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Resoconto d'Aula della Seduta n. 207 di lunedì 21 dicembre 1998
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   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

       La seduta è aperta alle ore 17.40.

     CINTOLA, segretario  f.f.,  dà  lettura  del  processo verbale
  della  seduta   precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  è
  approvato.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  su  richiesta  del Presidente
  della Regione, al fine di  concludere  i lavori della Commissione
  'Bilancio', la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 19.15)

    La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi, non  essendo  stati  ultimati  i  lavori
  della Commissione 'Bilancio',  su richiesta del Governo, sospendo
  la seduta fino alle ore 20.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 20.05)

       La seduta è ripresa.
       Non  essendo  stati  ultimati  i  lavori  della  Commissione
  'Bilancio', su  richiesta  del Presidente della Regione, sospendo
  ulteriormente la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 21.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.07, è ripresa alle ore 21.15)

       La seduta è ripresa.

    Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:  Comunicazioni.

       DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA

    -  "Istituzione   dell'Azienda   ospedaliera   per  l'emergenza
    pediatrica 'G. Di Cristina e Casa del sole' di Palermo" (n.849)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli  onorevoli  Nicolosi, Scammacca della Bruca,
    Pagano, D'Andrea, Di Martino, Pezzino, Barone, Virzì in data 18
    dicembre 1998

  ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI  DELLE COMMISSIONI CHE  SI
  COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL IV COMMA DELL'ART. 69 DEL
  REGOLAMENTO INTERNO

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 15.12.1998: VIRZI'-ALFANO-GUARNERA-LA GRUA-SPAGNA-
                              TURANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 15.12.1998: FORGIONE sostituito da VELLA

                            BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 16.12.1998: MELE

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 16.12:1998: ALFANO  sostituito da CROCE
                              GRANATA   "  "      " LA GRUA

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2601 - Interventi nel tratto di viale Alcide De Gasperi
    a   Catania,  danneggiato  in  conseguenza  delle  frequenti
    piogge.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N.   2602  -  Notizie  sulla  società  denominata  'Bacini
    S.p.a.',  che  opera  all'interno  del  cantiere  navale  di
    Palermo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Industria
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------
      N. 2603 - Iniziative per assicurare il diritto alla salute
    ai cittadini di Randazzo (CT).
      - Assessore Sanità
      ***
    Catanoso Genoese Francesco
                          ----------------
      N. 2604 - Previsione di una dirigenza ENAV a Catania,
      - Presidente Regione
      ***
    Catanoso Genoese Francesco
                          ----------------
      N. 2605 - Interventi per la regolamentazione del  fenomeno
    del randagismo.
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2606 -  Interventi  per  migliorare  le  condizioni  di
    vivibilità nella zona Galatusi  di  San  Giovanni  La  Punta
    (Catania).
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2607 - Iniziative per il ripristino della sede stradale
    della statale 119 Alcamo - Gibellina, in particolare al  Km.
    21.
      - Assessore Turismo
      ***
    Turano Girolamo
                          ----------------
      N. 2608 - Interventi per assicurare sedi idonee a tutte le
    scuole secondarie della provincia di Messina.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Speranza Bartolo; Scalici Antonino;  Pellegrino  Bartolomeo;
    Trimarchi Giovanni

     PRESIDENTE.  Le  interrogazioni ora annunziate saranno inviate
  al Governo.

                          ----------------

    ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

      N. 313 - Interventi al fine di accertare se
    nell'aggiudicazione degli appalti pubblici per la  fornitura
    di beni e servizi, presso  il  Comune  di  Agrigento,  siano
    state    rispettate  le  norme  in  materia  di  trasparenza
    amministrativa.
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Vella Basilio; Forgione Francesco; Liotta Santo
                          ----------------
      N.      314  -  Iniziative  urgenti  al  fine  di  avviare
    un'ispezione presso le aziende concessionarie di autolinee e
    per il riordino del settore in Sicilia.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Vella Basilio; Forgione Francesco
                          ----------------
      N. 315 - Notizie sul bando di concorso per  350  posti  di
    Guardia forestale.
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Oddo Camillo

     PRESIDENTE.  Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza
  che  il  Governo abbia dichiarato che respinge le interpellanze o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorni  in cui intende trattarle, le
  interpellanze  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per
  essere svolte al loro turno.

    COMUNICAZIONE DI NOMINA DI VICEPRESIDENTE DI GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE. Informo che  con nota 17 dicembre 1998 l'onorevole
  Mele ha comunicato  che  l'onorevole Giglio Ortisi è stato eletto
  vice presidente  del Gruppo parlamentare movimenti democratici la
  Rete alleanza democratica.
       L'Assemblea ne prende atto.

    Avverto,   ai   sensi   dell'articolo   127,  comma  nono,  del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    DISCUSSIONE UNIFICATA  DI MOZIONI CONCERNENTI NOMINE EFFETTUATE
    DAL GOVERNO

     PRESIDENTE. Si passa  al  secondo punto all'ordine del giorno:
  Discussione unificata  di  mozioni  concernenti nomine effettuate
  dal Governo. Invito il deputato segretario a darne lettura.

     SILVESTRO, segretario f.f.:

      N. 245 - Revoca delle nomine dei direttori regionali.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              - la Giunta  regionale  ha  proceduto alla nomina di
              sei nuovi  direttori  regionali  in  dispregio delle
              vigenti norme sul pubblico impiego da anni applicate
              in tutta  Italia  e  con procedure assai discutibili
              che contrastano  anche con i deliberati e pronuncia-
              menti della Corte dei conti (si veda in proposito la
              relazione  sul  rendiconto  generale  della  Regione
              siciliana   per  l'esercizio  finanziario  1996  che
              richiama, riguardo  ai  criteri  per  la  nomina dei
              nuovi  direttori  regionali,   la  deliberazione  n.
              74/96,  la  giurisprudenza della  Corte  dei  conti,
              ossia le sentenze n. 41/93, n. 1/95 e  n. 18/95 e il
              più  recente orientamento del  Consiglio  di  Stato,
              sez.   IV,  sentenza  n.  562/95,  che  ha  ribadito
              'l'esigenza  sostanziale che  i  soggetti  prescelti
              siano effettivamente di qualificazione professionale
              adeguata al grado, alla complessità  e  alla delica-
              tezza delle funzioni inerenti al munus affidato');

              - il metodo  seguito  dal  Governo  Drago  non certo
              casualmente colloca  nei  posti  giusti  parenti  di
              assessori in  carica, di deputati nazionali vicini o
              facenti parte della maggioranza, di capi di gabinet-
              to, noncurante dei principi di efficienza, imparzia-
              lità e buon  andamento che devono sorreggere l'atti-
              vità della  Pubblica  Amministrazione.  Meno che mai
              del pronunciamento  della  stessa  Corte  dei conti,
              richiamato nella  citata  relazione  del  1996,  che
              evidenzia 'ai  fini dell'attribuzione di tali quali-
              fiche  di   vertice'   come  l'Amministrazione  'pur
              fruendo di  poteri  ampiamente  discrezionali - che,
              comunque,  non   sono  da  identificare  col  potere
              politico 'tout  court'-  dovrà  sempre  privilegiare
              l'obiettivo  della   piena  efficienza  della  P.A.,
              attraverso il reperimento  dei soggetti più capaci e
              meritevoli';

              - non ci  troviamo  davanti  ad  un  atto  di  'alta
              amministrazione',  come  afferma con disinvoltura il
              Presidente della  Regione, ma semmai alla riproposi-
              zione di logiche spartitorie e nepotiste;

              - il Governo  dell'on. Drago, al di là degli annunci
              ad effetto,  non ha dimostrato nessuna intenzione di
              avviare una  seria  azione  di riforma della Pubbica
              Amministrazione  regionale  che tenesse conto  delle
              necessità  di  separare la politica dall'amministra-
              zione, valorizzando  al  massimo  la  competenza, la
              professionalità, la produttività  dei funzionari re-
              gionali più meritevoli,  che devono sempre più  sen-
              tirsi al servizio della Regione e del suo sviluppo;

              - la  riforma  della  burocrazia  deve costituire il
              problema  da   risolvere  con  estrema  urgenza  per
              avviare la  fase della modernizzazione di un'Ammini-
              strazione regionale  che  si caratterizza per i suoi
              enormi  costi  e  per  l'elefantiaca  struttura.  In
              questo senso, ogni  provvedimento ed atto del Gover-
              no, in assenza  di  una vera riforma, costituisce un
              forte ostacolo  all'avvio  della fase della raziona-
              lizzazione  e  dell'ammodernamento  per  trasformare
              l'Amministrazione  in   volano   per   lo   sviluppo
              dell'economia siciliana;

              - l'Assemblea regionale siciliana,  in assenza di i-
              niziative forti del Governo e della sua maggioranza,
              deve essere  investita della  problematica  connessa
              alla riforma della dirigenza e della Pubblica  Ammi-
              nistrazione,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a revocare  le nomine effettuate poiché in contra-
              sto con la  vigente normativa e con i pronunciamenti
              della  Corte  dei  conti,  sezioni  riunite  per  la
              Regione siciliana, ed anche perché inopportune sotto
              il profilo politico ed amministrativo;

              -  a  presentare  all'Assemblea regionale siciliana,
              entro trenta giorni dall'approvazione della presente
              mozione, un   aggiornato  ed  organico  progetto  di
              riforma  dell'Amministrazione  regionale  che  tenga
              conto dei contenuti e delle novità della legislazio-
              ne statale  a  partire  dal  decreto  legislativo n.
              29 del 1993,  legge  Cassese, e leggi Bassanini fino
              alle odierne disposizioni;

              -  a  rendere  noto  il  curriculum  dei  funzionari
              nominati   direttori   generali  con  allegato  atto
              notorio a firma  di ciascuno di essi, attestante che
              non sono iscritti  alla  massoneria,  che  non hanno
              subito   provvedimenti   restrittivi  della  libertà
              personale o di  sequestro conservativo dei beni, che
              non hanno procedimenti penali e contabili pendenti e
              che non  sono intestatari di eventuali provvedimenti
              giurisdizionali di  condanna,  di assoluzione e/o di
              proscioglimento in istruttoria."" (245)

                                  FORGIONE - MARTINO -  LIOTTA  -
                                  VELLA - LA CORTE - MORINELLO

      N. 248 - Sospensione dell'esecuzione  del  provvedimento  di
              designazione ai vertici dei Beni culturali siciliani
              e varo di una nuova ipotesi di incarichi nel rispet-
              to dei criteri fissati dalle  mozioni nn. 210, 212 e
              223 approvate dall'A.R.S.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              PREMESSO  che  l'Assemblea  regionale  siciliana  ha
              approvato il 29 luglio  scorso  le  mozioni nn. 210,
              212 e 223,  nel  testo  risultante dall'approvazione
              dell'emendamento   interamente   sostitutivo   delle
              stesse,  che  impegnavano  il  Governo  regionale  a
              ritirare  l'ipotesi  di nomine ai vertici  dei  Beni
              culturali siciliani - da esso deliberata  nei giorni
              precedenti - e a procedere al bando  e  all'espleta-
              mento dei concorsi relativi alla copertura  di posti
              presenti in organico;

              CONSIDERATO  che  le  mozioni  di  cui  sopra  hanno
              previsto altresì che il  Governo, per  definire  una
              nuova  proposta di  incarichi  nei  Beni  culturali,
              doveva seguire 'rigorosi criteri di professionalità,
              conoscenza del  territorio,  competenze specifiche e
              capacità manageriali oltre  al  rispetto rigoroso di
              tutti i requisiti di legge';

              TENUTO CONTO che  nei  giorni  scorsi  la  Giunta di
              Governo ha  approvato una nuova ipotesi di incarichi
              ai vertici  delle  Soprintendenze,  dei musei, delle
              gallerie  d'arte,  delle  biblioteche  e  di  centri
              regionali;

              CONSIDERATO che dalle nomine fatte appare chiaro che
              non sono stati rispettati  i  criteri indicati dalle
              mozioni approvate dal Parlamento siciliano, né tanto
              meno sono stati espletati i concorsi, né soprattutto
              sono state rispettate le norme di legge, non seguen-
              do le procedure da esse previste;

              CONSIDERATO che appare chiara la riproposta illegit-
              timità  dell'atto  compiuto  dalla  Giunta regionale
              nella nuova  designazione ai vertici dei nostri Beni
              culturali,  per il quale,  invece,  è  prevalsa  una
              logica discrezionale e di appartenenza,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a   sospendere  l'esecuzione  del  provvedimento  di
              designazione ai  vertici dei Beni culturali adottato
              nei giorni scorsi  e  a  dare  seguito  in una nuova
              ipotesi di  incarichi,  agli  impegni  e  ai criteri
              fissati dalle mozioni sopra richiamate."2 (248)

                        ZANNA - CAPODICASA -  BATTAGLIA  -
                        CIPRIANI  -  CRISAFULLI  -  GIANNOPOLO  -
                        MONACO - NAVARRA - PEZZINO -
                        PIGANTARO  -  SILVESTRO -  SPEZIALE  -
                        TRIMARCHI - VILLARI - ZAGO

      N. 251 - Revoca  dei  recenti  provvedimenti di  nomina   di
              direttori regionali ed esecuzione della  mozione  n.
              223,  approvata dall'Assemblea nella seduta  n.  180
              del 29 luglio 1998.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              - la Giunta regionale di Governo ha  proceduto nelle
              scorse settimane alla nomina di sei  nuovi direttori
              regionali, dei soprintendenti e dei  responsabili di
              uffici dell'Amministrazione dei Beni culturali;

              - in materia di nomine dei vertici  della burocrazia
              regionale manca tuttora una fonte normativa regiona-
              le che indichi con certezza i parametri  di obietti-
              vità e trasparenza di riferimento;

              - ad anni di distanza dalla legge n. 412  del  1992,
              che ha delineato i principi fondamentali, vincolanti
              anche per la Sicilia, per la riforma dell'organizza-
              zione delle Pubbliche Amministrazioni e del rapporto
              di pubblico impiego, nonché dalla c.d. legge 'Bassa-
              nini', l'attuale Governo regionale, così come quelli
              precedenti,  non   ha  dato  il  necessario  impulso
              all'opera di riforma dell'Amministrazione regionale,
              compresa la regolamentazione della dirigenza;

              -  ciò lascia e ha lasciato ampio margine  a  metodi
              che  privilegiano  la  logica   dell'appartenenza  e
              l'esercizio  di un potere clientelare che  di  fatto
              mortifica  l'istanza di separazione  della  politica
              dall'amministrazione al fine di  un'azione  pubblica
              efficiente e trasparente;

              -  in  assenza di tali riforme, la nomina  di  nuovi
              direttori non si inquadra nel più ampio  contesto di
              una riorganizzazione generale, ma  risponde all'esi-
              genza,  tutta  di natura politica, di  piazzare  gli
              uomini  giusti ai posti giusti, grazie  alla  logica
              nepotistica  di  sempre:  si  tratta,   infatti,  di
              persone a vario titolo legate, anche da  vincoli  di
              parentela, all'attuale maggioranza politica;

              -  anche  in assenza di regole certe, più  volte  la
              Corte  dei  Conti  ha negato il visto a  decreti  di
              nomina di direttori regionali in carenza di elementi
              che giustificassero le scelte effettuate; vale a tal
              proposito  citare la deliberazione della  Corte  dei
              Conti n. 1/95 circa i limiti  della  discrezionalità
              degli  organi  politici  nel procedere a  nomine  di
              figure  apicali  dell'Amministrazione,   limiti  che
              vanno rinvenuti nella necessità di  salvaguardare  i
              precetti  costituzionali  di  imparzialità   e  buon
              andamento della Pubblica Amministrazione;

              - per quel che riguarda le nomine dei soprintendenti
              ai  beni culturali, queste sono avvenute  in  totale
              dispregio della  mozione  n. 223, approvata dall'As-
              semblea regionale siciliana  nella seduta n. 180 del
              29  luglio  1998  che  vincolava  il  Governo  della
              Regione 'a definire una ipotesi di incarichi seguen-
              do rigorosi  criteri  di professionalità, conoscenza
              del territorio,  competenze  specifiche  e  capacità
              manageriali;  a procedere al bando e all'espletamen-
              to di concorsi  relativi  alla  copertura  di  posti
              presenti in organico; a sollecitare la discussione e
              il varo di organici disegni di legge per il riordino
              dell'intero settore',

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a revocare i provvedimenti di nomina effettuati di
              recente,   oltremodo   discrezionali  e  scarsamente
              motivati;

              - a rendere noti i curricula dei suddetti direttori;

              -  ad  elaborare un progetto di riforma dell'Ammini-
              strazione   regionale,  che  riveda  interamente  la
              disciplina  della  dirigenza con l'istituzione di un
              albo  dei dirigenti quale bacino ampio da cui attin-
              gere  per  l'attribuzione  delle  funzioni,  con  la
              ridefinizione   delle   funzioni  proprie  dell'alta
              dirigenza  e  con  la  verifica  dell'attuale quadro
              dirigente  attraverso lo strumento del corso-concor-
              so;

              -  a  dare immediata esecuzione alla mozione n. 223,
              approvata dall'ARS nella seduta n. 180 del 29 luglio
              1998.""(251)

                                      GUARNERA - LO CERTO -
                                      MELE - ORTISI

      N. 275 - Revoca della  richiesta  del  Governo  regionale di
              restituzione   della  documentazione  relativa  alle
              nomine in enti di pertinenza della Regione.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      ATTESO che:

              - il Presidente  della  Regione  con propria nota ha
              richiesto la restituzione di tutti gli atti relativi
              alle nomine in  atto depositate presso la competente
              Commissione  dell'Assemblea  regionale siciliana per
              il   relativo  parere,  sottintendendo  con  ciò  la
              volontà di volerle revocare senza alcuna motivazione
              di  natura  tecnico giuridica, nonostante essi siano
              stati  adottati  nel  rispetto  dei  tempi  e  delle
              procedure previste;

              -  l'Assessore per i beni culturali, ambientali e la
              pubblica   istruzione   ha   espresso   la  volontà,
              nonostante    i   ripetuti   approfondimenti   anche
              dell'Aula  sul tema, di sospendere l'esecutività dei
              provvedimenti  di  rotazione  dei  soprintendenti ai
              beni  culturali  della  Sicilia,  facendo ripiombare
              l'intero settore in un clima di sospetto, aggravando
              le    inefficienze   e   la   confusione   in   seno
              all'Amministrazione;

              - tali decisioni,  oltre che paralizzare la pubblica
              Amministrazione,  rappresentano  un  atto  di  grave
              aggressione  politica  che  non  ha precedenti nella
              storia  del  Parlamento siciliano neanche quando, in
              altra   epoca,   ai   partiti  della  sinistra  sono
              subentrate altre forze politiche di segno diverso;

              - un  simile  comportamento rischia di compromettere
              irreversibilmente  i  corretti rapporti deontologici
              da sempre  esistenti tra maggioranza ed opposizione,
              e di vanificare i tentativi di componimento promossi
              anche  di recente  tra  le  parti,  come  dimostrato
              persino  dall'elezione   del  Presidente  della  III
              Commissione  legislativa  permanente avvenuta con il
              voto determinante del Polo,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  revocare  la nota di richiesta di restituzione
              degli  atti,  onde  consentire  alla  Commissione di
              merito di esaminarli per esprimere i relativi pareri
              previsti dalle leggi;

              - a revocare altresì, ove fosse stato già assunto, o
              a  non  compiere,  i  provvedimenti  di  revoca o di
              sospensione  della  rotazione  dei soprintendenti ai
              beni culturali."" (275)

                                     FLERES - COSTA - LEONTINI -
                                     LA GRUA

     PRESIDENTE. Essendo  stata  unificata  la discussione generale
  delle mozioni, invito gli onorevoli firmatari ad illustrarle.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  i  Gruppi
  dell'opposizione  hanno  ritenuto opportuno presentare la mozione
  di  cui  stiamo  discutendo  questa  sera,  non  tanto e non solo
  relativamente   al   merito   della   stessa,   vale  a  dire  il
  provvedimento  di sospensione delle nomine effettuate in perfetta
  legittimità di funzioni e istruttoria da parte del Governo Drago,
  quanto  invece  per  porre  un  problema  che riguarda i rapporti
  politici, vorrei dire  deontologici,  che devono essere alla base
  di qualsiasi  attività  parlamentare  all'interno di un gentleman
  agreement che non può  mai  venire  meno  neanche  quando  ad  un
  Governo che corrisponde  ad  un  segno  politico succede un altro
  Governo che corrisponde  ad  un segno politico di natura opposta.
  Allora, onorevoli  colleghi,  qui non dobbiamo tanto preoccuparci
  della questione specifica,  vale  a  dire  la  sospensione  delle
  nomine effettuate  dal  Governo  Drago senza peraltro un'adeguata
  motivazione  di  carattere  giuridico,  amministrativo,  tecnico,
  legale, fate voi,  quanto  invece dei rapporti che devono esserci
  tra una maggioranza - che fino  a  questo  momento, peraltro, non
  risulta essere tale,  almeno  dalle  prime  indicazioni  che sono
  emerse nel corso dei  lavori  d'Aula - ed  una  opposizione che è
  stata maggioranza fino a  qualche  giorno  fa  e  che  è divenuta
  opposizione, non  in   virtù   di   una  inversione  di  tendenza
  dell'elettorato, ma in  virtù  di un'operazione di Palazzo che ha
  spostato da uno  schieramento  all'altro  una  parte  delle forze
  politiche.
       Ora,  non  importa  in  questo  momento  porre il tema della
  coerenza  di  quei  colleghi  che  hanno  condotto  una  campagna
  elettorale proponendo agli  elettori  un  progetto politico di un
  segno e poi vanno  a sostenerne uno di segno opposto; non importa
  in questo momento  neanche  sottolineare il fatto che molti degli
  assessori  del  Governo   in   carica   che  ha  provveduto  alla
  sospensione dei provvedimenti di nomina erano in carica anche nel
  Governo precedente che quelle nomine ha effettuato. Sarebbe assai
  grottesco, infatti, dovere scoprire che gli assessori del Governo
  precedente, che  hanno  effettuato  quelle nomine, dovessero aver
  votato per la revoca  o  comunque per la sospensione delle nomine
  stesse  avendoci ripensato,  perchè  delle  due  l'una:  o  hanno
  sbagliato allora o  stanno sbagliando adesso; e in qualunque caso
  sono  incoerenti:  o   sono   stati  incoerenti  allora,  o  sono
  incoerenti adesso.
       La verità  è  un'altra, la verità è che questo Governo che è
  in carica si regge su  un  equivoco che si chiama UDR, che non ha
  niente a che vedere con il consenso elettorale, che non ha niente
  a che vedere con gli ideali politici delle diverse componenti che
  formano la maggioranza, che  non  ha  niente  a che vedere con un
  progetto unitario della politica in Sicilia, ma che ha al proprio
  interno alcuni obiettivi molto materiali:  cinque assessorati per
  l'UDR,  la  leadership   politica  siciliana  ad  un  partito  di
  minoranza in Sicilia qual  è  il  DS, che  si  sostiene  con  una
  assenza,  non   certo   strategica,  ma  certamente  tattica,  di
  Rifondazione comunista, gruppo  che, a sua volta, si spacca dando
  origine ad una nuova formazione politica che, in sede nazionale e
  in   sede    regionale,    decide   di   sostenere   un   governo
  post-democristiano  smentendo   anni   di  storia.  Insomma,  una
  condizione che certamente non è una condizione che origina da una
  inversione di tendenza naturale, elettoralmente sancita, bensì da
  una operazione di  Palazzo  che  ricorda  tanto altre epoche, non
  solo del nostro  Paese, ma dell'intera Europa, quando nel Palazzo
  o nelle alcove  dei  palazzi  venivano  stabilite  le sorti degli
  Stati;  venivano stabilite le autonomie dei comuni.
       Ebbene,  la  stessa  sensazione  che  ho  provato  in questa
  circostanza,  l'ho  provata  quando  in altre circostanze, dentro
  quest'Aula, si  sono  compiute  delle  operazioni che non avevano
  alcuna discriminante ideale, che non avevano alcuna discriminante
  culturale,  come quelle riguardanti la distribuzione a pioggia di
  contributi  a sindacati che di per sè dispongono di finanziamenti
  propri, perché hanno  i loro iscritti, perché hanno i loro canali
  di finanziamento  attraverso  gli  interventi pubblici e, dunque,
  l'intervento  della  Regione,  in  quel  caso,  si  aggiungeva in
  maniera  irrituale, in maniera inutile agli interventi di cui già
  essi  dispongono.  Cosa  diversa,  invece, per quanto riguarda il
  disegno di  legge  in  materia di lotta al racket in cui ho visto
  inseriti   alcuni   elementi   di  interventi  a  supporto  delle
  associazioni che combattono questo triste fenomeno.
       Allora,  onorevole  Presidente,  onorevoli colleghi, capisco
  che lei in questo  momento ha il problema della Valle dei Templi,
  ma, come dicevo in  commissione  Finanze, Cristo non si è fermato
  ad Agrigento  E' andato  oltre, ha attraversato il Mediterraneo e
  si è installato a Gerusalemme.
       Pertanto, ritengo che  si debba parlare anche di un problema
  che è di fondo in  questo  Parlamento,  che  è il rapporto tra la
  maggioranza e l'opposizione.  Un  rapporto  che  non  può  essere
  fondato sulle slealtà  o  sulle scorrettezze; un rapporto che non
  può  nascere  dalla   revoca   o   dalla   sospensione   di  tipo
  condizionante della vita  dei singoli deputati e del Parlamento e
  delle forze  politiche. Una revoca, una sospensione condizionante
  dell'attività che essi  svolgono  di  minacciosa  condizione  che
  incombe su decisioni  che,  in  oltre  cinquant'anni della storia
  della Regione, non si erano mai verificate.
       Allora, onorevoli  colleghi,  al  di là del merito, al di là
  della   questione specifica,  questo  Parlamento  deve  porsi  il
  problema del rapporto  tra maggioranza e opposizione. Infatti, se
  deve essere un  rapporto  di  conflitto  costante  e  continuo da
  ricercare anche quando non  ce  ne sono le condizioni è un conto,
  se deve essere un rapporto franco e leale che, nel rispetto delle
  differenze, converga verso soluzioni che comunque hanno il valore
  di generalità ed astrattezza a sostegno dei siciliani, è un altro
  conto.  Noi siamo attrezzati  e  per l'una ipotesi e per l'altra,
  lo vogliamo dire subito, lo vogliamo dire a tutti, perché nessuno
  deve  meravigliarsi   se   poi   l'opposizione   si  comporta  di
  conseguenza. O tutti,  infatti, ci battiamo all'unisono in favore
  di obiettivi generali, di obiettivi assoluti, quelli a cui facevo
  riferimento nel mio intervento sulle dichiarazioni programmatiche
  del Governo Capodicasa,  ovvero  se  questo  è  un  problema  che
  riguarda  una parte  soltanto  del  Parlamento  e  non  tutto  il
  Parlamento, bene, le responsabilità se le assume quella parte del
  Parlamento,  nel  caso  specifico  la  maggioranza;  ma  non  può
  pretendere, se così  dovessero  andare  le  cose  nessun  tipo di
  supporto,  nessun   tipo   di   collaborazione,  nessun  tipo  di
  partecipazione neanche programmatica ad un progetto di riforme in
  Sicilia, perchè ciascuno  a  quel punto difenderà in via assoluta
  non valori assoluti, a  cui facevo riferimento prima, ma i valori
  relativi delle  singole parti, delle singole componenti politiche
  anche se  queste  dovessero significare il mancato raggiungimento
  degli obiettivi di carattere generale.
       Dunque,   onorevole   Presidente,   onorevoli   colleghi,  e
  concludo,  l'auspicio  della opposizione è che quei provvedimenti
  di  sospensione  delle  nomine  effettuate  siano  immediatamente
  revocate e le nomine stesse vengano immediatamente rese esecutive
  anche perchè  gli organi nei quali sono state nominate le persone
  di cui  stiamo  parlando  sono  privi di amministrazione e devono
  essere  immediatamente  insediate cos�� come, un'altra operazione,
  ed è  quella  che  riguarda  le  sovrintendenze  ove  mai dovesse
  continuare  ad  essere  bloccata  farebbe  ripiombare  quest'Aula
  all'interno di  un  clima  di  sospetto che il precedente Governo
  aveva sgombrato adottando un provvedimento di rotazione- peraltro
  voluto  dalla  legge  -  e  peraltro  abbondantemente  discusso e
  approfondito da questo stesso Parlamento.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                                CONGEDO.

     PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Enzo Guarnera ha chiesto
  congedo per le sedute di oggi e di domani.
       L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO . Signor  Presidente,  io  sono  tormentato  da un
  amletico   dubbio:   non   riesco   a   capire   se  l'iniziativa
  dell'onorevole Fleres era quella di censurare e mettere sul banco
  degli imputati  l'onorevole  Capodicasa o la finalità è quella di
  mettere  in  evidenza un comportamento non certamente decente del
  precedente  Governo  e  certamente  censurabile;  censurabile per
  avere proceduto  a  nomine al di là del tempo massimo consentito,
  ciò quando il Governo era già abbondantemente dimissionario.
       Io  preferisco rimanere nel dubbio e affrontare la questione
  in maniera diversa.
       Su   tutta   questa   vicenda   bisogna  dividere  l'aspetto
  giuridico-amministrativo  dall'aspetto  politico;  tutto  ciò che
  riguarda   l'aspetto   giuridico   amministrativo   sono  diverse
  fattispecie, una  prima  fattispecie è quella di vedere se l'atto
  di nomina  è  un atto definitivo, se l'atto definitivo non si può
  revocare, ma  se  l'atto  non è definitivo si può procedere ad un
  annullamento  d'ufficio  in  sede  di autotutela sia per vizio di
  legittimità  come  per  esempio  la  mancanza  di  requisiti  del
  nominato o per il mancato rispetto della procedura delle nomine e
  le varie fattispecie poi  appunto  bisogna guardarle dal punto di
  vista dell'iter procedurale.
       Negli  atti  preliminari  di  nomina,  come  mi sembra tutte
  quelle  adottate,  quando  il  Governo  è  dimissionario, come la
  proposta   degli   assessori  al  Presidente  della  Regione,  la
  deliberazione della giunta di governo, i pareri della commissione
  e anche  la  registrazione  della  Corte dei conti, anche in quel
  momento il  governo  ha  diritto a ritirare tutti gli atti perchè
  rientrano nella propria piena discrezionalità.
       Invece il riesame dei  provvedimenti  si  impone,  o  per la
  conferma o per la sostituzione,  e  diventa anche un atto dovuto,
  quando si verifica il  rinnovo dell'organo.  Nel caso concreto il
  passaggio dal governo Drago  al governo Capodicasa. E' giusto che
  sia così perchè ci deve  essere  un  governo  che deve intestarsi
  interamente la responsabilità.  Non  poteva  essere  assegnata la
  responsabilità  metà  al  governo   Drago   e   metà  al  governo
  Capodicasa, ma tutto  intero,  giustamente, il governo Capodicasa
  doveva assumersi la responsabilità.
       Quindi,   onorevole   Fleres,   per   quanto   riguarda   il
  comportamento del governo Capodicasa, io lo ritengo politicamente
  corretto - anzi  potrei  dire  dal punto di vista politico, quasi
  debole, perchè doveva  andare  oltre la sospensione - e dal punto
  di vista giuridico certamente ineccepibile.
       Ma il vero  problema  politico  è  un altro. Poichè gli enti
  sono strumenti  della  politica  del  governo,  io  mi  pongo  il
  problema:  come  possono  le  persone  nominate  e già insediate,
  svolgere le  loro  funzioni  seguendo  l'indirizzo politico di un
  governo  di   centro-sinistra,  quando  il  loro  orientamento  è
  diametralmente opposto?  Cioè  quando  sono  stati nominati da un
  governo di centro-destra e si presume che abbiano quell'indirizzo
  politico?
       Ecco il  vero problema che è davanti. Poichè sto concludendo
  ponendo la  domanda al governo, prego l'onorevole Zago di sedersi
  al banco in Aula.
       Onorevole Presidente, mentre l'onorevole Zago la disturbava,
  mi ero  posto  un  problema:  come  fanno  le  persone designate,
  siccome sono strumenti  di  politica, gli enti, come fanno - e il
  governo ha  il  diritto-dovere  di  dare  indicazioni  e indicare
  percorsi - le  persone indicate e insediate negli enti, che hanno
  un orientamento  di  centro-destra,  a seguire un orientamento di
  gestione  che   deve   dare   obbligatoriamente   un  governo  di
  centro-sinistra.
       Ora il punto  è  uno:  se  queste  persone non rassegnano le
  dimissioni, noi saremo in presenza di persone che considerano gli
  enti una specie  di  canonicato,  e l'onorevole Drago che è molto
  religioso dovrebbe saperne molto più di me...

     DRAGO. Molto no  Però quanto basta.

     DI MARTINO . Per  cui  non ha importanza qual è la fonte della
  nomina, il problema  è  di  rimanere  lì  e tirare avanti. Se non
  ritengo un  canonicato, onorevole Presidente, queste persone sono
  certamente dei  trasformisti.  Non  ha  importanza, sono pronti a
  seguire qualunque  indirizzo  politico purchè rimangano sedute su
  quelle poltrone. Se  non  pensano  al  canonicato  e non sono dei
  trasformisti, a  quel punto sono dei sabotatori, perchè stanno lì
  pensando di potere sabotare l'azione di governo.
       Ora, onorevole  Presidente,  io ho concluso e quindi ritengo
  il  comportamento  debole;  non  bisognava  soltanto  sospendere,
  bisognava  procedere   alla   radice.  A  lei  chiedo,  onorevole
  Presidente: come  farà  a giudicare e quali iniziative il Governo
  intende assumere perchè gli enti vengano portati avanti e vengano
  rifatte le nomine per una certa omogeneizzazione politica, perchè
  il governo dà  indirizzi  e  gli  enti  devono eseguire, e quindi
  questo è  il  vero  problema politico, non quello sollevato dalla
  mozione dell'onorevole Fleres.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.  Onorevole  Presidente,  onorevoli colleghi, intanto più
  volte noi  avremmo  voluto  come  gruppo  parlamentare  discutere
  questa mozione. Oggi  siamo  contenti  che  grazie  all'onorevole
  Fleres abbiamo portato in ogni caso in Aula in discussione questo
  oggetto sulla revoca o meno,  ma  in  ogni  caso  sui  criteri di
  attribuzione delle nomine di  sotto  Governo.  Ne  siamo contenti
  perché  attraverso questo  dibattito usciranno anche, mi permetta
  di dire, alcune piccole scelleratezze,  è  così  che si dice, che
  sono state compiute in  barba  ai  principi  di meritocrazia, che
  sono state compiute dai governi precedenti.
       Voglio precisare  che il nostro Gruppo parlamentare ma anche
  altri gruppi  parlamentari  sin  dalla  volta precedente, sin dal
  Governo Drago ed anche dal Governo Provenzano, ma soprattutto dal
  Governo Drago,  si  sono battuti affinché alcune nomine venissero
  revocata. Quindi, questa  serietà  e  questa  linearità l'abbiamo
  condotta sin  dal  Governo  precedente  e la rivendichiamo ancora
  oggi.
       Abbiamo presentato la volta scorsa al Governo precedente una
  serie di ordini  del  giorno;  abbiamo  presentato  una  serie di
  interrogazioni, oggi  riteniamo,  essendo al Governo, che occorre
  fare luce.  E all'onorevole Fleres dico, all'onorevole Fleres che
  poc'anzi  dice   "Ma   come  mai  alcuni  assessori  del  Governo
  precedente   essendo   oggi   nell'attuale  Governo  oggi  mutano
  situazione?".
       Ciascuno di noi  deve  rispondere dei propri atti. Il nostro
  Gruppo parlamentare  non  era  al Governo nel Governo precedente.
  Abbiamo mantenuto  una  linea  di  coerenza  col  Governo  Drago.
  Continuiamo a mantenerla ad oggi.
       Oggi chiediamo che vengano, signor Presidente, riviste tutte
  le  nomine   attivando   una  seria  verifica  sui  requisiti  di
  professionalità  e   sulle  competenze  delle  nomine  fatte,  su
  eventuali pendenze penali, su appartenenze varie.
       Devo dire  che molte perplessità abbiamo finito per nutrire,
  abbiamo avuto per  esempio  sulle  nomine dei direttori fatti dal
  Governo Drago. Intanto, nomine  fatte  in piena crisi di Governo,
  intanto nomine fatte  insieme  a  tante altre nomine - penso alle
  nomine alla sanità, penso alle nomine al turismo -.
       Allora, mi permetto  di  dire  che  per  esempio  per quanto
  riguarda,  signor   Presidente   della  Regione,  le  nomine  dei
  direttori sarebbe stato  più  serio  e  più  forte se le avessimo
  ritirate prima che la  Corte  dei  conti  avesse mandato a noi il
  rilievo mosso.
       Avevamo ragione: su  sei nomine fatte su cinque la Corte dei
  conti ha mosso  rilievo.  In alcuni casi sarebbe bene leggersi il
  rilievo mosso dalla  Corte  dei  conti  che  desta vari sospetti:
  sospetti  evidentemente giuridico-legislativi e perplessità sulle
  attribuzioni fatte nei confronti della dirigenze regionale, sulla
  mancata applicazione della  legge  n.  22 del 1996, sulla mancata
  applicazione della legge  n.  17  del  1997. Sono stati mossi una
  serie di rilievi  per  esigenze  di  natura  etica,  di  moralità
  pubblica.
       Allora noi riteniamo, signor Presidente, e la ringraziamo di
  questo gesto forte che  il suo Governo ha fatto, che oggi non c'è
  più spazio, non  ci  può  essere  più  alcuna  attenzione  per  i
  meccanismi che  tutelano i privilegi a scapito della meritocrazia
  reale.
       Noi riteniamo che  su  queste  cose  occorra  più  di  prima
  vigilare. E non è possibile, lo direi al Presidente della Regione
  precedente, onorevole Drago, - il  quale  è intento a parlare e a
  discutere  di  altre cose  -  se  il  Governo  precedente  avesse
  applicato, e avesse  portato  avanti  l'applicazione  della legge
  Bassanini e la  riforma  della  Pubblica Amministrazione, avremmo
  avuto delle regole certe con le quali poi effettuare le nomine.
       Allora, non è possibile prima fare le nomine e poi stabilire
  le regole. Questo  è  stato  fatto  dal  precedente  Governo.  In
  assenza di  regole  certe evidentemente poi chi deve controllare,
  come la Corte  dei  conti, avendo noi, avendo il Governo lasciato
  ampio margine  di  discrezionalità,  ha  finito  per revocare una
  serie di cose.
       Io vorrei  leggere  alcuni  passaggi di alcuni dettati della
  Corte dei  conti  già  fatti  precedentemente  per  altre nomine.
  Quando la Corte  dei  conti  dice:  "Ad  avviso  della Sezione la
  tipologia   del   procedimento,  diverso  da  quello  concorsuale
  vincolato  dall'osservanza, quello concorsuale, di regole rigide,
  se  da una  lato  rende  inconfigurabile  la  formazione  di  una
  graduatoria di  merito  tra  candidati, dall'altro non esclude la
  natura selettiva  del procedimento medesimo e quindi la necessità
  di  indicare   le   ragioni   delle   scelte   effettuate  previa
  determinazione dei criteri oggetti coerenti e razionali".
       La stessa Corte  dei  conti  dice:  "In  questa  materia  il
  margine di  discrezionalità assume particolare rilievo in ragione
  del rapporto  a  contenuto  altamente  fiduciario nell'ambito del
  quale assume  primaria  importanza  il perseguimento da parte dei
  direttori regionali degli obiettivi fissati dal Governo".
       Noi riteniamo che in  questo senso, in barba ad una serie di
  leggi siano state fatte  le  nomine dei direttori.  Altrettanto è
  stato  fatto per i Beni  culturali,  è  stato  fatto  negando  la
  mozione approvata dall'Aula, la  n.  223 del 29/07/1998 approvata
  nella seduta n.  180 che  vincolava  il  Governo  a stabilire una
  serie di criteri certi e rigorosi per la professionalità e per le
  capacità manageriali. E allora, poi, è stato fatto un decreto con
  il  quale sono stati nominati  119  persone  da  parte  dei  Beni
  culturali.  Voglio ricordare che  qua  non vogliamo fare di tutta
  l'erba un fascio.
       Noi chiediamo al Presidente  della  Regione  di  rivedere le
  nomine  fatte  e dove  abbiamo  la  presenza  di  professionalità
  acquisite  e  mi  permetto  di   dire   che  per  esempio  per  i
  sovrintendenti abbiamo alcune  persone  eminenti  che  ritengo di
  dovere  confermare, non sarò  io  ma  sarà  il  Presidente  della
  Regione  ma  sicuramente   penso   un   passaggio  rispetto  alla
  dirigenza, rispetto ai sovrintendenti.  La legge dice che occorre
  che siano dirigenti superiori con 15 anni di anzianità.  E allora
  basta vedere i curriculum e capire chi è il dirigente superiore e
  chi ha 15 anni di anzianità.
       Penso,  per  esempio,   Onorevole   assessore   per  i  beni
  culturali,  per  la direzione  dei  centri  del  catalogo  e  del
  restauro le nomine devono essere attribuite mediante concorso, lo
  dice la legge, il concorso  non è stato fatto, queste persone non
  hanno 15 anni di anzianità.  O  per  le  63  nomine dei dirigenti
  tecnici alcuni dei quali non hanno neanche 10 anni di prestazione
  di servizio presso  la  Regione  siciliana,  avendo effettuato 10
  anni presso questo livello.
       Allora, mi chiedo ma  quali  sono stati i criteri per queste
  nomine?  Addirittura le  ricordo,  onorevole  assessore  ai  beni
  culturali,  che su  alcune  nomine  fatte,  su  alcuni  dirigenti
  esistono, per altro,  nel  suo assessorato alcune ispezioni sulle
  stesse  figure fatte  in  momenti  diversi  che  sicuramente  non
  esaltano  le  professionalità  di  questi  direttori,  di  questi
  dirigenti che siamo andati  a promuovere, anzi ne mettono in luce
  la mancanza di professionalità e di serietà. Sono ispezioni fatte
  dal Governo precedente,  sono  ispezioni che oggi sono depositate
  presso il suo assessorato.
       L'ultima  cosa,   basterebbe   guardare   le   nomine  fatte
  dall'assessorato al Turismo.  Avevamo  in Aula approvato la legge
  n. 27 del 1996 che  disciplinava  i criteri attraverso i quali il
  Governo avrebbe dovuto individuare i rappresentanti delle aziende
  di cura e soggiorno.  In  realtà,  l'assessore  ha  proceduto  in
  éscamotage ed in barba a  questa  legge  saltando  a  piè pari la
  legge a nominare  dei  commissari straordinari in sostituzione di
  quelli già nominati. E  allora  la legge n. 27, manca l'assessore
  al turismo ma mi  rivolgo  al Presidente della Regione, dice: "ai
  fini  della  nomina  è  istituito  con  decreto  dell'assessorato
  regionale al turismo un  apposito albo regionale al quale possono
  accedere i soggetti che  abbiano  ricoperto per almeno un biennio
  un incarico dirigenziale in enti o in imprese pubbliche o private
  operanti in ambito turistico". Basta signor Presidente guardare e
  sono  tutte  depositate  in  questo  Palazzo,  i  curriculum  dei
  candidati, poi nominati, alle  aziende di cura per capire in mano
  a chi sono state affidate le aziende del turismo.

     GRANATA. E' incoerente con il nuovo assessore.

        MELE. .non lo so lo verifica l'assessore , io faccio la mia
  parte, il mio gruppo  parlamentare  fa  la  mia  parte  in  piena
  coerenza, fino in fondo. Dopo di che intanto l'albo regionale non
  è stato fatto, sono  stati  nominati i rappresentanti delle APT e
  delle aziende non avendo fatto l'albo, non è passato dalla nostra
  Commissione, dalla quarta e mi avvio a concludere. Dopo di che io
  chiederei all'assessore e lo chiedo al  Presidente di leggere per
  esempio alcuni curriculum.  Io  l'ho  fatto divertendomi, infatti
  alcuni  curriculum di alcuni  commissari  attualmente  in  carica
  perché   poi sono stati nominati non  passando  al  vaglio  della
  Corte  dei  Conti,  alcuni   perché   vengono  resi  direttamente
  operativi. Alcuni Commissari hanno per esempio espletato due anni
  di  servizio  nel settore turistico, però,  per  esempio  uno  di
  questi possiede un negozio  di  riparazione  di  elettrodomestici
  alle  aziende alberghiere.
       Quindi, l'amministrazione  regionale  precedente ha ritenuto
  opportuno   che    avendo    espletato    servizio    presso   le
  amministrazioni, il settore  turistico  potessero  guidare la più
  importante turistica siciliana per altro.
       Allora Presidente, in coerenza con quanto ci siamo detto, le
  chiediamo ed ho concluso, di rivedere queste, le nomine fatte per
  la vite ed il  vino  in  unico  calderone,  dalla  presidenza  al
  consiglio  di  amministrazione,  anche  li  molte  cose  lasciano
  perplessi, rivedere le nomine  sui teatri, dai teatri stabili, al
  conservatorio di Palermo,  le  chiediamo  di riverificare, allora
  concludo dicendo,  che  l'onorevole  Fleres,  quando  l'onorevole
  Fleres, dice in 50  anni  non  si  era,  signor  presidente della
  Regione mi rivolgo a  lei,  le faccio giustamente un complimento,
  l'onorevole  Fleres,  dice,  in  cinquant'anni  non  si  era  mai
  verificato, la verita è  una che in cinquant'anni non avevamo mai
  avuto un governo in grado  di  avere  una  forza  politica  e una
  bravura  da  potere  ritirare  così  come  ha  fatto  il  governo
  Capodicasa.

     GRANATA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA. Io credo  che  in  questo dibattito dobbiamo riuscire
  tutti a capire di  cosa  parliamo,  allora  il mio consiglio alla
  maggioranza di governo  innanzitutto  è  quello  di  uccidere una
  tendenza al loro interno, di  uccidere un pò il Mastella che vedo
  crescere anche in  alcuni  interventi  per esempio dell'onorevole
  Mele, che si meraviglia di quello che in questi cinquant'anni non
  si è fatto dovrebbe  anche  andare  a  verificare e guardare alla
  faccia del cosiddetto spoils-system quali  sono  stati  i vertici
  della burocrazia regionale che sono stati  chiamati a reggere dal
  punto di vista burocratico l'assetto di questa nuova maggioranza.
       Allora rifacendomi ad  una  dichiarazione che ha sorpreso un
  po tutti nella  conferenza  dei  Capogruppo dell'onorevole Fausto
  Spagna,  quando  disse,  -  be  dobbiamo  capire  cosa  succederà
  relativamente  alla  composizione  delle  commissioni  da  qui  a
  qualche mese perché dobbiamo  capire cosa succede e cosa fa l'UDR
  - allora la mia breve riflessione iniziale e su questo piano, c'è
  un livello di  continuità  istituzionale  che  nel  rispetto  dei
  criteri e delle  competenze  deve  essere  mantenuto,  credo  che
  questo  sia  un  principio  su  cui  tutti  dobbiamo  cercare  di
  concordare. Anzi credo che sin dall'inizio l'onorevole Capodicasa
  programmaticamente aveva dato  questa  forte sensazione di volere
  determinare un clima non  di  mediazione,  ma  certamente  non di
  strappo nei confronti di  alcune  regole,  di alcuni rapporti con
  l'opposizione.
       E' chiaro, allora se  ci sono all'interno delle nomine fatte
  delle  vicende macroscopiche  in  cui  oggettivamente  mancano  i
  requisiti per andare  a  ricoprire determinati incarichi, sarò il
  primo a sottoscrivere  un  eventuale  provvedimento  di revoca di
  quelle nomine quando è  motivato  su un fatto oggettivo, quando è
  motivato su un fatto legato  a  quella  che  è  la  sostanza  del
  provvedimento. Ma il taglio  che  si vuole dare invece all'azione
  del Governo che credo  non  sia  neanche  un  taglio voluto dallo
  stesso  onorevole  Capodicasa  ma   un  po'  pressato  non  tanto
  dall'onorevole Mele ma tanto da  chi cerca di creare una dinamica
  di radicamento sociale e politico attraverso le nuove nomine cioè
  non si preoccupano di quelle da togliere si preoccupano di quelle
  da fare, allora da questo  punto  di  vista  devo dire subito che
  dobbiamo analizzare e lo farò  nei  due  minuti  che  mi  restano
  passaggio per passaggio il fatto  che  i  manager  delle USL sono
  stati scelti all'interno di  un'albo  che  era  l'unico  previsto
  dalla  legge  che  racchiudeva   dei  nominativi  che  avevano  i
  requisiti previsti dalla norma  stessa, credo di sapere anche dei
  ventisei nominati ne restano  in  questo albo altri diciannove ma
  certamente  si  tratta  di  manager  che  rispondono  in  proprio
  dell'attività  che   svolgono  all'interno  delle  aziende  unità
  sanitarie locali.
       Quindi intanto c'è  questo  primo dato oggettivo. Per quanto
  riguarda le Aziende Autonome  di Turismo onorevole Mele, lei deve
  sapere che l'intendimento  vero  dell'onorevole  Strano  è  stato
  quello di togliere un pezzetto della burocrazia regionale interna
  dalla  gestione  di  alcuni   organismi,   per   la  prima  volta
  l'onorevole Strano ha sostituito  perché  questa stessa gente che
  adesso è in predicato per  tornare  a gestire le Aziende Autonome
  di Turismo è la stessa gente  che non ha consegnato dopo due anni
  all'onorevole Strano l'albo completo  di coloro i quali avevano i
  requisiti   permettendogli    di    nominare    i   consigli   di
  amministrazione delle Aziende  Autonome;  allora  anche in questo
  senso  onorevole Capodicasa  mi  affido  alla  sua  autorevolezza
  perché anche qui si tratta di quel famoso rapporto diverso che si
  deve instaurare  nei  confronti  della  Pubblica Amministrazione,
  perché con la scusa di  non  consegnare  e  di  non  redigere mai
  l'albo  -  e dentro  l'albo  ci  dovrebbero  essere  i  requisiti
  previsti  dalla  norma  -  si  ottiene  il  risultato  di  essere
  reintegrati come funzionari facenti  funzioni  e di creare questa
  cristallizzazione di potere  effettivo  all'interno di un settore
  vitale come quello del turismo.
       Poi, devo dire  un'altra  cosa:  la  vicenda più scandalosa,
  ecco questo sì e su  questo  piano  io  sono  disposto  a sfidare
  soprattutto quelle  sensibilità  più  accentuate  presenti  nello
  schieramento  di   centro-sinistra   nei  confronti  del  settore
  delicato e strategico dei beni culturali.
       Noi abbiamo avuto per la  prima  volta  una  persona, che  è
  l'onorevole Croce, che ha  avuto  il  coraggio  di  stabilire  un
  principio di rotazione  non solo nei confronti dei sovrintendenti
  ma anche dei  vertici  di  quella burocrazia delle sovrintendenze
  che viene vissuto  nell'immaginario collettivo delle nostre città
  come  un  fattore   di   sfreno   e   spesso  di  intermediazione
  parassitaria nei confronti  dello sviluppo del territorio, e come
  primo atto liberatorio di un governo di centro-sinistra si blocca
  la rotazione e si dice: "rimettiamo tutti ai loro posti".
       E allora su  queste  contraddizioni,  credo  che  le mozioni
  siano opportune e un dibattito, speriamo proficuo, si deve aprire
  nei confronti del Governo che  invitiamo a rivedere le sue scelte
  e quindi a gradualizzare il  suo  intervento  in  base a un fatto
  ovviamente  legato  ai   meriti,  alle  competenze  specifiche  e
  soprattutto ad evitare che quel vero livello di continuismo della
  politica di questa  Regione  rappresentata da certi vertici della
  burocrazia  regionale  continuino  con  l'alibi  di  dovere  fare
  qualche nomina in più a  qualche  nuovo  alleato  di  governo e a
  dettare legge all'interno della Regione siciliana.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Onorevole  Forgione  in  quanto
  presentatore di mozione ha dieci minuti a sua disposizione.

     FORGIONE.   Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  minuziosità delle ragioni, anche tecniche, esposte dall'onorevole
  Mele mi libera dall'onere  di  intervenire  anch'io nel merito di
  ragioni e di  valutazioni tecniche per sviluppare un ragionamento
  politico a sostegno  della  mia  mozione  e sostanzialmente anche
  delle altre due presentate da altre forze del centro-sinistra.
       Io non sono convinto, onorevole Mele, che questo Governo per
  la prima volta in 50 anni  ha  la  forza  politica - e poi vorrei
  vedere la conclusione anche di  questa  seduta  di  stasera - per
  destrutturare quel sistema di potere  che  in questa Regione si è
  affermato attraverso la struttura del sottogoverno.
       Non  ne  sono   convinto   perché   qui  assistiamo  ad  una
  discussione paradossale, assistiamo  alle  forze della destra che
  accusano  il  Governo  Capodicasa  di  assicurare  una  sorta  di
  continuismo nella struttura del  potere  in nome della difesa che
  loro vorrebbero di  quella  stessa  struttura  che  il Presidente
  Capodicasa starebbe mettendo in discussione.
       E' davvero bizzarro, a meno  che voi non dite, signori della
  destra, che le nomine buone sono quelle che si rifacevano a Forza
  Italia e ad Alleanza Nazionale  nel  vostro  passato governo e le
  cattive  erano  quelle  dell'U.D.R.  che  verrebbero,  in  questo
  momento, riconfermate  e  sarebbero condizionanti perché l'U.D.R.
  sarebbe presente in questa maggioranza. Siate seri.
       Io lo so bene che in questo governo c'è l'impaccio grosso di
  quel  continuismo  democristiano   ma  è  lo  stesso  continuismo
  democristiano che fino ad un  mese  fa  era  l'ossatura della sua
  maggioranza,  onorevole   Fleres,   era   l'ossatura   della  sua
  maggioranza e per questo  i  problemi  di  cui  stiamo discutendo
  stasera sono i  problemi  che  riguardano tutta quest'Aula tranne
  Rifondazione Comunista, perché sono  i  problemi di chi ha deciso
  di  compromettersi e di  mediare  con  quel  sistema  di  potere,
  accettando quest'ibrido  di  maggioranza  dai  "cossuttiani" fino
  all'U.D.R. e sono i  problemi  della  vostra  maggioranza  che ha
  convissuto fino ad un mese fa  con  l'U.D.R  e  che  oggi  vi  fa
  sentire tradire, quasi mettendo  a repentaglio il vostro potere e
  le  vostre  nomine, questo  è  il  problema.  E  vede,  onorevole
  Granata, noi di  Rifondazione  Comunista  possiamo  parlare  così
  perché non abbiamo alcuna  preoccupazione  per le nomine da fare,
  perché a differenza dell'onorevole  Fleres,  io non sto prendendo
  la parola per dire  all'onorevole  Capodicasa  o, a differenza di
  lei,  onorevole  Granata,  io  non  prendo  la  parola  per  dire
  all'onorevole Capodicasa:  assicura la continuità, perché  questo
  garantisce rapporti  corretti  con  l'opposizione;  no  Io non ho
  nomine da difendere  e  nomine  da  proporre.  Io sono qui a dire
  all'onorevole  Capodicasa:  vai  avanti  con coraggio, rispetto a
  quello che hai annunciato, ma dubito che sarai in grado di farlo.
  E' diversa  la  posizione,  e  la  vedremo stasera, se le mozioni
  verranno votate  o alcune delle mozioni dell'opposizione, come la
  sua, onorevole Fleres, verrà accolta dopo qualche trattativa, che
  mi pare  esserci stata, come raccomandazione dal Governo;  questo
  lo vedremo.
       E vedremo anche su  questo la capacità di rottura che questa
  maggioranza ha. Vedete,  siamo  seri,  qui abbiamo fatto nominare
  gli  stallieri   presidenti  dei  parchi  soltanto  per  amicizia
  personale con il  coordinatore di Forza Italia; l'assessore Croce
  ha nominato parenti e amici di leaders politici del centro destra
  nazionale, l'assessore Strano,

     CROCE. Sei bravo

     FORGIONE.  Scusa  assessore Croce, l'assessore Strano ha fatto
  queste nomine,  ha  nominato  le ultime nomine a governo scaduto;
  cioè non si é avuto ...

     CROCE. Vai tranquillo

     FORGIONE. Mi faccia parlare, lei risponda come vuole, siamo in
  un'Aula parlamentare; io sono in un'Aula parlamentare ed esercito
  il mio diritto e non ho paura di nessuna intimidazione, assessore
  Croce. Io sono, sto esercitando il diritto del parlamentare e non
  mi  spaventano le  sue  minacce,  né  come  giornalista  né  come
  parlamentare. Mi quereli,  se arriviamo al punto che quereliamo i
  parlamentari  perché fanno un'interrogazione parlamentare, allora
  siamo arrivati.

     VIRZI'. Già fatto.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione,  si rivolga alla Presidenza.
  Onorevole   Virzì   faccia  svolgere  l'intervento  all'onorevole
  Forgione.

     FORGIONE. E infatti  io  ho  difeso  la  posizione di Alleanza
  nazionale, caro Virzì,  ed  é uscita sui giornali - se li legga -
  perché  per me i diritti dei parlamentari sono sacrosanti, perché
  io credo  nella centralità del Parlamento e del Parlamento dentro
  una   democrazia   vera.
       Allora, continuando:  abbiamo avuto l'assessore Strano che a
  governo scaduto  si  é  preoccupato di fare le nomine accomodanti
  per i  suoi  assetti  e  gli  equilibri  interni  al suo partito;
  abbiamo  l'assessore  Croce;  non citate, onorevole Granata, come
  esempio  di  rottura  e  di  rivoluzione  l'assessore  Croce;  io
  capisco che  l'assessore  Croce,  come  dire,  non  se ne é molto
  preoccupato, ma  quella  rotazione  ha  provocato la reazione del
  meglio della  cultura nazionale ed internazionale.  Perché non si
  ruotano  gli  uomini,  in  quel  caso,  bisogna  far  ruotare  le
  competenze scientifiche, le competenze culturali; e lì sono stati
  fatti dei veri e propri obbrobri, che hanno provocato la reazione
  del meglio della cultura internazionale.
       E allora  bisogna andare avanti, sulla strada della rottura,
  Presidente Capodicasa.  Noi  aspettiamo  la  coerenza  tra le sue
  affermazioni e i suoi segnali, aspettiamo coerenza anche da parte
  dell'assessore  Morinello,  che  farebbe  bene,  per  intanto,  a
  sospendere dalle  sue funzioni il sovrintendente di Enna, dopo le
  vicende che  ci  sono  state,  e  ripristinare, magari, i diritti
  calpestati  del  signor  Incardona,  se ricordate quelle vicende.
       Diamoli i  segnali  di  rottura,  ma  non solo con posizioni
  sulla stampa.  Avete  il  potere,  signori  del Governo, avete il
  potere per dimostrare che c'é una coerenza tra le cose che dite e
  quelle che potete fare  e avete oggi la possibilità di dimostrare
  che siete in  rottura vera con la passata maggioranza, e che anzi
  la presenza  dell'UDR  in  questa  maggioranza non rappresenta la
  prigione entro  cui  voi  state stretti dentro un continuismo che
  non riesce a farvi esprimere una vera potenzialità di rottura.
       E  allora  noi  di  Rifondazione  Comunista   sosterremo  le
  mozioni dell'onorevole  Mele,  le mozioni dell'onorevole Zanna  e
  chiediamo al  Governo  qui di essere coerente. E vorremmo vedere,
  onorevole Mele,  se  alla  fine  di questa seduta ci sarà qualche
  accordo o  qualche  accordicchio  con  la destra, ci sarà qualche
  accordo o  qualche  accordicchio  con  l'onorevole  Fleres  o con
  l'onorevole Bufardeci.  Il Governo può scegliere. Questa volta ha
  detto bene, onorevole Mele, l'iniziativa dell'onorevole Fleres ha
  messo questo  Parlamento  in  condizione  di  discutere di queste
  cose.
       Sarebbe davvero grave  che,  sul  terreno  delle  nomine, le
  differenze tra un  governo  e  l'altro non esistessero, onorevole
  Granata, che non ci fosse una capacità di rottura.
       Vedete,  il potere, il sottopotere, la struttura burocratica
  rappresentano il  tessuto  connettivo del potere e della pubblica
  amministrazione,  la  continuità vera nella gestione della spesa,
  nel  mantenimento  delle collocazioni centrali dentro la pubblica
  amministrazione. E  noi  sappiamo  quanto  bisogno di rottura c'è
  qui,  ma   non  di  quel  bisogno  di  rottura  tanto  proclamato
  dall'onorevole Drago,  che  ci ha abituato alle parole pompose ed
  agli  atti   piccolini,   si   annunciavano  le  montagne  ma  si
  partorivano   i   topolini,   quella  è  l'esperienza,  onorevole
  Capodicasa, che  lei  può  dimostrare  almeno  e  non  può essere
  nemmeno tanto  difficile visto i risultati del precedente Governo
  che si può superare.
       Noi  le  chiediamo  qualcosa  in  più, le chiediamo anche di
  arrivare  entro trenta giorni con la nostra mozione ad un impegno
  del  Governo  che  entro  trenta  giorni  arriva  con un progetto
  compiuto  di riforma della pubblica amministrazione.
       Ho visto che lei lo ha annunciato in un convegno ancora ieri
  a  Catania,  bene,  cominciamo  a  passare dalle parole ai fatti,
  vediamo se  le riforme annunciate in un anno da governi di centro
  destra,  voi  avrete  la  capacità, quanto meno, di realizzarlo o
  continuerete  anche  voi  ad  annunciarlo.
       Cominciamo ad  essere  rigorosi nel chiedere, per esempio, e
  nel presentare,  nel  rendere  pubblico  il curriculum a tutte le
  persone  da nominare, a partire dall'autocertificazione sui reati
  penali e dall'autocertificazione sull'iscrizione alla massoneria,
  altro tessuto connettivo del potere.
       Ecco,  onorevole  Capodicasa,  con  questo spirito la nostra
  mozione  chiede anche alla sua maggioranza ed a questo Parlamento
  di  scegliere.
       Lei  ha  due  strade  oggi  in quest'Aula:  quella disegnata
  dall'onorevole   Fleres   e   richiesta  dall'onorevole  Granata,
  sintetizzabili  in uno, diciamo; se potessi sintetizzarla, direi:
  proviamo a vedere su cosa lei rinuncia e su cosa noi rinunciamo e
  ci  accordiamo   oppure  quello che noi proponiamo dia un segnale
  netto  di  rottura,  vediamo  quanto sarà condizionante l'UDR, la
  prigione che  gli ha tessuto attorno al suo Governo e quanto sarà
  forte  la  capacità  di  rottura  da  lei  più volte annunciata e
  dall'onorevole Mele tanto decantata.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Zanna. Ne ha
  facoltà.
       Le ricordo  che  il  tempo  a  sua  disposizione  è di dieci
  minuti.

     ZANNA. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io non voglio
  alimentare  l'aspro  dibattito  che   c'è   qui   questa  sera  e
  rivolgendomi  direttamente   a   parlamentari   come  l'onorevole
  Granata,  vorrei  spiegare  perché  noi  abbiamo  presentato  una
  mozione in tempi non sospetti, la 248...

     FLERES. (Interruzione).

     ZANNA. Onorevole Fleres, non  è che lei vuole approfittare che
  non c'è l'onorevole Presidente  Cristaldi e fa il "Pierino" della
  situazione?  Ho detto come l'onorevole Granata.

     PRESIDENTE. Onorevole Fleres, taccia.

     ZANNA. Visto che al  contrario  dell'intervento  che  ha fatto
  l'onorevole Fleres, l'onorevole Granata  si  è  posto  in maniera
  interrogativa e  disposto  ad  ascoltare  alcune  argomentazioni.
       Così,  vorrei  spiegare meglio rispetto al testo, del perché
  in  tempi  non  sospetti  abbiamo  presentato  la mozione 248 per
  chiedere  la  sospensione  del provvedimento fatto dall'onorevole
  Croce,  dal  governo  Drago,  il  nuovo provvedimento, il secondo
  provvedimento  di  nomina  ai  vertici  dei Beni Culturali.
       Dico  subito  che  la  mozione presentata non è superata per
  quanto  mi  riguarda dalla scelta che ha fatto il nuovo assessore
  ai  Beni  Culturali,  onorevole  Morinello, di congelamento delle
  nomine  effettuate.
       Questo  atto  dell'onorevole  Morinello,  che  apprezziamo e
  condividiamo  ovviamente,  è un atto dovuto, ma non basta, perché
  bisogna   non   sol   congelare  ma  revocare  definitivamente  e
  rispettare  le indicazioni di questo Parlamento.
       Perché  abbiamo  presentato  la mozione 248? Perché  dopo il
  voto  del  29  luglio  del  1998, quando votando una mozione, tre
  mozioni insieme che chiedevano il ritiro delle nomine della prima
  ipotesi  di  nomine  fatte  dal governo Drago sui Beni culturali,
  nomine  che  abbiamo  definito  allora  scandalose,  lottizzate e
  punitive  nei  confronti  di  alcuni funzionari e fuori legge, il
  Parlamento approvando quella mozione che chiedeva la revoca, dava
  anche delle  indicazioni  sulle  nuove nomine. E, così il Governo
  Drago,  su  indicazione  dell'assessore  Croce, avanzò, propose e
  decise la  seconda  ipotesi.  Onorevole  Fleres, non si tratta di
  rotazione che, tra l'altro, non è prevista da nessuna legge, come
  lei, invece, ha  detto nel suo intervento ma delle vere e proprie
  nomine perché  in  quasi  tutte  le  sovrintendenze,  per fare un
  esempio,   soltanto   tre   sovrintendenze  hanno  sovrintendenti
  effettivi, gli  altri  sono  tutti facenti funzioni e non essendo
  direttori -  ecco  perché  non  è  una rotazione, tra l'altro, ma
  personale  scientifico  specializzato  - altre norme che esistono
  per   altri   funzionari   non   sono  perseguibili.  Ma.  vorrei
  aggiungere, vorrei  ricordare  che a quel tempo nel Governo Drago
  si  aprì   un  vero  e  proprio  mercato  di  queste  nomine  che
  sicuramente  nella  seconda  stesura  erano meno vergognose della
  prima solo  per  il  motivo  che  non  contenevano  provvedimenti
  punitivi.
       Dicevo  che, comunque, questa seconda ipotesi era un'ipotesi
  nuovamente  fuori  le  norme della nostra Regione a partire dalla
  mozione  approvata  il  29  luglio 1998 che vorrei in questa sede
  riprendere.  La mozione approvata da questo Parlamento diceva che
  non  bisognava  procedere all'esecuzione di  quel  provvedimento,
  cioè  della  prima,  a  definire una nuova ipotesi  di  incarichi
  seguendo  rigorosi  criteri  di professionalità,  conoscenza  del
  territorio, competenze specifiche e capacità manageriale oltre al
  rispetto  rigoroso di tutti i requisiti di legge a  procedere  al
  bando ed all'espletamento di concorso relativo alla copertura dei
  posti presenti in organico a sin quando anche il  reclutamento di
  nuovo  personale altamente qualificato di cui  le  sovrintendenze
  hanno grande bisogno, e a sollecitare la discussione e il varo di
  organici  disegni di legge per il riordino  dell'intero  settore.
  Questo non è stato fatto e si badi bene, onorevoli  colleghi, che
  rimane l'impegno e la determinazione riproposta, anche  stasera e
  detta  in  quella  discussione,  della necessità di  procedere  a
  queste  nomine.  Perché  la  legge  non è  rispettata,  onorevoli
  colleghi? Non è rispettato l'articolo 19 della legge n.  116  del
  1980 che prevede la conferenza dei sovrintendenti  mai  convocata
  da quel Governo per discutere la proposta di nomine. Guardate che
  questa strada di non convocare la conferenza  dei  sovrintendenti
  fu seguita da precedenti governi che tentarono di  nominare altri
  sovrintendenti e fu bocciata alla Corte dei Conti in una sentenza
  con  un suo parere il 3 luglio 1995. O, ancora, altre  norme  non
  applicate.
       Onorevoli colleghi, alcuni funzionari e tecnici della nostra
  Regione  non  avanzarono richiesta, non presentarono  la  domanda
  dopo  la  circolare  dell'onorevole  Croce perché non  avevano  i
  requisiti  previsti  da  quella  circolare  e,  giustamente,  non
  presentarono  la  domanda.  Altri  funzionari,  invece,  pur  non
  essendo in possesso di quei criteri presentarono la domanda  e fu
  posto all'Avvocatura dello Stato un quesito sul  comportamento da
  adottare.  Ci  fu  quel  quesito,  ma  siccome quel  quesito  non
  convinceva, non conveniva all'Amministrazione secondo  il disegno
  che aveva per fare delle nomine, quel parere  dell'Avvocatura  fu
  accantonato e non fu preso in considerazione.
       Ancora. Chi ha valutato i titoli così come prevede la legge,
  rileggo l'articolo 19 della legge n. 116 del 1980: "l'incarico di
  sovrintendente  è  conferito  dall'assessore  regionale  ai  beni
  culturali,  sentita  la  Conferenza  dei  sovrintendenti  di  cui
  all'articolo 15 - ripeto, mai convocata - e previa delibera della
  Giunta  regionale, a un dirigente tecnico con almeno 15  anni  di
  servizio  nella  carriera sulla base di una  valutazione  globale
  degli  incarichi  svolti  e  dei  titoli  posseduti,   nonché  di
  eventuali pubblicazioni scientifiche nei settori cui si riferisce
  l'incarico".
       Bene, pongo qualche domanda, onorevoli colleghi.  Qual'è  la
  Commissione che ha valutato questi titoli scientifici?  Dov'è  la
  tabella con i punteggi da attribuire ai singoli titoli?  Dov'è la
  graduatoria che ha definito, poi, e sulla qual si sono decisi gli
  incarichi?   Quali  sono  i  parametri utilizzati? Quali  sono  i
  criteri  trasparenti  ed imparziali seguiti? Queste  sono  alcune
  delle  norme  non  rispettate  in  quella  ipotesi  di  incarichi
  stabilita dal Governo Drago.
       Allora,  concludendo,  onorevoli  colleghi,  noi  siamo  per
  andare  oltre, non solo il congelamento stabilito dall'onorevole,
  nuovo   assessore,   Morinello,   ma   dalla  revoca  totale  del
  provvedimento.  Anche perchè, ripeto, occorre non solo rispettare
  la legge,  occorre rispettare i contenuti della mozione approvata
  da  questo  Parlamento, occorre definire cose importantissime, il
  concorso per  dirigente  superiore  di  questa Regione, anche per
  permettere -  è  in  itinere  ormai quasi definitivo, manca ormai
  soltanto la comunicazione agli interessati - anche perchè bisogna
  scegliere nella  platea giusta ed opportuna gli incarichi da dare
  e non  escludere alcuni solo perchè un conflitto di interesse tra
  l'Assessorato ai  beni  culturali  e  quello  alla Presidenza non
  permette la  giusta nomina di dirigente superiore nel settore dei
  beni culturali.
       Ed io ritengo,  non a caso ho presentato un emendamento alla
  mia mozione,  che  sia  necessario  anche  istituire per legge il
  corpo ispettivo  nei beni culturali per permettere anche di avere
  altre responsabilità e scegliere con maggiore capacità e maggiore
  professionalità.
       Comunque - ed  ho  concluso  -  ritengo  che bisogna fare in
  tempi  rapidi,  perchè  la  fibrillazione  introdotta dal Governo
  Drago, che poi  non  è  riuscito  a  portare  in porto una scelta
  ripeto giusta  e  condivisibile quella di dare finalmente ai beni
  culturali  stabilità  e  responsabilità  ed  una  gestione quindi
  capace e competente dei beni culturali bisogna portarla avanti in
  tempi rapidi.
       E così come per altri provvedimenti che per settimane e mesi
  sono stati  bloccati  in questa Aula dalla precedente maggioranza
  che non ha  avuto la forza di portare avanti i propri presupposti
  e  spesso   ahimè  propagandistici  obiettivi  di  riforma  e  di
  modernizzazione   anche  questo  obiettivo  e  riforma  dei  beni
  culturali    dovrà    essere    questa   nuova   maggioranza   di
  centro-sinistra a  portarla avanti ed a definirla, ma soprattutto
  e unicamente nel  rispetto  della legge; questo non è stato fatto
  dal precedente  Governo,  è  necessario farlo adesso e subito, ma
  nel rispetto delle nostre leggi.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.  Signor  Presidente,  signor  Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi,  volevo  dire ai sensi di legge all'onorevole
  Mele  che   ha   detto   tante   inesattezze,  ma  si  è  sommato
  all'onorevole Mele l'onorevole Forgione e credo anche l'onorevole
  Zanna quindi rispondo  a  tutti  e  tre  in  un colpo solo quando
  afferma - l'onorevole  Mele  -  proprio e non conosce, perchè qui
  bisogna andare  proprio  alla verità non conosce la direttiva del
  '97 della Giunta  regionale  e,  proprio  ai  sensi di legge, non
  conosce la legge.  Ma questo ne farò un fatto personale, darò una
  bella   memoria   all'onorevole   Mele,  all'onorevole  Forgione,
  all'onorevole Zanna, quando  parla che il tutto è stato fatto non
  so  come   in  violazione  della  legge  con  lottizzazioni,  con
  ripartizioni e fatti  su  cui  non  so quale misura sta avendo la
  questione dei beni culturali.
       Questa   sera   velocemente,  anche  perchè  sicuramente  mi
  toglierà la parola  perchè  non  riesco  a  dire  tutto in cinque
  minuti, perchè mi sono preparato bene in cinque minuti, ma cinque
  minuti caro  Presidente  sono poca cosa rispetto agli argomenti e
  l'argomento così  importante  come  i  beni  culturali da dove il
  Governo  proprio nelle dichiarazioni programmatiche non fa cenno,
  e qui  l'onorevole  Zanna  adesso  parla  dei beni culturali come
  qualcosa che  bisogna  non so determinare quale svolta il Governo
  non ne parla.
       Onorevole Zanna  tante  parole,  ma alla fine la sostanza io
  non l'ho vista, le  proposte  non  so  a chi le ha fatte e di che
  cosa parla  quando  parla  anche di provvedimenti che non trovano
  posto  nell'ambito  della  disposizione e della direttiva, quando
  parla della  conferenza  dei sovrintendenti che si è fatta, tutta
  la procedura è  stata rispettata come vuole la legge e come vuole
  la  direttiva   del  '97  della  Giunta  dove  ero  Assessore  il
  Presidente  qui  presente l'onorevole D'Andrea e quella direttiva
  era e rimane  il  punto  fermo  di  tutta  la  vicenda  dei  beni
  culturali e  delle nomine e allora io intendo leggere questa cosa
  perché  desidero consegnarla a questa Assemblea e quindi a questo
  Presidente.
       L'annunciato  ritiro da parte dell'Assessore regionale per i
  beni  culturali  ed  ambientali  e per la pubblica istruzione dei
  provvedimenti  assessoriali  di  conferimento  degli incarichi ai
  vertici   delle  Sovrintendenze,  musei,  biblioteche,  gallerie,
  centri regionali costituisce certamente, ove ce ne ne fosse stato
  il  bisogno,  il  più chiaro biglietto di presentazione di questo
  Governo e dei suoi componenti.
       Senza   alcun   rispetto   per   le  procedure  di  legge  e
  regolamentari  e  rispondendo  unicamente  a prevenute logiche di
  appartenenza     partitica,    l'intero     nuovo    schieramento
  politico-governativo    regionale,   appena   insediatosi,   caro
  Presidente,  ha  somministrato  la  sua purga, oppure la medicina
  amara,  come  la chiama il Presidente e allora il ritiro di tutte
  le nomine e di tutti gli incarichi attribuiti dal Governo Drago.
       Non  si è preoccupato minimamente questo Governo di inserire
  una   sola   virgola,   una  sola  parola  per  la  difesa  e  la
  valorizzazione  del  patrimonio culturale siciliano nelle proprie
  dichiarazioni   programmatiche,   ma   con   molta  attenzione  e
  precisione ha colpito al cuore la precedente gestione sospendendo
  tutte le nomine.
       Sono  stati  così  bloccati  tutti  gli  iter amministrativi
  pendenti  nei  diversi uffici ed organismi con le conseguenze che
  non  è  difficile immaginare sul piano amministrativo e sul piano
  operativo.  Né è valsa la sua osservazione, onorevole Presidente,
  che  gli  indicati  ritiri  dovevano  dispiegare  i  loro effetti
  unicamente sui procedimenti in corso.
       Vi  è  chi  è  stato,  invece,  più  bravo  di  lei,  signor
  Presidente,  provvedendo  immediatamente a chiedere, addirittura,
  il  ritiro  di  provvedimenti  già  decretati e che allo stato si
  trovavano all'esame della Corte dei Conti, organo questo che deve
  essere  sembrato, a  chi  per la prima volta nella nostra Regione
  disimpegna attività di Governo, del tutto inutile e superfluo se,
  ad  esempio,  l'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali  ed
  ambientali  e  per la pubblica istruzione ha chiesto il ritiro di
  tutte  le  nomine  decretate  per  i vertici degli uffici tecnici
  dell'Assessorato  prima  ancora dell'espressione del parere della
  Corte.
       Non   si   è  minimamente  guardato  a  quanto  la  gestione
  precedente  avesse  compiuto  in termini di operatività, recupero
  dei  rapporti  con gli organi centrali dello Stato per proseguire
  ed  intensificare le iniziative, recupero dei rapporti sindacali,
  gestione  del  personale,  definizione  di concorso per dirigenti
  superiori   tecnici,   per   definire  gli  iter  e  gli  aspetti
  amministrativi  ma  si è preferito ritirare quello che è sembrato
  il cuore della gestione amministrativa, della amministrazione.
       Un  così  democratico  atto  è  stato  giustificato  con una
  pretesa  di  riesaminare  le posizioni di candidati per valutarne
  meglio  le capacità e la professionalità. Ma sospettiamo anche le
  appartenenze politiche.
       Mi  dispiace  dovere  consegnare l'intervento e non leggerlo
  qui  in  Aula ma ci sono delle cose estremamente interessanti che
  chiederò  all'Assessore,  onorevole  Morinello, attuale Assessore
  per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione.
       Bene,  tutto  quanto  rientra nell'ambito di una gestione di
  potere  che  francamente  è  un  atto  inqualificabile, è un atto
  indegno, debbo dire, perché ritengo la procedura è stata adottata
  confortata  dai  dirigenti  massimi  delle istituzioni siciliane,
  dalla  direzione  e  dagli apporti tecnici e da esperti che hanno
  valutato  positivamente quella procedura e quelle finalità. Tutto
  è  stato calato nella legge e quindi nessuna violazione e nessuna
  incongruenza,   soltanto   fatti   politici   possono  alimentare
  situazioni del genere.
       Per la prima volta un Governo, il Governo Drago, aveva messo
  mano  su  una questione importantissima collegando le istituzioni
  periferiche  a  quelle centrali. Questo era l'atto più importante
  che  il  Governo  Drago  ha fatto e nella qualità come Assessore.
  Quindi per quello che mi riguarda non solo ho le carte a posto ma
  ho  la  coscienza  a  posto  per  avere  operato  nel senso e nel
  rispetto della legge.
       Quindi,  amici  miei,  i  cittadini  ci ascoltano e sanno in
  questo  momento  chi  dice  la  verità e chi non dice la verità e
  vedrete alcuni di voi che erano con noi nel passato Governo hanno
  sposato  quelle  cause  e sono anche loro responsabili di un atto
  importante e che oggi forse vogliono fare fallire.
  Andate avanti  su  questa  strada,  non troverete né  consensi né
  solidarietà.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi, a me pare
  che  si   stia  facendo  un  grande  parlare  su  cose  che  sono
  legittimate già,  che sono già avvenute. Il Governo Provenzano ha
  ritirato  in  Commissione  i  provvedimenti adottati dalla Giunta
  Graziano sulle nomine;  le ha ritirate; stia zitto e non parli; è
  verbalizzato in prima Commissione mentre Lei faceva finta di fare
  l'Assessore per il lavoro.

     BRIGUGLIO. Non offendere.

     LA GRUA . Datti una calmata.

     CINTOLA. Non ha  motivo  di  smentire  cose di cui Lui non è a
  conoscenza.

     BRIGUGLIO. Impara  a fare il deputato. Non sai niente, non sai
  fare il deputato.

     CINTOLA.  Ho   detto  'ha  ritirato  in  prima  Commissione  i
  provvedimenti di nomina del Governo Graziano'.
       Lei ha  il  dovere  di  consentirmi  di  parlare  e  di dire
  all'onorevole Briguglio,  che non ha mai parlato alla Sicilia, di
  tacere stasera.

     PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.

     CINTOLA. Impara  a  fare  l'Assessore, a vergognarti di quello
  che hai fatto a Messina; sei un fascista.
       Il Presidente  Provenzano ha ritirato in prima Commissione i
  provvedimenti   di   nomina   dell'onorevole   Graziano.  Siccome
  l'onorevole Graziano non è in Aula, quindi non può difendersi....
  Non capisco perché sulla richiesta fatta di una verifica ....
       Presidente, io  per parlare desidero dire se sto disturbando
  qualcuno. Lei non mi può non consentire di parlare.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   ascoltiamo   l'onorevole
  Cintola.

     CINTOLA. Io  non  comprendo perché l'Aula non debba porre mano
  ad una  verifica  e  chiederla  al  Governo sulle nomine che sono
  state fatte, perché se sono giuste e sono legittime e hanno tutti
  i criteri, vengano confermate.
       Se così  non fosse che vengano ritirate, per motivazioni che
  sono inerenti ai  temi  che  la  stessa Regione si è data con una
  legge regionale che ha previsto determinati criteri. Certo non ha
  previsto che  il  papà di qualche deputato del Polo diventasse il
  16 di  novembre  (il giorno prima della caduta del Governo Drago)
  diventasse  consigliere  di  Amministrazione  dell'Isef.  Non  ha
  previsto che  il  protocollo  col  quale vengono mandate in prima
  Commissione abbia  un numero diverso perché a quel numero c'è una
  lettera mandata per invitare un vetraio a venire a pulire i vetri
  della Regione.  Non  è  previsto questo. Così come non è previsto
  che i portaborse  dei  coordinatori o le mogli dei portaborse o i
  segretari  particolari degli assessori regionali diventino membri
  della  Commissione  provinciale  del  turismo  con  nomine  fatte
  dall'Assessore senza che siano passati né dalla Giunta, né  dalle
  Commissioni, queste cose non erano previste.  Ed allora io chiedo
  su queste cose di fare e di  chiedere  al  Governo  una  verifica
  forte perchè possano essere evidenziate.
       Io  mi  auguro  che  irregolarità  non  ce ne siano. Siccome
  l'onorevole  Forgione  dice che se c'è l'UDR c'è il passato e non
  c'è  il  futuro,  io  che  sono  dell'UDR chiedo limpidamente che
  vengano fatte delle verifiche puntuali su tutti i nomi, sull'iter
  fino  in  fondo,  sui  curricula  e se hanno il diritto di essere
  nominati  hanno  ragione, il Governo ha ragione a lasciarli e, se
  questo diritto non c'è, il Governo ha il dovere di revocarli, non
  per  pastette e non per gli inciuci annunziati su pro bono pacis,
  ma  su  una verifica che sia legittimità concreta, reale e leale.
  Per  cui  io dico all'Onorevole Mele, firmatario della mozione di
  revoca  dei  provvedimenti di nomina dei Direttori regionali, che
  io  appongo  la mia firma sulla sua stessa mozione se aggiungiamo
  che il Governo è impegnato a verificare tutte le nomine fatte nel
  breve  periodo, cioè di nomine che non siano state insediate, che
  non  abbiano  prodotto  già  effetti  determinati  guardandone la
  efficienza,  la  capacità  e il rituale asservimento a quelli che
  sono  i  dettami  della legge;  con ciò rendendo all'Assemblea un
  diritto: quello di una verifica al Governo non una rottura chissà
  di  che cosa, ma ad un obbligo che il Governo ha di comprendere e
  sapere,  specialmente  se  negli  ultimi  tempi  e  nella foga di
  perdere  il  potere  e  di diventare vedovi del potere, se non si
  siano  lasciati andare a qualche fans in più, a qualche clientela
  in più, a qualche sconcio in più.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
  facoltà.

     BUFARDECI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io vorrei
  riportare  il  tenore  della  discussione ad alcuni argomenti che
  sono  stati  ripresi,  secondo  me in maniera impropria, da molti
  colleghi che mi hanno preceduto.
       La  mozione  n. 275 alla quale io chiedo, Signor Presidente,
  che  venga  aggiunta la mia firma, ha per oggetto la revoca della
  richiesta    del    Governo   regionale   di   ristrutturare   la
  documentazione  relativa alle nomine di pertinenza della Regione,
  perchè  riteniamo  essere  un  atto  assolutamente  non corretto,
  traumatico  addirittura,  dei normali rapporti tra maggioranza ed
  opposizione,  quello  di  volere  intervenire sulle nomine che il
  Governo  precedente  ha  esaminato  ed  ha  operato.
       In   ordine  a  queste,  alcuni  colleghi  sono  intervenuti
  assumendo     dichiarazioni     prive    anche    di    riscontro
  tecnico-giuridico,  oltre che amministrativo. A questa mozione si
  aggiunge  altra  mozione di altri deputati di Gruppi parlamentari
  che  invece  insistono perchè questa revoca avvenisse e perchè la
  revoca  fosse  anche estesa per quel che riguarda i provvedimenti
  in  materia  di Assessorato ai beni culturali.  Ebbene, io vorrei
  ricordare all'Onorevole Mele, che allorquando a dimostrazione del
  fatto  che  queste  nomine non sono nomine corrette e si riferiva
  per  esempio  alle  nomine  dei  Direttori  regionali,  portava a
  giustificazione  del  suo  dire che la Corte dei Conti ha rimesso
  delle  sei nomine ben cinque per chiarimenti.  Oltre al fatto che
  la prassi dei chiarimenti è una prassi ormai quasi costante e che
  anche  i  Direttori  nominati  in precedenza dallo stesso Governo
  Drago  erano  prima  salve  oggetto  di  chiarimenti  poi forniti
  abbondantemente  superati  con  la  nomina  quindi definitiva dei
  Direttori  generali  e dei Direttori regionali, vorrei dire che i
  chiarimenti,  in ogni caso, sono un percorso, sono un passo di un
  procedimento,  non  sono certamente dimostrativi di alcun tipo di
  violazione e   l'esempio  che le ho fatto poco fa, che riguarda i
  chiarimenti   forniti   in   occasione  di  altri  direttori  poi
  regolarmente vistati ne è la dimostrazione. Così come anche tutto
  quel discorso che ha fatto l'onorevole Zanna quando parlava della
  rotazione  come un fatto che non è previsto dalla legge, dimostra
  che  in  effetti  non conosce anche i più elementari argomenti di
  natura   tecnica-giuridica   e  amministrativa,  perché  dovrebbe
  sapere  che  la  rotazione che è un atto fondamentale della buona
  amministrazione, tutti i testi dallo Zanobini in poi, riferiscono
  in  maniera  inequivoca  che  laddove  c'è rotazione nel senso di
  evitare  il  consolidamento di un potere in capo a un determinato
  settore  alla stessa persona per troppo tempo, è provvedimento di
  buona  amministrazione.  La  possibilità  che  i  funzionari  e i
  dirigenti   acquisiscano   ulteriori  capacità  professionali  di
  esperienza  in più settori dell'amministrazione è un principio di
  buona   amministrazione.   Ecco  perché  la  rotazione,  pur  non
  essendo  prevista  da nessun atto normativo, è riferita invece da
  tutti  i  testi  di  dottrina  amministrativa  come  un principio
  fondamentale    di    diritto    amministrativo    e   di   buona
  amministrazione.  Ecco  perché  addirittura,  anche  nel  diritto
  amministrativo,  esiste  l'istituto della violazione dell'eccesso
  di  potere  per violazione dei principi di buona amministrazione.
       Quindi,   citare   la  rotazione  come  esempio  negativo  o
  addirittura  alla rotazione attribuire elementi di mercato, di un
  mercato  vergognoso, che l'onorevole Croce ha più diffusamente di
  me  chiarito,  non  essere  mai avvenuto ma essere tutto avvenuto
  nell'ambito   e   nell'alveo  del  rispetto  delle  leggi,  delle
  procedure,   delle   indicazioni  fornite  dai  dirigenti  e  dal
  direttore dell'Assessorato nel rispetto quindi delle leggi, sta a
  dimostrare  che  si  parla  in maniera assolutamente astratta, in
  maniera fumosa e a volte si parla senza sapere neanche quello che
  si  dice.
       E   poi  l'onorevole  Forgione  che  addirittura  in  questo
  tourbillon  di  indicazioni  che dà trascura il fatto particolare
  che è proprio una quisquilia secondo lui, che è quello che questo
  Governo vive grazie alla sua astensione, vive grazie al fatto che
  lui si è assentato dalle votazioni per la Presidenza, vive grazie
  al  fatto  che  si  allontana dall'Aula, vive grazie al fatto che
  consente il numero legale.  Però questo non conta, fa un discorso
  fumoso,  astratto,  non  si  capisce  bene quello che vuole dire,
  dimentica il ruolo che fa scientificamente in Aula di stampella.
       Ma, ribadisco,  anche  l'indicazione  che ha dato il collega
  Cintola quando  parla  che  il  Presidente  Provenzano,  all'atto
  dell'insediamento, revocò le nomine del Presidente Graziano, dice
  un'altra cosa  errata.  Nessuna  revoca venne operata dal Governo
  Provenzano, le  nomine che vennero promosse da governi precedenti
  a quello  Provenzano,  se  furono  bocciate  o rivisitate, furono
  rivisitate dalla  maggioranza  in Commissione, in Commissione non
  mai  con   atto   unilaterale   del   Presidente   della  Regione
  direttamente  che   non  sospende  nulla.
       Anche  perché, vorrei ricordare a quest'Aula, che laddove le
  nomine   vengono   emanate  dalla  Giunta,  devono  prima  essere
  esaminate,  vistate,  accertate,  verificate  dall'Ufficio  della
  Segreteria  Generale.  La  Segreteria  Generale  ha il compito di
  verificare  se  la nomina effettuata in favore di quel soggetto è
  una  nomina  legittima  perché  quel  soggetto ha i requisiti per
  poter avere quella nomina. Laddove questo c'è, è l'Ufficio stesso
  che  trasmette alla Corte dei Conti o alla Commissione, questo si
  trascura  in  maniera  assoluta  e  si fa riferimento invece a un
  accertamento  che  a  questo  punto  non  si  capisce quale debba
  essere,  di quale ingegneria giuridica o forse politica si parla,
  laddove  già  questo  a monte la Segreteria generale già opera in
  questo  senso.
       Fatte  queste osservazioni diciamo di carattere tecnico e di
  chioso  alle  osservazioni  fatte  impropriamente  e  in  maniera
  disavveduta   anche   sotto   il  profilo  tecnico,  giuridico  e
  amministrativo  da  molti colleghi che mi hanno preceduto, vorrei
  fare  un  richiamo  diverso.  Io ricordo che nelle dichiarazioni,
  onorevole  Capodicasa,  che  lei  ha  reso  in quest'Aula, lei ha
  ricordato  più  volte  di  volere  avere  un  atteggiamento e una
  interlocuzione  e  un  rapporto  diverso  con  l'opposizione,  ha
  ritenuto di voler instaurare - a parole ha dichiarato questo - un
  rapporto  diverso  con  l'opposizione,  un rapporto istituzionale
  diverso,  e  questo  chiaramente  è  un  discorso che contraddice
  apertamente  un  atto come quello di verifica di queste nomine in
  commissione di accertamento e di sospensione e delle nomine della
  Giunta  in  senso generale, e delle nomine proprie dell'assessore
  ai beni culturali per quanto riguarda le Soprintendenze.
       E allora, io  mi  attendo  che,  oltre  al  fare  propria la
  mozione   che  è  stata  presentata,  oltre  a  fare  proprie  le
  motivazioni che spingono alla revoca, alla richiesta di revoca di
  questa  restituzione  degli  atti,  vi siano conseguenti alle sue
  dichiarazioni, atti che portino effettivamente questo Governo con
  i fatti a dimostrare una capacità di interlocuzione e di rapporto
  istituzionale   diversa   con   le  opposizioni,  partendo  dalle
  Commissioni e dall'Ufficio di Presidenza, oltre che - ribadisco -
  dalla mozione di cui stiamo parlando oggi e da queste nomine.
       Il parlarne  in  maniera  impropria  a  compartimenti stagno
  dichiarando disponibilità contraddette, mi sembra un discorso che
  non possa essere  assolutamente  accettato e per il quale, voglio
  ricordare ancora - e  mi  consenta  l'ultima  battuta rapidissima
  l'onorevole Zanna - quando nella sua - mi consenta - farneticante
  dichiarazione  diceva "Tutti gli errori, tutte le cose che quella
  vecchia  maggioranza  non  ha  fatto";  noi avremo questo compito
  storico  di  fare, vorrei ricordargli che tutto quello che questa
  maggioranza  ha  fatto  lo  ha  fatto  grazie  ad  un'opposizione
  assolutamente  responsabile  che  ha  consentito  di esaminare il
  disegno  di  legge sugli enti economici che appartiene al Governo
  Provenzano  in primo luogo, che ha consentito le nomine della III
  Commissione   legislativa   in  primo  luogo,  ha  consentito  la
  soluzione  di  tutti  quei  problemi  che  fino ad oggi l'Aula ha
  dibattuto,  grazie  ad  un  comportamento  che  l'opposizione  in
  maniera  costruttiva  e proficua ha messo in atto, non certamente
  in maniera demagogica, astratta o addirittura irresponsabile come
  diverse volte nel passato si è verificato.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
  ha facoltà.

     PROVENZANO. Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non
  volevo intervenire in  questo  dibattito  non perchè non concordi
  nella maniera più  assoluta  con le mozioni presentate, ma perchè
  credo, con molta sincerità,  che  revocare  le nomine fatte da un
  precedente Governo sia sicuramente - mi si consenta di dire - una
  mancanza di stile del  nuovo  Governo. Cioè si revocano le nomine
  che,  per  motivi   gravi,   non   potevano   essere   fatte.  E'
  comprensibile  revocare   un   qualcuno   perchè   ha   avuto  un
  procedimento penale  o perchè è platealmente inaccettabile, anche
  perchè il Governo ha altri strumenti.
       Io  non vorrei che poi quest'Assemblea oltre ad avere alcune
  distinzioni  partitiche  avesse  anche altri tipi di distinzione;
  allora,  onorevole  Cintola, quando lei porterà la lettera con la
  quale  io  revocavo  le  nomine,  crederò  a quello che lei dice.
  Perchè,  vede, un Governo ha la possibilità di non procedere alle
  nomine  senza  con questo revocarle.  Ed è quello che fece il mio
  Governo,  quello  che  feci  io,  cioè  nel  senso che esiste una
  commissione,  era  sufficiente  che  la  commissione bocciasse le
  nomine,  o  che  la commissione no non bocciasse le nomine ma non
  desse la maggioranza a quelle nomine per consentire al Presidente
  della  Regione  di  ritenere  che  quelle  nomine non avessero la
  maggioranza  in  una commissione legislativa. Questo è un sistema
  con il quale un governo, nell'assoluto rispetto della democrazia,
  può  non  procedere ad alcune nomine, ma mai revocarle.
       Allora, e qua intervengo perchè credo - e non voglio entrare
  nel  merito specifico - che sicuramente revocare le nomine sia un
  atto  quanto  meno  di brutto stile di governo, che la democrazia
  consente  nel  momento  in  cui  cambiano  le  maggioranze  nelle
  commissioni di far bocciare quelle nomine, o di far sì che quelle
  nomine  non  abbiano la prosecuzione così come la legge consente,
  ed  a  quel punto non dare corso. Questo è stato fatto, onorevole
  Cintola, dal mio Governo ma non ho mai revocato le nomine, perchè
  è  un  problema  di  stile  onorevole  Cintola,  che lei dovrebbe
  imparare in quest'Aula ad avere almeno un poco.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
  facoltà.

     BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione,  onorevoli colleghi, purtroppo assisto sempre in maniera
  attenta   ai   dibattiti  e  devo  dire  che  su  questa  vicenda
  l'onorevole  Provenzano  mi  ha  preceduto,  proprio perchè avrei
  voluto dire anch'io questa parola. Penso che ci sia una caduta di
  stile,  e andrei anche oltre.
       Ritengo che non si voglia, allora, far rispettare ciò che in
  effetti  il  Regolamento  dell'Assemblea  offre  e ciò che noi in
  prima  Commissione,  e  l'onorevole Cintola era presente, abbiamo
  fatto  bene  o  abbiamo  fatto  male,  non  lo  so,  però abbiamo
  approvato  una  legge,  la legge n.  19 i requisiti delle nomine,
  proprio  perchè ci si era resi conto che alcune volte tanta gente
  veniva nominata e aveva più incarichi, proprio perchè tanta gente
  veniva  nominata e non aveva i requisiti. E allora si è fatta una
  norma  molto  più  restrittiva,  e  l'ha  fatta non certamente il
  Governo,  l'ha fatta - se non ricordo male - in prima Commissione
  più   l'opposizione   che   la   maggioranza.   E'  stata  voluta
  dall'onorevole  Guarnera,  è  stata voluta dall'onorevole Piro, è
  stata voluta da tutte queste persone che, giustamente, ritenevano
  che  in  questa  Assemblea  i  governi nominavano persone che non
  avevano  molte  volte  i  requisiti  per  andare a ricoprire quel
  ruolo.
       E  allora  io mi domando, signor Presidente, ma, allora, che
  l'abbiamo  fatta  a fare quella norma? L'abbiamo fatta perchè non
  deve  servire  più  o  perchè  deve  essere una norma che bisogna
  applicare e che quindi c'è la sede istituzionale per vagliare chi
  è  stato  nominato,  se è stato nominato legittimamente e se ha i
  requisiti  per  ricoprire quel ruolo?  Io penso che quella sia la
  sede  e  ritengo  che  sia  solamente  quella  la sede. Se poi il
  Governo  ritiene  di  rientrare  nel  merito  sulle nomine perchè
  ritiene  che erano nomine che non si potevano fare o vi erano dei
  limiti  del Governo dimissionario.
       Allora,  signor  Presidente,  mi creda, non esiste un limite
  entro  cui  un governo dimissionario si può muovere.  Ci sono dei
  precedenti  anche a livello nazionale.  Il sottoscritto in Giunta
  ha  chiesto  - e c'è agli atti nel verbale - quali erano i limiti
  entro  cui  ci  si  poteva  muovere.  Ebbene le posso dire che la
  straordinarietà  di  un  atto,  o  la  ordinarietà  di  un atto è
  veramente  difficile stabilirla.  E allora su questo io la invito
  per una questione di non caduta di stile - e so benissimo che lei
  non  è il tipo, anzi il suo Governo auspico che non cada di stile
  tutto  intero  - in una situazione che certamente ha degli organi
  istituzionali  che devono vagliare queste nomine e che è corretto
  che  ciò  si faccia.  Ma certamente che non si vada oltre, perchè
  altrimenti verrebbe meno una legge che è stata voluta proprio per
  dare  alla  prima Commissione un ruolo importante, certamente non
  proposta   dal  Governo,  allora,  ma  proposta  e  rivoluzionata
  correttamente,  anzi è troppo restrittiva, comunque quella norma.
       La  invito  a  rivedere  alcune  cose di quella norma perchè
  abbiamo  combinato  anche lì qualche errore.  Oggi non si possono
  nominare  alcuni revisori dei conti - e lei se ne renderà conto -
  quelli che istituzionalmente nomina il bilancio, perchè già hanno
  degli  incarichi  e  non  ne  possono avere altri.  Però le norme
  regionali  dicono  che  effettivamente  il bilancio deve nominare
  persone del bilancio revisori dei conti.  Non ci sono più persone
  che  hanno  i  titoli in quanto hanno più incarichi e la legge li
  blocca.
       A questo punto concludo, onorevole Presidente, e auspico che
  lei effettivamente possa rivedere e proporre ad entrambe le forze
  politiche  ed anche io per la mia parte a Fleres, ognuno ritirare
  queste  mozioni,  e  faccia  Lei  bene  la  proposta  che  sia la
  commissione, che istituzionalmente é pronta per farlo, a valutare
  che  é  giusto  che ha i titoli che vada avanti, chi non é giusto
  che torni indietro.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Drago. Ne ha
  facoltà.

     DRAGO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della  Regione,  io  credo, per lo meno spero, che il
  dibattito  che  si  sta  portando  avanti  attorno  alle  mozioni
  presentate,  sia  un dibattito serio, nel senso di riconoscere in
  ciascuno degli interventi la buona fede e, comunque, la coerenza,
  rispetto  alle cose che si dicono poi relativamente alle cose che
  si fanno.
       Certo,   per   fare   questo  avremmo  probabilmente  dovuto
  attendere qualche mese, per vedere se questa maggioranza e questo
  Governo   e  lei  onorevole  Presidente,  alla  prova  dei  fatti
  dimostrerà la coerenza rispetto alle cose che oggi si richiedono.
       Certo,  onorevole  Zanna, nel momento in cui lei mi parla di
  soprintendenti  di  beni  culturali  e  la  sua maggioranza e lei
  proprio sui beni culturali esordisce con la sanatoria nella Valle
  dei Templi, mi sembra un po' poco coerente.

     ZANNA. Onorevole Drago, dove le ha lette queste cose?

     DRAGO.  Lei  è  in difficoltà, stia zitto, è in difficoltà.
       Se  vogliamo  affrontare le cose con grande serietà, io sono
  d'accordo.  Allora  onorevole Capodicasa, lei ha un solo modo per
  dimostrare  di  affrontare  con  serietà la problematica relativa
  alle  nomine,  sia quelle che sono state fatte, che devono essere
  vagliate,  se rispondono ai criteri previsti dalla legge;  se non
  rispondono  ai  criteri  previsti  dalla legge io sono il primo a
  chiedere  di  revocarle,  se rispondono ai criteri previsti dalla
  legge  non  c'é  motivo,  non c'é  ragione, onorevole Provenzano,
  soltanto una caduta di stile potrebbe determinare la revoca di un
  atto legittimo.
       Anche perché,  vedete,  tante  volte  si  parla senza sapere
  nemmeno  ciò  che  si  dice, anche perché non si sa nemmeno tante
  volte  di  che  cosa  si  parla.  Qualcuno  ha  parlato anche sui
  giornali  delle  USSL,  dei  direttori generali delle USSL, ma il
  Governo  Drago  non ha nominato nessun nuovo direttore. Semmai la
  legge   prevedeva   che  dopo  un  certo  periodo  ci  fosse  una
  commissione  che,  finalmente,  valutava  l'operato dei direttori
  generali;  la  commissione  ha finito la valutazione; noi abbiamo
  confermato le cose che ha detto la commissione.
       Il nuovo  Governo  intende  rivedere questa decisione? ma lo
  faccia,  lo   faccia,  trovi  le  motivazioni,  lo  faccia  pure
  L'importante é - questo é il ragionamento serio - che non siano i
  migliori e  senza  tessere  soltanto  quelli  nominati  da questa
  maggioranza e lottizzati ipocriti e i peggiori quelli nominati da
  maggioranze diverse.
       Allora  ci stanno i criteri, c'é una norma. Se ritenete e il
  Governo  volesse dare o la prima commissione, tanto c'é  anche la
  Corte dei Conti che tante volte boccia alcune nomine  perché  non
  sono  fatte  sulla  base  dei  criteri,  bene.  Allora  si  vuole
  valutare? Lo si faccia
       Veda, il  risalto che è stato dato a questa materia è dovuto
  al  risalto  che  il Governo, e quindi anche la stampa, ha dato a
  questa materia.
       Se probabilmente il Governo avesse detto tutte le nomine che
  sono   state   fatte  comunque  dovranno  essere  vagliate  dalla
  Commissione   competente  e  poi  dagli  organi  di  controllo  e
  seguiranno  l'iter che devono seguire; per cui se c'è uno che non
  ha i criteri, onorevole presidente della Regione, le chiedo io di
  revocare  quel nominato che non ha i criteri, non ha i requisiti.
  Però,  qui  dobbiamo  essere anche seri e se vogliamo essere seri
  dobbiamo anche fare un passo in avanti.
       Io  sono  d'accordo  con l'onorevole Forgione nel momento in
  cui  sollecita  questo  Governo,  lo faccio anch'io; non ci siamo
  riusciti  con  i  precedenti  governi,  l'Assemblea  non  ce l'ha
  concesso, ma anche noi abbiamo la nostra responsabilità, ma anche
  voi   che   prima   eravate   opposizione  avevate  delle  vostre
  responsabilità.  Non  siamo  riusciti  a  fare  la  riforma della
  Pubblica  Amministrazione, a fare in modo che si possano nominare
  manager  dall'esterno,  separare la funzione della programmazione
  da quella di governo.
       Bene,  io  sono  d'accordo,  se  volete,  nell'accettare  la
  mozione  dell'onorevole  Forgione  e  dire  entro  trenta  giorni
  presentate  la riforma della Pubblica Amministrazione, ma andiamo
  ancora  avanti se vogliamo essere seri. Tutti abbiamo scritto sui
  giornali  e ci siamo beati di avere sciolto gli Enti economici ed
  abbiamo fatto bene perché  li abbiamo sciolti.
       Facciamo  un  passo  in avanti se ci state e votiamo qui che
  entro trenta giorni sciogliamo i consorzi di bonifica, sciogliamo
  l'ESA,  sciogliamo  l'Istituto Autonomo Case Popolari, eliminiamo
  questo  sperpero  e  questo malaffare, perché  la memoria storica
  della   corruzione   del   malaffare  in  Sicilia,  se  avete  il
  coraggio...

     FORGIONE. E' quello che ha fatto lei, onorevole Drago.

     DRAGO. Benissimo, onorevole Forgione, siamo d'accordo con lei.
  Questa è la sfida che  lanciamo a questa maggioranza se ci state.
       Noi  siamo disponibili a lavorare notte e giorno anche prima
  del  bilancio  o subito dopo il bilancio, se ancora ci sarete, ma
  comunque   siamo   disponibili   e   vi  lanciamo  questa  sfida.
  Sciogliamoli  i  consorzi  di  bonifica,  subito, immediatamente.
       Sciogliamoli,  decentriamo  i  compiti  che  oggi  hanno gli
  Istituti  Autonomi  Case  Popolari  alle  province  ed ai comuni,
  istituiamo  gli  assessorati  alla  casa, eliminiamo e sciogliamo
  l'EAS(Ente  Acquedotto Siciliano), facciamo qualcosa di serio per
  questa nostra Regione.

     FORGIONE. Vedo che all'opposizione lei è bravissimo, onorevole
  Drago.

     DRAGO. Benissimo. Onorevole Forgione,  la  verità  è  che  non
  passerà alla storia per queste cose.
       Allora,  onorevole presidente della Regione, noi siamo qui a
  testimoniare  la nostra voglia di modernizzare la nostra Regione,
  di  eliminare  gli  sprechi e di fare in modo che ci siano regole
  che  ci  consentano  di  mettere a capo, sia dell'amministrazione
  regionale   che  degli  eventuali  enti  che  dovessero  rimanere
  all'interno  di  questa  Regione,  gente seria e qualificata, per
  questo  se  lei  andrà  avanti  in questa direzione avrà anche il
  nostro appoggio.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, era naturale
  che il dibattito si  sovraccaricasse  di  questioni  di carattere
  politico,  però  ci vuole anche  un  po'  di  decenza  per  certe
  questioni.
       Io   qui   voglio   subito  porre  e  dare  un'assicurazione
  all'onorevole   Drago  che  con  tanta  enfasi  ha  detto  che  è
  disponibile  ad  una politica di ammodernamento della Sicilia.
       Le  posso  assicurare,  onorevole  Drago, che il primo punto
  questo  Governo lo ha segnato.
       Gli  Enti  economici regionali sono stati sciolti, mi auguro
  che  lei  e  la sua maggioranza tra qualche ora, quando daremo il
  voto  finale,  sarà  presente  in  Aula  e  darà  il  voto per lo
  scioglimento   degli   Enti  economici  regionali.  E'  un  punto
  fondamentale.
       C'è  stata  una  maggioranza che per due anni e mezzo non ha
  affrontato  la  questione,  l'ha  rinviata  regolarmente, ci sono
  state crisi minacciate all'interno dell'Aula, un punto è segnato.
       Per  quanto  riguarda il resto, lei conosce gli undici punti
  formulati,   nelle   dichiarazioni   programmatiche,   da   parte
  dell'onorevole Capodicasa, posso assicurarle che sulla base di un
  corretto  rapporto   parlamentare,   anche  con  le  opposizioni,
  riteniamo sia utile andare avanti in quella strada.
       Proprio per  questo, onorevole Presidente della Regione, che
  io voglio qui  senza  enfasi,  senza  polemica,  senza spirito di
  contrapposizione, fare  insieme  al  Parlamento un ragionamento e
  una valutazione.
       La  prima  è  questa:  ho  letto  con  attenzione la mozione
  presentata  dall'onorevole  Fleres  e  da  altri parlamentari del
  Polo,  si  chiede  che  il  Presidente  della  Regione revochi un
  provvedimento  -  una  semplice  lettera - con il quale in questo
  momento  il  Presidente  della  Regione, onorevole Capodicasa, ha
  chiesto  una  sospensione  per  una valutazione più attenta delle
  nomine  effettuate  dal precedente Governo. Lo ha fatto questo in
  rispetto della volontà del Parlamento, voglio ricordare a tutti i
  colleghi  parlamentari  che questo Parlamento nella seduta del 29
  luglio,  diede un orientamento al Governo regionale, orientamento
  che  è  stato  regolarmente  disatteso,  cioè si è esercitata una
  funzione  in  disprezzo  del  Parlamento regionale da parte degli
  atti del Governo e non era neanche la prima volta.
       Non  voglio  qui  ricordare  una vicenda che ha investito il
  dibattito  in Parlamento a proposito della nomina del Commissario
  del  Parco delle Madonie. Anche in quella occasione il Parlamento
  votò  una  mozione  contraria,  quella nomina non fu avallata dal
  Parlamento  e  comunque  il Governo di centro destra in disprezzo
  della volontà del Parlamento procedette lo stesso alla nomina del
  sig.  Belli  che notoriamente non aveva nessun requisito rispetto
  alla  legge.  Nessun  requisito  rispetto  alla legge
       Quando  faccio  l'invito  ai banchi della destra di avere un
  atteggiamento  tollerante,  lo  dico  soprattutto  perché  non  è
  possibile  che  voi ripetutamente interrompiate gli interlocutori
  che   discutono  sulle  stesse  materie  delle  quali  voi  siete
  interessati.
       Nello stesso tempo noi  abbiamo  avuto  il  28 ottobre, il 2
  ottobre e il 12 ottobre, tre mozioni presentate da diversi gruppi
  parlamentari che chiedevano  una  discussione in Aula che avevano
  comunque  tutti  lo  stesso filo conduttore: le nomine effettuate
  dal Governo  Drago  erano  non  solo in violazione di norme ma in
  disprezzo di mozioni approvate dal Parlamento.
       Penso  che  il Governo Capodicasa abbia fatto bene, non sono
  perché  si  proceda  alla  revoca,  ma in questa materia si abbia
  l'adeguata prudenza che compete ad un Governo, fatte le nomine si
  tratta di  sapere  se quelle nomine sono conformi alla legge e si
  tratta  di sapere se quelle nomine sono conformi alla volontà del
  Parlamento.  Se  è  vero  che  dentro  la  mozione dell'onorevole
  Forgione,  onorevole  Drago  vengono  citati  casi  di parenti di
  parlamentari, di parenti di parlamentari nazionali, di parenti di
  responsabili  regionali di forze politiche, la parentela non è un
  requisito.  Sono  stati nominati parenti di parlamentari, se sono
  vere  queste  cose  come  è  scritto nella mozione è una corretta
  votazione  quella  di  potere permettere al Parlamento di fare un
  esame delle proposte formulate.
       Pertanto si potrebbe  evitare, onorevole Virzì di nominare i
  propri parenti, non  penso  che  soltanto  i nostri parenti hanno
  competenza ed è  esattamente  il  contrario rispetto a quello che
  dice  lei.
       Tuttavia  esiste  un  precedente  che  veniva indirettamente
  confermato  da  parte  del  Presidente  della  Regione, onorevole
  Provenzano, quando stasera ha detto che è vero che si è recato in
  I   commissione,   dando  sostanzialmente  ragione  all'onorevole
  Cintola,  nel  senso che le nomine fatte dal Governo Drago ebbero
  un   voto   contrario  della  I  Commissione  e  poi  l'onorevole
  presidente  della  Regione  ha  detto che quelle nomine si fecero
  lentamente morire.
       Voglio ricordare all'onorevole Provenzano che anche li ci fu
  un doppio metro perché  in occasione delle nomine dei manager per
  le USL, anche quelle ebbero il voto contrario della Commissione e
  comunque il Governo di centro-destra anche in presenza di un voto
  contrario  della  Prima  Commissione  procedette  alla  nomina ed
  all'insediamento dei direttori generali delle USL.
       Pertanto, mi pare ovvio  che  ci  sia una linea di prudenza,
  invito il Governo  ad  andare avanti, inviterei l'estensore delle
  mozioni ad una riflessione, visto che il Governo ha già proceduto
  nel senso di sospendere  le nomine per un esame più approfondito,
  sono dell'avviso che l'atteggiamento  del Governo è prudente e di
  garanzia per l'intero Parlamento.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, Presidente  della Regione..Signor Presidente, sarò
  breve  perchè  concordo  con  i  colleghi che hanno sostenuto che
  probabilmente   questa   materia   è   stata   sovraccaricata  di
  significati ed - a mio avviso - invece occorre riportare alle sue
  giuste  dimensioni  l'atto  che  la  Giunta  di Governo ha inteso
  assumere.
       Da un lato vorrei  sgomberare  subito  il  terreno da alcune
  affermazioni inesatte che  sono  state  portate  a sostegno delle
  argomentazioni sia della  mozione  a  firma  onorevole  Fleres ed
  altri ed anche da interventi  che qui si sono succeduti, anche se
  da non firmatari della mozione.
       Vorrei ricordare, non lo  faccio  per polemica, ma visto che
  questo viene addotto come  motivo,  a  cagione  della  critica  e
  quindi la proposta di  revoca  della  nota  che  ho  inviato alla
  Commissione Prima, devo  dare  subito  comunicazione all'Aula che
  prima di inviare quella  nota  ho esperito le necessarie ricerche
  per vedere se esistessero  dei  precedenti,  perchè  dal punto di
  vista tecnico-procedurale era  opportuno che si verificasse se vi
  erano dei precedenti, anche  se  non  è  per  nulla  impedito  da
  nessuna norma giuridica nè tanto meno di regolamenti di qualsiasi
  natura che il  Governo  nella sua continuità adotti provvedimenti
  che vadano a revisionare le  scelte  che  ha  fatto, visto che di
  continuità amministrativa si parla.
       Ebbene, ho trovato un precedente che non è molto remoto, non
  risale  a  tanti  anni  fa,  risale  a pochi mesi fa, l'onorevole
  Drago, Presidente della Regione, nessuno vi prego mi dica che non
  1 vero  perchè  ho  le  carte  qui,  quindi  le  posso subito far
  portare,  adottò  un  provvedimento  per  la  verità limitato nel
  numero non si trattava tanto di revoca, una nota con cui chiedeva
  alla   Commissione,  al  Presidente  dell'Assemblea  che  poi  la
  trasmise  alla  Commissione,  di  riavere  indietro  i  fascicoli
  relativi  ad  alcune  nomine che erano state adottate dal Governo
  Provenzano.  La Commissione rispose positivamente, lo dico perchè
  anche  il  Presidente  dell'Assemblea  nel  ricevere  la nota del
  Governo  aveva  obiettato  sull'opportunità  della  procedura  ed
  abbiamo  fatto  osservare  che  ci  eravamo  comportati così come
  precedentemente  era  stato  fatto.
       Ma la limitatezza del numero delle nomine di cui si chiedeva
  la restituzione, poi francamente, onorevole Drago non sono andato
  a vedere  se  sono state riconfermate o no, non l'ho fatto perchè
  in fondo  a  quel  punto era solo marginale il problema, in fondo
  aveva solo  così  una ragione di essere nel fatto che la quantità
  di  nomine  fatte  dal  Governo  precedente  erano  di  ben altra
  consistenza.
       Non  poteva  essere  un  provvedimento  mirato.  Quelle tre,
  quattro,  cinque, sei nomine che potevano non avere i requisiti e
  di   cui   si   voleva   vagliare   preventivamente,  magari,  la
  compatibilità con le norme di legge, ma essendo in questo caso in
  presenza, di fronte a nomine massicce che riguardano centinaia di
  casi,  credo  che  lo possiamo senz'altro affermare, si tratta di
  centinaia  di nomine che non sono state adottate nell'arco di sei
  mesi ma nell'arco dell'ultima settimana.
       Proprio perché si trattava di molti casi e  che  non avevamo
  il tempo, noi ne abbiamo discusso in Giunta, onorevole Lo Giudice
  lei  ricorderà,  non  avevamo  il tempo di  fare  una  preventiva
  verifica perché si trattava di molti casi e  che probabilmente un
  ritardo  avrebbe  comportato, in virtù  del  silenzio-assenso, il
  passaggio delle nomine in Commissione senza che ci fosse un ....

     LA  GRUA .  Ma non vanno in prima  Commissione  quelle  nomine
  della Commissione?

     CAPODICASA, Presidente della Regione.  Alcune si
       Infatti  il  provvedimento  ha  carattere generale.  Abbiamo
  parlato  di  provvedimento di carattere generale e proprio perché
  generale ha il valore che noi abbiamo voluto dare, cioè quella di
  una  sospensione per fare una verifica che abbia il carattere che
  nella  motivazione con cui la Giunta ha deliberato abbiamo messo,
  cioè  una  verifica dei requisiti, delle compatibilità di legge e
  della  opportunità  di  alcune di questa nomine.  Perché  mi pare
  chiaro  che  una  cosa  è  la  nomina  nel  comitatino periferico
  dell'Amministrazione, altra cosa è una nomina dove il rapporto di
  fiducia tra  il Governo che le nomine e a chi viene attribuita la
  responsabilità  di  rappresentare  il  Governo in quell'organismo
  deve essere intessuto.
       Con questo non sto affermando che da parte del Governo della
  Regione nell'esaminare, nel verificare i titoli, le compatibilità
  adotterà  un  provvedimento generalizzato solo perché  sono state
  nomine  fatte  dal precedente Governo.  Incorreremmo nello stesso
  errore  in  cui  noi  riteniamo  può  essere  incorso  il Governo
  precedente  cioè quello di adottare un provvedimento di carattere
  generalizzato   che   non   tiene   conto  dei  requisiti  e  che
  rientrerebbe  in  una  spartizione  della  quale  noi vorremmo in
  qualche  modo  rifuggire,  cioè  cercando  di tenere, nell'ambito
  della  correttezza  e  della  professionalità, nomine che possono
  anche  non  appartenere  alla  maggioranza  ma purché  in qualche
  misura   soddisfino  i  requisiti  di  legge  e  quindi  anche  i
  contenuti, il merito delle scelte che si vanno ad adottare.
       Ed  è  stato  questo  il   motivo,   rispondo  all'onorevole
  Provenzano che con molto garbo ha mosso una critica relativa allo
  stile che  ci sarebbe, se ci fosse stata la garanzia che tutte le
  nomine fossero passate al vaglio della prima Commissione senza il
  rischio  del  silenzio-assenso e che anche le nomine che non sono
  di  competenza  della Commissione potessero avere il vaglio di un
  qualche  organismo  che  se  ne  assumeva la responsabilità nelle
  nuove  condizioni  politiche  e  di Governo, probabilmente non si
  sarebbe  reso  necessario  quel  provvedimento che abbiamo dovuto
  adottare che ha il valore di congelare una situazione per fare un
  momento mente locale e fare le opportune verifiche.
       Vorrei  anche  aggiungere che ci saltavano subito all'occhio
  alcune anomalie, quindi non è solo legato a un fatto di carattere
  generale,  c'erano  anche delle questioni che in modo particolare
  si  erano  poste.
       Per  esempio,  per  quanto riguarda la nomina del Presidente
  dell'Ente  Parco  Floristella,  risultava  scelto dalla giunta di
  governo  un  nominativo  - Trapani Salvatore - e poi inviato alla
  commissione competente per il parere il nome di tale Cortese.
       Un   piccolo   disguido   che   dava   subito   adito  a  un
  interrogativo,  oppure  tante  nomine  che  dagli uffici, diciamo
  delle   ragionerie,   venivano   rimessi  indietro  all'assessore
  competente perché erano nomine fatte su fogli volanti, neanche su
  carta intestata, quindi, non seguendo le relative procedure.
       Siamo  in  presenza  di qualcosa di affrettato che, ancorché
  discutibile dal  punto  di  vista  del merito, anche dal punto di
  vista tecnico-procedurale non dava adito a un qualche rilievo.  E
  allora, è  stato  questo  il  motivo che ci ha indotto a compiere
  questo passo.  Io  credo  che non si possa parlare di mancanza di
  stile perché  ci  siamo trovati di fronte a un numero indefinito,
  ma  molto  alto, di  nomine  che  a  quel  punto  comportava  una
  assunzione  di  responsabilità da parte della nuova giunta, tanto
  più che si trattava di nomine che erano state adottate nella fase
  finale della  giunta  che  era  già dimissionaria e in prossimità
  della elezione della nuova giunta.
       Ancora, aggiungerei  che,  siccome il tema mi pare che sia -
  l'onorevole Drago  lo  ha  sollevato  nel  suo  intervento  -  il
  problema dei  managers  nelle  USL, anche qui si tratterà di fare
  una  verifica.  L'onorevole  Drago  ci  informa  che  gli  uffici
  avevano, per  parte  loro,  così  come  di  loro  competenza,  la
  Commissione  che  fa la verifica, noi vogliamo verificare, perché
  risulta che  la Commissione si è pronunciata dopo che c'era stata
  la  nomina,  sembrerebbe  che  non  sia  stato  un pronunciamento
  uniforme  per  tutti  i  managers  nelle USL. Colgo positivamente
  l'indicazione  che  lei  ha  dato  nel  suo intervento, onorevole
  Drago, cioè si tratta di andare a fare verifiche che hanno questo
  significato  e  poi,  nell'ambito  di  queste  verifiche,  tirare
  insieme la conclusione.
       Per  il  resto,  onorevoli  colleghi, credo che non si possa
  invocare  in  questo  caso - l'avevo già detto quando l'onorevole
  Fleres  sollevò  il  problema  in  Aula la settimana scorsa - una
  violazione  del  rapporto  che  noi vogliamo che si fondi su basi
  oggettive  o comunque di rispetto istituzionale tra maggioranza e
  opposizione.
       Per  quanto  ci  riguarda,  noi  non consideriamo l'atto che
  abbiamo   compiuto   rientrante   nell'ambito  dei  rapporti  tra
  maggioranza e  opposizione. Intanto, perché si tratta di atti che
  sono  compiuti  da governi, dimissionario uno, in carica l'altro,
  ma    ha   poca   importanza;   c'è   una   continuità,   diciamo
  amministrativa, e  si  parla  di  rapporti  tra  governi, non tra
  maggioranza e opposizione anche perché un parte della maggioranza
  di oggi era l'opposizione di ieri.

     FLERES.  Non  credo che il Governo sia un fatto astratto dalla
  maggioranza.

     CAPODICASA,  presidente  della  Regione.  No,  non è per nulla
  astratto dalla  maggioranza,  ma noi parliamo di atti compiuti da
  giunte di  governo e da assessori in carica, quindi il rapporto è
  con il  contenuto  di  quelle  scelte,  non  è  tra maggioranza e
  opposizione, tanto più - torno  a ripetere - che vi sono colleghi
  attualmente  componenti  della   giunta   di  governo  che  erano
  componenti anche della giunta di governo precedente e quindi oggi
  sono nella maggioranza e non sono all'opposizione.
       Quindi  mi pare chiaro che il rapporto deve essere riportato
  su altre  basi  che  sono  le basi di livelli amministrativi e di
  Governo  e  non  di  forze politiche.  Io, concludendo, Onorevole
  Presidente,  vorrei  dire  che  all'esame  dell'Aula  oltre  alla
  mozione  a  firma  dell'onorevole Fleres, che è riferita all'atto
  che la  Giunta  di Governo ha compiuto, vi sono altre mozioni che
  riguardano  altre nomine che sono state adottate precedentemente,
  cioè  quella  relativa  ai  Direttori regionali e quella relativa
  anche alle Sovrintendenze...

     FORGIONE. Una porta la firma pure dell'opposizione.

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Io  ritengo  che per
  quanto  riguarda  queste  mozioni  che  sono  state presentate da
  parlamentari   e   da   Gruppi   che   fanno  parte  dell'attuale
  maggioranza,  ce  n'è una dell'opposizione a firma dell'onorevole
  Forgione;  anche  a  lui  chiedo  che,  nello  spirito  di questo
  ragionamento  che  ho  fatto,  di ritirare le mozioni per dare la
  possibilità al  Governo  di fare un esame di merito, cosa che non
  potremmo  fare  ove  ci  fosse un vuoto di approvazione di questa
  mozione  che obbliga tout court al ritiro delle nomine, tanto più
  che  qualcuna  di queste mozioni è riferita a nomine alcune delle
  quali  hanno  già  trovato  esito  e compimento, per esempio, per
  quanto  riguarda alcuni Direttori, alcuni di essi hanno già avuto
  il vaglio,  il  visto,  da  parte della Corte dei Conti e quindi,
  sono   già   operative,  mentre  le  altre  hanno  in  sospeso  i
  chiarimenti  necessari  ai  rilievi  che  sono stati richiesti da
  parte della Corte dei Conti.
       Quindi,  io  chiedo  di  fare un atto di disponibilità verso
  questa impostazione che credo sia garanzia per tutti; io spero di
  potere   mantenere   questo   impegno  nei  riguardi  dei  Gruppi
  dell'opposizione,   così  come  nei  riguardi  dei  Gruppi  della
  maggioranza,  la  garanzia  e l'impegno che la verifica di queste
  nomine   verrà   fatta   nel  pieno  rispetto  della  correttezza
  ovviamente  delle  norme di legge ma io credo anche dello spirito
  con cui certe nomine sono state fatte.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  avendo
  ascoltato  la  replica del Presidente della Regione, io credo che
  l'Aula  abbia  bisogno  di comprendere fino in fondo due aspetti,
  perchè  uno  mi  sembra  sia stato sufficientemente chiarito e di
  questo  le  sono  grato,  cioè  la  sospensione  delle nomine non
  rappresenta  una aggressione di natura politica della maggioranza
  attuale  rispetto  all'opposizione,  bensì  un  semplice  atto di
  approfondimento  rispetto  ai  comportamenti relativi alle nomine
  che  sono  state compiute.
       Se  così è, signor Presidente, a noi basta conoscere i tempi
  di  questa  verifica perchè se di verifica si tratta, ovviamente,
  essa   non   può   essere  indefinita,  essa  può  esclusivamente
  riguardare il possesso o meno dei requisiti di legge da parte dei
  nominandi,   compito   che   per   la   verità   avrebbe   potuto
  abbondantemente assolvere la I Commissione, anche perchè il senso
  del  parere  che  vieno  richiesto  alla  I Commissione è proprio
  quello  di  accertare  il  possesso  dei  requisiti, non certo di
  esprimere  una valutazione di natura politica su nomine che hanno
  un  valore  pressoché  tecnico  soprattutto alla luce della nuova
  legge e  allora  se è così l'interpretazione che si può dare alle
  dichiarazioni  del  Presidente  della  Regione  che sintetizzo in
  'accertamento  esclusivo  del  possesso  dei  requisiti  in tempi
  sufficientemente  brevi'  che  egli  stesso magari ci chiarirà.
       I  presentatori  della  mozione  potrebbero pure ritirarla e
  prendere  atto  della disponibilità del Presidente della Regione,
  mostrando ancora una volta l'atteggiamento che questa opposizione
  intende avere  nei confronti di una maggioranza che tale non è se
  non  avesse  l'appoggio  esterno  di una parte di opposizione che
  tale  non  è,  anche  alla  luce  delle  cose  che  ha  detto  ma
  soprattutto  alla  luce  delle assenze che ha compiuto in sede di
  voto.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, io  ho  dichiarato  che  si  tratta  di  una
  verifica, quindi  non  è al momento in atto alcuna revoca, perché
  vi sarebbe stato da parte della Giunta di Governo...

     DI MARTINO . E' stato anche legittimo.

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Io  non  discuto  la
  legittimità,  onorevole  Di  Martino,  ma  lo  stile, perché  una
  revoca  in blocco, senza entrare nel merito, a me sarebbe apparsa
  qualcosa di indifendibile.  Lo dico per correttezza di rapporti.
       Questo però  non  significa  che nel valutare i requisiti di
  legge  e  i  requisiti  individuali  non possano essere visionati
  anche problemi  di requisiti di adeguatezza, perché se salta agli
  occhi una  inadeguatezza  di  una  nomina  che  avendo  magari  i
  requisiti   di   legge   però  non  è  corrispondente  a  livello
  dell'incarico che  gli  viene  conferito, a quel punto ci sarebbe
  una responsabilità nostra nel confermare la nomina.

     AULICINO. E' già nella legge.

     CAPODICASA,  Presidente della Regione. Onorevole Aulicino, Lei
  sa che  le  due  cose  (il  requisito  di  legge  ed il requisito
  adeguatezza)   non   corrispondono  esattamente,  però  io  posso
  garantire che non ci sarà, e questo lo posso affermare, una sorta
  di ribaltamento  che  passi  da un assetto ad un altro. Questo lo
  posso  garantire  perché  questo  rientra  nello  stile di questa
  maggioranza che  vuole  guardare  bene  le  cose  e  assumersi le
  responsabilità delle cose che fa a ragion veduta.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  alla  luce  dei chiarimenti
  dell'onorevole  Presidente  della  Regione,  prima  di  porre  in
  votazione le  mozioni,  chiedo  ai firmatari della mozione n. 245
  "Revoca  delle  nomine  dei  direttori  regionali"  se  intendono
  ritirarla.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, considerato
  che  queste  nomine  riguardano il Governo Drago ed è un problema
  del  Presidente  Capodicasa  se  intende ritenerle adeguate o non
  adeguate  e  intende verificarle, noi con questa mozione offriamo
  uno strumento in più al Presidente Capodicasa, di azzerare tutto.
       Se  ritiene  che  alcune  di  queste nomine sono adeguate il
  Governo  le riproponga senza alcuno spirito e volontà e vocazione
  di  maggioranza.  Ma per piacere, non si faccia una trattativa su
  quelle  che  sono  adeguate  e  inadeguate  alla fine della quale
  vediamo  se  possiamo  accontentare una parte o l'altra.  Io sono
  convinto  dell'intervento  del  Presidente  della  Regione  su un
  punto: la nostra mozione non  interviene  sul  fatto  che bisogna
  revocare le nomine perché è  cambiata  la maggioranza, semmai c'è
  un  problema,  signor   Presidente   dell'Assemblea,   anche  sul
  funzionamento di questo Parlamento, perché  noi  oggi,  che  è la
  vigilia di Natale, stiamo discutendo  una  mozione  che  è  stata
  presentata il 28 settembre, e  questo  è un problema che riguarda
  l'Aula, non è un problema  né  di  maggioranza né di opposizione.
  Noi stiamo discutendo a Natale  una  mozione  presentata in piena
  estate, ed è riferita ad  atti e violazioni di quella maggioranza
  di destra.
       Rispetto al merito di questa  mozione,  non  si può dire che
  non ci sarà uno stravolgimento  delle  nomine  perché qui nessuno
  vuole affermare il principio di maggioranza. No, noi interveniamo
  nel  merito  e  sul   merito  chiediamo  un  pronunciamento,  non
  interveniamo sul fatto che è  cambiata  la maggioranza e, quindi,
  bisogna cambiare le nomine e gli assetti del potere.
       Noi, nella parte impegnativa  chiediamo  la revoca di queste
  nomine, chiediamo a questo  Governo  propositivo  di arrivare qui
  con un disegno organico di riforma della Pubblica Amministrazione
  e  non  si capisce perché  questo  lo  dovremmo  ritirare,  è  un
  incentivo al Governo.
       Poi,  probabilmente,  Presidente   della   Regione,  non  ci
  troveremo  d'accordo  su alcuni  tratti  della  riforma,  non  mi
  convincono  alcune  cose della  Bassanini  e  della  Cassese,  ma
  chiediamo a lei di spingere su  un pezzo del suo programma.  Cosa
  chiediamo?   Dov'è  lo  scandalo?  Perché  dovremmo  ritirare  la
  richiesta  di  rendere noto  il  curriculum  dei  funzionari  con
  l'adesione a logge massoniche  -  ed  evidentemente  se chiediamo
  questo vuol dire che il  precedente  Governo  qualche  buccia  di
  banana  sulla quale è scivolato  l'ha  avuta  -  e  chiediamo  di
  rendere pubblici tutti  i  curriculum riguardanti anche eventuali
  vicende giudiziarie ed inchieste.
       Perché dovremmo ritirare  queste  cose?  Questo  non c'entra
  niente col fatto che è cambiata la  maggioranza e che, dato che è
  cambiata la maggioranza,  bisogna  stravolgere  gli  assetti  del
  potere.  Non c'entra  assolutamente  niente. Interviene su queste
  questioni, la mozione è del  settembre,  onorevole  Lo Giudice, a
  lei  non  piacerà  ma interviene  su  una  vicenda  di  settembre
  rispetto alla quale, purtroppo,  questo  Parlamento  ci  porta  a
  pronunciarci soltanto ora. Quindi, noi la manteniamo.

     DRAGO. Signor Presidente, per capirlo io. Siccome nella revoca
  degli atti richiesta nella mozione  ci  sono anche atti approvati
  dalla Corte dei conti, che  cosa stiamo votando? Di revocare atti
  approvati dalla Corte dei conti?

     FORGIONE. Le ha respinte.

     DRAGO. Nemmeno una ne ha respinta.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,  l'onorevole  Forgione  ha  ragione  quando
  stigmatizza   il  fatto  che  i  tempi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana  sono  sfasati   rispetto   all'andamento   dei   fatti
  amministrativi o di altro genere,  che vive la nostra Regione.
       Ed in effetti la mozione di  cui  è firmatario, risulta - ma
  non per responsabilità dell'onorevole Forgione - sfasata rispetto
  alla  realtà,  perché   l'interruzione   dell'onorevole  Drago  è
  pertinente.  Cioè quelle  nomine,  avverso alle quali l'onorevole
  Forgione  ha presentato una mozione  per  la  revoca,  hanno  già
  prodotto effetti, sono atti già  perfezionati, nel senso che sono
  già esecutivi. Altri di essi sono in via di proseguimento.
       Del resto io, onorevole  Forgione,  avendo  letto  la  parte
  impegnativa della sua mozione, al  primo  punto  lei  impegna  il
  Governo a revocare le nomine  poiché  in contrasto con la vigente
  normativa. Siccome la Corte dei  conti  esercita una verifica nel
  merito  della  legittimità delle  nomine  che  vengono  fatte  in
  ossequio alle norme di legge, la  Corte  dei conti oggi su questo
  punto, ha superato l'organo legislativo  perché  ha  già fatto le
  proprie osservazioni. Alcune di  queste  sono  state  già esitate
  positivamente  dalla  Corte  dei  conti,  per  altre  ha  chiesto
  chiarimenti su singoli aspetti.
       Io poi  non  sono contrario agli altri due punti della parte
  impegnativa della mozione dell'onorevole Forgione, che ci spinge,
  così come  ha  fatto  verbalmente l'onorevole Drago, a presentare
  subito la normativa di riforma della pubblica Amministrazione.
       Io qui posso comunicare  all'Aula  che questa normativa sarà
  depositata subito dopo  Capodanno.  Quindi, onorevole Crisafulli,
  mi corregga se  sbaglio.  L'onorevole  Crisafulli, addirittura ci
  sfida tutti dicendo che lo potremmo esitare domani in Giunta. Io,
  però, prendo 10 giorni di  tempo ancora, comunque è garantito che
  entro  la prima decade di  gennaio  il  disegno  di  legge  verrà
  approvato.
       Mentre il punto terzo della mozione che impegna il Governo a
  rendere noto il curriculum dei  funzionari  per  vedere  se hanno
  pendenze penali, questo  mi  pare  talmente  scontato,  onorevole
  Forgione, che il Governo l'assume come impegno anche senza votare
  la mozione.
       Quindi, le chiedo il ritiro della mozione proprio perché noi
  accogliamo le parti accoglibili,  tranne  quella  che  per  ovvie
  ragioni procedurali e di legge non possiamo accogliere.

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione, c'è un'ulteriore richiesta del
  Presidente della Regione di ritirare  la  mozione  almeno  per il
  primo comma della parte impegnativa.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per un chiarimento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Sulle  nomine rispetto alle quali la Corte dei conti
  ha chiesto  dei  chiarimenti, qual è l'atteggiamento del Governo,
  signor Presidente della Regione?

     CAPODICASA,  Presidente  della Regione. Vi sarà il chiarimento
  sulla base dei quesiti posti.
       La Corte dei conti, quando avanza i requisiti, lo fa in modo
  specifico, non chiede cose in  generale.  Non chiede un giudizio,
  chiede questo atto, questo requisito.  Ci  sono  le  carte, ce li
  date.  In questo senso è una risposta tecnica che viene data.

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione, ritira la mozione?

     FORGIONE. Non ritiro la mozione.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  il
  Presidente  della  Regione   molto   saggiamente  ha  chiesto  ai
  presentatori della mozione il  ritiro.  Le ragioni sono semplici.
       La mozione che ha  come  prima  firma  quella dell'onorevole
  Fleres  la  ritengo  non   valida,  cioè  senza  motivazione.  E'
  soltanto un tentativo di rimonta  politica, perché tutti gli atti
  del ritiro adottati dal Governo  li ritengo deboli finora, perché
  il Governo ha tutti i poteri per ritirarli, soprattutto quando si
  tratta della sostituzione di un organo  con  un altro, ha tutti i
  poteri  per  ritirarli.  Quindi,  ritenevo  che  l'invito  poteva
  benissimo essere accolto da  parte  dell'onorevole Fleres e degli
  altri componenti.
       Per quanto riguarda le altre  due  mozioni,  non ci si rende
  conto che sono mozioni fuori  tempo,  erano  state presentate nei
  confronti di un altro Governo e che,  a ragione o a torto, alcuni
  provvedimenti  hanno avuto  parere  registrato  dalla  Corte  dei
  conti.  Quindi, non è che noi possiamo stravolgere le regole.  La
  dichiarazione di voto mia è  questa:  un  invito  ai presentatori
  della mozione, l'onorevole Forgione,  l'onorevole  Zanna - e, fra
  l'altro, l'onorevole Zanna fa parte  di  un gruppo di maggioranza
  che ha la massima espressione  della Regione, il Presidente della
  Regione.
       Ora vorrei capire se da parte del  gruppo  dei  DS  -  e  mi
  rivolgo a Lei, onorevole Speziale  -  c'é  cultura  di  governo o
  ancora siete convinti  di  essere  all'opposizione;  é importante
  sapere queste cose.
       Perché  io personalmente non mi faccio scavalcare, faremo la
  guerriglia  contro il Presidente della Regione  Rendetevene conto
  che questo non é possibile.
       Quindi penso che come me anche il  Gruppo dei ds voterà - se
  si dovesse insistere nella mozione  a  prima firma Zanna - contro
  quella mozione, perché  era fuori  tempo, non riguarda più questo
  governo.  E un altro  invito  rivolgo  all'onorevole Forgione, il
  quale avrà tempo per farsi una  cultura  di governo, ma alla luce
  delle assicurazioni date  dal  Presidente  della  Regione, volere
  mantenere  quella   mozione,   significa   assolutamente   volere
  distinguersi  politicamente  dalla   maggioranza  e  poi  si  che
  l'onorevole Forgione da  l'impressione di essere l'opposizione di
  sua maestà; invece cerchiamo di fare le  cose  serie e di dare la
  possibilità al nuovo governo  regionale  di  valutare  con  molta
  attenzione il da farsi nel  prosieguo  di  tempo.  Grazie  signor
  Presidente.

                  (Applausi dai banchi della destra)

     BRIGUGLIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  l'approvazione da parte  dell'Assemblea  della  prima parte della
  mozione  presentata   dall'onorevole   Forgione,   finirebbe  per
  comportare un momento di grave  imbarazzo  per  il  governo della
  Regione. E forse anche per  questo Parlamento, il quale finirebbe
  per invadere un campo, quello  della  legittimità  che é  proprio
  della  Corte  dei Conti,  con  delle  valutazioni  che  sarebbero
  meramente politiche.
       Ora, io  credo  che  questo  debba  essere  preso  in  seria
  considerazione  da  parte del Parlamento, anche  alla  luce  -  e
  questo va riconosciuto al Presidente Capodicasa, io personalmente
  lo faccio con grande lealtà - quando ha eliminato ogni dubbio che
  credo  sia ampiamente  contenuto  nelle  motivazioni  di  diverse
  mozioni  parlamentari,  che   il   provvedimento  di  sospensione
  adottato  dal governo della  Regione,  potesse  in  qualche  modo
  suonare come un motivo di  rivalsa  o, addirittura, uno strumento
  per  colpire  l'avversario   politico,   in  questo  caso  l'area
  dell'opposizione.
       Nel momento in cui con grande  senso  di  responsabilità, ma
  anche  -  devo  dire  -  con   grande  avvedutezza  politica,  il
  Presidente Capodicasa ha  chiarito questo aspetto, perché nessuno
  in qualche modo può dimenticare che un quarto di questo governo é
  esattamente  quello  che  c'era   nei  precedenti  governi  -  in
  particolare col Governo Drago -  e  se  tutte queste efferatezze,
  scelleratezze, dal punto  di  vista  politico  e  amministrativo,
  fossero state effettivamente  compiute,  verrebbe  meno la stessa
  ragione di esistere dello attuale  governo  della  Regione il cui
  sostegno principale si basa proprio sull'area di maggioranza, sul
  gruppo di maggioranza dell'UDR che,  peraltro  -  lo  voglio dire
  senza  nessuna  polemica - credo  che  a  beneficio  dell'Aula  e
  dell'intero Parlamento, avrebbe  fatto  bene  anche  ad esprimere
  quale  era  la  propria opinione  in  merito  a  questa  delicata
  vicenda.
       Quindi noi auspichiamo che con il  ritiro  delle  mozioni  e
  l'autorevole chiarimento da parte del Presidente della Regione su
  questa materia, in qualche modo  la  materia del contendere nella
  sua  parte più antipatica venga  meno  e  prevalga  il  senso  di
  responsabilità.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  brevemente per dichiarare il mio voto contrario, così come quello
  del gruppo di  Forza  Italia, oltre quello della vera opposizione
  che c'è in  Aula, alla mozione presentata dall'onorevole Forgione
  e ne spiego in maniera sintetica la ragione.
       Quando si fa  riferimento  all'impegnativa  che si chiede al
  governo regionale di  revocare  le  nomine  effettuate  poiché in
  contrasto con la normativa e con i pronunciamenti della Corte dei
  Conti ed anche  perché "inopportune  sotto il profilo politico ed
  amministrativo", si   dice  una  grande  castroneria,  così  come
  dimostrato dal fatto che  già  la  stessa  Corte dei Conti ha già
  approvato parte di  queste stesse nomine.
       Non  si  capisce  peraltro a quali comportamenti della Corte
  dei Conti afferisce  il richiamo dell'onorevole Forgione, laddove
  la Corte dei Conti in  precedenza  aveva  già approvato le stesse
  nomine emanate dallo stesso Governo.
       Quando dice: "impegna il  Governo  a presentare entro trenta
  giorni la riforma della Pubblica  Amministrazione" dice bene e fa
  bene l'assessore Crisafulli a dire ed a scommettere, anche domani
  possiamo presentarla, perché effettivamente già anche nel Governo
  precedente  era  stata   esitata   la   riforma   della  Pubblica
  Amministrazione  in  Giunta  ed   era   già  stata  trasmessa  in
  Commissione.
       La riforma della Pubblica Amministrazione è  già  oggetto di
  ampio dibattito e discussione con le parti  sociali, con tutte le
  organizzazioni sindacali, con le  forze  patronali,  con tutte le
  forze con le quali si doveva  concertare  la riforma, per cui non
  c'è dubbio che è pronta per  essere  trattata in Commissione e di
  questo l'opposizione dà ampio  spazio  ed  ampia  sponda,  perché
  anche  questa  riforma   della   Pubblica  Amministrazione  possa
  operarsi in tempi assolutamente certi ed assolutamente veloci per
  come occorre una riforma che significa snellezza del procedimento
  per  quanto riguarda Bassanini  ed  una  riforma  che  significhi
  separazione effettiva dei poteri  di  programmazione da quelli di
  gestione per quanto riguarda in  primo  luogo  il  decreto  legge
  Cassese.
       Il  terzo  impegno,  onorevole  presidente  Capodicasa,  che
  chiede l'onorevole Forgione,  è  ancora  più  farneticante  a mio
  avviso, perché addirittura dice  "di  rendere  noto il curriculum
  dei funzionari nominati  direttori generali appartenenti, se sono
  iscritti  o meno alla massoneria", e  qui  si  ferma  l'onorevole
  Forgione, dicendo "perché già in  passato  è  caduto  su bucce di
  banane".
       Francamente io vorrei capire di quali  banane  parla, di che
  cosa parla l'onorevole Forgione. Sa quando parla quello che dice?
  Perché  francamente io non ho capito  quale  nomina  dei  governi
  precedenti è stata oggetto di censura da  parte  della  Corte dei
  Conti.  Non  certamente  quella  dei  direttori,  non  certamente
  nessuna  nomina  di  incarichi  apicali   forniti   dal   governo
  Provenzano e dal governo Drago successivamente.
       Di che cosa sta parlando quando  chiede, avanzando sempre in
  maniera astratta e fumosa questi sospetti e sparando nel mucchio,
  onorevole  Forgione?
       Addirittura,  questa  è una perla, forse  qualcuno  è  stato
  distratto   e  non  ha  letto   con   attenzione,   l'impegnativa
  dell'onorevole Forgione si conclude dicendo:  "a  rendere noto il
  curriculum,  a rendere noto che non  hanno  subito  provvedimenti
  restrittivi,  che  non  hanno  procedimenti  penali  e  contabili
  pendenti e che non sono intestatari  di  eventuali  provvedimenti
  giurisdizionali,   di   condanna,   di    assoluzione    e/o   di
  proscioglimento  in  istruttoria".
       Cioè praticamente, se  un  funzionario  amministrativo della
  Regione fosse stato assolto  in  istruttoria  o  prosciolto,  non
  potrebbe neanche essere adatto a  svolgere  i  compiti apicali di
  direttore.
       Ma che cosa stiamo dicendo? Ma che mozioni scriviamo? Perché
  facciamo perdere tempo?

                  (Applausi dai banchi della Destra)

     PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO.  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  la  mia
  dichiarazione di voto è quasi obbligatoria, visto che l'onorevole
  Forgione ha testualmente dichiarato  che  io, durante  il governo
  Drago, sono  stato  autore   di   molteplici   brutte   figure  e
  sciocchezze.
       Mi pare che in questa occasione posso riprendere sicuramente
  le parole di Forgione e  dire  che  le  sciocchezze  che  abbiamo
  sentito  oggi  in Aula sono di  un  campionario  unico  e  ce  le
  ricorderemo per tutta la  legislatura,  sicuramente  sarà  un bel
  campionario da ricordare, specie (mi  ha tolto le parole di bocca
  Bufardeci) quando cita testualmente  i  funzionari "che non hanno
  procedimenti  penali  e  contabili   pendenti   e  che  non  sono
  intestatari  di   eventuali   provvedimenti   giurisdizionali  di
  condanna, di assoluzione e  di proscioglimento in istruttoria" Ma
  stiamo scherzando?
       E'  veramente  il  caso  di  dire  che nessuno più deve fare
  qualche  cosa in questa Regione anche in caso di proscioglimento.
  Ed ancora: come  si  fa  a  dire perché sono inopportuni sotto il
  profilo  politico  ed amministrativo. Quali sono le dichiarazioni
  opportune sotto un  profilo  politico?  Per  favore spiegatecelo.
  Io ho bisogno di avere in  questo  momento ben chiaro il concetto
  dell'opportunità politica e  amministrativa.  Qualcuno me lo deve
  spiegare. Anzi me lo deve spiegare l'onorevole Forgione.
       E' chiaro  che  non posso altro che votare contro e dare una
  solenne censura specie sotto un profilo morale.

     FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Onorevole Presidente, ho  la sensazione che si voglia
  obbligare  il Parlamento a violare  le  leggi  e  all'interno  di
  questo  obiettivo,  certamente   poco   nobile,  si  collochi  il
  tentativo di determinare una violazione persistente dello Statuto
  e della Costituzione da parte  del Parlamento per accompagnare lo
  stesso verso i provvedimenti conseguenziali che riguardano il suo
  scioglimento.
       Io  devo  dirle  onorevole  Presidente  che  se questo fosse
  l'obiettivo  vero  del comportamento di alcuni colleghi firmatari
  di  mozioni  come quella di cui è firmatario l'onorevole Forgione
  potrei pure forse condividerlo ritenendo maturi i tempi perché il
  popolo  siciliano, rendendosi conto del tradimento di cui è stato
  vittima, possa pronunciarsi  liberando  questa Istituzione da chi
  la occupa abusivamente occupando abusivamente il Governo stesso.
       Ma  questa  deve  essere  una scelta politica non può essere
  certamente affidata al caso.  Allora,  intendo entrare nel merito
  del testo della mozione dell'onorevole Forgione per dichiarare il
  mio voto contrario e dichiaro  il  mio  voto  contrario  pur  non
  avendo nulla a che vedere con associazioni segrete o altro perché
  in  alcune  sue parti certamente  viola  il  titolo  primo  della
  Costituzione   che   si    occupa    della    libertà   personale
  dell'individuo, che si occupa  della  libertà di associazione che
  non può essere sindacata, né  può  essere  oggetto di limitazione
  all'interno di quelle che sono le leggi che ovviamente vietano le
  associazioni segrete.
       Ma  esistono  associazioni segrete nel nostro Paese che sono
  riconosciute dalla legge? No.
       Le  associazioni  che  operano  nel  nostro  Paese  non sono
  segrete  e dunque non possono essere suscettibili di sindacato le
  adesioni o le non adesioni  dei  cittadini  alle medesime, mentre
  sono sicuramente suscettibili  di condanna quelle parti politiche
  che importano terroristi nel nostro  Paese  e  li fanno diventare
  leader di posizioni che  certamente  di  democratico  nel  nostro
  Paese non hanno sicuramente nulla.
       E   allora   scriviamo  pure  in  questa  mozione  onorevole
  Presidente e onorevoli colleghi che  vogliamo sapere quanti tra i
  deputati o i  funzionari aderiscono ad associazioni terroristiche
  interne o esterne al nostro Paese  e poi vediamo chi ha costruito
  la libertà in Italia e chi invece ha costruito l'oppressione.
       Allora,  onorevoli  colleghi,  personalmente  e  a  nome del
  gruppo  di Forza Italia, confermo il voto contrario nei confronti
  di una  mozione che è del tutto incostituzionale e che vuole fare
  compiere  a questo Parlamento atti e comportamenti illegittimi ed
  incostituzionali.

                  (Applausi dai banchi della destra)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  assumiamo dei comportamenti
  accettabili in questo Parlamento o che non si potrà proseguire.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  mi rendo conto che questa sera
  c'è la  tendenza  a  trasformare il Parlamento in un luogo in cui
  ognuno  deve manifestare questioni di principio, atteggiamenti di
  comizio,  io  vorrei  il  più  possibile riportare la discussione
  all'interno delle quattro mozioni presentate.
       Ritengo  che il dibattito sollevato  questa  sera  e  che  è
  andato  avanti da parte di  tutti  i  gruppi  parlamentari  e  le
  risposte date dal governo hanno  segnato  un elemento di maturità
  all'interno del Parlamento, nel  senso  che  sono state sollevate
  alcune questioni.
       Alcuni parlamentari ritengono  che  alcuni provvedimenti del
  Governo sono stati assunti in  conformità a quanto previsto dalla
  legge, altri parlamentari  ritengono  esattamente il contrario, a
  me sembra che la risposta di  equilibrio  e  di  sobrietà data al
  Parlamento  regionale da  parte  del  Presidente  della  Regione,
  onorevole Capodicasa, sia una risposta adeguata, nel senso che il
  Presidente Capodicasa non si  è  trincerato dietro un pregiudizio
  nei confronti del precedente Governo, ha assicurato il Parlamento
  che si procederà nel vaglio  delle  nomine  e  nelle  valutazioni
  delle singole nomine, pertanto a me sembrerebbe a questo punto in
  qualche modo esaurita la fase della discussione.
       L'invito  che  farei  a  tutti  i rappresentanti delle forze
  politiche  firmatari delle diverse mozioni (ho sentito già che da
  una  parte  del  Parlamento c'è questa disponibilità) è quella di
  considerare  esaustive le dichiarazioni rese dal Presidente della
  Regione e  di  procedere al ritiro delle mozioni, in modo tale da
  permettere  che  la  prudenza  e  la  sobrietà  con  la  quale il
  Presidente  della Regione ha assicurato l'intero Parlamento possa
  avere atteggiamenti conseguenziali.
       Pertanto   l'invito   esplicito   che  faccio  all'onorevole
  Forgione,  all'onorevole  Zanna   ed   all'onorevole  Mele  primi
  firmatari rispettivamente delle tre  mozioni è quello di ritirare
  le mozioni.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.   Signor   Presidente,   vedo  che  l'argomento  dei
  direttori  e delle nomine suscita tanta passione da sconfinare in
  Ocalan,  nel terrorismo internazionale ed in problemi che provano
  a  distrarre  la  discussione  dalle questioni che invece abbiamo
  discusso qui. Tra l'altro - vorrei  rilevare - la mia mozione era
  sotto gli occhi di tutti  dall'inizio  di  questa discussione, da
  circa  quattro  ore, era ed  è...

    (interrruzioni dai banchi della destra)

     FORGIONE ... non vi preoccupate, siete talmente buffi che, ...
  se ne sono accorti solo ora  che parlava anche della massoneria i
  colleghi del centrodestra e se  ne  sono  accorti  solo  ora  che
  conteneva norme che riguardano la trasparenza anche delle vicende
  giudiziarie delle persone, se ne  sono  accorti  al  momento  del
  voto, perché per quattro ore hanno dibattuto in questa Aula senza
  discutere di questi temi, e se  ne  sono accorti i colleghi della
  destra dopo che il Presidente  della  Regione, ponendo in rilievo
  il fatto che la Corte dei Conti si è pronunciata su alcune nomine
  e che quindi il primo impegno tra i tre della mozione in un certo
  senso viene a cadere - e questa  era  la domanda che io facevo al
  Presidente della Regione - se  non  per  quei  direttori  su  cui
  ancora  sono chiesti dei chiarimenti  e  rispetto  ai  quali  per
  questo abbiamo chiesto al Governo,  in  questa Aula quale sarebbe
  stato  l'atteggiamento,  ma  i   signori  della  destra  si  sono
  ribellati  e  si sono accorti di quello che c'era negli altri due
  ultimi  impegni,  quando il Presidente della Regione ha detto che
  quegli  impegni,  a nome del Governo, li assumeva e cioè assumeva
  l'impegno  a  portare  qui  una  legge di riordino della pubblica
  amministrazione  entro  trenta  giorni  - poi possiamo ironizzare
  dieci  giorni,  una settimana - e l'impegno ad inserire in questa
  legge  le  norme  sulla  massoneria  e  sulla  trasparenza  e sui
  curricula.   Quando   il  Presidente  della  Regione  ha  assunto
  pubblicamente questi due secondi impegni, la destra ha cominciato
  a reagire e, vista la reazione della destra, mi pare che ....

     DRAGO. E' vergognoso

     FORGIONE.  ...  mi  pare  che  abbiamo  dei  buoni  motivi ...

     DRAGO. E' insopportabile

     FORGIONE.  L'onorevole  Drago dovrebbe avere dei comportamenti
  un po' più seri.

     DRAGO. Certo, sei tu serio

     FORGIONE.  Sto  motivando  perché  ritiro  la  mozione, signor
  Presidente.  L'onorevole  Drago  ci abitua sempre a degli show in
  questa  Aula pari a quelli ai quali ci ha abituato in sei mesi di
  Governo.  Dato  che  non  siamo  in Conferenza stampa, dato che è
  stata  citata la costituzione sulle associazioni segrete che dice
  delle  cose  precise e la legge n.  10 sulla trasparenza che dice
  delle  cose precise e il regolamento sulle nomine approvato dalla
  prima  Commissione,  onorevole Cimino, non è allo stadio, e lei è
  anzi il Presidente di una Commissione, abbia un comportamento più
  consono,  la  prima Commissione ha approvato un regolamento sulle
  nomine   prima  dell'estate  che  contiene  esattamente  le  cose
  richiamate  nei due secondi impegni della mia mozione. Per queste
  ragioni  e  vista la vostra reazione mi sento più che soddisfatto
  della  posizione,  dell'accoglimento del Governo sulle ultime due
  parti impegnative e ritiro la mozione.

     PRESIDENTE.  La  mozione  n.  245  è  ritirata. L'Assemblea ne
  prende atto. Si passa alla mozione n. 248.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.   Signor   Presidente  io  vorrei  sottolineare  che  i
  contenuti  della replica del Presidente della Regione chiariscono
  ulteriormente  gli  atti  già  compiuti  dall'Assessore Morinello
  riguardanti  la  materia  in  oggetto  della  mia mozione cioè le
  nomine  nei  beni  culturali. Vorrei marcare al Governo di tenere
  molto  in  considerazione il dibattito che si è tenuto qui questa
  sera ed in particolare i numerosi richiami fatti da alcuni di noi
  alle  numerose  norme  di  legge violate, visto che il Presidente
  Capodicasa  nelle  sue diverse repliche ha marcato questo aspetto
  nella verifica che il Governo farà.
       Vorrei  inoltre  ricordare  che  le  nomine  fatte  sui beni
  culturali  non  hanno avuto l'approvazione della Corte dei conti,
  visto  che è stato richiamato questo, sono state violate numerose
  norme  quando  sono  state fatte e, soprattutto, cosa non ultima,
  non  è stato rispettato un atto approvato da questo Parlamento il
  29 luglio del 1998.
       Per  queste  ragioni e soddisfatto delle precisazioni che ha
  fatto il Presidente della Regione ritiro una mozione, tra l'altro
  sollecitato   dall'attuale   Presidente   della   Regione  allora
  Capogruppo del mio gruppo.

     PRESIDENTE.  La  mozione  n.  248  è  ritirata. L'Assemblea ne
  prende atto.
       Si passa alla votazione della mozione n. 251.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.  Io intanto prendo atto di quanto ha detto il Presidente
  della  Regione però vorrei, signor Presidente della Regione, fare
  alcune   puntualizzazioni.  Mi  riferisco,  per  esempio,  ad  un
  problema che  è quello della nomina dei direttori regionali.  Noi
  le  avevamo  fatto,  come  Gruppo  parlamentare, una richiesta di
  revocare le  nomine rispetto ai sei direttori, motivandola - devo
  dire avevamo  soltanto  letto alcune carte - dopo di che la Corte
  dei Conti, mi fa molto piacere, che abbia non dato ragione a noi,
  ma si  è espressa in una certa direzione.
       Io voglio  ricordare  al presidente della Regione però e poi
  motiverò,  dirò  come  ci  atteggeremo  come gruppo parlamentare,
  quanto ha  scritto  la  Corte  dei  Conti.  Al di là delle leggi,
  esistono  dei  meccanismi,  rispetto  alle  direzioni,  che  sono
  meccanismi  fiduciari  e  così  scrive:  "In  questa  materia  il
  margine  di discrezionalità assume particolare rilievo in ragione
  del  rapporto a contenuto fiduciario nell'ambito del quale assume
  primaria   importanza   il  perseguimento  da  parte  cioè  degli
  obiettivi  fissati  dal  Governo".  Dopodiché  occorre dall'altra
  una  natura  selettiva  del  procedimento  medesimo  e  quindi la
  necessità, signor Presidente, di indicare le ragioni delle scelte
  effettuate,  la  necessità  di  indicare non la ricerca giuridica
  delle  leggi,  ma  le  ragioni  delle  scelte  effettuate, previa
  determinazione   dei  criteri  oggettivi  coerenti  e  razionali.
  Questo lo dico per una precisazione.
       Io vorrei sapere, non ora,  ma  cosa  risponderà  il Governo
  della Regione ai rilievi mossi  dalla  Corte  dei Conti rispetto,
  per esempio, ai cinque direttori.  Io  credo, io non faccio parte
  del  Governo,  faccio  parte   di   un  gruppo  parlamentare  che
  evidentemente sta al Governo, ma non faccio parte della compagine
  governativa assessoriale. Secondo  me,  rispetto  a  un  rapporto
  fiduciario con alcuni direttori sui quali sono state mosse alcune
  remore  da parte della  Corte  dei  Conti,  probabilmente  questo
  rapporto fiduciario, che va al  di  là dei meccanismi legislativi
  che, pur se esistono, sono  altra  cosa, non può sussistere, come
  non può sussistere - lo  dico  all'assessore  ai beni culturali -
  alcun rapporto fiduciario,  per  esempio,  con  qualcuno promosso
  Sovrintendente, per il quali sono state  -  assessore  lei è là e
  quindi  mi  ascolta  -   mosse,  in  alcune  ispezioni,  critiche
  pesantissime  nei  confronti   di   queste   persone.  E  allora,
  giuridicamente, lei troverà le  carte  assolutamente  a  posto, e
  quindi in regola, però poi,  rispetto  a  un  rapporto fiduciario
  credo che questi meccanismi decadono.
       E allora, signor Presidente,  noi apprezziamo il suo sforzo,
  intanto  la nostra mozione è  stata  presentata  il  12  ottobre,
  quindi in parte è stato già  risolto  il problema all'atto in cui
  la Corte dei Conti stessa  ha  "concordato"  a quanto noi avevamo
  pensato e proposto. Ci rimettiamo  alla  sua  volontà  rispetto a
  tutte le altre nomine e  in  questo senso rimettiamo, appunto, la
  mozione.

     PRESIDENTE. La mozione numero  151  è ritirata. L'Assemblea ne
  prende atto.
       Si passa alla mozione numero 275, che credo sia ritirata.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, nel ricordare
  all'onorevole Forgione che la  legge  che  stabilisce  i  criteri
  nelle nomine del governo è  stata  predisposta durante il Governo
  Provenzano  e approvata  da  quest'Aula  mentre  era  l'onorevole
  Provenzano il Presidente della Regione  e  il Polo la maggioranza
  in questo Parlamento, giusto per ripristinare il percorso storico
  di alcuni fatti e nel ricordare  che la legge sulla trasparenza è
  datata 1991, quando ancora  non  c'era  l'onorevole  Forgione  in
  questo   Parlamento   ma   c'erano   altri   deputati,   con   le
  considerazioni che abbiamo ascoltato dal Presidente della Regione
  relativamente al comportamento che il Governo terrà nei confronti
  del  provvedimento di  sospensione  delle  nomine  oggetto  della
  mozione numero  275, dichiaro, a nome del Polo e dei firmatari di
  ritirare la suddetta mozione.

     PRESIDENTE. La mozione 275 è  ritirata.  L'Assemblea ne prende
  atto.
       Si passa al terzo punto  all'ordine  del giorno: discussione
  del disegno di legge "Integrazione del  fondo  dei  comuni di cui
  all'articolo 11  della  legge  regionale  30  marzo  1998, n.  5.
  Realizzazione  di  progetti  di utilità collettiva e disposizioni
  finanziarie urgenti".
       Invito i  componenti  la  II Commissione a prendere posto al
  banco delle commissioni.
       Abbiamo bisogno delle 24 ore  per  gli emendamenti, dobbiamo
  incardinare il disegno di legge.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI.

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Onorevole Presidente,  onorevoli  colleghi, ho chiesto
  di  intervenire perchè nella  scorsa  seduta  dell'Assemblea  era
  stato fissato un termine orario  per  il completamento dei lavori
  di questa sera e il termine  è  abbondantemente  scaduto,  ma  il
  problema non è naturalmente di qualche minuto in più o di qualche
  minuto in meno; il problema è  di  natura  organizzativa.
       Se  noi  avviamo  la  discussione  generale  questa sera sul
  disegno di  legge, poichè  il  Regolamento  ci impone dei termini
  precisi  per  la  presentazione  degli  emendamenti,  saremmo  in
  qualche  difficoltà  a  rispettare  detto  termine, non avendo il
  tempo di potere depositare gli emendamenti nell'ambito dell'avvio
  e  dello svolgimento del dibattito sulla discussione generale del
  disegno di legge.  Allora, la proposta che noi desideriamo fare è
  quella di  aggiornare  i  lavori  a  domani  mattina, proprio per
  consentire  la  presentazione e l'elaborazione degli emendamenti;
  cosa che  altrimenti  non  potrebbe  essere  fatta ma che saremmo
  costretti  a  fare,  determinando  una  dilatazione impropria dei
  lavori  parlamentari  di  questa  sera, proprio per consentire ai
  deputati che  hanno intenzione di emendare il disegno di legge in
  questione di poterlo fare liberamente.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  invito  ad  intervenire  un
  deputato a favore e uno contro la proposta dell'onorevole Fleres.

     SPEZIALE.  Chiedo di parlare contro la proposta dell'onorevole
  Fleres.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  soltanto per ricordare l'impegno
  assunto dall'Aula con la Sua  Presidenza.  Io  chiesi  di parlare
  sull'ordine  dei  lavori,  ho   qui   il  resoconto  stenografico
  dell'altro ieri,  prima  della  chiusura;  ad  un certo punto, io
  chiesi  al  Presidente  dell'Assemblea  di prevedere per lunedì e
  martedì sera,  quando  saremo  peraltro  ad  un  giorno dal Santo
  Natale,  di  potere effettuare due sedute notturne.
       Il Presidente dell'Assemblea regionale, Onorevole Cristaldi,
  nel riformulare la richiesta, ha detto esattamente che si sarebbe
  dovuto  procedere  con  le  sedute  notturne, quindi  noi eravamo
  perfettamente consapevoli che la programmazione dei lavori d'Aula
  avrebbe previsto, per questa sera, la seduta notturna, così com'è
  prevista per domani sera.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale,    per    dare    completa
  informazione,  era  stato  anche previsto  che  a  mezzanotte  si
  sarebbero interrotti i lavori. Ciò non significa nulla, perchè io
  sono  orientato,  evidentemente,   a   collaborare  con  l'intero
  Parlamento, però, se si dà  un'informazione,  vorrei  invitarla a
  darla completa.

     SPEZIALE.  Io  stavo  dando  un'informazione che è esattamente
  quella  prevista  nel  resoconto  stenografico,  pertanto io sono
  contrario  alla  proposta dell'onorevole Fleres. Sono dell'avviso
  che sarebbe  utile  andare  avanti  con  i lavori, incardinare il
  disegno di  legge sulla variazione di bilancio, proseguire con la
  discussione  generale,  permettere  ai deputati di presentare gli
  emendamenti e,  sulla base del Regolamento, andare a 24 ore, cioè
  andare a domani sera.
       Fra  l'altro,  essendo  stata  sollevata  qualche  giorno fa
  dall'onorevole  Piro  un'obiezione  di  carattere  tecnico di cui
  tutto il  Parlamento  è  a conoscenza, che se non si procede alle
  variazioni   di   bilancio   non  è  possibile  portare  in  Aula
  l'esercizio provvisorio, io inviterei il Parlamento ad un momento
  di riflessione  e  ad  accogliere  la  proposta  di  proseguo dei
  lavori.

     PRESIDENTE. Onorevole  La  Grua, lei è a favore della proposta
  dell'onoreovle Fleres.

     LA GRUA . Sì.

     PRESIDENTE. Desidera intervenire?

     LA GRUA . No.

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, io  credo  che  i  signori  deputati  ed Ella, signor
  Presidente, ricorderanno che nel corso della seduta di venerdì io
  stesso  posi  all'attenzione  dell'Aula il problema relativo alla
  opportunità,  per quanto mi riguarda si tratta e si tratta di una
  necessità  inderogabile,  se  questa  Assemblea  vuole deliberare
  l'esercizio  provvisorio,  se poi l'Assemblea ritiene che non sia
  né opportuno nè necessario deliberare l'esercizio provvisorio per
  i  prossimi  mesi  questo è un altro ragionamento. Siccome non mi
  pare  che sia emerso questo né dalla Conferenza dai Capigruppo né
  dalla  decisione  che l'Aula tutta ha assunto di deliberare entro
  il   23   dicembre   anche  l'esercizio  provvisorio,  allora  in
  considerazione  di  questo, signor Presidente, io nel corso della
  seduta  di  venerdì  feci  notare  che  sarebbe  stato  opportuno
  incardinare la discussione generale del disegno di legge n. 840 e
  concluderla già nel corso della discussione di venerdì.
       A seguito degli interventi che ci sono stati in Aula e anche
  di un Suo chiarimento, alla fine io stesso dichiarai che, essendo
  stato  assunto  da  tutti  i   settori   dell'Aula  concordemente
  l'impegno  ad  esaurire la discussione generale  sul  disegno  di
  legge  n. 840 nel corso della seduta odierna  e  che  si  potesse
  procedere  quindi  nella  seduta  di   martedì   all'esame  degli
  articoli,  degli emendamenti presentati, il  Governo  stesso  non
  riteneva più opportuno insistere sulla sua  richiesta,  ma avendo
  acquisito  questo impegni si poteva  ritenere  soddisfatto  della
  situazione che si era determinata, pur manifestando ancora - così
  io dissi - qualche perplessità.
       Signor Presidente, io credo sia  opportuno richiamare questa
  decisione  che fu assunta venerdì e  l'opportunità  non  solo  di
  tenere fede a un impegno, per carità non  è questa la valutazione
  che il Governo può fare, il Governo  però  sottolinea  ancora una
  volta la discussione che si tenne  venerdì,  le  dichiarazioni di
  assenso  che  sono venuti da tutti  i  settori  e  l'opportunità,
  ritengo a questo punto inderogabile, signor  Presidente,  che  si
  proceda entro questa sera alla chiusura del  disegno  di legge n.
  840 che è già all'attenzione dell'Aula  dallo scorso venerdì, non
  è arrivato adesso all'improvviso. Tanto è vero che sono già stati
  depositati,  credo,  almeno 50 emendamenti se  non  vado  errato,
  peraltro tutti dell'opposizione.  Quindi  l'opposizione,  come  è
  giusto che sia, ci mancherebbe altro, ha  avuto  tutto  il  tempo
  ovviamente di poter presentare gli  emendamenti.  Quindi,  signor
  Presidente,  il  Governo chiede che si  possa  procede  all'esame
  della discussione generale del disegno di legge.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta
  dell'onorevole  Fleres,  nel senso che,  qualora  dovesse  essere
  respinta, continuiamo i lavori ancora per un  po'  di tempo, dopo
  di che si rinviano a domani,  comunque non pregiudicandosi, anche
  applicando il termine delle 24  ore,  l'approvazione  definitiva,
  perché   il  calendario  dei lavori prevede  la  conclusione  dei
  lavori il giorno 23 dicembre e non dice a che ora.
       Chi  è  favorevole  alla  proposta  dell'onorevole Fleres si
  alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvata)

       Onorevoli  colleghi,  informo  l'Aula  -  e lo devo fare per
  dovere,   avendo   già   dato   in   passato   comunicazione   su
  quest'argomento   -  che  è  pervenuta  una  nota  al  Presidente
  dell'Assemblea   da  parte  degli  onorevoli  Martino,  Forgione,
  Liotta,  Vella,  Ortisi,  Di  Martino,  Zanna  ed  altri che così
  recita: "Al Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,
  in  relazione  alla  discussione  in Aula del testo unificato del
  disegno  di  legge  453-302-724  recante  'Istituzione  del Parco
  archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento'
  si   chiede  l'applicazione  di  quanto  disposto  dal  comma  1,
  dell'articolo  119  del  Regolamento d'Aula. Palermo, 21 dicembre
  1998".
       Onorevoli  colleghi,  voi sapete bene che quando non sorgono
  eccezioni  regolamentari  e  l'Aula  non solleva obiezioni, resta
  stabilito  quel  che  viene comunicato. Ma nel momento in cui dei
  parlamentari   richiedono   la   stretta  applicazione  di  norme
  regolamentari  la Presidenza non può che allinearsi alla perfetta
  applicazione  dello  stesso  Regolamento. Il che significa che il
  disegno  di  legge  in questione non potrà essere esaminato prima
  del prossimo mercoledì.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si passa all'esame del disegno di legge n. 840/A. Ha facoltà
  di parlare il relatore, onorevole Di  Martino,  per  svolgere  la
  relazione.

     DI MARTINO . Mi rimetto al testo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Dichiaro aperta la discussione generale.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ritenevamo
  che  la  maggioranza avesse più rispetto delle esigenze che erano
  state  manifestate.  Dunque,  siamo  completamente dispiaciuti di
  questo   strabismo   politico   che   continuiamo   a  registrare
  all'interno  di  una  maggioranza che diventa sempre più sistema,
  che   diventa  sempre  meno  tollerante,  meno  rispettosa  delle
  esigenze  di  chi, all'interno di questo Parlamento, fino a pochi
  momenti fa, ha mostrato, invece, di saper cogliere le esigenze di
  chi deve governare con il ritiro di una mozione.
       Questo  atteggiamento  è  sicuramente  grave,  che accentua,
  purtroppo,  il  livello  di  disagio  che  l'opposizione  vive  e
  tuttavia,  poichè abbiamo esigenze parlamentari da rispettare, ma
  abbiamo  pure l'esigenza di dover compiere quei passaggi politici
  e   quelle  proposte  che  dovranno  servire  a  perfezionare,  a
  migliorare   il   disegno  di  legge  in  questione,  ci  vediamo
  costretti,   signor   Presidente,  a  dover  dilatare  anche  non
  volendolo  i tempi parlamentari, salvo che non si pervenga ad una
  decisione  che  considereremmo più equilibrata da parte di tutti,
  secondo  la quale la discussione generale non venga chiusa fino a
  domani   -   onorevole  Presidente  della  Regione,  mi  ascolta,
  onorevole  Presidente  della  Regione stavo tentando di formulare
  una  proposta  civile  per  la  prosecuzione dei lavori di questo
  Parlamento   -  non  voglio  comunque  disturbare  la  telefonata
  dell'onorevole  Capodicasa  che  sicuramente  ha  attinenza con i
  lavori di questo Parlamento.
       Signor   Presidente,   dicevo   che  avremmo  apprezzato  un
  atteggiamento  meno  strabico  da  parte  di  quest  maggioranza.
  Poc'anzi  abbiamo  mostrato  di  saper  cogliere  le  esigenze di
  approfondimento  che  lei  stesso  ci  aveva  avanzato ed abbiamo
  ritirato  una  mozione  che  ci  ha fatto discutere parecchio. Ho
  chiesto poc'anzi .....
        FLERES  ....  così  approfondimento che lie stesso ci aveva
  avanzato  e  abbiamo  ritirato  una  mozione   che  ci  ha  fatto
  discutere   parecchio.   Ho  chiesto   poc'anzi   di   consentire
  all'opposizione  la  predisposizione  e  la  presentazione  degli
  emendamenti  al disegno di legge n.  840.  Pensavamo  che  questo
  fosse un gesto parlamentare ovvio, scontato.  Così  non  è stato.
  Ci vediamo costretti a dovere surrettiziamente  a dovere dilatare
  i tempi di questo dibattito, signor  Presidente,  perchè i nostri
  devono presentare gli emendamenti.
       Allora,  o  noi  perveniamo  ad  un  accordo  e  dunque  non
  chiudiamo la discussione generale questa e  la  chiudiamo  domani
  mattina, anche fissando un orario, o stanotte.  Dicevo, o noi non
  chiudiamo  la  discussione  generale e ci  aggiorniamo  a  domani
  mattina,  ad  una  certa  ora,  fissando   un   termine   per  la
  presentazione  degli  emendamenti e  civilmente  raggiungiamo  le
  nostre abitazioni per potere gustare il  meritato riposo, per chi
  può  riposarsi, o per potere preparare il  lavoro  di  domani,  o
  altrimenti,  signor  Presidente,  non è che  ci  preoccupiamo  ad
  andare avanti. Andiamo avanti. Andiamo avanti  con  tutto  quello
  che questo significa sul piano politico,  sul piano parlamentare,
  sul piano regolamentare. Andiamo avanti e  ciascuno  di noi, vuol
  dire che per consentire ai colleghi di approfondire gli argomenti
  e di avere il tempo di presentare gli  emendamenti, vuol dire che
  ciascuno di noi, piuttosto che semplificare  i  lavori  di questa
  sera,  si  vedrà  costretto,  suo malgrado,  e  solo  per  questa
  ingiustificata intolleranza della maggioranza, a dover dilatare i
  propri interventi fino a quando non  saremo  pronti  a rispondere
  alle  esigenze  di  rappresentatività   relative   alle   diverse
  questioni  che  il disegno di legge  intende  proporre.  Per  cui
  questa sera ci troveremo a dovere ascoltare interventi che magari
  saranno fuori luogo, che magari non rientreranno perfettamente in
  quello che è l'oggetto della legge.  E questo solo per consentire
  ai colleghi di predisporre gli emendamenti.
       Non mi sembra un comportamento nè  civile  nè  politicamente
  qualificabile.  Penso che sia molto più  opportuno  che invece si
  stabilisca un termine nella giornata di  domani,  anzi  di  oggi,
  dato che è già trascorsa la mezzanotte, entro il quale presentare
  gli  emendamenti,  consentire  lo   svolgimento   del  dibattito,
  consentire l'illustrazione degli stessi  emendamenti e permettere
  all'Aula  di  pronunziarsi  con  la   massima   serenità,  avendo
  recuperato  un  clima di reciproca tolleranza  che  non  può  che
  essere il presupposto essenziale per qualsiasi  tipo di dibattito
  parlamentare soprattutto nel momento in cui si parlare di risorse
  del  Governo  e  di  termini  entro   i   quali   presentare   le
  modificazioni.

     PRESIDENTE.  Onorevole Fleres,  l'assessore  Piro, chiamandomi
  al citofono, mi ha comunicato che  intende dare una comunicazione
  all'Aula; poichè ciò potrebbe esser utile sia  per  lei  che  per
  altri, gli do la parola.

     FLERES. Io comunque avevo concluso, signor Presidente.

     PRESIDENTE.  Le  sono  grato,  onorevole Fleres. Ha facoltà di
  parlare l'Assessore Piro.

     PIRO,   Assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  la  ringrazio  di  avermi  dato  la  parola, anche a
  seguito  dell'intervento  dell'onorevole  Fleres. Io credo che da
  parte  mia  occorra  un doveroso chiarimento. Non c'era nè quando
  sono  intervenuto  venerdì,  nè  quando sono intervenuto poc'anzi
  alcuna intenzione  di  forzare  i tempi nè di non volere prestare
  attenzione  alle  esigenze che erano state manifestate. Onorevole
  Fleres,  lontana  da  me  questa  idea.  Anzi  sono  stato sempre
  favorevole e  continuo ad esserlo a che sia consentito il massimo
  di   disponibilità   e  di  possibilità  di  intervento  a  tutti
  parlamentari.  Sottolineavo,  però,  un'esigenza  e  continuo  ad
  usare l'espressione "inderogabile", che è quella che possa essere
  approvato  entro i tempi previsti dalla Conferenza dei presidenti
  dei  gruppi  parlamentari, dall'Aula, ripetutamente segnalati dal
  Presidente  dell'assemblea,  fissati  fino a questo momento al 23
  dicembre,   che   entro   quella   data  possa  essere  approvato
  l'esercizio  provvisorio  che,  voi  tutti  sapete,  è  un  fatto
  assolutamente  necessario, necessario per evitare che dal mese di
  gennaio  l'Amministrazione  si  trovi  completamente  priva di un
  documento finanziario, fatto sul quale, mi pare fosse intervenuto
  un  accordo generale, sia in Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari che in Aula.
       Questa é  la  preoccupazione che mi muove, questo é, tra gli
  altri,   ma   sicuramente   un   obiettivo  che  corre  l'obbligo
  all'assessore per il bilancio di segnalare.
       A questo  obiettivo  io  ho  segnalato,  occorreva e occorre
  anche traguardare i  tempi  della  nostra  discussione  e anche i
  tempi  di  approvazione  delle  leggi  che,  comportando  impegni
  finanziari per il  1999,  anche  hanno bisogno di essere portati,
  con  una   nota   di   variazione,   all'interno   dell'esercizio
  provvisorio. Quindi  la necessità di accelerare i tempi, da parte
  mia, era esclusivamente legata alla necessità che entro la serata
  del giorno 23 possa essere approvato l'esercizio provvisorio.
       Allora io, signor  Presidente,  credo  che  se  da una parte
  viene mantenuto l'impegno, già preso  peraltro  da parte di tutti
  i settori  dell'Aula, a  consentire,  anche tecnicamente, che poi
  nella serata del  23,  insomma   a chiusura dei nostri lavori, si
  possa approvare  l'esercizio  provvisorio, da parte mia, da parte
  del Governo, non  c'é  difficoltà  ad accettare la proposta che é
  stata formulata  dall'onorevole  Fleres  di  chiudere  la  seduta
  adesso e  potere,  però,  avere  una  chiusura  della discussione
  generale in  un  tempo  ragionevole  domani mattina (le 11.00, le
  11.30, lo fissi Lei signor Presidente, non c'é problema da questo
  punto di  vista)  in  modo  da potere consentire la presentazione
  degli emendamenti.
       Se questo é, se  così  é, se c'é questo impegno di carattere
  generale,  da   parte  nostra  non  ci  sono  difficoltà,  signor
  Presidente, se l'Aula decide in questo senso.

     PRESIDENTE.    Onorevole    assessore,   grazie   per   questa
  precisazione  che  porta serenità all'Aula. C'é l'impegno d'Aula,
  comunque, a giungere all'approvazione dell'esercizio provvisorio.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Pertanto, la  seduta è rinviata ad oggi, martedì 22 dicembre
  1998 alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       - "Integrazione  del  fondo  dei comuni di cui all'articolo 11
          della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5. Realizzazione di
          progetti  di  utilità collettiva e disposizioni finanziarie
          urgenti" (n. 840/A). (Seguito)

          Relatore: On.le Di Martino

   III - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

    IV - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

     V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

    VI - ELEZIONE  DEL   COLLEGIO   DEI  REVISORI  DEI  CONTI  DELLA
         FONDAZIONE "FEDERICO II".

   VII - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          -  "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre
          al  Parlamento  nazionale  ai  sensi dell'articolo 18 dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti  l'elezione  diretta  del Presidente
          della     Regione,    l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa   popolare   e   comunale  ed  i
          referendum  regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano.

     VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
          COMMISSIONE   PER   L'ESAME   DELLE  QUESTIONI  CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

      IX - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Variazioni   al  bilancio  della  Regione  e  al  bilancio
          dell'Azienda   delle   foreste   demaniali   della  Regione
          siciliana  per  l'anno  finanziario 1998. Assestamento" (n.
          726/A).

       2) "Variazioni  di  bilancio  per  l'attuazione  delle riserve
          sulle  entrate  della  Regione  a  favore dell'erario dello
          Stato  ed  interventi  in materia di agricoltura e foreste"
          (NN. 698-834-837/A).

       3) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
          AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)

      X - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          - "Nuove  norme  in tema di interventi contro la mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari" (N. 795).

       (la seduta é tolta alle ore 00.33 di martedì 22 dicembre 1998)

       (esitato dal Servizio Resoconti alle ore 01.30)