Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
La seduta è aperta alle ore 17.40.
CINTOLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è
approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Presidente
della Regione, al fine di concludere i lavori della Commissione
'Bilancio', la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 19.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, non essendo stati ultimati i lavori
della Commissione 'Bilancio', su richiesta del Governo, sospendo
la seduta fino alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 20.05)
La seduta è ripresa.
Non essendo stati ultimati i lavori della Commissione
'Bilancio', su richiesta del Presidente della Regione, sospendo
ulteriormente la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 21.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.07, è ripresa alle ore 21.15)
La seduta è ripresa.
Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.
DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA
- "Istituzione dell'Azienda ospedaliera per l'emergenza
pediatrica 'G. Di Cristina e Casa del sole' di Palermo" (n.849)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Nicolosi, Scammacca della Bruca,
Pagano, D'Andrea, Di Martino, Pezzino, Barone, Virzì in data 18
dicembre 1998
ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI CHE SI
COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL IV COMMA DELL'ART. 69 DEL
REGOLAMENTO INTERNO
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 15.12.1998: VIRZI'-ALFANO-GUARNERA-LA GRUA-SPAGNA-
TURANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 15.12.1998: FORGIONE sostituito da VELLA
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 16.12.1998: MELE
SOSTITUZIONI
Riunione del 16.12:1998: ALFANO sostituito da CROCE
GRANATA " " " LA GRUA
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2601 - Interventi nel tratto di viale Alcide De Gasperi
a Catania, danneggiato in conseguenza delle frequenti
piogge.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2602 - Notizie sulla società denominata 'Bacini
S.p.a.', che opera all'interno del cantiere navale di
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
***
Caputo Salvino
----------------
N. 2603 - Iniziative per assicurare il diritto alla salute
ai cittadini di Randazzo (CT).
- Assessore Sanità
***
Catanoso Genoese Francesco
----------------
N. 2604 - Previsione di una dirigenza ENAV a Catania,
- Presidente Regione
***
Catanoso Genoese Francesco
----------------
N. 2605 - Interventi per la regolamentazione del fenomeno
del randagismo.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2606 - Interventi per migliorare le condizioni di
vivibilità nella zona Galatusi di San Giovanni La Punta
(Catania).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2607 - Iniziative per il ripristino della sede stradale
della statale 119 Alcamo - Gibellina, in particolare al Km.
21.
- Assessore Turismo
***
Turano Girolamo
----------------
N. 2608 - Interventi per assicurare sedi idonee a tutte le
scuole secondarie della provincia di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Speranza Bartolo; Scalici Antonino; Pellegrino Bartolomeo;
Trimarchi Giovanni
PRESIDENTE. Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate
al Governo.
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
N. 313 - Interventi al fine di accertare se
nell'aggiudicazione degli appalti pubblici per la fornitura
di beni e servizi, presso il Comune di Agrigento, siano
state rispettate le norme in materia di trasparenza
amministrativa.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Vella Basilio; Forgione Francesco; Liotta Santo
----------------
N. 314 - Iniziative urgenti al fine di avviare
un'ispezione presso le aziende concessionarie di autolinee e
per il riordino del settore in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Vella Basilio; Forgione Francesco
----------------
N. 315 - Notizie sul bando di concorso per 350 posti di
Guardia forestale.
- Assessore Agricoltura
***
Oddo Camillo
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato che respinge le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorni in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
COMUNICAZIONE DI NOMINA DI VICEPRESIDENTE DI GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Informo che con nota 17 dicembre 1998 l'onorevole
Mele ha comunicato che l'onorevole Giglio Ortisi è stato eletto
vice presidente del Gruppo parlamentare movimenti democratici la
Rete alleanza democratica.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI CONCERNENTI NOMINE EFFETTUATE
DAL GOVERNO
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Discussione unificata di mozioni concernenti nomine effettuate
dal Governo. Invito il deputato segretario a darne lettura.
SILVESTRO, segretario f.f.:
N. 245 - Revoca delle nomine dei direttori regionali.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la Giunta regionale ha proceduto alla nomina di
sei nuovi direttori regionali in dispregio delle
vigenti norme sul pubblico impiego da anni applicate
in tutta Italia e con procedure assai discutibili
che contrastano anche con i deliberati e pronuncia-
menti della Corte dei conti (si veda in proposito la
relazione sul rendiconto generale della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 1996 che
richiama, riguardo ai criteri per la nomina dei
nuovi direttori regionali, la deliberazione n.
74/96, la giurisprudenza della Corte dei conti,
ossia le sentenze n. 41/93, n. 1/95 e n. 18/95 e il
più recente orientamento del Consiglio di Stato,
sez. IV, sentenza n. 562/95, che ha ribadito
'l'esigenza sostanziale che i soggetti prescelti
siano effettivamente di qualificazione professionale
adeguata al grado, alla complessità e alla delica-
tezza delle funzioni inerenti al munus affidato');
- il metodo seguito dal Governo Drago non certo
casualmente colloca nei posti giusti parenti di
assessori in carica, di deputati nazionali vicini o
facenti parte della maggioranza, di capi di gabinet-
to, noncurante dei principi di efficienza, imparzia-
lità e buon andamento che devono sorreggere l'atti-
vità della Pubblica Amministrazione. Meno che mai
del pronunciamento della stessa Corte dei conti,
richiamato nella citata relazione del 1996, che
evidenzia 'ai fini dell'attribuzione di tali quali-
fiche di vertice' come l'Amministrazione 'pur
fruendo di poteri ampiamente discrezionali - che,
comunque, non sono da identificare col potere
politico 'tout court'- dovrà sempre privilegiare
l'obiettivo della piena efficienza della P.A.,
attraverso il reperimento dei soggetti più capaci e
meritevoli';
- non ci troviamo davanti ad un atto di 'alta
amministrazione', come afferma con disinvoltura il
Presidente della Regione, ma semmai alla riproposi-
zione di logiche spartitorie e nepotiste;
- il Governo dell'on. Drago, al di là degli annunci
ad effetto, non ha dimostrato nessuna intenzione di
avviare una seria azione di riforma della Pubbica
Amministrazione regionale che tenesse conto delle
necessità di separare la politica dall'amministra-
zione, valorizzando al massimo la competenza, la
professionalità, la produttività dei funzionari re-
gionali più meritevoli, che devono sempre più sen-
tirsi al servizio della Regione e del suo sviluppo;
- la riforma della burocrazia deve costituire il
problema da risolvere con estrema urgenza per
avviare la fase della modernizzazione di un'Ammini-
strazione regionale che si caratterizza per i suoi
enormi costi e per l'elefantiaca struttura. In
questo senso, ogni provvedimento ed atto del Gover-
no, in assenza di una vera riforma, costituisce un
forte ostacolo all'avvio della fase della raziona-
lizzazione e dell'ammodernamento per trasformare
l'Amministrazione in volano per lo sviluppo
dell'economia siciliana;
- l'Assemblea regionale siciliana, in assenza di i-
niziative forti del Governo e della sua maggioranza,
deve essere investita della problematica connessa
alla riforma della dirigenza e della Pubblica Ammi-
nistrazione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare le nomine effettuate poiché in contra-
sto con la vigente normativa e con i pronunciamenti
della Corte dei conti, sezioni riunite per la
Regione siciliana, ed anche perché inopportune sotto
il profilo politico ed amministrativo;
- a presentare all'Assemblea regionale siciliana,
entro trenta giorni dall'approvazione della presente
mozione, un aggiornato ed organico progetto di
riforma dell'Amministrazione regionale che tenga
conto dei contenuti e delle novità della legislazio-
ne statale a partire dal decreto legislativo n.
29 del 1993, legge Cassese, e leggi Bassanini fino
alle odierne disposizioni;
- a rendere noto il curriculum dei funzionari
nominati direttori generali con allegato atto
notorio a firma di ciascuno di essi, attestante che
non sono iscritti alla massoneria, che non hanno
subito provvedimenti restrittivi della libertà
personale o di sequestro conservativo dei beni, che
non hanno procedimenti penali e contabili pendenti e
che non sono intestatari di eventuali provvedimenti
giurisdizionali di condanna, di assoluzione e/o di
proscioglimento in istruttoria."" (245)
FORGIONE - MARTINO - LIOTTA -
VELLA - LA CORTE - MORINELLO
N. 248 - Sospensione dell'esecuzione del provvedimento di
designazione ai vertici dei Beni culturali siciliani
e varo di una nuova ipotesi di incarichi nel rispet-
to dei criteri fissati dalle mozioni nn. 210, 212 e
223 approvate dall'A.R.S.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'Assemblea regionale siciliana ha
approvato il 29 luglio scorso le mozioni nn. 210,
212 e 223, nel testo risultante dall'approvazione
dell'emendamento interamente sostitutivo delle
stesse, che impegnavano il Governo regionale a
ritirare l'ipotesi di nomine ai vertici dei Beni
culturali siciliani - da esso deliberata nei giorni
precedenti - e a procedere al bando e all'espleta-
mento dei concorsi relativi alla copertura di posti
presenti in organico;
CONSIDERATO che le mozioni di cui sopra hanno
previsto altresì che il Governo, per definire una
nuova proposta di incarichi nei Beni culturali,
doveva seguire 'rigorosi criteri di professionalità,
conoscenza del territorio, competenze specifiche e
capacità manageriali oltre al rispetto rigoroso di
tutti i requisiti di legge';
TENUTO CONTO che nei giorni scorsi la Giunta di
Governo ha approvato una nuova ipotesi di incarichi
ai vertici delle Soprintendenze, dei musei, delle
gallerie d'arte, delle biblioteche e di centri
regionali;
CONSIDERATO che dalle nomine fatte appare chiaro che
non sono stati rispettati i criteri indicati dalle
mozioni approvate dal Parlamento siciliano, né tanto
meno sono stati espletati i concorsi, né soprattutto
sono state rispettate le norme di legge, non seguen-
do le procedure da esse previste;
CONSIDERATO che appare chiara la riproposta illegit-
timità dell'atto compiuto dalla Giunta regionale
nella nuova designazione ai vertici dei nostri Beni
culturali, per il quale, invece, è prevalsa una
logica discrezionale e di appartenenza,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a sospendere l'esecuzione del provvedimento di
designazione ai vertici dei Beni culturali adottato
nei giorni scorsi e a dare seguito in una nuova
ipotesi di incarichi, agli impegni e ai criteri
fissati dalle mozioni sopra richiamate."2 (248)
ZANNA - CAPODICASA - BATTAGLIA -
CIPRIANI - CRISAFULLI - GIANNOPOLO -
MONACO - NAVARRA - PEZZINO -
PIGANTARO - SILVESTRO - SPEZIALE -
TRIMARCHI - VILLARI - ZAGO
N. 251 - Revoca dei recenti provvedimenti di nomina di
direttori regionali ed esecuzione della mozione n.
223, approvata dall'Assemblea nella seduta n. 180
del 29 luglio 1998.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la Giunta regionale di Governo ha proceduto nelle
scorse settimane alla nomina di sei nuovi direttori
regionali, dei soprintendenti e dei responsabili di
uffici dell'Amministrazione dei Beni culturali;
- in materia di nomine dei vertici della burocrazia
regionale manca tuttora una fonte normativa regiona-
le che indichi con certezza i parametri di obietti-
vità e trasparenza di riferimento;
- ad anni di distanza dalla legge n. 412 del 1992,
che ha delineato i principi fondamentali, vincolanti
anche per la Sicilia, per la riforma dell'organizza-
zione delle Pubbliche Amministrazioni e del rapporto
di pubblico impiego, nonché dalla c.d. legge 'Bassa-
nini', l'attuale Governo regionale, così come quelli
precedenti, non ha dato il necessario impulso
all'opera di riforma dell'Amministrazione regionale,
compresa la regolamentazione della dirigenza;
- ciò lascia e ha lasciato ampio margine a metodi
che privilegiano la logica dell'appartenenza e
l'esercizio di un potere clientelare che di fatto
mortifica l'istanza di separazione della politica
dall'amministrazione al fine di un'azione pubblica
efficiente e trasparente;
- in assenza di tali riforme, la nomina di nuovi
direttori non si inquadra nel più ampio contesto di
una riorganizzazione generale, ma risponde all'esi-
genza, tutta di natura politica, di piazzare gli
uomini giusti ai posti giusti, grazie alla logica
nepotistica di sempre: si tratta, infatti, di
persone a vario titolo legate, anche da vincoli di
parentela, all'attuale maggioranza politica;
- anche in assenza di regole certe, più volte la
Corte dei Conti ha negato il visto a decreti di
nomina di direttori regionali in carenza di elementi
che giustificassero le scelte effettuate; vale a tal
proposito citare la deliberazione della Corte dei
Conti n. 1/95 circa i limiti della discrezionalità
degli organi politici nel procedere a nomine di
figure apicali dell'Amministrazione, limiti che
vanno rinvenuti nella necessità di salvaguardare i
precetti costituzionali di imparzialità e buon
andamento della Pubblica Amministrazione;
- per quel che riguarda le nomine dei soprintendenti
ai beni culturali, queste sono avvenute in totale
dispregio della mozione n. 223, approvata dall'As-
semblea regionale siciliana nella seduta n. 180 del
29 luglio 1998 che vincolava il Governo della
Regione 'a definire una ipotesi di incarichi seguen-
do rigorosi criteri di professionalità, conoscenza
del territorio, competenze specifiche e capacità
manageriali; a procedere al bando e all'espletamen-
to di concorsi relativi alla copertura di posti
presenti in organico; a sollecitare la discussione e
il varo di organici disegni di legge per il riordino
dell'intero settore',
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare i provvedimenti di nomina effettuati di
recente, oltremodo discrezionali e scarsamente
motivati;
- a rendere noti i curricula dei suddetti direttori;
- ad elaborare un progetto di riforma dell'Ammini-
strazione regionale, che riveda interamente la
disciplina della dirigenza con l'istituzione di un
albo dei dirigenti quale bacino ampio da cui attin-
gere per l'attribuzione delle funzioni, con la
ridefinizione delle funzioni proprie dell'alta
dirigenza e con la verifica dell'attuale quadro
dirigente attraverso lo strumento del corso-concor-
so;
- a dare immediata esecuzione alla mozione n. 223,
approvata dall'ARS nella seduta n. 180 del 29 luglio
1998.""(251)
GUARNERA - LO CERTO -
MELE - ORTISI
N. 275 - Revoca della richiesta del Governo regionale di
restituzione della documentazione relativa alle
nomine in enti di pertinenza della Regione.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ATTESO che:
- il Presidente della Regione con propria nota ha
richiesto la restituzione di tutti gli atti relativi
alle nomine in atto depositate presso la competente
Commissione dell'Assemblea regionale siciliana per
il relativo parere, sottintendendo con ciò la
volontà di volerle revocare senza alcuna motivazione
di natura tecnico giuridica, nonostante essi siano
stati adottati nel rispetto dei tempi e delle
procedure previste;
- l'Assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione ha espresso la volontà,
nonostante i ripetuti approfondimenti anche
dell'Aula sul tema, di sospendere l'esecutività dei
provvedimenti di rotazione dei soprintendenti ai
beni culturali della Sicilia, facendo ripiombare
l'intero settore in un clima di sospetto, aggravando
le inefficienze e la confusione in seno
all'Amministrazione;
- tali decisioni, oltre che paralizzare la pubblica
Amministrazione, rappresentano un atto di grave
aggressione politica che non ha precedenti nella
storia del Parlamento siciliano neanche quando, in
altra epoca, ai partiti della sinistra sono
subentrate altre forze politiche di segno diverso;
- un simile comportamento rischia di compromettere
irreversibilmente i corretti rapporti deontologici
da sempre esistenti tra maggioranza ed opposizione,
e di vanificare i tentativi di componimento promossi
anche di recente tra le parti, come dimostrato
persino dall'elezione del Presidente della III
Commissione legislativa permanente avvenuta con il
voto determinante del Polo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare la nota di richiesta di restituzione
degli atti, onde consentire alla Commissione di
merito di esaminarli per esprimere i relativi pareri
previsti dalle leggi;
- a revocare altresì, ove fosse stato già assunto, o
a non compiere, i provvedimenti di revoca o di
sospensione della rotazione dei soprintendenti ai
beni culturali."" (275)
FLERES - COSTA - LEONTINI -
LA GRUA
PRESIDENTE. Essendo stata unificata la discussione generale
delle mozioni, invito gli onorevoli firmatari ad illustrarle.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i Gruppi
dell'opposizione hanno ritenuto opportuno presentare la mozione
di cui stiamo discutendo questa sera, non tanto e non solo
relativamente al merito della stessa, vale a dire il
provvedimento di sospensione delle nomine effettuate in perfetta
legittimità di funzioni e istruttoria da parte del Governo Drago,
quanto invece per porre un problema che riguarda i rapporti
politici, vorrei dire deontologici, che devono essere alla base
di qualsiasi attività parlamentare all'interno di un gentleman
agreement che non può mai venire meno neanche quando ad un
Governo che corrisponde ad un segno politico succede un altro
Governo che corrisponde ad un segno politico di natura opposta.
Allora, onorevoli colleghi, qui non dobbiamo tanto preoccuparci
della questione specifica, vale a dire la sospensione delle
nomine effettuate dal Governo Drago senza peraltro un'adeguata
motivazione di carattere giuridico, amministrativo, tecnico,
legale, fate voi, quanto invece dei rapporti che devono esserci
tra una maggioranza - che fino a questo momento, peraltro, non
risulta essere tale, almeno dalle prime indicazioni che sono
emerse nel corso dei lavori d'Aula - ed una opposizione che è
stata maggioranza fino a qualche giorno fa e che è divenuta
opposizione, non in virtù di una inversione di tendenza
dell'elettorato, ma in virtù di un'operazione di Palazzo che ha
spostato da uno schieramento all'altro una parte delle forze
politiche.
Ora, non importa in questo momento porre il tema della
coerenza di quei colleghi che hanno condotto una campagna
elettorale proponendo agli elettori un progetto politico di un
segno e poi vanno a sostenerne uno di segno opposto; non importa
in questo momento neanche sottolineare il fatto che molti degli
assessori del Governo in carica che ha provveduto alla
sospensione dei provvedimenti di nomina erano in carica anche nel
Governo precedente che quelle nomine ha effettuato. Sarebbe assai
grottesco, infatti, dovere scoprire che gli assessori del Governo
precedente, che hanno effettuato quelle nomine, dovessero aver
votato per la revoca o comunque per la sospensione delle nomine
stesse avendoci ripensato, perchè delle due l'una: o hanno
sbagliato allora o stanno sbagliando adesso; e in qualunque caso
sono incoerenti: o sono stati incoerenti allora, o sono
incoerenti adesso.
La verità è un'altra, la verità è che questo Governo che è
in carica si regge su un equivoco che si chiama UDR, che non ha
niente a che vedere con il consenso elettorale, che non ha niente
a che vedere con gli ideali politici delle diverse componenti che
formano la maggioranza, che non ha niente a che vedere con un
progetto unitario della politica in Sicilia, ma che ha al proprio
interno alcuni obiettivi molto materiali: cinque assessorati per
l'UDR, la leadership politica siciliana ad un partito di
minoranza in Sicilia qual è il DS, che si sostiene con una
assenza, non certo strategica, ma certamente tattica, di
Rifondazione comunista, gruppo che, a sua volta, si spacca dando
origine ad una nuova formazione politica che, in sede nazionale e
in sede regionale, decide di sostenere un governo
post-democristiano smentendo anni di storia. Insomma, una
condizione che certamente non è una condizione che origina da una
inversione di tendenza naturale, elettoralmente sancita, bensì da
una operazione di Palazzo che ricorda tanto altre epoche, non
solo del nostro Paese, ma dell'intera Europa, quando nel Palazzo
o nelle alcove dei palazzi venivano stabilite le sorti degli
Stati; venivano stabilite le autonomie dei comuni.
Ebbene, la stessa sensazione che ho provato in questa
circostanza, l'ho provata quando in altre circostanze, dentro
quest'Aula, si sono compiute delle operazioni che non avevano
alcuna discriminante ideale, che non avevano alcuna discriminante
culturale, come quelle riguardanti la distribuzione a pioggia di
contributi a sindacati che di per sè dispongono di finanziamenti
propri, perché hanno i loro iscritti, perché hanno i loro canali
di finanziamento attraverso gli interventi pubblici e, dunque,
l'intervento della Regione, in quel caso, si aggiungeva in
maniera irrituale, in maniera inutile agli interventi di cui già
essi dispongono. Cosa diversa, invece, per quanto riguarda il
disegno di legge in materia di lotta al racket in cui ho visto
inseriti alcuni elementi di interventi a supporto delle
associazioni che combattono questo triste fenomeno.
Allora, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, capisco
che lei in questo momento ha il problema della Valle dei Templi,
ma, come dicevo in commissione Finanze, Cristo non si è fermato
ad Agrigento E' andato oltre, ha attraversato il Mediterraneo e
si è installato a Gerusalemme.
Pertanto, ritengo che si debba parlare anche di un problema
che è di fondo in questo Parlamento, che è il rapporto tra la
maggioranza e l'opposizione. Un rapporto che non può essere
fondato sulle slealtà o sulle scorrettezze; un rapporto che non
può nascere dalla revoca o dalla sospensione di tipo
condizionante della vita dei singoli deputati e del Parlamento e
delle forze politiche. Una revoca, una sospensione condizionante
dell'attività che essi svolgono di minacciosa condizione che
incombe su decisioni che, in oltre cinquant'anni della storia
della Regione, non si erano mai verificate.
Allora, onorevoli colleghi, al di là del merito, al di là
della questione specifica, questo Parlamento deve porsi il
problema del rapporto tra maggioranza e opposizione. Infatti, se
deve essere un rapporto di conflitto costante e continuo da
ricercare anche quando non ce ne sono le condizioni è un conto,
se deve essere un rapporto franco e leale che, nel rispetto delle
differenze, converga verso soluzioni che comunque hanno il valore
di generalità ed astrattezza a sostegno dei siciliani, è un altro
conto. Noi siamo attrezzati e per l'una ipotesi e per l'altra,
lo vogliamo dire subito, lo vogliamo dire a tutti, perché nessuno
deve meravigliarsi se poi l'opposizione si comporta di
conseguenza. O tutti, infatti, ci battiamo all'unisono in favore
di obiettivi generali, di obiettivi assoluti, quelli a cui facevo
riferimento nel mio intervento sulle dichiarazioni programmatiche
del Governo Capodicasa, ovvero se questo è un problema che
riguarda una parte soltanto del Parlamento e non tutto il
Parlamento, bene, le responsabilità se le assume quella parte del
Parlamento, nel caso specifico la maggioranza; ma non può
pretendere, se così dovessero andare le cose nessun tipo di
supporto, nessun tipo di collaborazione, nessun tipo di
partecipazione neanche programmatica ad un progetto di riforme in
Sicilia, perchè ciascuno a quel punto difenderà in via assoluta
non valori assoluti, a cui facevo riferimento prima, ma i valori
relativi delle singole parti, delle singole componenti politiche
anche se queste dovessero significare il mancato raggiungimento
degli obiettivi di carattere generale.
Dunque, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, e
concludo, l'auspicio della opposizione è che quei provvedimenti
di sospensione delle nomine effettuate siano immediatamente
revocate e le nomine stesse vengano immediatamente rese esecutive
anche perchè gli organi nei quali sono state nominate le persone
di cui stiamo parlando sono privi di amministrazione e devono
essere immediatamente insediate cos�� come, un'altra operazione,
ed è quella che riguarda le sovrintendenze ove mai dovesse
continuare ad essere bloccata farebbe ripiombare quest'Aula
all'interno di un clima di sospetto che il precedente Governo
aveva sgombrato adottando un provvedimento di rotazione- peraltro
voluto dalla legge - e peraltro abbondantemente discusso e
approfondito da questo stesso Parlamento.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
CONGEDO.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Enzo Guarnera ha chiesto
congedo per le sedute di oggi e di domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, io sono tormentato da un
amletico dubbio: non riesco a capire se l'iniziativa
dell'onorevole Fleres era quella di censurare e mettere sul banco
degli imputati l'onorevole Capodicasa o la finalità è quella di
mettere in evidenza un comportamento non certamente decente del
precedente Governo e certamente censurabile; censurabile per
avere proceduto a nomine al di là del tempo massimo consentito,
ciò quando il Governo era già abbondantemente dimissionario.
Io preferisco rimanere nel dubbio e affrontare la questione
in maniera diversa.
Su tutta questa vicenda bisogna dividere l'aspetto
giuridico-amministrativo dall'aspetto politico; tutto ciò che
riguarda l'aspetto giuridico amministrativo sono diverse
fattispecie, una prima fattispecie è quella di vedere se l'atto
di nomina è un atto definitivo, se l'atto definitivo non si può
revocare, ma se l'atto non è definitivo si può procedere ad un
annullamento d'ufficio in sede di autotutela sia per vizio di
legittimità come per esempio la mancanza di requisiti del
nominato o per il mancato rispetto della procedura delle nomine e
le varie fattispecie poi appunto bisogna guardarle dal punto di
vista dell'iter procedurale.
Negli atti preliminari di nomina, come mi sembra tutte
quelle adottate, quando il Governo è dimissionario, come la
proposta degli assessori al Presidente della Regione, la
deliberazione della giunta di governo, i pareri della commissione
e anche la registrazione della Corte dei conti, anche in quel
momento il governo ha diritto a ritirare tutti gli atti perchè
rientrano nella propria piena discrezionalità.
Invece il riesame dei provvedimenti si impone, o per la
conferma o per la sostituzione, e diventa anche un atto dovuto,
quando si verifica il rinnovo dell'organo. Nel caso concreto il
passaggio dal governo Drago al governo Capodicasa. E' giusto che
sia così perchè ci deve essere un governo che deve intestarsi
interamente la responsabilità. Non poteva essere assegnata la
responsabilità metà al governo Drago e metà al governo
Capodicasa, ma tutto intero, giustamente, il governo Capodicasa
doveva assumersi la responsabilità.
Quindi, onorevole Fleres, per quanto riguarda il
comportamento del governo Capodicasa, io lo ritengo politicamente
corretto - anzi potrei dire dal punto di vista politico, quasi
debole, perchè doveva andare oltre la sospensione - e dal punto
di vista giuridico certamente ineccepibile.
Ma il vero problema politico è un altro. Poichè gli enti
sono strumenti della politica del governo, io mi pongo il
problema: come possono le persone nominate e già insediate,
svolgere le loro funzioni seguendo l'indirizzo politico di un
governo di centro-sinistra, quando il loro orientamento è
diametralmente opposto? Cioè quando sono stati nominati da un
governo di centro-destra e si presume che abbiano quell'indirizzo
politico?
Ecco il vero problema che è davanti. Poichè sto concludendo
ponendo la domanda al governo, prego l'onorevole Zago di sedersi
al banco in Aula.
Onorevole Presidente, mentre l'onorevole Zago la disturbava,
mi ero posto un problema: come fanno le persone designate,
siccome sono strumenti di politica, gli enti, come fanno - e il
governo ha il diritto-dovere di dare indicazioni e indicare
percorsi - le persone indicate e insediate negli enti, che hanno
un orientamento di centro-destra, a seguire un orientamento di
gestione che deve dare obbligatoriamente un governo di
centro-sinistra.
Ora il punto è uno: se queste persone non rassegnano le
dimissioni, noi saremo in presenza di persone che considerano gli
enti una specie di canonicato, e l'onorevole Drago che è molto
religioso dovrebbe saperne molto più di me...
DRAGO. Molto no Però quanto basta.
DI MARTINO . Per cui non ha importanza qual è la fonte della
nomina, il problema è di rimanere lì e tirare avanti. Se non
ritengo un canonicato, onorevole Presidente, queste persone sono
certamente dei trasformisti. Non ha importanza, sono pronti a
seguire qualunque indirizzo politico purchè rimangano sedute su
quelle poltrone. Se non pensano al canonicato e non sono dei
trasformisti, a quel punto sono dei sabotatori, perchè stanno lì
pensando di potere sabotare l'azione di governo.
Ora, onorevole Presidente, io ho concluso e quindi ritengo
il comportamento debole; non bisognava soltanto sospendere,
bisognava procedere alla radice. A lei chiedo, onorevole
Presidente: come farà a giudicare e quali iniziative il Governo
intende assumere perchè gli enti vengano portati avanti e vengano
rifatte le nomine per una certa omogeneizzazione politica, perchè
il governo dà indirizzi e gli enti devono eseguire, e quindi
questo è il vero problema politico, non quello sollevato dalla
mozione dell'onorevole Fleres.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intanto più
volte noi avremmo voluto come gruppo parlamentare discutere
questa mozione. Oggi siamo contenti che grazie all'onorevole
Fleres abbiamo portato in ogni caso in Aula in discussione questo
oggetto sulla revoca o meno, ma in ogni caso sui criteri di
attribuzione delle nomine di sotto Governo. Ne siamo contenti
perché attraverso questo dibattito usciranno anche, mi permetta
di dire, alcune piccole scelleratezze, è così che si dice, che
sono state compiute in barba ai principi di meritocrazia, che
sono state compiute dai governi precedenti.
Voglio precisare che il nostro Gruppo parlamentare ma anche
altri gruppi parlamentari sin dalla volta precedente, sin dal
Governo Drago ed anche dal Governo Provenzano, ma soprattutto dal
Governo Drago, si sono battuti affinché alcune nomine venissero
revocata. Quindi, questa serietà e questa linearità l'abbiamo
condotta sin dal Governo precedente e la rivendichiamo ancora
oggi.
Abbiamo presentato la volta scorsa al Governo precedente una
serie di ordini del giorno; abbiamo presentato una serie di
interrogazioni, oggi riteniamo, essendo al Governo, che occorre
fare luce. E all'onorevole Fleres dico, all'onorevole Fleres che
poc'anzi dice "Ma come mai alcuni assessori del Governo
precedente essendo oggi nell'attuale Governo oggi mutano
situazione?".
Ciascuno di noi deve rispondere dei propri atti. Il nostro
Gruppo parlamentare non era al Governo nel Governo precedente.
Abbiamo mantenuto una linea di coerenza col Governo Drago.
Continuiamo a mantenerla ad oggi.
Oggi chiediamo che vengano, signor Presidente, riviste tutte
le nomine attivando una seria verifica sui requisiti di
professionalità e sulle competenze delle nomine fatte, su
eventuali pendenze penali, su appartenenze varie.
Devo dire che molte perplessità abbiamo finito per nutrire,
abbiamo avuto per esempio sulle nomine dei direttori fatti dal
Governo Drago. Intanto, nomine fatte in piena crisi di Governo,
intanto nomine fatte insieme a tante altre nomine - penso alle
nomine alla sanità, penso alle nomine al turismo -.
Allora, mi permetto di dire che per esempio per quanto
riguarda, signor Presidente della Regione, le nomine dei
direttori sarebbe stato più serio e più forte se le avessimo
ritirate prima che la Corte dei conti avesse mandato a noi il
rilievo mosso.
Avevamo ragione: su sei nomine fatte su cinque la Corte dei
conti ha mosso rilievo. In alcuni casi sarebbe bene leggersi il
rilievo mosso dalla Corte dei conti che desta vari sospetti:
sospetti evidentemente giuridico-legislativi e perplessità sulle
attribuzioni fatte nei confronti della dirigenze regionale, sulla
mancata applicazione della legge n. 22 del 1996, sulla mancata
applicazione della legge n. 17 del 1997. Sono stati mossi una
serie di rilievi per esigenze di natura etica, di moralità
pubblica.
Allora noi riteniamo, signor Presidente, e la ringraziamo di
questo gesto forte che il suo Governo ha fatto, che oggi non c'è
più spazio, non ci può essere più alcuna attenzione per i
meccanismi che tutelano i privilegi a scapito della meritocrazia
reale.
Noi riteniamo che su queste cose occorra più di prima
vigilare. E non è possibile, lo direi al Presidente della Regione
precedente, onorevole Drago, - il quale è intento a parlare e a
discutere di altre cose - se il Governo precedente avesse
applicato, e avesse portato avanti l'applicazione della legge
Bassanini e la riforma della Pubblica Amministrazione, avremmo
avuto delle regole certe con le quali poi effettuare le nomine.
Allora, non è possibile prima fare le nomine e poi stabilire
le regole. Questo è stato fatto dal precedente Governo. In
assenza di regole certe evidentemente poi chi deve controllare,
come la Corte dei conti, avendo noi, avendo il Governo lasciato
ampio margine di discrezionalità, ha finito per revocare una
serie di cose.
Io vorrei leggere alcuni passaggi di alcuni dettati della
Corte dei conti già fatti precedentemente per altre nomine.
Quando la Corte dei conti dice: "Ad avviso della Sezione la
tipologia del procedimento, diverso da quello concorsuale
vincolato dall'osservanza, quello concorsuale, di regole rigide,
se da una lato rende inconfigurabile la formazione di una
graduatoria di merito tra candidati, dall'altro non esclude la
natura selettiva del procedimento medesimo e quindi la necessità
di indicare le ragioni delle scelte effettuate previa
determinazione dei criteri oggetti coerenti e razionali".
La stessa Corte dei conti dice: "In questa materia il
margine di discrezionalità assume particolare rilievo in ragione
del rapporto a contenuto altamente fiduciario nell'ambito del
quale assume primaria importanza il perseguimento da parte dei
direttori regionali degli obiettivi fissati dal Governo".
Noi riteniamo che in questo senso, in barba ad una serie di
leggi siano state fatte le nomine dei direttori. Altrettanto è
stato fatto per i Beni culturali, è stato fatto negando la
mozione approvata dall'Aula, la n. 223 del 29/07/1998 approvata
nella seduta n. 180 che vincolava il Governo a stabilire una
serie di criteri certi e rigorosi per la professionalità e per le
capacità manageriali. E allora, poi, è stato fatto un decreto con
il quale sono stati nominati 119 persone da parte dei Beni
culturali. Voglio ricordare che qua non vogliamo fare di tutta
l'erba un fascio.
Noi chiediamo al Presidente della Regione di rivedere le
nomine fatte e dove abbiamo la presenza di professionalità
acquisite e mi permetto di dire che per esempio per i
sovrintendenti abbiamo alcune persone eminenti che ritengo di
dovere confermare, non sarò io ma sarà il Presidente della
Regione ma sicuramente penso un passaggio rispetto alla
dirigenza, rispetto ai sovrintendenti. La legge dice che occorre
che siano dirigenti superiori con 15 anni di anzianità. E allora
basta vedere i curriculum e capire chi è il dirigente superiore e
chi ha 15 anni di anzianità.
Penso, per esempio, Onorevole assessore per i beni
culturali, per la direzione dei centri del catalogo e del
restauro le nomine devono essere attribuite mediante concorso, lo
dice la legge, il concorso non è stato fatto, queste persone non
hanno 15 anni di anzianità. O per le 63 nomine dei dirigenti
tecnici alcuni dei quali non hanno neanche 10 anni di prestazione
di servizio presso la Regione siciliana, avendo effettuato 10
anni presso questo livello.
Allora, mi chiedo ma quali sono stati i criteri per queste
nomine? Addirittura le ricordo, onorevole assessore ai beni
culturali, che su alcune nomine fatte, su alcuni dirigenti
esistono, per altro, nel suo assessorato alcune ispezioni sulle
stesse figure fatte in momenti diversi che sicuramente non
esaltano le professionalità di questi direttori, di questi
dirigenti che siamo andati a promuovere, anzi ne mettono in luce
la mancanza di professionalità e di serietà. Sono ispezioni fatte
dal Governo precedente, sono ispezioni che oggi sono depositate
presso il suo assessorato.
L'ultima cosa, basterebbe guardare le nomine fatte
dall'assessorato al Turismo. Avevamo in Aula approvato la legge
n. 27 del 1996 che disciplinava i criteri attraverso i quali il
Governo avrebbe dovuto individuare i rappresentanti delle aziende
di cura e soggiorno. In realtà, l'assessore ha proceduto in
éscamotage ed in barba a questa legge saltando a piè pari la
legge a nominare dei commissari straordinari in sostituzione di
quelli già nominati. E allora la legge n. 27, manca l'assessore
al turismo ma mi rivolgo al Presidente della Regione, dice: "ai
fini della nomina è istituito con decreto dell'assessorato
regionale al turismo un apposito albo regionale al quale possono
accedere i soggetti che abbiano ricoperto per almeno un biennio
un incarico dirigenziale in enti o in imprese pubbliche o private
operanti in ambito turistico". Basta signor Presidente guardare e
sono tutte depositate in questo Palazzo, i curriculum dei
candidati, poi nominati, alle aziende di cura per capire in mano
a chi sono state affidate le aziende del turismo.
GRANATA. E' incoerente con il nuovo assessore.
MELE. .non lo so lo verifica l'assessore , io faccio la mia
parte, il mio gruppo parlamentare fa la mia parte in piena
coerenza, fino in fondo. Dopo di che intanto l'albo regionale non
è stato fatto, sono stati nominati i rappresentanti delle APT e
delle aziende non avendo fatto l'albo, non è passato dalla nostra
Commissione, dalla quarta e mi avvio a concludere. Dopo di che io
chiederei all'assessore e lo chiedo al Presidente di leggere per
esempio alcuni curriculum. Io l'ho fatto divertendomi, infatti
alcuni curriculum di alcuni commissari attualmente in carica
perché poi sono stati nominati non passando al vaglio della
Corte dei Conti, alcuni perché vengono resi direttamente
operativi. Alcuni Commissari hanno per esempio espletato due anni
di servizio nel settore turistico, però, per esempio uno di
questi possiede un negozio di riparazione di elettrodomestici
alle aziende alberghiere.
Quindi, l'amministrazione regionale precedente ha ritenuto
opportuno che avendo espletato servizio presso le
amministrazioni, il settore turistico potessero guidare la più
importante turistica siciliana per altro.
Allora Presidente, in coerenza con quanto ci siamo detto, le
chiediamo ed ho concluso, di rivedere queste, le nomine fatte per
la vite ed il vino in unico calderone, dalla presidenza al
consiglio di amministrazione, anche li molte cose lasciano
perplessi, rivedere le nomine sui teatri, dai teatri stabili, al
conservatorio di Palermo, le chiediamo di riverificare, allora
concludo dicendo, che l'onorevole Fleres, quando l'onorevole
Fleres, dice in 50 anni non si era, signor presidente della
Regione mi rivolgo a lei, le faccio giustamente un complimento,
l'onorevole Fleres, dice, in cinquant'anni non si era mai
verificato, la verita è una che in cinquant'anni non avevamo mai
avuto un governo in grado di avere una forza politica e una
bravura da potere ritirare così come ha fatto il governo
Capodicasa.
GRANATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Io credo che in questo dibattito dobbiamo riuscire
tutti a capire di cosa parliamo, allora il mio consiglio alla
maggioranza di governo innanzitutto è quello di uccidere una
tendenza al loro interno, di uccidere un pò il Mastella che vedo
crescere anche in alcuni interventi per esempio dell'onorevole
Mele, che si meraviglia di quello che in questi cinquant'anni non
si è fatto dovrebbe anche andare a verificare e guardare alla
faccia del cosiddetto spoils-system quali sono stati i vertici
della burocrazia regionale che sono stati chiamati a reggere dal
punto di vista burocratico l'assetto di questa nuova maggioranza.
Allora rifacendomi ad una dichiarazione che ha sorpreso un
po tutti nella conferenza dei Capogruppo dell'onorevole Fausto
Spagna, quando disse, - be dobbiamo capire cosa succederà
relativamente alla composizione delle commissioni da qui a
qualche mese perché dobbiamo capire cosa succede e cosa fa l'UDR
- allora la mia breve riflessione iniziale e su questo piano, c'è
un livello di continuità istituzionale che nel rispetto dei
criteri e delle competenze deve essere mantenuto, credo che
questo sia un principio su cui tutti dobbiamo cercare di
concordare. Anzi credo che sin dall'inizio l'onorevole Capodicasa
programmaticamente aveva dato questa forte sensazione di volere
determinare un clima non di mediazione, ma certamente non di
strappo nei confronti di alcune regole, di alcuni rapporti con
l'opposizione.
E' chiaro, allora se ci sono all'interno delle nomine fatte
delle vicende macroscopiche in cui oggettivamente mancano i
requisiti per andare a ricoprire determinati incarichi, sarò il
primo a sottoscrivere un eventuale provvedimento di revoca di
quelle nomine quando è motivato su un fatto oggettivo, quando è
motivato su un fatto legato a quella che è la sostanza del
provvedimento. Ma il taglio che si vuole dare invece all'azione
del Governo che credo non sia neanche un taglio voluto dallo
stesso onorevole Capodicasa ma un po' pressato non tanto
dall'onorevole Mele ma tanto da chi cerca di creare una dinamica
di radicamento sociale e politico attraverso le nuove nomine cioè
non si preoccupano di quelle da togliere si preoccupano di quelle
da fare, allora da questo punto di vista devo dire subito che
dobbiamo analizzare e lo farò nei due minuti che mi restano
passaggio per passaggio il fatto che i manager delle USL sono
stati scelti all'interno di un'albo che era l'unico previsto
dalla legge che racchiudeva dei nominativi che avevano i
requisiti previsti dalla norma stessa, credo di sapere anche dei
ventisei nominati ne restano in questo albo altri diciannove ma
certamente si tratta di manager che rispondono in proprio
dell'attività che svolgono all'interno delle aziende unità
sanitarie locali.
Quindi intanto c'è questo primo dato oggettivo. Per quanto
riguarda le Aziende Autonome di Turismo onorevole Mele, lei deve
sapere che l'intendimento vero dell'onorevole Strano è stato
quello di togliere un pezzetto della burocrazia regionale interna
dalla gestione di alcuni organismi, per la prima volta
l'onorevole Strano ha sostituito perché questa stessa gente che
adesso è in predicato per tornare a gestire le Aziende Autonome
di Turismo è la stessa gente che non ha consegnato dopo due anni
all'onorevole Strano l'albo completo di coloro i quali avevano i
requisiti permettendogli di nominare i consigli di
amministrazione delle Aziende Autonome; allora anche in questo
senso onorevole Capodicasa mi affido alla sua autorevolezza
perché anche qui si tratta di quel famoso rapporto diverso che si
deve instaurare nei confronti della Pubblica Amministrazione,
perché con la scusa di non consegnare e di non redigere mai
l'albo - e dentro l'albo ci dovrebbero essere i requisiti
previsti dalla norma - si ottiene il risultato di essere
reintegrati come funzionari facenti funzioni e di creare questa
cristallizzazione di potere effettivo all'interno di un settore
vitale come quello del turismo.
Poi, devo dire un'altra cosa: la vicenda più scandalosa,
ecco questo sì e su questo piano io sono disposto a sfidare
soprattutto quelle sensibilità più accentuate presenti nello
schieramento di centro-sinistra nei confronti del settore
delicato e strategico dei beni culturali.
Noi abbiamo avuto per la prima volta una persona, che è
l'onorevole Croce, che ha avuto il coraggio di stabilire un
principio di rotazione non solo nei confronti dei sovrintendenti
ma anche dei vertici di quella burocrazia delle sovrintendenze
che viene vissuto nell'immaginario collettivo delle nostre città
come un fattore di sfreno e spesso di intermediazione
parassitaria nei confronti dello sviluppo del territorio, e come
primo atto liberatorio di un governo di centro-sinistra si blocca
la rotazione e si dice: "rimettiamo tutti ai loro posti".
E allora su queste contraddizioni, credo che le mozioni
siano opportune e un dibattito, speriamo proficuo, si deve aprire
nei confronti del Governo che invitiamo a rivedere le sue scelte
e quindi a gradualizzare il suo intervento in base a un fatto
ovviamente legato ai meriti, alle competenze specifiche e
soprattutto ad evitare che quel vero livello di continuismo della
politica di questa Regione rappresentata da certi vertici della
burocrazia regionale continuino con l'alibi di dovere fare
qualche nomina in più a qualche nuovo alleato di governo e a
dettare legge all'interno della Regione siciliana.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Forgione in quanto
presentatore di mozione ha dieci minuti a sua disposizione.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
minuziosità delle ragioni, anche tecniche, esposte dall'onorevole
Mele mi libera dall'onere di intervenire anch'io nel merito di
ragioni e di valutazioni tecniche per sviluppare un ragionamento
politico a sostegno della mia mozione e sostanzialmente anche
delle altre due presentate da altre forze del centro-sinistra.
Io non sono convinto, onorevole Mele, che questo Governo per
la prima volta in 50 anni ha la forza politica - e poi vorrei
vedere la conclusione anche di questa seduta di stasera - per
destrutturare quel sistema di potere che in questa Regione si è
affermato attraverso la struttura del sottogoverno.
Non ne sono convinto perché qui assistiamo ad una
discussione paradossale, assistiamo alle forze della destra che
accusano il Governo Capodicasa di assicurare una sorta di
continuismo nella struttura del potere in nome della difesa che
loro vorrebbero di quella stessa struttura che il Presidente
Capodicasa starebbe mettendo in discussione.
E' davvero bizzarro, a meno che voi non dite, signori della
destra, che le nomine buone sono quelle che si rifacevano a Forza
Italia e ad Alleanza Nazionale nel vostro passato governo e le
cattive erano quelle dell'U.D.R. che verrebbero, in questo
momento, riconfermate e sarebbero condizionanti perché l'U.D.R.
sarebbe presente in questa maggioranza. Siate seri.
Io lo so bene che in questo governo c'è l'impaccio grosso di
quel continuismo democristiano ma è lo stesso continuismo
democristiano che fino ad un mese fa era l'ossatura della sua
maggioranza, onorevole Fleres, era l'ossatura della sua
maggioranza e per questo i problemi di cui stiamo discutendo
stasera sono i problemi che riguardano tutta quest'Aula tranne
Rifondazione Comunista, perché sono i problemi di chi ha deciso
di compromettersi e di mediare con quel sistema di potere,
accettando quest'ibrido di maggioranza dai "cossuttiani" fino
all'U.D.R. e sono i problemi della vostra maggioranza che ha
convissuto fino ad un mese fa con l'U.D.R e che oggi vi fa
sentire tradire, quasi mettendo a repentaglio il vostro potere e
le vostre nomine, questo è il problema. E vede, onorevole
Granata, noi di Rifondazione Comunista possiamo parlare così
perché non abbiamo alcuna preoccupazione per le nomine da fare,
perché a differenza dell'onorevole Fleres, io non sto prendendo
la parola per dire all'onorevole Capodicasa o, a differenza di
lei, onorevole Granata, io non prendo la parola per dire
all'onorevole Capodicasa: assicura la continuità, perché questo
garantisce rapporti corretti con l'opposizione; no Io non ho
nomine da difendere e nomine da proporre. Io sono qui a dire
all'onorevole Capodicasa: vai avanti con coraggio, rispetto a
quello che hai annunciato, ma dubito che sarai in grado di farlo.
E' diversa la posizione, e la vedremo stasera, se le mozioni
verranno votate o alcune delle mozioni dell'opposizione, come la
sua, onorevole Fleres, verrà accolta dopo qualche trattativa, che
mi pare esserci stata, come raccomandazione dal Governo; questo
lo vedremo.
E vedremo anche su questo la capacità di rottura che questa
maggioranza ha. Vedete, siamo seri, qui abbiamo fatto nominare
gli stallieri presidenti dei parchi soltanto per amicizia
personale con il coordinatore di Forza Italia; l'assessore Croce
ha nominato parenti e amici di leaders politici del centro destra
nazionale, l'assessore Strano,
CROCE. Sei bravo
FORGIONE. Scusa assessore Croce, l'assessore Strano ha fatto
queste nomine, ha nominato le ultime nomine a governo scaduto;
cioè non si é avuto ...
CROCE. Vai tranquillo
FORGIONE. Mi faccia parlare, lei risponda come vuole, siamo in
un'Aula parlamentare; io sono in un'Aula parlamentare ed esercito
il mio diritto e non ho paura di nessuna intimidazione, assessore
Croce. Io sono, sto esercitando il diritto del parlamentare e non
mi spaventano le sue minacce, né come giornalista né come
parlamentare. Mi quereli, se arriviamo al punto che quereliamo i
parlamentari perché fanno un'interrogazione parlamentare, allora
siamo arrivati.
VIRZI'. Già fatto.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, si rivolga alla Presidenza.
Onorevole Virzì faccia svolgere l'intervento all'onorevole
Forgione.
FORGIONE. E infatti io ho difeso la posizione di Alleanza
nazionale, caro Virzì, ed é uscita sui giornali - se li legga -
perché per me i diritti dei parlamentari sono sacrosanti, perché
io credo nella centralità del Parlamento e del Parlamento dentro
una democrazia vera.
Allora, continuando: abbiamo avuto l'assessore Strano che a
governo scaduto si é preoccupato di fare le nomine accomodanti
per i suoi assetti e gli equilibri interni al suo partito;
abbiamo l'assessore Croce; non citate, onorevole Granata, come
esempio di rottura e di rivoluzione l'assessore Croce; io
capisco che l'assessore Croce, come dire, non se ne é molto
preoccupato, ma quella rotazione ha provocato la reazione del
meglio della cultura nazionale ed internazionale. Perché non si
ruotano gli uomini, in quel caso, bisogna far ruotare le
competenze scientifiche, le competenze culturali; e lì sono stati
fatti dei veri e propri obbrobri, che hanno provocato la reazione
del meglio della cultura internazionale.
E allora bisogna andare avanti, sulla strada della rottura,
Presidente Capodicasa. Noi aspettiamo la coerenza tra le sue
affermazioni e i suoi segnali, aspettiamo coerenza anche da parte
dell'assessore Morinello, che farebbe bene, per intanto, a
sospendere dalle sue funzioni il sovrintendente di Enna, dopo le
vicende che ci sono state, e ripristinare, magari, i diritti
calpestati del signor Incardona, se ricordate quelle vicende.
Diamoli i segnali di rottura, ma non solo con posizioni
sulla stampa. Avete il potere, signori del Governo, avete il
potere per dimostrare che c'é una coerenza tra le cose che dite e
quelle che potete fare e avete oggi la possibilità di dimostrare
che siete in rottura vera con la passata maggioranza, e che anzi
la presenza dell'UDR in questa maggioranza non rappresenta la
prigione entro cui voi state stretti dentro un continuismo che
non riesce a farvi esprimere una vera potenzialità di rottura.
E allora noi di Rifondazione Comunista sosterremo le
mozioni dell'onorevole Mele, le mozioni dell'onorevole Zanna e
chiediamo al Governo qui di essere coerente. E vorremmo vedere,
onorevole Mele, se alla fine di questa seduta ci sarà qualche
accordo o qualche accordicchio con la destra, ci sarà qualche
accordo o qualche accordicchio con l'onorevole Fleres o con
l'onorevole Bufardeci. Il Governo può scegliere. Questa volta ha
detto bene, onorevole Mele, l'iniziativa dell'onorevole Fleres ha
messo questo Parlamento in condizione di discutere di queste
cose.
Sarebbe davvero grave che, sul terreno delle nomine, le
differenze tra un governo e l'altro non esistessero, onorevole
Granata, che non ci fosse una capacità di rottura.
Vedete, il potere, il sottopotere, la struttura burocratica
rappresentano il tessuto connettivo del potere e della pubblica
amministrazione, la continuità vera nella gestione della spesa,
nel mantenimento delle collocazioni centrali dentro la pubblica
amministrazione. E noi sappiamo quanto bisogno di rottura c'è
qui, ma non di quel bisogno di rottura tanto proclamato
dall'onorevole Drago, che ci ha abituato alle parole pompose ed
agli atti piccolini, si annunciavano le montagne ma si
partorivano i topolini, quella è l'esperienza, onorevole
Capodicasa, che lei può dimostrare almeno e non può essere
nemmeno tanto difficile visto i risultati del precedente Governo
che si può superare.
Noi le chiediamo qualcosa in più, le chiediamo anche di
arrivare entro trenta giorni con la nostra mozione ad un impegno
del Governo che entro trenta giorni arriva con un progetto
compiuto di riforma della pubblica amministrazione.
Ho visto che lei lo ha annunciato in un convegno ancora ieri
a Catania, bene, cominciamo a passare dalle parole ai fatti,
vediamo se le riforme annunciate in un anno da governi di centro
destra, voi avrete la capacità, quanto meno, di realizzarlo o
continuerete anche voi ad annunciarlo.
Cominciamo ad essere rigorosi nel chiedere, per esempio, e
nel presentare, nel rendere pubblico il curriculum a tutte le
persone da nominare, a partire dall'autocertificazione sui reati
penali e dall'autocertificazione sull'iscrizione alla massoneria,
altro tessuto connettivo del potere.
Ecco, onorevole Capodicasa, con questo spirito la nostra
mozione chiede anche alla sua maggioranza ed a questo Parlamento
di scegliere.
Lei ha due strade oggi in quest'Aula: quella disegnata
dall'onorevole Fleres e richiesta dall'onorevole Granata,
sintetizzabili in uno, diciamo; se potessi sintetizzarla, direi:
proviamo a vedere su cosa lei rinuncia e su cosa noi rinunciamo e
ci accordiamo oppure quello che noi proponiamo dia un segnale
netto di rottura, vediamo quanto sarà condizionante l'UDR, la
prigione che gli ha tessuto attorno al suo Governo e quanto sarà
forte la capacità di rottura da lei più volte annunciata e
dall'onorevole Mele tanto decantata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zanna. Ne ha
facoltà.
Le ricordo che il tempo a sua disposizione è di dieci
minuti.
ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
alimentare l'aspro dibattito che c'è qui questa sera e
rivolgendomi direttamente a parlamentari come l'onorevole
Granata, vorrei spiegare perché noi abbiamo presentato una
mozione in tempi non sospetti, la 248...
FLERES. (Interruzione).
ZANNA. Onorevole Fleres, non è che lei vuole approfittare che
non c'è l'onorevole Presidente Cristaldi e fa il "Pierino" della
situazione? Ho detto come l'onorevole Granata.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, taccia.
ZANNA. Visto che al contrario dell'intervento che ha fatto
l'onorevole Fleres, l'onorevole Granata si è posto in maniera
interrogativa e disposto ad ascoltare alcune argomentazioni.
Così, vorrei spiegare meglio rispetto al testo, del perché
in tempi non sospetti abbiamo presentato la mozione 248 per
chiedere la sospensione del provvedimento fatto dall'onorevole
Croce, dal governo Drago, il nuovo provvedimento, il secondo
provvedimento di nomina ai vertici dei Beni Culturali.
Dico subito che la mozione presentata non è superata per
quanto mi riguarda dalla scelta che ha fatto il nuovo assessore
ai Beni Culturali, onorevole Morinello, di congelamento delle
nomine effettuate.
Questo atto dell'onorevole Morinello, che apprezziamo e
condividiamo ovviamente, è un atto dovuto, ma non basta, perché
bisogna non sol congelare ma revocare definitivamente e
rispettare le indicazioni di questo Parlamento.
Perché abbiamo presentato la mozione 248? Perché dopo il
voto del 29 luglio del 1998, quando votando una mozione, tre
mozioni insieme che chiedevano il ritiro delle nomine della prima
ipotesi di nomine fatte dal governo Drago sui Beni culturali,
nomine che abbiamo definito allora scandalose, lottizzate e
punitive nei confronti di alcuni funzionari e fuori legge, il
Parlamento approvando quella mozione che chiedeva la revoca, dava
anche delle indicazioni sulle nuove nomine. E, così il Governo
Drago, su indicazione dell'assessore Croce, avanzò, propose e
decise la seconda ipotesi. Onorevole Fleres, non si tratta di
rotazione che, tra l'altro, non è prevista da nessuna legge, come
lei, invece, ha detto nel suo intervento ma delle vere e proprie
nomine perché in quasi tutte le sovrintendenze, per fare un
esempio, soltanto tre sovrintendenze hanno sovrintendenti
effettivi, gli altri sono tutti facenti funzioni e non essendo
direttori - ecco perché non è una rotazione, tra l'altro, ma
personale scientifico specializzato - altre norme che esistono
per altri funzionari non sono perseguibili. Ma. vorrei
aggiungere, vorrei ricordare che a quel tempo nel Governo Drago
si aprì un vero e proprio mercato di queste nomine che
sicuramente nella seconda stesura erano meno vergognose della
prima solo per il motivo che non contenevano provvedimenti
punitivi.
Dicevo che, comunque, questa seconda ipotesi era un'ipotesi
nuovamente fuori le norme della nostra Regione a partire dalla
mozione approvata il 29 luglio 1998 che vorrei in questa sede
riprendere. La mozione approvata da questo Parlamento diceva che
non bisognava procedere all'esecuzione di quel provvedimento,
cioè della prima, a definire una nuova ipotesi di incarichi
seguendo rigorosi criteri di professionalità, conoscenza del
territorio, competenze specifiche e capacità manageriale oltre al
rispetto rigoroso di tutti i requisiti di legge a procedere al
bando ed all'espletamento di concorso relativo alla copertura dei
posti presenti in organico a sin quando anche il reclutamento di
nuovo personale altamente qualificato di cui le sovrintendenze
hanno grande bisogno, e a sollecitare la discussione e il varo di
organici disegni di legge per il riordino dell'intero settore.
Questo non è stato fatto e si badi bene, onorevoli colleghi, che
rimane l'impegno e la determinazione riproposta, anche stasera e
detta in quella discussione, della necessità di procedere a
queste nomine. Perché la legge non è rispettata, onorevoli
colleghi? Non è rispettato l'articolo 19 della legge n. 116 del
1980 che prevede la conferenza dei sovrintendenti mai convocata
da quel Governo per discutere la proposta di nomine. Guardate che
questa strada di non convocare la conferenza dei sovrintendenti
fu seguita da precedenti governi che tentarono di nominare altri
sovrintendenti e fu bocciata alla Corte dei Conti in una sentenza
con un suo parere il 3 luglio 1995. O, ancora, altre norme non
applicate.
Onorevoli colleghi, alcuni funzionari e tecnici della nostra
Regione non avanzarono richiesta, non presentarono la domanda
dopo la circolare dell'onorevole Croce perché non avevano i
requisiti previsti da quella circolare e, giustamente, non
presentarono la domanda. Altri funzionari, invece, pur non
essendo in possesso di quei criteri presentarono la domanda e fu
posto all'Avvocatura dello Stato un quesito sul comportamento da
adottare. Ci fu quel quesito, ma siccome quel quesito non
convinceva, non conveniva all'Amministrazione secondo il disegno
che aveva per fare delle nomine, quel parere dell'Avvocatura fu
accantonato e non fu preso in considerazione.
Ancora. Chi ha valutato i titoli così come prevede la legge,
rileggo l'articolo 19 della legge n. 116 del 1980: "l'incarico di
sovrintendente è conferito dall'assessore regionale ai beni
culturali, sentita la Conferenza dei sovrintendenti di cui
all'articolo 15 - ripeto, mai convocata - e previa delibera della
Giunta regionale, a un dirigente tecnico con almeno 15 anni di
servizio nella carriera sulla base di una valutazione globale
degli incarichi svolti e dei titoli posseduti, nonché di
eventuali pubblicazioni scientifiche nei settori cui si riferisce
l'incarico".
Bene, pongo qualche domanda, onorevoli colleghi. Qual'è la
Commissione che ha valutato questi titoli scientifici? Dov'è la
tabella con i punteggi da attribuire ai singoli titoli? Dov'è la
graduatoria che ha definito, poi, e sulla qual si sono decisi gli
incarichi? Quali sono i parametri utilizzati? Quali sono i
criteri trasparenti ed imparziali seguiti? Queste sono alcune
delle norme non rispettate in quella ipotesi di incarichi
stabilita dal Governo Drago.
Allora, concludendo, onorevoli colleghi, noi siamo per
andare oltre, non solo il congelamento stabilito dall'onorevole,
nuovo assessore, Morinello, ma dalla revoca totale del
provvedimento. Anche perchè, ripeto, occorre non solo rispettare
la legge, occorre rispettare i contenuti della mozione approvata
da questo Parlamento, occorre definire cose importantissime, il
concorso per dirigente superiore di questa Regione, anche per
permettere - è in itinere ormai quasi definitivo, manca ormai
soltanto la comunicazione agli interessati - anche perchè bisogna
scegliere nella platea giusta ed opportuna gli incarichi da dare
e non escludere alcuni solo perchè un conflitto di interesse tra
l'Assessorato ai beni culturali e quello alla Presidenza non
permette la giusta nomina di dirigente superiore nel settore dei
beni culturali.
Ed io ritengo, non a caso ho presentato un emendamento alla
mia mozione, che sia necessario anche istituire per legge il
corpo ispettivo nei beni culturali per permettere anche di avere
altre responsabilità e scegliere con maggiore capacità e maggiore
professionalità.
Comunque - ed ho concluso - ritengo che bisogna fare in
tempi rapidi, perchè la fibrillazione introdotta dal Governo
Drago, che poi non è riuscito a portare in porto una scelta
ripeto giusta e condivisibile quella di dare finalmente ai beni
culturali stabilità e responsabilità ed una gestione quindi
capace e competente dei beni culturali bisogna portarla avanti in
tempi rapidi.
E così come per altri provvedimenti che per settimane e mesi
sono stati bloccati in questa Aula dalla precedente maggioranza
che non ha avuto la forza di portare avanti i propri presupposti
e spesso ahimè propagandistici obiettivi di riforma e di
modernizzazione anche questo obiettivo e riforma dei beni
culturali dovrà essere questa nuova maggioranza di
centro-sinistra a portarla avanti ed a definirla, ma soprattutto
e unicamente nel rispetto della legge; questo non è stato fatto
dal precedente Governo, è necessario farlo adesso e subito, ma
nel rispetto delle nostre leggi.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, volevo dire ai sensi di legge all'onorevole
Mele che ha detto tante inesattezze, ma si è sommato
all'onorevole Mele l'onorevole Forgione e credo anche l'onorevole
Zanna quindi rispondo a tutti e tre in un colpo solo quando
afferma - l'onorevole Mele - proprio e non conosce, perchè qui
bisogna andare proprio alla verità non conosce la direttiva del
'97 della Giunta regionale e, proprio ai sensi di legge, non
conosce la legge. Ma questo ne farò un fatto personale, darò una
bella memoria all'onorevole Mele, all'onorevole Forgione,
all'onorevole Zanna, quando parla che il tutto è stato fatto non
so come in violazione della legge con lottizzazioni, con
ripartizioni e fatti su cui non so quale misura sta avendo la
questione dei beni culturali.
Questa sera velocemente, anche perchè sicuramente mi
toglierà la parola perchè non riesco a dire tutto in cinque
minuti, perchè mi sono preparato bene in cinque minuti, ma cinque
minuti caro Presidente sono poca cosa rispetto agli argomenti e
l'argomento così importante come i beni culturali da dove il
Governo proprio nelle dichiarazioni programmatiche non fa cenno,
e qui l'onorevole Zanna adesso parla dei beni culturali come
qualcosa che bisogna non so determinare quale svolta il Governo
non ne parla.
Onorevole Zanna tante parole, ma alla fine la sostanza io
non l'ho vista, le proposte non so a chi le ha fatte e di che
cosa parla quando parla anche di provvedimenti che non trovano
posto nell'ambito della disposizione e della direttiva, quando
parla della conferenza dei sovrintendenti che si è fatta, tutta
la procedura è stata rispettata come vuole la legge e come vuole
la direttiva del '97 della Giunta dove ero Assessore il
Presidente qui presente l'onorevole D'Andrea e quella direttiva
era e rimane il punto fermo di tutta la vicenda dei beni
culturali e delle nomine e allora io intendo leggere questa cosa
perché desidero consegnarla a questa Assemblea e quindi a questo
Presidente.
L'annunciato ritiro da parte dell'Assessore regionale per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione dei
provvedimenti assessoriali di conferimento degli incarichi ai
vertici delle Sovrintendenze, musei, biblioteche, gallerie,
centri regionali costituisce certamente, ove ce ne ne fosse stato
il bisogno, il più chiaro biglietto di presentazione di questo
Governo e dei suoi componenti.
Senza alcun rispetto per le procedure di legge e
regolamentari e rispondendo unicamente a prevenute logiche di
appartenenza partitica, l'intero nuovo schieramento
politico-governativo regionale, appena insediatosi, caro
Presidente, ha somministrato la sua purga, oppure la medicina
amara, come la chiama il Presidente e allora il ritiro di tutte
le nomine e di tutti gli incarichi attribuiti dal Governo Drago.
Non si è preoccupato minimamente questo Governo di inserire
una sola virgola, una sola parola per la difesa e la
valorizzazione del patrimonio culturale siciliano nelle proprie
dichiarazioni programmatiche, ma con molta attenzione e
precisione ha colpito al cuore la precedente gestione sospendendo
tutte le nomine.
Sono stati così bloccati tutti gli iter amministrativi
pendenti nei diversi uffici ed organismi con le conseguenze che
non è difficile immaginare sul piano amministrativo e sul piano
operativo. Né è valsa la sua osservazione, onorevole Presidente,
che gli indicati ritiri dovevano dispiegare i loro effetti
unicamente sui procedimenti in corso.
Vi è chi è stato, invece, più bravo di lei, signor
Presidente, provvedendo immediatamente a chiedere, addirittura,
il ritiro di provvedimenti già decretati e che allo stato si
trovavano all'esame della Corte dei Conti, organo questo che deve
essere sembrato, a chi per la prima volta nella nostra Regione
disimpegna attività di Governo, del tutto inutile e superfluo se,
ad esempio, l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione ha chiesto il ritiro di
tutte le nomine decretate per i vertici degli uffici tecnici
dell'Assessorato prima ancora dell'espressione del parere della
Corte.
Non si è minimamente guardato a quanto la gestione
precedente avesse compiuto in termini di operatività, recupero
dei rapporti con gli organi centrali dello Stato per proseguire
ed intensificare le iniziative, recupero dei rapporti sindacali,
gestione del personale, definizione di concorso per dirigenti
superiori tecnici, per definire gli iter e gli aspetti
amministrativi ma si è preferito ritirare quello che è sembrato
il cuore della gestione amministrativa, della amministrazione.
Un così democratico atto è stato giustificato con una
pretesa di riesaminare le posizioni di candidati per valutarne
meglio le capacità e la professionalità. Ma sospettiamo anche le
appartenenze politiche.
Mi dispiace dovere consegnare l'intervento e non leggerlo
qui in Aula ma ci sono delle cose estremamente interessanti che
chiederò all'Assessore, onorevole Morinello, attuale Assessore
per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione.
Bene, tutto quanto rientra nell'ambito di una gestione di
potere che francamente è un atto inqualificabile, è un atto
indegno, debbo dire, perché ritengo la procedura è stata adottata
confortata dai dirigenti massimi delle istituzioni siciliane,
dalla direzione e dagli apporti tecnici e da esperti che hanno
valutato positivamente quella procedura e quelle finalità. Tutto
è stato calato nella legge e quindi nessuna violazione e nessuna
incongruenza, soltanto fatti politici possono alimentare
situazioni del genere.
Per la prima volta un Governo, il Governo Drago, aveva messo
mano su una questione importantissima collegando le istituzioni
periferiche a quelle centrali. Questo era l'atto più importante
che il Governo Drago ha fatto e nella qualità come Assessore.
Quindi per quello che mi riguarda non solo ho le carte a posto ma
ho la coscienza a posto per avere operato nel senso e nel
rispetto della legge.
Quindi, amici miei, i cittadini ci ascoltano e sanno in
questo momento chi dice la verità e chi non dice la verità e
vedrete alcuni di voi che erano con noi nel passato Governo hanno
sposato quelle cause e sono anche loro responsabili di un atto
importante e che oggi forse vogliono fare fallire.
Andate avanti su questa strada, non troverete né consensi né
solidarietà.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, a me pare
che si stia facendo un grande parlare su cose che sono
legittimate già, che sono già avvenute. Il Governo Provenzano ha
ritirato in Commissione i provvedimenti adottati dalla Giunta
Graziano sulle nomine; le ha ritirate; stia zitto e non parli; è
verbalizzato in prima Commissione mentre Lei faceva finta di fare
l'Assessore per il lavoro.
BRIGUGLIO. Non offendere.
LA GRUA . Datti una calmata.
CINTOLA. Non ha motivo di smentire cose di cui Lui non è a
conoscenza.
BRIGUGLIO. Impara a fare il deputato. Non sai niente, non sai
fare il deputato.
CINTOLA. Ho detto 'ha ritirato in prima Commissione i
provvedimenti di nomina del Governo Graziano'.
Lei ha il dovere di consentirmi di parlare e di dire
all'onorevole Briguglio, che non ha mai parlato alla Sicilia, di
tacere stasera.
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.
CINTOLA. Impara a fare l'Assessore, a vergognarti di quello
che hai fatto a Messina; sei un fascista.
Il Presidente Provenzano ha ritirato in prima Commissione i
provvedimenti di nomina dell'onorevole Graziano. Siccome
l'onorevole Graziano non è in Aula, quindi non può difendersi....
Non capisco perché sulla richiesta fatta di una verifica ....
Presidente, io per parlare desidero dire se sto disturbando
qualcuno. Lei non mi può non consentire di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ascoltiamo l'onorevole
Cintola.
CINTOLA. Io non comprendo perché l'Aula non debba porre mano
ad una verifica e chiederla al Governo sulle nomine che sono
state fatte, perché se sono giuste e sono legittime e hanno tutti
i criteri, vengano confermate.
Se così non fosse che vengano ritirate, per motivazioni che
sono inerenti ai temi che la stessa Regione si è data con una
legge regionale che ha previsto determinati criteri. Certo non ha
previsto che il papà di qualche deputato del Polo diventasse il
16 di novembre (il giorno prima della caduta del Governo Drago)
diventasse consigliere di Amministrazione dell'Isef. Non ha
previsto che il protocollo col quale vengono mandate in prima
Commissione abbia un numero diverso perché a quel numero c'è una
lettera mandata per invitare un vetraio a venire a pulire i vetri
della Regione. Non è previsto questo. Così come non è previsto
che i portaborse dei coordinatori o le mogli dei portaborse o i
segretari particolari degli assessori regionali diventino membri
della Commissione provinciale del turismo con nomine fatte
dall'Assessore senza che siano passati né dalla Giunta, né dalle
Commissioni, queste cose non erano previste. Ed allora io chiedo
su queste cose di fare e di chiedere al Governo una verifica
forte perchè possano essere evidenziate.
Io mi auguro che irregolarità non ce ne siano. Siccome
l'onorevole Forgione dice che se c'è l'UDR c'è il passato e non
c'è il futuro, io che sono dell'UDR chiedo limpidamente che
vengano fatte delle verifiche puntuali su tutti i nomi, sull'iter
fino in fondo, sui curricula e se hanno il diritto di essere
nominati hanno ragione, il Governo ha ragione a lasciarli e, se
questo diritto non c'è, il Governo ha il dovere di revocarli, non
per pastette e non per gli inciuci annunziati su pro bono pacis,
ma su una verifica che sia legittimità concreta, reale e leale.
Per cui io dico all'Onorevole Mele, firmatario della mozione di
revoca dei provvedimenti di nomina dei Direttori regionali, che
io appongo la mia firma sulla sua stessa mozione se aggiungiamo
che il Governo è impegnato a verificare tutte le nomine fatte nel
breve periodo, cioè di nomine che non siano state insediate, che
non abbiano prodotto già effetti determinati guardandone la
efficienza, la capacità e il rituale asservimento a quelli che
sono i dettami della legge; con ciò rendendo all'Assemblea un
diritto: quello di una verifica al Governo non una rottura chissà
di che cosa, ma ad un obbligo che il Governo ha di comprendere e
sapere, specialmente se negli ultimi tempi e nella foga di
perdere il potere e di diventare vedovi del potere, se non si
siano lasciati andare a qualche fans in più, a qualche clientela
in più, a qualche sconcio in più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
riportare il tenore della discussione ad alcuni argomenti che
sono stati ripresi, secondo me in maniera impropria, da molti
colleghi che mi hanno preceduto.
La mozione n. 275 alla quale io chiedo, Signor Presidente,
che venga aggiunta la mia firma, ha per oggetto la revoca della
richiesta del Governo regionale di ristrutturare la
documentazione relativa alle nomine di pertinenza della Regione,
perchè riteniamo essere un atto assolutamente non corretto,
traumatico addirittura, dei normali rapporti tra maggioranza ed
opposizione, quello di volere intervenire sulle nomine che il
Governo precedente ha esaminato ed ha operato.
In ordine a queste, alcuni colleghi sono intervenuti
assumendo dichiarazioni prive anche di riscontro
tecnico-giuridico, oltre che amministrativo. A questa mozione si
aggiunge altra mozione di altri deputati di Gruppi parlamentari
che invece insistono perchè questa revoca avvenisse e perchè la
revoca fosse anche estesa per quel che riguarda i provvedimenti
in materia di Assessorato ai beni culturali. Ebbene, io vorrei
ricordare all'Onorevole Mele, che allorquando a dimostrazione del
fatto che queste nomine non sono nomine corrette e si riferiva
per esempio alle nomine dei Direttori regionali, portava a
giustificazione del suo dire che la Corte dei Conti ha rimesso
delle sei nomine ben cinque per chiarimenti. Oltre al fatto che
la prassi dei chiarimenti è una prassi ormai quasi costante e che
anche i Direttori nominati in precedenza dallo stesso Governo
Drago erano prima salve oggetto di chiarimenti poi forniti
abbondantemente superati con la nomina quindi definitiva dei
Direttori generali e dei Direttori regionali, vorrei dire che i
chiarimenti, in ogni caso, sono un percorso, sono un passo di un
procedimento, non sono certamente dimostrativi di alcun tipo di
violazione e l'esempio che le ho fatto poco fa, che riguarda i
chiarimenti forniti in occasione di altri direttori poi
regolarmente vistati ne è la dimostrazione. Così come anche tutto
quel discorso che ha fatto l'onorevole Zanna quando parlava della
rotazione come un fatto che non è previsto dalla legge, dimostra
che in effetti non conosce anche i più elementari argomenti di
natura tecnica-giuridica e amministrativa, perché dovrebbe
sapere che la rotazione che è un atto fondamentale della buona
amministrazione, tutti i testi dallo Zanobini in poi, riferiscono
in maniera inequivoca che laddove c'è rotazione nel senso di
evitare il consolidamento di un potere in capo a un determinato
settore alla stessa persona per troppo tempo, è provvedimento di
buona amministrazione. La possibilità che i funzionari e i
dirigenti acquisiscano ulteriori capacità professionali di
esperienza in più settori dell'amministrazione è un principio di
buona amministrazione. Ecco perché la rotazione, pur non
essendo prevista da nessun atto normativo, è riferita invece da
tutti i testi di dottrina amministrativa come un principio
fondamentale di diritto amministrativo e di buona
amministrazione. Ecco perché addirittura, anche nel diritto
amministrativo, esiste l'istituto della violazione dell'eccesso
di potere per violazione dei principi di buona amministrazione.
Quindi, citare la rotazione come esempio negativo o
addirittura alla rotazione attribuire elementi di mercato, di un
mercato vergognoso, che l'onorevole Croce ha più diffusamente di
me chiarito, non essere mai avvenuto ma essere tutto avvenuto
nell'ambito e nell'alveo del rispetto delle leggi, delle
procedure, delle indicazioni fornite dai dirigenti e dal
direttore dell'Assessorato nel rispetto quindi delle leggi, sta a
dimostrare che si parla in maniera assolutamente astratta, in
maniera fumosa e a volte si parla senza sapere neanche quello che
si dice.
E poi l'onorevole Forgione che addirittura in questo
tourbillon di indicazioni che dà trascura il fatto particolare
che è proprio una quisquilia secondo lui, che è quello che questo
Governo vive grazie alla sua astensione, vive grazie al fatto che
lui si è assentato dalle votazioni per la Presidenza, vive grazie
al fatto che si allontana dall'Aula, vive grazie al fatto che
consente il numero legale. Però questo non conta, fa un discorso
fumoso, astratto, non si capisce bene quello che vuole dire,
dimentica il ruolo che fa scientificamente in Aula di stampella.
Ma, ribadisco, anche l'indicazione che ha dato il collega
Cintola quando parla che il Presidente Provenzano, all'atto
dell'insediamento, revocò le nomine del Presidente Graziano, dice
un'altra cosa errata. Nessuna revoca venne operata dal Governo
Provenzano, le nomine che vennero promosse da governi precedenti
a quello Provenzano, se furono bocciate o rivisitate, furono
rivisitate dalla maggioranza in Commissione, in Commissione non
mai con atto unilaterale del Presidente della Regione
direttamente che non sospende nulla.
Anche perché, vorrei ricordare a quest'Aula, che laddove le
nomine vengono emanate dalla Giunta, devono prima essere
esaminate, vistate, accertate, verificate dall'Ufficio della
Segreteria Generale. La Segreteria Generale ha il compito di
verificare se la nomina effettuata in favore di quel soggetto è
una nomina legittima perché quel soggetto ha i requisiti per
poter avere quella nomina. Laddove questo c'è, è l'Ufficio stesso
che trasmette alla Corte dei Conti o alla Commissione, questo si
trascura in maniera assoluta e si fa riferimento invece a un
accertamento che a questo punto non si capisce quale debba
essere, di quale ingegneria giuridica o forse politica si parla,
laddove già questo a monte la Segreteria generale già opera in
questo senso.
Fatte queste osservazioni diciamo di carattere tecnico e di
chioso alle osservazioni fatte impropriamente e in maniera
disavveduta anche sotto il profilo tecnico, giuridico e
amministrativo da molti colleghi che mi hanno preceduto, vorrei
fare un richiamo diverso. Io ricordo che nelle dichiarazioni,
onorevole Capodicasa, che lei ha reso in quest'Aula, lei ha
ricordato più volte di volere avere un atteggiamento e una
interlocuzione e un rapporto diverso con l'opposizione, ha
ritenuto di voler instaurare - a parole ha dichiarato questo - un
rapporto diverso con l'opposizione, un rapporto istituzionale
diverso, e questo chiaramente è un discorso che contraddice
apertamente un atto come quello di verifica di queste nomine in
commissione di accertamento e di sospensione e delle nomine della
Giunta in senso generale, e delle nomine proprie dell'assessore
ai beni culturali per quanto riguarda le Soprintendenze.
E allora, io mi attendo che, oltre al fare propria la
mozione che è stata presentata, oltre a fare proprie le
motivazioni che spingono alla revoca, alla richiesta di revoca di
questa restituzione degli atti, vi siano conseguenti alle sue
dichiarazioni, atti che portino effettivamente questo Governo con
i fatti a dimostrare una capacità di interlocuzione e di rapporto
istituzionale diversa con le opposizioni, partendo dalle
Commissioni e dall'Ufficio di Presidenza, oltre che - ribadisco -
dalla mozione di cui stiamo parlando oggi e da queste nomine.
Il parlarne in maniera impropria a compartimenti stagno
dichiarando disponibilità contraddette, mi sembra un discorso che
non possa essere assolutamente accettato e per il quale, voglio
ricordare ancora - e mi consenta l'ultima battuta rapidissima
l'onorevole Zanna - quando nella sua - mi consenta - farneticante
dichiarazione diceva "Tutti gli errori, tutte le cose che quella
vecchia maggioranza non ha fatto"; noi avremo questo compito
storico di fare, vorrei ricordargli che tutto quello che questa
maggioranza ha fatto lo ha fatto grazie ad un'opposizione
assolutamente responsabile che ha consentito di esaminare il
disegno di legge sugli enti economici che appartiene al Governo
Provenzano in primo luogo, che ha consentito le nomine della III
Commissione legislativa in primo luogo, ha consentito la
soluzione di tutti quei problemi che fino ad oggi l'Aula ha
dibattuto, grazie ad un comportamento che l'opposizione in
maniera costruttiva e proficua ha messo in atto, non certamente
in maniera demagogica, astratta o addirittura irresponsabile come
diverse volte nel passato si è verificato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
ha facoltà.
PROVENZANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io non
volevo intervenire in questo dibattito non perchè non concordi
nella maniera più assoluta con le mozioni presentate, ma perchè
credo, con molta sincerità, che revocare le nomine fatte da un
precedente Governo sia sicuramente - mi si consenta di dire - una
mancanza di stile del nuovo Governo. Cioè si revocano le nomine
che, per motivi gravi, non potevano essere fatte. E'
comprensibile revocare un qualcuno perchè ha avuto un
procedimento penale o perchè è platealmente inaccettabile, anche
perchè il Governo ha altri strumenti.
Io non vorrei che poi quest'Assemblea oltre ad avere alcune
distinzioni partitiche avesse anche altri tipi di distinzione;
allora, onorevole Cintola, quando lei porterà la lettera con la
quale io revocavo le nomine, crederò a quello che lei dice.
Perchè, vede, un Governo ha la possibilità di non procedere alle
nomine senza con questo revocarle. Ed è quello che fece il mio
Governo, quello che feci io, cioè nel senso che esiste una
commissione, era sufficiente che la commissione bocciasse le
nomine, o che la commissione no non bocciasse le nomine ma non
desse la maggioranza a quelle nomine per consentire al Presidente
della Regione di ritenere che quelle nomine non avessero la
maggioranza in una commissione legislativa. Questo è un sistema
con il quale un governo, nell'assoluto rispetto della democrazia,
può non procedere ad alcune nomine, ma mai revocarle.
Allora, e qua intervengo perchè credo - e non voglio entrare
nel merito specifico - che sicuramente revocare le nomine sia un
atto quanto meno di brutto stile di governo, che la democrazia
consente nel momento in cui cambiano le maggioranze nelle
commissioni di far bocciare quelle nomine, o di far sì che quelle
nomine non abbiano la prosecuzione così come la legge consente,
ed a quel punto non dare corso. Questo è stato fatto, onorevole
Cintola, dal mio Governo ma non ho mai revocato le nomine, perchè
è un problema di stile onorevole Cintola, che lei dovrebbe
imparare in quest'Aula ad avere almeno un poco.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, purtroppo assisto sempre in maniera
attenta ai dibattiti e devo dire che su questa vicenda
l'onorevole Provenzano mi ha preceduto, proprio perchè avrei
voluto dire anch'io questa parola. Penso che ci sia una caduta di
stile, e andrei anche oltre.
Ritengo che non si voglia, allora, far rispettare ciò che in
effetti il Regolamento dell'Assemblea offre e ciò che noi in
prima Commissione, e l'onorevole Cintola era presente, abbiamo
fatto bene o abbiamo fatto male, non lo so, però abbiamo
approvato una legge, la legge n. 19 i requisiti delle nomine,
proprio perchè ci si era resi conto che alcune volte tanta gente
veniva nominata e aveva più incarichi, proprio perchè tanta gente
veniva nominata e non aveva i requisiti. E allora si è fatta una
norma molto più restrittiva, e l'ha fatta non certamente il
Governo, l'ha fatta - se non ricordo male - in prima Commissione
più l'opposizione che la maggioranza. E' stata voluta
dall'onorevole Guarnera, è stata voluta dall'onorevole Piro, è
stata voluta da tutte queste persone che, giustamente, ritenevano
che in questa Assemblea i governi nominavano persone che non
avevano molte volte i requisiti per andare a ricoprire quel
ruolo.
E allora io mi domando, signor Presidente, ma, allora, che
l'abbiamo fatta a fare quella norma? L'abbiamo fatta perchè non
deve servire più o perchè deve essere una norma che bisogna
applicare e che quindi c'è la sede istituzionale per vagliare chi
è stato nominato, se è stato nominato legittimamente e se ha i
requisiti per ricoprire quel ruolo? Io penso che quella sia la
sede e ritengo che sia solamente quella la sede. Se poi il
Governo ritiene di rientrare nel merito sulle nomine perchè
ritiene che erano nomine che non si potevano fare o vi erano dei
limiti del Governo dimissionario.
Allora, signor Presidente, mi creda, non esiste un limite
entro cui un governo dimissionario si può muovere. Ci sono dei
precedenti anche a livello nazionale. Il sottoscritto in Giunta
ha chiesto - e c'è agli atti nel verbale - quali erano i limiti
entro cui ci si poteva muovere. Ebbene le posso dire che la
straordinarietà di un atto, o la ordinarietà di un atto è
veramente difficile stabilirla. E allora su questo io la invito
per una questione di non caduta di stile - e so benissimo che lei
non è il tipo, anzi il suo Governo auspico che non cada di stile
tutto intero - in una situazione che certamente ha degli organi
istituzionali che devono vagliare queste nomine e che è corretto
che ciò si faccia. Ma certamente che non si vada oltre, perchè
altrimenti verrebbe meno una legge che è stata voluta proprio per
dare alla prima Commissione un ruolo importante, certamente non
proposta dal Governo, allora, ma proposta e rivoluzionata
correttamente, anzi è troppo restrittiva, comunque quella norma.
La invito a rivedere alcune cose di quella norma perchè
abbiamo combinato anche lì qualche errore. Oggi non si possono
nominare alcuni revisori dei conti - e lei se ne renderà conto -
quelli che istituzionalmente nomina il bilancio, perchè già hanno
degli incarichi e non ne possono avere altri. Però le norme
regionali dicono che effettivamente il bilancio deve nominare
persone del bilancio revisori dei conti. Non ci sono più persone
che hanno i titoli in quanto hanno più incarichi e la legge li
blocca.
A questo punto concludo, onorevole Presidente, e auspico che
lei effettivamente possa rivedere e proporre ad entrambe le forze
politiche ed anche io per la mia parte a Fleres, ognuno ritirare
queste mozioni, e faccia Lei bene la proposta che sia la
commissione, che istituzionalmente é pronta per farlo, a valutare
che é giusto che ha i titoli che vada avanti, chi non é giusto
che torni indietro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Drago. Ne ha
facoltà.
DRAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, io credo, per lo meno spero, che il
dibattito che si sta portando avanti attorno alle mozioni
presentate, sia un dibattito serio, nel senso di riconoscere in
ciascuno degli interventi la buona fede e, comunque, la coerenza,
rispetto alle cose che si dicono poi relativamente alle cose che
si fanno.
Certo, per fare questo avremmo probabilmente dovuto
attendere qualche mese, per vedere se questa maggioranza e questo
Governo e lei onorevole Presidente, alla prova dei fatti
dimostrerà la coerenza rispetto alle cose che oggi si richiedono.
Certo, onorevole Zanna, nel momento in cui lei mi parla di
soprintendenti di beni culturali e la sua maggioranza e lei
proprio sui beni culturali esordisce con la sanatoria nella Valle
dei Templi, mi sembra un po' poco coerente.
ZANNA. Onorevole Drago, dove le ha lette queste cose?
DRAGO. Lei è in difficoltà, stia zitto, è in difficoltà.
Se vogliamo affrontare le cose con grande serietà, io sono
d'accordo. Allora onorevole Capodicasa, lei ha un solo modo per
dimostrare di affrontare con serietà la problematica relativa
alle nomine, sia quelle che sono state fatte, che devono essere
vagliate, se rispondono ai criteri previsti dalla legge; se non
rispondono ai criteri previsti dalla legge io sono il primo a
chiedere di revocarle, se rispondono ai criteri previsti dalla
legge non c'é motivo, non c'é ragione, onorevole Provenzano,
soltanto una caduta di stile potrebbe determinare la revoca di un
atto legittimo.
Anche perché, vedete, tante volte si parla senza sapere
nemmeno ciò che si dice, anche perché non si sa nemmeno tante
volte di che cosa si parla. Qualcuno ha parlato anche sui
giornali delle USSL, dei direttori generali delle USSL, ma il
Governo Drago non ha nominato nessun nuovo direttore. Semmai la
legge prevedeva che dopo un certo periodo ci fosse una
commissione che, finalmente, valutava l'operato dei direttori
generali; la commissione ha finito la valutazione; noi abbiamo
confermato le cose che ha detto la commissione.
Il nuovo Governo intende rivedere questa decisione? ma lo
faccia, lo faccia, trovi le motivazioni, lo faccia pure
L'importante é - questo é il ragionamento serio - che non siano i
migliori e senza tessere soltanto quelli nominati da questa
maggioranza e lottizzati ipocriti e i peggiori quelli nominati da
maggioranze diverse.
Allora ci stanno i criteri, c'é una norma. Se ritenete e il
Governo volesse dare o la prima commissione, tanto c'é anche la
Corte dei Conti che tante volte boccia alcune nomine perché non
sono fatte sulla base dei criteri, bene. Allora si vuole
valutare? Lo si faccia
Veda, il risalto che è stato dato a questa materia è dovuto
al risalto che il Governo, e quindi anche la stampa, ha dato a
questa materia.
Se probabilmente il Governo avesse detto tutte le nomine che
sono state fatte comunque dovranno essere vagliate dalla
Commissione competente e poi dagli organi di controllo e
seguiranno l'iter che devono seguire; per cui se c'è uno che non
ha i criteri, onorevole presidente della Regione, le chiedo io di
revocare quel nominato che non ha i criteri, non ha i requisiti.
Però, qui dobbiamo essere anche seri e se vogliamo essere seri
dobbiamo anche fare un passo in avanti.
Io sono d'accordo con l'onorevole Forgione nel momento in
cui sollecita questo Governo, lo faccio anch'io; non ci siamo
riusciti con i precedenti governi, l'Assemblea non ce l'ha
concesso, ma anche noi abbiamo la nostra responsabilità, ma anche
voi che prima eravate opposizione avevate delle vostre
responsabilità. Non siamo riusciti a fare la riforma della
Pubblica Amministrazione, a fare in modo che si possano nominare
manager dall'esterno, separare la funzione della programmazione
da quella di governo.
Bene, io sono d'accordo, se volete, nell'accettare la
mozione dell'onorevole Forgione e dire entro trenta giorni
presentate la riforma della Pubblica Amministrazione, ma andiamo
ancora avanti se vogliamo essere seri. Tutti abbiamo scritto sui
giornali e ci siamo beati di avere sciolto gli Enti economici ed
abbiamo fatto bene perché li abbiamo sciolti.
Facciamo un passo in avanti se ci state e votiamo qui che
entro trenta giorni sciogliamo i consorzi di bonifica, sciogliamo
l'ESA, sciogliamo l'Istituto Autonomo Case Popolari, eliminiamo
questo sperpero e questo malaffare, perché la memoria storica
della corruzione del malaffare in Sicilia, se avete il
coraggio...
FORGIONE. E' quello che ha fatto lei, onorevole Drago.
DRAGO. Benissimo, onorevole Forgione, siamo d'accordo con lei.
Questa è la sfida che lanciamo a questa maggioranza se ci state.
Noi siamo disponibili a lavorare notte e giorno anche prima
del bilancio o subito dopo il bilancio, se ancora ci sarete, ma
comunque siamo disponibili e vi lanciamo questa sfida.
Sciogliamoli i consorzi di bonifica, subito, immediatamente.
Sciogliamoli, decentriamo i compiti che oggi hanno gli
Istituti Autonomi Case Popolari alle province ed ai comuni,
istituiamo gli assessorati alla casa, eliminiamo e sciogliamo
l'EAS(Ente Acquedotto Siciliano), facciamo qualcosa di serio per
questa nostra Regione.
FORGIONE. Vedo che all'opposizione lei è bravissimo, onorevole
Drago.
DRAGO. Benissimo. Onorevole Forgione, la verità è che non
passerà alla storia per queste cose.
Allora, onorevole presidente della Regione, noi siamo qui a
testimoniare la nostra voglia di modernizzare la nostra Regione,
di eliminare gli sprechi e di fare in modo che ci siano regole
che ci consentano di mettere a capo, sia dell'amministrazione
regionale che degli eventuali enti che dovessero rimanere
all'interno di questa Regione, gente seria e qualificata, per
questo se lei andrà avanti in questa direzione avrà anche il
nostro appoggio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era naturale
che il dibattito si sovraccaricasse di questioni di carattere
politico, però ci vuole anche un po' di decenza per certe
questioni.
Io qui voglio subito porre e dare un'assicurazione
all'onorevole Drago che con tanta enfasi ha detto che è
disponibile ad una politica di ammodernamento della Sicilia.
Le posso assicurare, onorevole Drago, che il primo punto
questo Governo lo ha segnato.
Gli Enti economici regionali sono stati sciolti, mi auguro
che lei e la sua maggioranza tra qualche ora, quando daremo il
voto finale, sarà presente in Aula e darà il voto per lo
scioglimento degli Enti economici regionali. E' un punto
fondamentale.
C'è stata una maggioranza che per due anni e mezzo non ha
affrontato la questione, l'ha rinviata regolarmente, ci sono
state crisi minacciate all'interno dell'Aula, un punto è segnato.
Per quanto riguarda il resto, lei conosce gli undici punti
formulati, nelle dichiarazioni programmatiche, da parte
dell'onorevole Capodicasa, posso assicurarle che sulla base di un
corretto rapporto parlamentare, anche con le opposizioni,
riteniamo sia utile andare avanti in quella strada.
Proprio per questo, onorevole Presidente della Regione, che
io voglio qui senza enfasi, senza polemica, senza spirito di
contrapposizione, fare insieme al Parlamento un ragionamento e
una valutazione.
La prima è questa: ho letto con attenzione la mozione
presentata dall'onorevole Fleres e da altri parlamentari del
Polo, si chiede che il Presidente della Regione revochi un
provvedimento - una semplice lettera - con il quale in questo
momento il Presidente della Regione, onorevole Capodicasa, ha
chiesto una sospensione per una valutazione più attenta delle
nomine effettuate dal precedente Governo. Lo ha fatto questo in
rispetto della volontà del Parlamento, voglio ricordare a tutti i
colleghi parlamentari che questo Parlamento nella seduta del 29
luglio, diede un orientamento al Governo regionale, orientamento
che è stato regolarmente disatteso, cioè si è esercitata una
funzione in disprezzo del Parlamento regionale da parte degli
atti del Governo e non era neanche la prima volta.
Non voglio qui ricordare una vicenda che ha investito il
dibattito in Parlamento a proposito della nomina del Commissario
del Parco delle Madonie. Anche in quella occasione il Parlamento
votò una mozione contraria, quella nomina non fu avallata dal
Parlamento e comunque il Governo di centro destra in disprezzo
della volontà del Parlamento procedette lo stesso alla nomina del
sig. Belli che notoriamente non aveva nessun requisito rispetto
alla legge. Nessun requisito rispetto alla legge
Quando faccio l'invito ai banchi della destra di avere un
atteggiamento tollerante, lo dico soprattutto perché non è
possibile che voi ripetutamente interrompiate gli interlocutori
che discutono sulle stesse materie delle quali voi siete
interessati.
Nello stesso tempo noi abbiamo avuto il 28 ottobre, il 2
ottobre e il 12 ottobre, tre mozioni presentate da diversi gruppi
parlamentari che chiedevano una discussione in Aula che avevano
comunque tutti lo stesso filo conduttore: le nomine effettuate
dal Governo Drago erano non solo in violazione di norme ma in
disprezzo di mozioni approvate dal Parlamento.
Penso che il Governo Capodicasa abbia fatto bene, non sono
perché si proceda alla revoca, ma in questa materia si abbia
l'adeguata prudenza che compete ad un Governo, fatte le nomine si
tratta di sapere se quelle nomine sono conformi alla legge e si
tratta di sapere se quelle nomine sono conformi alla volontà del
Parlamento. Se è vero che dentro la mozione dell'onorevole
Forgione, onorevole Drago vengono citati casi di parenti di
parlamentari, di parenti di parlamentari nazionali, di parenti di
responsabili regionali di forze politiche, la parentela non è un
requisito. Sono stati nominati parenti di parlamentari, se sono
vere queste cose come è scritto nella mozione è una corretta
votazione quella di potere permettere al Parlamento di fare un
esame delle proposte formulate.
Pertanto si potrebbe evitare, onorevole Virzì di nominare i
propri parenti, non penso che soltanto i nostri parenti hanno
competenza ed è esattamente il contrario rispetto a quello che
dice lei.
Tuttavia esiste un precedente che veniva indirettamente
confermato da parte del Presidente della Regione, onorevole
Provenzano, quando stasera ha detto che è vero che si è recato in
I commissione, dando sostanzialmente ragione all'onorevole
Cintola, nel senso che le nomine fatte dal Governo Drago ebbero
un voto contrario della I Commissione e poi l'onorevole
presidente della Regione ha detto che quelle nomine si fecero
lentamente morire.
Voglio ricordare all'onorevole Provenzano che anche li ci fu
un doppio metro perché in occasione delle nomine dei manager per
le USL, anche quelle ebbero il voto contrario della Commissione e
comunque il Governo di centro-destra anche in presenza di un voto
contrario della Prima Commissione procedette alla nomina ed
all'insediamento dei direttori generali delle USL.
Pertanto, mi pare ovvio che ci sia una linea di prudenza,
invito il Governo ad andare avanti, inviterei l'estensore delle
mozioni ad una riflessione, visto che il Governo ha già proceduto
nel senso di sospendere le nomine per un esame più approfondito,
sono dell'avviso che l'atteggiamento del Governo è prudente e di
garanzia per l'intero Parlamento.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione..Signor Presidente, sarò
breve perchè concordo con i colleghi che hanno sostenuto che
probabilmente questa materia è stata sovraccaricata di
significati ed - a mio avviso - invece occorre riportare alle sue
giuste dimensioni l'atto che la Giunta di Governo ha inteso
assumere.
Da un lato vorrei sgomberare subito il terreno da alcune
affermazioni inesatte che sono state portate a sostegno delle
argomentazioni sia della mozione a firma onorevole Fleres ed
altri ed anche da interventi che qui si sono succeduti, anche se
da non firmatari della mozione.
Vorrei ricordare, non lo faccio per polemica, ma visto che
questo viene addotto come motivo, a cagione della critica e
quindi la proposta di revoca della nota che ho inviato alla
Commissione Prima, devo dare subito comunicazione all'Aula che
prima di inviare quella nota ho esperito le necessarie ricerche
per vedere se esistessero dei precedenti, perchè dal punto di
vista tecnico-procedurale era opportuno che si verificasse se vi
erano dei precedenti, anche se non è per nulla impedito da
nessuna norma giuridica nè tanto meno di regolamenti di qualsiasi
natura che il Governo nella sua continuità adotti provvedimenti
che vadano a revisionare le scelte che ha fatto, visto che di
continuità amministrativa si parla.
Ebbene, ho trovato un precedente che non è molto remoto, non
risale a tanti anni fa, risale a pochi mesi fa, l'onorevole
Drago, Presidente della Regione, nessuno vi prego mi dica che non
1 vero perchè ho le carte qui, quindi le posso subito far
portare, adottò un provvedimento per la verità limitato nel
numero non si trattava tanto di revoca, una nota con cui chiedeva
alla Commissione, al Presidente dell'Assemblea che poi la
trasmise alla Commissione, di riavere indietro i fascicoli
relativi ad alcune nomine che erano state adottate dal Governo
Provenzano. La Commissione rispose positivamente, lo dico perchè
anche il Presidente dell'Assemblea nel ricevere la nota del
Governo aveva obiettato sull'opportunità della procedura ed
abbiamo fatto osservare che ci eravamo comportati così come
precedentemente era stato fatto.
Ma la limitatezza del numero delle nomine di cui si chiedeva
la restituzione, poi francamente, onorevole Drago non sono andato
a vedere se sono state riconfermate o no, non l'ho fatto perchè
in fondo a quel punto era solo marginale il problema, in fondo
aveva solo così una ragione di essere nel fatto che la quantità
di nomine fatte dal Governo precedente erano di ben altra
consistenza.
Non poteva essere un provvedimento mirato. Quelle tre,
quattro, cinque, sei nomine che potevano non avere i requisiti e
di cui si voleva vagliare preventivamente, magari, la
compatibilità con le norme di legge, ma essendo in questo caso in
presenza, di fronte a nomine massicce che riguardano centinaia di
casi, credo che lo possiamo senz'altro affermare, si tratta di
centinaia di nomine che non sono state adottate nell'arco di sei
mesi ma nell'arco dell'ultima settimana.
Proprio perché si trattava di molti casi e che non avevamo
il tempo, noi ne abbiamo discusso in Giunta, onorevole Lo Giudice
lei ricorderà, non avevamo il tempo di fare una preventiva
verifica perché si trattava di molti casi e che probabilmente un
ritardo avrebbe comportato, in virtù del silenzio-assenso, il
passaggio delle nomine in Commissione senza che ci fosse un ....
LA GRUA . Ma non vanno in prima Commissione quelle nomine
della Commissione?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Alcune si
Infatti il provvedimento ha carattere generale. Abbiamo
parlato di provvedimento di carattere generale e proprio perché
generale ha il valore che noi abbiamo voluto dare, cioè quella di
una sospensione per fare una verifica che abbia il carattere che
nella motivazione con cui la Giunta ha deliberato abbiamo messo,
cioè una verifica dei requisiti, delle compatibilità di legge e
della opportunità di alcune di questa nomine. Perché mi pare
chiaro che una cosa è la nomina nel comitatino periferico
dell'Amministrazione, altra cosa è una nomina dove il rapporto di
fiducia tra il Governo che le nomine e a chi viene attribuita la
responsabilità di rappresentare il Governo in quell'organismo
deve essere intessuto.
Con questo non sto affermando che da parte del Governo della
Regione nell'esaminare, nel verificare i titoli, le compatibilità
adotterà un provvedimento generalizzato solo perché sono state
nomine fatte dal precedente Governo. Incorreremmo nello stesso
errore in cui noi riteniamo può essere incorso il Governo
precedente cioè quello di adottare un provvedimento di carattere
generalizzato che non tiene conto dei requisiti e che
rientrerebbe in una spartizione della quale noi vorremmo in
qualche modo rifuggire, cioè cercando di tenere, nell'ambito
della correttezza e della professionalità, nomine che possono
anche non appartenere alla maggioranza ma purché in qualche
misura soddisfino i requisiti di legge e quindi anche i
contenuti, il merito delle scelte che si vanno ad adottare.
Ed è stato questo il motivo, rispondo all'onorevole
Provenzano che con molto garbo ha mosso una critica relativa allo
stile che ci sarebbe, se ci fosse stata la garanzia che tutte le
nomine fossero passate al vaglio della prima Commissione senza il
rischio del silenzio-assenso e che anche le nomine che non sono
di competenza della Commissione potessero avere il vaglio di un
qualche organismo che se ne assumeva la responsabilità nelle
nuove condizioni politiche e di Governo, probabilmente non si
sarebbe reso necessario quel provvedimento che abbiamo dovuto
adottare che ha il valore di congelare una situazione per fare un
momento mente locale e fare le opportune verifiche.
Vorrei anche aggiungere che ci saltavano subito all'occhio
alcune anomalie, quindi non è solo legato a un fatto di carattere
generale, c'erano anche delle questioni che in modo particolare
si erano poste.
Per esempio, per quanto riguarda la nomina del Presidente
dell'Ente Parco Floristella, risultava scelto dalla giunta di
governo un nominativo - Trapani Salvatore - e poi inviato alla
commissione competente per il parere il nome di tale Cortese.
Un piccolo disguido che dava subito adito a un
interrogativo, oppure tante nomine che dagli uffici, diciamo
delle ragionerie, venivano rimessi indietro all'assessore
competente perché erano nomine fatte su fogli volanti, neanche su
carta intestata, quindi, non seguendo le relative procedure.
Siamo in presenza di qualcosa di affrettato che, ancorché
discutibile dal punto di vista del merito, anche dal punto di
vista tecnico-procedurale non dava adito a un qualche rilievo. E
allora, è stato questo il motivo che ci ha indotto a compiere
questo passo. Io credo che non si possa parlare di mancanza di
stile perché ci siamo trovati di fronte a un numero indefinito,
ma molto alto, di nomine che a quel punto comportava una
assunzione di responsabilità da parte della nuova giunta, tanto
più che si trattava di nomine che erano state adottate nella fase
finale della giunta che era già dimissionaria e in prossimità
della elezione della nuova giunta.
Ancora, aggiungerei che, siccome il tema mi pare che sia -
l'onorevole Drago lo ha sollevato nel suo intervento - il
problema dei managers nelle USL, anche qui si tratterà di fare
una verifica. L'onorevole Drago ci informa che gli uffici
avevano, per parte loro, così come di loro competenza, la
Commissione che fa la verifica, noi vogliamo verificare, perché
risulta che la Commissione si è pronunciata dopo che c'era stata
la nomina, sembrerebbe che non sia stato un pronunciamento
uniforme per tutti i managers nelle USL. Colgo positivamente
l'indicazione che lei ha dato nel suo intervento, onorevole
Drago, cioè si tratta di andare a fare verifiche che hanno questo
significato e poi, nell'ambito di queste verifiche, tirare
insieme la conclusione.
Per il resto, onorevoli colleghi, credo che non si possa
invocare in questo caso - l'avevo già detto quando l'onorevole
Fleres sollevò il problema in Aula la settimana scorsa - una
violazione del rapporto che noi vogliamo che si fondi su basi
oggettive o comunque di rispetto istituzionale tra maggioranza e
opposizione.
Per quanto ci riguarda, noi non consideriamo l'atto che
abbiamo compiuto rientrante nell'ambito dei rapporti tra
maggioranza e opposizione. Intanto, perché si tratta di atti che
sono compiuti da governi, dimissionario uno, in carica l'altro,
ma ha poca importanza; c'è una continuità, diciamo
amministrativa, e si parla di rapporti tra governi, non tra
maggioranza e opposizione anche perché un parte della maggioranza
di oggi era l'opposizione di ieri.
FLERES. Non credo che il Governo sia un fatto astratto dalla
maggioranza.
CAPODICASA, presidente della Regione. No, non è per nulla
astratto dalla maggioranza, ma noi parliamo di atti compiuti da
giunte di governo e da assessori in carica, quindi il rapporto è
con il contenuto di quelle scelte, non è tra maggioranza e
opposizione, tanto più - torno a ripetere - che vi sono colleghi
attualmente componenti della giunta di governo che erano
componenti anche della giunta di governo precedente e quindi oggi
sono nella maggioranza e non sono all'opposizione.
Quindi mi pare chiaro che il rapporto deve essere riportato
su altre basi che sono le basi di livelli amministrativi e di
Governo e non di forze politiche. Io, concludendo, Onorevole
Presidente, vorrei dire che all'esame dell'Aula oltre alla
mozione a firma dell'onorevole Fleres, che è riferita all'atto
che la Giunta di Governo ha compiuto, vi sono altre mozioni che
riguardano altre nomine che sono state adottate precedentemente,
cioè quella relativa ai Direttori regionali e quella relativa
anche alle Sovrintendenze...
FORGIONE. Una porta la firma pure dell'opposizione.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Io ritengo che per
quanto riguarda queste mozioni che sono state presentate da
parlamentari e da Gruppi che fanno parte dell'attuale
maggioranza, ce n'è una dell'opposizione a firma dell'onorevole
Forgione; anche a lui chiedo che, nello spirito di questo
ragionamento che ho fatto, di ritirare le mozioni per dare la
possibilità al Governo di fare un esame di merito, cosa che non
potremmo fare ove ci fosse un vuoto di approvazione di questa
mozione che obbliga tout court al ritiro delle nomine, tanto più
che qualcuna di queste mozioni è riferita a nomine alcune delle
quali hanno già trovato esito e compimento, per esempio, per
quanto riguarda alcuni Direttori, alcuni di essi hanno già avuto
il vaglio, il visto, da parte della Corte dei Conti e quindi,
sono già operative, mentre le altre hanno in sospeso i
chiarimenti necessari ai rilievi che sono stati richiesti da
parte della Corte dei Conti.
Quindi, io chiedo di fare un atto di disponibilità verso
questa impostazione che credo sia garanzia per tutti; io spero di
potere mantenere questo impegno nei riguardi dei Gruppi
dell'opposizione, così come nei riguardi dei Gruppi della
maggioranza, la garanzia e l'impegno che la verifica di queste
nomine verrà fatta nel pieno rispetto della correttezza
ovviamente delle norme di legge ma io credo anche dello spirito
con cui certe nomine sono state fatte.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo
ascoltato la replica del Presidente della Regione, io credo che
l'Aula abbia bisogno di comprendere fino in fondo due aspetti,
perchè uno mi sembra sia stato sufficientemente chiarito e di
questo le sono grato, cioè la sospensione delle nomine non
rappresenta una aggressione di natura politica della maggioranza
attuale rispetto all'opposizione, bensì un semplice atto di
approfondimento rispetto ai comportamenti relativi alle nomine
che sono state compiute.
Se così è, signor Presidente, a noi basta conoscere i tempi
di questa verifica perchè se di verifica si tratta, ovviamente,
essa non può essere indefinita, essa può esclusivamente
riguardare il possesso o meno dei requisiti di legge da parte dei
nominandi, compito che per la verità avrebbe potuto
abbondantemente assolvere la I Commissione, anche perchè il senso
del parere che vieno richiesto alla I Commissione è proprio
quello di accertare il possesso dei requisiti, non certo di
esprimere una valutazione di natura politica su nomine che hanno
un valore pressoché tecnico soprattutto alla luce della nuova
legge e allora se è così l'interpretazione che si può dare alle
dichiarazioni del Presidente della Regione che sintetizzo in
'accertamento esclusivo del possesso dei requisiti in tempi
sufficientemente brevi' che egli stesso magari ci chiarirà.
I presentatori della mozione potrebbero pure ritirarla e
prendere atto della disponibilità del Presidente della Regione,
mostrando ancora una volta l'atteggiamento che questa opposizione
intende avere nei confronti di una maggioranza che tale non è se
non avesse l'appoggio esterno di una parte di opposizione che
tale non è, anche alla luce delle cose che ha detto ma
soprattutto alla luce delle assenze che ha compiuto in sede di
voto.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io ho dichiarato che si tratta di una
verifica, quindi non è al momento in atto alcuna revoca, perché
vi sarebbe stato da parte della Giunta di Governo...
DI MARTINO . E' stato anche legittimo.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Io non discuto la
legittimità, onorevole Di Martino, ma lo stile, perché una
revoca in blocco, senza entrare nel merito, a me sarebbe apparsa
qualcosa di indifendibile. Lo dico per correttezza di rapporti.
Questo però non significa che nel valutare i requisiti di
legge e i requisiti individuali non possano essere visionati
anche problemi di requisiti di adeguatezza, perché se salta agli
occhi una inadeguatezza di una nomina che avendo magari i
requisiti di legge però non è corrispondente a livello
dell'incarico che gli viene conferito, a quel punto ci sarebbe
una responsabilità nostra nel confermare la nomina.
AULICINO. E' già nella legge.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Onorevole Aulicino, Lei
sa che le due cose (il requisito di legge ed il requisito
adeguatezza) non corrispondono esattamente, però io posso
garantire che non ci sarà, e questo lo posso affermare, una sorta
di ribaltamento che passi da un assetto ad un altro. Questo lo
posso garantire perché questo rientra nello stile di questa
maggioranza che vuole guardare bene le cose e assumersi le
responsabilità delle cose che fa a ragion veduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alla luce dei chiarimenti
dell'onorevole Presidente della Regione, prima di porre in
votazione le mozioni, chiedo ai firmatari della mozione n. 245
"Revoca delle nomine dei direttori regionali" se intendono
ritirarla.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che queste nomine riguardano il Governo Drago ed è un problema
del Presidente Capodicasa se intende ritenerle adeguate o non
adeguate e intende verificarle, noi con questa mozione offriamo
uno strumento in più al Presidente Capodicasa, di azzerare tutto.
Se ritiene che alcune di queste nomine sono adeguate il
Governo le riproponga senza alcuno spirito e volontà e vocazione
di maggioranza. Ma per piacere, non si faccia una trattativa su
quelle che sono adeguate e inadeguate alla fine della quale
vediamo se possiamo accontentare una parte o l'altra. Io sono
convinto dell'intervento del Presidente della Regione su un
punto: la nostra mozione non interviene sul fatto che bisogna
revocare le nomine perché è cambiata la maggioranza, semmai c'è
un problema, signor Presidente dell'Assemblea, anche sul
funzionamento di questo Parlamento, perché noi oggi, che è la
vigilia di Natale, stiamo discutendo una mozione che è stata
presentata il 28 settembre, e questo è un problema che riguarda
l'Aula, non è un problema né di maggioranza né di opposizione.
Noi stiamo discutendo a Natale una mozione presentata in piena
estate, ed è riferita ad atti e violazioni di quella maggioranza
di destra.
Rispetto al merito di questa mozione, non si può dire che
non ci sarà uno stravolgimento delle nomine perché qui nessuno
vuole affermare il principio di maggioranza. No, noi interveniamo
nel merito e sul merito chiediamo un pronunciamento, non
interveniamo sul fatto che è cambiata la maggioranza e, quindi,
bisogna cambiare le nomine e gli assetti del potere.
Noi, nella parte impegnativa chiediamo la revoca di queste
nomine, chiediamo a questo Governo propositivo di arrivare qui
con un disegno organico di riforma della Pubblica Amministrazione
e non si capisce perché questo lo dovremmo ritirare, è un
incentivo al Governo.
Poi, probabilmente, Presidente della Regione, non ci
troveremo d'accordo su alcuni tratti della riforma, non mi
convincono alcune cose della Bassanini e della Cassese, ma
chiediamo a lei di spingere su un pezzo del suo programma. Cosa
chiediamo? Dov'è lo scandalo? Perché dovremmo ritirare la
richiesta di rendere noto il curriculum dei funzionari con
l'adesione a logge massoniche - ed evidentemente se chiediamo
questo vuol dire che il precedente Governo qualche buccia di
banana sulla quale è scivolato l'ha avuta - e chiediamo di
rendere pubblici tutti i curriculum riguardanti anche eventuali
vicende giudiziarie ed inchieste.
Perché dovremmo ritirare queste cose? Questo non c'entra
niente col fatto che è cambiata la maggioranza e che, dato che è
cambiata la maggioranza, bisogna stravolgere gli assetti del
potere. Non c'entra assolutamente niente. Interviene su queste
questioni, la mozione è del settembre, onorevole Lo Giudice, a
lei non piacerà ma interviene su una vicenda di settembre
rispetto alla quale, purtroppo, questo Parlamento ci porta a
pronunciarci soltanto ora. Quindi, noi la manteniamo.
DRAGO. Signor Presidente, per capirlo io. Siccome nella revoca
degli atti richiesta nella mozione ci sono anche atti approvati
dalla Corte dei conti, che cosa stiamo votando? Di revocare atti
approvati dalla Corte dei conti?
FORGIONE. Le ha respinte.
DRAGO. Nemmeno una ne ha respinta.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'onorevole Forgione ha ragione quando
stigmatizza il fatto che i tempi dell'Assemblea regionale
siciliana sono sfasati rispetto all'andamento dei fatti
amministrativi o di altro genere, che vive la nostra Regione.
Ed in effetti la mozione di cui è firmatario, risulta - ma
non per responsabilità dell'onorevole Forgione - sfasata rispetto
alla realtà, perché l'interruzione dell'onorevole Drago è
pertinente. Cioè quelle nomine, avverso alle quali l'onorevole
Forgione ha presentato una mozione per la revoca, hanno già
prodotto effetti, sono atti già perfezionati, nel senso che sono
già esecutivi. Altri di essi sono in via di proseguimento.
Del resto io, onorevole Forgione, avendo letto la parte
impegnativa della sua mozione, al primo punto lei impegna il
Governo a revocare le nomine poiché in contrasto con la vigente
normativa. Siccome la Corte dei conti esercita una verifica nel
merito della legittimità delle nomine che vengono fatte in
ossequio alle norme di legge, la Corte dei conti oggi su questo
punto, ha superato l'organo legislativo perché ha già fatto le
proprie osservazioni. Alcune di queste sono state già esitate
positivamente dalla Corte dei conti, per altre ha chiesto
chiarimenti su singoli aspetti.
Io poi non sono contrario agli altri due punti della parte
impegnativa della mozione dell'onorevole Forgione, che ci spinge,
così come ha fatto verbalmente l'onorevole Drago, a presentare
subito la normativa di riforma della pubblica Amministrazione.
Io qui posso comunicare all'Aula che questa normativa sarà
depositata subito dopo Capodanno. Quindi, onorevole Crisafulli,
mi corregga se sbaglio. L'onorevole Crisafulli, addirittura ci
sfida tutti dicendo che lo potremmo esitare domani in Giunta. Io,
però, prendo 10 giorni di tempo ancora, comunque è garantito che
entro la prima decade di gennaio il disegno di legge verrà
approvato.
Mentre il punto terzo della mozione che impegna il Governo a
rendere noto il curriculum dei funzionari per vedere se hanno
pendenze penali, questo mi pare talmente scontato, onorevole
Forgione, che il Governo l'assume come impegno anche senza votare
la mozione.
Quindi, le chiedo il ritiro della mozione proprio perché noi
accogliamo le parti accoglibili, tranne quella che per ovvie
ragioni procedurali e di legge non possiamo accogliere.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, c'è un'ulteriore richiesta del
Presidente della Regione di ritirare la mozione almeno per il
primo comma della parte impegnativa.
FORGIONE. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Sulle nomine rispetto alle quali la Corte dei conti
ha chiesto dei chiarimenti, qual è l'atteggiamento del Governo,
signor Presidente della Regione?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Vi sarà il chiarimento
sulla base dei quesiti posti.
La Corte dei conti, quando avanza i requisiti, lo fa in modo
specifico, non chiede cose in generale. Non chiede un giudizio,
chiede questo atto, questo requisito. Ci sono le carte, ce li
date. In questo senso è una risposta tecnica che viene data.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, ritira la mozione?
FORGIONE. Non ritiro la mozione.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Presidente della Regione molto saggiamente ha chiesto ai
presentatori della mozione il ritiro. Le ragioni sono semplici.
La mozione che ha come prima firma quella dell'onorevole
Fleres la ritengo non valida, cioè senza motivazione. E'
soltanto un tentativo di rimonta politica, perché tutti gli atti
del ritiro adottati dal Governo li ritengo deboli finora, perché
il Governo ha tutti i poteri per ritirarli, soprattutto quando si
tratta della sostituzione di un organo con un altro, ha tutti i
poteri per ritirarli. Quindi, ritenevo che l'invito poteva
benissimo essere accolto da parte dell'onorevole Fleres e degli
altri componenti.
Per quanto riguarda le altre due mozioni, non ci si rende
conto che sono mozioni fuori tempo, erano state presentate nei
confronti di un altro Governo e che, a ragione o a torto, alcuni
provvedimenti hanno avuto parere registrato dalla Corte dei
conti. Quindi, non è che noi possiamo stravolgere le regole. La
dichiarazione di voto mia è questa: un invito ai presentatori
della mozione, l'onorevole Forgione, l'onorevole Zanna - e, fra
l'altro, l'onorevole Zanna fa parte di un gruppo di maggioranza
che ha la massima espressione della Regione, il Presidente della
Regione.
Ora vorrei capire se da parte del gruppo dei DS - e mi
rivolgo a Lei, onorevole Speziale - c'é cultura di governo o
ancora siete convinti di essere all'opposizione; é importante
sapere queste cose.
Perché io personalmente non mi faccio scavalcare, faremo la
guerriglia contro il Presidente della Regione Rendetevene conto
che questo non é possibile.
Quindi penso che come me anche il Gruppo dei ds voterà - se
si dovesse insistere nella mozione a prima firma Zanna - contro
quella mozione, perché era fuori tempo, non riguarda più questo
governo. E un altro invito rivolgo all'onorevole Forgione, il
quale avrà tempo per farsi una cultura di governo, ma alla luce
delle assicurazioni date dal Presidente della Regione, volere
mantenere quella mozione, significa assolutamente volere
distinguersi politicamente dalla maggioranza e poi si che
l'onorevole Forgione da l'impressione di essere l'opposizione di
sua maestà; invece cerchiamo di fare le cose serie e di dare la
possibilità al nuovo governo regionale di valutare con molta
attenzione il da farsi nel prosieguo di tempo. Grazie signor
Presidente.
(Applausi dai banchi della destra)
BRIGUGLIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
l'approvazione da parte dell'Assemblea della prima parte della
mozione presentata dall'onorevole Forgione, finirebbe per
comportare un momento di grave imbarazzo per il governo della
Regione. E forse anche per questo Parlamento, il quale finirebbe
per invadere un campo, quello della legittimità che é proprio
della Corte dei Conti, con delle valutazioni che sarebbero
meramente politiche.
Ora, io credo che questo debba essere preso in seria
considerazione da parte del Parlamento, anche alla luce - e
questo va riconosciuto al Presidente Capodicasa, io personalmente
lo faccio con grande lealtà - quando ha eliminato ogni dubbio che
credo sia ampiamente contenuto nelle motivazioni di diverse
mozioni parlamentari, che il provvedimento di sospensione
adottato dal governo della Regione, potesse in qualche modo
suonare come un motivo di rivalsa o, addirittura, uno strumento
per colpire l'avversario politico, in questo caso l'area
dell'opposizione.
Nel momento in cui con grande senso di responsabilità, ma
anche - devo dire - con grande avvedutezza politica, il
Presidente Capodicasa ha chiarito questo aspetto, perché nessuno
in qualche modo può dimenticare che un quarto di questo governo é
esattamente quello che c'era nei precedenti governi - in
particolare col Governo Drago - e se tutte queste efferatezze,
scelleratezze, dal punto di vista politico e amministrativo,
fossero state effettivamente compiute, verrebbe meno la stessa
ragione di esistere dello attuale governo della Regione il cui
sostegno principale si basa proprio sull'area di maggioranza, sul
gruppo di maggioranza dell'UDR che, peraltro - lo voglio dire
senza nessuna polemica - credo che a beneficio dell'Aula e
dell'intero Parlamento, avrebbe fatto bene anche ad esprimere
quale era la propria opinione in merito a questa delicata
vicenda.
Quindi noi auspichiamo che con il ritiro delle mozioni e
l'autorevole chiarimento da parte del Presidente della Regione su
questa materia, in qualche modo la materia del contendere nella
sua parte più antipatica venga meno e prevalga il senso di
responsabilità.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per dichiarare il mio voto contrario, così come quello
del gruppo di Forza Italia, oltre quello della vera opposizione
che c'è in Aula, alla mozione presentata dall'onorevole Forgione
e ne spiego in maniera sintetica la ragione.
Quando si fa riferimento all'impegnativa che si chiede al
governo regionale di revocare le nomine effettuate poiché in
contrasto con la normativa e con i pronunciamenti della Corte dei
Conti ed anche perché "inopportune sotto il profilo politico ed
amministrativo", si dice una grande castroneria, così come
dimostrato dal fatto che già la stessa Corte dei Conti ha già
approvato parte di queste stesse nomine.
Non si capisce peraltro a quali comportamenti della Corte
dei Conti afferisce il richiamo dell'onorevole Forgione, laddove
la Corte dei Conti in precedenza aveva già approvato le stesse
nomine emanate dallo stesso Governo.
Quando dice: "impegna il Governo a presentare entro trenta
giorni la riforma della Pubblica Amministrazione" dice bene e fa
bene l'assessore Crisafulli a dire ed a scommettere, anche domani
possiamo presentarla, perché effettivamente già anche nel Governo
precedente era stata esitata la riforma della Pubblica
Amministrazione in Giunta ed era già stata trasmessa in
Commissione.
La riforma della Pubblica Amministrazione è già oggetto di
ampio dibattito e discussione con le parti sociali, con tutte le
organizzazioni sindacali, con le forze patronali, con tutte le
forze con le quali si doveva concertare la riforma, per cui non
c'è dubbio che è pronta per essere trattata in Commissione e di
questo l'opposizione dà ampio spazio ed ampia sponda, perché
anche questa riforma della Pubblica Amministrazione possa
operarsi in tempi assolutamente certi ed assolutamente veloci per
come occorre una riforma che significa snellezza del procedimento
per quanto riguarda Bassanini ed una riforma che significhi
separazione effettiva dei poteri di programmazione da quelli di
gestione per quanto riguarda in primo luogo il decreto legge
Cassese.
Il terzo impegno, onorevole presidente Capodicasa, che
chiede l'onorevole Forgione, è ancora più farneticante a mio
avviso, perché addirittura dice "di rendere noto il curriculum
dei funzionari nominati direttori generali appartenenti, se sono
iscritti o meno alla massoneria", e qui si ferma l'onorevole
Forgione, dicendo "perché già in passato è caduto su bucce di
banane".
Francamente io vorrei capire di quali banane parla, di che
cosa parla l'onorevole Forgione. Sa quando parla quello che dice?
Perché francamente io non ho capito quale nomina dei governi
precedenti è stata oggetto di censura da parte della Corte dei
Conti. Non certamente quella dei direttori, non certamente
nessuna nomina di incarichi apicali forniti dal governo
Provenzano e dal governo Drago successivamente.
Di che cosa sta parlando quando chiede, avanzando sempre in
maniera astratta e fumosa questi sospetti e sparando nel mucchio,
onorevole Forgione?
Addirittura, questa è una perla, forse qualcuno è stato
distratto e non ha letto con attenzione, l'impegnativa
dell'onorevole Forgione si conclude dicendo: "a rendere noto il
curriculum, a rendere noto che non hanno subito provvedimenti
restrittivi, che non hanno procedimenti penali e contabili
pendenti e che non sono intestatari di eventuali provvedimenti
giurisdizionali, di condanna, di assoluzione e/o di
proscioglimento in istruttoria".
Cioè praticamente, se un funzionario amministrativo della
Regione fosse stato assolto in istruttoria o prosciolto, non
potrebbe neanche essere adatto a svolgere i compiti apicali di
direttore.
Ma che cosa stiamo dicendo? Ma che mozioni scriviamo? Perché
facciamo perdere tempo?
(Applausi dai banchi della Destra)
PAGANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia
dichiarazione di voto è quasi obbligatoria, visto che l'onorevole
Forgione ha testualmente dichiarato che io, durante il governo
Drago, sono stato autore di molteplici brutte figure e
sciocchezze.
Mi pare che in questa occasione posso riprendere sicuramente
le parole di Forgione e dire che le sciocchezze che abbiamo
sentito oggi in Aula sono di un campionario unico e ce le
ricorderemo per tutta la legislatura, sicuramente sarà un bel
campionario da ricordare, specie (mi ha tolto le parole di bocca
Bufardeci) quando cita testualmente i funzionari "che non hanno
procedimenti penali e contabili pendenti e che non sono
intestatari di eventuali provvedimenti giurisdizionali di
condanna, di assoluzione e di proscioglimento in istruttoria" Ma
stiamo scherzando?
E' veramente il caso di dire che nessuno più deve fare
qualche cosa in questa Regione anche in caso di proscioglimento.
Ed ancora: come si fa a dire perché sono inopportuni sotto il
profilo politico ed amministrativo. Quali sono le dichiarazioni
opportune sotto un profilo politico? Per favore spiegatecelo.
Io ho bisogno di avere in questo momento ben chiaro il concetto
dell'opportunità politica e amministrativa. Qualcuno me lo deve
spiegare. Anzi me lo deve spiegare l'onorevole Forgione.
E' chiaro che non posso altro che votare contro e dare una
solenne censura specie sotto un profilo morale.
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, ho la sensazione che si voglia
obbligare il Parlamento a violare le leggi e all'interno di
questo obiettivo, certamente poco nobile, si collochi il
tentativo di determinare una violazione persistente dello Statuto
e della Costituzione da parte del Parlamento per accompagnare lo
stesso verso i provvedimenti conseguenziali che riguardano il suo
scioglimento.
Io devo dirle onorevole Presidente che se questo fosse
l'obiettivo vero del comportamento di alcuni colleghi firmatari
di mozioni come quella di cui è firmatario l'onorevole Forgione
potrei pure forse condividerlo ritenendo maturi i tempi perché il
popolo siciliano, rendendosi conto del tradimento di cui è stato
vittima, possa pronunciarsi liberando questa Istituzione da chi
la occupa abusivamente occupando abusivamente il Governo stesso.
Ma questa deve essere una scelta politica non può essere
certamente affidata al caso. Allora, intendo entrare nel merito
del testo della mozione dell'onorevole Forgione per dichiarare il
mio voto contrario e dichiaro il mio voto contrario pur non
avendo nulla a che vedere con associazioni segrete o altro perché
in alcune sue parti certamente viola il titolo primo della
Costituzione che si occupa della libertà personale
dell'individuo, che si occupa della libertà di associazione che
non può essere sindacata, né può essere oggetto di limitazione
all'interno di quelle che sono le leggi che ovviamente vietano le
associazioni segrete.
Ma esistono associazioni segrete nel nostro Paese che sono
riconosciute dalla legge? No.
Le associazioni che operano nel nostro Paese non sono
segrete e dunque non possono essere suscettibili di sindacato le
adesioni o le non adesioni dei cittadini alle medesime, mentre
sono sicuramente suscettibili di condanna quelle parti politiche
che importano terroristi nel nostro Paese e li fanno diventare
leader di posizioni che certamente di democratico nel nostro
Paese non hanno sicuramente nulla.
E allora scriviamo pure in questa mozione onorevole
Presidente e onorevoli colleghi che vogliamo sapere quanti tra i
deputati o i funzionari aderiscono ad associazioni terroristiche
interne o esterne al nostro Paese e poi vediamo chi ha costruito
la libertà in Italia e chi invece ha costruito l'oppressione.
Allora, onorevoli colleghi, personalmente e a nome del
gruppo di Forza Italia, confermo il voto contrario nei confronti
di una mozione che è del tutto incostituzionale e che vuole fare
compiere a questo Parlamento atti e comportamenti illegittimi ed
incostituzionali.
(Applausi dai banchi della destra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, assumiamo dei comportamenti
accettabili in questo Parlamento o che non si potrà proseguire.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, mi rendo conto che questa sera
c'è la tendenza a trasformare il Parlamento in un luogo in cui
ognuno deve manifestare questioni di principio, atteggiamenti di
comizio, io vorrei il più possibile riportare la discussione
all'interno delle quattro mozioni presentate.
Ritengo che il dibattito sollevato questa sera e che è
andato avanti da parte di tutti i gruppi parlamentari e le
risposte date dal governo hanno segnato un elemento di maturità
all'interno del Parlamento, nel senso che sono state sollevate
alcune questioni.
Alcuni parlamentari ritengono che alcuni provvedimenti del
Governo sono stati assunti in conformità a quanto previsto dalla
legge, altri parlamentari ritengono esattamente il contrario, a
me sembra che la risposta di equilibrio e di sobrietà data al
Parlamento regionale da parte del Presidente della Regione,
onorevole Capodicasa, sia una risposta adeguata, nel senso che il
Presidente Capodicasa non si è trincerato dietro un pregiudizio
nei confronti del precedente Governo, ha assicurato il Parlamento
che si procederà nel vaglio delle nomine e nelle valutazioni
delle singole nomine, pertanto a me sembrerebbe a questo punto in
qualche modo esaurita la fase della discussione.
L'invito che farei a tutti i rappresentanti delle forze
politiche firmatari delle diverse mozioni (ho sentito già che da
una parte del Parlamento c'è questa disponibilità) è quella di
considerare esaustive le dichiarazioni rese dal Presidente della
Regione e di procedere al ritiro delle mozioni, in modo tale da
permettere che la prudenza e la sobrietà con la quale il
Presidente della Regione ha assicurato l'intero Parlamento possa
avere atteggiamenti conseguenziali.
Pertanto l'invito esplicito che faccio all'onorevole
Forgione, all'onorevole Zanna ed all'onorevole Mele primi
firmatari rispettivamente delle tre mozioni è quello di ritirare
le mozioni.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, vedo che l'argomento dei
direttori e delle nomine suscita tanta passione da sconfinare in
Ocalan, nel terrorismo internazionale ed in problemi che provano
a distrarre la discussione dalle questioni che invece abbiamo
discusso qui. Tra l'altro - vorrei rilevare - la mia mozione era
sotto gli occhi di tutti dall'inizio di questa discussione, da
circa quattro ore, era ed è...
(interrruzioni dai banchi della destra)
FORGIONE ... non vi preoccupate, siete talmente buffi che, ...
se ne sono accorti solo ora che parlava anche della massoneria i
colleghi del centrodestra e se ne sono accorti solo ora che
conteneva norme che riguardano la trasparenza anche delle vicende
giudiziarie delle persone, se ne sono accorti al momento del
voto, perché per quattro ore hanno dibattuto in questa Aula senza
discutere di questi temi, e se ne sono accorti i colleghi della
destra dopo che il Presidente della Regione, ponendo in rilievo
il fatto che la Corte dei Conti si è pronunciata su alcune nomine
e che quindi il primo impegno tra i tre della mozione in un certo
senso viene a cadere - e questa era la domanda che io facevo al
Presidente della Regione - se non per quei direttori su cui
ancora sono chiesti dei chiarimenti e rispetto ai quali per
questo abbiamo chiesto al Governo, in questa Aula quale sarebbe
stato l'atteggiamento, ma i signori della destra si sono
ribellati e si sono accorti di quello che c'era negli altri due
ultimi impegni, quando il Presidente della Regione ha detto che
quegli impegni, a nome del Governo, li assumeva e cioè assumeva
l'impegno a portare qui una legge di riordino della pubblica
amministrazione entro trenta giorni - poi possiamo ironizzare
dieci giorni, una settimana - e l'impegno ad inserire in questa
legge le norme sulla massoneria e sulla trasparenza e sui
curricula. Quando il Presidente della Regione ha assunto
pubblicamente questi due secondi impegni, la destra ha cominciato
a reagire e, vista la reazione della destra, mi pare che ....
DRAGO. E' vergognoso
FORGIONE. ... mi pare che abbiamo dei buoni motivi ...
DRAGO. E' insopportabile
FORGIONE. L'onorevole Drago dovrebbe avere dei comportamenti
un po' più seri.
DRAGO. Certo, sei tu serio
FORGIONE. Sto motivando perché ritiro la mozione, signor
Presidente. L'onorevole Drago ci abitua sempre a degli show in
questa Aula pari a quelli ai quali ci ha abituato in sei mesi di
Governo. Dato che non siamo in Conferenza stampa, dato che è
stata citata la costituzione sulle associazioni segrete che dice
delle cose precise e la legge n. 10 sulla trasparenza che dice
delle cose precise e il regolamento sulle nomine approvato dalla
prima Commissione, onorevole Cimino, non è allo stadio, e lei è
anzi il Presidente di una Commissione, abbia un comportamento più
consono, la prima Commissione ha approvato un regolamento sulle
nomine prima dell'estate che contiene esattamente le cose
richiamate nei due secondi impegni della mia mozione. Per queste
ragioni e vista la vostra reazione mi sento più che soddisfatto
della posizione, dell'accoglimento del Governo sulle ultime due
parti impegnative e ritiro la mozione.
PRESIDENTE. La mozione n. 245 è ritirata. L'Assemblea ne
prende atto. Si passa alla mozione n. 248.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente io vorrei sottolineare che i
contenuti della replica del Presidente della Regione chiariscono
ulteriormente gli atti già compiuti dall'Assessore Morinello
riguardanti la materia in oggetto della mia mozione cioè le
nomine nei beni culturali. Vorrei marcare al Governo di tenere
molto in considerazione il dibattito che si è tenuto qui questa
sera ed in particolare i numerosi richiami fatti da alcuni di noi
alle numerose norme di legge violate, visto che il Presidente
Capodicasa nelle sue diverse repliche ha marcato questo aspetto
nella verifica che il Governo farà.
Vorrei inoltre ricordare che le nomine fatte sui beni
culturali non hanno avuto l'approvazione della Corte dei conti,
visto che è stato richiamato questo, sono state violate numerose
norme quando sono state fatte e, soprattutto, cosa non ultima,
non è stato rispettato un atto approvato da questo Parlamento il
29 luglio del 1998.
Per queste ragioni e soddisfatto delle precisazioni che ha
fatto il Presidente della Regione ritiro una mozione, tra l'altro
sollecitato dall'attuale Presidente della Regione allora
Capogruppo del mio gruppo.
PRESIDENTE. La mozione n. 248 è ritirata. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa alla votazione della mozione n. 251.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Io intanto prendo atto di quanto ha detto il Presidente
della Regione però vorrei, signor Presidente della Regione, fare
alcune puntualizzazioni. Mi riferisco, per esempio, ad un
problema che è quello della nomina dei direttori regionali. Noi
le avevamo fatto, come Gruppo parlamentare, una richiesta di
revocare le nomine rispetto ai sei direttori, motivandola - devo
dire avevamo soltanto letto alcune carte - dopo di che la Corte
dei Conti, mi fa molto piacere, che abbia non dato ragione a noi,
ma si è espressa in una certa direzione.
Io voglio ricordare al presidente della Regione però e poi
motiverò, dirò come ci atteggeremo come gruppo parlamentare,
quanto ha scritto la Corte dei Conti. Al di là delle leggi,
esistono dei meccanismi, rispetto alle direzioni, che sono
meccanismi fiduciari e così scrive: "In questa materia il
margine di discrezionalità assume particolare rilievo in ragione
del rapporto a contenuto fiduciario nell'ambito del quale assume
primaria importanza il perseguimento da parte cioè degli
obiettivi fissati dal Governo". Dopodiché occorre dall'altra
una natura selettiva del procedimento medesimo e quindi la
necessità, signor Presidente, di indicare le ragioni delle scelte
effettuate, la necessità di indicare non la ricerca giuridica
delle leggi, ma le ragioni delle scelte effettuate, previa
determinazione dei criteri oggettivi coerenti e razionali.
Questo lo dico per una precisazione.
Io vorrei sapere, non ora, ma cosa risponderà il Governo
della Regione ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti rispetto,
per esempio, ai cinque direttori. Io credo, io non faccio parte
del Governo, faccio parte di un gruppo parlamentare che
evidentemente sta al Governo, ma non faccio parte della compagine
governativa assessoriale. Secondo me, rispetto a un rapporto
fiduciario con alcuni direttori sui quali sono state mosse alcune
remore da parte della Corte dei Conti, probabilmente questo
rapporto fiduciario, che va al di là dei meccanismi legislativi
che, pur se esistono, sono altra cosa, non può sussistere, come
non può sussistere - lo dico all'assessore ai beni culturali -
alcun rapporto fiduciario, per esempio, con qualcuno promosso
Sovrintendente, per il quali sono state - assessore lei è là e
quindi mi ascolta - mosse, in alcune ispezioni, critiche
pesantissime nei confronti di queste persone. E allora,
giuridicamente, lei troverà le carte assolutamente a posto, e
quindi in regola, però poi, rispetto a un rapporto fiduciario
credo che questi meccanismi decadono.
E allora, signor Presidente, noi apprezziamo il suo sforzo,
intanto la nostra mozione è stata presentata il 12 ottobre,
quindi in parte è stato già risolto il problema all'atto in cui
la Corte dei Conti stessa ha "concordato" a quanto noi avevamo
pensato e proposto. Ci rimettiamo alla sua volontà rispetto a
tutte le altre nomine e in questo senso rimettiamo, appunto, la
mozione.
PRESIDENTE. La mozione numero 151 è ritirata. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa alla mozione numero 275, che credo sia ritirata.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ricordare
all'onorevole Forgione che la legge che stabilisce i criteri
nelle nomine del governo è stata predisposta durante il Governo
Provenzano e approvata da quest'Aula mentre era l'onorevole
Provenzano il Presidente della Regione e il Polo la maggioranza
in questo Parlamento, giusto per ripristinare il percorso storico
di alcuni fatti e nel ricordare che la legge sulla trasparenza è
datata 1991, quando ancora non c'era l'onorevole Forgione in
questo Parlamento ma c'erano altri deputati, con le
considerazioni che abbiamo ascoltato dal Presidente della Regione
relativamente al comportamento che il Governo terrà nei confronti
del provvedimento di sospensione delle nomine oggetto della
mozione numero 275, dichiaro, a nome del Polo e dei firmatari di
ritirare la suddetta mozione.
PRESIDENTE. La mozione 275 è ritirata. L'Assemblea ne prende
atto.
Si passa al terzo punto all'ordine del giorno: discussione
del disegno di legge "Integrazione del fondo dei comuni di cui
all'articolo 11 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5.
Realizzazione di progetti di utilità collettiva e disposizioni
finanziarie urgenti".
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al
banco delle commissioni.
Abbiamo bisogno delle 24 ore per gli emendamenti, dobbiamo
incardinare il disegno di legge.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
di intervenire perchè nella scorsa seduta dell'Assemblea era
stato fissato un termine orario per il completamento dei lavori
di questa sera e il termine è abbondantemente scaduto, ma il
problema non è naturalmente di qualche minuto in più o di qualche
minuto in meno; il problema è di natura organizzativa.
Se noi avviamo la discussione generale questa sera sul
disegno di legge, poichè il Regolamento ci impone dei termini
precisi per la presentazione degli emendamenti, saremmo in
qualche difficoltà a rispettare detto termine, non avendo il
tempo di potere depositare gli emendamenti nell'ambito dell'avvio
e dello svolgimento del dibattito sulla discussione generale del
disegno di legge. Allora, la proposta che noi desideriamo fare è
quella di aggiornare i lavori a domani mattina, proprio per
consentire la presentazione e l'elaborazione degli emendamenti;
cosa che altrimenti non potrebbe essere fatta ma che saremmo
costretti a fare, determinando una dilatazione impropria dei
lavori parlamentari di questa sera, proprio per consentire ai
deputati che hanno intenzione di emendare il disegno di legge in
questione di poterlo fare liberamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito ad intervenire un
deputato a favore e uno contro la proposta dell'onorevole Fleres.
SPEZIALE. Chiedo di parlare contro la proposta dell'onorevole
Fleres.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, soltanto per ricordare l'impegno
assunto dall'Aula con la Sua Presidenza. Io chiesi di parlare
sull'ordine dei lavori, ho qui il resoconto stenografico
dell'altro ieri, prima della chiusura; ad un certo punto, io
chiesi al Presidente dell'Assemblea di prevedere per lunedì e
martedì sera, quando saremo peraltro ad un giorno dal Santo
Natale, di potere effettuare due sedute notturne.
Il Presidente dell'Assemblea regionale, Onorevole Cristaldi,
nel riformulare la richiesta, ha detto esattamente che si sarebbe
dovuto procedere con le sedute notturne, quindi noi eravamo
perfettamente consapevoli che la programmazione dei lavori d'Aula
avrebbe previsto, per questa sera, la seduta notturna, così com'è
prevista per domani sera.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, per dare completa
informazione, era stato anche previsto che a mezzanotte si
sarebbero interrotti i lavori. Ciò non significa nulla, perchè io
sono orientato, evidentemente, a collaborare con l'intero
Parlamento, però, se si dà un'informazione, vorrei invitarla a
darla completa.
SPEZIALE. Io stavo dando un'informazione che è esattamente
quella prevista nel resoconto stenografico, pertanto io sono
contrario alla proposta dell'onorevole Fleres. Sono dell'avviso
che sarebbe utile andare avanti con i lavori, incardinare il
disegno di legge sulla variazione di bilancio, proseguire con la
discussione generale, permettere ai deputati di presentare gli
emendamenti e, sulla base del Regolamento, andare a 24 ore, cioè
andare a domani sera.
Fra l'altro, essendo stata sollevata qualche giorno fa
dall'onorevole Piro un'obiezione di carattere tecnico di cui
tutto il Parlamento è a conoscenza, che se non si procede alle
variazioni di bilancio non è possibile portare in Aula
l'esercizio provvisorio, io inviterei il Parlamento ad un momento
di riflessione e ad accogliere la proposta di proseguo dei
lavori.
PRESIDENTE. Onorevole La Grua, lei è a favore della proposta
dell'onoreovle Fleres.
LA GRUA . Sì.
PRESIDENTE. Desidera intervenire?
LA GRUA . No.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, io credo che i signori deputati ed Ella, signor
Presidente, ricorderanno che nel corso della seduta di venerdì io
stesso posi all'attenzione dell'Aula il problema relativo alla
opportunità, per quanto mi riguarda si tratta e si tratta di una
necessità inderogabile, se questa Assemblea vuole deliberare
l'esercizio provvisorio, se poi l'Assemblea ritiene che non sia
né opportuno nè necessario deliberare l'esercizio provvisorio per
i prossimi mesi questo è un altro ragionamento. Siccome non mi
pare che sia emerso questo né dalla Conferenza dai Capigruppo né
dalla decisione che l'Aula tutta ha assunto di deliberare entro
il 23 dicembre anche l'esercizio provvisorio, allora in
considerazione di questo, signor Presidente, io nel corso della
seduta di venerdì feci notare che sarebbe stato opportuno
incardinare la discussione generale del disegno di legge n. 840 e
concluderla già nel corso della discussione di venerdì.
A seguito degli interventi che ci sono stati in Aula e anche
di un Suo chiarimento, alla fine io stesso dichiarai che, essendo
stato assunto da tutti i settori dell'Aula concordemente
l'impegno ad esaurire la discussione generale sul disegno di
legge n. 840 nel corso della seduta odierna e che si potesse
procedere quindi nella seduta di martedì all'esame degli
articoli, degli emendamenti presentati, il Governo stesso non
riteneva più opportuno insistere sulla sua richiesta, ma avendo
acquisito questo impegni si poteva ritenere soddisfatto della
situazione che si era determinata, pur manifestando ancora - così
io dissi - qualche perplessità.
Signor Presidente, io credo sia opportuno richiamare questa
decisione che fu assunta venerdì e l'opportunità non solo di
tenere fede a un impegno, per carità non è questa la valutazione
che il Governo può fare, il Governo però sottolinea ancora una
volta la discussione che si tenne venerdì, le dichiarazioni di
assenso che sono venuti da tutti i settori e l'opportunità,
ritengo a questo punto inderogabile, signor Presidente, che si
proceda entro questa sera alla chiusura del disegno di legge n.
840 che è già all'attenzione dell'Aula dallo scorso venerdì, non
è arrivato adesso all'improvviso. Tanto è vero che sono già stati
depositati, credo, almeno 50 emendamenti se non vado errato,
peraltro tutti dell'opposizione. Quindi l'opposizione, come è
giusto che sia, ci mancherebbe altro, ha avuto tutto il tempo
ovviamente di poter presentare gli emendamenti. Quindi, signor
Presidente, il Governo chiede che si possa procede all'esame
della discussione generale del disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta
dell'onorevole Fleres, nel senso che, qualora dovesse essere
respinta, continuiamo i lavori ancora per un po' di tempo, dopo
di che si rinviano a domani, comunque non pregiudicandosi, anche
applicando il termine delle 24 ore, l'approvazione definitiva,
perché il calendario dei lavori prevede la conclusione dei
lavori il giorno 23 dicembre e non dice a che ora.
Chi è favorevole alla proposta dell'onorevole Fleres si
alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Onorevoli colleghi, informo l'Aula - e lo devo fare per
dovere, avendo già dato in passato comunicazione su
quest'argomento - che è pervenuta una nota al Presidente
dell'Assemblea da parte degli onorevoli Martino, Forgione,
Liotta, Vella, Ortisi, Di Martino, Zanna ed altri che così
recita: "Al Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,
in relazione alla discussione in Aula del testo unificato del
disegno di legge 453-302-724 recante 'Istituzione del Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento'
si chiede l'applicazione di quanto disposto dal comma 1,
dell'articolo 119 del Regolamento d'Aula. Palermo, 21 dicembre
1998".
Onorevoli colleghi, voi sapete bene che quando non sorgono
eccezioni regolamentari e l'Aula non solleva obiezioni, resta
stabilito quel che viene comunicato. Ma nel momento in cui dei
parlamentari richiedono la stretta applicazione di norme
regolamentari la Presidenza non può che allinearsi alla perfetta
applicazione dello stesso Regolamento. Il che significa che il
disegno di legge in questione non potrà essere esaminato prima
del prossimo mercoledì.
Presidenza del presidente Cristaldi
Si passa all'esame del disegno di legge n. 840/A. Ha facoltà
di parlare il relatore, onorevole Di Martino, per svolgere la
relazione.
DI MARTINO . Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro aperta la discussione generale.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ritenevamo
che la maggioranza avesse più rispetto delle esigenze che erano
state manifestate. Dunque, siamo completamente dispiaciuti di
questo strabismo politico che continuiamo a registrare
all'interno di una maggioranza che diventa sempre più sistema,
che diventa sempre meno tollerante, meno rispettosa delle
esigenze di chi, all'interno di questo Parlamento, fino a pochi
momenti fa, ha mostrato, invece, di saper cogliere le esigenze di
chi deve governare con il ritiro di una mozione.
Questo atteggiamento è sicuramente grave, che accentua,
purtroppo, il livello di disagio che l'opposizione vive e
tuttavia, poichè abbiamo esigenze parlamentari da rispettare, ma
abbiamo pure l'esigenza di dover compiere quei passaggi politici
e quelle proposte che dovranno servire a perfezionare, a
migliorare il disegno di legge in questione, ci vediamo
costretti, signor Presidente, a dover dilatare anche non
volendolo i tempi parlamentari, salvo che non si pervenga ad una
decisione che considereremmo più equilibrata da parte di tutti,
secondo la quale la discussione generale non venga chiusa fino a
domani - onorevole Presidente della Regione, mi ascolta,
onorevole Presidente della Regione stavo tentando di formulare
una proposta civile per la prosecuzione dei lavori di questo
Parlamento - non voglio comunque disturbare la telefonata
dell'onorevole Capodicasa che sicuramente ha attinenza con i
lavori di questo Parlamento.
Signor Presidente, dicevo che avremmo apprezzato un
atteggiamento meno strabico da parte di quest maggioranza.
Poc'anzi abbiamo mostrato di saper cogliere le esigenze di
approfondimento che lei stesso ci aveva avanzato ed abbiamo
ritirato una mozione che ci ha fatto discutere parecchio. Ho
chiesto poc'anzi .....
FLERES .... così approfondimento che lie stesso ci aveva
avanzato e abbiamo ritirato una mozione che ci ha fatto
discutere parecchio. Ho chiesto poc'anzi di consentire
all'opposizione la predisposizione e la presentazione degli
emendamenti al disegno di legge n. 840. Pensavamo che questo
fosse un gesto parlamentare ovvio, scontato. Così non è stato.
Ci vediamo costretti a dovere surrettiziamente a dovere dilatare
i tempi di questo dibattito, signor Presidente, perchè i nostri
devono presentare gli emendamenti.
Allora, o noi perveniamo ad un accordo e dunque non
chiudiamo la discussione generale questa e la chiudiamo domani
mattina, anche fissando un orario, o stanotte. Dicevo, o noi non
chiudiamo la discussione generale e ci aggiorniamo a domani
mattina, ad una certa ora, fissando un termine per la
presentazione degli emendamenti e civilmente raggiungiamo le
nostre abitazioni per potere gustare il meritato riposo, per chi
può riposarsi, o per potere preparare il lavoro di domani, o
altrimenti, signor Presidente, non è che ci preoccupiamo ad
andare avanti. Andiamo avanti. Andiamo avanti con tutto quello
che questo significa sul piano politico, sul piano parlamentare,
sul piano regolamentare. Andiamo avanti e ciascuno di noi, vuol
dire che per consentire ai colleghi di approfondire gli argomenti
e di avere il tempo di presentare gli emendamenti, vuol dire che
ciascuno di noi, piuttosto che semplificare i lavori di questa
sera, si vedrà costretto, suo malgrado, e solo per questa
ingiustificata intolleranza della maggioranza, a dover dilatare i
propri interventi fino a quando non saremo pronti a rispondere
alle esigenze di rappresentatività relative alle diverse
questioni che il disegno di legge intende proporre. Per cui
questa sera ci troveremo a dovere ascoltare interventi che magari
saranno fuori luogo, che magari non rientreranno perfettamente in
quello che è l'oggetto della legge. E questo solo per consentire
ai colleghi di predisporre gli emendamenti.
Non mi sembra un comportamento nè civile nè politicamente
qualificabile. Penso che sia molto più opportuno che invece si
stabilisca un termine nella giornata di domani, anzi di oggi,
dato che è già trascorsa la mezzanotte, entro il quale presentare
gli emendamenti, consentire lo svolgimento del dibattito,
consentire l'illustrazione degli stessi emendamenti e permettere
all'Aula di pronunziarsi con la massima serenità, avendo
recuperato un clima di reciproca tolleranza che non può che
essere il presupposto essenziale per qualsiasi tipo di dibattito
parlamentare soprattutto nel momento in cui si parlare di risorse
del Governo e di termini entro i quali presentare le
modificazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, l'assessore Piro, chiamandomi
al citofono, mi ha comunicato che intende dare una comunicazione
all'Aula; poichè ciò potrebbe esser utile sia per lei che per
altri, gli do la parola.
FLERES. Io comunque avevo concluso, signor Presidente.
PRESIDENTE. Le sono grato, onorevole Fleres. Ha facoltà di
parlare l'Assessore Piro.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola, anche a
seguito dell'intervento dell'onorevole Fleres. Io credo che da
parte mia occorra un doveroso chiarimento. Non c'era nè quando
sono intervenuto venerdì, nè quando sono intervenuto poc'anzi
alcuna intenzione di forzare i tempi nè di non volere prestare
attenzione alle esigenze che erano state manifestate. Onorevole
Fleres, lontana da me questa idea. Anzi sono stato sempre
favorevole e continuo ad esserlo a che sia consentito il massimo
di disponibilità e di possibilità di intervento a tutti
parlamentari. Sottolineavo, però, un'esigenza e continuo ad
usare l'espressione "inderogabile", che è quella che possa essere
approvato entro i tempi previsti dalla Conferenza dei presidenti
dei gruppi parlamentari, dall'Aula, ripetutamente segnalati dal
Presidente dell'assemblea, fissati fino a questo momento al 23
dicembre, che entro quella data possa essere approvato
l'esercizio provvisorio che, voi tutti sapete, è un fatto
assolutamente necessario, necessario per evitare che dal mese di
gennaio l'Amministrazione si trovi completamente priva di un
documento finanziario, fatto sul quale, mi pare fosse intervenuto
un accordo generale, sia in Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari che in Aula.
Questa é la preoccupazione che mi muove, questo é, tra gli
altri, ma sicuramente un obiettivo che corre l'obbligo
all'assessore per il bilancio di segnalare.
A questo obiettivo io ho segnalato, occorreva e occorre
anche traguardare i tempi della nostra discussione e anche i
tempi di approvazione delle leggi che, comportando impegni
finanziari per il 1999, anche hanno bisogno di essere portati,
con una nota di variazione, all'interno dell'esercizio
provvisorio. Quindi la necessità di accelerare i tempi, da parte
mia, era esclusivamente legata alla necessità che entro la serata
del giorno 23 possa essere approvato l'esercizio provvisorio.
Allora io, signor Presidente, credo che se da una parte
viene mantenuto l'impegno, già preso peraltro da parte di tutti
i settori dell'Aula, a consentire, anche tecnicamente, che poi
nella serata del 23, insomma a chiusura dei nostri lavori, si
possa approvare l'esercizio provvisorio, da parte mia, da parte
del Governo, non c'é difficoltà ad accettare la proposta che é
stata formulata dall'onorevole Fleres di chiudere la seduta
adesso e potere, però, avere una chiusura della discussione
generale in un tempo ragionevole domani mattina (le 11.00, le
11.30, lo fissi Lei signor Presidente, non c'é problema da questo
punto di vista) in modo da potere consentire la presentazione
degli emendamenti.
Se questo é, se così é, se c'é questo impegno di carattere
generale, da parte nostra non ci sono difficoltà, signor
Presidente, se l'Aula decide in questo senso.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, grazie per questa
precisazione che porta serenità all'Aula. C'é l'impegno d'Aula,
comunque, a giungere all'approvazione dell'esercizio provvisorio.
Presidenza del presidente Cristaldi
Pertanto, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 22 dicembre
1998 alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Integrazione del fondo dei comuni di cui all'articolo 11
della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5. Realizzazione di
progetti di utilità collettiva e disposizioni finanziarie
urgenti" (n. 840/A). (Seguito)
Relatore: On.le Di Martino
III - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
IV - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
VI - ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA
FONDAZIONE "FEDERICO II".
VII - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre
al Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate/A) (Seguito).
Relatore: On.le Provenzano.
VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
IX - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 1998. Assestamento" (n.
726/A).
2) "Variazioni di bilancio per l'attuazione delle riserve
sulle entrate della Regione a favore dell'erario dello
Stato ed interventi in materia di agricoltura e foreste"
(NN. 698-834-837/A).
3) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)
X - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari" (N. 795).
(la seduta é tolta alle ore 00.33 di martedì 22 dicembre 1998)
(esitato dal Servizio Resoconti alle ore 01.30)