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Resoconto d'Aula della Seduta n. 208 di martedì 22 dicembre 1998
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                   PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       La seduta è aperta alle ore 10.45.

     PEZZINO,  segretario  f.f.,  dà  lettura  del processo verbale
  della   seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  è
  approvato.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

      N. 278 - Interventi per  la  differenziazione  del  prezzo
    della benzina in Sicilia.
      Fleres Salvatore; Grimaldi Ugo; Leontini Innocenzo;  Croce
    Antonino
    Presentata il 21/12/98
                          ----------------

     PRESIDENTE. Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma nono,
  del  Regolamento   interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "INTEGRAZIONE
    DEL  FONDO  DEI  COMUNI  DI  CUI  ALL'ARTICOLO  11  DELLA LEGGE
    REGIONALE  30  MARZO  1998, n.  5. REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI
    UTILITA'   COLLETTIVA   E   DISPOSIZIONI  FINANZIARIE  URGENTI"
    (840/A).

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione  del  disegno  di  legge  n. 840/A: "Integrazione del
  fondo  dei comuni di cui all'articolo 11 della legge regionale 30
  marzo  1998 n. 5. Realizzazione di progetti di utilità collettiva
  e disposizioni finanziarie urgenti" (Seguito).
       Invito   i  componenti  la  II  Commissione,  'Bilancio',  a
  prendere posto nel relativo banco.
       Onorevoli  colleghi,  constatata  l'assenza  dei  componenti
  della Commissione, la seduta è sospesa per 15 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.55, è ripresa alle ore 11.15)

    La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  ulteriormente sospesa e
  riprenderà alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 12.18)

                     PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "INTEGRAZIONE
    DEL  FONDO  DEI  COMUNI  DI  CUI  ALL'ARTICOLO  11  DELLA LEGGE
    REGIONALE  30  MARZO  1998, n.  5. REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI
    UTILITA'   COLLETTIVA   E   DISPOSIZIONI  FINANZIARIE  URGENTI"
    (840/A).

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Seguito della discussione del disegno di legge <<Integrazione dei
  fondi dei  comuni di cui all'articolo 11 della legge regionale 30
  marzo   1998,   n.  15.  Realizzazione  di  progetti  di  utilità
  collettiva e disposizioni finanziarie urgenti.>> (840/A).
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione  legislativa
  permanente 'Bilancio'  a  prendere posto nell'apposito banco.
       Informo l'Aula che  l'esame  del disegno di legge è iniziato
  nella  seduta  pomeridiana   di  ieri  e  si  è  interrotto  dopo
  l'apertura della discussione generale.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io sono da un
  certo punto di  vista stupito, da un altro divertito perchè, dopo
  avere litigato  per  diversi  mesi, nel corso dell'ultimo scorcio
  del 1997 e  nei  primi  mesi del 1998 che vide l'approvazione del
  bilancio in limine litis nel mese di aprile, oggi il 22 dicembre,
  prima della  vigilia,  dell'antivigilia di Natale, a chiusura dei
  lavori del 1998,  il  Governo presenta una manovrina che mobilita
  ad occhio e croce circa 3000 miliardi per il 1998 e 1999.
       Tre  mila  miliardi,  onorevole Piro, perchè il 20 per cento
  delle entrate tributarie che si intendono riservare ai comuni, ad
  occhio  e  croce, corrispondono a circa 2000 miliardi. Quindi non
  credo di sbagliare di molto se dico che la manovra che il Governo
  presenta  e  che è passata in Commissione nella serata di giovedì
  mobilita circa 3000 miliardi.
       Ma  quello  che  mi  stupisce  non  è  tanto il fatto che si
  presenta una manovra di 3000 miliardi, quanto che si presenta una
  manovra che  va  ad implementare ulteriormente la spesa corrente,
  va a variare  somme che dai capitoli in conto capitale portano le
  somme ai capitoli  di  spesa corrente e quindi, nella sostanza, a
  fare  tutto ciò  che  il  Presidente  Capodicasa, in  un  pomposo
  articolo  scritto  sul 'Sole  24  Ore' all'indomani  del  proprio
  insediamento, diceva e  cioè  che l'unica cosa che il Governo non
  avrebbe fatto  sarebbe  stata  quella,  appunto,  di aumentare le
  spese.
       Oggi  si presenta una manovra di circa 3000 miliardi che non
  sono   altro   che  un  ulteriore  fiume  di  denaro  che  va  ad
  incrementare  iniziative  che tutto hanno fuorchè un valore e uno
  scopo di ordine sociale, politico, morale.
       Siamo,  quindi,  un  po' alla frutta. Il Governo tra l'altro
  presenta un disegno  di  legge che, oltre ad essere improntato al
  più forte partito  di  questa  Assemblea, il partito della spesa,
  non  ha  neppure  il  pudore  di  ammantarsi  di  una  coltre  di
  iniziative    che    possano   poi   successivamente   mirare  ad
  irreggimentare la spesa,  a  limitare  la  spesa,  a  porre sotto
  controllo la spesa del bilancio regionale.
       E  allora di  fronte  a  questa  mancanza  di  riguardo  nei
  confronti dell'Assemblea,  ma soprattutto del popolo siciliano, è
  chiaro che la  protesta  da  parte delle forze di opposizione non
  può che essere estremamente vibrata, estremamente forte.
       Non c'è, per esempio, la norma che determina, che stabilisce
  il  limite  all'indebitamento per il 1999. Perchè, vede onorevole
  Piro,  dire  che  ai  comuni spetta il 20 per cento delle entrate
  tributarie, in realtà non significa assolutamente nulla.
       Vorrei,  infatti,   capire,  atteso   che   oggi  il  limite
  dell'indebitamento per il 1999, stabilito dal precedente governo,
  è di 2330  miliardi con circa 1700 miliardi di fondi regionali in
  meno 9 rispetto  al  1998, io vorrei capire se c'è una differenza
  tra il capitolo  di  bilancio  già  depositato  al 1 ottobre - fu
  qualche giorno dopo, per la verità - e noi siamo per approvare un
  esercizio provvisorio  su  un  bilancio, così come depositato che
  prevede una spesa per  i comuni che ammonta per esempio al 17, 18
  per cento, 19 per cento delle entrate tributarie, questi 200, 300
  miliardi che mancano per andare a coprire la somma, la differenza
  tra la somma iscritta  nel bilancio 1999 e quella che è il 20 per
  cento  delle   entrate   tributarie  comporterebbe,  da  dove  li
  prendiamo?
       Li  prendiamo  da  un  aumento  dell'indebitamento  pubblico
  oppure  li  prendiamo  dal  rastrellamento  di  altri capitoli di
  bilancio  già  abbastanza sofferenti che ci troviamo sul bilancio
  1999?
       O  si pensa magari che ci sarà un dono da parte dello Stato,
  e così mi  pare  che  non  possa  essere,  atteso  che  la  norma
  approvata  qualche   giorno   fa   dal  Senato  della  Repubblica
  sostanzialmente stabiliva nel mese di settembre il termine ultimo
  entro il quale  la  Regione siciliana e lo Stato avrebbero dovuto
  dirimere le  proprie  controversie  che  spesso  sono sfociate in
  numerosi ricorsi della Corte costituzionale.
       Ecco,  non  dare  queste  risposte  e  allo stesso tempo non
  inserire tra gli articoli di questo disegno di legge il limite di
  indebitamento  pubblico significa veramente non volere affrontare
  i problemi, ma volerli eludere, al di là ed al di fuori di quanto
  i precedenti governi si siano mai sognati di fare.
       Vorrei  ricordare ai parlamentari presenti in quest'Aula che
  l'articolo  1  di ogni legge finanziaria che il sottoscritto, con
  il Governo  Provenzano  prima  e  con  il  Governo Drago dopo, ha
  depositato  presso  l'Assemblea regionale siciliana, conteneva il
  limite   dell'indebitamento   pubblico;   stabiliva   il   limite
  dell'indebitamento pubblico che per il 1999, nel disegno di legge
  depositato  in Commissione Bilancio prima della crisi di governo,
  era fissato appunto in 2.330 miliardi.
       Si  affronta,  quindi,  il  problema  dei  comuni, ma non si
  affronta il problema del limite dell'indebitamento pubblico della
  Regione   siciliana.   Questo  è  scandaloso.  E'  una  cosa  che
  veramente grida vendetta,  motivo per il quale l' opposizione, in
  quest'Aula, in  questi  ultimi  giorni  di attività parlamentare,
  proporrà un' azione durissima su questo fronte.
       Non è  possibile  dire che si stabilisce per legge che il 20
  per cento  dei  tributi  vanno  ai comuni senza avere detto prima
  qual  è  il  limite  dell'indebitamento pubblico.  Vorrei capire,
  atteso che le entrate devono pareggiare le uscite - o almeno così
  dovrebbe  essere visto che naturalmente questo forse, nella mente
  di  qualcuno  vuole  essere  disatteso - atteso questo principio,
  vorrei capire  se il 20 per cento dei tributi vanno ai comuni, ai
  comuni in generale,  in  quanto  non si dice se piccoli o grandi,
  non si dice se  per  la  spesa dei consulenti del sindaco o per i
  servizi socio-assistenziali,  nulla  è detto di tutto questo. C'è
  soltanto un generico  impegno di spesa a favore dei comuni per il
  1999.
       I comuni che  sono  il  principale  motivo di dissesto della
  Regione siciliani; i  comuni  che hanno portato a questo punto la
  Regione siciliana e  che, naturalmente, non è interesse di alcune
  lobbies che sono anche presenti all'interno di questa Assemblea -
  e faccio riferimento  alla lobby   dei sindaci presenti in questa
  Assemblea - non  è interesse di costoro risolvere il problema del
  bilancio  della   Regione  siciliana;  è  interesse  risolvere  i
  problemi dei bilanci  dei  loro  comuni e quindi su questo passa,
  tagliando la testa a  tutti,  il loro interesse al di sopra ed al
  di fuori di quello dei cinque milioni di siciliani che abbiamo il
  dovere di governare.
       E'   una   cosa  scandalosa,  signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  questo  disegno  di  legge   E'  una  cosa  scandalosa
  stabilire  quello  che  si  stabilisce in questo disegno di legge
  che, poi, quando  andremo  a vedere articolo per articolo,in modo
  più corretto esamineremo.
       Probabilmente c'è  una  riserva  mentale  in questa lobby e,
  sopratutto, nel Presidente  della Regione, e la riserva mentale è
  quella che sostanzialmente  i poteri forti, i grandi editori sono
  oggi sotto  l'ombra  dell'Ulivo e quindi, probabilmente, si pensa
  che il Corriere  della  Sera  non  scriverà  gli  articoli che ha
  scritto  pochi  giorni   fa.  Si  pensa  che  su  Repubblica  non
  appariranno quelle critiche che sono apparse invece nei confronti
  del governo Drago.
       Probabilmente si  pensa che l'infedeltà di qualche dirigente
  regionale non  possa essere oggi motivo di preoccupazione, atteso
  che l'infedeltà era nei confronti di un governo di centro-destra,
  mentre  mira   a  tutelare  un  governo  di  centro-sinistra.  E'
  possibile che tutta  una  serie  di  propalazioni che sono venute
  fuori da parte  di  qualche pentito della politica oggi non siano
  motivo di  preoccupazione,  atteso  che  quel  pentimento era nei
  confronti di  un  governo  di  centro-destra,  mentre è piuttosto
  remissivo nei confronti di un centro-sinistra - tanto che ieri si
  è assistito ad  un  dibattito  sulla revoca delle nomine fatte da
  molti che oggi  anche  siedono  al  Governo e che ha visto tacere
  queste persone. Però  io  credo  che  anche se c'è la certezza di
  avere delle  protezioni  da parte dei grandi editori, da parte di
  queste lobbies,  da  parte,  in  particolare,  di  coloro i quali
  premono per  i  loro  interessi. I sindacalisti hanno riempito le
  pagine dei  giornali,  le  prime  pagine,  i notiziari sulla RAI,
  addirittura, in prima serata, dicendo che volevano il risanamento
  finanziario e  oggi  di fronte alla omertà di questi soggetti che
  sulla stampa  dicono  di  volere  il  risanamento finanziario, ma
  quando si  presentano  questi  disegni di legge, rimangono zitti,
  ebbene dico che  forse  avete fatto male i conti perché non avete
  fatto i conti  con  quello  che  è  la  reale struttura di questo
  Paese, di questa Regione che è quello della gente.
       Il centro-destra,  il  Polo della libertà è il partito della
  gente. Non  abbiamo  con  noi  le grandi sigle, quelle sindacali,
  quelle delle  autonomie  locali,  non abbiamo i grandi patronati,
  non abbiamo  tutti  coloro  i  quali  nel  bilancio della Regione
  succhiano il  sangue, la linfa vitale della loro attività e della
  loro organizzazione. Ma abbiamo con noi la gente, la gente che ci
  vota, la  gente  che  ci  premia ad ogni elezione costantemente e
  continuamente, la gente che è disaffezionata alla politica perché
  ha visto  qual  è  questo  modo  di  fare  politica  della classe
  dirigente, non soltanto siciliana, ma direi, nazionale.
       Allora siccome  siamo il partito della gente, in quest'Aula,
  porteremo la  voce  della gente. Diremo che è una vergogna questa
  variazione di bilancio che non è una variazione di bilancio, ma è
  una finanziaria  per  il  1999  che non prevede nessuna di quelle
  regole che  invece  erano state previste nella finanziaria che il
  Governo  Drago  aveva  presentato.  Spese,  spese,  spese, sempre
  spese, ancora spese,  il partito della spesa è un partito che non
  si vede  più nei banchi dell'opposizione, ma oggi siede in quello
  della maggioranza  e  siede soprattutto al Governo che attraverso
  la    presentazione    di   questa   legge   finanziaria,   vuole
  sostanzialmente dire  intanto  quali  sono  i diritti di coloro i
  quali sono  vicini  all'Ulivo,  di  coloro i quali sono vicini al
  centro-sinistra, di tutte quelle associazioni che non hanno visto
  decurtato in  questa legge finanziaria che il Governo ci presenta
  il 25 per cento del loro contributo.
       Cari amici,  la  verità è quella che dicevo pochi giorni fa,
  nei banchi  del Governo siede un blocco conservatore che ha avuto
  la responsabilità  di  portare  la  Regione al dissesto. Siede un
  blocco conservatore che è responsabile di tutte le leggi che sono
  state fatte  in  questo cinquantennio, in questa nostra Assemblea
  regionale siciliana.
       Tutti i  contributi  dati  alle associazioni che ammontano a
  cento miliardi l'anno rimangono per il 1999 invariati dopo che il
  Governo   presieduto   dall'onorevole   Drago  e  che  vedeva  il
  sottoscritto come  assessore  per  il bilancio ha avuto invece il
  coraggio di decurtare tutti i finanziamenti per il 25 per cento.
       Finanziamento decurtato  per  il 25 per cento - lo ricordo -
  che in realtà stravolgeva la precedente impostazione del Governo.
  Perché quando arrivò in quest'Aula il disegno di legge presentato
  da noi, era un disegno di legge che prevedeva una decurtazione di
  almeno il 25 per cento e fu la resistenza del centro-sinistra, di
  un'opposizione che voleva tutelare interessi consolidati che oggi
  esistono nel  bilancio  della Regione che mutò quella norma e che
  disse che non almeno il 25 per cento, ma fino al 25 per cento, si
  potevano decurtare.
       Affondando così  questo  disegno  di  legge  del Governo che
  invece prevedeva  di risparmiare sui cento miliardi di contributi
  almeno  cinquanta  miliardi.  Neppure  una  quindicina  ne furono
  risparmiati grazie  a  questa  feroce  opposizione  di  un blocco
  conservatore che  non  voleva  toccati  i propri interessi perché
  dietro ogni  contributo  ad  ognuna  di  queste  associazioni  si
  nascondono gli amici, si nascondono coloro i quali poi al momento
  elettorale sono pronti ad andare a veicolare il consenso verso il
  centro-sinistra,  si  cercava  di  tutelare tutta quella macchina
  elettorale che viene messe ogni volta in moto dal centro-sinistra
  e che  però  come  abbiamo  visto recentemente non porta la gente
  alle urne,  ma  anzi  le  allontana  perché  la gente è veramente
  indignata per questo modo di fare politica.
       La gente  è indignata perché in quest'Aula non si prendono a
  cuore  gli  interessi  di  tutta  la  popolazione  siciliana,  ma
  soltanto di  pochi  ceti, di poche categorie, di privilegiati, di
  un ceto che  una  volta  veniva  definito  baronale  e che oggi è
  rappresentato dal centro-sinistra.
       Questo centro-sinistra che siede ai banchi del Governo e che
  si arroga il  diritto  di  voler  pensare,  di  voler dire che si
  tutelano gli  interessi della gente. Nessuna di queste iniziative
  è stata  presa. La legge finanziaria non prevede ognuna di queste
  cose; non prevede  il  limite  all'indebitamento,  non prevede la
  decurtazione delle somme  per  le associazioni, non prevede, come
  l'onorevole Capodicasa qualche  giorno  fa proponeva, non prevede
  l'abrogazione  degli  enti   inutili.  Nessuna  di  queste  norme
  prevede alcuna abrogazione.  Nessuna  di  queste norme presentate
  in questa finanziaria per  il  1999  prevede  alcunché  circa  il
  contenimento della spesa  pubblica.  Soltanto  spese, come dicevo
  poco fa, e nessun'altra cosa.
       Allora,  Signor  Presidente,  che  cosa  vuole  fare  questa
  opposizione.
       Questa opposizione vuole fare innanzitutto il suo dovere, ma
  in modo  chiaro,  in  modo rigido, in modo estremamente coerente.
  Presenterà una serie di emendamento in cui cercherà di limitare i
  danni che  questo  Governo  che  non  ha  il  suffragio  popolare
  vorrebbe fare e perpetrare nei confronti dei siciliani, ma si non
  si  limiterà   a   questa   opposizione  dura,  presenterà  degli
  emendamenti che  mirano  a ripristinare un corretto funzionamento
  di una legge  finanziaria  che invece è stata stravolta in questo
  disegno di legge  che  ci  viene propinato due giorni prima delle
  vacanze di  Natale.  Allora noi presenteremo l'emendamento per il
  limite  dell'indebitamento pubblico.
       Presenteremo gli  emendamenti che riguardano la soppressione
  degli enti inutili e  vedremo  se questo centro-sinistra vuole la
  soppressione degli enti inutili o  -  come penso io - cercherà di
  mantenerli  perché  dietro  ognuno  di  questi  enti  inutili  si
  nasconde un presidente di consiglio di amministrazione, quattro o
  cinque consiglieri di amministrazione, direttori, segretari tutti
  lautamente retribuiti dalla Regione siciliana.
       Vedremo se c'è veramente la volontà di cambiare la Sicilia o
  di mantenere tutto quel  potere  occulto  che  avete  cercato  di
  coltivare facendo un  ostruzionismo  pesante  nei  confronti  del
  centro-destra che finalmente  voleva  cambiare  la  storia  della
  Sicilia.  Vedremo al  momento  opportuno  che  cosa  farà  questo
  centro-sinistra, come voteranno  i  democratici di sinistra, come
  voterà la rete, come voteranno tutti quei gruppi parlamentari che
  a chiacchiere vogliono il cambiamento della Sicilia, vogliono una
  svolta  e invece nei  fatti  continuano  a  mantenere  un  potere
  consolidato fatto di amici degli amici, degli amici, in cui nulla
  cambia e in cui si  crede di potere ingannare il popolo siciliano
  attraverso queste manovrine di bassa lega.
       Una opposizione  quindi dicevo non dura su questo disegno di
  legge, durissima,  ma  una  opposizione che naturalmente mirerà a
  mettere di  fronte il centro-sinistra alle proprie responsabilità
  di  governo   perché   forse   non  avete  capito  che  avete  la
  responsabilità del futuro dei siciliani. Avete, cari colleghi del
  centro-sinistra, la responsabilità del futuro dei nostri figli.
       Due sono le  strade  o  si  continua  a  indebitare i nostri
  figli, si continua  a  far  sì  che  ogni neonato che nasce abbia
  decine e decine  di  milioni  di  debito  già ancor prima di aver
  messo piede in questo mondo, oppure si vuole veramente mettere un
  freno a questa  ignobile  corsa  alla spesa che quest'Aula che in
  particolare l'opposizione  di centro-destra deve impedire in modo
  feroce, in  modo  determinato  senza  alcuna  indulgenza. Non c'è
  nessuna possibilità di mediazione, non c'è nessuna possibilità di
  accordo.
       Noi non vogliamo  questa  legge perché  impedendo che questa
  legge venga varata,  signor  Presidente,  onorevoli Colleghi, noi
  faremo  un favore a  tutti  i  siciliani,  non  a  quei  duemila,
  tremila, quattromila siciliani  che  sono rappresentati in questo
  ignobile disegno di legge  e  che  si  spartiscono  circa tremila
  miliardi, ma i siciliani tutti coloro i quali non hanno interessi
  radicati nel bilancio della  Regione, i siciliani che vogliono il
  cambiamento, i siciliani che  non  sono dietro le porte di questo
  Palazzo  che  dovrebbe  essere  nobile  e  mantenuto  con  grande
  nobiltà, ma sono a  casa che lavorano, sono nelle fabbriche, sono
  nelle aziende, sono negli  uffici,  sono  nei campi, sono a mare,
  sono tutti coloro i  quali  lavorano,  giorno  dopo  giorno e non
  hanno tempo da perdere dietro il palazzo dell'Assemblea regionale
  siciliana per chiedere  qualche  centinaia  di milioni per potere
  campare la propria  famiglia.
       Bisogna avere allora  cari  colleghi  la  consapevolezza che
  oggi  nelle  nostre  mani  è  il  destino  della  Sicilia  e  dei
  siciliani, perché una  manovra  di  tremila miliardi, ammesso che
  questa manovra abbia  i  crismi della costituzionalità, ma questo
  lo lascio all'onorevole Di Martino, noto costituzionalista che ci
  vorrà naturalmente rallegrare con  le sue opinioni visto che alla
  fine anche l'onorevole Di Martino è uno dei nostri, nel senso che
  è lo spirito critico della maggioranza.
       Allora l'opposizione  sarà  molto  ferma, molto dura, signor
  Presidente, e concludo con  oltre  sette  secondi di anticipo sul
  mio tempo.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  lei  forse
  dall'alto del suo  scranno  che  le consente di vedere lontano ma
  non certamente vicino  alle  cose  che  accadono,  e mi riferisco
  anche al Vicepresidente  della Regione per la carica che ricopre,
  forse questa maggioranza non  si  rende  conto di come ha i piedi
  d'argilla e  dello  stato  comatoso  dei  lavori  parlamentari di
  questo Palazzo.
       Io stamattina ho rassegnato le mie dimissioni irrevocabili -
  non mi guardi  così,  signor  Presidente  -  da  componente la IV
  Commissione "Territorio  e  ambiente" perché la IV Commissione da
  oltre  due  mesi  non  si  riunisce,  colleghi,  e  provvedimenti
  importanti rimangono al  palo  e  non  possiamo finanziare né gli
  interventi di edilizia  economica  e  popolare  nei  comuni,  non
  possiamo  finanziare  i   contributi  alle  unità  sportive,  non
  possiamo esaminare leggi importanti  come  quella  per i campi da
  golf perché nessuno dei  parlamentari di maggioranza, ma anche di
  alcuni settori dell'opposizione vengono più in Commissione.
       E'  chiaro   che   questo   non   è  solamente  dovuto  alla
  concomitanza di altri lavori,  ma  è dovuto ad uno stato di grave
  malessere che  c'è  in  questo  Parlamento.  Stato  di  malessere
  generale determinato da questo ribaltone che ha creato confusione
  nella politica regionale,  che ha creato e che ha disamorato alla
  politica maggioranza  ed  opposizione  e  che sta determinando la
  paralisi dell'attività  parlamentare che si ripercuote gravemente
  con effetti devastanti all'interno.
       Io invito i colleghi del Parlamento a prendere con la dovuta
  importanza e col  dovuto  rigore  questi  segnali  che  si stanno
  verificando  perché  è   un  clima  pesante  quello  che  si  sta
  realizzando all'interno della politica siciliana.
       Qui  le   scelte   di   basso   governo,   l'occupazione   e
  l'usurpazione del  sotto  governo,  le politiche della gestione e
  l'occupazione della cosa  pubblica  hanno  ceduto  il  passo alla
  politica, quella con la P maiuscola.
       Io invito i colleghi  parlamentari  ad  un maggiore senso di
  responsabilità, ma invito anche  il  Governo  a  prendere atto di
  quello che si sta verificando, perché questa maggioranza si è già
  sfaldata prima di  iniziare.  Lo  abbiamo  visto  in  Commissione
  "Bilancio" ieri sera per quanto concerne la delicatissima materia
  del finanziamento del Parco  della  Valle  dei  Templi,  dove  un
  assessore della  maggioranza  ha  preso  posizione diametralmente
  opposte rispetto alle scelte  del  capo  di questo Governo e sono
  segnali   inquietanti   dal    punto   di   vista   politico   ed
  amministrativo, che l'opposizione ha il dovere ed ha raccolto, ha
  verificato ed analizzato e  li  tramuterà in un momento di grande
  opposizione perché  intendiamo  denunziare  all'opinione pubblica
  che  questo  Governo  non   è   un'intesa   di  programmi,  ma  è
  un'accozzaglia  di  obiettivi   e   di  spartizioni,  che  stanno
  umiliando  la  politica,   che   hanno   creato  gravi  divisioni
  all'interno  di  questa   maggioranza  e  hanno  fatto  diminuire
  l'entusiasmo e l'ottimismo  che questo Parlamento aveva quando si
  è insediato.
       Voi state determinando  la  fine  della politica in Sicilia
  Avete messo assieme una  serie di contraddizioni che sono esplose
  perché questa torre di Babele  che  è il Governo Capodicasa è per
  lei e attraverso lei,  onorevole Lo Monte, questa torre di Babele
  dove  ognuno di voi  si  è  messo  assieme  parlando  una  lingua
  diversa, avete determinato  una confusione che sta trascinando la
  Sicilia in uno stato di  grave  disagio, in uno stato dove i guai
  che  stiamo  determinando   ai  nostri  concittadini,  ai  nostri
  Siciliani, sono così tali  che  ci  vorranno  dieci  anni di buon
  governo dopo di voi  per  ristabilire  un  equilibrio politico in
  Sicilia.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE. Signor  Presidente  dell'Assemblea  , signor presidente
  della Regione (che  non c'è), onorevoli colleghi, stiamo parlando
  di  un  disegno  di   legge,  l'840  che  prevede  una  serie  di
  iniziative. Iniziative che  vanno  alcune nella giusta direzione,
  debbo dire che abbiamo  lavorato  in commissione e quindi conosco
  il disegno di legge; altre, invece, vanno in altra direzione che,
  francamente, non mi convince. Ed è tutta la parte più corposa del
  provvedimento di legge. Ed  è  la  manovra che il Governo intende
  fare a favore dei comuni.
       Ecco, questo è un  fatto  su  cui,  anche  in commissione ho
  cercato una motivazione che non ho trovato e anche se l'onorevole
  Piro  si  è  sforzato  a  dare  una  informazione,  una  corretta
  informazione sulla manovra, questa motivazione del Governo non mi
  convince.  E non  mi  convince  perchè,  secondo  me,  svuota  di
  contenuto una legge  che  era  stata  realizzata,  che  era stata
  approvata da questo  Parlamento  e  che  aveva delle finalità ben
  precise.
       Quindi, la  questione  della indifferibilità, come la chiama
  l'onorevole Piro -  è  ricorrente  questo  termine quando bisogna
  determinare o raggiungere  un  obiettivo  -  per  quanto riguarda
  questa parte, ripeto, non mi convince.
       Secondo me c'è, nella manovra, e quindi una forzatura, debbo
  dire, una forzatura  perchè  gli  effetti  di quella legge, della
  legge 5, non sono  stati  resi validi, perchè quella legge non ha
  mai funzionato, si può  dire,  vista  qual'è  la  situazione e la
  condizione di oggi che andiamo a restituire ai comuni i soldi che
  avevamo in un certo  senso  organizzato  con  la  legge  5  e che
  servivano per altre finalità.
       Mentre  io  apprezzo  e  condivido  lo  sforzo  che  si  sta
  realizzando per quanto  riguarda  le politiche del lavoro, almeno
  per quanto riguarda due,  tre argomenti che sono qui presenti nel
  disegno di legge, tutte  le  altre  questioni  non  le capisco e,
  francamente, se non le  capisco ci deve essere o qualche cosa che
  non  funziona oppure ci  deve  essere,  da  parte  mia,  una  non
  conoscenza del problema  perchè  non  me  lo  hanno rappresentato
  tale....

     DI MARTINO  ...la seconda che ha detto...

     CROCE  ...  quindi,  caro  onorevole  Di  Martino, faceva bene
  l'onorevole Tricoli  a  dire  che  tu  sei il costituzionalista e
  quindi l'uomo  che sa tutto.  E allora è difficile parlare contro
  l'onorevole Di  Martino,  amici miei, è difficile perchè lui è un
  conoscitore  dei  sistemi e della pratica dell'Assemblea. Io sono
  novellino e  quindi mi attivo soltanto nella direzione delle cose
  che posso  conoscere, non vado oltre, caro onorevole. E però oggi
  debbo rappresentare una difficoltà, anche se siamo sotto Natale e
  quindi  c'è  questa  volontà,  questa  voglia  di  pervenire alla
  soluzione di  alcuni problemi, ma non è pensabile di soprassedere
  nel   momento  in  cui  si  affrontano  problemi  seri,  problemi
  importanti.
       Io condivido che  nella  manovra  si  fa giustizia di alcune
  cose, di alcuni debiti  che la Regione ha nei confronti di alcuni
  soggetti che hanno lavorato  e  che, oltretutto, hanno svolto una
  pratica.  Condivido la manovra  per quanto riguarda i 30 miliardi
  per la custodia dei  Beni  culturali, i servizi, la società mista
  dell'APC che rende  un  servizio  alla  collettività,  quindi una
  manovra  necessaria   utile,  importante  perché  tanti  soggetti
  operano  nell'ambito di  quella  struttura;  condivido  anche,  e
  soprattutto, il riconoscimento  finalmente  a  quei  soggetti che
  operano in chiaro disagio  per  quanto  riguarda  per  esempio le
  farmacie rurali nelle  isole minori, questi sono fatti importanti
  ed indifferibili perché  assicurano  un  servizio,  ma per quanto
  riguarda altri momenti di spesa ho grosse perplessità e dubbi.
       Ecco  perché  la  manovra  si presta a  qualche  equivoco  e
  soprattutto a delle anomalie che non possiamo  nascondere,  ma si
  presta  soprattutto perché alcuni componenti  di  questo  governo
  alterano il rapporto e quando ieri abbiamo  avuto  la possibilità
  di parlare qui delle mozioni," no delle emozioni",  ho avuto modo
  finalmente di capire dove questo Governo intende andare, in quale
  porto intende approdare.
       E  quando   l'assessore   Morinello  sulla  questione  delle
  sovrintendenze recita con un atto del genere io  dico  che questo
  significa riportare indietro la macchina  dell'amministrazione  e
  soprattutto  della illegalità, perché quell'atto  serviva  ad  un
  riordino complessivo ed a recuperare la credibilità...

     ZANNA. Lasciamo perdere.

     CROCE .. Lei onorevole Zanna non ha capito niente. Questo è il
  problema, il riordino complessivo delle sovrintendenze in Sicilia
  era il  punto  chiave  della  politica culturale, del Governo, di
  qualsiasi governo  perché  è  li  che  nasce la proposta senza un
  riordino  dell'apparato  e  quindi  senza  un  bilanciamento  dei
  poteri, tra  le  istituzioni periferiche e quelle centrali non ci
  può   essere   politica  attiva  e  culturale,  visto  che  siamo
  nell'ambito dei beni culturali.
       E  bene,  questo  provvedimento  se  si  dovesse  realizzare
  penalizza  un grande patrimonio che noi  abbiamo:  tutti  parlano
  male dei funzionali. Io di questi funzionari  dei  beni culturali
  ne parlo bene e soprattutto di quelli che hanno speso una vita ed
  hanno   contribuito  ad  elevare  questo   patrimonio   culturale
  siciliano.
       Questo è il vero  problema,  che  questo  persone oggi erano
  interessate  ad   un   provvedimento   importante,   legittimo  e
  soprattutto dava a  loro  il  riconoscimento  del  lavoro svolto,
  perché attraverso un esame, critico debbo dire, un esame concreto
  di  tutte  le  pratiche siamo riusciti a  portare  avanti  quelle
  professionalità che servivano e che servono alla  Sicilia. Qui si
  vuole  penalizzare  l'istituzione, si vuole  penalizzare  chi  ha
  lavorato  e  si  vuole penalizzare un  settore  così  importante,
  strategico come i beni culturali, onorevole Zanna.
       Quei provvedimenti, e  torno a parlare di quei provvedimenti
  perché sono in linea rispetto anche alla gestione dei servizi dei
  beni  culturali, erano e rimangono il punto  centrale,  il  punto
  concreto  della  politica del Governo, di quel  Governo,  non  di
  questo Governo che mi appare già confuso,  disorientato,  e debbo
  dire  interessato  ad altri momenti della  politica,  al  ritorno
  soprattutto di altri momenti della politica dolorosi,  non si può
  tenere questo stato di disagio, non si può  tenere un funzionario
  responsabile di sette avvenimenti, sette  incarichi  con  facenti
  funzioni  con interim,  che  questa Regione intende conservare. E
  quindi è lì che  dobbiamo  verificare, è lì che dobbiamo chiarire
  meglio la questione ai  siciliani  per vedere chi vuole veramente
  cambiare le cose e  chi  eventualmente oggi ci arrocca e pretende
  oltretutto da noi  l'adesione  a  questo  progetto  politico così
  misterioso.
       Dov'è l'assessore Morinello?

     ZANNA. E' con le ruspe nella Valle dei Templi.

     CROCE. Ha esordito malissimo con le ruspe ad Agrigento e con i
  carabinieri, o con i vigili o con la Questura a Villa del Casale.

     ZANNA. Lei non ha saputo difendere la Villa del Casale.

     CROCE.  Lì  c'è   bisogno   soltanto  di  prendere  decisioni,
  onorevole Zanna, e lei lo  sa  benissimo  che  quando dice che la
  Conferenza dei Servizi, che  la Conferenza dei sovrintendenti non
  è stata fatta dice il falso.
       E' sancito nel decreto che  ho firmato, dove ci sono tutti i
  passaggi relativi al procedimento  iniziato nel 1996; questa è la
  verità ma siccome a lei la verità  non  piace o le fa male allora
  queste cose non si debbono  dire, ma  non è così.
       Quindi, signor Presidente,  quando  io  all'inizio  del  mio
  intervento sostenevo, e adesso sostengo, che in questo disegno di
  legge ci sono momenti importati è vero. E' vero che ci sono fatti
  su cui bisogna misurarsi,  ma  non  c'è,  certamente,  quello che
  aspettavamo cioè quelle  cose  indifferibili che dice l'onorevole
  Piro, non ci sono;  ci  sono  soltanto  alcune postazioni, alcuni
  accorgimenti tattici che  possono  riferirsi anche alle questioni
  tecnico-contabile, come dice  l'onorevole  Piro,  che  serviranno
  sicuramente a fare l'esercizio provvisorio e andare oltre ma che,
  comunque, non trovo la  grande  motivazione  in questo disegno di
  legge, non c'è.
       C'è soltanto confusione che  si  vuole  alterare sempre più,
  perché  questo Governo non  ha  una  linea  e  nasce  soprattutto
  attraverso una serie di situazioni  e  di  fatti  che vedremo più
  avanti quando parleremo  dei  rapporti  complessivi  dei  partiti
  presenti  in  questa   Assemblea   Regionale.
       E  quindi,  signor   Presidente,   nell'ambito   di   queste
  iniziative, che questo Governo  intende  portare  avanti, io vedo
  soltanto non solo la confusione  ma  si  vanno  a  penalizzare le
  categorie più deboli, si vanno  a  penalizzare  i lavoratori e si
  danno soldi ai comuni che hanno speso soldi per fare altre cose e
  non per creare lavoro.

     ZANNA. Questa è demagogia

     CROCE. Per fare spettacoli,  necessari ma spettacoli; per fare
  momenti di cultura bloccata  e  non  momenti  di  cultura libera.
  Queste  sono  cose  su  cui  bisogna  lavorare,  su  cui  bisogna
  eventualmente che questo Parlamento si esprima.
       Prima  di  concludere,   onorevole  Capogruppo,  lei  ora  è
  presidente di una Commissione  importante  grazie a Forza Italia,
  grazie al Polo, grazie  alla  possibilità  che  le  abbiamo  dato
  perché credevamo, forse ancora  crediamo,  che lei possa svolgere
  una funzione in relazione  anche ad un equilibrio soprattutto che
  io le riconosco ma che comunque comincia a difettare da un po' di
  giorni a questa parte. Quindi, non  so se il difetto è perché lei
  è diventato presidente o perché è diventato presidente del Gruppo
  dei D.S..
       Dobbiamo chiarirci meglio le questioni.  Noi abbiamo creduto
  di dare a lei questa  patente,  la utilizzi bene e nell'interesse
  del Parlamento e delle  leggi.  Il  problema  dell'onorevole Mele
  che continua ancora a  interferire su questioni che, francamente,
  io non capisco  perché  se  l'onorevole Mele ha e sostiene alcune
  perplessità circa  la  mancanza del requisito per qualche persona
  che è stata motivo di promozione, va bene, è bene che l'onorevole
  Mele  la  faccia per  intero  la  sua  parte,  non  dica  qui  in
  Parlamento, non alzi  polveroni  su situazioni o sospetti; io non
  lo so, l'ufficio non lo sa, se lei lo sa lo dica, altrimenti stia
  zitto onorevole Mele   Francamente non si capisce perchè lei deve
  eventualmente sospettare  di  chissà  che  cosa  quando  tutto  è
  leggibile, quando tutto  è  chiaro, quando tutto è nell'ambito di
  una trasparenza e le  carte ci sono e lei le può vedere.  Quindi,
  anche questo  modo  di  intervenire,  queste  situazioni  che  si
  determinano, mi sembra  più  così,  un  andare a caccia chissà di
  quale argomento, perchè  non  si hanno gli argomenti veri, non si
  affrontano i  problemi  seri  della  collettività, della comunità
  siciliana;, si  affrontano  semplicemente  le questioni che danno
  sospetto, che  creano  condizioni  difficili, che sono quelli che
  oltretutto lei conosce  e  sa,  caro  onorevole  Mele, perchè lei
  conosce me ed io  conosco lei, per la correttezza, per la stima e
  per l'amicizia che  ho  per  lei.  Lei  sa  benissimo che abbiamo
  operato ed abbiamo operato nell'interesse di questa Sicilia. Caro
  Presidente, oggi, io  dico che questa manovra non mi convince per
  quella parte, sono  pronto  a  sottoscriverla per altre parti che
  sono importanti, che  sono  utili,  perchè anche la questione dei
  lavori socialmente utili o la questione degli ex articolisti è un
  problema serio, è  un  problema  che  prima  della fine dell'anno
  bisognerebbe  affrontare.   Ed   io   dico   che  ha  fatto  bene
  l'onorevole Piro  in  questa  manovra  ad  inserire questa grande
  possibilità.  Non  possiamo  tralasciare  questi  argomenti,  non
  possiamo  lasciare,   abbandonare   gli   articolisti   od  altre
  categorie, dobbiamo  trovare  una soluzione che sia una soluzione
  adeguata e che sia una soluzione che guardi avanti.
       Ecco perchè  io  sono  d'accordo e quindi aderisco, non dico
  che voto ma do la mia disponibilità a valutare positivamente tre,
  quattro argomenti  che  sono presenti nel disegno di legge. Ma la
  manovra  complessiva  non  convince  nessuno  perchè è dettata da
  situazioni  e fatti che non interessano certamente questo momento
  di  dibattito.  Pertanto,  la questione, caro onorevole Piro, dei
  Comuni,  andava  affrontata  diversamente  perchè,  secondo  me e
  secondo anche  l'onorevole  Beninati  che è qui presente, che era
  stato  uno di quelli che aveva contribuito all'elaborazione della
  legge 5,  va a toccare finalità e compromette anche equilibri che
  si stavano  realizzando.
       ,In  conclusione,  caro  Presidente, mi riservo in avanti di
  intervenire  sugli  articoli  e sugli emendamenti perchè si possa
  determinare un  momento  di equilibrio ed alla fine trovare anche
  la possibilità,  se non altro, di portare un minino di serenità a
  soggetti e  a  famiglie che in questo momento vivono una stagione
  difficile.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto pochi  minuti,  per dire con estrema pacatezza, ma anche
  con una  certa  voglia  di  affermare  in  questa  Aula  una  mia
  sensazione, una  sensazione  che  mi fa ritornare indietro con il
  mio pensiero.  Io  conosco  l'onorevole  Croce  ed  ho sentito il
  solito taglio,  il  taglio del piccolo comizio che tutti sappiamo
  fare e che,  tutto sommato, punta poi a dire, a fare una sorta di
  ostruzionismo da parte del centro-destra;  forma di ostruzionismo
  che si può  anche  mettere in atto con tali piccoli comizi.  A me
  non stranizza,  lo  debbo  dire con la massima franchezza, non mi
  stupisce la cosa, però debbo necessariamente dire che mi pare una
  tecnica che  mette  un  po' di lato le questioni serie che questo
  Parlamento è  chiamato  ad  affrontare, che sono questioni su cui
  evidentemente l'opposizione  potrà  dire,  come sa dire, la sua e
  quindi  con  tutti  gli  emendamenti possibili ed immaginabili al
  disegno di legge che stiamo trattando e che saranno evidentemente
  decine e  decine  e saprà far valere, indubbiamente, io di questo
  ne   sono   sicuro,   perchè   la   mia   cultura,   diciamo  che
  sostanzialmente   per   quanto  concerne  i  rapporti,  il  ruolo
  dell'opposizione  è  tale  che  capisco  che  cosa significa fare
  opposizione   e  rispetto  le  forze  politiche  che  sanno  fare
  opposizione.
       Spesso mi sembra però che si va oltre il quadro complessivo.
  Noi  ci  stiamo  assumendo una responsabilità secondo me estrema,
  cioè quella  ancora  una  volta, con questo tipo di atteggiamento
  politico   in   Aula,   di  frenare,  di  ostacolare  il  normale
  svolgimento dei  lavori  dell'Aula stessa. Non mi si dica poi che
  troveremo le  due  ore,  un'ora, mezz'ora per vedere in che modo,
  prima  di  Natale,  o  a  cavallo  fra  Natale  e  Capodanno  noi
  riusciremo a  dare  alla  Sicilia  segnali  di un certo tipo. Con
  molta sincerità devo dire, non voglio assolutamente assumere toni
  presuntuosi, che  mi  sembra  veramente  una vecchia ricetta e su
  questa vecchia  ricetta non si dica domani che parteciperà questa
  maggioranza   che   sostiene  il  Governo,  state  tutto  sommato
  assumendo quella responsabilità di condurre i lavori d'Aula verso
  una direzione  che  sappiamo  qual  è, che conosciamo qual è: una
  direzione che spesso e volentieri non porta a risultati che tutto
  sommato, io credo, tutti noi vogliamo comunque raggiungere.
       Io guardo il  disegno  di  legge  con un occhio attento e mi
  ritengo un  deputato  della  maggioranza  che sostiene e sosterrà
  questo Governo, che  sostiene  e  che  sosterrà questo disegno di
  legge, che sostiene  e  che  sosterrà  gli  emendamenti che hanno
  presentato   i   colleghi  della  maggioranza.  Però,  scusatemi,
  vogliamo  veramente discutere ogni qualvolta si tratta un disegno
  di legge  di  tutto?  Del  sesso  degli angeli, del programma del
  vecchio   governo,   delle   cose   fatte  dal  vecchio  governo,
  dall'assessore  Croce, dall'assessore "x"? O vogliamo entrare nel
  merito delle questioni per fare meglio?
       Perchè  se c'è un emendamento dell'opposizione migliorativo,
  io credo  che  questa sia una maggioranza così responsabile, così
  attenta   e   seria  che  voterà  e  farà  passare  l'emendamento
  migliorativo dell'opposizione
       Questo confronto  è  possibile  averlo in quest'Aula? Questa
  possibilità  di   rispetto   reciproco   è  possibile  averla  in
  quest'Aula, questa  possibilità  di  dimostrare  alla Sicilia che
  quest'Aula può  fare bene possiamo determinarla in quest'Aula? Se
  no la ricetta per  chi  da anni come voi fa politica è quella dei
  piccoli comizi, del confronto e dei resoconti stenografici.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Onorevole Presidente, onorevole assessore, io non
  farò un  comizio  onorevole  Oddo  e  quindi  entrerò, per quanto
  possibile, nel  merito e nel metodo del disegno di legge che oggi
  ci viene presentato.
       Nel   metodo,  onorevole  Piro,  lei  è  stato,  e  dobbiamo
  riconoscerlo, uno  di  quei  deputati  che ha sempre criticato in
  maniera ferma  il  fatto  che  ogni disegno di legge diventava un
  treno   al   quale   attaccare   tutti   i  vagoni  possibili  ed
  immaginabili, quasi che fosse l'ultimo treno
       Quindi, sul metodo,  mi  sembra  che dobbiamo dire un po' le
  cose   come  stanno  senza  drammatizzare  eccessivamente.  Però,
  secondo me,  è  bene puntualizzare che questo disegno di legge n.
  840  parte   giunge   in  commissione  in  un  modo,  esce  dalla
  commissione  un  disegno  di legge-omnibus, una mini finanziaria,
  molto  mini   sotto   certi   aspetti,  però  con  una  serie  di
  puntualizzazioni  precise e di indicazioni di interessi specifici
  ai   quali   si  viene  incontro  con  questa  mini  finanziaria,
  sostanzialmente di due articoli, due momenti importanti che erano
  quello del  finanziamento degli enti locali e il precariato. Poi,
  ci viene  presentato  in  Aula  con  una  serie  di articoli che,
  ripeto, nulla  hanno  a  che fare con l'originaria impostazione e
  che di fatto si identificano come la mini legge omnibus in cui si
  identificano direttamente gli interessati a recepire la finanza o
  parte della finanza di questa Regione.
       Io credo  allora,  che questo metodo esacrato tante volte da
  questo banco  proprio  da lei onorevole Assessore, credo sia bene
  stigmatizzarlo  ulteriormente  per  sottolineare che nulla sembra
  cambiato, nulla di nuovo sembra che di fatto questo nuovo governo
  voglia proporci.
       E se  questo  è l'appunto che mi sembra naturale debba farsi
  nel metodo, vi  è  anche un altro appunto da fare, e credo che la
  storia ci sia utile in questo senso.
       Onorevole assessore,  io  ricordo  quando  ormai nel lontano
  1996 si sostenne  da  parte  di  quel  governo  che  non  era più
  possibile fare  il bilancio di questa Regione, che era necessaria
  una inversione  di  tendenza radicale e fondamentale, anche sulla
  linea  di   quello  che  lei  dal  banco  dell'opposizione  nelle
  legislature precedenti  in cui aveva partecipato, aveva più volte
  detto e sottolineato la falsità dei bilanci di questa Regione.
       Tante occasioni,  io  ricordo  alcuni  suoi  interventi  sul
  miracolo di  Sant'Ignizio  o  su  altre  situazioni  e  fatti che
  sostanzialmente identificano come inaccettabile il bilancio, come
  ormai la Regione andasse a ruota libera verso il crac finanziario
  e  quindi  come  un'inversione sostanziale di tendenza lei stesso
  indicava fosse necessaria.
       In quel lontano  1996, quando si disse che il bilancio della
  Regione  non   era   fattibile   e   richiedeva  una  sostanziale
  rivisitazione   e   che   quello  comportava  necessariamente  la
  presentazione di  una  legge  finanziaria seria, corposa e quindi
  l'esercizio  finanziario  provvisorio,  fu  gridato allo scandalo
  perchè  quel  governo  per  la  prima  volta andava all'esercizio
  provvisorio.
       Si gridò alle piazze che il governo non intendeva pagare più
  nessuno, si  allarmarono  i dipendenti che non si potevano pagare
  gli stipendi, si  sobillarono, mi si consenta di dirlo, i sindaci
  che a quel  punto  pregavano  chissa chi, ritenendo che ormai con
  l'esercizio provvisorio non si poteva far fronte alle necessità e
  alle esigenze  delle  popolazioni  da loro gestite, fu gridato di
  fatto lo scandalo.
       Oggi noi  siamo  di  fronte  all'esercizio provvisorio, però
  direi con un punto  in  meno, con la mancanza di una struttura di
  una ipotesi di  legge  finanziaria  seria  su  cui potere fare il
  bilancio, e  invece  con  questo topolino finanziario che, da una
  parte, vorrebbe sembrare una finanziaria necessaria per impostare
   l'esercizio provvisorio  e  quindi andare avanti nel risanamento
  di questa Regione, dall'altra parte è una mini finanziaria, mi si
  consenta di dire,  molto mirata a piccoli interessi perchè poi di
  fato vi è  dentro  nome  e cognome di alcuni interessati a questi
  interventi finanziari.
       E  allora  dobbiamo  metterci  d'accordo,  dobbiamo metterci
  d'accordo nel senso che o questa regione ha realmente una finanza
  disastrata  e   che   quindi   è   assolutamente   necessario   e
  improcrastinabile   un  intervento  serio  e  definitivo,  ovvero
  andiamo avanti con pannicelli caldi, con la necessità del "day by
  day" senza una visione di sintesi complessiva. Io mi sarei atteso
  oggi non  questa  ma  una  finanziaria  seria che individuasse le
  linee della  politica  economica  e della politica di bilancio di
  questo Governo,  ma  fino  ad ora né io né credo questa Assemblea
  abbiamo  capito qual è l'obiettivo finanziario di questo Governo;
  attraverso  cosa  questo  Governo  vuole  arrivare  a risanare le
  finanze di questa Regione
       Non è sufficiente dire che  -  mi  si  permetta  di dire con
  molta enfasi - questa  Assemblea  ha  approvato  lo  scioglimento
  degli  Enti  economici  perchè  dobbiamo  togliere il coperchio a
  questa pentola
       Onorevoli colleghi, sappiamo tutti che quel disegno di legge
  porta una firma,  che  è  la mia e della quale mi onoro, che è la
  firma dell'assessore  Castiglione che fu assessore con me in quel
  governo, che  fu  una  battaglia che quel governo con l'assessore
  Castiglione portò  avanti  e  portò avanti con una intesa - e qua
  l'onorevole Forgione  non  c'è  -, ma dobbiamo dire storica con i
  sindacati,  perchè  senza  quell'accordo  non  si  sarebbe potuto
  arrivare  allo  scioglimento  degli  Enti.  Di  fatto  però  quel
  disegno di legge sullo scioglimento degli Enti in Aula non arrivò
  mai o arrivò  con  grandi difficoltà, e ci si ricordi, non per la
  maggioranza,   onorevole   Speziale,  lei  sa  benissimo  che  in
  quest'Aula  sfortunatamente  comanda  l'opposizione rispetto alla
  maggioranza, per  un  fatto  naturale  e normale che è insito nel
  problema che  andremo  ad  affrontare  e  che abbiamo iniziato ad
  affrontare con  la riforma dello Statuto;  non per fatto politico
  ma tecnico:  su una maggioranza di 48 con 13 componenti impegnati
  al Governo,  di  fatto  i deputati presenti sono 37, tenuto conto
  che 5  o  6  deputati  assessori  sono impegnati fuori dall'Aula,
  sostanzialmente  una  maggioranza  insufficiente  data  anche  la
  struttura  del nostro Statuto, non una maggioranza effettiva, per
  cui se quel  disegno di legge non arrivò mai in Aula fu anche per
  l'opposizione  dell'attuale  maggioranza  che  oggi, di fatto, si
  accredita quel disegno di legge.
       Io sono felice che quel  disegno di legge è venuto fuori, ma
  invito questo Governo a  non  dare molta enfasi allo scioglimento
  degli  Enti,  importante ma  non  fondamentale,  perchè  è  sulle
  privatizzazioni che erano già previste  dalla legge n. 6 e su cui
  si può andare avanti, che questo Governo verrà misurato.
       Allora, ritornando al tema  di  oggi, dobbiamo capire qual è
  la linea finanziaria di  questa  Regione, perchè, onorevole Piro,
  solo con una linea  finanziaria  chiara  lei  potrà  ottenere  la
  fiducia degli operatori finanziari che devono dare soldi a questa
  Regione.  Lei ha sperimentato  sulla  sua  pelle, onorevole Piro,
  che la sua affermazione più  volte detta qua non era vera; quando
  lei disse  che  i  1.700  miliardi  dati  alla  Regione erano una
  bazzecola, era facile...

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Non ho mai detto
  questo, presidente

     PROVENZANO ...  perchè  visto  che  la  Regione  aveva dato le
  deleghe di incasso, a quel punto dare 1.700 miliardi era un fatto
  assolutamente  naturale  e  normale.  Lei  sperimenta  - possiamo
  prendere  i  resoconti - quando lei sosteneva che sostanzialmente
  quel governo non aveva fatto nessuno sforzo di credibilità perchè
  di fatto  la credibilità per ottenere quel finanziamento era solo
  data   dalle   garanzie   che  la  Regione  dava  agli  operatori
  finanziari, e  su  questo  ci  sono  i resoconti stenografici, io
  credo che  lei  abbia  sperimentato  che questo non è sufficiente
  perchè  o  lei  darà agli operatori finanziari internazionali una
  garanzia di  serietà,  di  linea  di  un  governo, di capacità di
  ridisegnare quella che è la finanza di questa Regione, ovvero lei
  non troverà chi oggi nel 2000 in un mercato così difficile e così
  complesso  sarà  disposto  a scommettere 1.700 miliardi su questa
  Regione.  E  se  il buongiorno si vede dal mattino, il mattino di
  questi  primi  articoli  di  questa mini-finanziaria è un pessimo
  mattino. Ved1,  onorevole  Piro,  noi  sappiamo che vi sono tre o
  quattro  grandi punti d'attacco finanziari in questa Regione.  Il
  primo è  costituito  dagli  enti  locali: rapporto tra Regione ed
  enti locali,  non solo rapporto politico. In questo mi fa piacere
  che  il  presidente  Capodicasa  dica  che  va ridisegnato questo
  rapporto.  Voglio  sottolineare  al  Presidente e a voi che nella
  legge    n.   6,   di   fatto,   era   prevista   la   conferenza
  Regione-autonomie locali che non è mai partita e non per colpa di
  quel governo. Ma comunque plaudo a questa iniziativa, certamente.
       Però  i rapporti finanziari tra Regione ed enti locali vanno
  ridisegnati  completamente.  Vedete,  oggi,  il carico degli enti
  locali  sulla  Regione,  direttamente  o  indirettamente supera i
  cinquemila  miliardi,  perché  quando  noi inseriamo alla finanza
  derivata che  direttamente  va  ai  comuni tutti gli altri rivoli
  attraverso i  quali  la Regione finanzia i comuni e poi inseriamo
  altri   grandi,   importanti  elementi  di  finanza  che  sono  i
  dipendenti  della  cosiddetta  "legge Goria" che pesano per circa
  settecento miliardi più tutto il precariato che sostanzialmente è
  pagato dalla  Regione,  ma  che  interessa lavori dei comuni, noi
  tiriamo  due  conclusioni.  Primo,  che  i  comuni  pesano  sulla
  finanza  della  Regione  per circa cinquemila miliardi;  secondo,
  che tutti  i  comuni  della Regione siciliana - e penso di potere
  dire tutti  sono  in dissesto finanziario -. Se infattti i comuni
  della Regione  siciliana mettessero a libro paga i dipendenti che
  di fatto  lavorano  presso  di  loro,  ma  che  sono pagati dalla
  Regione, la finanza dei comuni sarebbe dissestata
       Allora  questo noi dobbiamo cominciare a comprendere. Che il
  nuovo  rapporto  tra  finanza regionale e finanza dei comuni deve
  essere  il  primo  grande  punto d'attacco. Su questo non vediamo
  nulla:  ediamo  semplicemente  un  rifinanziamento  pedissequo ai
  comuni  senza  che  all'interno  di  questa  legge  si  individui
  un'inversione  di rotta che significhi, non certamente, negare le
  risorse finanziarie  ai comuni, guai, ma collegare con le risorse
  derivate ai comuni dalle risorse dirette dei comuni.
       La  Regione  siciliana  non  può  regalare  soldi  ai comuni
  consentendo agli  stessi  di  non  essere loro i percettori delle
  imposte che  realmente possono andare a prelevare. Perché se così
  fosse educheremmo, tra virgolette, educhiamo male i sindaci; essi
  sanno di avere  un  grande  zoccolo  duro che sono i soldi che la
  Regione dà  loro  e quindi non si sforzano nell'andare a recepire
  le imposte di loro diretta competenza.
       Questa  è  una  realtà.  Ed  è  una realtà pesante in questa
  Regione dove vi  è  uno  scarto  di  quasi  la metà rispetto alla
  capacità impositiva dei  comuni a livello nazionale. Per cui se a
  livello nazionale la  finanza  autonoma  dei comuni è di circa il
  40, 42 per cento, in Sicilia è del 20 per cento, in alcuni comuni
  meno del 20 per  cento. Allora, o qua iniziamo una nuova linea in
  cui diciamo ai  comuni 'Tu  devi  farti pagare le tue imposte, tu
  devi farti  pagare  i  tuoi  servizi, poi la Regione, non solo ti
  trasferirà una  parte  della  finanza,  ma  se  volete per quanto
  sarete  bravi vi daremo una finanza autonoma'. Determineremo così
  che l'IRPEG  o l'IRPEF dei comuni vada direttamente ai comuni, ma
  attraverso l'obiettivo di un raggiungimento di alcuni target. Qua
  invece si  continua  a "babbo morto" a consegnare soldi ai comuni
  al di  là  della loro reale capacità. Tutto ciò riguarda la prima
  parte di  questo disegno di legge, onorevole Oddo. Adesso andiamo
  sui fatti.  Qua  si  danno  soldi  ai  comuni  in  funzione delle
  necessità dei comuni senza minimamente immaginare un percorso che
  sia il  vero  grande percorso di un rapporto serio tra la finanza
  della  Regione  e  la finanza dei comuni, l'autonomia finanziaria
  dei comuni e quindi una serietà di bilancio di questa Regione che
  possa   consentire,  vivaddio,  come  fu  fatto  già  una  volta,
  onorevole Piro,  a  mercati  finanziari  seri  di  affidare su un
  percorso  serio  e  di risanamento finanziario in questa Regione,
  mille, duemila,  o  tremila  miliardi in questa Regione. Non è un
  problema di quantum. Perché i mercati e i soldi nel mondo ci sono
  e ci  sono  in maniera illimitata. Qua non ci dobbiamo spaventare
  di mille  o  duemila miliardi. Qua noi ci dobbiamo spaventare del
  fatto che  nessuno  dà  più  credito  a  questa Regione perché la
  credibilità  dell'assetto finanziario di questa Regione non è più
  presentabile. E questo disegno di legge non consente questo.
       Ricordo,  onorevole  Piro,  quando  parlammo  nel precedente
  disegno di legge dei forestali per cui la forestazione - io dissi
  che era un  costo  e  basta  -: ma lei quale credibilità pensa di
  potere avere  da  parte di una istituzione finanziaria o da parte
  di risparmiatori che vedono una Regione con centinaia di migliaia
  di ettari di  bosco  che lascia così a ricavo zero, a solo costo?
  Almeno diamo  l'impressione  di  iniziare un percorso diverso e a
  quel punto  forse otterremo credibilità. E lo stesso nei rapporti
  con i  comuni.  O  noi  ridisegniamo  questo  rapporto o non sono
  queste   leggi   qua   che   potranno  consentire,  mantenendo  e
  continuando un  rapporto  quasi  da padre a figlio, perché da una
  parte si parla  e  ci si riempie la bocca di nuovi rapporti con i
  comuni, dall'altra parte la Regione continua ad essere la mamma o
  il papà  di  questo  comune  a  cui  basta  bussare e viene dato:
  Basterebbe dire "Ma  io  non  ce la faccio" oppre "Io ho fatto il
  bilancio sulla  base di altre previsioni, poi di fatto il gettito
  fiscale della  Regione  è  stato  più basso, la percentuale è più
  bassa, quindi ho bisogno di altri soldi".
       Onorevole  Piro,  noi  avevamo  iniziato un percorso che era
  quello di percentualizzare, in quella finanziaria, le entrate dei
  comuni  sulla   base  delle  entrate  della  Regione.  Vi  fu  la
  rivoluzione  di  tutti  i  comuni  regionali  perché  si volevano
  affossare i  comuni,  si  volevano  portare  alla fame. Allora, e
  chiudo, onorevole  Piro  perché  il  tempo  si  è  esaurito ma mi
  riprometto di  intervenire  di nuovo, credo che da questo disegno
  di legge oltre alle normali emergenze che tutti accettiamo, ma se
  continuiamo  ad  andare di emergenza in emergenza non risolveremo
  mai niente,  dovrebbe  emergere, fatto che non emerge, un disegno
  più  complessivo  di  linea  della  finanza  regionale  di questa
  Regione, di  questo  Governo, che mi sembra questo Governo finora
  non  abbia  assolutamente  presentato.  La vorremmo conoscere per
  inserire questo disegno di legge in un discorso più ampio, in una
  linea più  ampia  in  un percorso sicuramente proficuo non per la
  maggioranza o  per  l'opposizione, ma di fatto per la Sicilia che
  attende da  troppo  tempo  che la finanza di questa Regione possa
  essere in sintonia con le sue reali possibilità.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.   Mi  ha  detto  poc'anzi  che  erano  state  chiuse  le
  iscrizioni a parlare.

     PRESIDENTE.  Non  proprio  così.  Le ho detto quando lei mi ha
  interpellato  che  non  c'erano  altri  iscritti  a parlare. Sono
  intervenuti successivamente.

     BENINATI.  Signor Presidente, il mio intervento non sarà molto
  tecnico, anche perché non faccio parte della commissione Bilancio
  e quindi non conosco  bene il meccanismo con cui è stato prodotto
  questo  disegno di legge. E, peraltro, chi mi ha preceduto ha ben
  articolato alcune motivazioni che portano a  non comprendere bene
  cosa in effetti è questo disegno di legge.
       Ciò  nonostante,  ritengo   opportuno   a  far  rilevare  un
  particolare passaggio all'attenzione dell'Aula  per far conoscere
  alcuni meccanismi che in effetti  si  sono  fatti  e che si sono,
  diciamo, consumati, poco meno  di  qualche mese fa.  Mi riferisco
  proprio all'approvazione della legge n.  5 del 1998.  Non ricordo
  bene se il testo  di  legge fu approvato dall'Aula all'unanimità,
  ma certamente ha avuto una sua approvazione ed oggi è legge.
       Ebbene, quella legge  all'articolo  11  introduceva a chiare
  lettere una novità.
       Voi tutti sapete che i ribassi d'asta dei lavori delle opere
  pubbliche, fino  a  prima  dell'approvazione  della  legge  n. 5,
  venivano  introitate  presso  le  casse  comunali  e  lasciate  a
  disposizione  delle amministrazioni comunali certamente per opere
  pubbliche. A  questo punto si è ritenuto correttamente di ridurre
  questo importo e portarlo al  50  per cento, con una logica anche
  corretta, in quanto le progettazioni oggi cominciano ad avere una
  maggiore credibilità - la legge n. 10 ha iniziato e sta iniziando
  in parte a produrre i  suoi  effetti,  in  quanto i progetti sono
  fatti meglio - quindi  le  cosiddette  perizie  di  variante  non
  vengono più così tanto  approvate  e  portate  all'approvazione e
  quindi finanziate.
       A questo  punto  si  è pensato, il Governo allora pensò,  di
  ridurre  questo importo che restava e creare un'ulteriore entrata
  per  la  Regione.  Ebbene, materialmente questo meccanismo doveva
  servire per  finanziare  o  per  creare  ulteriori entrate per la
  Regione affinché  si  potesse  far  fronte  a nuove iniziative di
  legge predisposte  per lo sviluppo, non certamente per quello che
  in effetti si è fatto.
       Leggo l'articolo.  L'articolo 11  al  comma  9  così recita:
       "Le somme corrisposte a ribasso d'asta dei lavori finanziati
  con fondi regionali  dall'amministrazione  regionale agli enti di
  cui  all'articolo  1  della l.r.  29  aprile  1985,  n.  21,  con
  esclusione  del   coofinanziamento   di   interventi  comunitari,
  affluiscono  sulla base  dei  progetti  esecutivi  come  definiti
  all'articolo 5 bis della presente  legge  per il 50 per cento del
  loro ammontare in entrata  nei  bilanci degli enti medesimi.  Per
  il restante 50 per cento  in  entrata  nel bilancio della Regione
  siciliana."
       Di fatto  si  era  creata  un'entrata  in più che la Regione
  aveva a disposizione. Si era creata quindi un'entrata.
       Addirittura su questo 50  per  cento il sottoscritto ritenne
  opportuno iniziare ad intervenire  e  fece un emendamento proprio
  per un problema annoso che riguarda le Camere di commercio, a cui
  in questa Regione con alcune leggi era stata tolta la possibilità
  del fondo pensioni e che vivono in un disagio assoluto.
       Ebbene si impegnò in questa  legge  un  10 per cento del 50,
  pari al 5, per sanare  una  problematica,  anzi buona parte delle
  problematiche,  che  la  Regione   ha  prodotto  alle  Camere  di
  commercio per il fondo pensioni, si inizia a pagare un debito che
  la Regione ha.
       Quindi, ecco che ha una  logica  perché  in  effetti  si era
  materialmente iniziato già con  questo  primo  emendamento a dire
  che questa parte di fondi  che  tornano  servono  per  sanare dei
  debiti che la Regione ha.
       Ebbene, in effetti con l'articolo di legge qui presente si è
  ridato tutto  quello  che  si  era tentato non di sottrarre ma di
  eliminare nei  ribassi d'asta e quindi nel fondo di rotazione che
  permaneva nei comuni per nuovi  lavori,  che era il 50 per cento,
  si è ridato ai comuni per  far  sì  di  spenderli  così come loro
  vogliono.
       E aggiungo che forse  l'onorevole  assessore Lo Monte, che è
  presente,  non  sa che sul  capitolo  70805  è  stata  fatta  una
  manovra, onorevole Lo Monte,  di  circa  44 miliardi. Una manovra
  corretta - è una scelta del  Governo  -, me ben 21 miliardi erano
  il cosiddetto capitolo per  le  perizie di variante e supplettive
  del suo assessorato
       Cioè, materialmente lei sta,-  anche se correttamente: è una
  scelta - sta dando i  suoi  fondi  che dovevano servire (anche se
  non era previsto, ma si  dovevano  fare  le  norme),  proprio per
  creare delle iniziative, assessorato  per assessorato,di sviluppo
  all'interno della propria rubrica.
       Invece  così, noi non  abbiamo  fatto  altro  che  ritornare
  indietro, cioè, praticamente, siamo  ritornati - lei forse non lo
  sapeva ma sta dando 21  miliardi  ai  comuni  di tutta la Sicilia
  senza una logica - cioè  lei  praticamente aveva questi fondi che
  avrebbe dovuto dare per iniziative  nuove  di  legge,  se così si
  voleva prendere la legge 5, di  fatto  lei  li ha dati indietro e
  materialmente sta finanziando buona parte dei 44 miliardi.
       L'assessore  Rotella  -  che non c'è neanche - anche lui sta
  dando 9  miliardi  e  436  milioni  e 1 miliardo e 29 milioni: 10
  miliardi  Cioè, sia i lavori pubblici che il turismo, in effetti,
  nelle  rubriche che  erano  tecnicamente  atte per riincrementare
  questi fondi, di fatto state finanziando in maniera, non so come,
  con quale logica, i  comuni  senza una precisa programmazione che
  era  invece  vostra. Infatti,  la  legge  5 non  voleva  dire
  altro che ogni assessorato  su  queste  rubriche  interveniva per
  finanziare nuove opere e nuove iniziative.
       Quindi  è  una scelta che  il  Governo  pone,  di  cui  sono
  personalmente  rispettoso,  ma   che   certamente   ognuno   deve
  conoscere, tanto più ogni assessore della Giunta.
       Concludo,  perchè  certamente  lascio  a voi l'opportunità o
  meno, anche dicendo il motivo per cui io ho fatto due emendamenti
  particolari,  ne  ho  fatti  tanti  altri, ma uno in particolare.
  Perchè, proprio nella logica  della  legge  5, che doveva servire
  proprio per finanziare tutto ciò  che  la  Regione  si  è trovato
  negli anni in arretrato, non  ha  potuto  fare fronte. Quindi, si
  poteva iniziare a prendere da  questi fondi per sanare, così come
  avevo previsto nell'emendamento che  oggi  è legge, quello del 10
  per cento per le camere  di  commercio,  che  la  Regione  ha  un
  contenzioso con i fondi pensione  - come detto prima - ebbene, ho
  previsto, a questo punto, secondo una mia logica, di intervenire,
  e alcuni colleghi della mia  provincia  sono  a  conoscenza di un
  problema che la città di Messina  ha  da anni per non avere avuto
  mai finanziata una legge che in  effetti è legge, la legge 22 del
  1993 su Tremonti. Perchè  ritengo  che  quello  doveva  essere il
  filone di finanziamento di questi fondi, per sopperire man mano a
  tutte queste deficienze di legge  che esistono ma che non hanno i
  fondi.

     SILVESTRO. Ci sono 6 miliardi non spesi

     BENINATI.  Quelli  sono  del  prefetto.  Mi  scusi,  onorevole
  Silvestro,   quello  cammina  su  un  altro  fondo,  su  un'altra
  specifica.  I fondi della legge  22  del  1993 avevano due grossi
  filoni:  uno era un contributo, che lei conosce bene, che fece il
  governo  Campione,  proprio  per  venire  incontro  a  circa  450
  famiglie che, hanno subito dei  danni  in  determinate case e che
  non sono riusciti, ancora oggi, ad ottenere questi 25 milioni. Ne
  hanno presi a mala pena 10.
       Quindi,  ecco  a  cosa  servivano questi fondi.  Servono per
  iniziare  a  tamponare  delle situazioni pregresse. E come queste
  chissà quante ce ne saranno.
       Quindi,   ho   anche   spiegato,   in   parte,   una   delle
  giustificazioni  dell'emendamento  da me proposto, perchè questa,
  ritengo, è la logica con cui  si  era  prodotta  la legge 5. Essa
  sarebbe  dovuta servire  esclusivamente  per  fronteggiare  nuove
  iniziative di sviluppo, non  certamente  per dare fondi ai comuni
  anche senza alcuna programmazione  ed alcun criterio di decisione
  che il Governo credo avrebbe potuto determinare con iniziative di
  legge.
       Quindi,   mi   dispiace   dovere   richiamare   l'attenzione
  dell'onorevole Lo Monte, ma  quello  dei  lavori  pubblici  è  un
  settore in grandissima difficoltà,  lei  lo  sa  benissimo  E' in
  grandissima difficoltà e oggi il suo assessorato sta contribuendo

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
  ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
  Assessore, ritengo che siamo  stati  facili  profeti  dai  banchi
  dell'opposizione quando, durante le dichiarazioni programmatiche,
  valutammo  le  contraddizioni   di  questa  nuova  maggioranza  e
  ritenemmo che prestissimo avremmo  avuto la riprova di quello che
  affermavamo.  Valutando il  disegno di legge oggi in discussione,
  ritengo che abbiamo una  prova  evidente  di  quanto  sostenevamo
  allora. Infatti, vedere ai  banchi  del  Governo l'Assessore Piro
  che, debbo dire, per la  conoscenza che ho cominciato ad avere di
  lui  nei  due anni  e  mezzo  di  legislatura  all'interno  della
  Commissione Bilancio e in  quest'Aula,  è  stato il sostenitore a
  lungo di una politica  di  bilancio  che  fosse  improntata  alla
  serietà, alla correttezza ed  alla facile leggibilità di quanto i
  Governi proponevano, oggi questo disegno di legge che è partito -
  come ha fatto legittimamente  notare  il  Presidente Provenzano -
  con una piccola manovra di  variazioni  di  bilancio,  ma  che ha
  assunto  la forma di  una  finanziaria  "omnibus"  dove  tutto  è
  compreso, questo disegno di  legge è l'esatto contrario di quello
  che l'onorevole Piro dai banchi dell'opposizione sosteneva quando
  rimproverava i Governi del centro-destra, spesso in Commissione e
  più spesso ancora in Aula,  per le incompatibilità di bilancio ed
  evidenziabilità, se così possiamo dire  ,  tra  le  entrate  e le
  uscite.  Oggi siamo in presenza  di un disegno di legge che vuole
  essere una minifinanziaria che,  sostanzialmente,  come ha da par
  suo fatto rilevare l'onorevole  Tricoli,  attribuisce  il  20 per
  cento delle entrate tributarie  ai  comuni  senza  stabilire come
  queste spese debbano essere  pagate,  senza  stabilire  qual è il
  tetto  massimo,  senza   stabilire   e   senza  evidenziare  cosa
  all'interno dei bilanci dei  comuni  si  è  fatto.
       L'onorevole Provenzano, che mi  ha  preceduto  a tribuna, ha
  chiaramente dimostrato come quello  che  con  questo  disegno  di
  legge si vuol fare non  è  altro che l'incoraggiamento ai comuni,
  che  possiamo  considerare  tutti  dissestati  se  facciamo  quei
  calcoli in relazione ai quali anche i dipendenti sono stipendiati
  dalla  Regione,  ecco,  noi   diamo  dei  soldi  senza  avere  la
  possibilità di un riscontro serio e certo.
       Questa è la  prima notevole contraddizione di questo Governo
  che  vede  un   uomo   che   ha   molto   lavorato   dai   banchi
  dell'opposizione per contribuire ogni  anno ai  bilanci,  che  ha
  collaborato a volte per  rendere i bilanci evidenziabili e chiari
  e che oggi si trova  nelle  condizioni  di  dovere  sostenere  un
  Governo che è in contrasto con questa linea.
       Io  ho apprezzato  ieri  sera  l'onorevole  Piro  quando  in
  Commissione bilancio ha  detto:  "Questo  assessore  non sarà mai
  disponibile a  dare  coperture  finanziarie  che  non  esistano".
  L'onorevole Piro si  è  attestato  coerentemente  al suo percorso
  parlamentare su quella linea, ma  oggi  ci ha proposto un disegno
  di legge che è in  contrasto con questa sua linea; queste sono le
  contraddizioni all'interno  di  questa maggioranza.
       Ecco  perché  è  necessario  il  dibattito,  ecco  perché  è
  necessario evidenziare queste cose, ecco perché  è necessario che
  finalmente una volta per  tutte  ci  chiariamo le idee pensando a
  quello che è successo  già  due anni fa proprio in questi giorni,
  nel mese di novembre,  nel  mese  di  dicembre,  quando  il primo
  governo di centro-destra  per  fare  un  bilancio  finalmente  in
  controtendenza ai  bilanci  degli  anni precedenti ideò, immaginò
  una legge finanziaria  completa  che  subì gli attacchi che tutti
  ricordiamo sulla stampa, nelle piazze come se quel governo stesse
  affamando i siciliani  ma  che,  invece,  voleva  essere il primo
  tentativo per ribaltare l'andazzo che negli anni precedenti aveva
  veramente  portato  a  dei  bilanci  falsi,  a  dei  bilanci  non
  veri.
       Oggi  stiamo   tornando   indietro,   diceva  il  presidente
  Provenzano, perché con una manovra siffatta si dà ulteriore linfa
  al dissesto dei comuni;  oggi  si  dà la possibilità ai comuni di
  continuare  con  quell'andazzo   che,  purtroppo,  li   ha  visti
  responsabili del dissesto  delle  casse  comunali  e  delle casse
  comunali. E non si fa nulla,  non si crea una prospettiva, non si
  presenta un progetto credibile da parte di questa maggioranza per
  invertire questa tendenza
       Ecco perché l'opposizione di  centro-destra  che  è  in Aula
  dice queste cose e  presenta emendamenti per tentare di ribaltare
  la situazione, per tentare di  dare una coerenza a questo disegno
  di legge che, sicuramente,  non  porterà  bene  alle  casse della
  Regione.

     PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Signor Presidente,
  poi vedremo nel filmino tutti  i deputati che hanno assunto, ieri
  sera, la decisione di andare ad oltranza.

     BRIGUGLIO.  Ma  che modo  è  questo   Ora  si  interrompono  i
  deputati che intervengono?

     PIRO,   assessore al bilancio e alle finanze.   Si  calmi   Si
  calmi

     PRESIDENTE. Onorevole Piro  Onorevole Briguglio

     BRIGUGLIO. Onorevole Piro, si  deve  calmare  lei   Ora il suo
  ruolo è diverso e deve sapere ascoltare

     PIRO,   assessore al bilancio e alle finanze.   Si  calmi   Si
  calmi

     PRESIDENTE. Onorevole Piro  Riprenda, onorevole Stancanelli.

     STANCANELLI. Onorevole Piro, ritengo  di non avere detto nulla
  di offensivo e tale da suscitare le sue  ire.  Io gradirei che il
  colloquio si facesse dopo l'Aula  perché in questo momento c'è un
  dibattito sereno in cui ognuno sta esponendo le proprie posizioni
  e ritengo che anche  questo  nervosismo  dell'Assessore

     PIRO,   assessore al bilancio e alle finanze.  Non  c'è  alcun
  nervosismo.

     STANCANELLI. Ritengo possa  essere  un campanello del distacco
  che c'è o della divaricazione  che  c'è fra quanto l'assessore ha
  sempre sostenuto in questo  Parlamento  e  quanto  è  costretto a
  sostenere oggi dai banchi del  Governo,  nel momento in cui ci si
  appresta a votare una  manovra  finanziaria  che nulla porterà di
  positivo al bilancio che nel  1999 dovremmo andare ad approvare e
  che invece sarà già un  pesante  macigno  su  quello  che dovremo
  andare a fare dopo.  Non  c'è  nessuna possibilità di risanamento
  se continuiamo con questi  pannicelli  caldi che tentano soltanto
  di dare soldi a degli  enti  che  hanno  bisogno  dei soldi della
  Regione, ma che devono dimostrare e non l'hanno ancora dimostrato
  di saper governare le autonomie locali.  E se poi questi soldi li
  togliamo a delle attività  che  potevano  essere  di sviluppo per
  l'economia  siciliana, quali i  lavori  pubblici  e  il  turismo,
  ritengo  che al danno  aggiungiamo  le  beffe  perchè  andiamo  a
  finanziare degli enti che  hanno  dimostrato,  ripeto, la propria
  inutilità togliendo soldi a dei comparti che potrebbero essere di
  aiuto   all'economia   siciliana.    Ed,  allora,  colleghi   del
  centro-sinistra che avete nei  due anni passati tanto criticato i
  governi   del   centro-destra   perchè   non   avrebbero   saputo
  amministrare la Sicilia, noi  abbiamo  dato  un  segnale, a volte
  sicuramente  non  consono  a   quello  che  ci  si  aspettava, ma
  sicuramente  l'inversione  di  tendenza  si  era  incominciata  a
  sentire  specialmente  con  la  legge  6,  oggi  stiamo  tornando
  indietro. Ribadisco: non pensavamo  di  essere  stati così facili
  profeti, così come lo  siamo stati nelle settimane scorse, quando
  abbiamo messo in rilievo  le  contraddizioni  che  all'interno di
  questo Governo di  centro-sinistra esistono.  Ecco perchè ritengo
  che  gli emendamenti che  il  Gruppo  di  Alleanza  Nazionale  ha
  presentato o si appresta  a  presentare  prima  della  fine della
  discussione generale, dovranno  essere  discussi  in  quest'Aula,
  perchè  con quegli  emendamenti  cercheremo  di  dimostrare,  non
  soltanto ai siciliani ma  anche  ai  colleghi del centro-sinistra
  che ancora hanno a cuore  le  sorti  delle  finanze della Regione
  siciliana, che siamo in condizioni  di dare una prospettiva ed un
  progetto che in questo disegno di  legge  io non vedo e il Gruppo
  di Alleanza Nazionale non vede.

     STRANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA. Si vergogni, onorevole Strano

     STRANO. Onorevole  Zanna, anzichè  scrivere  stupidaggini  sui
  giornali pensi a parlare bene. Mi pare che lei è   per il ritorno
  della  burocrazia nelle  aziende.  Complimenti,  è  un  comunista
  stalinista  Un vecchio socio  degli straccioni dell'UDR
       Ed allora Presidente, chiedevo  la  parola  per  sapere se è
  permesso  presentare  ancora  degli  emendamenti,  preannunziando
  eventualmente la presentazione di  alcuni emendamenti, di cui uno
  in relazione  al Teatro  Massimo Bellini di Catania. Consideriamo
  vergognosa questa manovra di bilancio che consegna alle spese dei
  Comuni le risorse destinate invece all'occupazione dal lavoro.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Intervengo sull'ordine  dei  lavori  perchè  ieri  è
  stato assunto l'impegno  in  Aula  che  avremmo dovuto stamattina
  completare  la  discussione   generale   sul   disegno  di  legge
  relativo  alle  variazioni   di   bilancio   per   permettere  la
  presentazione degli emendamenti, che  in  larga parte erano stati
  già presentati da parte dei colleghi del Polo, per permettere che
  l'Aula potesse esitare già nella giornata di domani il disegno di
  legge, al fine di consentire  che  la Giunta si riunisse per fare
  un assestamento e presentare  il disegno di legge per l'esercizio
  provvisorio dell'anno prossimo.
       Adesso i tempi si stanno modificando nel senso che l'impegno
  assunto ieri dall'Aula mi pare che non venga mantenuto.
       Presidente, io non so quanti sono gli iscritti a parlare, mi
  sembra che iscritto a parlare c'è soltanto l'onorevole Briguglio.
  Vorrei  invitarla  Presidente  a  dare  la  parola  all'onorevole
  Briguglio e concludere i  lavori  stamattina  dopo aver votato il
  passaggio  all'esame  degli   articoli,   rinviando   quindi   di
  ventiquattro  ore la seduta,  visto  che  sono  stati  presentati
  emendamenti,  per consentire  all'Aula  già  nella  mattinata  di
  domani  di discutere  gli  emendamenti  presentati  dai  colleghi
  parlamentari.
       Questo permetterebbe di  chiudere  il  23 con l'approvazione
  dell'esercizio  provvisorio e  rimandare  tutto  il  resto  della
  materia  a  dopo.   Pertanto,   la   inviterei,  Presidente,  per
  rispettare un impegno assunto  ieri  dall'Aula, e per evitare che
  ci sia una sorta  di  schizofrenia  nella  conduzione  dei lavori
  d'Aula, a proseguire i  lavori.  Peraltro,  c'è  solo l'onorevole
  Briguglio iscritto a parlare,  gli altri che potevamo iscriverci,
  me compreso, gli  onorevoli  parlamentari della maggioranza siamo
  disponibili a rinunciare, tranne  che non ci sia un atteggiamento
  predeterminato   e  ostruzionistico   da   parte   dei   colleghi
  parlamentari del Polo che  vengono  in  Aula, assumono impegni di
  fronte  all'Aula  e   poi   in  modo  eccessivamente  goliardico,
  trasformino  quest'Aula in un luogo  in  cui  si  evita  che  gli
  impegni assunti vengano mantenuti.  Noi  dobbiamo  sapere  se gli
  impegni che vengono presi e mantenuti, se gli impegni che vengono
  presi dall'Aula non  vengono  mantenuti, ognuno dovrà attrezzarsi
  perchè  questi impegni  assunti  debbono  essere  necessariamente
  mantenuti e ci comporteremo di conseguenza.

     PRESIDENTE:  Onorevole Speziale, poichè ci sono altri deputati
  che  hanno chiesto di  intervenire,  della  maggioranza  e  della
  minoranza, non ritengo di potere accogliere la sua proposta.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       L'Assemblea è rinviata a  oggi martedì 22 dicembre 1998 alle
  ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

      II - LETTURA,  AI SENSI E PER GLI EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 278 - Interventi per la differenziazione del prezzo della
              benzina in Sicilia.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      RILEVATO che:

              -  il  previsto  aumento  di  trenta lire sul prezzo
              della  benzina  avrà  certamente  un pesante effetto
              negativo   per   l'economia  dell'Isola,  aggravando
              enormemente  i costi di trasporto dei suoi prodotti,
              considerata   la   sua  posizione  periferica  e  la
              lontananza dai mercati nazionali ed internazionali;

              -   la   Sicilia   contribuisce  per  il  40%  nella
              produzione  nazionale  degli idrocarburi, pagando un
              costo enorme dal punto di vista ambientale;

      CONSIDERATO che in contrasto con le  dichiarazioni  di tutte
              le  forze  politiche  in direzione  del  superamento
              della questione meridionale si infliggono  invece da
              parte  dello  Stato  norme tributarie e  manovre  di
              finanza  che  colpiscono  la già  fragile  struttura
              produttiva dell'Isola,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad intervenire presso il Governo nazionale affinché,
              per la Sicilia, si prevedano  tariffe  differenziate
              sul  prezzo  della  benzina,  senza  le   quali   si
              metterebbe in pericolo l'esistenza della  piccola  e
              media impresa siciliana, aggravando ulteriormente la
              già  pesante  situazione economica  e  occupazionale
              dell'Isola.

              (21 dicembre 1998)

                                  FLERES - GRIMALDI - LEONTINI -
                                  CROCE

     III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - "Integrazione del fondo dei comuni di cui all'articolo 11
          della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5. Realizzazione di
          progetti  di  utilità collettiva e disposizioni finanziarie
          urgenti" (n. 840/A). (Seguito)

          Relatore: On.le Di Martino

          2)   -  "Schema  di  disegno  di  legge  costituzionale  da
          sottoporre  al  Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo
          18  dello  Statuto,  recante 'Modifiche dello Statuto della
          Regione   siciliana   concernenti  l'elezione  diretta  del
          Presidente      della      Regione,      l'autoscioglimento
          dell'Assemblea,   l'iniziativa   legislativa   popolare   e
          comunale     ed    i    referendum     regionali'"     (nn.
          2-94-144-152-177-705-708-758    -    Norme    stralciate/A)
          (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano.

   IV  - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

    V  - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

    IV - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

   VII - ELEZIONE  DEL   COLLEGIO   DEI  REVISORI  DEI  CONTI  DELLA
         FONDAZIONE "FEDERICO II".

    VIII - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

    IX  - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI  LEGISLATIVE  PERMANENTI E DELLA
          COMMISSIONE  PER   L'ESAME   DELLE   QUESTIONI  CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

     X  - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Variazioni   al  bilancio  della  Regione  e  al  bilancio
          dell'Azienda   delle   foreste   demaniali   della  Regione
          siciliana  per  l'anno  finanziario 1998. Assestamento" (n.
          726/A).

       2) "Variazioni  di  bilancio  per  l'attuazione  delle riserve
          sulle  entrate  della  Regione  a  favore dell'erario dello
          Stato  ed  interventi  in materia di agricoltura e foreste"
          (NN. 698-834-837/A).

       3) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
          AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)

      X - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          - "Nuove  norme  in tema di interventi contro la mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari" (N. 795).

    (La seduta è tolta alle ore 14.00 di martedì 22 dicembre 1998)

    (Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 15.30)