Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 10.45.
LO CERTO . segretario f.f., dà lettura del processo
verbale della seduta precedente che, non sorgendo
osservazioni, è approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA
- "Nuove norme per le locazioni immobiliari della Regione" (n.
848)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Fleres in data 16 dicembre 1998
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 2590 - Interventi per assicurare la costante pulizia
del territorio di Trecastagni (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2591 - Interventi per assicurare la costante pulizia di
Contrada S. Martino Piana e via Chisari a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2592 - Interventi per assicurare una sede adeguata al
liceo Artistico di Acireale (CT).
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2593 - Interventi al fine di procedere alla rimozione
del Soprintendente di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Forgione Francesco
----------------
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate sono state già
inviate al Governo.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 274 - Promozione di scambi culturali ed iniziative di
gemellaggio tra la Regione siciliana e lo Stato del
Connecticut (USA).
Provenzano Giuseppe; Speziale Calogero; La Grua Saverio;
Leontini Innocenzo; Di Martino Francesco; Martino Federico;
Mele Manlio; Bufardeci Giambattista; Barbagallo Giovanni
Presentata il 16/12/98
----------------
N. 275 - Revoca della richiesta del Governo regionale di
restituzione della documentazione relativa alle nomine in
enti di pertinenza della Regione.
Fleres Salvatore; Costa David; Leontini Innocenzo; La Grua
Saverio
Presentata il 17/12/98
----------------
PRESIDENTE. Le mozioni ora annunziate saranno poste all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
COMUNICAZIONE RELATIVA ALLA INTERROGAZIONE N. 2113
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con risposta
scritta n. 2113 dell'onorevole Caputo, annunziata nella seduta
n. 168 del 23 luglio 1998, è da intendersi indirizzata al
Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità e
all'Assessore per il bilancio e le finanze.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
l'impressione che il nostro Paese probabilmente a causa
dell'inquinamento terroristico che è determinato dalla presenza
in questo Paese di un noto terrorista internazionale, sta
determinando una condizione di terrorismo politico nelle
istituzioni, anche nelle più nobili, nelle più democratiche,
nelle più civili qual è quello del Parlamento siciliano.
Onorevole Presidente, io mi sono permesso di chiedere la
parola questa mattina perché devo segnalare all'Aula un
comportamento estremamente grave, estremamente in dispregio di
quelle che sono le normali e più civili regole di convivenza
politica e di dialettica politica tra le parti.
Ieri e l'altro ieri l'opposizione, che è presente in questo
Parlamento, ha consentito al Parlamento di operare nonostante la
maggioranza fosse stata costantemente in numero non sufficiente
all'approvazione, non di una legge ma neanche di un semplice
emendamento.
La minoranza ha consentito di volta in volta di compiere
ripetutamente tutte le votazioni per portare avanti un disegno di
legge sia pure importante. E con senso di grande responsabilità
ha mostrato in Aula e nella Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari di non volere, in alcun modo, remorare l'attività
del Parlamento.
Ieri sera, onorevole Presidente, ancora una volta, con
grande senso di responsabilità la minoranza, in assenza della
maggioranza, ha permesso la ricostituzione della Presidenza della
III Commissione parlamentare, perché altrimenti non si sarebbe
potuta insediare, non avrebbe potuto procedere all'elezione del
suo Presidente, la minoranza ha consentito di effettuare ...
ZANNA. Lei c'era?
PRESIDENTE. Io non intendo più tollerare che l'Aula di un
Parlamento venga trasformata nell'aula del più modesto Consiglio
comunale del pianeta. Ogni parlamentare ha il diritto di alzare
la mano, avrà il diritto di esprimere la propria opinione, ma non
intendo tollerare comportamenti di questa natura. Prego onorevole
Fleres. Continui.
ZANNA. Vale per tutte le aree del Parlamento, signor
Presidente?
PRESIDENTE. Con tutte quelle che sono ritualmente presenti con
questo tipo di atteggiamento, onorevole Zanna Propriamente con
lei innanzitutto Non con le aree, con i singoli deputati. Lei è
invitato a tenere un comportamento che sia idoneo a quello di
un'Aula parlamentare, lei non può continuamente interrompere le
attività parlamentari con interventi e con atteggiamenti che non
sono degni di un'Aula parlamentare. Prego, onorevole Fleres.
FLERES. Onorevole Presidente, chiedo scusa se i miei toni
hanno determinato questo incidente, ma tuttavia il problema che
intendo sollevare è molto grave e non riguarda il fatto specifico
soltanto perché se ciò fosse sarebbe veramente irrituale, sarebbe
veramente non sufficientemente motivante, ma riguarda
complessivamente i rapporti tra maggioranza ed opposizione.
In questo Parlamento, sia pure nelle sue alterne vicende,
sia pure nelle sue alterne maggioranze, ci sono state delle
regole che sono state sempre rispettate e sono regole di
deontologia politica tra le diverse parti.
Dicevo ieri, nonostante non vi fossero le condizioni, grazie
alla sua mediazione, e che è importante, di cui intendo dare
atto, grazie al suo intervento, alla Conferenza dei presidenti
dei gruppi parlamentari convocata in via informale, a tutti i
passaggi di carattere diplomatico, diciamo così, che sono stati
compiuti, questo Parlamento, in un modo o nell'altro, pur essendo
la maggioranza assolutamente assente - perché basta controllare
le votazioni ripetute che sono state chieste per rendersi conto
che la maggioranza non ha mai superato i 40 suoi componenti -
bene, noi abbiamo consentito al Parlamento di operare.
Abbiamo consentito ieri alla III Commissione di ripristinare
la sua Presidenza con l'onorevole Catania, che ha presieduto
regolarmente la Commissione stessa, dopodiché, cosa che non è mai
accaduta in questo Parlamento in 50 anni, mai accaduta in questa
Regione, la maggioranza richiede il ritiro di tutte le nomine che
sono state compiute nei diversi enti senza alcuna motivazione di
carattere giuridico, senza alcuna motivazione di carattere
politico, con il rischio di potere paralizzare, paralizzando
certamente tutti gli organismi che sono stati rinnovati col solo
obiettivo politico certamente di determinare un tono minaccioso,
un tono di appropriazione non democratica, in questo caso, delle
istituzioni e solo per determinare un clima di forte tensione che
certamente noi non possiamo non raccogliere.
Pertanto, se la maggioranza ha deciso di instaurare una
dittatura, ha deciso di violare una volta e per tutte le regole
di più civile e regolare comportamento tra la maggioranza e
l'opposizione, sappia che noi sapremo come reagire. Mai un
governo che si è sostituito ad un altro si è comportato nella
stessa maniera Mai, neanche quando al banco del Governo sedevano
l'onorevole Parisi e gli altri deputati del PDS che hanno
effettuato nomine che il Governo successivo non si è neanche
sognato di revocare. Allora se si vengono a violare questi
principi che non sono, lo ripeto, principi appropriativi di
strumenti di democrazia indiretta, ma principi che riguardano i
rapporti deontologici tra le forze politiche, significa che in
questo Parlamento tra le forze politiche della Sicilia non ci
sono più regole. Ma anche se non ci sono più regole, noi
intendiamo andare avanti ugualmente
Noi abbiamo presentato, signor Presidente, questa mattina
una mozione e le chiedo di trattarla con massima urgenza perchè,
se non si scioglie questo nodo politico, intanto revochiamo le
dimissioni di tutti i Presidenti delle Commissioni, intanto
revochiamo ogni e qualsiasi disponibilità ad andare avanti
rispetto ad un clima di disponibilità che abbiamo pure mantenuto
ieri, sia in III Commissione, sia in Commissione Finanze e sia in
Aula. E poi se la maggioranza ha i numeri vedrà che cosa sa fare,
altrimenti noi questo non lo permetteremo. Chiedo scusa
Presidente per il tono adoperato.
SILVESTRO. L'onorevole Fleres ci depista
PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, lei non ha chiesto di parlare
e non ha quindi la facoltà di farlo.
Onorevole Fleres, la mozione che ha presentato insieme ad
altri deputati è all'ordine del giorno della seduta pomeridiana
perchè ne venga determinata la data di discussione.
PROVENZANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, desidero protestare in maniera
ferma e veemente sull'ordine del giorno e sull'ordine dei lavori
presentato in questo ordine del giorno di giovedì 17 dicembre,
dove, al II punto, leggiamo: "Discussione di disegni di legge" e
come primo disegno di legge si dovrebbe procedere alla
discussione del disegno di legge sulle variazioni di bilancio,
per proseguire con la legge voto, lo schema di disegno di legge
costituzionale.
Signor Presidente, il progetto di legge di riforma del
nostro Statuto nella Conferenza dei presidenti dei gruppi, ormai
credo di tre settimane fa, fu determinato essere messo all'ordine
del giorno del 17 dicembre. Essendo stata fissata questa data,
credo che si dovesse intendere che tutto veniva sospeso per il
giorno 17 perchè al I punto all'ordine del giorno e tutta la
seduta fosse destinata alla trattazione di questo disegno di
legge. Oggi noi troviamo invece che il primo disegno di legge
sarà quello delle variazioni di bilancio che era all'ordine del
giorno di ieri, che poteva essere discusso, io avevo chiesto qua
da questa tribuna che si discutesse, ed è stato rinviato.
La maggioranza è sovrana, di decidere ciò che vuole, ma
comunque una volta rinviato sarebbe dovuto andare in coda
rispetto al disegno di legge di riforma costituzionale.
Chiedo pertanto fermamente che oggi, questa mattina si inizi
con il disegno di legge voto. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Provenzano ed onorevoli colleghi, in
verità la Conferenza dei Capigruppo aveva determinato che la
seduta di oggi era dedicata alla trattazione del disegno di legge
sullo Statuto, convinti tutti noi che nella seduta di ieri l'Aula
avrebbe affrontato lo strumento finanziario che è presente
all'ordine del giorno. Anch'io ho appreso, come molti di voi, che
l'Aula ha determinato di non trattare ieri il disegno di legge e
di rinviarlo alla seduta di questa mattina, con una prassi che
effettivamente qualche interrogativo lo pone rispetto a quello
che era stato determinato dalla Conferenza dei Capigruppo.
Sono convinto però che non è stato uno stratagemma per
evitare il dibattito assolutamente. Allora, perché nessuno si
rimangi, come suol dirsi, l'azione compiuta nella buona fede,
sono convinto che nella mattinata si potrà esitare il disegno di
legge sulle variazioni. Se così non dovesse essere, per mille
ragioni, assicuro comunque l'onorevole Provenzano e tutti i
colleghi che nella seduta pomeridiana al primo punto, qualunque
sia la situazione del disegno di legge sulle variazioni, ci sarà
il disegno di legge sullo Statuto. Resta così stabilito.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Fleres - che ovviamente io non condivido - mi
consente però sulla vicenda delle nomine, sulla vicenda della
revoca, chiedo il prelievo di una mia mozione. ...
PRESIDENTE. Non c'è un dibattito sulle dichiarazioni
dell'onorevole Fleres.
FORGIONE. Signor Presidente, solo per dire che sulla vicenda
delle nomine, della scelta fatta dal Presidente e dal Governo
regionale, oltre alla mozione dell'onorevole Fleres presentata
questa mattina, evidentemente di segno opposto c'è una mozione
presentata dal Gruppo di Rifondazione comunista e dall'onorevole
Martino. Visto che l'onorevole Fleres ha chiesto la discussione
d'urgenza per la sua mozione, anch'io chiedo che essendo di
materia affine, venga prelevata anche la nostra mozione e oggi,
nell'ambito delle decisioni che lei riterrà di prendere per il
dibattito, si discutano congiuntamente, anche perché così abbiamo
la possibilità di discutere su due opposte tesi.
Io intervengo altresì sull'ordine dei lavori, perché abbiamo
depositato un ordine del giorno che io inviterei i colleghi di
qualunque parte politica a considerare un "ordine del giorno
aperto", sul quale chiedo la firma di tutti i colleghi dei banchi
del centro sinistra e dei banchi del centro destra, per discutere
anche noi, nella forma più solenne possibile, siamo un Parlamento
ed il Parlamento di una Regione collocata nel cuore del
Mediterraneo. Credo che ognuno di noi, parlamentari, esponenti
delle Istituzioni, come ogni cittadino, donna e uomo di questa
Regione, del Paese e del Mondo intero, in questo momento si
interroghi su quanto sta avvenendo con l'attacco militare
americano all'Iraq.
Noi non possiamo essere insensibili a questo atto che sta
tenendo il mondo col fiato sospeso. Un atto non autorizzato,
signor Presidente, dal Consiglio di sicurezza dell'ONU; anzi
avvenuto proprio mentre il Consiglio di sicurezza dell'ONU
discuteva della vicenda dell'Iraq. Ad oggi il Presidente del
Consiglio del nostro Paese non ha ritenuto di prendere posizione
a differenza della posizione assunta da altri governi europei.
Io credo, signor Presidente, anche per la presenza sul
nostro territorio regionale di due importanti basi militari
americane, quindi non sottoposte neanche al controllo della NATO
- parlo di Sigonella e di Birgi - e Sigonella come lei sa è la
più grande base di rifornimento del Mediterraneo che è servita
altre volte, anche durante la prima guerra contro l'Iraq del
1991, per i rifornimento dei cacciabombardieri americani, io
credo che sarebbe un atto di grande responsabilità e un atto di
grande valore politico di questo Parlamento regionale discutere
preliminarmente di questo fatto. Non voglio bloccare né la legge
di variazioni di bilancio né la discussione sulla legge-voto,
però abbiamo il dovere civile di chiedere al Parlamento nazionale
di non essere coinvolti in una guerra e di non vedere coinvolte
le basi militari straniere presenti sul nostro territorio senza
un pronunciamento del Consiglio di sicurezza dell'ONU, e di
chiedere al Governo della Regione di esprimere ai più alti
livelli istituzionali al Governo della Repubblica, la volontà di
pace della nostra Terra.
Quindi l'ordine del giorno che io ho presentato, chiedo che
venga discusso preliminarmente ed è aperto alla firma di tutti i
colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, ho il dovere di dirle che un
ordine del giorno per l'attacco degli Americani in Iraq sulle
variazioni di bilancio è giudicato improponibile dal Presidente.
Mi rendo conto della portata dell'argomento, si lasci
guidare un attimo.
Se lei annuncia la presentazione di una mozione, anziché di
un ordine del giorno, noi la mettiamo, non sorgendo osservazioni,
all'ordine del giorno della seduta pomeridiana perché si
determini la data di discussione, che potrebbe essere anche
immediata, ma lasciamolo decidere all'Aula. Quindi anziché
ordine del giorno lei presenti una mozione ed è, naturalmente,
ammissibile ma sulle variazioni di bilancio giudicare proponibile
un ordine del giorno che invita Clinton a non bombardare l'Iraq
non mi sembra ...
FORGIONE. Accolgo il suo suggerimento con una precisazione, se
lei può aiutarmi in questo: visto che nella mozione é richiamato
esplicitamente il dettato costituzionale forse potremmo
agganciarlo, nella seduta pomeridiana, visto che noi discutiamo
di una legge-voto che ha a che fare con materia costituzionale e
la mozione è incentrata tutta sull'articolo 11 della
Costituzione, forse in quell'ambito .... Le spiego l'urgenza
signor Presidente, perché il Parlamento nazionale discute oggi
di queste cose. Se noi fissiamo la discussione di questa mozione
tra una settimana ...
PRESIDENTE. Onorevole Forgione il Regolamento consente anche
la trattazione immediata di un documento di questa natura però mi
permetta di non agganciarlo a disegni di legge in discussione in
Aula.
FORGIONE. E' già modificato in mozione. E' già cambiato il
titolo.
PRESIDENTE. Oggi pomeriggio decidiamo quando. Può darsi anche
nella stessa giornata. Questo dipende dal Governo, dalla
maggioranza, dall'Aula nel suo complesso.
Assicuro l'onorevole Forgione che la mozione presentata
precedentemente verrà riproposta alle valutazioni dell'Aula nella
seduta pomeridiana per la fissazione della data congiuntamente a
quella annunciata e presentata dall'onorevole Fleres ed altri
colleghi.
ZANNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Onorevole Presidente mi dispiace riprendere
l'intervento che ha fatto l'onorevole Fleres che è facilmente
contestabile, visto che questo falso richiamo al senso ....
PRESIDENTE. Lei può intervenire solo sull'ordine dei lavori.
Sulle dichiarazioni dell'onorevole Fleres non ho aperto dibattito
e le dico anche perché. Non per limitare le sue valutazioni, se
Lei insiste su questo io sono costretto a dare ad almeno un
componente per gruppo la parola.
ZANNA. Signor Presidente, secondo lei l'intervento
dell'onorevole Fleres è sull'ordine dei lavori?
PRESIDENTE. Io ho le mie valutazioni e non devo dirle né a lei
né all'Aula. Onorevole Zanna se ha una sua valutazione da fare la
faccia nel momento opportuno. Se interviene sulle dichiarazioni
dell'onorevole Fleres io do la parola a tutti i deputati, almeno
uno per gruppo, che chiedono di parlare su questa questione.
ZANNA. Signor Presidente sto facendo una valutazione
sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Legata alle valutazioni dell'onorevole Fleres?
ZANNA. Devo inevitabilmente fare un richiamo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi è iscritto a parlare anche
l'onorevole Mele.
ZANNA. Il mio intervento sarà brevissimo, onorevole
Presidente.
DI MARTINO . Ma sei maggioranza, non sei opposizione.
ZANNA. Appunto, e devo fare rilevare che l'opposizione
dichiara di avere un certo atteggiamento che poi nei fatti non è.
Dicevo, sono facilmente confutabili le dichiarazioni
dell'onorevole Fleres, visto che mi pare poco probabile e poco
consistente sostenere di avere senso di responsabilità quando si
è ripetutamente tentato di impedire che questa Aula discutesse e
approvasse il disegno di legge sullo scioglimento degli enti
economici, visto che per ben dieci volte l'opposizione ha chiesto
il numero legale e di fare saltare quindi la seduta, facendo dei
richiami al Regolamento rispetto al fatto che questa Aula doveva
procedere con la presenza in Aula del Presidente o del Vice
Presidente della Commissione.
Così l'altro richiamo, che ha fatto l'onorevole Fleres
sul loro atteggiamento in III Commissione, è anch'esso con le
gambe di argilla visto che proprio l'onorevole Fleres, membro
della III Commissione, ieri non era alla riunione della III
Commissione. E per senso di responsabilità, che apprezziamo,
l'onorevole Catania, invece, è stato presente non cedendo alle
pressioni esercitate da altri esponenti del Polo
(interruzioni dell'onorevole Fleres)
PRESIDENTE. Onorevole Fleres sono costretto a rivolgere a lei
lo stesso richiamo che ho rivolto poco fa all'onorevole Zanna
ZANNA. Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. .... E non per ottenere il suo grazie, comunque.
ZANNA... Mi consentirà dopo di fare una parentesi su questo.
PRESIDENTE. Prego, tutte le parentesi che vuole in democrazia.
ZANNA. L'onorevole Catania ha avuto un grande senso di
responsabilità, ha presieduto la Commissione, non cedendo alle
ripetute pressioni di altri esponenti del Polo che gli dicevano
invece di abbandonare la seduta e farla saltare.
Questo è il grande senso di responsabilità annunciato da
questa tribuna con un comizio dall'onorevole Fleres.
L'onorevole Fleres sa che, invece, in questi due anni e
mezzo che ci separano dall'inizio della legislatura, sono state
le forze dell'Ulivo, ripetutamente, se non sempre, a tenere le
maggioranze nelle Commissioni facendole lavorare e facendole
funzionare.
Detto questo, Presidente Cristaldi, a me dispiace se in
questa Aula certe volte succedono degli episodi di frizione,
anche perché ognuno ha una passione nel reagire ad alcune cose.
Mi permetto di dirle, Presidente, che la dimostrazione della
mia provocazione nell'interruzione che ho fatto all'onorevole
Fleres, e poi alla provocazione a cui lei ha risposto, al
richiamo che mi ha fatto, lo è proprio per aver permesso
all'onorevole Fleres di andare ben oltre il contenuto del suo
intervento, il richiamo al Regolamento, anche con i toni che ha
usato l'onorevole Fleres nel suo intervento. Un vero e proprio
comizio.
A me dispiace che avvenga tutto questo, però, purtroppo, ho
potuto verificare, signor Presidente, e le potrei anche citare
recentemente due episodi, per me molti gravi. Tutta la Sicilia ha
assistito ad un ex assessore di questo Parlamento che fischiava
in questa Aula. L'ha visto tutta la Sicilia
Così come non si è fatto nulla quando un altro parlamentare,
sempre del Polo, ha introdotto, in maniera illecita, una scheda
nell'urna per l'elezione degli assessori. E tutti sappiamo chi è
questo onorevole parlamentare.
E credo che, rispetto a qualche mia interruzione, a qualche
mia battuta, siano episodi un po' più gravi, che spesso la
Presidenza non ha ritenuto di rilevare, non dico di censurare.
Questo le volevo dire per puntualizzare come sono avvenuti,
e come avvengono certe volte i fatti. E il fatto è che questa
Presidenza, alcune volte, non dico sempre, si rivolge da una
parte di questo Parlamento. La ringrazio Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, senta, ho per lei grande stima.
Sono convinto che lei diventerà un ottimo deputato di questa
Assemblea. Ma individuare il Presidente come uno di quelli che
deve guardare se i deputati fischiano o meno, mi sembra che lei
voglia assegnare al Presidente dell'Assemblea un incarico un po'
riduttivo. Comunque invito i deputati questori, nel caso, a
verificare i deputati che fischiano ed a segnalarli alla
Presidenza per i relativi provvedimenti.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto dovendo
intervenire a partire dall'ordine dei lavori, volevo
tranquillizzare il Presidente Provenzano che credo si stia
seguendo l'ordine dei lavori stabilito ieri. E che sicuramente,
da parte della maggioranza, non c'è stata alcuna volontà, o non
c'è alcuna volontà di alcun blitz, o di alcuna posposizione o
anticipazione della trattazione delle variazioni di bilancio.
Oggi si era rimasti, tutti insieme, la Conferenza dei
Capigruppo e la Presidenza dell'Assemblea, avevano stabilito che
avremmo trattato la legge sulla revisione dello Statuto. Così
faremo. Non credo che stamattina si sia voluto fare, ripeto,
alcun blitz, mettendo all'ordine del giorno stamattina questa
cosa. La maggioranza è assolutamente intenzionata, siamo tutti
pronti a partecipare in Aula al dibattito sulla legge voto.
Io credo che, però, sia anche molto importante, e mi
riaggancio all'intervento dell'onorevole Fleres, che la
Presidenza, se lo ritiene opportuno, metta all'ordine del giorno
la mozione, e chiedo, in questo senso, di prelevare anche la
mozione presentata dal Gruppo parlamentare della Rete, sulle
nomine. Ed anch'io sento l'obbligo, a questo punto, essendo
stato, peraltro, uno dei deputati della maggioranza che ha
incentivato questa discussione e alcuni atti del Governo, credo
che ho l'obbligo di esprimere una sola valutazione; mi limito a
farne una ma poi nel pomeriggio ne discuteremo insieme: la
veemenza, la vivacità con la quale l'onorevole Fleres è
intervenuto da questa tribuna fa capire che il Governo ha colpito
e ha colpito nel segno, su un problema che per noi era di vitale
importanza. Ripeto, non rispetto alle persone o ai ruoli, quello
non ci riguarda, molti di noi non conoscono assolutamente le
persone che hanno ricoperto una serie di cariche attraverso
alcuni atti fatti dal precedente Governo, ma sicuramente molti di
noi conoscono, avendo visto e letto le carte della I Commissione
Affari Istituzionali, i criteri attraverso i quali il precedente
Governo ha ritenuto opportuno nominare ai vertici del
sottogoverno della Regione siciliana una serie di persone che non
avevano assolutamente alcun titolo.
Voglio, mi permetta questo esempio, citare solamente una
persona che non conosco e delle quale non ricordo neanche il
cognome che oggi va a gestire una delle più importanti aziende
autonome di turismo della Regione siciliana, che, rifacendosi nel
proprio curriculum depositato presso la I Commissione Affari
Istituzionali di questo Palazzo dei Normanni, di questa Assemblea
Regionale, ai due comprovati anni di svolgimento di funzioni nel
settore turistico presenta nel proprio curriculum una comprovata
preparazione, essendo gestore di un negozio di elettrodomestici
che presta servizio presso le strutture alberghiere della
rispettiva Azienda autonoma.
Su queste cose noi non gradiremmo parlare perché è
competenza evidentemente del Governo e non, per carità, del
Parlamento, lasciando al Governo la ...
SPEZIALE. Sono sospese le nomine comunque.
MELE. Sono state sospese, il Governo non credo abbia fatto
alcuna azione punitiva, sta rivalutando caso per caso sulla base
delle singole professionalità.
L'ultima battuta signor Presidente: voglio ricordare
all'onorevole Fleres e, peraltro, lei egregiamente come sempre
presiedeva la Conferenza del Capigruppo formale e informale ieri,
che ieri si era stabilito di eleggere, e lo avevamo stabilito
concordemente tutti insieme peraltro con un ruolo importante in
termini politici giocato dalla Presidenza dell'Assemblea in
positivo evidentemente, di eleggere i presidenti e i vice
presidenti della II e della III Commissione.
Devo dire che ieri in II Commissione lo abbiamo fatto:
abbiamo eletto l'onorevole Di Martino vice presidente della II
Commissione e lo abbiamo fatto anche in Terza, mi stranizza che
poi in III Commissione i componenti dell'opposizione non si siano
presentati e questo non è per fare un blitz ma solamente per
assicurare un normale decorso dei lavori fino a giorno 23 che era
quanto tutto l'intero Parlamento avrebbe gradito fare.
PRESIDENTE. Assicuro che anche la mozione cui ha fatto
riferimento e di cui lei è firmatario, sarà portata alla
valutazione di oggi pomeriggio dell'Aula perché si determini la
data di discussione e credo però possa già restare stabilito che,
nel caso, la discussione comunque si intende congiunta per le tre
mozioni in questione.
PRESENTAZIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione:
"Intervento presso il Governo nazionale al fine di manifestare la
viva preoccupazione del popolo siciliano per l'attacco militare
U.S.A. in Iraq", a firma degli onorevoli Forgione, Martino,
Vella, Liotta, Mele, La Corte, Zanna e Cipriani.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, soltanto per puntualizzare alcune
cose, tenuto conto degli interventi che mi hanno preceduto, la
puntualizzazione riguarda quello che si è verificato ieri in III
Commissione, laddove il Polo, espressamente dando incarico
all'onorevole Catania di essere lì presente, ha consentito di
raggiungere il numero legale che la maggioranza non era stata in
grado di fornire. Questo per puntualizzare e per onore di verità,
quindi diamo atto di questo senso di responsabilità del Polo, un
senso di responsabilità che a mio parere non viene ripagato però
dalla maggioranza, che sta partendo veramente col piede sbagliato
nel momento in cui dà inizio a una sorta di epurazione di tipo
stalinista nei confronti di persone che sono state nominate dalla
giunta precedente, dando un colpo a quelle che sono le regole che
sono state sempre vive in questo Parlamento, sicché mi pare che
sia legittimo da parte nostra denunciare attraverso la mozione
che abbiamo proposto, questo comportamento che a dir poco è
squallido, un comportamento che dimostra la consistenza morale e
politica di questo governo e della maggioranza che lo sostiene.
Un fatto che mai si era verificato. Un fatto che l'onorevole
Fleres ha denunziato adeguatamente e correttamente e con la
giusta enfasi che merita un fatto così grave, un fatto quindi che
deve essere sottoposto alla valutazione di questa Assemblea
attraverso quella mozione che noi abbiamo presentato perché il
popolo siciliano, ma prima di tutto il Parlamento, sia a
conoscenza di un comportamento veramente grave, un comportamento
che deve essere adeguatamente censurato in questa Assemblea.
Ecco perché signor Presidente io la ringrazio per avere
voluto assicurare noi del Polo, noi della minoranza, noi
dell'opposizione della opportunità che ci sarà data domani di
discutere, anzi oggi pomeriggio, forse, questa mozione con la
quale noi intendiamo denunciare comportamenti che sicuramente non
sono democratici, comportamenti che sicuramente sono lesivi della
dignità di questo Parlamento e di questa Assemblea.
CROCE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
SPEZIALE. L'onorevole Croce non può parlare, è già intervenuto
l'onorevole Fleres.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, abbiamo concordato di
consentire l'intervento da un componente per ciascun gruppo.
Perché non può parlare l'onorevole Croce? Sull'intervento
di Fleres ho consentito l'intervento di un deputato per ogni
gruppo. Per il suo gruppo è intervenuto l'onorevole Zanna.
Sulla questione dell'ordine dei lavori, onorevole Speziale,
non crei problemi, la prego. Non è possibile, ho consentito
l'intervento sulla comunicazione di Fleres, uno per ogni gruppo.
L'onorevole Cintola può parlare. Avrà mille occasioni successive
di intervenire.
SPEZIALE. L'onorevole Fleres limiti i suoi interventi.
PRESIDENTE. Questo l'ho detto all'onorevole Zanna e purtroppo
invece è stato diversamente. Ho detto all'onorevole Zanna che se
avessi consentito il suo intervento avrei dovuto consentirlo a
ciascun gruppo parlamentare. L'onorevole Zanna ha insistito
sulla proposta è così ho dovuto fare. Non posso concludere la
discussione. Onorevole Speziale, così è stato stabilito.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
per rafforzare un pensiero che è stato prima dall'onorevole
Fleres e poi anche dall'onorevole La Grua rappresentato in
maniera forte, intensa e motivata.
Questo pensiero va nella direzione di un rapporto che la
minoranza (bisogna vedere se questa è minoranza o maggioranza qui
non si capisce più niente) intende stabilire con chi in questo
momento governa questa Regione.
E credo che l'atto, ieri sera, che si è consumato
favorevolmente con l'elezione del capogruppo dei DS a Presidente
della III Commissione, è di grande responsabilità, non solo
perché abbiamo consentito l'elezione di un Presidente di una
Commissione importante, ma soprattutto perché va nella direzione
di chi in questo momento ha un ruolo importantissimo e che è
capogruppo dei DS.
Quindi solo per questo noi e l'onorevole Catania,
consapevoli lui e noi, abbiamo dato questa grande possibilità.
Invece qui le cose si vogliono cambiare, si vogliono
confondere. E non è così, e non è così neanche onorevole Zanna
quando lei si riferisce ad episodi o fatti che succedono nella
grande confusione che avete determinato in occasione
dell'elezione degli assessori.
E allora caro onorevole Zanna, per sgomberare il terreno da
qualsiasi equivoco, quando lei si riferisce ad un parlamentare
che ha votato due volte, soltanto in quella grande confusione il
sottoscritto ha votato due volte. Ed è il sottoscritto il
parlamentare che ha votato due volte, l'ho saputo dopo, perché
oltre tutto mi hanno cercato per votare, perché io non capivo più
nulla quella sera. Si è votato tre o quattro volte, non so quante
volte si è votato quella sera.
Quindi eviti di fare queste osservazioni che lasciano il
tempo che trovano, oltre tutto anche perché francamente non credo
che lei possa vantare il primato delle cose perfette, delle cose
giuste. E quindi io su questo, guardi, quando succedono queste
cose, non credo ci sia bisogno di ricorrere a mezzi, a mezzucci
oppure la ripresa di alcuni meccanismi che sono qui presenti, e
mi riferisco all'onorevole Forgione che non c'è mai quando parlo
io, perché io riconosco gli ispettori e so il ruolo che hanno gli
ispettori, ma quando gli ispettori cominciano ad essere
inquisitori credo che qui bisogna cambiare registro. Quindi è
una parentesi che chiudo ma io mi rivolgo soprattutto al fatto
che oggi l'ordine dei lavori è stato già fissato, debbo dire, in
maniera molto chiara e perfetta dal Presidente dell'Assemblea
quando dice che bisogna intanto iniziare con le variazioni e
l'impegno, nel pomeriggio, ad iniziare il disegno di legge - voto
che è un fatto importantissimo su cui dobbiamo misurarci
sull'onda di alcune scelte importanti che dobbiamo compiere.
Come del resto sono d'accordo con l'onorevole Mele quando
dice che bisogna fare chiarezza su tutto. E bisogna fare
chiarezza su tutto davvero, per quanto riguarda le questioni
presenti e le questioni future, nel senso di una gestione
oculata, trasparente, attiva, nell'interesse dei siciliani, caro
onorevole Mele. Quindi quando lei parla di mettere in evidenza
alcuni problemi trova in me un alleato. E sempre, per quanto
riguarda questi aspetti....
MELE. Lei sa che le ho dato forza e coraggio. Lei sa che io
sono stato con lei.
CROCE. ... E io ho manifestato la mia perplessità, debbo
dire, su alcuni comportamenti anche del nuovo assessore, parlo
del nuovo assessore per i beni culturali, sulla possibilità - e
non so se è vero - del ritiro di alcuni provvedimenti che
eventualmente se ritirati, lasciano il vuoto ad altre tentazioni.
Quindi lasciano la possibilità di ingerenze ed interferenze che
in questo momento io non voglio sollevare, comunque cercherò di
documentarmi nel momento in cui alcuni episodi verranno fuori e
verranno a galla.
Quindi stiamo attenti ad usare certi meccanismi. Stiamo
attenti, parliamone, confrontiamoci, ma non andiamo a fare di
tutta l'erba un fascio, sulle cose fatte e sulle cose da fare.
Quindi, caro Presidente, io concludo il mio intervento dicendo:
disponibilità a discutere la mozione che è stata presentata
dall'onorevole Fleres e altri e altre mozioni e ordini del giorno
perché finalmente qui dobbiamo fare chiarezza su tutto.
Quindi, grazie Presidente, grazie colleghi.
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, io debbo dare
atto al presidente dell'Assemblea del fatto che le sedute stanno
cominciando all'orario preciso e quindi il deputato conosce
l'inizio specifico della seduta e sa di dovere svolgere il suo
compito agli orari che sono stati previsti per l'inizio delle
sedute stesse.
Debbo dare meno atto al Governo della sua scarsa presenza
sui banchi del Governo stesso e ritengo che su questa mia idea
fissa, che il Governo stia in Aula nel momento in cui l'Aula
viene chiamata, debbo richiamare l'attenzione del Presidente e
del Governo nella sua interezza.
Questo mi fa pensare molto a quello che succederà con la
legge - voto quando si dirà che addirittura il presidente potrà
nominare, secondo questo intendimento, assessori che non siano
deputati.
Mi fa pensare a quello che avverrà di questa Assemblea se
questa iattura dovesse passare in questi termini perché se non
c'è nessuna corrispondenza tra colleghi deputati che diventano
assessori e assemblea, io vorrò capire cosa ne sarà più di questa
Assemblea se non una somiglianza alle assemblee comunali, dove i
sindaci e gli assessori non tengono più conto di un organismo
eletto, che è il consiglio comunale, o di presidenti di provincia
che cambiano gli assessori quando vogliono, o nei comuni, di
sindaci che cambiano gli assessori quando non corrispondono più
alla volontà despota del presidente della Provincia o dei sindaci
dei comuni.
Ma, per ritornare sull'atteggiamento e sull'intervento
dell'onorevole Fleres, intendo soltanto dire che noi su questa
vicenda avremo come discutere durante la dismissione delle
mozioni che sono state presentate.
Ritengo che l'Assemblea debba, invece, svolgere l'ordine del
giorno, che è importante: l'esame delle variazioni di bilancio e
subito dopo la legge-voto. Ma, mi sia consentito dire non in
maniera arrogante, non è più il momento nè di arroganza nè di
altro (è inutile che continui a ripetere stancamente che Sicilia
e Siciliani stanno aspettando l'inversione di tendenza che nè il
Governo Provenzano nè il Governo Drago hanno saputo poi alla fine
dare, se non con qualche barlume di attenzione che poi non è
diventato nè legge nè si è trasformato in una reale inversione di
tendenza), dicevo, mi sia consentito dire che queste nomine di
cui parliamo sono state effettuate il giorno prima
dell'insediamento del nuovo Governo. Sono nomine che hanno
catapultato dentro papà di deputati, parenti di deputati, nomine
fatte il giorno prima con una corsa verso il potere per il
potere; capisco, onorevole Fleres, che c'è necessità di resistere
fino in fondo perchè il potere è potere, ma io non mi sarei mai
preoccupato di dire che revochino nomine fatte. In quel Governo
c'erano assessori del CDU, del CCD, oggi UDR, che sono ugualmente
presenti nel Governo di oggi e io sono tra coloro i quali dicono
fortemente che bisogna revocare, bisogna revocare perchè ci sono,
come nel caso della nomina dei direttori, dei rilievi forti dalla
Corte dei Conti che ha detto e ha verificato che i curriculum
sono stati presentati il giorno dopo la nomina fatta dalla Giunta
di Governo.
Questo è scandalo Non è scandalo il fatto di dover dire che
dobbiamo andare a revocare, non sospendere, onorevole Mele, ma
revocare quelle nomine, riportarle nei termini di oculata, civile
attenzione.
Io ho visto una nomina fatta il 16 di novembre, arrivata al
Presidente dell'Assemblea il 18, arrivata il 20 in I Commissione
per il parere. Lasciando stare questi passaggi di velocità
assurda, incomprensibile (la "Bassanini" non ha più motivo di
esistere in Sicilia, perchè sappiamo andare ben oltre la velocità
che la Bassanini stessa imprima), al diciannovesimo giorno, cioè
quindici giorni dopo l'invocazione di un'urgenza inesistente,
perchè era inesistente (il consiglio di quell'organismo che si è
voluto "impolpare" si riuniva ugualmente) c'è la nomina fatta per
decorrenza dei quindici giorni richiesti alla I Commissione
legislativa dell'Assemblea.
C'è un percorso, onorevole Fleres, di una velocità
supersonica, trattandosi, e concludo, del papà di un deputato
del Polo dell'Assemblea regionale siciliana. Io ritengo che ce ne
sia a sufficienza per poter dire: "andiamo avanti con i lavori e
sulle mozioni andiamo a svolgere il dovere non di sospendere le
nomine, ma di revocarle".
COSTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spendo
solamente due parole anche perchè mi pare che in questo
Parlamento il problema di fondo sfugga a tutti. Credo che il vero
problema, per essere chiaro, non è quello del potere per il
potere. Noi del CCD siamo stati all'opposizione da sempre, da due
anni e mezzo a questa parte, lo sa bene il Capogruppo del Pds che
parla con i Capigruppo di AN e Forza Italia e quindi ci associa
alla sua maggioranza, ma non è così. Il problema è nel rapporto
dialettico che è saltato in questo Parlamento; il rapporto
dialettico tra maggioranza e opposizione, il rapporto dialettico
tra gli stessi parlamentari.
E quando manca il rapporto dialettico, signor Presidente,
quando manca un rapporto civile di difesa e di rilancio delle
istituzioni, io non credo che possa venire un ragionamento
costruttivo tra le forze politiche di questo Parlamento. Non
credo che quella che noi, anche alla vigilia di questo Natale,
stiamo trasferendo ai cittadini siciliani sia l'immagine di un
Parlamento che ha ritrovato se stesso, di una composizione degna,
capace di potere produrre atti e leggi a tutela dell'economia e
dello sviluppo di questa Regione; non mi pare che l'insegnamento
vero, quello che dovremmo dare noi per primi, sia quello giusto
in questo momento.
Io credo che noi, almeno parlo per la mia parte, per il CCD,
ma mi sento di parlare anche a nome del Polo e del centro-destra
siamo stati sempre impegnati e lo siamo ancora a volere indicare
provvedimenti saggi per questa Sicilia. Mi permetto soltanto di
sottolineare che l'intervento del CCD al Senato tramite
l'onorevole D'Onofrio tenderà a risolvere una volta per tutte,
per legge, ripeto per legge, i rapporti finanziari tra Stato e
Regione entro il 30 giugno 1999.
Quindi l'attenzione che noi rivolgiamo ai problemi della
Sicilia parte dalla Sicilia, continua a Roma e investe tutto il
Paese.
Concludendo, signor Presidente, mi auguro che possa essere
trattata e discussa una mozione che condividiamo, che il CCD ha
firmato, che possa, una volta per sempre, distendere i rapporti
tra le forze politiche, che possa essere foriera, al di là delle
maggioranze e delle opposizioni, di una dialettica costruttiva. E
lo diciamo noi che non abbiamo nomi da difendere, non abbiamo -
ripeto - nomi da difendere, ma abbiamo da difendere le
istituzioni di questa Sicilia, il Parlamento siciliano, abbiamo
da difendere l'onorabilità che in questo momento, anche tra di
noi, nei percorsi disattesi è venuta meno.
NICOLOSI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, ho avuto notizia del dibattito
che si stava svolgendo sulle comunicazioni ad iniziativa
dell'onorevole Fleres e poi dei colleghi che sono intervenuti e
sulla questione avverto il bisogno di portare il mio contributo.
Si lamenta, credo sia questo il succo dell'intervento
dell'onorevole Fleres, il fatto che il Governo o il Presidente
della Regione, ma è sempre il Governo, abbia avanzato richiesta
scritta formale alla I Commissione di restituire tutti gli atti
ad essa inviati per esprimere il parere sulle nomine da
effettuare e già effettuate dalla precedente Giunta.
Mi stupisce l'osservazione fatta dall'onorevole Fleres.
Infatti, c'è un Governo nuovo, anche se sono ribaltate le
logiche elettorali che avevano proposto una soluzione diversa,
però c'è un Governo nuovo e se lo stesso ha ritenuto di rivedere
le nomine effettuate (lì semmai l'equivoco è nostro, la presenza
dell'UDR che c'era prima c'è adesso, vedremo di chiarirlo nel
corso delle cose che andremo facendo, perchè quelle nomine sono
frutto di una scelta intervenuta attraverso un Governo in cui
l'UDR c'era pure, c'era attraverso il CDU, il CDR, ma c'era)
trovo che sia legittimo.
La scelta fatta dal nuovo Governo di revocare quelle nomine
mi pare legittima perchè i destinatari di una responsabilità,
specialmente molto recente rispetto agli eventi, sono coloro che
devono anche rispondere a chi li nomina; c'è un rapporto di
valutazione non solo dei presupposti giuridici, ma anche della
fiducia che deve esserci tra chi governa attraverso gli atti
legislativi, i decreti, e chi poi opera attraverso la gestione
degli organismi specifici cui questi soggetti vengono preposti.
La cosa che invece mi apparirebbe strana, a questo punto mi
rivolgo al Governo, sarebbe quella che una volta operata una
revoca si dovesse ricontrattare intorno a questi stessi nomi o a
parte di questi nomi, sempreché non si definisca a priori un
elemento, credo che l'avevamo già individuato in leggi
precedenti, attraverso cui si possa stabilire che questi soggetti
hanno i requisiti, questi altri no.
Se ciò non fosse, e quindi alcune vengono revocate e poi
salvate (chissà per quale logica) ed altre no questo sarebbe
vergognoso.
Allora io dico: il Governo legittimamente procede sulla
strada individuata; non so sia stata una decisione del Presidente
della Regione o una decisione della Giunta, in questo caso
certamente c'è una condizione che vede nello specifico la nostra
posizione politica come difficile.
Tuttavia, è un dato che appartiene ad una valutazione
collegiale, il Governo che è in carica è un Governo nuovo
rispetto a quello passato, l'unica cosa che io chiedo al Governo
in carica è che, effettuate le revoche, (devo dire, molte di
quelle nomine, e sono d'accordo con il collega Cintola, sono
obiettivamente inopportune, non so quanto adeguate, ma certamente
inopportune) dicevo, se tutto questo dovesse comportare alcune
scelte a favore, in una fase successiva e contro, sempre in una
fase successiva, senza che siano legate a criteri chiari, netti e
conosciuti, questo sarebbe veramente grave.
Volevo rassegnare all'Assemblea e al Governo queste mie
considerazioni.
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione n. 277
"Contributo economico a favore dell'IRAQ", a firma degli
onorevoli Pezzino, Zanna, Silvestro, Nicolosi, Cipriani ed altri.
La mozione testè comunicata sarà posta all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE <<VARIAZIONI DI BI
LANCIO PER L'ATTUAZIONE DELLE RISERVE SULLE ENTRATE DELLA REGIONE
A FAVORE DELL'ERARIO DELLO STATO ED INTERVENTI IN MATERIA DI AGRI
COLTURA E FORESTE>> (NN. 698-834-837/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno e
segnatamente al seguito della discussione del disegno di legge
"Variazioni di bilancio per l'attuazione delle riserve sulle
entrate della Regione a favore dell'erario dello Stato ed
interventi in materia di agricoltura e foreste" (nn.
698-834-837/A)
Invito i componenti la Commissione legislativa "Bilancio" a
prendere posto al banco delle commissioni.
Ricordo all'Aula che avevamo chiuso la discussione generale
e che dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi desidero
parlare su questo argomento per affrontare un tema che potrebbe
sembrare secondario rispetto alle scelte che sono state compiute
dal disegno di legge, ma che secondarie non sono perché
rappresentano la configurazione plastica del disastro economico
della Sicilia.
Intendo riferirmi alle tabelle che riassumono le minori
entrate della Regione siciliana; basta guardare le tabelle a cui
facevo riferimento per comprendere come in Sicilia piuttosto che
una politica di sviluppo si stia ipotizzando una politica di
sottosviluppo.
Mi spiego meglio. Nelle variazioni che sono state indicate
nella tabella A) si portano in detrazione l'imposta sul reddito
delle persone fisiche ed è evidente: in Sicilia aumenta il tasso
di disoccupazione perchè non si crea sviluppo e, dunque, meno
sono i lavoratori, minore è il reddito delle persone fisiche. In
Sicilia si portano in detrazione, quindi come minori entrate, le
imposte sul reddito delle persone giuridiche per la medesima
considerazione di cui sopra:, diminuiscono le attività
economiche, diminuiscono le imprese, diminuisce lo sviluppo, ci
avviamo a grandi passi verso il sottosviluppo, dunque,
diminuiscono le entrate relative al reddito delle persone
giuridiche.
In Sicilia si portano in diminuzione le ritenute sugli
interessi e sui redditi da capitale, dunque non solo si riduce
l'occupazione, non solo, anzichè costruire una logica di sviluppo
e di crescita produttiva, si ipotizza il percorso esattamente
inverso, non solo si ipotizza un'ulteriore diminuzione del numero
di attività produttive di commercianti, di artigiani, di
agricoltori, di imprenditori in genere, ma si prevede anche una
riduzione di quello che è il reddito statico determinato dagli
investimenti, cioè il reddito da capitali.
Evidentemente il livello di povertà aumenta ed aumentando il
livello di povertà anche i redditi da capitale entrano nei
processi economici per consentire alle famiglie dei siciliani di
potere sopravvivere. Continua la tabella A, portando in
detrazione le imposte di registro, le imposte sul valore
aggiunto, le imposte ipotecarie, le imposte che riguardano le
tasse automobilistiche, le donazioni, insomma tutto quello che è
fortemente connesso ad un processo di sviluppo che c'è, e se c'è
determina un incremento di questo tipo di entrate o che non c'è,
e se non c'è fotografa il decremento di questo tipo di entrate
perchè si determina un sottosviluppo che certamente non è più
tollerabile. Dunque, signor Presidente, onorevoli colleghi, se
noi volessimo sinteticamente dimostrare il fallimento di una
politica nel suo complesso e di una politica di scelte che,
onorevole Presidente, mi creda, non intendo in questo momento
attribuire ad uno schieramento perchè semmai intendo sottolineare
l'aspetto inverso che ho già sottolineato in sede di intervento
sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione,
questa Sicilia che non sceglie, non può scegliere perchè non può
contrapporre uno schieramento ad un altro schieramento sulla base
di obiettivi che hanno valore assoluto, che sono gli obiettivi
dello sviluppo, della crescita economica, della crescita
occupazionale. Ebbene, queste tabelle configurano il fallimento
delle scelte di schieramento, qualunque schieramento, perchè non
c'è uno schieramento che ha una ricetta infallibile, un vaccino
miracoloso e l'altro schieramento che non ce l'ha o viceversa.
Queste tabelle configurano l'esigenza che in Sicilia si determini
un processo politico che rispetto ad alcuni obiettivi che hanno
valore assoluto, e sono gli obiettivi dello sviluppo delle
imprese, dello sviluppo del lavoro, dello sviluppo del valore
aggiunto e del reddito da lavoro dipendente, da lavoro autonomo e
dal reddito di impresa, ci sia, ribadisco, un processo unico e
delle scelte di forte aggregazione, di forte motivazione. Ci si
divida su altro, ci si divida su Ocalan, ci si divida sulla
guerra del Golfo, ci si divida sulle scelte che riguardano la
logica delle scuole pubbliche o delle scuole private, della
sanità pubblica o della sanità privata, ci si divida sulle scelte
di carattere ideologico se ancora ci sono, ma non certamente su
queste.
Se poi parliamo della logica delle spese - e concludo,
signor Presidente-, le spese, invece, piuttosto che determinare
lo sviluppo stesso aggravano il processo di sottosviluppo
fotografato nelle tabelle A.
Grazie, chiedo scusa se ho sforato di qualche minuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO CERTO , segretario f.f.:
"Art. 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
1. Per l'attuazione delle riserve all'erario dello Stato
delle entrate della Regione, secondo le modalità stabilite
con decreto del 23 dicembre 1997 del Ministro delle Finanze
di concerto con il Ministro del Tesoro per l'anno 1998, nello
stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 1998 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella A."
FLERES. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, la sua richiesta, se appoggiata,
resta valida, ma può essere messa in esecuzione soltanto nella
fase di votazione.
La sua richiesta è appoggiata?
FLERES. Sì.
PRESIDENTE. Dovrà essere ribadita al momento della votazione.
Invito il deputato segretario a dare lettura della Tabella
A; propongo l'accantonamento dell'articolo 1 in attesa
dell'approvazione della Tabella A.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
LO CERTO , segretario f.f., dà lettura della Tabella A.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo perché ritengo che la
discussione sulle variazioni dello stato di previsione delle
entrate sia un argomento di rilievo alla luce del fatto che le
situazioni di grande difficoltà in cui versa il bilancio della
Regione sono difficoltà note.
Il bilancio della Regione è in larga misura un bilancio di
spese correnti, che ha ridotto nel corso di questi anni ai minimi
termini la possibilità di utilizzare risorse in conto capitale,
di liberare risorse in funzione dello sviluppo e degli
investimenti.
Abbiamo quindi ereditato una situazione drammatica che nel
corso degli ultimi mesi, nel corso degli ultimi due anni e mezzo
non ha visto alcuna inversione di tendenza, anzi ha visto le
forze politiche del Polo che si sono intestate una politica
liberale o liberista, li ha visti invece, nella assoluta
continuità con la politica degli sprechi, degli sperperi inutili
e della assistenza più nera aggravando fortemente il bilancio
della Regione e qualche timido tentativo, fatto dal Governo
Provenzano, per rimettere ordine nei conti del bilancio regionale
è stato poi disatteso dal comportamento di assessori dello stesso
Governo e dopo del Governo Drago.
Noi siamo convinti che c'è una condizione di allarme, di
allarme della situazione finanziaria, di allarme della situazione
di bilancio e siamo altrettanto convinti che ci vuole un colpo
d'ala da parte delle forze politiche dell'Assemblea regionale
siciliana, in primo luogo delle forze politiche di maggioranza,
ma noi facciamo riferimento anche alle forze politiche di
opposizione ed alla parte più responsabile delle forze politiche
di opposizione.
Onorevole Provenzano, non lo vedo in Aula, lei che nel corso
di questi due anni ha dimostrato di avere elementi di saggezza
personale, di equilibrio, onorevole, lo abbiamo combattuto, così
com'è doveroso per una forza politica di opposizione combattere,
con la lealtà delle armi della politica e con l'onestà
intellettuale che contraddistingue una forza come la nostra nel
rispetto umano e politico per le persone. Lo abbiamo soltanto
combattuto, così com'è normale, nel rapporto dialettico che
attiene alle regole della politica.
Onorevole Provenzano, dicevo, lei che è un uomo di
equilibrio, che adesso non vedo in Aula, e che ha dimostrato
saggezza le sembra compatibile il comportamento a volte furbesco
da parte del Polo, a volte inconcludente, e comunque rissoso nei
confronti della maggioranza?
Lo dico questo anche alle cosiddette forze politiche
moderate, di centro. Secondo voi il messaggio che in questi
giorni il Polo per le Libertà, attraverso un suicida
atteggiamento sta assumendo, si rivolge alle forze del centro
moderato? Un moderato come può comprendere l'atteggiamento di
permanente sfida che viene lanciato non alle ragioni di una
maggioranza ma alle ragioni fondamentali della Sicilia con
atteggiamenti che sanno di furbesco, di molto furbesco; infatti,
onorevole Fleres, avere gridato qui che i Presidenti delle
Commissioni si sarebbero dimessi, avere sparato a salve sapendo
perfettamente che i suoi Presidenti delle Commissioni essendo
appunto persone individualmente responsabili non avrebbero
avallato un atteggiamento fascista che lei conduce
permanentemente in Aula (perché io sono convinto che uomini come
Petrotta, come Catania, ieri sera ha dimostrato un atteggiamento
di grande responsabilità, che è quello di preservare e
salvaguardare le istituzioni democratiche che sono un patrimonio
di tutti, non un patrimonio che attiene alla maggioranza)
permettere all'interno del Parlamento il regolare svolgimento dei
lavori d'Aula, permettere un'adeguata produzione legislativa,
questa è una funzione che attiene all'intero Parlamento, non
attiene ad una parte di questo Parlamento. Avere chiesto nel
corso dei lavori sullo scioglimento degli enti economici
regionali nel giro di quaranta minuti per ben dieci volte la
verifica del numero legale su un disegno di legge che era stato
prima presentato dal Governo Provenzano e poi portato in Aula dal
Governo Drago dà l'impressione di una forza politica allo sbando
e schizofrenica.
Ci state regalando il patrimonio politico dello scioglimento
degli enti economici regionali, con questo atteggiamento.
Noi non possiamo fare altro che ringraziare.
E' un atteggiamento che mina alle basi un regolare
confronto, una regolare dialettica democratica.
Che senso hanno, allora, onorevole Presidente
dell'Assemblea, le riunioni informali di Capigruppo?
Lei, ieri, ci ha chiamato sulla base di una nostra
sollecitazione. Noi, la sera prima, avevamo concordato con lei un
percorso da stabilire, perché vogliamo che con le forze del Polo
si costruisca un clima di serenità che ci permetta di affrontare
il governo unitario delle istituzioni.
Vogliamo che venga rimarginata la ferita che il Polo ha
inferto ad una consolidata prassi democratica in questo
Parlamento, quando vennero eletti Presidenti, Vicepresidenti
delle Commissioni legislative in virtù di un principio, che era
quello di maggioranza, chi vince piglia tutto. Noi vogliamo
rimarginare quella ferita e ciò avverrà attraverso un confronto
sereno tra le forze politiche di maggioranza e quelle del Polo.
Il Presidente dell'Assemblea, ieri, ha permesso che si
facesse una discussione serena. Da quella discussione, se non ci
sono elementi di furbizia, o altri sottointendimenti, siamo
usciti dicendo che avremmo accelerato l'attività della produzione
legislativa dell'Aula, dopodiché, ci siamo trovati, stamattina,
che se non ci fosse stato l'onorevole Di Martino eletto ieri
Vicepresidente della Commissione, non avremmo potuto neanche
iniziare i lavori, perché l'onorevole Petrotta è arrivato adesso.
E se ieri sera - grazie alla responsabilità individuale, al
senso di responsabilità dell'onorevole Catania - non si fosse
proceduto alla elezione del Presidente della terza Commissione,
noi, nelle prossime ore, non avremmo potuto esaminare e portare a
compimento il disegno di legge sullo scioglimento degli enti
economici regionali. Scioglimento degli enti economici regionali
che appartiene ad un lavoro di Commissione e che appartiene al
lavoro d'Aula.
Onorevole Fleres, onorevoli colleghi, o si vuole arrivare,
necessariamente, al fatto che non si vuole garantire lo
scioglimento degli enti economici regionali o si ha la
preoccupazione che venga smentito un atteggiamento del Polo,
relativo agli enti economici regionali che hanno più volte
proclamato il loro scioglimento e che per due anni e mezzo sono
rimasti impastoiati.
Noi, comunque, andremo avanti, perché riteniamo che questo
sia utile alla Sicilia.
Lo stesso scioglimento degli enti economici libererà
risorse. Libererà centinaia di miliardi di risorse nel corso dei
prossimi anni che, anziché essere destinati ad una politica
sciagurata - come quella che si è avuta nel corso di questi anni
- noi pensiamo di utilizzare a sostegno dello sviluppo della
Sicilia e della occupazione.
Per questo, come primo elemento, noi siamo favorevoli
all'approvazione dell'articolo 1, perché noi ci auguriamo che il
Governo introduca, già a partire dalle variazioni, con la
formazione del nuovo bilancio, quegli elementi di rigore
necessari perché noi possiamo avere un bilancio che possa
destinare utilmente risorse allo sviluppo ed alla occupazione in
Sicilia.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
del collega Speziale mi vuole a questo intervento, non soltanto
per discutere dell'articolo 1 di questo disegno di legge di
variazioni, ma anche per una serie di considerazioni che sono
state espresse da questo podio pochi istanti fa.
Io credo che, per quanto riguarda alcune osservazioni mosse,
non si possa assolutamente essere d'accordo con quello che vuole
sostenere, in maniera assolutamente strumentale ed errata, anche
sul piano formale delle cose che sono avvenute, oggettivamente,
in questa Aula in questi due anni e mezzo, da parte
dell'onorevole Speziale e della ex opposizione.
Io credo che quando l'onorevole Speziale dà, giustamente,
omaggio all'onorevole Provenzano della sua saggezza, della sua
correttezza politica e di quello che lui ha rappresentato, come
primo forte momento di segnale di rottura in questa Isola sul
modo di fare il bilancio, dice una cosa giusta.
Si contraddice, però, onorevole Speziale, quando dimentica
il comportamento assolutamente strumentale che in quest'Aula
l'attuale maggioranza ha troppe volte continuamente anch'essa,
richiamandosi al Regolamento e alle richieste di numero legale o
di votazione palese, ha più volte sollecitato iniziative volte
addirittura, ricorderete, quanto tempo abbiamo impiegato in
quest'Aula per sfiduciare, per fatti vecchi e già consacrati
dalla giustizia in termini assolutamente positivi.
Mi fa piacere che, oggi, l'onorevole Speziale e l'attuale
maggioranza si ravvedano dando atto all'onorevole Provenzano
della sua onestà e dalla sua grande capacità di equilibrio
politico e di iniziale forte segnale di rottura con un bilancio
che era, invece, precedentemente trattato, come voi sapete meglio
di me.
Pur essendo nuovo alla politica non posso accettare
assolutamente che si possano, attraverso mezzucci di
schieramento, contrabbandare per vere delle falsità, come sono
state dette pochi minuti fa dall'onorevole Speziale. Perché,
vede, onorevole Speziale, non solo lei fa bene a dare omaggio
all'onorevole Provenzano per la persona ma anche per la sua
attività proprio di presidente di quel Governo che ha iniziato,
attraverso la barriera di un tetto massimo di indebitamento,
attraverso i tagli possibili, che quest'Aula ha ritenuto
possibili potere fare, attraverso un Regolamento che meglio di me
voi conoscete, ha ritenuto possibile applicare tutti quei tagli
che hanno comunque ridotto il deficit di quella Regione, con un
percorso che è stato poi proseguito dal Governo Drago per quanto
riguarda sempre un'attività di indebitamento massimo e di tagli
alla spesa assistenziale e improduttiva.
Non tenere conto di questo, bypassarlo e ricordarsene
soltanto oggi a posizione invertite mi sembra molto comodo e
strumentale, così come comodo e strumentale è oggi accusare anche
i comportamenti che vengono definiti rissosi da parte del Polo ed
in testa dall'onorevole Fleres.
Vede, quello che è emerso da queste battute iniziali
dell'attività di governo è inequivocabile: questo Governo non ha
una maggioranza, questo Governo non ha mai in Aula i 46 deputati
minimi che rappresentano la maggioranza, anche in quelle dieci
occasioni in cui è stato chiesto il numero legale e il numero
legale vi era, tutti avete verificato che il numero legale vi era
per la presenza dei sette necessari deputati dell'opposizione a
chiedere il numero legale, ma la maggioranza in se stessa,
autonomamente, non c'era e non lo è stata infatti autonoma in
questi giorni perché dice bene l'onorevole Speziale quando
ricorda che grazie all'attività dell'onorevole Petrotta, ieri ho
partecipato anche io, si è svolto, in maniera esauriente e
definitiva, un disegno di legge importante sulle ulteriori
variazioni. Abbiamo partecipato, bisogna darne atto, in maniera
propositiva, producente e costruttiva, con un modo nuovo di fare
opposizione.
Ieri l'onorevole Catania ha consentito la costituzione della
III Commissione. Questi cosa sono secondo voi, sono segnali
rissosi o sono la dimostrazione che voi in Aula quando siete
tanti siete 40 o 41 e non siete mai in numero legale e che solo
grazie al comportamento dell'opposizione si sta andando avanti
anche oggi?
Trascurare questo particolare e ritenere viceversa,
attribuendo all'opposizione una capacità soltanto rissosa e non
costruttiva e producente è una falsità, laddove soprattutto si
trascura de plano come se fosse un'inezia, una quisquilia il
comportamento per il quale questa opposizione ha ritenuto
opportuno e necessario andare a promuovere quella mozione che noi
chiediamo venga trattata con la massima urgenza per quanto
riguarda un atto che in 50 anni non era mai stato fatto da nessun
governo, che è quello di sospendere, addirittura esaminare - non
so bene attraverso quale lente di ingrandimento - i requisiti dei
soggetti nominati negli enti che, come tutti sanno, per essere
poi trasmessi alle Commissioni di appartenenza vengono prima
esaminati dalla Segreteria generale per verificare se
effettivamente quel soggetto ha o meno i requisiti. E vi è un
articolo, l'articolo 4 della legge 19 che precisa esclusivamente
il percorso che è stato fedelmente eseguito.
Dire diversamente è una falsità e l'onorevole Speziale, che
è amico mio e al quale voglio bene, e mi dispiaccio se dice
queste cose; così come non avere tenuto conto che fino a oggi
sugli enti economici se siamo arrivati all'articolo 8 ci siamo
arrivati perché gli interventi dell'opposizione sono stati
soltanto costruttivi; io ricordo di essere intervenuto
personalmente due volte e lo stesso governo ha ritirato degli
emendamenti che io contestavo, ha ritenuto fondate le mie
osservazioni e li ha ritirati. Non è stato fatto un discorso
contrario ad arte. Sul fatto della richiesta del numero legale ho
detto poc'anzi, onorevole Presidente Capodicasa, quali sono le
motivazioni, non c'è dubbio che la dimostrazione è che in Aula
non ci sono stati mai 46 deputati della maggioranza...
CAPODICASA, presidente della Regione. Bastava un volta.
BUFARDECI. Ce ne erano sempre 39 o 40 e si stava in Aula solo
perchè c'era l'opposizione altrimenti non si poteva svolgere
l'Aula. Questo è un dato pacifico. Ma ribadisco, lei ne è
testimone, lei per primo, e gliene do atto, ha ritirato degli
emendamenti che contestavo, entrando nel merito lei ricorderà che
un disegno di legge così importante e così significativo che
porta la firma innanzitutto del governo Drago e del governo
Provenzano e poi portato in Aula dal governo Drago, un disegno di
legge che noi prima di andare via, come membri del Governo
abbiamo chiesto che venisse comunque trattato per la importanza
che esso ha e alla quale noi annettiamo una importanza strategica
oltre che di fiore all'occhiello dell'Assemblea, una riforma
necessaria, quale è quella dello scioglimento degli enti
economici, è una riforma che noi abbiamo svolto in pochi minuti
svolgendo già otto dei dodici articoli, e quindi non certamente
facendo un ostruzionismo parlando, parlando e ancora parlando
solo per perdere tempo.
Siamo intervenuti a parlare su problemi di merito che sono
stati in parte accolti e in parte no perchè volevamo che non
venisse stravolto il testo del disegno di legge, così come era
stato originariamente fatto, che non fosse in controtendenza e
contraddittorio con quel Regolamento che consente lo scioglimento
già dal settembre 1997 firmato dal Presidente Provenzano.
Dimenticare queste cose mi dispiace perchè fra l'altro non
pone, a volte, le condizioni positive che, viceversa, occorre che
in quest'Aula si manifestino e si concretizzino.
Il nostro comportamento l'abbiamo detto sempre, anche nelle
dichiarazioni programmatiche, è stato quello e vuole essere
assolutamente quello di un'opposizione certamente ferma,
certamente forte ma non vogliamo essere 'sfascisti' come siete
stati voi con il vostro comportamento assolutamente strumentale,
troppe volte utilizzato, utilizzando il Regolamento nelle sue
pieghe più bieche nei confronti di quella che era la maggioranza
che, viceversa, richiedeva a volte un dialogo positivo.
E poi che dire quando si fa l'accenno per quanto riguarda il
problema della Commissioni: è un problema sul quale ci possiamo
confrontare, siamo ben lieti di confrontarci. Nessuno credo abbia
interesse ad eliminare le possibilità di un dialogo e di un
percorso che possano essere costruttive per tutta l'Assemblea e
soprattutto per i siciliani.
Il gioco allo sfascio credo che non convenga a nessuno. Ma
fare finta che con un colpo di spugna si è diventati
improvvisamente buoni, ci si è ravveduti dei comportamenti e
delle persone, ci si è ravveduti della bontà di una attività di
governo che è stata svolta brillantemente per tanto tempo ma in
quel momento contestata in maniera forte, acerrima, addirittura
anche sul piano personale e dimenticarla e cancellarla, mi sembra
troppo e questo non lo posso accettare.
Per il resto sul piano del dialogo e dell'attività
costruttiva, perchè effettivamente quest'Aula sia finalmente
produttrice di atti normativi che servono alla Sicilia e ai
siciliani e con un bilancio che sia effettivamente aderente alle
necessità di uno sviluppo economico, vivaddio, su questo
troverete sicuramente Forza Italia e tutta l'opposizione pronta a
qualunque attività legislativa e di governo che possa
effettivamente lavorare verso questo indirizzo.
Facciamo chiarezza, la onestà intellettuale innanzitutto,
non giochiamo con un colpo di spugna come qualcuno vuole fare
sulle cattività del passato. Non strumentalizziamo alcuni
passaggi, non demonizziamone altri, non lo abbiamo fatto nel
passato noi, non vorrei che come primo atto ci fosse questo
invece di un riconoscimento oggettivo delle cose da svolgere, del
comportamento tenuto nel passato dall'attuale opposizione.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo anche all'onorevole Tricoli
che ci troviamo in discussione generale sull'articolo 1. Può
intervenire per non più di dieci minuti.
TRICOLI. Anche meno di dieci minuti, signor Presidente
dell'Assemblea signor Presidente della Regione, onorevoli
colleghi.
Temo che ciò che avevo annunciato in sede di discussione
sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione
sia puntualmente avvenuto.
E' avvenuto cioè che appena dopo approvate le dichiarazioni
programmatiche, l'Assemblea regionale siciliana, in particolare
la maggioranza che sostiene questo Governo, ha già sconfessato
quelle dichiarazioni programmatiche. Dopo che in lungo e in
largo, dopo che su tutti i giornali d'Italia è stata pubblicata
una dichiarazione del Presidente della Regione a cui ha fatto
poi immediatamente eco la voce dei sindacati, voce che
naturalmente chiedeva, così come il Presidente della Regione
aveva promesso, la riduzione costante e continua delle spese
correnti, ecco che arriva immediatamente in Aula un disegno di
legge che prevede esattamente il contrario: lo storno di fondi da
spese in conto capitale a spese correnti, spese, cioè a dire, che
vanno ad aggravare ancora di più la situazione di cassa già
abbastanza delicata della Regione siciliana, spese che
naturalmente dovranno poi trovare una loro giusta collocazione
anche nella situazione di cassa che attualmente è - come dicevo -
molto delicata.
E la esattezza di questa mia tesi non è soltanto per la
variazione al bilancio di competenza di previsione che oggi è in
discussione ma anche, ed in particolar modo, alla allegata
tabella che mira anche a modificare il quadro sintetico di cassa.
Perchè, mentre per quanto riguarda la situazione del bilancio di
competenza c'è sempre la riserva mentale di una eventuale legge
che possa prorogare il termine per la contrazione del mutuo di
lire 1.700 miliardi, mutuo i cui termini scadono domani, se non
vado errato, è chiaro che per quanto riguarda la situazione di
cassa, ammesso e non concesso che il Governo successivamente ad
un eventuale, ed io spero che non si verificherà fallimento di
questa gara, dovrà prorogare al mese di febbraio o di aprile la
possibilità, su questo bilancio di competenza, di contrarre il
mutuo, è chiaro che in termini di cassa ciò non si potrà
verificare.
Non si potrà cioè dire che il quadro sintetico di cassa
venga modificato e su questa modifica possa influire
eventualmente la contrazione del mutuo fatta a gennaio o a
febbraio, perchè il quadro sintetico di cassa mira a fotografare
la situazione della cassa, quindi dei mandati di pagamento, della
possibilità di emissione dei mandati di pagamento che, nel
momento in cui non trovano soddisfazione al 31 dicembre 1998,
tornano indietro alle rispettive ragioneria e da questi agli
assessorati di competenza.
E' grave questa iniziativa del Governo volta sì a sanare una
situazione che già era stata messa in cantiere dal precedente
Governo ma che, naturalmente, ha una particolare situazione nel
momento in cui una vicenda ha una particolare refluenza la
mancata contrazione del mutuo di lire 1.700 miliardi. E di questa
mancata contrazione il Governo non può non tenerne conto in sede
di variazione del bilancio di competenza e non doveva non tenerne
conto in sede di variazione del quadro sintetico di cassa.
Inoltre, credo che il Governo abbia perso l'occasione per
dirci che cosa vuole fare nel 1999, oltre a non avere ancora
depositato un quadro chiaro del preconsuntivo che già dovrebbe
esistere nella direzione bilancio dell'assessorato. Malgrado non
abbia presentato, diciamo così, alcuna alternativa a quello che è
il bilancio depositato dal precedente governo, eppure ha perso
l'occasione di dirci che cosa vorrà fare nel 1999 per quanto
riguarda la forestazione.
Purtroppo, le spese correnti sono quelle, purtroppo, noi
abbiamo delle situazioni oggettivamente difficili di cui non si
può non tenere conto in una situazione, in un'Aula parlamentare.
E quindi l'opposizione si fa carico anche di questa problematica.
Gli interventi che abbiamo già ascoltato sono interventi
sostanzialmente nella direzione di dire "Noi siamo disponibili ad
una vera riforma. Diteci quale riforma volte fare e noi saremo
disposti a venirvi incontro".
Il problema è, credo, che siede nei banchi del Governo il
vero blocco conservatore di quest'Aula parlamentare, cioè a dire,
coloro i quali nel bene o nel male hanno contribuito a fare le
leggi di questo Parlamento negli ultimi decenni.
Ora io non dico che queste leggi siano buone o cattive ma
sono leggi dimensionate su una realtà finanziaria che ormai non è
più.
Noi abbiamo circa 30.000-35.000 operatori nel settore della
forestazione. E allora, siccome questi operatori sono troppi per
le attuali possibilità finanziarie, ci deve dire il Governo nel
1999 che cosa intende fare, se intende mantenere questo numero di
operatori nel settore della forestazione, se intende mantenerli
con la stessa retribuzione giornaliera, mensile, quello che è, se
intende fare una operazione strutturale come poi vedremo in
alcuni emendamenti che sono stati presentati dal Polo delle
Libertà, oppure se intende intanto fare questa variazione di
venti-trenta miliardi quant'è e poi vedere successivamente che
cosa succede.
Credo che non sia più il momento di rinviare i problemi ma
di affrontarli. Io chiedo, Signor Presidente dell'Assemblea, che
questo disegno di legge di variazione si tramuti in realtà non in
una semplice variazione ma in una vera riforma del settore della
forestazione. E, proprio per questo motivo abbiamo presentato
qualche emendamento che troveremo successivamente, e più avanti,
in discussione, che ritengo debba dare chiarezza agli operatori
del settore; ma soprattutto debba mantenere le professionalità e
debba invece lasciare andare quelli che sono i cosiddetti
"assistiti" senza alcun ritorno in termini veramente efficienti
per l'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Tricoli, lei ha fatto riferimento alla
presentazione di emendamenti che in verità significa un
emendamento che è stato presentato si durante la discussione
generale, fatto che avrebbe potuto fare slittare di ventiquattro
ore la seduta. Ma si da il caso che l'emendamento è giudicato
improponibile dal Presidente dell'Assemblea, così che il problema
delle ventiquattro ore non sussiste.
Per quanto nell'emendamento si sollevi una questione
politica, su cui credo che l'aula dovrà pronunciarsi
successivamente, non può farlo in questa seduta sia per motivi di
attinenza alla materia ma, più strettamente, per motivi di
mancanza di copertura finanziaria e comunque ci sarà un'altra
occasione.
L'emendamento è improponibile.
TRICOLI. Ci sarà un'altra occasione.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, signori deputati, sono state sollevate nel corso
degli interventi alcune questioni a cui, sia pure brevemente, il
Governo non può evitare di rispondere e di dare contezza anche di
alcune considerazioni.
Partirei dall'intervento dell'onorevole Fleres perchè mi da
l'occasione di chiarire la portata ed il significato di questo
provvedimento.
Io credo che tutti i signori deputati ricorderanno le
vicende che hanno accompagnato la formazione del bilancio di
previsione del 1999 e tra queste sicuramente, perchè è stata una
questione a lungo dibattuta e che ha avuto implicanze notevoli
per la Regione e per il bilancio della Regione, la questione
delle cosiddette "riserve sull'entrare a favore dello Stato".
Se ne parlò a lungo durante il dibattito per l'approvazione
del bilancio di previsione allora il Governo e la maggioranza
scelsero di non operare sul bilancio di previsione le riduzioni
che erano necessarie per coprire le riserve a favore dello Stato,
nel frattempo il ministro Visco faceva slittare le riserve dovute
per il 1997 al 1999, ricorderete anche come fu sollevata da parte
del Commissario dello Stato una questione di improcedibilità del
bilancio proprio a causa dell 'assenza di quelle riserve che a
giudizio del Commissario dello Stato invece erano obbligatorie e
che pertanto non potevano non figurare nel bilancio di competenza
della Regione.
Si ricorderà anche che il Governo dell'epoca, il Governo
Drago, presentò subito un disegno di legge, il numero 698,
presentato il 6 maggio del 1998 assumendo quindi un impegno anche
nei confronti delle osservazioni mosse dal Commissario dello
Stato, affinché si potesse successivamente con questo disegno di
legge apportare le necessarie variazioni al bilancio della
Regione,
Questo provvedimento ha navigato a lungo nelle stanze della
Commissione Bilancio, ma per espressa indicazione del precedente
Governo non fu mai posto in discussione, nonostante ripetuti
solleciti.
Successivamente in data 12 novembre, sempre il Governo
Drago, presentò un ulteriore disegno di legge che apportava delle
variazioni al precedente disegno di legge numero 698.
La questione delle riserve è una questione estremamente
delicata ed importante. Ha formato oggetto di lunghi,
appassionati competenti dibattiti in questa Aula in precedenza,
ma soprattutto nel corso di questa legislatura. Ricordo per
ultimo il dibattito originato dalla cosiddetta relazione Brancasi
introdotto dall'onorevole Provenzano e in cui la questione delle
riserve è diventata una delle questioni di più spinosa attualità.
Noi sostanzialmente solleviamo un principio di carattere
generale, il fatto cioè che con queste riserve si mina alla
radice il dettato dello Statuto, quindi legge costituzionale, che
assegna alla Regione le entrate tributarie percepite nella
Regione stessa, e tuttavia ci troviamo di fronte ad una
situazione che per noi non è altrimenti affrontabile in questo
momento se non aderendo a quella che è una situazione
giuridicamente, per quanto ci riguarda, non sormontabile.
Questo Governo ha ritenuto, peraltro trovandosi ormai a
ridosso della chiusura dell'esercizio, imprescindibile il
mantenimento dell'impegno che era stato assunto in precedenza e
quindi assolutamente indispensabile procedere alla approvazione
del disegno di legge di variazione relativo alle riserve.
Le riserve, vorrei chiarire questo punto, le riserve non
operano riducendo le entrate in assoluto, le riserve operano
attribuendo allo Stato una quota percentuale su cespiti
esattamente individuati per ognuno dei quali viene stabilita una
percentuale determinata a favore dello Stato, trasferimento a
favore dello Stato che viene messo a carico di coloro che
riscuotono i tributi per conto della Regione, che hanno l'obbligo
di provvedere a questo trasferimento in conseguenza del quale,
pur avendo noi iscritto nel bilancio di previsione entrate per un
certo ammontare per i cespiti esattamente individuati, nella
realtà questa previsione di entrata non corrisponde a quella che
è l'effettiva realtà dal momento che i concessionari e coloro che
hanno riscosso i tributi hanno già operato l'attribuzione della
quota allo Stato.
Si tratta, quindi, semplicemente di adeguare dal punto di
vista giuridico, normativo e contabile la previsione contenuta
nel bilancio di competenze a quello che già si è verificato; non
a quello che dovrà verificarsi ma a quello che già si è
verificato che, come tutti i signori deputati possono
comprendere, costituisce evidentemente un obbligo non
sormontabile e non eludibile.
Quindi non si registra una diminuzione delle entrate in
assoluto, così come mi è parso di comprendere volesse
sottolineare l'onorevole Fleres, quanto purtroppo una diversa
ripartizione delle entrate tra la Regione e lo Stato.
Le posso aggiungere, onorevole Fleres, che i dati di cui
siamo in possesso fino a questo momento, ci indicano una
situazione stazionaria con un leggero miglioramento, sicuramente,
per fortuna, non ci indicano una situazione grave perché non c'è
una contrazione delle entrate tributarie, anzi dai dati, ripeto,
che fino a questo momento possediamo emerge addirittura un
leggero incremento che io mi auguro possa essere confermato in
sede di accertamento, perché tutti comprendiamo l'importanza di
questo fatto.
Quindi, non c'è un allarme da sollevare perché ripeto non
si tratta di una diminuzione complessiva delle entrate, ma
soltanto di una diversa ripartizione.
Detto, dunque, dell'impegno che questo Governo ha ritenuto
di dovere ovviamente mantenere, perché non diversamente
eludibile, e segnalato il ritardo assolutamente pregiudizievole
con il quale si sta tuttavia arrivando all'approvazione di questo
disegno di legge, vorrei chiarire che questo Governo non ha
ritenuto necessario - e, quindi, neanche opportuno - procedere ad
alcuna modifica dei testi che già erano stati presentati e
depositati dal precedente Governo.
Perché ad una verifica effettuata non sono emersi elementi
che ci potessero indurre ad apportare delle modifiche, per cui il
testo, signor Presidente, signori deputati, che è arrivato in
Aula è esattamente il testo che è la risultante dei precedenti
testi presentati dal Governo, sia per quanto riguarda la
questione della competenza che per quanto riguarda la questione
della cassa, che per altro viene modificata, perché non si può
fare diversamente, ma viene modificata in misura estremamente
ridotta.
Noi non potevamo modificare la situazione di cassa sulla
base di una previsione che non esiste, dal momento che noi non
possiamo modificare adesso una situazione di cassa in previsione
di un avvenimento che ancora si dovrà verificare e il cui esito è
assolutamente incerto. Ci auguriamo che l'esito, mi riferisco
alla gara del mutuo, sia positivo, ma nessuno in questo momento è
in grado di stabilire quale sarà l'esito.
Quindi, non siamo nelle condizioni oggi di fare una
previsione su un avvenimento che dovrà verificarsi. Peraltro,
onorevole Tricoli, ne ho già informato la Commissione finanze, la
data della gara a trattativa privata è stata spostata al 23
dicembre in quanto si è ritenuto opportuno concedere un altro
lasso di tempo a coloro che intendono partecipare. Quindi,
entrambe le gare si effettueranno il prossimo 23 dicembre -
ripeto - su richiesta esplicita di alcuni istituti che ci hanno
chiesto la disponibilità di un maggiore lasso di tempo per potere
predisporre gli atti necessari alla partecipazione alla gara. La
qualcosa, devo dire, ci ha un po' confortato perché abbiamo
potuto riscontrare un interesse da parte del mercato, chiamiamolo
così, degli operatori finanziari a questa gara.
Per quanto riguarda la questione del preconsuntivo, è già
stato depositato, così come il Governo si era impegnato a fare
per altro con la Commissione finanze, è stato già depositata la
situazione degli impegni e della spesa, se non ricordo male
aggiornata al 2 dicembre, che è già depositata da alcuni giorni
in Commissione finanze e che è a disposizione di tutti i
deputati.
Per quanto riguarda poi la questione della forestale, il
Governo concorda sul fatto che, tra l'altro, essendo la legge 16
del 1996 ed essendo l'anno prossimo l'anno in cui per forza della
stessa legge, per disposizione della stessa legge, si dovrà
procedere ad una riconsiderazione di quanto stabilito dalla
legge, che bisogna fare una riconsiderazione dei risultati che
sono stati ottenuti e dei meccanismi che ha innescato la legge
16.
Per quanto riguarda, però, questa variazione, voglio
ricordare che questa variazione si rende necessaria per adempiere
ad un impegno che questa Assemblea ha consegnato a se stessa e,
quindi, al Governo con la precedente legge finanziaria che fu
votata con l'altro Governo, che ha innescato un meccanismo per il
quale si dovevano fare effettuare il turno di 51 giornate ai
lavoratori forestali.
Ricorderete che in quel momento lo stanziamento non fu
complessivamente individuato. Adesso il Governo per quell'impegno
ha presentato questa variazione relativa ai capitoli della
forestazione per onoraare appunto quell'impegno che l'Assemblea
ci aveva consegnato.
Presidenza del presidente Cristaldi
COMUNICAZIONE DI CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi
17 dicembre 1998 gli onorevoli Sanzarello, Pellegrino, Guarnera,
Turano, Cuffaro.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Cristaldi
SI RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N.726
PRESIDENTE. Si riprende l'esame del disegno di legge numero
726. Si passa alla tabella A.
La pongo in votazione.
FLERES. Dichiaro a nome del gruppo parlamentare di Forza
Italia che voteremo contro la Tabella A.
TRICOLI. Dichiaro a nome del gruppo parlamentare di Alleanza
nazionale che voteremo contro la Tabella A.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la Tabella A. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1 comprendente la tabella A.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Invito il deputato
segretario a darne lettura.
LO CERTO , segretario f.f.:
<<Articolo 2
Variazioni alla spesa del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 1998 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella B.>>
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si accantona momentaneamente
l'articolo 2. Si passa all'annessa tabella B.
La pongo in votazione.
Presidenza del presidente Cristaldi
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
(Fleres, Leontini, Provenzano, Aulicino, Petrotta, D'Aquino
chiedono la verifica del numero legale)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Onorevoli colleghi, chiarisco il significato della votazione.
Trattandosi di richiesta di verifica di numero legale si può
pigiare indifferentemente il pulsante rosso o il verde o il
bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE . Proclamo l'esito della votazione per la verifica
del numero legale.
Presenti e votanti 49.
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
Si riprende la votazione della tabella B.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 2 con l'annessa tabella B.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 3:
<<Articolo 3
Modifiche all'elenco n. 5 allegato al bilancio
1. In dipendenza dell'articolo 2, all'elenco 5 allegato al
bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 1998 sono
apportate le modificazioni di cui al prospetto seguente:
Elenco n. 5
Anno 1998
codice importo totali
(milioni di lire)
capitolo 21257 1004 - 65.000
1005 - 198.800
1007 - 25.000
1009 - 1.500
1013 - 500
1015 - 1.800
1016 - 900
1017 - 250
1018 - 500
1020 - 3.000
1021 - 2.300
1025 - 3.300
totale cap. 21257 - 302.850
capitolo 60751 2006 - 8.000
2007 - 524
2008 - 2.500
2009 - 5.000
2010 - 5.000
2011 - 3.000
2015 - 5.000
totale cap. 60751 - 29.024
capitolo 60791 5001 - 55.000
5002 - 5.000
5007 - 6.000
5008 - 15.000
5009 - 6.000
5010 - 18.000
5018 - 50.000
totale cap. 60791 - 155.000
totale generale - 486.874>>
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 4:
<<Articolo 4
Variazioni alle previsioni di cassa
1. In dipendenza degli articoli 1 e 2, il quadro sintetico
delle previsioni di cassa allegato al bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario 1998 è sostituito da quello
allegato alla presente legge.>>
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 5:
<<Articolo 5
Incremento stanziamento capitolo 16602
1. Per consentire la prosecuzione dei lavori già avviati
concernenti la ricostituzione e la manutenzione del
patrimonio boschivo, è autorizzata la spesa di lire 17.000
milioni al cui onere si provvede per lire 2.500 milioni con
pari riduzione dello stanziamento del capitolo 56754 e per
lire 14.500 milioni mediante riduzione delle spese
autorizzate dagli articoli della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni per gli
importi riportati a fianco degli stessi:
art. 29, lett. b) lire 1.000 milioni (cap. 56753)
art. 43 lire 2.600 milioni (cap. 56771)
art. 26 lire 2.400 milioni (cap. 56786)
art. 29, lett. a) lire 1.500 milioni (cap. 56851)
art. 29, lett. c) lire 7.000 milioni (cap. 56852)
totale lire 14.500 milioni"
Comunico che all'articolo 5 è stato presentato dal Governo
l'emendamento 5.1, tendente a riscrivere l'articolo 5, di cui dò
lettura:
"Lo stanziamento del capitolo 16602 è incrementato per
l'esercizio '98 di lire 17.000 milioni cui si provvede per lire
2.700 con pari riduzione dello stanziamento del capitolo 56754
e per lire 14.300 milioni mediante riduzione delle spese
autorizzate dagli articoli della l.r. 6 aprile 1996, n. 16, e
successive modifiche ed integrazioni, per gli importi riportati
al fianco degli stessi:
- art. 29, lett. B Lire 1.000 milioni;
- art. 43 Lire 4.400 milioni;
- art. 26 Lire 400 milioni;
- art. 29, lett. A Lire 1.500 milioni;
- art. 29, lett. C Lire 7.000 milioni;
TOTALE Lire 14.300 milioni.>>
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi la copertura
finanziaria a singhiozzo dei disegni di legge che ogni anno,
costantemente, vengono presentati, perché fanno riferimento a
bisogni sociali di grande importanza, è una tattica che viene
utilizzata per creare la protesta sociale, il disagio, per creare
la mobilitazione dei sindacati che così fanno vedere agli
operatori forestali che loro sono interessati ai loro bisogni ed
ai bisogni delle loro famiglie e poi naturalmente cala dall'alto
come deus ex machina il provvedimento legislativo ......
FLERES. Si proiettano tutti i loro bisogni.
TRICOLI. Noi non ci facciamo carico dei loro bisogni.
Sul provvedimento legislativo che risolve la questione alla
radice, signor Presidente, credo che un attimo di chiarezza,
almeno su questo argomento, vada fatto.
Incominciamo da un principio di ordine costituzionale che
cioè concerne la copertura finanziaria di questa attività della
forestazione. Nessuna legge né costituzionale, né ordinaria
proibisce che oggi in questa sede, con questo disegno di legge,
il Governo, il Parlamento provveda alla copertura finanziaria per
l'attività di forestazione anche per il 1999 e anche per l'anno
2000. Lo abbiamo già fatto qualche settimana fa con la legge
sulla pesca laddove abbiamo provveduto a dare copertura
finanziaria per il 1998, per il 1999, per il 2000.
Allora, signor Presidente della Regione e onorevoli
colleghi, sia della maggioranza che della opposizione, ma in
particolare signor Presidente della II Commissione, onorevole
Petrotta, io invito il Governo della Regione, o in subordine la
Commissione Bilancio, a riscrivere questo articolo che concerne
la copertura finanziaria e a dare copertura finanziaria anche per
il 1999 e per il 2000 perché non vorrei che tra qualche mese
esplodesse di nuovo il disagio sociale e possibilmente ci fosse
di nuovo chi si presta immediatamente a risolvere il loro
problema.
Lo dico anche, e soprattutto, a uomini della sinistra che
rivestono la carica di sindaco nei loro comuni, spesso comuni
dove il problema della forestazione, degli operai forestali, è un
problema estremamente sentito. Mi rivolgo all'onorevole
Giannopolo, all'onorevole Cipriani che hanno, naturalmente, a
cuore questa problematica dei forestali.
FORGIONE. Anche all'onorevole Forgione.
TRICOLI. All'onorevole Forgione, che attraverso il sindaco di
Isnello esercita una grande moral suation nei confronti degli
operai forestali.
E' l'occasione buona, signor Presidente, visto che in questa
legge non vedo alcun elemento di riforma strutturale e aldilà di
quelle che sono le dichiarazioni di intento che poi si
scontreranno con interessi parlamentari e soprattutto all'interno
della Giunta di Governo estremamente forti, io credo che allora a
questo punto si possa, per intanto, dare copertura finanziaria a
questo disegno di legge, alla forestazione per il 1999, per il
2000. Fare infatti un disegno di legge che consenta la copertura
finanziaria soltanto per questo scorcio di anno senza dare
risposte per il 1999, ma sicuramente con l'intenzione recondita
nella mente di chi rappresenta il Governo in questo momento, di
poi trovare una soluzione per risolvere il problema finanziario e
continuare con i 35 mila operai forestali che ogni anno si
occupano delle foreste siciliane, credo che sia una azione legata
ad un modo di fare politica ormai vecchio che dobbiamo mettere in
soffitta e invece restituire altre speranze ai siciliani.
PROVENZANO. Chiedo di parlare.
PROVENZANO. Signor Presidente, vorrei cogliere l'occasione di
questo articolo per rivolgere, al Governo, al suo Presidente
onorevole Capodicasa, e soprattutto all'assessore al bilancio, un
invito.
L'invito è quello, se è possibile, di mettere non una parola
fine al problema dei forestali e della forestazione, perché
sicuramente è un importante problema perché tocca
trentacinquemila persone, e sicuramente sono trentacinquemila
persone che non possono essere abbandonate, però di cercare, una
volta per tutte, se è possibile, di affrontare il tema delle
forestazioni, della foresta, del precariato, in maniera diversa e
potrebbe partire, appunto, dalle foreste e dai boschi di Sicilia.
La forestazione in Sicilia è, sostanzialmente, una attività
aperta. Cioè un'attività dove si pagano solo stipendi giusti, ma
che non ha alcuna capacità di ricavo da parte delle migliaia, o
centinaia di migliaia di ettari forestati in Sicilia.
Ora, se noi guardiamo un po' fuori dal nostro territorio
(basterebbe guardare non molto lontano, per esempio alla
Calabria, o anche un po' più lontano in altre parti del
territorio nazionale, e perché no, anche all'estero) per renderci
conto che la foresta è un patrimonio che ha una sua utilizzazione
economica.
In nessuna parte del mondo la foresta è solo "costi"
In Sicilia la foresta è solo "costi"
Ritengo - non ho dati precisi, ma dalla mia esperienza di
Governo credo di poterlo affermare - che non una lira la Regione
siciliana prenda dai tagli dei boschi o dalla possibilità di
utilizzazione economica dei boschi.
Questo anche perché la politica boschiva è stata sbagliata.
Ci sono messe essenze che di fatto non consentono i tagli.
Allora il bosco, anziché essere fonte di reddito o autocapacità
di determinazione di una attività economica, è solo fonte di
spese, di precariato e, permettetemi di dirlo, è anche un bubbone
per quello che è un normale mercato del lavoro in Sicilia.
Leggiamo in questi giorni - ma lo sapevamo - che la Sicilia
è una delle Regioni dove il sommerso ed il lavoro nero registrano
sicuramente ai tassi più elevati d'Italia.
Permettetemi di dirvi che il problema della forestazione e
dei forestali ha un grande contributo nei confronti del lavoro
nero in agricoltura, perché il sistema attraverso il quale i
forestali vengono chiamati, vengono assunti al lavoro comporta
che poi questi trentacinquemila lavoratori lavorano solo
nell'emerso per la forestazione e per la Regione siciliana e
tutte le altre giornate lavorative, che di fatto compiono, fanno
parte dell'enorme grande sommerso di questa Regione.
Allora, io credo che, o si parte dal presupposto che le
foreste, il bosco sono un patrimonio che può essere
economicamente sviluppato ed utilizzato, o si parte dal
presupposto che questo enorme patrimonio, anziché dare solo tot
migliaia di giornate lavorative di precariato, potrebbe dare
ulteriori migliaia di giornate lavorative stabili, di fatto,
praticamente e costantemente impegnate in questo lavoro. Che la
Regione siciliana, da un'utilizzazione economica e da un
cambiamento nella politica di forestazione che veda di rivalutare
alcuni boschi, di reimpiantare essenze che siano passibili di
taglio e non di deforestazione, possa, di fatto, attivare un
processo di economia che si autoalimenti attraverso il circuito
virtuoso che è momento di rimboschimento, salvaguardia del bosco,
taglio del bosco.
In questo le cooperative potrebbero intervenire, il
sottobosco potrebbe essere utilizzato per attività di pastorizia;
tutto un sistema economico si metterebbe in moto, la qualcosa nel
tempo sicuramente consentirebbe l'alleggerimento del precariato
dei forestali per la crescita, la nascita e l'affermarsi di
attività economiche stabili dove i 35 mila lavoratori possono
trovare 35 mila posti di lavoro.
Io credo che l'andare anno per anno a rimpinguare questo
capitolo per pagare all'ultimo minuto, sull'onda anche corretta e
giusta di migliaia di persone che premono sulle spalle
dell'assessore di turno o sulle spalle del presidente di turno o
a Piazza Indipendenza o piuttosto di fronte al Parlamento perché
rifinanzi ogni volta la legge, io credo che noi parliamo
finalmente di un'attività che può autonomamente trovare una
giustificazione economica. E credo che questo debba essere un
percorso e signor Presidente, onorevole Assessore io vi invito,
perché capisco che gli assessori all'agricoltura non hanno mai
grandi interessi nell'utilizzare quest'enorme ricchezza.
Io credo, invece, che se la spinta non viene dalla
Presidenza dell Regione e soprattutto e anche dall'Assessorato al
bilancio questo problema, che potrebbe essere un non problema se
lo si risolve così come in altre parti d'Italia e in altre parti
del mondo è stato risolto, io credo che potrebbe essere veramente
un momento di svolta totale e complessiva di un grave problema.
Il precariato, e concludo, sappiamo essere la grande piaga;
di questo precariato vi sono due filoni: quelli che non attendono
ad attività che possono essere economicizzate e che quindi sono e
saranno sempre un precariato e che dovranno trovare soluzioni
sociali da precariati che abbiamo creato noi perché non siamo
stati capaci di creare attività economiche.
Il bosco è una ricchezza, il bosco non è una cosa a perdere,
il bosco non è qualcuno che pianta un albero, non è da pagare
perché è pagato e non se ne parla più, chi pianta un albero ha
messo una pietra miliare nell'attività economica di quell'albero.
Allora, o quell'albero è qualcosa che poi consentirà
l'autopagamento di chi lo ha piantato, di chi lo disbosca, di chi
lo taglia, ovvero noi avremo creato solo le condizioni, come è
stato finora fatto, di un costante e continuo precariato in
Sicilia.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, Presidente della Regione e
colleghi deputati, per la verità questa discussione generale sui
singoli articoli mi sembra l'occasione, avendo ascoltato
l'intervento del Presidente del Gruppo parlamentare del P.D.S.,
per fare ragionamenti sui massimi sistemi. Io sarei tentato, dato
che abbiamo parlato dello stato di salute del suo partito, di
congratularmi con gli elettori romani che ci hanno fatto vincere
le elezioni, ma non c'entra niente con la discussione generale,
voglio dire se siamo nel tema stiamo nel tema.
Io sto intervenendo sulla forestazione e sull'articolo 1,
per esempio, ci sono stati interventi sui forestali. E allora,
per quanto mi riguarda, per evitare di commettere gli errori che
commettono gli amici della maggioranza, sui forestali ho qualche
cosa da dire e cercherò di sintetizzare.
Ogni anno in Sicilia nell'autunno si ripropone uno schema
ormai vecchio, cioè la corsa verso l'assessore di turno per
andare a verificare se il Santo Natale e il Capodanno potranno
essere festeggiati nelle case dei nostri operi forestali,
dopodiché sistematicamente agli inizi di novembre se la legge è
intervenuta si brinda prima, se la legge non è intervenuta
l'assessore si assume la responsabilità di autorizzare le
giornate, in modo tale che il flusso e il riflusso della porta di
dietro, così come Goldoni scrisse nella "Bottega del caffè",
possa essere alimentato: capi operai che vanno e vengono dagli
assessorati, dall'assessorato in questo caso, assicurazioni nei
comuni, riusciremo a perfezionare il requisito previdenziale?
Alla fine, ogni anno i nostri precari forestali, perché sono
tenuti in stato di precarietà anche psicologica, non precari per
il lavoro che fanno perché io ho sostenuto in Commissione
Bilancio che quello è uno dei lavori più produttivi che la
Regione potrebbe garantire al territorio siciliano perché sulla
funzione sociale, sulla funzione vitale della tutela del bosco
non ci piove.
Eppure questo stato di precarietà questa classe politica è
riuscita a mantenerlo nel tempo. Anche quest'anno il rischio è
che si celebri il rito: approviamo questa norma, i forestali
potranno percepire la indennità di disoccupazione e l'assegno per
il nucleo familiare e potranno far giocare ai fini previdenziali
anche l'anno 1998 per potere perfezionare il requisito
contributivo ai fini pensionistici.
Il governo attuale e i governo precedenti non hanno mai
avuto una politica per la forestazione, questa è la verità.
Nemmeno siamo riusciti a proteggere il bosco, altro che funzione
produttiva del bosco, come si fa nei paesi civili ed evoluti. Noi
avremmo una grande risorsa finanziaria nel bosco, eppure abbiamo
tenuto il bosco lì pronto ad andare in fumo e pronti a turno a
dare la responsabilità del fumo agli stesi precari perché si è
giocata anche questa volgarissima partita che periodicamente ha
scaricato sui braccianti precari in modo indistinto senza le
prove la responsabilità degli incendi.
E allora noi, come opposizione, come Centro cristiano
democratico, ma credo che su questo c'è una posizione unitaria,
riteniamo che questo governo a parte questa norma che noi già in
commissione bilancio abbiamo favorito perché siamo chiaramente
d'accordo (non c'è nessuno più d'accordo per il perfezionamento
dei requisiti contributivi) questa legge sui forestali non è la
legge del Presidente Capodicasa, a parte il fatto che non ha il
rango di legge, è una semplice norma che garantisce la
sopravvivenza dei nostri operai.
E allora archiviamo questo spettacolino, approviamo
velocemente questa legge e quindi questa norma sulla quale siamo
d'accordissimo e chiediamo, sono intervenuto per questo l'ho
fatto già in commissione bilancio, al Presidente, onorevole
Capodicasa, che il governo proponga già col prossimo anno,
considerato che esiste un problema di scadenza e comunque la
necessità di riconsiderare il percorso della legislazione
specifica per riqualificarne il profilo, per migliorarla,
sappiamo che questa legge ha parecchi limiti, dobbiamo cercare di
renderla più adeguata alle esigenze dei forestali, e però
dobbiamo cercare in tutti i modi di qualificare questo strumento
per fare in modo che l'intervento della Regione siciliana sul
bosco sia un intervento più serio, più soldi al bosco meno
assistenza. Non sto dicendo che tutti i 35.000 forestali lavorino
produttivamente, perché spesso passiamo per i boschi e vediamo
gruppi di forestali che bivaccano (minoranze) alienandosi, perché
li mortifichiamo, è gente che non mettiamo nella condizione di
lavorare, bivaccano nel senso non negativo, non hanno nulla da
fare perché poi ad un certo punto gli facciamo perfezionare il
requisito contributivo facendogli fare le giornate in periodi
dell'anno in cui spesso nel bosco non c'è niente da fare.
Questo è assistenzialismo, io non sono contrario alle 51
giornate, alle 102, alle 76, requisito-presupposto per le nuove
prestazioni previdenziali.
Però è scontato che noi dobbiamo smetterla di utilizzare
centinaia di miliardi per non arricchire il nostro territorio.
Questa norma serve soltanto a gratificare - e questo è doveroso,
così come è doveroso mantenere con la proroga gli articolisti
perché dopo 9, 10 anni di speculazione sulla loro condizione
(dovevano non essere prorogati allora, diciamo noi, i contratti
degli articolisti).
Eppure oggi siamo qua a parlare di precariato, di forestali,
di articolisti, sapendo che da questa condizione non si esce
espellendo questi precari dal mercato del lavoro, si esce creando
le condizioni per una stabilizzazione progressiva, non di tipo
assistenziale, presidente Capodicasa, chiediamo che i forestali,
così come gli articolisti, vengano stabilizzati, ma non in modo
demagogico.
Né possiamo pensare, come fa l'onorevole Piro e l'onorevole
Papania, che sul precariato in Sicilia siano sufficienti ricette
molto originali. Non so, per esempio, i forestali non possiamo
parcheggiarli a Roma perché non c'è una norma nazionale, per gli
articolisti qualcuno pensa che fra due anni riusciremo a far
crescere in Sicilia una serie di imprese con soggetti titolari di
progetti imprenditoriali, una terra in cui l'impresa ha
difficoltà enormi, pensate e figuratevi se potrà in due anni
creare le condizioni per la rivitalizzazione del sistema
imprenditoriale al punto da creare le condizioni per la
stabilizzazione del precariato indotto dall'articolo 23. E così
per i forestali.
Io dico, e chiudo, sulla forestazione dobbiamo smetterla di
giocare. Vediamo di prevedere le condizioni per le convenzioni,
così come succede in altri paesi, con cooperative che possano
drenare risorse finanziarie dalla Comunità europea, con le quali
concordare una serie di interventi integrativi sul bosco in
aggiunta a quelli già espletati e che però vanno razionalizzati,
migliorati per evitare che succeda anche a voi quello che succede
a me quando vado per le mie terre, non soltanto nelle Madonie ma
anche nel corleonese e altrove, e individuo quei gruppi di
lavoratori forestali ai quali facevo cenno. Gente perbene,
umiliata, costretta a perfezionare il requisito contributivo da
una classe politica che, a corto di idee, continua a vivere alla
giornata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres.
Informo l'Assemblea che la commissione ha presentato
l'emendamento 5.2 che riscrive l'articolo 5.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres.
FLERES. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io intendo
collegarmi all'intervento dell'onorevole Provenzano e a quello
dell'onorevole Aulicino che condivido nella loro formulazione di
base, non foss'altro per una ragione: quando nella precedente
legislatura fu discusso il disegno di legge che divenne poi legge
di riordino dell'Azienda delle foreste demaniali, io fui il
presentatore di quella parte della legge che fissa alcuni
parametri per fare diventare questa azienda non un dispensario di
salari bensì un'azienda che produce reddito e che produce lavoro
e valore aggiunto e non soltanto salari.
Onorevole Presidente, un giorno un agronomo di un altro
paese si trovava a passare per una delle zone rimboschite o
presunta tale della Sicilia e vide in fila, uno dietro l'altro,
numerosi operai forestali che, muniti di una pala tentavano di
mettere a dimora alcuni alberi tutti uguali. Erano eucalipti. E
allora si chiese e chiese al capo di questa squadra: "come mai
utilizzate questi sistemi così antiquati per rimboschire le
vostre terre? Come mai non utilizzate dei sistemi
tecnologicamente avanzati che raggiungono il medesimo obiettivo,
quello di rimboschire le vostre terre, quello di mettere a dimore
degli alberi capaci di produrre reddito, capaci di produrre
legname pregiato, capaci di produrre essenze?"
Ebbene, il capo di quella squadra, Signor Presidente,
rispose: "ma sa, caro dottore (non so come si chiamasse), noi
abbiamo il problema degli operai".
Ebbene quell'agronomo gli disse: "ma guardate che state
sbagliando tutto, perché se avete il problema degli operai non
dovete munirli di una pala e di una zappa così come voi fate,
certamente neanche degli strumenti più sofisticati, muniteli di
un cucchiaino così faranno dei buchi più piccoli, ci vorrà molta
più gente e molta più gente potrà essere adibita a questo tipo di
lavoro."
Ma sarà un lavoro produttivo? Io dico di no Certamente
non sarà un lavoro produttivo. Così come non è produttivo,
certamente, il lavoro compiuto purtroppo da molti lavoratori che,
dignitosamente, tutte le mattine si recano a timbrare il loro
cartellino per mettere a dimora alberi che non serviranno a
nulla, che anzi altereranno l 'equilibrio ecologico della nostra
Regione dove sicuramente una quantità così elevata di eucalipti
non serve a migliorare le condizioni agro-ambientali.
E allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema
è quello della produttività. Questa è un'azienda che non è tale,
questo è un dispensario di salari, questo è uno strumento nuovo
di diffusione di quello che continuo a chiamare nuovo nonostante
la legge, perché la legge prevede la modifica, solo che ci vuole
qualcuno che la faccia applicare questa legge e invece continua a
non essere applicata. Prima poteva essere giustificato oggi non
più perché la legge lo consente. Dicevo, è un dispensario di
metadone, cioè di una nuova sottospecie di droga che serve a
tenere condizionato il popolo siciliano.
In questo momento, nella nostra società, sono diffusi, nella
più becera cultura stalinista, una serie di nuovi oppiacei che
servono a rendere calmo il popolo siciliano o nazionale.
Una volta qualcuno diceva che era la religione l'oppio dei
popoli Si sbagliava Nel frattempo la condizione politica si è
trasformata. Oggi l'oppio dei popoli sono: gli LSU, gli LPU, i
forestali, i bonificatori, i trattoristi.
Oggi noi abbiamo i trattoristi senza trattori, i forestali
senza boschi, i bonificatori senza paludi, abbiamo una Regione
che piuttosto che intervenire in termini di produttività, in
termini di valore aggiunto e di reddito dipendente da lavoro e
non da spreco, abbiamo invece questo tipo di meccanismi.
E allora, siccome certamente l'azienda foreste demaniali può
rappresentare invece un'azienda nel senso più proprio del termine
e questo non lo si vuole, vuol dire che si vuole continuare nella
logica degli oppiacei, cioè nella logica del condizionamento
delle coscienze, della non liberazione delle coscienze attraverso
la elargizione non di un salario dipendente da un lavoro, ma di
un salario di acquisizione del consenso.
Oggi l'azienda foreste, così come tutti gli altri strumenti
di contenimento del disagio sociale, non servono a contenere il
disagio sociale, servono ad acquisire il consenso dei cittadini
bisognosi che avrebbero tantissima voglia di lavorare e invece
sono costretti ad incamerare un salario di fame, un'elemosina di
fame che però serve a consegnarli nelle mani di chi quella
elemosina consente a loro.
E allora è necessario ribaltare questa condizione. Certo,
non è questo il momento, noi stiamo parlando di variazioni di
bilancio, mi rendo conto che stiamo affrontando una situazione
pregressa, quindi, per carità, il mio non è certamente un attacco
a questo Governo.
Io voglio fare una considerazione soltanto di carattere
generale e dico: "l'azienda delle foreste demaniali o diventa
un'azienda o non può più continuare a sopravvivere con interventi
di questo tipo".
Allora questo Governo, se è vero che vuole cambiare, se è
vero che vuole modificare il proprio modo di essere, se è vero
che vuole dimostrare di essere funzionale allo sviluppo, di
essere funzionale all'occupazione, di essere funzionale alla
creazione di valore aggiunto, ha lo strumento per poterlo fare,
ha lo strumento per potere coinvolgere gli operai forestali,
anche concedendo loro, con cooperative, con società, l'utilizzo
di questi terreni per la messa in produzione degli stessi, per la
messa in produzione di alberi che producono legno pregiato, di
essenze che possono essere commercializzate, di funghi, di
pascoli, e invece, in questo meccanismo perverso si innesca un
altro meccanismo perverso che è quello della gestione di un
sistema di collocamento che è degno del terzo mondo.
Oggi in tutto il mondo, in tutta Europa operano con grande
capacità, con grande professionalità, le agenzie per il lavoro
interinale, le agenzie che sono capaci di mettere in mobilità il
personale, di utilizzarlo diversamente secondo le stagioni
dell'anno, le funzioni, le attività che vanno variando e qui
continuiamo con un sistema di collocamento farraginoso e corrotto
nelle mani talvolta di personaggi assolutamente inqualificabili
che ogni tanto colorano le pagine dei quotidiani di cronaca nera
che noi tutti leggiamo, e che condizionano ancora una volta, con
un sistema di natura acquisitiva, la libertà dei lavoratori
forestali con la logica delle qualifiche consegnate o non
consegnate, attribuite o non attribuite, con i periodi che
vengono individuati non sulla base delle esigenze ma sulla base
delle tessere sindacali in possesso di ciascun lavoratore.
Allora l'occasione è buona per dire al Governo e all'Aula
che è venuto il momento di andare a correggere questi errori, di
andarli a correggere immediatamente sia in termini di
produttività facendo diventare questa azienda una azienda sia in
termini di trasparenza, cancellando le storture mortificanti che
rappresentano oggi gli uffici di collocamento della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei
rinunciato a discutere di questi problemi, condividendo molte
delle ispirazioni contenute in questa variazione di bilancio, ma
credo che l'intervento dell'onorevole Fleres, la sua violenza
contro i lavoratori forestali, l'assolvere questo Governo, che
del resto è ai primi passi, e il puntare l'indice della sua
denuncia contro l'Assessore Briguglio e il Governo Provenzano e
Drago che sono stati, visto che ha assolto questo Governo, quando
parlava delle storture, della gestione clientelare del
collocamento, ha dipinto un quadro su misura dell'Assessore
Briguglio che ha alimentato...
FLERES ... di cui lei è alleato.
PRESIDENTE. La prego onorevole Fleres. Continui onorevole
Forgione.
(Interruzione dell'onorevole Speziale)
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, io cerco di condurre i lavori;
ho invito l'onorevole Forgione, non ho richiamato l'onorevole
Forgione, a evitare di accelerare una amplificazione. Comunque
lei è un ottimo candidato a Presidente dell'Assemblea. Se ne avrò
la possibilità un giorno, contrariamente a quello che ha fatto
lei, io le darò il mio voto personale.
FORGIONE. Vorrei ricordare al Presidente Provenzano che forse
un ragionamento dal suo punto di vista rigoroso avremmo preferito
ascoltarlo anche nella sua funzione di Presidente della Regione.
Mi pare che lei allora forse non è stato in grado, rispetto
alla sua maggioranza, di affermare quelle scelte selvaggiamente
liberiste che qui lei ci ha disegnato.
Anch'io ritengo che forse è tempo di verificare lo stato di
attuazione della legge sulla forestazione, che è stata una legge
che comunque ha provato a mettere ordine in un settore le cui
storture tutti noi conosciamo, che è tempo di verificarne gli
effetti e i limiti, ma non per arretrare rispetto ai risultati
acquisiti da quella legge, ma per provare ad andare oltre quella
legge e, soprattutto, vorrei dirlo agli alfieri di questo
liberismo in salsa siciliana, soprattutto per fare di uno dei
settori che o è gestito pubblicamente, perché è uno dei settori
tradizionalmente fuori profitto, o non ha alcuna gestione e viene
messo in balia della speculazione selvaggia delle imprese e del
mercato, per provare a fare del settore della forestazione uno
dei settori centrali per un'altra idea e per un altro modello di
sviluppo di questa Regione.
Qui davvero che sarebbe utile, e questo Governo potrebbe
farlo, per la storia di alcuni dei protagonisti di questo
Governo, di alcune forze di questo Governo, certo in conflitto
con altre forze di questo Governo e di questa maggioranza che
volutamente hanno sempre operato un meccanismo clientelare sul
terreno della forestazione, ma ci sono forze politiche, ma anche
forze umane che in questo Governo possono dare un contributo,
assieme alle organizzazioni sindacali, ai lavoratori forestali
per trovare davvero una fuoruscita dal precariato, non una
ulteriore flessibilizzazione, onorevole Fleres, ma fuoruscita dal
precariato, una stabilizzazione di questi lavoratori, se si parte
dal fatto che il settore della forestazione può essere davvero, e
lei lo diceva anche Presidente Provenzano, un settore produttivo.
Questa è una Regione che spesso patisce la devastazione
dell'ambiente e del territorio, questa è una Regione dove i
progetti anti-incendio vengono approvati a luglio e qui bisogna
chiedere una diversa responsabilità e vedere di chi sono anche le
responsabilità nell'ispettorato forestale e nell'assessorato.
I progetti anti-incendio vengono approvati quando magari gli
incendi hanno già devastato una parte del territorio, ma di quei
progetti e di quell'utilizzazione produttiva rigorosa e
trasparente c'è bisogno e se c'è bisogno di quei progetti e di
quella utilizzazione produttiva e trasparente, c'è bisogno di
quei lavoratori.
Altro che metadone, onorevole Fleres, lei considera metadone
la dignità di migliaia e migliaia di lavoratori, di donne e di
uomini, di famiglie di forestali di questa Regione, è lei il
drogato e l'allucinato quando parla in questi termini della vita
degli uomini e delle donne della Sicilia.
Noi non possiamo consentire che nessuna logica liberista
selvaggia consideri le persone, le donne e gli uomini un numero o
un esubero per usare un termine tanto caro agli alfieri della
modernità.
E allora sì, facciamolo il ragionamento sulla forestazione,
il Governo regionale potrebbe cominciare a riflettere su come
adeguare questa normativa, su come andare oltre.
Per esempio cominciare a pensare a un grande piano di
riassetto idrogeologico del territorio siciliano e allora lì
forse scopriremmo che 25.000 forestali sono pochi, ma che ne
servirebbero di più, diversamente qualificati, con un'altra
funzione, con un'altra utilizzazione, questo porta a guardare al
lavoro e ai lavori in modo nuovo e diverso rispetto al passato.
E amici della destra e amici del centro sinistra, smettetela
ormai con questo ritornello che l'unica cosa buona è quella
dettata dal mercato e ogni qual volta si discute di intervento
pubblico e di gestione della spesa pubblica per forza c'è il
clientelismo o l'affarismo o la degenerazione della trasparenza.
No, questa c'è quando il pubblico è gestito dalle classi
dirigenti che voi ci avete insegnato a conoscere in questa
Regione, quando il pubblico è gestito con rigore, con coerenza,
con trasparenza i settori produttivi possono trovare una
collocazione anche sul mercato e anche in rapporto alla
definizione di un diverso modello di sviluppo, a condizione che
ci intendiamo il territorio e l'ambiente se non sono oggetto di
un forte controllo pubblico e se non sono il terreno di un forte
piano di lavoro e di investimenti per lavori, questi sì di
utilità sociale e non di utilità clientelare come voi li avete
ridotti i lavori di utilità sociale in questa Regione, sono
invece il terreno delle scorribande speculative di questa o di
quell'impresa, di questo o di quell'interesse forte, occulto e
anche mafioso di questa Regione.
E allora facciamola questa discussione, su come adeguare la
legge sulla forestazione, ma abbiamo anche un senso di
responsabilità.
Lavoratori che hanno lavorato nel corso dell'anno, ed ho
concluso, rischiano di non poter fare il Natale e le Feste come
tutti gli altri lavoratori dignitosamente hanno diritto a fare. E
allora questo intervento certo è un intervento precario e tampone
se non si fuoriesce da una logica che vuole tenere il settore
della forestazione sotto il ricatto della gestione di questo o di
quell'assessorato ed io non mi fido neanche degli assessorati
preposti di questo Governo.
Ma se ragioniamo in modo diverso ora possiamo intervenire
così per quello che serve, ma poi possiamo cominciare a ragionare
su come rendere strutturale l'intervento sulla forestazione, su
come rendere organica la spesa pubblica in questo settore, su
come rendere stabile il lavoro necessario che questi lavoratori
devono fare e su come agganciare tutto questo ad un grande piano
di manutenzione e di riuso del territorio, ad un grande piano di
riassetto idrogeologico del territorio e dell'ambiente di questa
Regione che manca, che nessun governo regionale, nessun governo
regionale fino a questo si è mai posto il problema di definire ed
aspettiamo anche da questo un segnale di novità, che noi sappiamo
che per la composizione di questo governo è difficile; per le
spinte che in questo governo ci stanno, è difficile e complicato,
per i meccanismi di conservazione clientelare che convivono in
questo Governo ed in questa maggioranza, è difficile potere
arrivare ad un elemento di rottura, però sappiamo che nessuna
lezione può venire da una destra che, come ci ha spiegato
l'onorevole Fleres, vuole smantellare l'ufficio di collocamento
per mettere in mano alle agenzie private il mercato del lavoro,
vuole le agenzie del lavoro interinale, vuole riaffermare il
diritto del mercato su tutto e quando le logiche del mercato si
sono affermate sul territorio e sull'ambiente, si sono avute solo
speculazione edilizia, devastazioni e tragedie ambientali.
Noi impediremo tutto questo, per questo e con queste
motivazioni non daremo un voto contrario a questo provvedimento,
ma chiediamo al Governo una novità significativa, cioè di
cominciare a pensare ad un piano di riassetto idrogeologico del
territorio, ad un piano di investimenti produttivi sul terreno
della forestazione, del bosco e del sottobosco e una
utilizzazione dei lavoratori forestali che sia stabile e li
faccia uscire dalle logiche del precariato e dai ricatti
clientelari degli ispettorati e degli assessorati di turno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zangara. Ne ha
facoltà.
ZANGARA. Colleghi, molte cose si sono dette sulla forestazione
oggi e non vorrei che trattando di un argomento che è importante
ma che va visto sicuramente nell'interesse dell'ambiente e delle
risorse stesse del sottobosco e del bosco non concludessimo.
E oggi, se ci troviamo a discutere di questo problema,
sicuramente è perché alla fine siamo in una fase di assestamento
di bilancio, di qualcosa che già si è consumato in questi mesi e
che però io condivido nel senso della programmazione fatta
sull'assestamento stesso da parte del Governo di cui concordo.
Ma proprio attraverso le cose che sono state dette, per una
politica nuova, vera che riguarda la forestazione, ma che
riguarda tutto il territorio della Regione siciliana, apprezzo
gli interventi che ci sono stati, non condivido le polemiche
perché le polemiche non portano a niente, ma ho condiviso anche
una buona parte dell'intervento dell'onorevole Provenzano, così
come ho condiviso altri interventi. Qui occorre comunque una
politica nuova, una politica vera, reale, forte per quanto
riguarda la forestazione
C'è bisogno di un grande cambiamento, non è possibile
continuare a pensare che i lavoratori per le 51 giornate devono
iniziare il lavoro a novembre perché magari non si rischia di non
poterle fare le 51 giornate senza rendere alcuna produttività a
quello che serve al bosco stesso per il periodo intercorrente.
Ma la nuova politica sulla forestazione va fatta in termini
diversi, così come le squadre antincendio, ecco una parte
dell'intervento dell'onorevole Forgione che condivido, non
possono iniziare a luglio e ad agosto ad operare, ma a fine
aprile o aprile o a maggio, prima che avvengano gli incendi nei
boschi stessi, questa è la politica che bisogna cambiare, così
come tutte le altre cose al di là delle 51 giornate o delle 102
giornate o delle 77 che sono importanti per una categoria così
forte e numerosa.
Ma il cambiamento della politica della forestazione deve
essere anche incentivato, visto e guardato in termini diversi di
produttività, di realizzazione, di economicità, di funzionamento
che ci può essere, anche di sfruttamento del sottobosco, della
produttività vera. Ma è la nuova politica che va vista; va
vista la politica incentrata sul risanamento anche nella finanza
pubblica, che è bene che parta da oggi, da questo Governo che
oggi ha la nostra fiducia incondizionata e che sta partendo da
oggi per affrontare tutti i problemi che ci sono.
Deve iniziare da oggi il risanamento in questa direzione,
perché c'è bisogno di questa politica nuova, vista in termini di
produttività reale anche di questo comparto così importante.
E' con questa logica che i popolari si accingono a votare
favorevolmente l'assestamento, con l'impegno che il Governo, il
Parlamento, tutti i parlamentari sia di destra che di sinistra
possano ritrovarsi in una nuova legge che riguardi l'interesse
più complessivo della forestazione tutta e dell'intero territorio
che è a servizio della nostra popolazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce.
Prima di dare la parola all'onorevole Croce, desidero
informare l'Aula che è intendimento della Presidenza giungere
nella mattinata al completamento del disegno di legge al nostro
esame, mancando soltanto due articoli.
E' intendimento della Presidenza di convocare una nuova
seduta nel pomeriggio alle 17.30 e concluderla intorno alle ore
22.00, procedendo se sarà possibile, questa sera dare il voto
finale ad alcuni disegni di legge già approvati.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, il mio intervento è in riferimento all'articolo 5 del
disegno di legge per quanto riguarda la variazione di
stanziamenti di capitoli dell'amministrazione dell'Agricoltura e
foreste.
Pur condividendo in linea di massima la manovra, perché
interessa operai che sono stati e sono preziosi nell'attività che
svolgono, ho qualche problema riferito soprattutto
all'impostazione che è stata data rispetto anche al recupero
delle somme e quindi all'interesse del Governo a sottrarre da
capitoli importanti somme che potevano eventualmente servire per
un intervento concreto nel territorio.
E' lì il problema e la perplessità che ho. Infatti, andare a
recuperare somme che andavano nella direzione di un interesse
verso il territorio e quindi di un recupero dello stesso,
francamente non mi convince.
Io credo che il Governo doveva fare la stessa manovra e
doveva farla recuperando altrove le somme occorrenti.
Dunque, non capisco questo recupero su capitoli che
interessano fatti importantissimi, soggetti che sono stati
preziosi per l'opera che hanno svolto.
Non ho amici tra i forestali, non conosco nessuno del
settore della forestale, però ritengo che questi soggetti vadano
tutelati dando loro risposte concrete e non continuando con la
solita politica di ritardi nella gestione complessiva di questo
grande patrimonio.
Pertanto, chiedo al Governo non soltanto l'approvazione di
questo atto che ritengo ormai necessario, indispensabile per
salvaguardare il lavoro svolto da questi amici, ma chiedo una
politica concreta nel settore della forestazione. Quindi, un
riordino complessivo che si basi soprattutto sulla gestione, non
determinando scelte come queste che, se per una parte soddisfano
gli operai nel loro più vivo interesse, non trovano riscontro poi
con altri momenti di programmazione che la stessa Regione ha già
individuato. E se questi capitoli esistono, esistono perché già
la Regione si è dotata di strumenti e quindi ha individuato
l'intervento da fare per quanto riguarda i corsi d'acqua, per
quanto riguarda il territorio, il sottosuolo.
Tutto quello che interessa il territorio ritengo sia una
questione molto seria; non si può fare sparire un capitolo che
serve a programmare, che serve a dare risposte; e d'altronde, se
sono state fatte delle leggi ci deve essere stato un motivo.
Ecco perché io, pur condividendo la soluzione del problema
degli operai, ritengo che il Governo doveva rifarsi ad altre
proposte e non andare a incidere sui capitoli che sono
essenziali, importanti per la programmazione, per lo sviluppo e
per la difesa del territorio stesso.
L'articolo 5 è importantissimo, bisogna sostenerlo, ma nella
parte che interessa il lavoro.
Allora, se è questo il problema, questo Governo non può
sfuggire rispetto ad un grado di responsabilità che è quello di
presentarsi con un disegno di legge organico che affronta il
problema delle foreste e quindi della possibilità del
rimboschimento.
Se questa volta ci troviamo di fronte ad un avvenimento del
genere è soltanto perché effettivamente registriamo una
difficoltà anche dello stesso Governo che noi stiamo guardando
con molta attenzione, ma non possiamo accettare questo tipo di
impostazione come la panacea di tutti i mali.
Dunque, caro Presidente, ti invito a riflettere su tutta
questa materia del lavoro e soprattutto sui forestali. Ripeto: io
non ho amici tra i forestali, non debbo fare piaceri a nessuno,
ma questa è la volta buona per dotare questa Regione di strumenti
che, alla fine, evitano problemi qui valutati e motivati per
quanto riguarda un certo tipo di clientele. Queste clientele
debbono finire, ci deve essere trasparenza su tutta la linea
Ecco perché poc'anzi intervenendo ho detto bene al dibattito
sulle nomine ma bene al dibattito su tutto perché ci deve essere
chiarezza su tutte le questioni. Questo è il dato fondamentale
su cui centrare eventualmente la fase della politica del Governo.
Se il Governo sarà capace di fare queste cose avrà una
attenzione particolare, anche se ne dubito, perché già l'inizio
desta molte preoccupazioni.
Sulla questione dei lavoratori dobbiamo prestare molta
attenzione, ma dobbiamo prestare molta attenzione non soltanto a
questi, ma tutto quello che è il lavoro. Quando parleremo degli
articolisti, è bene che questo Governo dia una risposta
definitiva, e non solo sugli articolisti, ma su tutto il mondo
del precariato.
Ieri sera mi ha fatto piacere che nel disegno di legge n.
840 sia stato inserito l'emendamento a favore di alcuni soggetti
in grande difficoltà: la società di servizi dei B.C. molto
importante in un settore strategico della vita di questa Regione
quale quello dei beni culturali, anche se il Presidente ne ha
accennato poco nelle sue dichiarazioni programmatiche.
Questo è un fatto importante: salvaguardare i più deboli; e
allora è lì che dobbiamo puntare il dito. Saremo capaci di
risolvere i problemi di questi soggetti? Saremo capaci di
superare questo momento difficile?
Questo interrogativo comunque lo lascio qui non come
provocazione ma come fatto costruttivo. Ognuno di noi deve
assumersi una grande responsabilità e non sono certamente le
richieste continue di votazione per scrutinio che potranno
indebolire il Governo. Il Governo se ha una maggioranza deve
governare e avrà da noi il rispetto e la misura anche di tutto
quanto.
Quindi, amici, qui o c'è un momento in cui la responsabilità
vince o c'è un altro momento in cui si andrà incontro allo
sfascio, e forse concorreremo tutti a questo sfascio, e i
siciliani non lo meritano. Allora, un richiamo complessivo a
tutti, non tanto perché si può essere d'accordo o non d'accordo
su un disegno di legge, ma quanto perché il momento impone una
condizione diversa, uno stato diverso e una dimensione diversa
e rapporti di rispetto tra Governo e opposizione.
Questo rispetto si deve misurare nelle Commissioni come si
deve misurare in Aula e non ci sono ostruzionismi che tengono,
ognuno deve fare la sua parte e la deve fare nell'interesse dei
siciliani che aspettano risposte concrete. E, allora, se questo
Governo riuscirà a passare con questo disegno di legge non avrà
fatto altro che il proprio dovere nei confronti di una categoria
che non può essere allontanata dal contesto della società, questa
ed altre.
Su questa questione del lavoro si giocherà la grande partita
tra maggioranza e opposizione e allora non ci saranno più, caro
onorevole Zanna, onorevole Silvestro, situazioni e discussioni
sul tipo di intervento da fare, ci sarà soltanto una cosa da
fare: quello che ho detto prima, la grande responsabilità di
ognuno di noi; diversamente consegneremo ai siciliani e alla
storia un patrimonio che francamente non si aspettano. Lo
sfascio non interessa nessuno, caro Presidente, non siamo qui per
sfasciare, siamo qui per aggiustare e per concorrere, ma
concorrere serenamente costruendo, essendo creativi ed essendo
soprattutto positivi. Noi non siamo il partito della discordia.
Chiudo augurandomi che da oggi si possa andare avanti
nell'ambito di questo ragionamento più sereno, rispettando
soprattutto un disegno di legge che è stato già indicato che è
quello sulla legge-voto, su questo faremo la grande battaglia,
perché quello è il punto centrale di quello che poi vedremo più
avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Intervengo brevemente per dire che l'articolo 5
rappresenta il completamento di un percorso che già la Giunta
precedente aveva iniziato per quanto riguarda il pagamento dei
corrispettivi spettanti a questa categoria per il raggiungimento
di quel minimo di giornate lavorative che sono necessarie ai
lavoratori interessati, per quanto riguarda sopratutto la parte
dei cosiddetti "cinquantunisti". Il completamento di quell'iter
procedurale già iniziato viene da me salutato certamente come un
fatto di rispetto di quello che era un impegno che si era
comunque assunto. Nessuna politica e nessuna posizione contraria
sotto questo profilo al merito specifico, al completamento
dell'iter procedurale e dell'erogazione finanziaria delle
necessità della categoria, per la quale, peraltro, ci siamo
battuti anche in sede locale nella mia provincia e in sede
regionale in precedenza come membro del Governo.
Fatta questa considerazione, non posso non rimarcare come
sia assolutamente necessaria anche una forma di riconversione
delle spese necessarie a questa categoria per un miglioramento
della produttività e quindi di un beneficio effettivo e pieno
della categoria alle esigenze del problema anche della
forestazione e dell'agricoltura in generale.
Credo che questo sia assolutamente necessario sotto il
profilo del miglioramento. L'onorevole Forgione quando parlava
del liberalismo selvaggio, del liberismo selvaggio, dice cose che
non stanno né in cielo né in terra; fa delle accuse
assolutamente improprie e fa riferimenti anche sbagliati sotto il
profilo della storia. Quando fa riferimento e contesta il
principio che il mercato è quello che indica l'economia, che è il
mercato che indica le linee strategiche delle attività
occupazionali dei settori, dice un fatto che è incontrovertibile
e che in tutto il mondo dà risultati ben diversi da quelli che ha
dato la sua parte politica laddove ha governato il comunismo per
quanto riguarda invece una forma che era effettivamente sì di
"stipendificio" e di assistenzialismo fine a se stesso e che non
produceva un bel nulla. Sotto questo profilo credo che i
riferimenti che ha fatto siano assolutamente fuori dalla grazia
di Dio, perché in pieno contrasto con quello che la storia ci ha
insegnato.
Per quanto riguarda specificamente l'articolo 5 esso credo
rappresenti il completamento di un iter già iniziato che
certamente deve comunque volgere a un ulteriore conversione
migliorando l'attività produttiva di questi lavoratori.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
credo che l'abbondanza di interventi intorno all'articolo 5 vada
intesa come un interesse che c'è nell'Assemblea regionale
siciliana, che il Governo condivide, di procedere a una
rivisitazione della materia relativa alla forestazione e non dei
forestali o, meglio, dei forestali in quanto facenti parte del
grande problema della forestazione nella nostra Regione che ha
a che fare non tanto o non solo col problema degli addetti,
dell'azienda, della sua organizzazione quanto con problemi che
sono legati alla nostra economia, che è agricola e turistica, ed
anche ad aspetti che riguardano la riqualificazione dell'ambiente
e la salvaguardia del territorio.
Questo è un grande problema, tenuto conto che la nostra
Regione, pur avendo fatto notevoli sforzi nell'arco degli ultimi
anni per raggiungere livelli adeguati nella copertura della
superficie boscata, rimane una delle Regioni fanalino di coda.
Vale la pena ricordare che la superficie boscata nella
nostra Regione raggiunge appena il nove per cento del territorio,
quando la media nazionale si aggira intorno al trenta.
Mi pare chiaro che allora questi indici ci dicano quanto
siamo distanti da un livello ottimale. Il bosco serve, serve per
l'ambiente, serve per la salubrità dell'aria, serve per la
salvaguardia idro-geologica del territorio, serve per fini
produttivi, serve per il micro-clima, serve per il turismo, deve
essere fruibile dai cittadini e serve anche per dare occupazione
e lavoro.
Gli interventi che si sono succeduti, in particolare quello
del Presidente Provenzano, li accolgo come una sollecitazione
(che mi pare, per la verità, essere stata condivisa da tutti gli
intervenuti, dall'onorevole Forgione come anche dagli altri
colleghi dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale) a
rivisitare la materia al fine di fare di questo settore un
settore produttivo che garantisca, per la sua parte, un apporto
all'economia della nostra Regione.
Condivido anch'io l'esigenza, pur non condividendo i toni e
a volte anche il contenuto di alcuni interventi, ma l'esigenza
sì, di evitare che il bosco venga inteso come un espediente per
dare lavoro assistito o no ad alcune decine di migliaia di
lavoratori.
Credo che un'interpretazione di tale natura offenda prima di
tutto i lavoratori forestali, prima ancora che il buon senso.
Dunque, mi pare doveroso, abbandonando toni che sembrano
volere essere punitivi verso chi lavora e chi è chiamato a
lavorare da norme di legge e da esigenze oggettive, affrontare
invece il tema nella sua complessità per impedire che il settore
mantenga caratteristiche di precariato, di assistenzialismo e
diventi un settore a forte vocazione produttiva.
L'intenzione del Governo che noi manifestiamo, che abbiamo
già in altre occasioni manifestato e che qui ribadiamo per
riscontrare anche le esigenze poste dagli interventi che si sono
succeduti, è quella di tornare sulla materia perchè vi sono modi
per reinterpretarla, vi sono anche ipotesi che sono al vaglio
delle varie forze di maggioranza e suppongo anche di opposizione
visto che già alcuni indirizzi sono stati preannunciati che ci
consentono di chiudere onorevolmente la materia dando la giusta
finalità a capitoli di bilancio che sono abbastanza cospicui, i
quali, ovviamente, mi pare del tutto naturale non possono essere
considerati superflui.
Così come la questione va riferita anche ad altri settori
che oggi non sono in discussione, vedi la formazione
professionale, vedi altri settori, altri capitoli del bilancio
della Regione che pur essendo onerosi e richiedendo una riforma,
un intervento che riorienti la spesa sono settori fondamentali a
cui la Regione deve prestare il massimo di attenzione.
Pertanto, onorevole Presidente, non entrando nel merito di
una discussione che, condotta in questa sede, in questa occasione
apparirebbe impropria perchè ha bisogno di una sede specifica,
oltre che, ovviamente, la presenza degli assessori competenti,
volevo solo dare un riscontro al dibattito per dire che c'è la
massima disponibilità e ci faremo carico di offrire anche noi una
sede affinchè questo dibattito trovi una sua conclusione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevo già annunciato la
presentazione da parte del Governo dell'emendamento 5.1, che
riscrive l'articolo 5, e la presentazione dell'emendamento 5.2,
da parte della Commissione, sempre di riscrittura dell'articolo
5.
Comunico che è pervenuto l'emendamento 5.2.1, sempre della
Commissione, tendente a modificare l'emendamento 5.2. A guardare
il contenuto dell'emendamento 5.2, onorevole Presidente della
Commissione, e l'emendamento 5.2.1 di fatto il tutto si trasforma
in una sorta di emendamento aggiuntivo all'emendamento del
Governo.
Allora, se non sorgono osservazioni, essendo d'accordo il
Governo ed essendo d'accordo la Commissione, si potrebbe alla
fine decidere che l'emendamento 5.2 e l'emendamento 5.2.1 di
fatto vengano trasformati in emendamento aggiuntivo
all'emendamento 5.1.
Pertanto, verrebbe posta in votazione con l'emendamento 5.1
la parte finale dell'originario emendamento 5.2 che recita: "per
le stesse finalità è autorizzata la spesa di lire 75 mila milioni
per ciascuno degli anni 1999 e 2000 e i cui oneri trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della regione codice 1003".
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo ha presentato un emendamento che,
interpretando alla lettera la modifica regolamentare che peraltro
soltanto alcuni mesi fa l'Assemblea ha determinato, riscrive il
testo dell'articolo 5 proponendo una formulazione più agevole, ma
anche proponendo alcune leggere modifiche che però non comportano
variazioni nella determinazione dello stanziamento; ciò facendo
lo stesso Governo uno sforzo di interpretazione e di aderenza a
quanto prevede il Regolamento.
Ciò lo ha fatto, onorevole Croce, anche perchè dopo il
dibattito che si è svolto in Commissione Bilancio, l'Assessore al
bilancio, che pure aveva già interloquito con l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste sulla opportunità (che poi si è
riscontrata essere non un'opportunità ma una necessità) di
incidere su alcuni capitoli della parte relativa agli
investimenti, ulteriormente interloquendo con l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, ha insistito perchè si guardasse con
maggiore attenzione alle questioni relative ai residui di
stanziamento ed alla loro effettiva impegnabilità nel corso
dell'anno.
Da questa valutazione è venuta fuori una proposta da parte
dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste che modifica alcuni
capitoli proprio in funzione della salvaguardia di un paio di
capitoli molto importanti, sui quali, alla fine, sarà possibile,
realizzare l'impegno.
Io questo lo ascrivo al senso di responsabilità del Governo,
ma anche alla sollecitazione che è venuta in Commissione
Bilancio.
Per quanto riguarda, poi, l'emendamento aggiuntivo, signor
Presidente, vorrei fare notare che esso in realtà non si pone
come una variazione, ma propone una spesa che incide sul bilancio
pluriennale. La stessa spesa viene imputata ad un codice - lo
dico al presidente della Commissione Bilancio - che in questo
momento non è più impegnabile, perchè la II Commissione,
deliberando sul disegno di legge n. 840 ieri sera, ha introdotto
in quel disegno di legge alcune previsioni che impegnano
totalmente per il 1999 il codice 1003.
TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, stiamo parlando di un disegno di
legge che attualmente è all'esame dell'Assemblea. Quello che
avviene o è avvenuto in Commissione è un fatto che non ci
riguarda per il semplice motivo che ciò che decidiamo oggi è
esaustivo di qualunque altro eventuale emendamento possa essere
presentato in Commissione Bilancio. Non so che cosa sia stato
fatto in quella Commissione ieri, ma quello che posso dire è che
ciò che viene fatto qui e che potrebbe essere fatto tra qualche
istante da questa Assemblea è pienamente valido, efficace e
produce un determinato effetto: che è quello di dare la
possibilità alla forestazione di partire l'anno prossimo senza
un' ulteriore necessaria autorizzazione di spesa.
Apprezzo l'intervento del Presidente della Regione e
l'emendamento, ma la riscrittura dell'articolo presentato dal
presidente della commissione, onorevole Petrotta, non è
confliggente con ciò che ha detto l'onorevole Capodicasa, per il
semplice motivo che nel momento in cui il Governo presenterà una
rivisitazione della legge 16 e quindi di quella che è l'attività
della forestazione avrà anche la possibilità di determinare per
il 1999 e per il 2000 quale dovrà essere la spesa, in che modo
dovranno essere spesi questi soldi.
Quindi invito tutti i deputati presenti in Aula a votare a
favore di questa riscrittura presentata dal presidente della
commissione, onorevole Petrotta, perchè dà la possibilità ai
lavoratori forestali, all'assessore in futuro, di fare partire
senza lungaggini legislative, l'attività di forestazione del 1999
che, invece, ogni anno parte con grande ritardo.
Poi, se a gennaio, febbraio, a marzo l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste e l'onorevole Presidente della Regione
presenteranno un disegno di legge di modifica della legge 16 lo
apprezzeremo, ne parleremo, ne discuteremo e lo approveremo.
Attenzione, la mia non è demagogia. Io ritengo che oggi ciò
che si spende per la forestazione è eccessivo. Qualche settimana
fa abbiamo ridotto gli stanziamenti per il settore della pesca,
che una volta erano di 200, 300, 400 miliardi. Oggi sono molto
meno, ma, facendo una riduzione per un settore, dobbiamo ridurre
per tutti. Se c'è un problema economico che la Regione deve
affrontare, i sacrifici devono essere ripartiti in modo uguale
fra tutte le categorie.
Quindi nessuna demagogia. Non vorrei, però, che la
forestazione e l'attività di oltre 30.000 addetti in questo
settore sia - diciamo così - oggetto di pressioni o che qualcuno
abbia la possibilità di utilizzarla come arma per potere essere
il Deus ex machina della forestazione in Sicilia.
Quindi, io chiedo a tutti i deputati di approvare questa
riscrittura dell'articolo, fermo restando che l'anno prossimo
quando il Governo responsabilmente ripresenterà il problema ne
riparleremo e, quindi, vedremo in modo più preciso quale sarà il
fabbisogno per il 1999.
PRESIDENTE. L'emendamento viene mantenuto. Lo pongo in
votazione con le precisazione che ho fatto nella fase iniziale di
discussione di questi stessi emendamenti.
Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Il parere del
Governo è contrario per due motivazioni: innanzitutto perchè la
Commissione 'Bilancio' ha approvato ieri sera un disegno di legge
e non può, la stessa Commissione, proporre adesso un emendamento
che contraddice quanto la Commissione 'Bilancio' ha approvato
ieri sera. Poi faccio notare che nel bilancio pluriennale della
Regione per l'anno 1999 e per l'anno 2000 sono già riportati
stanziamenti sul capitolo 16602.
TRICOLI. E' inferiore a quello che stiamo spendendo
quest'anno.
PRESIDENTE. La Commissione ha proposto l'emendamento, il
parere del Governo è contrario e le dichiarazioni del Governo
sono naturalmente note a tutti, fanno parte integrante degli
stessi lavori.
TRICOLI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 5.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 5.2.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il
pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti.....56
votanti......56
maggioranza..29
favorevoli...11
contrari.....44
astenuti......1
(L'Assemblea non approva)
Si passa alla votazione l'emendamento sostitutivo del
Governo dell'articolo 5, il che significa che approvato
l'emendamento del Governo si intende sostituito l'intero articolo
5.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
PETROTTA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'articolo 6.
LO CERTO , segretario f.f.:
<<Art. 6
Incremento stanziamenti capitoli 15002 e 15003
1. Per l'anno 1998 gli stanziamenti di cui ai capitoli
15002 e 15003, destinati alle spese di funzionamento e di
gestione del consorzio produttori di manna della Regione
siciliana, sono elevati, rispettivamente, di lire 17 milioni
e 33 milioni, cui si fa fronte mediante riduzione di pari
importo, della spesa autorizzata dall'art. 19 della legge
regionale 27 settembre 1995, n. 65 (cap. 55042)>>.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'articolo 7.
LO CERTO , segretario f.f.:
<<Art. 7
Termini per l'assunzione degli impegni di spesa
1. Sugli stanziamenti autorizzati con la presente legge le
amministrazioni competenti sono autorizzate ad assumere
impegni di spesa entro e non oltre 20 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge>>.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
8.
LO CERTO , segretario f.f.:
<<Art. 8
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 17
dicembre 1998, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 274 - Promozione di scambi culturali ed iniziative di
gemellaggio tra la Regione siciliana e lo Stato del
Connecticut (USA).
Provenzano Giuseppe; Speziale Calogero; La Grua Saverio;
Leontini Innocenzo; Di Martino Francesco; Martino Federico;
Mele Manlio; Bufardeci Giovambattista; Barbagallo Giovanni
- Ortisi.
Presentata il 16/12/98
-----------
N. 275 - Revoca della richiesta del Governo regionale di
restituzione della documentazione relativa alle nomine in
enti di pertinenza della Regione.
Fleres Salvatore; Costa David; Leontini Innocenzo; La Grua
Saverio.
Presentata il 17/12/98
-----------
N. 276 - Interventi presso il governo nazionale al fine di
manifestare la viva preoccuapzione del popolo siciliano per
l'attacco militare USA in Iraq.
Forgione Francesco; Martino Federico; Vella Basilio; Liotta
Santo; Mele Manlio; La Corte Gioacchino.
Presentata il 17/12/98
-----------
N. 277 - Contributo economico a Favore dell'Iraq.
Pezzino Vincenzo; Speranza Bartolo; Vella Basilio; Mrtino
federico; Zanna Antonio; Nicolosi Nicolò; Silvestro
Gioacchino; Cipriani Giuseppe.
Presentata il 17/12/98
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'" (NN. 2 - 94 - 144 - 152 - 177 - 705
- 708 - 758 - norme stralciate/A)
Relatore: On. Provenzano
2) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (NN. 413 - 458/A) (Seguito)
Relatore: On. Speziale
3) "Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari" (n. 795)
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- "Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 1998. Assestamento" (n.
726/A).
- "Variazioni di bilancio per l'attuazione delle riserve
sulle entrate della Regione a favore dell'erario dello
Stato ed interventi in materia di agricoltura e foreste"
(NN. 698-834-837/A).
V - ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA
FONDAZIONE "FEDERICO II".
VI - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
VII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
VIII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
IX - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
La seduta è tolta alle ore 14.07