Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 12.00.
PEZZINO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è
approvato.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione per ragioni del
loro ufficio dal 15 al 16 ottobre l'onorevole Barbagallo Salvino
e dal 2 al 5 novembre 1998 l'onorevole Nicolosi.
Presidenza del presidente Cristaldi
GIURAMENTO DEL DEPUTATO ONOREVOLE FULVIO SALVATORE SOTTOSANTI
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Giuramento del deputato onorevole Fulvio Salvatore Sottosanti.
Comunico che la Corte d'Appello di Palermo, sezione I
civile, con sentenza n. 768 del 1998, depositata il 14 ottobre
1998, ha dichiarato l'ineleggibilità dell'onorevole Giuseppe
Roberto Grippaldi alla carica di deputato regionale ed ha
proclamato eletto in sua vece il candidato Fulvio Salvatore
Sottosanti.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che da tale data decorre il termine di venti giorni
per la presentazione di eventuali proteste o reclami ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,
n. 29.
Poiché l'onorevole Sottosanti è presente in Aula, lo invito
a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto
siciliano.
Do lettura della formula di giuramento stabilita
dall'articolo 6 delle norme di attuazione dello Statuto
siciliano, Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato
del 25 marzo 1947, n. 204: "Giuro di essere fedele alla
Repubblica italiana ed al suo Capo, di osservare lealmente le
leggi dello Stato e della Regione, di esercitare con coscienza le
funzioni inerenti al mio ufficio al solo scopo del bene
inseparabile dello Stato e della Regione siciliana".
SOTTOSANTI. Lo giuro.
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Sottosanti nelle
funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'APPLICAZIONE DI NORME DI PROCEDURA PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in relazione agli aspetti di
ordine procedurale sollevati nella scorsa seduta circa gli ordini
del giorno presentati in occasione delle comunicazioni rese dal
Presidente della Regione, questa Presidenza ritiene di rassegnare
le seguenti ulteriori considerazioni.
Nella forma di Governo parlamentare, quale è quella
delineata dalla Statuto siciliano, certamente la questione
fondamentale è quella della sussistenza del rapporto fiduciario
tra maggioranza parlamentare e Governo di cui è espressione.
Peraltro, la seduta del 12 ottobre u.s. era incentrata
esclusivamente sulle dichiarazioni del Presidente della Regione,
tese a riverificare tale rapporto fiduciario che era stato
incrinato dalle dichiarazioni rese nella seduta precedente dagli
esponenti di un gruppo parlamentare di maggioranza.
Sotto l'aspetto costituzionale la materia è regolata
dall'articolo 94 della Carta fondamentale, fedelmente recepito
dall'articolo 157 del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana, che si rifà al modello parlamentare puro
contemplato dallo Statuto autonomistico.
Il Regolamento interno dell'Assemblea, in una materia così
delicata, non poteva, naturalmente, prescindere dal pedissequo
rispetto delle guarentigie costituzionali poste a tutela della
stabilità del Governo e che si riassumono nei seguenti rigorosi
requisiti procedurali:
1) quorum dei proponenti pari ad un decimo dei componenti
dell'Assemblea regionale siciliana;
2) discussione a distanza di almeno tre giorni dalla
presentazione;
3) votazione per appello nominale.
La Costituzione ed il Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana, in buona sostanza, hanno tipizzato
l'eventuale rescissione del rapporto fiduciario quando si tratti
di emettere un giudizio complessivo sull'azione di Governo; prova
ne sia la circostanza che, specularmente, per prassi consolidata,
ove si tratti di approvare le dichiarazioni programmatiche del
Governo neoeletto, esse vengano votate - per il loro intrinseco
ed innegabile carattere fiduciario - per appello nominale, e che
nella seduta n. 14 del 22 ottobre 1991 il Presidente
dell'Assemblea pro-tempore, onorevole Piccione, diede lettura del
parere della Commissione per il Regolamento relativo alla
inammissibilità di una mozione di censura all'intero Governo,
proprio per carenza dei requisiti fissati dalla Costituzione.
Se ne deduce, quindi, il principio generale secondo il
quale tutte le volte che venga, in qualche modo, in
considerazione il rapporto fiduciario che legittima il Governo di
fronte al potere legislativo esso sia verificabile soltanto
attraverso le procedure tipizzate e previste in Costituzione.
Tale convincimento trova, altresì, riscontro presso il Senato
della Repubblica, il cui Presidente pro-tempore, onorevole
Cossiga, con decisione formale resa nella seduta del 24 ottobre
1984 ebbe a precisare che alle mozioni ed agli altri strumenti
previsti dal Regolamento che siano diretti ad ottenere le
dimissioni anche di un solo componente del Gabinetto ministeriale
si applicano le disposizioni previste dall'articolo 94 della
Costituzione.
Alla luce, dunque, delle suesposte argomentazioni, questa
Presidenza non ha dichiarato improponibili gli ordini del giorno
per inosservanza della forma tipica (mozioni) prevista dalle
norme costituzionali e regolamentari più volte citate,
analogamente a quanto verificatosi presso la Camera dei Deputati;
vedi per tutte la decisione del Presidente pro-tempore resa nella
seduta del 10 marzo 1954.
Ha ritenuto, invece, di richiamare la decisione del
Presidente dell'Assemblea pro-tempore del 18 maggio 1984,
dichiarando proponibili i tre ordini del giorno presentati, a
condizione che venissero rispettati tutti i requisiti propri di
una mozione tipica di sfiducia al Governo. Requisiti è bene
ricordarlo voluti dalla Costituzione e dallo stesso Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana.
D'altronde, dei tre ordini del giorno presentati, uno di
certo è configurabile come documento di sfiducia per il suo
contenuto e, pertanto, da sottoporre alle regole costituzionali e
parlamentari in tema di mozione di sfiducia; mentre gli altri,
pur potendo apparire, ad una prima lettura, ordini del giorno non
strettamente di sfiducia, ad una più ponderata valutazione della
Presidenza, essi non possono non configurarsi come veri e propri
strumenti di sfiducia, in considerazione dello specifico
argomento iscritto all'ordine del giorno nella seduta d'Aula del
12 ottobre u.s.
Per questi motivi, in conclusione, questa Presidenza nel
confermare la proponibilità dei citati ordini del giorno, ne
ribadisce la procedibilità nel rispetto integrale delle modalità
dianzi illustrate.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SULLE COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
DELLA REGIONE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al secondo punto
dell'ordine del giorno: Seguito della discussione sulle
comunicazioni del Presidente della Regione.
DRAGO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, gli scenari di crisi nazionale e regionale
impongono a tutte le forze politiche la necessità di compiere uno
sforzo eccezionale di riflessione e di iniziativa per ridare
stabilità, continuità ed efficacia all'azione di governo
dell'economia della società siciliana. Le mie dimissioni da
Presidente della Regione, che formalizzo stamane, vogliono
facilitare queste riflessioni. Non sono mai stato, infatti, alla
ricerca di numeri, ma di una maggioranza stabile e motivata che
non sempre lo è stata e nei confronti della quale più volte ho
espresso disagio.
D'altra parte, lo straordinario complicarsi del quadro
politico interno rende ancora più stringente la riforma delle
nostre istituzioni politiche, economiche ed amministrative
chiamate ad affrontare il difficile passaggio tra il rispetto dei
vincoli comunitari, che sollecitano nuove forme di rigore,
efficienza e competitività, e la necessità di rimediare in tempi
ragionevoli ad una situazione economica ed occupazionale che
nella nostra Isola appare ancora difficile e che rischia di
aggravarsi ancor di più a causa della crisi dei mercati nazionali
e mondiali.
Oggi più che mai, infatti, si dimostra vero quel
convincimento che ho formulato già all'atto del mio insediamento
secondo il quale non è neppure pensabile lo svolgimento dei
semplici compiti di contenimento della protesta sociale senza
intraprendere al contempo con estrema forza e determinazione
quelle riforme di struttura economiche, sociali ed amministrative
che abbiamo reputato capaci di emancipare la nostra Isola dalla
collocazione marginale nella quale oggi versa.
Per tutte queste ragioni, la ricerca di una più matura e
forte stabilità del quadro politico assume un nuovo e peculiare
valore strategico, sia per consentire al Governo della Regione di
disporre delle necessarie risorse di legittimazione politica per
contenere e gestire una protesta sociale, che pur giustificata in
tante sue manifestazioni, lasciata a se stessa, finirebbe
inevitabilmente per degenerare in forme distruttive soprattutto
per gli interessi dei ceti più deboli; sia per disporre delle
necessarie risorse di potere per intraprendere e portare avanti
quelle riforme di struttura i cui tempi di maturazione richiedono
il sostegno continuo di un quadro politico più stabile, coerente
e soprattutto consapevole delle proprie responsabilità di
servizio verso il popolo siciliano.
Alla base delle mie dimissioni, che potremo dichiarare
irrevocabili alla fine del mio ragionamento, c'è soprattutto la
volontà di provocare il più forte richiamo alle responsabilità
istituzionali delle forze parlamentari, affinché maturi in tutti,
per prima cosa, la consapevolezza della gravità e complessità dei
problemi che siamo chiamati ad interpretare e, dunque, una più
adeguata coscienza delle necessarie soluzioni politiche ed
amministrative.
In questo spirito la capacità di offrire una più matura
soluzione al problema della stabilità del quadro politico
costituirà la prova fondamentale della pretesa di qualsiasi
maggioranza politica a governare la Sicilia. Se fallisse a
codesto scopo, infatti, l'intera classe politica dimostrerebbe la
propria insipienza di fronte alla peculiare rilevanza strategica
che al valore della stabilità si attribuisce per il governo delle
moderne società complesse e per ciò stesso priverebbe qualunque
governo regionale della forza e della autorevolezza necessarie
per svolgere con successo l'improcrastinabile opera di riforma
delle strutture economiche ed amministrative della nostra
Regione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio comunicare a
lei ed all'Aula, altresì, la mia disponibilità a posticipare
soltanto di qualche ora le mie dimissioni irrevocabili per
consentire l'approvazione di due disegni di legge pronti per
l'Aula e da tutti ritenuti vitali e strategici: quello sulla
pesca e quello sullo scioglimento degli Enti economici regionali.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa ed è convocata immediatamente
la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 13.43)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, a conclusione della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari comunico che la seduta sarà
sospesa per consentire alle Commissioni di merito di esaminare ed
esitare per l'Aula due disegni di legge in materia di pesca.
Avverto, altresì, che a conclusione dell'iter dei predetti
provvedimenti l'onorevole Drago si dimetterà irrevocabilmente
dalla carica di Presidente della Regione.
Dichiaro, dunque, superati gli ordini del giorno n. 230 "Non
approvazione delle dichiarazioni del Presidente della Regione", a
firma degli onorevoli Piro, Forgione, Di Martino, Capodicasa,
Spagna, Rotella, Martino, Zangara, Silvestro, Zago e Guarnera e
n. 231 "Dimissioni del Presidente della Regione", a firma degli
onorevoli Costa, Aulicino, Sudano, Pisciotta, Petrotta, Zangara,
Papania, Adragna e Barbagallo Giovanni, comunicati nella
precedente seduta.
Sospendo, pertanto, la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 19,00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore 19.08)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione Bilancio ha
dato copertura finanziaria ai disegni di legge sulla pesca.
Per consentire la relativa presa d'atto da parte della terza
Commissione legislativa, sospendo la seduta avvertendo che la
stessa riprenderà alle ore 20.30.
(la seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 20.30)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari ha ritenuto di individuare
altri due disegni di legge, oltre a quelli in materia di pesca,
concernenti rispettivamente variazioni di bilancio relativamente
a forestali, articolisti, teatri di Messina e di Catania, e norme
interpretative in materia di Consigli comunali.
Al fine di consentire la definizione dei predetti
provvedimenti, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle
ore 21,05.
(La seduta, sospesa alle ore 20.35, è ripresa alle ore 21.45)
Presidenza del presidente Cristaldi
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che le Commissioni di merito
hanno esitato per l'Aula i disegni di legge in precedenza
individuati dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Pertanto, la seduta è rinviata a venerdì, 16 ottobre 1998,
alle ore 22.10, con il seguente ordine del giorno:
I - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Misure di accompagnamento per interruzioni e limitazioni
dell'attività di pesca" (nn. 368-662-675/A Norme stralciate 1)
Relatore: onorevole Fleres
2) "Interventi urgenti per il settore della pesca" (nn. 368-
662-675/A Norme stralciate 2)
Relatore: onorevole Fleres
3) "Interpretazione autentica della lettera e), del comma 3,
dell'articolo 1 della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48,
concernente norme in tema di autonomie locali, che ha recepito
il comma 3, dell'articolo 31, della legge 8 giugno 1990, n.
142" (n. 777/A)
Relatore: Onorevole Cintola
4) "Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'anno finanziario 1998 - I provvedimento' Norme stralciate
relative ai capitoli 14727, 56901, 32216, 33651, 34051, 37002,
38126, 38117 ed ai capitoli 1101 e 2005 dell'Azienda foreste
demaniali della Regione siciliana'" (n. 698/A)
Relatore: Onorevole Petrotta
La seduta è tolta alle ore 21.50