non rifare, a cui ci ha
abituato, purtroppo, questo Governo? O c'è finalmente
l'acquisizione di una responsabilità che guardate non vale
soltanto nel rapporto tra le forze politiche in questa Aula ma
vale rispetto alle Istituzioni, rispetto alla gente di Sicilia. E
in qualche modo si inverte la tendenza che ha portato a lacerare
ciò che faticosamente si era costruito e quindi a ricostruire ciò
che con tanta forza invece si è lacerato.
Perché se così non è, e se non c'è una chiara e aperta
manifestazione di volontà in questa direzione, alla luce di
quanto è successo e della rottura di tutte le intese e nonostante
la grande volontà e il grande senso di responsabilità che noi
abbiamo dimostrato lungo tutto il corso di questa ormai
interminabile seduta, noi non siamo più nelle condizioni di
garantire ciò che altri dovrebbero garantire e di mantenere ciò
che altri dovrebbero mantenere e né garantiscono né mantengono.
Questo significa signor Presidente, che noi non voteremo i
disegni di legge se si mantiene questa condizione. Con l'augurio
anche che questo possa anche aprire uno sprazzo di lucidità su
quello che immediatamente dopo dovrà seguire, sulla possibilità
che si possano almeno recuperare alcune questioni importanti che
sono rimaste irrisolte e ci hanno lasciato tutti con un
profondissimo senso di frustrazione e di difficoltà anche morale.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, lei sta guardando da qualche minuto il
quadro elettronico che davanti a lei sta contando i quadratini
verdi, sta verificando in diretta qual è la sua maggioranza in
questo momento. Una maggioranza che non c'è, che non c'è stata in
questa notte, che non c'è in questa Aula parlamentare con i
numeri e che non esiste più politicamente. Un governo che ha un
Assessore dimissionario.
Credo che confermi con la sua dignità che abbiamo verificato
anche in questa Aula in un momento delicato dello scontro con una
parte del Gruppo di Alleanza nazionale e la dignità della sua
scelta e che non si omologhi, invece, ai suoi comportamenti,
onorevole Presidente, ai quali ci ha abituato: di giravolte, di
dichiarazioni contraddette, di posizioni smentite,come è avvenuto
anche in questa notte dove abbiamo sentito almeno due volte
posizioni diverse sull'ordine dei lavori, su come proseguire, su
come andare avanti.
Siamo di fronte,ormai, a leggi che non vanno avanti, a leggi
che non sono solo della maggioranza sono leggi che riguardano
problemi rispetto ai quali noi stessi abbiamo contribuito a
trovare soluzioni ma ad atti del Governo che devono essere
sostenuti dalla maggioranza del Governo.
Un partito della maggioranza non la riconosce più, abbiamo
sentito qui le dichiarazioni del CCD; un gruppo tra i più grossi
della sua maggioranza, il gruppo di Alleanza nazionale, diviso e
spaccato, in conflitto palese con il suo Governo e con le
posizioni del suo Governo e con le posizioni del suo Governo su
una questione da lei individuata come cruciale e discriminante,
quella delle dismissioni degli enti al punto da renderla da lei
nel corso della nottata passata pregiudiziale rispetto
all'approvazione di tutte le altre leggi.
Una maggioranza sbrindellata, quindi. Lei pensa che questa
maggioranza senza un atto di chiarimento politico martedì o
mercoledì o giovedì o quando deciderete di ritornare in questa
Aula sarà pronta a sorreggerla, qui,con un atto coerente
di sostegno politico?
Io ne dubito, onorevole Presidente. Allora noi non le
chiediamo alcuna forzatura, le chiediamo di prendere atto della
realtà politica di questo Governo regionale e di questa
maggioranza, di fare una azione di chiarezza politica e di
rispetto anche verso questo Parlamento che ancora in
questo momento, guardando quel tabellone, non le sta dandola
fiducia politica che lei chiede.
Per questi motivi e anche in nome di quel superamento del
consociativismo al quale voi pionieri della seconda repubblica ci
avete abituati spesso ci richiamate, in assenza di questo atto
politico davvero non vi può essere alcun soccorso, alcuna
copertura alle falle di questa maggioranza in questo momento.
E allora se non c'è un atto politico chiaro del suo Governo,
suo, signor Presidente, noi non riteniamo in questo momento
di assumerci una responsabilità che non è nostra e vorremmo che
almeno ci risparmiasse, se ne è capace, almeno per una volta,
signor Presidente della Regione, ci risparmiasse questa scena
ricorrente delle denunce di un Parlamento che non funziona fronte
di un Governo, invece, che sta portando avanti riforme di
struttura ed epocali di questa Regione.
Non vorremmo assistere almeno per una volta alla denuncia
che è questo Parlamento che paralizza l'azione di Governo. No,
questo Parlamento e questa Aula parlamentare non le dà fiducia,
signor Presidente. Prenda atto di questo e dichiari ai Siciliani
che il suo Governo non ha più una maggioranza e la responsabilità
della paralisi di questo Parlamento é della sua maggioranza che
si é liquefatta e non certo delle opposizioni che,
coerentemente, con responsabilità, provano a costruire risposte
alternative ma anche risposte costruttive ai problemi drammatici
che sono aperti, e li sappiamo quali sono, soprattutto quelli
sociali che abbiamo di fronte, ma che ha il dovere, in quanto
opposizione, di percorrere anche le strade alternative ad una
maggioranza che non c'é.
COSTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi. Noi
riteniamo, in maniera sensata, dico, dopo queste ventiquattro
ore, tra poco, che siamo in questa Aula parlamentare, che é
opportuno recuperare un rapporto di serenità, un rapporto di
collaborazione e che é opportuno, alla fine di questa sessione
legislativa, portare a casa, soprattutto per l'occupazione,
rispetto alle cose che ci siamo detti, qualche cosa in più. Io
credo che noi tutti, alla fine, anche se ci siamo proposti di
chiudere oggi, anzi ieri, questa sessione legislativa, dovremmo
rimandare a martedì questa seduta per potere convocare la
commissione bilancio per potere discutere e riportare in Aula il
disegno di legge numero 567/A, per potere, quanto meno, dare una
risposta, rispetto a quelle cose che noi riteniamo rilevanti ed
importanti che sono inserite in quel disegno di legge.
Rispetto a questo io dico che si può recuperare un rapporto
più sereno sia con l'opposizione, sia all'interno della
maggioranza stessa, che ha tempi e modi per verificare realmente
quale percorso essa stessa é in grado di fare o vuole fare.
Quindi mi sento di dire, riconfermando anche la fiducia e la
disponibilità a votare oggi stesso questi disegni di legge che
sono pronti, io credo che é realmente opportuno rimandare l'Aula
a martedì e convocare martedì stesso la commissione bilancio per
potere rasserenare il clima e per potere, quanto meno, centrare
l'obiettivo che mi pare un obiettivo importante, di questo
disegno di legge, e dell'altro che riguarda le tonnare, che era
stato anche esso accantonato.
PRESIDENTE. Onorevole Costa, c'é un piccolo particolare,
dovrebbe dichiarare se vota contro, se si astiene o se vota a
favore.
COSTA. Signor Presidente, avevo già dichiarato che votiamo
comunque a favore.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto spesso,
forse é l'abitudine per molti ad occupare questi scranni di
questo splendido palazzo che dovrebbe e deve governare le sorti
della Sicilia e dei siciliani, ci affezioniamo più alla politica
ed al linguaggio dei partiti, delle posizioni e delle
contrapposizioni, e ci allontaniamo dai bisogni della gente e
della Sicilia. Questo é un fatto gravissimo che non fa altro che
acuire i mille problemi che la Sicilia sta affrontando e che
dovrebbe vedere tutti, maggioranza ed opposizione, forze di
governo e forze di opposizione, a lavorare per i problemi di
questa Sicilia.
Non sono i numeri quelli che governano le regole del gioco,
ma sono i problemi che impongono a chi é stato chiamato ... ci
sono due doveri che noi siamo chiamati a rispettare perché siamo
stati eletti dai siciliani: ed é il dovere di amministrare ed il
dovere di garantire l'opposizione e quella parte dei cittadini
che hanno votato partiti e persone che siedono nei banchi
dell'opposizione. Un dovere che non significa obbligo per uno di
governare, e logica di disinteresse o di astensione o di creare
problemi ad una maggioranza che ha cominciato da qualche mese il
suo cammino.
Questa Giunta di governo si è trovata ad affrontare problemi
immani ed inimmaginabili come quello dell'emigrazione, come
quello della disoccupazione, come quello dell'aumento della
criminalità organizzata, come quello del continuo taglieggiamento
in danno degli imprenditori, come quelli di un disavanzo sociale
che continua a dilagare per tutta la Sicilia.
Invece di prendere atto, sia pur nella logica della
opposizione che c'è un Governo che primo nella storia da
cinquant'anni a questa parte ha affrontato con coraggio sia pur
nella differenziazione di progetti e di approcci all'interno
della maggioranza un aspetto importante e mai toccato quale
quello della dismissione degli enti economici, per alleggerire un
bilancio e per consentire il rilancio della economia siciliana e
per sgravare le nostre casse regionali da continue perdite, da
continui disavanzi e per porre fine ad uno scandalo che ha offeso
e mortificato la Sicilia, i partiti e i siciliani.
Oggi assistiamo ad una maggioranza che ha sì le sue
difficoltà di governare ma che è presente con coraggio, con
determinazione e che va avanti e che chiede alla opposizione di
essere responsabile, di essere coerente con se stessa, di
partecipare ai lavori del Parlamento, di dare risposte ai
siciliani perchè i siciliani, non dimenticatelo, ci hanno
chiamato per amministrarli, non ci hanno chiamato per fare ergere
un muro tra la maggioranza e l'opposizione, non ci hanno chiamato
per creare tensione all'interno del Parlamento ma per eliminare
le tensioni all'interno della Sicilia e per consentire alla
nostra Isola e ai nostri siciliani di avere quel colpo d'ala che
li fa diventare da servi a padroni del loro destino.
Qui noi non lo facciamo, e mi dispiace colleghi
dell'opposizione, state tradendo il vostro mandato, state
tradendo la fiducia dei siciliani che vi hanno votato, state
offendendo un popolo che ha diritto di essere amministrato seppur
nelle differenze ideologiche di partito, di cultura e di
posizioni politiche.
Non lo state facendo, non lo stiamo facendo e questo è un
delitto, un delitto che stiamo consumando in danno di questi
siciliani che stanno morendo di fame, dal divario sociale, dalla
disoccupazione, vittime della criminalità con problemi che
potremo risolvere perchè noi siamo legislatori e con le leggi
possiamo cambiare le sorti di un popolo.
Mi dispiace che state venendo meno a un dovere che è morale
prima di essere politico, e io vi voglio richiamare ancora una
volta al vostro senso di responsabilità di uomini e di politici e
concorrere con la maggioranza e con gli altri deputati ad
amministrare questa Sicilia e non creare inutili barricate che
servono solo a coloro che vogliono distruggere la Sicilia. Voto a
favore, signor Presidente.
LA GRUA . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per annunciare il voto favorevole mio e di Alleanza nazionale in
questa votazione finale del disegno di legge che stiamo prendendo
in esame ma vedo, signor Presidente, che l'atmosfera che regna in
quest'Aula non è l'atmosfera che dovrebbe dominare in un consesso
di così grande importanza perchè si vede una opposizione che
dimentica i propri doveri, si vede una opposizione che trascura
gli interessi siciliani.
E' questo il quadro che noi rileviamo, è questa l'accusa che
noi muoviamo ad una opposizione che irresponsabilmente
trascurando il mandato degli elettori dimentica che qui il
proprio dovere lo deve fare la maggioranza sicuramente in primo
luogo ma anche l'opposizione ha doveri nei confronti della gente,
nei confronti dei siciliani che attendono le leggi che oggi ci
accingiamo a votare e vedo che ci sono, signor Presidente, in
questo lungo elenco di leggi che dovremo valutare e che dovremo
votare, vedo che ci sono delle norme estremamente importanti per
le quali parecchi esponenti dell'opposizione si sono battuti.
Io non capisco come, per esempio, l'onorevole Franco Piro e
i suoi amici de La Rete non possano votare la legge "Istituzione
del servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere
siciliane" che è stato un loro cavallo di battaglia, una legge
che ha trovato la piena disponibilità della maggioranza e di
tutti in commissione, ricordo, ed oggi dimenticano questo loro
impegno e per fini di bassa bottega politica, trascurando gli
interessi dei siciliani, dimenticano quindi che erano i fautori e
coloro che avevano proposto una legge del genere.
E vedo altre norme: le disposizioni per l'ente di sviluppo
agricolo; e vedo, per esempio, le norme in materia di appalti
pubblici, come non votare una legge del genere per la quale
abbiamo sentito l'appoggio di tanti deputati della sinistra,
dell'opposizione. Come non potranno votare, per esempio,
l'onorevole Battaglia e l'onorevole Drago che sono i promotori
del disegno di legge numero 300, per il quale si sono battuti
eppure non voteranno perché questo è l'ordine di scuderia,
dimenticando quelli che sono i doveri che si hanno nei confronti
dei cittadini, nei confronti degli elettori.
Non li voteranno queste cose e si assumeranno le
responsabilità che conseguentemente avrà questo loro
comportamento nei confronti dei siciliani. Ecco perché noi,
signor Presidente, invece, coerentemente con l'impegno che
abbiamo assunto con gli elettori siamo qui a fare il nostro
dovere a dare il nostro contributo per l'approvazione di queste
leggi perché riteniamo che siano leggi che i cittadini siciliani
attendono, sono leggi che noi dobbiamo dare ai cittadini perché
sarebbe veramente vergognoso se domani o oggi, uscendo da
quest'Aula, noi fossimo in grado di poter dire alla gente abbiamo
lavorato per voi, abbiamo reso questo dovere, questo gesto alla
gente, ai siciliani. E di questo, ripeto, se l'opposizione
continuerà in questo comportamento dovrà sicuramente rendere
conto alla Sicilia ed ai siciliani.
NICOLOSI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, io intervengo brevemente per
annunciare il consenso dell'unico parlamentare, ad oggi,
dell'U.D.R. in questa Assemblea alle leggi che andiamo a votare.
Un consenso che tuttavia non può sottacere una condizione di
disagio nel quale ci troviamo per difficoltà obiettive che sono
anche emerse nel corso di questa lunghissima seduta e che, a mio
avviso, non possono essere superate con logiche di
contrapposizione, visto anche che i numeri non aiutano la
maggioranza ad essere determinata, fortissima (qualche volta si
può pensare al limite dell'arroganza).
Io credo che le leggi che abbiamo fatto vanno approvare
affinché possano essere pubblicate e fruite dai cittadini della
Regione siciliana, ma avverto che ancora una legge almeno manca
all'appello di quelle che dovremmo votare ed è la legge per il
pagamento degli stipendi al personale dipendente che da circa tre
quattro mesi non lo prende, che rischia di non prenderlo ancora
per due tre mesi e sarebbero sei sette mesi e che ad oggi,
purtroppo, non ha trovato una soluzione.
Allora, secondo me, bisogna tentare un'ultima strada che è
anche un'ultima scans per il Governo nella sua maggioranza, la
strada di uno slittamento a martedì, con una richiesta specifica
in tal senso del Governo perché da qui a quella data possano
essere approvati i disegni di legge urgentissimi - io credo che
quello sia il più urgente - e a quel momento le cose sono due: o
il Governo ha una maggioranza e allora va avanti e approva i
disegni di legge già pronti più quello o qualche altro che
saranno pronti a quella data, oppure se questo non fosse, con
molto senso di realismo, prenda atto dell'offerta, della
disponibilità, dell'apertura delle opposizioni che, voglio dire,
fanno il loro dovere.
Non si può chiedere alle opposizioni di dare i contributi
che pure hanno dato, in Commissione o in Aula, e poi chiedere
anche che votino insieme con noi i provvedimenti finali, quando
obiettivamente le carenze della maggioranza non sono determinate
solo da assenze casuali, ma probabilmente hanno delle ragioni.
Allora, a quel punto il Governo non può impedire, la maggioranza
non può impedire che i siciliani siano privati di elementi
legislativi importanti: la caccia, la legge sull'ESA, la
protezione civile, le altre leggi approvate, io spero il disegno
di legge per il pagamento degli stipendi e, non cogliere
eventualmente quella disponibilità che esiste e quindi, che
esiste per consentire di governare la Sicilia, rispetto alla
quale la maggioranza può avere un'altra prova d'appello, martedì
deve potere raccogliere le proprie forze, mostrare di avere una
tale quantità di voti da potere superare il voto d'Aula senza
ricorrere alla disponibilità del voto delle opposizioni.
Se questo non fosse, le leggi tuttavia, devono essere
approvate. Noi non possiamo rischiare di andare a settembre con
un Governo in piedi, con una maggioranza formalmente in piedi e
le leggi non approvate, perché quella sarebbe la fine della
esperienza di Governo.
Ora, siccome, io credo al Presidente della Regione, al
Governo, a questa maggioranza ancora credo, non per molto, ma
ancora credo, l'ultimo tentativo, a mio avviso va fatto presto,
aggingendo ciò che è indispensabile, martedì al voto d'Aula, o
siamo ancora maggioranza, oppure chiediamo all'opposizione di
votare le leggi insieme a noi, attraverso le dimissioni del
Governo.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò
molto brevemente, perché l'intervento intellettualmente onesto
dell'onorevole Nicolosi, mi esime dal fare delle sottolineature
che avevo intenzione di fare.
Rimango, comunque, allibito e vorrei esternarlo all'Aula,
dell'atteggiamento del Governo e in primo luogo del Presidente
della Regione, il quale consapevole a chiusura di sessione che
quest'Aula non ha i numeri per potere procedere all'approvazione
dei disegni di legge che hanno un loro contenuto sempre
importante, leggi inutili credo che non se ne facciano mai, non
ha sentito il dovere di prendere atto di questa situazione e
chiedere all'opposizione di concorrere, ma prendento atto della
mancanza della maggioranza in quest'Aula, che non è la prima
volta, e non è casuale, come dice l'onorevole Nicolosi, perché
altre volte era già successo e chiedere, quindi, che
l'opposizione possa, prendendo atto delle sue dichiarazioni,
concorrere; avremo poi valutato noi se era il caso o no di fare
questo passo.
L'indifferenza con la quale il Presidente della Regione
tratta questo argomento, mi convince di un dato di indurimento,
direi persino di imbarbarimento dell'atteggiamento verso le
questioni che abbiamo all'ordine del giorno.
L'onorevole La Grua ha tentato di ribaltare questo
ragionamento, scaricando sulle opposizioni. Vorrei ricordare
all'onorevole La Grua che il Polo con a capo l'onorevole
Berlusconi, a Roma, addirittura ha votato contro l'allargamento
della Nato, solo per andare contro la maggioranza di Governo. Non
parliamo di modesti disegni di legge, parliamo di scelte che
hanno quasi un valore di principio, direi persino ideologico. Una
volta si diceva "scelte di campo", figuriamoci...
FORGIONE. Sbagliate...
CAPODICASA ...sbagliate per quanto siano, ma per Forza Italia
credo che abbiano questo significato e questo valore. Vorrei
quindi, spiegato da qualche sapientone, perché mai oggi
un'opposizione che ha già verificato in più occasioni che la
maggioranza non è maggioranza, per qualunque ragione, poi lo
verificherà il Presidente della Regione, debba concorrere non
tanto ad approvare disegni di legge, quanto a trarre d'impiccio,
da una situazione di difficoltà la maggioranza attuale, la quale
non merita nulla per il modo in cui si è comportata questa notte,
per il modo in cui si è atteggiata rispetto a problemi gravi che
hanno quella entità.
Ecco, allora, la ragione per la quale noi confermiamo la
nostra astensione dal voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Granata per
dichiarazione di voto.
GRANATA. Signor presidente, signor Presidente della Regione,
credo che al culmine, alla fine di questo difficilissimo iter
parlamentare che tutti abbiamo seguito per una intera notte, per
la giornata di ieri, per arrivare all'approvazione di quelle
norme sulle quali, ovviamente, esprimo la mia intenzione di voto
favorevole, è assolutamente necessario in questa fase di chiusura
della seduta che il Presidente della Regione abbia un'ampia
libertà decisionale, in considerazione di ciò che si sta venendo
a delineare in quest'Aula e che è si delineato in questi giorni.
Io concordo col taglio dato nel suo intervento
dall'onorevole Nicolosi, perché sono convinto che, innanzitutto,
lo sforzo per individuare alcune emergenze legislative sia stato
portato a termine, ad iniziare dalla commissione bilancio, grazie
al contributo, a volte devo dire determinante in termini di
presenza e anche, se mi consentite, in termini di indicazione
programmatica, da parte delle opposizioni.
Noi non possiamo ritenere che questa maggioranza possa
governare senza l'ovvia constatazione di un dato di fatto
politico e senza avere i numeri per potere essere consequenziale
a questo tipo di impostazione che cerca poi di avanzare
all'interno dell'Aula parlamentare.
Questa maggioranza deve rendersi conto che su alcune
importanti questioni legislative ha avuto il doveroso apporto e
supporto istituzionale da parte delle opposizioni, abbiamo
apprezzato questo supporto; non possiamo chiedere che questo
supporto si trasformi in qualche cosa di più, si trasformi in una
sorta di appoggio politico che passa da un voto espresso in
termini di astensione o in termini negativi, di fatto ad una
indicazione di sostegno oggettivo ad un Governo che, invece,
politicamente la vede schierata all'opposizione.
Il mio ragionamento é che, alla luce delle cose dette prima
dall'onorevole Costa e poi dall'onorevole Nicolosi, questo
parlamento ha quasi il dovere di fare un ultimo sforzo per
cercare di individuare una strada che porti all'approvazione di
una serie di norme che sono indispensabili, in questa fase
difficilissima della vita siciliana, alla nostra Terra;
dopodiché faccio mie per intero la valutazione e le
considerazioni fatte dall'onorevole Nicolosi.
A quella data, individuato quel percorso, approvate quelle
leggi, questa maggioranza farà la sua verifica parlamentare,
onorevole Drago, perché c'é qualcosa che non mi convince
minimamente, anzi, mi offende personalmente nell'intervento
dell'onorevole Di Martino.
Il suo, ad iniziare dalla sua persona, non é un Governo che
può finire facendosi buttare le monetine da parte del Parlamento,
per il fatto che quei governi che si facevano buttare le monetine
da parte dell'opposizione rappresentavano simbolicamente dei
governi che le monetine le prendevano su altri piani e per altre
vicende e, probabilmente, il suo governo, invece, incontra queste
difficoltà proprio perché assolutamente chiuso e trasparente a
certi condizionamenti di potentati economici che in questo
momento, non a caso, su alcuni passaggi essenziali per la
modernizzazione della Sicilia, stanno cercando di fare di tutto
perché questa azione non venga portata a termine.
E Allora, ci sono due piani del problema. Il primo é di
ordine istituzionale, politico e parlamentare, di corretto
rapporto tra maggioranza e opposizione.
E qui dobbiamo dircela tutta. Dobbiamo dimostrare,
attraverso uno sforzo legislativo che deve avere un'appendice,
almeno a mio modestissimo giudizio, martedì, di potere concludere
in modo degno questa pagina di vita parlamentare con delle leggi
importanti che abbiamo individuato e che abbiamo portato a
compimento.
Dall'altra parte c'é una considerazione di ordine politico
che questa maggioranza che l'ha sostenuta e la sostiene, se mi
consente da un punto di vista anche personale, le chiede di dover
fare in questa sede. Perché quella analogia, quel ricordo
dell'onorevole Di Martino io non lo vedo assolutamente
applicabile alle persone che compongono questo Governo. Allora
per questo doveroso sussulto di dignità che questa maggioranza e,
soprattutto, questo Governo devono avere, le chiediamo di
assumere un'iniziativa politica che riesca a portare a compimento
il processo legislativo e che allo stesso tempo sia di verifica e
di chiarimento se questa maggioranza ha le forze ed i numeri per
potere progettualmente continuare a governare la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Zanna. Ne ha facoltà.
ZANNA. Rinunzio ad intervenire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Alfano. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono state
affrontate un po' da tutti i colleghi che mi hanno preceduto due
questioni che mi sembrano assolutamente connesse: la questione
logistica, organizzativa del mantenimento di questa seduta e la
prosecuzione della stessa o il rinvio a martedì prossimo, con
abbinata l'altra questione, quella politica, relativa alla tenuta
del Governo e alla sussistenza ed esistenza di questa
maggioranza.
In riferimento a questo secondo aspetto mi permetto di dire
che, sebbene evidenti le difficoltà della maggioranza a
ritrovarsi in termini numerici in quest'Aula, ritengo
politicamente che non si sia esaurita la funzione politica del
centro-destra in Sicilia ed in quest'Aula.
Ciò nonostante va riconosciuto, signor Presidente, che vi
sono circostanze nelle quali l'onestà intellettuale deve indurre
tutti noi a dire che un contributo dell'opposizione rispetto ad
alcuni provvedimenti è da auspicare.
Ma se tutto questo è vero, è altrettanto vero che questo si
collega ad un principio che regola i rapporti all'interno del
Parlamento. Rapporti in ragione dei quali l'iniziativa di governo
spessa all'Esecutivo, la proposta legislativa spetta a tutti i
parlamentari, il dovere della partecipazione è di tutti i
parlamentari, e se poi vogliamo calare questa brevissima
riflessione nel contesto in cui quest'Aula si trova a dibattere,
non possiamo non renderci conto, onorevoli colleghi, che alcuni,
non dico la maggior parte, ma alcuni - e dei più significativi -
disegni di legge pendenti per il voto finale in quest'Aula hanno
subito o l'iniziativa legislativa originaria dell'opposizione o
il contributo determinante in sede di elaborazione del testo.
Rispetto a questi argomenti, rispetto alla obiettiva
indistinzione che l'opinione pubblica rischia di avere nel
giudizio nei confronti dell'Assemblea regionale siciliana,
indistinzione dei ruoli di maggioranza e opposizione riguardo la
improduttività legislativa, io mi chiedo se la partecipazione al
voto dei colleghi dell'opposizione, se la partecipazione ad un
voto evidentemente non omologo, non omogeneo rispetto a quello
della maggioranza, sia da additare come una concessione.
Noi ci rendiamo conto che nella normale dialettica
parlamentare è prerogativa dell'opposizione anche quella di non
votare, anche quella di non partecipare ai lavori d'Aula per
manifestare le carenze, le deficienze della maggioranza. Ma è
altrettanto vero che in una fase come questa, in una fase dove
non si esitano né i provvedimenti sulla NATO, dove il Polo non ha
votato a favore e neanche quelli sull'Albania, onorevole
Capodicasa, dove il Polo invece ha sostenuto il Governo Prodi. Ma
dove si esitano provvedimenti che certamente non fanno male alla
Sicilia, provvedimenti che portano anche la vostra firma, io mi
chiedo se risponde ad un elemento di irragionevolezza la
richiesta di partecipazione al voto.
Io ritengo che non è irragionevole auspicare tutto ciò ed io
ritengo che la maggioranza con franchezza, con schiettezza al
proprio interno si dovrà poi interrogare sulla capacità della
propria tenuta.
Ma questo non involge un giudizio di esaurimento di un
percorso o di fine di una stagione politica. Esiste una via di
mezzo, onorevole Presidente della Regione, una via di mezzo che
politicamente si può esprimere anche con un rinvio a martedì
qualora tutto ciò consentisse di esitare i disegni di legge con
la partecipazione più ampia possibile all'interno di quest'Aula.
E' questa la valutazione che io faccio affermando come Forza
Italia, evidentemente, che voterò sì ai disegni di legge oggi
proposti per il voto e rimettendomi ad una valutazione
complessiva insieme al Governo, insieme a tutte le forze presenti
in quest'Aula, circa l'opportunità di procede immediatamente al
voto o di rinviare a martedì per consentire alle Commissioni di
merito, a cominciare da quella bilancio e finanze, una
valutazione dei testi che vi sono stati inviati per una
riconsiderazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
ascoltato con attenzione gli interventi per dichiarazione di voto
dei rappresentanti di tutti i partiti, ma soprattutto di quelli
della maggioranza di cui noi facciamo parte ed ho la sensazione
che il vero problema che quest'Aula deve sciogliere non vogliamo
scioglierlo.
Noi non dobbiamo, come maggioranza, Presidente Drago,
elemosinare il consenso dell'opposizione. Noi dobbiamo chiedere
all'opposizione che governi perché l'opposizione ha un ruolo di
governo pur stando all'opposizione, che nella dialettica
parlamentare si creino le condizioni perché si faccia sintesi
nelle Commissioni ed in Aula, che le opposizioni siano
responsabili nel processo di formazione dell'atto legislativo.
Però dobbiamo chiederci come mai in questo momento non
possiamo procedere speditamente? Che cosa non funziona? E'
assenteismo fisiologico e, quindi, il rinvio a martedì potrebbe
essere utile perché ciascun gruppo parlamentare della maggioranza
potrebbe chiedere ai propri componenti di garantire la presenza
e, quindi, la giornata di martedì avrebbe una doppia funzione,
onorevole Presidente:, quella di ripescare una serie di mini
provvedimenti per sanare situazioni che, pur attenzionate alla
fine si sono sfilacciate, vedi i lavoratori dell'Ente minerario
ed altre cose, e nello stesso tempo la possibilità di una
verifica, non sulla tenuta della maggioranza per i prossimi
tre-quattro mesi, dobbiamo stabilire se a fronte di un lavoro
fatto in questo ultimo mese è possibile trarre i risultati.
Abbiamo il dovere a questo punto, Presidente Drago,
prescindendo dalla capacità di questa maggioranza di fare
quadrato attorno a un progetto per il prossimo medio periodo,
di portare i parlamentari al voto e di dare ai siciliani le
risposte che abbiamo costruito insieme all'opposizione.
Allora l'appello che faccio è che, archiviato il voto su
questo disegno di legge, nel senso che completiamo il voto, io
esprimo il mio voto favorevole su questo disegno di legge e
voterò qualora si dovesse decidere a favore di tutti, l'ha detto
già il mio capogruppo, l'onorevole Costa, però io proporrei,
visto che il clima non è dei migliori, visto che non ci sono i
numeri, è inutile che stiamo qua a contare, non ci sono i numeri.
E allora, se non ci sono i numeri prendiamone atto, non
usiamoci ancora violenze, non servono, ricarichiamo le batterie,
in questi giorni riflettiamo e stabiliamo tutti insieme che
martedì mattina andiamo a ripescare alcune cose e martedì
pomeriggio-sera facciamo una verifica rigorosa con una seduta
non-stop per approvare tutti i disegni di legge che sono in
questo ordine del giorno, integrati da quelli che riusciremo a
produrre martedì.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino per
dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, oggi forse è stata la giornata più pesante e nello
stesso tempo più "bassa" di questo Parlamento della Regione
siciliana.
Abbiamo lavorato con impegno nelle Commissioni, sperando di
potere dare dei risultati concreti. Con l'assessore ai beni
culturali e con l'assessore al lavoro nella mia Commissione e con
il contributo delle opposizioni abbiamo cercato di dare con
urgenza i disegni di legge all'ordine del giorno; e devo dirle
con estrema franchezza che si riteneva che il nuovo regolamento
potesse dare spazio finalmente alla dignità di questo Parlamento
siciliano.
Invece anche con un regolamento nuovo, con un regolamento
che accelera i tempi, ci troviamo imbrigliati, e non riusciamo a
varare delle leggi che di fatto possono essere determinanti per
lo sblocco delle opere pubbliche in Sicilia, una legge che
realmente riesce a modificare un settore, una legge che
scaturisce da un impegno forte della IV Commissione con le
audizioni dei settori interessati.
A me è anche dispiaciuto il fatto di avere notato in alcuni
momenti la rigidità sui disegni di legge della V Commissione però
riconosco che già i disegni di legge all'ordine del giorno, tra
cui anche il disegno di legge dell'onorevole Piro, quello delle
spiagge, poteva essere un momento anche che rilanciava l'attività
legislativa.
Poco fa, nel mio Gruppo parlamentare, leggevo un messaggio
che avevo ricevuto su Internet da alcuni siciliani all'estero che
lamentavano l'impegno dei parlamentari siciliani perché avevano
letto su un quotidiano regionale che questa Assemblea non ha
varato le leggi necessarie affinché si potesse dare realmente una
svolta alla Sicilia.
Oggi stesso riconosco come questa Sicilia non vuole andare
avanti perché non riesce ad avere momenti di forte
determinazione. Dobbiamo votare questi disegni di legge
all'ordine del giorno e dobbiamo votarli perché è necessario
rilanciare il ruolo del Parlamento siciliano, siano questi
disegni di legge voluti dalle opposizioni o dalla maggioranza.
Io sono convinto che già il Governo di per sé sa di avere una
propria riflessione interna, riflessione che ci sarà così come
voluta dai capigruppo, ma i disegni di legge all'ordine del
giorno sono determinanti per potere realmente dare ancora dignità
a questo Parlamento, un Parlamento che è riunito da un giorno
intero senza portare nessun frutto, senza aver determinato
niente.
Io sono convinto che stiamo violando la dignità dei singoli
deputati, la dignità del Parlamento stesso.
E' bene riuscire a votare queste leggi, perché sono leggi
date con il contributo di tutti i parlamentari, sia della
maggioranza che dell'opposizione. Da lì si può veramente avere
anche una svolta che può anche determinare un migliore indirizzo
per il Governo.
DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, al di là dei toni poco generosi, al limite del rispetto
personale che sono stati utilizzati in alcuni interventi che si
sono succeduti, un dato è certo: che questa occasione così come
altre occasioni che si sono succedute in questa Aula,
testimonia una non auto-sufficienza della maggioranza.
Certo, a poco vale dire che per un voto stasera la
maggioranza non riesce a votare i disegni di legge. Il dato è
comunque che questa maggioranza non riesce ad essere autonoma. E
se è vero che nelle commissioni, così come è stato detto sia da
esponenti della maggioranza che da esponenti dell'opposizione,
nelle commissioni i disegni di legge passano con il contributo
anche delle opposizioni, mi sembrerebbe assolutamente non
opportuno pensare di non richiedere alle opposizioni il
contributo, anche in questa Aula, nel momento in cui dobbiamo
approvare questi disegni di legge che sono disegni di legge che
non servono né alla maggioranza né all'opposizione o meglio
servono alla maggioranza e all'opposizione, perché servono
soprattutto ai cittadini siciliani
E allora mi permetto di dire, riservandomi ulteriori
valutazioni nel corso dei prossimi gironi: la maggioranza deve
necessariamente verificare la sua tenuta, la sua tenuta
programmatica, la sua tenuta politica.
C'era bisogno, lo avevamo avvertito nelle ultime settimane,
era nella intenzione dei gruppi parlamentari della maggioranza ma
era nelle intenzioni del Governo, far sì che nei prossimi giorni
si potesse mettere a punto, verificare se la maggioranza ha in sé
quelle potenzialità che le consentano di potere governare fino in
fondo questo processo di modernizzazione delle Istituzioni e
della Regione.
Oggi c'è però da prendere atto che questo processo di
modernizzazione, che passa anche attraverso queste leggi e quindi
passa anche dal contributo delle opposizioni, c'è bisogno di
prendere atto che abbiamo bisogno del concorso delle opposizioni
per far sì che alcune norme importanti, altre forse meno
importanti, ma alcune certamente importanti, che realmente
determinano, io voglio soltanto dire la legge dei lavori
pubblici, la soppressione del CTAR, la nuova norma sulla
trasparenza dell'affidamento degli appalti.
Queste sono cose che non appartengono ad una maggioranza ma
appartengono a tutto il Parlamento e ritengo che dobbiamo fare
fino in fondo il nostro dovere. Se c'è bisogno, io lo faccio
ufficialmente, di chiedere l'aiuto delle opposizioni per varare
queste leggi, io lo chiedo ufficialmente nei modi e nei tempi e
con metodi e strumenti che ritenete più opportuno. Se volete
votare stamattina votiamo stamattina, è chiaro, onorevole
Presidente, compatibilmente con tutti i regolamenti, io voglio
assolutamente stare all'interno dei regolamenti assembleari,
quindi vogliamo farlo stamattina, facciamolo stamattina.
Sono venute alcune proposte da alcuni capigruppo di andare a
martedì per verificare ulteriori iniziative.
Il Governo ritiene oggi prioritaria l'approvazione di questi
disegni di legge; risolvere alcuni problemi che tutti consociamo
dei siciliani. Dopodiché è chiaro che la maggioranza, prendendo
atto di una situazione difficile, deve effettivamente verificare
se ci sono le condizioni per potere rilanciarsi, scommettere su
un processo che abbiamo iniziato e che vogliamo fino in fondo
completare, ma è giusto che per essere completato occorre una
messa a punto e verificare se ci sono tutte le condizioni.
Pertanto, onorevole Presidente, il Governo è disponibile a
votare stamattina o rinviare a martedì, laddove i gruppi
parlamentari della maggioranza e dell'opposizione lo ritenessero
opportuno.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, siamo in fase di votazione e
non è possibile interrompere una votazione. E' necessario che si
voti. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto l'onorevole
Cintola. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Rinunzio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Andrea, ne ha
facoltà.
D'ANDREA . Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli, ne
ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
doveroso dare atto del valore delle dichiarazioni del Presidente
della Regione. Si pone un problema nuovo ai lavori di questo
Parlamento.
Rispetto alla necessità procedurale del Regolamento, noi
favoriremo intanto che si voti questo testo del disegno di legge;
subito dopo se il Presidente potesse accogliere una richiesta di
brevissima sospensione di cinque minuti, il tempo che le
opposizioni facciano una riflessione più compiuta rispetto alle
dichiarazioni significative, mi permetto di dire, che il
Presidente della Regione ha fatto, per consentire di fare più
compiutamente il resto del percorso della giornata.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Ricordo il
significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi
vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese nominale:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Hanno votato sì 40
Hanno votato no 6
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Aderendo alla richiesta avanzata da parte dell'onorevole
Crisafulli per riunirsi con il suo gruppo parlamentare, la seduta
è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.28, è ripresa alle ore 11.05).
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
in corso gli onorevoli Lo Giudice e Scalia.
Se non sorgono osservazioni i congedi si intendono
accordati.
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
"RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE SICILIANA E DELL'AZIENDA
DELLE FORESTE DEMANIALI PER IL 1996" (567/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge numero 567/A:"Rendiconto generale della Regione
siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 1996".
ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola, seppur brevemente, per scandire un passaggio che è stato
richiesto fosse scandito.
Se è vero come è vero che nel corso della precedente
votazione è stato chiesto un attimo di sospensione, qualche
minuto, per un raccordo tra i Gruppi e all'interno dei Gruppi, il
significato vero di questa scansione è proprio quello di
comprendere il momento politico che stiamo vivendo e comprendere
quanto sia delicato per l'Assemblea regionale siciliana,
consentitemi di dirlo, prima ancora che per il Governo.
Su questa premessa ritorno a formulare, nei confronti dei
colleghi che non fanno parte di questa maggioranza, una
riflessione che è la riflessione di chi ritiene opportuno offrire
ai siciliani un segnale che dia il senso di un momento - e non è
ironico, consentitemelo - di tensione ideale di questa Assemblea
regionale siciliana.
In un momento che è conclusivo di una fase e di un percorso
politici - non il percorso politico di questo Governo, per inteso
- ma certamente di una fase nella quale questa maggioranza ha
preso atto della necessità di un approfondimento interno sulle
ragioni fondanti della stessa, sulle ragioni ispiratrici di una
maggioranza di centro-destra che o, onorevole Presidente della
Regione, riesce a portare avanti un programma di governo, oppure
si deve dare una registrata forte. Una registrata che riguarda la
formula politica che può riguardare l'assetto di governo ma che
può anche riguardare la formula politica.
E' in questo contesto che io colloco un ragionamento per il
quale invito i colleghi del centro-sinistro ad un senso di
responsabilità non rispetto allo specifico dovere di
parlamentari, ma rispetto alla possibilità di produrre un
risultato legislativo che certamente non può non essere
considerato positivo dalla Sicilia e dai siciliani.
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale del disegno di legge numero 567/A:"Rendiconto generale
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali
per l'esercizio finanziario 1996":
Votanti e votanti .....42
Maggioranza ...........40
Congedi ............... 4
(L'Assemblea non è in numero legale)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi l'Assemblea terrà seduta mercoledì 2
settembre 1998, alle ore 17.00, con il seguente ordine del
giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 233 - Iniziative volte a fronteggiare l'ondata di immi-
grazione clandestina in Sicilia e nelle sue isole
minori, nonché per il rispetto dei trattati di
Schengen.
La Grua; Caputo; Catanoso; Granata; Grippaldi; Ricotta;
Scalia; Stancanelli; Virzì.
N. 234 - Nomina di una commissione parlamentare di indagine sul
comportamento tenuto dall'E.S.A. in ordine alla vicenda
dell'assegnazione agli aventi diritto delle aree del
feudo "Marineo", in agro di Licodia Eubea (CT), confe-
rite alla riforma agraria.
Liotta; Martino; Forgione; Morinello; La Corte; Vella.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A).
Relatore: onorevole Speziale
2) "Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998" (n.
576/A).
Relatore onorevole Petrotta.
3) "Provvedimenti in favore delle tonnare siciliane, del
quartiere Ortigia di Siracusa ed in favore di teatri.
Interventi per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
guerra" (n. 727/A)
Relatore Onorevole Cimino.
II - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio finanziario
1996." (n. 567/A)
2) "Proroga della convenzione tra l'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze e l'Automobil Club d'Italia
(A.C.I.)" (n. 695/A)
3) "Modifica della denominazione del comune di Calatafimi in
Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)
4) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
spiagge libere siciliane" (n. 214/A)
5) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
materia di tutela della fauna selvatica ed esercizio
venatorio" (nn. 712-719-722/A)
6) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante 'Istituzione del
Servizio nazionale della protezione civile', nonchè
dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, relativo alle funzioni conferite alle regioni ed agli
enti locali in materia di protezione civile" (nn. 672 -
709/A)
7) "Disposizioni per l'Ente di sviluppo agricolo e altri
interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)
8) "Norma per l'attivazione dell'articolo 3, comma 3, della
legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).
9) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).
10) "Contributo di esercizio alle aziende esercenti il
trasporto pubblico locale" (n. 733/A).
11) "Modifica all'articolo 2 della legge regionale 5 luglio
1997, n. 23, concernente il rinnovo del Comitato regionale
di controllo. Modernizzazione amministrativa e recepimento
di norme della legge 15 maggio 1997, n. 127 nella Regione
siciliana" (n. 743/A)
La seduta è tolta alle ore 11.15.