Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 17.37.
MELE, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 190 e 191 del 16 ottobre 1998 che, non sorgendo
osservazioni, sono approvati.
Dà lettura del processo verbale della seduta numero 192
dell'11 novembre 1998.
FLERES. Mi astengo.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, si astiene sul processo verbale
senza alcuna dichiarazione?
FLERES. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Mi permetto dirle che è alquanto inusuale. Se c'è
qualche rilievo da muovere...
FLERES. Ci sono tante cose inusuali
PRESIDENTE. Sì, comprendo. Però, onorevole Fleres, il processo
verbale non è altro che una trasposizione tecnica di ciò che
avviene in Aula. Lei non ha eccezioni da muovere?
FLERES. Io mi astengo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il processo verbale.
Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
ELEZIONE DEL PRESIDENTE REGIONALE
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Elezione del Presidente regionale.
Onorevoli colleghi, le votazioni della precedente seduta non
hanno avuto esito positivo.
Secondo quanto disposto dal terzo e quarto comma
dell'articolo 9 del decreto legislativo del Capo provvisorio
dello Stato 25 marzo 1947, n. 204 si procederà nell'odierna
seduta a nuova votazione per l'elezione del Presidente regionale
qualunque sia il numero dei votanti.
Ove nessuno ottenga la maggioranza assoluta dei voti, si
procederà in questa stessa seduta ad una votazione di
ballottaggio e sarà proclamato eletto chi avrà conseguito il
maggior numero di voti.
A norma dell'articolo 10 bis del Regolamento interno le
votazioni per il Presidente regionale e per i membri della Giunta
di Governo si effettuano mediante segno preferenziale su schede
recanti a stampa il cognome e il nome di tutti i deputati.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO PER L'ELEZIONE
DEL PRESIDENTE REGIONALE
PRESIDENTE. Indìco la votazione a scrutinio segreto per
l'elezione del Presidente regionale.
Procedo alla scelta della Commissione di scrutinio che
risulta formata dagli onorevoli Speziale, Cintola, Stancanelli.
Invito i deputati scrutatori a prendere posto nell'apposito
banco.
Dichiaro aperta la votazione ed invito il deputato
segretario a procedere all'appello.
MELE, segretario f.f. (Procede al primo ed al secondo
appello).
Prendono parte alla votazione: Adragna, Alfano, Aulicino,
Barbagallo Giovanni, Barbagallo Salvino, Barone, Basile
Filadelfio, Basile Giuseppe, Battaglia, Beninati, Briguglio,
Bufardeci, Burgaretta Aparo, Calanna, Capodicasa, Caputo,
Castiglione, Catania, Catanoso Genoese, Cimino, Cintola,
Cipriani, Costa, Crisafulli, Cristaldi, Croce, Cuffaro,
D'Andrea, D'Aquino, Di Martino, Drago, Fleres, Galletti,
Giannopolo, Granata, Grimaldi, Guarnera, La Corte, La Grua,
Leanza, Leontini, Lo Certo, Lo Giudice, Lo Monte, Manzullo,
Martino, Mele, Misuraca, Monaco, Morinello, Navarra, Nicolosi,
Ortisi, Pagano, Papania, Pellegrino, Petrotta, Pezzino,
Pignataro, Piro, Pisciotta, Provenzano, Ricevuto, Ricotta,
Rotella, Sanzarello, Scalia, Scalici, Scammacca Della Bruca,
Scoma, Silvestro, Sottosanti, Spagna, Speranza, Speziale,
Stancanelli, Strano, Sudano, Tricoli, Trimarchi, Turano, Vicari,
Villari, Virzì, Zago, Zangara, Zanna.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Invito la Commissione di scrutinio a procedere al computo
dei voti.
(La Commissione di scrutinio procede al computo dei voti)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente regionale:
PRESENTI E VOTANTI 87
MAGGIORANZA 44
SCHEDE BIANCHE 1
Hanno ottenuto voti i deputati:
CAPODICASA 45
ALFANO 6
LA GRUA 2
CALANNA 2
RICEVUTO 2
RICOTTA 1
PISCIOTTA 1
PAGANO 1
PETROTTA 1
MISURACA 1
MANZULLO 1
FLERES 1
GRIMALDI 1
SCOMA 1
SUDANO 1
VICARI 1
SOTTOSANTI 1
STRANO 1
TRICOLI 1
DRAGO 1
AULICINO 1
ORTISI 1
BRIGUGLIO 1
BASILE F. 1
SCALIA 1
GRANATA 1
CAPUTO 1
CIMINO 1
D'AQUINO 1
VIRZI' 1
COSTA 1
CATANIA 1
STANCANELLI 1
CATANOSO 1
Avendo il deputato onorevole Capodicasa conseguito la
maggioranza assoluta dei voti lo proclamo eletto Presidente della
Regione.
(Applausi dai banchi della sinistra e di centro)
ACCETTAZIONE DELLA CARICA DI PRESIDENTE REGIONALE
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, prima di recitare la formula di rito mi si
consenta di rivolgere un ringraziamento a quei colleghi che, a
seguito di una lunga e abbastanza travagliata trattativa, si sono
riconosciuti in un accordo che, partendo da una base
programmatica, ha trovato il giusto equilibrio per comporre una
maggioranza politica. Li ringrazio perché hanno voluto compiere
un gesto, eleggendo questa sera me alla carica di Presidente
della Regione, che non era scontato; non era scontato in quanto,
come più volte si è detto in questi giorni anche sulla stampa, i
rapporti di forza in questa regione avrebbero forse potuto fare
ricadere la scelta su uomini, colleghi appartenenti ad altri
gruppi parlamentari.
Non mi sfugge, signor Presidente, onorevoli colleghi, la
novità del fatto - per la mia storia personale, per
l'appartenenza politica, che probabilmente ha potuto provocare
qualche travaglio in più in colleghi che avendo maturato altre
esperienze politiche ed avendo collocazioni politiche e punti di
vista a volte diversi e in qualche caso anche distanti - che ci
si sia però ritrovati in un progetto politico che vede al centro
i problemi della nostra Regione. A questi colleghi che
appartengono al centro moderato di questa coalizione va un
particolare ringraziamento proprio perché abbiamo la giusta
percezione della scelta che hanno fatto e del valore che hanno
voluto dare. Di ciò, ovviamente, terremo conto, in quanto
significa che, attraverso passaggi come questo, si può costruire
un rapporto tra culture politiche che hanno radici popolari,
antiche, autonomistiche e che devono, però, imparare a
conoscersi, a 'contaminarsi' e, soprattutto, a misurarsi sui
problemi reali.
Le ideologie, quelle che qualche filosofo chiamava "cattiva
coscienza", ce le lasciamo alle spalle; vogliamo oggi tutti, in
un'epoca nuova, misurarci con i problemi, con le idealità e con i
valori dell'oggi.
Il mio ringraziamento va anche a quei colleghi che non hanno
votato - soprattutto i colleghi appartenenti alla minoranza - con
i quali, credo, si potrà stabilire un rapporto di collaborazione,
ove la prossima seduta dovesse vedere nascere il nuovo governo.
Nelle dichiarazioni che sono state rese ai giornali, nel
dibattito che si è sviluppato nei giorni giorni a proposito di
larghe intese, al di là dei tanti significati che queste scelte e
queste posizioni possono sottendere, credo ve ne sia una che in
questo momento vada messa in risalto: ed è la voglia che c'è in
tutti noi di essere presenti; di "esserci" in un momento che
tutti avvertiamo essere importante per la nostra Regione.
Siamo a metà di una legislatura e sentiamo su di noi il
peso, la responsabilità del rischio che questa legislatura si
chiuda con un nulla di fatto sulle grandi questioni che agitano
la Sicilia.
Io così interpreto, almeno per una parte, le dichiarazioni e
l'interesse ad entrare in un progetto politico che, anche
dall'opposizione - da quella che oggi si costituisce come
opposizione - è venuta. E questo, credo, fa bene sperare.
Tutto intorno a noi oggi ci spinge a fare: l'Italia che
entra nell'Euro, un Governo nazionale che sceglie il Mezzogiorno
come proprio banco di prova, la voglia di impresa che c'è (gli
ultimi dati dicono questo: anche tra i siciliani nascono nuove
imprese a centinaia, a migliaia); direi persino i colpi che sta
subendo la mafia, che non trova più in Sicilia tutte le
connivenze e le collusioni di cui ha goduto in passato.
La Chiesa è schierata in questa battaglia che il mondo
politico - credo - oggi, nella sua stragrande maggioranza, sta
isolando.
Sono tutti elementi che ci fanno dire che, a questo punto,
ora tocca a noi. Sui temi che agitano la vita dei siciliani: i
problemi del lavoro, dell'occupazione, la modernizzazione delle
nostre istituzioni regionali, i problemi della crisi finanziaria,
oggi mi pare venuto il momento di dire parole di verità ai
siciliani; nasconderne la gravità, a mio avviso, non serve, forse
è controproducente. E poiché oggi dire parole di verità
significa anche adottare misure conseguenti che provocheranno o
potranno provocare qualche risentimento, siccome dire parole di
verità oggi significa fare scelte coraggiose, forse, in qualche
caso, impopolari, ma che abbiano però chiaro il progetto, la
direzione di marcia, credo sia venuto il momento per l'Assemblea
di accingersi a fare questo tipo di scelta. Dicevano i latini
Per amara salus"; vale a dire: la salute viene a volte anche
attraverso le cose amare; e io credo che, anche se la medicina è
amara, se è medicina cura.
Allora, bisognerà fare un grande sforzo perché si crei
questo clima, nella distinzione delle posizioni - ognuno di voi
sa qual è, su questo, il nostro punto di vista per avere
lungamente collaborato, dibattuto, ed a volte esserci scontrati
in questa Aula -. E noi riteniamo che a questi principi oggi
bisogna attenersi, perché ne va della vita democratica di questa
Regione. Siamo "osservati speciali" onorevole Presidente; lei
molte volte lo ha fatto notare con proprie dichiarazioni. Siamo
"osservati speciali" e credo che con questo spirito debba nascere
una nuova esperienza di governo che si colloca a metà del cammino
di una legislatura che ci consegna per intero i problemi che
avevamo ereditato dalla precedente.
Io devo dire che questa voglia di fare - lo affermo senza
piaggeria - l'ho sentita, l'ho intravista e l'ho riconosciuta
anche nei governi precedenti: il governo Provenzano e il governo
Drago. Ciò che non mi è sembrata adeguata è stata la risposta,
gli atti concreti, ma la voglia di fare sì, quella c'era, e anche
l'intenzione di intestarsi politiche rinnovatrici, in ambedue i
governi e in ambedue i presidenti.
Vorrei augurarmi che questo oggi costituisca un patrimonio
da capitalizzare per la nostra Regione che valga a farci tutti
riflettere sul futuro di questo scorcio di legislatura che ci
rimane ancora da percorrere.
Essendo questo lo spirito, signor Presidente, che io ritrovo
nella bozza programmatica sottoscritta dai partiti che hanno
costituito questa nuova maggioranza, dichiaro di accettare
l'incarico che l'elezione di questa sera mi conferisce, e le
chiedo di convocare una nuova seduta per venerdì pomeriggio per
procedere alla elezione della Giunta.
(Applausi)
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, formulo al nuovo Presidente
della Regione gli auguri della Presidenza.
La seduta è rinviata a venerdì 20 novembre 1998, alle ore
17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Elezione di dodici assessori regionali.
La seduta è tolta alle ore 19.05.