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Resoconto d'Aula della Seduta n. 206 di venerdì 18 dicembre 1998
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       La seduta è aperta alle ore 10.35.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  la  seduta di questa mattina
  avrebbe  dovuto  essere  presieduta  dall'onorevole  D'Andrea, il
  quale è stato  trattenuto a Roma, non so bene da quale importante
  impegno.  Sistematicamente  troviamo  anche difficoltà, volta per
  volta, a  trovare  deputati  segretari  che  collaborino  con  il
  Presidente. E' una  situazione  insostenibile. Informo l'Aula che
  al primo punto all'ordine del  giorno  della seduta di lunedì, ci
  sarà il completamento del Consiglio di Presidenza.  Il Presidente
  dell'Assemblea dopo essersi  alzato  alle  cinque del mattino per
  recarsi  ad  un  incontro  importantissimo  dal  punto  di  vista
  istituzionale, è stato costretto  a  tornare indietro e quindi ad
  annullare l'appuntamento.

   ODDO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  I  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni.

                                MISSIONE

     PRESIDENTE. Comunico che, l'onorevole Scoma,  per  ragioni del
  suo ufficio, è in missione per oggi 18 dicembre 1998.

       Ai sensi del nono  comma  dell'articolo  127 del Regolamento
  interno, do il preavviso di  30  minuti  al  fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento  elettronico  che  dovessero aver
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "SOPPRESSIONE E
    LIQUIDAZIONE DEGLI  ENTI  ECONOMICI REGIONALI AZASI, EMS, ESPI"
    NN. 413 - 458/A.

     PRESIDENTE.  Si passa al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  seguito della discussione del disegno  di  legge  nn. 413 - 458/A
  "Soppressione  e  liquidazione  degli  enti  economici  regionali
  AZASI, EMS, ESPI".
       Invito i componenti la  III  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
       Onorevole  relatore  non  ci  sono  obiezioni  regolamentari
  naturalmente,  ma  affido  a  lei  le  valutazioni  di  carattere
  politico:  nessun parlamentare  della  minoranza  è  presente  in
  Aula.
       Onorevoli colleghi, ricordo  che  precedentemente  era stato
  accantonato  l'articolo 7.  Comunico  che  dal  Governo  è  stato
  presentato l'emendamento 7.19 sostitutivo dell'intero articolo.

     CASTIGLIONE, assessore  per l'industria.  Dichiaro di ritirare
  l'emendamento 7.19.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che è  stato  presentato  dal Governo l'emendamento
  7.19.1 sostitutivo dell'articolo 7.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     SPEZIALE, relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

       Si ritorna all'esame dell'articolo 8.
       Si   passa   agli   emendamenti   8.1   e   8.4   presentati
  dall'onorevole Leanza. Non  essendo  presente in Aula L'onorevole
  firmatario, gli emendamenti sono dichiarati decaduti.
       Si passa all'emendamento 8.15 a firma dell'assessore Piro.

     PIRO,   assessore per il bilancio e le finanze.   Dichiaro  di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento  8.13  a  firma  dell'onorevole  Di
  Martino.  L'emendamento è improponibile.
       Si  passa  all'emendamento   8.11.1  a  firma  del  Governo.
  Onorevole  Assessore,   vorrebbe   specificare   il   significato
  dell'emendamento 8.11.1? Dopo  la  parola  'posseduto' aggiungere
  'nel  rispetto  prioritario   del   principio  della  unicità  ed
  omogeneità del rapporto contrattuale'.

     CASTIGLIONE, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE,   assessore per l'industria.  Signor  Presidente,
  siccome  nella nuova  RESAIS  s.p.a.  confluiranno  i  dipendenti
  dell'ESPI,  EMS  e AZASI,  c'è  l'esigenza  di  omogeneizzare  il
  rapporto contrattuale e, quindi,  di  avere un unico rapporto. E'
  solo  per  sancire   un   principio   dell'unicità  del  rapporto
  contrattuale.

     PRESIDENTE. Onorevole Assessore,  intanto  è  una  definizione
  'apocalittica' dal punto  di  vista  interpretativo. Non possiamo
  mettere  in un disegno di  legge  una  vicenda  che  riguarda  un
  vincolo contrattuale. Si è  affidata  una  contrattazione  a  due
  parti, lei ha possibilità ...

     CASTIGLIONE,  assessore per l'industria. Onorevole Presidente,
  solo  per  dire  che   in   questo   nuovo  contratto  di  lavoro
  confluiranno diverse società,  quindi,  l'ESPI,  l'EMS e l'AZASI,
  oltre al contratto di lavoro  che  già  esiste  presso  la RESAIS
  S.p.A., c'è l'esigenza del  Governo di affermare il principio che
  ci sia un unico contratto di lavoro.

     PRESIDENTE. Sarebbe opportuno fare un articolo a parte.

     CASTIGLIONE,  assessore per l'industria.  Dichiaro di ritirare
  l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne  prende atto.
       Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Invito il deputato  segretario  a dare lettura dell'articolo
  9.

     ODDO, segretario f.f.:

                              <<Articolo 9

          1. Per le esigenze  delle  procedure di liquidazione, sarà
       utilizzato  temporaneamente,   su  richiesta  nominativa  del
       collegio dei commissari  liquidatori  degli  enti  economici,
       personale idoneo prelevato dall' area speciale transitoria ad
       esaurimento' di cui al  comma  1 dell'articolo 9 nel rispetto
       della previsione normativa  contenuta  nell'articolo  3 della
       legge regionale 1 agosto 1990, n. 18.

          2. Il personale  interessato  resta,  comunque,  sempre  a
       carico  della  predetta   'area   speciale   transitoria   ad
       esaurimento' di cui al comma 1 dell'articolo 9.>>

     PRESIDENTE.  Comunico che all'articolo 9 sono stati presentati
  i seguenti emendamenti:  9.6  a  firma  degli onorevoli Aulicino,
  Costa ed altri; 9.5 a  firma  dell'onorevole  La  Grua  ed altri.
  Comunico altresì che è  stato  presentato  un emendamento a firma
  degli onorevoli Speziale, Giannopolo ed altri.
       Onorevoli  colleghi,  non   essendo  presenti  in  Aula  gli
  onorevoli firmatari, gli emendamenti  9.5  e  9.6 sono dichiarati
  decaduti.
       Si passa all'emendamento a firma degli onorevoli Speziale ed
  altri.

     SPEZIALE, relatore. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in votazione l'articolo  9.
       Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è  contrario si altri.

                            (E' approvato)

       Invito il deputato  segretario  a dare lettura dell'articolo
  10.

     ODDO, segretario f.f.:

                             <<Articolo 10.

          1.    Il   Presidente    della    Regione,   su   proposta
       dell'assessore regionale per  l'industria,  è  autorizzato  a
       stipulare appositi accordi  con  le  organizzazioni sindacali
       aventi  per  oggetto   trattamenti   economici  normativi  da
       corrispondere al personale  indicato  nei precedenti articoli
       all'atto   della  risoluzione   del   rapporto   di   lavoro,
       utilizzando anche  ammortizzatori  sociali,  ove  attivabili,
       nonchè interventi sussidiari di accompagnamento>>.

     PRESIDENTE.  Comunico che  è  stato  presentato dall'onorevole
  Leanza  l'emendamento  10.1.   Non   essendo   presente  in  Aula
  l'onorevole firmatario, l'emendamento  è  dichiarato decaduto. E'
  dichiarato  decaduto  anche   l'emendamento   10.10.1  in  quanto
  subemendamento all'emendamento 10.1.
       Pongo in votazione l'articolo  10.
       Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è  contrario  si alzi.

                            (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, siamo all'articolo 10. Si
  passa all'emendamento 10.3 dell'onorevole Di Martino.

     DI MARTINO  . Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si  passa  all'emendamento  10.4 della Commissione. E' ritirato
  onorevole Speziale?

     SPEZIALE, relatore.  Sì, dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.   Si   passa
  all'emendamento a firma del Governo. Il parere della commissione?

     SPEZIALE, relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  l'articolo  10  nel  suo complesso. Chi é
  favorevole rimanga seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si  passa  agli  articoli  aggiuntivi.  Onorevoli colleghi, con
  tutto  il rispetto, non credo che funzioni amministrative possano
  essere  stabilite  con  legge, perché atto prioritario di un atto
  amministrativo è trovare l'eventuale responsabile, qualora l'atto
  amministrativo  non  sia  corretto.  Definire  per  legge  che la
  particella "X" con ingresso al numero civico "X", non mi pare che
  sia  degno di norma di legge. Quindi, o il governo lo riscrive in
  una diversa maniera...  noi  dettiamo  principi,  non  acquisiamo
  immobili per legge.

     CASTIGLIONE.     Assessore per l'industria.     Dichiaro    di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE.  L'assemblea   ne   prende   atto.   Ritira  anche
  l'emendamento 10.10?

     CASTIGLIONE.  Assessore per l'industria.  Si.

     PRESIDENTE.   L'assemblea    ne    prende   atto.   Si   passa
  all'emendamento aggiuntivo che  porta la firma Morinello il quale
  é assessore e non  abilitato. Il governo fa proprio l'emendamento
  10.6?

     CASTIGLIONE.  Assessore per l'industria.  No.

     PRESIDENTE. Ci sono  firme  di  deputati,  oggi assessori, poi
  altri firmatari dell'emendamento non sono presenti in aula.

     FORGIONE. C'é anche la mia firma.

     FORGIONE. Signor  presidente,  credo  che  questo  emendamento
  presupponga una norma finanziaria.

     PRESIDENTE. Lo ritira?

     FORGIONE. Presidente, io vorrei sapere se è proponibile oppure
  no?

     PRESIDENTE.  No, non  è  proponibile.  E'  norma  finanziaria,
  necessita, oltretutto, del parere della commissione bilancio.
       Onorevoli colleghi, si passa alla votazione dell'emendamento
  10.1.

     LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE. E' appoggiata la richiesta?

    VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

    (La  Grua,  Sottosanti,  Pagano,  Calanna  e Cimino chiedono la
  verifica del numero legale)

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,  si  procede  alla  verifica  del  numero legale. La
  verifica   del   numero  legale  avverrà  attraverso  il  sistema
  elettronico.
    Chiarisco   il  significato  della  votazione.  Trattandosi  di
  richiesta   di   verifica   di   numero  legale  si  può  pigiare
  indifferentemente  il  pulsante  rosso  o  il  verde o il bianco.
  Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.
       Posso  dare  atto che l'onorevole Trimarchi, anche se non ha
  espresso  voto  elettronico, ha votato.  E così anche l'onorevole
  Cintola.

    RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE:  Proclamo  l'esito della votazione per la verifica
  del numero legale.

       Presenti e votanti  25

       L'Assemblea non è in numero legale.

    Pertanto, sospendo la seduta per un'ora. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.15, è ripresa alle ore 12.22)

    La seduta è ripresa.

    Onorevoli  colleghi,  eravamo  alla  votazione dell'emendamento
  10.11.

     CASTIGLIONE, Assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE, Assessore per  l'industria. L'emendamento 10.11 è
  assorbito dall'emendamento 7.19.1 già approvato.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   l'emendamento   10.11  e
  conseguenzialmente  l'emendamento  10.8  è superato, sia il primo
  che   il   secondo,  in  quanto  già  assorbito  dall'emendamento
  approvato 7.19.1. L'Assemblea ne prende atto.

    Do lettura dell'articolo 11:

                           <<Articolo 11

          1.  Per  le  finalità  previste  dall'articolo 7, comma 2,
       l'Assessore   regionale  per  l'industria  è  autorizzato  ad
       utilizzare le somme che risulteranno, alla data di entrata in
       vigore della  presente  legge, disponibili sul capitolo 25303
       del bilancio  di previsione della Regione siciliana dell'anno
       finanziario 1998.  Per  gli  esercizi finanziari successivi è
       autorizzata la  spesa  di  lire  65.000  milioni per ciascuno
       degli anni 1999  e  2000,  che trovano riscontro nel bilancio
       pluriennale della  Regione  per  lire  60.000  milioni codice
       03.11.00 (capitolo  25303)  e  per  lire 5.000 milioni codice
       08.01.00 (riduzione parte accantonamento codice 1003).
          2.  Per  le  finalità  previste  dalla  presente legge, ad
       eccezione  del  comma  2  dell'articolo  7, è autorizzata per
       l'esercizio finanziario 1998 la  spesa  di lire 3.300 milioni
       nonché l'utilizzo delle somme  che risulteranno, alla data di
       entrata  in vigore  della  presente  legge,  disponibili  sul
       capitolo 65117 del bilancio  di  previsione della Regione per
       l'esercizio finanziario 1998.  Per  gli esercizi successivi è
       autorizzata la spesa di  lire  170.000  milioni  per ciascuno
       degli anni 1999 e 2000.
          3.  Per  l'esercizio  1998 all'onere di lire 3.300 milioni
       si provvede  mediante l'utilizzo di parte delle disponibilità
       del capitolo 21257,  per lire 3.100 milioni codice 1008 e per
       lire 200 milioni codice 1010.
          4. Gli oneri derivanti dal comma 2 di lire 170.000 milioni
       ricadenti  in  ciascuno degli esercizi finanziari 1999 e 2000
       trovano  riscontro  nel  bilancio  pluriennale della Regione,
       quanto  a  lire  150.000  milioni, codice 03.10.00, (capitolo
       65117) per  ciascuno  degli  anni 1999 e 2000 e quanto a lire
       20.000    milioni    codice    08.01.00    (riduzione   parte
       accantonamento codice 1003).

    Comunico che  all'articolo  11 è stato presentato l'emendamento
  11.4 a firma del Governo:

    "Sugli  stanziamenti  autorizzati  con  la  presente  legge  le
    amministrazioni competenti sono autorizzate ad assumere impegni
    di spesa  entro  e non oltre 20 giorni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge."

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .   Signor  Presidente,  io  capisco  le  esigenze
  dell'Amministrazione,  la  chiusura  del  bilancio  e  tutto  ciò
  connesso   all'attività  dell'Amministrazione,  ma,  pur  essendo
  deputato  della  maggioranza,  vorrei capire attentamente, vorrei
  che mi spiegasse  il  Governo,  in  questo disegno di legge sullo
  scioglimento  degli   enti, qual  è  la  finalità  che  si  vuole
  raggiungere con questo emendamento 11.4.
       Perché se vi sono impegni di spesa che devono essere assunti
  entro  l'esercizio  1998  ha  un  significato, ma se tutta questa
  esigenza non c'è  per  assumere gli impegni di spesa, non capisco
  perché, in  ogni  disegno  di legge che portiamo all'approvazione
  dell'Assemblea, c'è sempre questo solito ritornello della proroga
  dell'esercizio finanziario.
       Dico  questo  anche  nella  veste  di  Vicepresidente  della
  Commissione  finanze,  e  penso  di  parlare  anche  a  nome  del
  Presidente. Cioè il Governo dovrebbe chiarire all'Assemblea quali
  sono le ragioni  e  che  tipo  di impegni sono necessari assumere
  entro questo tempo,  perché  se non abbiamo questo chiarimento io
  non riesco a capire la ragione di questo emendamento.
       Quindi  sono  in  attesa di avere delucidazioni da parte del
  Governo. Grazie.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Martino, lei ha chiesto di parlare
  per dichiarazione di voto, ma non ha espresso ...

     DI MARTINO . Aspetto chiarimenti da parte del Governo.

     PRESIDENTE. Per poi decidere? Bene  Onorevole Assessore, vuole
  specificare all'Aula il contenuto dell'emendamento?

     CASTIGLIONE,  assessore per l'industria. Onorevole Presidente,
  siccome con  gli  impegni che noi assumiamo, con gli stanziamenti
  che sono  previsti  dalla  presente legge, presumibilmente questa
  legge andrà  in  pubblicazione a fine anno, chiediamo una ventina
  di giorni per  impegnare  le  somme che sono necessarie perché la
  legge  abbia   la  piena  esplicazione  e  quindi  la  sua  piena
  attività.
       Quindi,  ritengo  anche  doveroso,  da parte dell'Assemblea,
  procedere all'approvazione del presente emendamento.

     ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     ZANNA.   Signor  Presidente,  il  mio  è  un  voto  favorevole
  all'emendamento  proposto  dal Governo anche perché semplifica la
  procedura  e  vorrei sottolineare, tra l'altro, a quest'Aula che,
  se  non  sbaglio, è l'ultimo emendamento che stiamo discutendo e,
  dopo   l'approvazione   e   la  possibile  bocciatura  di  questo
  emendamento,  noi  possiamo  essere ormai alle soglie di un fatto
  importantissimo, di uno di quegli aspetti, di quelle decisioni di
  cui  questa  Regione  ha  bisogno e che può segnare positivamente
  l'intera  attività,  non solo di questo Parlamento al di là degli
  schieramenti  politici,  ma può segnare una svolta per questa XII
  legislatura.
       Io credo che  fino  ad  ora,  fino a questi due anni e mezzo
  obiettivamente   e   sinceramente,   facendomi   carico  anch'io,
  ovviamente  facendo  parte  di  questo Parlamento, dei limiti, di
  alcune   difficoltà,   in   alcuni   casi   perfino   di   alcune
  contraddizioni  nel  lavoro  che  questo  Parlamento ha svolto in
  questi due  anni  e  mezzo,  ci troviamo invece in questi giorni,
  dove  stanno  coincidendo il dibattito e l'approvazione di questa
  legge  sullo  scioglimento  degli  enti e quello sulla legge-voto
  iniziato  ieri, a segnare un'inversione di tendenza nell'attività
  e nel lavoro di questo Parlamento.
       Ecco perché  ritengo  che  sia un fatto direi quasi storico,
  l'approvazione   di  questo  disegno  di  legge,  portato  avanti
  nell'arco  dell'intera legislatura, almeno fino ad ora, in questi
  due anni e mezzo, dai tre governi che si sono succeduti e che sta
  finalmente trovando la sua conclusione in queste ore.
       Io   non   vorrei   che  il  Parlamento  sottovaluti  questa
  importante   decisione,  questo  importante  momento  che  stiamo
  vivendo, ripeto,  al  di  là  delle  appartenenze, al di là delle
  maggioranze che  si sono succedute in questi due anni e mezzo, in
  questi governi.
       E'  un risultato voluto dall'intero Parlamento, che ha visto
  forse ...

     LA GRUA . Ma è ridicolo questo spettacolo

     ZANNA. Sto parlando anche per lei, onorevole La Grua.

     PRESIDENTE.   Onorevole   La  Grua,  la  prego  di  consentire
  all'onorevole Zanna di completare il suo ragionamento.

     ZANNA.   La   ringrazio,  signor  Presidente.  Ritengo,  stavo
  dicendo,   un   risultato   dell'intero   Parlamento,  visto  che
  l'onorevole La Grua e l'onorevole Stancanelli e l'onorevole Virzì
  nei  due  anni e mezzo precedenti hanno sostenuto due governi che
  hanno  cercato,  magari  con risultati meno incisivi di quelli di
  ora,  sicuramente  meno  incisivi  di  quelli  di  ora,  si  sono
  impegnati,  hanno  lavorato per raggiungere questo obiettivo che,
  ripeto,  ritengo  un  risultato  dell'intero  Parlamento al di là
  degli schieramenti e delle appartenenze politiche.
       Poi, come  si  è visto, abbiamo avuto opinioni differenti su
  alcune scelte  da  compiere,  ma  il  dato  e  il  messaggio,  il
  risultato   che  uscirà  è  che  questo  Parlamento,  questa  XII
  legislatura ha raggiunto un obiettivo che altri parlamenti, altre
  maggioranze, altri governi non sono riusciti a raggiungere, che è
  quello  finalmente   - ripeto -   dello  scioglimento  degli enti
  economici.
       Lo dico al di là delle polemiche degli ultimi giorni e delle
  ultime  sedute,  quando,  francamente e sinceramente, facendo una
  scelta miope  e autolesionista da parte del Polo delle libertà si
  è lavorato  e ci si è adoperati forse per bloccare questo disegno
  di legge  perché  questo  risultato  non poteva essere positivo e
  straordinario,  non  poteva  essere  assegnato e consegnato a una
  maggioranza come quella che adesso governa la Regione siciliana.
       Questo, onorevoli  colleghi,  è un piccolo cabotaggio, non è
  politica. Il confronto  è giusto e legittimo anche quello aspro e
  lo abbiamo vissuto  in questa legislatura fino ad ora, quando noi
  eravamo all'opposizione lo abbiamo visto in queste ore quando voi
  siete passati all'opposizione.
       Ma io credo che è necessario poi cogliere il vero senso e la
  vera sostanza delle  cose  e  comprendere  che è un obiettivo che
  stiamo raggiungendo  insieme  ed  è  un  obiettivo  che  parla ai
  siciliani e serve all'intera Sicilia.

     MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ultimo  emendamento  rispetto all'articolo 11 proprio perchè
  essendo l'ultimo intanto volevo esprimere pieno apprezzamento per
  quanto il  Parlamento  andrà,  si  spera, a varare nelle prossime
  ore, un grande apprezzamento per una legge di primaria importanza
  che,  peraltro,  l'Assemblea aveva già iniziato la discussione in
  Commissione  a  partire  dal  1993. oggi è il 18 dicembre 1998, a
  cinque anni dalla presentazione in Assemblea del primo disegno di
  legge,  oggi  è  una data storica e ce lo auguriamo tutti che sia
  così  perchè riusciamo a varare un disegno di legge che pone fine
  sicuramente  a  una  stagione  che  ha  visto  la  nostra Regione
  imprenditrice   che   purtroppo   spesso   ha  utilizzato  questa
  imprenditorialità  in  maniera  affondante  e non propulsiva come
  sarebbe in realtà dovuto essere.
       Questo  è  un  passaggio  importante,  però  io credo - e mi
  rivolgo  all'Assessore  per  l'industria  -  l'approvazione della
  legge  è  solamente  un  primo  passo  rispetto  al  progetto  di
  completamento della dismissione degli enti economici.
       In questo  senso  credo  che  grande  importanza hanno avuto
  alcuni interventi  dell'opposizione  che  miravano  a chiedere al
  Governo  giustamente  un  effettivo  controllo  rispetto  poi  ai
  criteri di dismissione degli enti stessi.
       Io credo che  questo  sia  un passo e una data importante da
  scrivere non  alla  maggioranza  o alla opposizione ma all'intero
  Parlamento. Oggi  è  l'intero  Parlamento della Regione siciliana
  che,  tra  virgolette,  porta  a casa una legge che dà una svolta
  rispetto  a  questi  meccanismi  pseudo imprenditoriali che hanno
  animato sino ad ora la Regione siciliana.
       E' un passo  concreto rispetto alla svolta reale che oggi la
  Regione sta mettendo in opera  e proprio per questo il mio Gruppo
  parlamentare esprime  grande soddisfazione, evidentemente esprime
  apprezzamento e  si  dichiara favorevole rispetto all'emendamento
  stesso e al voto finale della legge.

     ADRAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ADRAGNA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quando ci
  siamo incontrati  i  responsabili dei gruppi parlamentari prima e
  insieme ai  responsabili  dei  partiti che dovevano costituire la
  maggioranza e che poi doveva consentire la formulazione del nuovo
  Governo sapevamo che  dovevamo  realizzare  una  serie di impegni
  programmatici che dovevano  lanciare  un  segnale  che finalmente
  invertisse la tendenza, che gli ultimi due governi, i due governi
  della  legislatura non erano riusciti a determinare e che quindi,
  attraverso  l'elaborazione di un progetto, immediatamente facesse
  avvertire  alla  Sicilia, ma soprattutto - più che alla Sicilia -
  all'esterno  che,  quest'Assemblea regionale e questo Governo che
  nasceva doveva significativamente realizzare.
       Allora, la preoccupazione  non venne quando si individuarono
  le   priorità   ed   i  segnali  della  svolta  -  la  legge voto
  immediatamente,  si  disse,  e  segnammo - e poi accanto a quella
  decisione  la  consapevolezza di individuare nelle priorità delle
  leggi da affrontare e poi decidere.
       Quando parlammo della  dismissione degli enti sapevamo delle
  trappole, sapevamo dei  ritardi,  conoscevamo fino in fondo quali
  potevano essere tutte le  anomalie  che  nel  passato  avevano, o
  meglio, non avevano dato la possibilità che quell'obiettivo fosse
  raggiunto.
       Diventò anche particolarmente  preoccupante  quando - non so
  se fu l'incoscienza, ma  soprattutto la grande voglia - decidemmo
  di datare, di  calendarizzare, di inserire accanto all'impegno di
  voler fare, realizzare questo discorso, aggiungemmo pure  (e poi,
  successivamente le  dichiarazioni  programmatiche  del Presidente
  avallarono)  che entro la fine di quest'anno e, quindi, prima che
  iniziasse la sessione  di bilancio avremmo dovuto consegnare alla
  Sicilia e, quindi, all'esterno questo grande messaggio.
       La legge-voto, abbiamo detto, ed anche, accanto a questa, la
  dismissione degli enti.

     STANCANELLI. Di cosa parla?

     ADRAGNA. Parlo degli  impegni  che  abbiamo  preso,  onorevole
  Stancanelli, perchè vede,  al  di  là  delle  tante dichiarazioni
  programmatiche  che quest'Aula ha sentito - e ne ha sentite tante
  -  invocando  più  o  meno  delle  attenzioni che venissero anche
  dall'alto  (e  quando  parlo  dell'alto  mi riferisco a "molto in
  alto") quando ci si richiamava a queste attenzioni particolari di
  stampo  religioso,  di  qualche  santo,  noi,  accanto  a  questa
  necessità  che  abbiamo  sempre  anche  noi,  abbiamo  cercato di
  inserire  accanto alle parole i fatti ed accanto ai fatti abbiamo
  messo delle scadenze e lì ci siamo consegnati alla responsabilità
  della  maggioranza ed accanto a questa a quello che poteva essere
  anche  la bocciatura di quell'impegno che andavamo a sancire, non
  solo  con  la maggioranza ma anche con il Governo stesso che, con
  le  dichiarazioni programmatiche del suo Presidente, si impegnava
  nei  confronti di tutta la classe politica siciliana ed anche dei
  Siciliani.
       La consapevolezza delle  difficoltà  veniva data anche da un
  altro   fatto   abbastanza   evidente.   Aveva   deciso,   sempre
  quest'Assemblea votando quel  Governo che si impegnò a realizzare
  attraverso  il  governo  della  Regione  una stagione di 'Regione
  imprenditoriale',  o meglio di una Regione che avesse la capacità
  di realizzare l'impresa che poi doveva determinare lo sviluppo in
  questa nostra Sicilia.
       Io non voglio  assolutamente  entrare  nel  merito, dare dei
  giudizi  su  quelle  scelte,  è  una scelta di quel momento e che
  comunque  determinavano un modello. Oggi inizia un altro modello.
  Col  voto  di  oggi, a cui i Popolari danno il loro voto non solo
  positivo  ma  anche  di  grande  fiducia  a  questo  modello, noi
  sappiamo  che  inizia  un'altra  stagione, la stagione delle cose
  concrete da fare.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Turano, Guarnera e
  Giannopolo  hanno  chiesto  congedo  per  la seduta odierna.  Non
  sorgendo osservazioni, i congedi sono  accordati.
       Si passa alla votazione dell'emendamento 11.4.

     LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                      VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE. Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Ai fini della  verifica  del  numero legale ciascun deputato
  può pressare qualunque dei tasti,  o  il  rosso  o il bianco o il
  verde.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

               RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione per la verifica
  del numero legale:

    Presenti 46.

       L'assemblea è in numero legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Pongo in votazione l'emendamento 11.4 del Governo.
       Il parere della Commissione?

     SPEZIALE, relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa   all'emendamento   11.1  dell'onorevole  Fleres.
  L'emendamento  è  superato  dall'emendamento 10.9 precedentemente
  approvato.
       Si  passa  all'emendamento  11.3  degli onorevoli Aulicino e
  Costa.  Poichè  l'emendamento  non ha avuto la relativa copertura
  finanziaria è giudicato improponibile.
       Invito il  deputato  segretario a dare lettura dell'articolo
  12.

     ODDO, segretario f.f.:

                               <<Articolo 12.

          1.  La  presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       Ufficiale della Regione  siciliana  ed  entrerà  in vigore il
       giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione>>.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avverto  che  alla  votazione finale del disegno di legge si
  procederà successivamente.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente Battaglia


    DISCUSSIONE   UNIFICATA  DI  MOZIONI  CONCERNENTI  L'INTERVENTO
    MILITARE USA IN IRAQ.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione   unificata   di   mozioni  concernenti  l'intervento
  militare USA in Iraq.
       Invito  il  deputato segretario a dare lettura delle mozioni
  n.  276  - "Intervento  presso  il  Governo  nazionale al fine di
  manifestare  la  viva  preoccupazione  del  popolo  siciliano per
  l'attacco militare USA in IRAQ", e n. 277 - "Contributo economico
  a favore dell'Iraq".

     ODDO, segretario f.f. :

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - nella  notte  tra  il  16 e il 17 dicembre 1998 ha
              avuto   inizio   un   massiccio   bombardamento  del
              territorio  iracheno  e  della sua capitale ad opera
              delle forze armate statunitensi appoggiate da quelle
              della Gran Bretagna;

              - questa iniziativa è stata assunta all'insaputa del
              Consiglio  di sicurezza delle Nazioni Unite, durante
              una  riunione dello stesso dedicata alla discussione
              del problema iracheno;

              - già  dalle  prime  notizie si apprende che è stata
              colpita  la  popolazione  civile  e,  a quanto pare,
              persino un centro abitato di una nazione confinante;

              - importanti settori del Congresso americano, per la
              prima   volta,   hanno   apertamente  denunciato  la
              strumentalità  dell'intervento  militare  a  fini di
              politica  interna,  per  sbloccare  le  procedure di
              'impeachement' nei confronti del Presidente Clinton;

              -  viva  amarezza  per l'iniziativa militare è stata
              espressa  dal  Segretario  generale dell'ONU e forti
              perplessità  cominciano  ad  essere  manifestate  da
              importanti Governi europei;

              CONSIDERATO che:

              -  l'articolo 11 della Costituzione italiana ripudia
              l'uso  della  guerra  come  mezzo di soluzione delle
              controversie internazionali;

              -  un'azione  militare di questa gravità costituisce
              elemento di destabilizzazione dell'area mediterranea
              nella  quale  la  Sicilia  deve  svolgere  un  ruolo
              fondamentale    di    pace    e    di   cooperazione
              internazionale;

              -  questo  atto  può  alimentare la spirale violenta
              degli integralismi e dei fondamentalismi, mettendo a
              rischio  gli  stessi precari risultati raggiunti nel
              processo   di   pace   tra  Israele  e  Palestina  e
              nell'intera area mediorientale,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  farsi  interprete  presso il Governo nazionale
              della  viva  preoccupazione del popolo siciliano per
              questa iniziativa militare;

              - a chiedere che non sia consentito l'uso delle basi
              USA presenti sul territorio della Regione siciliana;

              -  a non assumere alcuna iniziativa che coinvolga il
              nostro  Paese  in  contrasto  o  in  assenza di ogni
              preventiva  decisione  del  Consiglio  di  sicurezza
              dell'ONU>> (276).

                                       FORGIONE -  MARTINO  -
                                       VELLA - LIOTTA -
                                       MELE - LA CORTE

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      IN CONSIDERAZIONE degli ultimi eventi che hanno visto ancora
              una  volta il prevalere dell'azione militare su ogni
              utile  iniziativa  atta  a scongiurare la perdita di
              vite umane incolpevoli;

      NELLA CERTEZZA  che  ancora una volta a pagare saranno i più
              deboli ed indifesi;

      NELLA CONSAPEVOLEZZA  che  numerosi  immigrati  e  residenti
              nella  nostra  Regione  in  conseguenza  di  ciò  si
              trovano  nell'impossibilità  di  ritornare  nel loro
              Paese di origine;

      NELLA NECESSITA' di un intervento atto a limitare l'angoscia
              e la fame di un popolo fin troppo provato,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a  volere predisporre gli atti utili per un cospicuo
              contributo   economico   a   favore   dell'Iraq   da
              destinare  soprattutto  ai  residenti  nella  nostra
              Regione  e   che  versano  in  difficile  situazione
              economica>> (277).

                                   PEZZINO - SPERANZA - VELLA -
                                   MARTINO - ZANNA - NICOLOSI -
                                   SILVESTRO - CIPRIANI

     FORGIONE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 276.

     FORGIONE.  Signor   presidente,   onorevoli  colleghi,  questa
  mozione noi l'abbiamo  considerata,  ieri,  nel  momento  in  cui
  l'abbiamo  presentata  e  ha   già   le  firme  di  altri  gruppi
  parlamentari, come una mozione aperta, aperta al contributo, alle
  firme  degli   altri   colleghi,  indipendentemente  dalla  parte
  politica di appartenenza.
       Io credo che  discutere  in  questo  Parlamento regionale di
  questa isola, del cuore  del  Mediterraneo,  della  pace  e della
  guerra,  in questo momento  sia  un  fatto  importante  ed  anche
  solenne. Non mi pare che  questo  venga  colto, però, a vedere la
  distrazione di quest'Aula. Non  mi  pare che venga colto il ruolo
  che la Sicilia ha e  può e deve continuare ad avere per costruire
  una   rete  di   rapporti   di   solidarietà,   di   cooperazione
  internazionale in grado di  favorire anche i processi di pace tra
  le sponde diverse del  Mediterraneo,  favorire i processi di pace
  in  corso,   così   difficile   anche   nell'area  mediorientale,
  contribuire a  fermare  l'espandersi  dei  fondamentalismi, degli
  integralismi, di tutte le  forme  di  violenza collegati a questi
  fenomeni. Ne parliamo  molto,  facciamo convegni, assumiamo anche
  impegni solenni a livelli istituzionale.
       Questa é una di  quelle  occasioni  dove  un  Parlamento può
  contribuire  a  far   svolgere  all'intero  Paese  e  al  governo
  nazionale questo ruolo.
       Noi con questa  mozione  chiediamo  al  governo nazionale di
  impegnarsi a favorire i  processi di pace, di non far coinvolgere
  l'Italia dentro questa  assurda  guerra  degli Stati Uniti contro
  L'Iraq.
       Ancora ieri e  stanotte  sono  continuati i bombardamenti su
  Bagdad.  Questi  bombardamenti  stanno  colpendo  la  popolazione
  civile e non solo  gli obiettivi militari. Una popolazione civile
  già  provata da anni di  duro  embargo  e  badate  bene  che  gli
  embarghi economici e commerciali  non  colpiscono mai i governi e
  gli Stati, colpiscono il popolo e soprattutto le fasce più deboli
  delle popolazioni.
       Io vorrei avere la capacità...

                           (Brusio in Aula)

     FORGIONE.   Signor   Presidente,  é  davvero  difficile  poter
  continuare a parlare...

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, o  si  consente all'onorevole
  Forgione di esprimere serenamente le proprie opinioni oppure sono
  costretto a sospendere la seduta.

     FORGIONE.  Stavo dicendo che vorrei avere la capacità oratoria
  del  presidente Andreotti che, come sapete, é distante mille anni
  luce  da  me, dalla mia parte politica, dal mio modo di intendere
  la  politica  e  la  società,  per  esprimere  le  cose  che  lui
  solennemente  ha  detto  nell'Aula  di Palazzo Madama a proposito
  dell'assurdità  di  questa  guerra  e della violazione che questi
  bombardamenti  unilaterali  da parte degli Stati Uniti, che ormai
  si  ergono  al  ruolo di polizia internazionale, rappresentano in
  termini di violazione dello Statuto e della Carta dell'ONU.
       Anche il Presidente del  Consiglio, ieri, si è dissociato da
  questo atto unilaterale del Governo degli Stati Uniti, una scelta
  motivata  evidentemente  più a fini di politica interna, vista la
  crisi  politica  che  investe la leadership di Clinton che non dà
  ragioni vere di pace a livello internazionale.
       La nostra mozione non ha  alcun  aspetto di faziosità, non è
  una mozione anti atlantica e  anti  Nato,  pur sapendo voi tutti,
  onorevoli  colleghi,  che la  mia  parte  politica  è  fermamente
  impegnata nella lotta per  superare  le  alleanze  militari,  tra
  l'altro non essendocene più dall'altra parte di quella che era la
  cortina di ferra unica alleanza  militare  la  Nato  e il Governo
  degli Stati Uniti unico gendarme del mondo.
       Sul nostro territorio sono  situate due delle più importanti
  basi militari americane dell'intero  Mediterraneo:  a  Birgi  e a
  Sigonella. Sappiamo tutti che la base di Sigonella serve anche da
  rifornimento  per  i  voli  dei  cacciabombardieri  impegnati  in
  operazioni in Medio Oriente  e  nell'area Mediterranea; quindi la
  Sicilia è direttamente  interessata  alla  costruzione  di questi
  processi  di  pace.  Ecco,  chiedere questo Parlamento al Governo
  italiano  un  comportamento  più  risoluto  e  netto, chiedere al
  Governo  italiano  di  farsi  interprete  della dignità di questa
  nostra  Nazione  che  ha nel suo DNA e nella Carta costituzionale
  sancita  all'articolo 11 che l'Italia ripudia la guerra, io credo
  che  darebbe  grande valore alla funzione che noi, questa solenne
  Aula parlamentare, possiamo levare in questo momento delicato.
       Le operazioni di guerra  continueranno  e  il  Governo degli
  Stati Uniti ha annunciato che non si fermeranno, quindi c'è tempo
  ancora  per chiedere al  Governo  nazionale  di  intervenire  sia
  presso l'Unione europea sia  presso  il  Consiglio  di  sicurezza
  delle Nazioni Uniti affinché questa guerra si fermi.
       Io vorrei dire che questa non è una guerra dell'ONU, io sono
  contro tutte le guerre  anche quelle autorizzate dall'ONU  perché
  rifiuto lo strumento della guerra  e delle armi come mezzo per la
  soluzione dei conflitti tra i  popoli e gli Stati, ma ritengo che
  in questo momento ci sia un valore  in  più, un motivo in più per
  dire  'no'  a  questa guerra e cioè la violazione del ruolo delle
  Nazioni  Unite  e della funzione del Consiglio di sicurezza delle
  Nazioni  Unite che era riunito per discutere della crisi irachena
  proprio  mentre  i  caccia  bombardieri americani partivano senza
  informare  il Consiglio di sicurezza dell'ONU che proprio in quel
  momento stava discutendo.
       Ecco per queste ragioni io vi chiedo a tutti, cari colleghi,
  di sostenere questa mozione.  E' una  mozione  oggettiva,  non  è
  una mozione di parte, parla  di fatti, si rifà alla Costituzione,
  si rifà allo statuto delle  Nazioni  Unite  e  al  ruolo  che  le
  Nazioni  Unite  devono   avere   nella  soluzione  dei  conflitti
  internazionali e credo che  in  questo  momento,  in  questi  due
  giorni, dove si sprecano  gli  aggettivi per qualificare il ruolo
  di questa Aula parlamentare,  legge  storica la legge-voto, legge
  storica  la  legge  sulla  dismissione degli enti economici, be',
  facciamo  una cosa alla quale io non assegno alcun valore storico
  ma assegno soltanto il valore di uno scatto di dignità che questo
  Parlamento  può  esprimere nel momento in cui la pace e la guerra
  ritornano  ad  essere  parole  concrete e non più parole distanti
  dalla  nostra  vita e dalla vita di milioni di donne e di uomini,
  ma  parole  che  entrano  violentemente nella politica del nostro
  quotidiano.
       Nessuno  di  noi,  credo,  avrebbe  immaginato di vedere una
  guerra  in  diretta attraverso quelle immagini tragiche, tragiche
  ma  quasi  da  war games che vengono trasmesse dalla televisione.
  Noi  non  possiamo  rassegnarci  alla  spettacolarizzazione della
  morte,  alla spettacolarizzazione del dramma di migliaia di donne
  e  di  bambini come una cosa normale che può entrare nella nostra
  vita  e  nel  nostro quotidiano attraverso le immagini televisive
  che vengono trasmesse in diretta di quei bombardamenti.
       Per  queste motivazioni vi chiedo di votare questa mozione e
  di   chiedere   anche  noi,  questo  Parlamento,  dal  cuore  del
  Mediterraneo, per la vocazione storica, questa sì, che la Sicilia
  ha   sempre  avuto  punto  di  incontro  tra  culture,  identità,
  religioni  diverse per  chiedere  da  qui,  da  questo  grumo  di
  identità e di  storie e coerentemente a questo grumo di identità,
  di storie, di  vocazione  e  di  pace  un  impegno  al Parlamento
  nazionale affinché  si  dissoci  da  questa  folle  operazione di
  guerra e affinché  si  faccia promotore di un'iniziativa di pace,
  ristabilendo la  legalità  internazionale  e  la  funzione  delle
  Nazione Unite.

     PRESIDENTE.  Prima  di proseguirre con il dibattito, chiedo se
  i firmatari della mozione n. 277 intendono illustrarla.
       Non intendono illustrarla; quindi dichiaro chiusa la fase di
  illustrazione delle mozioni e si passa al dibattito.
       Comunico che  l'Aula  prende atto che gli onorevolie Zanna e
  Cipriani sono firmatari della mozione 276.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, i toni della
  mozione   presentata dall'onorevole Forgione e dal Gruppo che lui
  rappresenta, ma  non  soltanto il suo Gruppo perché vedo anche le
  firme  di  altri,  per  certi versi ha dei toni moderati che sono
  condivisibili.
       A nessuno sfugge  naturalmente  che  la  utilizzazione della
  forza,  al di fuori  delle  regole  del  diritto  internazionale,
  costituisce e deve costituire  allarme  per  tutti coloro i quali
  intendono ovviamente il rapporto  tra  gli  Stati sovrani come un
  rapporto che deve naturalmente avere delle sedi ove si compensano
  i diverbi, o comunque le  diverse  vedute  che in una determinata
  situazione si possono avere.
       Recentemente, in un viaggio in Kuwait, però ho avuto modo di
  apprezzare personalmente quelli che  sono  stati  i gravi crimini
  commessi dai soldati iracheni  in  Kuwait:  le  devastazioni  del
  territorio, i gravissimi  danni  ecologici,  le  gravi sofferenze
  inflitte al popolo  kuwaitiano.  Ancora oggi vogliamo ricordarlo:
  ci sono decine e decine di migliaia di famiglie in Kuwait che non
  sanno quale è stata la sorte  toccata ai loro cari che durante la
  guerra  del Golfo sono  stati,  poi  durante  la  ritirata  delle
  milizie irachene, trasportati in Iraq  e  di cui si sono perse le
  tracce.
       I "Desaparesidos" non  hanno  naturalmente  una  ben precisa
  nazionalità ma i "Desaparesidos" sono  tali in tutto il mondo. La
  tutela dei diritti civili e  dei diritti umani deve essere uguale
  per tutti a qualunque  popolo,  a  qualunque  razza  un individuo
  appartenga.
       E allora, di fronte  ai  crimini  commessi  dagli iracheni è
  chiaro che la risposta  che allora fu data dall'allora Presidente
  degli Stati Uniti  D'America,  naturalmente con una deliberazione
  dell'ONU, di cui poi  si  fece  carico non soltanto l'esercito
  statunitense ma anche altri  eserciti in collaborazione con esso,
  la  deliberazione  dicevo   dell'ONU   fu  applicata  in  modo
  puntuale e preciso.
       Oggi avviene, invece, al  di  fuori di qualunque decisione e
  determinazione  che  l'ONU   abbia   mai  preso  e,  tuttavia,
  onorevole Forgione e  onorevoli  presentatori  di questa mozione,
  sta nel secondo punto in  cui si impegna il Governo della Regione
  a  chiedere  che non  sia  consentito  l'uso  delle  basi  U.S.A.
  presenti sul territorio della Regione siciliana.
       Io credo che questo debba  essere  inteso - e se inteso così
  ovviamente la nostra valutazione  sarà  diversa - nel  senso  che
  finché non c'è una  deliberazione  U.S.A.  dobbiamo  impedire che
  l'Italia, la Sicilia in  particolare,  abbiano un ruolo in questa
  aggressione,  perché  così  a  questo  punto  bisogna  definirla,
  considerato che è avvenuta al  di  fuori delle regole del diritto
  internazionale da parte degli Stati Uniti.
       Naturalmente con questo non  si  può  pensare  che il popolo
  iracheno sia l'unica vittima,  perché  prima  di  esso  il popolo
  kuwatiano  è  stato  una   vittima.  E   allora    e  mi  rivolgo
  all'onorevole Zanna e agli  altri firmatari della mozione n. 277,
  certamente nessuno propose come sarebbe stato assurdo proporre un
  contributo agli iracheni  presenti nel territorio. Dobbiamo anche
  trovare delle misura di ciò che si propone, di ciò che si chiede,
  non possiamo  dimenticare  che  gli iracheni, lo Stato iracheno è
  responsabile di gravissime violazioni del diritto internazionali,
  in seguito alle quali fu poi deciso un intervento militare che si
  concluse con la vittoria dell'alleanza che sotto l'egida dell'ONU
  conduceva  quella guerra.  Ed allora naturalmente nel considerare
  non  negativamente,   ecco  diciamo  così,  la  mozione  n.  276,
  chiaramente sono decisamente contrario alla mozione n.  277 per i
  motivi  che   ho  detto  e  naturalmente  esprimo  invece  ancora
  solidarietà al  popolo  kuwaitiano  che  è  stato violentemente e
  barbaramente aggredito dall'Iraq. Grazie.

       (Durante l'intervento dell'onorevole Tricoli  assume  la
                Presidenza il vicepresidente D'ANDREA)

     PRESIDENTE. L'onorevole Oddo e l'onorevole Monaco, l'onorevole
  Zago aggiungono la loro firma alla mozione n. 276. L'Assemblea ne
  prende atto.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Presidente,  colleghi,  l'onorevole  Forgione è tra
  quelli che sicuramente stilavano per evitare che in Sicilia ed in
  Italia venissero  installati  i missili, e che si perfezionasse a
  livello   internazionale   un   equilibrio   tra   gli  armamenti
  convenzionali dei  due  blocchi.  Allora vi ricorderete che c'era
  una    differenza    sostanziale,    rispetto    agli   armamenti
  convenzionali, che  favoriva  il  blocco  sovietico  ed in Italia
  abbiamo dovuto  fare i conti con una sinistra settaria comunista,
  della quale  faceva  parte  anche  allora il Partito Comunista ed
  abbiamo dovuto lottare, lottare per affermare un principio che la
  pace in  quella condizione, in quel contesto poteva essere difesa
  solo riequilibrando gli armamenti. In quella occasione voi sapete
  che ci  sono  stati  pesanti  conflitti di piazza, fummo tacciati
  anche quelli  che  non  erano  di  destra,  tutti fascisti, tutti
  guerrafondai e  noi  che  allora  comunque continuavamo ad essere
  gente moderata che riteneva che con la moderazione l'equilibrio e
  la misura  si  possono  difendere  la  democrazia  e  le libertà,
  abbiamo fatto  la  giusta  battaglia.  L'Iraq e questo vale per i
  partiti  o   meglio  per  gli  esponenti  di  partito  che  hanno
  sottoscritto queste  due  mozioni  più  la  prima  che la seconda
  perchè la seconda  per  la  verità  prevede  un  aiuto, no, lì ha
  qualche difficoltà perchè se il Parlamento incomincia a stabilire
  di dare aiuto  a  tutti  i  residenti  in  Sicilia che abbiano un
  qualche problema  in patria, non so, potremmo utilizzare tutto il
  bilancio regionale,  quindi  sono  contrario per una questione di
  incompatibilità  delle  risorse  finanziarie  e non tanto perchè,
  voglio dire, viene meno la solidarietà nei confronti dei deboli o
  di quelli  che  hanno  difficoltà in patria, sarebbe veramente il
  colmo, quindi  lì  c'è  un  principio da affermare, non abbiamo i
  soldi, se riuscissimo  a  trovare  un pò di soldi per esempio per
  farli avere  a  tutte le famiglie senza reddito siciliane, questo
  potrebbe essere  un modo anche per alleviare le sofferenze, non è
  demagogia,  è  demagogia  quell'altra, l'aver proposto la mozione
  con l'aiuto  ai deboli che hanno problemi in patria. Ai firmatari
  della prima  mozione vorrei ricordare in questi cinque minuti, in
  questo residuo  tempo  che mi resta, che l'Iraq non ha rispettato
  la risoluzione  dell'ONU  e  non  ha accettato le verifiche sulla
  propria attività  bellica  in  patria. Se ha motivo di ritenere e
  conoscendo il  personaggio, a meno che qualcuno voglia dimostrare
  in quest'Aula  che  il  capo  del  regime  iracheno è una persona
  equilibrata e  misurata  e  perbene, si ha motivo di ritenere che
  questo   capo  illegittimo  di  un  sistema  antidemocratico  sta
  tramando,  continua  a  tramare  storicamente,  perchè ritiene di
  poterlo  fare  in quanto l'esplosione di fondamentalismo islamico
  in  quella  realtà,  purtroppo,  determina  questa presunzione di
  diversità   e   questa   presunzione   di   titolarità  non  alle
  rappresaglie ma  agli  interventi  anche  quelli  più volgari che
  diventano  interventi  legittimi  perchè  motivati  dal  possesso
  esclusivo della verità, ebbene, Saddam ha sicuramente messo fuori
  dai meccanismi  di  controllo quegli esperti che avrebbero dovuto
  verificare se  lì  ci sono delle fabbriche di materiali micidiali
  che  potrebbero  essere  utilizzati  contro  Israele, per mettere
  insieme tutto il  mondo  arabo contro , per fare una guerra santa
  come quella antistorica che i cristiani facevano contro l'Islam.
       Io  sono contrario, rispetto a quella guerra antistorica dei
  cristiani  che  pretendevano  di  affermare  la loro fede anche a
  quelli  che  non  la condividevano, sono naturalmente contrario a
  consentire  ai  razionali  folli  di  creare le condizioni per un
  fronte  religioso  per  una  guerra  fatta  soltanto  di principi
  irrazionali e di presunzioni di protagonismo e di ...
       Voglio  dire  che  Saddam  è  un  pericolo per l'umanità, se
  Clinton ha sbagliato, e questo discorso del rapporto con l'ONU mi
  può  anche  convincere,  l'ideale  sarebbe  stato una risoluzione
  dell'ONU e  in  questo  senso  a  me  sembra che gli inglesi, gli
  americani  e gli statunitensi abbiano in qualche modo commesso un
  errore.
       L'ONU nei fatti viene delegittimata, però il contesto in cui
  è  stata perfezionata questa deroga, debbo dire, onestamente, che
  consente di giustificare ampliamente Clinton e l'attacco.
       Questo intervento nella mia valutazione può essere criticato
  per quanto  riguarda  la  mancata cura di una serie di ..., non è
  raffinato, però è giustificato e motivato al punto che per quanto
  riguarda il  mio  partito  e la mia parte, giudico questa mozione
  assolutamente  non  corrispondente  a quella che è la valutazione
  che  io  faccio  sulla  opportunità  che tutti gli uomini perbene
  facciano  la  giusta  battaglia  per  la difesa della libertà nel
  mondo.
       Ma non  si  difende  così  la  libertà nel mondo, non si può
  difendere  tutelando  gli  interessi  di  un  capo che, ripeto, è
  illegittimo,  un  capo  violento  che non rispetta egli le regole
  della convivenza civile nel mondo.

     PAGANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO.    Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  io  sulla
  mozione   dell'onorevole   Forgione   francamente,  in  linea  di
  principio, non  ho  nulla  da  dire,  perchè  chi  è che oserebbe
  interpretare le parole dell'onorevole Forgione in maniera diversa
  rispetto ad un pacifismo che penso stia bene a tutti?
       Però, il  senso  penso  debba essere molto più ampio, non ci
  possiamo  limitare  a  questo  perchè  nella  vita  la coerenza è
  importante  perchè  nella vita è importante avere una visione del
  mondo complessiva.  Perchè  guai  a vedere le cose soltanto da un
  punto di  vista, guai a vederle in maniera monolitica, si rischia
  di cadere  in  una  forma  di  tolitarismo,  questo  si di natura
  culturale, che in questo caso non possiamo consentire.
       Perchè  esistono  anche le dittature di natura culturale, mi
  pare che oggi ne stiamo avendo una chiara dimostrazione.
       Soltanto  qualche  giorno  fa,  onorevole  Forgione,  questa
  Assemblea ha discusso su Ocalan, Ocalan che è quanto di peggio in
  questo  momento  l'umanità  possa immaginare, un uomo.. questo lo
  dicono  i  fatti,  perché  uno  che  fa trentamila morti, fra cui
  ventimila  fra  persone  civili  e  bambini,  mi  pare  che abbia
  qualcosa  in  sospeso  con  il  Padre Eterno e sicuramente questo
  fatto non possiamo trascurarlo.
       Ocalan è accusato di  gravi  fatti di terrorismo, perfino la
  fonte  che  è molto vicina  anche  alla  sinistra,  ha  preso  le
  distanze, sono molto imbarazzati, Gaebraith, che è sicuramente un
  Segretario  di  Stato tra  i  più  equilibrati  che  esistono  in
  circolazione, il 22 novembre  1998  definiva il comportamento del
  Governo  italiano   assolutamente  anomalo  perché  difendeva  la
  Francia ed il terrorismo  più  violento e sanguinario dell'ultimo
  decennio, mi pare di potere  dire  che  sia anche protagonista di
  fatti di politica che nulla hanno  a che fare con la politica, mi
  riferisco allo spaccio di  sostanze  tossiche,  almeno  questo  è
  quello che si dice, non  mi  pare che sia un esempio gratificante
  per le nuove generazioni.
       Insomma c'è da dire che sicuramente questo Parlamento non si
  è  espresso  in  maniera  coerente sulla vicenda Ocalan, allora a
  questo  punto noi dobbiamo fare un distinguo, dobbiamo cominciare
  ad avere un comportamento coerente, nulla vieta in questo momento
  che  dobbiamo  essere  preoccupati,  vivamente  preoccupati sulle
  iniziative  militari che in questo momento intercorrono nel mondo
  intero e mi pare di potere dire che la condanna può anche starci,
  così  in  generale,  però  dobbiamo  essere  coerenti  e dobbiamo
  condannare  in  eguale  misura  tutti  quei fatti che altrettanto
  gravi sono.
       Mi  pare  di  potere  dire  anche che per quanto riguarda il
  contributo  economico all'Iraq, cioé la mozione n. 267 presentato
  dai  colleghi Pezzino, Speranza, Vella ed altri, massimo rispetto
  nei  confronti  dei  firmatari,  però  mi pare di potere dire che
  siamo   in   presenza  di  una  chiara  operazione  demagogica  e
  popolistica.
       Ora  dico come ci possiamo presentare tutti noi di fronte la
  piazza  a  chiedere un contributo economico a favore dell'Iraq da
  destinare  ai residenti della nostra Regione, quando nella nostra
  Regione  esistono  centinaia  di migliaia di famiglie povere, che
  sono in clima di indigenza.
       Allora,   per   favore,  cerchiamo  di  essere  costruttivi,
  cerchiamo  di fare un ragionamento complessivo positivo e abbiamo
  almeno il decoro di presentare mozioni che abbiano per lo meno un
  clima  ecumenico,  se  così  possiamo  dire,  ma senza per questo
  sforare la demagogia.

     VIRZI'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VIRZI'.   Caro   Presidente  con  il  centro  sinistra  stiamo
  abituando  l'Assemblea Regionale Siciliana allo sciocchezzario di
  livello  piramidale,  poco  fa per prendere tempo su una cosa che
  muoveva  miliardi  dentro la Sicilia, esponenti della maggioranza
  sono  intervenuti  ripetutamente  dimostrando che non conoscevano
  nulla della legge e dell'emendamento che stavano discutendo.

       Adesso  come nel  peggiore  degli  incubi  sessantottini  ci
  ritroviamo  qua  a   discutere  di  politica  estera  scherzando,
  giocando, sono convinto che  l'America  stia  tremando per questa
  nostra posizione.
       Io   ricordo   che   anche   quando  facevamo  le  assemblee
  studentesche sembrava che evitare l'ultimo bombardamento su Ahnoi
  dipendesse  appunto  da  noi,  io  non  sono filo-americano dalla
  nascita,  perché  prima  di ricordarmi dei posti importanti me li
  ricordo,  onorevole  Forgione,  dei  posti  più vicini: Palermo è
  stata   bombardata   dagli   americani,   a  quel  tempo  i  suoi
  predecessori ideologici applaudivano.
       Quindi,  il problema è chi viene bombardato...in Sicilia con
  il  bandito  Giuliano,  la resistenza siciliana era molto famosa,
  molto     accreditata    sul    piano    militare    a    livello
  mondiale.......(interruzione  dell'onorevole Forgione) ... vorrei
  anche dire che vi raccomando  come  schema  di  democrazia su cui
  parametrarci tutti,  come  livello  di civiltà, di tolleranza, il
  regime notoriamente  aperto  di Saddam Hussein con cui nemmeno la
  Croce Rossa Internazionale riesce ad avere un rapporto decente.
       Voglio  dire  che  durante  la  seconda  guerra  mondiale in
  Repubblica   sociale  italiana  la  Croce  Rossa  Italiana  aveva
  accesso,  la  Croce  Rossa  Internazionale, gli ufficiali inglesi
  venivano  visitati,  tutto quello che Saddam Hussein nel Duemila,
  mentre  le  sue donne portano ancora il chador, non ha concesso a
  nessuno.
       Allora  piano  con  l'irruzione  della  politica  estera per
  stendere  il  'velame  de  li  versi strani' sulle cose serie che
  filtrano e di cui qua nessuno si accorge.
       Con  la  legge  sugli  enti io ho visto il sorriso trionfale
  sulle  labbra  dell'assessore  Castiglione.  Altro che aiuti agli
  iracheni   bombardati     Aiuti   alla   stirpe   dei  commissari
  liquidatori  eterni,  nuove  dinastie  di  potere  siciliano  che
  prendono campo.
       Certo,  in  un  nuovo  clima,  come  lo  avete  definito  di
  'fecondo   incontro'   fra   la   cultura   socialista  e  quella
  democristiana avviene sul terreno degli affari. Bello è dire: non
  volete  la  dismissione degli enti. Come la state realizzando? In
  maniera  frettolosa, senza fare leggere le pagine a chi poi viene
  qua  e alza la paletta felice e sorridente del centrosinistra, ha
  retto  al  primo  urto  d'Aula,  e poi ci volete ubriacare con lo
  sciocchezzario  di  trent'anni  fa  sulla  politica  estera,  col
  vecchio  schema  divisorio  ideologico  che  cerca di spiegare la
  complessità  della  politica estera col filtro rosso che divide i
  buoni e i cattivi.
       Io  credo  che  noi  abbiamo dato la cittadinanza onoraria a
  Fidel Castro, al mostro di Dusseldorf. Ci mancava Saddam Hussein
       Io  credo che stiamo toccando il fondo del ridicolo e che il
  centrosinistra,  se  comincia  così,  io  spero che continui così
  perché si qualifica da solo.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, quando alla
  fine   degli   anni   Sessanta   nelle  università  americane  si
  celebravano   delle  grandi  assemblee  studentesche  alle  quali
  interveniva  spesso  il  filosofo  Marcuse era di moda uno slogan
  'facciamo l'amore, non facciamo la guerra'.
       Tutto  il  mondo  ha  pensato  che con la Presidenza Clinton
  questo si sarebbe verificato e invece, purtroppo, il fenomeno che
  si  è  scatenato  in  questi giorni e che è oggetto della mozione
  presentata  dall'onorevole  Forgione  ci convince esattamente del
  contrario.
       La  questione  è assai grave ed ha ragione l'onorevole Virzì
  nel   sostenere  le  sue  tesi,  ma  non  può  certamente  essere
  affrontata partendo da uno schieramento o dall'altro.
       Ieri  e  oggi l'onorevole Forgione ha ribadito una questione
  estremamente  importante  che personalmente condivido al di là di
  ogni  schematismo  ideologico  e cioé che ci sono valori assoluti
  che  devono  appartenere  a  tutte  le parti politiche. La pace è
  certamente  un  valore  assoluto  che deve appartenere a tutte le
  forze  politiche,  così come la democrazia, così come il rispetto
  delle leggi.
       Noi  non la penseremmo in questo modo e non saremmo coerenti
  nel  dire  questo,  se  non ricordassimo però anche che qualsiasi
  violazione  dei  principi di diritto, utilizzata per fini diversi
  dall'applicazione  del  diritto stesso, rappresenta anch'essa una
  violazione.  Allora  io  credo  che nella questione specifica che
  stiamo  trattando ci troviamo di fronte non ad una violazione del
  diritto  internazionale  e  ad  un'aggressione  di  un popolo nei
  confronti  di  un altro popolo, peraltro senza la copertura delle
  Nazioni  Unite, ma a due violazioni, entrambi gravi, di un popolo
  che  intende  aggredire  un altro popolo e che si rifiuta di dare
  attuazione  alle deliberazioni delle Nazioni Unite e di uno stato
  di una nazione che gli Stati Uniti, che si ritiene in quanto tale
  polizia  del  mondo  e  in quanto tale è autorizzata di per sé ad
  intervenire o  a  non  intervenire in fenomeni di questa natura.
       Voglio  dire  che  se  una  violazione  c'è stata, c'è stata
  dall'una e  dall'altra parte.  Dunque fa bene, vi sembrerà strano
  che sia io  a sostenerlo, fa bene il Governo italiano a essere in
  questo momento  assai  cauto  rispetto alle posizioni da assumere
  nella questione  che stiamo discutendo, che è una questione assai
  complessa  ma   che  è  una  questione  non  può  essere  risolta
  unilateralmente nè da una parte e nè dall'altra.
       E'  una questione che attiene al diritto internazionale, che
  attiene  alle  competenze  del  Governo  nazionale  in materia di
  politica estera  di  difesa  del  territorio  nazionale e che può
  vedere la nostra Regione solo ed esclusivamente chiamata in causa
  in quanto strategicamente centrale nello scenario internazionale,
  logisticamente  centrale  all'interno  del Mediterraneo in quanto
  appunto  base di appoggio di numerose iniziative miliari dell'ONU
  e degli Stati Uniti.
       Allora,  onorevoli  colleghi,  per  quanto  mi  riguarda nel
  condividere  perfettamente  il  valore  assoluto  della pace, nel
  condividere  perfettamente  il  valore  assoluto  del  diritto di
  entrambi   i   popoli   di   autodeterminarsi   ma   nel  diritto
  dell'universo  mondo di non essere aggredito nè aggredibili dalla
  violazione  dell'uno  o  dell'altro  popolo  rispetto  all'uno  o
  all'altro popolo o  rispetto  al  mondo  intero,  io  non intendo
  sostenere nè votare la mozione dell'onorevole Forgione nè intendo
  votare al contrario, nel  senso  che  non  esprimerò  nè  un voto
  favorevole nè un  voto contrario, esprimerò un voto di astensione
  poichè ritengo insufficiente il metodo attraverso cui l'onorevole
  Forgione si è espresso perchè se si fosse espresso bilateralmente
  rispetto alla questione  sicuramente avrebbe ottenuto il mio voto
  personale favorevole.
       Tentando  di  affrontarlo  in  maniera unilaterale invece ha
  trascurato un aspetto che è altrettanto grave e che probabilmente
  è quello  che  attiene  proprio  alla  responsabilità  di tutti i
  popoli della libertà di determinazione di tutti i popoli e dunque
  del popolo siciliano.

     VILLARI. Chiedo  di  apporre  la  mia  firma  alla  mozione in
  discussione.

     PRESIDENTE. L'Aula ne prende atto.

    BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  entrambe le mozioni  siano  da non accogliere e cercherò in breve
  di specificare le  ragioni  di  questo  mio rigetto. Credo che il
  concetto di  preoccupazione che il popolo siciliano ha per quello
  che sta avvenendo  in  Iraq  è  pacifico,  credo  che  il  valore
  assoluto  della  pace,  che  è  stato  più  volte  richiamato,  è
  altrettanto ovvio ed  elementare  da parte di tutti, ma credo che
  eventuali  altri  ragionamenti intrisi di mistificazione, intrisi
  di astrattezza non possono essere accolti.
       Non si può  partire da un dato oggettivo e obiettivo e di un
  valore assoluto come  è la pace per dire allora che questa guerra
  e qualunque  comportamento  debba essere invece condannato. Non è
  possibile, non è  possibile laddove si vuole fare apparire da una
  parte un  paese  nostro  alleato  come  brutto e cattivo rispetto
  invece ai buoni  che  sono  gli  iracheni  e sono Saddam Hussein,
  questa è una  falsità  storica. La storia ci ha insegnato che sin
  dal 1991 siamo stati costretti a vedere la nostre televisioni e a
  leggere attraverso i  mass media quello che aveva fatto il popolo
  iracheno e quello che aveva fatto Saddam Hussein nella guerra che
  aveva avanzato una  guerra d'invasione di un paese vicino come il
  Kwuait.
       Abbiamo verificato  il  regime che porta quasi all'idolatria
  di Saddam Hussein  in quel paese, un paese che quindi è privo dei
  più elementari  momenti  di  democrazia  e  quindi  ....di volere
  contrabbandare   tutto   questo.  Volere  contrabbandare  che  le
  violazioni internazionali  che  ha continuamente commesso fino ad
  oggi il popolo iracheno e Saddam Hussein in prima persona, volere
  contrabbandare come se nulla fosse il comportamento che ha tenuto
  verso alcuni organismi  di  pace  di soccorso come la Croce Rossa
  non  siano  avvenuti  e  volere  contrabbandare come questa è una
  guerra  dei cattivi - che sono gli Americani - contro i poveretti
  buoni  -  che  sono  gli Iracheni democratici - è francamente una
  volgarità storica che non può essere accettata.
       Parlare  in  maniera  assolutamente così leggera, elementare
  del concetto di  pace  e non valorizzare viceversa tutte le altre
  cose , che ho detto poc'anzi, è una mistificazione.
       Parlare,  quindi,  di  preoccupazione sì. Certamente anch'io
  sono preoccupato, come siciliano, per quello che avviene, anch'io
  voglio  che  qualunque  provvedimento  l'Italia  dovrà  andare ad
  assumere sia  prima  verificato  ed  appoggiato  dal Consiglio di
  sicurezza  dell'ONU.  Ma, francamente, quando si dice addirittura
  che -  nonostante  il  nostro  rapporto  di alleati, che dovevano
  essere fedeli e leali nei confronti degli Stati uniti d'America -
  bisogna negare  l'uso delle basi nel nostro territorio siciliano,
  in dotazione, in disponibilità ai nostri alleati americani questa
  è una follia.  Non  capisco  quale  sia la politica estera che si
  vuole perseguire. Ed è un'altra mistificazione perchè conferma un
  altro  dato: che  ancora  una  volta  si  è  prigionieri  di  una
  maggioranza che  vive  in  virtù di Rifondazione comunista, che è
  stata eletta anche in virtù di Rifondazione comunista, che spesso
  ha il numero  legale  in virtù di Rifondazione comunista. Per cui
  finiamola con queste  astrattezze,  con dei dati che non ci sono.
  La pace senz'altro,  guai  se  così  non fosse  Ma dimenticare il
  valore dell'alleanza  atlantica, il valore di quello che noi come
  leali alleati dobbiamo dare agli Stati uniti d'America e, quindi,
  anche come uso  delle  basi e fare apparire gli Iracheni poveri e
  deboli e buoni,  rispetto  ai cattivi, non ci sto proprio. Questo
  mi porta, pertanto, a non accettare questa mozione.
       Un brevissimo  accenno,  signor Presidente - e mi avvio alla
  conclusione - sulla mozione n. 277.
       Io leggo  soltanto  per  fare  riflettere,  non  per fare un
  discorso demagogico, l'impegno che si chiede al Governo regionale
  a "voler  predisporre  gli  atti utili per un cospicuo contributo
  economico a  favore  dell'IRAQ". La Sicilia, nella sua situazione
  finanziaria, l'Italia, nella sua posizione finanziaria, il nostro
  buco economico,  la  nostra  difficoltà, i nostri disoccupati, la
  nostra situazione,  i nostri giovani, i nostri anziani, la nostra
  politica economica siciliana pronta a dare un cospicuo contributo
  all'Iraq, uno  dei  più  grandi  produttori  di petrolio, uno dei
  paesi più ricchi della fascia araba.
       Poi,  soprattutto,  destinarli  ai  residenti  nella  nostra
  regione  che  versano  in  difficile situazione economica. Quanti
  sono  questi  residenti,  uno,  dieci,  cento,  mille, diecimila?
  Un'astrattezza, una genericità, una fumosità francamente degna di
  altre situazioni e  non  di  impegnare i lavori di un Parlamento,
  che  deve   occuparsi   di   fatti  seri  e  non  di  astrattezze
  assolutamente demagogiche.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO.  Signor  Presidente,  scuserà  i colleghi parlamentari
  che si sono avvicendati a questo microfono per dare un contributo
  alla mozione perchè,  con  un  Governo  che  ormai  non ci ha più
  abituati a  parlare  delle  cose  di  casa  nostra,  quanto  meno
  parliamo un po' di politica estera.

     PRESIDENTE. Di quale Governo parla?

     CAPUTO. Parlo del Governo che lei sostiene, signor Presidente.

     PRESIDENTE. Grazie.

     CAPUTO. Del quale lei, autorevolmente, fa parte integrante. E'
  un sostenitore  nato,  per  non  sbagliarsi. Quindi, è importante
  oggi parlare  un po' di questa drammatica vicenda internazionale,
  ma è singolare e simbolico - non poteva essere diversamente - che
  a presentare  questa  mozione  sia  un  collega  parlamentare che
  proviene, una  parte  politica  che ha accompagnato in Italia uno
  dei più grandi  terroristi  del pianeta che si chiama Ocalan ed è
  segretario regionale  di un partito il cui segretario provinciale
  di Palermo propone addirittura di dare la cittadinanza onoraria a
  Ocalan perchè si  è  distinto  per  i  meriti  di terrorismo e di
  genocidio internazionale.

     FORGIONE. L'ho suggerito io

     CAPUTO. Stia zitto, io non l'ho interrotta mentre parlava lei.
  Questo è il  partito  e  va  fiero  di  essere  segretario  di un
  segretario locale  che  chiede  la  cittadinanza  onoraria per un
  criminale come Ocalan.
       Indubbiamente tutto  il  mondo  vive  un  momento  di grande
  dramma  internazionale  ma  esiste una par   condicio anche nelle
  posizioni politiche.
       Io  non   ho  visto  nessun  deputato  di  sinistra  che  ha
  presentato una  mozione per impegnare un parlamento quando Saddam
  Hussein buttava via gli osservatori dell'ONU e quindi di tutto il
  mondo, per  verificare  l'esistenza  o  meno  di  bombe,  di armi
  nucleari e  batteriologiche, da usare certamente non per uccidere
  gli animali  da  portare al macello dell'Iraq, ma sicuramente per
  creare un danno internazionale e un'offesa internazionale a tutto
  il mondo.  Non  ho  visto  nessun  parlamentare  di sinistra o di
  estrema  sinistra  che  si  sperticato  con  atti  legislativi  o
  ispettivi   per  condannare  i  continui  genocidi,  le  continue
  epurazioni, i  massacri  dei  bambini,  le  uccisioni  di  intere
  scolaresche all'interno dell'Iraq per mezzo e per opera di questo
  uomo che  si  è  distinto  nel  sostenere  e  nel  finanziare  il
  terrorismo di tutti i campi paramilitari internazionali.
       Qui dobbiamo  prendere  atto che tutto il mondo si regge con
  una logica,  una  logica  che  in  questo momento, tranne qualche
  pazzo come  Saddam,  ha  determinato  una  pace  ed un equilibrio
  internazionale,  una  pace  ed  un  equilibrio internazionale che
  l'America ha  avuto  ed  ha  il  dovere  di  difendere contro chi
  continua  ad   affamare   la  sua  popolazione  e  sottrae  soldi
  dall'insegnamento,  dall'agricoltura,  dai lavori pubblici, dalle
  fognature,  dalle strutture pubbliche per acquistare e finanziare
  armamenti  e  bombe,  bombe internazionali, bombe atomiche, bombe
  nucleari e bombe ad altissimo potenziale.
       Signor  Presidente, sono decisamente contrario, anche per lo
  stile usato  nel  presentare alcuni atti, anche per la demagogia.
  Perchè qui  non  ho  visto  nessun  atto  ispettivo presentato da
  Forgione e dai  suoi cugini di sinistra o di estrema sinistra nei
  riguardi di  tutti  quei siciliani che muoiono di fame, sui quali
  crollano addosso le case, che subiscono drammi, che si suicidano,
  che si  danno  fuoco  per  denunciare  il  grave stato di disagio
  economico e  disoccupazionale. In una Sicilia che ha un altissimo
  dramma  della  disoccupazione,  andare  a  pensare  di  sostenere
  economicamente   ed  indirettamente,  tramite  l'Iraq,  un  paese
  indicato da  tutto  il  mondo  quale un paese ad alta criminalità
  internazionale, sostenere i residenti iracheni in Italia, appunto
  perchè sono  residenti  hanno  scelto di stare qui e non vogliono
  tornare proprio in  Iraq,  da  un paese dal quale sono scappati e
  sono scappati  perchè  non  erano  in condizione di potere godere
  delle più elementari scelte e diritti di dignità e di democrazia.
       Concludo,   signor   Presidente,   la   politica  estera  ci
  appassiona ormai  questo  Governo di politica non ci più parlare,
  quindi, sono fermamente contrario sia alla prima che alla seconda
  mozione.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
  facoltà.

     BENINATI.  Signor  Presidente,  intervengo  su  questa mozione
  dell'onorevole Forgione,  che  devo  dire  ha  fatto bene a porre
  questo quesito perchè effettivamente, il problema, secondo me, ha
  una portata di vasto raggio rispetto al fatto solo di armamenti o
  di bombe, qui  si  parla  anche  di problemi che in questi ultimi
  mesi, ma  certamente  in  questi ultimi anni, vede l'Italia ed in
  particolare la  nostra terra di la Sicilia silenziosamente sempre
  più invasa  da  uomini,  popoli  che  certamente  con  la  realtà
  cristiana nostra non hanno nulla a che vedere.
       Si chiamano  "islamici".
       Io  in   questi   giorni  ho  avuto  anche  la  possibilità,
  attraverso il  nostro  sito  Internet,  di  poter  leggere alcuni
  messaggi che arrivano  a  tutti voi parlamentari ed anche a me su
  un problema  molto  serio  che,  in  effetti,  alcuni  dati di un
  rinomato  islamista  italiano,  il professor Bucci, commentando i
  recenti sbarchi  dal  Medioriente in Italia: il pericolo esiste e
  qui nessuno lo vuole dire, ma in Italia ci sono circa tre milioni
  di   islamici.
       Quindi,  attenzione,  perché  queste  sono delle cellule che
  già in  buona  parte  dell'Europa esistono e qui oggi vedo alcuni
  difensori di queste realtà.
       All'onorevole Forgione  vorrei ricordare che nella religione
  islamica   il    Corano    prevede    proprio   l'attivazione   e
  l'addestramento all'armamento  dei  giovani che professano questa
  religione e, quindi, su  questi argomenti, se é giusto o se non é
  giusto  che,   materialmente,  oggi  l'America  abbia  preso  una
  posizione  che,   certamente,   non  é  ultima.  Non  è  avvenuto
  improvvisamente  questo   attacco.   E'   da  anni  che  c'é  una
  situazione nei  confronti  dell'Iraq  che  é  uno  dei  punti più
  strategici dell'Islam  in  tutto il mondo. Ebbene, a questo punto
  vorrei ricordare  che  già  da  mesi  si  paventava  un possibile
  intervento nei confronti dell'Iraq.
       A questo punto ciò  si é fatto, ma non si é fatto certamente
  per voler andare ad  uccidere,  perché la pace é una delle realtà
  che nessuno vuole andare a toccare, ma qui bisogna capire. O si é
  con Saddam e si é con colui che impegna le sue più grosse risorse
  ed é uno Stato che  ha  risorse, perché ha i pozzi, ha una realtà
  economica valida, ma che purtroppo spreca nell'armamento.
       L'America in questo  e  credo  anche  l'ONU, nel passato, ha
  sempre attenzionato questo problema ed ha sempre detto che l'Iraq
  deve rivedere queste posizioni. Non lo fa? Bene, signori, qui non
  c'é molto da decidere. O si é con Saddam o si é con Clinton  O si
  é per l'armamento o si é contro l'armamento.
       Quando si  interviene  in una qualunque iniziativa di questo
  spessore bisogna  essere cauti prima di portare avanti iniziative
  che farebbero  pensare  che  qui  qualcuno possa essere contro la
  pace. Qui non c'é nessuno che vuole inficiare la pace, ma bisogna
  garantire che alcuni  popoli  che  di pace non ne vogliono e che,
  anzi, alimentano  tutte le realtà che, alla fine, portano solo ed
  esclusivamente danno  nel  mondo,  non sto qui a ricordare quando
  scoppiano delle  bombe  che sono poi problemi di egual natura per
  il danno che creano.
       Questo intervento non  é  stato  fatto  per  fare danni alle
  persone é stato  per  colpire  là  dove  vengono  create  le armi
  batteriologiche che  tutti  sanno  il  danno  che  provocano. Non
  neghiamo, non nascondiamo  i  fatti.  Questo  é  il motivo. Non é
  niente altro. Non  é  per  andare  a distruggere popoli. Non sono
  guerre sanguinarie.  E  questa  iniziativa  era  stata per giunta
  preannunziata.
       Concludo  invitando  a  ritirare  questa  mozione perché, mi
  dispiace dirlo,  ma  il  senso  della mozione confonde ciò che in
  effetti, in  questo momento, gli Stati Uniti hanno portato avanti
  come iniziativa. Vogliono colpire i posti dove si costruiscono le
  armi. Non  si  vuole  fare niente altro, caro onorevole Forgione,
  non si vuole andare a distruggere il popolo.
       Chiudo invitando  al ritiro della mozione, altrimenti il mio
  voto sarà contrario.

        PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di Martino.
  Ne ha facoltà.

     DI MARTINO .  Signor  Presidente,  i  cinque  minuti  a nostra
  disposizione non  consentono  di  essere  molto diplomatici nè di
  usare un  linguaggio  forbito.  Incomincio con la mozione n.  277
  per dire che  non  riesco  a  giudicarla,  tra  il  banale  e  il
  ridicolo, non  è pensabile così anche come viene impostata che il
  Presidente della  Regione o qualche altro adotta un provvedimento
  e   possibilmente   questi  contributi  li  manda  all'ambasciata
  dell'Iraq, la  quale  poi  provvederà a distribuirli ai cittadini
  iracheni residenti in Sicilia.
       A  nessuno può sfuggire che tra questi cittadini iracheni vi
  possono  essere  amici  e  sostenitori di Saddam ed io da vecchio
  studente  ricordo  che  c'erano  studenti  greci  a  Palermo  che
  risultavano  perseguitati  politici  ma  erano  confidenti  della
  polizia  segreta  greca.  Quindi  siamo  molto  cauti  e  sarebbe
  opportuno  che  i  firmatari  ritirassero  la mozione che mi pare
  difficile  possa  essere  approvata, ma se è approvata certamente
  non farebbe onore al Parlamento siciliano.
       Per quanto  riguarda l'altra mozione certamente è seria. Noi
  dobbiamo scacciare dalla nostra mente alcuni pregiudizi: il primo
  pregiudizio è l'antiamericanismo, l'altro pregiudizio è che tutti
  gli Stati o  i  dittatori  che  sono  contro gli Stati Uniti sono
  democratici e  progressisti.  La  realtà  è  ben diversa. L'altro
  pregiudizio  è,  forse  l'onorevole  Forgione  e  i  colleghi  di
  Rifondazione concorderanno  con  me,  che  le  minacce  alla pace
  certamente in quell'area del Mediterraneo non vengono dagli Stati
  Uniti.  Le  minacce alla pace vengono dai comportamenti di questi
  dittatori che  forti  del  petrolio  o  di  altre  ricchezze  del
  sottosuolo  portano  avanti  una  politica di sottomissione delle
  popolazioni locali  e  portano  avanti  le  aggressioni  verso le
  popolazioni locali.
       Tutto  ciò  non  giustifica  i  massacri,  non giustifica le
  vittime  civili.  Dobbiamo  tenere conto anche di un altro fatto:
  l'ONU, l'Unione  Europea, non  è  stata  in  grado di bloccare il
  riarmo  e   bloccare   il  riempimento  degli  arsenali  militari
  dell'Iraq con armi chimiche e batteriologiche.
       Penso che  l'ONU,  l'Unione  Europea e gli stati democratici
  devono in tutti  i modi impedire a Saddam di continuare nella sua
  politica di riarmo.
       Lo  scopo  dei  Paesi  democratici  dell'Europa  deve essere
  quello  invece  di  portare  serenità e pace in quella terra, non
  colpire le  popolazioni civili ma certamente colpire gli arsenali
  militari, colpire  tutti  i rifornimenti militari di quelle zone,
  perché  rappresenta un momento di stabilità politica per il Medio
  Oriente la politica aggressiva che porta avanti Saddam Hussein.
       Non  c'è dubbio che lo spirito delle iniziative dei colleghi
  di   Rifondazione   sia  ammirevole  e  apprezzabile  però  tutta
  l'impostazione  trasuda  un certo antiamericanismo di maniera che
  secondo me è fuori luogo.
       Mi chiedo  se  veramente  qualcuno  ritiene  che  Blair,  il
  premier britannico,  abbia, a cuor leggero, portato avanti questa
  iniziativa d'accordo  con  Clinton.
       Qualche ragione  ci  deve  pure  essere  perché  abbia  dato
  l'assenso a  questo  tipo  di intervento militare. Gli interventi
  militari sono  sempre da scongiurare, da evitare, perché  bisogna
  trovare le armi per la riappacificazione senza ricorso alle armi.
  Il Governo italiano deve invece sostenere un intervento prima che
  militare politico  ma sappiamo anche che da questo punto di vista
  Saddam Hussein ha dato pessima prova.
  Quindi,  manifestando  tutta  la  solidarietà al popolo iracheno,
  chiedere  -   ecco  perché  bisognava  modificare  la  mozione  -
  attraverso il  Governo  italiano,  al Governo americano, a quello
  britannico di modificare il loro comportamento, di cessare questi
  bombardamenti, soprattutto nei confronti della popolazione civile
  e trovare altre soluzioni, così come prevede la carta  dell'ONU.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
  facoltà.

     GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io poco fa ho
  apprezzato  moltissimo  la  capacità  dell'onorevole  Forgione  a
  rimettere ordine in  quest'Aula  e  a pretendere, giustamente, il
  rispetto verso chi cerca di esporre le proprie idee.
       Ho  apprezzato  moltissimo  anche  il  Presidente  Cristaldi
  perché, facendo il giusto  uso di questa campanella, è riuscito a
  tranquillizzare  gli   onorevoli   colleghi   e   a  far  sì  che
  l'intervento dell'onorevole Forgione potesse avere un seguito.
       Signor Presidente D'Andrea,  altri  oratori  hanno deciso di
  prendere la parola ma,  certamente,  in mezzo alla confusione, in
  mezzo alla  totale  distrazione,  forse perché  il problema, così
  serio e  importante,  che  ha  posto  all'attenzione di tutti noi
  l'onorevole Forgione era un problema personale suo e non di tutta
  l'intera Assemblea.
       Siamo sotto Natale, tradizione  vuole  di tutti i governi di
  questa Sicilia di  arrivare  all'ultimo  giorno  dell'anno o alla
  notte  di Natale  per  affrontare  problemi  seri  e  importanti.
  Pensavo che, cambiata  la  struttura,  cambiata  la  guida  della
  Regione si potesse  affrontare,  cambiando  anche  le  regole, il
  dibattito in Aula con maggiore presenza e attenzione.
       La verità è una:  noi  parliamo  della  crisi  che in questo
  momento attanaglia il mondo  intero  ma  la  vera crisi in questo
  momento è in quest'Aula, è nella nostra Sicilia.
       Signor Presidente,  onorevoli colleghi, l'onorevole Forgione
  ha posto un problema importantissimo: la pace, la pace nel mondo,
  la pace nell'Europa, la  pace  anche nella nostra terra.
       Io sono, onorevole  Forgione e onorevoli colleghi, contro la
  violenza, contro la guerra, però mi sono posto forse - ciò dovuto
  anche alla mia età - il  problema  in un modo diverso, in un modo
  forse anche molto  semplice,  io  ho  detto:   esistono veramente
  oggi  due pericoli: il  pericolo  americano  e  il  pericolo  che
  rappresenta certamente enorme  Saddam.  Allora ho cercato di fare
  un esame molto attento, per la libertà, per la democrazia, per la
  non violenza, oggi è più  pericoloso  il  Clinton o il Saddam? Mi
  sono reso conto che,  certamente, arrivare alla guerra, credo che
  sia stato alla dichiarazione di  guerra  che  poi c'è stata o non
  c'è stata ma proprio  all'attacco  è  stato  qualcosa che non può
  fare piacere a nessuno e sono convinto neanche allo stesso popolo
  americano, però non è  che si arrivati così improvvisamente, si è
  arrivati  all'attacco dopo  mesi  di  trattative.  E  allora,  mi
  ricollego a  quello  che stavo dicendo: è più pericoloso Saddam o
  Clinton?
       Io penso che per  tutto il mondo, in questo preciso momento,
  sia più pericoloso il personaggio Saddam che, certamente, è ormai
  risaputo  continua a  costruire  armi  diaboliche,  che  è  nelle
  condizioni di potere realmente distruggere il mondo.

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       Io credo che l'America  nel  passato ma anche nel presente e
  mi auguro anche nel  futuro  possa rappresentare una garanzia per
  tutto il mondo e per tutto l'occidente; la stessa cosa non si può
  affermare per Saddam.
       In  quanto  poi  al  fatto  che  questa  guerra  è  iniziata
  improvvisamente,  certamente  l'onorevole  Forgione  ci  pone  di
  fronte ad  una  condizione  seria  cosa  può fare la Sicilia?  La
  Sicilia dovrebbe  intervenire presso il Governo centrale per dire
  di assumere  un  atteggiamento chiaro.
       A me  risulta che in questo preciso momento l'Italia non sia
  guardata con  grande  interesse  da  parte  degli americani o del
  resto  del  mondo,  pare  che  l'Italia  non  sia  stata  neanche
  informata di  questo  improvviso  attacco.
       Cosa può fare questa Sicilia se non eventualmente cercare di
  fare rispettare  l'Italia  considerato  che  in questo momento il
  Governo nazionale  non  è tenuto in grande considerazione. Allora
  ben venga il  nostro  impegno  a far sì che l'Italia possa essere
  nuovamente  rispettata.
       Mi meraviglia  anche la posizione di alcune forze politiche.
  Per esempio  Cossiga  si  ritrova  stranamente  con  la posizione
  politica di Berlusconi e del CCD. Quando si tratta di pace non ci
  possono essere posizioni diverse, ha fatto bene Cossiga in questo
  momento a dire  che la pace è importante ma il pericolo Saddam va
  combattuto.
       Mi auguro  che  a  pagare  non siano i semplici cittadini, i
  nostri fratelli  che  vivono  in  quel  Paese  in  questo momento
  flagellato.  Sono  convinto che fa bene il Vaticano a pregare per
  questa gente,  fa  bene  la  Sicilia,  l'Italia  e dire che siamo
  contro le  guerre  ma  certamente Saddam rappresenta un pericolo.
       In quanto  ai  soldi  che  dovremmo  distribuire  in  questo
  momento se  ci  sono  fondi  a  disposizione  facciamo  veramente
  qualcosa di  importante  per  i  nostri fratelli siciliani, diamo
  loro la  possibilità  in  questo  momento di grande crisi a tante
  famiglie   povere   di   potere   sopravvivere.   Agli   iracheni
  eventualmente ci  sarà  il  resto  del  mondo  che certamente sta
  meglio di  noi  siciliani  a  provvedere se eventualmente venisse
  fuori la  necessità  per la sopravvivenza di questa gente.
       Pertanto  sono contrario a questa mozione, pur dichiarandomi
  contrario alla guerra e alla violenza.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo utile
  da   parte   del   Gruppo   di   Rifondazione   Comunista   porre
  all'attenzione del Parlamento regionale il delicato tema che oggi
  sta  inquietando l'intera popolazione mondiale della invasione da
  parte degli  Stati  Uniti d'America dell'Iraq.
       Dico  questo  perchè  penso  di  condividere  pienamente  le
  ragioni poste  nel dibattito dall'onorevole Fleres.
       Penso ci siano  alcuni valori come la pace e la libertà, che
  non possono  iscriversi nè alla destra nè alla sinistra, anche se
  stamattina ho  sentito interventi roboanti con un filo antico che
  veniva più  dai  banchi  della  destra,  non tanto di una visione
  filo-americana ma  di  una  visione guerrafondaia che penso buona
  parte degli  uomini  di  Alleanza  Nazionale  devono mettere alle
  proprie  spalle.
       Tuttavia,    ritengo    utile    la    mozione   in   quanto
  l'inquietudine nel mondo c'è, il mondo è preoccupato, le reazioni
  nel mondo  sono  tante,  a  partire  da  Stati autorevoli come la
  Francia  e  a  partire  dal  fatto  che  dallo  stesso  congresso
  americano  si  stanno  levando  voci  contro  l'atteggiamento del
  Presidente Clinton.
       Da  parte  nostra,  signor  Presidente,  onorevoli colleghi,
  dobbiamo sapere  che  c'è  un rischio indiretto di coinvolgimento
  della nostra terra  ad  una  vicenda  che ci è estranea. E questo
  rischio indiretto  è  legato  al fatto che noi abbiamo nel nostro
  Paese le  basi,  dobbiamo sapere in che modo difendiamo il valore
  della pace  e  nello  stesso  tempo  difendiamo  il valore di una
  alleanza  strategica   che  è  l'alleanza  con  gli  Stati  Uniti
  d'America.
       Noi  diamo  un  giudizio su Saddam Hussein. Saddam Hussein è
  responsabile   diretto   dell'embargo  per  il  modo  come  si  è
  comportato,  per  il  fatto  che  puntualmente  ha  disatteso  le
  verifiche  richieste  dall'ONU,  per  il  fatto che il Presidente
  Saddam   Hussein   non   si   è   voluto   piegare  alle  ragioni
  internazionali del Consiglio di sicurezza.
       E,  tuttavia,  però,  riteniamo  che lo stesso atteggiamento
  degli   Stati   Uniti   d'America   che  hanno  proceduto  a  una
  dichiarazione di guerra senza una preventiva consultazione con il
  Consiglio Nazionale  di  sicurezza  è  di  per sé un fatto di una
  gravità inaudita.
       Noi pensiamo  che  l'equilibrio nel mondo e le ragioni tra i
  paesi hanno una sede comune. Questa sede comune e il luogo in cui
  si decide  sono  le  Nazioni Unite. Non possiamo tollerare che un
  Paese, seppur  autorevole  e  prestigioso  come  gli  Stati Uniti
  d'America,   un  Paese  anche  nostro  alleato,  possa  agire  in
  violazione  di decisioni che debbono essere assunte dal Consiglio
  di sicurezza dell'ONU.
       Per  questo,  certo,  onorevole  Virzì,  l'America  non  sta
  tremando  per  questo  dibattito,  ma  posso assicurarle che sono
  miliardi  di  uomini  che  stanno  tremando  per  un  rischio  di
  conflitto che c'è nel mondo.
       E questa  non  è una cosa che diciamo noi, è sollevata dagli
  enti  morali,  dalla Chiesa, dai settori del mondo cristiano, dai
  settori  del  mondo  protestante,  non  poteva un Parlamento come
  quello nostro rimanere estraneo ad un così importante dibattito.
       Adesso voglio entrare nel merito della mozione.
       Onorevole Forgione, è possibile arrivare a un voto dell'Aula
  di sostegno  delle  tesi  che  lei  ha  proposto  in  questa Aula
  attraverso  la  mozione  a firma dei parlamentari di Rifondazione
  comunista e di altri parlamentari. Le chiedo però di rivedere una
  parte  di  quella  mozione,  quella  parte specifica che riguarda
  l'uso delle  basi militari di Catania e di Trapani, perché questo
  attiene ad  una  responsabilità  che  non  è  la nostra, ma è una
  responsabilità  del governo nazionale che già ha preannunziato in
  tutta questa materia una adeguata prudenza.
       Per  cui,  preannuncio già la mia dichiarazione di voto, c'è
  un  nostro  orientamento  favorevole se si modifica una parte del
  testo conclusivo della mozione, a votare favorevolmente.
       Riteniamo  fra l'altro che in questo voto favorevole c'è una
  preoccupazione   che   coglie   l'ansia   e   la   preoccupazione
  diffusissime presenti in milioni di siciliani.

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intanto  mi
  sarebbe  piaciuto  all'inizio di questo dibattito capire su quale
  mozione il  dibattito  si è incentrato. Perché non mi pare che il
  dibattito sulle due mozioni fosse stato unificato.
       Se è  così, come  credo, è ovvio che l'avere unificato negli
  interventi  le  due  questioni  assume  un  significato meramente
  pretestuoso, con  l'obiettivo  di  ridicolizzare  una  delle  due
  mozioni, facendo  emergere  gli  aspetti  obiettivamente ridicoli
  dell'altra.
       Quindi, sgombro  il  campo  immediatamente  da  un possibile
  equivoco,  non  condivido  i  contenuti della mozione che propone
  aiuti all'Iraq.
       Detto  questo, però, mi sembra necessario evidenziare che il
  dibattito  sviluppatosi  in  quest'Aula  attorno  alla  questione
  sollevata dalla mozione presentata dal mio gruppo, è un dibattito
  che  per  molti  versi  deve  essere  definito  come allucinato e
  allucinante.
       Soltanto così mi pare si possano definire alcuni interventi,
  alcuni  dei quali puntano a rappresentare la aggressione militare
  degli  Stati  Uniti  contro  l'Iraq in questo momento addirittura
  come  lo  scontro  fra  due  culture:  quella  cristiana e quella
  islamica.
       Così ho  sentito, onorevole Beninati e così mi è sembrato di
  capire  dal  suo  intervento, quando esprimeva preoccupazione per
  l'invasione  del  nostro  Paese  da  parte di milioni di islamici
  portatori di  un'altra  cultura  e  a  quali  studi  poi  lei  si
  riferisca quando  cita il Corano e al Corano addebita una cultura
  violenta.
       Nel Corano sono contenute  alcune  indicazioni  alla  Guerra
  Santa, ma  le guerre sante, non indicate nel Vangelo, le ha fatte
  la cultura cristiana per prima.
       Io  non intendo scendere su  questo  terreno,  perché  è  un
  terreno scivoloso, sono rispettoso  della cultura cristiana, come
  sono rispettoso della cultura islamica.  C'è  da  precisare però,
  c'è  da  dire  con grande chiarezza  che  quello  di  cui  stiamo
  discutendo non è affatto lo scontro fra la cultura cristiana e la
  cultura  islamica,  non  c'entrano  assolutamente  niente  L'aver
  tirato fuori il Corano e un insegnamento del Corano alla guerra è
  una cosa che non c'entra niente  con  il  dibattito  che  stavamo
  sviluppando, l'ha fatto lei onorevole Beninati non l'ho fatto io,
  è una cosa che è stata tirata  fuori  in  maniera pretestuosa per
  nascondere altre vicende.
       Perché  mi  chiedo: l'Iraq non era forse di cultura islamica
  nel momento in cui i ceppi batterici di quelle tanto temute bombe
  batteriologiche venivano dati dagli Stati Uniti all'Iraq?
       L'Iraq non era di cultura  islamica  quando  i  lieviti  per
  nutrire quelle culture batteriche  venivano forniti dall'Italia e
  dalla Svizzera?
       Quando  gli armamenti di cui  dispone  oggi  Saddam  Hussein
  venivano forniti da tutto  il  mondo  occidentale,  appartenevano
  forse ad un altro pianeta gli iracheni?
       La verità è che attorno  alle  questioni  del Golfo, attorno
  alle questioni di quel territorio  si stanno giocando partite che
  non  riguardano affatto il confronto  fra  due  culture,  ma  che
  riguardano  invece  gli  interessi   forti  di  grandi  potentati
  economici  internazionali, che   ruotano   attorno   al  problema
  dell'energia, attorno a quell'area si  sta  giocando  una partita
  difficilissima,    delicatissima,   riguardante   gli   equilibri
  internazionali   del  mondo,  non  certamente  un  confronto  tra
  culture.
       Ho  sentito  tirar  fuori   in  questo  dibattito  argomenti
  pretestuosi, qualcuno è andato a  rispolverare  Hanoi, ha sentito
  il  bisogno  di  evocare questo "fantasma" che  ancora  agita  le
  coscienze di molti americani degli  Stati Uniti, quella sconfitta
  non fu mai digerita. Io sono fra  quelli  che  ritengono che, non
  questo dibattito, ma neanche le  prese  di  posizioni del Governo
  nazionale inquieteranno più di  tanto  il gendarme internazionale
  che sono gli Stati Uniti.
       Appartengo a quella generazione che  in  quei anni riuscì ad
  inquietare  quelle  coscienze.  So  bene  che gli Stati Uniti non
  hanno paura del nostro dibattito e che non avranno paura dei voti
  che esprimerà  quest'Aula, so bene però che le prese di posizione
  dei  popoli,  le prese di posizione delle coscienze degli uomini,
  quelle sì che possono mettere in ginocchio anche giganti come gli
  Stati  Uniti.  Siamo  riusciti,  la  mia generazione è riuscita a
  mettere  in ginocchio quel gigante in quell'occasione. Quello che
  si  chiedeva  a  quest'Aula  non  era  di  spolverare pretestuose
  considerazioni  su Ocalan e quant'altro, quello che si chiedeva a
  quest'Aula  era  di  esprimere  un  voto riguardante le coscienze
  pacifiste degli uomini.
       Io mi appello a quanti cattolici hanno qua dentro quest'Aula
  impresso nella loro cultura il genoma  del  pacifismo e della non
  violenza, perché  mettano da parte qualsiasi altra considerazione
  e  facciano  prevalere  le  considerazioni  che,  invece,  devono
  prevalere.
       La pace bisogna difendere e se  per  questo è necessario che
  si dica che Saddam Hussein è un assassino per primo io, da questi
  banchi,  non  posso  che  testimoniare:  ha  ucciso  migliaia  di
  comunisti, ha ucciso migliaia e  migliaia  di  curdi. Non difendo
  Saddam Hussein, non posso difendere  gli Stati Uniti quando fanno
  un'operazione di questo tipo.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole Sottosanti, ne
  ha facoltà.

     SOTTOSANTI. Sarò brevissimo, signor Presidente dell'Assemblea,
  onorevole assessore Piro (perché  il Governo è assente) onorevoli
  colleghi ....

     PIRO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Il  Governo le
  guarda le spalle.

     SOTTOSANTI. E' dietro. Mi fa piacere.
       Io  devo   stigmatizzare  soltanto  una  cosa  all'onorevole
  Forgione che ha presentato la mozione.
       Si stava per votare sul disegno di legge per lo scioglimento
  degli enti e noi sappiamo che centinaia di operai sono attorno al
  Palazzo della  Regione,  provenienti  dal territorio del Nisseno,
  dell'Ennese. Centinaia  di  operai  che  aspettano,  che  anelano
  all'approvazione di quel disegno di legge per avere assicurato il
  diritto alla vita.
       Le  due mozioni  presentate  hanno  fatto  e  credo  faranno
  slittare la votazione sul  disegno  di  legge e la gente aspetta,
  aspetta per il popolo iracheno.
       Io sono contro le  guerre, l'ho sempre sostenuto in tutte le
  piazze quando ho avuto  modo di potere parlare. Sono per la pace,
  la libertà e  la  democrazia,  ma l'onorevole Forgione deve anche
  pensare che un 25 per  cento di disoccupati in Sicilia a causa di
  una dirigenza a  livello nazionale, possibilmente anche a livello
  regionale,  governi  incapaci  ed  imbelli che lasciano il popolo
  nella disoccupazione.
       L'onorevole Forgione deve  anche mettere in quella mozione e
  potrei   anche   votarla,   ma   mi  astengo  perché  sicuramente
  l'onorevole   Forgione   non   scriverà  una  frase  del  genere.
  Auguriamoci  che  il  popolo  iracheno  insorga con una guerra di
  resistenza  contro  Saddam,  così come si è fatto nell'anno 1945.
  Creiamo  i  presupposti  per  la resistenza contro Saddam. Questo
  grande   dittatore   che   può   scatenare  un  grosso  conflitto
  internazionale.
       Io non sono  tenero con gli americani, caro Forgione, perché
  hanno sempre fatto  bombardamenti  a  tappeto.  Io ero ragazzino,
  avevo 11  o  12  anni  e  non posso dimenticare i bombardamenti a
  tappeto  sul  territorio  nazionale,  nelle  scuole, negli asili,
  nelle  scuole  materne,  ovunque,  si colpiva la gente inerme per
  fare scatenare una guerra civile contro il governo italiano.
       La stessa cosa si  deve  fare  in  Iraq:  scatenare la gente
  contro questo dittatore  per  eliminare  le  guerre nel mondo. Io
  sono contro le guerre,  mi auguro che il futuro porga un avvenire
  migliore, che sia un  avvenire  di pace, di libertà, di autentica
  democrazia.
       Tutti assieme dobbiamo  difendere la pace, ma dobbiamo anche
  mettere al primo posto due grandi valori:  il diritto alla vita e
  il diritto all'umana solidarietà. Grazie.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole Spagna. Ne ha
  facoltà.

     SPAGNA. Signor Presidente, il rischio avvertito dall'onorevole
  Virzì  di  creare  un'atmosfera  un  po'  vagamente  da assemblea
  studentesca  e di trattare con molto dilettantismo argomenti così
  importanti di  politica  estera, è reale, è stato reale, però non
  toglie la sensibilità espressa dall'onorevole Forgione e da altri
  amici  di  imporre  a  quest'Assemblea  di esprimersi su un fatto
  tragico, che  è  al di fuori di questo Palazzo, al di fuori della
  Sicilia ma del quale non possiamo non interessarci a meno che non
  vogliamo  essere  estranei  ai  grandi  problemi  che  riguardano
  l'umanità.
       La mozione  di  Forgione coglie nel segno nel momento in cui
  traduce  il profondo turbamento che credo tutti noi abbiamo avuto
  nell'apprendere    del    bombardamento    americano   in   Iraq,
  bombardamento  che, come  sempre avviene nonostante la conclamata
  precisione  militare, non  è  vero  che  riguarda  soltanto  basi
  militari  ed  obiettivi  militari  ma finisce inevitabilmente per
  coinvolgere la popolazione civile.
       Il  Governo  italiano  credo  si  sia  mostrato estremamente
  prudente   su   questa  vicenda,  non  abbia  espresso  posizioni
  pregiudiziali, anche  se il Presidente D'Alema e il Ministro Dini
  hanno  fatto  rilevare  di  non  essere  stati  consultati  prima
  dell'attacco  militare  ma  di  averlo saputo soltanto ad attacco
  avvenuto.
       Da   qui  quel  coro  che  è  nato  all'interno  dell'Europa
  comunitaria  di fermare l'attacco americano e comunque cercare di
  inquadrare  questa  lunghissima  e  interminabile vertenza con il
  regime  di   Saddam  Hussein  in  una  vertenza  di  pace  e  non
  necessariamente  che  richieda  un  intervento bellico che ha già
  prostrato le popolazioni irachene.
       Quindi io  credo,  almeno per la mia  parte politica, di non
  potere aderire  a  nessun  tono antiamericano che è quello che un
  po'  ha  intravisto l'onorevole Di Martino, e quindi, mentre sono
  favorevole nella sostanza alla mozione presentata da Forgione, mi
  ritroverei  ancor  più  favorevole se volesse togliere quelle che
  sono  state  delle  espressioni  tipiche di una certa campagna in
  alcuni  momenti  storici  del  nostro Paese, come ad esempio: "No
  all'uso militare delle basi militari USA" quasi a volere definire
  da  una  parte  il  torto  dall'altra  parte  la  ragione, quando
  viceversa,  è inutile che qui faccio trattati di politica estera,
  tutti noi  sappiamo  di  avere di fronte un dittatore come diceva
  l'amico Santino Vella, sanguinario, che non conosce alcuna regola
  democratica,  che  è  un  fattore  profondo  di instabilità nella
  Regione del Medio Oriente e la cui fine politica io credo che sia
  da tutti auspicata, anche dagli amici di Rifondazione comunista.
       Quindi  io  mi  ritroverei in una mozione dell'Assemblea che
  esprima  naturalmente  il  turbamento  del  popolo siciliano, che
  pensiamo di interpretare di fronte a questo attacco nei confronti
  dell'Iraq,  nello stesso tempo un invito al Governo di continuare
  ad  assumere  quelle  iniziative  in  sede  europea  che  possono
  determinare  un  tavolo  di  concertazione  e quindi un tentativo
  serio di  raggiungere la pace, e nello stesso tempo premere sugli
  americani e sulla iniziativa antiamericana, chiedere che anche le
  nostre   basi   militari   siano   utilizzate   soltanto   dietro
  un'autorizzazione  che venga data, così come ha detto il Ministro
  degli esteri Dini, dal Consiglio di sicurezza dell'ONU.
       Non  credo  che  questo  abbia  un  tono antiamericano, anzi
  rispecchia in  un  certo  senso  parte  del  dibattito che oggi è
  vivissimo  in  America  all'interno  della  Camera  dei deputati,
  all'interno del Congresso dove l'iniziativa di Clinton come tutti
  sappiamo,   ha   trovato  molte  perplessità  perché  è  sembrata
  inquadrarsi  in  una  difficoltà  di  questa  presidenza che si è
  evidenziata negli ultimi mesi.
       Quindi  se  l'amico  Forgione volesse aderire a una modifica
  del  punto  2 della mozione, chiedendo di sostituire: "a chiedere
  che  non  sia  consentito  l'uso  delle  basi  USA  presenti  sul
  territorio   della   Regione   siciliana;  ad   impedire  un  uso
  indiscriminato  di basi militari presenti in Sicilia e in Italia,
  che  non sia espressamente autorizzato dal Consiglio di sicurezza
  dell'ONU"   e  ad  inserire  "ad  assumere  tutte  le  iniziative
  necessarie, soprattutto  in sede europea per riportare la pace in
  quella tormentata Regione del mondo".
       Con questo taglio, a nome del mio gruppo sarei favorevole.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  No, onorevole Forgione, intanto il dibattito si è
  concluso. Poi si ritornerà sulla questione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,  intervengo  sull'ordine  dei
  lavori in  ragione  del  fatto  che  ieri  sera la Conferenza dei
  capigruppo  aveva determinato un calendario che si sarebbe dovuto
  concludere   ragionevolmente  entro  la  giornata  di  oggi,  con
  l'inizio   della   discussione   sullo  scioglimento  degli  enti
  economici  regionali,  il completamento di quel disegno di legge,
  la  discussione  sulle  mozioni  riguardanti l'Iraq e le nomine e
  subito dopo con la variazione di bilancio.
       Siamo  a  metà  del  lavoro svolto. Se l'Aula dovesse essere
  d'accordo,  io  sarei  dell'avviso  di  proseguire dando il volto
  sulla   mozione  presentata  dall'onorevole  Forgione  ora, e  di
  rinviare i  lavori d'Aula a lunedì pomeriggio con le mozioni e le
  variazioni  di  bilancio, di modo che, se lunedì dovessero essere
  presentati  emendamenti  alle  variazioni  di  bilancio, potremmo
  discuterle martedì.
       Chiedo  al Presidente dell'Assemblea, inoltre, d'accordo con
  l'Aula,  di  prevedere,  per lunedì e martedì sera, quando saremo
  ormai ad  un  giorno  dal  Santo  Natale, di poter effettuare due
  sedute notturne.

     PIRO,    Assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   Assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non avrebbe difficoltà
  ad  accettare  la  scansione  dei  lavori  d'Aula adesso proposta
  dall'onorevole  Speziale  se  non  fosse per una problematica che
  consideriamo  assolutamente rilevante e che intendiamo sottoporre
  alla  valutazione dell'Assemblea, che ci induce a dover formulare
  una proposta un po' diversa da quella dell'onorevole Speziale.
       Il  Governo  ha  presentato  un provvedimento, il disegno di
  legge n.  840, che viene definito "provvedimento di variazioni di
  bilancio". In  realtà  il  provvedimento  contiene  anche  alcune
  variazioni  al  bilancio  del 1998, ma contiene pure alcune norme
  indifferibili, valutate  dalla  Commissione  finanza e che devono
  essere  assunte  entro il 1998 e comprende, altresì, alcune norme
  indispensabili per poter formulare in termini corretti le note di
  variazione  che devono accompagnare l'approvazione dell'esercizio
  provvisorio.
       Se  si  accettasse  la scansione dei tempi dei lavori d'Aula
  proposta  dall'onorevole  Speziale, signor Presidente, il Governo
  si troverebbe a dover presentare l'esercizio provvisorio e l'Aula
  ad approvarlo nella settimana compresa tra Natale e Capodanno...

     PRESIDENTE.  Onorevole Piro, non sarebbe la prima volta che lo
  facessimo il 15 gennaio comunque

     PIRO,  Assessore per il bilancio e le finanze. ....  ma questo
  non potrà essere possibile e siccome io credo che con una piccola
  modifica si possa recuperare  il  tutto,  il Governo chiederebbe,
  con il consenso dell'Aula  e  del  Presidente  dell'Assemblea, di
  poter avviare adesso la discussione generale sul disegno di legge
  n.  840, con l'auspicio  che la discussione generale stessa possa
  essere conclusa entro un breve tempo, dal momento che poi ci sarà
  ulteriore tempo per intervenire  sui singoli articoli, in modo da
  verificare se c'è la  presentazione  degli  emendamenti  e poter,
  quindi, riiniziare l'esame del disegno di legge di variazione già
  a  partire da lunedì, in modo  che  si  possa  poi  presentare  e
  deliberare entro il 23, che è la data ultima fissata per i lavori
  dell'Assemblea,  lo stesso  esercizio  provvisorio,  senza  dover
  ricorrere  a  fatti   straordinari   e   senza   dover   lasciare
  l'Amministrazione, praticamente per  l'intero  mese  di  gennaio,
  senza alcun documento finanziario agibile.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, qualunque tipo di proposta che
  serva a sbloccare la  situazione,  la presidenza, naturalmente, è
  pronta ad accoglierla.
       Vorrei fare osservare che sono  le  14.30  e  non c'è alcuna
  ragione che si debba  creare  una  condizione nella quale l'Aula,
  per esempio, potrebbe, per  assurdo,  decidere  di andare a tempo
  lungo. Ma questo ha bisogno di una presa di posizione da parte di
  tutti i gruppi...

     SPEZIALE. Però c'è un fatto tecnico nuovo...

     PRESIDENTE.  No, i fatti tecnici non convincono la presidenza.
  Sono  valutazioni politiche che naturalmente sono prerogativa del
  Parlamento, ma  fatti  tecnici  non ce ne sono dal punto di vista
  regolamentare. Sono fatti di carattere politico.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor presidente, onorevoli colleghi, io credo che la
  proposta  dell'onorevole Speziale sia condivisibile, anche perché
  è  perfettamente coerente con le conclusioni della conferenza dei
  Presidenti   dei  gruppi  parlamentari  che  si  è  tenuta  ieri.
  Comprendo  le  osservazioni  dell'onorevole Piro, le comprendiamo
  come  Polo,  e  tuttavia,  poiché  abbiamo  l'esigenza  di  poter
  concordare  e di potere predisporre gli emendamenti, e questo non
  era previsto  per  la  giornata  di oggi perché la conferenza dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari aveva stabilito un calendario
  diverso,   purtroppo   non   possiamo   accedere   alla  proposta
  dell'onorevole   Piro,  mentre  siamo  perfettamente  disponibili
  lunedì ad  affrontare  il  tema,  anche  per  le vie brevi, anche
  individuando  dei  percorsi  accelerati,  anche semplificando gli
  elementi di mediazione che si potrebbero venire a determinare, ma
  ovviamente  a  partire dalla giornata di lunedì pomeriggio, anche
  perché  abbiamo  l'esigenza,  un  po'  tutti,  di  predisporre  e
  approntare gli eventuali emendamenti su cui confrontarci.
       Pertanto condividiamo  perfettamente  la  proposta di ordine
  dei lavori dell'onorevole Speziale  per un aggiornamento a lunedì
  pomeriggio  con  l'ordine   del  giorno  di  proseguimento  degli
  argomenti  inseriti,  l'elezione  dei componenti del Consiglio di
  Presidenza, quindi la mozione che doveva essere discussa oggi.
       In  questo  senso mostriamo ancora una volta disponibilità a
  venire incontro alle esigenze della maggioranza.
       Voi sapete quanto il  Polo  aveva sollecitato la trattazione
  della   mozione   sugli  enti  anche  questa  mattina,  tuttavia,
  comprendiamo che  l'orario  non  ce  lo  consente,  né il tema ci
  consente che possa essere sviluppato con la necessaria dovizia di
  particolari  ed i necessari tempi e, pertanto, nel condividere la
  proposta  dell'onorevole  Speziale,  chiediamo  di  aggiornare la
  seduta a lunedì inserendo subito dopo l'elezione del Consiglio di
  presidenza la trattazione delle mozioni e quant'altro.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   mi   rendo   conto   che
  l'orientamento   è   questo,  pur  devo  riferire  all'Aula,  che
  comunque,  una  parte  almeno delle preoccupazioni dell'onorevole
  Piro sono  oggettive.  Non  sono  un  fatto  tecnico però sono un
  fatto preoccupante, per certi versi.
       Allora, se, per esempio,  si  concorda  di  fare  la  seduta
  pomeridiana di lunedì ma  di  consentire  di andare, per esempio,
  sino a mezzanotte, noi potremmo  recuperare  il tempo. Per cui la
  seduta di lunedì prevedersi  anche  come  seduta notturna. Con la
  seduta notturna di lunedì  si  risolverebbe  il  problema:  dalle
  17.00 alle 24.00.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.   Signor   presidente,   onorevoli   colleghi,  ieri  in
  conferenza   dei   Presidenti  dei  gruppi  parlamentari  avevamo
  stabilito  quanto  ha  sintetizzato  l'onorevole  Speziale  e ora
  l'onorevole Fleres.
       Dobbiamo  pur  rilevare  che, evidentemente, alla conferenza
  dei  capigruppo  non  aveva  partecipato, perché non ne fa parte,
  l'assessore Piro.
       In questo  senso  io  credo che (e in questo credo ci sia un
  impegno da  parte di tutta la maggioranza) pur rimanendo ferma la
  trattazione della  mozione  sulle nomine per lunedì,  e su questo
  credo che  ci  sia un accordo corale da parte della maggioranza e
  dell'opposizione.   Tenendo   conto  delle  esigenze  prospettate
  dall'onorevole   Piro   poc'anzi,   potremmo   benissimo,  se  la
  maggioranza  e   l'opposizione,   se   l'Aula  tutta  lo  ritiene
  opportuno, iniziare  ad  incardinare  subito il disegno di legge.
  Facciamo uno sforzo.  Mi  rendo  conto che siamo a fine anno e la
  Presidenza sa  benissimo  quante  volte  siamo  andati incontro a
  sforzi notturni,  diurni  etc.  Iniziamo  ora  ad  incardinare il
  disegno di  legge sulle variazioni di bilancio, dopodiché  lunedì
  pomeriggio sicuramente andremo a discutere anche le mozioni sulle
  nomine, continuando -  e  su  questo  vi  è  la disponibilità del
  nostro gruppo parlamentare,  ma  credo anche da parte di tutta la
  maggioranza- continuando poi la seduta notturna.
       Al di  là delle mozioni che sono determinanti ed importanti,
  ma se c'é  un  problema  tecnico che viene sollevato da parte del
  governo, credo che l'Aula dovrebbe pure tenerne conto.

     PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Signor presidente,
  io la ringrazio per avere dato conto del fatto che il problema da
  me sollevato é  un problema che attiene alle decisioni, ma che ha
  anche delle implicazioni di carattere tecnico, amministrativo non
  secondario.
       Il rischio  che  io  pavento  é  quello  di  non  arrivare a
  deliberare l'esercizio provvisorio in un tempo tale che sia utile
  per  consentire   già   nel   mese   di  gennaio  e  di  febbraio
  all'amministrazione  di  operare.  Tuttavia, avendo ascoltato gli
  interventi  dei capigruppo, avendo ascoltato anche l'orientamento
  della presidenza ed avendo, quindi, acquisito il governo, per gli
  impegni che sono  stati  qui  manifestati, la certezza che lunedì
  verrà  incardinato  il  disegno  di  legge  iniziando  quindi  la
  discussione generale, in  modo da potere poi essere ripreso nella
  giornata  di  martedì,  io  credo  che  a  questo  punto,  signor
  presidente, pur manifestando  ancora  qualche timore per i rischi
  che si paventano,  tuttavia  sicuramente  c'é  una situazione più
  avanzata e, quindi, il  governo  a  questo  punto  si  attesta su
  questa decisione.

     PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   resta   stabilito   che
  completiamo la trattazione delle mozioni.


   Presidenza del presidente Cristaldi


              RIPRENDE LA DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI

     FORGIONE. Chiedo  di  parlare  per dichiarazione di voto sulla
  mozione n. 276.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  presidente,  intervengo  solo  per dire che
  accolgo le  proposte  dell'onorevole Spagna e cioè la modifica al
  secondo passo della  mozione  a  cassare e a chiedere che non sia
  consentito l'uso  delle  basi  USA  presenti sul territorio della
  Regione  siciliana e  a  sostituirlo  con  "ad  impedire  un  uso
  indiscriminato delle basi  militari  presenti  in  Sicilia  ed in
  Italia che non  sia  espressamente  autorizzato  dal Consiglio di
  sicurezza  dell'ONU"  ed  a  inserire  un  altro  passo  proposto
  dall'onorevole  Spagna,   "ad   assumere   tutte   le  iniziative
  necessarie, soprattutto in sede Europea, per riportare la pace in
  quella tormentata Regione". Leggo così come l'onorevole Spagna me
  le ha passate.  Quindi,  accolgo  le  modifiche e possiamo quindi
  procedere alla votazione.

     PRESIDENTE. Comunico  che  l'onorevole Spagna ha presentato il
  seguente emendamento sostitutivo del secondo e terzo alinea della
  parte impegnativa della mozione n.  276:

    "Ad impedire un uso indiscriminato delle basi militari presenti
    in Sicilia ed  in  Italia che non sia espressamente autorizzato
    dal Consiglio di sicurezza dell'ONU";

    "Ad assumere tutte  le  iniziative  soprattutto in sede europea
    per riportare la pace in quella tormentata regione".

    Lo pongo in votazione.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI.  Signor  presidente,  prima  di  esprimere  la  mia
  dichiarazione di voto vorrei che la presidenza rileggesse, perché
  quando lo faceva il  collega Forgione non sono riuscito a sentire
  integralmente la modifica al II punto dell'impegno al Governo.

     PRESIDENTE. "Ad  impedire  un  uso  indiscriminato  delle basi
  militari  presenti  in   Sicilia   e   in   Italia  che  non  sia
  espressamente autorizzato dal Consiglio di sicurezza dell'ONU".

     BUFARDECI. Volevo sentire meglio questo concetto per capire se
  il passaggio che  si  vuole  fare  emergere  dalla modifica della
  mozione è quello che le attività militari devono essere precedute
  dall'autorizzazione del  Consiglio di sicurezza, mi pare pacifico
  e mi posso trovare  d'accordo. Se una volta avuto questo consenso
  e quindi  questa  autorizzazione  alle  azioni  eventualmente  di
  guerra viene concesso, a quel  punto gli USA usano le basi come e
  quando vogliono non  per  un  uso  indiscriminato come se dovesse
  chiedere il permesso affinchè domani o oggi pomeriggio alle 17.00
  faccia l'intervento. Quindi, se  il  concetto  è  quello  che  ho
  cercato di esplicitare mi vede d'accordo.

     PRESIDENTE. Mi  pare  di  capire  che  se  Clinton vuole usare
  l'Aeroporto di  Birgi non lo può utilizzare se tutta l'operazione
  non viene autorizzata  dall'ONU;  è  proprio  questo  che  stiamo
  stabilendo.
       Pongo in votazione l'emendamento.  Il parere del Governo?

     LO MONTE , assessore per i Lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

        PRESIDENTE. Pongo in  votazione la mozione n. 276 nel testo
  risultante.

     AULICINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non basta
  modificare le conclusioni  mantenendo la premessa. Io ho letto la
  mozione e  nonostante  questa  abile  piccola  modifica, proposta
  peraltro  dal  partito  popolare,  funzionale,  si  ripropone  al
  Parlamento  l'approvazione  di  una  mozione  in  cui  si  lascia
  inalterato:  il  "premesso  che", il " considerato che" etc.  Non
  sono d'accordo  assolutamente  perché  questo  è semplicemente un
  piccolo accorgimento  per  fare  passare  una  impostazione  anti
  americana, mentre  per  quanto  mi  riguarda potrei votare questa
  mozione  se   si   stabilisse   che   l'Italia   deve  protestare
  energicamente  nei   confronti   di   Clinton  perché  ha  deciso
  l'intervento prescindendo dall'ONU.
       A me  starebbe  bene  una  mozione  che  evidenziasse questo
  aspetto e cioè che gli Stati Uniti e l'Inghilterra hanno commesso
  l'errore innanzitutto  se  non hanno consultato adeguatamente gli
  alleati, e inoltre perché la decisione è stata presa prescindendo
  dal loro voto contro questa mozione.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi. Pongo in votazione la mozione
  276 così come risulta essere stata emendata.

     STANCANELLI. Chiedo  che  la  votazione  avvenga per scrutinio
  nominale.

        VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELLA MOZIONE N. 276

     PRESIDENTE. Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a  termine di
  regolamento indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale della
  mozione n. 276.
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme  il  pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                    (seguono le operazioni di voto)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo l'esito  della  votazione  per scrutinio
  palese nominale:

      Presenti e votanti ....... 47
      Astenuti .................  7
      Maggioranza .............. 24
      Hanno votato sì .......... 35
      Hanno votato no ..........  5

                        (L'Assemblea approva)

        PRESIDENTE. Si passa alla votazione della mozione n. 277.

     ZANNA.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirare la mozione.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli  colleghi,   desidero   dare  informazione  di  un
  incontro promosso dal Presidente della Regione, su sollecitazione
  del sindaco di Agrigento,  con  la  presenza di Sua Eccellenza il
  Prefetto di Agrigento oltre ad autorità e parlamentari regionali.
  Come è a tutti  voi  noto  c'è  una  situazione di grande disagio
  sociale di tensione nella  Valle dei Templi per la nota questione
  dell'abusivismo.
       La  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari
  nell'individuare  il  programma  dei  lavori  ha  individuato  la
  necessità di approvare  anche  il disegno di legge istitutivo del
  parco  archeologico della  Valle  dei  Templi  di  Segesta  e  di
  Selinunte.
       Il disegno di  legge  è  ancora  in Commissione 'Bilancio' e
  quindi non può essere incluso all'ordine del giorno.
       Pertanto, se  non  sorgono  osservazioni,  vorremmo chiedere
  alla  Commissione   'Bilancio'   di  utilizzare  tutto  il  tempo
  disponibile, purché  non  sia  concomitante con le sedute d'Aula,
  per potere esitare quel disegno di legge;  fatto quest'ultimo che
  ci consentirebbe di inserire nell'ordine del giorno il disegno di
  legge sulla Valle  dei  Templi  che  qui  formalmente  non  posso
  inserire perché  ancora  non  è  stato  esitato dalla Commissione
  'Bilancio'.
       Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a  lunedì  21
  dicembre 1998, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE  UNIFICATA  DI MOZIONI CONCERNENTI NOMINE
          EFFETTUATE DAL GOVERNO  (V. ALLEGATO).

    III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       1) "Integrazione  del  fondo dei comuni di cui all'articolo 11
          della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5. Realizzazione di
          progetti  di  utilità collettiva e disposizioni finanziarie
          urgenti" (n. 840).

     IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

      V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

     VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

     VII - ELEZIONE   DEL  COLLEGIO  DEI  REVISORI  DEI  CONTI  DELLA
          FONDAZIONE "FEDERICO II".

     VIII -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti  l'elezione  diretta  del Presidente
          della     Regione,    l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa   popolare   e   comunale  ed  i
          referendum  regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate) (Seguito).

       - Relatore: On.le Provenzano.

      IX - ELEZIONE  DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
          COMMISSIONE   PER   L'ESAME   DELLE  QUESTIONI  CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

     X - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Variazioni   al  bilancio  della  Regione  e  al  bilancio
          dell'Azienda   delle   foreste   demaniali   della  Regione
          siciliana  per  l'anno  finanziario 1998. Assestamento" (n.
          726/A).

       2) "Variazioni  di  bilancio  per  l'attuazione  delle riserve
          sulle  entrate  della  Regione  a  favore dell'erario dello
          Stato  ed  interventi  in materia di agricoltura e foreste"
          (NN. 698-834-837/A).

       3) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
          AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)

    XI - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          "Nuove  norme  in  tema  di interventi contro la mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari" (N. 795).

                   La seduta è tolta alle ore 14.45.

            (licenziato dal Servizio resoconti alle ore 16.00)