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Resoconto d'Aula della Seduta n. 219 di martedì 02 febbraio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 17.15.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 17.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore 17.50)

    La seduta è ripresa.

     PEZZINO,  segretario  f.f.,  dà  lettura  dei processi verbali
  delle  sedute  n.  217  e  n. 218 che, non sorgendo osservazioni,
  sono approvati.

    Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:  Comunicazioni.

                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno  chiesto congedo l'onorevole
  Cuffaro per la seduta odierna  e  l'onorevole Galletti dal 2 al 5
  febbraio.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.

      DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA

    "Semplificazione delle procedure in materia di urbanistica e di
    opere pubbliche" (n. 868)
    - d'iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Beninati,  Fleres,  Bufardeci,
    D'Aquino, Scoma, Croce in data 28 gennaio 1999

    "Risanamento, consolidamento  e urbanizzazione del comprensorio
    Tremonti  e  attuazione   piano   di   recupero  degli  edifici
    danneggiati, ai sensi della  legge regionale 24 agosto 1993, n.
    22 e successive modifiche ed integrazioni" (n. 869)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Beninati in data 29 gennaio 1999

    "Integrazione all'articolo 3  della  legge regionale 14 gennaio
    1998, n. 2, riguardante  norme  in  materia  di personale delle
    Aziende sanitarie" (n. 870)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Pezzino in data 29 gennaio 1999

    "Modifiche ed integrazioni  alla legge regionale 4 giugno 1980,
    n.  51, recante  'Provvedimenti a favore delle scuole siciliane
    per contribuire allo sviluppo di una coscienza civile contro la
    criminalità mafiosa'" (n. 871)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Cipriani, Pezzino,
    Giannopolo, Monaco,  Pignataro,  Silvestro, Trimarchi, Villari,
    Zago, Zanna in data 1 febbraio 1999

    "Norme per lo  sviluppo  turistico regionale della Sicilia" (n.
    872)
    - d'iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Strano,  La  Grua,  Briguglio,
    Caputo, Catanoso,  Granata,  Scalia,  Sottosanti,  Stancanelli,
    Tricoli, Virzì in data 2 febbraio 1999

   DISEGNI DI LEGGE INVIATI ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
   AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
   SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
   DEL REGOLAMENTO MEDESIMO

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Integrazioni alla legge  regionale  20  gennaio  1999, n. 5,
    recante  'Soppressione  e  liquidazione  degli  enti  economici
    regionali AZASI, EMS, ESPI'" (n. 865)
    - d'iniziativa governativa

                              BILANCIO (II)

    - "Seconda nota di  variazione  al  bilancio  di previsione per
    l'esercizio finanziario 1999  e  per il triennio 1999-2001" (n.
    866)
    - d'iniziativa governativa

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - "Istituzione di riserve  di  commesse  in  favore  di imprese
    operanti in  Regioni economicamente svantaggiate individuate ai
    sensi delle normativa comunitaria" (n. 864)
    - d'iniziativa governativa
    - PARERE CE

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    -  "Istituzione   dell'Agenzia   regionale  per  la  protezione
    dell'ambiente" (n. 867)
    - d'iniziativa parlamentare

                     INVIATI IN DATA 28 GENNAIO 1999

           TRASMISSIONE DI ATTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE AI
          SENSI DELL'ART. 23 DELLA LEGGE 11 MARZO 1953, N. 87

     PRESIDENTE. Con ordinanza n. 7 del 1999

          IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA
                      SEZIONE STACCATA DI CATANIA

    visti  i  ricorsi  n. 5540 del 1997 e n. 1784 del 1998 proposti
    dal sig. Zulian Renato contro il comune di Mascali,

                               DICHIARATA

    rilevante  e  non  manifestamente  infondata  la  questione  di
    costituzionalità  dell'art.  10 commi 1 e 2 della l.r. 6 aprile
    1996,  n.  16,  per  violazione degli articoli 3, 41 e 42 della
    Costituzione,  nella parte in cui trova applicazione anche alle
    zone A e B  dei piani regolatori generali, sospende il giudizio
    in corso,

                                DISPONE

    l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

                                ---------

    Con ordinanza n. 8 del 1999

          IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA
                      SEZIONE STACCATA DI CATANIA

    visto  il  ricorso  n.  898  del 1998 proposto dal sig. Lazzara
    Domenico   contro  la  sovrintendenza  dei  beni  culturali  ed
    ambientali di Catania,

                               DICHIARATA

    rilevante  e  non  manifestamente  infondata  la  questione  di
    costituzionalità  dell'art.  10 commi 1 e 2 della l.r. 6 aprile
    1996,  n.  16,  per  violazione degli articoli 3, 41 e 42 della
    Costituzione,  nella parte in cui trova applicazione anche alle
    zone  A e B dei piani regolatori generali, sospende il giudizio
    in corso,

                                DISPONE

    l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

                               ----------

    Con ordinanza n. 9 del 1999

          IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA
                      SEZIONE STACCATA DI CATANIA

    visti  i  ricorsi n. 6067 e n. 6068 del 1997 proposti dai sigg.
    sottile  Sebastiano  e  Battiato Maria contro la sovrintendenza
    dei beni culturali ed ambientali di Catania,

                               DICHIARATA

    rilevante  e  non  manifestamente  infondata  la  questione  di
    costituzionalità  dell'art.  10 commi 1 e 2 della l.r. 6 aprile
    1996,  n.  16,  per  violazione degli articoli 3, 41 e 42 della
    Costituzione,  nella parte in cui trova applicazione anche alle
    zone  A  e B dei piani regolatori generali,sospende il giudizio
    in corso,

                                DISPONE

    l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

                                ---------

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 2727 - Notizie in  ordine  al  concorso  per  dirigenti
    superiori dell'Amministrazione regionale.
      - Presidente Regione
      - Assessore Presidenza
      ***
    La Grua Saverio
                          ----------------
      N. 2732 - Notizie in ordine ai fondi spesi per lo sviluppo
    delle riparazioni navali a Palermo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Industria
      ***
    Cintola Salvatore
                          ----------------
      N. 2733 - Notizie in ordine  alla  predisposizione  di  un
    programma   di  cuore  artificiale  da  affidare  al  centro
    trapianti dell'azienda ospedaliera  'Vittorio  Emanuele'  di
    Catania.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    La Grua Saverio; Strano Antonino
                          ----------------
      N. 2734 - Notizie in  ordine  alle  associazioni  sportive
    costituite con atto di diritto privato.
      - Assessore Turismo
      ***
    Zanna Antonio
                          ----------------
      N. 2735 - Notizie in ordine  all'attuazione,  in  Sicilia,
    della legge sulla trasparenza amministrativa.
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Virzì Gioacchino
                          ----------------

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N.      2728  -  Interventi  per  il  miglioramento  e  la
    riorganizzazione       delle  Sezioni  circoscrizionali  per
    l'impiego ed il collocamento in agricoltura (SCICA).
      - Assessore Lavoro
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N.  2729  -  Interventi  per  assicurare  la  costante  ed
    adeguata erogazione idrica nel  carcere  di  Brucoli-Augusta
    (SR).
      - Assessore Enti Locali
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2730 - Interventi per la piena attuazione della l.r.  6
    aprile 1996, n. 20, avente ad oggetto 'Interventi  a  favore
    dell'Istituto superiore di giornalismo di Palermo'.
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 2731 - Revisione  del  Programma  operativo  plurifondo
    1994/99, misura  2.4  e  verifica  della  corrispondenza  ai
    criteri di valutazione previsti dalla circolare
    dell'Assessorato   beni  culturali,  ambientali  e  pubblica
    istruzione.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Barbagallo Giovanni
                          ----------------
      N. 2736 - Notizie sui finanziamenti devoluti  all'Istituto
    autonomo per le  case  popolari  per  il  recupero  di  aree
    destinate ad edilizia popolare nel comune di Monreale (PA).
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------

     PRESIDENTE. Ai sensi  del  nono  comma  dell'articolo  127 del
  Regolamento interno, do il  preavviso  di 30 minuti al fine delle
  eventuali  votazioni   mediante   procedimento   elettronico  che
  dovessero aver luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI.

     PRESIDENTE. Si passa  al secondo punto dell'ordine del giorno:
  "Lettura, ai sensi e  per  gli effetti degli articoli 83, lettera
  d),  e  153  del   Regolamento  interno,  delle  mozioni:

    N. 295 - "Interventi  per  il settore penitenziario in Sicilia"
    degli onorevoli Fleres, Bufardeci, Beninati, Croce, Grimaldi;

    N. 296 - "Revoca  di  delega  all'Assessore per il territorio e
    l'ambiente", degli  onorevoli Fleres, Bufardeci, Croce, Cimino,
    D'Aquino, Provenzano, Misuraca, Alfano, Beninati.

       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PEZZINO, segretario f.f.:

                   "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      ATTESO che:

              -  in numerose carceri dell'Isola, ed in particolare
              nel  carcere di Brucoli, (SR) si registrano evidenti
              lacune   nell'organico   degli   educatori  e  degli
              assistenti sociali;

              -  tale  situazione  è aggravata dalla carenza degli
              organici  nei  tribunali di sorveglianza i quali, di
              fatto, rallentano l'istruttoria dei provvedimenti di
              loro competenza;

              -  i  ritardi  di  cui  sopra  assumono  particolare
              gravità  nei  casi  riguardanti  gli  interventi  di
              natura   sanitaria  ovvero  occupazionale,  per  cui
              numerosi  detenuti  sono costretti ad attendere mesi
              per    ottenere    una    visita   specialistica   o
              l'autorizzazione a prestare lavoro;

              -  nonostante  l'impegno del personale penitenziario
              tali   problematiche  provocano  una  condizione  di
              tensione tra i detenuti e tra questi ed il personale
              stesso  e  comunque  non  agevolano  né  l'opera  di
              rieducazione,  né  l'opera  di reinserimento, mentre
              peggiorano    la   credibilità   delle   istituzioni
              pubbliche;

              -  nel  carcere  di Brucoli, oltre ai problemi sopra
              esposti,  si  registra  una  grave  carenza  idrica,
              soprattutto  nei mesi estivi, rispetto alla quale il
              Comune  di  Augusta  non  interviene, contribuendo a
              peggiorare la situazione;

              -  inoltre, nel  carcere  di  Brucoli  sono detenuti
              cittadini,  per lo più anziani, le cui condizioni di
              salute  ne sconsiglierebbero la permanenza in simili
              luoghi  e ciò , anche se si trovassero in paesi meno
              civili  del  nostro; e  comunque la detenzione degli
              stessi   risulta  essere   particolarmente   onerosa
              rispetto a forme alternative di pena, soprattutto se
              valutate in considerazione del loro reale  grado  di
              pericolosità;

              -  a fronte di tali evidenti sprechi, di recente, si
              sono  registrate  riduzioni  nelle spese sanitarie e
              farmaceutiche  in conseguenza delle quali non sempre
              è stata assicurata la presenza medica 24 ore su 24,

                        IMPEGNA IL PRESIDENTE  DELLA REGIONE

              ad  intervenire  presso  il  Ministero  di  Grazia e
              Giustizia, il Ministero della Pubblica Istruzione ed
              il  comune  di  Augusta,  ciascuno per le rispettive
              competenze affinché:

              a) siano  completati  gli organici degli educatori e
              degli assistenti sociali nelle carceri siciliane, ed
              in particolare nel carcere di Brucoli;

              b) siano  migliorate  ed  accelerate  le prestazioni
              sanitarie,  con  particolare  riferimento  a  quelle
              esterne,   provvedendo   a   garantire  inoltre  una
              copertura medica 24 ore su 24;

              c) siano  potenziati  gli  organici dei tribunali di
              sorveglianza, affinché vengano accelerati i tempi di
              esecuzione  delle diverse istruttorie di competenza,
              con  particolare  riferimento  a  quelle riguardanti
              questioni     di    natura    medico-sanitaria    ed
              occupazionale;

              d) venga  avviata un'attenta verifica della politica
              penitenziaria e  carceraria  in  Sicilia,  anche con
              riferimento  alle  condizioni  delle strutture edili
              delle diverse case;

              e)  venga migliorata l'istruzione e l'individuazione
              di spazi  per  lo svolgimento di attività lavorative
              interne." (295)

              (28 gennaio 1999)

                                  FLERES - BUFARDECI - BENINATI -
                                  CROCE - GRIMALDI

                   "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  il  Ministro  dell'Ambiente ha già provveduto,
              per  effetto  dei  poteri  sostitutivi attribuitigli
              dalla  vigente normativa, a commissariare le Regioni
              Campania,   Puglia   e   Calabria   per  la  mancata
              attuazione  dei  programmi predisposti dal Ministero
              in materia ambientale;

      CONSIDERATO che  lo  stesso Ministro ha richiamato più volte
              anche  la  Regione  siciliana al fine di ottemperare
              alle prescrizioni dei programmi stessi;

      ATTESO che la Regione siciliana non sembra avere ancora dato
              attuazione  nell'Isola a quanto stabilito dagli atti
              ministeriali di cui sopra;

      CONSIDERATO  altresì  che  il Ministro dell'Ambiente ha reso
              nota    la    sua   intenzione   di   procedere   al
              commissariamento  anche  della  Regione  siciliana a
              causa   dell'inadempimento   connesso  alla  mancata
              attuazione  delle  prescrizioni  normative contenute
              nei programmi predisposti dallo stesso Ministero;

      POSTO che l'inerzia del Governo regionale,  e  segnatamente,
              dell'Assessore  preposto  al  ramo, è  un  ulteriore
              segnale di incapacità dell'Esecutivo di  far  fronte
              perfino alla richiesta di emanazione di atti dovuti;

      CONSIDERATO  ancora  che  la mancata attuazione di programmi
              ministeriali   concernenti  una  materia  di  grande
              interesse  e  rilevanza  qual  è  quella  ambientale
              contribuisce   a  consolidare  un'immagine  perversa
              della realtà regionale;

      RITENUTO infine   che   tale   situazione   è  ulteriormente
              aggravata  dalla  circostanza che il colore politico
              dell'attuale  Governo  regionale  è  il  medesimo di
              quello  nazionale, con ciò manifestandosi una totale
              assenza  di raccordo tra i due livelli istituzionali
              che   delegittima   ancor  più  la  maggioranza  che
              sostiene il Governo siciliano,

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE  DELLA REGIONE

              -  a  revocare immediatamente la delega all'ambiente
              all'Assessore preposto al ramo;

              -   a   provvedere   immediatamente  e  direttamente
              all'attuazione in Sicilia dei programmi ministeriali
              sull'ambiente." (296)

              (28 gennaio 1999)

                                FLERES -  BUFARDECI  -  CROCE  -
                                CIMINO - D'AQUINO - PROVENZANO -
                                MISURACA - ALFANO - BENINATI

     PRESIDENTE. Per intanto  iniziamo  dalla  mozione  numero 295:
  "Interventi per il settore penitenziario in Sicilia".

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli  colleghi  come  molti di
  voi sanno,  insieme ad altri colleghi  nel  tempo abbiamo avviato
  una  attenta  verifica  delle   condizioni   delle  diverse  case
  circondariali dei diversi penitenziari dell'Isola.
       Ripetutamente   abbiamo  segnalato   a   conclusione   delle
  verifiche che abbiamo compiuto  condizioni di particolare disagio
  che meritano una attenzione specifica  da  parte  del  Parlamento
  siciliano, poichè alcuni problemi  possono  essere affrontati dal
  Parlamento siciliano, mentre altri  devono essere sottoposti alla
  valutazione del Governo nazionale e delle autorità di competenza.
       Alla luce di queste  considerazioni,  onorevole  Presidente,
  desideravo  chiedere,  a nome dei firmatari  della  mozione,  che
  l'atto  in  questione  possa  essere  trattato   al   più  presto
  possibile,  unitamente  - se è possibile -  agli  atti  ispettivi
  relativi alla situazione delle diverse carceri che nel tempo sono
  stati presentati. Si tratta  di  atti che riguardano, per lo più,
  l'assessorato al lavoro,  l'assessorato ai beni culturali, poichè
  le  questioni  che  affrontano  riguardano  proprio  gli  aspetti
  attinenti  alla  formazione  del  personale  e  alla  cultura  o,
  comunque, all'istruzione dei  detenuti.
       Nel caso specifico  della  mozione  295  si interviene anche
  relativamente  alla  situazione  deficitaria  degli  organici  di
  educatori assistenti sociali, alla carenza idrica nella struttura
  penitenziaria in questione e,  soprattutto,  ai ritardi con cui i
  detenuti vengono  sottoposti  alle visite specialistiche, ritardi
  che in alcuni casi superano  i  tre  mesi.  E,  come  i  colleghi
  medici sanno benissimo, ci  sono  delle patologie che non possono
  essere affrontate con tanto ritardo.
       Dunque,  il mio auspicio è che l'Aula  possa  accogliere  la
  richiesta che sto formulando ed il Governo  possa  condividere la
  richiesta  che sto formulando relativamente  ad  una  trattazione
  urgente della mozione in questione.

     PIRO, assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.  Signor
  Presidente, il Governo apprezza l'iniziativa  parlamentare e, nel
  merito,  non  può che trovarsi d'accordo  con  le  considerazioni
  espresse  nella  mozione  e adesso  qui  ribadite  dall'onorevole
  Fleres, manifestando contemporaneamente  la propria disponibilità
  e la propria sensibilità rispetto al tema.
       Tuttavia, lo stesso onorevole Fleres ha fatto riferimento ad
  altri  atti  ispettivi che nel tempo sono  stati  presentati  con
  riferimento  a  specifiche questioni che  riguardano  il  sistema
  penitenziario  in  Sicilia.   Quindi,   manifestando   pienamente
  l'intenzione di discutere al più presto la  mozione  e  gli altri
  atti ispettivi, il Governo chiederebbe qualche  giorno  di  tempo
  per potere anche avere una visione  complessiva  delle  questioni
  che sono state sollevate e potere anche  predisporre una risposta
  articolata  e  di  merito.  Per  cui,  se  l'onorevole  Fleres  è
  d'accordo, potremmo valutare un giorno della prossima settimana.

     FLERES. Sono d'accordo.

     PRESIDENTE. Resta così stabilito. Allora sarà  inclusa  in una
  seduta della prossima settimana.
       Si  passa  alla   mozione   numero   296:"Revoca  di  delega
  all'assessore per il territorio e l'ambiente".
       Onorevole  Fleres,  lei  è  il primo  firmatario  di  questa
  mozione che assume il significato di sfiducia individuale.
       Il numero di firme presentate è sufficiente a raggiungere lo
  scopo che si prefiggono i firmatari. C'è,  però, un problema che,
  essendo mozione di sfiducia non può essere trattata prima dei tre
  giorni. Ma mi permetto anche  di dire che c'è la necessità che il
  Presidente della Regione in  persona  si occupi della vicenda. E,
  allora, se anche il  Governo  è d'accordo, noi individueremmo una
  data nella prossima  settimana però lasciando al Presidente della
  Regione la facoltà  di  chiedere un'ulteriore fissazione qualora,
  per esempio, il  Presidente  della  Regione  non  dovesse  essere
  disponibile per quella data.
       Il parere del Governo?

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Sono d'accordo.

     PRESIDENTE.    Allora,    se   siamo   d'accordo,   fisseremmo
  orientativamente la data per mercoledì 10 febbraio.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.      Signor      Presidente,      nessun      problema
  nell'individuazione di una data nella prossima settimana e nessun
  problema neanche  relativamente all'opportunità che il Presidente
  della Regione abbia di  individuare  un  termine  -  come  dire -
  comodo per la trattazione della medesima.
       Resta  inteso  che, poichè l'atto assume,  anche  in  questo
  caso, carattere d'urgenza per il provvedimento  sostitutivo che è
  stato avviato in sede nazionale, sarebbe opportuno che, comunque,
  la  data  non andasse oltre la prossima  settimana,  in  uno  dei
  giorni d'Aula della prossima settimana.

     PRESIDENTE. Non sorgendo  osservazioni  da parte del Governo e
  con le considerazioni  espresse dal Presidente dell'Assemblea, la
  data viene fissata per  la  seduta  pomeridiana  di  mercoledì 10
  febbraio.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                       DISCUSSIONE DI MOZIONE.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione della mozione  numero  283  -  "Iniziative  a seguito
  dell'anticipata conclusione  della  stagione  venatoria dell'anno
  1998/1999 a causa  del ricorso delle Associazioni ambientaliste e
  per  il   relativo   accoglimento  del  Tribunale  amministrativo
  regionale  di  Catania",   a   firma  degli  onorevoli  Beninati,
  Bufardeci,  Fleres,   Provenzano,   Alfano,   Misuraca,  Catania,
  Grimaldi, D'Aquino, Croce.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PEZZINO, segretario f.f.:

                   "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  in   data   24   dicembre  1998  il  Tribunale
              amministrativo  regionale  per  la  Sicilia, sezione
              staccata   di   Catania   (sez.   III),  ha  accolto
              provvisoriamente  e  temporaneamente  la  domanda di
              sospensione  in  tutto  il  territorio della Regione
              siciliana  dell'esecuzione dell'impugnato calendario
              venatorio da parte di Legambiente-Comitato regionale
              siciliano-, WWF - Associazione italiana per il World
              Wildlife   Fund   Delegation   Sicilia,   LAV - Lega
              Antivivisezione;

      CONSIDERATO che:

              - come è  noto la vicenda ricalca quanto già oggetto
              di contestazione  da parte di Legambiente, WWF e LAV
              con   il  ricorso  giurisdizionale  dinanzi  al  TAR
              depositato nel mese di novembre 1997;

              -  in  quell'occasione, a seguito dell'ordinanza del
              TAR, e della contestuale devoluzione della questione
              di   legittimità  costituzionale,  il  Consiglio  di
              giustizia  amministrativa con ordinanza n.  1041 del
              19.12.97 ha annullato l'ordinanza cautelare n.  3121
              del   TAR   di   Catania   ritenendo  inesistenti  i
              presupposti per la sospensiva;

              -  l'oggetto  del  giudizio  culminato  nell'odierna
              ordinanza  di  sospensione e annullamento identico a
              quello  già  oggetto  di  ricorso  ed  in  corso  di
              giudizio del CGA;

      RITENUTO che:

              -  il  TAR  di  Palermo, investito della vicenda, ha
              rigettato  l'istanza  cautelare  che alla fine di un
              tortuoso e strumentale iter processuale inventato ad
              arte   dai   ricorrenti,   il  TAR  di  Catania  ha,
              diversamente, ritenuto di accordare;

              -  l'Assessorato  Agricoltura  e foreste, nelle more
              della  proposizione dell'appello, avrebbe potuto non
              sospendere l'esercizio venatorio in osservanza ad un
              orientamento   giurisprudenziale   che   dà  facoltà
              all'Amministrazione di  non  sospendere l'esecuzione
              tenuto    conto   dell'orientamento   già   espresso
              nell'anno  1997  sul  medesimo  oggetto da parte del
              C.G.A.;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              data  la  strumentale  ed  artificiosa  richiesta da
              parte   delle   associazioni  ambientaliste,  che  è
              scaturita  in una sospensione di fatto dell'attività
              venatoria,  ad  intervenire,  a seguito del disposto
              del  CGA,  che  si  presume  riconducibile alla data
              del  20/21 gennaio, a ristabilire, nei confronti del
              mondo  venatorio, giustizia e pertanto provvedere al
              rimborso  della  tassa  regionale  per il periodo di
              preclusione  dell'attività venatoria medesima ovvero
              in  subordine,  nel  caso  di  un  accoglimento  del
              diniego  della sospensiva, ad una proroga al mese di
              febbraio  pari  ai  giorni oggetto della strumentale
              sospensiva dell'attività venatoria" (283).

                                  BENINATI - BUFARDECI - FLERES -
                                  PROVENZANO - ALFANO - MISURACA -
                                  CATANIA - GRIMALDI - D'AQUINO -
                                  CROCE

        PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  prima  di  entrare  nella
  discussione della mozione,  l'onorevole  Granata  ha  chiesto  di
  apporre la propria firma  alla mozione numero 295 annunciata oggi
  in Aula. L'Assemblea ne prende atto.

     SPEZIALE. Manca l'assessore al ramo.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  nella  precedente  avevamo
  pregato l'onorevole Piro  di  essere  posto  nelle  condizioni di
  parlare a nome del  Governo  sulla  materia.  Se  anche in questa
  seduta l'onorevole Piro volesse confermarlo, si può discutere.

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le finanze.  Mi dichiaro
  disponibile.

     PRESIDENTE.   Il Governo  si  affida,  pertanto,  alla  parola
  dell'onorevole Piro.  Ci  sono firmatari che intendono illustrare
  la mozione?

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi scuso
  intanto per il mio  tono  di  voce, ma purtroppo sono leggermente
  influenzato.  Tengo a  precisare che il mio intervento, comunque,
  non vuole essere a  favore,  e  anche il contenuto della mozione,
  non vuole essere a  favore  della caccia o contro.  Vuole essere,
  invece, e vuole che  si  chiarisca  che  venga resa giustizia nei
  confronti di cittadini  che  annualmente,  per  legge,  gli viene
  riconosciuta la facoltà di esercitare l'attività venatoria per un
  certo  periodo  dell'anno,  dietro  il  pagamento  di  una  tassa
  regionale,  anzi di  una  concessione.
       Oltretutto,  l'attività  venatoria,  e  così  la  caccia,  è
  prevista dalla Costituzione  all'articolo  117  e  dallo  Statuto
  della  Regione  all'articolo   14,   che   proprio  si  interessa
  dell'attività della caccia.  E  ancora  dalla  legge  33 che, nel
  1997, ha praticamente regolamentato l'attività venatoria.
       Ebbene, per il secondo anno consecutivo assistiamo a ricorsi
  di associazioni  legittime  ambientalistiche  che strumentalmente
  chiedono ed ottengono  la sospensione dell'attività venatoria per
  poi,  come  per  l'anno  trascorso,  il  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativo ha revocato  la  sospensiva,  così  come  ha fatto
  anche quest'anno.
       Allora, signor Presidente,  il  Governo  ed  in  particolare
  l'assessore Cuffaro, che purtroppo  non  è  presente, non può non
  riconoscere - in  particolare  l'assessore - delle responsabilità
  per quanto accade, in  quanto se è possibile accettare, a seguito
  della legge numero 33 del  1997 delle lacune - quindi è legittimo
  che una norma in prima  stesura possa portare delle lacune - però
  non è più giustificabile che  con la norma 15 del 31 agosto 1998,
  le lacune a quanto  pare non siano state colmate, riconducendo il
  Tribunale Amministrativo Regionale di Catania, nel dicembre 1998,
  in  data  prossima   alle  feste  natalizie  (21-22  dicembre)  a
  sospendere  l'attività per  le  stesse  motivazioni  per  cui  fu
  sospesa nel 1997.
       La mozione, pertanto,  ribadisce  che  venga fatta giustizia
  per tutti quei cittadini  che sapevano che pagando la concessione
  regionale potevano,  per  legge, esercitare l'attività venatoria,
  secondo un calendario fino al 31 gennaio 1999. Ebbene, tutto ciò,
  per  il  secondo  anno  consecutivo,  non  accade.  Pertanto,  la
  sospensiva  dell'anno  1998,   a   cavallo   del   periodo  delle
  festività natalizie, periodo in cui tanta gente programma qualche
  sabato o qualche domenica  già al momento del rinnovo della tassa
  di  concessione, ebbene  proprio  in  questo  periodo  l'attività
  venatoria viene chiusa o viene sospesa.
       Allora,  mi   rivolgo  proprio  all'Assessore  Cuffaro,  che
  purtroppo non c'è, ritengo  che  lei  intanto debba avvalersi per
  principio di persone  maggiormente efficienti come consulenti per
  tale    materia,     oltre     a    rivedere    se    all'interno
  dell'Amministrazione,  proprio  nel  settore  venatorio,  qualche
  funzionario o funzionaria  non remi argutamente contro il normale
  esercizio dell'attività  venatoria,  predisponendogli documenti o
  decreti che poi devono da lei stesso essere revocati.
       Cosa  dire  poi   del   comportamento   ambiguo   di  alcune
  associazioni che da un  lato  condividono  la  legge  che  regola
  l'attività, vedi articolo 36  (l'articolo 36, rammento a tutti, è
  quella  quota  per   cui   le  associazioni,  sia  venatorie  che
  ambientaliste,   percepiscono   del   denaro;   le   associazioni
  ambientaliste percepiscono il  30%), dall'altro ogni anno, come è
  già  successo, dopo che si  apre  la  caccia,  per  cui  tutti  i
  cittadini interessati a questa attività pagano, immediatamente si
  attiva il ricorso  e  quindi,  automaticamente, sarebbe forse più
  corretto che si attivasse prima;  certo, non lo si può fare prima
  perché il decreto non c'é,  però,  guarda  caso,  dopo che un po'
  tutti  i  cittadini  hanno  pagato.
       Allora qui dobbiamo  anche  chiarire questo problema; non si
  può,  col contributo  grazie  alla  tassa  regionale  pagata  dai
  cacciatori, per poi  studiare  tutti  gli artifici per sospendere
  tale attività;  quindi da un  lato si fa pagare, da un altro lato
  subito dopo si cerca di bloccare questa attività.
       Ebbene, io vorrei nella coerenza e auspicando che il Governo
  accolga  tale  mozione  e  se deve esserci deve esserci anche per
  tutti  e  non  solo per il mondo venatorio, unici erogatori della
  tassa regionale, una giustizia.
       Ricordo inoltre all'Assessore  che all'articolo 30, comma 4,
  della legge regionale n.  33 del 1997, potrebbe aprirsi anche per
  lui un altro problema,  perché  queste sospensive che poi vengono
  revocate   creeranno   dei   contenziosi,   perché   proprio   in
  quell'articolo  che ho  citato  prima  esistono  possibilità  per
  centri privati  di riproduzione, di aziende faunistico-venatorie,
  di aziende agro-venatorie, di  pagare  e  quindi  anche qui viene
  erogato un contributo che  viene  dato  per  esercitare in queste
  aziende l'attività, di 20, 25  e  10  mila  lire ad ettaro, ma di
  fatto, con la  sospensiva,  questa  attività non può esercitarsi.
  Quindi, anche qui potrebbero,  non  è  l'oggetto della mozione ma
  certamente  potrebbero,   questi  proprietari,  chiedere  per  il
  periodo di sospensiva un  rimborso  e credo che sia legittimo che
  gli venga riconosciuto in quanto partecipano con una quota per la
  quantità degli ettari che  certamente è ovvio che può funzionare,
  e  queste aziende  funzionano,  solo  nel  periodo  dell'attività
  venatoria, non certamente per tutto l'anno.
       Vorrei concludere rimarcando che  non  è  questo  un sì alla
  caccia o no alla caccia;  qui  è  un diritto (caro onorevole Piro
  che rappresenta oggi il  Governo,  so  la  sua  sensibilità nella
  giustizia  e  nella   trasparenza   degli   atti)  qui  si  vuole
  rivendicare un diritto che  ritengo  legittimo  che  chi  sa  che
  durante un periodo dell'anno  può  esercitare  per  tot mesi e la
  legge gli dice che lo  può  fare,  gli  dice  cosa  deve  pagare,
  effettivamente la gente paga,  però  anche  per  il  secondo anno
  perché  se fosse stato il  primo,  come  è  già successo, non c'è
  stata nessuna mozione né protesta,  ma  è il secondo anno che sia
  assiste ad una sospensiva inutile in quanto il CGA sullo stesso
  principio e sullo stesso argomento ha ritenuto legittimo revocare
  questa  sospensiva, credo sia corretto che il Governo intervenga,
  e non  vedo  chi lo debba fare, per rimborsare, per quel periodo,
  la quota  che  in  effetti  era stata pagata per tutti i 4-5 mesi
  dell'attività  venatoria, perché di fatto non è stato permesso di
  poter esercitare,  a  seguito  di  un  pagamento di una tassa, un
  diritto che  per  legge si è riconosciuto.
       Concludo e credo, sono  anzi  quasi  certo  perché  vedo che
  non è un problema di sì  o  no  per  la  caccia, ma di buon senso
  perché altrimenti vedremmo una  categoria e un insieme di persone
  che certamente si  vedono  mortificate  anche  su  argomenti  che
  certamente credo che il Governo debba porsi per responsabile.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha  facoltà.  Ricordo  agli onorevoli deputati
  che sulla discussione generale  su una mozione si può intervenire
  per cinque minuti.

     BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò per
  meno di cinque  minuti perché intendo intervenire soltanto, anche
  in virtù del brillante  intervento  del  collega  Beninati che ha
  esplicitato la posizione  per  quanto  riguarda  il  problema  di
  merito della controversia  amministrativa che c'è stata presso il
  TAR e poi presso il  CGA. Prendo la parola viceversa soltanto per
  puntualizzare che sono  favorevole  e  sono  firmatario di questa
  mozione perché credo  elementare diritto quello alla restituzione
  delle somme relative ad  un  servizio non goduto.
       Il cittadino ha pagato  per  potere  espletare e svolgere la
  propria  attività  per   un   determinato  periodo,  le  attività
  giudiziarie e amministrative ne hanno limitato questo svolgimento
  della propria attività, mi  pare  elementare  che  per il periodo
  relativo, proporzionalmente vada  ridotta  e  quindi  di converso
  restituita la somma non  potuta  godere in precedenza e quindi mi
  pare un fatto assolutamente  ovvio che proprio mi limito a queste
  elementari osservazioni per dire che tutto sommato mi attendo che
  il Governo sia favorevole  a questa soluzione che mi sembrerebbe,
  proprio per non entrare nel  merito - lo ha già fatto l'onorevole
  Beninati - del problema  della  caccia  o  meno,  della posizione
  ambientalista, mi pare elementare  che  chi  non ha potuto godere
  per tutto il tempo di  una  tassa che invece ha pagato per intero
  debba proporzionalmente ricevere  in  restituzione  la somma.  Mi
  sembra un fatto ovvio  e  quindi  mi  affido alla sensibilità del
  Governo anticipando chiaramente  il  voto  favorevole  del nostro
  gruppo di Forza Italia.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.

     FLERES.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   dopo
  l'intervento  dell'onorevole  Beninati e dell'onorevole Bufardeci
  non  c'è  molto da aggiungere se non qualche breve considerazione
  relativa   alla   questione   posta   dalla  mozione  che  stiamo
  discutendo. Sono convinto che una Istituzione, un Parlamento, sia
  autorevole e  sia degno di rispetto da parte dei cittadini quando
  si comporta  in  maniera equa e quando sa essere conseguente alle
  condizioni che si  vengono  a determinare relativamente agli atti
  che ha adottato.
       La condizione che si  è  venuta  a  determinare  in  Sicilia
  relativamente alla legge  che  regola l'esercizio venatorio ed al
  ricorso che è  stato  opposto  al  provvedimento  esecutivo della
  legge da parte dell'Assessore  per  l'agricoltura  e le foreste è
  quello di prevedere  sicuramente  un  recupero delle somme pagate
  dai  cacciatori  per   un  periodo  di  fruibilità  della  caccia
  inferiore a quello che  era  previsto.
       Credo dunque che  il  comportamento  che  dobbiamo tenere in
  questa sede, al di  là  delle  opinioni  relative  alla questione
  specifica  chi è  favorevole  e  chi  è  contrario  all'esercizio
  venatorio, debba essere  quello  di  stabilire  un  principio  di
  equità all'interno di un meccanismo fiscale vorrei dire, anche se
  in maniera impropria, che  è  introdotto  dalla  legge che regola
  l'esercizio venatorio.
       E allora sono convinto che si debba operare in questo senso,
  ma si debba pure individuare un percorso  normativo che impedisca
  la incertezza in un settore che  è particolarmente all'attenzione
  dell'opinione pubblica, non foss'altro che per  una  ragione:  in
  Sicilia ci sono circa 60.000 cacciatori che hanno  il  diritto di
  sapere con certezza quando cominciano,  quando possono cominciare
  a  cacciare  e  quando  devono  smettere,  quali  specie  possono
  cacciare e quali, invece, non possono cacciare  perché  si tratta
  di specie protette.
       Allora,   all'interno   di   un   percorso  di  certezza  ed
  all'interno  di  un percorso di reciproco rispetto dei cacciatori
  verso le istituzioni e  delle  istituzioni  verso  i  cacciatori,
  credo  che  un obiettivo  da  raggiungere  sia  quello  di  saper
  accettare ed essere conseguenziali  rispetto  ad  un  tema che ha
  determinato  momenti di incertezza  e  certamente  un  danno  per
  quanti hanno pagato una  tassa  che certamente è proporzionale al
  periodo che consente il prelievo venatorio.
       Dunque,  il  nostro   comportamento,  che   ha  prodotto  la
  presentazione della mozione che  stiamo  discutendo non entra nel
  merito del diritto di  esercitare  il prelievo venatorio, del suo
  valore o meno, entra all'interno  di  un  percorso equo che ha il
  dovere di garantire ai cacciatori, con certezza, tempi e metodi.
       E, dunque, al di là di quello che sarà il voto di quest'Aula
  relativamente  alla  mozione  che  stiamo  discutendo, è comunque
  opportuno che  il Governo si faccia carico di una ulteriore messa
  a punto  delle norme che regolano la materia, individuando quegli
  aspetti che fino a questo momento hanno creato le incomprensioni,
  le incertezze,  gli  equivoci, in modo tale da poterli eliminare,
  nel comune  interesse di evitare che attorno al tema del prelievo
  venatorio  si determinino episodi come questo ma, soprattutto, si
  determini una  minore  entrata per la Regione dovuta proprio alle
  incertezze che  le  norme  così  come sono espresse possono avere
  determinato.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Tricoli. Ne ha
  facoltà.

     TRICOLI.  Signor presidente, onorevoli colleghi, un brevissimo
  intervento. Io  credo  che non soltanto sotto il profilo politico
  sia assolutamente  da accogliere questa mozione ma anche sotto il
  profilo giuridico credo che  le ragioni rappresentate non possano
  sottrarsi ad alcune considerazioni. Una di queste è che la tassa,
  così come viene definita  in  termini  giuridici  dai manuali più
  antichi di Enrico Maria Allorio  fino  a  quelli  più  recenti di
  Raffaello Lupi, è proprio una  dazione  di denaro che viene fatta
  in relazione ad una prestazione  che  viene a sua volta svolta da
  un altro soggetto - in  questo  caso  la  Regione  siciliana  - a
  fronte di un servizio che  non  va  indistintamente  a  favore di
  tutti ma a favore di determinate categorie.
       E' chiaro  quindi che la logica di un servizio che non viene
  prestato e,  dunque,  un servizio che non può essere reso a colui
  il quale  ha  pagato  la  tassa, non  può  non far considerare la
  necessità,   anche   sotto   il   profilo  giuridico,  oltre  che
  l'opportunità politica,  di una restituzione di una somma che era
  stata data all'Amministrazione regionale in cambio di un servizio
  del quale, invece, non si è fruito.
       Dunque, credo  che su questa mozione oltre a fondate ragioni
  di  ordine  politico  debbano  essere  unite  ragioni  di  ordine
  giuridico.
       E   per   questo  motivo,  naturalmente  sono  assolutamente
  favorevole a questa mozione. Grazie.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Oddo. Ne ha
  facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  chiedo  alla  Presidenza di essere uno dei  firmatari  di  questa
  mozione, perché la condivido; mi sembra una delle cose  su  cui -
  evidentemente - pur se può sembrare secondaria,  é  giusto invece
  che il Parlamento si soffermi un attimo  per  attenzionarla,  con
  pochissimi  secondi.  Perché,  una  prima   osservazione,  non  é
  possibile il ripetersi, ogni anno, di questo tipo di, chiamiamole
  vicende.  Secondo, non mi pare assolutamente accettabile il fatto
  che ci siano in Sicilia Tribunali  Amministrativi  Regionali  che
  agiscono in un modo e altri  Tribunali  Amministrativi  Regionali
  che agiscono in un altro modo.
       Anche  se  dobbiamo  dire,  però,  con  un'osservazione  che
  riguarda  anche  questo Parlamento e le forze  politiche  che  lo
  compongono, che se gli ambientalisti, da un  lato,  si soffermano
  sulle  pieghe  anche le più impercettibili di una  legge,  é  pur
  vero però che su alcune questioni, secondo  me, questo Parlamento
  potrebbe legiferare meglio.
       E per quanto concerne questa materia, sono  convinto  che in
  prospettiva sarebbe necessaria una maggiore attenzione per quanto
  concerne  anche le leggi che si vanno a  produrre,  o,  comunque,
  ottimizzare  le  leggi  vigenti, adeguarle cioè  a  quelle  leggi
  nazionali, che, evidentemente, devono comunque  trovare in questo
  Parlamento un minimo di ricezione.
       Allora, io manifesto non solo  il  mio  consenso ma, anche a
  nome del Gruppo dei  Democratici di Sinistra, siamo evidentemente
  convinti e quindi voteremo questa mozione.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Virzì.  Ne ha
  facoltà.

     VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io registro con
  viva  soddisfazione  la  presa   di   posizione  del  Gruppo  dei
  Democratici di Sinistra e,  pur tuttavia, all'onorevole Oddo, che
  fa  rilevare  alcuni  varchi,  alcune  incongruenze  della  legge
  faticosamente varata a fine  agosto  dell'anno  scorso  da questa
  Assemblea, vorrei ricordare  che nella distrazione quasi generale
  dell'Aula il provvedimento fu fatto  segno  di  un vero e proprio
  tiro al piattello, tiro al bersaglio, o, se preferiamo, tiro alla
  lepre, dato che parliamo di materia venatoria.
       Ritengo anche che, votando a favore di  questa  mozione,  il
  Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale,  intenda  ribadire una
  cosa:   cioè  che  questo  Parlamento,  in   fronte   ad   organi
  amministrativi, deve pur far finta di credere di  avere  -  anche
  faticosamente - varato una normativa che va difesa.
       Il TAR di Catania non é nuovo a questo tipo di tenerezza nel
  confronto di obiezioni che, in qualche modo, nella loro sostanza,
  erano   state  già   affrontate.   Esiste   un   vulnus,   esiste
  oggettivamente un danno, che é stato arrecato ad una categoria di
  cittadini  che  avevano  pagato   un   servizio   che  era  stato
  compiutamente normato, fino  al  dettaglio,  da  questa Assemblea
  regionale.
       Io mi rendo conto che  ci  sia  un certo tipo di contenzioso
  che viene acceso, anche per amor di polemica, per tenere viva una
  contrapposizione ideologica, ma credo  che da questo Parlamento -
  mi  dispiace  purtroppo  che  non  ci  sia  ad  assumere  impegni
  pubblici  l'assessore Cuffaro - noi vorremmo sentire,  al  di  là
  della posizione - che apprezziamo - dei  Democratici di Sinistra,
  la  posizione  formale, ufficiale, sostanziale,  del  Governo  su
  questa  materia, perché  alla fine quella legge  sulla  caccia  -
  francamente  -  non  si può dire che sia stata  una  vittoria  di
  qualcuno contro qualcun altro.
       E' stato il risultato  di  un  lungo,  faticosissimo, non so
  fino  a  che punto  ragionevole,  compromesso;  che  però  ci  ha
  permesso di legiferare dopo sedici anni in una materia laddove la
  Regione siciliana, su questo terreno, era latitante.
       Allora,  credo che, approvando questa  mozione  e  compiendo
  atti politici, giuridici e  amministrativi  conseguenti, dobbiamo
  dare  certezza  a questi 50.000 siciliani che  sono  ancora  così
  creduloni da pagare una tassa allo Stato ed alla Regione credendo
  di acquisire un diritto certo.
       Io credo che  noi  dobbiamo  compiere  la  nostra parte, nei
  limiti entro i quali  ci è concesso, di difendere la certezza del
  diritto. Grazie.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  su
  questa  mozione  in quanto firmatario della stessa,  per  cui  ne
  approvo il contenuto.
       Questo atto, importantissimo, non fa altro  che rispettare e
  stabilire un principio che è quello della giustizia.  Un  atto di
  giustizia,  un  atto  che ristabilisce nei  confronti  del  mondo
  venatorio  un  diritto  sacrosanto.   Il   rimborso  della  tassa
  regionale non solo è dovuto, ma è un ragionamento  che noi stiamo
  cercando  di fare sia per quanto riguarda i  cacciatori  che  per
  quanto  riguarda  altre  categorie interessate  a  certi  momenti
  quando si parla di negazione di un diritto, quando  si  parla  di
  sospensione di un diritto.
       Quindi, qui, in questo Parlamento, che  sta  sviluppando una
  serie di iniziative, credo sia bene  fare riferimento soprattutto
  alla questione del diritto. Il diritto del  cittadino, il diritto
  al  rimborso  della  tassa  regionale, ma che  si  colloca  anche
  nell'ambito di altre iniziative che sono presenti e  che sono qui
  dentro nel momento in cui noi abbiamo approvato leggi  e  poi  le
  stesse leggi non sono state approvate in alcuni articoli.
       In questo momento  c'è  una  comunità che vive un dramma, in
  quanto da 18 mesi è stata approvata una legge, la legge regionale
  n.  25 e l'articolo  17  di  questa  legge  non  è  ancora  stato
  applicato.
       Ancora  un'istituzione  importante  (parlo   dello  IACP  di
  Trapani) non ha attuato l'articolo 4 di  questa  legge regionale.
  Noi parliamo della Bassanini, parliamo  di accelerazione, diciamo
  che le procedure debbono essere celeri e pronte  e,  poi, invece,
  avvertiamo  questa  grande difficoltà, che da 18  mesi  si  parla
  ancora se spetta o non spetta l'applicazione di una norma.
       Allora, ecco,  fare  riferimento  al  rimborso  di una tassa
  regionale  in   favore   dei  cacciatori, fa  riferimento  ad  un
  ragionamento complessivo  che  dobbiamo  fare noi qui rispetto ad
  alcuni - come ho già detto - diritti negati o sospesi.
       Su  questo  ci torneremo e torneremo più  avanti  perché  ci
  saranno altre occasioni e, soprattutto,  l'argomento  giusto  per
  trattarli perché è bene che la  Pubblica amministrazione registri
  nella  sua  attività una sollecitazione che è  quella  di  vedere
  finalmente  applicate  le norme che questo Parlamento  ha  in  un
  certo senso esitato.
       Quindi, sono favorevole per quanto riguarda  la  mozione  ed
  invito i parlamentari presenti ad essere favorevoli anch'essi per
  un  principio di uguaglianza, per un diritto  sacrosanto  di  una
  categoria che francamente non è stata trattata bene. Grazie.

     PRESIDENTE: E'  iscritto  a parlare l'onorevole Martino. Ne ha
  facoltà.

     MARTINO. Signor  presidente,  onorevoli colleghi, io non entro
  nel merito politico  della  mozione. Vorrei soltanto dire che non
  condivido - e  non  vorrei  che passasse senza che alcuno facesse
  rilevare questo elemento - quanto è stato detto legittimamente da
  altri   miei   colleghi,   e  cioè  che  la   natura   di   tassa
  dell'emolumento previsto dalla legge  comporterebbe,  nel momento
  in   cui  non  può  essere  esercitato   il   diritto   previsto,
  un'automatica restituzione di quanto versato.
       Io credo che ci sia una vastissima  letteratura  in  materia
  che  mi risparmio dal citare anche perché non sono  in  grado  di
  farlo così a braccio, ma basta pensare intanto che  non  vi è una
  natura sinallagmatica in questa sorta di rapporto, proprio perché
  non è un contratto di diritto privato, si tratta  di  rapporti di
  natura ben diversa.  Secondariamente, pensate,  per  esempio, che
  cosa  ne  scaturirebbe  dalla applicazione di questa  idea  o  di
  questo principio?
       Ne scaturirebbe, ad esempio, che poiché di  tassa  si tratta
  nel caso di quella pagata per la patente, qualora per la chiusura
  del  centro storico a causa poniamo dell'inquinamento  o  per  il
  blocco  delle autostrade per cause le più  diverse,  qualora  non
  potesse essere utilizzata la patente  si  potrebbe legittimamente
  richiedere la restituzione della tassa versata.
       Mi pare, francamente,  aberrante un principio che non ha, io
  credo, un fondamento giuridico, e  pertanto non vorrei che se una
  decisione  dovesse   essere   presa,   nel  senso  dell'eventuale
  restituzione,  fosse fondata su quello che è  certamente,  a  mio
  giudizio, un errore, un errore grave di diritto.
       La valutazione politica  può  essere  un'altra, ma è appunto
  una valutazione politica, che non ha alcun fondamento giuridico o
  per  lo meno non può avere il fondamento giuridico  che  è  stato
  evocato.
       Un'ultima annotazione: devo dire che non  capisco  il  senso
  della  formulazione  letterale  della   parte  impegnativa  della
  mozione.
       Si dice: "Data  la  richiesta  da  parte  delle associazioni
  ambientaliste che è  scaturita  in  una sospensione di fatto". Io
  credo che sarebbe  opportuno  modificare  la  forma  che  risulta
  assolutamente incomprensibile.  Al  massimo  dalla  richiesta può
  scaturire una  comprensione  di fatto, difficilmente la richiesta
  scaturisce in una soppressione, una sospensione di fatto.

     PRESIDENTE. L'onorevole  Barbagallo  ha  facoltà  di parlare a
  nome del Governo.

     BARBAGALLO SALVINO ,  assessore  per  gli  enti locali. Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  Governo certamente si rende
  conto del grande  imbarazzo  dei  cacciatori  e  però  si  rende,
  altresì, conto che il Consiglio di  Giustizia  Amministrativa  ha
  dato semplicemente la sospensiva e nel merito ci deve entrare.
       Io  volevo  invitare  gli onorevoli  colleghi  firmatari  di
  questa mozione, soprattutto nella parte  dispositiva, a ritirarla
  perché è chiaro che noi non potremmo mai  prorogare  la  stagione
  venatoria di un altro mese perché andremmo in difformità a quella
  che è una legge nazionale, una legge comunitaria.
       Il Governo, però, può considerare altresì una eventualità di
  un abbattimento della  tassa  di concessione regionale per l'anno
  venatorio 1999 - 2000.  Mi  pare  che  questo  potrebbe essere un
  punto di incontro, quindi invito i colleghi a ritirare la mozione
  e il Governo si impegna a rivisitare la tassa 1999 - 2000.

     PRESIDENTE. Il  Governo  ha  essenzialmente espresso un parere
  negativo sulla mozione. C'è  un  invito del Governo a ritirare la
  mozione.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  comprendo  la
  richiesta del Governo, ma c'è già scritto. Nella mozione si dice:
  "o procedere ad un rimborso ovvero, nel caso in  cui non si possa
  fare  ..." e allora il Governo fa una proposta  che  non  si  può
  realizzare, perché se non si può fare il rimborso  e  non  si può
  fare il recupero temporale e il Governo ci chiede,  come dire, di
  soprassedere sul recupero temporale e poi ci dice che  non si può
  fare il rimborso di fatto non vuole votare la mozione.
       Dunque, noi comunque non la ritiriamo, poi il Governo faccia
  come crede.

     BARBAGALLO SALVINO,  assessore  per gli enti locali. Onorevole
  Fleres, il  Governo   si  vuole  basare  anche  su  un  principio
  edonistico minimo sforzo, massimo rendimento. Lei capisce ...

     PRESIDENTE.    Onorevole    Barbagallo    vuole    specificare
  l'aggettivo?

     BARBAGALLO SALVINO , assessore  per gli enti locali. Principio
  edonistico: minimo sforzo, massimo rendimento.
       Il  Governo  ritiene che un  eventuale  rimborso  costerebbe
  per l'erario della Regione siciliana  tutta  una macchinazione...
  invece  un  eventuale  abbattimento della  tassa  di  concessione
  regionale a valere per l'anno venatorio 1999-2000  mi  sembra sia
  la cosa, eventualmente, più equa e la strada più percorribile.
       L'onorevole Fleres sa altresì che il tutto deve avvenire con
  un  disegno  di  legge, con un sistema legislativo  che  non  può
  essere così ....  Il Governo, eventualmente,  assume  l'impegno a
  riconsiderare  queste  cose  ma  certamente   con   un   percorso
  legislativo.

     BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI. Onorevole Assessore,  non  comprendo nel caso in cui
  l'ipotesi possa essere, ma  non sono convinto di questa sua tesi,
  ma come fa lei a ridurre una tassa per l'anno prossimo se non con
  una legge? Mentre un rimborso è ben altra cosa.  Quindi non so se
  quanto   da  lei  sostenuto,  oltre   tutto,   sia   percorribile
  legislativamente.  Premesso questo, posso  anche  sbagliarmi,  io
  credo che forse è opportuno che questo  ulteriore  passaggio  per
  rinviare ad un altro anno, non vedo che cosa  cambia,  cambia ben
  poco.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare per una precisazione tecnica.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  Assessore  per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, io credo che l'ipotesi formulata a  nome  del Governo
  dall'assessore  Barbagallo  avrebbe  dovuto   essere   presa  con
  maggiore  attenzione e considerazione da  parte  degli  onorevoli
  colleghi perché comunque l'assessore Barbagallo  si  era sforzato
  di trovare un meccanismo fattibile, mentre il meccanismo previsto
  dalla  mozione,  che  è il meccanismo del rimborso,  oggi  non  è
  fattibile perché dovremmo operare un rimborso, ammesso  che ce ne
  sia   il  fondamento  giuridico,  sicuramente   per   una   parte
  preponderante della tassa relativo al 1998, e comunque versata ed
  incamerata dall'erario per il 1998; dovremmo operarlo sul 1999 il
  che  comporterebbe,  evidentemente, o una maggiore  spesa  o  una
  minore  entrata  e  questo  non si può fare se  non  tramite  una
  espressa autorizzazione legislativa.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  a  me  pare   che   le  ultime
  osservazioni  fatte  dall'onorevole  Piro   abbiano  chiarito  la
  questione. Il rimborso non è possibile farlo in  questa fase però
  mi pare che la sostanza della  mozione, presentata dall'onorevole
  Beninati  e  dagli  altri  deputati  di   Forza   Italia,   punti
  soprattutto a stabilire che ci sia un diritto  al  rimborso visto
  che c'è stato un mancato servizio.
       L'unico modo per farlo è quello che o si modifica la mozione
  o  comunque prendiamo la posizione del Governo che  dice  che  il
  rimborso può essere fatto nella sostanza attraverso una riduzione
  della tassa regionale, chiamiamola così  per  semplificazione  di
  linguaggio, prevista dalla normativa sulla caccia.
       Siamo  sostanzialmente  favorevoli   all'impostazione  della
  mozione,  si  tratta di sapere qual è il percorso  che  porta  al
  rimborso, e l'unico percorso possibile, tecnicamente praticabile,
  è soltanto quello di una norma legislativa.  Pertanto  sarei  per
  accogliere questa posizione del Governo.  Vorrei  che  il Governo
  esplicitasse in modo più chiaro di fronte  all'Aula l'impegno che
  presenterà  un disegno di legge che punti  alla  riduzione  della
  tassa regionale.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO . Onorevole  Presidente,  onorevoli colleghi che il
  compagno, amico Oddo  sottoscrivesse  anche questa mozione per la
  verità non mi impressiona  molto  perché  acquisire la cultura di
  Governo non è cosa semplice  e  di  pochi  giorni.  La cultura di
  Governo si acquisisce con il tempo.
       Ma che dopo i chiarimenti del Governo, ancora i presentatori
  della  mozione  insistono nella votazione,  francamente,  non  mi
  convince, e siccome so che molti firmatari  della  mozione  hanno
  cultura di governo la questione mi preoccupa perché  non si vuole
  raggiungere nessun obiettivo, si vuole  soltanto fare propaganda.
  Ora, cari amici e colleghi firmatari, la propaganda ormai è stata
  fatta, il Governo ha dichiarato chiaramente che non  è una strada
  percorribile; io vi pongo il problema se i  cittadini  pagano  la
  tassa  per  il  trasporto e deposito dell'immondizia,  se  fa  lo
  sciopero  per  quindici  giorni  il netturbino,  il  Comune  deve
  rimborsare la tassa all'utente,  o conguagliarla successivamente?
  Ora cerchiamo di stare un po' con i piedi per terra perché questa
  strada non è percorribile.
       Io vi chiedo:  nella eventualità che  questa mozione venisse
  approvata  non si approda a nessun risultato  pratico  perché  il
  Governo  non  può adottare nessun provvedimento se  non  per  via
  legislativa,  quindi, se avete questioni da  porre  sul  rimborso
  della  tassa  venatoria,  appena andiamo ad  approvare  la  legge
  finanziaria, andiamo ad approvare il bilancio, a  quel  punto  si
  porrà  il  problema  e lì dobbiamo andare a  vedere  il  problema
  dell'equilibrio del bilancio.
       Ora, parliamoci chiaro, io vi chiedo,  perché  la  votazione
  non  servirebbe  a  nulla,  si  tratta  di  fare   la  conta  dei
  parlamentari presenti, quindi andiamo a perdere  tempo perché non
  c'è dubbio che forse l'onorevole Oddo che si è  esposto troppo in
  questa vicenda, ma per quanto mi riguarda non  ritengo  di potere
  esprimere  un voto contrario all'orientamento  dato  all'Aula  da
  parte del Governo.
       Quindi  è  chiaro   che  se  dovesse  il  Governo  risultare
  minoritario in questa votazione ci sono gli strumenti legislativi
  che consentono di non  farlo  rimanere.  Vogliamo evitare di fare
  ricorso a questo tipo di strumenti che il Regolamento consente.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     FORGIONE.   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  solo  per
  dichiarare all'Aula l'orientamento del mio Gruppo.
       Noi  condividiamo l'impostazione  e  la  risposta  data  dal
  Governo  e  io  vorrei   dire  che  condivido  per  intero  anche
  l'intervento dell'onorevole Martino.
       Troppe  volte sulla  materia  alla  quale  è  legata  questa
  mozione,  quest'Aula  è  stata  chiamata   quasi   annualmente  a
  legiferare, ad adeguare la legislazione, sarà bene  una volta per
  tutte che noi mettiamo definitivamente mano a questi problemi.
       Ora siamo di fronte ad  un  problema tecnico e non credo che
  la mozione così  impostata  possa essere accolta sia tecnicamente
  che  per  le  conseguenze  che  ne  deriverebbero.  Noi  comunque
  chiediamo che questa mozione venga ritirata, qualora non lo fosse
  voteremmo contro.

     FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto di
  intervenire per dichiarazione di voto  poiché  desidero esprimere
  il parere favorevole alla mozione che diventa  il presupposto per
  raggiungere  l'obiettivo  indicato  dal  Governo  e  sottolineato
  opportunamente dall'onorevole Speziale.
       Perché, la mozione è un atto di indirizzo,  il  Governo  può
  dare esecuzione all'atto di indirizzo nei modi  che  ritiene  più
  opportuno, provvedendo con un atto  amministrativo  se possibile,
  provvedendo con una proposta di legge  se possibile, intervenendo
  e riducendo la tassa dell'anno prossimo se è possibile, riducendo
  quella di quest'anno se possibile.
       Ai  presentatori della mozione non  interessa  conoscere  lo
  strumento attraverso cui il Governo perverrà alla conclusione che
  è stata richiesta, interessa soltanto che ci  sia  l'impegno  del
  medesimo  a procedere ad una opera di equo  risarcimento  per  un
  servizio non reso.
       Se poi il Governo lo fa con un atto  amministrativo,  con un
  disegno  di  legge che propone per l'anno 1999  la  riduzione  in
  quota parte della tassa che si paga per  l'attività  venatoria  o
  quant'altro,  a  noi  non  interessa  assolutamente  nè  vogliamo
  entrare  nel  merito  di  atti  che  riguardano esclusivamente il
  Governo;  entreremmo nel merito di atti che riguardano l'Aula nel
  caso  in  cui  l'intervento  che  noi  richiediamo  debba  essere
  compiuto   attraverso   un   disegno  di  legge  nel  qual  caso,
  ovviamente,   ne   vorremmo   discutere  rapidamente  e  vorremmo
  naturalmente  esprimere il voto favorevole per un'operazione che,
  sul  piano  dell'indirizzo  politico,  è  quella, sul piano dello
  strumento potrà essere individuato dal Governo stesso, ovviamente
  di  concerto  con l'Aula, se è necessario l'intervento normativo,
  altrimenti    direttamente    con   gli   strumento   di   natura
  amministrativa.
       Dunque ribadisco:  la mozione, per quanto ci riguarda, ha un
  valore di  indirizzo.  Il  risultato  conseguente  è  compito del
  Governo individuare  lo strumento più idoneo da utilizzare purchè
  l'atto di indirizzo venga rispettato.

     BARBAGALLO SALVINO , assessore  per gli enti locali. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  SALVINO , assessore  per  gli  enti locali. Signor
  Presidente,  voglio  provare,  ancora  una  volta,  ad invitare i
  firmatari  della  mozione a ritirarla.  La proposta del Governo è
  questa:   sostanzialmente  il  Governo,  in  alcuni  punti  della
  condivide alcune raccomandazioni, però, ritiene più opportuno non
  procedere  per  le  vie  della mozione.  Mentre ritiene opportuno
  recuperare  la  tassa venatoria praticando un abbattimento con un
  successivo disegno di legge che si impegna a portare in Aula.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione. Chi è favorevole si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


                    DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si passa al  IV  punto  dell'ordine  del  giorno:
  "Discussione dei disegni di legge" e, segnatamente, al disegno di
  legge posto al n.  1)  "Ricorso al mercato finanziario per l'anno
  1998" (n.  863/A) (Seguito). Relatore: on. Di Martino.
       Invito i  componenti  la  II Commissione a prendere posto al
  banco alla medesima assegnato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Comunico  che  è  stato  presentato  il  seguente ordine del
  giorno numero 281:

    "Interventi  per  il  miglioramento  del  servizio di trasporto
    ferroviario regionale", a firma dell'onorevole Pisciotta:

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso:

     - che  condizione  necessaria  nonchè propedeutica per un effettivo
     sviluppo dell'economia delle provincie siciliane è la realizzazione
     di un sistema di comunicazione efficiente e moderno;

     - che, da  questo  punto di vista, la rete ferroviaria siciliana si
     presenta insufficiente,  obsoleta  e  con  servizi  inadeguati  (un
     esempio per  tutti:  la tratta ferroviaria Palermo-Trapani, sia nel
     tratto   "via    Alcamo   diramazione",   che   nel   tratto   "via
     Castelvetrano", può  essere  assunta  come  modello  di archeologia
     ferroviaria   con   notevole  responsabilità  sulla  condizione  di
     marginalità turistica ed economica che, di fatto, viene ad assumere
     la provincia di Trapano);

     RITENUTO:

     - che il trasporto ferroviario presenta notevoli vantaggi dal punto
     di vista  della sicurezza, del rispetto dell'ambiente, nonchè della
     economicità d'esercizio;

     - che  da  vari  convegni  ed  incontri  tra amministratori locali,
     organizzazioni  sindacali  ed  imprenditoriali,  e  dirigenti delle
     Ferrovie dello Stato, è stata unanimemente rilevata la necessità di
     realizzare  un  adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari
     esistenti    in   Sicilia,sia   mediante   interventi   mirati   di
     velocizzazione degli orari complessivi;

     - che il  Parlamento  Europeo,  con delibera del 18 maggio 1995, ha
     inserito la  linea  ferroviaria  Siracusa-Trapani  e  Palermo nello
     schema  della  rete  ferroviaria  transeuropea,  riconoscendo  tali
     tratte di interesse europeo.

     Considerato:

     - che  le  valutazioni  su  esposte  porterebbero ritorni economici
     notevoli, con  rilevati risvolti anche nel campo occupazionale, sia
     per quel che riguarda il trasporto di merci e persone, sia per quel
     che riguarda la valorizzazione e lo sviluppo turistico di una delle
     zone più ricche di bellezze archeologiche del mondo.

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - Ad intervenire presso la Società Ferrovie dello Stato per avviare
     a soluzione  le  problematiche  segnalate, nonchè a porre in essere
     tutte le  iniziative  necessarie  per  adeguare  le  infrastrutture
     primarie  di  cui  sopra,  a  livelli  di  efficienza  e  modernità
     compatibili con gli standard europei>>.

       Onorevoli colleghi, non essendo presente in Aula l'onorevole
  Pisciotta, l'ordine del giorno è dichiarato decaduto.

       Comunico che è stato  presentato  l'ordine del giorno numero
  282:  "Interventi urgenti al  fine  di  rivedere la posizione del
  Governo regionale in merito  alla  dismissione degli immobili", a
  firma degli onorevoli Forgione, Liotta, Vella, Martino e Mele:

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso che:

     -  l'Assessorato alla presidenza ha avviato le procedure di vendita
     degli  immobili  della  Regione  con  l'obiettivo  di  risanare  il
     dissesto finanziario;

     -  ad oggi non è ancora stato pubblicato il bando necessario per la
     vendita del patrimonio regionale;

     -  la  vendita  riguarda beni che possono essere utilizzati ai fini
     sociali   o  per  trasferirvi  uffici  della  Regione,  attualmente
     allocati  in locali affitati a caro prezzo (Ass.to alla Presidenza,
     Cooperazione, Territorio e Ambiente, B.B.C.C., Lavoro e Industria);

     -  dall'elenco dei beni che dovranno essere messi all'asta si rilea
     l'assoluta  necessità di procedere ad un piano di aggiornamento del
     reale valore di questi beni sul mercato;

     - una riconsiderazione dell'attuale valore di alcuni di questi beni
     e   la   collocazione   di   essi   sul   mercato  delle  locazioni
     contribuirebbe  a  determinare  entrate  fisse  nel  bilancio della
     Regione.

     Rilevato che:

     -  qualora gli immobili fossero venduti, gli introiti derivanti non
     servirebbero   comunque   a   risollevare   le   sorti   economiche
     dell'aministrazione.

     Considerato che:

     -  nel progetto di dismissione dei beni patrimoniali della Regione,
     la  L.R.  n.  6/97,  all'art. 11, comma 2, stabilisce il diritto di
     prelazione  agli enti locali nel cui territorio di competenza detti
     beni ricadono;

     -  alcuni  comuni  hanno  già manifestato la loro netta opposizione
     alla   vendita   di   alcuni  beni  ed  immobili  a  partire  dalla
     considerazione  della  loro  attuale  utilizzazione  e  del  valore
     storico che rappresentano;

     - il comune di Palermo in riferimento alla villa Gallidoro, stimata
     circa  2 miliardi e 250 milioni, ha contestato la scelta di vendita
     proprio perchè attualmente è la sede di un istituto scolastico;

     -  il sindaco di Canicattì, ad esempio, ha espresso l'intenzione di
     acquistare  la colonia montana di contrada Rinazzi e l'autostazione
     di  largo  Aosta, sottolineando il valore storico soprattutto della
     colonia   a   ciò  che  potrebbe  rappresentare  se  opportunamente
     valorizzata   e   riportata  agli  antichi  splendori,  quando  era
     utilizzata per le cure elioterapiche ai bambini.

     Ritenuto che:

     - a partire dalla applicazione della norma sopracitata occorrerebbe
     privilegiare  l'utilizzo  a  fini  sociali  dei  beni  acquistati e
     imporre,  per  quelli di interesse storico-culturale, l'obbligo del
     restauro e il vincolo di mantenimento della destinazione originaria
     del bene.

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  procedere  ad  un piano di aggiornamento del valore reale dei
     beni   messi   in   vendita   e   collocarli   sul   mercato  delle
     locazioni;

     - a predisporre ad un piano di utilizzo di alcuni degli immobili in
     oggetto  per  allocarvi  uffici  regionali  attualmente  in  locali
     affittati:

     -  a sospendere, qualora non l'avesse già fatto, tutte le procedure
     di  dismissione  degli  immobili  regionali  ad  avviare  una seria
     valutazione  sulle  possibili utilizzazioni degli stessi, a partire
     da  quella  a  fini sociali così come ribadito da alcuni comuni che
     hanno fatto riferimento al diritto di prelazione>>.

       Onorevoli   colleghi,   sono   da   considerarsi   firmatari
  dell'ordine  del  giorno  numero 282, testè comunicato, anche gli
  onorevoli Fleres e Bufardeci.

       L'Assemblea ne prende atto.

       Pongo in votazione l'ordine del giorno.

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    assessore per il  bilancio  e  le  finanze.    Signor
  Presidente,  l'ordine   del  giorno  presentato  dagli  onorevoli
  Forgione, Liotta, Vella, Martino, Mele, affronta una problematica
  di grande spessore e di grande interesse, sulla quale peraltro il
  Governo  intende mettere in  atto  iniziative  di  respiro  e  in
  profondità. La situazione è  veramente  paradossale. La Regione è
  titolare di un immenso  patrimonio,  sia  pure  articolato  nelle
  diverse forme giuridiche  -  beni  demaniali, beni indisponibili,
  beni patrimoniali  disponibili,  beni  appartenenti al patrimonio
  culturale, artistico, architettonico  -  che qualcuno ha valutato
  nell'ordine di trentamila  miliardi,  ammesso  che possano essere
  valutati a un valore venale beni come Palazzo d'Orléans o come il
  Parco Archeologico di Agrigento, o  i  nostri musei, le statue, i
  quadri.
       La contraddizione è data  dal  fatto,  però,  che  nel conto
  patrimoniale della Regione  i beni patrimoniali sono iscritti per
  un valore oggi corrispondente  a  552  miliardi,  che è una cifra
  ridicolamente bassa, che  peraltro  costringe  in ristrettezze il
  conto del patrimonio; qualche  volta  ha fatto sì che addirittura
  il  conto  del  patrimonio   fosse   in   passivo   e  certamente
  contribuendo non poco a dare  una immagine negativa di quella che
  è la situazione patrimoniale e finanziaria della Regione.
       Il  Governo  ritiene,  altresì,  che  la  rivalutazione  del
  patrimonio,  la messa  a  reddito  del  patrimonio  costituiscono
  obiettivi di fondo della  strategia  che  questa  Regione si deve
  dare, non soltanto per  rimettere  a  posto  i  propri  conti ma,
  soprattutto, per svolgere  una  attenta  opera  di valorizzazione
  delle proprie  potenzialità  perché  dall'enorme  patrimonio  che
  possiede  certamente la Regione  può ricavare, anche dal punto di
  vista  finanziario,   proventi,  introiti  notevoli  che  possono
  contribuire ad aumentare,  in  maniera  consistente,  le  entrate
  stesse della Regione  e,  quindi, a migliorare complessivamente i
  conti della Regione e  a  predisporre risorse da potere investire
  a  fini sociali e produttivi.
       In  questo  senso,  il   Governo   ha  già  mosso  le  prime
  iniziative. Abbiamo recuperato  il piano di dismissione di alcuni
  immobili del patrimonio  disponibile  della  Regione, a suo tempo
  predisposto perché così ha voluto l'articolo 11 della legge 6 del
  1997, si è mosso per  recuperarlo  dalle  secche  su  cui  si era
  impantanato, considerato il fatto  che per un anno questo piano è
  rimasto, per il parere,  presso  la  prima commissione, ma questo
  parere non è stato espresso,  pur rendendosi conto - il Governo -
  che certamente alcune valutazioni  più approfondite e di merito e
  alcune riconsiderazioni debbono essere fatte.
       Tutti ormai conoscono  l'episodio  di  Villa  Gallidoro.  Il
  Governo ha già detto  che  per  quanto  riguarda Villa Gallidoro,
  certamente non intende  procedere  alla  cieca,  ma anzi, intende
  valutare con il Comune e  con  la  Provincia  -  visto  che Villa
  Gallidoro è sede anche  di  una istituzione scolastica di secondo
  livello e quindi che si  imputa  alla Provincia, intende fare una
  valutazione complessiva e  certamente comunque impedire che Villa
  Gallidoro  abbia   una   finalizzazione  non  sociale,  peraltro,
  potendosi avvalere qui  di disposizioni legislative nazionali che
  in  qualche  modo  vincolano   gli   edifici   storici,  sedi  di
  istituzioni scolastiche, a mantenere questa destinazione.
       Il Governo si  è  mosso  per  operare  una rivalutazione del
  proprio patrimonio sia  rispetto  al  piano  di  dismissione  sia
  rispetto alla valutazione  del  patrimonio  già censito. A questo
  proposito, onorevole  Forgione,  il  Governo  ha  predisposto  un
  articolato che è già  stato inserito nella proposta di disegno di
  legge cosiddetto finanziario che domani sera la Giunta affronterà
  e che predispone gli strumenti per queste iniziative, la presa in
  consistenza, la  costituzione  di  un'anagrafe  patrimoniale,  la
  rivalutazione   del   patrimonio  immobiliare.
       Tutte iniziative  indispensabili  anche per quell'operazione
  di messa a reddito che  non  significa  vendita,  che  può  anche
  significare  vendita di quei  beni  per  i  quali  certamente  la
  Regione sopporta più un costo  che non riceve utili, ma che nella
  stragrande  parte  dei   casi   riguarda   invece   proprio   una
  valorizzazione degli stessi beni.
       Per questi motivi, onorevole  Forgione,  invito  Lei  e  gli
  altri firmatari a ritirare l'ordine del giorno ed, eventualmente,
  qualora gli stessi  firmatari  non dovessero ritenere sufficienti
  le  norme  predisposte  dalla  finanziaria  oltre  a  intervenire
  ovviamente nella finanziaria  stessa, anche a volere ripresentare
  un atto anche se, Le assicuro, tutto quello che qui viene esposto
  da parte del Governo è  stato  già  esattamente  recepito e verrà
  trasfuso nella legge finanziaria.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, è ovvio che
  io condivido interamente  il  ragionamento  e  le  iniziative qui
  annunciate dall'onorevole Piro  e  il  nostro  ordine  del giorno
  andava sostanzialmente in  un vincolo da porre al Governo proprio
  nella direzione delle  questioni  che l'onorevole Piro ha posto e
  degli indirizzi per  l'azione  del  Governo  che  egli  stesso ha
  annunciato.
       Siamo di fronte, appunto,  ad  un immenso patrimonio, ad una
  ricchezza inestimabile, parte della quale neanche monetizzabile e
  valutabile solo dal punto  di  vista  finanziario.
       Proprio  per  questo   abbiamo   colto  con  allarme  alcune
  posizioni  sulla stampa che già  di  fatto,  e  penso  ad  alcune
  dichiarazioni    credo    incaute    dell'Assessore   Crisafulli,
  annunciavano l'apertura di  un  mercato  rispetto  al  patrimonio
  della Regione, ad un patrimonio con le caratteristiche descritte,
  devo dire brillantemente, dall'onorevole Piro.  Quindi, nasceva e
  rimane proprio da questo  l'esigenza di questo ordine del giorno,
  non solo per procedere ad  un  aggiornamento del valore reale dei
  beni messi in vendita, ma  anche prima di parlare e di annunciare
  addirittura la vendita  di  questo immenso patrimonio, l'esigenza
  di  predisporre  un  piano   e  di  sospendere  in  attesa  della
  predisposizione di questo piano  le  cui  caratteristiche non c'è
  dubbio che devono essere  quelle  indicate dall'onorevole Piro di
  sospendere ogni atto di vendita e di dismissione.
       Ora,  se   il  ragionamento  dell'onorevole  Piro  di  fatto
  accoglie e assume le  richieste  di questo ordine del giorno e se
  il Governo si impegna  ad  assumere  i contenuti di questo ordine
  noi non abbiamo alcun  motivo per chiedere un voto. Se il Governo
  assume questo ordine del giorno  per  noi va bene e non chiediamo
  venga posto in votazione.

     PRESIDENTE. Pertanto l'ordine  del  giorno  è  da considerarsi
  ritirato onorevole Forgione?

     FORGIONE. Si, lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne  prende  atto. L'ordine del giorno
  numero 282 viene accolto come raccomandazione.
       Comunico che è stato  presentato  dagli  onorevoli  Oddo  ed
  altri l'ordine del giorno  numero  283:  Rinegoziazione dei tassi
  di interesse per i mutui concessi alle Cooperative edilizie.

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso che:

     - non è ancora  prevista la rinegoziazione dei mutui, assistiti dal
     contributo sugli interessi da  parte  dello  Stato o della Regione,
     contratti dagli assegnatari  di  alloggio,  da parte di cooperative
     edilizie, con i vari Istituti Bancari;

     - che i tassi  di  interesse  attuali sono notevolmente inferiori a
     quelli in vigore all'epoca  in cui sono stati stipulati i contratti
     di mutuo;

     - che, soprattutto per i  mutui contratti da qualche anno, la quota
     di interessi pagata dagli  assegnatari  di  alloggi  è, da sola, di
     gran  lunga  superiore  al  tasso  totale  (quota  a  carico  degli
     assegnatari più quota a  carico  dello Stato o della Regione) degli
     interessi che attualmente  vengono pagati agli Istituti Bancari per
     mutui contratti sia ai  sensi  della  legge  457/98 che delle leggi
     regionali in materia;

     - che, alla data attuale,  per  i  mutui contratti qualche anno fa,
     assistiti dal contributo da  parte  dello Stato o della Regione, il
     tasso totale di  interesse,  pagato  agli Istituti Bancari, risulta
     essere abnorme;

     - che la legge antiusura  108/96  fissa  i  "tassi  soglia" oltre i
     quali gli interessi sono da considerarsi usurai.

     Rilevato che:

     - la quota posta a  carico  degli assegnatari è parziale, e la gran
     parte della quota interessi  è  posta  a carico delle esauste casse
     regionali.

     Considerato che:

     - l'attività della Regione  Siciliana deve ispirarsi ai principi di
     efficienza ed economica;

     - la questione è di grande rilevanza sociale.

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad avviare tutte le necessarie misure al fine di adeguare i tassi
     sui mutui di edilizia  agevolata  praticati,  entro i limiti soglia
     stabiliti trimestralmente dal  Ministero del Tesoro, secondo quanto
     dettato    dalla    "Legge    Antiusura",    108/96,    rivedendoli
     periodicamente>>.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     FLERES. Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   essendo   la   richiesta
  appoggiata a  termini  di Regolamento (onorevoli Scoma, Grimaldi,
  Croce e Alfano) si procede alla verifica del numero legale.

       Presenti 22

       L'Assemblea non è in numero legale.

       Pertanto la seduta è sospesa per un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.20, è ripresa alle ore 20.25)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDI.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che hanno chiesto
  congedo  per   la   seduta  odierna,  per  improrogabili  impegni
  istituzionali, gli onorevoli Battaglia, Crisafulli, Capodicasa.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.

                    DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  torna al disegno di legge "Ricorso al mercato
  finanziario per l'anno 1998" (n.  863/A)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi,  ricordo che la seduta era stata sospesa
  dopo l'annunzio dell'ordine del giorno numero 283.
       Lo pongo in votazione.

     CROCE. Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE. Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento  (onorevoli  Fleres,  Granata, Alfano, Sottosanti) si
  procede alla verifica del numero legale.

       Dichiaro chiusa la votazione.
       Proclamo l'esito della votazione:

       Presenti    29
       Votanti     24
       Quorum      43
       Congedi      5

       L'Assemblea non è in numero legale.

       La seduta è sospesa per un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.33, è ripresa alle ore 21.40)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                                CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Rotella e Guarnera
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Pongo   in   votazione   l'ordine   del   giorno   n.   283:
       "Rinegoziazione dei  tassi di interesse per i mutui concessi
  alle cooperative edilizie".

     ALFANO. Chiedo la verifica del numero legale.

                      VERIFICA DEL NUMOERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                        (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 43.
       L'Assemblea è in numero legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Pongo  in  votazione l'ordine  del  giorno  n.  283.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che  è  stato  presentato  l'ordine  del  giorno n.
  284:  "Utili  iniziative  nei  confronti dell'EAS con riferimento
  alle eccedenze dei consumi idrici lamentati dall'utenza".

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso che:

     - la Regione Siciliana ha il compito  di  programmare  e gestire le
     risorse, tra cui quella idrica;

     -  la Regione Siciliana, per  quanto  riguarda  la  gestione  della
     risorsa idrica si avvale  dell'attività  dell'EAS  (Ente  Aquedotti
     Siciliani);

     - l'EAS ha notificato, ai  cittadini-utenti  dei  comuni  di Erice,
     Valderice, Santa Ninfa ed altri  comuni della provincia di Trapani,
     eccedenze  sui  consumi idrici, molto  onerose,  le  quali  vengono
     contestate dai destinatari in quanto,  a  parere  di questi ultimi,
     non corrispondono al reale consumo;

     -   che   le   condotte   si    svuotano   facilmente   in   quanto
     l'approvvigionamento  idrico  non   è   costante,   è  ciò  provoca
     l'immissione di aria la  quale,  incidendo sui contatori, altera la
     lettura dei consumi;

     -  i cittadini-utenti, dei comuni  sopra  citati,  hanno  richiesto
     all'EAS il rilascio delle  copie  delle  schede-verifica riportanti
     l'annotazione annuale dei consumi della  singola utenza privata, in
     modo da poter facilmente verificare  la  fondatezza delle rilevanti
     eccedenze contestate dall'EAS per gli anni 1993/94/95/96.

     Rilevato che:

     - l'EAS non ha dato alcuna risposta alle richieste dei cittadini.

     Considerato che:

     -   l'EAS,   verosimilmente,   intraprenderà   l'iniziativa   della
     dismissione    dell'erogazione    idrica    nei    confronti    dei
     cittadini-utenti dei comuni di Erice,  Valderice,  Santa Ninfa e di
     altri  comuni  della  provincia di  Trapani  a  causa  del  mancato
     pagamento delle contestate eccedenze,  o  in alternativa, procederà
     alla riscossione forzata;

     - la questione è di grande rilevanza,  in  quanto  riguarda un bene
     primario;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad interpretare nei confronti  dell'EAS  ogni  utile  iniziativa
     volta  a  dare  riscontro  alle   legittime  istanze  avanzate  dai
     cittadini-utenti dei comuni di Erice,  Valderice,  Santa Ninfa e di
     altri  comuni  della  provincia  di  Trapani  e  della  Sicilia  in
     riferimento  ai chiarimenti richiesti  riguardo  le  eccedenze  dei
     consumi idrici 1993/94/95/96;

     -  impegnare l'EAS a sospendere  ogni  eventuale  provvedimento  di
     dismissione dell'erogazione idrica o di  riscossione  forzosa  ed a
     rilanciare la scheda verifica storica  per  dare  ad  ogni  singolo
     utente  la possibilità di verificare  i  consumi  ed  eventualmente
     poterli contestare nelle forme dovute;

     - impegnare l'EAS  a  normalizzare  l'approvvigionamento idrico nei
     comuni della provincia di Trapani>>.

                                ODDO - SPEZIALE - PEZZINO - TRIMARCHI

       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     LO MONTE , assessore per i lavori pubblici.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno n. 285:
  "Costituzione  di  una  Commissione  parlamentare d'indagine e di
  studio  sui  diritti  dell'infanzia  e  dell'adolescenza  e sullo
  sfruttamento del lavoro minorile e del lavoro illegale."

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso che:

     - che la grave  situazione  socio  economica  e occupazionale della
     nostra  Regione non può  esimerci  da  un'attenta  valutazione  del
     fenomeno dell'economia sommersa che permane una piaga e un freno al
     libero esplicitarsi delle  potenzialità  di  crescita dell'economia
     siciliana;

     -  che  il lavoro nero coinvolge, purtroppo, giovani e giovanissimi
     così  come emerso da  diversi  interventi  ispettivi  svolti  dagli
     organi preposti;

     -  che  a  tali  fenomeni  si  accompagnano  situazioni di evasione
     dall'obbligo  scolastico,  del  disagio  e della devianza minorile,
     mortificando  le  aspirazioni di un futuro migliore per migliaia di
     giovani siciliani;

     -  che gli interventi fin qui proposti dall'Assemblea Regionale non
     appaiano,   in   considerazione   della   scarsa  conoscenza  delle
     situazioni,  appropriati  a dare una risposta soddisfacente tale da
     sradicare  il  fenomeno  che  le relazioni dei Procuratori Generali
     presso   i   Distretti   di   Corte   di   Appello,   in  occasione
     dell'inaugurazione  dell'anno giudiziario hanno denunciato lo stato
     di  abbandono nel quale versano i servizi a favore dei minori nella
     nostra  Isola sottolineando che una efficace lotta alla mafia passa
     anche attraverso una adeguata politica educativa e formativa;

               IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     -  a  costituire  ai  sensi  del  secondo  comma  dell'art.  29 del
     Regolamento una Commissione parlamentare d'indagine e di studio sui
     diritti  dell'infanzia  e dell'adolescenza e sullo sfruttamento del
     lavoro  minorile  e  del  lavoro  illegale;  tale commissione dovrà
     coinvolgere  nella  propria  attività  gli  Uffici  provinciali del
     Lavoro)  e  i Tribunali per i minorenni presenti nella nostra Isola
     affinché si abbia un  quadro quanto più realistico della situazione
     al fine di suggerire  e  ipotizzare  possibili  interventi  atti  a
     sconfiggere tali fenomeni.>>

                            VILLARI - SILVESTRO - SPEZIALE - ZANNA

       Onorevole  Villari,   ho  il  dovere  di  esprimere  il  mio
  personale  giudizio  sulla  costituzione  di  nuove  commissioni.
  Ritengo che  i compiti possano essere espletati dalle Commissioni
  esistenti,   pertanto,   se  lei  è  d'accordo,  incarichiamo  la
  Commissione   preposta  alla  solidarietà  sociale  di  occuparsi
  dell'indagine.

     VILLARI. D'accordo.

     PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Comunico che  è  stato  presentato  l'ordine  del  giorno n.
  286:  "Iniziative  a  seguito  della vicenda relativa al concorso
  bandito  dall'Azienda  Ospedaliera  'Ospedali  civili  riuniti'di
  Sciacca (AG)."

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che in base a quanto previsto  dall'articolo 3 della legge
                 regionale  14.01.1998,  n.   2,  l'Azienda  ospedaliera
                 "Ospedali civili riuniti" di  Sciacca (AG) ha approvato
                 un bando di concorso riservato  a  quei  lavoratori  in
                 possesso, tra gli altri,  del  requisito  del  servizio
                 presso il Presidio ospedaliero  di  Sciacca, per almeno
                 24 mesi, anche non continuativi,  in  qualifiche per le
                 quali  era  ed  è  previsto il  titolo  di  studio  non
                 superiore a quello di scuola secondaria di primo grado;

     PREMESSO,   ancora, che con successiva delibera, condizionata dalla
                 circolare  assessoriale  n.   957  del  24.04.1998,  si
                 disponeva la riapertura dei  termini  di presentazione,
                 escludendo  inopinatamente alcuni  lavoratori  non  più
                 ritenuti  in  possesso  dei  requisiti  di  ammissione,
                 provvedendo poi ad avviare  le  procedure di assunzione
                 di altri lavoratori ritenuti nelle condizioni previste;

     CONSIDERATO che   la   citata   circolare    adeguandosi   ad   una
                 interpretazione  data  dalla  Corte  costituzionale  ha
                 creato   di   fatto  una   illegittima   disparità   di
                 trattamento tra i soggetti  assunti  ex legge regionale
                 n. 121 del 1983  successivamente  all'entrata in vigore
                 della  legge  n.  56  del   1987   e   quelli   assunti
                 precedentemente alla norma citata;

     CONSTATATO  che  anche  l'assessore  regionale   pro  tempore,  on.
                 Leontini,  ha  condiviso  il   giudizio   espresso  dal
                 sindacato di categoria sulle palesi violazioni di norme
                 di  correttezza  e  buon   andamento   della   gestione
                 dell'amministrazione  pubblica  (protocollo  01747  del
                 17.06.1998)  caricandosi "dei gravi  problemi  umani  e
                 sociali  scaturiti  dall'applicazione  dell'articolo  3
                 della legge regionale n. 2 del 1998";

     RITENUTO    che   l'unica   soluzione    tecnica    possibile   per
                 riequilibrare la situazione descritta  è  quella  della
                 modifica  legislativa   (tecnicamente   risolvibile  in
                 maniera veloce ...);

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     Attraverso l'assessore regionale per la sanità, a :

     -  disporre  con  urgenza,  affinché   siano   sospesi  tutti  quei
     provvedimenti cautelativamente impugnati dai lavoratori interessati
     che si giudicano essere illegittimi;

     - mettere in atto tutte quelle  iniziative  di  propria  competenza
     affinché   sia  celermente   esaminato   dall'Assemblea   regionale
     siciliana ed approvato un apposito disegno  di legge che intervenga
     sulla situazione, che rischia di avere  gravi  impatti sulla realtà
     sociale  in  seguito  all'azione  di   protesta  che  i  lavoratori
     interessati stanno mettendo in atto (sciopero della fame)>>

                                               Pezzino

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.  287:
  "Provvedimenti  al  fine di ridurre i danni arrecati alle colture
  dalle eccezionali avversità atmosferiche di questi giorni."

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     V I S T O   che tra  la  notte  del  31.01.1999  e  nella mattinata
                 dell'1.02.1999 si è verificato un notevole abbassamento
                 di temperatura che ha fatto scendere il termometro fino
                 a meno 15 gradi;

     CONSIDERATO che  l'eccezionale   avversità   atmosferica  ha  fatto
                 nevicare anche sulla costa causando danni irreversibili
                 specie nelle zone dei  Comuni  di Butera, Licata, Palma
                 di  Montechiaro,  Favara   ed   Agrigento,   con  danni
                 principalmente alle colture  orticole in pieno campo ed
                 in coltura protetta;

     A V E N D O gli uffici  competenti  valutato  lo  stato attuale dei
                 danni per colture così suddivise:

     - zucchine in tunnels e serre con danni intorno al 90 - 100%

     - fagiolino in tunnels e serre con danni intorno al 60 - 80%

     - peperoni in tunnels e serre con danni intorno al 40 -50%

     - meloni cantalupo in tunnels e serre con danni intorno al 35 - 40%

     - patate in pieno campo con danni intorno al 90 - 100%

     - carciofo in pieno campo con danni intorno al 35 - 50%

     CONSIDERATO che i danni interessano  circa  1000-1200 ha di colture
                 protette in "tunnels e  serre"  e  circa 800-1000 ha di
                 colture in pieno campo, carciofo e patate;

     VALUTATI    danni complessivi,  da una prima valutazione, intorno a
                 50-60 mld di lire;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  predisporre  gli  opportuni  provvedimenti  amministrativi  e
     legislativi necessari a garantire i minori disagi possibili.>>

                                 Pezzino, Speziale, Cipriani, Giannopolo
                                 Monaco, Oddo, Pignataro, Silvestro,
                                 Trimarchi, Villari, Zago, Zanna

     VELLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VELLA.   Signor   Presidente,  desidero  invitare  i  colleghi
  firmatari di  quest'ordine  del  giorno a rivederlo, in quanto il
  problema  che  solleva riguarda un po' tutta la Sicilia; pertanto
  mi  sembrerebbe più opportuno presentare un ordine del giorno che
  riguardi  anche  le  altre  provincie,  le  quali sono certamente
  interessate alla questione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Vella, l'ordine del giorno, purtroppo,
  non  è  emendabile:  lo  stratagemma  potrebbe  essere  quello di
  invitare  il  Governo  ad  accoglierlo  come raccomandazione e di
  tenere conto anche delle sue considerazioni.
       Assessore Crisafulli, il suo parere in proposito?

     CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Favorevole.

     PRESIDENTE. I firmatari sono d'accordo?

     PEZZINO. Sì.

     PRESIDENTE. Resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi,  si passa all'esame dell'articolato del
  disegno di legge e segnatamente all'articolo 1.
       Ne do lettura.

                                "Art. 1.
                           Mutui per l'anno 1998

          1. I  mutui  autorizzati  per l'anno 1998 dai commi 1 e 2,
       dell'articolo  15, della legge regionale 8 maggio 1998, n. 7,
       possono essere contratti, entro il limite massimo complessivo
       di  lire 1.700 miliardi, ed anche per importi parziali, entro
       il termine del 30 aprile 1999."

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo per
  portare il mio contributo  alla  discussione sul disegno di legge
  n. 863 ed in particolare per quanto contenuto negli articoli 1, 2
  e 3.
       Intervengo sul primo articolo, che è quello centrale, perchè
  non condivido l'assetto  complessivo della manovra e quindi cerco
  di mettere in guardia  un  po' i colleghi da proposte finanziarie
  la cui qualità  e  tutta  da  scoprire. E ciò non per ripicca nei
  confronti  dell'attuale Assessore al bilancio, onorevole Piro, ma
  per  la dovuta attenzione che l'operazione finanziaria propostaci
  pretende.
       Secondo  quanto  dichiarato  dall'Assessore,  il  ricorso al
  prestito obbligazionario  è un'ipotesi che resta legata solo alla
  mancata  concessione  di  un  mutuo.  Tuttavia,  egli  ne  chiede
  l'approvazione   poichè   i  tempi  dell'eventuale  utilizzazione
  sarebbero così ristretti da non dover superare il 30 aprile 1999.
       Secondo  l'Assessore, la credibilità del nuovo Governo della
  Sicilia gli  permetterà  di  piazzare  1.700  miliardi  di titoli
  obbligazionari sul mercato.
       Io ho  la  precisa  sensazione  che  in  ciò  si nasconda un
  inganno e  d'altra  parte  lei stesso non ha potuto nascondere la
  complessità   dell'operazione  e  le  difficoltà  che  la  stessa
  potrebbe incontrare nel confronto con il mercato.
       Le giustificazioni, gli inviti,  anche le minacce - sono sue
  parole - per le  responsabilità  che  in  quest'Aula  sono molte,
  diffuse   e   molto   ben   individuate;   queste   sono   parole
  dell'Assessore. Mi  consenta,  a  tal proposito desidero fare una
  digressione.
       E'  opportuno  ricordare   che  le  spese  del  1998,  fatte
  interamente dal precedente  Governo per quanto attiene al settore
  dei beni culturali, per quello che mi riguarda, furono pienamente
  utilizzate  per   rispondere   alle   esigenze   del  territorio,
  producendo decine e  decine  di  miliardi  di programmazione, con
  notevole ed  indiscutibile  ricaduta sull'occupazione nell'Isola,
  impegnandosi  anche  nel   reperimento   di  fondi  nazionali  di
  finanziamento, ora bloccati dall'attuale Governo e dall'onorevole
  Morinello attuale assessore per i beni culturali.
       Tornando all'argomento  della  serata,  le giustificazioni e
  gli  inviti  prodotti   nel   suo   intervento,   per   un  verso
  eccessivamente generose  e  per  altro demagogiche e fuori luogo,
  fanno,  purtroppo,  pensare  ad  una  classica mistificazione del
  venditore-imbonitore.
       Io, assessore Piro, ritengo  che in questa proposta di legge
  si celi più di un  inganno. Nelle sue dichiarazioni che ella fece
  appena  insediatosi,  volle   farci   intendere  che  la  finanza
  siciliana avrebbe finalmente avuto l'uomo giusto al posto giusto;
  quasi  citando  una  nota  campagna  pubblicitaria,  lei  avrebbe
  stupito i siciliani con effetti speciali.
       Beh  Se  gli  interventi  di  alta ingegneria finanziaria si
  limitano al  disegno  di  legge  n.  863, ritengo che i cittadini
  siciliani  rimarranno   molto   delusi,   a  meno  che  i  titoli
  obbligazionari che  ella desidera proporre al mercato non abbiano
  tassi di  interesse  e  caratteristiche  così vantaggiosi per gli
  acquirenti da  divenire, nel contempo, troppo penalizzanti per le
  casse regionali.
       Onorevoli colleghi, l'operazione dell'onorevole Piro, quindi
  del Governo non  dell'onorevole  Piro,  nasconde  un  bel  misero
  progetto: pareggiare il bilancio 1998 con l'emissione dei BOR, in
  attesa dei crediti vantati  dalla  Sicilia  e  che  lo  Stato  ha
  promesso  conteggerà  entro  il  30  settembre  prossimo venturo;
  entrambe - credo - chimere.
       "Riposizionamento  del  debito",  questa  è  una  sua frase.
  L'imperativo citato  da  lei nel corso dell'ultima seduta d'Aula,
  un  imperativo che all'ascoltatore non tecnico parrebbe contenere
  un significato  forte e pieno ma che, invece, molto più umilmente
  significa  non  ho  soluzione  nell'immediato,  rivediamoci;  fra
  qualche mese  si  vedrà.  L'onorevole  Piro  diventa  il "Ciampi"
  nazionale: spostiamo i debiti più avanti.
       Che differenza c'è,  onorevole Piro, tra questa operazione e
  le precedenti coperture finanziarie  del 1996 e 1997 da lei tanto
  aspramente biasimate
       Mi chiedo,  onorevole  Piro,  se  la condizione di stabilità
  politica non  avesse  allontanato  gli  istituti  bancari  che in
  precedenza avevano  dato fiducia alla nostra terra, se l'asta del
  mese di  novembre  non  fosse  andata deserta e si fosse ottenuto
  l'aspirato   prestito,  lei  avrebbe  rinunciato  a  quei  soldi?
  Tuttavia, bando  alla vera polemica, desidero affrontare il testo
  in maniera costruttiva.
       Quale credibilità può essere  data  alla  sua iniziativa? Mi
  pare che l'onorevole Piro  voglia  fraintendere  le  tipologie di
  intervento  finanziario,  e  cioè  il  mutuo  per  finanziare  il
  pareggio di bilancio che  i  precedenti  governi avevano ottenuto
  per gli anni 1996 e  1997,  e l'operazione di emissione di titoli
  obbligazionari che  soggiace  non  solo all'altra norma, ma anche
  comporta proprio  per  la  sua  specificità  un  approccio con il
  mercato completamente  diverso  e che imporrebbe - a mio avviso -
  una sua più attenta utilizzazione.
       Non é di secondaria importanza la valutazione che il mercato
  privato,  i  cosiddetti  piccoli  investitori,  cui  il  prestito
  obbligazionario di cui si discute si indirizza, hanno attualmente
  della Regione siciliana e delle sue capacità finanziarie.
       Non potranno essere solo i  limiti  entro i quali l'ente può
  attivare fenomeni finanziari di  siffatta natura e che parrebbero
  non essere  superati  (il 20 per cento dell'ammontare complessivo
  delle  entrate   tributarie  della  Regione)  né  tanto  meno  un
  intersecato groviglio  di leggi, decreti, articoli e commi citati
  a sincerare  gli  investitori  sulla  bontà  dell'operazione  e a
  concedere fiducia alla Regione siciliana.
       Recenti  studi  statistici  hanno  infatti  evidenziato come
  collocare  titoli  obbligazionari nel mercato privato tentando di
  carpire la fiducia dei risparmiatori sia ancora più difficile che
  collocarli    sul   mercato   finanziario,   poiché   i   piccoli
  risparmiatori  sono  tradizionalmente  più emotivi degli istituti
  bancari.
       Si aggiunga  a questa considerazione che i dati raccolti sul
  risparmio in Sicilia non sono per niente esaltanti.
       In termini percentuali produciamo  appena il 5 per cento del
  risparmio complessivo  nazionale,  il  che  non  vuol  dire che i
  siciliani  non   siano   propensi  al  risparmio,  ma  molto  più
  semplicemente che c'é poco da risparmiare.
       La serie  di dati recentemente raccolti evidenziano anche la
  forte tendenza  dei  risparmiatori siciliani verso il vecchio, ma
  sempre amato libretto postale, che raccoglie circa 1.500 miliardi
  di  lire.   Ma  nel  complesso  i  dati  ottenuti  dalla  ricerca
  dimostrano, purtroppo,  che  gli  sforzi  tendenti a far crescere
  l'economia siciliana  e  quindi  il  risparmio,  quale  indice di
  benessere,  sebbene  presenti,  non  hanno  ottenuto  gli effetti
  auspicati.
       Tutto  ciò, colleghi, porta alla doppia amara considerazione
  che da  un  lato  i  siciliani potranno rispondere con difficoltà
  all'eventuale  proposta  obbligazionaria  e,  dall'altro,  che  i
  titoli e  i  loro  interessi  verranno  consegnati  al  risparmio
  settentrionale o straniero.
       Non voglio  gridare  alla storiella del re é nudo, tuttavia,
  ritengo opportuno  che  l'Aula  si interroghi anche sul parametro
  previsto dalla legge numero 724 del 23 dicembre 1994, che prevede
  l'impossibilità  di  emissione di prestiti obbligazionari per gli
  enti che  si  trovano  in  stato  di  dissesto  o  in  situazione
  strutturalmente deficitaria.
       Il quadro  della  finanza  locale,  così  come dipinto dallo
  stesso Assessore, se non dissestato, appare certamente fortemente
  compromesso o squilibrato.
       Altrettanto  importanti, a  mio  avviso,  per  una  corretta
  analisi del disegno di legge,  caro onorevole Piro, sono le norme
  che regolano i tempi e  le  procedure  del  rilascio  del  dovuto
  nullaosta.
       Alcuni passaggi del regolamento della CONSOB e del Ministero
  del   Tesoro   restano   da   chiarire,   non  foss'altro  perché
  occorrerebbe un  ulteriore  visto del Ministero degli Interni, il
  che   fa   allungare   notevolmente   i   tempi   dell'operazione
  finanziaria.
       Si  aggiunga  che   la   natura   principale   del  prestito
  obbligazionario degli  enti  pubblici  é  legata a doppio nodo al
  settore degli  investimenti  e  a tale indirizzo ritengo facciano
  riferimento gli  investitori  cui  il nostro prodotto si dovrebbe
  rivolgere.
       Onorevole Piro,  lei  conosce  certamente  questi dati e non
  potrà  stupirsi quando l'osservatore esterno, malignando, penserà
  che con  questa  complessa  e  difficile operazione il governo si
  limiterebbe a regalare alcuni miliardi ad un advisor, individuato
  per di più senza gara d'appalto, per il monitoraggio e il rating.
       Né d'altra  parte  le  sue assicurazioni sul fatto che tutti
  gli   elementi   che   comporranno  questa  manovra  sui  mercati
  finanziari   saranno  esattamente,  distintamente  e  con  grande
  chiarezza e  puntualità  portati  a  conoscenza  dell'Aula  e dei
  cittadini  siciliani  paiono essere sufficienti a sgombrare dalla
  mente  degli  osservatori  i  dubbi  e  le  preoccupazioni.  Come
  interpretare,  infatti, queste  sue  piccole,  e  finisco subito,
  queste sue piccole bugie?
       Il settimo  comma  dell'articolo  3  cita  per  esempio  una
  ascritta  funzione  di  controllo  da  parte della Banca d'Italia
  sull'operazione   di  emissione  delle  obbligazioni,  mentre  il
  menzionato  articolo 129 del decreto legislativo dell'1 settembre
  1993,  n.  385,  altrimenti  recita "sottoponendo le emissioni al
  parere vincolante della Banca d'Italia".
       Qui  mi  fermo  per  avere  la  possibilità  poi  avanti  di
  completare il  mio  ragionamento che arriverà ad una proposta che
  mette fine ad alcune situazioni non chiare e, quindi, dà garanzia
  all'operazione che si vuole fare e la stessa garanzia che l'Aula,
  secondo me, deve ricercare.

     PRESIDENTE.  E' iscritto  a  parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
  facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il ragionamento
  svolto da  tanti colleghi nella discussione generale è in qualche
  modo da  riprendere  in riferimento all'articolo 1 del disegno di
  legge n. 862  che  fa  esplicito richiamo alla norma madre per la
  quale si può appunto procedere alla contrazione di un mutuo.
       Noi abbiamo grande rispetto per l'indirizzo politico di chi,
  come i  governi  che  hanno  preceduto  l'  attuale, ha preferito
  ricorrere al  mutuo,  è  una  strategia  che tende a spostare nel
  tempo   l'indebitamento, dando  la  possibilità  di  risolvere  i
  problemi collocati nel breve periodo.
       Se però  andiamo indietro nel tempo, ci rendiamo conto di un
  fatto che  poi rappresenta la cornice di una scelta politica e la
  sua stessa  ragion  d'essere  e cioè che a cominciare dal Governo
  Provenzano  si  è  operata  una  scelta  politica  di risanamento
  finanziario  della  Regione  che,  proprio  in questo contesto di
  risanamento, collocava  il  mutuo come strumento di affiancamento
  rispetto  ad  una  strategia  complessiva  delineata  nella legge
  finanziaria,  perché proprio così il Governo Provenzano intendeva
  creare  una  quadratura  del  cerchio  normativo  tendente  tutto
  all'obiettivo del risanamento finanziario.
       Se,  dunque,  un'obiezione  forte c'è in questa tesi, quella
  dell'indebitamento  finanziario,  è  proprio quella di una scelta
  che si  colloca in modo assolutamente scoordinato da un contesto,
  in   modo  assolutamente  sganciato  da  una  strategia, in  modo
  assolutamente episodico.
       Lo abbiamo  detto  in  sede  di  discussione  generale  e lo
  ripetiamo adesso,  noi  siamo  contrari  a  indebitare  le nostre
  future generazioni se non sapremo offrire alle future generazioni
  una  risposta  chiara  sulla  possibilità  di  risanamento  della
  Regione.
       Non vi è un connotato demagogico in tutto ciò, vi è solo una
  riflessione e  cioè  che, come farebbe il buon padre di famiglia,
  il debito è  il mezzo per risolvere i problemi a patto che vi sia
  una soluzione  strutturale  ai  problemi  stessi e cioè vi sia la
  capacità,  da   parte  di  chi  governa, di  immaginare  risposte
  definitive,  noi  non  vediamo  in  tutto  ciò  la  capacità,  la
  creatività,  l'immaginazione di chi riesce a spiegare i siciliani
  il motivo  per  cui  devono  pagare  per tanti e tanti anni 1.700
  miliardi,     riusciamo    invece    ad    intravedere    fretta,
  improvvisazione, incapacità di tenere in Aula alta la riflessione
  su una  materia  delicatissima  come  questa,  mi pare invece che
  l'urgenza   domini   il  ragionamento  politico, che  vi  sia  un
  sopravanzare dei fatti rispetto alla politica.
       Mi  pare   ancora  di  capire  che  la  politica  in  questo
  provvedimento legislativo  perda il suo primato, perda il primato
  di chi  individua  una  modalità di utilizzo delle risorse, perde
  soprattutto il primato che risiede nella volontà di un Governo di
  operare   scelte   nette,   scelte  precise.  Perchè  abbiamo  la
  sensazione, da  tutto  ciò  che si è verificato in quest'Aula sin
  dall'insediamento  di  questo  Governo,  che tutti gli atti siano
  atti che  non  scelgono,  siano  atti  tendenti  a  perpetuare un
  meccanismo  di  spesa,  a  governare  un meccanismo assistenziale
  piuttosto  che  tagliarlo  alla  base.
       Abbiamo espresso il nostro giudizio negativo in Commissione,
  lo  abbiamo  espresso  nella  discussione generale e lo ripetiamo
  adesso.  Crediamo che non vi sia una scelta politica che sostanzi
  la  ragione  dell'indebitamento,  crediamo  che  la  mancanza del
  numero   legale,   riscontrata   più   volte  in  quest'Aula, sia
  l'ulteriore  riprova che questa maggioranza non si tiene rispetto
  ad alcun  progetto.  Che questa maggioranza non si tiene rispetto
  neanche all'urgenza  di  far  quadrare  i conti del bilancio, che
  questa  maggioranza,  anche  per  reggere al terzo tentativo, (la
  prova   dell'Aula)  ha   bisogno  del  supporto  di  Rifondazione
  comunista.  Nulla di immorale, per carità.  Ma certamente un dato
  politico, che  ci  è  possibile  di rilevare in questa sede e che
  sarebbe   opportuno   che  i  siciliani  comprendessero  nel  suo
  significato   profondo,   un   comportamento   parlamentare  che,
  parallelamente  alla  scelta  di  indebitare  i  siciliani, porta
  quotidianamente  in Assemblea tentativi di mediazione e tentativi
  di  allargamento  del novero delle poltrone per potere consentire
  mediazioni e  la  testimonianza  ultima è l'ordine del giorno, in
  modo  provvido  ritirato  dall'onorevole     Villari,  tendente a
  costituire un' ulteriore commissione che non era niente altro che
  un' ulteriore sedia da occupare.
       Onorevoli colleghi, noi  abbiamo  il  dovere  di  fronte  ai
  siciliani di testimoniare il  disagio  e  la difficoltà di chi si
  assume  una  responsabilità grave, quella di indebitare il popolo
  siciliano per 1.700 miliardi senza spiegare il perchè, senza dire
  a che  cosa  sono  destinate  queste  risorse,  senza spiegare la
  ragione ultima di questo mutuo.

     PIRO,  assessore per il  Bilancio  e le finanze. Basta  Basta
  A che cosa sono destinate

     ALFANO. Io,  onorevole  Assessore,  credo  di  potere  parlare
  perchè ritengo che non vi sia.......

                           (Clamori in Aula)

     ALFANO.   Io capisco  la  difficoltà  e  il  nervosismo  della
  maggioranza e del Governo, ma credo di potere parlare perchè vi è
  una ragione seria che  ispira  il  nostro comportamento, vi è una
  ragione di grande difficoltà.....

     PRESIDENTE.  Onorevoli   colleghi,   vi  prego  di  consentire
  all'onorevole  Alfano  di  esprimere  le  proprie considerazioni,
  giuste o sbagliate che siano.

     ALFANO. Grazie, sto concludendo.  E vi è una ragione forte che
  - ripeto -  è quella di una difficoltà a spiegare ai siciliani il
  perché di  un  indebitamento  che si dimostra ancora una volta lo
  specchio di un Governo incapace di governare.

     PRESIDENTE.  E' iscritto  a  parlare  l'on.le  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo siamo
  costretti a ripetere  un  canovaccio  politico che avremmo voluto
  evitare  di  riprendere  con  la  presentazione  di  una  mozione
  riguardante  la  situazione  finanziaria  della  Regione;  se  il
  Governo avesse accolto  la  proposta  che  noi avevamo formulato,
  probabilmente oggi non ci troveremmo qui, in queste condizioni, a
  dover affrontare, passo  dopo  passo,  un  progetto  di legge che
  continua a non individuare  le  motivazioni di fondo per le quali
  la nostra Regione  è  costretta  ad  indebitarsi,  è  costretta a
  proseguire nella logica  della  contrazione  dei  mutui  o peggio
  della emissione di  obbligazioni  non  a  fronte di investimenti,
  dunque non a fronte  di un' ipotesi di sviluppo, bensì per venire
  incontro a quelle che sono state le improvvide decisioni compiute
  in alcuni rami di amministrazione dopo che  nel  1997  il Governo
  Provenzano, con  la  legge regionale n.  6  di  quell'anno, aveva
  individuato alcuni meccanismi di riduzione  della  spesa,  alcuni
  meccanismi   di  moralizzazione   nell'utilizzo   delle   risorse
  pubbliche.
       E allora  quando  in  quest'Aula dicevamo al Governo che non
  era   corretto  continuare  con  provvedimenti  dispendiosi,  che
  impegnavano  risorse della Regione senza che le medesime avessero
  un reale  obiettivo  di  sviluppo,  lo  facevamo  per  evitare di
  rigonfiare ulteriormente il debito della Regione.
       Signor    Presidente, non vorrei  disturbare  nè l'onorevole
  Lo Giudice, nè l'onorevole Crisafulli,  nè  l'onorevole  Speziale
  che mi sembrano piuttosto impegnati  in  discussioni,  nè  vorrei
  disturbare la  Presidenza  con  il mio intervento, però se l'Aula
  non è  nelle  condizioni  di  poter  ascoltare gli interventi dei
  deputati risulta assai difficile potere andare incontro.
       Dicevo che se il Governo ci  avesse  permesso  di affrontare
  più  complessivamente  la situazione  finanziaria  della  Regione
  probabilmente non ci saremmo trovati a  dover procedere in questo
  modo. Abbiamo tentato con alcuni  degli emendamenti presentati di
  correggere le scelte proposteci dal  Governo.  Ci rendiamo conto,
  tuttavia, che questa legge è una legge che  mette una pezza ad un
  bilancio  che  risulta essere purtroppo  costellato  di  profonde
  voragini.
       Il  problema,  dunque,  non  è  tanto  quello di individuare
  sistemi  di  finanziamento  per  colmare  i disavanzi dei bilanci
  precedenti; il  problema  è  che  all'interno di quei bilanci noi
  siamo  convinti  sia tuttora possibile individuare le risorse che
  potrebbero far venire meno l'esigenza di un indebitamento.
       Sappiamo che l'onorevole Piro appena insediatosi ha chiuso i
  rubinetti  in  molte  amministrazioni, ha  pure  indicato  alcune
  scelte  prioritarie  nei  pagamenti e  ha  bloccato  quel  triste
  fenomeno della spesa a pioggia che  purtroppo ha caratterizzato e
  caratterizza molte delle amministrazioni di  questo  governo,  ma
  siamo convinti che si sarebbe potuto fare di  più  e  che  si può
  ancora fare di più. Come? Compiendo  delle  scelte che certamente
  possono essere dolorose, ma che  sono  indispensabili per evitare
  di  alimentare  ulteriormente  un sistema  che  non  produce  una
  progressiva riduzione del debito della Regione, ma che produce un
  progressivo aumento del medesimo debito.
       Allora, al Governo noi suggeriamo di individuare un percorso
  normativo che consenta di ridurre alcuni sprechi oggettivi che si
  sono  compiuti con apposite disposizioni di  legge  e  che  hanno
  prodotto   effetti  devastanti  nel   bilancio   della   Regione.
  Suggeriamo al Governo di predisporre al più  presto non una legge
  finanziaria  che  preveda ulteriori distribuzioni  di  denaro  in
  maniera più o meno surrettizia , ma che preveda invece un sistema
  di riduzione di quelle spese che non hanno prodotto benefici, che
  hanno  prodotto  esclusivamente  sprechi,  lo   ripeto,  che  non
  producono l'avvio di quel moltiplicatore  che  può far riprendere
  l'economia siciliana, che può ridurre  le  condizioni  di disagio
  che la nostra Regione sta vivendo.
       Signor    Presidente e onorevoli colleghi, avevamo chiesto e
  continuiamo  a chiedere la trattazione della mozione che riguarda
  la  situazione  finanziaria  della Regione perchè la consideriamo
  indispensabile  per qualsiasi percorso normativo che deve portare
  a chiedere  ai siciliani tutti e alla Sicilia ulteriori sacrifici
  necessari, ci  rendiamo  conto, per colmare le falle presenti nei
  bilanci precedenti  e  purtroppo anche nel bilancio che andremo a
  discutere nei  prossimi  giorni  per  il 1999, ma che non offrono
  possibilità di soluzione per i problemi reali di questa terra.
       Noi  non possiamo continuare a non scegliere tra le feste di
  piazza  e  gli interventi a favore delle attività produttive, non
  possiamo  continuare a non scegliere tra i contributi a pioggia a
  questo e  a  quello e di contro gli interventi per l'occupazione,
  ovvero  gli interventi che facciano fronte alle calamità naturali
  o che  sviluppino la rete stradale siciliana o che intervengano a
  favore della realizzazione di alcune opere pubbliche importanti o
  per pagare  in tempo i debiti prodotti dal settore della sanità o
  da qualche altro settore.
       Noi dobbiamo scegliere e dobbiamo scegliere in fretta perchè
  erano  altri  i tempi in cui i bilanci della Regione consentivano
  ancora   di  non  scegliere  e  consentivano  di  alimentare  gli
  interessi  di  tutti  senza  compiere  alcuna scelta, appunto, ma
  piuttosto dicendo a tutti si.
       Siamo  dunque  convinti,  signor  Presidente,  che non è con
  leggi autorizzative di questa natura che si affrontano i problemi
  finanziari  della  Regione,  in  questo  modo si mettono soltanto
  delle pezze  che  non  servono  neanche  a tracciare un percorso,
  servono solamente  ad  illuderci  tutti che in questo modo si sia
  chiuso un capitolo  e  se  ne  possa  aprire un altro;  così si è
  chiuso  soltanto  il capitolo della speranza della possibilità di
  utlizzare  le risorse da destinare a interventi produttivi perchè
  le dobbiamo utilizzare per pagare le rate di mutuo o per pagare i
  tassi  maggiorati  delle  obbligazioni  cui  saremo  costretti  a
  ricorrere nel caso in cui non dovessimo trovare istituti in grado
  di erogare  mutui  a condizioni non eccessivamente onerose per la
  Regione.
       E  allora, poichè vogliamo garanzie relativamente alla reale
  onerosità  dei  medesimi, posto che ci sia qualcuno disponibile a
  erogarli,   molte  delle  proposte  del Gruppo  di  Forza  Italia
  riguardano  proprio l'individuazione dei massimali di intervento,
  dei  massimali relativi ai tassi da praticare proprio per evitare
  che  in  assenza  di  una  disponibilità  del  mondo  del credito
  bancario, ovvero, in presenza di una disponibilità onerosa per la
  Regione,  eccessivamente  onerosa  per  la Regione, si debba fare
  ricorso ob  torto collo,, alle emissioni di obbligazioni a titolo
  ancor più  oneroso rispetto a quello ipotizzato dagli istituti di
  credito posto  che appunto i medesimi siano disponibili a erogare
  il mutuo.
       A questo  noi  puntiamo,  signor Presidente, non certo a non
  consentire al  Governo  di  approvare una legge di questa natura,
  noi  vogliamo evitare soltanto che all'interno di un procedimento
  legislativo  di  questo  tipo   si  possano  inserire  meccanismi
  attraverso i  quali  la Regione possa pagare due volte, una volta
  per le  scelte  che  non  compie,  un'altra  volta  per  il costo
  aggiuntivo  che  le  scelte non compiute determinano sul bilancio
  della medesima Regione.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne ha
  facoltà.

    PROVENZANO.  Signor  Presidente, onorevoli Assessore, in questi
  due giorni  del week end mi sono interrogato su questo disegno di
  legge che  lei  presenta  e  per  il quale ha dichiarato in varie
  occasioni,  sia  in  quest'Aula,  sia  all'esterno  - direi sulla
  stampa  -  l'  urgente  necessità,  l'  improcrastinabilità della
  approvazione.
       Mi  sono  interrogato e io credo che questo disegno di legge
  sia necessario solo nell'articolo 1 e poi nell'articolo 4.
       L'articolo   1  nel  quale  sostanzialmente  si  congede  la
  possibilità  di  autorizzare  il  mutuo e di contrarlo fino al 30
  aprile '99;  gli altri due articoli a me sembrano sostanzialmente
  superati perchè  noi  abbiamo una legge di questa Regione ed è la
  legge n.  6  del 10 marzo 1997 dove ciò che viene sostanzialmente
  richiesto all'articolo  2  e  poi, se vogliamo, all'articolo 3, è
  già  compreso  in maniera assolutamente chiara.
       Quella legge,  la  legge 6, all'articolo 18, comma 2, recita
  testualmente:  "L'articolo 18 della legge regionale 8 luglio 1977
  n. 47 è sostituito dal seguente:  Articolo 18:  Mutui, prestiti e
  anticipazioni:  "La  Regione  può  contrarre  mutui  ed  emettere
  obbligazioni   esclusivamente   per   provvedere   a   spese   di
  investimenti e a rimborso dei prestiti delle relative entrate che
  hanno destinazione vincolata.
       I  mutui,  i  prestiti obbligazionari possono essere altresì
  assunti   per   il   ripianamento   dell'eventuale  disavanzo  di
  amministrazione   come  risulta  determinato  con  il  rendiconto
  generale di esercizio precedente.  L'autorizzazione a contrazione
  di  mutui  ed  emissioni  di prestiti obbligazionari ... legge di
  approvazione... etc. etc.".
       Quella  legge  già  previde la possibilità di emettere delle
  obbligazioni oltre al mutuo, così come già quella legge prevedeva
  la  possibilità  che i prestiti obbligazionari e i mutui potevano
  essere  anche  emessi a tasso variabile, oltre che a tasso fisso.
  Così  come  quella  legge  prevedeva  -  e  viene  poi richiamato
  nell'articolo 4 di questo disegno di legge - il fatto che anche i
  prestiti obbligazionari possono godere, come l'articolo 25 recita
  "Garanzie  per  il  rimborso di mutui e prestiti alla Regione: la
  Regione  quale  garanzia del pagamento delle rate di ammortamento
  di  mutui  e dei prestiti di cui all'articolo 18 - e quindi anche
  dei   prestiti   obbligazionari   -   successivi   modifiche   ed
  integrazioni, può rilasciare delegazioni di pagamento etc.
       Allora,  sostanzialmente  l'articolo  2 di questo disegno di
  legge   in   cui   si   autorizza   alle  emissioni  di  prestiti
  obbligazionari,  quasi   che   i   prestiti   obbligazionari  non
  esistessero  nella  normativa  regionale, mi sembra assolutamente
  superfluo  perchè,  di fatto, la nostra normativa vigente prevede
  oltre  la possibilità di emissioni e di contrarre mutui, anche la
  possibilità di contrarre prestiti.
       L'articolo  3  è  l'articolo in cui si parla di disposizioni
  riguardanti  i prestiti obbligazionari ecco, o in questo articolo
  si  vuole  derogare  a tutto anche la normativa nazionale, e così
  non  è  perchè  l'onorevole  Assessore ci ha detto l'altra volta,
  anzi  ci  ha  letto  testualmente  il decreto legislativo 157 nel
  quale  si  prevede  quello  che  sostanzialmente si è inserito in
  questo articolo 3.
       Allora, se  così  è, cioè che l'articolo 3 non è nient'altro
  che  la  riproposizione  di disposizioni di carattere nazionale e
  anche europeo,  mi sembra assolutamente superfluo, a meno che non
  si voglia  una qualche copertura per la quale non è comprensibile
  il perchè  ed il per come, riportare a livello della legislazione
  regionale,  se  già  in materia esiste una legislazione nazionale
  che sicuramente,  data la materia, è vigente anche in Sicilia, mi
  sembra superfluo  riportarlo  a  meno  che  non lo si riporti per
  altri motivi  o  per  altre  motivazioni,  così  come per esempio
  l'aggiudicazione  degli  appalti  in  questioni  disposta tenendo
  conto  dei  requisiti  di  provata  affidabilità  e  capacità  di
  collocamento, questo è un fatto ... e di contro fa parte anche di
  una legislazione di carattere nazionale, così come l'emissione di
  obbligazioni effettuate  in  euro o in altra valuta, ma mi sembra
  ormai assolutamente  superfluo. La valuta esistente è l'euro o la
  lira,   e   sostanzialmente  solo  l'euro  per  alcune  attività:
  l'emissione di prestiti obbligazionari è ormai denominata solo in
  euro e non  più  in  lire.
       Così  come  la parte che riguarda "I prestiti obbligazionari
  autorizzati  con  la  presente  legge  possono  beneficiare delle
  garanzie di  cui  all'articolo  25  della legge regionale 7 marzo
  1997, n.  6",  è  in  re  ipsa  perchè la legge numero 6 del '97,
  non esclude il prestito obbligazionario.
       Ripeto, questo  articolo  parla  non  di mutui ma dice:  "La
  Regione  quale  garanzia del pagamento delle rate di ammortamento
  dei mutui e dei prestiti, di cui all'articolo 18 della legge 47 e
  successive modifiche - e questa legge è una successiva modifica -
  può  rilasciare  delegazioni  di pagamenti a valere delle entrate
  tributarie".
       Quindi non diciamo nulla di nuovo.
       Allora  mi sembra che questo disegno di legge che il Governo
  ci sottopone  e  che  dovrebbe  sanare  le finanze della Regione,
  individuando  un  nuovo sistema di risorse finanziarie possibili,
  non sia  nient'altro  che  una  qualcosa che oggi è già possibile
  fare perchè  lo  Statuto della Regione, perchè la legge regionale
  vigente consente, oltre che contrarre mutui, di emettere prestiti
  obbligazionari.
       Quindi  l'articolo  due,  e  gran parte dell'articolo tre, a
  meno  che  all'interno  dell'articolo  3 non si nasconda   tra le
  pieghe   qualcosa   dove   si   vuole   dar   la  possibilità  di
  maneggevolezza  rispetto  alle  leggi  di  carattere nazionale ed
  europee,  mi  sembra  che due articoli su quattro di questa legge
  siano  sostanzialmente  inutili.
       Resta,  dunque,  l'articolo  1,  che  è  sostanzialmente  la
  possibilità  di  consentire  uno  slittamento di periodo e quindi
  consentire il  30  aprile;  resta l'articolo 4, che è, come dire,
  una formula  di  rito  che  può essere poi accorpato nello stesso
  articolo 1.
       Per  cui  io  credo  che  questa grandissima organizzazione,
  senza  entrare  nel  merito  specifico  dei  1.700 miliardi della
  copertura,  elementi sui quali altri colleghi sono intervenuti da
  questa tribuna,  io  credo  che questa grande urgenza, che questa
  boa,   alla   quale   il   Governo   si   aggrappa  onde  evitare
  l'affondamento finanziario di questa Regione, sia sostanzialmente
  una boa che  già  c'era,  e  se  già  c'era  perchè  non  è stata
  utilizzata?  Perchè  si  è  perduto  del  tempo  fondamentale per
  ripresentare in un disegno di legge una qualcosa che che già vige
  nella  nostra  legislazione  regionale,  almeno  da tre anni, dal
  1997, almeno da quasi due anni?
       Queste  sono  le  domande  alle  quali  dobbiamo  darci  una
  risposta, alle quali credo che debba essere data una risposta.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
  facoltà.

     BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, onorevole
  Assessore,   l'intervento  che  mi  accingo  a  fare  in  effetti
  riproduce  in  parte  quello  che  nella discussione generale era
  stato detto e ribadisco adesso che effettivamente l'aver creato e
  quindi formulato  quest'articolo  1 - non entro nel merito se sia
  giusto, se sia poco o se sia molto l'importo - però ribadisco che
  ancora oggi non capisco  quale  motivo  abbia spinto quest'Aula a
  riformulare, quindi a cambiare  un  governo  che  in  effetti  si
  pensava  che da un  altro  governo,  chiamasi  quello  nazionale,
  avrebbe avuto certamente qualcosa  in più e quindi forse qualcosa
  in meno da fare.
       Su  questo  tema  credo  che vada affrontata la formulazione
  dell'articolo   1,   che   ad   oggi  forse  sarà  esclusivamente
  quest'importo  necessario  e  che quindi bisognerà far fronte con
  questo mutuo,  però  il  Governo  regionale  e  nella  qualità il
  Governo nazionale, in questo momento, quale dialogo hanno, in che
  modo questo  ribaltone darà e sta dando o vuole dare alla Sicilia
  qualcosa in  più  perchè  io  di  più  qui non vedo nulla, debiti
  c'erano e debiti rimangono, mutui c'erano e mutui rimangono.
       Io quando  sono  entrato in questa Assemblea, mi ricordo che
  ai primi  mesi  si  parlava  sempre  di  esercizio  provvisorio e
  praticamente  di  possibilità  dello scioglimento dell'Assemblea.
  Ora, sono  passati  due  anni  e  anche quest'anno risento questo
  clima,   esercizio  provvisorio  e  possibilità  di  scioglimento
  dell'Assemblea.  Allora  io  vorrei  dire  quali  sono  i  motivi
  affinchè ancora  oggi il Governo nazionale non interviene se deve
  farlo e perché  non  lo ha già fatto in questi mesi da che esiste
  questo nuovo Governo. Perché sta facendo ulteriormente indebitare
  questa Regione  di  altri  circa  1700  miliardi,  e questa è una
  domanda che lascio a lei Assessore, perché credo che una risposta
  vada anche data.
       Vorrei  a  questo  proposito citare anche una argomentazione
  che in  effetti  esce un pò fuori dall'argomento dell'articolo 1,
  però credo  importante  che  alcuni  colleghi  qui presenti e che
  ascoltano sentano queste parole.
       Nella gazzetta del 23,  e  questo  riabbraccia  anche un po'
  l'anomalia  che  c'è   nel   Governo   regionale,   l'anomalia  e
  addirittura  il  volere  prendersi   ruoli  che  secondo  me  non
  competono  ad  alcune  deleghe,  la  Gazzetta  del  23,  c'è  una
  circolare dell'Assessore al Territorio che  non so a che titolo e
  con quali competenze, interviene su i dissesti idrogeologici, una
  circolare che secondo me non  è  delegato l'Assessore a fare, una
  legge nazionale la  180  certamente impegna risorse ingentissime,
  di circa 500 miliardi per il  1999  e  500  per  il  2000, ebbene
  esiste una circolare pubblicata il  23  e  ahimè, non solo il mio
  punto di vista è  competenza dei Lavori Pubblici quella circolare
  o al massimo della Presidenza, dell'Assessorato per la Protezione
  Civile, perché  non mi risulta che il Territorio e Ambiente abbia
  competenza dei dissesti idrogeologici  e  delle  frane, ma ancora
  peggio il Governo e in  questo  caso  l'Assessore ha dato termine
  massimo di 7 giorni affinchè le Amministrazioni e tutti gli Enti,
  fra cui i Geni Civili,  che  correttamente  vanno collegati con i
  lavori pubblici, ed ecco che  qua  cade  proprio  la  tesi  della
  circolare del Territorio, devono  fare  arrivare  in  7 giorni la
  documentazione e la cartografia.
       Comunque,  questo  passaggio  che  avrà  un  seguito con una
  mozione che  personalmente e che credo tutto il gruppo presenterà
  sull'annullamento,  perché  si  ritiene  impropria  e proprio per
  dimostrare   che  mentre  noi  ci  stiamo  accingendo  forse  con
  correttezza a  fare un muro di 1700 miliardi, in altri settori si
  fanno circolari  in  due anni di 1000 miliardi forse senza alcuna
  competenza  e con termini veramente ai limiti della tollerabilità
  perché nessuno potrà fare nulla o forse già in questi giorni si è
  già fatto tanto.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Misuraca. Ne ha
  facoltà. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, alla fine
  dell'intervento  dell'onorevole  Misuraca  dichiareremo chiuse le
  iscrizioni a parlare. Si iscrive a parlare l'onorevole Caputo.

     MISURACA.  Signor  Presidente,  onorevole Assessore, onorevoli
  colleghi, devo  dirle  che  una responsabilità ulteriore, dopo la
  redazione  di   questo  disegno  di  legge,  ce  l'ha.  L'abbiamo
  costretta,  noi  deputati  della  minoranza,  ad impegnare questo
  lungo week-end a studiare questo disegno di legge.

     FLERES. Noi  non  siamo  più  della  minoranza, ma siamo della
  maggioranza. E' la  maggioranza  che  non è più maggioranza, ma è
  minoranza.

     MISURACA.  Forse  ha  ragione,  onorevole  Fleres, ma comunque
  abbiamo impegnato  questo  lungo week-end ad esaminare questo suo
  disegno   di   legge   per   vedere   se   potessimo   modificare
  quell'atteggiamento,  in  termini  giuridici si dice se potessimo
  rimettere in bonis  alcune parti di questo disegno di legge.
       Devo dirle,  senza volermi iscrivere alla scuola di pensiero
  del  professore  Provenzano,  che  questo  lungo,  appassionato e
  approfondito esame, invece, ha fatto emergere ulteriori passaggi,
  lacune, sembrerebbe proprio che gli emendamenti da noi presentati
  fossero, alla  fine,  risultati  insufficienti.
       E, allora,  il mio ragionamento l'avevo sviluppato nel corso
  dell'intervento dell'altro giorno, e talune perplessità devo dire
  che non  sono  riuscito a superarle. Ricordo che feci riferimento
  ad alcune  problematiche di ordine strettamente tecnico ed alcune
  valutazioni di  ordine  politico,  rispetto alle quali questo suo
  disegno di legge andava inquadrato, perchè se è vero, come lei ha
  già ripetuto  nel corso del suo precedente intervento, che questo
  mutuo "s'ha da fare", è pur vero che vorremmo pur capire cosa c'è
  dopo.
       Le dissi,  nel  corso  del mio intervento dell'altro giorno,
  che mi  sarebbe  piaciuto  conoscere  qual  è  l'impostazione, il
  taglio  della  legge  finanziaria  perchè  ha ragione l'onorevole
  Fleres quando  è intervenuto dicendo: vorremmo capire che tipo di
  sviluppo  questo  Governo  vuole  dare  e  che  tipo  di  manovra
  finanziario questo Governo si vuole dare.
       Bene,  all'articolo  1  sostanzialmente  si  parla di mutuo,
  sembrerebbe che già questo problema sia risolto e superato perchè
  se è vero  che  il  problema  adesso  è riferito all'esigenza dei
  prestiti obbligazionari, è  pur  vero, le dissi nel corso del mio
  intervento dell'altro giorno,  che  a mio avviso il tipo di legge
  finanziaria  avrebbe consentito probabilmente poi di creare delle
  economie e mi  riferivo,  appunto, e ne parlammo poi, dopo il mio
  intervento, ad un'esigenza di definire il rating della Regione.
       Ma  tornando  al  problema dell'inquadramento complessivo di
  come utilizzare le residue risorse economiche di questa Regione è
  dovuto a  noi  sapere  qual  è  la  progettualità complessiva del
  Governo. Perchè,  vede,  è  una  domanda  che  quotidianamente  i
  cittadini  ci   fanno,  vorrebbero  capire  qual  è  lo  sviluppo
  concreto, qual è  il  percorso  che  noi  si  vuole disegnare per
  questa terra, ma questo non sfugge poi ad alcune modificazioni di
  ordine tecnico  che  in  questo disegno vanno fatte. Ecco perchè,
  onorevole   Assessore,  le  richiediamo  un  esame  approfondito,
  attento degli  emendamenti  che sono stati presentati.  Nel corso
  del   mio   intervento   dell'altro   giorno   ho  richiesto  una
  rivisitazione di questo disegno di legge, che deve esser comunque
  fatto,  rispetto  al  quale  però  le  modifiche  noi  ne abbiamo
  richieste  e  ne  richiediamo, possa essere inserito in un quadro
  complessivo  che  possa  consentirci  poi  un  apporto anche alle
  minoranze che sia assolutamente costruttivo.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
  facoltà.

    (Interrruzione dell'onorevole Silvestro)

     CAPUTO. Lei  evidentemente  confonde  il  deputato di Alleanza
  nazionale con qualche  deputato del suo Gruppo che ha dato sempre
  prova di grande disattenzione, onorevole Silvestro.

     DI MARTINO . A chi si riferisce?

     CAPUTO. Ha l'imbarazzo della scelta.
       Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  ci sono degli atti
  che indubbiamente qualificano  o  in  un  senso  o  nell'altro, e
  quindi nel  senso  opposto,  gli  atti  di  un'amministrazione, e
  quindi, nel nostro caso, di un Governo regionale.
       Accade spesso che  fino  a  ieri  stava  al  Governo e stava
  all'opposizione, quindi  sindacava gli atti degli Assessori e del
  Governo del Polo  per  le libertà ha avuto più volte occasione di
  criticare  l'assoluta   incapacità  o  mancanza  di  capacità  di
  programmazione per  quanto  riguarda la ricerca delle risorse per
  amministrare questa nostra martoriata Sicilia.
       E quando l'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze  dei
  governi Provenzano  e  Drago,  l'onorevole  Tricoli,  ha deciso e
  ritenuto necessario fare  ricorso  al  mutuo,  io ricordo che dai
  banchi della  loro  opposizione,  onorevole Fleres, oggi dovrebbe
  essere maggioranza ma  i  numeri  danno ben altro risultato e ben
  altra immagine, si  sono  levate voci di protesta. Qualcuno ci ha
  dato  degli 'incompetenti', perché avevamo deciso e si era deciso
  in quanto necessario di contrarre un mutuo per coprire quello che
  è l'enorme disavanzo della Regione risultato di decenni e decenni
  di  saccheggi da parte dei Governi di centro e di centro-sinistra
  o di quasi sinistra.
       Poi le  vicende politiche hanno visto la mancata concessione
  del mutuo e  poi  il  ribaltone che si è consumato all'interno di
  quest'Aula e che  ha determinato coloro che eletti con i voti del
  centro-destra  hanno  sostenuto  e  sostengono questo claudicante
  Governo di  centro-sinistra,  si  trova  a proporre al Parlamento
  siciliano l'approvazione di  una  legge  per la contrazione di un
  mutuo di 1.700 miliardi.
       Questa è ...

     SILVESTRO. Si fa imbeccare dai deputati?

     CAPUTO. Noi  non  ci facciamo imbeccare, noi collaboriamo. C'è
  un rapporto di intensa collaborazione fra i parlamentari del Polo
  per  le  libertà. E la differenza tra noi e voi sta nel fatto che
  noi  abbiamo  un obiettivo comune e lo raggiungiamo con la comune
  collaborazione politica, al di là dei partiti.
       Ed  adesso  voi  proponete  a  questo  Parlamento  di volere
  assicurare un  minimo  di  governabilità dal punto di vista della
  copertura  della  spesa per le esigenze finanziarie della Regione
  la contrazione  di  un mutuo, cioè la vostra politica è quella di
  tamponare il  deficit  con  un mutuo che serve a coprire un altro
  mutuo. Se  voi  guardate  bene  e  fate  i  conti rapportati alla
  popolazione  siciliana noi ci troviamo indebitati per migliaia di
  miliardi e questo è il segno evidente di una mancanza assoluta di
  programmazione  e  di previsione del rilancio politico siciliano.
  Questo e quello, che questo Governo - del quale ancora aspettiamo
  a distanza  di  mesi,  un gesto concreto di esistenza in vita dal
  punto di vista politica - voi proponete non solo di governare con
  la contrazione  del  mutuo,  ma  addirittura,  e  mi stupisce che
  l'onorevole  Piro  adesso  Assessore  al bilancio ed alle finanze
  della Regione  siciliana,  che  fino ad ieri avrebbe gridato allo
  scandalo se soltanto qualcuno dei banchi del centro-destra avesse
  deciso di  proporre  al  Parlamento  un  articolo  3  come quello
  previsto nel  disegno  di  legge,  con  il  quale  si  chiede  al
  Parlamento   siciliano   di   firmare  una  cambiale  in  bianco,
  consentendo  al  Governo  di  affidare a trattativa privata senza
  gara  l'appalto  dei  servizi finanziari connessi al collocamento
  dei titoli  obbligazionari,  cioè in altri tempi ed in altri modi
  si sarebbe  gridato  allo  scandalo.  Qui siamo come ai tempi dei
  Salvo,  stiamo  tornando  come  ai  tempi delle esattorie, stiamo
  tornando ai tempi con i quali e durante i quali si consegnavano a
  determinati gruppi politici o affaristici le sorti della Sicilia.
       E' bene  che  qui,  cari  parlamentari, in un momento in cui
  questa Assemblea  comincia  ad  avere il fiato corto, comincia ad
  essere demotivata, comincia a capire di avere sprecato due anni e
  mezzo  di attività parlamentare legislativa ed adesso ci troviamo
  a  dovere  avallare  una  scelta  governativa  che  sicuramente è
  confusa,  che  sicuramente  è equivoca, preoccupante.
       Ritengo che  questo  Governo  -  dice  il  mio Presidente di
  gruppo e  che  non  si  scandalizzi  l'onorevole  Silvestro se la
  faccio mia - è veramente inquietante. E su questo sono sicuro che
  al di  là  dell'articolo  1 che è meramente programmatico, ma sul
  quale  il  polo  farà una durissima ed intransigente opposizione,
  sono  convinto  che  sull'articolo  3  qualunque parlamentare, di
  qualunque  schieramento  politico  di  maggioranza ed opposizione
  dovrà fare sentire la sua voce ed assumersi la responsabilità per
  questa apertura ed una tautologia di credito verso questo Governo
  regionale,  che  intende  rastrellare  sul  mercato  migliaia  di
  miliardi affidando a trattativa privata e senza gara.
       Al Ministro Ciampi ...

     PRESIDENTE. Onorevole Caputo, non c'è bisogno di cercare molte
  parole, le rimangono trenta secondi.

     CAPUTO.  Presidente  le  sono  grato,  era  un altro argomento
  importante  ma  mi  riservo  di  intervenire  successivamente  su
  quest'altro  argomento  che riguarda una circolare dell'Assessore
  regionale  al  territorio.  Quindi  mi riservo successivamente di
  intervenire,   ma   in  ogni  caso  anticipo  il  voto  contrario
  sull'articolo 1.

     PRESIDENTE. Grazie onorevole  Caputo,  è  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  già nel
  corso  della discussione generale abbiamo evidenziato come questo
  disegno  di  legge intervenga senza quell'atto fondamentale che è
  una legge finanziaria; abbiamo già in quella sede sostenuto e non
  c'è  dubbio  che  l'articolo  1  è  l'articolo specifico e che si
  ricollega  a  quel  ragionamento  che  abbiamo tenuto di ritenere
  indispensabile  un  atto  propedeutico  per  dare un messaggio al
  mercato.
       Nel corso della discussione  generale è emersa e per altro è
  stato poi confortato  da  anche rappresentanti ed esponenti delle
  altre  forze  politiche   l'assoluta   necessità   di   un   dato
  inderogabile che deve  essere  assolutamente  quello per il quale
  dobbiamo presentarci nei  confronti del mercato in una condizione
  di rigore, di risanamento, di delegificazione, di snellimento.
       Laddove mancano questi  dati  necessari  ed  inderogabili, è
  chiaro che il mercato non risponde in termini positivi lo abbiamo
  già verificato per altro, sappiamo che per primi abbiamo promosso
  una  gara,  questa  gara  non  ha  avuto  un  esito  positivo  e,
  addirittura, una trattativa  privata,  quindi  una formula ed una
  procedura assolutamente più  semplice  non  ha avuto nessun esito
  positivo proprio perché il  mercato  ha  bisogno  di un confronto
  serio, il confronto  serio  che  passa  attraverso  una  politica
  economico-finanziario seria.
       In questo disegno di legge  che  per carità io credo che sia
  effettivamente urgente, che sia  una  cosa importante ai fini del
  bilancio del 1999,  manca  però  la  linea  programmatica,  manca
  effettivamente  la  capacità  di  questo  Governo  di  andare  ad
  incidere   sulle    cose    e    sulle   manovre   effettivamente
  economico-finanziarie necessarie che il mercato richiede.
       Per cui noi riteniamo  che  qualunque tipo di operazione sia
  finalizzata meramente alla stipula  di un mutuo, ma scevra questa
  stipula di un mutuo  questa  manovra  da qualunque legame con una
  manovra  più ampia e  di  più  largo  respiro  sia  assolutamente
  inutile.
       La nostra preoccupazione  è  che  perdiamo  ulteriormente di
  credibilità, laddove la  Regione  proprio  per  quella carenza di
  atto  presupposto  non   riesce   poi   a  sortire  quell'effetto
  ricorderete che il  Governo  Provenzano  ottenne un mutuo analogo
  come risorse economico-finanziarie di 1.700 miliardi e lo ottenne
  per un dato, perché il  mercato ebbe fiducia in un Governo nuovo,
  in un Governo presieduto a guida Forza Italia e in un Governo che
  aveva un presupposto,  una legge che significava delegificazione,
  semplificazione, tagli alla spesa.
       Laddove a nostro  avviso  manca questo atto fondamentale non
  vi potrà mai essere effettiva rispondenza ed effettivo seguito da
  parte del mercato, si  dice  anche per importi parziali, certo ci
  mancherebbe altro è una  soluzione  che  noi sotto questo profilo
  possiamo anche ritenere utile,  ma  è la dimostrazione che c'è il
  grosso  pericolo che il  mutuo  per  intero  non  venga  concesso
  l'abbiamo già sperimentato.
       Quindi per quanto  riguarda  anche l'indicazione per importi
  parziali, non possiamo che  ribadire  che questa stessa cautela è
  significativa  di  una   preoccupazione  che  lo  stesso  Governo
  interpreta, che è la  preoccupazione  che  poi  il mercato non ci
  eroghi un mutuo per intero di 1.700 miliardi.
       Nel testo della  legge  noi abbiamo discusso, addirittura si
  parla ulteriormente di altre  forme di finanziamento, si parla di
  buoni  obbligazionari,  solo  attraverso  quel segno si potrà poi
  richiedere  al  mercato  il  mutuo o il prestito obbligazionario.
  Scavalcare quel passo può essere assolutamente controproducente e
  delegittimante per questo Governo e conseguentemente per tutta la
  Regione   e   per   l'Assemblea   stessa.   Ma   proprio   questa
  preoccupazione   che   il  Governo  abbia  curato  una  serie  di
  alternative  di  ipotesi, il mutuo, le obbligazioni, senza quella
  linea maestra che provoca la nostra preoccupazione che in effetti
  poi  l'esito  non  venga  raggiunto.  La  nostra preoccupazione è
  proprio  questa,  che  avere  individuato più soluzioni possibili
  senza   quell'elemento   fondamentale   e    presupposto    rende
  materialmente poi inutile questo sforzo che  ribadisco  corre  il
  grave rischio di delegittimare ulteriormente  la Regione Sicilia.
  Io credo che il mercato sia una cosa seria, credo  che il Governo
  nazionale  che è omologo a questo Governo  regionale,  per  darci
  credito al di là della identità politica abbia bisogno di segnali
  forti, segnali forti che proprio  significano  delle  indicazioni
  inevitabili in materia di risanamento, in materia di snellimento,
  in materia di tagli alla spesa improduttiva.  Anche questa stessa
  somma che noi richiediamo a mutuo, che richiediamo di raccogliere
  sia con il mutuo sia con prestiti obbligazionari non  è per altro
  destinata  a spesa produttiva, e credo che anche  questo  sia  un
  dato per il quale il mercato non ci segue ed è  la stessa ragione
  per la quale lo stesso Governo nazionale ancora oggi  non dà quei
  segnali che ci auguravamo che ci desse anche  sol  perchè omologo
  rispetto  al Governo regionale.  Quindi, io credo che  al  di  là
  dell'urgenza  di  questo  disegno  di legge  sia  necessario  che
  l'Aula,  il  Governo  si  attrezzi  per andare  a  preparare  una
  finanziaria  che  vada  nel segno di  completamento  della  prima
  finanziaria del Governo Provenzano, che ribadisco  se fosse stata
  interamente apprezzata e votata come meritava  nel  1996, avrebbe
  significato effettivamente un inizio ulteriore,  forte  di quella
  svolta necessaria all'economia siciliana. Ricorderete  che per la
  prima  volta  quel bilancio ebbe parole  di  apprezzamento  dalla
  Corte dei Conti.  Io credo che sia, ribadisco al di  là  del dato
  contingente, necessario tornare a prendere spunto e prendere come
  presupposto  quella finanziaria, inserire in  quella  finanziaria
  per le parti che non furono apprezzate e votate  tutti  gli altri
  elementi necessari perchè effettivamente vengano  tagliati i rami
  secchi,   vengano  eliminate  le  spese   improduttive,   vengano
  finalizzate a spese produttive il bilancio, venga semplificata la
  procedura, venga data in buona sostanza un idea  effettiva  di un
  cambiamento,     di    una    modifica     di     quell'indirizzo
  economico-finanziario.    Laddove  questo  manca  è   grande   la
  preoccupazione dimostrata da due gare una  del Governo precedente
  ed una da questa gara privata con esito negativo.
       Quindi,  noi  siamo  fermamente  convinti che anche una mera
  operazione  simile  non  risolva  i  nostri problemi. Addirittura
  potrebbe  essere  negativa  laddove  qualcuno  in  quest'Aula, il
  Governo  pensasse  che  ottenuto  un mutuo o ottenuta comunque la
  somma  parzialmente  con  il  mutuo e parzialmente con i prestiti
  obbligazionari,   le   somme   che   eventualmente  Roma  dovesse
  concederci venissero utilizzate per una spesa e non sempre per un
  taglio  e  per  un  risanamento rispetto alla condizione attuale.
  Proprio  per  questo noi insistiamo nella nostra posizione, che è
  una  posizione  ben chiara. Noi teniamo a dimostrare e l'Aula già
  oggi  con  due  votazione  andate deserte lo dimostra, che questo
  Governo  non  ha  una  maggioranza,  è in vigore, in vita, grazie
  all'atteggiamento  di  Rifondazione comunista, non possiamo e non
  perderemo  occasione  per  rimarcare  quindi che questo Governo è
  prigioniero  del  modo  stesso  del  modo  stesso con cui è stato
  eletto  dalla maggioranza che lo ha costituito, che ha consentito
  questa costituzione, e ribadiamo quindi che non possiamo avere un
  atteggiamento  diverso da quello che abbiamo fino a quando questo
  Governo non si rende conto  che  il modo di dialogare deve essere
  diverso, e il nostro non  deve  essere  preso  come un momento di
  ostruzione o di ferrea  opposizione,  ma  vorremmo che su un dato
  obiettivo come è quello che vediamo oggi ci fosse una convergenza
  assoluta.
       Facciamo  una  finanziaria  seria,  rigorosa.  Il partito di
  Forza  Italia  e questa opposizione non avrà difficoltà ad essere
  conseguente  a  ciò  che  portò  avanti già il governo Provenzano
  prima  e  il  governo  Drago  dopo, perchè effettivamente si vada
  verso  quel  segno;  solo  attraverso  quel  segno  si  potrà poi
  richiedere  al  mercato  il  mutuo o il prestito obbligazionario.
  Scavalcare quel passo può essere assolutamente controproducente e
  delegittimante per questo Governo e conseguentemente per tutta la
  Regione e per l'Assemblea stessa.

    PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Tricoli. Ne ha
  facoltà.

     TRICOLI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ribadisco
  anche  in  questa  sede,  come  già  avevo  fatto  in  sede  d  i
  discussione  generale,  le  perplessità  sul  disegno di legge in
  oggetto.  Vero   è  che  siamo  all'articolo  1  e  questa  è  la
  discussione  generale  sull'articolo 1, ma occorre anche, proprio
  perchè  siamo all'inizio di questo cammino, comprendere un attimo
  quelle che  sono  le  ragioni e la filosofia di questo disegno di
  legge. Un  disegno di legge per molte, se non per quasi tutte, le
  sue  parti  assolutamente superfluo, in alcuni casi ripetitivo di
  norme  regionali  già  vigenti, in altre sostanzialmente riprende
  norme  nazionali che già autorizzerebbero a determinate attività,
  in  altri  casi  assolutamente  ininfluenti  o se scritte in modo
  erroneo,  addirittura  compromettenti  il  buon  esito  di questo
  disegno  di  legge, laddove si riprendono norme nazionali che per
  competenza  esclusiva  sono  rimesse al legislatore nazionale.  E
  allora è chiaro che dietro questo disegno di legge c'è una logica
  che è  quella  di  voler  in  tutti  i modi impegnare quest'Aula,
  questa  legislatura,  questo  Parlamento,  ad  una finalità che è
  palesemente di tutela e di garanzia del Governo stesso.
       Si chiede sostanzialmente che attraverso una legge vi sia un
  ordine  del  giorno  con  cui si autorizzi l'Assessore a svolgere
  tutte  queste  attività,  si  dia  un  via libera all'Assessore a
  garanzia  politica  del suo operato. Tutto questo non lo possiamo
  accettare perchè  la  filosofia di questo disegno di legge è tale
  che  va  ad  incidere  su prerogative estremamente importanti del
  Governo che  il Governo se ne ha l'autorevolezza e soprattutto ne
  ha  la capacità (e mi riferisco in particolare alla autorevolezza
  perchè sulla  capacità  non  ho  dubbi  che vi sia) avrà anche la
  possibilità  di  utilizzare  gli strumenti legislativi esistenti,
  regionali, nazionali tutte quelle che sono le sue prerogative per
  portare a buon esito l'espletamento di questa gara.
       Abbiamo   l'esigenza   di   rappresentare  al  Parlamento  e
  all'intera  Regione  quelle  che sono le perplessità legittime di
  una  parte  politica  che  già  in Commissione aveva attenzionato
  questo  disegno  di  legge  e  aveva  invitato  l'Assessore ed il
  Governo  a produrre quelle necessarie modifiche che fossero utili
  per l'esito spedito di questo disegno di legge.
       Non vi è dubbio che oggi vi sia la necessità di procedere ad
  un mutuo di 1.700 miliardi, ma a differenza di quanto avvenne con
  il   Governo  Provenzano  innanzitutto   questo  non  è  inserito
  all'interno   di   una   norma   finanziaria  che  di  per  sè  è
  programmatica,  quella  legge  aveva  circa  oltre cento articoli
  nella  sua  stesura  iniziale   e  all'interno  di  questi  cento
  articoli  vi  era  anche quello che riguardava la contrazione del
  mutuo e  che  spostava  al  30  aprile  il termine entro il quale
  nell'esercizio finanziario bisognava contrarre il mutuo.
       Quindi, all'interno di una programmazione complessiva vi era
  la   norma   che   stabiliva   la   necessità  di  un  mutuo  che
  effettivamente  potesse  riprendere in qualche modo la situazione
  economica della Regione in quel determinato momento.
       Abbiamo   quindi   una  diversa  impostazione,  una  diversa
  filosofia, abbiamo  quindi  una  diversa  modo di intendere anche
  perchè tra  l'altro,  questo disegno di legge arriva non soltanto
  privo  di   qualunque   norma  finanziaria  che  possa  veramente
  contribuire al risanamento della finanza pubblica, ma soprattutto
  avviene in un  momento  in  cui  non è ancora stato depositato in
  Assemblea e non è stato neppure...

    PRESIDENTE. Onorevole Tricoli, mi permetta di interromperla. E'
  intendimento della Presidenza giungere alla chiusura della seduta
  con  la  chiusura  della  discussione  generale  sull'articolo 1.
  Vorrei  cogliere  l'occasione per invitarla a sintetizzare il suo
  intervento e  a  chiedere al tempo stesso agli altri deputati che
  sono  iscritti  a  parlare  di  tenerne  conto.  Quindi,  se  gli
  onorevoli  Leontini   e  Cimino,  per  esempio,  rinunziassero  a
  parlare, l'onorevole  Tricoli  si avviasse a conclusione, non c'è
  ragione che noi si  stia  qui a far maturare non capisco bene che
  cosa. Onorevole Tricoli,  lei  ha facoltà di parlare e, se vuole,
  può recuperare il tempo che io le ho sottratto.

    TRICOLI. Lei è il mio Presidente.

    FORGIONE. E' il Presidente di tutti

    TRICOLI. E' il  mio  Presidente  nel  senso  che  essendo io un
  parlamentare   dell'Assemblea,   come  lei,  onorevole  Forgione,
  abbiamo un  medesimo  Presidente  anche  se  non  è  stato eletto
  unanimememte.
       Dicevo,  quindi,   in   assenza  di  una  norma  finanziaria
  attualmente depositata  in Assemblea. Siamo nel mese di febbraio,
  ancora la  legge  finanziaria  non è stata depositata, non dubito
  che sarà depositata  nei  prossimi  giorni,  ho  visto  che e già
  all'ordine del giorno  della  Giunta  di  Governo, so anche che è
  abbastanza cospicua  come  termini di norme, o almeno queste sono
  le voci che  circolano in Assemblea e questo naturalmente non può
  però  che  fare  aumentare  le  preoccupazioni  di  tempi  troppo
  ristretti  (ricordo  che  l'esercizio  provvisorio  termina il 31
  marzo)  per  una programma ambizioso quale quello di approvare la
  legge finanziaria e il bilancio della Regione entro il 31 marzo.

    PRESIDENTE.  Gli onorevoli Leontini e Cimino rinunziano al loro
  intervento.L'Assemblea ne prende atto.

    PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PIRO,    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, anche  per ricordare agli onorevoli deputati che sono
  intervenuti che  molte  delle osservazioni e delle considerazioni
  che anche qui questa sera sono state fatte, hanno formato oggetto
  dei loro  interventi nel corso della discussione generale e credo
  di avere  puntualmente  replicato nel corso del mio intervento la
  scorsa seduta.  Tuttavia io credo che alcune brevi considerazioni
  a questo punto si rendano indispensabili.
       Onorevole Caputo,  l'unica  persona  che  qui conosco che si
  chiami Salvo è  l'onorevole  Salvo Fleres, poi conosco lei che si
  chiama Caputo Salvino che, come è noto, è diminutivo di Salvo; io
  non so se  riferiva  al  fatto che io conosco lei, in riferimento
  allo scandalo che lei ha preteso di sollevare in quest'Aula.
       Io la prego tuttavia  - anche per la stima che le porto - di
  volere fare  alcune affermazioni, soprattutto quando sono rivolte
  alla mia persona, con meno leggerezza.
       Io credo che  ci  siano le storie, gli impegni politici e le
  battaglie politiche di  ognuno  di  noi  che  parlano per noi; io
  quindi non  ho  bisogno  di  replicarle,  la  invito  soltanto  a
  considerare il  mio  passato,  la  mia  storia  politica,  le mie
  battaglie e  troverà  tanto  spazio,  tanto impegno profuso nella
  direzione della lotta  a  quel malcostume, a quel malaffare a cui
  lei faceva riferimento  e  che, certamente, non mi riguarda e che
  io continuerò a  combattere  così  come ho sempre fatto nel corso
  della mia vita e del mio impegno politico.
       Io devo dire la  verità: mi  sento  un  pò  dalla  parte del
  cireneo al quale è stato affidato il compito di portare una croce
  che non è la mia,  ma  è  la  croce  di  tutti  quelli  che  sono
  intervenuti.  Devo dire  che  considero  un pò paradossale che ad
  esprimere le  critiche  più  selvagge, e soprattutto a chiedere a
  che cosa  mai saranno destinati questi fondi, siano gli assessori
  del precedente Governo che questi fondi hanno già impegnato e che
  dovrebbero sapere  benissimo  che  questo mutuo è la prosecuzione
  del mutuo previsto  per  l'anno  1998  e  che serve esattamente a
  tentare di  dare  una  copertura finanziaria agli impegni che lor
  signori assessori  hanno  già  preso, da assessori, nel corso del
  precedente anno.  Dopodiché  mi si può dire che viene considerato
  un fatto  assolutamente  secondario  che  a  fronte di impegni ci
  siano anche i  mezzi di copertura; ma per carità, ognuno dimostra
  qui la propria  propensione ad essere uomo di governo o ad essere
  semplicemente un uomo che grida.  Tuttavia non posso non ripetere
  qui, e lo  ripeterò  fino  alla noia, che il Governo ha ritenuto,
  nonostante non gli appartenesse in nessun modo il disavanzo che è
  stato determinato  sul  bilancio del 1998, suo preciso dovere per
  prima cosa  tentare  di  chiudere  con  una  trattativa  privata,
  assolutamente prevista dalla legge, l'operazione di mutuo avviata
  dal precedente  governo.  In  secondo luogo, ha ritenuto fosse un
  suo dovere, nei confronti dell'Assemblea innanzitutto, riproporre
  l'operazione fino al  tempo  che  è possibile e che è, come tutti
  sanno, il  30  aprile.  Ciò  ha  fatto,  aggiungendo però qualche
  riflessione e qualche considerazione.
       Ci sarà pure una ragione se il mutuo e la trattativa privata
  sono andati deserti   Ragioni  che  appartengono  alla  storia di
  questa Regione, all'immagine  che  questa Regione ha, ai problemi
  che questa Regione  ha consolidato ed alla percezione sicuramente
  negativa che di  tutto  questo hanno gli operatori finanziari; ma
  gli    operatori    finanziari,  italiani   soprattutto,   benchè
  ripetutamente sollecitati - mi auguro anche dal passato Governo -
  non si sono presentati.
       Allora  abbiamo  fatto  una considerazione sulla circostanza
  che siamo in un periodo in cui i mercati sono diventati complessi
  e difficili, anche se ricchi di liquidità, in cui le presenze sui
  mercati degli operatori istituzionali si sono moltiplicate perchè
  accanto agli Stati  hanno  preso  ad agire le regioni, ed accanto
  alle regioni hanno  preso ad agire i comuni, ed accanto ai comuni
  adesso ci  sono  pure  le  province,  molto aggressive, molto ben
  basate che si  sono  dotate  di  programmi,  che si sono affidate
  spesso ad  advisor  di livello internazionale; sembra assurdo, ma
  piccoli comuni, come  tutto  sommato  è  quello  di Rimini che ha
  100.000 abitanti,  ha  formulato  un  MTM,  un  programma a medio
  termine e  si  è  affidato  a grossi operatori internazionali nel
  settore per finanziarsi sul mercato.
       Quindi  è   un   mercato   difficile,  un  mercato  dove  la
  competizione  è   estremamente  elevata  e  che  non  può  essere
  affrontato pensando  di  potere  stare fermi, rimirando la nostra
  beltà o sperando  che qualcuno ci venga a trovare, ma sapendo che
  occorre dotarsi  di  una  strategia che è una strategia complessa
  che deve  mirare  innanzitutto  a  risolvere i nostri problemi e,
  quindi, a  proiettare una immagine positiva, a mettere ordine nei
  nostri conti e  così  renderli leggibili a coloro che li vogliono
  leggere,  ad   avere  una  strategia  che  è  sì  di  risanamento
  finanziario ma che  è  anche  di  proiezione  verso  il futuro di
  questa Regione.
       Di tutto  questo  siamo  assolutamente consapevoli, ma siamo
  anche consapevoli  che  non  possiamo  puramente  e semplicemente
  riproporre la contrazione del mutuo fino al 30 aprile 1999 perchè
  contemporaneamente faremmo una operazione di inutilità, ed io non
  sono qua, questo  Governo  non  è qua per proporre operazioni non
  fattibili o  operazioni  inutili. Noi stiamo tentando di proporre
  un'operazione fattibile  e  che sia utile alla Regione siciliana,
  ben sapendo e ben conoscendo le insidie, le difficoltà e l'enorme
  prudenza che è necessario avere nel momento in cui questa Regione
  decide di  uscire  dall'ombrello  protettivo  dei  mutui e andare
  incontro al mercato.
       E io ripeto  qui  ciò che ho detto l'altra volta:  sarà cura
  estrema di  questo  Governo,  e  personalmente mia, di percorrere
  tutte le strade  possibili per evitare che la Regione si presenti
  sul mercato con  un'alta  esposizione,  con  un alto rischio e ad
  alti costi.
       Detto  questo,  detto  dunque  che  qui si tratta di trovare
  copertura e  tecnicamente  ad  impegni che sono stati fatti senza
  copertura di bilancio, e fatti per intero dal precedente governo,
  si tratta di  trovare  mezzi  per finanziare la illiquidità che è
  diventata strutturale.
       Io non so  quanti  di  voi  conoscano  questi  dati,  ma nel
  dicembre del  1995  c'erano 3.603 miliardi di mandati non pagati,
  che sono diventati 4.317  nel  1996 - quando si è avuto il cambio
  di legislatura e  il  cambio  di  governo  con  i cinque mesi del
  governo Provenzano - e che sono diventati 4.946, quasi 5.000, nel
  1997, anno in  cui ha governato il governo Provenzano, e che sono
  diventati circa 6.000  alla  fine del 1998, anno durante il quale
  ha  governato  il  governo  Drago;  del  quale  governo  facevano
  parte...

                 (Interruzione dell'onorevole Tricoli)

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Onorevole
  Tricoli,  non sto dicendo che è colpa sua, anzi fino a quando lei
  non  era  intervenuto  francamente  pensavo  di  iniziare  il mio
  intervento prendendo  le  sue difese. Invero, sostanzialmente qui
  c'è stata una "sparata" continua, soprattutto degli assessori che
  hanno fatto parte  della  Giunta  insieme  a lei, su: mancanza di
  programmazione, incapacità di affrontare i mercati, incapacità di
  affrontare una  strategia,  dimenticando che questo governo è qui
  da due mesi  e che i precedenti governi hanno governato per quasi
  due anni e mezzo
       Quindi,  occorre  affrontare  questo nodo della illiquidità,
  che poi significa una  cosa sola: che noi abbiamo un debito che è
  occulto soltanto per chi  non lo vuole vedere, ma che è un debito
  che abbiamo  contratto  nei  confronti  dei cittadini siciliani e
  soprattutto del  sistema  delle  imprese.  E  allora,  quando  il
  sottoscritto la  volta  scorsa ha parlato di riposizionamento del
  debito (espressione che evidentemente è suonata molto aliena alle
  orecchie dell'onorevole Croce) a null'altro faceva riferimento se
  non alle  necessità  di  spostare  questo  debito dai cittadini e
  dalle  imprese,   che   produce  difficoltà  enormi  nel  sistema
  economico siciliano,  a un debito diretto della Regione; spostare
  il debito, che per adesso è a brevissima scadenza, in un debito a
  lunghissimo   termine.
       Vedete, colleghi,  c'è  una situazione paradossale in questa
  regione:   abbiamo  un  fortissimo  indebitamento  con  i  nostri
  cittadini,  abbiamo  uno  scarsissimo  indebitamento col mercato;
  non c'è nessun  altra  istituzione in questo Paese o altrove, che
  abbia una  situazione  simile.  Noi  abbiamo  una potenzialità di
  indebitamento  sul  mercato:  quand'anche  volessimo  adottare  i
  parametri restrittivi che nel nostro Paese si applicano agli enti
  locali, che è enorme, perchè oggi il nostro debito corrisponde in
  termini di  ammortamento al 4 per cento delle entrate tributarie,
  avremmo la possibilità  di  andare fino al 25 per cento; quindi è
  un potenziale  di  indebitamento  enorme,  che ovviamente noi non
  intendiamo   sfruttare   perchè  l'indebitamento  costa,  ma  che
  certamente cerchiamo...

     FLERES.  Non  lo  possiamo  fare  perchè c'è l'87 per cento di
  spese obbligatorie.

     PIRO,     assessore per il bilancio e le finanze.    Onorevole
  Fleres, questo c'entra  poco  o  nulla.  E'  una bella frase però
  c'entra nulla
       Questo è  quello  che con grande prudenza il Governo intende
  fare nel  quadro  di  una  strategia  complessiva che prevede una
  finanziaria molto  severa, incisiva, che verrà discussa in Giunta
  domani sera e  che conterrà altri passaggi che qui non ripeto, ma
  dei  quali  ho  fatto  cenno  molto  chiaramente  nell'altro  mio
  intervento.
       Perché prevedere  espressamente  le  obbligazioni?  Qui sono
  state  fatte  disquisizioni  di  carattere  interpretativo  sulle
  norme.  Io credo che quando  si  legge  una  norma  o  quando  si
  interpreta una legge, bisognerebbe leggerla tutta e interpretarla
  compiutamente.  Allora,  la legge 47, come modificata dalla legge
  6, prevede la possibilità che la Regione contragga mutui o emetta
  prestiti obbligazionari, allora non capisco perché ci si stupisca
  se  qualcuno   oggi   pensi   di   fare   ricorso   ai   prestiti
  obbligazionari, visto  che è stato opportunamente previsto; e per
  quanto mi  riguarda  abbiamo  pienamente condiviso questa scelta,
  anzi  in   parte  l'abbiamo  pure  sollecitata.  Infatti,  questa
  previsione è stata  inserita con la legge 6 che è notoriamente la
  finanziaria presentata, prodotta dal Governo Provenzano.
       Noi quella scelta l'abbiamo condivisa, non capisco perché ci
  si stupisca se oggi  qualcuno  pensa  di potere utilizzare quello
  strumento che opportunamente in un altro momento un altro Governo
  ha pensato di dovere inserire nella nostra legislazione.
       Ma la legge  6  pone  una  limitazione perché prevede che il
  ricorso ai  mutui  e ai prestiti obbligazionari possa, per quanto
  riguarda il finanziamento degli investimenti, essere effettuato a
  partire dall'anno 2000; il penultimo comma dell'articolo 18 della
  legge  6,  che  ha  sostituito  l'articolo  18  della  legge  47,
  espressamente dice  questo  e  cioè  che  il  ricorso ai prestiti
  obbligazionari può essere fatto solo a partire dall'anno 2000.
       Ecco da cosa  nasce  la necessità di prevedere espressamente
  adesso la  possibilità  di ricorrere al prestito obbligazionario.
  C'è però un  secondo  motivo:  qui  si tratta di riautorizzare il
  Governo a  potere  contrarre  il  finanziamento  oltre il termine
  dell'esercizio che  è quello ovviamente del 31 dicembre del 1998,
  dal momento che  sempre  la  legge 47 dice che l'autorizzazione a
  contrarre i mutui  o  a  emettere  prestiti  decade  con  la fine
  dell'esercizio.
       Abbiamo bisogno  quindi  di riautorizzare la contrazione del
  mutuo, ma dal momento  che  la  legge di bilancio, che è la fonte
  originaria  dell'autorizzazione  con  riferimento al mutuo, nulla
  diceva sulla  possibilità  di  potere in alternativa ricorrere ai
  prestiti obbligazionari,  ecco il secondo motivo per il quale qui
  espressamente    bisogna    fare    riferimento    al    prestito
  obbligazionario.
       Il Governo sta cercando  di  darsi una regola, quella di non
  presentare  disegni  di   legge  che  non  siano  preventivamente
  valutati dall'Ufficio Legislativo e Legale e che contengano tutti
  i dati  necessari  con  riferimento  alla copertura delle spese o
  all'individuazione   delle  minori  o  maggiori  entrate.  Questo
  disegno di  legge,  il Governo prima di presentarlo in Assemblea,
  lo ha  fatto  valutare  attentamente  dall'Ufficio  Legislativo e
  Legale. Dico  di  più:  la  necessità di individuare puntualmente
  alcuni passaggi  con riferimento all'emissione dei prestiti è non
  soltanto una  necessità  ma  è  una  norma di trasparenza; quella
  trasparenza che  qui  viene  invocata  e  rispetto  alla quale il
  Governo è  disponibile  a qualunque soluzione. Perchè, vero è che
  la legge 47  prevede  l'emissione  di prestiti, ma non c'è nessun
  regolamento che  lo  disciplini,  così  come è avvenuto a livello
  nazionale con la 724,  la quale però è una legge che si riferisce
  esclusivamente  alle  emissioni  delle  obbligazioni  degli  enti
  locali. Peraltro,  alla 724 non soggiacciono neanche le Regioni a
  statuto ordinario,  figuratevi  -  come  qui  è  stato  sostenuto
  inopinatamente -  se  può  soggiacere  la  Regione  siciliana che
  notoriamente (forse  qualcuno  lo ha dimenticato) è una Regione a
  Statuto speciale
       Detto    questo,    termino   dicendo   che   alcune   delle
  considerazioni, osservazioni  critiche  fatte,  il  Governo le ha
  considerate, le  considera  accoglibili,  per  cui  proporrà  una
  riformulazione dell'articolo  3  che  contiene anche alcune delle
  osservazioni che  sono state fatte.
       Mi   auguro   in   conclusione   che   venga  effettivamente
  considerata la  necessità  e l'urgenza (non so come si potrebbero
  definire  diversamente);   continuo  a  dire  che  si  tratta  di
  necessità ed  urgenza  per  questo  disegno di legge, se vogliamo
  esperire un tentativo per coprire il buco del bilancio del 1998 e
  per trovarci, quindi, in condizioni migliori ad affrontare quella
  strategia di  risanamento  che  comincia  adesso  -  e non chissà
  quando -  che  sta  cominciando  adesso  con  la  finanziaria, il
  bilancio e  con  gli  altri  interventi  che  il  Governo intende
  proporre.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   colgo   l'occasione  per
  informare gli  onorevoli  Presidenti  dei Gruppi parlamentari che
  nella seduta  di  domani  pomeriggio,  così  come stabilito dalla
  Conferenza dei  presidenti  dei  gruppi  parlamentari,  si  dovrà
  procedere al  rinnovo  delle  commissioni  legislative.  In  atto
  mancano le  segnalazioni  dei Democratici di sinistra, dell'UDR e
  di Forza  Italia,  per cui vorrei pregare i rispettivi presidenti
  di provvedere  nella  prima  mattinata di domani alle indicazioni
  relative  che  consentiranno  alla  Presidenza  di  formulare  la
  proposta in Aula.


   Presidenza del presidente Cristaldi


            COMUNICAZIONI AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, COMMA 2

     SPEZIALE.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  del  secondo  comma
  dell'articolo 83.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor  Presidente,  io  intervengo  soltanto  per
  definire  un  percorso ragionevole dei lavori d'Aula. Noi abbiamo
  assistito   stasera   pazientemente   all'ulteriore   sistematico
  atteggiamento  ostruzionistico da parte dei colleghi parlamentari
  del Polo per le libertà;  adesso, sommessamente mi permetterei di
  suggerirle di proseguire i lavori d'Aula sulla base di una stessa
  osservazione  sua,  cioè  quella  di  rendere  produttiva  l'Aula
  stessa.
       Visto che  sono stati presentati emendamenti, gran parte dei
  quali    saranno    dichiarati    inammissibili    per    fondata
  irragionevolezza, mi  permetterei di suggerirle di andare avanti,
  anche fino a notte inoltrata, con il disegno di legge n. 863/A, e
  domani  mattina   riprendere   la   discussione  del  disegno  di
  legge-voto, l'altro  punto  fondamentale  sul  quale noi dobbiamo
  insistere perchè  in  settimana  si  arrivi  alla  chiusura;  nel
  pomeriggio si  proseguirebbe regolarmente con la votazione per le
  elezioni del  Consiglio di Presidenza e delle Commissioni per poi
  riprendere con il disegno di legge voto.
       Signor Presidente, mi permetto di suggerire questo percorso,
  visto che  il numero dei parlamentari presenti permette di andare
  avanti, che  c'è  la  maggioranza  presente che può consentire di
  esitare velocemente  il  disegno  di legge n. 863/A. La inviterei
  dunque a  consentire  la  prosecuzione  dell'esame del disegno di
  legge sulla contrazione del mutuo.

     PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, la seduta, avendo lei chiesto
  di parlare - e  le  è  stato  concesso  di  farlo  - in forza del
  secondo comma  dell'articolo  83,  cone  ha  già  intuito,  si  è
  conclusa. Del resto,  vale la pena di precisare che c'è stata una
  Conferenza  dei   Presidenti   dei  gruppi  parlamentari  che  ha
  tassativamente vietato,  almeno  in  questa  fase, che ci fossero
  delle sedute  notturne,  per  quanto il Presidente dell'Assemblea
  avesse chiesto di poterlo fare.
       Mi consenta  di  dirle, inoltre, che quest'Aula ha perso due
  ore per  mancanza  del  numero legale; si sarebbe potuto lavorare
  fino a quest'ora  senza  sprecarle.  Io  non  ho alcun problema a
  fare sedute  notturne, domani sera, dopodomani, quando riterrete,
  purchè venga  deciso  nelle giuste sedi. Del resto, il calendario
  dei lavori è  stato  fissato e quando si sarà concluso o ritenete
  che sarà necessario rivederlo per l'ennesima volta, lo rivedremo;
  non è possibile però che durante la "partita" si cambi una regola
  che è stata tassativamente preclusa.
       Io comprendo la sua richiesta,  ma si renderà conto - lei lo
  ricorderà - che tassativamente fu detto no a sedute notturne.

     SPEZIALE. Sono le 23.30; si può andare avanti.

     PRESIDENTE. Se  c'è  un  nodo  politico, lei è il leader della
  maggioranza  e  conosce  le regole che consentono al leader della
  maggioranza  di discutere con chi di dovere per potere accelerare
  i lavori. Non possono essere trovati escamotage regolamentari per
  nodi che sono comunque di carattere politico.

     SPEZIALE.  Anche  lei  è  il  Presidente dell'Assemblea e deve
  permettere che l'Assemblea sia produttiva.

     TRICOLI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Dopo  questo  suo intervento, signor Presidente, non
  era    strettamente   necessario   il   mio,   ma   soltanto   in
  considerazione,  diciamo, di quello che ha dichiarato l'assessore
  Piro e  cioè  a dire che ci sarebbe una riscrittura dell'articolo
  3.  E'  chiaro  che  indipendentemente  da ogni argomentazione di
  ordine tecnico  e  relativa  a  quelli  che  sono  i poteri della
  Conferenza  dei  capigruppo, mi sembra opportuno sotto il profilo
  politico  che  si  conosca  questa riscrittura dell'articolo 3 in
  modo anche  da  poter  fare,  almeno  per  quanto ci riguarda, le
  valutazioni in merito alla bontà del disegno di legge.
       Ci  tengo  a  sottolineare  che,  per  quanto  ci  riguarda,
  sull'articolo  1  e  sull'articolo  2  non è stato proposto alcun
  emendamento  e  quindi  il  nodo dell'articolo 3 è assolutamente,
  come  dire,  fondamentale  per  quello  che è l'atteggiamento del
  Gruppo di Alleanza nazionale in ordine a questo disegno di legge.
  Grazie.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a
  mercoledì 3 febbraio 1999, alle ore 10.30, con il seguente ordine
  del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - SVOLGIMENTO  AI  SENSI  DELL'ART.  159,  TERZO  COMMA,  DEL
          REGOLAMENTO INTERNO  DELLE  INTERROGAZIONI  DELLA  RUBRICA:
          "BILANCIO E FINANZE":

      N. 2103 -  Inopportunità   della   ricerca   sulla  pubblica
              Amministrazione regionale di  cui  al  bando di gara
              pubblicato nella G.U.R.S. del 16.05.1999.
              - Assessore Bilancio
              ****
              Mele Manlio
                             -------------

      N. 2114 - Assunzione di  n.  250  ufficiali  di  riscossione
              presso la 'Montepaschi SERIT'.
              - Assessore Bilancio
              - Assessore Lavoro
              ***
              Turano Girolamo
                             -------------

      N. 2334 - Iniziative perché ai soci di cooperative edilizie,
              finanziate ex legge regionale  n.  79  del 1975, non
              venga imputato il pagamento  di  interessi di mora a
              seguito del mancato  pagamento  o  del  ritardo  del
              versamento dell'annualità  del  contributo  da parte
              della Regione.
              - Assessore Cooperazione
              - Assessore Bilancio
              ***
              Pignataro Giuseppe; Villari Giovanni

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 288 - Sblocco da  parte  del Governo regionale delle nomine
          in enti di pertinenza della Regione.

          (21/01/1999)              FLERES, LEONTINI, BUFARDECI
                                    BENINATI, ALFANO, CROCE

     IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Ricorso  al mercato finanziario per l'anno 1998' (n.863/A)
          (Seguito).

          Relatore: On.le Di Martino

       2) "Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti l'elezione  diretta  del  Presidente
          della    Regione,     l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa  popolare  e   comunale   ed   i
          referendum regionali'" (nn.  2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano

       3) 'Istituzione del  parco  archeologico e paesaggistico della
          Valle dei Templi di  Agrigento  e  del  parco  archeologico
          integrato di Selinunte, Segesta e  Cave di Cusa' (nn. 453 -
          302 - 724/A).

          Relatore: On.le  Adragna

       4) 'Proroga della durata  della  Commissione  speciale  per la
          riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).

       5) 'Nuove norme in tema di  interventi  contro  la  mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari' (n. 795).

      V - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

     VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

    VII - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

   VIII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE  PERMANENTI  E DELLA
          COMMISSIONE  PER  L'ESAME   DELLE   QUESTIONI   CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

       La seduta è tolta alle ore 23.40

     (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.00)