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Resoconto d'Aula della Seduta n. 185 di mercoledì 02 settembre 1998
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                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       La seduta è aperta alle ore 18.50.

     PIRO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
  nn.182, 183 e 184 che, non sorgendo osservazioni, sono approvati.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo  punto all'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                                   CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Armando  Aulicino  ha
  chiesto congedo per la seduta di oggi 2 settembre 1998.
       Non sorgendo osservazioni il congedo si intende accordato.

     DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA

      - "Interventi della Regione  per  la  frazione di San Martino
      delle Scale, comune di  Monreale,  colpita  dagli incendi del
      1994  e  del   1998,   per  l'adeguamento  idrogeologico  del
      territorio, per il sostegno  ai  proprietari  ed  ai soggetti
      titolari di immobili e  terreni danneggiati e per il rilancio
      delle    attività   commerciali,   artigianali,   turistiche,
      imprenditoriali   e   culturali   e   della  storica  abbazia
      benedettina di San Martino delle Scale" (n. 760).
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato dagli onorevoli  Caputo, La Grua, Virzì, Scalia,
      Catanoso, Grippaldi, Ricotta, Stancanelli, Granata in data 31
      luglio 1998.

      -   "Denominazione   della    città   di   Castelvetrano   in
      Castelvetrano-Selinunte" (n. 762).
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Turano in data 31 luglio 1998.

      - "Interventi per la  tutela  ambientale  e  il riassetto del
      territorio ad opera delle aziende agricole." (n. 763)
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato  dagli onorevoli Pezzino, Capodicasa, Trimarchi,
      Villari, in data 13 agosto 1998.

      - "Nuove norme in  materia  di  autoservizi  pubblici  non di
      linea." (n. 764)
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Fleres in data 21 agosto 1998.

      - "Interventi per  lo  sviluppo  delle  attività economiche e
      produttive nelle isole minori della Sicilia." (n. 765)
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Fleres in data 21 agosto 1998.

      - "Disciplina in materia  di  commercio  in  sede fissa." (n.
      766)
      - d'iniziativa governativa
      - presentato dal Presidente della Regione (Drago) su proposta
      dell'Assessore   per    la    cooperazione,   il   commercio,
      l'artigianato e la pesca (Beninati) in data 21 agosto 1998.

      - "Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
      delle foreste  demaniali  per  l'esercizio finanziario 1997."
      (n.  767)
      - d'iniziativa governativa
      - presentato dal Presidente della Regione (Drago) su proposta
      dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Tricoli) in data
      21 agosto 1998.

      - "Norme  per  l'attuazione del diritto alla formazione." (n.
      768)
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato dagli onorevoli Cipriani, Capodicasa, Battaglia,
      Crisafulli,  Giannopolo, Monaco, Navarra, Pezzino, Pignataro,
      Silvestro, Speziale,  Trimarchi, Villari, Zago, Zanna in data
      21 agosto 1998.

       DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO ED INVIATO ALLA COMPETENTE
    COMMISSIONE LEGISLATIVA AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135
      DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA AI
     SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B DEL REGOLAMENTO MEDESIMO

                           AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      -  "Elettrificazione  della frazione di Ginostra-Lipari (ME)"
      (n. 761)
      - d'iniziativa parlamentare
      - inviato in data 31 luglio 1998

         COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE.  Il  Presidente  della Regione, ai sensi dell'art.
  12,  comma  4,  della  legge  regionale  16 marzo 1992, n.  4, ha
  trasmesso  copia  delle  seguenti  deliberazioni  adottate  dalla
  Giunta regionale:

    -  n.  128   del  9  aprile  1998:  sistemazione  dei  rapporti
    patrimoniali e finanziari  tra  i  comuni di Petralia Soprana e
    Blufi - art. 9, comma 2, dell'O.E.L.;

    - n. 218 del 30 giugno 1998: ritiro del d.d.l. n. 780;

    -  n.  225  del  6 luglio 1998: ripartizione territoriale fondi
    spesa in conto capitale bilancio Regione 1998;

    -  n.  226  del  6 luglio 1998: ripartizione territoriale fondi
    spesa  in  conto  capitale  bilancio Regione 1998 - assessorato
    lavori pubblici;

    -  n.  227  del  6 luglio 1998: ripartizione territoriale fondi
    spesa - bilancio Regione 1998 - assessorato cooperazione;

    - n. 204 del 23 giugno 1998: partecipazioni regionali Italkali;

    - n. 230 del 29 luglio 1998: autorizzazione al presidente della
    Regione a proporre conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
    costituzionale avverso il DPR n. 169 del 1998, art. 6, comma 9;

    - n. 231 del 29 luglio 1998: autorizzazione al presidente della
    Regione a proporre conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
    costituzionale  avverso  il  DPR n. 189 del 1998 e il DM n. 183
    del 1998;

    - n. 236  del  4  agosto 1998: POP 1994/99 - Sottoprogramma 3 -
    misura 3.5 - Accordo di programma - Piano di riparto;

    - n. 237 del 4 agosto 1998: Programma di iniziativa comunitaria
    Konver;

    - n. 239 del 4 agosto 1998: l. 185/92. Proposta di declaratoria
    eccezionalità piogge persistenti verificatesi nell'agosto '97 e
    maggio '98 in provincia di Agrigento;

    - n. 240 del 4 agosto 1998: l. 185/92. Proposta di declaratoria
    eccezionalità  piogge  verificatesi nel periodo settembre '97 -
    gennaio '98 in provincia di Catania - integrazione delib. n. 97
    del '98, comune di Ramacca;

    - n. 241 del 4 agosto 1998: Istituto regionale della Vite e del
    Vino - consiglio di amministrazione;

    - n. 248  del  4  agosto  1998: l.r. n. 44 del 1994 - Consorzio
    Autostrade siciliane - regolamento organico del personale;

    - n. 249  del  4  agosto  1998: l.r. n. 44 del 1994 - Consorzio
    Autostrade  siciliane  -  Regolamento  del fondo indennità fine
    servizio personale dipendente;

    - n. 250  del  4  agosto 1998: l.r. n. 10 del 1993 - Prezziario
    generale opere pubbliche - riconferma;

    - n. 251  del  4  agosto  1998:  l.r.  n.  10  del 1993 - Nuovo
    prezziario generale opere pubbliche;

    - n. 269 del 20 agosto 1998: autorizzazione al presidente della
    Regione  a  promuovere  azione  di  legittimità  costituzionale
    innanzi  alla  Corte  costituzionale  avverso il D.L. 30 giugno
    1998, n. 244.

         RICHIESTE DI PARERE PERVENUTE  DAL GOVERNO ED ASSEGNATE
         ALLA COMMISSIONE LEGISLATIVA AI  SENSI DELL'ART. 70 BIS
         DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      -   Nomina   presidente   e   componenti   del  consiglio  di
      amministrazione   dell'Educandato  statale  femminile  'Maria
      Adelaide' di Palermo (n. 194)
      - pervenuta in data 30 luglio 1998
      - trasmessa in data 31 luglio 1998

      - Consorzio A.S.I.  di  Messina  -  Designazione  commissario
      straordinario (n. 197)
      - pervenuta in data 10 agosto 1998
      - trasmessa in data 24 agosto 1998

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      -  Disposizioni in  materia  di  cooperative  edilizie,  l.r.
      37/84, art. 5 (n. 195)
      - pervenuta in data 10 agosto 1998
      - trasmessa in data 24 agosto 1998

      - Contessa Entellina  -  Riserva  alloggi - D.P.R. 1035/1972,
      l.r. n. 10/77 (n. 196)
      - pervenuta in data 10 agosto 1998
      - trasmessa in data 24 agosto 1998

  ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI  DELLE COMMISSIONI CHE  SI
  COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL IV COMMA DELL'ART. 69 DEL
  REGOLAMENTO INTERNO

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 31.7.1998: VIRZI'- FORGIONE - TURANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 31.7.1998: SPAGNA sostituito da ADRAGNA

                            BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 28.7.1998 (ant.): ROTELLA
     "       "    28.7.1998 (pom.): PROVENZANO - ROTELLA
     "       "    31.7.1998: CAPODICASA - CRISAFULLI

                        AMBIENTE E TERRITORIO

     ASSENZE
     Riunione del  29.7.1998: CAPUTO - PELLEGRINO - VIRZI'

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 29.7.1998: CIMINO sostituito da PAGANO
                             GRIMALDI    "      " FLERES

                     CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO

     ASSENZE
     Riunione del 30.7.1998: CATANOSO - MARTINO - ORTISI
        "      "  31.7.1998: SPERANZA - CATANOSO - SCALIA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 30.7.1998: CATANIA sostituito da ALFANO
        "      "  31.7.1998:    "         "      "    "
                             ORTISI       "      " LO CERTO

          COMMISSIONE SPECIALE PER LA RIFORMA DELLO STATUTO
                      E LE RIFORME ISTITUZIONALI

     Riunione del 28.7.1998: COSTA - STANCANELLI - D'ANDREA -
                             MARTINO - NICOLOSI
        "      "  30.7.1998: FLERES - LEANZA

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 2156 - Iniziative per fronteggiare la grave  situazione
    idrica del comune di Valderice.
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Navarra Ottavio
                          ----------------
      N.  2157  -  Interventi  presso  l'E.S.A.  per  un  pronto
    pagamento dei  contributi  in  favore  del  Consorzio  dello
    Jato.
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Zanna Antonio
                          ----------------
      N. 2158 - Motivi del mancato rispetto della  normativa  in
    materia di danno ambientale.
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      ***
    Navarra Ottavio
                          ----------------
      N. 2159 - Interventi al fine di conoscere le  ragioni  che
    impediscono l'intervento della Croce Rossa presso  i  centri
    di accoglienza realizzati per accogliere gli immigrati.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Vella Basilio; Forgione Francesco
                          ----------------
      N. 2162 - Notizie sulla mancata erogazione di  provvidenze
    comunitarie in materia agricola.
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro; Pezzino Vincenzo
                          ----------------
      N. 2164 - Provvedimenti per ripristinare il rispetto delle
    regole democratiche nel comune di Grotte (AG).
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Capodicasa Angelo; Pezzino Vincenzo
                          ----------------
      N. 2165 - Notizie sulla  mancata  realizzazione  di  nuove
    iniziative industriali dell'Italtel.
      - Assessore Industria
      ***
    Giannopolo Domenico; Speziale Calogero
                          ----------------
      N. 2167 - Interventi per sbloccare  l'adozione  del  piano
    regolatore generale di Bagheria.
      - Assessore Territorio
      ***
    Zanna Antonio
                          ----------------
      N. 2168 - Richiesta di commissariamento dell'AMAP.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Cintola Salvatore
                          ----------------
      N. 2174 - Interventi per  modificare  il  regolamento  sul
    vivaismo.
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Zago Salvatore; Battaglia Giovanni
                          ----------------
      N. 2175 - Mancata pubblicazione sulla G.U.R.S. del decreto
    assessoriale relativo all'individuazione delle zone  carenti
    della medicina generale della provincia di Trapani.
      - Assessore Sanità
      ***
    Turano Girolamo
                          ----------------
      N. 2200  -  Iniziative  per  porre  rimedio  all'emergenza
    idrica nel comune di Valderice.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Piro Francesco
                          ----------------

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2154 - Iniziative urgenti per impedire la chiusura  del
    reparto  di  Psichiatria  dell'ospedale  San  Vito  e  Santo
    Spirito di Alcamo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Papania Antonio; Turano Girolamo
                          ----------------
      N. 2155 - Provvedimenti per ripristinare gli  stanziamenti
    in favore  dei  cittadini  di  Mussomeli  danneggiati  dagli
    eventi calamitosi.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      - Assessore Bilancio
      ***
    Di Martino Francesco
                          ----------------
      N. 2160 - Notizie sulla vendita degli alberghi Sitas.
      - Presidente Regione
      - Assessore Industria
      ***
    Virzi' Gioacchino; La Grua Saverio; Caputo  Salvino;  Scalia
    Giuseppe; Ricotta Michele; Catanoso Genoese Francesco
                          ----------------
      N.     2161  -  Interventi  urgenti  per  fronteggiare  la
    drammatica situazione relativa all'approvvigionamento idrico
    del territorio comunale di Valderice.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Papania Antonio
                          ----------------
      N. 2163 - Iniziative urgenti  volte  a  rilanciare  l'area
    artigianale di Larderia.
      - Presidente Regione
      - Assessore Industria
      ***
    Lo Monte Carmelo
                          ----------------
      N. 2166 -  Provvedimenti  per  indire  il  referendum  per
    localizzare il nuovo approdo nella città di Messina.
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Silvestro Gioacchino
                          ----------------
      N. 2169 - Motivi della mancata assunzione di custodi per i
    monumenti della Valle dei Templi.
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Scalia Giuseppe
                          ----------------
      N.  2170  -  Interventi  urgenti  per  il  ripristino  del
    servizio di Guardia medica nell'ospedale di Giardini  Naxos,
    a seguito del trasferimento disposto con determinazione  del
    direttore generale dell'Ausl n. 5 di Messina.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Lo Monte Carmelo
                          ----------------
      N.  2171  -  Interventi  per  l'autostrada  A/20,  casello
    Villafranca Divieto.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Speranza Bartolo; Rotella Domenico; Scalici Antonino
                          ----------------
      N. 2172 - Revoca della circolare n. 962 del 9 giugno  1998
    dell'Assessorato Sanità su 'Organizzazione dei  Dipartimenti
    di Emergenza - Urgenza'.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Basile Giuseppe
                          ----------------
      N. 2173 - Notizie sulla vicenda S.I.T.A.S..
      - Presidente Regione
      - Assessore Industria
      ***
    Capodicasa Angelo; Pezzino Vincenzo
                          ----------------
      N. 2176 - Notizie in ordine all'opportunità di  sostituire
    il servizio di aeroambulanza con il servizio di eliambulanza
    nell'isola di Lampedusa.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Caputo Salvino; Scalia Giuseppe
                          ----------------
      N. 2177 - Aumento dei canoni degli  alloggi  popolari  per
    l'anno 1997, di cui al  Decreto  dell'Assessorato  regionale
    dei   lavori  pubblici  del  13.3.1996  ed  alla  successiva
    circolare del 4.4.1997, prot. 1702,  nel  comune  di  Giarre
    (CT).
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Barbagallo Salvino
                          ----------------
      N. 2178 - Notizie circa i ritardi registrati
    nell'adeguamento alle norme  CEE  delle  sale  operatorie  e
    della sala parto dell'ospedale di Giarre (CT).
      - Assessore Sanità
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2179 - Interventi per assicurare la corretta e costante
    erogazione dell'energia  elettrica  nella  zona  di  Scordia
    Soprana.
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2180 - Interventi per assicurare il  risanamento  degli
    immobili, siti  nelle  vie  Stella  e  Corridoio  Stella  di
    Caltagirone, danneggiati dagli eventi alluvionali del 1996.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2181 - Interventi per assicurare l'attività  del  CEFOP
    di Caltagirone.
      - Assessore Lavoro
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2182 - Notizie circa  i  ritardi  con  cui  si  procede
    nell'erogazione del servizio di assistenza domiciliare  agli
    anziani nel comune di Catania.
      - Assessore Enti Locali
      - Assessore Sanità
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2183 - Interventi per  assicurare  l'adeguamento  delle
    aziende      siciliane  alle  norme  in  materia  di  tutela
    dell'ambiente.
      - Assessore Territorio
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N.       2184  -  Interventi  per  garantire  la  corretta
    utilizzazione della graduatoria degli operai forestali.
      - Assessore Agricoltura
      - Assessore Lavoro
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N.      2185  -  Interventi  per  garantire  il  pagamento
    dell'indennità di  disoccupazione  agricola  agli  operatori
    catanesi.
      - Assessore Lavoro
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2186 - Notizie circa  il  comportamento  della  società
    Ribs - Parmalat in  materia  di  trasformazione  industriale
    degli agrumi.
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2187 - Interventi per assicurare  la  salvaguardia  del
    castello di Acicastello.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2188 - Notizie circa i criteri  di  assegnazione  degli
    incarichi a liberi professionisti da  parte  del  comune  di
    Paternò.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N.   2189  -  Interventi  per  migliorare  il  livello  di
    sicurezza della strada statale 114 nel tratto tra Catania ed
    Acireale.
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2190 - Interventi per assicurare la corretta e costante
    erogazione idrica agli immobili siti in via dei Pini e degli
    Oleandri a Valverde.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2191 - Interventi per assicurare un più alto livello di
    pulizia delle strade di Giarre.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2192 - Interventi per assicurare condizioni di maggiore
    sicurezza nella villa comunale di Riposto.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2193 - Notizie circa la  gestione  commissariale  della
    cooperativa 'Le Muse a.r.l.' con sede in Vittoria (RG).
      - Presidente Regione
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2194 - Interventi per migliorare  le  condizioni  della
    villa comunale di Caltagirone e una sua più piena  fruizione
    da parte dei cittadini.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2195 - Iniziative per la riapertura del  centro  diurno
    di San Gregorio.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2196 - Interventi per regolarizzare la posizione  degli
    occupanti abusivi di  alloggi  del  Comune  e  dell'IACP  di
    Catania.
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2197 - Interventi per assicurare la corretta e costante
    manutenzione del canale di gronda esistente tra i comuni  di
    S. Alfio e Giarre.
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2198 - Notizie circa la composizione della  commissione
    edilizia del Comune di Aci S. Antonio.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N.   2199  -  Interventi  per  il  restauro  dell'edificio
    scolastico attiguo alla chiesa  di  S.  Antonio  e  Vito  di
    Linguaglossa.
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2201 - Notizie sulla gestione dell'ospedale 'Umberto I'
    di Siracusa.
      - Assessore Sanità
      ***
    Granata Benedetto Fabio
                          ----------------
      N. 2202  -  Motivi  della  mancata  erogazione,  da  parte
    dell'Assessorato Enti locali, del finanziamento a favore del
    Comune di Alcamo per l'assistenza domiciliare agli anziani.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Turano Girolamo

    ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

      Assessore Lavori Pubblici

      N. 1602 -  Opportune  iniziative  al  fine  di  consentire
    l'erogazione dell'acqua presso le case popolari di  contrada
    'Monaco' a Bagheria (PA).
      ---
    Firmatari:Forgione Francesco
      ---
                          ----------------
      N. 1749  -  Interventi  urgenti  per  la  risoluzione  del
    problema    relativo  alla  pericolosità  della  SS.  189  -
    scorrimento veloce Agrigento-Palermo, teatro di innumerevoli
    incidenti mortali.
      ---
    Firmatari:Adragna Benedetto
      ---
      - Con nota n. 3201 del 7 agosto 1998 il  Presidente  della
    Regione ha delegato l'Assessore per i lavori pubblici.
                          ----------------
      Assessore Turismo

      N.   1483  -  Interventi  a  favore  del  centro  sportivo
    'Libertas'.
      ---
    Firmatari:Papania Antonio
      ---
                          ----------------
      N. 1643 - Erogazione dei contributi regionali agli enti di
    promozione sportiva.
      ---
    Firmatari:Zanna Antonio
      ---
                          ----------------
      N. 1699 - Iniziative urgenti a favore di  Ginostra  e,  in
    particolare, per la  realizzazione  delle  opere  essenziali
    alla sua vivibilità, quali  l'eliporto  e  il  pontile,  che
    costituiscono le emergenze più drammatiche.
      ---
    Firmatari:Lo Monte Carmelo
      ---
      - Con nota n. 840 del 15 aprile  1998  l'Assessore  per  i
    lavori pubblici ha eccepito la propria  incompetenza. -  Con
    nota n. 3270 del 10 agosto 1998 il Presidente della  Regione
    ha delegato l'Assessore per il turismo.
                          ----------------
      N. 1724 - Richiesta di parere contrario alla  proposta  di
    modifica del piano dei trasporti presentato dalla SIREMAR al
    Ministero dei Trasporti e della navigazione.
      ---
    Firmatari:Adragna Benedetto
      ---
                          ----------------
      N. 1748  -  Modifica  del  Decreto  regionale  n.  39  del
    21.1.1998  riguardante  l'erogazione  del  contributo  sulle
    tratte    aree  Palermo-Lampedusa  e  Palermo-Pantelleria  e
    viceversa.
      ---
    Firmatari:Adragna    Benedetto;  Spagna  Fausto;  Barbagallo
    Giovanni; Lo Monte Carmelo; Papania Antonio; Zangara Andrea
      ---
      - Con nota n. 3200 del 7 agosto 1998 il  Presidente  della
    Regione ha delegato l'Assessore per il turismo.
                          ----------------
      N.      1811  -  Interventi  urgenti  per  scongiurare  la
    soppressione del collegamento veloce Messina-Reggio Calabria
    annunciata dalla Società di navigazione SNAV.
      ---
    Firmatari:Lo Monte Carmelo
      ---
                          ----------------

    ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

      N.      281  -  Motivi  della  modifica  dei  criteri  per
    l'assegnazione delle farmacie.
      - Assessore Sanità
      ***
    Zanna Antonio
                          ----------------
      N.    282  -  Motivi  della  mancata  adozione  del  piano
    regolatore di San Vito Lo Capo  e  provvedimento  contro  le
    infiltrazioni mafiose nel suddetto comune.
      - Presidente Regione
      ***
    Navarra   Ottavio;  Capodicasa  Angelo;  Cipriani  Giuseppe;
    Speziale Calogero; Giannopolo Domenico
                          ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

      N. 235 - Iniziative a seguito della  grave  situazione  di
    tensione determinatasi  a  Lampedusa  e  nell'Isola  per  il
    massiccio afflusso di immigrati.
      Capodicasa Angelo; Battaglia Giovanni; Cipriani  Giuseppe;
    Crisafulli Vladimiro; Giannopolo  Domenico;  Monaco  Sergio;
    Navarra   Ottavio;  Pezzino  Vincenzo;  Pignataro  Giuseppe;
    Silvestro Gioacchino; Speziale Calogero; Trimarchi Giovanni;
    Villari Giovanni; Zago Salvatore; Zanna Antonio

    Presentata il 31/07/98

                          ----------------

    APPOSIZIONE  DI FIRMA AD INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.  Con nota del  3 agosto 1998, l'onorevole Zanna ha
  comunicato di voler apporre la propria firma all'interrogazione a
  risposta orale numero  2149  'Reintegrazione  nelle  funzioni del
  funzionario    regionale    architetto    Massimo    Finocchiaro'
  dell'onorevole Cipriani ed altri.
       L'Assemblea ne prende atto.

    COMUNICAZIONI DI DIMISSIONI DA VICEPRESIDENTE DI COMMISSIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  30  luglio  1998,
  l'onorevole   Sebastiano  Sanzarello  ha  rassegnato  le  proprie
  dimissioni   da  Vicepresidente  della  Commissione  parlamentare
  d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Ai sensi del  nono  comma  dell'articolo 127 del Regolamento
  interno, do il preavviso  di  30  minuti  al fine delle eventuali
  votazioni mediante  procedimento  elettronico  che dovessero aver
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    LETTURA, AI SENSI  E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
    D), E 153  DEL  REGOLAMENTO  INTERNO,  DELLE  MOZIONI  N.  233:
    "Iniziative  volte  a  fronteggiare  l'ondata  di  immigrazione
    clandestina in Sicilia e nelle sue isole minori, nonché  per il
    rispetto dei trattati  di  Schengen.";  N.  234 - Nomina di una
    Commissione  parlamentare  d'indagine  sul comportamento tenuto
    dall'E.S.A.  in  ordine  alla  vicenda  dell'assegnazione  agli
    aventi diritto delle  aree  del  feudo  'Marineo',  in  agro di
    Licodia Eubea (CT), conferite alla riforma agraria.".

     PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
  LETTURA, AI SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
  D),  E  153  DEL  REGOLAMENTO  INTERNO,  DELLE  MOZIONI  N.  233:
  "Iniziative   volte   a  fronteggiare  l'ondata  di  immigrazione
  clandestina in Sicilia  e  nelle sue isole minori, nonché  per il
  rispetto dei trattati  di  Schengen.";  N.  234  -  Nomina di una
  Commissione  parlamentare  d'indagine  sul  comportamento  tenuto
  dall'E.S.A.  in ordine alla vicenda dell'assegnazione agli aventi
  diritto delle aree  del feudo 'Marineo', in agro di Licodia Eubea
  (CT), conferite alla riforma agraria.".
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PIRO, Segretario:
                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      AL COSPETTO dell'ondata  d'immigrazione  clandestina  prove-
              niente dal Terzo mondo che  investe  la Sicilia e le
              sue isole minori, provocando gravi danni economici e
              profonde tensioni sociali;

      RILEVATO che il  fenomeno  è  la  conseguenza  diretta della
              mancanza di  una  seria  politica per l'immigrazione
              nonché dell'assenza  di  fermezza  e  di un ipocrita
              solidarismo da  parte  del  Governo  che,  invece di
              garantire la  sicurezza e la vivibilità del territo-
              rio,  già abbondantemente compromessi dalla crimina-
              lità mafiosa  e comune,ha finora seguito la politica
              dello  spontaneismo e dell'improvvisazione, incorag-
              giando i  disperati  di  mezzo  mondo  a  venire nel
              nostro Paese;

      CONSIDERATO che la debolezza in questo, come in altri campi,
              non  paga,  ma  anzi  incoraggia  i  trafficanti  di
              clandestini, e che  il  fenomeno delle immigrazioni,
              al di là dell'attività di repressione, è destinato a
              durare e non può essere lasciato allo spontaneismo;

      RITENUTO che:

              - è  indispensabile  procedere ad una programmazione
              dei flussi migratori, con un'apertura delle frontie-
              re compatibile  con  i  processi economici e sociali
              del  Paese,  in  considerazione  del  fatto  che  la
              pressione  demografica  assume  due  forme  diverse:
              l'eccessivo  incremento   della   popolazione  (come
              avviene nel Terzo mondo) oppure l'eccessiva densità,
              come avviene in Europa  e  segnatamente in Italia. I
              veri formicai del mondo non  sono  perciò  la Cina o
              l'India,  ma l'Italia,  dove  esiste  un  numero  di
              abitanti per  chilometro  quadrato  molto  superiore
              rispetto a quello indiano o cinese;

              - la mancanza di spazio e l'alto numero di residenti
              contribuiscono oltre tutto ad accentuare il disastro
              ambientale  (provocato  da urbanizzazioni selvagge e
              inquinamenti), la crisi energetica, la disoccupazio-
              ne nonché il sempre più massiccio ricorso all'uso di
              materie prime  e generi alimentari, sicché mantenere
              le frontiere aperte significa accentuare drammatica-
              mente i problemi  di  una  nazione che ha già troppi
              abitanti per  le  sue  risorse  ed  aggravare le già
              precarie condizioni  di  convivenza  civile di città
              diventate una calamita  per  disperati  in  cerca di
              lavoro, ma anche per un esercito di violenti, ladri,
              spacciatori e lenoni,  che  va  ad  aggiungersi alla
              pericolosa criminalità indigena;

      RILEVATO che la Sicilia,  una volta zona di transito per gli
              immigrati in  viaggio verso il Nord Europa, dopo gli
              accordi di Schengen è diventata appetibile anche per
              gli immigrati  di  ritorno,  cioè per quanti vengono
              respinti   alle   frontiere  di  Francia,  Germania,
              Olanda, con  la  conseguenza  che  le  nostre  città
              pullulano di sempre più consistenti masse di clande-
              stini, grazie anche alla mancanza di controlli;

      CONSTATATO  che   l'invasione   di   profughi  a  Lampedusa,
              Pantelleria e  sulle coste meridionali della Sicilia
              sta   comportando   conseguenze  devastanti  per  il
              turismo, ma anche per la civile convivenza di intere
              comunità, visto  che  i  centri  di accoglienza sono
              diventati  vere   e  proprie  polveriere  pronte  ad
              esplodere, pericolosi focolai di violenza, resisten-
              za e  di malanni che rischiano di propagarsi rapida-
              mente  in  un  contesto igienico-sanitario degradato
              come quello siciliano;

      CONSIDERATO che se è certamente impossibile accogliere tutti
              i disperati provenienti dal Sud del mondo, è sicura-
              mente  inaccettabile l'indegna accoglienza riservata
              ai profughi  in  strutture  precarie  antigieniche e
              improvvisate  sotto  l'assillo  di  un'emergenza che
              tale non è, dal momento che  è da più di un decennio
              che i disperati di  mezzo mondo premono sulle nostre
              frontiere, e, ciò nonostante,  il Governo si è fatto
              cogliere impreparato;

      CONSTATATO che  essendo  la  Sicilia  la  porta  meridionale
              dell'Europa e quindi il fronte più esposto all'inva-
              sione di  profughi  di provenienza africana, è inte-
              resse di  tutta  l'Europa  fronteggiare  la massa di
              disperati che,  attraverso  la  Sicilia,  rischia di
              dilagare in  tutto  il  continente europeo, anche in
              considerazione  del  fatto  che  lo  stesso  Governo
              italiano, anche se  volesse,  potrebbe fare ben poco
              al di là dello stringere  accordi di rimpatrio con i
              Paesi  mediterranei  ed   attuare  una  politica  di
              controllo dei confini;

      RITENUTO che:

              - non si  tratta,  dunque, solo di una questione che
              riguarda i  rapporti  fra  l'Italia  ed  i Paesi del
              Maghreb (anche per  la  presenza di profughi, prove-
              nienti da altri Stati  africani e da altri continen-
              ti, che partono  dalla Tunisia con fughe organizzate
              da gruppi criminali), ma  di un problema che investe
              l'intera comunità europea;

              - un problema  di  così vasta dimensione e con tante
              implicazioni  anche  di  ordine  internazionale  non
              possa  essere   affrontato  solo  dalla  Regione  né
              fronteggiato  unicamente con la solidarietà verbale,
              con l'ipocrisia o  con il buonismo di chi si rifiuta
              di fare i conti  con la realtà e si limita a parlare
              di società multietnica senza individuare le linee da
              seguire per  la  sua realizzazione o si abbandona ad
              astrazioni   politico-ideologiche   che,  invece  di
              avviare a  soluzione il problema, lo fanno incancre-
              nire,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  intervenire   presso  il  Governo  centrale  per
              sollecitarlo ad  assumere  valide iniziative volte a
              fronteggiare  l'ondata  di  immigrazione clandestina
              che investe la  Sicilia e le sue isole minori attra-
              verso:

              1) la  sorveglianza  costante  delle  coste  e delle
              acque territoriali da parte delle forze armate;

              2) il varo di provvedimenti chiari per assicurare la
              rapida espulsione  degli immigrati non in regola con
              il permesso, le leggi e le regole del Paese;

              3) il  rimborso  dei danni subiti dagli albergatori,
              commercianti ed  operatori  turistici  a causa delle
              disdette dei turisti;

              4) la  realizzazione  di  centri di accoglienza e di
              transito nel rispetto degli standard di viabilità,

             INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              ad assumere  ogni  necessaria  iniziativa presso gli
              organismi  dell'Unione  europea  affinché la Sicilia
              venga posta  nelle  condizioni  di rispettare e fare
              rispettare i contenuti dei trattati di Schengen, sia
              per quanto  riguarda  una  politica dell'accoglienza
              più rigorosa, sia  per  quanto riguarda l'attuazione
              di accordi bilaterali con i Paesi da cui si verifica
              l'esodo,  con  la  realizzazione  di  iniziative  di
              sviluppo economico  finalizzate  alla  creazione  di
              sviluppo ed occupazione nei Paesi di provenienza del
              flusso migratorio, esattamente come ha fatto l'Unio-
              ne europea allorché la  Germania ha avuto gli stessi
              nostri problemi con  l'assalto  di  immigrati prove-
              nienti  dalla  Polonia  e  dai  Paesi  ex  comunisti
              dell'Est.""
              (30 luglio 1998)
                                   LA GRUA - CAPUTO - CATANOSO -
                                   GRANATA - GRIPPALDI - RICOTTA -
                                   SCALIA - STANCANELLI - VIRZI'

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO  che:

              -  la  vicenda dell'assegnazione agli aventi diritto
              delle  aree  del  feudo 'Marineo' di proprietà della
              ditta  'Cocuzza'  in  territorio  di  Licodia  Eubea
              (prov.  di Catania), conferite alla riforma agraria,
              si  inserisce  in  una  più  ampia  problematica che
              riguarda in tutta la Sicilia migliaia di ettari che,
              a  distanza  di cinquanta anni, non sono stati asse-
              gnati;

              - per restare alla storia più recente, nel settembre
              del  1993,  un  coltivatore  affittuario  del  feudo
              Marineo   scrisse  all'allora  commissario  ad  acta
              dell'E.S.A,   dott.   Giuseppe  Asciutto,  ricevendo
              assicurazioni  circa  il  rapido  svolgimento  delle
              pratiche  di  assegnazione  dei fondi destinati alla
              riforma agraria e non ancora conferiti;

              -  le rassicurazioni del dott. Asciutto si dimostra-
              rono del  tutto vane. Passarono altri due anni e nel
              settembre   del   1995   il   commissario   ad  acta
              dell'E.S.A., dott.  Monteleone, affidò l'incarico di
              provvedere alla redazione  del piano di ripartizione
              dei  terreni,  conferiti  dalla  ditta  Cocuzza alla
              riforma  agraria,  alla sede provinciale dell'E.S.A.
              di  Catania,  nonché di promuovere tutti gli adempi-
              menti  consequenziali e necessari per l'assegnazione
              definitiva  agli  aventi diritto.  Per tale incarico
              l'E.S.A. di Catania si sarebbe dovuto avvalere della
              collaborazione  del  perito agrario Luciano Persico,
              il quale aveva già curato i precedenti della pratica;

              - nonostante fosse passato più di un anno, l'indivi-
              duazione degli aventi  diritto  non  era completata.
              Nell'ottobre del 1996, infatti, la dott.ssa Mastril-
              li, dirigente  del  servizio  fondiario dell'E.S.A.,
              scrisse ai coltivatori  interessati  che le pratiche
              di individuazione degli  aventi diritto erano ancora
              in corso;

              -  pochi giorni dopo, su sollecitazione dei coltiva-
              tori, si svolse nella  sede  centrale dell'E.S.A. un
              incontro tra gli agricoltori, alcuni funzionari e la
              dott.ssa Mastrilli. In  quella  sede  venne  firmato
              un  protocollo d'intesa con il quale si assicuravano
              gli  agricoltori che le pratiche necessarie (diffida
              della  ditta  conferente,  immissione in possesso da
              parte  dell'E.S.A.,  consegna  dei lotti agli aventi
              diritto)  sarebbero  state  effettuate  entro  il 31
              agosto  ed  il  31  ottobre dell'anno successivo, il
              1997. Niente di tutto ciò è avvenuto;

              -  nell'aprile  del  1998, passati inutilmente altri
              due  anni,  su  sollecitazione  dell'On. Liotta ebbe
              luogo  un nuovo incontro nella sede dell'Assessorato
              regionale Agricoltura e foreste, presente l'Assesso-
              re   regionale,   On.   Cuffaro,   e  il  presidente
              dell'E.S.A.,   dott.   Campisi.  Nell'incontro,  sia
              l'Assessore  Cuffaro che il dott. Campisi espressero
              la  volontà  di  risolvere quanto più rapidamente la
              questione:  l'E.S.A.  si  impegnava  a completare il
              piano   di  ripartizione  e  l'Assessore  Cuffaro  a
              firmarlo  non  appena questo fosse stato completato.
              In quell'occasione l'unico ostacolo residuo sembrava
              essere il quadro di riferimento normativo sulla base
              del  quale  computare l'indennizzo alla ditta confe-
              rente  ed  il  corrispettivo per gli assegnatari. Su
              questo  tema  l'E.S.A.  si  impegnava  a chiedere in
              tempi  rapidi  direttive al Ministero competente. Si
              aggiunga  poi  che, per bocca dei funzionari addetti
              alla  riforma  agraria  Virgillito e Intrigliolo, si
              apprese che il piano di ripartizione era praticamen-
              te pronto  e che il fondo si sarebbe dovuto dividere
              in più di 40 lotti;

              -  con l'approssimarsi della campagna elettorale per
              il  rinnovo del Consiglio provinciale di Catania, il
              presidente  dell'E.S.A.  dott. Campisi, in un'assem-
              blea  elettorale tenutasi a Grammichele, assicurava,
              ad   una  delegazione  di  agricoltori,  l'immediata
              soluzione della questione;

              - nel  giugno  del 1998 il Ministro per le Politiche
              agricole, a seguito di un'interrogazione parlamenta-
              re  del deputato nazionale di Rifondazione Comunista
              On.  Luca  Cangemi,  inviava, nella sede dell'E.S.A.
              di  Catania,  un'ispezione della DIGOS per acquisire
              tutta  la documentazione sulla vicenda dell'ex feudo
              Marineo;

              -  sempre  nel  giugno  del  1998,  in  una riunione
              tenutasi  nella sede E.S.A. di Catania, i funzionari
              Intrigliolo  e Virgillito espressero profondo disap-
              punto  per  le  iniziative  assunte  da Rifondazione
              Comunista  (interrogazione parlamentare e successiva
              ispezione  della  DIGOS) e comunicarono alla delega-
              zione  di  agricoltori  presenti  che  il  piano  di
              ripartizione  del fondo sarebbe stato redatto preve-
              dendo non più 40 lotti, ma soltanto 7 o 8;

              -  un siffatto orientamento, assunto improvvisamente
              dai  funzionari,  avrebbe comportato l'innescarsi di
              un contenzioso tra gli agricoltori;

              - l'ultima  riunione  in ordine di tempo si è tenuta
              in  data  14.7.1998  su  iniziativa dell'On.  Liotta
              nella sede dell'Assessorato Agricoltura alla presen-
              za    dell'Assessore    Cuffaro,    del   presidente
              dell'E.S.A.  Campisi,  di alcuni funzionari e di una
              delegazione di agricoltori;

              - in tale riunione i funzionari affermarono:

              1) che appariva superato l'ostacolo circa il computo
              delle indennità e del corrispettivo;

              2) che  il piano di ripartizione prevedeva la suddi-
              visione del fondo non più in pochi lotti, ma in 30;

              3)  che preliminarmente dovevano essere affrontati e
              risolti i problemi derivanti dal mancato catastamen-
              to di  una  strada  ricadente nel fondo, strada esi-
              stente  da circa quindici anni, un tempo sufficiente
              per  permettere  all'E.S.A. di compiere gli accerta-
              menti necessari al fine di defalcare le aree occupa-
              te dalla strada medesima dai terreni da assegnare;

              4)  che ancora non esisteva alcuna graduatoria degli
              assegnatari, ma solo un elenco alfabetico di nomi;

              5)  che  per  risolvere  tali questioni l'Ente aveva
              bisogno di tre mesi di tempo;

              -  ancora  una  volta  il  comportamento dell'E.S.A.
              appare dubbio; infatti i tre mesi di tempo richiesti
              fanno  slittare i tempi di assegnazione dei fondi al
              1999  poiché  la  legge prevede che la diffida della
              ditta conferente venga effettuata entro il 31 agosto
              e  l'assegnazione  agli  aventi  diritto entro il 31
              ottobre,

                       IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA

              a  nominare  una Commissione parlamentare d'indagine
              conoscitiva,  ai  sensi dell'art. 29 del Regolamento
              interno  dell'Assemblea  regionale siciliana, con il
              compito di  accertare che non vi siano stati compor-
              tamenti ostruzionistici da parte dell'E.S.A., tesi a
              frapporre  continuamente  ostacoli  ed  impedire  la
              soluzione  di  una  vicenda che dura ormai da troppo
              tempo.""
              (30 luglio 1998)
                                  LIOTTA - MARTINO - FORGIONE -
                                  MORINELLO - LA CORTE - VELLA

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo che la determinazione
  della  data  di  discussione  delle  mozioni venga demandata alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
       Non sorgendo osservazioni, resta così  stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: <<SOPPRESSIONE
   E LIQUIDAZIONE DEGLI ENTI ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI>>
   (NN. 413-458/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine del giorno:
  "Discussione di disegni di legge".
       Si  riprende  l'esame  del  disegno di legge "Soppressione e
  liquidazione  degli  enti  economici  regionali AZASI, EMS, ESPI"
  (nn.  413-458/A),  posto  al numero 1 del terzo punto dell'ordine
  del giorno.
       Invito  i  componenti  la   III   Commissione   legislativa,
  "Attività produttive", a prendere posto nell'apposito banco.
       Si riprende l'esame del disegno  di  legge dalla discussione
  generale.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.   Signor  Presidente,   intervengo   sulla   discussione
  generale, anche se io stesso nel  corso  della  precedente seduta
  ero stato portatore di una proposta che invitava tutti i deputati
  a rinunziare al proprio intervento, allo  scopo  di consentire un
  rapido esame del disegno di legge; poiché,  come tutti sappiamo e
  ricordiamo, ciò non è  avvenuto,  quella  proposta evidentemente,
  per quanto mi riguarda, non è  più  impegnativa.  D'altro  canto,
  l'argomento è così importante che  credo necessario, nello spazio
  di venti minuti consentito adesso dal Regolamento, esporre alcune
  considerazioni  e  anche  il  punto  di   vista  del  mio  Gruppo
  parlamentare.
       Dello scioglimento degli enti si è  cominciato  a parlare in
  maniera concreta - credo che questo vada  ricordato  -  almeno un
  decennio  fa.  Già nel 1988, in una  legge  regionale,  la  legge
  numero 34, fu inserito un articolo,  esattamente  l'articolo  2 -
  era una di quelle classiche  norme  programmatorie  cui purtroppo
  l'Assemblea regionale siciliana si è abituata  - che impegnava il
  Governo della Regione a presentare entro sei  mesi  un disegno di
  legge che prevedesse una riforma  radicale  organica  del sistema
  delle partecipazioni regionali.
       Ovviamente,  quell'impegno  non  fu  mantenuto  dal  Governo
  dell'epoca - ricordo era uno dei tanti  governi  Nicolosi  che si
  sono succeduti -, non fu mantenuto, anzi l'impegno fu chiaramente
  disatteso perché, di fronte a quell'impegno  che il Governo aveva
  ricevuto con un articolo di  legge  dall'Assemblea,  il  Governo,
  invece  di procedere ad una riforma  organica  e  radicale  degli
  enti, cominciò ad utilizzare in maniera  sistematica gli enti nel
  quadro  di  quello  che  allora   venne   chiamato   "il  Governo
  parallelo".  Gli enti vennero  sistematicamente  utilizzati  come
  strutture,  tra  le  altre  nate  in  quel  periodo,  di  governo
  extra-istituzionale,  sottratto  a   qualunque  controllo,  anche
  parlamentare.
       Si dovette  arrivare  così agli anni 1992/1993, gli anni del
  Governo  Campione,  perché  venisse  da  una  parte  nominato  un
  Commissario  straordinario  unico  per   i  tre  enti  regionali,
  espressamente incaricato di procedere  a  tutto quanto necessario
  per avviare la liquidazione degli enti e  perché un Governo - per
  l'appunto il Governo Campione - presentasse un disegno di legge -
  se  non  ricordo  male aveva il numero  553  -  che  avviava  per
  l'appunto lo scioglimento degli enti.
       Soltanto però nel 1997 - era il  Governo Provenzano - con la
  legge  regionale  numero  6,   la  cosiddetta  "finanziaria",  si
  dettarono le regole, desumendole in gran parte dalla legislazione
  nazionale, per la dismissione delle  quote azionarie di proprietà
  degli  enti  e  si  affidò  ad  un   regolamento  il  compito  di
  disciplinare  nei  particolari  la  dismissione  delle  quote  di
  partecipazione societaria. Quel regolamento è stato approvato con
  un  decreto del Presidente della  Regione;  è  trascorso,  credo,
  giusto  un  anno - credo che il  decreto  porti  la  data  dell'1
  settembre 1997 - è passato più di un anno, ma anche quel decreto,
  che  pur  aveva posto le basi -  credo  abbastanza  serie,  tutto
  sommato, ma senz'altro concrete -  per procedere alla dismissione
  delle partecipazioni regionali, in realtà  non  ha trovato alcuna
  attuazione.  Che  mi risulti, nessuna  quota  azionaria  è  stata
  ceduta, neanche una società dismessa.
       E, come tutti sappiamo e come tutti  ci  rendiamo conto, per
  procedere alla dismissione delle quote  di partecipazione non era
  e non è necessario attendere la legge che liquida gli enti.
       Ma questo  decennio,  così  sommariamente riassunto, ma l'ho
  fatto anche per  renderci  conto di come questa vicenda ormai sia
  profondamente maturata,  anzi  è ormai in chiara putrescenza, non
  sono mancati però  negli anni, in questo decennio in particolare,
  le  lotte,   le  denunzie,  le  iniziative,  anche  parlamentari,
  numerose, numerosissime,  per fare chiarezza sulla gestione degli
  enti, per impedire  che continuassero ad inghiottire, non solo le
  risorse regionali ma anche la legalità.
       Per lo smantellamento di veri e  propri  centri  di  potere,
  diventati sedi di intermediazioni finanziarie parassitarie, luogo
  di  scambio,  a  volte  tra  affarismo  deleterio  e  rampantismo
  politico,  e  chi  parla, ad esempio, già  nel  luglio  del  1989
  presentò  un  disegno  di  legge  che  mirava  ad  istituire  una
  commissione  di inchiesta sulla SITAS -  una  delle  vicende  più
  emblematiche non solo nella storia degli  enti  ma,  credo, nella
  storia  della Regione siciliana - ed il  mio  Gruppo,  il  Gruppo
  parlamentare della Rete propose, addirittura, nel 1992 un disegno
  di legge che mirava ad istituire  una  commissione  di  inchiesta
  sull'EMS, sull'Ente minerario siciliano.
       Erano gli anni in cui venivano  fuori, con grande chiarezza,
  gli  sprechi,  le  condizioni allucinanti  con  cui  erano  stati
  gestiti gli enti, le regalie che erano  state  fatte.  E  ci sono
  state  lotte,  ci sono state denunzie,  per  quanto  ci  riguarda
  questi anni sono stati contrassegnati da una iniziativa costante,
  continua di lotte e di denunzie. E  così  abbiamo  denunziato  le
  vicende   della   SIRAP,   della   Siciltrading,   dell'Italkali;
  impedimmo, fisicamente - possiamo dire -,  con l'apporto di altre
  forze dell'opposizione, la costituzione della LAS,  che  non è il
  primo  stadio  dell'AIDS  ma  erano   le   famose   "Linee  aeree
  siciliane", la società che la  Regione  avrebbe dovuto costituire
  assieme al finanziare d'assalto  Paolinelli, uno dei protagonisti
  del   "crac   Sgarlata".    Un'operazione    caldeggiata,   molto
  caldeggiata  dal  Governo della Regione,  in  prima  persona  dal
  presidente  della  Regione,  onorevole   Nicolosi,   e  sostenuta
  dall'ESPI,  che  dichiarò il  finanziere  Paolinelli  persona  di
  assoluta  affidabilità  e  l'Unifly  che   era   la   società  di
  Paolinelli,  una società all'avanguardia.  Dopo  pochi  mesi  dal
  fallimento dell'iniziativa della LAS fallirono anche Paolinelli e
  l'Unifly.
       O la Siciltrading, società la cui  storia  è  stata  scritta
  anche in quest'Aula, oltre che  dalla  magistratura,  la  società
  costituita per pubblicizzare e promuovere le produzioni siciliane
  e  di  cui  si  raccontano mirabilie, fino  al  punto  di  essere
  riuscita a vendere pecorino foggiano, spacciandolo per parmigiano
  reggiano,  alla polizia della Nigeria.
       O la SIRAP:  spesso mi sono chiesto cosa mai volesse dire la
  sigla  SIRAP  e  sono arrivato alla  conclusione  che  in  realtà
  volesse  dire "Sicula Ripartizione Appalti";  la  SIRAP,  di  cui
  sono note, anche in questo caso, le vicende; SIRAP, Siciltrading:
  partecipate  dell'ESPI, un ente su cui  poco  si  è  intervenuto,
  avendo  richiamato molta più attenzione  l'EMS,  a  ragione  devo
  dire,   perché   ciò   che  è   successo   intorno   all'EMS   ha
  dell'incredibile,  ma  anche  l'ESPI  ne  ha  combinate  di  sue:
  abbiamo già ricordato la vicenda LAS,  la  Siciltrading e appunto
  la SIRAP.
       La SIRAP ha lasciato dietro di se  uno strascico, che ancora
  ci impegna e ci dovrebbe impegnare,  uno  strascico costituito da
  lavoratori  con  relative  famiglie   e   relativi   problemi  di
  sopravvivenza,  tuttora  non risolti,  ha  lasciato  debiti,  per
  esempio  il  debito  derivante  dalla  pronunzia  della  Comunità
  europea, che ha dichiarato illegittime  le  leggi  regionali  che
  avevano posto a carico del bilancio  regionale  il bilancio della
  SIRAP, è successo anche di questo in questa Assemblea e in questa
  Regione, cioè che si ponesse con legge  regionale  il pareggio di
  bilancio comunque della società SIRAP a carico del bilancio della
  Regione;  fatto che ovviamente  è  stato  dichiarato  illegittimo
  dalla  Comunità  europea  e  da  qui   è  sorto  l'obbligo  della
  restituzione  delle  somme  date,  per  la  SIRAP  ma  anche  per
  l'Italkali, non dimentichiamo.
       Io vorrei ricordare a qualche nostro  collega deputato che è
  entrato in questa legislatura e che  probabilmente non ha memoria
  di  tutto  quanto  è  successo  in  questi  anni,  anche  attorno
  all'Italkali, che ha lasciato opere incompiute  per le quali sono
  state spese decine e decine di miliardi,  aree artigianali su cui
  molto si era puntato per consentire uno  sviluppo della piccola e
  media  impresa  in molte zone della  Sicilia,  dalle  Madonie  ai
  Nebrodi, le aree interne soprattutto, per le quali aree artigiane
  l'Assemblea  regionale  ha  dovuto  fare,  è  stata  costretta  a
  ricorrere ad una legge, la numero 47 del  1997  -  se non ricordo
  male - ma che ancora non si è sbloccata, anzi il finanziamento di
  21 miliardi portato da quella legge è  andato  in economia, non è
  stato  riprodotto nel bilancio del 1998.  E  quindi  il  problema
  delle aree artigianali è ancora tutto  lì,  nonostante gli sforzi
  che sono stati fatti e gli impegni che  sono stati assunti con la
  legge, ma anche nel confronto con le  categorie,  i territori, le
  istituzioni locali interessate.
       Vorrei  che  il  Governo  anche su  questo  ci  desse  delle
  risposte, perché la storia degli enti non  è  soltanto  la storia
  degli  sprechi,  punto  e  basta,  ma è  la  storia  anche  delle
  conseguenze  che  tutto questo  ha  provocato,  degli  strascichi
  pesanti, degli oneri che ancora  questa storia contorta comporta.
       Si è discusso molto del ruolo degli  enti,  non  so  se  una
  gestione  più  corretta,  meno improntata  al  ladrocinio  ed  al
  favoreggiamento  degli interessi particolari  e  privati  avrebbe
  potuto consentire uno sviluppo  diverso  della  nostra industria,
  proprio attraverso gli enti, non lo so  e d'altro canto la storia
  non si fa con i "se", ma accanto a  questo  credo  che  gli  enti
  abbiano avuto anche altri ruoli.  Indubbiamente  hanno  avuto  il
  ruolo  di ammortizzatore sociale e agli  enti  è  stata  caricata
  proprio la funzione di ammortizzatore della disoccupazione, della
  mancanza di reddito, della crisi  delle  imprese;  quante imprese
  decotte sono state accollate agli enti
       Un ruolo anche di presenza pubblica in  economia  e in mezzo
  ad un mare generale di grandi problemi  qualche  cosa  tuttavia è
  stato realizzato, delle buone iniziative,  ci  sono anche società
  presenti  sul  mercato, presenti bene  sul  mercato,  attive.  Va
  ricordato  questo,  proprio  nel  momento   in   cui  si  critica
  aspramente  la  storia degli enti economici  in  Sicilia.  Ma  la
  verità è che comunque gli enti hanno  rappresentato un fattore di
  inquinamento,  di  inquinamento  grave   dell'economia   e  della
  politica  siciliana.   Gli enti perché?  Perché  gli  enti  hanno
  coniugato   il   massimo   dell'inefficienza   con   il   massimo
  dell'opacità  gestionale.   Hanno   drenato   imponenti   risorse
  pubbliche,   canalizzandole   spesso  verso   scopi   privati   e
  speculativi gestiti da potenti lobbies e gruppi  di  affari a cui
  non è stata estranea la mafia, come  dimostra  anche  la  vicenda
  della  SIRAP.
       Tra fondi di dotazione, fondi di rotazione, provvedimenti ad
  hoc, la Regione ha trasferito, negli anni,  agli enti migliaia di
  miliardi.   Le partecipazioni agli enti - e  devo  dire  che  c'è
  un'involontaria  sottile  ma  amarissima   ironia  nei  numeri  -
  figurano   tuttora  tra  le   poste   attive   della   situazione
  patrimoniale  della  Regione:   2.600   miliardi   di   attività,
  ovviamente inesistenti, letteralmente divorati  dai debiti, dalle
  spese e questi 2.600 miliardi che figurano  tra  le poste attive,
  liquidati già adesso, per la verità e  anche  per  la  regolarità
  contabile avrebbero già dovuto  essere  cancellati  dal  bilancio
  della  Regione,  lo  saranno ovviamente  e  non  potrebbe  essere
  diversamente  se si liquideranno gli enti,  ci  sarà  un  piccolo
  problema   di  avere  un   aumento   del   deficit   strutturale,
  patrimoniale  e  finanziario  della   Regione   almeno  di  2.600
  miliardi,  altra conseguenza drammatica  del  crack  degli  enti.
       Noi  sosteniamo,  però,  che la vicenda  degli  enti  non  è
  separabile dalla vicenda politica e governativa siciliana, perché
  grandissima  è  la  responsabilità  dei   governi   che  si  sono
  succeduti, perché gli enti hanno agito  sempre sotto il controllo
  diretto  del  Governo,  molte volte  a  seguito  delle  direttive
  emanate dai governi che si sono succeduti.  Perché gli enti hanno
  goduto di extraterritorialità e  sono  stati blanditi, coccolati,
  tenuti  artificialmente  in  vita; perché  così  è  convenuto  ai
  governi di questa Regione, alle  forze  politiche di maggioranza,
  che hanno adottato una linea di vero  e proprio uso spregiudicato
  degli  enti; perché  così si è  costruito  il  circuito  perverso
  dell'affarismo parassitario, che ha avvolto  la  Regione,  ne  ha
  distorto  lo sviluppo, ne ha condizionato  le  scelte.
       Gli enti sono stati la cinghia  di  trasmissione  di  questo
  modo di essere del potere in Sicilia, che ha piegato le risorse e
  i  bisogni  collettivi  alle   esigenze   di   gruppi   famelici.
  Sistematica,  poi,  è  stata   l'azione  di  favoreggiamento  dei
  privati,  anche  dei  soci privati e  le  società  regionali.
       Un Presidente dell'EMS, non so se  può  essere ricordato per
  altro, ma per questo sicuramente si, il  dottore  Sorci, nel 1989
  definì il Presidente della SITAS  'un  collaboratore  del partner
  privato' e, denunciando che la gestione  della  SITAS  era  stata
  lasciata nelle mani dei privati, totalmente  inetti - a proposito
  dell'efficienza del privato, anche la storia  degli enti credo ci
  debba insegnare qualche cosa - questa  SITAS  che  ha  accumulato
  circa 400 miliardi di passività, alla quale  la Regione erogò 120
  miliardi subordinandoli all'aumento di  capitale,  con  la  legge
  regionale  numero  46  del  1985   (aumento   di   capitale   che
  naturalmente non fu mai fatto, e questo  fatto noi lo denunciammo
  perfino alla Corte dei Conti) la SITAS alla quale l'EMS ha pagato
  22 miliardi per acquisire la quota di partecipazione del privato,
  l'Abano Sciacca S.p.a., quota del privato  che era costituita dal
  know-how, perché  era stato quantificato in 22 miliardi l'apporto
  al  capitale  della società dell'Abano  Sciacca  che  però  aveva
  apportato non denaro, non immobili, ma  aveva  apportato  il  suo
  know-how.  Devo dire la verità:  se ci  dessero  22 miliardi, non
  so a lei, onorevole Di Martino, ma se  dessero  22 miliardi a me,
  certamente di società in Sicilia ne farei  fallire più di una.
       La SITAS, per la quale il Governo  ha  annunziato la vendita
  degli  alberghi,  non  lo  so se il prezzo  è  congruo  e  se  le
  procedure che sono state adottate sono effettivamente trasparenti
  e vorrei che anche su questo finalmente  il  Governo  ci  dicesse
  qualche cosa, certo però ricordiamo  tutti  come  l'affitto degli
  alberghi della SITAS, non riuscisse neanche  a  coprire gli oneri
  derivanti  dal debito.
       C'è un problema, però: che si fa con i terreni, grandi, ampi
  terreni di pertinenza della SITAS?  C'è  una proposta del sindaco
  di Sciacca, che dice:  attenzione,  attenzione alla speculazione,
  alla speculazione edilizia, alla  svendita  di questo patrimonio.
       La SITAS e l'Italkali sono le vicende più emblematiche e più
  grosse, tutte e due dell'EMS, l'ente che  ha  sempre  delegato in
  bianco  al  privato,  che ha sempre  fatto  transazioni  ad  alto
  esborso per la Regione, che ha sempre pagato parcelle altissime e
  salatissime  per queste transazioni.  Ricordiamo  la  transazione
  SITAS,  un miliardo, o la transazione  Italkali,  un  miliardo  e
  400 milioni, in cui il vero nodo è stato sempre rappresentato dai
  rapporti  perversi  tra Regione, EMS, tra  enti  in  generale,  e
  privati,  in  cui  la divisione dei  ruoli  era  chiarissima:  la
  Regione pagava, gli enti distribuivano,  il  privato  incassava e
  gestiva.
       Per questo siamo  estremamente  preoccupati  quando  vediamo
  tornare nodi che dovrebbero  essere  invece  risolti  da tempo, o
  quando  forze  politiche  importanti, e  che  nel  passato  hanno
  condotto anche battaglie importanti proprio contro gli enti e gli
  sprechi degli enti, si fanno portatori e  portavoce  del punto di
  vista del privato, perché vediamo  rinsaldare  legami  di  potere
  perversi,  o  almeno  questo  è il rischio.  Per  cui  la  nostra
  posizione è chiara, chiarissima e lo è  da  tempo: sciogliere gli
  enti, vendere le quote, ma rendersi conto  di  che cosa parliamo.
  Gli enti sono oggi strutture con migliaia  di miliardi di debiti,
  l'EMS almeno, che controllano  ventinove società in liquidazione,
  alcune in liquidazione da oltre un trentennio, tre in fallimento,
  ventidue  soltanto attive, ma di  queste  ventidue  soltanto  sei
  giudicate vendibili sul mercato.
       Lo  scioglimento,  allora,  significa  per  noi  soprattutto
  bonifica  dagli  intrallazzi,   una  sistemazione  dignitosa  del
  personale,  la  chiusura di  tutte  le  liquidazioni  in  essere.
  Attenti, però, a non svendere  patrimoni  o  a  non  regalare  le
  società, a non svendere i bacini  della  "Bacini  di Carenaggio",
  gli  impianti  di distribuzione del  metano  della  Sicilgas,  la
  piattaforma  di Punta Cugno, i terreni  della  SITAS  a  Sciacca.
  Vogliamo sapere dal Governo che destino avranno queste proprietà,
  queste  risorse  per  la Regione, vogliamo  sapere  anche  se  le
  società si vendono o no, se si vende la "Vini Corvo", se si vende
  la "Siciliana Gas", se si vende la "Sicilvetro".
       Io  credo  che, a parte questo, per,  c'è  un  problema,  il
  problema è se la Regione, al di là  degli enti, sciolti gli enti,
  intende dotarsi di una politica industriale.  Da  questo punto di
  vista,  che si fa con le concessioni  minerarie?  Perché  non  si
  pensa ad una agenzia per le energie e  perché  non ad una agenzia
  per la ricerca e  l'innovazione tecnologica? Magari riutilizzando
  una  delle  società attualmente attive,  per  esempio  la  "Parco
  Scientifica e Tecnologica", e lo stesso dicasi per la Resais, che
  può diventare una società per  la  riprofessionalizzazione  e  la
  ricollocazione dei lavoratori.
       La liquidazione degli enti  è  una  grande opera di bonifica
  politica e sociale, ma non portiamo a rottamazione i cervelli, nè
  mettiamo a discarica i  gioielli di famiglia, esigiamo quindi, in
  questo  dibattito, risposte chiare, anche  su  questi  punti,  da
  parte del Governo.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Morinello. Ne ha
  facoltà.

     MORINELLO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, poco c'è da
  aggiungere  all'analisi  molto  cruda che da  più  parti  e,  per
  ultimo,  l'onorevole  Piro ha svolto  sulle  vicende  degli  enti
  economici siciliani.
       Noi vorremmo chiudere una  volta per tutte una pagina tra le
  più nere della  storia  non  solo  economica, ma politica, morale
  della nostra Isola. Badate che non è  certo, anche per le vicende
  che hanno attraversato e continuano  ad  impegnare questo disegno
  di legge, che noi poniamo fine a  questa  pagina  nera.  E  nello
  stesso tempo non possiamo esimerci da una  valutazione su ciò che
  ha rappresentato l'intervento pubblico nell'economia della nostra
  Isola.
       Badate bene, non è solo con  giudizi  taglienti, con denunce
  giornalistiche che si può giudicare  quello  che ha rappresentato
  l'intervento pubblico in Sicilia. E'  stata vanificata una grande
  speranza che sorgeva negli anni '50 e '60 e che si raccordava con
  le speranze che da più parti si  facevano,  perché, attraverso un
  intervento pubblico nell'economia, si potessero porre le basi per
  lo sviluppo della nostra economia,  un'economia arretrata, di una
  riconversione, di una capacità  di  riorientare  quegli squilibri
  che storicamente hanno caratterizzato  l'economia  e  la  società
  siciliana.
       Ebbene,  questo  tentativo, per le modalità  con  cui  si  è
  svolto, ha segnato uno smacco, una sconfitta  e  dicevo  che  noi
  appunto  dobbiamo chiudere una pagina  nera  della  storia  della
  nostra  Isola,  proprio  perché   il  fallimento  dell'intervento
  pubblico è stato paradigmatico di un modo  di  come non orientare
  l'economia, di come non intervenire,  perché quell'impasto, che è
  stato denunziato, di malaffare, di mal  costume, che ha permeato,
  però, un sistema di potere che per  decenni ha saputo mantenersi,
  anche  per il modo con cui  ha  costruito  l'intervento  pubblico
  nell'economia, non può essere denunziato come mero scandalo, solo
  come mera denunzia morale, perché attorno al  modo  con  cui si è
  costituita  e  si  è   costruita   la   partecipazione   pubblica
  nell'economia si è consolidato e cementato  un  sistema di potere
  che   ha   anche   coinvolto,   seppur   marginalmente,   settori
  dell'opposizione.
       Per cui per noi, quale forza antagonista, quale forza che si
  batte  contro  le  politiche  neo-liberiste,  è  paradossale  che
  premiamo  perché  si  ponga  fine  a   questo  modo  distorto  di
  intervenire  nell'economia.   Per  questo   noi   abbiamo  sempre
  sollecitato l'approvazione di questo disegno  di  legge e abbiamo
  nello stesso tempo impedito che si  facessero  polveroni, che una
  campagna scandalistica penalizzasse anche  attese  legittime, che
  dal mondo del lavoro reclamavano, attraverso  la  fine  di questa
  esperienza, condizioni di equità, per quanto  riguarda non solo i
  privilegi che ci sono stati negli enti economici, ma anche attese
  legittime di lavoratori che attendono ancora oggi di veder sanate
  situazioni che si trascinano da anni.
       Per  questo  non   abbiamo  condiviso  il  modo  tortuoso  e
  tumultuoso, nonché il  modo  con  cui  la  maggioranza  cerca  di
  dividere, di sottacere  le  divisioni  che, attorno al nodo dello
  scioglimento  degli   enti,   impediscono  una  rapida  e  celere
  approvazione di questo disegno di legge.
       Bisogna   recepire   integralmente  il  protocollo  d'intesa
  dell'autunno scorso,  bisogna dare soddisfazione alle istanze dei
  lavoratori, bisogna porre  fine  a  vere  e  proprie anomalie che
  hanno portato a contenziosi che si  trascinano  e che impediscono
  oggi, a centinaia e migliaia di  lavoratori,  di percepire quello
  che è giusto che percepiscano.
       Bisogna,  appunto,  attraverso  lo  smantellamento di questo
  sistema di potere, nello stesso tempo, onorevole Presidente della
  Regione, onorevoli colleghi, riflettere  sul  modo  con  cui noi,
  chiudendo  questa pagina nera, poniamo  le  basi  per  una  nuova
  programmazione, per un nuovo  intervento  pubblico,  che non deve
  assolutamente caratterizzarsi per il  modo  con  cui appunto, noi
  celebriamo i fasti negativi,  celebriamo il dato negativo, ma una
  programmazione che,  attraverso  interventi  nei diversi settori,
  possa  permettere  alla  Regione   di  dotarsi  di  piani,  piani
  industriali,  piani   agricoli,  dei  trasporti,  energetici,  di
  agenzie che siano in grado  di  orientare  anche  quelle forme di
  sviluppo  locale che attraverso  nuovi  strumenti  come  i  patti
  territoriali  ed i  contratti  d'area,  altrimenti  rischiano  di
  perpetuare logiche che  assolutamente  non  portano allo sviluppo
  della nostra Isola.
       Per  questo  noi,  come  gruppo di opposizione, come Partito
  di Rifondazione comunista, chiediamo  un  iter  celere  a  questo
  disegno di legge, perché  i  tentativi di diluizione, i tentativi
  di rinvio che nei mesi  scorsi, nelle settimane trascorse ci sono
  stati vengano a finire, perché  solo così si può dare certezza ai
  lavoratori e si può porre,  una  volta  per sempre, fine a questa
  pagina ingloriosa. Pagina ingloriosa  che  ha visto, come è stato
  denunziato da tanti interventi, ha visto evidenziarsi un grumo di
  interessi  anche  malavitosi,   anche  mafiosi,  non  voglio  qui
  ricordare e sollecitare  l'attenzione degli onorevoli colleghi su
  una vicenda antica e lontana  che  è quella del senatore Verzotto
  che anche qui deve  essere  richiamata  per  significare  appunto
  quello  che  ha  rappresentato  in  questi  decenni  l'intervento
  pubblico nell'economia siciliana.
       L'invito che noi facciamo al Governo, a questa maggioranza è
  perché noi subito, senza  rinvii  e senza rimandi procediamo alla
  valutazione di questo  disegno di legge, all'approvazione rapida,
  avremo modo di intervenire sui singoli emendamenti.
       E' certo,  però,  che noi non abbiamo condiviso, il tempo mi
  costringe ad essere breve,  per  esempio,  come la maggioranza in
  Commissione ha saputo  affrontare  la  questione  del Commissario
  liquidatore, che poi nel  disegno  di  legge  presentato  in Aula
  diventa un soggetto plurale  e spesso questo avviene sull'onda di
  una tentazione lottizzatrice che  impedisce  di vedere in maniera
  unitaria il problema. Per  questo  appunto,  su  questo  ed altri
  problemi, cercheremo di approfondire  e  di  valutare, però ce lo
  dovete consentire, che questo  disegno di legge venga discusso ed
  approvato. Non  vorremmo   che   le   contraddizioni   di  questa
  maggioranza si ripercuotessero, che questa maggioranza esplodesse
  o che imploda sugli interessi  ancora  forti  che ci sono attorno
  alla  vicenda  dell'Italkali, al  ruolo  di  Morgante,  dei  soci
  privati così come il travaglio  di  alcuni  gruppi,  il gruppo di
  Alleanza nazionale e di altri,  e  di  un partito trasversale che
  c'è nella maggioranza,  lascia  intravedere,  per questo l'invito
  che noi facciamo al Governo è  che  non  a  parole,  non  con gli
  slogan o con le conferenze stampe, non con i proclami, non con le
  dimissioni rientrate, ma con  i  fatti  acceleri la discussione e
  l'approvazione di questo disegno di legge.

     PRESIDENTE.  Ci  sono altri deputati che intendono intervenire
  nella discussione generale?

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non
  intendo intervenire, almeno in questa sede, su quella che è stata
  la storia degli enti  economici  regionali  e  in  generale delle
  partecipazioni regionali e, consentitemi, ancora di più su quella
  che  è stata ed è  tutt'ora  la  presenza  della  nostra  Regione
  dell'economia di questa Isola.
       Su  questi argomenti molto è  stato  detto,  molto  è  stato
  scritto, molto ancora si dirà  e  si  scriverà se questa Aula non
  avrà il coraggio una volta per  tutte di mettere un punto e basta
  a tutta questa lunga storia.
       Vedete, non voglio parlare  del  passato, voglio parlare del
  presente e soprattutto del futuro;  di  un  disegno  di  legge al
  quale il partito a cui  appartengo ha dato un grande contributo e
  al quale crede profondamente. E, permettetemi di dire al quale io
  personalmente credo in maniera  ferma  e  risoluta.  Non  a  caso
  questo disegno di legge porta  la  firma del Governo che ho avuto
  l'onore di presiedere. Non a  caso  è  stato  ricordato in questa
  Aula il Governo che ho  avuto  l'onore di presiedere varò, con la
  legge 6, finalmente la  legge che consentiva la dismissione delle
  partecipazioni  regionali e  il  regolamento  che  consentiva  le
  dismissioni delle partecipazioni regionali.
       Vedete, questa Aula ha  fatto  tante leggi, alcune di queste
  sicuramente non buone, alcune  di  queste  sicuramente  leggi che
  sono stati pietre miliari del  mutamento di questa terra. Ecco io
  credo che questa Aula su  questo  disegno di legge non per quelle
  che esso di fatto rappresenta  (e  dirò poi che rappresenta poco)
  ma per la valenza politica che  si  è  data  a  questo disegno di
  legge io credo che questa  Aula  disegnerà  e  metterà  un  punto
  cardine  sulla  volontà  complessiva  di  tutti  noi  novanta  di
  modificare e di cambiare finalmente  un  sistema  e  un  modo  di
  procedere nel Governo complessivo di questa terra.
       Credo che gli interventi che  si  sono  succeduti  in questa
  tribuna, interventi sia di  opposizione che di maggioranza, hanno
  un minimo denominatore: questa  legge  va  approvata.
       Io non ho sentito e  credo  che nessuno di noi abbia sentito
  qua che qualcuno non  voglia approvare questa legge eppure sembra
  che questo coniglio non  riesca  ad uscire dal cilindro.  Allora,
  credo che dobbiamo deciderci se  le  volontà  o le espressioni di
  volontà si concretizzano nei  fatti,  questa legge non per quello
  che essa rappresenta lo sottolineo  e  vi  dirò perché, ma per la
  valenza politica che  questa legge significa deve necessariamente
  votata e diventare legge di questa Regione.
       Vedete in questa legge,  per l'importanza politica di questa
  legge, significa finalmente l'uscita della Regione dall'economia,
  il togliere quel grave  fardello  quella  grave  ipoteca  che  ha
  pesato sullo sviluppo economico di questa Regione.
       La  storia  dirà, io   ho  sentito  qua  dire,  forse  direi
  sicuramente in buona fede e anche con qualche giustificazione che
  l'intervento della  Regione  nell'economia  e  le  partecipazioni
  regionali sono state a volte ammortizzatori sociali.
       Io non so, la  storia  un  giorno  lo determinerà, se invece
  questa partecipazione  della  Regione  nell'economia  è stato uno
  degli elementi del  sottosviluppo  di  questa  economia. E che il
  sapere, da parte di  qualsiasi  imprenditore, che  avrebbe potuto
  ricorrere   alla    mamma    Regione,   all'acquisizione    delle
  partecipazioni  regionali,   ricordiamoci  che  molte  di  queste
  partecipazioni derivano dalla  cessione  di  privati al pubblico,
  ovvero la certezza o la quasi  certezza  che i posti di lavori si
  sarebbero costantemente e continuamente, o comunque e al di là di
  ogni  logica  di mercato  salvaguardati,  forse  sono  stati  gli
  elementi  portanti  del  sottosviluppo  di  questa  Regione,  del
  fallimento dell'economia di questa Regione.
       Allora io credo  che  tutto  questo  vada riscritto, vada un
  giorno  rivisitato per vedere  se  di  fatto  questi  enti  e  le
  partecipazioni   regionali  sono  stati  ammortizzatori  sociali,
  ovvero sono stati la  causa del disastro dell'economia e la causa
  di tanti e tanti  problemi  che  tanti lavoratori siciliani hanno
  avuto, hanno, e che rischiano di continuare ad avere.
       Approvare  questa   legge  significa  iniziare  un  percorso
  virtuoso ed è chiaro che, fuori di questa Aula e dentro di questa
  Aula, c'è chi  si preoccupa, perché iniziare le privatizzazioni e
  cancellare  questi   enti  significa  iniziare  un  percorso  che
  significherà poi affrontare la presenza della Regione in attività
  economiche spurie,  la cessione delle proprietà immobiliari della
  Regione inutili per la  Regione, la cancellazione di una serie di
  meccanismi che di fatto  hanno  consentito di creare ciò che oggi
  vediamo ed è sotto gli occhi di tutti.
       Allora è chiaro  ed  evidente  che il messaggio politico che
  quest'Aula darebbe  nell'approvare  questa  legge all'esterno, ma
  non solo alla Sicilia ma  anche  a tutto il resto del Paese, è un
  messaggio chiaro, limpido, di  inversione  di marcia ed è uno dei
  motivi per cui di fatto  il  Governo  che  ho  avuto  l'onore  di
  presiedere ed anche il  Governo Drago, mi sembra, su questa linea
  ha una fermezza tale  che  ha  portato un Assessore del Governo a
  rischiare le dimissioni, appunto, su questo disegno di legge.
       E io vorrei anche  ricordare - per questo dicevo all'inizio,
  sono 'affezionato' a questo  disegno  di  legge - che  quando  mi
  dimisi una delle domande che io  mi  posi  e  posi  a tutti e che
  dissi, è uno dei motivi per  i  quali  mi  dimetto  fu appunto la
  richiesta  di dove fosse  finito  questo  disegno  di  legge  che
  portava la data del 7 maggio 1997.
       Allora io credo che,  così  come  quel  Governo, così  anche
  questo Governo misurerà la  propria  volontà  di rinnovamento nel
  procedere  alla  dismissione  degli   enti   e   al  processo  di
  privatizzazione.   Perché  dicevo,   e   qualche   altro   lo  ha
  sottolineato, che su questo disegno  di  legge  si è caricata una
  valenza maggiore di quella che  di  fatto questo disegno di legge
  presenta.
       Questo è un disegno  di  legge  con il quale si cancellano i
  contenitori  delle   partecipazioni:  Espi,  Ems,  Azasi.  Ma  il
  processo di privatizzazione è  partito  con  la  legge  n.  6,  è
  proseguito con il  regolamento  che  è  stato  approvato,  quelle
  privatizzazioni oggi possono  essere  fatte  e  allora vediamo di
  scindere i due momenti.
       L'uno è che il processo  di privatizzazione che è in atto ha
  tutte le caratteristiche, ha  tutto  il  percorso  pronto  perché
  possa andare avanti e possa procedere. L'altra è la cancellazione
  degli enti contenitori di queste partecipazioni è il problema del
  personale assolutamente fondamentale  che questo disegno di legge
  prevede e che è il frutto di un accordo che il mio Governo allora
  siglò con i sindacati per il  percorso  e  per il problema che le
  dismissioni delle  partecipazioni  alla  liquidazione  degli enti
  comportava perché se in  Sicilia  ogni azienda, ogni ente, avesse
  lavoratori  collegati  all'attività  produttiva,  la  dismissione
  degli  enti,  la cancellazione  degli  enti,  la  cessione  delle
  attività  significherebbero  in   sé   il   mantenimento   e   la
  prosecuzione forse anche l'ampliamento dei posti di lavoro.
       Siccome così non è, è  chiaro  che  la dismissione di alcune
  partecipazioni,   lo   scioglimento   di   alcune   aziende,   la
  cancellazione di questi  enti  avrebbe  comportato gravi problemi
  sul  personale e di quelli  ci  facemmo  carico  con  un  accordo
  sindacale che credo fu accolto  da parte di tutti con grandissimo
  plauso e con un grande sospiro di sollievo.
       Allora   io  credo  che  bisogna  andare  avanti  su  questo
  percorso.   Bisogna   sicuramente  con  attenzione  valutare  gli
  emendamenti,  bisogna  sicuramente  con  attenzione analizzare il
  percorso il più trasparente  possibile,  perché il problema della
  cessione  delle  partecipazioni   è  solo  ed  esclusivamente  un
  problema di trasparenza.
       E siccome la Sicilia non è  il  primo  paese  al  mondo o la
  prima Regione che procede  a dismissioni, l'avere da parte nostra
  adottato  un  sistema  che   ha   mutuato  il  sistema  nazionale
  attraverso il quale si sono ceduti la Comit, il Credito Italiano,
  l'Eni, l'Agip, etc., nella maniera più trasparente e più lineare,
  io credo che il percorso  di  questa  nostra  Regione  non  possa
  essere un percorso alla "siciliana" ma deve essere un percorso di
  assoluta  trasparenza,  di  assoluta  linearità  tendente  ad  un
  obiettivo: a cedere le  partecipazioni  ottenendo  in  cambio  un
  quantum  di  risorse  finanziarie   il  più  ampio  possibile  da
  riutilizzare per investimenti in questa Regione.
       Quel  protocollo d'intesa  chiariva  questo  punto:  che  di
  fatto le cessioni non erano  per  "mangiarsi"  ciò che la Regione
  aveva, ma servivano per creare un ulteriore fondo per lo sviluppo
  e per l'occupazione.
       Allora, vedete, in questa  ottica  non esistono gioielli, io
  vorrei sgombrare il campo da  chi  afferma  che  non  si  debbano
  dismettere i gioielli  di  famiglia.  Vedete, onorevoli colleghi,
  anche il diamante più importante  il  Ko-i-noor ha un suo prezzo.
  Importante  è  venderlo  al  prezzo  giusto.  E  se  vendendo  il
  Ko-i-noor queste risorse  finanziarie  servono  per  dare risorse
  all'imprenditoria, per  dare  risorse al lavoro, all'occupazione,
  si  venda  il Ko-i-noor, perché  il  Ko-i-noor  non  ha  una  sua
  redditività, è solo un patrimonio  che  non  dà  nessun  tipo  di
  ritorno immediato.
       Allora il concetto di  gioielli  non può essere collegato ad
  una attività di ente quale  la Regione che non può avere gioielli
  da tenere in portafogli,  può  avere risorse che deve reinvestire
  per la crescita e lo sviluppo dell'occupazione, soprattutto oggi,
  per dare risorse a  quell'imprenditoria  sana  che utilizza e non
  brucia quelle risorse.
       Guai a ritenere che  nelle partecipazioni regionali vi siano
  gioielli invendibili.
       Io credo che debba  essere  ceduto  tutto  al  prezzo giusto
  senza che entri dalla finestra  ciò che è uscito dalla porta, per
  dirla in termini molto  brutali,  senza  che  si facciano regalie
  finali a nessuno dopo le  regalie  che per decenni questa Regione
  ha fatto, ma può e deve, a mio parere, essere ceduto tutto quello
  che non attiene allo spirito ed  al modo di essere di una Regione
  che non è un imprenditore.  E  così  come  in  altre occasioni ho
  avuto modo di dire "un  passo  indietro, due, tre passi indietro"
  di  questa  Regione:   dalla   Regione   banchiere  alla  Regione
  imprenditore alla Regione che ha attività economiche.
       Allora,  se  noi  capiremo  e  capiamo  e  credo  che  dagli
  interventi che  si sono succeduti questo sia un fatto che ormai è
  comune a  tutta  quest'Aula, perché ripeto non ho sentito voci di
  dissenso  -  poi potremmo  anche  trovarci  in  differenza  nelle
  valutazioni dei singoli  emendamenti ma sullo spirito complessivo
  di  questo  disegno  di  legge,  sullo  spirito  complessivo  del
  processo  di  privatizzazione mi  sembra  che  l'Aula  tutta  sia
  d'accordo - allora credo  che  bisogna passare dalle affermazioni
  ai fatti, passare ad  analizzare  i  singoli  articoli, i singoli
  emendamenti, capire quali di  questi  articoli vanno nel senso di
  togliere l'ipoteca che questa Regione  ha  e  che pesa su tutti i
  cittadini, quali degli emendamenti  o  degli  articoli  vanno nel
  senso di garantire correttamente  quello  che può essere il posto
  di lavoro dei vari dipendenti degli enti o delle partecipazioni o
  quegli ammortizzatori necessari perché  di  fatto  con  un  esodo
  corretto, lineare,  puntuale, senza confusioni, senza soprattutto
  interpretazioni le più svariate possibili, possa di fatto darsi a
  ciascuno  il suo, a ciascuno  ciò  che  compete  per  il  proprio
  passato, per gli anni di  lavoro, per le opportunità che si hanno
  o che, invece, non si hanno più.
       Credo  che  se  operiamo tutti in questa direzione, e questa
  Assemblea  può  operare  in  questa  direzione, questo disegno di
  legge  potrà  essere  annoverato tra quelle leggi buone di questa
  Regione  siciliana.  Quelle  leggi  che  segneranno  e  che hanno
  segnato  una  pietra  miliare  di  un  percorso  che  ci avvicina
  all'Europa, che  ci  avvicina  al mondo, che ci avvicina a quello
  che  noi  vogliamo: che  è  uno sviluppo economico, concreto, non
  drogato, serio.
       Il lavoro vero, ben  retribuito,  garantito,  non  i  lavori
  falsi, non i lavori ed  il  precariato  che poi pesa innanzitutto
  sui precari, poi sulla Regione e su tutti i cittadini. Grazie.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve.
  Ritengo  che  noi siamo in presenza di un momento particolarmente
  importante  per  l'Assemblea  nel momento in cui chiudiamo questo
  capitolo della Regione imprenditrice e cerchiamo di farlo tenendo
  conto di ciò che oggi stiamo vivendo in Sicilia.
       Teniamo conto, cioè, del  fatto che chiudere, e con urgenza,
  il capitolo della Regione imprenditrice già ormai abbondantemente
  fallita,  stia a significare  che,  con  oculatezza  diversa  dal
  passato,  con l'eroismo  ed  il  coraggio,  onorevole  Presidente
  Provenzano, che bisogna invocare  nei  momenti storici della vita
  dell'Assemblea,  del  Paese  Sicilia,  del  Paese  Italia,  della
  povertà in assoluto, di ciò che è stato essere figli di una terra
  che ha dato candidati di seria  A, di serie B e C.  Essere, cioè,
  arrivati al punto di dire:  "chiudiamo il passato" perché  non ha
  prodotto né risultati di  pubblico  impiego  per i lavoratori, né
  di soluzioni avanzate e progressiste per la stessa economia della
  Sicilia, punto nodale  importante  che  viene ascritto all'intero
  Governo e alla compagine che  su  questo  Governo  basa  e da cui
  questo Governo trae forza e linfa.
       E  che  sia  stato  iniziato  con  il  Governo  Provenzano e
  proseguito con il Governo Drago, realtà vuole però che da un anno
  e mezzo, vuol dire che  ci  saranno  forze  oscure fortissime che
  impongono soluzioni differenti e  che  rallentano l'iter al punto
  tale che l'Assessore Castiglione,  a  cui  va il merito personale
  per l'attività e per l'impegno  che  su  questa  cosa  ha  voluto
  assumere  con   trasparenza   e   coraggio   davvero,  linearità,
  competenza, ha voluto porre  il problema, a rischio di dimissioni
  che  sono  state annunziate per  evitare  che  ci  siano  però  i
  rallentamenti assurdi e inconcepibili, dei  quali non ci possiamo
  far carico come se niente fosse.
       E' necessario  che  la  legge  vada in porto e vada in porto
  subito, con  tutti  gli aggiustamenti che l'Aula e l'Assemblea ha
  il dovere di  porre  ma con un limite di tempo che non può essere
  portato  all'infinito  perché significherebbe soltanto tentare di
  fare meglio  per  non fare nulla e per restare ancora impantanati
  nelle pastoie  del  passato  che  non  producono niente né per il
  presente né per l'avvenire.
       Se in  questo  contesto  il problema del personale di questi
  enti viene  ad  essere  imbrigliato  in  maniera tale che nessuno
  abbia a subire torti né tanto meno diversificazione di intervento
  tra quello  che  è  stato  il  passato  per  le  dismissioni  del
  personale che già  sono  avvenute,  che la legge n. 42 del 1975 e
  tutto  ciò   che   è  seguito  a  quella  legge  venga  applicata
  integralmente  anche,  e  questo  l'Aula  può e deve modificarlo,
  assessore,  perché  non ci  siano  figli,  figliastri  e  diverse
  posizioni  che  non   capiremmo,   che   non   avrebbero  nessuna
  giustificazione rispetto a ciò che già per il personale che già è
  andato in prepensionamento è già avvenuto e che può continuare ad
  avvenire con la stessa identica iniziativa legislativa che già si
  è  verificata,  che  ha  già  prodotto  risultati  e  che  quindi
  riteniamo sia doveroso l'Aula  assuma  poi, alla fine, come metro
  definitivo per chiudere anche  la  posizione  del  personale.  Ma
  andando avanti,  assessore Castiglione  Andando avanti, onorevoli
  colleghi
       Cioè andando avanti e dandoci delle scadenze fisse perché il
  problema  venga  chiuso  e  chiuso  in  maniera  definitiva,  con
  trasparenza,  con  lealtà e con tutti gli aggiustamenti possibili
  perché  possa  anche  essere  migliorato  dall'Aula il disegno di
  legge.
       Ma migliorato significa, migliorato con una data precisa per
  arrivare alla soluzione del  problema  ed  andare  ad operare con
  legge la chiusura, anche per quello che possono essere gli stessi
  liquidatori che dovranno  avere  certe  indicazioni, che dovranno
  chiudere la liquidazione entro certi tempi, che certi non possono
  essere ma che è giusto  che  vengano  anche  qui  indicati  e che
  possano quindi dare certezze perché  non  si  cominci come con la
  SOCHIMISI  che si iniziò e  non  si  seppe  mai  quando  finì  la
  liquidazione. Che ci sia, cioè,  un  tempo  utile  entro il quale
  dovere tentare di chiuderlo e chiuderlo definitivamente.
       Ma a  questo  governo  e  all'Assemblea  io voglio porre una
  ulteriore  domanda  della  quale  mi  preoccupo  eccessivamente e
  fortemente: abbiamo  visto che il passato ha dato alla Regione un
  esito  negativo,  già  presidente Provenzano, per quanto riguarda
  l'intervento e di produzione e di lavoro.
       Ci siamo resi conto che  quel  capitolo  andava  chiuso e va
  chiuso e quindi c'è  da  ascrivere  alla  maggioranza Provenzano,
  alla maggioranza  Drago,  all'Assemblea  regionale  siciliana che
  nei tempi ha avuto una  maggioranza  ben più composita che andava
  dalla sinistra alla destra  nella  spartizione  degli errori, dei
  proventi e degli interessi anche.
       E  però,  non può essere  che  da  un  lato  guardiamo  alla
  chiusura  degli  enti  come   un  recupero  di  risorse  anche  e
  dall'altro lato continuiamo con la legge omnibus che verrà subito
  dopo, a continuare a dare  linfa  a catalogatori, a dare linfa, a
  800.000 lire al mese per 30.000, 40.000 persone, 50.000 persone e
  sperperare  inutilmente   ulteriori   centinaia  e  centinaia  di
  miliardi.
       Non si può essere da  un  lato  già  oculati  ed  importanti
  perché chiudiamo lo sperpero  del  denaro  pubblico  e dall'altro
  lato, però, continuiamo  a  non  programmare  la  chiusura  di un
  intervento che  è  miserevole  nei  confronti  dei  precari,  dei
  catalogatori,  degli  articolisti,  i  quali  sono  diventati  il
  problema sociale  per  eccellenza  adesso  e che nessuno, neppure
  quest'Aula, ha il  coraggio  di affrontare, perchè ha il coraggio
  soltanto di trasportare,  e di mese in mese continuare una logica
  ignobile, dico io,  di  contatto e di rapporti che certamente non
  farà onore sia dal  punto  di  vista della morale di ogni singolo
  deputato,   sia   dell'Assemblea   regionale   nel  suo  generale
  coinvolgimento, ma, nello  stesso tempo, non ha creato e non crea
  il rapporto nuovo forte  e  diverso che il Governo e l' Assemblea
  devono assumere nei confronti dei bisogni reali della Sicilia.
       Siamo pronti alle proroghe? Siamo bravi a prorogare ancora a
  catalogatori  forestali,  articolisti  a  centinaia,  a decine di
  migliaia  di  persone  l'assistenza  di  800  mila  lire al mese,
  collocando in questo tipo di discorso quasi mille miliardi l'anno
  che  non  producono  nè una Regione imprenditrice con EMS, ESPI e
  AZASI, nè  una Regione che sia giusta nei confronti della Sicilia
  stessa;  il  colloquio,  infatti,  badate bene, oramai è avvenuto
  tra  l'Assemblea che proroga, gli articolisti che hanno avuto 800
  mila  lire  al mese, gli articolisti dei lavori proficui inutili,
  attraverso  i  quali  nulla  si  realizza, ma  attraverso i quali
  sperperiamo  ulteriore  denaro  e però abbiamo chiuso il discorso
  con  chi articolista non è, perchè quelli sono cittadini di serie
  c),  i quali hanno una sola possibilità: o andarsene all'estero o
  suicidarsi,  e  poi, in  quel  momento, questa  Assemblea diventa
  solerte,  di fronte al suicidio, riesce a trovare pure i posti di
  lavoro per i figli dei suicidati.
       Non ritengo  che  questo sia giusto, al Governo Drago spetta
  il  compito,  con l'Assemblea nella sua interezza, di chiudere la
  vergogna  del  precariato, perchè  si  dia  una  parola  seria  e
  definitiva  a quel problema, anche a costo dello scontro sociale,
  ma  si deve arrivare ad una soluzione che sia equa e giusta e che
  chiuda  l'impegno  delle  800  mila  lire, che  non serve nè agli
  interessati nè al lavoro cosiddetto utile,  in quanto non produce
  nulla e anzi sta facendo di tanti ragazzi, ormai diventati uomini
  maturi, degli attendisti di proroghe e di  bravi  incontri  con i
  capigruppi e con i vari singoli deputati  per proroghe facili che
  non  risolvono  i  problemi e che aggravano  invece  il  tipo  di
  programmazione di lodevole intenzionalità di  un  Governo, che da
  un lato chiude, perchè riconosce gli errori del passato e che non
  è più possibile continuare con un'  allegra  economia in Sicilia,
  chiude  EMS, ESPI e AZASI per tentare  di  arrivare  a  soluzioni
  differenti;  e dall'altro lato continua  lo  sperpero  perchè  ha
  trovato  un'altra  maglia  con  la   quale  poter  arrivare  alla
  cooperativa che si è creata ai tempi  di  Angelo  Capitummino, in
  cui  si  è  riscoperta la grande identità  tra  la  destra  e  la
  sinistra  di  trovare  un punto di incontro  per  dare  sfogo  ad
  iniziative  piccole, assurde che  hanno  distrutto  l'economia  e
  l'asfittica risorsa finanziaria della Sicilia e non hanno risolto
  alcun problema, nè della cooperativa nè  di  un  lavoro cosidetto
  proficuo  ed  utile,  però hanno dato la  speranza  a  chi  potrà
  coltivarla quanto vuole, ma non risolve  nè problemi familiari nè
  problemi generali.
       Con attenzione, dunque, con volontà costruttrice, con grande
  impegno  è  necessario  che  la legge passi, però è giusto che si
  rifletta  fortemente  nel  dire  che  così  non  programmiamo  ma
  arriviamo  soltanto  a  dare il "de profundis" a ciò che è morto,
  senza  considerare  che  invece  abbiamo il dovere, non di creare
  iniziative  assurde, non  di  tentare  di  dare speranze inutili,
  altrimenti non potremo assicurare la felicità ai siciliani - l'ho
  detto  prima  al  Presidente  Drago  -  se non cominceremo con il
  sorriso  della  certezza  di un'inversione di tendenza seria, non
  arriveremo  a  far  altro che preparare un futuro ignobile, e non
  certamente di felice intuizione nè di speranze che potranno avere
  una copertura nell'avvenire.

     GRIPPALDI,  Presidente   della  III  commissione  legislativa.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIPPALDI,  Presidente   della  III  commissione  legislativa.
  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori  componenti del
  Governo e signor Presidente  della  Giunta,  che  non è in questo
  momento  in  Aula,   stavo   per   chiarire,   signor  Presidente
  dell'Assemblea,  che la tentazione di  andare  alla  tribuna  dei
  deputati e lasciare il banco della presidenza della commissione è
  un  'ictus'  freudiano  che è maturato  nel  corso  delle  sedute
  connesse a questo travagliato disegno di legge, che  da  mesi  ha
  risieduto nella mia commissione, sul quale gli onorevoli colleghi
  hanno speso e profuso momenti di grande  attenzione e, in qualche
  passaggio fisiologico dei lavori di  formazione  delle  leggi  in
  commissione, qualche disattenzione, lo  dico  con  la benevolenza
  del  collega  che  vede  in positivo  questi  emboli  di  lavoro.
       Disattenzione, ascrivibile al fatto che la storia degli Enti
  economici regionali coinvolge tutti,  onorevole Presidente, e qui
  non bisogna fare rievocazioni  di  natura evangelica, riferendosi
  alle 'pietre da scagliare';  infatti nessun gruppo politico che è
  stato presente in questo Parlamento può avere  la serenità di non
  avere contribuito ad una catastrofica  realtà  finale,  onorevole
  Morinello,  che, per la sua parte  politica, è  semplicemente  la
  residuale su cui inserire la critica, è  il  veleno  legittimo  e
  plausibile che guarda a questa realtà finale  degli Enti, e dire:
  'tutto va male questo Governo ha la colpa storica di tutto'.
       Gli Enti, onorevole Presidente  dell'Assemblea,  sono pagine
  non solo ingiallite, ma pagine  grondanti  vergogna  per l'intera
  attività pubblica dei Governi che si sono  succeduti  e di coloro
  che nelle aree sottostanti alle  sedi ufficiali, decisionali, ora
  con le omissioni, ora con gli abbandoni  tattici,  ora  col  dire
  'ritiro  l'emendamento',  'controfirmo   un  altro  emendamento',
  'sostengo   socialmente  il  tema',   alla   fine   hanno   tutti
  contribuito, Presidente, a realizzare storicamente l'elenco di un
  fallimento  globale,  storico,  epocale   in   cui,   l'onorevole
  Provenzano, identificando queste pagine  negative, ha ritenuto di
  etichettare la fine della  Sicilia  imprenditrice, o imprenditore
  che dir si voglia, sono pagine che  ci  debbono fare notevolmente
  riflettere.
       E la terza commissione, nell'ambito  dei cui lavori qualcuno
  ha tentato di speculare, ponendo in contrasto  la  Presidenza o i
  componenti della commissione stessa  con l'assessore pro-tempore,
  errando per alcune sottolineature, ma certamente evidenziando una
  volontà chiara della Commissione, di  mettere  in limpida analisi
  che gli enti economici si dismettono con  dei precisi programmi e
  con  delle  scelte  di  ordine politico  che  questo  Governo  ha
  adottato, che la Commissione ha condiviso.
       Ma in taluni passaggi della fisiologia  di questa norma, non
  sempre abbiamo adottato l'unanimismo o la  pacca sulla spalla del
  'volemose bene' per andare avanti,  perchè  quando  iniziammo  il
  dialogo  costruttivo  con  l'  attuale  assessore  all'industria,
  ponemmo  dei chiari paletti per dire  che  le  dismissioni  degli
  enti, prima per la Commissione e, mi  consenta signor Presidente,
  spogliandomi del ruolo, per la  parte  politica  che rappresento,
  non dovevano essere un' amnistia o un  condono,  perché  si ha la
  sensazione  che  chi oggi corre  per  l'accelerazione  vada  alla
  ricerca  della  soluzione  politica   immediata   che  nel  campo
  penalistico si chiama 'colpo di spugna'.
       Noi lo abbiamo  detto  all'assessore, con la coerenza di chi
  non teme il passato,  vigila  sul  presente  ed  è  fiducioso sul
  futuro, Presidente, perché  la dismissione degli  enti  non  è un
  articoletto, non è un decreto del Presidente della Repubblica che
  va ad amnistiare tutti i reati commessi sino a una certa data. La
  dismissione degli Enti è il cammino che  inizia  di una lunga via
  crucis che il Governo si deve intestare,  lo ha detto Provenzano,
  lo hanno detto coloro, da Piro   agli  altri interventi che hanno
  fatto la vera analisi del tema dismissioni, che non può essere la
  leggina frettolosa dell'estate, la  legge  sotto l'ombrellone, in
  base  alla quale chiudiamo, sistemiamo il  personale  e  tutto  è
  finito.
       E si è voluto  essere  anche  pesanti  nei  confronti di una
  parte politica, alla  quale  mi onoro di appartenere, nel momento
  in cui si è chiesta non una chiarezza giustizialista sul passato.
       Onorevole Provenzano, io le ricordo,  dando  atto del grande
  momento  del  suo  governo,  di  avviare  le  dismissioni  che  -
  ribadisco - non devono essere nè amnistia  nè facile condono, che
  Ella ricevette dalla mia commissione la segnalazione delle grandi
  risorse nazionali che venivano caducate a colpi di venti e trenta
  miliardi  per  volta  dal   Ministero   dell'Industria   per   le
  dismissioni produttive.
       Noi  in questa legge non  abbiamo  diagnosticato  la  grande
  valenza economica e le grandi potenzialità,  ancora  in atto, che
  il comparto ha posto in essere negli anni e che, per alcuni casi,
  peraltro sono stati lodevolmente  sottolineati  alla  commissione
  dall'onorevole presidente Cristaldi, il quale  il  10  aprile del
  1997 evidenziava alla commissione,  indirizzando personalmente al
  Presidente una missiva di alto spessore  di  sensibilità, che nel
  momento del panorama economico, che  a tratti presenta innegabili
  elementi  di  desolazione,  alcune   aziende   a   partecipazione
  regionale riescono tuttavia a produrre,  azione  fluida, vitale e
  possono   vantare   raggiungimenti   di   consistenti   risultati
  gestionali, tra cui potrebbero ricordarsi  Sicilvetro, la Duca di
  Salaparuta,  Italkali  e  Siciliana  Gas,   ed   io  -  ricorderà
  Presidente - con accoratezza - e la  chiamo  in  causa con stima,
  Presidente Provenzano - perchè non posso  disconoscere  che  è al
  suo  Governo  che  si  intesta   questa   battaglia   che   frena
  un'emorragia.
       Non è un'amnestia questa  legge  e  non  lo  deve  essere se
  vogliamo che non calino  altre  pagine di silenziosa connivenza e
  di   assuefazione  su   ciò   che,   in   maniera   colpevole   e
  consapevolmente tale, si è  operato  sulle risorse di una Sicilia
  macilenta che deve ricorrere  al  credito  svizzero  per un mutuo
  dopo  che,  attraverso   i  suoi  istituti,  allora  -  ricorderà
  Presidente - di diritto  pubblico  e  poi,  con la nota sentenza,
  trasformati  in enti  privati  finanziari  per  la  raccolta  del
  risparmio, le pagine peggiori furono scritte e  molti che oggi si
  strappano  le vesti, come Kaifa,  dovrebbero  sapere  che  talune
  parti politiche, che bene o male oggi  portano la loro cromatura,
  sono state tra coloro che hanno  determinato  questo elenco della
  vergogna.
       Io non leggo, Presidente, ma raccolgo le pagine dei giornali
  sulle quali noi troviamo la desolante realtà di una imprenditoria
  pubblica che poi viene  censurata  nel momento in cui in Italkali
  il 51% pubblico cede il  passo  al  49%  del  privato, per quella
  inettitudine del  comparto  pubblico,  per quella improvvisazione
  quotidiana della gestione,  per  quella  carenza  di  capacità di
  stare al proprio posto e nelle proprie funzioni, che si è via via
  accumulata fino a stratificarsi.
       Ci risulta, Presidente, di  commissari  liquidatori, che non
  definiscono   la   liquidazione  stimolando   ricorsi   in   sede
  giurisdizionale  ordinaria o amministrativa  per  fare  lievitare
  emolumenti, che adesso sono milionari, dopo  essere partiti dalle
  quattro, cinquecentomila lire.
       Ci risulta, onorevole Presidente Drago, onorevole Presidente
  Provenzano ed onorevole  Presidente  di  quest'Assemblea, che c'è
  una strana fretta su questa legge.
       Alleanza Nazionale  frena  -   si   dice   da  più  parti  -
  dimenticando che Alleanza Nazionale  da tanti e tanti anni non ha
  fatto altro che mettere  il  dito  su  taluni  gestioni di taluni
  comparti.
       Se  abbiamo  perso,  Presidente,  80   e  più  miliardi  del
  Ministero  dell'Industria,  onorevole Assessore,  per  non  avere
  seguito le opere di smaltimento dei reflui  di Pasquasia, per non
  avere sistemato la diga Morello che nel  mese di aprile del 1997,
  per  la  penna di un direttore  generale,  viene  definita  acqua
  mefitica,  di  scolo  fognario, salina al  punto  da  non  essere
  nemmeno utilizzabile per il lavaggio della miniera  e nel mese di
  maggio  del  1997  la  stessa  diga   Morello  di  Pasquasia,  in
  territorio di Villarosa (Enna),  viene  considerata, assieme allo
  Gibbesi, congrua per l'uso in favore degli insediamenti agricoli.
       Quindi, una fruibilità a distanza di  un  mese.  L'acqua che
  non è possibile utilizzare nemmeno per  i lavaggi industriali, la
  diamo  alle  piante,  ai bovini,  agli  ovini,  agli  allevamenti
  zootecnici,  alle  colture  orticole  che,  certamente  trarranno
  grande  vigoria  dagli  scarichi   fognari   presunti,   ma   non
  dimostrati, della diga Morello.
       Allora, Presidente, mi  consenta  di  affermare  che  il mio
  intervento  è   anche   partigiano,   campanilistico,   onorevole
  Assessore, io rappresento una stimmate  riconosciuta da tutti, io
  appartengo  a  quella  provincia   dove   l'   esasperazione  dei
  mass-media ha voluto prospettare a tutto il  mondo che ci sono le
  bambine di dodici anni che non mangiano  tre  volte al giorno.
       Non faccio pietismo, Presidente,  perchè veda, appartengo ad
  una di quelle province che sa fieramente  rimanere in piedi anche
  quando  le  turbolenze delle joint  venture,  gli  impegni  della
  grande  finanza  non  passano per questa povera  area  che  è  la
  provincia di Enna.
       Però, mi consenta di dire -  e  l'onorevole  Assessore credo
  che alla fine abbia condiviso - che le storielle della miniera di
  Pasquasia, imbottita di scorie  radioattive,  con l'Assessore per
  la  sanità che ha garantito l'impossibilità  che  in  detto  sito
  minerario vi fossero scorie  radioattive,  l'indagine  della BRGM
  che dopo diciotto mesi di indagine  conoscitiva  di  questa terza
  Commissione,  malamente  presieduta   dal   sottoscritto,   hanno
  riportato  il  tema  della politica  mineraria  in  Sicilia  alla
  massima attenzione del sindacato nazionale.
       Ed io spezzo un'altra lancia in  positivo  per  l'azione del
  sindacato,  perchè questa legge che  fallisce  sotto  il  profilo
  delle  scelte  politiche di  prospettiva,  onorevole  Provenzano,
  perchè  noi  ci  torneremo, perchè  la  realizzazione  di  quelle
  risorse a cui Ella sagacemente faceva  riferimento poc'anzi, è il
  lungo cammino cui io accennavo in premessa, questa non è la legge
  per  il sopimento del personale, questa non  è  la  chiusura  dei
  ruoli ad esaurimento, questa non è la panacea della RESAIS.
       Fa bene il sindacato  al  punto  dieci, in quell'accordo del
  protocollo di intesa tra Governo e Regione del 5 novembre 1997, a
  sottolineare che nel settore dei sali, salgemma e sali potassici,
  verificate  tutte  le  potenzialità  produttive  e  accertata  la
  consistenza   giacimentologica  e  la   sfruttabilità   a   scopi
  industriali,  si  ritiene  necessario   ed   urgente,   onorevole
  Provenzano,  Lei ricorderà, perchè è sotto  il  suo  Governo  che
  avviene il protocollo, necessario ed  urgente attivare tutti quei
  finanziamenti  all'uopo  previsti   dalle   normative  regionali,
  nazionali e comunitarie.
       Allora  non   eravamo   paranoici,   quando   sostenevamo  e
  l'Assessore alla fine ha dato atto che anche la BRGM, una società
  francese di indagini minerarie - per  la verità potevamo trovarne
  anche meno concorrenti e più nazionali -  la  BRGM  ha  detto che
  quel giacimento merita di essere rimesso  all' attenzione, che il
  sindacato immediatamente ha raccolto, proponendo a questo Governo
  gli  opportuni stimoli, onorevole  Presidente  Drago,  perchè  si
  possano riagganciare subito le  risorse  nazionali e comunitarie,
  perchè  oggi  mille  posti  di  lavoro, tale  era  l'  entità  di
  Pasquasia,  non sono reperibili  in  nessun  patto  territoriale,
  amico  Morinello,  e  mille  posti  di  lavoro  sono  una  realtà
  cancellata dal 1992, quando guarda  caso  un vicepretore onorario
  si rese conto dopo tanti anni che  lo  svaso  dei  liquami  della
  miniera, sui quali si dice addirittura che  il  tasso di salinità
  fosse inferiore a quello del sale,in  cui  sfasavano  in  maniera
  grossolana onorevole Piro, siamo d'accordo,  questo svaso è stato
  il  momento clou per chiudere una  miniera  e  consentire  grossi
  fatturati  a  concorrenti  stranieri   a   danno   della   nostra
  agricoltura;  ella deve sapere,  onorevole  Morinello, che quando
  un quintale di fosfazoto 1846 per  l'agricoltura  nel '93 costava
  26 mila lire ai nostri coltivatori,  oggi  quello di importazione
  tunisina, che è terriccio squallido, costa 56 mila lire.
       Ma non è il momento, onorevole Presidente,  di andare per il
  peculiare, per evitare che Signoria Vostra  mi  toglie  la parola
  per  raggiunto  limite di tempo.
       Il contributo del Presidente  della  commissione terza vuole
  essere di natura politica. Il futuro  della dismissione lo chiedo
  all'onorevole assessore ed al Governo con  la  solidità  del  mio
  consenso politico alla maggioranza, perché  non vesto i panni del
  tribuno che finge un' opposizione  retorica  alla  maggioranza ma
  intendo corroborare lo spirito di  questa maggioranza di Governo,
  dando  ad  essa i supporti ed i  contenuti  perché  questa  legge
  sulle dismissione, onorevole Drago, non passi alla storia come la
  legge delle facile amministie e dei  paradisi  per  i lavoratori.
       Lavoratori  che, nella  gran  parte,  ho   visto  e  sentito
  mortificati, soprattutto quelli, Presidente, dell'Ente Minerario,
  tecnici,   laureati,   periti   industriali,   periti   minerari,
  capisquadra,  gente  che  scendeva al  quarto  e  quinto  livello
  sottoterra  per  estrarre  ricchezza   da   dare   alla  comunità
  regionale, che ha perduto i mercati  mondiali  dove  era  leader.
       Questa gente è venuta per dire  'noi  non  vogliamo  l'obolo
  della dismissione o la carità di coloro che si congedano a 45 e a
  46 anni, noi vorremmo continuare a  lavorare  ciascuno nel nostro
  comparto'.  Ecco perché, Presidente, a  titolo  personale  per la
  benevolenza dei colleghi, vi sono  emendamenti  sulla legge della
  dismissione  che riguardano la  prospettiva  ed  il  mantenimento
  delle professionalità;  noi, infatti,  abbiamo dipendenti che con
  orgoglio  chiedevano negli ultimi anni di  potere  fare  il  loro
  mestiere;   quando   taluni   commissari   sollecitavano  ricorsi
  fasulli, che potremmo  anche  andare a reperire, per mantenere in
  vita società squallidamente  negative,  prebende  e  status, e in
  passivo;  ebbene Presidente, questa  è  una  legge  -  ella lo sa
  meglio di me per  l'alto momento di attenzione che pone ai lavori
  di questa Aula quotidianamente - che inizia un lungo cammino.
       Onorevole  Morinello,  che nella commissione svolge il ruolo
  critico,  a cui comunque non è consentito  in  Aula  deformare  i
  contenuti, perché  ella ha votato, se non erro  presente in Aula,
  all'unanimità, l'emendamento  del  Presidente  che  chiedeva  tre
  commissari, non per un ictus.....  si è astenuto?

     MORINELLO. No, no, si sbaglia, mi sono opposto.

     GRIPPALDI, presidente della Commissione.  Lei  si opponeva? Ho
  capito. Perché considerava la presenza di sei occhi lottizzatrice
  rispetto a quella di due. Veda,  noi  siamo per le trinità perché
  siamo  cattolici  e  la Trinità  per  noi  rappresenta  un  fatto
  culturale e filosofico. Noi crediamo signor onorevole collega che
  tre commissari non siano il frutto di una tentazione....

     MORINELLO. C'è anche la ....

     GRIPPALDI, presidente della Commissione.  Per la sua religione
  non so se lei ne abbia ...

     MORINELLO. Professione di fede non ne stiamo facendo.

     GRIPPALDI, presidente  della  Commissione. Onorevole Morinello
  io non chiedo recupero, se ha la  bontà di farmi continuare se no
  sono  costretto a chiedere  il  recupero  al  Presidente.  Dicevo
  onorevole  Morinello,  che quando  lei  pensa  che  i  commissari
  liquidatori di una terna nella  quale  non  c'è un Presidente ma,
  come vuole il codice civile, un coordinatore

     DI MARTINO . Si sbaglia Presidente.

     GRIPPALDI,  presidente  della  Commissione.  Potranno  costare
  qualcosina in più, onorevole Di Martino, ma evitano, senza volere
  fare in premessa prevenzione o  di giudizio verso alcuno, evitano
  che un domani, nel bene o nel  male,  si  possa dire che uno solo
  possa  sbagliare o da monarca  o  da  tiranno  e  siccome  questa
  gestione  avviene  a  livello  ematologico,  onorevoli  colleghi,
  perché si tratta del sangue  dei siciliani, perché queste società
  si sono tenute in piedi con i soldi dell'erario regionale. Queste
  società hanno vissuto e hanno  pagato gli emolumenti sino ad oggi
  e sino a quando vi saranno con i tributi del popolo siciliano.
       E allora questi enti sono  pagine  di  vergogne  che restano
  intestate a coloro che le hanno commesse.  Le parti politiche che
  chiedono oggi con questo Governo,  che  noi sosteniamo e verso il
  quale indirizziamo le  nostre  valutazioni  onorevole  Assessore,
  perché l'onorevole Virzì, certamente,  non  faceva valutazioni di
  ordine personale o di  comparto.  Se  chiedeva  introspezioni, se
  chiedeva analisi, se si poneva  un  grande  problema  che oggi un
  acquirente pubblico venga a comprare  le  quote  Italkali per non
  aprire Pasquasia allora chiederemo  al  sindacato la rivoluzione,
  la faremo in questa Aula.
       Chiederemo al Governo di turno se sia possibile regalare una
  delle poche realtà  economiche  produttive, onorevole Provenzano,
  perché con la vini Corvo, i  sali  potassici  e  il salgemma oggi
  sono moneta contante.  Non  sono  agrumi  che  hanno competizioni
  tunisine. Si tratta di  potenzialità  economiche che il sindacato
  individua per le speranze  occupazionali ma noi politici dobbiamo
  individuare per le sane progettualità di investimento futuro.
       Allora onorevole Virzì siamo stati abbinati su certa stampa,
  che abbiamo deprecato e  rimproverato  cordialmente, noi vogliamo
  chiarezza sulla Italkali non ci  interessa  né  Morgante  né  gli
  altri soggetti che come sparvieri  o  come  corvi  hanno  alitato
  negli ultimi anni su questa  miniera senza veleni perché l'ultimo
  veleno,  se tale si potesse  definire,  è  stato  il  sudore  dei
  minatori  di Enna e di  Caltanissetta  e  dei  paesi  vicini  che
  scendevano nelle sue viscere  per  estrarre  lavoro,  ricchezza e
  dignità.
       Allora, per concludere Presidente, io non so cosa venderemo.
  La sua lettera per me  qualunque  possa  essere la mia permanenza
  sul piano temporale in questa  Aula la porterò a titolo personale
  perché in questa lettera  si  individua, dopo l'elencazione delle
  società  che   un   giornale   del   21   gennaio  1997,  non  so
  l'articolista, il  grafico  si  è  sbizzarrito  le società con la
  freccia in  su,  le  società col punto interrogativo e le società
  con la freccia  in  giù.  Mi  sembra  di  vendere  il cavallo sul
  camion, onorevole Provenzano.
       Quando qualcuno  in  quest'Aula,  vedi  Turano,  ha chiesto,
  inascoltato, tre volte il Presidente ha interrotto chi disturbava
  di vedere i bilanci,  di  esaminare  ciò che è successo in questi
  ultimi mesi o  anni.  Cosa  volete  vendere, quando il cavallo si
  vende, si vende  mentre  cammina,  o si vende con delle relazioni
  analitiche  anche   dei  commissari.  Perchè  chi  deve  comprare
  Presidente non compra  mai  un cavallo sdraiato sul cassone di un
  camion  o peggio  ancora  sdraiato in un atrio di qualche palazzo
  di giustizia. Ma  chi  volete che compri. Verrà qualche straniero
  per comprare e per  chiuderci. Per dire: poi se ne parla, per ora
  i  sali   potassici   comprate  quelli  della  kali-unt-sals  che
  attraverso  la   società   Sopoma  di  Verona  commercializza  il
  folsfoazoto per la cerealicultura il 10-10-10 per i nostri agrumi
  e il vattelappesca anche  per le altre colture che non ricordo. E
  allora Presidente questa  sua  lettera  e  finisco mandatami il 4
  aprile del 1997  era  un  segnale  alla  Commissione, se ho preso
  parola è stato anche perchè mi è sembrato doveroso riconoscere la
  sensibilità di un  Presidente  di  Parlamento.  Io  non ho potuto
  portare  la risoluzione sull'indagine conoscitiva sull'Italkali e
  sono  sei   volumi   di   documenti  e  dichiarazioni  perché  la
  Commissione non  ha trovato un orientamento unanime e definitivo,
  ma sono atti di  un  lavoro  onesto iniziato l'8 ottobre del 1996
  del quale onorevole  assessore  ella  è  conoscitore, del quale è
  stato corretto interlocutore,  del  quale non deve avere a titolo
  personale  per   il   dicastero  che  ella  ha  ricoperto  alcuna
  valutazione di  perplessità  perchè  quella è una cronistoria che
  appartiene al passato  del  quale  ella  volente  o  nolente deve
  essere gestore, onorevole  Assessore e nel significare a lei e al
  Governo che la  terza  commissione  non  è  antitetica  a  questo
  Governo  o  al   suo  Assessore  e  che  la  parte  politica  che
  rappresento della quale fa orgogliosamente parte il collega Virzì
  che ha partecipato  ai  lavori  della Commissione, ecco perchè la
  sua sensibilità di parlamentare seppur non componente nel seguire
  questa vicenda che  è  stata  raccolta dal sindacato. La migliore
  vittoria morale per  un  politico  è  quando la parte sociale, la
  parte che rappresenta,  il  mondo  del  lavoro,  il  mondo  delle
  famiglie,  il  mondo  delle  speranze,  per  questa  disperata  e
  disperante terra,  ha  detto  che sui sali potassici l'attenzione
  del Governo deve  essere  aperta  per  il  recupero delle risorse
  regionali, nazionali  ed europee.
       Perchè   non   possiamo   permetterci  il  lusso,  onorevole
  Presidente, di disperdere un granello di sabbia, perchè anch'esso
  seppur  granello può  essere  una  pietra  per  una  speranza  di
  progettualità per il futuro non solo nostro che stiamo in Aula ma
  per i nostri figli.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   pongo  in  votazione  il
  passaggio  all'esame  degli  articoli.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                      (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Comunico che  è  stato presentato l'ordine del giorno numero
  217. Ne dò lettura:

     N. 217 - Pubblicazione della legge regionale approvata nella seduta
             del 20.8.1998 concernente:  "Modifiche all'articolo 2 della
             l.r.  5 luglio 1997, n.  23,  concernente  il  rinnovo  del
             comitato   regionale    di    controllo.    Modernizzazione
             amministrativa e recepimento  nella  Regione  siciliana  di
             norme della legge 15 maggio  1997,  n. 127. Interpretazione
             autentica   del  comma  5   dell'articolo  52  della  legge
             regionale 1 settembre 1993, n.  26"

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO*** che la Corte Costituzionale, nella  sentenza n. 205 del
                 1996, ha ancora una volta  ribadito il principio che la
                 promulgazione  parziale  di  una  legge  da  parte  del
                 Presidente  della  Regione   ha   come  conseguenza  la
                 consumazione del potere di promulgazione da parte dello
                 stesso Presidente, provocando la caducazione di tute le
                 norme non promulgate;

     CONSIDERATO che  la  legge   approvata   dall'Assemblea   regionale
                 siciliana  nella seduta del  20  agosto  1998,  recante
                 'Modifiche  all'articolo  2  della  legge  regionale  5
                 luglio 1997, n. 23, concernente il rinnovo del comitato
                 regionale di  controllo. Modernizzazione amministrativa
                 e recepimento nella Regione  siciliana  di  norme della
                 legge 15 maggio 1997, n. 127. Interpretazione autentica
                 del comma 5 dell'articolo 52  della  legge  regionale 1
                 settembre  1993,  n.   26',   è   stata  impugnata  dal
                 Commissario  dello Stato in modo  parziale  e  che,  in
                 pendenza del giudizio,  non  può  essere  integralmente
                 promulgata;

     - non può negarsi all'Assemblea  regionale  siciliana  il potere di
     valutare  se  e  in quale  misura  la  promulgazione  parziale  sia
     suscettibile  di  alterare  il contenuto  delle  legge,  e  se  sia
     comunque  opportuno  che   tale   contenuto,  formalmente  unitario
     all'origine,  venga  scisso in  disposizioni  autonome  ed  immesso
     nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;

     -  la  citata  sentenza  della Corte  n.  205/96  ha  affermato  il
     principio che, a seguito  dell'impugnazione  parziale  della  legge
     regionale,  il  Presidente  della  Regione  può  essere  vincolato,
     riguardo al tipo di promulgazione da porre  in essere, non solo con
     'delibere legislative' (abrogativa  l'una e riapprovativa l'altra),
     ma anche mediante atti di  indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
     giorno);

     - occorre conciliare l'esigenza che  la  legge,  ancorché impugnata
     dal Commissario dello Stato,  venga  urgentemente  promulgata,  sia
     pure parzialmente, dal Presidente della  Regione,  con  l'altra che
     discende dalla convinzione che sulle  norme  impugnate  dalla Corte
     Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a promulgare, con l'omissione  delle  parti  impugnate,  la legge
     approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella  seduta  del 20
     agosto 1998;

     - a riproporre all'Assemblea regionale,  affinché possa al riguardo
     deliberare, il testo dell'articolo 3, espunto dalla legge che verrà
     pubblicata in pendenza di giudizio.

                                 ALFANO- SANZARELLO - LEANZA - COSTA

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     DRAGO. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.    E'    approvato   con   il   parere   contrario
  dell'onorevole Piro.
       Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine  del giorno n.
  208. Ne dò lettura.

  N. 208 - NOTIZIE SULLA STATO DI ATTUAZIONE DEL POP SICILIA
           1994-99

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO CHE é stato pubblicato  il  Programma  Operativo  Plurifondo
               1994/99  della  nostra   Regione,   lo   stesso   prevede
               interventi per circa 5.000 milioni per la modernizzazione
               delle  infrastrutture  isolane,   per   lo  sviluppo  dei
               comparti  economici   della  Sicilia,  per  l'innovazione
               tecnologica  delle  aziende,   per  la  promozione  della
               formazione permanente e ricorrente dei lavoratori;

               lo stesso rappresenta  uno  degli  strumenti fondamentali
               per la crescita della  economia  siciliana, così come per
               altro dimostrato dall'esperienza  di  altri paesi europei
               che hanno utilizzato, in modo oculato e pienamente, tutti
               i fondi disponibili.

               La Commissione Europea  richiede  la capacità di spendere
               con  progetti   immediatamente   cantierabili   le  somme
               restanti entro il 31.12.2000;

               L'Assemblea regionale  siciliana  intende  seguire, ferme
               restando le responsabilità  e  i  compiti dell'Esecutivo,
               con attenzione l'utilizzo delle risorse comunitarie;

                          IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

               a riferire all'ARS sullo  stato  di  attuazione  del  POP
               Sicilia  1994/99   con   particolare   riferimento   alla
               utilizzazione dei fondi  fin  qui  utilizzati nei diversi
               capitoli (FESR-FEOAG-FSE) e all'attuazione delle relative
               misure, alle  infrastrutture  realizzate, agli interventi
               nel settore agricolo,  alle  attività  formative  e  alla
               occupazione creata;

               a   comunicare    tempestivamente    ogni   proposta   di
               riprogrammazione   del   Programma  Operativo  Plurifondo
               1994/99  in  relazione alla  capacità  di  spesa  e  alla
               immediata cantierabilità delle iniziative da realizzare;

               a   verificare    la    contabilità    degli   interventi
               riprogrammati  con   le   iniziative   di  programmazione
               negoziata presenti nel territorio della Sicilia;

               a presentare un quadro dettagliato dei bandi pubblicati e
               da pubblicare in relazione  a  ogni  misura  prevista dal
               POP.

                                      VILLARI - CIPRIANI - CAPODICASA
                                      NAVARRA - PEZZINO - TRIMARCHI

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     DRAGO. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che  è  stato presentato l'ordine del giorno numero
  209. Ne dò lettura:

  N. 209 - MANTENIMENTO DEGLI ATTUALI LIVELLI OCCUPAZIONALI ALLO
           STABILIMENTO "ITALTEL" DI CARINI

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO CHE nello  stabilimento  ITALTEL  di  Carini  (Palermo) sono
               attualmente dislocate:

               - la produzione di Centrali Telefoniche (600 addetti)

               -  la  ricerca  e  sviluppo  di  Software telefonico (270
               addetti)

               -  la  ricerca  e  sviluppo  di  sistemi  di  energia (60
               addetti)

   CONSIDERATO che  tra  queste  il  gruppo  di  Sistemi  Energia svolge
               un'attività, unica nell'ambito aziendale, che per livello
               di  specializzazione  sul piano scientifico e tecnologico
               ha  raggiunto una posizione di rilievo, con una struttura
               di  ridotte  dimensioni,  ma  costituita in prevalenza da
               laureati e diplomati tecnici;

   VISTO       che  la  Regione  siciliana ha contribuito economicamente
               nel  passato alla crescita tecnologica dello stabilimento
               di Carini e del laboratorio dei Sistemi di Energia;

   RILEVATO    che  l'ITALTEL  ha  recentemente  comunicato  un drastico
               taglio   all'occupazione   per  tutto  il  Gruppo  (4.600
               lavoratori nel triennio 1999-2001) e la cessione entro il
               1998  di  altre 700 unità lavorative, tra cui le sessanta
               persone del laboratorio Sistemi di Energia di Carini;

   RILEVATO    inoltre  che  l'ITALTEL  aveva  annunciato all'inizio del
               corrente  anno, un'ipotesi di accordo per la cessione del
               settore  Sistemi  di  Energia  ad  una  società americana
               interessata,  oltre che all'attività produttiva, anche ad
               una crescita del Laboratorio di Ricerca e Sviluppo;

   CONSIDERATO che l'attuale situazione di incertezza circa le decisioni
               sul futuro del laboratorio creano una situazione di forte
               disagio e preoccupazione tra i lavoratori;

                          IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

               a  chiedere  un  urgente incontro con i vertici aziendali
               ITALTEL SIEMENS affinchè si definisca in tempi rapidi una
               soluzione    che    garantisca    gli   attuali   livelli
               occupazionali  dello Stabilimento di Carini e ne rafforzi
               l'attività  di ricerca del Laboratorio Sistemi di Energia
               supportato  da  un  piano  industriale  di  sviluppo e di
               investimenti.

                                      ZANNA - CIPRIANI

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     DRAGO. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che  è  stato presentato l'ordine del giorno numero
  211. Ne d�� lettura:

  N. 211 - NOMINA DI UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INDAGINE
           SULLE VICENDE DELLE PARTECIPAZIONI REGIONALI

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   CONSTATATO che la  Regione  siciliana  ha  fallito  il  suo  ruolo di
               imprenditrice  svolto  dagli  anni  sessanta ad oggi, con
               conseguenze  devastanti  sotto  il  profilo  economico  e
               morale,  scandite dalle migliaia di miliardi sperperati e
               dai  numerosi  illeciti  le  cui  responsabilità non sono
               state, però, mai evidenziate a pieno;

   RILEVATO    che  tutti  gli  impegni  in favore del risanamento degli
               enti  regionali  sono  serviti unicamente a mascherare il
               salasso   di   denaro   pubblico   sottratto  ad  impegni
               produttivi e utilizzato per sostenere posti senza lavoro,
               iniziative  senza  sbocco  e clientele prive di qualsiasi
               capacità imprenditoriale;

   RILEVATA   la  necessità di porre fine al parassitismo, agli sprechi,
               alle ruberie  di  un  settore  senza regole e di bloccare
               un'attività  che  ha  infettato  la  politica, la società
               l'economia,  alterato  le  regole  di  mercato,  prodotto
               profondi  guasti morali e corruzione, anche allo scopo di
               liberare   risorse  da  destinare  al  concreto  sviluppo
               socio-economico della Sicilia;

   RITENUTO   comunque   inaccettabile   e   pericoloso   nascondere  le
               responsabilità   politiche  ed  amministrative  che  sono
               all'origine    del    fallimento   delle   partecipazioni
               regionali;

   CONSTATATO che la  Regione si avvia a metter fine alla più scandalosa
               vicenda   di   dissipazione   del   denaro  pubblico  mai
               registratasi  a  livello  regionale e, verosimilmente, in
               campo nazionale;

   CONSCIA     della  necessità  di  individuare  le  responsabilità del
               disastro  economico  e  morale  provocato da quanti hanno
               voluto,  ampliato  e  sfruttato le mastodontiche macchine
               'mangiasoldi'  e  subordinato la logica del profitto agli
               interessi delle clientele.

               INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

               a  procedere,  ai  sensi dell'articolo 29 del Regolamento
               interno  dell'ARS,  alla  nomina  di  una  Commissione di
               indagine  con l'incarico di individuare le responsabilità
               per gli  illeciti, gli sperperi, i debiti e le violazioni
               di leggi  e  regolamenti che hanno portato al disastro le
               partecipazioni regionali.

                                 FLERES - CAPUTO - COSTA - TURANO
                                 SCALICI - SCALIA - AULICINO - VIRZI'
                                 LA GRUA - GRIPPALDI

       Onorevoli colleghi,  si potrebbe mantenere, anche per essere
  in linea con  le  cose dette dal Presidente Grippaldi, il compito
  di affidare alla terza Commissione quello di definire l'indagine.
  Così come onorevole Grippaldi, il Presidente dell'Assemblea aveva
  chiesto alla Commissione, io sono convinto che il lavoro lo avete
  fatto, se non tutto in parte, l'ordine del giorno potrebbe essere
  occasione per completarla  ed andare fino in fondo. E, allora, se
  gli  onorevoli   deputati   proponenti  sono  d'accordo,  anziché
  istituire una nuova Commissione si dà incarico...

     GRIPPALDI, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIPPALDI. Presidente della Commissione. Onorevole Presidente,
  ritengo opportuno  anche  per non lasciare inascoltata questa sua
  sottolineata e  garbata  iniziativa di affidare alla Terza quanto
  l'ordine del  giorno  si  propone  nella  sua parte pregnante, di
  evidenziarle che  la  mia Commissione, ma ovviamente potrei anche
  interpellare il  parere  degli onorevoli componenti in un momento
  successivo,   si   è   occupata  esclusivamente  di  un  comparto
  settoriale  concernenete  sali potassici ed Italkali. Pertanto in
  umiltà e  ritenendo  di parlare a nome dei componenti della Terza
  Commissione, non  so  quali  possono  essere le nostre competenze
  anche   di   ordine   istituzionale,   per   avviare  un'indagine
  conoscitiva  erroneamente indicata come iniziativa d'inchiesta di
  cui non  ha  competenza  il  nostro  Parlamento.  Pertanto vorrei
  pregarla   caldamente,  ringraziandola  per  questa  sottolineata
  estimazione verso  la  Commissione di valutare se non sia il caso
  per il  tema  che  comporta  l'ordine  del giorno una Commissione
  mista Prima  e  Terza,  perché  per quanto concerne i risvolti di
  ordine di  merito,  la  Terza  è  la  Commissione  delle attività
  produttive  riconnettibili  alle  attività  degli  enti  e  delle
  società connesse, ma per quanto riguarda i fattori gestionali, le
  nomine, tutto ciò  che  è  stato  il  comparto  fisiologico della
  gestione, ritengo che la prima commissione legislativa permanente
  di questa  Assemblea  abbia ampio titolo funzionale di competenza
  per abbinarsi  alla terza, magari con una sottocommissione mista,
  anche  se  non  della  entità  numerica  delle  due  commissioni.
  Pertanto io  sottopongo umilmente alla sua apprezzata valutazione
  questa opportunità eventuale che la commissione di cui all'ordine
  del giorno  possa  essere  realizzata attraverso una composizione
  mista, se pur  non nell'entità numerica delle due commissioni, di
  una  commissione   mista   tra   prima  e  terza.  La  ringrazio,
  presidente.

    PRESIDENTE.  A  me  resta  soltanto  da  farlo  secondo  quanto
  prescrive   l'ordine  del  giorno.  Io  non  posso  procedere  ad
  abbinamenti  di commissione anche soltanto per questo. O la terza
  commissione, così come hanno fatto altre commissioni, ma anche la
  sua  stessa,  avoca  a  se l'indagine, oppure bisogna nominare la
  commissione  secondo  quanto prevede il Regolamento, cioè secondo
  l'articolo 29.
       Onorevole  Grippaldi,  allora  la  commissione  non  intende
  avocare  a  sè  l'indagine,  i firmatari insistono in tal senso..
  Facciamo un'altra commissione ancora?
       Onorevoli  colleghi,  io mi permetto insistere perchè non ci
  sia  un'altra  commissione  che non concluderà i lavori. E allora
  siccome   carte   ne   sono   passate   a   bizzeffe   su  questa
  materia...perchè  la  terza commissione non deve poterlo fare.

    BATTAGLIA...si  fa  una  relazione  di  maggioranza  ed  una di
  minoranza...

    PRESIDENTE. Io  mi  permetto  chiedere,  lei  è firmatario, lei
  chiede  una indagine su una materia che conosce, lei è firmatario
  dell'ordine  del  giorno,  io  ho  il  dovere,  poi se i deputati
  insistono, io ho il dovere di insistere nel tentativo di affidare
  alla  terza  commissione  l'indagine  in  questione...e arrivi la
  terza  commissione  dove vuole...Lei è firmatario e sa da dove si
  deve  partire...ha  già  iniziato  una  indagine per incarico del
  presidente dell'Assemblea. Lei più volte lo ha ribadito in questa
  sede,  onorevole  Grippaldi,  ed  io credo che abbia i titoli per
  poterlo fare. Mi permetto insistere in tal senso...

    PIRO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PIRO. Signor  Presidente,  a parte le considerazioni di merito,
  me le salto, mi dichiaro d'accordo sul fatto che si faccia quanta
  più verità possibile  sulla  storia  -  mi  auguro almeno - sulla
  storia degli enti  economici.  Concordo  con  ella  sul fatto che
  produrre tante commissioni  alla  fine  serve soltanto a non fare
  fare nulla già  alle  commissioni  che  ci sono insediate. Esiste
  però un problema, con riguardo alla terza commissione, il massimo
  rispetto, la  massima  fiducia nell'operato eventuale della terza
  commissione, però,  faccio  presente che nella terza commissione,
  per  una   serie   di   circostanze,   alcuni   gruppi  non  sono
  rappresentati.
       Una commissione di  indagine che si presenta con i caratteri
  di ampio respiro  su  una  materia  di  estrema  rilevanza per la
  Regione credo che  dovrebbe  vedere la presenza di tutti i gruppi
  organizzati presenti in  Assemblea.  Allora,  io non so se non si
  potrebbe  trovare   la   strada  di  indicare  nella  commissione
  regionale antimafia,  dove sono rappresentati tutti i gruppi, che
  ha per legge  poteri  incisivi  di  acquisizione di documenti, di
  richiesta, testimonianze  di audizione nell'ambito della pubblica
  amministrazione, che  può svolgere indagini penetranti, se non è,
  appunto, il  caso  invece, di affidare alla commissione antimafia
  il compito  di svolgere questa indagine. La commissione antimafia
  credo potrebbe  avvalersi  del  supporto,  per esempio, di alcuni
  componenti della  terza  Commissione,  credo che anche questo nel
  Regolamento della  Commissione  regionale  antimafia  può  essere
  fatto.   Quindi   con   questa  annotazione,  signor  Presidente,
  suggerirei ovviamente  se  l'Aula  è  d'accordo, di affidare alla
  Commissione  regionale   antimafia   il   compito   di   svolgere
  specificatamente un'indagine in questo settore.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno non sono
  emendabili,  quindi  o c'è un'intesa unanime oppure devo porre in
  votazione  l'ordine  del  giorno.  Se non sorgono osservazioni si
  trasferisce  la  competenza  alla  Commissione antimafia e la III
  Commissione  darà  tutta la massima collaborazione che serve alla
  stessa   Commissione   regionale   antimafia.   Se   non  sorgono
  osservazioni,  resta  così  stabilito.  L'ordine  del  giorno  si
  intende   superato.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  n.  212  presentato nella
  seduta straordinaria del 20 agosto 1998. Ne dò lettura:

     N. 212- Disposizioni riguardanti la L. 488/92 in relazione all'anno
             di riferimento alla graduatoria della Regione Sicilia   per'
             l'anno 1998/I Bando.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso che:

     - la  L. 488/92 ha creato aspettative nell'imprenditoria siciliana,
     che da  parte sua ha risposto entusiasticamente alle possibilità di
     sviluppo offerte da tale strumento finanziario;

     -  nei   primi   tre  bandi  la  richiesta  di  agevolazioni  degli
     imprenditori  siciliani   è   stata   via  via  crescente,  fino  a
     raggiungere i valori rilevanti del 1998/I Bando;

     - nei giorni  scorsi  sono  state  pubblicate, su sito Internet del
     Ministero      dell'industria,      commercio     e     artigianato
     (cfr.www.minindustria.it),  le  graduatorie regionali relative alla
     L. 488/92;

     CONSIDERATO che:

     - tale  aspettativa  è stata disattesa dalla politica economica del
     Governo nazionale,  il quale dopo avere stimolato massicciamente le
     imprese ad investire  (cfr.  fra gli altri, Il Sole 24 Ore, Venerdì
     19.06.1998 pag.  12),  al  fine  di  creare  nuova  occupazione, ha
     fornito, di  contro, una blanda risposta alle richieste provenienti
     dagli   imprenditori   siciliani,  con  stanziamenti  assolutamente
     insufficienti ed inadeguati;

     - nel 1998, in Sicilia sono stati presentati 1.399 progetti, di cui
     solo 364, pari al 26%, sono stati finanziati;

     - le  imprese  siciliane  sono  ammesse al contributo realizzeranno
     investimenti per circa Lit. 1.440 mld. attivando nel contempo circa
     5.200 posti di lavoro (cfr. Il Sole 24 Ore del 15.08.1998);

     - le  1.035  imprese escluse dal contributo potrebbero generare non
     meno di 7.000 nuovi posti di lavoro,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad attivarsi per raggiungere il duplice obiettivo di premiare gli
     sforzi dei  volenterosi  operatori siciliani esclusi per carenza di
     fondi del I  Bando  1998  e  di  rispettare  le  indicazioni  della
     Comunità europea;

     -  ad  ovviare   alle  deficienze  dei  fondi  del  I  Bando  1998,
     finanziando le  iniziative  escluse  mediante  il  ricorso ai fondi
     comunitari, evitandone  al  contempo  la restituzione alla Comunità
     europea.

                                            BARONE - PROVENZANO -
                                            PAGANO - FLERES - VICARI

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.  Signor  Presidente,  intervengo per fare restare agli
  atti  un giudizio assolutamente positivo sulla natura dell'ordine
  del   giorno   avendo   appreso   dalla   stampa  che  tantissimi
  imprenditori  siciliani  sono  rimasti tagliati fuori dalla legge
  488  perchè  di  fatto il maggior contributo l'ha preso l'azienda
  Thompson di Catania. Io ritengo che le finalità della legge erano
  quelle di aiutare la medio-piccola impresa, non c'è dubbio che la
  Thompson  che sta facendo un grande investimento merita di essere
  valorizzata,  ma  se  i fondi vengono stornati alle medio-piccole
  imprese,  alla  grande impresa non credo che possa essere utile e
  produttivo per la Regione siciliana.

     PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO. Signor Presidente, mi pare che sulla vicenda della 488
  si  è detto parecchio però aggiungere non è mai superfluo, specie
  in  una  dichiarazione di voto. Soprattutto perchè siamo difronte
  ad  un caso emblematico, siamo difronte ad una legge tecnicamente
  ineccepibile,  validissima  che  è  stata gestita benissimo dagli
  istituti  di  credito però purtroppo a fronte di un finanziamento
  complessivo  che  nel  corso  degli  anni  è  stato  adeguato, mi
  riferisco  al  1996,  si  è  arrivati praticamente al 1998 con un
  finanziamento  complessivo  che  non  è  stato  sufficiente  alla
  copertura  di  tutti  i  progetti  presentati. Quest'anno su 1399
  progetti  soltanto  il  26  per  cento  hanno  trovato  copertura
  finanziaria.
       Tengo  a  precisare che questo 26 per cento di finanziamenti
  ha  generato  qualcosa come 5200 posti di lavoro, le 1035 imprese
  che  sono  rimaste  escluse  in base ad alcuni calcoli, non certo
  empirici,  potrebbero  generare non meno di 7900 posti di lavoro,
  per   cui  è  indispensabile  che  tutta  la  Sicilia  si  attivi
  concretamente  perchè  questo straordinario strumento operativo e
  tecnico  abbia  una sua conferma. A questo punto la dichiarazione
  di voto  senz'altro  è  quella di chiedere a viva voce al Governo
  regionale  di  utilizzare i pop per completare i finanziamenti di
  questa  legge.  Fra  l'altro  in  tal  senso  è  interessante  la
  dichiarazione del Presidente della Regione che espressamente si è
  dichiarato favorevole  su  questa  ipotesi,  per la precisione la
  stampa del  21  di  agosto  u.s.  confermano  puntualmente questo
  aspetto.  A tutto  questo  si  aggiunge  un  altro  aspetto che è
  emblematico,  mi  riferisco  all'intervento  fatto  poco  fa  dal
  collega Turano, e  cioè  sicuramente  ci  è stato un unico grande
  soggetto che  ha  assorbito  parecchio,  quasi il 35% dell'intera
  somma.
       Allora  a  questo  punto  potrebbe  essere  interessante  la
  richiesta da  fare  al  Governo nazionale per utilizzare espresse
  normative che sono  a  favore  della  media e grande impresa.  Mi
  riferisco in particolare,  e  quindi  sono ancora più preciso, ai
  cosiddetti  contratti   di   programma   previsti   dal   decreto
  legislativo 3 aprile  1993  n.  96  e  disciplinati  dal CIPE con
  delibera del  25 febbraio 1994.  Questa normativa è espressamente
  prevista per le grandi imprese. Allora a questo punto pensavo se,
  anche per evitare  da  questo  punto  di  vista un ...  parecchia
  confusione che potrebbe  essere  generata,  ritiro il 212 dopo di
  che tutte le  argomentazioni  che  sono  tipiche del 212 vanno ad
  essere riversate e quindi  rimane tutto a verbale in questo 218 a
  cui  bisogna   aggiungere   la  richiesta  espressa  da  fare  al
  Presidente della  Regione  per  i  finanziamenti del POP Sicilia,
  ripeto il Presidente  si  è  già  dichiarato  in  questo senso, e
  quindi automaticamente  chiedere  per  la  218  la  richiesta  al
  Governo nazionale per  i  contratti  di  programma  per le grandi
  imprese e quindi  recuperare  262 miliardi a favore delle piccole
  imprese della 488,  e poi utilizzare i POP Sicilia per finanziare
  la stessa 488.

     PRESIDENTE. Anche  gli  altri  firmatari  sono  d'accordo  sul
  ritiro dell'ordine del  giorno  n.  212?  Non ci sono opposizioni
  quindi l'ordine del  giorno n.  212 viene ritirato.  Comunico che
  è stato presentato l'ordine del giorno numero 213. Ne dò lettura:

     N. 213- Iniziative nei confronti del Governo nazionale al fine di
             modificare le modalità di valutazione della L. 488/92.     '

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO*** che il Comitato tecnico  consultivo istituito presso il
                 Ministero dell'industria,  commercio,  artigianato  per
                 dare interpretazioni e direttive  sulla  L.  488/92, al
                 quesito n. 12.28 della "Raccolta dei quesiti" affermava
                 testualmente "Premesso che la principale finalità della
                 normativa è la promozione di iniziative che determinano
                 la  creazione  di  nuovi posti  di  lavoro  nelle  aree
                 depresse...";

     CONSIDERATO che   nonostante  le   direttive   e   la   consolidata
                 letteratura,  si  evidenzia  una  notevole  distorsione
                 dell'indicatore   n.   2   "incremento   occupazionale"
                 rispetto   all'indicatore   n.   3   "percentuale   del
                 contributo richiesto". Cosicché  ad  esempio iniziative
                 classificate        come       "ammodernamento"       o
                 "ristrutturazione", per le quali la stessa legge 488/92
                 valuta  convenzionalmente  pari   a   zero   le   unità
                 lavorative  valide  per   la  graduatoria,  si  possono
                 avvantaggiare   rispetto    alle    altre    iniziative
                 caratterizzate  da   nuova   occupazione  semplicemente
                 agendo  sulla leva  della  "percentuale  di  contributo
                 richiesto" (indicatore n. 3),

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire urgentemente  presso  il Ministero dell'industria,
     commercio, artigianato per apportare  modifiche  al  Regolamento di
     applicazione della legge di cui  in oggetto, premiando realmente le
     iniziative che creano nuova occupazione.

                         BARONE -  PROVENZANO - PAGANO - FLERES - VICARI

    Onorevole Pagano, insiste sull'ordine del giorno n. 213?

     PAGANO. Insisto.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 213.
  Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  d'accordo  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno numero 214. Ne dò lettura:

     N. 214- Modalità di esame delle dismissioni delle aziende a
             partecipazione regionale.                                  '

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che   sull'onda    del   generalizzato   consenso   per
                 l'aspettativa dello smantellamento delle partecipazioni
                 regionali, al governo regionale ed al commissario degli
                 enti economici regionali  parrebbe  essere  sfuggita la
                 necessità di provvedere ad una oculata analisi e ad una
                 attenta valutazione di  ogni  azienda  partecipata, con
                 l'esame di un  eventuale interesse a mantenere qualcuna
                 con un ruolo  promozionale,  calmierante, di prestigio,
                 di stimolo dello  sviluppo  economico  e  sociale delle
                 nostre popolazioni, sempre  connesso  con  una gestione
                 oculata, efficiente ed economicamente attiva,

                                 INVITA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a depositare in commissione  legislativa  di  merito  i  bilanci
     dell'ESPI, EMS, AZASI e società  controllate con le annesse tabelle
     di riferimento particolari dei dati di dettaglio;

     -  ad  inviare   alla   commissione   legislativa   competente  una
     dettagliata  relazione per  una  valutazione  più  analitica  delle
     aziende partecipate, al fine di  esprimere  un  giudizio  di merito
     sulla eventuale dismissione.

                         PAGANO - TURANO - VICARI - FLERES - VIRZI' -
                         SCOMA  - GRIMALDI - D'AQUINO - SCAMMACCA

     BATTAGLIA. Questo avviene già.

     PRESIDENTE. Beh,  è  una  sollecitazione.  Non  trovo nulla di
  anomalo.

     DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO, Presidente della Regione. Signor Presidente mi pare che
  la  maggior   parte   delle   cose   che   sono  richieste  dalle
  interrogazioni, dagli ordini del giorno avvengono già, ma la cosa
  che mi preoccupa  fondamentalmente  è  il finale, cioè al fine di
  esprimere un  giudizio  di merito sull'eventuale disfunzione, non
  mi pare che  sia  possibile  esprimere  giudizi di merito, perché
  ormai la dismissione  è  un fatto che il Parlamento ha deciso che
  deve avvenire...

     BATTAGLIA. Questo ordine del giorno non si può presentare.

     DRAGO,   Presidente   della   Regione.   Inviterei  al  ritiro
  dell'ordine del giorno.

     TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non ho capito
  bene, onorevole  Presidente  della  Regione cosa avviene già? Per
  quel  che   mi   riguarda  il  bilancio  dell'ESPI,  dell'EMSI  e
  dell'AZASI  non  è  stato  depositato  all'Assemblea.  Mi  faccia
  illustrare la natura dell'ordine del giorno. La scorsa volta feci
  un intervento a  favore  del  Governo  sulla lunghezza d'onda del
  Governo a sostegno delle dismissioni nel minore tempo possibile e
  con la maggiore  celerità  possibile.  Ho detto che c'erano delle
  cose che andavano chiarite per avere la possibilità di analizzare
  approfonditamente quello che stavo facendo.
       E allora, per  quel  che mi riguarda e per quello che so, il
  bilancio  dell'ESPI,  dell'EMS  e  dell'AZASI  non  è depositato,
  onorevole  Castiglione il bilancio non è depositato al tribunale,
  il bilancio  ora  va depositato in Camera di Commercio; comunque,
  allora i  dubbi  li risollevo così facciamo chiarezza una volta e
  per sempre.  E'  possibile  avere  le  tabelle di riferimento per
  conoscere la situazione patrimoniale delle società controllate? E
  allora, se  ci  sono  queste  tabelle  di riferimento che vengano
  depositate in  Commissione affinché  si faccia chiarezza, e io so
  cosa  possiede  e  cosa  vale  e  quanto  ha  prodotto  il  Parco
  Scientifico,  le iniziative industriali.  Onorevole Assessore, io
  vorrei che la seconda parte fosse così intesa, dopo avere inviato
  una  relazione  dettagliata  per  una valutazione analitica delle
  aziende-partecipato,  al  fine  di  potere  esprimere soltanto un
  parere e  non un giudizio di merito sull'eventuale dismissione e,
  comunque, il  giudizio  di  merito  non  era  da  intendersi come
  assolutamente   vincolante.  Sto  chiedendo  soltanto  di  potere
  esprimere il  parere  sulle  società,  perchè diceva bene poco fa
  l'onorevole  Grippaldi,  laddove  citava  alcune  società che per
  spirito  di  legge,  onorevole  Provenzano,  possiamo decidere di
  dismettere, ma  non  c'è dubbio che vanno chiarite le peculiarità
  di queste società.
       Io voglio sapere  per  la  Sicilvetro  Marsala  -  e  si può
  decidere a priori  di  dismettere - cosa ha fatto questa società,
  quanto ha  prodotto  questa  società,  quanti  dipendenti  occupa
  questa società  e che potenzialità ha, per non parlare della Vini
  Corvo, della Siciliana Gas,  e di altre società ancora. Visto che
  comunque  l'assessore   mi   rassicura,   sarei   per   insistere
  nell'ordine del giorno con  la modifica nella seconda parte circa
  il parere.
       Signor Presidente, col consenso dell'Aula...

     PRESIDENTE. Col consenso  dell'Aula  lei  non  può  violare il
  Regolamento,  onorevole  Turano,  lei  può  ritirare l'ordine del
  giorno.

     TURANO. Signor  Presidente,  io  ho  espresso  qual   è il mio
  giudizio...

     PRESIDENTE. Onorevole Turano, deve dichiarare che cosa intende
  fare sull'ordine del giorno, lo intende ritirare?

     TURANO. Signor Presidente, un attimo soltanto...

     PRESIDENTE.  Onorevole Turano,  non  è  un  rimprovero  nè  un
  ostacolo, lei può ritirare  l'ordine  del  giorno  e  durante  la
  discussione dell'articolato può ripresentarlo in maniera diversa,
  soltanto che non lo potrà più illustrare, ma non cambierà nulla.

     TURANO.   Perfetto,  signor  Presidente,  con  l'assicurazione
  dell'assessore Castiglione  che  ha  appena  detto  che i bilanci
  dell'ESPI, dell'EMS  e  dell'AZASI  già sono stati depositati, io
  chiaramente faccio  riferimento al bilancio del 1997 che è l'anno
  solare a  cui  dobbiamo  fare  riferimento per l'approvazione del
  bilancio, se fosse possibile sospendere...

     PRESIDENTE.  Onorevole  Turano,  si  pronunci  sull'ordine del
  giorno.

     TURANO. Signor Presidente, ci sono altri ordini del giorno? Se
  ci sono, accantonando per un attimo questo...

     PRESIDENTE.  No,  non  bisogna  accantonare  nulla.  Onorevole
  Turano, non  cambia nulla, se lei ritiene di dover riflettere può
  ripresentare più avanti, questo lo ritiri.

     TURANO.  Signor Presidente, lo vorrei presentare questa sera e
  vorrei che l'Assemblea si esprimesse questa sera, chiedo un pò di
  tempo soltanto per cassare la seconda parte.

     PRESIDENTE. Non si può fare, onorevole Turano...

     TURANO. Signor  Presidente,  sto scrivendo un altro ordine del
  giorno.

     PRESIDENTE. E allora, intanto questo lo ritira?

     TURANO. Se  mi assicura che nell'arco di cinque minuti pone in
  votazione l'altro ordine del giorno...

     PRESIDENTE. Sì, le assicuro che lo può ripresentare.

     TURANO. Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno n. 214.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno 218 a firma dell'onorevole
  Pagano "Iniziative riguardanti  la  L.  448/92  in relazione alla
  graduatoria  della  Regione   Sicilia  per  l'anno  1998/I  Bando
  attraverso  l'utilizzo   dello   strumento   del   "Contratto  di
  programma".
       Onorevoli  colleghi,  comunico  che  l'onorevole  Fleres  ha
  chiesto  di  apporre   la   sua   firma  all'ordine  del  giorno.
  L'Assemblea ne prende atto.
       Dò lettura dell'ordine del giorno:

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso    che nei  giorni  scorsi  sono state pubblicate, su sito
                 Internet  del  Ministero  dell'industria,  commercio  e
                 artigianato  (cfr.www.minindustria.it),  le graduatorie
                 regionali relative alla L. 488/92;

     CONSIDERATO che:

     -   le   imprese  siciliane  ammesse  al  contributo  realizzeranno
     investimenti per circa Lit. 1.440 mld. attivando nel contempo circa
     5.200 posti di  lavoro  (fonte  Il  Sole 24 Ore del 15.08.1998). Di
     questi ben  4.967  circa  verranno  creati  dalle  piccole  e medie
     imprese  (valore   occupazionale  di  5,7  unità  per  miliardo  di
     investimenti) contro  soli  241  nuovi posti di lavoro creati dalla
     grande impresa  (valore  occupazionale di 0,4 unità per miliardo di
     investimenti);

     - a  livello  regionale,  le imprese siciliane ammesse a contributo
     attiveranno, tra  piccola,  media  e grande impresa, mediamente 3,6
     nuovi posti  di  lavoro  per miliardo di investimenti, contro i 4,8
     della Campania,  i  6,6  della Calabria e addirittura gli 8,3 della
     Puglia;

     -  la  graduatoria  siciliana  manifesta  una  evidente distorsione
     rispetto alle  altre Regioni, in quanto una consistente parte delle
     risorse (circa  35%) è stata assorbita da un unico grande soggetto,
     che per  quanto meritevole, tuttavia attiverà nuovi posti di lavoro
     per miliardo  in  misura  di gran lunga inferiore rispetto a quelli
     delle piccole e medie imprese (0,4 contro 5,7);

     TENUTO conto che:

     - in qualunque caso risulta meritoria e di grande profitto l'azione
     svolta dalle  grandi imprese, che in questi anni hanno generato, in
     Sicilia,   nuova   occupazione,  migliaia  di  miliardi  di  valore
     aggiunto, una nuova mentalità e cultura del lavoro e un indotto che
     di fatto  ha  creato,  sia  pure indirettamente, centinaia di altri
     posti di lavoro;

     -  che   le   stesse   grandi  imprese  devono  essere  tutelate  e
     salvaguardate   poiché   rappresentano   un  patrimonio  culturale,
     economico e tecnologico della Sicilia intera;

     VALUTATO che:

     - il comitato interministeriale per la programmazione economica con
     la deliberazione  del  25  febbraio  1994,  così come espressamente
     previsto dal D.l.vo  3  aprile  1993,  n.  96,  art. 3, comma 4, ha
     previsto il  "contratto  di programma" quale efficace strumento che
     consente  di realizzare l'esecuzione di specifici piani progettuali
     volti a  consentire  il  rapido  avvio  di  nuove  iniziative  e la
     creazione di  occupazione  aggiuntiva proposte da imprese di grandi
     dimensioni o  da  gruppi  nazionali  o  internazionali di rilevante
     dimensione industriale;

     - che il Ministero del tesoro Carlo Azeglio Ciampi in occasione del
     rilancio  dell'occupazione  del Mezzogiorno attraverso lo strumento
     del "contratto  di  programma"  ha espressamente dichiarato che "ci
     sono al  Sud  focolai  di sviluppo e di energie imprenditoriali che
     dobbiamo aiutare  ad irrobustirsi" (cfr. La Sicilia 8.08.1998, pag.
     7),  facendo  intendere  a  chiare  lettere  che  lo  sviluppo  dei
     distretti industriali del Sud deve passare attraverso tale efficace
     strumento,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  attivarsi  presso  il  Ministero  dell'industria, commercio,
     artigianato affinché  lo  stesso  adotti  le  necessarie misure per
     finanziare  le  iniziative  delle  grandi  imprese industriali, con
     idonei strumenti  quali  appunto  i "contratti di programma", senza
     per questo vanificare la ratio della L. 488/92;

     -  ridestinare   le   risorse   a   questo   punto  disponibili  al
     finanziamento  della  L.  488/92  che, è indirizzata principalmente
     alle piccole e medie imprese>>(218).

     PAGANO.   A   quello   bisogna   aggiungere  l'impegno  finale
  dell'ordine del giorno n. 212.

     PRESIDENTE.  Noi  non  possiamo  aggiungere  nulla.  Onorevoli
  colleghi, gli ordini del giorno non sono emendabili.

     PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO. Signor Presidente,  io ho chiesto di ritirare l'ordine
  del giorno n.  212  per  evitare  una  confusione  tecnica, ma di
  fatto le due cose sono sovrapponibili, per cui non ritengo che ci
  siano delle difficoltà. Cioè  nel momento stesso in cui io chiedo
  che anche l'impegno finale  del  212  vada  ad aggiungersi al 218
  l'ho  fatto  come   premessa  nella  mia  dichiarazioni  di  voto
  precedente.

     PRESIDENTE. Rimane  agli  atti la sua dichiarazione e, quindi,
  dal punto di  vista  politico il Governo sa che pronunziandosi su
  questo ordine  del giorno si pronuncia anche sulle considerazioni
  che lei ha  espresso.
       Pongo in votazione l'ordine  del  giorno 218.  Il parere del
  Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
  del giorno dall'onorevole  Turano  l'ordine del giorno numero 220
  "Modalità   di  esame   delle   dismissioni   delle   aziende   a
  partecipazione regionale".
       Ne dò lettura:

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che   sull'onda    del   generalizzato   consenso   per
                 l'aspettativa dello smantellamento delle partecipazioni
                 regionali, al governo regionale ed al commissario degli
                 enti economici regionali  parrebbe  essere  sfuggita la
                 necessità di provvedere ad una oculata analisi e ad una
                 attenta valutazione di  ogni  azienda  partecipata, con
                 l'esame di un eventuale interesse a mantenerne qualcuna
                 con  un ruolo promozionale, calmieratore, di prestigio,
                 di  stimolo  dello  sviluppo  economico e sociale delle
                 nostre  popolazioni,  sempre  connesso con una gestione
                 oculata, efficiente ed economicamente attiva,

                                 INVITA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  depositare  in commissione legislativa di merito entro trenta
     giorni i bilanci dell'ESPI, EMS, AZASI e società controllate con le
     annesse tabelle di riferimento particolari dei dati di dettaglio;

     -  ad  inviare   alla   commissione   legislativa   competente  una
     dettagliata relazione>> (220).

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, poichè sono stati presentati emendamenti
  all'articolo 1 e  secondo  il  nostro  Regolamento gli stessi non
  possono essere discussi  prima di ventiquattro ore, il disegno di
  legge viene rinviato alla seduta di domani.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  576/A
    "DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI PER L'ANNO 1998"

     PRESIDENTE.   Si procede  al  seguito  della  discussione  del
  disegno di legge n. 576/A  posto  al  numero  2)  del  III  punto
  dell'ordine del  giorno  "Disposizioni  finanziarie  urgenti  per
  l'anno 1998".
       Invito i componenti  la seconda Commissione a prendere posto
  nell'apposito banco.
       Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:

                                <<Art. 1

          1.  Per le finalità dell'articolo 12 della legge regionale
       21   dicembre   1995,   n.   85   e  successive  modifiche  e
       integrazioni,  è autorizzata per l'anno 1998 la spesa di lire
       38.000 milioni.
          2.  Per  le finalità dell'articolo 2 della legge regionale
       28   gennaio   1998,  n.  3  è  autorizzata  per  l'esercizio
       finanziario  1998  la  spesa  di lire 8.500 milioni cui si fa
       fronte mediante riduzione delle spese autorizzate dalle leggi
       regionali appresso elencate per gli importi indicati a fianco
       di ciascuna di esse:
          - legge regionale 85/95, articoli 9-16, lire 2.900 milioni
       (capitolo 33656)
          - legge regionale 85/95, articoli 3-16, lire 1.450 milioni
       (capitolo 33716)
          legge  regionale  85/95,  artt.  5-16,  lire 1.950 milioni
       (capitolo 33717)
          - legge  regionale  85/95,  artt. 8-16, lire 2.200 milioni
       (capitolo 33718).
          3. Il  capitolo 34364 del bilancio della Regione siciliana
       per l'anno 1998  è  incrementato  di  lire 790 milioni cui si
       farà fronte  con  pari  riduzione  dei  seguenti capitoli del
       bilancio medesimo:
          - capitolo 33007: lire 540 milioni
          - capitolo 33718: lire 250 milioni.
          4. I  capitoli  33655  e  34051 del bilancio della Regione
       siciliana  per l'esercizio finanziario 1998 sono incrementati
       rispettivamente di lire 990 milioni e di lire 300 milioni cui
       si fa  fronte  con  riduzione di parte degli stanziamenti dei
       capitoli 33007,  33716  e  34052 rispettivamente per lire 500
       milioni, lire 500 milioni e lire 290 milioni.
          5. Per  le finalità degli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12
       della  legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 è autorizzata per
       l'esercizio finanziario 1998  la spesa di lire 1.000 milioni.
       La  spesa  autorizzata  dal  presente  comma  è  iscritta  in
       apposito  capitolo  del   bilancio   della   Regione  in  cui
       confluiscono altresì le  disponibilità esistenti alla data di
       entrata in vigore  della  presente  legge dei capitoli 33725,
       33726, 33727, 33728, 33729,  33730 e 33731 del bilancio della
       Regione per l'esercizio 1998.
          6. L'Assessore  regionale  per  il  lavoro,  la previdenza
       sociale,   la  formazione  professionale  e  l'emigrazione  è
       autorizzato a  promuovere  e  finanziare  progetti  di lavoro
       socialmente   utili   rivolti   alle   categorie  prioritarie
       individuate dalla  Commissione  regionale per l'impiego ed ai
       lavoratori espulsi  dal  mercato  del  lavoro  per  crisi  di
       azienda, di area  o  di  settore.  E'  altresì  autorizzato a
       finanziare l'importo integrativo di cui all'articolo 8, commi
       2, 3 e 9, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 per
       progetti approvati  ai sensi del citato decreto legislativo e
       della legge regionale  23 gennaio 1998, n. 3. Per le finalità
       di cui al presente comma è autorizzata la spesa di lire 6.200
       milioni.
          7. Il fondo  di  dotazione  dell'Ente  minerario siciliano
       (E.M.S.) è incrementato  per  l'esercizio finanziario 1998 di
       lire 17.000 milioni, destinati a fare fronte ad oneri urgenti
       connessi  alle   proprie   finalità   istituzionali,  esclusi
       eventuali interventi in favore delle società collegate.
          8. Per le finalità di cui agli articoli 8 e 10 della legge
       regionale   8   agosto   1985,   n.   34,   come   sostituiti
       dall'articolo 10 della legge regionale 18 maggio 1996, n. 34,
       l'Assessore regionale per  i lavori pubblici è autorizzato ad
       erogare,  per l'esercizio  finanziario  1998,  al  comune  di
       Siracusa la somma di lire 5.500 milioni.
          9. L'Assessore regionale  per il turismo, le comunicazioni
       e  i  trasporti   è   autorizzato   a   rimborsare  le  spese
       effettivamente sostenute  dagli enti ed associazioni inserite
       nel calendario delle  manifestazioni  turistiche  1994 di cui
       alla legge regionale 12  aprile  1967,  n. 46, entro i limiti
       del contributo assegnato,  e semprechè tali spese siano state
       documentate e giustificate  nei  termini  e nei modi previsti
       dalla circolare dell'Assessore  regionale  per il turismo, le
       comunicazioni e i trasporti  n.  46378  del  5  giugno  1993,
       pubblicata sulla  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana
       n.  29 del 12  giugno  1993,  con espressa esclusione di ogni
       onere e spese aggiuntive.  Per le finalità del presente comma
       è autorizzata la spesa di  lire 3.000 milioni per il 1998, di
       lire 3.500 milioni per il  1999, di lire 3.500 milioni per il
       2000.
          10.  Per le finalità  di  cui  all'articolo  65,  comma 2,
       della legge regionale 7 marzo  1997, n.  6, è autorizzata per
       l'esercizio finanziario 1998 la spesa di lire 59.000 milioni.
          11. Per le finalità di  cui  alla legge regionale 1 luglio
       1972,  n.   32  e  successive  modifiche  ed  integrazioni  è
       autorizzato, per  l'esercizio  finanziario  1998,  il  limite
       ventennale di impegno di lire 4.500 milioni.
          12. Il contributo annuo  a  favore  del  Teatro Stabile di
       Palermo  previsto  dall'articolo  1,  comma  1,  della  legge
       regionale 8 gennaio 1996,  n.  3,  è elevato, per l'esercizio
       finanziario 1998, di lire 1.200 milioni.
          13.  L'Assessore  regionale   per   i  beni  culturali  ed
       ambientali e per  la  pubblica  istruzione  è  autorizzato  a
       concedere al Teatro  Pirandello di Agrigento un contributo di
       lire 1.000 milioni per l'esercizio finanziario 1998.
          14.   Il   contributo  disposto  in  favore  dell'Istituto
       siciliano   mutilati   ed   invalidi   di  guerra  (ISMIG)  è
       incrementato  per l'esercizio finanziario 1998 della somma di
       lire 2.000 milioni. L'ISMIG deve presentare entro e non oltre
       il 31 dicembre 1998  un  piano  di  riordino  e  di  rilancio
       operativo tendente alla  realizzazione  di  nuovi servizi nel
       settore  della   prevenzione  e  della  riabilitazione  anche
       attraverso convenzioni con il servizio sanitario. Il piano di
       cui al comma precedente deve anche comprendere una previsione
       di  entrate   derivanti   dall'organizzazione   dei  predetti
       servizi, con l'obiettivo  di  garantire un graduale obiettivo
       di   bilancio   che   consenta   la   contestuale   riduzione
       dell'intervento regionale.  Per  la  realizzazione  dei  fini
       istituzionali e dei  servizi  nel settore della prevenzione e
       riabilitazione  l'ISMIG  è  autorizzato  ad  operare  con  le
       modalità previste dal  regio  decreto  15  ottobre  1925,  n.
       2578, nonchè con la  costituzione  di società miste. Il terzo
       comma dell'articolo 2 della legge regionale 17 marzo 1979, n.
       44, relativo al divieto  di  alienazione  di  immobili  e  di
       affitti superiori a tre anni è abrogato.
          15.  Per  mantenere un assortimento librario adeguato alla
       domanda  di  consumi culturali, è consentito il finanziamento
       alla  formazione  di  scorte delle imprese librarie siciliane
       per un importo, documentato con fatture, non inferiore a lire
       200  milioni  e non superiore a lire 400 milioni per ciascuna
       impresa,  attraverso un finanziamento bancario da parte degli
       istituti  di  credito  operanti  in Sicilia da estinguersi in
       cinque  anni,  compreso  l'anno  di preammortamento, con rate
       semestrali. La Regione siciliana interviene con un contributo
       in  conto  interessi  pari  al  40 per cento del totale degli
       interessi pagati dalle imprese librarie, con esclusione degli
       eventuali  interessi  di mora e di ogni altro onere. Prima di
       concedere  il  finanziamento  gli  istituti di credito devono
       richiedere  preventivo  nulla  osta all'Assessorato regionale
       del   bilancio   e  delle  finanze  indicando  l'importo  del
       contributo   in   conto   interessi.  L'autorizzazione  viene
       infatti concessa, nei limiti delle disponibilità del capitolo
       di bilancio, seguendo l'ordine cronologico delle richieste di
       nulla  osta pervenute. Il contributo in conto interessi viene
       corrisposto  dall'Assessorato  regionale del bilancio e delle
       finanze  direttamente  agli  istituti di credito su richiesta
       degli stessi corredata dagli estratti conto controfirmati dai
       titolari delle imprese librarie. Per le finalità del presente
       comma è autorizzato,  per  l'anno finanziario 1998, il limite
       quinquennale di impegno di lire 200 milioni.
          16.  Al  fine  di  agevolare  le  liquidazioni  degli enti
       economici  regionali,  l'EMS  è  autorizzato a procedere alla
       rinuncia  di  tutte  le  cause  promosse in materia di lavoro
       pendenti  innanzi  al  giudice  ordinario  o  amministrativo,
       relative  a  personale  dipendente  o dismesso ai sensi della
       legge regionale 6 giugno 1975, n. 42 e successive modifiche e
       integrazioni. L'EMS procederà al tentativo di transazione con
       quanti hanno promosso causa  in  materia  di lavoro sino alla
       data  di  entrata   in   vigore   della  presente  legge.  Le
       transazioni non potranno  comunque  superare  il 30 per cento
       dell'importo oggetto  delle richieste senza riconoscimento di
       interessi legali  e rivalutazione monetaria. L'EMS impartirà,
       nelle forme di  legge,  analoga  direttiva  alle  società  in
       liquidazione interamente partecipate.
          17. Al fine di consentire una più veloce fruibilità, anche
       per  parte  funzionali,  di presidi ospedalieri e delle altre
       strutture  sanitarie da realizzare con finanziamenti a valere
       sulle risorse stanziate dall'articolo 20 della legge 11 marzo
       1988, n.  67 e dalla legge 5 giugno 1990, n. 135 e successive
       modifiche ed integrazioni o con altre provvidenze finanziarie
       regionali  e  nazionali,  i  direttori generali delle aziende
       ospedaliere  e  delle  aziende  unità  sanitarie  locali sono
       autorizzati,  limitatamente  alle priorità già indicate nella
       delibera della  giunta  di governo n. 423 del 29 ottobre 1977
       di  approvazione  del programma straordinario di investimenti
       in  sanità,  al  conferimento  dell'incarico di progettazione
       esecutiva  in deroga alla normativa vigente. Per il pagamento
       degli  oneri  di  progettazione delle opere che non dovessero
       giungere  a finanziamento si farà fronte con le disponibilità
       dei  fondi  di  rotazione  istituiti ai sensi dell'articolo 3
       della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4.
          18.  Alle  aziende  industriali,  commerciali,  artigiane,
       alberghiere  e  comunque  a tutti coloro i quali hanno subito
       danni a  seguito  della  tromba  d'aria che si è abbattuta in
       alcune zone della provincia di Agrigento nella notte tra il 7
       e l'8 novembre 1997, è concesso un contributo a fondo perduto
       pari al 90 per cento dell'ammontare dei danni. Le domande per
       l'ammissione a detti contributi devono essere presentate alla
       presidenza della Regione  entro trenta giorni dall'entrata in
       vigore  della  presente   legge.  Le  domande  devono  essere
       corredate  di  una   perizia   giurata,   resa   da   tecnici
       regolarmente  inscritti  ad  albi  o  elenchi  professionali,
       contenente l'indicazione analitica  dei  danni  subiti  e  la
       corrispondente  valutazione   e   quantificazione   del  loro
       ammontare.  Per la  concessione  dei  contributi  di  cui  al
       presente comma è autorizzata  la  spesa di lire 1.500 milioni
       per il 1998, lire 5.500  milioni  per  il  1999  e lire 5.500
       milioni per il 2000.
          19.  Allo  scopo  di consentire l'ulteriore sviluppo delle
       attività     inerenti     lo    sfruttamento    del    bacino
       idro-termo-minerale di Acireale, l'assessore regionale per il
       turismo,  le  comunicazioni  ed  i  trasporti è autorizzato a
       concedere  all'Azienda  autonoma  delle  Terme di Acireale un
       ulteriore finanziamento  di  lire 4.000 milioni. L'intervento
       di cui al presente  comma  può  essere  destinato, nel limite
       massimo di lire 300  milioni, alla predisposizione di studi e
       ricerche  volti alla  redazione  di  un  razionale  piano  di
       sviluppo.
          20.   Le  spese  autorizzate  dalla  presente  legge  sono
       riepilogate nella tabella sottoindicata:

          Segue tabella

          21.  All'onere   di   lire   144.100   milioni   derivante
       dall'applicazione    della   presente   legge   e   ricadente
       nell'esercizio finanziario in corso si provvede quanto a lire
       9.100 milioni  con  parte  delle  disponibilità  del capitolo
       21257  e quanto  a  lire  135.000  milioni  con  parte  delle
       disponibilità del  capitolo  60791 del bilancio della Regione
       per l'esercizio  finanziario  medesimo.  Gli  oneri ricadenti
       negli esercizi successivi,  previsti  in  lire 13.700 milioni
       per ciascuno degli anni  1999  e  2000  trovano riscontro nel
       bilancio  pluriennale della  Regione,  quanto  a  lire  9.200
       milioni per ciascuno di  essi  al  codice 08.01.00 e quanto a
       lire 4.500 milioni per ciascuno degli anni medesimi al codice
       08.05.00.   In   dipendenza   del  presente  comma  le  somme
       accantonate  nei fondi globali come da elenco n. 5 annesso al
       bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1999-2000,
       sono così utilizzate:
          Segue tabella.>>

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei proporre
  sull'articolo 1, che in realtà è un articolo unico, una questione
  che  in  verità  anche  da  me  era  stata  posta  all'attenzione
  dell'Aula nel  corso della discussione generale su questo disegno
  di legge avvenuta nella seduta straordinaria del 20 agosto scorso
  e che riguarda i  confini  di  questo  disegno di legge che, come
  tutti ricordiamo, nacque per la necessità di individuare una sede
  legislativa,  per  l'appunto  un  disegno  di  legge, adeguato  a
  contenere alcune  previsioni  di  spesa  considerate estremamente
  urgenti e mirate  ad  affrontare  questioni  sociali  importanti,
  individuato  nel corso  di  una  conferenza  dei  capigruppo.  In
  maniera specifica e  peculiare, quella Conferenza dei capigruppo,
  signor Presidente, individuò il disegno di legge, indicando anche
  i temi che il disegno  di legge avrebbe dovuto trattare a cui poi
  si sono aggiunte un  altro paio di questioni che furono sollevate
  in Aula.
       Durante l'esame però  in Commissione 'Finanze' il disegno di
  legge  si  arricchì  di  altre  previsioni,  non  preventivamente
  individuate dalla Conferenza  dei  capigruppo, tra le quali anche
  norme che non hanno  un contenuto squisitamente finanziario e che
  comunque non comportano nè spese, nè modificano entrate.
       A  questo  disegno   di  legge,  come  sappiamo,  perchè  la
  discussione generale si chiuse  nella  seduta del 20 agosto, sono
  stati  presentati  non   moltissimi,   ma   un  certo  numero  di
  emendamenti (credo  complessivamente  non  superino  la ventina),
  parte dei quali sono relativi  al  testo  del disegno di legge ed
  altri invece affrontano materie  che  in  questo momento non sono
  contenute nel disegno di legge.
       Signor Presidente, si  pone  pertanto  una questione, che io
  sottopongo particolarmente alla  sua  attenzione,  che è relativa
  alla proponibilità o meno  di  questi emendamenti, e devo dire la
  verità se io mi  trovassi  nei  suoi panni, signor Presidente, mi
  troverei in una  qualche  difficoltà,  perchè  questo  disegno di
  legge è nato nei modi  in cui io ho ricordato sia pure brevemente
  adesso e presenta quindi caratteristiche del tutto particolari, e
  tra l'altro ha contenuti diversissimi tra di loro.
       Per cui in realtà,  ripeto,  io  mi troverei in difficoltà a
  dover decidere  cosa  è  effettivamente  strettamente attinente e
  cosa  non  lo   è  considerato,  appunto,  la  ampia  prospettiva
  normativa che il disegno di legge contiene.
       Ciò premesso, signor  Presidente, e per avere un'indicazione
  preventiva tale, comunque,  che valga come linea non solo dettata
  dal Regolamento, ma dettata anche dalle particolari condizioni in
  cui l'Aula si trova a lavorare in questa particolare circostanza,
  con  questo  disegno  di   legge,  io  vorrei  che  ci  fosse  un
  chiarimento, un orientamento  comunque  preventivo  tale  da  non
  doversi determinare su  questa  o  quella  previsione,  una linea
  complessiva che renda edotti  i  parlamentari  e  l'Aula  su cosa
  effettivamente potrà essere preso  in  esame  e  cosa  no;  se  è
  necessario un passaggio  in  Conferenza  dei  capigruppo  che  in
  qualche modo ridefinisca quella  decisione  che  fu  presa  a suo
  tempo.
       Io  non  voglio   entrare   in   molti  particolari,  signor
  Presidente,  perchè  questo  è  un  compito  squisitamente  della
  Presidenza, però avverto  quest'esigenza  e  quindi la sottopongo
  alla  sua  attenzione,  ovviamente,  oltre  che  alla  attenzione
  dell'Aula, perchè si possa  avere un orientamento e una decisione
  che renda tutti  consapevoli  dell'ambito  della  discussione che
  stiamo affrontando.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  l'onorevole Piro solleva una
  questione che già la Presidenza avrebbe un po' più avanti portato
  all'attenzione dell'Aula.
       La Conferenza  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari aveva
  individuato le materie affidate al disegno di legge in questione.
       Naturalmente, tutto ciò  che  non  è  all'interno  di quelle
  materie, secondo il  mandato  che  ho  ricevuto, non  può  essere
  considerato proponibile.
       Non di meno mi rendo conto che anche le vacanze hanno aperto
  la lucidità di  molti  deputati,  ci  sono  anche delle ulteriori
  esigenze che nel frattempo  si sono presentati alla politica ed è
  necessario trovare una  formula  che  consenta  di  risolvere  la
  questione. Certamente, la  questione  non  può essere risolta dal
  Presidente dell'Assemblea,  senza  un passaggio che consenta allo
  stesso Presidente dell'Assemblea di potersi muovere in tal senso.
       Non sorgendo osservazioni,  chiuderei  la  seduta  di questa
  sera, convocherei la Conferenza dei capigruppo per domani mattina
  alle ore 10.00 e poi l'Aula  per le 10.30, in maniera tale che la
  conferenza dei presidenti  dei gruppi parlamentari, che è l'unica
  sede abilitata a  potersi  pronunciare  su  questo,  entri  nella
  questione.

     DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO, presidente  della  Regione.  Signor  Presidente, io non
  ho e non avrei alcun motivo ostativo, però dichiaro sin da adesso
  la  mia indisponibilità  per  domani  per  motivi  istituzionali,
  essendo  domani  il   Presidente  della  Repubblica  Scalfaro  in
  Sicilia.

     PRESIDENTE. Potremmo fare questa sera stessa la conferenza dei
  capigruppi.

     DRAGO, presidente  della  Regione.  Se  lo  ritiene  opportuno
  gradirei che si facesse questa sera.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  è stata avanzata la proposta
  da parte del Presidente  della  Regione  di convocare questa sera
  stessa la conferenza dei capigruppi.

     PIRO. Questo significa che domani non ci sarà seduta?

     PRESIDENTE. No, significa che domani non ci sarà il Presidente
  della Regione.

     DRAGO,  presidente   della   Regione.  Però desidererei essere
  presente alla conferenza dei capigruppi.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  se  non sorgono osservazioni
  la conferenza dei capigruppi si terrà fra 15 minuti.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                    PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     CINTOLA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  io  debbo
  ufficializzare, ecco perché  mi  appello  al  Regolamento, che la
  commissione 'Bilancio' relativamente  a  due  commi,  l'ISMIG per
  essere chiari e  le  provvidenze  per  Agrigento  tumultuosamente
  portate in quella  commissione,  diede parere sfavorevole, adesso
  però li vedo inserite nel  disegno di legge. Per questo io faccio
  appello al Presidente  della  commissione  perché confermi o meno
  quello che sto dicendo, e  mi  basta questo per dire che non sarò
  presente in Aula durante  la  discussione  di  questo  disegno di
  legge.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,   la   seduta  è  sospesa  e
  riprenderà dopo la conferenza  dei capigruppi che si terrà fra 15
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.47, è ripresa alle ore 00.04)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE: "Disposizioni finanziarie
    urgenti per l'anno 1998" (n. 576/A)

     PRESIDENTE. Si passa  alla discussione del disegno di legge n.
  576/A "Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998".
       Siamo all'articolo  1  del  disegno  di  legge numero 576/A.
       Ne do lettura.
                                 ""Art. 1

          1.  Per le finalità dell'articolo 12 della legge regionale
       21   dicembre   1995,   n.   85   e  successive  modifiche  e
       integrazioni,  è autorizzata per l'anno 1998 la spesa di lire
       38.000 milioni.
          2.  Per  le finalità dell'articolo 2 della legge regionale
       28   gennaio   1998,  n.  3  è  autorizzata  per  l'esercizio
       finanziario  1998  la  spesa  di lire 8.500 milioni cui si fa
       fronte mediante riduzione delle spese autorizzate dalle leggi
       regionali appresso elencate per gli importi indicati a fianco
       di ciascuna di esse:
          - legge regionale 85/95, articoli 9-16, lire 2.900 milioni
       (capitolo 33656)
          - legge regionale 85/95, articoli 3-16, lire 1.450 milioni
       (capitolo 33716)
          legge  regionale  85/95,  artt.  5-16,  lire 1.950 milioni
       (capitolo 33717)
          - legge  regionale  85/95,  artt. 8-16, lire 2.200 milioni
       (capitolo 33718).
          3. Il  capitolo 34364 del bilancio della Regione siciliana
       per l'anno 1998  è  incrementato  di  lire 790 milioni cui si
       farà fronte  con  pari  riduzione  dei  seguenti capitoli del
       bilancio medesimo:
          - capitolo 33007: lire 540 milioni
          - capitolo 33718: lire 250 milioni.
          4. I  capitoli  33655  e  34051 del bilancio della Regione
       siciliana  per l'esercizio finanziario 1998 sono incrementati
       rispettivamente di lire 990 milioni e di lire 300 milioni cui
       si fa  fronte  con  riduzione di parte degli stanziamenti dei
       capitoli 33007,  33716  e  34052 rispettivamente per lire 500
       milioni, lire 500 milioni e lire 290 milioni.
          5. Per  le finalità degli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12
       della  legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 è autorizzata per
       l'esercizio finanziario 1998  la spesa di lire 1.000 milioni.
       La  spesa  autorizzata  dal  presente  comma  è  iscritta  in
       apposito  capitolo  del   bilancio   della   Regione  in  cui
       confluiscono altresì le  disponibilità esistenti alla data di
       entrata in vigore  della  presente  legge dei capitoli 33725,
       33726, 33727, 33728, 33729,  33730 e 33731 del bilancio della
       Regione per l'esercizio 1998.
          6. L'Assessore  regionale  per  il  lavoro,  la previdenza
       sociale,   la  formazione  professionale  e  l'emigrazione  è
       autorizzato a  promuovere  e  finanziare  progetti  di lavoro
       socialmente   utili   rivolti   alle   categorie  prioritarie
       individuate dalla  Commissione  regionale per l'impiego ed ai
       lavoratori espulsi  dal  mercato  del  lavoro  per  crisi  di
       azienda, di area  o  di  settore.  E'  altresì  autorizzato a
       finanziare l'importo integrativo di cui all'articolo 8, commi
       2, 3 e 9, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 per
       progetti approvati  ai sensi del citato decreto legislativo e
       della legge regionale  23 gennaio 1998, n. 3. Per le finalità
       di cui al presente comma è autorizzata la spesa di lire 6.200
       milioni.
          7. Il fondo  di  dotazione  dell'Ente  minerario siciliano
       (E.M.S.) è incrementato  per  l'esercizio finanziario 1998 di
       lire 17.000 milioni, destinati a fare fronte ad oneri urgenti
       connessi  alle   proprie   finalità   istituzionali,  esclusi
       eventuali interventi in favore delle società collegate.
          8. Per le finalità di cui agli articoli 8 e 10 della legge
       regionale   8   agosto   1985,   n.   34,   come   sostituiti
       dall'articolo 10 della legge regionale 18 maggio 1996, n. 34,
       l'Assessore regionale per  i lavori pubblici è autorizzato ad
       erogare,  per l'esercizio  finanziario  1998,  al  comune  di
       Siracusa la somma di lire 5.500 milioni.
          9. L'Assessore regionale  per il turismo, le comunicazioni
       e  i  trasporti   è   autorizzato   a   rimborsare  le  spese
       effettivamente sostenute  dagli enti ed associazioni inserite
       nel calendario delle  manifestazioni  turistiche  1994 di cui
       alla legge regionale 12  aprile  1967,  n. 46, entro i limiti
       del contributo assegnato,  e semprechè tali spese siano state
       documentate e giustificate  nei  termini  e nei modi previsti
       dalla circolare dell'Assessore  regionale  per il turismo, le
       comunicazioni e i trasporti  n.  46378  del  5  giugno  1993,
       pubblicata sulla  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana
       n.  29 del 12  giugno  1993,  con espressa esclusione di ogni
       onere e spese aggiuntive.  Per le finalità del presente comma
       è autorizzata la spesa di  lire 3.000 milioni per il 1998, di
       lire 3.500 milioni per il  1999, di lire 3.500 milioni per il
       2000.
          10.  Per le finalità  di  cui  all'articolo  65,  comma 2,
       della legge regionale 7 marzo  1997, n.  6, è autorizzata per
       l'esercizio finanziario 1998 la spesa di lire 59.000 milioni.
          11. Per le finalità di  cui  alla legge regionale 1 luglio
       1972,  n.   32  e  successive  modifiche  ed  integrazioni  è
       autorizzato, per  l'esercizio  finanziario  1998,  il  limite
       ventennale di impegno di lire 4.500 milioni.
          12. Il contributo annuo  a  favore  del  Teatro Stabile di
       Palermo  previsto  dall'articolo  1,  comma  1,  della  legge
       regionale 8 gennaio 1996,  n.  3,  è elevato, per l'esercizio
       finanziario 1998, di lire 1.200 milioni.
          13.  L'Assessore  regionale   per   i  beni  culturali  ed
       ambientali e per  la  pubblica  istruzione  è  autorizzato  a
       concedere al Teatro  Pirandello di Agrigento un contributo di
       lire 1.000 milioni per l'esercizio finanziario 1998.
          14.   Il   contributo  disposto  in  favore  dell'Istituto
       siciliano   mutilati   ed   invalidi   di  guerra  (ISMIG)  è
       incrementato  per l'esercizio finanziario 1998 della somma di
       lire 2.000 milioni. L'ISMIG deve presentare entro e non oltre
       il 31 dicembre 1998  un  piano  di  riordino  e  di  rilancio
       operativo tendente alla  realizzazione  di  nuovi servizi nel
       settore  della   prevenzione  e  della  riabilitazione  anche
       attraverso convenzioni con il servizio sanitario. Il piano di
       cui al comma precedente deve anche comprendere una previsione
       di  entrate   derivanti   dall'organizzazione   dei  predetti
       servizi, con l'obiettivo  di  garantire un graduale obiettivo
       di   bilancio   che   consenta   la   contestuale   riduzione
       dell'intervento regionale.  Per  la  realizzazione  dei  fini
       istituzionali e dei  servizi  nel settore della prevenzione e
       riabilitazione  l'ISMIG  è  autorizzato  ad  operare  con  le
       modalità previste dal  regio  decreto  15  ottobre  1925,  n.
       2578, nonchè con la  costituzione  di società miste. Il terzo
       comma dell'articolo 2 della legge regionale 17 marzo 1979, n.
       44, relativo al divieto  di  alienazione  di  immobili  e  di
       affitti superiori a tre anni è abrogato.
          15.  Per  mantenere un assortimento librario adeguato alla
       domanda  di  consumi culturali, è consentito il finanziamento
       alla  formazione  di  scorte delle imprese librarie siciliane
       per un importo, documentato con fatture, non inferiore a lire
       200  milioni  e non superiore a lire 400 milioni per ciascuna
       impresa,  attraverso un finanziamento bancario da parte degli
       istituti  di  credito  operanti  in Sicilia da estinguersi in
       cinque  anni,  compreso  l'anno  di preammortamento, con rate
       semestrali. La Regione siciliana interviene con un contributo
       in  conto  interessi  pari  al  40 per cento del totale degli
       interessi pagati dalle imprese librarie, con esclusione degli
       eventuali  interessi  di mora e di ogni altro onere. Prima di
       concedere  il  finanziamento  gli  istituti di credito devono
       richiedere  preventivo  nulla  osta all'Assessorato regionale
       del   bilancio   e  delle  finanze  indicando  l'importo  del
       contributo   in   conto   interessi.  L'autorizzazione  viene
       infatti concessa, nei limiti delle disponibilità del capitolo
       di bilancio, seguendo l'ordine cronologico delle richieste di
       nulla  osta pervenute. Il contributo in conto interessi viene
       corrisposto  dall'Assessorato  regionale del bilancio e delle
       finanze  direttamente  agli  istituti di credito su richiesta
       degli stessi corredata dagli estratti conto controfirmati dai
       titolari delle imprese librarie. Per le finalità del presente
       comma è autorizzato,  per  l'anno finanziario 1998, il limite
       quinquennale di impegno di lire 200 milioni.
          16.  Al  fine  di  agevolare  le  liquidazioni  degli enti
       economici  regionali,  l'EMS  è  autorizzato a procedere alla
       rinuncia  di  tutte  le  cause  promosse in materia di lavoro
       pendenti  innanzi  al  giudice  ordinario  o  amministrativo,
       relative  a  personale  dipendente  o dismesso ai sensi della
       legge regionale 6 giugno 1975, n. 42 e successive modifiche e
       integrazioni. L'EMS procederà al tentativo di transazione con
       quanti hanno promosso causa  in  materia  di lavoro sino alla
       data  di  entrata   in   vigore   della  presente  legge.  Le
       transazioni non potranno  comunque  superare  il 30 per cento
       dell'importo oggetto  delle richieste senza riconoscimento di
       interessi legali  e rivalutazione monetaria. L'EMS impartirà,
       nelle forme di  legge,  analoga  direttiva  alle  società  in
       liquidazione interamente partecipate.
          17. Al fine di consentire una più veloce fruibilità, anche
       per  parte  funzionali,  di presidi ospedalieri e delle altre
       strutture  sanitarie da realizzare con finanziamenti a valere
       sulle risorse stanziate dall'articolo 20 della legge 11 marzo
       1988, n.  67 e dalla legge 5 giugno 1990, n. 135 e successive
       modifiche ed integrazioni o con altre provvidenze finanziarie
       regionali  e  nazionali,  i  direttori generali delle aziende
       ospedaliere  e  delle  aziende  unità  sanitarie  locali sono
       autorizzati,  limitatamente  alle priorità già indicate nella
       delibera della  giunta  di governo n. 423 del 29 ottobre 1977
       di  approvazione  del programma straordinario di investimenti
       in  sanità,  al  conferimento  dell'incarico di progettazione
       esecutiva  in deroga alla normativa vigente. Per il pagamento
       degli  oneri  di  progettazione delle opere che non dovessero
       giungere  a finanziamento si farà fronte con le disponibilità
       dei  fondi  di  rotazione  istituiti ai sensi dell'articolo 3
       della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 4.
          18.  Alle  aziende  industriali,  commerciali,  artigiane,
       alberghiere  e  comunque  a tutti coloro i quali hanno subito
       danni a  seguito  della  tromba  d'aria che si è abbattuta in
       alcune zone della provincia di Agrigento nella notte tra il 7
       e l'8 novembre 1997, è concesso un contributo a fondo perduto
       pari al 90 per cento dell'ammontare dei danni. Le domande per
       l'ammissione a detti contributi devono essere presentate alla
       presidenza della Regione  entro trenta giorni dall'entrata in
       vigore  della  presente   legge.  Le  domande  devono  essere
       corredate  di  una   perizia   giurata,   resa   da   tecnici
       regolarmente  inscritti  ad  albi  o  elenchi  professionali,
       contenente l'indicazione analitica  dei  danni  subiti  e  la
       corrispondente  valutazione   e   quantificazione   del  loro
       ammontare.  Per la  concessione  dei  contributi  di  cui  al
       presente comma è autorizzata  la  spesa di lire 1.500 milioni
       per il 1998, lire 5.500  milioni  per  il  1999  e lire 5.500
       milioni per il 2000.
          19.  Allo  scopo  di consentire l'ulteriore sviluppo delle
       attività     inerenti     lo    sfruttamento    del    bacino
       idro-termo-minerale di Acireale, l'assessore regionale per il
       turismo,  le  comunicazioni  ed  i  trasporti è autorizzato a
       concedere  all'Azienda  autonoma  delle  Terme di Acireale un
       ulteriore finanziamento  di  lire 4.000 milioni. L'intervento
       di cui al presente  comma  può  essere  destinato, nel limite
       massimo di lire 300  milioni, alla predisposizione di studi e
       ricerche  volti alla  redazione  di  un  razionale  piano  di
       sviluppo.
          20.   Le  spese  autorizzate  dalla  presente  legge  sono
       riepilogate nella tabella sottoindicata:

          Segue tabella

          21.  All'onere   di   lire   144.100   milioni   derivante
       dall'applicazione    della   presente   legge   e   ricadente
       nell'esercizio finanziario in corso si provvede quanto a lire
       9.100 milioni  con  parte  delle  disponibilità  del capitolo
       21257  e quanto  a  lire  135.000  milioni  con  parte  delle
       disponibilità del  capitolo  60791 del bilancio della Regione
       per l'esercizio  finanziario  medesimo.  Gli  oneri ricadenti
       negli esercizi successivi,  previsti  in  lire 13.700 milioni
       per ciascuno degli anni  1999  e  2000  trovano riscontro nel
       bilancio  pluriennale della  Regione,  quanto  a  lire  9.200
       milioni per ciascuno di  essi  al  codice 08.01.00 e quanto a
       lire 4.500 milioni per ciascuno degli anni medesimi al codice
       08.05.00.   In   dipendenza   del  presente  comma  le  somme
       accantonate  nei fondi globali come da elenco n. 5 annesso al
       bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1999-2000,
       sono così utilizzate:

          Segue tabella""

       Nessun altro chiede di parlare sull'articolo 1?


   Presidenza del presidente Cristaldi


     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  soltanto  perchè essendo stata
  sospesa la  seduta  ed  essendo  stata  convocata la riunione dei
  capigruppo, desideravo essere informato sull'esito della riunione
  dei capigruppo, perchè sono d'accordo che si prosegua nel disegno
  di  legge   numero   576/A  relativo  alla  finanziaria  ma  sono
  dell'avviso, però,  che  sarebbe  utile informare l'Aula circa il
  destino  che   deve   avere  l'altro  disegno  di  legge,  quello
  riguardante  lo  scioglimento degli Enti economici regionali, che
  ritengo debba essere approvato entro tempi ragionevoli e cioè che
  si proceda  nei  lavori già domani, sulla base di quanto previsto
  dal regolamento,  e  che  domani  sera  l'Aula  possa  esitare il
  disegno di  legge relativo allo scioglimento degli Enti economici
  regionali.
       Dico questo perchè lei sa, signor Presidente, che la materia
  è stata  al centro di una discussione considerevole e fra l'altro
  io sono il relatore del disegno di legge numero 576/A. Ho assunto
  la veste  di  relatore  perchè  ritenevo  che  per  il  profilo e
  l'importanza di  quel  disegno  di  legge  anche  se parlamentari
  dell'opposizione   potevamo   dare  positivamente  un  contributo
  fattivo finalmente e chiudere una pagina ingloriosa della Regione
  imprenditrice,   un   ulteriore   ritardo   sarebbe   del   tutto
  incomprensibile per  cui  io sarei costretto, signor Presidente a
  rinunciare alla  mia  funzione  di  relatore  di  quel disegno di
  legge.
       Io  richiamo  qui  alla  responsabilità  il Presidente della
  Regione  siciliana,  richiamo qui alla responsabilità l'assessore
  Castiglione che  più  volte  ha minacciato, anzi ha presentato in
  Aula dimissioni a più volte minacciato le dimissioni sulla stampa
  in   questi   giorni,  il  Presidente  della  Regione  siciliana,
  onorevole Drago,  ha più volte dichiarato che il disegno di legge
  sulle dismissioni  era  il  disegno di legge più importante e più
  qualificante della  sua  azione  di  Governo,  sarebbe  del tutto
  incomprensibile a  me,  al  resto del Parlamento e al resto della
  Sicilia, se  noi  dovessimo ritardarne l'approvazione; per cui io
  vorrei essere  rassicurato  circa  la  circostanza  che  dopo  il
  disegno di  legge  576/A,  quello  riguardante la finanziaria, il
  Parlamento  regionale  possa essere riconvocato domani pomeriggio
  per discutere ed approvare in modo definitivo il disegno di legge
  sulle dismissioni.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la Conferenza dei capigruppo è
  entrata  nel  merito  dei lavori, partendo da una considerazione,
  che  noi abbiamo tenuta aperta la sessione che invece deve essere
  chiusa  perché  non possiamo tenerla aperta fino a quando tutti i
  problemi  politici  che ruotano intorno ad un particolare disegno
  di legge vengano risolti.
       L'aspetto  politico è una cosa, l'aspetto regolamentare è un
  altro.  E'  emersa quindi la opportunità di discutere questa sera
  il disegno di legge 576/A e con ogni probabilità se la stanchezza
  fisica non ci prende, il disegno di legge relativo alle minoranze
  etniche,  dopo  di  che  il  Presidente dell'Assemblea dichiarerà
  chiusa la  sessione,  che  non  significa  dichiarare  chiusa  la
  legislatura,   significa  sospendere  per  una  settimana,  dieci
  giorni,  quello   che  è,  per  consentire  alla  Conferenza  dei
  capigruppo di rideterminare il programma dei lavori.
       E'  emersa  nella  Conferenza  dei  capigruppi  comunque  la
  opportunità  di dichiarare ancora prioritario il disegno di legge
  sugli  enti  economici  regionali, il che significa che secondo i
  tempi  regolamentari il tutto potrebbe slittare di dieci-quindici
  giorni al massimo.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO .  Signor Presidente, devo mettere in moto tutte le
  mie capacità di sintesi perché io ho condiviso i dieci minuti per
  ogni articolo  però  quando  si  tratta  di articoli normali, qui
  abbiamo un  articolo di circa 19 commi, che, evidentemente, non è
  considerato un fatto normale.
       Vero   che   vi   sono   precedenti  illustri  quello  della
  finanziaria   nazionale,   ma   io   mi  auguro  di  non  seguire
  assolutamente  quell'esempio  ed andiamo subito al nocciolo della
  questione.  Questo  disegno  di  legge  poteva  avere  una  certa
  validità  in  data  30-31  luglio  quando  si  doveva chiudere la
  sessione e  quindi  era necessario portare avanti alcune norme di
  natura finanziaria, ma secondo me, superata quella fatidica data,
  bisognava che  le  singole  commissioni e la commissione bilancio
  riaffrontassero  i  problemi  perché molte questioni sono rimaste
  sospese e quello  che  è venuto fuori con questo disegno di legge
  per certi versi  è un vero e proprio scandalo ci sono fatti fatti
  che bisogna denunziare sono immorali dal punto di vista politico;
  incominciamo con  alcuni  commi  iscritti  in  questo  disegno di
  legge.   Intanto   penso   per   quanto  riguarda  il  comma  16,
  incominciamo dal  vero scandalo che è il comma 14, noi prevediamo
  un contributo  di  due miliardi ad un istituto siciliano mutilati
  invalidi di guerra, noi praticamente siamo in presenza di un atto
  clientelare,  qui   si  vuole  restituire,  dare  il  prezzo  del
  tradimento politico  perché  noi  sappiamo  tutte  le vicende che
  ruotano attorno a questo ente. Cioè noi ancora pensiamo di tenere
  su questo  tipo di istituto sugli invalidi di guerra quando ormai
  gli invalidi  di guerra sono, secondo me, poche persone perché il
  più giovane ha 75 anni, a mio modo di vedere.
       Poi   qui  con  questa  norma,  praticamente,  cosa  succede
  onorevole  Presidente? Una cosa molto grave, nel senso che questo
  ente svolge attività produttiva e quindi non è un ente che svolge
  attività  sociale,  questo  ente ha avuto nel 79 qualcosa come un
  miliardo,  nel '91  ha  avuto altri 9 miliardi successivamente ha
  avuto  altri  contributi  annuali,  qui  siamo dinanzi ad un ente
  mangia soldi.
       Invece di procedere alla soppressione di questo ente inutile
  e mangia soldi, qui si pensa per ragioni clientelari e per pagare
  il  tradimento,  è  un  prezzo del tradimento politico questo, si
  pensa  di  dare  la  possibilità a questi nuovi amministratori di
  potere  portare  avanti una vita agiata all'interno dell'ente con
  un contributo di 2 miliardi.
       Ora  questo contributo viola chiaramente l'articolo 93 della
  Costituzione,  l'articolo  93  del  trattato  di  Roma, perché si
  tratta  di  sussidi  di  Stato  ad  un  ente  che svolge attività
  produttive  e  per  dimostrare,  onorevole  Presidente che questo
  ente porta  avanti  una distorsione della concorrenza, ho qui una
  lettera dell'ente  stesso firmata dal Commissario in cui comunica
  a tutti i  comuni  siciliani alle AUSL e a tutti comunica che per
  le proprie finalità l'Ismic praticherà delle tariffe scontate del
  70% cioè per tutte le protesi e le forniture l'Ismic porta avanti
  il 70% di sconto, cioè l'Ismic verso i propri clienti effettua il
  70% di sconto.
       Poi  viene  qui  alla  Regione,  all'Assemblea regionale, al
  Governo  regionale  e si fa promotore per assegnare un contributo
  di  2 miliardi all'anno a questo ente inutile per tenere buono un
  cliente acquisito attraverso certamente forme non corrette.
       Quindi, noi  siamo in presenza di aiuti di Stato specifici e
  non  generale  e  non  in  percentuale,  aiuti  di stato che sono
  vietati,  ripeto,  al  trattato  di  Roma.  Io  mi  chiedo  quale
  assessore  irresponsabile, e quale funzionario irresponsabile può
  firmare un  provvedimento  di  erogazione,  di  contributo  di  2
  miliardi a questo tipo di ente?
       Quindi  vi  sono  responsabilità amministrative contabili da
  parte  di  amministratori  e  di  funzionari  e bisogna procedere
  successivamente alla restituzione dei contributi.
       Non  è  solo  questo,  Presidente, andiamo avanti per quanto
  riguarda le  terme. Ho affrontato un po' il problema delle terme.
  Le terme dalla  loro  istituzione  ad  oggi  in tutte le leggi si
  parla di utilizzazione industriali delle acque termali di Sciacca
  e di Acireale.  Ebbene  noi  siamo  in presenza di vere e proprie
  aziende  industriali.  Sono  stati  concessi  le utilizzazioni di
  queste   acque   termali   appunto  perché  svolgessero  attività
  imprenditoriali, siamo  in  presenza  di aziende e di imprese che
  avrebbero dovuto  dare  reddito  ed  invece  danno  delle perdite
  permanenti alla Regione siciliana.
       E'  necessario pertanto che queste imprese pubbliche, perché
  le  aziende termali sono imprese pubbliche ed operano nel mercato
  e  quindi  anche  per queste imprese pubbliche vi è il divieto di
  dare sussidi perché violano, anche queste, l'articolo 92 e 93 del
  trattato di  Roma.  Anche  per queste iniziative c'è qualcuno che
  sarà  chiamato  responsabile dagli assessori, al Presidente della
  Regione, ai funzionari che vanno a firmare i mandati.
       Ora noi potremmo continuare in questo tipo di denunzie, poi,
  per esempio, non  si  riesce  a capire che cosa vuole il comma 15
  cioè se i  duecento  milioni  sono per un anno o per cinque anni,
  c'è una  confusione totale.
       Con il  comma 16, quando noi dobbiamo andare ad approvare la
  legge se  si  fa  sullo  scioglimento  degli  enti,  si  mette in
  condizione  di inferiorità l'amministratore dell'ente rispetto ai
  propri  dipendenti,   che  senso  ha  andare  ad  autorizzare  le
  transazioni,  quindi, mettendo  in posizione di vantaggio l'altra
  parte nei confronti dell'ente minerario che è una amministrazione
  pubblica.
       C'è da aggiustare l'articolo 17 perchè non si può parlare di
  deroga in  materia  di  incarichi  e  di  progettazione  di opere
  pubbliche perchè  vi  è  una  normativa comunitaria, in tal senso
  abbiamo presentato  un  emendamento  e  lo andiamo ad illustrare,
  chiediamo  una normativa comunitaria che dobbiamo approvare.
       Per quanto  riguarda  il  comma  18,  a  mio modo di vedere,
  questa norma  è  inapplicabile,  perchè  manca di criteri con cui
  devono essere  erogati  i  contributi,  non  è previsto un limite
  massimo soltanto  percentuale,  ci  può  essere la percentuale di
  lire  centomila   del  90  per  cento,  come  ci  può  essere  la
  percentuale del  90  per cento per dieci miliardi, quindi mancano
  criteri, poi c'è una disparità di trattamento dove è scritto, qui
  siamo in  presenza  di  calamità  naturali  e  vi  sono leggi che
  prevedono interventi  per  le  calamità  naturali.  Non  ha senso
  adottare criteri diversi secondo dove si verificano o dove c'è il
  santo protettore o i deputati o il deputato che va a perorare una
  certa causa,  quindi  siamo  qui  dinnanzi  a  una  disparità  di
  trattamento e tra  l'altro  non  so  se  per  queste zone è stata
  dichiarata la calamità naturale.
       Per quanto  riguarda  le aziende termali ne abbiamo parlato,
  comunque mi  riservo  in sede di emendamenti di illustrare meglio
  la posizione.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Martino. Ne ha
  facoltà.

     MARTINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  sull'articolo unico,  più che uno, per dire soltanto che non devo
  essere  stato  sufficientemente attento durante la Conferenza dei
  Capigruppo perchè  a  me  è  sembrato  che  noi  abbiamo discusso
  l'ammissibilità   o   meno   degli   emendamenti,  i  criteri  di
  ammissibilità degli  stessi  e  su  questo  abbiamo  raggiunto un
  accordo tra  i Capigruppo anche con la Presidenza dell'Assemblea,
  non mi pare  però  che  sia  stato  posto  in  discussione  e mai
  sollevato  il  problema  della  eventuale chiusura della sessione
  dopo l'immediata  approvazione  di  questo  disegno  di  legge ed
  eventualmente di  quello  sulle minoranze linguistiche, se così è
  stato evidentemente io ero distratto e non me ne sono accorto, se
  così non  è  stato  io  credo che la dichiarazione del Presidente
  dell'Assemblea  debba essere oggetto di una ulteriore discussione
  in Conferenza  dei  Capigruppo  perchè  su  questo, per quanto io
  ricordo  ma   posso   sbagliarmi,   i   Capigruppo  non  si  sono
  pronunciati.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Martino, lei era sicuramente distratto
  perchè  l'ho   detto   e,  comunque  vada,  questa  è  anche  una
  prerogativa  del  Presidente  dell'Assemblea  che  non può tenere
  aperta una sessione sino all'infinito, per cui le condizioni sono
  esaminate   dal  Presidente  dell'Assemblea  e  ritengo  che  non
  esistono più le condizioni per tenere aperta una sessione estiva,
  fra poco  saremo  a  Natale  ,  evidentemente la sessione non può
  durare quattro  mesi,  non viene a cambiar nulla perchè non viene
  limitato alcun  potere  dei deputati, i deputati discuteranno fra
  una settimana con  una nuova sessione e con un nuovo programma di
  lavori, non viene limitato il potere costituzionale.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'articolo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  al di  là  del  merito  del  testo  del  disegno  di  legge,  sia
  necessario,  per aiutare anche lo svolgimento dei lavori rispetto
  a questo  testo  del  disegno  di legge, che vi sia un momento di
  riflessione  su  ciò  che  è  stato  concordato in Conferenza dei
  Capigruppo.
       In  quella  sede  abbiamo  discusso del testo del disegno di
  legge n. 576/A e su come procedere rispetto a questo testo. Debbo
  dire, francamente, ha ragione il Presidente quando dice "comunque
  rimane  una prerogativa del Presidente dell'Assemblea di decidere
  di chiudere la sessione o no".
       Mi  permetto  di dire, signor Presidente, che siccome c'è un
  disegno  di  legge  incardinato  che  è quello dello scioglimento
  degli  enti economici regionali su cui si è chiusa la discussione
  generale, se non fosse il caso che prima di chiudere la sessione,
  si potesse chiudere anche quest'altro testo del disegno di legge.
  In ogni caso non deciderlo ora che non si fa.
       Si può fare benissimo questo disegno di legge stabilendo che
  subito dopo si fa la riunione della Conferenza dei Capigruppo ...

     PRESIDENTE. Di nuovo Conferenza dei Capigruppo?

     CRISAFULLI. Signor Presidente, mi permetto di esprimere un mio
  punto di  vista  e un mio aiuto alla discussione, dopodiché lei è
  nella pienezza dei poteri di decidere anche rispetto a questo.
       Questo  sostengo  metterebbe  tutti  in  condizione  di fare
  questo disegno di legge nei tempi più rapidi possibili ed evitare
  che si incrocino discussioni che non credo aiuterebbero i tempi e
  la velocità di approvazione del testo.

     GRANATA.     Signor     Presidente,     onorevoli    colleghi,
  sostanzialmente  il  mio  intervento è stato anticipato da quello
  che  ha  detto l'onorevole Crisafulli perché penso che l'esigenza
  dell'approvazione    della    cosiddetta   minifinanziaria,   sia
  un'esigenza    avvertita    da   tutti.   Abbiamo   assunto   una
  responsabilità  attraverso  questa  norma di dare alcune risposte
  immediate  ed  urgenti. La sua sensibilità lo ha permesso tenendo
  appunto aperta la sessione.
       Viene sollevata, credo, legittimamente una preoccupazione di
  volere  definire  e  chiudere  un  disegno  di  legge che è stato
  incardinato  di cui si è conclusa la discussione generale. Quindi
  la proposta dell'onorevole Crisafulli di agevolare il percorso di
  quest'importante     disegno     di    legge,    la    cosiddetta
  "minifinanziaria"  attraverso  una  decisione  da assumere subito
  dopo  sui  tempi  definiti,  ovviamente  con  il  rispetto  delle
  prerogative  che  sono  della  Presidenza  dell'Assemblea, in una
  Conferenza  dei Capigruppo, credo che possa sgombrare il campo da
  ogni  perplessità  e preoccupazione di una volontà che non esiste
  di  non  volere  chiudere  e  definire  il disegno di legge sulla
  dismissione  degli enti economici e consentire un percorso sereno
  a questo disegno di legge e poi una condivisione di una decisione
  temporale  del  giorno in cui quest'Assemblea dismetterà gli enti
  economici.
       Si  potrebbe  decidere  anche  di  farla  domani,  però  far
  condividere  questa decisione alle forze politiche. Non credo sia
  uno strappo ...

     PRESIDENTE.  Onorevole Granata e onorevoli colleghi, non siamo
  al  circolo  dei  ragazzini.  Che cos'è questa storia. Richiamo i
  capigruppo  alla funzione che ricoprono. C'è stata una Conferenza
  dei  Capigruppo  che  ha  determinato  una  strada da percorrere.
  Adesso  i  singoli  deputati  si  alzano  ed  esprimono  le  loro
  posizioni,   tra   l'altro   usando   stratagemmi  che  non  sono
  tollerabili   da   questo  punto  di  vista.  Abbiamo  fatto  una
  Conferenza  dei Capigruppo e abbiamo stabilito che questa sera si
  chiude la sessione ...

     LA GRUA . Così si è stabilito.

     PRESIDENTE. Nè si può rimettere in discussione ciò che è stato
  stabilito. Non è un'imposizione del Presidente dell'Assemblea. La
  Conferenza  dei  Capigruppo la posso fare domani per riaprire una
  nuova  sessione  ma  questa  sera  chiudo la sessione, non per un
  capriccio   del   Presidente  dell'Assemblea,  perchè  questo  ha
  stabilito la Conferenza dei Capigruppo.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO. Signor Presidente, io sono stato tra quelli che già il 2
  agosto, poi  il  20  di  agosto  e,  per  finire, questa sera, ho
  cercato di richiamare l'attenzione sulla procedibilità dei nostri
  lavori.  In  questo mese che abbiamo attraversato, dalla chiusura
  già  preventivata  per  il  1  di  agosto,   poi  con  la  seduta
  straordinaria, fino a questa sera, si sono intrecciati fortemente
  i temi dello scioglimento degli enti  economici  con  i  problemi
  politici, evidentemente molto seri, ancora  non  risolti che sono
  emersi  peraltro  pubblicamente  nei dibattiti,  nelle  prese  di
  posizione sulla stampa, con conferenze stampa, che sono emersi in
  Aula, con gli interventi dei  rappresentanti  dell'opposizione ma
  soprattutto per quel che rileva della maggioranza che hanno fatto
  vedere con chiarezza che ci sono questioni, nodi, forse non tutti
  fino a questo momento esplicitati,  che  impediscono  all'interno
  della maggioranza e tra la maggioranza ed il  Governo,  non so se
  anche  all'interno del Governo, di trovare  o  di  aver  trovato,
  almeno  fino a questo momento,  una  composizione  delle  diverse
  posizioni  in  campo  tale  comunque  da  mettere  seriamente  in
  discussione  ed a rischio l'approvazione  di  questo  disegno  di
  legge.
       Questo nodo è stato quello che ci ha portato ad una chiusura
  temporanea   di   sessione,  tutto  sommato  in  modo  abbastanza
  traumatico,  con  la mancanza del numero legale, le impossibilità
  di  votare  i  disegni  di  legge,  che  ci  ha  portato  ad  una
  convocazione  straordinaria  della seduta, quella che si è tenuta
  il   20  agosto,  anch'essa  fortemente  attraversata  da  questa
  tematica e  che  si  è  risolta  con  un  andamento  estremamente
  contraddittorio per  le  posizioni che in questa Aula ha espresso
  il Governo.
       Io sono stato il segretario di turno che ha letto il verbale
  e devo dire  la verità, a rileggere tutti e tre insieme i verbali
  delle ultime tre sedute c'è da raccapricciare, accappona la pelle
  se si  osservano le varie posizioni che il Governo ha assunto nel
  corso   della   seduta,  l'una  che  contraddiceva  l'altra,  con
  affermazioni solenni immediatamente smentite subito dopo.
       E tutto  questo  ha  finito col pesare sui nostri lavori, ha
  finito con  il  determinare,  è  paradossale  ma  è  così, con il
  determinare poi la  scelta che, non ricordo se era ancora il 31 o
  era già  l'1 di agosto, ma comunque ha poca importanza, la scelta
  che ci  ha  portato  in Conferenza dei Capigruppo, ad individuare
  questo percorso  anomalo  che  è  stato  quello di individuare un
  disegno di legge già all'esame della Commissione Finanze, appunto
  il 576/A,  che  va  ricordato, era un disegno di legge presentato
  dal Governo  ma  che  aveva  tutt'altro  oggetto, come disegno di
  legge  di  competenza  della  Commissione  Finanze  con  il quale
  avvalendosi peraltro  non  più  di questo, della potestà data dal
  Regolamento,  la Commissione Finanze potesse inserire alcuni temi
  espressamente  individuati  nella Conferenza dei Capigruppo e che
  qui questa  sera  il  verbale  della  seduta  ci ha ricordato: la
  questione  relativa  al  fermo  biologico, il pagamento di quanto
  dovuto  dalla Regione per le manifestazioni sportive e turistiche
  nel 1994  ed  un'altra  questione  a  cui  si aggiunse poi, vista
  l'urgenza,    la   problematica   relativa   alla   realizzazione
  dell'impianto  fotovoltaico di Ginostra e su richiesta presentata
  in Aula  e accettata dall'Aula , la questione del pagamento degli
  stipendi,  ormai  da  troppo  tempo  assenti,  per  i  dipendenti
  dell'EMS.
       Questo  era  il  percorso   individuato dalla Conferenza dei
  capigruppo e  passato  dall'Aula.  In  realtà, poi,in Commissione
  'finanze' il  percorso  si è arricchito, tra virgolette, di tante
  altre tematiche  che,  io  ricordo, portò me ad abbandonare ad un
  certo punto  i  lavori  della Commissione 'finanze' e a lamentare
  l'assenza del rispetto delle decisioni prese dalla Conferenza dei
  Capigruppo, perchè mi pareva che si stesse allargando a dismisura
  la portata  del  disegno  di legge in qualche modo forzando, anzi
  sicuramente forzando  quelle che erano state le indicazioni della
  Conferenza  dei   Capigruppo  e  portando  un  disegno  di  legge
  cosiddetto a banco aperto.
       Stasera io ho posto esattamente questa questione: essendo il
  disegno di legge pervenuto in Aula a "banco aperto", quale scelta
  bisogna fare?  Andare avanti con l'esame di tutti gli emendamenti
  considerando   impossibile   dichiarare   improponibile  l'uno  o
  l'altro?  Ho  chiesto  una decisione al Presidente, il Presidente
  ha  ritenuto  opportuna  la  convocazione  della  Conferenza  dei
  Capigruppo.    Nella   Conferenza   dei   Capigruppo   è   emersa
  l'indicazione  che  poi  il  Presidente  dell'Assemblea  ha fatto
  propria  che   è  quella  di  andare  avanti  con  l'esame  degli
  emendamenti e  di  decidere  gli emendamenti non sulla base della
  loro proponibilità,  ma  sulla  base  del  loro  contenuto,  cioè
  l'Aula, il  Governo,  la  maggioranza  si  orienteranno in base a
  quello che riterranno più opportuno.
       Devo dire la  verità,  Signor  Presidente,  anche  a me deve
  essere sfuggito il momento in cui la Conferenza dei Capigruppo ha
  stabilito  di   chiudere   la  sessione;  onestamente  devo  dire
  probabilmente mi è  sfuggito,  per  carità  sarà  stato  anche un
  momento di  disattenzione,  magari avrò parlato anche con qualche
  altro deputato, onestamente  devo dire che mi è sfuggito, mi sarà
  sfuggito nel momento  in  cui  la  Conferenza  dei  Capigruppo ha
  deciso la chiusura  della  sessione  questa sera. Se non mi fosse
  sfuggito mi  sarei  dichiarato  assolutamente  non  d'accordo;  o
  meglio: mi sarei dichiarato d'accordo o non d'accordo in funzione
  dell'indicazione della ripresa del dibattito sul disegno di legge
  sullo  scioglimento   degli   Enti,  perchè  non  c'è  niente  di
  particolarmente strano nel fatto che il Presidente dell'Assemblea
  solleciti la  chiusura della sessione, mi pare abbastanza normale
  che una sessione  estiva  a  un  certo punto debba essere chiusa,
  anche  perchè   la   chiusura  della  sessione  non  comporta  la
  caducazione di alcunchè.  E' evidente però che se la scelta della
  chiusura della sessione, che può essere anche assolutamente utile
  e funzionale  ai  lavori  dell'Assemblea,  si  accompagna con una
  indicazione di riapertura dei lavori dell'Assemblea a una data da
  indicarsi e  che  comunque non sarà certamente vicina nell'ordine
  di qualche  giorno,  di  una  settimana  è  evidente  che  questo
  trasforma  una  decisione di carattere regolamentare, che attiene
  ai lavori dell'Assemblea e che può essere presa e non sarà da noi
  contestata   in   nessun   modo  anche  soltanto  dal  Presidente
  dell'Assemblea è  un  fatto politico. Ed è del fatto politico che
  qui si discute non del fatto regolamentare, il fatto politico che
  rispetto alle enormi difficoltà che sono venute fuori all'interno
  della maggioranza  per  definire  il  disegno di legge sugli enti
  economici, si  preferisce  ancora una volta spostare in avanti la
  questione.
       Noi abbiamo  detto  più  volte,  ripetutamente  nel corso di
  questo mese  che  non  siamo d'accordo, abbiamo chiesto la seduta
  straordinaria richiedendo  che  al  primo punto fosse inserito il
  disegno   di   legge   sullo  scioglimento  degli  enti.  Avevamo
  rinunziato   ad   intervenire   sulla  discussione  generale  per
  facilitare la  discussione.  Devo  dire che ci eravamo confortati
  dalla   decisione   comunicata   dal   Presidente,   o  perlomeno
  dall'orientamento   espresso  dal  Presidente  a  chiusura  della
  discussione generale  -  stante  il  fatto  che  questa sera si è
  chiusa la  discussione generale credo con il concorso di tutti -,
  di rinviare alla seduta di domani la ripresa, come è previsto dal
  Regolamento, del dibattito.
       Allora, Signor  Presidente,  decida  con  il conforto o meno
  della Conferenza  dei Capigruppo, da questo punto di vista io non
  insisto su  questo  per  carità,  decida  anche  di  chiudere  la
  sessione, ci  consenta  però  di esprimere il nostro orientamento
  affinchè la  ripresa  dei  lavori, e quindi della nuova sessione,
  avvenga nel  più breve tempo possibile, non oltre la settimana, e
  che, ovviamente,  il  primo  punto  all'ordine  del giorno sia il
  disegno di  legge  sullo  scioglimento  degli  enti.  Questo è il
  nostro orientamento.
       Non siamo  qui per minacciare sfracelli, però non c'è dubbio
  che siamo  in  un  percorso  difficile, non a caso abbiamo dovuto
  fare tre  o  quattro conferenze dei capigruppo per stabilire come
  andare  avanti  cercando  di  non  far  cadere  da  una  parte  e
  dall'altra gli stessi lavori che stiamo facendo.
       E' evidente  che  una  decisione  o  un'altra determina però
  orientamenti delle  forze  politiche  sulla  base  di indicazioni
  politiche, sia chiaro, e non di carattere regolamentare che vanno
  in un senso o in un altro.
       Allora, se ci  può  essere  e  ci  vuole  essere  una  buona
  predisposizione  per  far  sì  che  questi  nostri  lavori  siano
  produttivi, che si  esamini  e  si  approvi  il  disegno di legge
  finanziario. Contemporaneamente,  deve esser chiaro  però come si
  va  avanti  e  quando  si  andrà  avanti  sulla  questione  dello
  scioglimento degli  enti.  Altrimenti, si ritorna in uno stato di
  indeterminatezza e  di  confusione che certamente non giova nè ai
  lavori dell'Assemblea, nè ai problemi che abbiamo di fronte e che
  siamo chiamati ad affrontare e risolvere.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  questa  sera  il Presidente
  dell'Assemblea, qualunque sia l'esito di questo disegno di legge,
  chiuderà la  sessione.  Convoco  la conferenza dei capigruppo per
  domani sera, al fine di individuare modi, programmi e compiti per
  la successiva  sessione,  e  sarà  la conferenza dei capigruppo a
  determinare quali.  Ma  io  questa  sera  chiudo  la sessione e i
  deputati  saranno  convocati  a  domicilio,  secondo il programma
  predisposto  dalla conferenza dei capigruppo. Onorevoli colleghi,
  credo che questo sia abbastanza chiaro.
       Onorevoli colleghi,  ricordo  che  a  norma di Regolamento i
  firmatari  dell'emendamento,  in  questa fase, possono illustrare
  tutti i loro emendamenti in 10 minuti.
       Per cui, dichiaro aperta la discussione sugli emendamenti.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente, ho chiesti di parlare sull'ordine
  dei lavori perchè  è la prima volta che ci troviamo ad affrontare
  questa fattispecie.
       Quando  abbiamo  riformulato  il  Regolamento dell'Assemblea
  pensavamo ad una  articolazione  dei lavori sulla base di disegni
  di legge che si presentassero in forma di articolato.
       Questo è il primo  disegno  di  legge che non si presenta in
  forma di articolato  poichè  trattasi  di  un  disegno  di  legge
  costituito da un solo articolo e da circa 20 commi.
       Poichè gli  emendamenti  presentati,  dunque,  non  sono  ad
  articoli,  ma sono  a  commi  di  un  medesimo  articolo,  stiamo
  affrontando una fattispecie che probabilmente non era contemplata
  nel regolamento.
       Allora, forse, sarebbe opportuno approfittare dell'occasione
  per  darci una  regola  di  comportamento  che  nasce  in  questa
  circostanza e  che potrebbe ripetersi ogni qualvolta ci dovessimo
  trovare in  una situazione simile. Perchè, poichè gli emendamenti
  o gran parte  degli emendamenti, non sono presentati ad articoli,
  essendo l'articolo soltanto  uno,  ma sono presentati a commi, in
  questo caso  che  facciamo?  Estendiamo cioè applichiamo in forma
  estensiva la  regola  che prevede la presentazione di emendamenti
  ad articoli, nel  senso  che  consideriamo i commi articoli di un
  disegno di  legge  più  complesso, ovvero no? O, comunque, in che
  modo ci articoliamo?
       Pongo il  problema  perchè  è  la  prima  volta che accade e
  quindi sarebbe  interessante stabilire una regola che valga anche
  per l'avvenire.

     PRESIDENTE. Onorevole  Fleres,  noi  non  abbiamo da stabilire
  nulla, perchè tutto è stato stabilito dal Regolamento.
       Così come il Regolamento ha consentito a ciascun deputato di
  atteggiarsi in  Commissione  e  in Commissione è stato consentito
  che il disegno di  legge  uscisse  con  un  solo  articolo, uno è
  l'articolo   e   tutti   gli   emendamenti   sono   presentati  a
  quell'articolo. Non posso farci nulla.
       Io comprendo che c'è un momento anomalo del disegno di legge
  e  sicuramente  questo  è  l'ultimo  dei  disegni  di  legge  che
  consentirà meccanismi  di  questa natura. Questo disegno di legge
  è stato  possibile  individuarlo per porre rimedio ad una fase di
  transizione tra  il  vecchio  e  il  nuovo  Regolamento per delle
  emergenze che c'erano.
       Sicuramente non  si  presenterà più una situazione di questa
  natura, però è  certo  che  se in Commissione i deputati che sono
  liberi di atteggiarsi  in  tal senso decidono di fare un'articolo
  di quattro pagine  quello  è  l'elemento  a  cui  si  aggancia la
  presentazione  degli  emendamenti  e, quindi, quello è l'elemento
  che condiziona  anche  le  procedure del dibattito.

     FLERES. Allora i  commi  si voteranno ad uno ad uno. Una volta
  emendato ciascun comma, si procederà alla votazione?

     PRESIDENTE. No, lei  sa  che  non  è  così.  Secondo  il nuovo
  Regolamento i  deputati  che  sono firmatari di emendamenti hanno
  facoltà in questa  fase  di  illustrare  i  propri emendamenti in
  dieci  minuti;   sia   uno   l'emendamento   o  siano  mille  gli
  emendamenti, in  dieci minuti illustrano i propri emendamenti.
       Se i  propri  emendamenti  vengono subemendati il firmatario
  dell'emendamento, uno  solo fra tutti i firmatari, ha possibilità
  di replicare  a  quell'emendamento  per  cinque  minuti.  E'  poi
  possibile   per   ciascun  deputato,  a  prescindere  dall'essere
  firmatario o  meno,  intervenire  per  dichiarazione  di  voto in
  cinque minuti, questa è la procedura.


   Presidenza del presidente Cristaldi


        RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 576/A

     GALLETTI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GALLETTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo
  per  illustrare l'emendamento 1.17 e approfitterei dell'occasione
  per far  rilevare  che  nell'emendamento  esistono  due errori di
  battitura, se  il  caso  li correggiamo sin da questo momento: al
  primo  comma,  al  terzo  rigo,  anziché  "dal  periodo"  è  "del
  periodo". Il  secondo comma è inglobato ovviamente nel comma uno,
  per cui il terzo diventa due, il quarto diventa tre.
       Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  i commi uno, due e
  tre dell'emendamento - quindi uno e due - tendono a far chiarezza
  su  un  problema  che  riguarda  la  cosiddetta  una  tantum  del
  personale del  settore  minerario  che  sta  provocando non poche
  tensioni.
       E' appena il  caso  di  ricordare che l'indennità una tantum
  venne per la  prima  volta istituita al fine di dismettere quanto
  più possibile  personale  dal  settore  minerario,  con  la legge
  regionale 179, articolo  7,  ed  era pari ad 1/3 dei benefici che
  sarebbero spettati  agli  interessati  nell'arco  del  periodo di
  prepensionamento  residuo  cui avrebbe avuto diritto. Beneficiari
  erano i  dipendenti  in servizio che avessero raggiunto il minimo
  di anzianità  contributiva  per ottenere la pensione di anzianità
  nonché  ex lavoratori già in pre-pensionamento.
       L'ammontare di  1/3  dei  benefici venne ritenuto, tuttavia,
  uno scarso incentivo, e  un  numero  assai  limitato di personale
  usufruì di quella  particolare  indennità  una tantum, per cui si
  può affermare che  lo  scopo  prefissato non è stato raggiunto in
  quanto    gli    ex    dipendenti    preferirono    restare    in
  pre-pensionamento.
       La  superiore considerazione, signor Presidente, fece sicché
  la reiterazione  dell'Istituto, mediante l'articolo 6 della legge
  regionale 27/84, la  misura dell'indennità una tantum venisse dal
  legislatore   regionale   elevata   al   50%  dell'ammontare  del
  trattamento di  pre-pensionamento.
       La  legge   regionale   46/84   ha   previsto  la  norma  di
  interpretazione autentica ed all'articolo 9 sancì che l'indennità
  una tantum debba  essere  calcolata  fino  a  60  anni  di  età a
  prescindere  dall'anzianità contributiva. Beneficiari, ancora una
  volta, erano  esplicitamente  sia  i  dipendenti  in servizio sia
  quelli   che   usufruivano  del  prepensionamento.
       Questa   volta   l'obiettivo,   in   larghissima  parte,  fu
  conseguito.  Ed  infatti,  da  una parte i lavoratori in servizio
  optarono per  l'indennità di prepensionamento che era pari all'80
  per   cento   della   retribuzione, sapendo  che  successivamente
  avrebbero  potuto  ottenere  l'indennità una tantum come previsto
  dal citato art.  9 della legge regionale 46/84.  Dall'altra parte
  l'erogazione  della  indennità  una  tantum  ai  prepensionati ha
  consentito per  le  casse  regionali,  in  quanto  tale indennità
  veniva calcolata al  50  per  cento,  per un massimo di 12 anni e
  fino al  compimento  del  60   anno  di  età.
       La  concretezza  del  superiore  principio applicativo trovò
  conferma  nel parere dell'Assessore all'Industria dell'epoca, che
  con nota n.  14209  del  16  gennaio 1985, gruppo XI, ha ribadito
  tale  principio  specificando all'Ente Minerario Siciliano che la
  facoltà  di  convertire  l'indennità  di  prepensionamento in una
  tantum è  legittima  e  permanente.  Ad  avvalorare  la giustezza
  dell'interpretazione dell'onorevole Assessore legittimo portavoce
  della  volontà  del Parlamento regionale, valga la considerazione
  che il  diritto  a  godere  dell'indennità è stato esplicitamente
  riconosciuto   con  successiva  legge  regionale  1593  art.  36.
       Considerato,   quindi,   onorevoli  colleghi,  l'affidamento
  intervenuto nel  tempo ed altresì il parere espresso dallo stesso
  Ufficio   legale   dell'Ente   Minerario   Siciliano   che  aveva
  riconosciuto   legittimo   il   recepimento  dell'una  tantum  ai
  prepensionati per  oltre  un  decennio,  oggi è inammissibile che
  dopo oltre  12  anni di applicazione di detto istituto, a seguito
  di varie  sentenze  pro  e  contro, si richieda ai prepensionati,
  molti dei  quali,  Signor Presidente, deceduti, il rimborso delle
  somme a  suo  tempo  erogate,  ribaltando  così  l'Ente minerario
  siciliano, caro  Assessore, la propria gestione e sconvolgendo la
  certezza del diritto e della matematica contabile.
       L'Ente minerario  siciliano  infatti,  vorrei  riferire alla
  Corte dei Conti, fatta eccezione nel caso ci siano responsabilità
  di singoli che vanno  perseguite,  non  ha perduto nulla erogando
  come abbiamo detto in  unica  soluzione  la  metà  di  quello che
  avrebbe  erogato ratealmente,  anzi,  l'indennità  in  parola  ha
  consentito  un  ulteriore  risparmio  considerato  che  le  leggi
  regionali prevedono per  i prepensionati tutti gli aumenti futuri
  in  forza  di  contratti  nazionali,  di  accordi  aziendali,  di
  adeguamenti continui  dovuti  al  variare  del  costo della vita.
  Tutti oneri ovviamente non più a carico della Regione, per coloro
  i quali  hanno  optato  per  l'una  tantum,  ma  trasferiti  agli
  istituti previdenziali.
       L'attuale comportamento dell'Ente minerario siciliano che ha
  causato notevole scompiglio, è  il  caso  di  dirlo,  e  che  non
  consentirebbe alla Regione di  ottenere le economie che sono alla
  base  dell'istituto,  ha  sconvolto  anche  la  certezza  che  ha
  determinato in moltissimi,  alcuni  dei quali obbligati una volta
  fatta la richiesta,  una  scelta  piuttosto  che un'altra. Scelta
  molto spesso imposta  dall'esigenza  di  aver  dovuto  soddisfare
  necessità primarie di sopravvivenza.
       Come si può oggi richiedere la restituzione al lordo? Ognuno
  dovrebbe versare  quasi il doppio di quello che ha ricevuto   Per
  esempio, a nuclei familiari che possono documentare, anche nuclei
  di mia  conoscenza,  di  avere  utilizzato  l'una tantum per seri
  interventi  chirurgici  per  dei  familiari  gravemente ammalati,
  interventi tra  l'altro  che  in  qualche  caso  non  hanno avuto
  successo.  Noi   non   possiamo   non   farci  carico  di  queste
  considerazioni.
       Pertanto,  onde  evitare  un interminabile contenzioso dagli
  esiti incerti  e controversi, nel rispetto del Parlamento e della
  continuità  legislativa   che   in   questo  tema  ha  più  volte
  manifestato    la   propria   volontà,   nel   sottolineare   che
  l'emendamento  in  questione  non comporta alcun onere aggiuntivo
  per    la    Regione,    si    rappresenta    l'opportunità   che
  l'Assemblea  approvi  detto  emendamento  che chiarisce, speriamo
  questa volta  veramente in via definitiva, la problematica legata
  all'una  tantum   e  che  permette  di  superare  il  contenzioso
  inopportunamente  avviato  contro  gli  ex lavoratori del settore
  minerario  siciliano,  ridando  quindi  certezze  e serenità alle
  famiglie di tanti  minatori  che  oggi si trovano in uno stato di
  grande apprensione e tensione.
       L'ultimo comma,  invece,  Signor  Presidente, discende dalle
  necessità di uniformare  il  trattamento di pre-pensionamento del
  personale che ha lavorato  all'esterno  delle  miniere con quelli
  che hanno lavorato in sottosuolo, oggi penalizzati dal meccanismo
  della norma in vigore  che  verrebbe superato con l'aggancio alle
  normative previdenziali  comuni  e  generali  per l'assicurazione
  obbligatoria e di chiarire  definitivamente che i benefici di cui
  alla legge del 6 giugno  1975, numero  42, cessano  all'atto  del
  conseguimento  dei   requisiti  minimi  per  l'ottenimento  della
  pensione di vecchiaia o di anzianità.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Galletti,  prendiamo  atto  della  sua
  dichiarazione secondo la quale ci sarebbero su alcuni emendamenti
  degli errori  di  dattiloscrittura,  ma sul piano formale bisogna
  porre rimedio e bisogna presentare un emendamento all'emendamento
  che in questa  fase può essere presentato o da quattro deputati o
  da un  Presidente di Gruppo Parlamentare oppure dalla Commissione
  che può fare  il  suo  rilievo  o dal Governo.  Sul piano formale
  deve essere fatto in questi termini.

     GRIPPALDI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIPPALDI. Signor  Presidente,   ho  chiesto  di  parlare  per
  illustrare  l'emendamento  1.20. Si tratta, Signor Presidente, di
  un atto di giustizia e di equa distribuzione degli interventi.
       L'emendamento consente agli Enti  locali  che  nei tempi del
  31.12.1995 ebbero a deliberare l'assunzione di personale precario
  in relazione alla  previsione  normativa  dell'articolo tre della
  legge del 1991  numero  22.  Si tratta di una norma che, come è a
  tutti noto, ha inciso in senso altamente positivo per determinare
  la fine  di  precariato  che  si  stava  rivelando  di dimensioni
  bibliche.
       E'  a  tutti  noto   che   gli  Enti  locali,  le  pubbliche
  amministrazioni avevano raggiunto  limiti  di  intolleranza  e di
  intollerabilità  economica,  in  quanto  le difficoltà di accesso
  attraverso i concorsi e le facultazioni delle assunzioni facevano
  sì  che  i  servizi  primari,  soprattutto  quelli  di  carattere
  scolastico,   e   dei  servizi  comunali  fossero  affidati  alla
  cosiddetta locatio  operis,  e tutto ciò determinò una situazione
  di grande incertezza interpretativa.
       Sono  intervenuti i TAR,  sono  intervenuti  i  Consigli  di
  Giustizia Amministrativa,  ma  la legge 22 all'articolo 3 ha dato
  finalmente la  possibilità  di sanare questo tipo di anomalie nel
  rapporto di lavoro.
       Signor    Presidente,    si    è   verificato   che   alcune
  amministrazioni   hanno   deliberato   entro   il  31.12.1995  la
  immissione  nell'organico  (ex articolo 3 della norma richiamata)
  per contingenti  e  per  scaglioni  di questo intero complesso di
  soggetti che potevano avere la fruibilità dell'assunzione.  Ciò è
  stato un  atto di sostanziale prudenza di queste amministrazioni,
  considerato  che  le  difficoltà  di  appostamento  delle risorse
  finanziarie  regionali  non  avrebbero consentito, per esempio, a
  comuni capoluogo  di immettere in organico centinaia di unità che
  avevano  prestato  e  continuavano  a  prestare  questo  tipo  di
  attività.
       Signor   Presidente,  questo  emendamento  consente  che  le
  amministrazioni  che  hanno  iniziato  gli  atti deliberativi per
  scaglioni di  dipendenti  passati  in organico e che nello stesso
  periodo  hanno  visto  bocciato  qualche  atto  deliberativo  poi
  reiterato  e  divenuto  esecutivo,  quindi,  con  potenzialità di
  esecutività   e  di  conseguente  applicazione,  purchè  avessero
  chiesto il finanziamento ai sensi dell'articolo 57 della legge n.
  25, vengono  facultate,  appunto,  ad assumere detto personale ai
  sensi del suddetto articolo 57.
       Signor  Presidente,  segnalo  senza  alcun pietismo inutile,
  data anche l'ora,  che  il  non  avviare,  e  il  Governo è stato
  ampiamente  informato  e sensibilizzato dando adesione di massima
  all'accoglimento  dell'emendamento,  e  il  non dare accoglimento
  all'emendamento   stesso   determinerebbe,   per  situazioni  già
  consolidate,  non  solo una sperequazione suscettibile di ricorsi
  avanti  all'autorità  giudiziaria  ordinaria  o  all'autorità del
  Pretore  del  lavoro,  ma  porrebbe  l'amministrazione  locale in
  rischi di  gravi,  dispendiosi  ed  onerosi  sul  piano economico
  conseguenze  di  carattere  finanziario  e porterebbe comunque al
  dato finale della assunzione.
       Signor   Presidente,   segnalo  inoltre  all'attenzione  del
  Governo ed  anche  degli  onorevoli  colleghi  che  si  tratta di
  precari che in  questi giorni da oltre un mese, sempre per quella
  nostra situazione ennese drammatica, ed è a tutti nota, bivaccano
  sotto il  nostro  Palazzo  e  chiedono  equità  negli interventi.
  Infatti, colleghi  di  minore  o  di  pari  anzianità  sono stati
  regolamentati da  atti  adottati  nei tempi opportuni, ma con ciò
  non  intendiamo fare torto all'amministrazione comunale, perché è
  stato un  atto forse di eccessiva prudenza quello di scaglionare,
  Signor Presidente e onorevole assessore per il bilancio, in tempi
  più   opportuni  e  canonici  la  richiesta  di  regolamentazione
  dell'organico.
       Pensiamo che  il  capitolo indicato possa essere idoneo alla
  copertura finanziaria,  in  ogni  caso  l'assessore  per gli enti
  locali che  ha  adottato dei provvedimenti ed adozioni di impegno
  nei confronti  dei  richiedenti  saprà  trovare  la  soluzione di
  copertura finanziaria,  e riteniamo che questo emendamento con il
  parere favorevole  del Governo possa portare a sopimento un'altra
  pagina di giustizia che noi auspichiamo.

     PAGANO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 1.17.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Pagano, l'emendamento 1.17 è già stato
  illustrato.

     PAGANO. Mi  riservo di intervenire in sede di dichiarazione di
  voto.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor  Presidente,  credo innanzitutto che ci siamo un
  po' illusi  che  l'esame  di  questo  disegno  di  legge  potesse
  procedere con qualche celerità, e credo che ci siamo illusi anche
  che  le solenni decisioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo
  siano vincolanti  per  tutti,  così  non  è.  Ho visto dal numero
  degli  emendamenti ulteriori che sono stati presentati che c'è un
  evidente  sfondamento  anche  del  percorso che la Conferenza dei
  Capigruppo aveva  delineato non più di un paio di ore fa e questo
  sfondamento  ovviamente  non  può che essere operato dallo stesso
  Governo,  che  è  l'unico  che  in  questo momento può presentare
  emendamenti.
       Io  segnalo  la  questione,  signor Presidente, perché verrà
  comunque in  rilievo  questo  elemento. Ricordo anche al Governo,
  Presidente,   che  evidentemente  non  ha  ancora  assimilato  il
  Regolamento,  che  il  divieto  di  presentazione  di emendamenti
  ulteriori dopo la chiusura della discussione generale, vale anche
  per il  Governo  tranne  che  non  si  tratti  di emendamenti che
  vengono  presentati   in  linea  di  elaborazione  di  testi  già
  presentati, così recita il regolamento stesso.
       Qualche eccezione, lei stesso lo ha detto signor Presidente,
  si è  ritenuta  utile  vista  la particolare situazione di questo
  disegno di legge,  la  fase  transitoria, non mi pare però che da
  qualche   eccezione   si   possa   arrivare   ad   una  eccezione
  generalizzata.
       Dico subito che sono assolutamente contrario all'emendamento
  del Governo che  propone  di ridurre lo stanziamento per l'EMS da
  17 miliardi  a  12  miliardi, prevedendo di utilizzare 5 miliardi
  faticosamente reperiti nella notte di tempesta tra il 31 luglio e
  il primo agosto  per  cercare di pagare qualche mese di stipendio
  ai dipendenti  dell'EMS  per  una finalità, per carità avrà anche
  una sua  logica, una sua razionalità, un contributo straordinario
  all'ASI di  Catania,  chissà  quanto  dovremo dare alle altre ASI
  onorevole Grippaldi, ma francamente non mi pare.

     DRAGO, Presidente della Regione.  Di quali emendamenti parla?

     PIRO. 1.28 e 1.29.

     DRAGO,  Presidente  della  Regione.  Si  tratta di emendamenti
  precedenti.

     PIRO.  Sono ritirati, Presidente? Questa è un'altra questione,
  signor Presidente,  questa  è  la questione degli emendamenti che
  sono stati  presentati.  Dico  subito,  siccome si interviene una
  volta sola su  tutti  gli  emendamenti, per intanto dico che sono
  assolutamente  contrario  a  questi  emendamenti  presentati  dal
  Governo che riducono  il  fondo  dell'EMS  da  17  miliardi  a 12
  miliardi.
       Non abbiamo  fatto  tanta fatica per trovare 17 miliardi per
  poi vederli  destinati  ad  altre  finalità. Intervengo anche per
  illustrare gli  emendamenti  che  recano  anche  la mia firma: un
  primo emendamento  è  quello  che  riguarda  i  teatri stabili di
  Catania e Palermo.  Ve ne sono due, un primo da me presentato che
  riguardava  il   ripristino   di,   devo  dire  più  formale  che
  sostanziale, di quanto già deliberato dalla Commissione Bilancio,
  dalla Commissione di  merito e con l'assenza del Governo cioè del
  finanziamento triennale per il teatro stabile di Palermo; l'altro
  presentato  successivamente  e  che evidentemente è il principale
  dei due  emendamenti  presentati  è  quello che invece propone un
  incremento dello  stanziamento  annuale  a  favore sia del Teatro
  Stabile di Palermo che di quello di Catania.
       Teatri  stabili  come  è  noto  sono  strutture  alle  quali
  partecipa anche la Regione siciliana nella qualità addirittura di
  socio delle Fondazioni.
       Il   secondo   emendamento  da  me  presentato  attiene  una
  questione che  ha  urgenza  di essere affrontata, che riguarda la
  questione  delle  derivazioni  di acque pubbliche. Già affrontato
  dall'Assemblea  regionale siciliana in un'altra circostanza e con
  riferimento   alla   necessità  di  pubblicare  la  richiesta  di
  derivazione  persino  sui  quotidiano  a  tiratura nazionale, che
  ovviamente  l'Assemblea  regionale  ha  ritenuto essere una forma
  assolutamente  vessatoria  e  onerosa  per le piccole derivazioni
  stabilendo che  questa norma nazionale valesse solo per le grandi
  derivazioni.
       C'è un  secondo  problema  che  è  intervenuto sempre per le
  piccole  derivazioni,  che  interpretando  una coacervo di norme,
  alcune  delle  quali  molto  antiche,  l'Assessorato regionale ai
  Lavori Pubblici  ha  ritenuto  che  i  decreti di concessione, di
  derivazione  di  acque  pubbliche e piccole derivazioni dovessero
  essere pubblicate  per  intero  sulla  Gazzetta Ufficiale con gli
  oneri  evidentemente   a  carico  dei  richiedenti.  Per  cui  si
  verificherebbe  una  situazione abbastanza frequente che a fronte
  di piccole  derivazioni  per le quali viene corrisposto un canone
  abbastanza   piccolo,  cinquemila,  diecimila,  chi  richiede  la
  concessione  deve  sobbarcarsi a spese nell'ordine di duemilioni,
  duemilionicinquecentomila.   Fatto   questo  che  fino  a  questo
  momento ha impedito la regolarizzazione tra l'altro di moltissime
  posizioni, questo  emendamento  che  è  l'emendamento a mia firma
  numero 1.15  propone  che  i  decreti  di  concessione di piccole
  derivazioni la pubblicazione venga eseguita per stralcio sulla
   azzetta e non per l'intero decreto.
       Il  Terzo  emendamento  1.14  si   propone   di  intervenire
  sull'attuale legislazione che regola la  locazione degli immobili
  alle  forze dell'ordine, l'Assemblea regionale  ha  previsto  nel
  caso  in cui colui che ha avuto in  locazione  appartenente  alle
  forze  dell'ordine  l'immobile dovesse andare  in  quiescenza  il
  mantenimento della locazione purchè il  reddito  del  richiedente
  non  superasse  del  25  per  cento  il  reddito  previsto  dalla
  legislazione per la locazione delle case  popolari.
       Questa norma, a parte i grossi  problemi  interpretativi che
  ha   posto,   è  una  norma  che   esclude   praticamente   tutti
  dall'applicazione  della  legge  perchè  un  agente  delle  forze
  dell'ordine che va in pensione, va in pensione  con  una pensione
  che supera abbondantemente questo limite.  Allora delle due l'una
  o si abroga completamente questa previsione  oppure  si  instaura
  una   previsione   normativa   che   consenta   il   mantenimento
  evidentemente entro certi limiti ed è quello che  questa norma si
  propone di fare, ripeto emendamento 1.14.
       Per quanto riguarda poi, signor Presidente della Regione, il
  ragionamento  iniziale, io ho visto e non so se  sono  in  arrivo
  altri emendamenti che vi sono trattati argomenti di cui  non si è
  parlato completamente alla Conferenza dei Capigruppo,    vi  sono
  poi  emendamenti che propongono  ennesime  coperture  finanziarie
  mentre si è stabilito e lo ha chiesto Lei insistentemente, signor
  Presidente, si era stabilito in Conferenza dei Capigruppo che gli
  emendamenti  venissero  presi  in   considerazione   soltanto   a
  condizione che non comportassero ulteriori  oneri  finanziari, mi
  pare  che  lo  stesso  Governo non si sia  attenuto  alle  stesse
  condizioni che egli stesso ha chiesto di applicare per cui invito
  innanzitutto il Governo senza volere aprire per  forza un momento
  conflittuale del nostro dibattito e invito lo  stesso  Governo  a
  rivedere gli emendamenti che sono stati  presentati  e  attenersi
  esso  stesso  Governo  a quelle condizioni  di  praticabilità  di
  questo  disegno  di  legge stabilite insieme e  su  proposte  del
  Governo dalla Conferenza dei Capigruppo.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO .  Signor Presidente, illustrare gli emendamenti da
  me presentati  in  dieci  minuti  forse  potrei  farcela ed io mi
  atterrò ai  dieci minuti, però oggettivamente non si può chiedere
  di non  parlare  degli emendamenti presentati da altri colleghi e
  presentati  anche  dal  Governo della Commissione, quindi abbiamo
  dinnanzi a un  articolo 19 commi con tanta carne al cuoco che c'è
  oggettivamente  ci  sono delle difficoltà.  Comunque noi dobbiamo
  cercare di superarle.  Innanzitutto, onorevole Presidente, poiché
  non c'è  possibilità  di intervenire su tutti gli emendamenti, vi
  sono molti  emendamenti  presentati  che  non  hanno la copertura
  finanziaria. A  mio  modo  di  vedere  non  è  possibile  che  la
  copertura finanziaria non  c'è  e si possa dare in Aula con molto
  disinvoltura. C'è  una  prassi  che  bisogna  rispettare.  C'è un
  Regolamento che bisogna rispettare.
       Quindi la copertura finanziaria si da in sede di Commissione
  appositamente convocata. Abbiamo casi qui, per esempio, in cui ci
  sono  alcuni  emendamenti  la  cui  copertura finanziaria è stata
  negata  in  Commissione.  Quando  si è trattato della legge sullo
  scioglimento   degli  enti  e  quindi  la  Commissione,  dopo  un
  dibattito  nega  la  copertura  finanziaria e qui non è possibile
  introdurla.
       Molte  materie,  a  mio modo di vedere, compreso qualche mio
  emendamento,  signor  Presidente,  perché se emendamenti di altri
  colleghi vengono da lei dichiarati improponibili ed inammissibili
  perché non  rientrano nella materia, francamente non ho motivo di
  lagnarmi se i miei emendamenti devono subire la stessa sorte.
       Invece  ritengo che tutti gli emendamenti che non riguardano
  questioni  di  interventi urgenti finanziari secondo quell'intesa
  definita  in  sede  di  Conferenza  dei Capigruppo debbano essere
  dichiarati  inammissibili.  Così  tra  l'altro  agevola  di molto
  l'approvazione del  disegno  di  legge che abbiamo all'ordine del
  giorno.
       Quindi  pensare  con la modifica del Regolamento che abbiamo
  giustamente  rivendicato  come  un  atto di orgoglio da parte del
  Parlamento,  non  tenerne  conto perché ancora siamo condizionati
  dai  vecchi  vizi  tutti  noi,  secondo  me  è  un errore. Quindi
  cominciamo da questa sera anche per accelerare le approvazioni.
       Come  le dicevo viene difficile esprimere la mia opinione su
  tutti  gli  altri  emendamenti perché circa quaranta emendamenti,
  tenuto  conto  mezzo minuto ad emendamento, è impossibile poterli
  illustrare.  Quindi  mi  sono  limitato  alla  parte generale per
  quanto  riguarda  la  copertura  finanziaria  e  l'attinenza alle
  materie che riguardano il 576.
       Brevemente  avevo  detto  cosa ne pensavo della soppressione
  del    comma    14   perché   siamo   dinnanzi   ad   un'attività
  imprenditoriale,   attività   non   solo  industriale,  ma  anche
  commerciale.   Abbiamo  qui  un  istituto,  l'Istituto  siciliano
  mutilati  ed  invalidi di guerra, il quale non è nemmeno iscritto
  all'anagrafe  delle  Camere di commercio e vende le protesi ad un
  prezzo  più  elevato,  fa  compravendita  secondo  quello  che ho
  appreso  attraverso  l'inserzione  su  elenco  telefonico,  vende
  forniture ortopediche ai privati, alle aziende.
       Quindi  qui  violiamo chiaramente l'articolo 93 del trattato
  di  Roma.  L'altra  questione  riguarda  l'attività libraria. Non
  riesco a  capire  per  evitare  poi impugnative perché nessuno ha
  interesse a farsi  impugnare  la legge, ad un certo punto si dice
  al  comma   15   che   per  l'anno  finanziario  1998  il  limite
  quinquennale  dell'impegno  di  spesa  è  di  lire  200  milioni.
  L'impegno o è per un anno o per cinque anni.
       Francamente,  signor  Presidente,  non  l'ho  capito. Quindi
  ritengo  che  qualche  chiarimento debba essere dati. A parte qui
  tutta  la questione che noi entriamo in un'attività commerciale e
  secondo me per i librai non c'è bisogno, e quindi c'è un problema
  di  disparità  di trattamento nei confronti degli altri operatori
  commerciali,  non  si  può  fare  una  legge ad hoc per i librari
  dimenticando  gli  edicolanti,  gli alimentaristi, i venditori di
  abbigliamento.
       Vi sono leggi normali per tutti i commercianti.
       Quindi  non ha senso prevedere aiuti specifici. Anche qui ha
  bisogno  del nulla-osta della Commissione europea. Facciamo leggi
  che poi non potranno trovare applicazioni. Abbiamo fatto la legge
  sulle aziende per la SIRAP; dopo due anni e mezzo, ancora non può
  essere attivata perchè la Commissione Europea non ha dato il "via
  libera".
       Ho  detto,  per  quanto  riguarda  l'Ente Minerario, che non
  bisogna  metterlo in condizione di inferiorità rispetto ai propri
  dipendenti.
       Per   quanto   riguarda  il  comma  17,  ho  presentato  due
  emendamenti  di  cui  uno per la soppressione totale che ritiro e
  penso  invece  di  sostenere  l'altro  emendamento  che  riguarda
  l'impossibilità  di  derogare  alla normativa comunitaria perchè,
  come  è  scritto qui nell'emendamento, si dà l'impressione che la
  Regione, per quanto riguarda il conferimento degli incarichi, non
  possa  tenere  conto  della  normativa comunitaria;  la normativa
  comunitaria  non  è  derogabile  nè dalla Regione e nemmeno dallo
  Stato  e  quindi  penso  che  quell'emendamento  sia estremamente
  importante.
       Il comma 18, secondo me, è irrazionale e illogico, oltre che
  tendente  a  creare  disparità  di trattamento fra le popolazioni
  siciliane.
       Anche  qui è necessario avere il "via libera" da parte della
  Comunità  Europea,  quindi  si  va  a riformulare o si riporta in
  altre  occasioni;  in  altre  leggi,  questo comma 18, secondo me
  potrebbe  andare  ma,  così  come  è  scritto in questo comma, un
  cittadino  di  Venezia  che  ha  subito  un danno, per esempio, è
  caduto un elicottero a Porto Empedocle o ha subito un altro danno
  in quel Paese, siccome non è specificato se deve essere siciliano
  o  meno  può benissimo presentare l'istanza visto che si dice che
  comunque  a  tutti  coloro  che  hanno  subito danni, a qualunque
  cittadino, pure della Valle d'Aosta o del Trentino Alto Adige, si
  trova  casualmente  lì a Porto Empedocle col suo yacht può e deve
  essere  concesso  anche  il  contributo,  possibilmente una cifra
  astronomica.
       Ora  tutto  ciò,  evidentemente,  è  frutto della fretta che
  abbiamo  avuto,  perchè  ripeto,  questo  disegno di legge per le
  quattro,  cinque  questioni  a suo tempo affrontate poteva valere
  soltanto nella notte  fra  il  31  di  luglio ed il primo agosto;
  fatto adesso,  evidentemente, vengono fuori tutte le crepe che ci
  sono in  questo  disegno  di  legge  e  penso  che  debba  essere
  affrontato.
       L'ultima  questione  riguarda le aziende termali. Le aziende
  termali  sono  imprese  industriali  per  legge della Regione. La
  Regione  ha adottato una legge; in seguito a questa legge, con un
  decreto  legislativo del Presidente della Regione, ratificato poi
  con  legge  regionale,  ha  istituito  queste aziende ed ha detto
  chiaramente che si tratta di aziende industriali.
       Ora, andiamo  un po' nel merito, poi nell'aspetto giuridico,
  non si riesce a capire perchè in tutta Italia, in tutto il mondo,
  a chi produce acque minerali, a chi svolge attività nelle aziende
  idrotermali, ha  reddito,  ha profitto, la Regione siciliana deve
  versare  annualmente,  mi  pare,  qualcosa  come  venti  miliardi
  l'anno, se  non vado errato, sono nove miliardi per ogni azienda,
  assessore, me  lo  faccia  ricordare  lei,  comunque,  una  cifra
  enorme; a questa cifra enorme adesso si vogliono aggiungere altri
  quattro   miliardi   tenuto   conto   che   queste  aziende  sono
  proprietarie di  alberghi,  oltre  a svolgere in proprio attività
  industriali,  sono  proprietarie  di  alberghi  e quindi svolgono
  l'attività  di  albergatori;  hanno  la  produzione  delle  acque
  minerali, come  la  Pozzillo,  mi  pare,  e  qui  noi  andiamo  a
  scontrarci con la Comunità Economica Europea.
       Queste  norme  non  sono  assolutamente  approvabili. Io non
  riesco  a capire come il Governo, qui andiamo sul piano politico,
  che  dice  di  essere  per le privatizzazioni e purtroppo abbiamo
  visto  che è molto lento il cammino, io posso prendere atto della
  buona  volontà  dell'assessore prima che ha dato dimostrazione al
  Presidente   della   Regione   dopo,   però   sul   piano   della
  privatizzazione  si  va  molto  lentamente.  Qui  praticamente vi
  state  comportando non come un Governo di centro-destra, vi state
  comportando  come  un  Governo  dei  paesi  del socialismo reale:
  siete pronti  a  dare  in continuazione contributi, sussidi anche
  agli  aspetti clientelari più deteriori come quello dell'istituto
  siciliano per  i  mutilati  e  invalidi di guerra, io ho concluso
  Signor Presidente,  ho  cercato  di mettere in movimento tutte le
  mie capacità di sintesi.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
  facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la stampa di
  questi   giorni   aveva   fatto  in  tempo  a  congratularsi  con
  l'Assemblea per  il  prodotto  finale  dei  suoi lavori e l'esito
  complessivamente  favorevole dei disegni di legge sottoposti alla
  vigilanza, al  controllo da parte del Commissario dello Stato che
  immediatamente credo si dovrà smentire dato che il percorso che è
  stato intrapreso  con  questo disegno di legge e il sistema che è
  stato scelto per affrontare norme così complesse, così diverse le
  une dalle altre, così talvolta sconnesse ed affrettate perchè non
  c'è    dubbio   che   alcune   delle   considerazioni   formulate
  dall'onorevole  Di Martino non possono che essere condivise anche
  da altri  colleghi,  dicevo non faremo in tempo di compiacerci di
  noi  stessi  rispetto all'esito positivo di precedenti disegni di
  legge,  di  precedenti leggi approvate e passate positivamente al
  vaglio  del  Commissario  dello stato, che immediatamente dovremo
  probabilmente tornare sui nostri passi; io mi auguro che così non
  sia ma  non per confermare il buon andamento dei lavori di questo
  Parlamento   ma   per  offrire  risposte  ai  problemi  che  sono
  affrontati  nell'unico articolo di questo disegno di legge, credo
  che una  sola  legge  sia  peggiore  di questa dal punto di vista
  tecnico che è  la  legge 48 del 1991 con cui si recepiva la legge
  142 nazionale,  forse solo quella legge presentava gli aspetti di
  composizione del testo più complessi rispetto a questa che stiamo
  discutendo questa  sera,  tuttavia  così  è e così lo affrontiamo
  questo argomento nella speranza e con l'auspicio che il risultato
  finale  non  sia  eccessivamente penalizzante per il rispetto che
  tutti noi  dobbiamo  a noi stessi nel momento in cui stiamo qui a
  discutere del destino della Sicilia.
       Io  vorrei  a  questo  punto, illustrare l'emendamento 1.4 e
  approfittare  di  questa  opportunità  per  condividere,  invece,
  alcune scelte  che  il Governo ha fatto con i subemendamenti agli
  emendamenti  presentati in precedenza e mi riferisco soprattutto,
  ma ne parlerò strada facendo, a quelli che riguardano il comma 19
  a quelli  che  riguardano anche il comma 15 del disegno di legge,
  dell'articolo 1 del disegno di legge.
       Il  comma  1.4,  onorevole  Presidente,  onorevoli colleghi,
  sostanzialmente  si  colloca nella stessa lunghezza d'onda in cui
  si collocano altre parti del disegno di legge e in particolare le
  parti  relative  al  pagamento  delle  società sportive che hanno
  svolto attività  nel  1974  e  che non sono state destinatarie di
  contributi per  incapienza  di bilancio e si colloca sulla stessa
  lunghezza  d'onda  di  un  altro  comma  dell'articolo  unico del
  disegno di legge  che è quello che prevede il pagamento del fermo
  biologico del 1997 che fu pagato soltanto in parte e anche questo
  per incapienza del bilancio.
       Il comma  1,  punto  4,  sostanzialmente, sostiene la stessa
  tesi per  un'altra  categoria di cittadini che sono gli artigiani
  che attendono  l'erogazione  di  somme relative al contributo per
  l'assunzione di  apprendisti  per  l'anno  1995  e  1996  con  il
  medesimo meccanismo  che  viene  già  adoperato in un'altra legge
  della Regione che è la legge 7 agosto 1990, n. 25, in particolare
  con l'articolo 8, comma 5.
       Cosa dice  la  legge  che  ho  citato?
       Dice  che  "l'Assessore  regionale  per  la cooperazione, il
  commercio, l'artigianato e la pesca è autorizzato a utilizzare le
  disponibilità  finanziarie anche per il pagamento delle indennità
  relative agli anni precedenti e non soddisfatti".
       Questo  emendamento  non  prevede una copertura finanziaria.
  Perchè?
       Perchè le  somme in questione sono già disponibili presso le
  Camere  di  Commercio  relativamente  agli  anni successivi. Anni
  successivi   per  i  quali  il  dimensionamento  finanziario  del
  relativo capitolo  era stato maggiore rispetto a quelle che erano
  le esigenze  concrete  che  si  manifestarono su questa materia e
  dunque consente  il  pagamento  delle  somme  maturate negli anni
  precedenti e  non  pagate  perchè i capitoli, appunto, per quegli
  anni risultavano essere incapienti.
       Quindi, somme  già a disposizione delle Camere di Commercio,
  somme già  maturate  dagli  aventi  diritto.
       E da  questo  punto di visto voglio introdurre un altro tema
  che la legge affronta, da questo punto di vista è positivo che lo
  affronti, e  cioè  il  tema del valore della parola della Regione
  Siciliana.
       La Regione  siciliana  non parla, ovviamente, non si esprime
  vocalmente, si  esprime  con  le  proprie  leggi e con le proprie
  leggi e  con i provvedimenti che scaturiscono dalle proprie leggi
  si impegna  con  i  cittadini  relativamente a tutta una serie di
  adempimenti.
       Purtroppo, talvolta,  è  mancante  di  parola, nel senso che
  talvolta non  è  nelle  condizioni  di  fare  fronte alla propria
  parola che è la legge.
       Questa legge  che  discutiamo  questa sera, in alcune parti,
  riempie di  valore  e  di  significato  la  parola  della Regione
  siciliana, perchè fa fronte, adempie ad impegni che la Regione ha
  assunto verbalmente  attraverso  leggi  ma  che  non ha mantenuto
  perchè  non  è  stata  nelle  condizioni  di  poter  onorare  con
  l'erogazione delle somme maturate il proprio impegno.
       Quindi, sicuramente  da questo punto di vista questo disegno
  di legge ridà  dignità alla Regione stessa, ridà dignità a chi ha
  creduto negli  impegni legislativi della Regione anche se poi non
  ne ha potuto usufruire, non ha potuto usufruire dei benefici.
       L'articolo 1,  comma  19, della legge si occupa delle terme.
  Ne hanno parlato altri, onorevole Di Martino.
       Io devo dissentire da alcune considerazioni che lei ha fatto
  e devo dissentire per una semplice considerazione.
       Noi non stiamo con questo comma, dando soldi a terzi. Stiamo
  dandoli alla  Regione stessa, perchè le terme in genere, come lei
  sa,  sono  della  Regione, vengono amministrate attraverso organi
  che la Regione provvede a nominare, ma sono la Regione stessa.
       Quindi in  buona  sostanza,  noi  non  stiamo parlando di un
  soggetto terzo  rispetto  alla  Regione,  stiamo  parlando  di un
  soggetto che  è  la  Regione  stessa,  che  autorizza se stessa a
  utilizzare  alcune   somme  per  un  uso  che  ritiene  di  dover
  realizzare per compiere le operazioni che deve compiere.
       Quindi non  posso  condividere  le  osservazioni  che lei ha
  formulato,   soprattutto   dopo   che  il  Governo  ha  riscritto
  l'emendamento credo  molto più propriamente rispetto a quello che
  è  il testo  originario,  molto  più  propriamente  perché  nella
  formulazione  dell'emendamento   certamente   è  più  precisa  la
  destinazione  delle somme  che  sono,  appunto,  destinare  a  se
  stessa.  Sono sostanzialmente  un  modo attraverso cui la Regione
  dice a se stessa  come  utilizzare  delle  somme  per adempiere a
  delle obbligazione che essa stessa ha compiuto e non terzi.
       Signor Presidente,  io  ho concluso rispetto a questo tema e
  credo che  rispetto  all'emendamento  da  me presentato le attese
  siano  moltissime,  siano  moltissime perché, così come con altro
  emendamento  la Regione, nella stessa filosofia del ridare valore
  alla propria  parola, sana le aspettative e assolve ad un impegno
  che riguarda  altre  aziende  che  con la legge numero 27 avevano
  affrontato delle spese per assumere il personale, in questo senso
  con  l'emendamento  in questione assume l'obbligo di pagare somme
  che  soggetti  privati, in applicazione di leggi esistenti, hanno
  anticipato  per  fare  fronte  al  pagamento  di  retribuzioni ad
  apprendisti, sulla  base  di  una  legge esistente e a cui non si
  era, fino  a  questo  momento, potuto dare seguito per incapienza
  dei capitoli per gli anni relativi a esercizi precedenti.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Adragna. Ne ha
  facoltà per  illustrare gli emendamenti a sua firma che non siano
  stati già illustrati da altri firmatari.

     ADRAGNA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, in effetti
  credo che  diventerà  buona  norma, buona regola  quando in pochi
  minuti  si dovranno trattare un insieme di emendamenti presentati
  e cercare di  evitare di dire le cose che magari sono state dette
  e quindi  in  tal  senso  mi  rifarò anch'io, per spiegare ancora
  meglio quelli  che  sono  gli emendamenti presentati, tra cui c'è
  anche la  mia  firma,  e sostanzialmente dire che gli emendamenti
  presentati sono  tutti  dentro la filosofia che questo disegno di
  legge sin  dall'inizio  ha  voluto  rendere  e  cioè  quelli  che
  dovevano  essere  i  temi  urgenti,  finanziari, che dovevano per
  buona parte rendere giustizia ad una serie di inadempienze, anche
  della Regione.
       Sempre per  rientrare  nei termini e volendo dividere in due
  particolari specie questi emendamenti presentati, sostanzialmente
  i  primi  emendamenti  -  mi  riferisco  all'1.22  e  all'1.24  -
  riferiscono  di  due  particolari  accenti che vengono a rilevare
  l'importanza che  oggi può avere Ortigia e che oggi ancora di più
  può avere il Teatro Pirandello di Agrigento e in tal senso potere
  quindi   ancora  di  più  rendere  giustizia  a  due  particolari
  situazioni  che meritano grande attenzione, perché  continuano ad
  essere  anche  un  buon  investimento  per  quello  che  è  stato
  l'impegno ad  oggi  dei  beni  culturali  e  della cultura per la
  Sicilia.
       Così   come  recupero  molto  del  tempo  che  avrei  dovuto
  utilizzare  per quanto riguarda gli emendamenti soppressivi, e mi
  riferisco al  comma  14,  quello  in  cui  si parla dell'Istituto
  siciliano  mutilati e invalidi di guerra, dell'ISMIG, dove questi
  2  miliardi che devono costituire un'uscita abbastanza importante
  vanno, come  dire,  a  rilanciare un sistema operativo tendente a
  realizzare   nuovi  servizi.  Stiamo  parlando  dei  servizi  che
  l'Istituto siciliano  mutilati ed invalidi di guerra - di guerra
  - deve rendere per essere sempre più competitivo, soprattutto nei
  settori  -   dice   il   testo   -  'della  prevenzione  e  della
  riabilitazione,  anche  attraverso  convenzioni  con  il servizio
  sanitario";  vale  tutto  quello  che  ha  detto  l'onorevole  Di
  Martino, in  tal  senso  credo  che  ci  sia  poco da aggiungere,
  semmai,  dopo  quanto  ha detto l'onorevole Fleres, l'emendamento
  che  abbiamo  presentato,  quello soppressivo del comma 19, credo
  possa essere  anche  rivisto, se in effetti la reiscrizione, così
  come è  stata  annunciata, rende anche più serena, più tranquilla
  la  dicitura stessa dell'articolato.  In tal senso potremmo anche
  ritirare l'emendamento soppressivo.
       Un'ultima cosa:  per  quanto  riguarda il comma 18, credo ci
  sia stata  una disattenzione, si parla nel testo di una notte, la
  notte tra il  7  e  l'8  novembre  del 1997, una notte in cui c'è
  stata una  tromba  d'aria  ad  Agrigento  dove in effetti ci sono
  stati dei  danni,  però non si rende giustizia al fatto che circa
  tre mesi  prima un'altra ondata, sempre in una notte di maltempo,
  rese gravissimi  danni, anche in quell'occasione, e ricordo che a
  farne  le  spese  furono  soprattutto  delle  piccole  aziende di
  giostrai che  si  trovavano  proprio  in riva al mare. Se potesse
  essere recuperato ...

     PRESIDENTE. Lei ha il censimento della provincia di Agrigento?
  Non ha ricognizioni di notti di altre province?

     ADRAGNA. No, Signor Presidente, però, passando  il  più  delle
  volte le  notti a scrutare il cielo, mi rendo perfettamente conto
  che ce ne  sono  più  di una che fanno questo tipo di danni.  Per
  cui,  se  potesse  essere  recuperato,  dentro  il  testo stesso,
  quest'altra notte,  non  sarebbe male, ma sarebbe, secondo me, un
  atto di giustizia.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
  facoltà per  illustrare gli emendamenti a sua firma che non siano
  stati già illustrati da altri firmatari.

     NICOLOSI.  Signor  Presidente, un  brevissimo  intervento  per
  illustrare  un  articolo aggiuntivo proposto alla legge numero 25
  del 1993, che tratta della imprenditorialità giovanile. Peraltro,
  le notizie  di  questi  giorni portano una considerazione circa i
  ritardi  nell'utilizzo  di  queste  somme  fornite dalla Comunità
  europea ed  un  obbligo  per  tutti  i richiedenti di ottemperare
  l'utilizzo  di  queste  somme,  e  quindi alla Regione siciliana,
  entro  il  dicembre di quest'anno.
       La  convenzione  relativa  perché si possa accedere a questi
  fondi la Regione siciliana l'ha stipulata con il Banco di Sicilia
  e  quindi  questo  comporta  un  sostanziale  regime di monopolio
  praticato da  tale  Banca ed una minore celerità nell'esame delle
  pratiche  in  questione.  Con l'articolo aggiuntivo si chiede che
  tutte le  banche  che  ne  hanno  titolo,  che  vogliano  aderire
  autonomamente alla convezione già stipulata con il Banco, possano
  farle  per  cui  anch'esse verrebbero abilitate ad utilizzare gli
  stessi fondi.  Questo  con un vantaggio notevole per tutti coloro
  che  vogliono richiedere tali benefici, perché, appunto, sarà più
  facile e più rapido potere esaminare le pratiche in questione.
       C'è  da  parte  degli operatori  del  settore  una  notevole
  preoccupazione, perché  si  teme  che  il  Banco  non  riesca  ad
  esaminare in tempo le pratiche  relative.  Quindi  l'articolo non
  ha nessun onere aggiuntivo e invece comporterebbe vantaggi chiari
  e certi a tutti gli operatori del settore.
       Approfitto della parola che mi  viene offerta per illustrare
  questo articolo,  per sollecitare anch'io che il Governo eviti di
  decurtare  le  somme  impegnate  per l'Ente minerario, perché non
  sembra   che   l'ipotesi   formulata   sia   preminente  rispetto
  all'indicazione    contenuta   nel   comma   specifico,   perché,
  obiettivamente,   le   urgenze  sono  molte  e  tutte  in  quella
  direzione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
  ha facoltà  per  illustrare  gli  emendamenti a sua firma che non
  siano stati già illustrati da altri firmatari.

     PROVENZANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  molto
  brevemente, due notazioni su tre emendamenti, che, mi si permetta
  di  dire,  molto  pericolosi:  l'uno che reitera utilizzazioni di
  somme europee,  così  come  già fatto in altre occasioni e già in
  quell'occasione  io  ebbi  modo  di  sottolineare la pericolosità
  dell'utilizzazione  di ciò che rientra dagli investimenti europei
  per  spese correnti e non per co-finanziare ulteriori interventi.
  Mi riferisco  all'emendamento  1.38  del Governo, 19 ter, dove si
  dice che "i rientri finanziari relativi ai finanziamenti concessi
  dall'Unione Europea  o  dallo  Stato per effetto dei programmi di
  co-finanziamento  della  Regione  sono  destinati  ad  interventi
  finalizzati   al   conseguimento   degli  obiettivi  di  sviluppi
  individuati   dalla   programmazione   territoriale",   eccetera,
  eccetera.
       Sostanzialmente, con questo articolo si utilizzano, come già
  fatto in  occasione  precedente,  quelli  che sono il rientro, da
  parte comunitario  o  da  parte dello Stato, di fondi europei per
  spese che  poi,  alla  fine, diventano spese correnti. Con questo
  meccanismo,  onorevoli  colleghi,  noi  rischiamo - l'abbiamo già
  fatto e  sono stato costretto a sottolineare da questa tribuna la
  pericolosità   -   sostanzialmente  di  interrompere  un  circolo
  virtuoso, che  è  quello  di  utilizzazione dei fondi europei per
  proseguire  investimenti  co-finanziati  sui  fondi europei, cioè
  quel circuito  virtuoso  che  in  questa  maniera si interrompe e
  rischia di interrompersi definitivamente.
       Un  secondo  emendamento, sono due emendamenti che, dico con
  molta  sincerità,  mi  lasciano molto perplesso, credo dovrebbero
  lasciare perplessa tutta l'Aula, e sono le fonti di finanziamento
  individuate  a  copertura  dell'emendamento 1.42 e 1.43; fonti di
  finanziamento -  consentitemi  dirlo  - "a babbo morto", cioè ciò
  che deriverà  dalle  variazioni  di  bilancio  e, se rimarrà, per
  centomiliardi  andranno  agli imprenditori, per cinquantamiliardi
  al fermo biologico.
       Queste sono delle  decisioni  di  principio, che  non  credo
  possano entrare in  una  previsione di bilancio e nelle certezze.
  Allora,  l'onorevole  Fleres  diceva  qui,  poco  fa,  da  questa
  tribuna, che questa Regione deve mantenere la parola data; se non
  è in  grado  di poter mantenere la parola data, credo che serietà
  complessiva imponga  dire  che  alcune  cose non si possono fare.
  Cercare di  quadrare  il  cerchio è qualcosa che attiene ad altre
  non istituzioni,  ad altre attività del mondo - chiamiamolo degli
  affari o  commerciale  -  dove  di  fatto  si cerca di riuscire a
  mettere insieme esigenze e richieste diverse.
       Io credo  che questa Regione, se inaugura oggi un sistema di
  finanziamento  "a  babbo  morto",  apre  la strada veramente alla
  cancellazione  della certezza del bilancio e della certezza delle
  fonti finanziarie. Noi non possiamo, in nessun caso, dire che ciò
  che ci  sarà,  se  ci sarà, verrà utilizzato.  Noi dobbiamo dire:
  verranno  utilizzate  cento  lire  prelevandole, utilizzandole da
  questi capitoli, se ci sono le cento lire.
       Mi si permetta,  Signor  Presidente,  di  gridare  da qua un
  grido di  allarme  su  percorsi  del  genere,  che  rischiano  di
  mimetizzare impossibilità  di  pagamento  o  -  il che è peggio -
  inesistenza di  risorse  e quindi possono essere coperte tutte le
  esigenze,   perché   nessuna  esigenza  viene  coperta.  I  cento
  miliardi  potrebbero  essere  mille, duemila, tremila. Con questo
  meccanismo,  oltre ad avere -  tra  virgolette  -  "accontentato"
  imprenditori per le loro giuste richieste e  i  pescatori  per le
  loro  giuste  richieste potremmo cominciare  ad  accontentare  le
  casalinghe,   potremmo  accontentare   i   netturbini,   potremmo
  accontentare  i piazzisti, potremmo  accontentare  tutti,  perché
  con questo meccanismo non vi è più  limite  ad  una  legislazione
  futuribile,   che   ritrova   finanziare  da   qualcosa   che   è
  assolutamente indefinito.
       Io  credo,  signor  Presidente, che questa sia una negazione
  del bilancio, che questa sia una negazione di un procedimento che
  deve essere  certo se vogliamo da quest'Aula fare leggi certe, se
  vogliamo fare leggi che trovino all'esterno e - mi si permetta di
  dire   -   nell'ignoranza   complessiva   che  è  all'esterno  di
  quest'Aula, nei  mass-media  o tra coloro che hanno bisogno e che
  dal bisogno  non  riescono  a  comprendere  la  realtà dei fatti,
  quest'Aula rischia  di  diventare  solo un momento in cui tutti i
  sogni  trovano  concretezza,  perché nessuno nei fatti può essere
  esaudito.

     PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Provenzano. Non essendoci altri
  interventi  tendenti  alla  illustrazione  degli  emendamenti, si
  passa alla votazione degli emendamenti.

     PIRO. Chiedo di parlare per porre un problema regolamentare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor  presidente,  noi  abbiamo  ricevuto, oltre agli
  emendamenti già presentati a chiusura della discussione generale,
  avvenuta  peraltro  nella  precedente  seduta,  e  su  cui quindi
  abbiamo potuto  portare  un esame, dare delle valutazioni, su cui
  ci siamo  espressi  anche  qui  nel  corso  di  questo dibattito,
  abbiamo  ricevuto  anche  non pochi emendamenti, alcuni dei quali
  estremamente complessi e fortemente innovativi rispetto al testo,
  alcuni addirittura con materie del tutto nuove rispetto al testo,
  dopo  i  termini  della  chiusura della discussione generale, nel
  corso di  questa  seduta,  alcuni non più di dieci minuti fa, sui
  quali quindi non abbiamo potuto fare alcuna valutazione.
       Ora,   io   le   vorrei  chiedere,  signor  Presidente,  se,
  utilizzando   in   questa   fase,  che  lei  stesso  ha  definito
  transitoria tra il vecchio ed il nuovo Regolamento, la previsione
  contenuta   al  comma  2.7  delle  norme  regolamentari  adottate
  dall'Assemblea,  quella  che  prevede  che il Presidente comunica
  all'Assemblea  su  quali  articoli  aggiuntivi  si  effettua  una
  discussione unificata,  di  voler valutare se per alcuni, non per
  tutti, se  per  alcuni  di  questi emendamenti presentati dopo la
  chiusura  della discussione generale ed in particolare quelli che
  presentano  una  forte complessità - tra questi c'è l'emendamento
  su cui  si è soffermato nel suo intervento l'onorevole Provenzano
  poco fa  -  di  consentire  un  supplemento di discussione, anche
  breve, che  altrimenti ci troveremmo nella difficoltà di non aver
  potuto valutarli cosi come prevede il Regolamento e quindi di non
  avere  potuto  entrare  nel  merito  della  discussione in questo
  momento e, trattandosi  di  argomenti  di  non poco conto, di non
  potere fare neanche un minimo di valutazione comune nel dibattito
  assembleare, quindi chiedo a lei di valutare questa possibilità.

     PRESIDENTE.  Senz'altro,  onorevole Piro, ma voglio capire una
  cosa,  si  tratta  di  emendamenti  che  sono stati presentati ad
  emendamenti?

     PIRO. No, sono nuovi.

     PRESIDENTE.  Emendamenti  completamente nuovi? Perché  intanto
  devono essere illustrati da chi li ha presentati.

     PIRO. Sono tutti di parte governativa.

     PRESIDENTE.  Sto  facendo  anche  un ragionamento costruttivo,
  vorrei  capire  la  logica  della  presentazione  di  emendamenti
  completamente  nuovi,  onorevole  Presidente  della  Regione, non
  collegati  ad  emendamenti  già  presentati  o  ad  articoli  già
  presentati,  se  lei  volesse  dare  una spiegazione di carattere
  generale.

     DRAGO,  presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  fermo
  restando che il Governo intende attenersi ai criteri che ci siamo
  dati in Conferenza dei Capigruppo.  Quindi siamo disponibili, con
  grande  elasticità  e flessibilità, anche  a  ritirare  eventuali
  emendamenti  che sono stati presentati che vanno  al  di  la  dei
  criteri stabiliti, fermo restando che c'è una disponibilità anche
  del  Governo  a  valutare  con  grande  flessibilità  emendamenti
  presentati nel rispetto del Regolamento,  l'importante che non ci
  sia una nuova spesa, una spesa  aggiuntiva  che  chiaramente  non
  siamo in grado di potere confermare, visto  che  non  siamo stati
  preventivamente avvisati.

     PRESIDENTE. Credo che possono essere considerate rassicuranti,
  onorevole  Piro,  le  dichiarazioni dell'Onorevole Drago. Qualora
  dovesse emergere che la la materia è  completamente  nuova  e che
  non  non  si  presenta chiara,  evidentemente  il  Governo  viene
  invitato a ritirare l'emendamento.

     PIRO. Si, Presidente, io vorrei dire all'onorevole Tricoli che
  il mio intervento non era di sbarramento,  ma  era  un intervento
  che, anzi, in qualche modo tendeva  a  facilitare una discussione
  che  altrimenti  diventerà di tipo  regolamentare.

     PRESIDENTE. Con il chiarimento del Presidente della Regione si
  è risolto il problema.

     PIRO. Chiedo scusa, Presidente, io ho chiesto al Presidente di
  potere  consentire che su un  paio  di  emendamenti  estremamente
  complessi,  che  sono stati presentati  dopo  la  chiusura  della
  discussione generale ...

     PRESIDENTE.  Onorevole  Piro,  direttamente  o  ufficialmente,
  anche sospendendo 5 minuti, perché ogni  tanto  un  caffè  quando
  sono le 2 di notte non è male.
       Si  passa  all'emendamento  1.28   presentato  dal  Governo,
  collegato con l'emendamento 1.29.

     DRAGO, Presidente della regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,   presidente   della   Regione.   Siccome  noi  abbiamo
  contribuito e siamo stati d'accordo a  portare il fondo dell'EMS,
  ad incrementarlo a 17 miliardi e invece qui in questo emendamento
  si riduce a 12 miliardi, la motivazione è dettata dal fatto che i
  tecnici ci dicono che bastano 12 miliardi  per  potere  pagare le
  mensilità,  le  indennità, la  quattordicesima,  la  tredicesima,
  eccetera,  per  cui  questa  era  la  motivazione,  non  era  una
  decisione dettata, come dire, da altre  motivazioni,  e  questi 5
  miliardi venivano utilizzati per un  problema  impellente, che ci
  veniva portato avanti, tra l'altro,  dalla Prefettura di Catania,
  relativamente ai servizi dell'ASI di Catania.

     PRESIDENTE. Grazie. Pongo in votazione l'emendamento 1.28.
       Il parere della Commissione.

     PETROTTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è d'accordo resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  1.29,   sempre   presentato  dal
  Governo, collegato naturalmente  all'emendamento testé approvato,
  1.28. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                           (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  1.22.  Qui  non  è assicurata la
  copertura finanziaria, assessore Tricoli, conferma?

     TRICOLI, assessore per il bilancio e le finanze. Confermo. Non
  c'è copertura finanziaria.

     PRESIDENTE.  L'emendamento è giudicato improponibile.
       Si  passa  all'emendamento  1.23,  a   firma  dell'onorevole
  Adragna    "Sostituire   lire   tremila    milioni    con    lire
  duemilacinquecento milioni". Questa è  una  riduzione,  onorevole
  Adragna?

     ADRAGNA. E' collegato all'altro emendamento, all'1.24.

     PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,  si   prenda   atto   che
  l'emendamento  1.23  è  collegato  con  l'emendamento  1.24.  Con
  l'emendamento  1.23 si riduce un capitolo di  500  milioni  e  si
  incrementa  con  l'1.24 un altro  capitolo  della  stessa  cifra.
  Pongo in votazione l'emendamento 1.23 ...

     ADRAGNA. Signor Presidente, se è così come  mi si dice, ritiro
  l'emendamento.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea  prende  atto   che  viene  ritirato
  l'emendamento 1.23 e l'emendamento 1.24.
       Si  passa all'emendamento presentato dal  Governo  1.43.  Il
  parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.   Signor Presidente, questo  emendamento  1.43,  insieme
  all'emendamento che è nel blocco  aggiuntivo consegnato, è quello
  su  cui si era soffermato  l'onorevole  Provenzano,  rispetto  al
  quale io poco fa avevo chiesto la  possibilità  di un supplemento
  di   discussione,   perché,  in   effetti,   signor   Presidente,
  inizialmente manifesto tutte le mie perplessità sul piano tecnico
  innanzitutto, prima ancora che nel merito,  anzi nel merito, devo
  dire la verità, non avrei difficoltà sia su questo che sull'1.42,
  ma manifesto forti perplessità sul piano  tecnico,  così  come  è
  stato  impostato  questo emendamento e  il  corrispondente  1.42.
       Sostanzialmente - e sarebbe stato meglio che l'assessore per
  il  bilancio lo spiegasse - si utilizzano  fondi  che  in  questo
  momento sono appostati nei fondi di riserva, parte destinati alle
  spese obbligatorie e d'ordine, parte  destinati alla reiscrizione
  dei residui passivi, sia di parte corrente che di parte capitale,
  sono  quelli a cui si fa riferimento quando  si  citano  qua  gli
  articoli 7 e 8 e la legge 5 agosto 1978  numero 468, - che, com'è
  ovvio,  scriviamo  le  leggi  in  modo  che   poi   ci  vuole  un
  decodificatore per capire di che cosa stiamo  parlando  - con una
  manovra che francamente non comprendo, perché? Se si sostiene che
  le somme iscritte nei fondi di  riserva  sono risultate eccessive
  rispetto alle effettive necessità, tanto  varrebbe allora operare
  con una semplice variazione di bilancio, portare in diminuzione i
  capitoli,  individuandoli  - il 60760, il  21202,  eccetera  -  e
  utilizzare  le  somme, così rese liquide  e  spendibili,  per  la
  copertura di queste spese. Invece  si fa ricorso a un a manovra a
  futura memoria, con la quale  si  dice che si darà copertura fino
  alla  concorrenza  di  cinquanta  miliardi  nel  caso  del  fermo
  biologico, cento miliardi  nel  caso  delle assunzioni effettuate
  dalle imprese, con le somme che saranno residuate.  Si dice poi a
  latere che in effetti le  somme  ci sono, ci saranno.  Ma ritorna
  allora il punto precedente. Se  le somme ci sono e sono già state
  individuate perché  non  individuarle espressamente, individuando
  anche i capitoli?
       Qui si da una sorta di delega in bianco all'Assessore per il
  bilancio di effettuare esso con  decreti la copertura delle leggi
  che stiamo facendo.
       Questo,   signor  Presidente,  non   mi   sembra   che   sia
  tecnicamente accettabile, né  tecnicamente  praticabile. Le leggi
  che comportano spese devono indicare  nel loro ammontare le spese
  stesse e devono indicare i mezzi di copertura delle spese stesse.
  Non possiamo prevedere una spesa  certa  con  una  previsione  di
  spesa comunque  incerta.  Perché  a  leggere ciò che è scritto la
  copertura è incerta.
       Credo che così facendo non andiamo molto lontano.
       Una seconda osservazione fa riferimento  invece al merito di
  questi emendamenti, in particolare  l'1.42  -  intervengo adesso,
  signor  Presidente,  così  non intervengo più  -  in  cui  si  fa
  riferimento alle assunzioni effettuate  ai  sensi dell'articolo 9
  della legge regionale 15 maggio 1991,  n.  27,  mentre  opera, ha
  operato anche l'articolo 10 della legge n. 27 del 1991.
       Non so se lo si è fatto  perché l'articolo 10 non si ritiene
  meritevole o perché è già coperto, o  se  in effetti è un errore.
  Se  c'è  un motivo, va bene, lo  si  illustri,  lo  si  dica.  Ne
  prenderemo  atto.   Se  invece è frutto  di  un  errore,  di  una
  dimenticanza, che si intervenga su questo.
       Ma comunque, in ogni caso, signor Presidente, ripeto, la mia
  opinione  è  contraria all'approvazione di quest'emendamento, non
  per il  merito  che  condivido, quanto perché la copertura che in
  questo   modo  viene  predisposta,  a  me  sembra  una  copertura
  tecnicamente  assai avventata, rischiosa dal punto di vista della
  fattibilità,  una  copertura in questo momento non identificata e
  quindi soggetta  a  censure da questo punto di vista, laddove noi
  tutti sappiamo  che per norma costituzionale ogni spesa che viene
  indicata  deve  anche espressamente essere quantificata anche con
  l'indicazione dei mezzi di copertura.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, uno degli
  obiettivi della modifica del Regolamento era quello di migliorare
  la qualità  delle  leggi. Ma da questa prima esperienza mi sembra
  che  l'obiettivo  non  viene  raggiunto.  Incomincio  a  guardare
  l'emendamento  1.42, già in parte illustrato dall'onorevole Piro.
  Facciamo   una  brevissima  cronistoria.  A  sua  tempo  è  stata
  assicurata dal Commissario dello Stato ...

     TRICOLI, Assessore per il bilancio  e  le  finanze. Ogni volta
  che lei l'ha detto è passata sempre.  Se  lei lo dice sicuramente
  passerà.

     DI MARTINO . Mi auguro che passi  pure.  Qui c'era un impegno.
  Ora l'impegno viene rimangiato.  Viene  formulato  un emendamento
  che francamente è allucinante. Io dico  che  se  non  effettuo la
  variazione  di  bilancio, la data  stabilità  sarà  forse  il  30
  novembre, automaticamente questi fondi, a  suo tempo previsti per
  la  copertura  di alcune leggi, con  la  variazione  di  bilancio
  presentata al Governo per coprire le cosiddette riserve di Visco,
  automaticamente  passeranno  a liquidare le somme dell'articolo 9
  della legge 27 e viene dimenticato l'articolo 10.
       Ora io mi chiedo: che  modo  è  questo  di  legiferare se in
  questa  proposta  manca  un  minimo  di  razionalità?  La  logica
  evidentemente non  è rispettata. Come viene rispettato l'articolo
  81 della Costituzione?
       Praticamente, io  faccio  una legge con cui dico: intanto ti
  prometto che  forse non faccio la variazione di bilancio e quindi
  tu automaticamente  puoi  usufruire dopo il 30 novembre di questo
  stanziamento, però, se io faccio la variazione di bilancio, ti ho
  fatto contento e gabbato perché  alla  nuova  sessione posso fare
  benissimo la variazione di bilancio e  quindi  tu non hai diritto
  alla copertura finanziaria della legge  27  dell'articolo  9 dice
  qui e noi dovremmo aggiungere anche l'articolo 10.
       Questa è  la  qualità  delle leggi che noi andiamo a portare
  avanti?  Questi  sono  emendamenti che una classe politica che ha
  un  minimo  di  cultura di Governo deve presentare all'Assemblea?
  Voi veramente  siete convinti di poter prendere per i fondelli le
  imprese che  hanno anticipato da anni i pagamenti ed i contributi
  per i propri dipendenti e vi presentate adesso con questo tipo di
  legge?
       Io mi  chiedo  se  è dignitoso da parte di qualunque Governo
  (qui si tratta della qualità della classe di Governo) presentarsi
  all'opinione pubblica con questo emendamento.  Se l'Assemblea può
  approvarlo, se  il Commissario dello Stato può farlo passare e se
  soprattutto si  soddisfano,  è quello che interessa alla fine, le
  giuste   legittime   rivendicazioni   delle   imprese  che  hanno
  anticipato fondi  per  le  retribuzioni ed i contributi ai propri
  dipendenti. Quindi,  io  penso  che  il  Governo  farebbe  bene a
  rivedere, a  meditare  su questa vicenda perché questo non è modo
  di affrontare i problemi della società siciliana, delle imprese e
  dello sviluppo della Sicilia.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo sia
  necessario a  questo  punto  della  discussione  che  il  Governo
  sull'emendamento 1.43  e  1.42 chiarisse bene il meccanismo della
  copertura finanziaria, tenuto  conto che si fa riferimento ad una
  eventuale manovra che  dovrebbe  essere  fatta da qui a non molto
  per garantire la  copertura.
       Non solo, ma vorrei che fosse anche evidenziato il fatto che
  noi non  possiamo  in ogni caso introdurre questo meccanismo come
  precedente   su  altri  tipi  di  interventi  legislativi  perché
  altrimenti   corriamo   il   rischio  di  non  dare  certezza  di
  intervento.
       L'ultima  questione:  credo che sia doveroso sottolineare il
  fatto   che   con  l'emendamento  1.42  si  fa  riferimento  solo
  all'articolo   9  perché  il  10  viene  considerato  coperto  da
  interventi  che  presumo  siano  fatti  attraverso dei meccanismi
  comunitari  essendo  contratti  di formazione. Io dico quello che
  so, che  è  di  mia conoscenza, era solo un elemento informativo.
  Credo  che  fra  l'altro,  gli  emendamenti  ed  anche  il  testo
  dell'accantonamento,  facessero  riferimento  solo all'articolo 9
  proprio in  relazione  a  questo  specifico  che  sto cercando di
  chiarificare.  Detto  questo,  se potesse esserci fatto cenno dei
  chiarimenti necessari potremmo anche evitare di esprimere un voto
  contrario  sul  testo  dell'emendamento,  altrimenti  ci vedremmo
  costretti a non esprimere il nostro consenso.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,   pongo   in   votazione
  l'emendamento 1.43 presentato dal Governo.

     TRICOLI, assessore per il bilancio. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,   assessore per il bilancio.  Io  credo  intanto  che
  quando si discute di questi argomenti bisognerebbe anche avere un
  minimo  di   rispetto   reciproco   non   tanto  per  la  persona
  dell'assessore al bilancio,  che  comunque  è in grado di fornire
  tutte le risposte  e  soprattutto  può  confutare anche tesi come
  quella che il bilancio è certo, il  bilancio  non è certo, perché
  se fosse certo non sarebbe di  previsione, ma soprattutto per gli
  Uffici finanziari ed i dirigenti  del  ruolo tecnico del bilancio
  che  ovviamente non sono apprendisti  stregoni,  ma  fanno  delle
  previsioni ad ottobre con gli stessi criteri con cui le fanno ora
  anzi con un maggior margine di  certezza  rispetto ad ottobre per
  il semplice fatto che conoscendo  gli  impegni su questo capitolo
  al  27 agosto di quest'anno è chiaro  che  su  un  fondo  di  500
  miliardi  ne sono impegnati 144  è  possibile  prevedere  secondo
  sempre  andamenti  statistici con cui  è  fatto  il  bilancio  di
  previsione, perché  il bilancio di previsione  è  fatto in base a
  dati statistici, è chiaro che è  possibile  prevedere  che  al 30
  ottobre,  data in cui termina  con  circolare  dell'assessore  al
  bilancio la possibilità di reiscrivere  le somme sul bilancio '98
  ci saranno le somme necessarie per  attingere ai 100 miliardi più
  i 50.

     BATTAGLIA. Si fa dopo.

     TRICOLI, Assessore per  il  bilancio.  Dopo  non  è  possibile
  farlo, onorevole Battaglia, per  ovvi motivi perché le variazioni
  di bilancio non possono  essere  portate al 31 dicembre perché se
  l'assessore al bilancio  deve  fare  i  calcoli,  deve  vedere le
  stime, deve attribuire le  somme  e bisogna fare la legge, tranne
  che non ci  rivediamo  in  Aula  il 31 dicembre è chiaro che o la
  chiudiamo ora o è inutile pensare di potere fare queste cose.
       Dopo di che, siccome mi è stata rassegnata questa esigenza e
  ho   raccolto  alcuni  emendamenti  che  erano  stati  presentati
  dall'Aula,  ho  provveduto  a  darvi l'unica copertura possibile.
  Siccome in quest'Aula ho sentito  critiche perché poi siamo tutti
  bravi nel dettare regole, ma non ho sentito proposte alternative,
  allora io pregherei il  Presidente  dell'Assemblea  di continuare
  come  stava  giustamente e  correttamente  facendo  senza  alcuna
  interruzione e porre in votazione  questi  emendamenti  così come
  sono  stati presentati dal Governo  che,  ripeto,  si  avvale  di
  uffici  che  sono  validissimi e  che  possono  certamente  dare,
  diciamo così adeguati lumi su  tutti  questi aspetti di carattere
  tecnico che non attengono invece  alle  valutazioni politiche che
  ritegno sia più opportuno si attenga invece quest'Aula.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'emendamento 1.43 a firma del
  Governo. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione  l'emendamento  1.12.  Avverto  che  in caso
  dell'approvazione   dell'emendamento   1.12   l'emendamento  1.13
  s'intende assorbito. Il parere del Governo?

     TRICOLI,  Assessore per  il  bilancio.  Contrario.  Non c'è la
  copertura finanziaria, onorevole Piro.

     PIRO. Il Governo non vuole dare copertura finanziaria.

     PRESIDENTE. Lei  insiste  per  la  votazione  onorevole  Piro?
  Allora parere contrario del Governo. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in   votazione  l'emendamento  1.13.  Il  parere  del
  Governo?

     TRICOLI,  Assessore per  il bilancio.  Signor  Presidente, qui
  c'è un accantonamento nei  fondi  globali  per  il 1998 su questi
  1.200 milioni,  ma  lo  possiamo  accantonare  e cassare la parte
  relativa agli anni successivi.

     PRESIDENTE. Emendamento 1.13 è accantonato. Pongo in votazione
  l'emendamento  1.36  a  firma  del  Governo.  Possiamo  porre  in
  votazione contestuale, onorevole assessore e onorevole Presidente
  della Commissione, l'1.36 e l'1.36.1  che  assicura  la copertura
  finanziaria.  Non sorgono osservazioni, resta così stabilito.  Il
  Governo lo ha presentato.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione.

     PETROTTA,     Presidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è d'accordo all'emendamento resti seduto, chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 1.1, dell'onorevole Crisafulli: "Il
  comma 14 è soppresso".

     LO CERTO . Era stato approvato dalla commissione di merito, la
  quinta commissione.

     PRESIDENTE.  L'emendamento  1.1  è equivalente all'emendamento
  1.6  dell'onorevole Di Martino tendente a sopprimere io comma 14.
  Stessa cosa l'emendamento 1.25 dell'onorevole Adragna, tendente a
  sopprimere il comma 14.
       Metto in votazione gli emendamenti. Il parere del Governo.

    TRICOLI, Assessore al bilancio.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

     PETROTTA,     Presidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo agli emendamenti  si  alzi,  chi è
  contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento  all'emendamento 1.7 dell'onorevole
  Di Martino che è soppressivo del comma 15. Il parere del Governo.

    TRICOLI, Assessore al bilancio.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

     PETROTTA,     Presidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è d'accordo all'emendamento si  alzi,  chi  è
  contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  1.8  dell'onorevole  Di  Martino
  tendente a sopprimere il comma 16. Il parere del Governo.

    TRICOLI, Assessore al bilancio.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

     PETROTTA,     Presidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole all'emendamento  si  alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Pagano.

     PAGANO. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende   atto.  Emendamento  1.9
  dell'onorevole Di Martino tendente a  sopprimere  il comma 17. Il
  parere del governo.

    TRICOLI, Assessore al bilancio.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

     PETROTTA,     Presidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole si  alzi,  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Emendamento   sempre  dell'onorevole   Di   Martino,   1.30,
  aggiuntivo  al comma 17. C'è un  sub  emendamento  dell'onorevole
  Battaglia.

     BATTAGLIA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA.   Presidente,   30  secondi   solo   per   chiedere
  all'onorevole Di Martino di ritirare il suo e  di  dare invece il
  voto favorevole al mio, nel senso che  il mio cassa completamente
  "in deroga alla legislazione vigente".  Il suo era correttivo, ma
  il  mio  risolve  il  problema   ancora   meglio   rispetto  alla
  preoccupazione che lei ha espresso.

     PRESIDENTE. Onorevole Battaglia, se lo ritira  cade  anche  il
  suo.

     DI MARTINO . Non lo ritiro.

     PRESIDENTE. Viene posto in votazione il  suo,  l'1.49  "al 17
  comma sopprimere le parole in deroga alla normativa vigente".
       Onorevole   Battaglia   lei   non   modifica   l'emendamento
  dell'onorevole  Di  Martino,  lei  fa  un'altra   cosa.   Lei  ha
  presentato  l'emendamento   all'emendamento   dell'onorevole   Di
  Martino.    Evidentemente  per  fare   questo   deve   modificare
  l'emendamento dell'onorevole Di Martino, mentre  lei  fa un'altra
  cosa. Non si può.

     BATTAGLIA. L'onorevole  Di  Martino dice che si può derogare a
  tutto tranne a quella europea.

     PRESIDENTE.  No,  non  è  un  problema  di  merito.  Onorevole
  Battaglia  lei,  l'unica  cosa  che  può  fare  è  convincere  la
  Commissione  o  il  Governo,  che  sono  abilitati  a   farlo,  a
  presentare un emendamento in tal senso.

     BATTAGLIA.  Io  mi  preoccupo  soltanto  che  la  deroga possa
  .......

     PRESIDENTE.   No,  non è una deroga.  Il Governo lo  può  fare
  perché si tratta di una precisazione, di un'assorbimento e quindi
  il Governo lo può fare.
       Il Governo fa proprio l'emendamento  1.49 che assorbe l'1.30
  dell'onorevole Di Martino. Resta così stabilito.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento   1.10,   a   firma
  dell'onorevole Di Martino.

     DI MARTINO . Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  1.34,  a   firma  dell'onorevole
  Bufardeci.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 1.46 del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

    Si  passa  all'emendamento  1.11,  a  firma  dell'onorevole  Di
  Martino.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     DRAGO, presidente della Regione.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi;  chi è  contrario  resti
  seduto.
                            (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 1.26,  a  firma dell'onorevole Adragna
  ed altri.

     ADRAGNA. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 1.40, a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

    Onorevoli   colleghi   si   prenda   atto   che   nella   parte
  dell'emendamento 1.40 che è stato votato  si fa riferimento a più
  terme  ma  poi è scritto  soltanto  Acireale  mentre  si  intende
  Acireale e Sciacca. L'Assemblea ne prende atto.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO . Signor  Presidente,  abbiamo  avuto  occasione di
  dire che si trattava  di  distorsione  della concorrenza. Dopo di
  che,  nel modo come era  stato  formulato,  mentre  qui  c'è  una
  proposta per sviluppare l'attività inerente il bacino idrotermale
  di Acireale, a me non risulta che Sciacca abbia questa necessità.
       Qui, siccome dobbiamo  equilibrare  le  esigenze di Acireale
  con le esigenze del Segretario  del  CDU della Sicilia, quindi se
  si  dà ad Acireale dobbiamo  dare  anche  a  Sciacca.  Mentre  ad
  Acireale ci sono alcune esigenze, a  me non pare che a Sciacca ci
  siano le stesse esigenze.  Qui  vogliamo  continuare  sempre  con
  questo tipo di equilibrio.
       Se questa è la politica  che  questo Governo porta avanti se
  ne assuma la responsabilità.

     PRESIDENTE.    Pongo   in    votazione    la   seconda   parte
  dell'emendamento 19 bis a firma  del  Governo  così  come è stato
  letto. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  rimanga  seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento n.  1.42  a  firma  del Governo. Il
  parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  rimanga  seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento n.  1.38.1 a firma dell'on.le Piro:
  "Il  comma  19  ter   è   soppresso",   si   intende   presentato
  all'emendamento n. 1.38 del Governo.
       Il parere del Governo?

     TRICOLI, assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PIRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor  Presidente, io  mi  auguro  veramente  che  sia
  l'ultima volta che si proceda  in  questo  modo

     FLERES. In questa sessione si.

     PIRO. L'onorevole Fleres è ottimista. Perché è evidente che un
  emendamento come questo, presentato  all'ultimo  momento, che per
  una parte può essere comprensibile  perché  mira  ad  evitare che
  vengano persi finanziamenti o che  opere  già avviate non possano
  essere completate.  Per un altro  aspetto,  ed  è  esattamente il
  comma 19 ter, introduce una fattispecie  del  tutto  nuova di cui
  non  si  è discusso in Aula, e  non  si  è  discusso  in  nessuna
  Commissione, a maggior ragione, se non nell'intervento dell'on.le
  Provenzano.
       Il  19  ter  cosa fa?  Dice che  le  somme  che  ci  vengono
  accreditate dalla Comunità Europea, derivanti  dai  programmi che
  sono   cofinanziati   anche  dalla   Regione,   anzicchè   essere
  direttamente   destinati   alle   stesse   finalità,  quindi   al
  cofinanziamento di programmi europei, possano essere destinati ad
  un  fondo  genericamente destinato a  interventi  finalizzati  al
  conseguimento   di   obiettivi   di   sviluppo   individuato   la
  programmazione  territoriale e settoriale regionale  in  modo  da
  garantire  il  rispetto del  principio  dell'addizionalità  delle
  risorse comunitarie che è una formulazione, come  tutti  vedono e
  comprendono, estremamente generica perchè i  vincoli  sono  molto
  labili.
       Dico di più:  secondo me non c'è nessun  vincolo, perchè una
  volta costituito il fondo, esso stesso verrà  saccheggiato come è
  avvenuto e sta avvenendo con i fondi  con  specifica destinazione
  che  sono  stati  individuati nel bilancio della  Regione  e  che
  vengono  dal Governo, ovviamente, perchè solo il  Governo  ha  le
  chiavi della cassaforte, ampiamente  e  liberamente  saccheggiati
  senza tenere conto della originaria destinazione.
       Sta avvenendo  anche  con questo articolo perchè si prendono
  una parte dei fondi destinati al  cofinanziamento del Pop 94/99 e
  si cofinanzia il Pop 90/93  facendo  venir meno quella previsione
  che  fu inserita in bilancio  dopo  aspri  contrasti  all'interno
  della Commissione Bilancio, aspri  contrasti  tra  alcuni settori
  della maggioranza.
       Io  ricordo  all'onorevole  Bufardeci  che, ovviamente viene
  distratto in  questo momento dall'onorevole Croce, il quale tende
  a non  fargli comprendere di cosa stiamo parlando, in Commissione
  Bilancio mise  una sorta di questione di fiducia sul mantenimento
  di  una  parte cospicua dei  fondi  per  il  cofinanziamento  dei
  programmi europei.  L'assessore Bufardeci  non  si sta accorgendo
  che quel suo impegno adesso  viene  completamente  ribaltato  dal
  Governo, perchè il Governo ha  presentato  una  previsione con la
  quale i fondi provenienti dalla  Comunità  Europea possono essere
  destinati sostanzialmente, diciamocelo  chiaramente,  a qualunque
  scopo, addirittura con l'autorizzazione di legge.
       Io credo  che  se  c'è una coerenza, oltre ad un'attenzione,
  tra le cose che  si  affermano e le cose che si fanno, tra quello
  che si dice  cinque minuti prima e quello che si fa cinque minuti
  dopo,  per   lo  meno  dovrebbe  essere  richiesta  una  maggiore
  attenzione su questo comma 19 Ter che può avere una sua validità.
       Io non lo  discuto  in assoluto, ma così com è formulato nel
  contesto in cui  è  inserito  e  soprattutto  con i precedenti di
  discussione  che  ci  sono  stati  in  Assemblea,  indubbiamente,
  costituisce una  novità  per  quanto  ci  riguarda non positiva e
  sicuramente da valutare.
       Personalmente avrei richiesto, per lo meno, l'accantonamento
  di questa  previsione ed il rinvio della stessa, dopo l'ulteriore
  maturazione nelle  sedi competenti e cioè nelle Commissioni, a un
  momento successivo. Ecco perchè, Signor Presidente, ho presentato
  l'emendamento  soppressivo  ed  ecco  perchè, ovviamente, esprimo
  parere e voto favorevole allo stesso emendamento.

     PRESIDENTE.    Pongo   in   votazione   l'emendamento   1.38.1
  dell'onorevole  Piro  tendente  a  sopprimere  il  comma  19  Ter
  dell'emendamento del Governo.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorvole  si  alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.38.1  del
  Governo, tendente ad  inserire  al  comma  20  e  al  comma 21 il
  seguente rigo che vedete nelle tabelle.
       Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento  1.38 del Governo,nel testo
  risultante.
       Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.41, articolo  19  Ter
  presentato dal Governo.
       Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 1.3 del Governo.
       L'onorevole Cuffaro è assente, l'emendamento è decaduto.
       Emendamento 1.44 a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     BATTAGLIA. C'è un emendameto a mia firma di carattere formale.

     PRESIDENTE. Si può rivedere in  fase  di coordinamento formale
  della legge.

     BATTAGLIA. Allora lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Emendamento 1.35 a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 1.37 del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento del Governo  1.38,  non  ci  sono
  subemendamenti.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Emendamento del Governo 1.39, non ci sono subemendamenti.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  1.17.1  a  firma  dell'onorevole
  Grippaldi ed altri.

     PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO.  Signor  Presidente,  pochissimi minuti perché poco fa
  non  sono  intervenuto,  quando  lei molto gentilmente mi ha dato
  anche  l'opportunità  sia  pure indirettamente proprio perché  il
  tempo a disposizione che mi necessità è di gran lunga inferiore.
       Mi  vorrei  riallacciare  a  quanto  esposto  dall'onorevole
  Galletti e cioè la capacità in  questo  momento  di  tutelare una
  norma  che  sicuramente ha  dato  grande  vantaggi  alla  Regione
  siciliana in passato e quando si  parla  di  materia di personale
  sicuramente sorgono polemiche perché  questa Regione non ha avuto
  una legislazione serena in materia,  su questo argomento. Ma devo
  dire   che   invece  su   questo   specifico   emendamento   devo
  assolutamente  convenire  con il  legislatore  di  allora  perché
  sicuramente  è  stato  fatto  un  grande  servizio  alla  Regione
  siciliana.
       Tengo a precisare infatti che  il grande vantaggio fu quello
  di creare uno strumento operativo  che  consentisse al lavoratore
  di uscire fuori dall'Amministrazione  regionale e quindi passare,
  qualora avesse maturato i titoli sotto l'Inps, quindi in forme di
  pensionamento, oppure addirittura  uscire  dall'Amministrazione e
  passare presso altri enti.
       Il vantaggio è innegabile,  fu innegabile allora ed è chiaro
  che il rimettere  tutto  in  discussione  avrebbe  prodotto degli
  svantaggi enormi per la Regione siciliana, oltre come è stato già
  accennato dal collega Galletti anche una palese ingiustizia.
       Devo anche precisare, questo  lo  dico  perché  farò  si che
  venga  allegato  questo   documento   alla   relazione   che  sto
  illustrando, che molti abusi sono stati fatti anche in materia di
  una tantum, io cito testualmente  il  caso di Lauria Giovanni che
  il 28 novembre  1994  chiese  espressamente di rinunciare all'una
  tantum, cioè in altre parole  prima  aveva chiesto di avere l'una
  tantum,  poi  se ne pentì  e  prima  ancora  che  questo  potesse
  accadere chiese appunto la sospensione.
       Ebbene,  questa  data è 28 novembre, qualche giorno dopo, il
  12 dicembre 1994, espressamente l'ente minerario siciliano diceva
  che  assolutamente  doveva  esigere l'una tantum, ebbene a questo
  stesso caso è accaduto che  a  distanza  di mesi l'ente minerario
  siciliano  ha chiesto la  restituzione  di  una  cosa  che  aveva
  obbligato di cui aveva  obbligato  il soggetto alla percezione, è
  la chiara dimostrazione che  con  questo  disegno  di  legge, con
  questo emendamento noi abbiamo tutelato non soltanto la giustizia
  ma anche il diritto del lavoratore.

     PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Pagano.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento  1.17.1  avvertendo  che  si  tratta di emendamento
  sostitutivo dell'1.17 sia nella prima che nella seconda versione.
  Pongo  in  votazione  l'emendamento  in  questione.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Risultano assorbiti gli emendamenti 1.17 sia nella prima che
  nella    seconda   versione.    A    seguito    dell'approvazione
  dell'emendamento in questione è anche assorbito l'emendamento 1.5
  dell'onorevole   Galletti.
       Si passa all'emendamento 1.14  dell'onorevole Piro. E' stato
  già illustrato a suo tempo.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.15 dell'onorevole Piro.
  E' stato già illustrato anche questo.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo.

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  1.16  a  firma  degli  onorevole
  Speziale e Navarra.  Questo  è  improponibile onorevole Speziale.
  Manca la copertura finanziaria.
       Si passa all'emendamento 1.18 a firma dell'onorevole Leanza.
  L'emendamento viene ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 1.19.  Viene ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 1.20 a firma dell'onorevole Alfano.
       Onorevole assessore Tricoli, sull'emendamento 1.20 ci dicono
  la  copertura  finanziaria  indicata non  è  corretta.

     GRIPPALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIPPALDI. Signor  Presidente, noi poc'anzi abbiamo illustrato
  l'emendamento notiamo una qualche incertezza da parte del Governo
  perchè.... è favorevole?  c'è la copertura finanziaria?

    TRICOLI, assessore per il bilancio e le finanze. Basta leggerlo
  per capire che la copertura finanziaria non c'è...

     GRIPPALDI.  Signor  Presidente,   chiedo  di  intervenire  per
  dichiarazione di voto auspicando che  il  Governo  e  l'Assemblea
  approvino l'emendamento, in ogni estrema  ratio noi chiediamo che
  questo emendamento possa essere accolto  dal  Governo come ordine
  del   giorno  considerando  senza   alcuna   polemica   che   gli
  appostamenti di risorse finanziarie per  terme e teatri in questo
  caso  debbono  tenere conto di  atti  dovuti  di  amministrazioni
  locali il cui assessore certamente  a  conoscenza del problema si
  farà interprete di questa nostra auspicata sensibilità.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  emendamento  1.20, il Governo
  ha  espresso  parere  contrario   non  assicurando  la  copertura
  finanziaria.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Solo  per  sollecitare  quanto  meno  al  Governo
  l'accoglimento dell'auspicio rivolto all'onorevole Grippaldi, per
  evitare che questa  vicenda possa chiudersi amaramente mantenendo
  aperta una  prospettiva attraverso l'accoglimento dell'ordine del
  giorno che consente un  impegno  formale al Governo di presentare
  un atto legislativo che possa consentire a questo Parlamento..

     DRAGO. Presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO.   Presidente della Regione.   Signor   Presidente   per
  confermare a nome  del  Governo di accogliere l'emendamento sotto
  forma di ordine del  giorno  e  s'impegna il Governo a presentare
  all'interno di un apposito  disegno  di  legge che conterrà norme
  sul personale anche ciò  che  è stato richiesto con l'emendamento
  1.20.

     GRIMALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non volevo
  assolutamente prendere la  parola  perchè  in  questo  periodo ho
  cercato  di  stare  in  silenzio  per  cercare  di  capire  e  di
  apprendere.
       Certamente in questi mesi  di  grande  silenzio mi sono reso
  conto di quante cose  strane succedono in questa nostra terra, in
  questa nostra benedetta Sicilia.
       E' inutile parlare del  passato,  perchè  ognuno  di  noi da
  persona responsabile è cosciente  del ruolo che in questo momento
  riveste si è reso conto  di  tante  cose  che non potevano essere
  fatte e sono state fatte  e  tante  cose  che  invece non abbiamo
  trovato la forza e il  coraggio di fare, mi riferisco per esempio
  a delle riforme che avremmo  dovuto  fare  il primo giorno che ci
  siamo insediati e a tante altre cose.
       Ma voglio stasera soffermarmi  su  ciò  che  è  successo  in
  quest'Aula.
       Quest'Aula ha distribuito  soldi  a  sinistra  e  a  destra,
  certamente passando dal Centro,  in  queste ultime leggi che sono
  state approvate da questa  Assemblea  abbiamo trovato i soldi per
  tutti, abbiamo trovato i  soldi  che certamente non abbiamo per i
  famosi trattoristi ed è  giusto  che li abbiano ricevuto, abbiamo
  dato contributi a  tutti:  associazioni,  stasera abbiamo pensato
  anche agli invalidi di guerra,  due  miliardi, abbiamo pensato al
  Teatro di Agrigento, abbiamo pensato  alle  terme  di  Acireale e
  anche a quelle di Sciacca.  Certamente  questi contributi, queste
  somme che questo Governo e  quest'Assemblea  ha  approvato questa
  sera, se ci fossero realmente  tanti  soldi da buttare certamente
  stasera avremmo fatto un buon servizio,  ma  in  un  momento così
  triste per questa nostra Sicilia  e  per  questa nostra Assemblea
  dare soldi con tanta facilità, mi è sembrata realmente un'offesa.
  E' un'offesa grande e maggiore  a  questi  signori  trentacinque,
  trentasei, trentasette, in tutta  la  Sicilia, circa quarantadue,
  quarantacinque persone contrattisti che da  mesi,  anzi  da anni,
  non ricevono una lira.
       Nel  passato  è stata  sanata  questa  questione.  E'  stata
  sistemata  la  posizione   di   questi   contrattisti,  di  molti
  contrattisti e sono rimasti esclusivamente questi pochi esemplari
  di Enna, Ragusa e Caltanissetta.  Allora dico se questo Governo è
  riuscito a trovare miliardi per  dare  alle  terme, ad un teatro,
  agli invalidi di guerra due miliardi, non riesce a trovare ...

     DI MARTINO . No, agli invalidi.

     GRIMALDI. Non siamo riusciti a trovare un miliardo e mezzo per
  fare sì che questi  trentacinque, trentasei contrattisti, dopo un
  mese di proteste, legati davanti  al comune di Enna e due persone
  hanno  minacciato  di  suicidarsi   e  la  stampa  nazionale,  la
  televisione ha portato a conoscenza di tutti e tutti i gruppi qui
  presenti conoscono il dramma di questa gente, di queste famiglie,
  questa Assemblea e questo  Governo  stasera  non  riesce  a  dare
  questa copertura.
       Credo che sia arrivato realmente il momento, amici, colleghi
  deputati, di cominciare a  parlare  e  trovare  quel  coraggio  e
  quella  dignità  che ci  deve  sempre  distinguere.  Se  vogliamo
  realmente dare segnali a questa Sicilia, dobbiamo cercare di dare
  meno  soldi a gruppi,  ad  associazioni  fantasma  alle  volte  e
  cercare di centrare  l'obiettivo  venendo  incontro alle esigenze
  serie della gente che ha diritto e che possibilmente da un giorno
  all'altro creerà anche incidenti  seri  e  la responsabilità deve
  ricadere anche su di noi. Grazie, Presidente.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.20 è ritirato?

     GRIPPALDI. Si chiede la  tramutazione in ordine del giorno con
  il parere del Presidente della Regione.

     ALFANO. Non lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'emendamento 1.20 non  è  ritirato ed è sempre in
  votazione.

     DI MARTINO . Allora, chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO . Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, sono da
  sette anni parlamentare di  quest'Assemblea  e  tutte le volte in
  cui c'erano problemi di  sanatoria  di personale, ho avuto sempre
  idiosincrasia nei confronti di  questi  problemi. Ma stasera devo
  dire che l'onorevole collega Grimaldi ha perfettamente ragione.
       Cioè qui si sono distribuiti quattrini a palate a tutti. Qui
  sono stati dati miliardi per  gestire  un ente inutile per pagare
  certi compensi politici avvenuti  nel passato. Si sono dati soldi
  a tutti. Praticamente bisognava  andare  a  trattare.  Io sono di
  quelli che non va a  trattare  mai.  Cerco di fare politica anche
  perché non è che credo molto a tutte queste vicende.
       Ora ha ragione l'onorevole  Grimaldi. Dinanzi a tanto spreco
  che abbiamo assistito stasera e altre sere quando c'è un problema
  serio del comune di Enna,  tutti  diventano  rigoristi. Si fa una
  norma  che   veramente   è   un'offesa  all'intelligenza,  quella
  dell'articolo 9 della legge  n.  27,  offende  l'intelligenza del
  Parlamento, del popolo siciliano.  E  tante altre cose vergognose
  fatte questa sera. Ebbene dinanzi  a  un  fatto  serio, umano, mi
  dovete spiegare come fate,  onorevoli  signori tra virgolette del
  Governo  a  dare  l'assenso  ad  un  provvedimento  verso  alcune
  categorie che già sono protette in un  certo  senso,  non è gente
  sul lastrico, ebbene a queste  categorie  protette si danno forse
  giustamente altre protezioni;  dinanzi a persone non protette che
  non hanno la possibilità di potere avere  un  pezzo  di  pane, di
  potere  continuare  a lavorare laddove  hanno  lavorato,  qui  le
  persone che si sono sbracate  negli  accordi  anche compromissori
  divengono ad un tratto rigoriste  e  non siamo d'accordo, quindi,
  cari colleghi di Enna avete tutta  la  mia  solidarietà  per quel
  poco che può valere.

     DRAGO. Presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO. Presidente della Regione.  Solo  per  comunicare che da
  un   ulteriore   esame  di   alcuni   capitoli   delle   rubriche
  dell'assessorato agli enti locali, da cui dipende il problema che
  è esposto nell'emendamento 1.20, può  essere trovata la copertura
  finanziaria però bisogna cambiare non  capitolo 18712 così come è
  stato scritto nell'emendamento presentato  che non poteva trovare
  copertura finanziaria ma il Governo la da sul capitolo 19027.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione  l'emendamento  1.20  con  le
  precisazioni per la copertura finanziaria espresse dal Presidente
  della Regione.
       Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento   1.21...   questo  è  stato  già
  superato,  onorevole   Crisafulli,  onorevole  Turano,  onorevole
  Grippaldi.
       Si passa all'emendamento 1.32 dell'onorevole Di Martino.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      DI MARTINO . Qui ormai  si è inventato il nuovo "caporalato",
  Presidente. Ormai, in molti  comuni, molti amministratori fanno i
  "caporali" nel senso che  si  inventano  le cooperative sociali e
  con le cooperative sociali fanno clientela. Ora, noi qui vogliamo
  mettere  un  punto  fermo.   Ci   sono  alcuni  paletti  che  non
  semplificano, Presidente. Guardi,  per  esempio,  la Provincia di
  Palermo ha già il regolamento,  altri  comuni  lo  hanno e quando
  hanno difficoltà si inventano  il  sorteggio  come  se si potesse
  campare o se si  potessero  svolgere lavori socialmente utili col
  sorteggio. Fra l'altro, questi hanno validità relativa, nel senso
  che noi non andiamo ad  intaccare  i  lavori di pubblica utilità,
  dove bisogna essere imprese; qui siamo  dinnanzi a vero e proprio
  assistenzialismo;   l'assistenzialismo  dobbiamo  regolamentarlo,
  dobbiamo mettere un punto fermo al "caporalato", Presidente.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Martino,  io  sono,  mi  permetto,
  pienamente d'accordo, non voglio  entrare  nel  merito,  però  le
  debbo dire che mi preoccupa  che un emendamento di questa natura,
  dopo che abbiamo approvato una  legge  sul  lavoro,  con tutte le
  questioni  che  sono  passate  alla  Commissione  di  merito,  un
  emendamento di questa natura, buttato  così  alle  tre di notte e
  passa, potrebbe portare a blocchi...come vuole...va bene...
       Pongo in votazione  l'emendamento  dell'onorevole Di Martino
  1.32.
       Il parere del Governo?

     DRAGO. Presidente della Regione.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole si  alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                            (Non è' approvato)

       Si  passa   all'emendamento   1.27  a  firma  dell'onorevole
  Nicolosi.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'emendamento  1.33  a  firma  dell'onorevole Di
  Martino.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della Commissione. Contrario.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  il
  Presidente della  Regione  evidentemente  ha  una  memoria corta,
  labile, perché noi  andiamo  ad  interpretare  quello  che lui ha
  promesso in Aula alcuni  anni  addietro,  nel  senso  che vi sono
  alcune aziende che hanno  avuto  prima  il  30,  40, 50 per cento
  contributivo. Con la  nuova  legge 25 abbiamo detto che bisognava
  portare a 60, 50 e  40  per  cento. Ora, si crea una disparità di
  trattamento.

     DRAGO,  presidente   della   Regione.   Dov'è   la   copertura
  finanziaria?

     DI  MARTINO .  C'è, è compresa in tutte le altre norme, c'è la
  copertura  finanziaria.  Non può dire che non c'è, quindi lei, mi
  pare  che recita a soggetto. Un momento fa dichiara che non aveva
  la  copertura  finanziaria  per  quanto  riguarda   Enna   e  poi
  evidentemente, trattato male...

     DRAGO, presidente della Regione. Ma lei mi ha convinto.

     DI MARTINO . No, io la ringrazio. Ora, qui  si può convincere,
  perché questa è una legge che ha approvato  quando  era assessore
  al lavoro e quindi, non capisco come mai lei  si  possa esprimere
  contrario a norme che ha portato avanti lei. Vuol  dire  che  qui
  d'ora in poi abbiamo capito che se alcune  proposte  sono portate
  avanti da alcuni settori vengono accolte.  Vuol dire  che  noi ci
  comporteremo  di  conseguenza.   D'ora  in   poi   sappiamo  come
  comportarci,  creiamo  problemi all'occorrenza, se  è  questa  la
  mentalità.

     PRESIDENTE. Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.33  a firma
  dell'onorevole Di Martino.
       Il  parere  del   Governo   e  della  Commissione  è  sempre
  contrario.
       Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 1.4 a firma dell'onorevole Fleres.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'emendamento  1.31  a  firma  dell'onorevole Di
  Martino.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO .  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
  emendamento non è una mia invenzione, è  stato  mutuato, compreso
  gli errori, se ci sono, da un testo del  Governo,  esattamente il
  407.
       Ma, qual è il problema?
       C'è un'attività  produttiva, una cantina sociale Vallelunga,
  la quale non può  accedere ai finanziamenti, ai prestiti dei vari
  istituti perché non  può  ipotecare  l'immobile,  o  non può dare
  ipoteca o  privilegi  sugli  immobili,  perché  risulta proprietà
  dell'ESA.
       Ora, con questa  operazione,  già  proposta da un disegno di
  legge del Governo, copiato  compreso  gli  errori, se ci sono, si
  vuole appunto assegnare  la  proprietà alla cooperativa, la quale
  aumenta  il capitale  sociale  di  cui  il  maggiore  quotista  o
  azionista diventa l'ESA,  ed  è  una operazione di una semplicità
  assoluta, tra l'altro  è  firmato  da  tutti  i colleghi deputati
  della  provincia   di  Caltanissetta,  c'è  stata  veramente  una
  sollevazione.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  Colleghi  è  stato  presentato  dalla
  Commissione l'emendamento 1.31. Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Si rimette all'Aula.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che  è  stato presentato l'emendamento 1.45 a firma
  del Governo.

     PIRO. Vi è un capitolo errato nell'emendamento.

     PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi si tratta soltanto di un errore
  di battitura. Vi  prego  prendere  atto  anziché  10573  si  deve
  leggere 10513. L'Assemblea ne prende atto.
       Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi  bisogna  votare  gli  emendamenti 1.47 e
  1.48 relativi  alla  questione  delle  tabelle, ma occorre votare
  anche una  ampia  delega  alla  Presidenza  perchè queste tabelle
  devono essere rettificate in base agli emendamenti che sono stati
  approvati.
       Pongo in  votazione  l'emendamento 1.47 a firma del Governo.
  Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione  l'emendamento 1.48 a firma del Governo.
  Il parere della Commissione?

     PETROTTA, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si vota l'ampia  delega  con  le  precisazioni  che ho fatto
  qualche attimo addietro.  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si passa  all'emendamento  1.13  a firma dell'onorevole Piro
  che era stato accantonato.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     PETROTTA. Presidente della Commissione. Favorevole

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.

       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo per la seduta
  gli  onorevoli Barbagallo Salvino, Lo Giudice, Cuffaro, Briguglio
  e Lo Monte che aveva chiesto 30 giorni di congedo.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 215. Il parere del
  Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 216. Il parere del
  Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 219. Il parere del
  Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    Comunico che ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
  è stato presentato il seguente emendamento:

    <<Al comma 17 sostituire '1977' con '1997'>>

       Pongo   in   votazione  l'emendamento  presentato  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'articolo
  2.

     CIMINO, segretario f.f.

                                <<Art. 2.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.
          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione.>>

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE <<PROVVEDIMENTI
    IN FAVORE DELLE TONNARE SICILIANE, DEL QUARTIERE DI SIRACUSA ED
    IN  FAVORE  DI  TEATRI.  INTERVENTI  PER  L'ISTITUTO  SICILIANO
    MUTILATI ED INVALIDI DI GUERRA>> (727/A).

     PRESIDENTE.    Si   passa   al   disegno   di   legge   727/A:
  "Provvedimenti in  favore  delle tonnare siciliane, del quartiere
  Ortigia di Siracusa  ed in favore di teatri.  Desidero informarvi
  che la maggior  parte  dei disegni di legge è stato già assorbito
  con il disegno  di legge finanziario che abbiamo testé approvato,
  rimane soltanto in  piedi l'articolo 1: ' Interventi per la pesca
  tradizionale  del  tonno'.
       Onorevole  Presidente  della  Regione  l'emendamento  1.1  è
  ritirato perché  riguardava  Ginostra  ed  è  assorbito.  Il 3.1:
  'L'articolo 3 è soppresso'  dato  che  non c'è più non si può più
  sopprimere, 'L'articolo  4  è soppresso' anche questo è superato,
  'L'articolo 5 è  soppresso'  anche  questo  è  superato', per cui
  rimane in  piedi  soltanto  l'articolo  2.  Invito  la competente
  commissione a  prendere  posto  nel  relativo  banco, commissione
  composta    dai    deputati:    Cimino,   Presidente;   Speranza,
  segretario;  Adragna,  Catania, Catanoso, Costa, Martino, Ortisi,
  Scalia, Scoma,  Villari,  Zanna.
       Signor Presidente  ritiene  di affidarsi al testo, è rimasto
  soltanto l'articolo 1,  se  ne  prende  atto.
       Dichiaro aperta  la discussione generale.  Nessuno chiede di
  parlare.  Dichiaro  chiusa  la  discussione  generale.  Pongo  in
  votazione  il   passaggio   all'esame   degli   articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Non   risultano  presentati  emendamenti  all'articolo  1  e
  pertanto nessuno  chiede  di  parlare  sull'articolo  1. Pongo in
  votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli   colleghi,   sono  stati  presentati  emendamenti
  aggiuntivi  che  non  consentono  l'approvazione dell'articolo 1,
  quindi  se  non  vengono  ritirati  non  possiamo  andare  oltre.
  Vengono  mantenuti?   Di   chi   sono  gli  emendamenti?  Vengono
  ritirati gli emendamenti  del  Governo  per  cui  non  ce ne sono
  altri. Il Governo li ritira. L'Assemblea ne prende atto.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Su   che   cosa   vuole   intervenire  onorevole
  Crisafulli? E'  soltanto l'articolo 1, tutto il resto è stato già
  approvato ed  assorbito da altro disegno di legge. La finanziaria
  che abbiamo  testé  approvato  ha  assorbito la maggior parte del
  disegno di legge.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.  Signor  Presidente,  in  effetti...  non  so  perché la
  Commissione  finanza  sia  qui,  dovrebbe  esserci la Commissione
  cultura.

     PRESIDENTE. Composta dall'onorevole Cimino, Presidente...

     PIRO.  Signor  Presidente,  ho  approfittato di questo piccolo
  equivoco,  volevo  però  farle  presente  una  cosa,  Presidente,
  l'articolo 2 è  già  stato  inserito, lo stesso dicasi per il 4 e
  per il  5,  l'articolo 3 invece, Presidente, è stato inserito nel
  testo che abbiamo testé  definito soltanto per quanto riguarda il
  Teatro di Palermo, mentre  è  rimasta  la questione del Teatro di
  Catania che era rimasta sospesa. Questo lo devo dire, Presidente,
  perché così è. Perché in  effetti è stata presa la parte relativa
  al Teatro di Palermo, ma  quella  di  Catania  non  è stata... Si
  tratta  evidentemente anche  in  relazione  alle  intenzioni  del
  Governo di chiarire se va modificato, evidentemente, l'articolo 3
  o se il Governo ritiene che l'articolo 3 debba essere considerato
  anch'esso superato, perché  se  è  invece  intenzione del Governo
  comunque mantenere l'articolo 3  per  la parte relativa al Teatro
  di Catania, evidentemente  il  Governo stesso deve predisporre un
  emendamento di modifica.

     DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,  Presidente della Regione. Il Governo ritiene di potere
  mantenere  l'articolato  relativamente al Teatro di Catania nella
  misura   in  cui  l'emendamento  è  stato  già  apprezzato  dalla
  Commissione Bilancio.

     STRANO,  Assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti.  Bisogna  defalcare  la  somma  relativa a Palermo che
  abbiamo testé approvato.

     DRAGO,  Presidente  della  Regione.  Se è stato già apprezzato
  dalla Commissione Bilancio si, ma se è ulteriore somma no.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Presidente   della  Regione  il  suo
  intervento ha  tutta  l'aria  del '68 a proposito della misura in
  cui  ....  con  le  leggi  non  si  può  fare.  Se  lei  presenta
  l'emendamento o riscrive l'articolo 3.

     DRAGO,  Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente  io ho
  bisogno di  una  notizia  se  questo testo è stato già apprezzato
  dalla Commissione Bilancio.

     CRISAFULLI. E da chi la vuole la notizie è lei il Governo.

     PRESIDENTE.  Onorevole Presidente della Regione nel momento in
  cui il disegno  di  legge  è in Aula, ed è il disegno di legge n.
  727/A, ha già avuto la copertura finanziaria.

     DRAGO, Presidente  della  Regione.  Allora  se ha già avuto la
  copertura finanziaria noi siamo favorevoli.

     PRESIDENTE. Altrimenti come poteva essere qui.
       Onorevole   Piro   successivamente   questa  norma  è  stata
  apprezzata,  ma  relativamente  soltanto  al  Teatro  stabile  di
  Palermo, e quindi non è possibile discutere dell'articolo 3 anche
  soltanto per recuperare il Teatro di Catania a meno che non viene
  assicurata la copertura finanziaria, però, non c'è la Commissione
  Bilancio,  perché  la  Commissione  Bilancio  non  è insediata, è
  insediata  la Commissione presieduta dall'onorevole Cimino quindi
  meglio lasciare le cose così come stanno. Rimane così stabilito.

     TURANO. Se il problema è superato..... Siccome abbiamo esitato
  l'emendamento  1.12  nell'altro  disegno  di legge che secondo me
  ripropone la stessa materia ..... se è superato

     PRESIDENTE. Superato. Si passa all'articolo 2.

                             <<Art. 2.

           1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
      ufficiale  della  Regione siciliana ed entrerà in  vigore  il
      giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

           2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
      farla osservare come legge della Regione>>.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE  DEL   DISEGNO  DI  LEGGE  <<PROVVEDIMENTI  PER  LA
    SALVAGUARDIA   E  LA  VALORIZZAZIONE  DEL  PATRIMONIO  STORICO,
    CULTURALE E  LINGUISTICO  DELLE  COMUNITA' SICILIANE DI ORIGINE
    ALBANESE E DELLE ALTRE MINORANZE LINGUISTICHE>> (203/A).

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al disegno di legge n.
  203/A:  'Provvedimenti  per  la  salvaguardia e la valorizzazione
  del patrimonio  storico,  culturale  e linguistico delle comunità
  siciliane  di   origine   albanese   e   delle   altre  minoranze
  linguistiche'.
       Invito   i   componenti  la  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
       Si passa all'articolo 1.
                               <<Art. 1

           1. La  Regione siciliana, nell'ambito della tutela della
      lingua e  della  cultura  delle popolazioni appartenenti alle
      minoranze   linguistiche   riconosciuta   dalle  leggi  della
      Repubblica, dispone per le popolazioni di lingua e di cultura
      albanese  e delle altre minoranze linguistiche presenti nella
      Regione gli interventi di cui agli articoli seguenti>>.

       Non sono  stati  presentati emendamenti sull'articolo 1.  Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'articolo 2.

                               <<Art. 2

           1.  Il   Presidente   della  Regione,  entro  60  giorni
      dall'entrata in  vigore  della  presente  legge, deve avviare
      l'iter per l'adozione  del  decreto con il quale è delimitato
      l'ambito territoriale  in  cui  si  applicano le disposizioni
      degli articoli seguenti.

           2.  Il   provvedimento   è   adottato  con  decreto  del
      Presidente della  Regione  previa  deliberazione della Giunta
      regionale di  governo.  Il  procedimento  per  l'adozione del
      decreto è  promosso  dal  Presidente  della  Regione mediante
      richiesta ai comuni di Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo
      Adriano, Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela di volere
      includere   i   rispettivi   territori  comunali  nell'ambito
      territoriale  in  cui  si  applicano  le  disposizioni  degli
      articoli seguenti.  I  comuni manifesteranno la loro adesione
      con delibera del  consiglio  comunale  da  adottarsi entro 60
      giorni dalla  ricezione  della richiesta del Presidente della
      Regione.   Decorso  infruttuosamente  il   suddetto   termine
      l'adesione si intende accordata.

           3.  Il  territorio   del  comune  di  Palermo,  sede  di
      residenza  di   molti   albanofoni, può  essere  inserito  su
      richiesta del  consiglio  comunale  della  città  nell'ambito
      territoriale del decreto del Presidente della Regione.

           4. Negli altri comuni della Regione non  compresi  nelle
      previsioni dei commi precedenti, nel cui  territorio  insista
      comunque una minoranza linguistica, il  procedimento previsto
      dal comma 2 può in ogni caso essere promosso dal 10 per cento
      della popolazione residente>>.

       All'articolo 2  sono  stati  presentati gli emendamenti 2.1,
  3.1   dell'onorevole   Stancanelli.  Per  assenza  dall'Aula  del
  deputato proponente, gli emendamenti sono decaduti.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo dire
  che - forse  sto  vivendo un momento di confusione - non riesco a
  raccapezzarmi. Questo  testo dalla Commissione bilancio e finanze
  -  potrei   sbagliarmi,   ma   mi  aiuterà  il  Presidente  della
  Commissione stessa a  capire  se  il  ragionamento  è  questo - è
  uscito con  l'approvazione  di  un  emendamento che finanziava il
  funzionamento dei  consorzi  universitari che gestiscono corsi di
  laurea  non   finanziati   nè   dallo  Stato  nè  dalla  Regione.
  Emendamento che,  per  la  verità,  era stato approvato sia nella
  legge sulle tonnare  sia  su questa, in Commissione bilancio e di
  merito.
       Dopo  di  che  si  disse  che  l'emendamento  sarebbe  stato
  mantenuto nel testo  di  questo  disegno  di  legge.  Ora, io sto
  leggendo con l'attenzione necessaria, dovuta anche all'ora tarda,
  il testo e  non  trovo  il  riferimento legislativo che sapevo ci
  fosse.   Vorrei  capire  che  fine  ha  fatto  dal  Governo,  dal
  presidente della seconda Commissione e anche dal Presidente della
  commissione di merito.
       Posso  capire,  infatti,  che  sulla  finanziaria  ci  siamo
  trovati a dover dare una gestione elastica rispetto ai meccanismi
  regolamentari, ma  se  questo  avviene  anche  con tutto il resto
  delle normative in discussione io non capisco più niente.

     PRESIDENTE. Pongo  in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'articolo  3.

                          <<Art. 3

           1. Nelle scuole materne dei comuni di  cui  all'articolo
      2,  l'educazione  linguistica  prevede, oltre  all'uso  della
      lingua italiana, anche l'uso della lingua della minoranza per
      lo  svolgimento  delle  attività  educative.   Nelle   scuole
      elementari  e  nelle  scuole  secondarie  di  primo  grado  è
      previsto  l'uso  anche  della  lingua  della  minoranza  come
      strumento d'insegnamento.

           2.  Nelle scuole materne ed elementari  sono  assicurati
      l'alfabetizzazione anche nella lingua della minoranza, nonché
      l'insegnamento  delle  forme  espressive   dell'infanzia,  la
      lettura   e   le   esercitazioni  relative   agli   argomenti
      concernenti gli usi, i costumi e le tradizioni delle comunità
      locali.   Nelle scuole secondarie di primo grado  è  previsto
      l'insegnamento anche della lingua della minoranza.

           3.  E' obbligatorio l'insegnamento della  cultura  delle
      tradizioni  delle  minoranze linguistiche  nell'ambito  delle
      discipline   individuate   dalle    istituzioni   scolastiche
      interessate nell'esercizio dell'autonomia didattica.

           4. Nello svolgimento dell'insegnamento di cui  ai  commi
      precedenti le istituzioni scolastiche autonome  esercitano le
      attribuzioni previste dalla vigente legislazione statale.

           5.  Qualora  i  genitori non intendano avvalersi  per  i
      propri  figli  delle  misure  di  cui ai commi 1, 2 e  3   ne
      informano   la   scuola   interessata   al    momento   della
      preiscrizione.

           6.  Nel  comune  di  Palermo,  ove  si   verifichino  le
      condizioni di cui al comma 3 dell'articolo 2,  le  competenti
      autorità   scolastiche,   previa   intesa  con   il   comune,
      individuano  gli istituti e le sezioni in cui  si  effettuerà
      l'insegnamento previsto dai commi precedenti.

           7. Per gradi d'istruzione diversi da quelli indicati dai
      commi 1, 2 e 3 si applica la vigente legislazione statale.

           8.  L'insegnamento della lingua, della cultura  e  delle
      tradizioni locali costituisce parte integrante  dei programmi
      didattici dei corsi istituiti e finanziati dalla Regione.

           9. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano
      ai corsi dello stesso livello svolti per gli adulti>>.

       E'   stato   presentato   l'emendamento  3.2  dell'onorevole
  Stancanelli.    Per    assenza    dall'Aula    del   presentatore
  l'emendamento è  decaduto.  Non  ci  sono  altri  emendamenti. Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'articolo  4.

                           <<Art. 4

           1.  L'Assessore   regionale   per   i   beni  culturali,
      ambientali e per  la  pubblica  istruzione  è  autorizzato ad
      erogare finanziamenti per  l'importo  di lire 500 milioni per
      organizzare nei  comuni  indicati  nel decreto del Presidente
      della Regione di cui  al  comma  2  dell'articolo  2 corsi di
      alfabetizzazione nella  lingua  minoritaria  e  nella  lingua
      italiana per adulti>>.

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5.

                               <<Art. 5

           1. La Regione concede, in conformità  della legislazione
      vigente  per  il  diritto  allo  studio,  a  coloro  i  quali
      frequentano  i  corsi  di  lingua  albanese  o  si  avvalgono
      dell'insegnamento  di  tale  lingua nelle  scuole  pubbliche,
      secondo  le  modalità  previste  dagli  articoli  precedenti,
      contributi  annui  per  l'acquisto  di  libri   e   materiale
      didattico>>.

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione. Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 6.

                               <<Art. 6

           1. Nei comuni  indicati nel decreto del Presidente della
      Regione di cui al  comma  2  dell'articolo  2,  i  membri dei
      consigli   comunali    possono   usare   la   lingua   locale
      nell'attività degli organi medesimi.

           2. Quando non  sia  possibile  disporre  di  servizio di
      traduzione, sono  prive di effetti giuridici le dichiarazioni
      che non siano espresse anche in lingua italiana.

           3. Per gli  altri  uffici pubblici si applicano le leggi
      dello Stato>>.

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione. Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 7.

                               <<Art. 7

           1. Nei comuni  indicati nel decreto del Presidente della
      Regione di cui  al  comma  2  dell'articolo  2,  il consiglio
      comunale può  deliberare con disposizione del proprio statuto
      di provvedere, con  spese  gravanti  sul  bilancio del comune
      stesso in mancanza  di  altre  risorse  disponibili  a questo
      fine, alla pubblicazione nella lingua albanese, o nelle altre
      lingue minoritarie,  di  atti  ufficiali  dello  Stato, della
      Regione e degli  altri  enti locali, fermo restando il valore
      legale esclusivo degli  atti  nel  testo  redatto  in  lingua
      italiana>>.

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione. Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 8.

                               <<Art. 8

           1.  Nei  comuni  di cui all'articolo 2, in  aggiunta  ai
      toponimi  ufficiali, i consigli comunali  possono  deliberare
      l'adozione di toponimi conformi alle tradizioni ed  agli  usi
      locali.

           2.  Per  gli interventi di cui al comma  precedente,  la
      Regione  eroga  ai medesimi comuni un contributo di  lire  60
      milioni>>.

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione. Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 9.

                               <<Art. 9

           1. La Regione,  entro  tre  mesi  dall'entrata in vigore
      della  presente  legge, stipulerà convenzioni con  la  RAI-TV
      regionale e con altre emittenti radiofoniche e televisive per
      l'inserimento  nei  programmi radiotelevisivi  di  notiziari,
      programmi culturali, educativi e di intrattenimento in lingua
      albanese o nelle altre lingue minoritarie.

           2.   L'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali  ed
      ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione è autorizzato ad
      erogare  contributi  agli  organi di stampa ed alle emittenti
      radiotelevisive  a carattere privato che utilizzino la lingua
      albanese  o le altre lingue minoritarie>>.

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione. Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 10.

                         <<Art. 10

           1.   L'Assessore    regionale   per   il   turismo,   le
      comunicazioni  ed   i  trasporti  è  autorizzato  ad  erogare
      contributi per le manifestazioni  culturali,  folcloristiche,
      religiose ed artistiche organizzate nei comuni  indicati  nel
      decreto  del  Presidente  della  Regione  di cui al  comma  2
      dell'articolo 2>>.

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione. Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 11.

                                 Art. 11.

           1.  L'Assessore   regionale  per  i  beni  culturali  ed
      ambientali e  per  la  pubblica  istruzione  è  autorizzato a
      concedere   contributi  ad  associazioni,  centri  culturali,
      Università ed  enti religiosi che operano per la tutela della
      lingua  e  delle  tradizioni  delle  popolazioni  di  origine
      albanese  e   delle  altre  lingue  minoritarie  presenti  in
      Sicilia.

    Pongo  in  votazione l'articolo  11.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Dò lettura dell'articolo 12.

                                 Art. 12.

           1. Al  fine  di disciplinare l'erogazione dei contributi
      di cui agli  articoli 9, 10 ed 11 l'Assessore regionale per i
      beni culturali  ed  ambientali  e  per la pubblica istruzione
      emanerà,  entro   60  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
      presente legge  sentita la competente Commissione legislativa
      dell'Assemblea regionale siciliana, apposito regolamento.

       All'articolo 12 non  sono  stati  presentati emendamenti. Lo
  pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 13.

                                 Art. 13.

           1. La Regione siciliana, entro un anno  dall'entrata  in
      vigore  della  presente  legge,  istituisce  in  Piana  degli
      Albanesi l'Istituto per la conservazione e  la valorizzazione
      del patrimonio storico, linguistico,  culturale, documentario
      e bibliografico delle minoranze linguistiche.

           2.  L'Istituto  svolge  attività  di   studio,  ricerca,
      documentazione,   conservazione   di  beni   archivistici   e
      bibliografici, promozione culturale, formazione per i docenti
      e   quant'altro   necessario  per  la  conservazione   e   la
      valorizzazione   del   patrimonio  storico,   linguistico   e
      culturale delle minoranze linguistiche.

           3.  Le finalità ed il funzionamento  dell'Istituto  sono
      regolamentati   da   uno   statuto   che   sarà   predisposto
      dall'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
      per  la  pubblica  istruzione  ed approvato con  decreto  del
      Presidente  della  Regione,  sentiti  i  sindaci  dei  comuni
      interessati, l'Eparchia di Piana degli Albanesi ed il rettore
      dell'Università di Palermo, nonché la  competente Commissione
      legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.

           4.   L'Istituto   avrà   un   proprio    consiglio    di
      amministrazione.  Lo statuto dovrà prevedere la  presenza  in
      tale  organo  di  almeno  un rappresentante di  ciascuno  dei
      comuni  inclusi nel decreto del Presidente della  Regione  di
      cui   al   comma   2  dell'articolo  2,   un   rappresentante
      dell'Università degli studi di Palermo ed  un  rappresentante
      dell'Eparchia di Piana degli Albanesi.

           5. L'Università  degli  studi  di  Palermo,  nelle forme
      indicate dallo statuto,  ha  il compito di sovrintendere alla
      direzione scientifica dell'istituto.

       All'articolo 13 non  sono  stati  presentati emendamenti. Lo
  pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 14.

                                 Art. 14.

           1.  Il  contributo  di  cui all'articolo 1  della  legge
      regionale 4  giugno 1980, n. 52 'Interventi per la promozione
      di attività  di  ricerca  nel  settore  sociale della cultura
      cristiana' è  elevato  a  lire  300 milioni annui a decorrere
      dall'esercizio finanziario in corso.

     PAGANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  brevemente
  vista l'ora tarda.  Il compito mio in questo caso è illustrare il
  perchè di questo articolo all'interno  di un disegno di legge che
  ovviamente parla della lingua,  della  tradizione e della cultura
  del popolo albanese. Con l'articolo 14 viene valorizzato il ruolo
  e il fine dell'attività  di  ricerca  nel  settore  sociale della
  cultura  cristiana  in   particolare   della  facoltà  teologica,
  istituto meritorio che ha creato  in questi 18 anni dacché esiste
  la legge un patrimonio  e una produzione scientifico-teologica di
  altissimo livello.
       All'articolo 14  è collegato un emendamento, che illustro al
  fine  di  evitare   ogni  tipo  di  confusione,  a  firma  mia  e
  dell'onorevole  Turano  e  Provenzano in relazione alla copertura
  finanziaria  che molto opportunamente l'Assessore Strano ha avuto
  l'amabilità di  coprire attraverso uno storno del capitolo 47653,
  ad onore e merito dell'Assessore.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente della Regione, all'articolo
  14 si  fa  riferimento  alla  copertura  finanziaria  pari  a 300
  milioni. Gli  uffici  hanno  qualche  dubbio  perchè  pare che il
  capitolo preveda  solo  100  milioni e l'aggiunta prevista con il
  successivo articolo  16  di ulteriori 100 milioni porta una cifra
  plausibile a 200 milioni e non a 300 milioni, quindi deve esserci
  un errore materiale.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor Presidente, è  un  errore  materiale  che nasce
  dalla stesura dell'articolo 14,  da  dove  viene  indicato che si
  tratta di 300 milioni e poi nell'articolo 16, invece, è riportato
  soltanto 100 milioni che è  il  contributo attuale, quindi non ci
  sarebbe ragione dell'aumento.

     PRESIDENTE. E allora quanto dovrebbe essere?

     TURANO. Più 200  milioni  per arrivare ai 300 milioni che sono
  stati deliberati dall'articolo 14. E' un errore materiale.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 15.

                                 Art. 15.

           1.  L'Assessore  regionale   per  i  beni  culturali  ed
      ambientali e per  la  pubblica  istruzione  è  autorizzato ad
      assegnare alle province regionali che gestiscono direttamente
      o tramite loro consorzi corsi di laurea o sezioni staccate di
      corsi di laurea e che non fruiscono di appositi finanziamenti
      statali o regionali contributi da destinare alla gestione dei
      suddetti corsi.

           2. Entro sessanta  giorni  dall'entrata  in vigore della
      presente legge l'Assessore  regionale per i beni culturali ed
      ambientali  e  per   la  pubblica  istruzione  provvede  alle
      assegnazioni di cui al  comma  1 secondo i parametri previsti
      dall'articolo 51 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9.

       Pongo in votazione l'articolo  15.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 16.

                                 Art. 16.

           1. Per le  finalità  della  presente legge è autorizzata
      per l'esercizio finanziario 1998 la spesa complessiva di lire
      16.100 milioni così ripartite:

           articolo 3 - lire  250  milioni;

           articolo  4 - lire  250  milioni;

           articolo  5 - lire  20  milioni;

           articolo  8 - lire  30  milioni;

           articolo  9 - lire  20  milioni;

           articolo 10 - lire  100  milioni;

           articolo 11 - lire   80  milioni;

           articolo 13 - lire   250 milioni;

           articolo 14 - lire   100 milioni;

           articolo 15 - lire 15.000 milioni.

           2. All'onere derivante dagli articoli 3, 4, 5, 8, 9, 10,
      11, 13 e 14  della  presente legge e ricadente nell'esercizio
      finanziario 1998 si  provvede  con  parte delle disponibilità
      dei seguenti capitoli  del  bilancio della Regione per l'anno
      finanziario 1998:

           - capitolo 37971 lire 500 milioni:

           - capitolo 38360 lire 500 milioni;

           - capitolo 38371 lire 100 milioni.

           3. Per gli  anni  successivi  l'onere sarà determinato a
      norma dell'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
      47.

           4. Alla spesa  derivante dall'articolo 15 della presente
      legge si  fa  fronte  mediante l'utilizzazione  dell'apposito
      accantonamento del capitolo 60791 codice 5015 di pari importo
      del bilancio della Regione.

       Comunico che è stato presentato dall'Onorevole Giannopolo un
  emendamento.  Poichè  l'onorevole   Giannopolo  non  è  in  Aula,
  l'emendamento è decaduto.
       Si  passa  all'emendamento  16.1.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  ritornando
  all'articolo 14,  atteso  che  il problema che si vuole risolvere
  non riguarda  soltanto  l'esercizio finanziario in corso ma tutti
  gli  esercizi  finanziari  successivi  la  correzione  va operato
  affinchè anche  per  l'esercizio  finanziario  '99 e a seguire il
  contributo non è più di 100 ma di 300 milioni.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione l'emendamento 16.1.
       Il parere del Governo?

     DRAGO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CIMINO, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 16 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 17.

                               <<Art. 17.

           1. La  presente  legge  sarà  pubblicata  nella Gazzetta
      Ufficiale della Regione  siciliana  ed  entrerà  in vigore il
      giorno successivo alla sua pubblicazione.

         2. E' fatto  obbligo  a chiunque spetti di osservarla e di
      farla osservare come legge della Regione>>.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi, fra  qualche  minuto  procederemo  alla
  votazione dei disegni di legge.  La  seduta  è sospesa per cinque
  minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 3.35, è ripresa alle ore 3.47)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE N.
    576/A:  "DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI PER L'ANNO 1998"

     PRESIDENTE.  La seduta è  ripresa.
       Si passa alla votazione finale dei disegni di legge.
       Indìco la votazione per  scrutinio  nominale  del disegno di
  legge:"Disposizioni finanziarie urgenti per l'anno 1998".
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

              (Si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti   40

       L'Assemblea non è in numero legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi, dichiaro  chiusa la sessione. I deputati
  saranno convocati a domicilio.
       Comunico che domani alle ore 19.00 è convocata la Conferenza
  dei capigruppo per predisporre  il  programma  dei lavori.

       La seduta é tolta alle ore 3.52 di giovedì 3 settembre 1998.