Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 204 di giovedì 17 dicembre 1998
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cristaldi


                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       La seduta è aperta alle ore 10.45.

     LO     CERTO .    segretario  f.f.,  dà  lettura  del processo
  verbale          della  seduta  precedente   che,  non  sorgendo
  osservazioni,  è approvato.

     PRESIDENTE. Si passa  al  primo  punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

        DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA

    - "Nuove norme  per le locazioni immobiliari della Regione" (n.
    848)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Fleres in data 16 dicembre 1998

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

      N. 2590 - Interventi per assicurare  la  costante  pulizia
    del territorio di Trecastagni (CT).
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2591 - Interventi per assicurare la costante pulizia di
    Contrada S. Martino Piana e via Chisari a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2592 - Interventi per assicurare una sede  adeguata  al
    liceo Artistico di Acireale (CT).
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2593 - Interventi al fine di procedere  alla  rimozione
    del Soprintendente di Enna.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Forgione Francesco
                          ----------------

     PRESIDENTE.  Le interrogazioni  ora  annunziate sono state già
  inviate al Governo.

    ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
    mozioni:

      N. 274 - Promozione di scambi culturali ed  iniziative  di
    gemellaggio   tra  la  Regione  siciliana  e  lo  Stato  del
    Connecticut (USA).
      Provenzano Giuseppe; Speziale Calogero; La  Grua  Saverio;
    Leontini Innocenzo; Di Martino Francesco; Martino  Federico;
    Mele Manlio; Bufardeci Giambattista; Barbagallo Giovanni

    Presentata il 16/12/98

                          ----------------

      N. 275 - Revoca della richiesta del Governo  regionale  di
    restituzione della documentazione relativa  alle  nomine  in
    enti di pertinenza della Regione.
      Fleres Salvatore; Costa David; Leontini Innocenzo; La Grua
    Saverio

    Presentata il 17/12/98

                          ----------------

     PRESIDENTE. Le mozioni ora annunziate saranno poste all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

    COMUNICAZIONE RELATIVA ALLA INTERROGAZIONE N. 2113

     PRESIDENTE.   Comunico   che   l'interrogazione  con  risposta
  scritta n.  2113  dell'onorevole  Caputo, annunziata nella seduta
  n.  168 del 23  luglio  1998,  è  da  intendersi  indirizzata  al
  Presidente  della  Regione,   all'Assessore   per   la  sanità  e
  all'Assessore per il bilancio e le finanze.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto,  ai   sensi  dell'articolo  127,  comma  nono,  del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor    Presidente,   onorevoli  colleghi,  io  ho
  l'impressione  che  il   nostro   Paese   probabilmente  a  causa
  dell'inquinamento terroristico  che  è determinato dalla presenza
  in  questo  Paese  di  un  noto  terrorista  internazionale,  sta
  determinando  una   condizione   di   terrorismo  politico  nelle
  istituzioni, anche nelle  più  nobili,  nelle  più  democratiche,
  nelle più civili qual è quello del Parlamento siciliano.
       Onorevole Presidente, io  mi  sono  permesso  di chiedere la
  parola  questa  mattina   perché   devo   segnalare  all'Aula  un
  comportamento estremamente  grave,  estremamente  in dispregio di
  quelle che sono le  normali  e  più  civili  regole di convivenza
  politica e di dialettica politica tra le parti.
       Ieri e l'altro ieri l'opposizione, che  è presente in questo
  Parlamento, ha consentito al  Parlamento di operare nonostante la
  maggioranza fosse stata  costantemente  in numero non sufficiente
  all'approvazione, non di una legge  ma  neanche  di  un  semplice
  emendamento.
       La minoranza ha consentito  di  volta  in  volta di compiere
  ripetutamente tutte le votazioni per portare avanti un disegno di
  legge sia pure importante.  E  con senso di grande responsabilità
  ha mostrato in Aula  e nella Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari di non  volere,  in  alcun modo, remorare l'attività
  del Parlamento.
       Ieri  sera, onorevole  Presidente,  ancora  una  volta,  con
  grande senso di  responsabilità  la  minoranza,  in assenza della
  maggioranza, ha permesso la ricostituzione della Presidenza della
  III Commissione parlamentare,  perché  altrimenti  non si sarebbe
  potuta insediare, non  avrebbe  potuto procedere all'elezione del
  suo Presidente, la minoranza ha consentito di effettuare ...

     ZANNA. Lei c'era?

     PRESIDENTE. Io  non  intendo  più  tollerare  che l'Aula di un
  Parlamento  venga trasformata nell'aula del più modesto Consiglio
  comunale del  pianeta.  Ogni parlamentare ha il diritto di alzare
  la mano, avrà il diritto di esprimere la propria opinione, ma non
  intendo tollerare comportamenti di questa natura. Prego onorevole
  Fleres. Continui.

     ZANNA.   Vale   per  tutte  le  aree  del  Parlamento,  signor
  Presidente?

     PRESIDENTE. Con tutte quelle che sono ritualmente presenti con
  questo  tipo  di atteggiamento, onorevole Zanna  Propriamente con
  lei innanzitutto  Non con le aree, con i singoli deputati.  Lei è
  invitato a  tenere  un  comportamento  che sia idoneo a quello di
  un'Aula  parlamentare,  lei non può continuamente interrompere le
  attività  parlamentari con interventi e con atteggiamenti che non
  sono degni di un'Aula parlamentare. Prego, onorevole Fleres.

     FLERES.  Onorevole  Presidente,  chiedo  scusa  se i miei toni
  hanno  determinato  questo incidente, ma tuttavia il problema che
  intendo sollevare è molto grave e non riguarda il fatto specifico
  soltanto perché se ciò fosse sarebbe veramente irrituale, sarebbe
  veramente    non    sufficientemente   motivante,   ma   riguarda
  complessivamente i rapporti tra maggioranza ed opposizione.
       In questo Parlamento,  sia  pure  nelle sue alterne vicende,
  sia pure nelle sue  alterne  maggioranze,  ci  sono  state  delle
  regole  che  sono  state  sempre  rispettate  e  sono  regole  di
  deontologia politica tra le diverse parti.
       Dicevo ieri, nonostante non vi fossero le condizioni, grazie
  alla sua mediazione, e  che  è  importante,  di  cui intendo dare
  atto, grazie al  suo  intervento,  alla Conferenza dei presidenti
  dei gruppi parlamentari convocata  in  via  informale,  a tutti i
  passaggi di carattere  diplomatico,  diciamo così, che sono stati
  compiuti, questo Parlamento, in un modo o nell'altro, pur essendo
  la maggioranza assolutamente  assente - perché  basta controllare
  le votazioni ripetute che  sono  state chieste per rendersi conto
  che la maggioranza non ha  mai  superato  i  40 suoi componenti -
  bene, noi abbiamo consentito al Parlamento di operare.
       Abbiamo consentito ieri alla III Commissione di ripristinare
  la sua Presidenza  con  l'onorevole  Catania, che  ha  presieduto
  regolarmente la Commissione stessa, dopodiché, cosa che non è mai
  accaduta in questo Parlamento  in 50 anni, mai accaduta in questa
  Regione, la maggioranza richiede il ritiro di tutte le nomine che
  sono state compiute nei  diversi enti senza alcuna motivazione di
  carattere  giuridico,   senza  alcuna  motivazione  di  carattere
  politico, con il  rischio  di  potere  paralizzare,  paralizzando
  certamente tutti gli organismi  che sono stati rinnovati col solo
  obiettivo politico certamente  di determinare un tono minaccioso,
  un tono di appropriazione  non democratica, in questo caso, delle
  istituzioni e solo per determinare un clima di forte tensione che
  certamente noi non  possiamo  non  raccogliere.
       Pertanto, se la  maggioranza  ha  deciso  di  instaurare una
  dittatura, ha deciso di violare  una  volta e per tutte le regole
  di più civile e  regolare  comportamento  tra  la  maggioranza  e
  l'opposizione,  sappia che  noi  sapremo  come  reagire.  Mai  un
  governo che si è sostituito  ad  un  altro  si è comportato nella
  stessa maniera  Mai, neanche quando al banco del Governo sedevano
  l'onorevole  Parisi  e gli  altri  deputati  del  PDS  che  hanno
  effettuato nomine che il Governo  successivo  non  si  è  neanche
  sognato  di revocare. Allora  se  si  vengono  a  violare  questi
  principi che non  sono,  lo  ripeto,  principi  appropriativi  di
  strumenti di democrazia  indiretta,  ma principi che riguardano i
  rapporti deontologici tra  le  forze  politiche, significa che in
  questo Parlamento tra le  forze  politiche  della  Sicilia non ci
  sono  più  regole. Ma anche  se  non  ci  sono  più  regole,  noi
  intendiamo  andare   avanti ugualmente
       Noi abbiamo  presentato,  signor  Presidente, questa mattina
  una mozione e le  chiedo di trattarla con massima urgenza perchè,
  se non si scioglie  questo  nodo  politico, intanto revochiamo le
  dimissioni  di tutti  i  Presidenti  delle  Commissioni,  intanto
  revochiamo  ogni  e  qualsiasi  disponibilità  ad  andare  avanti
  rispetto ad un clima  di disponibilità che abbiamo pure mantenuto
  ieri, sia in III Commissione, sia in Commissione Finanze e sia in
  Aula. E poi se la maggioranza ha i numeri vedrà che cosa sa fare,
  altrimenti  noi  questo   non   lo   permetteremo.  Chiedo  scusa
  Presidente per il tono adoperato.

     SILVESTRO. L'onorevole Fleres ci depista

     PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, lei non ha chiesto di parlare
  e non ha quindi la  facoltà  di  farlo.
       Onorevole Fleres, la  mozione  che  ha presentato insieme ad
  altri deputati è  all'ordine  del giorno della seduta pomeridiana
  perchè ne venga determinata  la data di discussione.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor Presidente, desidero protestare in maniera
  ferma e veemente sull'ordine  del giorno e sull'ordine dei lavori
  presentato in questo ordine  del  giorno di  giovedì 17 dicembre,
  dove, al II punto, leggiamo:  "Discussione di disegni di legge" e
  come  primo  disegno   di   legge   si  dovrebbe  procedere  alla
  discussione del disegno  di  legge  sulle variazioni di bilancio,
  per proseguire con la legge  voto,  lo schema di disegno di legge
  costituzionale.
       Signor Presidente, il  progetto  di  legge  di  riforma  del
  nostro Statuto nella  Conferenza dei presidenti dei gruppi, ormai
  credo di tre settimane fa, fu determinato essere messo all'ordine
  del giorno del 17  dicembre.  Essendo  stata fissata questa data,
  credo che si dovesse  intendere  che  tutto veniva sospeso per il
  giorno 17 perchè al I  punto  all'ordine  del  giorno  e tutta la
  seduta fosse destinata  alla  trattazione  di  questo  disegno di
  legge. Oggi noi troviamo  invece  che  il  primo disegno di legge
  sarà quello delle variazioni  di  bilancio che era all'ordine del
  giorno di ieri, che  poteva essere discusso, io avevo chiesto qua
  da questa tribuna che  si  discutesse,  ed  è  stato rinviato.
       La maggioranza è sovrana,  di  decidere  ciò  che  vuole, ma
  comunque  una  volta  rinviato  sarebbe  dovuto  andare  in  coda
  rispetto al disegno  di  legge di riforma costituzionale.
       Chiedo pertanto fermamente che oggi, questa mattina si inizi
  con il disegno di legge voto.  Grazie.

     PRESIDENTE. Onorevole Provenzano  ed  onorevoli  colleghi,  in
  verità la Conferenza dei  Capigruppo  aveva  determinato  che  la
  seduta di oggi era dedicata alla trattazione del disegno di legge
  sullo Statuto, convinti tutti noi che nella seduta di ieri l'Aula
  avrebbe  affrontato  lo  strumento  finanziario  che  è  presente
  all'ordine del giorno. Anch'io ho appreso, come molti di voi, che
  l'Aula ha determinato di non  trattare ieri il disegno di legge e
  di rinviarlo alla seduta di  questa  mattina,  con una prassi che
  effettivamente qualche interrogativo  lo  pone  rispetto a quello
  che era stato determinato  dalla  Conferenza dei Capigruppo.
       Sono convinto però  che  non  è  stato  uno  stratagemma per
  evitare il  dibattito  assolutamente.  Allora,  perché nessuno si
  rimangi, come  suol  dirsi,  l'azione  compiuta nella buona fede,
  sono convinto che  nella mattinata si potrà esitare il disegno di
  legge sulle variazioni.  Se  così  non  dovesse essere, per mille
  ragioni,  assicuro  comunque  l'onorevole  Provenzano  e  tutti i
  colleghi che  nella  seduta pomeridiana al primo punto, qualunque
  sia la  situazione del disegno di legge sulle variazioni, ci sarà
  il disegno di legge sullo Statuto. Resta così stabilito.

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
  dell'onorevole Fleres -  che  ovviamente  io  non  condivido - mi
  consente però  sulla  vicenda  delle  nomine, sulla vicenda della
  revoca, chiedo il prelievo di una mia mozione. ...

     PRESIDENTE.   Non   c'è   un   dibattito  sulle  dichiarazioni
  dell'onorevole Fleres.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  solo per dire che sulla vicenda
  delle nomine, della  scelta  fatta  dal  Presidente e dal Governo
  regionale,  oltre  alla  mozione dell'onorevole Fleres presentata
  questa mattina,  evidentemente  di  segno opposto c'è una mozione
  presentata  dal Gruppo di Rifondazione comunista e dall'onorevole
  Martino. Visto  che  l'onorevole Fleres ha chiesto la discussione
  d'urgenza per  la  sua  mozione,  anch'io  chiedo  che essendo di
  materia affine,  venga  prelevata anche la nostra mozione e oggi,
  nell'ambito delle  decisioni  che  lei riterrà di prendere per il
  dibattito, si discutano congiuntamente, anche perché così abbiamo
  la possibilità di discutere su due opposte tesi.
       Io intervengo altresì sull'ordine dei lavori, perché abbiamo
  depositato un  ordine  del  giorno che io inviterei i colleghi di
  qualunque parte  politica  a  considerare  un  "ordine del giorno
  aperto", sul quale chiedo la firma di tutti i colleghi dei banchi
  del centro sinistra e dei banchi del centro destra, per discutere
  anche noi, nella forma più solenne possibile, siamo un Parlamento
  ed  il   Parlamento  di  una  Regione  collocata  nel  cuore  del
  Mediterraneo.  Credo  che  ognuno di noi, parlamentari, esponenti
  delle Istituzioni,  come  ogni  cittadino, donna e uomo di questa
  Regione, del  Paese  e  del  Mondo  intero,  in questo momento si
  interroghi   su  quanto  sta  avvenendo  con  l'attacco  militare
  americano all'Iraq.
       Noi non possiamo  essere  insensibili  a questo atto che sta
  tenendo il mondo  col  fiato  sospeso.  Un  atto non autorizzato,
  signor Presidente,  dal  Consiglio  di  sicurezza  dell'ONU; anzi
  avvenuto  proprio  mentre  il  Consiglio  di  sicurezza  dell'ONU
  discuteva della  vicenda  dell'Iraq.  Ad  oggi  il Presidente del
  Consiglio del nostro  Paese non ha ritenuto di prendere posizione
  a differenza della posizione assunta da altri governi europei.
       Io credo,  signor  Presidente,  anche  per  la  presenza sul
  nostro territorio  regionale  di  due  importanti  basi  militari
  americane, quindi  non sottoposte neanche al controllo della NATO
  - parlo di Sigonella e  di  Birgi  - e Sigonella come lei sa è la
  più grande base  di  rifornimento  del Mediterraneo che è servita
  altre volte, anche  durante  la  prima  guerra  contro l'Iraq del
  1991, per  i  rifornimento  dei  cacciabombardieri  americani, io
  credo che sarebbe  un  atto di grande responsabilità e un atto di
  grande valore  politico  di questo Parlamento regionale discutere
  preliminarmente di  questo fatto. Non voglio bloccare né la legge
  di variazioni  di  bilancio  né  la discussione sulla legge-voto,
  però abbiamo il dovere civile di chiedere al Parlamento nazionale
  di non essere  coinvolti  in una guerra e di non vedere coinvolte
  le basi  militari  straniere presenti sul nostro territorio senza
  un pronunciamento  del  Consiglio  di  sicurezza  dell'ONU,  e di
  chiedere al  Governo  della  Regione  di  esprimere  ai  più alti
  livelli istituzionali  al Governo della Repubblica, la volontà di
  pace della nostra Terra.
       Quindi l'ordine del  giorno che io ho presentato, chiedo che
  venga discusso preliminarmente  ed è aperto alla firma di tutti i
  colleghi.

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione,  ho  il dovere di dirle che un
  ordine del giorno  per  l'attacco  degli  Americani in Iraq sulle
  variazioni di bilancio è giudicato improponibile dal Presidente.
       Mi  rendo  conto  della  portata  dell'argomento,  si  lasci
  guidare un attimo.
       Se lei  annuncia la presentazione di una mozione, anziché di
  un ordine del giorno, noi la mettiamo, non sorgendo osservazioni,
  all'ordine   del   giorno  della  seduta  pomeridiana  perché  si
  determini la  data  di  discussione,  che  potrebbe  essere anche
  immediata,   ma  lasciamolo  decidere  all'Aula.  Quindi  anziché
  ordine del  giorno  lei  presenti una mozione ed è, naturalmente,
  ammissibile ma sulle variazioni di bilancio giudicare proponibile
  un ordine  del  giorno che invita Clinton a non bombardare l'Iraq
  non mi sembra ...

     FORGIONE. Accolgo il suo suggerimento con una precisazione, se
  lei può aiutarmi in questo: visto che nella mozione é  richiamato
  esplicitamente   il   dettato   costituzionale   forse   potremmo
  agganciarlo,  nella  seduta pomeridiana, visto che noi discutiamo
  di una legge-voto  che ha a che fare con materia costituzionale e
  la   mozione   è   incentrata   tutta   sull'articolo   11  della
  Costituzione,  forse  in  quell'ambito  ....  Le spiego l'urgenza
  signor  Presidente,  perché  il Parlamento nazionale discute oggi
  di queste cose.  Se noi fissiamo la discussione di questa mozione
  tra una settimana ...

     PRESIDENTE. Onorevole  Forgione  il Regolamento consente anche
  la trattazione immediata di un documento di questa natura però mi
  permetta di  non agganciarlo a disegni di legge in discussione in
  Aula.

     FORGIONE. E' già modificato  in  mozione.  E'  già cambiato il
  titolo.

     PRESIDENTE. Oggi pomeriggio  decidiamo quando. Può darsi anche
  nella  stessa  giornata.   Questo   dipende  dal  Governo,  dalla
  maggioranza, dall'Aula nel suo complesso.
       Assicuro  l'onorevole  Forgione  che  la  mozione presentata
  precedentemente verrà riproposta alle valutazioni dell'Aula nella
  seduta pomeridiana  per la fissazione della data congiuntamente a
  quella  annunciata  e  presentata  dall'onorevole Fleres ed altri
  colleghi.

     ZANNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.   Onorevole    Presidente    mi   dispiace   riprendere
  l'intervento che ha  fatto  l'onorevole  Fleres  che è facilmente
  contestabile, visto che questo falso richiamo al senso ....

     PRESIDENTE. Lei può  intervenire  solo sull'ordine dei lavori.
  Sulle dichiarazioni dell'onorevole Fleres non ho aperto dibattito
  e le dico anche perché.  Non  per limitare le sue valutazioni, se
  Lei insiste su questo io  sono  costretto  a  dare  ad  almeno un
  componente per gruppo la parola.

     ZANNA.   Signor    Presidente,   secondo    lei   l'intervento
  dell'onorevole Fleres è sull'ordine dei lavori?

     PRESIDENTE. Io ho le mie valutazioni e non devo dirle né a lei
  né all'Aula. Onorevole Zanna se ha una sua valutazione da fare la
  faccia nel momento  opportuno.  Se interviene sulle dichiarazioni
  dell'onorevole Fleres io do  la parola a tutti i deputati, almeno
  uno per gruppo, che chiedono di parlare su questa questione.

     ZANNA.  Signor   Presidente   sto   facendo   una  valutazione
  sull'ordine dei lavori

     PRESIDENTE. Legata alle valutazioni dell'onorevole Fleres?

     ZANNA. Devo inevitabilmente fare un richiamo.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi  è  iscritto  a  parlare  anche
  l'onorevole Mele.

     ZANNA.  Il   mio   intervento   sarà   brevissimo,   onorevole
  Presidente.

     DI MARTINO . Ma sei maggioranza, non sei opposizione.

     ZANNA.  Appunto,  e   devo  fare  rilevare  che  l'opposizione
  dichiara di avere un certo atteggiamento che poi nei fatti non è.
  Dicevo,    sono    facilmente    confutabili   le   dichiarazioni
  dell'onorevole Fleres, visto  che  mi  pare poco probabile e poco
  consistente sostenere  di avere senso di responsabilità quando si
  è ripetutamente  tentato di impedire che questa Aula discutesse e
  approvasse il  disegno  di  legge  sullo  scioglimento degli enti
  economici, visto che per ben dieci volte l'opposizione ha chiesto
  il numero legale  e di fare saltare quindi la seduta, facendo dei
  richiami al  Regolamento rispetto al fatto che questa Aula doveva
  procedere con  la  presenza  in  Aula  del  Presidente o del Vice
  Presidente della Commissione.
       Così  l'altro  richiamo, che  ha  fatto  l'onorevole  Fleres
  sul loro  atteggiamento  in  III  Commissione, è anch'esso con le
  gambe di  argilla  visto  che  proprio l'onorevole Fleres, membro
  della III  Commissione,  ieri  non  era  alla  riunione della III
  Commissione.  E  per  senso  di  responsabilità, che apprezziamo,
  l'onorevole Catania,  invece,  è  stato presente non cedendo alle
  pressioni esercitate da altri esponenti del Polo

    (interruzioni dell'onorevole Fleres)

     PRESIDENTE. Onorevole Fleres  sono costretto a rivolgere a lei
  lo stesso richiamo che  ho  rivolto poco fa all'onorevole Zanna

     ZANNA. Grazie signor Presidente.

     PRESIDENTE. .... E non per ottenere il suo grazie, comunque.

     ZANNA...  Mi consentirà dopo di fare una parentesi su questo.

     PRESIDENTE. Prego, tutte le parentesi che vuole in democrazia.

     ZANNA.  L'onorevole  Catania  ha  avuto  un  grande  senso  di
  responsabilità,  ha  presieduto  la Commissione, non cedendo alle
  ripetute pressioni di altri esponenti  del  Polo che gli dicevano
  invece  di abbandonare la seduta  e  farla  saltare.
       Questo è  il  grande  senso  di responsabilità annunciato da
  questa tribuna con un comizio dall'onorevole Fleres.
       L'onorevole Fleres sa che, invece,  in  questi  due  anni  e
  mezzo che ci separano  dall'inizio  della legislatura, sono state
  le forze dell'Ulivo, ripetutamente, se  non  sempre,  a tenere le
  maggioranze  nelle  Commissioni  facendole  lavorare  e facendole
  funzionare.
       Detto questo,  Presidente  Cristaldi,  a  me  dispiace se in
  questa Aula  certe  volte  succedono  degli  episodi di frizione,
  anche perché  ognuno ha una passione nel reagire ad alcune cose.
       Mi permetto di dirle, Presidente, che la dimostrazione della
  mia provocazione nell'interruzione  che  ho  fatto  all'onorevole
  Fleres, e  poi  alla  provocazione  a  cui  lei  ha  risposto, al
  richiamo che  mi  ha  fatto,  lo  è  proprio  per  aver  permesso
  all'onorevole Fleres  di  andare  ben  oltre il contenuto del suo
  intervento, il  richiamo  al Regolamento, anche con i toni che ha
  usato l'onorevole  Fleres  nel suo intervento.  Un vero e proprio
  comizio.
       A me  dispiace che avvenga tutto questo, però, purtroppo, ho
  potuto verificare,  signor  Presidente,  e le potrei anche citare
  recentemente due episodi, per me molti gravi. Tutta la Sicilia ha
  assistito ad  un  ex assessore di questo Parlamento che fischiava
  in questa Aula. L'ha visto tutta la Sicilia
       Così come non si è fatto nulla quando un altro parlamentare,
  sempre del Polo, ha introdotto,  in  maniera illecita, una scheda
  nell'urna per l'elezione degli assessori.  E tutti sappiamo chi è
  questo onorevole parlamentare.
       E credo che, rispetto a  qualche mia interruzione, a qualche
  mia  battuta, siano episodi un  po'  più  gravi,  che  spesso  la
  Presidenza non ha ritenuto di rilevare, non dico di censurare.
       Questo le  volevo dire per puntualizzare come sono avvenuti,
  e come avvengono  certe  volte  i  fatti. E il fatto è che questa
  Presidenza, alcune  volte,  non  dico  sempre,  si rivolge da una
  parte di questo Parlamento. La ringrazio Presidente.

     PRESIDENTE. Onorevole  Zanna,  senta, ho per lei grande stima.
  Sono convinto  che  lei  diventerà  un  ottimo deputato di questa
  Assemblea. Ma  individuare  il  Presidente come uno di quelli che
  deve guardare se  i  deputati fischiano o meno, mi sembra che lei
  voglia assegnare  al Presidente dell'Assemblea un incarico un po'
  riduttivo. Comunque  invito  i  deputati  questori,  nel  caso, a
  verificare  i   deputati  che  fischiano  ed  a  segnalarli  alla
  Presidenza per i relativi provvedimenti.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intanto dovendo
  intervenire    a   partire   dall'ordine   dei   lavori,   volevo
  tranquillizzare  il  Presidente  Provenzano  che  credo  si  stia
  seguendo l'ordine  dei  lavori stabilito ieri. E che sicuramente,
  da parte  della  maggioranza, non c'è stata alcuna volontà, o non
  c'è alcuna  volontà  di  alcun  blitz, o di alcuna posposizione o
  anticipazione della trattazione delle variazioni di bilancio.
       Oggi  si  era rimasti,  tutti  insieme,  la  Conferenza  dei
  Capigruppo e la  Presidenza dell'Assemblea, avevano stabilito che
  avremmo trattato la legge  sulla  revisione  dello  Statuto. Così
  faremo. Non credo che stamattina  si  sia  voluto  fare,  ripeto,
  alcun blitz, mettendo  all'ordine  del  giorno  stamattina questa
  cosa.  La  maggioranza  è assolutamente intenzionata, siamo tutti
  pronti a partecipare in Aula al dibattito sulla legge voto.
       Io  credo  che,  però, sia  anche  molto  importante,  e  mi
  riaggancio   all'intervento   dell'onorevole   Fleres,   che   la
  Presidenza, se lo ritiene  opportuno, metta all'ordine del giorno
  la mozione, e chiedo, in  questo  senso,  di  prelevare  anche la
  mozione presentata dal  Gruppo  parlamentare  della  Rete,  sulle
  nomine. Ed  anch'io  sento  l'obbligo,  a  questo  punto, essendo
  stato, peraltro,  uno  dei  deputati  della  maggioranza  che  ha
  incentivato questa  discussione  e alcuni atti del Governo, credo
  che ho  l'obbligo  di esprimere una sola valutazione; mi limito a
  farne una  ma  poi  nel  pomeriggio  ne  discuteremo insieme:  la
  veemenza,  la   vivacità   con  la  quale  l'onorevole  Fleres  è
  intervenuto da questa tribuna fa capire che il Governo ha colpito
  e ha colpito  nel segno, su un problema che per noi era di vitale
  importanza.  Ripeto, non rispetto alle persone o ai ruoli, quello
  non ci  riguarda,  molti  di  noi  non conoscono assolutamente le
  persone che  hanno  ricoperto  una  serie  di  cariche attraverso
  alcuni atti fatti dal precedente Governo, ma sicuramente molti di
  noi conoscono,  avendo visto e letto le carte della I Commissione
  Affari Istituzionali,  i criteri attraverso i quali il precedente
  Governo   ha   ritenuto   opportuno   nominare   ai  vertici  del
  sottogoverno della Regione siciliana una serie di persone che non
  avevano assolutamente alcun titolo.
       Voglio,  mi  permetta  questo  esempio, citare solamente una
  persona  che  non  conosco  e  delle quale non ricordo neanche il
  cognome che  oggi  va  a gestire una delle più importanti aziende
  autonome di turismo della Regione siciliana, che, rifacendosi nel
  proprio  curriculum  depositato  presso  la  I Commissione Affari
  Istituzionali di questo Palazzo dei Normanni, di questa Assemblea
  Regionale, ai  due comprovati anni di svolgimento di funzioni nel
  settore  turistico presenta nel proprio curriculum una comprovata
  preparazione,  essendo  gestore di un negozio di elettrodomestici
  che   presta  servizio  presso  le  strutture  alberghiere  della
  rispettiva Azienda autonoma.
       Su   queste   cose  noi  non  gradiremmo  parlare  perché  è
  competenza  evidentemente  del  Governo  e  non,  per carità, del
  Parlamento, lasciando al Governo la ...

     SPEZIALE. Sono sospese le nomine comunque.

     MELE.  Sono  state  sospese,  il Governo non credo abbia fatto
  alcuna  azione punitiva, sta rivalutando caso per caso sulla base
  delle singole professionalità.
       L'ultima   battuta   signor   Presidente:  voglio  ricordare
  all'onorevole  Fleres  e,  peraltro, lei egregiamente come sempre
  presiedeva la Conferenza del Capigruppo formale e informale ieri,
  che ieri  si  era  stabilito  di eleggere, e lo avevamo stabilito
  concordemente tutti  insieme  peraltro con un ruolo importante in
  termini  politici  giocato  dalla  Presidenza  dell'Assemblea  in
  positivo  evidentemente,  di  eleggere  i  presidenti  e  i  vice
  presidenti della II e della III Commissione.
       Devo  dire  che  ieri  in  II  Commissione lo abbiamo fatto:
  abbiamo  eletto  l'onorevole  Di Martino vice presidente della II
  Commissione e  lo  abbiamo fatto anche in Terza, mi stranizza che
  poi in III Commissione i componenti dell'opposizione non si siano
  presentati e questo  non  è  per  fare  un blitz ma solamente per
  assicurare un normale decorso dei lavori fino a giorno 23 che era
  quanto tutto l'intero Parlamento avrebbe gradito fare.

     PRESIDENTE.  Assicuro  che  anche  la  mozione  cui  ha  fatto
  riferimento  e  di  cui  lei  è  firmatario,  sarà  portata  alla
  valutazione di  oggi  pomeriggio dell'Aula perché si determini la
  data di discussione e credo però possa già restare stabilito che,
  nel caso, la discussione comunque si intende congiunta per le tre
  mozioni in questione.

                       PRESENTAZIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  mozione:
  "Intervento presso il Governo nazionale al fine di manifestare la
  viva  preoccupazione  del popolo siciliano per l'attacco militare
  U.S.A.  in  Iraq",  a  firma  degli  onorevoli Forgione, Martino,
  Vella, Liotta, Mele, La Corte, Zanna e Cipriani.

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA . Signor Presidente, soltanto per puntualizzare alcune
  cose,  tenuto  conto  degli interventi che mi hanno preceduto, la
  puntualizzazione riguarda  quello che si è verificato ieri in III
  Commissione,   laddove  il  Polo,  espressamente  dando  incarico
  all'onorevole Catania  di  essere  lì  presente, ha consentito di
  raggiungere il  numero legale che la maggioranza non era stata in
  grado di fornire. Questo per puntualizzare e per onore di verità,
  quindi diamo  atto di questo senso di responsabilità del Polo, un
  senso di  responsabilità che a mio parere non viene ripagato però
  dalla maggioranza, che sta partendo veramente col piede sbagliato
  nel momento in  cui  dà  inizio a una sorta di epurazione di tipo
  stalinista nei confronti di persone che sono state nominate dalla
  giunta precedente, dando un colpo a quelle che sono le regole che
  sono state sempre vive  in  questo Parlamento, sicché mi pare che
  sia legittimo da  parte  nostra  denunciare attraverso la mozione
  che abbiamo proposto, questo  comportamento  che  a  dir  poco  è
  squallido, un comportamento  che dimostra la consistenza morale e
  politica di questo governo e della maggioranza che lo sostiene.
       Un fatto che mai si era verificato. Un fatto che l'onorevole
  Fleres ha  denunziato  adeguatamente  e  correttamente  e  con la
  giusta enfasi che merita un fatto così grave, un fatto quindi che
  deve  essere  sottoposto  alla  valutazione  di  questa Assemblea
  attraverso quella mozione  che  noi  abbiamo presentato perché il
  popolo  siciliano,  ma  prima  di  tutto  il  Parlamento,  sia  a
  conoscenza di un  comportamento veramente grave, un comportamento
  che deve essere adeguatamente censurato in questa Assemblea.
       Ecco perché signor  Presidente  io  la  ringrazio  per avere
  voluto  assicurare  noi   del  Polo,  noi  della  minoranza,  noi
  dell'opposizione della opportunità  che  ci  sarà  data domani di
  discutere, anzi oggi  pomeriggio,  forse,  questa  mozione con la
  quale noi intendiamo denunciare comportamenti che sicuramente non
  sono democratici, comportamenti che sicuramente sono lesivi della
  dignità di questo Parlamento e di questa Assemblea.

     CROCE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     SPEZIALE. L'onorevole Croce non può parlare, è già intervenuto
  l'onorevole Fleres.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale,   abbiamo   concordato  di
  consentire l'intervento da un componente per ciascun gruppo.
       Perché non  può  parlare l'onorevole Croce?  Sull'intervento
  di Fleres ho consentito  l'intervento  di  un  deputato  per ogni
  gruppo. Per il suo gruppo è intervenuto l'onorevole Zanna.
       Sulla  questione dell'ordine dei lavori, onorevole Speziale,
  non  crei  problemi,  la  prego.  Non  è possibile, ho consentito
  l'intervento  sulla comunicazione di Fleres, uno per ogni gruppo.
  L'onorevole  Cintola può parlare. Avrà mille occasioni successive
  di intervenire.

     SPEZIALE. L'onorevole Fleres limiti i suoi interventi.

     PRESIDENTE.  Questo l'ho detto all'onorevole Zanna e purtroppo
  invece è stato diversamente.  Ho detto all'onorevole Zanna che se
  avessi consentito  il  suo  intervento avrei dovuto consentirlo a
  ciascun  gruppo  parlamentare.  L'onorevole  Zanna  ha  insistito
  sulla proposta  è  così  ho  dovuto fare. Non posso concludere la
  discussione. Onorevole Speziale, così è stato stabilito.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce.

     CROCE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io intervengo
  per rafforzare  un  pensiero  che  è  stato  prima dall'onorevole
  Fleres e  poi  anche  dall'onorevole  La  Grua  rappresentato  in
  maniera forte, intensa e motivata.
       Questo  pensiero  va  nella  direzione di un rapporto che la
  minoranza (bisogna vedere se questa è minoranza o maggioranza qui
  non si  capisce  più  niente) intende stabilire con chi in questo
  momento governa questa Regione.
       E   credo   che  l'atto,  ieri  sera,  che  si  è  consumato
  favorevolmente con  l'elezione del capogruppo dei DS a Presidente
  della III  Commissione,  è  di  grande  responsabilità,  non solo
  perché abbiamo consentito  l'elezione  di  un  Presidente  di una
  Commissione importante, ma  soprattutto perché va nella direzione
  di chi in questo momento  ha  un  ruolo  importantissimo  e che è
  capogruppo dei DS.
       Quindi   solo   per   questo   noi  e  l'onorevole  Catania,
  consapevoli lui e noi, abbiamo dato questa grande possibilità.
       Invece  qui  le  cose  si  vogliono  cambiare,  si  vogliono
  confondere. E non  è  così,  e non è così neanche onorevole Zanna
  quando lei  si  riferisce  ad episodi o fatti che succedono nella
  grande    confusione   che   avete   determinato   in   occasione
  dell'elezione degli assessori.
       E  allora caro onorevole Zanna, per sgomberare il terreno da
  qualsiasi  equivoco,  quando  lei si riferisce ad un parlamentare
  che  ha votato due volte, soltanto in quella grande confusione il
  sottoscritto  ha  votato  due  volte.  Ed  è  il  sottoscritto il
  parlamentare che  ha  votato  due volte, l'ho saputo dopo, perché
  oltre tutto mi hanno cercato per votare, perché io non capivo più
  nulla quella sera. Si è votato tre o quattro volte, non so quante
  volte si è votato quella sera.
       Quindi eviti  di  fare  queste  osservazioni che lasciano il
  tempo che trovano, oltre tutto anche perché francamente non credo
  che lei possa vantare  il primato delle cose perfette, delle cose
  giuste. E quindi io  su  questo,  guardi, quando succedono queste
  cose, non credo ci sia  bisogno  di ricorrere a mezzi, a mezzucci
  oppure la ripresa di  alcuni  meccanismi che sono qui presenti, e
  mi riferisco all'onorevole Forgione  che non c'è mai quando parlo
  io, perché io riconosco gli ispettori e so il ruolo che hanno gli
  ispettori,  ma  quando   gli   ispettori   cominciano  ad  essere
  inquisitori credo che  qui  bisogna  cambiare registro.  Quindi è
  una parentesi che chiudo  ma  io  mi rivolgo soprattutto al fatto
  che oggi l'ordine dei lavori  è stato già fissato, debbo dire, in
  maniera molto chiara  e  perfetta  dal  Presidente dell'Assemblea
  quando dice che bisogna  intanto  iniziare  con  le  variazioni e
  l'impegno, nel pomeriggio, ad iniziare il disegno di legge - voto
  che  è  un   fatto  importantissimo  su  cui  dobbiamo  misurarci
  sull'onda di alcune scelte importanti che dobbiamo compiere.
       Come  del  resto  sono d'accordo con l'onorevole Mele quando
  dice  che  bisogna  fare  chiarezza  su  tutto.  E  bisogna  fare
  chiarezza  su  tutto  davvero,  per  quanto riguarda le questioni
  presenti  e  le  questioni  future,  nel  senso  di  una gestione
  oculata,  trasparente, attiva, nell'interesse dei siciliani, caro
  onorevole  Mele.  Quindi  quando lei parla di mettere in evidenza
  alcuni problemi  trova  in  me  un  alleato. E sempre, per quanto
  riguarda questi aspetti....

     MELE. Lei sa  che  le  ho dato forza e coraggio. Lei sa che io
  sono stato con lei.

     CROCE. ...  E  io  ho  manifestato  la  mia perplessità, debbo
  dire, su  alcuni  comportamenti  anche del nuovo assessore, parlo
  del nuovo  assessore  per i beni culturali, sulla possibilità - e
  non so se  è  vero  -  del  ritiro  di  alcuni  provvedimenti che
  eventualmente se ritirati, lasciano il vuoto ad altre tentazioni.
  Quindi lasciano  la  possibilità di ingerenze ed interferenze che
  in questo  momento  io non voglio sollevare, comunque cercherò di
  documentarmi nel  momento  in cui alcuni episodi verranno fuori e
  verranno a galla.
       Quindi  stiamo  attenti  ad  usare  certi meccanismi. Stiamo
  attenti, parliamone,  confrontiamoci,  ma  non  andiamo a fare di
  tutta l'erba un  fascio,  sulle  cose fatte e sulle cose da fare.
  Quindi, caro  Presidente,  io concludo il mio intervento dicendo:
  disponibilità a  discutere  la  mozione  che  è  stata presentata
  dall'onorevole Fleres e altri e altre mozioni e ordini del giorno
  perché finalmente qui dobbiamo fare chiarezza su tutto.
       Quindi, grazie Presidente, grazie colleghi.

     CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor presidente, onorevoli colleghi, io debbo dare
  atto al  presidente dell'Assemblea del fatto che le sedute stanno
  cominciando  all'orario  preciso  e  quindi  il  deputato conosce
  l'inizio specifico  della  seduta  e sa di dovere svolgere il suo
  compito agli  orari  che  sono  stati previsti per l'inizio delle
  sedute stesse.
       Debbo  dare  meno  atto al Governo della sua scarsa presenza
  sui banchi  del  Governo  stesso e ritengo che su questa mia idea
  fissa, che il  Governo  stia  in  Aula  nel momento in cui l'Aula
  viene  chiamata,  debbo  richiamare l'attenzione del Presidente e
  del Governo nella sua interezza.
       Questo mi  fa  pensare  molto  a quello che succederà con la
  legge -  voto  quando si dirà che addirittura il presidente potrà
  nominare,  secondo  questo  intendimento, assessori che non siano
  deputati.
       Mi fa  pensare  a  quello che avverrà di questa Assemblea se
  questa iattura dovesse passare  in  questi  termini perché se non
  c'è nessuna corrispondenza  tra  colleghi  deputati che diventano
  assessori e assemblea, io vorrò capire cosa ne sarà più di questa
  Assemblea se non una  somiglianza alle assemblee comunali, dove i
  sindaci e gli assessori  non  tengono  più  conto di un organismo
  eletto, che è il consiglio comunale, o di presidenti di provincia
  che cambiano gli assessori  quando  vogliono,  o  nei  comuni, di
  sindaci  che  cambiano gli assessori quando non corrispondono più
  alla volontà despota del presidente della Provincia o dei sindaci
  dei    comuni.
       Ma,   per  ritornare  sull'atteggiamento  e  sull'intervento
  dell'onorevole  Fleres, intendo  soltanto  dire che noi su questa
  vicenda  avremo  come  discutere  durante  la  dismissione  delle
  mozioni che sono state presentate.
       Ritengo che l'Assemblea debba, invece, svolgere l'ordine del
  giorno, che è  importante: l'esame delle variazioni di bilancio e
  subito dopo la  legge-voto.  Ma,  mi  sia  consentito dire non in
  maniera arrogante, non è  più  il  momento  nè di arroganza nè di
  altro (è inutile  che continui a ripetere stancamente che Sicilia
  e Siciliani stanno  aspettando l'inversione di tendenza che nè il
  Governo Provenzano nè il Governo Drago hanno saputo poi alla fine
  dare, se non con  qualche  barlume  di  attenzione  che poi non è
  diventato nè legge nè si è trasformato in una reale inversione di
  tendenza), dicevo, mi  sia  consentito  dire che queste nomine di
  cui   parliamo    sono   state   effettuate   il   giorno   prima
  dell'insediamento  del  nuovo  Governo.  Sono  nomine  che  hanno
  catapultato dentro  papà di deputati, parenti di deputati, nomine
  fatte il giorno prima  con  una  corsa  verso  il  potere  per il
  potere; capisco, onorevole Fleres, che c'è necessità di resistere
  fino in fondo perchè  il  potere è potere, ma io non mi sarei mai
  preoccupato di dire  che  revochino nomine fatte. In quel Governo
  c'erano assessori del CDU, del CCD, oggi UDR, che sono ugualmente
  presenti nel Governo di  oggi e io sono tra coloro i quali dicono
  fortemente che bisogna revocare, bisogna revocare perchè ci sono,
  come nel caso della nomina dei direttori, dei rilievi forti dalla
  Corte dei Conti che  ha  detto  e  ha verificato che i curriculum
  sono stati presentati il giorno dopo la nomina fatta dalla Giunta
  di Governo.
       Questo è scandalo  Non è scandalo il fatto di dover dire che
  dobbiamo andare  a  revocare,  non sospendere, onorevole Mele, ma
  revocare quelle nomine, riportarle nei termini di oculata, civile
  attenzione.
       Io ho  visto una nomina fatta il 16 di novembre, arrivata al
  Presidente dell'Assemblea  il 18, arrivata il 20 in I Commissione
  per  il  parere.  Lasciando  stare  questi  passaggi  di velocità
  assurda,  incomprensibile  (la "Bassanini" non  ha  più motivo di
  esistere in Sicilia, perchè sappiamo andare ben oltre la velocità
  che la  Bassanini stessa imprima), al diciannovesimo giorno, cioè
  quindici  giorni  dopo  l'invocazione  di un'urgenza inesistente,
  perchè era  inesistente (il consiglio di quell'organismo che si è
  voluto "impolpare" si riuniva ugualmente) c'è la nomina fatta per
  decorrenza  dei  quindici  giorni  richiesti  alla  I Commissione
  legislativa dell'Assemblea.
       C'è   un   percorso,   onorevole  Fleres,  di  una  velocità
  supersonica, trattandosi, e  concludo,    del papà di un deputato
  del Polo dell'Assemblea regionale siciliana. Io ritengo che ce ne
  sia a sufficienza per poter dire:  "andiamo avanti con i lavori e
  sulle mozioni andiamo  a  svolgere il dovere non di sospendere le
  nomine, ma di revocarle".

     COSTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     COSTA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   spendo
  solamente  due  parole   anche  perchè  mi  pare  che  in  questo
  Parlamento il problema di fondo sfugga a tutti. Credo che il vero
  problema, per essere  chiaro,  non  è  quello  del  potere per il
  potere. Noi del CCD siamo stati all'opposizione da sempre, da due
  anni e mezzo a questa parte, lo sa bene il Capogruppo del Pds che
  parla con i Capigruppo  di  AN e Forza Italia e quindi ci associa
  alla sua maggioranza, ma  non  è così. Il problema è nel rapporto
  dialettico che  è  saltato  in  questo  Parlamento;  il  rapporto
  dialettico  tra maggioranza e opposizione, il rapporto dialettico
  tra gli stessi parlamentari.
       E  quando  manca  il rapporto dialettico, signor Presidente,
  quando manca  un  rapporto  civile  di difesa e di rilancio delle
  istituzioni, io  non  credo  che  possa  venire  un  ragionamento
  costruttivo tra  le  forze  politiche  di  questo Parlamento. Non
  credo che  quella  che  noi, anche alla vigilia di questo Natale,
  stiamo trasferendo  ai  cittadini  siciliani sia l'immagine di un
  Parlamento che ha ritrovato se stesso, di una composizione degna,
  capace di  potere  produrre atti e leggi a tutela dell'economia e
  dello sviluppo  di questa Regione; non mi pare che l'insegnamento
  vero, quello  che  dovremmo dare noi per primi, sia quello giusto
  in questo momento.
       Io credo che noi, almeno parlo per la mia parte, per il CCD,
  ma mi sento  di parlare anche a nome del Polo e del centro-destra
  siamo stati  sempre impegnati e lo siamo ancora a volere indicare
  provvedimenti saggi  per  questa Sicilia. Mi permetto soltanto di
  sottolineare   che   l'intervento   del  CCD  al  Senato  tramite
  l'onorevole D'Onofrio  tenderà  a  risolvere una volta per tutte,
  per legge,  ripeto  per  legge, i rapporti finanziari tra Stato e
  Regione entro il 30 giugno 1999.
       Quindi l'attenzione  che  noi  rivolgiamo  ai problemi della
  Sicilia parte dalla  Sicilia,  continua a Roma e investe tutto il
  Paese.
       Concludendo,  signor  Presidente, mi auguro che possa essere
  trattata e  discussa  una mozione che condividiamo, che il CCD ha
  firmato, che  possa,  una volta per sempre, distendere i rapporti
  tra le forze  politiche, che possa essere foriera, al di là delle
  maggioranze e delle opposizioni, di una dialettica costruttiva. E
  lo diciamo noi  che  non abbiamo nomi da difendere, non abbiamo -
  ripeto  -   nomi   da  difendere,  ma  abbiamo  da  difendere  le
  istituzioni  di  questa Sicilia, il Parlamento siciliano, abbiamo
  da difendere  l'onorabilità  che  in questo momento, anche tra di
  noi, nei percorsi disattesi è venuta meno.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

     NICOLOSI.  Signor Presidente,  ho  avuto notizia del dibattito
  che   si   stava  svolgendo  sulle  comunicazioni  ad  iniziativa
  dell'onorevole Fleres  e  poi dei colleghi che sono intervenuti e
  sulla questione avverto il bisogno di portare il mio contributo.
       Si  lamenta,  credo  sia  questo  il  succo  dell'intervento
  dell'onorevole Fleres,  il  fatto  che il Governo o il Presidente
  della Regione,  ma  è sempre il Governo, abbia avanzato richiesta
  scritta formale  alla  I Commissione di restituire tutti gli atti
  ad  essa   inviati  per  esprimere  il  parere  sulle  nomine  da
  effettuare e già effettuate dalla precedente Giunta.
       Mi   stupisce  l'osservazione  fatta  dall'onorevole Fleres.
       Infatti, c'è  un  Governo  nuovo, anche se sono ribaltate le
  logiche  elettorali  che  avevano proposto una soluzione diversa,
  però c'è un  Governo nuovo e se lo stesso ha ritenuto di rivedere
  le nomine  effettuate (lì semmai l'equivoco è nostro, la presenza
  dell'UDR che  c'era  prima  c'è  adesso, vedremo di chiarirlo nel
  corso delle  cose  che andremo facendo, perchè quelle nomine sono
  frutto di  una  scelta  intervenuta  attraverso un Governo in cui
  l'UDR c'era  pure,  c'era  attraverso  il  CDU, il CDR, ma c'era)
  trovo che sia legittimo.
       La scelta  fatta dal nuovo Governo di revocare quelle nomine
  mi pare  legittima  perchè  i  destinatari di una responsabilità,
  specialmente molto  recente rispetto agli eventi, sono coloro che
  devono anche  rispondere  a  chi  li  nomina;  c'è un rapporto di
  valutazione non  solo  dei  presupposti giuridici, ma anche della
  fiducia che  deve  esserci  tra  chi  governa attraverso gli atti
  legislativi, i  decreti,  e  chi poi opera attraverso la gestione
  degli organismi specifici cui questi soggetti vengono preposti.
       La cosa che  invece mi apparirebbe strana, a questo punto mi
  rivolgo al Governo,  sarebbe  quella  che  una  volta operata una
  revoca si dovesse ricontrattare intorno a questi stessi nomi  o a
  parte di questi nomi, sempreché  non  si  definisca  a  priori un
  elemento,   credo   che   l'avevamo   già  individuato  in  leggi
  precedenti, attraverso cui si possa stabilire che questi soggetti
  hanno i requisiti, questi altri no.
       Se ciò  non  fosse,  e  quindi alcune vengono revocate e poi
  salvate (chissà  per  quale  logica)  ed  altre no questo sarebbe
  vergognoso.
       Allora io  dico: il  Governo  legittimamente  procede  sulla
  strada individuata; non so sia stata una decisione del Presidente
  della Regione  o  una  decisione  della  Giunta,  in  questo caso
  certamente c'è  una condizione che vede nello specifico la nostra
  posizione politica come difficile.
       Tuttavia, è  un  dato  che  appartiene  ad  una  valutazione
  collegiale, il  Governo  che  è  in  carica  è  un  Governo nuovo
  rispetto a  quello passato, l'unica cosa che io chiedo al Governo
  in carica  è  che,  effettuate  le  revoche, (devo dire, molte di
  quelle nomine,  e  sono  d'accordo  con  il collega Cintola, sono
  obiettivamente inopportune, non so quanto adeguate, ma certamente
  inopportune)  dicevo,  se  tutto questo dovesse comportare alcune
  scelte a favore,  in  una fase successiva e contro, sempre in una
  fase successiva, senza che siano legate a criteri chiari, netti e
  conosciuti, questo sarebbe veramente grave.
       Volevo rassegnare  all'Assemblea  e  al  Governo  queste mie
  considerazioni.

     PRESIDENTE. Comunico  che è stata presentata la mozione n. 277
  "Contributo   economico   a  favore  dell'IRAQ",  a  firma  degli
  onorevoli Pezzino, Zanna, Silvestro, Nicolosi, Cipriani ed altri.
  La mozione  testè  comunicata  sarà  posta  all'ordine del giorno
  della seduta  successiva  perché  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


  SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE <<VARIAZIONI DI BI
  LANCIO PER L'ATTUAZIONE DELLE RISERVE SULLE ENTRATE DELLA REGIONE
  A FAVORE DELL'ERARIO DELLO STATO ED INTERVENTI IN MATERIA DI AGRI
  COLTURA E FORESTE>> (NN. 698-834-837/A)

     PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno e
  segnatamente al  seguito  della  discussione del disegno di legge
  "Variazioni  di  bilancio  per  l'attuazione  delle riserve sulle
  entrate  della  Regione  a  favore  dell'erario  dello  Stato  ed
  interventi   in   materia   di   agricoltura   e   foreste"  (nn.
  698-834-837/A)
       Invito  i componenti la Commissione legislativa "Bilancio" a
  prendere posto al banco delle commissioni.
       Ricordo  all'Aula che avevamo chiuso la discussione generale
  e che dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi  desidero
  parlare su  questo  argomento per affrontare un tema che potrebbe
  sembrare secondario  rispetto alle scelte che sono state compiute
  dal  disegno   di  legge,  ma  che  secondarie  non  sono  perché
  rappresentano  la  configurazione plastica del disastro economico
  della Sicilia.
       Intendo riferirmi alle  tabelle  che  riassumono  le  minori
  entrate della Regione siciliana;  basta guardare le tabelle a cui
  facevo riferimento per comprendere  come in Sicilia piuttosto che
  una politica di sviluppo  si  stia  ipotizzando  una  politica di
  sottosviluppo.
       Mi spiego meglio. Nelle  variazioni  che sono state indicate
  nella tabella A) si  portano  in detrazione l'imposta sul reddito
  delle persone  fisiche ed è evidente: in Sicilia aumenta il tasso
  di disoccupazione  perchè  non  si  crea sviluppo e, dunque, meno
  sono i  lavoratori, minore è il reddito delle persone fisiche. In
  Sicilia si  portano in detrazione, quindi come minori entrate, le
  imposte sul  reddito  delle  persone  giuridiche  per la medesima
  considerazione   di   cui   sopra:,   diminuiscono   le  attività
  economiche,  diminuiscono  le imprese, diminuisce lo sviluppo, ci
  avviamo   a   grandi   passi   verso  il  sottosviluppo,  dunque,
  diminuiscono   le  entrate  relative  al  reddito  delle  persone
  giuridiche.
       In Sicilia  si  portano  in  diminuzione  le  ritenute sugli
  interessi e  sui  redditi  da capitale, dunque non solo si riduce
  l'occupazione, non solo, anzichè costruire una logica di sviluppo
  e di  crescita  produttiva, si  ipotizza  il percorso esattamente
  inverso, non solo si ipotizza un'ulteriore diminuzione del numero
  di   attività   produttive  di  commercianti,  di  artigiani,  di
  agricoltori, di  imprenditori  in genere, ma si prevede anche una
  riduzione di  quello  che  è il reddito statico determinato dagli
  investimenti,  cioè  il reddito da capitali.
       Evidentemente il livello di povertà aumenta ed aumentando il
  livello di  povertà  anche  i  redditi  da  capitale  entrano nei
  processi  economici per consentire alle famiglie dei siciliani di
  potere   sopravvivere.   Continua   la  tabella  A,  portando  in
  detrazione  le   imposte  di  registro,  le  imposte  sul  valore
  aggiunto, le  imposte  ipotecarie,  le  imposte che riguardano le
  tasse automobilistiche,  le donazioni, insomma tutto quello che è
  fortemente connesso ad  un processo di sviluppo che c'è, e se c'è
  determina un incremento  di questo tipo di entrate o che non c'è,
  e se non  c'è  fotografa  il decremento di questo tipo di entrate
  perchè si  determina  un  sottosviluppo  che certamente non è più
  tollerabile.  Dunque,  signor  Presidente, onorevoli colleghi, se
  noi  volessimo  sinteticamente  dimostrare  il  fallimento di una
  politica nel  suo  complesso  e  di  una  politica di scelte che,
  onorevole Presidente,  mi  creda,  non  intendo in questo momento
  attribuire ad uno schieramento perchè semmai intendo sottolineare
  l'aspetto inverso  che  ho già sottolineato in sede di intervento
  sulle  dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione,
  questa Sicilia  che non sceglie, non può scegliere perchè non può
  contrapporre uno schieramento ad un altro schieramento sulla base
  di obiettivi  che  hanno  valore assoluto, che sono gli obiettivi
  dello   sviluppo,   della   crescita  economica,  della  crescita
  occupazionale.  Ebbene, queste  tabelle configurano il fallimento
  delle  scelte di schieramento, qualunque schieramento, perchè non
  c'è uno  schieramento  che ha una ricetta infallibile, un vaccino
  miracoloso e  l'altro  schieramento  che non ce l'ha o viceversa.
  Queste tabelle configurano l'esigenza che in Sicilia si determini
  un processo  politico  che rispetto ad alcuni obiettivi che hanno
  valore assoluto,  e  sono  gli  obiettivi  dello  sviluppo  delle
  imprese, dello  sviluppo  del  lavoro,  dello sviluppo del valore
  aggiunto e del reddito da lavoro dipendente, da lavoro autonomo e
  dal reddito  di  impresa,  ci sia, ribadisco, un processo unico e
  delle scelte  di  forte aggregazione, di forte motivazione. Ci si
  divida su altro,  ci  si  divida  su  Ocalan,  ci si divida sulla
  guerra del  Golfo,  ci  si  divida sulle scelte che riguardano la
  logica delle  scuole  pubbliche  o  delle  scuole  private, della
  sanità pubblica o della sanità privata, ci si divida sulle scelte
  di carattere  ideologico  se ancora ci sono, ma non certamente su
  queste.
       Se poi  parliamo  della  logica  delle  spese  - e concludo,
  signor  Presidente-,  le spese, invece, piuttosto che determinare
  lo   sviluppo  stesso  aggravano  il  processo  di  sottosviluppo
  fotografato nelle  tabelle  A.
       Grazie, chiedo scusa se ho sforato di qualche minuto.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il passaggio degli articoli.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 1.
       Invito  il deputato segretario a darne lettura.

     LO CERTO  , segretario f.f.:

                                "Art. 1.

              Variazioni allo stato di previsione dell'entrata

          1.  Per l'attuazione  delle riserve all'erario dello Stato
       delle entrate della  Regione,  secondo  le modalità stabilite
       con decreto del 23 dicembre  1997  del Ministro delle Finanze
       di concerto con il Ministro del Tesoro per l'anno 1998, nello
       stato di previsione dell'entrata  del  bilancio della Regione
       siciliana per l'esercizio finanziario 1998 sono introdotte le
       variazioni di cui all'annessa tabella A."

     FLERES. Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE. Onorevole Fleres, la sua richiesta, se appoggiata,
  resta valida, ma può  essere  messa  in esecuzione soltanto nella
  fase di votazione.
       La sua richiesta è appoggiata?

     FLERES. Sì.

     PRESIDENTE. Dovrà essere ribadita al momento della votazione.
       Invito il deputato  segretario a dare lettura della  Tabella
  A;   propongo   l'accantonamento   dell'articolo   1   in  attesa
  dell'approvazione della Tabella A.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

     LO CERTO , segretario f.f., dà lettura della Tabella A.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor Presidente, intervengo perché ritengo che la
  discussione  sulle  variazioni  dello  stato  di previsione delle
  entrate sia un  argomento  di  rilievo alla luce del fatto che le
  situazioni di  grande  difficoltà  in cui versa il bilancio della
  Regione sono difficoltà note.
       Il bilancio  della  Regione è in larga misura un bilancio di
  spese correnti, che ha ridotto nel corso di questi anni ai minimi
  termini la  possibilità  di utilizzare risorse in conto capitale,
  di  liberare   risorse   in   funzione  dello  sviluppo  e  degli
  investimenti.
       Abbiamo quindi ereditato  una  situazione drammatica che nel
  corso degli ultimi mesi, nel  corso degli ultimi due anni e mezzo
  non ha visto alcuna  inversione  di  tendenza,  anzi  ha visto le
  forze politiche del Polo  che  si  sono  intestate  una  politica
  liberale  o   liberista,  li  ha  visti  invece,  nella  assoluta
  continuità con  la politica degli sprechi, degli sperperi inutili
  e della  assistenza  più  nera  aggravando fortemente il bilancio
  della Regione  e  qualche  timido  tentativo,  fatto  dal Governo
  Provenzano, per rimettere ordine nei conti del bilancio regionale
  è stato poi disatteso dal comportamento di assessori dello stesso
  Governo e dopo del Governo Drago.
       Noi siamo convinti che  c'è  una  condizione  di allarme, di
  allarme della situazione finanziaria, di allarme della situazione
  di bilancio e siamo altrettanto  convinti  che  ci vuole un colpo
  d'ala da parte  delle  forze  politiche  dell'Assemblea regionale
  siciliana, in primo luogo  delle  forze politiche di maggioranza,
  ma  noi  facciamo  riferimento  anche  alle  forze  politiche  di
  opposizione ed alla parte  più responsabile delle forze politiche
  di opposizione.
       Onorevole Provenzano, non lo vedo in Aula, lei che nel corso
  di questi due anni ha  dimostrato  di  avere elementi di saggezza
  personale, di equilibrio,  onorevole, lo abbiamo combattuto, così
  com'è  doveroso per una forza politica di opposizione combattere,
  con  la  lealtà  delle   armi   della  politica  e  con  l'onestà
  intellettuale che contraddistingue una  forza  come la nostra nel
  rispetto umano e politico per le persone.     Lo abbiamo soltanto
  combattuto, così com'è   normale,  nel  rapporto  dialettico  che
  attiene alle regole della politica.
       Onorevole  Provenzano,  dicevo,  lei   che   è  un  uomo  di
  equilibrio, che adesso non vedo  in  Aula,  e  che  ha dimostrato
  saggezza le sembra compatibile  il comportamento a volte furbesco
  da parte del Polo, a  volte inconcludente, e comunque rissoso nei
  confronti della maggioranza?
       Lo  dico  questo   anche  alle  cosiddette  forze  politiche
  moderate, di centro. Secondo  voi  il  messaggio  che  in  questi
  giorni  il   Polo   per   le   Libertà,   attraverso  un  suicida
  atteggiamento sta  assumendo,  si  rivolge  alle forze del centro
  moderato?  Un  moderato  come  può comprendere l'atteggiamento di
  permanente sfida  che  viene  lanciato  non  alle  ragioni di una
  maggioranza  ma  alle  ragioni  fondamentali  della  Sicilia  con
  atteggiamenti che  sanno di furbesco, di molto furbesco; infatti,
  onorevole Fleres,  avere  gridato  qui  che  i  Presidenti  delle
  Commissioni si  sarebbero  dimessi, avere sparato a salve sapendo
  perfettamente  che  i  suoi  Presidenti delle Commissioni essendo
  appunto   persone   individualmente  responsabili  non  avrebbero
  avallato    un    atteggiamento   fascista    che   lei   conduce
  permanentemente in Aula (perché  io sono convinto che uomini come
  Petrotta, come  Catania, ieri sera ha dimostrato un atteggiamento
  di  grande   responsabilità,   che   è  quello  di  preservare  e
  salvaguardare  le istituzioni democratiche che sono un patrimonio
  di  tutti,  non  un  patrimonio  che  attiene  alla  maggioranza)
  permettere all'interno del Parlamento il regolare svolgimento dei
  lavori  d'Aula,  permettere  un'adeguata  produzione legislativa,
  questa è  una  funzione  che  attiene  all'intero Parlamento, non
  attiene ad  una  parte  di  questo Parlamento. Avere  chiesto nel
  corso   dei   lavori  sullo  scioglimento  degli  enti  economici
  regionali nel  giro  di  quaranta  minuti  per ben dieci volte la
  verifica del numero  legale  su un disegno di legge che era stato
  prima presentato dal Governo Provenzano e poi portato in Aula dal
  Governo Drago  dà l'impressione di una forza politica allo sbando
  e schizofrenica.
       Ci state regalando il patrimonio politico dello scioglimento
  degli enti economici regionali, con questo atteggiamento.
       Noi   non   possiamo  fare  altro  che  ringraziare.
       E'   un   atteggiamento  che  mina  alle  basi  un  regolare
  confronto, una regolare dialettica democratica.
       Che    senso    hanno,    allora,    onorevole    Presidente
  dell'Assemblea, le riunioni informali di Capigruppo?
       Lei,   ieri,  ci  ha  chiamato  sulla  base  di  una  nostra
  sollecitazione. Noi, la sera prima, avevamo concordato con lei un
  percorso da stabilire, perché  vogliamo che con le forze del Polo
  si  costruisca un clima di serenità che ci permetta di affrontare
  il governo unitario delle istituzioni.
       Vogliamo che venga  rimarginata  la  ferita  che  il Polo ha
  inferto  ad   una   consolidata   prassi  democratica  in  questo
  Parlamento,  quando  vennero  eletti  Presidenti,  Vicepresidenti
  delle Commissioni legislative  in  virtù di un principio, che era
  quello di maggioranza,  chi  vince  piglia  tutto.  Noi  vogliamo
  rimarginare quella ferita  e  ciò avverrà attraverso un confronto
  sereno tra le forze politiche di maggioranza e quelle del Polo.
       Il Presidente  dell'Assemblea,  ieri,  ha  permesso  che  si
  facesse una discussione  serena. Da quella discussione, se non ci
  sono elementi  di  furbizia,  o  altri  sottointendimenti,  siamo
  usciti dicendo che avremmo accelerato l'attività della produzione
  legislativa dell'Aula,  dopodiché,  ci siamo trovati, stamattina,
  che se non ci  fosse  stato  l'onorevole  Di  Martino eletto ieri
  Vicepresidente della  Commissione,  non  avremmo  potuto  neanche
  iniziare i lavori, perché l'onorevole Petrotta è arrivato adesso.
       E  se ieri sera - grazie alla responsabilità individuale, al
  senso  di  responsabilità  dell'onorevole  Catania - non si fosse
  proceduto  alla  elezione del Presidente della terza Commissione,
  noi, nelle prossime ore, non avremmo potuto esaminare e portare a
  compimento  il  disegno  di  legge  sullo scioglimento degli enti
  economici regionali.  Scioglimento degli enti economici regionali
  che appartiene ad un lavoro  di  Commissione  e che appartiene al
  lavoro d'Aula.
       Onorevole  Fleres,  onorevoli colleghi, o si vuole arrivare,
  necessariamente,   al   fatto  che  non  si  vuole  garantire  lo
  scioglimento   degli   enti   economici  regionali  o  si  ha  la
  preoccupazione  che  venga  smentito  un  atteggiamento del Polo,
  relativo  agli  enti  economici  regionali  che  hanno  più volte
  proclamato  il  loro scioglimento e che per due anni e mezzo sono
  rimasti   impastoiati.
       Noi,  comunque, andremo avanti, perché  riteniamo che questo
  sia  utile  alla Sicilia.
       Lo   stesso   scioglimento  degli  enti  economici  libererà
  risorse.  Libererà centinaia di miliardi di risorse nel corso dei
  prossimi  anni  che,  anziché  essere  destinati  ad una politica
  sciagurata -  come quella che si è avuta nel corso di questi anni
  -  noi  pensiamo  di  utilizzare  a sostegno dello sviluppo della
  Sicilia e della occupazione.
       Per  questo,  come  primo  elemento,  noi  siamo  favorevoli
  all'approvazione dell'articolo 1,  perché noi ci auguriamo che il
  Governo  introduca,  già  a  partire  dalle  variazioni,  con  la
  formazione  del   nuovo   bilancio,  quegli  elementi  di  rigore
  necessari  perché  noi  possiamo  avere  un  bilancio  che  possa
  destinare utilmente risorse  allo sviluppo ed alla occupazione in
  Sicilia.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
  del collega Speziale  mi  vuole a questo intervento, non soltanto
  per discutere dell'articolo  1  di  questo  disegno  di  legge di
  variazioni, ma anche  per  una  serie  di considerazioni che sono
  state espresse da questo podio pochi istanti fa.
       Io credo che, per quanto riguarda alcune osservazioni mosse,
  non si possa  assolutamente essere d'accordo con quello che vuole
  sostenere, in  maniera assolutamente strumentale ed errata, anche
  sul piano formale  delle  cose che sono avvenute, oggettivamente,
  in   questa   Aula   in   questi  due  anni  e  mezzo,  da  parte
  dell'onorevole Speziale e della ex opposizione.
       Io  credo  che  quando l'onorevole Speziale dà, giustamente,
  omaggio  all'onorevole  Provenzano  della sua saggezza, della sua
  correttezza  politica  e di quello che lui ha rappresentato, come
  primo forte momento di segnale  di  rottura  in  questa Isola sul
  modo di fare il bilancio, dice una cosa giusta.
       Si contraddice,  però,  onorevole Speziale, quando dimentica
  il comportamento  assolutamente  strumentale  che  in  quest'Aula
  l'attuale maggioranza  ha  troppe  volte continuamente anch'essa,
  richiamandosi al Regolamento e  alle richieste di numero legale o
  di votazione palese, ha  più  volte  sollecitato iniziative volte
  addirittura,  ricorderete,  quanto  tempo  abbiamo  impiegato  in
  quest'Aula per sfiduciare, per  fatti  vecchi  e  già  consacrati
  dalla giustizia in termini assolutamente positivi.
       Mi fa piacere  che,  oggi,  l'onorevole Speziale e l'attuale
  maggioranza si  ravvedano  dando  atto  all'onorevole  Provenzano
  della  sua onestà e  dalla  sua  grande  capacità  di  equilibrio
  politico e di iniziale forte  segnale  di rottura con un bilancio
  che era, invece, precedentemente trattato, come voi sapete meglio
  di me.
       Pur  essendo  nuovo   alla   politica  non  posso  accettare
  assolutamente   che    si   possano,   attraverso   mezzucci   di
  schieramento, contrabbandare per  vere  delle  falsità, come sono
  state dette pochi  minuti  fa  dall'onorevole  Speziale.  Perché,
  vede, onorevole Speziale, non solo  lei  fa  bene  a dare omaggio
  all'onorevole Provenzano per la  persona  ma  anche  per  la  sua
  attività proprio di presidente  di  quel Governo che ha iniziato,
  attraverso la barriera di  un  tetto  massimo  di  indebitamento,
  attraverso  i  tagli   possibili,   che  quest'Aula  ha  ritenuto
  possibili potere fare, attraverso un Regolamento che meglio di me
  voi conoscete, ha ritenuto  possibile  applicare tutti quei tagli
  che hanno comunque ridotto il  deficit  di quella Regione, con un
  percorso che è stato poi  proseguito dal Governo Drago per quanto
  riguarda sempre un'attività di  indebitamento  massimo e di tagli
  alla spesa assistenziale e improduttiva.
       Non  tenere  conto  di  questo,  bypassarlo  e  ricordarsene
  soltanto oggi a posizione  invertite  mi  sembra  molto  comodo e
  strumentale, così come comodo e strumentale è oggi accusare anche
  i comportamenti che vengono definiti rissosi da parte del Polo ed
  in testa dall'onorevole Fleres.
       Vede,  quello  che  è  emerso  da  queste  battute  iniziali
  dell'attività di governo è  inequivocabile: questo Governo non ha
  una maggioranza, questo Governo non  ha mai in Aula i 46 deputati
  minimi che rappresentano la  maggioranza,  anche  in quelle dieci
  occasioni in cui è stato  chiesto  il  numero  legale e il numero
  legale vi era, tutti avete verificato che il numero legale vi era
  per la presenza dei  sette  necessari deputati dell'opposizione a
  chiedere  il numero legale,  ma  la  maggioranza  in  se  stessa,
  autonomamente, non c'era e non  lo  è  stata  infatti autonoma in
  questi  giorni  perché  dice  bene  l'onorevole  Speziale  quando
  ricorda che grazie  all'attività dell'onorevole Petrotta, ieri ho
  partecipato  anche io, si  è  svolto,  in  maniera  esauriente  e
  definitiva,  un  disegno  di  legge  importante  sulle  ulteriori
  variazioni. Abbiamo partecipato,  bisogna  darne atto, in maniera
  propositiva, producente e costruttiva,  con un modo nuovo di fare
  opposizione.
       Ieri l'onorevole Catania ha consentito la costituzione della
  III  Commissione. Questi cosa  sono  secondo  voi,  sono  segnali
  rissosi o sono la dimostrazione  che  voi  in  Aula  quando siete
  tanti siete 40 o 41 e non  siete  mai in numero legale e che solo
  grazie al comportamento  dell'opposizione  si  sta andando avanti
  anche oggi?
       Trascurare   questo   particolare   e   ritenere  viceversa,
  attribuendo all'opposizione  una  capacità soltanto rissosa e non
  costruttiva e producente  è  una  falsità, laddove soprattutto si
  trascura de plano come  se  fosse  un'inezia,  una  quisquilia il
  comportamento  per  il   quale  questa  opposizione  ha  ritenuto
  opportuno e necessario andare a promuovere quella mozione che noi
  chiediamo  venga  trattata con  la  massima  urgenza  per  quanto
  riguarda un atto che in 50 anni non era mai stato fatto da nessun
  governo, che è quello  di sospendere, addirittura esaminare - non
  so bene attraverso quale lente di ingrandimento - i requisiti dei
  soggetti nominati negli enti  che,  come  tutti sanno, per essere
  poi trasmessi alle  Commissioni  di  appartenenza  vengono  prima
  esaminati   dalla   Segreteria   generale   per   verificare   se
  effettivamente quel soggetto ha  o  meno  i  requisiti. E vi è un
  articolo, l'articolo  4 della legge 19 che precisa esclusivamente
  il percorso che è stato fedelmente eseguito.
       Dire diversamente è una  falsità e l'onorevole Speziale, che
  è amico mio e al quale  voglio  bene,  e  mi  dispiaccio  se dice
  queste cose; così come non  avere  tenuto  conto  che fino a oggi
  sugli enti economici se  siamo  arrivati  all'articolo 8 ci siamo
  arrivati  perché   gli  interventi  dell'opposizione  sono  stati
  soltanto  costruttivi;   io   ricordo   di   essere   intervenuto
  personalmente due volte e  lo  stesso  governo  ha ritirato degli
  emendamenti  che  io  contestavo,  ha  ritenuto  fondate  le  mie
  osservazioni e li ha ritirati.  Non  è  stato  fatto  un discorso
  contrario ad arte. Sul fatto della richiesta del numero legale ho
  detto poc'anzi, onorevole  Presidente  Capodicasa,  quali sono le
  motivazioni, non c'è dubbio che  la  dimostrazione  è che in Aula
  non ci sono stati mai 46 deputati della maggioranza...

     CAPODICASA, presidente della Regione. Bastava un volta.

     BUFARDECI. Ce ne erano sempre 39  o 40 e si stava in Aula solo
  perchè c'era l'opposizione  altrimenti  non  si  poteva  svolgere
  l'Aula.   Questo è un dato  pacifico.  Ma  ribadisco,  lei  ne  è
  testimone, lei per primo, e  gliene  do  atto,  ha ritirato degli
  emendamenti che contestavo, entrando nel merito lei ricorderà che
  un disegno di legge  così  importante  e  così  significativo che
  porta la firma innanzitutto  del  governo  Drago  e  del  governo
  Provenzano e poi portato in Aula dal governo Drago, un disegno di
  legge  che noi prima di  andare  via,  come  membri  del  Governo
  abbiamo chiesto che venisse  comunque  trattato per la importanza
  che esso ha e alla quale noi annettiamo una importanza strategica
  oltre che di  fiore  all'occhiello  dell'Assemblea,  una  riforma
  necessaria, quale  è   quella   dello   scioglimento  degli  enti
  economici, è una riforma che  noi  abbiamo svolto in pochi minuti
  svolgendo già otto dei  dodici  articoli, e quindi non certamente
  facendo un ostruzionismo  parlando,  parlando  e  ancora parlando
  solo per perdere tempo.
       Siamo intervenuti a parlare  su  problemi di merito che sono
  stati in parte accolti e  in  parte  no  perchè  volevamo che non
  venisse stravolto il testo del  disegno  di  legge, così come era
  stato originariamente fatto, che  non  fosse  in controtendenza e
  contraddittorio con quel Regolamento che consente lo scioglimento
  già dal settembre 1997 firmato dal Presidente Provenzano.
       Dimenticare queste cose  mi  dispiace perchè fra l'altro non
  pone, a volte, le condizioni positive che, viceversa, occorre che
  in quest'Aula si manifestino e si concretizzino.
       Il nostro  comportamento l'abbiamo detto sempre, anche nelle
  dichiarazioni programmatiche,  è  stato  quello  e  vuole  essere
  assolutamente   quello   di   un'opposizione   certamente  ferma,
  certamente forte ma  non  vogliamo  essere 'sfascisti' come siete
  stati voi  con il vostro comportamento assolutamente strumentale,
  troppe volte  utilizzato,  utilizzando  il  Regolamento nelle sue
  pieghe più bieche nei  confronti di quella che era la maggioranza
  che, viceversa, richiedeva a volte un dialogo positivo.
       E poi che dire quando si fa l'accenno per quanto riguarda il
  problema della Commissioni:  è  un problema sul quale ci possiamo
  confrontare, siamo ben lieti di confrontarci. Nessuno credo abbia
  interesse ad eliminare le  possibilità  di  un  dialogo  e  di un
  percorso che possano  essere  costruttive per tutta l'Assemblea e
  soprattutto per i siciliani.
       Il gioco allo sfascio  credo  che non convenga a nessuno. Ma
  fare  finta  che  con   un   colpo   di  spugna  si  è  diventati
  improvvisamente buoni, ci  si  è  ravveduti  dei  comportamenti e
  delle persone, ci si  è  ravveduti della bontà di una attività di
  governo che è stata  svolta  brillantemente per tanto tempo ma in
  quel momento  contestata  in maniera forte, acerrima, addirittura
  anche sul piano personale e dimenticarla e cancellarla, mi sembra
  troppo e questo non lo posso accettare.
       Per  il  resto   sul   piano  del  dialogo  e  dell'attività
  costruttiva,  perchè  effettivamente  quest'Aula  sia  finalmente
  produttrice di atti  normativi  che  servono  alla  Sicilia  e ai
  siciliani e con  un bilancio che sia effettivamente aderente alle
  necessità  di   uno   sviluppo  economico,  vivaddio,  su  questo
  troverete sicuramente Forza Italia e tutta l'opposizione pronta a
  qualunque  attività   legislativa   e   di   governo   che  possa
  effettivamente lavorare verso questo indirizzo.
       Facciamo  chiarezza,  la  onestà intellettuale innanzitutto,
  non giochiamo con un  colpo  di  spugna  come qualcuno vuole fare
  sulle  cattività   del   passato.  Non  strumentalizziamo  alcuni
  passaggi, non demonizziamone  altri,  non  lo  abbiamo  fatto nel
  passato noi, non vorrei  che  come  primo  atto  ci  fosse questo
  invece di un riconoscimento oggettivo delle cose da svolgere, del
  comportamento tenuto nel passato dall'attuale opposizione.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo anche all'onorevole Tricoli
  che ci troviamo  in  discussione  generale  sull'articolo  1. Può
  intervenire per non più di dieci minuti.

     TRICOLI.  Anche   meno  di  dieci  minuti,  signor  Presidente
  dell'Assemblea  signor   Presidente   della   Regione,  onorevoli
  colleghi.
       Temo che ciò che  avevo  annunciato  in  sede di discussione
  sulle dichiarazioni  programmatiche  del Presidente della Regione
  sia puntualmente avvenuto.
       E' avvenuto cioè  che appena dopo approvate le dichiarazioni
  programmatiche, l'Assemblea  regionale  siciliana, in particolare
  la maggioranza che sostiene  questo  Governo,  ha già sconfessato
  quelle dichiarazioni programmatiche.  Dopo  che  in  lungo  e  in
  largo, dopo che su tutti  i  giornali d'Italia è stata pubblicata
  una dichiarazione del Presidente  della  Regione  a  cui ha fatto
  poi  immediatamente  eco  la   voce   dei   sindacati,  voce  che
  naturalmente chiedeva, così  come  il  Presidente  della  Regione
  aveva promesso, la riduzione  costante  e  continua  delle  spese
  correnti, ecco che arriva  immediatamente  in  Aula un disegno di
  legge che prevede esattamente il contrario: lo storno di fondi da
  spese in conto capitale a spese correnti, spese, cioè a dire, che
  vanno ad aggravare ancora di  più  la  situazione  di  cassa  già
  abbastanza  delicata   della   Regione   siciliana,   spese   che
  naturalmente dovranno poi  trovare  una  loro giusta collocazione
  anche nella situazione di cassa che attualmente è - come dicevo -
  molto delicata.
       E la esattezza di questa  mia  tesi  non  è  soltanto per la
  variazione al bilancio di  competenza di previsione che oggi è in
  discussione  ma anche,  ed  in  particolar  modo,  alla  allegata
  tabella che mira anche a modificare il quadro sintetico di cassa.
  Perchè, mentre per quanto  riguarda la situazione del bilancio di
  competenza c'è sempre la  riserva  mentale di una eventuale legge
  che possa prorogare il  termine  per  la contrazione del mutuo di
  lire 1.700 miliardi, mutuo  i  cui termini scadono domani, se non
  vado errato, è chiaro che  per  quanto  riguarda la situazione di
  cassa, ammesso e non  concesso  che il Governo successivamente ad
  un eventuale, ed io spero  che  non  si verificherà fallimento di
  questa gara, dovrà prorogare al  mese  di febbraio o di aprile la
  possibilità, su questo bilancio  di  competenza,  di contrarre il
  mutuo,  è  chiaro che in  termini  di  cassa  ciò  non  si  potrà
  verificare.
       Non si potrà cioè dire  che  il  quadro  sintetico  di cassa
  venga   modificato  e   su   questa   modifica   possa   influire
  eventualmente  la contrazione del  mutuo  fatta  a  gennaio  o  a
  febbraio, perchè il quadro  sintetico di cassa mira a fotografare
  la situazione della cassa, quindi dei mandati di pagamento, della
  possibilità  di  emissione dei  mandati  di  pagamento  che,  nel
  momento in cui non  trovano  soddisfazione  al  31 dicembre 1998,
  tornano indietro alle rispettive  ragioneria  e  da  questi  agli
  assessorati di competenza.
       E' grave questa iniziativa del Governo volta sì a sanare una
  situazione che già era  stata  messa  in  cantiere dal precedente
  Governo ma che,  naturalmente,  ha una particolare situazione nel
  momento  in cui una  vicenda  ha  una  particolare  refluenza  la
  mancata contrazione del mutuo di lire 1.700 miliardi. E di questa
  mancata contrazione il Governo  non può non tenerne conto in sede
  di variazione del bilancio di competenza e non doveva non tenerne
  conto in sede di variazione del quadro sintetico di cassa.
       Inoltre, credo che  il  Governo  abbia perso l'occasione per
  dirci che cosa vuole fare  nel  1999,  oltre  a  non avere ancora
  depositato un quadro  chiaro  del  preconsuntivo che già dovrebbe
  esistere nella  direzione bilancio dell'assessorato. Malgrado non
  abbia presentato, diciamo così, alcuna alternativa a quello che è
  il bilancio depositato  dal  precedente  governo, eppure ha perso
  l'occasione di dirci che  cosa  vorrà  fare  nel  1999 per quanto
  riguarda la forestazione.
       Purtroppo, le spese  correnti  sono  quelle,  purtroppo, noi
  abbiamo delle situazioni oggettivamente  difficili  di cui non si
  può non tenere conto  in una situazione, in un'Aula parlamentare.
  E quindi l'opposizione si fa carico anche di questa problematica.
  Gli  interventi  che   abbiamo   già  ascoltato  sono  interventi
  sostanzialmente nella direzione di dire "Noi siamo disponibili ad
  una vera riforma. Diteci quale  riforma  volte  fare e noi saremo
  disposti a venirvi incontro".
       Il problema è, credo, che  siede  nei  banchi del Governo il
  vero blocco conservatore di quest'Aula parlamentare, cioè a dire,
  coloro i quali nel bene o  nel  male  hanno contribuito a fare le
  leggi di questo Parlamento negli ultimi decenni.
       Ora io non dico che  queste  leggi  siano buone o cattive ma
  sono leggi dimensionate su una realtà finanziaria che ormai non è
  più.
       Noi abbiamo circa  30.000-35.000 operatori nel settore della
  forestazione. E allora, siccome  questi operatori sono troppi per
  le attuali possibilità finanziarie,  ci  deve dire il Governo nel
  1999 che cosa intende fare, se intende mantenere questo numero di
  operatori nel settore  della  forestazione, se intende mantenerli
  con la stessa retribuzione giornaliera, mensile, quello che è, se
  intende  fare una operazione  strutturale  come  poi  vedremo  in
  alcuni  emendamenti che sono  stati  presentati  dal  Polo  delle
  Libertà, oppure se intende  intanto  fare  questa  variazione  di
  venti-trenta miliardi quant'è  e  poi  vedere successivamente che
  cosa succede.
       Credo che non sia  più  il momento di rinviare i problemi ma
  di  affrontarli. Io chiedo, Signor Presidente dell'Assemblea, che
  questo disegno di legge di variazione si tramuti in realtà non in
  una  semplice variazione ma in una vera riforma del settore della
  forestazione.  E,  proprio  per  questo motivo abbiamo presentato
  qualche  emendamento che troveremo successivamente, e più avanti,
  in  discussione, che  ritengo debba dare chiarezza agli operatori
  del  settore; ma soprattutto debba mantenere le professionalità e
  debba  invece  lasciare  andare  quelli  che  sono  i  cosiddetti
  "assistiti"  senza  alcun ritorno in termini veramente efficienti
  per l'Amministrazione regionale.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Tricoli, lei ha fatto riferimento alla
  presentazione   di   emendamenti   che  in  verità  significa  un
  emendamento   che  è  stato  presentato si durante la discussione
  generale,  fatto che avrebbe potuto fare slittare di ventiquattro
  ore  la  seduta.  Ma  si da il caso che l'emendamento è giudicato
  improponibile dal Presidente dell'Assemblea, così che il problema
  delle ventiquattro ore non sussiste.
       Per   quanto   nell'emendamento  si  sollevi  una  questione
  politica,  su   cui   credo   che   l'aula   dovrà   pronunciarsi
  successivamente, non può farlo in questa seduta sia per motivi di
  attinenza  alla  materia  ma,  più  strettamente,  per  motivi di
  mancanza  di  copertura  finanziaria  e comunque ci sarà un'altra
  occasione.
       L'emendamento è improponibile.

     TRICOLI. Ci sarà un'altra occasione.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  signori  deputati,  sono  state  sollevate nel corso
  degli  interventi alcune questioni a cui, sia pure brevemente, il
  Governo non può evitare di rispondere e di dare contezza anche di
  alcune considerazioni.
       Partirei  dall'intervento dell'onorevole Fleres perchè mi da
  l'occasione  di  chiarire  la portata ed il significato di questo
  provvedimento.
       Io  credo  che tutti  i  signori  deputati  ricorderanno  le
  vicende che hanno accompagnato  la  formazione  del  bilancio  di
  previsione del 1999 e tra  queste sicuramente, perchè è stata una
  questione a lungo dibattuta  e  che  ha avuto implicanze notevoli
  per la Regione e per  il  bilancio  della  Regione,  la questione
  delle cosiddette "riserve sull'entrare a favore dello Stato".
       Se  ne parlò a lungo durante il dibattito per l'approvazione
  del  bilancio  di  previsione  allora il Governo e la maggioranza
  scelsero  di  non operare sul bilancio di previsione le riduzioni
  che erano necessarie per coprire le riserve a favore dello Stato,
  nel frattempo il ministro Visco faceva slittare le riserve dovute
  per il 1997 al 1999, ricorderete anche come fu sollevata da parte
  del  Commissario dello Stato una questione di improcedibilità del
  bilancio  proprio  a  causa dell 'assenza di quelle riserve che a
  giudizio  del Commissario dello Stato invece erano obbligatorie e
  che pertanto non potevano non figurare nel bilancio di competenza
  della Regione.
       Si  ricorderà  anche  che  il Governo dell'epoca, il Governo
  Drago,  presentò  subito  un  disegno  di  legge,  il numero 698,
  presentato il 6 maggio del 1998 assumendo quindi un impegno anche
  nei confronti delle  osservazioni  mosse  dal  Commissario  dello
  Stato, affinché  si potesse successivamente con questo disegno di
  legge  apportare  le  necessarie  variazioni  al  bilancio  della
  Regione,
       Questo  provvedimento ha navigato a lungo nelle stanze della
  Commissione  Bilancio, ma per espressa indicazione del precedente
  Governo  non  fu  mai  posto  in discussione, nonostante ripetuti
  solleciti.
       Successivamente  in  data  12  novembre,  sempre  il Governo
  Drago, presentò un ulteriore disegno di legge che apportava delle
  variazioni al precedente disegno di legge numero 698.
       La  questione  delle  riserve  è  una questione estremamente
  delicata   ed   importante.   Ha   formato   oggetto  di  lunghi,
  appassionati  competenti  dibattiti in questa Aula in precedenza,
  ma  soprattutto  nel  corso  di  questa  legislatura. Ricordo per
  ultimo il dibattito originato dalla cosiddetta relazione Brancasi
  introdotto  dall'onorevole Provenzano e in cui la questione delle
  riserve è diventata una delle questioni di più spinosa attualità.
       Noi  sostanzialmente  solleviamo  un  principio di carattere
  generale, il  fatto  cioè  che  con  queste  riserve si mina alla
  radice il dettato dello Statuto, quindi legge costituzionale, che
  assegna  alla  Regione  le  entrate  tributarie  percepite  nella
  Regione   stessa,  e  tuttavia  ci  troviamo  di  fronte  ad  una
  situazione  che  per  noi non è altrimenti affrontabile in questo
  momento   se   non   aderendo  a  quella  che  è  una  situazione
  giuridicamente, per quanto ci riguarda, non sormontabile.
       Questo  Governo  ha  ritenuto,  peraltro  trovandosi ormai a
  ridosso   della   chiusura   dell'esercizio,  imprescindibile  il
  mantenimento  dell'impegno  che era stato assunto in precedenza e
  quindi  assolutamente  indispensabile procedere alla approvazione
  del disegno di legge di variazione relativo alle riserve.
       Le  riserve,  vorrei  chiarire  questo punto, le riserve non
  operano  riducendo  le  entrate  in  assoluto, le riserve operano
  attribuendo   allo   Stato   una  quota  percentuale  su  cespiti
  esattamente  individuati per ognuno dei quali viene stabilita una
  percentuale  determinata  a  favore  dello Stato, trasferimento a
  favore dello  Stato  che  viene  messo  a  carico  di  coloro che
  riscuotono i tributi per conto della Regione, che hanno l'obbligo
  di  provvedere  a  questo trasferimento in conseguenza del quale,
  pur avendo noi iscritto nel bilancio di previsione entrate per un
  certo  ammontare  per  i  cespiti  esattamente individuati, nella
  realtà  questa previsione di entrata non corrisponde a quella che
  è l'effettiva realtà dal momento che i concessionari e coloro che
  hanno  riscosso  i tributi hanno già operato l'attribuzione della
  quota allo Stato.
       Si  tratta,  quindi,  semplicemente di adeguare dal punto di
  vista  giuridico,  normativo  e contabile la previsione contenuta
  nel bilancio  di competenze a quello che già si è verificato; non
  a quello  che  dovrà  verificarsi  ma  a  quello  che  già  si  è
  verificato   che,   come   tutti   i   signori  deputati  possono
  comprendere,    costituisce    evidentemente   un   obbligo   non
  sormontabile e non eludibile.
       Quindi  non  si  registra  una  diminuzione delle entrate in
  assoluto,   così   come   mi   è  parso  di  comprendere  volesse
  sottolineare  l'onorevole  Fleres,  quanto  purtroppo una diversa
  ripartizione delle entrate tra la Regione e lo Stato.
       Le  posso  aggiungere,  onorevole  Fleres, che i dati di cui
  siamo  in  possesso  fino  a  questo  momento,  ci  indicano  una
  situazione stazionaria con un leggero miglioramento, sicuramente,
  per fortuna, non ci indicano una  situazione grave perché non c'è
  una contrazione delle entrate tributarie,  anzi dai dati, ripeto,
  che  fino  a  questo momento  possediamo  emerge  addirittura  un
  leggero incremento che io mi  auguro  possa  essere confermato in
  sede di accertamento, perché  tutti  comprendiamo l'importanza di
  questo fatto.
       Quindi, non c'è un allarme da sollevare  perché  ripeto  non
  si  tratta  di  una  diminuzione complessiva  delle  entrate,  ma
  soltanto di una diversa ripartizione.
       Detto, dunque, dell'impegno  che  questo Governo ha ritenuto
  di  dovere   ovviamente   mantenere,   perché   non  diversamente
  eludibile, e  segnalato  il ritardo assolutamente pregiudizievole
  con il quale si sta tuttavia arrivando all'approvazione di questo
  disegno di legge, vorrei  chiarire  che  questo  Governo  non  ha
  ritenuto necessario - e, quindi, neanche opportuno - procedere ad
  alcuna  modifica  dei  testi  che già erano  stati  presentati  e
  depositati dal precedente Governo.
       Perché  ad una  verifica effettuata non sono emersi elementi
  che ci potessero indurre ad apportare delle modifiche, per cui il
  testo, signor Presidente,  signori  deputati,  che  è arrivato in
  Aula è esattamente il  testo  che  è la risultante dei precedenti
  testi  presentati  dal   Governo,  sia  per  quanto  riguarda  la
  questione della competenza  che  per quanto riguarda la questione
  della cassa, che per  altro  viene modificata, perché  non si può
  fare diversamente, ma  viene  modificata  in  misura estremamente
  ridotta.
       Noi non potevamo  modificare  la  situazione  di cassa sulla
  base di una previsione che  non  esiste,  dal momento che noi non
  possiamo modificare adesso  una situazione di cassa in previsione
  di un avvenimento che ancora si dovrà verificare e il cui esito è
  assolutamente  incerto. Ci auguriamo che  l'esito,  mi  riferisco
  alla gara del mutuo, sia positivo, ma nessuno in questo momento è
  in grado di stabilire quale sarà l'esito.
       Quindi,  non  siamo  nelle  condizioni  oggi   di  fare  una
  previsione  su un avvenimento che  dovrà  verificarsi.  Peraltro,
  onorevole Tricoli, ne ho già informato la Commissione finanze, la
  data  della  gara  a trattativa privata è stata  spostata  al  23
  dicembre  in quanto si è ritenuto opportuno  concedere  un  altro
  lasso  di  tempo  a  coloro che  intendono  partecipare.  Quindi,
  entrambe  le  gare  si effettueranno il prossimo  23  dicembre  -
  ripeto - su richiesta esplicita di alcuni istituti  che  ci hanno
  chiesto la disponibilità di un maggiore lasso di tempo per potere
  predisporre gli atti necessari alla partecipazione  alla gara. La
  qualcosa,  devo  dire,  ci ha un po'  confortato  perché  abbiamo
  potuto riscontrare un interesse da parte del mercato, chiamiamolo
  così, degli operatori finanziari a questa gara.
       Per quanto riguarda la  questione  del  preconsuntivo, è già
  stato depositato, così come  il  Governo  si era impegnato a fare
  per altro con la  Commissione  finanze, è stato già depositata la
  situazione degli impegni e  della  spesa,  se  non  ricordo  male
  aggiornata al 2 dicembre,  che  è già depositata da alcuni giorni
  in  Commissione  finanze  e  che  è  a disposizione  di  tutti  i
  deputati.
       Per quanto riguarda  poi  la  questione  della forestale, il
  Governo concorda sul fatto  che, tra l'altro, essendo la legge 16
  del 1996 ed essendo l'anno prossimo l'anno in cui per forza della
  stessa legge, per  disposizione  della  stessa  legge,  si  dovrà
  procedere  ad  una  riconsiderazione di  quanto  stabilito  dalla
  legge, che bisogna fare una riconsiderazione  dei  risultati  che
  sono stati ottenuti e dei meccanismi che ha  innescato  la  legge
  16.
       Per  quanto  riguarda,  però,   questa   variazione,  voglio
  ricordare che questa variazione si rende necessaria per adempiere
  ad un impegno che questa Assemblea ha consegnato a  se  stessa e,
  quindi, al  Governo con la precedente legge  finanziaria  che  fu
  votata con l'altro Governo, che ha innescato un meccanismo per il
  quale  si  dovevano fare effettuare il turno di  51  giornate  ai
  lavoratori forestali.
       Ricorderete  che in quel  momento  lo  stanziamento  non  fu
  complessivamente individuato. Adesso il Governo per quell'impegno
  ha  presentato  questa  variazione  relativa  ai  capitoli  della
  forestazione per onoraare appunto  quell'impegno  che l'Assemblea
  ci aveva consegnato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                       COMUNICAZIONE DI CONGEDI

     PRESIDENTE.   Comunico  che  hanno  chiesto   congedo per oggi
  17 dicembre 1998 gli onorevoli  Sanzarello, Pellegrino, Guarnera,
  Turano,  Cuffaro.
       Non sorgendo osservazioni i congedi  si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       SI RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N.726

     PRESIDENTE. Si riprende l'esame del disegno  di  legge  numero
  726. Si passa alla tabella A.
       La pongo in votazione.

     FLERES.   Dichiaro  a nome del gruppo  parlamentare  di  Forza
  Italia che voteremo contro la Tabella A.

     TRICOLI. Dichiaro a nome del gruppo  parlamentare  di Alleanza
  nazionale che voteremo contro la Tabella A.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in  votazione la Tabella A. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvata)

       Pongo in votazione l'articolo 1 comprendente  la  tabella A.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvata)

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'articolo  2.  Invito  il  deputato
  segretario a darne lettura.

     LO CERTO , segretario f.f.:

                            <<Articolo  2
              Variazioni alla spesa del bilancio della Regione

          1. Nello stato  di  previsione  della  spesa  del bilancio
       della  Regione   per   l'esercizio   finanziario   1998  sono
       introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella B.>>

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  si accantona momentaneamente
  l'articolo  2.   Si  passa  all'annessa  tabella B.
       La pongo in votazione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

    (Fleres,  Leontini,  Provenzano, Aulicino,  Petrotta,  D'Aquino
    chiedono la verifica del numero legale)

     PRESIDENTE.   Essendo  la richiesta appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  si  procede  alla  verifica   del   numero  legale.
  Onorevoli  colleghi, chiarisco il  significato  della  votazione.
  Trattandosi  di  richiesta di verifica di numero  legale  si  può
  pigiare  indifferentemente  il  pulsante rosso o il  verde  o  il
  bianco. Dichiaro aperta la votazione.

       (Si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

              RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE . Proclamo l'esito della votazione  per la verifica
  del numero legale.

       Presenti e votanti 49.

       L'Assemblea è in  numero  legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si riprende la votazione della tabella B.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Pongo in votazione l'articolo 2 con l'annessa tabella B.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 3:

                         <<Articolo  3

             Modifiche all'elenco n. 5 allegato al bilancio

          1. In dipendenza dell'articolo 2, all'elenco 5 allegato al
       bilancio di  previsione  dell'esercizio finanziario 1998 sono
       apportate le modificazioni di cui al prospetto seguente:

                                Elenco n. 5

                                 Anno 1998

                         codice          importo        totali
                                    (milioni di lire)

      capitolo 21257       1004        -  65.000
                           1005        - 198.800
                           1007        -  25.000
                           1009        -   1.500
                           1013        -     500
                           1015        -   1.800
                           1016        -     900
                           1017        -     250
                           1018        -     500
                           1020        -   3.000
                           1021        -   2.300
                           1025        -   3.300

      totale cap. 21257                          - 302.850

       capitolo 60751      2006        -   8.000
                           2007        -     524
                           2008        -   2.500
                           2009        -   5.000
                           2010        -   5.000
                           2011        -   3.000
                           2015        -   5.000

      totale cap. 60751                           - 29.024

       capitolo 60791      5001         - 55.000
                           5002         -  5.000
                           5007         -  6.000
                           5008         - 15.000
                           5009         -  6.000
                           5010         - 18.000
                           5018         - 50.000

      totale cap. 60791                          - 155.000
      totale generale                            - 486.874>>

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 4:

                          <<Articolo 4
                 Variazioni alle previsioni di cassa

          1. In dipendenza degli articoli 1 e 2, il quadro sintetico
       delle previsioni di  cassa allegato al bilancio della Regione
       per l'esercizio  finanziario  1998  è  sostituito  da  quello
       allegato alla presente legge.>>

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 5:

                          <<Articolo 5
                Incremento stanziamento capitolo 16602

          1. Per consentire  la  prosecuzione dei lavori già avviati
       concernenti  la   ricostituzione   e   la   manutenzione  del
       patrimonio boschivo, è  autorizzata  la  spesa di lire 17.000
       milioni al cui onere  si  provvede per lire 2.500 milioni con
       pari riduzione dello  stanziamento  del  capitolo 56754 e per
       lire  14.500   milioni   mediante   riduzione   delle   spese
       autorizzate dagli  articoli  della  legge  regionale 6 aprile
       1996, n. 16 e successive  modifiche  ed  integrazioni per gli
       importi riportati a fianco degli stessi:

       art. 29, lett. b)     lire    1.000 milioni    (cap. 56753)
       art. 43               lire    2.600 milioni    (cap. 56771)
       art. 26               lire    2.400 milioni    (cap. 56786)
       art. 29, lett. a)     lire    1.500 milioni    (cap. 56851)
       art. 29, lett. c)     lire    7.000 milioni    (cap. 56852)

                             totale lire 14.500 milioni"

       Comunico che  all'articolo  5 è stato presentato dal Governo
  l'emendamento 5.1, tendente  a riscrivere l'articolo 5, di cui dò
  lettura:

    "Lo  stanziamento   del   capitolo  16602  è  incrementato  per
    l'esercizio '98 di lire 17.000 milioni cui si provvede per lire
    2.700 con  pari riduzione dello stanziamento del capitolo 56754
    e per  lire  14.300  milioni  mediante  riduzione  delle  spese
    autorizzate dagli articoli  della  l.r. 6 aprile 1996, n. 16, e
    successive modifiche ed integrazioni, per gli importi riportati
    al fianco degli stessi:

    - art. 29, lett. B         Lire  1.000 milioni;
    - art. 43                  Lire  4.400 milioni;
    - art. 26                  Lire    400 milioni;
    - art. 29, lett. A         Lire  1.500 milioni;
    - art. 29, lett. C         Lire  7.000 milioni;
                       TOTALE  Lire 14.300 milioni.>>

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi la copertura
  finanziaria a singhiozzo  dei  disegni  di  legge  che ogni anno,
  costantemente, vengono  presentati, perché  fanno  riferimento  a
  bisogni sociali di  grande  importanza, è  una  tattica che viene
  utilizzata per creare la protesta sociale, il disagio, per creare
  la  mobilitazione  dei  sindacati  che  così  fanno  vedere  agli
  operatori forestali che  loro sono interessati ai loro bisogni ed
  ai bisogni delle  loro famiglie e poi naturalmente cala dall'alto
  come deus ex machina il provvedimento legislativo ......

     FLERES. Si proiettano tutti i loro bisogni.

     TRICOLI.  Noi non  ci  facciamo  carico  dei loro bisogni.
       Sul provvedimento legislativo che risolve  la questione alla
  radice,  signor  Presidente, credo che un  attimo  di  chiarezza,
  almeno su questo argomento, vada fatto.
       Incominciamo da  un  principio  di ordine costituzionale che
  cioè concerne la  copertura  finanziaria di questa attività della
  forestazione.  Nessuna  legge  né  costituzionale,  né  ordinaria
  proibisce che oggi in  questa  sede, con questo disegno di legge,
  il Governo, il Parlamento provveda alla copertura finanziaria per
  l'attività di forestazione anche  per  il 1999 e anche per l'anno
  2000. Lo abbiamo già  fatto  qualche  settimana  fa  con la legge
  sulla  pesca   laddove   abbiamo   provveduto  a  dare  copertura
  finanziaria per il 1998, per il 1999, per il 2000.
       Allora,  signor   Presidente   della   Regione  e  onorevoli
  colleghi, sia della  maggioranza  che  della  opposizione,  ma in
  particolare signor  Presidente  della  II  Commissione, onorevole
  Petrotta, io invito il  Governo  della Regione, o in subordine la
  Commissione Bilancio,  a  riscrivere questo articolo che concerne
  la copertura finanziaria e a dare copertura finanziaria anche per
  il 1999 e per il  2000  perché  non  vorrei  che tra qualche mese
  esplodesse di nuovo  il  disagio sociale e possibilmente ci fosse
  di  nuovo chi  si  presta  immediatamente  a  risolvere  il  loro
  problema.
       Lo dico anche,  e  soprattutto,  a uomini della sinistra che
  rivestono la carica  di  sindaco  nei  loro comuni, spesso comuni
  dove il problema della forestazione, degli operai forestali, è un
  problema   estremamente   sentito.   Mi   rivolgo   all'onorevole
  Giannopolo, all'onorevole  Cipriani  che  hanno,  naturalmente, a
  cuore questa problematica dei forestali.

     FORGIONE. Anche all'onorevole Forgione.

     TRICOLI. All'onorevole Forgione, che attraverso il sindaco  di
  Isnello  esercita una grande moral suation  nei  confronti  degli
  operai forestali.
       E' l'occasione buona, signor Presidente, visto che in questa
  legge non vedo alcun  elemento di riforma strutturale e aldilà di
  quelle  che  sono   le   dichiarazioni  di  intento  che  poi  si
  scontreranno con interessi parlamentari e soprattutto all'interno
  della Giunta di Governo estremamente forti, io credo che allora a
  questo punto si  possa, per intanto, dare copertura finanziaria a
  questo disegno di legge,  alla  forestazione  per il 1999, per il
  2000. Fare infatti un disegno di  legge che consenta la copertura
  finanziaria  soltanto per  questo  scorcio  di  anno  senza  dare
  risposte per il  1999, ma  sicuramente con l'intenzione recondita
  nella mente di chi  rappresenta  il Governo in questo momento, di
  poi trovare una soluzione per risolvere il problema finanziario e
  continuare con i 35  mila  operai  forestali  che  ogni  anno  si
  occupano delle foreste siciliane, credo che sia una azione legata
  ad un modo di fare politica ormai vecchio che dobbiamo mettere in
  soffitta e invece restituire altre speranze ai siciliani.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PROVENZANO. Signor Presidente, vorrei  cogliere l'occasione di
  questo  articolo  per rivolgere, al Governo,  al  suo  Presidente
  onorevole Capodicasa, e soprattutto all'assessore al bilancio, un
  invito.
       L'invito è quello, se è possibile, di mettere non una parola
  fine  al  problema  dei  forestali  e  della forestazione, perché
  sicuramente    è    un    importante    problema   perché   tocca
  trentacinquemila  persone,  e  sicuramente  sono trentacinquemila
  persone che  non possono essere abbandonate, però di cercare, una
  volta per  tutte,  se  è  possibile,  di affrontare il tema delle
  forestazioni, della foresta, del precariato, in maniera diversa e
  potrebbe partire, appunto, dalle foreste e dai boschi di Sicilia.
       La  forestazione in Sicilia è, sostanzialmente, una attività
  aperta. Cioè un'attività  dove si pagano solo stipendi giusti, ma
  che non  ha  alcuna capacità di ricavo da parte delle migliaia, o
  centinaia di migliaia di ettari forestati in Sicilia.
       Ora,  se noi guardiamo un po' fuori  dal  nostro  territorio
  (basterebbe  guardare  non  molto  lontano,   per   esempio  alla
  Calabria,  o  anche  un  po'  più  lontano  in  altre  parti  del
  territorio nazionale, e perché no, anche all'estero) per renderci
  conto che la foresta è un patrimonio che ha una sua utilizzazione
  economica.
       In nessuna  parte  del mondo la  foresta  è  solo "costi"
       In Sicilia  la  foresta  è solo "costi"
       Ritengo - non ho dati precisi, ma dalla  mia  esperienza  di
  Governo credo di poterlo affermare - che non una  lira la Regione
  siciliana  prenda  dai tagli dei boschi o  dalla  possibilità  di
  utilizzazione economica dei boschi.
       Questo  anche perché la politica boschiva è stata sbagliata.
  Ci sono  messe  essenze  che  di  fatto  non  consentono i tagli.
  Allora il  bosco,  anziché essere fonte di reddito o autocapacità
  di determinazione  di  una  attività  economica,  è solo fonte di
  spese, di precariato e, permettetemi di dirlo, è anche un bubbone
  per quello che è un normale mercato del lavoro in Sicilia.
       Leggiamo in  questi giorni - ma lo sapevamo - che la Sicilia
  è una delle Regioni dove il sommerso ed il lavoro nero registrano
  sicuramente ai tassi più elevati d'Italia.
       Permettetemi  di  dirvi che il problema della forestazione e
  dei forestali  ha  un  grande contributo nei confronti del lavoro
  nero  in agricoltura, perché  il sistema attraverso  il  quale  i
  forestali vengono chiamati, vengono assunti  al  lavoro  comporta
  che  poi  questi  trentacinquemila   lavoratori   lavorano   solo
  nell'emerso  per  la forestazione e per la  Regione  siciliana  e
  tutte le altre giornate lavorative, che di  fatto compiono, fanno
  parte dell'enorme grande sommerso di questa Regione.
       Allora, io  credo  che, o  si  parte  dal presupposto che le
  foreste,   il   bosco   sono   un   patrimonio   che  può  essere
  economicamente   sviluppato   ed   utilizzato,  o  si  parte  dal
  presupposto  che  questo enorme patrimonio, anziché dare solo tot
  migliaia  di  giornate  lavorative  di  precariato, potrebbe dare
  ulteriori  migliaia  di  giornate  lavorative  stabili, di fatto,
  praticamente  e  costantemente impegnate in questo lavoro. Che la
  Regione   siciliana,   da  un'utilizzazione  economica  e  da  un
  cambiamento nella politica di forestazione che veda di rivalutare
  alcuni  boschi,  di  reimpiantare  essenze che siano passibili di
  taglio e  non  di  deforestazione,  possa,  di fatto, attivare un
  processo  di  economia che si autoalimenti attraverso il circuito
  virtuoso che è momento di rimboschimento, salvaguardia del bosco,
  taglio del bosco.
       In  questo  le  cooperative   potrebbero   intervenire,   il
  sottobosco potrebbe essere utilizzato per attività di pastorizia;
  tutto un sistema economico si metterebbe in moto, la qualcosa nel
  tempo sicuramente consentirebbe l'alleggerimento  del  precariato
  dei  forestali  per  la crescita, la nascita  e  l'affermarsi  di
  attività  economiche stabili dove i 35  mila  lavoratori  possono
  trovare 35 mila posti di lavoro.
       Io credo che l'andare  anno  per  anno  a rimpinguare questo
  capitolo per pagare all'ultimo minuto, sull'onda anche corretta e
  giusta   di  migliaia  di   persone   che  premono  sulle  spalle
  dell'assessore di turno o sulle  spalle del presidente di turno o
  a Piazza Indipendenza o  piuttosto di fronte al Parlamento perché
  rifinanzi  ogni  volta  la  legge,  io  credo  che  noi  parliamo
  finalmente  di  un'attività  che può  autonomamente  trovare  una
  giustificazione economica. E credo che questo  debba essere un
  percorso e signor Presidente, onorevole Assessore  io  vi invito,
  perché capisco che gli assessori all'agricoltura  non  hanno  mai
  grandi interessi nell'utilizzare quest'enorme ricchezza.
       Io  credo,  invece,  che   se  la  spinta  non  viene  dalla
  Presidenza dell Regione e soprattutto e anche dall'Assessorato al
  bilancio questo problema, che  potrebbe essere un non problema se
  lo si risolve così come in  altre parti d'Italia e in altre parti
  del mondo è stato risolto, io credo che potrebbe essere veramente
  un momento di svolta totale e complessiva di un grave problema.
       Il precariato, e concludo,  sappiamo essere la grande piaga;
  di questo precariato vi sono due filoni: quelli che non attendono
  ad attività che possono essere economicizzate e che quindi sono e
  saranno sempre un precariato  e  che  dovranno  trovare soluzioni
  sociali da precariati che  abbiamo  creato  noi  perché non siamo
  stati capaci di creare attività economiche.
       Il bosco è una ricchezza, il bosco non è una cosa a perdere,
  il bosco non è qualcuno che  pianta  un  albero,  non è da pagare
  perché è pagato e non se ne  parla  più,  chi pianta un albero ha
  messo una pietra miliare nell'attività economica di quell'albero.
  Allora,   o  quell'albero   è   qualcosa   che   poi   consentirà
  l'autopagamento di chi lo ha piantato, di chi lo disbosca, di chi
  lo taglia, ovvero noi avremo creato  solo  le  condizioni, come è
  stato  finora fatto, di un  costante  e  continuo  precariato  in
  Sicilia.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor  Presidente,   Presidente  della  Regione  e
  colleghi deputati, per la  verità questa discussione generale sui
  singoli  articoli  mi   sembra   l'occasione,   avendo  ascoltato
  l'intervento del Presidente  del  Gruppo parlamentare del P.D.S.,
  per fare ragionamenti sui massimi sistemi. Io sarei tentato, dato
  che  abbiamo parlato dello stato di salute del  suo  partito,  di
  congratularmi con gli elettori romani che ci  hanno fatto vincere
  le elezioni, ma non c'entra niente con  la  discussione generale,
  voglio dire se siamo nel tema stiamo nel tema.
       Io sto intervenendo  sulla  forestazione  e sull'articolo 1,
  per esempio, ci sono  stati  interventi  sui forestali. E allora,
  per quanto mi riguarda, per  evitare di commettere gli errori che
  commettono gli amici della  maggioranza, sui forestali ho qualche
  cosa da dire e cercherò di sintetizzare.
       Ogni anno in Sicilia  nell'autunno  si  ripropone uno schema
  ormai vecchio, cioè la  corsa  verso  l'assessore  di  turno  per
  andare a verificare se il  Santo  Natale  e il Capodanno potranno
  essere  festeggiati  nelle   case  dei  nostri  operi  forestali,
  dopodiché sistematicamente agli inizi  di  novembre se la legge è
  intervenuta  si brinda prima,  se  la  legge  non  è  intervenuta
  l'assessore  si  assume   la  responsabilità  di  autorizzare  le
  giornate, in modo tale che il flusso e il riflusso della porta di
  dietro, così come  Goldoni  scrisse  nella  "Bottega  del caffè",
  possa essere alimentato: capi  operai  che  vanno e vengono dagli
  assessorati, dall'assessorato  in  questo caso, assicurazioni nei
  comuni, riusciremo a perfezionare il requisito previdenziale?
       Alla fine, ogni anno i nostri precari forestali, perché sono
  tenuti in  stato di precarietà anche psicologica, non precari per
  il lavoro  che  fanno  perché  io  ho  sostenuto  in  Commissione
  Bilancio che quello  è  uno  dei  lavori  più  produttivi  che la
  Regione potrebbe  garantire  al territorio siciliano perché sulla
  funzione sociale,  sulla  funzione  vitale della tutela del bosco
  non ci piove.
       Eppure questo  stato  di precarietà questa classe politica è
  riuscita a mantenerlo  nel  tempo.  Anche quest'anno il rischio è
  che si celebri  il  rito:  approviamo  questa  norma, i forestali
  potranno percepire la indennità di disoccupazione e l'assegno per
  il nucleo  familiare e potranno far giocare ai fini previdenziali
  anche  l'anno   1998   per   potere   perfezionare  il  requisito
  contributivo ai fini pensionistici.
       Il governo  attuale  e  i  governo  precedenti non hanno mai
  avuto una  politica  per  la  forestazione,  questa  è la verità.
  Nemmeno siamo  riusciti a proteggere il bosco, altro che funzione
  produttiva del bosco, come si fa nei paesi civili ed evoluti. Noi
  avremmo una  grande risorsa finanziaria nel bosco, eppure abbiamo
  tenuto il bosco lì  pronto  ad  andare in fumo e pronti a turno a
  dare la responsabilità  del  fumo  agli stesi precari perché si è
  giocata anche  questa  volgarissima partita che periodicamente ha
  scaricato sui  braccianti  precari  in  modo  indistinto senza le
  prove la responsabilità degli incendi.
       E  allora  noi,  come  opposizione,  come  Centro  cristiano
  democratico, ma  credo  che su questo c'è una posizione unitaria,
  riteniamo che questo  governo a parte questa norma che noi già in
  commissione  bilancio  abbiamo  favorito perché siamo chiaramente
  d'accordo (non  c'è  nessuno più d'accordo per il perfezionamento
  dei requisiti  contributivi)  questa legge sui forestali non è la
  legge del Presidente  Capodicasa,  a parte il fatto che non ha il
  rango  di   legge,   è  una  semplice  norma  che  garantisce  la
  sopravvivenza dei nostri operai.
       E   allora   archiviamo   questo   spettacolino,  approviamo
  velocemente questa  legge e quindi questa norma sulla quale siamo
  d'accordissimo e  chiediamo,  sono  intervenuto  per  questo l'ho
  fatto già  in  commissione  bilancio,  al  Presidente,  onorevole
  Capodicasa, che  il  governo  proponga  già  col  prossimo  anno,
  considerato che  esiste  un  problema  di  scadenza e comunque la
  necessità   di   riconsiderare  il  percorso  della  legislazione
  specifica   per   riqualificarne  il  profilo,  per  migliorarla,
  sappiamo che questa legge ha parecchi limiti, dobbiamo cercare di
  renderla  più  adeguata  alle  esigenze  dei  forestali,  e  però
  dobbiamo cercare  in tutti i modi di qualificare questo strumento
  per fare  in  modo  che  l'intervento della Regione siciliana sul
  bosco sia un  intervento  più  serio,  più  soldi  al  bosco meno
  assistenza. Non sto dicendo che tutti i 35.000 forestali lavorino
  produttivamente, perché  spesso  passiamo  per i boschi e vediamo
  gruppi di forestali che bivaccano (minoranze) alienandosi, perché
  li mortifichiamo,  è  gente  che non mettiamo nella condizione di
  lavorare, bivaccano  nel  senso  non negativo, non hanno nulla da
  fare perché poi  ad  un  certo punto gli facciamo perfezionare il
  requisito contributivo  facendogli  fare  le  giornate in periodi
  dell'anno in cui spesso nel bosco non c'è niente da fare.
       Questo è  assistenzialismo,  io  non  sono contrario alle 51
  giornate, alle  102,  alle 76, requisito-presupposto per le nuove
  prestazioni previdenziali.
       Però è  scontato  che  noi  dobbiamo smetterla di utilizzare
  centinaia di  miliardi  per  non arricchire il nostro territorio.
  Questa norma serve  soltanto a gratificare - e questo è doveroso,
  così come  è  doveroso  mantenere  con la proroga gli articolisti
  perché dopo  9,  10  anni  di  speculazione sulla loro condizione
  (dovevano non  essere  prorogati allora, diciamo noi, i contratti
  degli articolisti).
       Eppure oggi siamo qua a parlare di precariato, di forestali,
  di articolisti, sapendo  che  da  questa  condizione  non si esce
  espellendo questi precari dal mercato del lavoro, si esce creando
  le condizioni  per  una  stabilizzazione progressiva, non di tipo
  assistenziale, presidente  Capodicasa, chiediamo che i forestali,
  così come  gli  articolisti, vengano stabilizzati, ma non in modo
  demagogico.
       Né possiamo  pensare, come fa l'onorevole Piro e l'onorevole
  Papania, che  sul precariato in Sicilia siano sufficienti ricette
  molto originali.  Non  so,  per esempio, i forestali non possiamo
  parcheggiarli a Roma  perché non c'è una norma nazionale, per gli
  articolisti qualcuno  pensa  che  fra  due  anni riusciremo a far
  crescere in Sicilia una serie di imprese con soggetti titolari di
  progetti  imprenditoriali,   una   terra   in  cui  l'impresa  ha
  difficoltà enormi,  pensate  e  figuratevi  se  potrà in due anni
  creare  le   condizioni   per  la  rivitalizzazione  del  sistema
  imprenditoriale  al   punto   da  creare  le  condizioni  per  la
  stabilizzazione del  precariato  indotto dall'articolo 23. E così
  per i forestali.
       Io dico,  e chiudo, sulla forestazione dobbiamo smetterla di
  giocare. Vediamo  di  prevedere le condizioni per le convenzioni,
  così come  succede  in  altri  paesi, con cooperative che possano
  drenare risorse  finanziarie dalla Comunità europea, con le quali
  concordare una  serie  di  interventi  integrativi  sul  bosco in
  aggiunta a  quelli già espletati e che però vanno razionalizzati,
  migliorati per evitare che succeda anche a voi quello che succede
  a me quando  vado per le mie terre, non soltanto nelle Madonie ma
  anche nel  corleonese  e  altrove,  e  individuo  quei  gruppi di
  lavoratori  forestali  ai  quali  facevo  cenno.  Gente  perbene,
  umiliata, costretta  a  perfezionare il requisito contributivo da
  una classe politica  che, a corto di idee, continua a vivere alla
  giornata.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres.
       Informo   l'Assemblea   che  la  commissione  ha  presentato
  l'emendamento 5.2 che riscrive l'articolo 5.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres.

     FLERES. Onorevole  Presidente,  onorevoli colleghi, io intendo
  collegarmi  all'intervento  dell'onorevole  Provenzano e a quello
  dell'onorevole Aulicino  che condivido nella loro formulazione di
  base, non  foss'altro  per  una  ragione: quando nella precedente
  legislatura fu discusso il disegno di legge che divenne poi legge
  di riordino  dell'Azienda  delle  foreste  demaniali,  io  fui il
  presentatore  di  quella  parte  della  legge  che  fissa  alcuni
  parametri per fare diventare questa azienda non un dispensario di
  salari bensì  un'azienda che produce reddito e che produce lavoro
  e valore aggiunto e non soltanto salari.
       Onorevole Presidente,  un  giorno  un  agronomo  di un altro
  paese si trovava  a  passare  per  una  delle  zone rimboschite o
  presunta tale della  Sicilia  e vide in fila, uno dietro l'altro,
  numerosi operai  forestali  che,  muniti di una pala tentavano di
  mettere a  dimora  alcuni alberi tutti uguali. Erano eucalipti. E
  allora si chiese  e  chiese  al capo di questa squadra: "come mai
  utilizzate questi  sistemi  così  antiquati  per  rimboschire  le
  vostre   terre?    Come    mai   non   utilizzate   dei   sistemi
  tecnologicamente  avanzati che raggiungono il medesimo obiettivo,
  quello di rimboschire le vostre terre, quello di mettere a dimore
  degli alberi  capaci  di  produrre  reddito,  capaci  di produrre
  legname pregiato, capaci di produrre essenze?"
       Ebbene, il   capo  di  quella  squadra,  Signor  Presidente,
  rispose:  "ma sa,  caro  dottore  (non so come si chiamasse), noi
  abbiamo il problema degli operai".
       Ebbene quell'agronomo  gli  disse:  "ma  guardate  che state
  sbagliando tutto,  perché  se  avete il problema degli operai non
  dovete munirli di  una  pala  e  di una zappa così come voi fate,
  certamente neanche  degli  strumenti più sofisticati, muniteli di
  un cucchiaino così  faranno dei buchi più piccoli, ci vorrà molta
  più gente e molta più gente potrà essere adibita a questo tipo di
  lavoro."
       Ma sarà  un  lavoro  produttivo?  Io dico di no   Certamente
  non sarà  un  lavoro  produttivo.  Così  come  non  è produttivo,
  certamente, il lavoro compiuto purtroppo da molti lavoratori che,
  dignitosamente, tutte  le  mattine  si  recano a timbrare il loro
  cartellino per  mettere  a  dimora  alberi  che  non serviranno a
  nulla, che  anzi altereranno l 'equilibrio ecologico della nostra
  Regione dove  sicuramente  una quantità così elevata di eucalipti
  non serve a migliorare le condizioni agro-ambientali.
       E allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema
  è quello della  produttività. Questa è un'azienda che non è tale,
  questo è un  dispensario  di salari, questo è uno strumento nuovo
  di diffusione  di quello che continuo a chiamare nuovo nonostante
  la legge, perché  la legge prevede la modifica, solo che ci vuole
  qualcuno che la faccia applicare questa legge e invece continua a
  non essere  applicata.  Prima poteva essere giustificato oggi non
  più perché la  legge  lo  consente.  Dicevo,  è un dispensario di
  metadone, cioè di  una  nuova  sottospecie  di  droga che serve a
  tenere condizionato il popolo siciliano.
       In questo momento, nella nostra società, sono diffusi, nella
  più becera  cultura  stalinista,  una serie di nuovi oppiacei che
  servono a rendere calmo il popolo siciliano o nazionale.
       Una  volta  qualcuno diceva che era la religione l'oppio dei
  popoli   Si  sbagliava  Nel frattempo la condizione politica si è
  trasformata. Oggi l'oppio  dei  popoli  sono: gli LSU, gli LPU, i
  forestali, i bonificatori, i trattoristi.
       Oggi  noi  abbiamo i trattoristi senza trattori, i forestali
  senza  boschi,  i  bonificatori senza paludi, abbiamo una Regione
  che  piuttosto  che  intervenire  in  termini di produttività, in
  termini  di  valore  aggiunto e di reddito dipendente da lavoro e
  non da spreco, abbiamo invece questo tipo di meccanismi.
       E allora, siccome certamente l'azienda foreste demaniali può
  rappresentare invece un'azienda nel senso più proprio del termine
  e questo non lo si vuole, vuol dire che si vuole continuare nella
  logica  degli  oppiacei,  cioè  nella  logica del condizionamento
  delle coscienze, della non liberazione delle coscienze attraverso
  la elargizione non  di  un salario dipendente da un lavoro, ma di
  un salario di acquisizione del consenso.
       Oggi l'azienda  foreste, così come tutti gli altri strumenti
  di contenimento  del  disagio sociale, non servono a contenere il
  disagio sociale,  servono  ad acquisire il consenso dei cittadini
  bisognosi che  avrebbero  tantissima  voglia di lavorare e invece
  sono costretti  ad incamerare un salario di fame, un'elemosina di
  fame che però  serve  a  consegnarli  nelle  mani  di  chi quella
  elemosina consente a loro.
       E  allora  è  necessario ribaltare questa condizione. Certo,
  non  è  questo  il  momento, noi stiamo parlando di variazioni di
  bilancio,  mi  rendo  conto che stiamo affrontando una situazione
  pregressa, quindi, per carità, il mio non è certamente un attacco
  a questo Governo.
       Io  voglio  fare  una  considerazione  soltanto di carattere
  generale  e  dico:  "l'azienda  delle foreste demaniali o diventa
  un'azienda o non può più continuare a sopravvivere con interventi
  di questo tipo".
       Allora questo Governo,  se  è  vero che vuole cambiare, se è
  vero che vuole  modificare  il  proprio modo di essere, se è vero
  che vuole  dimostrare  di  essere  funzionale  allo  sviluppo, di
  essere  funzionale  all'occupazione,  di  essere  funzionale alla
  creazione di  valore  aggiunto, ha lo strumento per poterlo fare,
  ha lo  strumento  per  potere  coinvolgere  gli operai forestali,
  anche concedendo  loro,  con cooperative, con società, l'utilizzo
  di questi terreni per la messa in produzione degli stessi, per la
  messa in  produzione  di  alberi che producono legno pregiato, di
  essenze  che  possono  essere  commercializzate,  di  funghi,  di
  pascoli, e  invece,  in  questo meccanismo perverso si innesca un
  altro meccanismo  perverso  che  è  quello  della  gestione di un
  sistema di collocamento che è degno del terzo mondo.
       Oggi  in  tutto il mondo, in tutta Europa operano con grande
  capacità,  con  grande  professionalità, le agenzie per il lavoro
  interinale,  le agenzie che sono capaci di mettere in mobilità il
  personale,   di  utilizzarlo  diversamente  secondo  le  stagioni
  dell'anno, le  funzioni,  le  attività  che  vanno variando e qui
  continuiamo con un sistema di collocamento farraginoso e corrotto
  nelle  mani  talvolta di personaggi assolutamente inqualificabili
  che ogni tanto  colorano le pagine dei quotidiani di cronaca nera
  che noi tutti  leggiamo, e che condizionano ancora una volta, con
  un sistema  di  natura  acquisitiva,  la  libertà  dei lavoratori
  forestali  con  la  logica  delle  qualifiche  consegnate  o  non
  consegnate, attribuite  o  non  attribuite,  con  i  periodi  che
  vengono individuati  non  sulla base delle esigenze ma sulla base
  delle tessere sindacali in possesso di ciascun lavoratore.
       Allora l'occasione  è  buona  per dire al Governo e all'Aula
  che è venuto  il momento di andare a correggere questi errori, di
  andarli  a   correggere   immediatamente   sia   in   termini  di
  produttività facendo  diventare questa azienda una azienda sia in
  termini di  trasparenza, cancellando le storture mortificanti che
  rappresentano oggi gli uffici di collocamento della Sicilia.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
  facoltà.

     FORGIONE.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  avrei
  rinunciato  a  discutere  di  questi problemi, condividendo molte
  delle  ispirazioni contenute in questa variazione di bilancio, ma
  credo  che  l'intervento  dell'onorevole  Fleres, la sua violenza
  contro  i  lavoratori  forestali, l'assolvere questo Governo, che
  del  resto  è  ai  primi  passi,  e il puntare l'indice della sua
  denuncia  contro  l'Assessore Briguglio e il Governo Provenzano e
  Drago che sono stati, visto che ha assolto questo Governo, quando
  parlava   delle   storture,   della   gestione   clientelare  del
  collocamento,  ha  dipinto  un  quadro  su  misura dell'Assessore
  Briguglio che ha alimentato...

     FLERES ... di cui lei è alleato.

     PRESIDENTE.  La  prego  onorevole  Fleres.  Continui onorevole
  Forgione.

    (Interruzione dell'onorevole Speziale)

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, io cerco di condurre i lavori;
  ho  invito  l'onorevole  Forgione,  non ho richiamato l'onorevole
  Forgione,  a  evitare  di accelerare una amplificazione. Comunque
  lei è un ottimo candidato a Presidente dell'Assemblea. Se ne avrò
  la  possibilità  un  giorno, contrariamente a quello che ha fatto
  lei, io le darò il mio voto personale.

     FORGIONE.  Vorrei ricordare al Presidente Provenzano che forse
  un ragionamento dal suo punto di vista rigoroso avremmo preferito
  ascoltarlo anche nella sua funzione di Presidente della Regione.
       Mi  pare che lei allora forse non è stato in grado, rispetto
  alla  sua  maggioranza, di affermare quelle scelte selvaggiamente
  liberiste che qui lei ci ha disegnato.
       Anch'io  ritengo che forse è tempo di verificare lo stato di
  attuazione  della legge sulla forestazione, che è stata una legge
  che  comunque  ha  provato  a mettere ordine in un settore le cui
  storture  tutti  noi  conosciamo,  che è tempo di verificarne gli
  effetti  e  i  limiti, ma non per arretrare rispetto ai risultati
  acquisiti da quella  legge, ma per provare ad andare oltre quella
  legge  e,  soprattutto,  vorrei  dirlo  agli  alfieri  di  questo
  liberismo in  salsa  siciliana,  soprattutto  per fare di uno dei
  settori che o  è gestito pubblicamente, perché  è uno dei settori
  tradizionalmente fuori profitto, o non ha alcuna gestione e viene
  messo in  balia  della speculazione selvaggia delle imprese e del
  mercato, per  provare  a  fare del settore della forestazione uno
  dei settori centrali  per un'altra idea e per un altro modello di
  sviluppo di questa Regione.
       Qui  davvero  che  sarebbe  utile, e questo Governo potrebbe
  farlo,  per  la  storia  di  alcuni  dei  protagonisti  di questo
  Governo,  di  alcune  forze di questo Governo, certo in conflitto
  con  altre  forze  di  questo Governo e di questa maggioranza che
  volutamente  hanno  sempre  operato un meccanismo clientelare sul
  terreno  della forestazione, ma ci sono forze politiche, ma anche
  forze umane  che  in  questo  Governo possono dare un contributo,
  assieme  alle  organizzazioni  sindacali, ai lavoratori forestali
  per trovare  davvero  una  fuoruscita  dal  precariato,  non  una
  ulteriore flessibilizzazione, onorevole Fleres, ma fuoruscita dal
  precariato, una stabilizzazione di questi lavoratori, se si parte
  dal fatto che il settore della forestazione può essere davvero, e
  lei lo diceva anche Presidente Provenzano, un settore produttivo.
       Questa  è  una  Regione  che  spesso patisce la devastazione
  dell'ambiente  e  del  territorio,  questa  è  una Regione dove i
  progetti  anti-incendio  vengono approvati a luglio e qui bisogna
  chiedere una diversa responsabilità e vedere di chi sono anche le
  responsabilità nell'ispettorato forestale e nell'assessorato.
       I progetti anti-incendio vengono approvati quando magari gli
  incendi hanno già  devastato una parte del territorio, ma di quei
  progetti   e   di   quell'utilizzazione   produttiva  rigorosa  e
  trasparente c'è bisogno  e  se  c'è bisogno di quei progetti e di
  quella utilizzazione  produttiva  e  trasparente,  c'è bisogno di
  quei lavoratori.
       Altro che metadone, onorevole Fleres, lei considera metadone
  la dignità di  migliaia  e  migliaia di lavoratori, di donne e di
  uomini, di famiglie  di  forestali  di  questa  Regione, è lei il
  drogato e  l'allucinato quando parla in questi termini della vita
  degli uomini e delle donne della Sicilia.
       Noi  non  possiamo  consentire  che nessuna logica liberista
  selvaggia consideri le persone, le donne e gli uomini un numero o
  un  esubero  per  usare  un termine tanto caro agli alfieri della
  modernità.
       E  allora sì, facciamolo il ragionamento sulla forestazione,
  il  Governo  regionale  potrebbe  cominciare a riflettere su come
  adeguare questa normativa, su come andare oltre.
       Per esempio  cominciare  a  pensare  a  un  grande  piano di
  riassetto idrogeologico  del  territorio  siciliano  e  allora lì
  forse scopriremmo  che  25.000  forestali  sono  pochi, ma che ne
  servirebbero  di  più,  diversamente  qualificati,  con  un'altra
  funzione, con  un'altra utilizzazione, questo porta a guardare al
  lavoro e ai lavori in modo nuovo e diverso rispetto al passato.
       E amici della destra e amici del centro sinistra, smettetela
  ormai con  questo  ritornello  che  l'unica  cosa  buona è quella
  dettata dal mercato  e  ogni  qual volta si discute di intervento
  pubblico e di  gestione  della  spesa  pubblica  per forza c'è il
  clientelismo o l'affarismo o la degenerazione della trasparenza.
       No,  questa  c'è  quando  il pubblico è gestito dalle classi
  dirigenti  che  voi  ci  avete  insegnato  a  conoscere in questa
  Regione,  quando  il pubblico è gestito con rigore, con coerenza,
  con   trasparenza   i  settori  produttivi  possono  trovare  una
  collocazione  anche   sul   mercato  e  anche  in  rapporto  alla
  definizione di  un  diverso modello di sviluppo, a condizione che
  ci intendiamo il  territorio  e l'ambiente se non sono oggetto di
  un forte controllo  pubblico e se non sono il terreno di un forte
  piano di lavoro  e  di  investimenti  per  lavori,  questi  sì di
  utilità sociale e  non  di  utilità clientelare come voi li avete
  ridotti i  lavori  di  utilità  sociale  in  questa Regione, sono
  invece il  terreno  delle  scorribande speculative di questa o di
  quell'impresa, di  questo  o  di quell'interesse forte, occulto e
  anche mafioso di questa Regione.
       E  allora facciamola questa discussione, su come adeguare la
  legge   sulla   forestazione,   ma  abbiamo  anche  un  senso  di
  responsabilità.
       Lavoratori che  hanno  lavorato  nel  corso dell'anno, ed ho
  concluso, rischiano di  non  poter fare il Natale e le Feste come
  tutti gli altri lavoratori dignitosamente hanno diritto a fare. E
  allora questo intervento certo è un intervento precario e tampone
  se non si  fuoriesce  da  una  logica che vuole tenere il settore
  della forestazione sotto il ricatto della gestione di questo o di
  quell'assessorato ed  io  non  mi  fido neanche degli assessorati
  preposti di questo Governo.
       Ma se  ragioniamo  in  modo diverso ora possiamo intervenire
  così per quello che serve, ma poi possiamo cominciare a ragionare
  su come  rendere  strutturale l'intervento sulla forestazione, su
  come rendere  organica  la  spesa  pubblica in questo settore, su
  come rendere  stabile  il lavoro necessario che questi lavoratori
  devono fare e  su come agganciare tutto questo ad un grande piano
  di manutenzione e  di riuso del territorio, ad un grande piano di
  riassetto idrogeologico  del territorio e dell'ambiente di questa
  Regione che  manca,  che nessun governo regionale, nessun governo
  regionale fino a questo si è mai posto il problema di definire ed
  aspettiamo anche da questo un segnale di novità, che noi sappiamo
  che per la  composizione  di  questo  governo è difficile; per le
  spinte che in questo governo ci stanno, è difficile e complicato,
  per i  meccanismi  di  conservazione clientelare che convivono in
  questo Governo  ed  in  questa  maggioranza,  è  difficile potere
  arrivare ad  un  elemento  di  rottura, però sappiamo che nessuna
  lezione  può venire  da  una  destra  che, come  ci  ha  spiegato
  l'onorevole  Fleres, vuole  smantellare l'ufficio di collocamento
  per mettere in  mano  alle agenzie private il mercato del lavoro,
  vuole le  agenzie  del  lavoro  interinale,  vuole riaffermare il
  diritto del mercato  su  tutto e quando le logiche del mercato si
  sono affermate sul territorio e sull'ambiente, si sono avute solo
  speculazione edilizia, devastazioni e tragedie ambientali.
       Noi  impediremo  tutto  questo,  per  questo  e  con  queste
  motivazioni non  daremo un voto contrario a questo provvedimento,
  ma  chiediamo  al  Governo  una  novità  significativa,  cioè  di
  cominciare a  pensare  ad un piano di riassetto idrogeologico del
  territorio, ad  un  piano  di investimenti produttivi sul terreno
  della  forestazione,   del   bosco   e   del   sottobosco  e  una
  utilizzazione dei  lavoratori  forestali  che  sia  stabile  e li
  faccia  uscire   dalle  logiche  del  precariato  e  dai  ricatti
  clientelari degli ispettorati e degli assessorati di turno.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Zangara. Ne ha
  facoltà.

     ZANGARA. Colleghi, molte cose si sono dette sulla forestazione
  oggi e non  vorrei che trattando di un argomento che è importante
  ma che  va visto sicuramente nell'interesse dell'ambiente e delle
  risorse stesse  del sottobosco e del bosco non concludessimo.
       E oggi,  se  ci  troviamo  a  discutere  di questo problema,
  sicuramente è perché  alla fine siamo in una fase di assestamento
  di bilancio, di  qualcosa che già si è consumato in questi mesi e
  che però  io  condivido  nel  senso  della  programmazione  fatta
  sull'assestamento stesso da parte del Governo di cui concordo.
       Ma proprio attraverso  le cose che sono state dette, per una
  politica  nuova,  vera  che  riguarda  la  forestazione,  ma  che
  riguarda tutto  il  territorio  della Regione siciliana, apprezzo
  gli interventi  che  ci  sono  stati,  non condivido le polemiche
  perché le polemiche  non  portano a niente, ma ho condiviso anche
  una  buona  parte dell'intervento dell'onorevole Provenzano, così
  come ho  condiviso  altri  interventi.  Qui  occorre comunque una
  politica nuova,  una  politica  vera,  reale,  forte  per  quanto
  riguarda la forestazione
       C'è bisogno  di  un  grande  cambiamento,  non  è  possibile
  continuare a pensare  che  i lavoratori per le 51 giornate devono
  iniziare il lavoro a novembre perché magari non si rischia di non
  poterle fare  le  51 giornate senza rendere alcuna produttività a
  quello che serve al bosco stesso per il periodo intercorrente.
       Ma la  nuova politica sulla forestazione va fatta in termini
  diversi,  così  come  le  squadre  antincendio,  ecco  una  parte
  dell'intervento   dell'onorevole   Forgione  che  condivido,  non
  possono iniziare a  luglio  e  ad  agosto  ad  operare, ma a fine
  aprile o aprile  o  a maggio, prima che avvengano gli incendi nei
  boschi stessi,  questa  è  la politica che bisogna cambiare, così
  come tutte le altre  cose  al di là delle 51 giornate o delle 102
  giornate o delle  77  che  sono importanti per una categoria così
  forte e numerosa.
       Ma il  cambiamento  della  politica  della forestazione deve
  essere anche incentivato, visto  e guardato in termini diversi di
  produttività, di realizzazione,  di economicità, di funzionamento
  che ci può essere, anche di  sfruttamento  del  sottobosco, della
  produttività  vera.   Ma è la nuova politica  che  va  vista;  va
  vista la politica incentrata sul  risanamento anche nella finanza
  pubblica, che è bene che parta da oggi,  da  questo  Governo  che
  oggi ha la nostra fiducia incondizionata e  che  sta  partendo da
  oggi per affrontare tutti i problemi che ci sono.
       Deve iniziare da oggi  il  risanamento  in questa direzione,
  perché c'è bisogno di questa  politica nuova, vista in termini di
  produttività reale anche di  questo  comparto così importante.
       E' con questa logica che  i  popolari  si accingono a votare
  favorevolmente l'assestamento, con  l'impegno  che il Governo, il
  Parlamento, tutti i parlamentari  sia  di  destra che di sinistra
  possano ritrovarsi in una  nuova  legge  che riguardi l'interesse
  più complessivo della forestazione tutta e dell'intero territorio
  che è a servizio della nostra popolazione.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Croce.
       Prima  di  dare  la  parola  all'onorevole  Croce,  desidero
  informare l'Aula che  è  intendimento  della  Presidenza giungere
  nella mattinata al completamento  del  disegno di legge al nostro
  esame, mancando soltanto due articoli.
       E' intendimento della  Presidenza  di  convocare  una  nuova
  seduta nel pomeriggio alle  17.30  e concluderla intorno alle ore
  22.00, procedendo se sarà  possibile,  questa  sera  dare il voto
  finale ad alcuni disegni di legge già approvati.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce.

     CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione, il  mio  intervento  è in riferimento all'articolo 5 del
  disegno   di   legge   per   quanto  riguarda  la  variazione  di
  stanziamenti  di capitoli dell'amministrazione dell'Agricoltura e
  foreste.
       Pur  condividendo  in  linea  di  massima la manovra, perché
  interessa operai che sono stati e sono preziosi nell'attività che
  svolgono,    ho    qualche    problema    riferito    soprattutto
  all'impostazione che è stata  data  rispetto  anche  al  recupero
  delle somme e quindi  all'interesse  del  Governo a  sottrarre da
  capitoli importanti somme  che potevano eventualmente servire per
  un intervento concreto nel territorio.
       E' lì il problema e la perplessità che ho. Infatti, andare a
  recuperare somme che andavano  nella  direzione  di  un interesse
  verso  il  territorio e  quindi  di  un  recupero  dello  stesso,
  francamente non mi convince.
       Io credo  che  il  Governo  doveva  fare la stessa manovra e
  doveva farla recuperando altrove le somme occorrenti.
       Dunque,  non  capisco   questo   recupero  su  capitoli  che
  interessano  fatti  importantissimi,   soggetti  che  sono  stati
  preziosi per l'opera che hanno svolto.
       Non  ho amici tra  i  forestali,  non  conosco  nessuno  del
  settore della forestale, però  ritengo che questi soggetti vadano
  tutelati dando loro risposte  concrete  e  non continuando con la
  solita politica di ritardi  nella  gestione complessiva di questo
  grande patrimonio.
       Pertanto, chiedo al  Governo  non soltanto l'approvazione di
  questo atto che  ritengo  ormai  necessario,  indispensabile  per
  salvaguardare il lavoro svolto  da  questi  amici,  ma chiedo una
  politica concreta nel  settore  della  forestazione.  Quindi,  un
  riordino complessivo che si  basi soprattutto sulla gestione, non
  determinando scelte come queste  che, se per una parte soddisfano
  gli operai nel loro più vivo interesse, non trovano riscontro poi
  con altri momenti di programmazione  che la stessa Regione ha già
  individuato. E se questi  capitoli  esistono, esistono perché già
  la Regione si è dotata  di  strumenti  e  quindi  ha  individuato
  l'intervento da fare per  quanto  riguarda  i  corsi d'acqua, per
  quanto riguarda il territorio, il sottosuolo.
       Tutto quello che interessa  il  territorio  ritengo  sia una
  questione molto seria; non si  può  fare  sparire un capitolo che
  serve a programmare, che serve  a dare risposte; e d'altronde, se
  sono state fatte delle leggi ci deve essere stato un motivo.
       Ecco perché  io,  pur condividendo la soluzione del problema
  degli operai,  ritengo  che  il  Governo  doveva rifarsi ad altre
  proposte  e  non  andare   a   incidere  sui  capitoli  che  sono
  essenziali, importanti per la  programmazione,  per lo sviluppo e
  per la difesa del territorio stesso.
       L'articolo 5 è importantissimo, bisogna sostenerlo, ma nella
  parte che interessa il lavoro.
       Allora, se è questo  il  problema,  questo  Governo  non può
  sfuggire rispetto ad un grado  di  responsabilità che è quello di
  presentarsi con un disegno  di  legge  organico  che  affronta il
  problema  delle  foreste   e   quindi   della   possibilità   del
  rimboschimento.
       Se questa volta  ci troviamo di fronte ad un avvenimento del
  genere   è   soltanto   perché   effettivamente  registriamo  una
  difficoltà anche  dello  stesso  Governo che noi stiamo guardando
  con molta  attenzione, ma  non  possiamo accettare questo tipo di
  impostazione come la  panacea  di tutti i mali.
       Dunque, caro Presidente, ti  invito  a  riflettere  su tutta
  questa materia del lavoro e soprattutto sui forestali. Ripeto: io
  non ho amici tra i forestali,  non  debbo fare piaceri a nessuno,
  ma questa è la volta buona per dotare questa Regione di strumenti
  che, alla fine, evitano  problemi  qui  valutati  e  motivati per
  quanto riguarda un certo  tipo  di  clientele.  Queste  clientele
  debbono finire, ci deve  essere  trasparenza  su  tutta la linea
  Ecco perché poc'anzi intervenendo  ho  detto  bene  al  dibattito
  sulle nomine ma bene al dibattito  su tutto perché ci deve essere
  chiarezza su tutte le  questioni.  Questo  è il dato fondamentale
  su cui centrare eventualmente la fase della politica del Governo.
       Se il Governo sarà capace  di  fare  queste  cose  avrà  una
  attenzione particolare, anche se  ne dubito, perché  già l'inizio
  desta molte preoccupazioni.
       Sulla  questione  dei  lavoratori  dobbiamo  prestare  molta
  attenzione, ma dobbiamo prestare  molta attenzione non soltanto a
  questi, ma tutto quello che  è  il lavoro. Quando parleremo degli
  articolisti,  è  bene  che   questo   Governo  dia  una  risposta
  definitiva, e non solo sugli  articolisti,  ma  su tutto il mondo
  del precariato.
       Ieri sera mi ha fatto piacere  che  nel  disegno di legge n.
  840 sia stato inserito  l'emendamento a favore di alcuni soggetti
  in  grande difficoltà: la  società  di  servizi  dei  B.C.  molto
  importante in un settore  strategico della vita di questa Regione
  quale quello dei beni culturali,  anche  se  il  Presidente ne ha
  accennato poco nelle sue dichiarazioni programmatiche.
       Questo è un fatto  importante: salvaguardare i più deboli; e
  allora  è lì che dobbiamo  puntare  il  dito.  Saremo  capaci  di
  risolvere  i  problemi  di  questi  soggetti?  Saremo  capaci  di
  superare questo momento difficile?
       Questo  interrogativo  comunque   lo  lascio  qui  non  come
  provocazione  ma  come fatto  costruttivo.  Ognuno  di  noi  deve
  assumersi una grande responsabilità  e  non  sono  certamente  le
  richieste  continue  di  votazione  per  scrutinio  che  potranno
  indebolire il Governo. Il  Governo  se  ha  una  maggioranza deve
  governare e avrà da noi il  rispetto  e  la misura anche di tutto
  quanto.
       Quindi, amici, qui o c'è un momento in cui la responsabilità
  vince  o c'è un altro momento  in  cui  si  andrà  incontro  allo
  sfascio,  e  forse concorreremo  tutti  a  questo  sfascio,  e  i
  siciliani non lo meritano.  Allora,  un  richiamo  complessivo  a
  tutti, non tanto perché  si  può essere d'accordo o non d'accordo
  su un disegno di legge, ma  quanto perché  il  momento impone una
  condizione diversa,  uno  stato diverso e una dimensione diversa
  e  rapporti  di  rispetto   tra  Governo  e  opposizione.
       Questo rispetto si deve  misurare  nelle Commissioni come si
  deve misurare in Aula e  non  ci  sono ostruzionismi che tengono,
  ognuno deve fare la sua parte  e  la deve fare nell'interesse dei
  siciliani che aspettano risposte  concrete.  E, allora, se questo
  Governo riuscirà a passare con  questo  disegno di legge non avrà
  fatto altro che il proprio  dovere nei confronti di una categoria
  che non può essere allontanata dal contesto della società, questa
  ed altre.
       Su questa questione del lavoro si giocherà la grande partita
  tra maggioranza e opposizione e  allora  non ci saranno più, caro
  onorevole Zanna, onorevole  Silvestro,  situazioni  e discussioni
  sul tipo di intervento da fare,  ci  sarà  soltanto  una  cosa da
  fare: quello che ho  detto  prima,  la  grande  responsabilità di
  ognuno di noi; diversamente  consegneremo  ai  siciliani  e  alla
  storia  un  patrimonio  che  francamente  non  si  aspettano.  Lo
  sfascio non interessa nessuno, caro Presidente, non siamo qui per
  sfasciare,  siamo  qui  per   aggiustare  e  per  concorrere,  ma
  concorrere serenamente costruendo,  essendo  creativi  ed essendo
  soprattutto positivi.  Noi non siamo il partito della discordia.
       Chiudo  augurandomi  che  da  oggi  si  possa  andare avanti
  nell'ambito   di   questo  ragionamento  più  sereno, rispettando
  soprattutto  un  disegno  di legge che è stato già indicato che è
  quello  sulla  legge-voto,  su questo faremo la grande battaglia,
  perché  quello  è il punto centrale di quello che poi vedremo più
  avanti.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
  facoltà.

     BUFARDECI. Intervengo brevemente  per  dire  che  l'articolo 5
  rappresenta il completamento di  un  percorso  che  già la Giunta
  precedente aveva iniziato per  quanto  riguarda  il pagamento dei
  corrispettivi spettanti a  questa categoria per il raggiungimento
  di quel minimo di  giornate  lavorative  che  sono  necessarie ai
  lavoratori interessati, per  quanto  riguarda sopratutto la parte
  dei cosiddetti "cinquantunisti".  Il  completamento di quell'iter
  procedurale già iniziato viene  da me salutato certamente come un
  fatto  di  rispetto di quello che  era  un  impegno  che  si  era
  comunque assunto.  Nessuna politica e nessuna posizione contraria
  sotto  questo  profilo   al  merito  specifico, al  completamento
  dell'iter  procedurale   e   dell'erogazione   finanziaria  delle
  necessità  della categoria, per  la  quale,  peraltro,  ci  siamo
  battuti  anche in sede locale  nella  mia  provincia  e  in  sede
  regionale in precedenza come  membro  del  Governo.
       Fatta questa considerazione,  non  posso  non rimarcare come
  sia assolutamente necessaria  anche  una  forma  di riconversione
  delle spese necessarie a  questa  categoria  per un miglioramento
  della produttività e quindi  di  un  beneficio  effettivo e pieno
  della  categoria  alle   esigenze   del   problema   anche  della
  forestazione e dell'agricoltura in generale.
       Credo  che  questo  sia  assolutamente  necessario  sotto il
  profilo del miglioramento.  L'onorevole  Forgione  quando parlava
  del liberalismo selvaggio, del liberismo selvaggio, dice cose che
  non  stanno  né   in  cielo   né   in   terra;  fa  delle  accuse
  assolutamente improprie e fa riferimenti anche sbagliati sotto il
  profilo  della  storia.  Quando  fa  riferimento  e  contesta  il
  principio che il mercato è quello che indica l'economia, che è il
  mercato  che  indica   le   linee   strategiche   delle  attività
  occupazionali dei settori, dice  un fatto che è incontrovertibile
  e che in tutto il mondo dà risultati ben diversi da quelli che ha
  dato la sua parte politica  laddove ha governato il comunismo per
  quanto riguarda invece una  forma  che  era effettivamente  sì di
  "stipendificio" e di assistenzialismo fine  a se stesso e che non
  produceva  un  bel  nulla.  Sotto  questo  profilo  credo  che  i
  riferimenti che ha fatto  siano  assolutamente fuori dalla grazia
  di Dio, perché in pieno contrasto  con quello che la storia ci ha
  insegnato.
       Per quanto riguarda  specificamente  l'articolo 5 esso credo
  rappresenti  il  completamento  di   un  iter  già  iniziato  che
  certamente  deve comunque  volgere  a  un  ulteriore  conversione
  migliorando l'attività produttiva di questi lavoratori.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   presidente della Regione.   Signor   Presidente,
  credo che l'abbondanza di  interventi intorno all'articolo 5 vada
  intesa  come  un   interesse  che  c'è  nell'Assemblea  regionale
  siciliana,  che  il  Governo   condivide,   di  procedere  a  una
  rivisitazione della materia relativa  alla forestazione e non dei
  forestali o, meglio, dei forestali  in  quanto  facenti parte del
  grande problema della forestazione  nella nostra Regione   che ha
  a  che fare non tanto o  non  solo  col  problema  degli addetti,
  dell'azienda, della sua  organizzazione  quanto  con problemi che
  sono legati alla nostra economia,  che è agricola e turistica, ed
  anche ad aspetti che riguardano la riqualificazione dell'ambiente
  e la salvaguardia del territorio.
       Questo è un  grande  problema,  tenuto  conto  che la nostra
  Regione, pur avendo fatto  notevoli sforzi nell'arco degli ultimi
  anni per  raggiungere  livelli  adeguati  nella  copertura  della
  superficie boscata, rimane una delle Regioni fanalino di coda.
       Vale la pena  ricordare  che  la  superficie  boscata  nella
  nostra Regione raggiunge appena il nove per cento del territorio,
  quando la media nazionale  si  aggira  intorno al trenta.
       Mi pare chiaro  che  allora  questi  indici ci dicano quanto
  siamo distanti da un livello ottimale.  Il bosco serve, serve per
  l'ambiente,  serve per  la  salubrità  dell'aria,  serve  per  la
  salvaguardia  idro-geologica   del  territorio,  serve  per  fini
  produttivi, serve per il  micro-clima, serve per il turismo, deve
  essere fruibile dai cittadini  e serve anche per dare occupazione
  e lavoro.
       Gli interventi che si  sono succeduti, in particolare quello
  del Presidente Provenzano,  li  accolgo  come  una sollecitazione
  (che mi pare, per la verità,  essere stata condivisa da tutti gli
  intervenuti,  dall'onorevole  Forgione  come  anche  dagli  altri
  colleghi dei gruppi di  Forza  Italia,  di  Alleanza Nazionale) a
  rivisitare  la materia al fine  di  fare  di  questo  settore  un
  settore produttivo che garantisca,  per  la sua parte, un apporto
  all'economia della nostra Regione.
       Condivido anch'io l'esigenza,  pur non condividendo i toni e
  a volte anche il  contenuto  di  alcuni interventi, ma l'esigenza
  sì, di evitare che il bosco  venga  inteso come un espediente per
  dare  lavoro assistito o no  ad  alcune  decine  di  migliaia  di
  lavoratori.
       Credo che un'interpretazione di tale natura offenda prima di
  tutto i lavoratori forestali,  prima ancora che il buon senso.
       Dunque, mi pare  doveroso,  abbandonando  toni  che sembrano
  volere  essere punitivi verso chi  lavora  e  chi  è  chiamato  a
  lavorare da norme di  legge  e  da esigenze oggettive, affrontare
  invece il tema nella sua  complessità per impedire che il settore
  mantenga caratteristiche di  precariato,  di  assistenzialismo  e
  diventi un settore a forte vocazione produttiva.
       L'intenzione del Governo  che  noi manifestiamo, che abbiamo
  già  in altre occasioni  manifestato  e  che  qui  ribadiamo  per
  riscontrare anche le esigenze  poste dagli interventi che si sono
  succeduti, è quella di tornare  sulla materia perchè vi sono modi
  per reinterpretarla, vi sono  anche  ipotesi  che  sono al vaglio
  delle varie forze di  maggioranza e suppongo anche di opposizione
  visto che già alcuni  indirizzi  sono  stati preannunciati che ci
  consentono di chiudere onorevolmente  la  materia dando la giusta
  finalità a capitoli di  bilancio  che sono abbastanza cospicui, i
  quali, ovviamente, mi pare  del tutto naturale non possono essere
  considerati superflui.
       Così come la questione  va  riferita  anche ad altri settori
  che  oggi  non   sono   in   discussione,   vedi   la  formazione
  professionale, vedi altri  settori,  altri  capitoli del bilancio
  della Regione che pur  essendo onerosi e richiedendo una riforma,
  un intervento che riorienti  la spesa sono settori fondamentali a
  cui la Regione deve prestare il massimo di attenzione.
       Pertanto, onorevole Presidente,  non  entrando nel merito di
  una discussione che, condotta in questa sede, in questa occasione
  apparirebbe impropria perchè ha  bisogno  di  una sede specifica,
  oltre che, ovviamente,  la  presenza  degli assessori competenti,
  volevo solo dare un riscontro al  dibattito  per  dire che c'è la
  massima disponibilità e ci faremo carico di offrire anche noi una
  sede affinchè questo dibattito trovi una sua conclusione.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  avevo  già  annunciato  la
  presentazione da parte  del  Governo  dell'emendamento  5.1,  che
  riscrive l'articolo 5,  e  la presentazione dell'emendamento 5.2,
  da parte della  Commissione,  sempre di riscrittura dell'articolo
  5.
       Comunico che è  pervenuto  l'emendamento 5.2.1, sempre della
  Commissione, tendente a  modificare l'emendamento 5.2. A guardare
  il contenuto dell'emendamento  5.2,  onorevole  Presidente  della
  Commissione, e l'emendamento 5.2.1 di fatto il tutto si trasforma
  in  una  sorta  di  emendamento  aggiuntivo  all'emendamento  del
  Governo.
       Allora, se non  sorgono  osservazioni,  essendo d'accordo il
  Governo ed essendo  d'accordo  la  Commissione,  si potrebbe alla
  fine decidere che l'emendamento  5.2  e  l'emendamento  5.2.1  di
  fatto   vengano    trasformati    in    emendamento    aggiuntivo
  all'emendamento 5.1.
       Pertanto, verrebbe posta  in votazione con l'emendamento 5.1
  la parte finale dell'originario  emendamento 5.2 che recita: "per
  le stesse finalità è autorizzata la spesa di lire 75 mila milioni
  per  ciascuno  degli anni 1999 e  2000  e  i  cui  oneri  trovano
  riscontro nel bilancio pluriennale della regione codice 1003".
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore  per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  il  Governo   ha   presentato  un  emendamento  che,
  interpretando alla lettera la modifica regolamentare che peraltro
  soltanto alcuni mesi fa  l'Assemblea  ha determinato, riscrive il
  testo dell'articolo 5 proponendo una formulazione più agevole, ma
  anche proponendo alcune leggere modifiche che però non comportano
  variazioni nella determinazione  dello stanziamento;  ciò facendo
  lo stesso Governo uno sforzo  di  interpretazione e di aderenza a
  quanto prevede il Regolamento.
       Ciò lo ha fatto,  onorevole  Croce,  anche  perchè  dopo  il
  dibattito che si è svolto in Commissione Bilancio, l'Assessore al
  bilancio, che pure aveva  già  interloquito  con  l'Assessore per
  l'agricoltura  e  le foreste  sulla  opportunità (che  poi  si  è
  riscontrata  essere  non  un'opportunità  ma  una  necessità)  di
  incidere  su  alcuni   capitoli   della   parte   relativa   agli
  investimenti, ulteriormente  interloquendo  con  l'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste,  ha insistito perchè si guardasse con
  maggiore  attenzione  alle   questioni  relative  ai  residui  di
  stanziamento  ed alla  loro  effettiva  impegnabilità  nel  corso
  dell'anno.
       Da questa valutazione è  venuta  fuori una proposta da parte
  dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste che modifica alcuni
  capitoli proprio in funzione  della  salvaguardia  di  un paio di
  capitoli molto importanti, sui  quali, alla fine, sarà possibile,
  realizzare l'impegno.
       Io questo lo ascrivo al senso di responsabilità del Governo,
  ma  anche  alla  sollecitazione   che  è  venuta  in  Commissione
  Bilancio.
       Per quanto  riguarda, poi, l'emendamento  aggiuntivo, signor
  Presidente, vorrei fare notare che  esso  in  realtà  non si pone
  come una variazione, ma propone una spesa che incide sul bilancio
  pluriennale.  La stessa spesa viene  imputata  ad  un codice - lo
  dico al presidente della  Commissione  Bilancio  -  che in questo
  momento  non  è  più   impegnabile,  perchè  la  II  Commissione,
  deliberando sul disegno di legge n.  840 ieri sera, ha introdotto
  in  quel  disegno  di   legge  alcune  previsioni  che  impegnano
  totalmente per il 1999 il codice 1003.

     TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor Presidente, stiamo  parlando  di un disegno di
  legge che attualmente  è  all'esame  dell'Assemblea.  Quello  che
  avviene  o  è avvenuto in Commissione  è  un  fatto  che  non  ci
  riguarda per il semplice motivo  che  ciò  che  decidiamo  oggi è
  esaustivo di qualunque  altro  eventuale emendamento possa essere
  presentato in Commissione Bilancio.  Non  so  che  cosa sia stato
  fatto in quella Commissione ieri, ma  quello che posso dire è che
  ciò che viene fatto qui e  che  potrebbe essere fatto tra qualche
  istante  da questa Assemblea  è  pienamente  valido,  efficace  e
  produce  un  determinato  effetto:   che  è  quello  di  dare  la
  possibilità alla forestazione  di  partire  l'anno prossimo senza
  un' ulteriore necessaria autorizzazione di spesa.
       Apprezzo  l'intervento  del   Presidente   della  Regione  e
  l'emendamento, ma la  riscrittura  dell'articolo  presentato  dal
  presidente  della  commissione,   onorevole   Petrotta,   non   è
  confliggente con ciò che  ha detto l'onorevole Capodicasa, per il
  semplice motivo che nel momento  in cui il Governo presenterà una
  rivisitazione della legge 16 e  quindi di quella che è l'attività
  della forestazione avrà anche  la  possibilità di determinare per
  il 1999 e per il 2000 quale  dovrà  essere  la spesa, in che modo
  dovranno essere spesi questi soldi.
       Quindi invito tutti i deputati  presenti  in Aula a votare a
  favore di questa  riscrittura  presentata  dal  presidente  della
  commissione, onorevole Petrotta,  perchè  dà  la  possibilità  ai
  lavoratori forestali, all'assessore  in  futuro,  di fare partire
  senza lungaggini legislative, l'attività di forestazione del 1999
  che, invece, ogni anno parte con grande ritardo.
       Poi,  se  a  gennaio,  febbraio,  a  marzo  l'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste e l'onorevole Presidente della Regione
  presenteranno un disegno di legge  di  modifica della legge 16 lo
  apprezzeremo, ne parleremo, ne  discuteremo  e lo approveremo.
       Attenzione, la mia non è demagogia.  Io ritengo che oggi ciò
  che si spende per la forestazione è eccessivo.  Qualche settimana
  fa abbiamo ridotto gli  stanziamenti  per il settore della pesca,
  che una volta erano di 200,  300,  400 miliardi.  Oggi sono molto
  meno, ma, facendo una  riduzione per un settore, dobbiamo ridurre
  per tutti.  Se c'è un  problema  economico  che  la  Regione deve
  affrontare, i sacrifici devono  essere  ripartiti  in modo uguale
  fra tutte le categorie.
       Quindi  nessuna  demagogia.   Non   vorrei,  però,  che   la
  forestazione  e l'attività di  oltre  30.000  addetti  in  questo
  settore sia - diciamo così -  oggetto di pressioni o che qualcuno
  abbia la possibilità di  utilizzarla  come arma per potere essere
  il  Deus ex machina  della forestazione in  Sicilia.
       Quindi, io chiedo a tutti i  deputati  di  approvare  questa
  riscrittura  dell'articolo, fermo restando  che  l'anno  prossimo
  quando il Governo responsabilmente ripresenterà  il  problema  ne
  riparleremo e, quindi, vedremo in modo più  preciso quale sarà il
  fabbisogno per il 1999.

     PRESIDENTE.   L'emendamento   viene  mantenuto.  Lo  pongo  in
  votazione con le precisazione che ho fatto nella fase iniziale di
  discussione di questi stessi emendamenti.
       Il parere del Governo?

     PIRO,  assessore  per  il bilancio e le finanze. Il parere del
  Governo è  contrario  per due motivazioni: innanzitutto perchè la
  Commissione 'Bilancio' ha approvato ieri sera un disegno di legge
  e non  può, la stessa Commissione, proporre adesso un emendamento
  che contraddice  quanto  la  Commissione  'Bilancio' ha approvato
  ieri sera.  Poi  faccio notare che nel bilancio pluriennale della
  Regione per l'anno  1999  e  per  l'anno  2000 sono già riportati
  stanziamenti sul capitolo 16602.

     TRICOLI.   E'  inferiore  a  quello   che   stiamo   spendendo
  quest'anno.

     PRESIDENTE.  La  Commissione  ha  proposto  l'emendamento,  il
  parere del  Governo  è  contrario  e le dichiarazioni del Governo
  sono naturalmente  note  a  tutti,  fanno  parte integrante degli
  stessi lavori.

     TRICOLI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

          VOTAZIONE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 5.2

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, indico  la  votazione  per scrutinio palese nominale
  dell'emendamento 5.2.
       Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il
  pulsante verde;  chi  è contrario preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                          (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                           RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della votazione:

    presenti.....56

    votanti......56

    maggioranza..29

    favorevoli...11

    contrari.....44

    astenuti......1

                       (L'Assemblea non approva)

       Si   passa  alla  votazione  l'emendamento  sostitutivo  del
  Governo  dell'articolo   5,   il   che  significa  che  approvato
  l'emendamento del Governo si intende sostituito l'intero articolo
  5.
       Lo pongo in votazione.

       Il parere della Commissione?

     PETROTTA, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Invito  il  deputato  segretario  a  dare  lettura
  dell'articolo 6.

     LO CERTO , segretario f.f.:

                                 <<Art. 6
               Incremento stanziamenti capitoli 15002 e 15003

          1. Per l'anno  1998  gli  stanziamenti  di cui ai capitoli
       15002 e 15003,  destinati  alle  spese  di funzionamento e di
       gestione del  consorzio  produttori  di  manna  della Regione
       siciliana, sono  elevati, rispettivamente, di lire 17 milioni
       e 33 milioni, cui  si  fa  fronte  mediante riduzione di pari
       importo, della  spesa  autorizzata  dall'art.  19 della legge
       regionale 27 settembre 1995, n. 65 (cap. 55042)>>.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  dare lettura
  dell'articolo 7.

     LO CERTO , segretario f.f.:

                                 <<Art. 7
           Termini per l'assunzione degli impegni di spesa

          1. Sugli stanziamenti autorizzati con la presente legge le
       amministrazioni   competenti  sono  autorizzate  ad  assumere
       impegni di spesa entro  e  non  oltre 20 giorni dalla data di
       entrata in vigore della presente legge>>.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Invito il  deputato  segretario a dare lettura dell'articolo
  8.

     LO CERTO , segretario f.f.:

                               <<Art. 8
          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione  siciliana  ed  entrerà  in vigore il
       giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione>>.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 17
  dicembre 1998, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA, AI SENSI E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

          N.  274  -  Promozione di scambi culturali ed iniziative di
          gemellaggio  tra  la  Regione  siciliana  e  lo  Stato  del
          Connecticut (USA).

          Provenzano  Giuseppe;  Speziale  Calogero; La Grua Saverio;
          Leontini Innocenzo; Di Martino Francesco; Martino Federico;
          Mele  Manlio; Bufardeci Giovambattista; Barbagallo Giovanni
          - Ortisi.

          Presentata il 16/12/98
                                  -----------

          N.  275  -  Revoca della richiesta del Governo regionale di
          restituzione  della  documentazione relativa alle nomine in
          enti di pertinenza della Regione.

          Fleres  Salvatore; Costa David; Leontini Innocenzo; La Grua
          Saverio.

          Presentata il 17/12/98

                                  -----------

          N.  276 - Interventi presso il governo nazionale al fine di
          manifestare la viva preoccuapzione del popolo siciliano per
          l'attacco militare USA in Iraq.

          Forgione Francesco; Martino Federico; Vella Basilio; Liotta
          Santo; Mele Manlio; La Corte Gioacchino.

          Presentata il 17/12/98

                                  -----------
          N.  277 - Contributo economico a Favore dell'Iraq.

          Pezzino  Vincenzo;  Speranza Bartolo; Vella Basilio; Mrtino
          federico;   Zanna   Antonio;   Nicolosi  Nicolò;  Silvestro
          Gioacchino; Cipriani Giuseppe.

          Presentata il 17/12/98

     III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti  l'elezione  diretta  del Presidente
          della     Regione,    l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa   popolare   e   comunale  ed  i
          referendum regionali'" (NN.  2 - 94 - 144 - 152 - 177 - 705
          - 708 - 758 - norme stralciate/A)

          Relatore: On. Provenzano

       2) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
          AZASI, EMS, ESPI" (NN. 413 - 458/A) (Seguito)

          Relatore: On. Speziale

       3) "Nuove norme  in  tema  di  interventi contro la mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari" (n. 795)

    IV  - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       - "Variazioni   al   bilancio  della  Regione  e  al  bilancio
          dell'Azienda   delle   foreste   demaniali   della  Regione
          siciliana  per  l'anno  finanziario 1998. Assestamento" (n.
          726/A).

       -  "Variazioni  di  bilancio  per  l'attuazione  delle riserve
          sulle  entrate  della  Regione  a  favore dell'erario dello
          Stato ed  interventi  in  materia di agricoltura e foreste"
          (NN. 698-834-837/A).

      V - ELEZIONE   DEL   COLLEGIO  DEI  REVISORI  DEI  CONTI  DELLA
          FONDAZIONE "FEDERICO II".

      VI - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

     VII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

    VIII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

    IX - ELEZIONE  DELLE  COMMISSIONI  LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
          COMMISSIONE   PER   L'ESAME   DELLE  QUESTIONI  CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

                   La seduta è tolta alle ore 14.07