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Resoconto d'Aula della Seduta n. 183 di venerdì 31 luglio 1998
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                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       La seduta è aperta alle ore 23.45.

    DISCUSSIONE   DEL   DISEGNO   DI   LEGGE:  <<ISTITUZIONE  DELLA
    COMMISSIONE   PER   LA  RIFORMA  DELLE  NORME  DI  CONTABILITA'
    REGIONALE E  DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLA REGIONE>>
    (576/A Stralcio)

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il primo punto dell'ordine del
  giorno reca: discussione di disegni di legge.
       Si passa alla discussione del disegno di legge <<Istituzione
  della Commissione  per  la  riforma  delle  norme  di contabilità
  regionale e  del  bilancio  annuale e pluriennale della Regione>>
  (576/A Stralcio)  posto  al  numero 1 del primo punto dell'ordine
  del giorno.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    RICHIESTA   DI   PRELIEVO  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  <<MODIFICHE
    ALL'ARTICOLO 2  DELLA  LEGGE  REGIONALE  5 LUGLIO 1997, N.  23,
    CONCERNENTE  IL  RINNOVO  DEL  COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO.
    MODERNIZZAZIONE  AMMINISTRATIVA  E  RECEPIMENTO  DI NORME DELLA
    LEGGE 15 MAGGIO 1997, N.  127 NELLA REGIONE SICILIANA>> (743/A)

     DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,    presidente   della  Regione.    Signor   Presidente,
  considerato  che  la  Commissione  'Bilancio'  sta definendo, sta
  scrivendo il disegno  di  legge così come è stato approvato e sta
  per arrivare  in  Aula,  le  chiedevo, intanto, di anticipare gli
  altri disegni di  legge  a  partire da quello del CO.RE.CO. e poi
  via via gli altri, così come era stato concordato.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta
  del Presidente  della  Regione  di  prelievo del disegno di legge
  numero 743/A.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, forse perchè ero distratto, non
  ho capito se  si è modificato l'ordine del giorno: noi lo avevamo
  sospeso nella  seduta d'Aula mentre era in discussione il disegno
  di legge sullo scioglimento degli enti economici regionali.

     PRESIDENTE.  Le  chiedo  scusa,  onorevole  Speziale,  lei sta
  intervenendo sulla  proposta  di  prelievo.  Questa  è  una nuova
  seduta, non sono ripresi i lavori dopo una sospensione.

     SPEZIALE. Nel corso  della discussione c'è stato l'intervento,
  per molti aspetti inquietante, dell'onorevole Virzì.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale,  lei si deve pronunciare sulla
  richiesta di prelievo dell'onorevole Presidente della Regione.

     SPEZIALE.   Mi  faccia  motivare  il  perché  sono  contrario.
  L'intervento   dell'onorevole   Virzì   ha   posto   all'Aula  un
  interrogativo  pesante, inquietante sul comportamento del Governo
  relativamente alla vicenda degli enti economici regionali.
       Mi   sarei   aspettato   che,   immediatamente,  il  Governo
  rassicurasse l'Aula  perché le cose dette da parte dell'onorevole
  Virzì, se  vere,  sono gravissime e non dovrebbero portare ad uno
  slittamento di una questione così delicata. Per cui io mi oppongo
  al prelievo  e  mi  permetterei  di  aspettare  una  risposta del
  Governo alle dichiarazioni rese dall'onorevole Virzì.

     PRESIDENTE.   Con il voto contrario  dell'onorevole  Speziale,
  pongo in votazione la richiesta di prelievo del disegno  di legge
  n. 743/A.
       Chi è favorevole alla proposta avanzata dal Presidente della
  Regione, resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

     CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Sulla richiesta di prelievo del  Presidente della
  Regione?

     CASTIGLIONE,     assessore per l'industria.    Sull'intervento
  dell'onorevole Virzì.

     PRESIDENTE. Non è all'ordine del giorno.

     SILVESTRO. E' un fatto rilevante.

     PRESIDENTE.  Questo  lo dica il Presidente della  Regione.  Io
  non mi muovo sulla base di fatti rilevanti ma sulla base di fatti
  regolamentari.

     SILVESTRO.  Mi  dispiace  che  non  sia  il  Presidente  della
  Regione ad assumere l'iniziativa.

     LA GRUA .  Chiedo  di mettere ai voti, in base al Regolamento,
  la richiesta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                          PER FATTO PERSONALE

     CASTIGLIONE, assessore per l'industria.  Chiedo di parlare
  per fatto personale.

     PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevoli colleghi, uno a favore,
  uno  contro.  Onorevole La Grua, lei non ritiene che non vi siano
  le ragioni per fatto personale. Chiede di parlare?

     SILVESTRO. Su fatto personale non c'è votazione.

     PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, il Presidente sa  quello  che
  deve fare. Non posso non registrare che c'è un  collega  deputato
  che esprime il proprio dissenso su questo. L'onorevole La Grua ha
  espresso il proprio dissenso sul fatto personale.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore.

     CASTIGLIONE, assessore per l'industria.  Signor Presidente, la
  decisione della  Conferenza  dei Capigruppo di non procedere alla
  discussione   e   quindi   all'approvazione   della  legge  sullo
  scioglimento degli  enti  economici  mi  porta  in  quest'Aula  a
  comunicare le mie irrevocabili dimissioni.
       E'  mia  convinzione  che  si è trattato  l'argomento  dello
  scioglimento degli enti economici regionali alla  stessa  stregua
  di tanti altri argomenti all'ordine del giorno.
       E dire che i rinvii in Commissione Bilancio, l'assenza della
  maggioranza  molto  spesso  mi sembrava del tutto casuale  e  non
  portata  da una reale volontà di non  procedere  all'approvazione
  della legge.
       E'   mia   convinzione,   fra   l'altro  -  e   l'intervento
  dell'onorevole Guido Virzì in Aula me ne dà una conferma - che  è
  stata  messa  in  discussione l'intera linea di  governo  portata
  avanti nei 24 mesi della mia gestione.
       C'è  in  alcuni settori del Parlamento siciliano  una  forte
  linea di resistenza ad un processo di modernizzazione dell'intero
  apparato pubblico produttivo ed una sostanziale  non condivisione
  del  processo di privatizzazione avviato dal  governo  Provenzano
  prima  e  dal  governo  Drago successivamente, da  me  fortemente
  sostenuto.
       Ritengo, quindi, di  aver resistito in questi anni  a  delle
  pressioni che trovano forte sostegno anche all'interno di qualche
  partito politico di governo, che mi ha convinto sempre più che la
  via intrapresa era  quella  giusta  ed  è  quella giusta e, a mio
  avviso, irreversibile.
       In  ogni  caso,  in  relazione  alle   dichiarazioni   fatte
  dall'onorevole Virzì, ritengo che i parlamentari oggi presenti in
  Aula, liberi da condizionamenti e scevri da interessi particolari
  debbano  conoscere  i  fatti  che  sono  stati  narrati   ed   in
  particolare alcuni in ispecie.
       La vicenda di Pasquasia nasce nel 1993, io non  ero  nemmeno
  deputato all'Assemblea, e per ordine del pretore la miniera viene
  chiusa.  In ordine all'accertamento delle potenzialità del bacino
  di Pasquasia  il  corpo  regionale  delle  miniere,  il distretto
  minerario  di  Caltanissetta, su richiesta mia e dell'assessorato
  ha eseguito  uno  studio  globale  sulle  prospettive  di ripresa
  dell'attività   di   estrazione   e   coltivazione  del  minerale
  potassico,  pervenendo  a conclusioni negative principalmente per
  la terminalità  del  giacimento  di  kainite, anche al lume della
  ricerca  mineraria  eseguita  dalla  ex  concessionaria Italkali,
  dietro finanziamento erogato dal Ministero dell'industria.
       Nel computo dei costi, a paragone dei possibili benefici, il
  distretto  ha  considerato  gli  oneri  per  l'approvvigionamento
  idrico,  per la riattivazione delle pertinenze e degli impianti e
  la realizzazione delle infrastrutture fognarie.
       Queste  ultime per determinazione dell'Unione europea devono
  essere   accessibili   anche   ad  altre  aziende  ed  ai  comuni
  territorialmente    interessati,    così   configurandosi   quali
  infrastrutture  ad  uso  plurimo,  per  il cui funzionamento sarà
  necessario  attivare  una gestione a titolo oneroso per quanti ne
  fruiranno.  Ciò a fronte di oneri di gestione oggi imprecisabili,
  ma dei quali si deve tener conto nel rapporto costi-benefici.
       E'  stata  in  conseguenza  valutata l'opportunità che siano
  eseguiti  accertamenti ulteriori, sia in ordine alla potenzialità
  del  giacimento  quanto complessivamente sull'entità dei costi da
  sostenere  ai  prevedibili  benefici,  fra questi considerando le
  positive refluenze sotto il profilo occupazionale.
       L'incarico   affidata   alla   società   francese  BRGM,  su
  sollecitazione anche della III Commissione legislativa, dopo aver
  fatto  un  esperimento  con  il Ministero dell'Industria e con il
  Ministro  in  particolare,  per una consulenza specializzata, sia
  sotto l'aspetto tecnico quanto sul lato economico è stata portata
  a compimento.
       Il  rapporto definitivo sulle verifiche svolte, a cura dello
  scrivente,  è  stato trasmesso al Corpo regionale delle miniere -
  Ispettorato tecnico  -  per  il  competente  esame.
       Inoltre, è da  aggiungere  che  le  valutazioni di carattere
  tecnico-economico   devono   essere  estese  all'intero  comparto
  potassico   ed   opere   infrastrutturali  connesse  al  sito  di
  Casteltermini,  nonchè alle alternative prospettate dal distretto
  minerario in  ordine  ai  vantaggi  per  inferiorità di costi che
  potrebbero  conseguirsi  attivando altri siti minerari, Milena in
  provincia   di   Caltanissetta   ad   esempio,   in  luogo  della
  riattivazione di quelle attualmente in fermo produttivo.
       Sulle   problematiche  interconnesse  ai  vari  procedimenti
  avviati   per  l'esecuzione  delle  opere  infrastrutturali  e  a
  supporto  del  comparto potassico, con particolare riferimento al
  sito   minerario   di   Pasquasia,   il  Consiglio  di  giustizia
  amministrativa,  con parere n. 203 del 1996 dell'11 novembre 1997
  ha espresso parere contrario sullo schema di appalto-concorso per
  la progettazione  ed  esecuzione delle opere di smaltimento degli
  scarichi liquidi  e  solidi  delle  aree industriali afferenti al
  bacino   minerario   di   Pasquasia   a  cui  faceva  riferimento
  l'onorevole Guido Virzì.
       Su  tali  problematiche  ha  attualmente risolto l'organo di
  giustizia amministrativa  che  in  sede consultiva rileva che non
  consentono   la   definizione   del   procedimento   di   formale
  aggiudicazione  alla  impresa  Astaldi  e, quindi, la conseguente
  stipulazione del contratto.
       Le  condizioni  essenziali  per rendere possibile la ripresa
  dell'attività  sono,  quindi:  il  reperimento  di  altre risorse
  idriche,  dopo  la  bocciatura del progetto da parte del Comitato
  regionale dell'urbanistica - Assessorato regionale del territorio
  e   l'ambiente;  l'individuazione  di  un  nuovo  concessionario;
  rendere    compatibili   le   previsioni   progettuali   con   le
  determinazioni    con    l'Unione   europea   sull'accesso   alle
  infrastrutture. Si ricorda, infine, che il termine per l'utilizzo
  delle somme stanziate per le infrastrutture è stato prorogato con
  l'articolo 11,  comma  4,  della  legge n. 3 del 1998, sino al 31
  dicembre 1998.
       Presupposto   per   ogni   ipotesi   e  la  definizione  del
  contenzioso  pendente  fra  Ente  minerario siciliano, Italkali e
  Regione siciliana. La predetta definizione non può ipotizzarsi se
  prima  non  si  adeguino  i  bilanci  di  Italkali  alla  vicenda
  normativa civile e penale. Si determini la proprietà ed il valore
  dell'azienda  Ispea.  In  questa  prospettiva  i legali dell'Ente
  minerario  (i  bilanci  cui faceva riferimento l'onorevole Virzì)
  hanno elaborato e trasmesso alla Italkali una lista di necessarie
  modifiche   al   bilancio  predisposto  nell'anno  1995  e  1996,
  predisposto dagli amministratori di Italkali.
       Rispetto  al  passato  ritengo  che  l'attività di vigilanza
  dell'Assessorato  regionale  dell'industria  sia  stata molto più
  forte  di  quanto  non  sia  stata  esercitata  nel  passato. Gli
  amministratori    Italkali   hanno   aderito   a   quanto   detto
  dall'Assessorato regionale dell'industria. Hanno redatto un nuovo
  progetto  di  bilancio, che potrà essere esaminato dall'Assemblea
  solo  dopo  che  sarà  rilasciata  la  certificazione di bilancio
  prevista dalla normativa regionale.
       Mai  nel  passato  alla  società Italkali sono state chieste
  certificazioni  di  bilancio.  Il sottoscritto per la prima volta
  l'ha  chiesto  e  per  questo  sono stato sollecitato più volte a
  differire  la richiesta di certificazione di bilancio dal 1998 in
  poi, far finta che negli anni precedenti non si doveva richiedere
  la certificazione  di  bilancio.  Per  l'anno  1992 il bilancio è
  stato bocciato  dal  Tribunale di Palermo e la società dovrà fare
  un complesso  lavoro,  atteso  che nel 1994 e 1995, la prescritta
  certificazione non  è  stata  richiesta  e  che  la  delibera  di
  approvazione del  bilancio  1992  è  stata  appunto annullata dal
  Tribunale di Palermo con sentenza del 30.4.1998.
       Recenti notizie di  stampa  (in  Aula  non è stato approvato
  alcun  emendamento)  riprendono  una  proposta  dell'Italkali  di
  acquisto della  quota  azionaria  dell'Ente  minerario  al prezzo
  fissato dal  Tribunale  di  Palermo. Il regolamento di attuazione
  dell'articolo 10  della  legge  6/97  stabilisce  le  modalità di
  scelta dello stimatore;  per  seguire  un percorso diverso, se si
  ritenesse necessario e  per  il  quale  non  vi  è  assolutamente
  alcuna   preclusione,  si   dovrà   individuare   quale  autorità
  giudiziaria  occorrerà   adire.   In  ogni  caso,  non  si  potrà
  prescindere da  una  complessiva  visione  della problematica che
  ricomprenda l'azienda  ISPEA e tutto il contenzioso collegato.
       Si ritiene  che  i  tentativi  presunti  politici denunciati
  dagli organi di  stampa  sulla  questione impongono, così come ho
  richiesto altra  volta, l'intervento  della Commissione nazionale
  Antimafia.
       Sull'intera vicenda  del  comparto  potassico,  inoltre,  ho
  chiesto l'attivazione  di  un  tavolo  negoziale  con  il governo
  nazionale secondo  quanto  contenuto  nel protocollo d'intesa del
  5/11/97 per verificare le problematiche del comparto del salgemma
  e dei sali potassici.
       In relazione alle vicende SITAS, vorrei ricordare che esiste
  un commissario liquidatore   non nominato da me  e che oggi opera
  in regime con il Codice civile;  nessuna influenza da parte della
  Regione   siciliana, dell'Assessorato  Industria in  particolare.
       Quindi, nessun vicolo col trucco, sempre alla luce del sole,
  come sollecita l'onorevole  Virzì  e  tutte  le volte che qualche
  coordinatore di  partito  politico  mi  ha gentilmente chiesto di
  parlare  degli  argomenti  in  questione  io  alla  presenza  dei
  Presidenti della  Regione,  onorevole  Provenzano,  che ringrazio
  pubblicamente per  la  solidarietà  espressa  in  questa gestione
  difficilissima di  una vicenda così delicata, e l'onorevole Drago
  dopo,  ho   ricevuto   sempre   testimonianza  di  solidarietà  e
  soprattutto     testimonianza     di    limpidezza    nell'azione
  amministrativa svolta.
       Può finire un'esperienza  di Governo? Certamente l'onorevole
  Virzì non può  intaccare  una  linea  di  moralità che ho giurato
  davanti al  Parlamento siciliano, al popolo siciliano nel momento
  in cui mi sono insediato da Assessore e da deputato.
       Cari colleghi, si  scrive  questa  sera una pagina triste di
  una Sicilia che  torna  indietro,  di  un Parlamento che si piega
  davanti a chi  da  mesi  diceva  che  questa  era  una  illusione
  dell'Assessore  Castiglione:   gli  Enti  non  si  sarebbero  mai
  sciolti, si sarebbe andato avanti così come si è fatto sempre nel
  passato.
       Si è mai chiesto  il collega Virzì perchè oggi si chiede per
  la vicenda  dell'acquisto  delle  quote  dell'Ente  minerario  un
  intervento legislativo?  O  non  avrebbe  potuto, come  più volte
  sollecitato, questo  Assessore  dare il via libera all'affare del
  secolo senza passare  per  Sala d'Ercole?
       A proposito  dei bilanci   92-95, l'avevo  detto, il collega
  Virzì mente sapendo di  mentire  e  sa  quanto forte sia stata la
  resistenza del  sottoscritto  agli affari corposi nel mondo delle
  partecipazioni regionali o non sa forse quanti mediatori vanno in
  giro per  le  appetitose  partecipazioni  di società quali Corvo,
  Insicem,  Siciliana   gas,   Sicilvetro..   Le   risulta  che  il
  sottoscritto   abbia    invece    prodotto,   con   il   concorso
  dell'Assemblea regionale  siciliana,  della  III Commissione, del
  Governo, un  regolamento  che disciplina rigidamente la procedura
  per le  dismissioni  per  le  partecipazioni  regionali  e  abbia
  chiesto  "ad  abundantiam"  una  commissione  di  garanzia  sulla
  procedura.
       Ho nominato di  mia iniziativa il prof.  Alfredo Galasso, il
  Prof. Giovanni  Pitruzzella,  il  dott.  Gaetano Scaravilli ed il
  Prof.   Alberto   Stagno   D'Alcontres   che   siano  a  garanzia
  dell'intera   procedura   di   dismissione  delle  partecipazioni
  regionali e che non possono diventare un affare di poche persone.
       Le cito solo alcuni  nomi,  onorevole Virzì, e lei sa che su
  questi  nomi  la  garanzia  della  procedura  io  sono  pronto  a
  scommettere.  Chieda ai  professori che ho citato testè qual è il
  mandato che il Governo gli ha dato:  se è libero o è condizionato
  o se piuttosto  ha  chiesto  l'Assessore di scegliere al più alto
  livello possibile, al  più  alto  livello  della professionalità,
  cercando di trarre  i massimi profitti della vendita delle azioni
  per poi ridestinarli  alle  attività  produttive e non per alcuni
  dirigenti da molti sponsorizzati, che, allontanati dalle aziende,
  oggi chiedono  un congruo risarcimento, addirittura, di miliardi.
  Risarcimento da chi?  O  piuttosto  ancora,  la  vicenda  dei tre
  liquidatori  piuttosto   che   uno,   bandita   per  esigenza  di
  collegialità  e   da  me  subito  accolta  perchè  si  mantenesse
  l'obiettivo di un  unico fondo in maniera da poter meglio gestire
  la liquidazione, non  era  oggi, come dice l'onorevole Virzì, un
  'iniziativa -  cito  testualmente  -  "da  palettare":  la durata
  della  carica   di  questi  commissari,  bisognava  stabilire  la
  incompatibilità, i rapporti  con  il  Governo,  la  capacità e la
  volontà  di   relazionarsi  alla  classe  politica  nuova  ed  al
  Parlamento. Di  quale  capacità di relazionarsi parli l'onorevole
  Virzì è chiaro che il sottoscritto non riesce a comprendere.
       Si vuole  impedire  forse  al Prof.  Stagno D'Alcontres, che
  non ha avuto  la  capacità  di relazionarsi con la nuova politica
  dell'onorevole  Virzì,  di   continuare  nel  futuro  a  dare  un
  contributo  prezioso   di   gestione   trasparente?   Lo   dicano
  chiaramente e  non  cerchino emendamenti fantastici tra le pieghe
  della  legge    Le  assicuro:  il  Prof.  Stagno  D'Alcontres  lo
  abbiamo chiamato  noi per imprimere quella discontinuità che oggi
  purtroppo  fa   naufragare  miseramente  un  grande  progetto  di
  riscatto.
       Grazie al  presidente  Drago, ai  colleghi  che privatamente
  hanno manifestato  solidarietà,  ma  ritengo  che  nessuno  possa
  nascondere la testa  nella  sabbia  e  far finta di niente, tanto
  meno chi ha incarichi di responsabilità e di governo.
       Per questi motivi, rassegno le mie dimissioni.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta sospesa alle ore 00.07, è ripresa alle ore 00.35)


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  per  confermare   a  tutta  l'Aula  che  il
  Presidente della Regione, ma tutto  il  Governo  della  Regione e
  tutte  le  delegazioni   al   Governo,   delegazioni  dei  gruppi
  parlamentari che compongono il  Governo  della  Regione  e questa
  maggioranza, si attestano così come si sono attestati in passato,
  sia con il Governo presieduto dall'onorevole Provenzano, ma anche
  con  questo  Governo,  fra   l'altro  con  una  continuità  avuta
  dall'Assessore  per   l'industria,   onorevole   Castigione,   si
  attestano sulla linea politica che  è  stata poco fa sintetizzata
  dall'Assessore Castiglione relativamente al capitolo dismissione.
       Dismissione  che  questa   maggioranza  fin  dall'inizio  ha
  voluto,  e  ha  voluto  con   grande  trasparenza  e  con  grande
  linearità.
       Riteniamo  che  stasera  il   disegno   di  legge,  che  era
  all'ordine del giorno, rappresentava  la  naturale  sintesi delle
  iniziative sulle dismissioni, certamente migliorabile ancora, con
  il contributo di tutti i  gruppi  parlamentari,  tanto  è  che ci
  risulta che tutti i gruppi  parlamentari,  di  maggioranza  e  di
  opposizione, hanno presentato  emendamenti  al  disegno di legge,
  emendamenti che comunque non ci avrebbero consentito di approvare
  questa sera il disegno di  legge  sullo  scioglimento  degli enti
  economici,  ma  che   necessariamente,   visto   il   Regolamento
  dell'Aula,  sarebbe  dovuto  slittato almeno di  24  ore  per  la
  presentazione degli emendamenti.
       Quindi la conferma di una linea  politica  da parte di tutta
  la  delegazione,  la conferma anche  da  parte  del  Governo  nel
  momento  in  cui  abbiamo   sollecitato   il   Presidente   della
  Commissione Antimafia che già si  è  attivato  per  verificare se
  episodi malavitosi o  criminali stanno dietro questa problematica
  delle dismissioni e  dello  scioglimento degli enti, problematica
  che vogliamo definire al più presto con grande trasparenza, anche
  perché lo riteniamo un atto  di grande moralità all'interno della
  vita politica, economica e sociale della nostra Regione.
       Per   questo    riconfermiamo   la   fiducia   all'Assessore
  Castiglione, fiducia che non  avevamo  mai tolto, chiedendogli di
  ritornare  sui  suoi  passi,   così  come,  signor  Presidente  e
  onorevoli  colleghi,  noi   pensiamo,  come   Governo  nella  sua
  interezza, che questo Parlamento deve  ritornare  al più presto a
  discutere e a definire il  disegno  di  legge  dello scioglimento
  degli enti economici, lo debba  fare  prima  di  qualunque  altro
  disegno di legge o prima di qualunque atto legislativo.
       Noi le chiediamo, signor  Presidente,  che  si  ritorni  nei
  prossimi giorni, andar via  questa  sera,  ritornare nei prossimi
  giorni,  lunedì, martedì, il  Governo  si  rimette  alla  Signora
  Vostra,  signor  Presidente,  e   non   so  alla  Conferenza  dei
  Capigruppo,  se  come dire,  debba  riunirsi  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari,  perchè l'Aula si pronunzi su
  questo disegno di legge.
       Noi non vorremmo,  onorevoli  colleghi,  che  l'episodio, le
  contraddizioni apparenti ...

     SILVESTRO. Apparenti o reali.

     DRAGO, presidente della Regione.  .. per noi apparenti, perché
  dal Gruppo di Alleanza Nazionale  e  dalla delegazione al governo
  di Alleanza Nazionale abbiamo sempre  avuto, in  questi mesi, per
  quanto mi riguarda, come Governo  della  Regione, ma fino anche a
  questa  sera, un'assoluta  attestazione  nel  portare  avanti  il
  processo  di  dismissione   rispetto   alle   linee   di   grande
  trasparenza, di grande linearità che ci siamo dati.

     FORGIONE. Senza esagerare.

     DRAGO,   presidente della Regione.   Non  vorremmo,  onorevole
  Forgione, lo diciamo  con estrema chiarezza, assumendoci tutte le
  responsabilità.    Non    vorremmo,   onorevole   Forgione,   che
  l'intervento  dell'onorevole   Virzì   di  questa  sera,  che  ha
  suscitato  la   reazione  dell'assessore  Castiglione,  di  fatto
  servisse ad altri  schieramenti  o  ad  altri parlamentari che si
  allineano  all'interno   di   questo   Parlamento   a  difesa  di
  interessi che dobbiamo assolutamente..

     CAPODICASA. Lei è un killer

                 (Proteste nei banchi della sinistra)

     DRAGO,  presidente della Regione.  Veda,  onorevole  Forgione,
  l'unico modo per dire ai siciliani, ciascun parlamentare, ciascun
  gruppo parlamentare e ciascun assessore  di  questo  Governo e di
  questo Parlamento, per dire  con  grande  concretezza, con grande
  realtà e trasparenza, come  la  pensa  sulle dismissioni, l'unica
  occasione è quella che la settimana prossima questo Parlamento si
  pronunzi  sulle  dismissioni   e   ciascuno   assuma  la  propria
  posizione.
       Il Governo è certamente coerente con l'iniziativa che da due
  anni e mezzo porta avanti. Un'iniziativa che vuole le dismissioni
  con  grande   coerenza,   con   grande  trasparenza,  con  grande
  linearità.
       Allora, signor Presidente, io  la  invito  per  la settimana
  prossima  a  riaprire l'Aula e  a  discutere  e  definire  questo
  disegno di legge.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  indico  la  Conferenza  dei
  Capigruppo per martedì 4 agosto 1998, alle ore 10,30.

                 (Proteste dai banchi della sinistra)

       Onorevoli colleghi,  fate  finire  di  parlare il Presidente
  dell'Assemblea.
       Onorevoli colleghi, sia chiaro che se qualche deputato o più
  deputati  mi  chiederanno   di   intervenire  io  non  ho  alcuna
  difficoltà a concedere di intervenire.
       Intanto, vi sto  informando  che  indico  la  Conferenza dei
  Capigruppo per martedì 4 agosto.

                 (Proteste nei banchi della sinistra)

     CAPODICASA. Lei non ha questo diritto, non ha questo potere

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa,  io  ho  questo  e ben altro
  diritto. Lei ha il diritto di non partecipare.
       Fate finire di parlare il Presidente dell'Assemblea.
       Indico la  Conferenza  dei  Capigruppo, onorevole Capodicasa

     CAPODICASA. Se la farà  lei  la  Conferenza  dei  Capiigruppo,
  martedì....

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, ascolti, la prego..

     CAPODICASA.  Lei non mi preghi, la Conferenza si deve fare ora
  ...

     PRESIDENTE. Onorevole  Capodicasa,  la diffido a stare seduto.
  Onorevole Capodicasa, la diffido per la seconda volta a non usare
  questo tono nei confronti del Presidente dell'Assemblea.

     CAPODICASA.  Lei non ha niente da diffidare.....

           (Proteste e tumulti  dai banchi della sinistra)

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  allora,  siccome  se  c'è un
  limite in tutto questo discorso è  che  non avete fatto finire di
  parlare il Presidente  dell'Assemblea,  evidentemente le reazioni
  sono spropositate e, comunque, fuori  di luogo.
       Fate  finire  il   Presidente  dell'Assemblea,  avendo  egli
  intenzione  di  aprire una  seduta  simbolica,  che  preveda  per
  martedì soltanto una rubrica di  atti ispettivi, il che significa
  che l'Aula, attraverso  la  Conferenza dei capigruppo determinerà
  ...

     CAPODICASA. Non si può fare

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  questa  era  la  proposta del
  Presidente  dell'Assemblea.   Lei,   onorevole   Capodicasa,   fa
  richiesta formale di una  Conferenza dei capigruppo immediata? E'
  accordata.
       Allora, su richiesta dell'onorevole Capodicasa, è indetta la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari. La seduta è
  sospesa.

     CAPODICASA. Non partecipiamo, prima  il  dibattito  e  poi  la
  conferenza, occupiamo l'Aula

     PIRO. Finiamola con questo cinema

                 (Tumulti dai banchi della sinistra)

     (La seduta sospesa alle ore 00.50, è ripresa alle ore 02.10)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi,  ricordo  che avevamo votato il prelievo
  del disegno di  legge  743/A.  Se  non  ci sono proposte diverse,
  devo aprire  la  discussione generale sul disegno di legge 743/A,
  relativo ai Coreco.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor Presidente, intervengo soltanto per avanzare una
  richiesta. Io, credo  che  gli eventi che si sono succeduti nelle
  ultime ore in  Aula,  le prese di posizione che ci sono state, le
  cose che sono state dette e l'evolversi piuttosto concitato della
  situazione politica, soprattutto dopo l'intervento dell'assessore
  Castiglione e  le  sue  dimissioni  e l'intervento del Presidente
  della Regione  richiedano  una valutazione da parte dell'Aula, da
  parte delle  forze  politiche,  per  cui le chiedo formalmente di
  consentire gli interventi che verranno richiesti dai gruppi sulla
  situazione che si è determinata.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.   Signor   Presidente,   signor   Assessore,   onorevole
  Presidente della  Regione,  signori  deputati, su qualunque altro
  argomento e  su  qualunque  altra  questione uno scontro sia pure
  acceso tra un componente appartenente ad un gruppo di maggioranza
  e il  Governo  certo avrebbe suscitato interesse e attenzione, ma
  uno scontro quale  quello  che  si  è verificato tra un esponente
  della maggioranza  di  Governo  e  il  Governo, almeno il Governo
  nella persona dell'Assessore all'industria intorno alla questione
  non tanto  dello  scioglimento  degli Enti economici quanto sulla
  questione  specifica   dell'Italkali,  io  credo  non  possa  non
  suscitare  grande   attenzione   ed  entro  certi  limiti  grande
  apprensione.
       Perché, poi,  alla  fine,  cosa  è  successo?  C'è  stato un
  esponente della maggioranza di Governo che ha accusato il Governo
  e segnatamente  l'Assessore  per  l'Industria preposto al ramo di
  condurre  avanti   operazioni   legate  ad  interessi  oscuri,  a
  favoreggiamento  di  determinate  situazioni,  dall'altro abbiamo
  avuto una replica dell'Assessore all'Industria che ha esattamente
  ribaltato la situazione accusando l'esponente politico del gruppo
  di maggioranza  di  essere  a  sua  volta  portatore di interessi
  oscuri, di fare riferimento a situazioni affaristiche ecc.
       Ora, il  Presidente  della  Regione, per dirimere la vicenda
  insorta tra il suo Assessore e un esponente della maggioranza, ha
  accusato  l'opposizione  di  essere  contraria  allo scioglimento
  degli Enti  e  di  essere  attraversata da pulsioni, tensioni che
  favoriscono interessi oscuri.
       Ora,  come  vedete, si tratta innanzitutto di una illogicità
  manifesta.  Per carità, il Presidente della Regione  a illogicità
  manifeste ci ha abituato oramai da tempo, ma certamente su questa
  vicenda o  su  vicende  come  queste, signor  Presidente,  non  è
  consentito a  nessuno,  meno che mai al Presidente della Regione,
  di potere formulare valutazioni di questo tipo.
       Intanto tengo a  chiarire qual è la mia posizione, la nostra
  posizione:  noi  siamo assolutamente favorevoli allo scioglimento
  degli Enti,  credo  che  lo  abbiamo  dimostrato  quando  abbiamo
  partecipato ai  lavori  che  hanno  interessato questo argomento,
  però,    vede    particolarmente    sensibili   sulla   questione
  dell'Italkali, perché  riteniamo  che  l'Italkali  sia  una delle
  vicende più emblematiche che abbiano attraversato la storia della
  Sicilia e  la  storia  dell'autonomia siciliana per lo meno negli
  ultimi 30 anni.
       Una delle storie emblematiche e non la sola ma una delle più
  emblematiche.  E  poichè su questa vicenda la sensibilità del mio
  gruppo e  la  mia  particolare è estrema, signor Presidente della
  Regione, io  le  ricaccio indietro qualsiasi insinuazione che lei
  ha fatto o possa fare su questo.
       Le  ricordo che lei era componente di quella maggioranza che
  nella legislatura compresa  tra  il  1991  e  1996  (ed in alcuni
  passaggi lei era  membro  di  quei  governi)  ha  votato  leggi a
  ripetizione che  hanno  finito  per  favorire sistematicamente il
  socio privato  della  Italkali, spesso anche contro gli interessi
  della  Regione.
       Per quanto  mi  riguarda,  mi  limito  a testimoniare la mia
  posizione, peraltro  ben  nota,  mantenuta e assunta nel corso di
  dodici   anni,   facendole  vedere,  onorevole  Presidente  della
  Regione,  questo  piccolo  dossier  che  si chiama 'Italkali:  la
  vergognosa  storia  dei  padroni  delle miniere', redatto dal mio
  Gruppo nel febbraio del 1993, reso pubblico attraverso la stampa,
  consegnato   a   tutti,   consegnato  anche  alla  Procura  della
  Repubblica  di   Palermo  che,  credo,  ne  abbia  fatto  un  uso
  dovizioso, e  un  altro documento, che io conservo come una sacra
  reliquia:  l'atto  di  citazione che l'avvocato Morgante, tramite
  gli avvocati Morgante, Mormino e Guarrasi, ha fatto nel marzo del
  1993 contro la mia persona. Questa causa è ancora in corso, non è
  finita.
       Ciò per  testimoniare  a  lei  e  a  tutti  qual è la nostra
  posizione   sull'Italkali  e  su  tutta  la  vicenda  degli  Enti
  economici e  per  testimoniare, altresì, come nel corso di questi
  anni,  mentre  alcuni  favorivano  sicuramente interessi oscuri a
  danno   della   Regione,  altri  si  sono  battuti  accanitamente
  rischiando  e  pagando  di  persona anche contro questi interessi
  oscuri affinchè si facesse piena luce su tutte le vicende.
       Detto questo, la questione che si pone però apparentemente è
  la questione relativa agli Enti economici.
       La questione  è  ben più ampia e riguarda, signori deputati,
  la condizione politica  in  cui  si  trova  ormai  ad  operare da
  qualche tempo  quest'Assemblea  e più in particolare la questione
  che deve  essere  risolta prima possibile, pena un degrado, quale
  credo tutti  noi  avvertiamo, delle condizioni generali in cui ci
  si trova ad operare.  La domanda fondamentale è se c'è un governo
  e se c'è  una  maggioranza  che  è  in  grado di sostenere questo
  governo. Questa è la questione di fondo.
       Cosa  è  successo in queste due ultime settimane? Un partito
  che  sostiene la maggioranza di governo ha dichiarato formalmente
  la  crisi,  anche  se  poi  ha  accettato di rinviarla di qualche
  settimana;  il governo ha presentato in Aula alcuni provvedimenti
  che sono  stati  battuti addirittura al passaggio all'esame degli
  articoli,  evidentemente  perché  la  sua  maggioranza, onorevole
  Drago, non ha ritenuto di doverli approvare.
       E' successo  che  non si è riusciti a dare il voto finale su
  alcuna   delle  leggi  che l'Assemblea regionale siciliana ha nel
  frattempo  varato, perché  non si è mai riusciti a raggiungere il
  numero  sufficiente  di  deputati,  evidentemente  con  il grande
  maggioritario  concorso  dei  deputati  della  maggioranza  nella
  assenza.
       E'  successo  che  il  Governo  è  stato battuto con un voto
  d'Aula su un provvedimento su cui aveva posto grande attenzione e
  che  era  stato  pubblicizzato e reclamizzato come uno degli atti
  fondamentali  che  questo  Governo  aveva  compiuto qual è quello
  delle Soprintendenze.
       In tutto questo non è successo niente. Facce di bronzo hanno
  continuato  imperterriti  a  sostenere l'esistenza di un Governo,
  l'esistenza   di  una  linea,  l'esistenza  di  una  volontà  che
  evidentemente  giorno  per  giorno,  ora  dopo  ora,  minuto dopo
  minuto,  provvedimento  dopo provvedimento, invece, si dimostrava
  palesemente  a  quest'Aula  e  a tutti i siciliani che non c'era.
  Come  non  c'è  ormai  alcuna   forma di legame all'interno della
  maggioranza;  c'è  uno  spappolamento  generale  all'interno  dei
  gruppi,  tra  i  partiti  che  compongono  la  maggioranza, tra i
  partiti  e il Governo, una condizione di assoluto collasso che io
  credo debba avere immediatamente fine.
       Dunque, la  questione  che  si  pone  non sono le dimissioni
  dell'assessore Castiglione,  la  questione  che  si  pone sono le
  dimissioni del Governo.
       Per quanto ci  riguarda,  lo  diremo,  se ci sarà un momento
  in cui  si  potrà formalizzare questo orientamento, noi non siamo
  disponibili ad  accettare alcuna proposta, fermo restando che noi
  abbiamo la  coscienza  pulita,  pulitissima e che sulla questione
  degli Enti  economici  non  abbiamo  scheletri nell'armadio e non
  siamo assolutamente preoccupati di affrontare l'opinione pubblica
  su questo, ma noi non siamo disponibili ad andare avanti se prima
  non vengono annunciate le dimissioni del Governo.
       Questa è  la  questione  all'ordine  del  giorno. Non ve n'è
  un'altra. Questa è  la  sola  mossa,  la  sola  scelta,  la  sola
  condizione che  consente  a  questa  Assemblea, che consente alle
  forze politiche  di  recuperare  il  senso  delle cose che stanno
  avvenendo e il  senso  anche  delle  cose che si stanno facendo e
  consente, altresì,  avendo  liberato  questo  che ormai è un peso
  ingombrante, che  è  soltanto  lì per essere rimosso, di liberare
  qualche prospettiva.
       Certo, tutto questo  è ancora molto al di là da venire, ma -
  ripeto -  la  questione  all'ordine del giorno sono le dimissioni
  del Governo.
       Questa  per  noi  è  la condizione indispensabile per potere
  aderire a qualunque altra prosecuzione dei lavori.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, se avessimo
  potuto  parlare,  intervenire  subito  dopo  le dichiarazioni del
  Presidente  della Regione, come sarebbe stato utile, anche ovvio,
  avremmo risparmiato  delle  ore in questa giornata nella quale di
  ore ne abbiamo perse molte, tutti assieme. Ovviamente in politica
  il  tempo non  si  butta  mai,  però  ore  a  trovare  mediazioni
  difficili,  a  trovare  accordi  per  proseguire  nei  lavori  di
  chiusura di  questa  sessione  estiva,  a  trovare una quadratura
  difficile del cerchio di leggi complicate, diverse, che avrebbero
  dovuto portare  questa  Assemblea  regionale a preparare, poi, le
  condizioni della nuova sessione a settembre.
       E, invece, ci  siamo trovati davanti a quello che è stato lo
  sbocco naturale  di  questi  ultimi  mesi; e   non  poteva essere
  diversamente.   Noi   non   siamo   granchè   meravigliati  delle
  dimissioni   dell'assessore   Castiglione.  Se  non  sbaglio,  ha
  pronunciato per due volte la parola "irrevocabili"; le dimissioni
  irrevocabili anche  secondo  il  Regolamento  di questa Assemblea
  hanno delle  conseguenze particolari, anche regolamentari, a meno
  che non  contribuiamo  tutti a ridurre questa Assemblea in quello
  in cui la stiamo riducendo, consentitemi di usare questi termini.
       Dovremmo  tutti  assieme  trovare un momento di verifica del
  nostro  ruolo  di  parlamentari,  di  verifica  del  rispetto dei
  regolamenti,   di   verifica   del   rispetto  anche  dei  nostri
  comportamenti dentro questa Assemblea.
       "Dimissioni   irrevocabili"   ha   pronunciato   l'assessore
  Castiglione. E ne  sono  lo  sbocco  di  questi  mesi, di mesi di
  crisi, nonostante  i proclami pomposi, itineranti per la Sicilia,
  del Presidente  della  Regione.  Mesi di crisi, mesi di sconfitte
  del Governo, mesi  e  ultime settimane nelle quali il Governo non
  ha retto quasi mai  la prova dell'Aula, se è vero come è vero che
  siamo arrivati a stasera senza riuscire ad esitare ancora disegni
  di legge, a  dare  un voto finale su disegni di legge. E sappiano
  perchè quel voto  non  è  stato dato: perchè la maggioranza ed il
  Governo non avrebbero retto la prova dell'Aula.
       E  stasera siamo arrivati all'epilogo, all'attacco non di un
  deputato, di  un  gruppo parlamentare della maggioranza. Infatti,
  se non  sbaglio, l'onorevole Virzì è il vicepresidente del Gruppo
  parlamentare di  Alleanza nazionale, il quale denuncia un sistema
  affaristico che  agirebbe  all'interno  del  Governo attorno allo
  scioglimento  degli  Enti  economici,  il  quale  viene  accusato
  dall'assessore  Castiglione e, poi, dallo stesso Presidente della
  Regione di parlare sostanzialmente a nome di vecchie lobbies e di
  potentati economici e politici.
       Si   invoca   dal  Governo  l'intervento  della  Commissione
  regionale e  della Commissione nazionale Antimafia sulla vicenda,
  i ritardi, i  travagli  dello scioglimento degli enti economici e
  abbiamo sentito anche  delle  cose, come dire, un poco di colore,
  l'onorevole Virzì del  resto  spesso  non  riesce  che  esprimere
  questo.  Addirittura  ha  mobilitato  l'onorevole  Virzì  nel suo
  attacco all'Assessore  Castiglione  la coerenza del partito delle
  categorie umane e culturali e la sua coerenza come espressione di
  una razza  spirituale,  ha  recuperato  il  vecchio  armamentario
  "evoliano - nazista"  per portare a fondo l'attacco all'Assessore
  Castiglione.
       Io non  so  che  legame ci sia tra la razza spirituale e gli
  interessi di  gente come Morgante, come Guarrasi come Musco, cioè
  di quel sistema di potere e di interessi che attorno all'Italkali
  ha  costruito  uno scambio politico affaristico e imprenditoriale
  dentro un  sistema  di potere che in questi anni, proprio attorno
  alla   vicenda   dell'Italkali,   si   è  sedimentato. Ma  queste
  valutazioni le lasciamo all'onorevole Virzì.
       E' un  semplice  deputato che ha fatto questo attacco? E' il
  Gruppo di  Alleanza  Nazionale  che  si  è  pronunciato? E allora
  esiste  ancora  su  un punto così delicato, onorevole Presidente,
  lei non  può  sfidare  nessuno non credo che sia in condizioni di
  sfidare  nessuno Presidente della Regione, c'è la sua maggioranza
  che sta  venendo  meno.  Sappiamo  che  c'è  un  gruppo il Gruppo
  parlamentare del  CCD  che  di  questa operazione non è convinto,
  sappiamo che  il  Gruppo  di  Alleanza  nazionale  è  spaccato  e
  comunque  la  maggioranza  si è espressa per bocca dell'onorevole
  Virzì, abbiamo  ascoltato  quì  in  questa  Aula  e  poi fuori il
  Presidente  di  una  Commissione ,l'onorevole Grippaldi, dire che
  accoltellare un  morto  -  non  so se il morto con questa visione
  macabra sarebbe  l'Assessore  o  il  Governo - non è un reato, il
  capogruppo  di  Alleanza  Nazionale addirittura vuole togliere la
  parola,  vuole  negare  la  parola  in  Parlamento  all'Assessore
  Castiglione  quando  chiede di difendersi dagli attacchi del Vice
  capogruppo  di  Alleanza Nazionale: beh  cos'altro deve succedere
  in questo  Parlamento? Cioè in una sede istituzionale dove questo
  Governo  nelle  ultime  settimane  ha visto bocciato il passaggio
  agli  articolo  di  importanti  leggi,  ha  visto  l'Assessore al
  bilancio   sconfitto   diverse   volte,   ha  visto  bocciato  un
  provvedimento  che  era  stato presentato come una svolta epocale
  per quanto  riguardava  i  beni  culturali  e  la  gestione delle
  sovrintendenze, ha visto un assessore in queste ore dimettersi in
  modo irrevocabile  ed il Presidente della Regione col suo sorriso
  tranquillo  dire  'non  è  successo  niente, anzi voi opposizione
  dovete venire a dimostrare che volete sciogliere gli enti.
       Signor  Presidente,  le  ricordo  che  il relatore di queste
  legge   per   le   dismissioni   degli   enti   è   un   deputato
  dell'opposizione  e poi l''opposizione, con posizioni diverse, si
  è  pronunciato  sullo  scioglimento  degli  enti  economici.  Gli
  ostacoli, le  perplessità,  le  lobbies che hanno agito in questo
  Parlamento sono venute fuori tutte da dentro la sua maggioranza e
  da dentro  la  sua  maggioranza è venuto l'attacco che ha portato
  alle dimissioni  del suo assessore all'industria.
       Ma come  non  vi  rendete  conto  che  siete  voi  che state
  paralizzando  quest'Assemblea  regionale,  siete  voi  che  state
  contribuendo al discredito di questa Istituzione  Io lo so che il
  giudizio   della  gente,  dei  siciliani  ormai  travolge  tutti,
  maggioranza e  opposizione, ma  non  si dica che questa Assemblea
  regionale  è paralizzata per la responsabilità delle opposizioni,
  è paralizzata  per  la vostra incapacità, per la vostra incultura
  di Governo, per la vostra assenza di una maggioranza parlamentare
  in grado di sostenere l'azione di un Governo.
       Allora  fermatevi, siete  ancora  in  tempo, siamo ancora in
  tempo tutti, onorevoli colleghi  Mi rivolgo anche ai parlamentari
  della maggioranza,  siamo  ancora  in  tempo tutti per salvare la
  credibilità di  questa  Assemblea  regionale, che va ben al di là
  del ruolo  di  una  maggioranza e del ruolo di un Governo, perchè
  questo  è  il luogo della dialettica parlamentare e l'espressione
  politica  e  parlamentare  voluta  dai siciliani.
       E allora davvero dovete sgombrare il campo, onorevole Drago
  Non so se  lei  si  renda  conto che le sfide che lancia non sono
  credibili, perchè  ogni  volta  che  lei  lancia  una sfida viene
  sempre battuta  inn quest'Aula.
       Non si è dimesso il capogruppo di un partito di opposizione,
  si è  dimesso  un assessore del suo Governo, lo scontro è con uno
  dei gruppi parlamentari più grandi della sua maggioranza e allora
  ne prenda  atto e, per piacere, ci risparmi anche queste scenette
  "mi dimetto",  "non mi dimetto", "se non passa questa legge sfido
  il  Parlamento",  per  piacere  ritrovi anche lei una dimensione,
  onorevole  Drago
       Le  femministe  dicono  "Abbiate  la  coscienza del limite",
  ecco, ritrovate anche voi la coscienza del limite, perché  questo
  sarebbe  davvero  un servizio per questa Istituzione.
       Io  davvero  credo, signor Presidente dell'Assemblea, che le
  dimissioni di  questo  Governo sono la condizione per poter andar
  avanti,  la  condizione  per  poter riaprire una discussione, una
  normale  dialettica  istituzionale,  per  proseguire  anche nella
  chiusura  di  questa  sessione  estiva.
       E  io vorrei ricordarle, Presidente della Regione, che nella
  ultima  Conferenza dei capigruppo, che abbiamo tenuto qualche ora
  fa, lei  non  si  è  messo  in modo pregiudiziale a chiedere come
  primo punto  le  dismissioni degli enti, non ha detto e sostenuto
  che  prima  bisognava  approvare  il  disegno  di  legge  per  le
  dismissioni degli enti  e poi le altre 11 o 15 leggi che sono già
  pronte per  l'Aula,  lei  ha accettato di dire che si chiudeva la
  discussione  generale  e  si  rinviava  a settembre.
       Ha ritrovato  soltanto  la  voglia della sfida quando un suo
  assessore   si   è  dimesso, facendo  precipitare  anche  la  sua
  responsabilità  rispetto  alla  dilazione  per evitare lo scontro
  diretto col  partito  di  Alleanza nazionale.
       Questa è  la  verità  dei  fatti  E questa verità può essere
  sostenuta da  tutti  i  Presidenti  dei Gruppi che erano presenti
  nella  Conferenza  dei capigruppo.
       Allora,   davvero,   ritrovate   la   serietà   dei   vostri
  comportamenti,  ritrovate  la  serietà del rapporto di dialettica
  normale tra  un  governo  e un parlamento e sgombrate il campo di
  questa vostra  presenza  che sta tenendo bloccati e paralizzati i
  lavori di questa Assemblea regionale.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO .  Signor Presidente e onorevoli colleghi, prima di
  sollevare  questioni politiche ritengo, necessario richiamare una
  questione  di  civiltà,  perché ritengo estremamente incivile che
  parlamentari  da  stamattina  alle  dieci impegnati qui in questo
  Parlamento,  ancora  alle  2,35  debbano  stare  qui  a discutere
  attorno al vuoto che si è creato.
       Si è creato  un problema di credibilità di questo Parlamento
  nei confronti delle  istituzioni,  si  annuncia  urbi et orbi che
  l'Assemblea chiuderà  i  lavori  il  31 luglio, inopinatamente si
  cambia programma,  ma  se qualcuno pensa che questo comportamento
  aumenti il prestigio dell'Istituzione si sbaglia, questo porta un
  ulteriore degrado  delle  istituzioni.
       Chiuso questo  problema, che  poi  c'è  anche un problema di
  responsabilità: io  non so fino a che punto l'Assemblea regionale
  siciliana può ancora permettere che i propri dipendenti, i propri
  funzionari svolgano  18  ore  di  lavoro  e fino a che punto ogni
  parlamentare non  ritiene, scoccata l'ora 24.00 del 31 luglio, di
  chiudere  i  lavori  e  abbandonare.  Sono  problemi che dobbiamo
  incominciare a porci.
       Chiusa   questa   vicenda,  dobbiamo  vedere  poi  l'aspetto
  politico e  qui  abbiamo  visto sollevare problemi di una estrema
  gravità politica. Da un lato si è cercato di potere conciliare il
  'sansepolcrismo'   con  l'  'italkalinismo',  nel  senso  che  da
  posizioni   politiche,   ideologiche   rigide  dopo  di  che  c'è
  l'apertura  verso  una  questione di una società a partecipazione
  regionale.
       Noi sappiamo  che  l'Italkali è uno dei grandi misteri della
  Sicilia, quindi nessuno può pensare che la questione possa andare
  avanti come  se  nulla fosse.  Essendo uno dei misteri più grossi
  della Sicilia  dobbiamo  andare  con  i  piedi  di  piombo, ed io
  ritengo che  la  filosofia  del disegno di legge presentato a suo
  tempo dal  Governo poteva risolvere per certi versi la questione,
  anche  se  avevamo  presentato  alcuni  emendamenti  che dovevano
  portare  nei  giusti binari tutta la questione dello scioglimento
  degli enti.
       Noi  abbiamo,   quindi,   una  situazione  politica  che  si
  trascina ormai da tempo; sono  stati  qui  ricordate dai colleghi
  che mi hanno preceduto tutte  le  questioni  della bocciatura del
  disegno di legge sulle banche, tutte le questioni che riguardano,
  per  esempio,  la  bocciatura  del  provvedimento  dell'Assessore
  Croce.
       Io, per  esempio, non riesco a capire come l'Assessore Croce
  rimanga  ancora   in   carica;   Assessore   Croce  lei, su  quel
  provvedimento, ha  impegnato  tutto  se  stesso, dopodiché  viene
  bocciato il provvedimento e lei imperterrito resta lì.
       L'impressione mia sa qual è?  Che a voi componenti di questo
  Governo ogni  vergogna vi onora;  per cui più vergogne assommate,
  più  onori  ritenete di avere conseguito.  Ognuno, evidentemente,
  giudica come ritiene di potersi giudicare.

     GRIPPALDI. Non è una  vergogna.  La  vergogna  è altro, non un
  voto.

     DI MARTINO .  A mio modo di vedere, politicamente, secondo me,
  a questo  Governo  ogni  vergogna lo onora, cioè ogni vergogna lo
  ritiene un  fatto  di  onore  e sono problemi loro; sono problemi
  che, evidentemente, giudica come deve giudicare.
       Abbiamo  un'altra   serie  di  questioni  che  qui  dobbiamo
  affrontare per chiudere  per  sempre: il Presidente della Regione
  ha lanciato una sfida all'opposizione: "Perché se voi non aiutate
  questo Governo e questa  maggioranza siete contro lo scioglimento
  degli enti".
       Questa è una mistificazione - per dire il termine più adatto
  - cioè  questo  è  un insulto a parlamentari, a partiti e a forze
  politiche che non hanno mai avuto rapporti se non chiarissimi con
  tutti i  gruppi o sedicenti gruppi che vi sono in questa Regione.
       Però  cosa  viene fuori in questa realtà siciliana?  Parlavo
  con   parlamentari  amici  di  prima  e  di  seconda  Repubblica;
  ricordavo  a  questi  parlamentare  della prima Repubblica che in
  quel  periodo  c'erano  gruppi  capitalisti  -  mi  pare  un  po'
  esagerato -  gruppi  economici  che  erano  a  servizio di alcuni
  potentati   politici.
       Adesso  è  cambiato,  adesso  sono  questi  potentati  - tra
  virgolette -  politici  -  si tratta di poveri diavoli, di poveri
  uomini  sostanzialmente  -  che  sono  a  servizio  dei potentati
  economici, anche minuscoli, a livello regionale.
       E' questa la nuova classe  politica  che  deve  dirigere  la
  Regione?
       Ma stiamo  attenti, perché  non è possibile andare avanti in
  questo  modo;  dico  esattamente  quello  .....  se  vuole glielo
  ripeto:   nella  prima  Repubblica  vi  erano  piccoli  potentati
  economici   a   servizio   di   gruppi  politici;  nella  seconda
  Repubblica   vi  sono  gruppi  politici  a  servizio  di  piccoli
  potentati economici;  questa  è la realtà, questo è quello che si
  è visto  questa  sera  in  questa  Assemblea,  se  lei  non se ne
  accorge, onorevole Beninati, la colpa non è mia.
       Io sono miope e  presbite  contemporaneamente, però cerco di
  correggermi con gli occhiali, lei  faccia uno sforzo per rendersi
  conto che è così.
       Ora io, onorevole Presidente, non  la voglio fare lunga, qui
  si è parlato tanto di Italkali;  per esempio  nessuno ha scoperto
  che  l'Italkali  è  diventato  un  droghiere  all'ingrosso  della
  Regione  siciliana,  cioè  la   società  a  maggioranza  capitale
  pubblica  vende  droga  all'ingrosso   in  campo  nazionale, così
  attraverso gli atti ho scoperto.
       Ho  scoperto  che  non  vengono  presentati ancora i bilanci
  degli ultimi  tre  anni,  ho  fatto  fare  la  ricerca  e  non mi
  risultano, poi  ne  ha  dato conferma anche l'Assessore, cioè non
  vengono presentati  al  registro delle imprese nuovo che c'è alla
  Camera di Commercio i  bilancio di questa società.
       E  qui  ancora  c'è   qualcuno   che   pensa   che  possiamo
  trastullarci su tutte queste  vicende.  Io  concludo, Presidente,
  stavolta realmente, noi siamo ancora  una  volta dinanzi - questa
  volta mi consenta - a  volgari  voltafaccia  del Presidente della
  Regione, mi dispiace usare  queste  parole.
       Il  Presidente  della  Regione   che, nella  Conferenza  dei
  Capigruppo e  anche  su  sollecitazione  -  per carità, io non mi
  scandalizzo che ci sia un gruppo politico che chiede il rinvio di
  un  provvedimento,  assolutamente,  è  più  che legittimo, perché
  ognuno deve  cercare di portare ad unità le proprie anime interne
  dei vari  partiti,  nessuno  scandalo  -  però  accetta  lì nella
  Conferenza dei  Capigruppo,  e  questo  nessuno lo può negare, il
  rinvio  della  legge sullo scioglimento, sulla soppressione degli
  enti, appena l'Assessore, dopo lo scambio di accuse reciproche di
  immoralità  o  di  malavitosità  pubblica  tra  un deputato della
  maggioranza e  un  assessore,  tutt'  assieme viene qui a sfidare
  l'opposizione per  dire:  "se  voi  non  mi aiutate a fare questa
  legge, voi  siete  contro  lo scioglimento degli enti"
       Cioè siamo diventati noi gli amici, l'opposizione, di questi
  gruppi  sedicenti,  capitalisti della Regione siciliana che hanno
  spremuto per  una  vita, che hanno succhiato latte dalle mammelle
  di mamma Regione.
       Siamo dinanzi ad un altro volgare voltafaccia del Presidente
  della Regione
       Il Presidente della  Regione  continua  in  questo  andazzo,
  accetta di  rinviare  lo  scioglimento  degli enti e adesso viene
  qui, pensando di fare la sfida.
       Ma a chi fa paura? Ma veramente ancora Lei, onorevole Drago,
  ritiene di potere rappresentare  questa  Regione? Ma Lei si rende
  conto in  quale discredito ha portato questa Regione, compreso il
  suo comportamento  di questa sera? Ma Lei veramente è convinto di
  potere continuare  a  mentire  a  questo Parlamento, a mentire al
  popolo  siciliano,  Lei  veramente  ritiene  di potere continuare
  così?
       Faccia pure, se la  sua  maggioranza  è  in  grado ancora di
  sostenerla e ritiene di  sostenerla.  Lei  ha  portato, ormai, la
  Regione nel più  profondo  discredito  agli  occhi  dell'opinione
  pubblica,  con  i  suoi   comportamenti,   con  il  suo  modo  di
  comportarsi.
       Quindi,  concludo,  onorevole  Presidente, associandomi alle
  richieste,  nell'interesse  della Sicilia, per il decoro anche di
  questa  Assemblea, di  chiudere  le questioni che abbiamo aperte,
  affrontare con  più  serenità, perché  Le assicuro che quando Lei
  accusa  deputati  dell'opposizione  che  sono per lo scioglimento
  degli  enti,  contro  lo  scioglimento degli enti, perché  voglia
  avvantaggiare i  vari  Morganti,  i  vari  boiardi o semi boiardi
  regionali, Lei fa ridere, perché  nessuno ci crede.
       Lei fa ridere soltanto. Lei continua in questo modo e Lei si
  rende conto che noi non possiamo andare avanti così. Lei, l'unico
  atto di  saggezza  che  può compiere è quello di andarsene. Se ne
  deve   andare
       Io  non so ancora questa maggioranza, questi assessori, come
  stiano   ancora   attorno   a   lei.  Stasera  voglio  capire  se
  l'Assessore  Castiglione  diventa un 'pentito delle dimissioni' o
  meno   o   conferma   le  dimissioni.
       Questi problemi vogliamo chiuderli e io ritengo che dobbiamo
  portare avanti  quelle  leggi  che  sono  state  approvate per un
  minimo  di  prestigio  di  questo Parlamento ed affrontiamole con
  serenità le questioni.
       Intanto,  se vuole la  sfida,  la  sfida  si  accetta  senza
  nessuna preoccupazione, poi vediamo  in  quale parte sta il torto
  della Regione e vediamo se Lei ancora può pensare di prendere per
  i fondelli il popolo siciliano

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole Granata. Ne ha
  facoltà.

     GRANATA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi non posso, né
  voglio  esimermi dall'intervenire in questo dibattito per le cose
  gravi che  sono  state dette in questa Aula, per la serietà degli
  argomenti  che  sono  stati  affrontati  nel corso dell'infuocato
  dibattito  che  ha  preceduto  questa  discussione,  per il ruolo
  istituzionale  che  occupo all'interno di questo Parlamento ed in
  ultimo, se  mi  consentite,  per  il  modesto ruolo politico e di
  identità precisa che rivesto all'interno di uno schieramento e di
  un'area politica.
       Io credo che sulle dismissioni non vadano fatti i dibattiti,
  vanno  fatte  le   dismissioni  e  vanno  fatte  perché  crediamo
  profondamente,  personalmente  credo  profondamente,  che  quando
  prima il  Presidente  Provenzano, che  fu colui il quale coniò la
  fortunata  formula della fine della Regione imprenditrice, che fa
  concorrenza  ad  altri  imprenditori  e  che ostacola lo sviluppo
  della Sicilia,  poi  il  Presidente  Drago, che ha ripreso questa
  linea  politica  confortato  dall'intero  Governo  della  Regione
  siciliana, sia il Governo Provenzano sia il Governo Drago, quando
  coerentemente  l'Assessore per l'industria Castiglione ha seguito
  questo tipo  di indicazione, approntando un disegno di legge, sul
  quale  ritengo  tutti  coloro  i  quali  hanno  memoria  storica,
  capacità di  analisi  su  quelli  che sono stati i meccanismi che
  hanno portato  alla  creazione di alcuni carrozzoni che lo stesso
  Virzì  oggi  bene  ha  descritto  nella  prima  parte  della  sua
  relazione, perchè  una  cosa è certa la ricostruzione storica che
  fa Virzì  della creazione della nascita della gestione degli enti
  economici regionali è puntuale, esattamente ciò che è avvenuto.
       Allora la linea di  demarcazione  precisa,  netta  che non è
  neanche di natura ideologica, passa tra chi queste dismissioni le
  vuole e le vuole subito e le  vuole  in  osservanza di ciò che la
  norma che insieme ci siamo dati per procedere in modo razionale e
  rapido al primo passo  della  modernizzazione  di questa Regione,
  e chi queste dismissioni non le vuole.
       Io sono personalmente convinto  che  una parte della replica
  del Presidente Drago, che  pure  ha  fatto innervosire autorevoli
  colleghi  dell'opposizione,  ha  un fondamento di verità, perchè,
  quando  vicende  lobbistiche complesse investono profondamente il
  tessuto sociale,  economico e politico di una Regione, queste non
  investono    settori    della    vita   parlamentare,   investono
  trasversalmente   l'intero   arco   delle   forze   politiche   e
  parlamentari anche di questa Assemblea regionale siciliana e devo
  dire  che  sono  particolarmente  convinto  di  questo passaggio,
  perchè  vedete non dobbiamo commettere l'errore di criminalizzare
  le posizioni.
       Io so, perchè è  un  dato  certo, oggettivo, che l'onorevole
  Grippaldi,  che pure presiede la Commissione Attività produttive,
  ha  avuto  con  l'onorevole  Castiglione  un  livello di polemica
  dialettica,  che  fa  parte  della  normale  dialettica politica,
  perchè l'onorevole Grippaldi aveva particolarmente a cuore alcune
  vicende  che  ricordavano,  ad  esempio,  i livelli occupazionali
  della provincia  di  cui  egli  è  deputato, che riguardavano, ad
  esempio, l'esatta entità delle perizie sulla miniera stessa.
       Sono   vicende   delle   quali   nessuno   può   permettersi
  di demonizzare  le posizioni. So che l'atto politico concreto che
  il  Presidente Grippaldi ha prodotto, come Presidente della terza
  Commissione, è  che  ha portato in Aula il disegno di legge sulle
  dismissioni,  affidando  la  relazione  dello  stesso a un membro
  autorevolissimo   dell'opposizione,  a  dimostrazione  che  c'era
  univocità  politica  di intenti in quella Commissione di arrivare
  al processo di dismissione.
       So anche  che  quanto si è sottolineato, anche sulla stampa,
  che  pressioni  forti  si  erano  registrate  nei  confronti  del
  processo di  dismissione  e  che  quando si è detto che nel corso
  degli  anni  enormi  sprechi, enormi illegalità si erano commesse
  nella  gestione  degli  enti  economici regionali, sono stati due
  parlamentari   di  Alleanza  nazionale, Caputo  e  Stancanelli, a
  richiedere   l'intervento,  l'indagine  conoscitiva  approfondita
  dalla Commissione parlamentare di inchiesta nazionale e regionale
  sugli enti  economici regionali.
       Questo lo  devo dire, vedete, non parlando, perchè non ne ho
  il titolo,  a  nome di un partito, ho il titolo morale di parlare
  a  nome   di   una   comunità  umana  e  politica, che  ha  fatto
  dell'antagonismo a quel partito unico del denaro che ha distrutto
  la Sicilia  e che ha riguardato tutti, amici parlamentari, non ha
  riguardato   settori   circoscritti   della  politica  regionale.
       Onorevole  Di  Martino,  era  complessa  la vicenda dei suoi
  anni, era  complessa  la  vicenda  di  quali  erano  i  referenti
  politici  interni  a  questa  Assemblea,  interni  allo  scenario
  politico    regionale che avevano collegamenti precisi con alcune
  forze che  pure  oggi  continuano  a  cercare  di dire la loro su
  quella che deve essere la dinamica dell'economia e della politica
  di questa  Regione.
       C'è un  dato di fatto certo: che noi dobbiamo procedere alla
  dismissione degli  enti e dobbiamo farlo al più presto, perchè la
  dismissione degli  enti, anche  perchè  si  è  caricata  di tutti
  significati   che   anche   il   dibattito  di  questa  sera   ha
  caratterizzato,  assume  una valenza simbolica enorme, non per il
  Governo Drago, per questo Parlamento, per questa classe politica,
  per   questo   nuovo  gruppo  dirigente.
       Io  sono  convinto  che  all'interno  di  questo  Parlamento
  esistono  forti  ramificazioni  di  quegli interessi che vogliono
  impedire  questo  processo di mordernizzazione, il problema è che
  non con  i  dibattiti  ma  con  gli  atti  parlamentari  e con le
  posizioni pubbliche  lineari  si capirà chi sta dalla parte delle
  dismissioni e  chi  sta dalla parte della legalità, si capirà chi
  vuole  dismettere  dei  carrozzoni che hanno distrutto l'economia
  regionale e  chi, invece, per mille e attraverso mille meccanismi
  - e,  non  sempre  quelli  più  evidenti sono quelli veri - vuole
  raggiungere questo scopo e questo risultato.
       Allora, il ragionamento che noi questa sera dobbiamo cercare
  di  fare,  e  concludo,  è  che  da  una  parte dobbiamo arrivare
  certamente ad onorare  alcuni  impegni  legislativi  che  abbiamo
  assunto nei confronti della realtà socio-economica siciliana.
       Qui non si tratta di andare ad approvare delle leggi, perché
  facendo questo  si  rende  più  forte  la coalizione che sostiene
  questo Governo o questa formula di maggioranza.  Abbiamo lavorato
  per mesi  e  soprattutto  in  questi ultimi giorni per fare delle
  leggi importanti  per  l'economia  siciliana e queste leggi a mio
  avviso  stasera devono essere portate al traguardo, devono essere
  approvate.
       Allo   stesso   tempo   dobbiamo  avere  una  data  certa  e
  vicinissima  sulla  quale  misurare  subito  la  volontà  reale e
  concreta  delle  forze  politiche  e  dei singoli parlamentari di
  arrivare  al processo di dismissione, perché la destra siciliana,
  Alleanza  nazionale  vuole  le dismissioni e vuole impedire anche
  che attraverso  una  certa  suggestione, che  è  circolata  e che
  fortemente  è circolata soprattutto su un piano giornalistico, ma
  anche  all'interno  del  Parlamento  ed all'interno della società
  siciliana, nessuno possa pensare, invece, di dismettere un intero
  patrimonio  fatto  di  battaglie  politiche,  fatto  di posizioni
  cristalline, fatte  di  di  antagonismo  e  di opposizione a quel
  partito delle  lobbies e degli interessi che, spesso, colluso con
  la mafia, ha distrutto la Sicilia.
       Noi siamo per le dismissioni degli enti economici, non siamo
  per le dismissioni della nostra identità politica e culturale. E,
  vogliamo fare questo  processo  parallelamente  ad altri soggetti
  che, partendo da  presupposti  ideologici  diversi,  hanno,  e ne
  siamo convinti, la  stessa  capacità di non avere condizionamenti
  lobbistici da parte di  interessi  che ci sono, che esistono, che
  non sono da semplificare  nella loro individuazione e che possono
  anche tra di loro trovare dei punti di raccordo e di convergenza.
       Quindi,  ritengo   indispensabile,  Presidente  Cristaldi  e
  Presidente Drago, arrivare ad  una definizione di ciò che abbiamo
  fatto su un piano  legislativo  ma  soprattutto  arrivare  ad una
  definizione chiara,  netta, da un punto di vista legislativo, per
  mettere la  parola  fine al più presto, entro la chiusura, che io
  spero sia  rinviata di qualche giorno, di questa sessione estiva,
  di  questa  sessione  legislativa,  alla  dimissione  degli  enti
  economici  regionali.
       Soltanto  così all'ora del voto, delle scelte, all'ora delle
  dichiarazioni e degli atti concreti, creeremo quella demarcazione
  tra chi  vuole  una  nuova Regione, tra chi vuole modernizzare la
  Sicilia e  chi  vuole, ancora, farsi condizionare da piccoli o da
  grandi interessi  che  sono  quelli  di sempre ma, - consentitemi
  anche questa  piccola  annotazione  che  non  è  personale  ma  è
  politica  -  contro le quali, comunque, la stragrande maggioranza
  di quelli  che  fanno parte di una determinata comunità politica,
  che non  è  la razza spirituale che evocava l'onorevole Forgione,
  di evoliana  memoria, ma che è una comunità che qui in Sicilia ha
  fatto   opposizione;  è  una  comunità  che  ha  visto  l'attuale
  Presidente  dell'Assemblea regionale siciliana, su questi banchi,
  fare opposizione  e  farla in modo radicale, pulito e lineare nei
  confronti di  chi  realmente  ha  creato  quel  mostro che, oggi,
  attraverso e  grazie  al  disegno  di  legge prodotto dalla terza
  Commissione e  sostenuto  fino  in  fondo  dai due Governi, prima
  Provenzano  e  poi  Drago,  e  dall'assessore  Castiglione,  deve
  arrivare alla giusta conclusione nel giro di pochissimi giorni.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
  facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito di
  questa  sera investe grandi questioni che devono essere trattate,
  così  com'è  stato fatto negli interventi di chi mi ha preceduto,
  in  modo  connesso ed è la questione delle privatizzazioni. E' la
  questione  della  tenuta  di  un  Governo,  della  tenuta  di una
  maggioranza.
       Io  mi  trovo,  anche  per  dovere  di correttezza, a dovere
  preliminarmente  affermare   un  fatto:  questo  Governo,  questo
  Presidente della Regione  non  ha  nel corso delle Conferenze dei
  presidenti dei gruppi  parlamentari che si sono fin qui succedute
  mai chiesto il rinvio del disegno di legge sulle privatizzazioni,
  ha preso atto  di  una  decisione della Conferenza dei capigruppo
  che preliminarmente ha deciso di concludere la sessione così come
  aveva precedentemente  stabilito,  cioè  il  31 luglio, prendendo
  anche atto che alla luce del nuovo Regolamento sarebbero comunque
  trascorse le 24  ore in base alla presentazione degli emendamenti
  annunciati e, comunque,  si  sarebbe  sforato  il  termine del 31
  luglio.
       Lo  faccio,  non  per  la vanità  cronachistica  di  chi  ha
  partecipato  ad  una  riunione, ma lo  faccio  perché  da  questa
  premessa consegue politicamente l'esito di quello che non è stato
  un  impegno  occasionale  di  questo Governo  e  neanche  di  una
  maggioranza. Infatti,   onorevoli  colleghi,   il   processo   di
  dismissioni, il processo di privatizzazioni   si iscrive nel DNA,
  nel codice genetico della maggioranza alla quale io aderisco, del
  partito nel quale io milito, e che mi onoro qui di rappresentare,
  che è Forza Italia.
       Quando noi siamo arrivati all'Assemblea regionale siciliana,
  15  deputati nuovi che non hanno nulla  a  che  spartire  con  le
  vicende  del  passato e che possono  permettersi  qui  di  potere
  affermare  con  la pacatezza del caso che  si  può  ragionare  in
  Sicilia di privatizzazioni, che si può  ragionare  in  Sicilia di
  dismissioni,  senza  parlare  di   affari,  occupandosi  di  atti
  legislativi,   occupandosi   di  procedimenti   che   portano   a
  conclusioni legislative.
       Se ci è concesso l'onore di occuparci delle leggi, onore che
  ci  è  stato concesso dal Parlamento  siciliano,  noi  di  quello
  vogliamo occuparci, delle leggi.
       Il Governo Provenzano, e  diceva  bene  l'onorevole Granata,
  perché ogni tanto nella vita politica  come  nella  vita  civile,
  fanno  bene  le gratificazioni. Il  Governo  Provenzano,  che  ha
  inventato la  definizione  della  "Regione  imprenditrice"  e del
  basta alla regione imprenditrice ha fatto...

      MORINELLO. E' una cosa vecchia

     SILVESTRO. Non ha detto niente di nuovo.

     FORGIONE. Il suocero di Miccichè è  il  presidente  della Vini
  Corvo. Questa è la Regione imprenditrice?

     ALFANO. Quel Governo ha fatto della privatizzazione un proprio
  cavallo di battaglia.  Ed  è  da  quel  Governo  che nasce questo
  processo di privatizzazione.
       Onorevoli  colleghi, e quando c'è  una  reazione  di  questo
  tipo, è la conferma della verità di quello che andiamo dicendo in
  questa sede, onorevole Di Martino, mi consenta
       Allora, diciamoci con franchezza quello  che  è accaduto. E'
  accaduto  quello  che  avviene  in   tutte   le  maggioranze  che
  affrontano grandi temi, che affrontano i temi che vanno a toccare
  i nervi scoperti della storia siciliana e  quando  si  toccano  i
  nervi scoperti, non è difficile che ci siano reazioni scomposte.
       Allora, diciamoci la verità  Siamo arrivati  in  Aula con un
  disegno di legge che è perfettibile, ma  che segna una rotta, che
  segna una direzione, ma soprattutto che  segna  una  direzione di
  confronto  democratico tra chi  all'interno  di  una  commissione
  legislativa ha affrontato con serenità un argomento fino al punto
  di  concedere  la relazione sul disegno di legge all'esponente di
  maggiore  spicco nella commissione legislativa di merito, facente
  parte dello schieramento dell'opposizione.
       Questa  è  la verità politica. E se  la  verità  politica  è
  questa,  onorevole Presidente, va dato atto  al  suo  Governo  di
  avere perseguito con tenacia, con i tempi,  con  i  modi,  con  i
  ritmi di questa Assemblea:  l'obiettivo delle privatizzazioni. Lo
  ha fatto e siamo arrivati in un  periodo  delicato  che  è quello
  della fine della sessione estiva, al  nodo  cruciale;  e  siccome
  siamo una maggioranza vera, con le difficoltà,  le  fortune  ed i
  disagi delle maggioranze vere, noi  abbiamo affrontato in termini
  autentici il tema delle privatizzazioni,  perché  il  tema  delle
  privatizzazioni è un tema che può anche creare delle perplessità,
  è tema che  può  creare  anche delle distinzioni all'interno e se
  questo si è  verificato,  Presidente , l'invito  a cogliere anche
  questo elemento,  probabilmente  con una circostanza che ha visto
  protagonista una delle  persone  che  in  questi  due anni di mia
  esperienza  parlamentare,  mi  riferisco  all'onorevole Virzì, ho
  sempre considerato idealmente più pura.
       Questa per me è una garanzia delle sincerità delle posizioni
  politiche e  della  possibile ricomposizione delle stesse, perché
  quando le  posizioni  vengono  espresse  da  chi ha convincimenti
  ideali probabilmente  queste  posizioni  si  possono ricondurre a
  ragione,  anche   perché   io   sono  persuaso  avendo  in  parte
  partecipato alla discussione di merito in III Commissione che gli
  emendamenti anche  quelli  proposti  dalla parte avversa a questa
  maggioranza   sono   emendamenti   in   gran   parte  sostenibili
  politicamente.
       Si tratta  disposizioni  politiche distinte, ma si tratta di
  posizioni    politiche    riconducibili    ad   una   ottica   di
  privatizzazione   del  sistema  delle  partecipazioni  regionali.
  Allora se tutto  questo  è  vero,  perché non porci la domanda se
  tutto ciò che  è accaduto è naturale, perché non porci la domanda
  se tutto ciò  che  è  accaduto  c'è  una  dialettica interna alla
  maggioranza non  è  esattamente  uguale  a  quello  che  in altro
  Parlamento cioè  in  quello  nazionale si verifica sulla politica
  estera,   sulla  politica  economica,  sulla  politica  del  sud,
  sull'Agensud, su tutto.
       Allora, bando  all'opportunismo  che  ci  impone  quasi  per
  ragioni di  schieramento  di cogliere le occasioni per mettere in
  imbarazzo il Governo, è fisiologico questo, è anche necessario in
  alcuni casi ma  non è possibile trasformare questo in un banco di
  accusa volgare,  e  mi consenta onorevole Presidente di rimandare
  al mittente l'aggettivo che le è stato più volte attribuito.
       Un banco di accusa volgare nei confronti del Governo, questo
  è un Governo che  non  cade  questa sera, questo è un Governo che
  Forza Italia inviterà  a  dimettersi  se  non  sarà  in  grado di
  portare  in   tempi   celeri   a   compimento   il   processo  di
  privatizzazione, onorevole  Presidente, quella sarà la sede della
  sua dimissione  della  fine  del  suo  Governo,  la incapacità di
  portare a compimento il processo di privatizzazione e quello è il
  banco di prova sul quale la impegnamo.
       Per il resto  onorevole  Presidente,  se  con  un po di buon
  senso,  se   con   un  po  di  ragionevolezza  alla  quale  anche
  l'onorevole Granata  ha  invitato  tutti i settori del Parlamento
  riuscissimo  a   raccogliere   il   lavoro  di  questi  due  mesi
  contemplando in  una unica soluzione sia l'accoglimento e il voto
  finale  delle   leggi   già   discussi   in   questa   Aula   sia
  l'individuazione di una data a data breve e comunque a data certa
  per   la    discussione   ed   emanazione   della   legge   sulle
  privatizzazione e  sulle dismissioni agli enti economici io credo
  che  questa  Assemblea  potrà  comunque  fregiarsi  di  un  segno
  positivo.

     SPAGNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAGNA.   Onorevole  Presidente,  sentendo  alcuni  interventi
  comincio a non  capire bene qual è il senso di questo dibattito e
  perché  alle ore  3.00 del mattino ci stiamo adoperando in questa
  discussione.
       Noi  non   siamo   qui   per  conoscere  il  pensiero  della
  maggioranza in  materia  di dismissione degli enti economici e il
  contenuto del disegno di legge che peraltro è stato esposto da un
  relatore di minoranza,  ma stiamo parlando perché a fronte di una
  relazione resa  dall'onorevole Speziale su un disegno di legge un
  componente  autorevole   di   questa   maggioranza  ha  fatto  un
  intervento di  una  gravità  da  tutti  riconosciuta estremamente
  allarmante, che   è   l'onorevole   Virzì,  che   ha   denunciato
  trasversalismi, che  ha  preso  di  petto  il  Governo  di questa
  Regione dicendo  che  questo  governo  aveva  compiuto, stava per
  compiere, un'operazione   ai  limiti  della  legalità.  A  questo
  intervento estremamente  pesante,  anche  su  un  piano politico,
  morale  ha risposto indignato l'assessore Castiglione, ribaltando
  le accuse di  illegalità  alla  parte  che le aveva pronunziate e
  dicendo, credo con  coraggio,  se  su  questo disegno di legge ci
  sono  delle perplessità sull'azione dell'Assessorato, sull'azione
  del governo,  se  in  altri  termini  il  processo di dismissione
  dovesse fermarsi,  io  trovo coerente rassegnare le dimissioni da
  assessore all'industria.
       Amico Alfano,  abbiamo  assistito  ad  uno scontro violento,
  interno alla maggioranza,  sul  quale,  violento,  le parole sono
  pesanti, le parole hanno  un  loro  peso,  non  si  può chiamare,
  quando si mette in  dubbio,  la legittimità di una vendita oppure
  la congruità di prezzi,  di quelli che sono stati annunziati, non
  si può dire che  abbiamo parlato, c'è stato un colpo di fioretto,
  c'è stato un colpo  di  sciabola  che,  del  resto,  è  stata ben
  percepita dall'assessore Castiglione.
       Certo, si è parlato di trasversalismo. Io, onorevole Drago e
  onorevole Granata, voglio  comunicarle che i Popolari sono per le
  dismissioni, non si  sentono  trasversali  a  nessun disegno, non
  partecipano a nessuna cordata  o lobby, sono tra quelle forze che
  intendono con estrema  chiarezza  e  limpidità  partecipare ad un
  provvedimento  legislativo   da   tanti  anni  annunziato  e  mai
  realizzato.
       Il Presidente della  Regione,  amico  Alfano,  ha  credo con
  coerenza fatte  sue  le  dichiarazioni dell'assessore Castiglione
  dicendo che sulla  linea  di  Castiglione  si  ritrovava l'intero
  governo, se c'era una battuta d'arresto imposta all'interno della
  maggioranza, il governo  ne  avrebbe tratto le dovute conseguenze
  rassegnando le dimissioni, anzi  ha  detto di più, ha detto se il
  primo provvedimento  legislativo  che  quest'Aula  varerà  non  è
  quello della dismissione degli enti economici, io, governo Drago,
  rassegno le dimissioni.
       Ma questo,  onorevole  Alfano, non in risposta all'onorevole
  Speziale,  onorevole   deputato   di  minoranza  e  relatore  del
  provvedimento, ma in risposta all'onorevole Virzì, vicecapogruppo
  di Alleanza Nazionale,  quindi in un conflitto tutto interno alla
  maggioranza.
       Ora  ci dobbiamo  capire.  Il  problema  non  è  quello  del
  trasversalismo che,  ripeto,  non  voglio sottovalutare, però una
  buona volta l'onorevole Virzì  ha il merito di avere detto nomi e
  cognomi.
       L'onorevole Grippaldi,  ho sentito una battuta, ha fascicoli
  da portare in  Aula  per  quando  si  porterà  dell'Italkali,  ho
  sentito  bene.   Quindi,   apprenderemo   le   notizie  esplosive
  dell'onorevole Grippaldi.
       Il  problema, quindi,  è:  su  questo  progetto  di  governo
  lasciate perdere la  minoranza,  ma  c'è una volontà chiara della
  maggioranza a portarlo  avanti  oppure  su  questo  disegno,  per
  quanto  si   vuole   accettabile,   c'è   una   spaccatura,   una
  diversificazione  profonda   che   è  stata  fatta  emergere  con
  chiarezza  dall'onorevole  Virzì?  Non  si  può  scaricare  sulla
  minoranza una contraddizione che è tutta interna vostra.
       Tutto è  possibile.  Ed  è  possibile  tutto,  perchè stiamo
  arrivando al  punto  che  il  Presidente  del  Governo  sfida  la
  minoranza su  un  provvedimento  per  il  quale  c'è  un deputato
  relatore, ignorando  che  non ha, molto probabilmente, neanche la
  maggioranza sul suo disegno di legge.
       E,  allora, se le istituzioni hanno e devono avere un minimo
  di  serietà,  se  la  maggioranza  ha  un minimo di serietà, è il
  momento  nel  quale deve verificare se tutti questi infortuni, se
  le  bocciature, se i non passaggi agli articoli, se le posizioni,
  le  assenze ripetute all'interno della maggioranza sono dei fatti
  occasionali o sono, viceversa, fisiologiche.
       Se  è vero che questo disegno di legge viene ritenuto da voi
  uno snodo importantissimo - io sono convinto che in parte lo sia,
  fermo  restando  di  approfondirne  il merito e tanti aspetti che
  sono  contenuti  e  sui  quali  si  possono avere delle riserve e
  saranno  legittimi  degli  emendamenti  -  io credo opportuno che
  questa  maggioranza  dimostri  finalmente in Aula di essere tale.
  Viceversa,  con dignità, cose che sono successe sempre nella vita
  democratica  e  nella vita di questa Assemblea, il Governo prende
  atto di non esserci. Non è la fine del mondo
       Quindi,  io  credo  che  come gli esponenti dell'opposizione
  hanno,  con  estrema  chiarezza,  voluto  mettere  a fuoco questa
  situazione, sul dibattito relativo alle dismissioni, io credo che
  altrettanto  debbano fare i gruppi di minoranza, se è vero che il
  Centro   cristiano   democratico   ha  delle  riserve  su  questo
  provvedimento.  Se  è  vero,  ma è vero perchè l'ha detto nel suo
  intervento  l'on. Virzì, che all'interno di Alleanza nazionale ci
  sono delle riserve legittime sull'intervento.
       Naturalmente,  quindi,  io aderisco alle richieste formulate
  dai capigruppo di minoranza che dopo il dibattito si proceda alla
  votazione  delle leggi che sono state già definite da questa Aula
  e da questo dibattito il Governo tragga le dovute conclusioni.

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA  GRUA .  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  dopo
  l'intervento  del  collega Fabio Granata avrei potuto fare a meno
  di   intervenire   in   quanto   ho   condiviso   pienamente   le
  argomentazioni   fornite   dal   collega  Granata,  il  quale  ha
  illustrato,  con  la  chiarezza  che  gli  è  consueta, qual è la
  posizione di Alleanza nazionale. Ma egli  l'ha fatto da deputato,
  io  lo  farò    da  presidente del Gruppo parlamentare e, quindi,
  ufficializzo  in  tale  veste  il  discorso  testè fatto da Fabio
  Granata, facendo rilevare come, forse, si sia fatto "tanto rumore
  per  nulla".  Perchè  quando Guido Virzì, intervenendo a nome del
  partito,  quale vice capogruppo del Gruppo di Alleanza nazionale,
  ha detto  le  cose che ha detto, certamente non ha voluto fare un
  attacco all'assessore Castiglione.
       Io,  signori  colleghi,  non  ho  intravisto, malgrado abbia
  sentito  l'intervento  di  Guido  Virzì,  malgrado  abbia riletto
  l'intervento  di  Guido  Virzì, un  attacco  al governo Drago, un
  attacco  all'assessore  Castiglione.  Non  c'è  una  parola dalla
  quale  possa trarsi questo argomento, che l'opposizione ha inteso
  sfruttare  e  che  è  stato  forse  mal  compreso  dall'assessore
  Castiglione.
       L'assessore  Castiglione  ha mille motivi per essere deluso,
  per  essere amareggiato, per tutto quello che si sta dicendo, che
  si  è  detto, per tutto quello che sta vivendo in questo momento,
  per le ragioni che riguardano i dipendenti, per mille motivi, per
  la  difficoltà  con  la  quale  un  assessore vive questo momento
  particolare.
       Ed ecco che, forse, e sicuramente io dico, anzi, l'assessore
  Castiglione  ha  inteso  intravedere  nelle parole di Guido Virzì
  qualcosa  che lo riguardasse, ma noi siamo in grado oggi di poter
  dire,  perchè  questa  è  l'esatta interpretazione delle cose che
  sono state dette  da Guido Virzì in quest'Aula, che nulla è stato
  detto nei  confronti  dell'Assessore  perchè  io  vi  sfido  cari
  colleghi a  dirmi  in quale parte dell'intervento  di Guido Virzì
  si   possa   intravedere   qualcosa   che   riguardi  l'Assessore
  Castiglione o il  Governo, se poi si vuole impedire ad un partito
  politico che fa  parte  di  questa  Assemblea o a un  deputato di
  presentare degli emendamenti che mirano ad aggiustare un testo di
  legge allora ditelo  pure,  ma se questo è consentito e vivadio è
  ancora consentito  io  ritengo  che  non si debba attribuire agli
  emendamento che Alleanza Nazionale ha  presentato alcunchè nessun
  valore che  possa  mirare e colpire  l'Assessore Castiglione o il
  Governo Drago.  Sono  emendamenti ed è questo quello che parla ed
  è questo  quello  che costituisce poi l'argomento principale sono
  emendamenti quelli  che  abbiamo  presentato che mirano a dare un
  aggiustamento come quello che abbiamo fatto in Commissione quando
  abbiamo  ritenuto  di  non  dover  condividere  la  proposta  del
  Governo, la proposta  del  disegno di legge che prevedeva un solo
  commissario Alleanza  nazionale  ha  sostenuto ed ha ottenuto che
  fossero previsti  nel  disegno di legge tre commissari quindi noi
  abbiamo  contribuito   con  i  nostri  esponenti,  con  i  nostri
  commissari abbiamo  contribuito a migliorare il testo e grazie al
  Presidente Grippaldi come  altri prima di me ha ricordato, a dare
  un iter rapido all'esame di questa legge che viene oggi all'esame
  di  questa   Assemblea   grazie   alla  solerzia  del  Presidente
  Grippaldi,  esponente  di  Alleanza  nazionale  a  conferma  e  a
  testimonianza  della  volontà  precisa  del  partito  di alleanza
  Nazionale  e   del  gruppo  di  Alleanza  nazionale  di  compiere
  velocemente e alla  luce  del sole le dismissioni perchè questa è
  la posizione  del  gruppo, detta e ripetuta attraverso le notizie
  che abbiamo  fornito  alla  stampa  fermo  restando  che noi però
  vogliamo vedere  chiaro  su  tutto il passato che riguarda questo
  mondo degli  enti  economici siciliani, un mondo che richiede una
  particolare   attenzione   da   parte  di  chi  eletto  a  questo
  Parlamento ha il  dovere di rendersi protagonista di una indagine
  profonda che dica  una  buona  volta per tutte dove sono andate a
  finire,  in   che   modo   sono  stati  spesi  e  quali  sono  le
  responsabilità e le  colpe di uno sperpero di denaro che possiamo
  quantificare in  10 mila miliardi, sono queste le motivazioni che
  ci  hanno   indotto   nella   nostra   lunga  battaglia  politica
  parlamentare in  questa  Assemblea  ad  iniziative  ispettive, ad
  iniziative che hanno  visto prima il movimento sociale italiano e
  poi Alleanza  Nazionale protagonista di una battaglia per vederci
  chiaro in  una  materia  estremamente  delicata,  e  noi  abbiamo
  continuato anche  in  questi  due  anni in questa XII legislatura
  attraverso mozioni,  attraverso interrogazioni a porre i problemi
  che riguardano Pasquasia a porre i problemi degli enti economici.
       Abbiamo quindi  titolo, oggi per poter dire anche perchè non
  abbiamo responsabilità  alcune  per la gestione passata, possiamo
  dire veramente le cose che oggi Guido Virzì in maniera colorita e
  con la sua  capacità  oratoria  ha  saputo  dire  ed offrire alla
  valutazione  di   questa  Assemblea  e  noi  siamo  in  grado  di
  anticipare che  abbiamo  i  nostri  esponenti  e  anche il gruppo
  totalmente   ha  inteso  richiedere  alla  Commissione  nazionale
  antimafia e  alla  commissione  regionale  antimafia una indagine
  approfondita perchè si  faccia chiarezza in un settore che non ha
  prodotto nulla,  ma  che ha creato guasti all'economia siciliana,
  allora bisogna  dare  nuovamente  impulso alla produttività delle
  miniere perchè hanno capacità produttiva, capacità di reddito che
  può   veramente   contribuire   alla   soluzione   dei   problemi
  occupazionali  di   questa  Sicilia,  che  può  contribuire  allo
  sviluppo della nostra terra.
       Ecco quello che ha spinto Guido Virzì a ricordare che non si
  può tollerare che  una liquidazione duri un quarto di secolo e mi
  riferisco alla  SO.CHI.MI.SI.  ecco  perchè Guido Virzì ha inteso
  porre il problema  della Resais, ecco perchè Guido Virzì ha posto
  il problema  di  Pasquasia,  ecco  perchè  Guido Virzì ha chiesto
  garanzie per l'occupazione questo soltanto ha fatto Guido Virzì e
  se questo vuol dire  attaccare  Castiglione  che  in tutte queste
  cose non c'entra perchè  è  nuovo  perchè  non ha responsabilità,
  perchè  non  c'era allora nel  momento  in  cui  queste  cose  si
  consumavano e si perpetravano  e  allora  vivaddio  si  è  voluto
  montare qualcosa che non c'era qualcosa che non esisteva gli atti
  ufficiali sono costituiti dagli emendamenti di Alleanza Nazionale
  e gli emendamenti mirano  soltanto  a  creare dei paletti, questo
  sì,  allo  strapotere  dei   commissari,  a  stabilire le  giuste
  retribuzioni, a cercare di limitare lo strapotere dei commissari,
  ma questo è un diritto di una  forza politica e di un deputato. E
  allora non c'è stato  nulla,  l'assessore  può  benissimo contare
  sulla disponibilità di Alleanza  nazionale  in questo processo di
  privatizzazione, perché  noi  siamo  decisamente  a  favore della
  privatizzazione e lo abbiamo  dimostrato e saremo ancora in grado
  di dimostrarlo con i  comportamenti veri, effettivi che andremo a
  fare anche immediatamente, nel momento  in cui ci sarà chiesto di
  andare ad affrontare la  discussione sulle dismissioni. Ho voluto
  chiarire la posizione di Alleanza  nazionale  che è quella che ho
  ufficializzato in questo mio breve intervento.

     ROTELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA. Presidente, io non voglio infierire ulteriormente già
  su questa Assemblea  provata dall'ora e probabilmente anche dalla
  tensione della giornata.  Solo  per  fare  una  precisazione  del
  Gruppo di Rinnovamento  italiano,  proprio perché vuole farlo con
  estrema chiarezza farà tutto quanto sarà possibile per lavorare a
  favore delle dismissioni,  perché  io credo che queste cose vanno
  affermate con assoluta  lealtà  e  assoluta chiarezza per evitare
  che in qualche modo  si possa offuscare le intenzioni dei singoli
  gruppi e dei singoli parlamentari.
       Presidente, però,  mi  lasci  fare  una considerazione molto
  breve. Certo, non si  può  dire  che  la  minoranza ha concorso a
  creare ombre sulla vicenda  e  certo  la  vicenda  di ombre ne ha
  parecchie.   L'altra  volta,   per  esempio,  ho  avuto  modo  di
  considerare come è  singolare  che  una  società a capitale misto
  dove per altro la  maggioranza è pubblica, guarda caso il governo
  viene affidato ai privati.  Sono  tante le cose che possono e che
  debbono essere verificate. L'onorevole Piro nel suo intervento ha
  fatto anche alcune considerazioni, certo questo non può lasciarci
  sereni, non può  lasciarci  indifferenti,  questo  ci pone in una
  posizione  di   maggior   attenzione   rispetto  alle  questioni.
  Ovviamente, l'onorevole La Grua è stato probabilmente anche molto
  buono nel tentare di  minimizzare le cose che sono successe, però
  mi è parso di  capire e sarebbe interessante per esempio sentirlo
  dai diretti interessati,  perché  io ho sentito adesso fare prima
  delle accuse molto puntuali  anche  molto  gravi  da parte di due
  componenti della  maggioranza,  dell'assessore  Castiglione e del
  vice capo gruppo di  Alleanza  nazionale  e  poi però il silenzio
  assoluto. A me piacerebbe molto, per esempio, sentire dai diretti
  interessati se le loro  opinioni  in  ordine  e  nel merito delle
  questioni sono cambiate,  se  le  accuse  che sono state lanciate
  sono venute meno dopo  gli  interventi che si sono succeduti o se
  le posizioni rimangono  quelle che sono state espresse, perché se
  così fosse allora non si tratta solo di un incidente di percorso,
  si tratta probabilmente  di  qualcosa  di  più.  Mi  permetto  di
  entrare anche nel  merito della proposta e rilanciare la proposta
  dell'onorevole Spagna. Mi  pare  necessario  dopo  la chiusura di
  questo  dibattito   passare  immediatamente  alla  votazione  dei
  disegni di legge che già  sono stati esitati, dopo di che mi pare
  assolutamente  necessario  fare  una  conferenza  dei  capigruppo
  perché solo una conferenza  dei  capigruppo,  mi pare di  capire,
  può cambiare la decisione che la stessa conferenza dei capigruppo
  aveva adottato e non mi  pare che in quella conferenza, e ci sono
  i presidenti dei gruppi presenti, le questioni stanno esattamente
  come sono state da  qualcuno  dichiarate, non mi pare che vi sono
  state  difese ad  oltranza  da  parte  del  Governo  rispetto  al
  problema delle dismissioni, per cui se il Governo vuole ritornare
  in conferenza dei capigruppo a operare questa difesa ad oltranza,
  noi saremo lì disponibili a raccogliere la provocazione.

     COSTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     COSTA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io sarò molto
  breve,  ma  non vorrei nemmeno iniziare questo intervento dicendo
  che quello che è successo forse è anche un pò la dimostrazione di
  quello  che  in una particolare fase politica, non molto lontana,
  anzi, molto vicina, noi avevamo sostenuto.
       Ha ragione  l'onorevole  Piro anche quando dice che i limiti
  di questa  maggioranza  alla  fine  sono  dimostrabili  non tanto
  perchè noi  non  Le  riconfermiamo  la  nostra fiducia, onorevole
  Presidente, quanto perchè, alla fine del 'bottino' che la Sicilia
  porta  a  casa  e  che  ancora,  anzi, deve incassare è piuttosto
  scarso,  considerato  che  c'è  l'urgenza  -  e  condivido  anche
  l'intervento  dell'onorevole  Granata  -  di andare a votare quei
  provvedimenti che l'Aula ha già pronti.
       Io dico - parlo  a  nome del mio partito - per sostenere che
  siamo disponibili  laddove  la  Conferenza dei capigruppo dovesse
  individuare  la   necessità   di   volere   andare  avanti  sulle
  dismissioni   perchè   le   abbiamo   ritenute   e,   quindi   la
  privatizzazione,  un passaggio importante, necessario, che questo
  Governo doveva fare, però  è  anche vero che chi vive come noi in
  una situazione  politica  anche diversa da quella che viveva fino
  all'anno scorso  ha  bisogno  di comprendere realmente i passaggi
  che ci  devono  portare  alla  privatizzazione e alla dismissione
  degli enti.
       Quindi la  fase conoscitiva credo che sia molto importante e
  rispetto a questo - ripeto - credo che il provvedimento di perchè
  è talmente  indispensabile e urgente che sarebbe un segnale forte
  per la  Sicilia;  noi  solidarizziamo con l'Assessore Castiglione
  che ci ha  messo  anche  a  conoscenza  della gran mole di lavoro
  insieme al Governo stesso che ha prodotto e che doveva portare, e
  che speriamo  porterà  al  più presto alla dismissione degli enti
  stessi.
       Certo, noi  comprendiamo  che anche per ragioni che ci hanno
  portato a stabilire  il  calendario o la chiusura dell'Aula al 31
  probabilmente abbiamo perso di vista che era più importante prima
  stabilire quali  provvedimenti realmente realizzare e dopo di che
  arrivare congruamente  in maniera corposa, in maniera puntuale al
  raggiungimento degli stessi.
       Ciò non  pertanto  riteniamo  che  è opportuno andare avanti
  sulle leggi che  già  sono pronte in Aula, che questa maggioranza
  che le  Commissioni  hanno  prodotto, per potere quanto meno dare
  una risposta, seppur labile, ma importante ancora per lo sviluppo
  della Sicilia.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne ha
  facoltà.

    CAPODICASA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che
  sia opportuno  operare  una  distinzione  tra  due  fatti che pur
  intrecciandosi hanno una loro autonomia.
       Da un  lato  la   questione  politica  che  interessa questa
  maggioranza e  questo  Governo  che  esplode con tutta evidenza e
  dall'altro una  questione  di  carattere  programmatico,  un nodo
  strategico della vita  di  questa  Regione che questa sera con le
  dimissioni   dell'Assessore  Castiglione,  anch'esso  viene  alla
  ribalta con una certa forza.
       Credo che vadano distinti questi due problemi proprio perchè
  il loro intreccio  non  ci lascia capire l'entità e la profondità
  dell'uno e  dell'altro,  anzi,  nelle parole del Presidente della
  Regione,  la  sovrapposizione dell'uno all'altro e anche da parte
  di alcuni interventi di colleghi della maggioranza servono solo a
  coprire  il  dato  politico  più di fondo. Il il dato politico è,
  onorevoli  colleghi, che un Governo che era già nato precario per
  le  evidenti divisioni che lo avevano accompagnato all'atto della
  sua  nascita,  aveva  subìto già una prima battuta d'arresto alle
  porte  dell'esame  da  parte  dell'Aula del bilancio, cioè appena
  dopo  un  paio  di mesi la sua elezione. A questo Governo il voto
  del  turno  amministrativo  del  mese  di  maggio  aveva dato una
  boccata   di  ossigeno  illusoria  perché,  come  era  del  tutto
  evidente, le contraddizioni politiche che lo attraversano e anche
  se  volete  le  divergenze di carattere strategico, direi perfino
  quasi  culturale, che sono obbligate a convivervi sarebbero da lì
  a poco riesplose.
       Allora, ci  chiediamo tutti, onorevole Presidente, se serve,
  se basta, se è  sufficiente  che  lei questa sera lanci una sfida
  sul tema  esploso  con  le dimissioni dell'Assessore Castiglione,
  che è quello delle dismissioni dello scioglimento degli Enti, per
  occultare un fatto che ha una sua evidenza palmare.
       E' un Governo  che,  a  questo  punto arrivati, dopo i tanti
  episodi che ne  hanno  contraddistinto la vita, proprio in queste
  ultime settimane, che  sono  stati poi richiamati e ricordati dai
  colleghi, dalla  bocciatura  dei  disegni di legge, alla mancanza
  del numero legale  nel voto finale (cosa credo unica nella storia
  di questa  Assemblea),  fino  all'approvazione  di una mozione di
  minoranza che  respingeva  un  provvedimento tanto enfatizzato da
  parte della  maggioranza  di  questo  Governo fino all'atto delle
  dimissioni  di  oggi.  Ci  chiediamo  se  tutto  questo  non  sia
  sufficiente  per   un  qualunque  Presidente  della  Regione  che
  mediamente ritenga  di  dover  esercitare  con dignità la propria
  funzione e il proprio ruolo per rassegnare le dimissioni. Invece,
  l'onorevole Drago opera  in  modo  del  tutto  difforme  da  come
  perfino un  Presidente  della famigerata Prima Repubblica avrebbe
  operato.   Al   confronto   di  questo  atteggiamento  Governi  e
  Presidenti di  epoche  passate  avrebbero fatto una bella figura,
  dal  punto   di   vista   della   dignità   e  della  sensibilità
  istituzionale.
       Mi  pare  del  tutto  evidente,  onorevole  Presidente,  che
  qualunque sia l'esito  di questo dibattito e le conclusioni a cui
  perverremo, il problema delle dimissioni di questo Governo rimane
  sul tappeto come  un  problema ineludibile nel brevissimo o anche
  nel  medio  periodo.
       Io, però, credo che ci sia anche da approfondire un problema
  di  carattere  programmatico  che  le  dimissioni  dell'onorevole
  Castiglione  ci  hanno  consegnato.  Io,  in considerazione della
  giovane  età  dell'onorevole  Alfano,  non  ritengo  debba essere
  contestata  a  lui  l'affermazione  che  sul  tema  della Regione
  imprenditrice  delle  dismissioni  dello  scioglimento degli Enti
  debba essere attribuita alla nascita del Governo Provenzano e poi
  anche  alla  nascita  del  Governo Drago.  Però, credo che questa
  stessa  indulgenza  non  possa  essere  accordata  dall'onorevole
  Granata  il  quale,  avendo  una  più  lunga  militanza in questo
  Parlamento, dovrebbe ricordare invece che essa ha origine ben più
  lontana.
       Credo  che  lo  scioglimento  degli enti economici regionali
  entra  per  la  prima  volta  in  un  programma di governo con il
  governo  Campione  -  l'onorevole  Virzì  vi  ha  fatto più volte
  riferimento  nel  suo  intervento  -. Lì si parla di scioglimento
  degli  enti  economici  regionali  come  obiettivi  programmatici
  prioritari;  si  presenta  per la prima volta un disegno di legge
  di  scioglimento  degli  enti economici e si unificano i tre enti
  sotto  la  direzione  di  un  unico commissario con il compito di
  cominciare a procedere allo scioglimento.
       Vorrei ricordare che  quel  programma e quel Governo avevano
  apportato in sè  il  segno  profondo  della  presenza del Partito
  democratico della sinistra.  Vorrei  anche ricordare che gli atti
  parlamentari di  quest'Assemblea  sono  la prova testimoniale più
  evidente  di  quali  sono  state  le  forze  che  hanno  colluso,
  sostenuto  le  lobby  economico-finanziarie  che  hanno dissipato
  tante  risorse  e  che qui hanno trovato forze compiacenti che le
  hanno  alimentate e sostenute.  Quali sono invece le forze che le
  hanno  combattute?  Credo  che  ci sia materia di approfondimento
  per  tanti  nostri  colleghi, fino alla vicenda di oggi.
       E'  stato  più  volte  ricordato  che il relatore in Aula di
  questo  disegno  di legge, caso abbastanza anomalo per un disegno
  di  legge  di  questa  pregnanza  e di questo peso, è l'onorevole
  Speziale  che  è  un  componente  di  un  partito, di  un  gruppo
  parlamentare   e  di  un  campo  di  forze  che  è  quello  delle
  opposizioni.  Nessuno  si chiede perchè sia ricaduto sulle spalle
  di    un   rappresentante   delle   opposizioni   questo   onere?
  Esattamente,  signor  Presidente,  lei  ha  riconosciuto  che  un
  rappresentante  delle opposizioni fosse coerentemente impegnato a
  sostegno  del  disegno  di legge pur con i rilievi critici che lo
  stesso onorevole Speziale ha fatto risaltare nella sua relazione,
  che  si  tramuteranno,  anzi si sono già tramutati in emendamenti
  sui   quali  tutti  assieme,  noi  dell'opposizione,  faremo  una
  battaglia  perchè le dismissioni siano dismissioni effettive, che
  non  durino,  25, 28 o 30 anni, per cui l'esistenza di un sistema
  di  potere economico, politico e finanziario non si perpetui dopo
  che formalmente è stato smantellato.
       E'   inutile   ricordare  che  qui  vi  sono  dismissioni  e
  liquidazioni  che  durano  da  trent'anni;  non  vorremmo che fra
  trent'anni  ci  siano ancora liquidatori che continuano a gestire
  patrimoni,  fra  trent'anni,  quando  nessuno  di coloro che oggi
  siamo qui, probabilmente - non me lo auguro, ma è possibile - non
  sarà ancora più su questo mondo.
       Allora io vorrei  con  questo contestare le affermazioni del
  Presidente  della Regione,  il  quale  pensa  di  uscire  da  una
  gravissima contraddizione  che  attraversa la sua maggioranza con
  il solito giochino  del  ribaltamento delle responsabilità. Qui è
  successo qualcosa di  molto semplice e lineare: dopo la relazione
  sul disegno di  legge dell'onorevole Speziale, ha preso la parola
  l'onorevole Virzì, il  quale,  onorevole  La  Grua,  ha  mosso un
  attacco a fondo,  certo con le parole acconce, con l'intelligenza
  dovuta  al disegno del Governo e all'onorevole Castiglione.
       Onorevole La Grua,  io  credo  che  l'Onorevole  Castiglione
  dovrebbe chiedere la parola per fatto personale, a conclusione di
  questo dibattito...

     PRESIDENTE. Un'altra  volta,  Onorevole Capodicasa, vuole fare
  succedere l'inferno?

     CAPODICASA. Se l'onorevole La  Grua afferma che non c'è stata,
  nell'intervento dell'Onorevole Virzì,  alcuna  accusa  o  atto di
  accusa verso  l'onorevole  Castiglione,  l'onorevole Castiglione,
  nel  rassegnare  le  dimissioni,  platealmente  in  questa  Aula,
  allora,  ha dimostrato di  non  avere  capito  nulla   E'  stato,
  ovviamente, tutto il contrario; l'Onorevole Castiglione, mi avvio
  alla conclusione, ha bene inteso il senso di quelle affermazioni,
  tant'è che ha provocato  una  evidente  crisi  di  Governo.  Qui,
  Presidente, c'è una...

     PRESIDENTE. Lei sta facendo  un trattato. Lei ha tre minuti in
  più rispetto al tempo assegnato, Onorevole Capodicasa.

     CAPODICASA. Se mi consente, vado subito alle conclusioni.

     PRESIDENTE. Le sono grato.

     CAPODICASA.  Io   volevo   concludere,  richiamando  alla  sua
  attenzione, Onorevole Presidente,  un problema che adesso si pone
  al quale lei deve  contribuire  a dare una soluzione: l'Onorevole
  Castiglione, dopo un ragionamento molto aggressivo sia pure nella
  pacatezza delle  affermazioni  verso  l'intervento dell'Onorevole
  Virzì ed una parte  del Gruppo di Alleanza Nazionale, rassegna le
  dimissioni irrevocabilmente.
       Le ricordo, signor Presidente, che all'atto delle dimissioni
  irrevocabili   dell'Onorevole  Provenzano,  lei,  proprio  perchè
  dichiarate  irrevocabili, addirittura riteneva che non si dovesse
  neanche  svolgere  brevemente un dibattito parlamentare, talmente
  veniva  considerato  automatico  il rapporto tra la presentazione
  delle  dimissioni e la dismissione della funzione a cui la carica
  lo  richiamava.  Avendo  fatto  l'Onorevole Castiglione identiche
  affermazioni,  a mio avviso, in questo momento, egli non potrebbe
  neanche  sedere  ai banchi del Governo per avere affermato che le
  sue dimissioni sono irrevocabili.
       Ed io credo  che  noi dobbiamo sapere, Onorevole Presidente,
  qual è la  situazione, lo saprà, l'Onorevole Castiglione ritirerà
  la dimissione. A mio  avviso non lo potrebbe fare, proprio perchè
  ha dichiarato che quelle dimissioni sono...

     PIRO. Non lo vede che occupa il posto di assessore?

     CAPODICASA.  Esattamente,  quindi c'è un'allucinazione.
       Allora,  io  credo  che  tutto  questo non può finire in una
  burla  come  purtroppo tante volte siamo stati abituati a vedere,
  ivi  comprese  le dichiarazioni e dimissioni del Presidente della
  Regione  immediatamente  rimangiate.  Noi  abbiamo  il  dovere di
  tenere  alta la dignità di questo Parlamento e di disimpegnare le
  cariche  che  occupiamo  con  dignità  e con serietà.
       Allora,  io  credo  che  il prosieguo del dibattito ed anche
  dell'attività di questa Assemblea non sarà assolutamente estranea
  a   come   il   Governo  si  comporterà  questa  sera.  Onorevole
  Presidente,  lei e il suo Governo non potete abbassare il livello
  della vita assembleare fino al punto da rendere questo Parlamento
  molto  meno  di un semplice bivano, perchè non è possibile che si
  presentino   le   dimissioni,   si   ritirino,   sulla   base  di
  considerazioni che nulla hanno a che fare con le premesse  Lei ha
  fatto  qui  delle  accuse  precise,  l'Onorevole Castiglione e il
  Presidente   della  Regione,  il  quale  ha  respinto  le  accuse
  dell'Onorevole Virzì, alludendo...

     PRESIDENTE.  Onorevole Capodicasa,  la  prego,  lei  parla  da
  diciassette  minuti.  Lei  può parlare dieci minuti, quanto hanno
  parlato tutti gli altri.

     CAPODICASA. Esattamente, Presidente, questo però non è scritto
  in nessuna parte del Regolamento.

     PRESIDENTE. Non è scritto nel Regolamento?

     CAPODICASA. Esattamente. Lei  sa  che  io  il  Regolamento  lo
  studio ogni sera, prima di andare a letto.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Capodicasa,  Lei  forse  confonde  il
  vecchio  Regolamento  con quello nuovo che abbiamo attuato. Tutti
  gli  interventi  sono  stati assimilati a dieci minuti, tranne la
  discussione generale.

     CAPODICASA.   Qui   siamo   in  un  dibattito  politico  sulle
  dimissioni di un rappresentante del Governo.

     PRESIDENTE.   Questo   non   è  un  dibattito  politico  sulle
  dimissioni, quando sarà un dibattito politico sulle dimissioni...

     CAPODICASA. Sulle dimissioni dell'onorevole Castiglione.

     PRESIDENTE.  Questo è un dibattito su ciò che si è verificato.
  Vorrei invitarla a concludere.

     CAPODICASA.  Non  mi interessa andare per le lunghe, però, noi
  riteniamo  che  la  vicenda  non  si  possa  concludere così.
       Noi  pensiamo  che  il percorso che debba essere seguito può
  essere  quello  indicato  dall'onorevole  Granata, dall'onorevole
  Spagna  e da altri colleghi che sono intervenuti, che è quello di
  procedere  subito  alla votazione dei disegni di legge perché noi
  dobbiamo dare compimento al lavoro che questa Assemblea ha svolto
  da alcune settimane.
       Tutto questo però non  può  rimanere fermo. Noi siamo pronti
  ad affrontare il disegno  di  legge sullo scioglimento degli enti
  economici, a data fissa,  quella  che alla fine stabiliremo debba
  essere. Non c'è  dubbio,  però,  onorevole  Presidente che questa
  parentesi non si può chiudere  senza  che  vi  sia  un impegno da
  parte del Presidente della  Regione  a dare corso alle dimissioni
  del  Governo,  perché  tutto  ciò logora la credibilità di questa
  istituzione  e  rende  la  vita assembleare, la butta in un clima
  pesante che poi è la causa di tutto ciò che noi abbiamo in questa
  Assemblea  e  dentro  le  Commissioni.
       Signor  Presidente, io ho concluso, però credo che alla fine
  del  dibattito  sia  necessario  che da parte della Presidenza si
  dica  una  parola,  per  lo  meno  dal  punto  di vista della sua
  interpretazione,  su  come  procedere, perché  qui non è successo
  qualcosa di marginale questa sera.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne
  ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avverto
  la  sensazione  strana,  forse  sarà  dovuta  all'ora  tarda,  di
  affrontare  e chiudere il dibattito iniziato, non per volontà mia
  o  del  mio  Gruppo  parlamentare,  ma per volontà dell'assessore
  Castiglione,  in  un modo tradizionale purtroppo per questa Aula,
  che io definisco con le dimissioni "a molletta". Nel senso che si
  annunziano, tanto non costa niente, poi dipende dagli effetti che
  provocano  e  si  può sempre rimediare.
       Credo   che  noi  abbiamo  il  dovere,  peraltro  oltre  che
  istituzionale,  politico  e  morale,  di non contribuire a questa
  sorta  di  gara alla decadenza delle affermazioni fatte in questo
  Parlamento;  dobbiamo  evitare tutto ciò e dovremmo tutti assieme
  cercare  di  ridare  vigore e dignità ad un'attività che è quella
  del Parlamento regionale.
       Se l'onorevole  Castiglione  si  è  dimesso irrevocabilmente
  presumo  lo abbia fatto, peraltro scrivendo il suo discorso e non
  a caldo, sulla base di una considerazione che lo porta a ritenere
  gravi e pesanti le scelte, che prima la Conferenza dei capigruppo
  e  poi  anche  la conclusione a cui si stava cercando di arrivare
  con  un  ordine  del  giorno  che prevedeva dei prelievi di punti
  inseriti  in  elenco  ma  che non potevano essere discussi se non
  dopo  la  legge sulle dismissioni degli enti non avrebbe fatto il
  discorso che ha fatto.
       Ora noi abbiamo un  dovere,  Signor  Presidente,  che  non è
  quello di sfidare il Parlamento,  come ha ritenuto di dovere fare
  né   quello  di  lanciare  insinuazioni  e,  peraltro,  lasciando
  intendere  che  l'onorevole  Virzì  fosse  una sorta di killer di
  turno  messo in campo da parte di forze occulte delle opposizioni
  ma  quello,  essenzialmente,  di  dire  con  chiarezza quali sono
  queste   forze   che  spingono  ad  impedire  che  si  faccia  la
  privatizzazione.
       Io vorrei che fosse chiaro  una volta per tutte che non sono
  pentito di essere stato dirigente politico in una fase in cui non
  c'era Forza Italia, non c'erano quelli della seconda Repubblica.

     ALFANO. Bei tempi...

     CRISAFULLI. Sono  stato   iscritto   alla   prima  Repubblica,
  onorevole Alfano....

     CAPODICASA. Anche l'onorevole Alfano...

     CRISAFULLI. L'onorevole Alfano non lo dice, è pentito. Io sono
  fra  coloro  che c'erano e ricordo assieme agli altri colleghi le
  battaglie  che in questa Aula si sono fatte quando lei, onorevole
  Presidente dell'Assemblea, dirigeva l'allora gruppo d'opposizione
  del Movimento Sociale Italiano quando si fece una legge, l'ultima
  legge che riguardava i sali potassici in quest'Aula, che tentammo
  in  tutti  i  modi  di  non  farla  approvare  all'allora Governo
  Martino.
       Oggi  si  lanciano   strali   contro   le   opposizioni  che
  stranamente sono quelle che  allora si battevano contro i governi
  che avevano come  assessore  l'attuale  presidente della Regione,
  che è della seconda Repubblica...

     DRAGO, Presidente della Regione. Prima Repubblica.

     CRISAFULLI. Anche lei prima Repubblica? Allora, non è pentito
  Già è una cosa positiva.
       Io credo che noi  dobbiamo contribuire a rimettere in verità
  le questioni. E mi ha  stranizzato  non  poco  il  fatto  che  il
  presidente  della  Regione  abbia  ritenuto  in  questa  Aula  di
  annunziare  di  avere   attivato  la  commissione  antimafia.  Il
  presidente del governo che ha  tutti  gli strumenti nelle mani si
  rivolge  alla  struttura   istituzionale  prevista  al  controllo
  esterno...

     DI MARTINO . Dimostra la sua debolezza...

     CRISAFULLI. Io non so cosa dimostra, mi pare voglia confondere
  le cose. Ho questa impressione.
       Io credo che noi  dobbiamo  contribuire  e rimettere le cose
  nel giusto verso. Il Governo  ha una responsabilità, ha fatto una
  scelta, ha incontrato difficoltà,  ma  non  mi scandalizza che ci
  siano componenti della maggioranza  che  hanno,  su  un percorso,
  punto di vista diversi. Peraltro io sono fra coloro i quali ha un
  punto  di  vista,  abbiamo presentato emendamenti con l'onorevole
  Speziale,  che  è pur sempre relatore della legge, ma emendamenti
  correttivi rispetto al testo che è in Aula.
       Se il Governo ritiene di dover insistere su quel testo non è
  che  deve  sfidare il Parlamento;  doveva, invece, evitare che si
  facesse  la surroga, che si facesse una conferenza dei capigruppo
  e  che  programmasse in quella sede la seduta di martedì, anzichè
  farla  scaturire  come  richiesta dalle dimissioni dell'onorevole
  Castiglione.
       Noi  siamo  pronti  ad entrare nel merito, non appena saremo
  messi  in condizione di sapere quando si discuterà la legge sulle
  dismissioni  per  verificare fino in fondo, noi, onorevole Drago,
  chi   vuole   fare   davvero   le  dismissioni  e  chi  vuole  le
  privatizzazioni degli enti economici regionali.
       Siamo pronti a misurare  passo  passo  tutto  quello  che  è
  necessario per questo percorso  di  privatizzazioni. Lei però non
  si  illuda,  onorevole,  se  ritiene  di  potere  così  affermare
  l'esistenza  di  una maggioranza. La verità è che una maggioranza
  non c'è,  ma  non c'è non solo perchè sono stati smentiti atti di
  governo in  questo  Parlamento,  non  c'è  perchè non si riesce a
  tenere  un quadro di maggioranza lungo il percorso delle attività
  di governo parlamentari.
       Più volte il numero legale, in Aula e nelle Commissioni sono
  stati assicurati dalla opposizione.
       L'onorevole Castiglione ha fatto  un'affermazione che io gli
  ricordo e vi ricordo quando ha ricordato che le assenze di alcuni
  settori della maggioranza non le aveva  bene  interpretate. Se ci
  sono  le  assenze  in una commissione  di  alcuni  settori  della
  maggioranza,  e  la  commissione  lavora, è  perchè  ci  sono  le
  presenze di alcuni settori della opposizione.
       Queste  cose  vanno ricordate affinchè questo parlamento che
  non può  che  respingere  le insinuazioni che il Presidente della
  Regione ha fatto  nei confronti proprio di quei settori che nelle
  commissioni hanno  consentito  alla  legge  di arrivare in questa
  Aula.
       Io ho voluto  rimarcare questi aspetti - e concludo - perchè
  vorrei evitare  che  fosse  mortificato  il gesto che l'assessore
  Castiglione   ha  fatto  facendolo  diventare  un  pronunziamento
  d'occasione.   E   vorrei  evitare  -  mi  sia  consentito  -  di
  mortificare il  gesto  di alcuni parlamentari che hanno posto dal
  loro punto di  vista una serie di paletti, di giudizi all'operato
  del Governo. Sono  cose  che  esistono  e  dalle quali non si può
  prescindere al di  là  da  come  andrà  stasera  la votazione sui
  disegni di  legge;  essi  sono  lì  a  testimoniare la precarietà
  complessiva di un'azione del vostro Governo.
       Potrete  anche  arrivare  a   settembre,  anche  arrivare  a
  ottobre, quello che è chiaro e che non  potrete avere la forza di
  programmare la rinascita della Sicilia.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare  l'onorevole  Leanza.  Ne ha
  facoltà.

     LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che lo
  svolgersi degli  avvenimenti  di  questi ultimi giorni, di queste
  settimane ci pone prima e soprattutto, al di là delle valutazioni
  politiche, al di  là  dei connotati di una dialettica che diventa
  sempre più aspra  e  più  radicale, ci pone una riflessione e una
  riflessione  profonda,  che  va  nel  segno  della  necessità  di
  ritrovare un clima  diverso  ,  di  trovare  una  serenità che ci
  consenta di  fare  valutazioni  politiche o valutazioni di merito
  senza essere  trascinati  da polemiche qualche volta di contenuto
  reale, ma  spesso  fittizie  che  fanno dividere questa Assemblea
  probabilmente anche  su  provvedimenti  sul  cui contenuto c'è un
  consenso più ampio di quello che viene manifestato.
       Credo che la vicenda di stasera, la  vicenda che non è delle
  dismissioni, perchè io ricordo a me stesso che il problema che si
  pone con il disegno di legge che oggi  il  punto di questione che
  sorge  attorno  ad  un  condizione   politica   e  dentro  questa
  condizione  politica  non  è un disegno di  legge  che  parla  di
  dismissioni.
       E' il disegno di legge che va  a  concludere un procedimento
  che vero è che si è iniziato alcuni anni fa, ma che ha subito una
  accelerazione  nel   corso   di   questa  legislatura  che  è  lo
  scioglimento degli enti economici regionali.
       Noi     abbiamo     programmato,     abbiamo     autorizzato
  legislativamente le  dismissioni,  restano le matrici di attività
  economiche che  sono,  attraverso  società,  partecipate in vario
  modo.
       Credo  che  questa  è oggettivamente una esigenza coerente e
  conseguente ad un percorso che questa Assemblea ha già stabilito.
  Probabilmente  le  difficoltà  nelle  quali ci siamo dibattuti in
  questi  giorni,  a  fronte  di  esigenze  legittime,  di esigenze
  urgenti, di problemi drammatici, di continuità occupazionale - si
  fa  per  dire - dei lavori socialmente utili, queste esigenze che
  si  scontrano  con  una  realtà  finanziaria di questa Regione ci
  rendono  più  difficoltoso un cammino e ci rendono più complicata
  una  dialettica  politica  che, a mio avviso, o alza il livello e
  guarda  a  traguardi di tipo diverso da quelli che abbiamo dovuto
  necessariamente  superare  in  questi  giorni,  o diversamente ci
  impoverisce sempre di  più  e rende sempre più aspro un confronto
  che poi non porta a nulla e che porta a divisioni spesso fittizie
  e a contrapposizioni spesso inesistenti.
       Io credo  che  la  sottolineatura  che  ha voluto fare quasi
  drammaticamente l'assessore  Castiglione  non  è  in  relazione a
  contenuti di interventi o a posizioni che non sono state espresse
  ufficialmente,  è   in   relazione   al   fatto  che  l'assessore
  Castiglione ha  avvertito  la drammaticità della condizione nella
  quale si  sarebbe  trovato  senza  una  legge  che  autorizza  lo
  scioglimento  degli  enti  economici  regionali,  la  nomina  dei
  commissari liquidatori  per  un  processo  che  ormai non può più
  ritardare perchè non  si  riescono a gestire le situazioni che ci
  sono connesse  da  quelle  del  personale a quelle delle attività
  finanziarie di questi enti.
       Credo che,  probabilmente,  ciascuno  di  noi  deve avere un
  momento  di  riflessione  perchè  a  fronte  di  altri  problemi,
  probabilmente anche  prima di stasera, prima della conferenza dei
  capigruppo che  ha definito un canovaccio di percorso legislativo
  che questa  Assemblea  doveva  fare stasera, probabilmente non ha
  riflettuto sufficientemente  non tanto su un disegno di legge che
  di per sè,  senza guardare alle situazioni che ci sono negli enti
  economici regionali,  fatto  ora  o fatto a settembre non avrebbe
  avuto  diversità  di  significato  quanto la nostra probabilmente
  disattenzione non  ci  ha  fatto  pensare  a  tutte le situazioni
  sottintese che  ci  sono  realmente  dentro  questi  enti  con il
  personale, con i  problemi di liquidità, con tutti i problemi che
  sono connessi e  che i colleghi ed il Governo conoscono meglio di
  quanto io possa rappresentare.
       Allora, io  credo  che  dobbiamo  tornare  ad  un momento di
  maggiore serenità  perchè  se  il  tema  vero,  onorevole Piro, è
  quello che lei  ha  individuato,  che  è  il  tema politico della
  maggioranza, del  Governo,  della  tenuta  del  Governo  e  della
  maggioranza,  su  questo  probabilmente stasera ci saremmo dovuti
  pronunziare e  ci dobbiamo pronunziare perchè i singoli fatti che
  sono avvenuti in  questa Assemblea, andare il Governo sotto di un
  voto o di  due  voti  in  una  Assemblea  di  90 deputati, in una
  Assemblea  in  cui  c'è  tradizionalmente  questo scollamento tra
  l'Assemblea e il Governo, un voto in più od un voto in meno credo
  che non decidano  le  maggioranze  e  non  decidano  le sorti del
  Governo.
       Il tema è  politico e politicamente i partiti ed i gruppi si
  debbono pronunziare  su  questo  Governo, sulle ragioni di questa
  maggioranza,  sulla  capacità  di  questa maggioranza di condurre
  avanti un disegno  che è nel programma del Governo che ci è stato
  esposto, che  è  nelle  ragioni  politiche  per  le  quali questa
  maggioranza si  è  costituita. Credo comunque che un dibattito su
  questo tema non  può  e  non deve essere fatto in un momento come
  questo, in  una  giornata  così  tormentata,  alla vigilia di una
  chiusura di  sessione che lascia problemi drammatici insoluti, in
  un  momento  in   cui   c'è  bisogno  di  porre  mano  ad  alcuni
  provvedimenti  di  natura  finanziaria che si dovranno affrontare
  alla ripresa,  se  questa Assemblea vuole continuare a legiferare
  ed a trovare un minimo di risposta ai problemi.
       Certo,  più  complessivamente,  dobbiamo pensare come questa
  Assemblea  deve  uscire  da  un  guado  che la vede attorcigliata
  attorno  a problemi di gestione quotidiana, a problemi drammatici
  e  seri  quali sono quelli che abbiamo vissuto in questi giorni e
  che ci continueranno ad affliggere.
       Allora, la  mia  conclusione  è  che  la drammaticità con la
  quale l'assessore Castiglione ha posto il tema che l'Assemblea si
  pronunzi sul  disegno  di legge sugli enti economici regionali ci
  impone un dovere:  quello  di dare una risposta su questo terreno
  con l'esame di  questo  disegno di legge. Non c'era bisogno dello
  scontro  ingigantito avvenuto tra l'onorevole Virzì e l'assessore
  Castiglione, tra l'altro  fa  parte  della  vis polemica che è in
  tutte e due,  credo  che  si siano mossi su binari diversi. Ma la
  ragione vera  è  che  questo  disegno  di  legge probabilmente ha
  urgenze  più  drammatiche,  onorevole  Presidente,  quelle che in
  questa Sede sono emerse e manifestate.
       E  per  quanto  mi riguarda, per quanto riguarda il CDU, noi
  manifestiamo  la  fiducia  al Governo, all'assessore Castiglione,
  sapendo  che  vanno  approfonditi  i temi anche all'interno della
  maggioranza  e  probabilmente  va  riverificato  l'obiettivo  che
  questa  maggioranza  si deve porre nei tempi medi o nei tempi più
  lontani  sapendo  anche quant'è difficile porsi obiettivi quando,
  onorevole Presidente,  è  difficile governare il quotidiano e non
  il quotidiano  per l'intero giorno ma probabilmente della mattina
  e del  pomeriggio  perchè  rispetto  all'orario  di  ogni  giorno
  sorgono   problemi   drammatici   che  difficilmente  si  possono
  fronteggiare.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Sanzarello. Ne
  ha facoltà.

     SANZARELLO.  Signor Presidente, onorevoli Colleghi, certamente
  questa non sarà la  madre  di tutte le leggi, ma a me pare che si
  possa definire  "la  madre di tutte le dismissioni".  L'argomento
  che  stasera  qui  si  sta  trattando  è  già  in  pratica  stato
  anticipato nei  giorni e nelle settimane scorse da una dialettica
  a distanza  fatta  da  comunicati  stampa, dichiarazioni dai vari
  esponenti politici  presenti  in  quest'Aula.  E  la posizione di
  alcuni autorevoli  membri  del  Partito di Alleanza Nazionale era
  già nota e,  per  dire  la  verità,  a  me  è sembrata sempre più
  isolata, perchè  qualche  settimana  fa  molti  erano  ancora gli
  indecisi  all'interno  della  maggioranza, molti erano coloro che
  avevano una posizione  più  sfumata.  Con il passare dei giorni e
  delle   settimane,   la   linea   del   Governo,   dell'assessore
  Castiglione,  ha   avuto   sempre   più  consensi  e  sempre  più
  determinazione  ed  incitamento ad andare avanti.  Quindi, questa
  sera il dibattito  è stato preceduto da queste prese di posizioni
  dei  giorni scorsi.  Non  arriviamo  qua  a  freddo,  non  è  una
  decisione quella dell'assessore Castiglione presa sulla scorta di
  una dichiarazione di un intervento dell'onorevole Virzì.
       Io    non    conoscevo   fino   a   qualche   settimana   fa
  approfonditamente l'argomento, e non conosco tutt'ora l'argomento
  che  riguarda  l'Italkali,  l'Ente  minerario  siciliano e queste
  vicende.  Però, mi sembra di cogliere una forte contraddizione in
  quello che è stato l'intervento dell'onorevole Virzì. Fra l'altro
  ho letto e meditato.
       Dal  resoconto  stenografico  leggo  che  l'onorevole  Virzì
  inizia dicendo quelli che sono stati gli sperperi, le migliaia di
  miliardi    sperperati,    lavoratori    precari,    imprenditori
  scoraggiati,  leggo  testualmente: "impianti abbandonati, mercati
  perduti,  occasioni  bruciate"  eccetera,  per  poi  invitare  il
  Governo a segnare un atto di discontinuità, cioè avere un momento
  di coraggio per porre fine.
       Bene,  allora  mi  chiedo,  e  per  questo  credo che ci sia
  qualche  elemento  di  contraddizione se questa gestione Italkali
  così   come  altre  gestioni  di  enti  economici  è  stata  così
  fallimentare,  così  segnata  nel  suo percorso da tanti aspetti,
  definiti  stasera oscuri, mi chiedo come poi si possa ad arrivare
  ad affermare che l'unica soluzione sia quella di pervenire ad una
  trattativa con  il socio privato della Regione in questa vicenda.
  Socio  definito   know   how,  con  software,  con  hardware.  La
  contraddizione sta in  questo. O questo è un ente gestito in modo
  fallimentare, come  probabilmente  lo  è,  come  certamente lo è,
  intriso da  situazioni oscure, allora certamente qualunque sia il
  fatto economico, non  è  certo  quella  la  soluzione a cui viene
  invitato il Governo, a cui si deve pervenire. Oppure, allora così
  non  è.   Ma   tutti   e   due  questi  elementi  nell'intervento
  dell'onorevole Virzì  ci  sono.  Allora  non  mi meraviglia, anzi
  plaudo   alla   determinazione  e  alla  coerenza  dell'assessore
  Castiglione che in  ossequio  a  quello  che era il programma del
  Governo,  iniziato  dal  governo  Provenzano,  seguito con grande
  determinazione dal governo  Drago, che lo ha messo ai primi punti
  del  suo   programma,   e   così  come  assieme  ad  altri  punti
  qualificanti   già   svolti,   in   parte   attuati,   quali   la
  delegificazione, la  nomina  e  la  rotazione  dei  direttori, la
  nomina dei  dirigenti,  il recepimento della legge Bassanini, con
  le contraddizioni di un momento politico anche convulso.
       Allora  questo  che  è  uno  dei  punti più salienti non può
  essere  messo  in discussione da pezzi di maggioranza, anche se i
  componenti,   la  delegazione  al  Governo,  del  partito  a  cui
  appartiene  l'onorevole  Virzì,  ha  data  ampia  solidarietà  ed
  attestazione di coerenza nell'interno del Governo.
       Certamente  non  immaginavo  che  questa  sera l'opposizione
  cogliesse quest'occasione per insistere e infilarsi in un momento
  di difficoltà del Governo.
       Credo  che in una situazione di questo tipo, in un argomento
  come  questo sarebbe stato dovere preciso dell'opposizione su una
  linea  che  la stessa opposizione condivide fare quadrato attorno
  all'Assessore  Castiglione, la stessa opposizione. Poi altri sono
  gli  elementi  di scontro su cui ci si può anche dividere, su cui
  si può anche chiedere le dimissioni del Governo o fare un'analisi
  dell'attività del Governo. Ma certamente non su questa. A maggior
  ragione che il  relatore  del  disegno  di  legge  è un esponente
  dell'opposizione, a  maggior  ragione che la linea del Governo in
  questa materia  viene condivisa.  Allora questo non doveva essere
  l'atteggiamento della opposizione.  Se doveva avere un momento di
  responsabilità  nei  confronti  della Regione, della Sicilia, dei
  siciliani, in  un  settore così delicato e travagliato della vita
  politica ed economica della Regione.
       Quindi, rivolgo il  mio  invito e quello del mio partito, il
  CDR,  all'assessore Castiglione a riprendere questa sua attività,
  a  retrocedere  e  a  recedere  da  questo  suo  intendimento  di
  dimettersi perchè  altrimenti  farebbe  il gioco di chi non vuole
  arrivare alle dismissioni, il gioco di chi vuole perder tempo, di
  chi vuole far permanere ancora questa attività.
       Spero che questo invito venga accolto.

     CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE,   assessore per l'industria.  Signor  Presidente,
  ritengo che la solennità dell'Aula, il fatto che io avessi deciso
  di pronunciare le  mie  dimissioni  in  Aula, avevano già dato il
  senso di quella  che  era una decisione che certamente non poteva
  retrocedere,   non  potevo  permettermi  di  tornare  indietro. E
  certamente  le  preoccupazioni,  voglio  fugare le preoccupazioni
  dell'onorevole  Crisafulli,  dell'onorevole  Capodicasa  che sono
  preoccupati più  ad  un eventuale mio ritiro delle dimissioni che
  alle tante  vicende che sono connesse alle privatizzazioni e allo
  scioglimento degli enti economici regionali.
       Vorrei  rassicurare  l'opposizione  che,  avendo  scelto  la
  solennità  dell'Aula  e  volendo  ridare  dignità  al  Parlamento
  siciliano,  avevo  deciso  in assoluta coscienza di dimettermi da
  assessore della Regione.
       Perchè ho riferito nel mio intervento che era stata messa in
  discussione  una  linea  politica, era stata messa in discussione
  una linea di  governo,  era stato messa in discusione la gestione
  dei 24 mesi del mio operato in Assessorato.
       E   allora,  nel  ringraziare  i  presidenti  che mi avevano
  sostenuto  in  questa iniziativa e la maggioranza,   ho sostenuto
  fermamente che,  nel momento in cui non c'è più il sostegno della
  maggioranza  rispetto ad un'azione di governo, le mie non possono
  che essere decisioni irrevocabili.
       E allora  questo è il motivo principale per cui avevo deciso
  stasera  e  non in sedute precedenti, di dimettermi e certamente,
  onorevole  La  Grua,  avevo  capito benissimo di che cosa stavamo
  parlando  perchè  nel  contempo  alla mancanza di una linea della
  mancata  fiducia  ad  una linea di governo c'erano anche espressi
  riferimenti  ad  azioni amministrative da me condotte perchè come
  ho  detto  nel  primo intervento non possiamo nascondere la testa
  nella sabbia  quando  si  fa  riferimento ad infrastrutture, alle
  miniere e  alla  consistenza, quando si fa riferimento ai bilanci
  della società  Italkali,  quando  si fa riferimento alle quote di
  partecipazione  Ente  minerario,  sono  atti  che  attengono alla
  gestione del mio assessorato.
       E  allora,  io ho voluto chiarire questi aspetti, certamente
  sarò  disponibile  per ulteriori confronti rispetto alla gestione
  del   mio   Assessorato,  della  mia  permanenza  all'Assessorato
  regionale dell'industria.
       Quindi,  io  chiedo  al Presidente, certamente una chiarezza
  rispetto alle  cose  che  sono state dette, alla volontà unanime.
  Ringrazio i colleghi, i parlamentari di Alleanza nazionale,se c'è
  stato  qualche  equivoco  nell'interpretazione  della linea di un
  partito   politico,  ringrazio  tanti  parlamentari  di  Alleanza
  nazionale che in questi giorni mi hanno dato il sostegno visibile
  rispetto ad una  azione  di governo; quindi io li ringrazio anche
  per la  manifestazione,  tutta  la maggioranza di governo e anche
  l'opposizione  che  ha  manifestato  in  questa  sede  che  vuole
  procedere allo scioglimento degli enti economici.
       Per  quanto  mi  riguarda affido al Presidente della Regione
  mantenendo  le  mie  dimissioni  -  che  sono  dimissioni decise,
  che  sono dimissioni serie, che certamente non sono decisioni che
  possono  farmi  tornare  indietro  -  affido  al Presidente della
  Regione  la  valutazione  rispetto ad una urgenza di procedere al
  varo   della   legge  sullo  scioglimento  degli  enti  economici
  e  certamente  l'urgenza  non  significa  che noi nell'arco di un
  giorno  dobbiamo  varare  la  nuova legge;  io ritengo che questo
  disegno di  legge vada meditato, vada approfondito e quindi se ci
  sarà la  necessità  di  stare  più giorni in Aula, io ritengo che
  questo  disegno  di legge, la legge sullo scioglimento degli enti
  economici, siccome  non è - come ho detto in premessa - una legge
  qualsiasi,  io  ritengo  che  vada  data  tutta  l'attenzione che
  merita, quindi noi dobbiamo far sì presto, però oggi noi possiamo
  fugare quella che  era  una  mia  impressione,  che non si voglia
  procedere in  questo  Parlamento  siciliano  al  varo della legge
  sulla liquidazione degli Enti approvando il disegno di legge.
       Allora, caro Presidente, io la ringrazio anche per le parole
  che privatamente  ha  voluto  rivolgermi  e  quindi non posso che
  ribadire  la  mia  volontà  di  dimettermi, certamente rimettendo
  nelle sue mani ogni ulteriore valutazione.

     DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,    Presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, mi  pare  che  il  modo  migiore  per dire di
  essere d'accordo  sulle  dismissioni sia quello  di accelerare il
  processo che  porta  allo  scioglimento degli Enti economici, che
  porta  poi  alla  privatizzazione  degli  Enti  e  delle  Società
  sollegate.  Pertanto,  riterrei,  signor  Presidente,  se  Ella è
  d'accordo,   che   tutta  l'attività  parlamentare  debba  essere
  subordinata  all'esito  del  disegno  di legge sullo scioglimento
  degli Enti economici.  Per  questo  io  non  so se da un punto di
  vista  regolamentare  sia necessario convocare una Conferenza dei
  Capigruppo per stabilire  la data in cui l'Aula dovrà trattare ed
  approvare il  disegno  di  legge  sullo  scioglimento  degli Enti
  economici,  che   per   il   Governo   diventa   il  primo  punto
  dell'attività dell'Aula.

     CAPODICASA. E dopo si dimette da Presidente della Regione?

     DRAGO, Presidente  della Regione. Ma per quale motivo?

     CAPODICASA. Perché lei non ha la maggioranza

     DRAGO,  Presidente  della  Regione.  Benissimo, se non avrò la
  maggioranza per approvare il disegno di legge... vedremo.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   ho  il  dovere,  per  la
  richiesta  esplicitata dal Presidente della Regione, di convocare
  la  Conferenza  dei  presidenti dei gruppi parlamentari immediata
  presso il mio studio.
       La   seduta   riprenderà   subito  dopo  la  Conferenza  dei
  presidenti dei gruppi parlamentari.

    (La seduta, sospesa alle ore 04.28, è ripresa alle ore 05.24)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                                CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  deputati  Vicari e Strano hanno
  chiesto congedo per  la  seduta  odierna.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Cristaldi


  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <MODIFICHE ALL'ARTICOLO 2 DELLA
  LEGGE REGIONALE 5 LUGLIO 1997, N. 23, CONCERNENTE IL RINNOVO DEL
  COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO. MODERNIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E
  RECEPIMENTO DI NORME DELLA LEGGE 15 MAGGIO 1997, N. 127 NELLA
  REGIONE SICILIANA> (N. 743)

        PRESIDENTE. Si  passa alla discussione generale del disegno
  di legge  743/A:  "Modifiche all'articolo 2 della legge regionale
  5  luglio 1997,  n.  23,  concernente  il  rinnovo  del  Comitato
  regionale   di   controllo.   Modernizzazione   amministrativa  e
  recepimento di norme  della  legge  15  maggio 1997, n. 127 nella
  Regione  siciliana".
       Invito i componenti  della Commissione competente a prendere
  posto nel banco alla medesima assegnato.
       Invito   il   relatore,   onorevole  Turano  a  svolgere  la
  relazione.

     TURANO, relatore. Mi rimetto al testo.

     PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SILVESTRO. Non  deve  dire cosa succede in questa Aula? Chi me
  lo spiega? Vorrei capire.

     PIRO. Onorevole Silvestro, io sono altrettanto sbandato quanto
  lei.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Silvestro,  onorevole  Piro, le chiedo
  scusa.   Onorevoli  Colleghi,  pensavo  fosse  stato  chiaro.  La
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari ha deciso di
  proseguire nei  lavori  secondo l'ordine del giorno che era stato
  già predisposto,  di non chiudere la sessione estiva, di decidere
  dopo la  seduta  di  oggi  di  riconvocare  l'Aula  per  lunedì 7
  settembre con,  all'ordine  del giorno, il disegno di legge sugli
  enti economici. Prego, onorevole Piro.

     PIRO.  Signor Presidente, signori Deputati, la decisione della
  Conferenza  dei  Capigruppo  che  adesso  Ella  ha  comunicato  è
  esattamente la decisione  che  la Conferenza dei Capigruppo aveva
  assunto intorno alle 19.30 della  giornata  di  ieri  e che poi è
  stata messa ripetutamente  in discussione invece dagli interventi
  del  Presidente  della   Regione.
       Signor Presidente, io sono  abituato,  e mi sono abituato in
  questi lunghi anni, ad avere profondo rispetto, delle istituzioni
  innanzitutto, ma anche profondo rispetto delle persone con cui si
  lavora,  anche se  si  lavora  su  posizioni  politiche  opposte,
  contrapposte ed anche se  capita  di  doversi  scontrare, a volte
  anche duramente.
       Questo  mi  impedisce  di rimettere in discussione e sarebbe
  assolutamente  facile,  perchè  non  è  facile  soltanto  per  il
  Presidente  della  Regione; sarebbe facile per qualunque deputato
  rimettere in discussione quanto deciso alle ore 20.30 di ieri, ma
  io ho  questo profondo rispetto e quindi non metto in discussione
  nulla. Non posso però non rilevare, Signor Presidente, che questa
  decisione, che  era  una  decisione tutto sommato saggia, è stata
  inopinatamente, irritualmente  ed  in  modo  scorretto rimessa in
  discussione.   Per   cui  io  le  ho  detto,  in  Conferenza  dei
  capigruppo,  che  personalmente  non intendevo partecipare ancora
  una decisione di questo tipo.
       Sono  molto,  devo  dire la verità, molto sconfortato, molto
  amareggiato,  ho  maturato  personalmente  la convinzione che non
  serve  partecipare alla Conferenza dei capigruppo. Coniammo nella
  legislatura  dal  1986  al 1991 l'espressione che nulla più delle
  solenni   decisioni   assunte  dalla  Conferenza  dei  capigruppo
  venivano  smentite  cinque minuti dopo.  Pensavo che quel periodo
  della  Prima  Repubblica  fosse  tramontato,  la  verità è che la
  Seconda  Repubblica  -  ha  ragione  l'onorevole Di Martino - sta
  facendo impallidire perfino il ricordo della Prima Repubblica.
       Detto    questo,    Signor    Presidente,   tre   brevissime
  considerazioni sul disegno di legge. Noi non lo condividiamo, non
  condividiamo la proroga dei CORECO. Secondo noi con uno sforzo di
  cinque minuti poteva essere realizzata la riforma dei CORECO. Noi
  abbiamo  dichiarato  che eravamo perfino disponibili ad accettare
  per  intero  il disegno di legge presentato dal Governo, anche se
  c'è  qualche    punto  di  dissenso,  perché  grosso modo nel suo
  impianto lo condividiamo.
       Pensiamo  che,  dopo  la  legge  Bassanini, ma anche dopo la
  riforma  fatta dall'Assemblea regionale siciliana il mantenimento
  di  dieci  organismi,  ognuno  composto  da  dieci persone per un
  totale di cento, più i relativi apparati, con i relativi costi, è
  francamente uno spreco impressionante, assolutamente inutile, per
  altro  - perché come è noto sopratutto i CORECO provinciali fanno
  pochissima  attività - mentre ritenevamo che sarebbe stato quanto
  mai necessario, e devo dire anche altrettanto semplice, varare la
  riforma dei CORECO stesso.
       Non  condividiamo,  non  nel  merito  ma per quello che si è
  determinato,  il  modo  in  cui  si  procede con il recepimento a
  "spizzichi  e  bocconi"  per  commi  e  sottotitoli  della  legge
  Bassanini.  Le  leggi Bassanini, come è noto, costituiscono ormai
  un  tentativo corposo, estremamente serio, forse il più serio che
  sia  stato fatto nell'intera storia della Repubblica italiana dal
  dopoguerra   ad   oggi,  di  attuare  una  riforma  profonda  dei
  meccanismi   che  presiedono  la  pubblica  amministrazione,  dei
  rapporti  tra  la  pubblica amministrazione ed i cittadini, tra i
  rapporti che le pubbliche amministrazioni hanno tra di loro e che
  la  complessità  dei  temi  che  vengono  affrontati  dalle legge
  Bassanini  meriterebbero  che  quella profondità dei temi venisse
  portata anche nella Regione siciliana.
       Peraltro  qui vengono recepite norme, alcune delle quali già
  si applicano direttamente perché attengono a materie che non sono
  di  competenza  della  Regione,  altre  per le quali dopo attenti
  studi  la  Presidenza  della  Regione ha dichiarato, attraverso i
  suoi  consulenti,  che non c'era motivo di intervenire con legge,
  ma era sufficiente dichiarare che erano applicabili, tanto è vero
  che  la  Presidenza  della  Regione ha fatto una circolare in tal
  senso.  Anche  questo  é  assolutamente  inutile perché c'era già
  stata  una  circolare  lo scorso anno firmata dall'Assessore agli
  Enti  locali  che  aveva  detto  esattamente  le stesse cose. Una
  farsa,  sostanzialmente una farsa, come ormai purtroppo ci stiamo
  abituando a vedere e a sopportare nell'amministrazione regionale.
       Non   condivido,   poi,   il  modo  con  cui  viene  portata
  nell'ordinamento regionale dei Comuni della Regione la conferenza
  dei  servizi,  così  come  è  esattamente  prevista  dalla  legge
  nazionale,    che   ovviamente   fa   riferimento   a   strutture
  amministrative   e   a  procedure,  che  per  alcuni  versi  sono
  completamente diverse. Ad esempio ad un certo punto la conferenza
  dei  servizi,  così  come  è  disciplinata  dalla legge nazionale
  quindi  anche  ora  dalla  Bassanini, prevede che nel caso che ci
  siano  amministrazione  dissenziente  il Presidente della Regione
  debba intervenire ma previa delibera del Consiglio regionale.
       Ora,  voi  immaginate  cosa  significa  questo,  l'Assemblea
  regionale  siciliana che deve riunirsi per valutare una decisione
  assunta dalla  Conferenza  dei  servizi  - non so - nel comune di
  Campofelice    di    Fitalia,    600    abitanti,    perchè   c'è
  un'amministrazione  che  è  dissenziente.  Ma questo lo cito solo
  come  fatto, però molto significativo, molto emblematico anche di
  un  modo, anche qui, eccessivamente approssimativo di considerare
  le questioni.
       Io stimo  che  il  modo in cui si sta portando la conferenza
  dei  servizi  prevista dalla legislazione nazionale, nella nostra
  legislazione, darà  vita  a  quello che ormai io ormai da qualche
  tempo  chiamo  UCAS (Ufficio complicazioni affari semplici). Così
  che   sveltire   le  procedure,  dare  certezza,  realizzare  gli
  obiettivi,  probabilmente  avremo affossato fino alla nuova norma
  che,  ovviamente,  cercherà di porre rimedio alle norme sbagliate
  che abbiamo fatto.
       Ecco,  queste  sono  le  tre  brevissime  considerazioni che
  intendevo fare  su questo disegno di legge. Ripeto, noi siamo per
  la riforma  integrale  dei  CORECO,  noi  siamo  per una profonda
  applicazione  della  Bassanini  nella  nostra  Regione,  stimiamo
  questo   recepimento   di  alcuni  articoli  e  di  alcuni  commi
  assolutamente - come dire - un fiorellino, peraltro assolutamente
  inutile perchè già preceduto da circolari, stimiamo anche che per
  un non completo approfondimento delle questioni c'è il rischio di
  provocare,  anzichè  uno  sveltimento  delle procedure, un blocco
  delle procedure.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor  Presidente,  su questo disegno di legge si
  ripropone,  ancora  una  volta,  il  paradosso e la schizofrenia.
  Paradosso  e  schizofrenia tutti interni alla maggioranza, per la
  verità. I CORECO sono scaduti il 30 giugno del 1998, noi siamo, a
  distanza di  un  mese,  senza  validità dei CORECO. Il Governo ha
  varato un  disegno di legge di riforma dei CORECO circa 20 giorni
  fa, nel tentativo di legare la proroga, evidentemente necessaria,
  di legare questa proroga, comunque, ad un disegno riformatore.
       Fra l'altro  questo  disegno di legge del Governo ha trovato
  anche  qualche  apprezzamento  sincero  anche oltre alcuni ambiti
  della maggioranza.  Dopo  di che nel disegno di legge che abbiamo
  in  discussione  si  propone  il  recepimento  della Bassanini ad
  eccezione della parte che riguarda la riforma dei CORECO.
       Il Governo aveva presentato un'ipotesi di proroga fino al 31
  dicembre  1998  che  in  prima commissione inopinatamente è stato
  portato al 30 giugno 1999.
       Doppia schizofrenia: da un lato non si prende in esame, dopo
  che  la conferenza dei capigruppo aveva individuato nella riforma
  dei  CORECO   uno   dei   disegni   di   legge   da  prendere  in
  considerazione, da varare entro questa sessione estiva. Credo che
  l'assessore  abbia  preteso  anche una sorta di certificazione di
  tutto    ciò    da   parte   della   presidenza   dell'Assemblea,
  certificazione  che  è  arrivata.  Giungiamo adesso all'esame del
  disegno di legge  di  proroga  dei CORECO che reca la data del 30
  giugno  1999  senza  avere  esaminato contestualmente la riforma,
  invece, dei CORECO. Ed al tempo stesso si pretende di recepire la
  Bassanini  senza  completare  il  disegno  di  recepimento  della
  Bassanini  con  quell'aspetto  che risulta essere molto saliente,
  proprio quello del sistema di controlli.
       Io non so il Presidente della Regione che ha tuonato attorno
  alla rivoluzione  copernicana  ipotizzata  dal  recepimento della
  Bassanini dicendo che la Bassanini si doveva applicare subito con
  un articolo o  addirittura  non  c'era  più  bisogno  di articoli
  perchè  cinque  saggi  costituzionalisti  avevano  stabilito  che
  bastava una circolare.
       Io ancora questa  circolare non l'ho vista, mi sono permesso
  di fare anche un atto ispettivo per chiedere se questo parere dei
  costituzionalisti è stato  reso  avverso compenso e in che misura
  questo compenso, e colgo l'occasione per riproporre qui in questa
  Aula la questione se  l'avere  reso  un parere di quel tipo quale
  costo abbia comportato  per le casse della Regione. Il Presidente
  della Regione tuona  sulla  Bassanini e alla fine partorisce meno
  che un topolino, cioè niente.
       Io ritengo che invece noi dobbiamo fare ogni sforzo e io non
  intendo piegarmi ad  una  sorta  di  trappola implicita o ricatto
  implicito che c'è nell'esame  di  questo  e  di  altri disegni di
  legge.
       Io ho presentato  assieme  ad  altri parlamentari del Gruppo
  dei  Democratici   di   sinistra  degli  emendamenti  che  invece
  riformano i CORECO e  che  stabiliscono e vincolano la proroga ad
  un atto di riforma degli stessi.
       CORECO che allo  stato attuale costano diversi miliardi alla
  Regione a fronte di  una  attività  di controllo che si è ridotta
  almeno ad un  quarto  di  quella  resa  esplicata  in precedenza.
  Quindi, volendo ragionare in termini aziendalistici, c'è anche un
  discorso di costi e benefici.
       Pertanto,   dal  momento  che  si  preannunciano  deroghe  a
  presentare  nell'esame  di emendamenti, io credo e chiedo che che
  anche  su  questa  materia,  sugli  emendamenti  anche  su questa
  materia  sia  accordata  la deroga perchè questa è una deroga che
  serve  a  questa  Regione che serve a modernizzare il sistema dei
  controlli che serve a dare anche più efficacia ed efficienza agli
  stessi  controlli,  che  non scompaiono con la riforma ma vengono
  resi in modo diverso e forse in modo più efficace e intelligente.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Giannopolo  non  sono  state accordate
  deroghe  se  non  una soltanto a seguito di una apposita riunione
  della  Conferenza dei Presidente dei Gruppi parlamentari e di una
  decisione  d'Aula  che  ha  preso  atto  con  la convocazione del
  Presidente  di questo. Non ci sono altre deroghe accordate, nè ha
  intenzione  il  Presidente  di chiedere altre deroghe. Per cui, o
  questi emendamenti vengono ritirati o il disegno di legge non può
  essere esaminato.

     DI MARTINO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Onorevole  Speziale, io ho l'impressione che il
  Presidente della Regione vi ha infettato, perchè c'era un accordo
  in  sede  di  Conferenza dei Capigruppi con l'impegno di ritirare
  gli  emendamenti  per  consentire  la  proroga  dei  CORECO  e il
  Presidente della Regione si era impegnato a ridurre la proroga al
  31 dicembre del 1998 e l'impegno dei parlamentari di ritirare gli
  emendamenti. Signor Presidente, gli emendamenti che ho presentato
  si  devono intendere ritirati e prego il Presidente della Regione
  a  predisporre l'emendamento e aggiungere quell'altro impegno, di
  collegare  all'emendamento  dei  CORECO  la  sanatoria per quanto
  riguarda  i compensi dei consiglieri comunali e provinciali e gli
  stessi componenti dei CORECO.
       Dichiaro, pertanto, di ritirare i miei emendamenti.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere inutilmente
  in una discussione che  potrebbe  non essere fruttuosa, chiedo al
  Governo  se   intende  presentare  l'emendamento  di  riscrittura
  dell'articolo 1 relativamente  alla questione della data.  Qui si
  parla di 31 dicembre.  Preliminarmente  debbo chiedere se tutti i
  firmatari degli emendamenti li ritirano.
       Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 1.1?

     DI MARTINO .  Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  Onorevole Giannopolo, ritira l'emendamento 1.2?

     GIANNOPOLO.  Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 1.3?

     DI MARTINO .  Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  Onorevole Adragna, ritira l'emendamento 2.10?

     ADRAGNA.  E' un  problema  squisitamente  tecnico  di  cui  il
  Governo si è reso conto.  E' proprio un refuso.

     PRESIDENTE.  Se vuole chiarire  dato  che  si  tratta  di  una
  questione  di  carattere   tecnico  ed  anche  il  Governo  vuole
  riscrivere questa parte...

     ADRAGNA.  Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  Bene, il Governo si offre di riscriverlo.
       Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 2.2?

     DI MARTINO .  Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  Onorevole Ricotta, ritira l'emendamento 2.1?

     RICOTTA.  Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  Onorevole Di Martino, ritira l'emendamento 2.3?

     DI MARTINO .  Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  Onorevole Fleres, ritira l'emendamento 2.4?

     FLERES.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor  Presidente,  si  tratta  di  una  norma  che
  consente l'esercizio di  un  diritto  costituzionale che è quello
  dei lavoratori di potere partecipare alla sedute degli organi nei
  quali vengono eletti anche se si tratta di lavoratori di pubblica
  utilità, di L.S.U e P.I.P.
       In questo momento la  normativa  non  si  applica  a  questi
  lavoratori  che   pertanto   vengono  discriminati,  non  possono
  partecipare avendo gli  stessi  diritti dei lavoratori dipendenti
  da  qualunque  altra  azienda,   perchè  non  c'è  una  norma  di
  riferimento precisa che permette  a  questo tipo di lavoratore di
  partecipare  alle sedute  dei  consigli  comunali,  dei  consigli
  provinciali  se  eletti.   Quindi   è   una  norma  che  consente
  l'esercizio  di  un  diritto  costituzionale  a  questo  tipo  di
  lavoratore.  Mi sembra un atto dovuto.  La ringrazio.

     PRESIDENTE.  Onorevole Giannopolo, ritira l'emendamento 2.5?

     GIANNOPOLO.  Lo ritiro.

     SPEZIALE.  Il Governo lo riscriva.

     PRESIDENTE.  Questa  non  può essere una escamotage. Onorevoli
  colleghi,  o vengono ritirati tutti gli emendamenti, anche quelli
  per  i  quali  c'è  stato  già il pronunciamento, oppure invio il
  disegno  di  legge  alla  sospensione  delle  24  ore. Se ci sono
  questioni  di  carattere  tecnico che possono essere fatte con la
  delega alla Presidenza, le si faranno; sul merito niente
       O si fa così o  invio  tutto  alla  sospensione delle 24 ore
  compreso anche gli emendamenti per i quali mi ero pronunciato.

     CAPODICASA.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente, noi siamo fermi ad una ipotesi
  che anche se poi è stata sconvolta dagli eventi successivi e che,
  essendo stata rimessa in discussione provoca molto turbamento nei
  gruppi  dell'opposizione.  Aveva  però alla base un principio che
  era quello di modificare solo attraverso la riscrittura punti dei
  disegni  di legge che erano stati preventivamente concordati. Sul
  disegno  di legge in esame erano stati individuati due punti: uno
  riguardava  la  data che, in base anche al nuovo regolamento, può
  essere  riformulata  trattandosi di materia intrinseca al disegno
  di  legge;  l'altro  riguardava  la riformulazione del tema delle
  indennità  ai  CORECO  per  ricomprendervi riformulandolo il tema
  delle indennità delle aree metropolitane.
       Se rientra qualche altra  materia  il nostro Gruppo si sente
  autorizzato a difendere i  propri  emendamenti  così come mi pare
  giusto fare.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi il Governo nella riscrittura si
  ritrova  nella modifica  della  data  prevista  dall'articolo  1,
  anzichè   30  giugno  1999,   31   dicembre   1998  e  nel  testo
  dell'emendamento che deve  inserirsi  dentro  l'articolo che così
  recita: "Il comma 5 dell'articolo  52 della legge regionale n. 26
  dell'1 settembre 1993 come sostituito dall'articolo 2 della legge
  regionale n.  41/96, va autenticamente interpretato nel senso che
  l'incremento dell'indennità di cariche e di presenze previste per
  gli  organi  dei  comuni  compresi nelle aree metropolitane delle
  provincie che ricomprendono aree metropolitane costituite secondo
  gli articoli 19 e 20 della legge regionale 6 marzo 1986 n.  9 del
  relativo CORECO, è dovuto a decorrere dall'emanazione del decreto
  del    Presidente   della   Regione   che   individua   le   aree
  metropolitane".
       Per  gli altri emendamenti  sono  costretto  a  chiedere  ai
  deputati firmatari di ritirare  gli  emendamenti.  A questo punto
  per gli altri emendamenti presentati la Presidenza ritiene non ci
  siano gli elementi di  riscrittura degli articoli, perchè non può
  essere  la  questione   della   riscrittura   degli  articoli  un
  escamotage, gli altri emendamenti  presentati  non si prestano ad
  una  riscrittura  degli  articoli,   sono   dei   veri  e  propri
  emendamenti che hanno la  grande  dignità di essere emendamenti e
  pertanto se non vengono ritirati devono entrare nella sospensione
  delle 24 ore.
       Il Governo ha comunicato che intende riscrivere gli articoli
  provvedendo  alla  modificazione  della data del testo che ho già
  letto e di questo ultimo:  "All'articolo 2 comma 3 dopo le parole
  ---  bisogna  aggiungere  i  seguenti articoli 2, 3, 4 inserire 5
  comma 4". Queste sono le riscritture che propone il Governo.

     CINTOLA. Vorrei averi gli atti perchè ci sono incongruenze tra
  Commissione e Governo.

     PRESIDENTE. Certamente, diamo gli atti alla Commissione.
       Onorevoli   colleghi,   gli  onorevoli  Adragna  e  Forgione
  rinunciano  a  intervenire sulla discussione generale del disegno
  di legge.  L'Assemblea ne prende atto.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  non mi rendo
  conto se il lavoro della  Commissione  non serve a quest'Aula, se
  gli accordi successivi al  lavoro  della  Commissione  pongono il
  lavoro stesso della Commissione  a farlo diventare fatiscente, se
  emendamenti  già  presentati  in  commissione  e  respinti  dalla
  Commissione, anzi ritirati in  Commissione  perché non congruenti
  allo stesso testo della legge,  vedi gettoni di presenza, possano
  poi essere riproposti e  ritenuti  validi  e  proponibili, tenuto
  conto del fatto che andiamo  ad  interpretare  nella proroga come
  titolo ...

     PRESIDENTE. La proponibilità ancora non è stata decisa ...

     CINTOLA. Infatti, non sto dicendo  che lei l'ha decisa. Io sto
  avanzando la preoccupazione nel disegno di legge complessivo.
       Se  può essere  fatta  un'interpretazione  autentica  quando
  legiferando, l'Assemblea ha  legiferato  le  aree  metropolitane,
  quando  i  comuni,  vedi   quello   di   Palermo,   a  quell'area
  metropolitana decisa, si sono  opposti  per  la non realizzazione
  dell'area,  per  mantenere  integri   i   propri   poteri   sulle
  municipalizzate di Palermo  quando all'onere dell'espansione alle
  aree metropolitane, quindi il gettone  di  presenza aveva una sua
  conseguenzialità  per   l'onere   della  realizzazione  dell'area
  stessa,  in  maniera  spendaccione,   noi   dovessimo  andare  ad
  approvare questa sera una rivalutazione  di proventi che non sono
  collegati  alla  realizzazione   reale   e   concreta   dell'area
  metropolitana e quindi dell'onere  che  ricade  su  ogni  singolo
  consigliere comunale o delle aree metropolitane.
       Ritengo quindi che al di là  del testo che è stato approvato
  dalla  Commissione,   dalla   stessa  Commissione,  l'emendamento
  presentato dall'onorevole Giannopolo, lo ha ritirato perché anche
  in quell'occasione non proponibile,  quindi l'ha ritirato in sede
  di commissione, poi possa l'Aula stravolgere alle sei di mattina.
  Del resto qualche soldino in più va  dato e va regalato come dono
  di Natale.
       Ritengo  e  concludo  che il  problema  sia  serio,  che  il
  problema sia reale, che il  problema  deve  essere pure superato.
  Però con un disegno di legge a  sé  stante  e  con  l'urgenza che
  merita il problema stesso e  però tenendo conto che l'istituzione
  dell'area   non  significa   solo   istituzione   dell'area,   ma
  realizzazione dell'area metropolitana e  quindi  con  i  compensi
  relativi. In caso contrario lo riterrei improprio. Mi rendo conto
  che potrebbe essere impugnato  dal Commissario dello Stato perché
  non è attinente alla materia.  Avremmo fatto finta di avere fatto
  un passo a favore di non  so quante telefonate che sono pervenute
  anche al sottoscritto perché l'essermi  impegnato  a dire che era
  una  cosa  sbagliata  e che  non  aveva  attinenza  mi  ha  fatto
  diventare  quasi  colpevole, non so  di  fronte  a  quanti  altri
  consiglieri comunali e provinciali e  in  ogni  caso far finta di
  fare una cosa positiva a favore di colleghi che lavorano in altri
  enti locali che non sono quelli della Regione, in ogni caso non è
  vero che gli staremmo andando incontro, quindi mi sentirei di non
  potere approvare nè votare a favore di quella legge stessa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nessun altro chiede di parlare.
       Dichiaro chiusa la discussione generale.
       Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              <<Art. 1

          1. All'articolo  2 della legge regionale 5 luglio 1997, n.
       23, le  parole '30 giugno 1998' sono sostituite con le parole
       '30 giugno 1999'.

          2. Sono fatti salvi  tutti  gli atti adottati dal Comitato
       regionale di controllo nonchè  l'attività  da esso svolto nel
       nel periodo ricompreso tra il  30  giugno 1998 e l'entrata in
       vigore della presente legge.

          3.  All'onere a  carico  dell'esercizio  finanziario  1998
       valutato in lire 2.160  milioni  si provvede con la riduzione
       di  pari  importo  della  disponibilità  del  capitolo  60751
       (codice 2010) del bilancio  della Regione. La spesa ricadente
       nell'esercizio  finanziario  1999   valutata  in  lire  4.300
       milioni  trova  riscontro   nel  bilancio  pluriennale  della
       Regione - codice 07.04.00 (capitolo 18210)>.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    -  l'1.1 ricade all'interno  della  riscrittura  da  parte  del
    Governo dell'articolo 1, quindi  viene  ritirato ma in sostanza
    accolto per quanto riguarda la proponibilità.

    - l'1.2 anche questo  ricade  all'interno  dello  spirito della
    ristruttura dell'articolo da parte del Governo;

    - l'1.3 a firma Di Martino.

    DI MARTINO. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    Il numero 2.10 viene  inserito  nella  riscrittura da parte del
    Governo.

    -il numero 2.2 a firma Di Martino.

       DI MARTINO. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    - il 2.1 a firma Ricotta è improponibile;

    - il 2.3 a firma Di Martino viene ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    - il 2.4 a firma Fleres.

    PRESIDENTE.    Lo  ritira,   onorevole   Fleres?   Lo   spirito
  dell'emendamento non riguarda i CO.RE.CO..  Questa è la norma che
  lei ha imposto nobilmente, sia in commissione Regolamento che.. e
  vale per tutti, anche per chi ha proposto quello.

    FLERES. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    - il numero 2.5 dell'onorevole Giannopolo è ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    - il numero 2.6 è ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    - il numero 2.7 è ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    - il numero 2.8 è ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    - il numero 2.9 è ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli colleghi, la seduta  è  sospesa  per cinque minuti
  per  consentire  al   Governo   di   presentare   formalmente  la
  riscrittura dell'articolo 1 e dell'articolo 2.

    (La seduta, sospesa alle ore 06.05, è ripresa alle ore 06.10)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vi  è  stato distribuito la
  riformulazione dell'articolo 1, proposta dal Governo, che prevede
  la data al 31 dicembre 1998.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente, io confermo la data del 30 giugno
  1999.  Lo confermo  per  averlo modificato anche con il mio voto,
  in commissione, avendone anche specificato i motivi.
       Noi siamo certi che entro sei mesi, Presidente, non si potrà
  farlo,  anche  se già stiamo lavorando perchè il disegno di legge
  relativo  ai Coreco e alla modifica dei Coreco è già pervenuto in
  Prima  commissione  e  la  prima  riunione  l'abbiamo  fatta,  ma
  riteniamo  non  congruo  il  tempo  del  30  di  dicembre,  e  in
  quell'occasione  la Commissione, presente l'onorevole La Grua, li
  richiamo  perchè  si  richiamassero  anche  ai lavori fatti, alle
  discussioni  fatte,  alle modifiche fatte, per poi arrivare qui e
  non  sappiamo  con  quale tipo di accordo. Il Governo modifica se
  stesso  e modifica il lavoro della Commissione stessa. E dicevamo
  che  al  31  di  dicembre  ci  troveremo,  avendo  la sessione di
  bilancio  -  a  meno  che  già  non  si  dice che si vuole andare
  all'esercizio  provvisorio  -  di  nuovo  con  i  Coreco,  non in
  condizione di potere operare e chiederemo una nuova proroga.
       Però  è  importante  dovere  accedere  alla  formulazione di
  compromesso   che   è  stata  richiesta,  non  in  virtù,  signor
  Presidente  e onorevole Governo, di una reale previsione, ma solo
  per  una  reale cessione, senza tenere conto che un altro disegno
  di  legge, onorevole Presidente Drago, lei farà prima di dicembre
  per  prorogare  ulteriormente  i  Coreco,  e poi faremo un 'altra
  nottata  per potere dare spazio e sfogo alle argomentazioni più o
  meno inutili che vengono poste in essere.
       Io  voterò no e invito la Commissione a votare no, invito il
  Governo  a  ritirarlo,  invito  l'Assemblea  a votare no al 31 di
  dicembre  e  a  lasciare  la data che la commissione aveva votato
  all'unanimità al 30 giugno, con una sola astensione, al 30 giugno
  1999. Inoltre, aggiungo che mi pare di riscontrare una previsione
  di bilancio e credo  che  sia  stata apprezzata, ma dalla visione
  del disegno di  legge,  sul  quale  abbiamo  lavorato  come presa
  d'atto, dopo che è  andato  in  commissione Bilancio, non ci sono
  cifre mentre, invece,  nella proposta dell'articolo 1 del Governo
  troviamo "oneri a  carico  dell'esercizio  finanziario  '98  di 2
  miliardi 160 milioni",  credo che non sia stata apprezzata questa
  cifra da parte  della  Commissione Finanze, per cui ritengo prima
  doverosa la modifica  e,  secondo,  non comprendo se è possibile,
  dato che c'è un  onere  messo  a  carico,  che possa avere la sua
  prosecuzione  senza   che   la   commissione   Bilancio lo  abbia
  apprezzato.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  Colleghi,  il parere della Commissione
  immagino sia favorevole a maggioranza.
       Pongo  in votazione la riscrittura dell'articolo 1 così come
  proposto dal Governo.

     CINTOLA.  Presidente,  favorevole  non  è  a maggioranza; è al
  contrario; mettiamolo in votazione. La votazione la facciamo ora.

     BASILE, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BASILE.  Signor Presidente, onorevoli Colleghi, in Commissione
  abbiamo assistito ad  un  valzer  delle  date  perchè vari Gruppi
  politici hanno  proposto  date  diverse;  alcuni  settembre, fine
  settembre, soli tre mesi,  altri sei mesi, altri nove mesi, altri
  un anno. Devo dire  che,  alla  fine,  Onorevole Cintola, non c'è
  stata unanimità del  consenso  sulla  data proposta; c'è stato un
  emendamento da parte  di  alcuni  Gruppi  politici  che  è  stato
  valutato ora negativamente,  ora  con  astensioni  da  parte  dei
  componenti della  Commissione.  Io, personalmente, ritengo che, e
  mi ero espresso in  questo  senso nel corso della Commissione, la
  data del 31 dicembre  del  '98 che viene ora proposta dal Governo
  sia la data più  saggia  perchè è già all'ordine del giorno e già
  abbiamo discusso,  in  prima  seduta,  come ricordava l'Onorevole
  Cintola, il disegno  di legge di riforma dei CO.RE.CO. presentato
  dal Governo.  A questo  disegno  di  legge  è stata data priorità
  dalla Conferenza dei  Capigruppo  e  tutto  lascia  supporre  che
  lavorando a questo  disegno  di  legge potremmo esitarlo in tempi
  brevi così come vuole  fortemente  fare anche il Governo, per cui
  io  ritengo  che,  come  Commissione,  sia  opportuno  rimettersi
  all'Aula non essendoci una posizione univoca dei componenti della
  Commissione.

     CINTOLA. Tre voti a favore e tre voti contrari.

     PRESIDENTE.    L'Aula    sull'emendamento    di    riscrittura
  dell'articolo   1   proposto   dal   Governo.   Chi  è  d'accordo
  all'emendamento?

     DRAGO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO, Presidente della  Regione.  E' un errore avendo portato
  la data al 31.12.98.  Non  c'è bisogno alla fine la previsione di
  spesa per il '99,  quindi  la  spesa  decadente,  per  il '99, va
  tolta.

     PRESIDENTE.  La spesa ricadente nell'esercizio '99 valutata in
  lire 4...Sì.
       Si  intende  presentato,  senza  le  parole che vanno "dalla
  spesa ricadente sino al capitolo 18210".
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa  alla  riscrittura  dell'articolo  2.  Vi  è stato
  distribuito, Onorevoli Colleghi?
       Il parere della Commissione?

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Io  la  invito  a  considerare, Presidente, prima di
  metterlo  in votazione,  la  proponibilità. E'  CORECO  ma  siamo
  andati a dare gettoni ai Consiglieri comunali e ai Sindaci e agli
  Assessori.

     PRESIDENTE. Perché sono equiparati.

     CINTOLA. No,  non  vanno  equiparati,  noi  stiamo facendo una
  interpretazione autentica  per  potere dire che così non dovranno
  restituire i soldi ai Comuni i Consiglieri comunali e provinciali
  in una legge che  proroga i CORECO. E' palesemente in antitesi ed
  è la prima.  La seconda: non è stata apprezzata dalla Commissione
  Finanza la spesa  relativa.  Terzo: io non so se posso presentare
  nel momento stesso  in  cui  lei annunzia un articolo riformulato
  dal Governo, di  cui  lei  non  ha nessuna responsabilità, signor
  Presidente dell'Assemblea, ma  io  non so se diventa producente e
  legittimo che  io  non  abbia  potuto presentare emendamenti alla
  fine della discussione  generale  di  un disegno di legge che non
  prevede un articolo  riformulato  che modifica e che al quale non
  potevo ricorrere né  per  sub emendamenti né per emendamenti. C'è
  un testo nuovo ed  è  un  testo  che  nel  disegno di legge non è
  previsto.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola,  lei  deve  abituarsi al nuovo
  regolamento.

     CINTOLA.  Si, ma  pure  il  Governo.  Se  il  Governo  non  si
  abitua...

     PRESIDENTE. Mi permetta di ricordare a me stesso come avviene.
  Praticamente sono  stati  presentati  emendamenti,  il Governo ha
  facoltà di  riscrivere l'articolo, l'emendamento ed eventuali sub
  emendamenti.  Il  Governo  interpretando,  volendo  accogliere lo
  spirito di  alcuni emendamenti ha integrato l'articolo originario
  con un ulteriore  comma,  con  un'ulteriore  parte  con  la quale
  interpreta lo  spirito degli altri emendamenti presentati. Questa
  è la logica.

     CINTOLA. Posso  soltanto  chiederle  una  cosa?  Se il Governo
  vuole sfuggire all'Aula  presenta  disegni  di  legge di un certo
  tipo, senza  aggiunzioni  o  modifiche  sostanziali  non consente
  all'Aula di  presentare  emendamenti  e  siccome  gli emendamenti
  possono essere presentati dall'Aula o dal deputato solo alla fine
  della  discussione  generale,  quando  si  ritrova  dopo  che  la
  discussione generale è  già  finita  un  articolo come questo sul
  quale non si è  mai  parlato  nella  legge che diamo i gettoni ai
  Consiglieri comunali  e  provinciali.  Io  non  posso presentarle
  l'emendamento soppressivo  di  questo  articolo,  di questo comma
  perché mi viene  impedito dal fatto che la discussione generale è
  finita ed io non posso più presentare nessun emendamento.

     PRESIDENTE. ....Contro a questo e rimane in piedi quello della
  Commissione.

     CINTOLA. No Presidente,  non  basta  solo  questo perché se io
  vado  a presentare  un  emendamento  che  non  ritiro  allora  il
  regolamento mi cautela  perché  mi  dice  - che essendo una nuova
  materia,  se   presento   un   emendamento  lo  riportiamo  nella
  commissione  di  merito   e  sarà  la  commissione  di  merito  a
  definirlo.  In questo caso, invece, il Governo innova, non lascia
  traccia se non quello  di fare alzare un deputato per dire:  "non
  sono d'accordo".  Il  deputato,  a sua volta, può appellarsi, non
  si a a quale tipo di organismo, forse il Commissario dello Stato,
  per evitare che ci siano due discrasìe.
       Io le ricordo,  Signor Presidente e concludo, che lei già ha
  reso improponibile  l'emendamento  Di  Martino  che parlava della
  stessa cosa o  di  materia  similare  parlando  di  trasferte  di
  consiglieri  comunali,  ha  detto  improponibile  perché  non  ha
  attinenza. Ha attinenza,  invece, il gettone di presenza, anzi no
  l'interpretazione autentica  per  dare  il gettone di presenza ai
  consiglieri comunali  e  provinciali che sono largamente di Forza
  Italia  per una  parte,  largamente  della  sinistra  e  del  Pds
  dall'altro  lato   perché  dobbiamo  dare  risposte  concrete  ed
  immediate e  regali  di Natale immediati ai consiglieri comunali,
  che non hanno  attuato  l'area  ma  debbono  avere i proventi per
  l'istituzione di un'area  contro  la  quale  si battono e che non
  realizzano. E' una vergogna, scandaloso.

     PRESIDENTE.    Nel    merito,   onorevoli   colleghi,   lascio
  all'onorevole Cintola  tutte le sue considerazioni e naturalmente
  non  è   compito  del  presidente  dell'Assemblea  replicare.  E'
  compito del  presidente  dell'Assemblea motivare la ragione della
  proponibilità dell'emendamento perchè richiamando i CORECO per la
  questione dei gettoni di  presenza e delle altre cose che vi sono
  scritte, vengono anche  richiamate  altre norme che hanno portato
  di fatto ad una equiparazione dei soggetti e delle situazioni che
  si presentano per  cui  l'emendamento  è più che proponibile.  La
  questione dell'onorevole  Cintola  è  una questione politica, non
  riguarda la presidenza.

       Pongo   in   votazione   l'emendamento.   Il   parere  della
  commissione?

     BASILE, presidente  della  commissione  e relatore. Mi rimetto
  all'Aula.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa aell'articolo 3. Ne do lettura:

                                <<Art. 3.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione  siciliana  ed  entrerà  in vigore il
       giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione>>.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. E' stato  presentato un emendamento che io sono pronto
  a ritirare. Mi rendo  conto che la materia non è pertinente, però
  questa  mattina ho ricevuto  un  fax  da  parte  del  sindaco  di
  Castelvetrano che mi  chiedeva,  atteso che il consiglio comunale
  aveva deliberato di  cambiare  la  denominazione  della  città di
  Castelvetrano in Castelvetrano-Selinunte,  mi  ha  chiesto - se è
  possibile - adoperarsi  per  portare  un  emendamento  che poteva
  realizzare...Se non ci  sono  questioni, vorrei che il Governo si
  impegnasse affinchè questo disegno di legge possa ottenere corsie
  preferenziali al pari di altri disegni di legge.

     MISURACA, assessore per gli enti locali. Sì, mi impegno.

     PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro.
  atto.
       Pongo  in  votazione  l'articolo  3.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi,  si  ritorna  al  disegno  di  legge  "
  Istituzione della Commissione  per  la  riforma  delle  norme  di
  contabilità regionale e  del bilancio annuale e pluriennale della
  Regione" (n. 576/A).
       Invito la  seconda  commissione  "Bilancio" a prendere posto
  nell'apposito banco.
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Petrotta per svolgere la
  relazione.

     PETROTTA, presidente  della commissione e relatore. Mi rimetto
  al testo della relazione.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  io  ho
  appreso in questo  momento di essere componente della commissione
  'Bilancio' che avrebbe  esitato questo testo di disegno di legge,
  non avendo io avuto  il  piacere  di  essere  stato  convocato ai
  lavori  della   commissione,  di  aver  potuto  partecipare  alla
  elaborazione  di questo  testo  del  disegno  di  legge  e  avere
  partecipato alla proposta della trasmissione di questo testo...

     PRESIDENTE.  Lo sta dicendo in Aula, altrimenti avremmo dovuto
  sottrarle l'indennità parlamentare  perchè  se lei fosse stato in
  Aula al momento opportuno avrebbe saputo che...

     CRISAFULLI. Signor Ppresidente, lei sa che un testo di disegno
  di legge per essere trasmesso in Aula ha bisogno di 48 ore ...

     PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli formalizzi la richiesta.

     CRISAFULLI. Io chiedo che qualcuno mi spieghi come ha fatto la
  Commissione a fare questo testo. Quando qualcuno sarà in grado di
  spiegarmelo, nella  qualità   di   componente  della  Commissione
  parlamentare, per essere messo in  condizione di essere garantito
  nella funzionalità del mio mandato...

     PRESIDENTE.   La   Conferenza   dei   Presidenti   dei  gruppi
  parlamentari ha individuato il percorso  da  usare,  che  è stato
  accolto all'unanimità dall'Aula, non  essendo  stato,  in  nessun
  passaggio, contestato.
       C'è una  prassi costante che in fase soprattutto di chiusura
  di sessione per consentire l'approvazione di disegni di legge che
  abbisognano  di  risposte urgenti ...,  ma  se  lei  solleva  una
  eccezione formale, non ci sono problemi.

     CRISAFULLI. Si, sollevo eccezione formale.

     PRESIDENTE.  Bene,  il   disegno   di   legge  è  rinviato  in
  Commissione.

  (Proteste dell'onorevole Petrotta, presidente della Commissione)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <PROVVEDIMENTI IN FAVORE DELLE
   TONNARE SICILIANE, DEL QUARTIERE ORTIGIA DI SIRACUSA ED IN FAVORE
    DI TEATRI. INTERVENTI PER L'ISTITUTO SICILIANO MUTILATI ED INVA-
    LIDI DI GUERRA>. (N. 727/A).

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa  al  disegno di legge
  n.  727/A "Provvedimenti in favore  delle  tonnare siciliane, del
  quartiere Ortigia di Siracusa ed  in favore di teatri. Interventi
  per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi guerra"
       Onorevoli colleghi  anche  il  727/A non può essere trattato
  per una  serie di anomalie riguardanti soprattutto l'articolo 2 e
  l'articolo 3  con  alcune violazioni regolamentari. Il disegno di
  legge viene rinviato in Commissione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <PROVVEDIMENTI PER LA SALVA-
    GUARDIA E LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO, CULTURALE
    E LINGUISTICO DELLE COMUNITA' SICILIANE DI ORIGINE ALBANESE E
    DELLE ALTRE MINORANZE LINGUISTICHE> (N. 203/A)

     PRESIDENTE.   Si  passa  al  disegno   di   legge   n.   203/A
  'Provvedimenti  per  la  salvaguardia  e  la  valorizzazione  del
  patrimonio  storico,  culturale   e  linguistico  delle  comunità
  siciliane   di  origine  albanese   e   delle   altre   minoranze
  linguistiche'
       Invito  i componenti la  quinta  Commissione  legislativa  a
  prendere posto al banco delle commissioni.
       Onorevoli  colleghi,  onorevole Petrotta, purtroppo siamo in
  una fase in cui  né  gli  impegni nè le parole si mantengono e ci
  sono  violazioni regolamentari che non possono essere sopportate.
  Ho motivo ache  personale  per essere risentito, ma non mi lascio
  vincere nello  svolgere  il  mio  ruolo  istituzionale  da motivi
  personali più che giustificabili.

     CIMINO, presidente della  Commissione.  Signor Presidente, per
  quanto riguarda il disegno di legge  n.  727/A potrei sapere qual
  è stato il problema?

     PRESIDENTE.  Sono  state  sollevate  eccezioni  regolamentari.
  C'erano  alcuni  articoli che sono stati inseriti in sedi che non
  erano abilitate a poterlo fare.  Alludo alla Commissione bilancio
  ed alla Commissione di merito.

     CIMINO, presidente della  Commissione.  Signor Presidente, non
  possiamo fare due articoli...

     PRESIDENTE.   Non  possiamo fare  più  niente   Siamo  passati
  all'esame del disegno di legge n. 203/A.

     CIMINO,  presidente della  Commissione.   Vorrei  fare  alcune
  precisazioni sul disegno di legge n. 727/A.

     PRESIDENTE.  E'  stato  inviato  in Commissione. Lo potrà fare
  nella   sede   opportuna.   E'   stata  sollevata  una  eccezione
  regolamentare   per  un  disegno  di  legge.  Siccome  la  stessa
  procedura   è  stata  seguita,  se  non  ancora  in  maniera  più
  accentuata,  per altro disegno di legge, ho espresso anche il mio
  risentimento  personale  per gli impegni che sono stati assunti e
  per  le  parole  che ci siamo scambiate. Siamo in una fase in cui
  tutto  questo  non  ha  più  senso  nemmeno nella tradizione, nei
  rapporti  personale.  La prego di non insistere.  Sta mettendo in
  imbarazzo il Presidente e non vorrei ultimare questa seduta così.

       Invito il relatore del disegno  di legge n. 203/A, onorevole
  Zanna, a svolgere la relazione.

     ZANNA,  relatore.   Signor  Presidente,  vorrei  integrare  la
  relazione già allegata al  testo, sottolineando  l'importanza  di
  questo  provvedimento  legislativo, che  la  Sicilia  aspetta  da
  tantissimi anni, a tutela e a valorizzazione di uno straordinario
  patrimonio culturale che la nostra Regione ha.
       Vorrei sottolineare, inoltre, che questa norma perfettamente
  costituzionale  ha  visto  già la luce con norme e leggi in altre
  regioni,   come   la   Calabria,   la   Basilicata,   il   Friuli
  Venezia-Giulia,  il  Molise.  Questa  norma  è in sintonia con la
  legge  nazionale  del  28  agosto  1997,  la legge n. 302, che ha
  recepito  la convenzione quadro per la protezione della minoranza
  nazionale sancita e firmata a Strasburgo il 10 febbraio 1995.
       Concludendo,   vorrei   rimarcare   l'importanza  di  questo
  provvedimento che tutela e valorizza uno straordinario patrimonio
  che  la  nostra  Regione  ha, un provvedimento che questa Regione
  aspetta  da  anni, visto  che  anche in passate legislature altri
  parlamentari avevano presentato disegni di legge in materia e mai
  l'Aula si era determinata in tal senso.
       Finalmente   discutiamo,  e   mi   auguro   che   approviamo
  rapidissimamente, questo provvedimento  per  la valorizzazione di
  questo patrimonio storico, culturale e linguistico delle comunità
  siciliana di origine albanese e di altre minoranze linguistiche.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Signor Presidente, non sono qui per svolgere un
  intervento.  Chiedo  soltanto di depositare agli atti, quindi che
  venga inserita al verbale, la copia del protocollo riguardante la
  convenzione  quadro per la protezione minoranza nazionale fatta a
  Strasburgo,  approvata  con legge dello Stato il 28 agosto 97, n.
  302.  Grazie, signor Presidente.

     PRESIDENTE.  Poiché nessuno chiede di parlare, dichiaro chiusa
  la discussione generale.
       Pongo  in  votazione  il  passaggio  agli  articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 1, di cui do lettura:

          <1. La  Regione siciliana, nell'ambito della tutela della
      lingua e  della  cultura  delle popolazioni appartenenti alle
      minoranze   linguistiche   riconosciuta   dalle  leggi  della
      Repubblica, dispone per le popolazioni di lingua e di cultura
      albanese  e delle altre minoranze linguistiche presenti nella
      Regione gli interventi di cui agli articoli seguenti.>

       Comunico che al disegno di  legge  sono  stati  presentati 4
  emendamenti:  2.1,  3.1,  3.2   e  15.1.
       Onorevoli colleghi, il disegno di  legge  necessita delle 24
  ore.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
    LEGGE N. 531/A "RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE SICILIANA
    E DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI PER L'ESERCIZIO FINAN-
    ZIARIO 1995"

     PRESIDENTE.   Si passa al II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Votazione finale di disegni di legge.
       Indìco  la  votazione  per  scrutinio  palese  nominale  del
  disegno di legge:  "Rendiconto generale della Regione siciliana e
  dell'Azienda delle  Foreste demaniali per l'esercizio finanziario
  1995" (n. 531/A).
       Chiarisco il significato  del  voto:  chi  vota  sì preme il
  pulsante verde;  chi vota  no  preme  il  pulsante rosso;  chi si
  astiene preme il  pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA  VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese   nominale:

       Presenti   e   votanti  44
       Richiedenti              0
       Congedi                  2
       Quorum                  90

     PRESIDENTE. L'Assemblea  non  è  in  numero  legale.
       La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 9,00.

      (La seduta, sospesa alle ore 6.45 è ripresa alle ore 9.12)

    VOTAZIONE  FINALE  PER  SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
    "RENDICONTO  GENERALE  DELLA  REGIONE  SICILIANA E DELL'AZIENDA
    DELLE FORESTE DEMANIALI PER IL 1995" (531/A)

     PRESIDENTE.  Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
  del   disegno   di   legge:""Rendiconto  generale  della  Regione
  siciliana  e dell'azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
  finanziario 1995".

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO . Signor Presidente,  la mia dichiarazione di voto
  evidentemente   non  può  che  avere  natura  politica.  Nel  mio
  dormiveglia  mattutino mi è venuta in mente una canzone famosa di
  Sergio Endrigo che così diceva: "Che fatica essere uomini "
       A  quel  punto mi chiedo: è così faticoso essere uomini alla
  fin fine? Se  scaviamo  nel  nostro subconscio c'è un sussulto di
  dignità: è possibile essere uomini; anzi, secondo Sciascia, è una
  razza rara, ma  mezzi  uomini  si  può  pure  essere,  al momento
  opportuno e per  un interesse superiore. E invece vediamo qui che
  tutto ciò non esiste.
       Ora  -  le  assicuro, signor Presidente, sarò brevissimo, se
  l'onorevole  Aulicino  e l'assessore Cuffaro me lo consentono - a
  vedere il risultato delle votazione e pensare con quale arroganza
  il   Presidente   della   Regione   sfidava  l'opposizione  sulla
  dismissione degli enti - che poi, a volte, l'arroganza è segno di
  debolezza, perché di questo si tratta - ci siamo accorti che alla
  fine il  nostro  Presidente della Regione assume un comportamento
  patetico.
       Una  volta  c'è  stato  un  caso, molti decenni dietro - chi
  segue  la  storia  della  Sicilia  si  ricorda  - che un deputato
  dell'opposizione,  sbagliando,  io ancora lo condanno, ha buttato
  le monetine sul banco del Governo. Ha sbagliato, non ho condiviso
  quel comportamento, però ha buttato, per sfida, delle monetine al
  Governo.
       Io non penso che  sia un problema di buttare le monetine sul
  banco del Governo, ma per  dire  che  questo Drago - a quel punto
  posso dire onorevole  Drago  in  quanto  deputato - questo Drago,
  nell'interesse suo,  della  sua  famiglia,  ma  soprattutto della
  Sicilia e delle  Istituzioni,  è  bene  che  la chiuda subito con
  queste vicende.
       Anche  perché  domani si  ricorderà, questo Presidente della
  Regione, come  si  ricorda,  ad  esempio,  quel  Presidente della
  Regione  quando  si  dice  al  figlio  di questo Presidente della
  Regione:  tu non puoi parlare perché a tuo padre hanno buttato le
  monetine.
       Ora,  voglio  dire  che  stiamo  concludendo questa sessione
  senza le dimissioni e  senza  le  dismissioni e da qui si vede il
  livello al quale siamo arrivati.
       Quindi, annunzio  il  voto  contrario  sul Rendiconto  della
  Regione.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   siamo   sorpresi   per   il
  comportamento del Governo  e  del suo Presidente che, dopo essere
  stato, come rilevato  nel  corso  dei  lavori  d'Aula  di  questi
  giorni, battuto più  volte  e  dopo  essere  rimasto in minoranza
  ripetute volte  all'interno del Parlamento, dopo che questa notte
  si è consumata  una  vicenda  che  ha  riguardato  le  dimissioni
  dell'Assessore e non  si è ancora sanato il dissidio interno alla
  maggioranza tra Alleanza Nazionale  e il Governo, e dopo che si è
  proceduto già ad una  prima votazione del disegno di legge in cui
  si è dimostrato, si è palesato, in modo evidente e chiaro, che il
  Governo  non  ha  più  l'appoggio  della  maggioranza  e  che  il
  comportamento del  Governo rischia di ritardare l'approvazione di
  importanti disegni  di legge alla cui formazione abbiamo concorso
  tutti nella nostra  funzione  di parlamentari ci dimostra come il
  Governo si  preoccupi  più  della propria sopravvivenza che degli
  interessi dei siciliani.
       Onorevole Drago,  io  non so se lei si rende conto di quanta
  responsabilità si sta assumendo di fronte alla Sicilia. Avete più
  volte   detto   che   potevate   contare   su   una   maggioranza
  autosufficiente:  stamattina alla prima votazione si è dimostrato
  che il  "Re  è  totalmente  nudo".
       Io la invito  ad  avere  un atteggiamento più dialogante con
  l'Aula e  soprattutto  più  dialogante  con  l'opposizione, da un
  lato, e dall'altro  a  prendere  atto,  come  avviene  in tutti i
  sistemi democratici, in tutti i sistemi parlamentari democratici,
  a prendere atto che  quando  un Governo in più occasioni si trova
  in minoranza, l'unico  modo per rimuovere quella condizione e per
  favorire un  processo  nuovo  è  quello della rassegnazione delle
  dimissioni.
       E'  un  atto  che  lei  dovrebbe  fare  nell'interesse della
  Sicilia,  è un atto che permetterebbe di sbloccare immediatamente
  tutti i  disegni  di  legge, è un atto che permetterebbe anche il
  recupero   del   disegno   di   legge  n. 576  che  noi  potremmo
  tranquillamente richiamare ed approvare.

     PRESIDENTE.  Lei  non  potrebbe  né  richiamare,  né approvare
  perché  è  palese  violazione  regolamentare.  Anche senza la sua
  benedizione o con  la sua benedizione le norme regolamentari sono
  quelle che sono, onorevole Speziale.

     SPEZIALE.  Potremmo  in  ogni  caso  favorire  un  percorso di
  approvazione,  per cui onorevole Presidente della Regione, faccia
  un atto di  umiltà.  L'atto di umiltà, di responsabilità è quello
  di dichiarare  che  l'esperienza  del suo Governo è un'esperienza
  che di fatto si è conclusa.
       Alla  luce  di  queste considerazioni, essendo noi una forza
  politica altamente  responsabile  -  e  l'abbiamo  dimostrato nel
  lavoro e nella formazione  delle  leggi - le chiediamo da un lato
  di dimettersi e  dall'altro  di permettere con il nostro concorso
  l'approvazione dei disegni di legge che sono all'esame dell'Aula.
       Ove  lei  dovesse  rifiutare  questo  comportamento di etica
  democratica  di  fronte  al  Parlamento, noi non rifuggiamo dalle
  nostre  responsabilità.  Deve  sapere, però, che  si  è aperto un
  profondo  dissidio  tra  lei  e  il  Parlamento;  pertanto noi ci
  comporteremo di conseguenza.  Lei  si  sta caricando di una grave
  responsabilità.
       Pertanto, onorevole Presidente della Regione, e concludo, la
  invito a fare un  atto  di  chiarezza  per la sua maggioranza nei
  confronti del Parlamento, ma in primo luogo a compiere un atto di
  chiarezza nei confronti della Sicilia che ci guarda.
       Lei non  può  assumersi  il  peso  di  degradare  l'immagine
  dell'intero Parlamento  di  fronte alla Sicilia  Abbiamo lavorato
  faticosamente, noi  vogliamo  contribuire ancora ad apprezzare la
  qualità  del  Parlamento  regionale;  vogliamo  contribuire anche
  all'approvazione del disegno  di legge purchè ci sia da parte sua
  un atto di  chiarezza  nei confronti del Parlamento e dell'intera
  Sicilia.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare per dichiarazioni di voto
  l'onorevole Silvestro.

     SILVESTRO.  Presidente, onorevoli colleghi, in una circostanza
  di normalità  non  avrei  preso  la  parola per dichiarare il mio
  voto, ma non siamo in una  situazione  di normalità: quello che è
  avvenuto ieri sera in quest'Aula ha segnato secondo me in maniera
  profonda la  vita  di  questa  Assemblea.  Ritengo,  quindi,  che
  dobbiamo compiere tutti un atto di responsabilità per comprendere
  che oltre non si  può andare.
       Io voterò contro  le  leggi,  e  questo  lo dichiaro per una
  questione  molto  semplice,  per  sollevare  il  problema.  Resta
  sospesa    in    quest'Aula   la   questione   delle   dimissioni
  dell'assessore Castiglione.  Il quale Castiglione si è dimesso in
  maniera irrevocabile,  nella  replica  ha assegnato al Presidente
  della Regione, in  maniera  irrituale  per  la verità, il destino
  delle sue dimissioni.  Restano  in  quest'Aula, e  di fronte alla
  responsabilità delle  forze  politiche,  ancora  non  risolte  le
  questioni  inerenti la posizione dell'assessore Castiglione. Ecco
  perchè ho voluto  dichiarare il mio voto contrario - che, ripeto,
  in altre circostanze  non  avrei  avuto necessità di dichiarare -
  per sollevare in  questa  Assemblea  un problema politico che non
  può essere in  nessun  modo disatteso, per rispetto nei confronti
  dell'istituzione Parlamento.  C'è  un problema politico aperto di
  una  rilevanza  molto  grande:  quello  delle  dimissioni  di  un
  assessore  su   un  punto  delicato  della  vita  della  Regione,
  dimissioni irrevocabili,  nella replica è stato chiamato in causa
  il Presidente della  Regione,  il Presidente della Regione non ha
  avuto nessuna  sensibilità  per chiarire questo aspetto all'Aula.
  Io credo che questo  non  è  nè  il  condominio e neanche il club
  della  vela, è  un  Parlamento:  è  una  istituzione  che  merita
  rispetto pur nelle  diversità delle posizioni. Qui ieri sera si è
  consumato un  fatto  di rilevanza politica molto grave, onorevole
  Briguglio  C'è stato  un  assessore  che  si è dimesso in maniera
  irrevocabile e il Presidente della Regione non ha detto nulla  E'
  inutile che lei si infastidisce in questo modo

     BRIGUGLIO, assessore  al  lavoro.  Faccio quello che mi pare e
  piace.

     SILVESTRO.  No,   lei   non  fa  così   Abbia  pazienza,  caro
  Briguglio, perchè  questa  questione è un problema politico molto
  importante, rilevante a  cui bisogna dare una risposta; è chiaro?
  No, Briguglio, lei  è  abituato  evidentemente  così   Qui c'è un
  problema molto grave

     PRESIDENTE.   Onorevole   Silvestro,  ma   lei  da  una  parte
  rimprovera, fa appello ai parlamentari, lei non può discutere sul
  piano personale,  ma  lei si rivolga al Presidente  Si rivolga al
  Presidente
       E' iscritto a parlare l'onorevole Piro.  Ne ha facoltà.

     PIRO. Signor Presidente, abbiamo consumato in queste ultime 24
  ore una  esperienza  limitata,  significativa  forse soltanto per
  noi, ma devo  dire  nella quale tutte le lacerazioni possibili si
  sono  determinate.   Quelle   intese  faticose  che  erano  state
  raggiunte per dare  un  senso  al  nostro  lavoro,  per approvare
  provvedimenti che  dessero  alcune  risposte  a  problemi sociali
  immanenti e  gravi,  tutto  questo  è  saltato.  E  credo  signor
  Presidente, che  chiunque  in  questa  Aula mi possa dare atto di
  quanto responsabilmente la mia parte politica io stesso, in tutte
  queste   ore,   abbai   costantemente  lavorato.
       Anche  a  volte  ricorrendo  a  manifestazioni  di  dissenso
  piuttosto  forti rispetto all'andamento dei nostri lavori, dicevo
  mi si può  dare  atto  del  fatto che costantemente ho cercato di
  ricucire  ciò  che  veniva strappato, di riportare responsabilità
  laddove invece di responsabilità se ne manifestava ben poco.
       E nello stesso  tempo  mi  si  può dare atto di avere sempre
  voluto mantenere fede  agli impegni, che per me sono impegni - io
  posso   usare   tranquillamente  questa  parola,  di  onore,  con
  riferimento al  fatto  istituzionale  -  che quando vengono presi
  sono impegnativi per tutti e devono essere mantenuti.
       E di  averlo  fatto  questo anche in condizioni estremamente
  difficili. Però  non  c'è dubbio, signor Presidente, che qui si è
  di fronte e  ci  siamo  trovati  di  fronte,  ad  una sorta della
  ricerca pervicace, persistente della rottura. Per me francamente,
  politicamente,  incomprensibile.  Soprattutto  se  questa ricerca
  della rottura  persistente  e pervicace, è venuta dalla parte del
  Governo e segnatamente da parte del Presidente della Regione.
       Ora io non  voglio  fare qui la storia di questa notte. Però
  non posso  non  ricordare  che  fra  le  tante  affermazioni  del
  Presidente  della  Regione  che hanno suscitato credo giustamente
  l'indignazione, la rabbia, la reazione comunque dell'opposizione,
  vi è stata  anche quella che nel caso in cui l'Aula attraverso il
  proprio  voto  avesse manifestato l'inesistenza della maggioranza
  il Presidente  della Regione si sarebbe immediatamente dimesso. E
  che invece  laddove  questa  maggioranza  ci fosse e manifestasse
  pienamente il  sostegno  al Governo, il Governo era assolutamente
  intenzionato ad andare avanti.
       Ora io  mi  chiedo.  Dobbiamo  ancora  una  volta  assistere
  all'ennesima performance  del  dire  e  non  fare, del fare e non
  dire, del dire e  smentire,  del  fare  e non rifare, a cui ci ha
  abituato,   purtroppo,   questo   Governo?   O   c'è   finalmente
  l'acquisizione  di  una  responsabilità  che  guardate  non  vale
  soltanto nel  rapporto  tra  le forze politiche in questa Aula ma
  vale rispetto alle Istituzioni, rispetto alla gente di Sicilia. E
  in qualche modo  si inverte la tendenza che ha portato a lacerare
  ciò che faticosamente si era costruito e quindi a ricostruire ciò
  che con tanta forza invece si è lacerato.
       Perché se così  non  è,  e  se  non  c'è una chiara e aperta
  manifestazione di  volontà  in  questa  direzione,  alla  luce di
  quanto è successo e della rottura di tutte le intese e nonostante
  la grande  volontà  e  il  grande senso di responsabilità che noi
  abbiamo  dimostrato   lungo   tutto  il  corso  di  questa  ormai
  interminabile seduta,  noi  non  siamo  più  nelle  condizioni di
  garantire ciò  che  altri dovrebbero garantire e di mantenere ciò
  che altri dovrebbero mantenere e né garantiscono né mantengono.
       Questo significa  signor  Presidente, che noi non voteremo i
  disegni di  legge se si mantiene questa condizione. Con l'augurio
  anche  che  questo  possa anche aprire uno sprazzo di lucidità su
  quello  che  immediatamente dopo dovrà seguire, sulla possibilità
  che  si possano almeno recuperare alcune questioni importanti che
  sono   rimaste  irrisolte  e  ci  hanno  lasciato  tutti  con  un
  profondissimo senso di frustrazione e di difficoltà anche morale.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, onorevole
  Presidente della Regione,  lei sta guardando da qualche minuto il
  quadro elettronico che  davanti  a  lei sta contando i quadratini
  verdi, sta verificando  in  diretta  qual è la sua maggioranza in
  questo momento. Una maggioranza che non c'è, che non c'è stata in
  questa notte, che  non  c'è  in  questa  Aula  parlamentare con i
  numeri e che non  esiste  più politicamente. Un governo che ha un
  Assessore dimissionario.
       Credo che confermi con la sua dignità che abbiamo verificato
  anche in questa Aula in un momento delicato dello scontro con una
  parte del Gruppo  di  Alleanza  nazionale  e la dignità della sua
  scelta e che  non  si  omologhi,  invece,  ai suoi comportamenti,
  onorevole Presidente, ai  quali ci ha abituato:  di giravolte, di
  dichiarazioni contraddette, di posizioni smentite,come è avvenuto
  anche in questa  notte  dove  abbiamo  sentito  almeno  due volte
  posizioni diverse  sull'ordine dei lavori, su come proseguire, su
  come andare avanti.
       Siamo di fronte,ormai, a leggi che non vanno avanti, a leggi
  che non sono  solo  della  maggioranza  sono leggi che riguardano
  problemi rispetto  ai  quali  noi  stessi  abbiamo  contribuito a
  trovare soluzioni ma  ad  atti  del  Governo  che  devono  essere
  sostenuti dalla maggioranza del Governo.
       Un partito  della  maggioranza non la riconosce più, abbiamo
  sentito qui le dichiarazioni  del CCD; un gruppo tra i più grossi
  della sua maggioranza,  il gruppo di Alleanza nazionale, diviso e
  spaccato, in conflitto  palese  con  il  suo  Governo  e  con  le
  posizioni del suo Governo  e  con le posizioni del suo Governo su
  una questione  da  lei individuata come cruciale e discriminante,
  quella delle dismissioni  degli  enti al punto da renderla da lei
  nel  corso   della   nottata   passata   pregiudiziale   rispetto
  all'approvazione di tutte le altre leggi.
       Una maggioranza  sbrindellata,  quindi. Lei pensa che questa
  maggioranza senza  un  atto  di  chiarimento  politico  martedì o
  mercoledì o giovedì  o  quando  deciderete di ritornare in questa
  Aula  sarà   pronta  a  sorreggerla,  qui,con  un  atto  coerente
  di sostegno politico?
       Io ne  dubito,  onorevole  Presidente.  Allora  noi  non  le
  chiediamo alcuna  forzatura,  le chiediamo di prendere atto della
  realtà  politica   di   questo  Governo  regionale  e  di  questa
  maggioranza, di fare  una  azione  di  chiarezza  politica  e  di
  rispetto  anche   verso   questo   Parlamento   che   ancora   in
  questo momento,  guardando  quel  tabellone,  non  le sta dandola
  fiducia politica che lei chiede.
       Per questi motivi  e  anche  in nome di quel superamento del
  consociativismo al quale voi pionieri della seconda repubblica ci
  avete abituati spesso  ci  richiamate,  in assenza di questo atto
  politico  davvero  non  vi  può  essere  alcun  soccorso,  alcuna
  copertura alle falle di questa maggioranza in questo momento.
       E allora se non c'è un atto politico chiaro del suo Governo,
  suo, signor  Presidente,  noi  non  riteniamo  in  questo momento
  di assumerci una  responsabilità  che non è nostra e vorremmo che
  almeno ci risparmiasse,  se  ne  è  capace, almeno per una volta,
  signor Presidente  della  Regione,  ci  risparmiasse questa scena
  ricorrente delle denunce di un Parlamento che non funziona fronte
  di  un Governo,  invece,  che  sta  portando  avanti  riforme  di
  struttura ed epocali di questa Regione.
       Non vorremmo  assistere  almeno  per una volta alla denuncia
  che è questo  Parlamento  che  paralizza l'azione di Governo. No,
  questo Parlamento e  questa  Aula parlamentare non le dà fiducia,
  signor Presidente.  Prenda atto di questo e dichiari ai Siciliani
  che il suo Governo non ha più una maggioranza e la responsabilità
  della  paralisi di questo Parlamento é  della sua maggioranza che
  si   é   liquefatta   e   non   certo   delle   opposizioni  che,
  coerentemente, con responsabilità, provano  a  costruire risposte
  alternative ma anche risposte costruttive  ai problemi drammatici
  che  sono aperti, e li sappiamo quali  sono,  soprattutto  quelli
  sociali  che abbiamo di fronte, ma che ha il  dovere,  in  quanto
  opposizione,  di percorrere anche le strade  alternative  ad  una
  maggioranza che non c'é.

     COSTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     COSTA.   Onorevole   Presidente,   onorevoli   colleghi.   Noi
  riteniamo, in  maniera  sensata,  dico,  dopo queste ventiquattro
  ore, tra poco, che  siamo  in  questa  Aula  parlamentare,  che é
  opportuno recuperare un  rapporto  di  serenità,  un  rapporto di
  collaborazione e che  é  opportuno,  alla fine di questa sessione
  legislativa,  portare  a  casa,  soprattutto  per  l'occupazione,
  rispetto alle cose che  ci  siamo  detti, qualche cosa in più. Io
  credo che noi tutti,  alla  fine,  anche  se ci siamo proposti di
  chiudere oggi,  anzi  ieri, questa sessione legislativa, dovremmo
  rimandare  a  martedì  questa  seduta  per  potere  convocare  la
  commissione bilancio per  potere discutere e riportare in Aula il
  disegno di legge numero  567/A, per potere, quanto meno, dare una
  risposta, rispetto a  quelle  cose che noi riteniamo rilevanti ed
  importanti che sono inserite in quel disegno di legge.
       Rispetto a questo io  dico che si può recuperare un rapporto
  più  sereno   sia   con   l'opposizione,  sia  all'interno  della
  maggioranza stessa, che  ha tempi e modi per verificare realmente
  quale percorso essa stessa é in grado di fare o vuole fare.
       Quindi mi sento di dire, riconfermando anche la fiducia e la
  disponibilità a votare  oggi  stesso  questi disegni di legge che
  sono pronti, io  credo che é realmente opportuno rimandare l'Aula
  a martedì e  convocare martedì stesso la commissione bilancio per
  potere rasserenare il  clima  e per potere, quanto meno, centrare
  l'obiettivo  che mi  pare  un  obiettivo  importante,  di  questo
  disegno di legge, e  dell'altro  che riguarda le tonnare, che era
  stato anche esso accantonato.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Costa,  c'é  un  piccolo  particolare,
  dovrebbe dichiarare se vota  contro,  se  si  astiene o se vota a
  favore.

     COSTA.  Signor Presidente, avevo già  dichiarato  che  votiamo
  comunque a favore.

     CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO. Signor   Presidente, onorevoli colleghi, molto spesso,
  forse é l'abitudine  per  molti  ad  occupare  questi  scranni di
  questo splendido palazzo  che  dovrebbe e deve governare le sorti
  della Sicilia e  dei siciliani, ci affezioniamo più alla politica
  ed  al  linguaggio   dei   partiti,   delle   posizioni  e  delle
  contrapposizioni, e ci  allontaniamo  dai  bisogni  della gente e
  della Sicilia.  Questo é un fatto gravissimo che non fa altro che
  acuire i mille problemi  che  la  Sicilia  sta  affrontando e che
  dovrebbe vedere  tutti,  maggioranza  ed  opposizione,  forze  di
  governo e forze di  opposizione,  a  lavorare  per  i problemi di
  questa Sicilia.
       Non sono i numeri  quelli che governano le regole del gioco,
  ma sono i problemi  che  impongono  a chi é stato chiamato ... ci
  sono due doveri che  noi siamo chiamati a rispettare perché siamo
  stati eletti dai siciliani:  ed é il dovere di amministrare ed il
  dovere di garantire  l'opposizione  e  quella parte dei cittadini
  che  hanno votato  partiti  e  persone  che  siedono  nei  banchi
  dell'opposizione.  Un dovere che non significa obbligo per uno di
  governare, e logica di disinteresse o di astensione  o  di creare
  problemi ad una maggioranza che ha cominciato da  qualche mese il
  suo cammino.
       Questa Giunta di governo si è trovata ad affrontare problemi
  immani  ed  inimmaginabili  come  quello  dell'emigrazione,  come
  quello  della  disoccupazione,  come  quello  dell'aumento  della
  criminalità organizzata, come quello del continuo taglieggiamento
  in  danno degli imprenditori, come quelli di un disavanzo sociale
  che continua a dilagare per tutta la Sicilia.
       Invece  di  prendere   atto,  sia  pur  nella  logica  della
  opposizione  che  c'è  un  Governo  che  primo  nella  storia  da
  cinquant'anni a questa parte  ha  affrontato con coraggio sia pur
  nella differenziazione di  progetti  e  di  approcci  all'interno
  della  maggioranza un aspetto  importante  e  mai  toccato  quale
  quello della dismissione degli enti economici, per alleggerire un
  bilancio e per consentire il  rilancio della economia siciliana e
  per sgravare le nostre casse  regionali  da  continue perdite, da
  continui disavanzi e per porre fine ad uno scandalo che ha offeso
  e  mortificato  la  Sicilia,  i   partiti  e  i  siciliani.
       Oggi  assistiamo  ad  una  maggioranza  che  ha  sì  le  sue
  difficoltà  di  governare  ma che è presente  con  coraggio,  con
  determinazione e che va avanti e che chiede  alla  opposizione di
  essere  responsabile,  di  essere  coerente  con  se  stessa,  di
  partecipare  ai  lavori  del  Parlamento,  di  dare  risposte  ai
  siciliani  perchè  i  siciliani,  non   dimenticatelo,  ci  hanno
  chiamato per amministrarli, non ci hanno chiamato per fare ergere
  un muro tra la maggioranza e l'opposizione, non ci hanno chiamato
  per creare tensione all'interno del Parlamento  ma  per eliminare
  le  tensioni  all'interno  della Sicilia e  per  consentire  alla
  nostra Isola e ai nostri siciliani di avere quel  colpo d'ala che
  li fa diventare da servi a padroni del loro destino.
       Qui  noi  non  lo   facciamo,   e   mi   dispiace   colleghi
  dell'opposizione,  state  tradendo   il   vostro  mandato,  state
  tradendo la fiducia dei  siciliani  che  vi  hanno  votato, state
  offendendo un popolo che ha diritto di essere amministrato seppur
  nelle  differenze  ideologiche  di   partito,  di  cultura  e  di
  posizioni politiche.
       Non lo state facendo, non  lo  stiamo  facendo e questo è un
  delitto, un delitto che  stiamo  consumando  in  danno  di questi
  siciliani che stanno morendo di fame, dal  divario sociale, dalla
  disoccupazione,  vittime  della  criminalità   con  problemi  che
  potremo  risolvere perchè noi siamo legislatori e  con  le  leggi
  possiamo cambiare le sorti di un popolo.
       Mi dispiace che state venendo meno  a un dovere che è morale
  prima di essere politico, e  io  vi  voglio richiamare ancora una
  volta al vostro senso di responsabilità di uomini e di politici e
  concorrere  con  la  maggioranza e  con  gli  altri  deputati  ad
  amministrare questa Sicilia e  non  creare  inutili barricate che
  servono solo a coloro che vogliono distruggere la Sicilia. Voto a
  favore, signor Presidente.

     LA GRUA . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA .  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo
  per annunciare il voto  favorevole mio e di Alleanza nazionale in
  questa votazione finale del disegno di legge che stiamo prendendo
  in esame ma vedo, signor Presidente, che l'atmosfera che regna in
  quest'Aula non è l'atmosfera che dovrebbe dominare in un consesso
  di così grande  importanza  perchè  si  vede  una opposizione che
  dimentica i propri  doveri,  si vede una opposizione che trascura
  gli interessi siciliani.
       E' questo il quadro che noi rileviamo, è questa l'accusa che
  noi   muoviamo  ad   una   opposizione   che   irresponsabilmente
  trascurando  il  mandato degli  elettori  dimentica  che  qui  il
  proprio dovere lo deve  fare  la maggioranza sicuramente in primo
  luogo ma anche l'opposizione ha doveri nei confronti della gente,
  nei confronti dei siciliani che attendono le leggi  che  oggi  ci
  accingiamo  a votare e vedo che ci sono,  signor  Presidente,  in
  questo lungo elenco di leggi che dovremo valutare  e  che dovremo
  votare, vedo che ci sono delle norme  estremamente importanti per
  le quali parecchi esponenti dell'opposizione si sono battuti.
       Io non capisco come, per esempio, l'onorevole  Franco Piro e
  i suoi amici de La Rete non possano votare  la legge "Istituzione
  del  servizio di vigilanza e salvataggio per  le  spiagge  libere
  siciliane" che è stato un loro cavallo di  battaglia,  una  legge
  che  ha  trovato la piena disponibilità della  maggioranza  e  di
  tutti in commissione, ricordo, ed oggi  dimenticano  questo  loro
  impegno  e per fini di bassa bottega  politica,  trascurando  gli
  interessi dei siciliani, dimenticano quindi che erano i fautori e
  coloro che avevano proposto una legge del genere.
       E vedo altre norme:  le disposizioni per  l'ente di sviluppo
  agricolo;  e vedo, per esempio, le norme in  materia  di  appalti
  pubblici,  come  non  votare una legge del genere  per  la  quale
  abbiamo  sentito  l'appoggio di tanti  deputati  della  sinistra,
  dell'opposizione.   Come  non  potranno   votare,   per  esempio,
  l'onorevole Battaglia e l'onorevole Drago che  sono  i  promotori
  del  disegno di legge numero 300, per il quale  si  sono  battuti
  eppure  non  voteranno  perché  questo è  l'ordine  di  scuderia,
  dimenticando quelli che sono i doveri che si  hanno nei confronti
  dei  cittadini, nei confronti degli elettori.
       Non   li  voteranno  queste  cose  e   si   assumeranno   le
  responsabilità    che   conseguentemente   avrà    questo    loro
  comportamento  nei  confronti  dei siciliani.  Ecco  perché  noi,
  signor  Presidente,  invece,  coerentemente   con  l'impegno  che
  abbiamo  assunto  con  gli elettori siamo qui a  fare  il  nostro
  dovere a dare il nostro contributo per  l'approvazione  di queste
  leggi perché riteniamo che siano leggi che  i cittadini siciliani
  attendono, sono leggi che noi dobbiamo dare  ai  cittadini perché
  sarebbe  veramente  vergognoso  se  domani  o  oggi,  uscendo  da
  quest'Aula, noi fossimo in grado di poter dire alla gente abbiamo
  lavorato per voi, abbiamo reso questo dovere,  questo  gesto alla
  gente,  ai  siciliani.   E di questo,  ripeto,  se  l'opposizione
  continuerà  in  questo comportamento  dovrà  sicuramente  rendere
  conto alla Sicilia ed ai siciliani.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.  Signor  Presidente, io  intervengo  brevemente  per
  annunciare  il  consenso  dell'unico   parlamentare,   ad   oggi,
  dell'U.D.R. in questa Assemblea alle leggi che andiamo a votare.
       Un consenso che tuttavia non può sottacere una condizione di
  disagio nel quale ci  troviamo  per difficoltà obiettive che sono
  anche emerse nel corso di questa  lunghissima seduta e che, a mio
  avviso,   non   possono    essere   superate   con   logiche   di
  contrapposizione,  visto  anche  che  i  numeri  non  aiutano  la
  maggioranza ad essere determinata,  fortissima  (qualche volta si
  può pensare al limite dell'arroganza).
       Io credo che le  leggi  che  abbiamo  fatto  vanno approvare
  affinché possano essere pubblicate  e  fruite dai cittadini della
  Regione siciliana, ma avverto  che  ancora una legge almeno manca
  all'appello di quelle che dovremmo votare  ed  è  la legge per il
  pagamento degli stipendi al personale dipendente che da circa tre
  quattro mesi non lo prende,  che  rischia di non prenderlo ancora
  per due tre mesi e sarebbero  sei  sette  mesi  e  che  ad  oggi,
  purtroppo, non ha trovato una soluzione.
       Allora, secondo me, bisogna  tentare  un'ultima strada che è
  anche un'ultima scans per  il  Governo  nella sua maggioranza, la
  strada di uno slittamento  a martedì, con una richiesta specifica
  in tal senso del Governo perché  da  qui  a  quella  data possano
  essere approvati i disegni di  legge  urgentissimi - io credo che
  quello sia il più urgente - e  a quel momento le cose sono due: o
  il Governo ha una maggioranza e  allora  va  avanti  e  approva i
  disegni  di legge già pronti  più  quello  o  qualche  altro  che
  saranno  pronti a quella data, oppure se questo  non  fosse,  con
  molto  senso  di  realismo,  prenda   atto   dell'offerta,  della
  disponibilità, dell'apertura delle opposizioni  che, voglio dire,
  fanno  il loro dovere.
       Non si può chiedere alle opposizioni di  dare  i  contributi
  che  pure hanno dato, in Commissione o in Aula,  e  poi  chiedere
  anche che votino insieme con noi i  provvedimenti  finali, quando
  obiettivamente le carenze della maggioranza  non sono determinate
  solo da assenze casuali, ma probabilmente  hanno  delle  ragioni.
  Allora, a quel punto il Governo non può  impedire, la maggioranza
  non  può  impedire  che  i siciliani siano  privati  di  elementi
  legislativi  importanti:   la  caccia,  la   legge  sull'ESA,  la
  protezione civile, le altre leggi approvate, io  spero il disegno
  di  legge  per  il  pagamento  degli  stipendi  e,  non  cogliere
  eventualmente  quella  disponibilità  che esiste  e  quindi,  che
  esiste  per  consentire di governare la  Sicilia,  rispetto  alla
  quale la maggioranza può avere un'altra  prova d'appello, martedì
  deve potere raccogliere le proprie forze, mostrare  di  avere una
  tale  quantità di voti da potere superare il  voto  d'Aula  senza
  ricorrere  alla  disponibilità  del voto  delle  opposizioni.
       Se  questo  non  fosse,  le leggi  tuttavia,  devono  essere
  approvate. Noi non possiamo rischiare di andare  a  settembre con
  un Governo in piedi, con una maggioranza formalmente  in  piedi e
  le  leggi  non approvate, perché  quella sarebbe  la  fine  della
  esperienza di Governo.
       Ora,  siccome,  io credo al  Presidente  della  Regione,  al
  Governo, a questa maggioranza ancora  credo,  non  per  molto, ma
  ancora credo, l'ultimo tentativo, a  mio  avviso va fatto presto,
  aggingendo ciò che è indispensabile,  martedì  al  voto d'Aula, o
  siamo ancora maggioranza,  oppure  chiediamo  all'opposizione  di
  votare  le leggi insieme a  noi,  attraverso  le  dimissioni  del
  Governo.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, interverrò
  molto brevemente, perché  l'intervento  intellettualmente  onesto
  dell'onorevole Nicolosi, mi esime  dal  fare delle sottolineature
  che avevo intenzione di fare.
       Rimango, comunque, allibito  e  vorrei  esternarlo all'Aula,
  dell'atteggiamento del Governo e in  primo  luogo  del Presidente
  della Regione, il quale consapevole  a  chiusura  di sessione che
  quest'Aula non ha i numeri  per potere procedere all'approvazione
  dei  disegni  di  legge  che   hanno  un  loro  contenuto  sempre
  importante, leggi inutili credo che non  se  ne facciano mai, non
  ha sentito il dovere di prendere  atto  di  questa  situazione  e
  chiedere all'opposizione di concorrere,  ma  prendento atto della
  mancanza della maggioranza in quest'Aula,  che  non  è  la  prima
  volta, e non è casuale,  come  dice  l'onorevole Nicolosi, perché
  altre   volte  era  già  successo   e   chiedere,   quindi,   che
  l'opposizione  possa, prendendo  atto  delle  sue  dichiarazioni,
  concorrere; avremo poi valutato noi se era  il  caso o no di fare
  questo passo.
       L'indifferenza  con la quale  il  Presidente  della  Regione
  tratta questo argomento, mi convince  di  un dato di indurimento,
  direi  persino  di  imbarbarimento  dell'atteggiamento  verso  le
  questioni che abbiamo all'ordine del giorno.
       L'onorevole  La  Grua  ha   tentato   di   ribaltare  questo
  ragionamento,  scaricando  sulle  opposizioni.  Vorrei  ricordare
  all'onorevole  La  Grua  che  il  Polo  con  a  capo  l'onorevole
  Berlusconi, a Roma, addirittura  ha  votato contro l'allargamento
  della Nato, solo per andare contro la maggioranza di Governo. Non
  parliamo di modesti disegni di  legge,  parliamo  di  scelte  che
  hanno quasi un valore di principio, direi persino ideologico. Una
  volta si diceva "scelte di campo", figuriamoci...

     FORGIONE. Sbagliate...

     CAPODICASA  ...sbagliate per quanto siano, ma per Forza Italia
  credo  che abbiano questo significato  e  questo  valore.  Vorrei
  quindi,  spiegato  da  qualche   sapientone,   perché   mai  oggi
  un'opposizione che ha già verificato  in  più  occasioni  che  la
  maggioranza  non è maggioranza, per  qualunque  ragione,  poi  lo
  verificherà il Presidente della  Regione,  debba  concorrere  non
  tanto ad approvare disegni di  legge, quanto a trarre d'impiccio,
  da una situazione di difficoltà  la maggioranza attuale, la quale
  non merita nulla per il modo in cui si è comportata questa notte,
  per il modo in cui si è  atteggiata rispetto a problemi gravi che
  hanno quella entità.
       Ecco, allora, la ragione per  la  quale  noi  confermiamo la
  nostra astensione dal voto.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Granata per
  dichiarazione di voto.

     GRANATA.  Signor  presidente, signor Presidente della Regione,
  credo che al  culmine,  alla  fine  di questo difficilissimo iter
  parlamentare che tutti  abbiamo seguito per una intera notte, per
  la giornata  di  ieri,  per  arrivare  all'approvazione di quelle
  norme sulle quali,  ovviamente, esprimo la mia intenzione di voto
  favorevole, è assolutamente necessario in questa fase di chiusura
  della seduta  che  il  Presidente  della  Regione  abbia un'ampia
  libertà decisionale, in  considerazione di ciò che si sta venendo
  a delineare in quest'Aula e che è si delineato in questi giorni.
       Io   concordo   col   taglio   dato   nel   suo   intervento
  dall'onorevole  Nicolosi, perché sono convinto che, innanzitutto,
  lo  sforzo per individuare alcune emergenze legislative sia stato
  portato a termine, ad iniziare dalla commissione bilancio, grazie
  al contributo,  a  volte  devo  dire  determinante  in termini di
  presenza e  anche,  se  mi  consentite, in termini di indicazione
  programmatica, da parte delle opposizioni.
       Noi  non  possiamo  ritenere  che  questa  maggioranza possa
  governare  senza  l'ovvia  constatazione  di  un  dato  di  fatto
  politico e  senza avere i numeri per potere essere consequenziale
  a  questo   tipo  di  impostazione  che  cerca  poi  di  avanzare
  all'interno dell'Aula parlamentare.
       Questa   maggioranza  deve  rendersi  conto  che  su  alcune
  importanti  questioni  legislative ha avuto il doveroso apporto e
  supporto   istituzionale  da  parte  delle  opposizioni,  abbiamo
  apprezzato  questo  supporto;  non  possiamo  chiedere che questo
  supporto si trasformi in qualche cosa di più, si trasformi in una
  sorta di appoggio  politico  che  passa  da  un  voto espresso in
  termini di astensione  o  in  termini  negativi,  di fatto ad una
  indicazione di  sostegno  oggettivo  ad  un  Governo che, invece,
  politicamente la vede schierata all'opposizione.
       Il mio  ragionamento é che, alla luce delle cose dette prima
  dall'onorevole   Costa  e  poi  dall'onorevole  Nicolosi,  questo
  parlamento ha  quasi  il  dovere  di  fare  un  ultimo sforzo per
  cercare  di  individuare una strada che porti all'approvazione di
  una serie  di  norme  che  sono  indispensabili,  in  questa fase
  difficilissima   della   vita   siciliana,   alla  nostra  Terra;
  dopodiché   faccio   mie   per   intero   la   valutazione  e  le
  considerazioni fatte dall'onorevole Nicolosi.
       A  quella  data, individuato quel percorso, approvate quelle
  leggi,  questa  maggioranza  farà  la  sua verifica parlamentare,
  onorevole   Drago,  perché  c'é  qualcosa  che  non  mi  convince
  minimamente,   anzi,  mi  offende  personalmente  nell'intervento
  dell'onorevole Di Martino.
       Il suo, ad iniziare dalla sua persona, non é  un Governo che
  può finire facendosi buttare le monetine da parte del Parlamento,
  per il fatto che quei governi che si facevano buttare le monetine
  da  parte  dell'opposizione  rappresentavano  simbolicamente  dei
  governi che le  monetine le prendevano su altri piani e per altre
  vicende e, probabilmente, il suo governo, invece, incontra queste
  difficoltà proprio  perché  assolutamente  chiuso e trasparente a
  certi  condizionamenti  di  potentati  economici  che  in  questo
  momento,  non  a  caso, su  alcuni  passaggi  essenziali  per  la
  modernizzazione della  Sicilia,  stanno cercando di fare di tutto
  perché questa azione non venga portata a termine.
       E Allora,  ci  sono  due  piani  del problema. Il primo é di
  ordine   istituzionale,  politico  e  parlamentare,  di  corretto
  rapporto tra  maggioranza  e opposizione.
       E   qui   dobbiamo   dircela   tutta.  Dobbiamo  dimostrare,
  attraverso uno  sforzo  legislativo  che deve avere un'appendice,
  almeno a mio modestissimo giudizio, martedì, di potere concludere
  in modo degno  questa pagina di vita parlamentare con delle leggi
  importanti che  abbiamo  individuato  e  che  abbiamo  portato  a
  compimento.
       Dall'altra  parte  c'é una considerazione di ordine politico
  che questa maggioranza  che  l'ha  sostenuta e la sostiene, se mi
  consente da un punto di vista anche personale, le chiede di dover
  fare  in  questa  sede.  Perché  quella  analogia,  quel  ricordo
  dell'onorevole  Di   Martino   io   non   lo  vedo  assolutamente
  applicabile alle  persone  che compongono questo Governo.  Allora
  per questo doveroso sussulto di dignità che questa maggioranza e,
  soprattutto,  questo   Governo  devono  avere,  le  chiediamo  di
  assumere un'iniziativa politica che riesca a portare a compimento
  il processo legislativo e che allo stesso tempo sia di verifica e
  di chiarimento se  questa maggioranza ha le forze ed i numeri per
  potere progettualmente continuare a governare la Sicilia.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  per dichiarazione di voto
  l'onorevole Zanna. Ne ha facoltà.

     ZANNA. Rinunzio ad intervenire.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  per dichiarazione di voto
  l'onorevole Alfano. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono state
  affrontate un po' da  tutti i colleghi che mi hanno preceduto due
  questioni che  mi  sembrano  assolutamente connesse: la questione
  logistica, organizzativa del  mantenimento  di questa seduta e la
  prosecuzione della stessa  o  il  rinvio  a martedì prossimo, con
  abbinata l'altra questione, quella politica, relativa alla tenuta
  del  Governo   e   alla   sussistenza   ed  esistenza  di  questa
  maggioranza.
       In riferimento a  questo secondo aspetto mi permetto di dire
  che,  sebbene   evidenti   le   difficoltà  della  maggioranza  a
  ritrovarsi   in   termini   numerici   in   quest'Aula,   ritengo
  politicamente che non  si  sia  esaurita la funzione politica del
  centro-destra in Sicilia ed in quest'Aula.
       Ciò nonostante  va  riconosciuto,  signor Presidente, che vi
  sono circostanze  nelle quali l'onestà intellettuale deve indurre
  tutti noi a  dire  che un contributo dell'opposizione rispetto ad
  alcuni provvedimenti è da auspicare.
       Ma se tutto questo  è vero, è altrettanto vero che questo si
  collega ad un  principio  che  regola  i rapporti all'interno del
  Parlamento. Rapporti in ragione dei quali l'iniziativa di governo
  spessa all'Esecutivo, la  proposta  legislativa  spetta a tutti i
  parlamentari,  il  dovere  della  partecipazione  è  di  tutti  i
  parlamentari, e   se   poi   vogliamo  calare  questa  brevissima
  riflessione nel contesto  in cui quest'Aula si trova a dibattere,
  non possiamo non  renderci conto, onorevoli colleghi, che alcuni,
  non dico la maggior  parte, ma alcuni - e dei più significativi -
  disegni di legge  pendenti per il voto finale in quest'Aula hanno
  subito  o  l'iniziativa legislativa originaria dell'opposizione o
  il contributo determinante in sede di elaborazione del testo.
       Rispetto  a   questi   argomenti,  rispetto  alla  obiettiva
  indistinzione  che  l'opinione  pubblica  rischia  di  avere  nel
  giudizio   nei   confronti  dell'Assemblea  regionale  siciliana,
  indistinzione dei ruoli  di maggioranza e opposizione riguardo la
  improduttività legislativa, io  mi chiedo se la partecipazione al
  voto dei colleghi  dell'opposizione,  se  la partecipazione ad un
  voto evidentemente non  omologo,  non  omogeneo rispetto a quello
  della maggioranza, sia da additare come una concessione.
       Noi  ci   rendiamo   conto   che  nella  normale  dialettica
  parlamentare è  prerogativa  dell'opposizione anche quella di non
  votare, anche quella  di  non  partecipare  ai  lavori d'Aula per
  manifestare le carenze,  le  deficienze  della  maggioranza. Ma è
  altrettanto vero che in  una  fase  come questa, in una fase dove
  non si esitano né i provvedimenti sulla NATO, dove il Polo non ha
  votato  a   favore   e  neanche  quelli  sull'Albania,  onorevole
  Capodicasa, dove il Polo invece ha sostenuto il Governo Prodi. Ma
  dove si esitano  provvedimenti che certamente non fanno male alla
  Sicilia, provvedimenti che  portano  anche la vostra firma, io mi
  chiedo  se  risponde   ad  un  elemento  di  irragionevolezza  la
  richiesta di partecipazione al voto.
       Io ritengo che non è irragionevole auspicare tutto ciò ed io
  ritengo che la  maggioranza  con  franchezza,  con schiettezza al
  proprio interno si  dovrà  poi  interrogare  sulla capacità della
  propria tenuta.
       Ma questo non  involge  un  giudizio  di  esaurimento  di un
  percorso o di fine  di  una  stagione politica. Esiste una via di
  mezzo, onorevole Presidente  della  Regione, una via di mezzo che
  politicamente si può  esprimere  anche  con  un  rinvio a martedì
  qualora tutto ciò  consentisse  di esitare i disegni di legge con
  la partecipazione più ampia possibile all'interno di quest'Aula.
       E' questa la valutazione che io faccio affermando come Forza
  Italia,  evidentemente, che  voterò  sì  ai disegni di legge oggi
  proposti   per   il   voto  e  rimettendomi  ad  una  valutazione
  complessiva insieme al Governo, insieme a tutte le forze presenti
  in  quest'Aula,  circa l'opportunità di procede immediatamente al
  voto  o  di rinviare a martedì per consentire alle Commissioni di
  merito,   a   cominciare   da  quella  bilancio  e  finanze,  una
  valutazione   dei  testi  che  vi  sono  stati  inviati  per  una
  riconsiderazione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare per dichiarazione di voto
  l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.

     AULICINO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  ho
  ascoltato con attenzione gli interventi per dichiarazione di voto
  dei  rappresentanti  di tutti i partiti, ma soprattutto di quelli
  della  maggioranza  di cui noi facciamo parte ed ho la sensazione
  che  il vero problema che quest'Aula deve sciogliere non vogliamo
  scioglierlo.
       Noi   non   dobbiamo, come  maggioranza,  Presidente  Drago,
  elemosinare  il  consenso dell'opposizione. Noi dobbiamo chiedere
  all'opposizione  che  governi perché l'opposizione ha un ruolo di
  governo   pur   stando   all'opposizione,  che  nella  dialettica
  parlamentare  si  creino  le  condizioni perché si faccia sintesi
  nelle   Commissioni   ed   in  Aula,  che  le  opposizioni  siano
  responsabili nel processo di formazione dell'atto legislativo.
       Però dobbiamo  chiederci  come  mai  in  questo  momento non
  possiamo  procedere  speditamente?  Che  cosa  non  funziona?  E'
  assenteismo fisiologico  e,  quindi, il rinvio a martedì potrebbe
  essere utile perché ciascun gruppo parlamentare della maggioranza
  potrebbe chiedere  ai  propri componenti di garantire la presenza
  e, quindi, la  giornata  di  martedì avrebbe una doppia funzione,
  onorevole Presidente:,  quella  di  ripescare  una  serie di mini
  provvedimenti per  sanare  situazioni  che, pur attenzionate alla
  fine si  sono  sfilacciate, vedi i lavoratori dell'Ente minerario
  ed altre cose,  e  nello  stesso  tempo  la  possibilità  di  una
  verifica, non  sulla  tenuta  della  maggioranza  per  i prossimi
  tre-quattro mesi, dobbiamo  stabilire  se  a  fronte di un lavoro
  fatto in questo ultimo mese è possibile trarre i risultati.
       Abbiamo   il   dovere  a  questo  punto,  Presidente  Drago,
  prescindendo   dalla  capacità  di  questa  maggioranza  di  fare
  quadrato  attorno  a  un  progetto per il prossimo medio periodo,
  di portare i  parlamentari  al  voto  e  di  dare ai siciliani le
  risposte che abbiamo costruito insieme all'opposizione.
       Allora  l'appello  che  faccio  è che, archiviato il voto su
  questo  disegno  di  legge, nel senso che completiamo il voto, io
  esprimo  il  mio  voto  favorevole  su questo disegno di legge  e
  voterò  qualora si dovesse decidere a favore di tutti, l'ha detto
  già il  mio  capogruppo,  l'onorevole  Costa,  però io proporrei,
  visto che il clima  non  è  dei migliori, visto che non ci sono i
  numeri, è inutile che stiamo qua a contare, non ci sono i numeri.
       E  allora, se  non  ci  sono  i numeri prendiamone atto, non
  usiamoci  ancora violenze, non servono, ricarichiamo le batterie,
  in  questi  giorni  riflettiamo  e  stabiliamo  tutti insieme che
  martedì  mattina  andiamo  a  ripescare  alcune  cose  e  martedì
  pomeriggio-sera  facciamo  una  verifica  rigorosa con una seduta
  non-stop  per  approvare  tutti  i  disegni  di legge che sono in
  questo ordine del  giorno,  integrati  da quelli che riusciremo a
  produrre martedì.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cimino per
  dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

     CIMINO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della Regione, oggi forse è stata la giornata più pesante e nello
  stesso  tempo  più "bassa" di  questo  Parlamento  della  Regione
  siciliana.
       Abbiamo lavorato  con impegno nelle Commissioni, sperando di
  potere dare  dei  risultati  concreti.  Con  l'assessore  ai beni
  culturali e con l'assessore al lavoro nella mia Commissione e con
  il contributo  delle  opposizioni  abbiamo  cercato  di  dare con
  urgenza i disegni  di  legge all'ordine del giorno;  e devo dirle
  con estrema franchezza  che  si riteneva che il nuovo regolamento
  potesse dare  spazio finalmente alla dignità di questo Parlamento
  siciliano.
       Invece anche  con  un  regolamento nuovo, con un regolamento
  che accelera i  tempi, ci troviamo imbrigliati, e non riusciamo a
  varare delle leggi  che  di fatto possono essere determinanti per
  lo sblocco delle  opere  pubbliche  in  Sicilia,  una  legge  che
  realmente  riesce   a   modificare  un  settore,  una  legge  che
  scaturisce da un  impegno  forte  della  IV  Commissione  con  le
  audizioni dei settori interessati.
       A me è  anche dispiaciuto il fatto di avere notato in alcuni
  momenti la rigidità sui disegni di legge della V Commissione però
  riconosco che già  i  disegni di legge all'ordine del giorno, tra
  cui anche il  disegno  di legge dell'onorevole Piro, quello delle
  spiagge, poteva essere un momento anche che rilanciava l'attività
  legislativa.
       Poco fa,  nel  mio Gruppo parlamentare, leggevo un messaggio
  che avevo ricevuto su Internet da alcuni siciliani all'estero che
  lamentavano  l'impegno  dei parlamentari siciliani perché avevano
  letto su un  quotidiano  regionale  che  questa  Assemblea non ha
  varato le leggi necessarie affinché si potesse dare realmente una
  svolta alla Sicilia.
       Oggi stesso  riconosco  come questa Sicilia non vuole andare
  avanti  perché   non   riesce   ad   avere   momenti   di   forte
  determinazione.   Dobbiamo   votare   questi   disegni  di  legge
  all'ordine del  giorno  e  dobbiamo  votarli  perché è necessario
  rilanciare  il  ruolo  del  Parlamento  siciliano,  siano  questi
  disegni di  legge  voluti  dalle opposizioni o dalla maggioranza.
  Io sono convinto che  già  il  Governo  di per sé sa di avere una
  propria riflessione  interna,  riflessione  che ci sarà così come
  voluta dai capigruppo,  ma  i  disegni  di  legge  all'ordine del
  giorno sono determinanti per potere realmente dare ancora dignità
  a questo Parlamento,  un  Parlamento  che  è riunito da un giorno
  intero  senza  portare  nessun  frutto,  senza  aver  determinato
  niente.
       Io sono convinto  che stiamo violando la dignità dei singoli
  deputati, la dignità del Parlamento stesso.
       E' bene riuscire  a  votare  queste leggi, perché sono leggi
  date  con il  contributo  di  tutti  i  parlamentari,  sia  della
  maggioranza che  dell'opposizione.  Da  lì si può veramente avere
  anche una svolta  che può anche determinare un migliore indirizzo
  per il Governo.

     DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,  Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, al di là dei toni poco generosi, al limite del rispetto
  personale che sono  stati  utilizzati in alcuni interventi che si
  sono succeduti, un  dato è certo:  che questa occasione così come
  altre  occasioni   che   si   sono   succedute  in  questa  Aula,
  testimonia una non auto-sufficienza della maggioranza.
       Certo,  a  poco  vale  dire  che  per  un  voto  stasera  la
  maggioranza non  riesce  a  votare  i disegni di legge. Il dato è
  comunque  che questa maggioranza non riesce ad essere autonoma. E
  se è  vero  che nelle commissioni, così come è stato detto sia da
  esponenti  della  maggioranza  che da esponenti dell'opposizione,
  nelle  commissioni  i  disegni di legge passano con il contributo
  anche   delle   opposizioni,  mi  sembrerebbe  assolutamente  non
  opportuno   pensare   di   non  richiedere  alle  opposizioni  il
  contributo, anche  in  questa  Aula, nel  momento in cui dobbiamo
  approvare  questi  disegni di legge che sono disegni di legge che
  non  servono  né  alla  maggioranza  né  all'opposizione o meglio
  servono   alla   maggioranza  e  all'opposizione, perché  servono
  soprattutto ai cittadini siciliani
       E   allora   mi  permetto  di  dire, riservandomi  ulteriori
  valutazioni  nel  corso  dei prossimi gironi: la maggioranza deve
  necessariamente   verificare   la   sua  tenuta,  la  sua  tenuta
  programmatica, la sua tenuta politica.
       C'era  bisogno, lo avevamo avvertito nelle ultime settimane,
  era nella intenzione dei gruppi parlamentari della maggioranza ma
  era  nelle intenzioni del Governo, far sì che nei prossimi giorni
  si potesse mettere a punto, verificare se la maggioranza ha in sé
  quelle potenzialità che le consentano di potere governare fino in
  fondo  questo  processo  di  modernizzazione  delle Istituzioni e
  della Regione.
       Oggi  c'è  però  da  prendere  atto  che  questo processo di
  modernizzazione, che passa anche attraverso queste leggi e quindi
  passa  anche  dal  contributo  delle  opposizioni, c'è bisogno di
  prendere  atto che abbiamo bisogno del concorso delle opposizioni
  per  far  sì  che  alcune  norme  importanti,  altre  forse  meno
  importanti,   ma   alcune  certamente  importanti, che  realmente
  determinano,  io   voglio  soltanto  dire  la  legge  dei  lavori
  pubblici,  la   soppressione  del  CTAR,  la  nuova  norma  sulla
  trasparenza dell'affidamento  degli appalti.
       Queste sono cose  che non appartengono ad una maggioranza ma
  appartengono a tutto  il  Parlamento  e ritengo che dobbiamo fare
  fino in fondo  il  nostro  dovere.  Se  c'è bisogno, io lo faccio
  ufficialmente, di  chiedere  l'aiuto delle opposizioni per varare
  queste leggi, io  lo  chiedo ufficialmente nei modi e nei tempi e
  con metodi e  strumenti  che  ritenete  più  opportuno. Se volete
  votare   stamattina   votiamo  stamattina,  è  chiaro,  onorevole
  Presidente, compatibilmente  con  tutti  i regolamenti, io voglio
  assolutamente  stare  all'interno  dei  regolamenti  assembleari,
  quindi vogliamo farlo stamattina, facciamolo stamattina.
       Sono venute alcune proposte da alcuni capigruppo di andare a
  martedì  per  verificare ulteriori iniziative.
       Il Governo ritiene oggi prioritaria l'approvazione di questi
  disegni di legge;  risolvere alcuni problemi che tutti consociamo
  dei siciliani.  Dopodiché  è chiaro che la maggioranza, prendendo
  atto di  una situazione difficile, deve effettivamente verificare
  se ci sono  le  condizioni per potere rilanciarsi, scommettere su
  un processo che  abbiamo  iniziato  e  che vogliamo fino in fondo
  completare, ma è  giusto  che  per  essere completato occorre una
  messa a punto e verificare se ci sono tutte le condizioni.
       Pertanto,  onorevole  Presidente, il Governo è disponibile a
  votare   stamattina  o  rinviare  a  martedì,  laddove  i  gruppi
  parlamentari  della maggioranza e dell'opposizione lo ritenessero
  opportuno.

     PRESIDENTE. Onorevole Presidente, siamo in fase di votazione e
  non è  possibile interrompere una votazione. E' necessario che si
  voti. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto l'onorevole
  Cintola. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Rinunzio.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Andrea, ne ha
  facoltà.

     D'ANDREA . Rinuncio.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli, ne
  ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
  doveroso  dare atto del valore delle dichiarazioni del Presidente
  della Regione.  Si  pone  un  problema  nuovo ai lavori di questo
  Parlamento.
       Rispetto  alla  necessità  procedurale  del Regolamento, noi
  favoriremo intanto che si voti questo testo del disegno di legge;
  subito dopo se  il Presidente potesse accogliere una richiesta di
  brevissima  sospensione   di  cinque  minuti,  il  tempo  che  le
  opposizioni facciano  una  riflessione più compiuta rispetto alle
  dichiarazioni  significative,   mi   permetto  di  dire,  che  il
  Presidente della Regione  ha  fatto,  per  consentire di fare più
  compiutamente il resto del percorso della giornata.

     PRESIDENTE.   Siamo   in   fase   di   votazione.  Ricordo  il
  significato del  voto:  chi vota sì preme il pulsante verde;  chi
  vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi  si  astiene  preme  il
  pulsante bianco.
       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

    Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese nominale:

        Presenti e votanti           49
        Maggioranza                  25
        Hanno votato sì              40
        Hanno votato no               6
        Astenuti                      3

                          (L'Assemblea approva)

       Aderendo  alla  richiesta  avanzata  da parte dell'onorevole
  Crisafulli per riunirsi con il suo gruppo parlamentare, la seduta
  è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.28, è ripresa alle ore 11.05).


   Presidenza del presidente Cristaldi


    CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo per la seduta
    in corso gli onorevoli Lo Giudice e Scalia.
       Se   non   sorgono   osservazioni  i  congedi  si  intendono
  accordati.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE  PER  SCRUTINIO  NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
    "RENDICONTO  GENERALE  DELLA  REGIONE  SICILIANA E DELL'AZIENDA
    DELLE FORESTE DEMANIALI PER IL 1996" (567/A)

     PRESIDENTE.  Indìco  la  votazione  per scrutinio nominale del
  disegno di  legge numero 567/A:"Rendiconto generale della Regione
  siciliana e  dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
  finanziario 1996".

     ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendo  la
  parola, seppur brevemente, per scandire  un passaggio che è stato
  richiesto fosse scandito.
       Se è  vero  come  è  vero  che  nel  corso  della precedente
  votazione  è  stato  chiesto  un  attimo  di sospensione, qualche
  minuto, per un raccordo tra i Gruppi e all'interno dei Gruppi, il
  significato   vero  di  questa  scansione  è  proprio  quello  di
  comprendere  il momento politico che stiamo vivendo e comprendere
  quanto   sia   delicato   per  l'Assemblea  regionale  siciliana,
  consentitemi  di  dirlo,  prima  ancora  che  per il Governo.
       Su  questa  premessa  ritorno a formulare, nei confronti dei
  colleghi   che   non  fanno  parte  di  questa  maggioranza,  una
  riflessione che è la riflessione di chi ritiene opportuno offrire
  ai siciliani un  segnale che dia il senso di un momento - e non è
  ironico,  consentitemelo - di tensione ideale di questa Assemblea
  regionale siciliana.
       In  un momento che è conclusivo di una fase e di un percorso
  politici - non il percorso politico di questo Governo, per inteso
  - ma  certamente  di  una  fase nella quale questa maggioranza ha
  preso  atto  della  necessità di un approfondimento interno sulle
  ragioni  fondanti  della stessa, sulle ragioni ispiratrici di una
  maggioranza  di  centro-destra  che o, onorevole Presidente della
  Regione,  riesce a portare avanti un programma di governo, oppure
  si deve dare una registrata forte. Una registrata che riguarda la
  formula  politica  che può riguardare l'assetto di governo ma che
  può anche riguardare la formula politica.
       E'  in questo contesto che io colloco un ragionamento per il
  quale  invito  i  colleghi  del  centro-sinistro  ad  un senso di
  responsabilità    non   rispetto   allo   specifico   dovere   di
  parlamentari,   ma  rispetto  alla  possibilità  di  produrre  un
  risultato   legislativo   che   certamente  non  può  non  essere
  considerato positivo dalla Sicilia e dai siciliani.

     PRESIDENTE.  Chiarisco  il  significato del voto:  chi vota sì
  preme il  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

       Proclamo   l'esito  della  votazione  per  scrutinio  palese
  nominale  del  disegno di legge numero 567/A:"Rendiconto generale
  della  Regione  siciliana  e dell'Azienda delle foreste demaniali
  per l'esercizio finanziario 1996":

                  Votanti e votanti .....42
                  Maggioranza ...........40
                  Congedi ............... 4

                 (L'Assemblea non è in numero legale)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi  l'Assemblea  terrà  seduta  mercoledì 2
  settembre  1998, alle ore  17.00,  con  il  seguente  ordine  del
  giorno:

        I - COMUNICAZIONI

       II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

      N. 233 - Iniziative  volte  a fronteggiare l'ondata di immi-
              grazione  clandestina  in  Sicilia e nelle sue isole
              minori,  nonché  per  il  rispetto  dei  trattati di
              Schengen.
               La Grua; Caputo; Catanoso; Granata; Grippaldi; Ricotta;
               Scalia; Stancanelli; Virzì.

      N. 234 - Nomina di una commissione parlamentare di indagine sul
              comportamento tenuto dall'E.S.A. in ordine alla vicenda
              dell'assegnazione agli aventi diritto  delle  aree  del
              feudo "Marineo", in agro di Licodia Eubea  (CT), confe-
              rite alla riforma agraria.
               Liotta; Martino; Forgione; Morinello; La Corte; Vella.

        III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
          AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A).
       Relatore: onorevole Speziale

       2) "Disposizioni  finanziarie  urgenti  per  l'anno  1998" (n.
          576/A).
       Relatore onorevole Petrotta.

       3) "Provvedimenti  in  favore  delle  tonnare  siciliane,  del
          quartiere  Ortigia  di  Siracusa  ed  in  favore di teatri.
          Interventi per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
          guerra" (n. 727/A)
       Relatore Onorevole Cimino.

       II - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Rendiconto  generale  dell'Amministrazione della Regione e
          dell'Azienda  foreste demaniali per l'esercizio finanziario
          1996." (n. 567/A)

       2) "Proroga della convenzione  tra l'Assessorato regionale del
          bilancio  e  delle  finanze  e  l'Automobil  Club  d'Italia
          (A.C.I.)" (n. 695/A)

       3) "Modifica della denominazione  del  comune di Calatafimi in
          Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)

       4) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
          spiagge libere siciliane" (n. 214/A)

       5) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
          materia  di  tutela  della  fauna  selvatica  ed  esercizio
          venatorio" (nn. 712-719-722/A)

       6) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
          legge 24  febbraio  1992,  n.  225 recante 'Istituzione del
          Servizio   nazionale   della   protezione  civile',  nonchè
          dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
          112, relativo  alle funzioni conferite alle regioni ed agli
          enti locali in  materia  di  protezione  civile" (nn. 672 -
          709/A)

       7) "Disposizioni  per l'Ente  di  sviluppo  agricolo  e  altri
          interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)

       8) "Norma per l'attivazione  dell'articolo  3,  comma 3, della
          legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).

       9) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
          regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).

       10) "Contributo   di   esercizio  alle  aziende  esercenti  il
          trasporto pubblico locale" (n. 733/A).

       11) "Modifica  all'articolo  2  della legge regionale 5 luglio
          1997,  n. 23, concernente il rinnovo del Comitato regionale
          di controllo. Modernizzazione amministrativa  e recepimento
          di norme della legge 15 maggio 1997, n. 127  nella  Regione
          siciliana" (n. 743/A)

    La seduta è tolta alle ore 11.15.