Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 17.43.
PEZZINO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del loro ufficio, il 26
gennaio 1999 sono in missione gli onorevoli Catania, Zanna,
Ortisi, Martino, Cimino, Adragna.
DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA
"Istituzione di riserve di commesse in favore di imprese
operanti in Regioni economicamente svantaggiate individuate ai
sensi della normativa comunitaria" (n. 864)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) in data
21 gennaio 1999
"Integrazioni alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5,
recante 'Soppressione e liquidazione degli enti economici
regionali AZASI, EMS, ESPI'" (n. 865)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) in data
22 gennaio 1999
"Seconda nota di variazione al bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 1999 e per il triennio 1999-2001" (n.
866)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Piro) in
data 22 gennaio 1999
"Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente" (n. 867)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Villari, Monaco, Speziale,
Cipriani, Giannopolo, Oddo, Pezzino, Pignataro, Silvestro,
Trimarchi, Zago, Zanna in data 25 gennaio 1999
DISEGNI DI LEGGE INVIATI ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
DEL REGOLAMENTO MEDESIMO
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Integrazione all'articolo 2 della legge regionale 12
novembre 1996, n. 41, concernente indennità di carica per gli
organi dei comuni e delle province eletti o nominati" (n. 858)
- d'iniziativa parlamentare
"Norme per la sicurezza dei cittadini e delle attività
economiche e di contrasto e prevenzione del fenomeno della
mafia in Sicilia" (n. 859)
- d'iniziativa parlamentare
- PARERE IV COMMISSIONE
- INVIATI IN DATA 22 GENNAIO 1999
BILANCIO (II)
- "Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998" (n. 863)
- d'iniziativa governativa
- inviato in data 22 gennaio 1999
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Nuove norme per la vendita dei giornali in Sicilia" (n. 861)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 22 gennaio 1999
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
"Incentivi per lo sviluppo turistico-alberghiero" (n. 862)
- d'iniziativa parlamentare
- inviato in data 22 gennaio 1999
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale 1
N. 2696 - Opportune iniziative al fine di sospendere il
piano straordinario di lavori socialmente utili (L.S.U.)
presso il comune di Resuttano (CL) e procedere alla
ripubblicazione del bando.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Vella Basilio
----------------
N. 2698 - Delucidazioni in ordine alla gara d'appalto
indetta dalla AUSL n. 8 di Siracusa per la fornitura o
somministrazione di pasti ai degenti di diversi presidi
ospedalieri.
- Assessore Sanità
***
Monaco Sergio
----------------
N. 2707 - Notizie in ordine alla mancata istituzione
dell''Osservatorio faunistico siciliano'.
- Assessore Agricoltura
***
Zanna Antonio
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta in commissione 1
N. 2705 - Interventi per scongiurare la cessazione
provvisoria dell'attività della farmacia sita in via
Pacinotti, a Palermo.
- Assessore Sanità
***
Di Martino Francesco
----------------
N. 2706 - Rimozione dalla carica del Sindaco di Bompietro
(PA) e richiesta di ispezione straordinaria presso il
Comune.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Di Martino Francesco
----------------
C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta 1
N. 2697 - Opportune iniziative al fine di migliorare la
situazione della Fondazione 'Teatro Massimo' di Palermo.
- Presidente Regione
***
Forgione Francesco; Liotta Santo; Vella Basilio
----------------
N. 2699 - Notizie relative ai criteri e parametri in base
ai quali è stata predisposta la graduatoria per il
finanziamento delle opere di completamento in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
***
Pignataro Giuseppe
----------------
N. 2700 - Provvedimenti urgenti in materia di assistenza
ai mutilati e agli invalidi di guerra.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Sottosanti Fulvio Salvatore; Stancanelli Raffaele; La Grua
Saverio; Scalia Giuseppe
----------------
N. 2701 - Situazione del Consiglio comunale di Santa
Venerina (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Liotta Santo; Forgione Francesco; Vella Basilio
----------------
N. 2702 - Interventi per la riapertura e la sistemazione
dell'anfiteatro romano di Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2703 - Provvedimenti volti a fronteggiare l'emergenza
AIDS.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Catanoso Genoese Francesco
----------------
N. 2704 - Interventi al fine di far luce sul comportamento
tenuto dai vertici dell'azienda 'Civico' di Palermo in
merito all'insediamento del Prof. Carlo Marcelletti presso
il reparto di cardiochirurgia.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Forgione Francesco
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
N. 319 - Gravi carenze nell'informazione del Telegiornale
regionale della RAI per la Sicilia.
- Presidente Regione
***
Di Martino Francesco
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 287 - Dibattito sulla situazione finanziaria della
Regione siciliana.
Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo; Bufardeci
Giambattista; Alfano Angelo; Beninati Antonino; Croce
Antonino
Presentata il 21/01/99
----------------
N. 288 - Sblocco da parte del Governo regionale delle
nomine in enti di pertinenza della Regione.
Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo; Bufardeci
Giambattista; Beninati Antonino; Alfano Angelo; Croce
Antonino
Presentata il 21/01/99
----------------
N. 289 - Anticipazione dei termini previsti per la
pubblicazione dei nominativi selezionati e conclusione
dell'iter relativo al concorso per 'forestali' in Sicilia.
Beninati Antonino; Leontini Innocenzo; Alfano Angelo;
Fleres Salvatore; Croce Antonino
Presentata il 21/01/99
----------------
N. 290 - Istituzione delle 'aree contigue' nelle aree
naturali protette.
Beninati Antonino; Fleres Salvatore; Croce Antonino;
Alfano Angelo; Bufardeci Giambattista
Presentata il 21/01/99
----------------
N. 291 - Revoca della delega all'Assessore per il
territorio e l'ambiente.
Fleres Salvatore; Croce Antonino; Beninati Antonino;
Bufardeci Giambattista; Provenzano Giuseppe; D'Aquino
Antonio
Presentata il 21/01/99
----------------
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testè annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perchè se
ne determini la data di discussione.
COMUNICAZIONE DI MOZIONI SUPERATE
PRESIDENTE. Comunico che:
- a seguito dell'accettazione come raccomandazione, da parte
del Governo, dell'ordine del giorno numero 269 "Iniziative per
assicurare il rispetto dell'art. 6 dello Statuto della Regione
siciliana" é da intendersi superata la mozione numero 259, di
analogo contenuto;
- a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno numero 272
"Iniziative nei confronti del Governo nazionale e dei rettori
degli atenei siciliani per garantire la prosecuzione degli
studi agli studenti beneficiari di provvedimenti di sospensione
del 'numero chiuso' da parte dei tribunali amministrativi
regionali per l'accesso alle Università" è da intendersi
superata la mozione numero 279, di analogo contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno
"Lettura ai sensi e per gli effetti dell'articolo 83, lettera D,
e 153 del Regolamento interno delle mozioni":
- N. 283 "Iniziative a seguito dell'anticipata conclusione
della stagione venatoria dell'anno 1998/1999 a causa del
ricorso delle Associazioni ambientaliste e per il relativo
accoglimento del Tribunale amministrativo regionale di
Catania";
- N. 284 "Iniziative per permettere la vendita dei terreni di
proprietà dell'Ems, siti nel comune di Sciacca, alla locale
Amministrazione comunale, per garantirne un utilizzo a fini
sociali non speculativi";
- N. 285 "Interventi urgenti per estendere ad altri concorrenti
le tratte aeree da e per la Sicilia".
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PEZZINO, segretario f.f.:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che in data 24 dicembre 1998 il Tribunale
amministrativo regionale per la Sicilia, sezione
staccata di Catania (sez. III), ha accolto
provvisoriamente e temporaneamente la domanda di
sospensione in tutto il territorio della Regione
siciliana dell'esecuzione dell'impugnato calendario
venatorio da parte di Legambiente-Comitato regionale
siciliano-, WWF - Associazione italiana per il World
Wildlife Fund Delegation Sicilia, LAV - Lega
Antivivisezione;
CONSIDERATO che:
- come è noto la vicenda ricalca quanto già oggetto
di contestazione da parte di Legambiente, WWF e LAV
con il ricorso giurisdizionale dinanzi al TAR
depositato nel mese di novembre 1997;
- in quell'occasione, a seguito dell'ordinanza del
TAR, e della contestuale devoluzione della questione
di legittimità costituzionale, il Consiglio di
giustizia amministrativa con ordinanza n. 1041 del
19.12.97 ha annullato l'ordinanza cautelare n. 3121
del TAR di Catania ritenendo inesistenti i
presupposti per la sospensiva;
- l'oggetto del giudizio culminato nell'odierna
ordinanza di sospensione e annullamento identico a
quello già oggetto di ricorso ed in corso di
giudizio del CGA;
RITENUTO che:
- il TAR di Palermo, investito della vicenda, ha
rigettato l'istanza cautelare che alla fine di un
tortuoso e strumentale iter processuale inventato ad
arte dai ricorrenti, il TAR di Catania ha,
diversamente, ritenuto di accordare;
- l'Assessorato Agricoltura e foreste, nelle more
della proposizione dell'appello, avrebbe potuto non
sospendere l'esercizio venatorio in osservanza ad un
orientamento giurisprudenziale che dà facoltà
all'Amministrazione di non sospendere l'esecuzione
tenuto conto dell'orientamento già espresso
nell'anno 1997 sul medesimo oggetto da parte del
C.G.A.;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
data la strumentale ed artificiosa richiesta da
parte delle associazioni ambientaliste, che è
scaturita in una sospensione di fatto dell'attività
venatoria, ad intervenire, a seguito del disposto
del CGA, che si presume riconducibile alla data
del 20/21 gennaio, a ristabilire, nei confronti del
mondo venatorio, giustizia e pertanto provvedere al
rimborso della tassa regionale per il periodo di
preclusione dell'attività venatoria medesima ovvero
in subordine, nel caso di un accoglimento del
diniego della sospensiva, ad una proroga al mese di
febbraio pari ai giorni oggetto della strumentale
sospensiva dell'attività venatoria>>. (283)
BENINATI - BUFARDECI - FLERES -
PROVENZANO - ALFANO - MISURACA -
CATANIA - GRIMALDI - D'AQUINO -
CROCE
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che da parte del commissario liquidatore della
Sitas, sarebbero state avviate delle trattative con
dei privati per la vendita dei terreni dell'Ems
situati nel comune di Sciacca;
CONSIDERATO che:
- l'estensione di tali terreni è di complessivi 200
ettari e che, secondo il vigente strumento
urbanistico, essi sono destinati a finalità
turistico-alberghiere;
- è quindi possibile che da parte di un acquirente
privato se ne possa attuare un uso speculativo che
non terrebbe nel dovuto conto le esigenze del
territorio, con possibili gravi conseguenze sia sul
piano ambientale che su quello dello sviluppo
turistico della zona;
RILEVATO, inoltre, che:
- secondo quanto è stato possibile apprendere dalla
stampa, il prezzo di vendita dei terreni non sarebbe
calcolato in relazione alla loro possibile
destinazione ad uso edilizio, con conseguente
effettivo deprezzamento rispetto al reale valore di
mercato;
- il Sindaco di Sciacca ha più volte manifestato, da
ultimo con una nota inviata al Presidente della
Regione e al commissario liquidatore della Sitas, in
data 11.1.1999, la volontà dell'Amministrazione da
lui presieduta di procedere all'acquisto dei terreni
'a parità di condizioni rispetto ad altri acquirenti
e ciò al fine di garantirne la destinazione ed
utilizzare tali terreni per realizzare una grande
area attrezzata al servizio del turismo e delle
città';
- l'Amministrazione comunale di Sciacca è creditrice
nei confronti della Sitas di circa 20 miliardi di
lire che potrebbero essere conteggiati all'atto
dell'eventuale vendita dei terreni;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA
- ad adottare ogni opportuno provvedimento volto ad
interrompere eventuali trattative in corso per la
vendita dei terreni dell'Ems, siti nel comune di
Sciacca, a soggetti privati e ad avviare
contestualmente le trattative con la locale
Amministrazione, titolare del diritto di prelazione;
- ad effettuare un'attenta valutazione del reale
valore di mercato dei terreni in questione che tenga
conto del futuro utilizzo che l'eventuale acquirente
possa farne>>. (284)
MELE - GUARNERA - LO CERTO -
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la Regione siciliana, assieme ad altre regioni del
Meridione, risulta pesantemente penalizzata dallo
spostamento della grande maggioranza di rotte
nazionali da Linate a Malpensa;
- l'aereo è ormai l'unico mezzo di trasporto
concreto che ci unisce, in tempo reale, con il
'continente' considerate le disfunzioni delle
autostrade del Sud-Italia e delle Ferrovie dello
Stato;
- il disimpegno dell'Alitalia nella vicenda
Malpensa è evidente, come evidenti sono i costi
esorbitanti dei biglietti e la cattiva
organizzazione delle proprie strutture;
CONSIDERATO che:
- è grave la mancanza di regole certe sulla
concorrenza, in vista dell'apertura del mercato dei
servizi aeroportuali, secondo una direttiva
dell'unione Europea che è entrata in vigore in
Italia il 1 gennaio 1999;
- è assurdo che in un clima di piena competizione
una tratta così importante sia affidata da sempre ad
un unico vettore senza alcun concorrente che possa
competere con la stessa Alitalia;
- la competizione, oltre che abbattere i costi,
renderà i servizi migliori di quelli finora offerti
dal monopolio dell'Azienda di Stato;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Ministero dei Trasporti al
fine di liberalizzare le tratte da e verso l'isola e
di innescare un meccanismo virtuoso che produrrà
vantaggi per tutta la nostra economia>>. (285)
PAGANO - CIMINO - CROCE -
LEONTINI
PRESIDENTE. Propongo che le predette mozioni vengano demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari perchè se
ne determini la data di discussione. Non sorgendo osservazioni
resta così stabilito.
'Federico II'
Presidenza del presidente Cristaldi
ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA FONDAZIONE
"FEDERICO II"
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Elezione del collegio dei revisori dei conti della Fondazione
"Federico II".
Onorevoli colleghi, ricordo che la legge regionale 9
dicembre 1996, n. 44 istitutiva della Fondazione "Federico II"
all'articolo 3 prescrive che:
1. Nel rispetto delle norme previste dal codice civile in
materia di fondazioni l'atto costitutivo e lo statuto dovranno
prevedere:
O M I S S I S
c) la costituzione di un collegio dei revisori dei conti;
O M I S S I S
Ricordo altresì che ai sensi della legge regionale sopra
richiamata l'articolo 13 dello Statuto della Fondazione prevede
che il collegio dei revisori dei conti effettui il riscontro
della gestione della Fondazione.
E' composto da un presidente e da altri due componenti tutti
scelti nell'albo dei revisori dei conti e nominati dall'Assemblea
regionale siciliana con voto limitato ad uno.
Le funzioni di presidente del collegio sono attribuiti a
quello tra i revisori che avrà riportato il maggior numero di
voti.
Essi durano in carica cinque anni e possono essere
riconfermati per una sola volta per un periodo analogo con
applicazione dell'istituto della prorogatio.
Qualora venga meno taluno dei revisori quelli rimasti in
carica continueranno a svolgere le loro funzioni.
Qualora vengano a cessare per qualsiasi caso tutti i
revisori si procederà a nuova nomina.
Pertanto, ciò premesso, ogni deputato non potrà segnare
sulla scheda di votazione più di un nominativo. Risulteranno
elette le persone che al primo scrutinio avranno ottenuto il
maggior numero di voti.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
PROVENZANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare
sull'ordine dei lavori richiamandomi alla lettera che tutti e
novanta deputati, anzi ottantanove, abbiamo ricevuto questa
mattina da lei, lettera sulla quale credo non si possa
concordare, così come non si può non concordare sulla presa di
posizione molto ferma che lei ha preso a livello della stampa.
Nella suddetta lettera, signor Presidente, richiama ciascuno di
noi al dovere del proprio mandato e, direi, bacchetta un po',
tira le orecchie a questa Assemblea che non riesce ad andare
avanti e che non riesce a lavorare e a portare avanti soprattutto
alcuni momenti fondamentali importanti della vita di questa
Regione quali per esempio la riforma della Statuto.
Signor Presidente, io devo però in questa occasione
lamentare un fatto, mi permetta di dirlo con molta franchezza e
con molta chiarezza. Il disegno di legge voto di riforma dello
Statuto sin da mercoledì scorso alle 11 o alle 12 ha terminato il
suo iter nella discussione generale; lei ha fatto bene allora a
non chiudere la discussione generale e a porre in votazione il
passaggio all'esame degli articoli perchè era bene dare un po' di
tempo a tutti i gruppi parlamentari per meglio definire gli
emendamenti e meglio conoscerli; bene ha fatto anche perchè il
Presidente della Regione aveva, ritengo opportunamente, chiesto
di intervenire su questo argomento.
Il tutto però accadeva mercoledì scorso, se il Presidente
della Regione il giorno seguente, cioè giovedì fosse intervenuto
per la replica si sarebbe potuto chiudere la discussione generale
e votare il passaggio all'esame degli articoli e quindi già
incardinare e discutere di questo disegno di legge assolutamente
fondamentale.
Signor Presidente, il fatto che tutto questo non sia
avvenuto facendo antecedere alcune elezioni assolutamente
importanti quali quella dei revisori della Fondazione "Federico
II" su cui tutti siamo d'accordo, rischia per la mancanza di
numero legale - e credo che allo stato attuale anche adesso noi
non avremo il numero legale - di rinviare alle calende greche la
replica del Presidente della Regione e quindi la chiusura della
discussione generale.
Signor Presidente, pertanto, in linea con quanto lei ci ha
scritto e quindi far sì che questa Assemblea si occupi
velocemente delle cose realmente importanti, propongo che si
sospenda questa votazione, si dia la parola al Presidente della
Regione perchè possa svolgere la replica sul disegno di legge
voto e quindi poter chiudere la discussione generale dello
stesso, in maniera che nelle ventiquattro ore, se qualcuno le
chiederà per la presentazione ulteriore di emendamenti, si abbia
la possibilità di passare agli altri punti e sostanzialmente alle
votazioni senza ingabbiare questa Assemblea in votazioni che in
questa maniera rischiano realmente, signor Presidente, di venire
contro quella che è la giusta e corretta sollecitazione che lei
ha fatto: fare le cose importanti velocemente, e credo che in
questo momento la cosa più importante che si potrebbe fare
velocemente è la legge-voto.
Ritengo, pertanto, necessario chiudere la discussione
generale del disegno di legge voto e porre in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Onorevole Provenzano, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari aveva attentamente esaminato il programma
dei lavori. Ha determinato volutamente che si portasse alla
definizione la questione dei revisori dei conti della Fondazione
"Federico II", che non occupa grande spazio.
Abbiamo stabilito, subito dopo, di andare direttamente alla
conclusione della discussione generale sul disegno di legge voto,
dando la parola al Presidente della Regione. Non essendo stati
espletati tutti i passi per giungere al completamento dei
Consiglio di Presidenza, avevamo organizzato i nostri lavori
prevedendo che per l'elezione delle cariche vacanti in seno al
Consiglio di Presidenza, veniva individuata la seduta di giovedì,
per cui se si eleggono immediatamente i revisori dei conti - se
questa è la volontà dell'Aula - subito dopo diamo la parola al
Presidente della Regione e, quindi, si chiude la discussione
generale del disegno di legge voto.
Se lei, onorevole Provenzano, formalizza la proposta di
sospendere la votazione e proseguire con la discussione generale
del disegno di legge voto, dando la parola al Presidente della
Regione per la replica, devo porre in votazione la sua proposta.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, soltanto per una
puntualizzazione. Condivido gran parte delle osservazioni che
vengono sollevate dal presidente Provenzano, ma secondo me noi
possiamo stasera qui determinare la possibilità di accelerare.
Siamo anche in una fase avanzata relativamente all'esame del
disegno di legge-voto; il dibattito si è esaurito; sono stati
presentati gli emendamenti.
Io mi auguro che sull'argomento si possa determinare una
larga convergenza in Aula in modo tale da dare autorevolezza al
testo che sarà esitato dall'Aula. Tuttavia, però, poichè ci
troviamo di fronte ad un adempimento da fare sul quale già
l'Assemblea qualche giorno fa è stata chiamata, cioè la nomina
dei revisori dei conti della Fondazione "Federico II", io sarei
dell'avviso di procedere regolarmente alla votazione. Fra
l'altro, si tratta soltanto di una votazione che impegnerà L'Aula
per qualche minuto; subito dopo la votazione dare la parola al
Presidente della Regione e lei sa perfettamente, Presidente, fra
l'altro, che, essendo stati presentati degli emendamenti, la
discussione comunque andrebbe a domani sera. Cioè il fatto che
noi stasera procediamo alla votazione relativamente ai revisori
dei conti non intralcia in nessun senso e in nessun modo la
possibilità di accelerare la discussione di merito sugli
emendamenti.
Pertanto, Presidente, io eviterei di porre l'Aula di fronte
ad un voto. Sarei dell'avviso di proseguire, così come stabilito
dall'ordine del giorno, con l'elezione dei revisori dei conti
della Fondazione "Federico II" e, subito dopo, dare la parola al
Presidente della Regione e procedere alla discussione domani sera
degli emendamenti presentati al disegno di legge-voto.
PROVENZANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, io ero presente alla Conferenza
dei capigruppo quando Ella disse con molta chiarezza, e fu
accettato da parte di tutti, che la nomina dei revisori era
assolutamente importante perchè non poteva questa Fondazione
rimanere senza i revisori,e credo che tutti all'unanimità
decidemmo questo.
Il problema che si pone è molto semplice: se noi avessimo la
certezza che il numero legale per la votazione si raggiungesse,
io non ho nulla in contrario a che si faccia la votazione. Se,
però, dovesse mancare il numero legale, come è già successo
precedentemente, su questa votazione, io credo che l'intervento
del Presidente della Regione, che può durare un quarto d'ora,
venti minuti, mezzora, consente di poter chiudere la discussione
generale, mettendo già l'Aula nella certezza di sapere che da
domani si può proseguire con l'esame del disegno di legge voto.
La mancanza del numero legale questa sera rischierebbe di
bloccare ancora una volta la discussione sulla legge-voto.
Quindi, non chiedo che si ponga in votazione la mia
proposta, chiedo di sollecitare la responsabilità di tutti noi
deputati nel senso che, se siamo in grado di votare in 46 i
revisori dei conti della Fondazione "Federico II", ben venga, si
faccia in un quarto d'ora e poi si va avanti. Se questo non c'è,
credo che ci dobbiamo assumere la responsabilità di rinviare
ancora una volta la legge-voto. E ritengo che sotto questo
aspetto la lettera del Presidente debba trovare ampia
responsabilità da parte di noi tutti.
PRESIDENTE. Onorevole Provenzano, abbiamo fondati motivi per
ritenere che esiste il numero legale come presenza fisica; poi i
deputati decidono liberamente su come devono comportarsi.
'Federico II'
Presidenza del presidente Cristaldi
ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELLA FONDAZIONE
"FEDERICO II".
PRESIDENTE. Indìco la votazione a scrutinio segreto per
l'elezione del Collegio dei Revisori dei conti della Fondazione
'Federico II'.
Scelgo la Commissione di scrutinio che risulta composta dai
deputati Zago, Vella e Stancanelli.
Invito i deputati scrutatori a prendere posto nell'apposito
banco.
Dichiaro aperta la votazione ed invito il deputato
segretario a procedere all'appello.
PEZZINO, deputato f.f. (Procede all'appello).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Invito la Commissione di scrutinio a procedere allo spoglio
delle schede, avendo già verificato che il numero dei deputati
che ha votato assicura il numero legale.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti e Votanti 69
Hanno ottenuto voti i signori:
Mannone Filippo 21
Faraci Franco 16
Quattrocchi Salvatore 12
Pintabona 9
Passarello Leonardo 3
Cambria Sebastiano 2
Schede Bianche 3
Schede Nulle 3
Risultano pertanto eletti i signori Mannone, Faraci e
Quattrocchi.
Avendo riportato il maggior numero dei voti, al signor Mannone
vengono attribuite le funzione di presidente del Collegio dei
revisori dei conti della Fondazione 'Federico II'.
(L'Assemblea ne prende atto)
177-705-708-758-norme stralciate/A
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "Schema di disegno di legge
costituzionale da sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Modifiche dello
Statuto della Regione siciliana concernenti l'elezione diretta
del Presidente della Regione, l'autoscioglimento
dell'Assemblea, l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed
i referendum regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate/A) (Seguito).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al settimo punto
dell'ordine del giorno. Discussione del disegno di legge: "Schema
di disegno di legge costituzionale da sottoporre al Parlamento
nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Modifiche dello Statuto della Regione siciliana concernenti
l'elezione diretta del Presidente della Regione,
l'autoscioglimento dell'Assemblea, l'iniziativa legislativa
popolare e comunale ed i referendum regionali'" (nn.
2-94-144-152-177-705-708-758 - Norme stralciate/A) (Seguito).
Relatore onorevole Provenzano.
Invito i componenti la commissione per la riforma dello
Statuto a prendere posto al banco alla medesima assegnata.
Onorevoli colleghi, per la replica ha facoltà di parlare
l'onorevole Presidente della Regione.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
grazie. In realtà non è tanto una replica, la mia, quanto
l'esigenza di far sentire il parere del Governo nell'ambito e a
conclusione di un dibattito che, come è stato rilevato, ha avuto
un tono molto elevato, oltre ad avere registrato un
coinvolgimento da parte del Parlamento come non si vedeva da
tanto tempo in quest'Aula.
In realtà si comprende bene la ragione di questo
coinvolgimento dell'Aula, che è legato essenzialmente al valore,
all'importanza di una scelta che abbiamo tutti assieme voluto
fare: quella di anticipare, di estrapolare, di stralciare dal
testo generale di modifica organica dello Statuto autonomistico
quella parte che sembrava essere più urgente, non solo perché
questa rappresenta oggi agli occhi dell'opinione pubblica la
tematica più direttamente coinvolgente e forse anche quella che
suscita più attenzioni, che è immediatamente leggibile e viene
percepita come una parte decisiva, sia per quanto concerne il
rapporto tra elettori ed eletti, sia per quanto concerne la
possibilità di instaurare ciò che di fatto è stato instaurato
nella nostra Regione da tempo, anche dal punto di vista del
diritto, cioè un regolare gioco bipolare che, fintantoché non
viene sancito dalle leggi, dall'Ordinamento finisce per essere un
bipolarismo virtuale che ovviamente tende ad essere modificato
dal corso degli eventi.
E allora la scelta che la Commissione ha compiuto, di
estrapolare le parti che io considero più sostanziose, anche se
questo non significa sottovalutare il resto del disegno di legge,
che come poi vedremo affronta temi di non secondaria importanza,
relativi alla diffusione del potere tra i vari livelli
istituzionali, alla maggiore democratizzazione, del ruolo dei
comuni degli enti locali, oltre che dei rapporti finanziari tra
lo Stato e la Regione che sono, per buona parte, sostanza del
nostro ordinamento autonomistico, tuttavia questa rimane quella
che è più legata ad esigenze di modernità.
Concordo con quanto è stato affermato in occasione di questo
dibattito da parte di parecchi colleghi, anche lo stesso
Presidente della Commissione lo aveva evidenziato nella sua
relazione, che lo Statuto autonomistico, pur con tutti i rilievi
e le inadeguatezze che tutti noi abbiamo registrato, rimane
ancora un modello a cui ci si può riferire; anzi, di più si può
dire che in molte occasioni o circostanze, anche fuori dalla
Sicilia, il modello Sicilia è stato individuato come un modello
percorribile. Addirittura è stato individuato come un modello che
poteva essere assimilato, avvicinato al modello federalistico.
Ora, senza volerne esagerare la portata, ovviamente, perché
il dibattito politico e istituzionale in questo campo è andato
molto avanti negli anni e quindi anche nel nostro paese si sono
introdotte e delineate, attraverso i lavori della Commissione
bicamerale prima - anche se poi sospesi o in parte abortiti - ma
poi anche nella pubblicistica corrente si sono introdotti
elementi più spinti di federalismo, il nostro Statuto rimane un
antesignano, rimane una pietra miliare nella Carta
costituzionale.
Io credo che sia da lì che dobbiamo partire, tanto è vero
che tutti i disegni di legge che sono all'esame della competente
commissione, istituita con legge, tutti prevedono modifiche
all'attuale Statuto, cioè si inseriscono dentro un solco che è
stato tracciato storicamente e che ancora oggi continua a essere
operante ed a produrre effetti.
Certo che lo Statuto, nella lettera che oggi ci viene
consegnata dalla storia, presenta, come lo stesso processo di
riforma ha evidenziato, limiti, incongruenze, non solo perché nel
corso dei decenni è stato ripetutamente intaccato da sentenze
della Corte costituzionale, da inadempienze, da un'erosione
costante che provvedimenti di volta in volta emanati dalle ...
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Presidente. Onorevoli
colleghi, per cortesia, vogliamo consentire al Presidente della
Regione di esprimere le proprie considerazioni. Grazie.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Nelle sedi istituzionali
è stato vieppiù limitato nella sua portata, per lo meno sono
state spuntate le punte più avanzate. Malgrado ciò, credo rimanga
un impianto che in alcune sue parti è superato dagli eventi:
l'evoluzione politica, l'evoluzione culturale del nostro Paese,
di cultura istituzionale. Ed è qui la ragione per la quale forse
tutte le forze politiche che sono scese nella campagna elettorale
che ha dato vita a questa Assemblea regionale siciliana hanno
considerato questa legislatura come una legislatura costituente.
Cioè, da tempo si sentiva e si avvertiva l'esigenza di questo
intervento di modifica e di riconsiderazione complessiva della
Carta statutaria. Oggi, si ritengono maturi i tempi perché questo
processo si compia.
E' questa la ragione per la quale, probabilmente,
l'Assemblea regionale deve, nel definire le norme che abbiamo
oggi all'esame, riproporre la permanenza in vita della
Commissione Statuto, perché adesso rimane ancora da sviluppare
tutto il processo di revisione che riguarda la revisione organica
dello Statuto.
Dico però che in ogni caso il compito che attende
l'Assemblea regionale oggi è un compito altrettanto importante,
perché affronta i nodi che non sono secondari, che per qualche
misura hanno costituito nel passato la causa della anchilosi
istituzionale, della incapacità di questa Assemblea, di questa
Regione di adeguarsi ali tempi che mutavano, di contenere,
recepire e registrare le spinte che provenivano e provengono da
una diversa coscienza, un diverso modo di sentire il rapporto con
le Istituzioni da parte dei cittadini.
E allora ritengo, onorevole Presidente, che sta qui la
ragione per la quale l'Assemblea regionale siciliana ha voluto
caricare di così alto significato il lavoro attorno a questo
disegno di legge. E così credo abbia fatto la Commissione, alla
quale peraltro ho partecipato da semplice componente, e posso
dare testimonianza del lavoro e dell'applicazione con cui la
Commissione si è dedicata a questo lavoro e in primo luogo devo
sottolineare l'applicazione e la costanza e la tenacia del suo
Presidente, onorevole Provenzano, cui va dato un riconoscimento,
anche se l'onorevole Forgione non condivide, per il lavoro,
l'esito, il risultato a cui siamo pervenuti.
FORGIONE. Era un semplice dissenso.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Un semplice dissenso,
infatti l'ho registrato.
Posso dire, onorevole Forgione, che dal mio punto di vista,
dal punto di vista di chi condivide le scelte che la Commissione
ha fatto, debbo dare un riconoscimento pieno per quanto mi
riguarda a titolo, ovviamente, personale, ma credo che questo
possa essere un riconoscimento condiviso dalla maggioranza di
quest'Aula, al lavoro svolto dalla Commissione e dal suo
Presidente.
Il problema oggi è di individuare, nello spirito che ha
animato la Commissione, che è stato improntato al lavoro di
merito, ma con un occhio alle implicazioni politico-istituzionali
che le scelte avevano, cioè un occhio ad avere intorno ad un
problema che definirei "epocale", per la svolta che comporta, per
il diverso modo di approcciare i fatti della politica anche nel
rapporto tra elettori ed eletti, le scelte che andiamo a fare.
A mio parere, onorevole Presidente, la seduta di oggi ha il
valore, il rilievo che giustamente l'Assemblea gli ha dato di
carattere storico.
Anche se una storia particolare, legata ad una precisa fase,
anche se tutto questo, non possiamo ignorarlo, avviene
nell'ambito di una temperie culturale, non dobbiamo ignorare,
dimenticare che questo lavoro la Commissione lo ha intrapreso
mentre era in corso il lavoro della Commissione bicamerale,
quindi si era affermato un clima nel Paese, era il dibattito
aperto, vivo, tra le forze politiche sul tema sul diverso assetto
istituzionale dello Stato, e la Regione siciliana, giustamente,
si inseriva in questo dibattito allo scopo di potenziare gli
elementi della propria autonomia, di fare in modo, cioè, che
l'autonomia che aveva avuto certi connotati e certe
caratteristiche nella sua Carta, varata nell'immediato dopo
guerra, a distanza di oltre 50 anni possa ritrovare una propria
vitalità e una propria ragione di essere nelle nuove tendenze che
si affermano oggi anche tra i nostri cittadini.
Ebbene ritengo, onorevoli colleghi che lo spirito con cui ha
lavorato la Commissione, che è stato uno spirito tendente a
ricercare la massima unità, dove per altro anche forze politiche
che non erano pienamente convinte dello schema che era stato
posto alla votazione finale della Commissione, avevano rinunciato
a qualcosa dei propri convincimenti allo scopo di favorire una
adesione larga, la possibilità che il testo uscisse con il
coinvolgimento più largo possibile delle forze politiche, perché
si tratta qui non tanto di varare una legge qualunque. Variamo
una sorta di Carta costituzionale, un pezzo della nostra Carta
costituzionale, che come tutte le carte costituzionali ha bisogno
del consenso più largo possibile.
In materia di regole si è sempre detto: non valgono le
ragioni di maggioranza ma, per quanto le ragioni di maggioranza
possano essere valide, debbono ricercare, almeno sui punti
fondamentali, quelli che descrivono e connotano un progetto,
devono trovare il consenso più largo da parte delle forze
presenti in un'Aula parlamentare.
Ed è con questo auspicio che questa maggioranza quando è
nata e questo Governo, nelle proprie dichiarazioni
programmatiche, aveva inserito questo punto come un punto non
eludibile da parte dell'Assemblea regionale siciliana.
Ovviamente abbiamo sempre detto, Signor Presidente,
onorevoli colleghi, che il Governo in quanto tale non può e non
vuole, forse non deve, in una materia che ha questo connotato,
entrare con una intenzione di merito, volta a contribuire alla
definizione di particolari che sono contenuti nel disegno di
legge. Ma non c'è dubbio, però, che la esigenza politica di
fondo, direi quasi storico-culturale, che questo disegno di
legge, che questa svolta, che questa riforma veda la luce è
interesse di questa maggioranza così come, se non vado errato, è
nel programma, nelle intenzioni di maggioranze che hanno
preceduto l'attuale.
Quindi c'è una base comune che coinvolge, dal punto di vista
degli orientamenti, la stragrande maggioranza di quest'Assemblea.
L'auspicio che noi possiamo oggi affermare è che questa larga
condivisione dei principi fondamentali che hanno informato il
disegno di legge si trasformi poi in un'adesione formale
attraverso una propria adesione, attraverso un proprio voto.
Questo sarebbe un risultato che considererei ottimale, sia
nei confronti degli elettori, dei Siciliani, che vedrebbero così
sancito, con un atto solenne ed ampio dell'Assemblea regionale
siciliana un diritto, un'aspirazione che, attraverso i vari
referendum e sondaggi che si sono avuti, è stata più volte
prefigurata e per la quale ha manifestato interesse.
Dall'altro lato acquisterebbe molta più forza rispetto al
nostro interlocutore che è il Parlamento nazionale, che dovrà per
la sua parte procedere alla modifica costituzionale, essendo
quella che noi dovremmo votare adesso una proposta.
Allora, io direi, signor Presidente, che ciò che va
salvaguardato in ogni caso è l'interesse di tutti. Poi per quanto
riguarda le possibili interpolazioni nell'ambito del testo questo
va rimesso all'Aula.
Ma, per quanto riguarda gli assunti fondamentali di questo
disegno di legge che sono già contenuti nella bozza esitata dalla
commissione e proposta oggi all'esame dell'Aula, credo che vadano
salvaguardati: innanzitutto l'elezione diretta del Presidente con
suffragio universale diretto, che è l'elemento chiave del disegno
di legge.
Aggiungerei il problema dell'autoscioglimento, che non a
caso chiamo problema perché in passato è stato esattamente visto
come tale, un problema, in quanto le norme contenute nell'attuale
Statuto sembrava e sembra non possano dare luogo ad un
autoscioglimento dell'Assemblea in presenza di una difficoltà a
comporre maggioranze o, addirittura, a funzionare.
Dall'altro lato il problema dell'introduzione di alcuni
istituti di democrazia diretta, che sono già presenti nella
Costituzione italiana fin dal suo nascere e sono previsti in
altri istituti anche di carattere regionale e che non hanno
trovato ingresso nella nostra Regione proprio per l'attardarsi
della riforma statutaria da parte di questa Assemblea, possono
finalmente, attraverso la loro introduzione, consentire un
circuito più largo, che attraverso referendum o attraverso la
proposta di legge di iniziativa popolare si possa rompere quel
giro vizioso che fa dell'Assemblea regionale siciliana l'unica
sede abilitata a decidere e a discutere di alcune cose e che
esclude ovviamente l'intervento popolare che attraverso il
referendum o attraverso i disegni di legge d'iniziativa popolare,
invece, possono interferire.
Questo mi pare il modo migliore per onorare un percorso ed
anche un approdo, cioè quello di salvaguardare i capisaldi di
questo disegno di legge, fermo restando che poi da lì possono
anche dipartirsi altri suggerimenti, proposte che possono essere
dibattuti ovviamente dall'Aula nella sua piena autonomia ed ove
trovassero l'accordo anche essere inseriti.
Ve ne sono tanti. Ho visto alcuni emendamenti che sono stati
proposti e mi pare che c'è materia di discussione abbondante e di
dibattito.
Io credo che vi sono dei punti che sono quasi connessi ai
punti principali contenuti nel disegno di legge e sono i punti
che tutti conosciamo: il problema dell'effetto maggioritario
della legge elettorale di cui già si era dibattuto in Commissione
al momento dell'approvazione del testo; il problema della
incompatibilità della carica di assessore con quella di
parlamentare; i problemi relativi alla fiducia ed alla sfiducia;
del rapporto tra l'esecutivo ed il Parlamento.
Sono tutti problemi che, ovviamente, possono trovare
ingresso, ma che nel carattere che abbiamo voluto dare a questo
primo stralcio di riforma, cioè un carattere limitato, possono
trovare ingresso, come possono essere anche rimandati a legge
ordinaria, almeno per alcuni di quei punti che non hanno una
refluenza diretta e immediata sul carattere di questo stralcio di
riforma che noi vogliamo adottare.
Io credo, quindi, Presidente che da parte del Governo
seguiremo come abbiamo già fatto per tutta la discussione
generale il dibattito e seguiremo ovviamente con spirito
partecipe l'evoluzione dell'esame del testo.
Rimane fermo questo auspicio, l'impegno a dare ove possibile
il proprio contributo, ma lo faremo non come esecutivo ma come
parlamentari, considerato che questo disegno di legge è più da
affidare all'Assemblea regionale siciliana nella sua globalità
che non all'esecutivo, ad un accordo stretto di maggioranza che
può ovviamente ove lo voglia realizzarlo, ma che ovviamente credo
lo si debba intendere aperto ai contributo ed agli apporti anche
da parte di altre forze siano esse collocate alla maggioranza,
siano esse collocate all'opposizione.
Credo, quindi, Presidente che dobbiamo (questo è l'auspicio
nostro, ma anche il desiderio) onorare come Assemblea regionale
siciliana questo appuntamento dando ad esso la solennità che
merita e, attraverso questa solennità, lanciare così un messaggio
di riforma e di riscatto, di rinnovamento di questa Regione, di
quest'Assemblea regionale siciliana al popolo siciliana.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
Onorevoli colleghi è stato presentato e già distribuito
l'ordine del giorno n. 280 a firma degli onorevoli deputati La
Corte, Mele, Speziale, Leanza, Di Martino, Martino, Speranza e
Spagna. Ne do lettura:
N. 280 - Iniziative, a livello centrale, in ordine ai tempi di
revisione costituzionale dello Statuto siciliano.
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- lo Statuto della Regione siciliana, elaborato dalla
Consulta Regionale ed approvato con R.D.L. 15 maggio
1946, n. 455, poi convertito nella legge costituzionale
26 febbraio 1948 n. 2, è frutto di un accordo pattizio
tra la Regione e lo Stato;
- la natura pattizia dello Statuto speciale comporta che
le modifiche allo stesso debbano essere frutto di un
preventivo accordo tra la Regione e lo Stato e che
pertanto debbano essere il risultato di un'attività
sinergica tra l'organo legislativo della Regione
(Assemblea Regionale Siciliana) e l'organo legislativo
dello Stato (Parlamento della Repubblica);
- è in corso di esame da parte dell'Assemblea Regionale
Siciliana il disegno di legge voto per la modifica dello
Statuto della Regione Siciliana;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a promuovere le opportune iniziative politiche
affinché la revisione dello Statuto Speciale della
Regione venga approvata dal Parlamento nazionale con
legge costituzionale solo dopo che l'Assemblea regionale
siciliana abbia manifestato la propria volontà in
materia con l'approvazione della legge voto."
FORGIONE. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma
all'ordine del giorno numero 280.
FLERES. Anche 'io chiedo di apporre la firma all'ordine del
giorno.
RICEVUTO. Anche io, formulo la stessa richiesta.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che alle firme originali
si aggiungono quelle degli onorevoli Forgione, Fleres e Ricevuto.
FORGIONE. Chiedo di intervenire sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, intervengo a sostegno di questo
ordine del giorno, perché ritengo che noi dovremmo difendere
l'autonomia ed il valore dell'autonomia di questo Parlamento,
nella dialettica delle posizioni, signor Presidente.
Chi è favorevole alla legge-voto esitata dalla Commissione
per la riforma dello statuto, chi è contrario, però queste
posizioni vivono dentro il dibattito di questa Assemblea
regionale e dentro l'autodeterminazione di questa Assemblea
regionale.
Oggi, signor Presidente, mi sono fatto mandare i disegni di
legge che sono depositati presso la Commissione 'Affari
istituzionali' della Camera, dove è incardinata la discussione
sull' elezione diretta del Presidente delle regioni a statuto
ordinario, nel cui ambito sono stati inseriti altri disegni di
legge per l'elezione del presidente delle regioni a statuto
speciale.
Ritengo che i gruppi parlamentari di quei partiti che hanno
presentato disegni di legge al Parlamento nazionale, per
l'elezione diretta del presidente delle regioni a statuto
speciale, e nello specifico due disegni di legge, uno a firma
del Soda, che mi pare sia dei Democratici di Sinistra, e uno a
firma di tutti i deputati del Polo, non abbiano fatto una bella
figura di rispetto a questo Parlamento.
Credo che i gruppi parlamentari del Polo e dei Democratici
di Sinistra di questa Assemblea regionale siciliana dovrebbero
quanto meno indignarsi per il tentativo di espropriare questo
Parlamento della decisione sulla propria forma di governo.
Ho i due disegni di legge e li metto a vostra disposizione;
sono firmati da tutti i gruppi del Polo in Commissione 'Affari
istituzionali' della Camera e dal gruppo dei Democratici di
Sinistra, proprio nel momento in cui, signor Presidente
Provenzano - discutibili le posizioni politiche sulla legge -
però questo Parlamento esprime una commissione speciale per la
riforma dello statuto, parziale - lo abbiamo detto tutti, il
Presidente della Regione ha detto abbiamo estrapolato l'elezione
diretta del presidente - ma deve riformare lo statuto,
l'autonomia, il rapporto da ricontrattare tra la Regione e lo
Stato.
Proprio nel momento in cui questo Parlamento è impegnato a
rideterminare le condizioni della propria specialità, anche
rivendicando l'autonomia delle decisioni rispetto al Parlamento
nazionale, non è bello che i gruppi parlamentari del Polo e dei
Democratici di Sinistra alla Camera tentino di espropriare,
magari anche soltanto per forzare le decisioni di questo
Parlamento, tentino di espropriare questo Parlamento della
propria capacità di decisione e di autodeterminazione su una cosa
fondamentale, quale è la forma di governo. E non è un caso,
onorevoli colleghi, che la Commissione bicamerale con la 'Bozza
D'Onofrio', all'articolo 61, demandava alle regioni di
autodeterminarsi sulla forma di governo.
Ho detto questo, signor Presidente dell'Assemblea, perché
lei ci ha anche bacchettato un po sul ritardo istituzionalmente,
mi consenta il termine, sui tempi lenti del processo riformatore.
Ovviamente, il processo riformatore è un processo politico: c'è
chi tenta di accelerarlo politicamente, ed è legittimo; c'è chi
tenta, individuando in quel processo riformatore una
controriforma, di rallentarlo, ed anche questo politicamente è
legittimo.
Io milito in questo secondo schieramento, come è noto, ed è
inutile ripeterlo.
Ma detto questo, i tempi delle riforme istituzionali sono
quelli che la politica richiede.
Lei ci ha richiamato. Noi per la parte politica che
rappresento, accogliamo anche il suo richiamo rispetto alla
lentezza nella capacità di legiferazione, invece, che questa
Assemblea ha, altra cosa, rispetto al processo delle riforme
istituzionali.
Ma questi tempi fanno parte della nostra determinazione e
non del tentativo, invece, da respingere, di esproprio della
nostra capacità di determinare la forma di governo da parte del
Parlamento nazionale.
Per questo io ho apposto la firma e sostengo questo ordine
del giorno.
E ho colto l'occasione, come è evidente, per segnalare la
mia indignazione rispetto a questa volontà politica che, nel
Parlamento nazionale, si sta esprimendo e che, evidentemente, ha
trovato, nelle forze del Polo e dei Democratici di Sinistra di
questa Assemblea regionale, una sponda politica.
Ed io credo che i Democratici di Sinistra e le forze del
Polo dovrebbero, quanto meno, dire, a quei Gruppi parlamentari
nazionali, di ritirare quel disegno di legge dalla discussione
in Commissione Affari istituzionali, perché questo è il
Parlamento che deve autodeterminare la propria forma di Governo,
non fosse altro perché ha avuto una Commissione speciale
impegnata per mesi a lavorare su questo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, avendo apposto la mia firma
sull'ordine del giorno, avendo fatto, con uno spirito del tutto
diverso, rispetto alle cose comunicate qui dall'onorevole
Forgione, io voglio soltanto fare una riflessione.
E la riflessione è questa.
Noi già nel 1996, in occasione delle competizioni
elettorali, tutti i partiti si presentarono di fronte al corpo
elettorale annunciando l'esigenza che in Sicilia dovesse prodursi
un atto di riforma del modo di essere della Regione siciliana.
Questo fu l'impegno assunto dai partiti maggiori, perché
cercavano di cogliere quella che era una esigenza diffusa della
popolazione siciliana, cioè quell'ansia di rinnovamento e quella
capacità, che era presente nella popolazione siciliana, di
aspirare ad una Regione che potesse, il più possibile, accelerare
i tempi delle decisioni, essere il più possibile vicina alla
gente ed essere in grado, cioè, di rispondere a bisogni che
venivano di fatto, di volta in volta, ritardati nella loro
applicazione.
Ora, siamo ad un passaggio difficile.
Sono passati due anni e mezzo.
C'è stata una discussione intensa. E' stato approvato un
primo disegno di legge-voto mandato al Parlamento.
Contemporaneamente il Parlamento nazionale, attraverso la
'Bicamerale', aveva avviato un processo riformatore che investiva
la Costituzione italiana ed, in qualche modo, investiva anche lo
Statuto regionale, sulla base di una legge approvata
dall'Assemblea regionale siciliana.
Tutti sappiamo che poi sono prevalse ragioni politiche ed il
processo riformatore è stato bloccato.
Tuttavia, c'è un ritardo che la Sicilia deve colmare.
Noi votiamo ancora in Sicilia, con il sistema proporzionale.
In tutto il resto delle Regioni si vota con una legge più
avanzata. In tutto il resto delle Regioni si vota già da adesso,
ancor prima che si votasse in Sicilia, con un meccanismo che
designa il Presidente della Regione.
E' in atto una discussione tra le forze politiche.
E' in atto una discussione all'interno del Parlamento
regionale.
Viene avvertita l'esigenza, cioè, che si proceda rapidamente
ad una modifica delle forme di Governo.
Noi abbiamo individuato, come Gruppo dei Democratici di
Sinistra, ed in questo non siamo i soli, l'esigenza, assieme ad
altre forze, che sia accelerato questo processo riformatore.
Ed essendosi bloccato in Bicamerale, il processo di riforma
delle leggi che riguardavano l'elezione diretta del Presidente
della Regione, abbiamo ritenuto che questo processo potesse
essere avviato nella Commissione Affari istituzionali, attraverso
l'articolo 138 della Costituzione Questo non presuppone affatto
che sia un esproprio delle competenze proprie dell'Assemblea
regionale siciliana.
Questo presuppone, anzi, che venga accelerato il processo
decisionale. Noi dobbiamo rapidamente compiere il nostro
dibattito, portarlo a termine e io mi auguro che nel portarlo a
termine, rispetto al disegno di legge che sarà esitato, ci sia
una convergenza la più ampia possibile delle forze
rappresentative della Regione siciliana. Mi auguro cioè, a
differenza di quanto fa l'onorevole Forgione, che su un testo che
ha avuto alla base il testo di legge portato da parte del
presidente Provenzano, sulla base di quell'indirizzo, si possa
determinare un'ampia convergenza per dare forza e autorevolezza
alla nostra interlocuzione, per potere discutere con la
Commissione 'Affari istituzionali' e discutere sulla base del
fatto che noi riusciamo ad adeguare la nostra legislazione, la
nostra forma di governo che è obsoleta e superata, a quello che
avviene nel resto del Paese.
Non possiamo dimenticare cioè una presunta autonomia se
questa autonomia deve servire a ritardare il processo di
ammodernamento e il processo riformatore. Noi vogliamo
interloquire. Adesso, il problema che si pone è che si concluda
rapidamente la discussione sugli emendamenti. L'augurio che io
rivolgo, signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
della Regione, che si possa procedere già da subito all'esame
degli emendamenti. Il regolamento ci impone di andare alle 24
ore.
Io sono perché già, domani sera, si possa determinare una
convergenza unitaria all'interno dell'Assemblea. Mi auguro che le
forze politiche che sono state impegnate in questo lavoro
faticoso, nel corso di questi mesi, possano domani determinare
una condizione di convergenza, la più larga possibile, e mi
auguro che l'Assemblea possa concludere, già nella giornata di
domani, il dibattito sull'elezione diretta del Presidente della
Regione.
Me lo auguro per dare forza all'autonomia regionale perché,
se esce un disegno di legge ampio, che affronti la questione
dell'elezione diretta del Presidente della Regione, con un voto
di convergenza ampia da parte dell'Assemblea, questo rafforza
l'autonomia e ci permette di interloquire con altri livelli
istituzionali, questo è un modo come rafforzarla.
Pertanto, io voto per l'ordine del giorno, ma nello stesso
formulo l'augurio che domani sera l'Assemblea Regionale possa
essere la prima tra le regioni italiane - così come lo è stata in
occasione dell'elezione diretta del sindaco - a potere proporsi
al resto del Paese con un disegno di legge avanzato e moderno.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
letto attentamente l'ordine del giorno sottoscritto dai
parlamentari che rappresentano il centro-sinistra, ma
sottoscritto anche dall'onorevole Fleres.
Ritengo che, in linea di principio, l'ordine del giorno
avrebbe una sua validità nel momento in cui questa Assemblea si
trovasse in una condizione anche di tempi per far sì che il
Parlamento nazionale non approvi, prima del Parlamento siciliano
- data la natura pattizia dello Statuto - quelle riforme che
devono trovare, come dice giustamente e legittimamente l'ordine
del giorno, una sinergia tra il Parlamento nazionale e il
Parlamento siciliano.
Ma la superfluità di questo ordine del giorno la si può
toccare con mano nel momento in cui noi stasera abbiamo già
chiuso la discussione generale sulla legge-voto che stralcia, in
relazione alla riforma complessiva dello Statuto per cui la
Commissione è stata insediata, proprio quelle norme che sono
oggetto dei disegni di legge oggi pendenti dinanzi al Parlamento
nazionale e che noi nel giro di 24, 48 ore potremmo approvare
questa sera, da domani sera in poi, visti gli emendamenti
presentati, e quindi non vedo la necessità tecnica, oltre che
politica, di impelagarci questa sera in una discussione
sull'ordine del giorno che domani sera o giovedì sera al massimo,
troverà la sua conclusione con l'approvazione della legge.
Io ritengo, quindi, che questa presentazione dell'ordine del
giorno sia soltanto un espediente che la maggioranza di
centro-sinistra ha voluto trovare per evitare che le difficoltà,
per non dire le divaricazioni, che al suo interno si trovano in
relazione a quanto già era stato stabilito in sede di Commissione
per la riforma dello Statuto in cui si è contrapposta all'interno
del centro-sinistra una visione, se così possiamo dire,
riformista che era portata avanti dai DS, dalla Rete e dai
Popolari e una posizione legittima, ma conservatrice, che era
portata avanti dagli altri Gruppi che oggi formano il
centro-sinistra, io ritengo che questo ordine del giorno sia un
espediente tattico per far sì che domani sera, o dopodomani sera,
non si raggiunga quella auspicata votazione finale sulla legge e
avremmo l'alibi per dire "Governo nazionale, Parlamento
nazionale, abbiamo approvato un ordine del giorno, stai fermo
perché devi attendere nostre decisioni".
Ritengo che questo sia al contrario una abdicazione da parte
di questo Parlamento del suo ruolo istituzionale e quindi io non
voglio, Alleanza Nazionale non ritiene che si possa dare un alibi
del genere a delle forze che non sono nelle condizioni oggi di
venire a dire una parola chiara su cosa vogliono, su come
vogliono che la riforma, la legge-voto venga portata in dirittura
finale da questo Parlamento.
Allora non strappiamoci le vesti, onorevole Forgione, per i
disegni di legge che i parlamentari nazionali del Polo hanno
presentato non ieri, non l'altro ieri, ma il 26 luglio del 1996,
cioè immediatamente dopo l'insediamento, facendo fede, essendo
coerenti con il programma del Polo che prevede l'elezione diretta
del Presidente della Regione, quindi non hanno fatto altro che
essere coerenti con quanto avevano sostenuto in campagna
elettorale.
Se poi questo Parlamento non è capace di rivendicare la
propria autonomia, e la si rivendica facendo atti concreti e non
soltanto parole o ordini del giorno che lasciano da un punto di
vista tecnico-giuridico il tempo che trovano, mi rendo conto che
noi vogliamo dare una giustificazione e vogliamo aggredire coloro
i quali erano stati prima di noi attivi nell'attivare, scusate il
bisticcio di parole, un disegno di legge che investe il
Parlamento nazionale perché il Parlamento nazionale è competente
come dice l'ordine del giorno nella sua premessa, sinergicamente
con il Parlamento regionale.
Non nascondiamoci, dunque, dietro le parole, non
nascondiamoci dietro le belle petizioni di principio in relazione
alla rivendicazione dell'autonomia, non accettiamo lezioni da
parte di nessuno in merito alla autonomia della Regione siciliana
ma non prendiamoci in giro. Questo ordine del giorno non serve
proprio a nulla.
Ecco perché Alleanza Nazionale pur rivendicando il ruolo che
il Parlamento regionale siciliano ha in questa vicenda ritiene
che sia superfluo e quindi non lo condivide.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi io come lei ha
annunziato poc'anzi ho sottoscritto questo ordine del giorno e
l'ho sottoscritto perché sono convinto, come ho più volte detto
peraltro, che esistono questioni che non attengono a valutazioni
di natura politica ma attengono invece al raggiungimento di
obiettivi che hanno valore assoluto e dunque meritano
innanzitutto la riconferma dei principi ai quali si ispirano, uno
di questi è senz'altro il principio del valore dell'autonomia.
Sono convinto, signor Presidente, che questo ordine del
giorno non abbia valore tanto per la affermazione, forse anche
pleonastica, del diritto del Parlamento siciliano di esprimersi
in una materia che gli è propria, quanto invece abbia il valore
di avvertimento politico nei confronti del parlamento nazionale
che più volte ha violato lo Statuto siciliano e che anche in
questa circostanza si accinge a farlo e questo al di là dei tempi
che la politica siciliana lascia trascorrere più o meno
proficuamente quando deve decidere su argomenti di questa natura.
Quindi qui si intende affermare una posizione di principio
che è quella di difesa dei valori autonomistici che non può
essere proclamata durante le campagne elettorali e trascurate
immediatamente dopo.
Dunque mi sento di dovere condividere per intero
l'intervento dell'onorevole Forgione, a conferma del valore
assoluto di alcuni elementi della politica locale di alcuni
valori e tra questi valori dell'autonomia che sono alla base
dell'azione di questo Parlamento. Questo Parlamento, onorevole
Stancanelli non esisterebbe se non ci fosse l'autonomia, dunque
non esisterebbe lei e la sua funzione. Questo Parlamento non ha
motivo di essere se non si affermano le prerogative che lo
Statuto ha affermato grazie a chi quello Statuto ha scritto e,
dunque, è nostro dover, vorrei dire, fa parte dei nostri compiti
istituzionali l'affermazione dei principi autonomistici di quello
Statuto.
Bisogna che ciascuno di noi lo comprenda e non faccia
diventare battaglie di questo tipo, battaglie di schieramento,
perchè non lo sono e in quanto tali vanno sostenute perchè in
assenza della riconferma di tali principi non c'è nulla che possa
essere affermato a valle dei principi medesimi. Dunque se noi non
riconfermiamo con forza il valore dell'autonomia, il principio
dell'autonomia non possiamo neanche sfiorare i principi che ne
derivano, a cominciare dal principio di competenza assoluta e una
serie di materie tra qui quelle che tra poco andremo a discutere
che riguardano la Valle dei Templi, che riguardano il lavoro, che
riguardano la pubblica istruzione e quant'altro.
Ora noi recuperiamo i valori dell'autonomia in ogni sua
parte e rivendichiamo il rispetto di tali valori e protestiamo
ogni qualvolta questi valori vengono messi in discussione o
vengono colpiti da una classe politica nazionale
insufficientemente selezionata come ho più volte detto o noi non
abbiamo motivo di essere.
Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, io desidero
riconfermare la mia firma sull'ordine del giorno e ovviamente il
voto a favore nei confronti dello stesso.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, ricordo che qualche anno
addietro, in un mio intervento, quando ponevo in evidenza la
posizione dei vari partiti, lei mi ha fatto omaggio di un libro
che parlava della posizione del Movimento sociale, di Alleanza
nazionale dopo, sulle regioni a statuto speciale.
Io le sono ancora grato, ho letto il libro, ma, la preghiera
che le rivolgo è quella di mandare lo stesso libro all'onorevole
Stancanelli...
STANCANELLI. L'ho letto.
DI MARTINO . ...in modo tale che l'onorevole Stancanelli lo
legge, certo se avesse letto questo libro non avrebbe fatto
l'intervento che ha testè qui pronunciato in quest'Aula.
L'ordine del giorno non è una perdita di tempo, onorevole
Stancanelli; le dico che se fosse possibile approvare la legge
fra dieci minuti manterrebbe la sua validità, perchè ribadisce un
concetto fondamentale, cioè la natura pattizia dello Statuto
della Regione siciliana, e questo principio non lo possiamo
scrivere nella legge che stiamo per approvare, lo dobbiamo
ribadire con quegli strumenti che il Regolamento parlamentare ci
consente e l'ordine del giorno ci è sembrato - appunto - la forma
più opportuna.
Ogni cosa ha un'origine. Perchè è stato predisposto l'ordine
del giorno? Se noi non avessimo avuto notizie di stampa o che
qualcuno - non so investito di quali poteri - fosse andato a
sollecitare il Presidente della Commissione degli 'Affari
costituzionali' della Camera, Maccanico, a mettere subito
all'ordine del giorno la riforma dello Statuto della Regione
siciliana, nessuno si sarebbe preoccupato di presentare l'ordine
del giorno.
A questo punto mi assumo la responsabilità, insieme ad altri
colleghi, di averlo predisposto e di averlo presentato. Vogliamo
ribadire un principio: che la Regione non può essere scavalcata,
non può essere ridimensionata.
La Regione deve dare il suo concorso, la Regione deve dare
il suo assenso a qualunque modifica dello Statuto, che è anche
legge costituzionale. Nessuno vuole mettere in dubbio la
sovranità del Parlamento, ma rendiamoci conto che anche noi siamo
rappresentati dal Parlamento nazionale e nessuno vuole mettere a
rischio quella che è l'integrità territoriale del nostro Paese.
Quindi, con questa azione politica che portiamo avanti, noi
ribadiamo il valore fondamentale dell'unità nazionale.
Quindi, Presidente, oltre ad averlo firmato, ribadisco che
l'ordine del giorno è pienamente valido e rispetta i tempi ed è -
appunto - più che un avvertimento, è un ricordo che facciamo al
Parlamento nazionale che non può essere ridimensionata
l'autonomia regionale e il Parlamento siciliano non può essere
assolutamente scavalcato.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
Pongo in votazione l'ordine del giorno.
Il Governo intende intervenire?
CAPODICASA, presidente della Regione.. Il Governo è
favorevole.
PROVENZANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, credo che con questo ordine del giorno non si possa
che essere d'accordo. Però, così com'è stilato, potrebbe quasi
sembrare di dire: "tu, Parlamento nazionale, occupati della
revisione dello Statuto regionale dopo che l'Assemblea ha
approvato la legge-voto". Invece, dovrebbe essere ancora più
restrittivo. Cioè: "tu, Parlamento nazionale, non ti puoi
occupare della revisione dello Statuto della Regione siciliana se
non che sulla base della legge-voto" (che è poi la prima
legge-voto che noi mandammo alla Bicamerale).
Quindi, così com'è, è espresso male. Io credo che lo
dovremmo riformulare sotto questo aspetto, cioè che il Parlamento
nazionale può solo prendere in considerazione la legge-voto
nostra. E' quel percorso che già questa Assemblea votò,
all'unanimità, se non sbaglio, nella precedente legge-voto che
abbiamo mandato alla Bicamerale. E, quindi, non facciamo altro
che dire esattamente quello che allora dicemmo.
Se lo mettiamo così, io credo che certamente ...
PRESIDENTE. Onorevole Provenzano, come ben sa, l'ordine del
giorno purtroppo non è emendabile. Quindi o il Governo lo
accoglie come raccomandazione, tenendo conto delle considerazioni
che sono state espresse, oppure...
CAPODICASA, presidente della Regione.. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione..Signor Presidente, credo
che con l' interpretazione che ha dato l'onorevole Provenzano,
anche se la lettera del documento non è esattamente coincidente,
però se siamo d'accordo, il Governo accetta l'ordine del giorno
come raccomandazione.
Spero che i firmatari concordino e, in questo caso, possiamo
metterlo subito in votazione.
PRESIDENTE. Non occorre nemmeno metterlo in votazione. Se
nessuno dei firmatario solleva eccezioni, resta così stabilito.
L'Assemblea ne prende atto.
BUFARDECI. Chiedo di apporre la mia firma sull'ordine del
giorno numero 280.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, sono stati presentati, come ben sapete,
numerosi emendamenti. Il Regolamento, già richiamato da altri
colleghi, impone che la discussione sul disegno di legge venga
rinviata di 24 ore, del resto oggi abbiamo lavorato
proficuamente.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 26
gennaio 1999, alle ore 19.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 287 - Dibattito sulla situazione finanziaria della
Regione siciliana.
Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo; Bufardeci
Giambattista; Alfano Angelino; Beninati Antonio;
Croce Antonino.
Presentata il 21/01/99
N. 288 - Sblocco da parte del Governo regionale delle nomine
in enti di pertinenza della Regione
Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo; Bufardeci
Giambattista; Alfano Angelo; Beninati Antonio;
Croce Antonino.
Presentata il 21/01/99
N. 289 - Anticipazione dei termini previsti per la pubblicazione
dei nominativi selezionati a conclusione dell'iter
relativo al concorso per 'forestali' in Sicilia.
Beninati Antonio; Leontini Innocenzo;
Alfano Angelo; Fleres Salvatore; Croce Antonino
Presentata il 21/01/99
N. 290 - Istituzione delle 'aree contigue' nelle aree naturali
protette.
Beninati Antonio; Fleres Salvatore; Croce Antonino;
Alfano Angelo; Bufardeci Giambattista.
Presentata il 21/01/99
N. 291 - Revoca della delega all'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
Fleres Salvatore; Croce Antonino; Beninati Antonino;
Bufardeci Giambattista; Provenzano Giuseppe;
D'Aquino Antonio.
Presentata il 21/01/99
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate/A) (Seguito).
Relatore: On.le Provenzano
2) Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998' (N.863/A)
Relatore: On.le Di Martino
3) Istituzione del parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del parco archeologico
integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa (nn. 453 -
302 - 724/A).
Relatore: On.le Adragna
4) Proroga della durata della Commissione speciale per la
riforma dello Statuto e le riforme istituzionali (n. 842).
5) Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari (n. 795).
IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
La seduta è tolta alle ore 20.02.