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Resoconto d'Aula della Seduta n. 217 di giovedì 28 gennaio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 11.55.

     ODDO, segretario f.f., dà  lettura  del processo verbale della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                                MISSIONE

     PRESIDENTE.   Comunico  che,  per  ragioni  del  suo  ufficio,
  l'onorevole Speziale è in missione dal 28 al 31 Gennaio 1999.

   DISEGNO DI LEGGE INVIATO ALLA COMPETENTE COMMISSIONE LEGISLATIVA
   AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
   SI COMUNICA  ALL'ASSEMBLEA AI  SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
   DEL REGOLAMENTO MEDESIMO

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Norme   per   promuovere   le   elezioni  primarie  per  la
    designazione dei  candidati  alla  carica  di  Presidente della
    Regione e  di  deputato  all'Assemblea regionale siciliana" (n.
    860)
    - d'iniziativa parlamentare
    - inviato in data 26 gennaio 1999

   ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI  DELLE COMMISSIONI CHE  SI
   COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL 4  COMMA DELL'ART. 69 DEL
   REGOLAMENTO INTERNO

                            BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 26.01.1999: LEANZA-SPERANZA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 26.01.1999: GRANATA sostituito da TRICOLI

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

   A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale

      N. 2709 - Interventi per  migliorare  il  contenzioso  fra
    produttori agricoli ed A.I.M.A..
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Ricotta Michele
                          ----------------

      N. 2723 - Interventi urgenti  tendenti  all'individuazione
    dell'area da destinare a discarica, ex art. 13  del  decreto
    legislativo 22/97, del comune di Termini Imerese.
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      ***
    Cintola Salvatore
                          ----------------

   B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

      N.   2710  -  Interventi  per  eliminare  la  pericolosità
    dell'incrocio di via Carrubella, a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2711 - Interventi  per  la  sistemazione  della  strada
    provinciale n. 20/III nel comune di Raddusa, in provincia di
    Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2712 - Interventi per eliminare le  innumerevoli  buche
    che si trovano lungo la circonvallazione a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N.   2713  -  Interventi  in  favore  dell'Ente  Fiera  di
    Messina.
      - Presidente Regione
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N.  2714  -  Interventi  per  la  piena  attuazione  della
    'riforma Bassanini' nella Regione siciliana.
      - Presidente Regione
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N.   2715  -  Interventi  che  si  intendono  attuare  per
    assicurare il corretto svolgimento delle attività del 'Forum
    Catania Giovani'.
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2716 - Interventi per la realizzazione dell'impianto di
    luce elettrica nella  strada  provinciale  San  Giovanni  La
    Punta - Trecastagni, in provincia di Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N.      2717  -  Interventi  per  la  tutela  degli  scavi
    archeologici siti in via Crociferi, a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2718 - Interventi per la sistemazione della piazza  che
    si trova nell'incrocio tra le  vie  Etnea  ed  Empedocle,  a
    Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2719 - Interventi per il ripristino di  una  fontanella
    collocata in via Carnazza, a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2720 - Interventi per l'installazione  di  un  semaforo
    all'incrocio tra le vie Leopardi e Metastasio, nella zona di
    Piazza Ariosto, a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2721 - Interventi per eliminare il problema del cattivo
    odore che emana il torrente di via Vampolieri nel comune  di
    Acicastello, a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N.    2722  -  Indagine  conoscitiva  sulla  procedura  di
    affidamento, da parte dell'Azienda delle Terme  di  Sciacca,
    della gestione del 'Grand Hotel  delle  Terme'  alla  S.p.A.
    Medi. Term..
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Cimino Michele; Fleres  Salvatore;  Bufardeci  Giambattista;
    Croce Antonino
                          ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

      N. 294 - Interventi urgenti per il rilancio dell'occupazione
    in Sicilia.
      Cimino    Michele;  Croce  Antonino;  Misuraca  Salvatore;
    D'Aquino      Antonio;  Bufardeci  Giambattista;  Provenzano
    Giuseppe; Fleres Salvatore; Beninati Antonino

    Presentata il 27/01/99

                          ----------------

       Ai sensi del nono  comma  dell'articolo  127 del Regolamento
  interno do il preavviso di  trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento  elettronico  che dovessero avere
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del giorno
  "Lettura ai  sensi e per gli effetti dell'articolo 83, lettera D,
  e 153 del Regolamento interno delle mozioni":

    -   N.   289   "Anticipazione   dei  termini  previsti  per  la
    pubblicazione   dei   nominativi   selezionati   e  conclusione
    dell'iter relativo al concorso per 'forestali' in Sicilia".

    - N.  292  "Opportune iniziative per scongiurare l'accorpamento
    della  sezione  distaccata  dell'Ufficio  servizi  sociali  per
    minori di Ragusa  con  quella  di  Siracusa  del  Tribunale  di
    Catania";

    -  N.   293  "Opportuni  interventi  nel  settore  dell'energia
    elettrica al fine  di  evitare lo smembramento dell'ENEL in una
    pluralità di società.

       Invito il  deputato  segretario a dare lettura della mozione
  n. 289.

     ODDO, segretario f.f. :

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  l'Assessorato Agricoltura e Foreste ha bandito
              un  concorso  pubblico  per  357  posti  di  Guardia
              forestale,  prevedendo  come  termine  ultimo per la
              presentazione delle domande la data del 23.1.1999;

      CONSIDERATO  che  il  predetto concorso ha ingenerato grandi
              attese,  determinando un'ingente quantità di domande
              di partecipazione che sembrano attestarsi intorno al
              numero delle 60.000;

      ATTESO che la possibilità di dare occupazione a 357 giovani,
              nella   già  precaria  situazione  occupazionale  in
              Sicilia,   debba   cogliersi  nel  più  breve  tempo
              possibile;

      RITENUTO che  per  la  verifica  dei punteggi minimi utili a
              superare la preselezione è stato previsto un sistema
              di lettura ottica, rapido ed efficace;

      RILEVATO che   la   data   del   25.9.99,   fissata  per  la
              preselezione,  risulta  inspiegabilmente  lontana  e
              tale  da  spostare  la  definizione  del concorso di
              circa  un  anno,  innescando  in questo periodo solo
              aspettative e ritardando pesantemente l'adeguamento,
              in  termini  di  organico,  di  un comparto da tempo
              insufficiente,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad   anticipare   il   termine   previsto   per   la
              preselezione entro e non oltre tre mesi a partire da
              oggi  ed  a  concludere l'iter concorsuale entro sei
              mesi  dalla  data  del 23 gennaio 1999. Quanto sopra
              esposto,  al  fine di evitare che il protrarsi delle
              procedure   concorsuali   dia   adito   a  legittime
              preoccupazioni    circa    le    strumentalizzazione
              politiche  e  le  speculazioni  elettorali  che,  in
              prossimità  della  campagna per le elezioni europee,
              potrebbero esercitarsi sui partecipanti al concorso>>.
              (289).

              (21 gennaio 1999)

                                       BENINATI - LEONTINI -
                                       ALFANO - FLERES - CROCE

     PRESIDENTE.  Onorevole assessore Piro, si tratta della mozione
  per la quale  lei  ieri  non si è potuto pronunciare in quanto di
  competenza  dell'Assessorato  all'Agricoltura.  E',  oggi,  nelle
  condizioni di dare  un  orientamento  per la determinazione della
  data di discussione?

     PIRO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  anche  in  relazione  a  quanto  qui  affermato  dal
  Presidente della Regione,  e  devo  dire ne avevamo anche parlato
  con uno  dei  presentatori  della  mozione,  il  Governo  sarebbe
  disponibile a  discutere  questa  mozione  in  una  seduta  della
  prossima settimana, preferibilmente alla fine della settimana, in
  modo di avere così  il tempo di avere cognizione esatta di quante
  domande siano arrivate.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, propongo che la mozione venga
  discussa  nella   seduta   di   giovedì  prossimo.  Non  sorgendo
  osservazioni, resta così stabilito.

       Invito il  deputato  segretario a dare lettura della mozione
  n.  292 e n. 293.

     ODDO, segretario f.f. :

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - si profila l'accorpamento della sezione distaccata
              di  Ragusa  dell'Ufficio  servizi sociali per minori
              del Tribunale di Catania con quella di Siracusa;

              - in  un  momento  così  grave per l'ordine pubblico
              nella  provincia  di  Ragusa,  e  in  particolare  a
              Vittoria,  teatro  della  sanguinosa  strage  del  2
              gennaio  1999,  la  chiusura  dell'ufficio anzidetto
              comporterebbe   delle   notevoli  difficoltà  per  i
              familiari dei minori coinvolti in vicende penali che
              sarebbero  costretti  con  gli  assistenti  sociali,
              costretti, a loro volta, a diradare la loro presenza
              nel territorio ibleo;

              -   appare   doveroso   ed  indispensabile,  in  una
              provincia  come  quella  di  Ragusa, caratterizzata,
              negli  ultimi  tempi,  da  una  recrudescenza  della
              criminalità  minorile  coinvolta anche in gravissimi
              fatti  di  sangue,  potenziare i servizi sociali per
              prevenire i fenomeni delinquenziali;

              - il paventato accorpamento della sezione distaccata
              di  Ragusa  dell'Ufficio  servizi sociali per minori
              con la sezione di Siracusa comporta, in questo grave
              momento   di   emergenza   criminale,   un  evidente
              indebolimento    delle   strutture   sociali   nella
              provincia di  Ragusa  e nella città di Vittoria, con
              notevoli  vantaggi  per  chi  dal  disagio  minorile
              ricava manovalanza per i crimini più efferati,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a promuovere opportune iniziative presso il Ministro
              di  Grazia  e Giustizia per scongiurare l'annunciato
              accorpamento dell'Ufficio servizi sociali per minori
              di Ragusa con quello di Siracusa>> (292).

      (26 gennaio 1999)
                                 LA GRUA - SCALIA - STANCANELLI -
                                 TRICOLI

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              -  già nella  seduta  n.  72  del  14  aprile  1997,
              l'Assemblea ha  approvato  un  ordine del giorno (n.
              68) contro  lo  smembramento  dell'Enel  SpA  in più
              società   proposto   dalla   commissione  consultiva
              nominata   dal   Ministro   dell'industria   per  la
              liberalizzazione del mercato elettrico;

              - nella seduta  del 10 novembre scorso, il Consiglio
              dei  Ministri  ha  deliberato  l'approvazione  dello
              schema  di  decreto  legislativo  recante  la  prima
              attuazione della  Direttiva europea 96/92 e che tale
              schema contiene  molti  elementi del documento della
              suddetta Commissione;

              -  detto schema è, in questi giorni, all'esame delle
              competenti  Commissioni  della Camera dei Deputati e
              del  Senato  della Repubblica, chiamate ad esprimere
              il proprio parere;

      RITENUTO che:

              - lo schema  di decreto non si esprime sulle opzioni
              di fondo  cui  la  scelta  del modello organizzativo
              dovrebbe  rispondere,  omettendo  di  indicare, come
              invece  richiesto dalla direttiva comunitaria, quali
              siano gli  interessi  generali del Paese nel settore
              elettrico;

              - riguardo  alla  struttura  del mercato, non appare
              condivisibile  una  liberalizzazione così spinta nei
              modi e nei  tempi,  sia  per  ragioni di opportunità
              economiche    e    politiche    riconducibili   alle
              specificità del nostro sistema elettrico, sia per le
              ragioni  tecniche  indotte  dalla proposta contenuta
              nella bozza di decreto;

             - sia  da  respingere  la  decisione  di  impedire  a
             chiunque  la  facoltà  di  produrre   più   del   50%
             dell'energia o del suo fabbisogno. Ciò non è  imposto
             dalla direttiva comunitaria e  contrasta  palesemente
             con le dichiarazioni rese  dal  Governo  alle  Camere
             nell'ottobre 1997, con  le  quali  si  garantiva  che
             l'apertura   pluralista   al   mercato   si   sarebbe
             accompagnata ad una presenza maggioritaria  dell'Enel
             nel settore della produzione;

      VALUTATO che:

              - netto  dissenso va manifestato per quanto concerne
              l'ipotesi    di    frantumazione   dell'area   della
              distribuzione in  più  società, che potrebbe causare
              la fine  della  tariffa unica dell'energia elettrica
              per  tipologia  di  utenza,  con  un  maggior  costo
              strutturale per  gli  utenti  della  Sicilia e delle
              altre aree marginali;

              -  piena di  rischi  appare  la  destinazione  e  la
              conseguente   ipotesi  di  separazione  di  soggetti
              societari tra  le  attività  di  distribuzione  e di
              vendita che  potrebbe  contribuire  a  scardinare la
              tariffa  unica   nazionale,   nonché  a  ridurre  le
              prestazioni e la qualità del servizio;

      RITENUTO infine che:

              - l'energia elettrica sia un bene primario del quale
              dipende  lo   sviluppo   produttivo  e  sociale  del
              territorio    con    forti    ricadute   sul   piano
              occupazionale  per  l'intero  tessuto della comunità
              interessata;

              - la Sicilia, per le sue caratteristiche geografiche
              e     impiantistiche,     risulterebbe    fortemente
              penalizzata  se venisse meno l'assetto verticalmente
              integrato   dell'Enel   nelle  fasi  di  produzione,
              trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                           L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA

              ad intervenire  nei  confronti del Governo nazionale
              affinché vengano  apportare  alla  bozza del decreto
              sulla  liberalizzazione  del mercato elettrico delle
              modifiche tendenti a:

              a)  individuare  e quantificare finanziariamente gli
              impegni  relativi  agli  investimenti  necessari per
              l'adeguamento ambientale delle centrali in vista del
              raggiungimento   degli   obiettivi   fissati   nella
              conferenza di Kyoto;

              b) individuare  nell'Enel SpA la holding industriale
              cui facciano comunque  capo  le  tre  fasi del ciclo
              produttivo elettrico  e  affinché le unità servizi e
              le   società   oggi   collegate   vengano  mantenute
              nell'ambito del gruppo Enel;

              c)  confermare   come   modello   e   criterio   non
              modificabile  quello  della  tariffa unica nazionale
              per tipologia di utenza vincolata;

              d)   evitare    la   separazione   delle   fasi   di
              distribuzione e vendita per impedire la creazione di
              improprie rendite  di  posizione e lo scadimento del
              servizio;

              e)   rispettare   rigorosamente   il   principio  di
              reciprocità nell'apertura al mercato con altri paesi
              europei;

              f)   introdurre  norme  di  garanzia,  nel  caso  di
              dismissione   di   impianti,   tanto  a  favore  dei
              territori   (conferma  di  destinazione  dei  siti),
              quanto  dei  lavoratori  coinvolti,  sia  sul  piano
              occupazione che contrattuale;

              g) indicare  chiare ed adeguate clausole di garanzia
              che riguardino  il lavoro e i lavoratori interessati
              da processi  di  scomposizione  e  di ricomposizione
              aziendale;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad   intervenire   nei   confronti   della  consulta
              Stato-Regione, sede  nella quale verificare lo stato
              del servizio elettrico siciliano, le sue prospettive
              ed il suo adeguamento strutturale;

                       INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA

              a trasmettere  la  presente mozione alle commissioni
              'Attività produttive'  della  Camera  dei Deputati e
              'Industria' del Senato della Repubblica>> (293).

              (27 gennaio 1999)
                                 MELE - LO CERTO - ORTISI -
                                 GUARNERA

     PRESIDENTE. Propongo che le suddette mozioni vengano demandate
  alla Conferenza  dei presidenti dei gruppi parlamentari perchè se
  ne determini la data di discussioni.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Discussione di
  disegni di legge.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare sull'ordine dei lavori.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente, il Governo propone  il  prelievo del disegno di legge
  n.  863/A "Ricorso al  mercato finanziario per l'anno 1998" posto
  al n. 2) del III punto dell'ordine del giorno.
       Il Governo aveva già proposto all'Aula e l'Aula aveva votato
  favorevolmente la procedura d'urgenza e  la  relazione  orale  in
  dipendenza dei tempi molto stretti che abbiamo  di fronte e della
  necessità quindi, di potere approvare,  ovviamente se l'Aula sarà
  d'accordo, questo disegno di legge in  tempi  rapidissimi in modo
  da consentire poi la successiva  attività amministrativa.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, esprimo
  la  contrarietà  del   gruppo  di  Alleanza  nazionale  a  questa
  richiesta  perché  c'è  un  impegno  ben preciso preso in sede di
  Conferenza  dei  presidenti  dei  gruppi parlamentari prima delle
  festività  natalizie  in cui si disse espressamente che approvata
  prima  la  legge-voto, si sarebbe potuto poi andare avanti con il
  bilancio finanziario e con tutto quello ad esso collegato.
       Tra l'altro, alla luce del dibattito che c'è stato in questi
  giorni e considerato che già siamo alla discussione dell'articolo
  1, io ritengo che  se  noi  andiamo  velocemente  avanti  con  la
  legge-voto, saremmo poi  nelle condizioni oggi o all'inizio della
  prossima  settimana di potere  esitare  le  altre  leggi  che  il
  Governo  ritiene  siano  importanti  anche  dal  punto  di  vista
  finanziario.
       Quindi, ritengo sia  giusto  proseguire  i  lavori così come
  concordato precedentemente  e  successivamente  discutere  questo
  disegno  di  legge   a   cui   l'onorevole  Piro  annette  questa
  importanza.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente, io personalmente sono dell'avviso
  anche per rendere più veloci i lavori d'Aula  e  di accogliere la
  proposta fatta dal Governo nel senso che noi possiamo rapidamente
  passare  all'esame,   prelevando  diciamo  il  testo  riguardante
  l'autorizzazione al Governo  per  il  mutuo,  e  nell'eventualità
  dovessero  essere   presentati   degli   emendamenti,  noi  siamo
  obbligati ad andare per norma regolamentare almeno a 24 ore.
       Quindi rinviare ulteriormente ci  porterebbe  sicuramente  a
  una data che noi non  possiamo stabilire (dico ciò per ragioni di
  economia   dei  lavori   d'Aula,   non   per   altro,   onorevole
  Stancanelli).   E'   opportuno   quindi   passare   subito   alla
  discussione  del disegno  di  legge  863/A,  perche  se  verranno
  presentati emendamenti e dovendo andare alle 24 ore, è chiaro che
  noi  possiamo di  fatto  andare  poi  all'inizio  della  prossima
  settimana.  Se si andrà  avanti  con la legge-Voto stasera, senza
  affrontare subito il testo  del  disegno  di legge presentato dal
  Governo, rischiamo che  anche  la prossima settimana non potrebbe
  essere ultimato. Pertanto,  mi  permetto  di chiedere all'Aula di
  procedere con una certa  rapidità nell'esame del disegno di legge
  e,   nell'eventualità    dovessero    essere   presentati   degli
  emendamenti,  rinviare  alle   24  ore.  Se  invece  non  vengono
  presentati emendamenti, essendo  stato  incardinato il disegno di
  legge, potremmo andare avanti  ed  esaminarlo nel giro di qualche
  minuto, visto che non  è  un  disegno  di  legge  particolarmente
  corposo.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo per
  manifestare  la  contrarietà  del  gruppo di  Forza  Italia  alla
  proposta  del  Governo  e  mi  preme  rilevare   come  la  nostra
  contrarietà,  evidentemente  -  lo  ha dimostrato anche il nostro
  atteggiamento di  ieri - non è a discutere il disegno di legge n.
  863 in riferimento al quale, credo l'assessore Piro ci possa dare
  atto di un comportamento responsabile in Commissione Bilancio, un
  comportamento  che  non  ha  avuto  alcuna  tendenza dilatoria ed
  alcuna   tendenza   ostruzionistica,   però   ci  pare  opportuno
  proseguire  la discussione sul disegno di "Legge Voto" e affidare
  ad una  riflessione compiuta là dove si concluderanno e quando si
  concluderanno i lavori sulla "Legge Voto", il disegno di legge n.
  863  unitamente  alla  mozione sulla situazione finanziaria della
  Regione così come concordato.
       Se poi il Presidente dell'Assemblea, il Governo, o i singoli
  gruppi parlamentari dovessero ritenerlo opportuno si  potrebbe  o
  anticipare o fare al più presto la Conferenza  dei Presidente dei
  gruppi  parlamentari  per  ordinare  questi  lavori;  se  dovesse
  riscontrarsi in Aula forte dissenso sulla loro prosecuzione anche
  in  riferimento  ad  una  considerazione  che è  quella  per  cui
  interrompere   la   "Legge  Voto",  passare  ad   una   immediata
  discussione  del  disegno  di  legge  n.   863  che  implica  una
  discussione  approfondita  ed  articolata in  considerazione  con
  l'abbinamento   con   la  mozione,  poi   produrrebbe   ulteriori
  sfilacciamenti  dell'Aula che non so quanto  gioverebbero  ad  un
  sereno prosieguo del lavori.

     PRESIDENTE.  Onorevole  assessore  Piro  ritiene   di   potere
  rinviare la questione alla  riunione,  prevista alle ore 17.00 di
  oggi, della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari?

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    assessore  per  il  bilancio e le  finanze.    Signor
  Presidente, le chiedo scusa  ma  il Governo non vuole determinare
  una situazione di  conflitto.  A  questo proposito, evidentemente
  avrò compreso male, nella  serata  di  ieri  il  Governo  si  era
  opportunamente consultato con  le  forze politiche per verificare
  se  c'era  la  possibilità,  nella  giornata  odierna,  di  poter
  iniziare la discussione generale  sul  disegno  di  legge, per il
  quale  sono  già  stati  annunziati,  e  credo  siano  già  stati
  presentati, degli emendamenti.
       In considerazione di questi due fatti e  in  relazione  alla
  urgenza  e  alla  indifferibilità  di  questo  disegno  di  legge
  rispetto  al  quale  l'Aula, a questo punto,  si  assumerebbe  la
  responsabilità   di   far   fallire,  per   carenza   dei   tempi
  indispensabili e non comprimibile, l'eventuale contrazione di una
  operazione  di finanziamento, in considerazione di questi fatti e
  in  relazione  a  questo il Governo, stamattina, aveva chiesto il
  prelievo  per  consentire  la  discussione  generale  e  poi,  in
  relazione   al   fatto   che  sono  già  stati  presentati  degli
  emendamenti,  rinviare  a non so quando, quando poi il Presidente
  deciderà  di rinviare la seduta, il ché  lascerebbe ovviamente il
  tempo per ulteriori approfondimenti e per ulteriori interventi.
       Tutto ciò considerato, Presidente, io, se lei insiste, posso
  anche, a nome del Governo, accettare l'idea che si possa decidere
  nella  Conferenza  dei  Presidenti  dei gruppi parlamentari, però
  sottolineerei  l'estrema  necessità che il disegno di legge venga
  iniziato  per  la  discussione  generale  e  si possa chiudere la
  discussione  generale  nella  giornata  odierna,  in  modo  che a
  seguito  della  presentazione  degli  emendamenti,  per altro già
  presentati, si possa andare ad una successiva seduta d'Aula.
       Se  noi  dovessimo iniziare la discussione  del  disegno  di
  legge la prossima settimana rischieremmo di  non approvare questo
  disegno  di  legge,   se   l'Aula  ovviamente  riterrà  opportuno
  approvarlo, neanche la prossima settimana.  Il che francamente ci
  metterà in una  condizione di improcedibilità dell'operazione con
  tutte le conseguenze e i rischi che questo comporta.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  la
  richiesta del governo, a  mio  modo  di  vedere,  non riguarda la
  maggioranza  ma  riguarda  la  funzionalità  dell'Amministrazione
  regionale. Mi spiego meglio:  il  mutuo non si può portare avanti
  oltre il 30 aprile per ragioni giuridico-contabili. Se si dovesse
  prorogare altre il 30  aprile  noi  avremmo  la  chiusura  di  un
  rendiconto del 1998 con  un  deficit  di  gestione pauroso, e poi
  deve andare alla parificazione  della Corte dei conti.  Quindi, è
  urgentissimo e necessario che subito, secondo me, oggi stamattina
  l'Assemblea  invertendo   l'ordine   del   giorno   incominci  la
  discussione e il dibattito  sul disegno di legge per l'accensione
  del mutuo e, se ci sono emendamenti, si rinvia di 24 ore.
       Sarebbe  opportuno  che  si  portasse,   addirittura,   alla
  votazione domani il disegno di legge. Tutto ciò non contrasta con
  l'esigenza di approvare la legge-voto, intanto perchè  non  penso
  che  la  legge-voto  con qualche giorno di ritardo  possa  chissà
  quali danni provocare alla Sicilia. Poi mi permetto  di  chiedere
  all'Onorevole Presidente se è possibile convocare  la Commissione
  speciale perchè cerchi di coordinare gli emendamenti,  perchè non
  penso  che con un lavoro d'Aula noi possiamo portare  avanti  una
  operazione.   Cioè,   mentre   discutiamo  la  legge   voto,   se
  informalmente  non  formalmente, perchè ci sono dei  dubbi  sulla
  legittimità o meno della Commissione. Il Presidente ha dichiarato
  che è  legittimo,  quindi  è  legittimo. Ma, in questi casi anche
  informalmente se  può la Commissione per la riforma dello Statuto
  affrontare i  problemi che ancora sono aperti per avere poi delle
  proposte razionali ed organiche da potere approvare.
       Io mi permetto  insistere  affinchè  la proposta del Governo
  venga accolta e potere  iniziare subito il dibattito per la legge
  sull'accensione del mutuo.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione  la  proposta  del Governo di
  prelievo del disegno di  legge  n. 863/A.  Chi è favorevole resti
  seduto chi è contrario si alzi.

                             (E' approvata)

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     RICOTTA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RICOTTA. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, in occasione
  della lettura della mozione  n. 281 che riguardava gli interventi
  per la salvaguardia  delle  professionalità e del personale della
  Sezione decentrata dell'Istituto  nazionale  per  la  ricerca sul
  cancro di Messina, il Presidente di turno quando io chiesi che la
  discussione venisse fatta  subito,  poiché  il  governo  non  era
  presente, disse che  nella  Conferenza  dei capigruppo si sarebbe
  trattato l'argomento e  l'avrebbe  fatto  inserire  in  una delle
  prossime riunioni. La Conferenza dei capigruppo, poi che si riunì
  nel pomeriggio, stabilì  che  oggi  la  mozione  venisse iscritta
  all'ordine del giorno.  Bene,  all'ordine  del  giorno oggi non è
  inserita.

     PRESIDENTE. Onorevole Ricotta, la  mozione sarà inserita nella
  seduta di oggi pomeriggio.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  si  procede alla discussione
  del disegno di legge n. 863/A "Ricorso al mercato finanziario per
  l'anno 1998", posto al  n.  2)  del  III  punto  dell'ordine  del
  giorno.
       Invito i componenti  la seconda Commissione a prendere posto
  nell'apposito banco.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Martino per svolgere la
  relazione.

     DI   MARTINO ,    relatore.   Signor   Presidente,   onorevoli
  colleghi,il  disegno  di   legge   che   si  sottopone  all'esame
  dell'Assemblea regionale è  stato  esitato  dalla  Commissione  a
  maggioranza,  nel  testo   proposto   dal   Governo.  La  mancata
  contrazione dei mutui autorizzati con la legge regionale 8 maggio
  1998, n.  7 (legge di  bilancio),  stante che le due gare bandite
  nel corso dell'anno, di  cui  una  con  la procedura del pubblico
  incanto e l'altra con la procedura della trattativa privata, sono
  andate deserte, ha  contribuito  ad  appesantire ulteriormente la
  delicata condizione delle finanze regionali.
       La  situazione  che  si  è  determinata  pone  l'urgenza  di
  accertare  i  mezzi  finanziari  in  entrata  del  bilancio  1998
  connessi alla previsione  del  mutuo  iscritto  nel  bilancio  di
  previsione,  entro  il   30   aprile   1999,  per  consentire  la
  corrispondente riduzione  del disavanzo a chiusura dell'esercizio
  ed evitare ripercussioni negative anche sulle previsioni 1999, in
  corso di approvazione.
       Considerato che la richiesta  del  mutuo  non  ha  dato buon
  esito,  appare  opportuno   prevedere  anche  la  possibilità  di
  procedere alla emissione di un prestito obbligazionario.
       Peraltro  tale forma  di  finanziamento  appare  essere  più
  appetibile   per  gli   investitori,   dato   che   consente   la
  diversificazione del rischio ed il collocamento dei titoli emessi
  sul mercato secondario.
       La legge di  bilancio  aveva  autorizzato  la contrazione di
  mutui a pareggio dei  conti  1998 per complessivi 2.700 miliardi.
  La  loro   mancata   contrazione  entro  l'esercizio  finanziario
  determinerebbe una corrispondente  minore entrata che è destinata
  a riflettersi anche sulla competenza 1999.
       Con l'articolo 1 del  disegno  di  legge,  il  Governo viene
  autorizzato, in deroga alla normativa di contabilità, a contrarre
  i mutui riferiti  all'esercizio  finanziario  1998  entro  il  30
  aprile 1999. L'autorizzazione  viene disposta 'nel limite massimo
  di 1.700 miliardi'.
       Con l'articolo 2  si  autorizza  l'Assessore  al  Bilancio a
  disporre il ricorso  alla emissione di prestiti obbligazionari in
  alternativa  alla  contrazione   dei  mutui,  anche  per  importi
  parziali   rispetto  al   tetto   di   1.700   miliardi   fissato
  dall'articolo 1.
       L'articolo  3 disciplina  le  condizioni  per  le  emissioni
  obbligazionarie ed in  particolare  le  condizioni di svolgimento
  della gara per  l'appalto  dei  servizi  finanziari connessi alla
  emissione ed al  collocamento  delle  obbligazioni.  Si tratta di
  servizi  esclusi   dall'ambito   di   applicazione   del  decreto
  legislativo del 17  marzo 1995, n.157 'Attuazione della direttiva
  92/50/CEE in materia  di  appalti di servizi'.  Per l'affidamento
  di tali servizi l'Assessore  per  il bilancio viene autorizzato a
  procedere a trattativa privata.
       L'articolo 4 dispone che  le  entrate  derivanti dai mutui e
  dai prestiti obbligazionari contratti ai sensi delle disposizioni
  in esame, siano  accertate  con riferimento alla competenza 1998.
  A carico dell'esercizio  finanziario 1999 e successivi sono posti
  gli oneri per  l'ammortamento  dei  prestiti, comprensivi di ogni
  spesa e commissione dovute  dalla Regione siciliana in qualità di
  ente emittente.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor  Presidente,  onorevole colleghi, io credo
  che innanzitutto bisogna fare  una  riflessione  e  cioè  che  il
  Governo ci costringe, e  lo dico con molta sincerità, a discutere
  un disegno di legge  interrompendo  la  discussione  di  un altro
  disegno di legge  altrettanto importante e, sicuramente, almeno a
  parole, voluta dichiaratamente da  tutti i gruppi politici.  E ci
  obbliga e ci mette tra  l'incudine  ed  il martello:  o non si fa
  una discussion generale approfondita su questo disegno di legge e
  quindi con uno o  due  interventi  si  chiude  questa discussione
  generale,  si  passa  agli   articoli,  vi  è  il  tempo  per  la
  presentazione degli emendamenti,  e  quindi  ci  dice  che questo
  disegno di legge lo si  può  discutere in tre minuti e si ritorna
  al disegno di legge  di riforma statutaria, ovvero, se voi volete
  discutere questo disegno  di  legge  così come meriterebbe questo
  disegno di legge, del  disegno di legge di riforma statutaria non
  se ne parla più,  perchè  sicuramente una discussione generale su
  questo argomento è una  discussione che mi auguro coinvolga tutti
  i gruppi politici.
       Al di là di tutte  le  emergenze  che  vi  possono essere, e
  sicuramente  l'emergenza   finanziaria   in   questa   Regione  è
  sicuramente seria e importante,  credo  che  non  sia serio nella
  maniera più  assoluta  interrompere costantemente e continuamente
  un percorso legislativo  per  inserirne  un  altro  sull'onda  di
  un'emergenza che, mi si  dica  con  estrema  serietà e chiarezza,
  dove sta e con chi sta.
       Voglio denunciare in termini fermi che così questa Assemblea
  non può  andare  avanti, perchè si rischia di appendere una serie
  di disegni di legge inseguiti da altri disegni di legge, mettendo
  quest'Assemblea  tra l'incudine ed il martello o di non discutere
  i disegni di legge, e  forse  è  ciò che si vuole, per continuare
  gli altri disegni di legge importanti.
       Intervengo  quindi  con difficoltà su questo disegno, perchè
  vorrei dire tante cose,  però ogni minuto che impiego a discutere
  questo disegno di legge è  un  minuto  che tolgo ad un disegno di
  legge, quella sulla riforma sullo Statuto, già incardinato, che è
  andato avanti, che è già al primo articolo, e che credo, almeno a
  parole,  questa   Assemblea,  all'unanimità  vuole  discutere  ed
  esitare, in qualsiasi modo,  ma  che  comunque vuole discutere ed
  esitare.    Questo    credo    non    sia    corretto,    proprio
  deontologicamente, a livello  di  questa  Assemblea.  Credo che i
  percorsi devono essere quelli  di  accelerare al massimo le leggi
  esistenti, le leggi in  itinere,  e  dire  "Bene,  finiamo quella
  prima per attaccare con la  seconda"  e  non  che  si  attacca la
  seconda mentre la prima ancora è incompleta.
       Detto ciò, mi si  permetta  di  entrare nel merito di questa
  legge. Credo che bisogna  con  molta  chiarezza  dire  che questo
  Governo presenta alla disperata  un disegno di legge più tendente
  a fare il bilancio  che  tendente  oggettivamente  a  risolvere i
  problemi finanziari di questa Regione. Nessuno mi potrà spiegare,
  e credo che nessuno  potrà  spiegare  a  nessuno, che un prestito
  obbligazionario così come si  vorrebbe mettere da parte di questo
  Governo di 1.700 miliardi  è  un  prestito obbligazionario che si
  emette in quattro e quattr'otto  con  le rapidità e le velocità e
  le immediatezze che  l'Assessore  per  il  bilancio  vorrebbe far
  credere. Per cui questo disegno  di  legge è un disegno di legge,
  come  dire, 'pannicello caldo'  che  serve  solo  per  poter  far
  credere che la Regione,  questo  Governo,  possa ottenere i 1.700
  miliardi, è un disegno di legge 'pannicello caldo' che serve solo
  per non scaricare sul  bilancio  del  1999  una  impossibilità  e
  incapacità  di  questo   Governo   di   ottenere   quanto  allora
  preventivato nel bilancio 1998.
       Questo  in termini generali, poi se entriamo nello specifico
  vorremmo capire perchè, se  il  sistema  bancario  non  ha voluto
  concedere a questo Governo  1.700 miliardi, un altro mercato, che
  poi  è  un   mercato  derivato  dal  sistema  bancario,  dovrebbe
  concedere  con  un prestito obbligazionario alla Regione di 1.700
  miliardi.
       La realtà, onorevoli colleghi,  per  chi  di queste cose non
  dico se ne intende ma, comunque,  ne  mastica  un  poco, è che il
  concetto di mutuo è  stato  ormai superato nei sistemi finanziari
  moderni da alcuni anni a  questa  parte. Cioè il concetto che una
  banca, un istituto bancario,  un  complesso  di istituti bancari,
  possa  immobilizzare  fondi  propri  per  100,  200,  500,  1.000
  miliardi è un concetto ormai superato nei fatti.
       Per cui  oggi  il  sistema  bancario  è la controparte di un
  mercato attraverso  il  quale il sistema stesso si determina come
  garante  nelle emissioni e nella cartolarizzazione di crediti che
  il   sistema   bancario   concede   a   grandi   imprenditori  di
  finanziamenti.
       Questo succede a  livello nazionale e internazionale; questo
  è già successo a  livello  regionale  con  il  prestito  concesso
  l'anno scorso dal Credit Suisse.
       Il fatto che il sistema bancario mondiale (qua non siamo nel
  sistema bancario nazionale ma mondiale perché tutte le banche del
  mondo  e le  grandi  banche  del  mondo  sono  state  invitate  a
  partecipare al  finanziamento)  abbia  detto  no,  significa  che
  questa Regione non  gode di credito dal sistema bancario e quindi
  dal mercato, perché è assolutamente inimmaginabile che il sistema
  bancario non creda  a  questo  governo,  a  questa  Regione  e il
  mercato, quasi  fosse  un'entità assolutamente a sé stante, possa
  credere attraverso  il  collocamento  e  la  sottoscrizione di un
  prestito quasi porta a porta da parte di quello.
       La realtà, quindi, è diversa. La realtà è che questo governo
  e questa Regione  oggi  non  ottiene  i  1.700  miliardi e non li
  otterrà attraverso  un prestito obbligazionario, che dovrà sempre
  essere mediato da  un  sistema bancario, a meno che non sia stato
  detto a questo  governo,  cosa  che  è probabile, perché se in un
  mercato  esistono   pure  come  si  suol  dire  le  "obbligazioni
  spazzatura" che non  sono  un  termine cosi tanto per, ma sono un
  termine finanziario  ben  preciso,  cioè  obbligazioni  emesse da
  emittenti senza credito  che,  attraverso un sistema di costo, di
  ulteriori assicurazioni, di fatto sono i cosiddetti "C.bond" cioè
  obbligazioni   spazzatura   che  vengono  anche  sottoscritte  ad
  altissimo rischio,  ad  altissimo  costo  per  gli  emittenti e a
  grandissima remunerazione per i sottoscrittori.
       Allora, a questo punto delle  due l'una: o questo governo si
  prepara a cercar soldi  a qualsiasi condizione, cioè chiunque sia
  disposto, attraverso qualsiasi sistema  e  a  qualsiasi prezzo, a
  dare 1.700 miliardi alla Regione, a  questo  punto  la Regione in
  ginocchio direi, quasi andando ad  un  sistema  di usura anche se
  legalizzato, è disposta a  concorrere. Oppure questo governo deve
  cambiare strategia, deve prima  acquisire  una  credibilità su un
  mercato, che è poi il  mercato  bancario,  sperando che lo stesso
  possa  essere il tramite  per  il  collocamento  di  un  prestito
  obbligazionario senza e per  il  quale  nessuna  speranza  c'è di
  collocamento al di là e al  di  fuori  del sistema bancario e dei
  grandi intermediari nazionali ed internazionali.
       Per cui  il governo deve cambiare rotta, non può presentarci
  una legge  con  la  quale  chiede  di  emettere  obbligazioni non
  sapendo come,  con  chi, a quali costi, a quali prezzi, con quali
  condizioni, senza sapere qual è il "rating" cioè una parte in cui
  si discuterà del "rating". Qua il rating della Regione nessuno lo
  sa, o  meglio  si  sa  ed  è  un  "rating"  basso, "rating" basso
  significa  rischio  elevato,  il  quale  significa tasso elevato,
  significa condizioni al  buio,  con  le  quali  si va ad emettere
  questo eventuale prestito obbligazionario.
       Allora il Governo  dovrebbe  cambiare  rotta, dovrebbe prima
  presentarci  una   finanziaria,   dovrebbe  prima  presentare  un
  complesso di norme che diano credibilità alla manovra finanziaria
  di questa Regione, che  diano  credibilità  al bilancio 1999, che
  facciano acquisire credibilità nei confronti del sistema bancario
  e del sistema  finanziario  internazionale;  poi dirci attraverso
  quale strumento, strumento che dovrà essere per questa Regione il
  più conveniente possibile.
       Ora,  e  mi  avvio  alla  conclusione,  io  credo, onorevoli
  colleghi,  che questo disegno di  legge  è,  come  si  dice,  una
  'cambiale  in  bianco'  che   il   Governo   vuole  acquisire  da
  quest'Assemblea  per recuperare  soldi  che  allo  stato  attuale
  nessuno gli ha dato e nessuno intende dare.
       Allora, io credo  che  vada  fatta  chiarezza  una volta per
  tutte.
       Se la  situazione  finanziaria di questa Regione è veramente
  così tragica, io  sono assolutamente convinto che è così tragica,
  del  resto  non  lo   dico  da  ora  ma  lo  dico  da  tempo;  se
  quest'Assemblea  e  questo  Governo   non   sono   in   grado  di
  intraprendere  una linea  seria  di  risanamento  finanziario  di
  questa Regione, se questo  Governo,  quest'Assemblea  non sono in
  grado di potere rivisitare  tutto  il bilancio di questa Regione,
  di presentare ed approvare  una finanziaria seria, capace di dare
  credibilità,  perché  guardate   che  questo  rischia  di  essere
  l'ultimo gradino dopo il  quale  sicuramente  i  nodi  vengono al
  pettine, ma i nodi sono  già  venuti al pettine, perché quando le
  banche direttamente non sono  disposte  a  finanziare,  quando le
  banche neanche indirettamente sono  disposte a finanziare per cui
  si cerca un sistema, mi  si  permetta di dire, per 'impaccare sul
  mercato' obbligazioni, e chiaramente  vi  sono tanti istituti che
  fanno questo mestiere e che sicuramente troveranno i capitali per
  questa Regione, non so a  quali prezzi per questa Regione, non so
  con quale credibilità per questa Regione.
       Onorevoli colleghi, siamo  arrivati  al  punto  finale  dove
  bisogna chiedersi cosa si vuol fare in termini seri per invertire
  questa rotta.
       E non si dica che  anche  i  problemi  di  tesoreria possono
  essere risolti con questo  strumento,  perché  è evidente che dal
  momento in cui si approverà  questa  legge, dal momento in cui si
  dovesse mettere in piedi  la possibilità di collocare sul mercato
  e di collocarli sicuramente i 1.700 miliardi passeranno ben tanti
  mesi, per cui non è con questo strumento che si possono tamponare
  i problemi di tesoreria, i problemi di cassa o a breve che questa
  Regione ha.
       Allora, concludo  dicendo:  primo,  contesto  questo modo di
  proseguire. Dobbiamo  dirci  con molta chiarezza, io vorrei quasi
  leggerlo negli occhi  di  ciascuno  di  noi,  chi  vuole  portare
  seriamente in porto  la  legge-voto  e chi non la vuole, mettendo
  costantemente   e   continuamente   sul  tappeto  questa,  domani
  un'altra, dopodomani  un'altra  e  dopodomani un'altra ancora, in
  attesa di rinviare  e di attendere che si chiariscano cose che si
  possono chiarire qua,  in  Aula, seriamente, da parte di ciascuno
  di noi, alzando  la mano e votando in maniera palese ogni singolo
  articolo e ogni singolo emendamento.
       Questo è il primo ed  è  un problema di metodo che contesto:
  quest'Aula ha avviato un  discorso  serio  sulla  legge, completi
  quella prima che ne arrivino altre.
       Secondo: nel momento  in cui vi sono leggi altrettanto serie
  che richiedono  un dibattito approfondito quale questo disegno di
  legge numero 863, bisogna dare a quest'Aula di dibatterlo a fondo
  senza nulla togliere al  percorso  di  altre  leggi  incardinate,
  altrettanto importanti.
       Terzo: nel merito  di  questo disegno di legge io ho grandi,
  grandissime perplessità  che  sia  solo  un  sistema  'pannicello
  caldo' per far  credere  o  per potere mettere e fare un bilancio
  che  sfortunatamente  porterà  all'interno  i  1.700  miliardi  o
  l'ipotesi  di  1.700 miliardi  che  allo  stato  attuale  è  solo
  un'ipotesi.
       Concludo dicendo, onorevoli  colleghi,  che ormai, lo stiamo
  sperimentando, questa Regione deve  confrontarsi con il mercato e
  deve confrontarsi in primis, posti i deficit annuali di bilancio,
  con il mercato finanziario.
       Il  mercato finanziario è  una  cosa  seria  che  ha  regole
  diverse rispetto alle regole  che  questa  Assemblea  ritiene  di
  potere avere.
       Per cui il punto  fondamentale  è  acquisire  credibilità su
  questi mercati e non si  acquisisce  con  una  legge che dice che
  possiamo emettere obbligazioni, credo che poi alla fine sia anche
  possibile,  tenuto  conto   che   il   nostro   Statuto  consente
  l'emissione di prestiti, nelle  varie forme così come le tecniche
  nel tempo hanno consentito e  oggi tra le tecniche più moderne vi
  sono sicuramente i prestiti  diretti  e quindi il ricorso diretto
  al mercato finanziario.
       Punto fondamentale non è  quello di dare strumenti, il punto
  fondamentale è ottenere crediti  Dobbiamo prendere atto, dopo gli
  esiti delle gare e gli  esiti  deserti  delle gare, del fatto che
  anche a trattativa privata  nessuno si sia presentato, che questa
  Regione oggi non ha  credito.  La  parola  d'ordine  di qualsiasi
  governo  di  questa Assemblea  è  ricostruire  le  condizioni  di
  credibilità di gestione finanziaria  di  questa Regione, senza le
  quali  qualsiasi attività  sarà  solo  un'attività  virtuale,  ma
  sicuramente non reale, in  cerca  di  risolvere  i reali problemi
  della finanza di questa Regione.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Mele.  Ne  ha
  facoltà.

     MELE. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, sento il dovere
  oltre  che  il  piacere   di  intervenire,  per  altro  stimolato
  grandemente dall'intervento  dell'onorevole  Provenzano, che  due
  giorni fa era con noi  in seconda commissione (il sottoscritto fa
  parte della  Commissione Finanze insieme all'onorevole Provenzano
  e a tanti altri  colleghi).
       Ho    ascoltato    con    molta    attenzione   l'intervento
  dell'onorevole Provenzano  che  in  commissione,  essendo  la sua
  materia del  bilancio attinente alla sua professionalità, ha dato
  a tutti noi  una  serie  di  spiegazioni  tecniche molto precise.
  Ascoltandolo ho  avuto  la  sensazione che l'onorevole Provenzano
  fosse entrato in  questo Parlamento pochi minuti or sono, che non
  sia stato Presidente della Regione e abbia dimenticato che fino a
  un anno e mezzo  fa  circa  -  non  ricordo  quando - egli stesso
  guidasse  un   governo   eletto   da   questo  Parlamento  e  che
  dimenticasse che  il  successivo  governo  guidato dal presidente
  Drago fosse andato nella identica direzione.
       Io, onorevole Provenzano, e lei sicuramente in materia è più
  esperto  di  chi  parla,  vorrei  però  ricordare,  intanto,  che
  l'attuale  governo  sta obbligatoriamente continuando un percorso
  che è stato  intrapreso  prima  dal suo governo e poi dal governo
  Drago, che l'attuale governo ...

     PROVENZANO. Il mio governo i prestiti li ha ottenuti.

     MELE. ... li  ha  ottenuti,  dopo di che ha ricorso, ha dovuto
  ricorrere avendoli ottenuti,  anche il suo governo, a un prestito
  bancario, dopo di  che  oggi, il governo Capodicasa, mi permetto,
  ed è stato molto esplicito, in maniera molto elegante l'assessore
  Piro giorni or  sono  in  commissione,  altro non fa che, come si
  dice in linguaggio  "slang",  "leccarsi le ferite" rispetto a dei
  danni di immagine  -  concordo con lei - prodotti da una gestione
  che non proviene  solamente  da  questa  legislatura, ma anche da
  legislature precedenti,  una  gestione molto vivace e dissennata.
  Allora la realtà,  onorevole Provenzano, il fatto, e quindi sento
  il dovere e  l'obbligo  di intervenire, che le banche non abbiano
  partecipato  al  mutuo  proposto  dalla  Regione  credo  che  sia
  evidente e sia  sotto  gli  occhi  di tutti e sicuramente non può
  essere addebitabile a questo problema.
       L'onorevole Piro per  altro, da  esperto  e  da assessore al
  bilancio in commissione  finanze  a chi come me che in materia di
  finanze  non è  molto  ferrato,  ha  spiegato  in  maniera  molto
  sapiente,  e  lei   in  questo  ha  fatto  corona  a  questa  sua
  spiegazione, la motivazione  per  la  quale  il  Governo  oggi  è
  obbligato a dovere emettere un prestito obbligazionario.
       Dopo di che l'onorevole Provenzano si stupisce sul fatto che
  il  Governo  debba  farlo  prima  dell'approvazione  della  legge
  finanziaria.
       Ma, onorevole  Provenzano, non  è  stato  forse lei stesso a
  spiegare  al  sottoscritto che non possiamo approvare un bilancio
  di  previsione  1999  se  non  andiamo  al pareggio rispetto alle
  entrate?
       E  allora  mi  chiedo  ma,  aspetti  prima  lei  mi ha fatto
  intendere, devo dire in maniera molto chiara e serena una teoria,
  ora qua viene a dire esattamente l'inverso.
       L'Assessore  Piro,  per  altro, e il Governo ha spiegato che
  non  possiamo mettere mano o concludere o approvare le previsioni
  di bilancio 1999  se  non  andiamo  a  pareggio,  e  quindi se il
  Governo non ricorre obbligatoriamente a questa operazione.
       Sul merito poi entreremo nell'articolato.
       Per  quanto  riguarda  questa legge io se non sbaglio, però,
  può aiutarmi  il Presidente dell'Assemblea, posso ricordare male,
  ma la Conferenza  dei  Capigruppo  su richiesta del Governo aveva
  approvato, oserei  dire  forse all'unanimità, non ricordo questo,
  ma aveva approvato  di  comune  accordo, con la grande attenzione
  della Presidenza  dell'Assemblea  che  questo  disegno  di  legge
  dovesse  avere,  vista  l'importanza  della  materia,  un  canale
  preferenziale.
       Ecco perché il disegno di legge arriva in Aula, e non perché
  la maggioranza non  vuole  cimentarsi con la legge elettorale:  è
  esattamente l'inverso.
       Mi  permetto di dire che questo Governo e questa maggioranza
  che stanno spingendo in questa Aula la legge elettorale.
       E' esattamente l'inverso.
       Non  trinceriamoci  dietro  falsità,  mi  permetto  di dire.
  Siamo stati noi,  pur  convinti  che  una  legge elettorale debba
  essere fatta non  da  maggioranza  ed  opposizioni ma deve essere
  fatta dall'intero Parlamento, con la maggioranza più assoluta.
       Siamo  pure  convinti  che l'importanza della materia impone
  che  sospendiamo, e concludo, momentaneamente il disegno di legge
  sulla legge voto per dar priorità a questa manovra "finanziaria".
       Dopo di che siamo tutti convinti, e lo dico da capogruppo di
  maggioranza, che  immediatamente, mi  auguro entro la giornata di
  oggi, dobbiamo  continuare, direi obbligatoriamente, con le legge
  elettorale e con  la legge voto, che per noi, le ripeto onorevole
  Provenzano è conditio  sine  qua  non per la partecipazione, come
  stiamo facendo, a questo governo Capodicasa. Grazie.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
  facoltà.

     FLERES.  Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi
  ricorda quanto tempo ho a disposizione?

     PRESIDENTE. Venti minuti.

     FLERES. Venti minuti.  Li prendo tutti, e onorevole Presidente
  spiegherò perché non  intendo  più,  per quanto mi riguarda e per
  quanto riguarda il  Gruppo di Forza Italia comprendere le ragioni
  di nessuno perché non avverto analogo comportamento nei confronti
  delle nostre ragioni.
       Nei  giorni  scorsi,  onorevole  Presidente,  ieri il nostro
  Gruppo parlamentare  ha  ancora  una  volta, pur sottolineando le
  esigenze che lo  portavano  a  chiedere  la  trattazione  di  una
  mozione che avesse  lo  scopo  di avviare un discorso complessivo
  sulla situazione  finanziaria  della  Regione, ha accondisceso ad
  affrontare  la  questione  nell'ambito della discussione generale
  riguardante il disegno di legge n. 863/A.
       Ma  evidentemente  il  buon  senso  è  stato  scambiato  per
  dabbenaggine,   per  difficoltà  interne  allo  schieramento  cui
  appartiene il  sottoscritto,  appartiene  Forza Italia. Se così è
  sembrato, sicuramente  desideriamo  sgombrare  il  campo  da ogni
  equivoco.
       Noi intendiamo  partecipare alla formazione delle scelte che
  quest'Aula  compie.
       Desideriamo  favorire  l'azione di Governo nella Regione, ma
  non  certo  l'azione  di un Governo che porterà questa Regione in
  una   situazione   di  assoluto  disastro  finanziario  e  dunque
  occupazionale e dunque imprenditoriale e dunque civile.
       Non  mi  pare   che  la  reazione  ad  un  atteggiamento  di
  disponibilità quale è  quello  che è stato manifestato dal nostro
  gruppo parlamentare debba  essere quella di furbizia da parte del
  Governo. Se questa Aula non ha bisogno di una cosa, questa cosa è
  la furbizia.  Non è con un colpo di furbizia che si amministra la
  Regione siciliana, non  è  con  un  colpo di furbizia che si ridà
  credibilità alla Regione siciliana, se è vero come è vero che ben
  trenta, credo, istituti  di  credito  hanno  già  scoperto che il
  comportamento del Governo della Regione è un comportamento furbo,
  non certo intelligente.  Se  è  vero  come  è  vero che non hanno
  voluto partecipare  alla richiesta di intervento nella stipula di
  un mutuo a pareggio.
       Allora,   se   siamo   qui   per   contribuire   tutti  alla
  individuazione  di  una  soluzione, bene,  altrimenti,  Onorevoli
  colleghi il gruppo di Forza Italia siccome non ha nulla da temere
  in  questo  senso  si  vedrà  costretto  a  modificare il proprio
  comportamento  e  a modificarlo in direzione di una intransigenza
  che certamente siamo convinti questa maggioranza, che maggioranza
  non è, né è  mai stata non è nelle condizioni di sopportare.
       Devo dire, a ragion del vero, che neanche la Sicilia è nelle
  condizioni di  sopportare  una  intransigenza  ed  un rigore come
  quello che noi stiamo pensando.
       Però,  bisogna  mettere  nella graduatoria dei comportamenti
  una serie di  obiettivi  che  hanno  valore preminente su altri e
  certamente tra questi obiettivi c'è quello di recuperare rapporti
  deontologici che  ormai  sono  assolutamente trascurati in questo
  Parlamento. Questo  mi  dispiace  perché  sono stato opposizione,
  sono stato maggioranza, sono stato membro del Governo, sono stato
  Presidente di  Commissione,  sono stato capogruppo, e all'interno
  di queste diverse funzioni, Signor Presidente, onorevoli colleghi
  ho sempre messo  al  centro della mia azione politica personale e
  di  quella  del  partito  che  rappresentavo, il  rispetto  delle
  funzioni di  tutti,  il  rispetto  delle  regole parlamentari, la
  necessità che a  qualsiasi  decisione si potesse pervenire con un
  ragionamento,   con   un   comportamento   di  disponibilità  nel
  raggiungimento di  un  obiettivo,  che va raggiunto attraverso le
  regole democratiche e dunque attraverso un voto che è in un senso
  o nell'altro ma  che  deve  realizzarsi nel rispetto sempre delle
  regole che sono alla base della vita di questa Istituzione.
       Io ho l'impressione, e me ne accorgo ogni giorno di più, che
  invece  le  regole  sono saltate e continuano ad essere violate e
  trasgredite.
       Signor Presidente,  questo  Parlamento  più  volte  è  stato
  chiamato  a   decidere  sul  proprio  ordine  dei  lavori,  sulle
  decisioni che dovevano  essere  assunte prima di altre, ha deciso
  di andare  avanti,  relativamente  alla  legge-voto,  lo ha fatto
  persino con un ordine del giorno che puntava a non far scavalcare
  la Regione siciliana  da una decisione di carattere nazionale, ha
  insistito,  e  tutte  le  forze  politiche  lo  hanno  fatto,  in
  direzione del  raggiungimento  di un obiettivo di natura politica
  forte com'è la modifica dello Statuto e l'avvio della discussione
  che riguarda  la  riforma  elettorale.  Ogni qualvolta si profila
  all'orizzonte  il  raggiungimento  di  questo  obiettivo  succede
  qualcosa che interrompe  il  percorso, che rallenta la marcia del
  Parlamento    stesso   in   direzione   dell'approvazione   della
  legge-voto.
       Allora Signor Presidente ci vorrebbe veramente un momento di
  comprensione  dei  limiti  di  ciascuna  parte  politica  e della
  maggioranza  in  particolare  e  un  momento  di presa d'atto dei
  medesimi limiti, che  può  rappresentare  il primo passo verso la
  soluzione dei problemi di questa Regione, non in direzione di uno
  scontro tra posizioni  politiche  diverse,  ma in direzione di un
  incontro, ma per  fare  questo è necessario che ci sia tolleranza
  reciproca, che ci sia intelligenza nei comportamenti e che ci sia
  il rispetto delle regole.
       Nessuna di queste condizioni  mi sembra si stia realizzando,
  questo determinerà soltanto  l'inasprimento  dei  rapporti  tra i
  diversi partiti,  l'immobilizzazione dell'attività del Parlamento
  stesso e alla fine  determinerà  sicuramente  una scarsa capacità
  decisionale del medesimo.
       Signor Presidente,  abbiamo un dovere, lo abbiamo proclamato
  in tutte le  occasioni:  dobbiamo  approvare la legge voto  Ed ha
  ragione l'onorevole  Provenzano  quando  insiste  su  questo tema
  perché  è un  obiettivo  che  ci  qualifica,  ma è soprattutto un
  obiettivo che serve  a  chiarire  quali  sono realmente i termini
  politici su cui  si  regge  la  maggioranza che in questo momento
  governa la Regione  e noi non abbiamo motivo di nascondere questa
  parte del ragionamento.
       Noi siamo certi che all'interno di questa maggioranza che in
  atto governa la  Regione Siciliana esistono delle contraddizioni,
  forti, tanto forti da fare venire meno i presupposti stessi della
  vita di questo  Governo.  Allora è inutile che questo elemento si
  nasconda o si rinvii per evitare di turbare che cosa?
       Se si producesse un  atto  legislativo, se si producesse una
  legge, se si raggiungesse un obiettivo, se ci fosse all'orizzonte
  un qualche  risultato,  allora sarebbe chiaro il comportamento di
  chi remora l'approvazione  di questa legge. Ma non c'è nulla, non
  c'è una programmazione,  non  c'è  una  progettualità, non c'è un
  obiettivo  certo,   c'è   solo  il  tentativo  di  fare  rimanere
  appiccicata questa maggioranza e appiccicate le singole parti che
  la compongono, ma  non sulla  base  di  ideali  comuni, obiettivi
  comuni, programmi comuni,  scelte  comuni, ma solo sulla base del
  mantenimento di  posizioni  che  certamente sono di prestigio, ma
  sono anche di potere.
       Allora, se  questa maggioranza ha l'obiettivo di rimanere in
  carica per qualche  altro  giorno, tanto per occupare per esempio
  le  poltrone  di  Presidente  di  Commissione,  perché  questo  è
  l'ennesimo prezzo che  la maggioranza paga a se stessa o a quelle
  parti che la  compongono, che  hanno  fatto  del ricatto politico
  l'unico strumento di azione quotidiana.
       Bene  Questa  condizione noi  la  vogliamo  affermare  e  la
  vogliamo segnalare all'attenzione dell'opinione pubblica. L'unico
  obiettivo che questa maggioranza ha  non  è quello di fare uscire
  la Regione dalle secche nelle  quali  si  trova,  non è quello di
  risolvere i problemi dei  disoccupati, delle aziende, del settore
  sanitario che è in subbuglio,  è  quello  di guadagnare tempo per
  firmare qualche decreto in  più, per nominare qualche funzionario
  in più, qualche liquidatore in  più,  per  mettere  nelle mani di
  qualche lobby e di qualche  settore della società siciliana e non
  segmenti importanti della storia di questa Regione.
       Ma vi dico, e  in questo senso ho motivo di ritenere che non
  sto dicendo  una  eresia, ho la sensazione, onorevole Presidente,
  onorevoli colleghi,  che  questa fretta, questa arroganza, questo
  modo di governare  in  termini acquisitivi, prima o poi esploderà
  nelle mani di  chi  lo  ha concepito, perché l'amministrazione di
  questa Regione è  la  stessa che ha prodotto i disastri di prima,
  perché  gli interessi  politici  che hanno prodotto i disastri di
  prima  sono  rimasti interamente presenti nell'attuale formula di
  Governo  e  perché,  a  differenza  di  prima,  a  guidare questo
  Governo,  non  c'è l'onorevole Provenzano che quando si è accorto
  dei fenomeni che si venivano a verificare, anche sulla sua testa,
  ha detto non ci sto...

     FORGIONE. Ne è passato di tempo prima di accorgersene.

     FLERES.  ...c'è  invece  una  maggioranza  che  si regge su un
  manipolo   di   personaggi   che,  non  avendo  alcun  retroterra
  culturale,  politico, ideologico, ideale, hanno un solo interesse
  che  li  lega  che  è  quello  di  occupare - vorrei dire come un
  cappello  occupa  una  poltrona  non  come una persona occupa una
  poltrona  -  posizioni  di  potere che servono a conquistare, o a
  riconquistare,  o  a  non perdere spazi di consenso politico che,
  nel  tempo,  sono  stati  occupati  da  chi  ha  preceduto, nelle
  medesime  posizioni,  uomini  che  oggi, appartenendo allora alla
  terza  o alla quarta fila della politica, sono assurti alla prima
  fila  per  le  ben  note  vicende,  ed io faccio mio l'intervento
  dell'onorevole    Piro,    in   occasione   delle   dichiarazioni
  programmatiche del Governo Drago e del Governo Provenzano, quando
  indicava  nel  C.C.D.  e nel C.D.U. gli uomini che facevano della
  clientela il loro unico strumento di azione politica.
       Probabilmente l'onorevole Piro...

     SPEZIALE. Il C.C.D. è rimasto.

     FLERES. Il C.C.D. di allora...

     SPEZIALE. Ma è lo stesso.

     FLERES.  Quelli che se ne sono andati evidentemente se ne sono
  andati  perché  non  hanno  condiviso  la denuncia dell'onorevole
  Provenzano  e  dunque  sono  quelli  che appartengono alla logica
  della  spartizione,  dell'occupazione impropria del potere, della
  clientela, per  chi  invece  ha  voluto mantenere fermi proprio i
  legami  con  il  rinnovamento  della  politica, che è sicuramente
  interpretato dal Polo delle Libertà, è rimasto fedele agli ideali
  di sempre,  sono  gli altri che se ne sono andati, sono gli altri
  che hanno  fatto  scelte  diverse  che  sono  quelle di governare
  sempre e comunque  al  di  là  di  quella che è la base su cui si
  fonda un qualsiasi Governo, cioè un programma, un obiettivo.
       E allora, onorevoli colleghi, io credo che si debba fare uno
  sforzo  in  direzione della tolleranza e della responsabilità che
  non  avverto.  Questo Governo, onorevole Presidente, si regge sui
  ritardi, sui ritardi della politica, sui ritardi nella formazione
  di  una  classe  dirigente  in  Sicilia e fuori della Sicilia, si
  regge,   persino,   sui  ritardi  della  magistratura,  onorevole
  Presidente, sui ritardi con cui...

     FORGIONE. Anche quelli di prima, onorevole Fleres.

     FLERES.  ...alcune  scelte  devono essere assunte o non devono
  essere  assunte  e che possono determinare una sorta di vantaggio
  temporale  per  chi  ha  bisogno  di compiere qualche altro atto,
  qualche  altra  scellerata decisione che riguarda questa Regione,
  non  c'è,  signor Presidente, onorevoli colleghi, nessun elemento
  in  grado  di  assolvere,  o  in  grado  di  determinare  aree di
  intangibilità  in  questa Regione, capisco che ci possono essere,
  all'interno  del  Governo,  uomini  che  sono  alla ricerca della
  intangibilità,    onorevole    Speziale,   capisco   che   questa
  intangibilità  può  anche avere un prezzo, e capisco pure che c'è
  qualcuno  che può inseguire l'obiettivo di poter pagare il prezzo
  della intangibilità.
       Ma  io  posso garantirvi che l'intangibilità non ha prezzo e
  nessuno  è nelle condizioni di poterlo pagare questo prezzo, sono
  che c'è chi se ne accorge di questi fatti e dice non ci sto, come
  ha  fatto  l'onorevole Provenzano, c'è chi invece di questi fatti
  non si rende conto, o finge di non rendersene conto, e rischia di
  precipitare così come è accaduto in altre circostanze ed in altre
  epoche.
       Io non  desidero parlare del disegno di legge che ci è stato
  proposto.  Io  sono  convinto  che  questo  parlamento  non possa
  parlare di  questo  disegno  di  legge,  lo dicevo anche ieri, se
  prima non  discute di quelli che sono gli obiettivi di fondo, gli
  obiettivi   programmatici   che   si   intendono  realizzare  con
  l'indebitamento che  si propone con questo disegno di legge e con
  gli  strumenti  di  indebitamento  che  sono  proposti  in questo
  disegno di legge.
       Onorevoli colleghi, personalmente sono convinto  che  se  la
  Regione  deve  indebitarsi  per  rilanciare   lo   sviluppo,  per
  facilitare la ripresa produttiva, per creare spazi occupazionali,
  per ricollocare sui mercati nazionali  ed  internazionali  nostre
  imprese,  per  dare una prospettiva  seria  allo  sviluppo  della
  Regione,  allora,  magari,  è  giusto che  si  determini.
       Ma  se  l'obiettivo,  invece, è  quello  di  sprecare  1.700
  miliardi  per  pagare  salari a cui  non  corrisponde  una  reale
  prestazione  lavorativa,  per   festeggiare   impropriamente   il
  narcisismo  di  qualche sindaco o  di  qualche  presidente  della
  provincia, per comunque non utilizzare  proficuamente  le risorse
  della Regione, allora certamente non si  può essere d'accordo.  E
  questo  senza voler entrare nel merito di  quelli  che  sono  gli
  strumenti  che  il  disegno di legge  ha  individuato,  cosa  che
  faremo, punto per punto, comma per  comma, articolo per articolo,
  emendamento per emendamento, nel momento  in  cui  entreremo  nel
  vivo della discussione generale. Cosa che noi speriamo non accada
  se non dopo l'approvazione della legge voto, anche perchè abbiamo
  l'esigenza  di  recuperare  credibilità   come   parlamento,  una
  credibilità  che  abbiamo definitivamente perduto  e  che  stiamo
  perdendo  ogni  giorno  di più; e  l'unico  modo  per  recuperare
  credibilità  è  avere rispetto delle  decisioni  che  noi  stessi
  assumiamo.
       E,  dunque, abbiamo il dovere  di  mantenere  inalterato  il
  percorso e procedere all'approvazione del  disegno  di legge voto
  per poi passare alla discussione sulla  mozione  che  riguarda la
  condizione finanziaria della regione, che  diventa,  come  dicevo
  prima, la rincorsa lunga per  pervenire alla discussione generale
  su questo disegno di legge che può avere una sua ragione d'essere
  come può non averla. E soltanto una discussione complessiva sulla
  situazione   finanziaria  della  regione   può   metterci   nelle
  condizioni di stabilire se questa scelta, che noi ci accingiamo a
  compiere,  è la scelta più giusta oppure  invece  ce  ne  possono
  essere altre.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDO.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il Presidente del gruppo di
  Forza  Italia  ha  comunicato che l'onorevole Leontini ha chiesto
  congedo  per  la  seduta  odierna.  Non sorgendo osservazioni, il
  congedo si  intende  accordato.

       Ricordo che  per  le ore 17,00 è convocata la Conferenza dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  per  fare  il  punto della
  situazione e per delle comunicazioni del Presidente.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    RIPRENDE LA  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 863/A "RICORSO
    AL MERCATO FINANZIARIO PER L'ANNO 1998".

     STANCANELLI.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ritengo
  doveroso da  parte  dei  parlamentari dare seguito ad un voto che
  c'è stato  in  Aula  che  ha sostanzialmente variato l'ordine del
  giorno e  ha  disposto  di  discutere  prima di questo disegno di
  legge  relativo al prestito obbligazionario prima che si concluda
  la discussione sull'articolato e l'approvazione della legge-voto.
       Ma il fatto doveroso di dare adempimento  a  un  voto d'aula
  che  è  tipico  di  un  sistema   democratico,   di   un  sistema
  parlamentare,  non  mi  può  esimere   dallo   stigmatizzare   un
  comportamento che io ritengo sia lesivo proprio del prestigio del
  parlamento nel momento in cui si chiede  di  votare  un prelievo,
  quando  vi è stato un impegno politico nel  senso  più  alto  del
  termine, che in questo parlamento alla  ripresa  dei  lavori  nel
  mese di gennaio nulla si sarebbe fatto se prima non si fosse data
  risposta  all'ansia  che,  in  tutti   gli  ambienti  politici  e
  culturali  siciliani  vi  è  per  l'approvazione,  almeno,  dello
  stralcio   della   legge-voto   che  deve  andare  al  Parlamento
  nazionale.
       Questo  era  un  impegno politico, così come ho sottolineato
  nell'intervento  di  opposizione alla istanza di prelievo che era
  stato preso solennemente dal Governo nella persona del Presidente
  della Regione, questo era un impegno che era stato preso da tutti
  i  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  ed  io ritenevo, forse
  ingenuamente, che  un impegno politico di tal fatta sarebbe stato
  rispettato al di là delle contingenze di questa o di quella legge
  che doveva  essere  approvata  al  di là delle contingenze che si
  inseriscono  nelle vicende interne dell'attuale maggioranza al di
  là di tutte le contingenze possibili ed immaginabili.
       Purtroppo, mi  sono  reso  conto  questa  mattina che questo
  impegno politico  forte,  alto, che il Governo aveva preso, al di
  là  della  posizione sicuramente interessata al positivo da parte
  dell'assessore  al  bilancio  che crede certamente nella esigenza
  dell'approvazione di  questa  legge per i noti problemi di cassa,
  io   ritengo   che   non  possa  essere  utilizzata  un'esigenza,
  sicuramente dal  suo  punto di vista legittima come una foglia di
  fico, per  coprire  le  gravi  difficoltà  in  cui  oggi versa la
  maggioranza di centro-sinistra che governa la Regione siciliana e
  non  è  in  condizioni,  nonostante  le  affermazioni labiali che
  abbiamo sentito  in  questi  giorni,  di portare a compimento una
  legge -  la legge voto - che è stata presentata ai siciliani come
  quello scatto  di orgoglio della classe dirigente siciliana al di
  là  delle  appartenenze  partitiche  e politiche per invertire la
  tendenza che  purtroppo  porta  le istituzioni verso il declino e
  non verso  qualcosa  di  più  alto.  Questo è il quadro in cui ci
  muoviamo oggi  e  questo  è il quadro in cui si è inserito questo
  ...  -  non  lo  voglio  definire  "colpo di mano" questa mattina
  dell'Aula -  ...  ma  in  cui  si è inserita questa vicenda della
  preposizione  di  questo  disegno di legge alla continuazione del
  disegno  di  legge  sulla  riforma dello Statuto relativamente ai
  quattro punti che sono a conoscenza di tutti.
       E,  allora, è bene, così come  ha  fatto  osservare  sia  il
  Presidente Provenzano che l'onorevole Fleres, interrogarsi perché
  oggi questa maggioranza non vuole  assolutamente  che si completi
  nella mattinata di oggi o,  comunque, a brevissimo termine questo
  voto, questa necessità di mettere  finalmente un punto al disegno
  di legge sulla riforma dello Statuto.
       Ritengo,  contrariamente  a   quanto  riteneva  qualche  mio
  collega di Polo l'altra sera quando è stato discusso l'ordine del
  giorno con cui ci "si stracciava  le vesti" perché i Parlamentari
  nazionali  del  Polo  erano  stati   molto   solerti  a  chiedere
  l'elezione  diretta  del  Presidente   della  Regione,  io  avevo
  sostenuto in quest'Aula che forse quello che da un punto di vista
  concettuale era un ordine del  giorno che poteva essere condiviso
  da  tutta  l'Assemblea  non  era  altro   che  un  alibi  che  la
  maggioranza voleva avere perché sapeva, perché  sa  -  e man mano
  che le ore passano mi convinco anch'io  -  perché  sapeva  che in
  quest'Aula non si sarebbe approdati  al  voto  finale sulla legge
  voto.
       Questo   è   il   messaggio   che   da  questi  giorni  esce
  dall'Assemblea regionale  e,  poi,  ci  meravigliamo si vi sia la
  disaffezione dell'opinione pubblica siciliana nei confronti della
  politica, dei politici, nei confronti dei Parlamentari regionali.
  Ma se  nulla  viene  fatto per far sì che questo atteggiamento di
  ostilità nei confronti delle istituzioni cessi nel momento in cui
  diamo quotidianamente - non noi nel senso di singoli parlamentari
  - ma  noi  nel  senso  di  istituzioni  diamo quotidianamente uno
  spettacolo  che  a  definire  indecoroso  ritengo che sia piccola
  parola.  Allora,  se  questa  è  la  cornice  in cui ci muoviamo,
  onorevole Assessore al Bilancio, capisco le sue necessità...

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Le mie? Le sue

     STANCANELLI. Sono  convinto  della  buona  fede  con  cui  lei
  ritiene che approvando  questa  mattina  il  disegno di legge sul
  prestito obbligazionario  noi  saremmo  forse nelle condizioni di
  dare una boccata  d'ossigeno  alle  casse  della Regione, ma come
  meglio  di me  e  con  più  competenza  di  me  ha  sostenuto  il
  Presidente Provenzano,  ritengo  che il problema non possa essere
  miseramente  collocato soltanto in relazione all'esigenza tecnica
  dei 1.700 miliardi o della contrazione del mutuo, perchè dobbiamo
  chiederci per quale  motivo  tre  mesi fa i 1.700 miliardi non ci
  sono stati concessi  da  parte  di  nessuno  Istituto di credito,
  perchè era  poco  simpatico  l'Assessore  al Bilancio?
       Perchè  era  poco  simpatico  il  Presidente della Regione o
  perchè è  poca simpatica l'istituzione Regione nel senso cioè che
  non  ha  quella  credibilità  nei mercati istituzionali, cioè nei
  confronti  di  coloro i quali dovrebbero concederci questo mutuo.
       Ecco, penso che questo sia il problema di fondo che dobbiamo
  attenzionare; ed  allora se questo è vero, ritengo che non vi sia
  collocazione  politica  o  partitica  che  possa  smentire questo
  assunto,  ritengo  che la buona fede, la legittimità dell'operato
  dell'Assessore   al   bilancio,  che  tenta  di  portare  qualche
  contributo  alle  casse della Regione, debba fare un ragionamento
  inverso:  dobbiamo  dare  prima credibilità alla Regione prima di
  tentare la  stessa  strada  per cui o con cui qualche mese fa non
  abbiamo ottenuto  il mutuo, perchè non è il problema del prestito
  obbligazionario,  il  problema è della credibilità della Regione.
       Mi  si  faceva  osservare:  quale  credibilità può avere una
  Regione che  proprio  qualche mese fa, alla vigilia di Natale, ha
  approvato  una  legge sulla dismissione degli Enti economici, che
  ha messo  una  norma  per cui non devono restituire le somme quei
  dipendenti che  erano  stati  obbligati a restituire le somme per
  cui il  Commissario  dello  Stato ha impugnato quella parte della
  legge.  Cioè  se  non riusciamo a dare, se questa maggioranza non
  riesce a dare un segnale di credibilità, non vi è legge, non vi è
  prelievo,  non  c'è  volontà  politica  di  questa  Assemblea  di
  contrarre mutui,  perchè  poi,  come  dicevano gli oratori che mi
  hanno preceduto,  gli  oratori  del  Polo,  il  mercato  non è un
  qualcosa di  astratto,  è un qualcosa che guarda concretamente ai
  fatti   concreti,  ai  fatti  politici,  alle  assicurazioni  che
  un'Istituzione  può dare, e certamente non diamo segnali positivi
  ad un  mercato  che ci vede ancora nella china degli anni scorsi,
  cioè   nella   china   di   quanto   la   Regione   faceva   solo
  assistenzialismo.
       E poi le valutazioni che il capogruppo della Rete faceva nei
  confronti del  Governo  Provenzano, non ritengo che il Presidente
  Provenzano abbia bisogno  di  difesa  da  parte mia, ma penso che
  tutti i  colleghi,  anche  quelli  di  opposizione ricordano come
  partì la  prima  finanziaria  del  Governo  Provenzano,  che  era
  veramente un fatto rivoluzionario e non penso di dire qualcosa di
  esagerato  nè il  momento  in  cui  si  tentò  e  fu  contrastata
  pesantemente, vi ricordate cosa successe per l'approvazione della
  prima finanziaria quando  tutta la Sicilia fu invasa dal pericolo
  che il Governo Provenzano stesse affamando i poveri di Sicilia, i
  meno abbienti e i  più  deboli,  mentre vi fu il tentativo vero e
  concreto  di   dare   quella   inversione  di  cui  spesso  parla
  l'onorevole Piro, e  l'onorevole  Piro  è  un uomo che dai banchi
  dell'opposizione ha  dato  anche  un  contributo  ai  Governi  di
  centrodestra per  far  sì  che  una  certa serietà vi fosse nella
  legge finanziaria,  nei  bilanci, questo è un atto, un merito che
  va  dato  all'attuale  Assessore  al  bilancio,  ma  oggi  non  è
  consentito che  si  venga  in  questa  Aula  per recriminare, per
  addossare responsabilità a chi si assume la responsabilità di far
  cambiare rotta  alla  filosofia  con  cui  si affondavano prima i
  bilanci nell'ambito della Regione Siciliana.
       Allora, se questo è il quadro, se questa è la cornice stiamo
  attenti  nel  momento  in cui presentiamo questo disegno di legge
  come  qualcosa di piccolo, come qualcosa che può essere approvato
  in mezz'ora  per  poi  ripartire  e  fare la legge voto. Questo è
  quello che  diceva  il  Presidente  del Gruppo dei Democratici di
  sinistra:   "facciamolo   in   mezz'ora,   possiamo  chiudere  la
  discussione generale  e  poi  torniamo  alla legge voto". Lui sa,
  perchè parlamentare  esperto  che  è stato in questa Assemblea da
  parecchi anni,  che questo non è vero. Sa che un disegno di legge
  come questo  va  affrontato,  va  discusso da tutte le componenti
  politiche  perchè  dobbiamo  capire  dove  vogliamo  andare e non
  possiamo fare un disegno di legge per un prestito obbligazionario
  soltanto perchè mancano i fondi.
       Possiamo  farlo  dopo  che  abbiamo detto al Mercato, con la
  emme  maiuscola,  cosa  vogliamo  fare;  vogliamo  i soldi perchè
  vogliamo  andare in questa direzione. Ecco perchè è necessaria la
  programmazione,  ecco  perchè  è  necessario sapere quale disegno
  strategico  ha  questa  maggioranza  e questo governo per poterci
  presentare  non  all'opinione  pubblica, ma all'opinione pubblica
  interessata  istituzionale  che  può  dare  un  contributo con il
  finanziamento, con il mutuo, con il prestito obbligazionario, non
  è lo strumento quello che è importante per incominciare a tentare
  di  risolvere  i  problemi  economici  che  assillano  la Regione
  siciliana.
       Entrando nel merito del provvedimento, del disegno di legge,
  ritengo che se questa è la cornice entro cui dovrebbe muoversi un
  governo che  abbia  veramente a cuore le sorti non soltanto della
  economia nel senso più concreto e tangibile del termine, ma abbia
  a cuore  le  sorti  della  Regione  Siciliana per quello che deve
  essere   lo   sviluppo   degli   anni  futuri  deve  muoversi  in
  quest'ottica. Ma  analizzando questo disegno di legge e lo faremo
  nel corso  non  soltanto  della discussione generale ma nel corso
  della  discussione  dei  singoli articoli e degli emendamenti, io
  vorrei  dare  un  suggerimento  all'Assessore  del  bilancio e al
  Governo.
       Come possiamo noi valutare positivamente un disegno di legge
  che  all'articolo 3 dà una discrezionalità amplissima al Governo,
  che  se  fosse  stata proposta, io mi ricordo le grandi battaglie
  che   in   commissione   bilancio  gli  attuali  esponenti  della
  maggioranza  allora  esponenti  della opposizione, ovviamente non
  parlo di quelli dell'UDR perchè sono sempre in maggioranza quindi
  io  mi  riferisco  a  coloro  i  quali si trovano oggi al Governo
  avendo  fatto  seriamente dal loro punto di vista la opposizione,
  cosa  avrebbero  detto se avessero trovato in un disegno di legge
  presentato  da un governo di centro destra un'affermazione per la
  quale   e   qua   presenteremo  degli  emendamenti,  "l'assessore
  regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato in deroga ad
  ogni disposizione di legge ad affidare a trattativa privata senza
  gara l'appalto".
       Questa  è  un'affermazione  di  principio in questa norma di
  legge   che  noi  non  potremo  mai  approvare,  sulla  quale  ci
  riserviamo di presentare gli opportuni emendamenti.
       Io  vorrei invitare tutti i parlamentari, sia di opposizione
  che   di   maggioranza,  a  valutare  attentamente  questa  norma
  dell'articolo   3.   Se  si  fosse  il  Presidente  Provenzano  o
  l'assessore  Tricoli  rischiato di presentare un disegno di legge
  con  questa  dizione  sicuramente  si  sarebbe  detto  che qua si
  volevano  fare  gli affari di casa loro.
       Siccome  non penso che l'assessore in carica, l'assessore al
  bilancio,  l'onorevole  Piro,  ha  interessi  di  sorta in questa
  vicenda, perchè  gli  riconosco  così  come ho fatto nel corso di
  questo mio  intervento  tutta la capacità tecnica per dirigere un
  assessorato difficile come quello al bilancio specialmente in una
  situazione disastrosa in cui si trova oggi la Regione Siciliana ,
  io ritengo che sicuramente questa norma debba essere cambiata dal
  Parlamento  siciliano  e  ci  si  deve  dare  la  possibilità  di
  contribuire a cambiarla.
       Non  è possibile immaginare che in una materia del genere si
  possa dare  la  più  ampia  discrezionalità  ad  un  governo.
       E'   necessario   che   il  Parlamento  intervenga,  che  il
  Parlamento dica  la sua anche sulle modalità con cui debba essere
  condotta la  gara,  con  cui  debba  essere fatto questo prestito
  obbligazionario, quali sono i ritorni, quali sono le spese, quali
  sono i carichi, i costi per la Regione siciliana.
       Oltre  a  questa  valutazione  immediata sull'articolo 3, il
  Gruppo  di  Alleanza  nazionale  farà  riferimento ad altre norme
  appena  saranno esaminate singolarmente perché vogliamo al solito
  contribuire  nell'interesse  della  Sicilia, però con la premessa
  che ho  fatto prima, nel senso che non accetteremo il cambiamento
  delle regole del gioco in corso d'opera.
       Non è  possibile  che succeda ancora una volta che, chiamato
  questo Parlamento a discutere di una cosa alta, così come è stata
  definita da  tutti,  non  è una definizione che proviene soltanto
  dai  banchi  di  Alleanza nazionale, dovevamo concludere la legge
  che dobbiamo  mandare al Parlamento nazionale per evitare che poi
  qualcuno, preso da eccessivo amore per l'autonomia, si strappi le
  vesti se  vede  che  altri,  i  parlamentari  nazionali  sono più
  solerti di  noi.
       Mi auguro  che  oggi  la  maggioranza  abbia  un sussulto di
  dignità, si  renda  conto  che  gli  impegni che sono stati presi
  vengano mantenuti  e  si  possa  completare  questa  sera il voto
  finale, si  possa  dare  il  voto finale sulla legge-voto per non
  permettere  domani  mattina alla stampa, all'opinione pubblica di
  considerarci come  coloro  i  quali promettono un qualcosa e sono
  pronti per  questo o per l'altro motivo a cambiare immediatamente
  opinione e  l'opinione  pubblica  oggi  è  più  attenta che mai e
  l'opinione  pubblica,  poi,  metta  in  un  unico  calderone  non
  soltanto  coloro  i  quali  governano  ma  anche l'opposizione. E
  siccome  non  vogliamo  essere corresponsabili dei disastri e dei
  danni e delle inadempienze che possano essere imputate soltanto a
  coloro i  quali sono inadempienti, noi faremo il nostro dovere in
  quest'Aula  perché, almeno agli occhi dell'opinione pubblica, non
  passiamo  come  i  traditori  delle  istanze, delle necessità che
  l'opinione  pubblica  stessa  reclama  e per cui attende risposte
  serie e concrete.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   io,
  ribadendo le cose che brevemente in Commissione Bilancio ho avuto
  modo di  esprimere,  credo  che non possa omettere di fare alcune
  precisazioni  rispetto  a  questo  disegno  di  legge,  in linea,
  peraltro, con  le  posizioni  che  sono state assunte dagli amici
  dell'opposizione,  di Alleanza nazionale e di Forza Italia, anche
  il  mio  partito,  il  Centro  Cristiano  Democratico, ritiene di
  precisare che questa operazione che ci viene proposta ha, come ho
  detto  già  in  Commissione  Bilancio, un preoccupante deficit di
  contesto, cioè non c'è il contenitore.
       Onorevole  Piro,  onorevole  Assessore,  il problema che noi
  abbiamo, come  opposizione, e per la verità l'abbiamo ribadito in
  Commissione Bilancio, è esattamente questo: questo governo non ha
  una strategia  finanziaria  per la Sicilia. Questo Governo non si
  rassegna   a  prendere  atto  che  le  condizioni  di  difficoltà
  finanziaria  nelle  quali  hanno  operato  i governi Provenzano e
  Drago esistono  anche  per  il  governo  Capodicasa e che bisogna
  avere il  coraggio, non ci hanno dato il tempo di sviluppare come
  area  liberaldemocratica il nostro disegno, però bisogna avere il
  coraggio  di  mettere  il  dito  nella  piaga  perché  in  queste
  condizioni   sarà  molto  difficile  per  il  governo  avviare  a
  soluzione le grandi questioni che sono aperte in Sicilia.
       La difficoltà che il  Governo  ha,  a parte il contenuto del
  documento di programmazione  economica e finanziaria pubblicato a
  dicembre, che ho avuto  modo  di  leggere, per quanto riguarda la
  finanziaria si può dedurre  dalle dichiarazioni di stampa, ma non
  c'è  certezza rispetto al  percorso,  perché  fino  ad  oggi  non
  abbiamo un documento. Siamo alla  fine  del mese di gennaio e non
  abbiamo capito né  possiamo  intuire quale sia il disegno, qual è
  la strategia di questo  governo.  In  queste condizioni non ci si
  può chiedere l'autorizzazione a  sistemare  i  conti  del 1998; a
  parte il fatto che  la  gente buona, semplice non vedrebbe grande
  differenza rispetto ai 1.700  miliardi che entrano nel 1998 e che
  magari prevediamo in meno nell'operazione 1999 ...

     PIRO, assessore per  il  bilancio  e  le finanze. E' la stessa
  cosa?

     AULICINO ...  Non è la stessa cosa, comprendo cosa intende, ma
  è certo che si tratta di quote di indebitamento che si sommeranno
  alle altre.  Vero è che una cosa è fare il bilancio di competenza
  1999 avendo  coperto  quel  buco  con soldi che per la verità non
  abbiamo   prodotto,   assessore  Piro,  non  verrà  a  dirmi  che
  contraendo questo mutuo saremo tutti più ricchi ...

     PIRO, assessore per  il bilancio e le finanze. Sto cercando di
  fare il mutuo che lei ha autorizzato a fare.

     AULICINO. Mi  perdoni,  Assessore, quando lei risponde così mi
  ricorda le cose  che  dice l'onorevole Crisafulli quando parla di
  riforma della  Pubblica  Amministrazione  e  mi ricordo la grande
  precarietà dei  segnali del presidente Capodicasa e sarei tentato
  di  fare  un  discorso  più  completo  rispetto  alla  precarietà
  complessiva delle  posizioni che questo governo e i rappresentati
  di questo governo  stanno  assumendo.  Non  è  una precarietà che
  riguarda soltanto  la  manovra  finanziaria,  onorevole Piro, qua
  siamo di fronte  a  responsabili  dei  singoli  assessorati che a
  ruota libera  si  permettono  di  dire  cose  incredibili:  2.000
  esuberi  nella   Pubblica  Amministrazione  regionale  senza  che
  l'Assessorato abbia  chiarito  su  quale  contesto  si  opera per
  determinare questo  esubero,  a Bassanini applicata o a Bassanini
  non applicata. Ci troviamo di  fronte a un governo - io dico a un
  governicchio - che  non  ha lo straccio di una strategia rispetto
  alle questioni  nodali.  Quando parlo di Pubblica Amministrazione
  parlo di  una  delle  grandi  questioni  che  irrisolte creeranno
  grandissimi problemi  allo  sviluppo economico di questa Sicilia.
       Abbiamo individuato  con  i  governi  precedenti questo come
  settore  chiave, eppure  vediamo  che  siamo  di  fronte  ad  una
  gestione  raccogliticcia,  molto  estemporanea, con comunicazioni
  molto estemporanee che  ci  lasciano  perplessi  e  se  in questo
  contesto inserisco  la  valutazione che dobbiamo fare anche sulla
  manovra finanziaria  (ancora  tutta  da conoscere) del governo la
  mia preoccupazione  si  incrementa.  Per  questo  motivo  il  mio
  Gruppo è perplesso rispetto a questa richiesta di autorizzazione,
  perché  -   ripeto   -   noi   avremmo  voluto  poter  rispondere
  positivamente a  questa  richiesta  se  fosse  stato  chiarito ai
  siciliani qual è  il  disegno  complessivo di questo governo, che
  cosa si intende fare,  dove  si vuole tagliare, qual è la manovra
  di razionalizzazione  della  spesa,  per esempio, nel campo della
  sanità.  Non abbiamo  il  bene di vedere l'Assessore alla sanità,
  forse occupato per  ora  a  rivedere  la sua strategia per quanto
  riguarda la convenzionata  esterna,  e parlo di un altro comparto
  fondamentale  dell'economia  siciliana,  il  terziario sanitario.
  Ebbene, anche a  quel  livello  siamo  di  fronte  a una gestione
  sfascio in cui  gli operatori sanitari non hanno alcuna certezza.
  Fino all'altro  giorno  abbiamo  incontrato, credo tutti i gruppi
  parlamentari, i rappresentanti della convenzionata esterna che ci
  spiegano che questo  Governo  ha come sua strategia di ridurre il
  ricorso alla  convenzionata  esterna privata che costa molto meno
  della metà  per  ciascuna  prestazione  al  pubblico;  eppure  il
  disegno    strategico    dell'assessore,    immagino    condiviso
  complessivamente dalla  Giunta  di  Governo, è quello di spostare
  l'asse  di  riferimento  delle  prestazioni  dalla  convenzionata
  esterna al  pubblico, sapendo che il pubblico produce venticinque
  e drena settantacinque  su ogni cento lire e che la convenzionata
  esterna  produce  settantacinque  e  drena  venticinque.  Il  che
  significa che è  assurdo  che  questo  Governo che dovrà porsi il
  problema dei tagli  decida  di incrementare i costi sostenuti per
  erogare i servizi.
       Siamo di  fronte, quindi, a  un Governo che è veramente alla
  macchia, senza strategie, senza disegno.
       Per questo  motivo  comprendo  le  difficoltà del Governo di
  approntare  una finanziaria,  perchè  chiaramente  sarà  e  dovrà
  essere una  finanziaria  rigorosa,  coraggiosa,  sul  modello  di
  quelle Provenzano ...

     PIRO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Quelle  quali?
  Una

     AULICINO. Quelle, non mi corregga nella forma, lei ha compreso
  perfettamente, assessore  Piro.  Il suo italiano è molto forbito,
  ma lei ha intuito  dal  mio  italiano povero ciò che voglio dire.
  Dicevo sarete costretti  a  fare  gli stessi discorsi che abbiamo
  fatto noi.
       D'altra parte  il  Presidente  del Gruppo parlamentare della
  Rete, onorevole  Mele, l'altro giorno (rabbrividivo ascoltandolo)
  ha preso  a  riferimento la relazione sul contenzioso finanziario
  Stato-Regione    che    nell'occasione   degli   interventi   dei
  rappresentanti  dell'allora  maggioranza prendevamo a riferimento
  quando, facendo riflessioni  riferite  a  date  e  a  numeri,  si
  concludeva che il  contenzioso  ci  portava  a vantare un credito
  sostanziale.
       Mi  ricordo   di   polemiche   in   quest'Aula   dell'allora
  opposizione  che  cercava  di  snobbare  questa  maggioranza  che
  definiva rissosa,  che  alimentava  il  contenzioso  con Roma per
  cercare di drenare risorse finanziarie.
       Ebbene, l'onorevole  Mele  l'altro giorno ha concluso il suo
  intervento facendo i conti (credo che avesse la stessa scheda che
  io presi a  riferimento in occasione del mio intervento di allora
  riguardo al contenzioso)  e  sostenendo  che Roma ci deve dare un
  sacco di soldi.
       Bene.  Comprendiamo   quindi  che  il  percorso  lo  abbiamo
  tracciato noi. Attendiamo  di  conoscere  qual   è il percorso di
  questo Governo per  poterlo  valutare  perchè  se  il Governo - e
  concludo - non  ci  chiarisce  quali  sono  le coordinate del suo
  disegno che dovrà aggredire i nodi di questa economia malata, per
  creare una  prospettiva  di speranza per i disoccupati siciliani,
  francamente  ho   difficoltà,   a   nome   del  Centro  cristiano
  democratico a dare un consenso a questa manovra.

     PIRO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente innanzitutto vorrei ribadire  che  il  Governo  non ha
  inteso certamente introdurre elementi  di difficoltà o di ritardo
  nel dibattito e nel  varo,  che  si auspica avvenga nel più breve
  tempo possibile,  della  legge-voto,  ma ha inteso rilevare, come
  peraltro ha  riconosciuto  per primo la Conferenza dei Presidenti
  dei gruppi  parlamentari,  per seconda l'Aula quando ha accettato
  la proposta di  assegnare  a questo disegno di legge la procedura
  d'urgenza e la relazione orale, e poi la Commissione Bilancio che
  ha proceduto in  tempi  rapidissimi  e  con un apporto fortemente
  costruttivo dell'opposizione  a  esitare il disegno di legge, che
  questo disegno di  legge  o  viene esitato in tempi relativamente
  brevi,  ma  con  tutti  gli  approfondimenti  che  si  renderanno
  necessari,  su  questo  non  c'è  alcuna  intenzione  di  forzare
  alcunché, anzi più  è approfondito il dibattito, più risulterà, a
  nostro avviso, chiaro quello che si intende fare e l'urgenza e la
  necessità di questo disegno di legge, dicevo, o si approva questo
  disegno di legge in tempi relativamente brevi nel giro di qualche
  giorno, o esso  sarà  è assolutamente inutile. Tuttavia, chi avrà
  operato per impedire, se  così sarà, (mi auguro che non lo sia, e
  devo dire in  questo  momento  così  non  è)  di approvare questo
  disegno di  legge  avrà consapevolmente impedito a questa Regione
  di potersi presentare  con conti meno disastrati di quelli che in
  questo momento  sono,  provocando  onorevole Aulicino, difficoltà
  notevolissime al bilancio.
       Detto questo,  signor Presidente, in considerazione dell'ora
  tarda, in considerazione  del fatto che ci sono ancora iscritti a
  parlare e che ella ha annunciato la Conferenza dei Presidenti dei
  gruppi  parlamentari   per  le  ore  17.00,  il  Governo  sarebbe
  orientato a chiedere, se ovviamente lei è d'accordo e se l'Aula è
  d'accordo,  di   interrompere   qui   il  dibattito  e  fare  una
  riflessione in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
  Se vi fossero  altre  proposte,  il  Governo  sarebbe  pronto  ad
  accettarle.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. Credo  che  non ci siano motivi ostativi, pertanto
  resta così stabilito.
       La seduta è  rinviata  a oggi, giovedì 28 gennaio 1999, alle
  ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA, AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

  N. 294 - Interventi  urgenti  per  il  rilancio dell'occupazione in
          Sicilia.

                                 CIMINO - CROCE - MISURACA -
                                 D'AQUINO - BUFARDECI - PROVENZANO
                                 - FLERES - BENINATI

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

  n. 281: Interventi  per la salvaguardia delle professionalità e del
          personale  della sezioen decentrata dell'istituto nazionale
          per la  ricerca sul cancro (IST) di Genova presso l'Azienda
          Policlinico di Messina.
          (23.12.1998)

                                       RICOTTA - VIRZI' - LA GRUA -
                                       SCAMMACCA DELLA BRUCA -
                                       BRIGUGLIO - D'ANDREA

    IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Ricorso  al mercato finanziario per l'anno 1998' (n.863/A)
          (Seguito).
          Relatore: On.le Di Martino

       2) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti l'elezione  diretta  del  Presidente
          della    Regione,     l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa  popolare  e   comunale   ed   i
          referendum regionali'" (nn.  2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano

       3) 'Istituzione del  parco  archeologico e paesaggistico della
          Valle dei Templi di  Agrigento  e  del  parco  archeologico
          integrato di Selinunte, Segesta e  Cave di Cusa' (nn. 453 -
          302 - 724/A).

          Relatore: On.le  Adragna

       4) 'Proroga della durata  della  Commissione  speciale  per la
          riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).

       5) 'Nuove norme in tema di  interventi  contro  la  mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari' (n. 795).

     V - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

      VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

     VII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

     VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
          COMMISSIONE   PER   L'ESAME   DELLE  QUESTIONI  CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

    La seduta è tolta alle ore 13.43.

    Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 15.30.