Presidenza del vicepresidente D'Andrea
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
La seduta è aperta alle ore 19.07.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo ancora in corso
consultazioni politiche, sospendo la seduta sino alle ore 20.00.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
(La seduta, sospesa alle ore 19.08, è ripresa alle ore 20.15)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
PIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
INELEGGIBILITA' DI DEPUTATO REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che la Corte d'appello di Palermo,
sezione I civile, con dispositivo del 9 ottobre 1998, notificato
a questa Assemblea regionale in data 10 ottobre 1998, ha
dichiarato l'ineleggibilità dell'onorevole Giuseppe Roberto
Grippaldi alla carica di deputato regionale, proclamando eletto
in sua vece il candidato Fulvio Salvatore Sottosanti.
Conformemente alla prassi ed alla giurisprudenza in materia,
la surroga dell'onorevole Grippaldi avrà luogo dopo il deposito e
la successiva notifica della sentenza nella sua interezza, che
costituisce il titolo esecutivo.
L'Assemblea ne prende atto.
ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 7 ottobre 1998,
l'onorevole Vittorio Giovanni Pisciotta ha dichiarato, a norma
dell'articolo 23 del Regolamento interno, che intende appartenere
al Gruppo parlamentare CCD - Cristiani Democratici per le
libertà.
L'Assemblea ne prende atto.
NOMINA DI COMPONENTE DELLA COMMISSIONE
PER LA VERIFICA DEI POTERI
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
decreto di nomina di componente di Commissione.
PIRO, segretario:
<<I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che, a seguito della sua elezione a
Presidente della Regione, l'onorevole Giuseppe DRAGO è
automaticamente decaduto, ai sensi del comma 2 dell'art. 37
bis del Regolamento interno, dalla carica di componente della
Commissione per la Verifica dei poteri;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa
sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Sebastiano SANZARELLO è nominato componente della
Commissione per la Verifica dei poteri in sostituzione
dell'onorevole Giuseppe DRAGO eletto Presidente della
Regione.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 7 ottobre 1998>> (404).
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
CORDOGLIO PER L'ASSASSINIO DI DOMENICO GERACI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ancora una volta dobbiamo
drammaticamente constatare che il terrorismo mafioso semina morte
tra quanti cercano di praticare la via della legalità per
garantire lo sviluppo civile e democratico della nostra terra.
Domenico Geraci aveva scelto di impegnarsi in prima persona
in politica in un'area particolarmente a rischio della nostra
Isola.
Il suo assassinio dimostra che, nonostante i ripetuti
successi conseguiti dalle Forze dell'ordine e dalla Magistratura,
non è possibile abbassare la guardia nella lotta contro la
criminalità organizzata: è infatti indispensabile, oggi più che
mai, moltiplicare gli sforzi per estirpare la mala pianta
mafiosa.
Ai familiari di Domenico Geraci, che ha pagato con la vita
il suo impegno civile, ai suoi amici, ai suoi colleghi e a quanti
lo hanno stimato, va il cordoglio mio personale e dell'Assemblea
regionale tutta.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la gravità del
momento che segue alla precedente seduta, nella quale sono emerse
evidenti difficoltà interne alla maggioranza che ha eletto questo
Presidente e questo Governo, hanno indotto il Gruppo che io
presiedo ed il partito che io qui rappresento a momenti di
riflessione, riflessioni tipiche dei momenti della vita politica
in cui la forma diventa sostanza e in cui la procedura non è tale
perché la procedura entra nel merito delle questioni politiche.
Lo dico riferendomi alle dichiarazioni rilasciate in questa
Aula dagli amici, dai colleghi del CCD, ai quali abbiamo come
Forza Italia manifestato più volte solidarietà rispetto ad una
richiesta che riteniamo assolutamente legittima, anzi, doverosa
dal punto di vista della prassi istituzionale laddove vi deve
essere specchio fedele di un Governo rispetto alla maggioranza
che lo sostiene.
Bene, quando noi abbiamo espresso queste considerazioni di
legittimità, di doverosità rispetto alle richieste del CCD,
immaginavamo una fine diversa del percorso avviato, una fine che
tenesse in conto la necessità di rendere compatibili i bisogni
della politica, i bisogni di rappresentatività delle forze
politiche con un processo che è avviato ormai da due anni in
questo Parlamento e in Sicilia, da quando cioè è nata la
maggioranza di centro destra che governa la nostra Regione.
Abbiamo lavorato per un esito positivo che scongiurasse il
passaggio parlamentare della crisi di governo ed abbiamo, fino
alle ultime ore, espresso il massimo che noi ritenevamo possibile
dire e fare nei confronti degli amici del CCD. A fronte di
questa circostanza, Presidente sull'ordine dei lavori e concludo,
noi riteniamo di dovere a questo punto dare una risposta
difficile ad una domanda difficile.
La nostra risposta, data con sofferenza, è quella di un
gruppo parlamentare che pur rendendosi conto dell'appartenenza ad
una area politica di una maggioranza, invita però il Presidente
della Regione, attesi i grandi problemi della Sicilia, in primo
luogo quello della pesca, a continuare la sua azione di governo.
(Proteste dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi non sconvolgete l'Aula per
favore.
LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole La Grua vorrei pregarla
di essere quanto più sintetico possibile.
LA GRUA . Signor Presidente ed onorevoli colleghi, intervengo
brevemente, accogliendo l'invito del Presidente Cristaldi, per
rivolgere anch'io al Presidente Drago lo stesso invito formulato
dal collega Alfano. Noi abbiamo tentato in tutti i modi di
confermare al CCD la nostra solidarietà, lo abbiamo fatto
pubblicamente, ma abbiamo preso atto di una decisione che questo
partito (che fa parte del polo per le libertà) ha adottato in
questa sede. Ma noi riteniamo che la Sicilia non possa rimanere
priva di un Governo che possa realizzare quel programma che gli
elettori hanno affidato al centro destra, questo programma potrà
essere portato avanti dall'onorevole Drago, per cui invitiamo, a
nome di Alleanza nazionale, l'onorevole Drago a continuare nella
sua attività di governo.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vorrei pregare anche l'onorevole
Forgione di essere altrettanto sintetico, poi l'onorevole
Capodicasa. Onorevole Forgione, lei ha chiesto di intervenire o
no? La prego, vorrei pregare anche lei di attenersi alla
materia dell'ordine dei lavori ed essere sintetico.
PIRO. Finora nessuno ha parlato sull'ordine dei lavori.
FORGIONE. Presidente, io ho chiesto di parlare per questo: se
la materia è l'ordine dei lavori vorremmo ascoltare le
dichiarazioni del Presidente della Regione. Questa Assemblea è
stata convocata per questo. Altre cose, decise dai partiti del
polo, dai capigruppo del Polo, non ci riguardano. Oggi devono
esserci le dichiarazioni del Presidente della Regione. Vogliamo
chiarezza; dopo di che noi siamo pronti ovviamente a discutere e
ad entrare nel merito anche delle questioni poste dai partiti
della maggioranza.
RICEVUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
(Proteste e clamori dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RICEVUTO. E' possibile intervenire sull'ordine dei lavori?
Signor Presidente io desidero intervenire e far sentire la mia
voce in relazione al problema evidenziato da Forza Italia e
seguito dagli interventi di altri colleghi sull'ordine dei
lavori.
Io ho detto l'altra volta, e non lo nego assolutamente, che
il Governo Drago ha compiuto un percorso ...
(Interruzioni dai banchi della sinistra)
RICEVUTO. ... "Vossia scusa" ... e certo da parte mia ho
espresso una posizione critica, notevolmente critica, nei
confronti dell'attività svolta dal Governo del Presidente Drago.
(proteste dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. Devo dire che l'onorevole Prodi sarebbe molto
seccato delle interruzioni che fate in questa Aula. Vi prego di
consentire sinteticamente a ciascun deputato di esprimere la
propria opinione.
La mia interruzione tendeva a creare quel savoir faire che
serve in un'Aula anche nei momenti importanti e delicati. La
linea della Presidenza è di consentire ai capigruppo che lo
richiedano di intervenire brevissimamente e se voi interrompete i
capigruppo, probabilmente perdiamo più tempo di quanto serva.
Prego, onorevole Ricevuto, completi il suo intervento.
RICEVUTO. Ho detto altresì che certo in questa nostra Regione
probabilmente si rischia che "piova sul bagnato" se si aggiungono
mali a mali e se si aggiungono difficoltà a difficoltà: una
emergenza siciliana che non credo abbia più la possibilità di
aspettare ancora per tempo.
Ne abbiamo la dimostrazione, signor Presidente. Venendo qui
ciascuno di noi è incappato certamente in cordoni di Forze
dell'Ordine e in misure di sicurezza per via delle giuste
rimostranze dei pescatori della marineria siciliana.
Ho già detto l'altra volta che secondo me bisognava prendere
un po' di respiro e tentare di portare a termine una serie di
provvedimenti legislativi che sono già incardinati all'ordine del
giorno dei lavori d'Aula, per cui non si può non tenerne conto.
Una emergenza che bussa quotidianamente alle porte, una
emergenza siciliana che non può più essere rinviata.
SILVESTRO. Parli soltanto sull'ordine dei lavori.
RICEVUTO. Onorevole Silvestro, voglio dirti una cosa, mio
caro amico, noi abbiamo votato gratis per questo governo e
continueremo a non pretendere assolutamente alcunché, caro
Silvestro, al contrario di quello che capita per alcuni di voi.
Dopo di che dico che siccome è coerente il nostro discorso, noi
non siamo maggioranza, signor Presidente, abbiamo votato a
sostegno e a favore del Governo Drago a suo tempo per un
convincimento di natura politica e anche politico-programmatica.
Ecco, Presidente, crediamo ci sia una emergenza siciliana
che non può più essere rinviata, crediamo che, in senso
dilatorio, non può essere più rinviato il problema dei pescatori
o il problema delle dismissioni o il problema della legge voto.
Riteniamo, peraltro, che c'è tempo poi per affrontare le
questioni della politica; riteniamo che questa, così come oggi si
vorrebbe affrontare come crisi al buio, non è una crisi al buio,
perché, voi lo sapete bene, è legata alle soluzioni dei problemi
nazionali, signor Presidente, e la Sicilia, proprio in virtù
delle sue prerogative autonomistiche, non può assolutamente
attendere che si risolvano, nella maniera in cui voi volete, i
problemi nazionali.
Signor Presidente, io sostengo che bisogna, anche da parte
mia, che sono notevolmente critico nei confronti dell'attività
del Governo, ma per un grande senso di responsabilità, occorre,
anche da parte mia rivolgere un invito agli amici del CCD,
innanzi tutto, e per amore della verità occorre che voi facciate
un sereno esame della situazione e affrontiate i problemi
concreti oggi per affrontare semmai domani i problemi politici.
Io, da parte mia, rivolgo con grande senso di responsabilità,
presumo, un invito al Presidente Drago e al suo Governo perché
ancora una volta abbia ad affrontare in termini concreti le
situazioni che riguardano il popolo siciliano. Noi staremo vigili
e attenti e faremo sentire il nostro alito sul collo del Governo,
e quando non convincerà l'azione del Governo.....
(proteste e clamori dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. Onorevole Ricevuto, la prego di concludere.
RICEVUTO. ... invieremo anche noi questo invito al Governo.
Presidenza del presidente Cristaldi
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI ORDINI DEL GIORNO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati due
ordini del giorno: l'ordine del giorno n. 230 "Non approvazione
delle dichiarazioni del Presidente della Regione" a firma Piro,
Di Martino, Capodicasa, Forgione, Guarnera ed altri, che così
recita: "L'Assemblea regionale siciliana, ascoltate le
dichiarazioni del Presidente della Regione, non le approva".
FORGIONE. Alla televisione ha detto che si dimetteva.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, voi non dovete giustificare
nulla, sto leggendo il testo dell'ordine del giorno.
E' stato presentato un altro ordine del giorno, il n. 231,
dagli onorevoli Costa, Aulicino ed altri. Ne do lettura:
"Premesso che la Sicilia deve poter concorrere alla
definizione della politica economica e sociale nazionale, in
condizioni rigorose di autonomia e difesa dei suoi interessi
fondamentali;
premesso, che anche in riferimento alla definizione degli
indirizzi essenziali della politica europea riferita al
riequilibrio regionale, la Sicilia deve porre i propri obiettivi
a confronto degli indirizzi medesimi;
ritenuto che il Governo in carica, per le novità intervenute
rispetto alla sua originaria composizione e al suo programma non
corrisponde più alla migliore tutela degli interessi dei
siciliani,
l'Assemblea regionale siciliana
respinge le dichiarazioni del Presidente della Regione e lo
invita a rassegnare le sue dimissioni".
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SANZARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANZARELLO. Se i colleghi della minoranza non volessero fare
demagogia certamente gli interventi che fino a qui si sono
succeduti sono sicuramente inerenti all'ordine dei lavori, perché
le comunicazioni del Presidente, che erano messe all'ordine del
giorno. Il dibattito si sta svolgendo sull'ordine dei lavori.
Le dichiarazioni dei capigruppo della maggioranza che fin
qui si sono succedute, che hanno invitato il Presidente della
Regione a proseguire nell'attività di Governo e a soprassedere a
un'ipotesi di dimissioni che peraltro il Presidente ha
pubblicamente preannunziato, fa sì che il Gruppo dell'UDR, Gruppo
a cui appartiene il Presidente della Regione, non può non farsene
carico e quindi aggiungere e sottolineare l'esigenza che questa
Regione in questo momento particolare continua ad amministrare.
Tra l'altro, coerentemente con quanto fatto a livello nazionale,
voglio ricordare che l'UDR, pur essendo all'opposizione, aveva
anche preannunciato la disponibilità a votare favorevolmente,
allorquando ci fossero state necessità di politica internazionale
e anche nel caso del voto sulla finanziaria, qualora ce ne fosse
stata la richiesta, coerentemente, a maggior ragione a livello
regionale (visto che fa parte di questo Governo esprimendo il
Presidente della Regione) lo invita a proseguire nella sua
attività di Governo.
Sottolinea la sua sensibilità a rassegnare le dimissioni
deontologicamente dal punto di vista politico quando è venuta
meno una forza politica anche se non determinante ai fini dei
numeri.
Questa sera per bocca dei capigruppo di maggioranza,
compreso anche il Partito socialista, una maggioranza di questa
Assemblea invita il Presidente a continuare, non può sottrarsi a
questo invito, anche perché provvedimenti urgentissimi, per primo
la pesca, attendono questa Assemblea.
AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, Signor Presidente della Regione,
colleghi deputati, siamo alla sagra della demagogia pura:
Presidenti dei Gruppi parlamentari che, pur avendo partecipato
alla riunione della Commissione bilancio non hanno evidentemente
capito che solo qualche giorno fa il Governo non è stato nella
condizione di garantire copertura finanziaria al disegno di legge
sul fermo biologico 1998.
E' grave che si giochi una partita "sporca" con la gente che
preme nella piazza, cercando di scaricare su un partito che sarà
irrilevante con i suoi 5 deputati, in fondo sono soltanto uno in
meno di quelli che aveva l'ex CDU e quanto quelli che ha La Rete
e solo uno in meno di quelli del Partito popolare, ma non
importano i numeri, spesso la dignità delle posizioni dei partiti
non dipende dal numero ma dalla qualità, dall'analisi che i
singoli partiti sanno fare, dalla coerenza dei comportamenti,
dalla lealtà rispetto ai mandati elettorali.
Prendiamo atto, ci aspettavamo altri comportamenti da parte
di AN e Forza Italia, dall'UDR no, sapevamo dell'equivoco grande
in cui questo movimento è piombato sin dalla sua nascita, ma AN e
Forza Italia avrebbero dovuto agire diversamente.
Io spero che l'Aula ed i parlamentari di questi due
schieramenti riflettano su che cosa significhi chiedere al
Presidente Drago di continuare nell'interesse dei siciliani, come
se il Governo Drago avesse in questi mesi lavorato bene, a tutela
degli interessi di questa Sicilia, una Sicilia disastrata per la
quale questo Governo, noi lo diciamo da mesi, ha dimostrato la
sua totale inadeguatezza, la sua incapacità di programmare
alcunché
Niente in questa Sicilia Tutti i problemi sono rimasti
esattamente quelli di prima. Il Presidente Drago la deve smettere
di fare dichiarazioni di protagonismo, di titolarità piena della
rappresentanza dei siciliani quasi fosse stato eletto dai
siciliani direttamente. Un bagno di umiltà non farebbe male al
Presidente Drago che dovrebbe prendere atto invece del fallimento
della politica di questo Governo, della necessità che questo
Governo si attrezzi per rispondere davvero ai problemi che
vengono dalla piazza, dai pescatori, dagli articolisti, dai
forestali.
Abbiamo chiesto: "Presidente Drago, se lei è così attento
ai problemi della emergenza siciliana, perché non propone una
finestra di 48 ore prima di dimettersi, con la quale questo
Parlamento decide di affrontare subito due disegni di legge:
quello della marineria e quello dei forestali. Gli altri non sono
caldi, sono tiepidi Gli altri disegni di legge, in particolare
quello sulle dismissioni lo discuteremo onorevole Castiglione con
calma e d'altra parte in questo credo che avremo la solidarietà
degli amici di Alleanza Nazionale o non di tutti gli amici di
Alleanza Nazionale perché forse su questo non c'è compattezza,
perché non propone al Parlamento una finestra di 48 ore".
Siamo interessati ai problemi dell'emergenza? Bene, il
nostro partito è pronto a condizione che il Presidente Drago
comunichi il suo intendimento, così gli amici di Alleanza
Nazionale e di Forza Italia non avranno più problemi, se il
problema che hanno è quello di affrontare con efficacia un
percorso legislativo che dia risposta alle emergenze quelle dei
prossimi 15 giorni, perché non vorrei che si chiedesse che gli
amici abbiano voluto chiedere un rinvio di 7/8 mesi per chiarire
il rapporto interno alla maggioranza.
Immagino che la pressione della piazza li abbia convinti a
fare queste dichiarazioni che sono un po' diverse da quelle
fatte qualche giorno fa dai presidenti dei gruppi parlamentari di
Alleanza Nazionale e di Forza Italia. Chissà cosa è successo in
questi giorni, forse ritengono gli amici di Alleanza Nazionale e
di Forza Italia che il Polo in Sicilia si rilancia buttando a
mare il CCD? Il CCD è pronto a farsi buttare a mare ...
PETROTTA. Noi sappiamo nuotare.
AULICINO. ... se questo significa continuare in una battaglia
politica di chiarimento che tende a stanare un Presidente che non
si rende conto che ha fatto il suo tempo.
Comprendo che non tutti siamo d'accordo con questa
affermazione, però quello che mi interessa in questa fase è dire
questo: la proposta Il Centro Cristiano Democratico propone -
fermo restando che abbiamo presentato l'ordine del giorno con il
quale manteniamo la nostra posizione di richiesta delle
dimissioni del Governo, per evitare che si speculi sulla gente
che in questo momento preme, scaricando oneri impropri sul nostro
partito, essendo noi un partito responsabile e serio - una
finestra di 48 ore. Presidente, attendiamo che si pronunci in uno
con la disponibilità a dimettersi, perché la finestra, per quanto
ci riguarda, possiamo accettarla a condizione che lei dopo 48
ore, approvate queste due leggi, si dimetta e si riparta
nuovamente, rilanciando il progetto dell'area liberal-democratica
in Sicilia.
Abbiamo un dovere, Presidente, abbiamo avuto i voti per
governare questa Sicilia. Non comprendo come mai, di fronte a una
legittima richiesta di chiarimento che il nostro partito ha
formalizzato, ancora si indugi a chiedere rinvii inutili che non
servono alla Sicilia, questo Parlamento con questo rinvio
proposto non sarà nella condizione di governare la Sicilia,
questa maggioranza (si fa per dire) dovrà sostenere ...
PRESIDENTE. La prego, concluda.
AULICINO. Completo il concetto se lei me lo consente, facciamo
finta che lei ha spento tanto poi ci riserviamo come partito di
intervenire dopo. Siccome le cose essenziali che dovevo dire le
ho dette, attendo la risposta del Presidente rispetto alla
proposta di finestra di 48 ore.
LEANZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento vuole solo esprimere una notazione politica senza che
nelle considerazioni politiche che telegraficamente mi permetterò
di esprimere, possono entrare valutazioni di opportunità o di
merito circa le urgenze e le emergenze della Sicilia o i percorsi
legislativi che sarebbero interrotti ove intervenisse una crisi
di Governo.
Io desidero esprimere la convinzione che, nel momento in cui
due partiti della maggioranza che ha eletto il Governo Drago (pur
in presenza della dissociazione da parte di un altro partito che
è stato annunciata in quest'Aula) invitano il Presidente della
Regione a non dimettersi perché permangono ragioni politiche
perché questo Governo resti in carica, non posso che condividere
(e la condivido) questa impostazione perché questo da un
connotato politico alla nuova maggioranza del Governo Drago e lo
invita ad andare avanti non per tagliare i ponti di una
discussione o di un approfondimento dei temi che pure sono stati
posti in quest'Aula e hanno valore e spessore politico, ma
probabilmente per ottenere un duplice risultato: quello di
approfondire questi temi ma contemporaneamente di non creare
vuoti che possono essere dannosi, che possono, addirittura,
compromettere la ricucitura del tessuto politico.
Una crisi che non abbia la previsione di uno sbocco, che non
ha un percorso politicamente delineato, probabilmente è una
crisi che aggrava anche le condizioni di praticabilità, di
colloquio, di dialogo e di confronto tra le forze politiche per
cui anch'io invito il Presidente della Regione a tenere conto,
nel suo intervento, di queste dichiarazioni compresa la mia, sia
pure molto modesta.
Presidenza del presidente Cristaldi
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE
DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. Onorevole Presidente,
onorevoli colleghi, il ritiro della fiducia al Governo da parte
del Centro cristiano democratico, partito che ha contribuito
all'elezione del Presidente della Regione e del Governo, che ha
contribuito all'approvazione delle dichiarazioni programmatiche;
un po' minore per la verità, il contributo del CCD all'attuazione
del programma di Governo, mi hanno indotto nel pomeriggio (dopo
le consultazioni con gli altri partiti di maggioranza e dopo
avere verificato il persistere del Centro cristiano democratico
in questa posizione, così come, tra l'altro tra i banchi
dell'opposizione qualcuno ricordava anche con i mass media) a
dichiarare la mia volontà di dimettermi dalla carica di
Presidente della Regione.
Certo il Centro cristiano democratico anche stasera ha
confermato, nell'intervento dell'onorevole Aulicino, quanto poco
ha creduto da mesi in questa maggioranza o, comunque, quanta poca
condivisione ci sia stata nell'iniziativa di Governo - se è vero,
come ha detto l'onorevole Aulicino poc'anzi - che da diversi mesi
critica l'iniziativa, ritiene inadeguata ed insufficiente
l'iniziativa del Governo Drago.
Questa sera i Presidenti dei Gruppi parlamentari della
maggioranza, assieme all'onorevole Ricevuto che con generosità e
senza nessuna contropartita politica anche lui come gruppo ha
contribuito all'elezione di questo Governo e di questa
maggioranza, questa sera mi invitano a desistere dalla mia
volontà di dimettermi e le motivazioni che vengono addotte sono
motivazioni che si legano perfettamente con una realtà difficile
che stiamo attraversando, con tensioni sociali fin troppo
evidenti, se è vero come è vero che è a conoscenza di tutti
tangibilmente ciò che sta accadendo anche fuori da questo
Palazzo.
Veda, onorevole Aulicino, Lei non può chiedere al Presidente
della Regione la disponibilità per una finestra legislativa,
perché il Presidente della Regione è stato sempre disponibile ed
è disponibile non per aprire una finestra, ma per aprire un
porticato.
Il Presidente della Regione ha sempre voluto, e lo vuole
ancora, che l'Assemblea possa celermente approvare tutti i
provvedimenti legislativi che non solo risolvono situazioni di
grande emergenza, come quella della pesca della quale tutti ci
rendiamo conto, ma alcune emergenze strutturali come per esempio
la riforma della Pubblica amministrazione, che lei, onorevole
Aulicino, da presidente della Commissione per la Riforma della
Pubblica Amministrazione ha puntualmente boicottato, o come lo
scioglimento degli enti economici da tutti è auspicato come
intervento risolutivo di grande emergenza.
Allora, onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, le cose
dichiarate dai Capigruppo della maggioranza e le tensioni sociali
che si registrano e sono davanti agli occhi di tutti mi inducono
ad una scelta: scelta che è stata già, peraltro, preannunciata
dalla presentazione in Aula da due mozioni di sfiducia nei
confronti miei e del Governo che presiedo - o ordini del giorno:
politicamente sono la stessa cosa - già comunicati dal Presidente
dell'Assemblea.
Pertanto, signor Presidente ed onorevoli colleghi, il
sottoscritto ritiene di non dover essere assolutamente di
ostacolo al prosieguo dei lavori di questa Assemblea e,
nell'accettare la sollecitazione dei presidenti dei gruppi
parlamentari della maggioranza, ritiene di fare - così com'è
stato per il vostro Presidente del Consiglio Prodi nel momento in
cui....
(Clamori dai banchi della Sinistra)
SILVESTRO. Non dica così
DRAGO, presidente della Regione. Stia zitto lei Stia zitto
Stia zitto Vergogna Stia zitto
Presidente, credo di avere il diritto di potere parlare
senza essere disturbato dai colleghi.
Il Presidente del Consiglio Prodi non è stato mandato a casa
dall'onorevole Bertinotti; il Presidente del Consiglio Prodi è
stato mandato a casa dal Parlamento nazionale.
ZANNA. Votiamo Votiamo
PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, riscontro in lei una
loquacità che nella scorsa legislatura non pensavo possedesse. La
prego, lasci parlare il Presidente della Regione.
DRAGO, presidente della Regione. Pertanto, signor Presidente,
essendo già state presentate due mozioni di sfiducia, ed essendo
stato eletto da questo Parlamento, il sottoscritto raccoglie
l'invito dei capigruppo della maggioranza e accetta con grande
serenità d'animo e con grande onestà il responso di quest'Aula.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per le cose che sono state
dette e al fine di disciplinare i lavori, convoco la Conferenza
dei presidenti dei gruppi parlamentari che sarà brevissima.
(Proteste dai banchi della sinistra)
CAPODICASA. Ma non è regolamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al riguardo ho ricevuto una
precisa richiesta da un Capogruppo venuto in Presidenza a
chiedere al Presidente dell'Assemblea di potersi fare garante di
un impegno che sarebbe stato assunto dai capigruppo nei confronti
di categorie sociali in questo momento in grande tensione.
Il Presidente dell'Assemblea intende, nel passaggio della
Conferenza dei Capigruppo, essere a totale conoscenza delle cose.
Onorevole Capodicasa, lei sa che nel caso di dimissioni del
Presidente della Regione nessun provvedimento legislativo può
essere approvato dall'Aula.
Non succede nulla, dieci minuti per la Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari al fine di disciplinare i
lavori successivi.
La seduta è sospesa per la durata della Conferenza dei
Capigruppo e riprenderà immediatamente dopo.
(La seduta, sospesa alle ore 21.07, è ripresa alle ore 21.35)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, su richiesta del Gruppo CCD, sospendo
ulteriormente la seduta fino alle ore 22.00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.36, è ripresa alle ore 22.02)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari ha esaminato lo stato dei lavori d'Aula a seguito
del dibattito delle stesse dichiarazioni del Presidente della
Regione.
Il Presidente della Regione, nella Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari, ha ribadito che intende avvalersi dei
termini regolamentari per la trattazione dell'ordine del giorno
di sfiducia che è stato presentato.
E' stato sollevato altresì l'argomento relativo alla
possibilità di trattare prima dell'ordine del giorno di sfiducia
alcuni disegni di legge.
Avverto l'Aula che tale possibilità esiste solo nella
condizione che vi sia l'unanimità dell'Aula su questo. Perché se
anche uno solo dei deputati dovesse opporsi alla possibilità di
trattare disegni di legge prima della discussione dell'ordine del
giorno di sfiducia, il Presidente non può accogliere la richiesta
del Presidente della Regione e quindi dovrebbe sospendere la
seduta e convocarla per una data successiva al terzo giorno da
oggi.
Presidenza del presidente Cristaldi
DRAGO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, Presidente della Regione. Signor Presidente, per
confermare a lei e all'Aula la richiesta del Governo di avvalersi
dei tre giorni previsti dal Regolamento e quindi di chiederle di
trattare la mozione di sfiducia subito dopo il terzo giorno
appena ella o l'Aula riterrà opportuno, e chiederle già domani
mattina di poter autorizzare la Commissione finanze per esaminare
e definire e dare copertura finanziare al disegno di legge sulla
pesca per portarlo in Aula subito dopo nella giornata di domani e
così risolvere già una delle gravi tensioni sociali che abbiamo
sul tappeto.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho il dovere anche di
informare l'Aula perché non tutti erano presenti alla Conferenza
dei Capigruppo, naturalmente, dei precedenti e di uno
particolarmente coincidente con la situazione nella quale ci
troviamo.
Nella seduta n. 221 di venerdì 18 maggio 1984, veniva
presentata mozione di sfiducia attraverso ordine del giorno da
parte di alcuni deputati, primo firmatario l'onorevole
Michelangelo Russo, era presidente della seduta l'onorevole
Gioacchino Vizzini. Il presidente, onorevole Vizzini, così si
rivolgeva all'Aula: "Onorevoli colleghi a me pare sia evidente
che l'ordine del giorno come ha testé riconosciuto lo stesso
primo firmatario sia da considerare come una vera e propria
mozione di sfiducia che deve dunque trovare ingresso sulla base
delle norme regolamentari che disciplinano quest'ultima. Poiché
il numero delle firme è congruo, rimane da stabilire ai sensi
dell'articolo 153 del Regolamento interno la data nella quale
questo documento dovrà essere discusso".
Ad onor del vero e perché l'informazione sia completa è
stato possibile in quella seduta trattare immediatamente l'ordine
del giorno di sfiducia per espressa rinuncia del Presidente della
Regione di avvalersi delle norme regolamentari. Il presidente
della Regione onorevole Sardo ha cosi' dichiarato: "Signor
Presidente, rinuncio ai termini previsti dal Regolamento e chiedo
che l'ordine del giorno venga posto ai voti". Poiché il
Presidente della Regione questa dichiarazione non ha fatto, anzi
ha ribadito che intende avvalersi dei termini previsti dal
Regolamento ci troviamo nella condizione di dover convocare
l'Aula non prima di tre giorni sull'argomento in questione.
Presidenza del presidente Cristaldi
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vorrei pregare l'onorevole
Capodicasa di pronunciarsi anche, se lo ritiene, sulla richiesta
di poter trattare disegni di legge specificatamente quello della
pesca, mi pare ha detto il Presidente della Regione, prima della
trattazione eventuale dell'ordine del giorno.
CAPODICASA. Signor Presidente, mi pare del tutto ovvio, del
resto i giornali sono pieni di queste cose da alcuni giorni a
questa parte, che la battaglia che si combatte in queste ore non
è tanto sulle questioni di merito relative alla legge da
approvare nell'arco delle prossime ore, perché, come dirò, su
questo c'è un accordo unanime dell'Assemblea regionale siciliana,
quanto sul tempo che la maggioranza e il Governo chiede, cerca di
ottenere allo scopo di continuare in quel balletto inverecondo a
cui abbiamo assistito in questi giorni. Tentativo di
convincimento da parte di componenti della maggioranza sui
Centrocristiano democratici; tentativo di spostamento di forze,
di parlamentari singoli o associati da una posizione all'altra.
L'obiettivo, cari amici e cari colleghi, di questo ennesimo
tentativo è solamente questo: continuare in una esercitazione che
getta solo discredito su questa Assemblea regionale siciliana e
contribuisce a farle toccare uno dei punti più bassi della
propria storia.
Non me ne voglia il Presidente se io interpreto in questo
modo anche la questione regolamentare che ci è stata affacciata.
Il Presidente ci ha informato già nella Conferenza dei
Capigruppo, e lo ha fatto anche poc'anzi, del suo esito: vi sono
dei precedenti in cui un ordine del giorno è stato assimilato
alla mozione di sfiducia e quindi sottoposto alle procedure
previste dall'articolo 157 del Regolamento.
Io, signor Presidente, vorrei dire che al cospetto di
qualche caso, lei ne ha citato uno, ma potrebbero essere qualcuno
di più, in cui l'Assemblea ha proceduto secondo la prassi che qui
ci viene proposta; potremmo addurre decine - sottolineo decine -
di casi in cui ordini del giorno che venivano assimilati alla
mozione di sfiducia o di fiducia sono stati invece votati secondo
le procedure della mozione di sfiducia, ma non secondo i tempi
che l'articolo 157 prevede.
Io vorrei dire che trovo persino discutibile l'assimilazione
alla mozione di sfiducia degli ordini del giorno che sono stati
presentati. Il primo: quello del Centro Cristiani Democratici,
conclude invitando il Presidente a rassegnare le proprie
dimissioni.
Un invito al Presidente, come lei sa signor Presidente
dell'Assemblea, non costituisce un obbligo; la mozione di
sfiducia approvata da quest'Aula costituisce obbligo ipso-facto.
Il Presidente della Regione è dimissionario perché la mozione in
quel caso manifesta una volontà dell'Assemblea di dichiarare
decaduto il Governo e il Presidente; una mozione che 'invita' il
Presidente è una mozione che non obbliga il Presidente a
presentare le dimissioni.
Vorrei aggiungere, signor Presidente, che il secondo ordine
del giorno presentato dai gruppi dell'opposizione: Democratici
di Sinistra, Rete, Rifondazione, Popolari etc., non avrebbe
neanche questo esplicito richiamo alle dimissioni perché
conclude che respinge o non approva le dichiarazioni del
Presidente; pertanto la deduzione delle dimissioni è rimessa
tutta nelle mani del Presidente, perché anche in questo caso non
c'è il requisito della obbligatorietà. Aggiungo che al nostro
ordine del giorno mancherebbe il requisito di cui al comma 1
dell'articolo 157, dove si dice che: "le mozioni di sfiducia
devono essere motivate". Il nostro ordine del giorno non motiva,
dice esattamente che: "sentite le dichiarazioni del Presidente
non le approva". Non le approva, il che significa che
l'onorevole Drago non sarebbe, se non per ragioni politiche -ma
mai per ragioni regolamentari - obbligato ...
DI MARTINO . Onorevole Capodicasa non lo distrugga troppo
CAPODICASA. Ma lo può fare, onorevole Di Martino, non sarebbe
una novità
Io trovo persino contorta, onorevoli colleghi, la procedura
che stiamo adottando secondo cui il secondo comma dell'articolo
157, dove è previsto il termine "oltre il quale deve essere
discussa e votata la mozione di sfiducia", sia rimessa alla
discrezionalità, alla facoltà del Presidente della Regione.
Non avevo mai sentito dire che un obbligo regolamentare,
come è il secondo comma dell'articolo 157, dove si dice in modo
perentorio, senza alcuna ambiguità esattamente che: "la mozione
di sfiducia deve essere sottoscritta etc... e non può essere
discussa prima che siano trascorsi tre giorni dalla sua
presentazione". Ora apprendo che questo obbligo regolamentare è
rimesso alla discrezionalità del Presidente della Regione, per
cui rinuncia ai termini o chiede il termine.
No, signor Presidente, perché lei potrebbe dire: vabbene
non hanno valore le dichiarazioni del Presidente della Regione.
Ma, se facciamo una assimilazione, i termini ci sono; però
questo farebbe entrare in contraddizione l'interpretazione della
Presidenza, quando ha sostenuto nella Conferenza dei Capigruppo
che tutti i precedenti verificatisi, ci sono stati perché il
Presidente aveva rinunciato ai termini. Un obbligo così
perentorio richiederebbe ogni volta che il Presidente
dell'Assemblea richiedesse al Presidente della Regione se
rinuncia o no ai termini, e questo non è mai stato fatto, nel
momento in cui si sono discussi gli ordini del giorno di
approvazione o di non approvazione delle dichiarazioni
programmatiche; ciò dimostra esattamente che intanto
l'assimilazione vale solo ai fini delle procedure di voto. Cioè,
le opposizioni o chiunque dell'Aula, non possono chiedere il voto
segreto, perchè la mozione di sfiducia prevede l'appello nominale
mentre l'ordine del giorno può essere votato con voto segreto,
ove 9 deputati lo richiedano.
Ecco, allora, cosa deve intendersi dal punto di vista
regolamentare l'assimilazione. E' esattamente ai fini di un voto
palese che l'ordine del giorno a quel punto deve avere perchè
assimilato alla mozione di sfiducia, ma non alle procedure perchè
le procedure imporrebbero una motivazione, imporrebbero tutta la
trafila che noi conosciamo.
Signor Presidente, a me sarebbero sembrate ovvie queste così
brevi considerazioni e francamente ci hanno colpito molto
sfavorevolmente le interpretazioni che sono state date che,
guarda caso, in questo momento coincidono con l'intendimento
della maggioranza e del Presidente della Regione. Guarda caso,
non si è mai fatto; solo in questo momento, in cui il Presidente
della Regione ha bisogno di tre giorni per stringere di più il
CCD o chiamare qualche possibile transfuga per fargli votare
questo ordine del giorno, si ricorre all'interpretazione o si
richiamano i termini aulici dell'interpretazione regolamentare.
Signor Presidente, tante cose abbiamo visto in quest'Aula,
belle e meno belle, ma credo che questa sarebbe una violazione,
una infrazione che, per quanto ci riguarda, non possiamo
accettare. Significherebbe, diversamente, mettere questa
Assemblea in balia dei mille casi, della casistica infinita che
in cinquant'anni di vita dell'Assemblea regionale ci sono stati.
Allora, signor Presidente, se i precedenti contano, contano
quelli che più ricorrono, e non i precedenti meno numerosi. E i
precedenti più numerosi dicono che l'ordine del giorno che
respinge le dichiarazioni del Presidente è assimilato alla
mozione di sfiducia, ma non segue la stessa procedura.
Pertanto, signor Presidente, visto che la questione è
delicata e possiamo andare incontro anche a possibili
fraintendimenti e conseguenze, la invito formalmente a convocare
la Commissione per il Regolamento per discutere del caso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Piro, poichè le affermazioni dell'onorevole
Capodicasa hanno anche un certo carattere di gravità, intendo
precisare che mi avvarrò solo degli strumenti regolamentari.
Il Presidente non intende assolutamente dare peso più di
tanto ad accuse molto gravi che vengono lanciate, perchè
comprendo che il particolare momento politico consente a chiunque
in quest'Aula di esprimere le proprie opinioni.
Il Presidente non è schierato a favore di nessuno, anche se
è stato eletto da una parte di questo Parlamento; nel suo
comportamento in questi anni ha sempre tenuto ad essere al di
sopra delle parti, pur avendo i propri convincimenti in ogni
occasione.
Vero è che ci sono numerose altre circostanze nelle quali si
è votato immediatamente, è anche vero che però in quel caso
nessun Presidente della Regione aveva chiesto di avvalersi di
termini precisi, tranne recentemente il Presidente Provenzano.
Tale è stato il comportamento del Presidente dell'Assemblea in
linea con quello che si sta facendo in questa sede.
Ho voluto citare l'esempio di un documento presentato
dall'onorevole Michelangelo Russo, e ho voluto fare riferimento
alla Presidenza di un deputato che certamente non è appartenente
ad una area politica vicino alla mia, per convincere il
Parlamento della linearità del comportamento del Presidente.
Ma c'è di più: qualunque altro punto di riferimento deve
tener conto della sovranità dell'Aula. E l'Aula può determinare
anche all'unanimità che ci si comporti in maniera diversa così
come è avvenuto numerosissime volte, tanto che per la questione
relativa alla trattazione dei disegni di legge, se anche un solo
deputato richiede l'osservanza drastica delle norme
regolamentari, il Presidente non può che comportarsi in questa
maniera.
Vale la pena anche di ricordare che recentemente al Senato
della Repubblica, dove è nata una questione analoga - e voi
sapete che il nostro Regolamento è il frutto di una meditazione e
una sorta di recepimento del regolamento del Senato -
specificatamente si dice: "alle mozioni ed agli strumenti di cui
sopra, cioè quelli tendenti comunque a chiedere le dimissioni del
Governo - come vengono citate nelle parti superiori - si
applicano le disposizioni di cui agli articoli 94 della
Costituzione e 161 del Regolamento del Senato per le mozioni di
sfiducia al Governo". Parere della Giunta per il regolamento del
24 ottobre 1984.
CAPODICASA ... ma noi non chiediamo le dimissioni,
respingiamo le sue dichiarazioni...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche l'ordine del giorno a
firma dell'onorevole Costa è da considerarsi mozione di sfiducia,
e dico le ragioni. Per intanto tornando all'ordine del giorno
Piro ed altri, la motivazione c'è perchè dice: "L'Assemblea
regionale siciliana ascoltate le dichiarazioni del Presidente
della Regione non le approva". Vuol dire che la sfiducia...
CAPODICASA ... ma cosa significa questo? Non è possibile
signor Presidente.
PRESIDENTE. Vuol dire che la motivazione è data dalla non
condivisione delle dichiarazioni del Presidente della Regione...
CAPODICASA. Ecco la sua imparzialità, la sta dichiarando
apertamente.
PRESIDENTE. L'aspetto relativo all'ordine del giorno
dell'onorevole Costa, dice esplicitamente: "L'Assemblea regionale
siciliana respinge le dichiarazioni del Presidente della Regione
e lo invita a rassegnare le sue dimissioni".
Se l'onorevole Costa ritiene che questo ordine del giorno
non sia assimilabile a mozione di sfiducia ha facoltà di
ritirarlo, perchè non può essere assolutamente inventato un
escamotage per chiedere le dimissioni del Governo, se non
attraverso gli strumenti previsti dal Regolamento.
Allora, la Presidenza ritiene che l'ordine del giorno
dell'onorevole Costa ed altri sia assimilabile ad ordini del
giorno di sfiducia e quindi a mozione di sfiducia, se i
proponenti non sono d'accordo lo ritirano. Poichè non lo hanno
ritirato questa è l'interpretazione.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, credo che la gravità del momento che
stiamo attraversando e vivendo, la gravità delle conseguenze che
un'azione sconsiderata che viene portata avanti, innanzitutto in
prima persona dal Presidente della Regione e poi dalla
inesistente maggioranza che lo sostiene, stia proprio nel fatto
che in un momento come questo ci si nasconda dietro motivi
regolamentari inesistenti e si è chiesto al Presidente
dell'Assemblea di assumere posizioni estremamente parziali.
Questo è il fatto più grave di questa sera
Questa sera il Presidente della Regione, il Governo e la
maggioranza stanno dimostrando che non hanno in nessun 'cale'
quella che è la condizione della nostra Regione, stanno tentando
tutte le forme, stanno cercando tutti i pretesti, stanno mettendo
in campo tutti i cavilli per sfuggire al nodo essenziale: c'è
stato il ritiro della fiducia da parte di un partito componente
della maggioranza e che in ogni parlamento, in ogni assemblea, in
ogni condominio questo avrebbe comportato per lo meno il
passaggio al voto, per verificare se esistono i numeri per il
sostegno della maggioranza. Perchè questo non è ancora un paese a
dittatura, qua non siamo ancora in Sud America ma, purtroppo,
debbo dire che con quello che si sta facendo questa sera questa
Assemblea scivola facilmente verso una condizione "columbiana"
mentre la Regione sta scivolando chiaramente verso una situazione
"albanese".
Questa è la gravità della situazione
Qui non c'è neanche il coraggio di affrontare il dibattito.
Il Presidente della Regione è già fuggito una volta, sta fuggendo
ancora un'altra volta, non ha neanche pronunziato tre parole di
sostegno al proprio Governo. Si è nascosto dietro le parole
pronunciate a loro volta, ricorrendo ad un éscamotage
regolamentare che avrebbe dovuto essere tagliato subito, per la
natura squisitamente pretestuosa e pronunziate in dispregio
dell'Assemblea da parte di alcuni capogruppi della maggioranza,
che invitavano il Governo non si sa bene a fare che cosa.
Questa è una condizione gravissima, altro che leggi Altro
che problemi della società siciliana Altro che problemi della
pesca Qui l'unica cosa che si sta cercando di fare è allungare
in maniera, devo dire, assolutamente non dignitosa la vita a
questo Governo. Per fare cosa, non mi è chiaro, colleghi della
maggioranza. Non mi è chiaro Per fare che cosa Per aspettare
Ma per aspettare che cosa? O c'è una maggioranza e lo dimostra
votando, o questa maggiorana non c'è ed incombe su questa
maggioranza, a cominciare dal presidente della Regione, che non
avverte evidentemente nessun dovere istituzionale sulle sue
spalle - e anche questa è la gravità estrema in cui è arrivata
questa Regione - impone a questa maggioranza, se c'è, di
continuare se vuole, ma se non c'è di andarsene.
Cosa c'è di strano in tutto questo? Cosa c'è nel fatto che
questa sera, rinunziando l'opposizione pure ad intervenire, si
voti per verificare se ci sono le condizioni per cui questa
maggioranza, anche per un giorno, per due giorni o per tre
giorni, vada avanti. Non c'è nulla di strano. Qui c'è soltanto
il tentativo disperato, vergognoso di proseguire una vita
meramente vegetale, perchè di questo si tratta, da parte di un
Governo che non ha più altra prospettiva.
Questo, sia detto per inciso e per chiarezza, la richiesta
cioè di un ulteriore slittamento della discussione e del voto non
può che provocare, visto che qui si invoca il regolamento e la
prassi parlamentare, sia chiaro a tutti che la richiesta del
presidente della Regione di allungare i tempi del dibattito e di
portare a venerdì e non prima di venerdì il voto sull'ordine del
giorno significa una cosa sola cioè che, a mente di tutti i
precedenti parlamentari che qui vengono invocati, in questi tre
giorni non si può discutere di nulla, nè di leggi nè di niente
Sia chiaro a tutti che questa è la scelta che il presidente della
Regione, il suo Governo e la sua maggioranza stanno facendo,
fuggire al dibattito, scappare dal voto, impedire che questo
Parlamento possa fare le leggi che la società siciliana richiede,
anche se fosse una sola legge.
Questa è la verità. Perchè non si può invocare il
regolamento quando conviene e chiedere che venga melato il
regolamento quando non conviene. Ripeto: la richiesta del
presidente della Regione di spostare il dibattito provoca per
prassi costante seguita in questo Parlamento, a cui lo stesso
presidente della Regione fa appello, lo slittamento di qualsiasi
discussione in atto.
Ma insomma, finiamola Rompiamo con questo schema
paralizzante che sta facendo scivolare verso il nulla, verso il
nulla cosmico questa Assemblea Chiudiamo questa vicenda del
Governo Si voti Se c'è una maggioranza, vada avanti Se non ce
l'ha si dimetta
Questo è lo schema semplice della democrazia che qui si
cerca di manipolare e di artare con riferimenti regolamentari, mi
permetto dire, che andrebbero letti tutti perchè il caso che qui
è stato citato, onorevole Presidente dell'Assemblea, ho
l'impressione che questa volta Lei non è stato ben consigliato si
riferisce ad un ordine del giorno di censura nei confronti del
presidente della Regione che, devo dire opportunamente, perchè
condivido questa interpretazione, il Presidente di turno di
quella riunione dell'Assemblea ritenne essere nè più nè meno una
mozione di sfiducia perchè è la censura nei confronti del
presidente della Regione per altro ampiamente motivata, che è
assimilata, anzi è esattamente una mozione di sfiducia. Su
questo non c'è dubbio. L'interpretazione è corretta ma qui non
siamo in presenza di un ordine del giorno di censura. Qui non
siamo in presenza di un ordine del giorno che impone al
Presidente dell'Assemblea le dimissioni. Qua siamo in presenza
di un ordine del giorno, come decine il sottoscritto ne ha
firmato, non vedendosene mai respingere uno in dodici anni di
presenza in questa Assemblea, che puramente e semplicemente
propone di non approvare le dichiarazioni del Presidente della
Regione.
Se a questo fatto il presidente della Regione connette
l'obbligo delle sue dimissioni devo dire che fa onore, questo, al
Presidente della Regione Ma soltanto una mozione di sfiducia
presentata nei termini regolamentari, motivata, impone,
tassativamente, l'obbligo delle dimissioni Questo è un ordine
del giorno politico da cui poi il presidente della Regione
autonomamente, autonomamente, può e deve trarre tutte le sue
conclusioni.
Allora, noi proponiamo puramente e semplicemente il voto
subito, l'ordine del giorno è semplice, neanche motivato. Se
venisse assimilato a mozione di sfiducia avrebbe dovuto già
essere respinto perché la mozione di sfiducia deve essere
motivata, a termine del comma 1 dell'art. 157 del regolamento.
Poiché così non è e poiché non è stata respinta, l'ordine del
giorno è ammissibile e va messo in votazione. Se il Presidente
della Regione, di fronte ad un voto negativo che dovesse
esprimere l'aula ritiene di dovere rassegnare le dimissioni, bene
abbiamo già detto e lo ridiciamo un'altra volta qui, noi siamo
disponibili, previa una rapidissima Conferenza dei capigruppo a
stabilire un percorso, questa volta garantito dal Presidente
dell'Assemblea, perché i precedenti purtroppo non depongono a
favore della parola del Presidente della Regione in qualunque
sede data specialmente se data nella sede parlamentare. Siamo
disponibili a consentire un rinvio breve, sufficiente comunque ad
approvare la legge sulla pesca. Lo abbiamo detto in momento non
sospetto e lo ripetiamo adesso. Non c'è un problema. Se si vuole
approvare la legge in qualunque condizione si può approvare in un
modo solo, non si può approvare in questi tre giorni la legge
chiedendo il rinvio, pretendendo che trattasi l'ordine del giorno
di mozione di sfiducia a venerdì perché questo impedisce al
Parlamento di legiferare. Questo è chiaro e questo si scrive alla
responsabilità personale e diretta del Presidente della Regione e
di tutti quelli che in questa fase lo sostengono.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che io pensavo di avere dell'immaginazione ma la mia
immaginazione non riesce ad inseguire la realtà politica in
questa Regione. Mi è capitato proprio stasera, avendo appreso
dalle voci di corridoio che il Presidente Drago rassegnava le
dimissioni avevo preparato il solito comunicato di routine per
dire che finalmente questa Sicilia si era liberata da questo peso
inutile che grava su questa Assemblea e su tutta la Sicilia.
Però, qualche dubbio mi è venuto ed ho chiesto ai miei
collaboratori di fermare il comunicato stampa perché dati i
precedenti di questo Presidente della Regione il quale ogni
vergogna lo onora, dati questi precedenti ho bloccato il
comunicato e mi sono trovato bene perché il Presidente della
Regione evidentemente ha fatto come solito marcia indietro e non
presenta più le dimissioni perché è confortato dal sostegno della
maggioranza che lo invita a salvare la Sicilia. Ma ci può essere
maggiore ipocrisia di questa? Drago salva la Sicilia. E'tutto
preso dalle tensioni sociali, tutto preoccupato dalle riforme
istituzionali, insulta l'onorevole Aulicino il quale è
responsabile, niente meno, della mancata riforma della Regione.
Questa è una volgare menzogna perché io facevo parte di quella
Commissione quando la Commissione si riuniva c'erano i proclami
di questo Presidente il quale annunziava di avere già recepito la
legge, la Bassanini 1 , 2 ecc... non so quante Bassanini e poi
fa le figure che fa con la Corte dei conti, aveva recepito tutto,
aveva recepito anche una delibera di Giunta "la Cassese". Ora,
dico ancora si pensa di potere giocare sulla pelle dei siciliani
con questi personaggi? Questa sarebbe la seconda Repubblica? Il
rinnovamento? Guardatelo un pò tutti gente del rinnovamento.
Questo sarebbe il rinnovamento? La nuova speranza della Sicilia?
Cioè qui per spronare questo Drago dal Governo non è sufficiente
nemmeno la fiamma ossidrica? Altro che mozioni di sfiducia, non
sfiducia, ordini del giorno che respinge. Scusatemi, io me la
devo prendere con l'onorevole Capodicasa e con l'onorevole Piro
perchè voi stavate dando delle istruzioni a Drago come
comportarsi per non dimettersi, ma non ha bisogno delle vostre
istruzioni voi aggiungete qualcosa di più, quindi cerchiamo di
finirla.
Non è retorica, stiamo cercando di fare delle cose serie e
voi, questa maggioranza, e poi quello che mi meraviglia è
Alleanza Nazionale e Forza Italia. Fin tanto è un atto di slealtà
e di inaffidabilità da parte di un vostro alleato cioè si sente
sempre a livello nazionale che c'è questo blocco fermo di
Alleanza Nazionale, Forza Italia e CCD di Casini che è un blocco
così granitico che non si potrà mai distruggere, anzi Fini
protesta contro Cossiga per dire: "questo picconatore vuole
spaccare il Polo". E qui dimostrando anche scarso senso di
affidabilità, cioè praticamente essere alleati con voi è qualcosa
di difficile. Solo l'onorevole Zanna può pensare di fare un
Governo con il PDS, Forza Italia e Alleanza Nazionale. Non mi
pare che altri gruppi di questa Assemblea siano disposti a fare
questo tipo di operazione.
Sarebbe l'alleanza tra i post-fascisti e i post-comunisti
con quella cosa insignificante... quella della cosa due non ci
interessa... ma lui poveretto del PSI dell'ultima fila soltanto
in questa cosiddetta nuova repubblica poteva diventare Presidente
della Regione. Signori miei rendetevi conto, io sostengo anche
polemicamente, con autoironia che il degrado in cui è stata
condotta questa Assemblea è dato da due fatti: primo, perchè io e
l'onorevole Silvestro veniamo considerati costituzionalisti,
siccome io non mi ci sento tale il livello dell'Assemblea è
quello che è. Secondo, Drago è Presidente della Regione.
Da questi due parametri ci rendiamo conto a quale livello di
bassezza politica è arrivata questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino io non sono più disposto a
tollerare questo suo linguaggio in Aula. Lei deve usare i termini
che devono servire ad un Parlamento. Lei deve usare le critiche
che vuole nei confronti di chi che sia. Intanto non so chi la
considera costituzionalista e questo mi permetta di dirlo da
modesto deputato, dopo di che lei ha motivo e possibilità di
parlare anche un linguaggio più duro purchè sia attinente ad un
Aula parlamentare.
DI MARTINO . Presidente è attinente. Mi pare che l'oltraggio a
questa Assemblea non è dato dal mio linguaggio, è dato dal
comportamento del Presidente della Regione e del Governo. Il vero
oltraggio a questa Assemblea e al popolo siciliano.
LA GRUA . Sei diventato una macchietta per quello che dici. E'
un ritornello, reciti.
DI MARTINO . Onorevole Presidente, concludo per dire che il
vero problema non è quello se è mozione di sfiducia o non è
mozione di sfiducia l'ordine del giorno presentato da CCD e
dall'opposizione del centro sinistra. Il problema è che qui
dobbiamo chiudere questa vicenda, la dobbiamo chiudere in
qualunque modo. Non è possibile che si possa andare avanti,
pensare adesso che si chiedono i tre giorni dopo di che si
incomincia lo shopping, si pensa di potere approvare alcune leggi
giuste o sbagliate che siano perchè, è chiaro, queste leggi si
possono approvare se c'è una garanzia chiara, netta e precisa di
dimissioni di questo Governo. Diversamente non ci sono ragioni,
ci appelliamo al regolamento. Io non ho difficoltà ad appellarmi
al regolamento, per dire ci vogliono le ventiquattro ore per
convocare la Commissione Bilancio e per dire ci vogliono le
quarantotto ore dopo che è uscita dalla Commissione Bilancio la
legge dell'altra Commissione che ne prende atto per poterla
approvare. Quindi qui dobbiamo avere chiarezza: o si fa la legge
in nottata approvandola in nottata, si dimette il Governo o
diversamente nessuno è disposto a tollerare questo tipo di
sovercherie con falsa interpretazione regolamentare.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ricordo che
l'ultimo incontro, precedente a questa Assemblea, avemmo a
dichiarare, lo dichiarò per primo l'on.le Vincenzo Leanza che
c'era la necessità di guardare fortemente al quadro politico, ai
numeri che sorreggono la maggioranza e di guardare agli interessi
- diceva nel suo intervento - di leggi che avevano la necessità
di avere un percorso veloce perchè lo stavano aspettando i
siciliani, in linea generale.
Devo insistere e comprendere che questa sera al di là della
demagogia parolaia i due ordini del giorno che vengono presentati
non possono che essere assimilati ad una mozione di sfiducia.
Però c'è una cosa più grave che non è stata sollevata ed io sento
il dovere di sollevarla. Quando un deputato o un gruppo intende
presentare un ordine del giorno in Assemblea sa di dovere
presentare quell'ordine del giorno e si attrezza perchè abbia i
criteri di ammissibilità ed i numeri a sostegno. Ma l'Aula,
questa sera, era invitata con le dichiarazioni che doveva
esplicitare il Presidente della Regione, aveva la intenzionalità
che doveva essere presente per rintuzzare un attacco, una mozione
di sfiducia, per dare questa sera l'assenso o no al Governo? E'
vero che ogni deputato ha il dovere di essere presente, ma è pure
vero che quando abbiamo parlato di cose estremamente importanti
c'erano 52 firme per le 300.000 16 deputati in Aula ad ascoltare
i problemi della Sicilia, gli atti del Governo, le dichiarazioni
programmatiche, i disegni di legge. E quindi, perchè questa sera
non accettare quello che il Regolamento dice e che viene
confermato da precedenti e cioè "stop". Arriviamo a venerdì se il
questo Governo ha una maggioranza continui a lavorare, se non ce
l'ha vuol dire che cadrà in Aula come è caduto Prodi. A me è
sembrato che questa sera si voglia spostare politicamente, forse
perchè i mass media, i giornali domani, non debbono più parlare
dei 312 voti in meno e 313 voti in più perchè Prodi andasse via
in Italia con un regime che si stava instaurando in questo Paese.
E che invece si voglia far parlare solo della crisi del Governo
regionale siciliano. Mi sembra che sia questo riduttivo,
enormemente impressionante per la gente che sta aspettando, vedi
i pescatori che hanno assediato l'Assemblea, e che ancora una
volta si voglia privilegiare lo scontro per lo scontro, la
contrapposizione per la contrapposizione, magari facendo
diventare nobile che non lo è, perchè magari presenta la sfiducia
per un Assessorato in più o meno e perchè si vuole sollecitare
ancora volta e lo ribadisco, al servizio dell'Italkali e della
dismissione che non deve essere fatta da questa Assemblea degli
enti economici regionali.
Ho sentito qualcuno che di Italkali se ne intende molto dire
"vero è che siamo forti e che riusciamo a far cadere
un'Assemblea, ma è pure vero che questa Assemblea è fatta da
gente non tanto capace se ci lascia essere così tanto forti da
privati da mettere il bavaglio all'Assemblea", da annullare una
legge prestigiosa come quella che invece non va avanti per
connubi e interessi che c sono - sotterranei - in quest'Aula al
servizio di privati.
Questa è la realtà vero. Che di fronte ad una come quella e
accanto a quella della pesca stiamo privilegiando il confronto
politico. E credo che invece la Sicilia abbia bisogno di
realizzazioni concrete e non del rapporto parolaio di chi come
l'amico Piro si accalora tanto ed è sempre pronto a chiedere
regolamenti a destra e sinistra e poi quando c'è da attuarli
quando non gli convengono riesce ad arrabbiarsi, a gridare allo
scandalo. Ma c'è Orlando che con Drago pare che filino tanto
bene, insieme a Bianco, forse ci sono anche problemi interni di
gelosie, tra la Rete, perchè Orlando colloquia e invece Piro non
colloquia.
A me sembra che sia necessario, al di là delle parole che
non servono, andare immediatamente a questa verifica venerdì e mi
dispiace che l'Assemblea non abbia avuto la sensibilità, devo
dire, di fronte a problemi grossi come quelli della pesca
l'Assemblea non abbia avuto la sensibilità, di non avere la
bontà, la volontà, la correttezza di dire: prima il problema
pesca, e poi, se venerdì il Presidente della Regione non ha i
numeri, è giusto che se ne vada a casa". Signor Presidente
dell'Assemblea, signor Presidente della Regione, mi sento
mortificato dal dibattito di questa sera perchè è contro
qualsiasi regola elementare di educazione nei confronti di chi in
Sicilia sta aspettando che questa Assemblea faccia onore ai suoi
doveri nei confronti della Sicilia e dei siciliani. E non credo
che in questo modo facciamo i doveri, che abbiamo come dovere,
nei confronti di chi ci ha eletto e in rappresentanza dei reali
bisogni di questi siciliani di cui tutti parliamo, ma che alla
fine e in sostanza lasciamo decadere perchè prevalgono le
condizioni dell'appartenenza e della contrapposizione distruttiva
che non ha alcun senso per quelle cose concrete che invece stanno
aspettando realisticamente la Sicilia e i siciliani.
ADRAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADRAGNA. Signor Presidente, noi non vogliamo intervenire per
discutere sulle questioni dell'opportunità politica del
Presidente della Regione a dimettersi o non dimettersi da quelle
per cui in questi giorni sui mass media ha già sviluppato i suoi
temi e le ragioni per cui riteneva di dimettersi o di non
dimettersi, quelle secondo cui una maggioranza che lo sosteneva
può esserci o non può più esserci.
Credo che questo sia una motivazione che debba attenere alla
sua maggioranza: se c'è batterà un colpo; se non c'è
probabilmente non lo batterà, o batterà a vuoto.
Noi riteniamo che sia assolutamente necessario intervenire
sulle due questioni di fondo, ma che a nostro avviso sia tante e
tali da meritare tutta l'attenzione possibile di questa Assemblea
e anche di una sua particolare decisione che lei dovrà tenere. Mi
riferisco soprattutto alla prima delle due questioni e cioè: se
l'aver presentato un ordine del giorno che invita il Presidente
della Regione alle dimissioni, e che quindi potrà mettere in
condizioni il Presidente stesso, dopo il voto, qualunque sia
l'esito, di decidere se può oppure deve dimettersi,
l'assimilazione che ne consegue - e io sono d'accordo con lei,
Presidente - non può che essere assimilata ad una mozione, perchè
l'esito politico di questo voto non può che avere determinazioni
politiche da parte del Presidente della Regione, che può o non
può dimettersi.
La questione è un'altra: l'assimilazione che l'ordine del
giorno dà alla mozione che ha tutta una sua forma, che poi la fa
diventare sostanza rispetto ai contenuti dello stesso ordine del
giorno assimilabile alla mozione, ne fa conseguire non
semplicemente la questione delle modalità del voto, quale sarebbe
quella dell'assimilazione alla mozione di fiducia, ma la fa
diventare, esso stesso ordine del giorno, mozione di sfiducia. E
quindi a quel punto non è solamente da portare avanti rispetto
allea esigenze ed alle modalità ma anche con tutto quanto ne
consegue rispetto ai tempi. A quel punto non può esistere alcun
regolamento - e lei ne converrà, signor Presidente - che può
essere derogato da alcuna aula parlamentare del mondo.
Alcuna aula parlamentare del mondo può derogare ad un
regolamento. E quando qualche volta, signor Presidente, quella
che viene chiamata unanimità fa derogare al regolamento, sappiamo
tutti che è una sorta di fiction voluta da tutti e che per questo
consente di poter, oserei dire, non tanto derogare, perché
metterei in contraddizione quanto ho detto, di poter superare
determinate questioni. Ma non è mai possibile che un regolamento
che abbia delle norme chiave, chiare e scritte e che per essere
nel Regolamento debba avere già un presupposto di un certo iter
non può assolutamente essere superato.
Per questo stesso motivo riteniamo di aderire alla richiesta
fatta dall'onorevole Capodicasa e quindi consentire alla
Commissione Regolamento di definire questo particolare aspetto.
L'assimilazione a questo punto riguarda semplicemente la modalità
di voto o lo fa diventare ordine del giorno mozione di sfiducia.
Per quanto riguarda il secondo punto, signor Presidente, noi
popolare abbiamo anche partecipato agli incontri con i pescatori,
con rappresentati e siamo convinti anche noi che questa legge
deve assolutamente essere fatta da quest'Aula. E' troppo
importante e riguarda non solo famiglie di pescatori, ma riguarda
proprio lo sviluppo di questo particolare settore. Ed è
assolutamente necessario che nel più breve tempo possibile sia
fatta. Ma proprio perché questo non diventi e non si trasformi in
demagogia, Presidente, noi riteniamo che nello stesso momento in
cui, così come siamo convinti, andremo al voto e quindi
definiremo questa sera, se si tratta di una maggioranza che batte
il colpo, a quel punto immediatamente dopo il voto, prima che il
Presidente decida di dimettersi o no, noi possiamo fare la legge
sulla pesca. Possiamo immediatamente mettere in essere la
decisione che tutti quanti abbiamo preso nei confronti dei
pescatori.
A nostro avviso questo è un percorso che può trovare
accoglimento. A nostro avviso questo è un percorso che non
intacca assolutamente né le regole, né qualunque altra cosa. C'è
una teoria, signor Presidente. Nella teoria dei sistemi è quella
del funzionalismo. E che sostanzialmente in questa stessa teoria
in cui Talcott Parsons è uno dei massimi esponenti, insieme a
Durkheim, sostanzialmente stabilisce che qualunque attore debba
alla fine arrivare ad un obiettivo nello stesso momento in cui le
regole di cui si fa portatore partecipe, ma anche insieme allo
stesso obiettivo, l'avrà mancato se non si sarà tenuto
scrupolosamente a quelle norme che lo regolano. Grazie.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
posizioni che stanno venendo fuori, soprattutto le posizioni del
Governo, stiano intercettando traumaticamente gli interessi veri
dei siciliani, anche quelli di quei siciliani che sono là in
piazza e chiedono la corsia privilegiata per le loro leggi.
Avevamo come partito chiesto una finestra. Abbiamo fino
all'ultimo sperato,continuiamo a sperare che il Presidente Drago
in qualche modo potesse farsi carico davvero di queste emergenze
per poi prendere atto che in questo Parlamento non ci sono più i
numeri politici. Abbiamo fatto i conti. Presidente Drago,
nell'ipotesi che questa mozione di sfiducia venga bocciata per un
voto, vero è che l'onorevole D'Alema ha detto che nelle
democrazie mature si può governare anche con un voto in più o in
meno, in meno per quelli che perdono, in più per quelli che
governano, ma è altrettanto vero che l'emergenza siciliana non
può essere governata senza una maggioranza che possa esprimere un
profilo progettuale forte.
Onorevole Drago, in Commissione bilancio, la maggioranza non
sarà sua per qualche tempo. Onorevole Drago, lei ci sta sfidando
pesantemente e sta condannando questo Parlamento
all'inefficienza, alla instabilità totale, all'immobilismo perché
in queste condizioni sarà difficile ...
(Interruzioni da parte di alcuni deputati)
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino, esprima le sue tesi con calma,
senza affannarsi ...
AULICINO Sto esprimendo le mie tesi così come sono solito
fare, col cuore e col sentimento - e se il cuore e il sentimento
mi portano a partecipare, pazienza mi conoscono così nella mia
trincea esterna all'Assemblea - all'onorevole Cintola che,
evidentemente non seguendo i lavori parlamentari, non ha notato
che il sottoscritto ha ritirato gli emendamenti all'articolo 1,
quindi certe insinuazioni volgari nei confronti di questi
deputati che ora, a quanto pare, non sono più soltanto
l'onorevole Virzì, ci sono un sacco di deputati che osano mettere
in discussione la politica del Governo sugli enti ...
CINTOLA. (Interruzione)
PRESIDENTE. Onorevole Cintola la prego di consentire
all'onorevole Aulicino di completare il suo intervento.
AULICINO. Onorevole Presidente, io la ringrazio perché questo
è utile per ridimensionare i miei toni e per consentire a me,
continuando e stringendo, di dire all'onorevole Cintola, che dal
pulpito crede di dare lezioni di stile a tutti, che in questo
Parlamento fino a prova contraria ci sono galantuomini e che lui
non è autorizzato a fare insinuazioni pesanti sulle persone che
stanno dietro a questi parlamentari. Perché, se lui ha prove di
inquinamenti da parte dell'Italkali, di singoli parlamentari, non
lo deve dire qua, ha una via: c'è la Procura, vada a denunciare.
Non si deve permettere da questo pulpito di insinuare cose così
pesanti, perché questa è un'intimidazione nei confronti di quei
parlamentari che decidessero di osare, di presentare emendamenti
a una manovra che, a quanto pare, nella valutazione
dell'onorevole Cintola è perfetta. E se qualcuno in quest'Aula
dovesse incominciare a ritenere che oltre che gli interessi dei
privati potrebbero esserci gli interessi, onorevole Cintola, del
monopolio tedesco? Sto scherzando
CINTOLA. Lei scherza sempre.
AULICINO. E scherzo. O del monopolio americano? Mi faccia
scherzare, d'altra parte ognuno scherza come crede nel rispetto
del Parlamento. Siccome lei insinua, sappia che la chimica del
Mediterraneo si bloccò a suo tempo e qualcuno disse che era
intervenuto il monopolio internazionale della SOLVEY, ma io non
ci credetti, ero solo un sindacalista di trincea.
Io pregherei veramente il Presidente, debbo dire che
apprezzo molto i suoi interventi per consentirmi di continuare.
A parte le insinuazioni volgari dell'onorevole Cintola, noi
qua individuiamo e abbiamo individuato un percorso essenziale, il
Presidente Drago lo sta boicottando. Avremmo voluto votare queste
due leggi: una legge sul fermo e l'altra, una manovrina per
consentire ai forestali - non so se dal punto di vista
amministrativo è possibile, se lo è allora ritiro la proposta; io
tecnicamente non ho approfondito, so che i forestali sono
infastiditi, dobbiamo trovare le soluzioni.
Bene, con questa ipotesi di rinvio della discussione sulle
dimissioni e del voto sulle dimissioni, noi nei fatti dal punto
di vista regolamentare stiamo decidendo nei prossimi tre giorni
di non fare nulla.
Condivido molto la posizione dell'onorevole Piro, per quanto
ci riguarda dovremmo da subito votare l'ordine del giorno perché
è un fatto politico. Il Presidente Drago non fugga.
In questi giorni il C.C.D., che peraltro non è all'asta, non
è permeabile a sollecitazione alcuna.
Siamo convinti che se questo tentativo di rinvio dovesse
essere mirato a convertire e a riconvertire singoli parlamentari,
a parte l'offesa nei confronti dei parlamentari che sarebbero
oggetto di un mercato immorale, di tentativi maldestri destinati
a fallire, io penso invece che in questi tre giorni può succedere
un'altra cosa, che il Polo possa ricompattare perché io auspico,
e per questo sto intervenendo, che gli amici parlamentari del
Polo non commettano, nel momento in cui dovranno rendere il loro
voto, l'errore di dimenticare che abbiamo da difendere
un'esperienza comune, non soltanto a Roma ma anche a Palermo e in
Sicilia.
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LA GRUA . Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per rivolgere un appello all'Assemblea, l'appello riguarda il
problema dei pescatori, i pescatori che stanno dietro le porte di
Palazzo dei Normanni a gridare ad alta voce la loro disperazione.
A questa gente noi dobbiamo dare risposte. Noi questa sera
non possiamo prenderci la responsabilità di lasciare questa gente
senza le risposte che meritano.
E allora io condivido le considerazioni e le conclusioni
alle quali è pervenuto il Presidente dell'Assemblea sulla base di
precedenti giurisprudenziali, che lo hanno indotto a determinate
affermazioni e quindi a determinate scelte.
Il Presidente della Regione ha legittimo il diritto di poter
chiedere questi giorni di tempo per poter poi affrontare la
discussione, quindi la votazione di quelle che vanno intese e
interpretate, correttamente, come mozione di sfiducia.
Però noi abbiamo un dovere in questi tre giorni ed ecco
perché, al di là delle cose che sono state dette questa sera da
tutti, dalle contumelie che Ciccio Di Martino è solito fare,
dalle affermazioni gravi fatte dall'onorevole Aulicino, a noi
interessa in questa sede e questa sera di definire l'annoso
problema del fermo biologico e quindi le risposte da dare ai
pescatori.
Allora, l'invito che io faccio a tutti voi, ai singoli
deputati, al di là delle appartenenze, è di fare questa deroga al
Regolamento, per consentire che tutti quanti assieme, perché
questa è la volontà di tutti i singoli parlamentari e dei gruppi
che l'hanno espressa e che soltanto ora, per calcoli politici non
vorrebbero dare vita a questa soluzione che io sto proponendo,
noi questa sera abbiamo il dovere di affrontare, questa sera e
nei giorni che vengono, attraverso l'iter normale, attraverso il
passaggio in Commissione, attraverso quindi poi il passaggio in
Aula, il disegno di legge che riguarda la pesca, perché
altrimenti avremmo tradito le legittime aspettative dei
pescatori.
Allora, amici e colleghi, io vi invito veramente dal
profondo del cuore a fare un sacrificio, ad abbandonare, a
mettere un po' in disparte le esigenze legittime dei partiti e
delle forze politiche e di fare, quindi, fronte comune affinché
si diano ai pescatori le risposte che gli stessi attendono.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, vorrei pregarla di
rinunziare alla richiesta di intervento, avendo la Presidenza
orientato il proprio comportamento a consentire un intervento per
Gruppo parlamentare.
CRISAFULLI. Se lei ha già acquisito l'orientamento ...
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi sento,
per quel che vale, di condividere l'interpretazione che la
Presidenza ha sentito di dare alle norme regolamentari che
normano la materia in oggetto e devo dire che, al di là di tutti
gli arrampicamenti sui precedenti, al di là di ogni valutazione
paratecnica o paragiuridica, prevalga una valutazione di buon
senso.
Gli ordini del giorno presentati se fossero approvati
porterebbero di conseguenza, e per conseguenza, la caduta del
Governo, quindi sono, di fatto, mozione di sfiducia. E quando ci
si appiglia alle terminologie, egregio Presidente, piuttosto che
i fatti sostanziali, si incorre in questi equivoci.
Ma poi c'è un altro aspetto, c'è l'aspetto della sostanza
politica, della tenuta del Governo e della maggioranza, che c'è o
non c'è, tiene o non tiene, oggi come venerdì, oggi come giovedì
e quindi non capisco il motivo di questo scandalo per il rinvio,
se non la volontà da parte di alcuni di dissimulare la sostanza
dei problemi e cioè che per la schermaglia politica, che comunque
avrà un esito perché questo Governo vivrà o cadrà, giovedì o
venerdì, dissimulare dietro questa schermaglia i fatti
sostanziali e cioè la possibilità che in questi tre giorni vi sia
un'Aula in grado di produrre provvedimenti legislativi...
CRISAFULLI. Onorevole Alfano, è il secondo rinvio
ALFANO. Ecco perché io recepisco immediatamente e
positivamente l'appello dell'onorevole La Grua a sostegno delle
marinerie e del settore della pesca, perché ciascun Gruppo
parlamentare si confronti in relazione alle proprie opinioni
sulla materia, in relazione ai propri indirizzi politici sulla
materia, ma tenendo fermo che, comunque, venerdì si arriverà ad
una conclusione del problema del Governo.
E allora cosa osta a che in questi giorni si discuta della
legge sulla pesca con immediatezza e con urgenza?
PIRO. Lei lo aveva già detto la scorsa settimana che
lunedì ...
ALFANO. Egregio Presidente, io ritengo che con una buona
volontà da parte di tutti i Gruppi parlamentari si possa
procedere in questa direzione. E se il senso parlamentare
procederà ad ispirare le azioni politiche di tutti i gruppi,
anche la legge sulla pesca potrà essere varata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Pellegrino permettete che io ribadisca che per
consentire la trattazione di disegni di legge prima della
discussione dell'ordine del giorno di sfiducia si sarebbe dovuta
verificare l'unanimità di consensi, cosa che purtroppo non c'è. E
quindi non è possibile consentire la trattazione dei disegni di
legge sulla pesca o su altre materie poiché anche uno solo dei
deputati non è d'accordo e io non posso procedere in tal senso.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io spero
intanto di non incappare nei richiami del mio Presidente questa
sera, mantenendo un tono - diciamo - molto pacato in questo
confronto, che è parecchio acceso. E voglio fare due premesse.
Una a carattere personale: io non sono in procinto di cambiare
casacca, non faccio parte di questa schiera di persone. Io in
politica scelgo e quando sbaglio chiedo scusa e torno a casa.
Quindi ...
CRISAFULLI. (interruzione)
PELLEGRINO. Io ti ringrazio. Questo però non significa che io
non sia interessato, fortemente interessato a che il progetto
politico di cui oggi si parla e di cui Cossiga è certamente un
riferimento importante per noi di Rinnovamento italiano possa
essere sottaciuto o, comunque, messo in secondo piano.
Debbo dire ancora che io non sono prevenuto nei confronti di
questo Presidente, di cui ho stima e rispetto, anche se non lo
capisco, e, dicevo, caro Presidente, l'altra sera al suo
Capogruppo che non c'era niente di straordinario che sulla scia
del Governo Prodi il Presidente Drago chiedeva una verifica in
Aula sull'ordine del giorno che era stato presentato e se c'era
la maggioranza anche di un voto si andava avanti sulle questioni
di cui si è parlato.
Invece, si è avviato un confronto, un modo di andare avanti
che è incomprensibile sotto tanti punti di vista. Si utilizzano i
pescatori che hanno problemi drammatici e questa legge per essere
fatta ha bisogno che venga trovata la copertura finanziaria, non
fondata sui "si dice" ma su una precisa approvazione da parte
della Commissione Bilancio, perché senza di questo ritengo che è
difficile che questa legge possa essere approvata.
C'è un richiamo attorno al Regolamento su questioni che
invece, a mio avviso, onorevole Piro ed onorevole Capodicasa,
sono squisitamente politiche. Io diverse volte qui ho subito
qualche ordine del giorno di censura o di richiamo e, nonostante
l'Assemblea l'avesse approvato, nella mia coscienza ho ritenuto
di essere conseguente o meno, e a mia facoltà, per cui nessuno
può venire qui a sostenere che un ordine del giorno che si
conclude con un invito non lascia al Presidente la facoltà di
andare avanti, almeno per l'adempimento di quelle cose che
considera importanti.
Vorrei aggiungere che questa sera il CCD ha compiuto un
gesto che, a mio avviso, l'onorevole Drago ha fatto male a non
prendere in considerazione: il CCD ha aperto una crisi che io
personalmente non apprezzo moltissimo dal punto di vista delle
ragioni.
Tu mi devi consentire, cioè c'è un cartello di maggioranza
nazionale - io ho parlato anche con il tuo vicesegretario
nazionale, onorevole Baccini - che apprezzo moltissimo, ed io
ritengo che il confronto, quando viene fatto con la massima
correttezza e senso di responsabilità, è sempre un fatto
estremamente positivo - e ho detto che avevo delle perplessità
sulle ragioni che motivavano... ma sulla esigenza di un
chiarimento politico non c'è dubbio che questo può essere
avviato Però, se la ragione della crisi poteva essere messa in
discussione (qualcuno dice: non era molto nobile) però dobbiamo
dare atto che il CCD questa sera ha compiuto un atto di
responsabilità non indifferente, lanciando a Drago la possibilità
di non lasciarsi bruciare come si sta facendo bruciare.
Presidente, io avevo detto che non ho niente contro di lei,
anzi Io sono un tuo stimatore e, per la verità, trovo però
difficoltà a vederti in queste condizioni e poi leggerti sul
giornale, a Villa Niscemi, cioè a dire insieme ad altre realtà
che vorrebbero mettere in movimento la vita politica siciliana,
che andrebbe nella direzione non da te disegnata ma in un'altra
direzione. Ecco, questa difficoltà io ce l'ho e ti porta poi a
trovarti in una situazione che certamente, dal punto di vista
politico, presenta una caduta di stile.
Io non ricorro ai termini dell'onorevole Ciccio Di Martino,
che probabilmente si è "tolto qualche sassolino dalle scarpe" di
epoche precedenti, però non c'è dubbio che, quando una
maggioranza, signor Presidente dell'Assemblea, perde una sua
componente più o meno importante, lo stile impone che quella
maggioranza si dimetta, dica all'Assemblea le cose urgenti che
deve fare e poi si va avanti.
Come si fa a sostenere, questa sera, che le emergenze di cui
si parla e che sono reali possono essere gestite da una
maggioranza che si trova nelle condizioni in cui si trova la
maggioranza attuale, che perde una sua componente, che raccolga
qualche cosa come cinque deputati. Cioè, è una situazione
insostenibile che, secondo me, crea un momento di disagio e lo
crea a me che, per esempio, avevo detto l'altra sera che era
giusto che la maggioranza, se c'era, votasse e andasse avanti a
definire alcune cose che doveva definire.
Allora, a mio avviso, questa sera, dai tono che sono venuti
fuori, se non si trova e se non c'è da parte del presidente della
Regione una rilettura di queste vicende, un modo diverso per
andare avanti - vedo, onorevole assessore al lavoro, che lei mi
guarda con interesse, questa sera - io per esempio ho difficoltà
a capire come lei fa pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale impegni
che poi debbono maturare nel futuro. Stasera incontravo una
rappresentante di Mazara, che avevo ascoltato alla Provincia di
Trapani per discutere sui problemi della pesca, che domani
saranno esaminati dal Ministero degli Esteri per quanto riguarda
i risvolti nazionali che questi problemi hanno, e mi chiedeva che
cosa ne pensassi io. Io, signor Presidente Cristaldi, dicevo che
non mi sarei voluto trovare al suo posto, perché lei è Presidente
di questa Assemblea e deputato di una città, Mazara del Vallo,
che rappresenta la marineria più forte dell'intero Mediterraneo,
se non vado errato. Ebbene, come si fa in una situazione come
questa a dire "si", come è stato detto, ad una legge che pare
dovrebbe andare a dare circa quattrocento miliardi, che considero
legittimi, ad una condizione però, che questo Governo, qualunque
Governo, caro onorevole La Grua, avesse il coraggio di dire:
questa cosa si può fare, questa cosa non si può fare, questa cosa
viene prima e questa cosa viene dopo.
Quando invece andiamo imbrogliando le cose peggio che nella
'Prima Repubblica' e ci troviamo di fronte ad una cassa che non
ha più niente da dare, perché attraverso le spese correnti, che
diventano ogni giorno sempre più correnti, caro Presidente
Provenzano, e poi i fenomeni sono previdibilissimi, cioè oggi noi
spendiamo soltanto soldi che vanno lì ad essere incassati per
pronta cassa e non recuperiamo più niente, perché se si appalta
un'opera ad un certo punto c'è anche un ritorno, l'impresa paga,
fa altre cose; oggi invece siamo in una situazione proprio di
grande difficoltà e non mi pare, onorevole Capogruppo di Forza
Italia, io apprezzo moltissimo queste cose ed anche molte cose
che lei disse e però qui non si tratta di essere più o meno
ragazzi, ma come si fa a pensare di affrontare l'emergenza, i
problemi dell'occupazione, i problemi dello sviluppo non
bloccando questa espansione incontrollata delle spese correnti?
Io mi trovo qualche volta in imbarazzo, vedete che parlo
pochissimo in questa Assemblea, c'è qualche ragione di carattere
politico ma soprattutto c'è una ragione di capire come avviene il
confronto, per cui, quando arriva l'onorevole Lo Certo, per
esempio, è un'espressione molto forte, denuncia uno stato di
cose, un modo di essere nostro ed io prendo atto che è così. E
lasciamo stare la qualità se è buona o se è cattiva, come dice
l'onorevole Di Martino, io dico che un'Assemblea che viene
democraticamente eletta dal popolo merita il più grande rispetto
e deve trovare in ogni momento le condizioni per un richiamo alla
grande responsabilità. Però, i dati sono quelli che sono, le
cose che lei dice sono vere.
Io questa sera ero felice quando l'onorevole Piro ha assunto
un atteggiamento e un linguaggio che, secondo me, era legittimo e
richiama il Presidente dell'Assemblea ad alcune esigenze, però ci
sono stati momenti in cui in questa Assemblea, signor Presidente,
fermo restando il rispetto che io debbo alle cose che lei dice,
ho avuto la sensazione che spesse volte ho come quando si parla
di giustizia. Nessuno contesta che la giustizia è giusta, che
deve avere il suo ruolo, eccetera, eccetera, ma nessuno contesta
a me la preoccupazione che qualche volta non mi sento di essere
in un paese libero. Ho l'impressione che questa giustizia viene
gestita in un modo che qualche problema lo crea, e ci sono stati
momenti in questa Assemblea - come per esempio l'onorevole
Capodicasa, che questa sera è diventato vivace - ci sono stati
momenti di aggressione a singoli deputati, assumendo un
atteggiamento eccessivo e che comunque andava fuori misura.
Ora, io mi auguro che questa sera, senza fare un richiamo a
nessuno, cerchiamo di capire a che cosa andiamo incontro.
Vogliamo fare la legge per i pescatori? Bene, bisogna svelenire
subito il clima che qui si è creato, perché diversamente, il
primo io, mi prendo un esperto di regolamenti e, regolamento alla
mano, incomincio a discutere, Signor Presidente, come si può fare
affinché le cose vengano ritardate, eccetera, eccetera.
Allora, io penso che una soluzione potrebbe essere quella
che il Presidente della Regione, prendendo atto di questo
confronto, alla fine accetti la soluzione di avere da parte
dell'Assemblea. Io, ad esempio, sono disponibile, non so cosa
pensa il mio Capogruppo, perché voglio dare il mio contributo
personale, non perché sono in attesa di indossare altre casacche,
ma io sono un uomo che senza politica non riesce a vivere e a
produrre niente ed avverto che il mio partito ha bisogno di
definire una sua linea, un suo comportamento e una sua proposta
da portare anche dentro questa Assemblea, non in termini di
sommatoria o di altre cose, ma in termini di mettere in movimento
alcune situazioni che non mi trovano d'accordo. Perché, Signor
Presidente, l'onorevole D'Alema in piena campagna elettorale
venne e bloccò un processo che già era stato iniziato, legittimo
per quanto riguarda l'onorevole D'Alema, non legittimo per quanto
riguarda, invece, non soltanto il sottoscritto, ma qui c'è un
partito sommerso che avrà le dimensioni pressappoco di Forza
Italia, quasi quasi di Alleanza nazionale, che probabilmente,
dopo lo scossone di Rifondazione comunista attorno una proposta
seria, programmatica delle cose da fare, potrebbe dare un
contributo costruttivo ad un Governo che, a mio avviso, dovremmo
andare a definire. E questo Governo, Signor Presidente - mi avvio
alla conclusione - non ha nessun respiro.
Facciamo l'ipotesi che lei passa con un voto, potrebbe
capitarci l'incidente dell'onorevole Prodi, io non glielo auguro,
però lei dove va? Da Roma mi si dice che l'onorevole D'Alema si
incontra con l'onorevole Cossiga..
DRAGO, presidente della Regione. Si è già incontrato
PELLEGRINO. Si è già incontrato e pare che i segnali non sono
di rottura ma di un richiamo affinché il paese approvi la famosa
legge finanziaria. Ed io sono convinto che è giusto che una
soluzione la trovino e ritengo che, pur nel gioco delle parti,
difficilmente alcuni della sinistra estrema potrebbero inventare
ulteriori difficoltà. Per cui i segnali che arrivano in questa
Assemblea vanno in direzione di un chiarimento profondo, che
bisogna affrontare con serenità.
Allora, volete farle queste due leggi? Presidente, assuma
lei l'impegno, visto e considerato che perde una componente
importante, visto e considerato che 'l'uomo di Villa Niscemi',
che dovrebbe dare una spinta nuova a questa Regione siciliana,
non può restare impigliato in una realtà come quella che si
presenta questa sera. Se c'è un maggioranza, benissimo, ma, se
non c'è, evitiamo di arrivare a confrontarci su un terreno che
poi il prezzo lo pagano quelli che ci ascoltano e che fuori ci
bloccano perché non possiamo uscire.
Quindi io ritengo - e concludo - che lei, Presidente della
Regione, questa sera debba rileggere gli ultimi suoi passi, le
interpretazioni delle cose che sono state dette e avviare un
momento che consenta di risolvere le questioni che lei considera
drammatiche, ma di consentire all'Assemblea di esprimere un
libero voto, che su questo insiste per essere legittimata ad
andare avanti o se pure lei, invece, ha l'obbligo - ed è un
obbligo morale, Presidente - di lasciare il passo ad un
chiarimento politico profondo, che può anche riproporre, ma così
non si può continuare
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Martino. Ne ha
facoltà.
MARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ruberò
soltanto pochi minuti a questo lungo dibattito, che mi pare però
si stia avviando lungo un percorso tortuoso, perché mischia
insieme riflessioni sul percorso regolamentare e valutazioni di
ordine politico. Non vorrei che, per mera demagogia e
propaganda, si finisse col sacrificare il rispetto di regole e
principi che servono a tutti e che, se non sono osservati,
arrecano un danno che ricade non soltanto su quanti come noi sono
oggi in questa Assemblea ma anche nel futuro.
Io non credo che noi qui siamo in condizione di valutare e
di decidere, soprattutto se rispettare o non rispettare le
regole. Le regole, se ci sono, devono essere interpretate
certamente, ma anche correttamente rispettate. Sarebbe banale
ricordarvi che Socrate per questo principio sacrificò la propria
vita accettando una sentenza ingiusta.
Voglio dire, con questo, che non credo che noi possiamo
scegliere tra considerare l'ordine del giorno come mozione di
sfiducia, che è cosa possibile che si possa fare, che si debba
fare, e poi decidere; stabilito questo principio, che si
approvino delle leggi quando una costante prassi prevede che in
costanza di presentazione di mozione di sfiducia si sospenda
l'attività legislativa.
Se dunque accettiamo quel presupposto per non violare le
regole che noi stessi ci siamo dati e che dobbiamo osservare,
dobbiamo decidere di sospendere i nostri lavori e di rinviarli a
fra tre giorni. Chi sostenesse una posizione diversa credendo che
il voto d'Aula possa stravolgere persino le regole, credo non
farebbe un buon servizio né a se stesso, né a quanti attendono
l'approvazione di importanti provvedimenti, nè soprattutto a
questa Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sanzarello. Ne
ha facoltà.
SANZARELLO. Con molta franchezza, Signor Presidente,
onorevoli colleghi, debbo esprimere il mio plauso e la mia
gratitudine all'onorevole Pellegrino per avere riportato in
quest'Aula un clima di serenità e di dialettica politica e di
avere riportato nei giusti binari il livello del dibattito, a
prescindere dalle sue considerazioni, in parti condivisibili e in
parte no.
E' ovvio, è palese che stasera si è raggiunto un livello
infimo di dibattito in quest'Aula, si è rasentato o si è
oltrepassato il livello dell'offesa personale, in un crescendo,
che in ogni occasione peggiora, di accuse, di offese, di
insinuazioni. Ed alla fine questo avviene sulla pelle dei
siciliani. Stasera si è ricorso a bizantinismi regolamentari di
ogni tipo per dimostrare che si doveva votare questa sera e non
fra qualche giorno la mozione di sfiducia.
Io vorrei ripercorrere questa settimana di attività politica
parlamentare di quest'Aula: una settimana fa quando il CCD
annunciò di uscire dalla maggioranza il Presidente
responsabilmente, colto di sorpresa, così come tutto il quadro
politico, chiede qualche giorno, 48 ore ho detto in un precedente
intervento, 72 ore per vedere se c'era la possibilità di una
ricomposizione del quadro politico. Questa possibilità di
ricomposizione del quadro politico di maggioranza non c'è stata,
stasera il Presidente della Regione coerentemente nelle
comunicazioni che erano all'ordine del giorno avrebbe rassegnato
le dimissioni all'Aula. Fra l'altro preannunciate in una
intervista televisiva qualche mezz'ora prima dell'Aula.
Le dimissioni, del Presidente, come è a tutti noto,
interrompono il dibattito, interrompono l'Aula, rinviano i lavori
automaticamente. Molti deputati della maggioranza, avendo saputo
che l'intendimento del Presidente della Regione era quello di
dimettersi, non erano presenti questa sera e non sono presenti in
quest'Aula.
Allora, nel momento in cui l'appello nell'interesse della
Sicilia, dei capigruppo della maggioranza ed anche oltre della
maggioranza, del cartello della maggioranza del Polo più UDR
perchè il PSS ha annunciato di dare nell'interesse della Sicilia
un ulteriore sostegno anche a tempo per consentire l'approvazione
di alcune leggi, nel momento in cui questa sera all'apertura dei
lavori, certo anche utilizzando un éscamotage regolamentare a cui
frequentissimamente le opposizioni fanno riferimento o ricorso
che è quello dell'intervento sull'ordine dei lavori. Io credo
che questo éscamotage sia utilizzato centinaia di volte
dall'onorevole Piro e dall'onorevole Di Martino.
Certo il tema, la importanza, la delicatezza del momento
credo una minima divagazione regolamentare la potesse
giustificare pure stasera è stato motivo di grande scandalo.
Intervenendo sull'ordine dei lavori e preliminarmente i
capigruppo della maggioranza, che continua a essere tale in
questa Assemblea, invitano formalmente il Presidente della
Regione a desistere dal suo intendimento di presentare le
dimissioni per consentire un ulteriore scorcio di dibattito, per
consentire eventualmente un recupero politico, per consentire
soprattutto, perchè questa era la vera motivazione di approvare
alcune leggi urgentissime che sono all'attenzione di tutti noi e
che certamente se poi vogliamo essere corretti - e penso che alla
fine lo siamo - correnti con noi stessi, non credo che ci siano
diversificazioni tra maggioranza ed opposizione.
Questo è stato il percorso di questa sera. Allora il
Presidente della Regione, che aveva preannunciato con deontologia
politica a cui faceva riferimento l'onorevole Pellegrino, le sue
dimissioni, accetta l'invito e le differisce, e le rinvia a
seconda di quello che sarà il dibattito politico dei prossimi
giorni.
Allora, siccome la coerenza politica dell'UDR ci consente di
farlo perchè a livello nazionale, dove siamo opposizione abbiamo
dato la disponibilità a votare - e lo ribadisco - la legge
finanziaria qualora fosse stato richiesto il voto, perchè
fondamentale per la economia del nostro Paese, per l'ingresso
definitivo dell'Italia in Europa, per consentire il voto su
alcune leggi o su alcune autorizzazioni di carattere
internazionale e far sì che l'Italia potesse uscire
dignitosamente a livello internazionale.
Con questa stessa coerenza che abbiamo dimostrato ove siamo
opposizione a livello centrale, la dimostriamo a maggiore ragione
qui in quest'Aula dove facciamo parte integrante con la massima
carica che è il Presidente della Regione e del Governo.
Allora stasera diciamo, il Presidente l'ha detto, rinviamo
di tre giorni. Si appella al Regolamento non certamente per
sfuggire nè al voto, perchè tre giorni non sono niente, nè per
sfuggire a quello che è una sua legittima aspirazione, che è
quella, venendo meno il quadro politico, di dimettersi, di
consentire che sia fissata la riunione con all'ordine del giorno
la mozione di sfiducia perchè ogni deputato sa che in quella data
si vota la mozione al Presidente, e poi o vota a favore o vota
contro o vuole partecipare o non vuole partecipare è un fatto
successivo e intanto, se c'è buona volontà, se c'è interesse
verso i problemi dei siciliani si possono impiegare questi tre
giorni ad approvare alcune cose urgentissime.
Lo ha detto il Presidente della Regione, sulla pesca non
credo che vi siano divergenze di ordine politico o
contrapposizione tra gruppi, oggi, domani, dopodomani potrebbe
esser dedicato all'approvazione di questo importantissimo disegno
di legge. L'ha detto il Presidente della Regione; l'ha reiterato
formalmente l'onorevole La Grua e ripreso dall'onorevole Alfano.
Allora, io invito questa sera l'Aula a fare all'unanimità
una deroga regolamentare, perchè se l'Assemblea vota
all'unanimità ciò è possibile per mettere all'ordine del giorno
l'approvazione del disegno di legge sulla pesca, in modo tale che
questi due, tre giorni vengano utilizzati proficuamente
nell'interesse dei siciliani. Venerdì ci sarà il dibattito sulla
mozione di sfiducia. L'Assemblea deciderà se respingere o
approvare la mozione di sfiducia. Quindi formalizzo la proposta.
Invito l'Assemblea a pronunciarsi sulla possibilità , in questo
caso all'unanimità il Presidente l'aveva detto poco fa, per
trattare da domani il disegno di legge sulla pesca.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Sanzarello, mi vuole
prestare un attimo di attenzione? Purtroppo, la sua proposta non
può essere messa in votazione perchè è in palese violazione
regolamentare. Ci sono stati più interventi di deputati che hanno
chiesto la rigida e legittima applicazione del regolamento e non
posso in nessun caso consentire la trattazione di disegni di
legge perchè in quel caso sì commetterei una violazione
regolamentare e naturalmente con la dignità che cerco di dare a
questo modesto ruolo che occupo, non posso assolutamente.
SANZARELLO. Non è possibile un voto d'Aula?
PRESIDENTE. No, no, mi dispiace. Ci sono determinati deputati
che sono intervenuti in questa materia sostenendo la necessità di
un rispetto preciso delle regole perchè altrimenti veramente non
si coglie più nulla. Non è possibile mettere in votazione deroghe
al Regolamento. Il Regolamento è la carta costituzionale dei
nostri lavori. Così è, e così non può che essere.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, è stato presentato l'ordine del giorno
n. 232, a firma degli onorevoli Capodicasa, Forgione, Spagna ed
altri che così recita: "L'Assemblea regionale siciliana non
approva le dichiarazioni del Presidente rese nell'odierna
seduta".
Anche in questo caso non posso che dichiarare che l'ordine
del giorno è da ritenersi ordine di giorno di sfiducia e quindi
assimilabile a quelli precedenti.
Presidenza del presidente Cristaldi
Per tali determinazioni, onorevoli colleghi, informo che
la seduta è rinviata a venerdì, 16 ottobre 1998, alle ore 11,00
con il seguente ordine del giorno:
I - GIURAMENTO DEL DEPUTATO FULVIO SALVATORE SOTTOSANTI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SULLE COMUNICAZIONI DEL
PRESIDENTE DELLA REGIONE
La seduta è tolta alle ore 23,40