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Resoconto d'Aula della Seduta n. 189 di lunedì 12 ottobre 1998
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   Presidenza del vicepresidente D'Andrea

   Presidenza del presidente Cristaldi


                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

       La seduta è aperta alle ore 19.07.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo  ancora  in  corso
  consultazioni politiche, sospendo la seduta sino alle ore 20.00.

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

     (La seduta, sospesa alle ore 19.08, è ripresa alle ore 20.15)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     PIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

                      INELEGGIBILITA' DI DEPUTATO REGIONALE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Corte  d'appello  di  Palermo,
  sezione I civile, con  dispositivo del 9 ottobre 1998, notificato
  a  questa  Assemblea  regionale  in  data  10  ottobre  1998,  ha
  dichiarato   l'ineleggibilità   dell'onorevole  Giuseppe  Roberto
  Grippaldi alla carica  di  deputato regionale, proclamando eletto
  in sua vece il candidato Fulvio Salvatore Sottosanti.
       Conformemente alla prassi ed alla giurisprudenza in materia,
  la surroga dell'onorevole Grippaldi avrà luogo dopo il deposito e
  la successiva notifica  della  sentenza  nella sua interezza, che
  costituisce il titolo esecutivo.

       L'Assemblea ne prende atto.

                    ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.   Comunico che,  con  nota  del  7  ottobre  1998,
  l'onorevole Vittorio Giovanni  Pisciotta  ha  dichiarato, a norma
  dell'articolo 23 del Regolamento interno, che intende appartenere
  al  Gruppo  parlamentare  CCD  -  Cristiani  Democratici  per  le
  libertà.

       L'Assemblea ne prende atto.

                NOMINA DI COMPONENTE DELLA COMMISSIONE
                      PER LA VERIFICA DEI POTERI

     PRESIDENTE. Invito il  deputato  segretario a dare lettura del
  decreto di nomina di componente di Commissione.

     PIRO, segretario:

                     <<I L   P R E S I D E N T E

          CONSIDERATO   che,   a  seguito  della  sua  elezione  a
     Presidente   della  Regione,  l'onorevole  Giuseppe  DRAGO  è
     automaticamente  decaduto,  ai sensi del comma 2 dell'art. 37
     bis del Regolamento interno, dalla carica di componente della
     Commissione per la Verifica dei poteri;

          CONSIDERATO   che   occorre   procedere   alla  relativa
     sostituzione;

          VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                                   D E C R E T A

     l'onorevole Sebastiano SANZARELLO è nominato componente della
     Commissione  per  la  Verifica  dei  poteri  in  sostituzione
     dell'onorevole   Giuseppe   DRAGO   eletto  Presidente  della
     Regione.

     Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

          Palermo, 7 ottobre 1998>> (404).

     PRESIDENTE.  Avverto,  ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
  del   Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


            CORDOGLIO PER L'ASSASSINIO DI DOMENICO GERACI

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ancora  una  volta dobbiamo
  drammaticamente constatare che il terrorismo mafioso semina morte
  tra quanti  cercano  di  praticare  la  via  della  legalità  per
  garantire lo  sviluppo  civile  e democratico della nostra terra.
       Domenico Geraci  aveva scelto di impegnarsi in prima persona
  in politica  in  un'area  particolarmente  a rischio della nostra
  Isola.
       Il   suo  assassinio  dimostra  che, nonostante  i  ripetuti
  successi conseguiti dalle Forze dell'ordine e dalla Magistratura,
  non è  possibile  abbassare  la  guardia  nella  lotta  contro la
  criminalità organizzata:  è  infatti indispensabile, oggi più che
  mai,  moltiplicare  gli  sforzi  per  estirpare  la  mala  pianta
  mafiosa.
       Ai familiari  di  Domenico Geraci, che ha pagato con la vita
  il suo impegno civile, ai suoi amici, ai suoi colleghi e a quanti
  lo hanno  stimato, va il cordoglio mio personale e dell'Assemblea
  regionale tutta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la gravità del
  momento che segue alla precedente seduta, nella quale sono emerse
  evidenti difficoltà interne alla maggioranza che ha eletto questo
  Presidente e  questo  Governo, hanno  indotto  il  Gruppo  che io
  presiedo ed  il  partito  che  io  qui  rappresento  a momenti di
  riflessione,  riflessioni tipiche dei momenti della vita politica
  in cui la forma diventa sostanza e in cui la procedura non è tale
  perché la procedura entra nel merito delle questioni politiche.
       Lo  dico riferendomi alle dichiarazioni rilasciate in questa
  Aula dagli  amici,  dai  colleghi  del CCD, ai quali abbiamo come
  Forza  Italia  manifestato  più volte solidarietà rispetto ad una
  richiesta  che  riteniamo assolutamente legittima, anzi, doverosa
  dal punto  di  vista  della  prassi istituzionale laddove vi deve
  essere  specchio  fedele  di un Governo rispetto alla maggioranza
  che lo sostiene.
       Bene, quando  noi  abbiamo espresso queste considerazioni di
  legittimità,  di  doverosità  rispetto  alle  richieste  del CCD,
  immaginavamo una  fine diversa del percorso avviato, una fine che
  tenesse in  conto  la  necessità di rendere compatibili i bisogni
  della  politica,  i  bisogni  di  rappresentatività  delle  forze
  politiche con  un  processo  che  è  avviato ormai da due anni in
  questo  Parlamento  e  in  Sicilia, da  quando  cioè  è  nata  la
  maggioranza di centro destra che governa la nostra Regione.
       Abbiamo  lavorato  per un esito positivo che scongiurasse il
  passaggio  parlamentare  della  crisi di governo ed abbiamo, fino
  alle ultime ore, espresso il massimo che noi ritenevamo possibile
  dire e  fare  nei  confronti  degli  amici  del CCD.  A fronte di
  questa circostanza, Presidente sull'ordine dei lavori e concludo,
  noi  riteniamo  di  dovere  a  questo  punto  dare  una  risposta
  difficile ad una domanda difficile.
       La nostra  risposta,  data  con  sofferenza, è  quella di un
  gruppo parlamentare che pur rendendosi conto dell'appartenenza ad
  una area politica  di  una maggioranza, invita però il Presidente
  della Regione,  attesi  i grandi problemi della Sicilia, in primo
  luogo quello della pesca, a continuare la sua azione di governo.

                 (Proteste dai banchi della sinistra)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  non  sconvolgete  l'Aula per
  favore.

     LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne  ha  facoltà. Onorevole La Grua vorrei pregarla
  di essere quanto più sintetico possibile.

     LA  GRUA . Signor Presidente ed onorevoli colleghi, intervengo
  brevemente,  accogliendo  l'invito  del Presidente Cristaldi, per
  rivolgere  anch'io al Presidente Drago lo stesso invito formulato
  dal collega  Alfano.  Noi  abbiamo  tentato  in  tutti  i modi di
  confermare  al  CCD  la  nostra  solidarietà,  lo  abbiamo  fatto
  pubblicamente, ma  abbiamo preso atto di una decisione che questo
  partito (che  fa  parte  del  polo per le libertà) ha adottato in
  questa sede.  Ma  noi riteniamo che la Sicilia non possa rimanere
  priva di  un  Governo che possa realizzare quel programma che gli
  elettori  hanno affidato al centro destra, questo programma potrà
  essere  portato avanti dall'onorevole Drago, per cui invitiamo, a
  nome  di Alleanza nazionale, l'onorevole Drago a continuare nella
  sua attività di governo.

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Vorrei pregare anche l'onorevole
  Forgione   di   essere  altrettanto  sintetico,  poi  l'onorevole
  Capodicasa.  Onorevole  Forgione, lei ha chiesto di intervenire o
  no?  La  prego,  vorrei  pregare  anche  lei  di  attenersi  alla
  materia dell'ordine dei lavori ed essere sintetico.

     PIRO. Finora nessuno ha parlato sull'ordine dei lavori.

     FORGIONE. Presidente, io  ho chiesto di parlare per questo: se
  la   materia   è   l'ordine  dei  lavori  vorremmo  ascoltare  le
  dichiarazioni  del  Presidente della Regione.  Questa Assemblea è
  stata convocata  per  questo.  Altre cose, decise dai partiti del
  polo, dai  capigruppo  del  Polo, non ci riguardano.  Oggi devono
  esserci  le dichiarazioni del Presidente della Regione.  Vogliamo
  chiarezza;  dopo di che noi siamo pronti ovviamente a discutere e
  ad entrare  nel  merito  anche  delle questioni poste dai partiti
  della maggioranza.

     RICEVUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    (Proteste e clamori dai banchi della sinistra)

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RICEVUTO.  E'  possibile  intervenire  sull'ordine dei lavori?
  Signor Presidente  io  desidero  intervenire e far sentire la mia
  voce in  relazione  al  problema  evidenziato  da  Forza Italia e
  seguito  dagli  interventi  di  altri  colleghi  sull'ordine  dei
  lavori.
       Io ho detto  l'altra volta, e non lo nego assolutamente, che
  il Governo  Drago  ha  compiuto un percorso ...

    (Interruzioni dai banchi della sinistra)

     RICEVUTO. ...  "Vossia  scusa"  ...  e  certo  da parte mia ho
  espresso   una   posizione  critica,  notevolmente  critica,  nei
  confronti dell'attività svolta dal Governo del Presidente Drago.

    (proteste dai banchi della sinistra)

     PRESIDENTE.  Devo  dire  che  l'onorevole  Prodi sarebbe molto
  seccato  delle interruzioni che fate in questa Aula.  Vi prego di
  consentire  sinteticamente  a  ciascun  deputato  di esprimere la
  propria opinione.
       La  mia  interruzione tendeva a creare quel savoir faire che
  serve in  un'Aula  anche  nei  momenti  importanti e delicati. La
  linea della  Presidenza  è  di  consentire  ai  capigruppo che lo
  richiedano di intervenire brevissimamente e se voi interrompete i
  capigruppo, probabilmente perdiamo più tempo di quanto serva.
       Prego, onorevole Ricevuto, completi il suo intervento.

     RICEVUTO. Ho detto  altresì che certo in questa nostra Regione
  probabilmente si rischia che "piova sul bagnato" se si aggiungono
  mali a  mali  e  se  si  aggiungono  difficoltà a difficoltà: una
  emergenza siciliana  che  non  credo  abbia più la possibilità di
  aspettare ancora per tempo.
       Ne abbiamo  la dimostrazione, signor Presidente. Venendo qui
  ciascuno di  noi  è  incappato  certamente  in  cordoni  di Forze
  dell'Ordine e  in  misure  di  sicurezza  per  via  delle  giuste
  rimostranze dei pescatori della marineria siciliana.
       Ho già detto l'altra volta che secondo me bisognava prendere
  un po' di  respiro  e  tentare  di portare a termine una serie di
  provvedimenti legislativi che sono già incardinati all'ordine del
  giorno dei lavori d'Aula, per cui non si può non tenerne conto.
       Una emergenza  che  bussa  quotidianamente  alle  porte, una
  emergenza siciliana che non può più essere rinviata.

     SILVESTRO. Parli soltanto sull'ordine dei lavori.

     RICEVUTO.  Onorevole  Silvestro,  voglio  dirti  una cosa, mio
  caro  amico,  noi  abbiamo  votato  gratis  per  questo governo e
  continueremo   a  non  pretendere  assolutamente  alcunché,  caro
  Silvestro,  al  contrario di quello che capita per alcuni di voi.
  Dopo di  che  dico che siccome è coerente il nostro discorso, noi
  non  siamo  maggioranza,  signor  Presidente,  abbiamo  votato  a
  sostegno e  a  favore  del  Governo  Drago  a  suo  tempo  per un
  convincimento di natura politica e anche politico-programmatica.
       Ecco,  Presidente,  crediamo  ci sia una emergenza siciliana
  che  non   può  più  essere  rinviata,  crediamo  che,  in  senso
  dilatorio, non  può essere più rinviato il problema dei pescatori
  o il  problema  delle dismissioni o il problema della legge voto.
  Riteniamo,   peraltro,  che  c'è  tempo  poi  per  affrontare  le
  questioni della politica; riteniamo che questa, così come oggi si
  vorrebbe affrontare  come crisi al buio, non è una crisi al buio,
  perché, voi  lo sapete bene, è legata alle soluzioni dei problemi
  nazionali,  signor  Presidente,  e  la  Sicilia, proprio in virtù
  delle  sue  prerogative  autonomistiche,  non  può  assolutamente
  attendere che  si  risolvano,  nella maniera in cui voi volete, i
  problemi nazionali.
       Signor  Presidente,  io sostengo che bisogna, anche da parte
  mia,  che  sono  notevolmente critico nei confronti dell'attività
  del Governo,  ma  per un grande senso di responsabilità, occorre,
  anche da  parte  mia  rivolgere  un  invito  agli  amici del CCD,
  innanzi tutto,  e per amore della verità occorre che voi facciate
  un  sereno  esame  della  situazione  e  affrontiate  i  problemi
  concreti  oggi  per affrontare semmai domani i problemi politici.
  Io, da  parte  mia,  rivolgo  con grande senso di responsabilità,
  presumo, un  invito  al  Presidente Drago e al suo Governo perché
  ancora una  volta  abbia  ad  affrontare  in  termini concreti le
  situazioni che riguardano il popolo siciliano. Noi staremo vigili
  e attenti e faremo sentire il nostro alito sul collo del Governo,
  e quando non convincerà l'azione del Governo.....

    (proteste e clamori dai banchi della sinistra)

     PRESIDENTE. Onorevole Ricevuto, la prego di concludere.

     RICEVUTO. ... invieremo anche noi questo invito al Governo.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI ORDINI DEL GIORNO

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  sono  stati  presentati  due
  ordini del  giorno:  l'ordine del giorno n. 230 "Non approvazione
  delle  dichiarazioni  del Presidente della Regione" a firma Piro,
  Di  Martino,  Capodicasa,  Forgione,  Guarnera ed altri, che così
  recita:    "L'Assemblea   regionale   siciliana,   ascoltate   le
  dichiarazioni del Presidente della Regione, non le approva".

     FORGIONE. Alla televisione ha detto che si dimetteva.

     PRESIDENTE. Onorevole  Forgione, voi  non  dovete giustificare
  nulla, sto leggendo il testo dell'ordine del giorno.
       E'  stato  presentato un altro ordine del giorno, il n. 231,
  dagli onorevoli Costa, Aulicino ed altri. Ne do lettura:
       "Premesso   che   la  Sicilia  deve  poter  concorrere  alla
  definizione  della  politica  economica  e  sociale nazionale, in
  condizioni  rigorose  di  autonomia  e  difesa dei suoi interessi
  fondamentali;
       premesso, che  anche  in  riferimento alla definizione degli
  indirizzi   essenziali   della   politica   europea  riferita  al
  riequilibrio  regionale, la Sicilia deve porre i propri obiettivi
  a confronto degli indirizzi medesimi;
       ritenuto che il Governo in carica, per le novità intervenute
  rispetto alla  sua originaria composizione e al suo programma non
  corrisponde   più   alla  migliore  tutela  degli  interessi  dei
  siciliani,
                   l'Assemblea regionale siciliana
       respinge  le dichiarazioni del Presidente della Regione e lo
  invita a rassegnare le sue dimissioni".


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SANZARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SANZARELLO. Se i  colleghi  della minoranza non volessero fare
  demagogia certamente gli  interventi  che  fino  a  qui  si  sono
  succeduti sono sicuramente inerenti all'ordine dei lavori, perché
  le  comunicazioni  del Presidente, che erano messe all'ordine del
  giorno. Il dibattito si sta svolgendo sull'ordine dei lavori.
       Le  dichiarazioni  dei  capigruppo della maggioranza che fin
  qui si  sono  succedute, che  hanno  invitato il Presidente della
  Regione a  proseguire nell'attività di Governo e a soprassedere a
  un'ipotesi   di   dimissioni   che   peraltro  il  Presidente  ha
  pubblicamente preannunziato, fa sì che il Gruppo dell'UDR, Gruppo
  a cui appartiene il Presidente della Regione, non può non farsene
  carico  e  quindi aggiungere e sottolineare l'esigenza che questa
  Regione  in  questo momento particolare continua ad amministrare.
  Tra  l'altro, coerentemente con quanto fatto a livello nazionale,
  voglio  ricordare  che  l'UDR, pur essendo all'opposizione, aveva
  anche  preannunciato  la  disponibilità  a votare favorevolmente,
  allorquando ci fossero state necessità di politica internazionale
  e anche  nel caso del voto sulla finanziaria, qualora ce ne fosse
  stata  la  richiesta,  coerentemente, a maggior ragione a livello
  regionale (visto  che  fa  parte  di questo Governo esprimendo il
  Presidente  della  Regione) lo  invita  a  proseguire  nella  sua
  attività di Governo.
       Sottolinea la  sua  sensibilità  a  rassegnare le dimissioni
  deontologicamente dal  punto  di  vista  politico quando è venuta
  meno una forza  politica  anche  se  non determinante ai fini dei
  numeri.
       Questa  sera   per  bocca  dei  capigruppo  di  maggioranza,
  compreso anche  il  Partito socialista, una maggioranza di questa
  Assemblea invita  il Presidente a continuare, non può sottrarsi a
  questo invito, anche perché provvedimenti urgentissimi, per primo
  la pesca, attendono questa Assemblea.

     AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor Presidente, Signor Presidente della Regione,
  colleghi   deputati,  siamo  alla  sagra  della  demagogia  pura:
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari che, pur avendo partecipato
  alla  riunione della Commissione bilancio non hanno evidentemente
  capito che  solo  qualche  giorno fa il Governo non è stato nella
  condizione di garantire copertura finanziaria al disegno di legge
  sul fermo biologico 1998.
       E' grave che si giochi una partita "sporca" con la gente che
  preme nella  piazza, cercando di scaricare su un partito che sarà
  irrilevante con  i suoi 5 deputati, in fondo sono soltanto uno in
  meno di quelli  che aveva l'ex CDU e quanto quelli che ha La Rete
  e solo  uno  in  meno  di  quelli  del  Partito  popolare, ma non
  importano i numeri, spesso la dignità delle posizioni dei partiti
  non dipende  dal  numero  ma  dalla  qualità,  dall'analisi che i
  singoli  partiti  sanno  fare,  dalla coerenza dei comportamenti,
  dalla lealtà rispetto ai mandati elettorali.
       Prendiamo  atto, ci aspettavamo altri comportamenti da parte
  di AN  e Forza Italia, dall'UDR no, sapevamo dell'equivoco grande
  in cui questo movimento è piombato sin dalla sua nascita, ma AN e
  Forza Italia avrebbero dovuto agire diversamente.
       Io  spero  che  l'Aula  ed  i  parlamentari  di  questi  due
  schieramenti  riflettano  su  che  cosa  significhi  chiedere  al
  Presidente Drago di continuare nell'interesse dei siciliani, come
  se il Governo Drago avesse in questi mesi lavorato bene, a tutela
  degli interessi  di questa Sicilia, una Sicilia disastrata per la
  quale questo  Governo,  noi  lo diciamo da mesi, ha dimostrato la
  sua  totale  inadeguatezza,  la  sua  incapacità  di  programmare
  alcunché
       Niente  in  questa  Sicilia  Tutti  i  problemi sono rimasti
  esattamente quelli di prima. Il Presidente Drago la deve smettere
  di  fare dichiarazioni di protagonismo, di titolarità piena della
  rappresentanza   dei  siciliani  quasi  fosse  stato  eletto  dai
  siciliani direttamente.  Un  bagno  di umiltà non farebbe male al
  Presidente Drago che dovrebbe prendere atto invece del fallimento
  della  politica  di  questo  Governo,  della necessità che questo
  Governo  si  attrezzi  per  rispondere  davvero  ai  problemi che
  vengono  dalla  piazza,  dai  pescatori,  dagli  articolisti, dai
  forestali.
       Abbiamo  chiesto:  "Presidente  Drago, se lei è così attento
  ai  problemi  della  emergenza siciliana, perché  non propone una
  finestra di  48  ore  prima  di  dimettersi,  con la quale questo
  Parlamento  decide  di  affrontare  subito  due disegni di legge:
  quello della marineria e quello dei forestali. Gli altri non sono
  caldi, sono  tiepidi   Gli altri disegni di legge, in particolare
  quello sulle dismissioni lo discuteremo onorevole Castiglione con
  calma e  d'altra  parte in questo credo che avremo la solidarietà
  degli amici  di  Alleanza  Nazionale  o non di tutti gli amici di
  Alleanza  Nazionale  perché  forse su questo non c'è compattezza,
  perché non propone al Parlamento una finestra di 48 ore".
       Siamo  interessati  ai  problemi  dell'emergenza?  Bene,  il
  nostro partito è pronto  a  condizione  che  il  Presidente Drago
  comunichi  il  suo  intendimento,  così  gli  amici  di  Alleanza
  Nazionale e di Forza Italia  non  avranno  più  problemi,  se  il
  problema  che hanno è  quello  di  affrontare  con  efficacia  un
  percorso legislativo che  dia  risposta alle emergenze quelle dei
  prossimi 15  giorni,  perché  non vorrei che si chiedesse che gli
  amici abbiano  voluto chiedere un rinvio di 7/8 mesi per chiarire
  il rapporto interno alla maggioranza.
       Immagino che la pressione  della  piazza li abbia convinti a
  fare queste  dichiarazioni  che  sono  un  po'  diverse da quelle
  fatte qualche giorno fa dai presidenti dei gruppi parlamentari di
  Alleanza Nazionale  e  di Forza Italia. Chissà cosa è successo in
  questi giorni,  forse ritengono gli amici di Alleanza Nazionale e
  di Forza  Italia  che  il  Polo in Sicilia si rilancia buttando a
  mare il CCD? Il CCD è pronto a farsi buttare a mare ...

     PETROTTA. Noi sappiamo nuotare.

     AULICINO.  ... se questo significa continuare in una battaglia
  politica di chiarimento che tende a stanare un Presidente che non
  si rende conto che ha fatto il suo tempo.
       Comprendo  che  non   tutti   siamo   d'accordo  con  questa
  affermazione, però quello che mi  interessa in questa fase è dire
  questo:  la  proposta   Il Centro Cristiano Democratico propone -
  fermo restando  che abbiamo presentato l'ordine del giorno con il
  quale   manteniamo   la   nostra  posizione  di  richiesta  delle
  dimissioni del  Governo,  per  evitare che si speculi sulla gente
  che in questo momento preme, scaricando oneri impropri sul nostro
  partito, essendo  noi  un  partito  responsabile  e  serio  - una
  finestra di 48 ore. Presidente, attendiamo che si pronunci in uno
  con la disponibilità a dimettersi, perché la finestra, per quanto
  ci riguarda,  possiamo  accettarla  a  condizione che lei dopo 48
  ore,  approvate  queste  due  leggi,  si  dimetta  e  si  riparta
  nuovamente, rilanciando il progetto dell'area liberal-democratica
  in Sicilia.
       Abbiamo un dovere, Presidente,  abbiamo  avuto  i  voti  per
  governare questa Sicilia. Non comprendo come mai, di fronte a una
  legittima  richiesta  di  chiarimento  che  il  nostro partito ha
  formalizzato, ancora  si indugi a chiedere rinvii inutili che non
  servono   alla  Sicilia,  questo  Parlamento  con  questo  rinvio
  proposto  non  sarà  nella  condizione  di  governare la Sicilia,
  questa maggioranza (si fa per dire) dovrà sostenere ...

     PRESIDENTE. La prego, concluda.

     AULICINO. Completo il concetto se lei me lo consente, facciamo
  finta che  lei  ha spento tanto poi ci riserviamo come partito di
  intervenire dopo.  Siccome  le cose essenziali che dovevo dire le
  ho  dette,  attendo  la  risposta  del  Presidente  rispetto alla
  proposta di finestra di 48 ore.

     LEANZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  il  mio
  intervento  vuole solo esprimere una notazione politica senza che
  nelle considerazioni politiche che telegraficamente mi permetterò
  di  esprimere, possono  entrare  valutazioni  di opportunità o di
  merito circa le urgenze e le emergenze della Sicilia o i percorsi
  legislativi  che  sarebbero interrotti ove intervenisse una crisi
  di Governo.
       Io desidero esprimere la convinzione che, nel momento in cui
  due partiti della maggioranza che ha eletto il Governo Drago (pur
  in presenza  della dissociazione da parte di un altro partito che
  è  stato  annunciata  in quest'Aula) invitano il Presidente della
  Regione  a  non  dimettersi  perché  permangono ragioni politiche
  perché questo  Governo resti in carica, non posso che condividere
  (e   la  condivido)  questa  impostazione  perché  questo  da  un
  connotato politico  alla nuova maggioranza del Governo Drago e lo
  invita  ad  andare  avanti  non  per  tagliare  i  ponti  di  una
  discussione o  di un approfondimento dei temi che pure sono stati
  posti in  quest'Aula  e  hanno  valore  e  spessore  politico, ma
  probabilmente  per  ottenere  un  duplice  risultato:  quello  di
  approfondire  questi  temi  ma  contemporaneamente  di non creare
  vuoti  che  possono  essere  dannosi, che  possono,  addirittura,
  compromettere la ricucitura del tessuto politico.
       Una crisi che non abbia la previsione di uno sbocco, che non
  ha  un  percorso  politicamente  delineato,  probabilmente  è una
  crisi  che  aggrava  anche  le  condizioni  di  praticabilità, di
  colloquio, di  dialogo  e di confronto tra le forze politiche per
  cui anch'io  invito  il  Presidente della Regione a tenere conto,
  nel suo  intervento, di queste dichiarazioni compresa la mia, sia
  pure molto modesta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE

     DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,  Presidente   della   Regione.   Onorevole  Presidente,
  onorevoli colleghi, il ritiro  della  fiducia al Governo da parte
  del Centro cristiano  democratico,  partito  che  ha  contribuito
  all'elezione del Presidente della  Regione  e del Governo, che ha
  contribuito  all'approvazione delle dichiarazioni programmatiche;
  un po' minore per la verità, il contributo del CCD all'attuazione
  del programma  di  Governo, mi hanno indotto nel pomeriggio (dopo
  le consultazioni  con  gli  altri  partiti  di maggioranza e dopo
  avere  verificato  il persistere del Centro cristiano democratico
  in  questa  posizione,  così  come,  tra  l'altro  tra  i  banchi
  dell'opposizione  qualcuno  ricordava  anche  con i mass media) a
  dichiarare   la   mia  volontà  di  dimettermi  dalla  carica  di
  Presidente della Regione.
       Certo  il Centro  cristiano  democratico  anche  stasera  ha
  confermato,  nell'intervento dell'onorevole Aulicino, quanto poco
  ha creduto da mesi in questa maggioranza o, comunque, quanta poca
  condivisione ci sia stata nell'iniziativa di Governo - se è vero,
  come ha detto l'onorevole Aulicino poc'anzi - che da diversi mesi
  critica   l'iniziativa,   ritiene   inadeguata  ed  insufficiente
  l'iniziativa del Governo Drago.
       Questa  sera  i  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari della
  maggioranza,  assieme all'onorevole Ricevuto che con generosità e
  senza  nessuna  contropartita  politica  anche lui come gruppo ha
  contribuito   all'elezione   di   questo   Governo  e  di  questa
  maggioranza,  questa  sera  mi  invitano  a  desistere  dalla mia
  volontà di  dimettermi  e le motivazioni che vengono addotte sono
  motivazioni  che si legano perfettamente con una realtà difficile
  che   stiamo  attraversando,  con  tensioni  sociali  fin  troppo
  evidenti, se è  vero  come  è  vero  che  è a conoscenza di tutti
  tangibilmente  ciò  che  sta  accadendo  anche  fuori  da  questo
  Palazzo.
       Veda, onorevole Aulicino, Lei non può chiedere al Presidente
  della  Regione  la  disponibilità  per  una finestra legislativa,
  perché il  Presidente della Regione è stato sempre disponibile ed
  è disponibile  non  per  aprire  una  finestra,  ma per aprire un
  porticato.
       Il  Presidente  della  Regione  ha sempre voluto, e lo vuole
  ancora,  che  l'Assemblea  possa  celermente  approvare  tutti  i
  provvedimenti  legislativi  che  non solo risolvono situazioni di
  grande  emergenza,  come  quella della pesca della quale tutti ci
  rendiamo  conto, ma alcune emergenze strutturali come per esempio
  la  riforma  della  Pubblica  amministrazione, che lei, onorevole
  Aulicino,  da  presidente  della Commissione per la Riforma della
  Pubblica  Amministrazione  ha  puntualmente boicottato, o come lo
  scioglimento  degli  enti  economici  da  tutti  è auspicato come
  intervento risolutivo di grande emergenza.
       Allora, onorevole Presidente ed  onorevoli colleghi, le cose
  dichiarate dai Capigruppo della maggioranza e le tensioni sociali
  che si  registrano e sono davanti agli occhi di tutti mi inducono
  ad una  scelta:  scelta  che è stata già, peraltro, preannunciata
  dalla presentazione  in  Aula  da  due  mozioni  di  sfiducia nei
  confronti miei e  del Governo che presiedo - o ordini del giorno:
  politicamente sono la stessa cosa - già comunicati dal Presidente
  dell'Assemblea.
       Pertanto,   signor  Presidente  ed  onorevoli  colleghi,  il
  sottoscritto   ritiene  di  non  dover  essere  assolutamente  di
  ostacolo  al   prosieguo   dei  lavori  di  questa  Assemblea  e,
  nell'accettare   la  sollecitazione  dei  presidenti  dei  gruppi
  parlamentari della  maggioranza,  ritiene  di  fare  - così com'è
  stato per il vostro Presidente del Consiglio Prodi nel momento in
  cui....

                       (Clamori dai banchi della Sinistra)

     SILVESTRO. Non dica così

     DRAGO, presidente  della Regione.  Stia zitto lei  Stia zitto
  Stia zitto  Vergogna  Stia zitto
       Presidente, credo  di  avere  il  diritto  di potere parlare
  senza essere disturbato dai colleghi.
       Il Presidente del Consiglio Prodi non è stato mandato a casa
  dall'onorevole Bertinotti; il Presidente  del  Consiglio  Prodi è
  stato mandato a casa dal Parlamento nazionale.

     ZANNA. Votiamo  Votiamo

     PRESIDENTE.   Onorevole   Silvestro,   riscontro  in  lei  una
  loquacità che nella scorsa legislatura non pensavo possedesse. La
  prego, lasci parlare il Presidente della Regione.

     DRAGO, presidente  della Regione. Pertanto, signor Presidente,
  essendo già  state presentate due mozioni di sfiducia, ed essendo
  stato  eletto  da  questo  Parlamento,  il sottoscritto raccoglie
  l'invito dei  capigruppo  della  maggioranza e accetta con grande
  serenità d'animo e con grande onestà il responso di quest'Aula.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  per  le  cose  che sono state
  dette e  al  fine di disciplinare i lavori, convoco la Conferenza
  dei presidenti dei gruppi parlamentari che sarà brevissima.

                 (Proteste dai banchi della sinistra)

     CAPODICASA. Ma non è regolamentare

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  al riguardo ho ricevuto una
  precisa  richiesta  da  un  Capogruppo  venuto  in  Presidenza  a
  chiedere al  Presidente dell'Assemblea di potersi fare garante di
  un impegno che sarebbe stato assunto dai capigruppo nei confronti
  di categorie sociali in questo momento in grande tensione.
       Il Presidente  dell'Assemblea  intende, nel  passaggio della
  Conferenza dei Capigruppo, essere a totale conoscenza delle cose.
       Onorevole Capodicasa, lei sa  che nel caso di dimissioni del
  Presidente della  Regione  nessun  provvedimento  legislativo può
  essere approvato dall'Aula.
       Non  succede nulla,  dieci  minuti  per  la  Conferenza  dei
  presidenti dei  gruppi  parlamentari  al  fine  di disciplinare i
  lavori successivi.
       La seduta è  sospesa  per  la  durata  della  Conferenza dei
  Capigruppo e riprenderà immediatamente dopo.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.07, è ripresa alle ore 21.35)

                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi,  su  richiesta  del Gruppo CCD, sospendo
  ulteriormente la seduta fino alle ore 22.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.36, è ripresa alle ore 22.02)

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
  parlamentari  ha  esaminato  lo stato dei lavori d'Aula a seguito
  del  dibattito  delle  stesse  dichiarazioni del Presidente della
  Regione.
       Il Presidente della Regione, nella Conferenza dei Presidenti
  dei  gruppi  parlamentari,  ha ribadito che intende avvalersi dei
  termini  regolamentari  per la trattazione dell'ordine del giorno
  di sfiducia che è stato presentato.
       E'   stato   sollevato  altresì  l'argomento  relativo  alla
  possibilità  di trattare prima dell'ordine del giorno di sfiducia
  alcuni disegni di legge.
       Avverto  l'Aula  che  tale  possibilità  esiste  solo  nella
  condizione  che vi sia l'unanimità dell'Aula su questo. Perché se
  anche  uno  solo dei deputati dovesse opporsi alla possibilità di
  trattare disegni di legge prima della discussione dell'ordine del
  giorno di sfiducia, il Presidente non può accogliere la richiesta
  del  Presidente  della  Regione  e  quindi dovrebbe sospendere la
  seduta  e  convocarla  per una data successiva al terzo giorno da
  oggi.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO,   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  per
  confermare a lei e all'Aula la richiesta del Governo di avvalersi
  dei  tre giorni previsti dal Regolamento e quindi di chiederle di
  trattare  la  mozione  di  sfiducia  subito  dopo il terzo giorno
  appena  ella  o  l'Aula riterrà opportuno, e chiederle già domani
  mattina di poter autorizzare la Commissione finanze per esaminare
  e  definire e dare copertura finanziare al disegno di legge sulla
  pesca per portarlo in Aula subito dopo nella giornata di domani e
  così  risolvere  già una delle gravi tensioni sociali che abbiamo
  sul tappeto.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ho  il  dovere  anche  di
  informare  l'Aula perché non tutti erano presenti alla Conferenza
  dei   Capigruppo,   naturalmente,   dei   precedenti   e  di  uno
  particolarmente  coincidente  con  la  situazione  nella quale ci
  troviamo.
       Nella seduta  n.  221  di  venerdì  18  maggio  1984, veniva
  presentata mozione  di  sfiducia  attraverso ordine del giorno da
  parte   di   alcuni   deputati,   primo   firmatario  l'onorevole
  Michelangelo  Russo,  era  presidente  della  seduta  l'onorevole
  Gioacchino Vizzini.  Il  presidente,  onorevole  Vizzini, così si
  rivolgeva all'Aula:  "Onorevoli  colleghi  a me pare sia evidente
  che l'ordine  del  giorno  come  ha testé  riconosciuto lo stesso
  primo firmatario  sia  da  considerare  come  una  vera e propria
  mozione di  sfiducia  che deve dunque trovare ingresso sulla base
  delle  norme regolamentari che disciplinano quest'ultima.  Poiché
  il numero delle  firme  è  congruo, rimane  da stabilire ai sensi
  dell'articolo 153  del  Regolamento  interno  la data nella quale
  questo documento dovrà essere discusso".
       Ad  onor  del  vero e perché l'informazione sia  completa  è
  stato possibile in quella seduta trattare immediatamente l'ordine
  del giorno di sfiducia per espressa rinuncia del Presidente della
  Regione  di  avvalersi delle norme regolamentari.  Il  presidente
  della  Regione  onorevole  Sardo  ha  cosi'  dichiarato:  "Signor
  Presidente, rinuncio ai termini previsti dal Regolamento e chiedo
  che  l'ordine  del  giorno  venga  posto  ai  voti".   Poiché  il
  Presidente della Regione questa dichiarazione non ha  fatto, anzi
  ha  ribadito  che  intende  avvalersi  dei termini  previsti  dal
  Regolamento  ci  troviamo  nella  condizione di  dover  convocare
  l'Aula non prima di tre giorni sull'argomento in questione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.   Vorrei   pregare  l'onorevole
  Capodicasa di pronunciarsi anche, se lo ritiene,  sulla richiesta
  di poter trattare disegni di legge specificatamente  quello della
  pesca, mi pare  ha detto il Presidente della Regione, prima della
  trattazione eventuale dell'ordine del giorno.

     CAPODICASA. Signor  Presidente,  mi  pare del tutto ovvio, del
  resto i giornali  sono  pieni  di  queste cose da alcuni giorni a
  questa parte, che  la battaglia che si combatte in queste ore non
  è  tanto  sulle  questioni  di  merito  relative  alla  legge  da
  approvare nell'arco  delle  prossime  ore,  perché, come dirò, su
  questo c'è un accordo unanime dell'Assemblea regionale siciliana,
  quanto sul tempo che la maggioranza e il Governo chiede, cerca di
  ottenere allo  scopo di continuare in quel balletto inverecondo a
  cui  abbiamo   assistito   in   questi   giorni.   Tentativo   di
  convincimento  da  parte  di  componenti  della  maggioranza  sui
  Centrocristiano  democratici;  tentativo di spostamento di forze,
  di parlamentari  singoli  o associati da una posizione all'altra.
       L'obiettivo, cari  amici e cari colleghi, di questo ennesimo
  tentativo è solamente questo: continuare in una esercitazione che
  getta solo  discredito  su questa Assemblea regionale siciliana e
  contribuisce a  farle  toccare  uno  dei  punti  più  bassi della
  propria storia.
       Non me ne voglia il Presidente se io  interpreto  in  questo
  modo anche la questione regolamentare che ci è  stata affacciata.
  Il  Presidente   ci   ha   informato  già  nella  Conferenza  dei
  Capigruppo, e lo  ha fatto anche poc'anzi, del suo esito: vi sono
  dei precedenti in  cui  un  ordine  del giorno è stato assimilato
  alla mozione  di  sfiducia  e  quindi  sottoposto  alle procedure
  previste dall'articolo 157 del Regolamento.
       Io, signor  Presidente,  vorrei  dire  che  al  cospetto  di
  qualche caso, lei ne ha citato uno, ma potrebbero essere qualcuno
  di più, in cui l'Assemblea ha proceduto secondo la prassi che qui
  ci viene  proposta; potremmo addurre decine - sottolineo decine -
  di casi in  cui  ordini  del  giorno che venivano assimilati alla
  mozione di sfiducia o di fiducia sono stati invece votati secondo
  le procedure della  mozione  di  sfiducia, ma non secondo i tempi
  che l'articolo 157 prevede.
       Io vorrei dire che trovo persino discutibile l'assimilazione
  alla mozione di  sfiducia  degli ordini del giorno che sono stati
  presentati. Il  primo:  quello  del Centro Cristiani Democratici,
  conclude  invitando   il   Presidente  a  rassegnare  le  proprie
  dimissioni.
       Un invito  al  Presidente,  come  lei  sa  signor Presidente
  dell'Assemblea,  non   costituisce  un  obbligo;  la  mozione  di
  sfiducia  approvata da quest'Aula costituisce obbligo ipso-facto.
  Il Presidente  della Regione è dimissionario perché la mozione in
  quel caso  manifesta  una  volontà  dell'Assemblea  di dichiarare
  decaduto il Governo e il Presidente;  una mozione che 'invita' il
  Presidente  è  una  mozione  che  non  obbliga  il  Presidente  a
  presentare le dimissioni.
       Vorrei aggiungere,  signor Presidente, che il secondo ordine
  del  giorno  presentato dai gruppi dell'opposizione:  Democratici
  di Sinistra,  Rete,  Rifondazione,  Popolari  etc.,  non  avrebbe
  neanche   questo   esplicito   richiamo  alle  dimissioni  perché
  conclude  che   respinge  o  non  approva  le  dichiarazioni  del
  Presidente;  pertanto  la  deduzione  delle  dimissioni è rimessa
  tutta nelle mani del Presidente, perché  anche in questo caso non
  c'è il  requisito  della  obbligatorietà.  Aggiungo che al nostro
  ordine del giorno  mancherebbe  il  requisito  di  cui al comma 1
  dell'articolo 157,  dove  si  dice  che:  "le mozioni di sfiducia
  devono essere  motivate". Il nostro ordine del giorno non motiva,
  dice esattamente  che:  "sentite  le dichiarazioni del Presidente
  non  le   approva".   Non   le  approva,  il  che  significa  che
  l'onorevole Drago  non  sarebbe, se non per ragioni politiche -ma
  mai per ragioni regolamentari - obbligato ...

     DI MARTINO . Onorevole Capodicasa non lo distrugga troppo

     CAPODICASA.  Ma lo può fare, onorevole Di Martino, non sarebbe
  una novità
       Io trovo  persino contorta, onorevoli colleghi, la procedura
  che stiamo  adottando  secondo cui il secondo comma dell'articolo
  157, dove è  previsto  il  termine  "oltre  il  quale deve essere
  discussa e  votata  la  mozione  di  sfiducia",  sia rimessa alla
  discrezionalità, alla facoltà del Presidente della Regione.
       Non avevo  mai  sentito  dire  che un obbligo regolamentare,
  come è il  secondo  comma dell'articolo 157, dove si dice in modo
  perentorio, senza  alcuna  ambiguità esattamente che: "la mozione
  di sfiducia  deve  essere  sottoscritta  etc...  e non può essere
  discussa  prima   che   siano  trascorsi  tre  giorni  dalla  sua
  presentazione".  Ora  apprendo che questo obbligo regolamentare è
  rimesso alla  discrezionalità  del  Presidente della Regione, per
  cui rinuncia ai termini o chiede il termine.
       No, signor  Presidente,  perché  lei  potrebbe dire: vabbene
  non hanno  valore  le dichiarazioni del Presidente della Regione.
  Ma, se  facciamo  una  assimilazione,  i  termini  ci sono;  però
  questo  farebbe entrare in contraddizione l'interpretazione della
  Presidenza, quando  ha  sostenuto nella Conferenza dei Capigruppo
  che tutti  i  precedenti  verificatisi,  ci sono stati perché  il
  Presidente  aveva   rinunciato   ai   termini.  Un  obbligo  così
  perentorio   richiederebbe   ogni   volta   che   il   Presidente
  dell'Assemblea   richiedesse   al  Presidente  della  Regione  se
  rinuncia o no  ai  termini,  e  questo non è mai stato fatto, nel
  momento  in cui  si  sono  discussi  gli  ordini  del  giorno  di
  approvazione   o   di   non   approvazione   delle  dichiarazioni
  programmatiche;    ciò    dimostra    esattamente   che   intanto
  l'assimilazione vale  solo ai fini delle procedure di voto. Cioè,
  le opposizioni o chiunque dell'Aula, non possono chiedere il voto
  segreto, perchè la mozione di sfiducia prevede l'appello nominale
  mentre l'ordine  del  giorno  può essere votato con voto segreto,
  ove 9 deputati lo richiedano.
       Ecco, allora,  cosa  deve  intendersi  dal  punto  di  vista
  regolamentare l'assimilazione.  E' esattamente ai fini di un voto
  palese che l'ordine  del  giorno  a  quel punto deve avere perchè
  assimilato alla mozione di sfiducia, ma non alle procedure perchè
  le procedure  imporrebbero una motivazione, imporrebbero tutta la
  trafila che noi conosciamo.
       Signor Presidente, a me sarebbero sembrate ovvie queste così
  brevi  considerazioni   e  francamente  ci  hanno  colpito  molto
  sfavorevolmente le  interpretazioni  che  sono  state  date  che,
  guarda caso,  in  questo  momento  coincidono  con l'intendimento
  della maggioranza  e  del  Presidente della Regione. Guarda caso,
  non si è  mai fatto; solo in questo momento, in cui il Presidente
  della Regione ha  bisogno  di  tre giorni per stringere di più il
  CCD o  chiamare  qualche  possibile  transfuga  per fargli votare
  questo ordine  del  giorno,  si  ricorre all'interpretazione o si
  richiamano i termini aulici dell'interpretazione regolamentare.
       Signor Presidente,  tante  cose abbiamo visto in quest'Aula,
  belle e meno  belle,  ma credo che questa sarebbe una violazione,
  una  infrazione   che,  per  quanto  ci  riguarda,  non  possiamo
  accettare.    Significherebbe,   diversamente,   mettere   questa
  Assemblea in  balia  dei mille casi, della casistica infinita che
  in cinquant'anni di vita dell'Assemblea regionale ci sono stati.
       Allora, signor  Presidente, se i precedenti contano, contano
  quelli che più  ricorrono, e non i precedenti meno numerosi.  E i
  precedenti più  numerosi  dicono  che  l'ordine  del  giorno  che
  respinge  le  dichiarazioni  del  Presidente  è  assimilato  alla
  mozione di sfiducia, ma non segue la stessa procedura.
       Pertanto,  signor  Presidente,  visto  che  la  questione  è
  delicata  e   possiamo   andare   incontro   anche   a  possibili
  fraintendimenti e  conseguenze, la invito formalmente a convocare
  la Commissione per il Regolamento per discutere del caso.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola
  all'onorevole   Piro,   poichè   le  affermazioni  dell'onorevole
  Capodicasa  hanno  anche  un  certo carattere di gravità, intendo
  precisare che  mi  avvarrò solo degli strumenti regolamentari.
       Il Presidente  non  intende  assolutamente  dare peso più di
  tanto  ad   accuse  molto  gravi  che  vengono  lanciate,  perchè
  comprendo che il particolare momento politico consente a chiunque
  in quest'Aula di esprimere le proprie opinioni.
       Il  Presidente non è schierato a favore di nessuno, anche se
  è stato eletto  da  una  parte  di  questo  Parlamento;  nel  suo
  comportamento in questi  anni  ha  sempre  tenuto ad essere al di
  sopra delle  parti,  pur  avendo  i  propri convincimenti in ogni
  occasione.
       Vero è che ci sono numerose altre circostanze nelle quali si
  è votato immediatamente,  è  anche  vero  che  però  in quel caso
  nessun Presidente  della  Regione  aveva  chiesto di avvalersi di
  termini  precisi,  tranne  recentemente il Presidente Provenzano.
  Tale è  stato  il  comportamento del Presidente dell'Assemblea in
  linea con quello che si sta facendo in questa sede.
       Ho  voluto  citare  l'esempio  di  un  documento  presentato
  dall'onorevole  Michelangelo  Russo, e ho voluto fare riferimento
  alla  Presidenza di un deputato che certamente non è appartenente
  ad  una   area  politica  vicino  alla  mia,  per  convincere  il
  Parlamento della linearità del comportamento del Presidente.
       Ma c'è  di  più:  qualunque  altro punto di riferimento deve
  tener conto  della  sovranità dell'Aula. E l'Aula può determinare
  anche all'unanimità  che  ci  si comporti in maniera diversa così
  come è  avvenuto  numerosissime volte, tanto che per la questione
  relativa alla trattazione  dei disegni di legge, se anche un solo
  deputato    richiede    l'osservanza    drastica    delle   norme
  regolamentari, il  Presidente  non  può che comportarsi in questa
  maniera.
       Vale  la  pena anche di ricordare che recentemente al Senato
  della Repubblica, dove  è  nata  una  questione  analoga  - e voi
  sapete che il nostro Regolamento è il frutto di una meditazione e
  una  sorta   di   recepimento   del   regolamento  del  Senato  -
  specificatamente si  dice: "alle mozioni ed agli strumenti di cui
  sopra, cioè quelli tendenti comunque a chiedere le dimissioni del
  Governo  -  come  vengono  citate  nelle  parti  superiori  -  si
  applicano  le   disposizioni   di  cui  agli  articoli  94  della
  Costituzione e 161  del  Regolamento del Senato per le mozioni di
  sfiducia al Governo".  Parere della Giunta per il regolamento del
  24 ottobre 1984.

     CAPODICASA  ...   ma   noi   non   chiediamo   le  dimissioni,
  respingiamo le sue dichiarazioni...

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  anche l'ordine del giorno a
  firma dell'onorevole Costa è da considerarsi mozione di sfiducia,
  e  dico  le  ragioni.  Per intanto tornando all'ordine del giorno
  Piro ed  altri,  la  motivazione  c'è  perchè  dice: "L'Assemblea
  regionale  siciliana  ascoltate  le  dichiarazioni del Presidente
  della Regione non le approva". Vuol dire che la sfiducia...

     CAPODICASA ...  ma  cosa  significa  questo?  Non  è possibile
  signor Presidente.

     PRESIDENTE. Vuol  dire  che  la  motivazione  è data dalla non
  condivisione delle dichiarazioni del Presidente della Regione...

     CAPODICASA. Ecco  la  sua  imparzialità,  la  sta  dichiarando
  apertamente.

     PRESIDENTE.   L'aspetto   relativo   all'ordine   del   giorno
  dell'onorevole Costa, dice esplicitamente: "L'Assemblea regionale
  siciliana respinge  le dichiarazioni del Presidente della Regione
  e lo invita a rassegnare le sue dimissioni".
       Se  l'onorevole  Costa  ritiene che questo ordine del giorno
  non  sia  assimilabile  a  mozione  di  sfiducia  ha  facoltà  di
  ritirarlo,  perchè  non  può  essere  assolutamente  inventato un
  escamotage  per  chiedere  le  dimissioni  del  Governo,  se  non
  attraverso gli strumenti previsti dal Regolamento.
       Allora,  la  Presidenza  ritiene  che  l'ordine  del  giorno
  dell'onorevole  Costa  ed  altri  sia  assimilabile ad ordini del
  giorno  di  sfiducia  e  quindi  a  mozione  di  sfiducia,  se  i
  proponenti  non  sono  d'accordo lo ritirano. Poichè non lo hanno
  ritirato questa è l'interpretazione.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO. Signor  Presidente, credo che la gravità del momento che
  stiamo attraversando  e vivendo, la gravità delle conseguenze che
  un'azione sconsiderata  che viene portata avanti, innanzitutto in
  prima  persona   dal   Presidente   della  Regione  e  poi  dalla
  inesistente maggioranza  che  lo sostiene, stia proprio nel fatto
  che in un  momento  come  questo  ci  si  nasconda  dietro motivi
  regolamentari  inesistenti   e   si   è   chiesto  al  Presidente
  dell'Assemblea di assumere posizioni estremamente parziali.
       Questo è  il  fatto più grave di questa sera
       Questa sera  il  Presidente  della  Regione, il Governo e la
  maggioranza stanno  dimostrando  che  non  hanno in nessun 'cale'
  quella che  è la condizione della nostra Regione, stanno tentando
  tutte le forme, stanno cercando tutti i pretesti, stanno mettendo
  in campo tutti  i  cavilli  per  sfuggire al nodo essenziale: c'è
  stato il ritiro  della  fiducia da parte di un partito componente
  della maggioranza e che in ogni parlamento, in ogni assemblea, in
  ogni  condominio   questo  avrebbe  comportato  per  lo  meno  il
  passaggio al voto,  per  verificare  se  esistono i numeri per il
  sostegno della maggioranza. Perchè questo non è ancora un paese a
  dittatura, qua  non  siamo  ancora  in Sud America ma, purtroppo,
  debbo dire che  con  quello che si sta facendo questa sera questa
  Assemblea  scivola  facilmente  verso una condizione "columbiana"
  mentre la Regione sta scivolando chiaramente verso una situazione
  "albanese".
       Questa è la gravità della situazione
       Qui non  c'è neanche il coraggio di affrontare il dibattito.
  Il Presidente della Regione è già fuggito una volta, sta fuggendo
  ancora un'altra  volta,  non ha neanche pronunziato tre parole di
  sostegno al  proprio  Governo.  Si  è  nascosto  dietro le parole
  pronunciate  a   loro   volta,   ricorrendo   ad   un  éscamotage
  regolamentare che  avrebbe  dovuto essere tagliato subito, per la
  natura  squisitamente  pretestuosa  e  pronunziate  in  dispregio
  dell'Assemblea da  parte  di alcuni capogruppi della maggioranza,
  che invitavano il Governo non si sa bene a fare che cosa.
       Questa è  una  condizione gravissima, altro che leggi  Altro
  che problemi  della  società  siciliana  Altro che problemi della
  pesca  Qui l'unica  cosa  che si sta cercando di fare è allungare
  in maniera,  devo  dire,  assolutamente  non  dignitosa la vita a
  questo Governo.  Per  fare  cosa, non mi è chiaro, colleghi della
  maggioranza.  Non mi è chiaro  Per fare che cosa   Per aspettare
  Ma per aspettare  che  cosa?  O c'è una maggioranza e lo dimostra
  votando, o  questa  maggiorana  non  c'è  ed  incombe  su  questa
  maggioranza, a  cominciare  dal presidente della Regione, che non
  avverte  evidentemente  nessun  dovere  istituzionale  sulle  sue
  spalle - e  anche  questa  è la gravità estrema in cui è arrivata
  questa  Regione  -  impone  a  questa  maggioranza,  se  c'è,  di
  continuare se vuole, ma se non c'è di andarsene.
       Cosa c'è  di  strano in tutto questo? Cosa c'è nel fatto che
  questa  sera,  rinunziando  l'opposizione pure ad intervenire, si
  voti per  verificare  se  ci  sono  le  condizioni per cui questa
  maggioranza, anche  per  un  giorno,  per  due  giorni  o per tre
  giorni, vada  avanti.  Non c'è nulla di strano.  Qui c'è soltanto
  il   tentativo  disperato,  vergognoso  di  proseguire  una  vita
  meramente vegetale,  perchè  di  questo si tratta, da parte di un
  Governo che non ha più altra prospettiva.
       Questo, sia  detto  per inciso e per chiarezza, la richiesta
  cioè di un ulteriore slittamento della discussione e del voto non
  può che  provocare,  visto  che qui si invoca il regolamento e la
  prassi parlamentare,  sia  chiaro  a  tutti  che la richiesta del
  presidente della  Regione di allungare i tempi del dibattito e di
  portare a  venerdì e non prima di venerdì il voto sull'ordine del
  giorno significa  una  cosa  sola  cioè  che, a  mente di tutti i
  precedenti  parlamentari  che qui vengono invocati, in questi tre
  giorni non si  può  discutere di nulla, nè di leggi nè di niente
  Sia chiaro a tutti che questa è la scelta che il presidente della
  Regione, il  suo  Governo  e  la  sua maggioranza stanno facendo,
  fuggire  al  dibattito,  scappare  dal  voto, impedire che questo
  Parlamento possa fare le leggi che la società siciliana richiede,
  anche se fosse una sola legge.
       Questa  è   la   verità.  Perchè  non  si  può  invocare  il
  regolamento  quando  conviene  e  chiedere  che  venga  melato il
  regolamento   quando  non  conviene.  Ripeto:  la  richiesta  del
  presidente  della  Regione  di  spostare il dibattito provoca per
  prassi costante  seguita  in  questo  Parlamento, a cui lo stesso
  presidente  della Regione fa appello, lo slittamento di qualsiasi
  discussione in atto.
       Ma   insomma,   finiamola    Rompiamo   con   questo  schema
  paralizzante che  sta  facendo scivolare verso il nulla, verso il
  nulla  cosmico  questa  Assemblea   Chiudiamo  questa vicenda del
  Governo  Si  voti  Se c'è una maggioranza, vada avanti  Se non ce
  l'ha si dimetta
       Questo è  lo  schema  semplice  della  democrazia che qui si
  cerca di manipolare e di artare con riferimenti regolamentari, mi
  permetto dire,  che andrebbero letti tutti perchè il caso che qui
  è   stato   citato,   onorevole   Presidente  dell'Assemblea,  ho
  l'impressione che questa volta Lei non è stato ben consigliato si
  riferisce ad  un  ordine  del giorno di censura nei confronti del
  presidente  della  Regione  che, devo dire opportunamente, perchè
  condivido  questa  interpretazione,  il  Presidente  di  turno di
  quella riunione  dell'Assemblea ritenne essere nè più nè meno una
  mozione di  sfiducia  perchè  è  la  censura  nei  confronti  del
  presidente  della  Regione  per  altro ampiamente motivata, che è
  assimilata,  anzi  è  esattamente  una  mozione  di sfiducia.  Su
  questo non  c'è  dubbio.  L'interpretazione è corretta ma qui non
  siamo in  presenza  di  un ordine del giorno di censura.  Qui non
  siamo  in  presenza  di  un  ordine  del  giorno  che  impone  al
  Presidente  dell'Assemblea  le dimissioni.  Qua siamo in presenza
  di un  ordine  del  giorno,  come  decine  il  sottoscritto ne ha
  firmato, non  vedendosene  mai  respingere  uno in dodici anni di
  presenza  in  questa  Assemblea,  che  puramente  e semplicemente
  propone  di  non  approvare le dichiarazioni del Presidente della
  Regione.
       Se  a  questo  fatto  il  presidente  della Regione connette
  l'obbligo delle sue dimissioni devo dire che fa onore, questo, al
  Presidente  della  Regione   Ma  soltanto una mozione di sfiducia
  presentata   nei   termini   regolamentari,   motivata,   impone,
  tassativamente, l'obbligo  delle  dimissioni   Questo è un ordine
  del giorno politico  da  cui  poi  il  presidente  della  Regione
  autonomamente, autonomamente,  può  e  deve  trarre  tutte le sue
  conclusioni.
       Allora,  noi  proponiamo  puramente  e semplicemente il voto
  subito, l'ordine  del  giorno  è  semplice,  neanche motivato. Se
  venisse assimilato  a  mozione  di  sfiducia  avrebbe  dovuto già
  essere  respinto  perché  la  mozione  di  sfiducia  deve  essere
  motivata, a  termine  del  comma 1 dell'art. 157 del regolamento.
  Poiché così non  è  e  poiché  non è stata respinta, l'ordine del
  giorno è  ammissibile  e  va messo in votazione. Se il Presidente
  della  Regione,  di  fronte  ad  un  voto  negativo  che  dovesse
  esprimere l'aula ritiene di dovere rassegnare le dimissioni, bene
  abbiamo già  detto  e  lo ridiciamo un'altra volta qui, noi siamo
  disponibili,  previa  una rapidissima Conferenza dei capigruppo a
  stabilire  un  percorso,  questa  volta  garantito dal Presidente
  dell'Assemblea,  perché  i  precedenti  purtroppo non depongono a
  favore della  parola  del  Presidente  della Regione in qualunque
  sede data  specialmente  se  data  nella sede parlamentare. Siamo
  disponibili a consentire un rinvio breve, sufficiente comunque ad
  approvare la  legge  sulla pesca. Lo abbiamo detto in momento non
  sospetto e lo  ripetiamo adesso. Non c'è un problema. Se si vuole
  approvare la legge in qualunque condizione si può approvare in un
  modo solo, non  si  può  approvare  in questi tre giorni la legge
  chiedendo il rinvio, pretendendo che trattasi l'ordine del giorno
  di mozione  di  sfiducia  a  venerdì  perché  questo impedisce al
  Parlamento di legiferare. Questo è chiaro e questo si scrive alla
  responsabilità personale e diretta del Presidente della Regione e
  di tutti quelli che in questa fase lo sostengono.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO .  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
  che  io   pensavo   di   avere   dell'immaginazione   ma  la  mia
  immaginazione non  riesce  ad  inseguire  la  realtà  politica in
  questa Regione.  Mi  è  capitato  proprio stasera, avendo appreso
  dalle voci  di  corridoio  che  il Presidente Drago rassegnava le
  dimissioni avevo  preparato  il  solito comunicato di routine per
  dire che finalmente questa Sicilia si era liberata da questo peso
  inutile che  grava  su  questa  Assemblea  e su tutta la Sicilia.
  Però,  qualche   dubbio  mi  è  venuto  ed  ho  chiesto  ai  miei
  collaboratori di  fermare  il  comunicato  stampa  perché  dati i
  precedenti di  questo  Presidente  della  Regione  il  quale ogni
  vergogna  lo   onora,  dati  questi  precedenti  ho  bloccato  il
  comunicato e  mi  sono  trovato  bene  perché il Presidente della
  Regione evidentemente  ha fatto come solito marcia indietro e non
  presenta più le dimissioni perché è confortato dal sostegno della
  maggioranza che lo invita a salvare  la Sicilia. Ma ci può essere
  maggiore ipocrisia di questa?  Drago  salva  la  Sicilia. E'tutto
  preso dalle tensioni  sociali,  tutto  preoccupato  dalle riforme
  istituzionali,   insulta  l'onorevole   Aulicino   il   quale   è
  responsabile, niente meno,  della  mancata riforma della Regione.
  Questa è una volgare menzogna  perché  io  facevo parte di quella
  Commissione quando la Commissione  si  riuniva c'erano i proclami
  di questo Presidente il quale annunziava di avere già recepito la
  legge, la Bassanini 1 , 2  ecc...  non  so quante Bassanini e poi
  fa le figure che fa con la Corte dei conti, aveva recepito tutto,
  aveva recepito anche una delibera  di  Giunta  "la Cassese". Ora,
  dico ancora si pensa di  potere giocare sulla pelle dei siciliani
  con questi personaggi?  Questa  sarebbe la seconda Repubblica? Il
  rinnovamento? Guardatelo un  pò  tutti  gente  del  rinnovamento.
  Questo sarebbe il rinnovamento?  La nuova speranza della Sicilia?
  Cioè qui per spronare questo  Drago dal Governo non è sufficiente
  nemmeno la fiamma ossidrica?  Altro  che mozioni di sfiducia, non
  sfiducia, ordini del giorno che  respinge.  Scusatemi,  io  me la
  devo prendere con l'onorevole  Capodicasa  e con l'onorevole Piro
  perchè  voi  stavate  dando   delle   istruzioni   a  Drago  come
  comportarsi per non dimettersi, ma  non  ha  bisogno delle vostre
  istruzioni voi aggiungete qualcosa  di  più,  quindi cerchiamo di
  finirla.
       Non è retorica,  stiamo  cercando di fare delle cose serie e
  voi,  questa maggioranza,  e  poi  quello  che  mi  meraviglia  è
  Alleanza Nazionale e Forza Italia. Fin tanto è un atto di slealtà
  e di inaffidabilità  da  parte di un vostro alleato cioè si sente
  sempre  a livello  nazionale  che  c'è  questo  blocco  fermo  di
  Alleanza Nazionale, Forza  Italia e CCD di Casini che è un blocco
  così  granitico che  non  si  potrà  mai  distruggere, anzi  Fini
  protesta contro  Cossiga  per  dire:  "questo  picconatore  vuole
  spaccare il Polo".  E  qui  dimostrando  anche  scarso  senso  di
  affidabilità, cioè praticamente essere alleati con voi è qualcosa
  di difficile. Solo  l'onorevole  Zanna  può  pensare  di  fare un
  Governo con il  PDS,  Forza  Italia  e Alleanza Nazionale. Non mi
  pare che altri  gruppi  di questa Assemblea siano disposti a fare
  questo tipo di operazione.
       Sarebbe l'alleanza  tra  i  post-fascisti e i post-comunisti
  con quella cosa  insignificante...  quella  della cosa due non ci
  interessa... ma  lui  poveretto del PSI dell'ultima fila soltanto
  in questa cosiddetta nuova repubblica poteva diventare Presidente
  della Regione.  Signori  miei  rendetevi conto, io sostengo anche
  polemicamente, con autoironia  che  il  degrado  in  cui  è stata
  condotta questa Assemblea è dato da due fatti: primo, perchè io e
  l'onorevole   Silvestro  veniamo  considerati  costituzionalisti,
  siccome io non  mi  ci  sento  tale  il  livello dell'Assemblea è
  quello che è. Secondo, Drago è Presidente della Regione.
       Da questi due parametri ci rendiamo conto a quale livello di
  bassezza politica è arrivata questa Regione.

     PRESIDENTE. Onorevole Di  Martino  io  non sono più disposto a
  tollerare questo suo linguaggio in Aula. Lei deve usare i termini
  che devono servire  ad  un Parlamento. Lei deve usare le critiche
  che vuole nei confronti  di  chi  che  sia. Intanto non so chi la
  considera costituzionalista  e  questo  mi  permetta  di dirlo da
  modesto deputato, dopo  di  che  lei  ha  motivo e possibilità di
  parlare anche un  linguaggio  più duro purchè sia attinente ad un
  Aula parlamentare.

     DI MARTINO . Presidente è attinente. Mi pare che l'oltraggio a
  questa Assemblea non  è  dato  dal  mio  linguaggio,  è  dato dal
  comportamento del Presidente della Regione e del Governo. Il vero
  oltraggio a questa Assemblea e al popolo siciliano.

     LA GRUA . Sei diventato una macchietta per quello che dici. E'
  un ritornello, reciti.

     DI MARTINO .  Onorevole  Presidente,  concludo per dire che il
  vero problema non è  quello  se  è  mozione  di  sfiducia o non è
  mozione di sfiducia  l'ordine  del  giorno  presentato  da  CCD e
  dall'opposizione del  centro  sinistra.  Il  problema  è  che qui
  dobbiamo  chiudere   questa  vicenda,  la  dobbiamo  chiudere  in
  qualunque modo. Non  è  possibile  che  si  possa  andare avanti,
  pensare adesso che  si  chiedono  i  tre  giorni  dopo  di che si
  incomincia lo shopping, si pensa di potere approvare alcune leggi
  giuste o sbagliate  che  siano  perchè, è chiaro, queste leggi si
  possono approvare se  c'è una garanzia chiara, netta e precisa di
  dimissioni di  questo  Governo. Diversamente non ci sono ragioni,
  ci appelliamo al  regolamento. Io non ho difficoltà ad appellarmi
  al regolamento, per  dire  ci  vogliono  le  ventiquattro ore per
  convocare la Commissione  Bilancio  e  per  dire  ci  vogliono le
  quarantotto ore dopo  che  è uscita dalla Commissione Bilancio la
  legge dell'altra  Commissione  che  ne  prende  atto  per poterla
  approvare. Quindi qui  dobbiamo avere chiarezza: o si fa la legge
  in nottata approvandola  in  nottata,  si  dimette  il  Governo o
  diversamente nessuno  è  disposto  a  tollerare  questo  tipo  di
  sovercherie  con falsa interpretazione regolamentare.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ricordo che
  l'ultimo  incontro,  precedente  a  questa  Assemblea,  avemmo  a
  dichiarare,  lo  dichiarò  per  primo l'on.le Vincenzo Leanza che
  c'era la  necessità di guardare fortemente al quadro politico, ai
  numeri che sorreggono la maggioranza e di guardare agli interessi
  - diceva  nel  suo intervento - di leggi che avevano la necessità
  di avere  un  percorso  veloce  perchè  lo  stavano  aspettando i
  siciliani, in linea generale.
       Devo insistere  e comprendere che questa sera al di là della
  demagogia parolaia i due ordini del giorno che vengono presentati
  non possono  che  essere  assimilati  ad una mozione di sfiducia.
  Però c'è una cosa più grave che non è stata sollevata ed io sento
  il dovere  di  sollevarla. Quando un deputato o un gruppo intende
  presentare un  ordine  del  giorno  in  Assemblea  sa  di  dovere
  presentare quell'ordine  del  giorno e si attrezza perchè abbia i
  criteri di  ammissibilità  ed  i  numeri  a  sostegno. Ma l'Aula,
  questa  sera,  era  invitata  con  le  dichiarazioni  che  doveva
  esplicitare  il Presidente della Regione, aveva la intenzionalità
  che doveva essere presente per rintuzzare un attacco, una mozione
  di sfiducia,  per  dare questa sera l'assenso o no al Governo? E'
  vero che ogni deputato ha il dovere di essere presente, ma è pure
  vero  che  quando abbiamo parlato di cose estremamente importanti
  c'erano 52  firme per le 300.000 16 deputati in Aula ad ascoltare
  i problemi  della Sicilia, gli atti del Governo, le dichiarazioni
  programmatiche,  i disegni di legge. E quindi, perchè questa sera
  non  accettare  quello  che  il  Regolamento  dice  e  che  viene
  confermato da precedenti e cioè "stop". Arriviamo a venerdì se il
  questo  Governo ha una maggioranza continui a lavorare, se non ce
  l'ha vuol  dire  che  cadrà  in  Aula come è caduto Prodi. A me è
  sembrato  che questa sera si voglia spostare politicamente, forse
  perchè  i  mass media, i giornali domani, non debbono più parlare
  dei 312  voti  in meno e 313 voti in più perchè Prodi andasse via
  in Italia con un regime che si stava instaurando in questo Paese.
  E che  invece  si voglia far parlare solo della crisi del Governo
  regionale   siciliano.   Mi  sembra  che  sia  questo  riduttivo,
  enormemente  impressionante per la gente che sta aspettando, vedi
  i  pescatori  che  hanno  assediato l'Assemblea, e che ancora una
  volta  si  voglia  privilegiare  lo  scontro  per  lo scontro, la
  contrapposizione   per   la   contrapposizione,   magari  facendo
  diventare nobile che non lo è, perchè magari presenta la sfiducia
  per un  Assessorato  in  più o meno e perchè si vuole sollecitare
  ancora  volta  e  lo ribadisco, al servizio dell'Italkali e della
  dismissione  che  non deve essere fatta da questa Assemblea degli
  enti economici regionali.
       Ho sentito qualcuno che di Italkali se ne intende molto dire
  "vero  è   che   siamo   forti  e  che  riusciamo  a  far  cadere
  un'Assemblea, ma  è  pure  vero  che  questa Assemblea è fatta da
  gente non  tanto  capace  se ci lascia essere così tanto forti da
  privati  da  mettere il bavaglio all'Assemblea", da annullare una
  legge prestigiosa  come  quella  che  invece  non  va  avanti per
  connubi e  interessi  che c sono - sotterranei - in quest'Aula al
  servizio di privati.
       Questa è la  realtà vero. Che di fronte ad una come quella e
  accanto  a  quella  della pesca stiamo privilegiando il confronto
  politico.  E  credo  che  invece  la  Sicilia  abbia  bisogno  di
  realizzazioni concrete  e  non  del rapporto parolaio di chi come
  l'amico Piro  si  accalora  tanto  ed  è sempre pronto a chiedere
  regolamenti a  destra  e  sinistra  e  poi quando c'è da attuarli
  quando non  gli  convengono riesce ad arrabbiarsi, a gridare allo
  scandalo. Ma  c'è  Orlando  che  con  Drago pare che filino tanto
  bene, insieme  a  Bianco, forse ci sono anche problemi interni di
  gelosie, tra  la Rete, perchè Orlando colloquia e invece Piro non
  colloquia.
       A me  sembra  che  sia necessario, al di là delle parole che
  non servono, andare immediatamente a questa verifica venerdì e mi
  dispiace  che  l'Assemblea  non  abbia avuto la sensibilità, devo
  dire,  di  fronte  a problemi  grossi  come  quelli  della  pesca
  l'Assemblea  non abbia avuto la  sensibilità,  di  non  avere  la
  bontà, la volontà, la correttezza  di  dire:   prima  il problema
  pesca, e poi, se venerdì il  Presidente  della  Regione  non ha i
  numeri,  è giusto che se  ne  vada  a  casa".  Signor  Presidente
  dell'Assemblea,  signor  Presidente   della   Regione,  mi  sento
  mortificato  dal  dibattito  di   questa  sera  perchè  è  contro
  qualsiasi regola elementare di educazione nei confronti di chi in
  Sicilia sta aspettando che questa  Assemblea faccia onore ai suoi
  doveri nei confronti della Sicilia  e dei siciliani.  E non credo
  che in questo modo facciamo  i  doveri,  che abbiamo come dovere,
  nei confronti di chi ci ha  eletto  e in rappresentanza dei reali
  bisogni di questi siciliani di  cui  tutti  parliamo, ma che alla
  fine  e  in  sostanza  lasciamo  decadere  perchè  prevalgono  le
  condizioni dell'appartenenza e della contrapposizione distruttiva
  che non ha alcun senso per quelle cose concrete che invece stanno
  aspettando realisticamente la Sicilia e i siciliani.

     ADRAGNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ADRAGNA. Signor Presidente,  noi  non vogliamo intervenire per
  discutere   sulle   questioni   dell'opportunità   politica   del
  Presidente della Regione a  dimettersi o non dimettersi da quelle
  per cui in questi giorni  sui mass media ha già sviluppato i suoi
  temi  e le ragioni per  cui  riteneva  di  dimettersi  o  di  non
  dimettersi, quelle secondo  cui  una maggioranza che lo sosteneva
  può esserci o non può più esserci.
       Credo che questo sia una motivazione che debba attenere alla
  sua  maggioranza:   se  c'è   batterà   un   colpo;  se  non  c'è
  probabilmente non lo batterà, o batterà a vuoto.
       Noi riteniamo  che  sia assolutamente necessario intervenire
  sulle due questioni di fondo,  ma che a nostro avviso sia tante e
  tali da meritare tutta l'attenzione possibile di questa Assemblea
  e anche di una sua particolare decisione che lei dovrà tenere. Mi
  riferisco soprattutto alla prima  delle  due questioni e cioè: se
  l'aver presentato un ordine  del  giorno che invita il Presidente
  della Regione alle dimissioni,  e  che  quindi  potrà  mettere in
  condizioni il Presidente  stesso,  dopo  il  voto,  qualunque sia
  l'esito,   di   decidere   se   può   oppure   deve   dimettersi,
  l'assimilazione che ne consegue  -  e  io sono d'accordo con lei,
  Presidente - non può che essere assimilata ad una mozione, perchè
  l'esito politico di questo  voto non può che avere determinazioni
  politiche da parte del  Presidente  della  Regione, che può o non
  può dimettersi.
       La questione è  un'altra:  l'assimilazione  che l'ordine del
  giorno dà alla mozione che ha  tutta una sua forma, che poi la fa
  diventare sostanza rispetto  ai contenuti dello stesso ordine del
  giorno  assimilabile  alla   mozione,   ne   fa   conseguire  non
  semplicemente la questione delle modalità del voto, quale sarebbe
  quella dell'assimilazione alla  mozione  di  fiducia,  ma  la  fa
  diventare, esso stesso ordine  del giorno, mozione di sfiducia. E
  quindi a quel punto  non  è  solamente da portare avanti rispetto
  allea esigenze ed alle  modalità  ma  anche  con  tutto quanto ne
  consegue rispetto ai tempi.  A  quel punto non può esistere alcun
  regolamento - e lei  ne  converrà,  signor  Presidente  - che può
  essere derogato da alcuna aula parlamentare del mondo.
       Alcuna  aula parlamentare  del  mondo  può  derogare  ad  un
  regolamento. E quando  qualche  volta,  signor Presidente, quella
  che viene chiamata unanimità fa derogare al regolamento, sappiamo
  tutti che è una sorta di fiction voluta da tutti e che per questo
  consente  di  poter, oserei  dire,  non  tanto  derogare,  perché
  metterei in contraddizione quanto  ho  detto,  di  poter superare
  determinate questioni.  Ma non è mai possibile che un regolamento
  che abbia delle norme chiave, chiare  e  scritte e che per essere
  nel Regolamento debba avere già  un  presupposto di un certo iter
  non può assolutamente essere superato.
       Per questo stesso motivo riteniamo di aderire alla richiesta
  fatta  dall'onorevole   Capodicasa   e   quindi  consentire  alla
  Commissione Regolamento  di  definire questo particolare aspetto.
  L'assimilazione a questo punto riguarda semplicemente la modalità
  di voto o lo fa diventare ordine del giorno mozione di sfiducia.
       Per quanto riguarda il secondo punto, signor Presidente, noi
  popolare abbiamo anche partecipato agli incontri con i pescatori,
  con rappresentati e siamo  convinti  anche  noi  che questa legge
  deve  assolutamente  essere   fatta   da  quest'Aula.  E'  troppo
  importante e riguarda non solo famiglie di pescatori, ma riguarda
  proprio  lo  sviluppo   di   questo  particolare  settore.  Ed  è
  assolutamente necessario che  nel  più  breve tempo possibile sia
  fatta. Ma proprio perché questo non diventi e non si trasformi in
  demagogia, Presidente, noi  riteniamo che nello stesso momento in
  cui,  così  come  siamo   convinti,  andremo  al  voto  e  quindi
  definiremo questa sera, se si tratta di una maggioranza che batte
  il colpo, a quel punto  immediatamente dopo il voto, prima che il
  Presidente decida di dimettersi o  no, noi possiamo fare la legge
  sulla  pesca.   Possiamo  immediatamente  mettere  in  essere  la
  decisione  che tutti  quanti  abbiamo  preso  nei  confronti  dei
  pescatori.
       A  nostro  avviso questo  è  un  percorso  che  può  trovare
  accoglimento.  A nostro avviso  questo  è  un  percorso  che  non
  intacca assolutamente né le  regole, né qualunque altra cosa. C'è
  una teoria, signor Presidente.  Nella teoria dei sistemi è quella
  del funzionalismo. E  che sostanzialmente in questa stessa teoria
  in cui Talcott Parsons è  uno  dei  massimi  esponenti, insieme a
  Durkheim, sostanzialmente stabilisce  che  qualunque attore debba
  alla fine arrivare ad un obiettivo nello stesso momento in cui le
  regole di cui si fa  portatore  partecipe,  ma anche insieme allo
  stesso  obiettivo,  l'avrà  mancato   se   non   si  sarà  tenuto
  scrupolosamente a quelle norme che lo regolano. Grazie.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, credo che le
  posizioni che stanno  venendo fuori, soprattutto le posizioni del
  Governo, stiano  intercettando traumaticamente gli interessi veri
  dei siciliani, anche quelli di  quei  siciliani  che  sono  là in
  piazza e chiedono la corsia privilegiata per le loro leggi.
       Avevamo come partito  chiesto  una  finestra.  Abbiamo  fino
  all'ultimo sperato,continuiamo a  sperare che il Presidente Drago
  in qualche modo potesse  farsi carico davvero di queste emergenze
  per poi prendere atto che in  questo Parlamento non ci sono più i
  numeri  politici.   Abbiamo  fatto  i  conti.  Presidente  Drago,
  nell'ipotesi che questa mozione di sfiducia venga bocciata per un
  voto,  vero  è  che   l'onorevole  D'Alema  ha  detto  che  nelle
  democrazie mature si può governare anche  con un voto in più o in
  meno, in meno per quelli  che  perdono,  in  più  per  quelli che
  governano, ma è  altrettanto  vero  che l'emergenza siciliana non
  può essere governata senza una maggioranza che possa esprimere un
  profilo progettuale forte.
       Onorevole Drago, in Commissione bilancio, la maggioranza non
  sarà sua per qualche tempo.  Onorevole Drago, lei ci sta sfidando
  pesantemente    e     sta     condannando    questo    Parlamento
  all'inefficienza, alla instabilità totale, all'immobilismo perché
  in queste condizioni sarà difficile ...
       (Interruzioni da parte di alcuni deputati)

     PRESIDENTE. Onorevole Aulicino, esprima le sue tesi con calma,
  senza affannarsi ...

     AULICINO Sto esprimendo le  mie  tesi  così  come  sono solito
  fare, col cuore e col sentimento -  e se il cuore e il sentimento
  mi portano a partecipare,  pazienza  mi  conoscono così nella mia
  trincea  esterna  all'Assemblea   -  all'onorevole  Cintola  che,
  evidentemente non seguendo i  lavori  parlamentari, non ha notato
  che il sottoscritto ha  ritirato  gli emendamenti all'articolo 1,
  quindi  certe  insinuazioni   volgari  nei  confronti  di  questi
  deputati  che  ora,  a   quanto   pare,  non  sono  più  soltanto
  l'onorevole Virzì, ci sono un sacco di deputati che osano mettere
  in discussione la politica del Governo sugli enti ...

     CINTOLA. (Interruzione)

     PRESIDENTE.   Onorevole  Cintola   la   prego   di  consentire
  all'onorevole Aulicino di completare il suo intervento.

     AULICINO. Onorevole Presidente,  io la ringrazio perché questo
  è utile per  ridimensionare  i  miei  toni e per consentire a me,
  continuando e  stringendo, di dire all'onorevole Cintola, che dal
  pulpito crede di  dare  lezioni  di  stile a tutti, che in questo
  Parlamento fino  a prova contraria ci sono galantuomini e che lui
  non è  autorizzato  a fare insinuazioni pesanti sulle persone che
  stanno dietro  a  questi parlamentari. Perché, se lui ha prove di
  inquinamenti da parte dell'Italkali, di singoli parlamentari, non
  lo deve dire  qua, ha una via: c'è la Procura, vada a denunciare.
  Non si  deve  permettere da questo pulpito di insinuare cose così
  pesanti, perché  questa  è un'intimidazione nei confronti di quei
  parlamentari  che decidessero di osare, di presentare emendamenti
  a  una   manovra   che,   a   quanto   pare,   nella  valutazione
  dell'onorevole Cintola  è  perfetta.  E se qualcuno in quest'Aula
  dovesse incominciare  a  ritenere che oltre che gli interessi dei
  privati  potrebbero esserci gli interessi, onorevole Cintola, del
  monopolio tedesco? Sto scherzando

     CINTOLA. Lei scherza sempre.

     AULICINO. E scherzo. O  del  monopolio  americano?  Mi  faccia
  scherzare, d'altra parte ognuno  scherza  come crede nel rispetto
  del Parlamento. Siccome lei insinua, sappia  che  la  chimica del
  Mediterraneo si bloccò a suo  tempo  e  qualcuno  disse  che  era
  intervenuto il monopolio internazionale  della  SOLVEY, ma io non
  ci credetti, ero solo un sindacalista di trincea.
       Io  pregherei  veramente   il  Presidente,  debbo  dire  che
  apprezzo molto i suoi interventi per consentirmi di continuare.
       A parte le  insinuazioni volgari dell'onorevole Cintola, noi
  qua individuiamo e abbiamo individuato un percorso essenziale, il
  Presidente Drago lo sta boicottando. Avremmo voluto votare queste
  due  leggi: una legge sul  fermo  e  l'altra, una  manovrina  per
  consentire  ai  forestali  -  non   so  se  dal  punto  di  vista
  amministrativo è possibile, se lo è allora ritiro la proposta; io
  tecnicamente  non  ho  approfondito,  so  che  i  forestali  sono
  infastiditi, dobbiamo trovare  le  soluzioni.
       Bene, con questa ipotesi  di  rinvio della discussione sulle
  dimissioni e del voto sulle  dimissioni,  noi nei fatti dal punto
  di vista regolamentare stiamo  decidendo  nei prossimi tre giorni
  di non fare nulla.
       Condivido molto la posizione dell'onorevole Piro, per quanto
  ci riguarda dovremmo da subito  votare l'ordine del giorno perché
  è un fatto politico.  Il  Presidente  Drago non fugga.
       In questi giorni il C.C.D., che peraltro non è all'asta, non
  è  permeabile a sollecitazione  alcuna.
       Siamo convinti che se  questo  tentativo  di  rinvio dovesse
  essere mirato a convertire e a riconvertire singoli parlamentari,
  a parte l'offesa nei  confronti  dei  parlamentari  che sarebbero
  oggetto di un mercato  immorale, di tentativi maldestri destinati
  a fallire, io penso invece che in questi tre giorni può succedere
  un'altra cosa,  che il Polo possa ricompattare perché io auspico,
  e per  questo  sto  intervenendo,  che gli amici parlamentari del
  Polo non  commettano, nel momento in cui dovranno rendere il loro
  voto,   l'errore   di   dimenticare   che  abbiamo  da  difendere
  un'esperienza comune, non soltanto a Roma ma anche a Palermo e in
  Sicilia.

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     LA GRUA . Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per rivolgere un  appello  all'Assemblea,  l'appello  riguarda il
  problema dei pescatori, i pescatori che stanno dietro le porte di
  Palazzo dei Normanni a gridare ad alta voce la loro disperazione.
       A questa gente noi  dobbiamo  dare risposte. Noi questa sera
  non possiamo prenderci la responsabilità di lasciare questa gente
  senza le risposte che meritano.
       E allora io condivido  le  considerazioni  e  le conclusioni
  alle quali è pervenuto il Presidente dell'Assemblea sulla base di
  precedenti  giurisprudenziali, che lo hanno indotto a determinate
  affermazioni e quindi a determinate scelte.
       Il Presidente della Regione ha legittimo il diritto di poter
  chiedere questi giorni di  tempo  per  poter  poi  affrontare  la
  discussione, quindi  la  votazione  di  quelle che vanno intese e
  interpretate, correttamente, come mozione di sfiducia.
       Però noi abbiamo un dovere  in  questi  tre  giorni  ed ecco
  perché, al di  là  delle cose che sono state dette questa sera da
  tutti, dalle  contumelie  che  Ciccio  Di  Martino è solito fare,
  dalle  affermazioni  gravi  fatte  dall'onorevole Aulicino, a noi
  interessa in  questa  sede  e  questa  sera  di definire l'annoso
  problema del  fermo  biologico  e  quindi  le risposte da dare ai
  pescatori.
       Allora, l'invito che io  faccio  a  tutti  voi,  ai  singoli
  deputati, al di là delle appartenenze, è di fare questa deroga al
  Regolamento,  per  consentire  che  tutti  quanti assieme, perché
  questa è la  volontà di tutti i singoli parlamentari e dei gruppi
  che l'hanno espressa e che soltanto ora, per calcoli politici non
  vorrebbero dare  vita  a  questa soluzione che io sto proponendo,
  noi questa  sera  abbiamo  il dovere di affrontare, questa sera e
  nei giorni  che vengono, attraverso l'iter normale, attraverso il
  passaggio in  Commissione,  attraverso quindi poi il passaggio in
  Aula,  il   disegno  di  legge  che  riguarda  la  pesca,  perché
  altrimenti   avremmo   tradito   le   legittime  aspettative  dei
  pescatori.
       Allora,  amici  e  colleghi,  io  vi  invito  veramente  dal
  profondo del  cuore  a  fare  un  sacrificio,  ad  abbandonare, a
  mettere un  po'  in  disparte le esigenze legittime dei partiti e
  delle forze  politiche  e di fare, quindi, fronte comune affinché
  si diano ai pescatori le risposte che gli stessi attendono.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Crisafulli,   vorrei   pregarla   di
  rinunziare alla richiesta  di  intervento, avendo  la  Presidenza
  orientato il proprio comportamento a consentire un intervento per
  Gruppo parlamentare.

     CRISAFULLI. Se lei ha già acquisito l'orientamento ...

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
  facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io mi sento,
  per quel  che  vale,  di  condividere  l'interpretazione  che  la
  Presidenza ha  sentito  di  dare  alle  norme  regolamentari  che
  normano la materia  in oggetto e devo dire che, al di là di tutti
  gli arrampicamenti  sui  precedenti, al di là di ogni valutazione
  paratecnica  o  paragiuridica,  prevalga  una valutazione di buon
  senso.
       Gli  ordini  del  giorno  presentati  se  fossero  approvati
  porterebbero di  conseguenza, e  per  conseguenza, la  caduta del
  Governo, quindi  sono, di fatto, mozione di sfiducia. E quando ci
  si  appiglia alle terminologie, egregio Presidente, piuttosto che
  i fatti sostanziali, si incorre in questi equivoci.
       Ma poi  c'è  un  altro aspetto, c'è l'aspetto della sostanza
  politica, della tenuta del Governo e della maggioranza, che c'è o
  non c'è, tiene  o non tiene, oggi come venerdì, oggi come giovedì
  e quindi non  capisco il motivo di questo scandalo per il rinvio,
  se non la  volontà  da parte di alcuni di dissimulare la sostanza
  dei problemi e cioè che per la schermaglia politica, che comunque
  avrà un  esito  perché  questo  Governo  vivrà o cadrà, giovedì o
  venerdì,   dissimulare   dietro   questa   schermaglia   i  fatti
  sostanziali e cioè la possibilità che in questi tre giorni vi sia
  un'Aula in grado di produrre provvedimenti legislativi...

     CRISAFULLI. Onorevole Alfano, è il secondo rinvio

     ALFANO.    Ecco   perché   io   recepisco   immediatamente   e
  positivamente  l'appello  dell'onorevole La Grua a sostegno delle
  marinerie e  del  settore  della  pesca,  perché  ciascun  Gruppo
  parlamentare  si  confronti  in  relazione  alle proprie opinioni
  sulla materia,  in  relazione  ai propri indirizzi politici sulla
  materia, ma  tenendo  fermo che, comunque, venerdì si arriverà ad
  una conclusione  del  problema  del Governo.
       E allora cosa  osta  a che in questi giorni si discuta della
  legge sulla pesca con immediatezza e con urgenza?

     PIRO.  Lei   lo  aveva  già  detto  la  scorsa  settimana  che
  lunedì ...

     ALFANO. Egregio Presidente,  io  ritengo  che  con  una  buona
  volontà  da  parte  di  tutti  i  Gruppi  parlamentari  si  possa
  procedere  in  questa  direzione.  E  se  il  senso  parlamentare
  procederà ad ispirare le  azioni  politiche  di  tutti  i gruppi,
  anche la legge sulla pesca potrà essere varata.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola
  all'onorevole  Pellegrino  permettete  che  io  ribadisca che per
  consentire  la  trattazione  di  disegni  di  legge  prima  della
  discussione dell'ordine  del giorno di sfiducia si sarebbe dovuta
  verificare l'unanimità di consensi, cosa che purtroppo non c'è. E
  quindi non  è  possibile consentire la trattazione dei disegni di
  legge sulla pesca  o  su  altre materie poiché anche uno solo dei
  deputati non è d'accordo e io non posso procedere in tal senso.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

     PELLEGRINO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io spero
  intanto di  non  incappare nei richiami del mio Presidente questa
  sera, mantenendo  un  tono  -  diciamo  -  molto pacato in questo
  confronto, che  è  parecchio  acceso. E voglio fare due premesse.
  Una a  carattere  personale:  io non sono in procinto di cambiare
  casacca, non  faccio  parte  di questa schiera di persone.  Io in
  politica scelgo  e  quando  sbaglio  chiedo scusa e torno a casa.
  Quindi ...

     CRISAFULLI. (interruzione)

     PELLEGRINO. Io ti ringrazio.  Questo però non significa che io
  non sia  interessato,  fortemente  interessato  a che il progetto
  politico di cui  oggi  si  parla e di cui Cossiga è certamente un
  riferimento  importante  per  noi  di Rinnovamento italiano possa
  essere sottaciuto o, comunque, messo in secondo piano.
       Debbo dire ancora che io non sono prevenuto nei confronti di
  questo Presidente, di  cui  ho  stima e rispetto, anche se non lo
  capisco,  e,   dicevo,  caro  Presidente,  l'altra  sera  al  suo
  Capogruppo che  non  c'era niente di straordinario che sulla scia
  del Governo  Prodi  il  Presidente Drago chiedeva una verifica in
  Aula sull'ordine  del  giorno che era stato presentato e se c'era
  la maggioranza  anche di un voto si andava avanti sulle questioni
  di cui si è parlato.
       Invece, si è avviato  un confronto, un modo di andare avanti
  che è incomprensibile sotto tanti punti di vista. Si utilizzano i
  pescatori che hanno problemi drammatici e questa legge per essere
  fatta ha bisogno che  venga trovata la copertura finanziaria, non
  fondata sui "si dice"  ma  su  una  precisa approvazione da parte
  della Commissione Bilancio, perché  senza di questo ritengo che è
  difficile che questa legge possa essere approvata.
       C'è un richiamo  attorno  al  Regolamento  su  questioni che
  invece, a mio  avviso,  onorevole  Piro  ed onorevole Capodicasa,
  sono squisitamente politiche.  Io  diverse  volte  qui  ho subito
  qualche ordine del giorno  di censura o di richiamo e, nonostante
  l'Assemblea  l'avesse  approvato, nella mia coscienza ho ritenuto
  di essere conseguente  o  meno,  e a mia facoltà, per cui nessuno
  può venire qui  a  sostenere  che  un  ordine  del  giorno che si
  conclude con  un  invito  non  lascia al Presidente la facoltà di
  andare avanti,  almeno  per  l'adempimento  di  quelle  cose  che
  considera importanti.
       Vorrei aggiungere che questa  sera  il  CCD  ha  compiuto un
  gesto che, a  mio  avviso,  l'onorevole Drago ha fatto male a non
  prendere in  considerazione:  il  CCD  ha aperto una crisi che io
  personalmente non  apprezzo  moltissimo  dal punto di vista delle
  ragioni.
       Tu mi  devi  consentire, cioè c'è un cartello di maggioranza
  nazionale -  io  ho  parlato  anche  con  il  tuo  vicesegretario
  nazionale, onorevole  Baccini  -  che  apprezzo moltissimo, ed io
  ritengo che  il  confronto,  quando  viene  fatto  con la massima
  correttezza  e   senso  di  responsabilità,  è  sempre  un  fatto
  estremamente positivo  -  e  ho detto che avevo delle perplessità
  sulle  ragioni   che   motivavano...  ma  sulla  esigenza  di  un
  chiarimento  politico  non  c'è  dubbio  che  questo  può  essere
  avviato  Però,  se  la ragione della crisi poteva essere messa in
  discussione (qualcuno  dice:  non era molto nobile) però dobbiamo
  dare  atto che  il  CCD  questa  sera  ha  compiuto  un  atto  di
  responsabilità non indifferente, lanciando a Drago la possibilità
  di non lasciarsi bruciare come si sta facendo bruciare.
       Presidente, io  avevo detto che non ho niente contro di lei,
  anzi  Io sono  un  tuo  stimatore  e,  per  la verità, trovo però
  difficoltà a  vederti  in  queste  condizioni  e poi leggerti sul
  giornale, a  Villa  Niscemi,  cioè a dire insieme ad altre realtà
  che vorrebbero  mettere  in movimento la vita politica siciliana,
  che andrebbe  nella  direzione non da te disegnata ma in un'altra
  direzione.  Ecco, questa  difficoltà  io ce l'ho e ti porta poi a
  trovarti in  una  situazione  che  certamente, dal punto di vista
  politico, presenta  una  caduta  di  stile.
       Io non  ricorro ai termini dell'onorevole Ciccio Di Martino,
  che probabilmente  si è "tolto qualche sassolino dalle scarpe" di
  epoche  precedenti,   però   non   c'è  dubbio  che,  quando  una
  maggioranza,  signor  Presidente  dell'Assemblea,  perde  una sua
  componente più  o  meno  importante,  lo  stile impone che quella
  maggioranza si  dimetta,  dica  all'Assemblea le cose urgenti che
  deve fare e poi si va avanti.
       Come si fa a sostenere, questa sera, che le emergenze di cui
  si  parla  e  che  sono  reali  possono  essere  gestite  da  una
  maggioranza che  si  trova  nelle  condizioni  in cui si trova la
  maggioranza attuale,  che  perde una sua componente, che raccolga
  qualche  cosa  come  cinque  deputati.  Cioè,  è  una  situazione
  insostenibile che,  secondo  me,  crea un momento di disagio e lo
  crea a me  che,  per  esempio,  avevo  detto l'altra sera che era
  giusto che  la  maggioranza, se c'era, votasse e andasse avanti a
  definire alcune  cose che doveva definire.
       Allora, a  mio avviso, questa sera, dai tono che sono venuti
  fuori, se non si trova e se non c'è da parte del presidente della
  Regione una  rilettura  di  queste  vicende,  un modo diverso per
  andare avanti  -  vedo, onorevole assessore al lavoro, che lei mi
  guarda con  interesse, questa sera - io per esempio ho difficoltà
  a capire  come lei fa pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale impegni
  che poi  debbono  maturare  nel  futuro.  Stasera  incontravo una
  rappresentante di  Mazara,  che avevo ascoltato alla Provincia di
  Trapani per  discutere  sui  problemi  della  pesca,  che  domani
  saranno esaminati  dal Ministero degli Esteri per quanto riguarda
  i risvolti nazionali che questi problemi hanno, e mi chiedeva che
  cosa ne pensassi io.  Io, signor Presidente Cristaldi, dicevo che
  non mi sarei voluto trovare al suo posto, perché lei è Presidente
  di questa  Assemblea  e  deputato di una città, Mazara del Vallo,
  che  rappresenta la marineria più forte dell'intero Mediterraneo,
  se non vado  errato.  Ebbene,  come  si fa in una situazione come
  questa a dire  "si",  come  è  stato detto, ad una legge che pare
  dovrebbe andare a dare circa quattrocento miliardi, che considero
  legittimi, ad  una condizione però, che questo Governo, qualunque
  Governo, caro  onorevole  La  Grua,  avesse  il coraggio di dire:
  questa cosa si può fare, questa cosa non si può fare, questa cosa
  viene prima  e  questa  cosa  viene  dopo.
       Quando invece  andiamo imbrogliando le cose peggio che nella
  'Prima Repubblica' e  ci  troviamo di fronte ad una cassa che non
  ha più  niente  da dare, perché attraverso le spese correnti, che
  diventano  ogni  giorno  sempre  più  correnti,  caro  Presidente
  Provenzano, e poi i fenomeni sono previdibilissimi, cioè oggi noi
  spendiamo soltanto  soldi  che  vanno  lì ad essere incassati per
  pronta cassa  e  non recuperiamo più niente, perché se si appalta
  un'opera ad  un certo punto c'è anche un ritorno, l'impresa paga,
  fa altre  cose;  oggi  invece  siamo in una situazione proprio di
  grande difficoltà  e  non  mi pare, onorevole Capogruppo di Forza
  Italia, io  apprezzo  moltissimo  queste cose ed anche molte cose
  che lei disse  e  però  qui  non  si  tratta di essere più o meno
  ragazzi, ma  come  si  fa  a pensare di affrontare l'emergenza, i
  problemi   dell'occupazione,   i   problemi  dello  sviluppo  non
  bloccando  questa  espansione incontrollata delle spese correnti?
       Io mi  trovo  qualche  volta  in imbarazzo, vedete che parlo
  pochissimo in  questa Assemblea, c'è qualche ragione di carattere
  politico ma soprattutto c'è una ragione di capire come avviene il
  confronto, per  cui,  quando  arriva  l'onorevole  Lo  Certo, per
  esempio, è  un'espressione  molto  forte,  denuncia  uno stato di
  cose, un modo  di  essere  nostro ed io prendo atto che è così. E
  lasciamo stare la  qualità  se  è buona o se è cattiva, come dice
  l'onorevole Di  Martino,  io  dico  che  un'Assemblea  che  viene
  democraticamente eletta  dal popolo merita il più grande rispetto
  e deve trovare in ogni momento le condizioni per un richiamo alla
  grande responsabilità.  Però,  i  dati  sono  quelli che sono, le
  cose che lei  dice  sono  vere.
       Io questa sera ero felice quando l'onorevole Piro ha assunto
  un atteggiamento e un linguaggio che, secondo me, era legittimo e
  richiama il Presidente dell'Assemblea ad alcune esigenze, però ci
  sono stati momenti in cui in questa Assemblea, signor Presidente,
  fermo restando il  rispetto  che io debbo alle cose che lei dice,
  ho avuto la  sensazione  che spesse volte ho come quando si parla
  di giustizia.  Nessuno  contesta  che  la giustizia è giusta, che
  deve avere  il suo ruolo, eccetera, eccetera, ma nessuno contesta
  a me la  preoccupazione  che qualche volta non mi sento di essere
  in un  paese libero.  Ho l'impressione che questa giustizia viene
  gestita in un  modo che qualche problema lo crea, e ci sono stati
  momenti in  questa  Assemblea  -  come  per  esempio  l'onorevole
  Capodicasa, che  questa  sera  è diventato vivace - ci sono stati
  momenti   di   aggressione   a  singoli  deputati,  assumendo  un
  atteggiamento eccessivo e che comunque andava fuori misura.
       Ora, io mi auguro che questa  sera, senza fare un richiamo a
  nessuno,  cerchiamo  di  capire  a  che  cosa  andiamo  incontro.
  Vogliamo fare  la legge per i pescatori?  Bene, bisogna svelenire
  subito il  clima  che  qui  si  è creato, perché diversamente, il
  primo io, mi prendo un esperto di regolamenti e, regolamento alla
  mano, incomincio a discutere, Signor Presidente, come si può fare
  affinché le cose vengano ritardate, eccetera, eccetera.
       Allora, io penso che  una  soluzione  potrebbe essere quella
  che  il  Presidente  della  Regione,  prendendo  atto  di  questo
  confronto,  alla fine accetti la  soluzione  di  avere  da  parte
  dell'Assemblea. Io,  ad  esempio,  sono  disponibile, non so cosa
  pensa il  mio  Capogruppo,  perché  voglio dare il mio contributo
  personale, non perché sono in attesa di indossare altre casacche,
  ma io sono  un  uomo  che  senza politica non riesce a vivere e a
  produrre niente  ed  avverto  che  il  mio  partito ha bisogno di
  definire una  sua  linea, un suo comportamento e una sua proposta
  da portare  anche  dentro  questa  Assemblea,  non  in termini di
  sommatoria o di altre cose, ma in termini di mettere in movimento
  alcune situazioni  che  non mi trovano d'accordo.  Perché, Signor
  Presidente,  l'onorevole  D'Alema  in  piena  campagna elettorale
  venne e  bloccò un processo che già era stato iniziato, legittimo
  per quanto riguarda l'onorevole D'Alema, non legittimo per quanto
  riguarda, invece,  non  soltanto  il  sottoscritto, ma qui c'è un
  partito sommerso  che  avrà  le  dimensioni  pressappoco di Forza
  Italia,  quasi  quasi  di  Alleanza nazionale, che probabilmente,
  dopo lo  scossone  di Rifondazione comunista attorno una proposta
  seria,  programmatica  delle  cose  da  fare,  potrebbe  dare  un
  contributo costruttivo  ad un Governo che, a mio avviso, dovremmo
  andare a definire. E questo Governo, Signor Presidente - mi avvio
  alla conclusione - non ha nessun respiro.
       Facciamo l'ipotesi  che  lei  passa  con  un  voto, potrebbe
  capitarci l'incidente dell'onorevole Prodi, io non glielo auguro,
  però lei dove  va?  Da Roma mi si dice che l'onorevole D'Alema si
  incontra con l'onorevole Cossiga..

     DRAGO, presidente della Regione. Si è già incontrato

     PELLEGRINO.  Si è già incontrato e pare che i segnali non sono
  di rottura ma  di un richiamo affinché il paese approvi la famosa
  legge finanziaria.  Ed  io  sono  convinto  che  è giusto che una
  soluzione la  trovino  e  ritengo che, pur nel gioco delle parti,
  difficilmente  alcuni della sinistra estrema potrebbero inventare
  ulteriori difficoltà.  Per  cui  i segnali che arrivano in questa
  Assemblea vanno  in  direzione  di  un  chiarimento profondo, che
  bisogna affrontare con serenità.
       Allora,  volete  farle queste due leggi?  Presidente, assuma
  lei l'impegno,  visto  e  considerato  che  perde  una componente
  importante, visto  e  considerato  che 'l'uomo di Villa Niscemi',
  che dovrebbe  dare  una  spinta nuova a questa Regione siciliana,
  non può  restare  impigliato  in  una  realtà  come quella che si
  presenta questa  sera.  Se  c'è un maggioranza, benissimo, ma, se
  non c'è,  evitiamo  di  arrivare a confrontarci su un terreno che
  poi il prezzo  lo  pagano  quelli che ci ascoltano e che fuori ci
  bloccano perché non possiamo uscire.
       Quindi io  ritengo  - e concludo - che lei, Presidente della
  Regione, questa  sera  debba  rileggere gli ultimi suoi passi, le
  interpretazioni delle  cose  che  sono  state  dette e avviare un
  momento che  consenta di risolvere le questioni che lei considera
  drammatiche,  ma  di  consentire  all'Assemblea  di  esprimere un
  libero voto,  che  su  questo  insiste  per essere legittimata ad
  andare avanti o  se  pure  lei,  invece,  ha  l'obbligo - ed è un
  obbligo  morale,   Presidente  -  di  lasciare  il  passo  ad  un
  chiarimento politico  profondo, che può anche riproporre, ma così
  non si può continuare

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Martino. Ne ha
  facoltà.

     MARTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io ruberò
  soltanto  pochi minuti a questo lungo dibattito, che mi pare però
  si  stia  avviando  lungo  un  percorso  tortuoso, perché mischia
  insieme  riflessioni  sul percorso regolamentare e valutazioni di
  ordine   politico.   Non   vorrei   che,  per  mera  demagogia  e
  propaganda,  si  finisse  col sacrificare il rispetto di regole e
  principi  che  servono  a  tutti  e  che,  se non sono osservati,
  arrecano un danno che ricade non soltanto su quanti come noi sono
  oggi in questa Assemblea ma anche nel futuro.
       Io non credo  che  noi qui siamo in condizione di valutare e
  di decidere,  soprattutto  se  rispettare  o  non  rispettare  le
  regole.  Le  regole,  se  ci  sono,  devono  essere  interpretate
  certamente,  ma  anche  correttamente rispettate.  Sarebbe banale
  ricordarvi che  Socrate per questo principio sacrificò la propria
  vita accettando una sentenza ingiusta.
       Voglio dire,  con  questo,  che  non  credo che noi possiamo
  scegliere tra  considerare  l'ordine  del  giorno come mozione di
  sfiducia, che è  cosa  possibile  che si possa fare, che si debba
  fare,  e   poi  decidere;  stabilito  questo  principio,  che  si
  approvino delle  leggi  quando una costante prassi prevede che in
  costanza di  presentazione  di  mozione  di  sfiducia si sospenda
  l'attività legislativa.
       Se dunque  accettiamo  quel  presupposto  per non violare le
  regole che  noi  stessi  ci  siamo dati e che dobbiamo osservare,
  dobbiamo decidere  di sospendere i nostri lavori e di rinviarli a
  fra tre giorni. Chi sostenesse una posizione diversa credendo che
  il voto  d'Aula  possa  stravolgere  persino le regole, credo non
  farebbe un buon  servizio  né  a se stesso, né a quanti attendono
  l'approvazione  di  importanti  provvedimenti,  nè  soprattutto a
  questa Assemblea.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Sanzarello. Ne
  ha facoltà.

     SANZARELLO.   Con   molta   franchezza,   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi,  debbo  esprimere  il  mio  plauso  e  la mia
  gratitudine  all'onorevole  Pellegrino  per  avere  riportato  in
  quest'Aula un  clima  di  serenità  e di dialettica politica e di
  avere riportato  nei  giusti  binari  il livello del dibattito, a
  prescindere dalle sue considerazioni, in parti condivisibili e in
  parte no.
       E' ovvio,  è  palese  che  stasera si è raggiunto un livello
  infimo di  dibattito  in  quest'Aula,  si  è  rasentato  o  si  è
  oltrepassato  il  livello dell'offesa personale, in un crescendo,
  che  in  ogni  occasione  peggiora,  di  accuse,  di  offese,  di
  insinuazioni.  Ed  alla  fine  questo  avviene  sulla  pelle  dei
  siciliani.  Stasera si è  ricorso a bizantinismi regolamentari di
  ogni tipo per dimostrare che  si  doveva votare questa sera e non
  fra qualche giorno la mozione di sfiducia.
       Io vorrei ripercorrere questa settimana di attività politica
  parlamentare  di quest'Aula:  una  settimana  fa  quando  il  CCD
  annunciò   di    uscire    dalla    maggioranza   il   Presidente
  responsabilmente, colto di  sorpresa,  così  come tutto il quadro
  politico, chiede qualche giorno, 48 ore ho detto in un precedente
  intervento, 72 ore per  vedere  se  c'era  la  possibilità di una
  ricomposizione  del   quadro   politico.  Questa  possibilità  di
  ricomposizione del quadro  politico di maggioranza non c'è stata,
  stasera  il   Presidente   della   Regione   coerentemente  nelle
  comunicazioni che  erano all'ordine del giorno avrebbe rassegnato
  le  dimissioni   all'Aula.   Fra  l'altro  preannunciate  in  una
  intervista  televisiva   qualche  mezz'ora  prima  dell'Aula.
       Le  dimissioni,  del   Presidente,  come  è  a  tutti  noto,
  interrompono il dibattito, interrompono l'Aula, rinviano i lavori
  automaticamente. Molti  deputati della maggioranza, avendo saputo
  che l'intendimento del  Presidente  della  Regione  era quello di
  dimettersi, non erano presenti questa sera e non sono presenti in
  quest'Aula.
       Allora, nel  momento  in  cui l'appello nell'interesse della
  Sicilia, dei capigruppo  della  maggioranza  ed anche oltre della
  maggioranza, del cartello  della  maggioranza  del  Polo  più UDR
  perchè il PSS  ha annunciato di dare nell'interesse della Sicilia
  un ulteriore sostegno anche a tempo per consentire l'approvazione
  di alcune leggi, nel  momento in cui questa sera all'apertura dei
  lavori, certo anche utilizzando un éscamotage regolamentare a cui
  frequentissimamente le  opposizioni  fanno  riferimento o ricorso
  che è quello  dell'intervento  sull'ordine  dei lavori.  Io credo
  che  questo   éscamotage   sia   utilizzato  centinaia  di  volte
  dall'onorevole Piro e  dall'onorevole Di Martino.
       Certo il tema,  la  importanza,  la  delicatezza del momento
  credo   una   minima   divagazione   regolamentare   la   potesse
  giustificare pure stasera è stato motivo di grande scandalo.
       Intervenendo sull'ordine  dei  lavori  e  preliminarmente  i
  capigruppo della maggioranza,  che  continua  a  essere  tale  in
  questa  Assemblea,   invitano  formalmente  il  Presidente  della
  Regione  a  desistere  dal  suo  intendimento  di  presentare  le
  dimissioni per consentire  un ulteriore scorcio di dibattito, per
  consentire eventualmente  un  recupero  politico,  per consentire
  soprattutto, perchè questa  era  la vera motivazione di approvare
  alcune leggi urgentissime  che sono all'attenzione di tutti noi e
  che certamente se poi vogliamo essere corretti - e penso che alla
  fine lo siamo - correnti  con  noi stessi, non credo che ci siano
  diversificazioni tra maggioranza ed opposizione.
       Questo  è  stato  il percorso  di  questa  sera.  Allora  il
  Presidente della Regione, che aveva preannunciato con deontologia
  politica a cui  faceva riferimento l'onorevole Pellegrino, le sue
  dimissioni, accetta l'invito  e  le  differisce,  e  le  rinvia a
  seconda di quello  che  sarà  il  dibattito politico dei prossimi
  giorni.
       Allora, siccome la coerenza politica dell'UDR ci consente di
  farlo perchè a livello  nazionale, dove siamo opposizione abbiamo
  dato la  disponibilità  a  votare  -  e  lo  ribadisco - la legge
  finanziaria   qualora  fosse  stato  richiesto  il  voto,  perchè
  fondamentale  per  la  economia  del nostro Paese, per l'ingresso
  definitivo  dell'Italia  in  Europa,  per  consentire  il voto su
  alcune   leggi   o   su   alcune   autorizzazioni   di  carattere
  internazionale   e   far   sì   che   l'Italia   potesse   uscire
  dignitosamente a livello internazionale.
       Con questa stessa coerenza  che abbiamo dimostrato ove siamo
  opposizione a livello centrale, la dimostriamo a maggiore ragione
  qui in quest'Aula dove facciamo  parte  integrante con la massima
  carica che è il Presidente  della  Regione  e del Governo.
       Allora  stasera  diciamo, il Presidente l'ha detto, rinviamo
  di  tre  giorni.  Si  appella  al  Regolamento non certamente per
  sfuggire nè  al  voto,  perchè tre giorni non sono niente, nè per
  sfuggire a  quello  che  è  una  sua legittima aspirazione, che è
  quella,  venendo  meno  il  quadro  politico,  di  dimettersi, di
  consentire  che sia fissata la riunione con all'ordine del giorno
  la mozione di sfiducia perchè ogni deputato sa che in quella data
  si vota  la  mozione  al Presidente, e poi o vota a favore o vota
  contro o  vuole  partecipare  o  non vuole partecipare è un fatto
  successivo  e  intanto,  se  c'è  buona volontà, se c'è interesse
  verso  i  problemi  dei siciliani si possono impiegare questi tre
  giorni ad approvare alcune cose urgentissime.
       Lo  ha  detto  il  Presidente della Regione, sulla pesca non
  credo   che   vi   siano   divergenze   di   ordine   politico  o
  contrapposizione  tra  gruppi,  oggi, domani, dopodomani potrebbe
  esser dedicato all'approvazione di questo importantissimo disegno
  di  legge. L'ha detto il Presidente della Regione; l'ha reiterato
  formalmente l'onorevole La Grua e ripreso dall'onorevole Alfano.
       Allora,  io  invito  questa sera l'Aula a fare all'unanimità
  una    deroga   regolamentare,   perchè   se   l'Assemblea   vota
  all'unanimità  ciò  è possibile per mettere all'ordine del giorno
  l'approvazione del disegno di legge sulla pesca, in modo tale che
  questi   due,   tre   giorni   vengano  utilizzati  proficuamente
  nell'interesse dei siciliani.  Venerdì ci sarà il dibattito sulla
  mozione   di  sfiducia.  L'Assemblea  deciderà  se  respingere  o
  approvare la mozione di sfiducia.  Quindi formalizzo la proposta.
  Invito  l'Assemblea  a pronunciarsi sulla possibilità , in questo
  caso  all'unanimità  il  Presidente  l'aveva  detto  poco fa, per
  trattare da domani il disegno di legge sulla pesca.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Sanzarello, mi vuole
  prestare un attimo di attenzione?  Purtroppo, la sua proposta non
  può  essere  messa  in  votazione  perchè  è in palese violazione
  regolamentare. Ci sono stati più interventi di deputati che hanno
  chiesto  la rigida e legittima applicazione del regolamento e non
  posso  in  nessun  caso  consentire  la trattazione di disegni di
  legge   perchè   in  quel  caso  sì  commetterei  una  violazione
  regolamentare e  naturalmente  con la dignità che cerco di dare a
  questo modesto ruolo che occupo, non posso assolutamente.

     SANZARELLO. Non è possibile un voto d'Aula?

     PRESIDENTE.  No, no, mi dispiace. Ci sono determinati deputati
  che sono intervenuti in questa materia sostenendo la necessità di
  un  rispetto preciso delle regole perchè altrimenti veramente non
  si coglie più nulla. Non è possibile mettere in votazione deroghe
  al  Regolamento.  Il  Regolamento  è  la carta costituzionale dei
  nostri lavori. Così è, e così non può che essere.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi,  è  stato presentato l'ordine del giorno
  n.  232,  a firma degli onorevoli Capodicasa, Forgione, Spagna ed
  altri  che  così  recita:  "L'Assemblea  regionale  siciliana non
  approva   le   dichiarazioni  del  Presidente  rese  nell'odierna
  seduta".
       Anche in  questo  caso non posso che dichiarare che l'ordine
  del giorno è  da  ritenersi ordine di giorno di sfiducia e quindi
  assimilabile a quelli precedenti.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Per  tali  determinazioni,  onorevoli  colleghi, informo che
  la seduta  è  rinviata a venerdì, 16 ottobre 1998, alle ore 11,00
  con il seguente ordine del giorno:

      I - GIURAMENTO DEL DEPUTATO FULVIO SALVATORE SOTTOSANTI

     II - SEGUITO   DELLA   DISCUSSIONE   SULLE   COMUNICAZIONI   DEL
          PRESIDENTE DELLA REGIONE

                    La seduta è tolta alle ore 23,40