PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 11.45.
PEZZINO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Grippaldi e Mele hanno
chiesto congedo per oggi 23 settembre 1998.
Non sorgendo osservazioni il congedo si intende accordato.
Onorevoli colleghi, ai sensi del nono comma dell'articolo
127 del Regolamento interno, dò il preavviso di trenta minuti al
fine dell'eventuale votazione mediante procedimento elettronico
che dovesse avere luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI N. 236:
"Iniziative a tutela dei territori dei comuni del palermitano
oggetto di gravi minacce mafiose."; N. 237 "Iniziative a
sostegno della vertenza dei lavoratori della Ericsson." N. 239
"Deliberazione, entro il 24 settembre 1998, delle necessarie
rimodulazioni del POP-FESR 1994-1999." N. 240 "Richiesta al
Governo nazionale di misure di ordine pubblico sul problema
dell'immigrazione clandestina." N. 241 "Istituzione del Centro
regionale per la diagnosi prenatale delle emoglobinopatie."
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI N. 236:
"Iniziative a tutela dei territori dei comuni del palermitano
oggetto di gravi minacce mafiose." degli onorevoli Scalia;
Ricotta; Caputo; Granata; Stancanelli; N. 237 "Iniziative a
sostegno della vertenza dei lavoratori della Ericsson." degli
onorevoli Forgione; Martino; La Corte; Liotta; Morinello; Vella;
N. 239 "Deliberazione, entro il 24 settembre 1998, delle
necessarie rimodulazioni del POP-FESR 1994-1999." degli onorevoli
Fleres; Grimaldi; Pagano; Cimino; N. 240 "Richiesta al Governo
nazionale di misure di ordine pubblico sul problema
dell'immigrazione clandestina." degli onorevoli Pagano; Cimino;
La Grua; Scalia; N. 241 "Istituzione del Centro regionale per la
diagnosi prenatale delle emoglobinopatie." degli onorevoli
Pagano; Cimino; La Grua; Scalia.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PEZZINO, Segretario f.f.:
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- da diversi mesi, nonostante i duri colpi inferti
dalle Forze dell'ordine e dalla Magistratura, a San
Giuseppe Jato, comune della provincia di Palermo, da
tutti ritenuto ad alto rischio di infiltrazioni e
presenze mafiose, continuano a verificarsi atti
estorsivi in danno di commercianti e incendi e
danneggiamenti in danno di imprese impegnate nella
realizzazione di opere pubbliche;
- prima la ditta 'COMEST', impegnata nella realizza-
zione della metanizzazione nel territorio di San
Giuseppe Jato, dopo aver iniziato i lavori, ha
subìto nottetempo un incendio che ha interamente
distrutto un escavatore, causando danni pari a circa
100 milioni;
- successivamente, ed esattamente questa notte, è
stato incendiato un altro escavatore dell'impresa
'Salvatore Pio Li Manni', impegnata a realizzare in
contrada Dammusi, sede di terreni e case appartenen-
ti ai Brusca, alcune strade interpoderali;
- tutto ciò dimostra inequivocabilmente che, nono-
stante l'arresto di Vito Vitale, dei suoi fiancheg-
giatori, e il contributo dato dalla collaborazione
di molti mafiosi arrestati, la mafia continua ad
avere il pieno controllo del territorio, riuscendo
con macabra puntualità a condizionare tutte le
imprese che operano nel 'suo' territorio;
- gli amministratori ed alcuni dipendenti della
Comest hanno espresso fortissima preoccupazione per
l'incolumità dei mezzi e degli operai, e molti di
loro, nonostante la crisi occupazionale, hanno
manifestato l'intendimento di abbandonare il posto
di lavoro;
CONSIDERATO, pertanto, che i normali, anche se incisivi,
interventi operati dai Carabinieri della compagnia
di Monreale non sono serviti ad arginare il fenome-
no, che, anzi, appare estremamente diffuso e incon-
trollabile, si ritiene necessario un intervento
straordinario di controllo capillare del territorio,
finalizzato principalmente a tutelare le imprese dei
cantieri avviati in quel comune e in tutti gli altri
ritenuti a rischio,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a convocare, in via straordinaria, il Prefetto, il
Questore e il Comandante provinciale dell'Arma dei
Carabinieri di Palermo, per avviare tutte le inizia-
tive finalizzate alla tutela del territorio e, in
particolare, a garantire un presidio militare a
tutte le imprese, operanti nei comuni della provin-
cia di Palermo, ritenute a rischio di danneggiamenti
ed estorsioni;
- a chiedere un incontro con il Ministro degli
Interni, Napolitano, per ottenere un incremento
delle Forze dell'ordine in provincia di Palermo e,
segnatamente, il ritorno dei Militari dei Vespri a
presidio degli obiettivi 'sensibili';
- a chiedere al Presidente della Commissione parla-
mentare nazionale Antimafia, on.le Del Turco, di
incontrare in Sicilia gli amministratori dei comuni
a rischio di mafia, per assicurare, non solo la
dovuta solidarietà, ma anche interventi straordinari
a tutela dell'ordine pubblico da parte dello Stato."
(236)
SCALIA - RICOTTA - CAPUTO - GRANATA -
STANCANELLI
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'annuncio dell''Ericsson' di volere, ancora una
volta, procedere all''esternalizzazione' di altre
attività, ritenute dalla Direzione aziendale non
strategiche, rischia di diventare l'epilogo di una
lunga serie di ristrutturazioni che, nell'arco di
una decina di anni, nella sola Sicilia, hanno
abbattuto l'occupazione nella misura del 93%;
- la scelta risulta chiaramente quella di mantenere
le sole attività commerciali in un'area, come quella
siciliana, ove la quasi totalità delle tecnologie di
telecomunicazione sono di brevetto svedese;
- i lavoratori ed il sindacato hanno qualificato una
piattaforma rivendicativa che pone come pregiudizia-
le un piano di rilancio industriale della costituen-
da impresa INFOTEL che andrà a rilevare le attività
dismesse dell'Ericsson;
RITENUTO che:
- la vera garanzia dell'operazione sta nella ricom-
posizione, in un'unica grande azienda nazionale, di
un ciclo di lavorazioni che configurino la nuova
impresa come un 'partner tecnologico', un'interfac-
cia specializzata tra costruttori e gestori;
- un'impresa con tali caratteristiche e solidità
sarebbe certamente in grado di candidarsi ad acqui-
sire anche le attività che prevedibilmente i gesto-
ri, a privatizzazione avviata, cominceranno ad
esternalizzare;
- la formazione di una nuova e consistente nicchia
di mercato di dimensioni nazionali, costituita dalle
esternalizzazioni delle attività delle imprese
fornitrici e delle attività che le aziende di
gestione andranno esternalizzando, potrebbe costi-
tuire un'occasione sia per l'impresa che per il
Paese;
CONSIDERATO che:
- i lavoratori chiedono un piano industriale che
configuri un'impresa nazionale sana, articolata, con
capacità tecnologiche e sistemistiche di elevato
livello e che costituiscono la vera garanzia di
competere e sopravvivere al di là delle coperture e
delle assicurazioni verbali;
- il Sud, piuttosto che registrare la creazione di
nuovi posti di lavoro, vede ancora il sindacato e i
lavoratori fortemente impegnati a difendere quelli
esistenti;
- le questioni occupazionali, industriali, non
costituiscono solo un problema per i lavoratori in
questione, ma riguardano anche il futuro dell'econo-
mia siciliana;
- la politica e le istituzioni devono fare la loro
parte a partire dall'incontro al Ministero dell'In-
dustria del 15 settembre p.v.,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a sostenere la vertenza dei lavoratori Ericsson;
- ad attivarsi presso il Governo nazionale al fine
di avviare il piano di rilancio industriale e
rendere operativo quel processo tecnologico che
consente di non disperdere quel patrimonio di
conoscenze e professionalità acquisite negli anni;
- ad avviare le necessarie misure per consentire la
risoluzione della vertenza dei lavoratori della
azienda 'Intelit' da mesi senza stipendio."(237)
FORGIONE - MARTINO - LA CORTE -
LIOTTA - MORINELLO - VELLA
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che entro il 24 settembre 1998 la Giunta di
Governo è improrogabilmente chiamata ad effettuare i
necessari aggiustamenti finanziari sulle singole
misure del POP-FESR 1994-1999 per garantire l'opera-
tività del meccanismo di progettazione di sponda e
scongiurare il pericolo della perdita delle risorse
finanziarie relative alle annualità 1998 e 1999;
CONSIDERATO che l'attivazione della spesa è stata sostan-
zialmente garantita dalle misure 1.2 (Aiuti per
l'artigianato) 3.1 (Approvvigionamento idrico) e 4.1
(Risanamento delle acque) in relazione alle quali si
è fatto ricorso al predetto meccanismo di progetta-
zione di sponda per un importo di aggiuntivi 200
miliardi rispetto alle dotazioni originariamente
programmate, supplendosi ai ritardi delle altre
misure;
CONSIDERATO altresì che tuttora esistono una serie di misure
definite a rischio da parte dell'Unione europea e
che le stesse misure non hanno fatto registrare nel
tempo alcuna sensibile propensione alla spesa,
malgrado le costanti assicurazioni fornite dai
singoli comparti circa l'immediata attivabilità dei
progetti e delle istanze;
TENUTO CONTO che, rispetto alle numerose istanze presentate
nel 1998 da operatori siciliani a valere sulla legge
n. 488 del 1992, solo una parte è stata ammessa a
finanziamento;
RITENUTO necessario dirottare le risorse del FESR disponibi-
li verso le imprese siciliane i cui progetti hanno
superato l'istruttoria prevista dalla legge n. 488,
anche al fine di riequilibrare complessivamente
nell'ambito del POP-FESR le dotazioni destinate ai
lavori pubblici e quelle per l'imprenditoria priva-
ta,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a deliberare entro il 24 settembre 1998 le necessa-
rie rimodulazioni del POP-FESR 1994-1999, volte a
garantire:
a) l'incremento pari ad almeno 200 miliardi delle
misure 1.2, 3.1 e 4.1, che hanno fornito il parco
progetti di sponda che ha assicurato la presentazio-
ne dei giustificativi di spesa necessari per mante-
nere in vita l'intero POP-FESR;
b) l'inserimento nel POP-FESR della previsione del
finanziamento delle istanze delle imprese siciliane
inserite nella graduatoria per il 1998 che non siano
già state soddisfatte con le dotazioni ordinarie;
c) la destinazione alla nuova previsione di finan-
ziamento della legge n. 488 del 1992, di cui alla
lettera b) di almeno 200 miliardi, prelevando il
relativo importo da tutte le misure ove siano
disponibili risorse non impegnate, nonché l'assegna-
zione alla stessa previsione delle somme ancora
disponibili sull'asse 2.3 del Q.C.S. 'Aiuti ai
servizi alle imprese' (circa 15 miliardi)."(239)
FLERES - GRIMALDI - PAGANO - CIMINO
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nelle ultime settimane si è assistito ad un'auten-
tica invasione di immigrati clandestini, specie
albanesi e africani;
- gli immigrati clandestini, essendo nell'ordine di
migliaia di persone, sono ovviamente organizzati da
strutture criminali;
- che le immigrazioni clandestine diventano manova-
lanza della criminalità organizzata, specie nel
campo dello spaccio di stupefacenti e della prosti-
tuzione;
- la nostra legislazione in materia è la più permis-
siva d'Europa;
- solidarietà non significa illegalità, e che il
Governo italiano sta trattando il fenomeno con
lassismo e disorganizzazione;
CONSIDERATO che, per giungere ad una disciplina efficace dei
flussi d'ingresso, l'Italia non può avere una
politica inefficace,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a chiedere al Governo nazionale le seguenti misure:
1) di attivare un monitoraggio da parte delle forze
dell'ordine su tutto il territorio, al fine di
impedire che gli immigrati clandestini che hanno
ricevuto il foglio di via al termine del periodo di
accoglienza temporanea, alla fine restino nel
territorio;
2) approvare un decreto-legge che preveda il reato,
punito anche con l'espulsione, per il clandestino
che rifiuti di farsi identificare o che fornisca
generalità false;
3) di far valere i necessari strumenti economici
commerciali di fronte ai Paesi che non collaborano,
soprattutto quelli che usufruiscono di aiuti econo-
mici da parte dell'Italia;
4) di operare un ferreo controllo attraverso le
forze dell'ordine verso gli immigrati clandestini,
non solo lungo le frontiere o lungo le coste italia-
ne, ma anche su tutto il territorio nazionale, al
fine di scoprire le sacche di illegalità e clande-
stinità."" (240)
PAGANO - CIMINO - LA GRUA - SCALIA
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il servizio Talassemia dell'ospedale 'Cervello'
opera dal 1983 nel settore della diagnosi prenatale
di emoglobinopatia, eseguendo, al dicembre '97,
oltre 2.200 diagnosi prenatali;
- l'attività del servizio Talassemia dell'ospedale
'Cervello' è stata svolta per tutta la Regione
siciliana ed ha contribuito, con l'intervento per lo
screening del portatore sano di emoglobinopatia, ad
una riduzione dell'80% delle natalità per morbo di
Cooley;
CONSIDERATO che:
- il 27 maggio 1997 all'Assessorato Sanità si è
svolta una conferenza di servizi presieduta
dall'Assessore per la sanità, pro-tempore, cui
parteciparono anche i responsabili dei gruppi 48,
54 , 9 ed una delegazione di ematologi
rappresentati dai dottori Mangano, Maggio, Rizzo, e
che in quella riunione l'Assessore chiese la piena
condivisione scritta della nascita del centro
regionale di riferimento presso l'ospedale
'Cervello' da parte di tutti gli attori siciliani;
- il 29 maggio 1997 tutti gli operatori regionali di
servizi di talassemia inviarono all'Assessore per la
sanità pro-tempore una nota (la n. 157 Azienda
ospdaliera 'Cervello') in cui era richiesto il
riconoscimento del servizio di talassemia
dell'Azienda 'Cervello' quale centro regionale per
la diagnosi prenatale di emoglobinopatia;
- il 24 settembre 1997, con nota Gab. 032/2,
l'Assessore per la sanità pro-tempore inviava al
dirigente coordinatore del gruppo 48 la nota del
29/5 sottoscritta dagli operatori dei servizi di
talassemia, al fine di predisporre apposito
provvedimento finalizzato alla nascita del centro di
riferimento e alle modalità di verifica
dell'attività da parte dell'Amministrazione
regionale,
- il 24 ottobre 1997 il dirigente del gruppo 21
(programmazione finanziaria) dell'Assessorato Sanità
esprimeva il proprio parere favorevole riguardo
all'individuazione dell'Azienda ospedaliera
'Cervello' quale centro di riferimento per la
diagnosi prenatale delle emoglobinopatie, in quanto
la prevenzione (screening) avrebbe consentito la
riduzione della nascita di pazienti affetti dal
Morbo di Cooley, con conseguente riduzione della
spesa e con un discreto vantaggio economico già nel
medio periodo;
- il 30 dicembre 1997 l'Assessore regionale per la
sanità pro-tempore convocava una nuova conferenza di
servizi cui erano invitati tutti i direttori
generali delle aziende ospedaliere e delle aziende
unità sanitarie locali siciliane nonché i direttori
generali delle aziende Policlinico di Catania e
Messina al fine di individuare il centro di
riferimento per la diagnosi prenatale di
emoglobinopatia;
- il 16 gennaio 1998 si è svolto presso
l'Ispettorato regionale sanitario la conferenza dei
servizi dei direttori generali delle aziende
ospedaliere UU.SS.LL. e Policlinico e dei loro
delegati, e che, ancora una volta all'unanimità gli
stessi hanno concordato sulla necessità di far
nascere quanto prima il Centro di riferimento
regionale, nonché un'efficace rete regionale in
grado di effettuare diagnosi, ricerca, cura e
prevenzione sulla talassemia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER LA SANITA'
- ad istituire al più presto il Centro regionale di
riferimento per la diagnosi prenatale delle
emoglobinopatie;
- ad attivare una rete regionale in grado di
effettuare diagnosi, ricerca, cura e prevenzione
sulla talassemia;
- ad attribuire al predetto Centro di riferimento
funzioni e prestazioni inerenti alla diagnosi,
ricerca e terapia prenatali delle patologie fetali
nelle componenti diagnostiche di laboratorio;
- a creare un collegamento con l'Ispettorato
regionale sanitario al fine di pianificare,
coordinare e monitorare gli interventi di
prevenzione delle emoglobinopatie nel territorio
regionale." (241)
PAGANO - CIMINO - LA GRUA - SCALIA
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo che la determinazione
della data di discussione delle mozioni venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
SVOLGIMENTO INTERROGAZIONI DELLA RUBRICA "ENTI LOCALI"
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, delle interrogazioni della rubrica "Enti locali".
Onorevoli colleghi, informo l'Assemblea che è giunto un
fonogramma urgente da parte dell'Assessore per gli enti locali
onorevole Misuraca:
<<Comunicasi che, causa impegni istituzionali
precedentemente programmati, scrivente est impossibilitato
presenziare trattazione interrogazioni propria competenza nn.
158, 440 et 772 fissata mercoledì 23 settembre 1998, ore 11.00.
Richiedesi pertanto rinvio Misuraca Enti locali.>>
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, si potrebbe passare al IV punto
dell'ordine del giorno, cioè alla discussione del disegno di
legge relativo alla soppressione e liquidazione degli enti
economici regionali, ma ricordo che disponiamo di pochi minuti
essendo convocata per le ore 13.00 di oggi la Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari. Chiedo pertanto il parere del
Governo sull'opportunità di sospendere e riprendere i lavori nel
pomeriggio di oggi.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Riprendiamo nel
pomeriggio.
SPEZIALE. Signor Presidente, ma la Conferenza dei presidenti
dei gruppi parlamentari è prevista per le ore 13.00; potremmo
quindi proseguire per circa un'ora.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, se il Governo chiede di
sospendere i lavori d'Aula per consentire la riunione della
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari è prassi da
parte della presidenza di accordarlo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per una breve dichiarazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor presidente, secondo la normale prassi
parlamentare capisco che lei deve accogliere la richiesta del
Governo, ma essendo materia che è stata più volte portata in Aula
e sulla quale sappiano benissimo esserci uno scontro aperto
all'interno della maggioranza, non vorrei che si utilizzi la
tecnica parlamentare come una furbizia per evitare che un disegno
di legge che è stato già incardinato possa essere discusso.
A questo punto ho l'obbligo di fare una dichiarazione. Il
Governo ha portato il disegno di legge, ha ritenuto che fosse un
disegno di legge fondamentale, abbiamo lavorato anche nella
nostra funzione di opposizione, sono il relatore del disegno e
ove il Governo nella riunione della Conferenza dei presidenti dei
gruppi dovesse orientarsi per un ulteriore slittamento anche di
sole ventiquattrore del disegno di legge relativo alla
dismissione degli enti economici regionale, essendo il relatore
ed avendo più volte il Governo annunciato che ogni slittamento
presupponeva le dimissioni dell'assessore e non essendo questo
fino ad oggi verificatosi, a questo punto debbo preannunciare le
mie dimissioni da relatore.
DI MARTINO . Si dimette anche l'onorevole Castiglione. Glielo
assicuro
SPEZIALE. Ripeto, se il disegno di legge non torna in Aula
dopo la riunione della Conferenza ed il Governo dovesse avere
ancora un atteggiamento dilatore sul disegno, non posso che
prendere atto della volontà del Governo di non proseguire nella
discussione del disegno di legge e quindi per protesta mi dimetto
da relatore.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Molto brevemente, signor Presidente, onorevoli
colleghi. Rivolgo un appello soltanto al Presidente
dell'Assemblea.
Nel rispetto della sua funzione, signor Presidente, e del
Regolamento, che le sedute inizino all'orario da lei stabilito e
questo indipendentemente dalla farraginosità del Governo, delle
riunioni dei capigruppo e di chi, attraverso anche leggi
importanti come è importante questa per la Sicilia, tenta di
contrabbandare, attraverso la mancanza di una consultazione, la
volontà di guardare al potere per il potere nella convinzione che
invece in Sicilia non c'è bisogno del potere, ma di potere
servire la gente di Sicilia.
L'appello che le rivolgo è che noi si sappia come deputati
che, se l'Aula è convocata per le 17.00, alle 17.01 inizierà; se
poi non c'è il numero legale o non c'è la volontà di andare
avanti l'Assemblea e i deputati assenti se ne assumeranno la
responsabilità e non il presidente dell'Assemblea che credo che
non abbia bisogno nè di dilazionare i tempi, nè tanto meno di non
essere puntuale con convocazioni che lui stesso, all'orario che
ritiene, fissa per l'Assemblea stessa.
CASTIGLIONE, assessore all'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore all'industria. Onorevole presidente,
solo per confermare l'impegno del Governo ad andare avanti nel
varo del disegno di legge posto all'ordine del giorno e quindi il
rinvio ad oggi pomeriggio per permettere la effettuazione della
conferenza dei presidenti dei gruppi e stabilire il calendario
dei lavori dell'Assemblea.
Confermo l'impegno del Governo ad andare avanti oggi
pomeriggio senza ulteriore slittamento sulla discussione del
disegno di legge sugli enti economici.
PRESIDENTE. Si prende atto delle dichiarazioni del Governo.
Vorrei pregare l'onorevole Speziale di non far mancare
all'assemblea il suo prezioso contributo come relatore.
Ricordo che la Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari è fissata per le ore 13,00 e si terrà nella sala
Pompeiana.
La seduta è sospesa. Riprenderà alle 17,30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.15, è ripresa alle ore 18.17).
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cristaldi
SUL CALENDARIO DEI LAVORI
PRESIDENTE. Informo l'Aula sull'esito della Conferenza dei
capigruppo tenutasi nella mattina di oggi.
E' stata fatta una ricognizione dei disegni di legge che
possono essere esaminati dall'Aula; ne sono stati individuati
alcuni che prima di essere discussi in Aula devono tornare per la
presa d'atto nelle commissioni di merito. Il disegno di legge n.
702 è pronto per l'Aula e comunque la Conferenza dei capigruppo
ha confermato il calendario dei lavori che era stato già
approvato dalla stessa Aula introducendo alcune materie ed alcuni
disegni di legge.
Confermando il programma precedente, è stato ribadito ed
integrato quel programma con le seguenti materie: pesca,
commercio, riordino amministrazione, semplificazione procedure
amministrative, antiracket, riforma bilancio, credito al
commercio, fascia costiera, sdemanializzazione, pozzi irrigui,
personale gruppi, randagismo, carta diritti anziani, campi di
golf, centri di riferimento alta specializzazione,
interpretazione legge n. 48 del 1992.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, come ella sa, il Gruppo a cui
appartengo in sede di Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari ha espresso il proprio disaccordo a questo programma
d'Aula e di Commissione con una motivazione che non è tanto o
solo riferita a questo programma di apertura della sessione
autunnale, quanto, in genere, al modo di procedere della
Conferenza dei capigruppo e, quindi, anche dall'atteggiamento del
Governo e della maggioranza.
La Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari viene
svuotata da ogni funzione se non assolve con diligenza al dettato
regolamentare che prevede dei tempi, quindi un calendario, che
siano i più rigorosi possibili e, poi, anche un programma che sia
compatibile con il calendario.
Rilevo che il programma è vastissimo, fa riferimento a un
periodo di dieci giorni destinato ai lavori delle Commissioni e
a un periodo di dieci giorni destinato ai lavori d'Aula.
Nell'arco di questi due periodi si dovrebbero esaminare circa
venti disegni di leggi prima in Commissione e poi in Aula. Se
escludiamo i giorni festivi ci rimane la possibilità di tenere
cinque o sei sedute sia per le Commissioni che per l'Aula. Con
una miriade di leggi, mi pare chiaro che alla fine ciò che
emergerà è che il calendario stilato dalla Conferenza dei
capigruppo è sicuramente velleitario e comunque non si potrà
attuare.
In una situazione di questo tipo ciò che si determina è
esattamente il contrario di ciò che il Regolamento vuole e cioè
una selezione di disegni di legge, di priorità, che vengono
decise dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari e
su cui poi le Commissioni e l'Aula sono impegnate a lavorare.
In assenza di questo rigore, mi pare chiaro che la
trattazione dei disegni di legge nelle Commissioni è affidata
alla libera contrattazione o alla spinta più o meno forte che
ogni disegno di legge riceve.
In un gioco di questo tipo, mi pare evidente, che ad avere
la meglio poi sono i disegni di legge sostenuti dal Governo e
dalla maggioranza. I disegni di legge proposti dalla opposizione
non trovano mai ingresso.
Ho fatto riferimento ad un nostro disegno di legge che per
circa quattro o cinque mesi, forse anche di più, è stato inserito
nel programma dei lavori deciso dalla Conferenza dei Capigruppo e
non ha avuto mai la fortuna - dico mai - di essere inserito
all'ordine del giorno dei lavori della Commissione, figuriamoci
poi della sua trattazione in Aula. Il disegno di legge a cui
faccio riferimento riguarda i problemi del lavoro, snellimento di
procedure per accelerare la spesa regionale e quindi consentire
una maggiore occupazione.
Mi pare chiaro che emerge un problema che non è legato a
questo calendario, a questo programma ma all'andamento della vita
assembleare, talché noi ci siamo spinti a chiedere che venga
riunita ancora una volta la Commissione Regolamento perché
affronti il seguito di quella prima parte che abbiamo già
approvato, come norma di riforma del Regolamento, che è una parte
che noi abbiamo inteso approvare a stralcio del Regolamento
organico.
La maggioranza può ritenersi soddisfatta di avere ridotto i
tempi degli interventi, di avere ridotto i tempi della
illustrazione degli emendamenti da parte dei deputati, non può
ritenersi soddisfatta, ovviamente, l'Aula, il singolo
parlamentare, oltre che i gruppi di minoranza, perché non vedono
riconosciuti i propri diritti di opposizione che ogni regolamento
di qualunque Parlamento democratico riconosce. Ed allora, il
problema è insieme politico e regolamentare.
Noi non possiamo accettare un programma di questo genere,
tanto più che oltre ad essere velleitario, è impraticabile sia
sotto il profilo della disponibilità di tempo, sia anche sotto il
profilo della copertura finanziaria, perché sino ad ieri mattina
l'Assessore per il bilancio in se di Commissione "Finanze" ha
comunicato per iscritto, oltre che verbalmente, che non ci sono
più risorse disponibili per dare copertura finanziaria ai disegni
di legge.
Allora, delle due l'una: se non ci sono più le risorse, non
comprendiamo come sia possibile inserire all'ordine del giorno
dei lavori delle commissioni e poi dell'Aula, disegni di legge
che comportano spesa, e se le risorse invece ci sono, vogliamo
sapere a quanto ammontano.
C'è una contraddizione tra quanto ha asserito ieri
l'assessore in sede di Commissione 'Bilancio' e quanto il
Presidente della Regione oggi ha dichiarato in conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari; mentre ieri l'assessore ha
dichiarato di non esserci più disponibilità finanziaria nei fondi
globali, il Presidente della Regione oggi ha dichiarato che per
alcuni disegni di legge, quali quello sulla pesca, qualcosa forse
anche per quello riguardante il Parco archeologico della Valle
dei templi e di Segesta, sarà possibile trovare i fondi.
Questo gioco a nascondino, per cui i soldi ci sono e non ci
sono, non ci sono e poi tornano ad esserci, mi pare che non possa
essere accettato dall'Aula. Le coperture finanziarie non le dà
il Governo, bisogna che si renda finalmente conto di questa
elementare verità: le coperture finanziarie le dà la Commissione
'bilancio'. Il Governo avanza la proposta di dare o non dare
copertura, ma è la Commissione che alla fine decide e per
decidere deve potere avere piena contezza di quanto
effettivamente siamo in grado di disporre come Regione per
coprire finanziariamente i testi legislativi. Questo è un punto
di merito al quale non si può sfuggire.
Pertanto, quel calendario e quel programma a noi sembrano
del tutto propagandistici e nascondono un vuoto di programmazione
da parte del Governo e della maggioranza che noi non possiamo
coprire con un malinteso senso della funzione istituzionale.
Infatti, la funzione istituzionale in questo caso finisce per
sottendere e per occultare intenzioni politiche che sono di
parte. E' questa la ragione per la quale abbiamo dichiarato il
nostro dissenso e voteremo contro questo programma.
Abbiamo ribadito la necessità che si operi una
razionalizzazione dei lavori e aggiungiamo adesso che esigiamo
che ci sia chiarezza per quanto riguarda le risorse finanziarie.
Abbiamo chiesto con insistenza e con forza che il Governo
presenti il disegno di legge di variazione di bilancio in modo
tale da sapere quali sono le disponibilità, ma il Presidente
della Regione ha dichiarato che il Governo per il momento non
intende presentarlo.
Si comprenderà in modo del tutto chiaro ed evidente che
questa affermazione del Presidente della Regione ha un solo
scopo: tenere al buio l'Assemblea regionale, la Commissione
'Bilancio' per potere operare secondo il gradimento della
maggioranza. A questo gioco non ci stiamo e voteremo contro quel
programma e quel calendario.
Di MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
di intervenire per dichiarare il mio dissenso sulle
determinazioni prese a maggioranza dalla Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari. Ci troviamo dinanzi ad una
situazione molto delicata: non riusciamo a capire se l'Assemblea
viene imbrogliata dall'assessore per il bilancio e le finanze
ovvero dal Presidente della Regione.
Ritengo che molto responsabilmente l'assessore per il
bilancio e le finanze ha fatto sapere che non c'è la possibilità
di stanziare una lira per l'approvazione di disegni di legge.
Mi ricordo una trasmissione degli anni '70 con Riva e
Noschese, si chiamava "Mario Pio" il quale dinanzi a tutte le
difficoltà gridava: "Io sono Mario Pio e risolvo tutto io". Il
Presidente della Regione dà l'impressione di essere una specie di
"Mario Pio", siamo nelle comiche ormai. L'onorevole Drago si
sente "Mario Pio" e risolve tutto e propone tutto. Però, Signor
Presidente dell'Assemblea la situazione è molto più pesante di
quello che appare.
Nessuno può negare che la Regione, facendo calcoli
approssimativi, ha circa mille miliardi di debiti fuori bilancio.
Ciò significa la legge 27, i piani di inserimento professionale,
le norme per gli apprendisti, le riserve dello Stato. Il
Presidente Drago, mi dispiace che non sia presente perchè
mancando una moralità politica evidentemente tutto gli sembra
lecito. Gli sembra lecito ingannare o prendere in giro il
Commissario dello Stato. Il giorno prima della scadenza
dell'impugnativa della legge sul bilancio riunisce subito la
Giunta e approva le variazioni di bilancio. C'è una legge che dà
priorità assoluta verso il bilancio nel mese di maggio. Poi
dichiara candidamente che non ha problemi per i mille miliardi
dei debiti fuori bilancio, non ha problemi per le variazioni di
bilancio.
Signor Presidente dell'Assemblea, ma un parlamentare, non
per fare passare le proprie opinioni ma per fare rispettare le
leggi, per assicurare la regolarità contabile della Regione, ad
evitare che si commettano altri misfatti, come sono accaduti in
questa Assemblea. Ricordiamoci quello che è accaduto con la
grande infornata dei dipendenti dello Stato alla Regione,
ricordiamoci quello che è accaduto con gli articolisti. Tutte
queste vicende che noi abbiamo conosciuto adesso vediamo che c'è
un assessore di questo Governo, l'assessore al lavoro che con
grande disinvoltura assume impegni per conto della Regione
già abbiamo cifre astronomiche. Voglio capire, cosa bisogna fare
Signor Presidente per bloccare questo pugno di irresponsabili, a
chi dobbiamo rivolgerci? Noi vorremmo soltanto usare l'arma
politica che mi sembra quella più corretta.
Ma dinnanzi alla sordità qualche soluzione la dobbiamo pure
trovare.
Mi auguro che ci sia un rinsavimento da parte di questi
personaggi, non è possibile potere procedere in questo modo.
Priorità assoluta deve essere data alle leggi sulle variazioni di
bilancio. Deve finire questa allegra gestione della finanza
regionale.
Voglio arrivare alla conclusione, Signor Presidente. Ho
letto che lo scrittore tedesco Goethe era Ministro delle finanze
di un Land tedesco. Con la sua esperienza diceva che la civiltà
di un popolo si vede dalla regolarità della propria contabilità
della propria nazione e dalla cura con cui si gestisce il
pubblico denaro. Questo è il segno del degrado ed io mi rivolgo
ai deputati della maggioranza. Ma voi veramente siete convinti di
mantenere a galla, a capo di questo Governo un personaggio
simile, che sta affossando la Regione, la sta distruggendo e non
vuole sapere niente? Il suo problema è quello di restare a galla.
C'e un precedente ad esempio quello di Emiliano Zapata in
Messico al quale quando gli è stato chiesto: "Presidente, le
casse dello Stato non hanno più una lira". Lui si è rivolto al
Governatore della Banca del Messico e gli ha detto: "stampate".
Ma Emiliano Zapata aveva delle attenuanti perché era un
rivoluzionario contadino a cui dobbiamo portare rispetto e quindi
era convinto che stampando la moneta tutto si risolveva.
Abbiamo altri esempi, esempi nei paesi del centro Africa che
si sono comportati esattamente come si comporta il Presidente
Drago e il suo Governo qui alla Regione. Gli esempi sono Ciombè,
Bocassa e Mobutu, a quel comportamento si ispira il Presidente
della Regione, cioè invece di portare ordine nella controparte
della finanza della Regione va avanti in questo modo.
Mi chiedo e concludo: ci deve essere pure un giudice a
Berlino? Personalmente non sono più disposto a tollerare questo
andazzo e non vorrei fare cose che non ho fatto mai cioè chiamare
le proprie responsabilità politiche, contabili, amministrative e
anche penali - vivaddio - Non si riesce a capire perchè se c'è
un commesso che compie peculato per rubare una penna bisogna fare
un processo e quando c'è un Presidente della Regione che con
molta allegria e disinvoltura sta affossando ancora di più la
Regione tutto debba essere lecito.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino non è il caso di farlo
arrestare.
DI MARTINO . Signor Presidente ho un problema, non penso che
il patrimonio di Drago o di Briguglio sia di mille miliardi per
cui alla fine potrebbero pagare di tasca propria. Poichè presumo
che il loro patrimonio sia modesto, qualcuno deve frenarli. E
allo stato attuale mi pare che nessuno si muova per frenarli, ciò
vuol dire che opereremo in modo tale per frenarlo.
BARBAGALLO SALVINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO SALVINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
solo qualche minuto senza apportare altra confusione perchè la
confusione già regna sovrana in questo Parlamento. Solo per
chiedere, Signor Presidente, a proposito dei calendari dei lavori
di farsi garante di un problema. Noi parliamo di rilanciare
l'agricoltura, parliamo di rilanciare il turismo, del turismo ne
facciamo uno slogan a ogni piè sospinto poi magari con una legge,
la legge n. 16 definiamo il discorso dei boschi, l'entità degli
stessi e magari creiamo delle fasce di rispetto e dei vincoli che
non permettono agli albergatori di poter tirare su un albergo a
coloro i quali vogliono impiantare qualche struttura
turistico-alberghiera. Per non parlare di alcune zone, Signor
Presidente, che sono ricadenti all'interno dei parchi per cui un
contadino non riesce neanche a potersi costruire una modesta
casetta perchè questo terreno di proprietà ricade all'interno di
questa fascia di duecento metri.
Più di una volta, Signor Presidente, ho proposto qualche
emendamento e le chiedo cortesemente di farsi garante, a scanso
che io debba andare a mendicare a questo assessore o a
quell'altro assessore, ciò che sto dicendo. Atteso che mi pare di
aver sentito che nel calendario dei lavori c'è un disegno di
legge che riguarda la fascia costiera.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi pongo in votazione il programma
dei lavori illustrato dal Presidente dell'Assemblea.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del
disegno di legge nn. 413-458/A "Soppressione e liquidazione degli
enti economici regionali AZASI, EMS, ESPI".
Si passa all'emendamento 1.21.
Onorevoli colleghi, in caso di approvazione di tale
emendamento sono molti gli emendamenti che decadono, essendo
completamente cambiato il significato.
Onorevole Aulicino, lei conferma il mantenimento
dell'emendamento 1.21 a sua firma?
AULICINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 1.22 a firma dell'onorevole Aulicino.
AULICINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 1.1 del Governo.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 1.2 del Governo. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
GRIPPALDI, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI, Presidente della Commissione. Il Governo era stato
da me sollecitato in sede di illustrazioni a riferire in ordine
al suo orientamento circa la modifica della parte finale
dell'emendamento.
Allo stato non so cosa ne pensa il Governo.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Il Governo insiste per
il mantenimento dell'emendamento.
GRIPPALDI, Presidente della Commissione. Nella sua
interezza?
Ma io sottolineavo, onorevole assessore, che la parte finale
significa che qualunque scelta non passa dalla Commissione.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. L'emendamento 1.2 è
ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 1.23 a firma Aulicino ed altri.
AULICINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 1.14 a firma dell'onorevole Speziale ed altri:
- sostituire all'articolo 1, comma 3, dopo "nomina un collegio
di tre commissari guidatori dei tre enti soppressi, di cui uno
con funzioni di coordinatore" con "un commissario liquidatore
dei tre enti soppressi".
CAPODICASA Chiediamo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione a scrutinio segreto
dell'emendamento a firma dell'onorevole Speziale ed altri 1.14..
Spiego il significato del voto: chi è d'accordo
all'emendamento Speziale ed altri vota verde, chi non è d'accordo
vota rosso, chi si astiene vota bianco.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e ne proclamo
l'esito: presenti e votanti 29.
Non essendo l'Assemblea in numero legale, la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta sospesa alle ore 18,55 è ripresa alle ore 20,05)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi siamo in fase di votazione
dell'emendamento 1.14 degli onorevoli Speziale, Silvestro,
Giannopolo, Capodicasa, Zanna ed altri.
CASTIGLIONE. assessore per l'industria. Ne chiedo
l'accantonamento.
PRESIDENTE. Analogamente viene accantonato l'emendamento
1.17.
Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Onorevoli colleghi prima di proseguire nell'esame degli
emendamenti, comunico che, per mero disguido tecnico, nel
programma dei lavori tra le priorità elencate non è stato incluso
il disegno di legge 776, concernente la proroga del comitato
radiotelevisivo, nè la discussione della mozione numero 134
"Salvaguardia del sito archeologico delle 'Mura Timoleontee' di
Gela".
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.7, a firma dell'onorevole Di
Martino.
Anche questo, non sorgendo osservazioni, viene accantonato.
CINTOLA. Non può essere discusso questo.
PRESIDENTE. Si.
PRESIDENTE. Si passa all' emendamento 1.6, che è da
ritenersi anch'esso collegato; riguarda il compenso dei
liquidatori che sia uno o tre cambia il significato, onorevole
Assessore?
L'emendamento così recita, infatti: "..... il Presidente
della Regione, su proposta dell'assessorato regionale
all'industria, dopo la chiusura della liquidazione, determina il
compenso globale dovuto ai commissari liquidatori....".
Non sorgendo osservazioni, anche questo viene accantonato.
Come pure viene accantonato l'emendamento 1,15.1, a firma
del Governo "Ai commissari liquidatori, per l'attività di
liquidazione e temporanee gestione, spetterà ciascuno un compenso
pari a quello stabilito con decreto del Presidente della
Regione", e l'emendamento 1.15 degli onorevoli Speziale,
Giannopolo, Silvestro ed altri.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'emendamento 1.11 a firma La Grua, Costa, Virzì
ed altri:
"3 bis. L'incarico di cui al comma precedente non può essere
conferito a persone prive di alcuno dei requisiti prescritti
per gli amministratori di società per azioni ovvero che non
abbiano svolto per almeno 10 anni attività di alta direzione di
aziende finanziarie o industriali di livello nazionale ovvero
che negli ultimi dieci anni abbiano a qualsiasi titolo svolto
attività non occasionale e discontinua presso alcuno degli enti
di cui al comma 1 o delle società di loro totale
partecipazione.
Non essendo presente alcuno dei firmatari, lo dichiaro
decaduto.
Si passa all'emendamento 1.5 a firma Di Martino: "Sopprimere
il comma quattro".
Lo pongo in votazione.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
francamente ritengo che ci sia molto leggerezza da parte del
Governo e da parte del Presidente della Commissione. Qui bisogna
capire che senso ha la dizione 'con decreto del Presidente della
Regione vengono nominati alla scadenza i componenti dei collegi
dei revisori dei tre enti soppressi.'.
Qual è il ruolo dei componenti dei revisori? E' la
rappresentanza, nelle società per azioni, del capitale a
controllo degli amministratori.
Negli enti pubblici il ruolo dei revisori è quello di 'longa
manus' dell'amministrazione dell'ente conferente per vigilare
sull'attività degli amministratori degli enti.
Se un ente va in liquidazione e c'è tutta una concatenazione
di controlli, praticamente i revisori resterebbero con le mani in
mano, perché ogni atto dei commissari liquidatori verrebbe, anzi
viene, sia nella liquidazione coatta amministrativa come
nell'impostazione della legge, controllato, esaminato, vagliato
dall'Amministrazione regionale.
Per cui quale funzione hanno questi revisori? E' soltanto un
modo per dare una prebenda a tre persone. Parliamo tanto di
risparmio pubblico, di riduzione di spesa pubblica quando noi,
invece, dobbiamo operare proprio in queste condizioni per dire
che non hanno senso.
Invito pertanto il Governo , se non ha l'obiettivo esclusivo
di conferire prebende a propri clienti, di togliere questi
revisori che non hanno nessun senso, dopo non svolgeranno nessuna
funzione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5
dell'onorevole Di Martino. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GRIPPALDI, presidente della III Commissione legislativa.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all' emendamento 1.4 a firma degli
onorevoli Aulicino, Costa, ed altri.
Non essendo presente in Aula alcuno dei firmatari, lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 1.3, a firma del Governo.
Al comma 4 dell'articolo 1 la parola "soppressi" viene
sostituita con "posti in liquidazione".
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all emendamento 1.25 a firma degli onorevoli
Aulicino, Costa ed altri.
Non essendo presente in Aula alcuno dei firmatari, lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 1.4 dell'onorevole Di Martino:
Il quinto comma è sostituito dal seguente:
"Per quanto non previsto dalla presente legge trovano
applicazione le disposizione del Codice civile e le leggi dello
Stato in materia di liquidazione coatta amministrativa".
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GRIPPALDI, presidente della III Commissione legislativa.
Contrario.
CAPODICASA. E' contrario che si applichi il Codice civile?
PRESIDENTE. No, le leggi dello Stato.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Francamente devo dire che non si capisce se si
vogliano realmente portare avanti le dismissioni degli enti e le
liquidazioni.
In fondo cosa diciamo? Tutto ciò che non prevede la legge,
ed è naturale che non lo preveda, faccia riferimento al Codice
civile e alle norme dello Stato sulla liquidazione coatta
amministrativa. Il Codice civile prevede alcune norme riguardanti
le liquidazioni ordinarie. La liquidazione degli enti si
riferisce, invece, alla liquidazione degli enti pubblici, delle
società cooperative, delle assicurazioni (una volta c'erano pure
le società dell'Iri).
Ora non c'è dubbio che noi non riusciamo a prevedere tutto
in questa norma; dichiararsi contrari nelle cose più elementari,
di buon senso, dove non c'è alcuna polemica politica, è soltanto
per partito preso.
Siccome la maggioranza e il Governo hanno, come suol dirsi,
'il carbone bagnato' e non sanno cosa vogliono fare,
evidentemente si attestano su queste questioni che, per certi
aspetti, sono anche puerili.
Cosa chiediamo in fondo? - e mi rivolgo al rappresentante di
Alleanza nazionale - chiediamo il rispetto di quelle norme
emanate nel periodo fascista, e non penso sia scandaloso chiedere
il rispetto di queste norme
Ebbene, c'è un esponente di Alleanza nazionale che dichiara
che quelle norme non le vuole applicare; un rappresentante del
Governo, sostenuto da Alleanza nazionale, dice che quelle norme
non le vuole applicare. Vuole applicare norme che si inventa per
conto proprio. Andando avanti così voi non riuscirete a
liquidare un bel niente, perchè tutto quello che accada qui poi
verrà agli atti e, siccome sorgeranno controversie, evidentemente
l'Amministrazione regionale non sarà in grado di potersi
difendere.
Quindi, vi si vuole dare in mano strumenti per potere
difendere l'Amministrazione regionale, per potere difendere
l'erario. Per partito preso questo Governo (in altri tempi
l'avremmo chiamato governo fantoccio, ma secondo me significa
offendere i fantocci) è contrario. A quel punto fate quello che
volete, non possiamo fare altro se non prendere posizioni.
GRIPPALDI, presidente della III Commissione legislativa.
Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI, presidente della III Commissione legislativa.
Signor Presidente sull'illustrazione effettuata dall'onorevole Di
Martino ieri mi ero permesso sommessamente di fare rilevare che
non c'è un ostacolo o un antagonismo concettuale all'emendamento.
Ci permettiamo di sensibilizzare l'Aula che la terminologia
'liquidazione coatta - amministrativa' è ultronea e totalmente al
di fuori dalla sostanza normativa di questo disegno.
Noi siamo d'accordo che si ponga l'emendamento in positivo e
che venga accolto sino al punto in cui si dice: "applicazione le
disposizioni del codice civile alle leggi dello Stato in materia
di liquidazione".
La terminologia 'coatta - amministrativa' è estranea alla
sostanza di questa norma, perchè non siamo nelle procedure di
controllo delle procedure fallimentari tipiche della legge che
riguarda le società commerciali o le società di capitali.
Quindi, per correttezza giuridica, propongo e chiedo che si
presenti un subemendamento da parte del Governo perchè sia
eliminata la dizione "coatta - amministrativa".
PRESIDENTE. La Commissione o il Governo possono presentare il
subemendamento in tal senso.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Accolgo il
suggerimento; il subemendamento viene presentato dalla
Commissione.
PRESIDENTE. Allora resta per com' era. Togliendo la dizione
'coatta - amministrativa alle leggi dello Stato' si torna al
comma 5 così come è scritto nel disegno di legge?
GRIPPALDI, presidente della III Commissione legislativa.
Suggerisce il titolare dell'emendamento 'di enti pubblici',
perchè possiamo dare, senz'altro, parere favorevole.
DI MARTINO ....allora, 'liquidazione di enti pubblici'.
GRIPPALDI, presidente della III Commissione legislativa.
E' quasi ultroneo dire di enti pubblici, perchè la norma è
proprio sugli enti pubblici, quindi 'le leggi dello Stato in
materia di liquidazione'. Su questo siamo favorevoli,
Presidente, no di enti pubblici.
PRESIDENTE. A me il parere e le opinioni interessano in questo
caso relativamente. C'è un emendamento presentato? Allora lo
presenti la Commissione.
GRIPPALDI, presidente della terza commissione. Presidente,
elidendo 'coatta - amministrativa'; rimane 'in materia di
liquidazione'; mi pare ultroneo specificare enti pubblici.
DI MARTINO .. Presidente, non ha senso quello che propone il
Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Grippaldi, lei intende presentare
emendamento aggiuntivo al comma 5 del disegno di legge o intende
presentare emendamento modificativo, integrativo, sostitutivo
all'emendamento 1.4?
GRIPPALDI, presidente della terza commissione. Elidendo
'coatta - amministrativa'.
PRESIDENTE. Allora formalizzi l'emendamento.
Comunico che è stato presentato dal Presidente della
commissione il seguente subemendamento 1.4.1 all'emendamento 1.4:
- elidere dal testo dell'emendamento la dizione 'coatta -
amministrativa'
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, a mio modo di vedere
l'emendamento soppressivo presentato dal Presidente della
Commissione non ha senso, perché di fatto noi torniamo al comma
5 .
Ora, io prendo al più grande giurista di questa Assemblea e
della Sicilia quale norma norma dello Stato o del Codice civile
che preveda le modalità per lo scioglimento degli enti pubblici.
Qualcuno me lo spieghi
Io posso capire se noi aggiungiamo le leggi dello Stato in
materia di liquidazione di enti pubblici, ma no che ci sia una
norma del Codice civile - e mi rivolgo agli avvocati qui presenti
- che parli di scioglimento, di liquidazione di enti pubblici.
Il Codice civile parla soltanto di liquidazione di società
di capitale o di altro tipo di società. Ora, perché farci
prendere per un pugno di ignoranti componenti di questo
Parlamento siciliano.
Cerchiamo di fare le cose seriamente
Quando lei, signor Presidente, aggiunge a quella norma, a
quella dizione "liquidazione di enti pubblici" allora ha un
significato. Diversamente è più elegante, è più dignitoso
lasciare le cose come sono. Se mi consente.
Però lei sta togliendo all'Amministrazione regionale ogni
arma per potersi difendere nei confronti di pretese di terzi nei
confronti della Regione.
E non mi pare corretto quello che accade.
Andate avanti pure in questo modo. Ognuno si assume le
proprie responsabilità.
GRIPPALDI, Presidente della terza Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIPPALDI, Presidente della Commissione. Signor Presidente. Io
mi sono sostanzialmente posto in attenzione che la terminologia
"coatta amministrativa" non appartiene alla sostanza giuridica di
questa legge.
Potrei anche addivenire a questa ulteriore aggiunta di enti
pubblici, ma la ritengo parimenti ultronea perché la norma che
andiamo a votare è tutta sugli enti pubblici. Pur non di meno,
siccome si scandalizza il collega Di Martino perché non stiamo
aggiungendo enti pubblici, quasi fosse una necessaria
superfetazione sostanziale della norma, io non ho nessuna
difficoltà, qualora il Governo lo ritenga, per serenità personale
dell'onorevole Di Martino, ma ritengo una sincera castroneria la
"coatta amministrativa" che appartiene alle procedure concorsuali
e fallimentari del Codice civile.
Mi sembra più abnorme lasciare...
DI MARTINO . Non è possibile.
GRIPPALDI, Presidente della Commissione. Onorevole Di Martino,
lei ha cominciato ad attaccare sul piano personale, quasi fossimo
qua dei giuristi artigianali. Io non sono un giurista, sono un
modesto avvocato e le dico che in una legge di scioglimento degli
enti pubblici, parlare di liquidazione coatta amministrativa è un
fuor d'opera.
Ecco perché io ...
(interruzioni dell'onorevole Di Martino)
Lei ha parlato nell'emendamento di liquidazione coatta
amministrativa. Non ha niente a che vedere con gli enti pubblici,
perché non c'è nessun tribunale che sta intervenendo per mettere
in amministrazione controllata l'ESPI, l'EMS o l'AZASI.
(interruzioni dell'onorevole Di Martino)
Onorevole Di Martino, ciascuno ha il suo titolo accademico.
Io mi sono laureato a Catania. Lei si sarà laureato alla Bocconi
e ne sa più di me.
Io insisto nell'emendamento e qualora l'onorevole Di Martino
ritenga di proporre ulteriormente un suo emendamento modificativo
dell'intero assetto di quello originariamente presentato, la
dizione "liquidazione degli enti pubblici" può essere
un'ulteriore specificazione, che io ritenevo ultronea, ma posso
anche tollerare sul piano del concetto.
DI MARTINO . Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta è appoggiata a termini di
Ragolamento da nove deputati della Sinistra.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO DEL SUBEMENDAMENTO 1.4.1
DELLA COMMISSIONE ALL'EMENDAMENTO 1.4 A FIRMA DI MARTINO
PRESIDENTE. Indìco la votazione a scrutinio segreto del
subemendamento 1.4.1 della Commissione all'emendamento 1.4
dell'onorevole Di Martino.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 31
Maggioranza 45
Congedi 2
L'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è sospesa per un'ora e riprenderà alle ore 21.30.
(La seduta, sospesa alle ore 20.30, è ripresa alle ore 21.35)
La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'emendamento 1.4 della Commissione.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, Assessore per l'industria. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento dell'onorevole Di Martino nel
testo risultante.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, Assessore per l'industria. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 11.18 e 1.8 sono accantonati in quanto fanno
riferimento al numero dei collegi dei commissari.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
1.12.1.
Preciso che l'emendamento, in caso di approvazione, richiede
un coordinamento della Presidenza in relazione al testo
definitivo concernente il o i commissari liquidatori. In tal
senso chiedo sin da ora la relativa delega.
Con la predetta precisazione, pongo in votazione
l'emendamento.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, io non ritengo che sia
conducente in una liquidazione di enti stabilire un termine di
tre anni, di quindici giorni o vent'anni, perchè tutto dipende
dalla volontà politica del Governo e della capacità gestionale
del liquidatore o liquidatori. Questo tipo di liquidazione può
essere semplice e può anche essere complicata, perchè se ad un
certo punto si procede alla vendita degli immobili, tutti i
pacchetti azionari si intestano all'Assessorato al Bilancio come
prevede la legge, tutta la cosa si può chiudere in sei mesi.
Quindi, proviamo invece uno strumento indiretto per accelerare la
liquidazione che è quello di stabilire i compensi entro un certo
periodo (a tal fine ho presentato un emendamento), cioè
stabiliamo che l'anticipo sugli emolumenti ha una durata limitata
che può essere di sei mesi, dodici o diciotto mesi, ventiquattro
mesi; stabilire, però, subito in tre anni, a mio avviso, è un
errore politico e gestionale.
Chiedo, pertanto, che l'emendamento venga accantonato.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto. Anche l'emendamento 1.12 degli onorevoli La Grua ed
altri e accantonato.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Turano
l'emendamento 1.9.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GRIPPALDI, Presidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Aulicino ed
altri l'emendamento 1.26.
AULICINO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Silvestri,
Speziale, Giannopolo, Zanna, Capodicasa ed altri l'emendamento
1.16. Anche per questo emendamento vale la precisazione circa la
delega da affidare alla Presidenza per il coordinamento così come
per l'emendamento 1.12.1.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Contrario.
CAPODICASA, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, l'emendamento 1.26 ha lo scopo
di rendere la liquidazione coerente con i presupposti giuridici
che sono contenuti nella legge e nel Codice civile ed a garanzia
dei creditori dei vari enti. Infatti, cosi come recita l'attuale
testo le operazioni di trasferimento dei fondi da un ente
all'altro sono affidate ai commissari liquidatori (collegio o
commissario, alla fine vedremo cosa sarà), il che ovviamente non
garantisce i creditori che in fase di liquidazione hanno a
garanzia dei loro crediti degli appostamenti finanziari che sono
nel bilancio e nel patrimonio di ogni singolo ente.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, è necessario che lei precisi
che non si tratta di una autorizzazione al collegio dei
liquidatori e che per potere il collegio dei liquidatori
effettuare una operazione di questo genere ci vuole una delibera
di Giunta.
CAPODICASA. E' in questo senso che va il nostro emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento dice che una delibera di Giunta
autorizza i liquidatori a farlo, se non c'è la delibera di Giunta
non si può fare.
CAPODICASA. Anche perché in questo caso, signor Presidente,
il creditore, nel momento in cui vengono spostati i fondi, è
garantito dalla Regione. Non capisco, quindi, perché il Governo
dichiara di essere contrario all'emendamento.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Signor Presidente, a
seguito delle precisazioni fatte dall'onorevole Capodicasa, il
Governo esprime parere favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Morinello ed
altri l'emendamento 1.19, che è accantonato.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Aulicino,
Costa ed altri l'emendamento 1.27.
AULICINO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Turano
l'emendamento 1.10.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
GRIPPALDI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli La Grua, Virzi,
ed altri l'emendamento 1.13.
VIRZI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE: L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Costa,
Aulicino, Petrotta, Sudano l'emendamento 1.20.
AULICINO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritiralo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, si passa all'esame degli emendamenti
accantonati.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Signor Presidente,
chiedo una sospensione di cinque minuti.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto. Pertanto, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.50, è ripresa alle ore 21.54).
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
STANCANELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, dopo un'attenta valutazione e
considerato altresì che la discussione sul disegno di legge si è
incanalata in modo che io ritengo positivo, sarebbe opportuno una
sospensione o un rinvio alla prossima seduta per potere
completare l'iter sugli emendamenti stessi.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto. Pertanto, la seduta è rinviata a martedì 6 ottobre
1998, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - AFFIDAMENTO TEMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO REGIONALE
SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DELL'ONOREVOLE
FRANCESCO CANINO DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE (ART. 3
LEGGE N. 30/1994)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
- n. 134 - Salvaguardia del sito archeologico delle 'Mura
Timoleontee di Gela'
Spagna Fausto; Papania Antonio; Lo Monte Carmelo;
Barbagallo Giovanni; Adragna Benedetto; Zangara
Andrea; Morinello Salvatore; Martino Federico
Presentata il 2/10/1997
IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A) (seguito).
Relatore: onorevole Speziale
- "Misure urgenti per l'occupazione. Recepimento di norme
dello Stato in materia di lavoro" (n. 702/A)
Relatore: onorevole Scalia
LA SEDUTA E' TOLTA ALLE ORE 21.55