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Resoconto d'Aula della Seduta n. 184 di giovedì 20 agosto 1998
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                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

      QUESTO RESOCONTO STENOGRAFICO RIPORTA LA SOLA TRASCRIZIONE
          DEI LAVORI D'AULA, NON REVISIONATA E NON CORRETTA.

       La seduta è aperta alle ore 11.45.

     PRESIDENTE. Do  lettura  del decreto di convocazione di seduta
  straordinaria  con  carattere  d'urgenza dell'Assemblea regionale
  siciliana,  pubblicato  sulla  Gazzetta  Ufficiale  della Regione
  Siciliana n. 38 dell'8 agosto 1988.

         "IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

         VISTE  le  richieste  di  convocazione  straordinaria  con
    carattere   d'urgenza   dell'Assemblea   regionale   siciliana,
    presentate,  ai  sensi  dell'articolo 11  dello  Statuto  della
    Regione siciliana, in data 1 e 3 agosto 1998, rispettivamente:

         - da 21 deputati regionali, e precisamente dagli onorevoli
    Forgione, Spagna, Martino, Adragna, Silvestro, Lo Monte, Zanna,
    Speziale, Guarnera, Lo Certo, Piro, Mele, Capodicasa, La Corte,
    Battaglia,   Vella,   Morinello,  Liotta,  Papania,  Pignataro,
    Monaco;

         - da 22 deputati regionali, e precisamente dagli onorevoli
    La   Grua,   Scoma,  Salvino  Barbagallo,  Aulicino,  Catanoso,
    Ricotta,  Costa,  Cimino,  Giuseppe Basile, Grippaldi, Granata,
    Stancanelli,   Alfano,  Scammacca,  Petrotta,  Turano,  Caputo,
    Provenzano, Virzì, Scalia, Cintola, Leanza.

         CONSIDERATO  che  l'Assemblea  regionale  è  convocata  in
    sessione ordinaria per il giorno 2 settembre 1998;

         RITENUTO  che  ricorrono  i  motivi  di  urgenza  previsti
    dall'articolo   75   del   Regolamento  interno  dell'Assemblea
    regionale  siciliana per convocare la stessa prima di tale data
    in seduta straordinaria;

          VISTI   gli  articoli  11  dello  Statuto  della  Regione
      siciliana   e   75  del  Regolamento  interno  dell'Assemblea
      regionale siciliana,

                             D E C R E T A

         Ferma  restando  la convocazione in sessione ordinaria già
    fissata  per  il giorno 2 settembre 1998, l'Assemblea regionale
    siciliana  è  convocata  in seduta straordinaria, con carattere
    d'urgenza,  per  giovedì  20 agosto 1998 alle ore 10.00, con il
    seguente ordine del giorno:

        I - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
       AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A) (Seguito).
    Relatore: onorevole Speziale

    2) "Disposizioni  finanziarie  urgenti  per  l'anno  1998" (n.
       576/A) (Seguito).
    Relatore onorevole Petrotta.

    3) "Provvedimenti  in  favore  delle  tonnare  siciliane,  del
       quartiere  Ortigia  di  Siracusa  ed  in  favore di teatri.
       Interventi per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
       guerra" (n. 727/A) (Seguito).
    Relatore Onorevole Cimino.

  II - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Rendiconto  generale  dell'Amministrazione della Regione e
      dell'Azienda  foreste demaniali per l'esercizio finanziario
      1996." (n. 567/A)

   2) "Proroga della convenzione  tra l'Assessorato regionale del
      bilancio  e  delle  finanze  e  l'Automobil  Club  d'Italia
      (A.C.I.)" (n. 695/A)

   3) "Modifica della denominazione  del  comune di Calatafimi in
      Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)

   4) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
      spiagge libere siciliane" (n. 214/A)

   5) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
      materia  di  tutela  della  fauna  selvatica  ed  esercizio
      venatorio" (nn. 712-719-722/A)

   6) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
      legge 24  febbraio  1992,  n.  225 recante 'Istituzione del
      Servizio   nazionale   della   protezione  civile',  nonché
      dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
      112, relativo  alle funzioni conferite alle regioni ed agli
      enti locali in  materia  di  protezione  civile" (nn. 672 -
      709/A)

   7) "Disposizioni  per l'Ente  di  sviluppo  agricolo  e  altri
      interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)

   8) "Norma per l'attivazione  dell'articolo  3,  comma 3, della
      legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).

   9) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
      regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).

   10) "Contributo   di   esercizio  alle  aziende  esercenti  il
      trasporto pubblico locale" (n. 733/A).

   11) "Modifica  all'articolo  2  della legge regionale 5 luglio
      1997,  n. 23, concernente il rinnovo del Comitato regionale
      di controllo. Modernizzazione amministrativa  e recepimento
      di norme della legge 15 maggio 1997, n. 127  nella  Regione
      siciliana" (n. 743/A)

          Il  presente decreto sarà pubblicato nei termini previsti
      dall'articolo  75  del  Regolamento  interno  dell'Assemblea,
      nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

          Palermo, 5 agosto 1998
                               (On. Nicolò Cristaldi)"


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDI

     PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo:
       - l'onorevole Scalici per la seduta odierna;
       - l'onorevole Lo Monte per trenta giorni a decorrere dall'11
  agosto 1998, per motivi di salute.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.

  COMUNICAZIONE DI  AGGIUNTA  DI  DISCUSSIONE  DI  DISEGNO DI LEGGE
  ALL'ORDINE DEL GIORNO DELLA SEDUTA DEL 2 SETTEMBRE 1998

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  recentemente, per un errore
  della presidenza  e  per  un  disguido  degli uffici, non abbiamo
  inserito all'ordine  del  giorno  della seduta del 2 settembre il
  disegno di legge n. 203/A sulle minoranze linguistiche di origine
  albanese. Pertanto  comunico che l'ordine del giorno della seduta
  del  2 settembre  1998,  alle  ore  17.30,  è  integrato  con  la
  discussione del seguente disegno di legge:  'Provvedimenti per la
  salvaguardia   e   la   valorizzazione  del  patrimonio  storico,
  culturale e  linguistico  delle  comunità  siciliane  di  origine
  albanese e delle altre minoranze linguistiche' (203/A).  Relatore
  onorevole Zanna.
       Non sorgendo osservazioni così resta stabilito.

       Ai sensi  del  nono  comma dell'articolo 127 del Regolamento
  interno, do il  preavviso  di  30  minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento  elettronico che dovessero aver
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                   DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo  punto all'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.

  DISCUSSIONE DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "SOPPRESSIONE E LIQUIDAZIONE
  DEGLI ENTI  ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI" (NN. 413-458/A)
  (SEGUITO)

     PRESIDENTE. Si  passa  alla  discussione  del disegno di legge
  "Soppressione  e  liquidazione  degli  enti  economici  regionali
  AZASI, EMS,  ESPI" (nn. 413-458/A) (Seguito). Relatore: onorevole
  Speziale.
       Invito i componenti la terza Commissione a prendere posto al
  banco alla medesima assegnato.
       In  attesa   che   siano   in   Aula   il  Presidente  o  il
  vicepresidente   della   Commissione   o  il  relatore,  desidero
  comunicarvi che mi siete mancati

     D'ANDREA. Anche lei, signor Presidente ci è mancato. Io, nella
  qualità di vicepresidente, sono interprete dell'opinione di tutti
  i deputati. Siamo contenti di esserci rivisti


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CALANNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CALANNA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a conclusione
  della seduta  del  31  luglio,  sono  stato  tra  quelli  che  ha
  protestato con  una  sorta  di violenza verbale per come si erano
  svolte le faccende in quest'Aula, in questo Parlamento.
       Il motivo della protesta era semplice.  Noi abbiamo lavorato
  nel mese  di  luglio  su  parecchi  disegni di legge; l'Aula si è
  impegnata  portando  avanti  parecchi  disegni  di legge che oggi
  troviamo al  secondo punto dell'ordine del giorno e poi non siamo
  arrivati alla votazione finale di questi disegni di legge.
       Chiedevo   allora   la   convocazione  dell'Aula  in  seduta
  straordinaria addirittura  per il 4 agosto, ma per procedere alla
  votazione di questi disegni di legge.
       Bene, non  è  stato il 4 agosto, siamo oggi al 20 agosto, io
  non  sono  interessato  alle  questioni, alle diatribe tra questa
  pseudo-maggioranza e l'opposizione di centro-sinistra.
       Ecco, che ci siano problemi, questo è evidente agli occhi di
  tutti, ma questi problemi, signor presidente, onorevoli colleghi,
  non  possono  essere fatti pagare alla popolazione siciliana. Noi
  stiamo  vivendo  un momento che è veramente drammatico, veramente
  tragico.  Questo  lo vediamo non solo per i padri di famiglia che
  scioperano dinanzi alle porte di questo Palazzo, ma lo vediamo da
  tutto  quello  che  si verifica giornalmente nelle nostre piazze,
  nelle  nostre  città,  nei  nostri  paesi, dalla fame che c'è nel
  nostro Sud, nella nostra Sicilia.
       Io   ritengo   che  se  questo  Parlamento  veramente  vuole
  continuare non  sulla strada della lesione di quelli che sono gli
  interessi  dell'istituto autonomistico, ma vuole darsi un po' una
  scrollata, una  risposta deve darla e per dare questa risposta io
  ritengo che  la  cosa  più  opportuna  non è certamente quella di
  impelagarsi  nella  discussione sulla soppressione e liquidazione
  degli enti economici regionali.
       Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io dico questo e lo
  dico  tranquillamente  perché  nessun  interesse  abbiamo noi del
  Partito   socialista   sulla   mancata   soppressione   o   sulla
  soppressione,  noi  vogliamo  che  ci  sia  questa soppressione e
  vogliamo che  ci  sia perché i miliardi, le centinaia di miliardi
  che sono state dilapidate sono a conoscenza di tutti.
       Ma  penso che oggi, 20 agosto, almeno da quello che avverto,
  da  quello  che  percepisco, non ci siano le condizioni per poter
  discutere  di  questo,  così  come  non  ci  sono, secondo me, le
  condizioni  per  poter  discutere  delle disposizioni finanziarie
  urgenti per l'anno 1998 nonostante siano molto urgenti.
       Quindi propongo  che  la discussione dei disegni di legge di
  cui al  primo  punto  all'ordine  del  giorno venga rinviata alla
  seduta ordinaria del 2 settembre e oggi il Parlamento proceda con
  molta celerità  a  dare  una  risposta  a  quelli  che  sono  gli
  interessi  dei  cittadini  e  questa  risposta  può  essere  data
  solamente con la votazione finale dei disegni di legge.
       Poi come  si  vogliono votare questi disegni di legge non ha
  importanza,  purché questo voto venga dato perché è inconcepibile
  che si  chiuda  una  sessione  di  lavori  e  che  il  Parlamento
  siciliano non  passi  alla votazione finale di quei pochi disegni
  di legge sui quali si è lavorato.
       Quindi,  io  chiedo il prelievo del punto due all'ordine del
  giorno  e  che il punto uno all'ordine del giorno venga spostato,
  venga differito alla seduta ordinaria del 2 settembre.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente, io avevo chiesto la parola non
  per chiedere prelievo di punti all'ordine del giorno, considerato
  che   sono   firmatario   di   una   richiesta   di  convocazione
  straordinaria  della  seduta odierna nella quale era contenuta la
  trattazione   dei  punti  all'ordine  del  giorno  del  prosieguo
  dell'esame  del  disegno  di  legge sullo scioglimento degli enti
  economici regionali.
       Quindi,  per quanto ci riguarda, noi siamo ancorati a quella
  richiesta e riteniamo debba essere proseguito l'ordine del giorno
  così come formulato dalla Presidenza.
       Volevo,  però,  preliminarmente,  prima  che  si pronunci il
  Governo  e poi l'Aula su questa richiesta dell'onorevole Calanna,
  che  fossero  precisati  i termini dell'ulteriore prosieguo della
  discussione.
       Noi siamo  perché  il  disegno di legge venga trattato prima
  della votazione  finale dei disegni di legge e siamo perché venga
  portato alle  sue  conclusioni,  cioè  il  disegno di legge debba
  arrivare alle sue conclusioni, tanto più che su questo disegno di
  legge -  io  dissento  dal  giudizio  dell'onorevole Calanna - si
  appuntano molte aspettative di carattere politico-programmatico.
       Credo che non sfugga a nessuno  l'importanza,  direi,  quasi
  strategica di questo disegno di legge. Lo stesso Presidente della
  Regione nel momento in cui l'Assessore  Castiglione  presentò  le
  proprie dimissioni per i noti contrasti che sono nati all'interno
  della  maggioranza  nell'ultima  seduta   di   questa  Assemblea,
  dichiarò che per la maggioranza e per il Governo questa legge era
  "la madre di tutte le leggi", quindi riteniamo che sia abbastanza
  documentata  l'importanza del disegno di legge  che  deve  essere
  trattato adesso dall'Aula.
       Non  vorremmo  però,  onorevole  Presidente,  ed  in  questo
  chiediamo  lumi  alla Presidenza,  che  trattazione  significasse
  trattazione  parziale,  nel senso che noi riteniamo  che  non  si
  debba concludere la trattazione di questo disegno di legge se non
  con il suo completamento, quindi le voci che  sono  circolate  in
  proposito,  che  vogliono  il   completamento  della  discussione
  generale e poi la trattazione ad altra data,  per  intenderci  al
  mese di settembre, dell'articolato e quindi del  voto  finale, ci
  trova  fermamente  contrari,  perchè  questo   sarebbe   un  puro
  espediente  per  far  dire  magari domani ai giornali  che  si  è
  trattato dello scioglimento degli enti  economici  regionali, che
  la  discussione  non  è  completata  ma  che   quanto   prima  si
  completerà.
       Noi  vogliamo che la legge venga esitata  in  questa  seduta
  straordinaria, così come prevede l'ordine  del giorno. Ovviamente
  siamo in attesa del parere del Governo e  della maggioranza sulla
  proposta  dell'onorevole  Calanna; noi abbiamo,  con  questo  mio
  intervento, espresso la posizione del Gruppo  dei  democratici di
  sinistra.

     PRESIDENTE.   Onorevole Capodicasa, prima di  dare  la  parola
  all'onorevole Piro, comunico all'Aula che  sono  stati presentati
  circa  50  emendamenti  sul  disegno di legge.  Voi  sapete  che,
  secondo  il nostro regolamento dobbiamo,  finita  la  discussione
  generale, rinviare di 24 ore.
       Secondo  il  nostro  regolamento io non  posso  chiudere  la
  seduta oggi e convocarla anche per domani,  dovrei  sospendere la
  seduta  ed  andare  in prosecuzione, nel caso,  della  seduta  di
  domani.  Questo per dare un'informativa regolamentare.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Catanoso  ha  chiesto
  congedo  per  la  seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni il congedo s'intende accordato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     PIRO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO. Signor Presidente, io credo che  questo  chiarimento che
  per  ultimo  Ella  ha  dato  all'Aula  serve,  innanzitutto,  per
  orientarci dal punto di vista procedurale,  giacchè,  in effetti,
  vero è che trattasi di unica seduta  straordinaria,  convocata ai
  sensi  dell'articolo  11  dello Statuto e  dell'articolo  75  del
  Regolamento,  ma nulla impedisce, ed in questo senso  Ella  si  è
  espressa   molto  chiaramente,  che  la   seduta   stessa   porta
  articolarsi in momenti diversi.
       In questo senso, dunque, nulla impedisce che si possa andare
  avanti con l'esame dei disegni di legge e qualora  essi,  come in
  effetti è, avessero degli emendamenti  presentati,  di sospendere
  la  seduta  e  di  rinviarla  di  24 ore, così  come  prevede  il
  Regolamento.
       Allora, signor Presidente, se così è, ed Ella  ha  detto che
  così è, noi crediamo che, anche sulla  base  delle considerazioni
  politiche che hanno attraversato l'ultima fase  dei nostri lavori
  nel  corso del mese di luglio e che hanno  continuato  ad  essere
  oggetto di vivaci prese di posizioni, per  ultima  la  Conferenza
  stampa   di  ieri  da  parte  di  alcuni  esponenti  di  Alleanza
  Nazionale,  io credo che la questione degli enti economici che ha
  così  ampie  e  profonde  implicazioni  di  carattere politico ed
  istituzionale, dal momento che è stata inserita perché  su questo
  vi è stata una richiesta, credo di poter dire unanime da parte di
  tutti  i  settori dell'Assemblea, credo dunque che la trattazione
  del  disegno  di  legge  sullo  scioglimento degli enti economici
  debba essere portato avanti nel corso di questa seduta e conclusa
  nel corso di questa seduta.
       Io  credo  che  non  gioverebbe  a  nessuno e non gioverebbe
  soprattutto   all'immagine  di  questa  Assemblea  se  noi  sulla
  questione   dello   scioglimento   degli   enti   procedessimo  a
  singhiozzo.
       Abbiamo  iniziato  la  discussione generale 15 giorni fa, la
  porteremmo  avanti  forse  per  concluderla, non so, nel corso di
  questa seduta, rinvieremmo l'ulteriore trattazione del disegno di
  legge ad ulteriori 15 giorni, cioè nel corso del 2 settembre, non
  sappiamo  cosa  succederà  nel frattempo il 2 settembre, potrebbe
  anche esserci un ulteriore rinvio di altri 15 giorni.
       Non credo che questo sia il modo migliore per affrontare una
  questione  così  delicata e così importante, non credo che questo
  sia  il  modo  migliore  per  l'immagine,  la  proiezione esterna
  dell'Assemblea, non credo che questo sia il modo migliore per noi
  stessi,   per   procedere   nei  nostri  lavori,  quindi,  signor
  Presidente,  io  mi sento di integrare, condividendo per altro la
  proposta  dell'onorevole  Capodicasa, nel senso che per quanto ci
  riguarda si debba andare avanti nell'esame dell'ordine del giorno
  così  come  è  stato  formulato dalla Presidenza, con l'esame del
  disegno  di  legge  sullo  scioglimento  degli  enti  e gli altri
  disegni  di  legge posti all'ordine del giorno, sospendendo, come
  credo  si  dovrà  rendere  necessario, la seduta, per riprenderla
  così   come   prevede   il  Regolamento  modificato  recentemente
  dall'Aula fra 24 ore.
       Io credo che il "sacrificio" di essere qui presenti comunque
  il  20  agosto,  possa  essere,  come  dire, ben sorretto e possa
  reggere  anche il fatto che ci possa essere una seduta intensa di
  lavoro  che  può  articolarsi  anche  nel corso di due giorni, ma
  credo  che  come  si  dice  "il  gioco  vale la candela" e che la
  discussione  e  l'approvazione  di  questo disegno di legge sullo
  scioglimento  degli  enti  rappresenti  un  punto  politico  così
  qualificante  da  "obbligare"  noi tutti, il Governo per primo, a
  fare  in modo che questo obiettivo possa realizzarsi nel corso di
  questa  seduta  straordinaria.
       Tra  l'altro,  io credo che ne verrebbe gratificato anche il
  senso  della  straordinarietà  di  questa  seduta, oggettivamente
  nulla c'era di straordinario per questa convocazione, non c'erano
  fatti    eccezionali,    non   c'erano   fatti   non   conosciuti
  dall'Assemblea.
       La  straordinarietà è stato il comportamento dell'Assemblea,
  in   questo   è   stata   la  straordinarietà,  ma  qui  più  che
  straordinarietà io parlerei di anomalia, di situazione patologica
  che  ormai ha preso a rendere assolutamente non fluida l'attività
  dell'Assemblea  stessa,  una  sorta  di continua modificazione di
  quello che è l'ordine normale di funzionamento dell'Assemblea che
  produce poi scarsissimi risultati sotto il profilo pratico, sotto
  il  profilo  legislativo  e in questo credo che le responsabilità
  della maggioranza del Governo siano fortissime, gravissime, tutte
  assolutamente ben conosciute.
       Concludo,  quindi,  signor Presidente, dichiarando la nostra
  contrarietà  alla  proposta  di prelievo formulata dall'onorevole
  Calanna,  formulando  invece  l'opinione,  in  questo senso va la
  nostra  proposta,  che  si  debba  andare  avanti nell'ordine del
  giorno  a completamento dell'ordine del giorno, occorrendo, anche
  provvedendo  a  sospendere  la  seduta  e a riprenderla quando si
  renderà necessario.

     DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente, ho chiesto
  di  parlare  solo  per invitare l'onorevole Calanna a ritirare la
  proposta  perché  il  Governo  invece ritiene opportuno iniziare,
  continuare  la  discussione  sulla legge sullo scioglimento degli
  enti  economici,  perché  questo  è all'ordine del giorno, questo
  rappresenta certamente un fatto importante, quindi, andare avanti
  così come è previsto nell'ordine del giorno.

     CALANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CALANNA.  Io non posso accedere alla richiesta del Presidente,
  onorevole  Drago.  Io mi rendo conto di una cosa. Mi auguro che i
  fatti  non mi diano ragione. Mi rendo conto che siamo qui per non
  fare niente. Ho questa sensazione. Mi chiedo e me lo chiedo sotto
  il  profilo  della  razionalità,  della  logica.  Noi abbiamo dei
  disegni  di  legge  pronti  per  la votazione finale, se si dà la
  votazione finale a questi disegni di legge e subito dopo si passa
  alla  discussione  sulla  soppressione e liquidazione  degli enti
  economici  regionali  cosa  succede?  Il  mio timore è che l'Aula
  rimane impelagata - e non è un timore di permanenza in quest'Aula
  o di permanenza a Palermo, per carità, perché io sono venuto oggi
  e  sono disposto a restare da qui al 2 settembre a lavorare -, ma
  è  il  timore  che ci impelaghiamo in discussioni dalle quali noi
  non  usciremo  più con il rischio, ed è a mio giudizio un rischio
  fondato  e  mi auguro di non avere ragione, che noi smobiliteremo
  da  quest'Aula  senza  avere  proceduto  alla votazione finale di
  questi disegni di legge. Questo è il motivo per cui io non ritiro
  la mia proposta. Che venga messa ai voti almeno questo.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta
  dell'onorevole   Calanna   tendente   a   prelevare  il  punto  2
  riguardante  la votazione finale dei disegni di legge e al rinvio
  dei  primi  tre punti della discussione dei disegni di legge alla
  seduta  del  2  settembre.  La  proposta  è  chiara.  La pongo in
  votazione per alzata e seduta.
       Chi  è  favorevole alla proposta Calanna resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                          (Non è approvata)

       Si  ritorna  alla  discussione generale del disegno di legge
  sulla soppressione e liquidazione degli enti economici regionali.

     PIRO.  Per ultimo io avevo fatto fatto una proposta che vorrei
  venisse anch'essa sottoposta a votazione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Piro,  la sua proposta mi era sembrata
  una considerazione, di continuare...

     PIRO.  Veramente no, Presidente, ho ribadito per ultimo che si
  trattava   di  una  proposta  formale  tendente  a  far  decidere
  all'Assemblea  la  conclusione  del disegno di legge nel corso di
  questa seduta.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Piro, lei è bizzarro ma  sa che io non
  posso imporre ai deputati ciò che devono fare fra mezzora.

     PIRO.  Sì,  Presidente, ma i deputati possono autodeterminarsi
  ..

     PRESIDENTE. Lo determineranno con l'andamento dei lavori.

     PIRO.  Lei  ammetta  in  votazione  la  proposta  e i deputati
  decideranno.

     PRESIDENTE. Onorevole Piro, non posso mettere in votazione una
  proposta  che  impone  all'Assemblea  di  definire  il disegno di
  legge,  questa non è una proposta che possa mettere in votazione,
  Lei  ha  espresso una considerazione, di cui ogni deputato prende
  atto, si assume le proprie responsabilità nel comportamento e lei
  ha  tutte  le ragioni poi di esprimere una considerazione. Io non
  posso  mettere  in  votazione  una  cosa  che  non è prevista tra
  l'altro  dal  Regolamento  e che deve imporre ai deputati di fare
  una  cosa.  I  deputati  in  questo  momento  dicono che vogliono
  farla, fra mezzora forse...

     PIRO. Però la cosa è diversa, Presidente, forse non sono stato
  chiaro. La proposta era un'altra.

     PRESIDENTE.  Allora,  la  dica  al  microfono, onorevole Piro,
  probabilmente la presidenza ha compreso male.

     PIRO.  La  mia proposta, signor presidente, ovviamente non può
  imporre  tempi  che  non sono previsti nel Regolamento, questo mi
  pare  ovvio.  La  mia  proposta  però  ha un senso politico molto
  preciso che è questo: di evitare che a chiusura della discussione
  generale  si  rinvii l'esame del disegno di legge alla seduta del
  2, mentre la mia proposta tende a impegnare l'Aula che qualora si
  esaurisse  la  discussione generale sul disegno di legge, anziché
  un rinvio al giorno 2 ci fosse semplicemente la sospensione della
  seduta  e  un rinvio tecnico di 24 ore per riprendere poi l'esame
  del  disegno  di  legge  e  degli emendamenti sempre nel corso di
  questa  seduta.  Io  credo  che  su  questo  l'Assemblea si possa
  impegnare.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Piro,  le  chiedo  scusa,  allo  stato
  attuale  a  lei è sufficiente la dichiarazione del Presidente, il
  quale  sostiene  che se vengono presentati emendamenti allo stato
  attuale, non sorgendo nuove decisioni dell'Aula, io sospenderò la
  seduta  e  la  riaprirò  dopo  24  ore,  a  meno  che  l'Aula non
  determinerà  il  contrario,    ma  allo  stato attuale resta così
  stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


  DISCUSSIONE DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "SOPPRESSIONE E LIQUIDAZIONE
  DEGLI ENTI  ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI" (NN. 413-458/A)
  (SEGUITO)

     PRESIDENTE - Si riprende l'esame  del  disegno  di  legge  nn.
  413-458/A  "Soppressione  e  liquidazione  degli  enti  economici
  regionali AZASI, EMS, ESPI",  sospeso  nel corso della dscussione
  generale nella precedente seduta del 31 luglio-1 agosto 1998.

     DI MARTINO .  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io
  ritengo  che  il disegno di legge 413 sia importante quanto tutti
  gli  altri disegni di legge iscritti all'ordine del giorno per la
  votazione  finale,  e  quindi  sarebbe  stato un errore quello di
  rinviare  la  discussione e la votazione finale anche sul 413 nel
  mese di settembre, perchè noi sappiamo che con la liquidazione di
  questi  Enti ESPI, EMS ed AZASI, si conclude una delle esperienze
  più negative della Regione.
       Sappiamo  che  svanisce un sogno per i siciliani che avevano
  ritenuto  di  potere  puntare sul processo di industrializzazione
  della  Sicilia  per  lo sviluppo economico e sociale delle nostre
  popolazioni.
       Si  pensava  di  potere superare il divario fra l'Isola e le
  aree geografiche più progredite del Paese.
       L'atto che l'Assemblea regionale siciliana va a compiere non
  è  solamente  una  dichiarazione  di  fallimento  politico  delle
  iniziative, a suo tempo assunte, negli anni '60, ma è qualcosa di
  più  grave ed inquietante e la definitiva sanzione della mancanza
  di prospettive del processo di industrializzazione della Sicilia.
       Soppressi e liquidati i tre Enti che sono stati una fonte di
  sperpero  e  di  malgoverno unitamente alle tre società collegate
  dove  hanno  dato possibilità di grande sviluppo al clientelismo,
  adesso  assistiamo  al  vuoto di prospettive che offre il Governo
  regionale  per  il  decollo  dell'economia  siciliana  perchè non
  possono  prendersi  in  seria considerazione le declamazioni, gli
  annunzi e la demagogia populistica dell'attuale Governo.
       Senza  volere  essere nostalgici, al ceto politico dominante
  degli  anni  '60 bisognava almeno riconoscere passioni e tensioni
  ideali   nell'affrontare   e  tentare  di  risolvere  i  problemi
  dell'industrializzazione della Sicilia.
       Questo  ceto  politico,  questa  politica  è stata sconfitta
  dalla  legge  dell'economia  e dagli errori degli uomini preposti
  alla  direzione  del  Governo,  uno dei principali errori è stato
  quello  di ritenere la spesa pubblica una variabile indipendente,
  una  spesa pubblica senza limiti per potere sostenere il processo
  di industrializzazione della Sicilia.
       Questo  è  stato  un  tragico errore, non tenere conto delle
  compatibilità  economiche  e  del panorama economico nazionale ed
  internazionale.
       Non  era  e  non  è  nemmeno  oggi  una  eresia l'intervento
  pubblico  in  economia  purchè si rispettino le leggi di mercato;
  le  finalità, poi svanite, dell'ESPI, EMS e AZASI erano quelle di
  superare  il  divario economico e, quindi, finalità molto nobili.
  La  gestione  che  se  ne  è  fatta, evidentemente, ha portato al
  disastro che è sotto gli occhi di tutti.
       Noi  non  dobbiamo  dimenticare  che  la  Sicilia all'inizio
  dell'unità  nazionale  aveva  un  tessuto  industriale  tra i più
  arretrati  del  Mezzogiorno:  ai  primi  del  '900 e per tutto il
  periodo fascista e post fascista  si  è accentuato il divario fra
  Nord e Sud, la Sicilia  ha  pagato lo scotto della trasformazione
  dell'Italia  da  Paese  agricolo  a  Paese  agricolo-industriale,
  prima, ed industriale poi.
       In questo periodo storico, negli anni '60, si ritiene che la
  Sicilia creando strumenti pubblici di intervento a sostegno dello
  sviluppo  potesse superare il "gap" che la separava dal resto del
  Paese.
       La storia economica della Sicilia dal '60 in poi ha smentito
  queste previsioni ed oggi dobbiamo  celebrare  i funerali dei tre
  Enti senza possibilità di un  elogio  funebre,  perchè sarebbe un
  atto di ipocrisia. Dobbiamo  accollarci  tutte  le passività, non
  potendo  rinunciare  a questa  triste  ed  onerosa  eredità,  non
  essendo previsto e consentito  il  beneficio  di  inventario.  Ma
  l'aspetto più grave e preoccupante di  tutta  la vicenda è che in
  Sicilia, parte integrante del  Paese,  considerato  uno dei Paesi
  post-industriali, la sesta potenza  industriale  nel  Mondo, come
  viene indicato dalla letteratura  economica  ed  uno dei partners
  più importanti dell'Unione Europea,  manca qualsiasi progetto per
  l'industrializzazione  ed  una politica  per  lo  sviluppo  delle
  attività  produttive.  Basti pensare  che  abbiamo  un  tasso  di
  disoccupazione che oscilla dal 23 al 25%.
       Innanzi   a  questo  desolante  quadro  economico-sociale  è
  deprimente  che  tutto  il  dibattito politico sia incentrato sui
  lavori  socialmente  utili e sui lavori di pubblica utilità, cioè
  nella  perpetuazione  dell'assistenzialismo,  tenuto  conto che i
  patti  territoriali  ed  i  contratti  d'aria  possono dare pochi
  sbocchi occupazionali.
       Tutto   ciò   è   la   prova  provata  dell'inadeguatezza  e
  dell'insufficienza  nell'attuale  Governo  regionale  per  la sua
  maggioranza  di  centro-destra.  Non basta sopprimere e liquidare
  gli Enti regionali e "dismettere" le partecipazioni regionali che
  sono  in  fondo atti dovuti; al popolo siciliano interessa sapere
  verso quali sentieri si vuole incamminare per la sua integrazione
  economica e sociale con l'Italia e con l'Europa.
       Fatta   questa   premessa   che   può   apparire   come  una
  "digressione"   sullo   scioglimento   degli   Enti,   ma  invece
  direttamente   connesso  all'argomento,  qualche  osservazione  e
  qualche  rilievo  è  necessario  sollevare  sul disegno di legge.
  Anzitutto,  una  contestazione  di  natura politica al Governo ed
  alla   sua   evanescente   maggioranza.  Si  deve  all'iniziativa
  dell'opposizione  ed  in particolare all'iniziativa socialista il
  recepimento della normativa nazionale in materia di "dismissioni"
  delle partecipazioni pubbliche regionali come le disposizioni che
  fanno  divieto agli Enti pubblici regionali, ivi inclusi gli Enti
  Locali, di accendere mutui o di effettuare anticipazioni di cassa
  senza l'avvio delle procedure per la privatizzazione.
       Questo   Governo  ha  subito  l'iniziativa  dell'opposizione
  perchè  in  tutto  il  suo  comportamento si evince che preferiva
  giocare con le nomine di sottogoverno degli Enti nelle società di
  gestione  per  saziare  le  solite clientele fameliche siciliane.
  Guardando  in  filigrana  il  disegno di legge 413 trova conferma
  l'assunto  che  questo  Governo  è  privo  di  una cultura per la
  gestione   della   "cosa  pubblica",  infatti  si  privilegia  la
  procedura privatistica per la liquidazione degli Enti mutuando le
  disposizioni del codice civile per la società a capitale privato,
  mentre  per  i  prevalenti  interessi  pubblici e per le notevoli
  risorse  pubbliche  investite  dalla  Regione è doveroso, sia dal
  punto  di  vista  giuridico  che  politico, adottare la procedura
  pubblicistica  contenuta  nelle  disposizioni statali riguardanti
  liquidazioni coatte amministrative degli Enti pubblici.
       Qualche   dubbio   sorge  sulla  potestà  della  Regione  di
  stravolgere  le  regole  generali in materia di beni pubblici. Vi
  deve   essere   una   netta   distinzione  per  le  procedure  di
  liquidazione  della società di gestione che deve essere di natura
  privatistica  e  quelle  per lo scioglimento a liquidazione degli
  Enti che deve essere di natura pubblicistica. Con gli emendamenti
  presentati  tenteremo  di  raggiungere  questo  risultato  e cioè
  privilegiare  le  norme  sulla liquidazione coatta amministrativa
  nell'interesse dell'Erario regionale.
       Sarebbe infine una forma di sciacallaggio approfittare dello
  scioglimento  degli  Enti per assicurare alle eventuali clientele
  annidate  negli  Enti,  nelle società, nelle società di gestione,
  ingiustificati privilegi per il  personale; sarebbe un insulto ai
  tanti disoccupati della nostra  Sicilia  ed a ciò, evidentemente,
  ci opporremo con tutte le nostre energie.
       L'ultima  questione  - per concludere, onorevole Presidente,
  da quando  il  disegno  di  legge sulla soppressione degli Enti è
  all'ordine del  giorno,  la  legge  sulla  stampa e nel dibattito
  politico  il  problema  della  deroga  per  le  dismissioni delle
  partecipazioni   regionali   della  società  ITALKALI.  Siamo  in
  presenza di  una vicenda che non saprei se definire pirandelliano
  o kafkiana:  allo  stato  si discute su nulla, uno stato di araba
  fenice come  direbbe  il  poeta Metastasio, che ci sia ciascun lo
  dice, dove  sia  nessun lo sa. Non esiste una proposta ufficiale,
  non si  comprende  se  si tratta di un .......... per valutare le
  reazioni oppure  si  tratta  di  un fantasma evocato da chi ha un
  interesse diretto,  per  dare  poi corpo a questo fantasma per un
  patto leonino  ai danni della Regione. Per chiarezza, secondo me,
  è doveroso precisare che nessuno può pensare di beneficiare di un
  lauto pranzo  gratis  o  a  prezzo  ridotto  in  occasione  della
  soppressione  degli  Enti.  Nessuna  deroga  alle regole generali
  sulla  dismissione  delle  partecipazioni  regionali alla società
  ITALKALI   per   il  rispetto  del  principio  della  trasparenza
  dell'operazione   secondo   il   codice  civile  e  la  normativa
  comunitaria recepita con leggi dello Stato.
       Noi riteniamo  che  il  giusto valore di un bene, e nel caso
  concreto  il prezzo della partecipazione regionale all'ITALKALI è
  più idoneo  e  competente  a determinarlo il mercato anche il più
  selvaggio rispetto  ad  un  giudice,  ad un perito del tribunale,
  anche il più onesto al mondo.
       Poi dobbiamo  dire  che  non  vi  è  nessun  pregiudizio nei
  confronti di  chicche sia sia operatore nazionale europeo o extra
  comunitario,  purchè  garantisca  il  ripristino  delle  attività
  produttive e dell'occupazione.
       Concludo,  signor  Presidente,  riservandomi  di intervenire
  nella  discussione  generale  sugli articoli e sugli emendamenti.
  Grazie.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.   Signor  Presidente,  il  mio  doveva  essere  un
  intervento  nella  discussione generale al disegno di legge, però
  data  la circostanza siamo orientati ad assumere un atteggiamento
  che  favorisca  l'accelerazione  della trattazione del disegno di
  legge, quindi  per quanto riguarda il gruppo dei DS, ma credo che
  questo  orientamento  possa  accomunare  anche  gli  altri gruppi
  dell'opposizione e tutti insieme rivolgeremo un appello ai gruppi
  della maggioranza per comportarsi nello stesso modo, riterremo di
  rinunciare  agli  interventi  nella  discussione generale in modo
  tale che  si  possa  chiudere  subito  la  discussione generale e
  passare alla  trattazione  degli articoli nei tempi minimi che il
  Regolamento ci consente. Questo è l'orientamento nostro che credo
  accomuni  anche  gli  altri  gruppi dell'opposizione, subordinato
  alla  conclusione  del  disegno di legge secondo le dichiarazioni
  fatte  dal  Presidente in riscontro all'intervento dell'onorevole
  Piro.
       Quindi,  sulla  base  di  questi  riferimenti,  rinuncio  ad
  intervenire  nella  discussione  generale  così  come faranno gli
  altri gruppi dell'opposizione.

     PRESIDENTE.  C'è  l'appello lanciato dall'onorevole Capodicasa
  tendente  a  chiudere  la  discussione  generale,  che può essere
  accolto o non accolto da ciascun deputato.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO. Signor Presidente, onorevoli deputati, non comprendo
  questa  fretta  di  alcuni  parlamentari, e  dell'opposizione  in
  particolare, vista  la  dichiarazione  del  Presidente, onorevole
  Capodicasa, di archiviare subito la discussione generale per fare
  in fretta e passare all'articolato.
       Anche perché  le cose che  si  sono  verificate  in  Aula mi
  aspettavo che dovessero indurre  l'opposizione  ad un supplemento
  di  riflessione.   Evidentemente   l'opposizione   ha  ampiamente
  riflettuto  e  ha  concluso,   anche  l'opposizione,  che  questa
  operazione vada archiviata nel  più  breve  tempo possibile.  Non
  posso   leggere    diversamente    questo    atteggiamento    che
  nell'affermazione     dell'onorevole     Capodicasa    appartiene
  all'opposizione.
       Per quanto ci riguarda credo  che  le  cose che succedono in
  Aula, le dichiarazioni, gli  interventi  non  possono  non essere
  considerate per quelle che sono  se  intervengono fatti nuovi che
  inducono ad un supplemento di riflessione bisogna riflettere, non
  bisogna  tentare  di archiviare.
       Credo che un'operazione così  complessa,  come  quella delle
  dismissioni, fermo restando che l'Aula invece dovrebbe pensare di
  affrontare oggi le questioni  dell'emergenza,  le  questioni  che
  riguardano le retribuzioni dei  lavoratori dell'Ente minerario, e
  altre  questioni  che meritano  una  seduta  d'emergenza,  quelle
  questioni  oggi  vanno archiviate  positivamente  nel  senso  che
  dobbiamo  approntare  e approvare il  disegno  di  legge  che  dà
  risposte  immediate  ai  problemi  dell'emergenza,  mentre  a  me
  sembra,  e  il resoconto  stenografico  della  seduta  precedente
  dovrebbe  indurre  tutti,  maggioranza   e   opposizione   ad  un
  supplemento di riflessione che  sarebbe  opportuno  discutere  di
  questa legge, discutere della  filosofia  dell'impianto di questo
  disegno di legge, cercare di capire se questo impianto, così come
  è stato evidenziato anche dalla  Commissione  di merito non vada,
  in relazione ripeto al  travaglio  che  intercetta maggioranza ed
  opposizione  insieme.
       A  quanto  pare  l'opposizione  non  è  più  interessata  al
  travaglio, a questo punto è  la  maggioranza  che è interessata a
  questo  travaglio, a questo  approfondimento,  sarebbe  bene  che
  rispetto alla complessità di  questa  operazione  si  facesse una
  riflessione sulla filosofia dell'impianto  del  disegno  di legge
  che il Governo ha predisposto e che la Commissione ha licenziato.
       Si parla di dismissioni e  di  liquidazioni, si prospetta un
  percorso che in qualche modo  dovrebbe liquidare in prima battuta
  gli enti quasi che le  dismissioni  fossero  un fatto secondario,
  quasi   che  questo   provvedimento   dovesse   essere   valutato
  all'insegna  della  opportunità   del   reperimento   di  risorse
  finanziarie. A me sembra che  il  cuore  di  un  provvedimento di
  privatizzazione dovrebbe essere appunto questa esigenza che tutti
  abbiamo  vista  l'inadeguatezza   delle   risorse  finanziarie  a
  disposizione del bilancio della  Regione il quale dovrebbe essere
  il reperimento di risorse finanziarie.
       Quindi il cuore di  questo  intervento  dovrebbero essere le
  dismissioni.  E allora perché  non  decidere  oggi  di sospendere
  l'esame  di  questo disegno  di  legge,  saggiamente,  perché  la
  maggioranza  e  i   gruppi   politici   dell'opposizione  possano
  riflettere ulteriormente in relazione  alle  cose  dette  l'altro
  giorno  qui  e ha  riflessioni,  intervenute  successivamente,  a
  seguito delle aspre polemiche  che hanno attraversato quest'Aula.
       Per   esempio   chi   potrebbe   impedire,   attraverso   un
  ragionamento logico di prevedere  un  impianto  formale di questo
  provvedimento  un po' diverso,  una  priorità  per  esempio  alle
  dismissioni,  il  nostro  gruppo,   per   esempio,   ritiene  che
  l'articolo  1,  abbiamo  pronti  gli  emendamenti,  l'articolo  1
  potrebbe essere emendato, prevedendo, per esempio, e questa è una
  cosa che intendo rappresentare all'Assemblea, una priorità per le
  dismissioni cioè prima di  liquidare  gli  enti,  assessore,  noi
  penseremmo    e     questo     potrebbe     essere    l'occasione
  dell'approfondimento   all'interno    della    maggioranza,   noi
  penseremmo  a  privilegiare  per   esempio   il   discorso  delle
  dismissioni.
       E allora prima di liquidare  gli  enti  facciamo in modo che
  gli enti liquidino la loro  partecipazione e allora ci sono delle
  società miste, operiamo in modo  tale  che non gli enti liquidati
  ma gli enti in vita liquidino  la loro partecipazione e allora si
  apra  una  trattativa con i privati  e  si  veda  un  pochino  di
  consolidare le intese con le modalità che questo disegno di legge
  deve eventualmente formalizzare e  prevedere, quindi una modifica
  e in questo senso l'emendamento  del  nostro  Gruppo è orientato,
  una  modifica dell'articolo  1  sconvolgerebbe  l'impianto  della
  filosofia che ha ispirato il Governo...

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se  c'è  riunione  di  Giunta
  possiamo sospendere la seduta.

     AULICINO. Per farla breve, a  me  interessa evidenziare che il
  Gruppo parlamentare del CCD  fermo  restando  che  rispetto  alle
  dismissioni intendiamo dare il  nostro contributo come componente
  della maggioranza perchè questa  operazione  si  chiuda  nel  più
  breve tempo possibile, fermo restando  che  dopo  tanto tempo non
  succederà nulla e non succederebbe  nulla  se  noi decidessimo di
  affrontare questa spinosa questione  che  non riguarda soltanto i
  prepensionamenti dei lavoratori  dell'ente  minerario  che  vanno
  regolamentati,  va favorito l'esodo  del  personale  in  esubero,
  bisogna accompagnare questi  lavoratori  fino  al perfezionamento
  del  requisito pensionistico non  c'è  bisogno  per  esempio,  di
  prevedere in questo disegno di legge che ho letto con calma visto
  che mi sono imposto  un'approfondimento,  prevedere  per legge la
  licenziabilità  dei  lavoratori  che  perfezionano  il  requisito
  contributivo ai fini della pensione, assessore che significato ha
  prevedere per legge che un lavoratore che perfezioni il requisito
  contributivo e o di età deve essere licenziato?
       Ma vogliamo fare i  legislatori  oppure vogliamo giocare? Ma
  chi dovesse leggere una legge  del  genere e dovesse approfondire
  questa norma per dire delle  contraddizioni  che  sono  dentro la
  forma di questo disegno di  legge  perchè  poi  il  contenuto  ci
  unisce ed io sono convinto  che  questo  disegno  di  legge  sarà
  l'occasione del rilancio della maggioranza, Presidente Drago.
       Questo  disegno  di  legge   può   essere   l'occasione  per
  rilanciare il profilo progettuale  della maggioranza perchè è una
  cosa importante però  dobbiamo  scremarlo, dobbiamo alleggerirlo,
  dobbiamo renderlo essenziale, bisogna  togliere tutto ciò che non
  serve, bisogna togliere tutto ciò  che  tiene  le  cose  che  non
  servono, bisogna eliminare  il  superfluo,  bisogna  intercettare
  quelle norme che creano  ancora  occasioni  di  sperpero, bisogna
  accelerare, assessore Castiglione, taluni  processi  che senso ha
  tenere aziende in liquidazione ancora con i liquidatori? Facciamo
  in fretta queste cose, facciamo un bel disegno di legge una bella
  legge e diciamo subito via  i  liquidatori  delle  ex aziende che
  attendono da anni di essere liquidate, aziende che appesantiscono
  il bilancio perchè siccome non vengono liquidate l'unica cosa che
  poi viene liquidato è il compenso ai liquidatori.
       E questa cosa incomincia a  dar  fastidio visto che compenso
  ai liquidatori potremmo fare  più  solidarietà a qualche famiglia
  bisognosa, sommate i compensi  dei  liquidatori  e  troverete una
  bella somma che non risolverà  i  problemi  del  degrado  e della
  emarginazione  in  Sicilia,     però  un  centinaio  di  famiglie
  potrebbero trovare sollievo.  A questo  punto  io  dico  e chiudo
  Presidente, noi riteniamo che  oggi  l'Aula dovrebbe, esaurita la
  discussione generale rispetto a  questo disegno di legge, passare
  ad altro, archiviare per qualche settimana per consentire a tutti
  i gruppi parlamentari un supplemento  di riflessione su una legge
  importante, una legge che va fatta bene perché la gente osserva e
  giudica, operiamo in modo che  la  distanza  dei  cittadini dalle
  istituzioni si accorci non si  allunghi  e  l'impianto formale di
  questo disegno di legge, di  questa  manovra  non  è indifferente
  rispetto al giudizio che la  gente  potrà  dare  di questa classe
  politica, non è una leggina.
       La  conclusione  nostra  è   che   ora  presenteremo  questo
  emendamento, giusto per non presentare  tutti  gli altri ai quali
  avremmo  pensato per non appesantirlo  per  il  momento.  Che  la
  maggioranza faccia a settembre,  nella seconda metà di settembre,
  Presidente Drago la vedo sorridente quindi auspico che questo mio
  intervento   possa  favorire   la   sintesi   all'interno   della
  maggioranza, la maggioranza a  settembre  faccia  quella prevista
  verifica  che  non dovrà  essere  fatta  soltanto  come  qualcuno
  volgarmente ha liquidato talune  dichiarazioni  anche  del nostro
  gruppo,  dovrà  essere fata  soltanto  per  accontentare  qualche
  prurito di qualche parlamentare.
       Ribadisco qua, e  chiudo  signor  Presidente,  che il nostro
  obiettivo è che a  settembre  -  e  d'altra  parte lei ha assunto
  impegni e in Aula e  con  il  mondo esterno, con la Sicilia - noi
  riteniamo che la verifica  di settembre debba vede al primo punto
  tutto il complesso impianto delle manovre istituzionali, Statuto,
  riforma elettorale, riforma  burocratica  ecc.  ecc.  e  in prima
  battuta sicuramente questo disegno di legge.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io  saluto di
  buon occhio la tematica  che  stiamo  trattando perché affrontare
  questo argomento sulla dismissione  degli  enti  economici  della
  Regione Siciliana e della società collegata per fare chiarezza su
  una normativa  difficile,  articolata,  complessa,  frammentaria,
  pastocchiata in generale credo che sia un buon metodo di lavoro.
       Io  vorrei   dare   merito   all'assessore  Castiglione  per
  l'operato del suo mandato  e  in  questo  Governo  e  nel Governo
  precedente.  Avere avuto  il  coraggio  di  mettere  mano  a  una
  normativa  così difficile  che  come  risulta  dal  DDL  e  dalla
  relazione introduttiva al  DDL  stesso  non  è di facile lettura,
  costituisce una nota sicuramente di merito che va rimarcata.

          (alcuni deputati, parlando, disturbano l'oratore)

     TURANO. Posso Presidente?

     PRESIDENTE. C'è una mini assemblea parallela.

     TURANO. Tanto mi  premeva  puntualizzare perché nell'esprimere
  solidarietà in merito a  questa  azione  sicuramente lungimirante
  del Governo sulla dismissione  degli  enti  economici, io ritengo
  che comunque non possa essere  conclusa  oggi  la trattazione del
  disegno di legge. E non ho remore ad avanzare delle perplessità e
  dei dubbi che portano a uno stato di disagio e di amarezza perchè
  oggi sono costretto ad affrontare  questa tematica senza avere la
  piena cognizione e  l'assoluta consapevolezza dell'importanza del
  disegno di legge che stiamo  trattando  e  di  come  lo  dobbiamo
  svolgere.
       Per certi versi mi stupisce  la  dichiarazione  di una parte
  della sinistra che vuole accelerare  al  massimo i tempi, laddove
  invece  va deciso di affrontare  questo  argomento,  come  stiamo
  facendo, di affrontarlo in termini  assolutamente certi e rapidi,
  ma di affrontarlo con la calma che serve  per capire e per fugare
  quei dubbi che nell'arco dell'ultimo  periodo  si sono addensati,
  che personalmente io ho e vorrei  esternare  all'Aula  e che, una
  volta fatta chiarezza, mi permettono di andare al voto finale del
  disegno di legge consapevole di ciò che sto facendo.
       Io  vorrei  parlare  dei  dubbi  a  cui  facevo  riferimento
  prendendo come punto di riferimento  -  scusate  il  bisticcio di
  parole  -  il bilancio dell'ESPI  che  è  l'unico  strumento  che
  attualmente ho.
       Signor  presidente,  mesi fa fu  presentato  un  ordine  del
  giorno che stiamo riproponendo. Quest'ordine  del giorno mirava a
  fugare dubbi sulla portata delle  dismissioni  perchè si chiedeva
  di depositare nella commissione legislativa  di  merito i bilanci
  dell'ESPI, dell'EMS e dell'AZASI e di tutte le società collegate.
       Si  chiedeva  di esprimere un giudizio  o  un  parere  -  lo
  chiamerei così - sulla valutazione  delle dismissioni, perchè non
  tutte le società secondo me  sono  dismettibili;  ci sono società
  come   la  Sicilvetro  di   Marsala   che   costituiscono   fiore
  all'occhiello di questa Regione imprenditrice che ha portato cose
  buone - che ho evidenziato nella  relazione introduttiva - che dà
  lavoro  a 109 persone e che  va,  secondo  me,  approfondita  per
  stabilire se opportuno o meno dismetterla.
       I dubbi, signor Presidente, nascono  anche  da altre società
  ed  io  vorrei  che  i colleghi  seguissero  con  un  tantino  di
  attenzione per avere la possibilità  di  capire meglio quello che
  stiamo facendo.
       A pagina del bilancio dell'ESPI,  signor  Presidente,  vi  è
  indicata una società che è  la  società  Bacini  Palermo.  Vorrei
  avere la possibilità di indicare  nominativamente le società e di
  evidenziare i dubbi che sono nati.
       Questa  società Bacini Palermo è  stata  costituita  con  un
  capitale di 2 miliardi a cui  la Regione siciliana ha partecipato
  al 50% con un miliardo, che oggi ha  un  valore in bilancio di un
  miliardo e settecento milioni ed  un  valore netto patrimoniale -
  intendo nella sua interezza - di 35 miliardi e 281 milioni.
       nella pagina seguente del bilancio dell'ESPI si parla di due
  beni  che  appartengono all'ESPI stesso  che  sono  i  bacini  di
  carenaggio,  sono  beni  strumentali  della  Bacini  Palermo  che
  servono  per  la  costruzione  delle  navi  e  sono  da  52  mila
  tonnellate e da 19 mila tonnellate.
       Il costo storico di questi  bacini,  onorevoli colleghi, per
  la Regione siciliana è stato di 52 miliardi.
       La Regione siciliana nel 1988  ha comprato dalla Fincantieri
  due bacini per 52 miliardi.  Questi bacini della Fincantieri sono
  stati  dati  alla  Bacini  Palermo,   di  cui  la  Fincantieri  è
  proprietaria  al  50%, come beni  strumentali  per  lavorare.  Fu
  sottoscritto un protocollo d'intesa, in  data  31  gennaio  1989,
  laddove vennero evidenziate le  obbligazioni  che  la Fincantieri
  assumeva  per conto della  Bacini  siciliana,  società  cartolare
  gestita al 100% dalla Fincantieri  stessa, nella compravendita di
  questi  due  bacini che sono  costati  52  miliardi.  Diceva  che
  avrebbe assunto 100 persone, 100 unità lavorative.
       La Fincantieri, in  questo  protocollo  d'intesa, ha assunto
  delle obbligazioni che sono  le  seguenti:  assunzione  di  cento
  giovani   riparatori    navali,    adeguamento   degli   impianti
  tecnologici, sicurezza sul lavoro.
       Nel medesimo atto  di  compravendita fu stabilito l'acquisto
  dei due bacini a cui  facevo  riferimento  poco  fa,  che  vorrei
  dettagliatamente indicare: il bacino  di  52  mila  tonnellate fu
  acquistato dalla Regione per 28  miliardi  580 milioni, di cui 15
  miliardi 250 milioni  come valore netto patrimoniale, certificato
  nel bilancio della Fincantieri  alla  data  del  31/12/1988  e 13
  miliardi 326 milioni per i lavori di riparazione che furono fatti
  dalla Fincantieri stessa sul  suddetto  bacino,  che  poi  andò a
  finire nella "Bacini Palermo" di cu la Fincantieri è proprietaria
  al 50 per cento; per il  bacino  da 19 mila tonnellate la Regione
  siciliana ha speso 17 miliardi  e  mezzo,  che  sono  stati  così
  spesi: 1 miliardo 646  milioni  per  il  valore  certificato  nel
  bilancio del 1988 dalla Fincantieri  e  poi  sono  stati spesi 15
  miliardi 850 milioni per  i  lavori  di  ristrutturazione di quel
  bacino che la Regione siciliana  ha  comprato  per  17 miliardi e
  mezzo.
       Allora io mi chiedo:  secondo  me abbiamo comprato due pezzi
  di "ferro vecchio" che non  servivano  a  nulla,  atteso  che  la
  Fincantieri  ha  incassato  la   bellezza   di  35  miliardi  per
  ristrutturare questi bacini e poi  li ha dato alla società di cui
  la Fincantieri è proprietaria al 50 per cento?
       io  ho  dei  dubbi,   onestamente,  io  vorrei  che  fossero
  depositati i bilanci  dell'ESPI,  dell'EMS,  dell'AZASI  e  delle
  società collegate per capire,  in  verità, cosa sono stati questi
  bacini, che valore hanno e quanto la Regione ha speso.
       Poco fa dicevo che  nel  bilancio dell'ESPI la società viene
  considerata valutata come valore  netto  patrimoniale di circa 35
  miliardi; mi chiedo se in  questi  35  miliardi  ci sono compresi
  anche i 52 miliardi, oltre  quelli  che ho evidenziato e che sono
  stati  sfruttati  per costruire  un  bacino  fisso  da  400  mila
  tonnellate per le grandi commesse,  che  non  sono mai arrivate o
  se, nelle more della società,  si fa riferimento a quel contante,
  che è notorio che ha  la  società  stessa,  che  di  circa  32-35
  miliardi.
       Siccome io non ho  avuto  la  possibilità  di  analizzare  i
  bilancio, non ho avuto la  possibilità  di guardare fino in fondo
  come sono stati gestiti questi soldi, e a me questo non interessa
  poi tanto, io non sono qua  per  fare processi a nessuno, io sono
  qua  per fugare alcuni dubbi  e  i  dubbi  sono  i  seguenti:  il
  protocollo d'intesa del 31  gennaio  1989, dove la Fincantieri ha
  assunto l'obbligazione di assumere 100 riparatori navali, dove la
  Fincantieri ha assunto  l'obbligazione  di  intervenire  per fare
  acquistare  un  altro bacino,  dove  la  Fincantieri  ha  assunto
  l'obbligazione di assicurare la  sicurezza  sul  lavoro,  dove la
  Fincantieri ha assunto  l'obbligazione  di  fare  arrivare alcune
  commesse è stato rispettato o  no?  Perchè,  se  così  fosse, noi
  nella dismissione di questo bene dovremmo valutare con attenzione
  che fine hanno fatto questi 52 miliardi che la Regione, con legge
  regionale, ha dato alla Fincantieri  per poi dare i bacini che ha
  comprato dalla Fincantieri alla  società  di cui la Fincantieri è
  comproprietaria.
       Allora, onorevoli colleghi, posto che finalmente comincia ad
  emergere  a  chiare  lettere  qual   è  la  volontà  di  tutti  i
  parlamentari, che è quella  di  affrontare  questo  argomento, di
  fare chiarezza e di capire  fino  in  fondo  cosa stiamo votando.
       Io  non  sono un commercialista,  non  sono  un  tecnico  di
  bilancio, però dalla relazione  introduttiva emergono questi atti
  che secondo me sono degli atti che vanno puntualizzati e siccome,
  dal bilancio dell'ESA emerge che  non  possono essere allegate le
  relazioni  tecniche delle singole  società  per  capire  l'esatto
  stato patrimoniale di ogni singola  società,  io credo che non si
  può procedere in questo modo.
       Io ritengo  opportuno  che  il  Governo, che ha fatto bene a
  mettere mano in   questa  materia, a cercare di fare chiarezza in
  una   disciplina  tanto  articolata,  frammentaria,  farraginosa,
  complessa,  abbia  l'opportunità,  dia  l'opportunità  a  noi che
  vogliamo  collaborare sinergicamente con il Governo di trovare le
  soluzioni  migliori, di  depositare i bilanci, affinché uno possa
  capire  meglio  tutto  quello che va facendo.
       Da  qui  l'ordine del giorno che ho presentato, che non mira
  ad  intralciare  il  percorso,  il  cammino  di questo disegno di
  legge,  che  non  mira  assolutamente  a  rinviare  alle "calende
  greche"  la trattazione di una normativa tanto articolata e tanto
  importante, per  eliminare  quel bubbone che il Governo evidenzia
  nella  relazione  introduttiva  al  disegno  di  legge, quindi la
  richiesta  è semplicissima.
       Continuiamo a trattare il disegno di legge nella discussione
  generale,  alla  ripresa  dei  lavori,  spero  che  il Governo si
  impegni  nel  depositare  questi  bilanci  e  nel  permettere  ai
  parlamentari  di  capire  meglio  l'esatta  consistenza, l'esatto
  stato  patrimoniale  degli  enti  e di esprimere eventualmente un
  parere  sulle  società  che  secondo  qualcuno  non devono essere
  dismesse, io faccio riferimento alla Sicilvetro di Marsala che ha
  109  dipendenti,  cosa  inutile,  produce  un attivo in bilancio,
  faccio riferimento alla Vini Corvo, ad altre società che hanno un
  valore significativo e che meritano di essere attenzionate.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa
  maggioranza ci  ha  abituato ormai a delle sceneggiate ed oggi ne
  stiamo  consumando  un'altra.
       E'   strano   che   io   intervenga  per  sostenere  un  po'
  l'impostazione politica del Presidente Drago che soltanto qualche
  minuto fa si è pronunciato contro il prelievo delle altre leggi e
  per  il  rispetto  dell'ordine del giorno, proprio per affrontare
  quella  che  da  questa  maggioranza  e da questo Governo è stata
  considerata  la  madre  di tutte le questioni: la questione delle
  privatizzazioni.
       Addirittura  le  dimissioni dell'Assessore Castiglione, devo
  dire più teatrali che convinte, sono rientrate, così come abbiamo
  letto  dai giornali, soltanto perché  il Presidente della Regione
  si  era  impegnato  a  non  trattare  alcun  altra materia se non
  partendo  dalle  dismissioni  degli enti.
       Pochi minuti fa, abbiamo riconfermato questa volontà. Io non
  capisco  perché,  o meglio lo capisco, però allora è bene mettere
  in chiaro le cose, almeno per la stampa che è qui numerosa oggi e
  può  vedere  come  il  "re  sia  nudo"  in questo Parlamento.
       Non  capisco  perché  la  proposta dell'onorevole Capodicasa
  tesa  a  dare  risposta  a  questa esigenza politica primaria per
  questa  maggioranza,  e  cioè  rinunciare  ad un dibattito lungo,
  estenuante, di discussione generale, per passare subito, entro 24
  ore, quindi domani alle 13, potremmo già affrontare l'articolato,
  viene  subito  sabotata,  viene  subito  ostacolata,  crea subito
  allarme   e   capannelli   nelle  fila  di  una  maggioranza  che
  addirittura   dovrebbe   tenersi   assieme   sulla   volontà   di
  privatizzare  e  secondo  quanto  detto  dall'onorevole  Aulicino
  addirittura   rilanciarsi   progettualmente   a   partire   dalle
  privatizzazioni.
       "Il  re  è  nudo".  Ma  allora,  ditelo  che  voi non volete
  passare  all'articolato  e  volete  soltanto  discutere  di "aria
  fresca"  e  non  di  privatizzazione  nel merito, di scioglimento
  degli   enti,  di  finalizzazione  delle  risorse  da  recuperare
  attraverso lo scioglimento degli enti.
       Volete discutere di "aria fresca" perché  non siete pronti a
  fare  questa  legge?  Lo  dica  il  Governo,  lo dica l'Assessore
  Castiglione  e  si  prenda  atto  che  una maggioranza su un nodo
  cruciale  come  questo  non  c'è  e  non  è  in  grado di passare
  all'articolato,  alla  votazione  ed all'approvazione della legge
  come  noi  proponiamo,  in  tempi  brevissimi.
       Sospendiamo ora la  discussione generale e, fra ventiquattro
  ore, domani alle ore  13.00  passiamo all'articolato, domani sera
  questo Parlamento ha la  legge sulla dismissione degli enti.  Non
  siete in grado di  farlo.  Onorevole Castiglione, lei sta facendo
  una magra figura stamattina,  sta facendo una magra figura perché
  non  è in grado di  assicurare  una  tenuta  politica  della  sua
  maggioranza  L'onorevole Aulicino  glielo  ha  detto apertamente,
  non va bene niente, addirittura  ci  sono  norme  di sperpero, la
  legge non va bene, ci sono cose inutili, cose superflue, cose che
  lasciano chissà quali -  lo  ha  detto  l'onorevole  Aulicino  -,
  questo disegno di legge va demolito

     CAPODICASA. Anche l'onorevole Turano l'ha detto.

     FORGIONE. L'onorevole Turano glielo ha spiegato qui cosa è che
  non va.  Anch'io non  intervengo  nel  merito  e  chiudo  subito,
  perché  voglio rispettare questa  vocazione  che  noi abbiamo, di
  salvarvi, abbiamo la vocazione  di  consentirvi  entro  domani di
  approvare questo disegno di  legge. La metto così proprio perché,
  voi  mi  conoscete  quanto   disponibile   sia  io  verso  questa
  maggioranza,  però  siate   onesti,   io   non  intervengo  nella
  discussione generale e avrei  anche  cose  da chiedere, onorevole
  Castiglione, da chiedere perché  insomma  voi  che  vi  fate  dei
  bagni di parole sulle privatizzazioni ..

     SPEZIALE. Sei più liberista del Governo

     FORGIONE. No, assolutamente. Delle privatizzazioni, poi invece
  vedo che il gioiello di  famiglia,  cioè la Vini Corvo, leggo che
  secondo  il presidente che  casualmente,  nominato  da  voi,  che
  soltanto casualmente è il suocero dell'onorevole Miccichè, non va
  più privatizzata, ma anzi  va  rilanciata nel mondo, nel marchio,
  nella progettualità e quindi vedo  queste  cose qui. Leggo di una
  commissione,   e  vorrei   capire,   io   davvero   avrei   tanti
  interrogativi da porre in  una  discussione  generale  e  non  lo
  faccio, anche se alcune  cose  vorrei capirle, di una commissione
  per la liquidazione di questi  enti, sono state valutate tutte le
  incompatibilità, ci sono sempre i  soliti  noti, i nomi che ce li
  ritroviamo  nel  CGA  e   poi   ce  li  ritroviamo  nel  comitato
  stato-regioni e poi ce li  ritroviamo  presidenti,  non  so  se è
  vero, forse c'è addirittura  un  decreto  che  non  stabilisce un
  compenso  fisso per questo,  assessore  Castiglione  lei  mi  può
  rispondere,  ma un decreto  che  lascia  aperta  una  percentuale
  addirittura sulla valutazione, non  sul  prezzo di vendita, sulla
  valutazione che potrebbe voler  dire tenere aperta una norma come
  un decreto assessoriale che  potrebbe portare a questi consulenti
  qualche  miliardo.   Quando si  poteva  seguire  una  strada  più
  semplice, un unico liquidatore,  così  con una parcella stabilita
  dall'assemblea degli azionisti degli  stessi enti. Ma questi sono
  problemi  che riproporremo  quando  entreremo  nel  merito  delle
  questioni.
       Io vi volevo solo  porre  una  questione  politica. Vogliamo
  fare questa legge sugli enti?  Il  Presidente  Drago ha detto che
  va rispettato l'ordine del giorno, allora proseguiamo ad oltranza
  - ci chiedete sempre di proseguire ad oltranza - , proseguiamo ad
  oltranza, rinunciamo alla  discussione generale, la maggioranza -
  leggiamo - si è  ricompattata  su  questo,  il  presidente  della
  regione   è    tranquillissimo,   l'assessore   all'industria   è
  tranquillissimo, interrompiamo  la discussione generale, in tempi
  brevi domani alle 13.00  riprendiamo l'articolato ed entro domani
  sera abbiamo la legge  sulla  dismissione  degli  enti.  Altro  è
  quello che si sta muovendo  in  questo Parlamento e quello che si
  sta muovendo in questo  Parlamento è continuare nella paralisi di
  questa maggioranza che non  è  d'accordo  praticamente su niente,
  che su questo punto qualificante  non ha una sua unità, è giocare
  al rinvio, lo ha detto  Turano,  lo ha detto Aulicino, lo vedremo
  ora  nei  comportamenti concreti  che  stanno  andando  avanti  e
  speriamo che almeno questa  volta il presidente della regione non
  dica che per irresponsabilità delle opposizioni non si va avanti,
  no, non si va avanti  per  vostra  irresponsabilità  e per vostra
  incapacità a rimanere uniti  come maggioranza politica e non solo
  come maggioranza di potere.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     DRAGO, presidente della regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

     DRAGO,  presidente   della  regione.  Onorevole  Presidente  e
  onorevoli  colleghi,   considerato   che,   non   essendoci   più
  interventi,  si chiuderebbe  la  discussione  generale  e  quindi
  bisognerebbe passare all'esame degli  articoli  e,  come  è stato
  giustamente detto, si andrà  a  domani,  perché  occorrono 24 ore
  per potere riprendere l'esame  del disegno di legge essendo stati
  presentati emendamenti e non avendo il Governo nulla in contrario
  su questo, ma vogliamo altresì continuare a lavorare e quindi non
  perdere la mezza giornata di oggi, sia adesso continuare ma anche
  nel pomeriggio, allora onorevole Presidente noi proponiamo che si
  anticipi a subito il voto finale sui disegni di legge già esitati
  dall'Aula ed oggi  pomeriggio  si  lavori  sugli  altri punti che
  erano all'ordine del giorno  e,  quindi, si passi all'esame degli
  articoli  del disegno di  legge  sullo  scioglimento  degli  enti
  economici. Proponiamo  quindi di sovvertire, cambiare, modificare
  l'iter per consentire di  continuare a lavorare nella giornata di
  oggi.

     PRESIDENTE.   Il  Presidente  della  Regione  propone  di  non
  chiudere la discussione generale  sul  disegno  di legge relativo
  alla  soppressione  degli  enti  economici,  di  provvedere  alla
  trattazione del 576, quindi  alla votazione finale dei disegni di
  legge e poi riprendere  la  soppressione degli enti economici, se
  ho ben capito?

     DRAGO, presidente della Regione. La votazione finale prima del
  576...

     PRESIDENTE.  Prima del 576?  Bene,  la  votazione  finale  dei
  disegni di legge, poi il  576,  quindi  il disegno di legge sulla
  soppressione   degli    enti   economici.  Sulla   proposta hanno
  facoltà di parlare per  esprimere  il proprio parere due oratori:
  uno a favore ed uno contro.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO. Io intervengo proprio  perchè  avverto  la  necessità di
  aprire un dialogo onorevole D'Andrea,  un dialogo che non sia tra
  sordi e che, soprattutto, sia  un  dialogo  in cui quando le cose
  sono dette devono essere ritenute per vere.
       Ci stiamo tristemente  abituando,  ahimè,  a  considerare le
  questioni  anche  se  espresse   nella   forma   più  solenne  in
  quest'Aula, come mera dichiarazione  di intenti non suffragata da
  alcuna  serietà  di impegno.  Poco  fà  l'onorevole  Forgione  ha
  ripreso i termini della  questione politica ed il significato che
  da parte di tutta  l'opposizione del centro-sinistra è stato dato
  alla proposta, tendente ad  accelerare  i tempi della discussione
  del disegno di legge sullo scioglimento degli enti economici.
       Io  ricordo  che  è  dal  1993  che il Governo,  il  governo
  dell'epoca, ovviamente, il governo Campione, depositò  un disegno
  di  legge  sulla  liquidazione  degli enti e che la  norma  sulla
  dismissione e credo che sia opportuno nel nostro dibattito tenere
  distinte  le  due  questioni - una questione è  la  liquidazione,
  un'altra cosa è la dismissione  - si potrebbe fare la dismissione
  senza liquidare gli enti,  questo  mi pare assolutamente normale.
  Perchè la norma sulla  dismissione  è  già  dell'anno  scorso, di
  marzo, ed è già stato  approvato in tutti i suoi passaggi formali
  il regolamento che disciplina  le  modalità  della  dismissione e
  quindi si potrebbe procedere alla stessa senza alcuna regola.
       Perciò questo dibattito che va avanti da cinque anni, almeno
  nei suoi termini conclusivi,  cioè  nella  sua  espressione della
  liquidazione e della dismissione ,  è  più  che maturo anche se è
  vero che ci sono questioni  molto importanti e molto serie ancora
  non tutte chiarite sulle quali  anzi  sono  sorte  e continuano a
  sorgere  dubbi, perplessità e  remore  legittime,  anzi  più  che
  legittime da parte di gruppi parlamentari.
       Noi abbiamo ritenuto di dover fare quella  proposta  proprio
  per dare un senso alle cose che noi facciamo per essere coerenti,
  questa  volta si, rispetto alle cose dichiarate ed  agli  impegni
  che poi effettivamente vengono portati avanti.
       Noi abbiamo chiesto l'introduzione nell'ordine del giorno di
  questa seduta straordinaria, così come peraltro ha fatto anche la
  maggioranza di centro-destra, almeno una parte della maggioranza,
  del  disegno  di legge sullo scioglimento e noi eravamo  e  siamo
  tutt'ora pronti ad andare avanti su questo disegno di legge.
       Ora,    il    Governo   che   poco   fa,    invece,    aveva
  detto di essere d'accordo  su  questa linea ha cambiato opinione.
  Io credo che sia chiaro  a  tutti adesso chi è che effettivamente
  contrasta  la  questione   dello   scioglimento  degli  Enti:  le
  posizioni politiche questa  mattina  sono state ampiamente tirate
  fuori, anche se molte  delle  questioni  sono  ancora  chiuse nel
  segreto della mente o della  coscienza dei deputati e delle forze
  politiche.
       Noi   non   possiamo   che   essere   coerenti   con  quanto
  insistentemente   già,   dall'inizio  di  questa  seduta,  questa
  mattina,  abbiamo proposto e quindi dichiararci contrari a questa
  proposta  di  ordine  del giorno perchè siamo certi che una volta
  votati  i  disegni  di  legge, ammesso che la maggioranza abbia i
  numeri  per  votarli,  ma  ritengo che se c'è questa richiesta si
  siano   fatti   i   conti  sulle  presenze  dei  deputati,  assai
  difficilmente  si  potrà  andare avanti nell'esame dei disegni di
  legge sia sullo scioglimento degli Enti che sulla Finanziaria. La
  Finanziaria  addirittura  deve  essere  del  tutto iniziata anche
  nella  discussione  generale,  tranne  che  non si pretenda che a
  portare  avanti  questi  disegni  di  legge e nella discussione e
  nell'esame   degli   articolati   oggi   o  domani  sia  soltanto
  l'opposizione. Ma credo che questo sia pretendere troppo da parte
  di  una  maggioranza  che  proclama  ogni  "piè  sospinto" la sua
  autosufficienza.   In  ogni  caso,  noi  siamo  contrari,  Signor
  Presidente.  A  me  pare,  a  noi  pare  che  si segni, in questo
  momento,  un  passaggio  politico importante. C'è una maggioranza
  che  si  tiene  in piedi soltanto grazie ad una serie continua di
  anomalie;   queste   anomalie   ormai   segnano   una   patologia
  istituzionale evidentissima. Noi siamo contrari anche per questo,
  per  continuare  a  denunciare  lo  stato delle istituzioni ed il
  fatto  che  in  questo  Parlamento  non si può oggettivamente più
  andare  avanti  in  questo modo, per richiedere quindi che ci sia
  l'apertura  di  una  discussione  vera,  l'apertura  di  una fase
  politica nuova.

     PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi pongo in votazione
  la proposta del Presidente  della Regione che riassumo perchè sia
  chiara:

    - Sospensione della discussione  generale  sul disegno di legge
    relativo alla soppressione  e liquidazione degli Enti economici
    regionali;

    - prelievo della votazione finale dei disegni di legge;

    - trattazione del disegno di legge n. 576/a;

    -  trattazione  del  disegno   di   legge   n.  727/a;

    - soppressione e liquidazione degli Enti economici regionali.

       Chi è favorevole alla  proposta del Presidente della Regione
  resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                          (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
    LEGGE: "Rendiconto  generale dell'Amministrazione della Regione
    e dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio 1996 (N.567/A)

     PRESIDENTE.  Si passa al  2   punto  dell'ordine  del  giorno:
  Votazione finale di disegni di legge.

       Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del
  disegno di legge: "Rendiconto generale dell'Amministrazione della
  Regione  e  dell'Azienda   foreste   demaniali   per  l'esercizio
  finanziario 1996".
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

        PRESIDENTE.  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti 49
        Astenuti 3
        Maggioranza 25
        Hanno votato sì 46

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER  SCRUTINIO  PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
    LEGGE:  "PROROGA  DELLA CONVENZIONE TRA L'ASSESSORATO REGIONALE
    DEL BILANCIO E  DELLE  FINANZE E L'AUTOMOBIL CLUB D'ITALIA" (N.
    695/A)

     PRESIDENTE. Indìco la  votazione per scrutinio palese nominale
  del   disegno  di   legge:   "Proroga   della   convenzione   tra
  l'Assessorato  regionale  del   bilancio   e   delle   finanze  e
  l'Automobil Club d'Italia (A.C.I.)"
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti 66
        Astenuti 19
        Maggioranza 34
        Hanno votato sì 43
        Hanno votato no 4

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER  SCRUTINIO  PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
    LEGGE:  "MODIFICA  DELLA DENOMINAZIONE DEL COMUNE DI CALATAFIMI
    IN CALATAFIMI-SEGESTA" (N.  718/A)

     PRESIDENTE. Indìco la  votazione per scrutinio palese nominale
  del disegno di legge:  "Modifica  della  denominazione del comune
  di Calatafimi in Calatafimi-Segesta"
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti 69
        Astenuti 6
        Maggioranza 35
        Hanno votato sì 63

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER  SCRUTINIO  PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
    LEGGE:  "ISTITUZIONE  DEL  SERVIZIO  DI VIGILANZA E SALVATAGGIO
    PER LE SPIAGGE LIBERE SICILIANE" (N. 214/A)

     PRESIDENTE. Indìco  la votazione per scrutinio palese nominale
    del disegno di legge:  "Istituzione del servizio di vigilanza e
    salvataggio per le spiagge libere siciliane"
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti 69
        Astenuti 11
        Maggioranza 35
        Hanno votato sì 51
        Hanno votato no 7

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER  SCRUTINIO  PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
    LEGGE:  "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1997, N. 33
    IN  MATERIA  DI  TUTELA  DELLA  FAUNA  SELVATICA  ED  ESERCIZIO
    VENATORIO (NN. 712-719-722/A)

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati
  presentati  ai  sensi   dell'articolo   117   degli   emendamenti
  soppressivi, alcuni dei quali hanno necessità probabilmente di un
  momento  di  riflessione  da  parte  dell'intera  Aula,  per  cui
  sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 13,24 è ripresa alle ore 13.30

       La  seduta   è   ripresa.
       Onorevoli colleghi, siamo  alla votazione finale del disegno
  di legge 712 - 719  -  722/A  relativo  a  modifiche  alla  legge
  regionale 1 settembre 1997 n.  33  in  materia  di  tutela  della
  fauna  selvatica  ed  esercizio  venatorio.  Comunico,  ai  sensi
  dell'articolo  117  del Regolamento,  che  dal  Governo  è  stato
  presentato il seguente emendamento di modifica all'articolo 7:

    - "1. All'articolo 21 della legge  regionale 1  settembre 1997,
    n. 33, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

    <<1 bis. Il divieto di cui  al  comma  1,  lettera  e),  non si
    applica per l'uso come  richiamo  vivo  delle specie cacciabili
    previste dalla vigente normativa,  in  esecuzione  e secondo le
    modalità di cui agli articoli  5  e 21, lettera p), della legge
    11 febbraio 1997, n. 157.>>"
       Lo pongo in  votazione.

    PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PIRO. Signor  Presidente, l'articolo 117 come lei certamente ci
  può insegnare prevede la possibilità prima della votazione finale
  di apportare correzioni  di  forma.  Oppure,  questo è il secondo
  comma, di  correggere  quelle  parti  approvate  della  legge che
  determinano un  contrasto  inconciliabile  con  altre parti della
  stessa legge. Noi abbiamo esaminato, perchè ne è stato presentato
  più di uno emendamento col 117. Abbiamo esaminato velocemente gli
  emendamenti che  vengono  proposti.  Ora, oggettivamente vi è una
  differenza   negli   emendamenti.   Questo  primo  emendamento  è
  effettivamente rivolto a correggere una disposizione che rende la
  legge pressoché  inapplicabile  giacché  interviene su materia su
  cui l'Assemblea  regionale  non ha competenza, non ha possibilità
  di disporre di determinare normative. Altri emendamenti devo dire
  invece presentano  innovazioni  sostanziali nel testo del disegno
  di legge, che possono anche essere condivisibili Presidente, però
  si  introdurrebbe  in  questo  modo  un  precedente  estremamente
  difficile da sopportare  dal punto di vista regolamentare e, come
  è noto, il  Regolamento è posto a garanzia di tutta l'Assemblea e
  dell'operato dell'Assemblea  stessa,  cioè per evitare anche, per
  essere chiari che  una maggioranza possa approvare un testo e una
  maggioranza  casuale   al  momento  della  votazione  finale  con
  l'escamotage del  117  possa  modificare  poi  sostanzialmente il
  testo,  per   cui   Signor   Presidente,  mentre  mi  dichiarerei
  favorevole e  sono  favorevole  comunque  a questa correzione che
  effettivamente  rientra  nei  termini previsti dall'articolo 117,
  esprimo il mio parere nettamente contrario all'approvazione degli
  altri emendamenti  pur  dichiarando  la  mia  disponibilità nella
  prossima occasione  legislativa  a  contribuire  ad  apportare le
  correzioni che  si  renderanno  necessarie.  Ma  ritengo  che  il
  precedente che si creerebbe altererebbe anche la prassi oltre che
  la lettera del Regolamento.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione  l'emendamento. Il parere del
  Governo?

     GRIPPALDI, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevole Assessore,  lei  insiste  sugli emendamenti, ma ha
  sentito la dichiarazione dell'onorevole Piro?

     CUFFARO, assessore per  l'agricoltura e le foreste.  Onorevole
  Piro,  io  credo  che  ci  sia  l'altro  che  abbiamo  legiferato
  esattamente in contrapposizione  alla  33.  Anche  quello  ricade
  nelle stesse posizioni.

     PRESIDENTE.  L'emendamento  reca:  "All'articolo 22 aggiungere
  il  seguente  comma:  2.  All'articolo  46,  comma 1, della legge
  regionale  33/97  l'ultimo  periodo  è soppresso". Questo rientra
  nella logica. Gli altri vengono ritirati, onorevole Assessore?

     CUFFARO.  Signor Presidente,  per  mero errore di trascrizione
  abbiamo lasciato fuori  un'associazione  riconosciuta  a  livello
  nazionale,  perchè  nell'emendamento  abbiamo  scritto  le  sette
  associazioni riconosciute a livello  nazionale  e  questa  che  è
  l'ottava ed è pure riconosciuta a livello nazionale non l'abbiamo
  inserita.

     PRESIDENTE. Vi si porrà rimedio a settembre.
       Pongo in votazione l'emendamento  che  ho  già letto.  Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Gli altri  emendamenti  sono ritirati. L'Assemblea ne prende
  atto. Si passa alla  votazione  finale  del  disegno  di legge n.
  712-719-722/A "Modifiche alla  legge rionale 1 settembre 1997, n.
  33, in materia  di  tutela  della  fauna  selvatica  ed esercizio
  venatorio".
       Specifico il  significato  della votazione: chi è favorevole
  vota verde, chi non  è favorevole vota rosso, chi si astiene vota
  bianco.  Dichiaro   aperta   la  votazione.  Dichiaro  chiusa  la
  votazione.
       Proclamo l'esito della votazione:

  PRESENTI                       73
  VOTANTI                        73
  MAGGIORANZA                    37
  FAVOREVOLI                     54
  CONTRARI                        8
  ASTENUTI                       11

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO  NOMINALE  DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "Recepimento nella Regione  siciliana  dell'articolo  12  della
    legge  24  febbraio  1992,  n.  225  recante  'Istituzione  del
    Servizio   nazionale    della    protezione   civile',   nonchè
    dell'articolo 108 del decreto  legislativo  31  marzo  1998, n.
    112, relativo alle funzioni  conferite alle regioni e agli enti
    locali in materia di protezione civile" (nn. 672-709/A)

     PRESIDENTE. Si passa alla  votazione  finale  del  disegno  di
  legge  n.   672-709/A   "Recepimento   nella   Regione  siciliana
  dell'articolo 12 della legge  24  febbraio  1992, n.  225 recante
  'Istituzione del Servizio  nazionale  della  protezione  civile',
  nonchè dell'articolo 108 del  decreto  legislativo 31 marzo 1998,
  n. 112, relativo alle  funzioni  conferite  alle  regioni ed agli
  enti locali in materia di protezione civile".
       Sono stati presentati due emendamenti ai sensi dell'articolo
  117 del Regolamento.  Onorevole Assessore, per quanto riguarda il
  primo emendamento la Presidenza non ha dubbi: sostituire il primo
  termine "coordinamento"  con  "collegamento"  ed  il  secondo con
  "organizzazione". Questo  lo  comprendiamo.  Le  sarei  grato se,
  invece,  lei   volesse   specificare  il  significato  dell'altro
  emendamento.

     BUFARDECI,   assessore  alla  Presidenza.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, questo emendamento è altrettanto tecnico, nel
  senso  che  precisa il contenuto dell'attribuzione che può essere
  data al soggetto  responsabile che, altrimenti, resterebbe troppo
  vaga perchè si  direbbe esclusivamente "Presidente della Regione"
  e non si farebbe  riferimento  all'eventuale  delega  data  ad un
  assessore incaricato di  occuparsi  della  rubrica  di protezione
  civile e, quindi, deve  essere precisato "in caso di attribuzione
  di delega", per meglio precisare il termine.

     PRESIDENTE. Bene, è chiaro. Allora, onorevoli colleghi vi sono
  due emendamenti: "Al primo comma degli articoli 2, 6 e 9, dopo le
  parole "Presidente della  Regione  o",  aggiungere  le parole "in
  caso  di  attribuzione  di  delega",  cioè  a  dire  sia  per  il
  Presidente della Regione, sia  per  chi è delegato dal Presidente
  della Regione.
       Pongo in votazione il primo emendamento: sostituire il primo
  termine  "coordinamento" con  "collegamento"  e  il  secondo  con
  "organizzazioni.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  il  secondo  emendamento che abbiamo già
  letto: chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO  NOMINALE  DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "Recepimento nella Regione  siciliana  dell'articolo  12  della
    legge  24  febbraio  1992,  n.  225  recante  'Istituzione  del
    Servizio   nazionale    della    protezione   civile',   nonchè
    dell'articolo 108 del decreto  legislativo  31  marzo  1998, n.
    112, relativo alle funzioni  conferite alle regioni e agli enti
    locali in materia di protezione civile" (nn. 672-709/A)

     PRESIDENTE. Indico la votazione  finale  del disegno di legge:
  "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della legge
  24  febbraio  1992, n.  225  recante  'Istituzione  del  Servizio
  nazionale della protezione  civile', nonchè dell'articolo 108 del
  decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, relativo alle funzioni
  conferite  alle  regioni  e   agli  enti  locali  in  materia  di
  protezione civile" (nn. 672-709/A).
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti .......71
        Astenuti .................23
        Maggioranza ..............36
        Hanno votato sì ..........48
        Hanno votato no .......... 0

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE  NOMINALE  DEL DISEGNO DI
    LEGGE: Disposizioni per l'Ente di sviluppo agricolo e altri in-
    terventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   viene  presentata  dalla
  Commissione una norma di  salvaguardia comunitaria sul disegno di
  legge in questione: Gli interventi  di cui alla presente legge si
  intendono  subordinati  al   rispetto   delle  recenti  normative
  comunitarie,  nonchè  ala  definizione  delle  procedure  di  cui
  all'articolo 93, paragrafi 2  e  3  del trattato istitutivo della
  Comunità europea.

     ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     ALFANO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   molto
  brevemente   per  affermare   che   questo   disegno   di   legge
  nell'opinione del Gruppo a cui appartengo, e cioè Forza Italia, e
  che qui rappresento, è un  disegno di legge che ha valore ultimo,
  nel senso che noi, a  partire da domani mattina, lavoreremo credo
  in  concerto con  la  maggioranza  per  una  riforma  strutturale
  dell'ESA e per una  politica  dell'agricoltura  in Sicilia che si
  faccia il più  possibile  partecipe  degli  interessi produttivi,
  perchè riteniamo che, per il percorso che ha avuto in Commissione
  e in Aula questo disegno  di  legge,  sia  poco  compatibile  con
  l'ispirazione del mio partito e  credo, per certi versi, anzi per
  molti versi, della maggioranza a cui appartengo.
       Aggiungo  che  noi  voteremo  favorevolmente,  dando  questo
  valore ultimo a questo disegno di legge, nella consapevolezza che
  per il contesto in cui si  colloca,  per il giorno in cui avviene
  la  votazione  finale  per  la  complessiva  articolazione  della
  discussione per come si è  svolta  e  per  le  connessioni che ha
  avuto rispetto alla  tenuta  complessiva  della  maggioranza,  ci
  appare assolutamente responsabile,  ma  solo per questo lo stiamo
  votando, il nostro voto favorevole.

     PRESIDENTE. Indìco la  votazione per scrutinio palese nominale
  del disegno di legge: n. 713/A.

       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale del disegno di legge 713/A:

        Presenti e votanti ....... 70
        Astenuti .................  8
        Maggioranza .............. 36
        Hanno votato sì .......... 54
        Hanno votato no ..........  8
        Astenuti             8

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE  NOMINALE  DEL DISEGNO DI
    LEGGE: "Norma per l'attivazione  dell'art.  3,  comma  3, della
    legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (749/A)

     PRESIDENTE. Indico la votazione  finale  del  disegno di legge
  "Norma per l'attivazione dell'articolo  3,  comma  3, della legge
  regionale 4 aprile 1995, n. 26" (749/A).

       Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde;  chi vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi si
  astiene preme il pulsante bianco.

       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale del disegno di legge n. 749/A:

        Presenti e votanti  68
        Maggioranza         35
        Hanno votato sì     59
        Hanno votato no      3
        Astenuti             6

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE  NOMINALE  DEL DISEGNO DI
    LEGGE: "Norme in materia  di  lavori  pubblici:  Modifica della
    legge regionale 24.7.1997, n. 25" (NN. 280-300-730/A).

     PRESIDENTE. Indico la votazione  finale  del  disegno di legge
  "Norme  in  materia di  lavori  pubblici:  Modifica  della  legge
  regionale 24.7.1997, n. 25" (NN. 280-300-730/A).
       Onorevole  assessore Lo  Giudice,  e'  stato  presentato  un
  emendamento soppressivo del  comma 10 dell'articolo 1, se volesse
  spiegare la ragione dell'attinenza con l'articolo 117.

    - Il comma 10 così  recita:  con direttive da emanarsi entro 60
    giorni dalla data di  entrata  in  vigore della presente legge,
    viene individuata ed  elencata la documentazione che le imprese
    partecipanti alle gare  di  appalto regionali devono presentare
    per qualificarsi.

       Mi pare viene sostenuta la illogicità del comma?

     LO   GIUDICE ,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Si,
  signor Presidente.

     PRESIDENTE. Non  sorgendo  osservazioni,  pongo  in  votazione
  l'emendamento proposto dal Governo.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si ritorna alla  votazione  finale  del disegno di
  legge  in  questione:  "Norme  in  materia  di  lavori  pubblici.
  Modifica  della  legge   regionale   24.7.1997,   n.   25"   (NN.
  280-300-730/A).

       Dichiaro aperta la votazione.

    Chiarisco  il  significato del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota  no  preme  il  pulsante rosso;  chi si
  astiene preme il pulsante bianco.

       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti  72
        Maggioranza         37
        Hanno votato sì     48
        Hanno votato no      5
        Astenuti            19

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE  NOMINALE  DEL DISEGNO DI
    LEGGE:  "Contributo di  esercizio  alle  aziende  esercenti  il
    trasporto pubblico locale" (N. 733/A).

     PRESIDENTE.  Si passa  alla  votazione  finale  del disegno di
  legge  "Contributo  di   esercizio   alle  aziende  esercenti  il
  trasporto pubblico locale" (N. 733/A).

       Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde;  chi vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi si
  astiene preme il pulsante bianco.

       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti  70
        Maggioranza         36
        Hanno votato sì     60
        Hanno votato no      3
        Astenuti             7

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE  NOMINALE  DEL DISEGNO DI
    LEGGE: "Modifica all'articolo 2  della legge regionale 5 luglio
    1997, n. 23, concernente  il  rinnovo del Comitato regionale di
    controllo.  Modernizzazione  amministrativa  e  recepimento  di
    norme  della  legge  15  maggio  1997,  n.  127  nella  Regione
    siciliana" (N. 743/A).

     PRESIDENTE.  Si passa  alla  votazione  finale  del disegno di
  legge "Modifica all'articolo  2  della  legge  regionale 5 luglio
  1997, n. 23, concernente  il  rinnovo  del  Comitato regionale di
  controllo. Modernizzazione  amministrativa e recepimento di norme
  della legge 15 maggio  1997,  n. 127 nella Regione siciliana" (N.
  743/A).

       Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde;  chi vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi si
  astiene preme il pulsante bianco.

       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti  73
        Maggioranza         37
        Hanno votato sì     53
        Hanno votato no      6
        Astenuti            14

                          (L'Assemblea approva)

       Onorevoli colleghi, la  seduta  è  sospesa e riprenderà alle
  ore 17.00 di oggi, giovedì 20 agosto 1998.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 17.45)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "DISPOSIZIONI  FINANZIARIE
    URGENTI PER L'ANNO 1998" (N. 576/A) (NORME STRALCIATE)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo disegno di legge all'ordine
  del  giorno:  "Disposizioni  finanziarie  urgenti per l'anno 1998
  (n. 576/A).  Relatore onorevole Petrotta.
       Invito i componenti  la seconda commissione a prendere posto
  al banco alla medesima assegnata.
       Onorevole Petrotta intende intervenire o si affida al testo?

     PETROTTA. Presidente della  Commissione e relatore. Mi rimetto
  al testo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne  prende  atto.  Dichiaro  aperta la
  discussione generale.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO . Onorevole  Presidente, nella precedente seduta ha
  molto opportunamente rinviato  il  disegno  di  legge  al riesame
  della seconda Commissione  per  le obiezioni  legittime, corrette
  sollevate dall'onorevole Crisafulli.  Da quella data, per ragioni
  oggettive, perché escludo  che  il  Presidente  Petrotta  potesse
  convocare la  Commissione  il giorno di Ferragosto o la vigilia o
  il giorno  successivo, non c'è stata possibilità di un riesame da
  parte della Commissione.
       Io  non  voglio  qui riportare gli argomenti che lascio alla
  sua intuizione, ma non c'è dubbio che il disegno di legge risente
  molto  delle  improvvisazioni, di qualche blitz ingiustificato, e
  comunque  se  dovesse testimoniare quello che é  accaduto, io che
  sono  un  abituale  frequentatore  delle commissioni, non sono in
  grado di dire quello che é  accaduto, signor Presidente.
       A  parte  questo  aspetto c'é  anche un problema:  che molti
  argomenti  iscritti  qui  tra  i vari commi (perché  tutti adesso
  abbiamo preso  il vizio, secondo me sbagliato, di mutuare ciò che
  avviene a livello nazionale.  Quando abbiamo le finanziarie e c'è
  il  cosiddetto  ostruzionismo  da  parte dei gruppi parlamentari,
  allora si  fa  un  unico  articolo  con  180  commi,  cosa che fa
  impazzire  al fine della comprensione di una norma) hanno bisogno
  della determinazione della commissione di merito;  perché  io non
  vorrei signor presidente, che in sede di proposta legislativa noi
  commettessimo  un  abuso di potere, mi consenta l'espressione, di
  natura legislativa.
       Quindi, rivolgo l'invito di  rimandare in commissione per un
  approfondimento   e,  comunque,   ascoltare   il   parere   delle
  commissioni di merito, perché  molti argomenti inseriti non hanno
  natura  soltanto  finanziaria,  ma  sono  questioni  di merito e,
  secondo  me, ormai la seconda commissione ha buttato alle ortiche
  i  vecchi  comportamenti  perché  si  riteneva,  a suo tempo, una
  specie di "Cupola" dell'Assemblea; siccome la seconda commissione
  non  può  essere  una "Cupola" deve  essere una commissione, deve
  esaminare  soltanto l'aspetto finanziario dei disegni di legge, é
  giusto che molti argomenti ritornino alle commissioni di merito e
  che, comunque, la commissione riesamini tutto ciò che é  accaduto
  in  quella  convulsa notte che, francamente, forse nessuno, né il
  presidente,  né  i componenti e nemmeno i funzionari sarebbero in
  grado di potere stabilire.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor presidente, signori deputati, io credo che tutti
  noi abbiamo ben  presente  il  modo  in cui é nato, si può dire e
  comunque é  arrivato  in  Aula il disegno di legge che abbiamo in
  esame, il 576/A.
       Un  disegno di legge  cosiddetto "finanziario" che  é  stato
  pensato  e voluto per  fornire  risposte  immediate  ad  esigenze
  piuttosto  pressanti, alcune  collegate  alla  corresponsione  di
  salari, stipendi, indennità, altre  alla  necessità di mettere in
  movimento, mediante la  predisposizione di dotazioni finanziarie,
  norme che altrimenti sarebbero  rimaste ferme, altre ancora volte
  a  dare  risposta,  soddisfazione  ad esigenze ferme da tempo, ad
  esempio la  questione del fermo biologico o anche il pagamento di
  quanto  dovuto  dalla  Regione  alle  società  sportive che hanno
  organizzato  le  manifestazioni  nell'anno 1994 e che, da allora,
  ancora attendono che la Regione provveda a quanto dovuto.
       Il disegno di legge  ha  avuto,  effettivamente,  una corsia
  estremamente  accelerata nel quadro,  come  é  ovvio,  di  quella
  chiusura della sessione che era  prevista  per il 31 luglio e che
  poi in effetti, avvenne il primo agosto.
       Un disegno di legge,  quindi, inizialmente nato con una base
  normativa che si riferiva soltanto a tre articoli e che nel corso
  dell'esame in commissione finanze  si  é  arricchito  via  via di
  altre  previsioni  fino all'attuale  formulazione  che  é  di  un
  articolo solo, ma di  ben  ventuno  commi,  diciannove  dei quali
  contengono previsioni cosiddette  sostanziali  e  gli  ultimi due
  contengono la copertura finanziaria.
       E'  già  emerso, nel corso dell'ultima seduta, quella che si
  concluse il  primo  agosto,  che  il  disegno  di legge é  stato,
  oggettivamente,  esaminato  con molta fretta, e questo ha portato
  anche  a prevedere coperture finanziarie che, probabilmente, anzi
  per  quanto  mi  riguarda, sicuramente,  hanno bisogno di qualche
  verifica.
       Io non so se nel frattempo non è presente l'Assessore per il
  Bilancio e  quindi  non  so  se  il  Governo e l'Assessore per il
  Bilancio  questa  ulteriore  verifica  l'hanno compiuta, ma, come
  dicevo,  sicuramente  per  qualche copertura sembra, alla lettura
  del testo, necessaria qualche ulteriore verifica.
       Mi riferisco per esempio,  signor  Presidente,  al  capitolo
  21257, codice 1021, che viene impegnato  per 5.700 milioni ma che
  presenta una disponibilità di bilancio  di  soli  5.500  milioni.
  Quindi,  queste  piccole  incongruenze, in  verità  -  anche  per
  qualche altro codice mi è sembrato di notare qualche incongruenza
  - avrebbero bisogno di qualche ulteriore verifica.
       Dal  punto  di vista sostanziale  però  erano  sorti  alcuni
  problemi su previsioni che, in  effetti, poi avevano trovato modo
  di essere inserite in questo testo  di  disegno  di  legge; altre
  che, invece, non avevano trovato possibilità di ingresso.
       Una per tutte la questione  sollevata, relativa al pagamento
  di quanto dovuto dalle imprese che  hanno assunto nel corso degli
  anni personale, a ciò spinte dalle  previsioni della legge 27 del
  1991.
       Ma  altre  previsioni ancora sono rimaste escluse perché nel
  quadro  dell'intesa  che era stata raggiunta non c'era stato modo
  di poterle  inserire;  anche se poi quell'intesa fu ampliata e di
  molto nel corso dell'esame della Commissione Finanze. E questo, a
  questo punto, non giustifica più perché alcune previsioni debbano
  essere  contenute  ed  altre,  invece,  debbano  essere  escluse.
  Ripeto, il  disegno  di legge fu pensato e voluto come disegno di
  legge  "salvagente",  quel  disegno  di  legge  cioè  che  doveva
  consentire  di  dare  alcune  risposte  che,  oggettivamente,  si
  presentavano con i caratteri dell'urgenza ed entro qualche limite
  della necessità.
       Si  è successivamente ampliato, anche con previsioni che non
  presentato  quel  carattere  della  necessità e dell'urgenza, che
  altre norme invece contengono.
       Non essendo  più  a  chiusura  di sessione ma essendo in una
  fase  diversa, io credo che oggettivamente si ponga la questione:
  se  questo  disegno  di  legge  debba  essere  preso  in  carico,
  esaminato  ed  approvato  così come è oggettivamente determinando
  disparità  di  trattamento  non  giustificate né  dall'urgenza né
  dalla  necessità  di  chiudere  la  sessione,  o se invece questo
  disegno di legge non possa avere qualche revisione necessaria dal
  punto  di  vista  della copertura finanziaria, come ho già detto,
  per   evitare   di  andare  incontro  a  qualche  problema  di  o
  insufficiente o errata copertura finanziaria;  dal punto di vista
  sostanziale perché  non  ci  sono  più  i  termini  entro  cui fu
  delineato il  disegno di legge a chiusura di sessione ma siamo in
  una  fase completamente diversa.  Con ciò, tuttavia, riaffermando
  la  nostra  intenzione  di  procedere  nella  discussione  e,  se
  possibile,  anche  all'approvazione  di  questo disegno di legge,
  perché  esso contiene delle norme importanti, lungamente attese e
  che  danno  risposte,  sia  pure  parziali,  ma danno risposte ad
  esigenze sociali e delle imprese.
       Peraltro,  come già  ricordato  dall'onorevole  Di  Martino,
  signor  Presidente,nel  corso  dell'ultima  seduta  ella  ebbe  a
  decidere   su   una   questione   formale   posta  dall'onorevole
  Crisafulli,  se  non  ricordo  male, il rinvio in Commissione del
  disegno di legge.
       In termini regolamentari, essendo  trascorsi quindici giorni
  il  disegno  di  legge ben ha potuto essere reinserito all'ordine
  del giorno  dell'Aula ma, nel frattempo, nulla è successo: non ci
  sono   state   riunioni  della  Commissione;  non  c'è  stata  la
  possibilità di rivedere un attimo il quadro delle norme contenute
  nel disegno di legge.
       Insomma, io  credo  che  si  è  oggi  in  una situazione che
  oggettivamente  richiede una verifica e di carattere finanziario,
  e di  carattere politico-sostanziale sui contenuti del disegno di
  legge.
       Cosa che  può  essere  fatta, io credo, in brevissimo tempo,
  senza    pregiudizio    della    seduta   e   senza   pregiudizio
  dell'approvazione del disegno di legge che nei suoi contenuti può
  essere  tranquillamente  approvato,  a nostro giudizio, anche nel
  corso di questa seduta.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente, onorevoli  colleghi,  noi  ci
  troviamo di fronte ad un fatto che, se sottaciuto, sarebbe lesivo
  del  comportamento della funzione del Parlamento siciliano e cioè
  quello  che  è  stato  predisposto, in modo molto approssimativo,
  generico,  un  disegno  di  legge  contenente  norme  che vengono
  contrabbandate   come   norme   che   hanno   soltanto  carattere
  finanziario,  che  in  realtà invece rispondono anche ad esigenze
  legittime di categorie che attendono, ma rispondono soprattutto a
  pressioni che vengono esercitate sul Parlamento da gruppi sociali
  che sono  in attesa di avere soddisfatte proprie esigenze, ma che
  mettono in evidenza, ove ce ne fosse stato bisogno, e mi dispiace
  che  la  stampa  abbia concentrato tutta l'attenzione soltanto su
  fatti   secondari,   ma   mettono  in  evidenza  la  incongruità,
  l'inconsistenza, l'incapacità del Governo della Regione.
       Vedete,   onorevoli   colleghi, onorevole  Presidente  della
  Regione, le norme, ad  una  ad una prese dal testo del disegno di
  legge,  sono tutte norme stralcio di provvedimenti che riguardano
  settori importanti.
       Per esempio,  la norma riguardante il fermo biologico che di
  per se è una norma importantissima, è norma contenuta nella legge
  di riforma del settore della pesca.
       Sarebbe stato  più  utile  per  la Sicilia che il Parlamento
  regionale e  che  il  Governo  della  Regione, anziché affrontare
  provvedimenti   stralcio,   avesse  affrontato  provvedimenti  di
  riforma organica dei settori, a partire dalla pesca  a quello che
  riguarda   gli  enti  economici  regionali,  dove  c'è  un  altro
  provvedimento inerente all'Ente minerario siciliano.
       E questo  dimostra,  quindi,  che ci troviamo di fronte a un
  Governo che  tenta  di vivacchiare e che, anzichè affrontare alla
  radice  problemi gravissimi che riguardano l'assetto produttivo e
  sociale  della  Sicilia, alla fine, attraverso una mediazione che
  io  capisco  può  intervenire  all'interno  del  Parlamento tra i
  gruppi e forzando in qualche misura norme regolamentari, si tenta
  di portare  all'attenzione del Parlamento un disegno di legge che
  non risponde a nessun criterio di riforma.
       Io intervengo per dimostrare la mia assoluta contrarietà sia
  a  questo   modo   di  rappresentare  il  lavoro  del  Parlamento
  siciliano, perchè io sono preoccupato, fortemente preoccupato del
  fatto  che   il  Parlamento  siciliano,  il  suo  profilo,  venga
  abbassato   di   fronte   all'opinione   pubblica  e  che  questo
  Parlamento, anziché  per affrontare questioni di riforma organica
  di  settori  vitali  dell'economia  siciliana,  si  riunisca  per
  affrontare provvedimenti urgenti.
       Ora, nessuno  impedisce al Parlamento di modificare i lavori
  e il calendario. Si è convocata la convocazione straordinaria, si
  proceda in modo regolamentare.
       Per esempio,  nel settore di riforma della pesca, si cominci
  a dire alla  commissione  che  in qualche giorno porti in Aula il
  testo  del disegno  di  legge e si esamini il disegno di legge di
  riforma   organica   della   pesca.   Per   cui  daremo  risposte
  importantissime per  il  fermo  biologico  ai  pescatori  e  agli
  armatori di  un  parte   consistente  la Sicilia, ma nello stesso
  tempo  affrontiamo  problemi  modali  che  riguardano lo sviluppo
  economico, il  controllo  delle coste, del mare e che riguarda lo
  sviluppo del settore della pesca in Sicilia.
       Cioè   svolgeremmo   una   nostra   funzione  adeguata  alla
  problematiche   che   vengono  sollevate  dai  lavoratori,  nella
  fattispecie  dai  pescatori  del  mare siciliano.  Questo modo di
  andare  a  me  personalmente  non  mi convince.  Presidente della
  Regione   noi  non  possiamo  abbassare  il  profilo  legislativo
  dell'Assemblea   regionale   siciliana,   contribuendo,   pur  di
  vivacchiare,  ad abbassare l'immagine del Parlamento regionale ed
  ha responsabilità  notevoli.
       Questo disegno di legge è la prova delle sue responsabilità,
  pertanto,  onorevole  presidente  dell'Assemblea, io l'invito che
  faccio è quello  di  -  nel  caso in cui si discuta il disegno di
  legge, intanto che  si discuta sulla base del fatto che ci sia un
  rigoroso  rispetto  delle  regole  che presiedono alla formazione
  delle leggi  in  questo  Parlamento  e  quindi a tutti i passaggi
  successivi,  la  copertura finanziaria, i tempi necessari dopo la
  presentazione  degli emendamenti, la riconvocazione dell'Aula per
  ridiscutere il  disegno  di  legge  -  ma,  nello stesso tempo io
  faccio   appello   alla   sensibilità   ed  all'intelligenza  del
  presidente  dell'Assemblea  perchè  il  Parlamento  regionale,  a
  prescindere  dalle questioni che riguardano le vicende interne di
  un   governo,   non   possa  essere  trascinato  nell'immaginario
  collettivo,   nell'immagine   della  Sicilia,  non  possa  essere
  trascinato al  degrado  a  cui  il  governo lo sta portando e che
  quindi si  metta  mano subito, entro qualche giorno, alla riforma
  per affrontare disegni di legge organici.
       Onorevole  Presidente, noi  possiamo  tornare  domani  e  la
  prossima settimana per fare  le  leggi,  quella  che  riguarda lo
  scioglimento  degli enti,  quelle  che  riguardano  le  leggi  di
  settore, di riforma  organica,  quelle  che  riguardano  tutte le
  materie che sono qui  comprese  noi possiamo affrontarle nel modo
  organico, così come lo  stesso Assessore ha proposto, ad esempio,
  nel settore della pesca.
       Andare avanti così non qualifica il Parlamento regionale per
  cui io voglio  personalmente  scindere  le mie responsabilità, lo
  voglio dire, per questo  sono  contrario  che  si affronti questo
  disegno di legge, pur comprendendone profondamente le motivazioni
  che lo hanno generato,  che  lo  hanno portato in quest'Aula. Pur
  comprendendo profondamente queste motivazioni io sono dell'avviso
  che  il  disegno   di   legge  anzichè  venga  scorporato,  venga
  ricondotto alle commissioni  di  merito, venga affrontato, per le
  parti non stralcio del  provvedimento,  ma  come disegno di legge
  organico,  si  riconvochi   il   Parlamento  fin  dalla  prossima
  settimana  e si  affrontino  organicamente  i  provvedimenti  che
  riguardano tutti i settori dell'economia siciliana.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli.  Ne
  ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  presidente,  onorevoli colleghi, io credo
  sia  utile,  a  questo punto della discussione, anzichè procedere
  con  una  discussione  di  merito  rispetto  a tutto l'intervento
  legislativo, che  il  Governo  della  Regione,  e per esso il suo
  Presidente,  mettesse  in  condizione  l'Aula,  il  Parlamento di
  capire   in   che   modo   possiamo   procedere  alla  definitiva
  approvazione  del  testo  sottoposto alla nostra discussione. Nel
  senso  che  possiamo,  a questo punto, verificare, attraverso una
  ipotesi di sospensione che io mi sento di proporre al governo, se
  esistono le  condizioni per potere chiudere il testo in modo tale
  da mettere  in  condizione  il Parlamento di poterlo approvare in
  via definitiva  già questa sera, pur sapendo che rimangono aperte
  le  considerazioni  fatte  dal mio collega, l'onorevole Speziale,
  dagli altri  intervenuti, ma che a questo punto della discussione
  dobbiamo pur capire se dobbiamo procedere oppure fermare il senso
  della discussione.

     PRESIDENTE.  E'iscritto  a  parlare l'onorevole Aulicino.Ne ha
  facoltà.

     AULICINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è sempre
  complicato   intervenire   su  Speziale,  dopo  che  su  Speziale
  interviene   l'onorevole   Crisafulli   perchè  sono  un  po'  in
  difficoltà.  L'opposizione  è  schizofrenica,  non riesce a darsi
  una posizione  omogenea  e  quindi debbo dire...Io ho firmato per
  la  seduta  straordinaria perché ci sono alcuni provvedimenti che
  noi dobbiamo votare.
       E dobbiamo  votarli insieme perché, in commissione Bilancio,
  quella   opposizione  che  rivendica  l'organicità  del  percorso
  legislativo,   misure  ordinarie,  quindi  leggi  organiche,  per
  esempio,  immagino  anche  sugli  articolisti,  sui catalogatori.
  Perché, questo disegno  di  legge, in fondo, lo sappiamo tutti, è
  una sommatoria di  norme  che  tentano  di  rinviare la soluzione
  organica  dei  problemi.  Ne  siamo  consapevoli.  Ma,  onorevole
  Speziale, vuole  veramente  dimostrare  alla  Sicilia  che questo
  Parlamento, entro quindici  venti giorni, si organizza e si dà un
  disegno  organico  di stabilizzazione del precariato articolisti,
  dei catalogatori, e risolve i problemi? Meno male che all'interno
  dell'opposizione c'è  una  coscienza  critica che poi emerge ogni
  tanto, e  che  viene  incarnata  dall'onorevole  Crisafulli,  che
  corregge il tiro.
       Perché, francamente,  ma  chi  si  presenta fuori?  Chi va a
  dire agli  amici  dell'Ente  minerario, con i quali abbiamo preso
  impegni tutti,  che  gli  stipendi  non li prendono? In attesa di
  cosa? Dobbiamo  stanziare  i  soldi. Ci costringete a dire quello
  che pensiamo;  e  questo  è  un  fatto  importante.  Perché se lo
  facessimo spesso staremo meglio tutti. Bene, in questo disegno di
  legge ci  sono  alcune  norme  che  vanno  approvate, e se c'è da
  ricorrere alla Commissione di merito, andiamo alla Commissione di
  merito;   e   se   ci   sono   difficoltà,   quelle   prospettate
  dall'onorevole   Di   Martino,   vediamo   un   po'   cosa  fare,
  rimbocchiamoci le maniche.
       Però,  noi  non  possiamo  andare  via  da  qui senza che si
  approvi questa legge. Perché, altrimenti, non avrebbe avuto senso
  questa    convocazione    straordinaria.    Questa   convocazione
  straordinaria è  stata  pensata,  concepita dai sottoscrittori di
  quella  richiesta,  perché  bisognava,  quel  giorno,  non  tanto
  approvare la legge  sulle dismissioni - che lo sapevamo tutti che
  era cosa molto  complicata - diciamoci la verità, quel disegno di
  legge sulle dismissioni,  già  quella  notte,  si  sapeva che non
  sarebbe  passata.
       Abbiamo chiesto la convocazione straordinaria perchè ci sono
  tutte  queste  cose  importanti  da  fare.  Poi, certo, concordo,
  onorevole  Speziale,  con  la sua esigenza di organicità.  Questo
  Parlamento  deve  qualificare  il  suo profitto progettuale, deve
  qualificare il suo spessore programmatico, e deve attrezzarsi per
  sfornare   leggi   organiche.   Troveremo  insieme  all'onorevole
  Speziale i soldi per stabilizzare i 35 mila precari dell'articolo
  23;   l'opposizione   ci  aiuterà  ad  avviare  una  processo  di
  stabilizzazione  progressiva  del precariato;  e sui catalogatori
  noi tutti,  consapevoli della precarietà di questa norma, più che
  approntare  la  copertura finanziaria per un progetto socialmente
  utile, troveremo, assieme all'opposizione - visto che tutti siamo
  interessati a  risolvere i problemi della Sicilia - le soluzioni.
       Intanto, però,  abbiamo  il  dovere  -  in  assenza di leggi
  organiche,   o   comunque  impossibilitati,  per  ora,  onorevole
  Speziale  e   opposizione  -  di  fare  una  legge  organica  sul
  precariato.  Perché, francamente, io sfido chiunque a prospettare
  un percorso  razionale  che  consenta a questo Parlamento di dare
  una soluzione organica ai problemi del precariato in Sicilia, con
  un bilancio  che  ha  in  uscita  il  doppio  delle  sue entrate.
  L'onorevole Speziale  che  sta qua da più tempo rispetto al tempo
  che io  ho dedicato a quest'Aula, queste cose le dovrebbe sapere,
  perché  sicuramente  ha  seguito  il  processo  di formazione del
  precariato in  Sicilia,  non so se opponendosi o convergendo.
       So   che  l'opposizione,  rispetto  al  precariato,  ha  una
  posizione   schizofrenica:   a   livello  nazionale  si  sfornano
  provvedimento che favoriscono il precariato di massa nel Paese, a
  livello regionale  ancora  non  ho capito quale sia la posizione;
  perché, per  esempio,  io  modo migliore di fare la battaglia per
  stabilizzare   il   precariato   è,   intanto,  di  mantenere  il
  precariato, non  vorrei  che  qualcuno  pensasse che i precari si
  stabilizzano   non   prevedendo  una  copertura  finanziaria  che
  consenta loro intanto di stare fino a dicembre.
       Allora,  il  modo migliore per tutti è quello di guardare in
  faccia  la  realtà,  di  comprendere  che  ci  sono  problemi che
  attengono  alla  quotidianità,  alla  sopravvivenza,  di  cui  il
  Parlamento deve farsi carico.  Dopo di che, se avremo la capacità
  e  avremo  una  grande tensione ideale per fare funzionare meglio
  questo Parlamento, questo Parlamento si farà carico di un disegno
  legislativo organico che dia risposte per la prospettiva lunga.
       E,  intanto,  oggi,  stasera o domani, se serve, occupiamoci
  della prospettiva breve.

     PRESIDENTE.  Non  avendo  altri  colleghi  chiesto di parlare,
  dichiaro chiusa la discussione generale.

     BATTAGLIA.   Prima   di   dichiarare   chiusa  la  discussione
  generale, ci sarebbe la proposta di Crisafulli.

     PRESIDENTE. La proposta di sospendere?

    Non  sorgendo  osservazioni,  la  seduta  è  sospesa  per dieci
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 19.55)

    Dichiaro chiusa la discussione generale sul disegno di legge n.
  576/A "Disposizioni  finanziarie urgenti per l'anno 1998" e pongo
  in  votazione  il  passaggio  all'esame  degli  articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


     DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,  presidente della  Regione.  Signor  Presidente, avendo
  votato il passaggio agli articoli del disegno di legge ed essendo
  stati presentati  degli emendamenti, si dovrebbe andare - mi pare
  - a ventiquattro ore, obbligatoriamente.
       Il  Governo  proporrebbe  a   lei,  onorevole  Presidente  e
  all'Aula, se è d'accordo, il rinvio  al  2  settembre  così  come
  concordato.

     PRESIDENTE.  C'è  una  proposta  del Presidente della Regione,
  siccome avevo dichiarato che avrei sospeso la seduta e consentito
  la ripresa  dopo  ventiquattro  ore,  la  proposta del Presidente
  della Regione va messa in votazione.
       Sulla proposta del Presidente  della Regione possono parlare
  due oratori, uno a favore e uno contro.
       Pongo in votazione la proposta del Presidente della Regione,
  tendente a rinviare l'esame degli articoli al 2 settembre.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


     CINTOLA.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo 83 del
  Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, mi appello
  soltanto ad  una  cosa, onorevole Presidente.  Questa Assemblea è
  stata convocata alle cinque; alle otto il Presidente del Governo,
  onorevole Drago, si  accorge  che non c'era motivo di farci stare
  qui sino alle otto perchè qualsiasi tipo di accordo che andava ad
  essere formulato non poteva passare sulla testa dell'Assemblea nè
  sulla testa del Presidente stesso dell'Assemblea, che non avrebbe
  accettato nè "pastette" nè "pasticci".

     BATTAGLIA.  Chiedo  di  parlare  ai sensi dell'articolo 83 del
  Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente della  Regione  intervento  ai sensi del secondo comma
  dell'articolo 83  per  richiamare  l'attenzione del Governo su un
  impegno che  il  Presidente  della  Regione  ha  comunicato nella
  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  ma che mi
  risulta sinora  mantenuto.  Il  problema  riguarda  la annunciata
  revoca di due  delibere della Giunta di Governo relative al piano
  della rete  infitticologica  siciliana  e  il piano relativo alle
  borse  di   studio   per  le  scuole  di  specializzazione  delle
  Università degli  studi siciliani, che erano stati adottati dalla
  Giunta di  Governo  senza  il  relativo  parere della Commissione
  Sanità    dell'Assemblea   prevista   per   legge   come   parere
  obbligatorio. In  Commissione  è stata sollevata la questione, il
  Presidente della Regione aveva dichiarato che avrebbe ritirato le
  due delibere di  Giunta, io chiedo al Presidente della Regione se
  intende confermare questo orientamento e quindi quando riterrà di
  rispettare gli impegni che ha assunto.

     PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

     DRAGO,    presidente della Regione.    Onorevole   Presidente,
  desideravo tranquillizzare e  rassicurare  l'onorevole  Battaglia
  che gli impegni che il Governo  ha  assunto saranno mantenuti nel
  corso della prossima Giunta.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se  nessuno  altro  chiede  di
  parlare, ricordo a tutti i deputati  che  l'Aula  è già convocata
  per il 2 settembre. All'ordine del giorno della seduta sono stati
  inclusi i disegni di legge.  E' evidente che sono stati soppressi
  quelli  che sono stati approvati  nella  seduta  odierna.  L'Aula
  prende atto che comunque l'ordine  del  giorno  è stato integrato
  con  il disegno di legge  numero  203/A  relativo  alla  comunità
  albanese.
       La seduta è tolta.

                  La seduta è tolta alle ore 20.05.