Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 17.15.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore 17.50)
La seduta è ripresa.
PEZZINO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali
delle sedute n. 217 e n. 218 che, non sorgendo osservazioni,
sono approvati.
Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo l'onorevole
Cuffaro per la seduta odierna e l'onorevole Galletti dal 2 al 5
febbraio.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA
"Semplificazione delle procedure in materia di urbanistica e di
opere pubbliche" (n. 868)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Beninati, Fleres, Bufardeci,
D'Aquino, Scoma, Croce in data 28 gennaio 1999
"Risanamento, consolidamento e urbanizzazione del comprensorio
Tremonti e attuazione piano di recupero degli edifici
danneggiati, ai sensi della legge regionale 24 agosto 1993, n.
22 e successive modifiche ed integrazioni" (n. 869)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Beninati in data 29 gennaio 1999
"Integrazione all'articolo 3 della legge regionale 14 gennaio
1998, n. 2, riguardante norme in materia di personale delle
Aziende sanitarie" (n. 870)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Pezzino in data 29 gennaio 1999
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 4 giugno 1980,
n. 51, recante 'Provvedimenti a favore delle scuole siciliane
per contribuire allo sviluppo di una coscienza civile contro la
criminalità mafiosa'" (n. 871)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Cipriani, Pezzino,
Giannopolo, Monaco, Pignataro, Silvestro, Trimarchi, Villari,
Zago, Zanna in data 1 febbraio 1999
"Norme per lo sviluppo turistico regionale della Sicilia" (n.
872)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Strano, La Grua, Briguglio,
Caputo, Catanoso, Granata, Scalia, Sottosanti, Stancanelli,
Tricoli, Virzì in data 2 febbraio 1999
DISEGNI DI LEGGE INVIATI ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
DEL REGOLAMENTO MEDESIMO
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Integrazioni alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5,
recante 'Soppressione e liquidazione degli enti economici
regionali AZASI, EMS, ESPI'" (n. 865)
- d'iniziativa governativa
BILANCIO (II)
- "Seconda nota di variazione al bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 1999 e per il triennio 1999-2001" (n.
866)
- d'iniziativa governativa
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Istituzione di riserve di commesse in favore di imprese
operanti in Regioni economicamente svantaggiate individuate ai
sensi delle normativa comunitaria" (n. 864)
- d'iniziativa governativa
- PARERE CE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente" (n. 867)
- d'iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 28 GENNAIO 1999
TRASMISSIONE DI ATTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE AI
SENSI DELL'ART. 23 DELLA LEGGE 11 MARZO 1953, N. 87
PRESIDENTE. Con ordinanza n. 7 del 1999
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA
SEZIONE STACCATA DI CATANIA
visti i ricorsi n. 5540 del 1997 e n. 1784 del 1998 proposti
dal sig. Zulian Renato contro il comune di Mascali,
DICHIARATA
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
costituzionalità dell'art. 10 commi 1 e 2 della l.r. 6 aprile
1996, n. 16, per violazione degli articoli 3, 41 e 42 della
Costituzione, nella parte in cui trova applicazione anche alle
zone A e B dei piani regolatori generali, sospende il giudizio
in corso,
DISPONE
l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
---------
Con ordinanza n. 8 del 1999
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA
SEZIONE STACCATA DI CATANIA
visto il ricorso n. 898 del 1998 proposto dal sig. Lazzara
Domenico contro la sovrintendenza dei beni culturali ed
ambientali di Catania,
DICHIARATA
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
costituzionalità dell'art. 10 commi 1 e 2 della l.r. 6 aprile
1996, n. 16, per violazione degli articoli 3, 41 e 42 della
Costituzione, nella parte in cui trova applicazione anche alle
zone A e B dei piani regolatori generali, sospende il giudizio
in corso,
DISPONE
l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
----------
Con ordinanza n. 9 del 1999
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA
SEZIONE STACCATA DI CATANIA
visti i ricorsi n. 6067 e n. 6068 del 1997 proposti dai sigg.
sottile Sebastiano e Battiato Maria contro la sovrintendenza
dei beni culturali ed ambientali di Catania,
DICHIARATA
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
costituzionalità dell'art. 10 commi 1 e 2 della l.r. 6 aprile
1996, n. 16, per violazione degli articoli 3, 41 e 42 della
Costituzione, nella parte in cui trova applicazione anche alle
zone A e B dei piani regolatori generali,sospende il giudizio
in corso,
DISPONE
l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
---------
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2727 - Notizie in ordine al concorso per dirigenti
superiori dell'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
***
La Grua Saverio
----------------
N. 2732 - Notizie in ordine ai fondi spesi per lo sviluppo
delle riparazioni navali a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
***
Cintola Salvatore
----------------
N. 2733 - Notizie in ordine alla predisposizione di un
programma di cuore artificiale da affidare al centro
trapianti dell'azienda ospedaliera 'Vittorio Emanuele' di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
La Grua Saverio; Strano Antonino
----------------
N. 2734 - Notizie in ordine alle associazioni sportive
costituite con atto di diritto privato.
- Assessore Turismo
***
Zanna Antonio
----------------
N. 2735 - Notizie in ordine all'attuazione, in Sicilia,
della legge sulla trasparenza amministrativa.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Virzì Gioacchino
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2728 - Interventi per il miglioramento e la
riorganizzazione delle Sezioni circoscrizionali per
l'impiego ed il collocamento in agricoltura (SCICA).
- Assessore Lavoro
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2729 - Interventi per assicurare la costante ed
adeguata erogazione idrica nel carcere di Brucoli-Augusta
(SR).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2730 - Interventi per la piena attuazione della l.r. 6
aprile 1996, n. 20, avente ad oggetto 'Interventi a favore
dell'Istituto superiore di giornalismo di Palermo'.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2731 - Revisione del Programma operativo plurifondo
1994/99, misura 2.4 e verifica della corrispondenza ai
criteri di valutazione previsti dalla circolare
dell'Assessorato beni culturali, ambientali e pubblica
istruzione.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Barbagallo Giovanni
----------------
N. 2736 - Notizie sui finanziamenti devoluti all'Istituto
autonomo per le case popolari per il recupero di aree
destinate ad edilizia popolare nel comune di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Agricoltura
***
Caputo Salvino
----------------
PRESIDENTE. Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del
Regolamento interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI.
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
"Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 295 - "Interventi per il settore penitenziario in Sicilia"
degli onorevoli Fleres, Bufardeci, Beninati, Croce, Grimaldi;
N. 296 - "Revoca di delega all'Assessore per il territorio e
l'ambiente", degli onorevoli Fleres, Bufardeci, Croce, Cimino,
D'Aquino, Provenzano, Misuraca, Alfano, Beninati.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PEZZINO, segretario f.f.:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ATTESO che:
- in numerose carceri dell'Isola, ed in particolare
nel carcere di Brucoli, (SR) si registrano evidenti
lacune nell'organico degli educatori e degli
assistenti sociali;
- tale situazione è aggravata dalla carenza degli
organici nei tribunali di sorveglianza i quali, di
fatto, rallentano l'istruttoria dei provvedimenti di
loro competenza;
- i ritardi di cui sopra assumono particolare
gravità nei casi riguardanti gli interventi di
natura sanitaria ovvero occupazionale, per cui
numerosi detenuti sono costretti ad attendere mesi
per ottenere una visita specialistica o
l'autorizzazione a prestare lavoro;
- nonostante l'impegno del personale penitenziario
tali problematiche provocano una condizione di
tensione tra i detenuti e tra questi ed il personale
stesso e comunque non agevolano né l'opera di
rieducazione, né l'opera di reinserimento, mentre
peggiorano la credibilità delle istituzioni
pubbliche;
- nel carcere di Brucoli, oltre ai problemi sopra
esposti, si registra una grave carenza idrica,
soprattutto nei mesi estivi, rispetto alla quale il
Comune di Augusta non interviene, contribuendo a
peggiorare la situazione;
- inoltre, nel carcere di Brucoli sono detenuti
cittadini, per lo più anziani, le cui condizioni di
salute ne sconsiglierebbero la permanenza in simili
luoghi e ciò , anche se si trovassero in paesi meno
civili del nostro; e comunque la detenzione degli
stessi risulta essere particolarmente onerosa
rispetto a forme alternative di pena, soprattutto se
valutate in considerazione del loro reale grado di
pericolosità;
- a fronte di tali evidenti sprechi, di recente, si
sono registrate riduzioni nelle spese sanitarie e
farmaceutiche in conseguenza delle quali non sempre
è stata assicurata la presenza medica 24 ore su 24,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Ministero di Grazia e
Giustizia, il Ministero della Pubblica Istruzione ed
il comune di Augusta, ciascuno per le rispettive
competenze affinché:
a) siano completati gli organici degli educatori e
degli assistenti sociali nelle carceri siciliane, ed
in particolare nel carcere di Brucoli;
b) siano migliorate ed accelerate le prestazioni
sanitarie, con particolare riferimento a quelle
esterne, provvedendo a garantire inoltre una
copertura medica 24 ore su 24;
c) siano potenziati gli organici dei tribunali di
sorveglianza, affinché vengano accelerati i tempi di
esecuzione delle diverse istruttorie di competenza,
con particolare riferimento a quelle riguardanti
questioni di natura medico-sanitaria ed
occupazionale;
d) venga avviata un'attenta verifica della politica
penitenziaria e carceraria in Sicilia, anche con
riferimento alle condizioni delle strutture edili
delle diverse case;
e) venga migliorata l'istruzione e l'individuazione
di spazi per lo svolgimento di attività lavorative
interne." (295)
(28 gennaio 1999)
FLERES - BUFARDECI - BENINATI -
CROCE - GRIMALDI
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il Ministro dell'Ambiente ha già provveduto,
per effetto dei poteri sostitutivi attribuitigli
dalla vigente normativa, a commissariare le Regioni
Campania, Puglia e Calabria per la mancata
attuazione dei programmi predisposti dal Ministero
in materia ambientale;
CONSIDERATO che lo stesso Ministro ha richiamato più volte
anche la Regione siciliana al fine di ottemperare
alle prescrizioni dei programmi stessi;
ATTESO che la Regione siciliana non sembra avere ancora dato
attuazione nell'Isola a quanto stabilito dagli atti
ministeriali di cui sopra;
CONSIDERATO altresì che il Ministro dell'Ambiente ha reso
nota la sua intenzione di procedere al
commissariamento anche della Regione siciliana a
causa dell'inadempimento connesso alla mancata
attuazione delle prescrizioni normative contenute
nei programmi predisposti dallo stesso Ministero;
POSTO che l'inerzia del Governo regionale, e segnatamente,
dell'Assessore preposto al ramo, è un ulteriore
segnale di incapacità dell'Esecutivo di far fronte
perfino alla richiesta di emanazione di atti dovuti;
CONSIDERATO ancora che la mancata attuazione di programmi
ministeriali concernenti una materia di grande
interesse e rilevanza qual è quella ambientale
contribuisce a consolidare un'immagine perversa
della realtà regionale;
RITENUTO infine che tale situazione è ulteriormente
aggravata dalla circostanza che il colore politico
dell'attuale Governo regionale è il medesimo di
quello nazionale, con ciò manifestandosi una totale
assenza di raccordo tra i due livelli istituzionali
che delegittima ancor più la maggioranza che
sostiene il Governo siciliano,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a revocare immediatamente la delega all'ambiente
all'Assessore preposto al ramo;
- a provvedere immediatamente e direttamente
all'attuazione in Sicilia dei programmi ministeriali
sull'ambiente." (296)
(28 gennaio 1999)
FLERES - BUFARDECI - CROCE -
CIMINO - D'AQUINO - PROVENZANO -
MISURACA - ALFANO - BENINATI
PRESIDENTE. Per intanto iniziamo dalla mozione numero 295:
"Interventi per il settore penitenziario in Sicilia".
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi come molti di
voi sanno, insieme ad altri colleghi nel tempo abbiamo avviato
una attenta verifica delle condizioni delle diverse case
circondariali dei diversi penitenziari dell'Isola.
Ripetutamente abbiamo segnalato a conclusione delle
verifiche che abbiamo compiuto condizioni di particolare disagio
che meritano una attenzione specifica da parte del Parlamento
siciliano, poichè alcuni problemi possono essere affrontati dal
Parlamento siciliano, mentre altri devono essere sottoposti alla
valutazione del Governo nazionale e delle autorità di competenza.
Alla luce di queste considerazioni, onorevole Presidente,
desideravo chiedere, a nome dei firmatari della mozione, che
l'atto in questione possa essere trattato al più presto
possibile, unitamente - se è possibile - agli atti ispettivi
relativi alla situazione delle diverse carceri che nel tempo sono
stati presentati. Si tratta di atti che riguardano, per lo più,
l'assessorato al lavoro, l'assessorato ai beni culturali, poichè
le questioni che affrontano riguardano proprio gli aspetti
attinenti alla formazione del personale e alla cultura o,
comunque, all'istruzione dei detenuti.
Nel caso specifico della mozione 295 si interviene anche
relativamente alla situazione deficitaria degli organici di
educatori assistenti sociali, alla carenza idrica nella struttura
penitenziaria in questione e, soprattutto, ai ritardi con cui i
detenuti vengono sottoposti alle visite specialistiche, ritardi
che in alcuni casi superano i tre mesi. E, come i colleghi
medici sanno benissimo, ci sono delle patologie che non possono
essere affrontate con tanto ritardo.
Dunque, il mio auspicio è che l'Aula possa accogliere la
richiesta che sto formulando ed il Governo possa condividere la
richiesta che sto formulando relativamente ad una trattazione
urgente della mozione in questione.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo apprezza l'iniziativa parlamentare e, nel
merito, non può che trovarsi d'accordo con le considerazioni
espresse nella mozione e adesso qui ribadite dall'onorevole
Fleres, manifestando contemporaneamente la propria disponibilità
e la propria sensibilità rispetto al tema.
Tuttavia, lo stesso onorevole Fleres ha fatto riferimento ad
altri atti ispettivi che nel tempo sono stati presentati con
riferimento a specifiche questioni che riguardano il sistema
penitenziario in Sicilia. Quindi, manifestando pienamente
l'intenzione di discutere al più presto la mozione e gli altri
atti ispettivi, il Governo chiederebbe qualche giorno di tempo
per potere anche avere una visione complessiva delle questioni
che sono state sollevate e potere anche predisporre una risposta
articolata e di merito. Per cui, se l'onorevole Fleres è
d'accordo, potremmo valutare un giorno della prossima settimana.
FLERES. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Resta così stabilito. Allora sarà inclusa in una
seduta della prossima settimana.
Si passa alla mozione numero 296:"Revoca di delega
all'assessore per il territorio e l'ambiente".
Onorevole Fleres, lei è il primo firmatario di questa
mozione che assume il significato di sfiducia individuale.
Il numero di firme presentate è sufficiente a raggiungere lo
scopo che si prefiggono i firmatari. C'è, però, un problema che,
essendo mozione di sfiducia non può essere trattata prima dei tre
giorni. Ma mi permetto anche di dire che c'è la necessità che il
Presidente della Regione in persona si occupi della vicenda. E,
allora, se anche il Governo è d'accordo, noi individueremmo una
data nella prossima settimana però lasciando al Presidente della
Regione la facoltà di chiedere un'ulteriore fissazione qualora,
per esempio, il Presidente della Regione non dovesse essere
disponibile per quella data.
Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Allora, se siamo d'accordo, fisseremmo
orientativamente la data per mercoledì 10 febbraio.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, nessun problema
nell'individuazione di una data nella prossima settimana e nessun
problema neanche relativamente all'opportunità che il Presidente
della Regione abbia di individuare un termine - come dire -
comodo per la trattazione della medesima.
Resta inteso che, poichè l'atto assume, anche in questo
caso, carattere d'urgenza per il provvedimento sostitutivo che è
stato avviato in sede nazionale, sarebbe opportuno che, comunque,
la data non andasse oltre la prossima settimana, in uno dei
giorni d'Aula della prossima settimana.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni da parte del Governo e
con le considerazioni espresse dal Presidente dell'Assemblea, la
data viene fissata per la seduta pomeridiana di mercoledì 10
febbraio.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DI MOZIONE.
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 283 - "Iniziative a seguito
dell'anticipata conclusione della stagione venatoria dell'anno
1998/1999 a causa del ricorso delle Associazioni ambientaliste e
per il relativo accoglimento del Tribunale amministrativo
regionale di Catania", a firma degli onorevoli Beninati,
Bufardeci, Fleres, Provenzano, Alfano, Misuraca, Catania,
Grimaldi, D'Aquino, Croce.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PEZZINO, segretario f.f.:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che in data 24 dicembre 1998 il Tribunale
amministrativo regionale per la Sicilia, sezione
staccata di Catania (sez. III), ha accolto
provvisoriamente e temporaneamente la domanda di
sospensione in tutto il territorio della Regione
siciliana dell'esecuzione dell'impugnato calendario
venatorio da parte di Legambiente-Comitato regionale
siciliano-, WWF - Associazione italiana per il World
Wildlife Fund Delegation Sicilia, LAV - Lega
Antivivisezione;
CONSIDERATO che:
- come è noto la vicenda ricalca quanto già oggetto
di contestazione da parte di Legambiente, WWF e LAV
con il ricorso giurisdizionale dinanzi al TAR
depositato nel mese di novembre 1997;
- in quell'occasione, a seguito dell'ordinanza del
TAR, e della contestuale devoluzione della questione
di legittimità costituzionale, il Consiglio di
giustizia amministrativa con ordinanza n. 1041 del
19.12.97 ha annullato l'ordinanza cautelare n. 3121
del TAR di Catania ritenendo inesistenti i
presupposti per la sospensiva;
- l'oggetto del giudizio culminato nell'odierna
ordinanza di sospensione e annullamento identico a
quello già oggetto di ricorso ed in corso di
giudizio del CGA;
RITENUTO che:
- il TAR di Palermo, investito della vicenda, ha
rigettato l'istanza cautelare che alla fine di un
tortuoso e strumentale iter processuale inventato ad
arte dai ricorrenti, il TAR di Catania ha,
diversamente, ritenuto di accordare;
- l'Assessorato Agricoltura e foreste, nelle more
della proposizione dell'appello, avrebbe potuto non
sospendere l'esercizio venatorio in osservanza ad un
orientamento giurisprudenziale che dà facoltà
all'Amministrazione di non sospendere l'esecuzione
tenuto conto dell'orientamento già espresso
nell'anno 1997 sul medesimo oggetto da parte del
C.G.A.;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
data la strumentale ed artificiosa richiesta da
parte delle associazioni ambientaliste, che è
scaturita in una sospensione di fatto dell'attività
venatoria, ad intervenire, a seguito del disposto
del CGA, che si presume riconducibile alla data
del 20/21 gennaio, a ristabilire, nei confronti del
mondo venatorio, giustizia e pertanto provvedere al
rimborso della tassa regionale per il periodo di
preclusione dell'attività venatoria medesima ovvero
in subordine, nel caso di un accoglimento del
diniego della sospensiva, ad una proroga al mese di
febbraio pari ai giorni oggetto della strumentale
sospensiva dell'attività venatoria" (283).
BENINATI - BUFARDECI - FLERES -
PROVENZANO - ALFANO - MISURACA -
CATANIA - GRIMALDI - D'AQUINO -
CROCE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di entrare nella
discussione della mozione, l'onorevole Granata ha chiesto di
apporre la propria firma alla mozione numero 295 annunciata oggi
in Aula. L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE. Manca l'assessore al ramo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nella precedente avevamo
pregato l'onorevole Piro di essere posto nelle condizioni di
parlare a nome del Governo sulla materia. Se anche in questa
seduta l'onorevole Piro volesse confermarlo, si può discutere.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Mi dichiaro
disponibile.
PRESIDENTE. Il Governo si affida, pertanto, alla parola
dell'onorevole Piro. Ci sono firmatari che intendono illustrare
la mozione?
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso
intanto per il mio tono di voce, ma purtroppo sono leggermente
influenzato. Tengo a precisare che il mio intervento, comunque,
non vuole essere a favore, e anche il contenuto della mozione,
non vuole essere a favore della caccia o contro. Vuole essere,
invece, e vuole che si chiarisca che venga resa giustizia nei
confronti di cittadini che annualmente, per legge, gli viene
riconosciuta la facoltà di esercitare l'attività venatoria per un
certo periodo dell'anno, dietro il pagamento di una tassa
regionale, anzi di una concessione.
Oltretutto, l'attività venatoria, e così la caccia, è
prevista dalla Costituzione all'articolo 117 e dallo Statuto
della Regione all'articolo 14, che proprio si interessa
dell'attività della caccia. E ancora dalla legge 33 che, nel
1997, ha praticamente regolamentato l'attività venatoria.
Ebbene, per il secondo anno consecutivo assistiamo a ricorsi
di associazioni legittime ambientalistiche che strumentalmente
chiedono ed ottengono la sospensione dell'attività venatoria per
poi, come per l'anno trascorso, il Consiglio di Giustizia
Amministrativo ha revocato la sospensiva, così come ha fatto
anche quest'anno.
Allora, signor Presidente, il Governo ed in particolare
l'assessore Cuffaro, che purtroppo non è presente, non può non
riconoscere - in particolare l'assessore - delle responsabilità
per quanto accade, in quanto se è possibile accettare, a seguito
della legge numero 33 del 1997 delle lacune - quindi è legittimo
che una norma in prima stesura possa portare delle lacune - però
non è più giustificabile che con la norma 15 del 31 agosto 1998,
le lacune a quanto pare non siano state colmate, riconducendo il
Tribunale Amministrativo Regionale di Catania, nel dicembre 1998,
in data prossima alle feste natalizie (21-22 dicembre) a
sospendere l'attività per le stesse motivazioni per cui fu
sospesa nel 1997.
La mozione, pertanto, ribadisce che venga fatta giustizia
per tutti quei cittadini che sapevano che pagando la concessione
regionale potevano, per legge, esercitare l'attività venatoria,
secondo un calendario fino al 31 gennaio 1999. Ebbene, tutto ciò,
per il secondo anno consecutivo, non accade. Pertanto, la
sospensiva dell'anno 1998, a cavallo del periodo delle
festività natalizie, periodo in cui tanta gente programma qualche
sabato o qualche domenica già al momento del rinnovo della tassa
di concessione, ebbene proprio in questo periodo l'attività
venatoria viene chiusa o viene sospesa.
Allora, mi rivolgo proprio all'Assessore Cuffaro, che
purtroppo non c'è, ritengo che lei intanto debba avvalersi per
principio di persone maggiormente efficienti come consulenti per
tale materia, oltre a rivedere se all'interno
dell'Amministrazione, proprio nel settore venatorio, qualche
funzionario o funzionaria non remi argutamente contro il normale
esercizio dell'attività venatoria, predisponendogli documenti o
decreti che poi devono da lei stesso essere revocati.
Cosa dire poi del comportamento ambiguo di alcune
associazioni che da un lato condividono la legge che regola
l'attività, vedi articolo 36 (l'articolo 36, rammento a tutti, è
quella quota per cui le associazioni, sia venatorie che
ambientaliste, percepiscono del denaro; le associazioni
ambientaliste percepiscono il 30%), dall'altro ogni anno, come è
già successo, dopo che si apre la caccia, per cui tutti i
cittadini interessati a questa attività pagano, immediatamente si
attiva il ricorso e quindi, automaticamente, sarebbe forse più
corretto che si attivasse prima; certo, non lo si può fare prima
perché il decreto non c'é, però, guarda caso, dopo che un po'
tutti i cittadini hanno pagato.
Allora qui dobbiamo anche chiarire questo problema; non si
può, col contributo grazie alla tassa regionale pagata dai
cacciatori, per poi studiare tutti gli artifici per sospendere
tale attività; quindi da un lato si fa pagare, da un altro lato
subito dopo si cerca di bloccare questa attività.
Ebbene, io vorrei nella coerenza e auspicando che il Governo
accolga tale mozione e se deve esserci deve esserci anche per
tutti e non solo per il mondo venatorio, unici erogatori della
tassa regionale, una giustizia.
Ricordo inoltre all'Assessore che all'articolo 30, comma 4,
della legge regionale n. 33 del 1997, potrebbe aprirsi anche per
lui un altro problema, perché queste sospensive che poi vengono
revocate creeranno dei contenziosi, perché proprio in
quell'articolo che ho citato prima esistono possibilità per
centri privati di riproduzione, di aziende faunistico-venatorie,
di aziende agro-venatorie, di pagare e quindi anche qui viene
erogato un contributo che viene dato per esercitare in queste
aziende l'attività, di 20, 25 e 10 mila lire ad ettaro, ma di
fatto, con la sospensiva, questa attività non può esercitarsi.
Quindi, anche qui potrebbero, non è l'oggetto della mozione ma
certamente potrebbero, questi proprietari, chiedere per il
periodo di sospensiva un rimborso e credo che sia legittimo che
gli venga riconosciuto in quanto partecipano con una quota per la
quantità degli ettari che certamente è ovvio che può funzionare,
e queste aziende funzionano, solo nel periodo dell'attività
venatoria, non certamente per tutto l'anno.
Vorrei concludere rimarcando che non è questo un sì alla
caccia o no alla caccia; qui è un diritto (caro onorevole Piro
che rappresenta oggi il Governo, so la sua sensibilità nella
giustizia e nella trasparenza degli atti) qui si vuole
rivendicare un diritto che ritengo legittimo che chi sa che
durante un periodo dell'anno può esercitare per tot mesi e la
legge gli dice che lo può fare, gli dice cosa deve pagare,
effettivamente la gente paga, però anche per il secondo anno
perché se fosse stato il primo, come è già successo, non c'è
stata nessuna mozione né protesta, ma è il secondo anno che sia
assiste ad una sospensiva inutile in quanto il CGA sullo stesso
principio e sullo stesso argomento ha ritenuto legittimo revocare
questa sospensiva, credo sia corretto che il Governo intervenga,
e non vedo chi lo debba fare, per rimborsare, per quel periodo,
la quota che in effetti era stata pagata per tutti i 4-5 mesi
dell'attività venatoria, perché di fatto non è stato permesso di
poter esercitare, a seguito di un pagamento di una tassa, un
diritto che per legge si è riconosciuto.
Concludo e credo, sono anzi quasi certo perché vedo che
non è un problema di sì o no per la caccia, ma di buon senso
perché altrimenti vedremmo una categoria e un insieme di persone
che certamente si vedono mortificate anche su argomenti che
certamente credo che il Governo debba porsi per responsabile.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo agli onorevoli deputati
che sulla discussione generale su una mozione si può intervenire
per cinque minuti.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò per
meno di cinque minuti perché intendo intervenire soltanto, anche
in virtù del brillante intervento del collega Beninati che ha
esplicitato la posizione per quanto riguarda il problema di
merito della controversia amministrativa che c'è stata presso il
TAR e poi presso il CGA. Prendo la parola viceversa soltanto per
puntualizzare che sono favorevole e sono firmatario di questa
mozione perché credo elementare diritto quello alla restituzione
delle somme relative ad un servizio non goduto.
Il cittadino ha pagato per potere espletare e svolgere la
propria attività per un determinato periodo, le attività
giudiziarie e amministrative ne hanno limitato questo svolgimento
della propria attività, mi pare elementare che per il periodo
relativo, proporzionalmente vada ridotta e quindi di converso
restituita la somma non potuta godere in precedenza e quindi mi
pare un fatto assolutamente ovvio che proprio mi limito a queste
elementari osservazioni per dire che tutto sommato mi attendo che
il Governo sia favorevole a questa soluzione che mi sembrerebbe,
proprio per non entrare nel merito - lo ha già fatto l'onorevole
Beninati - del problema della caccia o meno, della posizione
ambientalista, mi pare elementare che chi non ha potuto godere
per tutto il tempo di una tassa che invece ha pagato per intero
debba proporzionalmente ricevere in restituzione la somma. Mi
sembra un fatto ovvio e quindi mi affido alla sensibilità del
Governo anticipando chiaramente il voto favorevole del nostro
gruppo di Forza Italia.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo
l'intervento dell'onorevole Beninati e dell'onorevole Bufardeci
non c'è molto da aggiungere se non qualche breve considerazione
relativa alla questione posta dalla mozione che stiamo
discutendo. Sono convinto che una Istituzione, un Parlamento, sia
autorevole e sia degno di rispetto da parte dei cittadini quando
si comporta in maniera equa e quando sa essere conseguente alle
condizioni che si vengono a determinare relativamente agli atti
che ha adottato.
La condizione che si è venuta a determinare in Sicilia
relativamente alla legge che regola l'esercizio venatorio ed al
ricorso che è stato opposto al provvedimento esecutivo della
legge da parte dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste è
quello di prevedere sicuramente un recupero delle somme pagate
dai cacciatori per un periodo di fruibilità della caccia
inferiore a quello che era previsto.
Credo dunque che il comportamento che dobbiamo tenere in
questa sede, al di là delle opinioni relative alla questione
specifica chi è favorevole e chi è contrario all'esercizio
venatorio, debba essere quello di stabilire un principio di
equità all'interno di un meccanismo fiscale vorrei dire, anche se
in maniera impropria, che è introdotto dalla legge che regola
l'esercizio venatorio.
E allora sono convinto che si debba operare in questo senso,
ma si debba pure individuare un percorso normativo che impedisca
la incertezza in un settore che è particolarmente all'attenzione
dell'opinione pubblica, non foss'altro che per una ragione: in
Sicilia ci sono circa 60.000 cacciatori che hanno il diritto di
sapere con certezza quando cominciano, quando possono cominciare
a cacciare e quando devono smettere, quali specie possono
cacciare e quali, invece, non possono cacciare perché si tratta
di specie protette.
Allora, all'interno di un percorso di certezza ed
all'interno di un percorso di reciproco rispetto dei cacciatori
verso le istituzioni e delle istituzioni verso i cacciatori,
credo che un obiettivo da raggiungere sia quello di saper
accettare ed essere conseguenziali rispetto ad un tema che ha
determinato momenti di incertezza e certamente un danno per
quanti hanno pagato una tassa che certamente è proporzionale al
periodo che consente il prelievo venatorio.
Dunque, il nostro comportamento, che ha prodotto la
presentazione della mozione che stiamo discutendo non entra nel
merito del diritto di esercitare il prelievo venatorio, del suo
valore o meno, entra all'interno di un percorso equo che ha il
dovere di garantire ai cacciatori, con certezza, tempi e metodi.
E, dunque, al di là di quello che sarà il voto di quest'Aula
relativamente alla mozione che stiamo discutendo, è comunque
opportuno che il Governo si faccia carico di una ulteriore messa
a punto delle norme che regolano la materia, individuando quegli
aspetti che fino a questo momento hanno creato le incomprensioni,
le incertezze, gli equivoci, in modo tale da poterli eliminare,
nel comune interesse di evitare che attorno al tema del prelievo
venatorio si determinino episodi come questo ma, soprattutto, si
determini una minore entrata per la Regione dovuta proprio alle
incertezze che le norme così come sono espresse possono avere
determinato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tricoli. Ne ha
facoltà.
TRICOLI. Signor presidente, onorevoli colleghi, un brevissimo
intervento. Io credo che non soltanto sotto il profilo politico
sia assolutamente da accogliere questa mozione ma anche sotto il
profilo giuridico credo che le ragioni rappresentate non possano
sottrarsi ad alcune considerazioni. Una di queste è che la tassa,
così come viene definita in termini giuridici dai manuali più
antichi di Enrico Maria Allorio fino a quelli più recenti di
Raffaello Lupi, è proprio una dazione di denaro che viene fatta
in relazione ad una prestazione che viene a sua volta svolta da
un altro soggetto - in questo caso la Regione siciliana - a
fronte di un servizio che non va indistintamente a favore di
tutti ma a favore di determinate categorie.
E' chiaro quindi che la logica di un servizio che non viene
prestato e, dunque, un servizio che non può essere reso a colui
il quale ha pagato la tassa, non può non far considerare la
necessità, anche sotto il profilo giuridico, oltre che
l'opportunità politica, di una restituzione di una somma che era
stata data all'Amministrazione regionale in cambio di un servizio
del quale, invece, non si è fruito.
Dunque, credo che su questa mozione oltre a fondate ragioni
di ordine politico debbano essere unite ragioni di ordine
giuridico.
E per questo motivo, naturalmente sono assolutamente
favorevole a questa mozione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
chiedo alla Presidenza di essere uno dei firmatari di questa
mozione, perché la condivido; mi sembra una delle cose su cui -
evidentemente - pur se può sembrare secondaria, é giusto invece
che il Parlamento si soffermi un attimo per attenzionarla, con
pochissimi secondi. Perché, una prima osservazione, non é
possibile il ripetersi, ogni anno, di questo tipo di, chiamiamole
vicende. Secondo, non mi pare assolutamente accettabile il fatto
che ci siano in Sicilia Tribunali Amministrativi Regionali che
agiscono in un modo e altri Tribunali Amministrativi Regionali
che agiscono in un altro modo.
Anche se dobbiamo dire, però, con un'osservazione che
riguarda anche questo Parlamento e le forze politiche che lo
compongono, che se gli ambientalisti, da un lato, si soffermano
sulle pieghe anche le più impercettibili di una legge, é pur
vero però che su alcune questioni, secondo me, questo Parlamento
potrebbe legiferare meglio.
E per quanto concerne questa materia, sono convinto che in
prospettiva sarebbe necessaria una maggiore attenzione per quanto
concerne anche le leggi che si vanno a produrre, o, comunque,
ottimizzare le leggi vigenti, adeguarle cioè a quelle leggi
nazionali, che, evidentemente, devono comunque trovare in questo
Parlamento un minimo di ricezione.
Allora, io manifesto non solo il mio consenso ma, anche a
nome del Gruppo dei Democratici di Sinistra, siamo evidentemente
convinti e quindi voteremo questa mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io registro con
viva soddisfazione la presa di posizione del Gruppo dei
Democratici di Sinistra e, pur tuttavia, all'onorevole Oddo, che
fa rilevare alcuni varchi, alcune incongruenze della legge
faticosamente varata a fine agosto dell'anno scorso da questa
Assemblea, vorrei ricordare che nella distrazione quasi generale
dell'Aula il provvedimento fu fatto segno di un vero e proprio
tiro al piattello, tiro al bersaglio, o, se preferiamo, tiro alla
lepre, dato che parliamo di materia venatoria.
Ritengo anche che, votando a favore di questa mozione, il
Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, intenda ribadire una
cosa: cioè che questo Parlamento, in fronte ad organi
amministrativi, deve pur far finta di credere di avere - anche
faticosamente - varato una normativa che va difesa.
Il TAR di Catania non é nuovo a questo tipo di tenerezza nel
confronto di obiezioni che, in qualche modo, nella loro sostanza,
erano state già affrontate. Esiste un vulnus, esiste
oggettivamente un danno, che é stato arrecato ad una categoria di
cittadini che avevano pagato un servizio che era stato
compiutamente normato, fino al dettaglio, da questa Assemblea
regionale.
Io mi rendo conto che ci sia un certo tipo di contenzioso
che viene acceso, anche per amor di polemica, per tenere viva una
contrapposizione ideologica, ma credo che da questo Parlamento -
mi dispiace purtroppo che non ci sia ad assumere impegni
pubblici l'assessore Cuffaro - noi vorremmo sentire, al di là
della posizione - che apprezziamo - dei Democratici di Sinistra,
la posizione formale, ufficiale, sostanziale, del Governo su
questa materia, perché alla fine quella legge sulla caccia -
francamente - non si può dire che sia stata una vittoria di
qualcuno contro qualcun altro.
E' stato il risultato di un lungo, faticosissimo, non so
fino a che punto ragionevole, compromesso; che però ci ha
permesso di legiferare dopo sedici anni in una materia laddove la
Regione siciliana, su questo terreno, era latitante.
Allora, credo che, approvando questa mozione e compiendo
atti politici, giuridici e amministrativi conseguenti, dobbiamo
dare certezza a questi 50.000 siciliani che sono ancora così
creduloni da pagare una tassa allo Stato ed alla Regione credendo
di acquisire un diritto certo.
Io credo che noi dobbiamo compiere la nostra parte, nei
limiti entro i quali ci è concesso, di difendere la certezza del
diritto. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questa mozione in quanto firmatario della stessa, per cui ne
approvo il contenuto.
Questo atto, importantissimo, non fa altro che rispettare e
stabilire un principio che è quello della giustizia. Un atto di
giustizia, un atto che ristabilisce nei confronti del mondo
venatorio un diritto sacrosanto. Il rimborso della tassa
regionale non solo è dovuto, ma è un ragionamento che noi stiamo
cercando di fare sia per quanto riguarda i cacciatori che per
quanto riguarda altre categorie interessate a certi momenti
quando si parla di negazione di un diritto, quando si parla di
sospensione di un diritto.
Quindi, qui, in questo Parlamento, che sta sviluppando una
serie di iniziative, credo sia bene fare riferimento soprattutto
alla questione del diritto. Il diritto del cittadino, il diritto
al rimborso della tassa regionale, ma che si colloca anche
nell'ambito di altre iniziative che sono presenti e che sono qui
dentro nel momento in cui noi abbiamo approvato leggi e poi le
stesse leggi non sono state approvate in alcuni articoli.
In questo momento c'è una comunità che vive un dramma, in
quanto da 18 mesi è stata approvata una legge, la legge regionale
n. 25 e l'articolo 17 di questa legge non è ancora stato
applicato.
Ancora un'istituzione importante (parlo dello IACP di
Trapani) non ha attuato l'articolo 4 di questa legge regionale.
Noi parliamo della Bassanini, parliamo di accelerazione, diciamo
che le procedure debbono essere celeri e pronte e, poi, invece,
avvertiamo questa grande difficoltà, che da 18 mesi si parla
ancora se spetta o non spetta l'applicazione di una norma.
Allora, ecco, fare riferimento al rimborso di una tassa
regionale in favore dei cacciatori, fa riferimento ad un
ragionamento complessivo che dobbiamo fare noi qui rispetto ad
alcuni - come ho già detto - diritti negati o sospesi.
Su questo ci torneremo e torneremo più avanti perché ci
saranno altre occasioni e, soprattutto, l'argomento giusto per
trattarli perché è bene che la Pubblica amministrazione registri
nella sua attività una sollecitazione che è quella di vedere
finalmente applicate le norme che questo Parlamento ha in un
certo senso esitato.
Quindi, sono favorevole per quanto riguarda la mozione ed
invito i parlamentari presenti ad essere favorevoli anch'essi per
un principio di uguaglianza, per un diritto sacrosanto di una
categoria che francamente non è stata trattata bene. Grazie.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare l'onorevole Martino. Ne ha
facoltà.
MARTINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io non entro
nel merito politico della mozione. Vorrei soltanto dire che non
condivido - e non vorrei che passasse senza che alcuno facesse
rilevare questo elemento - quanto è stato detto legittimamente da
altri miei colleghi, e cioè che la natura di tassa
dell'emolumento previsto dalla legge comporterebbe, nel momento
in cui non può essere esercitato il diritto previsto,
un'automatica restituzione di quanto versato.
Io credo che ci sia una vastissima letteratura in materia
che mi risparmio dal citare anche perché non sono in grado di
farlo così a braccio, ma basta pensare intanto che non vi è una
natura sinallagmatica in questa sorta di rapporto, proprio perché
non è un contratto di diritto privato, si tratta di rapporti di
natura ben diversa. Secondariamente, pensate, per esempio, che
cosa ne scaturirebbe dalla applicazione di questa idea o di
questo principio?
Ne scaturirebbe, ad esempio, che poiché di tassa si tratta
nel caso di quella pagata per la patente, qualora per la chiusura
del centro storico a causa poniamo dell'inquinamento o per il
blocco delle autostrade per cause le più diverse, qualora non
potesse essere utilizzata la patente si potrebbe legittimamente
richiedere la restituzione della tassa versata.
Mi pare, francamente, aberrante un principio che non ha, io
credo, un fondamento giuridico, e pertanto non vorrei che se una
decisione dovesse essere presa, nel senso dell'eventuale
restituzione, fosse fondata su quello che è certamente, a mio
giudizio, un errore, un errore grave di diritto.
La valutazione politica può essere un'altra, ma è appunto
una valutazione politica, che non ha alcun fondamento giuridico o
per lo meno non può avere il fondamento giuridico che è stato
evocato.
Un'ultima annotazione: devo dire che non capisco il senso
della formulazione letterale della parte impegnativa della
mozione.
Si dice: "Data la richiesta da parte delle associazioni
ambientaliste che è scaturita in una sospensione di fatto". Io
credo che sarebbe opportuno modificare la forma che risulta
assolutamente incomprensibile. Al massimo dalla richiesta può
scaturire una comprensione di fatto, difficilmente la richiesta
scaturisce in una soppressione, una sospensione di fatto.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ha facoltà di parlare a
nome del Governo.
BARBAGALLO SALVINO , assessore per gli enti locali. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo certamente si rende
conto del grande imbarazzo dei cacciatori e però si rende,
altresì, conto che il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha
dato semplicemente la sospensiva e nel merito ci deve entrare.
Io volevo invitare gli onorevoli colleghi firmatari di
questa mozione, soprattutto nella parte dispositiva, a ritirarla
perché è chiaro che noi non potremmo mai prorogare la stagione
venatoria di un altro mese perché andremmo in difformità a quella
che è una legge nazionale, una legge comunitaria.
Il Governo, però, può considerare altresì una eventualità di
un abbattimento della tassa di concessione regionale per l'anno
venatorio 1999 - 2000. Mi pare che questo potrebbe essere un
punto di incontro, quindi invito i colleghi a ritirare la mozione
e il Governo si impegna a rivisitare la tassa 1999 - 2000.
PRESIDENTE. Il Governo ha essenzialmente espresso un parere
negativo sulla mozione. C'è un invito del Governo a ritirare la
mozione.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo la
richiesta del Governo, ma c'è già scritto. Nella mozione si dice:
"o procedere ad un rimborso ovvero, nel caso in cui non si possa
fare ..." e allora il Governo fa una proposta che non si può
realizzare, perché se non si può fare il rimborso e non si può
fare il recupero temporale e il Governo ci chiede, come dire, di
soprassedere sul recupero temporale e poi ci dice che non si può
fare il rimborso di fatto non vuole votare la mozione.
Dunque, noi comunque non la ritiriamo, poi il Governo faccia
come crede.
BARBAGALLO SALVINO, assessore per gli enti locali. Onorevole
Fleres, il Governo si vuole basare anche su un principio
edonistico minimo sforzo, massimo rendimento. Lei capisce ...
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo vuole specificare
l'aggettivo?
BARBAGALLO SALVINO , assessore per gli enti locali. Principio
edonistico: minimo sforzo, massimo rendimento.
Il Governo ritiene che un eventuale rimborso costerebbe
per l'erario della Regione siciliana tutta una macchinazione...
invece un eventuale abbattimento della tassa di concessione
regionale a valere per l'anno venatorio 1999-2000 mi sembra sia
la cosa, eventualmente, più equa e la strada più percorribile.
L'onorevole Fleres sa altresì che il tutto deve avvenire con
un disegno di legge, con un sistema legislativo che non può
essere così .... Il Governo, eventualmente, assume l'impegno a
riconsiderare queste cose ma certamente con un percorso
legislativo.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Onorevole Assessore, non comprendo nel caso in cui
l'ipotesi possa essere, ma non sono convinto di questa sua tesi,
ma come fa lei a ridurre una tassa per l'anno prossimo se non con
una legge? Mentre un rimborso è ben altra cosa. Quindi non so se
quanto da lei sostenuto, oltre tutto, sia percorribile
legislativamente. Premesso questo, posso anche sbagliarmi, io
credo che forse è opportuno che questo ulteriore passaggio per
rinviare ad un altro anno, non vedo che cosa cambia, cambia ben
poco.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare per una precisazione tecnica.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, io credo che l'ipotesi formulata a nome del Governo
dall'assessore Barbagallo avrebbe dovuto essere presa con
maggiore attenzione e considerazione da parte degli onorevoli
colleghi perché comunque l'assessore Barbagallo si era sforzato
di trovare un meccanismo fattibile, mentre il meccanismo previsto
dalla mozione, che è il meccanismo del rimborso, oggi non è
fattibile perché dovremmo operare un rimborso, ammesso che ce ne
sia il fondamento giuridico, sicuramente per una parte
preponderante della tassa relativo al 1998, e comunque versata ed
incamerata dall'erario per il 1998; dovremmo operarlo sul 1999 il
che comporterebbe, evidentemente, o una maggiore spesa o una
minore entrata e questo non si può fare se non tramite una
espressa autorizzazione legislativa.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, a me pare che le ultime
osservazioni fatte dall'onorevole Piro abbiano chiarito la
questione. Il rimborso non è possibile farlo in questa fase però
mi pare che la sostanza della mozione, presentata dall'onorevole
Beninati e dagli altri deputati di Forza Italia, punti
soprattutto a stabilire che ci sia un diritto al rimborso visto
che c'è stato un mancato servizio.
L'unico modo per farlo è quello che o si modifica la mozione
o comunque prendiamo la posizione del Governo che dice che il
rimborso può essere fatto nella sostanza attraverso una riduzione
della tassa regionale, chiamiamola così per semplificazione di
linguaggio, prevista dalla normativa sulla caccia.
Siamo sostanzialmente favorevoli all'impostazione della
mozione, si tratta di sapere qual è il percorso che porta al
rimborso, e l'unico percorso possibile, tecnicamente praticabile,
è soltanto quello di una norma legislativa. Pertanto sarei per
accogliere questa posizione del Governo. Vorrei che il Governo
esplicitasse in modo più chiaro di fronte all'Aula l'impegno che
presenterà un disegno di legge che punti alla riduzione della
tassa regionale.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Onorevole Presidente, onorevoli colleghi che il
compagno, amico Oddo sottoscrivesse anche questa mozione per la
verità non mi impressiona molto perché acquisire la cultura di
Governo non è cosa semplice e di pochi giorni. La cultura di
Governo si acquisisce con il tempo.
Ma che dopo i chiarimenti del Governo, ancora i presentatori
della mozione insistono nella votazione, francamente, non mi
convince, e siccome so che molti firmatari della mozione hanno
cultura di governo la questione mi preoccupa perché non si vuole
raggiungere nessun obiettivo, si vuole soltanto fare propaganda.
Ora, cari amici e colleghi firmatari, la propaganda ormai è stata
fatta, il Governo ha dichiarato chiaramente che non è una strada
percorribile; io vi pongo il problema se i cittadini pagano la
tassa per il trasporto e deposito dell'immondizia, se fa lo
sciopero per quindici giorni il netturbino, il Comune deve
rimborsare la tassa all'utente, o conguagliarla successivamente?
Ora cerchiamo di stare un po' con i piedi per terra perché questa
strada non è percorribile.
Io vi chiedo: nella eventualità che questa mozione venisse
approvata non si approda a nessun risultato pratico perché il
Governo non può adottare nessun provvedimento se non per via
legislativa, quindi, se avete questioni da porre sul rimborso
della tassa venatoria, appena andiamo ad approvare la legge
finanziaria, andiamo ad approvare il bilancio, a quel punto si
porrà il problema e lì dobbiamo andare a vedere il problema
dell'equilibrio del bilancio.
Ora, parliamoci chiaro, io vi chiedo, perché la votazione
non servirebbe a nulla, si tratta di fare la conta dei
parlamentari presenti, quindi andiamo a perdere tempo perché non
c'è dubbio che forse l'onorevole Oddo che si è esposto troppo in
questa vicenda, ma per quanto mi riguarda non ritengo di potere
esprimere un voto contrario all'orientamento dato all'Aula da
parte del Governo.
Quindi è chiaro che se dovesse il Governo risultare
minoritario in questa votazione ci sono gli strumenti legislativi
che consentono di non farlo rimanere. Vogliamo evitare di fare
ricorso a questo tipo di strumenti che il Regolamento consente.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
dichiarare all'Aula l'orientamento del mio Gruppo.
Noi condividiamo l'impostazione e la risposta data dal
Governo e io vorrei dire che condivido per intero anche
l'intervento dell'onorevole Martino.
Troppe volte sulla materia alla quale è legata questa
mozione, quest'Aula è stata chiamata quasi annualmente a
legiferare, ad adeguare la legislazione, sarà bene una volta per
tutte che noi mettiamo definitivamente mano a questi problemi.
Ora siamo di fronte ad un problema tecnico e non credo che
la mozione così impostata possa essere accolta sia tecnicamente
che per le conseguenze che ne deriverebbero. Noi comunque
chiediamo che questa mozione venga ritirata, qualora non lo fosse
voteremmo contro.
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per dichiarazione di voto poiché desidero esprimere
il parere favorevole alla mozione che diventa il presupposto per
raggiungere l'obiettivo indicato dal Governo e sottolineato
opportunamente dall'onorevole Speziale.
Perché, la mozione è un atto di indirizzo, il Governo può
dare esecuzione all'atto di indirizzo nei modi che ritiene più
opportuno, provvedendo con un atto amministrativo se possibile,
provvedendo con una proposta di legge se possibile, intervenendo
e riducendo la tassa dell'anno prossimo se è possibile, riducendo
quella di quest'anno se possibile.
Ai presentatori della mozione non interessa conoscere lo
strumento attraverso cui il Governo perverrà alla conclusione che
è stata richiesta, interessa soltanto che ci sia l'impegno del
medesimo a procedere ad una opera di equo risarcimento per un
servizio non reso.
Se poi il Governo lo fa con un atto amministrativo, con un
disegno di legge che propone per l'anno 1999 la riduzione in
quota parte della tassa che si paga per l'attività venatoria o
quant'altro, a noi non interessa assolutamente nè vogliamo
entrare nel merito di atti che riguardano esclusivamente il
Governo; entreremmo nel merito di atti che riguardano l'Aula nel
caso in cui l'intervento che noi richiediamo debba essere
compiuto attraverso un disegno di legge nel qual caso,
ovviamente, ne vorremmo discutere rapidamente e vorremmo
naturalmente esprimere il voto favorevole per un'operazione che,
sul piano dell'indirizzo politico, è quella, sul piano dello
strumento potrà essere individuato dal Governo stesso, ovviamente
di concerto con l'Aula, se è necessario l'intervento normativo,
altrimenti direttamente con gli strumento di natura
amministrativa.
Dunque ribadisco: la mozione, per quanto ci riguarda, ha un
valore di indirizzo. Il risultato conseguente è compito del
Governo individuare lo strumento più idoneo da utilizzare purchè
l'atto di indirizzo venga rispettato.
BARBAGALLO SALVINO , assessore per gli enti locali. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO SALVINO , assessore per gli enti locali. Signor
Presidente, voglio provare, ancora una volta, ad invitare i
firmatari della mozione a ritirarla. La proposta del Governo è
questa: sostanzialmente il Governo, in alcuni punti della
condivide alcune raccomandazioni, però, ritiene più opportuno non
procedere per le vie della mozione. Mentre ritiene opportuno
recuperare la tassa venatoria praticando un abbattimento con un
successivo disegno di legge che si impegna a portare in Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
"Discussione dei disegni di legge" e, segnatamente, al disegno di
legge posto al n. 1) "Ricorso al mercato finanziario per l'anno
1998" (n. 863/A) (Seguito). Relatore: on. Di Martino.
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al
banco alla medesima assegnato.
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico che è stato presentato il seguente ordine del
giorno numero 281:
"Interventi per il miglioramento del servizio di trasporto
ferroviario regionale", a firma dell'onorevole Pisciotta:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso:
- che condizione necessaria nonchè propedeutica per un effettivo
sviluppo dell'economia delle provincie siciliane è la realizzazione
di un sistema di comunicazione efficiente e moderno;
- che, da questo punto di vista, la rete ferroviaria siciliana si
presenta insufficiente, obsoleta e con servizi inadeguati (un
esempio per tutti: la tratta ferroviaria Palermo-Trapani, sia nel
tratto "via Alcamo diramazione", che nel tratto "via
Castelvetrano", può essere assunta come modello di archeologia
ferroviaria con notevole responsabilità sulla condizione di
marginalità turistica ed economica che, di fatto, viene ad assumere
la provincia di Trapano);
RITENUTO:
- che il trasporto ferroviario presenta notevoli vantaggi dal punto
di vista della sicurezza, del rispetto dell'ambiente, nonchè della
economicità d'esercizio;
- che da vari convegni ed incontri tra amministratori locali,
organizzazioni sindacali ed imprenditoriali, e dirigenti delle
Ferrovie dello Stato, è stata unanimemente rilevata la necessità di
realizzare un adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari
esistenti in Sicilia,sia mediante interventi mirati di
velocizzazione degli orari complessivi;
- che il Parlamento Europeo, con delibera del 18 maggio 1995, ha
inserito la linea ferroviaria Siracusa-Trapani e Palermo nello
schema della rete ferroviaria transeuropea, riconoscendo tali
tratte di interesse europeo.
Considerato:
- che le valutazioni su esposte porterebbero ritorni economici
notevoli, con rilevati risvolti anche nel campo occupazionale, sia
per quel che riguarda il trasporto di merci e persone, sia per quel
che riguarda la valorizzazione e lo sviluppo turistico di una delle
zone più ricche di bellezze archeologiche del mondo.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- Ad intervenire presso la Società Ferrovie dello Stato per avviare
a soluzione le problematiche segnalate, nonchè a porre in essere
tutte le iniziative necessarie per adeguare le infrastrutture
primarie di cui sopra, a livelli di efficienza e modernità
compatibili con gli standard europei>>.
Onorevoli colleghi, non essendo presente in Aula l'onorevole
Pisciotta, l'ordine del giorno è dichiarato decaduto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero
282: "Interventi urgenti al fine di rivedere la posizione del
Governo regionale in merito alla dismissione degli immobili", a
firma degli onorevoli Forgione, Liotta, Vella, Martino e Mele:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- l'Assessorato alla presidenza ha avviato le procedure di vendita
degli immobili della Regione con l'obiettivo di risanare il
dissesto finanziario;
- ad oggi non è ancora stato pubblicato il bando necessario per la
vendita del patrimonio regionale;
- la vendita riguarda beni che possono essere utilizzati ai fini
sociali o per trasferirvi uffici della Regione, attualmente
allocati in locali affitati a caro prezzo (Ass.to alla Presidenza,
Cooperazione, Territorio e Ambiente, B.B.C.C., Lavoro e Industria);
- dall'elenco dei beni che dovranno essere messi all'asta si rilea
l'assoluta necessità di procedere ad un piano di aggiornamento del
reale valore di questi beni sul mercato;
- una riconsiderazione dell'attuale valore di alcuni di questi beni
e la collocazione di essi sul mercato delle locazioni
contribuirebbe a determinare entrate fisse nel bilancio della
Regione.
Rilevato che:
- qualora gli immobili fossero venduti, gli introiti derivanti non
servirebbero comunque a risollevare le sorti economiche
dell'aministrazione.
Considerato che:
- nel progetto di dismissione dei beni patrimoniali della Regione,
la L.R. n. 6/97, all'art. 11, comma 2, stabilisce il diritto di
prelazione agli enti locali nel cui territorio di competenza detti
beni ricadono;
- alcuni comuni hanno già manifestato la loro netta opposizione
alla vendita di alcuni beni ed immobili a partire dalla
considerazione della loro attuale utilizzazione e del valore
storico che rappresentano;
- il comune di Palermo in riferimento alla villa Gallidoro, stimata
circa 2 miliardi e 250 milioni, ha contestato la scelta di vendita
proprio perchè attualmente è la sede di un istituto scolastico;
- il sindaco di Canicattì, ad esempio, ha espresso l'intenzione di
acquistare la colonia montana di contrada Rinazzi e l'autostazione
di largo Aosta, sottolineando il valore storico soprattutto della
colonia a ciò che potrebbe rappresentare se opportunamente
valorizzata e riportata agli antichi splendori, quando era
utilizzata per le cure elioterapiche ai bambini.
Ritenuto che:
- a partire dalla applicazione della norma sopracitata occorrerebbe
privilegiare l'utilizzo a fini sociali dei beni acquistati e
imporre, per quelli di interesse storico-culturale, l'obbligo del
restauro e il vincolo di mantenimento della destinazione originaria
del bene.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a procedere ad un piano di aggiornamento del valore reale dei
beni messi in vendita e collocarli sul mercato delle
locazioni;
- a predisporre ad un piano di utilizzo di alcuni degli immobili in
oggetto per allocarvi uffici regionali attualmente in locali
affittati:
- a sospendere, qualora non l'avesse già fatto, tutte le procedure
di dismissione degli immobili regionali ad avviare una seria
valutazione sulle possibili utilizzazioni degli stessi, a partire
da quella a fini sociali così come ribadito da alcuni comuni che
hanno fatto riferimento al diritto di prelazione>>.
Onorevoli colleghi, sono da considerarsi firmatari
dell'ordine del giorno numero 282, testè comunicato, anche gli
onorevoli Fleres e Bufardeci.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, l'ordine del giorno presentato dagli onorevoli
Forgione, Liotta, Vella, Martino, Mele, affronta una problematica
di grande spessore e di grande interesse, sulla quale peraltro il
Governo intende mettere in atto iniziative di respiro e in
profondità. La situazione è veramente paradossale. La Regione è
titolare di un immenso patrimonio, sia pure articolato nelle
diverse forme giuridiche - beni demaniali, beni indisponibili,
beni patrimoniali disponibili, beni appartenenti al patrimonio
culturale, artistico, architettonico - che qualcuno ha valutato
nell'ordine di trentamila miliardi, ammesso che possano essere
valutati a un valore venale beni come Palazzo d'Orléans o come il
Parco Archeologico di Agrigento, o i nostri musei, le statue, i
quadri.
La contraddizione è data dal fatto, però, che nel conto
patrimoniale della Regione i beni patrimoniali sono iscritti per
un valore oggi corrispondente a 552 miliardi, che è una cifra
ridicolamente bassa, che peraltro costringe in ristrettezze il
conto del patrimonio; qualche volta ha fatto sì che addirittura
il conto del patrimonio fosse in passivo e certamente
contribuendo non poco a dare una immagine negativa di quella che
è la situazione patrimoniale e finanziaria della Regione.
Il Governo ritiene, altresì, che la rivalutazione del
patrimonio, la messa a reddito del patrimonio costituiscono
obiettivi di fondo della strategia che questa Regione si deve
dare, non soltanto per rimettere a posto i propri conti ma,
soprattutto, per svolgere una attenta opera di valorizzazione
delle proprie potenzialità perché dall'enorme patrimonio che
possiede certamente la Regione può ricavare, anche dal punto di
vista finanziario, proventi, introiti notevoli che possono
contribuire ad aumentare, in maniera consistente, le entrate
stesse della Regione e, quindi, a migliorare complessivamente i
conti della Regione e a predisporre risorse da potere investire
a fini sociali e produttivi.
In questo senso, il Governo ha già mosso le prime
iniziative. Abbiamo recuperato il piano di dismissione di alcuni
immobili del patrimonio disponibile della Regione, a suo tempo
predisposto perché così ha voluto l'articolo 11 della legge 6 del
1997, si è mosso per recuperarlo dalle secche su cui si era
impantanato, considerato il fatto che per un anno questo piano è
rimasto, per il parere, presso la prima commissione, ma questo
parere non è stato espresso, pur rendendosi conto - il Governo -
che certamente alcune valutazioni più approfondite e di merito e
alcune riconsiderazioni debbono essere fatte.
Tutti ormai conoscono l'episodio di Villa Gallidoro. Il
Governo ha già detto che per quanto riguarda Villa Gallidoro,
certamente non intende procedere alla cieca, ma anzi, intende
valutare con il Comune e con la Provincia - visto che Villa
Gallidoro è sede anche di una istituzione scolastica di secondo
livello e quindi che si imputa alla Provincia, intende fare una
valutazione complessiva e certamente comunque impedire che Villa
Gallidoro abbia una finalizzazione non sociale, peraltro,
potendosi avvalere qui di disposizioni legislative nazionali che
in qualche modo vincolano gli edifici storici, sedi di
istituzioni scolastiche, a mantenere questa destinazione.
Il Governo si è mosso per operare una rivalutazione del
proprio patrimonio sia rispetto al piano di dismissione sia
rispetto alla valutazione del patrimonio già censito. A questo
proposito, onorevole Forgione, il Governo ha predisposto un
articolato che è già stato inserito nella proposta di disegno di
legge cosiddetto finanziario che domani sera la Giunta affronterà
e che predispone gli strumenti per queste iniziative, la presa in
consistenza, la costituzione di un'anagrafe patrimoniale, la
rivalutazione del patrimonio immobiliare.
Tutte iniziative indispensabili anche per quell'operazione
di messa a reddito che non significa vendita, che può anche
significare vendita di quei beni per i quali certamente la
Regione sopporta più un costo che non riceve utili, ma che nella
stragrande parte dei casi riguarda invece proprio una
valorizzazione degli stessi beni.
Per questi motivi, onorevole Forgione, invito Lei e gli
altri firmatari a ritirare l'ordine del giorno ed, eventualmente,
qualora gli stessi firmatari non dovessero ritenere sufficienti
le norme predisposte dalla finanziaria oltre a intervenire
ovviamente nella finanziaria stessa, anche a volere ripresentare
un atto anche se, Le assicuro, tutto quello che qui viene esposto
da parte del Governo è stato già esattamente recepito e verrà
trasfuso nella legge finanziaria.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ovvio che
io condivido interamente il ragionamento e le iniziative qui
annunciate dall'onorevole Piro e il nostro ordine del giorno
andava sostanzialmente in un vincolo da porre al Governo proprio
nella direzione delle questioni che l'onorevole Piro ha posto e
degli indirizzi per l'azione del Governo che egli stesso ha
annunciato.
Siamo di fronte, appunto, ad un immenso patrimonio, ad una
ricchezza inestimabile, parte della quale neanche monetizzabile e
valutabile solo dal punto di vista finanziario.
Proprio per questo abbiamo colto con allarme alcune
posizioni sulla stampa che già di fatto, e penso ad alcune
dichiarazioni credo incaute dell'Assessore Crisafulli,
annunciavano l'apertura di un mercato rispetto al patrimonio
della Regione, ad un patrimonio con le caratteristiche descritte,
devo dire brillantemente, dall'onorevole Piro. Quindi, nasceva e
rimane proprio da questo l'esigenza di questo ordine del giorno,
non solo per procedere ad un aggiornamento del valore reale dei
beni messi in vendita, ma anche prima di parlare e di annunciare
addirittura la vendita di questo immenso patrimonio, l'esigenza
di predisporre un piano e di sospendere in attesa della
predisposizione di questo piano le cui caratteristiche non c'è
dubbio che devono essere quelle indicate dall'onorevole Piro di
sospendere ogni atto di vendita e di dismissione.
Ora, se il ragionamento dell'onorevole Piro di fatto
accoglie e assume le richieste di questo ordine del giorno e se
il Governo si impegna ad assumere i contenuti di questo ordine
noi non abbiamo alcun motivo per chiedere un voto. Se il Governo
assume questo ordine del giorno per noi va bene e non chiediamo
venga posto in votazione.
PRESIDENTE. Pertanto l'ordine del giorno è da considerarsi
ritirato onorevole Forgione?
FORGIONE. Si, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'ordine del giorno
numero 282 viene accolto come raccomandazione.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Oddo ed
altri l'ordine del giorno numero 283: Rinegoziazione dei tassi
di interesse per i mutui concessi alle Cooperative edilizie.
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- non è ancora prevista la rinegoziazione dei mutui, assistiti dal
contributo sugli interessi da parte dello Stato o della Regione,
contratti dagli assegnatari di alloggio, da parte di cooperative
edilizie, con i vari Istituti Bancari;
- che i tassi di interesse attuali sono notevolmente inferiori a
quelli in vigore all'epoca in cui sono stati stipulati i contratti
di mutuo;
- che, soprattutto per i mutui contratti da qualche anno, la quota
di interessi pagata dagli assegnatari di alloggi è, da sola, di
gran lunga superiore al tasso totale (quota a carico degli
assegnatari più quota a carico dello Stato o della Regione) degli
interessi che attualmente vengono pagati agli Istituti Bancari per
mutui contratti sia ai sensi della legge 457/98 che delle leggi
regionali in materia;
- che, alla data attuale, per i mutui contratti qualche anno fa,
assistiti dal contributo da parte dello Stato o della Regione, il
tasso totale di interesse, pagato agli Istituti Bancari, risulta
essere abnorme;
- che la legge antiusura 108/96 fissa i "tassi soglia" oltre i
quali gli interessi sono da considerarsi usurai.
Rilevato che:
- la quota posta a carico degli assegnatari è parziale, e la gran
parte della quota interessi è posta a carico delle esauste casse
regionali.
Considerato che:
- l'attività della Regione Siciliana deve ispirarsi ai principi di
efficienza ed economica;
- la questione è di grande rilevanza sociale.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad avviare tutte le necessarie misure al fine di adeguare i tassi
sui mutui di edilizia agevolata praticati, entro i limiti soglia
stabiliti trimestralmente dal Ministero del Tesoro, secondo quanto
dettato dalla "Legge Antiusura", 108/96, rivedendoli
periodicamente>>.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Presidenza del presidente Cristaldi
FLERES. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
appoggiata a termini di Regolamento (onorevoli Scoma, Grimaldi,
Croce e Alfano) si procede alla verifica del numero legale.
Presenti 22
L'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto la seduta è sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 19.20, è ripresa alle ore 20.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDI.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto
congedo per la seduta odierna, per improrogabili impegni
istituzionali, gli onorevoli Battaglia, Crisafulli, Capodicasa.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si torna al disegno di legge "Ricorso al mercato
finanziario per l'anno 1998" (n. 863/A)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, ricordo che la seduta era stata sospesa
dopo l'annunzio dell'ordine del giorno numero 283.
Lo pongo in votazione.
CROCE. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento (onorevoli Fleres, Granata, Alfano, Sottosanti) si
procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 29
Votanti 24
Quorum 43
Congedi 5
L'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 20.33, è ripresa alle ore 21.40)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Rotella e Guarnera
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Cristaldi
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 283:
"Rinegoziazione dei tassi di interesse per i mutui concessi
alle cooperative edilizie".
ALFANO. Chiedo la verifica del numero legale.
VERIFICA DEL NUMOERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 43.
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 283. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
284: "Utili iniziative nei confronti dell'EAS con riferimento
alle eccedenze dei consumi idrici lamentati dall'utenza".
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- la Regione Siciliana ha il compito di programmare e gestire le
risorse, tra cui quella idrica;
- la Regione Siciliana, per quanto riguarda la gestione della
risorsa idrica si avvale dell'attività dell'EAS (Ente Aquedotti
Siciliani);
- l'EAS ha notificato, ai cittadini-utenti dei comuni di Erice,
Valderice, Santa Ninfa ed altri comuni della provincia di Trapani,
eccedenze sui consumi idrici, molto onerose, le quali vengono
contestate dai destinatari in quanto, a parere di questi ultimi,
non corrispondono al reale consumo;
- che le condotte si svuotano facilmente in quanto
l'approvvigionamento idrico non è costante, è ciò provoca
l'immissione di aria la quale, incidendo sui contatori, altera la
lettura dei consumi;
- i cittadini-utenti, dei comuni sopra citati, hanno richiesto
all'EAS il rilascio delle copie delle schede-verifica riportanti
l'annotazione annuale dei consumi della singola utenza privata, in
modo da poter facilmente verificare la fondatezza delle rilevanti
eccedenze contestate dall'EAS per gli anni 1993/94/95/96.
Rilevato che:
- l'EAS non ha dato alcuna risposta alle richieste dei cittadini.
Considerato che:
- l'EAS, verosimilmente, intraprenderà l'iniziativa della
dismissione dell'erogazione idrica nei confronti dei
cittadini-utenti dei comuni di Erice, Valderice, Santa Ninfa e di
altri comuni della provincia di Trapani a causa del mancato
pagamento delle contestate eccedenze, o in alternativa, procederà
alla riscossione forzata;
- la questione è di grande rilevanza, in quanto riguarda un bene
primario;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad interpretare nei confronti dell'EAS ogni utile iniziativa
volta a dare riscontro alle legittime istanze avanzate dai
cittadini-utenti dei comuni di Erice, Valderice, Santa Ninfa e di
altri comuni della provincia di Trapani e della Sicilia in
riferimento ai chiarimenti richiesti riguardo le eccedenze dei
consumi idrici 1993/94/95/96;
- impegnare l'EAS a sospendere ogni eventuale provvedimento di
dismissione dell'erogazione idrica o di riscossione forzosa ed a
rilanciare la scheda verifica storica per dare ad ogni singolo
utente la possibilità di verificare i consumi ed eventualmente
poterli contestare nelle forme dovute;
- impegnare l'EAS a normalizzare l'approvvigionamento idrico nei
comuni della provincia di Trapani>>.
ODDO - SPEZIALE - PEZZINO - TRIMARCHI
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 285:
"Costituzione di una Commissione parlamentare d'indagine e di
studio sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e sullo
sfruttamento del lavoro minorile e del lavoro illegale."
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- che la grave situazione socio economica e occupazionale della
nostra Regione non può esimerci da un'attenta valutazione del
fenomeno dell'economia sommersa che permane una piaga e un freno al
libero esplicitarsi delle potenzialità di crescita dell'economia
siciliana;
- che il lavoro nero coinvolge, purtroppo, giovani e giovanissimi
così come emerso da diversi interventi ispettivi svolti dagli
organi preposti;
- che a tali fenomeni si accompagnano situazioni di evasione
dall'obbligo scolastico, del disagio e della devianza minorile,
mortificando le aspirazioni di un futuro migliore per migliaia di
giovani siciliani;
- che gli interventi fin qui proposti dall'Assemblea Regionale non
appaiano, in considerazione della scarsa conoscenza delle
situazioni, appropriati a dare una risposta soddisfacente tale da
sradicare il fenomeno che le relazioni dei Procuratori Generali
presso i Distretti di Corte di Appello, in occasione
dell'inaugurazione dell'anno giudiziario hanno denunciato lo stato
di abbandono nel quale versano i servizi a favore dei minori nella
nostra Isola sottolineando che una efficace lotta alla mafia passa
anche attraverso una adeguata politica educativa e formativa;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
- a costituire ai sensi del secondo comma dell'art. 29 del
Regolamento una Commissione parlamentare d'indagine e di studio sui
diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e sullo sfruttamento del
lavoro minorile e del lavoro illegale; tale commissione dovrà
coinvolgere nella propria attività gli Uffici provinciali del
Lavoro) e i Tribunali per i minorenni presenti nella nostra Isola
affinché si abbia un quadro quanto più realistico della situazione
al fine di suggerire e ipotizzare possibili interventi atti a
sconfiggere tali fenomeni.>>
VILLARI - SILVESTRO - SPEZIALE - ZANNA
Onorevole Villari, ho il dovere di esprimere il mio
personale giudizio sulla costituzione di nuove commissioni.
Ritengo che i compiti possano essere espletati dalle Commissioni
esistenti, pertanto, se lei è d'accordo, incarichiamo la
Commissione preposta alla solidarietà sociale di occuparsi
dell'indagine.
VILLARI. D'accordo.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
286: "Iniziative a seguito della vicenda relativa al concorso
bandito dall'Azienda Ospedaliera 'Ospedali civili riuniti'di
Sciacca (AG)."
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che in base a quanto previsto dall'articolo 3 della legge
regionale 14.01.1998, n. 2, l'Azienda ospedaliera
"Ospedali civili riuniti" di Sciacca (AG) ha approvato
un bando di concorso riservato a quei lavoratori in
possesso, tra gli altri, del requisito del servizio
presso il Presidio ospedaliero di Sciacca, per almeno
24 mesi, anche non continuativi, in qualifiche per le
quali era ed è previsto il titolo di studio non
superiore a quello di scuola secondaria di primo grado;
PREMESSO, ancora, che con successiva delibera, condizionata dalla
circolare assessoriale n. 957 del 24.04.1998, si
disponeva la riapertura dei termini di presentazione,
escludendo inopinatamente alcuni lavoratori non più
ritenuti in possesso dei requisiti di ammissione,
provvedendo poi ad avviare le procedure di assunzione
di altri lavoratori ritenuti nelle condizioni previste;
CONSIDERATO che la citata circolare adeguandosi ad una
interpretazione data dalla Corte costituzionale ha
creato di fatto una illegittima disparità di
trattamento tra i soggetti assunti ex legge regionale
n. 121 del 1983 successivamente all'entrata in vigore
della legge n. 56 del 1987 e quelli assunti
precedentemente alla norma citata;
CONSTATATO che anche l'assessore regionale pro tempore, on.
Leontini, ha condiviso il giudizio espresso dal
sindacato di categoria sulle palesi violazioni di norme
di correttezza e buon andamento della gestione
dell'amministrazione pubblica (protocollo 01747 del
17.06.1998) caricandosi "dei gravi problemi umani e
sociali scaturiti dall'applicazione dell'articolo 3
della legge regionale n. 2 del 1998";
RITENUTO che l'unica soluzione tecnica possibile per
riequilibrare la situazione descritta è quella della
modifica legislativa (tecnicamente risolvibile in
maniera veloce ...);
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
Attraverso l'assessore regionale per la sanità, a :
- disporre con urgenza, affinché siano sospesi tutti quei
provvedimenti cautelativamente impugnati dai lavoratori interessati
che si giudicano essere illegittimi;
- mettere in atto tutte quelle iniziative di propria competenza
affinché sia celermente esaminato dall'Assemblea regionale
siciliana ed approvato un apposito disegno di legge che intervenga
sulla situazione, che rischia di avere gravi impatti sulla realtà
sociale in seguito all'azione di protesta che i lavoratori
interessati stanno mettendo in atto (sciopero della fame)>>
Pezzino
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 287:
"Provvedimenti al fine di ridurre i danni arrecati alle colture
dalle eccezionali avversità atmosferiche di questi giorni."
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
V I S T O che tra la notte del 31.01.1999 e nella mattinata
dell'1.02.1999 si è verificato un notevole abbassamento
di temperatura che ha fatto scendere il termometro fino
a meno 15 gradi;
CONSIDERATO che l'eccezionale avversità atmosferica ha fatto
nevicare anche sulla costa causando danni irreversibili
specie nelle zone dei Comuni di Butera, Licata, Palma
di Montechiaro, Favara ed Agrigento, con danni
principalmente alle colture orticole in pieno campo ed
in coltura protetta;
A V E N D O gli uffici competenti valutato lo stato attuale dei
danni per colture così suddivise:
- zucchine in tunnels e serre con danni intorno al 90 - 100%
- fagiolino in tunnels e serre con danni intorno al 60 - 80%
- peperoni in tunnels e serre con danni intorno al 40 -50%
- meloni cantalupo in tunnels e serre con danni intorno al 35 - 40%
- patate in pieno campo con danni intorno al 90 - 100%
- carciofo in pieno campo con danni intorno al 35 - 50%
CONSIDERATO che i danni interessano circa 1000-1200 ha di colture
protette in "tunnels e serre" e circa 800-1000 ha di
colture in pieno campo, carciofo e patate;
VALUTATI danni complessivi, da una prima valutazione, intorno a
50-60 mld di lire;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a predisporre gli opportuni provvedimenti amministrativi e
legislativi necessari a garantire i minori disagi possibili.>>
Pezzino, Speziale, Cipriani, Giannopolo
Monaco, Oddo, Pignataro, Silvestro,
Trimarchi, Villari, Zago, Zanna
VELLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VELLA. Signor Presidente, desidero invitare i colleghi
firmatari di quest'ordine del giorno a rivederlo, in quanto il
problema che solleva riguarda un po' tutta la Sicilia; pertanto
mi sembrerebbe più opportuno presentare un ordine del giorno che
riguardi anche le altre provincie, le quali sono certamente
interessate alla questione.
PRESIDENTE. Onorevole Vella, l'ordine del giorno, purtroppo,
non è emendabile: lo stratagemma potrebbe essere quello di
invitare il Governo ad accoglierlo come raccomandazione e di
tenere conto anche delle sue considerazioni.
Assessore Crisafulli, il suo parere in proposito?
CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Favorevole.
PRESIDENTE. I firmatari sono d'accordo?
PEZZINO. Sì.
PRESIDENTE. Resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'articolato del
disegno di legge e segnatamente all'articolo 1.
Ne do lettura.
"Art. 1.
Mutui per l'anno 1998
1. I mutui autorizzati per l'anno 1998 dai commi 1 e 2,
dell'articolo 15, della legge regionale 8 maggio 1998, n. 7,
possono essere contratti, entro il limite massimo complessivo
di lire 1.700 miliardi, ed anche per importi parziali, entro
il termine del 30 aprile 1999."
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
portare il mio contributo alla discussione sul disegno di legge
n. 863 ed in particolare per quanto contenuto negli articoli 1, 2
e 3.
Intervengo sul primo articolo, che è quello centrale, perchè
non condivido l'assetto complessivo della manovra e quindi cerco
di mettere in guardia un po' i colleghi da proposte finanziarie
la cui qualità e tutta da scoprire. E ciò non per ripicca nei
confronti dell'attuale Assessore al bilancio, onorevole Piro, ma
per la dovuta attenzione che l'operazione finanziaria propostaci
pretende.
Secondo quanto dichiarato dall'Assessore, il ricorso al
prestito obbligazionario è un'ipotesi che resta legata solo alla
mancata concessione di un mutuo. Tuttavia, egli ne chiede
l'approvazione poichè i tempi dell'eventuale utilizzazione
sarebbero così ristretti da non dover superare il 30 aprile 1999.
Secondo l'Assessore, la credibilità del nuovo Governo della
Sicilia gli permetterà di piazzare 1.700 miliardi di titoli
obbligazionari sul mercato.
Io ho la precisa sensazione che in ciò si nasconda un
inganno e d'altra parte lei stesso non ha potuto nascondere la
complessità dell'operazione e le difficoltà che la stessa
potrebbe incontrare nel confronto con il mercato.
Le giustificazioni, gli inviti, anche le minacce - sono sue
parole - per le responsabilità che in quest'Aula sono molte,
diffuse e molto ben individuate; queste sono parole
dell'Assessore. Mi consenta, a tal proposito desidero fare una
digressione.
E' opportuno ricordare che le spese del 1998, fatte
interamente dal precedente Governo per quanto attiene al settore
dei beni culturali, per quello che mi riguarda, furono pienamente
utilizzate per rispondere alle esigenze del territorio,
producendo decine e decine di miliardi di programmazione, con
notevole ed indiscutibile ricaduta sull'occupazione nell'Isola,
impegnandosi anche nel reperimento di fondi nazionali di
finanziamento, ora bloccati dall'attuale Governo e dall'onorevole
Morinello attuale assessore per i beni culturali.
Tornando all'argomento della serata, le giustificazioni e
gli inviti prodotti nel suo intervento, per un verso
eccessivamente generose e per altro demagogiche e fuori luogo,
fanno, purtroppo, pensare ad una classica mistificazione del
venditore-imbonitore.
Io, assessore Piro, ritengo che in questa proposta di legge
si celi più di un inganno. Nelle sue dichiarazioni che ella fece
appena insediatosi, volle farci intendere che la finanza
siciliana avrebbe finalmente avuto l'uomo giusto al posto giusto;
quasi citando una nota campagna pubblicitaria, lei avrebbe
stupito i siciliani con effetti speciali.
Beh Se gli interventi di alta ingegneria finanziaria si
limitano al disegno di legge n. 863, ritengo che i cittadini
siciliani rimarranno molto delusi, a meno che i titoli
obbligazionari che ella desidera proporre al mercato non abbiano
tassi di interesse e caratteristiche così vantaggiosi per gli
acquirenti da divenire, nel contempo, troppo penalizzanti per le
casse regionali.
Onorevoli colleghi, l'operazione dell'onorevole Piro, quindi
del Governo non dell'onorevole Piro, nasconde un bel misero
progetto: pareggiare il bilancio 1998 con l'emissione dei BOR, in
attesa dei crediti vantati dalla Sicilia e che lo Stato ha
promesso conteggerà entro il 30 settembre prossimo venturo;
entrambe - credo - chimere.
"Riposizionamento del debito", questa è una sua frase.
L'imperativo citato da lei nel corso dell'ultima seduta d'Aula,
un imperativo che all'ascoltatore non tecnico parrebbe contenere
un significato forte e pieno ma che, invece, molto più umilmente
significa non ho soluzione nell'immediato, rivediamoci; fra
qualche mese si vedrà. L'onorevole Piro diventa il "Ciampi"
nazionale: spostiamo i debiti più avanti.
Che differenza c'è, onorevole Piro, tra questa operazione e
le precedenti coperture finanziarie del 1996 e 1997 da lei tanto
aspramente biasimate
Mi chiedo, onorevole Piro, se la condizione di stabilità
politica non avesse allontanato gli istituti bancari che in
precedenza avevano dato fiducia alla nostra terra, se l'asta del
mese di novembre non fosse andata deserta e si fosse ottenuto
l'aspirato prestito, lei avrebbe rinunciato a quei soldi?
Tuttavia, bando alla vera polemica, desidero affrontare il testo
in maniera costruttiva.
Quale credibilità può essere data alla sua iniziativa? Mi
pare che l'onorevole Piro voglia fraintendere le tipologie di
intervento finanziario, e cioè il mutuo per finanziare il
pareggio di bilancio che i precedenti governi avevano ottenuto
per gli anni 1996 e 1997, e l'operazione di emissione di titoli
obbligazionari che soggiace non solo all'altra norma, ma anche
comporta proprio per la sua specificità un approccio con il
mercato completamente diverso e che imporrebbe - a mio avviso -
una sua più attenta utilizzazione.
Non é di secondaria importanza la valutazione che il mercato
privato, i cosiddetti piccoli investitori, cui il prestito
obbligazionario di cui si discute si indirizza, hanno attualmente
della Regione siciliana e delle sue capacità finanziarie.
Non potranno essere solo i limiti entro i quali l'ente può
attivare fenomeni finanziari di siffatta natura e che parrebbero
non essere superati (il 20 per cento dell'ammontare complessivo
delle entrate tributarie della Regione) né tanto meno un
intersecato groviglio di leggi, decreti, articoli e commi citati
a sincerare gli investitori sulla bontà dell'operazione e a
concedere fiducia alla Regione siciliana.
Recenti studi statistici hanno infatti evidenziato come
collocare titoli obbligazionari nel mercato privato tentando di
carpire la fiducia dei risparmiatori sia ancora più difficile che
collocarli sul mercato finanziario, poiché i piccoli
risparmiatori sono tradizionalmente più emotivi degli istituti
bancari.
Si aggiunga a questa considerazione che i dati raccolti sul
risparmio in Sicilia non sono per niente esaltanti.
In termini percentuali produciamo appena il 5 per cento del
risparmio complessivo nazionale, il che non vuol dire che i
siciliani non siano propensi al risparmio, ma molto più
semplicemente che c'é poco da risparmiare.
La serie di dati recentemente raccolti evidenziano anche la
forte tendenza dei risparmiatori siciliani verso il vecchio, ma
sempre amato libretto postale, che raccoglie circa 1.500 miliardi
di lire. Ma nel complesso i dati ottenuti dalla ricerca
dimostrano, purtroppo, che gli sforzi tendenti a far crescere
l'economia siciliana e quindi il risparmio, quale indice di
benessere, sebbene presenti, non hanno ottenuto gli effetti
auspicati.
Tutto ciò, colleghi, porta alla doppia amara considerazione
che da un lato i siciliani potranno rispondere con difficoltà
all'eventuale proposta obbligazionaria e, dall'altro, che i
titoli e i loro interessi verranno consegnati al risparmio
settentrionale o straniero.
Non voglio gridare alla storiella del re é nudo, tuttavia,
ritengo opportuno che l'Aula si interroghi anche sul parametro
previsto dalla legge numero 724 del 23 dicembre 1994, che prevede
l'impossibilità di emissione di prestiti obbligazionari per gli
enti che si trovano in stato di dissesto o in situazione
strutturalmente deficitaria.
Il quadro della finanza locale, così come dipinto dallo
stesso Assessore, se non dissestato, appare certamente fortemente
compromesso o squilibrato.
Altrettanto importanti, a mio avviso, per una corretta
analisi del disegno di legge, caro onorevole Piro, sono le norme
che regolano i tempi e le procedure del rilascio del dovuto
nullaosta.
Alcuni passaggi del regolamento della CONSOB e del Ministero
del Tesoro restano da chiarire, non foss'altro perché
occorrerebbe un ulteriore visto del Ministero degli Interni, il
che fa allungare notevolmente i tempi dell'operazione
finanziaria.
Si aggiunga che la natura principale del prestito
obbligazionario degli enti pubblici é legata a doppio nodo al
settore degli investimenti e a tale indirizzo ritengo facciano
riferimento gli investitori cui il nostro prodotto si dovrebbe
rivolgere.
Onorevole Piro, lei conosce certamente questi dati e non
potrà stupirsi quando l'osservatore esterno, malignando, penserà
che con questa complessa e difficile operazione il governo si
limiterebbe a regalare alcuni miliardi ad un advisor, individuato
per di più senza gara d'appalto, per il monitoraggio e il rating.
Né d'altra parte le sue assicurazioni sul fatto che tutti
gli elementi che comporranno questa manovra sui mercati
finanziari saranno esattamente, distintamente e con grande
chiarezza e puntualità portati a conoscenza dell'Aula e dei
cittadini siciliani paiono essere sufficienti a sgombrare dalla
mente degli osservatori i dubbi e le preoccupazioni. Come
interpretare, infatti, queste sue piccole, e finisco subito,
queste sue piccole bugie?
Il settimo comma dell'articolo 3 cita per esempio una
ascritta funzione di controllo da parte della Banca d'Italia
sull'operazione di emissione delle obbligazioni, mentre il
menzionato articolo 129 del decreto legislativo dell'1 settembre
1993, n. 385, altrimenti recita "sottoponendo le emissioni al
parere vincolante della Banca d'Italia".
Qui mi fermo per avere la possibilità poi avanti di
completare il mio ragionamento che arriverà ad una proposta che
mette fine ad alcune situazioni non chiare e, quindi, dà garanzia
all'operazione che si vuole fare e la stessa garanzia che l'Aula,
secondo me, deve ricercare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il ragionamento
svolto da tanti colleghi nella discussione generale è in qualche
modo da riprendere in riferimento all'articolo 1 del disegno di
legge n. 862 che fa esplicito richiamo alla norma madre per la
quale si può appunto procedere alla contrazione di un mutuo.
Noi abbiamo grande rispetto per l'indirizzo politico di chi,
come i governi che hanno preceduto l' attuale, ha preferito
ricorrere al mutuo, è una strategia che tende a spostare nel
tempo l'indebitamento, dando la possibilità di risolvere i
problemi collocati nel breve periodo.
Se però andiamo indietro nel tempo, ci rendiamo conto di un
fatto che poi rappresenta la cornice di una scelta politica e la
sua stessa ragion d'essere e cioè che a cominciare dal Governo
Provenzano si è operata una scelta politica di risanamento
finanziario della Regione che, proprio in questo contesto di
risanamento, collocava il mutuo come strumento di affiancamento
rispetto ad una strategia complessiva delineata nella legge
finanziaria, perché proprio così il Governo Provenzano intendeva
creare una quadratura del cerchio normativo tendente tutto
all'obiettivo del risanamento finanziario.
Se, dunque, un'obiezione forte c'è in questa tesi, quella
dell'indebitamento finanziario, è proprio quella di una scelta
che si colloca in modo assolutamente scoordinato da un contesto,
in modo assolutamente sganciato da una strategia, in modo
assolutamente episodico.
Lo abbiamo detto in sede di discussione generale e lo
ripetiamo adesso, noi siamo contrari a indebitare le nostre
future generazioni se non sapremo offrire alle future generazioni
una risposta chiara sulla possibilità di risanamento della
Regione.
Non vi è un connotato demagogico in tutto ciò, vi è solo una
riflessione e cioè che, come farebbe il buon padre di famiglia,
il debito è il mezzo per risolvere i problemi a patto che vi sia
una soluzione strutturale ai problemi stessi e cioè vi sia la
capacità, da parte di chi governa, di immaginare risposte
definitive, noi non vediamo in tutto ciò la capacità, la
creatività, l'immaginazione di chi riesce a spiegare i siciliani
il motivo per cui devono pagare per tanti e tanti anni 1.700
miliardi, riusciamo invece ad intravedere fretta,
improvvisazione, incapacità di tenere in Aula alta la riflessione
su una materia delicatissima come questa, mi pare invece che
l'urgenza domini il ragionamento politico, che vi sia un
sopravanzare dei fatti rispetto alla politica.
Mi pare ancora di capire che la politica in questo
provvedimento legislativo perda il suo primato, perda il primato
di chi individua una modalità di utilizzo delle risorse, perde
soprattutto il primato che risiede nella volontà di un Governo di
operare scelte nette, scelte precise. Perchè abbiamo la
sensazione, da tutto ciò che si è verificato in quest'Aula sin
dall'insediamento di questo Governo, che tutti gli atti siano
atti che non scelgono, siano atti tendenti a perpetuare un
meccanismo di spesa, a governare un meccanismo assistenziale
piuttosto che tagliarlo alla base.
Abbiamo espresso il nostro giudizio negativo in Commissione,
lo abbiamo espresso nella discussione generale e lo ripetiamo
adesso. Crediamo che non vi sia una scelta politica che sostanzi
la ragione dell'indebitamento, crediamo che la mancanza del
numero legale, riscontrata più volte in quest'Aula, sia
l'ulteriore riprova che questa maggioranza non si tiene rispetto
ad alcun progetto. Che questa maggioranza non si tiene rispetto
neanche all'urgenza di far quadrare i conti del bilancio, che
questa maggioranza, anche per reggere al terzo tentativo, (la
prova dell'Aula) ha bisogno del supporto di Rifondazione
comunista. Nulla di immorale, per carità. Ma certamente un dato
politico, che ci è possibile di rilevare in questa sede e che
sarebbe opportuno che i siciliani comprendessero nel suo
significato profondo, un comportamento parlamentare che,
parallelamente alla scelta di indebitare i siciliani, porta
quotidianamente in Assemblea tentativi di mediazione e tentativi
di allargamento del novero delle poltrone per potere consentire
mediazioni e la testimonianza ultima è l'ordine del giorno, in
modo provvido ritirato dall'onorevole Villari, tendente a
costituire un' ulteriore commissione che non era niente altro che
un' ulteriore sedia da occupare.
Onorevoli colleghi, noi abbiamo il dovere di fronte ai
siciliani di testimoniare il disagio e la difficoltà di chi si
assume una responsabilità grave, quella di indebitare il popolo
siciliano per 1.700 miliardi senza spiegare il perchè, senza dire
a che cosa sono destinate queste risorse, senza spiegare la
ragione ultima di questo mutuo.
PIRO, assessore per il Bilancio e le finanze. Basta Basta
A che cosa sono destinate
ALFANO. Io, onorevole Assessore, credo di potere parlare
perchè ritengo che non vi sia.......
(Clamori in Aula)
ALFANO. Io capisco la difficoltà e il nervosismo della
maggioranza e del Governo, ma credo di potere parlare perchè vi è
una ragione seria che ispira il nostro comportamento, vi è una
ragione di grande difficoltà.....
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di consentire
all'onorevole Alfano di esprimere le proprie considerazioni,
giuste o sbagliate che siano.
ALFANO. Grazie, sto concludendo. E vi è una ragione forte che
- ripeto - è quella di una difficoltà a spiegare ai siciliani il
perché di un indebitamento che si dimostra ancora una volta lo
specchio di un Governo incapace di governare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'on.le Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo siamo
costretti a ripetere un canovaccio politico che avremmo voluto
evitare di riprendere con la presentazione di una mozione
riguardante la situazione finanziaria della Regione; se il
Governo avesse accolto la proposta che noi avevamo formulato,
probabilmente oggi non ci troveremmo qui, in queste condizioni, a
dover affrontare, passo dopo passo, un progetto di legge che
continua a non individuare le motivazioni di fondo per le quali
la nostra Regione è costretta ad indebitarsi, è costretta a
proseguire nella logica della contrazione dei mutui o peggio
della emissione di obbligazioni non a fronte di investimenti,
dunque non a fronte di un' ipotesi di sviluppo, bensì per venire
incontro a quelle che sono state le improvvide decisioni compiute
in alcuni rami di amministrazione dopo che nel 1997 il Governo
Provenzano, con la legge regionale n. 6 di quell'anno, aveva
individuato alcuni meccanismi di riduzione della spesa, alcuni
meccanismi di moralizzazione nell'utilizzo delle risorse
pubbliche.
E allora quando in quest'Aula dicevamo al Governo che non
era corretto continuare con provvedimenti dispendiosi, che
impegnavano risorse della Regione senza che le medesime avessero
un reale obiettivo di sviluppo, lo facevamo per evitare di
rigonfiare ulteriormente il debito della Regione.
Signor Presidente, non vorrei disturbare nè l'onorevole
Lo Giudice, nè l'onorevole Crisafulli, nè l'onorevole Speziale
che mi sembrano piuttosto impegnati in discussioni, nè vorrei
disturbare la Presidenza con il mio intervento, però se l'Aula
non è nelle condizioni di poter ascoltare gli interventi dei
deputati risulta assai difficile potere andare incontro.
Dicevo che se il Governo ci avesse permesso di affrontare
più complessivamente la situazione finanziaria della Regione
probabilmente non ci saremmo trovati a dover procedere in questo
modo. Abbiamo tentato con alcuni degli emendamenti presentati di
correggere le scelte proposteci dal Governo. Ci rendiamo conto,
tuttavia, che questa legge è una legge che mette una pezza ad un
bilancio che risulta essere purtroppo costellato di profonde
voragini.
Il problema, dunque, non è tanto quello di individuare
sistemi di finanziamento per colmare i disavanzi dei bilanci
precedenti; il problema è che all'interno di quei bilanci noi
siamo convinti sia tuttora possibile individuare le risorse che
potrebbero far venire meno l'esigenza di un indebitamento.
Sappiamo che l'onorevole Piro appena insediatosi ha chiuso i
rubinetti in molte amministrazioni, ha pure indicato alcune
scelte prioritarie nei pagamenti e ha bloccato quel triste
fenomeno della spesa a pioggia che purtroppo ha caratterizzato e
caratterizza molte delle amministrazioni di questo governo, ma
siamo convinti che si sarebbe potuto fare di più e che si può
ancora fare di più. Come? Compiendo delle scelte che certamente
possono essere dolorose, ma che sono indispensabili per evitare
di alimentare ulteriormente un sistema che non produce una
progressiva riduzione del debito della Regione, ma che produce un
progressivo aumento del medesimo debito.
Allora, al Governo noi suggeriamo di individuare un percorso
normativo che consenta di ridurre alcuni sprechi oggettivi che si
sono compiuti con apposite disposizioni di legge e che hanno
prodotto effetti devastanti nel bilancio della Regione.
Suggeriamo al Governo di predisporre al più presto non una legge
finanziaria che preveda ulteriori distribuzioni di denaro in
maniera più o meno surrettizia , ma che preveda invece un sistema
di riduzione di quelle spese che non hanno prodotto benefici, che
hanno prodotto esclusivamente sprechi, lo ripeto, che non
producono l'avvio di quel moltiplicatore che può far riprendere
l'economia siciliana, che può ridurre le condizioni di disagio
che la nostra Regione sta vivendo.
Signor Presidente e onorevoli colleghi, avevamo chiesto e
continuiamo a chiedere la trattazione della mozione che riguarda
la situazione finanziaria della Regione perchè la consideriamo
indispensabile per qualsiasi percorso normativo che deve portare
a chiedere ai siciliani tutti e alla Sicilia ulteriori sacrifici
necessari, ci rendiamo conto, per colmare le falle presenti nei
bilanci precedenti e purtroppo anche nel bilancio che andremo a
discutere nei prossimi giorni per il 1999, ma che non offrono
possibilità di soluzione per i problemi reali di questa terra.
Noi non possiamo continuare a non scegliere tra le feste di
piazza e gli interventi a favore delle attività produttive, non
possiamo continuare a non scegliere tra i contributi a pioggia a
questo e a quello e di contro gli interventi per l'occupazione,
ovvero gli interventi che facciano fronte alle calamità naturali
o che sviluppino la rete stradale siciliana o che intervengano a
favore della realizzazione di alcune opere pubbliche importanti o
per pagare in tempo i debiti prodotti dal settore della sanità o
da qualche altro settore.
Noi dobbiamo scegliere e dobbiamo scegliere in fretta perchè
erano altri i tempi in cui i bilanci della Regione consentivano
ancora di non scegliere e consentivano di alimentare gli
interessi di tutti senza compiere alcuna scelta, appunto, ma
piuttosto dicendo a tutti si.
Siamo dunque convinti, signor Presidente, che non è con
leggi autorizzative di questa natura che si affrontano i problemi
finanziari della Regione, in questo modo si mettono soltanto
delle pezze che non servono neanche a tracciare un percorso,
servono solamente ad illuderci tutti che in questo modo si sia
chiuso un capitolo e se ne possa aprire un altro; così si è
chiuso soltanto il capitolo della speranza della possibilità di
utlizzare le risorse da destinare a interventi produttivi perchè
le dobbiamo utilizzare per pagare le rate di mutuo o per pagare i
tassi maggiorati delle obbligazioni cui saremo costretti a
ricorrere nel caso in cui non dovessimo trovare istituti in grado
di erogare mutui a condizioni non eccessivamente onerose per la
Regione.
E allora, poichè vogliamo garanzie relativamente alla reale
onerosità dei medesimi, posto che ci sia qualcuno disponibile a
erogarli, molte delle proposte del Gruppo di Forza Italia
riguardano proprio l'individuazione dei massimali di intervento,
dei massimali relativi ai tassi da praticare proprio per evitare
che in assenza di una disponibilità del mondo del credito
bancario, ovvero, in presenza di una disponibilità onerosa per la
Regione, eccessivamente onerosa per la Regione, si debba fare
ricorso ob torto collo,, alle emissioni di obbligazioni a titolo
ancor più oneroso rispetto a quello ipotizzato dagli istituti di
credito posto che appunto i medesimi siano disponibili a erogare
il mutuo.
A questo noi puntiamo, signor Presidente, non certo a non
consentire al Governo di approvare una legge di questa natura,
noi vogliamo evitare soltanto che all'interno di un procedimento
legislativo di questo tipo si possano inserire meccanismi
attraverso i quali la Regione possa pagare due volte, una volta
per le scelte che non compie, un'altra volta per il costo
aggiuntivo che le scelte non compiute determinano sul bilancio
della medesima Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne ha
facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevoli Assessore, in questi
due giorni del week end mi sono interrogato su questo disegno di
legge che lei presenta e per il quale ha dichiarato in varie
occasioni, sia in quest'Aula, sia all'esterno - direi sulla
stampa - l' urgente necessità, l' improcrastinabilità della
approvazione.
Mi sono interrogato e io credo che questo disegno di legge
sia necessario solo nell'articolo 1 e poi nell'articolo 4.
L'articolo 1 nel quale sostanzialmente si congede la
possibilità di autorizzare il mutuo e di contrarlo fino al 30
aprile '99; gli altri due articoli a me sembrano sostanzialmente
superati perchè noi abbiamo una legge di questa Regione ed è la
legge n. 6 del 10 marzo 1997 dove ciò che viene sostanzialmente
richiesto all'articolo 2 e poi, se vogliamo, all'articolo 3, è
già compreso in maniera assolutamente chiara.
Quella legge, la legge 6, all'articolo 18, comma 2, recita
testualmente: "L'articolo 18 della legge regionale 8 luglio 1977
n. 47 è sostituito dal seguente: Articolo 18: Mutui, prestiti e
anticipazioni: "La Regione può contrarre mutui ed emettere
obbligazioni esclusivamente per provvedere a spese di
investimenti e a rimborso dei prestiti delle relative entrate che
hanno destinazione vincolata.
I mutui, i prestiti obbligazionari possono essere altresì
assunti per il ripianamento dell'eventuale disavanzo di
amministrazione come risulta determinato con il rendiconto
generale di esercizio precedente. L'autorizzazione a contrazione
di mutui ed emissioni di prestiti obbligazionari ... legge di
approvazione... etc. etc.".
Quella legge già previde la possibilità di emettere delle
obbligazioni oltre al mutuo, così come già quella legge prevedeva
la possibilità che i prestiti obbligazionari e i mutui potevano
essere anche emessi a tasso variabile, oltre che a tasso fisso.
Così come quella legge prevedeva - e viene poi richiamato
nell'articolo 4 di questo disegno di legge - il fatto che anche i
prestiti obbligazionari possono godere, come l'articolo 25 recita
"Garanzie per il rimborso di mutui e prestiti alla Regione: la
Regione quale garanzia del pagamento delle rate di ammortamento
di mutui e dei prestiti di cui all'articolo 18 - e quindi anche
dei prestiti obbligazionari - successivi modifiche ed
integrazioni, può rilasciare delegazioni di pagamento etc.
Allora, sostanzialmente l'articolo 2 di questo disegno di
legge in cui si autorizza alle emissioni di prestiti
obbligazionari, quasi che i prestiti obbligazionari non
esistessero nella normativa regionale, mi sembra assolutamente
superfluo perchè, di fatto, la nostra normativa vigente prevede
oltre la possibilità di emissioni e di contrarre mutui, anche la
possibilità di contrarre prestiti.
L'articolo 3 è l'articolo in cui si parla di disposizioni
riguardanti i prestiti obbligazionari ecco, o in questo articolo
si vuole derogare a tutto anche la normativa nazionale, e così
non è perchè l'onorevole Assessore ci ha detto l'altra volta,
anzi ci ha letto testualmente il decreto legislativo 157 nel
quale si prevede quello che sostanzialmente si è inserito in
questo articolo 3.
Allora, se così è, cioè che l'articolo 3 non è nient'altro
che la riproposizione di disposizioni di carattere nazionale e
anche europeo, mi sembra assolutamente superfluo, a meno che non
si voglia una qualche copertura per la quale non è comprensibile
il perchè ed il per come, riportare a livello della legislazione
regionale, se già in materia esiste una legislazione nazionale
che sicuramente, data la materia, è vigente anche in Sicilia, mi
sembra superfluo riportarlo a meno che non lo si riporti per
altri motivi o per altre motivazioni, così come per esempio
l'aggiudicazione degli appalti in questioni disposta tenendo
conto dei requisiti di provata affidabilità e capacità di
collocamento, questo è un fatto ... e di contro fa parte anche di
una legislazione di carattere nazionale, così come l'emissione di
obbligazioni effettuate in euro o in altra valuta, ma mi sembra
ormai assolutamente superfluo. La valuta esistente è l'euro o la
lira, e sostanzialmente solo l'euro per alcune attività:
l'emissione di prestiti obbligazionari è ormai denominata solo in
euro e non più in lire.
Così come la parte che riguarda "I prestiti obbligazionari
autorizzati con la presente legge possono beneficiare delle
garanzie di cui all'articolo 25 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6", è in re ipsa perchè la legge numero 6 del '97,
non esclude il prestito obbligazionario.
Ripeto, questo articolo parla non di mutui ma dice: "La
Regione quale garanzia del pagamento delle rate di ammortamento
dei mutui e dei prestiti, di cui all'articolo 18 della legge 47 e
successive modifiche - e questa legge è una successiva modifica -
può rilasciare delegazioni di pagamenti a valere delle entrate
tributarie".
Quindi non diciamo nulla di nuovo.
Allora mi sembra che questo disegno di legge che il Governo
ci sottopone e che dovrebbe sanare le finanze della Regione,
individuando un nuovo sistema di risorse finanziarie possibili,
non sia nient'altro che una qualcosa che oggi è già possibile
fare perchè lo Statuto della Regione, perchè la legge regionale
vigente consente, oltre che contrarre mutui, di emettere prestiti
obbligazionari.
Quindi l'articolo due, e gran parte dell'articolo tre, a
meno che all'interno dell'articolo 3 non si nasconda tra le
pieghe qualcosa dove si vuole dar la possibilità di
maneggevolezza rispetto alle leggi di carattere nazionale ed
europee, mi sembra che due articoli su quattro di questa legge
siano sostanzialmente inutili.
Resta, dunque, l'articolo 1, che è sostanzialmente la
possibilità di consentire uno slittamento di periodo e quindi
consentire il 30 aprile; resta l'articolo 4, che è, come dire,
una formula di rito che può essere poi accorpato nello stesso
articolo 1.
Per cui io credo che questa grandissima organizzazione,
senza entrare nel merito specifico dei 1.700 miliardi della
copertura, elementi sui quali altri colleghi sono intervenuti da
questa tribuna, io credo che questa grande urgenza, che questa
boa, alla quale il Governo si aggrappa onde evitare
l'affondamento finanziario di questa Regione, sia sostanzialmente
una boa che già c'era, e se già c'era perchè non è stata
utilizzata? Perchè si è perduto del tempo fondamentale per
ripresentare in un disegno di legge una qualcosa che che già vige
nella nostra legislazione regionale, almeno da tre anni, dal
1997, almeno da quasi due anni?
Queste sono le domande alle quali dobbiamo darci una
risposta, alle quali credo che debba essere data una risposta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, l'intervento che mi accingo a fare in effetti
riproduce in parte quello che nella discussione generale era
stato detto e ribadisco adesso che effettivamente l'aver creato e
quindi formulato quest'articolo 1 - non entro nel merito se sia
giusto, se sia poco o se sia molto l'importo - però ribadisco che
ancora oggi non capisco quale motivo abbia spinto quest'Aula a
riformulare, quindi a cambiare un governo che in effetti si
pensava che da un altro governo, chiamasi quello nazionale,
avrebbe avuto certamente qualcosa in più e quindi forse qualcosa
in meno da fare.
Su questo tema credo che vada affrontata la formulazione
dell'articolo 1, che ad oggi forse sarà esclusivamente
quest'importo necessario e che quindi bisognerà far fronte con
questo mutuo, però il Governo regionale e nella qualità il
Governo nazionale, in questo momento, quale dialogo hanno, in che
modo questo ribaltone darà e sta dando o vuole dare alla Sicilia
qualcosa in più perchè io di più qui non vedo nulla, debiti
c'erano e debiti rimangono, mutui c'erano e mutui rimangono.
Io quando sono entrato in questa Assemblea, mi ricordo che
ai primi mesi si parlava sempre di esercizio provvisorio e
praticamente di possibilità dello scioglimento dell'Assemblea.
Ora, sono passati due anni e anche quest'anno risento questo
clima, esercizio provvisorio e possibilità di scioglimento
dell'Assemblea. Allora io vorrei dire quali sono i motivi
affinchè ancora oggi il Governo nazionale non interviene se deve
farlo e perché non lo ha già fatto in questi mesi da che esiste
questo nuovo Governo. Perché sta facendo ulteriormente indebitare
questa Regione di altri circa 1700 miliardi, e questa è una
domanda che lascio a lei Assessore, perché credo che una risposta
vada anche data.
Vorrei a questo proposito citare anche una argomentazione
che in effetti esce un pò fuori dall'argomento dell'articolo 1,
però credo importante che alcuni colleghi qui presenti e che
ascoltano sentano queste parole.
Nella gazzetta del 23, e questo riabbraccia anche un po'
l'anomalia che c'è nel Governo regionale, l'anomalia e
addirittura il volere prendersi ruoli che secondo me non
competono ad alcune deleghe, la Gazzetta del 23, c'è una
circolare dell'Assessore al Territorio che non so a che titolo e
con quali competenze, interviene su i dissesti idrogeologici, una
circolare che secondo me non è delegato l'Assessore a fare, una
legge nazionale la 180 certamente impegna risorse ingentissime,
di circa 500 miliardi per il 1999 e 500 per il 2000, ebbene
esiste una circolare pubblicata il 23 e ahimè, non solo il mio
punto di vista è competenza dei Lavori Pubblici quella circolare
o al massimo della Presidenza, dell'Assessorato per la Protezione
Civile, perché non mi risulta che il Territorio e Ambiente abbia
competenza dei dissesti idrogeologici e delle frane, ma ancora
peggio il Governo e in questo caso l'Assessore ha dato termine
massimo di 7 giorni affinchè le Amministrazioni e tutti gli Enti,
fra cui i Geni Civili, che correttamente vanno collegati con i
lavori pubblici, ed ecco che qua cade proprio la tesi della
circolare del Territorio, devono fare arrivare in 7 giorni la
documentazione e la cartografia.
Comunque, questo passaggio che avrà un seguito con una
mozione che personalmente e che credo tutto il gruppo presenterà
sull'annullamento, perché si ritiene impropria e proprio per
dimostrare che mentre noi ci stiamo accingendo forse con
correttezza a fare un muro di 1700 miliardi, in altri settori si
fanno circolari in due anni di 1000 miliardi forse senza alcuna
competenza e con termini veramente ai limiti della tollerabilità
perché nessuno potrà fare nulla o forse già in questi giorni si è
già fatto tanto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Misuraca. Ne ha
facoltà. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, alla fine
dell'intervento dell'onorevole Misuraca dichiareremo chiuse le
iscrizioni a parlare. Si iscrive a parlare l'onorevole Caputo.
MISURACA. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, devo dirle che una responsabilità ulteriore, dopo la
redazione di questo disegno di legge, ce l'ha. L'abbiamo
costretta, noi deputati della minoranza, ad impegnare questo
lungo week-end a studiare questo disegno di legge.
FLERES. Noi non siamo più della minoranza, ma siamo della
maggioranza. E' la maggioranza che non è più maggioranza, ma è
minoranza.
MISURACA. Forse ha ragione, onorevole Fleres, ma comunque
abbiamo impegnato questo lungo week-end ad esaminare questo suo
disegno di legge per vedere se potessimo modificare
quell'atteggiamento, in termini giuridici si dice se potessimo
rimettere in bonis alcune parti di questo disegno di legge.
Devo dirle, senza volermi iscrivere alla scuola di pensiero
del professore Provenzano, che questo lungo, appassionato e
approfondito esame, invece, ha fatto emergere ulteriori passaggi,
lacune, sembrerebbe proprio che gli emendamenti da noi presentati
fossero, alla fine, risultati insufficienti.
E, allora, il mio ragionamento l'avevo sviluppato nel corso
dell'intervento dell'altro giorno, e talune perplessità devo dire
che non sono riuscito a superarle. Ricordo che feci riferimento
ad alcune problematiche di ordine strettamente tecnico ed alcune
valutazioni di ordine politico, rispetto alle quali questo suo
disegno di legge andava inquadrato, perchè se è vero, come lei ha
già ripetuto nel corso del suo precedente intervento, che questo
mutuo "s'ha da fare", è pur vero che vorremmo pur capire cosa c'è
dopo.
Le dissi, nel corso del mio intervento dell'altro giorno,
che mi sarebbe piaciuto conoscere qual è l'impostazione, il
taglio della legge finanziaria perchè ha ragione l'onorevole
Fleres quando è intervenuto dicendo: vorremmo capire che tipo di
sviluppo questo Governo vuole dare e che tipo di manovra
finanziario questo Governo si vuole dare.
Bene, all'articolo 1 sostanzialmente si parla di mutuo,
sembrerebbe che già questo problema sia risolto e superato perchè
se è vero che il problema adesso è riferito all'esigenza dei
prestiti obbligazionari, è pur vero, le dissi nel corso del mio
intervento dell'altro giorno, che a mio avviso il tipo di legge
finanziaria avrebbe consentito probabilmente poi di creare delle
economie e mi riferivo, appunto, e ne parlammo poi, dopo il mio
intervento, ad un'esigenza di definire il rating della Regione.
Ma tornando al problema dell'inquadramento complessivo di
come utilizzare le residue risorse economiche di questa Regione è
dovuto a noi sapere qual è la progettualità complessiva del
Governo. Perchè, vede, è una domanda che quotidianamente i
cittadini ci fanno, vorrebbero capire qual è lo sviluppo
concreto, qual è il percorso che noi si vuole disegnare per
questa terra, ma questo non sfugge poi ad alcune modificazioni di
ordine tecnico che in questo disegno vanno fatte. Ecco perchè,
onorevole Assessore, le richiediamo un esame approfondito,
attento degli emendamenti che sono stati presentati. Nel corso
del mio intervento dell'altro giorno ho richiesto una
rivisitazione di questo disegno di legge, che deve esser comunque
fatto, rispetto al quale però le modifiche noi ne abbiamo
richieste e ne richiediamo, possa essere inserito in un quadro
complessivo che possa consentirci poi un apporto anche alle
minoranze che sia assolutamente costruttivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
(Interrruzione dell'onorevole Silvestro)
CAPUTO. Lei evidentemente confonde il deputato di Alleanza
nazionale con qualche deputato del suo Gruppo che ha dato sempre
prova di grande disattenzione, onorevole Silvestro.
DI MARTINO . A chi si riferisce?
CAPUTO. Ha l'imbarazzo della scelta.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono degli atti
che indubbiamente qualificano o in un senso o nell'altro, e
quindi nel senso opposto, gli atti di un'amministrazione, e
quindi, nel nostro caso, di un Governo regionale.
Accade spesso che fino a ieri stava al Governo e stava
all'opposizione, quindi sindacava gli atti degli Assessori e del
Governo del Polo per le libertà ha avuto più volte occasione di
criticare l'assoluta incapacità o mancanza di capacità di
programmazione per quanto riguarda la ricerca delle risorse per
amministrare questa nostra martoriata Sicilia.
E quando l'Assessore per il bilancio e le finanze dei
governi Provenzano e Drago, l'onorevole Tricoli, ha deciso e
ritenuto necessario fare ricorso al mutuo, io ricordo che dai
banchi della loro opposizione, onorevole Fleres, oggi dovrebbe
essere maggioranza ma i numeri danno ben altro risultato e ben
altra immagine, si sono levate voci di protesta. Qualcuno ci ha
dato degli 'incompetenti', perché avevamo deciso e si era deciso
in quanto necessario di contrarre un mutuo per coprire quello che
è l'enorme disavanzo della Regione risultato di decenni e decenni
di saccheggi da parte dei Governi di centro e di centro-sinistra
o di quasi sinistra.
Poi le vicende politiche hanno visto la mancata concessione
del mutuo e poi il ribaltone che si è consumato all'interno di
quest'Aula e che ha determinato coloro che eletti con i voti del
centro-destra hanno sostenuto e sostengono questo claudicante
Governo di centro-sinistra, si trova a proporre al Parlamento
siciliano l'approvazione di una legge per la contrazione di un
mutuo di 1.700 miliardi.
Questa è ...
SILVESTRO. Si fa imbeccare dai deputati?
CAPUTO. Noi non ci facciamo imbeccare, noi collaboriamo. C'è
un rapporto di intensa collaborazione fra i parlamentari del Polo
per le libertà. E la differenza tra noi e voi sta nel fatto che
noi abbiamo un obiettivo comune e lo raggiungiamo con la comune
collaborazione politica, al di là dei partiti.
Ed adesso voi proponete a questo Parlamento di volere
assicurare un minimo di governabilità dal punto di vista della
copertura della spesa per le esigenze finanziarie della Regione
la contrazione di un mutuo, cioè la vostra politica è quella di
tamponare il deficit con un mutuo che serve a coprire un altro
mutuo. Se voi guardate bene e fate i conti rapportati alla
popolazione siciliana noi ci troviamo indebitati per migliaia di
miliardi e questo è il segno evidente di una mancanza assoluta di
programmazione e di previsione del rilancio politico siciliano.
Questo e quello, che questo Governo - del quale ancora aspettiamo
a distanza di mesi, un gesto concreto di esistenza in vita dal
punto di vista politica - voi proponete non solo di governare con
la contrazione del mutuo, ma addirittura, e mi stupisce che
l'onorevole Piro adesso Assessore al bilancio ed alle finanze
della Regione siciliana, che fino ad ieri avrebbe gridato allo
scandalo se soltanto qualcuno dei banchi del centro-destra avesse
deciso di proporre al Parlamento un articolo 3 come quello
previsto nel disegno di legge, con il quale si chiede al
Parlamento siciliano di firmare una cambiale in bianco,
consentendo al Governo di affidare a trattativa privata senza
gara l'appalto dei servizi finanziari connessi al collocamento
dei titoli obbligazionari, cioè in altri tempi ed in altri modi
si sarebbe gridato allo scandalo. Qui siamo come ai tempi dei
Salvo, stiamo tornando come ai tempi delle esattorie, stiamo
tornando ai tempi con i quali e durante i quali si consegnavano a
determinati gruppi politici o affaristici le sorti della Sicilia.
E' bene che qui, cari parlamentari, in un momento in cui
questa Assemblea comincia ad avere il fiato corto, comincia ad
essere demotivata, comincia a capire di avere sprecato due anni e
mezzo di attività parlamentare legislativa ed adesso ci troviamo
a dovere avallare una scelta governativa che sicuramente è
confusa, che sicuramente è equivoca, preoccupante.
Ritengo che questo Governo - dice il mio Presidente di
gruppo e che non si scandalizzi l'onorevole Silvestro se la
faccio mia - è veramente inquietante. E su questo sono sicuro che
al di là dell'articolo 1 che è meramente programmatico, ma sul
quale il polo farà una durissima ed intransigente opposizione,
sono convinto che sull'articolo 3 qualunque parlamentare, di
qualunque schieramento politico di maggioranza ed opposizione
dovrà fare sentire la sua voce ed assumersi la responsabilità per
questa apertura ed una tautologia di credito verso questo Governo
regionale, che intende rastrellare sul mercato migliaia di
miliardi affidando a trattativa privata e senza gara.
Al Ministro Ciampi ...
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, non c'è bisogno di cercare molte
parole, le rimangono trenta secondi.
CAPUTO. Presidente le sono grato, era un altro argomento
importante ma mi riservo di intervenire successivamente su
quest'altro argomento che riguarda una circolare dell'Assessore
regionale al territorio. Quindi mi riservo successivamente di
intervenire, ma in ogni caso anticipo il voto contrario
sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caputo, è iscritto a parlare
l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già nel
corso della discussione generale abbiamo evidenziato come questo
disegno di legge intervenga senza quell'atto fondamentale che è
una legge finanziaria; abbiamo già in quella sede sostenuto e non
c'è dubbio che l'articolo 1 è l'articolo specifico e che si
ricollega a quel ragionamento che abbiamo tenuto di ritenere
indispensabile un atto propedeutico per dare un messaggio al
mercato.
Nel corso della discussione generale è emersa e per altro è
stato poi confortato da anche rappresentanti ed esponenti delle
altre forze politiche l'assoluta necessità di un dato
inderogabile che deve essere assolutamente quello per il quale
dobbiamo presentarci nei confronti del mercato in una condizione
di rigore, di risanamento, di delegificazione, di snellimento.
Laddove mancano questi dati necessari ed inderogabili, è
chiaro che il mercato non risponde in termini positivi lo abbiamo
già verificato per altro, sappiamo che per primi abbiamo promosso
una gara, questa gara non ha avuto un esito positivo e,
addirittura, una trattativa privata, quindi una formula ed una
procedura assolutamente più semplice non ha avuto nessun esito
positivo proprio perché il mercato ha bisogno di un confronto
serio, il confronto serio che passa attraverso una politica
economico-finanziario seria.
In questo disegno di legge che per carità io credo che sia
effettivamente urgente, che sia una cosa importante ai fini del
bilancio del 1999, manca però la linea programmatica, manca
effettivamente la capacità di questo Governo di andare ad
incidere sulle cose e sulle manovre effettivamente
economico-finanziarie necessarie che il mercato richiede.
Per cui noi riteniamo che qualunque tipo di operazione sia
finalizzata meramente alla stipula di un mutuo, ma scevra questa
stipula di un mutuo questa manovra da qualunque legame con una
manovra più ampia e di più largo respiro sia assolutamente
inutile.
La nostra preoccupazione è che perdiamo ulteriormente di
credibilità, laddove la Regione proprio per quella carenza di
atto presupposto non riesce poi a sortire quell'effetto
ricorderete che il Governo Provenzano ottenne un mutuo analogo
come risorse economico-finanziarie di 1.700 miliardi e lo ottenne
per un dato, perché il mercato ebbe fiducia in un Governo nuovo,
in un Governo presieduto a guida Forza Italia e in un Governo che
aveva un presupposto, una legge che significava delegificazione,
semplificazione, tagli alla spesa.
Laddove a nostro avviso manca questo atto fondamentale non
vi potrà mai essere effettiva rispondenza ed effettivo seguito da
parte del mercato, si dice anche per importi parziali, certo ci
mancherebbe altro è una soluzione che noi sotto questo profilo
possiamo anche ritenere utile, ma è la dimostrazione che c'è il
grosso pericolo che il mutuo per intero non venga concesso
l'abbiamo già sperimentato.
Quindi per quanto riguarda anche l'indicazione per importi
parziali, non possiamo che ribadire che questa stessa cautela è
significativa di una preoccupazione che lo stesso Governo
interpreta, che è la preoccupazione che poi il mercato non ci
eroghi un mutuo per intero di 1.700 miliardi.
Nel testo della legge noi abbiamo discusso, addirittura si
parla ulteriormente di altre forme di finanziamento, si parla di
buoni obbligazionari, solo attraverso quel segno si potrà poi
richiedere al mercato il mutuo o il prestito obbligazionario.
Scavalcare quel passo può essere assolutamente controproducente e
delegittimante per questo Governo e conseguentemente per tutta la
Regione e per l'Assemblea stessa. Ma proprio questa
preoccupazione che il Governo abbia curato una serie di
alternative di ipotesi, il mutuo, le obbligazioni, senza quella
linea maestra che provoca la nostra preoccupazione che in effetti
poi l'esito non venga raggiunto. La nostra preoccupazione è
proprio questa, che avere individuato più soluzioni possibili
senza quell'elemento fondamentale e presupposto rende
materialmente poi inutile questo sforzo che ribadisco corre il
grave rischio di delegittimare ulteriormente la Regione Sicilia.
Io credo che il mercato sia una cosa seria, credo che il Governo
nazionale che è omologo a questo Governo regionale, per darci
credito al di là della identità politica abbia bisogno di segnali
forti, segnali forti che proprio significano delle indicazioni
inevitabili in materia di risanamento, in materia di snellimento,
in materia di tagli alla spesa improduttiva. Anche questa stessa
somma che noi richiediamo a mutuo, che richiediamo di raccogliere
sia con il mutuo sia con prestiti obbligazionari non è per altro
destinata a spesa produttiva, e credo che anche questo sia un
dato per il quale il mercato non ci segue ed è la stessa ragione
per la quale lo stesso Governo nazionale ancora oggi non dà quei
segnali che ci auguravamo che ci desse anche sol perchè omologo
rispetto al Governo regionale. Quindi, io credo che al di là
dell'urgenza di questo disegno di legge sia necessario che
l'Aula, il Governo si attrezzi per andare a preparare una
finanziaria che vada nel segno di completamento della prima
finanziaria del Governo Provenzano, che ribadisco se fosse stata
interamente apprezzata e votata come meritava nel 1996, avrebbe
significato effettivamente un inizio ulteriore, forte di quella
svolta necessaria all'economia siciliana. Ricorderete che per la
prima volta quel bilancio ebbe parole di apprezzamento dalla
Corte dei Conti. Io credo che sia, ribadisco al di là del dato
contingente, necessario tornare a prendere spunto e prendere come
presupposto quella finanziaria, inserire in quella finanziaria
per le parti che non furono apprezzate e votate tutti gli altri
elementi necessari perchè effettivamente vengano tagliati i rami
secchi, vengano eliminate le spese improduttive, vengano
finalizzate a spese produttive il bilancio, venga semplificata la
procedura, venga data in buona sostanza un idea effettiva di un
cambiamento, di una modifica di quell'indirizzo
economico-finanziario. Laddove questo manca è grande la
preoccupazione dimostrata da due gare una del Governo precedente
ed una da questa gara privata con esito negativo.
Quindi, noi siamo fermamente convinti che anche una mera
operazione simile non risolva i nostri problemi. Addirittura
potrebbe essere negativa laddove qualcuno in quest'Aula, il
Governo pensasse che ottenuto un mutuo o ottenuta comunque la
somma parzialmente con il mutuo e parzialmente con i prestiti
obbligazionari, le somme che eventualmente Roma dovesse
concederci venissero utilizzate per una spesa e non sempre per un
taglio e per un risanamento rispetto alla condizione attuale.
Proprio per questo noi insistiamo nella nostra posizione, che è
una posizione ben chiara. Noi teniamo a dimostrare e l'Aula già
oggi con due votazione andate deserte lo dimostra, che questo
Governo non ha una maggioranza, è in vigore, in vita, grazie
all'atteggiamento di Rifondazione comunista, non possiamo e non
perderemo occasione per rimarcare quindi che questo Governo è
prigioniero del modo stesso del modo stesso con cui è stato
eletto dalla maggioranza che lo ha costituito, che ha consentito
questa costituzione, e ribadiamo quindi che non possiamo avere un
atteggiamento diverso da quello che abbiamo fino a quando questo
Governo non si rende conto che il modo di dialogare deve essere
diverso, e il nostro non deve essere preso come un momento di
ostruzione o di ferrea opposizione, ma vorremmo che su un dato
obiettivo come è quello che vediamo oggi ci fosse una convergenza
assoluta.
Facciamo una finanziaria seria, rigorosa. Il partito di
Forza Italia e questa opposizione non avrà difficoltà ad essere
conseguente a ciò che portò avanti già il governo Provenzano
prima e il governo Drago dopo, perchè effettivamente si vada
verso quel segno; solo attraverso quel segno si potrà poi
richiedere al mercato il mutuo o il prestito obbligazionario.
Scavalcare quel passo può essere assolutamente controproducente e
delegittimante per questo Governo e conseguentemente per tutta la
Regione e per l'Assemblea stessa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tricoli. Ne ha
facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco
anche in questa sede, come già avevo fatto in sede d i
discussione generale, le perplessità sul disegno di legge in
oggetto. Vero è che siamo all'articolo 1 e questa è la
discussione generale sull'articolo 1, ma occorre anche, proprio
perchè siamo all'inizio di questo cammino, comprendere un attimo
quelle che sono le ragioni e la filosofia di questo disegno di
legge. Un disegno di legge per molte, se non per quasi tutte, le
sue parti assolutamente superfluo, in alcuni casi ripetitivo di
norme regionali già vigenti, in altre sostanzialmente riprende
norme nazionali che già autorizzerebbero a determinate attività,
in altri casi assolutamente ininfluenti o se scritte in modo
erroneo, addirittura compromettenti il buon esito di questo
disegno di legge, laddove si riprendono norme nazionali che per
competenza esclusiva sono rimesse al legislatore nazionale. E
allora è chiaro che dietro questo disegno di legge c'è una logica
che è quella di voler in tutti i modi impegnare quest'Aula,
questa legislatura, questo Parlamento, ad una finalità che è
palesemente di tutela e di garanzia del Governo stesso.
Si chiede sostanzialmente che attraverso una legge vi sia un
ordine del giorno con cui si autorizzi l'Assessore a svolgere
tutte queste attività, si dia un via libera all'Assessore a
garanzia politica del suo operato. Tutto questo non lo possiamo
accettare perchè la filosofia di questo disegno di legge è tale
che va ad incidere su prerogative estremamente importanti del
Governo che il Governo se ne ha l'autorevolezza e soprattutto ne
ha la capacità (e mi riferisco in particolare alla autorevolezza
perchè sulla capacità non ho dubbi che vi sia) avrà anche la
possibilità di utilizzare gli strumenti legislativi esistenti,
regionali, nazionali tutte quelle che sono le sue prerogative per
portare a buon esito l'espletamento di questa gara.
Abbiamo l'esigenza di rappresentare al Parlamento e
all'intera Regione quelle che sono le perplessità legittime di
una parte politica che già in Commissione aveva attenzionato
questo disegno di legge e aveva invitato l'Assessore ed il
Governo a produrre quelle necessarie modifiche che fossero utili
per l'esito spedito di questo disegno di legge.
Non vi è dubbio che oggi vi sia la necessità di procedere ad
un mutuo di 1.700 miliardi, ma a differenza di quanto avvenne con
il Governo Provenzano innanzitutto questo non è inserito
all'interno di una norma finanziaria che di per sè è
programmatica, quella legge aveva circa oltre cento articoli
nella sua stesura iniziale e all'interno di questi cento
articoli vi era anche quello che riguardava la contrazione del
mutuo e che spostava al 30 aprile il termine entro il quale
nell'esercizio finanziario bisognava contrarre il mutuo.
Quindi, all'interno di una programmazione complessiva vi era
la norma che stabiliva la necessità di un mutuo che
effettivamente potesse riprendere in qualche modo la situazione
economica della Regione in quel determinato momento.
Abbiamo quindi una diversa impostazione, una diversa
filosofia, abbiamo quindi una diversa modo di intendere anche
perchè tra l'altro, questo disegno di legge arriva non soltanto
privo di qualunque norma finanziaria che possa veramente
contribuire al risanamento della finanza pubblica, ma soprattutto
avviene in un momento in cui non è ancora stato depositato in
Assemblea e non è stato neppure...
PRESIDENTE. Onorevole Tricoli, mi permetta di interromperla. E'
intendimento della Presidenza giungere alla chiusura della seduta
con la chiusura della discussione generale sull'articolo 1.
Vorrei cogliere l'occasione per invitarla a sintetizzare il suo
intervento e a chiedere al tempo stesso agli altri deputati che
sono iscritti a parlare di tenerne conto. Quindi, se gli
onorevoli Leontini e Cimino, per esempio, rinunziassero a
parlare, l'onorevole Tricoli si avviasse a conclusione, non c'è
ragione che noi si stia qui a far maturare non capisco bene che
cosa. Onorevole Tricoli, lei ha facoltà di parlare e, se vuole,
può recuperare il tempo che io le ho sottratto.
TRICOLI. Lei è il mio Presidente.
FORGIONE. E' il Presidente di tutti
TRICOLI. E' il mio Presidente nel senso che essendo io un
parlamentare dell'Assemblea, come lei, onorevole Forgione,
abbiamo un medesimo Presidente anche se non è stato eletto
unanimememte.
Dicevo, quindi, in assenza di una norma finanziaria
attualmente depositata in Assemblea. Siamo nel mese di febbraio,
ancora la legge finanziaria non è stata depositata, non dubito
che sarà depositata nei prossimi giorni, ho visto che e già
all'ordine del giorno della Giunta di Governo, so anche che è
abbastanza cospicua come termini di norme, o almeno queste sono
le voci che circolano in Assemblea e questo naturalmente non può
però che fare aumentare le preoccupazioni di tempi troppo
ristretti (ricordo che l'esercizio provvisorio termina il 31
marzo) per una programma ambizioso quale quello di approvare la
legge finanziaria e il bilancio della Regione entro il 31 marzo.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Leontini e Cimino rinunziano al loro
intervento.L'Assemblea ne prende atto.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, anche per ricordare agli onorevoli deputati che sono
intervenuti che molte delle osservazioni e delle considerazioni
che anche qui questa sera sono state fatte, hanno formato oggetto
dei loro interventi nel corso della discussione generale e credo
di avere puntualmente replicato nel corso del mio intervento la
scorsa seduta. Tuttavia io credo che alcune brevi considerazioni
a questo punto si rendano indispensabili.
Onorevole Caputo, l'unica persona che qui conosco che si
chiami Salvo è l'onorevole Salvo Fleres, poi conosco lei che si
chiama Caputo Salvino che, come è noto, è diminutivo di Salvo; io
non so se riferiva al fatto che io conosco lei, in riferimento
allo scandalo che lei ha preteso di sollevare in quest'Aula.
Io la prego tuttavia - anche per la stima che le porto - di
volere fare alcune affermazioni, soprattutto quando sono rivolte
alla mia persona, con meno leggerezza.
Io credo che ci siano le storie, gli impegni politici e le
battaglie politiche di ognuno di noi che parlano per noi; io
quindi non ho bisogno di replicarle, la invito soltanto a
considerare il mio passato, la mia storia politica, le mie
battaglie e troverà tanto spazio, tanto impegno profuso nella
direzione della lotta a quel malcostume, a quel malaffare a cui
lei faceva riferimento e che, certamente, non mi riguarda e che
io continuerò a combattere così come ho sempre fatto nel corso
della mia vita e del mio impegno politico.
Io devo dire la verità: mi sento un pò dalla parte del
cireneo al quale è stato affidato il compito di portare una croce
che non è la mia, ma è la croce di tutti quelli che sono
intervenuti. Devo dire che considero un pò paradossale che ad
esprimere le critiche più selvagge, e soprattutto a chiedere a
che cosa mai saranno destinati questi fondi, siano gli assessori
del precedente Governo che questi fondi hanno già impegnato e che
dovrebbero sapere benissimo che questo mutuo è la prosecuzione
del mutuo previsto per l'anno 1998 e che serve esattamente a
tentare di dare una copertura finanziaria agli impegni che lor
signori assessori hanno già preso, da assessori, nel corso del
precedente anno. Dopodiché mi si può dire che viene considerato
un fatto assolutamente secondario che a fronte di impegni ci
siano anche i mezzi di copertura; ma per carità, ognuno dimostra
qui la propria propensione ad essere uomo di governo o ad essere
semplicemente un uomo che grida. Tuttavia non posso non ripetere
qui, e lo ripeterò fino alla noia, che il Governo ha ritenuto,
nonostante non gli appartenesse in nessun modo il disavanzo che è
stato determinato sul bilancio del 1998, suo preciso dovere per
prima cosa tentare di chiudere con una trattativa privata,
assolutamente prevista dalla legge, l'operazione di mutuo avviata
dal precedente governo. In secondo luogo, ha ritenuto fosse un
suo dovere, nei confronti dell'Assemblea innanzitutto, riproporre
l'operazione fino al tempo che è possibile e che è, come tutti
sanno, il 30 aprile. Ciò ha fatto, aggiungendo però qualche
riflessione e qualche considerazione.
Ci sarà pure una ragione se il mutuo e la trattativa privata
sono andati deserti Ragioni che appartengono alla storia di
questa Regione, all'immagine che questa Regione ha, ai problemi
che questa Regione ha consolidato ed alla percezione sicuramente
negativa che di tutto questo hanno gli operatori finanziari; ma
gli operatori finanziari, italiani soprattutto, benchè
ripetutamente sollecitati - mi auguro anche dal passato Governo -
non si sono presentati.
Allora abbiamo fatto una considerazione sulla circostanza
che siamo in un periodo in cui i mercati sono diventati complessi
e difficili, anche se ricchi di liquidità, in cui le presenze sui
mercati degli operatori istituzionali si sono moltiplicate perchè
accanto agli Stati hanno preso ad agire le regioni, ed accanto
alle regioni hanno preso ad agire i comuni, ed accanto ai comuni
adesso ci sono pure le province, molto aggressive, molto ben
basate che si sono dotate di programmi, che si sono affidate
spesso ad advisor di livello internazionale; sembra assurdo, ma
piccoli comuni, come tutto sommato è quello di Rimini che ha
100.000 abitanti, ha formulato un MTM, un programma a medio
termine e si è affidato a grossi operatori internazionali nel
settore per finanziarsi sul mercato.
Quindi è un mercato difficile, un mercato dove la
competizione è estremamente elevata e che non può essere
affrontato pensando di potere stare fermi, rimirando la nostra
beltà o sperando che qualcuno ci venga a trovare, ma sapendo che
occorre dotarsi di una strategia che è una strategia complessa
che deve mirare innanzitutto a risolvere i nostri problemi e,
quindi, a proiettare una immagine positiva, a mettere ordine nei
nostri conti e così renderli leggibili a coloro che li vogliono
leggere, ad avere una strategia che è sì di risanamento
finanziario ma che è anche di proiezione verso il futuro di
questa Regione.
Di tutto questo siamo assolutamente consapevoli, ma siamo
anche consapevoli che non possiamo puramente e semplicemente
riproporre la contrazione del mutuo fino al 30 aprile 1999 perchè
contemporaneamente faremmo una operazione di inutilità, ed io non
sono qua, questo Governo non è qua per proporre operazioni non
fattibili o operazioni inutili. Noi stiamo tentando di proporre
un'operazione fattibile e che sia utile alla Regione siciliana,
ben sapendo e ben conoscendo le insidie, le difficoltà e l'enorme
prudenza che è necessario avere nel momento in cui questa Regione
decide di uscire dall'ombrello protettivo dei mutui e andare
incontro al mercato.
E io ripeto qui ciò che ho detto l'altra volta: sarà cura
estrema di questo Governo, e personalmente mia, di percorrere
tutte le strade possibili per evitare che la Regione si presenti
sul mercato con un'alta esposizione, con un alto rischio e ad
alti costi.
Detto questo, detto dunque che qui si tratta di trovare
copertura e tecnicamente ad impegni che sono stati fatti senza
copertura di bilancio, e fatti per intero dal precedente governo,
si tratta di trovare mezzi per finanziare la illiquidità che è
diventata strutturale.
Io non so quanti di voi conoscano questi dati, ma nel
dicembre del 1995 c'erano 3.603 miliardi di mandati non pagati,
che sono diventati 4.317 nel 1996 - quando si è avuto il cambio
di legislatura e il cambio di governo con i cinque mesi del
governo Provenzano - e che sono diventati 4.946, quasi 5.000, nel
1997, anno in cui ha governato il governo Provenzano, e che sono
diventati circa 6.000 alla fine del 1998, anno durante il quale
ha governato il governo Drago; del quale governo facevano
parte...
(Interruzione dell'onorevole Tricoli)
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Tricoli, non sto dicendo che è colpa sua, anzi fino a quando lei
non era intervenuto francamente pensavo di iniziare il mio
intervento prendendo le sue difese. Invero, sostanzialmente qui
c'è stata una "sparata" continua, soprattutto degli assessori che
hanno fatto parte della Giunta insieme a lei, su: mancanza di
programmazione, incapacità di affrontare i mercati, incapacità di
affrontare una strategia, dimenticando che questo governo è qui
da due mesi e che i precedenti governi hanno governato per quasi
due anni e mezzo
Quindi, occorre affrontare questo nodo della illiquidità,
che poi significa una cosa sola: che noi abbiamo un debito che è
occulto soltanto per chi non lo vuole vedere, ma che è un debito
che abbiamo contratto nei confronti dei cittadini siciliani e
soprattutto del sistema delle imprese. E allora, quando il
sottoscritto la volta scorsa ha parlato di riposizionamento del
debito (espressione che evidentemente è suonata molto aliena alle
orecchie dell'onorevole Croce) a null'altro faceva riferimento se
non alle necessità di spostare questo debito dai cittadini e
dalle imprese, che produce difficoltà enormi nel sistema
economico siciliano, a un debito diretto della Regione; spostare
il debito, che per adesso è a brevissima scadenza, in un debito a
lunghissimo termine.
Vedete, colleghi, c'è una situazione paradossale in questa
regione: abbiamo un fortissimo indebitamento con i nostri
cittadini, abbiamo uno scarsissimo indebitamento col mercato;
non c'è nessun altra istituzione in questo Paese o altrove, che
abbia una situazione simile. Noi abbiamo una potenzialità di
indebitamento sul mercato: quand'anche volessimo adottare i
parametri restrittivi che nel nostro Paese si applicano agli enti
locali, che è enorme, perchè oggi il nostro debito corrisponde in
termini di ammortamento al 4 per cento delle entrate tributarie,
avremmo la possibilità di andare fino al 25 per cento; quindi è
un potenziale di indebitamento enorme, che ovviamente noi non
intendiamo sfruttare perchè l'indebitamento costa, ma che
certamente cerchiamo...
FLERES. Non lo possiamo fare perchè c'è l'87 per cento di
spese obbligatorie.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Fleres, questo c'entra poco o nulla. E' una bella frase però
c'entra nulla
Questo è quello che con grande prudenza il Governo intende
fare nel quadro di una strategia complessiva che prevede una
finanziaria molto severa, incisiva, che verrà discussa in Giunta
domani sera e che conterrà altri passaggi che qui non ripeto, ma
dei quali ho fatto cenno molto chiaramente nell'altro mio
intervento.
Perché prevedere espressamente le obbligazioni? Qui sono
state fatte disquisizioni di carattere interpretativo sulle
norme. Io credo che quando si legge una norma o quando si
interpreta una legge, bisognerebbe leggerla tutta e interpretarla
compiutamente. Allora, la legge 47, come modificata dalla legge
6, prevede la possibilità che la Regione contragga mutui o emetta
prestiti obbligazionari, allora non capisco perché ci si stupisca
se qualcuno oggi pensi di fare ricorso ai prestiti
obbligazionari, visto che è stato opportunamente previsto; e per
quanto mi riguarda abbiamo pienamente condiviso questa scelta,
anzi in parte l'abbiamo pure sollecitata. Infatti, questa
previsione è stata inserita con la legge 6 che è notoriamente la
finanziaria presentata, prodotta dal Governo Provenzano.
Noi quella scelta l'abbiamo condivisa, non capisco perché ci
si stupisca se oggi qualcuno pensa di potere utilizzare quello
strumento che opportunamente in un altro momento un altro Governo
ha pensato di dovere inserire nella nostra legislazione.
Ma la legge 6 pone una limitazione perché prevede che il
ricorso ai mutui e ai prestiti obbligazionari possa, per quanto
riguarda il finanziamento degli investimenti, essere effettuato a
partire dall'anno 2000; il penultimo comma dell'articolo 18 della
legge 6, che ha sostituito l'articolo 18 della legge 47,
espressamente dice questo e cioè che il ricorso ai prestiti
obbligazionari può essere fatto solo a partire dall'anno 2000.
Ecco da cosa nasce la necessità di prevedere espressamente
adesso la possibilità di ricorrere al prestito obbligazionario.
C'è però un secondo motivo: qui si tratta di riautorizzare il
Governo a potere contrarre il finanziamento oltre il termine
dell'esercizio che è quello ovviamente del 31 dicembre del 1998,
dal momento che sempre la legge 47 dice che l'autorizzazione a
contrarre i mutui o a emettere prestiti decade con la fine
dell'esercizio.
Abbiamo bisogno quindi di riautorizzare la contrazione del
mutuo, ma dal momento che la legge di bilancio, che è la fonte
originaria dell'autorizzazione con riferimento al mutuo, nulla
diceva sulla possibilità di potere in alternativa ricorrere ai
prestiti obbligazionari, ecco il secondo motivo per il quale qui
espressamente bisogna fare riferimento al prestito
obbligazionario.
Il Governo sta cercando di darsi una regola, quella di non
presentare disegni di legge che non siano preventivamente
valutati dall'Ufficio Legislativo e Legale e che contengano tutti
i dati necessari con riferimento alla copertura delle spese o
all'individuazione delle minori o maggiori entrate. Questo
disegno di legge, il Governo prima di presentarlo in Assemblea,
lo ha fatto valutare attentamente dall'Ufficio Legislativo e
Legale. Dico di più: la necessità di individuare puntualmente
alcuni passaggi con riferimento all'emissione dei prestiti è non
soltanto una necessità ma è una norma di trasparenza; quella
trasparenza che qui viene invocata e rispetto alla quale il
Governo è disponibile a qualunque soluzione. Perchè, vero è che
la legge 47 prevede l'emissione di prestiti, ma non c'è nessun
regolamento che lo disciplini, così come è avvenuto a livello
nazionale con la 724, la quale però è una legge che si riferisce
esclusivamente alle emissioni delle obbligazioni degli enti
locali. Peraltro, alla 724 non soggiacciono neanche le Regioni a
statuto ordinario, figuratevi - come qui è stato sostenuto
inopinatamente - se può soggiacere la Regione siciliana che
notoriamente (forse qualcuno lo ha dimenticato) è una Regione a
Statuto speciale
Detto questo, termino dicendo che alcune delle
considerazioni, osservazioni critiche fatte, il Governo le ha
considerate, le considera accoglibili, per cui proporrà una
riformulazione dell'articolo 3 che contiene anche alcune delle
osservazioni che sono state fatte.
Mi auguro in conclusione che venga effettivamente
considerata la necessità e l'urgenza (non so come si potrebbero
definire diversamente); continuo a dire che si tratta di
necessità ed urgenza per questo disegno di legge, se vogliamo
esperire un tentativo per coprire il buco del bilancio del 1998 e
per trovarci, quindi, in condizioni migliori ad affrontare quella
strategia di risanamento che comincia adesso - e non chissà
quando - che sta cominciando adesso con la finanziaria, il
bilancio e con gli altri interventi che il Governo intende
proporre.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, colgo l'occasione per
informare gli onorevoli Presidenti dei Gruppi parlamentari che
nella seduta di domani pomeriggio, così come stabilito dalla
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, si dovrà
procedere al rinnovo delle commissioni legislative. In atto
mancano le segnalazioni dei Democratici di sinistra, dell'UDR e
di Forza Italia, per cui vorrei pregare i rispettivi presidenti
di provvedere nella prima mattinata di domani alle indicazioni
relative che consentiranno alla Presidenza di formulare la
proposta in Aula.
Presidenza del presidente Cristaldi
COMUNICAZIONI AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, COMMA 2
SPEZIALE. Chiedo di parlare ai sensi del secondo comma
dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, io intervengo soltanto per
definire un percorso ragionevole dei lavori d'Aula. Noi abbiamo
assistito stasera pazientemente all'ulteriore sistematico
atteggiamento ostruzionistico da parte dei colleghi parlamentari
del Polo per le libertà; adesso, sommessamente mi permetterei di
suggerirle di proseguire i lavori d'Aula sulla base di una stessa
osservazione sua, cioè quella di rendere produttiva l'Aula
stessa.
Visto che sono stati presentati emendamenti, gran parte dei
quali saranno dichiarati inammissibili per fondata
irragionevolezza, mi permetterei di suggerirle di andare avanti,
anche fino a notte inoltrata, con il disegno di legge n. 863/A, e
domani mattina riprendere la discussione del disegno di
legge-voto, l'altro punto fondamentale sul quale noi dobbiamo
insistere perchè in settimana si arrivi alla chiusura; nel
pomeriggio si proseguirebbe regolarmente con la votazione per le
elezioni del Consiglio di Presidenza e delle Commissioni per poi
riprendere con il disegno di legge voto.
Signor Presidente, mi permetto di suggerire questo percorso,
visto che il numero dei parlamentari presenti permette di andare
avanti, che c'è la maggioranza presente che può consentire di
esitare velocemente il disegno di legge n. 863/A. La inviterei
dunque a consentire la prosecuzione dell'esame del disegno di
legge sulla contrazione del mutuo.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la seduta, avendo lei chiesto
di parlare - e le è stato concesso di farlo - in forza del
secondo comma dell'articolo 83, cone ha già intuito, si è
conclusa. Del resto, vale la pena di precisare che c'è stata una
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari che ha
tassativamente vietato, almeno in questa fase, che ci fossero
delle sedute notturne, per quanto il Presidente dell'Assemblea
avesse chiesto di poterlo fare.
Mi consenta di dirle, inoltre, che quest'Aula ha perso due
ore per mancanza del numero legale; si sarebbe potuto lavorare
fino a quest'ora senza sprecarle. Io non ho alcun problema a
fare sedute notturne, domani sera, dopodomani, quando riterrete,
purchè venga deciso nelle giuste sedi. Del resto, il calendario
dei lavori è stato fissato e quando si sarà concluso o ritenete
che sarà necessario rivederlo per l'ennesima volta, lo rivedremo;
non è possibile però che durante la "partita" si cambi una regola
che è stata tassativamente preclusa.
Io comprendo la sua richiesta, ma si renderà conto - lei lo
ricorderà - che tassativamente fu detto no a sedute notturne.
SPEZIALE. Sono le 23.30; si può andare avanti.
PRESIDENTE. Se c'è un nodo politico, lei è il leader della
maggioranza e conosce le regole che consentono al leader della
maggioranza di discutere con chi di dovere per potere accelerare
i lavori. Non possono essere trovati escamotage regolamentari per
nodi che sono comunque di carattere politico.
SPEZIALE. Anche lei è il Presidente dell'Assemblea e deve
permettere che l'Assemblea sia produttiva.
TRICOLI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Dopo questo suo intervento, signor Presidente, non
era strettamente necessario il mio, ma soltanto in
considerazione, diciamo, di quello che ha dichiarato l'assessore
Piro e cioè a dire che ci sarebbe una riscrittura dell'articolo
3. E' chiaro che indipendentemente da ogni argomentazione di
ordine tecnico e relativa a quelli che sono i poteri della
Conferenza dei capigruppo, mi sembra opportuno sotto il profilo
politico che si conosca questa riscrittura dell'articolo 3 in
modo anche da poter fare, almeno per quanto ci riguarda, le
valutazioni in merito alla bontà del disegno di legge.
Ci tengo a sottolineare che, per quanto ci riguarda,
sull'articolo 1 e sull'articolo 2 non è stato proposto alcun
emendamento e quindi il nodo dell'articolo 3 è assolutamente,
come dire, fondamentale per quello che è l'atteggiamento del
Gruppo di Alleanza nazionale in ordine a questo disegno di legge.
Grazie.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì 3 febbraio 1999, alle ore 10.30, con il seguente ordine
del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO AI SENSI DELL'ART. 159, TERZO COMMA, DEL
REGOLAMENTO INTERNO DELLE INTERROGAZIONI DELLA RUBRICA:
"BILANCIO E FINANZE":
N. 2103 - Inopportunità della ricerca sulla pubblica
Amministrazione regionale di cui al bando di gara
pubblicato nella G.U.R.S. del 16.05.1999.
- Assessore Bilancio
****
Mele Manlio
-------------
N. 2114 - Assunzione di n. 250 ufficiali di riscossione
presso la 'Montepaschi SERIT'.
- Assessore Bilancio
- Assessore Lavoro
***
Turano Girolamo
-------------
N. 2334 - Iniziative perché ai soci di cooperative edilizie,
finanziate ex legge regionale n. 79 del 1975, non
venga imputato il pagamento di interessi di mora a
seguito del mancato pagamento o del ritardo del
versamento dell'annualità del contributo da parte
della Regione.
- Assessore Cooperazione
- Assessore Bilancio
***
Pignataro Giuseppe; Villari Giovanni
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 288 - Sblocco da parte del Governo regionale delle nomine
in enti di pertinenza della Regione.
(21/01/1999) FLERES, LEONTINI, BUFARDECI
BENINATI, ALFANO, CROCE
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998' (n.863/A)
(Seguito).
Relatore: On.le Di Martino
2) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'" (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate/A) (Seguito).
Relatore: On.le Provenzano
3) 'Istituzione del parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del parco archeologico
integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa' (nn. 453 -
302 - 724/A).
Relatore: On.le Adragna
4) 'Proroga della durata della Commissione speciale per la
riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).
5) 'Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari' (n. 795).
V - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
VII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
La seduta è tolta alle ore 23.40
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.00)