Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 218 di giovedì 28 gennaio 1999
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cristaldi


                PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 18.50.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  non sorgendo osservazioni, il
  processo verbale della seduta n.  217  sarà letto nella seduta di
  domani.

    Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:  Comunicazioni.

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Do lettura delle interrogazioni presentate:

   A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale

            N.   2726  -  Interventi  per  il  ripristino  dell'antica
          facciata della Chiesa Madre e del campanile di Riesi (CL).
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Ricotta Michele

   B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

            N. 2724 - Notizie in ordine ai 'Progetti infraorario'.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Presidenza
            ***
          Caputo Salvino

                                ----------------

            N. 2725 - Interventi al  fine  di  garantire  un  adeguato
          restauro della chiesa di S. Giuseppe di  Agrigento  e  degli
          altri monumenti del centro storico.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Vella Basilio

                          ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Do lettura delle mozioni presentate:

            N. 295  -  Interventi  per  il  settore  penitenziario  in
          Sicilia.
            Fleres      Salvatore;  Bufardeci  Giambattista;  Beninati
          Antonino; Croce Antonino; Grimaldi Ugo

          Presentata il 28/01/99

                                ----------------

            N. 296 - Revoca di delega all'Assessore per il  territorio
          e l'ambiente.
            Fleres Salvatore; Bufardeci Giambattista; Croce  Antonino;
          Cimino   Michele;  D'Aquino  Antonio;  Provenzano  Giuseppe;
          Misuraca Salvatore; Alfano Angelo; Beninati Antonino

          Presentata il 28/01/99

                                ----------------

     PRESIDENTE.  Le  mozioni  testè  annunziate  saranno  iscritte
  all'ordine del  giorno  della  seduta  successiva  perchè  se  ne
  determini la data di discussione.
       Avverto,   ai  sensi  dell'articolo  127,  comma  nono,  del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     SUL CALENDARIO DEI LAVORI D'AULA

       Onorevoli colleghi, informo che la Conferenza dei presidenti
  dei gruppi parlamentari  ha  stabilito  all'unanimità il seguente
  calendario dei lavori d'Aula:

       -  seduta di giovedì  28  gennaio  1999:  discussione  della
  mozione  n.   281   "Interventi   per   la   salvaguardia   delle
  professionalità  e  del   personale   della   sezione  decentrata
  dell'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro (IST) di Genova
  presso l'Azienda Policlinico di Messina", a firma degli onorevoli
  Ricotta,  Virzì, La Grua,  Scammacca  della  Bruca,  Briguglio  e
  D'Andrea, e seguito della  discussione  del  disegno  di legge n.
  863/A;

       - seduta di martedì  2  febbraio  1999  -  ore  pomeridiane:
  discussione  della  mozione   n.   283   "Iniziative   a  seguito
  dell'anticipata conclusione  della  stagione  venatoria dell'anno
  1998/1999 a causa del  ricorso delle Associazioni ambientaliste e
  per  il  relativo   accoglimento   del  Tribunale  amministrativo
  regionale  di  Catania",   a   firma  degli  onorevoli  Beninati,
  Bufardeci,  Fleres,   Provenzano,   Alfano,   Misuraca,  Catania,
  Grimaldi,  D'Aquino e Croce,  e  seguito  della  discussione  del
  disegno di legge n. 863/A;

               - seduta di mercoledì 3 febbraio 1999:

       ore  antimeridiane:   discussione   della   mozione  n.  288
  "Sblocco da parte del Governo  regionale  delle nomine in enti di
  pertinenza  della  Regione",  a  firma  degli  onorevoli  Fleres,
  Leontini, Bufardeci, Beninati, Alfano  e  Croce,  e seguito della
  discussione del disegno di legge-voto;

       ore  pomeridiane:   discussione   della   mozione   n.   289
  "Anticipazione dei termini  previsti  per  la  pubblicazione  dei
  nominativi  selezionati  e   conclusione  dell'iter  relativo  al
  concorso per 'forestali' in  Sicilia",  a  firma  degli onorevoli
  Beninati,  Leontini,  Alfano, Fleres  e  Croce;  elezione  di  un
  vicepresidente,  di  un  deputato   questore  e  di  un  deputato
  segretario;  elezione delle  Commissioni legislative permanenti e
  della  Commissione  per   l'esame   delle  questioni  concernenti
  l'attività delle Comunità europee;

       - seduta di giovedì 4  febbraio  1999  - ore antimeridiane e
  pomeridiane:   discussione  delle  mozioni  n.  290  "Istituzione
  delle 'aree contigue' nelle  aree  naturali  protette",  a  firma
  degli onorevoli Beninati, Fleres, Croce, Alfano e Bufardeci, e n.
  280  "Iniziative, a livello  centrale,  in  ordine  ai  tempi  di
  revisione costituzionale dello  Statuto siciliano", a firma degli
  onorevoli La Corte, Mele,  Speziale, Leanza, Fleres, Forgione, Di
  Martino, Martino, Speranza,  Bufardeci  e  Spagna;  seguito della
  discussione  dei  disegni  di  legge  in  corso  d'esame  e  loro
  votazione finale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del giorno
  "Lettura ai  sensi e per gli effetti dell'articolo 83, lettera D,
  e  153   del   Regolamento   interno  della  mozione  numero  294
  "Interventi urgenti per il rilancio dell'occupazione in Sicilia",
  degli  onorevoli  Cimino,  Croce,  Misuraca, D'Aquino, Bufardeci,
  Provenzano, Fleres, Beninati.

       Ne do lettura:

                  << L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  i recenti dati ISTAT evidenziano in Sicilia un
              tasso  di  disoccupazione  del  25,2%  che,  oltre a
              rappresentare il livello massimo  di  disoccupazione
              relativamente  al periodo 1993/98, è  di  due  volte
              superiore al dato di disoccupazione  nazionale che è
              del 12,3%;

      CONSIDERATO  altresì che in Sicilia il numero di disoccupati
              è aumentato di 440.000 unità (24.000 in più rispetto
              al  1997  e  108.000  in  più  del  1993),  rendendo
              veramente   preoccupante   la  situazione  di  tanti
              giovani  e  di tanti disperati che sono costretti ad
              intraprendere  il   cammino della speranza  verso il
              Nord;

      ATTESO che  la  lotta contro la disoccupazione  è  stato  un
              impegno  prioritario  assunto  dal   Governo   della
              Regione al momento del suo inserimento;

      TENUTO CONTO   che   la  disoccupazione   non   può   essere
              considerata  sempre un'emergenza e  contrastata  con
              misure assistenziali, quanto invece  con  interventi
              diretti a promuovere la  crescita  dell'economia, lo
              sviluppo    dell'attività     imprenditoriale,    il
              rafforzamento del mercato, sbloccando,  nel rispetto
              della  legalità e della  trasparenza,  le  procedure
              delle opere pubbliche e gli appalti  di  forniture e
              servizi allo scopo di accelerare  al  massimo quanto
              resta della spesa regionale, rivitalizzando attività
              imprenditoriali nei settori strategici dell'economia
              siciliana per creare nuova  e  duratura occupazione;
              in  tale  contesto  appare   non   più   differibile
              intervenire  su  quei  finanziamenti   regionali   e
              statali  bloccati   presso  l'Assessorato  regionale
              territorio e ambiente tra C.R.U. (Comitato regionale
              dell'urbanistica) e commissioni di tutela varie che,
              con  la scusa di pareri  di  dubbia  funzionalità  e
              legittimità, finiscono con  il  paralizzare l'azione
              amministrativa del Governo  della Regione, bloccando
              tante  occasioni  di  spesa   a   danno   di   nuove
              possibilità occupazionale;

      PRESO ATTO del trend negativo nel  settore  delle iscrizioni
              di  nuove  aziende  per il 1998,  correlato  ad  una
              preoccupante      dismissione       di      attività
              imprenditoriali,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a promuovere un  dibattito  in  Assemblea  regionale
              sulle  misure  di  politiche  attive  di  lavoro  in
              Sicilia, per contrastare l'attuale grave situazione,
              fornendo un quadro riferito:

              a)  allo  stato  di  attuazione  della  legislazione
              regionale  vigente al 31/12/1998  (l.r.  n.  27  del
              1991 - l.r. n.  30 del 1997 - l.r. n.  3 del 1998);

              b)  alle  iniziative   concordate   con  il  Governo
              nazionale, che non  può dimostrare insensibilità nei
              confronti di quest'Isola,  così  come  martoriata da
              aventi malavitosi, determinati  da una situazione di
              degrado  e di  abbandono;  iniziative  che  dovranno
              essere  dirette  a   creare  condizioni  strutturali
              favorevoli  allo  sviluppo  dell'imprenditoria  sana
              siciliana, per renderla più competitiva sui mercati,
              ormai globalizzati,

                                 ESPRIME

              viva  preoccupazione  per   l'incapacità,   sin  qui
              dimostrata   dalla   Giunta    regionale   e   dalla
              maggioranza politica che  la  sostiene, d'operare un
              processo  di  sviluppo   e   di  rinnovamento  della
              società>> (294).

              (27 gennaio 1999)

                               CIMINO - CROCE - MISURACA - D'AQUINO
                               BUFARDECI - PROVENZANO - FLERES -
                               BENINATI

     PRESIDENTE.  Propongo  che  la  determinazione  della  data di
  discussione  della  mozione  testè  letta  venga  demandata  alla
  Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

                PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE D'ANDREA


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    DISCUSSIONE   DELLA  MOZIONE  NUMERO  281  "Interventi  per  la
    salvaguardia   delle  professionalità  e  del  personale  della
    sezione  decentrata  dell'Istituto nazionale per la ricerca sul
    cancro (IST) di Genova presso l'Azienda Policlinico di Messina.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  III  punto  dell'ordine del giorno:
  Discussione   della   mozione   numero  281  "Interventi  per  la
  salvaguardia  delle professionalità e del personale della sezione
  decentrata  dell'Istituto  nazionale  per  la  ricerca sul cancro
  (IST) di  Genova  presso l'Azienda Policlinico di Messina", degli
  onorevoli   Ricotta,  Virzì,  La  Grua,  Scammacca  della  Bruca,
  Briguglio, D' Andrea.

       Ne do lettura:

                  << L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - l'Istituto nazionale per  la ricerca sul cancro di
              Genova (IST), in  base  ad  una  deliberazione degli
              organi  di gestione dell'Ente  ed  in  base  ad  una
              programmazione   nazionale,  fortemente  voluta  dai
              Ministri della Sanità a partire dal 1987, allo scopo
              di costituire unità  integrate  di  ricerca  tali da
              recuperare  gli squilibri  ed  evitare  il  fenomeno
              della migrazione  interregionale  dei pazienti verso
              le regioni del Nord  dotate  di migliori strutture e
              tecnologie, ha  costituito  delle  sedi periferiche,
              tra cui quella di  Messina  nata con le delibere nn.
              100/87, 844/88, 1125/89, 709/ e 710/91 del consiglio
              di    amministrazione    dello    stesso,   ospitata
              nell'Istituto di clinica  oncologica  e  ricerca dei
              tumori dell'Università, allo  scopo  di garantire la
              formazione di figure professionali esperte nel campo
              delle  applicazioni   delle   nuove   tecnologie  in
              oncologia;

              - dopo la  morte  del  referente  scientifico, prof.
              Saverio d'Aquino, tale  sezione  è  stata trasferita
              all'Azienda Policlinico di  Messina  e  il personale
              delle  sezioni  di   Tecnologia   biomedica   e   di
              sperimentazioni    controllate,    prima    inserito
              stabilmente  nei diversi  servizi  e  laboratori  di
              ricerca   clinica   e   sperimentale   dell'istituto
              ospitante, dove svolgeva  oltre  che  l'attività  di
              ricerca   scientifica    una    proficua    attività
              assistenziale,  successivamente   ha   fatto  fronte
              esclusivamente  alle   esigenze   assistenziali  del
              Policlinico universitario;

      CONSIDERATO:

              -   che,   venendo   a   mancare   la   produttività
              scientifica, l'IST di Genova ha deciso di richiamare
              tutto il personale  costituito da 50 unità di cui 29
              laureati, presso la  sede  centrale  a  far  data 1
              febbraio  1999,  dopo  che,   per  le  note  vicende
              giudiziarie l'Azienda  Policlinico  universitario ha
              rifiutato un'ipotesi di  accordo  che  prevedeva  il
              rimborso del 50 per  cento degli oneri del personale
              ivi operante (pari a circa 2 miliardi);

              - inoltre che, venendo meno tali professionalità, ne
              verrebbe   a   soffrire   l'attività  assistenziale,
              peraltro  precaria  date  le  carenze  della  pianta
              organica;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                         e
                            L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              a sollecitare  il  magnifico Rettore dell'Università
              degli studi di Messina  a  trattare  con  gli organi
              preposti  dell'IST,   vista   l'ipotesi  di  accordo
              proposta  dallo   stesso,   perchè  detto  personale
              continui a prestare  la  propria opera professionale
              presso  l'Azienda  Policlinico   di   Messina  e  ad
              integrare  con  fondi  regionali,  qualora  problemi
              economici siano di  impedimento, le somme necessarie
              nel bilancio dell'Azienda Policlinico>> (281).

              (23 dicembre 1998)
                                             RICOTTA - VIRZI' -
                                             LA GRUA - SCAMMACCA -
                                             BRIGUGLIO

     RICOTTA. Chiedo di parlare  per  illustrare  la  mozione a mia
  firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RICOTTA.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  alla  fine
  degli anni '80 l'Istituto per la ricerca dei tumori di Genova, su
  pressione del ministro per  la Sanità dell'epoca, aveva aperto in
  diverse sedi italiane, a Firenze, Roma e a Messina, delle sezioni
  staccate dell'Istituto stesso allo  scopo di formare delle figure
  professionali che potessero adeguare quelle che erano alcune aree
  agli  standard nazionali, per  evitare  che  gli  ammalati  della
  nostra regione, per esempio per quello che ci riguarda, dovessero
  continuare a fare quei viaggi che ancora oggi fanno.
       Il personale che allora  incominciò  ad  essere  assunto  fu
  allocato  presso  la  divisione   di  oncologia  medica  e  altre
  divisioni oncologiche di Messina  e  come  coordinatore allora fu
  nominato il professore D'Aquino,  e i compiti di questo personale
  erano soprattutto compiti di  ricerca  e successivamente anche di
  diagnosi e cura.  Dopo  che  il  professore D'Aquino morì, questo
  personale venne appoggiato presso  il  Policlinico  di  Messina e
  distribuito  nelle  varie   divisioni   del  policlinico  stesso.
  Successivamente,  venendo meno  la  parte  più  qualificante  che
  svolgeva l'Istituto e le due  sessioni  di cui si componeva, cioè
  con funzioni principalmente  di  ricerca,  l'Istituto centrale di
  Genova venendo meno i  fondi  aveva  incominciato  a  pensare  di
  richiamare  il  personale   presso   la   sede  centrale.
       Allora  incominciarono   delle   trattative  tra  l'istituto
  ricerca tumori di Genova  e  lo  stesso  Policlinico,  perchè  il
  personale che di fatto  operava  e  in  termini esclusivamente di
  diagnosi  e  cura  presso   il   Policlinico  venisse  ceduto  al
  Policlinico, anche tenendo conto di quelle che erano le normative
  vigenti.   Tra questi il decreto  n.  80  che  prevedeva  che  il
  personale potesse essere assunto  presso  le aziende di Messina e
  presso il Policlinico  stesso.  Senonchè  queste  trattative sono
  state fatte a vari livelli  ma  non  sono state mai accettate dal
  Rettore. E per ultimo l'Istituto centrale di Genova ha deciso che
  questo personale dovesse essere richiamato a Genova a partire dal
  1  febbraio di quest'anno.
       La situazione naturalmente  è  una situazione molto delicata
  perchè questo personale, che si  compone di 29 tecnici laureati e
  di 21 persone che  non  hanno una laurea, praticamente dovrebbero
  non solo emigrare a Genova,  ma  si  verrebbero  a sguarnire quei
  reparti dove in atto questo personale opera.
       Si è cercata una  mediazione tra l'Istituto tumori di Genova
  e il Policlinico stesso  e  addirittura l'Istituto aveva proposto
  al Rettore dell'Università  che  questo  personale potesse essere
  utilizzato  e  naturalmente  il  Rettore,  cioè  l'Università  di
  Messina avrebbe dovuto contribuire al 50 per cento delle spese di
  gestione del personale.
       Questa proposta però  è  stata rifiutata.  L'Istituto tumori
  di  Genova  ha  anche   tentato  di  ottenere  dei  finanziamenti
  aggiuntivi per mantenere questa sezione di Messina.
       Che cosa sollecitiamo noi  con la mozione?  Sollecitiamo che
  il Governo regionale faccia  da  mediatore  sia nei confronti del
  Governo  nazionale perchè  possa  dare  i  contributi  aggiuntivi
  talchè il personale continui  ad operare presso il Policlinico di
  Messina,  oppure medii tra  l'Istituto  tumori  di  Genova  e  il
  Rettorato affinchè lo stesso  venga  gestito  diciamo  al  50 per
  cento, così come proposto dall'Istituto tumori. E nel caso in cui
  tale gestione non possa  essere  possibile per mancanza di fondi,
  eventualmente nei limiti del  possibile  la  Regione,  e per essa
  l'assessorato   della   sanità   intervenga  per  contribuire  ai
  finanziamenti perchè questo personale possa continuare ad operare
  presso  il  Policlinico dell'Università di Messina.  Naturalmente
  questa  è   materia   molto   delicata,   però  non  ci  possiamo
  assolutamente  permettere  di  perdere  delle professionalità che
  hanno acquisito  una esperienza non indifferente e soprattutto il
  Policlinico non si  può  permettere  di  perdere 50 unità, che di
  fatto operano,  perchè  con  la  carenza  delle piante organiche,
  venendo a  mancare  50 unità, naturalmente ne verrebbe a soffrire
  quella che è l'assistenza.
       Questa  è la nostra sollecitazione e speriamo che il Governo
  sia  sensibile  e  si  faccia  promotore  di  quanto  noi abbiamo
  preannunciato. Grazie.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  La  Grua. Non
  essendo presente in  Aula,  decade.
       Pongo in votazione  la  mozione  numero  281?  Il parere del
  Governo?

     PIRO,   Assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, in realtà il Governo si sarebbe
  atteso  un  dibattito  un  po'  più incentrato su questa mozione,
  tenendo  presente  peraltro che non è presente l'assessore per la
  sanità. E  tuttavia io  credo  che, per il tipo d'impegno che qui
  viene proposto, il Governo possa esprimere un parere favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    DISCUSSIONE  DEL   DISEGNO   DI   LEGGE:  "RICORSO  AL  MERCATO
    FINANZIARIO PER IL 1998" (863/A)

     PRESIDENTE. Si passa  al  quarto punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni  di  legge.  Si procede con la discussione
  del disegno di  legge: "Ricorso al mercato finanziario per l'anno
  finanziario per l'anno  1998" (863/A).
       Invito i componenti  la  II  Commissione a prendere posto al
  banco delle Commissioni.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha facoltà.

     CROCE.   Signor   Presidente,   onorevoli  rappresentanti  del
  Governo,   onorevoli   colleghi,   non   so   definire   il   suo
  comportamento,  non   il   suo  personale  comportamento,  ma  il
  comportamento del Governo, di cui lei fa parte come assessore per
  il  bilancio e  le  finanze,  allorquando  questa  mattina  aveva
  richiesto di trattare il  disegno di legge n. 863. Volgarmente si
  direbbe "un colpo di  mano",  ma  siccome  penso  che lei sia una
  persona intelligente, una persona capace, una persona che conosce
  i  sistemi,  forse   avrà  approfittato  del  fatto  che  eravamo
  all'inizio della seduta  per  fare  una  richiesta  del  genere e
  quindi creare le condizioni che non erano previste perchè eravamo
  qui  per discutere  il  disegno  di  legge  sulla  riforma  dello
  Statuto.
       Vede,  onorevole  Piro,  quando  il Presidente Provenzano ha
  detto che questo non è stato un comportamento serio io sono stato
  insieme a lui perchè  c'era  già  un percorso, ed oltre tutto lei
  era anche  stato  sollecitato  dal  Presidente dell'Assemblea per
  dire che più  avanti,  durante  la  Conferenza dei presidenti dei
  gruppi parlamentari si  sarebbe deciso eventualmente il da farsi.
       Invece si è voluto, come dire, forzare la mano ed introdurre
  un  elemento  che  merita  molta attenzione, caro onorevole Piro.
  Infatti, trattare un  argomento  come  questo, che  parla  di  un
  indebitamento di 1.700  miliardi e, quindi, la possibilità poi di
  ricorrere  al  mercato  per  l'emissione di titoli  e, quindi, di
  obbligazioni  è  una  cosa  che  merita  attenzione e che merita,
  soprattutto, un grande dibattito.
       Non si tratta,  infatti,  di  acquistare  una  macchina o un
  palazzo, qui si tratta  di pervenire a qualcosa che francamente è
  da capire: conoscere è  una  cosa,  capire  è  un'altra  cosa; e,
  quindi, ognuno vuole  capire  cosa  significa  questo  ricorso al
  mercato per l'emissione di  titoli  e  a  che cosa questo ricorso
  serve.  E,  inoltre,  mi  consenta  onorevole  Piro,  capisco  la
  difficoltà, capisco  che  le condizioni finanziarie sono pessime,
  la situazione economica  è  pre-comatosa,  come  ho avuto modo di
  dire in occasione  della  discussione  generale sulla legge voto,
  però,  vede,  c'è  secondo  me  una  sovraesposizione  della  sua
  persona, perchè quando  l'articolo  3  recita  che  in  deroga  a
  qualsiasi disposizione di legge, lei intende a trattativa privata
  promuovere  iniziative  per  pervenire  poi  alla  soluzione  del
  problema e quindi  senza  nessuna gara, senza nessuna possibilità
  di  verificare  poi   altri   passaggi   che  sono  quelli  delle
  consulenze, che sono quelli delle intermediazioni.
       Veda, onorevole Piro,  nasce un sospetto e nasce un sospetto
  soprattutto non soltanto in  me,  ma nasce il sospetto che qui il
  Parlamento, se dovesse  passare  questo  disegno di legge, darà a
  lei un potere  straordinario, eccezionale; cosa che ritengo non è
  possibile nel momento  in cui si affrontano problemi, invece, che
  devono essere trattati con la dovuta misura.
       Quindi, lei deve  spiegare  come intende non solo pareggiare
  le questioni del bilancio 1998, ma come intende risanare i conti.
  E visto che lei è impegnato anche in una battaglia nazionale, che
  è responsabile di  un  partito  a  livello nazionale, non capisco
  come mai, dopo due  anni di  massacro,  dopo  due  anni  di avere
  bombardato questo Parlamento,  e  quindi il Governo Provenzano ed
  il Governo Drago,  lei  si  appresta  a  fare  un'operazione così
  semplicistica chiedendo al  Parlamento un 'ok' totale senza porre
  in   essere   alcuni    rimedi   anche   per   evitare   la   sua
  sovraesposizione.
       Io  mi  preoccupo di lei, non mi preoccupo certamente di chi
  dovrà  condurre  poi  l'operazione di intermediazione rispetto al
  problema. Perchè, se  c'è  una  cosa  certa,  eventualmente,  che
  dobbiamo incassare, è  il fatto che bisogna ricorrere alle banche
  o alle società  finanziarie;  e  sono  quelle  che  eventualmente
  otterranno un risultato perchè dovranno essere pagate.
       Allora,  onorevole  Piro,   visto  che  lei  è  una  persona
  importante in sede  nazionale,  perchè  non avvia un ragionamento
  col Governo nazionale?  Perchè  avete  bombardato  per due anni i
  Governi precedenti ed oggi  non  siete in grado di portare questa
  Sicilia fuori dalle secche?
       Questo  non  è  giusto e non è giusto perchè io sospetto che
  lei  vuole  creare  un'operazione  a  danno  della  Sicilia e dei
  siciliani,  perchè poi magari il suo Governo nazionale le darà la
  possibilità  di un po' di spiccioli per continuare a sopravvivere
  e  per continuare a bilanciare alcune cose che in questo momento,
  lei sa benissimo di che cosa parlo.
       Quindi,  veda,  caro onorevole Piro, caro Governo, non avete
  una  politica,  non  avete la possibilità di andare avanti perchè
  state  governando  semplicemente  l'esistente,  non curandovi dei
  problemi, che sono  tanti:  parlo  della  disoccupazione  e degli
  altri problemi rispetto  ai  quali  c'è  una  società che aspetta
  risposte.
       E, allora, venire in  Parlamento  con un disegno di legge di
  questo tipo,  accantonando  altri  momenti  importanti, che  sono
  quelli  della   legge-voto,   che   sono   quelli  relativi  alla
  composizione dell'Ufficio  di  Presidenza,  dove  lì  sicuramente
  ancora avete da  giocarvi  alcune  carte  - chissà quale politica
  spartitoria e compromissoria ci  sarà  - venite qui a proporci un
  disegno di legge che,  a  mio  avviso,  è una operazione inusuale
  inqualificabile.
       E allora, signor Presidente della  Regione,  lei che è amico
  del  signor D'Alema, perché  D'Alema,  perché  il  Governo  delle
  sinistre non dà  una  mano  alla  Sicilia,  ai  siciliani anziché
  ricorrere a questi mezzi  che  sono  di indebitamento e che sono,
  oltretutto, legati  semplicemente  ad  una visione bloccata della
  politica che non innova  niente  e  che  non  crea  sviluppo?
       E' possibile che il  Governo  nazionale, che è suo amico, ha
  salvato banche, aziende e  società  e  non salva la Sicilia?  Non
  vuole concorrere a dare  alla  Sicilia e, quindi, ai siciliani la
  possibilità di un aiuto?
       Ecco qual è il mio rimprovero
       E debbo aggiungere  un'altra  cosa.  Entrando  nel merito di
  questo disegno di  legge,  ritengo che difetta di parecchie cose.
  Io non so se  questo  disegno di legge rispetta i parametri della
  legislazione, io non so  quello  che  lei  vuole fare, che durata
  vuole dare a questa  operazione,  io  non so se questa operazione
  che lei vuole fare è  appetibile,  ma  so che non lo è; io so che
  già le banche hanno  detto  no  ed hanno detto no soprattutto, mi
  consenta onorevole Piro,  alla  trattativa  privata che lei, come
  assessore di questo Governo, ha  già  esperito. E adesso ne vuole
  un'altra a mani libere, senza sapere dove andare a parare, perché
  questa manovra di 1.700  miliardi non è chiara e non funziona e i
  siciliani debbono sapere  dove  andranno  a  finire  questi 1.700
  miliardi.
       Lei  parla  di  pareggio del  bilancio  del  1998:  a  quali
  capitoli si riferisce? Quali sono  gli investimenti che lei dovrà
  coprire con questi 1.700 miliardi?
       Mi  pare   che   la  legislazione  assegna  soltanto  alcune
  possibilità.  No, onorevole Piro, non siamo d'accordo e non siamo
  d'accordo sul modo in  cui  lei  intende portare avanti e forzare
  anche la mano  al  Parlamento.  Lei doveva questa mattina evitare
  questo problema, perché è  un  problema  serio, è un problema che
  interessa i cittadini.  Non  siamo qui per imbrogliare, non siamo
  qui per fare cose  che  effettivamente possono essere a danno del
  cittadino e anche  con  la  possibilità  che  le  Istituzioni non
  possono andare avanti.
       Lei,  facendo  questa  operazione,  si   prende  una  grande
  responsabilità e se la prende perché  non si cura molto di questa
  terra;  lei  doveva  solamente   spingere   sul   terreno   della
  negoziazione con Roma.  Roma non può essere assente, Roma non può
  ignorare che esiste una terra, la  nostra  Sicilia, e  non lo può
  ignorare soprattutto nel momento in  cui  c'è  un  Governo  delle
  sinistre. E questo, ripeto, lo avete  fatto  per due anni:  avete
  bombardato i governi perché non erano  in grado di andare avanti,
  siete voi che non avete una  politica   Siete  voi  che non state
  creando le premesse per un dialogo anche con l'opposizione per il
  superamento delle barriere
       Quindi, caro onorevole Piro, qui non  si può andare avanti e
  non si può andare avanti nel momento  in cui si accantonano - ora
  ho saputo finalmente  che la Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari ha fatto  giustizia  quando si parla delle mozioni -
  ci sono problemi che  lei ha, in alcuni casi, spinto, sollecitato
  e, quindi, contribuito  al  grande  dibattito,  non escludendo la
  questione degli enti, non escludendo la questione delle nomine.
       Mi sia consentito, sono  state  ritirate  nomine  che  hanno
  restituito l'illegalità, sono state ritirate nomine che oggi sono
  in una situazione ancora  di  attesa  di  questo Governo che deve
  scegliere mentalmente - non so se fare le fotografie alle persone
  che sono interessate dal  provvedimento - o, se non altro, queste
  sono le cose che sapete fare.
       I cittadini queste cose  le  debbono  sapere, caro onorevole
  Piro, caro Presidente e le debbono  sapere perché questo non è un
  Governo che può interessare i cittadini: i cittadini avevano dato
  ben altro   Avevano  dato  ad una classe dirigente la possibilità
  di governare; avevano  detto  quale  era la coalizione che doveva
  governare.  Voi vi  siete  presi  una  grande  responsabilità  e,
  soprattutto, alcuni amici che  hanno  contribuito  a  fare questo
  ribaltone, perchè  di  questo  si  parla,  quindi  adesso  dovete
  assumere fino in  fondo  la  vostra responsabilità e mi consenta,
  onorevole  Piro,   volevo   togliere   lei  dal  fastidio,  dalla
  difficoltà di interpretare  questo  momento, ma lei si è cacciato
  in un brutto guaio perchè l'articolo 3, così com'è, non funziona.
  Per quello che mi  riguarda,  con tutto il rispetto che ho per la
  sua persona, non darò mai ad una persona sola tutta questa grande
  responsabilità, e lei sa  a  cosa  mi  riferisco  quando parlo di
  trattative private e  quando  si parla di intermediazione. Io non
  voglio insinuare niente.  Lei  è una persona trasparente, pulita,
  ma in questo momento  credo  che  sia  caduto  in una trappola e,
  francamente, da questa trappola non so come possa liberarsi.
       La  prego,  nel  momento  in cui si andrà avanti a discutere
  questo  disegno  di  legge, di modificare questa linea; di essere
  coerente  anche  con  altri  momenti  in cui lei ha rappresentato
  degnamente l'opposizione.
       Oggi,  mi consenta, questa è una cosa che francamente non le
  fa  onore.  Si  sta  caricando e lo ripeto si sta caricando di un
  onere  che  è  eccessivo,  che  è  troppo
       Lei non può  pensare  di  passare inosservato nel momento in
  cui  si affrontano problemi  come  questi  -  si  parla  di  1700
  miliardi - e più  avanti vedremo di chissà quanti altri miliardi.
  Noi faremo e  presenteremo  tanti emendamenti, ma per evitare che
  si consumi soprattutto una questione e soprattutto che si consumi
  un atto contro i  cittadini,  contro  i  siciliani  ed  allora ci
  saranno 400, 500  emendamenti. Non si tratta di ostruzionismo: si
  tratta di salvare i  siciliani  da un imbroglio di 1700 miliardi.
  Vada a Roma, vada  a  recuperare  i soldi, faccia perno sulla sua
  trasparenza, sulla sua forza  politica,  se  ce  l'ha, e porti la
  Sicilia fuori dal seminato, fuori dalle difficoltà.
       Allora,  cosa  le  posso  dire,  onorevole Piro? Ritengo che
  quello attuale sia  un  momento  importante  per  questa Aula, un
  momento importantissimo  perchè  finalmente si fa chiarezza:  chi
  vuole il bene  della  Sicilia,  chi  invece  la  vuole indebitare
  continuamente e chi, attraverso sotterfugi, attraverso situazioni
  poco chiare, sta cercando  di  andare  avanti con sistemi che non
  possiamo accettare.
       Tutto  quello  che  può  essere  questa pratica per me è una
  pratica  che lascia molti dubbi, moltissimi dubbi. Non appassiona
  certamente  nè  le  istituzioni  nè  i  cittadini. L'emissione di
  titoli  in un mercato come questo, dove non si chiarisce nulla e,
  secondo   me  e  secondo  altri,  ritengo  lo  abbia  fatto  bene
  stamattina  l'onorevole  Provenzano, è  un'operazione  squallida,
  un'operazione  che  sicuramente servirà soltanto  sulla  carta  a
  coprire il pareggio del bilancio del 1998, ma servirà forse poi a
  far commettere a questo Governo altri errori  perchè chissà quale
  altra politica intendete fare.
       Noi  eravamo  e siamo convinti che prima  di  affrontare  un
  problema del genere bisognava affrontare un problema del recupero
  e del risanamento e,  quindi, una finanziaria che fa giustizia di
  alcune cose e  soprattutto,  andando  avanti  verso un equilibrio
  della spesa. Questi erano  e  rimangono  per noi i punti centrali
  della nostra azione, una  finanziaria ed un bilancio che ci diano
  la possibilità di guardare dentro tutti gli assessorati, tutte le
  rubriche, tutte le  possibilità e, come diceva l'onorevole Flères
  questa mattina, evitare  che  alcuni  personaggi  oggi  sindaci o
  Presidenti di province  possano spendere soldi soltanto per fatti
  di ordine personale  dal  punto  di  vista  dell'immagine  o  del
  narcisismo.
       Quindi, onorevole Piro, il ricorso a questo  sistema  non  è
  certamente  da  noi condiviso. Noi lotteremo fino  in  fondo  per
  salvare il Governo perchè non fare  queste  operazioni  significa
  salvare  il  Governo.  Bisogna andare oltre quelle  che  sono  le
  semplici enunciazioni o i semplici disegni di  legge  che vengono
  presentati  e  che vengono poi buttati al  Parlamento  senza  una
  verifica,  senza  una   attenta  analisi  di  come  questi  soldi
  eventualmente debbono essere spesi.
       A parte le questioni  contabili  del bilancio 1998, io credo
  che si possa  recuperare  ancora,  nell'ambito  della  situazione
  dell'esercizio 1998. Quindi, questo  mutuo  non si deve fare o si
  farà nel 1999, dopo  avere  fatto la finanziaria, allora si vedrà
  chiara tutta la manovra intende fare; quali sono le categorie che
  questo Governo intende  proteggere o intende sostenere. Questa  è
  la   via   giusta    se   si   vuole   affrontare   il   problema
  dell'occupazione, il problema  dello  sviluppo  e il problema del
  territorio.   Voglio   sapere  perchè  nella  finanziaria  questo
  Parlamento  stenta  ancora  ad  emettere  una  'sentenza'  su  un
  problema importantissimo,  che è quello dell'abusivismo edilizio,
  dove c'è da recuperare soldi e  dove  ogni  volta che si porta in
  Aula c'è sempre un verde e  più  di  un  verde  che  dice 'no' su
  questioni così importanti.
       Ci sono problemi che  vanno  risolti, caro onorevole Piro, e
  lei non può portare  questo  Parlamento a decidere su una manovra
  che francamente non può essere accettata.
       Quindi, lei porti i  problemi,  porti  i veri problemi della
  società: quello dell'abusivismo  edilizio,  amici nostri. Ci sono
  sessanta famiglie che  vivono  il  dramma della demolizione della
  propria casa dopo i  tanti  sacrifici  fatti.  E  ritengo che sia
  responsabilità degli  amministratori  e  non certamente di queste
  persone.
       Ecco perchè le chiedo: faccia una manovra  Ma un manovra che
  faccia giustizia, che sia  una manovra completa nel senso che nel
  1999 il suo Governo, se  resisterà,  potrà  fare  il  punto della
  situazione. Se non  resisterà significa che avrà fallito anche in
  questa direzione.  Non lo so, non lo so davvero se lei presenterà
  una vera manovra o  se  ne presenterà un'altra piccola, essendo a
  piccoli passi...  Perchè  è  questo  il vostro metodo di saldare:
  piccoli  passi  per  aggiustare  un  segretario  dell'Ufficio  di
  Presidenza, piccoli passi  per  un questore, piccoli passi per un
  vicepresidente.  Si faccia chiarezza su tutta la materia  Bisogna
  avere il coraggio di  guardare  la  realtà e di dare ai gruppi la
  rappresentanza  necessaria,   di   dare  ai  gruppi  la  presenza
  necessaria.
       Bisogna  ricostituire  un  equilibrio  che  qui,  in  questo
  momento,  manca.  Queste  sono  le  cose  sulle  quali  invito  a
  riflettere l'onorevole Piro, che  so che è una persona capace, ma
  che in questo momento  forse non può capire perchè è impegnato in
  altre vicende.  Esca fuori da questa difficoltà e faccia uscire i
  siciliani da questa  difficoltà  Perchè qui si sta giocando sulla
  pelle dei siciliani, non si sta giocando sulle questioni di Tizio
  o di Caio, caro  onorevole  Piro e caro onorevole Capodicasa
       Qui questo Governo ha fallito e ha fallito prima di nascere
  E  non  affronta i  problemi  con  una  manovra  intera,  con  la
  possibilità di capire. Tutti dobbiamo capire. Non conoscere, caro
  onorevole Piro, non  conoscere,  ma  capire  e  capire  significa
  spendere bene i  soldi  dei  siciliani, significa spendere bene i
  soldi. Non possono essere buttati, e chiudo subito, come in altri
  casi. Questo spreco di  denaro deve finire e ci sono delle sacche
  che bisogna recuperare.
       E' questo che chiedo a  lei,  e  quindi  la  possibilità - e
  concludo - di vedere  invece  che  questo  disegno  di  legge, un
  disegno di legge organico  che permetta a tutti i parlamentari di
  vederci chiaro e di orientare il Parlamento verso una politica di
  prospettiva e di futuro.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole Virzì.  Ne ha
  facoltà.

     VIRZI'. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che la
  trattazione di questo disegno  di  legge  nella parte inerente la
  discussione generale non possa essere fatto salvo dall'intrusione
  di  altri  argomenti   politici   perchè,  se  esiste  una  parte
  sostanziale inerente al merito dell'articolato del provvedimento,
  esiste anche e certamente  un fatto formale del modus che, diceva
  il poeta, "é il modo che  ancor  m'offende", del modo in cui sono
  stati interpolati, nei lavori  dell'Aula  quelle che una volta da
  parte dell'opposizione  di  centro-sinistra venivano chiamate "le
  urla, le grida o  i proclami" del centro-destra in relazione alla
  drammaticità  della  situazione  finanziaria  siciliana,  d'altro
  canto frutto di  una stratificazione almeno trentennale. E quelli
  che oggi appaiono  francamente  i  belati del centro sinistra che
  crede di  potere  drammatizzare strumentalmente una posizione che
  il plafond intellettuale  dell'ultimo  di  tutti  noi,  cioè mia,
  l'ultimo dei deputati che è entrato in quest'Aula nel corso della
  dodicesima legislatura sapeva  a  memoria  che  partivamo  da una
  situazione finanziariamente  disastrata, che avevamo raccolto una
  Sicilia poco credibile sul piano politico, sul piano finanziario,
  sul piano del mercato.
       Sapevamo tutti che  occorreva  dare  a  questa  Regione  non
  soltanto credibilità,  ma  anche credito sul terreno sostanziale,
  perché  i tempi  delle  regalie  sic et simpliciter da Roma erano
  cessati sostanzialmente  e  formalmente  con  la prima Repubblica
  laddove non c'era più la necessità e l'urgenza da parte degli zii
  di Roma di salvare i cuginetti scemi della Sicilia che sprecavano
  l'acqua sulla sabbia.
       Allora,  esiste  un  problema  formale di interpolazione nel
  momento  in  cui sembravamo in dirittura d'arrivo su un argomento
  che ci ha posto all'evidenza dell'opinione pubblica nazionale.
       Questo  Parlamento  nel  tempo,  avvilito  dall'imperversare
  della  partitocrazia,  della  logica  della correntocrazia, delle
  lobbies sindacatocratiche,  questo Parlamento nella storia, negli
  anni ha perduto molti  colpi. E, però, perfino in uno dei momenti
  più bassi era stato  capace  di produrre qualcosa come la legge 7
  sull'elezione diretta del  sindaco,  che  in  qualche modo almeno
  culturalmente,  intellettualmente ci aveva posti all'avanguardia,
  all'attenzione dell'Italia che  conta  per  dire:  poveri  si, ma
  scemi mai.
       Beh,  io credo che il succo liofilizzato che era venuto come
  messaggio  politico  dalla Commissione presieduta  dall'onorevole
  Provenzano, sembrasse finalmente  un punto d'arrivo, perché non è
  che quella Commissione abbia fallito,nel senso che non è riuscita
  a produrre un  prodotto culturale, scusatemi il bisticcio, di più
  ampio respiro. Certamente,  le  forze del centro destra, hanno le
  fondamenta culturali, la  storia  politica  che  permette loro di
  presentare una proposta  più  organica, più completa. Ma, a monte
  di tutto questo,  c'era  il  convincimento  di  pura  e  semplice
  civiltà che le grandi  riforme le si fa tutte insieme; per cui in
  questo  primo  contenitore   si  doveva  mettere  tutto  ciò  che
  obiettivamente ci univa e  che  non  andava messo in questo primo
  contenitore che era un grande biglietto da visita per Roma, tutto
  ciò che minimamente poteva dividerci.
       Ora, io credo  che  stiamo vivendo oggettivamente un momento
  di schizofrenia politica.  La  schizofrenia politica nasce da una
  anomalia che è nata di  per  sé  e di cui le forze della sinistra
  non hanno forse  responsabilità, ma le forze della sinistra hanno
  raccolto in pieno  le  istanze  retrive, conservatrici, sul piano
  istituzionale  di una forza  che  si  è  posta  come  momento  di
  riequilibrio.
       Io  credo  che  proprio  sul  terreno delle grandi riforme i
  cespugli,  i cespuglietti, i residui storici della vecchia balena
  bianca si siano aggregati alla sinistra. Ed allora la sinistra in
  quest'Aula dovrebbe dire di fronte a tutta la Sicilia se mantiene
  la sua maschera  nazionale  di  movimento delle grandi riforme o,
  pur di acchiappare la  cotoletta  in  Sicilia,  o  il  piatto  di
  lenticchie in Sicilia,  pur  di  restare  aggrappati  a  poltrone
  sempre più sbrindellate, perché  sono certamente finiti, e lei lo
  sa meglio di tutti  onorevole  Piro,  i tempi delle vacche magre,
  siete  disposti a  mandare  tutto  alle  ortiche.  Perfino,  quel
  residuo di straccio di dignità istituzionale, di finta autonomia,
  di finta marcia in  più  che avrebbe avuto questa Regione, pur di
  restare in  piedi,  pur  di  presentarvi storicamente, finalmente
  dopo cinquant'anni, dato  che  del  periodo  Campione  non  se ne
  ricorda nessuno: non se  ne  è  accorto nessuno che ci sono stati
  due governi con i comunisti dentro
       Siete pronti a buttare  tutto a mare pur di navigare a vista
  e di arrivare a delle  elezioni che nel 90 per cento dei casi, lo
  possiamo dire e dispiace che non ci segua più nemmeno formalmente
  l'opinione pubblica, neanche  palermitana, perché  ci avete tolto
  pure il collegamento televisivo. Andremo al 90 per  cento  con le
  vecchie  tecniche elettorali, col vecchio  proporzionale,  con  i
  vecchi satrapi, con i vecchi equivoci della politica di sempre ed
  allora la forma e sostanza, nel momento in cui, facendo irrompere
  questo nuovo disegno di legge, voi avete interrotto  il  corso di
  una  delle  poche leggi che tutti insieme  potevamo  vantare  per
  difendere la dignità dell'istituzione e per  dire 'sono deputato'
  e non essere massacrato dall'opinione pubblica,  nel  momento  in
  cui l'immagine complessiva di questa Assemblea è quella di coloro
  che non riescono a mettersi d'accordo, nemmeno  per  definire ciò
  che dovrebbe essere il minimo humus possibile  per  costruire una
  maggioranza, le presidenze delle commissioni legislative, i posti
  vacanti  nel  Consiglio  di  presidenza.  Pare  che  siate  bravi
  soltanto nei tentativi di aggressione, di stupro e di occupazione
  istituzionale.
       Quello che mi  sentirei  di  eccepire,  onorevole  Piro - lo
  facevo da ragazzino,  da  consigliere  comunale  -  è  che dietro
  questo documento non c'è uno straccio di mentalità politica nuova
  e diversa. Avete cambiato  il  macchinista ma il carbone è sempre
  lo stesso;  le rotaie portano sempre nella medesima direzione, la
  locomotiva è la  medesima
       Riuscite a  trovare fuori dagli occhi dell'opinione pubblica
  l'accordo su che cosa?  Soltanto sul commissariamento degli enti,
  che l'onorevole Mele  definisce  'non lottizzato'  nel momento in
  cui una persona che  va  a  possedere  gli enti è notoriamente di
  aria D.S. - questo,  l'onorevole  Mele dice, è un patente esempio
  di non lottizzazione -,  nel  momento  in  cui noi ci troviamo di
  fronte ad una persona che  dice di non avere mai presieduto a una
  dismissione.   E   tutto   questo   viene  obliterato  di  fronte
  all'opinione pubblica agitando  quattro  articoletti in cui ci si
  dice, beh, in cui ci si confessa uno psicodramma, cioè quello che
  esattamente individuava  l'onorevole  Provenzano quando vi diceva
  che c'è un problema di  tutti  noi,  che è quello del recupero di
  una   credibilità,   E   poi   sul   piano   finanziario   quindi
  correlativamente di un credito da parte della Regione siciliana.
       Prestiti  obbligazionari:   ma   chi   ci  crede?  Tutto  il
  centro-destra è convinto  che  voi  state  mettendo  quella che a
  Palermo volgarmente viene  chiamata  "una  pupiata". Io non credo
  nemmeno in un angolino  della  mente  che  qualcuno  di  voi  sia
  convinto che questa è una strada che tecnicamente possa spuntare.
       Voi  volete, da  un  punto  di  vista  meramente  cartolare,
  gettare i presupposti  per rinnovare la grande truffa dei bilanci
  che quadrano soltanto sulla carta.
       E poi  di  nuovo  il  poeta.  Ed  anche dicendo queste cose,
  intanto la  tristissima  e  dolorosissima  istoria di due gare di
  mutuo che  vanno  deserte  e  di  trenta  istituti bancari che ci
  mandano letteralmente  a  quel  paese.  E ci avete provato con la
  trattativa  privata  e  col  pubblico  incanto. Non incantate più
  nessuno

     PIRO. assessore  per  il  bilancio e le finanze. Guardi che il
  pubblico incanto lo ha fatto il suo Governo

     VIRZI'. Conosco, ricordo,  solo che qualche altra volta noi ci
  abbiamo  provato  ed   ha  funzionato.  Qua  siamo  ridotti  alla
  barzelletta politica  istituzionale  ed alla mistificazione nella
  prospettiva di un fitto  bersaglio che serve a fermare il cammino
  verso le uniche cose  serie  che  ci  preparavamo a fare. Cioè di
  dire che una  volta  tanto  precorrevamo  l'Italia  in una svolta
  istituzionale, dato  che  non  possiamo  realizzare  grandi opere
  pubbliche, dato che non riusciamo a fare niente e dall'altro lato
  mettiamo in piedi una  legge  con  la quale mi sovvengono ricordi
  culturali di varia natura.  Perché  io ho avuto - debbo dire - il
  privilegio  di avere a  che  fare  con  la  sinistra  che  faceva
  opposizione nei consigli  comunali  e molto spesso ci trovavamo a
  dire contemporaneamente in  sintonia  le stesse cose, cioè che se
  c'è  un  modello   di   gara  poco  garantista  per  la  pubblica
  amministrazione quella è  la  trattativa privata. Certo non erano
  ancora i tempi  del liberismo imperante, c'era un momento storico
  diverso, c'era un momento  in  cui  la  destra si ricordava delle
  esigenze  della   collettività,   dello  Stato,  che  avevano  le
  priorità, e allora si  pensava  in  termini  di  garanzie  per il
  pubblico erario.
       Però, onorevole Piro, questo articolo 3 tende decisamente ad
  assimilarla ad Oliviero Cromwell; qua siamo all'assunzione totale
  di  diritti-doveri-poteri,  lei tende a considerarsi  maresciallo
  verbalizzante,  Pretura, Tribunale, Corte d'appello, Cassazione e
  Presidenza   della   Repubblica.  Ed   è  incredibile,  io  trovo
  incredibile - questa  è,  a questo punto, una curiosità culturale
  che mi voglio cavare  -  andare  a  pensare  che ci voleva questo
  lungo tragitto di  allontanamento dalle origini perché oggi fosse
  il centro-sinistra, in  quest'Aula,  a  proporci che in deroga ad
  ogni disposizione di  legge si ricorre a trattativa privata senza
  gara, ma non  per  fare  una  garitta all'ingresso dell'Assemblea
  regionale siciliana, per un mutuo a copertura di 1.700 miliardi e
  per operazioni per  tutti  i  servizi  di  consulenza, reti, lead
  manager, eccetera, eccetera:  bazzecole, quisquilie.
       Francamente, io mi rendo conto che le possa venire in questa
  solitudine il complesso  di  Oliviero  Cromwell, di fronte ad una
  maggioranza e ad un  Governo  così  distratti  e arroganti da non
  frequentare  l'Aula e  che  tende  a  fare  dimenticare  a  tutta
  l'opinione pubblica  che  dopo  l'elezione  del  presidente della
  Regione non siete mai stati  in  Aula più di quaranta e che avete
  bisogno di tre  deputati  di Rifondazione comunista per arrivare,
  con i trucchetti parlamentari, alla quota minima di sopravvivenza
  per respirare.  Io mi  rendo conto che un assessore attivo che ha
  delle idee, che è  di  vecchia  scuola  possa  farsi  venire  dei
  complessi da Oliviero Cromwell.
       Poco  fa   parlavamo  di  un  policlinico,  chi  rispondeva?
  L'assessore  poli...valente,  per  il  resto  la  maggioranza  ci
  snobba, non è in Aula  non ci ascolta, il Governo non dà retta su
  nulla.
       Con un minimo  di  pratica  di consiglio comunale, io non so
  attraverso quali  filtri  di alti funzionari ed intellettuali sia
  passato questo disegno di  legge,  ma  come  si  fa a proporre ad
  un'Aula parlamentare un testo  in  cui  si  dice che, intanto noi
  approviamo e poi il tasso di interesse verrà determinato?
       Al limite noi potremmo anche firmarvi una cambiale in bianco
  che ci metterà  nelle mani di cravattari, usurai, strozzini, cioè
  in mano a chi  andremo  a  finire,  quanto  pagheremo,  quanto ci
  costeranno questi ipotetici  ...?  Forse  cadremo  in mano a Sus,
  c'era un famoso film  degli  anni  quaranta.
       E un'altra cosa, ci  sono  i  "remake",  credo che ci sia un
  obbligo informale di  presentare anche in maniera comprensibile -
  perché io ho studiato  spagnolo  e  tedesco  -, io  "swap" non lo
  capisco in una legge  della Regione siciliana.  Che vuol dire che
  il prestito  obbligazionario  'dovrà  essere  accompagnato da una
  corrispondente operazione di swap'? Che cos'è una soap-opera?  Io
  credo che le  leggi della Regione siciliana andrebbero scritte in
  italiano, perché  dovrebbero  essere comprensibili, attraverso la
  lettura della Gazzetta Ufficiale della Regione, da parte di tutti
  i cittadini italiani  che  possono  essere  nelle  condizioni  di
  capire, non capire e non debbono avere tre lauree.
       Mi permetto di ricordare che Sua Maestà Borbonica mandava in
  giro i tamburini  per i paesi a spiegare in siciliano quali erano
  le  disposizioni   del  governo.
       Voi vi nascondete dietro un linguaggio criptico che, secondo
  me, in  quest'Aula  finge  di capire solo l'onorevole Provenzano,
  tanto è un  bluff  che  nessuno gli può scoprire perché  è il più
  bravo di tutti e  nessuno  dice  'io  lo  capisco' e gli crediamo
  sulla parola, ma in  realtà  io  credo,  onorevole Piro, al di là
  delle battute, che ci sia  un vizio di forma, che ci sia un vizio
  di sostanza, che ci  sia  la  richiesta di una cambiale in bianco
  che cerca malamente di  mascherare  come un drappo di finta seta,
  ma  secondo  me si  tratta  di  organza  o  vellutino,  sopra  un
  canterano all'antica la  verità  vera di una maggioranza politica
  che non è politica, che non ha una strategia politica comune, che
  nonostante le urla cicliche e i proclami una volta dell'onorevole
  Piro,  una  volta   dell'onorevole  Cintola, che  dice  di  voler
  recidere, ecco il segnale  del  taglio, con la forbice  il legame
  col precariato in  una  Regione in cui paghiamo, sostanzialmente,
  sessantamila stipendi, perchè ventimila stipendi pieni, ventimila
  i pensionati che  hanno  lo stipendio equivalente alle persone in
  servizio, quarantamila precari a mezzo stipendio, vuol dire altre
  ventimila a pieno stipendio, sessantamila stipendi.
       Volete tagliare,  volete  fare  come  Bismark la rivoluzione
  dall'alto? Fate politica,  non  chiacchierate, non provate a fare
  demagogia perchè le grandi svolte non si proclamano, si attuano.
       E allora io una sola  cosa  so  vedere, e mi dispiace che la
  Sicilia non se ne  accorga  come se ne dovrebbe accorgere, che su
  un piccolo cammino,  su  un  piccolo  sentiero  tortuoso dovevamo
  compiere insieme, e  pareva  impresa  già realizzata, tre piccoli
  gradini, nove righe  con  cui  dicevamo  che  emettevamo il primo
  vagito sul terreno delle riforme istituzionali.
       E poi spunta che  questo  Governo  arriva a 41, 42 perchè ci
  sono 14 liste fai da te e perchè c'è un partito di 14 che è tutto
  fai da te, e perchè vi siete fermati sulle grandi cose e su tutto
  e perchè si  vede ogni livello istituzionale, perchè avete voglia
  di dire che volete  lo  snellimento, eccetera, ma poi, alla fine,
  bloccate il rinnovo  della  Commissione Statuto, dopo le garanzie
  fornite a tutti  i  livelli dal Presidente Capodicasa che predica
  bene, però poi  i  suoi  uomini  razzolano  male  perchè vogliono
  azzerare le commissioni  speciali  per  ricondurle  ad una logica
  ricattatoria contro  le  minoranza, per  dire: ridiscutiamo tutto
  insieme, per cui l'iter parlamentare e la storia di quest'Aula li
  gettate nel fango,  nel  nome  di  una  globale occupazione degli
  spazi politici e  fate  guerra  di  ostruzionismo sulle piccole e
  vere grandi cose.
       Anche la normativa antiracket e antimafia avete fermato, non
  credo in nome dei grandi principi ma di una logica di bottega, di
  una logica spartitoria,  perchè  alla  fin  fine  quando non si è
  d'accordo  sui principi,  quando  un  governo  non  nasce  da  un
  programma politico non  resta  altro che vendere, svendere i beni
  della Regione (la  bottega  di  via  Maqueda,  villa  Gallidoro);
  questa è la  grande  politica  di recupero di credito finanziario
  della Regione siciliana  Mi dispiace domandarlo ...

     PIRO, Assessore per  il  bilancio  e  la  finanza. Questo è il
  piano Bufardeci.

     VIRZI'. ..  Dovrei  domandarlo all'assessore Crisafulli che ha
  messo in  campo  gli  elenchi  perfetti. Ma l'assessore Bufardeci
  diceva di  credere  in queste cose. L'assessore Crisafulli diceva
  di essere  il  rappresentante  di  una linea politica alternativa
  diversa. Ecco perchè vi  dico  che  il  carbone  è  lo stesso, la
  locomotiva è la stessa, siete in mano agli stessi alti funzionari
  a cui per  farli  stare  zitti  vi  preparate  ad  aumentare  gli
  stipendi, alla  faccia  della  disoccupazione  in  Sicilia; bravi
  soltanto nel presidiare gli enti da liquidare, nell'aumentare gli
  indennizzi al cento per cento del Presidente dell'Espi.
       E in tutto questo  dove siamo con la dismissione degli enti?
  Soltanto all'alba.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
  facoltà.

     BENINATI.  Signor  Presidente, onorevole assessore, con questo
  intervento mi accingo a  fare delle richieste per capire come mai
  il  Governo,  un   po'  dopo  le  feste  natalizie,  ha  ritenuto
  opportuno, di colpo, intraprendere questa strada.
       Devo dire che  in  effetti  ho accettato, anche quale membro
  del Governo  passato,  silenziosamente il così detto 'ribaltone',
  perchè ho detto: beh,  forse  per  il bene di questa terra questo
  momento politico, che  vede  ,un  Governo  nazionale di una forza
  certamente  non equivalente  alla  forza  che  c'era  al  Governo
  regionale passato, di sicuro  potrà dare qualche aiuto in più, ci
  potrà essere qualche  intesa  in  più,  ci  potranno essere delle
  unità di vedute  e  quindi  possibilità  più  facili  affinchè il
  Governo in atto potesse avere più vita facile nei confronti del -
  un po' tirchio  -  Governo  nazionale  nei  confronti del Governo
  regionale della Sicilia.
       Beh, il risultato di  tutto  questo,  ahimè  è  stato che in
  effetti  se problemi  c'erano  prima  i  problemi  continuano  ad
  esistere adesso e  invece  di  limitarsi a dovere andare incontro
  solo ad un mutuo, oltre tutto questo mutuo dovrà quasi certamente
  passare per  delle  obbligazioni,  allora  dico,  Assessore Piro,
  posso capire e sono  convinto  che i suoi intenti sono certamente
  per cercare  di  risolvere  la  difficile  situazione finanziaria
  della Sicilia, ma mi  permetta  di  dire  allora  quale motivo ha
  spinto l'attuale  Parlamento  a ribaltare una situazione politica
  che alla fine, scusatemi  ma mi corre l'obbligo dire, se il mutuo
  dei 1.700 miliardi  non  ha  trovato  nessun  interesse di alcuna
  banca credo che la  responsabilità  è  da  ricondurre  a chi si è
  presa la responsabilità  in  un momento difficile di creare tutti
  quei  presupposti che  hanno  portato  ad  un  nuovo  governo  in
  Sicilia.
       Perchè, vede, e penso  che  è  stato  detto  anche da lei, è
  stato detto da  interventi  dell'opposizione,  che uno dei motivi
  per cui le banche  e  per cui le cosiddette economie o l'economia
  mondiale  non  vuole  dar  credito  a  questo  Governo  è  dovuto
  principalmente perchè non si ha un progetto, non si da la fiducia
  affinchè questa terra  o  questo  governo  possa restituire e dia
  quindi garanzie.  Allora io  mi  domando  a cosa è servito questo
  nuovo Governo? Beh forse  sì  è  servito a qualcosa, a cercare di
  paralizzare un po' tutto quello che si stava cercando di fare con
  il governo precedente.  Allora  io  dico, ecco Assessore, lei sta
  mettendo tutta la sua  buona volontà però mi creda che lei stesso
  purtroppo ha riconosciuto che la credibilità di questo momento di
  questo Governo è nulla.
       Allora lascio un  po'  all'Aula  di  capire  se  con  questo
  artificio riusciremo a  superare in pochi mesi questa nullità. Io
  credo che non è un  problema di pochi mesi, un governo non può in
  pochi mesi ribaltare  una situazione, Qui necessita e necessitava
  e necessiterebbe che  il  Governo  nazionale  una volta per tutte
  affronti il problema e  la  vertenza  che esiste con la Sicilia e
  lei stesso anzi, il  capogruppo  del  suo  Gruppo,  "La  Rete" ha
  manifestato già che  effettivamente  uno  dei  motivi  per cui la
  Sicilia soffre, ha  difficoltà  a  ritornare  in un equilibrio di
  bilancio è proprio  di  questa  mancanza che il Governo nazionale
  ancora oggi, ahimè,  non  vuole  e non intende ascoltare, proprio
  non è propenso, non  c'è  nessuna  voglia  di  dire una volta per
  tutte sì, effettivamente rimettiamo  un  po' di vita ad una terra
  che  in  effetti   è   dichiarato   da   tutti,  nel  contenzioso
  Stato-Regione ha da avere e non deve certamente dare.
       Bene, il Governo  nazionale  oggi  avrebbe  e  dovrebbe fare
  qualcosa non c'è da  parte del Presidente della Regione, mi scuso
  anche se non è presente,  non c'è ad oggi, in questi mesi nessuna
  iniziativa su questo  fronte.  Ci  sono state altre iniziative ma
  su questo nulla.
       Bene, di colpo, forse  sarà  una  necessità, non lo metto in
  dubbio, arriva questo disegno  di legge. A questo punto non so se
  politicamente, tecnicamente  sarà necessario, ma politicamente in
  una logica di  governo  nazionale  unito ad un governo regionale,
  certamente non vi aiuta  dimostra  che il Governo nazionale no dà
  nessun aiuto a questo  Governo  o forse, non crede neanche lui in
  questo Governo.
       Chissà, forse ci sono  forze politiche troppo ingombranti in
  questo  Governo o più  che  ingombranti  uomini  che  sono  stati
  presenti in governi  precedenti,  quindi  i  cosiddetti assessori
  jolly e quindi non  so  fino  a  che  punto  il Governo nazionale
  ancora malgrado le  vicissitudini romane riesca a condividere o a
  dare  una speranza  a  questo  Governo,  siamo  leali  in  questi
  rapporti, esiste questa  problematica  ed  io giustifico solo per
  questo una scarsa  attenzione dal Governo nazionale nei confronti
  del Governo regionale; anzi  forse  qualcosa  si  è fatta, si sta
  commissariando un settore molto delicato della nostra terra che è
  l'ambiente  e  quindi   vuol   dire  che  a  maggior  ragione  la
  credibilità è sempre  nulla  nei  confronti  di  questo governo e
  quindi io proprio su questi temi...

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Ma non è così

     BENINATI. Mi auguro che non  sia  così  perchè  veda anche sul
  problema della mozione che in  questi giorni era stata proposta e
  sarà  ripresentata,  in effetti  il  tema  non  era  proprio  nei
  confronti specifici come s'è voluto fare intendere dall'assessore
  Lo Giudice anche ieri  che  ha  manifestato  in maniera eccessiva
  anche in Aula, quasi che fosse un fatto personale.

     ZANNA. (Sorride).

     BENINATI. Guardi, lei non  rida onorevole Zanna perchè non c'è
  niente da ridere il problema è molto più serio perchè questa è la
  mancanza di fiducia che il  Governo nazionale ha nei confronti di
  un governo che in atto  esiste  che  è  il  Governo della Regione
  Sicilia a guida Capodicasa,  perchè non tutte quelle regioni sono
  state commissariate, guarda caso  quelle  in  cui  si  è  portato
  avanti in alcuni casi "il ribaltone.
       Questa è stata da parte  mia  una parentesi per chiarire che
  effettivamente  il  fine  della   mozione  vuole  anche  dare  un
  chiarimento  una  volta per tutte  a  questo  tema  che  non  era
  esclusivamente sul problema personale,  ma  era su un problema di
  rapporti del Governo regionale  con  il  Governo  nazionale,  che
  dovrebbero essere più floridi ma sembrerebbe che così non sono.
       Vorrei  ricordare  anche,   all'assessore   Piro  che  in  I
  Commissione  io  anche su  questo  spingerei  a  rivedere  alcune
  posizioni  su questo disegno  di  legge  che  certamente  possono
  essere, mi auguro appunto,  riviste ma vorrei anche ricordare che
  questo Governo fino ad oggi  non  parla  di  tagli,  non parla di
  nulla, in I Commissione esiste  e giace uno studio fatto su tutta
  quella quantità di enti  inutili  che  sono  presenti  in  questa
  Regione.  Perchè non iniziate da  lì?  Perchè  non  si  inizia  a
  rivedere anche queste cose  che  esistono,  furono  fatte,  io ho
  fatto parte della I Commissione  ed  è  stato  fatto  uno  studio
  attento abbiamo audito tantissime  persone  e  vi  devo  dire che
  tanta gente non sapeva nemmeno dov'era.
       Bene, perchè non si inizia  anche  da  lì  che  fu una delle
  iniziative che ahimè, si era  pensato  di  fare  poi  per tutti i
  motivi che un po' tutti sanno  un po' che hanno portato alla fine
  ad una situazione difficile del Governo Provenzano verso la fine,
  ad un Governo Drago che  aveva  iniziato  anche  su  questo tema,
  abbiamo affrontato più volte  in  Giunta questi argomenti, perchè
  non si inizia anche a  pensare  a  questo? A rivedere la politica
  dei tagli?  Beh,  forse allora questo Governo non vuole praticare
  la  politica  dei   tagli,   ma   vuole  continuare  la  politica
  dell'assistenzialismo.
       Quindi, giustamente, si cerca  di  trovare risorse nuove con
  mutui, quindi non è cambiato  nulla neanche rispetto a prima, per
  cui io non dimenticherò mai,  tutto  un  insieme di invettive nei
  confronti  del Governo Provenzano  e  poi  anche  di  Drago,  nei
  confronti proprio di questi  governi  che  in effetti proponevano
  dei mutui, beh qui non sta cambiando nulla, anzi si va a qualcosa
  in più, mutui od obbligazioni.
       Allora, per concludere qual è  la  logica  che  alla fine ci
  condurrà, io sono convinto,  a  prolungare  e  quindi  con questa
  intromissione di questo disegno di  legge che mi scusi anche qui,
  onorevole Piro, forse sarebbe stato più garbato aspettare qualche
  giorno e rispettare ciò che  tutti  in  effetti siamo convinti ed
  era un po' condiviso da parte di tutti, anzi si è quasi raggiunto
  un accordo più che politico su  cose che alla fine vanno oltre la
  politica che è la legge  voto,  si  era  quasi  pronti per andare
  avanti  speditamente  su  questa  legge  ed  ecco  che  di  colpo
  interferisce un disegno di  legge, quasi a voler dire riflettiamo
  ancora  meglio  sulla  legge voto,  qui  non  c'è  più  nulla  da
  riflettere, c'è da approvarla,  altrimenti non ci sconvolgiamo se
  il governo nazionale va più avanti  di  noi  e  fa  bene, fa bene
  perchè questo Parlamento è lento  e  quando  c'è qualcosa che sta
  per concludersi, se poi quasi  a  non voler far prendere meriti a
  qualcuno lo si blocca.
       Allora io dico, ormai sulla legge voto lo sappiamo tutti che
  c'è  una linea comune sulle  cose  più  importanti,  oggi  se  in
  effetti bloccato questo percorso,  certo questo percorso non l'ha
  voluto l'opposizione, è  una  responsabilità della maggioranza di
  Governo, i cittadini devono  saperlo,  non  perchè  si vuole dare
  colpe, ma certamente perchè si  sappiano le cose come stanno, c'è
  un percorso bloccato non certamente per l'opposizione, ma in atto
  per una richiesta voluta  dal  Governo  della  Regione, quindi io
  sarei stato su questo un  po'  più  cauto avrei completato, anche
  per rispetto della Commissione Provenzano che un po' non ha visto
  solo il Presidente Provenzano ma ha visto tutta la Commissione in
  un lavoro svolto per diversi  mesi  a  prescindere la quantità di
  articoli, non si conta la  bontà  di  una legge sulla quantità di
  articoli come ho più  volte  sentito  dall'onorevole Forgione che
  quasi quasi critica una legge  se è di pochi articoli, forse deve
  essere di venti articoli per avere un contenuto migliore, bastano
  poche parole per fare di  una legge una legge buona, l'importante
  è che siano le parole giuste.
       Ebbene, io completo invitandoLa  e  su  questo sono convinto
  che la sua attenzione  che  come  parlamentare  principalmente  e
  quale assessore oggi Lei è sempre stato uno che ha lavorato al di
  sopra  sia  della   maggioranza   che   della  minoranza,  valuti
  attentamente alcune riflessioni che  già  sono  state dette anche
  sull'eccessivo carico di  responsabilità  che potrebbe in effetti
  lasciare adito a delle riflessioni che sono convinto che non sono
  e non devono essere  da  nessun  parlamentare  rivolte  nei  suoi
  confronti, ma certamente l'articolo  3,  assessore Piro, è un po'
  pesante così come è  scritto  quindi  rivediamolo,  lo si riveda,
  perchè non penso che con una  libertà così grande si può dare, mi
  scusi anche le sue competenze  sono  massime  ma hanno un limite,
  non ritengo che si possa affidare così facilmente un importo così
  importante che Lei stesso l'altro giorno ha detto non chiamiamolo
  in miliardi di lire, chiamiamolo  in  un  miliardo di dollari che
  suona meglio.
       Bene, un  miliardo  di dollari, se non sbaglio, è una grossa
  cifra,  quindi  andiamoci  piano  su  questa libertà eccessiva di
  queste deroghe e di queste trattative private.

     PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci, ne
  ha facoltà.

     BUFARDECI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, onorevole
  assessore, io  sono fortemente convinto che questo sia un disegno
  di legge  importante  e  che  ha  determinate ragioni di urgenza;
  nonostante  ciò  però  ritengo che la disarticolazione dei lavori
  dell'Assemblea  vada denunziata.
       Credo, comunque, che   iniziare un percorso ed interromperlo
  per poi  - come ha disposto adesso la Conferenza dei Capigruppo -
  rinviare    alla    Commissione   gli   emendamenti   di   questo
  provvedimento,   tornare   martedì   per   continuare  mercoledì,
  eventualmente,  la  legge-voto,  rappresenti un ulteriore modo di
  gestire  i  lavori dell'Aula in maniera assolutamente impropria e
  credo che, meglio avremmo fatto, se avessimo organizzato i lavori
  nella   maniera   che   era   stata  disposta  all'origine,  cioè
  completando il  percorso  della  legge-voto,  che  è  la legge di
  riforma  per  eccellenza, dopo il lavoro svolto dalla Commissione
  Provenzano,  peraltro,  ormai  pervenuta  al quasi completo esame
  dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.
       Peraltro ricordo che l'articolo 1 è l'articolo cardine dello
  stesso disegno  di  legge-voto,  in  quanto  è  quello  che se si
  riempiono  di  contenuti  i motivi di incompatibilità del sistema
  elettorale, materialmente  la  legge  è già fatta, il resto non è
  materia di polemica, né  l'ipotesi di introduzione del referendum
  dell'iniziativa  legislativa  popolare  o  da parte dei comuni né
  quella  dell'autoscioglimento.  E,  viceversa,  dico questa nuova
  articolazione dei lavori credo che sia impropria.
       Ma ribadisco:  questo è un tema urgente, un tema importante;
  la  situazione  finanziaria della Regione è grave effettivamente.
  E grave aveva denunziato che fosse questa situazione, ricordo non
  più tardi di  un mese addietro, in un editoriale del SOLE 24 ORE,
  Calabrò,  un   siciliano,   vice   direttore  del  SOLE  24  ORE,
  economista, dichiarò che la situazione era drammatica e in quella
  occasione   ricordo   che   il   Presidente   Capodicasa  ebbe  a
  ridimensionare  i termini allarmanti e preoccupati che denunziava
  Calabrò, ma  viceversa oggi ci rendiamo conto che, effettivamente
  grave è  la  situazione finanziaria ed urgenti, quasi addirittura
  improcrastinabili,  i  termini  entro cui trattare questa materia
  perché chiaramente  le  conseguenze  sul  bilancio  del 1999 sono
  evidenti e sono gravi.
       Ma, dico che  questo  è stato un errore ed è stato grave non
  avere  capito  subito  che  quelle  osservazioni  da  noi  sempre
  lanciate, da  Provenzano  per  primo  con  il  suo Governo, della
  situazione drammatica  del bilancio erano vere ed occorreva che i
  bilanci si  facessero  in  una  maniera  più rigida, come abbiamo
  cercato di farli, con bilanci che per la prima volta la Corte dei
  conti  ha  apprezzato  ritenendoli  veramente segnati da una vera
  idea di  rigore  di  riforma  rispetto  ai bilanci che la Regione
  aveva fatto  prima  ed  io credo che per arrivare anche adesso ad
  una  soluzione importante di questi problemi occorreva prima fare
  una finanziaria.
       Nel Governo  Provenzano  cosa  si  fece quando ci si preparò
  alla contrazione di  un  mutuo,  anche esso di 1.300 miliardi? Si
  fece  una  finanziaria,  una finanziaria che ricorderete peraltro
  anche molto combattuta  sia  in  Commissione che in Aula, era una
  finanziaria che aveva, non solo una serie di norme che andavano a
  semplificare le  procedure,  una  serie  di  norme che andavano a
  delegificare, una  serie  di  norme  che  andavano a tagliare una
  serie di spese improduttive.
       Attraverso  quella  finanziaria, anche se in alcuni comparti
  rimaneggiata dalla Commissione e dall'Aula, si diede all'esterno,
  al mercato finanziario, alle banche, l'idea che effettivamente la
  Regione  cambiasse  rotta,  c'era  una  volontà, che si traduceva
  nelle   norme,  di  rigore,  di  miglioramento  della  situazione
  finanziaria   attraverso   i  tagli  alla  spesa  improduttiva  e
  attraverso effettivamente un' inversione di rotta.
       Il mercato  rispose  e rispose in termini positivi: diede un
  mutuo di 1.700 miliardi.
       Quando  stamane  il  Presidente  Provenzano  accennava  alle
  caratteristiche  del  mercato  finanziario che sono certamente la
  serietà a  delle regole fisse, che sono quelle della verifica del
  proprio  interlocutore,  delle  condizioni  nelle  quali  intende
  operare e  cosa  intende  fare, ha detto una realtà ed una grande
  verità.
       La dimostrazione  è  che  nel primo caso, quando ancora si è
  maturata  l'ipotesi  del  pubblico  incanto  e,  successivamente,
  addirittura la trattativa privata, non è stato possibile il mutuo
  perchè nessun  istituto bancario, nè italiano nè estero, ce lo ha
  concesso.
       Ricordo, come  nel  caso  del Governo Provenzano, che per la
  prima volta in Sicilia, una banca estera ci finanziò sempre sulla
  base di quelle comprovate operazioni legislative e di finanza che
  comportavano una  modifica  del modo di fare bilancio ed economia
  in Sicilia;  sta  a  significare  che  il mercato ha ritenuto non
  serio il  modo  di approcciare il problema della nostra cassa, il
  problema del  nostro  bilancio,  il problema di risolvere il buco
  enorme del nostro deficit.
       Allora cosa bisogna fare? Bisognava, a  mio avviso, fare una
  finanziaria  che  disegnasse come,  attraverso  quali  strumenti,
  andare  verso  quella  strada che era  quella,  ribadisco,  della
  ulteriore semplificazione, della  ulteriore  delegificazione, dei
  tagli, quanto  più  possibili, alla   spesa   improduttiva,  alla
  eliminazione  di  forme  di  sacche  di  precariato, più  o  meno
  clientelari,  alla  eliminazione  dei  contributi più  o  meno  a
  pioggia, per  procurarsi  successivamente le forme ed i mezzi per
  campagne  elettorali.
       Occorreva fare un' operazione di sana gestione del bilancio.
  Tutto questo  non  c'è  stato  ed  il  mercato ha reagito in quei
  termini. Poi, questo disegno di legge presenta degli aspetti che,
  a  mio avviso, vanno ulteriormente chiariti.
       Innanzitutto,   credo   che   prevedere  all'articolo  3  la
  possibilità  che l'assessore regionale per il bilancio, autorizzi
  in deroga ad ogni disposizione di legge, di affidare a trattativa
  privata, senza gara, sia una mostruosità giuridica e sia anche un
  comportamento che  mi  preoccupa.
       Questo è  il  Governo  che  è sceso da tre liquidatori ad un
  unico liquidatore  per quanto riguardava gli enti economici; è un
  Governo che  chiede  di  essere  autorizzato  in  deroga  ad ogni
  disposizione di legge per affidare trattativa privata e gara.
       Vorrei capire in base a quale norma,  a  quale  criterio,  a
  quale  principio, questo Governo è "legibus  solutus"  (può  fare
  tutto):  la  trasparenza,  quei  criteri  che   si   sono  sempre
  sbandierati di chiarezza dove sono? in quale atto? Dare il potere
  ad  un  unico  liquidatore,  peraltro proprio  in  questi  giorni
  leggiamo i nomi possibili come liquidatori, verifichiamo anche la
  competenza specifica in materia così importante  anche sulle loro
  stesse dichiarazioni, ci preoccupa a chi  affidiamo il patrimonio
  di  questa Regione, a chi consentiamo,  senza  alcuna  regola, in
  deroga a tutto, di autorizzare l'affidamento di questa gara.
       Io credo  e sono convinto che l'onorevole Piro non potrà non
  essere   d'accordo,   che  inserire  e  mantenere  questo  inciso
  all'interno   dell'articolo   3   sia   effettivamente  una  cosa
  ingiustificata e sono convinto e spero che non avrà alcuna remora
  a consentire  di  dare  il suo parere favorevole agli emendamenti
  che sono stati presentati a tal proposito, perchè venga soppressa
  questa   dizione   e   peraltro  credo  che  anche  tutta  questa
  operazione, proprio perchè manca l'atto propedeutico e necessario
  come  presupposto  delle  linee  della  finanziaria  sulla  quale
  muoversi per  fare  il  bilancio  di previsione del '99, comporta
  un'altra  riflessione.
       In pratica  cosa  avviene?  Avviene che noi andiamo a calare
  come entrate,  attraverso  questa  legge,  le  somme che in unica
  soluzione o  in più soluzioni, andremo a riscuotere attraverso il
  mutuo  ovvero  le  somme  che  andremo  ad  incassare  attraverso
  l'emissione di queste obbligazioni.
       E  se  queste  obbligazioni  non  vengono  sottoscritte? E a
  quanto  vengono sottoscritte? Attraverso anche le spiegazioni che
  stamane venivano date del problema  di  un 'redding' che non c'è,
  di un 'redding' che è basso  e che comporta un rischio elevato ed
  un  tasso  elevato?   Non  le  stiamo  curando?  E  possiamo  noi
  mettere in bilancio per quanto  riguarda  le  previsioni del 1999
  delle entrate non sapendo bene che  cosa avviene e se ci saranno?
  Speriamo veramente che  tutto questo possa maturare un'attenzione
  ed un interesse da parte del  privato  o  di  un 'pool' di banche
  possa rilevare questa emissioni di obbligazioni?  E in base a che
  cosa stiamo dimostrando quella  serietà  che il mercato pretende?
       Ci  rendiamo  conto  che un'operazione simile può comportare
  effettivamente un rischio? Perchè il mercato non ci dà credito; e
  se non ci dà credito il mercato noi siamo arrivati ad una fase in
  cui il  bilancio  complessivo  si  chiude  con  un  buco di oltre
  quattromila  miliardi,  che  significa  un  mutuo  a  pareggio di
  quattromila  miliardi  che, chiaramente, nessuna banca ci andrà a
  fare.
       E allora,  a  questo  punto,  che cosa dobbiamo fare? Vorrei
  fare capire a quest'Aula che sono anche convinto che con senso di
  responsabilità   saprà  comportarsi  se  effettivamente  vogliono
  operare  quei  tagli,  quelle  modifiche  e verso quale direzione
  vogliamo,  non  effettivamente  fare  una  affermazione  e  dire:
  facciamo un mutuo o più mutui; contraiamo queste somme; emettiamo
  obbligazioni e  le  caliamo  nelle  entrate  del 1998, questo per
  consentire di  fare un bilancio più snello per quanto riguarda il
  1999.
       Ma tutto  questo  mi  pare  un  modo di operare molto, molto
  preoccupante  e  anche  improprio.  E  peraltro  dimostra  che  e
  occupazioni e perplessità hanno addirittura anche altri soggetti,
  è ciò è  dimostrato  dal  fatto  che  gli altri soggetti a cui mi
  riferisco, che  sono gli omologhi del Governo nazionale, e quindi
  rilbatone di  Roma con il Governo ribaltone di Palermo, non danno
  alcun credito e  alcuna fiducia. Ma oggi non mi pare che vi siano
  segnali che dimostrino che effettivamente vi è questo cambiamento
  di rotta per  cui vi è una emissione di denaro. E dico che, anche
  perchè  lo  stesso  Governo  nazionale  vi  possa  dare  credito,
  occorrono  dimostrazioni vere, significazioni concrete di un modo
  di operare  perchè il bilancio rientri in condizioni effettive da
  potere essere  gestito  secondo  criteri  sani  e non criteri che
  possono  essere  assolutamente  falsi  o fittizi, come quelli che
  possono essere portati avanti attraverso questo disegno di legge.
       Credo  che la situazione  della  cassa,  la  situazione  del
  bilancio è una situazione che  preoccupa  tutti.  Non  è vero che
  preoccupa  o  debba  preoccupare  solo  una  parte  politica.  Il
  bilancio  è  lo   strumento   economico   e   di   programmazione
  fondamentale ed è anche lo  strumento politico per eccellenza per
  fare capire verso quale strada si  vuole  andare.  Ma  io qua non
  vedo una strada maestra, vedo  una  deriva.  Vedo  la 'deriva' di
  risolvere un problema attraverso questo ricorso al mercato, anche
  obbligazionario oltre che  del  mutuo,  la possibilità attraverso
  l'omogeneità politica con Roma di  avere  delle  somme  da potere
  eventualmente  spendere  con il  bilancio  1999,  mentre,  a  mio
  avviso,, in ogni caso bisogna  operare  per la riduzione. In ogni
  caso bisogna prevedere che il  mutuo  non  ce  lo  diano, bisogna
  prevedere che l'emissione non raccolga interesse e quindi in ogni
  caso bisogna operare per questi  tagli.
       Prima  lo  facciamo  nella maniera più rigida, più rigorosa,
  più seria in  modo  tale che anche la Corte dei conti poi ci dica
  che ancora  una  volta  siamo verso quell'indirizzo serio che non
  c'è stato  fino  al  Governo  Provenzano  e  solo  con il Governo
  Provenzano  il  bilancio  1ha  cominciato  a farsi secondo quelle
  caratteristiche,  altrimenti  non  solo  il  mercato, ma anche il
  Governo omologo potrà darti una mano.  Io me lo auguro che ci dia
  una mano,  amici  miei, perchè sono soldi che entrano nella cassa
  della Regione  e  quindi  aiutano  la  nostra  Regione e i nostri
  conterranei.
       Ma  tutto  questo  qui  dov'è?  Abbiamo  soltanto  l'urgenza
  improcrastinabile,  indefettibile di fare tutto e subito e presto
  perchè altrimenti  il  bilancio  1999  non può esser fatto.  E in
  tutto  questo, però, manca l'atto presupposto, lo ripeto.  Vorrei
  che si  operasse  quanto  prima,  subito  dopo  la  definizione e
  finalmente dopo  avere  esitato la legge voto, che si tornasse in
  Aula per  una finanziaria seria ed effettiva che fosse prodromica
  all'approvazione di  un  bilancio  rigoroso che dia un segnale di
  inversione di tendenza ulteriore  rispetto all'economia siciliana
  ed al bilancio di questa Regione.
       Se manca questo, tutti questi sono, come ha detto stamane il
  presidente   Provenzano,    "pannicelli  caldi"  che  addirittura
  possono essere  ancora più nocivi, perché mentre possono dare una
  presunta boccata  di ossigeno, in quanto, in maniera contabile si
  appostano  come  entrate somme al momento assolutamente presunte,
  comporta  un'ulteriore  spesa per il 1999 attraverso le eventuali
  somme che dovessero arrivare da Roma ed anche perché  Roma faccia
  questi eventuali finanziamenti occorre una serietà che ancora qui
  non si dimostra.
       Il mio invito, quindi, è non solo quello di eliminare quella
  dizione  dell'articolo  3,  ma è quello di lavorare nel segno, di
  preparare  quel  tipo  di  finanziaria  ed  è anche e soprattutto
  quello di prevedere l'eventuale, di lavorare come se mutui non ce
  ne dessero e come se obbligazioni non ne sottoscrivessero, perché
  se  noi consideriamo già definite queste operazioni, continueremo
  a fare un bilancio ulteriormente falso e fittizio.
       Non  entro  nel  merito delle discussione che già sono state
  fatte  per  quanto  riguarda il problema dei tassi e quant'altro,
  magari   mi   riserverò   di   entrare   sull'argomento  via  via
  nell'articolato,  ma  mi  auguro  che questo mio intervento venga
  recepito  dal  Governo e dall'onorevole Piro e che si renda conto
  effettivamente che se mancano quegli atti presupposti, questo può
  essere  un  ulteriore  mezzo  per  andare  alla  deriva  ed è una
  responsabilità  troppo grande che quest'Aula non può consentire e
  non vuole dividere con questo Governo.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Oddo.
       Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per il gioco
  delle parti, non  dovrei  intervenire, perché questa sera mi pare
  che ancora una  volta  si  sta ripetendo un rito che è il rito di
  vanificare  uno  sforzo  serio  che questa maggioranza, che tante
  parti  dell'opposizione,  che  questo Governo, stanno tentando di
  fare.
       Vedete,  a me non sembra solo pretestuosa la cosa. In alcuni
  interventi  di  alcuni  colleghi  dell'opposizione  mi  pare  che
  andiamo  oltre  il  pretesto,  perché i colleghi dell'opposizione
  sono  convintissimo  sanno  che l'articolo 3 è modulato in quella
  maniera perché evidentemente quando le gare, se non ricordo male,
  vanno più di una volta deserte, a parte la questione che riguarda
  il livello di credibilità politica che mi pare il primo argomento
  su cui  dovremo  evidentemente  discutere  e  trovarci un po' più
  d'accordo, rimane  non tanto l'essere temerari e quindi sfidare a
  trattativa privata,  come  qualcuno  ha  detto  qui,  il  mercato
  finanziario per vedere  in  che  misura si chiude il problema dei
  1.700 miliardi, mi  pare  che  per legge diventa anche una strada
  che si può evidentemente scegliere.
       Io, per certi  versi, direi, chi ha coscienza e chi ha anche
  esperienza di  governo quasi una strada obbligatoria, però ripeto
  ritengo che  anche  su  questo  evidentemente  ci siano e possano
  esserci opinioni diverse su cui si potrebbe anche convergere.
       Allora, tutta il mirare all'impostazione dell'articolo 3, il
  mirare  alle questioni della temerarietà di questa assessore e di
  questo  Governo,  mi  sembrano  non  solo  pretestuose,  ma vanno
  proprio  dritte dritte a raggiungere invece una conclusione che è
  una conclusione che fa cadere le braccia.
       Noi stasera ritarderemo ulteriormente un atto indispensabile
  per  cominciare  seriamente  a  parlare di come bisogna fare e di
  come  bisogna  discutere,  di  come  bisogna  riformare,  di come
  bisogna  impostare  il  bilancio di questa Regione che è io credo
  compito  di tutti, non solo del Governo, ma l'apporto complessivo
  di tutti può indubbiamente spingere anche qui per una politica di
  riforma del  bilancio  seria,  un'  operazione verità a tutti gli
  effetti, un  modo  come  fra  maggioranza  ed  opposizione si può
  convergere,  perché  no?,  anche  qui  sotto  la  spinta  di  una
  politica riformatrice vera.
       Poi  c'è  l'altra  questione,  più seria di quanto pensiamo.
  Vedete i  due  Governi  precedenti  hanno dovuto fare i conti con
  questioni simili  a questa.  Io non entro nel dettaglio, ma penso
  che contrarre prestiti  per  un po' di più di 1.700 miliardi - mi
  pare che  eravamo  attorno  a 2.100 miliardi da parte dei governi
  precedenti -  sia un segnale che qualcosa in questa Regione non è
  andata e non va.
       Ora,  volete che i cittadini e le cittadine che ci ascoltano
  credano  che  in  due mesi questo Governo ha dissestato anche dal
  punto  di  vista  delle  politiche  finanziarie  le  casse  della
  Regione. Ma volete che vi credano i cittadini?
       Non  possiamo  discutere  di quel livello di credibilità che
  ormai  è  veramente arrivato ad una soglia minima e vedere in che
  misura  invece  si  supera  il  momento  di  stallo  difficile  e
  complesso  che  sta  attraversando  questa  Regione  e che stanno
  attraversando  le  casse  di questa Regione o è meglio ridurre il
  confronto politico a quelle che sono forme anche di ostruzionismo
  vecchie   superate,   inutili  e  asfittiche  perché  questa  poi
  sostanzialmente  è la verità, con punte anche di violenza verbale
  che  sinceramente  mi  stupiscono.  Con invettive, con richiami a
  quelle  che  sono  inefficienze  politiche  di un Governo che non
  riesce  ad  essere  una  interfaccia seria del Governo nazionale.
  Come  a  dire  questo  Governo ha le carte in regola più di altri
  governi. Io rifiuto questo concetto. Io sono convinto che tutti i
  governi    anche    i   precedenti   governi   nel   rapporto   e
  nell'interfaccia  che va costruita con il Governo nazionale hanno
  comunque  il  profilo  e  la  dignità di governo. Mi pare che sia
  anche  lì  una lettura viziata da una visione del tutto singolare
  di  quello  che può essere oggi il rapporto col Governo centrale.
  Un  governo guidato sì da un mio compagno, ma un governo che è il
  governo  di  tutti  gli  italiani  e  che  è  il  governo  che si
  interfaccia   con   tutte  le  forme  di  governo  a  livello  di
  maggioranze  diverse  da  questa  dell'Italia, perché guai se non
  fosse così.
       E poi i guai finanziari di questa Regione.
       Al  di  fuori  dei  grandi  profili e dei grandi livelli che
  possono  andare  anche ad interfacciarsi con il Governo centrale,
  ma  veramente  pensiamo che li risolviamo dicendo che poca cosa e
  poco ascolto ci dà il Governo D'Alema.
       Allora, per  concludere, perché evidentemente il gioco delle
  parti, ripeto  -  anche  qui,  forse Pirandello non aveva tutti i
  torti -  impone  che  io  realmente  sia  più breve rispetto agli
  interventi   dei  colleghi  dell'opposizione,  che,  stranamente,
  invece parlano  di  una  maggioranza  che  sulla legge voto è una
  maggioranza insicura, però di per sé  i ritmi di quest'Aula, i 20
  minuti   ciascuno,   impiegati   dai  colleghi  dell'opposizione,
  indubbiamente  dilazionano  quelli che sono momenti importanti di
  confronto  per  arrivare  ad  obiettivi  ancora  più qualificati.
  Quindi è  una  forte  contraddizione.
       Ritengo che  se  questa  ancora è la pagina che noi vogliamo
  scrivere, vi  assumete  la responsabilità di concorrere a più non
  posso a scrivere una pagina negativa di questa Assemblea.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.
       Ne ha facoltà.

     CIMINO.  Signor  Presidente,  signor Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, il mio vuole essere un intervento proprio per
  criticare  il  cambiamento  dei lavori d'Aula.
       Avevamo  dato  tante  aspettative, sia all'Assemblea intera,
  sia   ai   siciliani,  che  in  questi  giorni  saremmo  riusciti
  a dare una legge voto, a portare avanti le riforme che vedono già
  il Parlamento nazionale pronunciarsi in linea più avanti rispetto
  alla  Sicilia.
       E   questa  è  sicuramente  una  controtendenza  che  stiamo
  vivendo, una  Sicilia  che  già  da tempo aveva dato visibilità e
  concretezza  con  le  riforme istituzionali, con le riforme dello
  Statuto  siciliano,  oggi  invece  si  trova ad essere minacciata
  dalle riforme  del  Parlamento nazionale e quindi, forse, viene a
  perdere  la prerogativa per potere risolvere un problema concreto
  che è quello  che  in Sicilia non si voti con il proporzionale ma
  si  voti   come   i   siciliani  hanno  già  detto  con  il  voto
  referendario, con il sistema maggioritario.
       Un passo concreto era stato fatto, si era portata avanti una
  linea   voluta   dalla   Commissione  presieduta  dal  Presidente
  Provenzano,  che  ha  avuto  anche  l'avallo  delle  altre  forze
  politiche.
       Oggi,  chissà perché, in controtendenza con il dibattito che
  c'è nel Paese sulle riforme istituzionali si pone avanti un'altra
  questione:  la  questione  del  bilancio regionale e del mutuo da
  contrarre.
       Vedete,  io  non sono contrario in linea di massima all'idea
  di  contrarre  un  mutuo;  però,  così  come  ogni  buon padre di
  famiglia,   prima   di  contrarre  mutui  di  valore  sicuramente
  inferiore  da  quelli  che deve andare a firmare l'assessore Piro
  con  trattativa privata, deve fare anche delle valutazioni: quale
  sarà il  futuro di questa Sicilia, quale sarà il futuro di questa
  Regione?
       Già   articoli   di  giornali  a  tiratura  nazionale  hanno
  chiaramente  lanciato  un  allarme,  l'allarme  che la Sicilia ha
  bisogno di  un commissario e che la Sicilia ha bisogno di rigore,
  di  impegno,  per  cambiare  la  propria linea di precarietà e di
  assistenzialismo.
       Abbiamo  bisogno  di  rilanciare  la politica in Sicilia con
  delle  scelte che possono realmente dare produttività alle nostre
  risorse.   Non  mi  ricollego  solo  ed  esclusivamente  ai  beni
  culturali  ma anche alla possibilità di nuovi porti turistici.
       E'  da  giorni che l'assessore al ramo rilancia la necessità
  di  valorizzare i porti parlando solo ed esclusivamente del porto
  di  Catania,  come se si trattasse di un'assessore comunale e non
  di   un  assessore  regionale.  Sono  convinto  che  la  Sicilia,
  trattandosi  di un'isola della terra del Mediterraneo, ha diversi
  porti  e  tutti  i  porti  devono avere le giuste opportunità per
  essere valorizzati e per ricevere i finanziamenti comunitari. Non
  si può pensare che vi siano porti di serie B e porti di serie A.
       Questo  è  un Parlamento totalmente bloccato ed è bloccato a
  maggior  ragione  oggi con questo Governo: sedute che iniziano il
  martedì   alle  undici  del  mattino  per  iniziare  i  lavori  a
  mezzogiorno, poi nel pomeriggio si procede e si inizia alle sette
  per concludere alle otto di sera. Devo dire che questa è una vera
  contraddizione  con  i problemi che vive attualmente al Sicilia e
  con i problemi che vivono attualmente i siciliani.
       Giustamente,  l'assessore Croce, richiamava la visibilità di
  questo  Governo  e  del  collegamento  che  questo Governo poteva
  fornire  con  il Parlamenta nazionale; questo non è vero, non sta
  avvenendo  perché  notiamo  come  i  ribaltoni voluti non solo in
  Sicilia  ma  anche  in Campania sono stati solo ed esclusivamente
  una  scelta  strategica  per le elezioni europee e non una scelta
  per  il  bene delle collettività amministrate, per la credibilità
  da dare.
       Io  ricordo  quando era al Governo il Presidente Provenzano,
  l'opposizione  che  i  banchi  del centro sinistra lanciavano con
  allarme  verso  lo  scollegamento  e  il  mancato raccordo con il
  Parlamento  nazionale  e della credibilità. Possiamo dirlo, però,
  con  franchezza  il  Governo  del  Polo, il Governo Provenzano ha
  avuto  avuto  la  credibilità  di  ricevere il mutuo, ha avuto la
  credibilità  di  portare  avanti  del cose concrete e sicuramente
  oggi di grande immagine anche con Roma.
       Noi  ci  immaginavamo  che  questo  governo,  il  governo di
  centro-sinistra,  il  governo  nato dal ribaltone, il governo non
  voluto sicuramente dai siciliani, desse un segnale concreto.
       Si era parlato di aree franche in Sicilia, si era parlato di
  aree  libere  d'impresa, questioni che concernevano in particolar
  modo il Parlamento nazionale e l'attività del governo siciliano.
       In questa linea non si sta vedendo niente, tutto è bloccato.
  Giustamente chi  mi ha preceduto lanciava l'idea anche di fare in
  modo di recepire nuove risorse, di avere nuova linfa per le casse
  regionali, applichiamo  e  recepiamo  la  legge Ronkey per i beni
  culturali in  modo  tale che i nostri bilanci possono avere nuova
  fonte   e  nuova  linfa,  applichiamo  e  lanciamo  l'idea  della
  demineralizzazione  di  quelle  aree  che  sono  oggi  totalmente
  abbandonate.
       Questo ha  bisogno la Sicilia per dare il segnale che questo
  bilancio  non serve solo ed esclusivamente per accontentare pochi
  eletti, ma  serve  solo  per  ricreare  nuova credibilitè e nuova
  immagine.
       Questo disegno di legge è uno dei pochi disegni di legge che
  viene esitato  da  una commissione a maggioranza. Di solito, devo
  dire, nella  mia piccola esperienza parlamentare ho notato come i
  disegni  di  legge  sono  sempre  scaturiti dalle commissioni con
  unità d'intenti, unità di progettualità, l'unanimità.
       Qui si vede come c'è una vera mancanza di fondo, forse anche
  perchè non  si  vuole  dare  a  questo  disegno  di  legge quella
  pericolosità   che   può   avere  una  norma  di  così  contenuto
  sostanziale  da attribuire ad un assessore solo ed esclusivamente
  il potere di firma su un bilancio così rilevante per la Regione.
       poi si parla di un prestito obbligazionario.
       In cosa consiste il prestito obbligazionario?
       Consiste  nel  dare la possibilità alla Regione siciliana di
  richiedere  anche  il  finanziamento  ai  piccoli  azionisti,  ai
  piccoli risparmiatori siciliani.
       Certo, questa  può  essere anche una buona idea per ricavare
  dei proventi  per  la  Regione, ma la Regione prima di ricavare i
  soldi  dalla  Regione,  prima  di  richiedere il finanziamento ai
  piccoli   risparmiatori   siciliani,   prima   di  richiedere  il
  finanziamento   ai  disoccupati  siciliani  deve  poter  dare  la
  credibilità a quei disoccupati, ai quei soldi gli verranno ridati
  e con i giusti interessi,
       Non si  può  pensare  di  prendere  in  giro i siciliani che
  vogliono investire verso la Sicilia, verso una nuova Sicilia, una
  nuova Sicilia  che  deve  essere  trasparente  e  che  deve poter
  camminare a testa alta.
       A me  dispiace che temi così importanti che sta vivendo oggi
  questo  Parlamento  che  sono  quelle delle riforme, quelli della
  legga legge  antiraket o anche quella del bilancio, venga vissuta
  da quest'Aula in modo così irrisorio e così precario.
       Una  grande  assenza,  soprattutto,  la  vera  assenza della
  magggioranza  che  è  stata  presente  solo  ed esclusivamente il
  giorno  delle elezioni del governo, solo ed esclusivamente perchè
  richiamata dai propri riferimenti romani.
       Questo   non   è  quello  che  volevano  i  costituenti  del
  Parlamento   siciliano,   il   Parlamento   siciliano   ha  delle
  prerogative  proprio  perchè  vuole  poter camminare a testa alta
  anche con il Parlamento nazionale.
       E invece no, ci stiamo facendo rubare una grande opportunità
  che è  quella  veramente  di  mantenere  la dignità di essere una
  autonomia speciale.
       Ed è  bene chi lancia l'allarme che le Sicilia ha bisogno di
  essere commissariata.
       Forse è vero, forse il commissariamento è l'unica via perchè
  possa dare  alla  Sicilia  sia regole chiare ma anche credibilità
  verso il Paese intero.

     MISURACA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MISURACA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
    disegno di  legge  presuppone  alcune valutazioni certamente di
    ordine politico e poi di ordine tecnico.  Per le valutazioni di
    ordine politico,  mi riferisco ad una schizofrenia parlamentare
    di quest'Aula che,  pur  nel  rispetto del Regolamento interno,
    oggi si è consumato -  a mio avviso - un vero e proprio scippo.
    Alcuni  colleghi lo  ha  rappresentato  nel  corso  degli  loro
    interventi che mi hanno  preceduto.  Ed io vi ho colto un certo
    turbamento.
       Si stava trattando  il  disegno  di legge voto che ritenevo,
  come ritengo, perchè questo  è  il  taglio  che  ne  ha  dato  la
  maggioranza,  che esso  dovesse  essere  la  madre  di  tutte  le
  riforme, quando di colpo, ripeto con un colpo di mano, qui l'Aula
  ha cambiato il senso  di marcia. Abbiamo cominciato a trattare di
  un  disegno  di  legge  importante,  lo  riconosco  all'onorevole
  Assessore, che qui non  vedo,  che ha avuto una buona capacità di
  redazione,  una  attenzione  tecnica  nella  predisposizione  del
  disegno di legge,  ma probabilmente la velocità dell'esito che il
  disegno di legge ha  avuto  in  Commissione  alcuni  dubbi, a mio
  avviso, lascia. Eper  questo,  vorrei  fare alcune valutazioni di
  ordine tecnico.
       E' vero come dice l'Assessore al bilancio, nella sua replica
  agli  interventi di  stamane,  che  questo  mutuo  a  pareggio  è
  obbligato a farlo  perchè  è  una eredità del precedente Governo.
  Bene. Ma quando noi  votammo  la legge di bilancio avevamo chiaro
  quello che dovesse  essere la nostra progettualità; sapevamo come
  avremmo affrontato la nuova  legge  di  bilancio  per  il 1999. E
  allora se un rilievo  devo fare, onorevole Assessore, è quello di
  avere predisposto un  disegno  di  legge, dei cui aspetti tecnici
  vorrei parlare dopo,  senza un quadro complessivo di riferimento.
  Mancano,  a  mio  avviso,  infatti,  alcuni  riferimenti  precisi
  lasciati ad una  trattativa  che non mi impressiona rispetto alla
  possibilità che possa  essere questo Governo ad effettuarla. Però
  mi preme sicuramente capire  che  cosa  ci  sia  dopo.  E allora,
  forse, avrei  preferito  conoscere  l'indirizzo di questo Governo
  nelle  linee  generali   per   ciò  che  attiene  al  risanamento
  complessivo di questo  bilancio  in modo da essere certamente più
  sereno  per  affrontarne   poi  l'iter  nel  momento  in  cui  ci
  appresteremo a definire il prestito obligazionario.
       Certo una  definizione  dei  costi-benefici,  a  mio avviso,
  onorevole  Assessore  andava   fatta.   E  mi  riferisco  poi  in
  definitiva alla impostazione che lei ha dato al disegno di legge.
  Lei ha previsto  l'assegnazione  di un servizio di consulenza per
  la definizione del  rating  alla  Regione  siciliana. E allora mi
  pare opportuno comunque  ancora suggerire che forse sarebbe stato
  più opportuno  per  gli  investitori  istituzionali  conoscere il
  quadro di riferimento nel quale questo Governo voleva inserire la
  manovra di bilancio  del  1999.  Perchè, ripeto, non mi preoccupa
  l'ampia discrezionalità che  lei  si  è  dato  nella gestione del
  prestito obligazionario; mi  preoccupa  semmai il costo di questo
  prestito obligazionario, in quanto più basso è il rating maggiore
  sicuramente dovrà essere il costo del prestito obligazionario per
  le casse della Regione.  E  allora  mi  preoccupa ancor di più la
  indicazione tout court che  lei  ha inserito nel disegno di legge
  circa la delega di pagamento così mistificata fra le righe perchè
  vi è un riferimento alla legge di bilancio precedente, se è certo
  che questo prestito obligazionario dovrà essere pagato, e insieme
  alle rate di  mutuo dovranno essere pagati gli oneri complessivi,
  così come indicato nel disegno di legge.
       Mi sembra  poi  un  trasferimento  di  ricchezze all'estero.
  Perchè se è  vero che gli investitori saranno investitori esteri,
  andremo a depauperare  le  casse  della Regione siciliana a tutto
  vantaggio di investitori  esteri.  Ed  allora forse io come avrei
  operato e cosa vorrei adesso suggerire?
       Una rivisitazione  sicuramente  andava  fatta.  Si  è voluto
  intervenire  invece  stamattina,  ripeto,  con  un  atteggiamento
  assolutamente  schizofrenico  dell'attività  parlamentare;  si  è
  cambiato il senso  di  marcia,  ma  già l'accelerazione era stata
  fatta nei giorni  precedenti,  quando  in  commissione bilancio è
  apparso chiaro dalle  indicazioni riportate a margine del disegno
  di legge, sono qui  indicati  i termini e le date di trasmissione
  alla commissione Bilancio  e  alla  situazione  complessiva, mi è
  parso che l'esitazione ed il tempo che la commissione Bilancio ha
  dato a questo disegno  di  legge,  sia la prova palese della poca
  attenzione  che  questo   Governo  e  comunque  i  commissari  in
  Commissione  abbiano   voluto   dare  ad  un  provvedimento  così
  importante.  Il  mercato  infatti  poi  fa  selezione,  onorevole
  assessore. E se  propedeutica  mi  pare  sia l'affidamento ad una
  società  per il  rating,  il  risultato  di  questa  attività  di
  consulenza  segnerà  sicuramente  il  costo  di  questo  prestito
  obbligazionario. Perchè mi  pare di leggere tra le righe, sebbene
  il disegno di legge  parli  anche  di  mutuo,  che  a un prestito
  obbligazionario la sua  attenzione  oramai  è  volta.  E  siccome
  parliamo di  cifre  assolutamente irrilevanti, ripeto, non vorrei
  che fosse un  trasferimento  di  danaro  dalle casse regionali ad
  istituzioni estere.  Forse con maggiore attenzione questo Governo
  avrebbe potuto rappresentare  la linea di rigore e avrebbe potuto
  anticipare all'opinione pubblica e a quest'Aula all'interno della
  quale dovrà promuovere la propria attività di governo.
       Ed allora, onorevole Presidente, onorevole assessore, il mio
  invito comunque è quello  di  un  attento  esame dell'attività di
  governo. Noi la  battaglia  in Aula continueremo a farla. Abbiamo
  presentato degli  emendamenti che vogliono essere un suggerimento
  attento,  vivace   al   dibattito   parlamentare   perchè  questo
  indebitamento di  1.700  miliardi,  che  pare oramai ineluttabile
  visto che il  Governo regionale intende perseguire questa strada,
  costi il meno possibile.  La  mia  paura  infatti è che visto che
  oramai il ricorso all'indebitamento è costante, questo non sia un
  momento buono per le gestioni successive.
       Quindi  la  invito   ad   un  attento  critico  esame  degli
  emendamenti che la  minoranza  ha  presentato,  e che rispetto al
  nuovo calendario  dei  lavori parlamentari verranno esaminati nel
  corso dei prossimi giorni.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  subito dire anche a  parziale  modifica  di quanto dalla stampa è
  stato  riportato  probabilmente   per   un   malinteso   tra   le
  dichiarazioni   dell'assessore   al   bilancio   e   quello   che
  effettivamente poi è  avvenuto in termini di voto in Commissione,
  che il Gruppo di  Alleanza  nazionale  è stato contrario a questo
  disegno di legge  anche  se  abbiamo  ovviamente  dato  i  nostri
  suggerimenti e abbiamo  apprezzato  anche  alcune parti di questo
  disegno di legge.
       Non sfugge al sottoscritto che il mutuo a pareggio così come
  è stato inteso negli  anni  passati  e  al  quale  abbiamo  fatto
  ricorso anche recentemente  durante  il  governo Provenzano è uno
  strumento ormai obsoleto  che  necessitava  di una modifica e che
  opportunamente quindi doveva essere sostanzialmente riformato.
       Quindi non  sono  così  certamente  contrario  anzi apprezzo
  questa modifica che  vediamo  all'articolo 2 del disegno di legge
  che prevede  appunto  l'autorizzazione  all'emissione di prestiti
  obbligazionari, strumento  certamente più moderno, più agile, più
  flessibile che  consentirà  possibilmente  il  conseguimento  del
  risultato in modo più certo o quantomeno più probabile.
       Ma non c'è dubbio che  una  cosa  non deve sfuggire e cioè a
  dire che per la realizzazione e per la contrazione di un prestito
  obbligazionario i presupposti  sono  gli  stessi di quelli per la
  contrazione del mutuo. Anzi, forse come è stato rilevato anche in
  Commissione qualcuno in più.  Perchè  è chiaro che ci deve essere
  un istituto di  credito  che comunque debba garantire il prestito
  obbligazionario;  un   istituto   di   credito   che   si  faccia
  sostanzialmente garante  della  riuscita  della  operazione, così
  come è avvenuto peraltro  per importi di gran lunga inferiore. Mi
  riferisco al debito pubblico  del  comune  di  Napoli  e anche in
  qualche altra occasione in  cui  è  sempre  stato garantito da un
  grande  istituto  bancario   la  possibilità  e  la  capacità  di
  razionalizzare il  prestito obbligazionario e poi di ricollocarlo
  sul mercato.
       Quello che però  ci  vede  decisamente  contrari  e  su  cui
  abbiamo presentato un  certo numero di emendamenti è l'articolo 3
  'Disposizioni  riguardanti prestiti obbligazionari'. Sono infatti
  assolutamente contrario alla formulazione dell'articolo 3 per una
  ragione innanzitutto  di  carattere  fondamentale,  e  cioè:  già
  esiste nell'Ordinamento  della  Regione  siciliana  lo  strumento
  legislativo ed  amministrativo  per realizzare nella sostanza gli
  obiettivi che l'articolo 3 si prefigge.
       Lo strumento  nella  legislazione  regionale  è quello delle
  spese del Presidente  della  Regione che prevede spese per studi,
  pareri ed altri tipi  di  attività  tra  i  quali rientrano senza
  dubbio i servizi  riguardanti il rating, i servizi riguardanti la
  nomina di un advisor per l'intera operazione finanziaria.
       Non è dunque  assolutamente  necessario per avere un rating,
  per avere un advisor,  per  avere  tutta  una  serie  di  opzioni
  finanziarie, di  strumenti  finanziari,  per  servirsi  di quegli
  strumenti che sono necessari per un'operazione di una portata del
  genere, quindi  di  personale  qualificato, aziende qualificate e
  così via, non è  necessario  affatto fare una norma nuova, esiste
  già una norma.
       La  cosa,  quindi, non  solo  non  ci  convince,  ma  ci  fa
  determinare in  senso  decisamente  negativo perchè la differenza
  tra quello strumento legislativo  e questo è che mentre in quello
  strumento legislativo  comunque il costo dell'operazione verrebbe
  conosciuto tra l'altro  il  costo  di un rating, dicevamo l'altra
  volta in Commissione, è un costo estremamente contenuto, tra i 40
  e i 70 milioni, sicuramente le prestazioni di aziende che possono
  essere utili  come  advisor potrebbe essere certamente superiore,
  ma comunque i costi  a  cui  faremmo fronte con quella norma sono
  costi che potrebbero  essere  conosciuti  da qualunque deputato e
  direi da  qualunque  cittadino,  perchè  sarebbero opportunamente
  rendicontati, sarebbero  opportunamente spesi attraverso i canali
  ordinari e quindi  non  sfuggirebbero  certamente al controllo di
  contabilità che in questa Regione abbiamo.
       Diversa cosa è  attraverso  l'articolo  3  dove  il costo di
  questi servizi sono  sostanzialmente diciamo così, mi si passi un
  termine probabilmente un po' nuovo, ma comunque non certamente un
  italiano corretto ma sono 'intruppati'all'interno degli interessi
  che  dovrebbero  naturalmente  essere  pagati sui questi prestiti
  obbligazionari   e,   quindi,  avere   sostanzialmente   inserito
  all'interno  del costo del prestito, del costo del  denaro  avere
  inserito anche servizi che, invece, in modo alternativo, potevano
  essere  richiesti in modo analogo e con gli stessi  risultati,  è
  un'operazione che non ci convince, è una operazione -  mi  scusi,
  non è una critica personale all'Assessore o al  Presidente  della
  Regione,  è  una  critica  alla  impostazione,   alla   filosofia
  legislativa  -  è  un  disegno  di legge poco trasparente,  è  un
  disegno  di legge che, sostanzialmente, non rende  palesi  quelle
  che sono le spese che questo articolo 3 comporterebbe.
       Ecco, quindi, la grande  e  la  notevole forza contraria che
  noi abbiamo su questo articolo 3.  Tra l'altro un articolo 3 che,
  in  molti  casi   riprende   una  normativa  nazionale,  riprende
  addirittura  normative   comunitarie,   allora   io   mi  chiedo:
  "considerato che il legislatore  regionale  non  ha  il potere di
  derogare a norme legislative nazionali o comunitarie, la forza di
  legge dell'Assemblea regionale  siciliana non può, in alcun modo,
  essere una forza superiore  a  quella  della  legge nazionale o a
  quella della legge comunitaria.
       La legge regionale, nella  misura  in  cui confligge con una
  norma comunitaria o con  una  norma nazionale nelle materie delle
  quali stiamo trattando,  inevitabilmente  si  presterebbe  ad una
  censura di incostituzionalità e,  dunque,  io non ritengo che sia
  opportuno, all'interno di questo  articolo  3  dei vari commi che
  compongono l'articolo 3,  menzionare e riprendere alcuni passaggi
  legislativi nazionali che, se esistono, ebbene non c'è dubbio che
  dovranno essere rispettati dal legislatore regionale, ma dovranno
  essere rispettati dall'amministratore,  da colui il quale andrà a
  utilizzare questo strumento.  D'altronde,  se non esistono,non si
  capisce perché debbano essere introdotti nella legge regionale.
       Io,  naturalmente,  mi  riservo  di  intervenire  sia  sugli
  emendamenti - mi pare che  il  Regolamento  me lo consenta in una
  fase successiva - che ho presentato, non sono numerosi, sono però
  - io ritengo -  estremamente  importanti  su  cui  invito tutti i
  deputati a fare una attenta e seria riflessione.
       Io mi rendo conto,  onorevole  Piro,  che  questo disegno di
  legge  non  è  stato   inventato  da  lei,  né  dai  suoi  ottimi
  funzionari, riprende anche  cose  che  hanno  fatto altre Regioni
  italiane, ma credo che  non per questo debbano essere valutate in
  modo  acritico e  debbono  essere  inserite  nel  contesto  della
  legislazione regionale soltanto  per  il  fatto che altre Regioni
  hanno norme analoghe.
       Occorre  capire quello  che  stiamo  facendo,  anche  perché
  inevitabilmente  altre   regioni   probabilmente  non  hanno  una
  legislazione  che   consente   di  utilizzare  queste  operazioni
  finanziarie. Allora io credo  che  sia importante per i cittadini
  conoscere quella che  sarà  la successiva fase di interpretazione
  autentica,  quella  cioè   che   darà  l'Aula  -  interpretazione
  autentica in senso non tecnico, ma in senso, come dire, piuttosto
  un po' provocatorio -  una interpretazione autentica con la quale
  poi  si metterà  in  pratica  questa  operazione  finanziaria  in
  termini amministrativi.
       Ritengo, inoltre, che  non aver previsto legislativamente la
  imputazione di queste spese all'interno del capitolo che prevede,
  invece, la imputazione degli  interessi  e  del  capitale  per il
  rimborso dei prestiti,  potrebbe determinare anche una confusione
  in termini legislativi  ed  amministrativi,  cioè nella misura in
  cui vi sono dei  capitoli  di  bilancio che prevedono il rimborso
  della  quota  interesse  e  prevedono  il  rimborso  della  quota
  capitale, è chiaro che  si  porrà  anche  un  problema  di esatta
  imputazione della spesa nella  misura in cui tra gli interessi vi
  saranno ricompresi anche  le  spese per questi servizi finanziari
  che, attraverso  l'introduzione  dell'articolo  3, l'Assessore al
  Bilancio intende andare  a commissionare alle società finanziarie
  che poi si faranno avanti.
       Ecco allora un  giudizio  critico  sulla  introduzione degli
  strumenti nuovi che,  nella sostanza condividiamo, ma un giudizio
  critico  senza dubbio non sulla introduzione di  strumenti  nuovi
  che,  nella sostanza, condividiamo ma un giudizio  critico  senza
  dubbio  nella  filosofia di questa legge che prevede  un  potere,
  diciamocelo  francamente,  estremamente  discrezionale  da  parte
  dell'assessore  al  bilancio, che non metta al riparo nè  lui  nè
  l'Assemblea   dal   sospetto   che   probabilmente   l'operazione
  finanziaria  poteva  essere conclusa con costi inferiori  per  la
  Regione   siciliana   non   determina  degli   esatti   parametri
  all'interno dei quali l'aggiudicazione della gara dovrebbe essere
  effettuata.  Con  questo  mettendo  un  po' in difficoltà anche i
  funzionari che  poi  andranno  a valutare le proposte che saranno
  presentate in quella sede.
       Allora,  abbiamo tempo  fino  alla  settimana  prossima  per
  riguardare  questo  disegno  di   legge.   Lo  dico  ai  deputati
  dell'opposizione ma lo dico  anche  ai deputati della maggioranza
  che  poi  avranno  la   responsabilità   di   mandare   in  porto
  un'operazione    di   questo   tipo.   E   allora,   rivediamola,
  aggiustiamola,  guardiamo  meglio  questi  articoli quali possono
  essere le ragioni che hanno determinato questa filosofia e questa
  impostazione del  disegno  di legge e cerchiamo di rendere invece
  più    trasparente,    più    comprensibile,    rimandando   alla
  discrezionalità  dell'assessore, un disegno di legge che potrebbe
  avere effetti estremamente importanti per la nostra Regione.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente, il dibattito è  stato ricco ed articolato. Sono stati
  posti parecchi problemi  e  parecchi  interrogativi.  Il  Governo
  intende fornire alcuni  elementi  di  chiarimento  della  propria
  posizione e dei contenuti del  disegno di legge e qualche accenno
  al contesto in cui questo disegno di legge si inserisce. Cercherò
  di farlo nel modo più breve possibile e senza tediare l'Aula.

       Ribadisco  innanzitutto  che  la  richiesta  di  inserimento
  all'ordine del giorno di questo disegno di legge giammai ha avuto
  nelle intenzioni del Governo  l'intenzione di fornire un pretesto
  di  interferenza  con  i  lavori  relativi  all'approvazione  del
  disegno  di  legge-voto, che  il  Governo  ritiene,  come  lo  ha
  ritenuto la maggioranza che a  questo  Governo  ha  dato vita, un
  passaggio  fondamentale  e per  il  quale  il  Governo,  pur  nel
  rispetto totale della  piena autonomia dell'Assemblea, si adopera
  affinchè lo stesso disegno  di  legge-voto possa essere approvato
  al  più  presto consentendo  anche  di  fermare  qualsiasi  altro
  disegno di legge e qualsiasi  altra  iniziativa se non questa che
  era stata per tempo annunciata, che era stata presentata nei suoi
  risvolti di urgenza e  di  indifferibilità  alla  Conferenza  dei
  Capigruppo ed all'Aula stessa,  nel  momento  in  cui  l'Aula  ha
  concesso la procedura d'urgenza  e  la relazione orale e rispetto
  al quale il Governo ieri sera ha svolto un'opera di consultazione
  presso i gruppi politici  di  opposizione  spiegando  che  non si
  trattava di nessun tentativo di interporre ostacoli al disegno di
  legge-voto  ma soltanto della  necessità  di  poter  arrivare  ad
  approvare  questa  legge  nei  tempi  più  stretti  possibili  in
  considerazione del fatto che la  scadenza  del  30  aprile  è una
  scadenza ineludibile e che se si vuole completare l'operazione di
  finanziamento  già  prevista  per   il   1998  essa  deve  essere
  autorizzata  dall'Assemblea  adesso,   in   questi  giorni,  pena
  l'impossibilità materiale di  poterla  portare  successivamente a
  termine e rispetto a questo c'è una valutazione di responsabilità
  che deve essere fatta anche dai gruppi parlamentari oltre che dal
  Governo. Il Governo l'ha fatto;  lo stesso chiede che venga fatto
  dai gruppi parlamentari.
       Sono state dette molte  cose  in questo dibattito ed alcune,
  devo  dire  la  verità,  anche  abbastanza  imprecise.  Comprendo
  ovviamente  la polemica politica  ma  ho  necessità  di  chiarire
  alcuni aspetti. Innanzitutto questa non è un'operazione che grava
  sul bilancio del 1999 e quindi un'operazione che autonomamente il
  Governo  ha  deciso  di fare.  Questa è un'operazione che è stata
  prevista   nei   suoi   contenuti   e   nel   suo  importo  prima
  dall'Assemblea  regionale siciliana che ha autorizzato il ricorso
  al  mercato  per l'anno 1998 per 2.700 miliardi e poi dal Governo
  della Regione precedente che, in funzione anche delle esigenze di
  cassa  e  del rispetto del patto di stabilità, ha previsto di far
  ricorso al mercato per un totale di 1.700 miliardi.
       I 1.700 miliardi,  vorrei ricordare all'onorevole Croce, non
  servono per generare nuova spesa, servono soltanto per fornire un
  mezzo di copertura a spesa che è  già  stata  fatta e che è stata
  fatta interamente dal  precedente  Governo,  compreso l'onorevole
  Croce.  Forse non se lo  ricorda,  ma  è  opportuno ricordare che
  fino all'insediamento di questo  Governo, che è avvenuto soltanto
  a  fine novembre, primi di  dicembre,  ha  operato  pienamente  e
  pienamente anche nell'impegnare  le somme stanziate il precedente
  Governo.
       Questo finanziamento serve  per  fornire copertura a impegni
  già presi, impegni che sono già stati presi dal Governo. Se non è
  chiaro questo, o se si  tende  a  mistificare questo punto, credo
  che non ci potrà essere chiarezza nella discussione e soprattutto
  non si fa un discorso  corretto.  Non  so  se questo ragionamento
  verrà ritenuto squallido, così come  è stato detto in quest'Aula,
  ma  così  è.  In  ogni  caso  lo  squallore  va  attribuito  alla
  maggioranza e al Governo precedente  che  questo ha generato e in
  questo modo ha operato.
       Non mi permetto, ovviamente, di  definirlo  così nè la penso
  in questo modo.
       Se   non   si   provvede   all'attivazione  delle  procedure
  necessarie  per  ottenere  il finanziamento di 1.700, l'effetto è
  certo.  Si  produrrà  non  solo una minore entrata di parte sulla
  cassa  di  1.700  miliardi,  il  che  ovviamente creerà ulteriori
  difficoltà  nei  pagamenti,  ma  si determinerà uno squilibrio di
  competenza sull'anno  1998 a fronte di impegni che sono stati già
  presi, non  so  con  quanto  senso di responsabilità da parte del
  precedente Governo,  ma  così è. Nè è immaginabile pensare che in
  questo momento si possano aggiungere ai 2.330 miliardi di ricorso
  al mercato finanziario, che il Governo precedente ha previsto nel
  bilancio  depositato  a  ottobre,  anche ulteriori 1.700 miliardi
  derivanti dal disavanzo di competenza dell'anno 1998.
       E' stato anche detto -  ma  invito  tutti  a considerare con
  realismo  e a considerare  quanto  avventata sia l'affermazione -
  che possiamo già adesso  rinunciare  tranquillamente a pensare ad
  ottenere questi 1.700 miliardi,  tanto li possiamo riprodurre nel
  bilancio 1999.
       Non credo che sia un'operazione tecnicamente consigliabile e
  credo che dal punto di  vista  istituzionale, lasciamo perdere il
  punto di vista politico, non sia un'operazione che si possa fare.
       Vedete,  il Governo che si  è  insediato  a  dicembre  si  è
  trovato  di  fronte ad una  operazione  già  impostata,  che  era
  un'operazione  che  puntava   esclusivamente   al  mutuo;  è  una
  posizione che riflette  una  concezione  ormai vecchia, superata,
  quella per la quale noi chiediamo  e  gli altri devono correre ad
  offrirci. Oggi non è  possibile  immaginare di potersi presentare
  sui mercati stando fermi: in qualche modo bisogna andare incontro
  ai  mercati,  sapendo  ovviamente   come  andarci e anche  a  che
  condizioni andarci.
       Il risultato  qual  è  stato?  Che  non è stata fatta alcuna
  opera  di promozione di questa richiesta di finanziamento.  Siamo
  stati fermi  ad  aspettare. Il  14  novembre, data fissata per la
  celebrazione della gara, non si è presentato alcuno.
       Agli inizi di dicembre questo Governo si è posto il problema
  se abbandonare del tutto  l'ipotesi  di  finanziamento  dei 1.700
  miliardi - e immagino  quali  critiche  pesantissime si sarebbero
  alzate  giustamente  dai  banchi dell'opposizione, oppure tentare
  quella  che  in  quel  momento  era  l'unica strada percorribile,
  stante  l'autorizzazione  data  dall'Assemblea  che scadeva il 31
  dicembre e  stante  il  fatto  che  l'operazione  era  già  stata
  impostata ed  in  corsa  non  poteva  essere  modificata che come
  un'operazione  di mutuo, quella cioè di ricorrere alla trattativa
  privata così  come  prevede il decreto legislativo 157. Cosa che,
  devo dire  un  po'  a  malincuore,  ma  il  Governo  ha fatto non
  riuscendo  evidentemente  nelle  condizioni  date  ad ottenere un
  risultato dal momento che anche la trattativa privata fissata per
  il 23 dicembre non ha registrato adesioni.
       A  questo punto si è riproposto il  problema,  ma  ci  siamo
  sentiti in dovere di riproporlo in modo  diverso, non se dovevamo
  continuare a cercare, ma in che modo  dovevamo iniziare a cercare
  per riuscire ad ottenere un risultato.
       Abbiamo  fatto delle valutazioni, ci  siamo  mossi,  abbiamo
  chiesto  opinioni,  abbiamo  chiesto  le   opinioni  dei  massimi
  operatori del settore, che ci  hanno  fornito  delle indicazioni,
  che ci hanno formulato anche delle  ipotesi,  rispetto  a  queste
  ipotesi,  rispetto  a quella cioè che è  oggi  la  situazione  di
  mercato,  il  Governo  ha  ritenuto:
       a)  che  fosse  necessario  riproporre  l'autorizzazione del
  mutuo  o  della  contrazione  del  finanziamento  fino  al limite
  massimo possibile  che  è  il  30  aprile;
       b) di  consentire un ventaglio più ampio di possibilità, non
  solo tecniche,  ma  di  approccio  al mercato, quindi, accanto al
  mutuo anche  la possibilità di emissione di obbligazioni o titoli
  similari.
       Il   Governo   proporrà   poi  anche  questa  considerazione
  all'Aula. In questo senso ci siamo mossi, in questo senso è stato
  presentato il disegno di legge.
       Il disegno di legge apre un ventaglio di possibilità, ma non
  dice e non potrebbe dirlo qual è  obbligatoriamente il sistema al
  quale fare ricorso, perché il Governo è  consapevole,  lo  ha già
  detto  in Commissione Finanze, che  un'emissione  obbligazionaria
  oggi sui mercati in presenza di una valutazione data alla Regione
  siciliana, certamente non altissima, espone la Regione siciliana,
  comporta dei costi.
       Allora,  il Governo è comunque intenzionato a perseguire per
  prima   la  strada  che  esponga  la  Regione  al  minor  rischio
  possibile;  secondo  è intenzionato a perseguire la forma tecnica
  che  consenta  il  minor  costo possibile accompagnata appunto al
  minor rischio possibile.
       Noi  non  abbiamo  e  non avremmo potuto ovviamente decidere
  alcunché;  se non c'è l'autorizzazione legislativa certamente noi
  non siamo  in condizione di decidere alcunché, né evidentemente è
  nostra intenzione farlo.
       Ci sarà  una  fase  di necessità, sarà una fase breve in cui
  verranno  valutate  le  opzioni  possibili  e  verrà  individuata
  l'opzione  che  appunto  presenta  il  minor  rischio ed il minor
  costo.
       Tenendo presente che impropriamente, io  credo, si sia fatto
  riferimento  alla  precedente operazione di  mutuo,  proprio  con
  riferimento  a  questo aspetto, delle condizioni date, il Governo
  ritenne allora che comunque il costo che si pagava fosse un costo
  necessario, ma  la  verità è che il costo che paghiamo adesso per
  l'operazione  di  finanziamento  del  mutuo cosiddetto "Rossini",
  quello  che  fece il Credit Suisse riconvertendo poi l'operazione
  con  l'emissione  collaterale  di  obbligazioni,  oggi è un costo
  notevole,  oggi  noi  paghiamo un tasso fisso su quell'operazione
  che è  quasi  dell'8 per cento, mentre un'operazione normale oggi
  sul mercato  è  intorno  al 4/4,50;  insomma, questi sono i tassi
  applicati.
       Allora era  un  tasso, tutto  sommato, che stava sul mercato
  anche se  era  un  tasso  alto;  oggi è un tasso altissimo. Ma si
  fece l'operazione  a  tasso fisso, quella era l'operazione che si
  poteva fare  in  quella  circostanza,  ed è per questo, onorevole
  Croce,  onorevoli  colleghi, che la legge giustamente ha ritenuto
  di svincolare da alcuni vincoli che si sono dimostrati iaculatori
  per l'amministrazione regionale la possibilità di contrazione dei
  finanziamenti, per cui  si  prevede  il  tasso  fisso  e il tasso
  variabile, per  cui  non  si  prevede un limite allo spread ma si
  dice alle  migliori  condizioni  di  mercato,  per  cui  è  stata
  prevista  già  l'alternativa tra operazioni di mutuo e operazioni
  di emissioni di obbligazioni.
       Non  a  caso  la  legge  regionale, voi, onorevoli colleghi,
  avete  previsto questo sostanzialmente rendendoci tutti conto che
  era  necessario  per l'appunto andare incontro alle situazioni di
  mercato  e  non  creare  rigidità  assolute  che o impediscono il
  finanziamento  o  ci  costringono ad averlo in maniera strozzata,
  cioè  con  il  cappio  alla  gola come è avvenuto anche e non per
  alcuni  versi  per  responsabilità  del  precedente  governo  per
  l'operazione Rossing.
       Questo   vuole   il  Governo   con   questa   autorizzazione
  legislativa:  che  l'Assemblea  faccia   una   valutazione  sulla
  opportunità  e/o  necessità  che  venga   portata  a  termine  la
  copertura dell'indebitamento che già esiste sul bilancio del 1998
  per evitare che si riproduca nel 1999.
       Secondo, che  è  in  linea con quanto già voluto dalla legge
  emanata da  questa  Assemblea,  possa  essere  data al Governo la
  possibilità di verificare sul mercato a quali ottimali o comunque
  migliori condizioni questo finanziamento possa essere ottenuto.
       Ecco   perché  viene  prevista   l'emissione   di   prestiti
  obbligazionari e viene prevista la normativa dell'articolo 3 che,
  se ci fosse stata una attività conseguente all'approvazione della
  modifica della legge 47 avvenuta con la  legge  6  del 1997, cioè
  l'approvazione  di  un regolamento,  oggi  sarebbe  assolutamente
  superfluo.  La  verità,  onorevole  Tricoli,  è  che  non  avendo
  provveduto  ad  emanare sia pure un regolamento che disciplinasse
  l'emissione  di obbligazioni nella Regione, oggi noi dobbiamo per
  legge individuare almeno quali sono i confini, chiamiamoli pure i
  paletti,   i   contenuti  essenziali  di  questa  operazione  che
  altrimenti rischierebbe non essere normata da niente. Ecco perché
  l'articolo  3  sembra  per questo aspetto pedissequo nel ripetere
  perfino  norme  che  già  esistono o nell'ordinamento nazionale o
  addirittura   nell'ordinamento  comunitario,  perché  comunque  è
  necessario  avere  una disciplina di questa emissione.
       Per  quanto  riguarda  poi  l'elemento  che  ha suscitato il
  dibattito e  le  proteste,  e  cioè  la  forma  di  gara, è stato
  previsto nel  disegno di legge il ricorso alla trattativa privata
  senza gara  con  la  dizione  "in  deroga ad ogni disposizione di
  legge" -  che ovviamente si riferisce alla gara, non certamente a
  tutte  le  disposizioni  di legge che esistono nella legislazione
  regionale, nazionale  e comunitaria - è chiaro che la deroga è in
  funzione della forma di gara.
       Vedete la scelta di un advisor, che  in  questo  caso  è  un
  advisor totale, cioè è un advisor che  assiste  la  Regione,  dal
  momento  in  cui  si procede per ottenere  un  rating,  cioè  una
  valutazione  da  parte di una  delle  agenzie  specializzate  che
  svolge il ruolo di lead manager, cioè  di  capofila di quello che
  poi  inevitabilmente  sarà  un consorzio,  un  sindacato  per  il
  collocamento delle obbligazioni, che provvede  a tutti i passaggi
  tecnici legali della emissione di obbligazioni  e  che  alla fine
  può, come noi ci stiamo sforzando di  indicare, anche svolgere la
  funzione di sottoscrittore seppure  residuale  per consentire che
  l'operazione  si possa chiudere entro il  30  aprile,  ebbene  la
  scelta di un advisor totale  viene  individuata  nella  normativa
  comunitaria  richiamata dal decreto legislativo n.  157 nazionale
  e dalla legislazione regionale.
       Questa  è  una  delle poche fortunate circostanze in cui una
  normativa  europea, accolta  nel  nostro Paese tramite un decreto
  legislativo,  è  stata  espressamente recepita dalla legislazione
  regionale,  perché  la legge 4 del 1996 espressamente ha previsto
  che si applichi in Sicilia il decreto legislativo n. 157.
       Il  decreto  legislativo  n. 157, che deriva dalla direttiva
  9250  del Consiglio della CEE, espressamente prevede all'articolo
  5 che  la  stessa  disciplina  -  e cioè, quindi, le procedure di
  evidenza: sia  le procedure di evidenza pubblica che le procedure
  di negoziazione  ristretta, con o senza bando di gara - che tutta
  questa  disciplina espressamente non si applichi, dice l'articolo
  5 del  decreto  legislativo 157, lettera e):  "(...) ai contratti
  per  servizi  finanziari  relativi  alla emissione, all'acquisto,
  alla vendita  e  al  trasferimento di titoli o di altri strumenti
  finanziari e  a quelli per i servizi forniti da banche centrali",
  in attuazione  della  direttiva  CEE  che  a  un certo punto così
  recita:  "Considerando  che i servizi finanziari contemplati alla
  presente  direttiva  non  comprendono gli strumenti in materia di
  politica  monetaria,  tassi  di cambio, debito pubblico, gestione
  delle riserve  e  di altre politiche che comportino operazioni su
  titoli  o  altri  strumenti  finanziari;  che  di  conseguenza  i
  contratti relativi all'emissione, all'acquisto, alla vendita o al
  trasferimento di  titoli o di altri strumenti finanziari non sono
  contemplati  dalla  presente  direttiva  e  sono  esclusi anche i
  servizi forniti da banche centrali."
       Fatto   questo  che  evidenza  persino  nella  normativa  di
  dettaglio  che  riguarda  le  emissioni  dei  titoli per gli enti
  locali.
       Il comune  di  Scillato  -  che  forse è uno dei più piccoli
  comuni che  esistono  in Sicilia - si avvale di una normativa che
  consente a quell'Amministrazione di scegliersi l'advisor - perché
  anche in  quel  caso  si tratta di un advisor per il collocamento
  delle  obbligazioni  -  semplicemente,  puramente e direttamente,
  sulla  base  di  valutazioni  di merito, sull'affidabilità, sulla
  capacità   tecnica   del  collocatore;  fatto  questo  che  viene
  espressamente  autorizzato  dall'articolo  7 del decreto 5 luglio
  1996 n.  420 del Ministero del Tesoro che, tra l'altro, onorevole
  Virzì, prevede  all'articolo  2 ,nel  caso  di prestiti in valuta
  estera la  necessità  della  copertura  di  rischio  di  cambio e
  recita, al  comma  1,  che per la copertura del rischio di cambio
  tutti i  prestiti in valuta estera devono essere accompagnati, al
  momento  della  emissione,  da  una  corrispondente operazione di
  "swap".
       Mi dispiaccio  per  lei  che  non conosce il significato del
  termine "swap", posso solo farle rilevare che il termine "swap" è
  un  termine  assolutamente  in  uso nelle operazioni finanziarie,
  tant'è vero  che  è riportato un una legge dello Stato italiano e
  che non  c'è  nessuna  esterofilia o nessuna voglia di nascondere
  chissà che  cosa  o  di occultare chissà che cosa dietro il fatto
  che  opportunamente  viene espressamente indicato nell'articolo 3
  che nel  caso  in cui il prestito venga emesso o venga denominato
  con valuta  estera  venga  prevista  la copertura di "swap" che è
  obbligatoria e che deve essere fatta.
       Io  mi  chiedo  quale  altra forma che non sia quella di una
  valutazione  di  merito, della capacità, della affidabilità e del
  contenuto  della  proposta finanziaria che viene fatta può essere
  adottato per la scelta di "un advisor" che è "un advisor" totale,
  che  riguarda appunto il "rating", il capo fila, il collocamento,
  la sottoscrizione.
       Non  c'è  altra  possibilità:  la normativa internazionale e
  nazionale  espressamente infatti ha previsto forme contrattuali e
  di scelta del contraente estremamente libere, legate come si dice
  ad intuitu personae.
       Detto  questo,  il  Governo, ovviamente, è consapevole della
  difficoltà dell'operazione  che  si  sta  mettendo in campo e del
  fatto che  questa  operazione non riuscirà se parallelamente e in
  maniera  sinergica non si produrranno elementi di chiara tendenza
  per   quanto  riguarda  non  solo  la  questione  finanziaria, ma
  complessivamente    l'attività    di    governo   e   legislativa
  dell'Assemblea.
       Faccio,   però,   rilevare   che  questa  operazione, se  si
  concretizzerà,  certamente  non  si  concretizzerà dopodomani, ma
  avrà  bisogno di un tempo tale che arriveremo quasi al limite del
  30 aprile.
       A  chi  ci ha chiesto insistentemente di accompagnare questa
  operazione  con  una  legge  finanziaria come se davvero però, io
  tendo  a  sottolineare questo, si possa pensare che una qualsiasi
  legge  finanziaria  sia  in  grado di modificare il rating di una
  agenzia  internazionale  facendolo  passare  da  un  grado di non
  investimento ad  un grado di investimento. Io posso accettare che
  questo venga  detto  così  in  un  dibattito  corrente;  mi pare,
  francamente,  assurdo  che  questo possa essere sostenuto con una
  parvenza di tecnicità a sostegno di quello che si dice.
       E  tuttavia,  una  legge  finanziaria  severa, l'attività di
  governo  che  si sta sviluppando, l'approvazione del documento di
  programmazione  economico-finanziaria che porterà all'attivazione
  per  certo di agenda 2000, l'avvio di un confronto con il governo
  nazionale, che  parte  non  solo  dal fatto che nella finanziaria
  nazionale  consenziente  il  governo  della  Repubblica  è  stata
  inserita  una  norma  che  prevede  la  chiusura  del contenzioso
  Stato-Regione  entro  il  30  settembre  del  1999,  ma che parte
  soprattutto  dalla  considerazione  che  occorra stipulare con lo
  Stato,  quindi  tramite  il  governo  nazionale un vero e proprio
  accordo istituzionale, un accordo istituzionale che metta nero su
  bianco  i  reciproci  impegni  e  che  possa  farci  superare una
  situazione  di  chiusura  di  confronto,  di blocco dei canali di
  contatto,  di  valutazione positiva di quelli che sono i problemi
  della Regione.
       Questo  il  governo  intende  fare,  anche  qui avendo piena
  consapevolezza  ,  e  ho  praticamente  terminato,  che  prima  e
  comunque  e/o  comunque  collateralmente  a ciò che noi chiediamo
  agli altri, dobbiamo mettere in campo ciò che vogliamo fare noi.
       E  tanto più saremo decisi, severi con noi stessi, capaci di
  comprendere  appieno quali sono i nostri problemi e di mettere in
  campo   iniziative  concrete  per  superarli,  tanto  più  saremo
  credibili, affidabili rispetto agli interlocutori esterni e anche
  ai mercati finanziari.
       Il  Governo  ha  già  praticamente  predisposto,  siamo alla
  definizione  dei dettagli, una finanziaria che è il secondo passo
  di  questa strategia che vedrà come suo terzo passo la formazione
  di  un  vero  e proprio programma contenente una strategia su tre
  obiettivi.
       Il   primo   è  quello  di  fare  una  valutazione  seria  e
  approfondita  di  quelle  che  sono  le condizioni finanziarie di
  bilancio  della Regione;  secondo è individuare gli obiettivi che
  devono   essere   raggiunti  in  un  tempo  ragionevole  che  noi
  indichiamo in  tre  anni;  terzo  gli  strumenti  con  cui questi
  obiettivi possono essere raggiunti.
       La finanziaria, secondo pezzo di questa strategia, è formata
  da quattro parti.
       Una  prima  parte  che riguarda l'incremento di entrate, una
  seconda parte che riguarda il contenimento delle spese, una terza
  parte che riguarda la introduzione, da subito, degli strumenti di
  collocamento  tra  programmazione e bilancio, la quarta parte che
  riguarda  l'introduzione  di  sistemi  efficaci,  finalmente,  di
  gestione,  controllo  di  gestione  e  controllo  in  senso  lato
  dell'attività  che  ci ha portato a una situazione difficile, che
  ci ha  portato  ad  avere  6200 miliardi di mandati non pagati in
  resta al  31  dicembre,  che  ha  visto una attività frenetica di
  impegno da  parte  del  precedente  governo, che oggi ci porta ad
  avere una forbice altissima tra quelli che sono stati gli incassi
  e quelli che sono stati gli impegni, sul quale questo governo sta
  cercando di  misurarsi  per  cercare di ridurre il divario tra le
  previsioni di  entrata  e  quelle di spesa, di ridurre il divario
  tra le  previsioni  di  competenza e  quelle di cassa insomma per
  portare una situazione che richieda un minore ricorso al mercato.
  Detto questo  e  detto  quindi  che  per  quanto  riguarda questo
  aspetto la  strategia del governo ha  un nome, uno, che si chiama
  riposizionamento  del  debito  esistente, io credo che con grande
  serenità si  possa  affrontare  questo  disegno  di legge con una
  valutazione  che  deve  appartenere a tutti per le responsabilità
  che in  quest'Aula  sono  molte, diffuse e molto bene individuate
  che ci  appartiene  sulle decisioni che dobbiamo prendere e nella
  consapevolezza e  nella  serenità  che si agirà nel massimo della
  trasparenza, la  forma tecnica è quella e non può essere cambiata
  pena l'impedimento sostanziale al raggiungimento del risultato ma
  da parte  nostra  siamo  disponibili  adesso,  ma  in  ogni  caso
  assicuriamo che tutti gli elementi che comporranno questa manovra
  sui  mercati  finanziari saranno esattamente, distintamente e con
  grande  chiarezza  e  puntualità portati a conoscenza dell'Aula e
  dei cittadini siciliani.

     PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
  rimanga seduto, chi è contrario si alzi.

                                 (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    L'Assemblea è rinviata a martedì 2 febbraio 1999 alle ore 17,00
  con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA, AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

       N. 295 - Interventi per il settore penitenziario in Sicilia.

                                 FLERES - BUFARDECI - BENINATI -
                                 CROCE - GRIMALDI

       N. 296 -  Revoca  di  delega all'Assessore per il territorio e
          l'ambiente.
                                 FLERES - BUFARDECI - CROCE - CIMINO -
                                 D'AQUINO - PROVENZANO - MISURACA -
                                 ALFANO - BENINATI

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 283  -  Iniziative  a  seguito  dell'anticipata conclusione
          della  stagione  venatoria  dell'anno 1998/1999 a causa del
          ricorso  delle Associazioni ambientaliste e per il relativo
          accoglimento  del  Tribunale  amministrativo  regionale  di
          Catania.
                                       BENINATI - BUFARDECI - FLERES -
                                       PROVENZANO - ALFANO - MISURACA -
                                       CATANIA - GRIMALDI - D'AQUINO -
                                       CROCE

     IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Ricorso  al mercato finanziario per l'anno 1998' (n.863/A)
          (Seguito).

          Relatore: On.le Di Martino

       2) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti l'elezione  diretta  del  Presidente
          della    Regione,     l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa  popolare  e   comunale   ed   i
          referendum regionali'" (nn.  2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano

       3) 'Istituzione del  parco  archeologico e paesaggistico della
          Valle dei Templi di  Agrigento  e  del  parco  archeologico
          integrato di Selinunte, Segesta e  Cave di Cusa' (nn. 453 -
          302 - 724/A).

          Relatore: On.le  Adragna

       4) 'Proroga della durata  della  Commissione  speciale  per la
          riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).

       5) 'Nuove norme in tema di  interventi  contro  la  mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari' (n. 795).

      V - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

     VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

    VII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

   VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE  PERMANENTI  E DELLA
          COMMISSIONE  PER  L'ESAME   DELLE   QUESTIONI   CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

      LA SEDUTA é TOLTA ALLE ORE 21.27