PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
QUESTO RESOCONTO STENOGRAFICO RIPORTA LA SOLA TRASCRIZIONE
DEI LAVORI D'AULA, NON REVISIONATA E NON CORRETTA.
La seduta è aperta alle ore 11.45.
PRESIDENTE. Do lettura del decreto di convocazione di seduta
straordinaria con carattere d'urgenza dell'Assemblea regionale
siciliana, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana n. 38 dell'8 agosto 1988.
"IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTE le richieste di convocazione straordinaria con
carattere d'urgenza dell'Assemblea regionale siciliana,
presentate, ai sensi dell'articolo 11 dello Statuto della
Regione siciliana, in data 1 e 3 agosto 1998, rispettivamente:
- da 21 deputati regionali, e precisamente dagli onorevoli
Forgione, Spagna, Martino, Adragna, Silvestro, Lo Monte, Zanna,
Speziale, Guarnera, Lo Certo, Piro, Mele, Capodicasa, La Corte,
Battaglia, Vella, Morinello, Liotta, Papania, Pignataro,
Monaco;
- da 22 deputati regionali, e precisamente dagli onorevoli
La Grua, Scoma, Salvino Barbagallo, Aulicino, Catanoso,
Ricotta, Costa, Cimino, Giuseppe Basile, Grippaldi, Granata,
Stancanelli, Alfano, Scammacca, Petrotta, Turano, Caputo,
Provenzano, Virzì, Scalia, Cintola, Leanza.
CONSIDERATO che l'Assemblea regionale è convocata in
sessione ordinaria per il giorno 2 settembre 1998;
RITENUTO che ricorrono i motivi di urgenza previsti
dall'articolo 75 del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana per convocare la stessa prima di tale data
in seduta straordinaria;
VISTI gli articoli 11 dello Statuto della Regione
siciliana e 75 del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana,
D E C R E T A
Ferma restando la convocazione in sessione ordinaria già
fissata per il giorno 2 settembre 1998, l'Assemblea regionale
siciliana è convocata in seduta straordinaria, con carattere
d'urgenza, per giovedì 20 agosto 1998 alle ore 10.00, con il
seguente ordine del giorno:
I - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A) (Seguito).
Relatore: onorevole Speziale
2) "Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998" (n.
576/A) (Seguito).
Relatore onorevole Petrotta.
3) "Provvedimenti in favore delle tonnare siciliane, del
quartiere Ortigia di Siracusa ed in favore di teatri.
Interventi per l'istituto siciliano mutilati ed invalidi di
guerra" (n. 727/A) (Seguito).
Relatore Onorevole Cimino.
II - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio finanziario
1996." (n. 567/A)
2) "Proroga della convenzione tra l'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze e l'Automobil Club d'Italia
(A.C.I.)" (n. 695/A)
3) "Modifica della denominazione del comune di Calatafimi in
Calatafimi-Segesta" (n. 718/A)
4) "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le
spiagge libere siciliane" (n. 214/A)
5) "Modifiche alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, in
materia di tutela della fauna selvatica ed esercizio
venatorio" (nn. 712-719-722/A)
6) "Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante 'Istituzione del
Servizio nazionale della protezione civile', nonché
dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, relativo alle funzioni conferite alle regioni ed agli
enti locali in materia di protezione civile" (nn. 672 -
709/A)
7) "Disposizioni per l'Ente di sviluppo agricolo e altri
interventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)
8) "Norma per l'attivazione dell'articolo 3, comma 3, della
legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (n. 749/A).
9) "Norme in materia di lavori pubblici. Modifica della legge
regionale 24.7.1997, n. 25" (nn. 280-300-730/A).
10) "Contributo di esercizio alle aziende esercenti il
trasporto pubblico locale" (n. 733/A).
11) "Modifica all'articolo 2 della legge regionale 5 luglio
1997, n. 23, concernente il rinnovo del Comitato regionale
di controllo. Modernizzazione amministrativa e recepimento
di norme della legge 15 maggio 1997, n. 127 nella Regione
siciliana" (n. 743/A)
Il presente decreto sarà pubblicato nei termini previsti
dall'articolo 75 del Regolamento interno dell'Assemblea,
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 5 agosto 1998
(On. Nicolò Cristaldi)"
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo:
- l'onorevole Scalici per la seduta odierna;
- l'onorevole Lo Monte per trenta giorni a decorrere dall'11
agosto 1998, per motivi di salute.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
COMUNICAZIONE DI AGGIUNTA DI DISCUSSIONE DI DISEGNO DI LEGGE
ALL'ORDINE DEL GIORNO DELLA SEDUTA DEL 2 SETTEMBRE 1998
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, recentemente, per un errore
della presidenza e per un disguido degli uffici, non abbiamo
inserito all'ordine del giorno della seduta del 2 settembre il
disegno di legge n. 203/A sulle minoranze linguistiche di origine
albanese. Pertanto comunico che l'ordine del giorno della seduta
del 2 settembre 1998, alle ore 17.30, è integrato con la
discussione del seguente disegno di legge: 'Provvedimenti per la
salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico,
culturale e linguistico delle comunità siciliane di origine
albanese e delle altre minoranze linguistiche' (203/A). Relatore
onorevole Zanna.
Non sorgendo osservazioni così resta stabilito.
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "SOPPRESSIONE E LIQUIDAZIONE
DEGLI ENTI ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI" (NN. 413-458/A)
(SEGUITO)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
"Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A) (Seguito). Relatore: onorevole
Speziale.
Invito i componenti la terza Commissione a prendere posto al
banco alla medesima assegnato.
In attesa che siano in Aula il Presidente o il
vicepresidente della Commissione o il relatore, desidero
comunicarvi che mi siete mancati
D'ANDREA. Anche lei, signor Presidente ci è mancato. Io, nella
qualità di vicepresidente, sono interprete dell'opinione di tutti
i deputati. Siamo contenti di esserci rivisti
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CALANNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a conclusione
della seduta del 31 luglio, sono stato tra quelli che ha
protestato con una sorta di violenza verbale per come si erano
svolte le faccende in quest'Aula, in questo Parlamento.
Il motivo della protesta era semplice. Noi abbiamo lavorato
nel mese di luglio su parecchi disegni di legge; l'Aula si è
impegnata portando avanti parecchi disegni di legge che oggi
troviamo al secondo punto dell'ordine del giorno e poi non siamo
arrivati alla votazione finale di questi disegni di legge.
Chiedevo allora la convocazione dell'Aula in seduta
straordinaria addirittura per il 4 agosto, ma per procedere alla
votazione di questi disegni di legge.
Bene, non è stato il 4 agosto, siamo oggi al 20 agosto, io
non sono interessato alle questioni, alle diatribe tra questa
pseudo-maggioranza e l'opposizione di centro-sinistra.
Ecco, che ci siano problemi, questo è evidente agli occhi di
tutti, ma questi problemi, signor presidente, onorevoli colleghi,
non possono essere fatti pagare alla popolazione siciliana. Noi
stiamo vivendo un momento che è veramente drammatico, veramente
tragico. Questo lo vediamo non solo per i padri di famiglia che
scioperano dinanzi alle porte di questo Palazzo, ma lo vediamo da
tutto quello che si verifica giornalmente nelle nostre piazze,
nelle nostre città, nei nostri paesi, dalla fame che c'è nel
nostro Sud, nella nostra Sicilia.
Io ritengo che se questo Parlamento veramente vuole
continuare non sulla strada della lesione di quelli che sono gli
interessi dell'istituto autonomistico, ma vuole darsi un po' una
scrollata, una risposta deve darla e per dare questa risposta io
ritengo che la cosa più opportuna non è certamente quella di
impelagarsi nella discussione sulla soppressione e liquidazione
degli enti economici regionali.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dico questo e lo
dico tranquillamente perché nessun interesse abbiamo noi del
Partito socialista sulla mancata soppressione o sulla
soppressione, noi vogliamo che ci sia questa soppressione e
vogliamo che ci sia perché i miliardi, le centinaia di miliardi
che sono state dilapidate sono a conoscenza di tutti.
Ma penso che oggi, 20 agosto, almeno da quello che avverto,
da quello che percepisco, non ci siano le condizioni per poter
discutere di questo, così come non ci sono, secondo me, le
condizioni per poter discutere delle disposizioni finanziarie
urgenti per l'anno 1998 nonostante siano molto urgenti.
Quindi propongo che la discussione dei disegni di legge di
cui al primo punto all'ordine del giorno venga rinviata alla
seduta ordinaria del 2 settembre e oggi il Parlamento proceda con
molta celerità a dare una risposta a quelli che sono gli
interessi dei cittadini e questa risposta può essere data
solamente con la votazione finale dei disegni di legge.
Poi come si vogliono votare questi disegni di legge non ha
importanza, purché questo voto venga dato perché è inconcepibile
che si chiuda una sessione di lavori e che il Parlamento
siciliano non passi alla votazione finale di quei pochi disegni
di legge sui quali si è lavorato.
Quindi, io chiedo il prelievo del punto due all'ordine del
giorno e che il punto uno all'ordine del giorno venga spostato,
venga differito alla seduta ordinaria del 2 settembre.
CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, io avevo chiesto la parola non
per chiedere prelievo di punti all'ordine del giorno, considerato
che sono firmatario di una richiesta di convocazione
straordinaria della seduta odierna nella quale era contenuta la
trattazione dei punti all'ordine del giorno del prosieguo
dell'esame del disegno di legge sullo scioglimento degli enti
economici regionali.
Quindi, per quanto ci riguarda, noi siamo ancorati a quella
richiesta e riteniamo debba essere proseguito l'ordine del giorno
così come formulato dalla Presidenza.
Volevo, però, preliminarmente, prima che si pronunci il
Governo e poi l'Aula su questa richiesta dell'onorevole Calanna,
che fossero precisati i termini dell'ulteriore prosieguo della
discussione.
Noi siamo perché il disegno di legge venga trattato prima
della votazione finale dei disegni di legge e siamo perché venga
portato alle sue conclusioni, cioè il disegno di legge debba
arrivare alle sue conclusioni, tanto più che su questo disegno di
legge - io dissento dal giudizio dell'onorevole Calanna - si
appuntano molte aspettative di carattere politico-programmatico.
Credo che non sfugga a nessuno l'importanza, direi, quasi
strategica di questo disegno di legge. Lo stesso Presidente della
Regione nel momento in cui l'Assessore Castiglione presentò le
proprie dimissioni per i noti contrasti che sono nati all'interno
della maggioranza nell'ultima seduta di questa Assemblea,
dichiarò che per la maggioranza e per il Governo questa legge era
"la madre di tutte le leggi", quindi riteniamo che sia abbastanza
documentata l'importanza del disegno di legge che deve essere
trattato adesso dall'Aula.
Non vorremmo però, onorevole Presidente, ed in questo
chiediamo lumi alla Presidenza, che trattazione significasse
trattazione parziale, nel senso che noi riteniamo che non si
debba concludere la trattazione di questo disegno di legge se non
con il suo completamento, quindi le voci che sono circolate in
proposito, che vogliono il completamento della discussione
generale e poi la trattazione ad altra data, per intenderci al
mese di settembre, dell'articolato e quindi del voto finale, ci
trova fermamente contrari, perchè questo sarebbe un puro
espediente per far dire magari domani ai giornali che si è
trattato dello scioglimento degli enti economici regionali, che
la discussione non è completata ma che quanto prima si
completerà.
Noi vogliamo che la legge venga esitata in questa seduta
straordinaria, così come prevede l'ordine del giorno. Ovviamente
siamo in attesa del parere del Governo e della maggioranza sulla
proposta dell'onorevole Calanna; noi abbiamo, con questo mio
intervento, espresso la posizione del Gruppo dei democratici di
sinistra.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, prima di dare la parola
all'onorevole Piro, comunico all'Aula che sono stati presentati
circa 50 emendamenti sul disegno di legge. Voi sapete che,
secondo il nostro regolamento dobbiamo, finita la discussione
generale, rinviare di 24 ore.
Secondo il nostro regolamento io non posso chiudere la
seduta oggi e convocarla anche per domani, dovrei sospendere la
seduta ed andare in prosecuzione, nel caso, della seduta di
domani. Questo per dare un'informativa regolamentare.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catanoso ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni il congedo s'intende accordato.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
PIRO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, io credo che questo chiarimento che
per ultimo Ella ha dato all'Aula serve, innanzitutto, per
orientarci dal punto di vista procedurale, giacchè, in effetti,
vero è che trattasi di unica seduta straordinaria, convocata ai
sensi dell'articolo 11 dello Statuto e dell'articolo 75 del
Regolamento, ma nulla impedisce, ed in questo senso Ella si è
espressa molto chiaramente, che la seduta stessa porta
articolarsi in momenti diversi.
In questo senso, dunque, nulla impedisce che si possa andare
avanti con l'esame dei disegni di legge e qualora essi, come in
effetti è, avessero degli emendamenti presentati, di sospendere
la seduta e di rinviarla di 24 ore, così come prevede il
Regolamento.
Allora, signor Presidente, se così è, ed Ella ha detto che
così è, noi crediamo che, anche sulla base delle considerazioni
politiche che hanno attraversato l'ultima fase dei nostri lavori
nel corso del mese di luglio e che hanno continuato ad essere
oggetto di vivaci prese di posizioni, per ultima la Conferenza
stampa di ieri da parte di alcuni esponenti di Alleanza
Nazionale, io credo che la questione degli enti economici che ha
così ampie e profonde implicazioni di carattere politico ed
istituzionale, dal momento che è stata inserita perché su questo
vi è stata una richiesta, credo di poter dire unanime da parte di
tutti i settori dell'Assemblea, credo dunque che la trattazione
del disegno di legge sullo scioglimento degli enti economici
debba essere portato avanti nel corso di questa seduta e conclusa
nel corso di questa seduta.
Io credo che non gioverebbe a nessuno e non gioverebbe
soprattutto all'immagine di questa Assemblea se noi sulla
questione dello scioglimento degli enti procedessimo a
singhiozzo.
Abbiamo iniziato la discussione generale 15 giorni fa, la
porteremmo avanti forse per concluderla, non so, nel corso di
questa seduta, rinvieremmo l'ulteriore trattazione del disegno di
legge ad ulteriori 15 giorni, cioè nel corso del 2 settembre, non
sappiamo cosa succederà nel frattempo il 2 settembre, potrebbe
anche esserci un ulteriore rinvio di altri 15 giorni.
Non credo che questo sia il modo migliore per affrontare una
questione così delicata e così importante, non credo che questo
sia il modo migliore per l'immagine, la proiezione esterna
dell'Assemblea, non credo che questo sia il modo migliore per noi
stessi, per procedere nei nostri lavori, quindi, signor
Presidente, io mi sento di integrare, condividendo per altro la
proposta dell'onorevole Capodicasa, nel senso che per quanto ci
riguarda si debba andare avanti nell'esame dell'ordine del giorno
così come è stato formulato dalla Presidenza, con l'esame del
disegno di legge sullo scioglimento degli enti e gli altri
disegni di legge posti all'ordine del giorno, sospendendo, come
credo si dovrà rendere necessario, la seduta, per riprenderla
così come prevede il Regolamento modificato recentemente
dall'Aula fra 24 ore.
Io credo che il "sacrificio" di essere qui presenti comunque
il 20 agosto, possa essere, come dire, ben sorretto e possa
reggere anche il fatto che ci possa essere una seduta intensa di
lavoro che può articolarsi anche nel corso di due giorni, ma
credo che come si dice "il gioco vale la candela" e che la
discussione e l'approvazione di questo disegno di legge sullo
scioglimento degli enti rappresenti un punto politico così
qualificante da "obbligare" noi tutti, il Governo per primo, a
fare in modo che questo obiettivo possa realizzarsi nel corso di
questa seduta straordinaria.
Tra l'altro, io credo che ne verrebbe gratificato anche il
senso della straordinarietà di questa seduta, oggettivamente
nulla c'era di straordinario per questa convocazione, non c'erano
fatti eccezionali, non c'erano fatti non conosciuti
dall'Assemblea.
La straordinarietà è stato il comportamento dell'Assemblea,
in questo è stata la straordinarietà, ma qui più che
straordinarietà io parlerei di anomalia, di situazione patologica
che ormai ha preso a rendere assolutamente non fluida l'attività
dell'Assemblea stessa, una sorta di continua modificazione di
quello che è l'ordine normale di funzionamento dell'Assemblea che
produce poi scarsissimi risultati sotto il profilo pratico, sotto
il profilo legislativo e in questo credo che le responsabilità
della maggioranza del Governo siano fortissime, gravissime, tutte
assolutamente ben conosciute.
Concludo, quindi, signor Presidente, dichiarando la nostra
contrarietà alla proposta di prelievo formulata dall'onorevole
Calanna, formulando invece l'opinione, in questo senso va la
nostra proposta, che si debba andare avanti nell'ordine del
giorno a completamento dell'ordine del giorno, occorrendo, anche
provvedendo a sospendere la seduta e a riprenderla quando si
renderà necessario.
DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente, ho chiesto
di parlare solo per invitare l'onorevole Calanna a ritirare la
proposta perché il Governo invece ritiene opportuno iniziare,
continuare la discussione sulla legge sullo scioglimento degli
enti economici, perché questo è all'ordine del giorno, questo
rappresenta certamente un fatto importante, quindi, andare avanti
così come è previsto nell'ordine del giorno.
CALANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANNA. Io non posso accedere alla richiesta del Presidente,
onorevole Drago. Io mi rendo conto di una cosa. Mi auguro che i
fatti non mi diano ragione. Mi rendo conto che siamo qui per non
fare niente. Ho questa sensazione. Mi chiedo e me lo chiedo sotto
il profilo della razionalità, della logica. Noi abbiamo dei
disegni di legge pronti per la votazione finale, se si dà la
votazione finale a questi disegni di legge e subito dopo si passa
alla discussione sulla soppressione e liquidazione degli enti
economici regionali cosa succede? Il mio timore è che l'Aula
rimane impelagata - e non è un timore di permanenza in quest'Aula
o di permanenza a Palermo, per carità, perché io sono venuto oggi
e sono disposto a restare da qui al 2 settembre a lavorare -, ma
è il timore che ci impelaghiamo in discussioni dalle quali noi
non usciremo più con il rischio, ed è a mio giudizio un rischio
fondato e mi auguro di non avere ragione, che noi smobiliteremo
da quest'Aula senza avere proceduto alla votazione finale di
questi disegni di legge. Questo è il motivo per cui io non ritiro
la mia proposta. Che venga messa ai voti almeno questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta
dell'onorevole Calanna tendente a prelevare il punto 2
riguardante la votazione finale dei disegni di legge e al rinvio
dei primi tre punti della discussione dei disegni di legge alla
seduta del 2 settembre. La proposta è chiara. La pongo in
votazione per alzata e seduta.
Chi è favorevole alla proposta Calanna resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvata)
Si ritorna alla discussione generale del disegno di legge
sulla soppressione e liquidazione degli enti economici regionali.
PIRO. Per ultimo io avevo fatto fatto una proposta che vorrei
venisse anch'essa sottoposta a votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Piro, la sua proposta mi era sembrata
una considerazione, di continuare...
PIRO. Veramente no, Presidente, ho ribadito per ultimo che si
trattava di una proposta formale tendente a far decidere
all'Assemblea la conclusione del disegno di legge nel corso di
questa seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Piro, lei è bizzarro ma sa che io non
posso imporre ai deputati ciò che devono fare fra mezzora.
PIRO. Sì, Presidente, ma i deputati possono autodeterminarsi
..
PRESIDENTE. Lo determineranno con l'andamento dei lavori.
PIRO. Lei ammetta in votazione la proposta e i deputati
decideranno.
PRESIDENTE. Onorevole Piro, non posso mettere in votazione una
proposta che impone all'Assemblea di definire il disegno di
legge, questa non è una proposta che possa mettere in votazione,
Lei ha espresso una considerazione, di cui ogni deputato prende
atto, si assume le proprie responsabilità nel comportamento e lei
ha tutte le ragioni poi di esprimere una considerazione. Io non
posso mettere in votazione una cosa che non è prevista tra
l'altro dal Regolamento e che deve imporre ai deputati di fare
una cosa. I deputati in questo momento dicono che vogliono
farla, fra mezzora forse...
PIRO. Però la cosa è diversa, Presidente, forse non sono stato
chiaro. La proposta era un'altra.
PRESIDENTE. Allora, la dica al microfono, onorevole Piro,
probabilmente la presidenza ha compreso male.
PIRO. La mia proposta, signor presidente, ovviamente non può
imporre tempi che non sono previsti nel Regolamento, questo mi
pare ovvio. La mia proposta però ha un senso politico molto
preciso che è questo: di evitare che a chiusura della discussione
generale si rinvii l'esame del disegno di legge alla seduta del
2, mentre la mia proposta tende a impegnare l'Aula che qualora si
esaurisse la discussione generale sul disegno di legge, anziché
un rinvio al giorno 2 ci fosse semplicemente la sospensione della
seduta e un rinvio tecnico di 24 ore per riprendere poi l'esame
del disegno di legge e degli emendamenti sempre nel corso di
questa seduta. Io credo che su questo l'Assemblea si possa
impegnare.
PRESIDENTE. Onorevole Piro, le chiedo scusa, allo stato
attuale a lei è sufficiente la dichiarazione del Presidente, il
quale sostiene che se vengono presentati emendamenti allo stato
attuale, non sorgendo nuove decisioni dell'Aula, io sospenderò la
seduta e la riaprirò dopo 24 ore, a meno che l'Aula non
determinerà il contrario, ma allo stato attuale resta così
stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "SOPPRESSIONE E LIQUIDAZIONE
DEGLI ENTI ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI" (NN. 413-458/A)
(SEGUITO)
PRESIDENTE - Si riprende l'esame del disegno di legge nn.
413-458/A "Soppressione e liquidazione degli enti economici
regionali AZASI, EMS, ESPI", sospeso nel corso della dscussione
generale nella precedente seduta del 31 luglio-1 agosto 1998.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
ritengo che il disegno di legge 413 sia importante quanto tutti
gli altri disegni di legge iscritti all'ordine del giorno per la
votazione finale, e quindi sarebbe stato un errore quello di
rinviare la discussione e la votazione finale anche sul 413 nel
mese di settembre, perchè noi sappiamo che con la liquidazione di
questi Enti ESPI, EMS ed AZASI, si conclude una delle esperienze
più negative della Regione.
Sappiamo che svanisce un sogno per i siciliani che avevano
ritenuto di potere puntare sul processo di industrializzazione
della Sicilia per lo sviluppo economico e sociale delle nostre
popolazioni.
Si pensava di potere superare il divario fra l'Isola e le
aree geografiche più progredite del Paese.
L'atto che l'Assemblea regionale siciliana va a compiere non
è solamente una dichiarazione di fallimento politico delle
iniziative, a suo tempo assunte, negli anni '60, ma è qualcosa di
più grave ed inquietante e la definitiva sanzione della mancanza
di prospettive del processo di industrializzazione della Sicilia.
Soppressi e liquidati i tre Enti che sono stati una fonte di
sperpero e di malgoverno unitamente alle tre società collegate
dove hanno dato possibilità di grande sviluppo al clientelismo,
adesso assistiamo al vuoto di prospettive che offre il Governo
regionale per il decollo dell'economia siciliana perchè non
possono prendersi in seria considerazione le declamazioni, gli
annunzi e la demagogia populistica dell'attuale Governo.
Senza volere essere nostalgici, al ceto politico dominante
degli anni '60 bisognava almeno riconoscere passioni e tensioni
ideali nell'affrontare e tentare di risolvere i problemi
dell'industrializzazione della Sicilia.
Questo ceto politico, questa politica è stata sconfitta
dalla legge dell'economia e dagli errori degli uomini preposti
alla direzione del Governo, uno dei principali errori è stato
quello di ritenere la spesa pubblica una variabile indipendente,
una spesa pubblica senza limiti per potere sostenere il processo
di industrializzazione della Sicilia.
Questo è stato un tragico errore, non tenere conto delle
compatibilità economiche e del panorama economico nazionale ed
internazionale.
Non era e non è nemmeno oggi una eresia l'intervento
pubblico in economia purchè si rispettino le leggi di mercato;
le finalità, poi svanite, dell'ESPI, EMS e AZASI erano quelle di
superare il divario economico e, quindi, finalità molto nobili.
La gestione che se ne è fatta, evidentemente, ha portato al
disastro che è sotto gli occhi di tutti.
Noi non dobbiamo dimenticare che la Sicilia all'inizio
dell'unità nazionale aveva un tessuto industriale tra i più
arretrati del Mezzogiorno: ai primi del '900 e per tutto il
periodo fascista e post fascista si è accentuato il divario fra
Nord e Sud, la Sicilia ha pagato lo scotto della trasformazione
dell'Italia da Paese agricolo a Paese agricolo-industriale,
prima, ed industriale poi.
In questo periodo storico, negli anni '60, si ritiene che la
Sicilia creando strumenti pubblici di intervento a sostegno dello
sviluppo potesse superare il "gap" che la separava dal resto del
Paese.
La storia economica della Sicilia dal '60 in poi ha smentito
queste previsioni ed oggi dobbiamo celebrare i funerali dei tre
Enti senza possibilità di un elogio funebre, perchè sarebbe un
atto di ipocrisia. Dobbiamo accollarci tutte le passività, non
potendo rinunciare a questa triste ed onerosa eredità, non
essendo previsto e consentito il beneficio di inventario. Ma
l'aspetto più grave e preoccupante di tutta la vicenda è che in
Sicilia, parte integrante del Paese, considerato uno dei Paesi
post-industriali, la sesta potenza industriale nel Mondo, come
viene indicato dalla letteratura economica ed uno dei partners
più importanti dell'Unione Europea, manca qualsiasi progetto per
l'industrializzazione ed una politica per lo sviluppo delle
attività produttive. Basti pensare che abbiamo un tasso di
disoccupazione che oscilla dal 23 al 25%.
Innanzi a questo desolante quadro economico-sociale è
deprimente che tutto il dibattito politico sia incentrato sui
lavori socialmente utili e sui lavori di pubblica utilità, cioè
nella perpetuazione dell'assistenzialismo, tenuto conto che i
patti territoriali ed i contratti d'aria possono dare pochi
sbocchi occupazionali.
Tutto ciò è la prova provata dell'inadeguatezza e
dell'insufficienza nell'attuale Governo regionale per la sua
maggioranza di centro-destra. Non basta sopprimere e liquidare
gli Enti regionali e "dismettere" le partecipazioni regionali che
sono in fondo atti dovuti; al popolo siciliano interessa sapere
verso quali sentieri si vuole incamminare per la sua integrazione
economica e sociale con l'Italia e con l'Europa.
Fatta questa premessa che può apparire come una
"digressione" sullo scioglimento degli Enti, ma invece
direttamente connesso all'argomento, qualche osservazione e
qualche rilievo è necessario sollevare sul disegno di legge.
Anzitutto, una contestazione di natura politica al Governo ed
alla sua evanescente maggioranza. Si deve all'iniziativa
dell'opposizione ed in particolare all'iniziativa socialista il
recepimento della normativa nazionale in materia di "dismissioni"
delle partecipazioni pubbliche regionali come le disposizioni che
fanno divieto agli Enti pubblici regionali, ivi inclusi gli Enti
Locali, di accendere mutui o di effettuare anticipazioni di cassa
senza l'avvio delle procedure per la privatizzazione.
Questo Governo ha subito l'iniziativa dell'opposizione
perchè in tutto il suo comportamento si evince che preferiva
giocare con le nomine di sottogoverno degli Enti nelle società di
gestione per saziare le solite clientele fameliche siciliane.
Guardando in filigrana il disegno di legge 413 trova conferma
l'assunto che questo Governo è privo di una cultura per la
gestione della "cosa pubblica", infatti si privilegia la
procedura privatistica per la liquidazione degli Enti mutuando le
disposizioni del codice civile per la società a capitale privato,
mentre per i prevalenti interessi pubblici e per le notevoli
risorse pubbliche investite dalla Regione è doveroso, sia dal
punto di vista giuridico che politico, adottare la procedura
pubblicistica contenuta nelle disposizioni statali riguardanti
liquidazioni coatte amministrative degli Enti pubblici.
Qualche dubbio sorge sulla potestà della Regione di
stravolgere le regole generali in materia di beni pubblici. Vi
deve essere una netta distinzione per le procedure di
liquidazione della società di gestione che deve essere di natura
privatistica e quelle per lo scioglimento a liquidazione degli
Enti che deve essere di natura pubblicistica. Con gli emendamenti
presentati tenteremo di raggiungere questo risultato e cioè
privilegiare le norme sulla liquidazione coatta amministrativa
nell'interesse dell'Erario regionale.
Sarebbe infine una forma di sciacallaggio approfittare dello
scioglimento degli Enti per assicurare alle eventuali clientele
annidate negli Enti, nelle società, nelle società di gestione,
ingiustificati privilegi per il personale; sarebbe un insulto ai
tanti disoccupati della nostra Sicilia ed a ciò, evidentemente,
ci opporremo con tutte le nostre energie.
L'ultima questione - per concludere, onorevole Presidente,
da quando il disegno di legge sulla soppressione degli Enti è
all'ordine del giorno, la legge sulla stampa e nel dibattito
politico il problema della deroga per le dismissioni delle
partecipazioni regionali della società ITALKALI. Siamo in
presenza di una vicenda che non saprei se definire pirandelliano
o kafkiana: allo stato si discute su nulla, uno stato di araba
fenice come direbbe il poeta Metastasio, che ci sia ciascun lo
dice, dove sia nessun lo sa. Non esiste una proposta ufficiale,
non si comprende se si tratta di un .......... per valutare le
reazioni oppure si tratta di un fantasma evocato da chi ha un
interesse diretto, per dare poi corpo a questo fantasma per un
patto leonino ai danni della Regione. Per chiarezza, secondo me,
è doveroso precisare che nessuno può pensare di beneficiare di un
lauto pranzo gratis o a prezzo ridotto in occasione della
soppressione degli Enti. Nessuna deroga alle regole generali
sulla dismissione delle partecipazioni regionali alla società
ITALKALI per il rispetto del principio della trasparenza
dell'operazione secondo il codice civile e la normativa
comunitaria recepita con leggi dello Stato.
Noi riteniamo che il giusto valore di un bene, e nel caso
concreto il prezzo della partecipazione regionale all'ITALKALI è
più idoneo e competente a determinarlo il mercato anche il più
selvaggio rispetto ad un giudice, ad un perito del tribunale,
anche il più onesto al mondo.
Poi dobbiamo dire che non vi è nessun pregiudizio nei
confronti di chicche sia sia operatore nazionale europeo o extra
comunitario, purchè garantisca il ripristino delle attività
produttive e dell'occupazione.
Concludo, signor Presidente, riservandomi di intervenire
nella discussione generale sugli articoli e sugli emendamenti.
Grazie.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, il mio doveva essere un
intervento nella discussione generale al disegno di legge, però
data la circostanza siamo orientati ad assumere un atteggiamento
che favorisca l'accelerazione della trattazione del disegno di
legge, quindi per quanto riguarda il gruppo dei DS, ma credo che
questo orientamento possa accomunare anche gli altri gruppi
dell'opposizione e tutti insieme rivolgeremo un appello ai gruppi
della maggioranza per comportarsi nello stesso modo, riterremo di
rinunciare agli interventi nella discussione generale in modo
tale che si possa chiudere subito la discussione generale e
passare alla trattazione degli articoli nei tempi minimi che il
Regolamento ci consente. Questo è l'orientamento nostro che credo
accomuni anche gli altri gruppi dell'opposizione, subordinato
alla conclusione del disegno di legge secondo le dichiarazioni
fatte dal Presidente in riscontro all'intervento dell'onorevole
Piro.
Quindi, sulla base di questi riferimenti, rinuncio ad
intervenire nella discussione generale così come faranno gli
altri gruppi dell'opposizione.
PRESIDENTE. C'è l'appello lanciato dall'onorevole Capodicasa
tendente a chiudere la discussione generale, che può essere
accolto o non accolto da ciascun deputato.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli deputati, non comprendo
questa fretta di alcuni parlamentari, e dell'opposizione in
particolare, vista la dichiarazione del Presidente, onorevole
Capodicasa, di archiviare subito la discussione generale per fare
in fretta e passare all'articolato.
Anche perché le cose che si sono verificate in Aula mi
aspettavo che dovessero indurre l'opposizione ad un supplemento
di riflessione. Evidentemente l'opposizione ha ampiamente
riflettuto e ha concluso, anche l'opposizione, che questa
operazione vada archiviata nel più breve tempo possibile. Non
posso leggere diversamente questo atteggiamento che
nell'affermazione dell'onorevole Capodicasa appartiene
all'opposizione.
Per quanto ci riguarda credo che le cose che succedono in
Aula, le dichiarazioni, gli interventi non possono non essere
considerate per quelle che sono se intervengono fatti nuovi che
inducono ad un supplemento di riflessione bisogna riflettere, non
bisogna tentare di archiviare.
Credo che un'operazione così complessa, come quella delle
dismissioni, fermo restando che l'Aula invece dovrebbe pensare di
affrontare oggi le questioni dell'emergenza, le questioni che
riguardano le retribuzioni dei lavoratori dell'Ente minerario, e
altre questioni che meritano una seduta d'emergenza, quelle
questioni oggi vanno archiviate positivamente nel senso che
dobbiamo approntare e approvare il disegno di legge che dà
risposte immediate ai problemi dell'emergenza, mentre a me
sembra, e il resoconto stenografico della seduta precedente
dovrebbe indurre tutti, maggioranza e opposizione ad un
supplemento di riflessione che sarebbe opportuno discutere di
questa legge, discutere della filosofia dell'impianto di questo
disegno di legge, cercare di capire se questo impianto, così come
è stato evidenziato anche dalla Commissione di merito non vada,
in relazione ripeto al travaglio che intercetta maggioranza ed
opposizione insieme.
A quanto pare l'opposizione non è più interessata al
travaglio, a questo punto è la maggioranza che è interessata a
questo travaglio, a questo approfondimento, sarebbe bene che
rispetto alla complessità di questa operazione si facesse una
riflessione sulla filosofia dell'impianto del disegno di legge
che il Governo ha predisposto e che la Commissione ha licenziato.
Si parla di dismissioni e di liquidazioni, si prospetta un
percorso che in qualche modo dovrebbe liquidare in prima battuta
gli enti quasi che le dismissioni fossero un fatto secondario,
quasi che questo provvedimento dovesse essere valutato
all'insegna della opportunità del reperimento di risorse
finanziarie. A me sembra che il cuore di un provvedimento di
privatizzazione dovrebbe essere appunto questa esigenza che tutti
abbiamo vista l'inadeguatezza delle risorse finanziarie a
disposizione del bilancio della Regione il quale dovrebbe essere
il reperimento di risorse finanziarie.
Quindi il cuore di questo intervento dovrebbero essere le
dismissioni. E allora perché non decidere oggi di sospendere
l'esame di questo disegno di legge, saggiamente, perché la
maggioranza e i gruppi politici dell'opposizione possano
riflettere ulteriormente in relazione alle cose dette l'altro
giorno qui e ha riflessioni, intervenute successivamente, a
seguito delle aspre polemiche che hanno attraversato quest'Aula.
Per esempio chi potrebbe impedire, attraverso un
ragionamento logico di prevedere un impianto formale di questo
provvedimento un po' diverso, una priorità per esempio alle
dismissioni, il nostro gruppo, per esempio, ritiene che
l'articolo 1, abbiamo pronti gli emendamenti, l'articolo 1
potrebbe essere emendato, prevedendo, per esempio, e questa è una
cosa che intendo rappresentare all'Assemblea, una priorità per le
dismissioni cioè prima di liquidare gli enti, assessore, noi
penseremmo e questo potrebbe essere l'occasione
dell'approfondimento all'interno della maggioranza, noi
penseremmo a privilegiare per esempio il discorso delle
dismissioni.
E allora prima di liquidare gli enti facciamo in modo che
gli enti liquidino la loro partecipazione e allora ci sono delle
società miste, operiamo in modo tale che non gli enti liquidati
ma gli enti in vita liquidino la loro partecipazione e allora si
apra una trattativa con i privati e si veda un pochino di
consolidare le intese con le modalità che questo disegno di legge
deve eventualmente formalizzare e prevedere, quindi una modifica
e in questo senso l'emendamento del nostro Gruppo è orientato,
una modifica dell'articolo 1 sconvolgerebbe l'impianto della
filosofia che ha ispirato il Governo...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se c'è riunione di Giunta
possiamo sospendere la seduta.
AULICINO. Per farla breve, a me interessa evidenziare che il
Gruppo parlamentare del CCD fermo restando che rispetto alle
dismissioni intendiamo dare il nostro contributo come componente
della maggioranza perchè questa operazione si chiuda nel più
breve tempo possibile, fermo restando che dopo tanto tempo non
succederà nulla e non succederebbe nulla se noi decidessimo di
affrontare questa spinosa questione che non riguarda soltanto i
prepensionamenti dei lavoratori dell'ente minerario che vanno
regolamentati, va favorito l'esodo del personale in esubero,
bisogna accompagnare questi lavoratori fino al perfezionamento
del requisito pensionistico non c'è bisogno per esempio, di
prevedere in questo disegno di legge che ho letto con calma visto
che mi sono imposto un'approfondimento, prevedere per legge la
licenziabilità dei lavoratori che perfezionano il requisito
contributivo ai fini della pensione, assessore che significato ha
prevedere per legge che un lavoratore che perfezioni il requisito
contributivo e o di età deve essere licenziato?
Ma vogliamo fare i legislatori oppure vogliamo giocare? Ma
chi dovesse leggere una legge del genere e dovesse approfondire
questa norma per dire delle contraddizioni che sono dentro la
forma di questo disegno di legge perchè poi il contenuto ci
unisce ed io sono convinto che questo disegno di legge sarà
l'occasione del rilancio della maggioranza, Presidente Drago.
Questo disegno di legge può essere l'occasione per
rilanciare il profilo progettuale della maggioranza perchè è una
cosa importante però dobbiamo scremarlo, dobbiamo alleggerirlo,
dobbiamo renderlo essenziale, bisogna togliere tutto ciò che non
serve, bisogna togliere tutto ciò che tiene le cose che non
servono, bisogna eliminare il superfluo, bisogna intercettare
quelle norme che creano ancora occasioni di sperpero, bisogna
accelerare, assessore Castiglione, taluni processi che senso ha
tenere aziende in liquidazione ancora con i liquidatori? Facciamo
in fretta queste cose, facciamo un bel disegno di legge una bella
legge e diciamo subito via i liquidatori delle ex aziende che
attendono da anni di essere liquidate, aziende che appesantiscono
il bilancio perchè siccome non vengono liquidate l'unica cosa che
poi viene liquidato è il compenso ai liquidatori.
E questa cosa incomincia a dar fastidio visto che compenso
ai liquidatori potremmo fare più solidarietà a qualche famiglia
bisognosa, sommate i compensi dei liquidatori e troverete una
bella somma che non risolverà i problemi del degrado e della
emarginazione in Sicilia, però un centinaio di famiglie
potrebbero trovare sollievo. A questo punto io dico e chiudo
Presidente, noi riteniamo che oggi l'Aula dovrebbe, esaurita la
discussione generale rispetto a questo disegno di legge, passare
ad altro, archiviare per qualche settimana per consentire a tutti
i gruppi parlamentari un supplemento di riflessione su una legge
importante, una legge che va fatta bene perché la gente osserva e
giudica, operiamo in modo che la distanza dei cittadini dalle
istituzioni si accorci non si allunghi e l'impianto formale di
questo disegno di legge, di questa manovra non è indifferente
rispetto al giudizio che la gente potrà dare di questa classe
politica, non è una leggina.
La conclusione nostra è che ora presenteremo questo
emendamento, giusto per non presentare tutti gli altri ai quali
avremmo pensato per non appesantirlo per il momento. Che la
maggioranza faccia a settembre, nella seconda metà di settembre,
Presidente Drago la vedo sorridente quindi auspico che questo mio
intervento possa favorire la sintesi all'interno della
maggioranza, la maggioranza a settembre faccia quella prevista
verifica che non dovrà essere fatta soltanto come qualcuno
volgarmente ha liquidato talune dichiarazioni anche del nostro
gruppo, dovrà essere fata soltanto per accontentare qualche
prurito di qualche parlamentare.
Ribadisco qua, e chiudo signor Presidente, che il nostro
obiettivo è che a settembre - e d'altra parte lei ha assunto
impegni e in Aula e con il mondo esterno, con la Sicilia - noi
riteniamo che la verifica di settembre debba vede al primo punto
tutto il complesso impianto delle manovre istituzionali, Statuto,
riforma elettorale, riforma burocratica ecc. ecc. e in prima
battuta sicuramente questo disegno di legge.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io saluto di
buon occhio la tematica che stiamo trattando perché affrontare
questo argomento sulla dismissione degli enti economici della
Regione Siciliana e della società collegata per fare chiarezza su
una normativa difficile, articolata, complessa, frammentaria,
pastocchiata in generale credo che sia un buon metodo di lavoro.
Io vorrei dare merito all'assessore Castiglione per
l'operato del suo mandato e in questo Governo e nel Governo
precedente. Avere avuto il coraggio di mettere mano a una
normativa così difficile che come risulta dal DDL e dalla
relazione introduttiva al DDL stesso non è di facile lettura,
costituisce una nota sicuramente di merito che va rimarcata.
(alcuni deputati, parlando, disturbano l'oratore)
TURANO. Posso Presidente?
PRESIDENTE. C'è una mini assemblea parallela.
TURANO. Tanto mi premeva puntualizzare perché nell'esprimere
solidarietà in merito a questa azione sicuramente lungimirante
del Governo sulla dismissione degli enti economici, io ritengo
che comunque non possa essere conclusa oggi la trattazione del
disegno di legge. E non ho remore ad avanzare delle perplessità e
dei dubbi che portano a uno stato di disagio e di amarezza perchè
oggi sono costretto ad affrontare questa tematica senza avere la
piena cognizione e l'assoluta consapevolezza dell'importanza del
disegno di legge che stiamo trattando e di come lo dobbiamo
svolgere.
Per certi versi mi stupisce la dichiarazione di una parte
della sinistra che vuole accelerare al massimo i tempi, laddove
invece va deciso di affrontare questo argomento, come stiamo
facendo, di affrontarlo in termini assolutamente certi e rapidi,
ma di affrontarlo con la calma che serve per capire e per fugare
quei dubbi che nell'arco dell'ultimo periodo si sono addensati,
che personalmente io ho e vorrei esternare all'Aula e che, una
volta fatta chiarezza, mi permettono di andare al voto finale del
disegno di legge consapevole di ciò che sto facendo.
Io vorrei parlare dei dubbi a cui facevo riferimento
prendendo come punto di riferimento - scusate il bisticcio di
parole - il bilancio dell'ESPI che è l'unico strumento che
attualmente ho.
Signor presidente, mesi fa fu presentato un ordine del
giorno che stiamo riproponendo. Quest'ordine del giorno mirava a
fugare dubbi sulla portata delle dismissioni perchè si chiedeva
di depositare nella commissione legislativa di merito i bilanci
dell'ESPI, dell'EMS e dell'AZASI e di tutte le società collegate.
Si chiedeva di esprimere un giudizio o un parere - lo
chiamerei così - sulla valutazione delle dismissioni, perchè non
tutte le società secondo me sono dismettibili; ci sono società
come la Sicilvetro di Marsala che costituiscono fiore
all'occhiello di questa Regione imprenditrice che ha portato cose
buone - che ho evidenziato nella relazione introduttiva - che dà
lavoro a 109 persone e che va, secondo me, approfondita per
stabilire se opportuno o meno dismetterla.
I dubbi, signor Presidente, nascono anche da altre società
ed io vorrei che i colleghi seguissero con un tantino di
attenzione per avere la possibilità di capire meglio quello che
stiamo facendo.
A pagina del bilancio dell'ESPI, signor Presidente, vi è
indicata una società che è la società Bacini Palermo. Vorrei
avere la possibilità di indicare nominativamente le società e di
evidenziare i dubbi che sono nati.
Questa società Bacini Palermo è stata costituita con un
capitale di 2 miliardi a cui la Regione siciliana ha partecipato
al 50% con un miliardo, che oggi ha un valore in bilancio di un
miliardo e settecento milioni ed un valore netto patrimoniale -
intendo nella sua interezza - di 35 miliardi e 281 milioni.
nella pagina seguente del bilancio dell'ESPI si parla di due
beni che appartengono all'ESPI stesso che sono i bacini di
carenaggio, sono beni strumentali della Bacini Palermo che
servono per la costruzione delle navi e sono da 52 mila
tonnellate e da 19 mila tonnellate.
Il costo storico di questi bacini, onorevoli colleghi, per
la Regione siciliana è stato di 52 miliardi.
La Regione siciliana nel 1988 ha comprato dalla Fincantieri
due bacini per 52 miliardi. Questi bacini della Fincantieri sono
stati dati alla Bacini Palermo, di cui la Fincantieri è
proprietaria al 50%, come beni strumentali per lavorare. Fu
sottoscritto un protocollo d'intesa, in data 31 gennaio 1989,
laddove vennero evidenziate le obbligazioni che la Fincantieri
assumeva per conto della Bacini siciliana, società cartolare
gestita al 100% dalla Fincantieri stessa, nella compravendita di
questi due bacini che sono costati 52 miliardi. Diceva che
avrebbe assunto 100 persone, 100 unità lavorative.
La Fincantieri, in questo protocollo d'intesa, ha assunto
delle obbligazioni che sono le seguenti: assunzione di cento
giovani riparatori navali, adeguamento degli impianti
tecnologici, sicurezza sul lavoro.
Nel medesimo atto di compravendita fu stabilito l'acquisto
dei due bacini a cui facevo riferimento poco fa, che vorrei
dettagliatamente indicare: il bacino di 52 mila tonnellate fu
acquistato dalla Regione per 28 miliardi 580 milioni, di cui 15
miliardi 250 milioni come valore netto patrimoniale, certificato
nel bilancio della Fincantieri alla data del 31/12/1988 e 13
miliardi 326 milioni per i lavori di riparazione che furono fatti
dalla Fincantieri stessa sul suddetto bacino, che poi andò a
finire nella "Bacini Palermo" di cu la Fincantieri è proprietaria
al 50 per cento; per il bacino da 19 mila tonnellate la Regione
siciliana ha speso 17 miliardi e mezzo, che sono stati così
spesi: 1 miliardo 646 milioni per il valore certificato nel
bilancio del 1988 dalla Fincantieri e poi sono stati spesi 15
miliardi 850 milioni per i lavori di ristrutturazione di quel
bacino che la Regione siciliana ha comprato per 17 miliardi e
mezzo.
Allora io mi chiedo: secondo me abbiamo comprato due pezzi
di "ferro vecchio" che non servivano a nulla, atteso che la
Fincantieri ha incassato la bellezza di 35 miliardi per
ristrutturare questi bacini e poi li ha dato alla società di cui
la Fincantieri è proprietaria al 50 per cento?
io ho dei dubbi, onestamente, io vorrei che fossero
depositati i bilanci dell'ESPI, dell'EMS, dell'AZASI e delle
società collegate per capire, in verità, cosa sono stati questi
bacini, che valore hanno e quanto la Regione ha speso.
Poco fa dicevo che nel bilancio dell'ESPI la società viene
considerata valutata come valore netto patrimoniale di circa 35
miliardi; mi chiedo se in questi 35 miliardi ci sono compresi
anche i 52 miliardi, oltre quelli che ho evidenziato e che sono
stati sfruttati per costruire un bacino fisso da 400 mila
tonnellate per le grandi commesse, che non sono mai arrivate o
se, nelle more della società, si fa riferimento a quel contante,
che è notorio che ha la società stessa, che di circa 32-35
miliardi.
Siccome io non ho avuto la possibilità di analizzare i
bilancio, non ho avuto la possibilità di guardare fino in fondo
come sono stati gestiti questi soldi, e a me questo non interessa
poi tanto, io non sono qua per fare processi a nessuno, io sono
qua per fugare alcuni dubbi e i dubbi sono i seguenti: il
protocollo d'intesa del 31 gennaio 1989, dove la Fincantieri ha
assunto l'obbligazione di assumere 100 riparatori navali, dove la
Fincantieri ha assunto l'obbligazione di intervenire per fare
acquistare un altro bacino, dove la Fincantieri ha assunto
l'obbligazione di assicurare la sicurezza sul lavoro, dove la
Fincantieri ha assunto l'obbligazione di fare arrivare alcune
commesse è stato rispettato o no? Perchè, se così fosse, noi
nella dismissione di questo bene dovremmo valutare con attenzione
che fine hanno fatto questi 52 miliardi che la Regione, con legge
regionale, ha dato alla Fincantieri per poi dare i bacini che ha
comprato dalla Fincantieri alla società di cui la Fincantieri è
comproprietaria.
Allora, onorevoli colleghi, posto che finalmente comincia ad
emergere a chiare lettere qual è la volontà di tutti i
parlamentari, che è quella di affrontare questo argomento, di
fare chiarezza e di capire fino in fondo cosa stiamo votando.
Io non sono un commercialista, non sono un tecnico di
bilancio, però dalla relazione introduttiva emergono questi atti
che secondo me sono degli atti che vanno puntualizzati e siccome,
dal bilancio dell'ESA emerge che non possono essere allegate le
relazioni tecniche delle singole società per capire l'esatto
stato patrimoniale di ogni singola società, io credo che non si
può procedere in questo modo.
Io ritengo opportuno che il Governo, che ha fatto bene a
mettere mano in questa materia, a cercare di fare chiarezza in
una disciplina tanto articolata, frammentaria, farraginosa,
complessa, abbia l'opportunità, dia l'opportunità a noi che
vogliamo collaborare sinergicamente con il Governo di trovare le
soluzioni migliori, di depositare i bilanci, affinché uno possa
capire meglio tutto quello che va facendo.
Da qui l'ordine del giorno che ho presentato, che non mira
ad intralciare il percorso, il cammino di questo disegno di
legge, che non mira assolutamente a rinviare alle "calende
greche" la trattazione di una normativa tanto articolata e tanto
importante, per eliminare quel bubbone che il Governo evidenzia
nella relazione introduttiva al disegno di legge, quindi la
richiesta è semplicissima.
Continuiamo a trattare il disegno di legge nella discussione
generale, alla ripresa dei lavori, spero che il Governo si
impegni nel depositare questi bilanci e nel permettere ai
parlamentari di capire meglio l'esatta consistenza, l'esatto
stato patrimoniale degli enti e di esprimere eventualmente un
parere sulle società che secondo qualcuno non devono essere
dismesse, io faccio riferimento alla Sicilvetro di Marsala che ha
109 dipendenti, cosa inutile, produce un attivo in bilancio,
faccio riferimento alla Vini Corvo, ad altre società che hanno un
valore significativo e che meritano di essere attenzionate.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
maggioranza ci ha abituato ormai a delle sceneggiate ed oggi ne
stiamo consumando un'altra.
E' strano che io intervenga per sostenere un po'
l'impostazione politica del Presidente Drago che soltanto qualche
minuto fa si è pronunciato contro il prelievo delle altre leggi e
per il rispetto dell'ordine del giorno, proprio per affrontare
quella che da questa maggioranza e da questo Governo è stata
considerata la madre di tutte le questioni: la questione delle
privatizzazioni.
Addirittura le dimissioni dell'Assessore Castiglione, devo
dire più teatrali che convinte, sono rientrate, così come abbiamo
letto dai giornali, soltanto perché il Presidente della Regione
si era impegnato a non trattare alcun altra materia se non
partendo dalle dismissioni degli enti.
Pochi minuti fa, abbiamo riconfermato questa volontà. Io non
capisco perché, o meglio lo capisco, però allora è bene mettere
in chiaro le cose, almeno per la stampa che è qui numerosa oggi e
può vedere come il "re sia nudo" in questo Parlamento.
Non capisco perché la proposta dell'onorevole Capodicasa
tesa a dare risposta a questa esigenza politica primaria per
questa maggioranza, e cioè rinunciare ad un dibattito lungo,
estenuante, di discussione generale, per passare subito, entro 24
ore, quindi domani alle 13, potremmo già affrontare l'articolato,
viene subito sabotata, viene subito ostacolata, crea subito
allarme e capannelli nelle fila di una maggioranza che
addirittura dovrebbe tenersi assieme sulla volontà di
privatizzare e secondo quanto detto dall'onorevole Aulicino
addirittura rilanciarsi progettualmente a partire dalle
privatizzazioni.
"Il re è nudo". Ma allora, ditelo che voi non volete
passare all'articolato e volete soltanto discutere di "aria
fresca" e non di privatizzazione nel merito, di scioglimento
degli enti, di finalizzazione delle risorse da recuperare
attraverso lo scioglimento degli enti.
Volete discutere di "aria fresca" perché non siete pronti a
fare questa legge? Lo dica il Governo, lo dica l'Assessore
Castiglione e si prenda atto che una maggioranza su un nodo
cruciale come questo non c'è e non è in grado di passare
all'articolato, alla votazione ed all'approvazione della legge
come noi proponiamo, in tempi brevissimi.
Sospendiamo ora la discussione generale e, fra ventiquattro
ore, domani alle ore 13.00 passiamo all'articolato, domani sera
questo Parlamento ha la legge sulla dismissione degli enti. Non
siete in grado di farlo. Onorevole Castiglione, lei sta facendo
una magra figura stamattina, sta facendo una magra figura perché
non è in grado di assicurare una tenuta politica della sua
maggioranza L'onorevole Aulicino glielo ha detto apertamente,
non va bene niente, addirittura ci sono norme di sperpero, la
legge non va bene, ci sono cose inutili, cose superflue, cose che
lasciano chissà quali - lo ha detto l'onorevole Aulicino -,
questo disegno di legge va demolito
CAPODICASA. Anche l'onorevole Turano l'ha detto.
FORGIONE. L'onorevole Turano glielo ha spiegato qui cosa è che
non va. Anch'io non intervengo nel merito e chiudo subito,
perché voglio rispettare questa vocazione che noi abbiamo, di
salvarvi, abbiamo la vocazione di consentirvi entro domani di
approvare questo disegno di legge. La metto così proprio perché,
voi mi conoscete quanto disponibile sia io verso questa
maggioranza, però siate onesti, io non intervengo nella
discussione generale e avrei anche cose da chiedere, onorevole
Castiglione, da chiedere perché insomma voi che vi fate dei
bagni di parole sulle privatizzazioni ..
SPEZIALE. Sei più liberista del Governo
FORGIONE. No, assolutamente. Delle privatizzazioni, poi invece
vedo che il gioiello di famiglia, cioè la Vini Corvo, leggo che
secondo il presidente che casualmente, nominato da voi, che
soltanto casualmente è il suocero dell'onorevole Miccichè, non va
più privatizzata, ma anzi va rilanciata nel mondo, nel marchio,
nella progettualità e quindi vedo queste cose qui. Leggo di una
commissione, e vorrei capire, io davvero avrei tanti
interrogativi da porre in una discussione generale e non lo
faccio, anche se alcune cose vorrei capirle, di una commissione
per la liquidazione di questi enti, sono state valutate tutte le
incompatibilità, ci sono sempre i soliti noti, i nomi che ce li
ritroviamo nel CGA e poi ce li ritroviamo nel comitato
stato-regioni e poi ce li ritroviamo presidenti, non so se è
vero, forse c'è addirittura un decreto che non stabilisce un
compenso fisso per questo, assessore Castiglione lei mi può
rispondere, ma un decreto che lascia aperta una percentuale
addirittura sulla valutazione, non sul prezzo di vendita, sulla
valutazione che potrebbe voler dire tenere aperta una norma come
un decreto assessoriale che potrebbe portare a questi consulenti
qualche miliardo. Quando si poteva seguire una strada più
semplice, un unico liquidatore, così con una parcella stabilita
dall'assemblea degli azionisti degli stessi enti. Ma questi sono
problemi che riproporremo quando entreremo nel merito delle
questioni.
Io vi volevo solo porre una questione politica. Vogliamo
fare questa legge sugli enti? Il Presidente Drago ha detto che
va rispettato l'ordine del giorno, allora proseguiamo ad oltranza
- ci chiedete sempre di proseguire ad oltranza - , proseguiamo ad
oltranza, rinunciamo alla discussione generale, la maggioranza -
leggiamo - si è ricompattata su questo, il presidente della
regione è tranquillissimo, l'assessore all'industria è
tranquillissimo, interrompiamo la discussione generale, in tempi
brevi domani alle 13.00 riprendiamo l'articolato ed entro domani
sera abbiamo la legge sulla dismissione degli enti. Altro è
quello che si sta muovendo in questo Parlamento e quello che si
sta muovendo in questo Parlamento è continuare nella paralisi di
questa maggioranza che non è d'accordo praticamente su niente,
che su questo punto qualificante non ha una sua unità, è giocare
al rinvio, lo ha detto Turano, lo ha detto Aulicino, lo vedremo
ora nei comportamenti concreti che stanno andando avanti e
speriamo che almeno questa volta il presidente della regione non
dica che per irresponsabilità delle opposizioni non si va avanti,
no, non si va avanti per vostra irresponsabilità e per vostra
incapacità a rimanere uniti come maggioranza politica e non solo
come maggioranza di potere.
Presidenza del presidente Cristaldi
DRAGO, presidente della regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della regione. Onorevole Presidente e
onorevoli colleghi, considerato che, non essendoci più
interventi, si chiuderebbe la discussione generale e quindi
bisognerebbe passare all'esame degli articoli e, come è stato
giustamente detto, si andrà a domani, perché occorrono 24 ore
per potere riprendere l'esame del disegno di legge essendo stati
presentati emendamenti e non avendo il Governo nulla in contrario
su questo, ma vogliamo altresì continuare a lavorare e quindi non
perdere la mezza giornata di oggi, sia adesso continuare ma anche
nel pomeriggio, allora onorevole Presidente noi proponiamo che si
anticipi a subito il voto finale sui disegni di legge già esitati
dall'Aula ed oggi pomeriggio si lavori sugli altri punti che
erano all'ordine del giorno e, quindi, si passi all'esame degli
articoli del disegno di legge sullo scioglimento degli enti
economici. Proponiamo quindi di sovvertire, cambiare, modificare
l'iter per consentire di continuare a lavorare nella giornata di
oggi.
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione propone di non
chiudere la discussione generale sul disegno di legge relativo
alla soppressione degli enti economici, di provvedere alla
trattazione del 576, quindi alla votazione finale dei disegni di
legge e poi riprendere la soppressione degli enti economici, se
ho ben capito?
DRAGO, presidente della Regione. La votazione finale prima del
576...
PRESIDENTE. Prima del 576? Bene, la votazione finale dei
disegni di legge, poi il 576, quindi il disegno di legge sulla
soppressione degli enti economici. Sulla proposta hanno
facoltà di parlare per esprimere il proprio parere due oratori:
uno a favore ed uno contro.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Io intervengo proprio perchè avverto la necessità di
aprire un dialogo onorevole D'Andrea, un dialogo che non sia tra
sordi e che, soprattutto, sia un dialogo in cui quando le cose
sono dette devono essere ritenute per vere.
Ci stiamo tristemente abituando, ahimè, a considerare le
questioni anche se espresse nella forma più solenne in
quest'Aula, come mera dichiarazione di intenti non suffragata da
alcuna serietà di impegno. Poco fà l'onorevole Forgione ha
ripreso i termini della questione politica ed il significato che
da parte di tutta l'opposizione del centro-sinistra è stato dato
alla proposta, tendente ad accelerare i tempi della discussione
del disegno di legge sullo scioglimento degli enti economici.
Io ricordo che è dal 1993 che il Governo, il governo
dell'epoca, ovviamente, il governo Campione, depositò un disegno
di legge sulla liquidazione degli enti e che la norma sulla
dismissione e credo che sia opportuno nel nostro dibattito tenere
distinte le due questioni - una questione è la liquidazione,
un'altra cosa è la dismissione - si potrebbe fare la dismissione
senza liquidare gli enti, questo mi pare assolutamente normale.
Perchè la norma sulla dismissione è già dell'anno scorso, di
marzo, ed è già stato approvato in tutti i suoi passaggi formali
il regolamento che disciplina le modalità della dismissione e
quindi si potrebbe procedere alla stessa senza alcuna regola.
Perciò questo dibattito che va avanti da cinque anni, almeno
nei suoi termini conclusivi, cioè nella sua espressione della
liquidazione e della dismissione , è più che maturo anche se è
vero che ci sono questioni molto importanti e molto serie ancora
non tutte chiarite sulle quali anzi sono sorte e continuano a
sorgere dubbi, perplessità e remore legittime, anzi più che
legittime da parte di gruppi parlamentari.
Noi abbiamo ritenuto di dover fare quella proposta proprio
per dare un senso alle cose che noi facciamo per essere coerenti,
questa volta si, rispetto alle cose dichiarate ed agli impegni
che poi effettivamente vengono portati avanti.
Noi abbiamo chiesto l'introduzione nell'ordine del giorno di
questa seduta straordinaria, così come peraltro ha fatto anche la
maggioranza di centro-destra, almeno una parte della maggioranza,
del disegno di legge sullo scioglimento e noi eravamo e siamo
tutt'ora pronti ad andare avanti su questo disegno di legge.
Ora, il Governo che poco fa, invece, aveva
detto di essere d'accordo su questa linea ha cambiato opinione.
Io credo che sia chiaro a tutti adesso chi è che effettivamente
contrasta la questione dello scioglimento degli Enti: le
posizioni politiche questa mattina sono state ampiamente tirate
fuori, anche se molte delle questioni sono ancora chiuse nel
segreto della mente o della coscienza dei deputati e delle forze
politiche.
Noi non possiamo che essere coerenti con quanto
insistentemente già, dall'inizio di questa seduta, questa
mattina, abbiamo proposto e quindi dichiararci contrari a questa
proposta di ordine del giorno perchè siamo certi che una volta
votati i disegni di legge, ammesso che la maggioranza abbia i
numeri per votarli, ma ritengo che se c'è questa richiesta si
siano fatti i conti sulle presenze dei deputati, assai
difficilmente si potrà andare avanti nell'esame dei disegni di
legge sia sullo scioglimento degli Enti che sulla Finanziaria. La
Finanziaria addirittura deve essere del tutto iniziata anche
nella discussione generale, tranne che non si pretenda che a
portare avanti questi disegni di legge e nella discussione e
nell'esame degli articolati oggi o domani sia soltanto
l'opposizione. Ma credo che questo sia pretendere troppo da parte
di una maggioranza che proclama ogni "piè sospinto" la sua
autosufficienza. In ogni caso, noi siamo contrari, Signor
Presidente. A me pare, a noi pare che si segni, in questo
momento, un passaggio politico importante. C'è una maggioranza
che si tiene in piedi soltanto grazie ad una serie continua di
anomalie; queste anomalie ormai segnano una patologia
istituzionale evidentissima. Noi siamo contrari anche per questo,
per continuare a denunciare lo stato delle istituzioni ed il
fatto che in questo Parlamento non si può oggettivamente più
andare avanti in questo modo, per richiedere quindi che ci sia
l'apertura di una discussione vera, l'apertura di una fase
politica nuova.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi pongo in votazione
la proposta del Presidente della Regione che riassumo perchè sia
chiara:
- Sospensione della discussione generale sul disegno di legge
relativo alla soppressione e liquidazione degli Enti economici
regionali;
- prelievo della votazione finale dei disegni di legge;
- trattazione del disegno di legge n. 576/a;
- trattazione del disegno di legge n. 727/a;
- soppressione e liquidazione degli Enti economici regionali.
Chi è favorevole alla proposta del Presidente della Regione
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
e dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio 1996 (N.567/A)
PRESIDENTE. Si passa al 2 punto dell'ordine del giorno:
Votazione finale di disegni di legge.
Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del
disegno di legge: "Rendiconto generale dell'Amministrazione della
Regione e dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 1996".
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 49
Astenuti 3
Maggioranza 25
Hanno votato sì 46
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "PROROGA DELLA CONVENZIONE TRA L'ASSESSORATO REGIONALE
DEL BILANCIO E DELLE FINANZE E L'AUTOMOBIL CLUB D'ITALIA" (N.
695/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
del disegno di legge: "Proroga della convenzione tra
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze e
l'Automobil Club d'Italia (A.C.I.)"
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 66
Astenuti 19
Maggioranza 34
Hanno votato sì 43
Hanno votato no 4
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "MODIFICA DELLA DENOMINAZIONE DEL COMUNE DI CALATAFIMI
IN CALATAFIMI-SEGESTA" (N. 718/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
del disegno di legge: "Modifica della denominazione del comune
di Calatafimi in Calatafimi-Segesta"
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 69
Astenuti 6
Maggioranza 35
Hanno votato sì 63
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "ISTITUZIONE DEL SERVIZIO DI VIGILANZA E SALVATAGGIO
PER LE SPIAGGE LIBERE SICILIANE" (N. 214/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
del disegno di legge: "Istituzione del servizio di vigilanza e
salvataggio per le spiagge libere siciliane"
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 69
Astenuti 11
Maggioranza 35
Hanno votato sì 51
Hanno votato no 7
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1997, N. 33
IN MATERIA DI TUTELA DELLA FAUNA SELVATICA ED ESERCIZIO
VENATORIO (NN. 712-719-722/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati ai sensi dell'articolo 117 degli emendamenti
soppressivi, alcuni dei quali hanno necessità probabilmente di un
momento di riflessione da parte dell'intera Aula, per cui
sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13,24 è ripresa alle ore 13.30
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, siamo alla votazione finale del disegno
di legge 712 - 719 - 722/A relativo a modifiche alla legge
regionale 1 settembre 1997 n. 33 in materia di tutela della
fauna selvatica ed esercizio venatorio. Comunico, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento, che dal Governo è stato
presentato il seguente emendamento di modifica all'articolo 7:
- "1. All'articolo 21 della legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
<<1 bis. Il divieto di cui al comma 1, lettera e), non si
applica per l'uso come richiamo vivo delle specie cacciabili
previste dalla vigente normativa, in esecuzione e secondo le
modalità di cui agli articoli 5 e 21, lettera p), della legge
11 febbraio 1997, n. 157.>>"
Lo pongo in votazione.
PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, l'articolo 117 come lei certamente ci
può insegnare prevede la possibilità prima della votazione finale
di apportare correzioni di forma. Oppure, questo è il secondo
comma, di correggere quelle parti approvate della legge che
determinano un contrasto inconciliabile con altre parti della
stessa legge. Noi abbiamo esaminato, perchè ne è stato presentato
più di uno emendamento col 117. Abbiamo esaminato velocemente gli
emendamenti che vengono proposti. Ora, oggettivamente vi è una
differenza negli emendamenti. Questo primo emendamento è
effettivamente rivolto a correggere una disposizione che rende la
legge pressoché inapplicabile giacché interviene su materia su
cui l'Assemblea regionale non ha competenza, non ha possibilità
di disporre di determinare normative. Altri emendamenti devo dire
invece presentano innovazioni sostanziali nel testo del disegno
di legge, che possono anche essere condivisibili Presidente, però
si introdurrebbe in questo modo un precedente estremamente
difficile da sopportare dal punto di vista regolamentare e, come
è noto, il Regolamento è posto a garanzia di tutta l'Assemblea e
dell'operato dell'Assemblea stessa, cioè per evitare anche, per
essere chiari che una maggioranza possa approvare un testo e una
maggioranza casuale al momento della votazione finale con
l'escamotage del 117 possa modificare poi sostanzialmente il
testo, per cui Signor Presidente, mentre mi dichiarerei
favorevole e sono favorevole comunque a questa correzione che
effettivamente rientra nei termini previsti dall'articolo 117,
esprimo il mio parere nettamente contrario all'approvazione degli
altri emendamenti pur dichiarando la mia disponibilità nella
prossima occasione legislativa a contribuire ad apportare le
correzioni che si renderanno necessarie. Ma ritengo che il
precedente che si creerebbe altererebbe anche la prassi oltre che
la lettera del Regolamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento. Il parere del
Governo?
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Assessore, lei insiste sugli emendamenti, ma ha
sentito la dichiarazione dell'onorevole Piro?
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Onorevole
Piro, io credo che ci sia l'altro che abbiamo legiferato
esattamente in contrapposizione alla 33. Anche quello ricade
nelle stesse posizioni.
PRESIDENTE. L'emendamento reca: "All'articolo 22 aggiungere
il seguente comma: 2. All'articolo 46, comma 1, della legge
regionale 33/97 l'ultimo periodo è soppresso". Questo rientra
nella logica. Gli altri vengono ritirati, onorevole Assessore?
CUFFARO. Signor Presidente, per mero errore di trascrizione
abbiamo lasciato fuori un'associazione riconosciuta a livello
nazionale, perchè nell'emendamento abbiamo scritto le sette
associazioni riconosciute a livello nazionale e questa che è
l'ottava ed è pure riconosciuta a livello nazionale non l'abbiamo
inserita.
PRESIDENTE. Vi si porrà rimedio a settembre.
Pongo in votazione l'emendamento che ho già letto. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono ritirati. L'Assemblea ne prende
atto. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
712-719-722/A "Modifiche alla legge rionale 1 settembre 1997, n.
33, in materia di tutela della fauna selvatica ed esercizio
venatorio".
Specifico il significato della votazione: chi è favorevole
vota verde, chi non è favorevole vota rosso, chi si astiene vota
bianco. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la
votazione.
Proclamo l'esito della votazione:
PRESENTI 73
VOTANTI 73
MAGGIORANZA 37
FAVOREVOLI 54
CONTRARI 8
ASTENUTI 11
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante 'Istituzione del
Servizio nazionale della protezione civile', nonchè
dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, relativo alle funzioni conferite alle regioni e agli enti
locali in materia di protezione civile" (nn. 672-709/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge n. 672-709/A "Recepimento nella Regione siciliana
dell'articolo 12 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante
'Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile',
nonchè dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112, relativo alle funzioni conferite alle regioni ed agli
enti locali in materia di protezione civile".
Sono stati presentati due emendamenti ai sensi dell'articolo
117 del Regolamento. Onorevole Assessore, per quanto riguarda il
primo emendamento la Presidenza non ha dubbi: sostituire il primo
termine "coordinamento" con "collegamento" ed il secondo con
"organizzazione". Questo lo comprendiamo. Le sarei grato se,
invece, lei volesse specificare il significato dell'altro
emendamento.
BUFARDECI, assessore alla Presidenza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, questo emendamento è altrettanto tecnico, nel
senso che precisa il contenuto dell'attribuzione che può essere
data al soggetto responsabile che, altrimenti, resterebbe troppo
vaga perchè si direbbe esclusivamente "Presidente della Regione"
e non si farebbe riferimento all'eventuale delega data ad un
assessore incaricato di occuparsi della rubrica di protezione
civile e, quindi, deve essere precisato "in caso di attribuzione
di delega", per meglio precisare il termine.
PRESIDENTE. Bene, è chiaro. Allora, onorevoli colleghi vi sono
due emendamenti: "Al primo comma degli articoli 2, 6 e 9, dopo le
parole "Presidente della Regione o", aggiungere le parole "in
caso di attribuzione di delega", cioè a dire sia per il
Presidente della Regione, sia per chi è delegato dal Presidente
della Regione.
Pongo in votazione il primo emendamento: sostituire il primo
termine "coordinamento" con "collegamento" e il secondo con
"organizzazioni.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il secondo emendamento che abbiamo già
letto: chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 recante 'Istituzione del
Servizio nazionale della protezione civile', nonchè
dell'articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, relativo alle funzioni conferite alle regioni e agli enti
locali in materia di protezione civile" (nn. 672-709/A)
PRESIDENTE. Indico la votazione finale del disegno di legge:
"Recepimento nella Regione siciliana dell'articolo 12 della legge
24 febbraio 1992, n. 225 recante 'Istituzione del Servizio
nazionale della protezione civile', nonchè dell'articolo 108 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, relativo alle funzioni
conferite alle regioni e agli enti locali in materia di
protezione civile" (nn. 672-709/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti .......71
Astenuti .................23
Maggioranza ..............36
Hanno votato sì ..........48
Hanno votato no .......... 0
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: Disposizioni per l'Ente di sviluppo agricolo e altri in-
terventi urgenti per l'agricoltura" (n. 713/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, viene presentata dalla
Commissione una norma di salvaguardia comunitaria sul disegno di
legge in questione: Gli interventi di cui alla presente legge si
intendono subordinati al rispetto delle recenti normative
comunitarie, nonchè ala definizione delle procedure di cui
all'articolo 93, paragrafi 2 e 3 del trattato istitutivo della
Comunità europea.
ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto
brevemente per affermare che questo disegno di legge
nell'opinione del Gruppo a cui appartengo, e cioè Forza Italia, e
che qui rappresento, è un disegno di legge che ha valore ultimo,
nel senso che noi, a partire da domani mattina, lavoreremo credo
in concerto con la maggioranza per una riforma strutturale
dell'ESA e per una politica dell'agricoltura in Sicilia che si
faccia il più possibile partecipe degli interessi produttivi,
perchè riteniamo che, per il percorso che ha avuto in Commissione
e in Aula questo disegno di legge, sia poco compatibile con
l'ispirazione del mio partito e credo, per certi versi, anzi per
molti versi, della maggioranza a cui appartengo.
Aggiungo che noi voteremo favorevolmente, dando questo
valore ultimo a questo disegno di legge, nella consapevolezza che
per il contesto in cui si colloca, per il giorno in cui avviene
la votazione finale per la complessiva articolazione della
discussione per come si è svolta e per le connessioni che ha
avuto rispetto alla tenuta complessiva della maggioranza, ci
appare assolutamente responsabile, ma solo per questo lo stiamo
votando, il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
del disegno di legge: n. 713/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale del disegno di legge 713/A:
Presenti e votanti ....... 70
Astenuti ................. 8
Maggioranza .............. 36
Hanno votato sì .......... 54
Hanno votato no .......... 8
Astenuti 8
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "Norma per l'attivazione dell'art. 3, comma 3, della
legge regionale 4 aprile 1995, n. 26" (749/A)
PRESIDENTE. Indico la votazione finale del disegno di legge
"Norma per l'attivazione dell'articolo 3, comma 3, della legge
regionale 4 aprile 1995, n. 26" (749/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale del disegno di legge n. 749/A:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Hanno votato sì 59
Hanno votato no 3
Astenuti 6
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "Norme in materia di lavori pubblici: Modifica della
legge regionale 24.7.1997, n. 25" (NN. 280-300-730/A).
PRESIDENTE. Indico la votazione finale del disegno di legge
"Norme in materia di lavori pubblici: Modifica della legge
regionale 24.7.1997, n. 25" (NN. 280-300-730/A).
Onorevole assessore Lo Giudice, e' stato presentato un
emendamento soppressivo del comma 10 dell'articolo 1, se volesse
spiegare la ragione dell'attinenza con l'articolo 117.
- Il comma 10 così recita: con direttive da emanarsi entro 60
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
viene individuata ed elencata la documentazione che le imprese
partecipanti alle gare di appalto regionali devono presentare
per qualificarsi.
Mi pare viene sostenuta la illogicità del comma?
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Si,
signor Presidente.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, pongo in votazione
l'emendamento proposto dal Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si ritorna alla votazione finale del disegno di
legge in questione: "Norme in materia di lavori pubblici.
Modifica della legge regionale 24.7.1997, n. 25" (NN.
280-300-730/A).
Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Hanno votato sì 48
Hanno votato no 5
Astenuti 19
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "Contributo di esercizio alle aziende esercenti il
trasporto pubblico locale" (N. 733/A).
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge "Contributo di esercizio alle aziende esercenti il
trasporto pubblico locale" (N. 733/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Hanno votato sì 60
Hanno votato no 3
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "Modifica all'articolo 2 della legge regionale 5 luglio
1997, n. 23, concernente il rinnovo del Comitato regionale di
controllo. Modernizzazione amministrativa e recepimento di
norme della legge 15 maggio 1997, n. 127 nella Regione
siciliana" (N. 743/A).
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge "Modifica all'articolo 2 della legge regionale 5 luglio
1997, n. 23, concernente il rinnovo del Comitato regionale di
controllo. Modernizzazione amministrativa e recepimento di norme
della legge 15 maggio 1997, n. 127 nella Regione siciliana" (N.
743/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 73
Maggioranza 37
Hanno votato sì 53
Hanno votato no 6
Astenuti 14
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle
ore 17.00 di oggi, giovedì 20 agosto 1998.
(La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 17.45)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "DISPOSIZIONI FINANZIARIE
URGENTI PER L'ANNO 1998" (N. 576/A) (NORME STRALCIATE)
PRESIDENTE. Si passa al secondo disegno di legge all'ordine
del giorno: "Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998
(n. 576/A). Relatore onorevole Petrotta.
Invito i componenti la seconda commissione a prendere posto
al banco alla medesima assegnata.
Onorevole Petrotta intende intervenire o si affida al testo?
PETROTTA. Presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
al testo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Dichiaro aperta la
discussione generale.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Onorevole Presidente, nella precedente seduta ha
molto opportunamente rinviato il disegno di legge al riesame
della seconda Commissione per le obiezioni legittime, corrette
sollevate dall'onorevole Crisafulli. Da quella data, per ragioni
oggettive, perché escludo che il Presidente Petrotta potesse
convocare la Commissione il giorno di Ferragosto o la vigilia o
il giorno successivo, non c'è stata possibilità di un riesame da
parte della Commissione.
Io non voglio qui riportare gli argomenti che lascio alla
sua intuizione, ma non c'è dubbio che il disegno di legge risente
molto delle improvvisazioni, di qualche blitz ingiustificato, e
comunque se dovesse testimoniare quello che é accaduto, io che
sono un abituale frequentatore delle commissioni, non sono in
grado di dire quello che é accaduto, signor Presidente.
A parte questo aspetto c'é anche un problema: che molti
argomenti iscritti qui tra i vari commi (perché tutti adesso
abbiamo preso il vizio, secondo me sbagliato, di mutuare ciò che
avviene a livello nazionale. Quando abbiamo le finanziarie e c'è
il cosiddetto ostruzionismo da parte dei gruppi parlamentari,
allora si fa un unico articolo con 180 commi, cosa che fa
impazzire al fine della comprensione di una norma) hanno bisogno
della determinazione della commissione di merito; perché io non
vorrei signor presidente, che in sede di proposta legislativa noi
commettessimo un abuso di potere, mi consenta l'espressione, di
natura legislativa.
Quindi, rivolgo l'invito di rimandare in commissione per un
approfondimento e, comunque, ascoltare il parere delle
commissioni di merito, perché molti argomenti inseriti non hanno
natura soltanto finanziaria, ma sono questioni di merito e,
secondo me, ormai la seconda commissione ha buttato alle ortiche
i vecchi comportamenti perché si riteneva, a suo tempo, una
specie di "Cupola" dell'Assemblea; siccome la seconda commissione
non può essere una "Cupola" deve essere una commissione, deve
esaminare soltanto l'aspetto finanziario dei disegni di legge, é
giusto che molti argomenti ritornino alle commissioni di merito e
che, comunque, la commissione riesamini tutto ciò che é accaduto
in quella convulsa notte che, francamente, forse nessuno, né il
presidente, né i componenti e nemmeno i funzionari sarebbero in
grado di potere stabilire.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor presidente, signori deputati, io credo che tutti
noi abbiamo ben presente il modo in cui é nato, si può dire e
comunque é arrivato in Aula il disegno di legge che abbiamo in
esame, il 576/A.
Un disegno di legge cosiddetto "finanziario" che é stato
pensato e voluto per fornire risposte immediate ad esigenze
piuttosto pressanti, alcune collegate alla corresponsione di
salari, stipendi, indennità, altre alla necessità di mettere in
movimento, mediante la predisposizione di dotazioni finanziarie,
norme che altrimenti sarebbero rimaste ferme, altre ancora volte
a dare risposta, soddisfazione ad esigenze ferme da tempo, ad
esempio la questione del fermo biologico o anche il pagamento di
quanto dovuto dalla Regione alle società sportive che hanno
organizzato le manifestazioni nell'anno 1994 e che, da allora,
ancora attendono che la Regione provveda a quanto dovuto.
Il disegno di legge ha avuto, effettivamente, una corsia
estremamente accelerata nel quadro, come é ovvio, di quella
chiusura della sessione che era prevista per il 31 luglio e che
poi in effetti, avvenne il primo agosto.
Un disegno di legge, quindi, inizialmente nato con una base
normativa che si riferiva soltanto a tre articoli e che nel corso
dell'esame in commissione finanze si é arricchito via via di
altre previsioni fino all'attuale formulazione che é di un
articolo solo, ma di ben ventuno commi, diciannove dei quali
contengono previsioni cosiddette sostanziali e gli ultimi due
contengono la copertura finanziaria.
E' già emerso, nel corso dell'ultima seduta, quella che si
concluse il primo agosto, che il disegno di legge é stato,
oggettivamente, esaminato con molta fretta, e questo ha portato
anche a prevedere coperture finanziarie che, probabilmente, anzi
per quanto mi riguarda, sicuramente, hanno bisogno di qualche
verifica.
Io non so se nel frattempo non è presente l'Assessore per il
Bilancio e quindi non so se il Governo e l'Assessore per il
Bilancio questa ulteriore verifica l'hanno compiuta, ma, come
dicevo, sicuramente per qualche copertura sembra, alla lettura
del testo, necessaria qualche ulteriore verifica.
Mi riferisco per esempio, signor Presidente, al capitolo
21257, codice 1021, che viene impegnato per 5.700 milioni ma che
presenta una disponibilità di bilancio di soli 5.500 milioni.
Quindi, queste piccole incongruenze, in verità - anche per
qualche altro codice mi è sembrato di notare qualche incongruenza
- avrebbero bisogno di qualche ulteriore verifica.
Dal punto di vista sostanziale però erano sorti alcuni
problemi su previsioni che, in effetti, poi avevano trovato modo
di essere inserite in questo testo di disegno di legge; altre
che, invece, non avevano trovato possibilità di ingresso.
Una per tutte la questione sollevata, relativa al pagamento
di quanto dovuto dalle imprese che hanno assunto nel corso degli
anni personale, a ciò spinte dalle previsioni della legge 27 del
1991.
Ma altre previsioni ancora sono rimaste escluse perché nel
quadro dell'intesa che era stata raggiunta non c'era stato modo
di poterle inserire; anche se poi quell'intesa fu ampliata e di
molto nel corso dell'esame della Commissione Finanze. E questo, a
questo punto, non giustifica più perché alcune previsioni debbano
essere contenute ed altre, invece, debbano essere escluse.
Ripeto, il disegno di legge fu pensato e voluto come disegno di
legge "salvagente", quel disegno di legge cioè che doveva
consentire di dare alcune risposte che, oggettivamente, si
presentavano con i caratteri dell'urgenza ed entro qualche limite
della necessità.
Si è successivamente ampliato, anche con previsioni che non
presentato quel carattere della necessità e dell'urgenza, che
altre norme invece contengono.
Non essendo più a chiusura di sessione ma essendo in una
fase diversa, io credo che oggettivamente si ponga la questione:
se questo disegno di legge debba essere preso in carico,
esaminato ed approvato così come è oggettivamente determinando
disparità di trattamento non giustificate né dall'urgenza né
dalla necessità di chiudere la sessione, o se invece questo
disegno di legge non possa avere qualche revisione necessaria dal
punto di vista della copertura finanziaria, come ho già detto,
per evitare di andare incontro a qualche problema di o
insufficiente o errata copertura finanziaria; dal punto di vista
sostanziale perché non ci sono più i termini entro cui fu
delineato il disegno di legge a chiusura di sessione ma siamo in
una fase completamente diversa. Con ciò, tuttavia, riaffermando
la nostra intenzione di procedere nella discussione e, se
possibile, anche all'approvazione di questo disegno di legge,
perché esso contiene delle norme importanti, lungamente attese e
che danno risposte, sia pure parziali, ma danno risposte ad
esigenze sociali e delle imprese.
Peraltro, come già ricordato dall'onorevole Di Martino,
signor Presidente,nel corso dell'ultima seduta ella ebbe a
decidere su una questione formale posta dall'onorevole
Crisafulli, se non ricordo male, il rinvio in Commissione del
disegno di legge.
In termini regolamentari, essendo trascorsi quindici giorni
il disegno di legge ben ha potuto essere reinserito all'ordine
del giorno dell'Aula ma, nel frattempo, nulla è successo: non ci
sono state riunioni della Commissione; non c'è stata la
possibilità di rivedere un attimo il quadro delle norme contenute
nel disegno di legge.
Insomma, io credo che si è oggi in una situazione che
oggettivamente richiede una verifica e di carattere finanziario,
e di carattere politico-sostanziale sui contenuti del disegno di
legge.
Cosa che può essere fatta, io credo, in brevissimo tempo,
senza pregiudizio della seduta e senza pregiudizio
dell'approvazione del disegno di legge che nei suoi contenuti può
essere tranquillamente approvato, a nostro giudizio, anche nel
corso di questa seduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci
troviamo di fronte ad un fatto che, se sottaciuto, sarebbe lesivo
del comportamento della funzione del Parlamento siciliano e cioè
quello che è stato predisposto, in modo molto approssimativo,
generico, un disegno di legge contenente norme che vengono
contrabbandate come norme che hanno soltanto carattere
finanziario, che in realtà invece rispondono anche ad esigenze
legittime di categorie che attendono, ma rispondono soprattutto a
pressioni che vengono esercitate sul Parlamento da gruppi sociali
che sono in attesa di avere soddisfatte proprie esigenze, ma che
mettono in evidenza, ove ce ne fosse stato bisogno, e mi dispiace
che la stampa abbia concentrato tutta l'attenzione soltanto su
fatti secondari, ma mettono in evidenza la incongruità,
l'inconsistenza, l'incapacità del Governo della Regione.
Vedete, onorevoli colleghi, onorevole Presidente della
Regione, le norme, ad una ad una prese dal testo del disegno di
legge, sono tutte norme stralcio di provvedimenti che riguardano
settori importanti.
Per esempio, la norma riguardante il fermo biologico che di
per se è una norma importantissima, è norma contenuta nella legge
di riforma del settore della pesca.
Sarebbe stato più utile per la Sicilia che il Parlamento
regionale e che il Governo della Regione, anziché affrontare
provvedimenti stralcio, avesse affrontato provvedimenti di
riforma organica dei settori, a partire dalla pesca a quello che
riguarda gli enti economici regionali, dove c'è un altro
provvedimento inerente all'Ente minerario siciliano.
E questo dimostra, quindi, che ci troviamo di fronte a un
Governo che tenta di vivacchiare e che, anzichè affrontare alla
radice problemi gravissimi che riguardano l'assetto produttivo e
sociale della Sicilia, alla fine, attraverso una mediazione che
io capisco può intervenire all'interno del Parlamento tra i
gruppi e forzando in qualche misura norme regolamentari, si tenta
di portare all'attenzione del Parlamento un disegno di legge che
non risponde a nessun criterio di riforma.
Io intervengo per dimostrare la mia assoluta contrarietà sia
a questo modo di rappresentare il lavoro del Parlamento
siciliano, perchè io sono preoccupato, fortemente preoccupato del
fatto che il Parlamento siciliano, il suo profilo, venga
abbassato di fronte all'opinione pubblica e che questo
Parlamento, anziché per affrontare questioni di riforma organica
di settori vitali dell'economia siciliana, si riunisca per
affrontare provvedimenti urgenti.
Ora, nessuno impedisce al Parlamento di modificare i lavori
e il calendario. Si è convocata la convocazione straordinaria, si
proceda in modo regolamentare.
Per esempio, nel settore di riforma della pesca, si cominci
a dire alla commissione che in qualche giorno porti in Aula il
testo del disegno di legge e si esamini il disegno di legge di
riforma organica della pesca. Per cui daremo risposte
importantissime per il fermo biologico ai pescatori e agli
armatori di un parte consistente la Sicilia, ma nello stesso
tempo affrontiamo problemi modali che riguardano lo sviluppo
economico, il controllo delle coste, del mare e che riguarda lo
sviluppo del settore della pesca in Sicilia.
Cioè svolgeremmo una nostra funzione adeguata alla
problematiche che vengono sollevate dai lavoratori, nella
fattispecie dai pescatori del mare siciliano. Questo modo di
andare a me personalmente non mi convince. Presidente della
Regione noi non possiamo abbassare il profilo legislativo
dell'Assemblea regionale siciliana, contribuendo, pur di
vivacchiare, ad abbassare l'immagine del Parlamento regionale ed
ha responsabilità notevoli.
Questo disegno di legge è la prova delle sue responsabilità,
pertanto, onorevole presidente dell'Assemblea, io l'invito che
faccio è quello di - nel caso in cui si discuta il disegno di
legge, intanto che si discuta sulla base del fatto che ci sia un
rigoroso rispetto delle regole che presiedono alla formazione
delle leggi in questo Parlamento e quindi a tutti i passaggi
successivi, la copertura finanziaria, i tempi necessari dopo la
presentazione degli emendamenti, la riconvocazione dell'Aula per
ridiscutere il disegno di legge - ma, nello stesso tempo io
faccio appello alla sensibilità ed all'intelligenza del
presidente dell'Assemblea perchè il Parlamento regionale, a
prescindere dalle questioni che riguardano le vicende interne di
un governo, non possa essere trascinato nell'immaginario
collettivo, nell'immagine della Sicilia, non possa essere
trascinato al degrado a cui il governo lo sta portando e che
quindi si metta mano subito, entro qualche giorno, alla riforma
per affrontare disegni di legge organici.
Onorevole Presidente, noi possiamo tornare domani e la
prossima settimana per fare le leggi, quella che riguarda lo
scioglimento degli enti, quelle che riguardano le leggi di
settore, di riforma organica, quelle che riguardano tutte le
materie che sono qui comprese noi possiamo affrontarle nel modo
organico, così come lo stesso Assessore ha proposto, ad esempio,
nel settore della pesca.
Andare avanti così non qualifica il Parlamento regionale per
cui io voglio personalmente scindere le mie responsabilità, lo
voglio dire, per questo sono contrario che si affronti questo
disegno di legge, pur comprendendone profondamente le motivazioni
che lo hanno generato, che lo hanno portato in quest'Aula. Pur
comprendendo profondamente queste motivazioni io sono dell'avviso
che il disegno di legge anzichè venga scorporato, venga
ricondotto alle commissioni di merito, venga affrontato, per le
parti non stralcio del provvedimento, ma come disegno di legge
organico, si riconvochi il Parlamento fin dalla prossima
settimana e si affrontino organicamente i provvedimenti che
riguardano tutti i settori dell'economia siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne
ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io credo
sia utile, a questo punto della discussione, anzichè procedere
con una discussione di merito rispetto a tutto l'intervento
legislativo, che il Governo della Regione, e per esso il suo
Presidente, mettesse in condizione l'Aula, il Parlamento di
capire in che modo possiamo procedere alla definitiva
approvazione del testo sottoposto alla nostra discussione. Nel
senso che possiamo, a questo punto, verificare, attraverso una
ipotesi di sospensione che io mi sento di proporre al governo, se
esistono le condizioni per potere chiudere il testo in modo tale
da mettere in condizione il Parlamento di poterlo approvare in
via definitiva già questa sera, pur sapendo che rimangono aperte
le considerazioni fatte dal mio collega, l'onorevole Speziale,
dagli altri intervenuti, ma che a questo punto della discussione
dobbiamo pur capire se dobbiamo procedere oppure fermare il senso
della discussione.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Aulicino.Ne ha
facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sempre
complicato intervenire su Speziale, dopo che su Speziale
interviene l'onorevole Crisafulli perchè sono un po' in
difficoltà. L'opposizione è schizofrenica, non riesce a darsi
una posizione omogenea e quindi debbo dire...Io ho firmato per
la seduta straordinaria perché ci sono alcuni provvedimenti che
noi dobbiamo votare.
E dobbiamo votarli insieme perché, in commissione Bilancio,
quella opposizione che rivendica l'organicità del percorso
legislativo, misure ordinarie, quindi leggi organiche, per
esempio, immagino anche sugli articolisti, sui catalogatori.
Perché, questo disegno di legge, in fondo, lo sappiamo tutti, è
una sommatoria di norme che tentano di rinviare la soluzione
organica dei problemi. Ne siamo consapevoli. Ma, onorevole
Speziale, vuole veramente dimostrare alla Sicilia che questo
Parlamento, entro quindici venti giorni, si organizza e si dà un
disegno organico di stabilizzazione del precariato articolisti,
dei catalogatori, e risolve i problemi? Meno male che all'interno
dell'opposizione c'è una coscienza critica che poi emerge ogni
tanto, e che viene incarnata dall'onorevole Crisafulli, che
corregge il tiro.
Perché, francamente, ma chi si presenta fuori? Chi va a
dire agli amici dell'Ente minerario, con i quali abbiamo preso
impegni tutti, che gli stipendi non li prendono? In attesa di
cosa? Dobbiamo stanziare i soldi. Ci costringete a dire quello
che pensiamo; e questo è un fatto importante. Perché se lo
facessimo spesso staremo meglio tutti. Bene, in questo disegno di
legge ci sono alcune norme che vanno approvate, e se c'è da
ricorrere alla Commissione di merito, andiamo alla Commissione di
merito; e se ci sono difficoltà, quelle prospettate
dall'onorevole Di Martino, vediamo un po' cosa fare,
rimbocchiamoci le maniche.
Però, noi non possiamo andare via da qui senza che si
approvi questa legge. Perché, altrimenti, non avrebbe avuto senso
questa convocazione straordinaria. Questa convocazione
straordinaria è stata pensata, concepita dai sottoscrittori di
quella richiesta, perché bisognava, quel giorno, non tanto
approvare la legge sulle dismissioni - che lo sapevamo tutti che
era cosa molto complicata - diciamoci la verità, quel disegno di
legge sulle dismissioni, già quella notte, si sapeva che non
sarebbe passata.
Abbiamo chiesto la convocazione straordinaria perchè ci sono
tutte queste cose importanti da fare. Poi, certo, concordo,
onorevole Speziale, con la sua esigenza di organicità. Questo
Parlamento deve qualificare il suo profitto progettuale, deve
qualificare il suo spessore programmatico, e deve attrezzarsi per
sfornare leggi organiche. Troveremo insieme all'onorevole
Speziale i soldi per stabilizzare i 35 mila precari dell'articolo
23; l'opposizione ci aiuterà ad avviare una processo di
stabilizzazione progressiva del precariato; e sui catalogatori
noi tutti, consapevoli della precarietà di questa norma, più che
approntare la copertura finanziaria per un progetto socialmente
utile, troveremo, assieme all'opposizione - visto che tutti siamo
interessati a risolvere i problemi della Sicilia - le soluzioni.
Intanto, però, abbiamo il dovere - in assenza di leggi
organiche, o comunque impossibilitati, per ora, onorevole
Speziale e opposizione - di fare una legge organica sul
precariato. Perché, francamente, io sfido chiunque a prospettare
un percorso razionale che consenta a questo Parlamento di dare
una soluzione organica ai problemi del precariato in Sicilia, con
un bilancio che ha in uscita il doppio delle sue entrate.
L'onorevole Speziale che sta qua da più tempo rispetto al tempo
che io ho dedicato a quest'Aula, queste cose le dovrebbe sapere,
perché sicuramente ha seguito il processo di formazione del
precariato in Sicilia, non so se opponendosi o convergendo.
So che l'opposizione, rispetto al precariato, ha una
posizione schizofrenica: a livello nazionale si sfornano
provvedimento che favoriscono il precariato di massa nel Paese, a
livello regionale ancora non ho capito quale sia la posizione;
perché, per esempio, io modo migliore di fare la battaglia per
stabilizzare il precariato è, intanto, di mantenere il
precariato, non vorrei che qualcuno pensasse che i precari si
stabilizzano non prevedendo una copertura finanziaria che
consenta loro intanto di stare fino a dicembre.
Allora, il modo migliore per tutti è quello di guardare in
faccia la realtà, di comprendere che ci sono problemi che
attengono alla quotidianità, alla sopravvivenza, di cui il
Parlamento deve farsi carico. Dopo di che, se avremo la capacità
e avremo una grande tensione ideale per fare funzionare meglio
questo Parlamento, questo Parlamento si farà carico di un disegno
legislativo organico che dia risposte per la prospettiva lunga.
E, intanto, oggi, stasera o domani, se serve, occupiamoci
della prospettiva breve.
PRESIDENTE. Non avendo altri colleghi chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale.
BATTAGLIA. Prima di dichiarare chiusa la discussione
generale, ci sarebbe la proposta di Crisafulli.
PRESIDENTE. La proposta di sospendere?
Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa per dieci
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 19.55)
Dichiaro chiusa la discussione generale sul disegno di legge n.
576/A "Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998" e pongo
in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente, avendo
votato il passaggio agli articoli del disegno di legge ed essendo
stati presentati degli emendamenti, si dovrebbe andare - mi pare
- a ventiquattro ore, obbligatoriamente.
Il Governo proporrebbe a lei, onorevole Presidente e
all'Aula, se è d'accordo, il rinvio al 2 settembre così come
concordato.
PRESIDENTE. C'è una proposta del Presidente della Regione,
siccome avevo dichiarato che avrei sospeso la seduta e consentito
la ripresa dopo ventiquattro ore, la proposta del Presidente
della Regione va messa in votazione.
Sulla proposta del Presidente della Regione possono parlare
due oratori, uno a favore e uno contro.
Pongo in votazione la proposta del Presidente della Regione,
tendente a rinviare l'esame degli articoli al 2 settembre.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
CINTOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi appello
soltanto ad una cosa, onorevole Presidente. Questa Assemblea è
stata convocata alle cinque; alle otto il Presidente del Governo,
onorevole Drago, si accorge che non c'era motivo di farci stare
qui sino alle otto perchè qualsiasi tipo di accordo che andava ad
essere formulato non poteva passare sulla testa dell'Assemblea nè
sulla testa del Presidente stesso dell'Assemblea, che non avrebbe
accettato nè "pastette" nè "pasticci".
BATTAGLIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione intervento ai sensi del secondo comma
dell'articolo 83 per richiamare l'attenzione del Governo su un
impegno che il Presidente della Regione ha comunicato nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma che mi
risulta sinora mantenuto. Il problema riguarda la annunciata
revoca di due delibere della Giunta di Governo relative al piano
della rete infitticologica siciliana e il piano relativo alle
borse di studio per le scuole di specializzazione delle
Università degli studi siciliani, che erano stati adottati dalla
Giunta di Governo senza il relativo parere della Commissione
Sanità dell'Assemblea prevista per legge come parere
obbligatorio. In Commissione è stata sollevata la questione, il
Presidente della Regione aveva dichiarato che avrebbe ritirato le
due delibere di Giunta, io chiedo al Presidente della Regione se
intende confermare questo orientamento e quindi quando riterrà di
rispettare gli impegni che ha assunto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
DRAGO, presidente della Regione. Onorevole Presidente,
desideravo tranquillizzare e rassicurare l'onorevole Battaglia
che gli impegni che il Governo ha assunto saranno mantenuti nel
corso della prossima Giunta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se nessuno altro chiede di
parlare, ricordo a tutti i deputati che l'Aula è già convocata
per il 2 settembre. All'ordine del giorno della seduta sono stati
inclusi i disegni di legge. E' evidente che sono stati soppressi
quelli che sono stati approvati nella seduta odierna. L'Aula
prende atto che comunque l'ordine del giorno è stato integrato
con il disegno di legge numero 203/A relativo alla comunità
albanese.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20.05.