Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 11.55.
ODDO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Speziale è in missione dal 28 al 31 Gennaio 1999.
DISEGNO DI LEGGE INVIATO ALLA COMPETENTE COMMISSIONE LEGISLATIVA
AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
SI COMUNICA ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
DEL REGOLAMENTO MEDESIMO
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per promuovere le elezioni primarie per la
designazione dei candidati alla carica di Presidente della
Regione e di deputato all'Assemblea regionale siciliana" (n.
860)
- d'iniziativa parlamentare
- inviato in data 26 gennaio 1999
ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI CHE SI
COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL 4 COMMA DELL'ART. 69 DEL
REGOLAMENTO INTERNO
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 26.01.1999: LEANZA-SPERANZA
SOSTITUZIONI
Riunione del 26.01.1999: GRANATA sostituito da TRICOLI
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale
N. 2709 - Interventi per migliorare il contenzioso fra
produttori agricoli ed A.I.M.A..
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Ricotta Michele
----------------
N. 2723 - Interventi urgenti tendenti all'individuazione
dell'area da destinare a discarica, ex art. 13 del decreto
legislativo 22/97, del comune di Termini Imerese.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Cintola Salvatore
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
N. 2710 - Interventi per eliminare la pericolosità
dell'incrocio di via Carrubella, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2711 - Interventi per la sistemazione della strada
provinciale n. 20/III nel comune di Raddusa, in provincia di
Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2712 - Interventi per eliminare le innumerevoli buche
che si trovano lungo la circonvallazione a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2713 - Interventi in favore dell'Ente Fiera di
Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2714 - Interventi per la piena attuazione della
'riforma Bassanini' nella Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2715 - Interventi che si intendono attuare per
assicurare il corretto svolgimento delle attività del 'Forum
Catania Giovani'.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2716 - Interventi per la realizzazione dell'impianto di
luce elettrica nella strada provinciale San Giovanni La
Punta - Trecastagni, in provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2717 - Interventi per la tutela degli scavi
archeologici siti in via Crociferi, a Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2718 - Interventi per la sistemazione della piazza che
si trova nell'incrocio tra le vie Etnea ed Empedocle, a
Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2719 - Interventi per il ripristino di una fontanella
collocata in via Carnazza, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2720 - Interventi per l'installazione di un semaforo
all'incrocio tra le vie Leopardi e Metastasio, nella zona di
Piazza Ariosto, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2721 - Interventi per eliminare il problema del cattivo
odore che emana il torrente di via Vampolieri nel comune di
Acicastello, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2722 - Indagine conoscitiva sulla procedura di
affidamento, da parte dell'Azienda delle Terme di Sciacca,
della gestione del 'Grand Hotel delle Terme' alla S.p.A.
Medi. Term..
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Cimino Michele; Fleres Salvatore; Bufardeci Giambattista;
Croce Antonino
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 294 - Interventi urgenti per il rilancio dell'occupazione
in Sicilia.
Cimino Michele; Croce Antonino; Misuraca Salvatore;
D'Aquino Antonio; Bufardeci Giambattista; Provenzano
Giuseppe; Fleres Salvatore; Beninati Antonino
Presentata il 27/01/99
----------------
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno
"Lettura ai sensi e per gli effetti dell'articolo 83, lettera D,
e 153 del Regolamento interno delle mozioni":
- N. 289 "Anticipazione dei termini previsti per la
pubblicazione dei nominativi selezionati e conclusione
dell'iter relativo al concorso per 'forestali' in Sicilia".
- N. 292 "Opportune iniziative per scongiurare l'accorpamento
della sezione distaccata dell'Ufficio servizi sociali per
minori di Ragusa con quella di Siracusa del Tribunale di
Catania";
- N. 293 "Opportuni interventi nel settore dell'energia
elettrica al fine di evitare lo smembramento dell'ENEL in una
pluralità di società.
Invito il deputato segretario a dare lettura della mozione
n. 289.
ODDO, segretario f.f. :
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'Assessorato Agricoltura e Foreste ha bandito
un concorso pubblico per 357 posti di Guardia
forestale, prevedendo come termine ultimo per la
presentazione delle domande la data del 23.1.1999;
CONSIDERATO che il predetto concorso ha ingenerato grandi
attese, determinando un'ingente quantità di domande
di partecipazione che sembrano attestarsi intorno al
numero delle 60.000;
ATTESO che la possibilità di dare occupazione a 357 giovani,
nella già precaria situazione occupazionale in
Sicilia, debba cogliersi nel più breve tempo
possibile;
RITENUTO che per la verifica dei punteggi minimi utili a
superare la preselezione è stato previsto un sistema
di lettura ottica, rapido ed efficace;
RILEVATO che la data del 25.9.99, fissata per la
preselezione, risulta inspiegabilmente lontana e
tale da spostare la definizione del concorso di
circa un anno, innescando in questo periodo solo
aspettative e ritardando pesantemente l'adeguamento,
in termini di organico, di un comparto da tempo
insufficiente,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad anticipare il termine previsto per la
preselezione entro e non oltre tre mesi a partire da
oggi ed a concludere l'iter concorsuale entro sei
mesi dalla data del 23 gennaio 1999. Quanto sopra
esposto, al fine di evitare che il protrarsi delle
procedure concorsuali dia adito a legittime
preoccupazioni circa le strumentalizzazione
politiche e le speculazioni elettorali che, in
prossimità della campagna per le elezioni europee,
potrebbero esercitarsi sui partecipanti al concorso>>.
(289).
(21 gennaio 1999)
BENINATI - LEONTINI -
ALFANO - FLERES - CROCE
PRESIDENTE. Onorevole assessore Piro, si tratta della mozione
per la quale lei ieri non si è potuto pronunciare in quanto di
competenza dell'Assessorato all'Agricoltura. E', oggi, nelle
condizioni di dare un orientamento per la determinazione della
data di discussione?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, anche in relazione a quanto qui affermato dal
Presidente della Regione, e devo dire ne avevamo anche parlato
con uno dei presentatori della mozione, il Governo sarebbe
disponibile a discutere questa mozione in una seduta della
prossima settimana, preferibilmente alla fine della settimana, in
modo di avere così il tempo di avere cognizione esatta di quante
domande siano arrivate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo che la mozione venga
discussa nella seduta di giovedì prossimo. Non sorgendo
osservazioni, resta così stabilito.
Invito il deputato segretario a dare lettura della mozione
n. 292 e n. 293.
ODDO, segretario f.f. :
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- si profila l'accorpamento della sezione distaccata
di Ragusa dell'Ufficio servizi sociali per minori
del Tribunale di Catania con quella di Siracusa;
- in un momento così grave per l'ordine pubblico
nella provincia di Ragusa, e in particolare a
Vittoria, teatro della sanguinosa strage del 2
gennaio 1999, la chiusura dell'ufficio anzidetto
comporterebbe delle notevoli difficoltà per i
familiari dei minori coinvolti in vicende penali che
sarebbero costretti con gli assistenti sociali,
costretti, a loro volta, a diradare la loro presenza
nel territorio ibleo;
- appare doveroso ed indispensabile, in una
provincia come quella di Ragusa, caratterizzata,
negli ultimi tempi, da una recrudescenza della
criminalità minorile coinvolta anche in gravissimi
fatti di sangue, potenziare i servizi sociali per
prevenire i fenomeni delinquenziali;
- il paventato accorpamento della sezione distaccata
di Ragusa dell'Ufficio servizi sociali per minori
con la sezione di Siracusa comporta, in questo grave
momento di emergenza criminale, un evidente
indebolimento delle strutture sociali nella
provincia di Ragusa e nella città di Vittoria, con
notevoli vantaggi per chi dal disagio minorile
ricava manovalanza per i crimini più efferati,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a promuovere opportune iniziative presso il Ministro
di Grazia e Giustizia per scongiurare l'annunciato
accorpamento dell'Ufficio servizi sociali per minori
di Ragusa con quello di Siracusa>> (292).
(26 gennaio 1999)
LA GRUA - SCALIA - STANCANELLI -
TRICOLI
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- già nella seduta n. 72 del 14 aprile 1997,
l'Assemblea ha approvato un ordine del giorno (n.
68) contro lo smembramento dell'Enel SpA in più
società proposto dalla commissione consultiva
nominata dal Ministro dell'industria per la
liberalizzazione del mercato elettrico;
- nella seduta del 10 novembre scorso, il Consiglio
dei Ministri ha deliberato l'approvazione dello
schema di decreto legislativo recante la prima
attuazione della Direttiva europea 96/92 e che tale
schema contiene molti elementi del documento della
suddetta Commissione;
- detto schema è, in questi giorni, all'esame delle
competenti Commissioni della Camera dei Deputati e
del Senato della Repubblica, chiamate ad esprimere
il proprio parere;
RITENUTO che:
- lo schema di decreto non si esprime sulle opzioni
di fondo cui la scelta del modello organizzativo
dovrebbe rispondere, omettendo di indicare, come
invece richiesto dalla direttiva comunitaria, quali
siano gli interessi generali del Paese nel settore
elettrico;
- riguardo alla struttura del mercato, non appare
condivisibile una liberalizzazione così spinta nei
modi e nei tempi, sia per ragioni di opportunità
economiche e politiche riconducibili alle
specificità del nostro sistema elettrico, sia per le
ragioni tecniche indotte dalla proposta contenuta
nella bozza di decreto;
- sia da respingere la decisione di impedire a
chiunque la facoltà di produrre più del 50%
dell'energia o del suo fabbisogno. Ciò non è imposto
dalla direttiva comunitaria e contrasta palesemente
con le dichiarazioni rese dal Governo alle Camere
nell'ottobre 1997, con le quali si garantiva che
l'apertura pluralista al mercato si sarebbe
accompagnata ad una presenza maggioritaria dell'Enel
nel settore della produzione;
VALUTATO che:
- netto dissenso va manifestato per quanto concerne
l'ipotesi di frantumazione dell'area della
distribuzione in più società, che potrebbe causare
la fine della tariffa unica dell'energia elettrica
per tipologia di utenza, con un maggior costo
strutturale per gli utenti della Sicilia e delle
altre aree marginali;
- piena di rischi appare la destinazione e la
conseguente ipotesi di separazione di soggetti
societari tra le attività di distribuzione e di
vendita che potrebbe contribuire a scardinare la
tariffa unica nazionale, nonché a ridurre le
prestazioni e la qualità del servizio;
RITENUTO infine che:
- l'energia elettrica sia un bene primario del quale
dipende lo sviluppo produttivo e sociale del
territorio con forti ricadute sul piano
occupazionale per l'intero tessuto della comunità
interessata;
- la Sicilia, per le sue caratteristiche geografiche
e impiantistiche, risulterebbe fortemente
penalizzata se venisse meno l'assetto verticalmente
integrato dell'Enel nelle fasi di produzione,
trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA
ad intervenire nei confronti del Governo nazionale
affinché vengano apportare alla bozza del decreto
sulla liberalizzazione del mercato elettrico delle
modifiche tendenti a:
a) individuare e quantificare finanziariamente gli
impegni relativi agli investimenti necessari per
l'adeguamento ambientale delle centrali in vista del
raggiungimento degli obiettivi fissati nella
conferenza di Kyoto;
b) individuare nell'Enel SpA la holding industriale
cui facciano comunque capo le tre fasi del ciclo
produttivo elettrico e affinché le unità servizi e
le società oggi collegate vengano mantenute
nell'ambito del gruppo Enel;
c) confermare come modello e criterio non
modificabile quello della tariffa unica nazionale
per tipologia di utenza vincolata;
d) evitare la separazione delle fasi di
distribuzione e vendita per impedire la creazione di
improprie rendite di posizione e lo scadimento del
servizio;
e) rispettare rigorosamente il principio di
reciprocità nell'apertura al mercato con altri paesi
europei;
f) introdurre norme di garanzia, nel caso di
dismissione di impianti, tanto a favore dei
territori (conferma di destinazione dei siti),
quanto dei lavoratori coinvolti, sia sul piano
occupazione che contrattuale;
g) indicare chiare ed adeguate clausole di garanzia
che riguardino il lavoro e i lavoratori interessati
da processi di scomposizione e di ricomposizione
aziendale;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire nei confronti della consulta
Stato-Regione, sede nella quale verificare lo stato
del servizio elettrico siciliano, le sue prospettive
ed il suo adeguamento strutturale;
INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
a trasmettere la presente mozione alle commissioni
'Attività produttive' della Camera dei Deputati e
'Industria' del Senato della Repubblica>> (293).
(27 gennaio 1999)
MELE - LO CERTO - ORTISI -
GUARNERA
PRESIDENTE. Propongo che le suddette mozioni vengano demandate
alla Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari perchè se
ne determini la data di discussioni.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Discussione di
disegni di legge.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo propone il prelievo del disegno di legge
n. 863/A "Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998" posto
al n. 2) del III punto dell'ordine del giorno.
Il Governo aveva già proposto all'Aula e l'Aula aveva votato
favorevolmente la procedura d'urgenza e la relazione orale in
dipendenza dei tempi molto stretti che abbiamo di fronte e della
necessità quindi, di potere approvare, ovviamente se l'Aula sarà
d'accordo, questo disegno di legge in tempi rapidissimi in modo
da consentire poi la successiva attività amministrativa.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo
la contrarietà del gruppo di Alleanza nazionale a questa
richiesta perché c'è un impegno ben preciso preso in sede di
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari prima delle
festività natalizie in cui si disse espressamente che approvata
prima la legge-voto, si sarebbe potuto poi andare avanti con il
bilancio finanziario e con tutto quello ad esso collegato.
Tra l'altro, alla luce del dibattito che c'è stato in questi
giorni e considerato che già siamo alla discussione dell'articolo
1, io ritengo che se noi andiamo velocemente avanti con la
legge-voto, saremmo poi nelle condizioni oggi o all'inizio della
prossima settimana di potere esitare le altre leggi che il
Governo ritiene siano importanti anche dal punto di vista
finanziario.
Quindi, ritengo sia giusto proseguire i lavori così come
concordato precedentemente e successivamente discutere questo
disegno di legge a cui l'onorevole Piro annette questa
importanza.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, io personalmente sono dell'avviso
anche per rendere più veloci i lavori d'Aula e di accogliere la
proposta fatta dal Governo nel senso che noi possiamo rapidamente
passare all'esame, prelevando diciamo il testo riguardante
l'autorizzazione al Governo per il mutuo, e nell'eventualità
dovessero essere presentati degli emendamenti, noi siamo
obbligati ad andare per norma regolamentare almeno a 24 ore.
Quindi rinviare ulteriormente ci porterebbe sicuramente a
una data che noi non possiamo stabilire (dico ciò per ragioni di
economia dei lavori d'Aula, non per altro, onorevole
Stancanelli). E' opportuno quindi passare subito alla
discussione del disegno di legge 863/A, perche se verranno
presentati emendamenti e dovendo andare alle 24 ore, è chiaro che
noi possiamo di fatto andare poi all'inizio della prossima
settimana. Se si andrà avanti con la legge-Voto stasera, senza
affrontare subito il testo del disegno di legge presentato dal
Governo, rischiamo che anche la prossima settimana non potrebbe
essere ultimato. Pertanto, mi permetto di chiedere all'Aula di
procedere con una certa rapidità nell'esame del disegno di legge
e, nell'eventualità dovessero essere presentati degli
emendamenti, rinviare alle 24 ore. Se invece non vengono
presentati emendamenti, essendo stato incardinato il disegno di
legge, potremmo andare avanti ed esaminarlo nel giro di qualche
minuto, visto che non è un disegno di legge particolarmente
corposo.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
manifestare la contrarietà del gruppo di Forza Italia alla
proposta del Governo e mi preme rilevare come la nostra
contrarietà, evidentemente - lo ha dimostrato anche il nostro
atteggiamento di ieri - non è a discutere il disegno di legge n.
863 in riferimento al quale, credo l'assessore Piro ci possa dare
atto di un comportamento responsabile in Commissione Bilancio, un
comportamento che non ha avuto alcuna tendenza dilatoria ed
alcuna tendenza ostruzionistica, però ci pare opportuno
proseguire la discussione sul disegno di "Legge Voto" e affidare
ad una riflessione compiuta là dove si concluderanno e quando si
concluderanno i lavori sulla "Legge Voto", il disegno di legge n.
863 unitamente alla mozione sulla situazione finanziaria della
Regione così come concordato.
Se poi il Presidente dell'Assemblea, il Governo, o i singoli
gruppi parlamentari dovessero ritenerlo opportuno si potrebbe o
anticipare o fare al più presto la Conferenza dei Presidente dei
gruppi parlamentari per ordinare questi lavori; se dovesse
riscontrarsi in Aula forte dissenso sulla loro prosecuzione anche
in riferimento ad una considerazione che è quella per cui
interrompere la "Legge Voto", passare ad una immediata
discussione del disegno di legge n. 863 che implica una
discussione approfondita ed articolata in considerazione con
l'abbinamento con la mozione, poi produrrebbe ulteriori
sfilacciamenti dell'Aula che non so quanto gioverebbero ad un
sereno prosieguo del lavori.
PRESIDENTE. Onorevole assessore Piro ritiene di potere
rinviare la questione alla riunione, prevista alle ore 17.00 di
oggi, della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, le chiedo scusa ma il Governo non vuole determinare
una situazione di conflitto. A questo proposito, evidentemente
avrò compreso male, nella serata di ieri il Governo si era
opportunamente consultato con le forze politiche per verificare
se c'era la possibilità, nella giornata odierna, di poter
iniziare la discussione generale sul disegno di legge, per il
quale sono già stati annunziati, e credo siano già stati
presentati, degli emendamenti.
In considerazione di questi due fatti e in relazione alla
urgenza e alla indifferibilità di questo disegno di legge
rispetto al quale l'Aula, a questo punto, si assumerebbe la
responsabilità di far fallire, per carenza dei tempi
indispensabili e non comprimibile, l'eventuale contrazione di una
operazione di finanziamento, in considerazione di questi fatti e
in relazione a questo il Governo, stamattina, aveva chiesto il
prelievo per consentire la discussione generale e poi, in
relazione al fatto che sono già stati presentati degli
emendamenti, rinviare a non so quando, quando poi il Presidente
deciderà di rinviare la seduta, il ché lascerebbe ovviamente il
tempo per ulteriori approfondimenti e per ulteriori interventi.
Tutto ciò considerato, Presidente, io, se lei insiste, posso
anche, a nome del Governo, accettare l'idea che si possa decidere
nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, però
sottolineerei l'estrema necessità che il disegno di legge venga
iniziato per la discussione generale e si possa chiudere la
discussione generale nella giornata odierna, in modo che a
seguito della presentazione degli emendamenti, per altro già
presentati, si possa andare ad una successiva seduta d'Aula.
Se noi dovessimo iniziare la discussione del disegno di
legge la prossima settimana rischieremmo di non approvare questo
disegno di legge, se l'Aula ovviamente riterrà opportuno
approvarlo, neanche la prossima settimana. Il che francamente ci
metterà in una condizione di improcedibilità dell'operazione con
tutte le conseguenze e i rischi che questo comporta.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
richiesta del governo, a mio modo di vedere, non riguarda la
maggioranza ma riguarda la funzionalità dell'Amministrazione
regionale. Mi spiego meglio: il mutuo non si può portare avanti
oltre il 30 aprile per ragioni giuridico-contabili. Se si dovesse
prorogare altre il 30 aprile noi avremmo la chiusura di un
rendiconto del 1998 con un deficit di gestione pauroso, e poi
deve andare alla parificazione della Corte dei conti. Quindi, è
urgentissimo e necessario che subito, secondo me, oggi stamattina
l'Assemblea invertendo l'ordine del giorno incominci la
discussione e il dibattito sul disegno di legge per l'accensione
del mutuo e, se ci sono emendamenti, si rinvia di 24 ore.
Sarebbe opportuno che si portasse, addirittura, alla
votazione domani il disegno di legge. Tutto ciò non contrasta con
l'esigenza di approvare la legge-voto, intanto perchè non penso
che la legge-voto con qualche giorno di ritardo possa chissà
quali danni provocare alla Sicilia. Poi mi permetto di chiedere
all'Onorevole Presidente se è possibile convocare la Commissione
speciale perchè cerchi di coordinare gli emendamenti, perchè non
penso che con un lavoro d'Aula noi possiamo portare avanti una
operazione. Cioè, mentre discutiamo la legge voto, se
informalmente non formalmente, perchè ci sono dei dubbi sulla
legittimità o meno della Commissione. Il Presidente ha dichiarato
che è legittimo, quindi è legittimo. Ma, in questi casi anche
informalmente se può la Commissione per la riforma dello Statuto
affrontare i problemi che ancora sono aperti per avere poi delle
proposte razionali ed organiche da potere approvare.
Io mi permetto insistere affinchè la proposta del Governo
venga accolta e potere iniziare subito il dibattito per la legge
sull'accensione del mutuo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta del Governo di
prelievo del disegno di legge n. 863/A. Chi è favorevole resti
seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
SULL'ORDINE DEI LAVORI
RICOTTA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RICOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in occasione
della lettura della mozione n. 281 che riguardava gli interventi
per la salvaguardia delle professionalità e del personale della
Sezione decentrata dell'Istituto nazionale per la ricerca sul
cancro di Messina, il Presidente di turno quando io chiesi che la
discussione venisse fatta subito, poiché il governo non era
presente, disse che nella Conferenza dei capigruppo si sarebbe
trattato l'argomento e l'avrebbe fatto inserire in una delle
prossime riunioni. La Conferenza dei capigruppo, poi che si riunì
nel pomeriggio, stabilì che oggi la mozione venisse iscritta
all'ordine del giorno. Bene, all'ordine del giorno oggi non è
inserita.
PRESIDENTE. Onorevole Ricotta, la mozione sarà inserita nella
seduta di oggi pomeriggio.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede alla discussione
del disegno di legge n. 863/A "Ricorso al mercato finanziario per
l'anno 1998", posto al n. 2) del III punto dell'ordine del
giorno.
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Martino per svolgere la
relazione.
DI MARTINO , relatore. Signor Presidente, onorevoli
colleghi,il disegno di legge che si sottopone all'esame
dell'Assemblea regionale è stato esitato dalla Commissione a
maggioranza, nel testo proposto dal Governo. La mancata
contrazione dei mutui autorizzati con la legge regionale 8 maggio
1998, n. 7 (legge di bilancio), stante che le due gare bandite
nel corso dell'anno, di cui una con la procedura del pubblico
incanto e l'altra con la procedura della trattativa privata, sono
andate deserte, ha contribuito ad appesantire ulteriormente la
delicata condizione delle finanze regionali.
La situazione che si è determinata pone l'urgenza di
accertare i mezzi finanziari in entrata del bilancio 1998
connessi alla previsione del mutuo iscritto nel bilancio di
previsione, entro il 30 aprile 1999, per consentire la
corrispondente riduzione del disavanzo a chiusura dell'esercizio
ed evitare ripercussioni negative anche sulle previsioni 1999, in
corso di approvazione.
Considerato che la richiesta del mutuo non ha dato buon
esito, appare opportuno prevedere anche la possibilità di
procedere alla emissione di un prestito obbligazionario.
Peraltro tale forma di finanziamento appare essere più
appetibile per gli investitori, dato che consente la
diversificazione del rischio ed il collocamento dei titoli emessi
sul mercato secondario.
La legge di bilancio aveva autorizzato la contrazione di
mutui a pareggio dei conti 1998 per complessivi 2.700 miliardi.
La loro mancata contrazione entro l'esercizio finanziario
determinerebbe una corrispondente minore entrata che è destinata
a riflettersi anche sulla competenza 1999.
Con l'articolo 1 del disegno di legge, il Governo viene
autorizzato, in deroga alla normativa di contabilità, a contrarre
i mutui riferiti all'esercizio finanziario 1998 entro il 30
aprile 1999. L'autorizzazione viene disposta 'nel limite massimo
di 1.700 miliardi'.
Con l'articolo 2 si autorizza l'Assessore al Bilancio a
disporre il ricorso alla emissione di prestiti obbligazionari in
alternativa alla contrazione dei mutui, anche per importi
parziali rispetto al tetto di 1.700 miliardi fissato
dall'articolo 1.
L'articolo 3 disciplina le condizioni per le emissioni
obbligazionarie ed in particolare le condizioni di svolgimento
della gara per l'appalto dei servizi finanziari connessi alla
emissione ed al collocamento delle obbligazioni. Si tratta di
servizi esclusi dall'ambito di applicazione del decreto
legislativo del 17 marzo 1995, n.157 'Attuazione della direttiva
92/50/CEE in materia di appalti di servizi'. Per l'affidamento
di tali servizi l'Assessore per il bilancio viene autorizzato a
procedere a trattativa privata.
L'articolo 4 dispone che le entrate derivanti dai mutui e
dai prestiti obbligazionari contratti ai sensi delle disposizioni
in esame, siano accertate con riferimento alla competenza 1998.
A carico dell'esercizio finanziario 1999 e successivi sono posti
gli oneri per l'ammortamento dei prestiti, comprensivi di ogni
spesa e commissione dovute dalla Regione siciliana in qualità di
ente emittente.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
PROVENZANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevole colleghi, io credo
che innanzitutto bisogna fare una riflessione e cioè che il
Governo ci costringe, e lo dico con molta sincerità, a discutere
un disegno di legge interrompendo la discussione di un altro
disegno di legge altrettanto importante e, sicuramente, almeno a
parole, voluta dichiaratamente da tutti i gruppi politici. E ci
obbliga e ci mette tra l'incudine ed il martello: o non si fa
una discussion generale approfondita su questo disegno di legge e
quindi con uno o due interventi si chiude questa discussione
generale, si passa agli articoli, vi è il tempo per la
presentazione degli emendamenti, e quindi ci dice che questo
disegno di legge lo si può discutere in tre minuti e si ritorna
al disegno di legge di riforma statutaria, ovvero, se voi volete
discutere questo disegno di legge così come meriterebbe questo
disegno di legge, del disegno di legge di riforma statutaria non
se ne parla più, perchè sicuramente una discussione generale su
questo argomento è una discussione che mi auguro coinvolga tutti
i gruppi politici.
Al di là di tutte le emergenze che vi possono essere, e
sicuramente l'emergenza finanziaria in questa Regione è
sicuramente seria e importante, credo che non sia serio nella
maniera più assoluta interrompere costantemente e continuamente
un percorso legislativo per inserirne un altro sull'onda di
un'emergenza che, mi si dica con estrema serietà e chiarezza,
dove sta e con chi sta.
Voglio denunciare in termini fermi che così questa Assemblea
non può andare avanti, perchè si rischia di appendere una serie
di disegni di legge inseguiti da altri disegni di legge, mettendo
quest'Assemblea tra l'incudine ed il martello o di non discutere
i disegni di legge, e forse è ciò che si vuole, per continuare
gli altri disegni di legge importanti.
Intervengo quindi con difficoltà su questo disegno, perchè
vorrei dire tante cose, però ogni minuto che impiego a discutere
questo disegno di legge è un minuto che tolgo ad un disegno di
legge, quella sulla riforma sullo Statuto, già incardinato, che è
andato avanti, che è già al primo articolo, e che credo, almeno a
parole, questa Assemblea, all'unanimità vuole discutere ed
esitare, in qualsiasi modo, ma che comunque vuole discutere ed
esitare. Questo credo non sia corretto, proprio
deontologicamente, a livello di questa Assemblea. Credo che i
percorsi devono essere quelli di accelerare al massimo le leggi
esistenti, le leggi in itinere, e dire "Bene, finiamo quella
prima per attaccare con la seconda" e non che si attacca la
seconda mentre la prima ancora è incompleta.
Detto ciò, mi si permetta di entrare nel merito di questa
legge. Credo che bisogna con molta chiarezza dire che questo
Governo presenta alla disperata un disegno di legge più tendente
a fare il bilancio che tendente oggettivamente a risolvere i
problemi finanziari di questa Regione. Nessuno mi potrà spiegare,
e credo che nessuno potrà spiegare a nessuno, che un prestito
obbligazionario così come si vorrebbe mettere da parte di questo
Governo di 1.700 miliardi è un prestito obbligazionario che si
emette in quattro e quattr'otto con le rapidità e le velocità e
le immediatezze che l'Assessore per il bilancio vorrebbe far
credere. Per cui questo disegno di legge è un disegno di legge,
come dire, 'pannicello caldo' che serve solo per poter far
credere che la Regione, questo Governo, possa ottenere i 1.700
miliardi, è un disegno di legge 'pannicello caldo' che serve solo
per non scaricare sul bilancio del 1999 una impossibilità e
incapacità di questo Governo di ottenere quanto allora
preventivato nel bilancio 1998.
Questo in termini generali, poi se entriamo nello specifico
vorremmo capire perchè, se il sistema bancario non ha voluto
concedere a questo Governo 1.700 miliardi, un altro mercato, che
poi è un mercato derivato dal sistema bancario, dovrebbe
concedere con un prestito obbligazionario alla Regione di 1.700
miliardi.
La realtà, onorevoli colleghi, per chi di queste cose non
dico se ne intende ma, comunque, ne mastica un poco, è che il
concetto di mutuo è stato ormai superato nei sistemi finanziari
moderni da alcuni anni a questa parte. Cioè il concetto che una
banca, un istituto bancario, un complesso di istituti bancari,
possa immobilizzare fondi propri per 100, 200, 500, 1.000
miliardi è un concetto ormai superato nei fatti.
Per cui oggi il sistema bancario è la controparte di un
mercato attraverso il quale il sistema stesso si determina come
garante nelle emissioni e nella cartolarizzazione di crediti che
il sistema bancario concede a grandi imprenditori di
finanziamenti.
Questo succede a livello nazionale e internazionale; questo
è già successo a livello regionale con il prestito concesso
l'anno scorso dal Credit Suisse.
Il fatto che il sistema bancario mondiale (qua non siamo nel
sistema bancario nazionale ma mondiale perché tutte le banche del
mondo e le grandi banche del mondo sono state invitate a
partecipare al finanziamento) abbia detto no, significa che
questa Regione non gode di credito dal sistema bancario e quindi
dal mercato, perché è assolutamente inimmaginabile che il sistema
bancario non creda a questo governo, a questa Regione e il
mercato, quasi fosse un'entità assolutamente a sé stante, possa
credere attraverso il collocamento e la sottoscrizione di un
prestito quasi porta a porta da parte di quello.
La realtà, quindi, è diversa. La realtà è che questo governo
e questa Regione oggi non ottiene i 1.700 miliardi e non li
otterrà attraverso un prestito obbligazionario, che dovrà sempre
essere mediato da un sistema bancario, a meno che non sia stato
detto a questo governo, cosa che è probabile, perché se in un
mercato esistono pure come si suol dire le "obbligazioni
spazzatura" che non sono un termine cosi tanto per, ma sono un
termine finanziario ben preciso, cioè obbligazioni emesse da
emittenti senza credito che, attraverso un sistema di costo, di
ulteriori assicurazioni, di fatto sono i cosiddetti "C.bond" cioè
obbligazioni spazzatura che vengono anche sottoscritte ad
altissimo rischio, ad altissimo costo per gli emittenti e a
grandissima remunerazione per i sottoscrittori.
Allora, a questo punto delle due l'una: o questo governo si
prepara a cercar soldi a qualsiasi condizione, cioè chiunque sia
disposto, attraverso qualsiasi sistema e a qualsiasi prezzo, a
dare 1.700 miliardi alla Regione, a questo punto la Regione in
ginocchio direi, quasi andando ad un sistema di usura anche se
legalizzato, è disposta a concorrere. Oppure questo governo deve
cambiare strategia, deve prima acquisire una credibilità su un
mercato, che è poi il mercato bancario, sperando che lo stesso
possa essere il tramite per il collocamento di un prestito
obbligazionario senza e per il quale nessuna speranza c'è di
collocamento al di là e al di fuori del sistema bancario e dei
grandi intermediari nazionali ed internazionali.
Per cui il governo deve cambiare rotta, non può presentarci
una legge con la quale chiede di emettere obbligazioni non
sapendo come, con chi, a quali costi, a quali prezzi, con quali
condizioni, senza sapere qual è il "rating" cioè una parte in cui
si discuterà del "rating". Qua il rating della Regione nessuno lo
sa, o meglio si sa ed è un "rating" basso, "rating" basso
significa rischio elevato, il quale significa tasso elevato,
significa condizioni al buio, con le quali si va ad emettere
questo eventuale prestito obbligazionario.
Allora il Governo dovrebbe cambiare rotta, dovrebbe prima
presentarci una finanziaria, dovrebbe prima presentare un
complesso di norme che diano credibilità alla manovra finanziaria
di questa Regione, che diano credibilità al bilancio 1999, che
facciano acquisire credibilità nei confronti del sistema bancario
e del sistema finanziario internazionale; poi dirci attraverso
quale strumento, strumento che dovrà essere per questa Regione il
più conveniente possibile.
Ora, e mi avvio alla conclusione, io credo, onorevoli
colleghi, che questo disegno di legge è, come si dice, una
'cambiale in bianco' che il Governo vuole acquisire da
quest'Assemblea per recuperare soldi che allo stato attuale
nessuno gli ha dato e nessuno intende dare.
Allora, io credo che vada fatta chiarezza una volta per
tutte.
Se la situazione finanziaria di questa Regione è veramente
così tragica, io sono assolutamente convinto che è così tragica,
del resto non lo dico da ora ma lo dico da tempo; se
quest'Assemblea e questo Governo non sono in grado di
intraprendere una linea seria di risanamento finanziario di
questa Regione, se questo Governo, quest'Assemblea non sono in
grado di potere rivisitare tutto il bilancio di questa Regione,
di presentare ed approvare una finanziaria seria, capace di dare
credibilità, perché guardate che questo rischia di essere
l'ultimo gradino dopo il quale sicuramente i nodi vengono al
pettine, ma i nodi sono già venuti al pettine, perché quando le
banche direttamente non sono disposte a finanziare, quando le
banche neanche indirettamente sono disposte a finanziare per cui
si cerca un sistema, mi si permetta di dire, per 'impaccare sul
mercato' obbligazioni, e chiaramente vi sono tanti istituti che
fanno questo mestiere e che sicuramente troveranno i capitali per
questa Regione, non so a quali prezzi per questa Regione, non so
con quale credibilità per questa Regione.
Onorevoli colleghi, siamo arrivati al punto finale dove
bisogna chiedersi cosa si vuol fare in termini seri per invertire
questa rotta.
E non si dica che anche i problemi di tesoreria possono
essere risolti con questo strumento, perché è evidente che dal
momento in cui si approverà questa legge, dal momento in cui si
dovesse mettere in piedi la possibilità di collocare sul mercato
e di collocarli sicuramente i 1.700 miliardi passeranno ben tanti
mesi, per cui non è con questo strumento che si possono tamponare
i problemi di tesoreria, i problemi di cassa o a breve che questa
Regione ha.
Allora, concludo dicendo: primo, contesto questo modo di
proseguire. Dobbiamo dirci con molta chiarezza, io vorrei quasi
leggerlo negli occhi di ciascuno di noi, chi vuole portare
seriamente in porto la legge-voto e chi non la vuole, mettendo
costantemente e continuamente sul tappeto questa, domani
un'altra, dopodomani un'altra e dopodomani un'altra ancora, in
attesa di rinviare e di attendere che si chiariscano cose che si
possono chiarire qua, in Aula, seriamente, da parte di ciascuno
di noi, alzando la mano e votando in maniera palese ogni singolo
articolo e ogni singolo emendamento.
Questo è il primo ed è un problema di metodo che contesto:
quest'Aula ha avviato un discorso serio sulla legge, completi
quella prima che ne arrivino altre.
Secondo: nel momento in cui vi sono leggi altrettanto serie
che richiedono un dibattito approfondito quale questo disegno di
legge numero 863, bisogna dare a quest'Aula di dibatterlo a fondo
senza nulla togliere al percorso di altre leggi incardinate,
altrettanto importanti.
Terzo: nel merito di questo disegno di legge io ho grandi,
grandissime perplessità che sia solo un sistema 'pannicello
caldo' per far credere o per potere mettere e fare un bilancio
che sfortunatamente porterà all'interno i 1.700 miliardi o
l'ipotesi di 1.700 miliardi che allo stato attuale è solo
un'ipotesi.
Concludo dicendo, onorevoli colleghi, che ormai, lo stiamo
sperimentando, questa Regione deve confrontarsi con il mercato e
deve confrontarsi in primis, posti i deficit annuali di bilancio,
con il mercato finanziario.
Il mercato finanziario è una cosa seria che ha regole
diverse rispetto alle regole che questa Assemblea ritiene di
potere avere.
Per cui il punto fondamentale è acquisire credibilità su
questi mercati e non si acquisisce con una legge che dice che
possiamo emettere obbligazioni, credo che poi alla fine sia anche
possibile, tenuto conto che il nostro Statuto consente
l'emissione di prestiti, nelle varie forme così come le tecniche
nel tempo hanno consentito e oggi tra le tecniche più moderne vi
sono sicuramente i prestiti diretti e quindi il ricorso diretto
al mercato finanziario.
Punto fondamentale non è quello di dare strumenti, il punto
fondamentale è ottenere crediti Dobbiamo prendere atto, dopo gli
esiti delle gare e gli esiti deserti delle gare, del fatto che
anche a trattativa privata nessuno si sia presentato, che questa
Regione oggi non ha credito. La parola d'ordine di qualsiasi
governo di questa Assemblea è ricostruire le condizioni di
credibilità di gestione finanziaria di questa Regione, senza le
quali qualsiasi attività sarà solo un'attività virtuale, ma
sicuramente non reale, in cerca di risolvere i reali problemi
della finanza di questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mele. Ne ha
facoltà.
MELE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il dovere
oltre che il piacere di intervenire, per altro stimolato
grandemente dall'intervento dell'onorevole Provenzano, che due
giorni fa era con noi in seconda commissione (il sottoscritto fa
parte della Commissione Finanze insieme all'onorevole Provenzano
e a tanti altri colleghi).
Ho ascoltato con molta attenzione l'intervento
dell'onorevole Provenzano che in commissione, essendo la sua
materia del bilancio attinente alla sua professionalità, ha dato
a tutti noi una serie di spiegazioni tecniche molto precise.
Ascoltandolo ho avuto la sensazione che l'onorevole Provenzano
fosse entrato in questo Parlamento pochi minuti or sono, che non
sia stato Presidente della Regione e abbia dimenticato che fino a
un anno e mezzo fa circa - non ricordo quando - egli stesso
guidasse un governo eletto da questo Parlamento e che
dimenticasse che il successivo governo guidato dal presidente
Drago fosse andato nella identica direzione.
Io, onorevole Provenzano, e lei sicuramente in materia è più
esperto di chi parla, vorrei però ricordare, intanto, che
l'attuale governo sta obbligatoriamente continuando un percorso
che è stato intrapreso prima dal suo governo e poi dal governo
Drago, che l'attuale governo ...
PROVENZANO. Il mio governo i prestiti li ha ottenuti.
MELE. ... li ha ottenuti, dopo di che ha ricorso, ha dovuto
ricorrere avendoli ottenuti, anche il suo governo, a un prestito
bancario, dopo di che oggi, il governo Capodicasa, mi permetto,
ed è stato molto esplicito, in maniera molto elegante l'assessore
Piro giorni or sono in commissione, altro non fa che, come si
dice in linguaggio "slang", "leccarsi le ferite" rispetto a dei
danni di immagine - concordo con lei - prodotti da una gestione
che non proviene solamente da questa legislatura, ma anche da
legislature precedenti, una gestione molto vivace e dissennata.
Allora la realtà, onorevole Provenzano, il fatto, e quindi sento
il dovere e l'obbligo di intervenire, che le banche non abbiano
partecipato al mutuo proposto dalla Regione credo che sia
evidente e sia sotto gli occhi di tutti e sicuramente non può
essere addebitabile a questo problema.
L'onorevole Piro per altro, da esperto e da assessore al
bilancio in commissione finanze a chi come me che in materia di
finanze non è molto ferrato, ha spiegato in maniera molto
sapiente, e lei in questo ha fatto corona a questa sua
spiegazione, la motivazione per la quale il Governo oggi è
obbligato a dovere emettere un prestito obbligazionario.
Dopo di che l'onorevole Provenzano si stupisce sul fatto che
il Governo debba farlo prima dell'approvazione della legge
finanziaria.
Ma, onorevole Provenzano, non è stato forse lei stesso a
spiegare al sottoscritto che non possiamo approvare un bilancio
di previsione 1999 se non andiamo al pareggio rispetto alle
entrate?
E allora mi chiedo ma, aspetti prima lei mi ha fatto
intendere, devo dire in maniera molto chiara e serena una teoria,
ora qua viene a dire esattamente l'inverso.
L'Assessore Piro, per altro, e il Governo ha spiegato che
non possiamo mettere mano o concludere o approvare le previsioni
di bilancio 1999 se non andiamo a pareggio, e quindi se il
Governo non ricorre obbligatoriamente a questa operazione.
Sul merito poi entreremo nell'articolato.
Per quanto riguarda questa legge io se non sbaglio, però,
può aiutarmi il Presidente dell'Assemblea, posso ricordare male,
ma la Conferenza dei Capigruppo su richiesta del Governo aveva
approvato, oserei dire forse all'unanimità, non ricordo questo,
ma aveva approvato di comune accordo, con la grande attenzione
della Presidenza dell'Assemblea che questo disegno di legge
dovesse avere, vista l'importanza della materia, un canale
preferenziale.
Ecco perché il disegno di legge arriva in Aula, e non perché
la maggioranza non vuole cimentarsi con la legge elettorale: è
esattamente l'inverso.
Mi permetto di dire che questo Governo e questa maggioranza
che stanno spingendo in questa Aula la legge elettorale.
E' esattamente l'inverso.
Non trinceriamoci dietro falsità, mi permetto di dire.
Siamo stati noi, pur convinti che una legge elettorale debba
essere fatta non da maggioranza ed opposizioni ma deve essere
fatta dall'intero Parlamento, con la maggioranza più assoluta.
Siamo pure convinti che l'importanza della materia impone
che sospendiamo, e concludo, momentaneamente il disegno di legge
sulla legge voto per dar priorità a questa manovra "finanziaria".
Dopo di che siamo tutti convinti, e lo dico da capogruppo di
maggioranza, che immediatamente, mi auguro entro la giornata di
oggi, dobbiamo continuare, direi obbligatoriamente, con le legge
elettorale e con la legge voto, che per noi, le ripeto onorevole
Provenzano è conditio sine qua non per la partecipazione, come
stiamo facendo, a questo governo Capodicasa. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi
ricorda quanto tempo ho a disposizione?
PRESIDENTE. Venti minuti.
FLERES. Venti minuti. Li prendo tutti, e onorevole Presidente
spiegherò perché non intendo più, per quanto mi riguarda e per
quanto riguarda il Gruppo di Forza Italia comprendere le ragioni
di nessuno perché non avverto analogo comportamento nei confronti
delle nostre ragioni.
Nei giorni scorsi, onorevole Presidente, ieri il nostro
Gruppo parlamentare ha ancora una volta, pur sottolineando le
esigenze che lo portavano a chiedere la trattazione di una
mozione che avesse lo scopo di avviare un discorso complessivo
sulla situazione finanziaria della Regione, ha accondisceso ad
affrontare la questione nell'ambito della discussione generale
riguardante il disegno di legge n. 863/A.
Ma evidentemente il buon senso è stato scambiato per
dabbenaggine, per difficoltà interne allo schieramento cui
appartiene il sottoscritto, appartiene Forza Italia. Se così è
sembrato, sicuramente desideriamo sgombrare il campo da ogni
equivoco.
Noi intendiamo partecipare alla formazione delle scelte che
quest'Aula compie.
Desideriamo favorire l'azione di Governo nella Regione, ma
non certo l'azione di un Governo che porterà questa Regione in
una situazione di assoluto disastro finanziario e dunque
occupazionale e dunque imprenditoriale e dunque civile.
Non mi pare che la reazione ad un atteggiamento di
disponibilità quale è quello che è stato manifestato dal nostro
gruppo parlamentare debba essere quella di furbizia da parte del
Governo. Se questa Aula non ha bisogno di una cosa, questa cosa è
la furbizia. Non è con un colpo di furbizia che si amministra la
Regione siciliana, non è con un colpo di furbizia che si ridà
credibilità alla Regione siciliana, se è vero come è vero che ben
trenta, credo, istituti di credito hanno già scoperto che il
comportamento del Governo della Regione è un comportamento furbo,
non certo intelligente. Se è vero come è vero che non hanno
voluto partecipare alla richiesta di intervento nella stipula di
un mutuo a pareggio.
Allora, se siamo qui per contribuire tutti alla
individuazione di una soluzione, bene, altrimenti, Onorevoli
colleghi il gruppo di Forza Italia siccome non ha nulla da temere
in questo senso si vedrà costretto a modificare il proprio
comportamento e a modificarlo in direzione di una intransigenza
che certamente siamo convinti questa maggioranza, che maggioranza
non è, né è mai stata non è nelle condizioni di sopportare.
Devo dire, a ragion del vero, che neanche la Sicilia è nelle
condizioni di sopportare una intransigenza ed un rigore come
quello che noi stiamo pensando.
Però, bisogna mettere nella graduatoria dei comportamenti
una serie di obiettivi che hanno valore preminente su altri e
certamente tra questi obiettivi c'è quello di recuperare rapporti
deontologici che ormai sono assolutamente trascurati in questo
Parlamento. Questo mi dispiace perché sono stato opposizione,
sono stato maggioranza, sono stato membro del Governo, sono stato
Presidente di Commissione, sono stato capogruppo, e all'interno
di queste diverse funzioni, Signor Presidente, onorevoli colleghi
ho sempre messo al centro della mia azione politica personale e
di quella del partito che rappresentavo, il rispetto delle
funzioni di tutti, il rispetto delle regole parlamentari, la
necessità che a qualsiasi decisione si potesse pervenire con un
ragionamento, con un comportamento di disponibilità nel
raggiungimento di un obiettivo, che va raggiunto attraverso le
regole democratiche e dunque attraverso un voto che è in un senso
o nell'altro ma che deve realizzarsi nel rispetto sempre delle
regole che sono alla base della vita di questa Istituzione.
Io ho l'impressione, e me ne accorgo ogni giorno di più, che
invece le regole sono saltate e continuano ad essere violate e
trasgredite.
Signor Presidente, questo Parlamento più volte è stato
chiamato a decidere sul proprio ordine dei lavori, sulle
decisioni che dovevano essere assunte prima di altre, ha deciso
di andare avanti, relativamente alla legge-voto, lo ha fatto
persino con un ordine del giorno che puntava a non far scavalcare
la Regione siciliana da una decisione di carattere nazionale, ha
insistito, e tutte le forze politiche lo hanno fatto, in
direzione del raggiungimento di un obiettivo di natura politica
forte com'è la modifica dello Statuto e l'avvio della discussione
che riguarda la riforma elettorale. Ogni qualvolta si profila
all'orizzonte il raggiungimento di questo obiettivo succede
qualcosa che interrompe il percorso, che rallenta la marcia del
Parlamento stesso in direzione dell'approvazione della
legge-voto.
Allora Signor Presidente ci vorrebbe veramente un momento di
comprensione dei limiti di ciascuna parte politica e della
maggioranza in particolare e un momento di presa d'atto dei
medesimi limiti, che può rappresentare il primo passo verso la
soluzione dei problemi di questa Regione, non in direzione di uno
scontro tra posizioni politiche diverse, ma in direzione di un
incontro, ma per fare questo è necessario che ci sia tolleranza
reciproca, che ci sia intelligenza nei comportamenti e che ci sia
il rispetto delle regole.
Nessuna di queste condizioni mi sembra si stia realizzando,
questo determinerà soltanto l'inasprimento dei rapporti tra i
diversi partiti, l'immobilizzazione dell'attività del Parlamento
stesso e alla fine determinerà sicuramente una scarsa capacità
decisionale del medesimo.
Signor Presidente, abbiamo un dovere, lo abbiamo proclamato
in tutte le occasioni: dobbiamo approvare la legge voto Ed ha
ragione l'onorevole Provenzano quando insiste su questo tema
perché è un obiettivo che ci qualifica, ma è soprattutto un
obiettivo che serve a chiarire quali sono realmente i termini
politici su cui si regge la maggioranza che in questo momento
governa la Regione e noi non abbiamo motivo di nascondere questa
parte del ragionamento.
Noi siamo certi che all'interno di questa maggioranza che in
atto governa la Regione Siciliana esistono delle contraddizioni,
forti, tanto forti da fare venire meno i presupposti stessi della
vita di questo Governo. Allora è inutile che questo elemento si
nasconda o si rinvii per evitare di turbare che cosa?
Se si producesse un atto legislativo, se si producesse una
legge, se si raggiungesse un obiettivo, se ci fosse all'orizzonte
un qualche risultato, allora sarebbe chiaro il comportamento di
chi remora l'approvazione di questa legge. Ma non c'è nulla, non
c'è una programmazione, non c'è una progettualità, non c'è un
obiettivo certo, c'è solo il tentativo di fare rimanere
appiccicata questa maggioranza e appiccicate le singole parti che
la compongono, ma non sulla base di ideali comuni, obiettivi
comuni, programmi comuni, scelte comuni, ma solo sulla base del
mantenimento di posizioni che certamente sono di prestigio, ma
sono anche di potere.
Allora, se questa maggioranza ha l'obiettivo di rimanere in
carica per qualche altro giorno, tanto per occupare per esempio
le poltrone di Presidente di Commissione, perché questo è
l'ennesimo prezzo che la maggioranza paga a se stessa o a quelle
parti che la compongono, che hanno fatto del ricatto politico
l'unico strumento di azione quotidiana.
Bene Questa condizione noi la vogliamo affermare e la
vogliamo segnalare all'attenzione dell'opinione pubblica. L'unico
obiettivo che questa maggioranza ha non è quello di fare uscire
la Regione dalle secche nelle quali si trova, non è quello di
risolvere i problemi dei disoccupati, delle aziende, del settore
sanitario che è in subbuglio, è quello di guadagnare tempo per
firmare qualche decreto in più, per nominare qualche funzionario
in più, qualche liquidatore in più, per mettere nelle mani di
qualche lobby e di qualche settore della società siciliana e non
segmenti importanti della storia di questa Regione.
Ma vi dico, e in questo senso ho motivo di ritenere che non
sto dicendo una eresia, ho la sensazione, onorevole Presidente,
onorevoli colleghi, che questa fretta, questa arroganza, questo
modo di governare in termini acquisitivi, prima o poi esploderà
nelle mani di chi lo ha concepito, perché l'amministrazione di
questa Regione è la stessa che ha prodotto i disastri di prima,
perché gli interessi politici che hanno prodotto i disastri di
prima sono rimasti interamente presenti nell'attuale formula di
Governo e perché, a differenza di prima, a guidare questo
Governo, non c'è l'onorevole Provenzano che quando si è accorto
dei fenomeni che si venivano a verificare, anche sulla sua testa,
ha detto non ci sto...
FORGIONE. Ne è passato di tempo prima di accorgersene.
FLERES. ...c'è invece una maggioranza che si regge su un
manipolo di personaggi che, non avendo alcun retroterra
culturale, politico, ideologico, ideale, hanno un solo interesse
che li lega che è quello di occupare - vorrei dire come un
cappello occupa una poltrona non come una persona occupa una
poltrona - posizioni di potere che servono a conquistare, o a
riconquistare, o a non perdere spazi di consenso politico che,
nel tempo, sono stati occupati da chi ha preceduto, nelle
medesime posizioni, uomini che oggi, appartenendo allora alla
terza o alla quarta fila della politica, sono assurti alla prima
fila per le ben note vicende, ed io faccio mio l'intervento
dell'onorevole Piro, in occasione delle dichiarazioni
programmatiche del Governo Drago e del Governo Provenzano, quando
indicava nel C.C.D. e nel C.D.U. gli uomini che facevano della
clientela il loro unico strumento di azione politica.
Probabilmente l'onorevole Piro...
SPEZIALE. Il C.C.D. è rimasto.
FLERES. Il C.C.D. di allora...
SPEZIALE. Ma è lo stesso.
FLERES. Quelli che se ne sono andati evidentemente se ne sono
andati perché non hanno condiviso la denuncia dell'onorevole
Provenzano e dunque sono quelli che appartengono alla logica
della spartizione, dell'occupazione impropria del potere, della
clientela, per chi invece ha voluto mantenere fermi proprio i
legami con il rinnovamento della politica, che è sicuramente
interpretato dal Polo delle Libertà, è rimasto fedele agli ideali
di sempre, sono gli altri che se ne sono andati, sono gli altri
che hanno fatto scelte diverse che sono quelle di governare
sempre e comunque al di là di quella che è la base su cui si
fonda un qualsiasi Governo, cioè un programma, un obiettivo.
E allora, onorevoli colleghi, io credo che si debba fare uno
sforzo in direzione della tolleranza e della responsabilità che
non avverto. Questo Governo, onorevole Presidente, si regge sui
ritardi, sui ritardi della politica, sui ritardi nella formazione
di una classe dirigente in Sicilia e fuori della Sicilia, si
regge, persino, sui ritardi della magistratura, onorevole
Presidente, sui ritardi con cui...
FORGIONE. Anche quelli di prima, onorevole Fleres.
FLERES. ...alcune scelte devono essere assunte o non devono
essere assunte e che possono determinare una sorta di vantaggio
temporale per chi ha bisogno di compiere qualche altro atto,
qualche altra scellerata decisione che riguarda questa Regione,
non c'è, signor Presidente, onorevoli colleghi, nessun elemento
in grado di assolvere, o in grado di determinare aree di
intangibilità in questa Regione, capisco che ci possono essere,
all'interno del Governo, uomini che sono alla ricerca della
intangibilità, onorevole Speziale, capisco che questa
intangibilità può anche avere un prezzo, e capisco pure che c'è
qualcuno che può inseguire l'obiettivo di poter pagare il prezzo
della intangibilità.
Ma io posso garantirvi che l'intangibilità non ha prezzo e
nessuno è nelle condizioni di poterlo pagare questo prezzo, sono
che c'è chi se ne accorge di questi fatti e dice non ci sto, come
ha fatto l'onorevole Provenzano, c'è chi invece di questi fatti
non si rende conto, o finge di non rendersene conto, e rischia di
precipitare così come è accaduto in altre circostanze ed in altre
epoche.
Io non desidero parlare del disegno di legge che ci è stato
proposto. Io sono convinto che questo parlamento non possa
parlare di questo disegno di legge, lo dicevo anche ieri, se
prima non discute di quelli che sono gli obiettivi di fondo, gli
obiettivi programmatici che si intendono realizzare con
l'indebitamento che si propone con questo disegno di legge e con
gli strumenti di indebitamento che sono proposti in questo
disegno di legge.
Onorevoli colleghi, personalmente sono convinto che se la
Regione deve indebitarsi per rilanciare lo sviluppo, per
facilitare la ripresa produttiva, per creare spazi occupazionali,
per ricollocare sui mercati nazionali ed internazionali nostre
imprese, per dare una prospettiva seria allo sviluppo della
Regione, allora, magari, è giusto che si determini.
Ma se l'obiettivo, invece, è quello di sprecare 1.700
miliardi per pagare salari a cui non corrisponde una reale
prestazione lavorativa, per festeggiare impropriamente il
narcisismo di qualche sindaco o di qualche presidente della
provincia, per comunque non utilizzare proficuamente le risorse
della Regione, allora certamente non si può essere d'accordo. E
questo senza voler entrare nel merito di quelli che sono gli
strumenti che il disegno di legge ha individuato, cosa che
faremo, punto per punto, comma per comma, articolo per articolo,
emendamento per emendamento, nel momento in cui entreremo nel
vivo della discussione generale. Cosa che noi speriamo non accada
se non dopo l'approvazione della legge voto, anche perchè abbiamo
l'esigenza di recuperare credibilità come parlamento, una
credibilità che abbiamo definitivamente perduto e che stiamo
perdendo ogni giorno di più; e l'unico modo per recuperare
credibilità è avere rispetto delle decisioni che noi stessi
assumiamo.
E, dunque, abbiamo il dovere di mantenere inalterato il
percorso e procedere all'approvazione del disegno di legge voto
per poi passare alla discussione sulla mozione che riguarda la
condizione finanziaria della regione, che diventa, come dicevo
prima, la rincorsa lunga per pervenire alla discussione generale
su questo disegno di legge che può avere una sua ragione d'essere
come può non averla. E soltanto una discussione complessiva sulla
situazione finanziaria della regione può metterci nelle
condizioni di stabilire se questa scelta, che noi ci accingiamo a
compiere, è la scelta più giusta oppure invece ce ne possono
essere altre.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDO.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente del gruppo di
Forza Italia ha comunicato che l'onorevole Leontini ha chiesto
congedo per la seduta odierna. Non sorgendo osservazioni, il
congedo si intende accordato.
Ricordo che per le ore 17,00 è convocata la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per fare il punto della
situazione e per delle comunicazioni del Presidente.
Presidenza del presidente Cristaldi
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 863/A "RICORSO
AL MERCATO FINANZIARIO PER L'ANNO 1998".
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
doveroso da parte dei parlamentari dare seguito ad un voto che
c'è stato in Aula che ha sostanzialmente variato l'ordine del
giorno e ha disposto di discutere prima di questo disegno di
legge relativo al prestito obbligazionario prima che si concluda
la discussione sull'articolato e l'approvazione della legge-voto.
Ma il fatto doveroso di dare adempimento a un voto d'aula
che è tipico di un sistema democratico, di un sistema
parlamentare, non mi può esimere dallo stigmatizzare un
comportamento che io ritengo sia lesivo proprio del prestigio del
parlamento nel momento in cui si chiede di votare un prelievo,
quando vi è stato un impegno politico nel senso più alto del
termine, che in questo parlamento alla ripresa dei lavori nel
mese di gennaio nulla si sarebbe fatto se prima non si fosse data
risposta all'ansia che, in tutti gli ambienti politici e
culturali siciliani vi è per l'approvazione, almeno, dello
stralcio della legge-voto che deve andare al Parlamento
nazionale.
Questo era un impegno politico, così come ho sottolineato
nell'intervento di opposizione alla istanza di prelievo che era
stato preso solennemente dal Governo nella persona del Presidente
della Regione, questo era un impegno che era stato preso da tutti
i Presidenti dei Gruppi parlamentari, ed io ritenevo, forse
ingenuamente, che un impegno politico di tal fatta sarebbe stato
rispettato al di là delle contingenze di questa o di quella legge
che doveva essere approvata al di là delle contingenze che si
inseriscono nelle vicende interne dell'attuale maggioranza al di
là di tutte le contingenze possibili ed immaginabili.
Purtroppo, mi sono reso conto questa mattina che questo
impegno politico forte, alto, che il Governo aveva preso, al di
là della posizione sicuramente interessata al positivo da parte
dell'assessore al bilancio che crede certamente nella esigenza
dell'approvazione di questa legge per i noti problemi di cassa,
io ritengo che non possa essere utilizzata un'esigenza,
sicuramente dal suo punto di vista legittima come una foglia di
fico, per coprire le gravi difficoltà in cui oggi versa la
maggioranza di centro-sinistra che governa la Regione siciliana e
non è in condizioni, nonostante le affermazioni labiali che
abbiamo sentito in questi giorni, di portare a compimento una
legge - la legge voto - che è stata presentata ai siciliani come
quello scatto di orgoglio della classe dirigente siciliana al di
là delle appartenenze partitiche e politiche per invertire la
tendenza che purtroppo porta le istituzioni verso il declino e
non verso qualcosa di più alto. Questo è il quadro in cui ci
muoviamo oggi e questo è il quadro in cui si è inserito questo
... - non lo voglio definire "colpo di mano" questa mattina
dell'Aula - ... ma in cui si è inserita questa vicenda della
preposizione di questo disegno di legge alla continuazione del
disegno di legge sulla riforma dello Statuto relativamente ai
quattro punti che sono a conoscenza di tutti.
E, allora, è bene, così come ha fatto osservare sia il
Presidente Provenzano che l'onorevole Fleres, interrogarsi perché
oggi questa maggioranza non vuole assolutamente che si completi
nella mattinata di oggi o, comunque, a brevissimo termine questo
voto, questa necessità di mettere finalmente un punto al disegno
di legge sulla riforma dello Statuto.
Ritengo, contrariamente a quanto riteneva qualche mio
collega di Polo l'altra sera quando è stato discusso l'ordine del
giorno con cui ci "si stracciava le vesti" perché i Parlamentari
nazionali del Polo erano stati molto solerti a chiedere
l'elezione diretta del Presidente della Regione, io avevo
sostenuto in quest'Aula che forse quello che da un punto di vista
concettuale era un ordine del giorno che poteva essere condiviso
da tutta l'Assemblea non era altro che un alibi che la
maggioranza voleva avere perché sapeva, perché sa - e man mano
che le ore passano mi convinco anch'io - perché sapeva che in
quest'Aula non si sarebbe approdati al voto finale sulla legge
voto.
Questo è il messaggio che da questi giorni esce
dall'Assemblea regionale e, poi, ci meravigliamo si vi sia la
disaffezione dell'opinione pubblica siciliana nei confronti della
politica, dei politici, nei confronti dei Parlamentari regionali.
Ma se nulla viene fatto per far sì che questo atteggiamento di
ostilità nei confronti delle istituzioni cessi nel momento in cui
diamo quotidianamente - non noi nel senso di singoli parlamentari
- ma noi nel senso di istituzioni diamo quotidianamente uno
spettacolo che a definire indecoroso ritengo che sia piccola
parola. Allora, se questa è la cornice in cui ci muoviamo,
onorevole Assessore al Bilancio, capisco le sue necessità...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Le mie? Le sue
STANCANELLI. Sono convinto della buona fede con cui lei
ritiene che approvando questa mattina il disegno di legge sul
prestito obbligazionario noi saremmo forse nelle condizioni di
dare una boccata d'ossigeno alle casse della Regione, ma come
meglio di me e con più competenza di me ha sostenuto il
Presidente Provenzano, ritengo che il problema non possa essere
miseramente collocato soltanto in relazione all'esigenza tecnica
dei 1.700 miliardi o della contrazione del mutuo, perchè dobbiamo
chiederci per quale motivo tre mesi fa i 1.700 miliardi non ci
sono stati concessi da parte di nessuno Istituto di credito,
perchè era poco simpatico l'Assessore al Bilancio?
Perchè era poco simpatico il Presidente della Regione o
perchè è poca simpatica l'istituzione Regione nel senso cioè che
non ha quella credibilità nei mercati istituzionali, cioè nei
confronti di coloro i quali dovrebbero concederci questo mutuo.
Ecco, penso che questo sia il problema di fondo che dobbiamo
attenzionare; ed allora se questo è vero, ritengo che non vi sia
collocazione politica o partitica che possa smentire questo
assunto, ritengo che la buona fede, la legittimità dell'operato
dell'Assessore al bilancio, che tenta di portare qualche
contributo alle casse della Regione, debba fare un ragionamento
inverso: dobbiamo dare prima credibilità alla Regione prima di
tentare la stessa strada per cui o con cui qualche mese fa non
abbiamo ottenuto il mutuo, perchè non è il problema del prestito
obbligazionario, il problema è della credibilità della Regione.
Mi si faceva osservare: quale credibilità può avere una
Regione che proprio qualche mese fa, alla vigilia di Natale, ha
approvato una legge sulla dismissione degli Enti economici, che
ha messo una norma per cui non devono restituire le somme quei
dipendenti che erano stati obbligati a restituire le somme per
cui il Commissario dello Stato ha impugnato quella parte della
legge. Cioè se non riusciamo a dare, se questa maggioranza non
riesce a dare un segnale di credibilità, non vi è legge, non vi è
prelievo, non c'è volontà politica di questa Assemblea di
contrarre mutui, perchè poi, come dicevano gli oratori che mi
hanno preceduto, gli oratori del Polo, il mercato non è un
qualcosa di astratto, è un qualcosa che guarda concretamente ai
fatti concreti, ai fatti politici, alle assicurazioni che
un'Istituzione può dare, e certamente non diamo segnali positivi
ad un mercato che ci vede ancora nella china degli anni scorsi,
cioè nella china di quanto la Regione faceva solo
assistenzialismo.
E poi le valutazioni che il capogruppo della Rete faceva nei
confronti del Governo Provenzano, non ritengo che il Presidente
Provenzano abbia bisogno di difesa da parte mia, ma penso che
tutti i colleghi, anche quelli di opposizione ricordano come
partì la prima finanziaria del Governo Provenzano, che era
veramente un fatto rivoluzionario e non penso di dire qualcosa di
esagerato nè il momento in cui si tentò e fu contrastata
pesantemente, vi ricordate cosa successe per l'approvazione della
prima finanziaria quando tutta la Sicilia fu invasa dal pericolo
che il Governo Provenzano stesse affamando i poveri di Sicilia, i
meno abbienti e i più deboli, mentre vi fu il tentativo vero e
concreto di dare quella inversione di cui spesso parla
l'onorevole Piro, e l'onorevole Piro è un uomo che dai banchi
dell'opposizione ha dato anche un contributo ai Governi di
centrodestra per far sì che una certa serietà vi fosse nella
legge finanziaria, nei bilanci, questo è un atto, un merito che
va dato all'attuale Assessore al bilancio, ma oggi non è
consentito che si venga in questa Aula per recriminare, per
addossare responsabilità a chi si assume la responsabilità di far
cambiare rotta alla filosofia con cui si affondavano prima i
bilanci nell'ambito della Regione Siciliana.
Allora, se questo è il quadro, se questa è la cornice stiamo
attenti nel momento in cui presentiamo questo disegno di legge
come qualcosa di piccolo, come qualcosa che può essere approvato
in mezz'ora per poi ripartire e fare la legge voto. Questo è
quello che diceva il Presidente del Gruppo dei Democratici di
sinistra: "facciamolo in mezz'ora, possiamo chiudere la
discussione generale e poi torniamo alla legge voto". Lui sa,
perchè parlamentare esperto che è stato in questa Assemblea da
parecchi anni, che questo non è vero. Sa che un disegno di legge
come questo va affrontato, va discusso da tutte le componenti
politiche perchè dobbiamo capire dove vogliamo andare e non
possiamo fare un disegno di legge per un prestito obbligazionario
soltanto perchè mancano i fondi.
Possiamo farlo dopo che abbiamo detto al Mercato, con la
emme maiuscola, cosa vogliamo fare; vogliamo i soldi perchè
vogliamo andare in questa direzione. Ecco perchè è necessaria la
programmazione, ecco perchè è necessario sapere quale disegno
strategico ha questa maggioranza e questo governo per poterci
presentare non all'opinione pubblica, ma all'opinione pubblica
interessata istituzionale che può dare un contributo con il
finanziamento, con il mutuo, con il prestito obbligazionario, non
è lo strumento quello che è importante per incominciare a tentare
di risolvere i problemi economici che assillano la Regione
siciliana.
Entrando nel merito del provvedimento, del disegno di legge,
ritengo che se questa è la cornice entro cui dovrebbe muoversi un
governo che abbia veramente a cuore le sorti non soltanto della
economia nel senso più concreto e tangibile del termine, ma abbia
a cuore le sorti della Regione Siciliana per quello che deve
essere lo sviluppo degli anni futuri deve muoversi in
quest'ottica. Ma analizzando questo disegno di legge e lo faremo
nel corso non soltanto della discussione generale ma nel corso
della discussione dei singoli articoli e degli emendamenti, io
vorrei dare un suggerimento all'Assessore del bilancio e al
Governo.
Come possiamo noi valutare positivamente un disegno di legge
che all'articolo 3 dà una discrezionalità amplissima al Governo,
che se fosse stata proposta, io mi ricordo le grandi battaglie
che in commissione bilancio gli attuali esponenti della
maggioranza allora esponenti della opposizione, ovviamente non
parlo di quelli dell'UDR perchè sono sempre in maggioranza quindi
io mi riferisco a coloro i quali si trovano oggi al Governo
avendo fatto seriamente dal loro punto di vista la opposizione,
cosa avrebbero detto se avessero trovato in un disegno di legge
presentato da un governo di centro destra un'affermazione per la
quale e qua presenteremo degli emendamenti, "l'assessore
regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato in deroga ad
ogni disposizione di legge ad affidare a trattativa privata senza
gara l'appalto".
Questa è un'affermazione di principio in questa norma di
legge che noi non potremo mai approvare, sulla quale ci
riserviamo di presentare gli opportuni emendamenti.
Io vorrei invitare tutti i parlamentari, sia di opposizione
che di maggioranza, a valutare attentamente questa norma
dell'articolo 3. Se si fosse il Presidente Provenzano o
l'assessore Tricoli rischiato di presentare un disegno di legge
con questa dizione sicuramente si sarebbe detto che qua si
volevano fare gli affari di casa loro.
Siccome non penso che l'assessore in carica, l'assessore al
bilancio, l'onorevole Piro, ha interessi di sorta in questa
vicenda, perchè gli riconosco così come ho fatto nel corso di
questo mio intervento tutta la capacità tecnica per dirigere un
assessorato difficile come quello al bilancio specialmente in una
situazione disastrosa in cui si trova oggi la Regione Siciliana ,
io ritengo che sicuramente questa norma debba essere cambiata dal
Parlamento siciliano e ci si deve dare la possibilità di
contribuire a cambiarla.
Non è possibile immaginare che in una materia del genere si
possa dare la più ampia discrezionalità ad un governo.
E' necessario che il Parlamento intervenga, che il
Parlamento dica la sua anche sulle modalità con cui debba essere
condotta la gara, con cui debba essere fatto questo prestito
obbligazionario, quali sono i ritorni, quali sono le spese, quali
sono i carichi, i costi per la Regione siciliana.
Oltre a questa valutazione immediata sull'articolo 3, il
Gruppo di Alleanza nazionale farà riferimento ad altre norme
appena saranno esaminate singolarmente perché vogliamo al solito
contribuire nell'interesse della Sicilia, però con la premessa
che ho fatto prima, nel senso che non accetteremo il cambiamento
delle regole del gioco in corso d'opera.
Non è possibile che succeda ancora una volta che, chiamato
questo Parlamento a discutere di una cosa alta, così come è stata
definita da tutti, non è una definizione che proviene soltanto
dai banchi di Alleanza nazionale, dovevamo concludere la legge
che dobbiamo mandare al Parlamento nazionale per evitare che poi
qualcuno, preso da eccessivo amore per l'autonomia, si strappi le
vesti se vede che altri, i parlamentari nazionali sono più
solerti di noi.
Mi auguro che oggi la maggioranza abbia un sussulto di
dignità, si renda conto che gli impegni che sono stati presi
vengano mantenuti e si possa completare questa sera il voto
finale, si possa dare il voto finale sulla legge-voto per non
permettere domani mattina alla stampa, all'opinione pubblica di
considerarci come coloro i quali promettono un qualcosa e sono
pronti per questo o per l'altro motivo a cambiare immediatamente
opinione e l'opinione pubblica oggi è più attenta che mai e
l'opinione pubblica, poi, metta in un unico calderone non
soltanto coloro i quali governano ma anche l'opposizione. E
siccome non vogliamo essere corresponsabili dei disastri e dei
danni e delle inadempienze che possano essere imputate soltanto a
coloro i quali sono inadempienti, noi faremo il nostro dovere in
quest'Aula perché, almeno agli occhi dell'opinione pubblica, non
passiamo come i traditori delle istanze, delle necessità che
l'opinione pubblica stessa reclama e per cui attende risposte
serie e concrete.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io,
ribadendo le cose che brevemente in Commissione Bilancio ho avuto
modo di esprimere, credo che non possa omettere di fare alcune
precisazioni rispetto a questo disegno di legge, in linea,
peraltro, con le posizioni che sono state assunte dagli amici
dell'opposizione, di Alleanza nazionale e di Forza Italia, anche
il mio partito, il Centro Cristiano Democratico, ritiene di
precisare che questa operazione che ci viene proposta ha, come ho
detto già in Commissione Bilancio, un preoccupante deficit di
contesto, cioè non c'è il contenitore.
Onorevole Piro, onorevole Assessore, il problema che noi
abbiamo, come opposizione, e per la verità l'abbiamo ribadito in
Commissione Bilancio, è esattamente questo: questo governo non ha
una strategia finanziaria per la Sicilia. Questo Governo non si
rassegna a prendere atto che le condizioni di difficoltà
finanziaria nelle quali hanno operato i governi Provenzano e
Drago esistono anche per il governo Capodicasa e che bisogna
avere il coraggio, non ci hanno dato il tempo di sviluppare come
area liberaldemocratica il nostro disegno, però bisogna avere il
coraggio di mettere il dito nella piaga perché in queste
condizioni sarà molto difficile per il governo avviare a
soluzione le grandi questioni che sono aperte in Sicilia.
La difficoltà che il Governo ha, a parte il contenuto del
documento di programmazione economica e finanziaria pubblicato a
dicembre, che ho avuto modo di leggere, per quanto riguarda la
finanziaria si può dedurre dalle dichiarazioni di stampa, ma non
c'è certezza rispetto al percorso, perché fino ad oggi non
abbiamo un documento. Siamo alla fine del mese di gennaio e non
abbiamo capito né possiamo intuire quale sia il disegno, qual è
la strategia di questo governo. In queste condizioni non ci si
può chiedere l'autorizzazione a sistemare i conti del 1998; a
parte il fatto che la gente buona, semplice non vedrebbe grande
differenza rispetto ai 1.700 miliardi che entrano nel 1998 e che
magari prevediamo in meno nell'operazione 1999 ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. E' la stessa
cosa?
AULICINO ... Non è la stessa cosa, comprendo cosa intende, ma
è certo che si tratta di quote di indebitamento che si sommeranno
alle altre. Vero è che una cosa è fare il bilancio di competenza
1999 avendo coperto quel buco con soldi che per la verità non
abbiamo prodotto, assessore Piro, non verrà a dirmi che
contraendo questo mutuo saremo tutti più ricchi ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Sto cercando di
fare il mutuo che lei ha autorizzato a fare.
AULICINO. Mi perdoni, Assessore, quando lei risponde così mi
ricorda le cose che dice l'onorevole Crisafulli quando parla di
riforma della Pubblica Amministrazione e mi ricordo la grande
precarietà dei segnali del presidente Capodicasa e sarei tentato
di fare un discorso più completo rispetto alla precarietà
complessiva delle posizioni che questo governo e i rappresentati
di questo governo stanno assumendo. Non è una precarietà che
riguarda soltanto la manovra finanziaria, onorevole Piro, qua
siamo di fronte a responsabili dei singoli assessorati che a
ruota libera si permettono di dire cose incredibili: 2.000
esuberi nella Pubblica Amministrazione regionale senza che
l'Assessorato abbia chiarito su quale contesto si opera per
determinare questo esubero, a Bassanini applicata o a Bassanini
non applicata. Ci troviamo di fronte a un governo - io dico a un
governicchio - che non ha lo straccio di una strategia rispetto
alle questioni nodali. Quando parlo di Pubblica Amministrazione
parlo di una delle grandi questioni che irrisolte creeranno
grandissimi problemi allo sviluppo economico di questa Sicilia.
Abbiamo individuato con i governi precedenti questo come
settore chiave, eppure vediamo che siamo di fronte ad una
gestione raccogliticcia, molto estemporanea, con comunicazioni
molto estemporanee che ci lasciano perplessi e se in questo
contesto inserisco la valutazione che dobbiamo fare anche sulla
manovra finanziaria (ancora tutta da conoscere) del governo la
mia preoccupazione si incrementa. Per questo motivo il mio
Gruppo è perplesso rispetto a questa richiesta di autorizzazione,
perché - ripeto - noi avremmo voluto poter rispondere
positivamente a questa richiesta se fosse stato chiarito ai
siciliani qual è il disegno complessivo di questo governo, che
cosa si intende fare, dove si vuole tagliare, qual è la manovra
di razionalizzazione della spesa, per esempio, nel campo della
sanità. Non abbiamo il bene di vedere l'Assessore alla sanità,
forse occupato per ora a rivedere la sua strategia per quanto
riguarda la convenzionata esterna, e parlo di un altro comparto
fondamentale dell'economia siciliana, il terziario sanitario.
Ebbene, anche a quel livello siamo di fronte a una gestione
sfascio in cui gli operatori sanitari non hanno alcuna certezza.
Fino all'altro giorno abbiamo incontrato, credo tutti i gruppi
parlamentari, i rappresentanti della convenzionata esterna che ci
spiegano che questo Governo ha come sua strategia di ridurre il
ricorso alla convenzionata esterna privata che costa molto meno
della metà per ciascuna prestazione al pubblico; eppure il
disegno strategico dell'assessore, immagino condiviso
complessivamente dalla Giunta di Governo, è quello di spostare
l'asse di riferimento delle prestazioni dalla convenzionata
esterna al pubblico, sapendo che il pubblico produce venticinque
e drena settantacinque su ogni cento lire e che la convenzionata
esterna produce settantacinque e drena venticinque. Il che
significa che è assurdo che questo Governo che dovrà porsi il
problema dei tagli decida di incrementare i costi sostenuti per
erogare i servizi.
Siamo di fronte, quindi, a un Governo che è veramente alla
macchia, senza strategie, senza disegno.
Per questo motivo comprendo le difficoltà del Governo di
approntare una finanziaria, perchè chiaramente sarà e dovrà
essere una finanziaria rigorosa, coraggiosa, sul modello di
quelle Provenzano ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Quelle quali?
Una
AULICINO. Quelle, non mi corregga nella forma, lei ha compreso
perfettamente, assessore Piro. Il suo italiano è molto forbito,
ma lei ha intuito dal mio italiano povero ciò che voglio dire.
Dicevo sarete costretti a fare gli stessi discorsi che abbiamo
fatto noi.
D'altra parte il Presidente del Gruppo parlamentare della
Rete, onorevole Mele, l'altro giorno (rabbrividivo ascoltandolo)
ha preso a riferimento la relazione sul contenzioso finanziario
Stato-Regione che nell'occasione degli interventi dei
rappresentanti dell'allora maggioranza prendevamo a riferimento
quando, facendo riflessioni riferite a date e a numeri, si
concludeva che il contenzioso ci portava a vantare un credito
sostanziale.
Mi ricordo di polemiche in quest'Aula dell'allora
opposizione che cercava di snobbare questa maggioranza che
definiva rissosa, che alimentava il contenzioso con Roma per
cercare di drenare risorse finanziarie.
Ebbene, l'onorevole Mele l'altro giorno ha concluso il suo
intervento facendo i conti (credo che avesse la stessa scheda che
io presi a riferimento in occasione del mio intervento di allora
riguardo al contenzioso) e sostenendo che Roma ci deve dare un
sacco di soldi.
Bene. Comprendiamo quindi che il percorso lo abbiamo
tracciato noi. Attendiamo di conoscere qual è il percorso di
questo Governo per poterlo valutare perchè se il Governo - e
concludo - non ci chiarisce quali sono le coordinate del suo
disegno che dovrà aggredire i nodi di questa economia malata, per
creare una prospettiva di speranza per i disoccupati siciliani,
francamente ho difficoltà, a nome del Centro cristiano
democratico a dare un consenso a questa manovra.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente innanzitutto vorrei ribadire che il Governo non ha
inteso certamente introdurre elementi di difficoltà o di ritardo
nel dibattito e nel varo, che si auspica avvenga nel più breve
tempo possibile, della legge-voto, ma ha inteso rilevare, come
peraltro ha riconosciuto per primo la Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari, per seconda l'Aula quando ha accettato
la proposta di assegnare a questo disegno di legge la procedura
d'urgenza e la relazione orale, e poi la Commissione Bilancio che
ha proceduto in tempi rapidissimi e con un apporto fortemente
costruttivo dell'opposizione a esitare il disegno di legge, che
questo disegno di legge o viene esitato in tempi relativamente
brevi, ma con tutti gli approfondimenti che si renderanno
necessari, su questo non c'è alcuna intenzione di forzare
alcunché, anzi più è approfondito il dibattito, più risulterà, a
nostro avviso, chiaro quello che si intende fare e l'urgenza e la
necessità di questo disegno di legge, dicevo, o si approva questo
disegno di legge in tempi relativamente brevi nel giro di qualche
giorno, o esso sarà è assolutamente inutile. Tuttavia, chi avrà
operato per impedire, se così sarà, (mi auguro che non lo sia, e
devo dire in questo momento così non è) di approvare questo
disegno di legge avrà consapevolmente impedito a questa Regione
di potersi presentare con conti meno disastrati di quelli che in
questo momento sono, provocando onorevole Aulicino, difficoltà
notevolissime al bilancio.
Detto questo, signor Presidente, in considerazione dell'ora
tarda, in considerazione del fatto che ci sono ancora iscritti a
parlare e che ella ha annunciato la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari per le ore 17.00, il Governo sarebbe
orientato a chiedere, se ovviamente lei è d'accordo e se l'Aula è
d'accordo, di interrompere qui il dibattito e fare una
riflessione in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
Se vi fossero altre proposte, il Governo sarebbe pronto ad
accettarle.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Credo che non ci siano motivi ostativi, pertanto
resta così stabilito.
La seduta è rinviata a oggi, giovedì 28 gennaio 1999, alle
ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 294 - Interventi urgenti per il rilancio dell'occupazione in
Sicilia.
CIMINO - CROCE - MISURACA -
D'AQUINO - BUFARDECI - PROVENZANO
- FLERES - BENINATI
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
n. 281: Interventi per la salvaguardia delle professionalità e del
personale della sezioen decentrata dell'istituto nazionale
per la ricerca sul cancro (IST) di Genova presso l'Azienda
Policlinico di Messina.
(23.12.1998)
RICOTTA - VIRZI' - LA GRUA -
SCAMMACCA DELLA BRUCA -
BRIGUGLIO - D'ANDREA
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998' (n.863/A)
(Seguito).
Relatore: On.le Di Martino
2) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate/A) (Seguito).
Relatore: On.le Provenzano
3) 'Istituzione del parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del parco archeologico
integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa' (nn. 453 -
302 - 724/A).
Relatore: On.le Adragna
4) 'Proroga della durata della Commissione speciale per la
riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).
5) 'Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari' (n. 795).
V - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
VII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
La seduta è tolta alle ore 13.43.
Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 15.30.