Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 10.35.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta di questa mattina
avrebbe dovuto essere presieduta dall'onorevole D'Andrea, il
quale è stato trattenuto a Roma, non so bene da quale importante
impegno. Sistematicamente troviamo anche difficoltà, volta per
volta, a trovare deputati segretari che collaborino con il
Presidente. E' una situazione insostenibile. Informo l'Aula che
al primo punto all'ordine del giorno della seduta di lunedì, ci
sarà il completamento del Consiglio di Presidenza. Il Presidente
dell'Assemblea dopo essersi alzato alle cinque del mattino per
recarsi ad un incontro importantissimo dal punto di vista
istituzionale, è stato costretto a tornare indietro e quindi ad
annullare l'appuntamento.
ODDO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che, l'onorevole Scoma, per ragioni del
suo ufficio, è in missione per oggi 18 dicembre 1998.
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "SOPPRESSIONE E
LIQUIDAZIONE DEGLI ENTI ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI"
NN. 413 - 458/A.
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
seguito della discussione del disegno di legge nn. 413 - 458/A
"Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI".
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevole relatore non ci sono obiezioni regolamentari
naturalmente, ma affido a lei le valutazioni di carattere
politico: nessun parlamentare della minoranza è presente in
Aula.
Onorevoli colleghi, ricordo che precedentemente era stato
accantonato l'articolo 7. Comunico che dal Governo è stato
presentato l'emendamento 7.19 sostitutivo dell'intero articolo.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Dichiaro di ritirare
l'emendamento 7.19.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
7.19.1 sostitutivo dell'articolo 7.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SPEZIALE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si ritorna all'esame dell'articolo 8.
Si passa agli emendamenti 8.1 e 8.4 presentati
dall'onorevole Leanza. Non essendo presente in Aula L'onorevole
firmatario, gli emendamenti sono dichiarati decaduti.
Si passa all'emendamento 8.15 a firma dell'assessore Piro.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.13 a firma dell'onorevole Di
Martino. L'emendamento è improponibile.
Si passa all'emendamento 8.11.1 a firma del Governo.
Onorevole Assessore, vorrebbe specificare il significato
dell'emendamento 8.11.1? Dopo la parola 'posseduto' aggiungere
'nel rispetto prioritario del principio della unicità ed
omogeneità del rapporto contrattuale'.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Signor Presidente,
siccome nella nuova RESAIS s.p.a. confluiranno i dipendenti
dell'ESPI, EMS e AZASI, c'è l'esigenza di omogeneizzare il
rapporto contrattuale e, quindi, di avere un unico rapporto. E'
solo per sancire un principio dell'unicità del rapporto
contrattuale.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, intanto è una definizione
'apocalittica' dal punto di vista interpretativo. Non possiamo
mettere in un disegno di legge una vicenda che riguarda un
vincolo contrattuale. Si è affidata una contrattazione a due
parti, lei ha possibilità ...
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Onorevole Presidente,
solo per dire che in questo nuovo contratto di lavoro
confluiranno diverse società, quindi, l'ESPI, l'EMS e l'AZASI,
oltre al contratto di lavoro che già esiste presso la RESAIS
S.p.A., c'è l'esigenza del Governo di affermare il principio che
ci sia un unico contratto di lavoro.
PRESIDENTE. Sarebbe opportuno fare un articolo a parte.
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Dichiaro di ritirare
l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
9.
ODDO, segretario f.f.:
<<Articolo 9
1. Per le esigenze delle procedure di liquidazione, sarà
utilizzato temporaneamente, su richiesta nominativa del
collegio dei commissari liquidatori degli enti economici,
personale idoneo prelevato dall' area speciale transitoria ad
esaurimento' di cui al comma 1 dell'articolo 9 nel rispetto
della previsione normativa contenuta nell'articolo 3 della
legge regionale 1 agosto 1990, n. 18.
2. Il personale interessato resta, comunque, sempre a
carico della predetta 'area speciale transitoria ad
esaurimento' di cui al comma 1 dell'articolo 9.>>
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 9 sono stati presentati
i seguenti emendamenti: 9.6 a firma degli onorevoli Aulicino,
Costa ed altri; 9.5 a firma dell'onorevole La Grua ed altri.
Comunico altresì che è stato presentato un emendamento a firma
degli onorevoli Speziale, Giannopolo ed altri.
Onorevoli colleghi, non essendo presenti in Aula gli
onorevoli firmatari, gli emendamenti 9.5 e 9.6 sono dichiarati
decaduti.
Si passa all'emendamento a firma degli onorevoli Speziale ed
altri.
SPEZIALE, relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si altri.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
10.
ODDO, segretario f.f.:
<<Articolo 10.
1. Il Presidente della Regione, su proposta
dell'assessore regionale per l'industria, è autorizzato a
stipulare appositi accordi con le organizzazioni sindacali
aventi per oggetto trattamenti economici normativi da
corrispondere al personale indicato nei precedenti articoli
all'atto della risoluzione del rapporto di lavoro,
utilizzando anche ammortizzatori sociali, ove attivabili,
nonchè interventi sussidiari di accompagnamento>>.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Leanza l'emendamento 10.1. Non essendo presente in Aula
l'onorevole firmatario, l'emendamento è dichiarato decaduto. E'
dichiarato decaduto anche l'emendamento 10.10.1 in quanto
subemendamento all'emendamento 10.1.
Pongo in votazione l'articolo 10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'articolo 10. Si
passa all'emendamento 10.3 dell'onorevole Di Martino.
DI MARTINO . Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.4 della Commissione. E' ritirato
onorevole Speziale?
SPEZIALE, relatore. Sì, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento a firma del Governo. Il parere della commissione?
SPEZIALE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 nel suo complesso. Chi é
favorevole rimanga seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli articoli aggiuntivi. Onorevoli colleghi, con
tutto il rispetto, non credo che funzioni amministrative possano
essere stabilite con legge, perché atto prioritario di un atto
amministrativo è trovare l'eventuale responsabile, qualora l'atto
amministrativo non sia corretto. Definire per legge che la
particella "X" con ingresso al numero civico "X", non mi pare che
sia degno di norma di legge. Quindi, o il governo lo riscrive in
una diversa maniera... noi dettiamo principi, non acquisiamo
immobili per legge.
CASTIGLIONE. Assessore per l'industria. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Ritira anche
l'emendamento 10.10?
CASTIGLIONE. Assessore per l'industria. Si.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento aggiuntivo che porta la firma Morinello il quale
é assessore e non abilitato. Il governo fa proprio l'emendamento
10.6?
CASTIGLIONE. Assessore per l'industria. No.
PRESIDENTE. Ci sono firme di deputati, oggi assessori, poi
altri firmatari dell'emendamento non sono presenti in aula.
FORGIONE. C'é anche la mia firma.
FORGIONE. Signor presidente, credo che questo emendamento
presupponga una norma finanziaria.
PRESIDENTE. Lo ritira?
FORGIONE. Presidente, io vorrei sapere se è proponibile oppure
no?
PRESIDENTE. No, non è proponibile. E' norma finanziaria,
necessita, oltretutto, del parere della commissione bilancio.
Onorevoli colleghi, si passa alla votazione dell'emendamento
10.1.
LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' appoggiata la richiesta?
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
(La Grua, Sottosanti, Pagano, Calanna e Cimino chiedono la
verifica del numero legale)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale. La
verifica del numero legale avverrà attraverso il sistema
elettronico.
Chiarisco il significato della votazione. Trattandosi di
richiesta di verifica di numero legale si può pigiare
indifferentemente il pulsante rosso o il verde o il bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Posso dare atto che l'onorevole Trimarchi, anche se non ha
espresso voto elettronico, ha votato. E così anche l'onorevole
Cintola.
RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE: Proclamo l'esito della votazione per la verifica
del numero legale.
Presenti e votanti 25
L'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto, sospendo la seduta per un'ora. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.15, è ripresa alle ore 12.22)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, eravamo alla votazione dell'emendamento
10.11.
CASTIGLIONE, Assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, Assessore per l'industria. L'emendamento 10.11 è
assorbito dall'emendamento 7.19.1 già approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 10.11 e
conseguenzialmente l'emendamento 10.8 è superato, sia il primo
che il secondo, in quanto già assorbito dall'emendamento
approvato 7.19.1. L'Assemblea ne prende atto.
Do lettura dell'articolo 11:
<<Articolo 11
1. Per le finalità previste dall'articolo 7, comma 2,
l'Assessore regionale per l'industria è autorizzato ad
utilizzare le somme che risulteranno, alla data di entrata in
vigore della presente legge, disponibili sul capitolo 25303
del bilancio di previsione della Regione siciliana dell'anno
finanziario 1998. Per gli esercizi finanziari successivi è
autorizzata la spesa di lire 65.000 milioni per ciascuno
degli anni 1999 e 2000, che trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per lire 60.000 milioni codice
03.11.00 (capitolo 25303) e per lire 5.000 milioni codice
08.01.00 (riduzione parte accantonamento codice 1003).
2. Per le finalità previste dalla presente legge, ad
eccezione del comma 2 dell'articolo 7, è autorizzata per
l'esercizio finanziario 1998 la spesa di lire 3.300 milioni
nonché l'utilizzo delle somme che risulteranno, alla data di
entrata in vigore della presente legge, disponibili sul
capitolo 65117 del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 1998. Per gli esercizi successivi è
autorizzata la spesa di lire 170.000 milioni per ciascuno
degli anni 1999 e 2000.
3. Per l'esercizio 1998 all'onere di lire 3.300 milioni
si provvede mediante l'utilizzo di parte delle disponibilità
del capitolo 21257, per lire 3.100 milioni codice 1008 e per
lire 200 milioni codice 1010.
4. Gli oneri derivanti dal comma 2 di lire 170.000 milioni
ricadenti in ciascuno degli esercizi finanziari 1999 e 2000
trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione,
quanto a lire 150.000 milioni, codice 03.10.00, (capitolo
65117) per ciascuno degli anni 1999 e 2000 e quanto a lire
20.000 milioni codice 08.01.00 (riduzione parte
accantonamento codice 1003).
Comunico che all'articolo 11 è stato presentato l'emendamento
11.4 a firma del Governo:
"Sugli stanziamenti autorizzati con la presente legge le
amministrazioni competenti sono autorizzate ad assumere impegni
di spesa entro e non oltre 20 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge."
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, io capisco le esigenze
dell'Amministrazione, la chiusura del bilancio e tutto ciò
connesso all'attività dell'Amministrazione, ma, pur essendo
deputato della maggioranza, vorrei capire attentamente, vorrei
che mi spiegasse il Governo, in questo disegno di legge sullo
scioglimento degli enti, qual è la finalità che si vuole
raggiungere con questo emendamento 11.4.
Perché se vi sono impegni di spesa che devono essere assunti
entro l'esercizio 1998 ha un significato, ma se tutta questa
esigenza non c'è per assumere gli impegni di spesa, non capisco
perché, in ogni disegno di legge che portiamo all'approvazione
dell'Assemblea, c'è sempre questo solito ritornello della proroga
dell'esercizio finanziario.
Dico questo anche nella veste di Vicepresidente della
Commissione finanze, e penso di parlare anche a nome del
Presidente. Cioè il Governo dovrebbe chiarire all'Assemblea quali
sono le ragioni e che tipo di impegni sono necessari assumere
entro questo tempo, perché se non abbiamo questo chiarimento io
non riesco a capire la ragione di questo emendamento.
Quindi sono in attesa di avere delucidazioni da parte del
Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino, lei ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, ma non ha espresso ...
DI MARTINO . Aspetto chiarimenti da parte del Governo.
PRESIDENTE. Per poi decidere? Bene Onorevole Assessore, vuole
specificare all'Aula il contenuto dell'emendamento?
CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Onorevole Presidente,
siccome con gli impegni che noi assumiamo, con gli stanziamenti
che sono previsti dalla presente legge, presumibilmente questa
legge andrà in pubblicazione a fine anno, chiediamo una ventina
di giorni per impegnare le somme che sono necessarie perché la
legge abbia la piena esplicazione e quindi la sua piena
attività.
Quindi, ritengo anche doveroso, da parte dell'Assemblea,
procedere all'approvazione del presente emendamento.
ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, il mio è un voto favorevole
all'emendamento proposto dal Governo anche perché semplifica la
procedura e vorrei sottolineare, tra l'altro, a quest'Aula che,
se non sbaglio, è l'ultimo emendamento che stiamo discutendo e,
dopo l'approvazione e la possibile bocciatura di questo
emendamento, noi possiamo essere ormai alle soglie di un fatto
importantissimo, di uno di quegli aspetti, di quelle decisioni di
cui questa Regione ha bisogno e che può segnare positivamente
l'intera attività, non solo di questo Parlamento al di là degli
schieramenti politici, ma può segnare una svolta per questa XII
legislatura.
Io credo che fino ad ora, fino a questi due anni e mezzo
obiettivamente e sinceramente, facendomi carico anch'io,
ovviamente facendo parte di questo Parlamento, dei limiti, di
alcune difficoltà, in alcuni casi perfino di alcune
contraddizioni nel lavoro che questo Parlamento ha svolto in
questi due anni e mezzo, ci troviamo invece in questi giorni,
dove stanno coincidendo il dibattito e l'approvazione di questa
legge sullo scioglimento degli enti e quello sulla legge-voto
iniziato ieri, a segnare un'inversione di tendenza nell'attività
e nel lavoro di questo Parlamento.
Ecco perché ritengo che sia un fatto direi quasi storico,
l'approvazione di questo disegno di legge, portato avanti
nell'arco dell'intera legislatura, almeno fino ad ora, in questi
due anni e mezzo, dai tre governi che si sono succeduti e che sta
finalmente trovando la sua conclusione in queste ore.
Io non vorrei che il Parlamento sottovaluti questa
importante decisione, questo importante momento che stiamo
vivendo, ripeto, al di là delle appartenenze, al di là delle
maggioranze che si sono succedute in questi due anni e mezzo, in
questi governi.
E' un risultato voluto dall'intero Parlamento, che ha visto
forse ...
LA GRUA . Ma è ridicolo questo spettacolo
ZANNA. Sto parlando anche per lei, onorevole La Grua.
PRESIDENTE. Onorevole La Grua, la prego di consentire
all'onorevole Zanna di completare il suo ragionamento.
ZANNA. La ringrazio, signor Presidente. Ritengo, stavo
dicendo, un risultato dell'intero Parlamento, visto che
l'onorevole La Grua e l'onorevole Stancanelli e l'onorevole Virzì
nei due anni e mezzo precedenti hanno sostenuto due governi che
hanno cercato, magari con risultati meno incisivi di quelli di
ora, sicuramente meno incisivi di quelli di ora, si sono
impegnati, hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo che,
ripeto, ritengo un risultato dell'intero Parlamento al di là
degli schieramenti e delle appartenenze politiche.
Poi, come si è visto, abbiamo avuto opinioni differenti su
alcune scelte da compiere, ma il dato e il messaggio, il
risultato che uscirà è che questo Parlamento, questa XII
legislatura ha raggiunto un obiettivo che altri parlamenti, altre
maggioranze, altri governi non sono riusciti a raggiungere, che è
quello finalmente - ripeto - dello scioglimento degli enti
economici.
Lo dico al di là delle polemiche degli ultimi giorni e delle
ultime sedute, quando, francamente e sinceramente, facendo una
scelta miope e autolesionista da parte del Polo delle libertà si
è lavorato e ci si è adoperati forse per bloccare questo disegno
di legge perché questo risultato non poteva essere positivo e
straordinario, non poteva essere assegnato e consegnato a una
maggioranza come quella che adesso governa la Regione siciliana.
Questo, onorevoli colleghi, è un piccolo cabotaggio, non è
politica. Il confronto è giusto e legittimo anche quello aspro e
lo abbiamo vissuto in questa legislatura fino ad ora, quando noi
eravamo all'opposizione lo abbiamo visto in queste ore quando voi
siete passati all'opposizione.
Ma io credo che è necessario poi cogliere il vero senso e la
vera sostanza delle cose e comprendere che è un obiettivo che
stiamo raggiungendo insieme ed è un obiettivo che parla ai
siciliani e serve all'intera Sicilia.
MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ultimo emendamento rispetto all'articolo 11 proprio perchè
essendo l'ultimo intanto volevo esprimere pieno apprezzamento per
quanto il Parlamento andrà, si spera, a varare nelle prossime
ore, un grande apprezzamento per una legge di primaria importanza
che, peraltro, l'Assemblea aveva già iniziato la discussione in
Commissione a partire dal 1993. oggi è il 18 dicembre 1998, a
cinque anni dalla presentazione in Assemblea del primo disegno di
legge, oggi è una data storica e ce lo auguriamo tutti che sia
così perchè riusciamo a varare un disegno di legge che pone fine
sicuramente a una stagione che ha visto la nostra Regione
imprenditrice che purtroppo spesso ha utilizzato questa
imprenditorialità in maniera affondante e non propulsiva come
sarebbe in realtà dovuto essere.
Questo è un passaggio importante, però io credo - e mi
rivolgo all'Assessore per l'industria - l'approvazione della
legge è solamente un primo passo rispetto al progetto di
completamento della dismissione degli enti economici.
In questo senso credo che grande importanza hanno avuto
alcuni interventi dell'opposizione che miravano a chiedere al
Governo giustamente un effettivo controllo rispetto poi ai
criteri di dismissione degli enti stessi.
Io credo che questo sia un passo e una data importante da
scrivere non alla maggioranza o alla opposizione ma all'intero
Parlamento. Oggi è l'intero Parlamento della Regione siciliana
che, tra virgolette, porta a casa una legge che dà una svolta
rispetto a questi meccanismi pseudo imprenditoriali che hanno
animato sino ad ora la Regione siciliana.
E' un passo concreto rispetto alla svolta reale che oggi la
Regione sta mettendo in opera e proprio per questo il mio Gruppo
parlamentare esprime grande soddisfazione, evidentemente esprime
apprezzamento e si dichiara favorevole rispetto all'emendamento
stesso e al voto finale della legge.
ADRAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADRAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando ci
siamo incontrati i responsabili dei gruppi parlamentari prima e
insieme ai responsabili dei partiti che dovevano costituire la
maggioranza e che poi doveva consentire la formulazione del nuovo
Governo sapevamo che dovevamo realizzare una serie di impegni
programmatici che dovevano lanciare un segnale che finalmente
invertisse la tendenza, che gli ultimi due governi, i due governi
della legislatura non erano riusciti a determinare e che quindi,
attraverso l'elaborazione di un progetto, immediatamente facesse
avvertire alla Sicilia, ma soprattutto - più che alla Sicilia -
all'esterno che, quest'Assemblea regionale e questo Governo che
nasceva doveva significativamente realizzare.
Allora, la preoccupazione non venne quando si individuarono
le priorità ed i segnali della svolta - la legge voto
immediatamente, si disse, e segnammo - e poi accanto a quella
decisione la consapevolezza di individuare nelle priorità delle
leggi da affrontare e poi decidere.
Quando parlammo della dismissione degli enti sapevamo delle
trappole, sapevamo dei ritardi, conoscevamo fino in fondo quali
potevano essere tutte le anomalie che nel passato avevano, o
meglio, non avevano dato la possibilità che quell'obiettivo fosse
raggiunto.
Diventò anche particolarmente preoccupante quando - non so
se fu l'incoscienza, ma soprattutto la grande voglia - decidemmo
di datare, di calendarizzare, di inserire accanto all'impegno di
voler fare, realizzare questo discorso, aggiungemmo pure (e poi,
successivamente le dichiarazioni programmatiche del Presidente
avallarono) che entro la fine di quest'anno e, quindi, prima che
iniziasse la sessione di bilancio avremmo dovuto consegnare alla
Sicilia e, quindi, all'esterno questo grande messaggio.
La legge-voto, abbiamo detto, ed anche, accanto a questa, la
dismissione degli enti.
STANCANELLI. Di cosa parla?
ADRAGNA. Parlo degli impegni che abbiamo preso, onorevole
Stancanelli, perchè vede, al di là delle tante dichiarazioni
programmatiche che quest'Aula ha sentito - e ne ha sentite tante
- invocando più o meno delle attenzioni che venissero anche
dall'alto (e quando parlo dell'alto mi riferisco a "molto in
alto") quando ci si richiamava a queste attenzioni particolari di
stampo religioso, di qualche santo, noi, accanto a questa
necessità che abbiamo sempre anche noi, abbiamo cercato di
inserire accanto alle parole i fatti ed accanto ai fatti abbiamo
messo delle scadenze e lì ci siamo consegnati alla responsabilità
della maggioranza ed accanto a questa a quello che poteva essere
anche la bocciatura di quell'impegno che andavamo a sancire, non
solo con la maggioranza ma anche con il Governo stesso che, con
le dichiarazioni programmatiche del suo Presidente, si impegnava
nei confronti di tutta la classe politica siciliana ed anche dei
Siciliani.
La consapevolezza delle difficoltà veniva data anche da un
altro fatto abbastanza evidente. Aveva deciso, sempre
quest'Assemblea votando quel Governo che si impegnò a realizzare
attraverso il governo della Regione una stagione di 'Regione
imprenditoriale', o meglio di una Regione che avesse la capacità
di realizzare l'impresa che poi doveva determinare lo sviluppo in
questa nostra Sicilia.
Io non voglio assolutamente entrare nel merito, dare dei
giudizi su quelle scelte, è una scelta di quel momento e che
comunque determinavano un modello. Oggi inizia un altro modello.
Col voto di oggi, a cui i Popolari danno il loro voto non solo
positivo ma anche di grande fiducia a questo modello, noi
sappiamo che inizia un'altra stagione, la stagione delle cose
concrete da fare.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Turano, Guarnera e
Giannopolo hanno chiesto congedo per la seduta odierna. Non
sorgendo osservazioni, i congedi sono accordati.
Si passa alla votazione dell'emendamento 11.4.
LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Ai fini della verifica del numero legale ciascun deputato
può pressare qualunque dei tasti, o il rosso o il bianco o il
verde.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per la verifica
del numero legale:
Presenti 46.
L'assemblea è in numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
Pongo in votazione l'emendamento 11.4 del Governo.
Il parere della Commissione?
SPEZIALE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.1 dell'onorevole Fleres.
L'emendamento è superato dall'emendamento 10.9 precedentemente
approvato.
Si passa all'emendamento 11.3 degli onorevoli Aulicino e
Costa. Poichè l'emendamento non ha avuto la relativa copertura
finanziaria è giudicato improponibile.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
12.
ODDO, segretario f.f.:
<<Articolo 12.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che alla votazione finale del disegno di legge si
procederà successivamente.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente Battaglia
DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI CONCERNENTI L'INTERVENTO
MILITARE USA IN IRAQ.
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata di mozioni concernenti l'intervento
militare USA in Iraq.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle mozioni
n. 276 - "Intervento presso il Governo nazionale al fine di
manifestare la viva preoccupazione del popolo siciliano per
l'attacco militare USA in IRAQ", e n. 277 - "Contributo economico
a favore dell'Iraq".
ODDO, segretario f.f. :
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nella notte tra il 16 e il 17 dicembre 1998 ha
avuto inizio un massiccio bombardamento del
territorio iracheno e della sua capitale ad opera
delle forze armate statunitensi appoggiate da quelle
della Gran Bretagna;
- questa iniziativa è stata assunta all'insaputa del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, durante
una riunione dello stesso dedicata alla discussione
del problema iracheno;
- già dalle prime notizie si apprende che è stata
colpita la popolazione civile e, a quanto pare,
persino un centro abitato di una nazione confinante;
- importanti settori del Congresso americano, per la
prima volta, hanno apertamente denunciato la
strumentalità dell'intervento militare a fini di
politica interna, per sbloccare le procedure di
'impeachement' nei confronti del Presidente Clinton;
- viva amarezza per l'iniziativa militare è stata
espressa dal Segretario generale dell'ONU e forti
perplessità cominciano ad essere manifestate da
importanti Governi europei;
CONSIDERATO che:
- l'articolo 11 della Costituzione italiana ripudia
l'uso della guerra come mezzo di soluzione delle
controversie internazionali;
- un'azione militare di questa gravità costituisce
elemento di destabilizzazione dell'area mediterranea
nella quale la Sicilia deve svolgere un ruolo
fondamentale di pace e di cooperazione
internazionale;
- questo atto può alimentare la spirale violenta
degli integralismi e dei fondamentalismi, mettendo a
rischio gli stessi precari risultati raggiunti nel
processo di pace tra Israele e Palestina e
nell'intera area mediorientale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a farsi interprete presso il Governo nazionale
della viva preoccupazione del popolo siciliano per
questa iniziativa militare;
- a chiedere che non sia consentito l'uso delle basi
USA presenti sul territorio della Regione siciliana;
- a non assumere alcuna iniziativa che coinvolga il
nostro Paese in contrasto o in assenza di ogni
preventiva decisione del Consiglio di sicurezza
dell'ONU>> (276).
FORGIONE - MARTINO -
VELLA - LIOTTA -
MELE - LA CORTE
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IN CONSIDERAZIONE degli ultimi eventi che hanno visto ancora
una volta il prevalere dell'azione militare su ogni
utile iniziativa atta a scongiurare la perdita di
vite umane incolpevoli;
NELLA CERTEZZA che ancora una volta a pagare saranno i più
deboli ed indifesi;
NELLA CONSAPEVOLEZZA che numerosi immigrati e residenti
nella nostra Regione in conseguenza di ciò si
trovano nell'impossibilità di ritornare nel loro
Paese di origine;
NELLA NECESSITA' di un intervento atto a limitare l'angoscia
e la fame di un popolo fin troppo provato,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a volere predisporre gli atti utili per un cospicuo
contributo economico a favore dell'Iraq da
destinare soprattutto ai residenti nella nostra
Regione e che versano in difficile situazione
economica>> (277).
PEZZINO - SPERANZA - VELLA -
MARTINO - ZANNA - NICOLOSI -
SILVESTRO - CIPRIANI
FORGIONE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 276.
FORGIONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, questa
mozione noi l'abbiamo considerata, ieri, nel momento in cui
l'abbiamo presentata e ha già le firme di altri gruppi
parlamentari, come una mozione aperta, aperta al contributo, alle
firme degli altri colleghi, indipendentemente dalla parte
politica di appartenenza.
Io credo che discutere in questo Parlamento regionale di
questa isola, del cuore del Mediterraneo, della pace e della
guerra, in questo momento sia un fatto importante ed anche
solenne. Non mi pare che questo venga colto, però, a vedere la
distrazione di quest'Aula. Non mi pare che venga colto il ruolo
che la Sicilia ha e può e deve continuare ad avere per costruire
una rete di rapporti di solidarietà, di cooperazione
internazionale in grado di favorire anche i processi di pace tra
le sponde diverse del Mediterraneo, favorire i processi di pace
in corso, così difficile anche nell'area mediorientale,
contribuire a fermare l'espandersi dei fondamentalismi, degli
integralismi, di tutte le forme di violenza collegati a questi
fenomeni. Ne parliamo molto, facciamo convegni, assumiamo anche
impegni solenni a livelli istituzionale.
Questa é una di quelle occasioni dove un Parlamento può
contribuire a far svolgere all'intero Paese e al governo
nazionale questo ruolo.
Noi con questa mozione chiediamo al governo nazionale di
impegnarsi a favorire i processi di pace, di non far coinvolgere
l'Italia dentro questa assurda guerra degli Stati Uniti contro
L'Iraq.
Ancora ieri e stanotte sono continuati i bombardamenti su
Bagdad. Questi bombardamenti stanno colpendo la popolazione
civile e non solo gli obiettivi militari. Una popolazione civile
già provata da anni di duro embargo e badate bene che gli
embarghi economici e commerciali non colpiscono mai i governi e
gli Stati, colpiscono il popolo e soprattutto le fasce più deboli
delle popolazioni.
Io vorrei avere la capacità...
(Brusio in Aula)
FORGIONE. Signor Presidente, é davvero difficile poter
continuare a parlare...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, o si consente all'onorevole
Forgione di esprimere serenamente le proprie opinioni oppure sono
costretto a sospendere la seduta.
FORGIONE. Stavo dicendo che vorrei avere la capacità oratoria
del presidente Andreotti che, come sapete, é distante mille anni
luce da me, dalla mia parte politica, dal mio modo di intendere
la politica e la società, per esprimere le cose che lui
solennemente ha detto nell'Aula di Palazzo Madama a proposito
dell'assurdità di questa guerra e della violazione che questi
bombardamenti unilaterali da parte degli Stati Uniti, che ormai
si ergono al ruolo di polizia internazionale, rappresentano in
termini di violazione dello Statuto e della Carta dell'ONU.
Anche il Presidente del Consiglio, ieri, si è dissociato da
questo atto unilaterale del Governo degli Stati Uniti, una scelta
motivata evidentemente più a fini di politica interna, vista la
crisi politica che investe la leadership di Clinton che non dà
ragioni vere di pace a livello internazionale.
La nostra mozione non ha alcun aspetto di faziosità, non è
una mozione anti atlantica e anti Nato, pur sapendo voi tutti,
onorevoli colleghi, che la mia parte politica è fermamente
impegnata nella lotta per superare le alleanze militari, tra
l'altro non essendocene più dall'altra parte di quella che era la
cortina di ferra unica alleanza militare la Nato e il Governo
degli Stati Uniti unico gendarme del mondo.
Sul nostro territorio sono situate due delle più importanti
basi militari americane dell'intero Mediterraneo: a Birgi e a
Sigonella. Sappiamo tutti che la base di Sigonella serve anche da
rifornimento per i voli dei cacciabombardieri impegnati in
operazioni in Medio Oriente e nell'area Mediterranea; quindi la
Sicilia è direttamente interessata alla costruzione di questi
processi di pace. Ecco, chiedere questo Parlamento al Governo
italiano un comportamento più risoluto e netto, chiedere al
Governo italiano di farsi interprete della dignità di questa
nostra Nazione che ha nel suo DNA e nella Carta costituzionale
sancita all'articolo 11 che l'Italia ripudia la guerra, io credo
che darebbe grande valore alla funzione che noi, questa solenne
Aula parlamentare, possiamo levare in questo momento delicato.
Le operazioni di guerra continueranno e il Governo degli
Stati Uniti ha annunciato che non si fermeranno, quindi c'è tempo
ancora per chiedere al Governo nazionale di intervenire sia
presso l'Unione europea sia presso il Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Uniti affinché questa guerra si fermi.
Io vorrei dire che questa non è una guerra dell'ONU, io sono
contro tutte le guerre anche quelle autorizzate dall'ONU perché
rifiuto lo strumento della guerra e delle armi come mezzo per la
soluzione dei conflitti tra i popoli e gli Stati, ma ritengo che
in questo momento ci sia un valore in più, un motivo in più per
dire 'no' a questa guerra e cioè la violazione del ruolo delle
Nazioni Unite e della funzione del Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite che era riunito per discutere della crisi irachena
proprio mentre i caccia bombardieri americani partivano senza
informare il Consiglio di sicurezza dell'ONU che proprio in quel
momento stava discutendo.
Ecco per queste ragioni io vi chiedo a tutti, cari colleghi,
di sostenere questa mozione. E' una mozione oggettiva, non è
una mozione di parte, parla di fatti, si rifà alla Costituzione,
si rifà allo statuto delle Nazioni Unite e al ruolo che le
Nazioni Unite devono avere nella soluzione dei conflitti
internazionali e credo che in questo momento, in questi due
giorni, dove si sprecano gli aggettivi per qualificare il ruolo
di questa Aula parlamentare, legge storica la legge-voto, legge
storica la legge sulla dismissione degli enti economici, be',
facciamo una cosa alla quale io non assegno alcun valore storico
ma assegno soltanto il valore di uno scatto di dignità che questo
Parlamento può esprimere nel momento in cui la pace e la guerra
ritornano ad essere parole concrete e non più parole distanti
dalla nostra vita e dalla vita di milioni di donne e di uomini,
ma parole che entrano violentemente nella politica del nostro
quotidiano.
Nessuno di noi, credo, avrebbe immaginato di vedere una
guerra in diretta attraverso quelle immagini tragiche, tragiche
ma quasi da war games che vengono trasmesse dalla televisione.
Noi non possiamo rassegnarci alla spettacolarizzazione della
morte, alla spettacolarizzazione del dramma di migliaia di donne
e di bambini come una cosa normale che può entrare nella nostra
vita e nel nostro quotidiano attraverso le immagini televisive
che vengono trasmesse in diretta di quei bombardamenti.
Per queste motivazioni vi chiedo di votare questa mozione e
di chiedere anche noi, questo Parlamento, dal cuore del
Mediterraneo, per la vocazione storica, questa sì, che la Sicilia
ha sempre avuto punto di incontro tra culture, identità,
religioni diverse per chiedere da qui, da questo grumo di
identità e di storie e coerentemente a questo grumo di identità,
di storie, di vocazione e di pace un impegno al Parlamento
nazionale affinché si dissoci da questa folle operazione di
guerra e affinché si faccia promotore di un'iniziativa di pace,
ristabilendo la legalità internazionale e la funzione delle
Nazione Unite.
PRESIDENTE. Prima di proseguirre con il dibattito, chiedo se
i firmatari della mozione n. 277 intendono illustrarla.
Non intendono illustrarla; quindi dichiaro chiusa la fase di
illustrazione delle mozioni e si passa al dibattito.
Comunico che l'Aula prende atto che gli onorevolie Zanna e
Cipriani sono firmatari della mozione 276.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i toni della
mozione presentata dall'onorevole Forgione e dal Gruppo che lui
rappresenta, ma non soltanto il suo Gruppo perché vedo anche le
firme di altri, per certi versi ha dei toni moderati che sono
condivisibili.
A nessuno sfugge naturalmente che la utilizzazione della
forza, al di fuori delle regole del diritto internazionale,
costituisce e deve costituire allarme per tutti coloro i quali
intendono ovviamente il rapporto tra gli Stati sovrani come un
rapporto che deve naturalmente avere delle sedi ove si compensano
i diverbi, o comunque le diverse vedute che in una determinata
situazione si possono avere.
Recentemente, in un viaggio in Kuwait, però ho avuto modo di
apprezzare personalmente quelli che sono stati i gravi crimini
commessi dai soldati iracheni in Kuwait: le devastazioni del
territorio, i gravissimi danni ecologici, le gravi sofferenze
inflitte al popolo kuwaitiano. Ancora oggi vogliamo ricordarlo:
ci sono decine e decine di migliaia di famiglie in Kuwait che non
sanno quale è stata la sorte toccata ai loro cari che durante la
guerra del Golfo sono stati, poi durante la ritirata delle
milizie irachene, trasportati in Iraq e di cui si sono perse le
tracce.
I "Desaparesidos" non hanno naturalmente una ben precisa
nazionalità ma i "Desaparesidos" sono tali in tutto il mondo. La
tutela dei diritti civili e dei diritti umani deve essere uguale
per tutti a qualunque popolo, a qualunque razza un individuo
appartenga.
E allora, di fronte ai crimini commessi dagli iracheni è
chiaro che la risposta che allora fu data dall'allora Presidente
degli Stati Uniti D'America, naturalmente con una deliberazione
dell'ONU, di cui poi si fece carico non soltanto l'esercito
statunitense ma anche altri eserciti in collaborazione con esso,
la deliberazione dicevo dell'ONU fu applicata in modo
puntuale e preciso.
Oggi avviene, invece, al di fuori di qualunque decisione e
determinazione che l'ONU abbia mai preso e, tuttavia,
onorevole Forgione e onorevoli presentatori di questa mozione,
sta nel secondo punto in cui si impegna il Governo della Regione
a chiedere che non sia consentito l'uso delle basi U.S.A.
presenti sul territorio della Regione siciliana.
Io credo che questo debba essere inteso - e se inteso così
ovviamente la nostra valutazione sarà diversa - nel senso che
finché non c'è una deliberazione U.S.A. dobbiamo impedire che
l'Italia, la Sicilia in particolare, abbiano un ruolo in questa
aggressione, perché così a questo punto bisogna definirla,
considerato che è avvenuta al di fuori delle regole del diritto
internazionale da parte degli Stati Uniti.
Naturalmente con questo non si può pensare che il popolo
iracheno sia l'unica vittima, perché prima di esso il popolo
kuwatiano è stato una vittima. E allora e mi rivolgo
all'onorevole Zanna e agli altri firmatari della mozione n. 277,
certamente nessuno propose come sarebbe stato assurdo proporre un
contributo agli iracheni presenti nel territorio. Dobbiamo anche
trovare delle misura di ciò che si propone, di ciò che si chiede,
non possiamo dimenticare che gli iracheni, lo Stato iracheno è
responsabile di gravissime violazioni del diritto internazionali,
in seguito alle quali fu poi deciso un intervento militare che si
concluse con la vittoria dell'alleanza che sotto l'egida dell'ONU
conduceva quella guerra. Ed allora naturalmente nel considerare
non negativamente, ecco diciamo così, la mozione n. 276,
chiaramente sono decisamente contrario alla mozione n. 277 per i
motivi che ho detto e naturalmente esprimo invece ancora
solidarietà al popolo kuwaitiano che è stato violentemente e
barbaramente aggredito dall'Iraq. Grazie.
(Durante l'intervento dell'onorevole Tricoli assume la
Presidenza il vicepresidente D'ANDREA)
PRESIDENTE. L'onorevole Oddo e l'onorevole Monaco, l'onorevole
Zago aggiungono la loro firma alla mozione n. 276. L'Assemblea ne
prende atto.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Presidente, colleghi, l'onorevole Forgione è tra
quelli che sicuramente stilavano per evitare che in Sicilia ed in
Italia venissero installati i missili, e che si perfezionasse a
livello internazionale un equilibrio tra gli armamenti
convenzionali dei due blocchi. Allora vi ricorderete che c'era
una differenza sostanziale, rispetto agli armamenti
convenzionali, che favoriva il blocco sovietico ed in Italia
abbiamo dovuto fare i conti con una sinistra settaria comunista,
della quale faceva parte anche allora il Partito Comunista ed
abbiamo dovuto lottare, lottare per affermare un principio che la
pace in quella condizione, in quel contesto poteva essere difesa
solo riequilibrando gli armamenti. In quella occasione voi sapete
che ci sono stati pesanti conflitti di piazza, fummo tacciati
anche quelli che non erano di destra, tutti fascisti, tutti
guerrafondai e noi che allora comunque continuavamo ad essere
gente moderata che riteneva che con la moderazione l'equilibrio e
la misura si possono difendere la democrazia e le libertà,
abbiamo fatto la giusta battaglia. L'Iraq e questo vale per i
partiti o meglio per gli esponenti di partito che hanno
sottoscritto queste due mozioni più la prima che la seconda
perchè la seconda per la verità prevede un aiuto, no, lì ha
qualche difficoltà perchè se il Parlamento incomincia a stabilire
di dare aiuto a tutti i residenti in Sicilia che abbiano un
qualche problema in patria, non so, potremmo utilizzare tutto il
bilancio regionale, quindi sono contrario per una questione di
incompatibilità delle risorse finanziarie e non tanto perchè,
voglio dire, viene meno la solidarietà nei confronti dei deboli o
di quelli che hanno difficoltà in patria, sarebbe veramente il
colmo, quindi lì c'è un principio da affermare, non abbiamo i
soldi, se riuscissimo a trovare un pò di soldi per esempio per
farli avere a tutte le famiglie senza reddito siciliane, questo
potrebbe essere un modo anche per alleviare le sofferenze, non è
demagogia, è demagogia quell'altra, l'aver proposto la mozione
con l'aiuto ai deboli che hanno problemi in patria. Ai firmatari
della prima mozione vorrei ricordare in questi cinque minuti, in
questo residuo tempo che mi resta, che l'Iraq non ha rispettato
la risoluzione dell'ONU e non ha accettato le verifiche sulla
propria attività bellica in patria. Se ha motivo di ritenere e
conoscendo il personaggio, a meno che qualcuno voglia dimostrare
in quest'Aula che il capo del regime iracheno è una persona
equilibrata e misurata e perbene, si ha motivo di ritenere che
questo capo illegittimo di un sistema antidemocratico sta
tramando, continua a tramare storicamente, perchè ritiene di
poterlo fare in quanto l'esplosione di fondamentalismo islamico
in quella realtà, purtroppo, determina questa presunzione di
diversità e questa presunzione di titolarità non alle
rappresaglie ma agli interventi anche quelli più volgari che
diventano interventi legittimi perchè motivati dal possesso
esclusivo della verità, ebbene, Saddam ha sicuramente messo fuori
dai meccanismi di controllo quegli esperti che avrebbero dovuto
verificare se lì ci sono delle fabbriche di materiali micidiali
che potrebbero essere utilizzati contro Israele, per mettere
insieme tutto il mondo arabo contro , per fare una guerra santa
come quella antistorica che i cristiani facevano contro l'Islam.
Io sono contrario, rispetto a quella guerra antistorica dei
cristiani che pretendevano di affermare la loro fede anche a
quelli che non la condividevano, sono naturalmente contrario a
consentire ai razionali folli di creare le condizioni per un
fronte religioso per una guerra fatta soltanto di principi
irrazionali e di presunzioni di protagonismo e di ...
Voglio dire che Saddam è un pericolo per l'umanità, se
Clinton ha sbagliato, e questo discorso del rapporto con l'ONU mi
può anche convincere, l'ideale sarebbe stato una risoluzione
dell'ONU e in questo senso a me sembra che gli inglesi, gli
americani e gli statunitensi abbiano in qualche modo commesso un
errore.
L'ONU nei fatti viene delegittimata, però il contesto in cui
è stata perfezionata questa deroga, debbo dire, onestamente, che
consente di giustificare ampliamente Clinton e l'attacco.
Questo intervento nella mia valutazione può essere criticato
per quanto riguarda la mancata cura di una serie di ..., non è
raffinato, però è giustificato e motivato al punto che per quanto
riguarda il mio partito e la mia parte, giudico questa mozione
assolutamente non corrispondente a quella che è la valutazione
che io faccio sulla opportunità che tutti gli uomini perbene
facciano la giusta battaglia per la difesa della libertà nel
mondo.
Ma non si difende così la libertà nel mondo, non si può
difendere tutelando gli interessi di un capo che, ripeto, è
illegittimo, un capo violento che non rispetta egli le regole
della convivenza civile nel mondo.
PAGANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente onorevoli colleghi, io sulla
mozione dell'onorevole Forgione francamente, in linea di
principio, non ho nulla da dire, perchè chi è che oserebbe
interpretare le parole dell'onorevole Forgione in maniera diversa
rispetto ad un pacifismo che penso stia bene a tutti?
Però, il senso penso debba essere molto più ampio, non ci
possiamo limitare a questo perchè nella vita la coerenza è
importante perchè nella vita è importante avere una visione del
mondo complessiva. Perchè guai a vedere le cose soltanto da un
punto di vista, guai a vederle in maniera monolitica, si rischia
di cadere in una forma di tolitarismo, questo si di natura
culturale, che in questo caso non possiamo consentire.
Perchè esistono anche le dittature di natura culturale, mi
pare che oggi ne stiamo avendo una chiara dimostrazione.
Soltanto qualche giorno fa, onorevole Forgione, questa
Assemblea ha discusso su Ocalan, Ocalan che è quanto di peggio in
questo momento l'umanità possa immaginare, un uomo.. questo lo
dicono i fatti, perché uno che fa trentamila morti, fra cui
ventimila fra persone civili e bambini, mi pare che abbia
qualcosa in sospeso con il Padre Eterno e sicuramente questo
fatto non possiamo trascurarlo.
Ocalan è accusato di gravi fatti di terrorismo, perfino la
fonte che è molto vicina anche alla sinistra, ha preso le
distanze, sono molto imbarazzati, Gaebraith, che è sicuramente un
Segretario di Stato tra i più equilibrati che esistono in
circolazione, il 22 novembre 1998 definiva il comportamento del
Governo italiano assolutamente anomalo perché difendeva la
Francia ed il terrorismo più violento e sanguinario dell'ultimo
decennio, mi pare di potere dire che sia anche protagonista di
fatti di politica che nulla hanno a che fare con la politica, mi
riferisco allo spaccio di sostanze tossiche, almeno questo è
quello che si dice, non mi pare che sia un esempio gratificante
per le nuove generazioni.
Insomma c'è da dire che sicuramente questo Parlamento non si
è espresso in maniera coerente sulla vicenda Ocalan, allora a
questo punto noi dobbiamo fare un distinguo, dobbiamo cominciare
ad avere un comportamento coerente, nulla vieta in questo momento
che dobbiamo essere preoccupati, vivamente preoccupati sulle
iniziative militari che in questo momento intercorrono nel mondo
intero e mi pare di potere dire che la condanna può anche starci,
così in generale, però dobbiamo essere coerenti e dobbiamo
condannare in eguale misura tutti quei fatti che altrettanto
gravi sono.
Mi pare di potere dire anche che per quanto riguarda il
contributo economico all'Iraq, cioé la mozione n. 267 presentato
dai colleghi Pezzino, Speranza, Vella ed altri, massimo rispetto
nei confronti dei firmatari, però mi pare di potere dire che
siamo in presenza di una chiara operazione demagogica e
popolistica.
Ora dico come ci possiamo presentare tutti noi di fronte la
piazza a chiedere un contributo economico a favore dell'Iraq da
destinare ai residenti della nostra Regione, quando nella nostra
Regione esistono centinaia di migliaia di famiglie povere, che
sono in clima di indigenza.
Allora, per favore, cerchiamo di essere costruttivi,
cerchiamo di fare un ragionamento complessivo positivo e abbiamo
almeno il decoro di presentare mozioni che abbiano per lo meno un
clima ecumenico, se così possiamo dire, ma senza per questo
sforare la demagogia.
VIRZI'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Caro Presidente con il centro sinistra stiamo
abituando l'Assemblea Regionale Siciliana allo sciocchezzario di
livello piramidale, poco fa per prendere tempo su una cosa che
muoveva miliardi dentro la Sicilia, esponenti della maggioranza
sono intervenuti ripetutamente dimostrando che non conoscevano
nulla della legge e dell'emendamento che stavano discutendo.
Adesso come nel peggiore degli incubi sessantottini ci
ritroviamo qua a discutere di politica estera scherzando,
giocando, sono convinto che l'America stia tremando per questa
nostra posizione.
Io ricordo che anche quando facevamo le assemblee
studentesche sembrava che evitare l'ultimo bombardamento su Ahnoi
dipendesse appunto da noi, io non sono filo-americano dalla
nascita, perché prima di ricordarmi dei posti importanti me li
ricordo, onorevole Forgione, dei posti più vicini: Palermo è
stata bombardata dagli americani, a quel tempo i suoi
predecessori ideologici applaudivano.
Quindi, il problema è chi viene bombardato...in Sicilia con
il bandito Giuliano, la resistenza siciliana era molto famosa,
molto accreditata sul piano militare a livello
mondiale.......(interruzione dell'onorevole Forgione) ... vorrei
anche dire che vi raccomando come schema di democrazia su cui
parametrarci tutti, come livello di civiltà, di tolleranza, il
regime notoriamente aperto di Saddam Hussein con cui nemmeno la
Croce Rossa Internazionale riesce ad avere un rapporto decente.
Voglio dire che durante la seconda guerra mondiale in
Repubblica sociale italiana la Croce Rossa Italiana aveva
accesso, la Croce Rossa Internazionale, gli ufficiali inglesi
venivano visitati, tutto quello che Saddam Hussein nel Duemila,
mentre le sue donne portano ancora il chador, non ha concesso a
nessuno.
Allora piano con l'irruzione della politica estera per
stendere il 'velame de li versi strani' sulle cose serie che
filtrano e di cui qua nessuno si accorge.
Con la legge sugli enti io ho visto il sorriso trionfale
sulle labbra dell'assessore Castiglione. Altro che aiuti agli
iracheni bombardati Aiuti alla stirpe dei commissari
liquidatori eterni, nuove dinastie di potere siciliano che
prendono campo.
Certo, in un nuovo clima, come lo avete definito di
'fecondo incontro' fra la cultura socialista e quella
democristiana avviene sul terreno degli affari. Bello è dire: non
volete la dismissione degli enti. Come la state realizzando? In
maniera frettolosa, senza fare leggere le pagine a chi poi viene
qua e alza la paletta felice e sorridente del centrosinistra, ha
retto al primo urto d'Aula, e poi ci volete ubriacare con lo
sciocchezzario di trent'anni fa sulla politica estera, col
vecchio schema divisorio ideologico che cerca di spiegare la
complessità della politica estera col filtro rosso che divide i
buoni e i cattivi.
Io credo che noi abbiamo dato la cittadinanza onoraria a
Fidel Castro, al mostro di Dusseldorf. Ci mancava Saddam Hussein
Io credo che stiamo toccando il fondo del ridicolo e che il
centrosinistra, se comincia così, io spero che continui così
perché si qualifica da solo.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, quando alla
fine degli anni Sessanta nelle università americane si
celebravano delle grandi assemblee studentesche alle quali
interveniva spesso il filosofo Marcuse era di moda uno slogan
'facciamo l'amore, non facciamo la guerra'.
Tutto il mondo ha pensato che con la Presidenza Clinton
questo si sarebbe verificato e invece, purtroppo, il fenomeno che
si è scatenato in questi giorni e che è oggetto della mozione
presentata dall'onorevole Forgione ci convince esattamente del
contrario.
La questione è assai grave ed ha ragione l'onorevole Virzì
nel sostenere le sue tesi, ma non può certamente essere
affrontata partendo da uno schieramento o dall'altro.
Ieri e oggi l'onorevole Forgione ha ribadito una questione
estremamente importante che personalmente condivido al di là di
ogni schematismo ideologico e cioé che ci sono valori assoluti
che devono appartenere a tutte le parti politiche. La pace è
certamente un valore assoluto che deve appartenere a tutte le
forze politiche, così come la democrazia, così come il rispetto
delle leggi.
Noi non la penseremmo in questo modo e non saremmo coerenti
nel dire questo, se non ricordassimo però anche che qualsiasi
violazione dei principi di diritto, utilizzata per fini diversi
dall'applicazione del diritto stesso, rappresenta anch'essa una
violazione. Allora io credo che nella questione specifica che
stiamo trattando ci troviamo di fronte non ad una violazione del
diritto internazionale e ad un'aggressione di un popolo nei
confronti di un altro popolo, peraltro senza la copertura delle
Nazioni Unite, ma a due violazioni, entrambi gravi, di un popolo
che intende aggredire un altro popolo e che si rifiuta di dare
attuazione alle deliberazioni delle Nazioni Unite e di uno stato
di una nazione che gli Stati Uniti, che si ritiene in quanto tale
polizia del mondo e in quanto tale è autorizzata di per sé ad
intervenire o a non intervenire in fenomeni di questa natura.
Voglio dire che se una violazione c'è stata, c'è stata
dall'una e dall'altra parte. Dunque fa bene, vi sembrerà strano
che sia io a sostenerlo, fa bene il Governo italiano a essere in
questo momento assai cauto rispetto alle posizioni da assumere
nella questione che stiamo discutendo, che è una questione assai
complessa ma che è una questione non può essere risolta
unilateralmente nè da una parte e nè dall'altra.
E' una questione che attiene al diritto internazionale, che
attiene alle competenze del Governo nazionale in materia di
politica estera di difesa del territorio nazionale e che può
vedere la nostra Regione solo ed esclusivamente chiamata in causa
in quanto strategicamente centrale nello scenario internazionale,
logisticamente centrale all'interno del Mediterraneo in quanto
appunto base di appoggio di numerose iniziative miliari dell'ONU
e degli Stati Uniti.
Allora, onorevoli colleghi, per quanto mi riguarda nel
condividere perfettamente il valore assoluto della pace, nel
condividere perfettamente il valore assoluto del diritto di
entrambi i popoli di autodeterminarsi ma nel diritto
dell'universo mondo di non essere aggredito nè aggredibili dalla
violazione dell'uno o dell'altro popolo rispetto all'uno o
all'altro popolo o rispetto al mondo intero, io non intendo
sostenere nè votare la mozione dell'onorevole Forgione nè intendo
votare al contrario, nel senso che non esprimerò nè un voto
favorevole nè un voto contrario, esprimerò un voto di astensione
poichè ritengo insufficiente il metodo attraverso cui l'onorevole
Forgione si è espresso perchè se si fosse espresso bilateralmente
rispetto alla questione sicuramente avrebbe ottenuto il mio voto
personale favorevole.
Tentando di affrontarlo in maniera unilaterale invece ha
trascurato un aspetto che è altrettanto grave e che probabilmente
è quello che attiene proprio alla responsabilità di tutti i
popoli della libertà di determinazione di tutti i popoli e dunque
del popolo siciliano.
VILLARI. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione in
discussione.
PRESIDENTE. L'Aula ne prende atto.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
entrambe le mozioni siano da non accogliere e cercherò in breve
di specificare le ragioni di questo mio rigetto. Credo che il
concetto di preoccupazione che il popolo siciliano ha per quello
che sta avvenendo in Iraq è pacifico, credo che il valore
assoluto della pace, che è stato più volte richiamato, è
altrettanto ovvio ed elementare da parte di tutti, ma credo che
eventuali altri ragionamenti intrisi di mistificazione, intrisi
di astrattezza non possono essere accolti.
Non si può partire da un dato oggettivo e obiettivo e di un
valore assoluto come è la pace per dire allora che questa guerra
e qualunque comportamento debba essere invece condannato. Non è
possibile, non è possibile laddove si vuole fare apparire da una
parte un paese nostro alleato come brutto e cattivo rispetto
invece ai buoni che sono gli iracheni e sono Saddam Hussein,
questa è una falsità storica. La storia ci ha insegnato che sin
dal 1991 siamo stati costretti a vedere la nostre televisioni e a
leggere attraverso i mass media quello che aveva fatto il popolo
iracheno e quello che aveva fatto Saddam Hussein nella guerra che
aveva avanzato una guerra d'invasione di un paese vicino come il
Kwuait.
Abbiamo verificato il regime che porta quasi all'idolatria
di Saddam Hussein in quel paese, un paese che quindi è privo dei
più elementari momenti di democrazia e quindi ....di volere
contrabbandare tutto questo. Volere contrabbandare che le
violazioni internazionali che ha continuamente commesso fino ad
oggi il popolo iracheno e Saddam Hussein in prima persona, volere
contrabbandare come se nulla fosse il comportamento che ha tenuto
verso alcuni organismi di pace di soccorso come la Croce Rossa
non siano avvenuti e volere contrabbandare come questa è una
guerra dei cattivi - che sono gli Americani - contro i poveretti
buoni - che sono gli Iracheni democratici - è francamente una
volgarità storica che non può essere accettata.
Parlare in maniera assolutamente così leggera, elementare
del concetto di pace e non valorizzare viceversa tutte le altre
cose , che ho detto poc'anzi, è una mistificazione.
Parlare, quindi, di preoccupazione sì. Certamente anch'io
sono preoccupato, come siciliano, per quello che avviene, anch'io
voglio che qualunque provvedimento l'Italia dovrà andare ad
assumere sia prima verificato ed appoggiato dal Consiglio di
sicurezza dell'ONU. Ma, francamente, quando si dice addirittura
che - nonostante il nostro rapporto di alleati, che dovevano
essere fedeli e leali nei confronti degli Stati uniti d'America -
bisogna negare l'uso delle basi nel nostro territorio siciliano,
in dotazione, in disponibilità ai nostri alleati americani questa
è una follia. Non capisco quale sia la politica estera che si
vuole perseguire. Ed è un'altra mistificazione perchè conferma un
altro dato: che ancora una volta si è prigionieri di una
maggioranza che vive in virtù di Rifondazione comunista, che è
stata eletta anche in virtù di Rifondazione comunista, che spesso
ha il numero legale in virtù di Rifondazione comunista. Per cui
finiamola con queste astrattezze, con dei dati che non ci sono.
La pace senz'altro, guai se così non fosse Ma dimenticare il
valore dell'alleanza atlantica, il valore di quello che noi come
leali alleati dobbiamo dare agli Stati uniti d'America e, quindi,
anche come uso delle basi e fare apparire gli Iracheni poveri e
deboli e buoni, rispetto ai cattivi, non ci sto proprio. Questo
mi porta, pertanto, a non accettare questa mozione.
Un brevissimo accenno, signor Presidente - e mi avvio alla
conclusione - sulla mozione n. 277.
Io leggo soltanto per fare riflettere, non per fare un
discorso demagogico, l'impegno che si chiede al Governo regionale
a "voler predisporre gli atti utili per un cospicuo contributo
economico a favore dell'IRAQ". La Sicilia, nella sua situazione
finanziaria, l'Italia, nella sua posizione finanziaria, il nostro
buco economico, la nostra difficoltà, i nostri disoccupati, la
nostra situazione, i nostri giovani, i nostri anziani, la nostra
politica economica siciliana pronta a dare un cospicuo contributo
all'Iraq, uno dei più grandi produttori di petrolio, uno dei
paesi più ricchi della fascia araba.
Poi, soprattutto, destinarli ai residenti nella nostra
regione che versano in difficile situazione economica. Quanti
sono questi residenti, uno, dieci, cento, mille, diecimila?
Un'astrattezza, una genericità, una fumosità francamente degna di
altre situazioni e non di impegnare i lavori di un Parlamento,
che deve occuparsi di fatti seri e non di astrattezze
assolutamente demagogiche.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, scuserà i colleghi parlamentari
che si sono avvicendati a questo microfono per dare un contributo
alla mozione perchè, con un Governo che ormai non ci ha più
abituati a parlare delle cose di casa nostra, quanto meno
parliamo un po' di politica estera.
PRESIDENTE. Di quale Governo parla?
CAPUTO. Parlo del Governo che lei sostiene, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie.
CAPUTO. Del quale lei, autorevolmente, fa parte integrante. E'
un sostenitore nato, per non sbagliarsi. Quindi, è importante
oggi parlare un po' di questa drammatica vicenda internazionale,
ma è singolare e simbolico - non poteva essere diversamente - che
a presentare questa mozione sia un collega parlamentare che
proviene, una parte politica che ha accompagnato in Italia uno
dei più grandi terroristi del pianeta che si chiama Ocalan ed è
segretario regionale di un partito il cui segretario provinciale
di Palermo propone addirittura di dare la cittadinanza onoraria a
Ocalan perchè si è distinto per i meriti di terrorismo e di
genocidio internazionale.
FORGIONE. L'ho suggerito io
CAPUTO. Stia zitto, io non l'ho interrotta mentre parlava lei.
Questo è il partito e va fiero di essere segretario di un
segretario locale che chiede la cittadinanza onoraria per un
criminale come Ocalan.
Indubbiamente tutto il mondo vive un momento di grande
dramma internazionale ma esiste una par condicio anche nelle
posizioni politiche.
Io non ho visto nessun deputato di sinistra che ha
presentato una mozione per impegnare un parlamento quando Saddam
Hussein buttava via gli osservatori dell'ONU e quindi di tutto il
mondo, per verificare l'esistenza o meno di bombe, di armi
nucleari e batteriologiche, da usare certamente non per uccidere
gli animali da portare al macello dell'Iraq, ma sicuramente per
creare un danno internazionale e un'offesa internazionale a tutto
il mondo. Non ho visto nessun parlamentare di sinistra o di
estrema sinistra che si sperticato con atti legislativi o
ispettivi per condannare i continui genocidi, le continue
epurazioni, i massacri dei bambini, le uccisioni di intere
scolaresche all'interno dell'Iraq per mezzo e per opera di questo
uomo che si è distinto nel sostenere e nel finanziare il
terrorismo di tutti i campi paramilitari internazionali.
Qui dobbiamo prendere atto che tutto il mondo si regge con
una logica, una logica che in questo momento, tranne qualche
pazzo come Saddam, ha determinato una pace ed un equilibrio
internazionale, una pace ed un equilibrio internazionale che
l'America ha avuto ed ha il dovere di difendere contro chi
continua ad affamare la sua popolazione e sottrae soldi
dall'insegnamento, dall'agricoltura, dai lavori pubblici, dalle
fognature, dalle strutture pubbliche per acquistare e finanziare
armamenti e bombe, bombe internazionali, bombe atomiche, bombe
nucleari e bombe ad altissimo potenziale.
Signor Presidente, sono decisamente contrario, anche per lo
stile usato nel presentare alcuni atti, anche per la demagogia.
Perchè qui non ho visto nessun atto ispettivo presentato da
Forgione e dai suoi cugini di sinistra o di estrema sinistra nei
riguardi di tutti quei siciliani che muoiono di fame, sui quali
crollano addosso le case, che subiscono drammi, che si suicidano,
che si danno fuoco per denunciare il grave stato di disagio
economico e disoccupazionale. In una Sicilia che ha un altissimo
dramma della disoccupazione, andare a pensare di sostenere
economicamente ed indirettamente, tramite l'Iraq, un paese
indicato da tutto il mondo quale un paese ad alta criminalità
internazionale, sostenere i residenti iracheni in Italia, appunto
perchè sono residenti hanno scelto di stare qui e non vogliono
tornare proprio in Iraq, da un paese dal quale sono scappati e
sono scappati perchè non erano in condizione di potere godere
delle più elementari scelte e diritti di dignità e di democrazia.
Concludo, signor Presidente, la politica estera ci
appassiona ormai questo Governo di politica non ci più parlare,
quindi, sono fermamente contrario sia alla prima che alla seconda
mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, intervengo su questa mozione
dell'onorevole Forgione, che devo dire ha fatto bene a porre
questo quesito perchè effettivamente, il problema, secondo me, ha
una portata di vasto raggio rispetto al fatto solo di armamenti o
di bombe, qui si parla anche di problemi che in questi ultimi
mesi, ma certamente in questi ultimi anni, vede l'Italia ed in
particolare la nostra terra di la Sicilia silenziosamente sempre
più invasa da uomini, popoli che certamente con la realtà
cristiana nostra non hanno nulla a che vedere.
Si chiamano "islamici".
Io in questi giorni ho avuto anche la possibilità,
attraverso il nostro sito Internet, di poter leggere alcuni
messaggi che arrivano a tutti voi parlamentari ed anche a me su
un problema molto serio che, in effetti, alcuni dati di un
rinomato islamista italiano, il professor Bucci, commentando i
recenti sbarchi dal Medioriente in Italia: il pericolo esiste e
qui nessuno lo vuole dire, ma in Italia ci sono circa tre milioni
di islamici.
Quindi, attenzione, perché queste sono delle cellule che
già in buona parte dell'Europa esistono e qui oggi vedo alcuni
difensori di queste realtà.
All'onorevole Forgione vorrei ricordare che nella religione
islamica il Corano prevede proprio l'attivazione e
l'addestramento all'armamento dei giovani che professano questa
religione e, quindi, su questi argomenti, se é giusto o se non é
giusto che, materialmente, oggi l'America abbia preso una
posizione che, certamente, non é ultima. Non è avvenuto
improvvisamente questo attacco. E' da anni che c'é una
situazione nei confronti dell'Iraq che é uno dei punti più
strategici dell'Islam in tutto il mondo. Ebbene, a questo punto
vorrei ricordare che già da mesi si paventava un possibile
intervento nei confronti dell'Iraq.
A questo punto ciò si é fatto, ma non si é fatto certamente
per voler andare ad uccidere, perché la pace é una delle realtà
che nessuno vuole andare a toccare, ma qui bisogna capire. O si é
con Saddam e si é con colui che impegna le sue più grosse risorse
ed é uno Stato che ha risorse, perché ha i pozzi, ha una realtà
economica valida, ma che purtroppo spreca nell'armamento.
L'America in questo e credo anche l'ONU, nel passato, ha
sempre attenzionato questo problema ed ha sempre detto che l'Iraq
deve rivedere queste posizioni. Non lo fa? Bene, signori, qui non
c'é molto da decidere. O si é con Saddam o si é con Clinton O si
é per l'armamento o si é contro l'armamento.
Quando si interviene in una qualunque iniziativa di questo
spessore bisogna essere cauti prima di portare avanti iniziative
che farebbero pensare che qui qualcuno possa essere contro la
pace. Qui non c'é nessuno che vuole inficiare la pace, ma bisogna
garantire che alcuni popoli che di pace non ne vogliono e che,
anzi, alimentano tutte le realtà che, alla fine, portano solo ed
esclusivamente danno nel mondo, non sto qui a ricordare quando
scoppiano delle bombe che sono poi problemi di egual natura per
il danno che creano.
Questo intervento non é stato fatto per fare danni alle
persone é stato per colpire là dove vengono create le armi
batteriologiche che tutti sanno il danno che provocano. Non
neghiamo, non nascondiamo i fatti. Questo é il motivo. Non é
niente altro. Non é per andare a distruggere popoli. Non sono
guerre sanguinarie. E questa iniziativa era stata per giunta
preannunziata.
Concludo invitando a ritirare questa mozione perché, mi
dispiace dirlo, ma il senso della mozione confonde ciò che in
effetti, in questo momento, gli Stati Uniti hanno portato avanti
come iniziativa. Vogliono colpire i posti dove si costruiscono le
armi. Non si vuole fare niente altro, caro onorevole Forgione,
non si vuole andare a distruggere il popolo.
Chiudo invitando al ritiro della mozione, altrimenti il mio
voto sarà contrario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Martino.
Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, i cinque minuti a nostra
disposizione non consentono di essere molto diplomatici nè di
usare un linguaggio forbito. Incomincio con la mozione n. 277
per dire che non riesco a giudicarla, tra il banale e il
ridicolo, non è pensabile così anche come viene impostata che il
Presidente della Regione o qualche altro adotta un provvedimento
e possibilmente questi contributi li manda all'ambasciata
dell'Iraq, la quale poi provvederà a distribuirli ai cittadini
iracheni residenti in Sicilia.
A nessuno può sfuggire che tra questi cittadini iracheni vi
possono essere amici e sostenitori di Saddam ed io da vecchio
studente ricordo che c'erano studenti greci a Palermo che
risultavano perseguitati politici ma erano confidenti della
polizia segreta greca. Quindi siamo molto cauti e sarebbe
opportuno che i firmatari ritirassero la mozione che mi pare
difficile possa essere approvata, ma se è approvata certamente
non farebbe onore al Parlamento siciliano.
Per quanto riguarda l'altra mozione certamente è seria. Noi
dobbiamo scacciare dalla nostra mente alcuni pregiudizi: il primo
pregiudizio è l'antiamericanismo, l'altro pregiudizio è che tutti
gli Stati o i dittatori che sono contro gli Stati Uniti sono
democratici e progressisti. La realtà è ben diversa. L'altro
pregiudizio è, forse l'onorevole Forgione e i colleghi di
Rifondazione concorderanno con me, che le minacce alla pace
certamente in quell'area del Mediterraneo non vengono dagli Stati
Uniti. Le minacce alla pace vengono dai comportamenti di questi
dittatori che forti del petrolio o di altre ricchezze del
sottosuolo portano avanti una politica di sottomissione delle
popolazioni locali e portano avanti le aggressioni verso le
popolazioni locali.
Tutto ciò non giustifica i massacri, non giustifica le
vittime civili. Dobbiamo tenere conto anche di un altro fatto:
l'ONU, l'Unione Europea, non è stata in grado di bloccare il
riarmo e bloccare il riempimento degli arsenali militari
dell'Iraq con armi chimiche e batteriologiche.
Penso che l'ONU, l'Unione Europea e gli stati democratici
devono in tutti i modi impedire a Saddam di continuare nella sua
politica di riarmo.
Lo scopo dei Paesi democratici dell'Europa deve essere
quello invece di portare serenità e pace in quella terra, non
colpire le popolazioni civili ma certamente colpire gli arsenali
militari, colpire tutti i rifornimenti militari di quelle zone,
perché rappresenta un momento di stabilità politica per il Medio
Oriente la politica aggressiva che porta avanti Saddam Hussein.
Non c'è dubbio che lo spirito delle iniziative dei colleghi
di Rifondazione sia ammirevole e apprezzabile però tutta
l'impostazione trasuda un certo antiamericanismo di maniera che
secondo me è fuori luogo.
Mi chiedo se veramente qualcuno ritiene che Blair, il
premier britannico, abbia, a cuor leggero, portato avanti questa
iniziativa d'accordo con Clinton.
Qualche ragione ci deve pure essere perché abbia dato
l'assenso a questo tipo di intervento militare. Gli interventi
militari sono sempre da scongiurare, da evitare, perché bisogna
trovare le armi per la riappacificazione senza ricorso alle armi.
Il Governo italiano deve invece sostenere un intervento prima che
militare politico ma sappiamo anche che da questo punto di vista
Saddam Hussein ha dato pessima prova.
Quindi, manifestando tutta la solidarietà al popolo iracheno,
chiedere - ecco perché bisognava modificare la mozione -
attraverso il Governo italiano, al Governo americano, a quello
britannico di modificare il loro comportamento, di cessare questi
bombardamenti, soprattutto nei confronti della popolazione civile
e trovare altre soluzioni, così come prevede la carta dell'ONU.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
facoltà.
GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io poco fa ho
apprezzato moltissimo la capacità dell'onorevole Forgione a
rimettere ordine in quest'Aula e a pretendere, giustamente, il
rispetto verso chi cerca di esporre le proprie idee.
Ho apprezzato moltissimo anche il Presidente Cristaldi
perché, facendo il giusto uso di questa campanella, è riuscito a
tranquillizzare gli onorevoli colleghi e a far sì che
l'intervento dell'onorevole Forgione potesse avere un seguito.
Signor Presidente D'Andrea, altri oratori hanno deciso di
prendere la parola ma, certamente, in mezzo alla confusione, in
mezzo alla totale distrazione, forse perché il problema, così
serio e importante, che ha posto all'attenzione di tutti noi
l'onorevole Forgione era un problema personale suo e non di tutta
l'intera Assemblea.
Siamo sotto Natale, tradizione vuole di tutti i governi di
questa Sicilia di arrivare all'ultimo giorno dell'anno o alla
notte di Natale per affrontare problemi seri e importanti.
Pensavo che, cambiata la struttura, cambiata la guida della
Regione si potesse affrontare, cambiando anche le regole, il
dibattito in Aula con maggiore presenza e attenzione.
La verità è una: noi parliamo della crisi che in questo
momento attanaglia il mondo intero ma la vera crisi in questo
momento è in quest'Aula, è nella nostra Sicilia.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Forgione
ha posto un problema importantissimo: la pace, la pace nel mondo,
la pace nell'Europa, la pace anche nella nostra terra.
Io sono, onorevole Forgione e onorevoli colleghi, contro la
violenza, contro la guerra, però mi sono posto forse - ciò dovuto
anche alla mia età - il problema in un modo diverso, in un modo
forse anche molto semplice, io ho detto: esistono veramente
oggi due pericoli: il pericolo americano e il pericolo che
rappresenta certamente enorme Saddam. Allora ho cercato di fare
un esame molto attento, per la libertà, per la democrazia, per la
non violenza, oggi è più pericoloso il Clinton o il Saddam? Mi
sono reso conto che, certamente, arrivare alla guerra, credo che
sia stato alla dichiarazione di guerra che poi c'è stata o non
c'è stata ma proprio all'attacco è stato qualcosa che non può
fare piacere a nessuno e sono convinto neanche allo stesso popolo
americano, però non è che si arrivati così improvvisamente, si è
arrivati all'attacco dopo mesi di trattative. E allora, mi
ricollego a quello che stavo dicendo: è più pericoloso Saddam o
Clinton?
Io penso che per tutto il mondo, in questo preciso momento,
sia più pericoloso il personaggio Saddam che, certamente, è ormai
risaputo continua a costruire armi diaboliche, che è nelle
condizioni di potere realmente distruggere il mondo.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
Io credo che l'America nel passato ma anche nel presente e
mi auguro anche nel futuro possa rappresentare una garanzia per
tutto il mondo e per tutto l'occidente; la stessa cosa non si può
affermare per Saddam.
In quanto poi al fatto che questa guerra è iniziata
improvvisamente, certamente l'onorevole Forgione ci pone di
fronte ad una condizione seria cosa può fare la Sicilia? La
Sicilia dovrebbe intervenire presso il Governo centrale per dire
di assumere un atteggiamento chiaro.
A me risulta che in questo preciso momento l'Italia non sia
guardata con grande interesse da parte degli americani o del
resto del mondo, pare che l'Italia non sia stata neanche
informata di questo improvviso attacco.
Cosa può fare questa Sicilia se non eventualmente cercare di
fare rispettare l'Italia considerato che in questo momento il
Governo nazionale non è tenuto in grande considerazione. Allora
ben venga il nostro impegno a far sì che l'Italia possa essere
nuovamente rispettata.
Mi meraviglia anche la posizione di alcune forze politiche.
Per esempio Cossiga si ritrova stranamente con la posizione
politica di Berlusconi e del CCD. Quando si tratta di pace non ci
possono essere posizioni diverse, ha fatto bene Cossiga in questo
momento a dire che la pace è importante ma il pericolo Saddam va
combattuto.
Mi auguro che a pagare non siano i semplici cittadini, i
nostri fratelli che vivono in quel Paese in questo momento
flagellato. Sono convinto che fa bene il Vaticano a pregare per
questa gente, fa bene la Sicilia, l'Italia e dire che siamo
contro le guerre ma certamente Saddam rappresenta un pericolo.
In quanto ai soldi che dovremmo distribuire in questo
momento se ci sono fondi a disposizione facciamo veramente
qualcosa di importante per i nostri fratelli siciliani, diamo
loro la possibilità in questo momento di grande crisi a tante
famiglie povere di potere sopravvivere. Agli iracheni
eventualmente ci sarà il resto del mondo che certamente sta
meglio di noi siciliani a provvedere se eventualmente venisse
fuori la necessità per la sopravvivenza di questa gente.
Pertanto sono contrario a questa mozione, pur dichiarandomi
contrario alla guerra e alla violenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo utile
da parte del Gruppo di Rifondazione Comunista porre
all'attenzione del Parlamento regionale il delicato tema che oggi
sta inquietando l'intera popolazione mondiale della invasione da
parte degli Stati Uniti d'America dell'Iraq.
Dico questo perchè penso di condividere pienamente le
ragioni poste nel dibattito dall'onorevole Fleres.
Penso ci siano alcuni valori come la pace e la libertà, che
non possono iscriversi nè alla destra nè alla sinistra, anche se
stamattina ho sentito interventi roboanti con un filo antico che
veniva più dai banchi della destra, non tanto di una visione
filo-americana ma di una visione guerrafondaia che penso buona
parte degli uomini di Alleanza Nazionale devono mettere alle
proprie spalle.
Tuttavia, ritengo utile la mozione in quanto
l'inquietudine nel mondo c'è, il mondo è preoccupato, le reazioni
nel mondo sono tante, a partire da Stati autorevoli come la
Francia e a partire dal fatto che dallo stesso congresso
americano si stanno levando voci contro l'atteggiamento del
Presidente Clinton.
Da parte nostra, signor Presidente, onorevoli colleghi,
dobbiamo sapere che c'è un rischio indiretto di coinvolgimento
della nostra terra ad una vicenda che ci è estranea. E questo
rischio indiretto è legato al fatto che noi abbiamo nel nostro
Paese le basi, dobbiamo sapere in che modo difendiamo il valore
della pace e nello stesso tempo difendiamo il valore di una
alleanza strategica che è l'alleanza con gli Stati Uniti
d'America.
Noi diamo un giudizio su Saddam Hussein. Saddam Hussein è
responsabile diretto dell'embargo per il modo come si è
comportato, per il fatto che puntualmente ha disatteso le
verifiche richieste dall'ONU, per il fatto che il Presidente
Saddam Hussein non si è voluto piegare alle ragioni
internazionali del Consiglio di sicurezza.
E, tuttavia, però, riteniamo che lo stesso atteggiamento
degli Stati Uniti d'America che hanno proceduto a una
dichiarazione di guerra senza una preventiva consultazione con il
Consiglio Nazionale di sicurezza è di per sé un fatto di una
gravità inaudita.
Noi pensiamo che l'equilibrio nel mondo e le ragioni tra i
paesi hanno una sede comune. Questa sede comune e il luogo in cui
si decide sono le Nazioni Unite. Non possiamo tollerare che un
Paese, seppur autorevole e prestigioso come gli Stati Uniti
d'America, un Paese anche nostro alleato, possa agire in
violazione di decisioni che debbono essere assunte dal Consiglio
di sicurezza dell'ONU.
Per questo, certo, onorevole Virzì, l'America non sta
tremando per questo dibattito, ma posso assicurarle che sono
miliardi di uomini che stanno tremando per un rischio di
conflitto che c'è nel mondo.
E questa non è una cosa che diciamo noi, è sollevata dagli
enti morali, dalla Chiesa, dai settori del mondo cristiano, dai
settori del mondo protestante, non poteva un Parlamento come
quello nostro rimanere estraneo ad un così importante dibattito.
Adesso voglio entrare nel merito della mozione.
Onorevole Forgione, è possibile arrivare a un voto dell'Aula
di sostegno delle tesi che lei ha proposto in questa Aula
attraverso la mozione a firma dei parlamentari di Rifondazione
comunista e di altri parlamentari. Le chiedo però di rivedere una
parte di quella mozione, quella parte specifica che riguarda
l'uso delle basi militari di Catania e di Trapani, perché questo
attiene ad una responsabilità che non è la nostra, ma è una
responsabilità del governo nazionale che già ha preannunziato in
tutta questa materia una adeguata prudenza.
Per cui, preannuncio già la mia dichiarazione di voto, c'è
un nostro orientamento favorevole se si modifica una parte del
testo conclusivo della mozione, a votare favorevolmente.
Riteniamo fra l'altro che in questo voto favorevole c'è una
preoccupazione che coglie l'ansia e la preoccupazione
diffusissime presenti in milioni di siciliani.
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi
sarebbe piaciuto all'inizio di questo dibattito capire su quale
mozione il dibattito si è incentrato. Perché non mi pare che il
dibattito sulle due mozioni fosse stato unificato.
Se è così, come credo, è ovvio che l'avere unificato negli
interventi le due questioni assume un significato meramente
pretestuoso, con l'obiettivo di ridicolizzare una delle due
mozioni, facendo emergere gli aspetti obiettivamente ridicoli
dell'altra.
Quindi, sgombro il campo immediatamente da un possibile
equivoco, non condivido i contenuti della mozione che propone
aiuti all'Iraq.
Detto questo, però, mi sembra necessario evidenziare che il
dibattito sviluppatosi in quest'Aula attorno alla questione
sollevata dalla mozione presentata dal mio gruppo, è un dibattito
che per molti versi deve essere definito come allucinato e
allucinante.
Soltanto così mi pare si possano definire alcuni interventi,
alcuni dei quali puntano a rappresentare la aggressione militare
degli Stati Uniti contro l'Iraq in questo momento addirittura
come lo scontro fra due culture: quella cristiana e quella
islamica.
Così ho sentito, onorevole Beninati e così mi è sembrato di
capire dal suo intervento, quando esprimeva preoccupazione per
l'invasione del nostro Paese da parte di milioni di islamici
portatori di un'altra cultura e a quali studi poi lei si
riferisca quando cita il Corano e al Corano addebita una cultura
violenta.
Nel Corano sono contenute alcune indicazioni alla Guerra
Santa, ma le guerre sante, non indicate nel Vangelo, le ha fatte
la cultura cristiana per prima.
Io non intendo scendere su questo terreno, perché è un
terreno scivoloso, sono rispettoso della cultura cristiana, come
sono rispettoso della cultura islamica. C'è da precisare però,
c'è da dire con grande chiarezza che quello di cui stiamo
discutendo non è affatto lo scontro fra la cultura cristiana e la
cultura islamica, non c'entrano assolutamente niente L'aver
tirato fuori il Corano e un insegnamento del Corano alla guerra è
una cosa che non c'entra niente con il dibattito che stavamo
sviluppando, l'ha fatto lei onorevole Beninati non l'ho fatto io,
è una cosa che è stata tirata fuori in maniera pretestuosa per
nascondere altre vicende.
Perché mi chiedo: l'Iraq non era forse di cultura islamica
nel momento in cui i ceppi batterici di quelle tanto temute bombe
batteriologiche venivano dati dagli Stati Uniti all'Iraq?
L'Iraq non era di cultura islamica quando i lieviti per
nutrire quelle culture batteriche venivano forniti dall'Italia e
dalla Svizzera?
Quando gli armamenti di cui dispone oggi Saddam Hussein
venivano forniti da tutto il mondo occidentale, appartenevano
forse ad un altro pianeta gli iracheni?
La verità è che attorno alle questioni del Golfo, attorno
alle questioni di quel territorio si stanno giocando partite che
non riguardano affatto il confronto fra due culture, ma che
riguardano invece gli interessi forti di grandi potentati
economici internazionali, che ruotano attorno al problema
dell'energia, attorno a quell'area si sta giocando una partita
difficilissima, delicatissima, riguardante gli equilibri
internazionali del mondo, non certamente un confronto tra
culture.
Ho sentito tirar fuori in questo dibattito argomenti
pretestuosi, qualcuno è andato a rispolverare Hanoi, ha sentito
il bisogno di evocare questo "fantasma" che ancora agita le
coscienze di molti americani degli Stati Uniti, quella sconfitta
non fu mai digerita. Io sono fra quelli che ritengono che, non
questo dibattito, ma neanche le prese di posizioni del Governo
nazionale inquieteranno più di tanto il gendarme internazionale
che sono gli Stati Uniti.
Appartengo a quella generazione che in quei anni riuscì ad
inquietare quelle coscienze. So bene che gli Stati Uniti non
hanno paura del nostro dibattito e che non avranno paura dei voti
che esprimerà quest'Aula, so bene però che le prese di posizione
dei popoli, le prese di posizione delle coscienze degli uomini,
quelle sì che possono mettere in ginocchio anche giganti come gli
Stati Uniti. Siamo riusciti, la mia generazione è riuscita a
mettere in ginocchio quel gigante in quell'occasione. Quello che
si chiedeva a quest'Aula non era di spolverare pretestuose
considerazioni su Ocalan e quant'altro, quello che si chiedeva a
quest'Aula era di esprimere un voto riguardante le coscienze
pacifiste degli uomini.
Io mi appello a quanti cattolici hanno qua dentro quest'Aula
impresso nella loro cultura il genoma del pacifismo e della non
violenza, perché mettano da parte qualsiasi altra considerazione
e facciano prevalere le considerazioni che, invece, devono
prevalere.
La pace bisogna difendere e se per questo è necessario che
si dica che Saddam Hussein è un assassino per primo io, da questi
banchi, non posso che testimoniare: ha ucciso migliaia di
comunisti, ha ucciso migliaia e migliaia di curdi. Non difendo
Saddam Hussein, non posso difendere gli Stati Uniti quando fanno
un'operazione di questo tipo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sottosanti, ne
ha facoltà.
SOTTOSANTI. Sarò brevissimo, signor Presidente dell'Assemblea,
onorevole assessore Piro (perché il Governo è assente) onorevoli
colleghi ....
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo le
guarda le spalle.
SOTTOSANTI. E' dietro. Mi fa piacere.
Io devo stigmatizzare soltanto una cosa all'onorevole
Forgione che ha presentato la mozione.
Si stava per votare sul disegno di legge per lo scioglimento
degli enti e noi sappiamo che centinaia di operai sono attorno al
Palazzo della Regione, provenienti dal territorio del Nisseno,
dell'Ennese. Centinaia di operai che aspettano, che anelano
all'approvazione di quel disegno di legge per avere assicurato il
diritto alla vita.
Le due mozioni presentate hanno fatto e credo faranno
slittare la votazione sul disegno di legge e la gente aspetta,
aspetta per il popolo iracheno.
Io sono contro le guerre, l'ho sempre sostenuto in tutte le
piazze quando ho avuto modo di potere parlare. Sono per la pace,
la libertà e la democrazia, ma l'onorevole Forgione deve anche
pensare che un 25 per cento di disoccupati in Sicilia a causa di
una dirigenza a livello nazionale, possibilmente anche a livello
regionale, governi incapaci ed imbelli che lasciano il popolo
nella disoccupazione.
L'onorevole Forgione deve anche mettere in quella mozione e
potrei anche votarla, ma mi astengo perché sicuramente
l'onorevole Forgione non scriverà una frase del genere.
Auguriamoci che il popolo iracheno insorga con una guerra di
resistenza contro Saddam, così come si è fatto nell'anno 1945.
Creiamo i presupposti per la resistenza contro Saddam. Questo
grande dittatore che può scatenare un grosso conflitto
internazionale.
Io non sono tenero con gli americani, caro Forgione, perché
hanno sempre fatto bombardamenti a tappeto. Io ero ragazzino,
avevo 11 o 12 anni e non posso dimenticare i bombardamenti a
tappeto sul territorio nazionale, nelle scuole, negli asili,
nelle scuole materne, ovunque, si colpiva la gente inerme per
fare scatenare una guerra civile contro il governo italiano.
La stessa cosa si deve fare in Iraq: scatenare la gente
contro questo dittatore per eliminare le guerre nel mondo. Io
sono contro le guerre, mi auguro che il futuro porga un avvenire
migliore, che sia un avvenire di pace, di libertà, di autentica
democrazia.
Tutti assieme dobbiamo difendere la pace, ma dobbiamo anche
mettere al primo posto due grandi valori: il diritto alla vita e
il diritto all'umana solidarietà. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spagna. Ne ha
facoltà.
SPAGNA. Signor Presidente, il rischio avvertito dall'onorevole
Virzì di creare un'atmosfera un po' vagamente da assemblea
studentesca e di trattare con molto dilettantismo argomenti così
importanti di politica estera, è reale, è stato reale, però non
toglie la sensibilità espressa dall'onorevole Forgione e da altri
amici di imporre a quest'Assemblea di esprimersi su un fatto
tragico, che è al di fuori di questo Palazzo, al di fuori della
Sicilia ma del quale non possiamo non interessarci a meno che non
vogliamo essere estranei ai grandi problemi che riguardano
l'umanità.
La mozione di Forgione coglie nel segno nel momento in cui
traduce il profondo turbamento che credo tutti noi abbiamo avuto
nell'apprendere del bombardamento americano in Iraq,
bombardamento che, come sempre avviene nonostante la conclamata
precisione militare, non è vero che riguarda soltanto basi
militari ed obiettivi militari ma finisce inevitabilmente per
coinvolgere la popolazione civile.
Il Governo italiano credo si sia mostrato estremamente
prudente su questa vicenda, non abbia espresso posizioni
pregiudiziali, anche se il Presidente D'Alema e il Ministro Dini
hanno fatto rilevare di non essere stati consultati prima
dell'attacco militare ma di averlo saputo soltanto ad attacco
avvenuto.
Da qui quel coro che è nato all'interno dell'Europa
comunitaria di fermare l'attacco americano e comunque cercare di
inquadrare questa lunghissima e interminabile vertenza con il
regime di Saddam Hussein in una vertenza di pace e non
necessariamente che richieda un intervento bellico che ha già
prostrato le popolazioni irachene.
Quindi io credo, almeno per la mia parte politica, di non
potere aderire a nessun tono antiamericano che è quello che un
po' ha intravisto l'onorevole Di Martino, e quindi, mentre sono
favorevole nella sostanza alla mozione presentata da Forgione, mi
ritroverei ancor più favorevole se volesse togliere quelle che
sono state delle espressioni tipiche di una certa campagna in
alcuni momenti storici del nostro Paese, come ad esempio: "No
all'uso militare delle basi militari USA" quasi a volere definire
da una parte il torto dall'altra parte la ragione, quando
viceversa, è inutile che qui faccio trattati di politica estera,
tutti noi sappiamo di avere di fronte un dittatore come diceva
l'amico Santino Vella, sanguinario, che non conosce alcuna regola
democratica, che è un fattore profondo di instabilità nella
Regione del Medio Oriente e la cui fine politica io credo che sia
da tutti auspicata, anche dagli amici di Rifondazione comunista.
Quindi io mi ritroverei in una mozione dell'Assemblea che
esprima naturalmente il turbamento del popolo siciliano, che
pensiamo di interpretare di fronte a questo attacco nei confronti
dell'Iraq, nello stesso tempo un invito al Governo di continuare
ad assumere quelle iniziative in sede europea che possono
determinare un tavolo di concertazione e quindi un tentativo
serio di raggiungere la pace, e nello stesso tempo premere sugli
americani e sulla iniziativa antiamericana, chiedere che anche le
nostre basi militari siano utilizzate soltanto dietro
un'autorizzazione che venga data, così come ha detto il Ministro
degli esteri Dini, dal Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Non credo che questo abbia un tono antiamericano, anzi
rispecchia in un certo senso parte del dibattito che oggi è
vivissimo in America all'interno della Camera dei deputati,
all'interno del Congresso dove l'iniziativa di Clinton come tutti
sappiamo, ha trovato molte perplessità perché è sembrata
inquadrarsi in una difficoltà di questa presidenza che si è
evidenziata negli ultimi mesi.
Quindi se l'amico Forgione volesse aderire a una modifica
del punto 2 della mozione, chiedendo di sostituire: "a chiedere
che non sia consentito l'uso delle basi USA presenti sul
territorio della Regione siciliana; ad impedire un uso
indiscriminato di basi militari presenti in Sicilia e in Italia,
che non sia espressamente autorizzato dal Consiglio di sicurezza
dell'ONU" e ad inserire "ad assumere tutte le iniziative
necessarie, soprattutto in sede europea per riportare la pace in
quella tormentata Regione del mondo".
Con questo taglio, a nome del mio gruppo sarei favorevole.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Forgione, intanto il dibattito si è
concluso. Poi si ritornerà sulla questione.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei
lavori in ragione del fatto che ieri sera la Conferenza dei
capigruppo aveva determinato un calendario che si sarebbe dovuto
concludere ragionevolmente entro la giornata di oggi, con
l'inizio della discussione sullo scioglimento degli enti
economici regionali, il completamento di quel disegno di legge,
la discussione sulle mozioni riguardanti l'Iraq e le nomine e
subito dopo con la variazione di bilancio.
Siamo a metà del lavoro svolto. Se l'Aula dovesse essere
d'accordo, io sarei dell'avviso di proseguire dando il volto
sulla mozione presentata dall'onorevole Forgione ora, e di
rinviare i lavori d'Aula a lunedì pomeriggio con le mozioni e le
variazioni di bilancio, di modo che, se lunedì dovessero essere
presentati emendamenti alle variazioni di bilancio, potremmo
discuterle martedì.
Chiedo al Presidente dell'Assemblea, inoltre, d'accordo con
l'Aula, di prevedere, per lunedì e martedì sera, quando saremo
ormai ad un giorno dal Santo Natale, di poter effettuare due
sedute notturne.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non avrebbe difficoltà
ad accettare la scansione dei lavori d'Aula adesso proposta
dall'onorevole Speziale se non fosse per una problematica che
consideriamo assolutamente rilevante e che intendiamo sottoporre
alla valutazione dell'Assemblea, che ci induce a dover formulare
una proposta un po' diversa da quella dell'onorevole Speziale.
Il Governo ha presentato un provvedimento, il disegno di
legge n. 840, che viene definito "provvedimento di variazioni di
bilancio". In realtà il provvedimento contiene anche alcune
variazioni al bilancio del 1998, ma contiene pure alcune norme
indifferibili, valutate dalla Commissione finanza e che devono
essere assunte entro il 1998 e comprende, altresì, alcune norme
indispensabili per poter formulare in termini corretti le note di
variazione che devono accompagnare l'approvazione dell'esercizio
provvisorio.
Se si accettasse la scansione dei tempi dei lavori d'Aula
proposta dall'onorevole Speziale, signor Presidente, il Governo
si troverebbe a dover presentare l'esercizio provvisorio e l'Aula
ad approvarlo nella settimana compresa tra Natale e Capodanno...
PRESIDENTE. Onorevole Piro, non sarebbe la prima volta che lo
facessimo il 15 gennaio comunque
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. .... ma questo
non potrà essere possibile e siccome io credo che con una piccola
modifica si possa recuperare il tutto, il Governo chiederebbe,
con il consenso dell'Aula e del Presidente dell'Assemblea, di
poter avviare adesso la discussione generale sul disegno di legge
n. 840, con l'auspicio che la discussione generale stessa possa
essere conclusa entro un breve tempo, dal momento che poi ci sarà
ulteriore tempo per intervenire sui singoli articoli, in modo da
verificare se c'è la presentazione degli emendamenti e poter,
quindi, riiniziare l'esame del disegno di legge di variazione già
a partire da lunedì, in modo che si possa poi presentare e
deliberare entro il 23, che è la data ultima fissata per i lavori
dell'Assemblea, lo stesso esercizio provvisorio, senza dover
ricorrere a fatti straordinari e senza dover lasciare
l'Amministrazione, praticamente per l'intero mese di gennaio,
senza alcun documento finanziario agibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, qualunque tipo di proposta che
serva a sbloccare la situazione, la presidenza, naturalmente, è
pronta ad accoglierla.
Vorrei fare osservare che sono le 14.30 e non c'è alcuna
ragione che si debba creare una condizione nella quale l'Aula,
per esempio, potrebbe, per assurdo, decidere di andare a tempo
lungo. Ma questo ha bisogno di una presa di posizione da parte di
tutti i gruppi...
SPEZIALE. Però c'è un fatto tecnico nuovo...
PRESIDENTE. No, i fatti tecnici non convincono la presidenza.
Sono valutazioni politiche che naturalmente sono prerogativa del
Parlamento, ma fatti tecnici non ce ne sono dal punto di vista
regolamentare. Sono fatti di carattere politico.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor presidente, onorevoli colleghi, io credo che la
proposta dell'onorevole Speziale sia condivisibile, anche perché
è perfettamente coerente con le conclusioni della conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari che si è tenuta ieri.
Comprendo le osservazioni dell'onorevole Piro, le comprendiamo
come Polo, e tuttavia, poiché abbiamo l'esigenza di poter
concordare e di potere predisporre gli emendamenti, e questo non
era previsto per la giornata di oggi perché la conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari aveva stabilito un calendario
diverso, purtroppo non possiamo accedere alla proposta
dell'onorevole Piro, mentre siamo perfettamente disponibili
lunedì ad affrontare il tema, anche per le vie brevi, anche
individuando dei percorsi accelerati, anche semplificando gli
elementi di mediazione che si potrebbero venire a determinare, ma
ovviamente a partire dalla giornata di lunedì pomeriggio, anche
perché abbiamo l'esigenza, un po' tutti, di predisporre e
approntare gli eventuali emendamenti su cui confrontarci.
Pertanto condividiamo perfettamente la proposta di ordine
dei lavori dell'onorevole Speziale per un aggiornamento a lunedì
pomeriggio con l'ordine del giorno di proseguimento degli
argomenti inseriti, l'elezione dei componenti del Consiglio di
Presidenza, quindi la mozione che doveva essere discussa oggi.
In questo senso mostriamo ancora una volta disponibilità a
venire incontro alle esigenze della maggioranza.
Voi sapete quanto il Polo aveva sollecitato la trattazione
della mozione sugli enti anche questa mattina, tuttavia,
comprendiamo che l'orario non ce lo consente, né il tema ci
consente che possa essere sviluppato con la necessaria dovizia di
particolari ed i necessari tempi e, pertanto, nel condividere la
proposta dell'onorevole Speziale, chiediamo di aggiornare la
seduta a lunedì inserendo subito dopo l'elezione del Consiglio di
presidenza la trattazione delle mozioni e quant'altro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi rendo conto che
l'orientamento è questo, pur devo riferire all'Aula, che
comunque, una parte almeno delle preoccupazioni dell'onorevole
Piro sono oggettive. Non sono un fatto tecnico però sono un
fatto preoccupante, per certi versi.
Allora, se, per esempio, si concorda di fare la seduta
pomeridiana di lunedì ma di consentire di andare, per esempio,
sino a mezzanotte, noi potremmo recuperare il tempo. Per cui la
seduta di lunedì prevedersi anche come seduta notturna. Con la
seduta notturna di lunedì si risolverebbe il problema: dalle
17.00 alle 24.00.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor presidente, onorevoli colleghi, ieri in
conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari avevamo
stabilito quanto ha sintetizzato l'onorevole Speziale e ora
l'onorevole Fleres.
Dobbiamo pur rilevare che, evidentemente, alla conferenza
dei capigruppo non aveva partecipato, perché non ne fa parte,
l'assessore Piro.
In questo senso io credo che (e in questo credo ci sia un
impegno da parte di tutta la maggioranza) pur rimanendo ferma la
trattazione della mozione sulle nomine per lunedì, e su questo
credo che ci sia un accordo corale da parte della maggioranza e
dell'opposizione. Tenendo conto delle esigenze prospettate
dall'onorevole Piro poc'anzi, potremmo benissimo, se la
maggioranza e l'opposizione, se l'Aula tutta lo ritiene
opportuno, iniziare ad incardinare subito il disegno di legge.
Facciamo uno sforzo. Mi rendo conto che siamo a fine anno e la
Presidenza sa benissimo quante volte siamo andati incontro a
sforzi notturni, diurni etc. Iniziamo ora ad incardinare il
disegno di legge sulle variazioni di bilancio, dopodiché lunedì
pomeriggio sicuramente andremo a discutere anche le mozioni sulle
nomine, continuando - e su questo vi è la disponibilità del
nostro gruppo parlamentare, ma credo anche da parte di tutta la
maggioranza- continuando poi la seduta notturna.
Al di là delle mozioni che sono determinanti ed importanti,
ma se c'é un problema tecnico che viene sollevato da parte del
governo, credo che l'Aula dovrebbe pure tenerne conto.
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Signor presidente,
io la ringrazio per avere dato conto del fatto che il problema da
me sollevato é un problema che attiene alle decisioni, ma che ha
anche delle implicazioni di carattere tecnico, amministrativo non
secondario.
Il rischio che io pavento é quello di non arrivare a
deliberare l'esercizio provvisorio in un tempo tale che sia utile
per consentire già nel mese di gennaio e di febbraio
all'amministrazione di operare. Tuttavia, avendo ascoltato gli
interventi dei capigruppo, avendo ascoltato anche l'orientamento
della presidenza ed avendo, quindi, acquisito il governo, per gli
impegni che sono stati qui manifestati, la certezza che lunedì
verrà incardinato il disegno di legge iniziando quindi la
discussione generale, in modo da potere poi essere ripreso nella
giornata di martedì, io credo che a questo punto, signor
presidente, pur manifestando ancora qualche timore per i rischi
che si paventano, tuttavia sicuramente c'é una situazione più
avanzata e, quindi, il governo a questo punto si attesta su
questa decisione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, resta stabilito che
completiamo la trattazione delle mozioni.
Presidenza del presidente Cristaldi
RIPRENDE LA DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto sulla
mozione n. 276.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor presidente, intervengo solo per dire che
accolgo le proposte dell'onorevole Spagna e cioè la modifica al
secondo passo della mozione a cassare e a chiedere che non sia
consentito l'uso delle basi USA presenti sul territorio della
Regione siciliana e a sostituirlo con "ad impedire un uso
indiscriminato delle basi militari presenti in Sicilia ed in
Italia che non sia espressamente autorizzato dal Consiglio di
sicurezza dell'ONU" ed a inserire un altro passo proposto
dall'onorevole Spagna, "ad assumere tutte le iniziative
necessarie, soprattutto in sede Europea, per riportare la pace in
quella tormentata Regione". Leggo così come l'onorevole Spagna me
le ha passate. Quindi, accolgo le modifiche e possiamo quindi
procedere alla votazione.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Spagna ha presentato il
seguente emendamento sostitutivo del secondo e terzo alinea della
parte impegnativa della mozione n. 276:
"Ad impedire un uso indiscriminato delle basi militari presenti
in Sicilia ed in Italia che non sia espressamente autorizzato
dal Consiglio di sicurezza dell'ONU";
"Ad assumere tutte le iniziative soprattutto in sede europea
per riportare la pace in quella tormentata regione".
Lo pongo in votazione.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor presidente, prima di esprimere la mia
dichiarazione di voto vorrei che la presidenza rileggesse, perché
quando lo faceva il collega Forgione non sono riuscito a sentire
integralmente la modifica al II punto dell'impegno al Governo.
PRESIDENTE. "Ad impedire un uso indiscriminato delle basi
militari presenti in Sicilia e in Italia che non sia
espressamente autorizzato dal Consiglio di sicurezza dell'ONU".
BUFARDECI. Volevo sentire meglio questo concetto per capire se
il passaggio che si vuole fare emergere dalla modifica della
mozione è quello che le attività militari devono essere precedute
dall'autorizzazione del Consiglio di sicurezza, mi pare pacifico
e mi posso trovare d'accordo. Se una volta avuto questo consenso
e quindi questa autorizzazione alle azioni eventualmente di
guerra viene concesso, a quel punto gli USA usano le basi come e
quando vogliono non per un uso indiscriminato come se dovesse
chiedere il permesso affinchè domani o oggi pomeriggio alle 17.00
faccia l'intervento. Quindi, se il concetto è quello che ho
cercato di esplicitare mi vede d'accordo.
PRESIDENTE. Mi pare di capire che se Clinton vuole usare
l'Aeroporto di Birgi non lo può utilizzare se tutta l'operazione
non viene autorizzata dall'ONU; è proprio questo che stiamo
stabilendo.
Pongo in votazione l'emendamento. Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per i Lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 276 nel testo
risultante.
AULICINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non basta
modificare le conclusioni mantenendo la premessa. Io ho letto la
mozione e nonostante questa abile piccola modifica, proposta
peraltro dal partito popolare, funzionale, si ripropone al
Parlamento l'approvazione di una mozione in cui si lascia
inalterato: il "premesso che", il " considerato che" etc. Non
sono d'accordo assolutamente perché questo è semplicemente un
piccolo accorgimento per fare passare una impostazione anti
americana, mentre per quanto mi riguarda potrei votare questa
mozione se si stabilisse che l'Italia deve protestare
energicamente nei confronti di Clinton perché ha deciso
l'intervento prescindendo dall'ONU.
A me starebbe bene una mozione che evidenziasse questo
aspetto e cioè che gli Stati Uniti e l'Inghilterra hanno commesso
l'errore innanzitutto se non hanno consultato adeguatamente gli
alleati, e inoltre perché la decisione è stata presa prescindendo
dal loro voto contro questa mozione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi. Pongo in votazione la mozione
276 così come risulta essere stata emendata.
STANCANELLI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELLA MOZIONE N. 276
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termine di
regolamento indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 276.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti ....... 47
Astenuti ................. 7
Maggioranza .............. 24
Hanno votato sì .......... 35
Hanno votato no .......... 5
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della mozione n. 277.
ZANNA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirare la mozione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, desidero dare informazione di un
incontro promosso dal Presidente della Regione, su sollecitazione
del sindaco di Agrigento, con la presenza di Sua Eccellenza il
Prefetto di Agrigento oltre ad autorità e parlamentari regionali.
Come è a tutti voi noto c'è una situazione di grande disagio
sociale di tensione nella Valle dei Templi per la nota questione
dell'abusivismo.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
nell'individuare il programma dei lavori ha individuato la
necessità di approvare anche il disegno di legge istitutivo del
parco archeologico della Valle dei Templi di Segesta e di
Selinunte.
Il disegno di legge è ancora in Commissione 'Bilancio' e
quindi non può essere incluso all'ordine del giorno.
Pertanto, se non sorgono osservazioni, vorremmo chiedere
alla Commissione 'Bilancio' di utilizzare tutto il tempo
disponibile, purché non sia concomitante con le sedute d'Aula,
per potere esitare quel disegno di legge; fatto quest'ultimo che
ci consentirebbe di inserire nell'ordine del giorno il disegno di
legge sulla Valle dei Templi che qui formalmente non posso
inserire perché ancora non è stato esitato dalla Commissione
'Bilancio'.
Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì 21
dicembre 1998, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI CONCERNENTI NOMINE
EFFETTUATE DAL GOVERNO (V. ALLEGATO).
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
1) "Integrazione del fondo dei comuni di cui all'articolo 11
della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5. Realizzazione di
progetti di utilità collettiva e disposizioni finanziarie
urgenti" (n. 840).
IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
VII - ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA
FONDAZIONE "FEDERICO II".
VIII -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate) (Seguito).
- Relatore: On.le Provenzano.
IX - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
X - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 1998. Assestamento" (n.
726/A).
2) "Variazioni di bilancio per l'attuazione delle riserve
sulle entrate della Regione a favore dell'erario dello
Stato ed interventi in materia di agricoltura e foreste"
(NN. 698-834-837/A).
3) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)
XI - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari" (N. 795).
La seduta è tolta alle ore 14.45.
(licenziato dal Servizio resoconti alle ore 16.00)