PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 18.50.
PIRO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
nn.182, 183 e 184 che, non sorgendo osservazioni, sono approvati.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Armando Aulicino ha
chiesto congedo per la seduta di oggi 2 settembre 1998.
Non sorgendo osservazioni il congedo si intende accordato.
DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA
- "Interventi della Regione per la frazione di San Martino
delle Scale, comune di Monreale, colpita dagli incendi del
1994 e del 1998, per l'adeguamento idrogeologico del
territorio, per il sostegno ai proprietari ed ai soggetti
titolari di immobili e terreni danneggiati e per il rilancio
delle attività commerciali, artigianali, turistiche,
imprenditoriali e culturali e della storica abbazia
benedettina di San Martino delle Scale" (n. 760).
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Caputo, La Grua, Virzì, Scalia,
Catanoso, Grippaldi, Ricotta, Stancanelli, Granata in data 31
luglio 1998.
- "Denominazione della città di Castelvetrano in
Castelvetrano-Selinunte" (n. 762).
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Turano in data 31 luglio 1998.
- "Interventi per la tutela ambientale e il riassetto del
territorio ad opera delle aziende agricole." (n. 763)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Pezzino, Capodicasa, Trimarchi,
Villari, in data 13 agosto 1998.
- "Nuove norme in materia di autoservizi pubblici non di
linea." (n. 764)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Fleres in data 21 agosto 1998.
- "Interventi per lo sviluppo delle attività economiche e
produttive nelle isole minori della Sicilia." (n. 765)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Fleres in data 21 agosto 1998.
- "Disciplina in materia di commercio in sede fissa." (n.
766)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Drago) su proposta
dell'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca (Beninati) in data 21 agosto 1998.
- "Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 1997."
(n. 767)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Drago) su proposta
dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Tricoli) in data
21 agosto 1998.
- "Norme per l'attuazione del diritto alla formazione." (n.
768)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Cipriani, Capodicasa, Battaglia,
Crisafulli, Giannopolo, Monaco, Navarra, Pezzino, Pignataro,
Silvestro, Speziale, Trimarchi, Villari, Zago, Zanna in data
21 agosto 1998.
DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO ED INVIATO ALLA COMPETENTE
COMMISSIONE LEGISLATIVA AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135
DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA AI
SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B DEL REGOLAMENTO MEDESIMO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Elettrificazione della frazione di Ginostra-Lipari (ME)"
(n. 761)
- d'iniziativa parlamentare
- inviato in data 31 luglio 1998
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione, ai sensi dell'art.
12, comma 4, della legge regionale 16 marzo 1992, n. 4, ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni adottate dalla
Giunta regionale:
- n. 128 del 9 aprile 1998: sistemazione dei rapporti
patrimoniali e finanziari tra i comuni di Petralia Soprana e
Blufi - art. 9, comma 2, dell'O.E.L.;
- n. 218 del 30 giugno 1998: ritiro del d.d.l. n. 780;
- n. 225 del 6 luglio 1998: ripartizione territoriale fondi
spesa in conto capitale bilancio Regione 1998;
- n. 226 del 6 luglio 1998: ripartizione territoriale fondi
spesa in conto capitale bilancio Regione 1998 - assessorato
lavori pubblici;
- n. 227 del 6 luglio 1998: ripartizione territoriale fondi
spesa - bilancio Regione 1998 - assessorato cooperazione;
- n. 204 del 23 giugno 1998: partecipazioni regionali Italkali;
- n. 230 del 29 luglio 1998: autorizzazione al presidente della
Regione a proporre conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
costituzionale avverso il DPR n. 169 del 1998, art. 6, comma 9;
- n. 231 del 29 luglio 1998: autorizzazione al presidente della
Regione a proporre conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
costituzionale avverso il DPR n. 189 del 1998 e il DM n. 183
del 1998;
- n. 236 del 4 agosto 1998: POP 1994/99 - Sottoprogramma 3 -
misura 3.5 - Accordo di programma - Piano di riparto;
- n. 237 del 4 agosto 1998: Programma di iniziativa comunitaria
Konver;
- n. 239 del 4 agosto 1998: l. 185/92. Proposta di declaratoria
eccezionalità piogge persistenti verificatesi nell'agosto '97 e
maggio '98 in provincia di Agrigento;
- n. 240 del 4 agosto 1998: l. 185/92. Proposta di declaratoria
eccezionalità piogge verificatesi nel periodo settembre '97 -
gennaio '98 in provincia di Catania - integrazione delib. n. 97
del '98, comune di Ramacca;
- n. 241 del 4 agosto 1998: Istituto regionale della Vite e del
Vino - consiglio di amministrazione;
- n. 248 del 4 agosto 1998: l.r. n. 44 del 1994 - Consorzio
Autostrade siciliane - regolamento organico del personale;
- n. 249 del 4 agosto 1998: l.r. n. 44 del 1994 - Consorzio
Autostrade siciliane - Regolamento del fondo indennità fine
servizio personale dipendente;
- n. 250 del 4 agosto 1998: l.r. n. 10 del 1993 - Prezziario
generale opere pubbliche - riconferma;
- n. 251 del 4 agosto 1998: l.r. n. 10 del 1993 - Nuovo
prezziario generale opere pubbliche;
- n. 269 del 20 agosto 1998: autorizzazione al presidente della
Regione a promuovere azione di legittimità costituzionale
innanzi alla Corte costituzionale avverso il D.L. 30 giugno
1998, n. 244.
RICHIESTE DI PARERE PERVENUTE DAL GOVERNO ED ASSEGNATE
ALLA COMMISSIONE LEGISLATIVA AI SENSI DELL'ART. 70 BIS
DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Nomina presidente e componenti del consiglio di
amministrazione dell'Educandato statale femminile 'Maria
Adelaide' di Palermo (n. 194)
- pervenuta in data 30 luglio 1998
- trasmessa in data 31 luglio 1998
- Consorzio A.S.I. di Messina - Designazione commissario
straordinario (n. 197)
- pervenuta in data 10 agosto 1998
- trasmessa in data 24 agosto 1998
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disposizioni in materia di cooperative edilizie, l.r.
37/84, art. 5 (n. 195)
- pervenuta in data 10 agosto 1998
- trasmessa in data 24 agosto 1998
- Contessa Entellina - Riserva alloggi - D.P.R. 1035/1972,
l.r. n. 10/77 (n. 196)
- pervenuta in data 10 agosto 1998
- trasmessa in data 24 agosto 1998
ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI CHE SI
COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL IV COMMA DELL'ART. 69 DEL
REGOLAMENTO INTERNO
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 31.7.1998: VIRZI'- FORGIONE - TURANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 31.7.1998: SPAGNA sostituito da ADRAGNA
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 28.7.1998 (ant.): ROTELLA
" " 28.7.1998 (pom.): PROVENZANO - ROTELLA
" " 31.7.1998: CAPODICASA - CRISAFULLI
AMBIENTE E TERRITORIO
ASSENZE
Riunione del 29.7.1998: CAPUTO - PELLEGRINO - VIRZI'
SOSTITUZIONI
Riunione del 29.7.1998: CIMINO sostituito da PAGANO
GRIMALDI " " FLERES
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO
ASSENZE
Riunione del 30.7.1998: CATANOSO - MARTINO - ORTISI
" " 31.7.1998: SPERANZA - CATANOSO - SCALIA
SOSTITUZIONI
Riunione del 30.7.1998: CATANIA sostituito da ALFANO
" " 31.7.1998: " " " "
ORTISI " " LO CERTO
COMMISSIONE SPECIALE PER LA RIFORMA DELLO STATUTO
E LE RIFORME ISTITUZIONALI
Riunione del 28.7.1998: COSTA - STANCANELLI - D'ANDREA -
MARTINO - NICOLOSI
" " 30.7.1998: FLERES - LEANZA
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2156 - Iniziative per fronteggiare la grave situazione
idrica del comune di Valderice.
- Assessore Lavori Pubblici
***
Navarra Ottavio
----------------
N. 2157 - Interventi presso l'E.S.A. per un pronto
pagamento dei contributi in favore del Consorzio dello
Jato.
- Assessore Agricoltura
***
Zanna Antonio
----------------
N. 2158 - Motivi del mancato rispetto della normativa in
materia di danno ambientale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Navarra Ottavio
----------------
N. 2159 - Interventi al fine di conoscere le ragioni che
impediscono l'intervento della Croce Rossa presso i centri
di accoglienza realizzati per accogliere gli immigrati.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Vella Basilio; Forgione Francesco
----------------
N. 2162 - Notizie sulla mancata erogazione di provvidenze
comunitarie in materia agricola.
- Assessore Agricoltura
***
Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro; Pezzino Vincenzo
----------------
N. 2164 - Provvedimenti per ripristinare il rispetto delle
regole democratiche nel comune di Grotte (AG).
- Assessore Enti Locali
***
Capodicasa Angelo; Pezzino Vincenzo
----------------
N. 2165 - Notizie sulla mancata realizzazione di nuove
iniziative industriali dell'Italtel.
- Assessore Industria
***
Giannopolo Domenico; Speziale Calogero
----------------
N. 2167 - Interventi per sbloccare l'adozione del piano
regolatore generale di Bagheria.
- Assessore Territorio
***
Zanna Antonio
----------------
N. 2168 - Richiesta di commissariamento dell'AMAP.
- Assessore Enti Locali
***
Cintola Salvatore
----------------
N. 2174 - Interventi per modificare il regolamento sul
vivaismo.
- Assessore Agricoltura
***
Zago Salvatore; Battaglia Giovanni
----------------
N. 2175 - Mancata pubblicazione sulla G.U.R.S. del decreto
assessoriale relativo all'individuazione delle zone carenti
della medicina generale della provincia di Trapani.
- Assessore Sanità
***
Turano Girolamo
----------------
N. 2200 - Iniziative per porre rimedio all'emergenza
idrica nel comune di Valderice.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
Piro Francesco
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2154 - Iniziative urgenti per impedire la chiusura del
reparto di Psichiatria dell'ospedale San Vito e Santo
Spirito di Alcamo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Papania Antonio; Turano Girolamo
----------------
N. 2155 - Provvedimenti per ripristinare gli stanziamenti
in favore dei cittadini di Mussomeli danneggiati dagli
eventi calamitosi.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Bilancio
***
Di Martino Francesco
----------------
N. 2160 - Notizie sulla vendita degli alberghi Sitas.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
***
Virzi' Gioacchino; La Grua Saverio; Caputo Salvino; Scalia
Giuseppe; Ricotta Michele; Catanoso Genoese Francesco
----------------
N. 2161 - Interventi urgenti per fronteggiare la
drammatica situazione relativa all'approvvigionamento idrico
del territorio comunale di Valderice.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
Papania Antonio
----------------
N. 2163 - Iniziative urgenti volte a rilanciare l'area
artigianale di Larderia.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
***
Lo Monte Carmelo
----------------
N. 2166 - Provvedimenti per indire il referendum per
localizzare il nuovo approdo nella città di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Silvestro Gioacchino
----------------
N. 2169 - Motivi della mancata assunzione di custodi per i
monumenti della Valle dei Templi.
- Assessore Beni Culturali
***
Scalia Giuseppe
----------------
N. 2170 - Interventi urgenti per il ripristino del
servizio di Guardia medica nell'ospedale di Giardini Naxos,
a seguito del trasferimento disposto con determinazione del
direttore generale dell'Ausl n. 5 di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Lo Monte Carmelo
----------------
N. 2171 - Interventi per l'autostrada A/20, casello
Villafranca Divieto.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Speranza Bartolo; Rotella Domenico; Scalici Antonino
----------------
N. 2172 - Revoca della circolare n. 962 del 9 giugno 1998
dell'Assessorato Sanità su 'Organizzazione dei Dipartimenti
di Emergenza - Urgenza'.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 2173 - Notizie sulla vicenda S.I.T.A.S..
- Presidente Regione
- Assessore Industria
***
Capodicasa Angelo; Pezzino Vincenzo
----------------
N. 2176 - Notizie in ordine all'opportunità di sostituire
il servizio di aeroambulanza con il servizio di eliambulanza
nell'isola di Lampedusa.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Caputo Salvino; Scalia Giuseppe
----------------
N. 2177 - Aumento dei canoni degli alloggi popolari per
l'anno 1997, di cui al Decreto dell'Assessorato regionale
dei lavori pubblici del 13.3.1996 ed alla successiva
circolare del 4.4.1997, prot. 1702, nel comune di Giarre
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
Barbagallo Salvino
----------------
N. 2178 - Notizie circa i ritardi registrati
nell'adeguamento alle norme CEE delle sale operatorie e
della sala parto dell'ospedale di Giarre (CT).
- Assessore Sanità
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2179 - Interventi per assicurare la corretta e costante
erogazione dell'energia elettrica nella zona di Scordia
Soprana.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2180 - Interventi per assicurare il risanamento degli
immobili, siti nelle vie Stella e Corridoio Stella di
Caltagirone, danneggiati dagli eventi alluvionali del 1996.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2181 - Interventi per assicurare l'attività del CEFOP
di Caltagirone.
- Assessore Lavoro
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2182 - Notizie circa i ritardi con cui si procede
nell'erogazione del servizio di assistenza domiciliare agli
anziani nel comune di Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Sanità
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2183 - Interventi per assicurare l'adeguamento delle
aziende siciliane alle norme in materia di tutela
dell'ambiente.
- Assessore Territorio
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2184 - Interventi per garantire la corretta
utilizzazione della graduatoria degli operai forestali.
- Assessore Agricoltura
- Assessore Lavoro
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2185 - Interventi per garantire il pagamento
dell'indennità di disoccupazione agricola agli operatori
catanesi.
- Assessore Lavoro
- Assessore Agricoltura
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2186 - Notizie circa il comportamento della società
Ribs - Parmalat in materia di trasformazione industriale
degli agrumi.
- Assessore Agricoltura
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2187 - Interventi per assicurare la salvaguardia del
castello di Acicastello.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2188 - Notizie circa i criteri di assegnazione degli
incarichi a liberi professionisti da parte del comune di
Paternò.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2189 - Interventi per migliorare il livello di
sicurezza della strada statale 114 nel tratto tra Catania ed
Acireale.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2190 - Interventi per assicurare la corretta e costante
erogazione idrica agli immobili siti in via dei Pini e degli
Oleandri a Valverde.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2191 - Interventi per assicurare un più alto livello di
pulizia delle strade di Giarre.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2192 - Interventi per assicurare condizioni di maggiore
sicurezza nella villa comunale di Riposto.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2193 - Notizie circa la gestione commissariale della
cooperativa 'Le Muse a.r.l.' con sede in Vittoria (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2194 - Interventi per migliorare le condizioni della
villa comunale di Caltagirone e una sua più piena fruizione
da parte dei cittadini.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2195 - Iniziative per la riapertura del centro diurno
di San Gregorio.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2196 - Interventi per regolarizzare la posizione degli
occupanti abusivi di alloggi del Comune e dell'IACP di
Catania.
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2197 - Interventi per assicurare la corretta e costante
manutenzione del canale di gronda esistente tra i comuni di
S. Alfio e Giarre.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2198 - Notizie circa la composizione della commissione
edilizia del Comune di Aci S. Antonio.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2199 - Interventi per il restauro dell'edificio
scolastico attiguo alla chiesa di S. Antonio e Vito di
Linguaglossa.
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2201 - Notizie sulla gestione dell'ospedale 'Umberto I'
di Siracusa.
- Assessore Sanità
***
Granata Benedetto Fabio
----------------
N. 2202 - Motivi della mancata erogazione, da parte
dell'Assessorato Enti locali, del finanziamento a favore del
Comune di Alcamo per l'assistenza domiciliare agli anziani.
- Assessore Enti Locali
***
Turano Girolamo
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
Assessore Lavori Pubblici
N. 1602 - Opportune iniziative al fine di consentire
l'erogazione dell'acqua presso le case popolari di contrada
'Monaco' a Bagheria (PA).
---
Firmatari:Forgione Francesco
---
----------------
N. 1749 - Interventi urgenti per la risoluzione del
problema relativo alla pericolosità della SS. 189 -
scorrimento veloce Agrigento-Palermo, teatro di innumerevoli
incidenti mortali.
---
Firmatari:Adragna Benedetto
---
- Con nota n. 3201 del 7 agosto 1998 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per i lavori pubblici.
----------------
Assessore Turismo
N. 1483 - Interventi a favore del centro sportivo
'Libertas'.
---
Firmatari:Papania Antonio
---
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N. 1643 - Erogazione dei contributi regionali agli enti di
promozione sportiva.
---
Firmatari:Zanna Antonio
---
----------------
N. 1699 - Iniziative urgenti a favore di Ginostra e, in
particolare, per la realizzazione delle opere essenziali
alla sua vivibilità, quali l'eliporto e il pontile, che
costituiscono le emergenze più drammatiche.
---
Firmatari:Lo Monte Carmelo
---
- Con nota n. 840 del 15 aprile 1998 l'Assessore per i
lavori pubblici ha eccepito la propria incompetenza. - Con
nota n. 3270 del 10 agosto 1998 il Presidente della Regione
ha delegato l'Assessore per il turismo.
----------------
N. 1724 - Richiesta di parere contrario alla proposta di
modifica del piano dei trasporti presentato dalla SIREMAR al
Ministero dei Trasporti e della navigazione.
---
Firmatari:Adragna Benedetto
---
----------------
N. 1748 - Modifica del Decreto regionale n. 39 del
21.1.1998 riguardante l'erogazione del contributo sulle
tratte aree Palermo-Lampedusa e Palermo-Pantelleria e
viceversa.
---
Firmatari:Adragna Benedetto; Spagna Fausto; Barbagallo
Giovanni; Lo Monte Carmelo; Papania Antonio; Zangara Andrea
---
- Con nota n. 3200 del 7 agosto 1998 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il turismo.
----------------
N. 1811 - Interventi urgenti per scongiurare la
soppressione del collegamento veloce Messina-Reggio Calabria
annunciata dalla Società di navigazione SNAV.
---
Firmatari:Lo Monte Carmelo
---
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
N. 281 - Motivi della modifica dei criteri per
l'assegnazione delle farmacie.
- Assessore Sanità
***
Zanna Antonio
----------------
N. 282 - Motivi della mancata adozione del piano
regolatore di San Vito Lo Capo e provvedimento contro le
infiltrazioni mafiose nel suddetto comune.
- Presidente Regione
***
Navarra Ottavio; Capodicasa Angelo; Cipriani Giuseppe;
Speziale Calogero; Giannopolo Domenico
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 235 - Iniziative a seguito della grave situazione di
tensione determinatasi a Lampedusa e nell'Isola per il
massiccio afflusso di immigrati.
Capodicasa Angelo; Battaglia Giovanni; Cipriani Giuseppe;
Crisafulli Vladimiro; Giannopolo Domenico; Monaco Sergio;
Navarra Ottavio; Pezzino Vincenzo; Pignataro Giuseppe;
Silvestro Gioacchino; Speziale Calogero; Trimarchi Giovanni;
Villari Giovanni; Zago Salvatore; Zanna Antonio
Presentata il 31/07/98
----------------
APPOSIZIONE DI FIRMA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Con nota del 3 agosto 1998, l'onorevole Zanna ha
comunicato di voler apporre la propria firma all'interrogazione a
risposta orale numero 2149 'Reintegrazione nelle funzioni del
funzionario regionale architetto Massimo Finocchiaro'
dell'onorevole Cipriani ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONI DI DIMISSIONI DA VICEPRESIDENTE DI COMMISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 30 luglio 1998,
l'onorevole Sebastiano Sanzarello ha rassegnato le proprie
dimissioni da Vicepresidente della Commissione parlamentare
d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI N. 233:
"Iniziative volte a fronteggiare l'ondata di immigrazione
clandestina in Sicilia e nelle sue isole minori, nonché per il
rispetto dei trattati di Schengen."; N. 234 - Nomina di una
Commissione parlamentare d'indagine sul comportamento tenuto
dall'E.S.A. in ordine alla vicenda dell'assegnazione agli
aventi diritto delle aree del feudo 'Marineo', in agro di
Licodia Eubea (CT), conferite alla riforma agraria.".
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI N. 233:
"Iniziative volte a fronteggiare l'ondata di immigrazione
clandestina in Sicilia e nelle sue isole minori, nonché per il
rispetto dei trattati di Schengen."; N. 234 - Nomina di una
Commissione parlamentare d'indagine sul comportamento tenuto
dall'E.S.A. in ordine alla vicenda dell'assegnazione agli aventi
diritto delle aree del feudo 'Marineo', in agro di Licodia Eubea
(CT), conferite alla riforma agraria.".
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PIRO, Segretario:
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
AL COSPETTO dell'ondata d'immigrazione clandestina prove-
niente dal Terzo mondo che investe la Sicilia e le
sue isole minori, provocando gravi danni economici e
profonde tensioni sociali;
RILEVATO che il fenomeno è la conseguenza diretta della
mancanza di una seria politica per l'immigrazione
nonché dell'assenza di fermezza e di un ipocrita
solidarismo da parte del Governo che, invece di
garantire la sicurezza e la vivibilità del territo-
rio, già abbondantemente compromessi dalla crimina-
lità mafiosa e comune,ha finora seguito la politica
dello spontaneismo e dell'improvvisazione, incorag-
giando i disperati di mezzo mondo a venire nel
nostro Paese;
CONSIDERATO che la debolezza in questo, come in altri campi,
non paga, ma anzi incoraggia i trafficanti di
clandestini, e che il fenomeno delle immigrazioni,
al di là dell'attività di repressione, è destinato a
durare e non può essere lasciato allo spontaneismo;
RITENUTO che:
- è indispensabile procedere ad una programmazione
dei flussi migratori, con un'apertura delle frontie-
re compatibile con i processi economici e sociali
del Paese, in considerazione del fatto che la
pressione demografica assume due forme diverse:
l'eccessivo incremento della popolazione (come
avviene nel Terzo mondo) oppure l'eccessiva densità,
come avviene in Europa e segnatamente in Italia. I
veri formicai del mondo non sono perciò la Cina o
l'India, ma l'Italia, dove esiste un numero di
abitanti per chilometro quadrato molto superiore
rispetto a quello indiano o cinese;
- la mancanza di spazio e l'alto numero di residenti
contribuiscono oltre tutto ad accentuare il disastro
ambientale (provocato da urbanizzazioni selvagge e
inquinamenti), la crisi energetica, la disoccupazio-
ne nonché il sempre più massiccio ricorso all'uso di
materie prime e generi alimentari, sicché mantenere
le frontiere aperte significa accentuare drammatica-
mente i problemi di una nazione che ha già troppi
abitanti per le sue risorse ed aggravare le già
precarie condizioni di convivenza civile di città
diventate una calamita per disperati in cerca di
lavoro, ma anche per un esercito di violenti, ladri,
spacciatori e lenoni, che va ad aggiungersi alla
pericolosa criminalità indigena;
RILEVATO che la Sicilia, una volta zona di transito per gli
immigrati in viaggio verso il Nord Europa, dopo gli
accordi di Schengen è diventata appetibile anche per
gli immigrati di ritorno, cioè per quanti vengono
respinti alle frontiere di Francia, Germania,
Olanda, con la conseguenza che le nostre città
pullulano di sempre più consistenti masse di clande-
stini, grazie anche alla mancanza di controlli;
CONSTATATO che l'invasione di profughi a Lampedusa,
Pantelleria e sulle coste meridionali della Sicilia
sta comportando conseguenze devastanti per il
turismo, ma anche per la civile convivenza di intere
comunità, visto che i centri di accoglienza sono
diventati vere e proprie polveriere pronte ad
esplodere, pericolosi focolai di violenza, resisten-
za e di malanni che rischiano di propagarsi rapida-
mente in un contesto igienico-sanitario degradato
come quello siciliano;
CONSIDERATO che se è certamente impossibile accogliere tutti
i disperati provenienti dal Sud del mondo, è sicura-
mente inaccettabile l'indegna accoglienza riservata
ai profughi in strutture precarie antigieniche e
improvvisate sotto l'assillo di un'emergenza che
tale non è, dal momento che è da più di un decennio
che i disperati di mezzo mondo premono sulle nostre
frontiere, e, ciò nonostante, il Governo si è fatto
cogliere impreparato;
CONSTATATO che essendo la Sicilia la porta meridionale
dell'Europa e quindi il fronte più esposto all'inva-
sione di profughi di provenienza africana, è inte-
resse di tutta l'Europa fronteggiare la massa di
disperati che, attraverso la Sicilia, rischia di
dilagare in tutto il continente europeo, anche in
considerazione del fatto che lo stesso Governo
italiano, anche se volesse, potrebbe fare ben poco
al di là dello stringere accordi di rimpatrio con i
Paesi mediterranei ed attuare una politica di
controllo dei confini;
RITENUTO che:
- non si tratta, dunque, solo di una questione che
riguarda i rapporti fra l'Italia ed i Paesi del
Maghreb (anche per la presenza di profughi, prove-
nienti da altri Stati africani e da altri continen-
ti, che partono dalla Tunisia con fughe organizzate
da gruppi criminali), ma di un problema che investe
l'intera comunità europea;
- un problema di così vasta dimensione e con tante
implicazioni anche di ordine internazionale non
possa essere affrontato solo dalla Regione né
fronteggiato unicamente con la solidarietà verbale,
con l'ipocrisia o con il buonismo di chi si rifiuta
di fare i conti con la realtà e si limita a parlare
di società multietnica senza individuare le linee da
seguire per la sua realizzazione o si abbandona ad
astrazioni politico-ideologiche che, invece di
avviare a soluzione il problema, lo fanno incancre-
nire,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo centrale per
sollecitarlo ad assumere valide iniziative volte a
fronteggiare l'ondata di immigrazione clandestina
che investe la Sicilia e le sue isole minori attra-
verso:
1) la sorveglianza costante delle coste e delle
acque territoriali da parte delle forze armate;
2) il varo di provvedimenti chiari per assicurare la
rapida espulsione degli immigrati non in regola con
il permesso, le leggi e le regole del Paese;
3) il rimborso dei danni subiti dagli albergatori,
commercianti ed operatori turistici a causa delle
disdette dei turisti;
4) la realizzazione di centri di accoglienza e di
transito nel rispetto degli standard di viabilità,
INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ad assumere ogni necessaria iniziativa presso gli
organismi dell'Unione europea affinché la Sicilia
venga posta nelle condizioni di rispettare e fare
rispettare i contenuti dei trattati di Schengen, sia
per quanto riguarda una politica dell'accoglienza
più rigorosa, sia per quanto riguarda l'attuazione
di accordi bilaterali con i Paesi da cui si verifica
l'esodo, con la realizzazione di iniziative di
sviluppo economico finalizzate alla creazione di
sviluppo ed occupazione nei Paesi di provenienza del
flusso migratorio, esattamente come ha fatto l'Unio-
ne europea allorché la Germania ha avuto gli stessi
nostri problemi con l'assalto di immigrati prove-
nienti dalla Polonia e dai Paesi ex comunisti
dell'Est.""
(30 luglio 1998)
LA GRUA - CAPUTO - CATANOSO -
GRANATA - GRIPPALDI - RICOTTA -
SCALIA - STANCANELLI - VIRZI'
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la vicenda dell'assegnazione agli aventi diritto
delle aree del feudo 'Marineo' di proprietà della
ditta 'Cocuzza' in territorio di Licodia Eubea
(prov. di Catania), conferite alla riforma agraria,
si inserisce in una più ampia problematica che
riguarda in tutta la Sicilia migliaia di ettari che,
a distanza di cinquanta anni, non sono stati asse-
gnati;
- per restare alla storia più recente, nel settembre
del 1993, un coltivatore affittuario del feudo
Marineo scrisse all'allora commissario ad acta
dell'E.S.A, dott. Giuseppe Asciutto, ricevendo
assicurazioni circa il rapido svolgimento delle
pratiche di assegnazione dei fondi destinati alla
riforma agraria e non ancora conferiti;
- le rassicurazioni del dott. Asciutto si dimostra-
rono del tutto vane. Passarono altri due anni e nel
settembre del 1995 il commissario ad acta
dell'E.S.A., dott. Monteleone, affidò l'incarico di
provvedere alla redazione del piano di ripartizione
dei terreni, conferiti dalla ditta Cocuzza alla
riforma agraria, alla sede provinciale dell'E.S.A.
di Catania, nonché di promuovere tutti gli adempi-
menti consequenziali e necessari per l'assegnazione
definitiva agli aventi diritto. Per tale incarico
l'E.S.A. di Catania si sarebbe dovuto avvalere della
collaborazione del perito agrario Luciano Persico,
il quale aveva già curato i precedenti della pratica;
- nonostante fosse passato più di un anno, l'indivi-
duazione degli aventi diritto non era completata.
Nell'ottobre del 1996, infatti, la dott.ssa Mastril-
li, dirigente del servizio fondiario dell'E.S.A.,
scrisse ai coltivatori interessati che le pratiche
di individuazione degli aventi diritto erano ancora
in corso;
- pochi giorni dopo, su sollecitazione dei coltiva-
tori, si svolse nella sede centrale dell'E.S.A. un
incontro tra gli agricoltori, alcuni funzionari e la
dott.ssa Mastrilli. In quella sede venne firmato
un protocollo d'intesa con il quale si assicuravano
gli agricoltori che le pratiche necessarie (diffida
della ditta conferente, immissione in possesso da
parte dell'E.S.A., consegna dei lotti agli aventi
diritto) sarebbero state effettuate entro il 31
agosto ed il 31 ottobre dell'anno successivo, il
1997. Niente di tutto ciò è avvenuto;
- nell'aprile del 1998, passati inutilmente altri
due anni, su sollecitazione dell'On. Liotta ebbe
luogo un nuovo incontro nella sede dell'Assessorato
regionale Agricoltura e foreste, presente l'Assesso-
re regionale, On. Cuffaro, e il presidente
dell'E.S.A., dott. Campisi. Nell'incontro, sia
l'Assessore Cuffaro che il dott. Campisi espressero
la volontà di risolvere quanto più rapidamente la
questione: l'E.S.A. si impegnava a completare il
piano di ripartizione e l'Assessore Cuffaro a
firmarlo non appena questo fosse stato completato.
In quell'occasione l'unico ostacolo residuo sembrava
essere il quadro di riferimento normativo sulla base
del quale computare l'indennizzo alla ditta confe-
rente ed il corrispettivo per gli assegnatari. Su
questo tema l'E.S.A. si impegnava a chiedere in
tempi rapidi direttive al Ministero competente. Si
aggiunga poi che, per bocca dei funzionari addetti
alla riforma agraria Virgillito e Intrigliolo, si
apprese che il piano di ripartizione era praticamen-
te pronto e che il fondo si sarebbe dovuto dividere
in più di 40 lotti;
- con l'approssimarsi della campagna elettorale per
il rinnovo del Consiglio provinciale di Catania, il
presidente dell'E.S.A. dott. Campisi, in un'assem-
blea elettorale tenutasi a Grammichele, assicurava,
ad una delegazione di agricoltori, l'immediata
soluzione della questione;
- nel giugno del 1998 il Ministro per le Politiche
agricole, a seguito di un'interrogazione parlamenta-
re del deputato nazionale di Rifondazione Comunista
On. Luca Cangemi, inviava, nella sede dell'E.S.A.
di Catania, un'ispezione della DIGOS per acquisire
tutta la documentazione sulla vicenda dell'ex feudo
Marineo;
- sempre nel giugno del 1998, in una riunione
tenutasi nella sede E.S.A. di Catania, i funzionari
Intrigliolo e Virgillito espressero profondo disap-
punto per le iniziative assunte da Rifondazione
Comunista (interrogazione parlamentare e successiva
ispezione della DIGOS) e comunicarono alla delega-
zione di agricoltori presenti che il piano di
ripartizione del fondo sarebbe stato redatto preve-
dendo non più 40 lotti, ma soltanto 7 o 8;
- un siffatto orientamento, assunto improvvisamente
dai funzionari, avrebbe comportato l'innescarsi di
un contenzioso tra gli agricoltori;
- l'ultima riunione in ordine di tempo si è tenuta
in data 14.7.1998 su iniziativa dell'On. Liotta
nella sede dell'Assessorato Agricoltura alla presen-
za dell'Assessore Cuffaro, del presidente
dell'E.S.A. Campisi, di alcuni funzionari e di una
delegazione di agricoltori;
- in tale riunione i funzionari affermarono:
1) che appariva superato l'ostacolo circa il computo
delle indennità e del corrispettivo;
2) che il piano di ripartizione prevedeva la suddi-
visione del fondo non più in pochi lotti, ma in 30;
3) che preliminarmente dovevano essere affrontati e
risolti i problemi derivanti dal mancato catastamen-
to di una strada ricadente nel fondo, strada esi-
stente da circa quindici anni, un tempo sufficiente
per permettere all'E.S.A. di compiere gli accerta-
menti necessari al fine di defalcare le aree occupa-
te dalla strada medesima dai terreni da assegnare;
4) che ancora non esisteva alcuna graduatoria degli
assegnatari, ma solo un elenco alfabetico di nomi;
5) che per risolvere tali questioni l'Ente aveva
bisogno di tre mesi di tempo;
- ancora una volta il comportamento dell'E.S.A.
appare dubbio; infatti i tre mesi di tempo richiesti
fanno slittare i tempi di assegnazione dei fondi al
1999 poiché la legge prevede che la diffida della
ditta conferente venga effettuata entro il 31 agosto
e l'assegnazione agli aventi diritto entro il 31
ottobre,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
a nominare una Commissione parlamentare d'indagine
conoscitiva, ai sensi dell'art. 29 del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana, con il
compito di accertare che non vi siano stati compor-
tamenti ostruzionistici da parte dell'E.S.A., tesi a
frapporre continuamente ostacoli ed impedire la
soluzione di una vicenda che dura ormai da troppo
tempo.""
(30 luglio 1998)
LIOTTA - MARTINO - FORGIONE -
MORINELLO - LA CORTE - VELLA
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo che la determinazione
della data di discussione delle mozioni venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <<SOPPRESSIONE
E LIQUIDAZIONE DEGLI ENTI ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI>>
(NN. 413-458/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
"Discussione di disegni di legge".
Si riprende l'esame del disegno di legge "Soppressione e
liquidazione degli enti economici regionali AZASI, EMS, ESPI"
(nn. 413-458/A), posto al numero 1 del terzo punto dell'ordine
del giorno.
Invito i componenti la III Commissione legislativa,
"Attività produttive", a prendere posto nell'apposito banco.
Si riprende l'esame del disegno di legge dalla discussione
generale.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, intervengo sulla discussione
generale, anche se io stesso nel corso della precedente seduta
ero stato portatore di una proposta che invitava tutti i deputati
a rinunziare al proprio intervento, allo scopo di consentire un
rapido esame del disegno di legge; poiché, come tutti sappiamo e
ricordiamo, ciò non è avvenuto, quella proposta evidentemente,
per quanto mi riguarda, non è più impegnativa. D'altro canto,
l'argomento è così importante che credo necessario, nello spazio
di venti minuti consentito adesso dal Regolamento, esporre alcune
considerazioni e anche il punto di vista del mio Gruppo
parlamentare.
Dello scioglimento degli enti si è cominciato a parlare in
maniera concreta - credo che questo vada ricordato - almeno un
decennio fa. Già nel 1988, in una legge regionale, la legge
numero 34, fu inserito un articolo, esattamente l'articolo 2 -
era una di quelle classiche norme programmatorie cui purtroppo
l'Assemblea regionale siciliana si è abituata - che impegnava il
Governo della Regione a presentare entro sei mesi un disegno di
legge che prevedesse una riforma radicale organica del sistema
delle partecipazioni regionali.
Ovviamente, quell'impegno non fu mantenuto dal Governo
dell'epoca - ricordo era uno dei tanti governi Nicolosi che si
sono succeduti -, non fu mantenuto, anzi l'impegno fu chiaramente
disatteso perché, di fronte a quell'impegno che il Governo aveva
ricevuto con un articolo di legge dall'Assemblea, il Governo,
invece di procedere ad una riforma organica e radicale degli
enti, cominciò ad utilizzare in maniera sistematica gli enti nel
quadro di quello che allora venne chiamato "il Governo
parallelo". Gli enti vennero sistematicamente utilizzati come
strutture, tra le altre nate in quel periodo, di governo
extra-istituzionale, sottratto a qualunque controllo, anche
parlamentare.
Si dovette arrivare così agli anni 1992/1993, gli anni del
Governo Campione, perché venisse da una parte nominato un
Commissario straordinario unico per i tre enti regionali,
espressamente incaricato di procedere a tutto quanto necessario
per avviare la liquidazione degli enti e perché un Governo - per
l'appunto il Governo Campione - presentasse un disegno di legge -
se non ricordo male aveva il numero 553 - che avviava per
l'appunto lo scioglimento degli enti.
Soltanto però nel 1997 - era il Governo Provenzano - con la
legge regionale numero 6, la cosiddetta "finanziaria", si
dettarono le regole, desumendole in gran parte dalla legislazione
nazionale, per la dismissione delle quote azionarie di proprietà
degli enti e si affidò ad un regolamento il compito di
disciplinare nei particolari la dismissione delle quote di
partecipazione societaria. Quel regolamento è stato approvato con
un decreto del Presidente della Regione; è trascorso, credo,
giusto un anno - credo che il decreto porti la data dell'1
settembre 1997 - è passato più di un anno, ma anche quel decreto,
che pur aveva posto le basi - credo abbastanza serie, tutto
sommato, ma senz'altro concrete - per procedere alla dismissione
delle partecipazioni regionali, in realtà non ha trovato alcuna
attuazione. Che mi risulti, nessuna quota azionaria è stata
ceduta, neanche una società dismessa.
E, come tutti sappiamo e come tutti ci rendiamo conto, per
procedere alla dismissione delle quote di partecipazione non era
e non è necessario attendere la legge che liquida gli enti.
Ma questo decennio, così sommariamente riassunto, ma l'ho
fatto anche per renderci conto di come questa vicenda ormai sia
profondamente maturata, anzi è ormai in chiara putrescenza, non
sono mancati però negli anni, in questo decennio in particolare,
le lotte, le denunzie, le iniziative, anche parlamentari,
numerose, numerosissime, per fare chiarezza sulla gestione degli
enti, per impedire che continuassero ad inghiottire, non solo le
risorse regionali ma anche la legalità.
Per lo smantellamento di veri e propri centri di potere,
diventati sedi di intermediazioni finanziarie parassitarie, luogo
di scambio, a volte tra affarismo deleterio e rampantismo
politico, e chi parla, ad esempio, già nel luglio del 1989
presentò un disegno di legge che mirava ad istituire una
commissione di inchiesta sulla SITAS - una delle vicende più
emblematiche non solo nella storia degli enti ma, credo, nella
storia della Regione siciliana - ed il mio Gruppo, il Gruppo
parlamentare della Rete propose, addirittura, nel 1992 un disegno
di legge che mirava ad istituire una commissione di inchiesta
sull'EMS, sull'Ente minerario siciliano.
Erano gli anni in cui venivano fuori, con grande chiarezza,
gli sprechi, le condizioni allucinanti con cui erano stati
gestiti gli enti, le regalie che erano state fatte. E ci sono
state lotte, ci sono state denunzie, per quanto ci riguarda
questi anni sono stati contrassegnati da una iniziativa costante,
continua di lotte e di denunzie. E così abbiamo denunziato le
vicende della SIRAP, della Siciltrading, dell'Italkali;
impedimmo, fisicamente - possiamo dire -, con l'apporto di altre
forze dell'opposizione, la costituzione della LAS, che non è il
primo stadio dell'AIDS ma erano le famose "Linee aeree
siciliane", la società che la Regione avrebbe dovuto costituire
assieme al finanziare d'assalto Paolinelli, uno dei protagonisti
del "crac Sgarlata". Un'operazione caldeggiata, molto
caldeggiata dal Governo della Regione, in prima persona dal
presidente della Regione, onorevole Nicolosi, e sostenuta
dall'ESPI, che dichiarò il finanziere Paolinelli persona di
assoluta affidabilità e l'Unifly che era la società di
Paolinelli, una società all'avanguardia. Dopo pochi mesi dal
fallimento dell'iniziativa della LAS fallirono anche Paolinelli e
l'Unifly.
O la Siciltrading, società la cui storia è stata scritta
anche in quest'Aula, oltre che dalla magistratura, la società
costituita per pubblicizzare e promuovere le produzioni siciliane
e di cui si raccontano mirabilie, fino al punto di essere
riuscita a vendere pecorino foggiano, spacciandolo per parmigiano
reggiano, alla polizia della Nigeria.
O la SIRAP: spesso mi sono chiesto cosa mai volesse dire la
sigla SIRAP e sono arrivato alla conclusione che in realtà
volesse dire "Sicula Ripartizione Appalti"; la SIRAP, di cui
sono note, anche in questo caso, le vicende; SIRAP, Siciltrading:
partecipate dell'ESPI, un ente su cui poco si è intervenuto,
avendo richiamato molta più attenzione l'EMS, a ragione devo
dire, perché ciò che è successo intorno all'EMS ha
dell'incredibile, ma anche l'ESPI ne ha combinate di sue:
abbiamo già ricordato la vicenda LAS, la Siciltrading e appunto
la SIRAP.
La SIRAP ha lasciato dietro di se uno strascico, che ancora
ci impegna e ci dovrebbe impegnare, uno strascico costituito da
lavoratori con relative famiglie e relativi problemi di
sopravvivenza, tuttora non risolti, ha lasciato debiti, per
esempio il debito derivante dalla pronunzia della Comunità
europea, che ha dichiarato illegittime le leggi regionali che
avevano posto a carico del bilancio regionale il bilancio della
SIRAP, è successo anche di questo in questa Assemblea e in questa
Regione, cioè che si ponesse con legge regionale il pareggio di
bilancio comunque della società SIRAP a carico del bilancio della
Regione; fatto che ovviamente è stato dichiarato illegittimo
dalla Comunità europea e da qui è sorto l'obbligo della
restituzione delle somme date, per la SIRAP ma anche per
l'Italkali, non dimentichiamo.
Io vorrei ricordare a qualche nostro collega deputato che è
entrato in questa legislatura e che probabilmente non ha memoria
di tutto quanto è successo in questi anni, anche attorno
all'Italkali, che ha lasciato opere incompiute per le quali sono
state spese decine e decine di miliardi, aree artigianali su cui
molto si era puntato per consentire uno sviluppo della piccola e
media impresa in molte zone della Sicilia, dalle Madonie ai
Nebrodi, le aree interne soprattutto, per le quali aree artigiane
l'Assemblea regionale ha dovuto fare, è stata costretta a
ricorrere ad una legge, la numero 47 del 1997 - se non ricordo
male - ma che ancora non si è sbloccata, anzi il finanziamento di
21 miliardi portato da quella legge è andato in economia, non è
stato riprodotto nel bilancio del 1998. E quindi il problema
delle aree artigianali è ancora tutto lì, nonostante gli sforzi
che sono stati fatti e gli impegni che sono stati assunti con la
legge, ma anche nel confronto con le categorie, i territori, le
istituzioni locali interessate.
Vorrei che il Governo anche su questo ci desse delle
risposte, perché la storia degli enti non è soltanto la storia
degli sprechi, punto e basta, ma è la storia anche delle
conseguenze che tutto questo ha provocato, degli strascichi
pesanti, degli oneri che ancora questa storia contorta comporta.
Si è discusso molto del ruolo degli enti, non so se una
gestione più corretta, meno improntata al ladrocinio ed al
favoreggiamento degli interessi particolari e privati avrebbe
potuto consentire uno sviluppo diverso della nostra industria,
proprio attraverso gli enti, non lo so e d'altro canto la storia
non si fa con i "se", ma accanto a questo credo che gli enti
abbiano avuto anche altri ruoli. Indubbiamente hanno avuto il
ruolo di ammortizzatore sociale e agli enti è stata caricata
proprio la funzione di ammortizzatore della disoccupazione, della
mancanza di reddito, della crisi delle imprese; quante imprese
decotte sono state accollate agli enti
Un ruolo anche di presenza pubblica in economia e in mezzo
ad un mare generale di grandi problemi qualche cosa tuttavia è
stato realizzato, delle buone iniziative, ci sono anche società
presenti sul mercato, presenti bene sul mercato, attive. Va
ricordato questo, proprio nel momento in cui si critica
aspramente la storia degli enti economici in Sicilia. Ma la
verità è che comunque gli enti hanno rappresentato un fattore di
inquinamento, di inquinamento grave dell'economia e della
politica siciliana. Gli enti perché? Perché gli enti hanno
coniugato il massimo dell'inefficienza con il massimo
dell'opacità gestionale. Hanno drenato imponenti risorse
pubbliche, canalizzandole spesso verso scopi privati e
speculativi gestiti da potenti lobbies e gruppi di affari a cui
non è stata estranea la mafia, come dimostra anche la vicenda
della SIRAP.
Tra fondi di dotazione, fondi di rotazione, provvedimenti ad
hoc, la Regione ha trasferito, negli anni, agli enti migliaia di
miliardi. Le partecipazioni agli enti - e devo dire che c'è
un'involontaria sottile ma amarissima ironia nei numeri -
figurano tuttora tra le poste attive della situazione
patrimoniale della Regione: 2.600 miliardi di attività,
ovviamente inesistenti, letteralmente divorati dai debiti, dalle
spese e questi 2.600 miliardi che figurano tra le poste attive,
liquidati già adesso, per la verità e anche per la regolarità
contabile avrebbero già dovuto essere cancellati dal bilancio
della Regione, lo saranno ovviamente e non potrebbe essere
diversamente se si liquideranno gli enti, ci sarà un piccolo
problema di avere un aumento del deficit strutturale,
patrimoniale e finanziario della Regione almeno di 2.600
miliardi, altra conseguenza drammatica del crack degli enti.
Noi sosteniamo, però, che la vicenda degli enti non è
separabile dalla vicenda politica e governativa siciliana, perché
grandissima è la responsabilità dei governi che si sono
succeduti, perché gli enti hanno agito sempre sotto il controllo
diretto del Governo, molte volte a seguito delle direttive
emanate dai governi che si sono succeduti. Perché gli enti hanno
goduto di extraterritorialità e sono stati blanditi, coccolati,
tenuti artificialmente in vita; perché così è convenuto ai
governi di questa Regione, alle forze politiche di maggioranza,
che hanno adottato una linea di vero e proprio uso spregiudicato
degli enti; perché così si è costruito il circuito perverso
dell'affarismo parassitario, che ha avvolto la Regione, ne ha
distorto lo sviluppo, ne ha condizionato le scelte.
Gli enti sono stati la cinghia di trasmissione di questo
modo di essere del potere in Sicilia, che ha piegato le risorse e
i bisogni collettivi alle esigenze di gruppi famelici.
Sistematica, poi, è stata l'azione di favoreggiamento dei
privati, anche dei soci privati e le società regionali.
Un Presidente dell'EMS, non so se può essere ricordato per
altro, ma per questo sicuramente si, il dottore Sorci, nel 1989
definì il Presidente della SITAS 'un collaboratore del partner
privato' e, denunciando che la gestione della SITAS era stata
lasciata nelle mani dei privati, totalmente inetti - a proposito
dell'efficienza del privato, anche la storia degli enti credo ci
debba insegnare qualche cosa - questa SITAS che ha accumulato
circa 400 miliardi di passività, alla quale la Regione erogò 120
miliardi subordinandoli all'aumento di capitale, con la legge
regionale numero 46 del 1985 (aumento di capitale che
naturalmente non fu mai fatto, e questo fatto noi lo denunciammo
perfino alla Corte dei Conti) la SITAS alla quale l'EMS ha pagato
22 miliardi per acquisire la quota di partecipazione del privato,
l'Abano Sciacca S.p.a., quota del privato che era costituita dal
know-how, perché era stato quantificato in 22 miliardi l'apporto
al capitale della società dell'Abano Sciacca che però aveva
apportato non denaro, non immobili, ma aveva apportato il suo
know-how. Devo dire la verità: se ci dessero 22 miliardi, non
so a lei, onorevole Di Martino, ma se dessero 22 miliardi a me,
certamente di società in Sicilia ne farei fallire più di una.
La SITAS, per la quale il Governo ha annunziato la vendita
degli alberghi, non lo so se il prezzo è congruo e se le
procedure che sono state adottate sono effettivamente trasparenti
e vorrei che anche su questo finalmente il Governo ci dicesse
qualche cosa, certo però ricordiamo tutti come l'affitto degli
alberghi della SITAS, non riuscisse neanche a coprire gli oneri
derivanti dal debito.
C'è un problema, però: che si fa con i terreni, grandi, ampi
terreni di pertinenza della SITAS? C'è una proposta del sindaco
di Sciacca, che dice: attenzione, attenzione alla speculazione,
alla speculazione edilizia, alla svendita di questo patrimonio.
La SITAS e l'Italkali sono le vicende più emblematiche e più
grosse, tutte e due dell'EMS, l'ente che ha sempre delegato in
bianco al privato, che ha sempre fatto transazioni ad alto
esborso per la Regione, che ha sempre pagato parcelle altissime e
salatissime per queste transazioni. Ricordiamo la transazione
SITAS, un miliardo, o la transazione Italkali, un miliardo e
400 milioni, in cui il vero nodo è stato sempre rappresentato dai
rapporti perversi tra Regione, EMS, tra enti in generale, e
privati, in cui la divisione dei ruoli era chiarissima: la
Regione pagava, gli enti distribuivano, il privato incassava e
gestiva.
Per questo siamo estremamente preoccupati quando vediamo
tornare nodi che dovrebbero essere invece risolti da tempo, o
quando forze politiche importanti, e che nel passato hanno
condotto anche battaglie importanti proprio contro gli enti e gli
sprechi degli enti, si fanno portatori e portavoce del punto di
vista del privato, perché vediamo rinsaldare legami di potere
perversi, o almeno questo è il rischio. Per cui la nostra
posizione è chiara, chiarissima e lo è da tempo: sciogliere gli
enti, vendere le quote, ma rendersi conto di che cosa parliamo.
Gli enti sono oggi strutture con migliaia di miliardi di debiti,
l'EMS almeno, che controllano ventinove società in liquidazione,
alcune in liquidazione da oltre un trentennio, tre in fallimento,
ventidue soltanto attive, ma di queste ventidue soltanto sei
giudicate vendibili sul mercato.
Lo scioglimento, allora, significa per noi soprattutto
bonifica dagli intrallazzi, una sistemazione dignitosa del
personale, la chiusura di tutte le liquidazioni in essere.
Attenti, però, a non svendere patrimoni o a non regalare le
società, a non svendere i bacini della "Bacini di Carenaggio",
gli impianti di distribuzione del metano della Sicilgas, la
piattaforma di Punta Cugno, i terreni della SITAS a Sciacca.
Vogliamo sapere dal Governo che destino avranno queste proprietà,
queste risorse per la Regione, vogliamo sapere anche se le
società si vendono o no, se si vende la "Vini Corvo", se si vende
la "Siciliana Gas", se si vende la "Sicilvetro".
Io credo che, a parte questo, per, c'è un problema, il
problema è se la Regione, al di là degli enti, sciolti gli enti,
intende dotarsi di una politica industriale. Da questo punto di
vista, che si fa con le concessioni minerarie? Perché non si
pensa ad una agenzia per le energie e perché non ad una agenzia
per la ricerca e l'innovazione tecnologica? Magari riutilizzando
una delle società attualmente attive, per esempio la "Parco
Scientifica e Tecnologica", e lo stesso dicasi per la Resais, che
può diventare una società per la riprofessionalizzazione e la
ricollocazione dei lavoratori.
La liquidazione degli enti è una grande opera di bonifica
politica e sociale, ma non portiamo a rottamazione i cervelli, nè
mettiamo a discarica i gioielli di famiglia, esigiamo quindi, in
questo dibattito, risposte chiare, anche su questi punti, da
parte del Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Morinello. Ne ha
facoltà.
MORINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco c'è da
aggiungere all'analisi molto cruda che da più parti e, per
ultimo, l'onorevole Piro ha svolto sulle vicende degli enti
economici siciliani.
Noi vorremmo chiudere una volta per tutte una pagina tra le
più nere della storia non solo economica, ma politica, morale
della nostra Isola. Badate che non è certo, anche per le vicende
che hanno attraversato e continuano ad impegnare questo disegno
di legge, che noi poniamo fine a questa pagina nera. E nello
stesso tempo non possiamo esimerci da una valutazione su ciò che
ha rappresentato l'intervento pubblico nell'economia della nostra
Isola.
Badate bene, non è solo con giudizi taglienti, con denunce
giornalistiche che si può giudicare quello che ha rappresentato
l'intervento pubblico in Sicilia. E' stata vanificata una grande
speranza che sorgeva negli anni '50 e '60 e che si raccordava con
le speranze che da più parti si facevano, perché, attraverso un
intervento pubblico nell'economia, si potessero porre le basi per
lo sviluppo della nostra economia, un'economia arretrata, di una
riconversione, di una capacità di riorientare quegli squilibri
che storicamente hanno caratterizzato l'economia e la società
siciliana.
Ebbene, questo tentativo, per le modalità con cui si è
svolto, ha segnato uno smacco, una sconfitta e dicevo che noi
appunto dobbiamo chiudere una pagina nera della storia della
nostra Isola, proprio perché il fallimento dell'intervento
pubblico è stato paradigmatico di un modo di come non orientare
l'economia, di come non intervenire, perché quell'impasto, che è
stato denunziato, di malaffare, di mal costume, che ha permeato,
però, un sistema di potere che per decenni ha saputo mantenersi,
anche per il modo con cui ha costruito l'intervento pubblico
nell'economia, non può essere denunziato come mero scandalo, solo
come mera denunzia morale, perché attorno al modo con cui si è
costituita e si è costruita la partecipazione pubblica
nell'economia si è consolidato e cementato un sistema di potere
che ha anche coinvolto, seppur marginalmente, settori
dell'opposizione.
Per cui per noi, quale forza antagonista, quale forza che si
batte contro le politiche neo-liberiste, è paradossale che
premiamo perché si ponga fine a questo modo distorto di
intervenire nell'economia. Per questo noi abbiamo sempre
sollecitato l'approvazione di questo disegno di legge e abbiamo
nello stesso tempo impedito che si facessero polveroni, che una
campagna scandalistica penalizzasse anche attese legittime, che
dal mondo del lavoro reclamavano, attraverso la fine di questa
esperienza, condizioni di equità, per quanto riguarda non solo i
privilegi che ci sono stati negli enti economici, ma anche attese
legittime di lavoratori che attendono ancora oggi di veder sanate
situazioni che si trascinano da anni.
Per questo non abbiamo condiviso il modo tortuoso e
tumultuoso, nonché il modo con cui la maggioranza cerca di
dividere, di sottacere le divisioni che, attorno al nodo dello
scioglimento degli enti, impediscono una rapida e celere
approvazione di questo disegno di legge.
Bisogna recepire integralmente il protocollo d'intesa
dell'autunno scorso, bisogna dare soddisfazione alle istanze dei
lavoratori, bisogna porre fine a vere e proprie anomalie che
hanno portato a contenziosi che si trascinano e che impediscono
oggi, a centinaia e migliaia di lavoratori, di percepire quello
che è giusto che percepiscano.
Bisogna, appunto, attraverso lo smantellamento di questo
sistema di potere, nello stesso tempo, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, riflettere sul modo con cui noi,
chiudendo questa pagina nera, poniamo le basi per una nuova
programmazione, per un nuovo intervento pubblico, che non deve
assolutamente caratterizzarsi per il modo con cui appunto, noi
celebriamo i fasti negativi, celebriamo il dato negativo, ma una
programmazione che, attraverso interventi nei diversi settori,
possa permettere alla Regione di dotarsi di piani, piani
industriali, piani agricoli, dei trasporti, energetici, di
agenzie che siano in grado di orientare anche quelle forme di
sviluppo locale che attraverso nuovi strumenti come i patti
territoriali ed i contratti d'area, altrimenti rischiano di
perpetuare logiche che assolutamente non portano allo sviluppo
della nostra Isola.
Per questo noi, come gruppo di opposizione, come Partito
di Rifondazione comunista, chiediamo un iter celere a questo
disegno di legge, perché i tentativi di diluizione, i tentativi
di rinvio che nei mesi scorsi, nelle settimane trascorse ci sono
stati vengano a finire, perché solo così si può dare certezza ai
lavoratori e si può porre, una volta per sempre, fine a questa
pagina ingloriosa. Pagina ingloriosa che ha visto, come è stato
denunziato da tanti interventi, ha visto evidenziarsi un grumo di
interessi anche malavitosi, anche mafiosi, non voglio qui
ricordare e sollecitare l'attenzione degli onorevoli colleghi su
una vicenda antica e lontana che è quella del senatore Verzotto
che anche qui deve essere richiamata per significare appunto
quello che ha rappresentato in questi decenni l'intervento
pubblico nell'economia siciliana.
L'invito che noi facciamo al Governo, a questa maggioranza è
perché noi subito, senza rinvii e senza rimandi procediamo alla
valutazione di questo disegno di legge, all'approvazione rapida,
avremo modo di intervenire sui singoli emendamenti.
E' certo, però, che noi non abbiamo condiviso, il tempo mi
costringe ad essere breve, per esempio, come la maggioranza in
Commissione ha saputo affrontare la questione del Commissario
liquidatore, che poi nel disegno di legge presentato in Aula
diventa un soggetto plurale e spesso questo avviene sull'onda di
una tentazione lottizzatrice che impedisce di vedere in maniera
unitaria il problema. Per questo appunto, su questo ed altri
problemi, cercheremo di approfondire e di valutare, però ce lo
dovete consentire, che questo disegno di legge venga discusso ed
approvato. Non vorremmo che le contraddizioni di questa
maggioranza si ripercuotessero, che questa maggioranza esplodesse
o che imploda sugli interessi ancora forti che ci sono attorno
alla vicenda dell'Italkali, al ruolo di Morgante, dei soci
privati così come il travaglio di alcuni gruppi, il gruppo di
Alleanza nazionale e di altri, e di un partito trasversale che
c'è nella maggioranza, lascia intravedere, per questo l'invito
che noi facciamo al Governo è che non a parole, non con gli
slogan o con le conferenze stampe, non con i proclami, non con le
dimissioni rientrate, ma con i fatti acceleri la discussione e
l'approvazione di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Ci sono altri deputati che intendono intervenire
nella discussione generale?
PROVENZANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io non
intendo intervenire, almeno in questa sede, su quella che è stata
la storia degli enti economici regionali e in generale delle
partecipazioni regionali e, consentitemi, ancora di più su quella
che è stata ed è tutt'ora la presenza della nostra Regione
dell'economia di questa Isola.
Su questi argomenti molto è stato detto, molto è stato
scritto, molto ancora si dirà e si scriverà se questa Aula non
avrà il coraggio una volta per tutte di mettere un punto e basta
a tutta questa lunga storia.
Vedete, non voglio parlare del passato, voglio parlare del
presente e soprattutto del futuro; di un disegno di legge al
quale il partito a cui appartengo ha dato un grande contributo e
al quale crede profondamente. E, permettetemi di dire al quale io
personalmente credo in maniera ferma e risoluta. Non a caso
questo disegno di legge porta la firma del Governo che ho avuto
l'onore di presiedere. Non a caso è stato ricordato in questa
Aula il Governo che ho avuto l'onore di presiedere varò, con la
legge 6, finalmente la legge che consentiva la dismissione delle
partecipazioni regionali e il regolamento che consentiva le
dismissioni delle partecipazioni regionali.
Vedete, questa Aula ha fatto tante leggi, alcune di queste
sicuramente non buone, alcune di queste sicuramente leggi che
sono stati pietre miliari del mutamento di questa terra. Ecco io
credo che questa Aula su questo disegno di legge non per quelle
che esso di fatto rappresenta (e dirò poi che rappresenta poco)
ma per la valenza politica che si è data a questo disegno di
legge io credo che questa Aula disegnerà e metterà un punto
cardine sulla volontà complessiva di tutti noi novanta di
modificare e di cambiare finalmente un sistema e un modo di
procedere nel Governo complessivo di questa terra.
Credo che gli interventi che si sono succeduti in questa
tribuna, interventi sia di opposizione che di maggioranza, hanno
un minimo denominatore: questa legge va approvata.
Io non ho sentito e credo che nessuno di noi abbia sentito
qua che qualcuno non voglia approvare questa legge eppure sembra
che questo coniglio non riesca ad uscire dal cilindro. Allora,
credo che dobbiamo deciderci se le volontà o le espressioni di
volontà si concretizzano nei fatti, questa legge non per quello
che essa rappresenta lo sottolineo e vi dirò perché, ma per la
valenza politica che questa legge significa deve necessariamente
votata e diventare legge di questa Regione.
Vedete in questa legge, per l'importanza politica di questa
legge, significa finalmente l'uscita della Regione dall'economia,
il togliere quel grave fardello quella grave ipoteca che ha
pesato sullo sviluppo economico di questa Regione.
La storia dirà, io ho sentito qua dire, forse direi
sicuramente in buona fede e anche con qualche giustificazione che
l'intervento della Regione nell'economia e le partecipazioni
regionali sono state a volte ammortizzatori sociali.
Io non so, la storia un giorno lo determinerà, se invece
questa partecipazione della Regione nell'economia è stato uno
degli elementi del sottosviluppo di questa economia. E che il
sapere, da parte di qualsiasi imprenditore, che avrebbe potuto
ricorrere alla mamma Regione, all'acquisizione delle
partecipazioni regionali, ricordiamoci che molte di queste
partecipazioni derivano dalla cessione di privati al pubblico,
ovvero la certezza o la quasi certezza che i posti di lavori si
sarebbero costantemente e continuamente, o comunque e al di là di
ogni logica di mercato salvaguardati, forse sono stati gli
elementi portanti del sottosviluppo di questa Regione, del
fallimento dell'economia di questa Regione.
Allora io credo che tutto questo vada riscritto, vada un
giorno rivisitato per vedere se di fatto questi enti e le
partecipazioni regionali sono stati ammortizzatori sociali,
ovvero sono stati la causa del disastro dell'economia e la causa
di tanti e tanti problemi che tanti lavoratori siciliani hanno
avuto, hanno, e che rischiano di continuare ad avere.
Approvare questa legge significa iniziare un percorso
virtuoso ed è chiaro che, fuori di questa Aula e dentro di questa
Aula, c'è chi si preoccupa, perché iniziare le privatizzazioni e
cancellare questi enti significa iniziare un percorso che
significherà poi affrontare la presenza della Regione in attività
economiche spurie, la cessione delle proprietà immobiliari della
Regione inutili per la Regione, la cancellazione di una serie di
meccanismi che di fatto hanno consentito di creare ciò che oggi
vediamo ed è sotto gli occhi di tutti.
Allora è chiaro ed evidente che il messaggio politico che
quest'Aula darebbe nell'approvare questa legge all'esterno, ma
non solo alla Sicilia ma anche a tutto il resto del Paese, è un
messaggio chiaro, limpido, di inversione di marcia ed è uno dei
motivi per cui di fatto il Governo che ho avuto l'onore di
presiedere ed anche il Governo Drago, mi sembra, su questa linea
ha una fermezza tale che ha portato un Assessore del Governo a
rischiare le dimissioni, appunto, su questo disegno di legge.
E io vorrei anche ricordare - per questo dicevo all'inizio,
sono 'affezionato' a questo disegno di legge - che quando mi
dimisi una delle domande che io mi posi e posi a tutti e che
dissi, è uno dei motivi per i quali mi dimetto fu appunto la
richiesta di dove fosse finito questo disegno di legge che
portava la data del 7 maggio 1997.
Allora io credo che, così come quel Governo, così anche
questo Governo misurerà la propria volontà di rinnovamento nel
procedere alla dismissione degli enti e al processo di
privatizzazione. Perché dicevo, e qualche altro lo ha
sottolineato, che su questo disegno di legge si è caricata una
valenza maggiore di quella che di fatto questo disegno di legge
presenta.
Questo è un disegno di legge con il quale si cancellano i
contenitori delle partecipazioni: Espi, Ems, Azasi. Ma il
processo di privatizzazione è partito con la legge n. 6, è
proseguito con il regolamento che è stato approvato, quelle
privatizzazioni oggi possono essere fatte e allora vediamo di
scindere i due momenti.
L'uno è che il processo di privatizzazione che è in atto ha
tutte le caratteristiche, ha tutto il percorso pronto perché
possa andare avanti e possa procedere. L'altra è la cancellazione
degli enti contenitori di queste partecipazioni è il problema del
personale assolutamente fondamentale che questo disegno di legge
prevede e che è il frutto di un accordo che il mio Governo allora
siglò con i sindacati per il percorso e per il problema che le
dismissioni delle partecipazioni alla liquidazione degli enti
comportava perché se in Sicilia ogni azienda, ogni ente, avesse
lavoratori collegati all'attività produttiva, la dismissione
degli enti, la cancellazione degli enti, la cessione delle
attività significherebbero in sé il mantenimento e la
prosecuzione forse anche l'ampliamento dei posti di lavoro.
Siccome così non è, è chiaro che la dismissione di alcune
partecipazioni, lo scioglimento di alcune aziende, la
cancellazione di questi enti avrebbe comportato gravi problemi
sul personale e di quelli ci facemmo carico con un accordo
sindacale che credo fu accolto da parte di tutti con grandissimo
plauso e con un grande sospiro di sollievo.
Allora io credo che bisogna andare avanti su questo
percorso. Bisogna sicuramente con attenzione valutare gli
emendamenti, bisogna sicuramente con attenzione analizzare il
percorso il più trasparente possibile, perché il problema della
cessione delle partecipazioni è solo ed esclusivamente un
problema di trasparenza.
E siccome la Sicilia non è il primo paese al mondo o la
prima Regione che procede a dismissioni, l'avere da parte nostra
adottato un sistema che ha mutuato il sistema nazionale
attraverso il quale si sono ceduti la Comit, il Credito Italiano,
l'Eni, l'Agip, etc., nella maniera più trasparente e più lineare,
io credo che il percorso di questa nostra Regione non possa
essere un percorso alla "siciliana" ma deve essere un percorso di
assoluta trasparenza, di assoluta linearità tendente ad un
obiettivo: a cedere le partecipazioni ottenendo in cambio un
quantum di risorse finanziarie il più ampio possibile da
riutilizzare per investimenti in questa Regione.
Quel protocollo d'intesa chiariva questo punto: che di
fatto le cessioni non erano per "mangiarsi" ciò che la Regione
aveva, ma servivano per creare un ulteriore fondo per lo sviluppo
e per l'occupazione.
Allora, vedete, in questa ottica non esistono gioielli, io
vorrei sgombrare il campo da chi afferma che non si debbano
dismettere i gioielli di famiglia. Vedete, onorevoli colleghi,
anche il diamante più importante il Ko-i-noor ha un suo prezzo.
Importante è venderlo al prezzo giusto. E se vendendo il
Ko-i-noor queste risorse finanziarie servono per dare risorse
all'imprenditoria, per dare risorse al lavoro, all'occupazione,
si venda il Ko-i-noor, perché il Ko-i-noor non ha una sua
redditività, è solo un patrimonio che non dà nessun tipo di
ritorno immediato.
Allora il concetto di gioielli non può essere collegato ad
una attività di ente quale la Regione che non può avere gioielli
da tenere in portafogli, può avere risorse che deve reinvestire
per la crescita e lo sviluppo dell'occupazione, soprattutto oggi,
per dare risorse a quell'imprenditoria sana che utilizza e non
brucia quelle risorse.
Guai a ritenere che nelle partecipazioni regionali vi siano
gioielli invendibili.
Io credo che debba essere ceduto tutto al prezzo giusto
senza che entri dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, per
dirla in termini molto brutali, senza che si facciano regalie
finali a nessuno dopo le regalie che per decenni questa Regione
ha fatto, ma può e deve, a mio parere, essere ceduto tutto quello
che non attiene allo spirito ed al modo di essere di una Regione
che non è un imprenditore. E così come in altre occasioni ho
avuto modo di dire "un passo indietro, due, tre passi indietro"
di questa Regione: dalla Regione banchiere alla Regione
imprenditore alla Regione che ha attività economiche.
Allora, se noi capiremo e capiamo e credo che dagli
interventi che si sono succeduti questo sia un fatto che ormai è
comune a tutta quest'Aula, perché ripeto non ho sentito voci di
dissenso - poi potremmo anche trovarci in differenza nelle
valutazioni dei singoli emendamenti ma sullo spirito complessivo
di questo disegno di legge, sullo spirito complessivo del
processo di privatizzazione mi sembra che l'Aula tutta sia
d'accordo - allora credo che bisogna passare dalle affermazioni
ai fatti, passare ad analizzare i singoli articoli, i singoli
emendamenti, capire quali di questi articoli vanno nel senso di
togliere l'ipoteca che questa Regione ha e che pesa su tutti i
cittadini, quali degli emendamenti o degli articoli vanno nel
senso di garantire correttamente quello che può essere il posto
di lavoro dei vari dipendenti degli enti o delle partecipazioni o
quegli ammortizzatori necessari perché di fatto con un esodo
corretto, lineare, puntuale, senza confusioni, senza soprattutto
interpretazioni le più svariate possibili, possa di fatto darsi a
ciascuno il suo, a ciascuno ciò che compete per il proprio
passato, per gli anni di lavoro, per le opportunità che si hanno
o che, invece, non si hanno più.
Credo che se operiamo tutti in questa direzione, e questa
Assemblea può operare in questa direzione, questo disegno di
legge potrà essere annoverato tra quelle leggi buone di questa
Regione siciliana. Quelle leggi che segneranno e che hanno
segnato una pietra miliare di un percorso che ci avvicina
all'Europa, che ci avvicina al mondo, che ci avvicina a quello
che noi vogliamo: che è uno sviluppo economico, concreto, non
drogato, serio.
Il lavoro vero, ben retribuito, garantito, non i lavori
falsi, non i lavori ed il precariato che poi pesa innanzitutto
sui precari, poi sulla Regione e su tutti i cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve.
Ritengo che noi siamo in presenza di un momento particolarmente
importante per l'Assemblea nel momento in cui chiudiamo questo
capitolo della Regione imprenditrice e cerchiamo di farlo tenendo
conto di ciò che oggi stiamo vivendo in Sicilia.
Teniamo conto, cioè, del fatto che chiudere, e con urgenza,
il capitolo della Regione imprenditrice già ormai abbondantemente
fallita, stia a significare che, con oculatezza diversa dal
passato, con l'eroismo ed il coraggio, onorevole Presidente
Provenzano, che bisogna invocare nei momenti storici della vita
dell'Assemblea, del Paese Sicilia, del Paese Italia, della
povertà in assoluto, di ciò che è stato essere figli di una terra
che ha dato candidati di seria A, di serie B e C. Essere, cioè,
arrivati al punto di dire: "chiudiamo il passato" perché non ha
prodotto né risultati di pubblico impiego per i lavoratori, né
di soluzioni avanzate e progressiste per la stessa economia della
Sicilia, punto nodale importante che viene ascritto all'intero
Governo e alla compagine che su questo Governo basa e da cui
questo Governo trae forza e linfa.
E che sia stato iniziato con il Governo Provenzano e
proseguito con il Governo Drago, realtà vuole però che da un anno
e mezzo, vuol dire che ci saranno forze oscure fortissime che
impongono soluzioni differenti e che rallentano l'iter al punto
tale che l'Assessore Castiglione, a cui va il merito personale
per l'attività e per l'impegno che su questa cosa ha voluto
assumere con trasparenza e coraggio davvero, linearità,
competenza, ha voluto porre il problema, a rischio di dimissioni
che sono state annunziate per evitare che ci siano però i
rallentamenti assurdi e inconcepibili, dei quali non ci possiamo
far carico come se niente fosse.
E' necessario che la legge vada in porto e vada in porto
subito, con tutti gli aggiustamenti che l'Aula e l'Assemblea ha
il dovere di porre ma con un limite di tempo che non può essere
portato all'infinito perché significherebbe soltanto tentare di
fare meglio per non fare nulla e per restare ancora impantanati
nelle pastoie del passato che non producono niente né per il
presente né per l'avvenire.
Se in questo contesto il problema del personale di questi
enti viene ad essere imbrigliato in maniera tale che nessuno
abbia a subire torti né tanto meno diversificazione di intervento
tra quello che è stato il passato per le dismissioni del
personale che già sono avvenute, che la legge n. 42 del 1975 e
tutto ciò che è seguito a quella legge venga applicata
integralmente anche, e questo l'Aula può e deve modificarlo,
assessore, perché non ci siano figli, figliastri e diverse
posizioni che non capiremmo, che non avrebbero nessuna
giustificazione rispetto a ciò che già per il personale che già è
andato in prepensionamento è già avvenuto e che può continuare ad
avvenire con la stessa identica iniziativa legislativa che già si
è verificata, che ha già prodotto risultati e che quindi
riteniamo sia doveroso l'Aula assuma poi, alla fine, come metro
definitivo per chiudere anche la posizione del personale. Ma
andando avanti, assessore Castiglione Andando avanti, onorevoli
colleghi
Cioè andando avanti e dandoci delle scadenze fisse perché il
problema venga chiuso e chiuso in maniera definitiva, con
trasparenza, con lealtà e con tutti gli aggiustamenti possibili
perché possa anche essere migliorato dall'Aula il disegno di
legge.
Ma migliorato significa, migliorato con una data precisa per
arrivare alla soluzione del problema ed andare ad operare con
legge la chiusura, anche per quello che possono essere gli stessi
liquidatori che dovranno avere certe indicazioni, che dovranno
chiudere la liquidazione entro certi tempi, che certi non possono
essere ma che è giusto che vengano anche qui indicati e che
possano quindi dare certezze perché non si cominci come con la
SOCHIMISI che si iniziò e non si seppe mai quando finì la
liquidazione. Che ci sia, cioè, un tempo utile entro il quale
dovere tentare di chiuderlo e chiuderlo definitivamente.
Ma a questo governo e all'Assemblea io voglio porre una
ulteriore domanda della quale mi preoccupo eccessivamente e
fortemente: abbiamo visto che il passato ha dato alla Regione un
esito negativo, già presidente Provenzano, per quanto riguarda
l'intervento e di produzione e di lavoro.
Ci siamo resi conto che quel capitolo andava chiuso e va
chiuso e quindi c'è da ascrivere alla maggioranza Provenzano,
alla maggioranza Drago, all'Assemblea regionale siciliana che
nei tempi ha avuto una maggioranza ben più composita che andava
dalla sinistra alla destra nella spartizione degli errori, dei
proventi e degli interessi anche.
E però, non può essere che da un lato guardiamo alla
chiusura degli enti come un recupero di risorse anche e
dall'altro lato continuiamo con la legge omnibus che verrà subito
dopo, a continuare a dare linfa a catalogatori, a dare linfa, a
800.000 lire al mese per 30.000, 40.000 persone, 50.000 persone e
sperperare inutilmente ulteriori centinaia e centinaia di
miliardi.
Non si può essere da un lato già oculati ed importanti
perché chiudiamo lo sperpero del denaro pubblico e dall'altro
lato, però, continuiamo a non programmare la chiusura di un
intervento che è miserevole nei confronti dei precari, dei
catalogatori, degli articolisti, i quali sono diventati il
problema sociale per eccellenza adesso e che nessuno, neppure
quest'Aula, ha il coraggio di affrontare, perchè ha il coraggio
soltanto di trasportare, e di mese in mese continuare una logica
ignobile, dico io, di contatto e di rapporti che certamente non
farà onore sia dal punto di vista della morale di ogni singolo
deputato, sia dell'Assemblea regionale nel suo generale
coinvolgimento, ma, nello stesso tempo, non ha creato e non crea
il rapporto nuovo forte e diverso che il Governo e l' Assemblea
devono assumere nei confronti dei bisogni reali della Sicilia.
Siamo pronti alle proroghe? Siamo bravi a prorogare ancora a
catalogatori forestali, articolisti a centinaia, a decine di
migliaia di persone l'assistenza di 800 mila lire al mese,
collocando in questo tipo di discorso quasi mille miliardi l'anno
che non producono nè una Regione imprenditrice con EMS, ESPI e
AZASI, nè una Regione che sia giusta nei confronti della Sicilia
stessa; il colloquio, infatti, badate bene, oramai è avvenuto
tra l'Assemblea che proroga, gli articolisti che hanno avuto 800
mila lire al mese, gli articolisti dei lavori proficui inutili,
attraverso i quali nulla si realizza, ma attraverso i quali
sperperiamo ulteriore denaro e però abbiamo chiuso il discorso
con chi articolista non è, perchè quelli sono cittadini di serie
c), i quali hanno una sola possibilità: o andarsene all'estero o
suicidarsi, e poi, in quel momento, questa Assemblea diventa
solerte, di fronte al suicidio, riesce a trovare pure i posti di
lavoro per i figli dei suicidati.
Non ritengo che questo sia giusto, al Governo Drago spetta
il compito, con l'Assemblea nella sua interezza, di chiudere la
vergogna del precariato, perchè si dia una parola seria e
definitiva a quel problema, anche a costo dello scontro sociale,
ma si deve arrivare ad una soluzione che sia equa e giusta e che
chiuda l'impegno delle 800 mila lire, che non serve nè agli
interessati nè al lavoro cosiddetto utile, in quanto non produce
nulla e anzi sta facendo di tanti ragazzi, ormai diventati uomini
maturi, degli attendisti di proroghe e di bravi incontri con i
capigruppi e con i vari singoli deputati per proroghe facili che
non risolvono i problemi e che aggravano invece il tipo di
programmazione di lodevole intenzionalità di un Governo, che da
un lato chiude, perchè riconosce gli errori del passato e che non
è più possibile continuare con un' allegra economia in Sicilia,
chiude EMS, ESPI e AZASI per tentare di arrivare a soluzioni
differenti; e dall'altro lato continua lo sperpero perchè ha
trovato un'altra maglia con la quale poter arrivare alla
cooperativa che si è creata ai tempi di Angelo Capitummino, in
cui si è riscoperta la grande identità tra la destra e la
sinistra di trovare un punto di incontro per dare sfogo ad
iniziative piccole, assurde che hanno distrutto l'economia e
l'asfittica risorsa finanziaria della Sicilia e non hanno risolto
alcun problema, nè della cooperativa nè di un lavoro cosidetto
proficuo ed utile, però hanno dato la speranza a chi potrà
coltivarla quanto vuole, ma non risolve nè problemi familiari nè
problemi generali.
Con attenzione, dunque, con volontà costruttrice, con grande
impegno è necessario che la legge passi, però è giusto che si
rifletta fortemente nel dire che così non programmiamo ma
arriviamo soltanto a dare il "de profundis" a ciò che è morto,
senza considerare che invece abbiamo il dovere, non di creare
iniziative assurde, non di tentare di dare speranze inutili,
altrimenti non potremo assicurare la felicità ai siciliani - l'ho
detto prima al Presidente Drago - se non cominceremo con il
sorriso della certezza di un'inversione di tendenza seria, non
arriveremo a far altro che preparare un futuro ignobile, e non
certamente di felice intuizione nè di speranze che potranno avere
una copertura nell'avvenire.
GRIPPALDI, Presidente della III commissione legislativa.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI, Presidente della III commissione legislativa.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori componenti del
Governo e signor Presidente della Giunta, che non è in questo
momento in Aula, stavo per chiarire, signor Presidente
dell'Assemblea, che la tentazione di andare alla tribuna dei
deputati e lasciare il banco della presidenza della commissione è
un 'ictus' freudiano che è maturato nel corso delle sedute
connesse a questo travagliato disegno di legge, che da mesi ha
risieduto nella mia commissione, sul quale gli onorevoli colleghi
hanno speso e profuso momenti di grande attenzione e, in qualche
passaggio fisiologico dei lavori di formazione delle leggi in
commissione, qualche disattenzione, lo dico con la benevolenza
del collega che vede in positivo questi emboli di lavoro.
Disattenzione, ascrivibile al fatto che la storia degli Enti
economici regionali coinvolge tutti, onorevole Presidente, e qui
non bisogna fare rievocazioni di natura evangelica, riferendosi
alle 'pietre da scagliare'; infatti nessun gruppo politico che è
stato presente in questo Parlamento può avere la serenità di non
avere contribuito ad una catastrofica realtà finale, onorevole
Morinello, che, per la sua parte politica, è semplicemente la
residuale su cui inserire la critica, è il veleno legittimo e
plausibile che guarda a questa realtà finale degli Enti, e dire:
'tutto va male questo Governo ha la colpa storica di tutto'.
Gli Enti, onorevole Presidente dell'Assemblea, sono pagine
non solo ingiallite, ma pagine grondanti vergogna per l'intera
attività pubblica dei Governi che si sono succeduti e di coloro
che nelle aree sottostanti alle sedi ufficiali, decisionali, ora
con le omissioni, ora con gli abbandoni tattici, ora col dire
'ritiro l'emendamento', 'controfirmo un altro emendamento',
'sostengo socialmente il tema', alla fine hanno tutti
contribuito, Presidente, a realizzare storicamente l'elenco di un
fallimento globale, storico, epocale in cui, l'onorevole
Provenzano, identificando queste pagine negative, ha ritenuto di
etichettare la fine della Sicilia imprenditrice, o imprenditore
che dir si voglia, sono pagine che ci debbono fare notevolmente
riflettere.
E la terza commissione, nell'ambito dei cui lavori qualcuno
ha tentato di speculare, ponendo in contrasto la Presidenza o i
componenti della commissione stessa con l'assessore pro-tempore,
errando per alcune sottolineature, ma certamente evidenziando una
volontà chiara della Commissione, di mettere in limpida analisi
che gli enti economici si dismettono con dei precisi programmi e
con delle scelte di ordine politico che questo Governo ha
adottato, che la Commissione ha condiviso.
Ma in taluni passaggi della fisiologia di questa norma, non
sempre abbiamo adottato l'unanimismo o la pacca sulla spalla del
'volemose bene' per andare avanti, perchè quando iniziammo il
dialogo costruttivo con l' attuale assessore all'industria,
ponemmo dei chiari paletti per dire che le dismissioni degli
enti, prima per la Commissione e, mi consenta signor Presidente,
spogliandomi del ruolo, per la parte politica che rappresento,
non dovevano essere un' amnistia o un condono, perché si ha la
sensazione che chi oggi corre per l'accelerazione vada alla
ricerca della soluzione politica immediata che nel campo
penalistico si chiama 'colpo di spugna'.
Noi lo abbiamo detto all'assessore, con la coerenza di chi
non teme il passato, vigila sul presente ed è fiducioso sul
futuro, Presidente, perché la dismissione degli enti non è un
articoletto, non è un decreto del Presidente della Repubblica che
va ad amnistiare tutti i reati commessi sino a una certa data. La
dismissione degli Enti è il cammino che inizia di una lunga via
crucis che il Governo si deve intestare, lo ha detto Provenzano,
lo hanno detto coloro, da Piro agli altri interventi che hanno
fatto la vera analisi del tema dismissioni, che non può essere la
leggina frettolosa dell'estate, la legge sotto l'ombrellone, in
base alla quale chiudiamo, sistemiamo il personale e tutto è
finito.
E si è voluto essere anche pesanti nei confronti di una
parte politica, alla quale mi onoro di appartenere, nel momento
in cui si è chiesta non una chiarezza giustizialista sul passato.
Onorevole Provenzano, io le ricordo, dando atto del grande
momento del suo governo, di avviare le dismissioni che -
ribadisco - non devono essere nè amnistia nè facile condono, che
Ella ricevette dalla mia commissione la segnalazione delle grandi
risorse nazionali che venivano caducate a colpi di venti e trenta
miliardi per volta dal Ministero dell'Industria per le
dismissioni produttive.
Noi in questa legge non abbiamo diagnosticato la grande
valenza economica e le grandi potenzialità, ancora in atto, che
il comparto ha posto in essere negli anni e che, per alcuni casi,
peraltro sono stati lodevolmente sottolineati alla commissione
dall'onorevole presidente Cristaldi, il quale il 10 aprile del
1997 evidenziava alla commissione, indirizzando personalmente al
Presidente una missiva di alto spessore di sensibilità, che nel
momento del panorama economico, che a tratti presenta innegabili
elementi di desolazione, alcune aziende a partecipazione
regionale riescono tuttavia a produrre, azione fluida, vitale e
possono vantare raggiungimenti di consistenti risultati
gestionali, tra cui potrebbero ricordarsi Sicilvetro, la Duca di
Salaparuta, Italkali e Siciliana Gas, ed io - ricorderà
Presidente - con accoratezza - e la chiamo in causa con stima,
Presidente Provenzano - perchè non posso disconoscere che è al
suo Governo che si intesta questa battaglia che frena
un'emorragia.
Non è un'amnestia questa legge e non lo deve essere se
vogliamo che non calino altre pagine di silenziosa connivenza e
di assuefazione su ciò che, in maniera colpevole e
consapevolmente tale, si è operato sulle risorse di una Sicilia
macilenta che deve ricorrere al credito svizzero per un mutuo
dopo che, attraverso i suoi istituti, allora - ricorderà
Presidente - di diritto pubblico e poi, con la nota sentenza,
trasformati in enti privati finanziari per la raccolta del
risparmio, le pagine peggiori furono scritte e molti che oggi si
strappano le vesti, come Kaifa, dovrebbero sapere che talune
parti politiche, che bene o male oggi portano la loro cromatura,
sono state tra coloro che hanno determinato questo elenco della
vergogna.
Io non leggo, Presidente, ma raccolgo le pagine dei giornali
sulle quali noi troviamo la desolante realtà di una imprenditoria
pubblica che poi viene censurata nel momento in cui in Italkali
il 51% pubblico cede il passo al 49% del privato, per quella
inettitudine del comparto pubblico, per quella improvvisazione
quotidiana della gestione, per quella carenza di capacità di
stare al proprio posto e nelle proprie funzioni, che si è via via
accumulata fino a stratificarsi.
Ci risulta, Presidente, di commissari liquidatori, che non
definiscono la liquidazione stimolando ricorsi in sede
giurisdizionale ordinaria o amministrativa per fare lievitare
emolumenti, che adesso sono milionari, dopo essere partiti dalle
quattro, cinquecentomila lire.
Ci risulta, onorevole Presidente Drago, onorevole Presidente
Provenzano ed onorevole Presidente di quest'Assemblea, che c'è
una strana fretta su questa legge.
Alleanza Nazionale frena - si dice da più parti -
dimenticando che Alleanza Nazionale da tanti e tanti anni non ha
fatto altro che mettere il dito su taluni gestioni di taluni
comparti.
Se abbiamo perso, Presidente, 80 e più miliardi del
Ministero dell'Industria, onorevole Assessore, per non avere
seguito le opere di smaltimento dei reflui di Pasquasia, per non
avere sistemato la diga Morello che nel mese di aprile del 1997,
per la penna di un direttore generale, viene definita acqua
mefitica, di scolo fognario, salina al punto da non essere
nemmeno utilizzabile per il lavaggio della miniera e nel mese di
maggio del 1997 la stessa diga Morello di Pasquasia, in
territorio di Villarosa (Enna), viene considerata, assieme allo
Gibbesi, congrua per l'uso in favore degli insediamenti agricoli.
Quindi, una fruibilità a distanza di un mese. L'acqua che
non è possibile utilizzare nemmeno per i lavaggi industriali, la
diamo alle piante, ai bovini, agli ovini, agli allevamenti
zootecnici, alle colture orticole che, certamente trarranno
grande vigoria dagli scarichi fognari presunti, ma non
dimostrati, della diga Morello.
Allora, Presidente, mi consenta di affermare che il mio
intervento è anche partigiano, campanilistico, onorevole
Assessore, io rappresento una stimmate riconosciuta da tutti, io
appartengo a quella provincia dove l' esasperazione dei
mass-media ha voluto prospettare a tutto il mondo che ci sono le
bambine di dodici anni che non mangiano tre volte al giorno.
Non faccio pietismo, Presidente, perchè veda, appartengo ad
una di quelle province che sa fieramente rimanere in piedi anche
quando le turbolenze delle joint venture, gli impegni della
grande finanza non passano per questa povera area che è la
provincia di Enna.
Però, mi consenta di dire - e l'onorevole Assessore credo
che alla fine abbia condiviso - che le storielle della miniera di
Pasquasia, imbottita di scorie radioattive, con l'Assessore per
la sanità che ha garantito l'impossibilità che in detto sito
minerario vi fossero scorie radioattive, l'indagine della BRGM
che dopo diciotto mesi di indagine conoscitiva di questa terza
Commissione, malamente presieduta dal sottoscritto, hanno
riportato il tema della politica mineraria in Sicilia alla
massima attenzione del sindacato nazionale.
Ed io spezzo un'altra lancia in positivo per l'azione del
sindacato, perchè questa legge che fallisce sotto il profilo
delle scelte politiche di prospettiva, onorevole Provenzano,
perchè noi ci torneremo, perchè la realizzazione di quelle
risorse a cui Ella sagacemente faceva riferimento poc'anzi, è il
lungo cammino cui io accennavo in premessa, questa non è la legge
per il sopimento del personale, questa non è la chiusura dei
ruoli ad esaurimento, questa non è la panacea della RESAIS.
Fa bene il sindacato al punto dieci, in quell'accordo del
protocollo di intesa tra Governo e Regione del 5 novembre 1997, a
sottolineare che nel settore dei sali, salgemma e sali potassici,
verificate tutte le potenzialità produttive e accertata la
consistenza giacimentologica e la sfruttabilità a scopi
industriali, si ritiene necessario ed urgente, onorevole
Provenzano, Lei ricorderà, perchè è sotto il suo Governo che
avviene il protocollo, necessario ed urgente attivare tutti quei
finanziamenti all'uopo previsti dalle normative regionali,
nazionali e comunitarie.
Allora non eravamo paranoici, quando sostenevamo e
l'Assessore alla fine ha dato atto che anche la BRGM, una società
francese di indagini minerarie - per la verità potevamo trovarne
anche meno concorrenti e più nazionali - la BRGM ha detto che
quel giacimento merita di essere rimesso all' attenzione, che il
sindacato immediatamente ha raccolto, proponendo a questo Governo
gli opportuni stimoli, onorevole Presidente Drago, perchè si
possano riagganciare subito le risorse nazionali e comunitarie,
perchè oggi mille posti di lavoro, tale era l' entità di
Pasquasia, non sono reperibili in nessun patto territoriale,
amico Morinello, e mille posti di lavoro sono una realtà
cancellata dal 1992, quando guarda caso un vicepretore onorario
si rese conto dopo tanti anni che lo svaso dei liquami della
miniera, sui quali si dice addirittura che il tasso di salinità
fosse inferiore a quello del sale,in cui sfasavano in maniera
grossolana onorevole Piro, siamo d'accordo, questo svaso è stato
il momento clou per chiudere una miniera e consentire grossi
fatturati a concorrenti stranieri a danno della nostra
agricoltura; ella deve sapere, onorevole Morinello, che quando
un quintale di fosfazoto 1846 per l'agricoltura nel '93 costava
26 mila lire ai nostri coltivatori, oggi quello di importazione
tunisina, che è terriccio squallido, costa 56 mila lire.
Ma non è il momento, onorevole Presidente, di andare per il
peculiare, per evitare che Signoria Vostra mi toglie la parola
per raggiunto limite di tempo.
Il contributo del Presidente della commissione terza vuole
essere di natura politica. Il futuro della dismissione lo chiedo
all'onorevole assessore ed al Governo con la solidità del mio
consenso politico alla maggioranza, perché non vesto i panni del
tribuno che finge un' opposizione retorica alla maggioranza ma
intendo corroborare lo spirito di questa maggioranza di Governo,
dando ad essa i supporti ed i contenuti perché questa legge
sulle dismissione, onorevole Drago, non passi alla storia come la
legge delle facile amministie e dei paradisi per i lavoratori.
Lavoratori che, nella gran parte, ho visto e sentito
mortificati, soprattutto quelli, Presidente, dell'Ente Minerario,
tecnici, laureati, periti industriali, periti minerari,
capisquadra, gente che scendeva al quarto e quinto livello
sottoterra per estrarre ricchezza da dare alla comunità
regionale, che ha perduto i mercati mondiali dove era leader.
Questa gente è venuta per dire 'noi non vogliamo l'obolo
della dismissione o la carità di coloro che si congedano a 45 e a
46 anni, noi vorremmo continuare a lavorare ciascuno nel nostro
comparto'. Ecco perché, Presidente, a titolo personale per la
benevolenza dei colleghi, vi sono emendamenti sulla legge della
dismissione che riguardano la prospettiva ed il mantenimento
delle professionalità; noi, infatti, abbiamo dipendenti che con
orgoglio chiedevano negli ultimi anni di potere fare il loro
mestiere; quando taluni commissari sollecitavano ricorsi
fasulli, che potremmo anche andare a reperire, per mantenere in
vita società squallidamente negative, prebende e status, e in
passivo; ebbene Presidente, questa è una legge - ella lo sa
meglio di me per l'alto momento di attenzione che pone ai lavori
di questa Aula quotidianamente - che inizia un lungo cammino.
Onorevole Morinello, che nella commissione svolge il ruolo
critico, a cui comunque non è consentito in Aula deformare i
contenuti, perché ella ha votato, se non erro presente in Aula,
all'unanimità, l'emendamento del Presidente che chiedeva tre
commissari, non per un ictus..... si è astenuto?
MORINELLO. No, no, si sbaglia, mi sono opposto.
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Lei si opponeva? Ho
capito. Perché considerava la presenza di sei occhi lottizzatrice
rispetto a quella di due. Veda, noi siamo per le trinità perché
siamo cattolici e la Trinità per noi rappresenta un fatto
culturale e filosofico. Noi crediamo signor onorevole collega che
tre commissari non siano il frutto di una tentazione....
MORINELLO. C'è anche la ....
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Per la sua religione
non so se lei ne abbia ...
MORINELLO. Professione di fede non ne stiamo facendo.
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Onorevole Morinello
io non chiedo recupero, se ha la bontà di farmi continuare se no
sono costretto a chiedere il recupero al Presidente. Dicevo
onorevole Morinello, che quando lei pensa che i commissari
liquidatori di una terna nella quale non c'è un Presidente ma,
come vuole il codice civile, un coordinatore
DI MARTINO . Si sbaglia Presidente.
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Potranno costare
qualcosina in più, onorevole Di Martino, ma evitano, senza volere
fare in premessa prevenzione o di giudizio verso alcuno, evitano
che un domani, nel bene o nel male, si possa dire che uno solo
possa sbagliare o da monarca o da tiranno e siccome questa
gestione avviene a livello ematologico, onorevoli colleghi,
perché si tratta del sangue dei siciliani, perché queste società
si sono tenute in piedi con i soldi dell'erario regionale. Queste
società hanno vissuto e hanno pagato gli emolumenti sino ad oggi
e sino a quando vi saranno con i tributi del popolo siciliano.
E allora questi enti sono pagine di vergogne che restano
intestate a coloro che le hanno commesse. Le parti politiche che
chiedono oggi con questo Governo, che noi sosteniamo e verso il
quale indirizziamo le nostre valutazioni onorevole Assessore,
perché l'onorevole Virzì, certamente, non faceva valutazioni di
ordine personale o di comparto. Se chiedeva introspezioni, se
chiedeva analisi, se si poneva un grande problema che oggi un
acquirente pubblico venga a comprare le quote Italkali per non
aprire Pasquasia allora chiederemo al sindacato la rivoluzione,
la faremo in questa Aula.
Chiederemo al Governo di turno se sia possibile regalare una
delle poche realtà economiche produttive, onorevole Provenzano,
perché con la vini Corvo, i sali potassici e il salgemma oggi
sono moneta contante. Non sono agrumi che hanno competizioni
tunisine. Si tratta di potenzialità economiche che il sindacato
individua per le speranze occupazionali ma noi politici dobbiamo
individuare per le sane progettualità di investimento futuro.
Allora onorevole Virzì siamo stati abbinati su certa stampa,
che abbiamo deprecato e rimproverato cordialmente, noi vogliamo
chiarezza sulla Italkali non ci interessa né Morgante né gli
altri soggetti che come sparvieri o come corvi hanno alitato
negli ultimi anni su questa miniera senza veleni perché l'ultimo
veleno, se tale si potesse definire, è stato il sudore dei
minatori di Enna e di Caltanissetta e dei paesi vicini che
scendevano nelle sue viscere per estrarre lavoro, ricchezza e
dignità.
Allora, per concludere Presidente, io non so cosa venderemo.
La sua lettera per me qualunque possa essere la mia permanenza
sul piano temporale in questa Aula la porterò a titolo personale
perché in questa lettera si individua, dopo l'elencazione delle
società che un giornale del 21 gennaio 1997, non so
l'articolista, il grafico si è sbizzarrito le società con la
freccia in su, le società col punto interrogativo e le società
con la freccia in giù. Mi sembra di vendere il cavallo sul
camion, onorevole Provenzano.
Quando qualcuno in quest'Aula, vedi Turano, ha chiesto,
inascoltato, tre volte il Presidente ha interrotto chi disturbava
di vedere i bilanci, di esaminare ciò che è successo in questi
ultimi mesi o anni. Cosa volete vendere, quando il cavallo si
vende, si vende mentre cammina, o si vende con delle relazioni
analitiche anche dei commissari. Perchè chi deve comprare
Presidente non compra mai un cavallo sdraiato sul cassone di un
camion o peggio ancora sdraiato in un atrio di qualche palazzo
di giustizia. Ma chi volete che compri. Verrà qualche straniero
per comprare e per chiuderci. Per dire: poi se ne parla, per ora
i sali potassici comprate quelli della kali-unt-sals che
attraverso la società Sopoma di Verona commercializza il
folsfoazoto per la cerealicultura il 10-10-10 per i nostri agrumi
e il vattelappesca anche per le altre colture che non ricordo. E
allora Presidente questa sua lettera e finisco mandatami il 4
aprile del 1997 era un segnale alla Commissione, se ho preso
parola è stato anche perchè mi è sembrato doveroso riconoscere la
sensibilità di un Presidente di Parlamento. Io non ho potuto
portare la risoluzione sull'indagine conoscitiva sull'Italkali e
sono sei volumi di documenti e dichiarazioni perché la
Commissione non ha trovato un orientamento unanime e definitivo,
ma sono atti di un lavoro onesto iniziato l'8 ottobre del 1996
del quale onorevole assessore ella è conoscitore, del quale è
stato corretto interlocutore, del quale non deve avere a titolo
personale per il dicastero che ella ha ricoperto alcuna
valutazione di perplessità perchè quella è una cronistoria che
appartiene al passato del quale ella volente o nolente deve
essere gestore, onorevole Assessore e nel significare a lei e al
Governo che la terza commissione non è antitetica a questo
Governo o al suo Assessore e che la parte politica che
rappresento della quale fa orgogliosamente parte il collega Virzì
che ha partecipato ai lavori della Commissione, ecco perchè la
sua sensibilità di parlamentare seppur non componente nel seguire
questa vicenda che è stata raccolta dal sindacato. La migliore
vittoria morale per un politico è quando la parte sociale, la
parte che rappresenta, il mondo del lavoro, il mondo delle
famiglie, il mondo delle speranze, per questa disperata e
disperante terra, ha detto che sui sali potassici l'attenzione
del Governo deve essere aperta per il recupero delle risorse
regionali, nazionali ed europee.
Perchè non possiamo permetterci il lusso, onorevole
Presidente, di disperdere un granello di sabbia, perchè anch'esso
seppur granello può essere una pietra per una speranza di
progettualità per il futuro non solo nostro che stiamo in Aula ma
per i nostri figli.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero
217. Ne dò lettura:
N. 217 - Pubblicazione della legge regionale approvata nella seduta
del 20.8.1998 concernente: "Modifiche all'articolo 2 della
l.r. 5 luglio 1997, n. 23, concernente il rinnovo del
comitato regionale di controllo. Modernizzazione
amministrativa e recepimento nella Regione siciliana di
norme della legge 15 maggio 1997, n. 127. Interpretazione
autentica del comma 5 dell'articolo 52 della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 26"
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO*** che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ancora una volta ribadito il principio che la
promulgazione parziale di una legge da parte del
Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del potere di promulgazione da parte dello
stesso Presidente, provocando la caducazione di tute le
norme non promulgate;
CONSIDERATO che la legge approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 20 agosto 1998, recante
'Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 5
luglio 1997, n. 23, concernente il rinnovo del comitato
regionale di controllo. Modernizzazione amministrativa
e recepimento nella Regione siciliana di norme della
legge 15 maggio 1997, n. 127. Interpretazione autentica
del comma 5 dell'articolo 52 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 26', è stata impugnata dal
Commissario dello Stato in modo parziale e che, in
pendenza del giudizio, non può essere integralmente
promulgata;
- non può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il potere di
valutare se e in quale misura la promulgazione parziale sia
suscettibile di alterare il contenuto delle legge, e se sia
comunque opportuno che tale contenuto, formalmente unitario
all'origine, venga scisso in disposizioni autonome ed immesso
nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;
- la citata sentenza della Corte n. 205/96 ha affermato il
principio che, a seguito dell'impugnazione parziale della legge
regionale, il Presidente della Regione può essere vincolato,
riguardo al tipo di promulgazione da porre in essere, non solo con
'delibere legislative' (abrogativa l'una e riapprovativa l'altra),
ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
giorno);
- occorre conciliare l'esigenza che la legge, ancorché impugnata
dal Commissario dello Stato, venga urgentemente promulgata, sia
pure parzialmente, dal Presidente della Regione, con l'altra che
discende dalla convinzione che sulle norme impugnate dalla Corte
Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 20
agosto 1998;
- a riproporre all'Assemblea regionale, affinché possa al riguardo
deliberare, il testo dell'articolo 3, espunto dalla legge che verrà
pubblicata in pendenza di giudizio.
ALFANO- SANZARELLO - LEANZA - COSTA
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DRAGO. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. E' approvato con il parere contrario
dell'onorevole Piro.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
208. Ne dò lettura.
N. 208 - NOTIZIE SULLA STATO DI ATTUAZIONE DEL POP SICILIA
1994-99
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE é stato pubblicato il Programma Operativo Plurifondo
1994/99 della nostra Regione, lo stesso prevede
interventi per circa 5.000 milioni per la modernizzazione
delle infrastrutture isolane, per lo sviluppo dei
comparti economici della Sicilia, per l'innovazione
tecnologica delle aziende, per la promozione della
formazione permanente e ricorrente dei lavoratori;
lo stesso rappresenta uno degli strumenti fondamentali
per la crescita della economia siciliana, così come per
altro dimostrato dall'esperienza di altri paesi europei
che hanno utilizzato, in modo oculato e pienamente, tutti
i fondi disponibili.
La Commissione Europea richiede la capacità di spendere
con progetti immediatamente cantierabili le somme
restanti entro il 31.12.2000;
L'Assemblea regionale siciliana intende seguire, ferme
restando le responsabilità e i compiti dell'Esecutivo,
con attenzione l'utilizzo delle risorse comunitarie;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a riferire all'ARS sullo stato di attuazione del POP
Sicilia 1994/99 con particolare riferimento alla
utilizzazione dei fondi fin qui utilizzati nei diversi
capitoli (FESR-FEOAG-FSE) e all'attuazione delle relative
misure, alle infrastrutture realizzate, agli interventi
nel settore agricolo, alle attività formative e alla
occupazione creata;
a comunicare tempestivamente ogni proposta di
riprogrammazione del Programma Operativo Plurifondo
1994/99 in relazione alla capacità di spesa e alla
immediata cantierabilità delle iniziative da realizzare;
a verificare la contabilità degli interventi
riprogrammati con le iniziative di programmazione
negoziata presenti nel territorio della Sicilia;
a presentare un quadro dettagliato dei bandi pubblicati e
da pubblicare in relazione a ogni misura prevista dal
POP.
VILLARI - CIPRIANI - CAPODICASA
NAVARRA - PEZZINO - TRIMARCHI
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DRAGO. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero
209. Ne dò lettura:
N. 209 - MANTENIMENTO DEGLI ATTUALI LIVELLI OCCUPAZIONALI ALLO
STABILIMENTO "ITALTEL" DI CARINI
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE nello stabilimento ITALTEL di Carini (Palermo) sono
attualmente dislocate:
- la produzione di Centrali Telefoniche (600 addetti)
- la ricerca e sviluppo di Software telefonico (270
addetti)
- la ricerca e sviluppo di sistemi di energia (60
addetti)
CONSIDERATO che tra queste il gruppo di Sistemi Energia svolge
un'attività, unica nell'ambito aziendale, che per livello
di specializzazione sul piano scientifico e tecnologico
ha raggiunto una posizione di rilievo, con una struttura
di ridotte dimensioni, ma costituita in prevalenza da
laureati e diplomati tecnici;
VISTO che la Regione siciliana ha contribuito economicamente
nel passato alla crescita tecnologica dello stabilimento
di Carini e del laboratorio dei Sistemi di Energia;
RILEVATO che l'ITALTEL ha recentemente comunicato un drastico
taglio all'occupazione per tutto il Gruppo (4.600
lavoratori nel triennio 1999-2001) e la cessione entro il
1998 di altre 700 unità lavorative, tra cui le sessanta
persone del laboratorio Sistemi di Energia di Carini;
RILEVATO inoltre che l'ITALTEL aveva annunciato all'inizio del
corrente anno, un'ipotesi di accordo per la cessione del
settore Sistemi di Energia ad una società americana
interessata, oltre che all'attività produttiva, anche ad
una crescita del Laboratorio di Ricerca e Sviluppo;
CONSIDERATO che l'attuale situazione di incertezza circa le decisioni
sul futuro del laboratorio creano una situazione di forte
disagio e preoccupazione tra i lavoratori;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a chiedere un urgente incontro con i vertici aziendali
ITALTEL SIEMENS affinchè si definisca in tempi rapidi una
soluzione che garantisca gli attuali livelli
occupazionali dello Stabilimento di Carini e ne rafforzi
l'attività di ricerca del Laboratorio Sistemi di Energia
supportato da un piano industriale di sviluppo e di
investimenti.
ZANNA - CIPRIANI
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DRAGO. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero
211. Ne d�� lettura:
N. 211 - NOMINA DI UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INDAGINE
SULLE VICENDE DELLE PARTECIPAZIONI REGIONALI
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSTATATO che la Regione siciliana ha fallito il suo ruolo di
imprenditrice svolto dagli anni sessanta ad oggi, con
conseguenze devastanti sotto il profilo economico e
morale, scandite dalle migliaia di miliardi sperperati e
dai numerosi illeciti le cui responsabilità non sono
state, però, mai evidenziate a pieno;
RILEVATO che tutti gli impegni in favore del risanamento degli
enti regionali sono serviti unicamente a mascherare il
salasso di denaro pubblico sottratto ad impegni
produttivi e utilizzato per sostenere posti senza lavoro,
iniziative senza sbocco e clientele prive di qualsiasi
capacità imprenditoriale;
RILEVATA la necessità di porre fine al parassitismo, agli sprechi,
alle ruberie di un settore senza regole e di bloccare
un'attività che ha infettato la politica, la società
l'economia, alterato le regole di mercato, prodotto
profondi guasti morali e corruzione, anche allo scopo di
liberare risorse da destinare al concreto sviluppo
socio-economico della Sicilia;
RITENUTO comunque inaccettabile e pericoloso nascondere le
responsabilità politiche ed amministrative che sono
all'origine del fallimento delle partecipazioni
regionali;
CONSTATATO che la Regione si avvia a metter fine alla più scandalosa
vicenda di dissipazione del denaro pubblico mai
registratasi a livello regionale e, verosimilmente, in
campo nazionale;
CONSCIA della necessità di individuare le responsabilità del
disastro economico e morale provocato da quanti hanno
voluto, ampliato e sfruttato le mastodontiche macchine
'mangiasoldi' e subordinato la logica del profitto agli
interessi delle clientele.
INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
a procedere, ai sensi dell'articolo 29 del Regolamento
interno dell'ARS, alla nomina di una Commissione di
indagine con l'incarico di individuare le responsabilità
per gli illeciti, gli sperperi, i debiti e le violazioni
di leggi e regolamenti che hanno portato al disastro le
partecipazioni regionali.
FLERES - CAPUTO - COSTA - TURANO
SCALICI - SCALIA - AULICINO - VIRZI'
LA GRUA - GRIPPALDI
Onorevoli colleghi, si potrebbe mantenere, anche per essere
in linea con le cose dette dal Presidente Grippaldi, il compito
di affidare alla terza Commissione quello di definire l'indagine.
Così come onorevole Grippaldi, il Presidente dell'Assemblea aveva
chiesto alla Commissione, io sono convinto che il lavoro lo avete
fatto, se non tutto in parte, l'ordine del giorno potrebbe essere
occasione per completarla ed andare fino in fondo. E, allora, se
gli onorevoli deputati proponenti sono d'accordo, anziché
istituire una nuova Commissione si dà incarico...
GRIPPALDI, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI. Presidente della Commissione. Onorevole Presidente,
ritengo opportuno anche per non lasciare inascoltata questa sua
sottolineata e garbata iniziativa di affidare alla Terza quanto
l'ordine del giorno si propone nella sua parte pregnante, di
evidenziarle che la mia Commissione, ma ovviamente potrei anche
interpellare il parere degli onorevoli componenti in un momento
successivo, si è occupata esclusivamente di un comparto
settoriale concernenete sali potassici ed Italkali. Pertanto in
umiltà e ritenendo di parlare a nome dei componenti della Terza
Commissione, non so quali possono essere le nostre competenze
anche di ordine istituzionale, per avviare un'indagine
conoscitiva erroneamente indicata come iniziativa d'inchiesta di
cui non ha competenza il nostro Parlamento. Pertanto vorrei
pregarla caldamente, ringraziandola per questa sottolineata
estimazione verso la Commissione di valutare se non sia il caso
per il tema che comporta l'ordine del giorno una Commissione
mista Prima e Terza, perché per quanto concerne i risvolti di
ordine di merito, la Terza è la Commissione delle attività
produttive riconnettibili alle attività degli enti e delle
società connesse, ma per quanto riguarda i fattori gestionali, le
nomine, tutto ciò che è stato il comparto fisiologico della
gestione, ritengo che la prima commissione legislativa permanente
di questa Assemblea abbia ampio titolo funzionale di competenza
per abbinarsi alla terza, magari con una sottocommissione mista,
anche se non della entità numerica delle due commissioni.
Pertanto io sottopongo umilmente alla sua apprezzata valutazione
questa opportunità eventuale che la commissione di cui all'ordine
del giorno possa essere realizzata attraverso una composizione
mista, se pur non nell'entità numerica delle due commissioni, di
una commissione mista tra prima e terza. La ringrazio,
presidente.
PRESIDENTE. A me resta soltanto da farlo secondo quanto
prescrive l'ordine del giorno. Io non posso procedere ad
abbinamenti di commissione anche soltanto per questo. O la terza
commissione, così come hanno fatto altre commissioni, ma anche la
sua stessa, avoca a se l'indagine, oppure bisogna nominare la
commissione secondo quanto prevede il Regolamento, cioè secondo
l'articolo 29.
Onorevole Grippaldi, allora la commissione non intende
avocare a sè l'indagine, i firmatari insistono in tal senso..
Facciamo un'altra commissione ancora?
Onorevoli colleghi, io mi permetto insistere perchè non ci
sia un'altra commissione che non concluderà i lavori. E allora
siccome carte ne sono passate a bizzeffe su questa
materia...perchè la terza commissione non deve poterlo fare.
BATTAGLIA...si fa una relazione di maggioranza ed una di
minoranza...
PRESIDENTE. Io mi permetto chiedere, lei è firmatario, lei
chiede una indagine su una materia che conosce, lei è firmatario
dell'ordine del giorno, io ho il dovere, poi se i deputati
insistono, io ho il dovere di insistere nel tentativo di affidare
alla terza commissione l'indagine in questione...e arrivi la
terza commissione dove vuole...Lei è firmatario e sa da dove si
deve partire...ha già iniziato una indagine per incarico del
presidente dell'Assemblea. Lei più volte lo ha ribadito in questa
sede, onorevole Grippaldi, ed io credo che abbia i titoli per
poterlo fare. Mi permetto insistere in tal senso...
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, a parte le considerazioni di merito,
me le salto, mi dichiaro d'accordo sul fatto che si faccia quanta
più verità possibile sulla storia - mi auguro almeno - sulla
storia degli enti economici. Concordo con ella sul fatto che
produrre tante commissioni alla fine serve soltanto a non fare
fare nulla già alle commissioni che ci sono insediate. Esiste
però un problema, con riguardo alla terza commissione, il massimo
rispetto, la massima fiducia nell'operato eventuale della terza
commissione, però, faccio presente che nella terza commissione,
per una serie di circostanze, alcuni gruppi non sono
rappresentati.
Una commissione di indagine che si presenta con i caratteri
di ampio respiro su una materia di estrema rilevanza per la
Regione credo che dovrebbe vedere la presenza di tutti i gruppi
organizzati presenti in Assemblea. Allora, io non so se non si
potrebbe trovare la strada di indicare nella commissione
regionale antimafia, dove sono rappresentati tutti i gruppi, che
ha per legge poteri incisivi di acquisizione di documenti, di
richiesta, testimonianze di audizione nell'ambito della pubblica
amministrazione, che può svolgere indagini penetranti, se non è,
appunto, il caso invece, di affidare alla commissione antimafia
il compito di svolgere questa indagine. La commissione antimafia
credo potrebbe avvalersi del supporto, per esempio, di alcuni
componenti della terza Commissione, credo che anche questo nel
Regolamento della Commissione regionale antimafia può essere
fatto. Quindi con questa annotazione, signor Presidente,
suggerirei ovviamente se l'Aula è d'accordo, di affidare alla
Commissione regionale antimafia il compito di svolgere
specificatamente un'indagine in questo settore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno non sono
emendabili, quindi o c'è un'intesa unanime oppure devo porre in
votazione l'ordine del giorno. Se non sorgono osservazioni si
trasferisce la competenza alla Commissione antimafia e la III
Commissione darà tutta la massima collaborazione che serve alla
stessa Commissione regionale antimafia. Se non sorgono
osservazioni, resta così stabilito. L'ordine del giorno si
intende superato.
Si passa all'ordine del giorno n. 212 presentato nella
seduta straordinaria del 20 agosto 1998. Ne dò lettura:
N. 212- Disposizioni riguardanti la L. 488/92 in relazione all'anno
di riferimento alla graduatoria della Regione Sicilia per'
l'anno 1998/I Bando.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- la L. 488/92 ha creato aspettative nell'imprenditoria siciliana,
che da parte sua ha risposto entusiasticamente alle possibilità di
sviluppo offerte da tale strumento finanziario;
- nei primi tre bandi la richiesta di agevolazioni degli
imprenditori siciliani è stata via via crescente, fino a
raggiungere i valori rilevanti del 1998/I Bando;
- nei giorni scorsi sono state pubblicate, su sito Internet del
Ministero dell'industria, commercio e artigianato
(cfr.www.minindustria.it), le graduatorie regionali relative alla
L. 488/92;
CONSIDERATO che:
- tale aspettativa è stata disattesa dalla politica economica del
Governo nazionale, il quale dopo avere stimolato massicciamente le
imprese ad investire (cfr. fra gli altri, Il Sole 24 Ore, Venerdì
19.06.1998 pag. 12), al fine di creare nuova occupazione, ha
fornito, di contro, una blanda risposta alle richieste provenienti
dagli imprenditori siciliani, con stanziamenti assolutamente
insufficienti ed inadeguati;
- nel 1998, in Sicilia sono stati presentati 1.399 progetti, di cui
solo 364, pari al 26%, sono stati finanziati;
- le imprese siciliane sono ammesse al contributo realizzeranno
investimenti per circa Lit. 1.440 mld. attivando nel contempo circa
5.200 posti di lavoro (cfr. Il Sole 24 Ore del 15.08.1998);
- le 1.035 imprese escluse dal contributo potrebbero generare non
meno di 7.000 nuovi posti di lavoro,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi per raggiungere il duplice obiettivo di premiare gli
sforzi dei volenterosi operatori siciliani esclusi per carenza di
fondi del I Bando 1998 e di rispettare le indicazioni della
Comunità europea;
- ad ovviare alle deficienze dei fondi del I Bando 1998,
finanziando le iniziative escluse mediante il ricorso ai fondi
comunitari, evitandone al contempo la restituzione alla Comunità
europea.
BARONE - PROVENZANO -
PAGANO - FLERES - VICARI
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, intervengo per fare restare agli
atti un giudizio assolutamente positivo sulla natura dell'ordine
del giorno avendo appreso dalla stampa che tantissimi
imprenditori siciliani sono rimasti tagliati fuori dalla legge
488 perchè di fatto il maggior contributo l'ha preso l'azienda
Thompson di Catania. Io ritengo che le finalità della legge erano
quelle di aiutare la medio-piccola impresa, non c'è dubbio che la
Thompson che sta facendo un grande investimento merita di essere
valorizzata, ma se i fondi vengono stornati alle medio-piccole
imprese, alla grande impresa non credo che possa essere utile e
produttivo per la Regione siciliana.
PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, mi pare che sulla vicenda della 488
si è detto parecchio però aggiungere non è mai superfluo, specie
in una dichiarazione di voto. Soprattutto perchè siamo difronte
ad un caso emblematico, siamo difronte ad una legge tecnicamente
ineccepibile, validissima che è stata gestita benissimo dagli
istituti di credito però purtroppo a fronte di un finanziamento
complessivo che nel corso degli anni è stato adeguato, mi
riferisco al 1996, si è arrivati praticamente al 1998 con un
finanziamento complessivo che non è stato sufficiente alla
copertura di tutti i progetti presentati. Quest'anno su 1399
progetti soltanto il 26 per cento hanno trovato copertura
finanziaria.
Tengo a precisare che questo 26 per cento di finanziamenti
ha generato qualcosa come 5200 posti di lavoro, le 1035 imprese
che sono rimaste escluse in base ad alcuni calcoli, non certo
empirici, potrebbero generare non meno di 7900 posti di lavoro,
per cui è indispensabile che tutta la Sicilia si attivi
concretamente perchè questo straordinario strumento operativo e
tecnico abbia una sua conferma. A questo punto la dichiarazione
di voto senz'altro è quella di chiedere a viva voce al Governo
regionale di utilizzare i pop per completare i finanziamenti di
questa legge. Fra l'altro in tal senso è interessante la
dichiarazione del Presidente della Regione che espressamente si è
dichiarato favorevole su questa ipotesi, per la precisione la
stampa del 21 di agosto u.s. confermano puntualmente questo
aspetto. A tutto questo si aggiunge un altro aspetto che è
emblematico, mi riferisco all'intervento fatto poco fa dal
collega Turano, e cioè sicuramente ci è stato un unico grande
soggetto che ha assorbito parecchio, quasi il 35% dell'intera
somma.
Allora a questo punto potrebbe essere interessante la
richiesta da fare al Governo nazionale per utilizzare espresse
normative che sono a favore della media e grande impresa. Mi
riferisco in particolare, e quindi sono ancora più preciso, ai
cosiddetti contratti di programma previsti dal decreto
legislativo 3 aprile 1993 n. 96 e disciplinati dal CIPE con
delibera del 25 febbraio 1994. Questa normativa è espressamente
prevista per le grandi imprese. Allora a questo punto pensavo se,
anche per evitare da questo punto di vista un ... parecchia
confusione che potrebbe essere generata, ritiro il 212 dopo di
che tutte le argomentazioni che sono tipiche del 212 vanno ad
essere riversate e quindi rimane tutto a verbale in questo 218 a
cui bisogna aggiungere la richiesta espressa da fare al
Presidente della Regione per i finanziamenti del POP Sicilia,
ripeto il Presidente si è già dichiarato in questo senso, e
quindi automaticamente chiedere per la 218 la richiesta al
Governo nazionale per i contratti di programma per le grandi
imprese e quindi recuperare 262 miliardi a favore delle piccole
imprese della 488, e poi utilizzare i POP Sicilia per finanziare
la stessa 488.
PRESIDENTE. Anche gli altri firmatari sono d'accordo sul
ritiro dell'ordine del giorno n. 212? Non ci sono opposizioni
quindi l'ordine del giorno n. 212 viene ritirato. Comunico che
è stato presentato l'ordine del giorno numero 213. Ne dò lettura:
N. 213- Iniziative nei confronti del Governo nazionale al fine di
modificare le modalità di valutazione della L. 488/92. '
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO*** che il Comitato tecnico consultivo istituito presso il
Ministero dell'industria, commercio, artigianato per
dare interpretazioni e direttive sulla L. 488/92, al
quesito n. 12.28 della "Raccolta dei quesiti" affermava
testualmente "Premesso che la principale finalità della
normativa è la promozione di iniziative che determinano
la creazione di nuovi posti di lavoro nelle aree
depresse...";
CONSIDERATO che nonostante le direttive e la consolidata
letteratura, si evidenzia una notevole distorsione
dell'indicatore n. 2 "incremento occupazionale"
rispetto all'indicatore n. 3 "percentuale del
contributo richiesto". Cosicché ad esempio iniziative
classificate come "ammodernamento" o
"ristrutturazione", per le quali la stessa legge 488/92
valuta convenzionalmente pari a zero le unità
lavorative valide per la graduatoria, si possono
avvantaggiare rispetto alle altre iniziative
caratterizzate da nuova occupazione semplicemente
agendo sulla leva della "percentuale di contributo
richiesto" (indicatore n. 3),
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire urgentemente presso il Ministero dell'industria,
commercio, artigianato per apportare modifiche al Regolamento di
applicazione della legge di cui in oggetto, premiando realmente le
iniziative che creano nuova occupazione.
BARONE - PROVENZANO - PAGANO - FLERES - VICARI
Onorevole Pagano, insiste sull'ordine del giorno n. 213?
PAGANO. Insisto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 213.
Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno numero 214. Ne dò lettura:
N. 214- Modalità di esame delle dismissioni delle aziende a
partecipazione regionale. '
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che sull'onda del generalizzato consenso per
l'aspettativa dello smantellamento delle partecipazioni
regionali, al governo regionale ed al commissario degli
enti economici regionali parrebbe essere sfuggita la
necessità di provvedere ad una oculata analisi e ad una
attenta valutazione di ogni azienda partecipata, con
l'esame di un eventuale interesse a mantenere qualcuna
con un ruolo promozionale, calmierante, di prestigio,
di stimolo dello sviluppo economico e sociale delle
nostre popolazioni, sempre connesso con una gestione
oculata, efficiente ed economicamente attiva,
INVITA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a depositare in commissione legislativa di merito i bilanci
dell'ESPI, EMS, AZASI e società controllate con le annesse tabelle
di riferimento particolari dei dati di dettaglio;
- ad inviare alla commissione legislativa competente una
dettagliata relazione per una valutazione più analitica delle
aziende partecipate, al fine di esprimere un giudizio di merito
sulla eventuale dismissione.
PAGANO - TURANO - VICARI - FLERES - VIRZI' -
SCOMA - GRIMALDI - D'AQUINO - SCAMMACCA
BATTAGLIA. Questo avviene già.
PRESIDENTE. Beh, è una sollecitazione. Non trovo nulla di
anomalo.
DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. Signor Presidente mi pare che
la maggior parte delle cose che sono richieste dalle
interrogazioni, dagli ordini del giorno avvengono già, ma la cosa
che mi preoccupa fondamentalmente è il finale, cioè al fine di
esprimere un giudizio di merito sull'eventuale disfunzione, non
mi pare che sia possibile esprimere giudizi di merito, perché
ormai la dismissione è un fatto che il Parlamento ha deciso che
deve avvenire...
BATTAGLIA. Questo ordine del giorno non si può presentare.
DRAGO, Presidente della Regione. Inviterei al ritiro
dell'ordine del giorno.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho capito
bene, onorevole Presidente della Regione cosa avviene già? Per
quel che mi riguarda il bilancio dell'ESPI, dell'EMSI e
dell'AZASI non è stato depositato all'Assemblea. Mi faccia
illustrare la natura dell'ordine del giorno. La scorsa volta feci
un intervento a favore del Governo sulla lunghezza d'onda del
Governo a sostegno delle dismissioni nel minore tempo possibile e
con la maggiore celerità possibile. Ho detto che c'erano delle
cose che andavano chiarite per avere la possibilità di analizzare
approfonditamente quello che stavo facendo.
E allora, per quel che mi riguarda e per quello che so, il
bilancio dell'ESPI, dell'EMS e dell'AZASI non è depositato,
onorevole Castiglione il bilancio non è depositato al tribunale,
il bilancio ora va depositato in Camera di Commercio; comunque,
allora i dubbi li risollevo così facciamo chiarezza una volta e
per sempre. E' possibile avere le tabelle di riferimento per
conoscere la situazione patrimoniale delle società controllate? E
allora, se ci sono queste tabelle di riferimento che vengano
depositate in Commissione affinché si faccia chiarezza, e io so
cosa possiede e cosa vale e quanto ha prodotto il Parco
Scientifico, le iniziative industriali. Onorevole Assessore, io
vorrei che la seconda parte fosse così intesa, dopo avere inviato
una relazione dettagliata per una valutazione analitica delle
aziende-partecipato, al fine di potere esprimere soltanto un
parere e non un giudizio di merito sull'eventuale dismissione e,
comunque, il giudizio di merito non era da intendersi come
assolutamente vincolante. Sto chiedendo soltanto di potere
esprimere il parere sulle società, perchè diceva bene poco fa
l'onorevole Grippaldi, laddove citava alcune società che per
spirito di legge, onorevole Provenzano, possiamo decidere di
dismettere, ma non c'è dubbio che vanno chiarite le peculiarità
di queste società.
Io voglio sapere per la Sicilvetro Marsala - e si può
decidere a priori di dismettere - cosa ha fatto questa società,
quanto ha prodotto questa società, quanti dipendenti occupa
questa società e che potenzialità ha, per non parlare della Vini
Corvo, della Siciliana Gas, e di altre società ancora. Visto che
comunque l'assessore mi rassicura, sarei per insistere
nell'ordine del giorno con la modifica nella seconda parte circa
il parere.
Signor Presidente, col consenso dell'Aula...
PRESIDENTE. Col consenso dell'Aula lei non può violare il
Regolamento, onorevole Turano, lei può ritirare l'ordine del
giorno.
TURANO. Signor Presidente, io ho espresso qual è il mio
giudizio...
PRESIDENTE. Onorevole Turano, deve dichiarare che cosa intende
fare sull'ordine del giorno, lo intende ritirare?
TURANO. Signor Presidente, un attimo soltanto...
PRESIDENTE. Onorevole Turano, non è un rimprovero nè un
ostacolo, lei può ritirare l'ordine del giorno e durante la
discussione dell'articolato può ripresentarlo in maniera diversa,
soltanto che non lo potrà più illustrare, ma non cambierà nulla.
TURANO. Perfetto, signor Presidente, con l'assicurazione
dell'assessore Castiglione che ha appena detto che i bilanci
dell'ESPI, dell'EMS e dell'AZASI già sono stati depositati, io
chiaramente faccio riferimento al bilancio del 1997 che è l'anno
solare a cui dobbiamo fare riferimento per l'approvazione del
bilancio, se fosse possibile sospendere...
PRESIDENTE. Onorevole Turano, si pronunci sull'ordine del
giorno.
TURANO. Signor Presidente, ci sono altri ordini del giorno? Se
ci sono, accantonando per un attimo questo...
PRESIDENTE. No, non bisogna accantonare nulla. Onorevole
Turano, non cambia nulla, se lei ritiene di dover riflettere può
ripresentare più avanti, questo lo ritiri.
TURANO. Signor Presidente, lo vorrei presentare questa sera e
vorrei che l'Assemblea si esprimesse questa sera, chiedo un pò di
tempo soltanto per cassare la seconda parte.
PRESIDENTE. Non si può fare, onorevole Turano...
TURANO. Signor Presidente, sto scrivendo un altro ordine del
giorno.
PRESIDENTE. E allora, intanto questo lo ritira?
TURANO. Se mi assicura che nell'arco di cinque minuti pone in
votazione l'altro ordine del giorno...
PRESIDENTE. Sì, le assicuro che lo può ripresentare.
TURANO. Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno n. 214.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno 218 a firma dell'onorevole
Pagano "Iniziative riguardanti la L. 448/92 in relazione alla
graduatoria della Regione Sicilia per l'anno 1998/I Bando
attraverso l'utilizzo dello strumento del "Contratto di
programma".
Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Fleres ha
chiesto di apporre la sua firma all'ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Dò lettura dell'ordine del giorno:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che nei giorni scorsi sono state pubblicate, su sito
Internet del Ministero dell'industria, commercio e
artigianato (cfr.www.minindustria.it), le graduatorie
regionali relative alla L. 488/92;
CONSIDERATO che:
- le imprese siciliane ammesse al contributo realizzeranno
investimenti per circa Lit. 1.440 mld. attivando nel contempo circa
5.200 posti di lavoro (fonte Il Sole 24 Ore del 15.08.1998). Di
questi ben 4.967 circa verranno creati dalle piccole e medie
imprese (valore occupazionale di 5,7 unità per miliardo di
investimenti) contro soli 241 nuovi posti di lavoro creati dalla
grande impresa (valore occupazionale di 0,4 unità per miliardo di
investimenti);
- a livello regionale, le imprese siciliane ammesse a contributo
attiveranno, tra piccola, media e grande impresa, mediamente 3,6
nuovi posti di lavoro per miliardo di investimenti, contro i 4,8
della Campania, i 6,6 della Calabria e addirittura gli 8,3 della
Puglia;
- la graduatoria siciliana manifesta una evidente distorsione
rispetto alle altre Regioni, in quanto una consistente parte delle
risorse (circa 35%) è stata assorbita da un unico grande soggetto,
che per quanto meritevole, tuttavia attiverà nuovi posti di lavoro
per miliardo in misura di gran lunga inferiore rispetto a quelli
delle piccole e medie imprese (0,4 contro 5,7);
TENUTO conto che:
- in qualunque caso risulta meritoria e di grande profitto l'azione
svolta dalle grandi imprese, che in questi anni hanno generato, in
Sicilia, nuova occupazione, migliaia di miliardi di valore
aggiunto, una nuova mentalità e cultura del lavoro e un indotto che
di fatto ha creato, sia pure indirettamente, centinaia di altri
posti di lavoro;
- che le stesse grandi imprese devono essere tutelate e
salvaguardate poiché rappresentano un patrimonio culturale,
economico e tecnologico della Sicilia intera;
VALUTATO che:
- il comitato interministeriale per la programmazione economica con
la deliberazione del 25 febbraio 1994, così come espressamente
previsto dal D.l.vo 3 aprile 1993, n. 96, art. 3, comma 4, ha
previsto il "contratto di programma" quale efficace strumento che
consente di realizzare l'esecuzione di specifici piani progettuali
volti a consentire il rapido avvio di nuove iniziative e la
creazione di occupazione aggiuntiva proposte da imprese di grandi
dimensioni o da gruppi nazionali o internazionali di rilevante
dimensione industriale;
- che il Ministero del tesoro Carlo Azeglio Ciampi in occasione del
rilancio dell'occupazione del Mezzogiorno attraverso lo strumento
del "contratto di programma" ha espressamente dichiarato che "ci
sono al Sud focolai di sviluppo e di energie imprenditoriali che
dobbiamo aiutare ad irrobustirsi" (cfr. La Sicilia 8.08.1998, pag.
7), facendo intendere a chiare lettere che lo sviluppo dei
distretti industriali del Sud deve passare attraverso tale efficace
strumento,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi presso il Ministero dell'industria, commercio,
artigianato affinché lo stesso adotti le necessarie misure per
finanziare le iniziative delle grandi imprese industriali, con
idonei strumenti quali appunto i "contratti di programma", senza
per questo vanificare la ratio della L. 488/92;
- ridestinare le risorse a questo punto disponibili al
finanziamento della L. 488/92 che, è indirizzata principalmente
alle piccole e medie imprese>>(218).
PAGANO. A quello bisogna aggiungere l'impegno finale
dell'ordine del giorno n. 212.
PRESIDENTE. Noi non possiamo aggiungere nulla. Onorevoli
colleghi, gli ordini del giorno non sono emendabili.
PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, io ho chiesto di ritirare l'ordine
del giorno n. 212 per evitare una confusione tecnica, ma di
fatto le due cose sono sovrapponibili, per cui non ritengo che ci
siano delle difficoltà. Cioè nel momento stesso in cui io chiedo
che anche l'impegno finale del 212 vada ad aggiungersi al 218
l'ho fatto come premessa nella mia dichiarazioni di voto
precedente.
PRESIDENTE. Rimane agli atti la sua dichiarazione e, quindi,
dal punto di vista politico il Governo sa che pronunziandosi su
questo ordine del giorno si pronuncia anche sulle considerazioni
che lei ha espresso.
Pongo in votazione l'ordine del giorno 218. Il parere del
Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
del giorno dall'onorevole Turano l'ordine del giorno numero 220
"Modalità di esame delle dismissioni delle aziende a
partecipazione regionale".
Ne dò lettura:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che sull'onda del generalizzato consenso per
l'aspettativa dello smantellamento delle partecipazioni
regionali, al governo regionale ed al commissario degli
enti economici regionali parrebbe essere sfuggita la
necessità di provvedere ad una oculata analisi e ad una
attenta valutazione di ogni azienda partecipata, con
l'esame di un eventuale interesse a mantenerne qualcuna
con un ruolo promozionale, calmieratore, di prestigio,
di stimolo dello sviluppo economico e sociale delle
nostre popolazioni, sempre connesso con una gestione
oculata, efficiente ed economicamente attiva,
INVITA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a depositare in commissione legislativa di merito entro trenta
giorni i bilanci dell'ESPI, EMS, AZASI e società controllate con le
annesse tabelle di riferimento particolari dei dati di dettaglio;
- ad inviare alla commissione legislativa competente una
dettagliata relazione>> (220).
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, poichè sono stati presentati emendamenti
all'articolo 1 e secondo il nostro Regolamento gli stessi non
possono essere discussi prima di ventiquattro ore, il disegno di
legge viene rinviato alla seduta di domani.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 576/A
"DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI PER L'ANNO 1998"
PRESIDENTE. Si procede al seguito della discussione del
disegno di legge n. 576/A posto al numero 2) del III punto
dell'ordine del giorno "Disposizioni finanziarie urgenti per
l'anno 1998".
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:
<<Art. 1
1. Per le finalità dell'articolo 12 della legge regionale
21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e
integrazioni, è autorizzata per l'anno 1998 la spesa di lire
38.000 milioni.
2. Per le finalità dell'articolo 2 della legge regionale
28 gennaio 1998, n. 3 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 1998 la spesa di lire 8.500 milioni cui si fa
fronte mediante riduzione delle spese autorizzate dalle leggi
regionali appresso elencate per gli importi indicati a fianco
di ciascuna di esse:
- legge regionale 85/95, articoli 9-16, lire 2.900 milioni
(capitolo 33656)
- legge regionale 85/95, articoli 3-16, lire 1.450 milioni
(capitolo 33716)
legge regionale 85/95, artt. 5-16, lire 1.950 milioni
(capitolo 33717)
- legge regionale 85/95, artt. 8-16, lire 2.200 milioni
(capitolo 33718).
3. Il capitolo 34364 del bilancio della Regione siciliana
per l'anno 1998 è incrementato di lire 790 milioni cui si
farà fronte con pari riduzione dei seguenti capitoli del
bilancio medesimo:
- capitolo 33007: lire 540 milioni
- capitolo 33718: lire 250 milioni.
4. I capitoli 33655 e 34051 del bilancio della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 1998 sono incrementati
rispettivamente di lire 990 milioni e di lire 300 milioni cui
si fa fronte con riduzione di parte degli stanziamenti dei
capitoli 33007, 33716 e 34052 rispettivamente per lire 500
milioni, lire 500 milioni e lire 290 milioni.
5. Per le finalità degli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12
della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 1998 la spesa di lire 1.000 milioni.
La spesa autorizzata dal presente comma è iscritta in
apposito capitolo del bilancio della Regione in cui
confluiscono altresì le disponibilità esistenti alla data di
entrata in vigore della presente legge dei capitoli 33725,
33726, 33727, 33728, 33729, 33730 e 33731 del bilancio della
Regione per l'esercizio 1998.
6. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
autorizzato a promuovere e finanziare progetti di lavoro
socialmente utili rivolti alle categorie prioritarie
individuate dalla Commissione regionale per l'impiego ed ai
lavoratori espulsi dal mercato del lavoro per crisi di
azienda, di area o di settore. E' altresì autorizzato a
finanziare l'importo integrativo di cui all'articolo 8, commi
2, 3 e 9, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 per
progetti approvati ai sensi del citato decreto legislativo e
della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3. Per le finalità
di cui al presente comma è autorizzata la spesa di lire 6.200
milioni.
7. Il fondo di dotazione dell'Ente minerario siciliano
(E.M.S.) è incrementato per l'esercizio finanziario 1998 di
lire 17.000 milioni, destinati a fare fronte ad oneri urgenti
connessi alle proprie finalità istituzionali, esclusi
eventuali interventi in favore delle società collegate.
8. Per le finalità di cui agli articoli 8 e 10 della legge
regionale 8 agosto 1985, n. 34, come sostituiti
dall'articolo 10 della legge regionale 18 maggio 1996, n. 34,
l'Assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato ad
erogare, per l'esercizio finanziario 1998, al comune di
Siracusa la somma di lire 5.500 milioni.
9. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
e i trasporti è autorizzato a rimborsare le spese
effettivamente sostenute dagli enti ed associazioni inserite
nel calendario delle manifestazioni turistiche 1994 di cui
alla legge regionale 12 aprile 1967, n. 46, entro i limiti
del contributo assegnato, e semprechè tali spese siano state
documentate e giustificate nei termini e nei modi previsti
dalla circolare dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti n. 46378 del 5 giugno 1993,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
n. 29 del 12 giugno 1993, con espressa esclusione di ogni
onere e spese aggiuntive. Per le finalità del presente comma
è autorizzata la spesa di lire 3.000 milioni per il 1998, di
lire 3.500 milioni per il 1999, di lire 3.500 milioni per il
2000.
10. Per le finalità di cui all'articolo 65, comma 2,
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, è autorizzata per
l'esercizio finanziario 1998 la spesa di lire 59.000 milioni.
11. Per le finalità di cui alla legge regionale 1 luglio
1972, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 1998, il limite
ventennale di impegno di lire 4.500 milioni.
12. Il contributo annuo a favore del Teatro Stabile di
Palermo previsto dall'articolo 1, comma 1, della legge
regionale 8 gennaio 1996, n. 3, è elevato, per l'esercizio
finanziario 1998, di lire 1.200 milioni.
13. L'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato a
concedere al Teatro Pirandello di Agrigento un contributo di
lire 1.000 milioni per l'esercizio finanziario 1998.
14. Il contributo disposto in favore dell'Istituto
siciliano mutilati ed invalidi di guerra (ISMIG) è
incrementato per l'esercizio finanziario 1998 della somma di
lire 2.000 milioni. L'ISMIG deve presentare entro e non oltre
il 31 dicembre 1998 un piano di riordino e di rilancio
operativo tendente alla realizzazione di nuovi servizi nel
settore della prevenzione e della riabilitazione anche
attraverso convenzioni con il servizio sanitario. Il piano di
cui al comma precedente deve anche comprendere una previsione
di entrate derivanti dall'organizzazione dei predetti
servizi, con l'obiettivo di garantire un graduale obiettivo
di bilancio che consenta la contestuale riduzione
dell'intervento regionale. Per la realizzazione dei fini
istituzionali e dei servizi nel settore della prevenzione e
riabilitazione l'ISMIG è autorizzato ad operare con le
modalità previste dal regio decreto 15 ottobre 1925, n.
2578, nonchè con la costituzione di società miste. Il terzo
comma dell'articolo 2 della legge regionale 17 marzo 1979, n.
44, relativo al divieto di alienazione di immobili e di
affitti superiori a tre anni è abrogato.
15. Per mantenere un assortimento librario adeguato alla
domanda di consumi culturali, è consentito il finanziamento
alla formazione di scorte delle imprese librarie siciliane
per un importo, documentato con fatture, non inferiore a lire
200 milioni e non superiore a lire 400 milioni per ciascuna
impresa, attraverso un finanziamento bancario da parte degli
istituti di credito operanti in Sicilia da estinguersi in
cinque anni, compreso l'anno di preammortamento, con rate
semestrali. La Regione siciliana interviene con un contributo
in conto interessi pari al 40 per cento del totale degli
interessi pagati dalle imprese librarie, con esclusione degli
eventuali interessi di mora e di ogni altro onere. Prima di
concedere il finanziamento gli istituti di credito devono
richiedere preventivo nulla osta all'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze indicando l'importo del
contributo in conto interessi. L'autorizzazione viene
infatti concessa, nei limiti delle disponibilità del capitolo
di bilancio, seguendo l'ordine cronologico delle richieste di
nulla osta pervenute. Il contributo in conto interessi viene
corrisposto dall'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze direttamente agli istituti di credito su richiesta
degli stessi corredata dagli estratti conto controfirmati dai
titolari delle imprese librarie. Per le finalità del presente
comma è autorizzato, per l'anno finanziario 1998, il limite
quinquennale di impegno di lire 200 milioni.
16. Al fine di agevolare le liquidazioni degli enti
economici regionali, l'EMS è autorizzato a procedere alla
rinuncia di tutte le cause promosse in materia di lavoro
pendenti innanzi al giudice ordinario o amministrativo,
relative a personale dipendente o dismesso ai sensi della
legge regionale 6 giugno 1975, n. 42 e successive modifiche e
integrazioni. L'EMS procederà al tentativo di transazione con
quanti hanno promosso causa in materia di lavoro sino alla
data di entrata in vigore della presente legge. Le
transazioni non potranno comunque superare il 30 per cento
dell'importo oggetto delle richieste senza riconoscimento di
interessi legali e rivalutazione monetaria. L'EMS impartirà,
nelle forme di legge, analoga direttiva alle società in
liquidazione interamente partecipate.
17. Al fine di consentire una più veloce fruibilità, anche
per parte funzionali, di presidi ospedalieri e delle altre
strutture sanitarie da realizzare con finanziamenti a valere
sulle risorse stanziate dall'articolo 20 della legge 11 marzo
1988, n. 67 e dalla legge 5 giugno 1990, n. 135 e successive
modifiche ed integrazioni o con altre provvidenze finanziarie
regionali e nazionali, i direttori generali delle aziende
ospedaliere e delle aziende unità sanitarie locali sono
autorizzati, limitatamente alle priorità già indicate nella
delibera della giunta di governo n. 423 del 29 ottobre 1977
di approvazione del programma straordinario di investimenti
in sanità, al conferimento dell'incarico di progettazione
esecutiva in deroga alla normativa vigente. Per il pagamento
degli oneri di progettazione delle opere che non dovessero
giungere a finanziamento si farà fronte con le disponibilità
dei fondi di rotazione istituiti ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4.
18. Alle aziende industriali, commerciali, artigiane,
alberghiere e comunque a tutti coloro i quali hanno subito
danni a seguito della tromba d'aria che si è abbattuta in
alcune zone della provincia di Agrigento nella notte tra il 7
e l'8 novembre 1997, è concesso un contributo a fondo perduto
pari al 90 per cento dell'ammontare dei danni. Le domande per
l'ammissione a detti contributi devono essere presentate alla
presidenza della Regione entro trenta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge. Le domande devono essere
corredate di una perizia giurata, resa da tecnici
regolarmente inscritti ad albi o elenchi professionali,
contenente l'indicazione analitica dei danni subiti e la
corrispondente valutazione e quantificazione del loro
ammontare. Per la concessione dei contributi di cui al
presente comma è autorizzata la spesa di lire 1.500 milioni
per il 1998, lire 5.500 milioni per il 1999 e lire 5.500
milioni per il 2000.
19. Allo scopo di consentire l'ulteriore sviluppo delle
attività inerenti lo sfruttamento del bacino
idro-termo-minerale di Acireale, l'assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti è autorizzato a
concedere all'Azienda autonoma delle Terme di Acireale un
ulteriore finanziamento di lire 4.000 milioni. L'intervento
di cui al presente comma può essere destinato, nel limite
massimo di lire 300 milioni, alla predisposizione di studi e
ricerche volti alla redazione di un razionale piano di
sviluppo.
20. Le spese autorizzate dalla presente legge sono
riepilogate nella tabella sottoindicata:
Segue tabella
21. All'onere di lire 144.100 milioni derivante
dall'applicazione della presente legge e ricadente
nell'esercizio finanziario in corso si provvede quanto a lire
9.100 milioni con parte delle disponibilità del capitolo
21257 e quanto a lire 135.000 milioni con parte delle
disponibilità del capitolo 60791 del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario medesimo. Gli oneri ricadenti
negli esercizi successivi, previsti in lire 13.700 milioni
per ciascuno degli anni 1999 e 2000 trovano riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, quanto a lire 9.200
milioni per ciascuno di essi al codice 08.01.00 e quanto a
lire 4.500 milioni per ciascuno degli anni medesimi al codice
08.05.00. In dipendenza del presente comma le somme
accantonate nei fondi globali come da elenco n. 5 annesso al
bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1999-2000,
sono così utilizzate:
Segue tabella.>>
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei proporre
sull'articolo 1, che in realtà è un articolo unico, una questione
che in verità anche da me era stata posta all'attenzione
dell'Aula nel corso della discussione generale su questo disegno
di legge avvenuta nella seduta straordinaria del 20 agosto scorso
e che riguarda i confini di questo disegno di legge che, come
tutti ricordiamo, nacque per la necessità di individuare una sede
legislativa, per l'appunto un disegno di legge, adeguato a
contenere alcune previsioni di spesa considerate estremamente
urgenti e mirate ad affrontare questioni sociali importanti,
individuato nel corso di una conferenza dei capigruppo. In
maniera specifica e peculiare, quella Conferenza dei capigruppo,
signor Presidente, individuò il disegno di legge, indicando anche
i temi che il disegno di legge avrebbe dovuto trattare a cui poi
si sono aggiunte un altro paio di questioni che furono sollevate
in Aula.
Durante l'esame però in Commissione 'Finanze' il disegno di
legge si arricchì di altre previsioni, non preventivamente
individuate dalla Conferenza dei capigruppo, tra le quali anche
norme che non hanno un contenuto squisitamente finanziario e che
comunque non comportano nè spese, nè modificano entrate.
A questo disegno di legge, come sappiamo, perchè la
discussione generale si chiuse nella seduta del 20 agosto, sono
stati presentati non moltissimi, ma un certo numero di
emendamenti (credo complessivamente non superino la ventina),
parte dei quali sono relativi al testo del disegno di legge ed
altri invece affrontano materie che in questo momento non sono
contenute nel disegno di legge.
Signor Presidente, si pone pertanto una questione, che io
sottopongo particolarmente alla sua attenzione, che è relativa
alla proponibilità o meno di questi emendamenti, e devo dire la
verità se io mi trovassi nei suoi panni, signor Presidente, mi
troverei in una qualche difficoltà, perchè questo disegno di
legge è nato nei modi in cui io ho ricordato sia pure brevemente
adesso e presenta quindi caratteristiche del tutto particolari, e
tra l'altro ha contenuti diversissimi tra di loro.
Per cui in realtà, ripeto, io mi troverei in difficoltà a
dover decidere cosa è effettivamente strettamente attinente e
cosa non lo è considerato, appunto, la ampia prospettiva
normativa che il disegno di legge contiene.
Ciò premesso, signor Presidente, e per avere un'indicazione
preventiva tale, comunque, che valga come linea non solo dettata
dal Regolamento, ma dettata anche dalle particolari condizioni in
cui l'Aula si trova a lavorare in questa particolare circostanza,
con questo disegno di legge, io vorrei che ci fosse un
chiarimento, un orientamento comunque preventivo tale da non
doversi determinare su questa o quella previsione, una linea
complessiva che renda edotti i parlamentari e l'Aula su cosa
effettivamente potrà essere preso in esame e cosa no; se è
necessario un passaggio in Conferenza dei capigruppo che in
qualche modo ridefinisca quella decisione che fu presa a suo
tempo.
Io non voglio entrare in molti particolari, signor
Presidente, perchè questo è un compito squisitamente della
Presidenza, però avverto quest'esigenza e quindi la sottopongo
alla sua attenzione, ovviamente, oltre che alla attenzione
dell'Aula, perchè si possa avere un orientamento e una decisione
che renda tutti consapevoli dell'ambito della discussione che
stiamo affrontando.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Piro solleva una
questione che già la Presidenza avrebbe un po' più avanti portato
all'attenzione dell'Aula.
La Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari aveva
individuato le materie affidate al disegno di legge in questione.
Naturalmente, tutto ciò che non è all'interno di quelle
materie, secondo il mandato che ho ricevuto, non può essere
considerato proponibile.
Non di meno mi rendo conto che anche le vacanze hanno aperto
la lucidità di molti deputati, ci sono anche delle ulteriori
esigenze che nel frattempo si sono presentati alla politica ed è
necessario trovare una formula che consenta di risolvere la
questione. Certamente, la questione non può essere risolta dal
Presidente dell'Assemblea, senza un passaggio che consenta allo
stesso Presidente dell'Assemblea di potersi muovere in tal senso.
Non sorgendo osservazioni, chiuderei la seduta di questa
sera, convocherei la Conferenza dei capigruppo per domani mattina
alle ore 10.00 e poi l'Aula per le 10.30, in maniera tale che la
conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, che è l'unica
sede abilitata a potersi pronunciare su questo, entri nella
questione.
DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente, io non
ho e non avrei alcun motivo ostativo, però dichiaro sin da adesso
la mia indisponibilità per domani per motivi istituzionali,
essendo domani il Presidente della Repubblica Scalfaro in
Sicilia.
PRESIDENTE. Potremmo fare questa sera stessa la conferenza dei
capigruppi.
DRAGO, presidente della Regione. Se lo ritiene opportuno
gradirei che si facesse questa sera.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stata avanzata la proposta
da parte del Presidente della Regione di convocare questa sera
stessa la conferenza dei capigruppi.
PIRO. Questo significa che domani non ci sarà seduta?
PRESIDENTE. No, significa che domani non ci sarà il Presidente
della Regione.
DRAGO, presidente della Regione. Però desidererei essere
presente alla conferenza dei capigruppi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni
la conferenza dei capigruppi si terrà fra 15 minuti.
Presidenza del presidente Cristaldi
PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO
CINTOLA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, io debbo
ufficializzare, ecco perché mi appello al Regolamento, che la
commissione 'Bilancio' relativamente a due commi, l'ISMIG per
essere chiari e le provvidenze per Agrigento tumultuosamente
portate in quella commissione, diede parere sfavorevole, adesso
però li vedo inserite nel disegno di legge. Per questo io faccio
appello al Presidente della commissione perché confermi o meno
quello che sto dicendo, e mi basta questo per dire che non sarò
presente in Aula durante la discussione di questo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà dopo la conferenza dei capigruppi che si terrà fra 15
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.47, è ripresa alle ore 00.04)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "Disposizioni finanziarie
urgenti per l'anno 1998" (n. 576/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge n.
576/A "Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998".
Siamo all'articolo 1 del disegno di legge numero 576/A.
Ne do lettura.
""Art. 1
1. Per le finalità dell'articolo 12 della legge regionale
21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e
integrazioni, è autorizzata per l'anno 1998 la spesa di lire
38.000 milioni.
2. Per le finalità dell'articolo 2 della legge regionale
28 gennaio 1998, n. 3 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 1998 la spesa di lire 8.500 milioni cui si fa
fronte mediante riduzione delle spese autorizzate dalle leggi
regionali appresso elencate per gli importi indicati a fianco
di ciascuna di esse:
- legge regionale 85/95, articoli 9-16, lire 2.900 milioni
(capitolo 33656)
- legge regionale 85/95, articoli 3-16, lire 1.450 milioni
(capitolo 33716)
legge regionale 85/95, artt. 5-16, lire 1.950 milioni
(capitolo 33717)
- legge regionale 85/95, artt. 8-16, lire 2.200 milioni
(capitolo 33718).
3. Il capitolo 34364 del bilancio della Regione siciliana
per l'anno 1998 è incrementato di lire 790 milioni cui si
farà fronte con pari riduzione dei seguenti capitoli del
bilancio medesimo:
- capitolo 33007: lire 540 milioni
- capitolo 33718: lire 250 milioni.
4. I capitoli 33655 e 34051 del bilancio della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 1998 sono incrementati
rispettivamente di lire 990 milioni e di lire 300 milioni cui
si fa fronte con riduzione di parte degli stanziamenti dei
capitoli 33007, 33716 e 34052 rispettivamente per lire 500
milioni, lire 500 milioni e lire 290 milioni.
5. Per le finalità degli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12
della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 1998 la spesa di lire 1.000 milioni.
La spesa autorizzata dal presente comma è iscritta in
apposito capitolo del bilancio della Regione in cui
confluiscono altresì le disponibilità esistenti alla data di
entrata in vigore della presente legge dei capitoli 33725,
33726, 33727, 33728, 33729, 33730 e 33731 del bilancio della
Regione per l'esercizio 1998.
6. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
autorizzato a promuovere e finanziare progetti di lavoro
socialmente utili rivolti alle categorie prioritarie
individuate dalla Commissione regionale per l'impiego ed ai
lavoratori espulsi dal mercato del lavoro per crisi di
azienda, di area o di settore. E' altresì autorizzato a
finanziare l'importo integrativo di cui all'articolo 8, commi
2, 3 e 9, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 per
progetti approvati ai sensi del citato decreto legislativo e
della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3. Per le finalità
di cui al presente comma è autorizzata la spesa di lire 6.200
milioni.
7. Il fondo di dotazione dell'Ente minerario siciliano
(E.M.S.) è incrementato per l'esercizio finanziario 1998 di
lire 17.000 milioni, destinati a fare fronte ad oneri urgenti
connessi alle proprie finalità istituzionali, esclusi
eventuali interventi in favore delle società collegate.
8. Per le finalità di cui agli articoli 8 e 10 della legge
regionale 8 agosto 1985, n. 34, come sostituiti
dall'articolo 10 della legge regionale 18 maggio 1996, n. 34,
l'Assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato ad
erogare, per l'esercizio finanziario 1998, al comune di
Siracusa la somma di lire 5.500 milioni.
9. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
e i trasporti è autorizzato a rimborsare le spese
effettivamente sostenute dagli enti ed associazioni inserite
nel calendario delle manifestazioni turistiche 1994 di cui
alla legge regionale 12 aprile 1967, n. 46, entro i limiti
del contributo assegnato, e semprechè tali spese siano state
documentate e giustificate nei termini e nei modi previsti
dalla circolare dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti n. 46378 del 5 giugno 1993,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
n. 29 del 12 giugno 1993, con espressa esclusione di ogni
onere e spese aggiuntive. Per le finalità del presente comma
è autorizzata la spesa di lire 3.000 milioni per il 1998, di
lire 3.500 milioni per il 1999, di lire 3.500 milioni per il
2000.
10. Per le finalità di cui all'articolo 65, comma 2,
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, è autorizzata per
l'esercizio finanziario 1998 la spesa di lire 59.000 milioni.
11. Per le finalità di cui alla legge regionale 1 luglio
1972, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 1998, il limite
ventennale di impegno di lire 4.500 milioni.
12. Il contributo annuo a favore del Teatro Stabile di
Palermo previsto dall'articolo 1, comma 1, della legge
regionale 8 gennaio 1996, n. 3, è elevato, per l'esercizio
finanziario 1998, di lire 1.200 milioni.
13. L'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato a
concedere al Teatro Pirandello di Agrigento un contributo di
lire 1.000 milioni per l'esercizio finanziario 1998.
14. Il contributo disposto in favore dell'Istituto
siciliano mutilati ed invalidi di guerra (ISMIG) è
incrementato per l'esercizio finanziario 1998 della somma di
lire 2.000 milioni. L'ISMIG deve presentare entro e non oltre
il 31 dicembre 1998 un piano di riordino e di rilancio
operativo tendente alla realizzazione di nuovi servizi nel
settore della prevenzione e della riabilitazione anche
attraverso convenzioni con il servizio sanitario. Il piano di
cui al comma precedente deve anche comprendere una previsione
di entrate derivanti dall'organizzazione dei predetti
servizi, con l'obiettivo di garantire un graduale obiettivo
di bilancio che consenta la contestuale riduzione
dell'intervento regionale. Per la realizzazione dei fini
istituzionali e dei servizi nel settore della prevenzione e
riabilitazione l'ISMIG è autorizzato ad operare con le
modalità previste dal regio decreto 15 ottobre 1925, n.
2578, nonchè con la costituzione di società miste. Il terzo
comma dell'articolo 2 della legge regionale 17 marzo 1979, n.
44, relativo al divieto di alienazione di immobili e di
affitti superiori a tre anni è abrogato.
15. Per mantenere un assortimento librario adeguato alla
domanda di consumi culturali, è consentito il finanziamento
alla formazione di scorte delle imprese librarie siciliane
per un importo, documentato con fatture, non inferiore a lire
200 milioni e non superiore a lire 400 milioni per ciascuna
impresa, attraverso un finanziamento bancario da parte degli
istituti di credito operanti in Sicilia da estinguersi in
cinque anni, compreso l'anno di preammortamento, con rate
semestrali. La Regione siciliana interviene con un contributo
in conto interessi pari al 40 per cento del totale degli
interessi pagati dalle imprese librarie, con esclusione degli
eventuali interessi di mora e di ogni altro onere. Prima di
concedere il finanziamento gli istituti di credito devono
richiedere preventivo nulla osta all'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze indicando l'importo del
contributo in conto interessi. L'autorizzazione viene
infatti concessa, nei limiti delle disponibilità del capitolo
di bilancio, seguendo l'ordine cronologico delle richieste di
nulla osta pervenute. Il contributo in conto interessi viene
corrisposto dall'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze direttamente agli istituti di credito su richiesta
degli stessi corredata dagli estratti conto controfirmati dai
titolari delle imprese librarie. Per le finalità del presente
comma è autorizzato, per l'anno finanziario 1998, il limite
quinquennale di impegno di lire 200 milioni.
16. Al fine di agevolare le liquidazioni degli enti
economici regionali, l'EMS è autorizzato a procedere alla
rinuncia di tutte le cause promosse in materia di lavoro
pendenti innanzi al giudice ordinario o amministrativo,
relative a personale dipendente o dismesso ai sensi della
legge regionale 6 giugno 1975, n. 42 e successive modifiche e
integrazioni. L'EMS procederà al tentativo di transazione con
quanti hanno promosso causa in materia di lavoro sino alla
data di entrata in vigore della presente legge. Le
transazioni non potranno comunque superare il 30 per cento
dell'importo oggetto delle richieste senza riconoscimento di
interessi legali e rivalutazione monetaria. L'EMS impartirà,
nelle forme di legge, analoga direttiva alle società in
liquidazione interamente partecipate.
17. Al fine di consentire una più veloce fruibilità, anche
per parte funzionali, di presidi ospedalieri e delle altre
strutture sanitarie da realizzare con finanziamenti a valere
sulle risorse stanziate dall'articolo 20 della legge 11 marzo
1988, n. 67 e dalla legge 5 giugno 1990, n. 135 e successive
modifiche ed integrazioni o con altre provvidenze finanziarie
regionali e nazionali, i direttori generali delle aziende
ospedaliere e delle aziende unità sanitarie locali sono
autorizzati, limitatamente alle priorità già indicate nella
delibera della giunta di governo n. 423 del 29 ottobre 1977
di approvazione del programma straordinario di investimenti
in sanità, al conferimento dell'incarico di progettazione
esecutiva in deroga alla normativa vigente. Per il pagamento
degli oneri di progettazione delle opere che non dovessero
giungere a finanziamento si farà fronte con le disponibilità
dei fondi di rotazione istituiti ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4.
18. Alle aziende industriali, commerciali, artigiane,
alberghiere e comunque a tutti coloro i quali hanno subito
danni a seguito della tromba d'aria che si è abbattuta in
alcune zone della provincia di Agrigento nella notte tra il 7
e l'8 novembre 1997, è concesso un contributo a fondo perduto
pari al 90 per cento dell'ammontare dei danni. Le domande per
l'ammissione a detti contributi devono essere presentate alla
presidenza della Regione entro trenta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge. Le domande devono essere
corredate di una perizia giurata, resa da tecnici
regolarmente inscritti ad albi o elenchi professionali,
contenente l'indicazione analitica dei danni subiti e la
corrispondente valutazione e quantificazione del loro
ammontare. Per la concessione dei contributi di cui al
presente comma è autorizzata la spesa di lire 1.500 milioni
per il 1998, lire 5.500 milioni per il 1999 e lire 5.500
milioni per il 2000.
19. Allo scopo di consentire l'ulteriore sviluppo delle
attività inerenti lo sfruttamento del bacino
idro-termo-minerale di Acireale, l'assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti è autorizzato a
concedere all'Azienda autonoma delle Terme di Acireale un
ulteriore finanziamento di lire 4.000 milioni. L'intervento
di cui al presente comma può essere destinato, nel limite
massimo di lire 300 milioni, alla predisposizione di studi e
ricerche volti alla redazione di un razionale piano di
sviluppo.
20. Le spese autorizzate dalla presente legge sono
riepilogate nella tabella sottoindicata:
Segue tabella
21. All'onere di lire 144.100 milioni derivante
dall'applicazione della presente legge e ricadente
nell'esercizio finanziario in corso si provvede quanto a lire
9.100 milioni con parte delle disponibilità del capitolo
21257 e quanto a lire 135.000 milioni con parte delle
disponibilità del capitolo 60791 del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario medesimo. Gli oneri ricadenti
negli esercizi successivi, previsti in lire 13.700 milioni
per ciascuno degli anni 1999 e 2000 trovano riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, quanto a lire 9.200
milioni per ciascuno di essi al codice 08.01.00 e quanto a
lire 4.500 milioni per ciascuno degli anni medesimi al codice
08.05.00. In dipendenza del presente comma le somme
accantonate nei fondi globali come da elenco n. 5 annesso al
bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1999-2000,
sono così utilizzate:
Segue tabella""
Nessun altro chiede di parlare sull'articolo 1?
Presidenza del presidente Cristaldi
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, soltanto perchè essendo stata
sospesa la seduta ed essendo stata convocata la riunione dei
capigruppo, desideravo essere informato sull'esito della riunione
dei capigruppo, perchè sono d'accordo che si prosegua nel disegno
di legge numero 576/A relativo alla finanziaria ma sono
dell'avviso, però, che sarebbe utile informare l'Aula circa il
destino che deve avere l'altro disegno di legge, quello
riguardante lo scioglimento degli Enti economici regionali, che
ritengo debba essere approvato entro tempi ragionevoli e cioè che
si proceda nei lavori già domani, sulla base di quanto previsto
dal regolamento, e che domani sera l'Aula possa esitare il
disegno di legge relativo allo scioglimento degli Enti economici
regionali.
Dico questo perchè lei sa, signor Presidente, che la materia
è stata al centro di una discussione considerevole e fra l'altro
io sono il relatore del disegno di legge numero 576/A. Ho assunto
la veste di relatore perchè ritenevo che per il profilo e
l'importanza di quel disegno di legge anche se parlamentari
dell'opposizione potevamo dare positivamente un contributo
fattivo finalmente e chiudere una pagina ingloriosa della Regione
imprenditrice, un ulteriore ritardo sarebbe del tutto
incomprensibile per cui io sarei costretto, signor Presidente a
rinunciare alla mia funzione di relatore di quel disegno di
legge.
Io richiamo qui alla responsabilità il Presidente della
Regione siciliana, richiamo qui alla responsabilità l'assessore
Castiglione che più volte ha minacciato, anzi ha presentato in
Aula dimissioni a più volte minacciato le dimissioni sulla stampa
in questi giorni, il Presidente della Regione siciliana,
onorevole Drago, ha più volte dichiarato che il disegno di legge
sulle dismissioni era il disegno di legge più importante e più
qualificante della sua azione di Governo, sarebbe del tutto
incomprensibile a me, al resto del Parlamento e al resto della
Sicilia, se noi dovessimo ritardarne l'approvazione; per cui io
vorrei essere rassicurato circa la circostanza che dopo il
disegno di legge 576/A, quello riguardante la finanziaria, il
Parlamento regionale possa essere riconvocato domani pomeriggio
per discutere ed approvare in modo definitivo il disegno di legge
sulle dismissioni.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la Conferenza dei capigruppo è
entrata nel merito dei lavori, partendo da una considerazione,
che noi abbiamo tenuta aperta la sessione che invece deve essere
chiusa perché non possiamo tenerla aperta fino a quando tutti i
problemi politici che ruotano intorno ad un particolare disegno
di legge vengano risolti.
L'aspetto politico è una cosa, l'aspetto regolamentare è un
altro. E' emersa quindi la opportunità di discutere questa sera
il disegno di legge 576/A e con ogni probabilità se la stanchezza
fisica non ci prende, il disegno di legge relativo alle minoranze
etniche, dopo di che il Presidente dell'Assemblea dichiarerà
chiusa la sessione, che non significa dichiarare chiusa la
legislatura, significa sospendere per una settimana, dieci
giorni, quello che è, per consentire alla Conferenza dei
capigruppo di rideterminare il programma dei lavori.
E' emersa nella Conferenza dei capigruppi comunque la
opportunità di dichiarare ancora prioritario il disegno di legge
sugli enti economici regionali, il che significa che secondo i
tempi regolamentari il tutto potrebbe slittare di dieci-quindici
giorni al massimo.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, devo mettere in moto tutte le
mie capacità di sintesi perché io ho condiviso i dieci minuti per
ogni articolo però quando si tratta di articoli normali, qui
abbiamo un articolo di circa 19 commi, che, evidentemente, non è
considerato un fatto normale.
Vero che vi sono precedenti illustri quello della
finanziaria nazionale, ma io mi auguro di non seguire
assolutamente quell'esempio ed andiamo subito al nocciolo della
questione. Questo disegno di legge poteva avere una certa
validità in data 30-31 luglio quando si doveva chiudere la
sessione e quindi era necessario portare avanti alcune norme di
natura finanziaria, ma secondo me, superata quella fatidica data,
bisognava che le singole commissioni e la commissione bilancio
riaffrontassero i problemi perché molte questioni sono rimaste
sospese e quello che è venuto fuori con questo disegno di legge
per certi versi è un vero e proprio scandalo ci sono fatti fatti
che bisogna denunziare sono immorali dal punto di vista politico;
incominciamo con alcuni commi iscritti in questo disegno di
legge. Intanto penso per quanto riguarda il comma 16,
incominciamo dal vero scandalo che è il comma 14, noi prevediamo
un contributo di due miliardi ad un istituto siciliano mutilati
invalidi di guerra, noi praticamente siamo in presenza di un atto
clientelare, qui si vuole restituire, dare il prezzo del
tradimento politico perché noi sappiamo tutte le vicende che
ruotano attorno a questo ente. Cioè noi ancora pensiamo di tenere
su questo tipo di istituto sugli invalidi di guerra quando ormai
gli invalidi di guerra sono, secondo me, poche persone perché il
più giovane ha 75 anni, a mio modo di vedere.
Poi qui con questa norma, praticamente, cosa succede
onorevole Presidente? Una cosa molto grave, nel senso che questo
ente svolge attività produttiva e quindi non è un ente che svolge
attività sociale, questo ente ha avuto nel 79 qualcosa come un
miliardo, nel '91 ha avuto altri 9 miliardi successivamente ha
avuto altri contributi annuali, qui siamo dinanzi ad un ente
mangia soldi.
Invece di procedere alla soppressione di questo ente inutile
e mangia soldi, qui si pensa per ragioni clientelari e per pagare
il tradimento, è un prezzo del tradimento politico questo, si
pensa di dare la possibilità a questi nuovi amministratori di
potere portare avanti una vita agiata all'interno dell'ente con
un contributo di 2 miliardi.
Ora questo contributo viola chiaramente l'articolo 93 della
Costituzione, l'articolo 93 del trattato di Roma, perché si
tratta di sussidi di Stato ad un ente che svolge attività
produttive e per dimostrare, onorevole Presidente che questo
ente porta avanti una distorsione della concorrenza, ho qui una
lettera dell'ente stesso firmata dal Commissario in cui comunica
a tutti i comuni siciliani alle AUSL e a tutti comunica che per
le proprie finalità l'Ismic praticherà delle tariffe scontate del
70% cioè per tutte le protesi e le forniture l'Ismic porta avanti
il 70% di sconto, cioè l'Ismic verso i propri clienti effettua il
70% di sconto.
Poi viene qui alla Regione, all'Assemblea regionale, al
Governo regionale e si fa promotore per assegnare un contributo
di 2 miliardi all'anno a questo ente inutile per tenere buono un
cliente acquisito attraverso certamente forme non corrette.
Quindi, noi siamo in presenza di aiuti di Stato specifici e
non generale e non in percentuale, aiuti di stato che sono
vietati, ripeto, al trattato di Roma. Io mi chiedo quale
assessore irresponsabile, e quale funzionario irresponsabile può
firmare un provvedimento di erogazione, di contributo di 2
miliardi a questo tipo di ente?
Quindi vi sono responsabilità amministrative contabili da
parte di amministratori e di funzionari e bisogna procedere
successivamente alla restituzione dei contributi.
Non è solo questo, Presidente, andiamo avanti per quanto
riguarda le terme. Ho affrontato un po' il problema delle terme.
Le terme dalla loro istituzione ad oggi in tutte le leggi si
parla di utilizzazione industriali delle acque termali di Sciacca
e di Acireale. Ebbene noi siamo in presenza di vere e proprie
aziende industriali. Sono stati concessi le utilizzazioni di
queste acque termali appunto perché svolgessero attività
imprenditoriali, siamo in presenza di aziende e di imprese che
avrebbero dovuto dare reddito ed invece danno delle perdite
permanenti alla Regione siciliana.
E' necessario pertanto che queste imprese pubbliche, perché
le aziende termali sono imprese pubbliche ed operano nel mercato
e quindi anche per queste imprese pubbliche vi è il divieto di
dare sussidi perché violano, anche queste, l'articolo 92 e 93 del
trattato di Roma. Anche per queste iniziative c'è qualcuno che
sarà chiamato responsabile dagli assessori, al Presidente della
Regione, ai funzionari che vanno a firmare i mandati.
Ora noi potremmo continuare in questo tipo di denunzie, poi,
per esempio, non si riesce a capire che cosa vuole il comma 15
cioè se i duecento milioni sono per un anno o per cinque anni,
c'è una confusione totale.
Con il comma 16, quando noi dobbiamo andare ad approvare la
legge se si fa sullo scioglimento degli enti, si mette in
condizione di inferiorità l'amministratore dell'ente rispetto ai
propri dipendenti, che senso ha andare ad autorizzare le
transazioni, quindi, mettendo in posizione di vantaggio l'altra
parte nei confronti dell'ente minerario che è una amministrazione
pubblica.
C'è da aggiustare l'articolo 17 perchè non si può parlare di
deroga in materia di incarichi e di progettazione di opere
pubbliche perchè vi è una normativa comunitaria, in tal senso
abbiamo presentato un emendamento e lo andiamo ad illustrare,
chiediamo una normativa comunitaria che dobbiamo approvare.
Per quanto riguarda il comma 18, a mio modo di vedere,
questa norma è inapplicabile, perchè manca di criteri con cui
devono essere erogati i contributi, non è previsto un limite
massimo soltanto percentuale, ci può essere la percentuale di
lire centomila del 90 per cento, come ci può essere la
percentuale del 90 per cento per dieci miliardi, quindi mancano
criteri, poi c'è una disparità di trattamento dove è scritto, qui
siamo in presenza di calamità naturali e vi sono leggi che
prevedono interventi per le calamità naturali. Non ha senso
adottare criteri diversi secondo dove si verificano o dove c'è il
santo protettore o i deputati o il deputato che va a perorare una
certa causa, quindi siamo qui dinnanzi a una disparità di
trattamento e tra l'altro non so se per queste zone è stata
dichiarata la calamità naturale.
Per quanto riguarda le aziende termali ne abbiamo parlato,
comunque mi riservo in sede di emendamenti di illustrare meglio
la posizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Martino. Ne ha
facoltà.
MARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
sull'articolo unico, più che uno, per dire soltanto che non devo
essere stato sufficientemente attento durante la Conferenza dei
Capigruppo perchè a me è sembrato che noi abbiamo discusso
l'ammissibilità o meno degli emendamenti, i criteri di
ammissibilità degli stessi e su questo abbiamo raggiunto un
accordo tra i Capigruppo anche con la Presidenza dell'Assemblea,
non mi pare però che sia stato posto in discussione e mai
sollevato il problema della eventuale chiusura della sessione
dopo l'immediata approvazione di questo disegno di legge ed
eventualmente di quello sulle minoranze linguistiche, se così è
stato evidentemente io ero distratto e non me ne sono accorto, se
così non è stato io credo che la dichiarazione del Presidente
dell'Assemblea debba essere oggetto di una ulteriore discussione
in Conferenza dei Capigruppo perchè su questo, per quanto io
ricordo ma posso sbagliarmi, i Capigruppo non si sono
pronunciati.
PRESIDENTE. Onorevole Martino, lei era sicuramente distratto
perchè l'ho detto e, comunque vada, questa è anche una
prerogativa del Presidente dell'Assemblea che non può tenere
aperta una sessione sino all'infinito, per cui le condizioni sono
esaminate dal Presidente dell'Assemblea e ritengo che non
esistono più le condizioni per tenere aperta una sessione estiva,
fra poco saremo a Natale , evidentemente la sessione non può
durare quattro mesi, non viene a cambiar nulla perchè non viene
limitato alcun potere dei deputati, i deputati discuteranno fra
una settimana con una nuova sessione e con un nuovo programma di
lavori, non viene limitato il potere costituzionale.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'articolo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
al di là del merito del testo del disegno di legge, sia
necessario, per aiutare anche lo svolgimento dei lavori rispetto
a questo testo del disegno di legge, che vi sia un momento di
riflessione su ciò che è stato concordato in Conferenza dei
Capigruppo.
In quella sede abbiamo discusso del testo del disegno di
legge n. 576/A e su come procedere rispetto a questo testo. Debbo
dire, francamente, ha ragione il Presidente quando dice "comunque
rimane una prerogativa del Presidente dell'Assemblea di decidere
di chiudere la sessione o no".
Mi permetto di dire, signor Presidente, che siccome c'è un
disegno di legge incardinato che è quello dello scioglimento
degli enti economici regionali su cui si è chiusa la discussione
generale, se non fosse il caso che prima di chiudere la sessione,
si potesse chiudere anche quest'altro testo del disegno di legge.
In ogni caso non deciderlo ora che non si fa.
Si può fare benissimo questo disegno di legge stabilendo che
subito dopo si fa la riunione della Conferenza dei Capigruppo ...
PRESIDENTE. Di nuovo Conferenza dei Capigruppo?
CRISAFULLI. Signor Presidente, mi permetto di esprimere un mio
punto di vista e un mio aiuto alla discussione, dopodiché lei è
nella pienezza dei poteri di decidere anche rispetto a questo.
Questo sostengo metterebbe tutti in condizione di fare
questo disegno di legge nei tempi più rapidi possibili ed evitare
che si incrocino discussioni che non credo aiuterebbero i tempi e
la velocità di approvazione del testo.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sostanzialmente il mio intervento è stato anticipato da quello
che ha detto l'onorevole Crisafulli perché penso che l'esigenza
dell'approvazione della cosiddetta minifinanziaria, sia
un'esigenza avvertita da tutti. Abbiamo assunto una
responsabilità attraverso questa norma di dare alcune risposte
immediate ed urgenti. La sua sensibilità lo ha permesso tenendo
appunto aperta la sessione.
Viene sollevata, credo, legittimamente una preoccupazione di
volere definire e chiudere un disegno di legge che è stato
incardinato di cui si è conclusa la discussione generale. Quindi
la proposta dell'onorevole Crisafulli di agevolare il percorso di
quest'importante disegno di legge, la cosiddetta
"minifinanziaria" attraverso una decisione da assumere subito
dopo sui tempi definiti, ovviamente con il rispetto delle
prerogative che sono della Presidenza dell'Assemblea, in una
Conferenza dei Capigruppo, credo che possa sgombrare il campo da
ogni perplessità e preoccupazione di una volontà che non esiste
di non volere chiudere e definire il disegno di legge sulla
dismissione degli enti economici e consentire un percorso sereno
a questo disegno di legge e poi una condivisione di una decisione
temporale del giorno in cui quest'Assemblea dismetterà gli enti
economici.
Si potrebbe decidere anche di farla domani, però far
condividere questa decisione alle forze politiche. Non credo sia
uno strappo ...
PRESIDENTE. Onorevole Granata e onorevoli colleghi, non siamo
al circolo dei ragazzini. Che cos'è questa storia. Richiamo i
capigruppo alla funzione che ricoprono. C'è stata una Conferenza
dei Capigruppo che ha determinato una strada da percorrere.
Adesso i singoli deputati si alzano ed esprimono le loro
posizioni, tra l'altro usando stratagemmi che non sono
tollerabili da questo punto di vista. Abbiamo fatto una
Conferenza dei Capigruppo e abbiamo stabilito che questa sera si
chiude la sessione ...
LA GRUA . Così si è stabilito.
PRESIDENTE. Nè si può rimettere in discussione ciò che è stato
stabilito. Non è un'imposizione del Presidente dell'Assemblea. La
Conferenza dei Capigruppo la posso fare domani per riaprire una
nuova sessione ma questa sera chiudo la sessione, non per un
capriccio del Presidente dell'Assemblea, perchè questo ha
stabilito la Conferenza dei Capigruppo.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, io sono stato tra quelli che già il 2
agosto, poi il 20 di agosto e, per finire, questa sera, ho
cercato di richiamare l'attenzione sulla procedibilità dei nostri
lavori. In questo mese che abbiamo attraversato, dalla chiusura
già preventivata per il 1 di agosto, poi con la seduta
straordinaria, fino a questa sera, si sono intrecciati fortemente
i temi dello scioglimento degli enti economici con i problemi
politici, evidentemente molto seri, ancora non risolti che sono
emersi peraltro pubblicamente nei dibattiti, nelle prese di
posizione sulla stampa, con conferenze stampa, che sono emersi in
Aula, con gli interventi dei rappresentanti dell'opposizione ma
soprattutto per quel che rileva della maggioranza che hanno fatto
vedere con chiarezza che ci sono questioni, nodi, forse non tutti
fino a questo momento esplicitati, che impediscono all'interno
della maggioranza e tra la maggioranza ed il Governo, non so se
anche all'interno del Governo, di trovare o di aver trovato,
almeno fino a questo momento, una composizione delle diverse
posizioni in campo tale comunque da mettere seriamente in
discussione ed a rischio l'approvazione di questo disegno di
legge.
Questo nodo è stato quello che ci ha portato ad una chiusura
temporanea di sessione, tutto sommato in modo abbastanza
traumatico, con la mancanza del numero legale, le impossibilità
di votare i disegni di legge, che ci ha portato ad una
convocazione straordinaria della seduta, quella che si è tenuta
il 20 agosto, anch'essa fortemente attraversata da questa
tematica e che si è risolta con un andamento estremamente
contraddittorio per le posizioni che in questa Aula ha espresso
il Governo.
Io sono stato il segretario di turno che ha letto il verbale
e devo dire la verità, a rileggere tutti e tre insieme i verbali
delle ultime tre sedute c'è da raccapricciare, accappona la pelle
se si osservano le varie posizioni che il Governo ha assunto nel
corso della seduta, l'una che contraddiceva l'altra, con
affermazioni solenni immediatamente smentite subito dopo.
E tutto questo ha finito col pesare sui nostri lavori, ha
finito con il determinare, è paradossale ma è così, con il
determinare poi la scelta che, non ricordo se era ancora il 31 o
era già l'1 di agosto, ma comunque ha poca importanza, la scelta
che ci ha portato in Conferenza dei Capigruppo, ad individuare
questo percorso anomalo che è stato quello di individuare un
disegno di legge già all'esame della Commissione Finanze, appunto
il 576/A, che va ricordato, era un disegno di legge presentato
dal Governo ma che aveva tutt'altro oggetto, come disegno di
legge di competenza della Commissione Finanze con il quale
avvalendosi peraltro non più di questo, della potestà data dal
Regolamento, la Commissione Finanze potesse inserire alcuni temi
espressamente individuati nella Conferenza dei Capigruppo e che
qui questa sera il verbale della seduta ci ha ricordato: la
questione relativa al fermo biologico, il pagamento di quanto
dovuto dalla Regione per le manifestazioni sportive e turistiche
nel 1994 ed un'altra questione a cui si aggiunse poi, vista
l'urgenza, la problematica relativa alla realizzazione
dell'impianto fotovoltaico di Ginostra e su richiesta presentata
in Aula e accettata dall'Aula , la questione del pagamento degli
stipendi, ormai da troppo tempo assenti, per i dipendenti
dell'EMS.
Questo era il percorso individuato dalla Conferenza dei
capigruppo e passato dall'Aula. In realtà, poi,in Commissione
'finanze' il percorso si è arricchito, tra virgolette, di tante
altre tematiche che, io ricordo, portò me ad abbandonare ad un
certo punto i lavori della Commissione 'finanze' e a lamentare
l'assenza del rispetto delle decisioni prese dalla Conferenza dei
Capigruppo, perchè mi pareva che si stesse allargando a dismisura
la portata del disegno di legge in qualche modo forzando, anzi
sicuramente forzando quelle che erano state le indicazioni della
Conferenza dei Capigruppo e portando un disegno di legge
cosiddetto a banco aperto.
Stasera io ho posto esattamente questa questione: essendo il
disegno di legge pervenuto in Aula a "banco aperto", quale scelta
bisogna fare? Andare avanti con l'esame di tutti gli emendamenti
considerando impossibile dichiarare improponibile l'uno o
l'altro? Ho chiesto una decisione al Presidente, il Presidente
ha ritenuto opportuna la convocazione della Conferenza dei
Capigruppo. Nella Conferenza dei Capigruppo è emersa
l'indicazione che poi il Presidente dell'Assemblea ha fatto
propria che è quella di andare avanti con l'esame degli
emendamenti e di decidere gli emendamenti non sulla base della
loro proponibilità, ma sulla base del loro contenuto, cioè
l'Aula, il Governo, la maggioranza si orienteranno in base a
quello che riterranno più opportuno.
Devo dire la verità, Signor Presidente, anche a me deve
essere sfuggito il momento in cui la Conferenza dei Capigruppo ha
stabilito di chiudere la sessione; onestamente devo dire
probabilmente mi è sfuggito, per carità sarà stato anche un
momento di disattenzione, magari avrò parlato anche con qualche
altro deputato, onestamente devo dire che mi è sfuggito, mi sarà
sfuggito nel momento in cui la Conferenza dei Capigruppo ha
deciso la chiusura della sessione questa sera. Se non mi fosse
sfuggito mi sarei dichiarato assolutamente non d'accordo; o
meglio: mi sarei dichiarato d'accordo o non d'accordo in funzione
dell'indicazione della ripresa del dibattito sul disegno di legge
sullo scioglimento degli Enti, perchè non c'è niente di
particolarmente strano nel fatto che il Presidente dell'Assemblea
solleciti la chiusura della sessione, mi pare abbastanza normale
che una sessione estiva a un certo punto debba essere chiusa,
anche perchè la chiusura della sessione non comporta la
caducazione di alcunchè. E' evidente però che se la scelta della
chiusura della sessione, che può essere anche assolutamente utile
e funzionale ai lavori dell'Assemblea, si accompagna con una
indicazione di riapertura dei lavori dell'Assemblea a una data da
indicarsi e che comunque non sarà certamente vicina nell'ordine
di qualche giorno, di una settimana è evidente che questo
trasforma una decisione di carattere regolamentare, che attiene
ai lavori dell'Assemblea e che può essere presa e non sarà da noi
contestata in nessun modo anche soltanto dal Presidente
dell'Assemblea è un fatto politico. Ed è del fatto politico che
qui si discute non del fatto regolamentare, il fatto politico che
rispetto alle enormi difficoltà che sono venute fuori all'interno
della maggioranza per definire il disegno di legge sugli enti
economici, si preferisce ancora una volta spostare in avanti la
questione.
Noi abbiamo detto più volte, ripetutamente nel corso di
questo mese che non siamo d'accordo, abbiamo chiesto la seduta
straordinaria richiedendo che al primo punto fosse inserito il
disegno di legge sullo scioglimento degli enti. Avevamo
rinunziato ad intervenire sulla discussione generale per
facilitare la discussione. Devo dire che ci eravamo confortati
dalla decisione comunicata dal Presidente, o perlomeno
dall'orientamento espresso dal Presidente a chiusura della
discussione generale - stante il fatto che questa sera si è
chiusa la discussione generale credo con il concorso di tutti -,
di rinviare alla seduta di domani la ripresa, come è previsto dal
Regolamento, del dibattito.
Allora, Signor Presidente, decida con il conforto o meno
della Conferenza dei Capigruppo, da questo punto di vista io non
insisto su questo per carità, decida anche di chiudere la
sessione, ci consenta però di esprimere il nostro orientamento
affinchè la ripresa dei lavori, e quindi della nuova sessione,
avvenga nel più breve tempo possibile, non oltre la settimana, e
che, ovviamente, il primo punto all'ordine del giorno sia il
disegno di legge sullo scioglimento degli enti. Questo è il
nostro orientamento.
Non siamo qui per minacciare sfracelli, però non c'è dubbio
che siamo in un percorso difficile, non a caso abbiamo dovuto
fare tre o quattro conferenze dei capigruppo per stabilire come
andare avanti cercando di non far cadere da una parte e
dall'altra gli stessi lavori che stiamo facendo.
E' evidente che una decisione o un'altra determina però
orientamenti delle forze politiche sulla base di indicazioni
politiche, sia chiaro, e non di carattere regolamentare che vanno
in un senso o in un altro.
Allora, se ci può essere e ci vuole essere una buona
predisposizione per far sì che questi nostri lavori siano
produttivi, che si esamini e si approvi il disegno di legge
finanziario. Contemporaneamente, deve esser chiaro però come si
va avanti e quando si andrà avanti sulla questione dello
scioglimento degli enti. Altrimenti, si ritorna in uno stato di
indeterminatezza e di confusione che certamente non giova nè ai
lavori dell'Assemblea, nè ai problemi che abbiamo di fronte e che
siamo chiamati ad affrontare e risolvere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questa sera il Presidente
dell'Assemblea, qualunque sia l'esito di questo disegno di legge,
chiuderà la sessione. Convoco la conferenza dei capigruppo per
domani sera, al fine di individuare modi, programmi e compiti per
la successiva sessione, e sarà la conferenza dei capigruppo a
determinare quali. Ma io questa sera chiudo la sessione e i
deputati saranno convocati a domicilio, secondo il programma
predisposto dalla conferenza dei capigruppo. Onorevoli colleghi,
credo che questo sia abbastanza chiaro.
Onorevoli colleghi, ricordo che a norma di Regolamento i
firmatari dell'emendamento, in questa fase, possono illustrare
tutti i loro emendamenti in 10 minuti.
Per cui, dichiaro aperta la discussione sugli emendamenti.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, ho chiesti di parlare sull'ordine
dei lavori perchè è la prima volta che ci troviamo ad affrontare
questa fattispecie.
Quando abbiamo riformulato il Regolamento dell'Assemblea
pensavamo ad una articolazione dei lavori sulla base di disegni
di legge che si presentassero in forma di articolato.
Questo è il primo disegno di legge che non si presenta in
forma di articolato poichè trattasi di un disegno di legge
costituito da un solo articolo e da circa 20 commi.
Poichè gli emendamenti presentati, dunque, non sono ad
articoli, ma sono a commi di un medesimo articolo, stiamo
affrontando una fattispecie che probabilmente non era contemplata
nel regolamento.
Allora, forse, sarebbe opportuno approfittare dell'occasione
per darci una regola di comportamento che nasce in questa
circostanza e che potrebbe ripetersi ogni qualvolta ci dovessimo
trovare in una situazione simile. Perchè, poichè gli emendamenti
o gran parte degli emendamenti, non sono presentati ad articoli,
essendo l'articolo soltanto uno, ma sono presentati a commi, in
questo caso che facciamo? Estendiamo cioè applichiamo in forma
estensiva la regola che prevede la presentazione di emendamenti
ad articoli, nel senso che consideriamo i commi articoli di un
disegno di legge più complesso, ovvero no? O, comunque, in che
modo ci articoliamo?
Pongo il problema perchè è la prima volta che accade e
quindi sarebbe interessante stabilire una regola che valga anche
per l'avvenire.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, noi non abbiamo da stabilire
nulla, perchè tutto è stato stabilito dal Regolamento.
Così come il Regolamento ha consentito a ciascun deputato di
atteggiarsi in Commissione e in Commissione è stato consentito
che il disegno di legge uscisse con un solo articolo, uno è
l'articolo e tutti gli emendamenti sono presentati a
quell'articolo. Non posso farci nulla.
Io comprendo che c'è un momento anomalo del disegno di legge
e sicuramente questo è l'ultimo dei disegni di legge che
consentirà meccanismi di questa natura. Questo disegno di legge
è stato possibile individuarlo per porre rimedio ad una fase di
transizione tra il vecchio e il nuovo Regolamento per delle
emergenze che c'erano.
Sicuramente non si presenterà più una situazione di questa
natura, però è certo che se in Commissione i deputati che sono
liberi di atteggiarsi in tal senso decidono di fare un'articolo
di quattro pagine quello è l'elemento a cui si aggancia la
presentazione degli emendamenti e, quindi, quello è l'elemento
che condiziona anche le procedure del dibattito.
FLERES. Allora i commi si voteranno ad uno ad uno. Una volta
emendato ciascun comma, si procederà alla votazione?
PRESIDENTE. No, lei sa che non è così. Secondo il nuovo
Regolamento i deputati che sono firmatari di emendamenti hanno
facoltà in questa fase di illustrare i propri emendamenti in
dieci minuti; sia uno l'emendamento o siano mille gli
emendamenti, in dieci minuti illustrano i propri emendamenti.
Se i propri emendamenti vengono subemendati il firmatario
dell'emendamento, uno solo fra tutti i firmatari, ha possibilità
di replicare a quell'emendamento per cinque minuti. E' poi
possibile per ciascun deputato, a prescindere dall'essere
firmatario o meno, intervenire per dichiarazione di voto in
cinque minuti, questa è la procedura.
Presidenza del presidente Cristaldi
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 576/A
GALLETTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per illustrare l'emendamento 1.17 e approfitterei dell'occasione
per far rilevare che nell'emendamento esistono due errori di
battitura, se il caso li correggiamo sin da questo momento: al
primo comma, al terzo rigo, anziché "dal periodo" è "del
periodo". Il secondo comma è inglobato ovviamente nel comma uno,
per cui il terzo diventa due, il quarto diventa tre.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, i commi uno, due e
tre dell'emendamento - quindi uno e due - tendono a far chiarezza
su un problema che riguarda la cosiddetta una tantum del
personale del settore minerario che sta provocando non poche
tensioni.
E' appena il caso di ricordare che l'indennità una tantum
venne per la prima volta istituita al fine di dismettere quanto
più possibile personale dal settore minerario, con la legge
regionale 179, articolo 7, ed era pari ad 1/3 dei benefici che
sarebbero spettati agli interessati nell'arco del periodo di
prepensionamento residuo cui avrebbe avuto diritto. Beneficiari
erano i dipendenti in servizio che avessero raggiunto il minimo
di anzianità contributiva per ottenere la pensione di anzianità
nonché ex lavoratori già in pre-pensionamento.
L'ammontare di 1/3 dei benefici venne ritenuto, tuttavia,
uno scarso incentivo, e un numero assai limitato di personale
usufruì di quella particolare indennità una tantum, per cui si
può affermare che lo scopo prefissato non è stato raggiunto in
quanto gli ex dipendenti preferirono restare in
pre-pensionamento.
La superiore considerazione, signor Presidente, fece sicché
la reiterazione dell'Istituto, mediante l'articolo 6 della legge
regionale 27/84, la misura dell'indennità una tantum venisse dal
legislatore regionale elevata al 50% dell'ammontare del
trattamento di pre-pensionamento.
La legge regionale 46/84 ha previsto la norma di
interpretazione autentica ed all'articolo 9 sancì che l'indennità
una tantum debba essere calcolata fino a 60 anni di età a
prescindere dall'anzianità contributiva. Beneficiari, ancora una
volta, erano esplicitamente sia i dipendenti in servizio sia
quelli che usufruivano del prepensionamento.
Questa volta l'obiettivo, in larghissima parte, fu
conseguito. Ed infatti, da una parte i lavoratori in servizio
optarono per l'indennità di prepensionamento che era pari all'80
per cento della retribuzione, sapendo che successivamente
avrebbero potuto ottenere l'indennità una tantum come previsto
dal citato art. 9 della legge regionale 46/84. Dall'altra parte
l'erogazione della indennità una tantum ai prepensionati ha
consentito per le casse regionali, in quanto tale indennità
veniva calcolata al 50 per cento, per un massimo di 12 anni e
fino al compimento del 60 anno di età.
La concretezza del superiore principio applicativo trovò
conferma nel parere dell'Assessore all'Industria dell'epoca, che
con nota n. 14209 del 16 gennaio 1985, gruppo XI, ha ribadito
tale principio specificando all'Ente Minerario Siciliano che la
facoltà di convertire l'indennità di prepensionamento in una
tantum è legittima e permanente. Ad avvalorare la giustezza
dell'interpretazione dell'onorevole Assessore legittimo portavoce
della volontà del Parlamento regionale, valga la considerazione
che il diritto a godere dell'indennità è stato esplicitamente
riconosciuto con successiva legge regionale 1593 art. 36.
Considerato, quindi, onorevoli colleghi, l'affidamento
intervenuto nel tempo ed altresì il parere espresso dallo stesso
Ufficio legale dell'Ente Minerario Siciliano che aveva
riconosciuto legittimo il recepimento dell'una tantum ai
prepensionati per oltre un decennio, oggi è inammissibile che
dopo oltre 12 anni di applicazione di detto istituto, a seguito
di varie sentenze pro e contro, si richieda ai prepensionati,
molti dei quali, Signor Presidente, deceduti, il rimborso delle
somme a suo tempo erogate, ribaltando così l'Ente minerario
siciliano, caro Assessore, la propria gestione e sconvolgendo la
certezza del diritto e della matematica contabile.
L'Ente minerario siciliano infatti, vorrei riferire alla
Corte dei Conti, fatta eccezione nel caso ci siano responsabilità
di singoli che vanno perseguite, non ha perduto nulla erogando
come abbiamo detto in unica soluzione la metà di quello che
avrebbe erogato ratealmente, anzi, l'indennità in parola ha
consentito un ulteriore risparmio considerato che le leggi
regionali prevedono per i prepensionati tutti gli aumenti futuri
in forza di contratti nazionali, di accordi aziendali, di
adeguamenti continui dovuti al variare del costo della vita.
Tutti oneri ovviamente non più a carico della Regione, per coloro
i quali hanno optato per l'una tantum, ma trasferiti agli
istituti previdenziali.
L'attuale comportamento dell'Ente minerario siciliano che ha
causato notevole scompiglio, è il caso di dirlo, e che non
consentirebbe alla Regione di ottenere le economie che sono alla
base dell'istituto, ha sconvolto anche la certezza che ha
determinato in moltissimi, alcuni dei quali obbligati una volta
fatta la richiesta, una scelta piuttosto che un'altra. Scelta
molto spesso imposta dall'esigenza di aver dovuto soddisfare
necessità primarie di sopravvivenza.
Come si può oggi richiedere la restituzione al lordo? Ognuno
dovrebbe versare quasi il doppio di quello che ha ricevuto Per
esempio, a nuclei familiari che possono documentare, anche nuclei
di mia conoscenza, di avere utilizzato l'una tantum per seri
interventi chirurgici per dei familiari gravemente ammalati,
interventi tra l'altro che in qualche caso non hanno avuto
successo. Noi non possiamo non farci carico di queste
considerazioni.
Pertanto, onde evitare un interminabile contenzioso dagli
esiti incerti e controversi, nel rispetto del Parlamento e della
continuità legislativa che in questo tema ha più volte
manifestato la propria volontà, nel sottolineare che
l'emendamento in questione non comporta alcun onere aggiuntivo
per la Regione, si rappresenta l'opportunità che
l'Assemblea approvi detto emendamento che chiarisce, speriamo
questa volta veramente in via definitiva, la problematica legata
all'una tantum e che permette di superare il contenzioso
inopportunamente avviato contro gli ex lavoratori del settore
minerario siciliano, ridando quindi certezze e serenità alle
famiglie di tanti minatori che oggi si trovano in uno stato di
grande apprensione e tensione.
L'ultimo comma, invece, Signor Presidente, discende dalle
necessità di uniformare il trattamento di pre-pensionamento del
personale che ha lavorato all'esterno delle miniere con quelli
che hanno lavorato in sottosuolo, oggi penalizzati dal meccanismo
della norma in vigore che verrebbe superato con l'aggancio alle
normative previdenziali comuni e generali per l'assicurazione
obbligatoria e di chiarire definitivamente che i benefici di cui
alla legge del 6 giugno 1975, numero 42, cessano all'atto del
conseguimento dei requisiti minimi per l'ottenimento della
pensione di vecchiaia o di anzianità.
PRESIDENTE. Onorevole Galletti, prendiamo atto della sua
dichiarazione secondo la quale ci sarebbero su alcuni emendamenti
degli errori di dattiloscrittura, ma sul piano formale bisogna
porre rimedio e bisogna presentare un emendamento all'emendamento
che in questa fase può essere presentato o da quattro deputati o
da un Presidente di Gruppo Parlamentare oppure dalla Commissione
che può fare il suo rilievo o dal Governo. Sul piano formale
deve essere fatto in questi termini.
GRIPPALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per
illustrare l'emendamento 1.20. Si tratta, Signor Presidente, di
un atto di giustizia e di equa distribuzione degli interventi.
L'emendamento consente agli Enti locali che nei tempi del
31.12.1995 ebbero a deliberare l'assunzione di personale precario
in relazione alla previsione normativa dell'articolo tre della
legge del 1991 numero 22. Si tratta di una norma che, come è a
tutti noto, ha inciso in senso altamente positivo per determinare
la fine di precariato che si stava rivelando di dimensioni
bibliche.
E' a tutti noto che gli Enti locali, le pubbliche
amministrazioni avevano raggiunto limiti di intolleranza e di
intollerabilità economica, in quanto le difficoltà di accesso
attraverso i concorsi e le facultazioni delle assunzioni facevano
sì che i servizi primari, soprattutto quelli di carattere
scolastico, e dei servizi comunali fossero affidati alla
cosiddetta locatio operis, e tutto ciò determinò una situazione
di grande incertezza interpretativa.
Sono intervenuti i TAR, sono intervenuti i Consigli di
Giustizia Amministrativa, ma la legge 22 all'articolo 3 ha dato
finalmente la possibilità di sanare questo tipo di anomalie nel
rapporto di lavoro.
Signor Presidente, si è verificato che alcune
amministrazioni hanno deliberato entro il 31.12.1995 la
immissione nell'organico (ex articolo 3 della norma richiamata)
per contingenti e per scaglioni di questo intero complesso di
soggetti che potevano avere la fruibilità dell'assunzione. Ciò è
stato un atto di sostanziale prudenza di queste amministrazioni,
considerato che le difficoltà di appostamento delle risorse
finanziarie regionali non avrebbero consentito, per esempio, a
comuni capoluogo di immettere in organico centinaia di unità che
avevano prestato e continuavano a prestare questo tipo di
attività.
Signor Presidente, questo emendamento consente che le
amministrazioni che hanno iniziato gli atti deliberativi per
scaglioni di dipendenti passati in organico e che nello stesso
periodo hanno visto bocciato qualche atto deliberativo poi
reiterato e divenuto esecutivo, quindi, con potenzialità di
esecutività e di conseguente applicazione, purchè avessero
chiesto il finanziamento ai sensi dell'articolo 57 della legge n.
25, vengono facultate, appunto, ad assumere detto personale ai
sensi del suddetto articolo 57.
Signor Presidente, segnalo senza alcun pietismo inutile,
data anche l'ora, che il non avviare, e il Governo è stato
ampiamente informato e sensibilizzato dando adesione di massima
all'accoglimento dell'emendamento, e il non dare accoglimento
all'emendamento stesso determinerebbe, per situazioni già
consolidate, non solo una sperequazione suscettibile di ricorsi
avanti all'autorità giudiziaria ordinaria o all'autorità del
Pretore del lavoro, ma porrebbe l'amministrazione locale in
rischi di gravi, dispendiosi ed onerosi sul piano economico
conseguenze di carattere finanziario e porterebbe comunque al
dato finale della assunzione.
Signor Presidente, segnalo inoltre all'attenzione del
Governo ed anche degli onorevoli colleghi che si tratta di
precari che in questi giorni da oltre un mese, sempre per quella
nostra situazione ennese drammatica, ed è a tutti nota, bivaccano
sotto il nostro Palazzo e chiedono equità negli interventi.
Infatti, colleghi di minore o di pari anzianità sono stati
regolamentati da atti adottati nei tempi opportuni, ma con ciò
non intendiamo fare torto all'amministrazione comunale, perché è
stato un atto forse di eccessiva prudenza quello di scaglionare,
Signor Presidente e onorevole assessore per il bilancio, in tempi
più opportuni e canonici la richiesta di regolamentazione
dell'organico.
Pensiamo che il capitolo indicato possa essere idoneo alla
copertura finanziaria, in ogni caso l'assessore per gli enti
locali che ha adottato dei provvedimenti ed adozioni di impegno
nei confronti dei richiedenti saprà trovare la soluzione di
copertura finanziaria, e riteniamo che questo emendamento con il
parere favorevole del Governo possa portare a sopimento un'altra
pagina di giustizia che noi auspichiamo.
PAGANO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 1.17.
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, l'emendamento 1.17 è già stato
illustrato.
PAGANO. Mi riservo di intervenire in sede di dichiarazione di
voto.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, credo innanzitutto che ci siamo un
po' illusi che l'esame di questo disegno di legge potesse
procedere con qualche celerità, e credo che ci siamo illusi anche
che le solenni decisioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo
siano vincolanti per tutti, così non è. Ho visto dal numero
degli emendamenti ulteriori che sono stati presentati che c'è un
evidente sfondamento anche del percorso che la Conferenza dei
Capigruppo aveva delineato non più di un paio di ore fa e questo
sfondamento ovviamente non può che essere operato dallo stesso
Governo, che è l'unico che in questo momento può presentare
emendamenti.
Io segnalo la questione, signor Presidente, perché verrà
comunque in rilievo questo elemento. Ricordo anche al Governo,
Presidente, che evidentemente non ha ancora assimilato il
Regolamento, che il divieto di presentazione di emendamenti
ulteriori dopo la chiusura della discussione generale, vale anche
per il Governo tranne che non si tratti di emendamenti che
vengono presentati in linea di elaborazione di testi già
presentati, così recita il regolamento stesso.
Qualche eccezione, lei stesso lo ha detto signor Presidente,
si è ritenuta utile vista la particolare situazione di questo
disegno di legge, la fase transitoria, non mi pare però che da
qualche eccezione si possa arrivare ad una eccezione
generalizzata.
Dico subito che sono assolutamente contrario all'emendamento
del Governo che propone di ridurre lo stanziamento per l'EMS da
17 miliardi a 12 miliardi, prevedendo di utilizzare 5 miliardi
faticosamente reperiti nella notte di tempesta tra il 31 luglio e
il primo agosto per cercare di pagare qualche mese di stipendio
ai dipendenti dell'EMS per una finalità, per carità avrà anche
una sua logica, una sua razionalità, un contributo straordinario
all'ASI di Catania, chissà quanto dovremo dare alle altre ASI
onorevole Grippaldi, ma francamente non mi pare.
DRAGO, Presidente della Regione. Di quali emendamenti parla?
PIRO. 1.28 e 1.29.
DRAGO, Presidente della Regione. Si tratta di emendamenti
precedenti.
PIRO. Sono ritirati, Presidente? Questa è un'altra questione,
signor Presidente, questa è la questione degli emendamenti che
sono stati presentati. Dico subito, siccome si interviene una
volta sola su tutti gli emendamenti, per intanto dico che sono
assolutamente contrario a questi emendamenti presentati dal
Governo che riducono il fondo dell'EMS da 17 miliardi a 12
miliardi.
Non abbiamo fatto tanta fatica per trovare 17 miliardi per
poi vederli destinati ad altre finalità. Intervengo anche per
illustrare gli emendamenti che recano anche la mia firma: un
primo emendamento è quello che riguarda i teatri stabili di
Catania e Palermo. Ve ne sono due, un primo da me presentato che
riguardava il ripristino di, devo dire più formale che
sostanziale, di quanto già deliberato dalla Commissione Bilancio,
dalla Commissione di merito e con l'assenza del Governo cioè del
finanziamento triennale per il teatro stabile di Palermo; l'altro
presentato successivamente e che evidentemente è il principale
dei due emendamenti presentati è quello che invece propone un
incremento dello stanziamento annuale a favore sia del Teatro
Stabile di Palermo che di quello di Catania.
Teatri stabili come è noto sono strutture alle quali
partecipa anche la Regione siciliana nella qualità addirittura di
socio delle Fondazioni.
Il secondo emendamento da me presentato attiene una
questione che ha urgenza di essere affrontata, che riguarda la
questione delle derivazioni di acque pubbliche. Già affrontato
dall'Assemblea regionale siciliana in un'altra circostanza e con
riferimento alla necessità di pubblicare la richiesta di
derivazione persino sui quotidiano a tiratura nazionale, che
ovviamente l'Assemblea regionale ha ritenuto essere una forma
assolutamente vessatoria e onerosa per le piccole derivazioni
stabilendo che questa norma nazionale valesse solo per le grandi
derivazioni.
C'è un secondo problema che è intervenuto sempre per le
piccole derivazioni, che interpretando una coacervo di norme,
alcune delle quali molto antiche, l'Assessorato regionale ai
Lavori Pubblici ha ritenuto che i decreti di concessione, di
derivazione di acque pubbliche e piccole derivazioni dovessero
essere pubblicate per intero sulla Gazzetta Ufficiale con gli
oneri evidentemente a carico dei richiedenti. Per cui si
verificherebbe una situazione abbastanza frequente che a fronte
di piccole derivazioni per le quali viene corrisposto un canone
abbastanza piccolo, cinquemila, diecimila, chi richiede la
concessione deve sobbarcarsi a spese nell'ordine di duemilioni,
duemilionicinquecentomila. Fatto questo che fino a questo
momento ha impedito la regolarizzazione tra l'altro di moltissime
posizioni, questo emendamento che è l'emendamento a mia firma
numero 1.15 propone che i decreti di concessione di piccole
derivazioni la pubblicazione venga eseguita per stralcio sulla
azzetta e non per l'intero decreto.
Il Terzo emendamento 1.14 si propone di intervenire
sull'attuale legislazione che regola la locazione degli immobili
alle forze dell'ordine, l'Assemblea regionale ha previsto nel
caso in cui colui che ha avuto in locazione appartenente alle
forze dell'ordine l'immobile dovesse andare in quiescenza il
mantenimento della locazione purchè il reddito del richiedente
non superasse del 25 per cento il reddito previsto dalla
legislazione per la locazione delle case popolari.
Questa norma, a parte i grossi problemi interpretativi che
ha posto, è una norma che esclude praticamente tutti
dall'applicazione della legge perchè un agente delle forze
dell'ordine che va in pensione, va in pensione con una pensione
che supera abbondantemente questo limite. Allora delle due l'una
o si abroga completamente questa previsione oppure si instaura
una previsione normativa che consenta il mantenimento
evidentemente entro certi limiti ed è quello che questa norma si
propone di fare, ripeto emendamento 1.14.
Per quanto riguarda poi, signor Presidente della Regione, il
ragionamento iniziale, io ho visto e non so se sono in arrivo
altri emendamenti che vi sono trattati argomenti di cui non si è
parlato completamente alla Conferenza dei Capigruppo, vi sono
poi emendamenti che propongono ennesime coperture finanziarie
mentre si è stabilito e lo ha chiesto Lei insistentemente, signor
Presidente, si era stabilito in Conferenza dei Capigruppo che gli
emendamenti venissero presi in considerazione soltanto a
condizione che non comportassero ulteriori oneri finanziari, mi
pare che lo stesso Governo non si sia attenuto alle stesse
condizioni che egli stesso ha chiesto di applicare per cui invito
innanzitutto il Governo senza volere aprire per forza un momento
conflittuale del nostro dibattito e invito lo stesso Governo a
rivedere gli emendamenti che sono stati presentati e attenersi
esso stesso Governo a quelle condizioni di praticabilità di
questo disegno di legge stabilite insieme e su proposte del
Governo dalla Conferenza dei Capigruppo.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, illustrare gli emendamenti da
me presentati in dieci minuti forse potrei farcela ed io mi
atterrò ai dieci minuti, però oggettivamente non si può chiedere
di non parlare degli emendamenti presentati da altri colleghi e
presentati anche dal Governo della Commissione, quindi abbiamo
dinnanzi a un articolo 19 commi con tanta carne al cuoco che c'è
oggettivamente ci sono delle difficoltà. Comunque noi dobbiamo
cercare di superarle. Innanzitutto, onorevole Presidente, poiché
non c'è possibilità di intervenire su tutti gli emendamenti, vi
sono molti emendamenti presentati che non hanno la copertura
finanziaria. A mio modo di vedere non è possibile che la
copertura finanziaria non c'è e si possa dare in Aula con molto
disinvoltura. C'è una prassi che bisogna rispettare. C'è un
Regolamento che bisogna rispettare.
Quindi la copertura finanziaria si da in sede di Commissione
appositamente convocata. Abbiamo casi qui, per esempio, in cui ci
sono alcuni emendamenti la cui copertura finanziaria è stata
negata in Commissione. Quando si è trattato della legge sullo
scioglimento degli enti e quindi la Commissione, dopo un
dibattito nega la copertura finanziaria e qui non è possibile
introdurla.
Molte materie, a mio modo di vedere, compreso qualche mio
emendamento, signor Presidente, perché se emendamenti di altri
colleghi vengono da lei dichiarati improponibili ed inammissibili
perché non rientrano nella materia, francamente non ho motivo di
lagnarmi se i miei emendamenti devono subire la stessa sorte.
Invece ritengo che tutti gli emendamenti che non riguardano
questioni di interventi urgenti finanziari secondo quell'intesa
definita in sede di Conferenza dei Capigruppo debbano essere
dichiarati inammissibili. Così tra l'altro agevola di molto
l'approvazione del disegno di legge che abbiamo all'ordine del
giorno.
Quindi pensare con la modifica del Regolamento che abbiamo
giustamente rivendicato come un atto di orgoglio da parte del
Parlamento, non tenerne conto perché ancora siamo condizionati
dai vecchi vizi tutti noi, secondo me è un errore. Quindi
cominciamo da questa sera anche per accelerare le approvazioni.
Come le dicevo viene difficile esprimere la mia opinione su
tutti gli altri emendamenti perché circa quaranta emendamenti,
tenuto conto mezzo minuto ad emendamento, è impossibile poterli
illustrare. Quindi mi sono limitato alla parte generale per
quanto riguarda la copertura finanziaria e l'attinenza alle
materie che riguardano il 576.
Brevemente avevo detto cosa ne pensavo della soppressione
del comma 14 perché siamo dinnanzi ad un'attività
imprenditoriale, attività non solo industriale, ma anche
commerciale. Abbiamo qui un istituto, l'Istituto siciliano
mutilati ed invalidi di guerra, il quale non è nemmeno iscritto
all'anagrafe delle Camere di commercio e vende le protesi ad un
prezzo più elevato, fa compravendita secondo quello che ho
appreso attraverso l'inserzione su elenco telefonico, vende
forniture ortopediche ai privati, alle aziende.
Quindi qui violiamo chiaramente l'articolo 93 del trattato
di Roma. L'altra questione riguarda l'attività libraria. Non
riesco a capire per evitare poi impugnative perché nessuno ha
interesse a farsi impugnare la legge, ad un certo punto si dice
al comma 15 che per l'anno finanziario 1998 il limite
quinquennale dell'impegno di spesa è di lire 200 milioni.
L'impegno o è per un anno o per cinque anni.
Francamente, signor Presidente, non l'ho capito. Quindi
ritengo che qualche chiarimento debba essere dati. A parte qui
tutta la questione che noi entriamo in un'attività commerciale e
secondo me per i librai non c'è bisogno, e quindi c'è un problema
di disparità di trattamento nei confronti degli altri operatori
commerciali, non si può fare una legge ad hoc per i librari
dimenticando gli edicolanti, gli alimentaristi, i venditori di
abbigliamento.
Vi sono leggi normali per tutti i commercianti.
Quindi non ha senso prevedere aiuti specifici. Anche qui ha
bisogno del nulla-osta della Commissione europea. Facciamo leggi
che poi non potranno trovare applicazioni. Abbiamo fatto la legge
sulle aziende per la SIRAP; dopo due anni e mezzo, ancora non può
essere attivata perchè la Commissione Europea non ha dato il "via
libera".
Ho detto, per quanto riguarda l'Ente Minerario, che non
bisogna metterlo in condizione di inferiorità rispetto ai propri
dipendenti.
Per quanto riguarda il comma 17, ho presentato due
emendamenti di cui uno per la soppressione totale che ritiro e
penso invece di sostenere l'altro emendamento che riguarda
l'impossibilità di derogare alla normativa comunitaria perchè,
come è scritto qui nell'emendamento, si dà l'impressione che la
Regione, per quanto riguarda il conferimento degli incarichi, non
possa tenere conto della normativa comunitaria; la normativa
comunitaria non è derogabile nè dalla Regione e nemmeno dallo
Stato e quindi penso che quell'emendamento sia estremamente
importante.
Il comma 18, secondo me, è irrazionale e illogico, oltre che
tendente a creare disparità di trattamento fra le popolazioni
siciliane.
Anche qui è necessario avere il "via libera" da parte della
Comunità Europea, quindi si va a riformulare o si riporta in
altre occasioni; in altre leggi, questo comma 18, secondo me
potrebbe andare ma, così come è scritto in questo comma, un
cittadino di Venezia che ha subito un danno, per esempio, è
caduto un elicottero a Porto Empedocle o ha subito un altro danno
in quel Paese, siccome non è specificato se deve essere siciliano
o meno può benissimo presentare l'istanza visto che si dice che
comunque a tutti coloro che hanno subito danni, a qualunque
cittadino, pure della Valle d'Aosta o del Trentino Alto Adige, si
trova casualmente lì a Porto Empedocle col suo yacht può e deve
essere concesso anche il contributo, possibilmente una cifra
astronomica.
Ora tutto ciò, evidentemente, è frutto della fretta che
abbiamo avuto, perchè ripeto, questo disegno di legge per le
quattro, cinque questioni a suo tempo affrontate poteva valere
soltanto nella notte fra il 31 di luglio ed il primo agosto;
fatto adesso, evidentemente, vengono fuori tutte le crepe che ci
sono in questo disegno di legge e penso che debba essere
affrontato.
L'ultima questione riguarda le aziende termali. Le aziende
termali sono imprese industriali per legge della Regione. La
Regione ha adottato una legge; in seguito a questa legge, con un
decreto legislativo del Presidente della Regione, ratificato poi
con legge regionale, ha istituito queste aziende ed ha detto
chiaramente che si tratta di aziende industriali.
Ora, andiamo un po' nel merito, poi nell'aspetto giuridico,
non si riesce a capire perchè in tutta Italia, in tutto il mondo,
a chi produce acque minerali, a chi svolge attività nelle aziende
idrotermali, ha reddito, ha profitto, la Regione siciliana deve
versare annualmente, mi pare, qualcosa come venti miliardi
l'anno, se non vado errato, sono nove miliardi per ogni azienda,
assessore, me lo faccia ricordare lei, comunque, una cifra
enorme; a questa cifra enorme adesso si vogliono aggiungere altri
quattro miliardi tenuto conto che queste aziende sono
proprietarie di alberghi, oltre a svolgere in proprio attività
industriali, sono proprietarie di alberghi e quindi svolgono
l'attività di albergatori; hanno la produzione delle acque
minerali, come la Pozzillo, mi pare, e qui noi andiamo a
scontrarci con la Comunità Economica Europea.
Queste norme non sono assolutamente approvabili. Io non
riesco a capire come il Governo, qui andiamo sul piano politico,
che dice di essere per le privatizzazioni e purtroppo abbiamo
visto che è molto lento il cammino, io posso prendere atto della
buona volontà dell'assessore prima che ha dato dimostrazione al
Presidente della Regione dopo, però sul piano della
privatizzazione si va molto lentamente. Qui praticamente vi
state comportando non come un Governo di centro-destra, vi state
comportando come un Governo dei paesi del socialismo reale:
siete pronti a dare in continuazione contributi, sussidi anche
agli aspetti clientelari più deteriori come quello dell'istituto
siciliano per i mutilati e invalidi di guerra, io ho concluso
Signor Presidente, ho cercato di mettere in movimento tutte le
mie capacità di sintesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la stampa di
questi giorni aveva fatto in tempo a congratularsi con
l'Assemblea per il prodotto finale dei suoi lavori e l'esito
complessivamente favorevole dei disegni di legge sottoposti alla
vigilanza, al controllo da parte del Commissario dello Stato che
immediatamente credo si dovrà smentire dato che il percorso che è
stato intrapreso con questo disegno di legge e il sistema che è
stato scelto per affrontare norme così complesse, così diverse le
une dalle altre, così talvolta sconnesse ed affrettate perchè non
c'è dubbio che alcune delle considerazioni formulate
dall'onorevole Di Martino non possono che essere condivise anche
da altri colleghi, dicevo non faremo in tempo di compiacerci di
noi stessi rispetto all'esito positivo di precedenti disegni di
legge, di precedenti leggi approvate e passate positivamente al
vaglio del Commissario dello stato, che immediatamente dovremo
probabilmente tornare sui nostri passi; io mi auguro che così non
sia ma non per confermare il buon andamento dei lavori di questo
Parlamento ma per offrire risposte ai problemi che sono
affrontati nell'unico articolo di questo disegno di legge, credo
che una sola legge sia peggiore di questa dal punto di vista
tecnico che è la legge 48 del 1991 con cui si recepiva la legge
142 nazionale, forse solo quella legge presentava gli aspetti di
composizione del testo più complessi rispetto a questa che stiamo
discutendo questa sera, tuttavia così è e così lo affrontiamo
questo argomento nella speranza e con l'auspicio che il risultato
finale non sia eccessivamente penalizzante per il rispetto che
tutti noi dobbiamo a noi stessi nel momento in cui stiamo qui a
discutere del destino della Sicilia.
Io vorrei a questo punto, illustrare l'emendamento 1.4 e
approfittare di questa opportunità per condividere, invece,
alcune scelte che il Governo ha fatto con i subemendamenti agli
emendamenti presentati in precedenza e mi riferisco soprattutto,
ma ne parlerò strada facendo, a quelli che riguardano il comma 19
a quelli che riguardano anche il comma 15 del disegno di legge,
dell'articolo 1 del disegno di legge.
Il comma 1.4, onorevole Presidente, onorevoli colleghi,
sostanzialmente si colloca nella stessa lunghezza d'onda in cui
si collocano altre parti del disegno di legge e in particolare le
parti relative al pagamento delle società sportive che hanno
svolto attività nel 1974 e che non sono state destinatarie di
contributi per incapienza di bilancio e si colloca sulla stessa
lunghezza d'onda di un altro comma dell'articolo unico del
disegno di legge che è quello che prevede il pagamento del fermo
biologico del 1997 che fu pagato soltanto in parte e anche questo
per incapienza del bilancio.
Il comma 1, punto 4, sostanzialmente, sostiene la stessa
tesi per un'altra categoria di cittadini che sono gli artigiani
che attendono l'erogazione di somme relative al contributo per
l'assunzione di apprendisti per l'anno 1995 e 1996 con il
medesimo meccanismo che viene già adoperato in un'altra legge
della Regione che è la legge 7 agosto 1990, n. 25, in particolare
con l'articolo 8, comma 5.
Cosa dice la legge che ho citato?
Dice che "l'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca è autorizzato a utilizzare le
disponibilità finanziarie anche per il pagamento delle indennità
relative agli anni precedenti e non soddisfatti".
Questo emendamento non prevede una copertura finanziaria.
Perchè?
Perchè le somme in questione sono già disponibili presso le
Camere di Commercio relativamente agli anni successivi. Anni
successivi per i quali il dimensionamento finanziario del
relativo capitolo era stato maggiore rispetto a quelle che erano
le esigenze concrete che si manifestarono su questa materia e
dunque consente il pagamento delle somme maturate negli anni
precedenti e non pagate perchè i capitoli, appunto, per quegli
anni risultavano essere incapienti.
Quindi, somme già a disposizione delle Camere di Commercio,
somme già maturate dagli aventi diritto.
E da questo punto di visto voglio introdurre un altro tema
che la legge affronta, da questo punto di vista è positivo che lo
affronti, e cioè il tema del valore della parola della Regione
Siciliana.
La Regione siciliana non parla, ovviamente, non si esprime
vocalmente, si esprime con le proprie leggi e con le proprie
leggi e con i provvedimenti che scaturiscono dalle proprie leggi
si impegna con i cittadini relativamente a tutta una serie di
adempimenti.
Purtroppo, talvolta, è mancante di parola, nel senso che
talvolta non è nelle condizioni di fare fronte alla propria
parola che è la legge.
Questa legge che discutiamo questa sera, in alcune parti,
riempie di valore e di significato la parola della Regione
siciliana, perchè fa fronte, adempie ad impegni che la Regione ha
assunto verbalmente attraverso leggi ma che non ha mantenuto
perchè non è stata nelle condizioni di poter onorare con
l'erogazione delle somme maturate il proprio impegno.
Quindi, sicuramente da questo punto di vista questo disegno
di legge ridà dignità alla Regione stessa, ridà dignità a chi ha
creduto negli impegni legislativi della Regione anche se poi non
ne ha potuto usufruire, non ha potuto usufruire dei benefici.
L'articolo 1, comma 19, della legge si occupa delle terme.
Ne hanno parlato altri, onorevole Di Martino.
Io devo dissentire da alcune considerazioni che lei ha fatto
e devo dissentire per una semplice considerazione.
Noi non stiamo con questo comma, dando soldi a terzi. Stiamo
dandoli alla Regione stessa, perchè le terme in genere, come lei
sa, sono della Regione, vengono amministrate attraverso organi
che la Regione provvede a nominare, ma sono la Regione stessa.
Quindi in buona sostanza, noi non stiamo parlando di un
soggetto terzo rispetto alla Regione, stiamo parlando di un
soggetto che è la Regione stessa, che autorizza se stessa a
utilizzare alcune somme per un uso che ritiene di dover
realizzare per compiere le operazioni che deve compiere.
Quindi non posso condividere le osservazioni che lei ha
formulato, soprattutto dopo che il Governo ha riscritto
l'emendamento credo molto più propriamente rispetto a quello che
è il testo originario, molto più propriamente perché nella
formulazione dell'emendamento certamente è più precisa la
destinazione delle somme che sono, appunto, destinare a se
stessa. Sono sostanzialmente un modo attraverso cui la Regione
dice a se stessa come utilizzare delle somme per adempiere a
delle obbligazione che essa stessa ha compiuto e non terzi.
Signor Presidente, io ho concluso rispetto a questo tema e
credo che rispetto all'emendamento da me presentato le attese
siano moltissime, siano moltissime perché, così come con altro
emendamento la Regione, nella stessa filosofia del ridare valore
alla propria parola, sana le aspettative e assolve ad un impegno
che riguarda altre aziende che con la legge numero 27 avevano
affrontato delle spese per assumere il personale, in questo senso
con l'emendamento in questione assume l'obbligo di pagare somme
che soggetti privati, in applicazione di leggi esistenti, hanno
anticipato per fare fronte al pagamento di retribuzioni ad
apprendisti, sulla base di una legge esistente e a cui non si
era, fino a questo momento, potuto dare seguito per incapienza
dei capitoli per gli anni relativi a esercizi precedenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Adragna. Ne ha
facoltà per illustrare gli emendamenti a sua firma che non siano
stati già illustrati da altri firmatari.
ADRAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti
credo che diventerà buona norma, buona regola quando in pochi
minuti si dovranno trattare un insieme di emendamenti presentati
e cercare di evitare di dire le cose che magari sono state dette
e quindi in tal senso mi rifarò anch'io, per spiegare ancora
meglio quelli che sono gli emendamenti presentati, tra cui c'è
anche la mia firma, e sostanzialmente dire che gli emendamenti
presentati sono tutti dentro la filosofia che questo disegno di
legge sin dall'inizio ha voluto rendere e cioè quelli che
dovevano essere i temi urgenti, finanziari, che dovevano per
buona parte rendere giustizia ad una serie di inadempienze, anche
della Regione.
Sempre per rientrare nei termini e volendo dividere in due
particolari specie questi emendamenti presentati, sostanzialmente
i primi emendamenti - mi riferisco all'1.22 e all'1.24 -
riferiscono di due particolari accenti che vengono a rilevare
l'importanza che oggi può avere Ortigia e che oggi ancora di più
può avere il Teatro Pirandello di Agrigento e in tal senso potere
quindi ancora di più rendere giustizia a due particolari
situazioni che meritano grande attenzione, perché continuano ad
essere anche un buon investimento per quello che è stato
l'impegno ad oggi dei beni culturali e della cultura per la
Sicilia.
Così come recupero molto del tempo che avrei dovuto
utilizzare per quanto riguarda gli emendamenti soppressivi, e mi
riferisco al comma 14, quello in cui si parla dell'Istituto
siciliano mutilati e invalidi di guerra, dell'ISMIG, dove questi
2 miliardi che devono costituire un'uscita abbastanza importante
vanno, come dire, a rilanciare un sistema operativo tendente a
realizzare nuovi servizi. Stiamo parlando dei servizi che
l'Istituto siciliano mutilati ed invalidi di guerra - di guerra
- deve rendere per essere sempre più competitivo, soprattutto nei
settori - dice il testo - 'della prevenzione e della
riabilitazione, anche attraverso convenzioni con il servizio
sanitario"; vale tutto quello che ha detto l'onorevole Di
Martino, in tal senso credo che ci sia poco da aggiungere,
semmai, dopo quanto ha detto l'onorevole Fleres, l'emendamento
che abbiamo presentato, quello soppressivo del comma 19, credo
possa essere anche rivisto, se in effetti la reiscrizione, così
come è stata annunciata, rende anche più serena, più tranquilla
la dicitura stessa dell'articolato. In tal senso potremmo anche
ritirare l'emendamento soppressivo.
Un'ultima cosa: per quanto riguarda il comma 18, credo ci
sia stata una disattenzione, si parla nel testo di una notte, la
notte tra il 7 e l'8 novembre del 1997, una notte in cui c'è
stata una tromba d'aria ad Agrigento dove in effetti ci sono
stati dei danni, però non si rende giustizia al fatto che circa
tre mesi prima un'altra ondata, sempre in una notte di maltempo,
rese gravissimi danni, anche in quell'occasione, e ricordo che a
farne le spese furono soprattutto delle piccole aziende di
giostrai che si trovavano proprio in riva al mare. Se potesse
essere recuperato ...
PRESIDENTE. Lei ha il censimento della provincia di Agrigento?
Non ha ricognizioni di notti di altre province?
ADRAGNA. No, Signor Presidente, però, passando il più delle
volte le notti a scrutare il cielo, mi rendo perfettamente conto
che ce ne sono più di una che fanno questo tipo di danni. Per
cui, se potesse essere recuperato, dentro il testo stesso,
quest'altra notte, non sarebbe male, ma sarebbe, secondo me, un
atto di giustizia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
facoltà per illustrare gli emendamenti a sua firma che non siano
stati già illustrati da altri firmatari.
NICOLOSI. Signor Presidente, un brevissimo intervento per
illustrare un articolo aggiuntivo proposto alla legge numero 25
del 1993, che tratta della imprenditorialità giovanile. Peraltro,
le notizie di questi giorni portano una considerazione circa i
ritardi nell'utilizzo di queste somme fornite dalla Comunità
europea ed un obbligo per tutti i richiedenti di ottemperare
l'utilizzo di queste somme, e quindi alla Regione siciliana,
entro il dicembre di quest'anno.
La convenzione relativa perché si possa accedere a questi
fondi la Regione siciliana l'ha stipulata con il Banco di Sicilia
e quindi questo comporta un sostanziale regime di monopolio
praticato da tale Banca ed una minore celerità nell'esame delle
pratiche in questione. Con l'articolo aggiuntivo si chiede che
tutte le banche che ne hanno titolo, che vogliano aderire
autonomamente alla convezione già stipulata con il Banco, possano
farle per cui anch'esse verrebbero abilitate ad utilizzare gli
stessi fondi. Questo con un vantaggio notevole per tutti coloro
che vogliono richiedere tali benefici, perché, appunto, sarà più
facile e più rapido potere esaminare le pratiche in questione.
C'è da parte degli operatori del settore una notevole
preoccupazione, perché si teme che il Banco non riesca ad
esaminare in tempo le pratiche relative. Quindi l'articolo non
ha nessun onere aggiuntivo e invece comporterebbe vantaggi chiari
e certi a tutti gli operatori del settore.
Approfitto della parola che mi viene offerta per illustrare
questo articolo, per sollecitare anch'io che il Governo eviti di
decurtare le somme impegnate per l'Ente minerario, perché non
sembra che l'ipotesi formulata sia preminente rispetto
all'indicazione contenuta nel comma specifico, perché,
obiettivamente, le urgenze sono molte e tutte in quella
direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
ha facoltà per illustrare gli emendamenti a sua firma che non
siano stati già illustrati da altri firmatari.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto
brevemente, due notazioni su tre emendamenti, che, mi si permetta
di dire, molto pericolosi: l'uno che reitera utilizzazioni di
somme europee, così come già fatto in altre occasioni e già in
quell'occasione io ebbi modo di sottolineare la pericolosità
dell'utilizzazione di ciò che rientra dagli investimenti europei
per spese correnti e non per co-finanziare ulteriori interventi.
Mi riferisco all'emendamento 1.38 del Governo, 19 ter, dove si
dice che "i rientri finanziari relativi ai finanziamenti concessi
dall'Unione Europea o dallo Stato per effetto dei programmi di
co-finanziamento della Regione sono destinati ad interventi
finalizzati al conseguimento degli obiettivi di sviluppi
individuati dalla programmazione territoriale", eccetera,
eccetera.
Sostanzialmente, con questo articolo si utilizzano, come già
fatto in occasione precedente, quelli che sono il rientro, da
parte comunitario o da parte dello Stato, di fondi europei per
spese che poi, alla fine, diventano spese correnti. Con questo
meccanismo, onorevoli colleghi, noi rischiamo - l'abbiamo già
fatto e sono stato costretto a sottolineare da questa tribuna la
pericolosità - sostanzialmente di interrompere un circolo
virtuoso, che è quello di utilizzazione dei fondi europei per
proseguire investimenti co-finanziati sui fondi europei, cioè
quel circuito virtuoso che in questa maniera si interrompe e
rischia di interrompersi definitivamente.
Un secondo emendamento, sono due emendamenti che, dico con
molta sincerità, mi lasciano molto perplesso, credo dovrebbero
lasciare perplessa tutta l'Aula, e sono le fonti di finanziamento
individuate a copertura dell'emendamento 1.42 e 1.43; fonti di
finanziamento - consentitemi dirlo - "a babbo morto", cioè ciò
che deriverà dalle variazioni di bilancio e, se rimarrà, per
centomiliardi andranno agli imprenditori, per cinquantamiliardi
al fermo biologico.
Queste sono delle decisioni di principio, che non credo
possano entrare in una previsione di bilancio e nelle certezze.
Allora, l'onorevole Fleres diceva qui, poco fa, da questa
tribuna, che questa Regione deve mantenere la parola data; se non
è in grado di poter mantenere la parola data, credo che serietà
complessiva imponga dire che alcune cose non si possono fare.
Cercare di quadrare il cerchio è qualcosa che attiene ad altre
non istituzioni, ad altre attività del mondo - chiamiamolo degli
affari o commerciale - dove di fatto si cerca di riuscire a
mettere insieme esigenze e richieste diverse.
Io credo che questa Regione, se inaugura oggi un sistema di
finanziamento "a babbo morto", apre la strada veramente alla
cancellazione della certezza del bilancio e della certezza delle
fonti finanziarie. Noi non possiamo, in nessun caso, dire che ciò
che ci sarà, se ci sarà, verrà utilizzato. Noi dobbiamo dire:
verranno utilizzate cento lire prelevandole, utilizzandole da
questi capitoli, se ci sono le cento lire.
Mi si permetta, Signor Presidente, di gridare da qua un
grido di allarme su percorsi del genere, che rischiano di
mimetizzare impossibilità di pagamento o - il che è peggio -
inesistenza di risorse e quindi possono essere coperte tutte le
esigenze, perché nessuna esigenza viene coperta. I cento
miliardi potrebbero essere mille, duemila, tremila. Con questo
meccanismo, oltre ad avere - tra virgolette - "accontentato"
imprenditori per le loro giuste richieste e i pescatori per le
loro giuste richieste potremmo cominciare ad accontentare le
casalinghe, potremmo accontentare i netturbini, potremmo
accontentare i piazzisti, potremmo accontentare tutti, perché
con questo meccanismo non vi è più limite ad una legislazione
futuribile, che ritrova finanziare da qualcosa che è
assolutamente indefinito.
Io credo, signor Presidente, che questa sia una negazione
del bilancio, che questa sia una negazione di un procedimento che
deve essere certo se vogliamo da quest'Aula fare leggi certe, se
vogliamo fare leggi che trovino all'esterno e - mi si permetta di
dire - nell'ignoranza complessiva che è all'esterno di
quest'Aula, nei mass-media o tra coloro che hanno bisogno e che
dal bisogno non riescono a comprendere la realtà dei fatti,
quest'Aula rischia di diventare solo un momento in cui tutti i
sogni trovano concretezza, perché nessuno nei fatti può essere
esaudito.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Provenzano. Non essendoci altri
interventi tendenti alla illustrazione degli emendamenti, si
passa alla votazione degli emendamenti.
PIRO. Chiedo di parlare per porre un problema regolamentare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor presidente, noi abbiamo ricevuto, oltre agli
emendamenti già presentati a chiusura della discussione generale,
avvenuta peraltro nella precedente seduta, e su cui quindi
abbiamo potuto portare un esame, dare delle valutazioni, su cui
ci siamo espressi anche qui nel corso di questo dibattito,
abbiamo ricevuto anche non pochi emendamenti, alcuni dei quali
estremamente complessi e fortemente innovativi rispetto al testo,
alcuni addirittura con materie del tutto nuove rispetto al testo,
dopo i termini della chiusura della discussione generale, nel
corso di questa seduta, alcuni non più di dieci minuti fa, sui
quali quindi non abbiamo potuto fare alcuna valutazione.
Ora, io le vorrei chiedere, signor Presidente, se,
utilizzando in questa fase, che lei stesso ha definito
transitoria tra il vecchio ed il nuovo Regolamento, la previsione
contenuta al comma 2.7 delle norme regolamentari adottate
dall'Assemblea, quella che prevede che il Presidente comunica
all'Assemblea su quali articoli aggiuntivi si effettua una
discussione unificata, di voler valutare se per alcuni, non per
tutti, se per alcuni di questi emendamenti presentati dopo la
chiusura della discussione generale ed in particolare quelli che
presentano una forte complessità - tra questi c'è l'emendamento
su cui si è soffermato nel suo intervento l'onorevole Provenzano
poco fa - di consentire un supplemento di discussione, anche
breve, che altrimenti ci troveremmo nella difficoltà di non aver
potuto valutarli cosi come prevede il Regolamento e quindi di non
avere potuto entrare nel merito della discussione in questo
momento e, trattandosi di argomenti di non poco conto, di non
potere fare neanche un minimo di valutazione comune nel dibattito
assembleare, quindi chiedo a lei di valutare questa possibilità.
PRESIDENTE. Senz'altro, onorevole Piro, ma voglio capire una
cosa, si tratta di emendamenti che sono stati presentati ad
emendamenti?
PIRO. No, sono nuovi.
PRESIDENTE. Emendamenti completamente nuovi? Perché intanto
devono essere illustrati da chi li ha presentati.
PIRO. Sono tutti di parte governativa.
PRESIDENTE. Sto facendo anche un ragionamento costruttivo,
vorrei capire la logica della presentazione di emendamenti
completamente nuovi, onorevole Presidente della Regione, non
collegati ad emendamenti già presentati o ad articoli già
presentati, se lei volesse dare una spiegazione di carattere
generale.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente, fermo
restando che il Governo intende attenersi ai criteri che ci siamo
dati in Conferenza dei Capigruppo. Quindi siamo disponibili, con
grande elasticità e flessibilità, anche a ritirare eventuali
emendamenti che sono stati presentati che vanno al di la dei
criteri stabiliti, fermo restando che c'è una disponibilità anche
del Governo a valutare con grande flessibilità emendamenti
presentati nel rispetto del Regolamento, l'importante che non ci
sia una nuova spesa, una spesa aggiuntiva che chiaramente non
siamo in grado di potere confermare, visto che non siamo stati
preventivamente avvisati.
PRESIDENTE. Credo che possono essere considerate rassicuranti,
onorevole Piro, le dichiarazioni dell'Onorevole Drago. Qualora
dovesse emergere che la la materia è completamente nuova e che
non non si presenta chiara, evidentemente il Governo viene
invitato a ritirare l'emendamento.
PIRO. Si, Presidente, io vorrei dire all'onorevole Tricoli che
il mio intervento non era di sbarramento, ma era un intervento
che, anzi, in qualche modo tendeva a facilitare una discussione
che altrimenti diventerà di tipo regolamentare.
PRESIDENTE. Con il chiarimento del Presidente della Regione si
è risolto il problema.
PIRO. Chiedo scusa, Presidente, io ho chiesto al Presidente di
potere consentire che su un paio di emendamenti estremamente
complessi, che sono stati presentati dopo la chiusura della
discussione generale ...
PRESIDENTE. Onorevole Piro, direttamente o ufficialmente,
anche sospendendo 5 minuti, perché ogni tanto un caffè quando
sono le 2 di notte non è male.
Si passa all'emendamento 1.28 presentato dal Governo,
collegato con l'emendamento 1.29.
DRAGO, Presidente della regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Siccome noi abbiamo
contribuito e siamo stati d'accordo a portare il fondo dell'EMS,
ad incrementarlo a 17 miliardi e invece qui in questo emendamento
si riduce a 12 miliardi, la motivazione è dettata dal fatto che i
tecnici ci dicono che bastano 12 miliardi per potere pagare le
mensilità, le indennità, la quattordicesima, la tredicesima,
eccetera, per cui questa era la motivazione, non era una
decisione dettata, come dire, da altre motivazioni, e questi 5
miliardi venivano utilizzati per un problema impellente, che ci
veniva portato avanti, tra l'altro, dalla Prefettura di Catania,
relativamente ai servizi dell'ASI di Catania.
PRESIDENTE. Grazie. Pongo in votazione l'emendamento 1.28.
Il parere della Commissione.
PETROTTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.29, sempre presentato dal
Governo, collegato naturalmente all'emendamento testé approvato,
1.28. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.22. Qui non è assicurata la
copertura finanziaria, assessore Tricoli, conferma?
TRICOLI, assessore per il bilancio e le finanze. Confermo. Non
c'è copertura finanziaria.
PRESIDENTE. L'emendamento è giudicato improponibile.
Si passa all'emendamento 1.23, a firma dell'onorevole
Adragna "Sostituire lire tremila milioni con lire
duemilacinquecento milioni". Questa è una riduzione, onorevole
Adragna?
ADRAGNA. E' collegato all'altro emendamento, all'1.24.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si prenda atto che
l'emendamento 1.23 è collegato con l'emendamento 1.24. Con
l'emendamento 1.23 si riduce un capitolo di 500 milioni e si
incrementa con l'1.24 un altro capitolo della stessa cifra.
Pongo in votazione l'emendamento 1.23 ...
ADRAGNA. Signor Presidente, se è così come mi si dice, ritiro
l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che viene ritirato
l'emendamento 1.23 e l'emendamento 1.24.
Si passa all'emendamento presentato dal Governo 1.43. Il
parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, questo emendamento 1.43, insieme
all'emendamento che è nel blocco aggiuntivo consegnato, è quello
su cui si era soffermato l'onorevole Provenzano, rispetto al
quale io poco fa avevo chiesto la possibilità di un supplemento
di discussione, perché, in effetti, signor Presidente,
inizialmente manifesto tutte le mie perplessità sul piano tecnico
innanzitutto, prima ancora che nel merito, anzi nel merito, devo
dire la verità, non avrei difficoltà sia su questo che sull'1.42,
ma manifesto forti perplessità sul piano tecnico, così come è
stato impostato questo emendamento e il corrispondente 1.42.
Sostanzialmente - e sarebbe stato meglio che l'assessore per
il bilancio lo spiegasse - si utilizzano fondi che in questo
momento sono appostati nei fondi di riserva, parte destinati alle
spese obbligatorie e d'ordine, parte destinati alla reiscrizione
dei residui passivi, sia di parte corrente che di parte capitale,
sono quelli a cui si fa riferimento quando si citano qua gli
articoli 7 e 8 e la legge 5 agosto 1978 numero 468, - che, com'è
ovvio, scriviamo le leggi in modo che poi ci vuole un
decodificatore per capire di che cosa stiamo parlando - con una
manovra che francamente non comprendo, perché? Se si sostiene che
le somme iscritte nei fondi di riserva sono risultate eccessive
rispetto alle effettive necessità, tanto varrebbe allora operare
con una semplice variazione di bilancio, portare in diminuzione i
capitoli, individuandoli - il 60760, il 21202, eccetera - e
utilizzare le somme, così rese liquide e spendibili, per la
copertura di queste spese. Invece si fa ricorso a un a manovra a
futura memoria, con la quale si dice che si darà copertura fino
alla concorrenza di cinquanta miliardi nel caso del fermo
biologico, cento miliardi nel caso delle assunzioni effettuate
dalle imprese, con le somme che saranno residuate. Si dice poi a
latere che in effetti le somme ci sono, ci saranno. Ma ritorna
allora il punto precedente. Se le somme ci sono e sono già state
individuate perché non individuarle espressamente, individuando
anche i capitoli?
Qui si da una sorta di delega in bianco all'Assessore per il
bilancio di effettuare esso con decreti la copertura delle leggi
che stiamo facendo.
Questo, signor Presidente, non mi sembra che sia
tecnicamente accettabile, né tecnicamente praticabile. Le leggi
che comportano spese devono indicare nel loro ammontare le spese
stesse e devono indicare i mezzi di copertura delle spese stesse.
Non possiamo prevedere una spesa certa con una previsione di
spesa comunque incerta. Perché a leggere ciò che è scritto la
copertura è incerta.
Credo che così facendo non andiamo molto lontano.
Una seconda osservazione fa riferimento invece al merito di
questi emendamenti, in particolare l'1.42 - intervengo adesso,
signor Presidente, così non intervengo più - in cui si fa
riferimento alle assunzioni effettuate ai sensi dell'articolo 9
della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27, mentre opera, ha
operato anche l'articolo 10 della legge n. 27 del 1991.
Non so se lo si è fatto perché l'articolo 10 non si ritiene
meritevole o perché è già coperto, o se in effetti è un errore.
Se c'è un motivo, va bene, lo si illustri, lo si dica. Ne
prenderemo atto. Se invece è frutto di un errore, di una
dimenticanza, che si intervenga su questo.
Ma comunque, in ogni caso, signor Presidente, ripeto, la mia
opinione è contraria all'approvazione di quest'emendamento, non
per il merito che condivido, quanto perché la copertura che in
questo modo viene predisposta, a me sembra una copertura
tecnicamente assai avventata, rischiosa dal punto di vista della
fattibilità, una copertura in questo momento non identificata e
quindi soggetta a censure da questo punto di vista, laddove noi
tutti sappiamo che per norma costituzionale ogni spesa che viene
indicata deve anche espressamente essere quantificata anche con
l'indicazione dei mezzi di copertura.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, uno degli
obiettivi della modifica del Regolamento era quello di migliorare
la qualità delle leggi. Ma da questa prima esperienza mi sembra
che l'obiettivo non viene raggiunto. Incomincio a guardare
l'emendamento 1.42, già in parte illustrato dall'onorevole Piro.
Facciamo una brevissima cronistoria. A sua tempo è stata
assicurata dal Commissario dello Stato ...
TRICOLI, Assessore per il bilancio e le finanze. Ogni volta
che lei l'ha detto è passata sempre. Se lei lo dice sicuramente
passerà.
DI MARTINO . Mi auguro che passi pure. Qui c'era un impegno.
Ora l'impegno viene rimangiato. Viene formulato un emendamento
che francamente è allucinante. Io dico che se non effettuo la
variazione di bilancio, la data stabilità sarà forse il 30
novembre, automaticamente questi fondi, a suo tempo previsti per
la copertura di alcune leggi, con la variazione di bilancio
presentata al Governo per coprire le cosiddette riserve di Visco,
automaticamente passeranno a liquidare le somme dell'articolo 9
della legge 27 e viene dimenticato l'articolo 10.
Ora io mi chiedo: che modo è questo di legiferare se in
questa proposta manca un minimo di razionalità? La logica
evidentemente non è rispettata. Come viene rispettato l'articolo
81 della Costituzione?
Praticamente, io faccio una legge con cui dico: intanto ti
prometto che forse non faccio la variazione di bilancio e quindi
tu automaticamente puoi usufruire dopo il 30 novembre di questo
stanziamento, però, se io faccio la variazione di bilancio, ti ho
fatto contento e gabbato perché alla nuova sessione posso fare
benissimo la variazione di bilancio e quindi tu non hai diritto
alla copertura finanziaria della legge 27 dell'articolo 9 dice
qui e noi dovremmo aggiungere anche l'articolo 10.
Questa è la qualità delle leggi che noi andiamo a portare
avanti? Questi sono emendamenti che una classe politica che ha
un minimo di cultura di Governo deve presentare all'Assemblea?
Voi veramente siete convinti di poter prendere per i fondelli le
imprese che hanno anticipato da anni i pagamenti ed i contributi
per i propri dipendenti e vi presentate adesso con questo tipo di
legge?
Io mi chiedo se è dignitoso da parte di qualunque Governo
(qui si tratta della qualità della classe di Governo) presentarsi
all'opinione pubblica con questo emendamento. Se l'Assemblea può
approvarlo, se il Commissario dello Stato può farlo passare e se
soprattutto si soddisfano, è quello che interessa alla fine, le
giuste legittime rivendicazioni delle imprese che hanno
anticipato fondi per le retribuzioni ed i contributi ai propri
dipendenti. Quindi, io penso che il Governo farebbe bene a
rivedere, a meditare su questa vicenda perché questo non è modo
di affrontare i problemi della società siciliana, delle imprese e
dello sviluppo della Sicilia.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
necessario a questo punto della discussione che il Governo
sull'emendamento 1.43 e 1.42 chiarisse bene il meccanismo della
copertura finanziaria, tenuto conto che si fa riferimento ad una
eventuale manovra che dovrebbe essere fatta da qui a non molto
per garantire la copertura.
Non solo, ma vorrei che fosse anche evidenziato il fatto che
noi non possiamo in ogni caso introdurre questo meccanismo come
precedente su altri tipi di interventi legislativi perché
altrimenti corriamo il rischio di non dare certezza di
intervento.
L'ultima questione: credo che sia doveroso sottolineare il
fatto che con l'emendamento 1.42 si fa riferimento solo
all'articolo 9 perché il 10 viene considerato coperto da
interventi che presumo siano fatti attraverso dei meccanismi
comunitari essendo contratti di formazione. Io dico quello che
so, che è di mia conoscenza, era solo un elemento informativo.
Credo che fra l'altro, gli emendamenti ed anche il testo
dell'accantonamento, facessero riferimento solo all'articolo 9
proprio in relazione a questo specifico che sto cercando di
chiarificare. Detto questo, se potesse esserci fatto cenno dei
chiarimenti necessari potremmo anche evitare di esprimere un voto
contrario sul testo dell'emendamento, altrimenti ci vedremmo
costretti a non esprimere il nostro consenso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 1.43 presentato dal Governo.
TRICOLI, assessore per il bilancio. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, assessore per il bilancio. Io credo intanto che
quando si discute di questi argomenti bisognerebbe anche avere un
minimo di rispetto reciproco non tanto per la persona
dell'assessore al bilancio, che comunque è in grado di fornire
tutte le risposte e soprattutto può confutare anche tesi come
quella che il bilancio è certo, il bilancio non è certo, perché
se fosse certo non sarebbe di previsione, ma soprattutto per gli
Uffici finanziari ed i dirigenti del ruolo tecnico del bilancio
che ovviamente non sono apprendisti stregoni, ma fanno delle
previsioni ad ottobre con gli stessi criteri con cui le fanno ora
anzi con un maggior margine di certezza rispetto ad ottobre per
il semplice fatto che conoscendo gli impegni su questo capitolo
al 27 agosto di quest'anno è chiaro che su un fondo di 500
miliardi ne sono impegnati 144 è possibile prevedere secondo
sempre andamenti statistici con cui è fatto il bilancio di
previsione, perché il bilancio di previsione è fatto in base a
dati statistici, è chiaro che è possibile prevedere che al 30
ottobre, data in cui termina con circolare dell'assessore al
bilancio la possibilità di reiscrivere le somme sul bilancio '98
ci saranno le somme necessarie per attingere ai 100 miliardi più
i 50.
BATTAGLIA. Si fa dopo.
TRICOLI, Assessore per il bilancio. Dopo non è possibile
farlo, onorevole Battaglia, per ovvi motivi perché le variazioni
di bilancio non possono essere portate al 31 dicembre perché se
l'assessore al bilancio deve fare i calcoli, deve vedere le
stime, deve attribuire le somme e bisogna fare la legge, tranne
che non ci rivediamo in Aula il 31 dicembre è chiaro che o la
chiudiamo ora o è inutile pensare di potere fare queste cose.
Dopo di che, siccome mi è stata rassegnata questa esigenza e
ho raccolto alcuni emendamenti che erano stati presentati
dall'Aula, ho provveduto a darvi l'unica copertura possibile.
Siccome in quest'Aula ho sentito critiche perché poi siamo tutti
bravi nel dettare regole, ma non ho sentito proposte alternative,
allora io pregherei il Presidente dell'Assemblea di continuare
come stava giustamente e correttamente facendo senza alcuna
interruzione e porre in votazione questi emendamenti così come
sono stati presentati dal Governo che, ripeto, si avvale di
uffici che sono validissimi e che possono certamente dare,
diciamo così adeguati lumi su tutti questi aspetti di carattere
tecnico che non attengono invece alle valutazioni politiche che
ritegno sia più opportuno si attenga invece quest'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.43 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.12. Avverto che in caso
dell'approvazione dell'emendamento 1.12 l'emendamento 1.13
s'intende assorbito. Il parere del Governo?
TRICOLI, Assessore per il bilancio. Contrario. Non c'è la
copertura finanziaria, onorevole Piro.
PIRO. Il Governo non vuole dare copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Lei insiste per la votazione onorevole Piro?
Allora parere contrario del Governo. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.13. Il parere del
Governo?
TRICOLI, Assessore per il bilancio. Signor Presidente, qui
c'è un accantonamento nei fondi globali per il 1998 su questi
1.200 milioni, ma lo possiamo accantonare e cassare la parte
relativa agli anni successivi.
PRESIDENTE. Emendamento 1.13 è accantonato. Pongo in votazione
l'emendamento 1.36 a firma del Governo. Possiamo porre in
votazione contestuale, onorevole assessore e onorevole Presidente
della Commissione, l'1.36 e l'1.36.1 che assicura la copertura
finanziaria. Non sorgono osservazioni, resta così stabilito. Il
Governo lo ha presentato.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione.
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo all'emendamento resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1, dell'onorevole Crisafulli: "Il
comma 14 è soppresso".
LO CERTO . Era stato approvato dalla commissione di merito, la
quinta commissione.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.1 è equivalente all'emendamento
1.6 dell'onorevole Di Martino tendente a sopprimere io comma 14.
Stessa cosa l'emendamento 1.25 dell'onorevole Adragna, tendente a
sopprimere il comma 14.
Metto in votazione gli emendamenti. Il parere del Governo.
TRICOLI, Assessore al bilancio. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo agli emendamenti si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento all'emendamento 1.7 dell'onorevole
Di Martino che è soppressivo del comma 15. Il parere del Governo.
TRICOLI, Assessore al bilancio. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo all'emendamento si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.8 dell'onorevole Di Martino
tendente a sopprimere il comma 16. Il parere del Governo.
TRICOLI, Assessore al bilancio. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole all'emendamento si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Pagano.
PAGANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Emendamento 1.9
dell'onorevole Di Martino tendente a sopprimere il comma 17. Il
parere del governo.
TRICOLI, Assessore al bilancio. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Emendamento sempre dell'onorevole Di Martino, 1.30,
aggiuntivo al comma 17. C'è un sub emendamento dell'onorevole
Battaglia.
BATTAGLIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA. Presidente, 30 secondi solo per chiedere
all'onorevole Di Martino di ritirare il suo e di dare invece il
voto favorevole al mio, nel senso che il mio cassa completamente
"in deroga alla legislazione vigente". Il suo era correttivo, ma
il mio risolve il problema ancora meglio rispetto alla
preoccupazione che lei ha espresso.
PRESIDENTE. Onorevole Battaglia, se lo ritira cade anche il
suo.
DI MARTINO . Non lo ritiro.
PRESIDENTE. Viene posto in votazione il suo, l'1.49 "al 17
comma sopprimere le parole in deroga alla normativa vigente".
Onorevole Battaglia lei non modifica l'emendamento
dell'onorevole Di Martino, lei fa un'altra cosa. Lei ha
presentato l'emendamento all'emendamento dell'onorevole Di
Martino. Evidentemente per fare questo deve modificare
l'emendamento dell'onorevole Di Martino, mentre lei fa un'altra
cosa. Non si può.
BATTAGLIA. L'onorevole Di Martino dice che si può derogare a
tutto tranne a quella europea.
PRESIDENTE. No, non è un problema di merito. Onorevole
Battaglia lei, l'unica cosa che può fare è convincere la
Commissione o il Governo, che sono abilitati a farlo, a
presentare un emendamento in tal senso.
BATTAGLIA. Io mi preoccupo soltanto che la deroga possa
.......
PRESIDENTE. No, non è una deroga. Il Governo lo può fare
perché si tratta di una precisazione, di un'assorbimento e quindi
il Governo lo può fare.
Il Governo fa proprio l'emendamento 1.49 che assorbe l'1.30
dell'onorevole Di Martino. Resta così stabilito.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.10, a firma
dell'onorevole Di Martino.
DI MARTINO . Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.34, a firma dell'onorevole
Bufardeci.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.46 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.11, a firma dell'onorevole Di
Martino.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DRAGO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.26, a firma dell'onorevole Adragna
ed altri.
ADRAGNA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.40, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi si prenda atto che nella parte
dell'emendamento 1.40 che è stato votato si fa riferimento a più
terme ma poi è scritto soltanto Acireale mentre si intende
Acireale e Sciacca. L'Assemblea ne prende atto.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, abbiamo avuto occasione di
dire che si trattava di distorsione della concorrenza. Dopo di
che, nel modo come era stato formulato, mentre qui c'è una
proposta per sviluppare l'attività inerente il bacino idrotermale
di Acireale, a me non risulta che Sciacca abbia questa necessità.
Qui, siccome dobbiamo equilibrare le esigenze di Acireale
con le esigenze del Segretario del CDU della Sicilia, quindi se
si dà ad Acireale dobbiamo dare anche a Sciacca. Mentre ad
Acireale ci sono alcune esigenze, a me non pare che a Sciacca ci
siano le stesse esigenze. Qui vogliamo continuare sempre con
questo tipo di equilibrio.
Se questa è la politica che questo Governo porta avanti se
ne assuma la responsabilità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la seconda parte
dell'emendamento 19 bis a firma del Governo così come è stato
letto. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento n. 1.42 a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento n. 1.38.1 a firma dell'on.le Piro:
"Il comma 19 ter è soppresso", si intende presentato
all'emendamento n. 1.38 del Governo.
Il parere del Governo?
TRICOLI, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, io mi auguro veramente che sia
l'ultima volta che si proceda in questo modo
FLERES. In questa sessione si.
PIRO. L'onorevole Fleres è ottimista. Perché è evidente che un
emendamento come questo, presentato all'ultimo momento, che per
una parte può essere comprensibile perché mira ad evitare che
vengano persi finanziamenti o che opere già avviate non possano
essere completate. Per un altro aspetto, ed è esattamente il
comma 19 ter, introduce una fattispecie del tutto nuova di cui
non si è discusso in Aula, e non si è discusso in nessuna
Commissione, a maggior ragione, se non nell'intervento dell'on.le
Provenzano.
Il 19 ter cosa fa? Dice che le somme che ci vengono
accreditate dalla Comunità Europea, derivanti dai programmi che
sono cofinanziati anche dalla Regione, anzicchè essere
direttamente destinati alle stesse finalità, quindi al
cofinanziamento di programmi europei, possano essere destinati ad
un fondo genericamente destinato a interventi finalizzati al
conseguimento di obiettivi di sviluppo individuato la
programmazione territoriale e settoriale regionale in modo da
garantire il rispetto del principio dell'addizionalità delle
risorse comunitarie che è una formulazione, come tutti vedono e
comprendono, estremamente generica perchè i vincoli sono molto
labili.
Dico di più: secondo me non c'è nessun vincolo, perchè una
volta costituito il fondo, esso stesso verrà saccheggiato come è
avvenuto e sta avvenendo con i fondi con specifica destinazione
che sono stati individuati nel bilancio della Regione e che
vengono dal Governo, ovviamente, perchè solo il Governo ha le
chiavi della cassaforte, ampiamente e liberamente saccheggiati
senza tenere conto della originaria destinazione.
Sta avvenendo anche con questo articolo perchè si prendono
una parte dei fondi destinati al cofinanziamento del Pop 94/99 e
si cofinanzia il Pop 90/93 facendo venir meno quella previsione
che fu inserita in bilancio dopo aspri contrasti all'interno
della Commissione Bilancio, aspri contrasti tra alcuni settori
della maggioranza.
Io ricordo all'onorevole Bufardeci che, ovviamente viene
distratto in questo momento dall'onorevole Croce, il quale tende
a non fargli comprendere di cosa stiamo parlando, in Commissione
Bilancio mise una sorta di questione di fiducia sul mantenimento
di una parte cospicua dei fondi per il cofinanziamento dei
programmi europei. L'assessore Bufardeci non si sta accorgendo
che quel suo impegno adesso viene completamente ribaltato dal
Governo, perchè il Governo ha presentato una previsione con la
quale i fondi provenienti dalla Comunità Europea possono essere
destinati sostanzialmente, diciamocelo chiaramente, a qualunque
scopo, addirittura con l'autorizzazione di legge.
Io credo che se c'è una coerenza, oltre ad un'attenzione,
tra le cose che si affermano e le cose che si fanno, tra quello
che si dice cinque minuti prima e quello che si fa cinque minuti
dopo, per lo meno dovrebbe essere richiesta una maggiore
attenzione su questo comma 19 Ter che può avere una sua validità.
Io non lo discuto in assoluto, ma così com è formulato nel
contesto in cui è inserito e soprattutto con i precedenti di
discussione che ci sono stati in Assemblea, indubbiamente,
costituisce una novità per quanto ci riguarda non positiva e
sicuramente da valutare.
Personalmente avrei richiesto, per lo meno, l'accantonamento
di questa previsione ed il rinvio della stessa, dopo l'ulteriore
maturazione nelle sedi competenti e cioè nelle Commissioni, a un
momento successivo. Ecco perchè, Signor Presidente, ho presentato
l'emendamento soppressivo ed ecco perchè, ovviamente, esprimo
parere e voto favorevole allo stesso emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.38.1
dell'onorevole Piro tendente a sopprimere il comma 19 Ter
dell'emendamento del Governo.
Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorvole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.38.1 del
Governo, tendente ad inserire al comma 20 e al comma 21 il
seguente rigo che vedete nelle tabelle.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.38 del Governo,nel testo
risultante.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.41, articolo 19 Ter
presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3 del Governo.
L'onorevole Cuffaro è assente, l'emendamento è decaduto.
Emendamento 1.44 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
BATTAGLIA. C'è un emendameto a mia firma di carattere formale.
PRESIDENTE. Si può rivedere in fase di coordinamento formale
della legge.
BATTAGLIA. Allora lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Emendamento 1.35 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.37 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento del Governo 1.38, non ci sono
subemendamenti.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Emendamento del Governo 1.39, non ci sono subemendamenti.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.17.1 a firma dell'onorevole
Grippaldi ed altri.
PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, pochissimi minuti perché poco fa
non sono intervenuto, quando lei molto gentilmente mi ha dato
anche l'opportunità sia pure indirettamente proprio perché il
tempo a disposizione che mi necessità è di gran lunga inferiore.
Mi vorrei riallacciare a quanto esposto dall'onorevole
Galletti e cioè la capacità in questo momento di tutelare una
norma che sicuramente ha dato grande vantaggi alla Regione
siciliana in passato e quando si parla di materia di personale
sicuramente sorgono polemiche perché questa Regione non ha avuto
una legislazione serena in materia, su questo argomento. Ma devo
dire che invece su questo specifico emendamento devo
assolutamente convenire con il legislatore di allora perché
sicuramente è stato fatto un grande servizio alla Regione
siciliana.
Tengo a precisare infatti che il grande vantaggio fu quello
di creare uno strumento operativo che consentisse al lavoratore
di uscire fuori dall'Amministrazione regionale e quindi passare,
qualora avesse maturato i titoli sotto l'Inps, quindi in forme di
pensionamento, oppure addirittura uscire dall'Amministrazione e
passare presso altri enti.
Il vantaggio è innegabile, fu innegabile allora ed è chiaro
che il rimettere tutto in discussione avrebbe prodotto degli
svantaggi enormi per la Regione siciliana, oltre come è stato già
accennato dal collega Galletti anche una palese ingiustizia.
Devo anche precisare, questo lo dico perché farò si che
venga allegato questo documento alla relazione che sto
illustrando, che molti abusi sono stati fatti anche in materia di
una tantum, io cito testualmente il caso di Lauria Giovanni che
il 28 novembre 1994 chiese espressamente di rinunciare all'una
tantum, cioè in altre parole prima aveva chiesto di avere l'una
tantum, poi se ne pentì e prima ancora che questo potesse
accadere chiese appunto la sospensione.
Ebbene, questa data è 28 novembre, qualche giorno dopo, il
12 dicembre 1994, espressamente l'ente minerario siciliano diceva
che assolutamente doveva esigere l'una tantum, ebbene a questo
stesso caso è accaduto che a distanza di mesi l'ente minerario
siciliano ha chiesto la restituzione di una cosa che aveva
obbligato di cui aveva obbligato il soggetto alla percezione, è
la chiara dimostrazione che con questo disegno di legge, con
questo emendamento noi abbiamo tutelato non soltanto la giustizia
ma anche il diritto del lavoratore.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pagano. Pongo in votazione
l'emendamento 1.17.1 avvertendo che si tratta di emendamento
sostitutivo dell'1.17 sia nella prima che nella seconda versione.
Pongo in votazione l'emendamento in questione.
Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Risultano assorbiti gli emendamenti 1.17 sia nella prima che
nella seconda versione. A seguito dell'approvazione
dell'emendamento in questione è anche assorbito l'emendamento 1.5
dell'onorevole Galletti.
Si passa all'emendamento 1.14 dell'onorevole Piro. E' stato
già illustrato a suo tempo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.15 dell'onorevole Piro.
E' stato già illustrato anche questo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo.
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.16 a firma degli onorevole
Speziale e Navarra. Questo è improponibile onorevole Speziale.
Manca la copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 1.18 a firma dell'onorevole Leanza.
L'emendamento viene ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.19. Viene ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.20 a firma dell'onorevole Alfano.
Onorevole assessore Tricoli, sull'emendamento 1.20 ci dicono
la copertura finanziaria indicata non è corretta.
GRIPPALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI. Signor Presidente, noi poc'anzi abbiamo illustrato
l'emendamento notiamo una qualche incertezza da parte del Governo
perchè.... è favorevole? c'è la copertura finanziaria?
TRICOLI, assessore per il bilancio e le finanze. Basta leggerlo
per capire che la copertura finanziaria non c'è...
GRIPPALDI. Signor Presidente, chiedo di intervenire per
dichiarazione di voto auspicando che il Governo e l'Assemblea
approvino l'emendamento, in ogni estrema ratio noi chiediamo che
questo emendamento possa essere accolto dal Governo come ordine
del giorno considerando senza alcuna polemica che gli
appostamenti di risorse finanziarie per terme e teatri in questo
caso debbono tenere conto di atti dovuti di amministrazioni
locali il cui assessore certamente a conoscenza del problema si
farà interprete di questa nostra auspicata sensibilità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, emendamento 1.20, il Governo
ha espresso parere contrario non assicurando la copertura
finanziaria.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Solo per sollecitare quanto meno al Governo
l'accoglimento dell'auspicio rivolto all'onorevole Grippaldi, per
evitare che questa vicenda possa chiudersi amaramente mantenendo
aperta una prospettiva attraverso l'accoglimento dell'ordine del
giorno che consente un impegno formale al Governo di presentare
un atto legislativo che possa consentire a questo Parlamento..
DRAGO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO. Presidente della Regione. Signor Presidente per
confermare a nome del Governo di accogliere l'emendamento sotto
forma di ordine del giorno e s'impegna il Governo a presentare
all'interno di un apposito disegno di legge che conterrà norme
sul personale anche ciò che è stato richiesto con l'emendamento
1.20.
GRIMALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non volevo
assolutamente prendere la parola perchè in questo periodo ho
cercato di stare in silenzio per cercare di capire e di
apprendere.
Certamente in questi mesi di grande silenzio mi sono reso
conto di quante cose strane succedono in questa nostra terra, in
questa nostra benedetta Sicilia.
E' inutile parlare del passato, perchè ognuno di noi da
persona responsabile è cosciente del ruolo che in questo momento
riveste si è reso conto di tante cose che non potevano essere
fatte e sono state fatte e tante cose che invece non abbiamo
trovato la forza e il coraggio di fare, mi riferisco per esempio
a delle riforme che avremmo dovuto fare il primo giorno che ci
siamo insediati e a tante altre cose.
Ma voglio stasera soffermarmi su ciò che è successo in
quest'Aula.
Quest'Aula ha distribuito soldi a sinistra e a destra,
certamente passando dal Centro, in queste ultime leggi che sono
state approvate da questa Assemblea abbiamo trovato i soldi per
tutti, abbiamo trovato i soldi che certamente non abbiamo per i
famosi trattoristi ed è giusto che li abbiano ricevuto, abbiamo
dato contributi a tutti: associazioni, stasera abbiamo pensato
anche agli invalidi di guerra, due miliardi, abbiamo pensato al
Teatro di Agrigento, abbiamo pensato alle terme di Acireale e
anche a quelle di Sciacca. Certamente questi contributi, queste
somme che questo Governo e quest'Assemblea ha approvato questa
sera, se ci fossero realmente tanti soldi da buttare certamente
stasera avremmo fatto un buon servizio, ma in un momento così
triste per questa nostra Sicilia e per questa nostra Assemblea
dare soldi con tanta facilità, mi è sembrata realmente un'offesa.
E' un'offesa grande e maggiore a questi signori trentacinque,
trentasei, trentasette, in tutta la Sicilia, circa quarantadue,
quarantacinque persone contrattisti che da mesi, anzi da anni,
non ricevono una lira.
Nel passato è stata sanata questa questione. E' stata
sistemata la posizione di questi contrattisti, di molti
contrattisti e sono rimasti esclusivamente questi pochi esemplari
di Enna, Ragusa e Caltanissetta. Allora dico se questo Governo è
riuscito a trovare miliardi per dare alle terme, ad un teatro,
agli invalidi di guerra due miliardi, non riesce a trovare ...
DI MARTINO . No, agli invalidi.
GRIMALDI. Non siamo riusciti a trovare un miliardo e mezzo per
fare sì che questi trentacinque, trentasei contrattisti, dopo un
mese di proteste, legati davanti al comune di Enna e due persone
hanno minacciato di suicidarsi e la stampa nazionale, la
televisione ha portato a conoscenza di tutti e tutti i gruppi qui
presenti conoscono il dramma di questa gente, di queste famiglie,
questa Assemblea e questo Governo stasera non riesce a dare
questa copertura.
Credo che sia arrivato realmente il momento, amici, colleghi
deputati, di cominciare a parlare e trovare quel coraggio e
quella dignità che ci deve sempre distinguere. Se vogliamo
realmente dare segnali a questa Sicilia, dobbiamo cercare di dare
meno soldi a gruppi, ad associazioni fantasma alle volte e
cercare di centrare l'obiettivo venendo incontro alle esigenze
serie della gente che ha diritto e che possibilmente da un giorno
all'altro creerà anche incidenti seri e la responsabilità deve
ricadere anche su di noi. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.20 è ritirato?
GRIPPALDI. Si chiede la tramutazione in ordine del giorno con
il parere del Presidente della Regione.
ALFANO. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.20 non è ritirato ed è sempre in
votazione.
DI MARTINO . Allora, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono da
sette anni parlamentare di quest'Assemblea e tutte le volte in
cui c'erano problemi di sanatoria di personale, ho avuto sempre
idiosincrasia nei confronti di questi problemi. Ma stasera devo
dire che l'onorevole collega Grimaldi ha perfettamente ragione.
Cioè qui si sono distribuiti quattrini a palate a tutti. Qui
sono stati dati miliardi per gestire un ente inutile per pagare
certi compensi politici avvenuti nel passato. Si sono dati soldi
a tutti. Praticamente bisognava andare a trattare. Io sono di
quelli che non va a trattare mai. Cerco di fare politica anche
perché non è che credo molto a tutte queste vicende.
Ora ha ragione l'onorevole Grimaldi. Dinanzi a tanto spreco
che abbiamo assistito stasera e altre sere quando c'è un problema
serio del comune di Enna, tutti diventano rigoristi. Si fa una
norma che veramente è un'offesa all'intelligenza, quella
dell'articolo 9 della legge n. 27, offende l'intelligenza del
Parlamento, del popolo siciliano. E tante altre cose vergognose
fatte questa sera. Ebbene dinanzi a un fatto serio, umano, mi
dovete spiegare come fate, onorevoli signori tra virgolette del
Governo a dare l'assenso ad un provvedimento verso alcune
categorie che già sono protette in un certo senso, non è gente
sul lastrico, ebbene a queste categorie protette si danno forse
giustamente altre protezioni; dinanzi a persone non protette che
non hanno la possibilità di potere avere un pezzo di pane, di
potere continuare a lavorare laddove hanno lavorato, qui le
persone che si sono sbracate negli accordi anche compromissori
divengono ad un tratto rigoriste e non siamo d'accordo, quindi,
cari colleghi di Enna avete tutta la mia solidarietà per quel
poco che può valere.
DRAGO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO. Presidente della Regione. Solo per comunicare che da
un ulteriore esame di alcuni capitoli delle rubriche
dell'assessorato agli enti locali, da cui dipende il problema che
è esposto nell'emendamento 1.20, può essere trovata la copertura
finanziaria però bisogna cambiare non capitolo 18712 così come è
stato scritto nell'emendamento presentato che non poteva trovare
copertura finanziaria ma il Governo la da sul capitolo 19027.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.20 con le
precisazioni per la copertura finanziaria espresse dal Presidente
della Regione.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.21... questo è stato già
superato, onorevole Crisafulli, onorevole Turano, onorevole
Grippaldi.
Si passa all'emendamento 1.32 dell'onorevole Di Martino.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Qui ormai si è inventato il nuovo "caporalato",
Presidente. Ormai, in molti comuni, molti amministratori fanno i
"caporali" nel senso che si inventano le cooperative sociali e
con le cooperative sociali fanno clientela. Ora, noi qui vogliamo
mettere un punto fermo. Ci sono alcuni paletti che non
semplificano, Presidente. Guardi, per esempio, la Provincia di
Palermo ha già il regolamento, altri comuni lo hanno e quando
hanno difficoltà si inventano il sorteggio come se si potesse
campare o se si potessero svolgere lavori socialmente utili col
sorteggio. Fra l'altro, questi hanno validità relativa, nel senso
che noi non andiamo ad intaccare i lavori di pubblica utilità,
dove bisogna essere imprese; qui siamo dinnanzi a vero e proprio
assistenzialismo; l'assistenzialismo dobbiamo regolamentarlo,
dobbiamo mettere un punto fermo al "caporalato", Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino, io sono, mi permetto,
pienamente d'accordo, non voglio entrare nel merito, però le
debbo dire che mi preoccupa che un emendamento di questa natura,
dopo che abbiamo approvato una legge sul lavoro, con tutte le
questioni che sono passate alla Commissione di merito, un
emendamento di questa natura, buttato così alle tre di notte e
passa, potrebbe portare a blocchi...come vuole...va bene...
Pongo in votazione l'emendamento dell'onorevole Di Martino
1.32.
Il parere del Governo?
DRAGO. Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è' approvato)
Si passa all'emendamento 1.27 a firma dell'onorevole
Nicolosi.
Il parere del Governo?
DRAGO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.33 a firma dell'onorevole Di
Martino.
Il parere del Governo?
DRAGO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della Commissione. Contrario.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Presidente della Regione evidentemente ha una memoria corta,
labile, perché noi andiamo ad interpretare quello che lui ha
promesso in Aula alcuni anni addietro, nel senso che vi sono
alcune aziende che hanno avuto prima il 30, 40, 50 per cento
contributivo. Con la nuova legge 25 abbiamo detto che bisognava
portare a 60, 50 e 40 per cento. Ora, si crea una disparità di
trattamento.
DRAGO, presidente della Regione. Dov'è la copertura
finanziaria?
DI MARTINO . C'è, è compresa in tutte le altre norme, c'è la
copertura finanziaria. Non può dire che non c'è, quindi lei, mi
pare che recita a soggetto. Un momento fa dichiara che non aveva
la copertura finanziaria per quanto riguarda Enna e poi
evidentemente, trattato male...
DRAGO, presidente della Regione. Ma lei mi ha convinto.
DI MARTINO . No, io la ringrazio. Ora, qui si può convincere,
perché questa è una legge che ha approvato quando era assessore
al lavoro e quindi, non capisco come mai lei si possa esprimere
contrario a norme che ha portato avanti lei. Vuol dire che qui
d'ora in poi abbiamo capito che se alcune proposte sono portate
avanti da alcuni settori vengono accolte. Vuol dire che noi ci
comporteremo di conseguenza. D'ora in poi sappiamo come
comportarci, creiamo problemi all'occorrenza, se è questa la
mentalità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.33 a firma
dell'onorevole Di Martino.
Il parere del Governo e della Commissione è sempre
contrario.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.4 a firma dell'onorevole Fleres.
Il parere del Governo?
DRAGO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.31 a firma dell'onorevole Di
Martino.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento non è una mia invenzione, è stato mutuato, compreso
gli errori, se ci sono, da un testo del Governo, esattamente il
407.
Ma, qual è il problema?
C'è un'attività produttiva, una cantina sociale Vallelunga,
la quale non può accedere ai finanziamenti, ai prestiti dei vari
istituti perché non può ipotecare l'immobile, o non può dare
ipoteca o privilegi sugli immobili, perché risulta proprietà
dell'ESA.
Ora, con questa operazione, già proposta da un disegno di
legge del Governo, copiato compreso gli errori, se ci sono, si
vuole appunto assegnare la proprietà alla cooperativa, la quale
aumenta il capitale sociale di cui il maggiore quotista o
azionista diventa l'ESA, ed è una operazione di una semplicità
assoluta, tra l'altro è firmato da tutti i colleghi deputati
della provincia di Caltanissetta, c'è stata veramente una
sollevazione.
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi è stato presentato dalla
Commissione l'emendamento 1.31. Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.45 a firma
del Governo.
PIRO. Vi è un capitolo errato nell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi si tratta soltanto di un errore
di battitura. Vi prego prendere atto anziché 10573 si deve
leggere 10513. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi bisogna votare gli emendamenti 1.47 e
1.48 relativi alla questione delle tabelle, ma occorre votare
anche una ampia delega alla Presidenza perchè queste tabelle
devono essere rettificate in base agli emendamenti che sono stati
approvati.
Pongo in votazione l'emendamento 1.47 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.48 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si vota l'ampia delega con le precisazioni che ho fatto
qualche attimo addietro. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'emendamento 1.13 a firma dell'onorevole Piro
che era stato accantonato.
Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PETROTTA. Presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
gli onorevoli Barbagallo Salvino, Lo Giudice, Cuffaro, Briguglio
e Lo Monte che aveva chiesto 30 giorni di congedo.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Cristaldi
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 215. Il parere del
Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 216. Il parere del
Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 219. Il parere del
Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico che ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
è stato presentato il seguente emendamento:
<<Al comma 17 sostituire '1977' con '1997'>>
Pongo in votazione l'emendamento presentato ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
2.
CIMINO, segretario f.f.
<<Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.>>
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE <<PROVVEDIMENTI
IN FAVORE DELLE TONNARE SICILIANE, DEL QUARTIERE DI SIRACUSA ED
IN FAVORE DI TEATRI. INTERVENTI PER L'ISTITUTO SICILIANO
MUTILATI ED INVALIDI DI GUERRA>> (727/A).
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge 727/A:
"Provvedimenti in favore delle tonnare siciliane, del quartiere
Ortigia di Siracusa ed in favore di teatri. Desidero informarvi
che la maggior parte dei disegni di legge è stato già assorbito
con il disegno di legge finanziario che abbiamo testé approvato,
rimane soltanto in piedi l'articolo 1: ' Interventi per la pesca
tradizionale del tonno'.
Onorevole Presidente della Regione l'emendamento 1.1 è
ritirato perché riguardava Ginostra ed è assorbito. Il 3.1:
'L'articolo 3 è soppresso' dato che non c'è più non si può più
sopprimere, 'L'articolo 4 è soppresso' anche questo è superato,
'L'articolo 5 è soppresso' anche questo è superato', per cui
rimane in piedi soltanto l'articolo 2. Invito la competente
commissione a prendere posto nel relativo banco, commissione
composta dai deputati: Cimino, Presidente; Speranza,
segretario; Adragna, Catania, Catanoso, Costa, Martino, Ortisi,
Scalia, Scoma, Villari, Zanna.
Signor Presidente ritiene di affidarsi al testo, è rimasto
soltanto l'articolo 1, se ne prende atto.
Dichiaro aperta la discussione generale. Nessuno chiede di
parlare. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non risultano presentati emendamenti all'articolo 1 e
pertanto nessuno chiede di parlare sull'articolo 1. Pongo in
votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sono stati presentati emendamenti
aggiuntivi che non consentono l'approvazione dell'articolo 1,
quindi se non vengono ritirati non possiamo andare oltre.
Vengono mantenuti? Di chi sono gli emendamenti? Vengono
ritirati gli emendamenti del Governo per cui non ce ne sono
altri. Il Governo li ritira. L'Assemblea ne prende atto.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa vuole intervenire onorevole
Crisafulli? E' soltanto l'articolo 1, tutto il resto è stato già
approvato ed assorbito da altro disegno di legge. La finanziaria
che abbiamo testé approvato ha assorbito la maggior parte del
disegno di legge.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, in effetti... non so perché la
Commissione finanza sia qui, dovrebbe esserci la Commissione
cultura.
PRESIDENTE. Composta dall'onorevole Cimino, Presidente...
PIRO. Signor Presidente, ho approfittato di questo piccolo
equivoco, volevo però farle presente una cosa, Presidente,
l'articolo 2 è già stato inserito, lo stesso dicasi per il 4 e
per il 5, l'articolo 3 invece, Presidente, è stato inserito nel
testo che abbiamo testé definito soltanto per quanto riguarda il
Teatro di Palermo, mentre è rimasta la questione del Teatro di
Catania che era rimasta sospesa. Questo lo devo dire, Presidente,
perché così è. Perché in effetti è stata presa la parte relativa
al Teatro di Palermo, ma quella di Catania non è stata... Si
tratta evidentemente anche in relazione alle intenzioni del
Governo di chiarire se va modificato, evidentemente, l'articolo 3
o se il Governo ritiene che l'articolo 3 debba essere considerato
anch'esso superato, perché se è invece intenzione del Governo
comunque mantenere l'articolo 3 per la parte relativa al Teatro
di Catania, evidentemente il Governo stesso deve predisporre un
emendamento di modifica.
DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. Il Governo ritiene di potere
mantenere l'articolato relativamente al Teatro di Catania nella
misura in cui l'emendamento è stato già apprezzato dalla
Commissione Bilancio.
STRANO, Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Bisogna defalcare la somma relativa a Palermo che
abbiamo testé approvato.
DRAGO, Presidente della Regione. Se è stato già apprezzato
dalla Commissione Bilancio si, ma se è ulteriore somma no.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione il suo
intervento ha tutta l'aria del '68 a proposito della misura in
cui .... con le leggi non si può fare. Se lei presenta
l'emendamento o riscrive l'articolo 3.
DRAGO, Presidente della Regione. Signor Presidente io ho
bisogno di una notizia se questo testo è stato già apprezzato
dalla Commissione Bilancio.
CRISAFULLI. E da chi la vuole la notizie è lei il Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione nel momento in
cui il disegno di legge è in Aula, ed è il disegno di legge n.
727/A, ha già avuto la copertura finanziaria.
DRAGO, Presidente della Regione. Allora se ha già avuto la
copertura finanziaria noi siamo favorevoli.
PRESIDENTE. Altrimenti come poteva essere qui.
Onorevole Piro successivamente questa norma è stata
apprezzata, ma relativamente soltanto al Teatro stabile di
Palermo, e quindi non è possibile discutere dell'articolo 3 anche
soltanto per recuperare il Teatro di Catania a meno che non viene
assicurata la copertura finanziaria, però, non c'è la Commissione
Bilancio, perché la Commissione Bilancio non è insediata, è
insediata la Commissione presieduta dall'onorevole Cimino quindi
meglio lasciare le cose così come stanno. Rimane così stabilito.
TURANO. Se il problema è superato..... Siccome abbiamo esitato
l'emendamento 1.12 nell'altro disegno di legge che secondo me
ripropone la stessa materia ..... se è superato
PRESIDENTE. Superato. Si passa all'articolo 2.
<<Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE <<PROVVEDIMENTI PER LA
SALVAGUARDIA E LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO,
CULTURALE E LINGUISTICO DELLE COMUNITA' SICILIANE DI ORIGINE
ALBANESE E DELLE ALTRE MINORANZE LINGUISTICHE>> (203/A).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al disegno di legge n.
203/A: 'Provvedimenti per la salvaguardia e la valorizzazione
del patrimonio storico, culturale e linguistico delle comunità
siciliane di origine albanese e delle altre minoranze
linguistiche'.
Invito i componenti la Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1.
<<Art. 1
1. La Regione siciliana, nell'ambito della tutela della
lingua e della cultura delle popolazioni appartenenti alle
minoranze linguistiche riconosciuta dalle leggi della
Repubblica, dispone per le popolazioni di lingua e di cultura
albanese e delle altre minoranze linguistiche presenti nella
Regione gli interventi di cui agli articoli seguenti>>.
Non sono stati presentati emendamenti sull'articolo 1. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2.
<<Art. 2
1. Il Presidente della Regione, entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, deve avviare
l'iter per l'adozione del decreto con il quale è delimitato
l'ambito territoriale in cui si applicano le disposizioni
degli articoli seguenti.
2. Il provvedimento è adottato con decreto del
Presidente della Regione previa deliberazione della Giunta
regionale di governo. Il procedimento per l'adozione del
decreto è promosso dal Presidente della Regione mediante
richiesta ai comuni di Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo
Adriano, Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela di volere
includere i rispettivi territori comunali nell'ambito
territoriale in cui si applicano le disposizioni degli
articoli seguenti. I comuni manifesteranno la loro adesione
con delibera del consiglio comunale da adottarsi entro 60
giorni dalla ricezione della richiesta del Presidente della
Regione. Decorso infruttuosamente il suddetto termine
l'adesione si intende accordata.
3. Il territorio del comune di Palermo, sede di
residenza di molti albanofoni, può essere inserito su
richiesta del consiglio comunale della città nell'ambito
territoriale del decreto del Presidente della Regione.
4. Negli altri comuni della Regione non compresi nelle
previsioni dei commi precedenti, nel cui territorio insista
comunque una minoranza linguistica, il procedimento previsto
dal comma 2 può in ogni caso essere promosso dal 10 per cento
della popolazione residente>>.
All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti 2.1,
3.1 dell'onorevole Stancanelli. Per assenza dall'Aula del
deputato proponente, gli emendamenti sono decaduti.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo dire
che - forse sto vivendo un momento di confusione - non riesco a
raccapezzarmi. Questo testo dalla Commissione bilancio e finanze
- potrei sbagliarmi, ma mi aiuterà il Presidente della
Commissione stessa a capire se il ragionamento è questo - è
uscito con l'approvazione di un emendamento che finanziava il
funzionamento dei consorzi universitari che gestiscono corsi di
laurea non finanziati nè dallo Stato nè dalla Regione.
Emendamento che, per la verità, era stato approvato sia nella
legge sulle tonnare sia su questa, in Commissione bilancio e di
merito.
Dopo di che si disse che l'emendamento sarebbe stato
mantenuto nel testo di questo disegno di legge. Ora, io sto
leggendo con l'attenzione necessaria, dovuta anche all'ora tarda,
il testo e non trovo il riferimento legislativo che sapevo ci
fosse. Vorrei capire che fine ha fatto dal Governo, dal
presidente della seconda Commissione e anche dal Presidente della
commissione di merito.
Posso capire, infatti, che sulla finanziaria ci siamo
trovati a dover dare una gestione elastica rispetto ai meccanismi
regolamentari, ma se questo avviene anche con tutto il resto
delle normative in discussione io non capisco più niente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3.
<<Art. 3
1. Nelle scuole materne dei comuni di cui all'articolo
2, l'educazione linguistica prevede, oltre all'uso della
lingua italiana, anche l'uso della lingua della minoranza per
lo svolgimento delle attività educative. Nelle scuole
elementari e nelle scuole secondarie di primo grado è
previsto l'uso anche della lingua della minoranza come
strumento d'insegnamento.
2. Nelle scuole materne ed elementari sono assicurati
l'alfabetizzazione anche nella lingua della minoranza, nonché
l'insegnamento delle forme espressive dell'infanzia, la
lettura e le esercitazioni relative agli argomenti
concernenti gli usi, i costumi e le tradizioni delle comunità
locali. Nelle scuole secondarie di primo grado è previsto
l'insegnamento anche della lingua della minoranza.
3. E' obbligatorio l'insegnamento della cultura delle
tradizioni delle minoranze linguistiche nell'ambito delle
discipline individuate dalle istituzioni scolastiche
interessate nell'esercizio dell'autonomia didattica.
4. Nello svolgimento dell'insegnamento di cui ai commi
precedenti le istituzioni scolastiche autonome esercitano le
attribuzioni previste dalla vigente legislazione statale.
5. Qualora i genitori non intendano avvalersi per i
propri figli delle misure di cui ai commi 1, 2 e 3 ne
informano la scuola interessata al momento della
preiscrizione.
6. Nel comune di Palermo, ove si verifichino le
condizioni di cui al comma 3 dell'articolo 2, le competenti
autorità scolastiche, previa intesa con il comune,
individuano gli istituti e le sezioni in cui si effettuerà
l'insegnamento previsto dai commi precedenti.
7. Per gradi d'istruzione diversi da quelli indicati dai
commi 1, 2 e 3 si applica la vigente legislazione statale.
8. L'insegnamento della lingua, della cultura e delle
tradizioni locali costituisce parte integrante dei programmi
didattici dei corsi istituiti e finanziati dalla Regione.
9. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano
ai corsi dello stesso livello svolti per gli adulti>>.
E' stato presentato l'emendamento 3.2 dell'onorevole
Stancanelli. Per assenza dall'Aula del presentatore
l'emendamento è decaduto. Non ci sono altri emendamenti. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4.
<<Art. 4
1. L'Assessore regionale per i beni culturali,
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad
erogare finanziamenti per l'importo di lire 500 milioni per
organizzare nei comuni indicati nel decreto del Presidente
della Regione di cui al comma 2 dell'articolo 2 corsi di
alfabetizzazione nella lingua minoritaria e nella lingua
italiana per adulti>>.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5.
<<Art. 5
1. La Regione concede, in conformità della legislazione
vigente per il diritto allo studio, a coloro i quali
frequentano i corsi di lingua albanese o si avvalgono
dell'insegnamento di tale lingua nelle scuole pubbliche,
secondo le modalità previste dagli articoli precedenti,
contributi annui per l'acquisto di libri e materiale
didattico>>.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6.
<<Art. 6
1. Nei comuni indicati nel decreto del Presidente della
Regione di cui al comma 2 dell'articolo 2, i membri dei
consigli comunali possono usare la lingua locale
nell'attività degli organi medesimi.
2. Quando non sia possibile disporre di servizio di
traduzione, sono prive di effetti giuridici le dichiarazioni
che non siano espresse anche in lingua italiana.
3. Per gli altri uffici pubblici si applicano le leggi
dello Stato>>.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7.
<<Art. 7
1. Nei comuni indicati nel decreto del Presidente della
Regione di cui al comma 2 dell'articolo 2, il consiglio
comunale può deliberare con disposizione del proprio statuto
di provvedere, con spese gravanti sul bilancio del comune
stesso in mancanza di altre risorse disponibili a questo
fine, alla pubblicazione nella lingua albanese, o nelle altre
lingue minoritarie, di atti ufficiali dello Stato, della
Regione e degli altri enti locali, fermo restando il valore
legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua
italiana>>.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8.
<<Art. 8
1. Nei comuni di cui all'articolo 2, in aggiunta ai
toponimi ufficiali, i consigli comunali possono deliberare
l'adozione di toponimi conformi alle tradizioni ed agli usi
locali.
2. Per gli interventi di cui al comma precedente, la
Regione eroga ai medesimi comuni un contributo di lire 60
milioni>>.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9.
<<Art. 9
1. La Regione, entro tre mesi dall'entrata in vigore
della presente legge, stipulerà convenzioni con la RAI-TV
regionale e con altre emittenti radiofoniche e televisive per
l'inserimento nei programmi radiotelevisivi di notiziari,
programmi culturali, educativi e di intrattenimento in lingua
albanese o nelle altre lingue minoritarie.
2. L'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad
erogare contributi agli organi di stampa ed alle emittenti
radiotelevisive a carattere privato che utilizzino la lingua
albanese o le altre lingue minoritarie>>.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10.
<<Art. 10
1. L'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni ed i trasporti è autorizzato ad erogare
contributi per le manifestazioni culturali, folcloristiche,
religiose ed artistiche organizzate nei comuni indicati nel
decreto del Presidente della Regione di cui al comma 2
dell'articolo 2>>.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 11.
Art. 11.
1. L'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato a
concedere contributi ad associazioni, centri culturali,
Università ed enti religiosi che operano per la tutela della
lingua e delle tradizioni delle popolazioni di origine
albanese e delle altre lingue minoritarie presenti in
Sicilia.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Dò lettura dell'articolo 12.
Art. 12.
1. Al fine di disciplinare l'erogazione dei contributi
di cui agli articoli 9, 10 ed 11 l'Assessore regionale per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione
emanerà, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge sentita la competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana, apposito regolamento.
All'articolo 12 non sono stati presentati emendamenti. Lo
pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 13.
Art. 13.
1. La Regione siciliana, entro un anno dall'entrata in
vigore della presente legge, istituisce in Piana degli
Albanesi l'Istituto per la conservazione e la valorizzazione
del patrimonio storico, linguistico, culturale, documentario
e bibliografico delle minoranze linguistiche.
2. L'Istituto svolge attività di studio, ricerca,
documentazione, conservazione di beni archivistici e
bibliografici, promozione culturale, formazione per i docenti
e quant'altro necessario per la conservazione e la
valorizzazione del patrimonio storico, linguistico e
culturale delle minoranze linguistiche.
3. Le finalità ed il funzionamento dell'Istituto sono
regolamentati da uno statuto che sarà predisposto
dall'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione ed approvato con decreto del
Presidente della Regione, sentiti i sindaci dei comuni
interessati, l'Eparchia di Piana degli Albanesi ed il rettore
dell'Università di Palermo, nonché la competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
4. L'Istituto avrà un proprio consiglio di
amministrazione. Lo statuto dovrà prevedere la presenza in
tale organo di almeno un rappresentante di ciascuno dei
comuni inclusi nel decreto del Presidente della Regione di
cui al comma 2 dell'articolo 2, un rappresentante
dell'Università degli studi di Palermo ed un rappresentante
dell'Eparchia di Piana degli Albanesi.
5. L'Università degli studi di Palermo, nelle forme
indicate dallo statuto, ha il compito di sovrintendere alla
direzione scientifica dell'istituto.
All'articolo 13 non sono stati presentati emendamenti. Lo
pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 14.
Art. 14.
1. Il contributo di cui all'articolo 1 della legge
regionale 4 giugno 1980, n. 52 'Interventi per la promozione
di attività di ricerca nel settore sociale della cultura
cristiana' è elevato a lire 300 milioni annui a decorrere
dall'esercizio finanziario in corso.
PAGANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente
vista l'ora tarda. Il compito mio in questo caso è illustrare il
perchè di questo articolo all'interno di un disegno di legge che
ovviamente parla della lingua, della tradizione e della cultura
del popolo albanese. Con l'articolo 14 viene valorizzato il ruolo
e il fine dell'attività di ricerca nel settore sociale della
cultura cristiana in particolare della facoltà teologica,
istituto meritorio che ha creato in questi 18 anni dacché esiste
la legge un patrimonio e una produzione scientifico-teologica di
altissimo livello.
All'articolo 14 è collegato un emendamento, che illustro al
fine di evitare ogni tipo di confusione, a firma mia e
dell'onorevole Turano e Provenzano in relazione alla copertura
finanziaria che molto opportunamente l'Assessore Strano ha avuto
l'amabilità di coprire attraverso uno storno del capitolo 47653,
ad onore e merito dell'Assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, all'articolo
14 si fa riferimento alla copertura finanziaria pari a 300
milioni. Gli uffici hanno qualche dubbio perchè pare che il
capitolo preveda solo 100 milioni e l'aggiunta prevista con il
successivo articolo 16 di ulteriori 100 milioni porta una cifra
plausibile a 200 milioni e non a 300 milioni, quindi deve esserci
un errore materiale.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, è un errore materiale che nasce
dalla stesura dell'articolo 14, da dove viene indicato che si
tratta di 300 milioni e poi nell'articolo 16, invece, è riportato
soltanto 100 milioni che è il contributo attuale, quindi non ci
sarebbe ragione dell'aumento.
PRESIDENTE. E allora quanto dovrebbe essere?
TURANO. Più 200 milioni per arrivare ai 300 milioni che sono
stati deliberati dall'articolo 14. E' un errore materiale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 15.
Art. 15.
1. L'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad
assegnare alle province regionali che gestiscono direttamente
o tramite loro consorzi corsi di laurea o sezioni staccate di
corsi di laurea e che non fruiscono di appositi finanziamenti
statali o regionali contributi da destinare alla gestione dei
suddetti corsi.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione provvede alle
assegnazioni di cui al comma 1 secondo i parametri previsti
dall'articolo 51 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9.
Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 16.
Art. 16.
1. Per le finalità della presente legge è autorizzata
per l'esercizio finanziario 1998 la spesa complessiva di lire
16.100 milioni così ripartite:
articolo 3 - lire 250 milioni;
articolo 4 - lire 250 milioni;
articolo 5 - lire 20 milioni;
articolo 8 - lire 30 milioni;
articolo 9 - lire 20 milioni;
articolo 10 - lire 100 milioni;
articolo 11 - lire 80 milioni;
articolo 13 - lire 250 milioni;
articolo 14 - lire 100 milioni;
articolo 15 - lire 15.000 milioni.
2. All'onere derivante dagli articoli 3, 4, 5, 8, 9, 10,
11, 13 e 14 della presente legge e ricadente nell'esercizio
finanziario 1998 si provvede con parte delle disponibilità
dei seguenti capitoli del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 1998:
- capitolo 37971 lire 500 milioni:
- capitolo 38360 lire 500 milioni;
- capitolo 38371 lire 100 milioni.
3. Per gli anni successivi l'onere sarà determinato a
norma dell'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47.
4. Alla spesa derivante dall'articolo 15 della presente
legge si fa fronte mediante l'utilizzazione dell'apposito
accantonamento del capitolo 60791 codice 5015 di pari importo
del bilancio della Regione.
Comunico che è stato presentato dall'Onorevole Giannopolo un
emendamento. Poichè l'onorevole Giannopolo non è in Aula,
l'emendamento è decaduto.
Si passa all'emendamento 16.1.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi ritornando
all'articolo 14, atteso che il problema che si vuole risolvere
non riguarda soltanto l'esercizio finanziario in corso ma tutti
gli esercizi finanziari successivi la correzione va operato
affinchè anche per l'esercizio finanziario '99 e a seguire il
contributo non è più di 100 ma di 300 milioni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.1.
Il parere del Governo?
DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 17.
<<Art. 17.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo alla sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, fra qualche minuto procederemo alla
votazione dei disegni di legge. La seduta è sospesa per cinque
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 3.35, è ripresa alle ore 3.47)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE N.
576/A: "DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI PER L'ANNO 1998"
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa alla votazione finale dei disegni di legge.
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di
legge:"Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998".
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 40
L'Assemblea non è in numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la sessione. I deputati
saranno convocati a domicilio.
Comunico che domani alle ore 19.00 è convocata la Conferenza
dei capigruppo per predisporre il programma dei lavori.
La seduta é tolta alle ore 3.52 di giovedì 3 settembre 1998.