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Resoconto d'Aula della Seduta n. 209 di martedì 22 dicembre 1998
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                       PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
       La seduta è aperta alle ore 17.44.

     VILLARI,  segretario  f.f.,  dà  lettura  del processo verbale
  della   seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  è
  approvato.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

        DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO CHE SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA

      -   "Tutela  e  valorizzazione  della  Valle  dei  Templi  di
      Agrigento" (n.  850)
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato dagli onorevoli Speranza, Pellegrino, Scalici in
      data 21 dicembre 1998

           ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI CHE
            SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL QUARTO COMMA
                    DELL'ARTICOLO 69 DEL REGOLAMENTO INTERNO

                            BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 21.12.1998: ALFANO-LEANZA-SPERANZA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 21.12.1998: GRANATA sostituito da TRICOLI

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     ASSENZE
     Riunione del 21.12.1998: SCOMA'-ZANNA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 21.12.1998: CATANIA sostituito da D'AQUINO
                              CATANOSO     "      " RICOTTA

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

      Interrogazioni con richiesta di risposta scritta                  1

      N. 2611 - Interventi per  assicurare  il  posteggio  delle
    auto dei  dipendenti  e  degli  utenti  dell'ospedale  Santo
    Bambino di Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2612 - Interventi per tutelare  i  pescatori  di  tonno
    della Sicilia.
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2613  -  Interventi  per  la  soluzione  dell'emergenza
    rifiuti in Sicilia.
      - Assessore Territorio
      ***
    Fleres Salvatore; Pagano Alessandro

                          ----------------

      N. 2614 - Notizie circa il costo ed il comportamento degli
    organi di amministrazione dell'ASAC e  della  sua  collegata
    SAC di Catania.
      - Presidente Regione
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2615 - Interventi per la pulizia della strada dell'Etna
    Paternò-Ragalna.
      - Assessore Enti Locali
      - Assessore Territorio
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2616 -  Interventi  per  assicurare  il  pagamento  dei
    servizi di assistenza sociale presso  il  comune  di  Bronte
    (CT).
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      Interrogazioni con richiesta di risposta orale                    1

      N. 2609 - Denunzia di gravi  inadempienze  del  Presidente
    del Consiglio comunale di Agira (EN).
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Stancanelli Raffaele; Sottosanti Fulvio Salvatore

                          ----------------

      N. 2610 - Interventi per evitare danni irreversibili  alla
    Valle del Sosio.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      - Assessore Territorio
      ***
    Zanna Antonio

                          ----------------

      N. 2617 -  Modifica  della  riclassificazione  delle  zone
    svantaggiate in agricoltura.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      ***
    La Grua Saverio; Scalia Giuseppe; Ricotta Michele

                          ----------------

    ANNUNZIO DI MOZIONI

      N. 279 - Accesso ai corsi di studi universitari.
      Bufardeci     Giambattista;  Beninati  Antonino;  Leontini
    Innocenzo; Drago Giuseppe; Catania Franco;  Croce  Antonino;
    D'Aquino Antonio; Fleres Salvatore

    Presentata il 22/12/98

                          ----------------

      N. 280 - Iniziative per la piena applicazione  della  l.r.
    12.1.1993, n. 10 ed istituzione dell'Ufficio regionale per i
    pubblici appalti.
      Granata Benedetto Fabio; Caputo Salvino; La Grua  Saverio;
    Fleres Salvatore; Drago Giuseppe

    Presentata il 22/12/98

                          ----------------

       Avverto  che  le  stesse saranno poste all'ordine del giorno
  delle  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data di
  discussione.

       Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
  avverto  che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazione
  mediante sistema elettronico.

       Su  richiesta  del  Governo,  sospendo  la  seduta per dieci
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa  alle ore 18.00)

     PRESIDENTE.  La seduta è ripresa.
       Onorevole   Fleres,  per  la  fissazione  della  data  della
  mozione, se  lei  è  d'accordo,  la  inviano  alla Conferenza dei
  presidenti dei gruppi parlamentari perchè ne determini la data di
  discussione.

     FLERES. D'accordo, Presidente.

     PRESIDENTE. Grazie.  Resta  così  stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "INTEGRAZIONE DEL FONDO DEI
    COMUNI DI CUI ALL'ARTICOLO 11 DELLA LEGGE REGIONALE 30 MARZO
    1998, n. 5. REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI UTILITA' COLLETTIVA
    E DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI" (N. 840/A) (SEGUITO)

     PRESIDENTE. Si  passa  al  III  punto  dell'ordine del giorno:
  Seguito della discussione del disegno di legge <<Integrazione del
  fondo dei  comuni di cui all'articolo 11 della legge regionale 30
  marzo  1998,   n.   5.   Realizzazione  di  progetti  di  utilità
  collettiva e disposizioni finanziarie urgenti.>> (840/A).
       Invito i  componenti la seconda Commissione a prendere posto
  al banco delle Commissioni.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono stati presentati i
  seguenti ordini del giorno:

   N. 256 - Iniziative   presso   il  Ministero  del  Lavoro  e  della
           previdenza  sociale per la modifica del decreto legislativo
           n. 468 del 1997.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     VISTO l'art. 1,  comma  7,  della  legge  19.7.1993,  n.   236   di
                 conversione  con  modificazioni,  del   decreto   legge
                 20.5.1993, n. 148, che istituisce presso  il  Ministero
                 del  lavoro  e  della previdenza sociale il  Fondo  per
                 l'occupazione;

     VISTO l'art. 19 quater del decreto legge 31 dicembre 1996,  n.  669
                 convertito, con modificazioni, nella legge  28 febbraio
                 1997, n. 30 con il quale il "Fondo  per  l'occupazione,
                 ci cui all'art. 1, comma 7, della legge 19 luglio 1993,
                 n. 236, è incrementato di lire 494 miliardi  per l'anno
                 1998 e di lire 739 miliardi a decorrere dall'anno 1999;

     VISTO l'art. 3, del decreto legge 20 gennaio 1998, n.  4 convertito
                 nella  legge  20  marzo 1998, n. 52, con  il  quale  il
                 "Fondo per l'occupazione", è rifinanziato di  lire  976
                 miliardi per l'anno 1998, di lire 913 miliardi  per  il
                 1999 e di lire 714 miliardi dal 2000;

     VISTO l'art. 22 della legge 24 giugno 1997, n. 196;

     VISTO il decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468;

     VISTO l'art. 1, comma 2, del decreto legge 8 aprile 1998, n. 78;

     CONSIDERATA la necessità di definire le modalità  applicative delle
                 misure  contenute  nel decreto legislativo  citato,  in
                 riferimento  ai  lavoratori  che per pochi  giorni  non
                 riescono  a  completare  il  periodo  previsto   per  i
                 progetti socialmente utili;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  intervenire  presso  il  Ministero del Lavoro  e  previdenza
     sociale  affinché   si appresti a modificare l'art. 1  del  decreto
     legislativo n. 468797 nel modo seguente:

                                  Art. 1
                         (lavoratori beneficiari)

     I lavoratori di cui all'art. 12, comma 1, del decreto legislativo 1
     dicembre 1997, n. 468 sono quelli che:

     a)  hanno  conseguito  una  permanenza  nei  progetti   di   lavori
     socialmente  utili  di  almeno  dodici mesi entro la  data  del  31
     dicembre  1997 e/o che hanno iniziato anche successivamente  al  31
     dicembre  1997  e  che  raggiungono  nel corso dell'anno  1999  una
     permanenza  nell'attività  di  almeno  dodici  mesi,   mediante  il
     completamento dei progetti medesimi.>

                                                 PEZZINO

     N. 257 - Proroga   dei   termini   di  scadenza  delle  graduatorie
             concorsuali approvate dalle Aziende Sanitarie locali.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che ai sensi del  comma  12  dell'art.  39  della L. n.
                 449/97, sostitutivo dell'art.  1,  comma 47 della L. n.
                 662/96, tutte le graduatorie concorsuali approvate dopo
                 il 31.12.1991 sono utilizzabili fino al 31.12.1998;

     che secondo quanto  disposto  dall'onorevole  assessore alla Sanità
     della Regione siciliana con  circolare  n.  949  del  5.3.1998  "Le
     Aziende dovranno utilizzare  tutte  le  graduatorie approvate dalle
     disciolte   UU.SS.LL....."    che    la   sopracitata   graduatoria
     congressuale costituisce l'ultima graduatoria utile ed utilizzabile
     per la nomina in ruolo degli idonei su posti vacanti;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  intervenire sui  direttori  generali  delle  Aziende  SL  ed
     ospedaliere  per indire  entro  l'anno  l'utilizzo  delle  suddette
     graduatorie concorsuali compresa quella degli psicologi ove risulti
     l'accertata vacanza e disponibilità  di posti in tutte le strutture
     aziendali.

                                         PEZZINO

     N. 258 - Interventi  per  la  stabilizzazione  dei  lavoratori  dei
             progetti di lavori socialmente utili.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     VISTA la circolare regionale Assessorato  Lavoro  n.  255/97 con la
                 quale  sono  stati   avviati   in  progetti  di  lavori
                 socialmente  utili   circa  8000  unità  lavorative  in
                 Sicilia;

     PRESO ATTO che i progetti in  esecuzione andranno in scadenza entro
                 i primi mesi del 1999;

     CONSIDERATO che  le norme attuali  non  prevedono  il  rinnovo  dei
                 progetti sopra indicati;

     AL FINE di promuovere l'utilizzazione in tempi brevi dei lavoratori
                 inseriti nei  progetti  attraverso  gli  incentivi  per
                 l'occupazione;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a prevedere l'estensione,  anche  per  i  suddetti  lavorati  dei
     progetti in scadenza, della legge regionale n. 3/98, al fine di una
     possibile stabilizzazione occupazionale degli stessi.>

                                             PEZZINO

     N. 259 - Opportune  iniziative  al fine di riattivare l'impianto di
             dissalazione  di Porto Empedocle (AG) e garantire il futuro
             occupazionale dei lavoratori.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     la società  TPL  di  Roma,  che  ha gestito il dissalatore di Porto
     Empedocle,   ha   provveduto  alla  irrevocabile  cessazione  della
     gestione e manutenzione degli impianti, con la conseguente messa in
     mora per la riconsegna degli stessi;

     -  tale decisione scaturisce dalle inadempienze della Regione nella
     erogazione  delle  somme  dovute  e nel mancato perfezionamento del
     nuovo contratto.

     CONSIDERATO CHE:

     - la  sospensione dell'attività dei dissalatori ha causato la messa
     in mobilità  dei 13 operai impegnati negli impianti, con il rischio
     concreto di perdere definitivamente il posto di lavoro;

     - l'impianto  di  Porto  Empedocle,  unico  in  Sicilia,  dissala e
     potabilizza   l'acqua   e   che  pertanto  una  mancata  produzione
     determinerà  una  diminuzione dell'approvvigionamento idrico per la
     comunità empedoclina  e  per  Agrigento, dove confluisce il maggior
     quantitativo d'acqua;

     -  l'installazione  dei  dissalatori  è  stata pensata proprio allo
     scopo di  porre  fine  alla  drammatica crisi idrica che investe la
     zona di  Agrigento,  con  i  conseguenti  disagi  per  i  cittadini
     costretti all'attesa dei turni di distribuzione idrica;

     - la chiusura annullerebbe tutti gli sforzi fatti per migliorare la
     situazione  idrica  con  un  conseguente ritorno alla situazione di
     emergenza prima esistente;

     - la mancata manutenzione degli impianti causerebbe inevitabilmente
     un loro depauperamento e un grave danno economico;

     - la Regione, nonostante i ripetuti inviti al C.G.A., non ha ancora
     avviato  nessuna  procedura  per l'affidamento a trattativa privata
     dell'impianto.

     - RILEVATO che nelle more che si  possa concretizzare con l'EAS una
                 intesa finalizzata alla  riattivazione dell'impianto, i
                 dipendenti, posti in mobilità,  hanno  da tempo avviato
                 una  mobilitazione  che   investe   anche  la  comunità
                 empedoclina, assai penalizzata dalla vicenda,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  avviare  in  tempi   rapidi   le  necessarie  procedure  per
     l'affidamento  a  trattativa  privata   del  dissalatore  di  Porto
     Empedocle al fine di garantire la  funzionalità degli impianti e il
     futuro occupazionale dei lavoratori.>
                                                 VELLA

     N. 260 - Iniziative   per  il  ripristino  dell'operazione  "Vespri
             siciliani" nel territorio dell'Isola.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che dal luglio  del  corrente  anno  è  stata disposta dal
                 Governo   nazionale   la   cessazione   dell'operazione
                 denominata  "Vespri siciliani" consistente nell'impiego
                 di personale militare essenzialmente di leva a presidio
                 di  obiettivi sensibili e nello svolgimento di attività
                 di controllo del territorio in Sicilia;

     CONSIDERATO che  l'operazione  "Vespri  siciliani"  aveva  riscosso
                 pieno   successo   sul   piano   dei  risultati;  aveva
                 consentito   di   ottimizzare   l'impiego  delle  forze
                 dell'ordine  nelle  attività istituzionali ed in quelle
                 di  polizia  giudiziaria; aveva riscosso la simpatia da
                 parte della popolazione dell'Isola;

     RITENUTO che la  cessazione  dell'operazione  "Vespri siciliani" ha
                 determinato un'indebolimento nell'attività di controllo
                 del  territorio e nella visibilità della presenza dello
                 Stato nei  centri  e  nei luoghi ove maggiormente se ne
                 avverte  la  necessità in quanto più esposti all'azione
                 delle organizzazioni criminali;

     CONSIDERATO che il  costo  sostenuto dallo Stato per lo svolgimento
                 dell'operazione  "Vespri siciliani" risulta sicuramente
                 inferiore a  quello  in termini di ore lavorative delle
                 forse dell'ordine  e  di  sottrazione  di parte di esse
                 alle attività di istituto;

     RAVVISATA la esigenza  di  una prosecuzione dell'operazione "Vespri
                 siciliani"  venendo  incontro  alle  aspettative  della
                 maggioranza  dei  siciliani  ed intendendo non lasciare
                 inascoltati i continui appelli in tal senso provenienti
                 dalla  magistratura  più  esposta  e dalle stesse forze
                 dell'ordine,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  conformemente  a precedenti  ordini  del  giorno  approvati,  ad
     esprimere  al  Governo   nazionale  la  volontà  delle  istituzioni
     regionali siciliane di ripristinare l'operazione "Vespri siciliani"
     con decorrenza immediata per garantire la salvaguardia di obiettivi
     sensibili  ad azioni della  criminalità  organizzata  e  mafiosa  e
     rinforzare le attività di controllo del territorio.>

                                     GRANATA - SCAMMACCA - SPERANZA
                                     BURGARETTA - CAPUTO - BRIGUGLIO
                                     ED ALTRI

     N. 261- Interventi   presso   il   Governo  nazionale  al  fine  di
             approvare, in  tempi  rapidi,  le  norme  antiracket  e sui
             collaboratori di giustizia.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     La realtà siciliana  continua  ad  essere  fortemente  condizionata
                 dalla presenza della criminalità organizzata e mafiosa,
                 esercitata   attraverso   un  capillare  controllo  del
                 territorio, che ne permea l'intera struttura produttiva
                 economica e sociale;

     - i fenomeni del racket  e  dell'usura,  diffusi  in  tutti i campi
                 delle     attività     economiche,     commerciali    e
                 imprenditoriali,  pregiudicano  la  stessa  libertà  di
                 mercato, colpendo la dignità delle persona direttamente
                 interessate;

     - lo Stato deve recuperare fiducia tra i cittadini, per incentivare
                 la collaborazione  e la denuncia di tali atti criminali
                 e, per  fare  ciò,  deve  adeguare  la  legislazione in
                 favore delle vittime del racket e dell'usura e l'intera
                 legislazione di contrasto alla criminalità organizzata;

     - la normativa antiracket, già approvata dalla Camera dei Deputati,
                 a causa della resistenza e dell'ostruzionismo di alcuni
                 gruppi  politici,  è  bloccata  da  mesi  nell'apposita
                 commissione   legislativa  del  Senato,  così  come  le
                 modifiche alla legge sui collaboratori di giustizia.

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a  chiedere  al  Governo  nazionale di attivarsi, con una propria
     iniziativa, affinché  vengano  celermente  approvate  le  normative
     antiracket   e    sui   collaboratori   di   giustizia,   strumenti
     indispensabili  e  irrinunciabili   per   una  adeguata  azione  di
     contrasto alle organizzazioni criminali e a Cosa nostra.>

                                  FORGIONE - LIOTTA - VELLA - MARTINO
                                  GRANATA - SPERANZA - SPAGNA - MELE
                                  SPEZIALE

     N. 262- Interventi al  fine  di  consentire  l'istituzione  di  uno
             sportello  decentrato   degli  Uffici  del  Territorio  per
             garantire i  servizi  catastali  presso  le Amministrazioni
             locali.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la L.61/98,  all'art..23  bis,  stabilisce  il  trasferimento  di
                 comuni interessati  le funzioni statali relativamente a
                 tutte  le  operazioni  e  le  procedure  necessarie  di
                 frazionamento e di accatastamento degli immobili e beni
                 espropriati per  i  lavori di urbanizzazione primaria e
                 secondaria e per  i  lotti  assegnati ai privati nonché
                 degli edifici  pubblici  nelle  zone  della  Valle  del
                 Belice;

     - ai sensi dell'art. 42, comma  5,  del  D.P.R.  287/92  si prevede
                 l'attuazione  di  un  ampio interscambio catasto-comuni
                 con l'attivazione  di  sportelli  per  la  fornitura di
                 servizi catastali presso i comuni;

     - sulla base di  tale  norma  la  realizzazione  di  uno  sportello
                 decentrato    consentirebbe   ai   comuni   interessati
                 l'adempimento alle  suddette  procedure  grazie  ad una
                 rapida consultazione dei necessari dati catastali;

     - ad oggi le numerose  famiglie   colpite  da  terremoto  del  1968
                 assegnatarie   di    alloggi   non   hanno   la   piena
                 disponibilità né la titolarità delle unità immobiliari,
                 per la  materiale  impossibilità  di  intervenire nella
                 stipula  dei   rogiti   notarili,  con  la  conseguente
                 impossibilità di alienare il proprio immobile.

     CONSIDERATO CHE:

     - tale inadempienza rimarca  la trascuratezza e la disattenzione su
                 problematiche sociali  e  sul  dramma che, ancora oggi,
                 non  può  dirsi   risolto   e  nemmeno  sulla  vira  di
                 soluzione.

     RITENUTO CHE:

     i Comuni di Sambuca di  Sicilia,  Santa  Margherita Belice, Menfi e
                 Montevago, essendo  coinvolti nel progetto nel progetto
                 comunitario  ECOS&OUVERTURE,  con  la partecipazione di
                 altre regioni  europee,  per  la  realizzazione  di  un
                 SITE-PROJECT  (Sistema  Informatizzazione  Territoriale
                 per l'Environnement) , hanno avviato iniziative al fine
                 di acquisire tecniche moderne per un controllo dinamico
                 del territorio  e  di  una pianificazione intercomunale
                 con la dotazione di una cartografia aggiornata.

     - l'avvio del suddetto progetto, da parte dei comuni sopracitati, è
                 stato pensato  proprio  in riferimento alla attivazione
                 decentrata degli  Uffici  del  Territorio  al  fine  di
                 garantire i necessari servizi catastali.

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire presso  il  Ministero  delle  Finanze  al  fine di
     consentire l'istituzione  di  uno sportello decentrato degli Uffici
     del  Territorio  per   garantire  i  servizi  catastali  presso  le
     Amministrazioni comunali.>

                                      VELLA - LIOTTA - FORGIONE

     N. 263- Sospensione effettiva  dei  ruoli esattoriali del consorzio
             di  bonifica   Agrigento   3   e   rimozione   dell'attuale
             commissario straordinario.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     IN CONSIDERAZIONE  CHE:

     - attualmente il  Consorzio  di  bonifica Agrigento 3 è diretto dal
                 Commissario  straordinario  dr.  Giuseppe  Venezia  dal
                 6.9.1997;

     VISTO CHE:

     - il dr. Giuseppe Venezia  gestiva i Consorzi Basso Belice Carboj e
                 l'ex Consorzio  Tumarrano,  in seguito unificati con la
                 legge regionale  n. 45/95 nel Consorzio Agrigento 3, si
                 ritiene   incompatibile   la   nomina   di  commissario
                 liquidatore   dei   Consorzi   da  lui  precedentemente
                 gestiti;

     VISTO CHE:

     - fino ad oggi  sono  state  disattese  precise  disposizioni circa
                 l'adozione   dei   P.O.V.   (Piani   di  organizzazione
                 variabili), nonché  quanto contenuto nell'art. 32 della
                 legge regionale  n.  45/95 che vieta qualsiasi forma di
                 assunzione,  nonchè  le  norme  contenute  nel  vigente
                 contratto  nazionale  del  lavoro  dei  dipendenti  dei
                 consorzi di  bonifica  circa l'art.  11 e ulteriormente
                 l'art.   29   della  legge  regionale  n.  10/91  sulla
                 trasparenza;

     VISTO CHE:

     - a tutt'oggi   sono  disattese  le  disposizioni  della  circolare
                 assessoriale agricoltura e foreste n. 343 del 27.2.1998
                 con la  quale si impartiva l'utilizzo del personale dei
                 Consorzi  con le mansioni precedentemente assegnate dal
                 commissario ad acta;

     TENUTO CONTO CHE:

     - l'attuale commissario  del  Consorzio  Agrigento 3 non garantisce
                 l'applicazione delle suddette disposizioni;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire  urgentemente  per  la  rimozione dell'incarico di
     commissario  straordinario  del   Consorzio  Agrigento  3  del  dr.
     Giuseppe Venezia; la  sospensione  effettiva  dei ruoli esattoriali
     per una loro corretta ed equa determinazione.>

                                                      PEZZINO

     N. 264- Nomina  di una commissione di inchiesta per fare luce sulla
             gestione della società Bacini di Palermo.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la Bacini di  Palermo  S.p.A. il cui pacchetto azionario è al 50%
                 in mano a FINCANTIERI e  per  l'altra  metà all'Espi, è
                 costata, in 30 anni  di  attività,  4.500 miliardi alle
                 casse regionali;

     - ormai da decenni,  anche   attraverso   numerose   interrogazioni
                 parlamentari, non è  dato  sapere  quale  reale impiego
                 hanno avuto i miliardi caduti a pioggia in favore della
                 Bacini S.p.A. :  52miliardi  per la ristrutturazione ed
                 ammodernamento di due  bacini  galleggianti,  altri  12
                 stanziati per interventi di recupero;

     - protocolli d'intesa e  stanziamenti  miliardari  hanno, solamente
                 sulla  carta,   garantito   il  costante  aggiornamento
                 tecnologico di impianti  e  attrezzature  del bacino di
                 carenaggio;

     - la Fiom CGIL ha sollevato  numerosi  ed inquietanti interrogativi
                 sulla speculazione praticata  dalla  Bacini  in  merito
                 alla lievitazione delle  commesse  per le riparazioni e
                 sulla maggioranza dei prezzi  di costo del parcheggio e
                 dei servizi;

     - a quanto detto  si aggiunge  perfino  l'intenzione  di  Salvatore
                 Granatelli, Presidente del  C.d.A.  della  società,  di
                 licenziare gli operai per l'assenza di fondi.

     CONSIDERATO CHE:

     - l'enorme mole di contributi  regionali  destinati  alla  società,
                 aveva  come unico  obiettivo  quello  di  rilanciare  i
                 cantieri, mentre, oggi,  assistiamo  ad  un  loro lento
                 depauperamento  e ad  una  crisi  strutturale,  le  cui
                 gravissime responsabilità  devono  essere  accertate  e
                 perseguite;

     - l'intera vicenda assume i connotati  di  uno  dei  tanti scandali
                 regionali  legati  ad   una   clientelare   e   pessima
                 amministrazione della cosa pubblica, come se fosse cosa
                 privata.

     RITENUTO CHE:

     - occorre dare immediato seguito ad una  serie di iniziative tese a
                 fare luce sulla gestione della società Bacini, partendo
                 dalle numerose domande  rimaste  inevase da troppi anni
                 di silenzio e di omertosa copertura;

     - è necessario contribuire al  rilancio  del  cantiere  palermitano
                 dentro la cantieristica nazionale e, a questo fine, può
                 contribuire la messa  sul  mercato  della società, come
                 più spesso sollevato dal sindacato.

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  nominare   una   Commissione   d'inchiesta   governativa  con
     l'obiettivo di fare luce sulla intera gestione della società Bacini
     di Palermo;

     - a rispondere a tutti gli  atti  ispettivi  il  cui  contenuto  fa
     esplicito riferimento alla gestione della società Bacini di Palermo
     S.p.A.>

                                        FORGIONE - LIOTTA - VELLA

     N. 265- Istituzione   del   nuovo   capitolo   di  bilancio  "Fondo
             finanziamenti   lavori   di  pubblica  utilità  dei  comuni
             siciliani.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la situazione  occupazionale  della  Sicilia è sempre più grave e
                 determina una precipitazione della crisi sociale;

     - è necessario concentrare tutte le risorse finanziarie disponibili
                 per    costruire   una   terapia   d'urto   contro   la
                 disoccupazione.

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  attivarsi  affinché  i proventi derivanti dalle operazioni di
     cessione delle partecipazioni azionarie della Regione e degli altri
     enti pubblici istituiti con legge regionale affluiscono al bilancio
     della  regione per costituire un nuovo capitolo-rubrica Assessorato
     Presidenza  denominato  "Fondo  finanziamenti  lavori  di  pubblica
     utilità dei Comuni siciliani".>

                                                   FORGIONE
                                                   LIOTTA ed altri

     N. 266- Iniziative presso il Governo nazionale per il finanziamento
             e l'avvio di patti territoriali e contratti d'area.

                            ORDINE DEL GIORNO

                       <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     APPRESO che:

                 -  appreso che la delibera adottata dal CIPE in data 11
                 novembre  1998 determina il venir meno dei criteri fino
                 ad   oggi  seguiti  per  finanziare  ed  avviare  patti
                 territoriali   e   contratti   d'area  e  che  dovranno
                 essere adottati nuovi criteri dal Ministero del lavoro,
                 d'intesa col Ministro dell'Industria;

     CONSIDERATO che:

                 - la medesima delibera firmata dal Ministero del Tesoro
                 Ciampi prevede, altresì, che i nuovi parametri dovranno
                 essere   sottoposti   al   giudizio  della  Commissione
                 dell'unione Europea;

     CONSIDERATO,

                 - altresì, che in forza di tale delibera e senza alcuna
                 consultazione  con  le  parti sociali, è stato bloccato
                 non solo l'iter di nuovi patti territoriali e contratti
                 d'area,  ma anche il finanziamento di patti e contratti
                 già definiti e firmati da molto tempo;

     ATTESO che:

                 -  patti  territoriali e contratti d'area sono stati in
                 questi  anni  pubblicizzati  dal  Governo centrale come
                 strumenti  essenziali  per  recuperare il divario delle
                 Regioni meridionali e in particolare della Sicilia, dal
                 resto del Paese;

     RITENUTO che:

                 -  tale  grave impasse rappresenta, di fatto, il blocco
                 della  pur  minima  iniziativa  da parte dello Stato in
                 favore dello sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  invertire  con  urgenza  nei confronti del Governo Nazionale,
     perche siano rimossi i predetti ostacoli frapposti al finanziamento
     e al  concreto  avvio di patti territoriali e contratti d'area, con
     grave penalizzazione degli interessi della Sicilia.>

                                            Briguglio,Stancanelli,
                                            Sottosanti, Tricoli, Virzì
                                            La Grua, Drago ed altri.

     N. 267- Provvedimenti   per   la  pubblicazione  delle  graduatorie
             definitive per l'accesso dei lavoratori "ex articolisti" ai
             contratti   di   diritto  privato".

                            ORDINE DEL GIORNO

                       <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     RITENUTO che:

                 - la compiuta  applicazione  della  legge  regionale 21
                 dicembre   1995,  n.   85   costituisca   il   percorso
                 fondamentale per l'uscita  dell'area del precariato dei
                 lavoratori "ex articolisti"  e  per il loro inserimento
                 graduale nel mondo del lavoro.

     CONSIDERATO che:

                 - sono in fase di avanzata attuazione gli articoli 11 e
                 12 della citata  legge  regionale 85/1995 che prevedono
                 l'accesso di detti  lavoratori  ai contratti di diritto
                 privato;

     ATTESO CHE,

                 - gli Uffici Provinciali del Lavoro hanno pubblicato le
                 "graduatorie provvisorie"  (elenchi  dei lavoratori con
                 relativo punteggio) secondo  i  criteri di cui all'art.
                 12,  secondo  comma  della  L.R.  85/1995  e  che  sono
                 ampiamente scaduti i termini  entro  i  quali,  ai fini
                 della partecipazione  al procedimento amministrativo, i
                 lavoratori interessati potevano presentare osservazioni
                 e reclami avverso i punteggi attribuiti;

     ATTESO che:

                 - ai fini  dell'accesso dei lavoratori "ex articolisti"
                 è indispensabile che  siano  pubblicate  le graduatorie
                 definitive  da  parte   degli  Uffici  Provinciali  del
                 Lavoro,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  adottare  tutti  i  provvedimenti necessari perchè gli Uffici
     Provinciali  del   Lavoro,   entro  30  giorni,  diano  corso  alla
     pubblicazione  delle  graduatorie  definitive, ai fini dell'accesso
     dei lavoratori "ex articolisti" ai contratti di diritto privato, in
     adempimento dell'art. 12, secondo comma, della L.R.  85/1995.>

                                          Briguglio,Stancanelli,
                                          Sottosanti, Tricoli, Virzì
                                          La Grua, Drago Pagano ed altri

     N. 268- Interventi  per  il miglioramento del servizio di trasporto
             aereo regionale.

                            ORDINE DEL GIORNO

                       <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

                 -  la  politica  tariffaria della Compagnia di Bandiera
                 (Alitalia)  per  i  collegamenti  da  e  per la Sicilia
                 risulta   essere   estremamente   penalizzante  per  la
                 Sicilia;  che  il  numero  di  collegamenti garantiti è
                 sicuramente  insufficiente per rispondere alle esigenze
                 degli utenti; che, per altro, i pochi voli per Trapani,
                 Pantelleria e Lampedusa sono stati soppressi.

     RITENUTO che:

                 -   l'espletamento   di   tali   servizi  si  configura
                 sicuramente  cone pubblico servizio; che la pura logica
                 di  mercato non può essere assunta come giustificazione
                 di  tali  comportamenti  da  parte  della  Compagnia di
                 Bandiera;

     CONSIDERATO CHE,

                 - le amministrazioni provinciali di Agrigento, Catania,
                 Palermo e Trapani, hanno già adottato atti deliberativi
                 per   la   riattivazione   di   un   numero  minimo  di
                 collegamenti  garantiti  e di tariffe agevolate; che il
                 regolamento CEE  n. 2408 del 1992, da la possibilità di
                 riconoscere  la  situazione  di  disagio per la Regione
                 siciliana  con  relativa  riduzione  delle  tariffe con
                 imposizione  di  oneri  di  servizio  pubblico;  che la
                 possibilità di  cui  sopra è demandata al Ministero dei
                 trasporti; che lo Statuto siciliano prevede all'art. 17
                 lettera a)  e  h)  la  competenza  della  Regione per i
                 trasporti  regionali  di qualsivoglia natura, nonchè la
                 possibilità  di  assunzione  da parte della medesima di
                 pubblici servizi;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  intervenire  perentoriamente presso il Governo Nazionale e la
     Compagnia di Bandiera (o altra compagnia aerea disponibile), per la
     riattivazione dei  voli  soppressi,  e  per  la realizzazione di un
     piano dei  trasporti aerei concordato, con un numero minimo di voli
     garantiti tale  da  non  escludere nessuno degli aeroporti presenti
     nella Regione  e  con tariffe che tengano conto della situazione di
     disagio della stessa.

                                           Giovanni Pisciotta.

     N. 269- Interventi per assicurare il rispetto dell'articolo 6 dello
             Statuto della Regione siciliana.

                            ORDINE DEL GIORNO

                       <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

                 - i deputati  regionali  Guido  Virzì,  Salvino Caputo,
                 Raffaele  Stancanelli,   Giuseppe   Scalia  e  Giuseppe
                 Grippaldi,  da  notizie  di  stampa,  pare  siano stati
                 iscritti  nel  registro  degli  indagati  della Procura
                 della  Repubblica  presso  il  Tribunale di Palermo per
                 l'ipotesi   di  diffamazione,  che  avrebbero  commesso
                 nell'esercizio  del  loro  mandato,  sottoscrivendo una
                 mozione con  la  quale nel segnalare, in via ipotetica,
                 infiltrazioni   mafiose   nel   "Patto  delle  Madonie"
                 chiedevano  l'intervento  del Governo regionale, per la
                 costituzione  di  una commissione di inchiesta, al fine
                 di   accertare   la   reale  consistenza  dei  pericoli
                 paventati;

                 -   l'iniziativa  della  Procura  della  Repubblica  di
                 Palermo,  al  di  là del merito delle accuse formulate,
                 sembra essere stata provocata esclusivamente da un atto
                 parlamentare  tipico,  la  mozione,  ed in tal senso in
                 aperta  violazione  dell'articolo 6 dello Statuto della
                 Regione  siciliana,  che  così  recita: "I deputati non
                 sono   sindacabili   per  i  voti  dati  nell'Assemblea
                 Regionale   siciliana   e   per  le  opinioni  espresse
                 nell'esercizio della loro funzione";

                 -  la presentazione di una mozione è certamente un atto
                 proprio della funzione parlamentare;

                 -  se  così  stanno  i  fatti,  non  solo sarebbe grave
                 l'iniziativa della Procura della repubblica, lesiva del
                 dettato   costituzionale   e   statutario,  ma  semmai,
                 potrebbe  configurare  un  reato  di abuso a carico del
                 magistrato istruttore;

                 - in passato l'ARS è stata oggetto di altri discutibili
                 episodi   similari,   riguardanti  taluni  procedimenti
                 legislativi,  con  ciò  confermandosi  l'urgenza  di un
                 preciso chiarimento di tipo istituzionale;

     RITENUTO CHE,

                 -  l'iniziativa  della  Magistratura  lede  prerogative
                 costituzionali  dei componenti dell'Assemblea regionale
                 siciliana   invade  le  attribuzioni  statutarie  della
                 Regione   ed   in  particolare  incide  sulle  funzioni
                 ispettive  e politiche del Parlamento regionale (Art. 7
                 st.Sic.) sulla insindacabilità dell'istituzione (art. 4
                 st.  Sic.) e sulla libera espressione del voto da parte
                 dei deputati (art. 6 st. Sic.)

     CONSIDERATO CHE:

                 -  sia  la giurisprudenza di merito (C.F.R. tra l'altro
                 la  sentenza  del  Tribunale di Palermo del 14.12.1977)
                 che   la   giurisprudenza  Costituzionale  (C.F.R.  tra
                 l'altro  la  sentenza  del 20.03.1985 n. 69 e del 17-24
                 aprile  1996,  n. 129) hanno pacificamente ammesso, sia
                 per i parlamentari nazionali che per i componenti delle
                 assemblee  legislative regionali, comprese quelle delle
                 Regioni  a statuto ordinario, l'irresponsabilità penale
                 e    l'insindacabilità    per    l'opinione    espressa
                 nell'esercizio  delle  funzioni  connesse al mandato si
                 all'interno che all'esterno della sede parlamentare;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a sollevare,  nel caso in cui venga accertata la presenza di atti
     della   magistratura   invasivi   delle  prerogative  parlamentari,
     conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale.

                                     INVITA ALTRESI'
                  IL PRESIDENTE DELL'ARS ED IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

     - a  promuovere  incontri  istituzionali  con  il  Presidente della
     Repubblica, anche  nella  veste  di  Presidente del CSM e con altre
     istituzioni,  al  fine  di  tutelare  le prerogative costituzionali
     dell'ARS e dei suoi componenti.>

                                           SALVO FLERES.

     N. 270- Interventi per la differenziazione del prezzo della benzina
             in Sicilia.

                            ORDINE DEL GIORNO

                       <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     RILEVATO:

                 - che  il  previsto  aumento  di trenta lire sul prezzo
                 della   benzina  avrà  certamente  un  pesante  effetto
                 negativo    per   l'economia   dell'Isola,   aggravando
                 enormemente i  costi  di  trasporto  dei suoi prodotti,
                 considerata la sua posizione periferica e la lontananza
                 dai mercati nazionali e internazionali.

     RILEVATO:

                 - che la Sicilia contribuisce per il 40 per cento nella
                 produzione  nazionale  degli  idrocarburi,  pagando  un
                 costo enorme dal punto di vista ambientale,

     CONSIDERATO:

                 - che  in  contrasto  con  le dichiarazioni di tutte le
                 forze  politiche  in  direzione  del  superamento della
                 questione  meridionale,  si  infliggono invece da parte
                 dello Stato  norme  tributarie e manovre di finanza che
                 colpiscono   la   già   fragile   struttura  produttiva
                 dell'Isola,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  intervenire  presso  il  Governo  nazionale  affinchè vengano
     previste per  la  Sicilia  tariffe  differenziate  sul prezzo della
     benzina, senza le quali si metterebbe in pericolo l'esistenza della
     piccola e  media impresa siciliana, aggravando ulteriormente la già
     pesante situazione economica e occupazionale dell'Isola.>

                                            FLERES.

       Onorevole Fleres, l'ordine del giorno n.  270 è praticamente
  preclusivo per la mozione che è stata letta oggi.

     FLERES. ... Nel caso in cui venisse approvato ...

     PRESIDENTE. No, anche se viene respinto.

     FLERES. Anche se viene respinto.

     PRESIDENTE. Resta così stabilito.

     N. 271- Istituzione  della  Commissione  regionale  per  i  diritti
             dell'uomo.

                            ORDINE DEL GIORNO

                       <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PRESO ATTO:

                 - che la Regione  siciliana  in  armonia con i principi
                 sanciti dalla Costituzione  in materia di diritti della
                 persona ed in aderenza con la risoluzione 1996/50 della
                 Commissione  per  i  diritti  dell'uomo  delle  Nazioni
                 Unite, promuova qualsiasi  attività volta al rispetto e
                 alla tutela dei suddetti diritti.

     RITENUTO:

                 - urgente  acquisire  nell'ambito  del territorio della
                 Regione siciliana  informazioni  su  fatti  che possano
                 ledere o mettere  a  repentaglio i diritti fondamentali
                 dell'uomo proclamati dall'Assemblea delle Nazioni Unite
                 il 10 dicembre 1948,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  istituire  entro  90  giorni  la  Commissione regionale per i
     diritti   dell'uomo   presso   la   Presidenza   della  Regione  in
     collaborazione   con  associazioni  come  "Amnesty  International",
     "Federacion   internacionelle   de  droit  de  l'homme",  "Istituto
     Superiore  Internazionale  di  Scienze  criminali"  e  quante altre
     operino in  apposito  elenco  approvato  con decreto del Presidente
     della Regione".>

                                            FLERES, PAGANO.

       Onorevoli colleghi, siamo in fase di discussione generale.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio. Ne ha facoltà.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     BRIGUGLIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo
  a discutere, l'hanno sottolineato diversi colleghi, nel dibattito
  che   si  è  svolto  stamani,  dinanzi  ad  una  vera  e  propria
  finanziaria,  quindi, dinanzi ad una manovra di bilancio che deve
  rispondere  soltanto  a  bisogni  emergenti,  ad esigenze di pura
  urgenza,  di pura emergenza. C'è un filo politico che lega queste
  norme, che in parte sono delle norme effettivamente sostanziali e
  sono delle norme, ce ne sono almeno cinque o sei, che vanno al di
  là  del  mero  dato  finanziario e che sostanziano una disciplina
  normativa nuova in settori sensibili, importanti, a cominciare da
  quello dell'occupazione e del lavoro.
       Per la verità va anche detto che forse per una ragione, cioè
  quella  di non dare vedere - fu uno degli  annunci  iniziali  del
  governo Capodicasa - cioè quello di non dare corso  o comunque di
  ritirare la gran parte dei disegni di legge che erano in corso di
  discussione  presso  le  Commissioni  o  addirittura  pronti  per
  l'Aula, in realtà questo disegno di legge  ripropone,  almeno sul
  piano di alcune norme sostanziali, diverse disposizioni che erano
  contenute nel disegno di legge n. 702/A, nel disegno di legge per
  l'occupazione   che   è  passato  attraverso  il   vaglio   della
  Commissione Lavoro e poi della Commissione  Bilancio,  era pronto
  per l'Aula prima della crisi del governo Drago.
       Ci  sono alcuni articoli che sono stati presi  pari  pari  e
  trasposti  in  questo  disegno di legge.  Lo  osserviamo  questo,
  soltanto per  dire  che  ce  ne  siamo  in  qualche modo accorti,
  quindi, da  un  punto  di vista delle norme sostanziali, norme in
  materia di  lavori socialmente utili o di piani interregionali di
  inserimento professionale,  non  c'è  nulla  di  nuovo, si tratta
  soltanto della riproposizione di alcune norme.
       Ciò  che  in  qualche modo vogliamo rilevare e che per certi
  versi  è  anche  un  poco  preoccupante  è la filosofia di questo
  disegno di legge. Sembrerebbe dire il Governo con questa proposta
  nel  momento  in  cui arriva il nuovo esecutivo, vuole seguire un
  trend, una posizione che la ex opposizione ha sempre sostenuto in
  quest'Aula e cioè quella della deresponsabilizzazione della spesa
  in  capo  alle  autonomie  locali.  Io  credo  che  un tema molto
  trascurato  dalla  maggioranza  e  dalla  ex maggioranza nei mesi
  scorsi  sia  stato  sul  piano propriamente politico quello delle
  continue  e costanti decurtazioni di trasferimenti da parte dello
  Stato  alla  Regione.  Quando  la  piazza  ha  protestato  e, per
  espressione  di categorie anche molto diverse, dagli imprenditori
  alle  organizzazioni sindacali, agli operai forestali, alle varie
  fasce  di  precari, perchè in una politica di effettivo rigore di
  cui la pietra miliare è stata certamente la legge regionale 6 del
  1997,  la  prima vera finanziaria di questi ultimi anni, che varò
  con  grande  coraggio  il  governo  Provenzano non si è mai detto
  quando  ci  sono  state grandi difficoltà per la Regione che ogni
  anno è stata costretta e i governi di cui ho avuto l'onore di far
  parte  hanno  seguito  questa  linea  rigorista,  da  un lato noi
  riuscivamo  anche  a  tagliare  migliaia di miliardi di spesa dal
  bilancio  della  Regione, però dall'altro era come il cane che si
  mordeva  la  coda  perchè  lo  Stato,  vedi il caso della sanità,
  finiva  per  addossare  continuamente a carico del bilancio della
  Regione  delle spese che fino all'anno prima invece erano coperte
  dal  bilancio  dello Stato. Ora questo forse ai siciliani è stato
  spiegato  poco  ed io credo che questo periodo, che non so quanto
  durerà,  in cui il centro destra sta all'opposizione, ha maggiore
  occasione  di  potere  approfondire  alcune  questioni  e  alcuni
  aspetti della attività di governo che c'è stata in precedenza.
       Certamente questo è uno degli aspetti importanti. La Regione
  siciliana  si  è  trovata  ieri,  oggi  e  si  ritroverà,  credo,
  nell'immediato  futuro,  ma  su questo voglio tornarci, in grande
  difficoltà  finanziaria  perchè lo Stato ha scaricato molte delle
  spese,  che fino a qualche tempo fa in qualche modo reggeva sulle
  spalle  del bilancio centrale, sulla Regione. Questo ha provocato
  una  serie continua di difficoltà che, sia chiaro, già si ritrova
  con  questo  disegno  di  legge questo Governo, e si ritroveranno
  anche   se   non  sarà  invertita  la  rotta  gli  esecutivi  che
  seguiranno.  E così mentre la Regione siciliana è stata costretta
  a  sopportare  questa  politica  dei  sacrifici  che  lo Stato ha
  imposto  alla  Regione  siciliana, avrebbe dovuto in qualche modo
  diffondere questa etica della responsabilità della spesa anche in
  capo agli  enti  da essa dipendenti, a cominciare dalle autonomie
  locali.  Perchè,  nel  momento in cui in nome dell'Euro c'è stata
  nel  nostro  Paese  una  politica  di  restrizione  in  tutte  le
  direzioni, era  giusto  che  il  segnale,  che la traccia, che la
  politica di Governo locale seguisse questo stesso indirizzo e che
  a una  politica  di  contenimento delle spese e di restrizione di
  taglio delle  spese  che  ha  provocato  momenti di impopolarità,
  momenti di  difficoltà  alla  classe politica che ha governato in
  nome del  centro  destra  questa  Regione fino a qualche mese fa,
  anche  le  amministrazioni  locali  dovevano,  in  qualche  modo,
  sobbarcarsi  questa  difficoltà,  dovevano  misurarsi  con questo
  problema che è un problema generale.
       Ora,   con   questo   disegno  di  legge,  con  molti  altri
  provvedimenti  legislativi,  che  cosa  si  vuole  fare? Si vuole
  assicurare  alle  amministrazioni  locali  una  capacità di spesa
  sganciata  da  qualunque  etica della responsabilità. Si vogliono
  dare, cioè,  entrate  certe a prescindere da quello che succede a
  Roma  o   a   Palermo,  a  prescindere  di  quelle  che  sono  le
  disponibilità finanziarie del Governo della Regione.
       Noi  crediamo  che,  al  di  là dei dati meramente numerici,
  questo sia un fatto che non fa crescere la cultura di Governo sul
  territorio  delle  classi  dirigenti locali. Quando poi andiamo a
  notare  che  molto  spesso  i  capitoli  di  spesa,  anche  nelle
  amministrazioni locali  che hanno una grossa ricaduta sui bilanci
  dei comuni  e  delle  province,  vanno  in direzione di spese non
  esattamente  prioritarie  -  non  intendo  affatto soffermarsi su
  questo aspetto,  ma quotidianamente la stampa e, in particolare i
  quotidiani della  nostra  Regione registrano delle vere e proprie
  esagerazioni, soprattutto  in  tema di consulenze; io ricordo che
  come assessore regionale, ma anche i colleghi che oggi esercitano
  questo   mandato   possono   esercitare  un  numero  estremamente
  ristretto di  consulenti  per  una  funzione  di Governo che è la
  funzione di  Governo  che  viene esercitata in una grande Regione
  come la  Sicilia,  una  Regione  a  Statuto  speciale,  ebbene  i
  cosiddetti  "Ministri  regionali"  oggi  dispongono  solo  di tre
  consulenti, le  amministrazioni  locali e in particolari i comuni
  medio-grandi credo  che  hanno  dato  vita  ad  un vero e proprio
  costume -  negativo naturalmente - su questo fronte di consulenze
  di affari più disparati e anche esotici, per certi versi, con una
  considerazione della spesa che dire dissennato o allegra spesso è
  poco.
       Quindi,  questo  è  certamente  un  aspetto che noi vogliamo
  considerare.  C'è  una  considerazione  dal  punto di vista anche
  finanziario;  quindi diciamo che questo disegno di legge si muove
  in   continuità  con  le  difficoltà,  con  le  emergenze  e  con
  l'impossibilità, spesso, in alcuni frangenti, di dare vita ad una
  politica di  programmazione  che  era  esattamente ciò che veniva
  lamentato da chi  oggi siede sui banchi del Governo e che ieri si
  divertiva a fare omelie e predicozzi sulla necessità di dare vita
  a politiche di bilancio diverse.
       Sulla  politica  finanziaria e su questi  primi passi che il
  Governo Capodicasa  ha  iniziato,  in  qualche  modo  aleggia,  e
  comunque viene  sussurrato  quello  che  è  diventato  un  "luogo
  comune".  Io  lo  voglio  dir  molto  apertamente  e  cioè che il
  Governo  regionale  nuovo  punta  a differenziarsi dai precedenti
  Governi   regionali   su   una   pretesa   solidarietà  maggiore,
  finanziaria in nome dell'attività del fotocopiatore politico o in
  nome della  omologazione  a quelle che sono le scelte nazionali a
  una maggiore  solidarietà a una sorta di soccorso centrale di cui
  non ha  potuto  beneficiare  la  nostra  Regione  proprio  perché
  guidata  da   Governi   di   altro  segno  politico  e  di  altro
  schieramento rispetto al Governo nazionale.
       Cioè  si  dice  in  buona  sostanza  che  la  possibilità di
  riuscire  ad  entrare  nel gradimento, nel consenso della società
  siciliana di questo Governo, tenuto conto che l'atto di nascita è
  stato  un  atto  di  nascita  asfittico  sul  piano  politico, di
  grandissima  difficoltà che l'esperimento per così dire di questo
  Governo a  cui  tutti  danno soltanto pochi mesi di vita che è la
  possibilità  di  riuscita  unica  è quello che in qualche modo lo
  Stato  al  centro  apra  le  casse  generosamente  e  con  quella
  generosità  che  finora  non  era  stata  riservata  alla  nostra
  Regione.
       Io  naturalmente  me  lo  auguro  pensando  che  comunque il
  terreno  del  confronto  si  deve  spostare  ad altri campi e nel
  terreno  del  confronto  politico  anche da parte nostra si possa
  vincere  il  confronto  in termini costruttivi come confronto fra
  due  esperienze  di  Governo  che  è  una  forma  particolare  di
  alternanza ma sempre di alternanza si tratta.
       Purtroppo  e  proprio  sul  fronte  dell'occupazione,  io lo
  voglio  dire,  anche  perché  il  tema  non  è  stato  affrontato
  adeguatamente  dall'Aula  e  dal  nostro  Parlamento,  sul fronte
  dell'occupazione,  come  segnale  di  attenzione  al  Mezzogiorno
  d'Italia  e anche alla nostra Regione non sembra che ci siano dei
  segnali  incoraggianti  per  cui  questa  possibilità  o comunque
  questa  velleità  e  anche  questo  millantato credito, per certi
  versi,  che  viene  diffuso  secondo cui poi il Governo nazionale
  aiuterà   questo  Governo  della  Regione  con  maggiori  risorse
  finanziarie, rischia di scontrarsi con la realtà.
       Proprio  in questi giorni organi di stampa qualificati hanno
  fatto  notare  la  notizia  rischia  di passare sotto silenzio in
  questa   Aula,   io  la  voglio  riprendere,  su  questo  abbiamo
  presentato  insieme ad altri colleghi un ordine del giorno che lo
  strumento  principe  della  politica per l'occupazione, quella di
  cui  in  religioso  silenzio  e  rispetto ho dovuto sorbirmi come
  Assessore  regionale  al  Lavoro  grandi  interventi  e  continui
  interventi  in  questa  Aula, ricordo anche degli emendamenti che
  andavano   ad  estendere  sul  piano  regionale  questo  tipo  di
  iniziativa e questi strumenti che l'immaginario della sinistra ne
  aveva   fatto   come   una   panacea   per   tutti   i   problemi
  dell'occupazione,  cioè  i  contratti dare ai patti territoriali,
  bene c'è una delibera del CIPE criticatissima dalle parti sociali
  dell'11  novembre  che  dice  stop  ai  patti  territoriali  e ai
  contratti  d'area  anche  per  via retroattiva cioè non sarà dato
  corso ai finanziamenti, si dovranno ridiscutere tutti i parametri
  e  notificati all'unione europea, è stato dato lo stop ai criteri
  finora  seguiti  e non sappiamo fino a quando, questa è come dire
  la  grande  politica  sociale  e per l'occupazione dello statista
  Ciampi,  ma  dobbiamo  registrare  poi  che  si  diventa statisti
  soltanto sui fatti questo strumento che era l'unico strumento che
  aveva  inventato  in  Italia  perché  poi  la sinistra europea su
  questo  è  stato un grande fallimento e gli osservatori più acuti
  della  sinistra  hanno  notato come la politica per l'occupazione
  dei governi  europei,  perchè ormai in Europa governa soltanto la
  Sinistra,  è  una  rimodulazione  della  riduzione dell'orario di
  lavoro o per via settimanale, le 35 ore, cercando o di rottamare,
  mi dispiace  ripetere questo termine che nei confronti di persone
  e dei  lavoratori  è assolutamente offensivo, o pensare di creare
  occupazione mandando  i  lavoratori a 50 anni in pensione per poi
  sostituirli con dei giovani.
       La ricetta  della Sinistra europea è questa, in Italia erano
  i patti territoriali  e i contratti d'aria, ma finora non abbiamo
  visto decollare nessuno  e  oggi  arriva  uno  stop in nome della
  mancanza di  risorse  finanziarie, perchè questa è la verità, per
  cui se  il  governo  della  Regione,  anche il governo Capodicasa
  pensa  di  potere  superare le difficoltà squisitamente politiche
  che stanno al  proprio  interno ed è quello, per usare un termine
  elegante, del  mutevole  atteggiamento  dell'UDR, io credo che ne
  vedremo ancora delle  belle di quì ai prossimi mesi se non di quì
  alle prossime  settimane,  sotto questo aspetto io credo che avrà
  delle tristi sorprese.
       Quindi, se veramente  si  vuole,  se  veramente  si  voleva,
  io spero che  alcuni  di  questi provvedimenti, che condivido nel
  merito, per dare  continuità  di lavoro al precariato, sono stati
  attinti  da  risorse  finanziarie  e  destinate  all'unica  legge
  strutturale per  l'occupazione  che  la  legge 30, che assicura 6
  anni di sgravi  contributivi  alle imprese che assumono, e su cui
  si vuole  muovere  ricordo  tante critiche quando venne approvata
  questa legge, ma  la  verità  e  che il Governo nazionale oggi in
  forma ....... cerca di  copiarla,  si  parla nella finanziaria di
  sgravi contributi per soli tre anni per i neo-assunti e concludo,
  Signor  Presidente,  risorse   finanziarie  che  non  sono  state
  impegnate ad oggi sono stati attinti da questi capitoli, io spero
  che questo sia dovuto al fatto  che  non ci sia bisogno effettivo
  di queste risorse finanziarie e  che  non  ci sia questa esigenza
  prioritaria  perchè  anche nell'anno  che  verrà  ci  saranno  le
  risorse finanziarie necessarie per  dare corso a tutte le istanze
  che sono state depositate presso gli uffici regionali.
       Sotto questo  aspetto,  poi  entreremo  anche nel merito dei
  singoli  articoli,  per adesso ci interessava soltanto analizzare
  la filosofia generale del provvedimento.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole Giannopolo.
       Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Rinunzio.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Strano.
       Ne ha facoltà.

     STRANO.  Signor  Presidente,  ritengo  che  la  discussione di
  carattere  generale  abbia necessità di alcune considerazioni, di
  approfondimenti   riguardanti,  appunto  come  precedentemente  è
  relazionato  dall'onorevole  Briguglio, la filosofia che si muove
  all'interno di questo disegno di legge 840/A.
       Un disegno  di  legge  che  se  fosse  stato  presentato per
  ipotesi da un  Governo  di marca diversa sarebbe stato un disegno
  di  legge   forse   scandaloso   per   la  frettolosità,  per  la
  impostazione, per la  filosofia  ripeto  che  in esso regna che è
  quello della  soluzione  dei  problemi  delle  municipalità e non
  soltanto di queste.
       Perchè sarebbe stato considerato scandaloso?
       Perchè andava ad eliminare delle sacche di spese è vero come
  dicevamo prima  con  l'Assessore,  onorevole  Piro,  sempre  così
  attento ai problemi  del bilanci nella veste prima di deputato di
  opposizione ed  oggi  di maggioranza, perché  andava a destinare,
  sul filo di  lana,  alcune risorse alle necessità dei comuni, che
  sono diverse, anche  se, bisogna esser sinceri, non si riesce qui
  a  comprendere quali  queste  risorse  siano  e  quali  siano  da
  privilegiare come bisogni, quelli dei comuni.
       E' un disegno di legge, quindi, che pur avendo una filosofia
  politica  di  carattere  generale,  a  mio  avviso,  non  dà  una
  specifica destinazione a  questi  fondi.  Parliamo di fondi per i
  comuni, ma  da  chi  saranno  gestiti,  come saranno indirizzati,
  contrariamente a  quanto  prima  si  realizzava,  é  difficile da
  capire;,  anzi,   vorrei   dire,   onorevole  Piro  e  presidente
  Cristaldi,  che  questo  disegno  di  legge  per  alcuni  aspetti
  contraddice gli  impegni  presi  in  questi giorni dall'onorevole
  Capodicasa nel suo pellegrinaggio in diverse municipalità.
       Si sostiene  che finalmente, e si sottolinea finalmente, "la
  politica va  verso  le  municipalità, va verso i comuni", come se
  fino ad  oggi  vi  sia  stata una politica di accentramento della
  Regione  e  come  se  la  politica  messa  in  atto  dai  governi
  Provenzano e  Drago  sia  stata  una  politica che ha spogliato i
  comuni delle province.  Non ricordo sia stato così.  Non é  stato
  così.  Vi  sono state diverse concertazioni con i comuni, diverse
  logiche  che  con  i  comuni  hanno  portato  all'ottenimento  di
  numerosi  risultati;  per  quanto  mi  riguarda,  sul  piano  del
  turismo,  sul  piano  della  finalizzazione  di  alcuni progetti,
  un'assoluta sintonia  che  ha  permesso la realizzazione di molti
  obiettivi. Mentre  qui,  in  effetti,  pare che si ritorni ad una
  volontà decisionale  del  governo  che poi sentirà i comuni, cioè
  viene  lasciata  una  discrezionalità  senza alcun criterio nella
  distribuzione  e  nella  finalizzazione  delle risorse economiche
  evidenziate in questo disegno di legge.
       C'é una contraddizione, ritengo di poter dire, stridente con
  gli enunciati di questi giorni, riunioni con l'ANCI, riunioni con
  i comuni, con  le municipalità); in effetti, ci pare che il ruolo
  dei comuni  sia  quasi  quello  dei  sindacati che, molto spesso,
  vengono  sentiti.  Coloro  i  quali  hanno  fatto  i  consiglieri
  comunali, gli  assessori in qualche comune o in qualche provincia
  ricorderanno   sicuramente:  gli  ordini  di  servizio  si  fanno
  "sentite le  organizzazioni  sindacali", ma molto spesso si fanno
  anche  senza  sentire  le organizzazioni sindacali perché  questo
  non é  un  obbligo  che  prevede  sanzioni  per chi emette questi
  provvedimenti.
       Anche qualora  ciò  non  dovesse accadere, sarebbe una spesa
  destinata all'arbitrio  del  Governo  regionale.
       Cominciamo  col  dire  che  vi  é  una  retrocessione  sotto
  l'aspetto dell'apertura  alle municipalità, sotto l'aspetto della
  convergenza degli interessi con quelli delle municipalità.
       Vorrei riprendere  anche  ed  allargare  un  po',  anche per
  campanilismo, quello  che  poc'anzi l'onorevole Carmelo Briguglio
  diceva.  Ma vi  ricordate  lo strombazzare di convegni, di tavole
  rotonde con  i rappresentanti dell'ANCI, con esponenti di diverse
  università  straniere,   rappresentanti  del  Banco  di  Sicilia,
  rappresentanti di  società  private  di  gestione  delle finanze?
  L'onorevole Villari  ricorderà  certamente, ad esempio, quando si
  riunivano a Catania  in quei così popolani, così proletari saloni
  di Palazzo Biscari,  dove  il  nostro sindaco Bianco ama riunirsi
  con i bisognosi  di  Librino, con gli abitanti dei villaggi degli
  sfrattati. Infatti, a  Catania  vi  é  la  bellissima  usanza  di
  discutere dei problemi dei poveri e degli emarginat icon i baroni
  e con  i marchesi, magari in smoking. Ricordo l'assessore Ferrera
  il  quale, mentre  c'erano  gli  anziani  e  i  giovani  che  non
  riuscivano ad  avere  i  fondi  della  legge 1 sulla solidarietà,
  distribuiva piccoli  canapè  al  caviale  del  Volga  assieme  al
  sindaco  Bianco  in  smoking.  D'altronde  costoro  in  nome  del
  proletariato.. ah, onorevole Pignataro, non avevo visto che c'eri
  tu; tesoro mio, io  lo  smoking lo metto e me ne frego, ma non ho
  mai detto  che  avrei  distribuito fondi, quindi siamo su livelli
  diversi:  io ho sempre avuto queste frequentazioni, loro le hanno
  con una  finzione.
       Dicevo, sotto  i  cieli  di stucco d'oro degli amici che poi
  vanno in bicicletta,  perchè  poi  ci  sono i baroni che vanno in
  bicicletta, i baroni rossi che vanno in bicicletta, i proprietari
  di Palazzo  Biscari   ed  altri  che  accolgono  gratuitamente il
  sindaco Bianco,  ricordo che si riunivano questi soloni per dire:
  "abbiamo  finalmente  i patti territoriali, il contratto d'area".
  Quindi cominciavano  dicendo  è pronta la soluzione per la Playa,
  tre alberghi, ma perchè tre?  Quattro.  Facciamo l'ippodromo, due
  ippodromi.  Il  porto  turistico  si fa.  A proposito, Rotella ha
  scoperto (lui  di trasporti se ne intende essendo un responsabile
  del settore  dei  trasporti a pieno titolo come lavoro personale)
  che il  porto  turistico  non si può fare contrariamente a quanto
  sostiene   l'autorità   portuale.  Badate  bene  e  ieri  diceva:
  "salviamo  il porto, finanziamo il progetto", retrocedendo quindi
  dalla posizione  del  Governo Drago che diceva invece che i fondi
  della portualità turistica possono essere consegnati.
       Ma, d'altronde,  si preferisce mantenere in piedi il disegno
  egemonico dei  gruppi  della  metanizzazione dei quali è complice
  l'assessore   Giuseppe   Castiglione.   Gruppi   economici  della
  metanizzazione   in   Sicilia   per  strapparli  alla  portualità
  turistica, agli  albergatori  e quindi Rotella che, devo dire, va
  avanti sul  piano  dei  trasporti  quasi come fosse una ferrovia,
  riesce ad essere in linea con questo tipo di progetti.
       Quindi  contratti  d'area,  patti  territoriali.  C'erano il
  barone, i principi, gli addetti stampa, stucchi, un po' di flutes
  di champagne, Arald  Bonura,  amico  mio,  che è responsabile del
  patto territoriale  dei  contratti  d'area:  è  tutto  fatto, c'é
  lo sportello  per  i  contratti  d'area.  E  tutti  a  presentare
  progetti  sulla Playa:  facciamo questo, facciamo quest'altro. Io
  voglio fare  un  Kartodromo;  tu  cosa  vuoi  fare?  Una pista di
  formula  uno,   facciamo  la  pista  di  formula  uno.  Ma  porto
  turistico, uno?  Ne facciamo uno grande ed uno piccolo.  Poi cosa
  possiamo    fare?    Leviamo   il   cementificio,   colleghiamoci
  all'assessore  per  l'urbanistica,  facciamolo inserire nel piano
  regolatore,  quindi,  in quella zona tutti alberghi;  d'altronde,
  ci aveva  pensato  già Saro Pettinato.  Facciamo tutto.  E invece
  cosa è successo?  Che  il  CIPE  ha  detto  di  no  e  la  città,
  nonostante le  protezioni  di  tipo massonico delle quali gode in
  alto  loco l'amministrazione comunale di Catania, è "strafregata"
  ed è fuori dai contratti d'area. Notizia di oggi.
       E che  succede  ora  di  tutti  quelli  che  presentavano  i
  progettini, dei baronetti, dei responsabili delle grandi aziende?
  In Sicilia si può, caro monsieur Pistorio, così amico e che paghi
  i laureati con il contratto dei metalmeccanici alla SGS; monsieur
  Pistorio,  così bravo ad essere propagandato dall'amministrazione
  comunale di Catania, che succede ora, caro monsieur Pistorio?  In
  Sicilia si può?  No, in Sicilia non si può, tesoro mio, e quindi,
  caro mio, ritorna  con  i  piedi in terra con Bianco a parlare di
  cose più  terra  terra.  I contratti d'area sono sfumati, Catania
  non c'è  più.  Dunque,  onorevole  Piro,  piuttosto che costruire
  castelli in  area  con  queste municipalità, torniamo con i piedi
  per terra, vediamo  cosa  fare per i bisogni degli ultimi, ma non
  nei castelli sontuosi  con i broccati, quando non si è abituati a
  frequentarli,   caro  Pippo,  ma  facciamolo  in  maniera  seria,
  risolvendo realmente  i  problemi  e,  quindi,  con in comuni non
  stabilire i  contratti  d'area,  ma  sapere  cosa si fa di questa
  valanga di  miliardi  che  si  sta  destinando, perché  se devono
  essere destinati  a  operazioni  improduttive, noi non ci stiamo;
  noi siamo perché  i  comuni  abbiano  i  fondi e perché  si abbia
  chiara la  destinazione  della  spesa  che  da  questo disegno di
  legge, caro capogruppo, non si evince.
       Quindi, aspettiamo  che  vi  sia  una  sintonia  reale,  una
  sintonia seria con  i  Comuni  per  sapere  quali sono i criteri,
  sentito   l'Assessore  Barbagallo  componente  del  gruppo  degli
  straccioni di Valmì  (non è un insulto lo dicono tutti, con tanto
  rispetto per  Valmì)  dovrebbe  assolutamente  dirci quali sono i
  criteri attraverso  i  quali lui dovrà regolare il tipo di flusso
  di spesa.
       Se questi  chiarimenti  dovessero  essere  dati,  non  siamo
  pregiudizialmente  contrari;  certo, onorevole Piro, ne parlavamo
  poc'anzi uscendo, vede  come  è strana la vita, lei si ritrova al
  posto  di  quella  "arma  di  priatorio",  poveraccio,  onorevole
  Tricoli, che  in  silenzio  sopportava  tutto questo: siamo senza
  soldi, lo  Stato  blocca   i  contratti  d'area.  Quella finzione
  contro la quale mi sono sempre battuto dei patti territoriali che
  sono una sfottuta alla gente, tutti che fanno le firme Bolognari:
  facciamo il  patto  territoriale  della  Valle del Simeto; allora
  televisione, pompa  magna,  mass-media:  si  sono riuniti e hanno
  deciso di fare..., ma  "cu  ci  metti  i soddi"? Come si fanno le
  cose se nessuno finanzia niente? Una finzione che parte dall'alto
  e scende dal basso; i patti territoriali sono una finzione creata
  dall'ANCI   e   dai   circuiti  mass-mediologici  della  sinistra
  italiana;, così come  i  contratti  d'area, si realizza quando vi
  sono i fondi  certi, cosa che nei patti territoriali non esiste e
  stanno franando.
       Ricordo che  Gioacchino Silvestro mise la sua augusta firma;
  a  proposito,  l'altro   giorno   eri  al  molo  a  ricevere  gli
  articolisti, ho saputo  che  hai  ricevuto  al  molo  di  Messina
  decine di centinaia  di  articolisti,  ma  ora  dovrai dirci come
  risolvere il  problema,  perché  noi siamo perché vengano assunti
  dalla Regione  siciliana.  Lanciamo  un appello:  gli articolisti
  devono  essere   assunti,   non   possono  essere  più  sfottuti,
  catalogatori, articolisti,  bisogna  assumerli e noi ci batteremo
  perché  finalmente è  maturo  il  tempo  per l'assunzione a tempo
  definitivo di questi  poveracci; non si possono sfottere. A marzo
  che succederà  ai  catalogatori?  Noi  siamo  perché si assumano,
  perché  i beni  culturali  sono  una  priorità e vi sono posti in
  organico;, basta fare concorsi, assumiamo gli articolisti e siamo
  certi della sensibilità  sociale  che si riunirà sotto i broccati
  di Palazzo Moncada  e  Biscari  a  Catania,  di Palazzo Asmundo a
  Palermo e dei  vari  palazzi  nobiliari che la sinistra siciliana
  frequenta da tanti  anni riuscendo a raccogliere il 5% di voti ma
  andando al potere attraverso gli straccioni di Valmì che le hanno
  consentito questa occupazione.
       Buon lavoro,  onorevole Piro, sapevamo che non sarebbe stato
  facile per lei  il  percorso;  noi  cercheremo  di  renderlo  più
  facile.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Pagano. Ne ha
  facoltà.

     PAGANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la disamina del
  disegno di legge  n.  840/A  ci  lascia  molto  delusi. Siamo, in
  effetti, di fronte  a  un  disegno di legge che deve difendere il
  difendibile,  ci   rendiamo   conto  che  ci  sono  delle  grandi
  difficoltà, però, assolutamente non possiamo giudicarlo per nulla
  adeguato.
       Non è possibile infatti definire diversamente questo disegno
  di legge. Numerose  sono le perplessità e a questo punto fare una
  disamina  seria,   concreta,   efficace  risulta  quanto  di  più
  difficile possa  esserci, perché  veramente notevoli sono le zone
  d'ombra e quindi  trovare  degli  appigli  per potere in un certo
  qual modo  portare  avanti  una  opposizione  costruttiva risulta
  estremamente difficile.  Infatti, noi non dimentichiamo che siamo
  per una  opposizione  costruttiva;  quando  c'è la possibilità di
  dare un contributo, noi non ci tiriamo indietro, non ci siamo mai
  tirati indietro.  L'abbiamo  dimostrato  sin  dai primi giorni di
  questo Governo, checché  ne  dica il capogruppo dei DS, onorevole
  Speziale,  che   ormai   sbandiera   ai  quattro  venti  successi
  incredibili di  questo  Governo.  Successi  non  sono,  onorevole
  Speziale, perché, in  verità,  una mano d'aiuto ve l'abbiamo data
  in maniera  molto  cosciente  e,  soprattutto, responsabile, vero
  onorevole  Drago?   E   allora,   a  questo  punto,  non  bisogna
  sbandierare obiettivi;  bisogna  semmai  mettersi in testa che si
  vive in un  momento  di  grande difficoltà. Lo scioglimento degli
  enti e la  legge-voto, in quanto tali non sono obiettivi che sono
  stati raggiunti, anzi,  è  esattamente  il  contrario  e  noi  ci
  troviamo  in  difficoltà,  noi  dell'opposizione,  perché siccome
  siamo responsabili, abbiamo  voglia  di dare un contributo per la
  Sicilia, vogliamo  che  si  creino  le  condizioni  perché questo
  contributo sia tale  e  da  qui la nostra voglia di trovare degli
  appigli a questa  legge  per  poterla  votare, per potere trovare
  degli spunti-riflessione interessanti nell'interesse della nostra
  terra e nell'interesse  della nostra gente. Però, questo ci viene
  oggettivamente difficile. Non riusciamo a capire, onorevole Piro,
  per esempio, quali  sono  i veri bisogni degli enti;  abbiamo qua
  degli enti locali  che continuano a sperperare e qui non troviamo
  un drenaggio a  tutto  questo,  non riusciamo a trovare le giuste
  argomentazioni per  sostenere  questa legge e quindi il sospetto,
  più  che   legittimo,   avanzato   da   molti  colleghi,  che  si
  continueranno ad erogare  risorse  ad  enti che poi ne faranno un
  pessimo  uso   rimane  nella  sua  interezza.  Come  faremo?  Che
  moralità abbiamo,  o  meglio,che certezza morale abbiamo di avere
  un disegno  di legge che raggiungerà l'obiettivo dell'equilibrio,
  l'obiettivo della  giustizia?
       Certo notiamo, per  esempio,  che  i  comuni  con meno di un
  certo numero di  abitanti  (diecimila  )  hanno  più  risorse;  i
  derelitti comuni  della Sicilia, i comuni marginali, quelli posti
  nelle colline o nell'entroterra siculo oppure lungo le coste, che
  finora  erano  stati bistrattati indubbiamente adesso riceveranno
  delle  risorse in  più.  Ma  come  avverrà  tutto  questo?  Nella
  relazione non  viene  spiegato,  onorevole  Piro, e sarebbe stato
  interessante da questo  punto  di vista ricevere degli input. Noi
  siamo anche pronti  a  dare  il nostro contributo, siamo pronti a
  votare in positivo  tutto  ciò,  ma  tutto questo non si evince e
  quindi ecco  che le nostre preoccupazioni rimangono intatte. Come
  rimangono intatte le  preoccupazioni  e  la certezza che i grandi
  enti, i grandi comuni continueranno a sperperare:  le loro feste,
  i loro superconsulenti, le loro spese incontrollate sono tutte lì
  e noi non  troviamo,  in  questo  disegno di legge, alcuno spunto
  interessante, intelligente,  che  possa  dimostrare  che si vuole
  bloccare questa tendenza, invertire il trend.  Ci avevamo tentato
  noi del centro-destra,  ma  lo  scontro  era  prima  di  tutto di
  potere, non era  uno  scontro culturale, non erano due filosofie,
  non erano due modi di vedere le cose; era, purtroppo, uno scontro
  di potere e noi da questo punto di vista ammettiamo di essere più
  deboli rispetto  ai  superpotenti  comuni  e sindaci delle nostre
  metropoli.
       E, allora, proprio  per  questo  motivo,  lo  scontro era di
  potere, non  era  uno  scontro  culturale;  ci  sarebbe piaciuto,
  oggi, vedere  un'inversione  di  tendenza  e,  proprio per questo
  motivo, essere  entusiasti  nel  cogliere  che  questo Governo di
  centro-sinistra, al di  là  del modo in cui é arrivato al governo
  (e lo sappiamo  tutti  come  lo  ha raggiunto, col ribaltone, col
  tradimento, grazie all'UDR, che in maniera straordinaria continua
  ad  essere sempre  pronto  a  offrire  i  propri  servigi  a  chi
  evidentemente gli può  garantire  il potere, ma noi eravamo anche
  disponibili a  dimenticare) a portare avanti quindi un contributo
  in tal senso,  ma  il  contributo  non è arrivato. Non si evince,
  quindi, come saranno destinate queste risorse da parte dei comuni
  e di ciò  siamo  fortemente  preoccupati. E' difficile, certo, ci
  rendiamo conto,  difficilissimo,  gestire senza risorse, però noi
  aspettavamo  che  da   questo  punto  di  vista  ci  fosse  anche
  un'inversione di  tendenza  e  cioè  una maggiore razionalità, un
  modo diverso di  affrontare le cose.  Ritengo che la sinistra sia
  quanto di più demagogico e populista la storia dei tempi ci abbia
  abituato a verificare.  Il  progetto della sinistra è un progetto
  utopico, questo ormai  lo  sanno  tutti.  Cadute le ideologie nel
  1989, il "re  si  è  dimostrato nudo".  Lo avete capito pure voi,
  avete cambiato tre  volte nome;  avete pure rinnegato il passato,
  poi continuate ad  essere  sempre comunisti;  poi, a conti fatti,
  nelle scelte vere  e  proprie,  quelle che si misurano col vostro
  modo di fare, col vostro modo di essere...

     LIOTTA: Magari

     PAGANO. .voi non dovete parlare li sostenete sempre al momento
  opportuno, quindi vuol  dire  che  questo  modo  di  fare, questo
  ecumenismo culturale, poi, alla fine, c'è sempre, vi ci ritrovate
  sempre. Ma, dicevo,  non  si  cambia,  il  vostro progetto rimane
  sempre utopico.  Basta  fare  il raffronto non soltanto a livello
  regionale, ma anche  a  livello  nazionale.  Quello a cui abbiamo
  assistito  in   questi   mesi  a  livello  economico,  a  livello
  finanziario è  qualcosa  di  sconvolgente.  Non  soltanto  qui in
  Sicilia , ma  dovunque,  in  ogni  circostanza.  Poi,  a  livello
  nazionale, con  l'ultima finanziaria non ne parliamo nemmeno.  Vi
  siete  lanciati  in  una  serie  di  iniziative  che  sicuramente
  giudicare penoso è giudicare in maniera benevola.
       Nessuna manovra reale e  concreta che sostenga lo sviluppo e
  l'occupazione.   Le previsioni  del  Governo  nazionale  si  sono
  rivelate erronee, tanto da  imporre correzioni verso il basso. La
  "ripresina"  che  è   stata   acclamata  dal  Governo  Prodi  sin
  dall'autunno del 1997 si  è  rivelata  un'illusione   e  tutti  i
  principali osservatori economici  hanno  posto in evidenza che il
  rallentamento dell'economia italiana era un dato di fatto. Questo
  è quello che avete  regalato  in  due  anni di Governo nazionale.
  Avete fatto impoverire la  nostra  nazione e alla fine siete pure
  riusciti a dire le bugie. E  queste bugie, pari pari, per fare un
  parallelo interessante si  hanno  anche  qui a livello regionale.
  Ci presentate un disegno  di  legge  che  ho giudicato inadeguato
  perché  sono rispettoso  delle  persone,  sono  rispettoso  degli
  assessori che lo hanno  proposto,  perché ritengo che il rapporto
  umano  e  soprattutto   il   rapporto   che   viene  dalla  stima
  professionale sia una cosa  che  prescinde. Però, anche se questo
  rispetto nei suoi confronti  c'è,  onorevole Piro, purtroppo è un
  rispetto che va alla persona,  è  un rispetto che va al politico,
  ma  non certo a  questo  disegno  di  legge  che  inevitabilmente
  risente di limiti che sono grossolani.
       Il ridimensionamento  dello  Stato  nell'economia.  Si parla
  sempre  in  questo  senso,   e  qua  si  parlava  addirittura  di
  ridimensionamento della Regione.  E'  passato  pure un disegno di
  legge; l'avete fatto  passare.  Si  è  vantato  così  l'onorevole
  Speziale, tranne poi di  dimenticare  il fatto che questo disegno
  di legge è passato  perché  l'abbiamo  voluto  noi, perché questo
  disegno  di  legge   è   targato   "Governo    Provenzano".   Non
  dimentichiamolo mai, onorevole Speziale. Noi lo diremo sempre, in
  ogni piazza che la  vera inversione di tendenza è avvenuta grazie
  al Governo Provenzano e  poi  al  Governo  Drago  che  ha portato
  avanti quella linea.  Ecco, però questo ridimensionamento che voi
  sbandierate poi, alla fine, è  solo di facciata, non è mai reale.
  Nella società reale oggi, tutt'oggi, non evidenziamo, non vediamo
  questo  tipo  di cambiamento  di  tendenza  anzi  le  logiche  di
  mercato, che  dovrebbero  essere rafforzate, vengono regolarmente
  invece  contraddette   e   le  libertà  individuali  regolarmente
  mortificate. Questo è quello che avete fatto a livello nazionale.
       Lo  Stato  rimane   il  principale  detentore  di  proprietà
  azionarie  quotate  nella   borsa  ufficiale,  e  il  Governo  di
  sinistra, il Governo  D'Alema,  intensifica  il  controllo  e  la
  regolamentazione statale delle attività private. E in Sicilia? In
  Sicilia, cos'è che arriva,  qui?  Noi  ci  aspettavamo  una '840'
  innovativa in questo  senso,  che  desse  anche  dei  significati
  diversi. E invece  in  questa  autentica minifinanziaria - perché
  tale la possiamo definire - fatta di una ventina di articoli, che
  cos'è che troviamo? Schemi  e clichè ripetuti; logiche di vecchio
  tipo. Cose che  sicuramente  non  possiamo  accettare.  Cose  che
  sicuramente non ci  appartengono  come  cultura, prima ancora che
  come storia; ma parlo di  cultura  del popolo siciliano. E noi ci
  aspettavamo  qualcosa  di  diverso,  onorevole  Piro.  Ripeto,  a
  livello  personale   massimo   rispetto,   però,   purtroppo,  ci
  aspettavamo cose diverse da  un  Governo  che  si  presentava  in
  maniera diversa. E  poi  ancora l'equità nell'intervento pubblico
  in  economia.  Ecco,  ancora  una  volta  un  altro  parallelismo
  Roma-Palermo. I giovani del  ceto  medio  sono  le  categorie più
  che vengono ancora  una volta colpite da questo governo regionale
  perché  ancora una  volta  nel  disegno  di  legge  n.  840/A non
  troviamo nulla contro le categorie più deboli, non troviamo nulla
  a favore dei  giovani,  non  troviamo  nulla a favore delle nuove
  debolezze sociali, delle nuove povertà, non troviamo nulla ed era
  un'occasione, era  una  chance,  era  un'opportunità  per  questo
  governo, per dire:  avete  visto come siamo diversi rispetto agli
  altri, avete visto  come  andiamo  in  maniera diversa rispetto a
  quei derelitti governi del centrodestra?  Ma le chances purtroppo
  sono soltanto  quando bisogna fare pubblicità sui giornali, siete
  bravissimi su questo, riuscite benissimo.
       Bisogna dire che è un governo che fa quattro cose e le vende
  come se fossero quattrocento ...

     DI MARTINO . E' stampa di regime.

     PAGANO. E' stampa di regime - dice l'onorevole Di Martino - ed
  io accetto la battuta perché è  una  battuta  vera.  Al  di là di
  tutto è così, bisogna dare atto. Però con tutto il rispetto anche
  delle categorie, però è così, così  almeno esce sui giornali e da
  questo  punto  di  vista   le   proposte  che  ci  arrivano  sono
  assolutamente insufficienti. Allora a questo punto, siccome a noi
  piace essere costruttivi, noi  siamo  qui,  facciamo  politica in
  quanto espressione della  società  civile,  noi  siamo  autentica
  espressione  della società  civile.  Il  centrodestra  è  questo.
  Quando li guardate uno per  uno,  questi  signori che sono seduti
  nel  banco  del  centrodestra,  vi  accorgerete  che  sono  tutti
  professionisti, imprenditori...

     SOTTOSANTI. Professionisti prestati alla politica.

     PAGANO.  Professionisti  prestati   alla   politica   -   dice
  l'onorevole Sottosanti - io  colgo questo aspetto che sicuramente
  potrebbe essere interessante. Io personalmente dico di no, perché
  noi dobbiamo essere parte integrante della politica.
       Da questo punto di vista mi  sento di potere dire che questo
  schieramento  di centrodestra vuole  dare  un  contributo  ed  io
  desidero darlo.
       Allora,  per  esempio,   qui  non  abbiamo  trovato  nessuna
  possibilità di ridimensionare fortemente la burocrazia degli enti
  locali. Qui tutti parlano di burocrazia degli enti regionali come
  dei tappi, questa burocrazia è  un  tappo  per  lo sviluppo della
  Sicilia. E' vero, lo dicono tutti.
       A questo punto noi  ci saremmo aspettati che misure analoghe
  fossero state prese nei  confronti  anche  degli enti locali. Noi
  non abbiamo colto in  questa  minifinanziaria  nessun  aspetto in
  questo senso. I superburocrati  dei  comuni  che  tanto  più sono
  piccoli, tanto più sono  super, perché hanno un potere culturale,
  perché nei piccoli comuni trovare laureati, provate ad immaginare
  comuni di duemila,  tremila,  settecento  abitanti,  trovare  dei
  laureati è una rarità assoluta e  lì  abbiamo un super potere che
  sicuramente non è stato, da questo punto di vista ridimensionato.
       Dov'è finita la politica?  Dov'è  finita  quella  volontà di
  cambiare le cose? Non abbiamo  colto  nessuno di questi aspetti e
  dire che era una  chance.  Addirittura  non  si  portava  nemmeno
  spesa. Era una delle opportunità  che potevate avere e invece non
  l'avete colta. Allora a  questo  punto  le delusioni aumentano in
  maniera esponenziale. L'abbassamento del  tasso  di sconto che il
  Presidente del Consiglio D'Alema  ha  sbandierato durante i primi
  giorni del suo governo.  Come sono bravi questi comunisti, questi
  post-comunisti, nemmeno dopo tre  giorni di governo e addirittura
  il  tasso di sconto si abbassa.  Io  ricordo  che  quando  ci  fu
  Berlusconi che fece il  Presidente  del  Consiglio  il  tasso  di
  sconto aumentò subito dopo  il  suo  insediamento. Sono magie dei
  tempi e delle circostanze  che sicuramente non fanno però deporre
  bene, a proposito di quei poteri forti di cui commentavamo prima.
       Ma ritornando al discorso di prima, l'abbassamento del tasso
  di sconto, che sembrava  aver  risolto  molti  dei  problemi,  in
  verità non ha risolto  nessuno  di  questi  problemi.  I problemi
  possono  essere  risolti,  a  proposito  dell'economia  italiana,
  dell'economia siciliana, soltanto se  si  ha  la  possibilità  di
  intervenire su due, tre  fronti  che  devono essere forti, devono
  essere concreti.
       Quali sono questi due,  tre  fronti?  Noi  ve li suggeriamo,
  abbiamo  la  volontà  di  dire   che  siamo  pronti  a  dare  dei
  contributi, dei suggerimenti seri.
       Allora, oggi, con questo  appuntamento  (il disegno di legge
  n. 840/A, ma anche dopo),  ci  aspettiamo:  che  i conti pubblici
  ritornino ad essere sotto  controllo, visto che ci avete accusato
  durante il nostro governo  di  tenerli  fuori  controllo (eppure,
  apro  una  parentesi,  ricordo  che  il  governo  Provenzano  con
  l'articolo 1 della finanziaria  1997  stabilì  per la prima volta
  nella storia della Regione siciliana  il  tetto  di  spesa e quei
  2.500  miliardi di  spesa  erano  il  tetto  di  spesa.  Mai  era
  accaduto prima che un evento del genere si verificasse in termine
  di norme finanziarie e dopo questo è diventato tendenza.
       Allora  noi  abbiamo  dato  dimostrazione su come si tengono
  sotto  controllo  i  conti; ora aspettiamo questo Governo, questi
  Assessori,  che portino avanti non delle logiche clientelari, non
  delle  logiche  di potere, ma proposte di ridimensionamento della
  spesa  concreta.
       Onorevole  Piro, per noi sarebbe un grande dispiacere vedere
  che in  seconda Commissione, alla fine i suoi progetti vengano ad
  essere contraddetti, perchè so che lei è una persona seria, e che
  da questo punto di vista vorrebbe tenere sotto controllo i conti.
  Però attenzione,  dovrò  vedere  tutto  ciò alla prova dei fatti,
  vorrò vedere  i  suoi  colleghi  che  si  dovranno  presentare in
  seconda Commissione  e  prima ancora in Giunta di Governo, con un
  progetto serio di controllo della spesa.  Questa cosa deve essere
  chiara, deve venire fuori in maniera assolutamente indiscutibile,
  perchè poi  potete anche avere la stampa a favore ma se la vostra
  tendenza sarà quella che ho descritto la denuncia sarà enorme.
       E  poi  ancora   sulle   pensione,  e  sul  welfare,  questo
  assistenzialismo selvaggio:  vi  aspettiamo  ancora  una volta in
  termini di contributo;  per favore queste pensioni che il governo
  Provenzano per la  prima  volta  ha perequato volete continuare a
  dare un segnale in  positivo  in  questo  senso?
       E   ancora   questo   assistenzialismo   selvaggio,   volete
  cominciare a  dare  dei  segnali?
       Il segnale,  purtroppo,  non  può essere il disegno di legge
  numero 840/A  in  quanto  questo continua ad essere un disegno di
  legge che  da  questo  punto di vista contiene logiche che non ci
  appartengono  nè  appartengono  al  popolo siciliano. Proprio per
  questo  motivo,  vi preannunciamo un'opposizione netta e severa a
  tutto ciò
       Mi  avvio  alla  conclusione,  vedo  che l'onorevole Zanna è
  contento,  lo  so,  perchè  siete in difficoltà, specialmente lei
  dopo quella  battuta  ai  funzionari  di  azienda  che ha dato ai
  giornali, lì ha fatto un autogoal clamoroso. Queste sono cose che
  non si  dicono.  Ma  lei  il  centralismo  di  una  volta  lo sta
  riportando veramente in questa Assemblea che sicuramente si vuole
  proporre in maniera diversa?  Per favore, onorevole Zanna, non mi
  faccia queste  battutine, lei che è anche una persona simpatica e
  gradevole.
       Ritornando al discorso  di  prima,  visto  che mi avvio alla
  conclusione,  il mio  ragionamento  a  questo  punto  può  essere
  soltanto questo: questo  Governo  non  si  sta  presentando  bene
  perchè le  cose  che  ha  portato  qui  in Aula appartengono o al
  Governo  Provenzano, mi riferisco allo scioglimento degli enti, o
  leggi che  potrei  leggere qui datate 27 novembre 1998 ma che per
  lo stile,  la  modalità  culturale,  il  modo di fare, il modo di
  presentare e  le logiche che stanno dietro potrebbe essere datato
  27 novembre  1968. Questa è una minifinanziaria che ha una logica
  vecchia di 30  anni.  Capisco  che il '68 è una cosa a voi cara e
  che tanto  bene ha portato per l'Italia e per la Sicilia, infatti
  lo vediamo  il grande successo che i sessantottini hanno portato,
  però mi  pare  di  potere dire che se i risultati sono questi noi
  non  potremo  atto  che  prenderne atto, condannare e sicuramente
  fare  opera  di  denuncia  nei  confronti dell'opinione pubblica,
  visto che  a questo punto ci rimane soltanto questo. Ma noi siamo
  orgogliosi di  questo perchè l'opinione pubblica e la gente è con
  noi e noi siamo espressione della gente.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati
  presentati  due ordini del giorno: dagli onorevoli Martino, Mele,
  Liotta,  La Corte "Iniziative nei confronti del Governo nazionale
  e   dei   rettori   degli   atenei  siciliani  per  garantire  la
  prosecuzione   degli   studi   agli   studenti   beneficiari   di
  provvedimenti  di  sospensione  del  numero  chiuso  da parte dei
  tribunali   amministrativi   per   l'accesso   alle  università";
  dall'onorevole  Oddo  "Opportune iniziative al fine di evitare la
  cessazione   del   funzionamento   del   dissalatore  di  Trapani
  annunciata dalla società T.P.L. di Roma".
       E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che
  quest'Aula poteva attendersi certamente qualcosa di più da questo
  disegno di  legge,  molto  di più, in quanto disegno di legge che
  nasce   come   variazione   che  poi  effettivamente  diventa  la
  minifinanziaria addirittura una vera e propria finanziaria.
       Potrebbe   contenere,   già   in   nuce,  determinati  atti,
  determinate   prospettive   ben   chiare  per  quello  che  dovrà
  successivamente il bilancio della Regione.
       Il bilancio  è,  come  a  tutti  noto,  l'atto principale di
  programmazione  economica  della Regione; è l'atto principale con
  il quale si fa politica, ci danno le direttive, le indicazioni su
  come un  Governo  regionale  vuole  impostare la propria attività
  politica, economica e finanziaria in tutti i settori della nostra
  Regione.
       Credo che in  questo  disegno  di  legge  vi sia ben poco o,
  almeno, se  questo  è  alla  fine  il  risultato,  credo  che sia
  assolutamente modesto.  E  lo  è  per  una  serie  di ragioni che
  brevemente  cercherò  di  illustrare  all'Aula  per  tentare,  in
  termini  comunque  propositivi,  e costruttivi, di rendere questo
  disegno  di  legge  migliore,  per  quello  che  sarà  possibile,
  rispetto  a  quello  che  è  il  testo  così  a  noi  sottoposto.
  Innanzitutto è un  disegno  di legge in cui, al di la di una mera
  ripartizione di  somme e di integrazione di somme all'interno del
  fondo per i comuni, ancora una volta, a mio avviso, discrimina in
  maniera negativa  per quanto riguarda i piccoli comuni.
       Credo che per quanto aumento vi possa essere stato, è sempre
  inferiore  rispetto  a  quello  che  i  grandi  comuni  viceversa
  acquisiscono  come  dotazione  rispetto  ai piccoli comuni. Tutti
  sappiamo  le  grandi  differenze  che  vi  sono  tra  un  piccolo
  finanziamento di  cento milioni che può salvare un piccolo comune
  dal  dissesto,  rispetto  ad  una  qualunque  ulteriore  forma di
  finanziamento di  cento  milioni  per  un  comune  grande  che  è
  assolutamente  insufficiente.  Perché,  tra  l'altro, all'interno
  delle dotazioni  tra  piccoli e grandi comuni, in base alla prima
  finanziaria  del  Governo  Provenzano,  sappiamo che ormai c'è un
  fondo unico  -  al  di  là  di  quello per le spese di assistenza
  sociale -  nel  quale,  viceversa,  il grande comune ha la grande
  capacità di  poter  attingere,  ha  la  capacità  di  potere fare
  determinate  spese,  a  volte  privilegiando in troppi casi spese
  voluttuarie, spese  di feste, spese di sagre paesane, a discapito
  delle  attività  effettivamente  assistenziali  e  produttive,  e
  questo a discapito di quei piccoli comuni che di quella dotazione
  economica  e  finanziaria  devono necessariamente fare tesoro per
  fare tutte le attività che la legge loro impone.
       Io credo,  quindi,  che sotto questo profilo, questo disegno
  di legge  poteva  e  doveva  prevedere una integrazione del fondo
  rispetto a  quello  precedente  in  favore  dei piccoli comuni in
  misura superiore.
       Altro punto:  dall'articolo  5  in poi - fino all'articolo 4
  non si altro  che  parlare  di  questo  fondo  ai  comuni  e alle
  autonomie locali  alle  quali  ribadisco  è data una assegnazione
  difforme rispetto a quella che l'equità spingerebbe a dare, che è
  quella  di dare certamente, in questo momento storico soprattutto
  una priorità  ai  piccoli  e  medi  comuni  - non si fa altro che
  parlare   di   progetti  di  utilità  pubblica,  di  disposizione
  finanziaria di soggetti impegnati in lavori socialmente utili, di
  disposizioni in materia di lavori socialmente utili; non facciamo
  altro che  parlare  di  attività  che  nulla hanno con l'attività
  produttiva di una regione;  non facciamo che parlare di spese che
  non vanno  nel segno dell'investimento, non vanno nel segno della
  produzione,  quindi  della  capacità  del  reddito; non vanno nel
  segno di  un aumento vero e proprio del PIL.
       A questo proposito vorrei fare una considerazione:  i vecchi
  governi  del  centro  destra,  il  Governo  Provenzano  prima, il
  Governo Drago poi, hanno rappresentato un cambio importantissimo,
  un cambio  di  tendenza  fondamentale  rispetto  a  un dato che è
  quello  che  PIL  precedente  nella  nostra Regione.  Forse pochi
  sanno -  o  molti  viceversa  fanno  finta di non sapere - che la
  media del  PIL  degli  anni precedenti al Governo Provenzano e al
  Governo Drago, era un PIL assolutamente inferiore rispetto al PIL
  nazionale. Mediamente il PIL della Regione siciliana era di circa
  il 50 per cento rispetto al PIL nazionale.
       Viceversa,  finalmente  con  i bilanci prodotti e l'attività
  prodotta dal  Governo  Provenzano  prima  e  Drago poi si è avuto
  quella inversione  di  tendenza che ha portato il PIL all'1,5 per
  cento superiore quindi al PIL nazionale e, per la prima volta, si
  è raddoppiato il PIL della Sicilia rispetto agli anni passati.  E
  questo  è  stato possibile attraverso una politica finanziaria ed
  economica  che  ha visto nell'indebitamento massimo, nel tetto di
  spesa,  il  primo principio fondamentale da seguire.
       Ricorderete  tutti le polemiche che vi furono allorquando,in
  occasione  del  primo  bilancio,  eravamo  nel  1996,  il Governo
  Provenzano specificò  e  in  disegno di legge fissò quel tetto di
  2.450 miliardi.
       Si   eccepirono   ragioni  di  costituzionalità,  si  fecero
  presenti   non   so   quali  ragioni  di  carattere  economico  e
  finanziario  contro  quello  che era invece un primo fondamentale
  bisogno  di  certezza della spesa a bilanci assolutamente falsi o
  più  o meno fittizi finalmente si dava luogo ad un bilancio vero,
  reale  e  che  per  quella  che  era  l'economia  finanziaria del
  bilancio   della   Regione  così  come  lo  ha  ereditato  questa
  Assemblea,  nel  1996,  occorreva certamente una politica diversa
  che doveva essere di rigore e di inversione di tendenza.
       Non  più  spesa più o meno assistenzialistica, non più spesa
  non    indirizzata    verso    il    segno    della    produzione
  dell'investimento, occorreva quindi quel cambio che ha portato in
  effetto  in  questi  due anni ad una riduzione della bilancia del
  debito della nostra regione.
       Viceversa   rispetto   a   tutto   quello   che   era  stato
  quell'indirizzo   della  politica  economica  e  finanziaria  dei
  Governi  precedenti  altri  tre  articoli  e  siamo  già arrivati
  all'articolo  7, trattano o di una vera manovra interna ai Comuni
  ribadisco  in  maniera  negativa ancora una volta per i piccoli e
  medi   comuni   e  poi  esclusivamente  delle  norme  per  lavori
  socialmente utili nessuna attività legislativa dà presupposto per
  un bilancio che sia invece volto all'attività produttiva.
       All'articolo   8   si  ha  un  mero  recepimento  dei  piani
  interregionali, anche in questo caso cosa si fa, si va ancora una
  volta  a  scomodare, perché evidentemente quella legge alla quale
  sto facendo cenno poi non era una cattiva legge, si va a prendere
  come momento  di  applicazione dei beni regionali la legge 30 del
  97,  la  legge  cosiddetta  Briguglio,  quella  legge  che  tante
  polemiche ebbe  in quest'Aula che viceversa dava un primo segnale
  vero di aiuto alle imprese, le imprese, l'investimento si aiuta e
  si crea, creando migliori condizioni.
       La  nostra  è una regione che già ha tante disgrazie di suo,
  ha  dei problemi di sicurezza, tristi e gravi, ha dei problemi di
  infrastrutture  assolutamente ancora se è possibile più gravi, ha
  dei problemi  di  una  economia  che  certamente  è  stata sempre
  vassalla  rispetto  alle indicazioni romane.
       Il modo migliore per trarre capitali e trarre investimenti è
  quello di creare condizioni migliori e quindi significa abbassare
  i costi  del  lavoro, dare una fiscalità di vantaggio, parlare di
  quelle aree di libero scambio, parlare di quelle zone franche che
  già nel  programma  Federico  II noi andavamo dicendo nelle varie
  piazze di  Sicilia e oggi le abbiamo ritrovate anche se sotto una
  dizione  nominalistica diversa, anche nello stesso programma oggi
  del Presidente Capodicasa.
       Ancora  una  volta  avevamo  ragione,  avevamo  visto bene e
  avevamo  chiesto  con  grande  anticipo rispetto a quello che poi
  successivamente  la  sinistra  o la pseudo tale sinistra poi va a
  fare  e dicevo anche nei piani interregionali non si fa altro che
  applicare  la  legge  30  del 97, cioè quella legge Briguglio che
  andava   a   dire  che  occorreva  un  abbattimento  degli  oneri
  presidenziali,  dei  contributi,  si  deve  fare  certamente.
       Assessore Piro  dico  che  si  deve fare ma leggendo tutti i
  vari articoli non trovo questa novità, non trovo ulteriori motivi
  per  cui effettivamente questa finanziaria sia il presupposto per
  avere speranza  di  un  miraggio  di  verso,  di uno strumento di
  programmazione  economico  e  finanziario diverso, la finanziaria
  aveva evidentemente  un  unico  scopo  che  era  quello di essere
  propedeutica  al bilancio altrimenti non si capiva perché  doveva
  essere  fatta  in  maniera  antecedente e temporalmente anteriore
  rispetto al bilancio.
       Serviva ad  una  sua  logica  che era quella di preparare il
  bilancio.
       Bene, questo atto propedeutico non mi pare che abbia sortito
  particolari   effetti   e   risultati  e  successivamente  ancora
  ulteriori  interventi  sull'occupazione  che  servono  a  coprire
  misure specifiche, anche in questo caso dovute, atti normativi ma
  non   attività   produttiva,   non   sviluppo,  non  una  visione
  prospettica  di  quello che occorre fare per migliorare la nostra
  condizione  economica  e così ancora avanti fino ad un incremento
  di  stanziamenti  per  vari  altri  capitoli anche se per modeste
  spese.
       Allora,  il mio convincimento è soltanto uno: che per quello
  che  è  il  bilancio della Regione, per quella che è la posizione
  economica  e  finanziaria della nostra Regione occorreva un altro
  sforzo,  occorreva  un  segno  forte, un cambiamento di indirizzo
  diverso,  radicale,  bisognava  continuare,  quindi, nel segno di
  ridurre  fino  a  potere  eliminare, perchè ci rendiamo conto che
  sarebbe  traumatico dall'oggi al domani azzerare tutte le spese e
  tutti  i  contributi, le cosiddette "spese assistenziali" e spese
  non  finalizzate  alla  produzione.
       Ci rendiamo conto che questo sarebbe un fatto traumatico per
  la nostra Regione, perchè, comunque, il nostro Bilancio regionale
  rappresenta  una  fonte  fondamentale  dell'economia, anzi  è  la
  principale fonte dell'economica della nostra Regione.
       Tuttavia,  occorreva  che si andasse sempre verso quel segno
  che i  governi precedenti hanno portato avanti in maniera seria e
  radicale, che  era  quello  di  continuare  a  ridurre,  fino  ad
  eliminare,  tutto  quello  che  era  spesa  assistenziale,  spesa
  improduttiva,  spesa  parassitaria,  spesa  di clientela rispetto
  invece a  tutto  quello che occorre, viceversa, per una spesa che
  deve essere  produttiva.
       Un  dato per tutti: abbiamo creato troppi lavori socialmente
  cosiddetti  utili,  ma  troppo  spesso  futili e inutili; abbiamo
  creato  troppi  strumenti  di  lavori  di  pubblica,  cosiddetta,
  utilità, ma  anche  in questo caso probabilmente e soprattutto in
  molti casi  futili  e  non  abbiamo saputo dare una inversione di
  tendenza che viceversa era quella la strada maestra che i governi
  precedenti avevano intrapresi.
       In questi articoli non trovo questa continuità o addirittura
  questo  maggiore  ulteriore  rigore,  trovo  una  mera manovra di
  aggiustamento   e   di   assestamento.  Non  trovo  nessun  salto
  qualitativo per quanto riguarda l'indirizzo vero e proprio di una
  politica   economica  e  finanziaria  necessaria  per  la  nostra
  Regione.
       Mi  auguro  che quest'Aula sappia, con i propri emendamenti,
  migliorare di  gran  lunga il testo così come è uscito dal lavoro
  di Giunta  e  dal  lavoro  di  Commissione,  perchè  questa non è
  certamente una finanziaria che aiuta la nostra economia.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che,  alla  fine
  dell'intervento   dell'onorevole   Cimino,   saranno   chiuse  le
  iscrizioni  a  parlare. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.
  Ne ha facoltà.

        CIMINO.  Signor  Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
  colleghi,  un  diverso  percorso  abbiamo avuto in questi anni di
  governo, il Governo Provenzano prima, il Governo Drago poi, hanno
  voluto  dare dei segnali concreti, dei segnali importanti  sia in
  materia  di  lavoro  che  in  materia  di  occupazione.
       Oggi  ci  ritroviamo  ad  avere  un  nuovo Governo, un nuovo
  Governo  che  non parla a questa Assemblea, ma parla attraverso i
  giornali,  attraverso  la  stampa  dicendo  di  volere  fare  dei
  provvedimenti  innovativi,  dei  provvedimenti  diversi.
       Di  fatto  l'importanza  del bilancio, un bilancio fatto dal
  passato Governo, da una maggioranza diversa, oggi viene riportato
  nelle  sue  variazioni  di  bilancio  dall'attuale Governo, da un
  Governo  di  centro-sinistra  con  dei provvedimenti meramente di
  proroga, con  dei  provvedimenti che non hanno niente di diverso,
  niente   di   rivoluzionario,  niente  di  concreto  rispetto  ai
  propositi che questo Governo di centro-sinistra aveva voluto dare
  nelle dichiarazioni programmatiche.
       Ricordo,  l'onorevole  Piro,  oggi  assessore  al  bilancio,
  dall'opposizione,  in  diversi  interventi,  sapeva  dare diverse
  sollecitazioni e suggerimenti al governo precedente.
       Ma oggi  in  queste variazioni di bilancio non c'é niente di
  diverso, se  non  delle  situazioni  meramente di riconferma e di
  proroga di  quello che già era stato fatto nelle diverse attività
  passate.
       Ma  quale  politica  si  vuole  dare  al  lavoro?
       Si  vuole  continuare ancora con questa attività, con questa
  situazione  di  lavori  socialmente  utili,  o  di  proroga degli
  articolisti o  si vuole riuscire a dare un segnale concreto dando
  al  governo  nazionale  l'onere di assumersi determinati impegni?
  Determinati  impegni  che  il  governo nazionale, si pensava, non
  voleva portare  avanti perché  c'era al governo un gruppo portato
  avanti dal  centro destra e che quindi il centro sinistra, avendo
  una linea  diretta,  un  migliore modo di farsi ascoltare, poteva
  risolvere.
       Questo  non mi pare perché queste variazioni di bilancio non
  confermano  altro  che  una  vecchia  logica. Non hanno niente di
  progettuale e niente di definitivo.
       La  relazione  stessa,  una  relazione  alle  variazioni  di
  bilancio  dovrebbe potere anche contenere delle motivazioni serie
  e concrete che si vogliono dare con questa legge.
       L'onorevole Di Martino, relatore di questo disegno di legge,
  oratore che  interviene spesso da questo scranno, si é limitato a
  poche righe  come  se  di  fatto  non  si  trattava di un momento
  finanziario così importante per la Regione siciliana.
       Ma  quale autonomia? Quale strategia? Quali soluzioni? Quali
  risoluzioni questo governo di centro sinistra vuole proporre alla
  Sicilia ed ai siciliani?
       Con  quale  voce  questo  governo si fa ascoltare dai propri
  referenti romani?  Con  voce alta e forte o con posizioni supine,
  cercando di  far  diventare  quella competenza che la Sicilia ha,
  quella  competenza  esclusiva  voluta  dai costituenti del nostro
  Statuto, mera competenza di attuazione di ciò che avviene a Roma.
       In  queste  variazioni  di  bilancio  speravo si pensasse ai
  problemi delle  isole  minori  ed a quelli di quei lavoratori che
  oggi non sono tutelati dal bilancio passato. Ricordo i lavoratori
  che   gestivano   i  dissalatori  in  Sicilia,  come  quelli  dei
  dissalatori di Porto Empedocle della TPL.
       Questo  Governo  non  ha  una  strategia compiuta. Non si sa
  quale  programma  voglia  portare  avanti.  Di fatto, mi pare che
  questo disegno  di  legge  di variazione di bilancio non é che un
  momento di  mera  attuazione  di  ciò che si vuole poter fare con
  l'esercizio provvisorio.
       A  me  pare  molto strano che un governo diverso dal governo
  precedente  non  riesce  a  dare  un  indirizzo  compiuto  su una
  tematica  di questo genere. Vedete, il governo Provenzano é stato
  realmente,  per  il  bilancio della Regione siciliana, un governo
  rivoluzionario   perché   grazie  al  rigore  voleva  poter  dare
  credibilità   alla  nostra  Istituzione  nei  confronti  sia  del
  Parlamento  nazionale,  ma  anche  degli  altri Paesi.
       Questo governo  di  centro sinistra non mi pare voglia dare,
  veramente,  una  soluzione  concreta  e  vera  ai  problemi della
  Sicilia,  ma  soltanto  continuare  a  prorogare  e  a  non  dare
  soluzione  a  delle  situazioni  che  oggi interessano tantissimi
  giovani e riguardano più che altro anche una prima occupazione.
       Signor  Presidente  dell'Assemblea, mi dispiace che problemi
  così   importanti   vengano  vissuti  da  quest'Aula  con  grande
  appiattimento.
       Un'assenza forte  si  nota fra i banchi del Governo ed anche
  un'assenza  molto visibile fra i banchi della stessa maggioranza.
  Si  capisce   facilmente  che  questo  Governo  è  retto  da  una
  maggioranza di poltrone, da schematismi prettamente tecnici e non
  da una  maggioranza  che ha degli obiettivi, un programma serio e
  credibile per la nostra Sicilia.
       Esempio  tipico  è  stato  come  problematiche, come  quelle
  riguardanti   la   dismissione  degli  enti,  sono  state  volute
  soprattutto  dal  Governo  Provenzano  e  volute  dal Polo per le
  libertà.
       Ricordo come la terza Commissione ha avuto la possibilità di
  rinnovare   il   proprio  Presidente  grazie  alla  presenza  dei
  componenti di Forza Italia.
       Questa non  è  la  strada  che può oggi meritare la Sicilia;
  questa  non  è  la  strada  che  sicuramente  vuole il Parlamento
  siciliano.  Lo  notiamo  dalle assenze, lo notiamo dalle poche ed
  insufficienti motivazioni che un disegno di legge così importante
  come  il  disegno  di legge riguardante le variazioni di bilancio
  abbia una  relazione  povera  e  succinta  e  non  ci siano delle
  adeguate,  giustificate  motivazioni  e  spiegazioni da parte del
  Governo.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi dichiaro chiuse le iscrizioni a
  parlare. E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta.
       Ne ha facoltà.

     LIOTTA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi troppe volte in
  quest'Aula   è  stata  assegnata  a  Rifondazione  Comunista  una
  responsabilità   impropria,  quella  di  avere  contribuito  alla
  nascita  di  questo  Governo. E' ovviamente una argomentazione di
  carattere strumentale  perchè  è  noto a tutti come il mio Gruppo
  abbia   votato   contro   questo  Governo,  però  l'elezione  del
  Presidente  di  questo  Governo non sarebbe stata possibile senza
  l'atteggiamento di Rifondazione Comunista.

     FLERES. Finalmente l'ammissione

     LIOTTA.  Non  è  un'ammissione, è una rivendicazione onorevole
  Fleres.
       Esiste   una  differenza  profonda  fra  il  condividere  un
  programma di  Governo  e il cogliere il segnale che la presidenza
  dell'onorevole  Capodicasa  rappresentava  come novità rispetto a
  questa Regione.

     FLERES. Il Governo dell'UDR dove lo mette?

     LIOTTA. E infatti non lo abbiamo votato, onorevole Fleres.
       Come può vedere nell'articolazione della nostra posizione vi
  è tanta intelligenza da non condividere le scelte programmatiche,
  da  non  condividere  le  scelte  e  gli assetti istituzionali di
  questo  Governo,  ma  vi è tanta intelligenza da comprendere però
  che in qualche modo occorresse segnalare questa novità.
       L'ammissione   viene   dopo,  onorevole  Fleres,  finora  la
  rivendicazione.  L'ammissione riguarda un'altra vicenda, riguarda
  il fatto  che  da questa novità ci si poteva attendere nonostante
  fossero presenti fin dall'inizio i segni di un grave inquinamento
  interno  di  questa  maggioranza, dovuto si alla continuità con i
  precedenti governi e non capisco perchè la destra scopra oggi che
  questa  continuità  è  inquinante  del governo di centro sinistra
  visto  che  la  continuità  è  rappresentata  da  quei gruppi che
  appartenevano ai precedenti governi.
       Semmai,  se   c'è  un  gruppo  che  ha  legittimità,  che  è
  legittimato  a  fare  questa affermazione è proprio il mio gruppo
  che   è   estraneo   a  tutte  le  disposizioni,  combinazioni  e
  permutazioni  che  possibili  si  possono  realizzare  in  questa
  Aula.   L'ammissione   viene   dopo,   dicevo  onorevole  Fleres.
  Ammissione riguarda  il  fatto  che da questa novità ci si poteva
  attendere comunque  legittimamente  una svolta almeno nei metodi,
  nel modo di  procedere,  nel modo di atteggiarsi nei confronti di
  questo  Parlamento,   nei   modi   di  condurre  i  lavori  nelle
  Commissioni.
       Invece, bisogna dire  chiaramente che la delusione su questo
  campo è totale, la  delusione  che questo Governo sin dalle prime
  battute, sin dai primi  passi  mossi  dentro  le  Commissioni  ha
  suscitato, è totale.
       Cosa è  accaduto  sin  dai  primi passi? Ho dovuto assistere
  alla  farsa  invereconda dell'onorevole Piro che rinfacciava alla
  destra di non difendere  abbastanza  i  disegni  di  legge  sulle
  variazioni di bilancio  che appartenevano al precedente Governo e
  che ora lui era  costretto,  mutati  i rapporti, le condizioni, a
  difendere dentro la  Commissione; cioè mentre attaccava la destra
  in Commissione Bilancio per  dire  ma  come fate a non accorgervi
  che questi sono i  vostri  disegni di legge, evidentemente non si
  rendeva conto che fino  a  qualche  giorno  prima  quelle  stesse
  posizioni lo vedevano in una veste del tutto opposta.
       Ma la delusione  è totale nel momento in cui si incardina in
  Commissione  Bilancio   il   disegno  di  legge  n.  840.  Perché
  l'onorevole Piro viene in Commissione presentandoci il disegno di
  legge  n.   840   come  un  disegno  di  legge  contenente  norme
  inderogabili e  indifferibili senza le quali non è possibile fare
  l'esercizio provvisorio,  non  è  possibile  andare  alla fase di
  costruzione del nuovo bilancio.
       E  siccome   io   ho   imparato  ad  apprezzare, dai  banchi
  dell'opposizione,     in     Commissione    Bilancio,   l'operato
  dell'onorevole Piro,  gli ho prestato fede fino a un certo punto,
  fino a quando  non mi sono reso conto che emendamenti allo stesso
  disegno di legge  n.  840 portavano la firma, oltre che di membri
  della Commissione  Bilancio,  anche dello stesso onorevole Piro e
  contenevano norme che  tutti  i  caratteri  potevano avere tranne
  quelli della inderogabilità e della indifferibilità.
       Perché mi  si  deve  spiegare, mi deve spiegare qualcuno del
  Governo qual è  il  carattere  di indifferibilità che riguarda la
  norma del Parco d'Orleans, mi si deve spiegare, non lo comprendo.

     VIRZI'. Gli uccelli del Presidente.

     LIOTTA. Non riesco a comprendere perché, probabilmente, mutato
  il Presidente, mutano anche  gli  uccellini  di Parco d'Orleans o
  mutano le funzioni degli  uccellini  del Parco d'Orleans, non c'è
  altra spiegazione.
       Quale carattere di indifferibilità aveva questa norma? Quale
  carattere di  indifferibilità  aveva  la  norma  che  riguarda le
  farmacie rurali delle piccole isole, tema sul quale sono disposto
  a discutere,  a riconoscere l'esigenza di questa categoria, ma si
  discute nei tempi opportuni, nei modi opportuni, non si comprende
  quale fosse  la  fretta  di  inserire  norme  di questa tipologia
  all'interno di questo disegno di legge.
       In che  cosa consiste allora la delusione? Insieme onorevole
  Piro abbiamo lamentato ripetute volte in Commissione Bilancio che
  i  precedenti  Governi  avevano  l'abitudine  di presentare delle
  leggi "omnibus", delle  leggi "diligenza" cui era consentito dare
  l'assalto  nei banchi  della  Commissione  e  poi  dentro  questo
  Parlamento con tonnellate  di  emendamenti  che contenevano norme
  sul pecorino messinese e sulle pesche di Leonforte e quant'altro.
       Oggi il  meccanismo  non  è  mutato,  ecco, ecco dove sta la
  delusione: qual è  la  novità  di novità? Perché se l'elemento di
  novità doveva essere  soltanto  il  nome  Capodicasa,  allora  la
  delusione è totale, non  ci  basta, non abbiamo consentito questo
  solo perché c'era un nome anziché un altro.
       Voi lo  sapevate  prima perché avevate consentito che questo
  metodo si sviluppasse ampiamente  con  Provenzano  e con Drago, e
  allora non vi dovete  lamentare  se  adesso  questo  metodo viene
  continuato  da  questo  Governo,  non  avete  nessun  diritto  di
  lamentarvi.
       Ripeto ancora una volta, se c'è una forza politica che ha il
  diritto qua dentro di alzare la voce su queste tematiche è la mia
  forza  politica, perché  abbiamo  sempre  denunciato in qualsiasi
  momento che  non  era  possibile  presentare  un disegno di legge
  contenente come  questo  delle  norme importanti che riguardano i
  Comuni, che  riguardano  i  lavori socialmente utili, delle norme
  importanti di variazione di  bilancio  e  poi consentire che quel
  disegno di legge diventasse  invece  un  contenitore  in  cui era
  possibile infilare qualunque cosa.
       Questo si sta realizzando  e  si  sta  realizzando anche per
  opera del Governo;  anche  qui  il  Governo  Capodicasa  copia  i
  metodi seguiti dai precedenti Governi.
       Vi  ricordate   le  finanziarie  presentate  dai  precedenti
  Governi? O anche  gli  stessi  bilanci  presentati  dagli  stessi
  Governi?  Non si faceva in  tempo ad analizzare una prima nota di
  variazione che subito ti  arrivava  un pacco di una tonnellata di
  una seconda nota di variazione  e  poi,  non  facevi  in tempo ad
  analizzare la seconda nota  di  variazione che te ne arrivava una
  terza,  cosicché, dentro  la  Commissione  Bilancio,  a  parte  i
  "portatori" che dovevi avere  per  arrivare  sano  e  salvo  alla
  Commissione Bilancio, avevi tre,  quattro  testi  su cui andare a
  vedere che fine aveva fatto l'appostamento di un capitolo.
       Ebbene, qua siamo un'altra  volta  alle  solite.  Ci è stato
  appena consegnato un pacco  di  un  centinaio di emendamenti;  se
  andiamo a dare  un'occhiata  tra  questi  emendamenti,  una prima
  scorsa naturalmente, cosa  scopriamo?  Che  una  buona  parte  di
  questi emendamenti non  sono altro che emendamenti presentati dal
  Governo stesso.
       Poi ve ne sono  tutta  una  serie  presentati  dalla destra.
  Ieri era il pecorino  messinese, oggi è il ritornare alla ribalta
  di una norma di  sanatoria  per  le coste siciliane.  Allora, che
  cosa si vuole fare di questo disegno di legge, chiedo al Governo?
  Qual è l'obiettivo del Governo?
       Se veramente il  Governo  aveva intenzione di presentare una
  serie di norme  secche,  con  obiettivi precisi, che riguardavano
  alcune norme finanziarie, senza  le quali non si poteva procedere
  ulteriormente   nella   fase   di   bilancio   e   nell'esercizio
  provvisorio, doveva limitarsi a fare questo.
       Ma,  nel  momento  in  cui  ha  ceduto  già  in  Commissione
  Bilancio, a questo  metodo  della  contrattazione,  perché di una
  contrattazione si è  trattato,  Onorevole Piro, non altrimenti io
  posso capire come è  finita  dentro  questo  disegno  di legge la
  norma sulle farmacie in quel  modo, perché io ricordo bene che in
  Commissione Bilancio Lei era contrario all'introduzione di questa
  norma nel disegno di legge.
       Ma allora, se  il Governo presenta centinaia di emendamenti,
  l'opposizione ne presenta altri  che spaziano su tutto lo scibile
  umano. Se diamo  un'occhiata  a quegli emendamenti, ci accorgiamo
  che ci sono quattro o cinque disegni di legge.
       Alla fine cosa diventerà questo 840? Diventerà un disegno di
  legge fatto di norme  inderogabili  ed indifferibili così come lo
  aveva definito l'assessore  al  bilancio? O diventerà, ancora una
  volta, l'ennesimo disegno  di legge omnibus, l'ennesima diligenza
  a cui si da l'assalto?
       Questa è la  delusione  profonda  che  sta provocando questo
  Governo.  Certo non ci eravamo illusi, noi sapevamo benissimo che
  quegli elementi inquinanti  che rappresentavano la continuità con
  i precedenti Governi avrebbero pesantemente fatto sentire la loro
  presenza dentro questo Governo.
       Lo si è avvertito  nel dibattito sulle nomine, lo si avverte
  nel dibattito che riguarda la legge-voto, lo si avverte nel clima
  che  si respira dentro  questo  Governo,  costretto  a  ogni  piè
  sospinto  a ricercare mediazioni  sul  filo  del  rasoio  al  suo
  interno;  sappiamo bene che  questo  è  un  Governo  che  ha  una
  debolezza che non attiene  soltanto  ai  numeri  perché  anche 46
  numeri sono sufficienti  per  reggere  un Parlamento, per portare
  avanti un programma, ma  qualora quei 46 numeri fossero coagulati
  attorno ad un programma  cresciuto  insieme  a  quei  46  numeri,
  condiviso, progettato da quei  46  numeri.  Ma  se quei 46 numeri
  rappresentano soltanto una somma algebrica di progetti di società
  diversi, di modi di vedere il mondo diversi, il risultato non può
  essere quello a cui  stiamo  assistendo. Io non proporrò, come in
  un primo momento mi era  sembrato corretto e giusto (lo faccia il
  Governo se crede), di riportare questi emendamenti in Commissione
  Bilancio, data la loro  corposità,  date  le  differenze dei temi
  trattati, perché se ne  faccia un apprezzamento e se ne verifichi
  l'ammissibilità all'interno di  questo  disegno  di legge. Non lo
  propongo, signori del Governo,  e non lo propongo perché ho paura
  che in questo modo  di nuovo, per l'ennesima volta la commissione
  "Bilancio"  diverrà il  luogo  della  contrattazione  in  cui  si
  deciderà con che cosa  infarcire  questo  disegno di legge e cosa
  lasciare fuori.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
  generale.

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        PIRO,  assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,    signori    deputati,    io   desidero   esprimere,
  innanzitutto, il  ringraziamento  a  tutti  i  deputati  che sono
  interventi in  questo  dibattito  per gli elementi di riflessione
  che hanno portato.
       Ogni  discussione  è   sempre   fonte   di   valutazioni   e
  contribuisce ad arricchire gli  stimoli  e gli spunti che possono
  poi tramutarsi in fatti legislativi e operativi concreti.
       Devo  tuttavia esprimere  rammarico  per  il  fatto  che  ho
  accettato - me ne  assumo  pienamente la responsabilità - proprio
  nelle prime ore di  questa  mattina, lo slittamento del dibattito
  che probabilmente, invece,  avrebbe  potuto svolgersi e chiudersi
  già nella nottata,  consentendo  quindi all'Aula di potere andare
  avanti con l'esame di  altri  provvedimenti  e  comunque  con  la
  discussione di altre questioni.
       Ho  avuto  modo  stamattina  di  lamentare  -  chiedo  scusa
  all'onorevole Stancanelli  che  nel frattempo stava intervenendo,
  ma  il  mio   intervento   non   era   originato  dall'intervento
  dell'onorevole Stancanelli - qualche incongruenza tra gli impegni
  che erano stati assunti e poi i comportamenti concreti.
       Mi  auguro  tuttavia   che  questo  sia  stato  soltanto  un
  inevitabile,  piccolo  incidente  di  percorso  e  che  invece  i
  rapporti che si istaurano  in  quest'Aula tra le forze politiche,
  ma  anche  tra  l'Aula   stessa,   il  Governo  e  la  Presidenza
  dell'Assemblea possano sempre essere ispirati al massimo rispetto
  reciproco, non solo,  ma  al  rispetto  delle  determinazioni che
  insieme si concordano e si mettono in campo.
       Devo dire la verità, ad un certo punto del dibattito (che ho
  cercato di seguire in tutti i suoi passaggi, prestando la massima
  attenzione a tutti  gli interventi) ho avuto qualche difficoltà a
  comprendere di cosa stessimo discutendo.
       Più di una volta, infatti,  ed  in  più  di  un intervento è
  stata posta la  questione  dell'assenza  di una linea finanziaria
  del Governo per la formazione del prossimo bilancio.
       Io vorrei dire, intanto, ciò  che  ho  avuto modo di dire in
  sede di commissione "Bilancio",  che  questa non è la finanziaria
  che  è  necessaria  e  che  il  Governo  intende  fare  e  che  è
  imprescindibile comunque in  vista  della formazione del bilancio
  per il 1999 e per il triennio 1999-2000-2001.
       Questa  non  è  la  finanziaria  preordinata  dal  bilancio;
  questo è un disegno di legge che nella intenzione del Governo - e
  credo  di  poter dire  nella  sostanza  e  nella  sua  stragrande
  composizione questo intendimento  ha  fin qui potuto rispettare -
  dicevo, questo è un  disegno  di legge che negli intendimenti del
  Governo è preordinato a realizzare tre obiettivi.
       Il primo è  quello  di  poter intervenire sugli stanziamenti
  del bilancio del 1998,  per  quegli  interventi che si presentano
  con carattere di  indifferibilità, che si muovono nella direzione
  di attivare finanziamenti  che  altrimenti si potrebbero perdere,
  tant'è vero che il governo non ha presentato un'organica proposta
  di  variazione di capitoli  di  bilancio,  anzi,  per  quanto  mi
  riguarda,  ho  proposto  e,  devo  dire  la  verità,  in  maniera
  estremamente convincente e  rapida  l'intera giunta di governo ha
  accettato, di non  presentare organiche proposte di variazione di
  bilancio che in  realtà  alla  fine  dell'anno,  nella stragrande
  parte  dei  casi,  a  null'altro  servivano,  e  anche  adesso  a
  null'altro sarebbero servite,  che  a  precostituire una sorta di
  prelazione sugli stanziamenti  futuri, ma  che  scarsi  risultati
  avrebbero potuto ottenere concretamente.
       A questo filone, cioè agli interventi sul bilancio del 1998,
  appartengono  alcune   proposte.   Quelle   che   si  riferiscono
  innanzitutto all'integrazione del fondo per gli enti locali.
       Le norme proposte  dall'Assessorato  del  lavoro,  che fanno
  riferimento ai lavoratori  che  usufruiscono di un trattamento di
  cassa integrazione, mi  riferisco  ai lavoratori della ex Pirelli
  di Villafranca, della ex  Sotis di Siracusa, per i quali numerose
  sollecitazioni  sono  intervenute,   non   solo   da   parte  dei
  parlamentari ma dalle Istituzioni, dalle Prefetture.
       Un intervento che  riguarda  i  giovani  ex  articolisti per
  riuscire a completare il periodo che va fino alla fine dell'anno;
  una norma che consente,  con  uno stanziamento di 600 milioni, di
  potere attivare un  cofinanziamento  dello  Stato di tre miliardi
  nel settore  degli  interventi  per l'emigrazione; l'integrazione
  dei fondi per la sanità.
       Devo dire che a  me  stupisce che nessuno degli intervenuti,
  compresi coloro che  tra  i  deputati  maggiore  attenzione hanno
  prestato nel passato al tema della sanità, che ha costituito tema
  caldissimo  del   dibattito  dell'Assemblea  regionale  siciliana
  soprattutto  in  occasione  della  formazione  del  bilancio.  Mi
  stupisce che nessun deputato  si  sia  accorto  che  per la prima
  volta  in   questa  legislatura,  onorevole  Pagano,  l'Assemblea
  regionale siciliana si sta  apprestando a dare contezza di natura
  contabile  e  finanziaria  all'intero  obbligo  che  grava  sulla
  Regione siciliana, obbligo fino  a  quando  non  sarà  cambiato -
  possiamo discutere e  personalmente  sono disponibile a sostenere
  tutte le battaglie su questo  fronte,  ma  fino  a  quando è così
  diventa  e  resta un  obbligo  per  la  Regione  siciliana  -  di
  predisporre  gli stanziamenti  previsti  dalla  delibera  CIPE  a
  carico della Regione siciliana.
       Lei ricorderà, perché è stato assessore per la sanità che né
  nel 1996, né nel  1997  per quell'incidente, diciamo, di percorso
  che incontrò il disegno di legge di variazione adottato alla fine
  dell'anno, è stato possibile completare il finanziamento a carico
  della Regione a favore della sanità.
       Quest'anno si provvede  utilizzando uno stanziamento che qui
  viene portato e quanto  è  stato possibile reperire attraverso il
  meccanismo  previsto  dalla legge  n.  5  di  quest'anno  e  cioè
  l'utilizzo dei residui  disponibili  sui  capitoli destinati alle
  spese di amministrazione che portano il totale dello stanziamento
  a favore della sanità  a  66,829  miliardi  che  è esattamente la
  quota residua a  carico  della  Regione, determinata  in  maniera
  ultimativa dalla delibera CIPE di qualche mese fa.
       Vi  sono  poi  alcuni  piccolissimi  interventi:  8  milioni
  necessari per integrare  il  capitolo  della  manutenzione  degli
  immobili  di  proprietà  regionale,  peraltro,  per  definire  un
  contenzioso; i 300 milioni  che riguardano il Parco d'Orleans, ma
  che sono relativi a  completamento di uno stanziamento portato da
  una legge precedente; 900  milioni  che  servono  per un capitolo
  dell'agricoltura per  attivare  il  complesso  del  finanziamento
  necessario che altrimenti  andrebbe in economia ma vanificherebbe
  un intervento che si ritiene importante perché si attivano centri
  di vendita all'ingrosso che  sono importanti in alcune zone della
  Sicilia.
       Vi  è  un   secondo   filone   di  intervento  che  riguarda
  l'esercizio 1999, rispetto al  quale  il  governo  ha ritenuto di
  dovere necessariamente presentare alcune norme indispensabili:  o
  per  consentire  la  prosecuzione  di  interventi  in  corso.  Mi
  riferisco in questo caso ai  fondi  che sono stati reperiti e che
  saranno  utilizzati  per  i   mesi  di  gennaio  e  febbraio  per
  consentire  il  pagamento  dell'indennità  agli  articolisti  che
  altrimenti  per  i  primi  mesi  dell'anno  non  avrebbero  avuto
  finanziamenti  a loro  favore  e  sarebbero  stati  costretti  ad
  interrompere l'attività.
       Una norma, che ha  ricordato l'onorevole Croce e che conosce
  benissimo perché è una norma contenuta in un disegno di legge che
  a suo tempo aveva  predisposto  quando  era  Assessore per i beni
  culturali, che consente la prosecuzione di un intervento in corso
  che  riguarda la  società  mista  con  intervento  regionale  nel
  settore dei beni culturali  e  che  consente  di mantenere aperti
  musei, istituzioni culturali  e  quant'altro nel settore dei beni
  culturali.
       Un piccolissimo intervento  che  riguarda il differimento di
  un limite di impegno, peraltro  di  200  milioni, a  favore degli
  editori librari della nostra Regione.
       Vi sono poi alcune  norme  che  il  Governo  ha  ritenuto di
  dovere presentare in questo  disegno  di  legge perché le ritiene
  indifferibili e necessarie  per  potere  predisporre un esercizio
  provvisorio plausibile e non devastante.
       Indifferibili perché  la  loro  mancata  emanazione potrebbe
  provocare seri  inconvenienti  all'Amministrazione o ai soggetti,
  siano essi imprese  o  soggetti  sociali  che  sono  interessati,
  indispensabili per potere  fare in maniera plausibile l'esercizio
  provvisorio come è il  caso  della norma che qui viene presentata
  relativa al fondo per gli enti locali e non soltanto per i comuni
  ma anche per le provincie.
       Vi è una norma  che  proroga  la possibilità dell'accesso ai
  soggetti  beneficiari  dello  sconto  del  25  per  cento  che  è
  indispensabile perché in  questo  momento  si sta procedendo alla
  vendita  degli  alloggi.  La  mancata  proroga  di  questa  norma
  interromperebbe il flusso di  vendita  che  ad occhio e croce nei
  prossimi mesi porterà nelle casse regionali qualcosa come 40 o 50
  miliardi.
       Così la norma che  consente la proroga della convenzione con
  la SIAI che in questo  momento  è  coperta  dal  punto  di  vista
  amministrativo ma non è  coperta  dal  punto di vista legislativo
  fino al 31 dicembre 1998,  quindi non è una norma per il prossimo
  esercizio.
       La norma che  prevede l'introduzione del quadro sintetico di
  cassa  anche  per  il   1999,  e  quindi  anche  per  l'esercizio
  provvisorio; norma  indispensabile come tutti possono comprendere
  perché avremmo una discrasia  notevole  tra  quanto, con sforzi e
  approssimazioni si è cercato di fare, cioè ricondurre anche sotto
  controllo la questione della  cassa,  che  è diventata sempre più
  importante come chiarirò  ulteriormente più avanti, e il bilancio
  di competenza.
       Senza questa norma avremmo un esercizio provvisorio senza il
  quadro di cassa.
       Così la norma che consente di mantenere impegni a valere sui
  finanziamenti dell'Unione Europea  quando  le relative norme sono
  sottoposte a procedura, le  norme,  che  qui sono state ricordate
  relative ai PIP interregionali ed ai lavori socialmente utili, la
  cui importanza è  stata  già  illustrata addirittura dai deputati
  che sono intervenuti e che  io  non ripeto perché non c'è bisogno
  che aggiunga altro.
       Questo è il quadro delle norme che il Governo ha presentato,
  che ha illustrato, credo  in maniera sufficiente alla Commissione
  bilancio, un quadro,  come si può dedurre, assolutamente rigoroso
  nelle intenzioni  del  Governo,  assolutamente  ascrivibile  alle
  fattispecie di norme indifferibili e necessarie.
       Non abbiamo presentato  norme  di  variazione  a  caso,  non
  abbiamo presentato un  quadro  di  variazioni non plausibile, non
  abbiamo presentato norme,  anzi sotto le osservazioni legittime e
  giuste che anche in  Commissione  finanze  sono  state  mosse, il
  Governo ha ritirato alcune  norme  perché  in  effetti  si è reso
  conto  che  non  avevano  quel  carattere  di  indifferibilità  e
  necessità di cui si è parlato.
       Il dibattito, invece di accentrarsi su questo carattere e su
  queste norme, anche se  devo  dire  che,  con  grande chiarezza e
  onestà intellettuale, da  parte  di  alcuni  degli  intervenuti è
  stato riconosciuto che  sostanzialmente l'intero disegno di legge
  è in relazione a norme  esistenti  e che in questo momento non si
  possono abrogare, pena  conseguenze  molto  gravi,  o addirittura
  riprende,  in  qualche  caso  modificandole  e  in  qualche  caso
  mantenendole, previsioni che  erano contenute in disegni di legge
  che erano già stati  presentati  e che questo Governo ha ritenuto
  utili e plausibili, senza  alcuna  voglia  di mistificare o alcun
  intendimento volto ad appropriarsi  di  norme  che in realtà sono
  utili all'Amministrazione e alla Regione.
       Mi pare che in  Commissione  finanza  questo sia stato detto
  con  grande chiarezza, non  poteva  essere  nascosto  e  non  c'è
  nessuna  intenzione di  nasconderlo.  Anzi  più  volte  ho  fatto
  riferimento al fatto che  queste norme erano state già rivalutate
  in vigenza del precedente Governo.
       Chiarito che non si  tratta  della  legge  finanziaria,  che
  questo Governo non solo intende,  ma che è obbligato a presentare
  immediatamente, alla  riapertura  dell'Assemblea,  subito dopo le
  vacanze, perché  è  assolutamente indispensabile varare una legge
  finanziaria dai contenuti  molto  forti, in alcuni casi contenuti
  duri, per fare fronte  a  quella  che è la situazione finanziaria
  della Regione che, non  devo scoprirlo io, è una situazione molto
  seria.
       Non  sono abituato  a  promettere  lacrime  e  sangue,  sono
  piuttosto abituato, onorevole Stancanelli, a dire la verità. E la
  verità oggi impone di dire  che siano di fronte ad una situazione
  estremamente grave, estremamente  seria,  a dinamiche che, se non
  vengono  disinnescate, non   consentiranno,   già  a  partire  da
  quest'anno di potere  fare  bilanci plausibili in questa Regione.
  Bisogna disinnescare alcune dinamiche.
       Io, rinviando - e non voglio smentire me stesso - al momento
  in cui discuteremo approfonditamente non era questo il tempo, non
  ci sarebbe stata  la  possibilità  di  presentare una finanziaria
  veramente seria che tenesse conto della finanziaria nazionale che
  è stata approvata soltanto  l'altro  ieri e in cui sono contenute
  norme di carattere generale  che  hanno  una ricaduta immediata e
  coercitiva, quale quella  relativa  al  patto  di  stabilità, che
  obbligherà  anche  la  Regione  siciliana  ad  introdurre  alcuni
  meccanismi quali quelli  relativi  al  contenimento  della spesa,
  quali quelli relativi  alla  riduzione della spesa in percentuale
  al PIL, quali  quelli relativi alla riduzione dell'indebitamento,
  anche quello in rapporto al  PIL, di  cui  in  questa  Regione in
  maniera veramente coercitiva non si  è mai tenuto conto, ma che a
  partire  di   quest'anno,   dopo   l'approvazione   della   legge
  finanziaria nazionale, diventerà obbligatorio.
       E consentiteci di avere  il  tempo  di  potere  valutare  la
  portata  di  queste   norme,  di  poterle  portare  nella  nostra
  legislazione  e  di poter  adeguare  ad  esse  la  previsione  di
  bilancio.  Vi do un solo dato: il bilancio di cassa della Regione
  per l'anno 1998, così  come  definito dal precedente Governo è di
  20.824 miliardi.
       Il bilancio di  competenza  di questo bilancio come definito
  dal  precedente  Governo  di  20.824  miliardi.  Il  bilancio  di
  competenza  di  questo  bilancio  come  definito  dal  precedente
  Governo è di 25.847  miliardi,  c'è una differenza tra la cassa e
  la competenza di 5 mila miliardi e per il 1999, fermo restando la
  precedente norma  di  stabilità che si è ulteriormente inasprita,
  adesso resta fermo  il  limite  del  bilancio  di  cassa,  quindi
  20.800, ma  dovremo  restringerlo  ulteriormente;  il bilancio di
  competenza presentato dal precedente Governo prevede spese per 24
  mila miliardi.
       Se sommate le due competenze  e  detraete  la  cassa  avrete
  quale sarebbe lo sbilancio della Regione  a fine anno 1999 se noi
  non faremo una finanziaria durissima e non porteremo le dinamiche
  interne  al  bilancio  della   Regione  dentro  una  capacità  di
  controllo dei propri meccanismi.
       Quindi non c'è nessuna intenzione  di  sfuggire, anzi  si ha
  l'assoluta  consapevolezza  della  gravità,  non  solo, ma  della
  profondità  dei problemi che abbiamo  di  fronte  e  proprio  per
  questo non abbiamo voluto  presentare  norme  a casaccio. Avremmo
  potuto infiorettare,  per  essere chiari, questo disegno di legge
  di norme per  l'occhio,  per fare vedere che stavamo attuando una
  politica di restringimento.
       Qui  le  questioni sono  molto  più  serie,  attengono  alla
  entrata  della  Regione,  al   rapporto   con   lo  Stato,  nella
  finanziaria sono state inserite  alcune  norme  che ci riguardano
  direttamente,  come  quella   relativa   alla   definizione   del
  contenzioso, come quella relativa  alla possibilità della Regione
  di non dovere rimborsare  essa ai cittadini siciliani l'eurotassa
  e  anche  altre  tasse.
       Io ascrivo alla iniziativa di questo Governo, in parte anche
  al  precedente  Governo  che  questi  problemi  aveva  sollevato,
  all'onore del vero, all'iniziativa di questo Governo e anche alla
  sensibilità del  Governo  nazionale,  in parte, ma ancor più alla
  sensibilità   dei   parlamentari   siciliani   perché   questo  è
  verificabile  dai  resoconti stenografici soprattutto del Senato,
  il fatto che è stato possibile ottenere alcuni risultati.
       Certo, non  sono  risultati che risolvono i nostri problemi,
  ma che indicano  una  tendenza positiva, cioè la riapertura di un
  confronto fatto di  cose  concrete e di una dinamica positiva per
  la nostra Regine  che io mi auguro possa essere il preludio ad un
  confronto   con   lo  Stato,  assolutamente  indispensabile,  che
  riaffermi la  piena  e totale dignità, validità e autonomia dello
  Statuto e della  Regione,  ma che porti a definire norme nuove in
  materia di  norme  di  attuazione  sulle  entrate  in  materia di
  definizione del  contenzioso  Stato  e  Regione,  in  materia  di
  risorse che effettivamente sono destinate alla Regione siciliana.
       Detto questo dunque sulla  finanziaria, sul fatto che questo
  Governo intende presentare una legge  di  riforma  non solo della
  contabilità ma del modo stesso in  cui  viene  pensato e fatto il
  bilancio e delle relative norme  di  spesa,  detto  anche che nei
  pochi giorni in cui ha  potuto  operare questo Governo tuttavia è
  riuscito a portare in porto alcune iniziative che per vari motivi
  si  erano arenate sotto gli  altri  Governi,  mi  riferisco  allo
  scioglimento degli enti. Il  Presidente  Provenzano stamattina ha
  detto non mettiamo tanta enfasi sullo scioglimento degli enti, io
  non so se è il caso  di  porre  molta  enfasi  sullo scioglimento
  degli enti, so però di  avere  ascoltato infinite volte lo stesso
  Presidente  Provenzano quando era  Presidente  della  Regione  ma
  anche da deputato attribuire  alla  questione  dello scioglimento
  degli  enti un carattere  definitivo  sulla  capacità  di  questa
  Regione di sapere risorgere dal baratro in cui era precipitato.
       Non siamo noi che abbiamo  messo  enfasi,  è stato il centro
  destra che ha messo enfasi  su  questo  scioglimento  degli enti,
  giudico paradossale che dopo  essere  riusciti comunque a portare
  in Aula questo disegno di  legge,  questo  disegno  di  legge sia
  stato così duramente contrastato e adesso venga disconosciuto.
       Lo  giudico paradossale uno degli  effetti  di  un  modo  di
  intendere la politica che personalmente non condivido.
       L'onorevole Pagano ha ritenuto  di  dovere  attribuire  alla
  responsabilità addirittura culturale,  della  sinistra, di questo
  Governo  che  ne  è  espressione  questo  disegno  di  legge,  si
  tranquillizzi onorevole pagano, questo  disegno  di  legge  se mi
  permette ma non dovrei usare questo termine, ma lo uso, purtroppo
  per i tempi  in  cui  si  è collocato, per i quali nessun Governo
  avrebbe potuto fare a meno, comunque, di presentare queste norme,
  se appartiene tutto a un altro tipo di impostazione, che è quella
  del precedente Governo a cui pochi correttivi, in verità, è stato
  possibile  portare   in   questi  giorni,  ma  uno  di  questi  è
  fondamentale,   l'approvazione   finalmente   nel   documento  di
  programmazione  economica-finanziaria  effettuata dalla Giunta di
  Governo  la scorsa settimana, documento indispensabile per potere
  attivare la  concertazione  istituzionale  con lo Stato e con gli
  altri enti  che  diventa,  comunque,  punto  di riferimento delle
  strategie di  carattere economico e relativo allo sviluppo che in
  questa Regione gli  enti  pubblici  e  prima fra tutti la Regione
  intende portare avanti.
       Si  è  parlato  del limite di indebitamento.  Il  limite  di
  indebitamento è un limite di indebitamento  fittizio,  perchè per
  quanto ci riguarda, per quanto mi  riguarda  personalmente, anche
  il limite di indebitamento di 2.330 miliardi  è  eccessivo  nella
  situazione  che  si  è  determinata  per  la   Regione,  sarà  la
  finanziaria, comunque, a definire questo tema.
       Si  è  molto  insistito,  e  vado a  concludere,  in  alcuni
  interventi sul carattere devastante addirittura  qualcuno  lo  ha
  definito dell'incremento di 64 miliardi che viene  dato  al fondo
  relativo ai trasferimenti per i comuni da parte di alcuni, perchè
  da  parte di altri ho ascoltato invece  interventi  puntuali,  mi
  riferisco   all'intervento  dell'onorevole   Briguglio   che   ha
  sottolineato come noi non possiamo in nessun  modo  ripetere  nei
  confronti degli Enti locali che costituiscono  la  spina dorsale,
  l'ossatura  fondamentale della istituzione,  del  territorio  dei
  cittadini siciliani, non possiamo ripetere lo stesso meccanismo a
  strangolamento che lo Stato ha messo in  atto nei confronti degli
  Enti  locali a sua volta, ma nei  confronti,  soprattutto,  della
  Regione siciliana.
       Io  su  questo punto voglio essere chiaro,  il  Governo  non
  intende nascondersi, il Governo, invece, rivendica l'impostazione
  relativa al fatto che vogliamo aprire nei  confronti  degli  Enti
  locali  una  stagione  nuova, perchè noi  consideriamo  gli  enti
  locali in un quadro che una volta abbiamo definito di federalismo
  interno  istituzione  ad  alta dignità,  istituzioni  che  devono
  essere  messe  in  grado  di  potere   disporre   delle   risorse
  necessarie, istituzioni verso le quali la  Regione  deve  operare
  innanzitutto  attraverso una modifica  della  composizione  della
  struttura stessa della Regione, che deve passare  dai  compiti di
  gestione soverchianti, costosi e spesso  inutili,  utili soltanto
  al  mantenimento  di  un  consenso  sociale   captato   in   modo
  assolutamente erroneo e passare, invece, a  un  trasferimento  di
  quante più funzioni di gestione possibile verso  gli enti locali,
  per far questo, è necessario però rivedere non  solo le norme, ma
  disegnare un percorso complessivo, su un modello, anche se io non
  sono per replicare esattamente i modelli, di  quello  che  stanno
  tentando di fare le "Bassanini" nel resto del Paese.
       Io mi stupisco del fatto che si  contesti che questo Governo
  intende definire nei confronti degli enti locali non una politica
  di  trasferimento  di  risorse indiscriminate,  una  politica  di
  trasferimento  di  risorse certe, questo stava  anche  nel  lungo
  dibattito,  che  per  certi  versi  è  stato   proficuo   che  ha
  accompagnato  la  legge  6,  quando  si  passò   dal  sistema  di
  trasferimenti  legata  a  funzioni  parcellizzate   e  a  vincoli
  assurdi, ad un sistema di trasferimento col  fondo  unico, questo
  c'era di profondamente valido e devo dire  condiviso,  visto  che
  poi la proposta venne addirittura dal  Governo  Provenzano,  cioè
  mettere a disposizione degli Enti locali risorse  poche  o  molte
  che siano, ma risorse certe non vincolate  a  decisioni  di spesa
  della  Regione,  ma  destinate  a  finanziare  l'autonomia  e  la
  capacità di autodeterminazione degli enti locali.
       I signori deputati troveranno poi già nel  disegno di legge,
  ma  ancor  più  attraverso  un  emendamento  che  il  Governo  ha
  presentato che il Governo intende dare risposta  positiva  ad una
  esigenza che, soprattutto, è stata  rappresentata quella relativa
  allo  stato  di  enorme  difficoltà dei  piccoli  comuni.  Questo
  provvedimento è destinato nella sua grande parte  a  finanziare i
  piccoli comuni,  la cui situazione in moltissimi casi è veramente
  drammatica e che noi non possiamo non prendere in considerazione.
       Ecco, signori deputati, questa é stata l'impostazione che il
  governo  ha  seguito  nel  presentare questo disegno di legge. Un
  disegno  di  legge  che  ha  una  portata  limitata  che non é la
  finanziaria  preordinata  al  bilancio,  che  contiene solo norme
  indifferibili  e  necessarie  che comunque cercano di assecondare
  delle  logiche  che  stanno  nella  politica  e nell'impostazione
  programmatica   che   questo   governo   intende  seguire  e  che
  personalmente, l'assessore al bilancio, io ringrazio tutti coloro
  che  sono  intervenuti, che mi hanno criticato ovviamente, ma che
  mi   hanno  anche  rivolto  qualche  felicitazione  di  carattere
  personale.
       Gradirei di più. Se anziché intervenire in Aula, rilanciando
  su  questo  assessore  e  su  questo governo, temi critici quando
  questo  assessore,  in  commissione  bilancio,  pone  con  grande
  chiarezza  le  questioni  come sono state poste ieri sera, che da
  parte  di  alcuni  degli  intervenuti  questa  sera,  nelle  sedi
  appropriati   ci   fossero    comportamenti    ed   atteggiamenti
  conseguenti.
       Io ho dovuto registrare, invece,  che  ieri  sera, di fronte
  alle  questione  poste  con grande  serietà  e  grande  fermezza,
  l'assessore  al  bilancio,  molti  componenti  della  commissione
  bilancio, molti, compreso il  presidente Provenzano hanno assunto
  invece  una  linea  di comportamento  tendente  a  trascurare  le
  questione che l'assessore al bilancio  ha  posto,  tranne  venire
  qui, poi, stamattina oppure stasera,  come  l'onorevole Cimino, a
  proporre linee di grande severità e di grande critica.
       Io  mi  sforzerò, signori deputati,  di  fare  seguire  alle
  enunciazioni  i  comportamenti.  Accetterò  pienamente  tutte  le
  critiche che potranno essere poste,  però  la  situazione  é così
  difficile,  così  seria  che  io   rivolgo  un  invito  a  tutti,
  maggioranza in primo luogo, ma  opposizione anche, di contribuire
  ognuno  per  la  sua  parte e con  la  sua  impostazione,  ma  di
  contribuire  tutti  a stabilire una  linea  di  rigore  effettivo
  perché   solo così questa Regione  potrà  salvarsi  dal  disastro
  presso  la  quale  sembra,   a   questo   punto,  inevitabilmente
  destinata.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  si  passa  alla  discussione
  degli  ordini del giorno presentati.  In  parte  gli  ordini  del
  giorno sono stati accorpati,  trattandosi  di  materia  similare.
  Sono gli ordini del giorno n. 268, n. 270  e  n.  274. Il primo a
  firma dell'onorevole Pisciotta, il secondo a firma dell'onorevole
  Fleres, il  terzo  a  firma  degli  onorevoli  Vella,  Forgione e
  Liotta.

     ODDO. Sull'ordine  del  giorno  numero  274  c'é  anche la mia
  firma.

     PRESIDENTE. Sull'ordine  del  giorno  numero 274 c'é la firma,
  per la  storia, degli onorevoli Adragna, Oddo, Zangara e Pezzino.
  L'Assemblea ne prende atto.

     SILVESTRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Lei  non  può intervenire per illustrare l'ordine
  del giorno perché  lo stesso ordine del giorno é stato presentato
  dopo la chiusura della discussione generale, però può intervenire
  sugli ordini del giorno per cinque minuti, non per illustrare.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà  di parlare sugli ordini del giorno in
  discussione unificata.

     ZANNA.  Signor  presidente,  anch'io   per   la   storia,  non
  sottoscrivo  questi emendamenti, ma  li  condivido  perché  nella
  passata seduta del parlamento,  sullo  stesso argomento sollevato
  dagli onorevoli Pisciotta, Vella,  Forgione  e Liotta, quest'Aula
  si  é già determinata approvando  un  altro  ordine  del  giorno,
  uguale, sullo stesso argomento all'unanimità,  presentato da me e
  dal mio gruppo  e  approvato da quest'Aula. Nulla toglie al fatto
  di rivotare  un ordine del giorno similare sullo stesso argomento
  però, per la storia, volevo ricordare questo passaggio.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vella.
       Ne ha facoltà.

     VELLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi io ritengo che
  questo tema dei trasporti sia arrivato ad un punto cruciale della
  situazione siciliana.
       E'  di  oggi  la  notizia  che  gli  operai  alle dipendenze
  dell'Alitalia   nello  scalo  di  Lampedusa  hanno  occupato  gli
  impianti poichè inopinatamente l'Alitalia ha ritenuto di tagliare
  completamente il volo di collegamento.
       Ora,  questo  tocca il nodo centrale che riguarda la regione
  siciliana  e  la  capacità  di  un Governo come quello del centro
  sinistra  di  adoperarsi affinchè la Sicilia non venga fortemente
  penalizzata.
       Noi  riteniamo  che  questa  è  la  risultante  anche di una
  profonda  incapacità  ed una profonda assenza di una politica sui
  trasporti  che   orbita   semplicemente  su  mega  progetti,  che
  riguardano  solo  esclusivamente la realizzazione, se e in quanto
  si  andrà  a  realizzare il ponte sullo stretto, ma non tocca nel
  vivo  le  problematiche  generali  che riguardano il collegamento
  della Sicilia.
       Allora,   noi   pensiamo  che  proprio  da  questo problema,
  riguardante  il  collegamento delle isole minori, deve venire una
  forte  volontà del Governo di alzare la voce, alzare il tono dell
  'impegno  dell'azione  politica.  Noi pensiamo che al di là della
  semplice per cosi dire "declamazione", dei semplici impegni segua
  una concreta azione politica.
       Innanzitutto  questo  governo  regionale ci faccia capire se
  intenda  segnare un passo serio e decisivo sul tema dei trasporti
  e  se  intenda  perseguire  la logica, diciamo così, fumosa della
  politica  dei trasporti che il governo ed il centro sinistra sino
  ad oggi (sempre che l'abbia fatto) ha perseguito e se non intenda
  invece  caratterizzarsi  proprio  con  una  variante  capacità di
  progettualità.  Quindi,  è  bene  che si attivi un tavolo serio e
  alto  del confronto con lo Stato italiano a partire proprio dalla
  soluzione  del  problema che riguarda il collegamento aereo delle
  isole minori e nello specifico di Lampedusa.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mele.
       Ne ha facoltà.

     MELE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi ancora una volta
  discutiamo  del problema dei trasporti in Sicilia e questi ordini
  del  giorno  danno  la  possibilità di riportare al nuovo governo
  della  regione  siciliana  un  problema  annoso  che  riguarda il
  territorio  siciliano  e  che  riguarda  la  messa  in  moto  "di
  potenzialità  e  di  linfa  vitale" presente nel territorio della
  regione siciliana.
       La  verità è, come diceva il collega Vella prima, che ancora
  la  regione  siciliana  non  ha  adottato  un piano regionale dei
  trasporti.  E l'altra verità drammatica che lo Stato italiano sta
  adottando  un piano nazionale dei trasporti dove la Sicilia viene
  totalmente tagliata fuori e dimenticata.
       L'altra grande verità è, signor Presidente, che la compagnia
  di bandiera Alitalia, e questo mi dispiace dirlo ma il precedente
  governo  non ha fatto nulla, ha aumentato le tariffe aeree per il
  meridione   del  quattro  per  cento  -  e  questi  sono  dati  -
  dimenticando anzi, nel contempo, diminuendo del due per cento per
  esempio  i  voli su Milano - Roma - Milano aumentando del quattro
  per  cento i voli Roma - Palermo - Roma - Catania, su questa cosa
  gravissima  non  si  è  levata alcuna voce del precedente Governo
  regionale.
       E  allora  io  chiedo  e  spero  e  mi  auguro che l'attuale
  Governo,  che  il Presidente della Regione, per altro ricordo che
  la  Sicilia  è evidentemente una realtà col più alto coefficiente
  di  insularità tra le regioni italiane, essendo appunto un'isola,
  e  evidentemente  lo strumento aereo, il trasporto aereo è uno di
  quelli  che  garantisce  meglio di altri un collegamento facile e
  stabile.
       Quest'altra  cosa  gravissima  che  la compagnia di bandiera
  dello  Stato  italiano  ha  tagliato  i ponti con alcune isole, e
  allora  io  chiedo  al  Governo:  ma  la compagnia di bandiera ha
  tagliato  i  ponti  e  c'è  stato  un  accordo silenzioso perchè,
  probabilmente,  qualche altra compagnia assicura i voli aerei per
  queste isole?
       Non è possibile che l'Alitalia lascia porzioni di territorio
  dello Stato italiano totalmente scoperti.
       Allora vorremmo capire se c'è un accordo con altre compagnie
  di  bandiera  e  la  Regione  siciliana in che dimensione si pone
  rispetto  ad  altre  compagnie, se ce ne sono, vorremmo capire se
  questo  Governo  ha  intenzione,  il  Presidente  della  Regione,
  l'Assessore  al Turismo, che devo dire noto con grande piacere si
  sta  attivando  sulla  materia  dei  trasporti cosa che era stata
  totalmente dimenticata dal precedente Governo, vorremmo capire in
  che  termini  ci  attiviamo  presso lo Stato italiano e presso la
  compagnia  di  bandiera  Alitalia  affinchè  ancora una volta non
  rimaniamo veramente il sud del mondo.  Grazie.

     CIMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO.  Onorevole  Presidente dell'Assemblea, condividendo in
  pieno  l'ordine  del giorno dell'onorevole Pisciotta voglio porre
  all'attenzione  dell'Assemblea  i  notevoli  problemi  che stanno
  vivendo  le  Isole  minori  in particolare Trapani, Pantelleria e
  Lampedusa.
       Lampedusa, realmente, con  il  collegamento aereo riusciva a
  garantire  un  collegamento  con  la  Sicilia  e con il resto del
  Paese,   volendo   continuare  questo  tipo  di  repressione  nei
  confronti  dell'Isola  di  Lampedusa  non  si  penalizza  solo ed
  esclusivamente  il turismo, ma si rischia di penalizzare anche il
  vivere civile.
       Ed   inoltre,  onorevole  Presidente, voglio  segnalare  una
  problematica  attinente all'apertura del nuovo scalo aeroportuale
  di  Malpensa.
       Per   i   siciliani   è  diventato  impossibile  riuscire  a
  raggiungere  Milano  perché i voli sono stati tutti dirottati per
  l'aeroporto  di Malpensa e non più per Linate, da Malpensa per il
  centro  di  Milano  ci  vuole  circa  un'ora  di  taxi  e  con il
  bus-navetta ci si impiega un'ora e trenta minuti.
       Onorevole  Presidente,  considerato che ormai i collegamenti
  siciliani  con  Milano,  ma anche con Roma, rappresentano momenti
  determinanti, non solo per l'occupazione e per il lavoro, ma vedi
  caso,  anche  molte volte per i cosiddetti viaggi della speranza,
  quindi per situazioni veramente delicate e di grande sensibilità,
  sono  convinto che l'attuale Governo debba porre, come condizione
  necessaria per il continuare i civili rapporti, un serio progetto
  di  rilancio dei collegamenti della nostra Sicilia, quindi sia di
  Palermo  e Catania, con l'aeroporto di Milano-Linate.
       Continuare  per  questa strada non è più percorribile perché
  sia  le  tariffe  aeree,  ma  anche  i  collegamenti  ormai  sono
  veramente diventati impossibile ed una proposta può essere quella
  di  garantire  almeno le condizioni di urgenza, le condizioni per
  la  gente  che  si  trova  in situazioni di salute delicata, deve
  andare  a  Milano  per curarsi, è impensabile che ancora oggi per
  Palermo  o  per  Catania  si  garantiscano  solamente  i  voli su
  Malpensa e non più per Linate rispetto alle altre Regioni.
       Questo   è  un  chiaro  segnale  di  come l'Alitalia  voglia
  penalizzare  sia  la  Sicilia,  ma  anche  i siciliani che devono
  usufruire di questo servizio.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Cimino.  Onorevoli colleghi, si
  pongono in votazione gli ordini del giorno. Iniziamo  dal  n. 268
  "Interventi per il miglioramento del servizio  di trasporto aereo
  regionale" a firma dell'onorevole Pisciotta.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     LO MONTE , assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     TURANO. Chiedo di apporre la firma.

     PRESIDENTE.  In  fase di votazione l'onorevole Turano comunica
  che intende  apporre  la  sua  firma.  Non sorgendo osservazioni,
  l'Assemblea ne prende atto.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

       Pongo in  votazione  l'ordine  del giorno n. 270 "Interventi
  per la  differenziazione  del prezzo della benzina in Sicilia", a
  firma dell'onorevole Fleres.  Il parere del Governo?

     LO   MONTE ,   assessore per i lavori pubblici.   Lo  possiamo
  accogliere come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'ordine  del  giorno  è accolto dal Governo come
  raccomandazione. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'ordine del giorno  n.  274  "Interventi
  urgenti al fine di impedire la sospensione dei collegamenti aerei
  con le isole di Lampedusa e Pantelleria", a firma degli onorevoli
  Vella, Forgione e Liotta. Il parere del Governo?

     LO MONTE , assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si passa  alla  votazione  dell'ordine  del  giorno  n.  260
  "Iniziative  per il ripristino dell'operazione 'Vespri siciliani'
  nel territorio  dell'Isola",  a  firma degli onorevoli Granata ed
  altri.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.   Signor   Presidente,  avrei  preferito  che  fosse
  presente anche l'Onorevole Granata...

     GRANATA. Sono presente.

     FORGIONE. ...perchè  il Presidente della Commissione Regionale
  Antimafia ha chiesto  anche  a  me  di apporre la firma su questo
  ordine   del   giorno.   Io   non  l'ho  apposta,  nonostante  il
  Procuratore  della  Repubblica  Caselli  sia  d'accordo e l'abbia
  sollecitata  e  ne  abbiamo  discusso  varie  volte con lo stesso
  Procuratore  Caselli  e  la  mia  parte politica alla Camera si è
  astenuta  sulla  proroga  dell'operazione 'Vespri siciliani'.
       Io credo che non possiamo essere sospettati  in quest'Aula e
  nella società siciliana e nazionale di essere  una forza politica
  non impegnata sul terreno della lotta alla  mafia,  anzi  abbiamo
  fatto del legame tra le questioni sociali e la  lotta  alla mafia
  un punto di identità del nostro Partito.
       Noi  crediamo,  però,  che c'è bisogno  di  una  discussione
  serena  su  tutta  la  strumentazione antimafia e  su  come  oggi
  l'azione dello Stato deve essere elevata ad un livello superiore,
  proprio perchè non siamo più di fronte - se mai lo  siamo stati -
  ad una emergenza, l'emergenza mafia per intenderci, così e con la
  tensione  emotiva,  come  l'abbiamo vissuta dopo  la  fase  delle
  stragi del '92, di quelle sul territorio nazionale  del  '93.  Ma
  ormai la mafia è un fattore strutturale di questa  modernità e di
  questa struttura economica e sociale e per  questo  noi  crediamo
  che  la  risposta  non  possa  essere  solo   militare,   ma   di
  strumentazione   complessiva   dell'azione   dello    Stato,   di
  trasparenza  della  pubblica amministrazione, di dotazione  e  di
  adeguamento anche degli strumenti per l'azione  giudiziaria e per
  l'azione   repressiva   e   tutto  questo   riducibile   soltanto
  all'operazione  'Vespri  siciliani'  ci  sembra   riduttivo.
       Noi avvertiamo bene, onorevole Presidente, l'esigenza  di un
  forte controllo del territorio da parte dello  Stato  e  sappiamo
  che,  in  intere  aree  di  questa  Regione,   il   territorio  è
  controllato esclusivamente dalle organizzazioni  criminali, però,
  intendiamoci,   noi   dobbiamo   riportare   tutto   al   dettato
  costituzionale e le funzioni di vigilanza e di  ordine pubblico -
  l'Onorevole avvocato Tricoli mi correggerà -  per questa funzione
  la Costituzione prevede l'impiego delle forze di  polizia  e  non
  dell'esercito. E potremmo anche discutere, al di  là  del  valore
  simbolico di quel presidio, di quella garitta, di quei soldati in
  quella   postazione   a   rischio,   potremmo   anche   discutere
  dell'efficacia  reale  di  quella  funzione.
       Noi crediamo che bisogna arrivare ad un momento di normalità
  nell'azione di contrasto alla lotta alla mafia e,  fatemi dire, è
  un pò ipocrita anche che chi firma con tanta  facilità la proroga
  dell'operazione  'Vespri siciliani' faccia  l'ostruzionismo  alla
  Camera ed al Senato sulla legislazione che deve essere adeguata e
  modificata, soprattutto per quanto riguarda la collaborazione, le
  testimonianze, l'antiracket e l'antiusura, ne discuteremo  tra un
  momento.
       E' per questi motivi che io ritengo che non  sia sminuita la
  funzione  che  prima  vedeva  impegnato  l'esercito  nel  compito
  prezioso  che stanno svolgendo perchè gli  obiettivi  a  rischio,
  sappiamo di  cosa  discutiamo,  non  sono  lasciati  ormai  senza
  tutela.  La  tutela  è  garantita  da  carabinieri e polizia,cioè
  dagli  organi   preposti   costituzionalmente.   Non  è  che  gli
  obiettivi  a   rischio  che  prima  erano  vigilati  dalle  forze
  dell'esercito oggi, di  colpo,  non  sono più vigilati.  Le forze
  dell'esercito sono  state  sostituite  da  carabinieri e polizia,
  così  come  dice  il  dettato  costituzionale.  Ecco,  credo  che
  purtroppo dovremo  abituarci  ad  una  normalità  nell'azione  di
  contrasto alla mafia,  perché  la  mafia è un fattore organico di
  questa  modernità   del   Mezzogiorno  ed  è  anche  un  fattore,
  purtroppo, organico di  questo modello di sviluppo.  E allora ben
  altre  sono  le   ragioni   e  le  strumentazioni  per  le  quali
  bisognerebbe impegnarsi anche  con  un dibattito e con un appello
  di questo Parlamento  al  Governo nazionale rispetto a quella che
  qui viene proposta.  Io,  però,  non  la  contrasto,  ne colgo il
  significato.  Colgo il significato della presenza dello Stato, di
  uno Stato che in  Sicilia non è che sia stato assente, per cui al
  medesimo Stato assente  si è sostituito il potere antistato delle
  organizzazioni criminali.  No   Lo  Stato - e concludo - spesso è
  stato parte di quel sistema criminale, attraverso i suoi uomini e
  attraverso le sue  istituzioni  spesso  si è presentato in questa
  Regione e nel  Mezzogiorno  come un vero e proprio Stato mafioso.
  Per questi  motivi,  onorevoli  colleghi,  pur  condividendone lo
  spirito, cioè la  presenza  dello Stato, il rilancio di un'azione
  antimafia, un segnale forte che non si abbandona alla prima linea
  da parte  delle  istituzioni,  soprattutto per quanto riguarda il
  controllo del territorio,  non  ho  apposto  la  mia  firma  e mi
  asterrò, assieme al mio gruppo, su questo ordine del giorno.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a me
  capita  spesso  di  cantare fuori dal coro, ma stavolta penso che
  siano  gli  altri  a  farlo.  Intanto voglio ricordare che questo
  provvedimento,   quello   della   fine   dell'operazione  'Vespri
  siciliani',  è  stato adottato da un ministro dell'Interno che si
  chiama  Giorgio Napolitano, persona certamente rispettabilissima,
  anzi,  più che rispettabile, che non avrà adottato a cuor leggero
  queste iniziative, confermate, mi pare, dall'attuale Governo...

     BRIGUGLIO. Comunista della prima ora

     DI   MARTINO . ....comunista  della  prima  ora,  ma  Ministro
  dell'Interno;  quindi,  non  credo che ci possano essere sospetti
  di  alcun tipo sull'azione. Io concordo con l'onorevole Forgione,
  tenendo  conto  delle  finalità che si vogliono perseguire, però,
  qui,  signor  Presidente, bisogna distinguere la propaganda dalla
  vera,  reale  lotta  alla  mafia. L'apparizione non ci interessa;
  apparire con gli elmetti, i militari, con il fucile per le strade
  non  interessa  assolutamente.  Avrei  preferito,  invece, che la
  Commissione  regionale  antimafia  avesse  sollecitato il Governo
  nazionale  a  portare  avanti un'azione di 'intelligence'.  Oggi,
  onorevole  Granata,  i  punti  sensibili  sono  degnamente e bene
  salvaguardati  dalla  presenza  dei  carabinieri, della polizia e
  della   guardia  di  finanza  che  hanno  certamente  una  grande
  professionalità.  Il  giovane  con 40 giorni di addestramento non
  può  avere  questa  professionalità nell'affrontare la lotta alla
  mafia.  Quindi  avrei  preferito  che  si  portasse avanti questa
  iniziativa   per   portare,   appunto,   più  a  fondo,  con  più
  determinazione  la lotta alla mafia attraverso la lotta contro il
  riciclaggio,  con la confisca del denaro sporco. Questa è la cosa
  più  intelligente da fare  Lì si va a colpire la mafia in maniera
  determinante  Quindi, poiché penso che ci sia stata una posizione
  chiara  del  Governo  nazionale,  poiché  il Governo regionale in
  materia  di  ordine  pubblico  -  anche se per fortuna non ha mai
  avuto il comando delle forze di polizia ( ed è una fortuna per il
  popolo  siciliano)  penso  che non possa a cuor leggero dire si o
  no.  Per quanto mi riguarda io mi asterrò, però il governo non si
  può  astenere.  Il governo può accettare l'ordine del giorno come
  raccomandazione   per   approfondire,   unitamente   al   governo
  nazionale,  quelle  che sono le soluzioni più idonee per la lotta
  alla mafia in Sicilia.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente,  comunico che desidero apporre la
  mia  firma all'ordine del giorno in questione e desidero spiegare
  perché  lo condivido.  Sta avvenendo in Sicilia in questo periodo
  un fenomeno che io considero estremamente pericoloso non soltanto
  perché  determina  una  smobilitazione dello Stato all'interno di
  questa Regione, che certamente qualche problema ce l'ha, ma anche
  perché  indebolisce  le difese e non soltanto relative all'ordine
  pubblico ma anche relative alla protezione civile.
       Qualche settimana addietro questo Parlamento ha approvato un
  ordine  del  giorno  riguardante il mantenimento in Sicilia delle
  basi di elicotteri dell'esercito che sono di stanza a Catania per
  le quali è stato richiesto il trasferimento in altra regione, pur
  sapendo  che  queste  basi  servono soprattutto per interventi di
  protezione  civile,  soprattutto in caso di incendio, soprattutto
  per il trasporto degli ammalati gravi, eccetera.
       Da  qualche  tempo  è  stato  decisa la fine dell'operazione
  "Vespri   siciliani"  e  anche  in  questo  senso  si  svuota  il
  territorio  di  un controllo che certamente ha valore preventivo,
  come  è  giusto  che  sia  il  controllo  da  parte  dello Stato.
  Desidero, in particolare, richiamare un passaggio dell'intervento
  dell'onorevole Forgione perché, senza ovviamente volerlo caricare
  di  alcuna  valenza  offensiva,  il suo ragionamento sull'attuale
  condizione di sorveglianza degli obiettivi a rischio non porta ad
  attaccare  la  mafia,  la  criminalità, l'evasione fiscale, porta
  invece  ad  aiutarla  e a sostenerla. Mi spiego meglio, onorevole
  Forgione...

     FORGIONE. Spiegati davvero molto meglio.

     FLERES.  ...   perché  in  questo  momento  quegli  obiettivi,
  onorevole Forgione,  sono  affidati  al controllo di carabinieri,
  poliziotti  e   finanzieri  che  vengono  distolti  dal  servizio
  ordinario  che   potrebbero  compiere  per  colpire  gli  evasori
  fiscali, i  criminali  ordinari  e  organizzati,  che  potrebbero
  colpire la  mafia, che potrebbero partecipare alle indagini, alle
  investigazioni, alle operazioni di ordine pubblico e invece fanno
  un  servizio  di sorveglianza, per carità, importante, tant'è che
  noi  sosteniamo la necessità che venga continuato, ma sicuramente
  deprofessionalizzato   e   deprofessionalizzante   rispetto  alle
  funzioni  che questi tutori dell'ordine possono invece esercitare
  con  ben  altra  forma  e  con ben altra sostanza, se applicate a
  funzioni diverse.
    E  allora,  se ripristiniamo, ripristiniamo l'operazione Vespri
  siciliani e affidiamo la vigilanza degli obiettivi pericolosi che
  esistono  nella  nostra  Regione,  liberiamo una quantità tale di
  forze  dell'ordine  istruite  e  reclutate per garantire l'ordine
  pubblico,   per  garantire  l'investigazione,  per  garantire  le
  indagini,  per  garantire  la tutela dell'ordine pubblico in ogni
  sua parte, garantiamo l'utilizzazione di queste forze dell'ordine
  nei  compiti per i quali sono stati addestrati e selezionati, che
  non  sono  sicuramente  quelli  di semplice sorveglianza, ma sono
  quelli più ampi affidati alle forze di polizia.
       Dunque, onorevole  Forgione,  purtroppo quello che lei dice,
  anche se ha un obiettivo nobile, per carità, per questo le dicevo
  non  carichiamola  di  offesa,  l'obiettivo  che  determina va in
  direzione  esattamente opposta a quella che lei si propone perché
  noi  in  questo  momento  abbiamo alcune centinaia di poliziotti,
  carabinieri  e finanzieri che, anziché essere destinati alle loro
  funzioni   principali,   sicuramente   di   valore  professionale
  maggiore,  vengono destinati ad un servizio di sorveglianza a cui
  potrebbero  sicuramente  sovraintendere  i  militari,  come hanno
  sovrainteso  fino  a  questo momento in maniera eccellente, senza
  che  nessuno si sia lamentato, anzi con dei risultati sicuramente
  apprezzabili.
       Pertanto,   desidero   esprimere   il  mio  voto  favorevole
  all'ordine  del  giorno  a  cui  ho già chiesto di apporre la mia
  firma.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende  atto che l'ordine del giorno
  porta anche la firma dell'onorevole Fleres.

     GRANATA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sarei
  astenuto  dall'intervenire  anche perché questo ordine del giorno
  non è nato casualmente, ma perché abbiamo ritenuto di dovere dare
  voce  ad  una opinione che credevamo e crediamo ancora largamente
  condivisa  dall'intero  Parlamento, dalle forze politiche e dalle
  forze sociali della Sicilia.
       Devo  dire  che  ho  apprezzato il taglio costruttivo che ha
  voluto  dare  l'onorevole  Forgione  alla  motivazione  della sua
  astensione,  tuttavia, credo che in questa fase bisogna anche che
  il  Governo della Regione dia voce a quella che è un'opinione non
  soltanto  diffusa,  ma,  credo,  egemone  della società siciliana
  circa  il  fatto  che  l'impiego  di  queste forze sul territorio
  liberano risorse per altri compiti che sono quelli della polizia,
  dei  carabinieri,  della  guardia  di  finanza e che, ovviamente,
  andando  via  l'esercito  dalla salvaguardia di alcuni obiettivi,
  chiaramente   la   già   martoriata   situazione   logistica,  di
  organizzazione,  di  modernità  della  polizia  e dei carabinieri
  riceve  un  ulteriore  colpo.  Poi  c'è  un'altra riflessione che
  dovremmo  fare  un  po'  tutti assieme.  Credo che in questi anni
  condividiamo molto spesso un'analisi: tante cose sono cambiate,ad
  esempio,   nei   rapporti   tra  la  politica  e  la  criminalità
  organizzata  e  proprio  per questo ciò che abbiamo sempre detto,
  che  la  mafia non è solo un problema di ordine pubblico ma anche
  un  problema  di  ordine  pubblico,  credo vada accentuato questo
  carattere di grande importanza che ha il controllo del territorio
  e  la  repressione militare di alcuni fenomeni. In questa logica,
  senza   ovviamente   pensare  di  avere  prodotto  un  intervento
  determinante  di  chissà  quali svolte, riteniamo doveroso che il
  Parlamento  regionale,  che  è la più alta espressione del popolo
  siciliano,  dia  una voce ad un fatto ampiamente condiviso e cioè
  che  non  siamo ancora purtroppo in una fase di normalità, che lo
  Stato  non ha i mezzi, gli strumenti, non è attrezzato per potere
  garantire il numero di uomini, di mezzi e di strumenti alle forze
  ordinarie  di  polizia  per  compiti  di  ordine pubblico. Quindi
  occorre  questo tipo di intervento, che comunque ha rappresentato
  un  appoggio  perché  quelle  forze potessero essere destinate ad
  altri   compiti,   come   ben  sa  l'onorevole  Forgione  e  come
  soprattutto  sanno  quegli  operatori  in prima linea nei settori
  della  giustizia,  della repressione, le questure, le procure che
  ad  alta  voce  tutti  insieme chiedono di nuovo il ripristino di
  questo  tipo  di  intervento.  Ci  sarà  pure un motivo perché  i
  vertici  dei  carabinieri,  della  polizia, delle questure, delle
  procure siano d'accordo nel reiterare questa operazione  Infatti,
  tecnicamente  chi  opera  sul  campo  si  vede  liberare risorse,
  energie,  forze, uomini per altri compiti che poi sono quelli che
  l'onorevole  Di  Martino  ha  indicato  e che certamente non deve
  essere  la nostra Commissione regionale antimafia, per i poteri e
  i  limiti che ha chi la presiede, a dovere sollecitare il governo
  ad  accentuare  i compiti di intelligence o di investigazione. Ci
  sono ben altri problemi che riguardano l'impostazione complessiva
  che  il  Governo  nazionale  vuole  dare  nell'affrontare  queste
  problematiche.
       Allora credo senza né  drammatizzare né  minimizzare, che il
  Governo  (ho  apprezzato  comunque il taglio che avete dato) e il
  Parlamento   diano   un   segnale   chiaro  in  questa  direzione
  soprattutto  facendosi  interpreti  di  un  fatto  che  credo sia
  inconfutabile:   che   la  percezione  immediata  che  il  popolo
  siciliano  ha  di  questa  presenza  è  una  percezione positiva,
  rassicurante, per certi versi pedagogica verso quella spinta alla
  rottura  di  meccanismi di oppressione omertosa che,invece, senza
  questa  presenza  e  quindi con l'aggravio ulteriore di compiti a
  polizia,  carabinieri,  guardia di finanza e forze dell'ordine in
  generale risulta fortemente compromessa.
       In questo  spirito  ritengo  che  il Governo debba approvare
  tranquillamente questa mozione che è condivisibile al di là degli
  steccati.

     PAGANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO.  Signor  Presidente,  sarò  brevissimo e penso che non
  sfrutterò  tutti  i  cinque  minuti  che  mi  sono  concessi  dal
  Regolamento    perché    molte    delle   argomentazioni   svolte
  dall'onorevole Granata e dall'onorevole Fleres, ma in particolare
  dall'onorevole  Granata,  mi  appartengono  anche  culturalmente;
  quindi  non  tedierò l'Assemblea più di tanto nel ripetere cose e
  concetti  di  un certo tipo, però, un piccolo contributo desidero
  darlo anch'io.
       Penso, onorevole Forgione, che dobbiamo superare determinate
  preoccupazioni  che abbiamo. Spesso, quando qualcuno immagina che
  l'esercito  possa essere un oggetto di preoccupazione, lo capisco
  perfettamente  e  posso  anche  trovarmi  d'accordo  in  linea di
  principio.  Spesso  l'esercito, in quanto tale, evoca fenomeni di
  "libanizzazione",  in  Libano  nazioni  civili si sono trovati ad
  essere  coinvolti  in  un  controllo  del  territorio  per  fatti
  derivanti  dalla  storia  di quel Paese e non solo di quel Paese.
  Certamente non ci troviamo nella stessa situazione qui in Italia,
  anzi, esattamente il contrario. L'esercito italiano va, ahimè, ad
  essere   smantellato   ha   perso   completamente  anche  il  suo
  significato,  ha perso completamente quella che è la logica della
  difesa  del  territorio, tanto è vero che tra tutti i Paesi della
  Comunità europea è uno, anche numericamente, dei meno corposi.
       Io mi sento di dire, non soltanto per quanto riguarda la mia
  provincia,   ma   in   generale  tutte  le  province,  i  soldati
  dell'operazione  "Vespri  siciliani"  hanno  lasciato una traccia
  indelebile  nel  cuore  dei siciliani, in termini di cortesia, di
  simpatia,   in   termini   di   controllo  degli  obiettivi  che,
  francamente,  potevano e possono essere controllati dai soldati a
  un  costo  di  gran  lunga  inferiore  con  un  risultato  che  è
  eccellente.
       Andiamo a vedere materialmente i rapporti costi-benefici. La
  polizia,  la  guardia di finanza, i carabinieri costano sei volte
  di  più. La presenza dell'esercito da questo punto di vista non è
  qualcosa  di  disdicevole o di sgradevole, anzi, è esattamente il
  contrario,  specie  se si va a chiedere ai magistrati, ai vertici
  delle  forze  dell'ordine  ma anche alla base cosa ne pensino del
  controllo   che   essi  stessi  esercitano  sugli  obiettivi.  Vi
  accorgereste  che  sono  tutti  contrari  a  che questi obiettivi
  vengano  presidiati  dalle  forze  dell'ordine, mentre sono tutti
  favorevoli,  specie  dopo  i  risultati  dell'operazione  "Vespri
  siciliani"  ad  affidare  all'esercito  il  controllo  di  quegli
  obiettivi.
       Dunque, certe diffidenze possono anche cessare, i tempi sono
  maturi perché tutto ciò accada.
       Concludendo,  signor  Presidente,  condivido  l'iniziativa e
  dichiaro di voler apporre la mia firma all'ordine del giorno.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n.  260:
  "Iniziative  per il ripristino dell'operazione 'Vespri siciliani'
  nel  territorio  dell'Isola",  a  firma dell'onorevole Granata ed
  altri.
       Il parere del Governo?

     LO MONTE , Assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno n. 261: "Interventi
  presso  il Governo nazionale al fine di approvare in tempi rapidi
  le  norme  antiracket  e sui collaboratori di giustizia", a firma
  degli onorevoli Forgione ed altri.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ringrazio
  anche   il  Presidente  della  Commissione  Antimafia,  onorevole
  Granata,  per  avere  apposto  la  sua  firma a questo ordine del
  giorno.
       Abbiamo  ritenuto  opportuno,  parallelamente all'ordine del
  giorno   sulla   proroga  dell'operazione  Vespri  Siciliani,  di
  proporre  un  altro  ordine  del  giorno  che  riguarda  le norme
  antiracket  e  quelle  sui  collaboratori  di giustizia visto che
  interveniamo  su  materie  che  non  sono di nostra competenza ma
  sollecitiamo  il  Governo  nazionale,  il  Parlamento  nazionale.
  Abbiamo ritenuto, proprio per quel ragionamento che facevo prima,
  onorevole  Fleres,  e  cioè  considerare  la  mafia  un  elemento
  purtroppo   strutturale   di   questa   società  meridionale,  di
  cominciare  ad  intervenire  anche  sugli aspetti strutturali che
  riguardano il fenomeno mafioso.
       Stasera  al  TG3  il  Questore di Palermo, dott. Manganelli,
  nella sua conferenza di fine anno ha centrato il suo ragionamento
  sulla  gravità della diffusione dell'usura e del racket, fenomeni
  ancora lontani dall'essere scalfiti.
       Sappiamo  bene  che  questi fenomeni sono forti anche per il
  profondo  carattere  omertoso  presente in questa società, per le
  pesanti intimidazione che bloccano le vittime dal collaborare con
  lo  Stato,  ma  questo  intervento  del Questore di Palermo credo
  debba farci riflettere e riflettere seriamente.
       Al  Senato, pur essendo stata approvata da mesi dalla Camera
  dei Deputati, è ferma da mesi per l'ostruzionismo di alcune forze
  politiche  la  legge sulle norme anti-racket. Inviterei,pertanto,
  tutti  i  colleghi  che  hanno firmato l'ordine del giorno per la
  proroga  dell' operazione Vespri Siciliani ad apporre la firma su
  questo  ordine  del giorno che chiede al Governo della Regione di
  intervenire   sul   Governo   nazionale   affinché  la  normativa
  anti-racket  venga  subito  sbloccata  e  anche  la normativa sui
  collaboratori  di  giustizia. Non c'è convegno, signor Presidente
  dell'Assemblea,  ne  abbiamo  fatto uno proprio in ricorrenza del
  tragico  19  luglio,  non  c'è  convegno  in  cui  al  centro dei
  ragionamenti di tutte le parti politiche non ci sia la modifica e
  l'adeguamento  della  legge  sui  collaboratori  di  giustizia, i
  cosiddetti pentiti.
       Bene, quella legge è  ferma da mesi in commissione Giustizia
  al  Senato  come  è  ferma  da  mesi  in Commissione Giustizia al
  Senato, la legge sulle norme anti-racket.

     SPEZIALE. Là c'è il Ministro del suo partito.

     FORGIONE...  non è  del mio partito. Norme che rispondono, tra
  l'altro, ad un fondo  che  non  riesce  ad  essere  speso proprio
  perché  la normativa ne  blocca  la gestione, tanto è vero che la
  Commissione  regionale  antimafia  si  è  posta  il  problema  di
  svincolare completamente  la  legislazione  regionale  da  quella
  nazionale intanto per potere intervenire in Sicilia sulle vittime
  del racket dell'usura.
       Noi  proponiamo  con  questo  ordine  del giorno un atto che
  solleciti il Governo e anche tutti i componenti della Commissione
  Giustizia del Senato a superare gli ostacoli che tengono bloccate
  le norme anti racket e la legge sui collaboratori di giustizia.
       Vorrei  ricordare, altresì, sempre richiamandomi alle parole
  del  Questore  di  Palermo, che quando parliamo delle vittime del
  racket  parliamo  di gente , di persone in carne ed ossa, donne e
  uomini  alle  quali  noi chiediamo la collaborazione con lo Stato
  che  non  sono  pentiti, ma nel momento in cui collaborano con lo
  Stato mettono a rischio la loro vita e quella dei loro familiari.
       Noi   non   possiamo,  proprio  quando  spingiamo  verso  la
  collaborazione  con  lo  Stato, allargare il calderone indistinto
  dei  collaboratori  di giustizia e dei cosiddetti pentiti, quelli
  sono  testimoni che collaborano con lo Stato e che vanno tutelati
  proprio per la scelta di collaborazione con lo Stato e di rottura
  della  gabbia  omertosa  rappresentata  dalla struttura mafiosa e
  dall'azione   che   essa   esercita   con   la   violenza  e  con
  l'intimidazione anche psicologica su quelle vittime.
       Per  questo  abbiamo  presentato  questo  ordine del giorno,
  perché  al di là della propaganda, possa essere discusso qualcosa
  di  concreto  cercando  di  contribuire  al superamento di quelle
  resistenze  da parte di alcune forze politiche che stanno facendo
  ostruzionismo a questa legge.
       Mi consenta un' ultima battuta, signor Presidente.
       Si  è  parlato  di forze di polizia che verrebbero sottratte
  alle  investigazioni. Beh io vorrei dire all'onorevole Fleres che
  noi  non  pensiamo che il semplice poliziotto, che pure svolge un
  servizio  pregevole  nel  momento  in cui protegge un obiettivo a
  rischio, possa essere adeguato per altre funzioni. Non c'è alcuna
  sottrazione;  la  mafia  viaggia  su Internet, sposta miliardi in
  tempo  reale  con  un fax da un capo all'altro del mondo e questo
  Paese  ancora  non  riesce  a  superare il segreto bancario. Come
  dire,   la   mafia  è  su  Internet  e  lo  Stato  è  ancora  col
  pallottoliere a fare i conti
       Allora,   davvero  dovremmo  ragionare   su   tutte   queste
  questioni,  il  nostro  Parlamento regionale  può  contribuire  a
  questa  discussione,  ma  è lo Stato complessivamente  che  è  in
  ritardo. Io credo che noi con questo ordine del giorno, comunque,
  porremo  una  sollecitazione  al  Governo nazionale ed anche alle
  forze  politiche  che  pare  non  riescano  ancora a superare gli
  ostacoli  per  lo  sblocco  di  queste  leggi affinché si dia una
  risposta ad una forma che forse è la peggiore e la più drammatica
  in  questo momento di controllo del territorio e di finanziamento
  delle casse e delle organizzazioni criminali: quella del racket e
  dell'usura,  che  è  anche uno dei motivi veri di condizionamento
  della libertà di mercato in questa terra dove anche la libertà di
  mercato è un diritto negato.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole  Pagano ha chiesto
  di  apporre  la  propria  firma  all'ordine   del   giorno   261.
       L'Assemblea ne prende atto.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  intervengo per dichiarare il
  pieno  sostegno  a questo ordine del giorno e al tempo stesso per
  porre  una questione. Ritengo che una delle cose più serie che in
  questo  preciso  momento  possa  fare la nostra Regione, anche in
  forza dei suoi poteri statutari oltre che in forza del suo potere
  di   rappresentanza,   sia   quella  di  spendere  molte  energie
  politiche,  culturali  e, vorrei dire, anche finanziarie sul tema
  della sicurezza in Sicilia.
       Tema della sicurezza che deve essere visto  in una accezione
  più ampia, non solo sul piano militare, sul piano della sicurezza
  fisica,  ma  anche  sul  piano  della  sicurezza  del  patrimonio
  pubblico e delle libere attività economiche.
       Il  disegno  di  legge  che  è stato varato dalla Camera dei
  deputati  in  materia  di misure antiracket e di misure antiusura
  effettivamente  compie un notevolissimo passo in avanti superando
  anche   vecchie   incrostazioni.  Questa  sollecitazione,  a  mio
  avviso,   è   molto   opportuna.  Tuttavia,  vorrei  avere  ampie
  assicurazioni  sul  fatto che il Governo si faccia davvero carico
  di  portare  avanti  una iniziativa politica presso il Parlamento
  nazionale,  presso  il  Governo  nazionale affinché  questa legge
  possa  essere  esitata  quanto prima. Noi siamo abituati a varare
  ordini  del  giorno  (  non  so quale fine facciano poi) tuttavia
  ritengo  che  il  Governo  regionale  e  l'Assemblea  debbano una
  iniziativa molto forte sapendo che dalla Regione più insicura del
  mondo,  dalla  Regione  in cui allocata la testa di "Cosa nostra"
  l'iniziativa  politica  può  avere  sicuramente  più  rilievo che
  rispetto ad altre realtà del territorio italiano.

     GRANATA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Signor  Presidente,  intervengo telegraficamente per
  dichiarare ovviamente il consenso a quel disegno di legge con una
  motivazione    ben   precisa.   Riteniamo,   infatti,   che   sia
  indispensabile  che  il  Governo  nazionale si renda conto, anche
  attraverso  la  sollecitazione di questo Parlamento e del Governo
  regionale, di quale clima oggi si respiri in Sicilia, soprattutto
  all'interno  di  quei  settori più esposti e maggiormente colpiti
  dal fenomeno mafioso.
       Vi è, come è  stato  detto da chi mi ha preceduto, una norma
  articolata,  organica   che  supera  le  lungaggini  relative  al
  passato, ferma  in  modo  inspiegabile,  forse per pigrizia della
  Commissione stessa,  e  c'è  una  fortissima attesa dell'opinione
  pubblica  siciliana verso questo segnale.  Pertanto, innanzitutto
  c'è questo  problema  da  sbloccare, attraverso un segnale chiaro
  che deve venire  anche  dal  Governo  nazionale, visto che noi ci
  stiamo attrezzando per un nostro intervento così come l'Autonomia
  regionale  ci  consente.  Ma  c'è  qualcosa  di  più  che  vorrei
  sottolineare: la normativa sui collaboratori di giustizia prevede
  un intervento finalmente di garanzia e di tutela qualificante nei
  confronti di  quelle  figure indicate come testimoni di giustizia
  che spesso,  nel  passato,  sono  stato assolutamente dimenticato
  dallo  Stato, in  una  fase  nella  quale  chiediamo  alle  forze
  politiche sociali, culturali  una  rottura  di  quello  che é  il
  livello di omertà  che  in  passato ha caratterizzato la Sicilia,
  non possiamo  non  avere  una  previsione  normativa che riguardi
  questa figura.
       Fermo  restando  a  tutta una discussione aperta in modo non
  dogmatico   su   una  legislazione  razionale,  relativamente  al
  fenomeno della collaborazione di giustizia noi, con questo ordine
  del  giorno,  diamo  un  segnale  chiaro anche sulla necessità di
  tutelare  quelle  persone  che,  vittime  di richieste estorsive,
  vittime  di  richieste usuraie, vittime in ogni caso di pressioni
  mafiose,  hanno  avuto  il  coraggio  di  rompere  l'omertà e che
  spesso,  le cronache ce ne parlano, anche nella nostra Palermo ce
  ne   parlano,   sono  costrette  a  vivere  peggio  dei  peggiori
  delinquenti,   senza   alcuna  copertura  di  ordine  economiche,
  staccandosi  dai propri nuclei familiari, vivendo delle esistenze
  molto  peggiori, a volte, degli stessi collaboratori di giustizia
  che, in alcuni casi, come abbiamo appreso tutti, scandalosamente,
  vivono  invece  in  modo  particolarmente  agiato alcuni passaggi
  della loro condizione.
       E  allora,  per  questo,  credo  che  sia  opportuno  questo
  emendamento,  cogliendo  l'occasione  per ricordare al Parlamento
  che   una  nostra  normativa  organica,  articolata  é  in  prima
  Commissione    che,    quindi,    si    abbia   un   occhio   non
  all'ostruzionismo,  perché  sia il Governo che il Parlamento sono
  stati  pronti  ad accogliere la necessità di questa normativa, ma
  diamo, oltre ad un segnale al Governo nazionale, possibilmente al
  più presto,  anche  un  segnale come Governo della Regione e come
  Parlamento  regionale  su  un  articolato  insieme  di  norme che
  possano affrontare in modo moderno il fenomeno.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  pongo in votazione l'ordine
  del giorno n. 261. Il parere del Governo?

    LO MONTE, vicepresidente della Regione.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  é  favorevole  all'ordine  del  giorno resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       Si passa all'ordine del giorno n. 275 "condanna di ogni tipo
  di sfruttamento minorile" a firma Tricoli ed altri.

                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Signor presidente, onorevoli colleghi, credo che sul
  contenuto  siamo tutti d'accordo, ovviamente. L'ordine del giorno
  riguarda,  nella  sostanza, lo sfruttamento dei minori anche alla
  luce delle notizie di stampa che abbiamo visto quest'oggi.
       Io  credo  che,  soprattutto  in  prossimità  del Natale, il
  pensiero   alle   fasce   più  deboli  della  nostra  società  e,
  sicuramente  i  minori  sono tra di essi, non possa che essere un
  obbligo per questo Parlamento.
       Sotto   il  profilo  dell'impegno  del  Governo,  quello  di
  promuovere  una  conferenza  di servizi con le forze dell'ordine:
  l'Arma  dei  Carabinieri,  i  Questori,  i  Prefetti, presieduta,
  naturalmente,   dal  presidente  della  Regione  che  in  Sicilia
  rappresenta il capo delle Forze dell'Ordine, affinché si prendano
  delle misure atte a far rispettare la legge.
       Ciò  che  chiediamo con questo ordine del giorno non é altro
  che  il rispetto per le norme soprattutto le norme penali vigenti
  in questa Regione.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi  intervengo
  su questo ordine del giorno perchè lo ritengo impegnativo e nello
  stesso tempo, mi consenta l'onorevole Tricoli, riduttivo.
       E' impegnativo perchè credo che allo scadere  di un anno che
  ha segnato il cinquantesimo della carta per i diritti dell'uomo è
  importante che noi discutiamo dello sfruttamento  minorile  e  ne
  discutiamo fuori dalla cronaca e non solo  in  modo  collegato ad
  una cronaca che ogni giorno riporta  all'attenzione forme diverse
  di  sfruttamento, di sevizie, di violenze  sui  bambini  e  sulle
  bambine.
       Ma,  proprio  perchè questo Parlamento  quando  discute  gli
  ordini del giorno deve sapere cosa fa,  cosa discute, chi impegna
  e per che cosa l'impegna.
       Come  diceva  prima  l'onorevole Giannopolo noi non sappiamo
  che fine  fanno gli ordini del giorno e perchè anche noi deputati
  proponenti  ci  accattiviamo  e  ci appassioniamo tanto ad alcuni
  ordini del  giorno se questi non servano soltanto per farne, poi,
  il  volantinaggio  nell'area interessata dove dobbiamo dimostrare
  che abbiamo ottenuto un risultato.
       Quando discutiamo dello sfruttamento minorile  credo  che in
  una  realtà  come  la  Sicilia  fortemente  segnata,  signori  ed
  onorevoli del Governo, dallo sfruttamento minorile  e  dal lavoro
  nero forse il tratto drammaticamente caratterizzante della realtà
  sociale   di   questo    nostro   mezzogiorno:   precarizzazione,
  flessibilità,  lavoro  nero e sfruttamento  minorile  ormai  sono
  parole che vanno assieme in questa Regione.
       Io vorrei ricordare che solo un  anno  fa  questo Parlamento
  regionale, per questo vorrei sapere che fine fanno gli ordini del
  giorno, credo Governo Provenzano, approvò un  ordine  del  giorno
  dopo la drammatica vicenda delle bambine  di  Bronte. Ricorderete
  un  caso drammatico di sfruttamento minorile  in  un'impresa  che
  produceva  per  il  made in Italy a  Bronte,  bambine  di  dieci,
  undici, dodici anni sfruttate per dodici ore al giorno a lavorare
  per  stipendi  di  duecento, trecento,  quattrocentomila  lire.
  Centomila lire a settimana.
       Si discuteva di Bronte un anno fa e  quel  caso  venne  alla
  luce un anno fa. Quante Bronte  sono disseminate, drammaticamente
  dico io, in questa terra di Sicilia? E  allora quando parliamo di
  sfruttamento minorile e di violenza sui  bambini,  parliamo anche
  di questa violenza: la violenza della dignità negata di bambini e
  bambine  costretti  a  lavorare per portare  reddito  e  produrre
  reddito familiare in una realtà dove il  lavoro  nero  è  l'altra
  faccia   di   tutti   i   processi  di   precarizzazione   e   di
  flessibilizzazione del lavoro.
       Vorrei sapere che fine ha fatto  quell'ordine del giorno che
  impegnava  il  Governo  della  Regione,  onorevole  Lo  Monte,  a
  sospendere  applicando  rigorosamente  la   legge,   tutti   quei
  finanziamenti alle imprese che operavano  forme  di  sfruttamento
  del lavoro minorile, non rispettavano le  condizioni  di  lavoro,
  non rispettavano i contratti nazionali?
       Onorevole Tricoli, credo che se una  conferenza "sa da fare"
  non bisogna farla mettendo assieme  solo organismi istituzionali,
  le  istituzioni,  le  forze  di  polizia,   i   carabinieri.  Ma,
  bisognerebbe  farlo  anche  mettendo  insieme attorno a un tavolo
  sindacati  reticenti  e  troppo  silenziosi  sul  lavoro  nero  e
  associazioni  degli  industriali  e delle imprese che in nome del
  mercato continuano a chiedere ed a ricevere soldi dalla Regione e
  dallo Stato.
       E'  l'unico  caso in cui gli interventi pubblici vanno bene,
  quando vanno  a  finanziare le imprese e gli industriali, in quel
  caso il  pubblico non è assistenzialismo e non è clientelismo, ma
  è invece  sostegno  al mercato e spesso quelle stesse imprese poi
  operano  forme  selvagge  di  sfruttamento,  di  lavoro nero e di
  violenze sui bambini.
       Allora se questa Conferenza bisogna farla, proprio perché lo
  sfruttamento  e  la  violenza  è spesso una violenza sociale e la
  violenza   sociale   passa   attraverso   il  lavoro  nero  e  lo
  sfruttamento   minorile,  facciamolo  discutendo  anche  con  gli
  imprenditori  che  non  possono  fare la politica dello struzzo e
  discutendo  anche  con  i sindacati troppo spesso ciechi rispetto
  alla  drammaticità  e  alla  diffusione  di  questi  fenomeni  in
  Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE.   Pongo in votazione l'ordine del giorno  n.  245.
  Parere del Governo?

     LO MONTE , Vice Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è contrario si alzi, chi è  favorevole  resti
  seduto.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  ordini del giorno:

    - dall'onorevole Pezzino n. 256

     N. 256 - Iniziative   presso   il  Ministero  del  Lavoro  e  della
             previdenza  sociale per la modifica del decreto legislativo
             n. 468 del 1997.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     VISTO l'art. 1,  comma  7,  della  legge  19.7.1993,  n.   236   di
                 conversione  con  modificazioni,  del   decreto   legge
                 20.5.1993, n. 148, che istituisce presso  il  Ministero
                 del  lavoro  e  della previdenza sociale il  Fondo  per
                 l'occupazione;

     VISTO l'art. 19 quater del decreto legge 31 dicembre 1996,  n.  669
                 convertito, con modificazioni, nella legge  28 febbraio
                 1997, n. 30 con il quale il "Fondo  per  l'occupazione,
                 ci cui all'art. 1, comma 7, della legge 19 luglio 1993,
                 n. 236, è incrementato di lire 494 miliardi  per l'anno
                 1998 e di lire 739 miliardi a decorrere dall'anno 1999;

     VISTO l'art. 3, del decreto legge 20 gennaio 1998, n.  4 convertito
                 nella  legge  20  marzo 1998, n. 52, con  il  quale  il
                 "Fondo per l'occupazione", è rifinanziato di  lire  976
                 miliardi per l'anno 1998, di lire 913 miliardi  per  il
                 1999 e di lire 714 miliardi dal 2000;

     VISTO l'art. 22 della legge 24 giugno 1997, n. 196;

     VISTO il decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468;

     VISTO l'art. 1, comma 2, del decreto legge 8 aprile 1998, n. 78;

     CONSIDERATA la necessità di definire le modalità  applicative delle
                 misure  contenute  nel decreto legislativo  citato,  in
                 riferimento  ai  lavoratori  che per pochi  giorni  non
                 riescono  a  completare  il  periodo  previsto   per  i
                 progetti socialmente utili;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  intervenire  presso  il  Ministero del Lavoro  e  previdenza
     sociale  affinché   si appresti a modificare l'art. 1  del  decreto
     legislativo n. 468797 nel modo seguente:

                                  Art. 1
                         (lavoratori beneficiari)

     I lavoratori di cui all'art. 12, comma 1, del decreto legislativo 1
     dicembre 1997, n. 468 sono quelli che:

     a)  hanno  conseguito  una  permanenza  nei  progetti   di   lavori
     socialmente  utili  di  almeno  dodici mesi entro la  data  del  31
     dicembre  1997 e/o che hanno iniziato anche successivamente  al  31
     dicembre  1997  e  che  raggiungono  nel corso dell'anno  1999  una
     permanenza  nell'attività  di  almeno  dodici  mesi,   mediante  il
     completamento dei progetti medesimi.

    - dall'onorevole Pezzino n. 258

     N. 258 - Interventi  per  la  stabilizzazione  dei  lavoratori  dei
             progetti di lavori socialmente utili.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     VISTA la circolare regionale Assessorato  Lavoro  n.  255/97 con la
                 quale  sono  stati   avviati   in  progetti  di  lavori
                 socialmente  utili   circa  8000  unità  lavorative  in
                 Sicilia;

     PRESO ATTO che i progetti in  esecuzione andranno in scadenza entro
                 i primi mesi del 1999;

     CONSIDERATO che  le norme attuali  non  prevedono  il  rinnovo  dei
                 progetti sopra indicati;

     AL FINE di promuovere l'utilizzazione in tempi brevi dei lavoratori
                 inseriti nei  progetti  attraverso  gli  incentivi  per
                 l'occupazione;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  prevedere  l'estensione,  anche per i suddetti lavoratori dei
     progetti in scadenza, della legge regionale n. 3/98, al fine di una
     possibile stabilizzazione occupazionale degli stessi.

    - dagli onorevoli Forgione ed altri n. 201

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  attivarsi  affinchè i proventi derivanti dalla operazione di
     cessione delle partecipazioni azionarie della Regione e degli altri
     enti pubblici istituiti con legge regionale affluiscano al bilancio
     della Regione per costituire un nuovo capitolo, rubrica Assessorato
     Previdenza   denominato  fondo  finanziamento  lavori  di  pubblica
     utilità dei Comuni siciliani.

    - n. 266.

                 Iniziative   presso   il   Governo   nazionale  per  il
                 finanziamento   e   l'avvio  di  patti  territoriali  e
                 contratti d'area.

                        L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     APPRESO che:

                 -  appreso che la delibera adottata dal CIPE in data 11
                 novembre  1998 determina il venir meno dei criteri fino
                 ad   oggi  seguiti  per  finanziare  ed  avviare  patti
                 territoriali   e   contratti   d'area  e  che  dovranno
                 essere adottati nuovi criteri dal Ministero del lavoro,
                 d'intesa col Ministro dell'Industria;

     CONSIDERATO che:

                 - la medesima delibera firmata dal Ministero del Tesoro
                 Ciampi prevede, altresì, che i nuovi parametri dovranno
                 essere   sottoposti   al   giudizio  della  Commissione
                 dell'unione Europea;

     CONSIDERATO,

                 - altresì, che in forza di tale delibera e senza alcuna
                 consultazione  con  le  parti sociali, è stato bloccato
                 non solo l'iter di nuovi patti territoriali e contratti
                 d'area,  ma anche il finanziamento di patti e contratti
                 già definiti e firmati da molto tempo;

     ATTESO che:

                 -  patti  territoriali e contratti d'area sono stati in
                 questi  anni  pubblicizzati  dal  Governo centrale come
                 strumenti  essenziali  per  recuperare il divario delle
                 Regioni meridionali e in particolare della Sicilia, dal
                 resto del Paese;

     RITENUTO che:

                 -  tale  grave impasse rappresenta, di fatto, il blocco
                 della  pur  minima  iniziativa  da parte dello Stato in
                 favore dello sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

                 - ad  invertire  con  urgenza nei confronti del Governo
                   Nazionale,  perche  siano rimossi i predetti ostacoli
                   frapposti  al  finanziamento  e  al concreto avvio di
                   patti  territoriali  e  contratti  d'area,  con grave
                   penalizzazione degli interessi della Sicilia.

    -  degli onorevoli Briguglio, Stancanelli, Sottosanti, Tricoli,
    Virzì, La Grua, Pagano ed altri, n. 267

                 Provvedimenti per  la  pubblicazione  delle graduatorie
                 definitive   per    l'accesso    dei   lavoratori   "ex
                 articolisti" ai contratti di diritto privato".

                        L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     RITENUTO che:

                 - la compiuta  applicazione  della  legge  regionale 21
                 dicembre   1995,  n.   85   costituisca   il   percorso
                 fondamentale per l'uscita  dell'area del precariato dei
                 lavoratori "ex articolisti"  e  per il loro inserimento
                 graduale nel mondo del lavoro.

     CONSIDERATO che:

                 - sono in fase di avanzata attuazione gli articoli 11 e
                 12 della citata  legge  regionale 85/1995 che prevedono
                 l'accesso di detti  lavoratori  ai contratti di diritto
                 privato;

     ATTESO CHE,

                 - gli Uffici Provinciali del Lavoro hanno pubblicato le
                 "graduatorie provvisorie"  (elenchi  dei lavoratori con
                 relativo punteggio) secondo  i  criteri di cui all'art.
                 12,  secondo  comma  della  L.R.  85/1995  e  che  sono
                 ampiamente scaduti i termini  entro  i  quali,  ai fini
                 della partecipazione  al procedimento amministrativo, i
                 lavoratori interessati potevano presentare osservazioni
                 e reclami avverso i punteggi attribuiti;

     ATTESO che:

                 - ai fini  dell'accesso dei lavoratori "ex articolisti"
                 è indispensabile che  siano  pubblicate  le graduatorie
                 definitive  da  parte   degli  Uffici  Provinciali  del
                 Lavoro,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

                 - ad adottare tutti  i  provvedimenti  necessari perchè
                   gli Uffici Provinciali  del  Lavoro, entro 30 giorni,
                   diano  corso  alla  pubblicazione  delle  graduatorie
                   definitive,  ai  fini dell'accesso dei lavoratori "ex
                   articolisti"  ai  contratti  di  diritto  privato, in
                   adempimento  dell'art.  12, secondo comma, della L.R.
                   85/1995.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, essendo gli ordini del giorno
  di analogo contenuto li pongo in discussione congiuntamente.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io resto
  allibito  e  lo  dico  con  molta  franchezza,  vorrei che lei mi
  spiegasse,  che  spiegasse  all'Assemblea  cosa  c'entrano questi
  ordini    del    giorno    in    questo    momento   della   vita
  dell'Assemblea. Credo  che  in un momento in cui siamo alle 21,15
  del   22   dicembre   e,  teoricamente,  nel  rispetto  a  quanto
  unanimemente deciso, il 23 dicembre, anche se in seduta notturna,
  dovrà chiudersi  questa  sessione  e  nel  momento  in  cui al 22
  dicembre  abbiamo  ancora  un  consistente  ordine  del giorno da
  esaurire  e  così  dico,  tanto  per  la cronaca, perchè qualcuno
  queste cose  poi  le scriva e rimangano anche agli atti di questa
  Assemblea, esiste una legge voto che forse qua nessuno vuole fare
  su cui  tutti i Gruppi parlamentari si sono espressi come momento
  fondamentale  di  riforma di questa Assemblea e dalla nostra vita
  democratica,  nel  momento  in  cui  dovremmo discutere di questa
  cosa,  Lei  ci  propone ordini del giorno tutti sacrosanti, tutti
  legittimi,  tutti  perfetti,  salvo poi tutti a dirci fra di noi:
  "a  cosa  servono"?
       L'ha  detto  l'Onorevole  Forgione,  lo  hanno  detto altri,
  perchè poi  di  fatto  non  servono  sostanzialmente a nulla e ci
  cincischiamo  facendo passare il tempo visto che questa Assemblea
  non ha  altro  da fare.  Ed io sono felice di appurare che questa
  Assemblea, al  22  dicembre,  non  ha  più nulla da fare.  Signor
  Presidente,  credo  sia  necessario  che su questo mio intervento
  altri interventi vengano.  Mi auguro che sull'ordine dei lavori e
  su questo mio intervento gli altri Gruppi parlamentari dicano che
  dico  sciocchezze o che sostanzialmente quello che sto affermando
  qua  è  sbagliato.  Credo  che  questi  ordini del giorno debbano
  essere  accantonati.
       Credo, se si vuole, le priorità le sceglie questa Assemblea,
  ha  scelto  fino  a  poco  tempo  fa  che  la  legge-voto  doveva
  proseguire la sua discussione generale;  se i capigruppo decidono
  che non va proseguita questa discussione continuiamo sugli ordini
  del giorno,  anzi  io  li  invito  ad aggiornare tutto, andiamo a
  casa,  andiamo  a  riposare, andiamo a mangiare tutti tranquilli,
  visto che questa Assemblea non ha più niente da fare.
       Le  chiedo  di  spiegare  perchè  questi  ordini del giorno.
  Chiedo  a  tutti i Gruppi parlamentari, adesso sì, di intervenire
  per dire se la mia affermazione è una affermazione "del cavolo" o
  una affermazione  seria  perchè  io  credo  viva  Dio  e  noi non
  possiamo  minimamente  il  22  dicembre continuare a discutere di
  queste cose  lasciando  appesi una serie di punti che altri hanno
  detto importanti e prioritari.  Chiariamoci le priorità una volta
  per  tutte, quanto meno, passeranno agli atti di questa Assemblea
  le  dichiarazioni  di  tutti i Gruppi politici e singoli deputati
  perchè  è  bene  che ciascuno si assuma le proprie responsabilità
  insieme  con  il  Governo  che  vorrei  dicesse qualcosa anche su
  questo.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comprendo la preoccupazione
  dell'Onorevole   Provenzano,   ma  lo  posso  assicurare  che  si
  proseguirà nella trattazione della legge-voto dopo avere esaurito
  gli  ordini  del  giorno  che il Presidente Cristaldi ha ritenuto
  proponibili  in quanto trattano, anche se in termini generali, la
  materia  economica-sociale del lavoro che è materia ripresa dalla
  legge  di cui abbiamo chiuso la discussione generale.
       Quindi,  per  quanto  riguarda  l'ordine  dei lavori, se poi
  vogliamo  aprire un dibattito, ma credo che le preoccupazioni che
  riporta  l'Onorevole  Provenzano  si  aggraverebbero;  per quanto
  riguarda  l'ordine  dei  lavori, esaminati gli ordini del giorno,
  possibilmente  in  termini  più  veloci possibili, dopo una breve
  sospensione,  si  continuerà  nella prosecuzione dell'esame della
  legge-voto.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     GRANATA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.   Signor   Presidente,   ho  chiesto  di  intervenire
  sull'ordine dei lavori per una valutazione forse molto schematica
  ma  che  certamente ritengo veritiera su un passaggio: all'ordine
  del  giorno  sono  stati  inseriti,  prima  della  chiusura della
  sessione  che  avverrà,  ovviamente,  domani nella tarda nottata.
  Ritengo, siano  stati inseriti due disegni di legge che per certi
  versi, per tante motivazioni, attribuiamo tutti un'importanza che
  dovrebbe  andare  al  di là degli schemi maggioranza-opposizione.
  Uno è, ovviamente, il disegno di legge-voto, che è il primo passo
  verso  questa  stagione  di  riforme che tutti, a parole, abbiamo
  proclamato,  l'altro  è  questo benedetto, rifacendomi anche alle
  cose  dette  dal collega Forgione prima, testo unico antiracket e
  antimafia.
       Questi  due  disegni  di  legge sono entrambi all'ordine del
  giorno  e  vi è una curiosa corrispondenza del fatto che la prima
  Commissione che si dovrebbe riunire, e che si è riunita in questi
  giorni,  in  queste  ore,  non è mai riuscita a completare i suoi
  lavori, non c'è mai stato il numero legale. Non si capisce quando
  si  convocherà.
       Pertanto,  intervenendo  sull'ordine  dei  lavori,  denuncio
  questo   fatto.   Da   una   parte  in  prima  Commissione  si  è
  sostanzialmente bloccato  l'iter di un disegno di legge che ha la
  condivisione  di  tutti  i  gruppi  politici,  perchè  sono tutti
  rappresentati  all'interno  della Commissione regionale antimafia
  ed hanno  condiviso  quel  percorso. E' un disegno di legge fatto
  dal  Parlamento  nazionale  in quanto i rappresentanti di tutti i
  partiti hanno lavorato approfondendo queste tematiche all'interno
  della  Commissione  antimafia  ed  è  in prima Commissione per un
  passaggio  che  tutti  avevamo  definito  'formale'  perchè è già
  ampiamente  definito  quello  che  è il livello di compensazione.
  Noi  abbiamo fatto audizioni, abbiamo ascoltato le categorie. Non
  essendo  la  Commissione  antimafia  una  commissione legislativa
  abbiamo  dovuto passare alla prima Commissione il compito formale
  di  vistare per andare in commissione "Bilancio".
       Un  altro  fatto  grave, ritengo, è che la prima Commissione
  credo che  non  si  riunisca  perchè  si vuole evitare di dare la
  proroga  a  quella  Commissione  Statuto,  diretta dall'onorevole
  Provenzano,  che  ovviamente  scadrà  al  31 dicembre, che non si
  potrà   ovviamente   prorogare.   Tutto   questo   è   in   netta
  contraddizione  con  le  parole,  ritengo  sincere,  espresse dal
  Presidente  della Regione, onorevole Capodicasa, in seno alle sue
  dichiarazioni  programmatiche  in cui si è mostrato apprezzamento
  da me,  ovviamente, e da tutti condiviso nei confronti del lavoro
  svolto  dall'onorevole  Provenzano.  Quindi questo è un fatto per
  cui  occorre  l'impegno  formale che sull'ordine dei lavori siano
  rispettati sia  l'ordine  del giorno, e quindi che il testo unico
  faccia  questo  passaggio  formale in prima Commissione, e che in
  prima  Commissione  non  si blocchi strategicamente da un lato la
  riconferma,   ovviamente,   attraverso   la   proroga  di  questa
  Commissione; ma soprattutto credo che molto più grave sarebbe che
  un   passaggio   di   blocco   sostanziale   del   cammino  molto
  difficoltoso,   e  ritengo  ancor  più  difficile  da  portare  a
  compimento,  della  riforma  attraverso  la  legge-voto di alcuni
  fatti  importanti e fondamentali per disegnare una nuova regione.
  E'  chiaro  che sull'ordine dei lavori abbiamo ritenuto di dovere
  intervenire  per  denunciare  al  parlamento  queste vicende.  La
  prima Commissione non so se sia stata convocata ...

     CINTOLA. Sì, è stata convocata per le 16,30 di domani.

     GRANATA. E' già stata convocata. Domani alle 16,30 vedremo sia
  in  tema  di  normativa  antiracket  e  antimafia, sia in tema di
  volontà  di  fare  le  riforme  in  questo  Parlamento,  come  si
  comporteranno e si atteggeranno le forze politiche.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non voglio
  sfuggire   all'osservazione   puntuale   e   al   richiamo  della
  responsabilità fatto all'Aula da parte dell'onorevole Provenzano,
  anzi  colgo l'occasione per ringraziarlo, e questo lo dico per la
  stima   personale   che   nutro   nei   confronti  dell'onorevole
  Provenzano, e per il fatto che il suo intervento stasera potrebbe
  aiutare  ad  una  riflessione  seria sulla qualità della funzione
  legislativa  dell'Aula.  Veda,  onorevole Provenzano, ho dato una
  sfogliata   veloce,   e  lei  fa  una  osservazione  giusta:  c'è
  un'inutile  e  forse voluta perdita di tempo che è finalizzata ad
  impedire che stasera il Parlamento vada avanti con la legge sulla
  variazioni  di  bilancio  e  che possa riprendere speditamente il
  dibattito  sulla  legge-voto.  Concordo  sul  fatto  che  c'è  un
  atteggiamento strumentale, però mi deve consentire di dare nome e
  cognome.  Casualmente leggo i nomi dei firmatari degli ordini del
  giorno  presentati:  Fleres,  Fleres,  Fleres, Briguglio, Fleres,
  Fleres.  Cioè  abbiamo un numero consistente di ordini del giorno
  presentati dai deputati del Polo...

     BRIGUGLIO. Sono la metà di quelli che presentavate voi

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,  non  è  tollerabile.  Voglio
  rispondere esattamente alle osservazioni puntuali e precise fatte
  dall'onorevole  Provenzano.  Ci sono decine di ordini del giorno.
  C'è  un  modo  come  superare l''impasse', onorevole Provenzano e
  cioè  quello  che i colleghi parlamentari, firmatari degli ordini
  del  giorno  accettino  il  suo richiamo ritirando gli ordini del
  giorno  e  favorendo la possibilità che speditamente l'Aula possa
  andare avanti.  Se  questo  non  viene  fatto,  se  da  parte dei
  deputati  del  Polo  non c'è l'orientamento al ritiro dell'ordine
  del giorno  è manifesta la volontà di volere impedire all'Aula di
  potere naturalmente affrontare sia i disegni di legge riguardanti
  materia  finanziaria,  le  variazioni  di  bilancio,  sia il voto
  finale  sul  disegno  di  legge  sullo  scioglimento  degli  enti
  economici  regionali,  sia  le  questioni  sulle  quali noi siamo
  d'accordo,   sollevate   adesso   dall'intervento  dell'onorevole
  Granata, e  cioè  che  si  convochi  la prima Commissione e i due
  disegni di legge riguardanti la proroga della Commissione Statuto
  e la legge sul racket sul quale abbiamo contribuito unitariamente
  in  Commissione  Antimafia  possano  essere affrontati dall'Aula;
  però  delle  due  l'una,  onorevole Granata: noi abbiamo un tempo
  limitato,  entro  questo  tempo  limitato  o utilizziamo il tempo
  finalizzato  alla  produzione  dell'attività legislativa per dare
  risposte   concrete   oppure  utilizziamo  il  tempo  in  inutili
  chiacchiere,   così   come   giustamente   ha  detto  l'onorevole
  Provenzano, che  non  sono finalizzate ad elevare la qualità e la
  produzione legislativa dell'Aula.
       Pertanto,  io accolgo l'invito dell'onorevole Provenzano, mi
  permetto  di  suggerire  ai  colleghi  parlamentari di accogliere
  l'invito  e  hanno una possibilità, quella di ritirare gli ordini
  del  giorno presentati.
       Da  parte  nostra,  onorevole Provenzano, io rispondo a nome
  del  Gruppo  del  Partito Democratico della Sinistra, in tutta la
  serata c'è  stato  un solo intervento da parte nostra, durato due
  minuti,  quello  dell'onorevole  Giannopolo.  Non  siamo  neanche
  intervenuti  perché è interesse primario nostro potere permettere
  che l'Aula acceleri, dia un'accelerata all'attività d'Aula e alla
  produzione delle leggi.
       Pertanto,  io accolgo l'invito. Se ci sono ordini del giorno
  sottoscritti  dai  parlamentari  dei  DS  noi siamo disponibili a
  ritirarli.  Formulo  lo  stesso  invito nei confronti degli altri
  colleghi.
       Capisco  la  posizione  della Presidenza, del Vicepresidente
  D'Andrea,  il  quale correttamente dice: essendo stati dichiarati
  ammissibili gli ordini del giorno, io in questo momento, da parte
  del   Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Cristaldi,  non  ha
  nessuna  possibilità di ritirare. Hanno la possibilità del ritiro
  i nostri colleghi ed io penso che l'invito rivolto dall'onorevole
  Provenzano venga accolto. Per quanto ci riguarda lo accogliamo.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, per certi
  versi  il Presidente Provenzano ha perfettamente ragione. Abbiamo
  discusso anche  sul  sesso  degli angeli con tutti gli ordini del
  giorno.  Materie  che  hanno  formato  oggetto  degli  ordini del
  giorno  che  non  avevano  nessuna attinenza col disegno di legge
  presentato,  n.  840/A,  riguardo  alla  variazione di bilancio e
  altri provvedimenti di natura finanziaria.
       Il  Presidente  dell'Assemblea,  e  rientra  il suo giudizio
  insindacabile,  ha  ammesso  tutti  gli  ordini  del  giorno,  di
  maggioranza e di opposizione, come generalmente avviene sempre in
  questa  seduta.  Ma  quello  che  mi  ha  meravigliato, onorevole
  Vicepresidente della  Regione,  è come mai il governo non si pone
  alcuni  problemi:  quello  di vedere quali ordini del giorno sono
  omogenei   con   la   materia   trattata?  Come  fare  con  tanta
  disinvoltura  dichiarare  accolto o respinto o raccomandazione di
  materie di  così  vasta  portata,  tant'è vero che poi non c'è la
  Commissione  competente  perché  la  Commissione Bilancio non può
  esprimere parere  dai  Vespri siciliani alla riduzione del prezzo
  della benzina in  Sicilia.  Voglio  dire incominciamo a darci una
  certa correzione  nei  comportamenti, anche per la stessa dignità
  del Parlamento,  onorevole  Briguglio.  La  gente che segue pensa
  che questo Parlamento  veramente ha tempo da perdere e discute un
  po' di tutto senza arrivare mai a conclusioni.
       Quindi io, onorevole Presidente, dinnanzi a scadenze urgenti
  quale  la  variazione  di bilancio e l'esercizio provvisorio, qui
  qualcuno  ancora  pensa di portare in Aula nientemeno ...

     TRICOLI. Non sono variazioni di bilancio.

     DI MARTINO .  ...lei ex Assessore al bilancio fa finta, perché
  lo  comprende  perfettamente  che  si  tratta  di  variazioni  di
  bilancio.
       Noi   abbiamo   queste  scadenze  immediate:  variazioni  di
  bilancio,  esercizio  provvisorio.  C'è  una  rincorsa tra alcuni
  ambienti   della   maggioranza   e   dell'opposizione   per  fare
  propaganda; che sono, e lo dico chiaramente: le norme antimafia.
       Come si  fa  a  pensare  che una norma antimafia, quando noi
  ancora   dobbiamo  risolvere  i  problemi  della  variazione  del
  bilancio, possa  essere  approvata  entro  il 23. Una legge di 34
  articoli
       Questa   è  pura  propaganda  e  non  voglio  mettere  altri
  aggettivi.
       Ora  chiedo a Lei Presidente: dopo questa riunione si fa una
  seduta sulla riforma dello Statuto?  Allora qui dobbiamo capire o
  la riforma dello Statuto è ritenuta una cosa seria e abbisogna di
  approfondimenti  o  non  è  ritenuta una cosa seria e quindi fate
  quello che volete, notturna, mattutina, serale non ha importanza.
       Se  noi andiamo a modificare lo Statuto come è pensabile che
  dopo una giornata di lavori ci possa essere qualcuno qui disposto
  a  seguirla?  E poi anche i deputati, onorevole Presidente, hanno
  diritto alle 8 ore lavorative.
       Io sono qui da stamattina alle 9,30 e siamo arrivati alle 12
  ore.  Ritengo  che  ci  sia  anche  un  rispetto  che dobbiamo ai
  parlamentari,  la  propaganda  di  deputato  di maggioranza se la
  fanno  in  altra  sede.  Qui  abbiamo  diritto  di lavorare molto
  serenamente  e  quindi dico che sarebbe un grosso errore da parte
  della  Presidenza se volesse continuare questa sera le iniziative
  riguardanti  la  riforma dello Statuto. E poi voglio essere anche
  più  chiaro:  bisogna  sapere che basta un deputato che chieda il
  rispetto delle 24 ore e chiunque pensi che domani o dopodomani si
  possano   approvare   leggi,   sappia  che  chiederò  le  24  ore
  regolamentari  per poter fare il dibattito generale.
       A  quel  punto, siccome abbiamo emendamenti da presentare li
  presenteremo,  se  qualcuno  è disposto a stare qui la notte e il
  giorno di Natale, io lo sfido. Grazie, Presidente.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, anch'io sono
  stimolato    dall'intervento    dell'onorevole    Provenzano    e
  dell'onorevole Speziale ad intervenire sull'ordine dei lavori.
       L'onorevole Provenzano può  individuare,  rispetto  alla sua
  impostazione politica, quali sono  le  emergenze,  le priorità di
  questa fase.
       Anche io ritengo che la  discussione sugli ordini del giorno
  può  apparire come una  discussione  estranea  alle  esigenze  di
  politica,  di  iniziativa legislativa  di  questo  Parlamento  in
  questo momento. Ma è  una  prerogativa  parlamentare  che  starei
  attento due volte a sminuire e a svilire.
       Per  questo  non raccoglierò  l'invito  del  capogruppo  dei
  democratici di sinistra.  Una  maggioranza,  per  scelta politica
  può  autocensurarsi  e può anche  autozittirsi,  ma  non  può  né
  censurare né zittire le opposizioni  e  il  Parlamento.  E questo
  credo debba valere per tutti,  centro  sinistra  e centro destra.
  La maggioranza può fare una scelta  politica  ma non può chiedere
  un atto di autocensura alle opposizioni  che  hanno il diritto di
  esercitare  la  loro  battaglia   politica  e  la  loro  funzione
  parlamentare.
       E anche all'onorevole Speziale vorrei dire che è vero che ci
  sono gli ordine del  giorno dell'onorevole Fleres, dell'onorevole
  Briguglio, dell'onorevole Forgione, ma ci  sono  anche un bel po'
  di  ordini  del  giorno  dei  democratici  di  sinistra;  vengono
  ritirati. Rispettiamo la decisione, noi riproponiamo i nostri.
       E vorrei anche dire che questo  Governo che oggi ci chiede -
  almeno il capogruppo del principale partito  -  ci chiede un atto
  di  responsabilità ritirando tutti  gli  ordini  del  giorno  per
  andare speditamente, con una  logica  decisionista,  ad approvare
  leggi  voto,  elezione  diretta  del  Presidente,  maggioritario,
  variazione di bilancio, proroga  della Commissione Statuto che la
  gran  parte  degli  emendamenti  presentati  (oltre  cento)  alle
  variazioni di bilancio sono del  Governo  o di parlamentari della
  maggioranza.
       Ritireremo   anche   quelli   alla   fine?   Oppure   quelli
  prefigurano  altre  logiche e  altri  interessi  e  quelli  vanno
  rispettati perché  non offendano  la  dignità  del  Parlamento. E
  allora tutti più calmi.
       Credo che noi qui stiamo  esercitando  il  nostro diritto di
  parlamentari.
       Vorrei dirlo anche all'onorevole Granata.
       Domani  la prima commissione  può  anche  esitare  la  legge
  antimafia, e io, per la mia  gerarchia  di valori, ritengo quella
  una urgenza, il presidenzialismo non  credo faccia morire di fame
  alcuni dei soggetti deboli di  questa  Regione,  almeno in questo
  Natale, nel prossimo Capodanno e  nei  prossimi  dieci  a venire.
  Quella è una urgenza.
       Si può anche chiedere lo  stralcio della legge antimafia, ma
  non  credo  che licenziandola  domani  sia  interesse  di  questo
  Parlamento, su quel testo di legge unificato di adeguamento della
  normativa antimafia, Presidente  Granata,  fare  una  discussione
  strozzata che si chiude in un voto.
       Non credo.
       Visto  che  parlate sempre di  leggi  epocali  e  di  svolte
  epocali, forse perché  siamo  talmente  disabituati  dagli ultimi
  due anni a legiferare in  questo  Parlamento,  che  anche  quando
  facciamo una leggina minore diventa  una legge epocale, ma quella
  che ha un valore non strizziamola, facciamo una discussione vera.
  Abbiamo  discusso  per  un'ora   dei  Vespri  siciliani,  potremo
  discutere  seriamente  di  come   adeguare   tutta  la  normativa
  antimafia di questa Regione.
       E anche questo, fuori  della propaganda, Presidente Granata,
  anche se la esitassimo  domani  in  Commissione,  comunque quella
  legge non potrebbe arrivare perché  ci  sono  48 ore;  almeno che
  ora, in questa mania di decisionismo neocraxiano che sembra tanto
  affascinare i democratici di  sinistra  non  dovremo  violare  il
  regolamento e superare le 48  ore  di passaggio dalla Commissione
  all'Aula e discutere la notte di  Natale e produrre il bambinello
  Gesù del Presidente della Regione eletto direttamente dal popolo.
  Evitiamo la propaganda, ritorniamo  alla concretezza dei rapporti
  di questo Parlamento.
       Quello che si può fare lo  abbiamo  detto:  le  priorità, le
  variazioni    di    bilancio,    l'approvazione    dell'esercizio
  provvisorio, il voto finale sulla  dismissione  degli  enti  e il
  resto ai tempi della politica.
       Vedo che l'onorevole Piro dissente,  mi fa piacere perché  è
  difficilissimo sostituirla onorevole Piro, almeno da questa parte
  dei banchi.  Noi ce la stiamo mettendo tutta, sia tollerante, con
  la funzione che lei per anni ha svolto.

     PIRO. Assessore per il bilancio e le finanze. Senza risultati.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine  del  giorno n. 256, a
  firma Pezzino. Il parere del governo?

     LO MONTE , Assessore per i lavori pubblici. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO MONTE , Assessore per i lavori pubblici. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  io  condivido   le   preoccupazioni   e  le
  motivazioni che il Presidente  Provenzano  ha  espresso  nel  suo
  intervento, purtuttavia questo  Governo non intende stigmatizzare
  il comportamento di questo o di quell'altro deputato.
       E' chiaro che per diversi mesi il dibattito è stato ridotto,
  per le motivazioni che sappiamo, e  allora  è anche intuibile che
  l'Assemblea, i colleghi deputati, vogliano anche se qualche volta
  ripetono,  ribadire alcuni  principi,  alcune  direttive,  alcune
  intuizioni.
       E' chiaro che il Governo in questi giorni ha ribadito, credo
  in tutte le circostanze,  che  intende  arrivare all'approvazione
  delle variazioni di bilancio,  che  intende  procedere  sul testo
  unico della legge voto.
       Non spetta al  governo certamente regolamentare o far sì che
  i lavori di questa Assemblea si svolgano nei tempi e più volte in
  quest'ultima settimana abbiamo  preso all'unanimità degli impegni
  come parlamentari e quasi sempre non li abbiamo rispettati.
       Allora se vogliamo considerare  che siamo quasi alla vigilia
  di Natale, e che quindi credo costi  un  po' a tutti dilungarci o
  magari affrontare cose che  potremmo affrontare in altri momenti,
  non posso che ribadire che  il  Governo non intende assolutamente
  censurare  il  dibattito,  onorevole   Forgione,   non   è  nelle
  intenzioni  di  questo  Governo,   anzi   questo   Governo  vuole
  promuoverlo però ha anche delle  esigenze questo Governo e quindi
  desidera che la Presidenza di  questa  Assemblea si faccia carico
  anche dei tempi perché  presto si possa arrivare all'approvazione
  dei disegni di legge che dicevo prima.

     PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine  del  giorno n. 256, a
  firma Pezzino "Iniziative presso il  Ministero del lavoro e della
  previdenza sociale per la modifica del decreto legislativo n. 468
  del 1997".
       Il parere del Governo?

     LO MONTE . Assessore per i lavori pubblici.  Invito il collega
  deputato, onorevole Pezzino a  ritirarlo  perché  è  previsto nel
  disegno di variazioni che dobbiamo affrontare.

     PEZZINO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende  atto.  Si  passa all'ordine
  del giorno n. 258 "Interventi per la stabilizzazione dei progetti
  di lavori socialmente utili".
       Il parere del Governo?

     PAPANIA,  assessore per il lavoro,  la  previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAPANIA,  assessore per il lavoro,  la  previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione.       Vorrei       dire
  all'onorevole Pezzino che nella parte impegnativa dell'ordine del
  giorno è prevista l'estensione  della  legge regionale n. 3/1998,
  quindi mi pare assolutamente  improprio  rispetto  al  testo,  se
  intendeva chiedere la proroga dei  progetti di cui alla circolare
  n. 255 è un'altra cosa, per cui  lo  inviterei  a  ritirarlo  e a
  riformularlo a seconda l'indicazione  che  mi pare rilevare dalla
  premessa.

     PEZZINO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne  prende  atto.
       Ordine del giorno  n.  265  a firma dell'onorevole Forgione.
  "Istituzione del nuovo capitolo  di bilancio 'Fondo finanziamenti
  lavori di pubblica utilità dei comuni siciliani'".

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    assessore per il  bilancio  e  le  finanze.    Signor
  Presidente, io credo che l'intenzione dell'onorevole     Forgione
  possa  essere  considerata  sicuramente  apprezzabile,  tuttavia,
  vorrei far rilevare che l'ordine  del  giorno  non  è accoglibile
  sotto diversi profili.
       Il primo è che con  la  legge  finanziaria approvata l'altro
  giorno dal Parlamento nazionale,  nell'articolo  che  riguarda il
  patto di stabilità, che si  applica anche alla Regione siciliana,
  espressamente viene previsto che  il  provento  delle dismissioni
  mobiliari debba essere utilizzato per la riduzione del debito.
       L'indicazione è tassativa e difficilmente potremmo destinare
  i proventi del ricavato  della  dismissione  delle partecipazioni
  azionari all'altra finalità.
       Tuttavia, c'è un altro motivo:  quello  legato  al fatto che
  nell'accordo che è stato  stipulato  relativo  alla  legge  sulla
  dismissione degli enti vi è una  parte  che  riguarda  proprio la
  finalizzazione   dei   proventi   che   derivano   dalla   stessa
  dismissione, articolata in più parti,  una delle quali prevede un
  utilizzo parziale per investimenti, un'altra parte per interventi
  volti alla riqualificazione professionale  dei lavoratori, che in
  qualche  modo  può ricomprendersi  nella  fattispecie  che  credo
  sottenda il suo ordine del giorno.
       Allora,  per  questi   motivi,   perché   è   impraticabile,
  ovviamente nessuno di noi lo  sapeva  quando  è  stato presentato
  l'ordine del giorno perché la  legge  è  intervenuta  adesso, sia
  perché  comunque  c'è  già   una   finalizzazione  che  va  nella
  direzione, da lei indicata, la pregherei di ritirarlo e magari di
  potere riformulare in un'altra occasione un ordine del giorno che
  tenga  presente  le  due   esigenze   e   possa  individuare  una
  finalizzazione più mirata.

     FORGIONE. Lo ritiro.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE. L'Assemblea ne  prende  atto. Ordine del giorno n.
  267 a firma dell'onorevole Briguglio ed altri. "Provvedimenti per
  la pubblicazione delle  graduatorie  definitive per l'accesso dei
  lavoratori "ex articolisti" ai contratti di diritto privato".
       Il  parere  del  Governo  è  favorevole.  Chi  é  favorevole
  rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa  all'ordine   del   giorno   n.   273   a   firma
  dell'onorevole Oddo: "opportune iniziative  al fine di evitare la
  cessazione  del  funzionamento   del   dissalatore   di   Trapani
  annunciata dalla società T.P.L. di Roma, a firma Oddo. Ordine del
  giorno n. 259, a firma Vella.  Si  illustrano  da  sé.  Pongo  in
  votazione l'ordine del giorno n. 273. Il parere del Governo?

     PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Signor presidente,
  gli ordini del giorno mirano alla  stessa  indicazione da dare al
  Governo, relativa alla questione  dei  dissalatori,  questione di
  carattere generale visto che non  soltanto  questi  comuni, ma ad
  esempio, il comune di Ustica ormai  da circa un anno soffre della
  condizione   della   cessazione   del   contratto   con   l'ATPL,
  trattandosi,  per  altro,  di  un'isola  i  problemi  sono  stati
  enormemente accentuati.
       Vi é un'indicazione di carattere generale che il Governo con
  l'assessore ai lavori pubblici sta cercando di portare avanti che
  va nella direzione degli  ordini  del  giorno  che sono stati qui
  presentati.
       In linea di massima,  quindi,  il  Governo  non é contrario,
  anzi, all'accoglimento di questi  ordini del giorno se non per un
  aspetto dell'ordine del  giorno presentato a firma dell'onorevole
  Vella che impegna il  Governo alla trattativa privata senza altre
  possibilità.
       La trattativa privata é una delle possibilità che il Governo
  valuterà nel più  breve  tempo  possibile. Possiamo interpretarla
  così. Se così é, signor Presidente, il parere é favorevole.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione  l'ordine  del  giorno  n. 273.
  Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  l'ordine  del   giorno   n.  259  con  le
  precisazioni fatte dall'assessore  Piro ed accolte dall'onorevole
  Vella. Chi é favorevole rimanga seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa  all'esame  dell'ordine   del   giorno   n.   263
  "sospensione effettiva dei ruoli  esattoriali  del  consorzio  di
  bonifica  di  Agrigento   e  rimozione  dell'attuale  commissario
  straordinario", dell'onorevole Pezzino. Il parere del Governo?

     LO  MONTE    Assessore per i lavori pubblici.  Il  Governo  si
  rimette all'Aula.

     PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi  é  contrario si alzi; chi é
  favorevole rimanga seduto.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    Si  passa  all'ordine  del   giorno   n.  264  "Nomina  di  una
  commissione  di inchiesta  per  far  luce  sulla  gestione  della
  società Bacini di Palermo" a firma Forgione, Liotta e Vella.

     CAPUTO. Chiedo di  aggiungere  la  mia  firma  all'ordine  del
  giorno.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente, questo ordine del giorno nasce da
  un'esigenza e pone un'esigenza. L'esigenza é quella di fare piena
  luce su tutta la vicenda  e la gestione della Bacini, in rapporto
  ad  una  vicenda, quella  del  cantiere  navale  di  Palermo, che
  rappresenta  da qualche  anno  una  delle  vertenze  operaie  più
   mportanti di questa Regione.
       Questo cantiere si è trovato nei  mesi  passati di fronte ad
  un bivio ad accettare il ricatto della Fincantieri dello scorporo
  del sito palermitano e quindi di  fatto  essere lasciato in balia
  del mercato, più che in balia  delle  onde, oppure attraverso una
  dura battaglia imporre a Fincantieri  un  ruolo  diverso  per  le
  produzioni del cantiere, le riparazioni, dentro un rilancio della
  cantieristica nazionale.
       E' determinante il ruolo  della Bacini in questo progetto di
  rilancio del cantiere navale  di  Palermo,  però  sulla Bacini si
  sono addensate troppe ombre in questi anni.
       La Bacini è legata  direttamente  alla  gestione della spesa
  regionale, le sono giunti 52  miliardi  per la ristrutturazione e
  l'ammodernamento di due bacini  galleggianti,  altri 12 stanziati
  per interventi di recupero;  questo  ordine del giorno interviene
  direttamente anche rispetto alla  vicenda delle dismissioni degli
  enti di cui abbiamo discusso in quest'aula parlamentare.
       Abbiamo bisogno di avere trasparenza su tutta la gestione di
  questi  miliardi per  capire  davvero  perché, nonostante  questi
  contributi,  la   Bacini  di   Palermo   ha   via   via   vissuto
  l'impoverimento  tecnologico,  un  impoverimento dell'innovazione
  piuttosto che un suo  adeguamento  agli standards nazionali degli
  altri cantieri.
       Ci sono diversi atti  ispettivi  su questa vicenda, altri di
  Rifondazione Comunista, altri di Alleanza Nazionale.
       Noi chiediamo una commissione  governativa  di  indagine  su
  questa vicenda perché il Governo regionale può contribuire a fare
  luce.  Sono vicende delle quali è già attenzionata la commissione
  nazionale antimafia; sono le  vicende  che riportano alla cronaca
  la situazione drammatica dell'operaio  Gioacchino Basile; sono le
  vicende che riportano anche direttamente al ruolo delicato che il
  sindacato, la FIOM, i  metalmeccanici  in  questo  momento stanno
  avendo nella battaglia per la difesa e il rilancio del cantiere.
       Ci sono stati troppi nemici  del  cantiere  navale di questa
  vertenza operaia.  Credo che la  Regione  e il Governo regionale,
  Presidente Capodicasa, può dare un contributo ed anche un segnale
  di  novità  e di svolta, proprio  perché  questo  Governo  e  lei
  Presidente non è compromesso con la gestione di questi anni della
  Bacini e dello scambio che, attorno  alla Bacini si è operato tra
  gestione  della  spesa  pubblica,  Fincantieri  ed  anche  alcune
  famiglie mafiose dell'Acquasanta.
       Noi non abbiamo timore  a  dirlo  e  c'è  una responsabilità
  diretta dei vertici della  Fincantieri  che  hanno sempre gestito
  contrattando  con  le  famiglie  mafiose  dell'Acquasanta  e  dei
  Galatolo la gestione degli appalti e dei sub-appalti del cantiere
  navale.
       Per cui da una parte  si  dismettevano  interi  reparti,  si
  chiudevano  reparti,  si  licenziavano  operai  e  dall'altra  le
  funzioni e le mansioni di quei reparti, di quegli operai venivano
  assegnate a ditte, tutte  senza  l'applicazione dello statuto dei
  lavoratori, perché tutte con meno di quindici operai spesso erano
  controllate direttamente o  gestite  direttamente  dalle famiglie
  mafiose dell'Acquasanta.
       Su queste cose c'è  un'attenzione della Magistratura, c'è un
  processo già aperto. Noi  crediamo  che bisogna andare oltre quel
  processo per sapere le  responsabilità vere di Fincantieri, delle
  direzioni della Fincantieri che si  sono succedute qui a Palermo;
  ma  c'è  una parte che riguarda  noi:  la  gestione  della  spesa
  regionale e questo Governo darebbe  un bel esempio se accogliesse
  la richiesta di una  commissione  di  inchiesta  regionale  sulla
  vicenda  della  Bacini  palermitana,  non  per  creare  ulteriori
  polveroni e far dire magari a  Fincantieri che dato che qui tutto
  è sporco e tutto è mafia è  meglio abbandonare il sito di Palermo
  e abbandonare gli operai palermitani.  Ma  per dire a Fincantieri
  che a partire dal Governo della  Regione,  a  partire  da  questo
  Parlamento c'è una volontà di trasparenza  e  di legalità che può
  consentire l'abbattimento dei costi, che  era  quello  del  costo
  aggiuntivo della mafia dentro il cantiere di Palermo, e favorire,
  a partire da questa battaglia di  legalità  e  di trasparenza, il
  rilancio del cantiere palermitano, e  una  garanzia di futuro per
  gli operai del cantiere navale di Palermo.

     SILVESTRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SILVESTRO.   Brevissimamente  per   dire   che   la  richiesta
  dell'onorevole Forgione forse va  riformulata,  perché al Governo
  spetta un compito di iniziativa  positiva  per quanto riguarda la
  crisi dei cantieri.
       L'indagine va affidata ad  un  organismo del Parlamento; c'è
  la commissione antimafia?  Affidiamo  alla  stessa un'indagine in
  questo senso che dia  al  Governo  le  possibilità per affrontare
  un'iniziativa positiva in rapporto  alla  crisi  dei  cantieri di
  Palermo.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, quest'ordine
  del giorno introduce,  con  estrema  attualità, l'argomento della
  gestione degli Enti economici siciliani; la Sicilia, imprenditore
  o imprenditrice, come  qualcuno  l'ha  definita,  ha significato,
  negli anni, anche questo,  ha  significato  anche  la gestione di
  parte cospicua del patrimonio  pubblico  che  è finito in appalti
  sospetti che sono stati gestiti direttamente dalla mafia.
       Oggi, qui, potremmo dire che una parte di questi 52 miliardi
  che,  attraverso  la Regione e per suo tramite attraverso l'ESPI,
  sono  stati  dati  alla Bacini SpA, sono stati, in parte, gestiti
  dalla mafia siciliana.
       In un contesto in  cui la magistratura palermitana adesso ha
  cominciato a puntare i  riflettori, e  abbiamo  visto   anche una
  serie di collusioni  strane,  ed  io  non  voglio  colpevolizzare
  nessuno,   anzi   sono  estremamente  d'accordo  a  nominare  una
  Commissione d'inchiesta, anche  se  vi  è  un  atto  ispettivo di
  Alleanza Nazionale  con  il  quale  si  chiede  alla  Commissione
  parlamentare antimafia  di acquisire tutti gli atti costitutivi e
  tutti i bilanci  della  Bacini SpA, anche per accertare se  fra i
  soggetti che  hanno  nel  tempo costituito la Bacini SpA, vi sono
  anche  esponenti  dell'attuale  Governo D'Alema, perché  si parla
  anche di  esponenti  politici  che in atto ricoprono la carica di
  ministro nel Governo  D'Alema.  Noi  non lo siamo sicuro e c'è un
  atto ispettivo  di  Alleanza  Nazionale con il quale si chiede di
  accertare se vi sono ministri, che all'epoca non lo erano, ma che
  facevano parte del Consiglio di Amministrazione della Bacini SpA,
  se è vero,  come è vero, che la Bacini negli anni è stata gestita
  per  determinare assunzioni e per finanziare segreterie politiche
  della vecchia, ma non tanto vecchia Democrazia Cristiana.
       Abbiamo anche chiesto di verificare ed è giusto...

     DI MARTINO . Due mesi fa dov'era?

     CAPUTO. Certe volte l'età  le   fa  perdere il contatto con il
  tempo.
       Abbiamo  anche  chiesto,  come  ha fatto la magistratura, di
  porre  anche la giusta attenzione sul ruolo che alcuni sindacati,
  o  alcuni sindacalisti è meglio dire, hanno avuto all'interno del
  cantiere navale di Palermo, dove abbiamo accertato che la Procura
  della  Repubblica  di Palermo, Direzione antimafia, ha chiesto ed
  ottenuto al Tribunale la esclusione come patroni di parte civile,
  e  come  parte  offesa  i sindacati e i sindacalisti, legati alla
  triplice,  che  hanno  avuto  rapporto  e collusioni con la mafia
  dell'Acquasanta   e  dei  Galatolo, così  come  diceva  Francesco
  Forgione.
       E'  un  capitolo  fra i più bui e i più sporchi della pagina
  della  storia  regionale  siciliana  e  di  una Sicilia che in un
  momento  ha  deciso  di  diventare  imprenditore  a  spese  della
  collettività  e  che  poi, nei fatti, ha favorito i parassiti, ha
  favorito la mafia e ha favorito personaggi di bassissimo spessore
  seppur di altissimo livello criminale.
       Quindi, signor Presidente e onorevoli colleghi, io credo che
  questo  ordine  del giorno debba essere modificato e debba essere
  condiviso  nel  senso di chiedere al Presidente della Commissione
  antimafia, e quindi  all'intera Commissione, di acquisire tutti i
  bilanci e gli  atti  costitutivi  per  far luce su come questi 52
  miliardi  dati alla Bacini sono stati spesi perché è vero, come è
  vero, che ci  sono  impianti  -  come gru e piattaforme - che non
  sono stati mai  collaudati  dopo  15 anni, che non sono stati mai
  utilizzati, e  forse  alcune  opere non sono state mai realizzate
  addirittura.
       Quindi, chiediamo non solo  questo, ma  il  giusto:  che  la
  Regione siciliana, che  l'assessore  all'industria   chieda  agli
  uffici tecnici della Regione di  andare a fare un sopralluogo per
  verificare come sono state spesi  e se sono stati spesi questi 52
  miliardi di patrimonio dell'intera collettività e dei siciliani.

     VIRZI. Sono messi a bot e cct.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  presidente,  onorevoli colleghi, non desidero
  intervenire nel  merito della mozione, onorevole presidente se mi
  ascolta un attimo, perché vorrei cercare di semplificare i lavori
  d'Aula anche  per  evitare di contribuire ad allungarli. Solo per
  ricordare  a  me  stesso  e  all'Aula  che,  in  casi  precedenti
  piuttosto che  la  scelta  di costituire ulteriori commissioni di
  inchiesta o di indagini è stata compiuta la scelta di affidare la
  questione specifica o alla commissione di merito o come in questo
  caso potrebbe essere affidata alla commissione antimafia. Dunque,
  se  ci  fosse  un  indirizzo  di  questa  natura,  piuttosto  che
  complicare la  vita  del  Parlamento  con  la  nascita  di  altre
  commissioni interne  all'Assemblea  -  cosa diversa se fossero di
  altra  natura, ovviamente - potrebbe essere realizzata un'analoga
  decisione se  l'onorevole Forgione e gli altri presentatori della
  mozione  sono  d'accordo,  piuttosto  che costituire un ulteriore
  organismo, mi  pare  che  l'argomento  sia  di  pertinenza  della
  commissione  regionale  antimafia,  alla  stessa  potrebbe essere
  affidato il  compito  di  svolgere  le  indagini  che  ci sono da
  svolgere, se  ce  ne  sono  da  svolgere,  posto  che  esiste una
  indagine della Magistratura rispetto a questo tema.

     CASTIGLIONE, assessore all'industria. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE,   assessore   all'industria.  Signor  presidente,
  onorevoli colleghi, io  ritengo che, l'interrogazione, i numerosi
  atti ispettivi che hanno  fatto  riflettere  questo Parlamento su
  una delle tante società per azioni del mondo degli Enti economici
  regionali sia quanto mai opportuno perché é chiaro che quando noi
  avviamo  un  processo  di  dismissione  delle  partecipazioni  di
  liquidazioni degli Enti economici anche la gestione di fatti, che
  certamente non  appartengono  al recente passato, ma che possiamo
  datare nell'arco  dal  1980  agli  anni  '90,  a  me  sembra  che
  l'iniziativa parlamentare  sia stata non solo opportuna, ma anche
  giusta, essa guarda anche a quello che è stato l'obiettivo che il
  Governo  ha   voluto  perseguire  sin  dal  primo  momento  dello
  scioglimento  degli  Enti economici regionali. Quindi, il Governo
  si impegna a  rispondere  a tutti gli atti ispettivi e lì dove si
  fa   riferimento   esplicito  alla  società  Bacini  di  Palermo,
  certamente non  si tira indietro rispetto ad una indagine che può
  essere promossa,  e  sarà promossa, dal Governo per una ispezione
  alla Bacini  SpA  di  Palermo,  tenendo conto che non c'è nessuna
  preclusione  anche  che  si  avvii  una  commissione  formata  da
  parlamentari, una  commissione  che  possa far luce sui fatti che
  sono  stati  denunciati  dagli onorevoli interpellanti.
       Giova inoltre  ricordare  che  il  Governo, in occasione del
  dibattito  sul  rilancio  dei  Cantieri  di  Palermo,  presso  il
  Ministero dell'Industria, ha  messo a disposizione anche la quota
  regionale perché  possa  effettivamente  servire  di fronte ad un
  piano di rilancio  che sia il più chiaro possibile, il più solare
  possibile. Il  Governo  della  Regione  sarà  sensibile perché la
  Bacini SpA possa essere messa a disposizione di questo importante
  settore che  è  quello cantieristico a livello regionale. Quindi,
  il Governo certamente si farà promotore di una indagine ispettiva
  ma, se questo  non  dovesse  bastare, il  Governo,  anche con una
  partecipazione   a   mio   avviso   quanto   mai   opportuna  dei
  parlamentari,  sarà  disponibile  a promuovere una commissione di
  indagine sulla vicenda denunciata dagli interpellanti.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA. Ma su che cosa? Ha già parlato

     PRESIDENTE. Per precisare,  l'impegno  che  chiede al Governo,
  per rimodularlo, risistemarlo.

     FORGIONE. Onorevole presidente,  onorevoli  colleghi, dato che
  dobbiamo modificare la parte  impegnativa  anche sulla base delle
  cose dette,  accogliamo  l'impegno  del  Governo  ad  avviare una
  ispezione  conoscitiva  sulla  vicenda  della "bacini" e, quindi,
  invece che  commissione  d'inchiesta, si parla di una ispezione e
  con questo spirito, ispezione governativa, invece che commissione
  d'inchiesta governativa,  credo  che  lo  possiamo  votare con lo
  stesso parere favorevole del Governo.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE. Con  le precisazioni dell'onorevole Forgione e con
  il  parere  favorevole  del  Governo  in  questo  senso, pongo in
  votazione l'ordine del giorno numero 264.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  266: "Iniziative
  presso  il  Governo  nazionale  per il finanziamento e l'avvio di
  patti  territoriali  e contratti d'area", a firma degli onorevoli
  Briguglio ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     LO MONTE , assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                           (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero 257: "Proroga dei
  termini di scadenza delle graduatorie concorsuali approvate dalle
  Aziende Sanitarie locali", a firma dell'onorevole Pezzino.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                           (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine del giorno numero 272: "Iniziative nei
  confronti  del  Governo  nazionale  e  dei  Rettori  degli Atenei
  siciliani,   per  garantire  la  prosecuzione  degli  studi  agli
  studenti  beneficiari  di provvedimenti di sospensiva del "numero
  chiuso"  da parte dei Tribunali Amministrativi per l'accesso alle
  Università",  a  firma degli onorevoli Martino, Mele ed altri. Il
  parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                           (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero 271: "Istituzione
  della Commissione  regionale  per  i  diritti dell'uomo", a firma
  dell'onorevole Fleres.  Lo  pongo  in  voptazione.  Il parere del
  Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                           (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       Si passa  all'ordine  del giorno numero 269: "Interventi per
  assicurare  il  rispetto  dell'articolo  6  dello  Statuto  della
  Regione siciliana",  a  firma  dell'onorevole Fleres.

     FLERES. Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE. Ne  ha  facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
  intervenire  su questo ordine del giorno perchè sono convinto che
  l'intero  Parlamento  dovrebbe  cominciare a porsi un problema di
  autotutela di quelle che sono le prerogative parlamentari sancite
  dalla  Costituzione  e  ribadite  dall'articolo  6  dello Statuto
  stesso.  E  questo non perchè si voglia interferire sull'attività
  ordinaria  della  Magistratura, tutt'altro, per carità, ma perchè
  non possono essere strumentalmente adoperati alcuni meccanismi di
  carattere  istruttorio solo per finire sulla stampa ed agitare un
  caso  che  tale  non  può  essere  considerato  essendo privo dei
  presupposti.
       La  questione  è  nota  a  tutti: ci sono alcuni deputati di
  questo  Parlamento  che  sono  stati  iscritti nel registro degli
  indagati  per  avere sottoscritto una mozione parlamentare con la
  quale  chiedono tra l'altro la costituzione di una Commissione di
  indagine  sul  comportamento  del  Presidente  della Provincia di
  Palermo  del  tempo  e  fin qui  nulla quaestio,  è perfettamente
  regolare  che  i  magistrati  di  Palermo  se ritengono che nella
  mozione  vi  siano  elementi  tali da giustificare l'avvio di una
  indagine  hanno  fatto  benissimo  ad  iscrivere  i  deputati nel
  registro degli indagati.
       Ciò che  non  è  perfettamente  comprensibile,  ed in questo
  senso  è   opportuno   che   il  Parlamento  chieda  il  rispetto
  dell'articolo 6  dello Statuto e della Costituzione rispetto alle
  prerogative  parlamentari  che  riguardano  non  privilegi, ma la
  democrazia e  la libertà nell'esercizio del mandato, quello che è
  strano, quello che è sicuramente discutibile è la decisione della
  medesima magistratura  di  chiedere la proroga delle indagini non
  perchè è  necessario  un  approfondimento  del caso rispetto alla
  presenza o meno  di un reato compiuto, bensì perchè non è nota la
  qualifica dei  presentatori  della  mozione. E poichè una mozione
  parlamentare non  può che essere stata presentata da parlamentari
  e poichè  i  parlamentari  non  sono  sicuramente suscettibili di
  accusa, e quindi ancor meno di condanna,  per le opinioni e per i
  voti espressi  in Aula, nè per questo possono essere incriminati,
  ecco bene ha fatto la Magistratura ad aprire le indagini, bene ha
  fatto la  Magistratura  ad  iscrivere  i  presunti  rei  di  tale
  crimine,  (che  sarebbe  la  diffamazione) scriverli nel registro
  degli  indagati, ma certamente è assolutamente non comprensibile,
  non logico che  si  chieda  la  proroga delle indagini non per un
  approfondimento  delle  medesime,  giusticabilissimo,  ma  per il
  riconoscimento della qualifica di deputato di persone che solo in
  questa   funzione  hanno  presentato  una  mozione  parlamentare,
  altrimenti non avrebbero potuto.
       Un  cittadino  che  non  sia deputato non può presentare una
  mozione  parlamentare  in  un Parlamento; può fare una petizione,
  può  scrivere  una  lettere,  può  fare  un  appello,  ma non può
  certamente sottoscrivere  un  atto parlamentare  E dunque è sotto
  questo aspetto,  signor  Presidente,  che noi chiediamo che venga
  tutelata la  funzione  parlamentare ed il diritto, la prerogativa
  del parlamentare  di  esprimere  liberamente il voto e l'opinione
  nell'esercizio del proprio mandato,  non  certo  per  interferire
  nell'attività della  Magistratura  che è giusto che compia il suo
  dovere,  che   è  giusto  che  noi  tutti  rispettiamo,  come  la
  rispettiamo.  Ma  così  come  noi  rispettiamo  la  magistratura,
  pretendiamo  che  la  magistratura  rispetti  il parlamentare nel
  momento in cui esercita una funzione parlamentare.
       Io  credo, senza volere troppo enfatizzare la questione, che
  il  Parlamento,  un  Parlamento, che dovesse trovarsi a discutere
  quella  mozione  su cui si conducono le indagini si troverebbe in
  grande  imbarazzo  a  votarla,  a  non  votarla,  o  comunque  ad
  esprimersi  perché  potrebbe  trovarsi nella condizione di essere
  anch'esso sottoposto ad indagini, anch'esso iscritto nel registro
  degli  indagati,  salvo  poi  a scoprire che essendo parlamentari
  tutti quello  che hanno scritto o detto poteva pure essere falso,
  ma comunque non suscettibile di avvio di procedura giudiziaria in
  quanto  il  parlamentare,  come  dicevo  ampiamente  prima, non è
  certamente  perseguibile  per  i  voti espressi o per le opinioni
  espresse nell'esercizio del mandato.
       Desidero  da  questo  punto  di  vista chiarire che quanto è
  scritto  attiene  esclusivamente  a  questi  aspetti, non intende
  interferire  nell'onorevolissimo  compito  della  magistratura ma
  intende,  però,  sottolineare  e tutelare l'esercizio del mandato
  parlamentare  che, peraltro, in  altre occasioni è stato messo in
  discussione perché, come lei sa, onorevole Presidente, sono state
  compiute  indagini  su  disegni  di  legge,  sono  state compiute
  indagini su emendamenti, sono state compiute indagini su attività
  proprie del Parlamento.
       Allora,  se  in  questo  Paese  vige un regime ce lo si dica
  subito  che emigriamo  Ci faremo accompagnare da qualche compagno
  di  Rifondazione  comunista  in  un Paese diverso dal nostro così
  come i compagni di Rifondazione comunista accompagnano nel nostro
  i loro  compagni  nel momento in cui nel loro Paese si trovano in
  difficoltà.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Per l'ultima parte dell'intervento dell'onorevole
  Fleres?  Vuole  accompagnare l'onorevole Fleres in qualche posto?
  L'onorevole  Forgione  la  vuole  accompagnare, onorevole Fleres.
  Onorevole Forgione, ha facoltà di parlare.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, credo che
  l'ordine  del  giorno  dell'onorevole  Fleres ponga una questione
  molto delicata  alla discussione di questa Aula, e proprio perchè
  molto delicata sarà bene che ne discutiamo con la delicatezza che
  merita una questione di questo tipo.
       Io  credo  che  le  ragioni  esposte  dall'onorevole  Fleres
  riguardino la natura di un Parlamento, i diritti di un Parlamento
  e le funzioni che i parlamentari devono e possono esercitare.
       Soltanto cinque  minuti fa ho fatto delle affermazioni sulla
  Bacini, i  rapporti  con  la  mafia del quartiere Acquasanta e la
  Fincantieri che  fuori  da  questa  Aula  sarebbero  passibili di
  reato.
       Ma  io  credo  che  i parlamentari, di qualunque colore essi
  siano, abbiano  il  diritto  di  esprimere  una  posizione  e una
  denuncia  in  questo  Parlamento  e  che questa è garantita dalla
  natura stessa di questo Parlamento.
       Io  credo  che  ci sia un errore grave che è quello commesso
  dalla  Giunta  provinciale di Palermo, allora di centro-sinistra,
  nel  denunciare  sei parlamentari per un atto parlamentare.
       E' un errore grave, di cecità e di miopia politica oltre che
  istituzionale, perché  chi  rappresenta  una istituzione delicata
  come  la  provincia  di  Palermo  non  doveva arrivare a tanto. E
  purtuttavia,  signor  Presidente  e  onorevole  Presidente  della
  Regione io credo, onorevole Fleres lei ha posto una questione che
  può essere  raccolta  nello  spirito  della  difesa  del ruolo di
  questo Parlamento e  come  tale  io  credo  che  si può anche non
  arrivare al voto  nel momento in cui il Parlamento già discute di
  questo. Io  credo  che  i  magistrati  abbiamo  compiuto  un atto
  dovuto, provocato  -  lo  ripeto  -  dalla miopia, dalla cecità e
  dalla incultura  istituzionale  di  una Giunta provinciale che ha
  denunciato dei  parlamentari.  Poco importo se a quella Giunta il
  mio partito partecipava
       E  però  partire da qui per fare come fa nella seconda parte
  della  mozione  un  attacco  alla  magistratura  che va ben oltre
  l'atto del quale noi stiamo discutendo, mi sembra sbagliato
       A   me  pare  che  investire  questo  Parlamento  di  questa
  discussione,  investire  il  Governo  della  Regione  anche di un
  incontro  istituzionale  con  la  Procura,  non con il Presidente
  della  Repubblica,  io  eviterei quest'altra parte ed eviterei il
  voto essendo  già  questa  discussione  un  momento  che  investe
  quest'Aula e  il  Governo  stesso  di  un'esigenza di garanzia di
  questo Parlamento. E  su  questo  non  c'è bisogno di votare o di
  dividersi, come  non  credo  che  questa  sera  dovremo dividerci
  sull'autonomia e l'indipendenza della magistratura, che è un bene
  supremo  che   noi   vogliamo   garantito  e  rispetto  al  quale
  un'interferenza parlamentare, pur partendo da una ragione giusta,
  sarebbe comunque grave.
       A me  pare  che  la  questione posta la possiamo risolvere a
  questo livello  e a questo livello uscire unitariamente da questa
  discussione.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  l'argomento    sollevato   dall'ordine   del   giorno   a   firma
  dell'onorevole Fleres,  è  un  argomento di rilievo che più volte
  quest'Aula ha  dibattuto  in  altre occasioni, in passato, quando
  profili come  quelli che qui vengono adombrati si sono presentati
  rispetto ad altri parlamentari di questa Assemblea.
       Ricordo che  in  una  di queste occasioni vi fu un dibattito
  lungo e  articolato  che  si  concluse  con  un ordine del giorno
  votato a  sostegno delle prerogative del Parlamento e dei singoli
  parlamentari.  E  ricordo  anche che il Presidente dell'Assemblea
  dell'epoca,  fece  riferimento  a  norme di natura costituzionale
  oltre che  di  natura  penale,  riferito  ovviamente  a chi possa
  ritenere,  attraverso atti che configurino una pressione indebita
  verso   l'attività  del  Parlamento,  tendente  ad  impedirne  il
  funzionamento, e il libero esercizio delle proprie prerogative.
       Io credo  che, senza  ricorrere  a eccessi nel descrivere la
  situazione,  noi  possiamo  senz'altro  affermare,  così  come  i
  colleghi   che   sono  intervenuti  hanno  fatto,  dall'onorevole
  Forgione, anche  lo  stesso onorevole Fleres, che la tutela della
  funzione e delle prerogative del Parlamento, non sono sicuramente
  da  ricomprendere  tra  quelle  prerogative  che sono solitamente
  iscritte nella  categoria  dei  privilegi,  è  la  tutela  di una
  funzione, di  un  mandato  che  è  un  mandato  popolare e quindi
  indirettamente è  la  tutela  della volontà popolare che viene in
  questo modo tutelata.
       Credo che in passato tutte le iniziative, anche di carattere
  giudiziario,   che  sono  state  indirizzate  verso  parlamentari
  nell'esercizio   delle   loro  funzioni,  hanno  avuto  un  esito
  abbastanza negativo, nel senso che mai hanno dato luogo a ipotesi
  di reato,  tanto  meno  sono  stati  iscritti  nel registro degli
  indagati. Sono state iniziative di cittadini e in qualche caso di
  imprenditori, che  si sono sentiti lesi nella loro onorabilità da
  una  iniziativa  parlamentare, si sono rivolti alla magistratura,
  ma giustamente  la  magistratura  non ha inteso mai dare corso ha
  iniziative di questo genere.
       Nel caso  in  specie, viene adombrata un'ipotesi che però al
  momento non  appare  un'ipotesi  concreta.  Nel  caso in cui però
  dovesse  questo  verificarsi  come  ipotesi  concreta, il Governo
  della  Regione,  senza  bisogno dell'approvazione dell'ordine del
  giorno  direi,  perfino  a  prescindere dalla presentazione di un
  ordine del  giorno, avrebbe preso e prenderà, ove si verificasse,
  adotterebbe  tutte  le iniziative volte a tutelare il Parlamento.
  Questo è  nella  competenza  del Governo che ha la rappresentanza
  esterna del  Parlamento,  ma  credo  che  rientri  anche  tra  le
  prerogative    del    Presidente    dell'Assemblea,   in   quanto
  rappresentante massimo del Parlamento siciliano.
       Quindi, un  voto  forse  su  un  ordine del giorno è perfino
  riduttivo rispetto  alla  dimensione  del  problema. Credo che la
  volontà  unanime  la  si  manifesti  proprio  attraverso  la  non
  votazione di  un  ordine  del  giorno, chiedendo in questo senso
  all'onorevole Fleres  di ritirare l'ordine del giorno, perché  il
  Governo si  sente  pienamente  impegnato,  qualora  si  dovessero
  manifestare ipotesi di  questo genere, a dare corso ad iniziative
  di carattere costituzionale o anche di natura giurisdizionale per
  tutelare la  funzione  del Parlamento.  In questo senso l'accolgo
  come  raccomandazione,  onorevole  Fleres,  se l'onorevole Fleres
  però vuole riscontrare questo orientamento del Governo attraverso
  il ritiro dell'ordine del giorno.

     PRESIDENTE.  Anche   la   Presidenza   dell'Assemblea   assume
  l'impegno che ha preso la Presidenza della Regione a garanzia del
  Parlamento in tutte le  sue componenti. L'onorevole Fleres ritira
  l'ordine del giorno?

     FLERES.   Non   lo  posso   ritirare   se   è   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.   L'ordine   del    giorno    è    accolto    come
  raccomandazione. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       Si passa all'ordine del  giorno  n. 262:  Interventi al fine
  di consentire l'istituzione  di  uno  sportello  decentrato degli
  Uffici del Territorio per garantire i servizi catastali presso le
  Amministrazioni locali.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la L.61/98,  all'art..23  bis,  stabilisce  il  trasferimento  di
                 comuni interessati  le funzioni statali relativamente a
                 tutte  le  operazioni  e  le  procedure  necessarie  di
                 frazionamento e di accatastamento degli immobili e beni
                 espropriati per  i  lavori di urbanizzazione primaria e
                 secondaria e per  i  lotti  assegnati ai privati nonché
                 degli edifici  pubblici  nelle  zone  della  Valle  del
                 Belice;

     - ai sensi dell'art. 42, comma  5,  del  D.P.R.  287/92  si prevede
                 l'attuazione  di  un  ampio interscambio catasto-comuni
                 con l'attivazione  di  sportelli  per  la  fornitura di
                 servizi catastali presso i comuni;

     - sulla base di  tale  norma  la  realizzazione  di  uno  sportello
                 decentrato    consentirebbe   ai   comuni   interessati
                 l'adempimento alle  suddette  procedure  grazie  ad una
                 rapida consultazione dei necessari dati catastali;

     - ad oggi le numerose  famiglie   colpite  da  terremoto  del  1968
                 assegnatarie   di    alloggi   non   hanno   la   piena
                 disponibilità né la titolarità delle unità immobiliari,
                 per la  materiale  impossibilità  di  intervenire nella
                 stipula  dei   rogiti   notarili,  con  la  conseguente
                 impossibilità di alienare il proprio immobile.

     CONSIDERATO CHE:

     - tale inadempienza rimarca la  trascuratezza e la disattenzione su
                 problematiche sociali e  sul  dramma  che, ancora oggi,
                 non  può  dirsi  risolto   e   nemmeno  sulla  vira  di
                 soluzione.

     RITENUTO CHE:

     i Comuni di Sambuca di  Sicilia,  Santa  Margherita Belice, Menfi e
                 Montevago, essendo  coinvolti nel progetto nel progetto
                 comunitario  ECOS&OUVERTURE,  con  la partecipazione di
                 altre regioni  europee,  per  la  realizzazione  di  un
                 SITE-PROJECT  (Sistema  Informatizzazione  Territoriale
                 per l'Environnement) , hanno avviato iniziative al fine
                 di acquisire tecniche moderne per un controllo dinamico
                 del territorio  e  di  una pianificazione intercomunale
                 con la dotazione di una cartografia aggiornata.

     - l'avvio del suddetto progetto, da parte dei comuni sopracitati, è
                 stato pensato  proprio  in riferimento alla attivazione
                 decentrata degli  Uffici  del  Territorio  al  fine  di
                 garantire i necessari servizi catastali.

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire presso  il  Ministero  delle  Finanze  al  fine di
     consentire l'istituzione  di  uno sportello decentrato degli Uffici
     del  Territorio  per   garantire  i  servizi  catastali  presso  le
     Amministrazioni comunali.

                                                       VELLA
                                                       LIOTTA
                                                       FORGIONE

       L'ordine  del  giorno  si  illustra   da  sé.  Lo  pongo  in
  votazione.  Il parere del Governo?

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    Si passa all'ultimo ordine  del  giorno n.  276: - Disposizioni
  per destinare ai comuni  parte  dei  proventi  dei  biglietti  di
  accesso ai musei ed alle aree archeologiche.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO  CHE:

     -  l'introito   dell'accesso   ai   musei  pubblici  ed  ai  parchi
     archeologici costituirebbe  una  significativa entrata per i comuni
     che spesso presentano difficoltà di bilancio

                               IMPEGNA

                         IL GOVERNO REGIONALE

     - a predisporre una  normativa  che preveda che il trenta per cento
     del prezzo del biglietto  di  accesso  a musei pubblici e ad aree e
     parchi archeologici  spetti  ai  comuni nel cui territorio ricadano
     gli insediamenti;

     - a stabilire che  tale  legge si applicherebbe quando per i comuni
     medesimi non vigessero norme più favorevoli.

                                              STANCANELLI - CIMINO

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per  il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, ci sono state diverse iniziative, ce ne sono anche di
  carattere normativo. Io faccio presente che c'è una questione che
  riguarda la unicità delle  entrate del bilancio della Regione. Mi
  pare che correttamente  l'ordine  del  giorno  faccia riferimento
  alla predisposizione di una normativa che ci consente, quindi, di
  valutare con attenzione il percorso  che dobbiamo fare. Da questo
  punto  di  vista,  signor Presidente,  il  Governo  è  favorevole
  all'accoglimento di questo ordine del  giorno  e  senz'altro sarà
  impegnato  al  primo appuntamento  legislativo,  che  sarà  quasi
  sicuramente la prossima Finanziaria, a presentare un articolo che
  fa riferimento a questo ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 276. Chi
  è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       Pongo in votazione il  passaggio  all'esame  degli  articoli
  relativo al disegno di legge n. 840 "Integrazione del fondo per i
  comuni di cui all'articolo 11  della  legge  regionale  30  marzo
  1998".
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi,  la seduta è  sospesa  per  mezz'ora  e
  riprenderà alle ore 23.00.

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

     (La seduta, sospesa alle ore 22.35, è ripresa alle ore 23.10)

   705-708-758-norme stralciate/A

   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

       "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre
     al  Parlamento  nazionale  ai  sensi dell'articolo 18 dello
     Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
     siciliana  concernenti  l'elezione  diretta  del Presidente
     della     Regione,    l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
     l'iniziativa   legislativa   popolare   e   comunale  ed  i
     referendum  regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
                    Norme stralciate/A) (Seguito).

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito dell'esame
  del disegno  di  legge "Schema di disegno di legge costituzionale
  da sottoporre  al  Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18
  dello  Statuto,  recante  'Modifiche  dello Statuto della Regione
  siciliana  concernenti  l'elezione  diretta  del Presidente della
  Regione,    l'autoscioglimento    dell'Assemblea,    l'iniziativa
  legislativa popolare  e comunale ed i referendum regionali'" (nn.
  2-94-144-152-177-705-708-758  -  Norme  stralciate/A),  posto  al
  numero 2).
       Invito i  componenti  la Commissione speciale per la riforma
  dello Statuto a prendere posto nell' apposito banco.
       Il  Governo è rappresentato dall'onorevole Assessore Salvino
  Barbagallo.
       Onorevoli colleghi,  l'esame  del  disegno  di legge è stato
  interrotto  nel  corso  seduta  numero 205 di giovedì 17 dicembre
  1998, in fase di discussione generale.

     ADRAGNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Lei era già iscritto a parlare?

     ADRAGNA. No.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ADRAGNA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito
  che si  è  sviluppato  in  questa Aula ha evidenziato, in maniera
  chiara, che il tema della riforma dello Statuto rappresenta ormai
  una  tappa   ineludibile   non  solo  per  un  adeguamento  delle
  istituzioni regionali siciliane alle mutate condizioni politiche,
  alle mutate  condizioni economiche e sociali del nostro Paese, ma
  anche per  un  recupero di un doveroso protagonismo della Sicilia
  nel dibattito nazionale sulle riforme istituzionali.
       Ormai è manifestamente palese l'opinione diffusa delle forze
  politiche  che la riforma dello Statuto è una questione  non  più
  rinviabile.
       Il  dibattito  da  questo  punto  di  vista   è   certamente
  importante, restano aperti i temi su cui si  registrano  opinioni
  diverse   su  alcuni  punti  del disegno di legge  esitato  dalla
  Commissione  speciale  ma  il confronto in Aula del  testo  della
  legge-voto  sicuramente saprà delineare la giusta  sintesi  sulle
  decisioni da adottare.
       Pertanto  non  intendo  ripercorrere e ripetere  opinioni  e
  giudizi già abbondantemente espresse in questa Aula e, per quanto
  mi  riguarda, espresse anche dall'onorevole  Giovanni  Barbagallo
  per il Partito Popolare.  Ma vorrei sviluppare riflessioni di più
  ampia portata su questo importante atto che l'Assemblea regionale
  si accinge a fare.
       Il  punto  che  bisogna  particolarmente chiarire è  che  la
  riforma dello Statuto non è solamente un passaggio che  ci  viene
  imposto dai fatti che maturano a livello nazionale  sul  versante
  delle  riforme.
       Se noi ci  poniamo in questa ottica, se noi riteniamo che il
  punto di  partenza  sia  questo  particolare  momento che vive la
  nostra nazione, svaluteremmo il vero senso politico della riforma
  che ci  accingiamo  a promuovere e daremmo la netta sensazione di
  adempiere ad un atto quasi burocratico, come a volere significare
  che è  ormai  necessario riformare lo Statuto perché non possiamo
  più reggere il  confronto  con  ciò che avviene al di fuori della
  Sicilia e,  quindi,  facciamo  questa benedetta riforma e così ci
  mettiamo a posto con la nostra coscienza ed in linea con il clima
  politico-nazionale ed europeo in tema di svolte e di riforme.
       Non mi pare, no, proprio non mi pare che sia questo il senso
  ed il valore politico del compito che stiamo svolgendo
       Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo in presenza
  di  una  profonda  trasformazione della realtà sociale del nostro
  Paese. C'è una realtà complessa, articolata, con la formazione di
  aggregazioni  sociali  in  continua  evoluzione  ed  in  continuo
  cambiamento; c'è l'affermarsi di una realtà sociale che nelle sue
  multiformi   articolazioni   richiama  una  propria  soggettività
  politica,  che  deve  trovare spazio e deve ottenere una risposta
  anche all'interno delle istituzioni.
       Il   vero   problema   che   esiste  oggi  nelle  democrazie
  dell'occidente   industrializzato,  è  che  bisogna  trovare  una
  sintesi tra  le  grandi  domande di partecipazioni che provengono
  dalla società, e l'esigenza di una governabilità che assicuri una
  pronta rispondenza  alle  istanze  della  società stessa. Ed è un
  problema, lo  sappiamo  bene,  di  non  poco  conto, ma sta nella
  capacità della  politica di dare risposte a tale questione, e sta
  soprattutto nel  modo  con  cui la politica riesce a rispondere a
  questi interrogativi, su cui si misura l'adeguatezza di un'intera
  comunità,  ad  assecondare  un  normale sviluppo della democrazia
  conforme ai mutamenti della stessa società.
       Per  questo  è  ormai  assodato che questioni istituzionali,
  questioni  economiche  e  questioni sociali  sono intrinsecamente
  legate  in  un quadro unitario riformatore, che deve tenere conto
  di  tutti  e  tre  gli  elementi.  Non  è possibile immaginare di
  trovare  la risposta mettendo in differenza di valutazione le tre
  diverse   questioni,   ripeto:  le  questioni  istituzionali,  le
  questioni  economiche  e le questioni sociali sono proprio legate
  in questo unico contesto unitario riformatore.
       Qualsiasi  progetto riformatore che privilegi uno solo degli
  elementi,  a  discapito  degli  altri,  è un progetto monco, è un
  progetto  dimezzato.  Tutto  insieme  si  tiene, tutto insieme si
  lega, tutto insieme da una risposta la più esaustiva possibile.
       C'è  una stretta interconnessione, a mio avviso, tra assetto
  istituzionale  e  sue  modalità  di  funzionamento. Sono tutte le
  questioni legate  alle   attività economiche e sociali del Paese,
  anche  dalle  rappresentanze  politiche  elettive,  il  ruolo dei
  soggetti  rappresentativi  di interessi diffusi, rapporti tra chi
  svolge una  funzione di governo e chi rappresenta realtà concrete
  di aggregazione e di interessi sociali.
       In  altri  termini, si tratta di determinare un assetto, ove
  istituzioni,  democrazia  politica  e democrazia economica, siano
  aspetti speculari di una democrazia funzionante e governante.
       Con il  dibattito  aperto  in  quest'Aula, con la legge voto
  sulla riforma  dello  Statuto,  stiamo  compiendo, al  di  la dei
  contenuti, un  atto  che ci inserisce finalmente da protagonisti,
  nei processi  di  cambiamento  in  corso,  che  ci pongono grandi
  sfide.
       con questo passaggio legislativo, pertanto , stiamo dando il
  nostro  contributo  per  l'affermazione di una democrazia matura,
  che recuperi  la partecipazione e dia il contributo allo sviluppo
  di una reale democrazia economica.
       E'  in  questa direzione che noi ci muoviamo, per una vera e
  propria rinascita dell'Autonomia siciliana, per costruire altresì
  un'aggregazione nella società siciliana, che dia forza, impulso e
  sostegno  alle istituzioni riformate. In una tale ottica è chiaro
  che  appare  vecchio e  stantio il dibattito che si è sviluppato,
  stranamente, per la verità, fino a tempi recenti, fra i difensori
  della  carta  statutaria  e  chi invece premeva per riformarla. I
  primi,  i  difensori,  hanno  sempre  sostenuto  che un qualsiasi
  ritocco   allo  Statuto  avrebbe  comportato  un  attentato  alla
  specialità siciliana.
       La   verità  è,  diciamolo  con  molta  onestà,  che  questo
  argomento  ha  costituito  un  comodo  alibi che copriva inerzie,
  omissioni  politiche  e  consentiva  il  perpetuarsi di abitudini
  consolidate,  che  un  qualsiasi progetto di riforma rischiava di
  mettere in crisi.
       La  specialità  si  difende  con  uno  speciale uso dei suoi
  contenuti,  delle sue possibilità e delle sue potenzialità. E' in
  questa  chiave  che  possiamo  inserirci nel processo in corso di
  riforma   delle   autonomie  regionali  e  locali,  senza  alzare
  steccati,   ma   sapendo   dare  una  concreta  razionalità  alla
  specialità  dello  Statuto  siciliano.
       La proposta contenuta nel disegno di legge-voto va in questa
  direzione.  E'  chiaro che ci sono punti da approfondire, ci sono
  al di  là  del  testo opinioni da confrontare in alcune questioni
  specifiche, vedasi  la  questione  dello spazio che deve occupare
  nello   Statuto   il   sistema  elettorale.  Ma  complessivamente
  possiamo affermare  che abbiamo imboccato la giusta direzione per
  corrispondere alle  esigenze  di  cambiamento  e  alla domanda di
  governabilità  ed  alla  necessità dell'adeguamento dello Statuto
  alle condizioni sociali, non solo della nostra Isola, ma di tutto
  il Paese.
       L' elezione  diretta del Presidente della Regione, la scelta
  di assessori  anche  al  di  fuori  dell'Assemblea  regionale, la
  semplificazione delle modalità di scioglimento dell'Assemblea, la
  introduzione di strumenti di democrazia diretta con il referendum
  sono passaggi  che  qualificano  la  riforma, rendono adeguato lo
  Statuto   alla   nuova  realtà  sociale,  rilanciano  l'autonomia
  siciliana su  nuove  frontiere  di  sviluppo  della democrazia in
  Sicilia.
       Su  una questione specifica intendo  esprimere  un'opinione,
  trattasi  dell'argomento circa l' opportunità di  inserire  nello
  Statuto  il  sistema  di  determinazione   della   rappresentanza
  parlamentare, in altre parole del sistema elettorale.  Credo  che
  uno   strumento   che   contenga   la  linea   fondamentale   del
  funzionamento dell'istituzione regionale - mi riferisco oltre che
  ai problemi  delle  competenze,  del  rapporto  con lo Stato, del
  rapporto dello  Stato  e  con  gli  enti  locali,  alla  forma di
  governo, alla  sua  formazione  ecc.,ecc.  e  che per loro natura
  sono destinati ad  avere  una  durata  di non breve periodo e più
  intrinsecamente  attrezzate  a  rispondere  all'evoluzione  della
  società ed  ai  suoi cambiamenti - non possa contenere in maniera
  fissa uno  strumento come quello elettorale, che è più facilmente
  modificabile    rispetto    all'evoluzione   della   domanda   di
  partecipazione  che  può  provenire  dalla società stessa, voglio
  dire che è  giusto  che si ponga una gerarchia tra le norme.
       Una differenza esiste tra le norme di impianto istituzionale
  e di norme che permettono alle istituzioni il pieno esercizio del
  mandato parlamentare,  questa è materia che occorre affrontare in
  sede  separata  in  quest'Aula, nel Parlamento siciliano.  Esiste
  ovviamente un  problema politico e cioè che il sistema elettorale
  non   può  essere  contraddittorio  rispetto  all'impianto  della
  riforma statutaria,  ma credo che la razionalità politica avrà il
  sopravvento e che questa Assemblea sarà all'altezza del compito e
  non produrrà sicuramente atti contraddittori.
       Concludo  affrontando  molto  brevemente un'altra questione,
  direi anche assolutamente vitale nell'interesse della riforma che
  ci stiamo  accingendo  a  svolgere.  La  riforma dello Statuto va
  completata, oltre  che con l'attuazione piena di leggi già varate
  con  l'approntamento immediato della riforma dell'Amministrazione
  sia sul versante del funzionamento che del versante dell'apparato
  burocratico:   la   collegialità  della  giunta  di  governo,  la
  dipartimentalizzazione    dell'Amministrazione    regionale,   la
  programmazione come strumento primario dell'azione di governo, la
  separazione  fra  Esecutivo  e  Legislativo,  la  separazione tra
  compiti   di   direzione   politica   e   compiti   di   gestione
  dell'amministrazione, il recepimento della Bassanini e la riforma
  dei controlli.
       Sono tutti  capitoli  che occorre affrontare subito per dare
  un  senso  compiuto  alle  riforme  che  ci  accingiamo  a  fare.
  Solamente  con questi presupposti noi avremo realmente realizzato
  un primo  passo  rispetto  a  questo  terzo millennio che abbiamo
  avanti e  in  piena regola con la modernità che reclama l'attuale
  situazione in cui viviamo.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

     CIMINO.    Signor    Presidente    dell'Assemblea,   onorevole
  assessore,  onorevoli  colleghi,  l'autonomia siciliana ha appena
  compiuto cinquant'anni  come  la  Repubblica,  ma  questo non può
  essere   motivo   di   trionfalismo,   perché  i  due  compleanni
  istituzionali sopraggiungono  in  una  fase  di  incertezza  e di
  preoccupazione.
       Mezzo secolo fa l'unità d'Italia era  gravemente  minacciata
  dal  pericolo  di  separatismo  di Finocchiaro Aprile,  il  Bossi
  isolano di allora.
       Tale  pericolo  venne  esorcizzato con la concessione di uno
  statuto  speciale, lo Statuto siciliano. Oggi l'unità è forse più
  gravemente   minacciata  dalla  secessione  delle  Leghe  e  tale
  pericolo  si  vorrebbe  forse  riuscire a strumentalizzare con il
  federalismo.  Ma  il termine federalismo non è un termine univoco
  perché come  è  stato osservato da Bartole e da De Martin vi sono
  stati regionali più decentrati di quelli ad assetto federale.
       E'  stata proposta ed è stata riconosciuta la possibilità di
  estendere  a  tutte le regioni lo Statuto siciliano quale modello
  base per  il futuro assetto di uno stato federale: come ricordava
  il professore  Gizzi,  nel testo di diritto regionale, lo Statuto
  regionale siciliano è quasi paragonabile ad uno stato federale.
       Ma possiamo  veramente dire che lo Statuto siciliano, almeno
  nella sua attuazione effettiva, sia un modello da esportare?
       C'è chi lo esalta dicendo che esso non è stato integralmente
  applicato per colpa del Governo centrale.
       C'è  chi  lo  demonizza  perché  lo  considera  un'antiquata
  struttura centralista.
       C'è  chi  afferma che lo Statuto siciliano non ha funzionato
  per colpa delle inadeguatezza della classe dirigente siciliana.
       Vi   sono  effettivamente  delle  norme  dello  Statuto  mai
  applicate   o  di  applicazione  sporadica  e  distorta.
       Ricordo  l'articolo  21  sulla partecipazione del Presidente
  della Regione  al  Consiglio  dei  ministri.  L'articolo 22 sulle
  tariffe    dei    mezzi    di    comunicazione.   L'articolo   23
  sull'istituzione   in  Sicilia  di  sezioni  di  organi  centrali
  giurisdizionali.  L'articolo  24  sull'Alta Corte.  L'articolo 26
  sull'immunità  parlamentare.  L'articolo  27  sull'impugnativa di
  leggi statali  da  parte del Commissario dello Stato.  L'articolo
  29   sull'esecutività   delle   leggi   dopo   30   giorni  dalle
  impugnazioni.
       E  perché  no,  voglio ricordare l'articolo 31 sui poteri di
  polizia  del  Presidente  della  Regione  e  l'articolo  36 sulla
  potestà tributaria che dovrebbe rappresentare il vero federalismo
  fiscale oggi tanto caro alle regioni.
       L'articolo  38  sul Fondo di solidarietà nazionale voluto da
  illustri    uomini    di    questa    Assemblea   che   tendevano
  all'equiparazione  dei redditi di lavoro dei lavoratori siciliani
  con quelli del resto del Paese.
       Ma forse  i  colpi  più  gravi  alla  nostra Autonomia ed al
  nostro  Statuto  sono  stati  dati  ed  inferti  dagli  indirizzi
  restrittivi della giurisprudenza della Corte costituzionale.
       Fra     tali     indirizzi     vanno     segnalati    quello
  dell'assoggettamento  della  Regione alla Tesoreria unica; quello
  dell'enorme  dilatazione  del limite di "grandi riforme". E siamo
  arrivati  infatti  al  limite di "grandi riforme" anche per leggi
  che di fatto non rappresentano grandi cambiamenti.
       Altra     causa     di    remora    è    stata    costituita
  dall'inapplicabilità in Sicilia delle leggi in materia esclusiva.
  L'esclusività  ha  funzionato  secondo  alcuni contro la Sicilia.
  L'esclusività  secondo alcuni è stata un limite per la competenza
  della nostra  Regione: perché da un lato infatti ha costituito un
  comodo   alibi   per  lo  Stato  per  escludere  la  Sicilia  dai
  finanziamenti  e  dall'altro  ha  lasciato  fuori  dallo  Stretto
  importanti leggi statali in attesa del famoso recepimento.
       Ma soprattutto il regionalismo - e non solo quello siciliano
  - è  fallito per una mancanza di una vera coscienza autonomistica
  della burocrazia centrale. Il regionalismo avrebbe potuto portare
  ad un  dimagrimento  infatti della struttura statale, invece dopo
  l'entrata in funzione delle regioni, neanche un ministero è stato
  soppresso  e   le   direzioni   sono  state  moltiplicate  e  gli
  interventi statali a scavalco si sono incrementati.
       Un'altra    ragione    del   fallimento   dell'autonomia   è
  probabilmente da  ricercarsi nella mancanza di una vera coscienza
  autonomistica dei  vari  governi regionali ed infatti si è sempre
  attuato  un  accentramento  regionale peggiore di quello statale.
  Quale autonomia  è  quella  che subisce, infatti, forti influenze
  dal Governo  centrale,  dal  potere  politico  romano? Ed esempio
  concreto  ne   sono   governi   del   passato   ed   il   Governo
  attuale.
       Indipendentemente  dalle  questioni  terminologiche, bisogna
  rinegoziare    l'autonomia   regionale   anche   perchè   bisogna
  disciplinare  l'insoluta questione dell'inserimento delle regioni
  nella comunità  europea;  i  programmi  operativi plurifondo ed i
  patti  territoriali,  infatti,  scavalcano e superano l'autonomia
  regionale imponendosi  non  solo  nei  confronti  dello Stato, ma
  soprattutto nei confronti delle stesse regioni.
       Bisogna  trovare  un  equo  compromesso  fra  un federalismo
  integrale   ed   un  regionalismo  potenziato  come  sostiene  il
  professore Virga.  La  formula  si  trova  in  quel  principio di
  sussidiarietà  che  è  stato ribadito nel trattato di Maastricht.
       Noi   siamo   giunti   finalmente   al  voto  sulle  riforme
  costituzionali  della  nostra  Sicilia, riforme che sono state il
  vero patto,  il  vero impegno assunto da questo Parlamento con la
  Sicilia e  con  i  siciliani.  L'esempio  del presente disegno di
  legge-voto  rappresenta  la  modifica  di  uno Statuto voluto con
  forza da  uomini  che  sapevano  far  valere le ragioni di questa
  autonomia, le  ragioni di questa terra con quelle di un Paese più
  ricco e  meglio  organizzato,  le  ragioni di un popolo che con i
  greci ha  rappresentato la Magna Grecia; riformare lo Statuto non
  vuol dire che la nostra Costituzione è di 52 anni fa, nata con la
  presenza  in  questo  Parlamento di forti spinte indipendentiste,
  non ha  ottenuto  un  grande significato.  L'autonomia non è come
  alcuni vogliono  dire  una  palla al piede per la nostra Sicilia,
  perchè questa  autonomia  in  tema  di  riforme  ha permesso alla
  Sicilia di  anticipare  sia  le regioni ordinarie, sia le regioni
  speciali, sia lo stesso Parlamento nazionale.
       Adesso  l'investitura popolare diretta del Capo del Governo,
  lo   scioglimento   anticipato   dell'Assemblea,   il  referendum
  propositivo   per   l'iniziativa   legislativa  rappresentano  la
  maturità e  l'auspicio  di  questa  Assemblea e della Commissione
  Provenzano di volersi  collegare  con la Sicilia e con un modo di
  intendere le riforme e la politica.
       E' vero che la nostra Regione è rimasta indietro rispetto ad
  alcune   leggi  statali,  ricordo  le  leggi  sull'organizzazione
  amministrativa e  la  sua  semplificazione  come la Bassanini, le
  leggi sulla tutela e la valorizzazione dei beni culturali come la
  legge Ronchei.  La  stessa  legge di istituzione recentissima del
  Ministero dei beni e delle attività culturali anticipa quell'idea
  del Governo  Drago di volere accorpare l'assessorato regionale ai
  beni culturali  con l'assessorato al turismo; di recente un'altra
  legge  anticipa   il   lavoro  della  nostra  Assemblea  e  della
  Commissione.  Ricordo  come  da  poco  la  IV  Commissione  stava
  studiando un  testo  di  riforma  degli appalti in Sicilia. E' di
  pochi giorni  la  legge  nazionale 18 novembre 1988 che regola la
  materia  degli  appalti  richiamando all'articolo 1 come la legge
  riguardi norme fondamentali di riforme economico-sociali e quindi
  si applica  anche  alle  regioni a Statuto speciale ed il lavoro,
  l'abile lavoro  fatto  dalla Commissione IV è diventato un lavoro
  inutile.
       Ma, dobbiamo  dire  la  verità:  la  mancanza  ed il ritardo
  legislativo non è  stato certo colpa del nostro Statuto, la colpa
  è  di questo  Parlamento  e  della  classe  politica  che  lo  ha
  rappresentato, è  stato  forse  anche  il  forte  consociativismo
  presente  nel  Regolamento  passato.
       Il  nostro  Statuto  è  come  un'ottima giacca di cachemire,
  un'ottima   stoffa,   una   giacca   mai  usata  che  per  essere
  riutilizzata ha bisogno di essere modificata e sistemata.  Goethe
  diceva che  le  cose  intelligenti  sono state già pensate, basta
  ripensarle.  Io  aggiungo  che il nostro Statuto è stato una cosa
  intelligente che  bisogna ripensare per attuare e renderlo con le
  modifiche opportune più vicine ai cittadini siciliani.
       Queste modifiche  seguono la giusta via di un Parlamento che
  vuole dare una Carta costituzionale ad una Regione per le riforme
  e perché  purtroppo  queste  riforme  debbano  avere il visto del
  Parlamento  nazionale per una vera mortificazione di un'Assemblea
  formata  da  deputati.
       Io  con  questo  mio  intervento  intendo ringraziare sia il
  Presidente  dell'Assemblea  regionale  perché  con spirito sempre
  vivace ed  attento riesce a far rispettare il nostro Statuto e le
  ragioni di  questa  Assemblea  e  il lavoro svolto dal Presidente
  Provenzano sia da Presidente della Regione mettendo a primo punto
  sempre nei suoi interventi la riforma dello Statuto e le riforme,
  sia adesso da Presidente della Commissione Statuto per volere con
  forza,   determinazione  e  costanza  portare  avanti  l'idea  di
  riformare lo Statuto.
       Questo è  un  atto  di  grande  maturità, non è facile voler
  modificare una  qualcosa che si é considerata da 50 anni a venire
  un grande  modello, un grande brillante. Provenzano vuole dare un
  segnale concreto  con questa attività. Certo, Forza Italia ha dei
  principi   cardine   che   sono:   il   maggioritario   e   anche
  l'incompatibilità tra  la  carica  di  assessore  e di membro del
  Parlamento, ma  sono  convinto  che  siamo  sulla  buona strada e
  l'opera   del   Presidente  della  Commissione  sarà  sicuramente
  premiata   perché  i  siciliani,  il  mondo  accademico  e  tutti
  aspettiamo  una  riqualificazione  che  parta  dalle  riforme del
  nostro Statuto.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Vella. Ne ha
  facoltà.

     VELLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi mi appresto ad
  affrontare  delle  riflessioni  su  questo  disegno  di legge che
  chiama  noi  parlamentari,  ma  prima  che  noi parlamentari, noi
  siciliani   a   un'attenta   valutazione   sul   piano   storico,
  politico-istituzionale  che  noi  andremo  a  fare  quando saremo
  chiamati, non  già  a  discutere  ma  a  votare questo disegno di
  legge.
       Come  parlamentari  siciliani  necessariamente dobbiamo fare
  uno sforzo  di  memoria  per  capire  le  ragioni  di un richiamo
  all'attenzione, al  tema  che riguarda la riforma dello Statuto e
  legare queste  ragioni  e  questa  necessità  che  noi  qui  come
  parlamentari  abbiamo avvertito di aprire il dibattito legarlo al
  dato della  storia  perché mi pare che ci sia uno sbilanciamento,
  un vuoto,  manca l'anima di un ragionamento che deve chiamare più
  che i  parlamentari  i  siciliani stessi a capire se un passaggio
  legislativo come  questo  che,  per  altro,  mi  pare  minimo nei
  contenuti e minimo anche nello sforzo.
       Io   quando   si  cominciò  a  parlare  della  necessità  di
  affrontare  il  grande  tema  della  riforma della modifica dello
  Statuto siciliano  la  prima  cosa che ho fatto è stata quella di
  chiedere agli  uffici  di  farmi  avere  le  fotocopie  dei primi
  verbali  della  prima  Assemblea regionale siciliana dove i padri
  fondatori  dello  Statuto e della nostra Carta fondamentale, dopo
  anni e anni di dibattito, definirono un percorso; e non credo che
  ci siano  le  stesse  condizioni, non credo che - lo voglio anche
  dire svolgendo un'autocritica per evitare di offendere altri - ci
  sia lo stesso livello politico-culturale, perché se poi lo sforzo
  che questa  Assemblea  ha fatto, che la Commissione ha fatto, che
  inizialmente si  faceva  capire  e  si  è dato un segnale alto ai
  siciliani e,  perché  no, anche alla nazione, all'Italia, che qui
  in Sicilia  si  stava  avviando una fase completamente nuova, uno
  sforzo grande  che  i  politici, che la politica, che l'Assemblea
  stava facendo,  poi,  alla fine ne è venuto fuori qualche cosa di
  riduttivo.
       E allora, ecco  perché  è  necessario  fare  uno  sforzo  di
  memoria, perché noi  dobbiamo  legare i passaggi che facciamo con
  quelle che sono  le  necessità  contingenti  e capire. Un conto è
  fare una legge  che riguarda l'ordinario, che molte volte si lega
  a fenomeni, a fatti specifici, a problematiche specifiche che noi
  siamo chiamati ad  affrontare  e a risolvere, altro è entrare nel
  merito di una  problematica  che  riguarda la storia stessa della
  Sicilia e la storia stessa dei siciliani.
       E allora la domanda  che  mi  pongo  è che se oggi noi, qui,
  quando ci avviamo  a  discutere  questo disegno di legge, abbiamo
  dentro noi stessi  le  ragioni  della storia, capire se in questo
  disegno di legge, o  comunque  quello che vuole essere, il tratto
  che noi vogliamo indicare  rispetto a quella che è la riforma, la
  modifica dello  Statuto italiano ci sono le ragioni della storia;
  mi pare che  non  ci  siamo e - lo dicevo poc'anzi - quello che è
  venuto fuori  dimostra  qual è stato e qual è, effettivamente, il
  disegno:  non  è  certo  la  necessità  di dare una risposta alla
  Sicilia e  ai  siciliani,  la necessità che è uno Statuto, che ci
  sono  state  delle  regole fondamentali che sono state modificate
  dal   tempo,  dalla  storia,  dalla  cultura,  dal  pensiero  dei
  siciliani.
       Peraltro,  ci  sono  elementi  di  forte  contraddittorietà.
  Onorevole Cimino,  come  si fa a sviluppare un ragionamento sulla
  necessità di  modificare  lo  Statuto  quando lei dichiara che lo
  Statuto della  Regione  siciliana è uno Statuto che oggi tutta la
  nazione guarda come modello tipo del federalismo?
       E allora qui  ci  dobbiamo  capire:  o  il  nostro Statuto è
  valido e quindi il  tema  di riflessione non è quello di guardare
  alla modifica dello  Statuto in quanto tale, oppure veramente c'è
  qualche  cosa di  altro.  Ci  sono  tratti  politici  che  stanno
  fortemente  violentando  le  ragioni  del  dibattito,  le  stanno
  fortemente  violentando,  perché  quando  alla  fine,  rispetto a
  quello che  voleva essere la spinta di rinnovamento, la spinta di
  riforma, la  spinta  di  recepire  i  bisogni  di  modifica dello
  Statuto viene fuori l'elemento essenziale, il cuore dell'impianto
  che è quello del maggioritario, allora le carte si sono scoperte,
  non si  può  bluffare,  non  si  può pensare di volere mettere in
  discussione la storia di un popolo con le ragioni della politica,
  che  peraltro  non  presentano  neanche  esse  stesse i contenuti
  stessi dello spirito della politica. Il vero tema è capire se noi
  tutti abbiamo  la capacità di recuperare il senso della politica,
  perché qui  c'è  un vuoto della politica, le regole vanno bene ma
  chi mai  ha  impedito,  vincendo questo Statuto e vincendo queste
  regole, di  potere  assicurare stabilità alla Sicilia, chi mai ha
  impedito in Sicilia di dare risposte ai siciliani?
       Ma io mi  chiedo  quale  percezione  può  avere la gente, le
  persone che stanno vicino  a noi, di un dibattito come questo? La
  risposta che noi pensiamo  di dare con molta facilità è quello di
  dire: "Sì,  noi  siamo  impantanati perché  c'è lo Statuto che ci
  impedisce". No, non è questo il tema della discussione.
       I Governi ci  sono stati, sono stati Governi che hanno avuto
  i numeri, ma  sono  stati Governi che hanno seguito delle logiche
  che non sono  state  certamente  quelle di soddisfare e di venire
  incontro ai bisogni dei siciliani. Ci sono state le pastoie delle
  clientele, le pastoie  delle  collusioni  tra  i  poteri forti in
  Sicilia, tra l'affarismo e la politica, questo è stato quello che
  ha inquinato il sistema politico siciliano, è stato questo che ha
  degenerato  il  costume  nella  politica.  C'è  stata  una  forte
  restrizione anche  dell'autonomia  di  pensiero e di azione nella
  politica  rispetto  alla Sicilia. Ma le dimostrazioni sono venute
  negli  ultimi  passaggi: questo governo del Centro-destra, quello
  Drago ma  anche  il Governo Provenzano, che decantava alla grande
  autonomia,  alla  grande  capacità  di  potere prendere decisioni
  senza che  nessuno interferisse. Noi abbiamo visto le scene poche
  esaltanti,  delle capacità di forte autonomia dei governi, quando
  per decidere  chi  dovesse  essere assessore o un altro si doveva
  andare a  Roma.
       Allora, veramente io ritorno a ribadirlo: qui le ragioni che
  dobbiamo porre  al  centro  del  dibattito  sono  ben altre, e la
  ragione è  la ragione della politica, ognuno si assuma le proprie
  responsabilità,  se  ci  sono maggioranze capaci di governare che
  governino,   non   è   necessario  puntare  la  partita  solo  ed
  esclusivamente  sul maggioritario. E anche qui una riflessione va
  fatta perché  non  è  vero  che  il maggioritario è la soluzione,
  perché  già dei segnali, perché già le esperienze recenti, aldilà
  di  alcune  possibili aggiustamenti che ci sono stati, dimostrano
  che  il  maggioritario  a  volte  e  sovente  diventa  l'elemento
  devastante non  solo sul piano delle risposte di immediatezza che
  la gente  vuole  ma  anche  nella  capacità proprio di articolare
  momenti alti di confronto della politica.
       Allora, noi  riteniamo  che  è bene che una riflessione vada
  fatta, riteniamo  che  un  dibattito come questo merita molta più
  attenzione, molta più concentrazione; crediamo che sia pericoloso
  pensare di  risolvere in quattro e quattr'otto, in una battuta in
  una notte, il tema delicatissimo che ritarda l'introduzione di un
  percorso che  porta  alla  modifica  dello  Statuto.
       Allora,  se   lo  spirito  vuole  essere  questo, io  voglio
  richiamare  che  veramente  noi non possiamo concentrare tutto lo
  sforzo  e   l'impegno   su   una  formula  o  sulla  formula  del
  maggioritario.  Anche  qui  ci  sono  delle valutazioni sul piano
  giuridico, perché  non  è  possibile  pensare  di inserire in una
  norma  l'elezione  diretta del Presidente della Regione; ma quali
  poteri noi  assegniamo al Presidente della Regione? Ma quali sono
  i contrappesi  che noi poniamo al Presidente della Regione? Ecco,
  mi pare che  già  qui  denota  anche da questo punto di vista una
  lacuna, una  carenza  forte di fondo che c'è in questo disegno di
  legge, che va certamente censurato, che va modificato nella parte
  che  riguarda  proprio  l'elezione  diretta  del Presidente della
  Regione, perché  questo  è un ragionamento che noi possiamo anche
  sviluppare in  sede  ordinaria  senza  la necessità di creare, di
  iscrivere una  ipoteca  perché cosi facendo - lo voglio dire agli
  amici popolari  ma  anche  altri  amici  che hanno sensibilità di
  ragioni di interpretare, di uno spirito proporzionalista - che se
  noi  andiamo  a  scrivere  questa  regola veramente scriviamo una
  ipoteca perché  significa avere costituzionalizzato il principio,
  e quel principio è un principio maggioritario che necessariamente
  ci porta  a  disegnare  una  cornice che è l'impianto del sistema
  maggioritario.
       Allora,  noi  di  Rifondazione Comunista, ma io da deputato,
  rifiuto    questa    impostazione,   che   è   una   impostazione
  semplicistica, dal  punto  di  vista  della  valutazione  e di un
  ragionamento  di  carattere  anche giuridico, ma una impostazione
  che politicamente è pericolosa, perché veramente mina all'assetto
  democratico   di   una   Regione   ma   all'assetto   democratico
  dell'insieme della  Nazione.  Ci  sono  delle regole, ci sono dei
  principi, ci  sono  delle  fondamenti  a  cui  noi  dobbiamo fare
  richiamo, ma soprattutto c'è una regola della politica che impone
  alla maggioranza di non misurarsi sul terreno della forza e della
  conta.  Qui  siamo in un passaggio politico delicatissimo dove la
  maggioranza non  può  pensare di risolvere, o comunque quella che
  domani potrebbe  essere  la  maggioranza che già magari in alcuni
  menti di  grandi pensatori di questa assemblea già si è defilata,
  non possono  pensare  di bloccare il percorso della storia di noi
  siciliani, pensare  di bloccare il percorso di una storia con una
  norma che diventerebbe una ipoteca soffocante.
       Allora mi pare  che  noi  dobbiamo restituire ordinarietà al
  dibattito  politico.  Se  vogliamo  avviare un ragionamento sulla
  modifica  dello  Statuto  facciamolo  pure,  ma  mai  pensare  di
  introitare  dentro  questa riflessione che è una riflessione alta
  che va  aldilà  delle  ragioni della politica e che deve chiamare
  tutti i  siciliani  perché  mi  pare ritorno alla valutazione che
  facevo  inizialmente  le  spinte  che  portarono  i fondatori del
  nostro Statuto  sono  state  ben altre. E onorevole Cimino, non è
  stato il  Separatismo  che  ha  spinto  la Sicilia e la nazione a
  riconoscere  la  specialità  siciliana,  già  dentro i siciliani,
  dentro  l'intelligenza  siciliana  c'era la necessità di fare uno
  sforzo di  autonomia  e  da  questo sforzo è venuto fuori un dato
  storico.
       E, allora, ritorno a  ribadire  quel  concetto  che ho detto
  poc'anzi: noi dobbiamo sgombrare il campo dal pericolo che con il
  primo  articolo,  nella   parte   che   riguarda  l'elezione  del
  Presidente della Regione,  inseriamo  un  elemento che diventa un
  elemento devastante, che non ha nulla a che vedere con le ragioni
  e con la scelta  che  noi,  come  Assemblea,  abbiamo  fatto  nel
  momento in cui abbiamo  pensato  di  fare  la  Commissione per la
  riforma dello Statuto.
       Quindi, un invito forte  che  faccio  a  tutti  i componenti
  dell'Assemblea,  a tutti  i  deputati  di  fare  una  valutazione
  attenta sul percorso che  ci  siamo  dati, perchè molte volte "la
  gatta frettolosa finisce per fare i gattini ciechi".

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
  ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
  che, nonostante la non  molta  attenzione  dei  colleghi in Aula,
  questa sera, proseguendo la  discussione sul disegno di legge per
  lo stralcio della  riforma  dello  Statuto,  questa Assemblea sta
  incominciando  a  rispettare  gli  impegni  che  tutte  le  forze
  politiche hanno preso in  campagna elettorale nel 1996, quando ci
  presentammo agli elettori  dicendo  che la Sicilia aveva bisogno,
  per  incominciare  a  funzionare,  di  una  riforma  seria  dello
  Statuto, dell'autonomia perchè  con  la  regole  vigenti tutte le
  forze  politiche  dicevano   e   dissero,   in   quella  campagna
  elettorale, non si poteva andare avanti e non si sarebbero potuti
  risolvere i problemi annosi  che  affliggono  la Sicilia, cioè si
  era detto e si è  ribadito  che  il  problema  delle  regole,  il
  problema della riforma dello  Statuto  era  una base iniziale per
  potere incominciare in  Sicilia  ad invertire quella tendenza che
  negli  ultimi  trent'anni   aveva   visto   sempre  più  decadere
  l'autonomia siciliana.
       Abbiamo detto quelle cose e  siamo  a distanza di due anni e
  mezzo dalla campagna elettorale  e  soltanto  ora, dopo il lavoro
  fatto, a cui hanno contributo parecchie forze politiche di questa
  Assemblea in Commissione per la riforma dello statuto, finalmente
  si approva in Aula.
       Per cui io  mi  meraviglio,  Signor  Presidente  e onorevoli
  colleghi, quando in maniera  demagogica ho sentito in queste ore,
  anche in quest'Aula, colleghi  deputati  che  hanno  detto che le
  riforme  non sono quello  che  chiedono  i  siciliani,  perchè  i
  siciliani  chiedono  altre   cose.   I   siciliani  non  chiedono
  presidenzialismo, ho sentito questa sera, chiedono altre cose.
       Io ritengo che il  problema  delle regole, il problema delle
  riforme istituzionali sia  un problema così importante che, anche
  se non sembra che possa  risolvere  quelli che sono gli annosi, e
  forse secolari, problemi della  Sicilia,  io  ritengo  che se non
  partiamo dalle regole non  riusciremo  a  risolvere  poi tutte le
  altre problematiche investono la società siciliana, sia dal punto
  di vista economico, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto
  di  vista morale, sia  dal  punto  di  vista  della  etica  della
  politica.
       Ecco perchè noi di Alleanza nazionale, noi del Polo ci siamo
  fatti  portatori  e  promotori  ed  abbiamo spinto l'acceleratore
  sulla necessità delle riforme, non possiamo continuare a prendere
  in giro  i siciliani e noi stessi nel ciurlare nel manico dicendo
  che vogliamo  le riforme, ma poi in effetti non fare nulla perchè
  queste riforme vadano in porto.
       Certo  questa  legge   che   noi  proponiamo  al  Parlamento
  siciliano  perchè  vada  poi   ad   essere  discussa  nelle  sedi
  costituzionalmente previste, cioè  nel  Senato della Repubblica e
  nella Camera dei Deputati è  un  primo  passo e sicuramente non è
  quello risolutivo, però già mette  i  paletti  su  come  si  deve
  impostare e qui troveremo  la differenziazione tra coloro i quali
  vogliono  riformare  i  riformisti  e  coloro  i  quali  vogliono
  conservare le attuali  strutture  autonomistiche.  Ecco,  qui noi
  andremo a vedere chi veramente vuole la riforma dello Statuto.
       Ed allora se questi  primi principi che abbiamo abbozzato in
  Commissione Statuto e che  sono  tutti  inseriti  nel  disegno di
  legge che è alla  nostra  discussione,  alla  nostra  attenzione,
  avranno l'accoglienza di  questo  Parlamento siciliano noi avremo
  fatto il primo passo.
       Quali  sono gli  istituti  che  riteniamo  siano  essenziali
  affinchè questo progetto riparta.
       Vorrei rasserenare, se così possiamo dire, i colleghi che si
  oppongono al principio, ho  sentito  il  collega Vella che faceva
  valutazioni anche di ordine giuridico dicendo che non è possibile
  con una norma introdurre  il  principio del Presidente eletto dal
  popolo. Ritengo invece che se non  si  fa  con  la norma non vedo
  come si possa fare,  è  necessario,  è  indispensabile che questo
  Parlamento decida se è  d'accordo  o  meno con l'elezione diretta
  del Presidente della Regione.
       La  Commissione  si  è   espressa  in  questo  modo,  questa
  Assemblea deve dire se è d'accordo o meno con la Commissione. Qui
  noi andremo a valutare chi sta  da una parte e chi sta dall'altra
  parte,  perchè il principio  dell'elezione  diretta,  che  non  è
  soltanto un aspetto formale,  ma  è  un  aspetto  sostanziale del
  rapporto che deve esserci tra  il  cittadino  elettore e colui il
  quale deve andare a presiedere  l'esecutivo  è un problema che la
  società moderna reclama a  gran  voce,  che  la  cultura politica
  moderna reclama a gran voce;  comunque  la pensino coloro i quali
  sono all'opposizione non  condividono  questa  impostazione, ecco
  perchè noi riteniamo che qui questa sera, in questi giorni in cui
  si  andrà  a  votare su  questo  disegno  di  legge  ci  sarà  lo
  spartiacque tra chi vuole  veramente  riformare  le istituzioni e
  chi invece vuole attardarsi  a  conservare queste istituzioni che
  permettono a certi partiti,  a  certi gruppi politici di lasciare
  le cose così come stanno  per potere continuare a fare quello che
  negli anni scorsi ed  anche  in  queste  ultime  settimane  hanno
  potuto fare, non rispondere  agli  elettori,  utilizzare  il voto
  degli elettori a secondo  delle  esigenze  personali o di partito
  che  loro  ritengono   di   dovere   rappresentare,  ecco  perchè
  l'esigenza primaria dell'elezione  diretta  del  Presidente della
  Regione.
       E, debbo dire, che  una  battaglia  che  tradizionalmente  è
  stata la battaglia della destra politica negli anni passati e che
  vedeva la destra politica isolata,  oggi  non  è più la battaglia
  della sola destra politica,  ma  in  questa battaglia abbiamo, in
  questa  impostazione abbiamo  incontrato  culture  e  sensibilità
  diverse che si sono coalizzate in Commissione Statuto e che hanno
  prodotto questo disegno di legge.  Oggi  non  più solo la destra,
  non più solo il centro  destra assieme a Forza Italia, assieme al
  Centro Cristiano Democratico, ma anche il partito dei democratici
  della  sinistra e La Rete  sono  su  queste  posizioni  ed  hanno
  dimostrato di voler continuare su questa strada.
       Ecco perchè noi  riteniamo  che  sia  indispensabile  andare
  avanti su questo disegno di  legge  per  potere  trovare coloro i
  quali vogliono essere  non  i  conservatori,  ma gli innovatori e
  coloro i quali  vogliono riformare le istituzioni.  E qui andremo
  a vedere se le  affermazioni,  ed  è  quindi un problema anche di
  carattere politico  più  contingente,  se  le affermazioni che il
  Presidente della  Regione  ha  fatto  in  sede  di  dichiarazioni
  programmatiche rispondono  al  vero  o  no. Perché  il Presidente
  della Regione, lo vorrei ricordare sia al Governo, agli assessori
  presenti, che ai colleghi in Aula, il Presidente della Regione ha
  detto che  questo  Governo  si  caratterizzerà per risolvere, per
  affrontare e risolvere il problema della riforma dello Statuto ed
  è messo al primo  punto  nelle  valutazioni che il Governo fa per
  quello che deve raggiungere, per gli scopi e gli obiettivi che si
  prefigge.
       Primo punto quindi all'ordine del  giorno, e in questo senso
  noi  sfidiamo il Governo, guidato  da  un  esponente  del Partito
  Democratico  della Sinistra, che  ha  detto  come  suo  obiettivo
  primario e principale l'approvazione di questo disegno di legge.
       Il  secondo  punto.  Il  secondo punto, quello relativo alla
  possibilità    dell'autoscioglimento   dell'Assemblea   regionale
  siciliana,   ritengo   debba   essere  apprezzato  perché  non  è
  possibile oggi  che  anche nel resto d'Italia si va affermando la
  convinzione che il risultato elettorale debba essere conservato e
  debba essere  impedito  in  corso  d'opera   a coloro i quali non
  rispettano   il   mandato   elettorale,   di   dover   rispondere
  all'elettorale  e   quindi  si  sta  creando,  ed  è  passata  in
  Commissione alla  Camera  già  il disegno di legge che prevede lo
  scioglimento dei consigli regionali entro sei mesi dal momento in
  cui si verifica un cambio nei governi in contrasto con quello che
  è stato il risultato elettorale. Io ritengo che anche in Sicilia,
  noi che  abbiamo già previsto questo nel disegno di legge oggi in
  discussione,  anche  in Sicilia il problema dell'autoscioglimento
  dell'Assemblea  debba  essere  codificato  e  questo  può  essere
  codificato  soltanto  nell'ambito  dello Statuto per i meccanismi
  giuridici che  lo Statuto vigente mette in atto e non permette di
  potere  arrivare  allo  scioglimento  anche  se  si  dimettessero
  novanta deputati.
       Ecco perché io ritengo che  sarebbe  anche questo un segnale
  all'opinione pubblica che guarda  con  attenzione,  ma  anche con
  diffidenza i lavori o la politica  in  generale  o  i  lavori  di
  questa  Assemblea.  Dovremmo,   potremmo,  dobbiamo  dare  questo
  segnale per dire che le  istituzioni vanno incontro alle esigenze
  ed alle aspettative della gente  per  fare  avvicinare,  per fare
  ritornare la gente alla politica e non lamentarci se poi coloro i
  quali non partecipano attivamente  alla  politica,  o addirittura
  non vanno a votare, raggiungono  o  superano,  addirittura, il 50
  per cento della popolazione e dell'elettorato.
       Il terzo punto di questo  disegno  di  legge, che io ritengo
  vada sottolineato e su cui si  è trovata una larga convergenza, è
  quello relativo alla possibilità  del  referendum  sia abrogativo
  che  propositivo  per  dare  la  possibilità  all'elettorato,  al
  cittadino,  al  siciliano   di  intervenire  anche  nell'attività
  legislativa per potere dire la propria, per sentirsi partecipe di
  questa facoltà o possibilità legislativa.
       Ma  il  quarto  punto  su  cui  abbiamo  puntato, e  su  cui
  sicuramente  si  verificheranno  contrasti  anche  in  seno  alla
  maggioranza di Governo, è  quello  relativo  alla incompatibilità
  della carica di assessore con la carica di deputato regionale.
       Io ritengo che esso  sia  un ulteriore elemento qualificante
  del  disegno  di  legge   perché   finalmente  separa  l'attività
  legislativa dall'attività governativa  così si impediranno quelle
  naturali  connivenze,  se  così   possiamo   dire,  che  vanno  a
  verificarsi nel momento in cui  si  devono  realizzare, si devono
  costituire i governi e assistiamo  a  quelle  sceneggiate,  e  mi
  limito a chiamarle sceneggiate, a  cui  abbiamo  assistito  anche
  nell'ultima soluzione della crisi che  ha  visto  per  due,  tre,
  quattro  volte votare i deputati  regionali  perché  i  veti,  le
  contrapposizioni personali non  permettevano la possibilità della
  creazione del Governo.
       Allora,  io  ritengo  che   la   separazione  del  ruolo  di
  assessore, del ruolo di amministratore  dal ruolo di deputato, di
  legislatore sia un elemento  essenziale che debba essere inserito
  in Statuto. Questo è il quadro,  questa  è  la  cornice di questa
  legge stralcio  che  io  ritengo,  se  questa  Assemblea  avrà la
  volontà di  approvare  nelle  prossime  ore  o al massimo dopo le
  feste,  quando  si  aprirà  l'Assemblea regionale, io ritengo che
  avremo dato un segnale positivo ai siciliani che si attendono, al
  di la  degli  schieramenti politici, al di la delle appartenenze,
  al di  la  degli  ideologismi,  che  si  attendono  una  risposta
  positiva in  questo  senso, dopo che per anni abbiamo detto tutte
  le   forze   politiche,   della  necessità  della  riforma  delle
  istituzioni,   della   riforma   delle   regole,   della  riforma
  dell'autonomia siciliana.
       Io ritengo in questo senso  quindi,  che dobbiamo impegnarci
  questa  sera,  che  dobbiamo   impegnarci  domani,  che  dobbiamo
  impegnarci nelle prossime scadenze,  perchè  questa  legge passi.
  Non possiamo più raccontare storielle o barzellette ai siciliani;
  dobbiamo  avere  il  coraggio politico  di  assumerci  le  nostre
  responsabilità,  e  il  Governo   deve   assumersi   le   proprie
  responsabilità  anche  in  presenza   di   quei   settori   della
  maggioranza che apertamente o  non apertamente, compattano questo
  disegno  di  legge  perchè sanno che nel  momento  in  cui  verrà
  approvato, nel momento in cui finirà  l'iter,  anche  nelle  sedi
  istituzionali a ciò preposte, impedirà di  fatto  quei giochi che
  hanno permesso l'allontanamento dalla politica, di larghi settori
  dell'opinione pubblica.
       Ecco perchè io ritengo che  questa  battaglia  che  Alleanza
  nazionale,  quando  non  era   ancora   Alleanza   nazionale,  ha
  incominciato, anche in questa sede,  debba essere portata avanti.
  Io faccio un appello ai deputati di  qualunque forza politica che
  hanno dimostrato in seno alla commissione dello Statuto, di voler
  portare avanti questo provvedimento e di essere coerenti anche in
  Aula, io  ritengo  che  sarà  una  battaglia  che  dobbiamo  fare
  assieme, che  non  deve avere una paternità di un apporto, di uno
  schieramento del  Polo  o  dell'Ulivo,  ma  che deve essere fatta
  assieme da  tutti  coloro i quali ritengono che sia necessario ed
  indispensabile,  oggi  portare avanti questo progetto di riforma,
  perchè così  saremo nelle condizioni domani di andare dinnanzi ai
  siciliani e dire: abbiamo rispettato un impegno che avevamo preso
  in campagna  elettorale  e  queste  sono  le  forze  che lo hanno
  rispettato, queste  sono le forze che ancora si attardano a voler
  conservare per  i  loro  interessi  personali,  di  partito  o di
  bottega,  le  istituzioni  che  hanno dimostrato purtroppo di non
  potere più  funzionare  nel  modo  in  cui sono e che allontanano
  sempre più i cittadini dalle istituzioni.
       Se saremo  capaci  di fare ciò, al di là degli schieramenti,
  noi avremo  fatto  un  lavoro  nell'interesse  dei  siciliani e i
  siciliani ci  saranno grati perchè gli elettori, perchè la gente,
  perchè i cittadini sono più avanti di noi politici nel momento in
  cui capiscono  e  intuiscono  quali sono le soluzioni che vengono
  proposte   e   vengono   realizzate  nell'interesse  loro  e  non
  nell'interesse dei partiti. Grazie.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti ancora a parlare
  i seguenti deputati: Silvestro, Bufardeci, Mele, Pagano, Calanna,
  Ortisi,  Beninati, Leontini, Scalici,  Nicolosi,  Costa,  Spagna,
  Speziale, Croce, Martino, Liotta e Cintola. Onorevoli colleghi, è
  intendimento del Presidente dell'Assemblea chiudere le iscrizioni
  a parlare e quindi se ci sono  deputati che si vogliono iscrivere
  lo  facciano.  Sono  altresì  iscritti  a  parlare  gli onorevoli
  Granata e Briguglio.

       Onorevoli  colleghi,  non  sorgendo  osservazioni,  dichiaro
  chiuse le iscrizioni a parlare


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani mercoledì
  23 dicembre, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

      II - LETTURA,  AI SENSI E PER GLI EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 279 - Accesso ai corsi di studi universitari.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - a  far data dall'anno accademico 1996/97 centinaia
              di studenti siciliani sono stati ammessi con riserva
              in seguito  a  ordinanze  delle sezioni staccate del
              Tribunale  amministrativo  regionale  della  Sicilia
              negli atenei  universitari  a corsi universitari (in
              particolare  nella   Facoltà   di   Medicina   e  di
              Odontoiatria) in  cui era stato prefissato un numero
              chiuso di iscrizioni;

              - gli  stessi hanno frequentato i corsi universitari
              e già sostenuto numerosi esami;

              - la Corte  Costituzionale,  con la sentenza n.  383
              del  23.11.1998,   ha   dichiarato  non  fondata  la
              questione di legittimità costituzionale sollevata da
              numerosi TT.AA.RR. in relazione agli artt. 3, 33, 34
              e 97 della Costituzione,

      RILEVATO CHE:

              - a  seguito  della suindicata sentenza gli studenti
              ammessi con  riserva  rischiano concretamente di non
              potere proseguire nei corsi universitari iniziati;

              -  tale  eventualità arrecherebbe enorme pregiudizio
              agli studenti universitari, in special modo a quelli
              siciliani  già discriminati dall'assenza di numerose
              facoltà  negli  atenei  dell'Isola,  dal  numero  di
              iscrizioni  assegnate  alle tre università siciliane
              sproporzionato in  difetto  rispetto al numero degli
              abitanti, dalla posizione geografica che costringe i
              nostri  giovani   universitari   a   veri  e  propri
              trasferimenti  al  Nord,  con  conseguente  notevole
              aggravio   dei   bilanci   familiari   ed   evidente
              discriminazione per i nuclei meno abbienti;

              -  il   Ministro  dell'Università  e  della  ricerca
              scientifica e  tecnologica,  con nota del 4.12.1998,
              inviata, tra l'altro, ai rettori delle università ha
              ritenuto  che  ciascuna  università, nell'ambito dei
              propri    poteri    e    correlate   discrezionalità
              amministrative,   debba  valutare  la  necessità  di
              pervenire alla regolarizzazione formale e definitiva
              delle iscrizioni ed immatricolazioni con riserva,

                        IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              ad intervenire presso  il Governo nazionale affinché
              venga  emanata  una   norma   di  'sanatoria'  delle
              iscrizioni  ed   immatricolazioni   effettuate   con
              riserva  degli  studenti  universitari  a  far  data
              dall'anno accademico 1996/97 fino a quello 1998/99.

              (22 dicembre 1998)

                               BUFARDECI - BENINATI - LEONTINI -
                               DRAGO - CATANIA - CROCE -
                               D'AQUINO - FLERES

      N. 280 - Iniziative  per  la  piena  applicazione della l.r.
              12.1.1993,   n.   10,  ed  istituzione  dell'Ufficio
              regionale per i pubblici appalti.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  a  distanza  di  quasi 6 anni dal suo varo, la
              legge  regionale  12  gennaio  1993,  n. 10, recante
              'Nuove  norme  in  materia  di  lavori pubblici e di
              forniture  di  beni  e  servizi, nonché modifiche ed
              integrazioni   della   legislazione   del  settore',
              risulta ancora largamente disapplicata;

      RILEVATO che, in particolare, l'intero capo I della predetta
              legge, dedicato all'Ufficio regionale per i pubblici
              appalti, che non  risulta  ancora  costituito, detta
              norme (dall'art. 1 all'art.  14) qualificanti per la
              piena realizzazione del processo di riorganizzazione
              del settore degli appalti;

      CONSIDERATO che  la piena operatività dell'Ufficio regionale
              per i  pubblici  appalti consentirebbe di assicurare
              lo svolgimento  presso  le  sue  sezioni provinciali
              dell'intera fase tecnica della scelta del contraente
              dei  lavori   pubblici,  alleggerendo  le  strutture
              amministrative degli  enti territoriali e degli enti
              in  genere  di   onerosi   carichi   di   lavoro   e
              sottraendole al contempo al rischio di infiltrazioni
              parassitarie, affaristiche  e  criminali  che ancora
              oggi  sembrano  condizionare  pesantemente  l'intero
              settore;

      RITENUTO che la legge regionale n. 10 del 1993 ha costituito
              una  tappa   significativa   di   un   processo   di
              modernizzazione   della   pubblica   Amministrazione
              informato all'esigenza  di  assicurare  una corretta
              gestione dei flussi  di  spesa  destinati al settore
              dei  lavori  pubblici,  attesa  la  necessità  della
              rapida  realizzazione  di  infrastrutture essenziali
              per la  comunità  siciliana  e,  soprattutto,  avuto
              riguardo alla creazione  di  occasioni di lavoro per
              le imprese ed i  lavoratori  in vista di un rilancio
              dell'economia regionale;

      RAVVISATA l'esigenza della  piena  applicazione  del  capo I
              della l.r. n. 10 del 1993,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a porre in  essere qualunque provvedimento idoneo ad
              assicurare     l'integrale     applicazione    delle
              disposizioni contenute  nella  legge regionale n. 10
              del 1993 ed  in  particolare di quelle contenute nel
              capo I, dall'articolo 1 all'articolo 14, riguardanti
              l'Ufficio regionale dei pubblici appalti, facendo sì
              che entro 60 giorni dall'approvazione della presente
              mozione  esso  risulti  regolarmente  costituito  ed
              operante.

              (22 dicembre 1998)

                                      GRANATA - CAPUTO - LA GRUA -
                                      FLERES - DRAGO

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - "Integrazione del fondo dei comuni di cui all'articolo 11
          della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5. Realizzazione di
          progetti  di  utilità collettiva e disposizioni finanziarie
          urgenti" (n. 840/A). (Seguito)

          Relatore: On.le Di Martino

       2) - "Schema  di disegno di legge costituzionale da sottoporre
          al Parlamento  nazionale  ai  sensi  dell'articolo 18 dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti  l'elezione  diretta  del Presidente
          della     Regione,    l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa   popolare   e   comunale  ed  i
          referendum  regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

       Relatore: On.le Provenzano.

   IV  - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

    V  - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

    VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

   VII - ELEZIONE  DEL   COLLEGIO   DEI  REVISORI  DEI  CONTI  DELLA
         FONDAZIONE "FEDERICO II".

   VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI  LEGISLATIVE  PERMANENTI E DELLA
          COMMISSIONE  PER   L'ESAME   DELLE   QUESTIONI  CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

     IX - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Variazioni   al  bilancio  della  Regione  e  al  bilancio
          dell'Azienda   delle   foreste   demaniali   della  Regione
          siciliana  per  l'anno  finanziario 1998. Assestamento" (n.
          726/A).

       2) "Variazioni  di  bilancio  per  l'attuazione  delle riserve
          sulle  entrate  della  Regione  a  favore dell'erario dello
          Stato  ed  interventi  in materia di agricoltura e foreste"
          (NN. 698-834-837/A).

       3) "Soppressione e liquidazione degli enti economici regionali
          AZASI, EMS, ESPI" (nn. 413-458/A)

      X - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

          - "Nuove  norme  in tema di interventi contro la mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari" (N. 795).

  La seduta è tolta alle ore 0.10 di mercoledì 23 dicembre 1998.

    (Esitato  dal Servizio Resoconti alle ore 01.45 di mercoledì 23
    dicembre 1998)