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Resoconto d'Aula della Seduta n. 215 di martedì 26 gennaio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 17.43.

     PEZZINO,      segretario f.f., dà lettura del processo verbale
  della   seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  è
  approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                               MISSIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che, per ragioni del loro ufficio, il 26
  gennaio 1999 sono  in  missione  gli  onorevoli  Catania,  Zanna,
  Ortisi, Martino, Cimino, Adragna.

      DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA

    "Istituzione  di riserve  di  commesse  in  favore  di  imprese
    operanti in  Regioni economicamente svantaggiate individuate ai
    sensi della normativa comunitaria" (n. 864)
    - d'iniziativa governativa
    - presentato dal  Presidente della Regione (Capodicasa) in data
    21 gennaio 1999

    "Integrazioni alla legge  regionale  20  gennaio  1999,  n.  5,
    recante  'Soppressione  e  liquidazione  degli  enti  economici
    regionali AZASI, EMS, ESPI'" (n. 865)
    - d'iniziativa governativa
    - presentato dal  Presidente della Regione (Capodicasa) in data
    22 gennaio 1999

    "Seconda nota di  variazione  al  bilancio  di  previsione  per
    l'esercizio finanziario 1999  e  per il triennio 1999-2001" (n.
    866)
    - d'iniziativa governativa
    -  presentato dal  Presidente  della  Regione  (Capodicasa)  su
    proposta dell'Assessore per il  bilancio e le finanze (Piro) in
    data 22 gennaio 1999

    "Istituzione   dell'Agenzia   regionale   per   la   protezione
    dell'ambiente" (n. 867)
    - d'iniziativa parlamentare
    -  presentato   dagli   onorevoli  Villari,  Monaco,  Speziale,
    Cipriani,  Giannopolo,  Oddo,  Pezzino,  Pignataro,  Silvestro,
    Trimarchi, Zago, Zanna in data 25 gennaio 1999

   DISEGNI DI LEGGE INVIATI ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
   AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
   SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
   DEL REGOLAMENTO MEDESIMO

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Integrazione  all'articolo   2  della  legge  regionale  12
    novembre 1996, n. 41,  concernente  indennità di carica per gli
    organi dei comuni e delle province eletti o nominati" (n.  858)
    - d'iniziativa parlamentare

    "Norme  per  la   sicurezza  dei  cittadini  e  delle  attività
    economiche e di  contrasto  e  prevenzione  del  fenomeno della
    mafia in Sicilia" (n. 859)
    - d'iniziativa parlamentare
    - PARERE IV COMMISSIONE

                   - INVIATI IN DATA 22 GENNAIO 1999

                                  BILANCIO (II)

    - "Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998" (n. 863)
    - d'iniziativa governativa
    - inviato in data 22 gennaio 1999

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - "Nuove norme per la vendita dei giornali in Sicilia" (n. 861)
    - di iniziativa parlamentare
    - inviato in data 22 gennaio 1999

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    "Incentivi per lo sviluppo turistico-alberghiero" (n. 862)
    - d'iniziativa parlamentare
    - inviato in data 22 gennaio 1999

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

   A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale                    1

        N. 2696 - Opportune iniziative al fine  di  sospendere  il
      piano straordinario di  lavori  socialmente  utili  (L.S.U.)
      presso   il  comune  di  Resuttano  (CL)  e  procedere  alla
      ripubblicazione del bando.
        - Presidente Regione
        - Assessore Lavoro
        ***
      Vella Basilio

                            ----------------

        N. 2698 - Delucidazioni  in  ordine  alla  gara  d'appalto
      indetta dalla AUSL n. 8  di  Siracusa  per  la  fornitura  o
      somministrazione di pasti  ai  degenti  di  diversi  presidi
      ospedalieri.
        - Assessore Sanità
        ***
      Monaco Sergio

                            ----------------

        N. 2707 -  Notizie  in  ordine  alla  mancata  istituzione
      dell''Osservatorio faunistico siciliano'.
        - Assessore Agricoltura
        ***
      Zanna Antonio

                            ----------------

   B) Interrogazioni con richiesta di risposta in commissione           1

        N.   2705  -  Interventi  per  scongiurare  la  cessazione
      provvisoria    dell'attività  della  farmacia  sita  in  via
      Pacinotti, a Palermo.
        - Assessore Sanità
        ***
      Di Martino Francesco

                            ----------------

        N. 2706 - Rimozione dalla carica del Sindaco di  Bompietro
      (PA)  e  richiesta  di  ispezione  straordinaria  presso  il
      Comune.
        - Presidente Regione
        - Assessore Enti Locali
        ***
      Di Martino Francesco

                            ----------------

   C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta                  1

        N. 2697 - Opportune iniziative al fine  di  migliorare  la
      situazione della Fondazione 'Teatro Massimo' di Palermo.
        - Presidente Regione
        ***
      Forgione Francesco; Liotta Santo; Vella Basilio

                            ----------------

        N. 2699 - Notizie relative ai criteri e parametri in  base
      ai    quali  è  stata  predisposta  la  graduatoria  per  il
      finanziamento delle opere di completamento in Sicilia.
        - Presidente Regione
        - Assessore Presidenza
        ***
      Pignataro Giuseppe

                            ----------------

        N. 2700 - Provvedimenti urgenti in materia  di  assistenza
      ai mutilati e agli invalidi di guerra.
        - Presidente Regione
        - Assessore Sanità
        ***
      Sottosanti Fulvio Salvatore; Stancanelli Raffaele;  La  Grua
      Saverio; Scalia Giuseppe

                            ----------------

        N. 2701 -  Situazione  del  Consiglio  comunale  di  Santa
      Venerina (CT).
        - Presidente Regione
        - Assessore Enti Locali
        ***
      Liotta Santo; Forgione Francesco; Vella Basilio

                            ----------------

        N. 2702 - Interventi per la riapertura e  la  sistemazione
      dell'anfiteatro romano di Catania.
        - Assessore Enti Locali
        - Assessore Beni Culturali
        ***
      Fleres Salvatore

                            ----------------

        N. 2703 - Provvedimenti volti a  fronteggiare  l'emergenza
      AIDS.
        - Presidente Regione
        - Assessore Sanità
        ***
      Catanoso Genoese Francesco

                            ----------------

        N. 2704 - Interventi al fine di far luce sul comportamento
      tenuto dai  vertici  dell'azienda  'Civico'  di  Palermo  in
      merito all'insediamento del Prof. Carlo  Marcelletti  presso
      il reparto di cardiochirurgia.
        - Presidente Regione
        - Assessore Sanità
        ***
      Forgione Francesco

                           ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

        N. 319 - Gravi carenze nell'informazione del  Telegiornale
      regionale della RAI per la Sicilia.
        - Presidente Regione
        ***
      Di Martino Francesco

                              ANNUNZIO DI MOZIONI

        N. 287 -  Dibattito  sulla  situazione  finanziaria  della
      Regione siciliana.
        Fleres         Salvatore;  Leontini  Innocenzo;  Bufardeci
      Giambattista;    Alfano  Angelo;  Beninati  Antonino;  Croce
      Antonino

      Presentata il 21/01/99

                            ----------------

        N. 288 - Sblocco da  parte  del  Governo  regionale  delle
      nomine in enti di pertinenza della Regione.
        Fleres         Salvatore;  Leontini  Innocenzo;  Bufardeci
      Giambattista;    Beninati  Antonino;  Alfano  Angelo;  Croce
      Antonino

      Presentata il 21/01/99

                            ----------------

        N.   289  - Anticipazione  dei  termini  previsti  per  la
      pubblicazione   dei  nominativi  selezionati  e  conclusione
      dell'iter relativo al concorso per 'forestali' in Sicilia.
        Beninati  Antonino;  Leontini  Innocenzo;  Alfano  Angelo;
      Fleres Salvatore; Croce Antonino

      Presentata il 21/01/99

                            ----------------

        N. 290 - Istituzione  delle  'aree  contigue'  nelle  aree
      naturali protette.
        Beninati   Antonino;  Fleres  Salvatore;  Croce  Antonino;
      Alfano Angelo; Bufardeci Giambattista

      Presentata il 21/01/99

                            ----------------

        N.   291  -  Revoca  della  delega  all'Assessore  per  il
      territorio e l'ambiente.
        Fleres   Salvatore;  Croce  Antonino;  Beninati  Antonino;
      Bufardeci     Giambattista;  Provenzano  Giuseppe;  D'Aquino
      Antonio

      Presentata il 21/01/99

                            ----------------

     PRESIDENTE. Avverto  che  le  mozioni testè annunziate saranno
  iscritte all'ordine del  giorno della seduta successiva perchè se
  ne determini la data di discussione.

                  COMUNICAZIONE DI MOZIONI SUPERATE

     PRESIDENTE.  Comunico che:

    - a  seguito  dell'accettazione  come raccomandazione, da parte
    del Governo, dell'ordine  del giorno numero 269 "Iniziative per
    assicurare il rispetto dell'art.  6 dello Statuto della Regione
    siciliana" é  da  intendersi superata la mozione numero 259, di
    analogo contenuto;

    - a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno numero 272
    "Iniziative nei confronti  del  Governo nazionale e dei rettori
    degli atenei  siciliani  per  garantire  la  prosecuzione degli
    studi agli studenti beneficiari di provvedimenti di sospensione
    del 'numero  chiuso'  da  parte  dei  tribunali  amministrativi
    regionali  per  l'accesso  alle  Università"  è  da  intendersi
    superata la mozione numero 279, di analogo contenuto.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Ai sensi del nono  comma  dell'articolo  127 del Regolamento
  interno do il preavviso di  trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento  elettronico  che dovessero avere
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del giorno
  "Lettura ai  sensi e per gli effetti dell'articolo 83, lettera D,
  e 153 del Regolamento interno delle mozioni":

    -  N.  283  "Iniziative  a  seguito dell'anticipata conclusione
    della  stagione  venatoria  dell'anno  1998/1999  a  causa  del
    ricorso  delle  Associazioni  ambientaliste  e  per il relativo
    accoglimento   del   Tribunale   amministrativo   regionale  di
    Catania";

    - N.  284  "Iniziative per permettere la vendita dei terreni di
    proprietà  dell'Ems,  siti  nel  comune di Sciacca, alla locale
    Amministrazione  comunale,  per  garantirne  un utilizzo a fini
    sociali non speculativi";

    - N. 285 "Interventi urgenti per estendere ad altri concorrenti
    le tratte aeree da e per la Sicilia".
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PEZZINO, segretario f.f.:

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  in   data   24   dicembre  1998  il  Tribunale
              amministrativo  regionale  per  la  Sicilia, sezione
              staccata   di   Catania   (sez.   III),  ha  accolto
              provvisoriamente  e  temporaneamente  la  domanda di
              sospensione  in  tutto  il  territorio della Regione
              siciliana  dell'esecuzione dell'impugnato calendario
              venatorio da parte di Legambiente-Comitato regionale
              siciliano-, WWF - Associazione italiana per il World
              Wildlife   Fund   Delegation   Sicilia,   LAV - Lega
              Antivivisezione;

      CONSIDERATO che:

              - come è  noto la vicenda ricalca quanto già oggetto
              di contestazione  da parte di Legambiente, WWF e LAV
              con   il  ricorso  giurisdizionale  dinanzi  al  TAR
              depositato nel mese di novembre 1997;

              -  in  quell'occasione, a seguito dell'ordinanza del
              TAR, e della contestuale devoluzione della questione
              di   legittimità  costituzionale,  il  Consiglio  di
              giustizia  amministrativa con ordinanza n.  1041 del
              19.12.97 ha annullato l'ordinanza cautelare n.  3121
              del   TAR   di   Catania   ritenendo  inesistenti  i
              presupposti per la sospensiva;

              -  l'oggetto  del  giudizio  culminato  nell'odierna
              ordinanza  di  sospensione e annullamento identico a
              quello  già  oggetto  di  ricorso  ed  in  corso  di
              giudizio del CGA;

      RITENUTO che:

              -  il  TAR  di  Palermo, investito della vicenda, ha
              rigettato  l'istanza  cautelare  che alla fine di un
              tortuoso e strumentale iter processuale inventato ad
              arte   dai   ricorrenti,   il  TAR  di  Catania  ha,
              diversamente, ritenuto di accordare;

              -  l'Assessorato  Agricoltura  e foreste, nelle more
              della  proposizione dell'appello, avrebbe potuto non
              sospendere l'esercizio venatorio in osservanza ad un
              orientamento   giurisprudenziale   che   dà  facoltà
              all'Amministrazione di  non  sospendere l'esecuzione
              tenuto    conto   dell'orientamento   già   espresso
              nell'anno  1997  sul  medesimo  oggetto da parte del
              C.G.A.;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              data  la  strumentale  ed  artificiosa  richiesta da
              parte   delle   associazioni  ambientaliste,  che  è
              scaturita  in una sospensione di fatto dell'attività
              venatoria,  ad  intervenire,  a seguito del disposto
              del  CGA,  che  si  presume  riconducibile alla data
              del  20/21 gennaio, a ristabilire, nei confronti del
              mondo  venatorio, giustizia e pertanto provvedere al
              rimborso  della  tassa  regionale  per il periodo di
              preclusione  dell'attività venatoria medesima ovvero
              in  subordine,  nel  caso  di  un  accoglimento  del
              diniego  della sospensiva, ad una proroga al mese di
              febbraio  pari  ai  giorni oggetto della strumentale
              sospensiva dell'attività venatoria>>. (283)

                                  BENINATI - BUFARDECI - FLERES -
                                  PROVENZANO - ALFANO - MISURACA -
                                  CATANIA - GRIMALDI - D'AQUINO -
                                  CROCE

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  da  parte  del  commissario  liquidatore della
              Sitas,  sarebbero state avviate delle trattative con
              dei privati  per  la  vendita  dei  terreni dell'Ems
              situati nel comune di Sciacca;

      CONSIDERATO che:

              - l'estensione  di tali terreni è di complessivi 200
              ettari   e   che,   secondo   il  vigente  strumento
              urbanistico,   essi   sono   destinati   a  finalità
              turistico-alberghiere;

              - è quindi  possibile  che da parte di un acquirente
              privato  se  ne possa attuare un uso speculativo che
              non  terrebbe  nel  dovuto  conto  le  esigenze  del
              territorio,  con possibili gravi conseguenze sia sul
              piano   ambientale  che  su  quello  dello  sviluppo
              turistico della zona;

      RILEVATO, inoltre, che:

              - secondo  quanto è stato possibile apprendere dalla
              stampa, il prezzo di vendita dei terreni non sarebbe
              calcolato   in   relazione   alla   loro   possibile
              destinazione   ad   uso  edilizio,  con  conseguente
              effettivo  deprezzamento rispetto al reale valore di
              mercato;

              - il Sindaco di Sciacca ha più volte manifestato, da
              ultimo con  una  nota  inviata  al  Presidente della
              Regione e al commissario liquidatore della Sitas, in
              data  11.1.1999,  la volontà dell'Amministrazione da
              lui presieduta di procedere all'acquisto dei terreni
              'a parità di condizioni rispetto ad altri acquirenti
              e ciò  al  fine  di  garantirne  la  destinazione ed
              utilizzare  tali  terreni  per realizzare una grande
              area attrezzata  al  servizio  del  turismo  e delle
              città';

              - l'Amministrazione comunale di Sciacca è creditrice
              nei  confronti  della  Sitas di circa 20 miliardi di
              lire  che  potrebbero  essere  conteggiati  all'atto
              dell'eventuale vendita dei terreni;

                 IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
                      L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA

              - ad  adottare ogni opportuno provvedimento volto ad
              interrompere  eventuali  trattative  in corso per la
              vendita dei  terreni  dell'Ems,  siti  nel comune di
              Sciacca,   a   soggetti   privati   e   ad   avviare
              contestualmente   le   trattative   con   la  locale
              Amministrazione, titolare del diritto di prelazione;

              -  ad  effettuare  un'attenta  valutazione del reale
              valore di mercato dei terreni in questione che tenga
              conto del futuro utilizzo che l'eventuale acquirente
              possa farne>>. (284)

                                      MELE - GUARNERA - LO CERTO -

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - la Regione siciliana, assieme ad altre regioni del
              Meridione,  risulta  pesantemente  penalizzata dallo
              spostamento   della   grande  maggioranza  di  rotte
              nazionali da Linate a Malpensa;

              -   l'aereo  è  ormai  l'unico  mezzo  di  trasporto
              concreto che  ci  unisce,  in  tempo  reale,  con il
              'continente'   considerate   le   disfunzioni  delle
              autostrade  del  Sud-Italia  e  delle Ferrovie dello
              Stato;

              -   il   disimpegno   dell'Alitalia   nella  vicenda
              Malpensa  è  evidente,  come  evidenti  sono i costi
              esorbitanti    dei    biglietti    e    la   cattiva
              organizzazione delle proprie strutture;

      CONSIDERATO che:

              -  è   grave  la  mancanza  di  regole  certe  sulla
              concorrenza,  in vista dell'apertura del mercato dei
              servizi    aeroportuali,   secondo   una   direttiva
              dell'unione  Europea  che  è  entrata  in  vigore in
              Italia il 1  gennaio 1999;

              - è  assurdo  che  in un clima di piena competizione
              una tratta così importante sia affidata da sempre ad
              un  unico  vettore senza alcun concorrente che possa
              competere con la stessa Alitalia;

              -  la  competizione,  oltre  che  abbattere i costi,
              renderà  i servizi migliori di quelli finora offerti
              dal monopolio dell'Azienda di Stato;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  intervenire presso il Ministero dei Trasporti al
              fine di liberalizzare le tratte da e verso l'isola e
              di  innescare  un  meccanismo  virtuoso che produrrà
              vantaggi per tutta la nostra economia>>. (285)

                                    PAGANO - CIMINO - CROCE -
                                    LEONTINI

     PRESIDENTE. Propongo che le predette mozioni vengano demandate
  alla  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari perchè se
  ne  determini  la  data di discussione. Non sorgendo osservazioni
  resta così stabilito.

   'Federico II'

   Presidenza del presidente Cristaldi


    ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA FONDAZIONE
   "FEDERICO II"

     PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine del giorno:
  Elezione  del  collegio  dei  revisori dei conti della Fondazione
  "Federico II".
       Onorevoli   colleghi,  ricordo  che  la  legge  regionale  9
  dicembre  1996,  n.  44 istitutiva della Fondazione "Federico II"
  all'articolo 3 prescrive che:
       1. Nel rispetto delle  norme  previste  dal codice civile in
  materia di fondazioni l'atto  costitutivo  e  lo statuto dovranno
  prevedere:
                            O M I S S I S

       c) la costituzione di un collegio dei revisori dei conti;

                            O M I S S I S

       Ricordo altresì che ai  sensi  della  legge  regionale sopra
  richiamata l'articolo 13  dello  Statuto della Fondazione prevede
  che il collegio dei  revisori  dei  conti  effettui  il riscontro
  della gestione della Fondazione.
       E' composto da un presidente e da altri due componenti tutti
  scelti nell'albo dei revisori dei conti e nominati dall'Assemblea
  regionale siciliana con voto limitato ad uno.
       Le funzioni di presidente  del  collegio  sono  attribuiti a
  quello tra i revisori che  avrà  riportato  il  maggior numero di
  voti.
       Essi  durano  in  carica   cinque   anni  e  possono  essere
  riconfermati  per una sola  volta  per  un  periodo  analogo  con
  applicazione dell'istituto della prorogatio.
       Qualora venga meno taluno  dei  revisori  quelli  rimasti in
  carica continueranno a svolgere le loro funzioni.
       Qualora  vengano  a  cessare  per  qualsiasi  caso  tutti  i
  revisori si procederà a  nuova nomina.
       Pertanto,  ciò  premesso,  ogni  deputato  non potrà segnare
  sulla  scheda  di  votazione  più  di un nominativo. Risulteranno
  elette  le  persone  che  al  primo scrutinio avranno ottenuto il
  maggior numero di voti.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     PROVENZANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.   Signor   Presidente,   ho   chiesto  di  parlare
  sull'ordine  dei  lavori  richiamandomi  alla lettera che tutti e
  novanta  deputati,  anzi  ottantanove,  abbiamo  ricevuto  questa
  mattina   da   lei,  lettera  sulla  quale  credo  non  si  possa
  concordare, così  come  non  si può non concordare sulla presa di
  posizione molto  ferma  che  lei ha preso a livello della stampa.
  Nella  suddetta  lettera, signor Presidente, richiama ciascuno di
  noi al  dovere  del  proprio  mandato e, direi, bacchetta un po',
  tira le  orecchie  a  questa  Assemblea  che non riesce ad andare
  avanti e che non riesce a lavorare e a portare avanti soprattutto
  alcuni  momenti  fondamentali  importanti  della  vita  di questa
  Regione quali per esempio la riforma della Statuto.
       Signor  Presidente,  io  devo  però   in   questa  occasione
  lamentare un fatto, mi permetta di dirlo con  molta  franchezza e
  con molta chiarezza. Il disegno di legge voto  di  riforma  dello
  Statuto sin da mercoledì scorso alle 11 o alle 12 ha terminato il
  suo iter nella discussione generale; lei ha fatto  bene  allora a
  non chiudere  la  discussione  generale e a porre in votazione il
  passaggio all'esame degli articoli perchè era bene dare un po' di
  tempo  a  tutti  i  gruppi  parlamentari  per meglio definire gli
  emendamenti  e  meglio  conoscerli; bene ha fatto anche perchè il
  Presidente  della  Regione aveva, ritengo opportunamente, chiesto
  di intervenire su questo argomento.
       Il tutto però accadeva mercoledì scorso,  se  il  Presidente
  della Regione il giorno seguente, cioè  giovedì fosse intervenuto
  per la replica si sarebbe potuto chiudere la discussione generale
  e  votare  il  passaggio  all'esame  degli  articoli e quindi già
  incardinare  e discutere di questo disegno di legge assolutamente
  fondamentale.
       Signor  Presidente,  il  fatto  che  tutto  questo  non  sia
  avvenuto   facendo   antecedere   alcune  elezioni  assolutamente
  importanti  quali  quella dei revisori della Fondazione "Federico
  II" su  cui  tutti  siamo  d'accordo,  rischia per la mancanza di
  numero legale  -  e credo che allo stato attuale anche adesso noi
  non avremo  il numero legale - di rinviare alle calende greche la
  replica  del  Presidente della Regione e quindi la chiusura della
  discussione generale.
       Signor  Presidente,  pertanto, in linea con quanto lei ci ha
  scritto   e   quindi  far  sì  che  questa  Assemblea  si  occupi
  velocemente  delle  cose  realmente  importanti,  propongo che si
  sospenda  questa  votazione, si dia la parola al Presidente della
  Regione  perchè  possa  svolgere  la replica sul disegno di legge
  voto  e  quindi  poter  chiudere  la  discussione  generale dello
  stesso,  in  maniera  che  nelle ventiquattro ore, se qualcuno le
  chiederà  per la presentazione ulteriore di emendamenti, si abbia
  la possibilità di passare agli altri punti e sostanzialmente alle
  votazioni  senza  ingabbiare questa Assemblea in votazioni che in
  questa  maniera rischiano realmente, signor Presidente, di venire
  contro quella  che  è la giusta e corretta sollecitazione che lei
  ha fatto:  fare  le  cose  importanti velocemente, e credo che in
  questo  momento  la  cosa  più  importante  che  si potrebbe fare
  velocemente   è   la  legge-voto.
       Ritengo,  pertanto,   necessario   chiudere  la  discussione
  generale del  disegno  di  legge  voto  e  porre  in votazione il
  passaggio all'esame degli articoli.

     PRESIDENTE. Onorevole Provenzano, la Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari aveva attentamente esaminato il programma
  dei  lavori.  Ha  determinato  volutamente  che  si portasse alla
  definizione  la questione dei revisori dei conti della Fondazione
  "Federico II", che non occupa grande spazio.
       Abbiamo  stabilito, subito dopo, di andare direttamente alla
  conclusione della discussione generale sul disegno di legge voto,
  dando  la  parola  al Presidente della Regione. Non essendo stati
  espletati  tutti  i  passi  per  giungere  al  completamento  dei
  Consiglio  di  Presidenza,  avevamo  organizzato  i nostri lavori
  prevedendo  che  per  l'elezione delle cariche vacanti in seno al
  Consiglio di Presidenza, veniva individuata la seduta di giovedì,
  per cui  se  si eleggono immediatamente i revisori dei conti - se
  questa è  la  volontà  dell'Aula - subito dopo diamo la parola al
  Presidente  della  Regione  e,  quindi,  si chiude la discussione
  generale del disegno di legge voto.
       Se  lei,  onorevole  Provenzano,  formalizza  la proposta di
  sospendere  la votazione e proseguire con la discussione generale
  del disegno  di  legge  voto, dando la parola al Presidente della
  Regione per la replica, devo porre in votazione la sua proposta.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.     Signor     Presidente,    soltanto    per    una
  puntualizzazione.  Condivido  gran  parte  delle osservazioni che
  vengono  sollevate  dal  presidente Provenzano, ma secondo me noi
  possiamo  stasera  qui  determinare la possibilità di accelerare.
  Siamo  anche  in  una  fase  avanzata relativamente all'esame del
  disegno  di  legge-voto;  il  dibattito si è esaurito; sono stati
  presentati  gli  emendamenti.
       Io  mi  auguro  che  sull'argomento si possa determinare una
  larga convergenza  in  Aula in modo tale da dare autorevolezza al
  testo  che  sarà  esitato  dall'Aula.  Tuttavia,  però, poichè ci
  troviamo di  fronte  ad  un  adempimento  da  fare  sul quale già
  l'Assemblea  qualche  giorno  fa è stata chiamata, cioè la nomina
  dei  revisori  dei conti della Fondazione "Federico II", io sarei
  dell'avviso   di   procedere  regolarmente  alla  votazione.  Fra
  l'altro, si tratta soltanto di una votazione che impegnerà L'Aula
  per qualche  minuto;  subito  dopo la votazione dare la parola al
  Presidente  della Regione e lei sa perfettamente, Presidente, fra
  l'altro,  che,  essendo  stati  presentati  degli emendamenti, la
  discussione  comunque  andrebbe  a domani sera. Cioè il fatto che
  noi  stasera  procediamo alla votazione relativamente ai revisori
  dei conti  non  intralcia  in  nessun  senso  e in nessun modo la
  possibilità   di   accelerare  la  discussione  di  merito  sugli
  emendamenti.
       Pertanto,  Presidente, io eviterei di porre l'Aula di fronte
  ad un voto.  Sarei dell'avviso di proseguire, così come stabilito
  dall'ordine  del  giorno,  con  l'elezione dei revisori dei conti
  della Fondazione  "Federico II" e, subito dopo, dare la parola al
  Presidente della Regione e procedere alla discussione domani sera
  degli emendamenti presentati al disegno di legge-voto.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO. Signor Presidente, io ero presente alla Conferenza
  dei  capigruppo  quando  Ella  disse  con  molta  chiarezza, e fu
  accettato  da  parte  di  tutti,  che  la nomina dei revisori era
  assolutamente  importante  perchè  non  poteva  questa Fondazione
  rimanere   senza  i  revisori,e  credo  che  tutti  all'unanimità
  decidemmo questo.
       Il problema che si pone è molto semplice: se noi avessimo la
  certezza  che  il numero legale per la votazione si raggiungesse,
  io non  ho  nulla  in contrario a che si faccia la votazione. Se,
  però,  dovesse  mancare  il  numero  legale,  come è già successo
  precedentemente,  su  questa votazione, io credo che l'intervento
  del  Presidente  della  Regione,  che può durare un quarto d'ora,
  venti  minuti, mezzora, consente di poter chiudere la discussione
  generale,  mettendo  già  l'Aula  nella certezza di sapere che da
  domani si  può  proseguire con l'esame del disegno di legge voto.
  La  mancanza  del  numero  legale  questa  sera  rischierebbe  di
  bloccare ancora una volta la discussione sulla legge-voto.
       Quindi,  non  chiedo  che  si  ponga  in  votazione  la  mia
  proposta,  chiedo  di  sollecitare la responsabilità di tutti noi
  deputati nel  senso  che,  se  siamo  in  grado di votare in 46 i
  revisori  dei conti della Fondazione "Federico II", ben venga, si
  faccia in un quarto d'ora e poi si va avanti.  Se questo non c'è,
  credo  che  ci  dobbiamo  assumere  la responsabilità di rinviare
  ancora  una  volta  la  legge-voto.  E  ritengo  che sotto questo
  aspetto   la   lettera   del   Presidente   debba  trovare  ampia
  responsabilità da parte di noi tutti.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Provenzano, abbiamo fondati motivi per
  ritenere  che esiste il numero legale come presenza fisica; poi i
  deputati decidono liberamente su come devono comportarsi.

   'Federico II'

   Presidenza del presidente Cristaldi


    ELEZIONE  DEL  COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA FONDAZIONE
    "FEDERICO II".

     PRESIDENTE.  Indìco  la  votazione  a  scrutinio  segreto  per
  l'elezione  del  Collegio dei Revisori dei conti della Fondazione
  'Federico II'.
       Scelgo  la Commissione di scrutinio che risulta composta dai
  deputati Zago, Vella e Stancanelli.
       Invito  i deputati scrutatori a prendere posto nell'apposito
  banco.
       Dichiaro   aperta   la   votazione  ed  invito  il  deputato
  segretario a procedere all'appello.

     PEZZINO, deputato f.f.  (Procede all'appello).

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
       Invito la Commissione  di scrutinio a procedere allo spoglio
  delle schede, avendo  già  verificato  che il numero dei deputati
  che ha votato assicura il numero legale.

    (La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

               Presenti  e Votanti    69

               Hanno ottenuto voti i signori:

           Mannone Filippo            21
           Faraci Franco              16
           Quattrocchi Salvatore      12
           Pintabona                   9
           Passarello Leonardo         3
           Cambria Sebastiano          2

           Schede Bianche              3
           Schede Nulle                3

    Risultano   pertanto   eletti   i  signori  Mannone,  Faraci  e
  Quattrocchi.

    Avendo  riportato il maggior numero dei voti, al signor Mannone
  vengono  attribuite  le  funzione  di presidente del Collegio dei
  revisori dei conti della Fondazione 'Federico II'.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

   177-705-708-758-norme stralciate/A

   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO DI LEGGE: "Schema di disegno di legge
    costituzionale  da  sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi
    dell'articolo   18  dello  Statuto,  recante  'Modifiche  dello
    Statuto  della Regione siciliana concernenti l'elezione diretta
    del     Presidente     della     Regione,    l'autoscioglimento
    dell'Assemblea, l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed
    i  referendum  regionali'" (nn.  2-94-144-152-177-705-708-758 -
    Norme stralciate/A) (Seguito).

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  passa  al settimo punto
  dell'ordine del giorno. Discussione del disegno di legge: "Schema
  di  disegno  di  legge costituzionale da sottoporre al Parlamento
  nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
  'Modifiche  dello  Statuto  della  Regione  siciliana concernenti
  l'elezione     diretta     del    Presidente    della    Regione,
  l'autoscioglimento   dell'Assemblea,   l'iniziativa   legislativa
  popolare   e   comunale   ed   i   referendum   regionali'"  (nn.
  2-94-144-152-177-705-708-758 - Norme stralciate/A) (Seguito).
       Relatore onorevole Provenzano.
       Invito i componenti la  commissione  per  la  riforma  dello
  Statuto a prendere posto al banco alla medesima assegnata.
       Onorevoli  colleghi,  per  la  replica ha facoltà di parlare
  l'onorevole Presidente della Regione.

     CAPODICASA,   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  grazie. In  realtà  non  è  tanto  una  replica,  la  mia, quanto
  l'esigenza di  far  sentire il parere del Governo nell'ambito e a
  conclusione di  un dibattito che, come è stato rilevato, ha avuto
  un   tono   molto   elevato,   oltre   ad   avere  registrato  un
  coinvolgimento  da  parte  del  Parlamento  come non si vedeva da
  tanto tempo in quest'Aula.
       In  realtà   si   comprende   bene   la  ragione  di  questo
  coinvolgimento  dell'Aula, che è legato essenzialmente al valore,
  all'importanza di  una  scelta  che  abbiamo tutti assieme voluto
  fare:  quella  di  anticipare,  di estrapolare, di stralciare dal
  testo  generale  di modifica organica dello Statuto autonomistico
  quella parte  che  sembrava  essere  più urgente, non solo perché
  questa  rappresenta  oggi  agli  occhi  dell'opinione pubblica la
  tematica più  direttamente  coinvolgente e forse anche quella che
  suscita più  attenzioni,  che  è immediatamente leggibile e viene
  percepita come  una  parte  decisiva,  sia per quanto concerne il
  rapporto tra  elettori  ed  eletti,  sia  per  quanto concerne la
  possibilità di  instaurare  ciò  che  di fatto è stato instaurato
  nella nostra  Regione  da  tempo,  anche  dal  punto di vista del
  diritto, cioè  un  regolare  gioco bipolare che, fintantoché  non
  viene sancito dalle leggi, dall'Ordinamento finisce per essere un
  bipolarismo  virtuale  che  ovviamente tende ad essere modificato
  dal corso degli eventi.
       E  allora  la  scelta  che  la  Commissione  ha compiuto, di
  estrapolare  le  parti che io considero più sostanziose, anche se
  questo non significa sottovalutare il resto del disegno di legge,
  che  come poi vedremo affronta temi di non secondaria importanza,
  relativi   alla   diffusione   del  potere  tra  i  vari  livelli
  istituzionali,  alla  maggiore  democratizzazione,  del ruolo dei
  comuni  degli  enti locali, oltre che dei rapporti finanziari tra
  lo Stato  e  la  Regione  che sono, per buona parte, sostanza del
  nostro  ordinamento  autonomistico, tuttavia questa rimane quella
  che è più legata ad esigenze di modernità.
       Concordo con quanto è stato affermato in occasione di questo
  dibattito  da  parte  di  parecchi  colleghi,   anche  lo  stesso
  Presidente  della  Commissione  lo  aveva evidenziato  nella  sua
  relazione, che lo Statuto autonomistico, pur con  tutti i rilievi
  e  le  inadeguatezze  che tutti noi  abbiamo  registrato,  rimane
  ancora un modello a cui ci si può riferire;  anzi, di  più si può
  dire  che  in molte occasioni o circostanze,  anche  fuori  dalla
  Sicilia, il modello Sicilia è stato individuato  come  un modello
  percorribile. Addirittura è stato individuato come un modello che
  poteva essere assimilato, avvicinato al modello federalistico.
       Ora,  senza volerne esagerare la portata, ovviamente, perché
  il dibattito  politico  e  istituzionale in questo campo è andato
  molto avanti negli  anni  e quindi anche nel nostro paese si sono
  introdotte  e  delineate,  attraverso  i lavori della Commissione
  bicamerale prima -  anche se poi sospesi o in parte abortiti - ma
  poi   anche  nella  pubblicistica  corrente  si  sono  introdotti
  elementi più  spinti  di federalismo, il nostro Statuto rimane un
  antesignano,    rimane    una    pietra   miliare   nella   Carta
  costituzionale.
       Io credo che sia da lì che dobbiamo partire,  tanto  è  vero
  che tutti i disegni di legge che sono  all'esame della competente
  commissione,  istituita  con  legge,  tutti  prevedono  modifiche
  all'attuale Statuto, cioè si inseriscono dentro un  solco  che  è
  stato tracciato storicamente e che ancora oggi  continua a essere
  operante ed a produrre effetti.
       Certo che  lo  Statuto,  nella  lettera  che  oggi  ci viene
  consegnata dalla  storia,  presenta,  come  lo stesso processo di
  riforma ha evidenziato, limiti, incongruenze, non solo perché nel
  corso dei  decenni  è  stato  ripetutamente intaccato da sentenze
  della  Corte  costituzionale,  da  inadempienze,  da  un'erosione
  costante che provvedimenti di volta in volta emanati dalle ...

     PRESIDENTE.  Le chiedo scusa, onorevole Presidente.  Onorevoli
  colleghi, per cortesia, vogliamo consentire al  Presidente  della
  Regione di esprimere le proprie considerazioni. Grazie.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Nelle sedi istituzionali
  è stato  vieppiù  limitato  nella  sua  portata, per lo meno sono
  state spuntate le punte più avanzate. Malgrado ciò, credo rimanga
  un impianto  che  in  alcune  sue  parti è superato dagli eventi:
  l'evoluzione  politica,  l'evoluzione culturale del nostro Paese,
  di cultura istituzionale.  Ed è qui la ragione per la quale forse
  tutte le forze politiche che sono scese nella campagna elettorale
  che ha  dato  vita  a  questa Assemblea regionale siciliana hanno
  considerato  questa legislatura come una legislatura costituente.
  Cioè, da  tempo  si  sentiva  e si avvertiva l'esigenza di questo
  intervento  di  modifica  e di riconsiderazione complessiva della
  Carta statutaria. Oggi, si ritengono maturi i tempi perché questo
  processo si compia.
       E'   questa   la   ragione   per  la  quale,  probabilmente,
  l'Assemblea regionale  deve,  nel  definire  le norme che abbiamo
  oggi   all'esame,   riproporre   la   permanenza  in  vita  della
  Commissione  Statuto,  perché  adesso rimane ancora da sviluppare
  tutto il processo di revisione che riguarda la revisione organica
  dello Statuto.
       Dico  però   che   in  ogni  caso  il  compito  che  attende
  l'Assemblea  regionale  oggi è un compito altrettanto importante,
  perché  affronta  i  nodi che non sono secondari, che per qualche
  misura hanno  costituito  nel  passato  la  causa della anchilosi
  istituzionale,  della  incapacità  di questa Assemblea, di questa
  Regione di  adeguarsi  ali  tempi  che  mutavano,  di  contenere,
  recepire e  registrare  le spinte che provenivano e provengono da
  una diversa coscienza, un diverso modo di sentire il rapporto con
  le Istituzioni da parte dei cittadini.
       E allora  ritengo,  onorevole  Presidente,  che  sta  qui la
  ragione per  la  quale  l'Assemblea regionale siciliana ha voluto
  caricare di  così  alto  significato  il  lavoro attorno a questo
  disegno di  legge.  E così credo abbia fatto la Commissione, alla
  quale peraltro  ho  partecipato  da  semplice componente, e posso
  dare testimonianza  del  lavoro  e  dell'applicazione  con cui la
  Commissione si è  dedicata  a questo lavoro e in primo luogo devo
  sottolineare l'applicazione  e  la  costanza e la tenacia del suo
  Presidente,  onorevole Provenzano, cui va dato un riconoscimento,
  anche se  l'onorevole  Forgione  non  condivide,  per  il lavoro,
  l'esito, il risultato a cui siamo pervenuti.

     FORGIONE. Era un semplice dissenso.

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione. Un semplice dissenso,
  infatti l'ho registrato.
       Posso dire, onorevole  Forgione, che dal mio punto di vista,
  dal punto di  vista di chi condivide le scelte che la Commissione
  ha fatto,  debbo  dare  un  riconoscimento  pieno  per  quanto mi
  riguarda a  titolo,  ovviamente,  personale, ma  credo che questo
  possa  essere  un  riconoscimento  condiviso dalla maggioranza di
  quest'Aula, al   lavoro   svolto  dalla  Commissione  e  dal  suo
  Presidente.
       Il problema  oggi  è  di  individuare, nello  spirito che ha
  animato la  Commissione,  che  è  stato  improntato  al lavoro di
  merito, ma con un occhio alle implicazioni politico-istituzionali
  che le scelte  avevano,  cioè  un  occhio  ad avere intorno ad un
  problema che definirei "epocale", per la svolta che comporta, per
  il diverso  modo  di approcciare i fatti della politica anche nel
  rapporto tra elettori  ed eletti, le scelte che andiamo a fare.
       A mio  parere, onorevole Presidente, la seduta di oggi ha il
  valore, il  rilievo  che  giustamente  l'Assemblea gli ha dato di
  carattere storico.
       Anche se una storia particolare, legata ad una precisa fase,
  anche   se   tutto   questo,   non  possiamo  ignorarlo,  avviene
  nell'ambito  di  una  temperie  culturale, non dobbiamo ignorare,
  dimenticare che  questo  lavoro  la  Commissione lo ha intrapreso
  mentre era  in  corso  il  lavoro  della  Commissione bicamerale,
  quindi si  era  affermato  un  clima  nel Paese, era il dibattito
  aperto, vivo, tra le forze politiche sul tema sul diverso assetto
  istituzionale  dello  Stato, e la Regione siciliana, giustamente,
  si inseriva  in  questo  dibattito  allo  scopo di potenziare gli
  elementi della  propria  autonomia,  di  fare  in modo, cioè, che
  l'autonomia   che   aveva   avuto   certi   connotati   e   certe
  caratteristiche  nella  sua  Carta,  varata  nell'immediato  dopo
  guerra, a  distanza  di oltre 50 anni possa ritrovare una propria
  vitalità e una propria ragione di essere nelle nuove tendenze che
  si affermano oggi anche tra i nostri cittadini.
       Ebbene ritengo, onorevoli colleghi che lo spirito con cui ha
  lavorato la  Commissione,  che  è  stato  uno  spirito tendente a
  ricercare la  massima unità, dove per altro anche forze politiche
  che non  erano  pienamente  convinte  dello  schema che era stato
  posto alla votazione finale della Commissione, avevano rinunciato
  a qualcosa  dei  propri  convincimenti allo scopo di favorire una
  adesione larga,  la  possibilità  che  il  testo  uscisse  con il
  coinvolgimento  più largo possibile delle forze politiche, perché
  si tratta  qui  non tanto di varare una legge qualunque.  Variamo
  una sorta  di  Carta  costituzionale, un pezzo della nostra Carta
  costituzionale, che come tutte le carte costituzionali ha bisogno
  del consenso più largo possibile.
       In materia  di  regole  si  è  sempre  detto: non valgono le
  ragioni di  maggioranza  ma, per quanto le ragioni di maggioranza
  possano   essere  valide,  debbono  ricercare, almeno  sui  punti
  fondamentali, quelli  che  descrivono  e  connotano  un progetto,
  devono trovare  il  consenso  più  largo  da  parte  delle  forze
  presenti in un'Aula parlamentare.
       Ed  è  con  questo  auspicio che questa maggioranza quando è
  nata    e    questo    Governo,   nelle   proprie   dichiarazioni
  programmatiche, aveva  inserito  questo  punto  come un punto non
  eludibile da parte dell'Assemblea regionale siciliana.
       Ovviamente   abbiamo   sempre   detto,   Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, che  il  Governo in quanto tale non può e non
  vuole, forse  non  deve,  in una materia che ha questo connotato,
  entrare con  una  intenzione  di merito, volta a contribuire alla
  definizione di  particolari  che  sono  contenuti  nel disegno di
  legge.  Ma  non  c'è  dubbio,  però,  che la esigenza politica di
  fondo,  direi  quasi  storico-culturale,  che  questo  disegno di
  legge, che  questa  svolta,  che  questa  riforma  veda la luce è
  interesse di  questa maggioranza così come, se non vado errato, è
  nel   programma,   nelle  intenzioni  di  maggioranze  che  hanno
  preceduto l'attuale.
       Quindi c'è una base comune che coinvolge, dal punto di vista
  degli orientamenti, la stragrande maggioranza di quest'Assemblea.
  L'auspicio che  noi  possiamo  oggi  affermare è che questa larga
  condivisione  dei  principi  fondamentali  che hanno informato il
  disegno  di   legge  si  trasformi  poi  in  un'adesione  formale
  attraverso una propria adesione, attraverso un proprio voto.
       Questo  sarebbe  un risultato che considererei ottimale, sia
  nei confronti  degli elettori, dei Siciliani, che vedrebbero così
  sancito, con  un  atto  solenne ed ampio dell'Assemblea regionale
  siciliana  un  diritto,  un'aspirazione  che,  attraverso  i vari
  referendum e  sondaggi  che  si  sono  avuti,  è  stata più volte
  prefigurata e per la quale ha manifestato interesse.
       Dall'altro  lato  acquisterebbe  molta più forza rispetto al
  nostro interlocutore che è il Parlamento nazionale, che dovrà per
  la  sua  parte  procedere  alla  modifica costituzionale, essendo
  quella che noi dovremmo votare adesso una proposta.
       Allora,   io  direi,  signor  Presidente,  che  ciò  che  va
  salvaguardato in ogni caso è l'interesse di tutti. Poi per quanto
  riguarda le possibili interpolazioni nell'ambito del testo questo
  va rimesso all'Aula.
       Ma, per  quanto  riguarda gli assunti fondamentali di questo
  disegno di legge che sono già contenuti nella bozza esitata dalla
  commissione e proposta oggi all'esame dell'Aula, credo che vadano
  salvaguardati: innanzitutto l'elezione diretta del Presidente con
  suffragio universale diretto, che è l'elemento chiave del disegno
  di legge.
       Aggiungerei  il  problema  dell'autoscioglimento,  che non a
  caso chiamo  problema perché in passato è stato esattamente visto
  come tale, un problema, in quanto le norme contenute nell'attuale
  Statuto  sembrava   e   sembra  non  possano  dare  luogo  ad  un
  autoscioglimento  dell'Assemblea  in presenza di una difficoltà a
  comporre maggioranze o, addirittura, a funzionare.
       Dall'altro  lato  il  problema  dell'introduzione  di alcuni
  istituti  di  democrazia  diretta, che  sono  già  presenti nella
  Costituzione italiana  fin  dal  suo  nascere  e sono previsti in
  altri istituti  anche  di  carattere  regionale  e  che non hanno
  trovato  ingresso  nella  nostra Regione proprio per l'attardarsi
  della riforma  statutaria  da  parte di questa Assemblea, possono
  finalmente,  attraverso   la  loro  introduzione,  consentire  un
  circuito più  largo,  che  attraverso  referendum o attraverso la
  proposta di  legge  di  iniziativa popolare si possa rompere quel
  giro  vizioso  che  fa dell'Assemblea regionale siciliana l'unica
  sede abilitata a  decidere  e  a  discutere  di alcune cose e che
  esclude   ovviamente  l'intervento  popolare  che  attraverso  il
  referendum o attraverso i disegni di legge d'iniziativa popolare,
  invece, possono interferire.
       Questo mi  pare  il modo migliore per onorare un percorso ed
  anche un  approdo,  cioè  quello  di salvaguardare i capisaldi di
  questo disegno  di  legge,  fermo  restando che poi da lì possono
  anche  dipartirsi altri suggerimenti, proposte che possono essere
  dibattuti ovviamente  dall'Aula  nella sua piena autonomia ed ove
  trovassero l'accordo anche essere inseriti.
       Ve ne sono tanti. Ho visto alcuni emendamenti che sono stati
  proposti e mi pare che c'è materia di discussione abbondante e di
  dibattito.
       Io credo che  vi  sono  dei punti che sono quasi connessi ai
  punti principali  contenuti  nel  disegno di legge e sono i punti
  che  tutti  conosciamo:  il  problema  dell'effetto maggioritario
  della legge elettorale di cui già si era dibattuto in Commissione
  al   momento  dell'approvazione  del  testo;  il  problema  della
  incompatibilità   della   carica   di  assessore  con  quella  di
  parlamentare; i  problemi relativi alla fiducia ed alla sfiducia;
  del rapporto tra l'esecutivo ed il Parlamento.
       Sono   tutti   problemi   che,  ovviamente, possono  trovare
  ingresso, ma  che  nel carattere che abbiamo voluto dare a questo
  primo stralcio  di  riforma,  cioè un carattere limitato, possono
  trovare ingresso,  come  possono  essere  anche rimandati a legge
  ordinaria, almeno  per  alcuni  di  quei  punti che non hanno una
  refluenza diretta e immediata sul carattere di questo stralcio di
  riforma che noi vogliamo adottare.
       Io  credo,  quindi,  Presidente  che  da  parte  del Governo
  seguiremo  come  abbiamo  già  fatto  per  tutta  la  discussione
  generale   il   dibattito  e  seguiremo  ovviamente  con  spirito
  partecipe l'evoluzione dell'esame del testo.
       Rimane fermo questo auspicio, l'impegno a dare ove possibile
  il proprio contributo, ma  lo  faremo  non come esecutivo ma come
  parlamentari, considerato che questo  disegno  di  legge è più da
  affidare all'Assemblea  regionale  siciliana  nella sua globalità
  che non all'esecutivo, ad  un  accordo stretto di maggioranza che
  può ovviamente ove lo voglia realizzarlo, ma che ovviamente credo
  lo si debba intendere  aperto ai contributo ed agli apporti anche
  da parte di altre  forze  siano  esse collocate alla maggioranza,
  siano esse collocate all'opposizione.
       Credo,  quindi, Presidente che dobbiamo (questo è l'auspicio
  nostro, ma  anche  il desiderio) onorare come Assemblea regionale
  siciliana questo  appuntamento  dando  ad  esso  la solennità che
  merita e, attraverso questa solennità, lanciare così un messaggio
  di riforma  e  di riscatto, di rinnovamento di questa Regione, di
  quest'Assemblea regionale siciliana al popolo siciliana.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
       Onorevoli  colleghi  è  stato  presentato  e già distribuito
  l'ordine  del  giorno  n. 280 a firma degli onorevoli deputati La
  Corte,  Mele,  Speziale,  Leanza, Di Martino, Martino, Speranza e
  Spagna. Ne do lettura:

  N. 280 - Iniziative, a livello  centrale, in ordine  ai  tempi di
           revisione costituzionale dello Statuto siciliano.

                     " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

          -  lo  Statuto  della Regione siciliana, elaborato dalla
          Consulta  Regionale  ed  approvato  con R.D.L. 15 maggio
          1946, n.  455, poi convertito nella legge costituzionale
          26  febbraio  1948 n. 2, è frutto di un accordo pattizio
          tra la Regione e lo Stato;

          - la natura pattizia dello Statuto speciale comporta che
          le modifiche  allo  stesso  debbano  essere frutto di un
          preventivo accordo  tra  la  Regione  e  lo  Stato e che
          pertanto  debbano  essere  il  risultato  di un'attività
          sinergica   tra   l'organo   legislativo  della  Regione
          (Assemblea  Regionale  Siciliana) e l'organo legislativo
          dello Stato (Parlamento della Repubblica);

          - è  in corso di esame da parte dell'Assemblea Regionale
          Siciliana il disegno di legge voto per la modifica dello
          Statuto della Regione Siciliana;

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

          -   a   promuovere  le  opportune  iniziative  politiche
          affinché  la  revisione  dello  Statuto  Speciale  della
          Regione venga  approvata  dal  Parlamento  nazionale con
          legge costituzionale solo dopo che l'Assemblea regionale
          siciliana  abbia   manifestato  la  propria  volontà  in
          materia con l'approvazione della legge voto."

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  chiedo di apporre la mia firma
  all'ordine del giorno numero 280.

     FLERES.  Anche 'io chiedo  di  apporre la firma all'ordine del
  giorno.

     RICEVUTO.  Anche io, formulo la stessa richiesta.

     PRESIDENTE. L'Assemblea prende  atto  che alle firme originali
  si aggiungono quelle degli onorevoli Forgione, Fleres e Ricevuto.

     FORGIONE. Chiedo di intervenire sull'ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente,  intervengo a sostegno di questo
  ordine del giorno, perché  ritengo  che  noi  dovremmo  difendere
  l'autonomia ed il  valore  dell'autonomia  di  questo Parlamento,
  nella  dialettica  delle   posizioni,  signor  Presidente.
       Chi è favorevole  alla  legge-voto esitata dalla Commissione
  per  la riforma dello  statuto,  chi  è  contrario,  però  queste
  posizioni  vivono  dentro   il   dibattito  di  questa  Assemblea
  regionale  e  dentro  l'autodeterminazione  di  questa  Assemblea
  regionale.
       Oggi, signor Presidente, mi  sono fatto mandare i disegni di
  legge  che  sono   depositati   presso   la  Commissione  'Affari
  istituzionali' della Camera,  dove  è  incardinata la discussione
  sull' elezione diretta del  Presidente  delle  regioni  a statuto
  ordinario, nel cui ambito  sono  stati  inseriti altri disegni di
  legge  per l'elezione del  presidente  delle  regioni  a  statuto
  speciale.
       Ritengo  che i gruppi parlamentari di quei partiti che hanno
  presentato   disegni   di  legge  al  Parlamento  nazionale,  per
  l'elezione  diretta  del   presidente  delle  regioni  a  statuto
  speciale, e nello specifico due  disegni  di  legge,  uno a firma
  del Soda, che mi pare sia  dei  Democratici  di Sinistra, e uno a
  firma di tutti i deputati  del  Polo, non abbiano fatto una bella
  figura di rispetto a questo  Parlamento.
       Credo che i gruppi  parlamentari  del Polo e dei Democratici
  di Sinistra di  questa  Assemblea  regionale siciliana dovrebbero
  quanto meno indignarsi per  il  tentativo  di  espropriare questo
  Parlamento della decisione sulla propria forma di governo.
       Ho i due disegni di  legge e li metto a vostra disposizione;
  sono firmati da tutti i  gruppi  del  Polo in Commissione 'Affari
  istituzionali' della  Camera e  dal  gruppo  dei  Democratici  di
  Sinistra,  proprio  nel   momento   in   cui,  signor  Presidente
  Provenzano - discutibili le  posizioni  politiche  sulla  legge -
  però questo Parlamento esprime  una  commissione  speciale per la
  riforma dello statuto, parziale  -  lo  abbiamo  detto  tutti, il
  Presidente della Regione  ha detto abbiamo estrapolato l'elezione
  diretta  del  presidente  -   ma   deve   riformare  lo  statuto,
  l'autonomia, il rapporto da  ricontrattare  tra  la  Regione e lo
  Stato.
       Proprio nel momento in  cui  questo Parlamento è impegnato a
  rideterminare  le  condizioni  della  propria  specialità,  anche
  rivendicando l'autonomia delle  decisioni  rispetto al Parlamento
  nazionale, non è bello che  i  gruppi parlamentari del Polo e dei
  Democratici  di Sinistra  alla  Camera  tentino  di  espropriare,
  magari  anche  soltanto  per   forzare  le  decisioni  di  questo
  Parlamento,  tentino  di   espropriare  questo  Parlamento  della
  propria capacità di decisione e di autodeterminazione su una cosa
  fondamentale, quale è la forma  di  governo.  E  non  è  un caso,
  onorevoli colleghi, che la  Commissione  bicamerale con la 'Bozza
  D'Onofrio', all'articolo   61,   demandava    alle   regioni   di
  autodeterminarsi sulla forma di governo.
       Ho detto questo,  signor  Presidente  dell'Assemblea, perché
  lei ci ha anche  bacchettato un po sul ritardo istituzionalmente,
  mi consenta il termine, sui tempi lenti del processo riformatore.
  Ovviamente, il processo riformatore  è  un processo politico: c'è
  chi tenta di accelerarlo  politicamente, ed è legittimo;  c'è chi
  tenta,   individuando   in    quel   processo   riformatore   una
  controriforma, di rallentarlo,  ed  anche  questo politicamente è
  legittimo.
       Io milito in  questo secondo schieramento, come è noto, ed è
  inutile ripeterlo.
       Ma detto questo, i  tempi  delle  riforme istituzionali sono
  quelli che la politica richiede.
       Lei  ci  ha  richiamato.  Noi  per  la  parte  politica  che
  rappresento, accogliamo  anche  il  suo  richiamo  rispetto  alla
  lentezza nella  capacità  di  legiferazione,  invece,  che questa
  Assemblea ha,  altra  cosa,  rispetto  al  processo delle riforme
  istituzionali.
       Ma questi  tempi  fanno  parte della nostra determinazione e
  non del  tentativo,  invece,  da  respingere,  di esproprio della
  nostra capacità di  determinare  la forma di governo da parte del
  Parlamento nazionale.
       Per questo io  ho  apposto la firma e sostengo questo ordine
  del  giorno.
       E ho colto  l'occasione,  come  è evidente, per segnalare la
  mia indignazione  rispetto  a  questa  volontà  politica che, nel
  Parlamento nazionale,  si sta esprimendo e che, evidentemente, ha
  trovato, nelle forze  del  Polo  e dei Democratici di Sinistra di
  questa Assemblea regionale, una sponda politica.
       Ed io credo  che  i  Democratici  di Sinistra e le forze del
  Polo dovrebbero,  quanto  meno,  dire, a quei Gruppi parlamentari
  nazionali,  di  ritirare  quel disegno di legge dalla discussione
  in  Commissione   Affari   istituzionali,   perché  questo  è  il
  Parlamento che  deve autodeterminare la propria forma di Governo,
  non  fosse   altro  perché  ha  avuto  una  Commissione  speciale
  impegnata per mesi a lavorare su questo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  avendo  apposto  la  mia  firma
  sull'ordine del giorno,  avendo  fatto, con uno spirito del tutto
  diverso,   rispetto   alle  cose  comunicate  qui  dall'onorevole
  Forgione, io voglio soltanto fare una riflessione.
       E la riflessione  è  questa.
       Noi  già   nel   1996,   in   occasione  delle  competizioni
  elettorali, tutti i partiti  si  presentarono  di fronte al corpo
  elettorale annunciando l'esigenza che in Sicilia dovesse prodursi
  un atto di riforma del modo di essere della Regione siciliana.
       Questo fu  l'impegno  assunto  dai  partiti maggiori, perché
  cercavano di cogliere  quella  che era una esigenza diffusa della
  popolazione siciliana,  cioè quell'ansia di rinnovamento e quella
  capacità, che   era  presente  nella  popolazione  siciliana,  di
  aspirare ad una Regione che potesse, il più possibile, accelerare
  i tempi delle  decisioni,  essere  il  più  possibile vicina alla
  gente ed essere  in  grado,  cioè,  di  rispondere  a bisogni che
  venivano di fatto,  di  volta  in  volta,  ritardati  nella  loro
  applicazione.
       Ora, siamo ad  un passaggio difficile.
       Sono passati due  anni  e  mezzo.
       C'è stata  una  discussione  intensa.  E' stato approvato un
  primo    disegno    di    legge-voto   mandato   al   Parlamento.
       Contemporaneamente  il  Parlamento  nazionale, attraverso la
  'Bicamerale', aveva avviato un processo riformatore che investiva
  la Costituzione italiana ed,  in qualche modo, investiva anche lo
  Statuto   regionale,  sulla   base   di   una   legge   approvata
  dall'Assemblea regionale siciliana.
       Tutti sappiamo che poi sono prevalse ragioni politiche ed il
  processo riformatore è stato bloccato.
       Tuttavia, c'è un  ritardo  che  la Sicilia deve colmare.
       Noi votiamo ancora in Sicilia, con il sistema proporzionale.
       In tutto il  resto  delle  Regioni si vota con una legge più
  avanzata. In tutto  il resto delle Regioni si vota già da adesso,
  ancor prima che  si  votasse  in  Sicilia,  con un meccanismo che
  designa il Presidente  della  Regione.
       E' in atto  una  discussione  tra le forze politiche.
       E'  in  atto  una  discussione  all'interno  del  Parlamento
  regionale.
       Viene avvertita l'esigenza, cioè, che si proceda rapidamente
  ad una modifica delle forme di Governo.
       Noi abbiamo  individuato,  come  Gruppo  dei  Democratici di
  Sinistra, ed in  questo  non siamo i soli, l'esigenza, assieme ad
  altre forze,  che  sia accelerato questo processo riformatore.
       Ed essendosi  bloccato in Bicamerale, il processo di riforma
  delle leggi  che  riguardavano  l'elezione diretta del Presidente
  della Regione,  abbiamo  ritenuto  che  questo  processo  potesse
  essere avviato nella Commissione Affari istituzionali, attraverso
  l'articolo 138 della  Costituzione  Questo non presuppone affatto
  che sia un  esproprio  delle  competenze  proprie  dell'Assemblea
  regionale siciliana.
       Questo presuppone,  anzi,  che  venga accelerato il processo
  decisionale.  Noi   dobbiamo   rapidamente   compiere  il  nostro
  dibattito, portarlo a termine  e  io mi auguro che nel portarlo a
  termine, rispetto al  disegno  di  legge che sarà esitato, ci sia
  una   convergenza    la   più   ampia   possibile   delle   forze
  rappresentative  della  Regione  siciliana.  Mi  auguro  cioè,  a
  differenza di quanto fa l'onorevole Forgione, che su un testo che
  ha avuto alla base  il  testo  di  legge  portato  da  parte  del
  presidente Provenzano, sulla  base  di  quell'indirizzo, si possa
  determinare un'ampia convergenza  per  dare forza e autorevolezza
  alla  nostra  interlocuzione,   per   potere   discutere  con  la
  Commissione 'Affari istituzionali' e  discutere  sulla  base  del
  fatto che noi riusciamo  ad  adeguare  la nostra legislazione, la
  nostra forma di governo che  è  obsoleta e superata, a quello che
  avviene nel resto del Paese.
       Non possiamo  dimenticare  cioè  una  presunta  autonomia se
  questa  autonomia   deve  servire  a  ritardare  il  processo  di
  ammodernamento  e   il   processo   riformatore.   Noi   vogliamo
  interloquire. Adesso, il  problema  che si pone è che si concluda
  rapidamente la  discussione  sugli  emendamenti. L'augurio che io
  rivolgo,  signor  Presidente  dell'Assemblea,  signor  Presidente
  della Regione, che  si  possa  procedere  già da subito all'esame
  degli emendamenti. Il  regolamento  ci  impone  di andare alle 24
  ore.
       Io sono perché  già,  domani  sera, si possa determinare una
  convergenza unitaria all'interno dell'Assemblea. Mi auguro che le
  forze  politiche  che  sono  state  impegnate  in  questo  lavoro
  faticoso, nel corso di  questi  mesi,  possano domani determinare
  una condizione di convergenza,  la  più  larga  possibile,  e  mi
  auguro che l'Assemblea possa  concludere,  già  nella giornata di
  domani, il dibattito  sull'elezione  diretta del Presidente della
  Regione.
       Me lo auguro per  dare forza all'autonomia regionale perché,
  se esce un disegno di  legge  ampio,  che  affronti  la questione
  dell'elezione diretta del Presidente  della  Regione, con un voto
  di convergenza ampia  da  parte  dell'Assemblea,  questo rafforza
  l'autonomia  e ci permette  di  interloquire  con  altri  livelli
  istituzionali, questo è un  modo  come rafforzarla.
       Pertanto, io voto per  l'ordine  del giorno, ma nello stesso
  formulo l'augurio che  domani  sera  l'Assemblea  Regionale possa
  essere la prima tra le regioni italiane - così come lo è stata in
  occasione dell'elezione diretta del  sindaco  - a potere proporsi
  al resto del Paese con un disegno di legge avanzato e moderno.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  ho
  letto  attentamente   l'ordine   del   giorno   sottoscritto  dai
  parlamentari   che    rappresentano    il   centro-sinistra,   ma
  sottoscritto anche dall'onorevole  Fleres.
       Ritengo che, in linea  di  principio,  l'ordine  del  giorno
  avrebbe una sua validità nel  momento  in cui questa Assemblea si
  trovasse in una condizione anche  di  tempi  per  far  sì  che il
  Parlamento nazionale non  approvi, prima del Parlamento siciliano
  - data la natura pattizia  dello  Statuto  -  quelle  riforme che
  devono trovare, come  dice  giustamente e legittimamente l'ordine
  del  giorno,  una sinergia  tra  il  Parlamento  nazionale  e  il
  Parlamento siciliano.
       Ma la superfluità di questo  ordine  del  giorno  la  si può
  toccare con mano nel momento  in  cui  noi  stasera  abbiamo  già
  chiuso la discussione generale  sulla legge-voto che stralcia, in
  relazione  alla riforma complessiva  dello  Statuto  per  cui  la
  Commissione è stata insediata,  proprio  quelle  norme  che  sono
  oggetto dei disegni di  legge oggi pendenti dinanzi al Parlamento
  nazionale e che noi nel  giro  di  24,  48 ore potremmo approvare
  questa  sera,  da domani  sera  in  poi,  visti  gli  emendamenti
  presentati, e quindi non  vedo  la  necessità  tecnica, oltre che
  politica,  di  impelagarci   questa   sera   in  una  discussione
  sull'ordine del giorno che domani sera o giovedì sera al massimo,
  troverà la sua conclusione con l'approvazione della legge.
       Io ritengo, quindi, che questa presentazione dell'ordine del
  giorno  sia  soltanto   un   espediente  che  la  maggioranza  di
  centro-sinistra ha voluto  trovare per evitare che le difficoltà,
  per non dire le  divaricazioni, che al suo interno si trovano  in
  relazione a quanto già era stato stabilito in sede di Commissione
  per la riforma dello Statuto in cui si è contrapposta all'interno
  del  centro-sinistra   una   visione,   se  così  possiamo  dire,
  riformista che era portata  avanti  dai  DS,  dalla  Rete  e  dai
  Popolari e una  posizione  legittima, ma  conservatrice, che  era
  portata  avanti  dagli   altri   Gruppi   che   oggi  formano  il
  centro-sinistra, io ritengo  che  questo ordine del giorno sia un
  espediente tattico per far sì che domani sera, o dopodomani sera,
  non si raggiunga  quella auspicata votazione finale sulla legge e
  avremmo  l'alibi   per   dire   "Governo   nazionale,  Parlamento
  nazionale, abbiamo approvato  un  ordine  del  giorno, stai fermo
  perché devi attendere nostre decisioni".
       Ritengo che questo sia al contrario una abdicazione da parte
  di questo Parlamento del suo  ruolo istituzionale e quindi io non
  voglio, Alleanza Nazionale non ritiene che si possa dare un alibi
  del genere a delle forze  che  non  sono nelle condizioni oggi di
  venire  a  dire una parola  chiara  su  cosa  vogliono,  su  come
  vogliono che la riforma, la legge-voto venga portata in dirittura
  finale da questo Parlamento.
       Allora non strappiamoci  le vesti, onorevole Forgione, per i
  disegni di legge  che  i  parlamentari  nazionali  del Polo hanno
  presentato non ieri, non  l'altro ieri, ma il 26 luglio del 1996,
  cioè immediatamente  dopo  l'insediamento,  facendo fede, essendo
  coerenti con il programma del Polo che prevede l'elezione diretta
  del Presidente della  Regione,  quindi  non hanno fatto altro che
  essere  coerenti   con   quanto  avevano  sostenuto  in  campagna
  elettorale.
       Se poi questo  Parlamento  non  è  capace  di rivendicare la
  propria autonomia, e la  si rivendica facendo atti concreti e non
  soltanto parole o ordini  del  giorno che lasciano da un punto di
  vista tecnico-giuridico il  tempo che trovano, mi rendo conto che
  noi vogliamo dare una giustificazione e vogliamo aggredire coloro
  i quali erano stati prima di noi attivi nell'attivare, scusate il
  bisticcio  di  parole,   un  disegno  di  legge  che  investe  il
  Parlamento nazionale perché  il Parlamento nazionale è competente
  come dice l'ordine  del giorno nella sua premessa, sinergicamente
  con il Parlamento regionale.
       Non   nascondiamoci,   dunque,   dietro   le   parole,   non
  nascondiamoci dietro le belle petizioni di principio in relazione
  alla rivendicazione dell'autonomia,  non  accettiamo  lezioni  da
  parte di nessuno in merito alla autonomia della Regione siciliana
  ma non prendiamoci in giro.  Questo  ordine  del giorno non serve
  proprio a nulla.
       Ecco perché Alleanza Nazionale pur rivendicando il ruolo che
  il Parlamento regionale  siciliano  ha  in questa vicenda ritiene
  che sia superfluo e quindi non lo condivide.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli  colleghi  io come lei ha
  annunziato poc'anzi ho sottoscritto  questo  ordine  del giorno e
  l'ho sottoscritto perché  sono  convinto, come ho più volte detto
  peraltro, che esistono questioni  che non attengono a valutazioni
  di  natura politica ma  attengono  invece  al  raggiungimento  di
  obiettivi  che  hanno   valore   assoluto   e   dunque   meritano
  innanzitutto la riconferma dei principi ai quali si ispirano, uno
  di questi è senz'altro il principio del valore dell'autonomia.
       Sono convinto, signor  Presidente,  che  questo  ordine  del
  giorno non abbia valore  tanto  per  la affermazione, forse anche
  pleonastica, del diritto  del  Parlamento siciliano di esprimersi
  in una materia che gli  è  propria, quanto invece abbia il valore
  di avvertimento politico  nei  confronti del parlamento nazionale
  che più volte ha violato  lo  Statuto  siciliano  e  che anche in
  questa circostanza si accinge a farlo e questo al di là dei tempi
  che  la  politica  siciliana   lascia   trascorrere  più  o  meno
  proficuamente quando deve decidere su argomenti di questa natura.
       Quindi qui si  intende  affermare una posizione di principio
  che è quella di  difesa  dei  valori  autonomistici  che  non può
  essere proclamata durante  le  campagne  elettorali  e trascurate
  immediatamente dopo.
       Dunque  mi  sento   di   dovere   condividere   per   intero
  l'intervento  dell'onorevole   Forgione, a  conferma  del  valore
  assoluto di alcuni  elementi  della  politica  locale  di  alcuni
  valori e tra questi  valori  dell'autonomia  che  sono  alla base
  dell'azione di  questo  Parlamento.  Questo Parlamento, onorevole
  Stancanelli non esisterebbe  se  non ci fosse l'autonomia, dunque
  non esisterebbe lei e  la  sua funzione. Questo Parlamento non ha
  motivo di essere se  non  si  affermano  le  prerogative  che  lo
  Statuto ha affermato grazie  a  chi  quello Statuto ha scritto e,
  dunque, è nostro dover,  vorrei dire, fa parte dei nostri compiti
  istituzionali l'affermazione dei principi autonomistici di quello
  Statuto.
       Bisogna  che ciascuno di  noi  lo  comprenda  e  non  faccia
  diventare battaglie di  questo  tipo,  battaglie di schieramento,
  perchè non lo sono e  in  quanto  tali  vanno sostenute perchè in
  assenza della riconferma di tali principi non c'è nulla che possa
  essere affermato a valle dei principi medesimi. Dunque se noi non
  riconfermiamo con forza  il  valore  dell'autonomia, il principio
  dell'autonomia non possiamo neanche  sfiorare  i  principi che ne
  derivano, a cominciare dal principio di competenza assoluta e una
  serie di materie tra qui  quelle che tra poco andremo a discutere
  che riguardano la Valle dei Templi, che riguardano il lavoro, che
  riguardano la pubblica istruzione e quant'altro.
       Ora noi recuperiamo  i  valori  dell'autonomia  in  ogni sua
  parte e rivendichiamo il  rispetto  di  tali valori e protestiamo
  ogni qualvolta questi  valori  vengono  messi  in  discussione  o
  vengono   colpiti    da    una    classe    politica    nazionale
  insufficientemente selezionata come ho  più volte detto o noi non
  abbiamo motivo di essere.
       Allora, signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io desidero
  riconfermare la mia firma  sull'ordine del giorno e ovviamente il
  voto a favore nei confronti dello stesso.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO . Signor  Presidente,  ricordo  che  qualche  anno
  addietro, in un mio  intervento, quando  ponevo  in  evidenza  la
  posizione dei vari partiti, lei  mi  ha fatto omaggio di un libro
  che parlava della posizione  del  Movimento  sociale, di Alleanza
  nazionale dopo, sulle regioni a statuto speciale.
       Io le sono ancora grato, ho letto il libro, ma, la preghiera
  che le rivolgo è quella  di mandare lo stesso libro all'onorevole
  Stancanelli...

     STANCANELLI. L'ho letto.

     DI MARTINO . ...in  modo  tale  che l'onorevole Stancanelli lo
  legge, certo  se  avesse  letto  questo  libro  non avrebbe fatto
  l'intervento che ha testè qui pronunciato in quest'Aula.
       L'ordine del giorno non  è  una  perdita di tempo, onorevole
  Stancanelli; le dico che  se  fosse  possibile approvare la legge
  fra dieci minuti manterrebbe la sua validità, perchè ribadisce un
  concetto fondamentale, cioè  la  natura  pattizia  dello  Statuto
  della  Regione siciliana, e  questo  principio  non  lo  possiamo
  scrivere  nella  legge che  stiamo per   approvare,  lo  dobbiamo
  ribadire con quegli strumenti  che il Regolamento parlamentare ci
  consente e l'ordine del giorno ci è sembrato - appunto - la forma
  più opportuna.
       Ogni cosa ha un'origine. Perchè è stato predisposto l'ordine
  del giorno? Se noi non  avessimo  avuto  notizie  di stampa o che
  qualcuno - non so investito  di  quali  poteri  -  fosse andato a
  sollecitare  il  Presidente   della   Commissione   degli 'Affari
  costituzionali' della  Camera,   Maccanico,   a   mettere  subito
  all'ordine del giorno la  riforma  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana, nessuno si  sarebbe preoccupato di presentare l'ordine
  del giorno.
       A questo punto mi assumo la responsabilità, insieme ad altri
  colleghi, di averlo predisposto  e di averlo presentato. Vogliamo
  ribadire un principio: che  la Regione non può essere scavalcata,
  non può essere ridimensionata.
       La Regione deve dare il  suo  concorso, la Regione deve dare
  il suo assenso a qualunque  modifica  dello  Statuto, che è anche
  legge  costituzionale.  Nessuno   vuole   mettere  in  dubbio  la
  sovranità del Parlamento, ma rendiamoci conto che anche noi siamo
  rappresentati dal Parlamento nazionale  e nessuno vuole mettere a
  rischio quella che è l'integrità territoriale del nostro Paese.
       Quindi, con questa azione  politica che portiamo avanti, noi
  ribadiamo il valore fondamentale dell'unità nazionale.
       Quindi, Presidente, oltre  ad  averlo firmato, ribadisco che
  l'ordine del giorno è pienamente valido e rispetta i tempi ed è -
  appunto - più che un  avvertimento,  è un ricordo che facciamo al
  Parlamento   nazionale  che   non   può   essere   ridimensionata
  l'autonomia regionale e il  Parlamento  siciliano  non può essere
  assolutamente scavalcato.

     PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
       Pongo in votazione l'ordine del giorno.
       Il Governo intende intervenire?

     CAPODICASA,    presidente della Regione..    Il    Governo   è
  favorevole.

     PROVENZANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO,   presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, credo che con questo  ordine  del giorno non si possa
  che essere d'accordo.  Però,  così  com'è stilato, potrebbe quasi
  sembrare  di dire:  "tu,  Parlamento  nazionale,  occupati  della
  revisione  dello  Statuto   regionale  dopo  che  l'Assemblea  ha
  approvato la legge-voto".  Invece,  dovrebbe  essere  ancora  più
  restrittivo.   Cioè:  "tu,  Parlamento  nazionale,  non  ti  puoi
  occupare della revisione dello Statuto della Regione siciliana se
  non  che  sulla  base  della  legge-voto" (che  è  poi  la  prima
  legge-voto  che  noi  mandammo  alla  Bicamerale).
       Quindi,  così  com'è, è  espresso  male.  Io  credo  che  lo
  dovremmo riformulare sotto questo aspetto, cioè che il Parlamento
  nazionale  può solo  prendere  in  considerazione  la  legge-voto
  nostra.   E'  quel  percorso   che  già  questa  Assemblea  votò,
  all'unanimità, se non  sbaglio,  nella  precedente legge-voto che
  abbiamo mandato alla Bicamerale.  E,  quindi,  non facciamo altro
  che dire esattamente quello che allora dicemmo.
       Se lo mettiamo così, io credo che certamente ...

     PRESIDENTE. Onorevole Provenzano,  come  ben  sa, l'ordine del
  giorno  purtroppo  non è  emendabile.  Quindi  o  il  Governo  lo
  accoglie come raccomandazione, tenendo conto delle considerazioni
  che sono state espresse, oppure...

     CAPODICASA, presidente della Regione.. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, presidente della Regione..Signor Presidente, credo
  che con l' interpretazione  che  ha  dato l'onorevole Provenzano,
  anche se la lettera  del documento non è esattamente coincidente,
  però se siamo d'accordo,  il  Governo accetta l'ordine del giorno
  come raccomandazione.
       Spero che i firmatari concordino e, in questo caso, possiamo
  metterlo subito in votazione.

     PRESIDENTE. Non occorre  nemmeno  metterlo  in  votazione.  Se
  nessuno dei firmatario solleva eccezioni, resta così stabilito.
       L'Assemblea ne prende atto.

     BUFARDECI. Chiedo di apporre  la  mia  firma  sull'ordine  del
  giorno numero 280.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Dichiaro chiusa la discussione generale.
       Pongo in votazione  il  passaggio  all'esame degli articoli.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi, sono stati presentati, come ben sapete,
  numerosi  emendamenti.  Il  Regolamento,  già richiamato da altri
  colleghi,  impone  che  la discussione sul disegno di legge venga
  rinviata   di   24   ore,   del   resto   oggi  abbiamo  lavorato
  proficuamente.
       Pertanto,  la  seduta  è  rinviata  a  domani,  mercoledì 26
  gennaio 1999, alle ore 19.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA, AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

      N. 287 - Dibattito sulla situazione finanziaria della
               Regione siciliana.
               Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo; Bufardeci
               Giambattista; Alfano Angelino; Beninati Antonio;
               Croce Antonino.
               Presentata il  21/01/99

      N. 288 - Sblocco da parte del Governo regionale delle nomine
               in enti di pertinenza della Regione
               Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo; Bufardeci
               Giambattista; Alfano Angelo; Beninati Antonio;
               Croce Antonino.
               Presentata il  21/01/99

      N. 289 - Anticipazione dei termini previsti per la pubblicazione
               dei nominativi selezionati a conclusione dell'iter
               relativo al concorso per 'forestali' in Sicilia.
               Beninati Antonio; Leontini Innocenzo;
               Alfano Angelo; Fleres Salvatore; Croce Antonino
               Presentata il  21/01/99

      N. 290 - Istituzione delle 'aree contigue' nelle aree naturali
               protette.
               Beninati Antonio; Fleres Salvatore; Croce Antonino;
               Alfano Angelo; Bufardeci Giambattista.
               Presentata il  21/01/99

      N. 291 - Revoca della delega all'Assessore per il territorio e
               l'ambiente.
               Fleres Salvatore; Croce Antonino; Beninati Antonino;
               Bufardeci Giambattista; Provenzano Giuseppe;
               D'Aquino Antonio.
               Presentata il  21/01/99

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti l'elezione  diretta  del  Presidente
          della    Regione,     l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa  popolare  e   comunale   ed   i
          referendum regionali'" (nn.  2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano

       2) Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998' (N.863/A)

          Relatore: On.le Di Martino

       3) Istituzione del parco  archeologico  e  paesaggistico della
          Valle  dei Templi di Agrigento  e  del  parco  archeologico
          integrato di  Selinunte,  Segesta e Cave di Cusa (nn. 453 -
          302 - 724/A).

          Relatore: On.le  Adragna

       4) Proroga  della durata della  Commissione  speciale  per  la
          riforma dello Statuto e le riforme istituzionali (n. 842).

       5) Nuove norme in tema di interventi  contro  la  mafia  e  di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari (n. 795).

     IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

      V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

     VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

    VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI  LEGISLATIVE  PERMANENTI E DELLA
          COMMISSIONE  PER   L'ESAME   DELLE   QUESTIONI  CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

    La seduta è tolta alle ore 20.02.