Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 10.45.
PEZZINO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 278 - Interventi per la differenziazione del prezzo
della benzina in Sicilia.
Fleres Salvatore; Grimaldi Ugo; Leontini Innocenzo; Croce
Antonino
Presentata il 21/12/98
----------------
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "INTEGRAZIONE
DEL FONDO DEI COMUNI DI CUI ALL'ARTICOLO 11 DELLA LEGGE
REGIONALE 30 MARZO 1998, n. 5. REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI
UTILITA' COLLETTIVA E DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI"
(840/A).
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge n. 840/A: "Integrazione del
fondo dei comuni di cui all'articolo 11 della legge regionale 30
marzo 1998 n. 5. Realizzazione di progetti di utilità collettiva
e disposizioni finanziarie urgenti" (Seguito).
Invito i componenti la II Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, constatata l'assenza dei componenti
della Commissione, la seduta è sospesa per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.55, è ripresa alle ore 11.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è ulteriormente sospesa e
riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 12.18)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "INTEGRAZIONE
DEL FONDO DEI COMUNI DI CUI ALL'ARTICOLO 11 DELLA LEGGE
REGIONALE 30 MARZO 1998, n. 5. REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI
UTILITA' COLLETTIVA E DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI"
(840/A).
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge <<Integrazione dei
fondi dei comuni di cui all'articolo 11 della legge regionale 30
marzo 1998, n. 15. Realizzazione di progetti di utilità
collettiva e disposizioni finanziarie urgenti.>> (840/A).
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
permanente 'Bilancio' a prendere posto nell'apposito banco.
Informo l'Aula che l'esame del disegno di legge è iniziato
nella seduta pomeridiana di ieri e si è interrotto dopo
l'apertura della discussione generale.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono da un
certo punto di vista stupito, da un altro divertito perchè, dopo
avere litigato per diversi mesi, nel corso dell'ultimo scorcio
del 1997 e nei primi mesi del 1998 che vide l'approvazione del
bilancio in limine litis nel mese di aprile, oggi il 22 dicembre,
prima della vigilia, dell'antivigilia di Natale, a chiusura dei
lavori del 1998, il Governo presenta una manovrina che mobilita
ad occhio e croce circa 3000 miliardi per il 1998 e 1999.
Tre mila miliardi, onorevole Piro, perchè il 20 per cento
delle entrate tributarie che si intendono riservare ai comuni, ad
occhio e croce, corrispondono a circa 2000 miliardi. Quindi non
credo di sbagliare di molto se dico che la manovra che il Governo
presenta e che è passata in Commissione nella serata di giovedì
mobilita circa 3000 miliardi.
Ma quello che mi stupisce non è tanto il fatto che si
presenta una manovra di 3000 miliardi, quanto che si presenta una
manovra che va ad implementare ulteriormente la spesa corrente,
va a variare somme che dai capitoli in conto capitale portano le
somme ai capitoli di spesa corrente e quindi, nella sostanza, a
fare tutto ciò che il Presidente Capodicasa, in un pomposo
articolo scritto sul 'Sole 24 Ore' all'indomani del proprio
insediamento, diceva e cioè che l'unica cosa che il Governo non
avrebbe fatto sarebbe stata quella, appunto, di aumentare le
spese.
Oggi si presenta una manovra di circa 3000 miliardi che non
sono altro che un ulteriore fiume di denaro che va ad
incrementare iniziative che tutto hanno fuorchè un valore e uno
scopo di ordine sociale, politico, morale.
Siamo, quindi, un po' alla frutta. Il Governo tra l'altro
presenta un disegno di legge che, oltre ad essere improntato al
più forte partito di questa Assemblea, il partito della spesa,
non ha neppure il pudore di ammantarsi di una coltre di
iniziative che possano poi successivamente mirare ad
irreggimentare la spesa, a limitare la spesa, a porre sotto
controllo la spesa del bilancio regionale.
E allora di fronte a questa mancanza di riguardo nei
confronti dell'Assemblea, ma soprattutto del popolo siciliano, è
chiaro che la protesta da parte delle forze di opposizione non
può che essere estremamente vibrata, estremamente forte.
Non c'è, per esempio, la norma che determina, che stabilisce
il limite all'indebitamento per il 1999. Perchè, vede onorevole
Piro, dire che ai comuni spetta il 20 per cento delle entrate
tributarie, in realtà non significa assolutamente nulla.
Vorrei, infatti, capire, atteso che oggi il limite
dell'indebitamento per il 1999, stabilito dal precedente governo,
è di 2330 miliardi con circa 1700 miliardi di fondi regionali in
meno 9 rispetto al 1998, io vorrei capire se c'è una differenza
tra il capitolo di bilancio già depositato al 1 ottobre - fu
qualche giorno dopo, per la verità - e noi siamo per approvare un
esercizio provvisorio su un bilancio, così come depositato che
prevede una spesa per i comuni che ammonta per esempio al 17, 18
per cento, 19 per cento delle entrate tributarie, questi 200, 300
miliardi che mancano per andare a coprire la somma, la differenza
tra la somma iscritta nel bilancio 1999 e quella che è il 20 per
cento delle entrate tributarie comporterebbe, da dove li
prendiamo?
Li prendiamo da un aumento dell'indebitamento pubblico
oppure li prendiamo dal rastrellamento di altri capitoli di
bilancio già abbastanza sofferenti che ci troviamo sul bilancio
1999?
O si pensa magari che ci sarà un dono da parte dello Stato,
e così mi pare che non possa essere, atteso che la norma
approvata qualche giorno fa dal Senato della Repubblica
sostanzialmente stabiliva nel mese di settembre il termine ultimo
entro il quale la Regione siciliana e lo Stato avrebbero dovuto
dirimere le proprie controversie che spesso sono sfociate in
numerosi ricorsi della Corte costituzionale.
Ecco, non dare queste risposte e allo stesso tempo non
inserire tra gli articoli di questo disegno di legge il limite di
indebitamento pubblico significa veramente non volere affrontare
i problemi, ma volerli eludere, al di là ed al di fuori di quanto
i precedenti governi si siano mai sognati di fare.
Vorrei ricordare ai parlamentari presenti in quest'Aula che
l'articolo 1 di ogni legge finanziaria che il sottoscritto, con
il Governo Provenzano prima e con il Governo Drago dopo, ha
depositato presso l'Assemblea regionale siciliana, conteneva il
limite dell'indebitamento pubblico; stabiliva il limite
dell'indebitamento pubblico che per il 1999, nel disegno di legge
depositato in Commissione Bilancio prima della crisi di governo,
era fissato appunto in 2.330 miliardi.
Si affronta, quindi, il problema dei comuni, ma non si
affronta il problema del limite dell'indebitamento pubblico della
Regione siciliana. Questo è scandaloso. E' una cosa che
veramente grida vendetta, motivo per il quale l' opposizione, in
quest'Aula, in questi ultimi giorni di attività parlamentare,
proporrà un' azione durissima su questo fronte.
Non è possibile dire che si stabilisce per legge che il 20
per cento dei tributi vanno ai comuni senza avere detto prima
qual è il limite dell'indebitamento pubblico. Vorrei capire,
atteso che le entrate devono pareggiare le uscite - o almeno così
dovrebbe essere visto che naturalmente questo forse, nella mente
di qualcuno vuole essere disatteso - atteso questo principio,
vorrei capire se il 20 per cento dei tributi vanno ai comuni, ai
comuni in generale, in quanto non si dice se piccoli o grandi,
non si dice se per la spesa dei consulenti del sindaco o per i
servizi socio-assistenziali, nulla è detto di tutto questo. C'è
soltanto un generico impegno di spesa a favore dei comuni per il
1999.
I comuni che sono il principale motivo di dissesto della
Regione siciliani; i comuni che hanno portato a questo punto la
Regione siciliana e che, naturalmente, non è interesse di alcune
lobbies che sono anche presenti all'interno di questa Assemblea -
e faccio riferimento alla lobby dei sindaci presenti in questa
Assemblea - non è interesse di costoro risolvere il problema del
bilancio della Regione siciliana; è interesse risolvere i
problemi dei bilanci dei loro comuni e quindi su questo passa,
tagliando la testa a tutti, il loro interesse al di sopra ed al
di fuori di quello dei cinque milioni di siciliani che abbiamo il
dovere di governare.
E' una cosa scandalosa, signor Presidente, onorevoli
colleghi, questo disegno di legge E' una cosa scandalosa
stabilire quello che si stabilisce in questo disegno di legge
che, poi, quando andremo a vedere articolo per articolo,in modo
più corretto esamineremo.
Probabilmente c'è una riserva mentale in questa lobby e,
sopratutto, nel Presidente della Regione, e la riserva mentale è
quella che sostanzialmente i poteri forti, i grandi editori sono
oggi sotto l'ombra dell'Ulivo e quindi, probabilmente, si pensa
che il Corriere della Sera non scriverà gli articoli che ha
scritto pochi giorni fa. Si pensa che su Repubblica non
appariranno quelle critiche che sono apparse invece nei confronti
del governo Drago.
Probabilmente si pensa che l'infedeltà di qualche dirigente
regionale non possa essere oggi motivo di preoccupazione, atteso
che l'infedeltà era nei confronti di un governo di centro-destra,
mentre mira a tutelare un governo di centro-sinistra. E'
possibile che tutta una serie di propalazioni che sono venute
fuori da parte di qualche pentito della politica oggi non siano
motivo di preoccupazione, atteso che quel pentimento era nei
confronti di un governo di centro-destra, mentre è piuttosto
remissivo nei confronti di un centro-sinistra - tanto che ieri si
è assistito ad un dibattito sulla revoca delle nomine fatte da
molti che oggi anche siedono al Governo e che ha visto tacere
queste persone. Però io credo che anche se c'è la certezza di
avere delle protezioni da parte dei grandi editori, da parte di
queste lobbies, da parte, in particolare, di coloro i quali
premono per i loro interessi. I sindacalisti hanno riempito le
pagine dei giornali, le prime pagine, i notiziari sulla RAI,
addirittura, in prima serata, dicendo che volevano il risanamento
finanziario e oggi di fronte alla omertà di questi soggetti che
sulla stampa dicono di volere il risanamento finanziario, ma
quando si presentano questi disegni di legge, rimangono zitti,
ebbene dico che forse avete fatto male i conti perché non avete
fatto i conti con quello che è la reale struttura di questo
Paese, di questa Regione che è quello della gente.
Il centro-destra, il Polo della libertà è il partito della
gente. Non abbiamo con noi le grandi sigle, quelle sindacali,
quelle delle autonomie locali, non abbiamo i grandi patronati,
non abbiamo tutti coloro i quali nel bilancio della Regione
succhiano il sangue, la linfa vitale della loro attività e della
loro organizzazione. Ma abbiamo con noi la gente, la gente che ci
vota, la gente che ci premia ad ogni elezione costantemente e
continuamente, la gente che è disaffezionata alla politica perché
ha visto qual è questo modo di fare politica della classe
dirigente, non soltanto siciliana, ma direi, nazionale.
Allora siccome siamo il partito della gente, in quest'Aula,
porteremo la voce della gente. Diremo che è una vergogna questa
variazione di bilancio che non è una variazione di bilancio, ma è
una finanziaria per il 1999 che non prevede nessuna di quelle
regole che invece erano state previste nella finanziaria che il
Governo Drago aveva presentato. Spese, spese, spese, sempre
spese, ancora spese, il partito della spesa è un partito che non
si vede più nei banchi dell'opposizione, ma oggi siede in quello
della maggioranza e siede soprattutto al Governo che attraverso
la presentazione di questa legge finanziaria, vuole
sostanzialmente dire intanto quali sono i diritti di coloro i
quali sono vicini all'Ulivo, di coloro i quali sono vicini al
centro-sinistra, di tutte quelle associazioni che non hanno visto
decurtato in questa legge finanziaria che il Governo ci presenta
il 25 per cento del loro contributo.
Cari amici, la verità è quella che dicevo pochi giorni fa,
nei banchi del Governo siede un blocco conservatore che ha avuto
la responsabilità di portare la Regione al dissesto. Siede un
blocco conservatore che è responsabile di tutte le leggi che sono
state fatte in questo cinquantennio, in questa nostra Assemblea
regionale siciliana.
Tutti i contributi dati alle associazioni che ammontano a
cento miliardi l'anno rimangono per il 1999 invariati dopo che il
Governo presieduto dall'onorevole Drago e che vedeva il
sottoscritto come assessore per il bilancio ha avuto invece il
coraggio di decurtare tutti i finanziamenti per il 25 per cento.
Finanziamento decurtato per il 25 per cento - lo ricordo -
che in realtà stravolgeva la precedente impostazione del Governo.
Perché quando arrivò in quest'Aula il disegno di legge presentato
da noi, era un disegno di legge che prevedeva una decurtazione di
almeno il 25 per cento e fu la resistenza del centro-sinistra, di
un'opposizione che voleva tutelare interessi consolidati che oggi
esistono nel bilancio della Regione che mutò quella norma e che
disse che non almeno il 25 per cento, ma fino al 25 per cento, si
potevano decurtare.
Affondando così questo disegno di legge del Governo che
invece prevedeva di risparmiare sui cento miliardi di contributi
almeno cinquanta miliardi. Neppure una quindicina ne furono
risparmiati grazie a questa feroce opposizione di un blocco
conservatore che non voleva toccati i propri interessi perché
dietro ogni contributo ad ognuna di queste associazioni si
nascondono gli amici, si nascondono coloro i quali poi al momento
elettorale sono pronti ad andare a veicolare il consenso verso il
centro-sinistra, si cercava di tutelare tutta quella macchina
elettorale che viene messe ogni volta in moto dal centro-sinistra
e che però come abbiamo visto recentemente non porta la gente
alle urne, ma anzi le allontana perché la gente è veramente
indignata per questo modo di fare politica.
La gente è indignata perché in quest'Aula non si prendono a
cuore gli interessi di tutta la popolazione siciliana, ma
soltanto di pochi ceti, di poche categorie, di privilegiati, di
un ceto che una volta veniva definito baronale e che oggi è
rappresentato dal centro-sinistra.
Questo centro-sinistra che siede ai banchi del Governo e che
si arroga il diritto di voler pensare, di voler dire che si
tutelano gli interessi della gente. Nessuna di queste iniziative
è stata presa. La legge finanziaria non prevede ognuna di queste
cose; non prevede il limite all'indebitamento, non prevede la
decurtazione delle somme per le associazioni, non prevede, come
l'onorevole Capodicasa qualche giorno fa proponeva, non prevede
l'abrogazione degli enti inutili. Nessuna di queste norme
prevede alcuna abrogazione. Nessuna di queste norme presentate
in questa finanziaria per il 1999 prevede alcunché circa il
contenimento della spesa pubblica. Soltanto spese, come dicevo
poco fa, e nessun'altra cosa.
Allora, Signor Presidente, che cosa vuole fare questa
opposizione.
Questa opposizione vuole fare innanzitutto il suo dovere, ma
in modo chiaro, in modo rigido, in modo estremamente coerente.
Presenterà una serie di emendamento in cui cercherà di limitare i
danni che questo Governo che non ha il suffragio popolare
vorrebbe fare e perpetrare nei confronti dei siciliani, ma si non
si limiterà a questa opposizione dura, presenterà degli
emendamenti che mirano a ripristinare un corretto funzionamento
di una legge finanziaria che invece è stata stravolta in questo
disegno di legge che ci viene propinato due giorni prima delle
vacanze di Natale. Allora noi presenteremo l'emendamento per il
limite dell'indebitamento pubblico.
Presenteremo gli emendamenti che riguardano la soppressione
degli enti inutili e vedremo se questo centro-sinistra vuole la
soppressione degli enti inutili o - come penso io - cercherà di
mantenerli perché dietro ognuno di questi enti inutili si
nasconde un presidente di consiglio di amministrazione, quattro o
cinque consiglieri di amministrazione, direttori, segretari tutti
lautamente retribuiti dalla Regione siciliana.
Vedremo se c'è veramente la volontà di cambiare la Sicilia o
di mantenere tutto quel potere occulto che avete cercato di
coltivare facendo un ostruzionismo pesante nei confronti del
centro-destra che finalmente voleva cambiare la storia della
Sicilia. Vedremo al momento opportuno che cosa farà questo
centro-sinistra, come voteranno i democratici di sinistra, come
voterà la rete, come voteranno tutti quei gruppi parlamentari che
a chiacchiere vogliono il cambiamento della Sicilia, vogliono una
svolta e invece nei fatti continuano a mantenere un potere
consolidato fatto di amici degli amici, degli amici, in cui nulla
cambia e in cui si crede di potere ingannare il popolo siciliano
attraverso queste manovrine di bassa lega.
Una opposizione quindi dicevo non dura su questo disegno di
legge, durissima, ma una opposizione che naturalmente mirerà a
mettere di fronte il centro-sinistra alle proprie responsabilità
di governo perché forse non avete capito che avete la
responsabilità del futuro dei siciliani. Avete, cari colleghi del
centro-sinistra, la responsabilità del futuro dei nostri figli.
Due sono le strade o si continua a indebitare i nostri
figli, si continua a far sì che ogni neonato che nasce abbia
decine e decine di milioni di debito già ancor prima di aver
messo piede in questo mondo, oppure si vuole veramente mettere un
freno a questa ignobile corsa alla spesa che quest'Aula che in
particolare l'opposizione di centro-destra deve impedire in modo
feroce, in modo determinato senza alcuna indulgenza. Non c'è
nessuna possibilità di mediazione, non c'è nessuna possibilità di
accordo.
Noi non vogliamo questa legge perché impedendo che questa
legge venga varata, signor Presidente, onorevoli Colleghi, noi
faremo un favore a tutti i siciliani, non a quei duemila,
tremila, quattromila siciliani che sono rappresentati in questo
ignobile disegno di legge e che si spartiscono circa tremila
miliardi, ma i siciliani tutti coloro i quali non hanno interessi
radicati nel bilancio della Regione, i siciliani che vogliono il
cambiamento, i siciliani che non sono dietro le porte di questo
Palazzo che dovrebbe essere nobile e mantenuto con grande
nobiltà, ma sono a casa che lavorano, sono nelle fabbriche, sono
nelle aziende, sono negli uffici, sono nei campi, sono a mare,
sono tutti coloro i quali lavorano, giorno dopo giorno e non
hanno tempo da perdere dietro il palazzo dell'Assemblea regionale
siciliana per chiedere qualche centinaia di milioni per potere
campare la propria famiglia.
Bisogna avere allora cari colleghi la consapevolezza che
oggi nelle nostre mani è il destino della Sicilia e dei
siciliani, perché una manovra di tremila miliardi, ammesso che
questa manovra abbia i crismi della costituzionalità, ma questo
lo lascio all'onorevole Di Martino, noto costituzionalista che ci
vorrà naturalmente rallegrare con le sue opinioni visto che alla
fine anche l'onorevole Di Martino è uno dei nostri, nel senso che
è lo spirito critico della maggioranza.
Allora l'opposizione sarà molto ferma, molto dura, signor
Presidente, e concludo con oltre sette secondi di anticipo sul
mio tempo.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei forse
dall'alto del suo scranno che le consente di vedere lontano ma
non certamente vicino alle cose che accadono, e mi riferisco
anche al Vicepresidente della Regione per la carica che ricopre,
forse questa maggioranza non si rende conto di come ha i piedi
d'argilla e dello stato comatoso dei lavori parlamentari di
questo Palazzo.
Io stamattina ho rassegnato le mie dimissioni irrevocabili -
non mi guardi così, signor Presidente - da componente la IV
Commissione "Territorio e ambiente" perché la IV Commissione da
oltre due mesi non si riunisce, colleghi, e provvedimenti
importanti rimangono al palo e non possiamo finanziare né gli
interventi di edilizia economica e popolare nei comuni, non
possiamo finanziare i contributi alle unità sportive, non
possiamo esaminare leggi importanti come quella per i campi da
golf perché nessuno dei parlamentari di maggioranza, ma anche di
alcuni settori dell'opposizione vengono più in Commissione.
E' chiaro che questo non è solamente dovuto alla
concomitanza di altri lavori, ma è dovuto ad uno stato di grave
malessere che c'è in questo Parlamento. Stato di malessere
generale determinato da questo ribaltone che ha creato confusione
nella politica regionale, che ha creato e che ha disamorato alla
politica maggioranza ed opposizione e che sta determinando la
paralisi dell'attività parlamentare che si ripercuote gravemente
con effetti devastanti all'interno.
Io invito i colleghi del Parlamento a prendere con la dovuta
importanza e col dovuto rigore questi segnali che si stanno
verificando perché è un clima pesante quello che si sta
realizzando all'interno della politica siciliana.
Qui le scelte di basso governo, l'occupazione e
l'usurpazione del sotto governo, le politiche della gestione e
l'occupazione della cosa pubblica hanno ceduto il passo alla
politica, quella con la P maiuscola.
Io invito i colleghi parlamentari ad un maggiore senso di
responsabilità, ma invito anche il Governo a prendere atto di
quello che si sta verificando, perché questa maggioranza si è già
sfaldata prima di iniziare. Lo abbiamo visto in Commissione
"Bilancio" ieri sera per quanto concerne la delicatissima materia
del finanziamento del Parco della Valle dei Templi, dove un
assessore della maggioranza ha preso posizione diametralmente
opposte rispetto alle scelte del capo di questo Governo e sono
segnali inquietanti dal punto di vista politico ed
amministrativo, che l'opposizione ha il dovere ed ha raccolto, ha
verificato ed analizzato e li tramuterà in un momento di grande
opposizione perché intendiamo denunziare all'opinione pubblica
che questo Governo non è un'intesa di programmi, ma è
un'accozzaglia di obiettivi e di spartizioni, che stanno
umiliando la politica, che hanno creato gravi divisioni
all'interno di questa maggioranza e hanno fatto diminuire
l'entusiasmo e l'ottimismo che questo Parlamento aveva quando si
è insediato.
Voi state determinando la fine della politica in Sicilia
Avete messo assieme una serie di contraddizioni che sono esplose
perché questa torre di Babele che è il Governo Capodicasa è per
lei e attraverso lei, onorevole Lo Monte, questa torre di Babele
dove ognuno di voi si è messo assieme parlando una lingua
diversa, avete determinato una confusione che sta trascinando la
Sicilia in uno stato di grave disagio, in uno stato dove i guai
che stiamo determinando ai nostri concittadini, ai nostri
Siciliani, sono così tali che ci vorranno dieci anni di buon
governo dopo di voi per ristabilire un equilibrio politico in
Sicilia.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente dell'Assemblea , signor presidente
della Regione (che non c'è), onorevoli colleghi, stiamo parlando
di un disegno di legge, l'840 che prevede una serie di
iniziative. Iniziative che vanno alcune nella giusta direzione,
debbo dire che abbiamo lavorato in commissione e quindi conosco
il disegno di legge; altre, invece, vanno in altra direzione che,
francamente, non mi convince. Ed è tutta la parte più corposa del
provvedimento di legge. Ed è la manovra che il Governo intende
fare a favore dei comuni.
Ecco, questo è un fatto su cui, anche in commissione ho
cercato una motivazione che non ho trovato e anche se l'onorevole
Piro si è sforzato a dare una informazione, una corretta
informazione sulla manovra, questa motivazione del Governo non mi
convince. E non mi convince perchè, secondo me, svuota di
contenuto una legge che era stata realizzata, che era stata
approvata da questo Parlamento e che aveva delle finalità ben
precise.
Quindi, la questione della indifferibilità, come la chiama
l'onorevole Piro - è ricorrente questo termine quando bisogna
determinare o raggiungere un obiettivo - per quanto riguarda
questa parte, ripeto, non mi convince.
Secondo me c'è, nella manovra, e quindi una forzatura, debbo
dire, una forzatura perchè gli effetti di quella legge, della
legge 5, non sono stati resi validi, perchè quella legge non ha
mai funzionato, si può dire, vista qual'è la situazione e la
condizione di oggi che andiamo a restituire ai comuni i soldi che
avevamo in un certo senso organizzato con la legge 5 e che
servivano per altre finalità.
Mentre io apprezzo e condivido lo sforzo che si sta
realizzando per quanto riguarda le politiche del lavoro, almeno
per quanto riguarda due, tre argomenti che sono qui presenti nel
disegno di legge, tutte le altre questioni non le capisco e,
francamente, se non le capisco ci deve essere o qualche cosa che
non funziona oppure ci deve essere, da parte mia, una non
conoscenza del problema perchè non me lo hanno rappresentato
tale....
DI MARTINO ...la seconda che ha detto...
CROCE ... quindi, caro onorevole Di Martino, faceva bene
l'onorevole Tricoli a dire che tu sei il costituzionalista e
quindi l'uomo che sa tutto. E allora è difficile parlare contro
l'onorevole Di Martino, amici miei, è difficile perchè lui è un
conoscitore dei sistemi e della pratica dell'Assemblea. Io sono
novellino e quindi mi attivo soltanto nella direzione delle cose
che posso conoscere, non vado oltre, caro onorevole. E però oggi
debbo rappresentare una difficoltà, anche se siamo sotto Natale e
quindi c'è questa volontà, questa voglia di pervenire alla
soluzione di alcuni problemi, ma non è pensabile di soprassedere
nel momento in cui si affrontano problemi seri, problemi
importanti.
Io condivido che nella manovra si fa giustizia di alcune
cose, di alcuni debiti che la Regione ha nei confronti di alcuni
soggetti che hanno lavorato e che, oltretutto, hanno svolto una
pratica. Condivido la manovra per quanto riguarda i 30 miliardi
per la custodia dei Beni culturali, i servizi, la società mista
dell'APC che rende un servizio alla collettività, quindi una
manovra necessaria utile, importante perché tanti soggetti
operano nell'ambito di quella struttura; condivido anche, e
soprattutto, il riconoscimento finalmente a quei soggetti che
operano in chiaro disagio per quanto riguarda per esempio le
farmacie rurali nelle isole minori, questi sono fatti importanti
ed indifferibili perché assicurano un servizio, ma per quanto
riguarda altri momenti di spesa ho grosse perplessità e dubbi.
Ecco perché la manovra si presta a qualche equivoco e
soprattutto a delle anomalie che non possiamo nascondere, ma si
presta soprattutto perché alcuni componenti di questo governo
alterano il rapporto e quando ieri abbiamo avuto la possibilità
di parlare qui delle mozioni," no delle emozioni", ho avuto modo
finalmente di capire dove questo Governo intende andare, in quale
porto intende approdare.
E quando l'assessore Morinello sulla questione delle
sovrintendenze recita con un atto del genere io dico che questo
significa riportare indietro la macchina dell'amministrazione e
soprattutto della illegalità, perché quell'atto serviva ad un
riordino complessivo ed a recuperare la credibilità...
ZANNA. Lasciamo perdere.
CROCE .. Lei onorevole Zanna non ha capito niente. Questo è il
problema, il riordino complessivo delle sovrintendenze in Sicilia
era il punto chiave della politica culturale, del Governo, di
qualsiasi governo perché è li che nasce la proposta senza un
riordino dell'apparato e quindi senza un bilanciamento dei
poteri, tra le istituzioni periferiche e quelle centrali non ci
può essere politica attiva e culturale, visto che siamo
nell'ambito dei beni culturali.
E bene, questo provvedimento se si dovesse realizzare
penalizza un grande patrimonio che noi abbiamo: tutti parlano
male dei funzionali. Io di questi funzionari dei beni culturali
ne parlo bene e soprattutto di quelli che hanno speso una vita ed
hanno contribuito ad elevare questo patrimonio culturale
siciliano.
Questo è il vero problema, che questo persone oggi erano
interessate ad un provvedimento importante, legittimo e
soprattutto dava a loro il riconoscimento del lavoro svolto,
perché attraverso un esame, critico debbo dire, un esame concreto
di tutte le pratiche siamo riusciti a portare avanti quelle
professionalità che servivano e che servono alla Sicilia. Qui si
vuole penalizzare l'istituzione, si vuole penalizzare chi ha
lavorato e si vuole penalizzare un settore così importante,
strategico come i beni culturali, onorevole Zanna.
Quei provvedimenti, e torno a parlare di quei provvedimenti
perché sono in linea rispetto anche alla gestione dei servizi dei
beni culturali, erano e rimangono il punto centrale, il punto
concreto della politica del Governo, di quel Governo, non di
questo Governo che mi appare già confuso, disorientato, e debbo
dire interessato ad altri momenti della politica, al ritorno
soprattutto di altri momenti della politica dolorosi, non si può
tenere questo stato di disagio, non si può tenere un funzionario
responsabile di sette avvenimenti, sette incarichi con facenti
funzioni con interim, che questa Regione intende conservare. E
quindi è lì che dobbiamo verificare, è lì che dobbiamo chiarire
meglio la questione ai siciliani per vedere chi vuole veramente
cambiare le cose e chi eventualmente oggi ci arrocca e pretende
oltretutto da noi l'adesione a questo progetto politico così
misterioso.
Dov'è l'assessore Morinello?
ZANNA. E' con le ruspe nella Valle dei Templi.
CROCE. Ha esordito malissimo con le ruspe ad Agrigento e con i
carabinieri, o con i vigili o con la Questura a Villa del Casale.
ZANNA. Lei non ha saputo difendere la Villa del Casale.
CROCE. Lì c'è bisogno soltanto di prendere decisioni,
onorevole Zanna, e lei lo sa benissimo che quando dice che la
Conferenza dei Servizi, che la Conferenza dei sovrintendenti non
è stata fatta dice il falso.
E' sancito nel decreto che ho firmato, dove ci sono tutti i
passaggi relativi al procedimento iniziato nel 1996; questa è la
verità ma siccome a lei la verità non piace o le fa male allora
queste cose non si debbono dire, ma non è così.
Quindi, signor Presidente, quando io all'inizio del mio
intervento sostenevo, e adesso sostengo, che in questo disegno di
legge ci sono momenti importati è vero. E' vero che ci sono fatti
su cui bisogna misurarsi, ma non c'è, certamente, quello che
aspettavamo cioè quelle cose indifferibili che dice l'onorevole
Piro, non ci sono; ci sono soltanto alcune postazioni, alcuni
accorgimenti tattici che possono riferirsi anche alle questioni
tecnico-contabile, come dice l'onorevole Piro, che serviranno
sicuramente a fare l'esercizio provvisorio e andare oltre ma che,
comunque, non trovo la grande motivazione in questo disegno di
legge, non c'è.
C'è soltanto confusione che si vuole alterare sempre più,
perché questo Governo non ha una linea e nasce soprattutto
attraverso una serie di situazioni e di fatti che vedremo più
avanti quando parleremo dei rapporti complessivi dei partiti
presenti in questa Assemblea Regionale.
E quindi, signor Presidente, nell'ambito di queste
iniziative, che questo Governo intende portare avanti, io vedo
soltanto non solo la confusione ma si vanno a penalizzare le
categorie più deboli, si vanno a penalizzare i lavoratori e si
danno soldi ai comuni che hanno speso soldi per fare altre cose e
non per creare lavoro.
ZANNA. Questa è demagogia
CROCE. Per fare spettacoli, necessari ma spettacoli; per fare
momenti di cultura bloccata e non momenti di cultura libera.
Queste sono cose su cui bisogna lavorare, su cui bisogna
eventualmente che questo Parlamento si esprima.
Prima di concludere, onorevole Capogruppo, lei ora è
presidente di una Commissione importante grazie a Forza Italia,
grazie al Polo, grazie alla possibilità che le abbiamo dato
perché credevamo, forse ancora crediamo, che lei possa svolgere
una funzione in relazione anche ad un equilibrio soprattutto che
io le riconosco ma che comunque comincia a difettare da un po' di
giorni a questa parte. Quindi, non so se il difetto è perché lei
è diventato presidente o perché è diventato presidente del Gruppo
dei D.S..
Dobbiamo chiarirci meglio le questioni. Noi abbiamo creduto
di dare a lei questa patente, la utilizzi bene e nell'interesse
del Parlamento e delle leggi. Il problema dell'onorevole Mele
che continua ancora a interferire su questioni che, francamente,
io non capisco perché se l'onorevole Mele ha e sostiene alcune
perplessità circa la mancanza del requisito per qualche persona
che è stata motivo di promozione, va bene, è bene che l'onorevole
Mele la faccia per intero la sua parte, non dica qui in
Parlamento, non alzi polveroni su situazioni o sospetti; io non
lo so, l'ufficio non lo sa, se lei lo sa lo dica, altrimenti stia
zitto onorevole Mele Francamente non si capisce perchè lei deve
eventualmente sospettare di chissà che cosa quando tutto è
leggibile, quando tutto è chiaro, quando tutto è nell'ambito di
una trasparenza e le carte ci sono e lei le può vedere. Quindi,
anche questo modo di intervenire, queste situazioni che si
determinano, mi sembra più così, un andare a caccia chissà di
quale argomento, perchè non si hanno gli argomenti veri, non si
affrontano i problemi seri della collettività, della comunità
siciliana;, si affrontano semplicemente le questioni che danno
sospetto, che creano condizioni difficili, che sono quelli che
oltretutto lei conosce e sa, caro onorevole Mele, perchè lei
conosce me ed io conosco lei, per la correttezza, per la stima e
per l'amicizia che ho per lei. Lei sa benissimo che abbiamo
operato ed abbiamo operato nell'interesse di questa Sicilia. Caro
Presidente, oggi, io dico che questa manovra non mi convince per
quella parte, sono pronto a sottoscriverla per altre parti che
sono importanti, che sono utili, perchè anche la questione dei
lavori socialmente utili o la questione degli ex articolisti è un
problema serio, è un problema che prima della fine dell'anno
bisognerebbe affrontare. Ed io dico che ha fatto bene
l'onorevole Piro in questa manovra ad inserire questa grande
possibilità. Non possiamo tralasciare questi argomenti, non
possiamo lasciare, abbandonare gli articolisti od altre
categorie, dobbiamo trovare una soluzione che sia una soluzione
adeguata e che sia una soluzione che guardi avanti.
Ecco perchè io sono d'accordo e quindi aderisco, non dico
che voto ma do la mia disponibilità a valutare positivamente tre,
quattro argomenti che sono presenti nel disegno di legge. Ma la
manovra complessiva non convince nessuno perchè è dettata da
situazioni e fatti che non interessano certamente questo momento
di dibattito. Pertanto, la questione, caro onorevole Piro, dei
Comuni, andava affrontata diversamente perchè, secondo me e
secondo anche l'onorevole Beninati che è qui presente, che era
stato uno di quelli che aveva contribuito all'elaborazione della
legge 5, va a toccare finalità e compromette anche equilibri che
si stavano realizzando.
,In conclusione, caro Presidente, mi riservo in avanti di
intervenire sugli articoli e sugli emendamenti perchè si possa
determinare un momento di equilibrio ed alla fine trovare anche
la possibilità, se non altro, di portare un minino di serenità a
soggetti e a famiglie che in questo momento vivono una stagione
difficile.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto pochi minuti, per dire con estrema pacatezza, ma anche
con una certa voglia di affermare in questa Aula una mia
sensazione, una sensazione che mi fa ritornare indietro con il
mio pensiero. Io conosco l'onorevole Croce ed ho sentito il
solito taglio, il taglio del piccolo comizio che tutti sappiamo
fare e che, tutto sommato, punta poi a dire, a fare una sorta di
ostruzionismo da parte del centro-destra; forma di ostruzionismo
che si può anche mettere in atto con tali piccoli comizi. A me
non stranizza, lo debbo dire con la massima franchezza, non mi
stupisce la cosa, però debbo necessariamente dire che mi pare una
tecnica che mette un po' di lato le questioni serie che questo
Parlamento è chiamato ad affrontare, che sono questioni su cui
evidentemente l'opposizione potrà dire, come sa dire, la sua e
quindi con tutti gli emendamenti possibili ed immaginabili al
disegno di legge che stiamo trattando e che saranno evidentemente
decine e decine e saprà far valere, indubbiamente, io di questo
ne sono sicuro, perchè la mia cultura, diciamo che
sostanzialmente per quanto concerne i rapporti, il ruolo
dell'opposizione è tale che capisco che cosa significa fare
opposizione e rispetto le forze politiche che sanno fare
opposizione.
Spesso mi sembra però che si va oltre il quadro complessivo.
Noi ci stiamo assumendo una responsabilità secondo me estrema,
cioè quella ancora una volta, con questo tipo di atteggiamento
politico in Aula, di frenare, di ostacolare il normale
svolgimento dei lavori dell'Aula stessa. Non mi si dica poi che
troveremo le due ore, un'ora, mezz'ora per vedere in che modo,
prima di Natale, o a cavallo fra Natale e Capodanno noi
riusciremo a dare alla Sicilia segnali di un certo tipo. Con
molta sincerità devo dire, non voglio assolutamente assumere toni
presuntuosi, che mi sembra veramente una vecchia ricetta e su
questa vecchia ricetta non si dica domani che parteciperà questa
maggioranza che sostiene il Governo, state tutto sommato
assumendo quella responsabilità di condurre i lavori d'Aula verso
una direzione che sappiamo qual è, che conosciamo qual è: una
direzione che spesso e volentieri non porta a risultati che tutto
sommato, io credo, tutti noi vogliamo comunque raggiungere.
Io guardo il disegno di legge con un occhio attento e mi
ritengo un deputato della maggioranza che sostiene e sosterrà
questo Governo, che sostiene e che sosterrà questo disegno di
legge, che sostiene e che sosterrà gli emendamenti che hanno
presentato i colleghi della maggioranza. Però, scusatemi,
vogliamo veramente discutere ogni qualvolta si tratta un disegno
di legge di tutto? Del sesso degli angeli, del programma del
vecchio governo, delle cose fatte dal vecchio governo,
dall'assessore Croce, dall'assessore "x"? O vogliamo entrare nel
merito delle questioni per fare meglio?
Perchè se c'è un emendamento dell'opposizione migliorativo,
io credo che questa sia una maggioranza così responsabile, così
attenta e seria che voterà e farà passare l'emendamento
migliorativo dell'opposizione
Questo confronto è possibile averlo in quest'Aula? Questa
possibilità di rispetto reciproco è possibile averla in
quest'Aula, questa possibilità di dimostrare alla Sicilia che
quest'Aula può fare bene possiamo determinarla in quest'Aula? Se
no la ricetta per chi da anni come voi fa politica è quella dei
piccoli comizi, del confronto e dei resoconti stenografici.
PROVENZANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Onorevole Presidente, onorevole assessore, io non
farò un comizio onorevole Oddo e quindi entrerò, per quanto
possibile, nel merito e nel metodo del disegno di legge che oggi
ci viene presentato.
Nel metodo, onorevole Piro, lei è stato, e dobbiamo
riconoscerlo, uno di quei deputati che ha sempre criticato in
maniera ferma il fatto che ogni disegno di legge diventava un
treno al quale attaccare tutti i vagoni possibili ed
immaginabili, quasi che fosse l'ultimo treno
Quindi, sul metodo, mi sembra che dobbiamo dire un po' le
cose come stanno senza drammatizzare eccessivamente. Però,
secondo me, è bene puntualizzare che questo disegno di legge n.
840 parte giunge in commissione in un modo, esce dalla
commissione un disegno di legge-omnibus, una mini finanziaria,
molto mini sotto certi aspetti, però con una serie di
puntualizzazioni precise e di indicazioni di interessi specifici
ai quali si viene incontro con questa mini finanziaria,
sostanzialmente di due articoli, due momenti importanti che erano
quello del finanziamento degli enti locali e il precariato. Poi,
ci viene presentato in Aula con una serie di articoli che,
ripeto, nulla hanno a che fare con l'originaria impostazione e
che di fatto si identificano come la mini legge omnibus in cui si
identificano direttamente gli interessati a recepire la finanza o
parte della finanza di questa Regione.
Io credo allora, che questo metodo esacrato tante volte da
questo banco proprio da lei onorevole Assessore, credo sia bene
stigmatizzarlo ulteriormente per sottolineare che nulla sembra
cambiato, nulla di nuovo sembra che di fatto questo nuovo governo
voglia proporci.
E se questo è l'appunto che mi sembra naturale debba farsi
nel metodo, vi è anche un altro appunto da fare, e credo che la
storia ci sia utile in questo senso.
Onorevole assessore, io ricordo quando ormai nel lontano
1996 si sostenne da parte di quel governo che non era più
possibile fare il bilancio di questa Regione, che era necessaria
una inversione di tendenza radicale e fondamentale, anche sulla
linea di quello che lei dal banco dell'opposizione nelle
legislature precedenti in cui aveva partecipato, aveva più volte
detto e sottolineato la falsità dei bilanci di questa Regione.
Tante occasioni, io ricordo alcuni suoi interventi sul
miracolo di Sant'Ignizio o su altre situazioni e fatti che
sostanzialmente identificano come inaccettabile il bilancio, come
ormai la Regione andasse a ruota libera verso il crac finanziario
e quindi come un'inversione sostanziale di tendenza lei stesso
indicava fosse necessaria.
In quel lontano 1996, quando si disse che il bilancio della
Regione non era fattibile e richiedeva una sostanziale
rivisitazione e che quello comportava necessariamente la
presentazione di una legge finanziaria seria, corposa e quindi
l'esercizio finanziario provvisorio, fu gridato allo scandalo
perchè quel governo per la prima volta andava all'esercizio
provvisorio.
Si gridò alle piazze che il governo non intendeva pagare più
nessuno, si allarmarono i dipendenti che non si potevano pagare
gli stipendi, si sobillarono, mi si consenta di dirlo, i sindaci
che a quel punto pregavano chissa chi, ritenendo che ormai con
l'esercizio provvisorio non si poteva far fronte alle necessità e
alle esigenze delle popolazioni da loro gestite, fu gridato di
fatto lo scandalo.
Oggi noi siamo di fronte all'esercizio provvisorio, però
direi con un punto in meno, con la mancanza di una struttura di
una ipotesi di legge finanziaria seria su cui potere fare il
bilancio, e invece con questo topolino finanziario che, da una
parte, vorrebbe sembrare una finanziaria necessaria per impostare
l'esercizio provvisorio e quindi andare avanti nel risanamento
di questa Regione, dall'altra parte è una mini finanziaria, mi si
consenta di dire, molto mirata a piccoli interessi perchè poi di
fato vi è dentro nome e cognome di alcuni interessati a questi
interventi finanziari.
E allora dobbiamo metterci d'accordo, dobbiamo metterci
d'accordo nel senso che o questa regione ha realmente una finanza
disastrata e che quindi è assolutamente necessario e
improcrastinabile un intervento serio e definitivo, ovvero
andiamo avanti con pannicelli caldi, con la necessità del "day by
day" senza una visione di sintesi complessiva. Io mi sarei atteso
oggi non questa ma una finanziaria seria che individuasse le
linee della politica economica e della politica di bilancio di
questo Governo, ma fino ad ora né io né credo questa Assemblea
abbiamo capito qual è l'obiettivo finanziario di questo Governo;
attraverso cosa questo Governo vuole arrivare a risanare le
finanze di questa Regione
Non è sufficiente dire che - mi si permetta di dire con
molta enfasi - questa Assemblea ha approvato lo scioglimento
degli Enti economici perchè dobbiamo togliere il coperchio a
questa pentola
Onorevoli colleghi, sappiamo tutti che quel disegno di legge
porta una firma, che è la mia e della quale mi onoro, che è la
firma dell'assessore Castiglione che fu assessore con me in quel
governo, che fu una battaglia che quel governo con l'assessore
Castiglione portò avanti e portò avanti con una intesa - e qua
l'onorevole Forgione non c'è -, ma dobbiamo dire storica con i
sindacati, perchè senza quell'accordo non si sarebbe potuto
arrivare allo scioglimento degli Enti. Di fatto però quel
disegno di legge sullo scioglimento degli Enti in Aula non arrivò
mai o arrivò con grandi difficoltà, e ci si ricordi, non per la
maggioranza, onorevole Speziale, lei sa benissimo che in
quest'Aula sfortunatamente comanda l'opposizione rispetto alla
maggioranza, per un fatto naturale e normale che è insito nel
problema che andremo ad affrontare e che abbiamo iniziato ad
affrontare con la riforma dello Statuto; non per fatto politico
ma tecnico: su una maggioranza di 48 con 13 componenti impegnati
al Governo, di fatto i deputati presenti sono 37, tenuto conto
che 5 o 6 deputati assessori sono impegnati fuori dall'Aula,
sostanzialmente una maggioranza insufficiente data anche la
struttura del nostro Statuto, non una maggioranza effettiva, per
cui se quel disegno di legge non arrivò mai in Aula fu anche per
l'opposizione dell'attuale maggioranza che oggi, di fatto, si
accredita quel disegno di legge.
Io sono felice che quel disegno di legge è venuto fuori, ma
invito questo Governo a non dare molta enfasi allo scioglimento
degli Enti, importante ma non fondamentale, perchè è sulle
privatizzazioni che erano già previste dalla legge n. 6 e su cui
si può andare avanti, che questo Governo verrà misurato.
Allora, ritornando al tema di oggi, dobbiamo capire qual è
la linea finanziaria di questa Regione, perchè, onorevole Piro,
solo con una linea finanziaria chiara lei potrà ottenere la
fiducia degli operatori finanziari che devono dare soldi a questa
Regione. Lei ha sperimentato sulla sua pelle, onorevole Piro,
che la sua affermazione più volte detta qua non era vera; quando
lei disse che i 1.700 miliardi dati alla Regione erano una
bazzecola, era facile...
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Non ho mai detto
questo, presidente
PROVENZANO ... perchè visto che la Regione aveva dato le
deleghe di incasso, a quel punto dare 1.700 miliardi era un fatto
assolutamente naturale e normale. Lei sperimenta - possiamo
prendere i resoconti - quando lei sosteneva che sostanzialmente
quel governo non aveva fatto nessuno sforzo di credibilità perchè
di fatto la credibilità per ottenere quel finanziamento era solo
data dalle garanzie che la Regione dava agli operatori
finanziari, e su questo ci sono i resoconti stenografici, io
credo che lei abbia sperimentato che questo non è sufficiente
perchè o lei darà agli operatori finanziari internazionali una
garanzia di serietà, di linea di un governo, di capacità di
ridisegnare quella che è la finanza di questa Regione, ovvero lei
non troverà chi oggi nel 2000 in un mercato così difficile e così
complesso sarà disposto a scommettere 1.700 miliardi su questa
Regione. E se il buongiorno si vede dal mattino, il mattino di
questi primi articoli di questa mini-finanziaria è un pessimo
mattino. Ved1, onorevole Piro, noi sappiamo che vi sono tre o
quattro grandi punti d'attacco finanziari in questa Regione. Il
primo è costituito dagli enti locali: rapporto tra Regione ed
enti locali, non solo rapporto politico. In questo mi fa piacere
che il presidente Capodicasa dica che va ridisegnato questo
rapporto. Voglio sottolineare al Presidente e a voi che nella
legge n. 6, di fatto, era prevista la conferenza
Regione-autonomie locali che non è mai partita e non per colpa di
quel governo. Ma comunque plaudo a questa iniziativa, certamente.
Però i rapporti finanziari tra Regione ed enti locali vanno
ridisegnati completamente. Vedete, oggi, il carico degli enti
locali sulla Regione, direttamente o indirettamente supera i
cinquemila miliardi, perché quando noi inseriamo alla finanza
derivata che direttamente va ai comuni tutti gli altri rivoli
attraverso i quali la Regione finanzia i comuni e poi inseriamo
altri grandi, importanti elementi di finanza che sono i
dipendenti della cosiddetta "legge Goria" che pesano per circa
settecento miliardi più tutto il precariato che sostanzialmente è
pagato dalla Regione, ma che interessa lavori dei comuni, noi
tiriamo due conclusioni. Primo, che i comuni pesano sulla
finanza della Regione per circa cinquemila miliardi; secondo,
che tutti i comuni della Regione siciliana - e penso di potere
dire tutti sono in dissesto finanziario -. Se infattti i comuni
della Regione siciliana mettessero a libro paga i dipendenti che
di fatto lavorano presso di loro, ma che sono pagati dalla
Regione, la finanza dei comuni sarebbe dissestata
Allora questo noi dobbiamo cominciare a comprendere. Che il
nuovo rapporto tra finanza regionale e finanza dei comuni deve
essere il primo grande punto d'attacco. Su questo non vediamo
nulla: ediamo semplicemente un rifinanziamento pedissequo ai
comuni senza che all'interno di questa legge si individui
un'inversione di rotta che significhi, non certamente, negare le
risorse finanziarie ai comuni, guai, ma collegare con le risorse
derivate ai comuni dalle risorse dirette dei comuni.
La Regione siciliana non può regalare soldi ai comuni
consentendo agli stessi di non essere loro i percettori delle
imposte che realmente possono andare a prelevare. Perché se così
fosse educheremmo, tra virgolette, educhiamo male i sindaci; essi
sanno di avere un grande zoccolo duro che sono i soldi che la
Regione dà loro e quindi non si sforzano nell'andare a recepire
le imposte di loro diretta competenza.
Questa è una realtà. Ed è una realtà pesante in questa
Regione dove vi è uno scarto di quasi la metà rispetto alla
capacità impositiva dei comuni a livello nazionale. Per cui se a
livello nazionale la finanza autonoma dei comuni è di circa il
40, 42 per cento, in Sicilia è del 20 per cento, in alcuni comuni
meno del 20 per cento. Allora, o qua iniziamo una nuova linea in
cui diciamo ai comuni 'Tu devi farti pagare le tue imposte, tu
devi farti pagare i tuoi servizi, poi la Regione, non solo ti
trasferirà una parte della finanza, ma se volete per quanto
sarete bravi vi daremo una finanza autonoma'. Determineremo così
che l'IRPEG o l'IRPEF dei comuni vada direttamente ai comuni, ma
attraverso l'obiettivo di un raggiungimento di alcuni target. Qua
invece si continua a "babbo morto" a consegnare soldi ai comuni
al di là della loro reale capacità. Tutto ciò riguarda la prima
parte di questo disegno di legge, onorevole Oddo. Adesso andiamo
sui fatti. Qua si danno soldi ai comuni in funzione delle
necessità dei comuni senza minimamente immaginare un percorso che
sia il vero grande percorso di un rapporto serio tra la finanza
della Regione e la finanza dei comuni, l'autonomia finanziaria
dei comuni e quindi una serietà di bilancio di questa Regione che
possa consentire, vivaddio, come fu fatto già una volta,
onorevole Piro, a mercati finanziari seri di affidare su un
percorso serio e di risanamento finanziario in questa Regione,
mille, duemila, o tremila miliardi in questa Regione. Non è un
problema di quantum. Perché i mercati e i soldi nel mondo ci sono
e ci sono in maniera illimitata. Qua non ci dobbiamo spaventare
di mille o duemila miliardi. Qua noi ci dobbiamo spaventare del
fatto che nessuno dà più credito a questa Regione perché la
credibilità dell'assetto finanziario di questa Regione non è più
presentabile. E questo disegno di legge non consente questo.
Ricordo, onorevole Piro, quando parlammo nel precedente
disegno di legge dei forestali per cui la forestazione - io dissi
che era un costo e basta -: ma lei quale credibilità pensa di
potere avere da parte di una istituzione finanziaria o da parte
di risparmiatori che vedono una Regione con centinaia di migliaia
di ettari di bosco che lascia così a ricavo zero, a solo costo?
Almeno diamo l'impressione di iniziare un percorso diverso e a
quel punto forse otterremo credibilità. E lo stesso nei rapporti
con i comuni. O noi ridisegniamo questo rapporto o non sono
queste leggi qua che potranno consentire, mantenendo e
continuando un rapporto quasi da padre a figlio, perché da una
parte si parla e ci si riempie la bocca di nuovi rapporti con i
comuni, dall'altra parte la Regione continua ad essere la mamma o
il papà di questo comune a cui basta bussare e viene dato:
Basterebbe dire "Ma io non ce la faccio" oppre "Io ho fatto il
bilancio sulla base di altre previsioni, poi di fatto il gettito
fiscale della Regione è stato più basso, la percentuale è più
bassa, quindi ho bisogno di altri soldi".
Onorevole Piro, noi avevamo iniziato un percorso che era
quello di percentualizzare, in quella finanziaria, le entrate dei
comuni sulla base delle entrate della Regione. Vi fu la
rivoluzione di tutti i comuni regionali perché si volevano
affossare i comuni, si volevano portare alla fame. Allora, e
chiudo, onorevole Piro perché il tempo si è esaurito ma mi
riprometto di intervenire di nuovo, credo che da questo disegno
di legge oltre alle normali emergenze che tutti accettiamo, ma se
continuiamo ad andare di emergenza in emergenza non risolveremo
mai niente, dovrebbe emergere, fatto che non emerge, un disegno
più complessivo di linea della finanza regionale di questa
Regione, di questo Governo, che mi sembra questo Governo finora
non abbia assolutamente presentato. La vorremmo conoscere per
inserire questo disegno di legge in un discorso più ampio, in una
linea più ampia in un percorso sicuramente proficuo non per la
maggioranza o per l'opposizione, ma di fatto per la Sicilia che
attende da troppo tempo che la finanza di questa Regione possa
essere in sintonia con le sue reali possibilità.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Mi ha detto poc'anzi che erano state chiuse le
iscrizioni a parlare.
PRESIDENTE. Non proprio così. Le ho detto quando lei mi ha
interpellato che non c'erano altri iscritti a parlare. Sono
intervenuti successivamente.
BENINATI. Signor Presidente, il mio intervento non sarà molto
tecnico, anche perché non faccio parte della commissione Bilancio
e quindi non conosco bene il meccanismo con cui è stato prodotto
questo disegno di legge. E, peraltro, chi mi ha preceduto ha ben
articolato alcune motivazioni che portano a non comprendere bene
cosa in effetti è questo disegno di legge.
Ciò nonostante, ritengo opportuno a far rilevare un
particolare passaggio all'attenzione dell'Aula per far conoscere
alcuni meccanismi che in effetti si sono fatti e che si sono,
diciamo, consumati, poco meno di qualche mese fa. Mi riferisco
proprio all'approvazione della legge n. 5 del 1998. Non ricordo
bene se il testo di legge fu approvato dall'Aula all'unanimità,
ma certamente ha avuto una sua approvazione ed oggi è legge.
Ebbene, quella legge all'articolo 11 introduceva a chiare
lettere una novità.
Voi tutti sapete che i ribassi d'asta dei lavori delle opere
pubbliche, fino a prima dell'approvazione della legge n. 5,
venivano introitate presso le casse comunali e lasciate a
disposizione delle amministrazioni comunali certamente per opere
pubbliche. A questo punto si è ritenuto correttamente di ridurre
questo importo e portarlo al 50 per cento, con una logica anche
corretta, in quanto le progettazioni oggi cominciano ad avere una
maggiore credibilità - la legge n. 10 ha iniziato e sta iniziando
in parte a produrre i suoi effetti, in quanto i progetti sono
fatti meglio - quindi le cosiddette perizie di variante non
vengono più così tanto approvate e portate all'approvazione e
quindi finanziate.
A questo punto si è pensato, il Governo allora pensò, di
ridurre questo importo che restava e creare un'ulteriore entrata
per la Regione. Ebbene, materialmente questo meccanismo doveva
servire per finanziare o per creare ulteriori entrate per la
Regione affinché si potesse far fronte a nuove iniziative di
legge predisposte per lo sviluppo, non certamente per quello che
in effetti si è fatto.
Leggo l'articolo. L'articolo 11 al comma 9 così recita:
"Le somme corrisposte a ribasso d'asta dei lavori finanziati
con fondi regionali dall'amministrazione regionale agli enti di
cui all'articolo 1 della l.r. 29 aprile 1985, n. 21, con
esclusione del coofinanziamento di interventi comunitari,
affluiscono sulla base dei progetti esecutivi come definiti
all'articolo 5 bis della presente legge per il 50 per cento del
loro ammontare in entrata nei bilanci degli enti medesimi. Per
il restante 50 per cento in entrata nel bilancio della Regione
siciliana."
Di fatto si era creata un'entrata in più che la Regione
aveva a disposizione. Si era creata quindi un'entrata.
Addirittura su questo 50 per cento il sottoscritto ritenne
opportuno iniziare ad intervenire e fece un emendamento proprio
per un problema annoso che riguarda le Camere di commercio, a cui
in questa Regione con alcune leggi era stata tolta la possibilità
del fondo pensioni e che vivono in un disagio assoluto.
Ebbene si impegnò in questa legge un 10 per cento del 50,
pari al 5, per sanare una problematica, anzi buona parte delle
problematiche, che la Regione ha prodotto alle Camere di
commercio per il fondo pensioni, si inizia a pagare un debito che
la Regione ha.
Quindi, ecco che ha una logica perché in effetti si era
materialmente iniziato già con questo primo emendamento a dire
che questa parte di fondi che tornano servono per sanare dei
debiti che la Regione ha.
Ebbene, in effetti con l'articolo di legge qui presente si è
ridato tutto quello che si era tentato non di sottrarre ma di
eliminare nei ribassi d'asta e quindi nel fondo di rotazione che
permaneva nei comuni per nuovi lavori, che era il 50 per cento,
si è ridato ai comuni per far sì di spenderli così come loro
vogliono.
E aggiungo che forse l'onorevole assessore Lo Monte, che è
presente, non sa che sul capitolo 70805 è stata fatta una
manovra, onorevole Lo Monte, di circa 44 miliardi. Una manovra
corretta - è una scelta del Governo -, me ben 21 miliardi erano
il cosiddetto capitolo per le perizie di variante e supplettive
del suo assessorato
Cioè, materialmente lei sta,- anche se correttamente: è una
scelta - sta dando i suoi fondi che dovevano servire (anche se
non era previsto, ma si dovevano fare le norme), proprio per
creare delle iniziative, assessorato per assessorato,di sviluppo
all'interno della propria rubrica.
Invece così, noi non abbiamo fatto altro che ritornare
indietro, cioè, praticamente, siamo ritornati - lei forse non lo
sapeva ma sta dando 21 miliardi ai comuni di tutta la Sicilia
senza una logica - cioè lei praticamente aveva questi fondi che
avrebbe dovuto dare per iniziative nuove di legge, se così si
voleva prendere la legge 5, di fatto lei li ha dati indietro e
materialmente sta finanziando buona parte dei 44 miliardi.
L'assessore Rotella - che non c'è neanche - anche lui sta
dando 9 miliardi e 436 milioni e 1 miliardo e 29 milioni: 10
miliardi Cioè, sia i lavori pubblici che il turismo, in effetti,
nelle rubriche che erano tecnicamente atte per riincrementare
questi fondi, di fatto state finanziando in maniera, non so come,
con quale logica, i comuni senza una precisa programmazione che
era invece vostra. Infatti, la legge 5 non voleva dire
altro che ogni assessorato su queste rubriche interveniva per
finanziare nuove opere e nuove iniziative.
Quindi è una scelta che il Governo pone, di cui sono
personalmente rispettoso, ma che certamente ognuno deve
conoscere, tanto più ogni assessore della Giunta.
Concludo, perchè certamente lascio a voi l'opportunità o
meno, anche dicendo il motivo per cui io ho fatto due emendamenti
particolari, ne ho fatti tanti altri, ma uno in particolare.
Perchè, proprio nella logica della legge 5, che doveva servire
proprio per finanziare tutto ciò che la Regione si è trovato
negli anni in arretrato, non ha potuto fare fronte. Quindi, si
poteva iniziare a prendere da questi fondi per sanare, così come
avevo previsto nell'emendamento che oggi è legge, quello del 10
per cento per le camere di commercio, che la Regione ha un
contenzioso con i fondi pensione - come detto prima - ebbene, ho
previsto, a questo punto, secondo una mia logica, di intervenire,
e alcuni colleghi della mia provincia sono a conoscenza di un
problema che la città di Messina ha da anni per non avere avuto
mai finanziata una legge che in effetti è legge, la legge 22 del
1993 su Tremonti. Perchè ritengo che quello doveva essere il
filone di finanziamento di questi fondi, per sopperire man mano a
tutte queste deficienze di legge che esistono ma che non hanno i
fondi.
SILVESTRO. Ci sono 6 miliardi non spesi
BENINATI. Quelli sono del prefetto. Mi scusi, onorevole
Silvestro, quello cammina su un altro fondo, su un'altra
specifica. I fondi della legge 22 del 1993 avevano due grossi
filoni: uno era un contributo, che lei conosce bene, che fece il
governo Campione, proprio per venire incontro a circa 450
famiglie che, hanno subito dei danni in determinate case e che
non sono riusciti, ancora oggi, ad ottenere questi 25 milioni. Ne
hanno presi a mala pena 10.
Quindi, ecco a cosa servivano questi fondi. Servono per
iniziare a tamponare delle situazioni pregresse. E come queste
chissà quante ce ne saranno.
Quindi, ho anche spiegato, in parte, una delle
giustificazioni dell'emendamento da me proposto, perchè questa,
ritengo, è la logica con cui si era prodotta la legge 5. Essa
sarebbe dovuta servire esclusivamente per fronteggiare nuove
iniziative di sviluppo, non certamente per dare fondi ai comuni
anche senza alcuna programmazione ed alcun criterio di decisione
che il Governo credo avrebbe potuto determinare con iniziative di
legge.
Quindi, mi dispiace dovere richiamare l'attenzione
dell'onorevole Lo Monte, ma quello dei lavori pubblici è un
settore in grandissima difficoltà, lei lo sa benissimo E' in
grandissima difficoltà e oggi il suo assessorato sta contribuendo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, ritengo che siamo stati facili profeti dai banchi
dell'opposizione quando, durante le dichiarazioni programmatiche,
valutammo le contraddizioni di questa nuova maggioranza e
ritenemmo che prestissimo avremmo avuto la riprova di quello che
affermavamo. Valutando il disegno di legge oggi in discussione,
ritengo che abbiamo una prova evidente di quanto sostenevamo
allora. Infatti, vedere ai banchi del Governo l'Assessore Piro
che, debbo dire, per la conoscenza che ho cominciato ad avere di
lui nei due anni e mezzo di legislatura all'interno della
Commissione Bilancio e in quest'Aula, è stato il sostenitore a
lungo di una politica di bilancio che fosse improntata alla
serietà, alla correttezza ed alla facile leggibilità di quanto i
Governi proponevano, oggi questo disegno di legge che è partito -
come ha fatto legittimamente notare il Presidente Provenzano -
con una piccola manovra di variazioni di bilancio, ma che ha
assunto la forma di una finanziaria "omnibus" dove tutto è
compreso, questo disegno di legge è l'esatto contrario di quello
che l'onorevole Piro dai banchi dell'opposizione sosteneva quando
rimproverava i Governi del centro-destra, spesso in Commissione e
più spesso ancora in Aula, per le incompatibilità di bilancio ed
evidenziabilità, se così possiamo dire , tra le entrate e le
uscite. Oggi siamo in presenza di un disegno di legge che vuole
essere una minifinanziaria che, sostanzialmente, come ha da par
suo fatto rilevare l'onorevole Tricoli, attribuisce il 20 per
cento delle entrate tributarie ai comuni senza stabilire come
queste spese debbano essere pagate, senza stabilire qual è il
tetto massimo, senza stabilire e senza evidenziare cosa
all'interno dei bilanci dei comuni si è fatto.
L'onorevole Provenzano, che mi ha preceduto a tribuna, ha
chiaramente dimostrato come quello che con questo disegno di
legge si vuol fare non è altro che l'incoraggiamento ai comuni,
che possiamo considerare tutti dissestati se facciamo quei
calcoli in relazione ai quali anche i dipendenti sono stipendiati
dalla Regione, ecco, noi diamo dei soldi senza avere la
possibilità di un riscontro serio e certo.
Questa è la prima notevole contraddizione di questo Governo
che vede un uomo che ha molto lavorato dai banchi
dell'opposizione per contribuire ogni anno ai bilanci, che ha
collaborato a volte per rendere i bilanci evidenziabili e chiari
e che oggi si trova nelle condizioni di dovere sostenere un
Governo che è in contrasto con questa linea.
Io ho apprezzato ieri sera l'onorevole Piro quando in
Commissione bilancio ha detto: "Questo assessore non sarà mai
disponibile a dare coperture finanziarie che non esistano".
L'onorevole Piro si è attestato coerentemente al suo percorso
parlamentare su quella linea, ma oggi ci ha proposto un disegno
di legge che è in contrasto con questa sua linea; queste sono le
contraddizioni all'interno di questa maggioranza.
Ecco perché è necessario il dibattito, ecco perché è
necessario evidenziare queste cose, ecco perché è necessario che
finalmente una volta per tutte ci chiariamo le idee pensando a
quello che è successo già due anni fa proprio in questi giorni,
nel mese di novembre, nel mese di dicembre, quando il primo
governo di centro-destra per fare un bilancio finalmente in
controtendenza ai bilanci degli anni precedenti ideò, immaginò
una legge finanziaria completa che subì gli attacchi che tutti
ricordiamo sulla stampa, nelle piazze come se quel governo stesse
affamando i siciliani ma che, invece, voleva essere il primo
tentativo per ribaltare l'andazzo che negli anni precedenti aveva
veramente portato a dei bilanci falsi, a dei bilanci non
veri.
Oggi stiamo tornando indietro, diceva il presidente
Provenzano, perché con una manovra siffatta si dà ulteriore linfa
al dissesto dei comuni; oggi si dà la possibilità ai comuni di
continuare con quell'andazzo che, purtroppo, li ha visti
responsabili del dissesto delle casse comunali e delle casse
comunali. E non si fa nulla, non si crea una prospettiva, non si
presenta un progetto credibile da parte di questa maggioranza per
invertire questa tendenza
Ecco perché l'opposizione di centro-destra che è in Aula
dice queste cose e presenta emendamenti per tentare di ribaltare
la situazione, per tentare di dare una coerenza a questo disegno
di legge che, sicuramente, non porterà bene alle casse della
Regione.
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Signor Presidente,
poi vedremo nel filmino tutti i deputati che hanno assunto, ieri
sera, la decisione di andare ad oltranza.
BRIGUGLIO. Ma che modo è questo Ora si interrompono i
deputati che intervengono?
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Si calmi Si
calmi
PRESIDENTE. Onorevole Piro Onorevole Briguglio
BRIGUGLIO. Onorevole Piro, si deve calmare lei Ora il suo
ruolo è diverso e deve sapere ascoltare
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Si calmi Si
calmi
PRESIDENTE. Onorevole Piro Riprenda, onorevole Stancanelli.
STANCANELLI. Onorevole Piro, ritengo di non avere detto nulla
di offensivo e tale da suscitare le sue ire. Io gradirei che il
colloquio si facesse dopo l'Aula perché in questo momento c'è un
dibattito sereno in cui ognuno sta esponendo le proprie posizioni
e ritengo che anche questo nervosismo dell'Assessore
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Non c'è alcun
nervosismo.
STANCANELLI. Ritengo possa essere un campanello del distacco
che c'è o della divaricazione che c'è fra quanto l'assessore ha
sempre sostenuto in questo Parlamento e quanto è costretto a
sostenere oggi dai banchi del Governo, nel momento in cui ci si
appresta a votare una manovra finanziaria che nulla porterà di
positivo al bilancio che nel 1999 dovremmo andare ad approvare e
che invece sarà già un pesante macigno su quello che dovremo
andare a fare dopo. Non c'è nessuna possibilità di risanamento
se continuiamo con questi pannicelli caldi che tentano soltanto
di dare soldi a degli enti che hanno bisogno dei soldi della
Regione, ma che devono dimostrare e non l'hanno ancora dimostrato
di saper governare le autonomie locali. E se poi questi soldi li
togliamo a delle attività che potevano essere di sviluppo per
l'economia siciliana, quali i lavori pubblici e il turismo,
ritengo che al danno aggiungiamo le beffe perchè andiamo a
finanziare degli enti che hanno dimostrato, ripeto, la propria
inutilità togliendo soldi a dei comparti che potrebbero essere di
aiuto all'economia siciliana. Ed, allora, colleghi del
centro-sinistra che avete nei due anni passati tanto criticato i
governi del centro-destra perchè non avrebbero saputo
amministrare la Sicilia, noi abbiamo dato un segnale, a volte
sicuramente non consono a quello che ci si aspettava, ma
sicuramente l'inversione di tendenza si era incominciata a
sentire specialmente con la legge 6, oggi stiamo tornando
indietro. Ribadisco: non pensavamo di essere stati così facili
profeti, così come lo siamo stati nelle settimane scorse, quando
abbiamo messo in rilievo le contraddizioni che all'interno di
questo Governo di centro-sinistra esistono. Ecco perchè ritengo
che gli emendamenti che il Gruppo di Alleanza Nazionale ha
presentato o si appresta a presentare prima della fine della
discussione generale, dovranno essere discussi in quest'Aula,
perchè con quegli emendamenti cercheremo di dimostrare, non
soltanto ai siciliani ma anche ai colleghi del centro-sinistra
che ancora hanno a cuore le sorti delle finanze della Regione
siciliana, che siamo in condizioni di dare una prospettiva ed un
progetto che in questo disegno di legge io non vedo e il Gruppo
di Alleanza Nazionale non vede.
STRANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Si vergogni, onorevole Strano
STRANO. Onorevole Zanna, anzichè scrivere stupidaggini sui
giornali pensi a parlare bene. Mi pare che lei è per il ritorno
della burocrazia nelle aziende. Complimenti, è un comunista
stalinista Un vecchio socio degli straccioni dell'UDR
Ed allora Presidente, chiedevo la parola per sapere se è
permesso presentare ancora degli emendamenti, preannunziando
eventualmente la presentazione di alcuni emendamenti, di cui uno
in relazione al Teatro Massimo Bellini di Catania. Consideriamo
vergognosa questa manovra di bilancio che consegna alle spese dei
Comuni le risorse destinate invece all'occupazione dal lavoro.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Intervengo sull'ordine dei lavori perchè ieri è
stato assunto l'impegno in Aula che avremmo dovuto stamattina
completare la discussione generale sul disegno di legge
relativo alle variazioni di bilancio per permettere la
presentazione degli emendamenti, che in larga parte erano stati
già presentati da parte dei colleghi del Polo, per permettere che
l'Aula potesse esitare già nella giornata di domani il disegno di
legge, al fine di consentire che la Giunta si riunisse per fare
un assestamento e presentare il disegno di legge per l'esercizio
provvisorio dell'anno prossimo.
Adesso i tempi si stanno modificando nel senso che l'impegno
assunto ieri dall'Aula mi pare che non venga mantenuto.
Presidente, io non so quanti sono gli iscritti a parlare, mi
sembra che iscritto a parlare c'è soltanto l'onorevole Briguglio.
Vorrei invitarla Presidente a dare la parola all'onorevole
Briguglio e concludere i lavori stamattina dopo aver votato il
passaggio all'esame degli articoli, rinviando quindi di
ventiquattro ore la seduta, visto che sono stati presentati
emendamenti, per consentire all'Aula già nella mattinata di
domani di discutere gli emendamenti presentati dai colleghi
parlamentari.
Questo permetterebbe di chiudere il 23 con l'approvazione
dell'esercizio provvisorio e rimandare tutto il resto della
materia a dopo. Pertanto, la inviterei, Presidente, per
rispettare un impegno assunto ieri dall'Aula, e per evitare che
ci sia una sorta di schizofrenia nella conduzione dei lavori
d'Aula, a proseguire i lavori. Peraltro, c'è solo l'onorevole
Briguglio iscritto a parlare, gli altri che potevamo iscriverci,
me compreso, gli onorevoli parlamentari della maggioranza siamo
disponibili a rinunciare, tranne che non ci sia un atteggiamento
predeterminato e ostruzionistico da parte dei colleghi
parlamentari del Polo che vengono in Aula, assumono impegni di
fronte all'Aula e poi in modo eccessivamente goliardico,
trasformino quest'Aula in un luogo in cui si evita che gli
impegni assunti vengano mantenuti. Noi dobbiamo sapere se gli
impegni che vengono presi e mantenuti, se gli impegni che vengono
presi dall'Aula non vengono mantenuti, ognuno dovrà attrezzarsi
perchè questi impegni assunti debbono essere necessariamente
mantenuti e ci comporteremo di conseguenza.
PRESIDENTE: Onorevole Speziale, poichè ci sono altri deputati
che hanno chiesto di intervenire, della maggioranza e della
minoranza, non ritengo di potere accogliere la sua proposta.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
L'Assemblea è rinviata a oggi martedì 22 dicembre 1998 alle
ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 278 - Interventi per la differenziazione del prezzo della
benzina in Sicilia.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
RILEVATO che:
- il previsto aumento di trenta lire sul prezzo
della benzina avrà certamente un pesante effetto
negativo per l'economia dell'Isola, aggravando
enormemente i costi di trasporto dei suoi prodotti,
considerata la sua posizione periferica e la
lontananza dai mercati nazionali ed internazionali;
- la Sicilia contribuisce per il 40% nella
produzione nazionale degli idrocarburi, pagando un
costo enorme dal punto di vista ambientale;
CONSIDERATO che in contrasto con le dichiarazioni di tutte
le forze politiche in direzione del superamento
della questione meridionale si infliggono invece da
parte dello Stato norme tributarie e manovre di
finanza che colpiscono la già fragile struttura
produttiva dell'Isola,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché,
per la Sicilia, si prevedano tariffe differenziate
sul prezzo della benzina, senza le quali si
metterebbe in pericolo l'esistenza della piccola e
media impresa siciliana, aggravando ulteriormente la
già pesante situazione economica e occupazionale
dell'Isola.
(21 dicembre 1998)
FLERES - GRIMALDI - LEONTINI -
CROCE
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Integrazione del fondo dei comuni di cui all'articolo 11
della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5. Realizzazione di
progetti di utilità collettiva e disposizioni finanziarie
urgenti" (n. 840/A). (Seguito)
Relatore: On.le Di Martino
2) - "Schema di disegno di legge costituzionale da
sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della
Regione siciliana concernenti l'elezione diretta del
Presidente della Regione, l'autoscioglimento
dell'Assemblea, l'iniziativa legislativa popolare e
comunale ed i referendum regionali'" (nn.
2-94-144-152-177-705-708-758 - Norme stralciate/A)
(Seguito).
Relatore: On.le Provenzano.
IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
IV - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
VII - ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA
FONDAZIONE "FEDERICO II".
VIII - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
IX - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
X - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Variazioni al bilancio della Regione e al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 1998. Assestamento" (n.
726/A).
2) "Variazioni di bilancio per l'attuazione delle riserve
sulle entrate della Regione a favore dell'erario dello
Stato ed interventi in materia di agricoltura e foreste"
(NN. 698-834-837/A).
3) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)
X - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari" (N. 795).
(La seduta è tolta alle ore 14.00 di martedì 22 dicembre 1998)
(Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 15.30)