Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
La seduta è aperta alle ore 10.48.
CROCE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione: - numero 297 <<Interventi, a livello centrale, per
ridurre i danni arrecati alle produzioni agricole in Sicilia, el
in particolare nelle province di Ragusa e Siracusa, dalle gelate
degli ultimi giorni del mese di gennaio>>, degli onorevoli La
Grua, Granata, Scalia e Ricotta.
Dispongo che la predetta mozione venga iscritta all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sottosanti ha chiesto
congedo per la seduta odierna. Non sorgendo osservazioni il
congedo si intende accordato.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
SVOLGIMENTO AI SENSI DELL'ART.159, TERZO COMMA, DEL REGOLAMENTO
INTERNO DELLE INTERROGAZIONI DELLA RUBRICA: "BILANCIO E
FINANZE"
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
svolgimento ai sensi dell'art. 159, terzo comma, del Regolamento
interno delle interrogazioni della rubrica: "Bilancio e Finanze".
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione n. 2103,
ne dò lettura:
N. 2103 - Inopportunità della ricerca sulla pubblica
Amministrazione regionale di cui al bando di gara
pubblicato nella G.U.R.S. del 16.5.1998.
All'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso
che la stampa isolana ha riportato con evidenza la
questione relativa al bando di gara, pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione della Regione del
16.5.1998, relativo ad una 'ricerca sulla pubblica
Amministrazione regionale, comprendente uno studio
progettuale, indagini, elaborazione di dati,
determinazioni dei livelli di efficienza ed efficacia
dell'azione amministrativa' per una spesa presunta di L.
390.000.000 oltre I.V.A.;
valutato che un'iniziativa di tal fatta mal si
concilia, considerato il costo, con le attuali
difficoltà finanziarie della Regione, ancorché con
esigenze di utilità e di piena rispondenza alle finalità
dell'Amministrazione regionale impegnata, peraltro, con
iniziative interne e con l'utilizzazione del personale
disponibile a conoscere i livelli di efficienza
dell'azione amministrativa;
ritenuto di condividere le pubbliche affermazioni sia
del Segretario generale della Presidenza della Regione,
sia del responsabile dell'Ufficio Trasparenza della
Presidenza stessa, i quali, molto opportunamente, hanno
sostanzialmente evidenziato l'inutilità e l'onerosità
della ricerca. Peraltro il dott. Scaravilli avanza,
specificatamente, 'dubbi sull'opportunità' dell'indagine
che 'andrebbe inquadrata in un piano complessivo di
interventi' per evitare l'accumularsi di 'studi
ammuffiti di cui sono pieni gli scaffali' della Regione;
valutate, altresì, assai discutibili le affermazioni
dell'Assessore per il bilancio e le finanze e del suo
Capo di gabinetto; quest'ultimo si è spinto al punto di
dire che 'la ricerca consisterà in un'indagine esterna
all'Amministrazione: sarà intervistato un campione di
cittadini, circa 6.000, per sondare le opinioni sulla
burocrazia regionale, raccogliere consigli e
suggerimenti'. Come se non si conoscesse quale sia
'l'opinione' e il livello di contestazione dei siciliani
sul punto;
considerato che:
- il citato bando di gara si caratterizza per la sua
aleatorietà, per la poca chiarezza e soprattutto perché
si intende affidare significativamente la redazione di
un 'rapporto' ad istituti universitari ed organismi di
alta qualificazione che abbiano effettuato 'servizi
similari a quello oggetto della gara, realizzati negli
ultimi tre esercizi';
- non appare legittima l'indicazione di un tetto
presuntivo di spesa (390 milioni di lire, più I.V.A.);
per sapere:
- se non ritenga di dover soprassedere
all'effettuazione della poco utile, superflua e
certamente costosa indagine e conseguentemente di
revocare il bando di gara pubblicato nella G.U.R.S. del
16.5.1998, parte II, pagina 63;
- se non ritenga, altresì, di dover riferire
all'Assemblea regionale siciliana sui contenuti del
programma statistico regionale e sulle iniziative
amministrative adottate nel tempo dai vari assessori
regionali per darne piena attuazione.
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
(16 luglio 1998)
MELE
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
alla interrogazione.
PIRO, assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in merito all'atto ispettivo n.
2103 si precisa quanto segue: in data 16 maggio 1998, veniva
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il
bando di gara attraverso una procedura aperta, per l'affidamento
di un servizio costituito dall'effettuazione di uno studio
progettuale, indagini elaborazione di dati, determinazione dei
livelli di efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione
regionale.
L'aggiudicazione della gara è stata effettuata ai sensi
dell'articolo 23 del decreto legislativo 157 del 1995 utilizzando
il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
La Commissione aggiudicatrice della gara sulla base di una
griglia di valutazione, che peraltro era chiaramente specificata
nel capitolato speciale d'appalto, ha individuato nella CIRM il
soggetto aggiudicatario.
Per quanto attiene la scelta dei soggetti che potevano
partecipare, si precisa che con la legge regionale 15 del 1993 è
stato istituto presso l'Assessorato al Bilancio, l'Ufficio di
statistica regionale. Tale Ufficio svolge per conto di tutta la
Regione, anche in considerazione delle competenze derivanti dallo
Statuto speciale, nonchè in quelle derivanti dal decreto
legislativo 322 del 1989, una serie di azioni atte a fornire
quella necessaria base statistica indispensabile per la
programmazione delle politiche attive. In tale quadro l'Ufficio
di Statistica ha elaborato il Bando di Gara il cui scopo era
quello di conoscere lo stato di organizzazione della pubblica
amministrazione e la qualità del servizio offerto, il tutto
attraverso una serie di indicatori di efficacia e di efficienza.
Uno dei momenti di tale indagine era costituito dalle
rilevazioni campionarie mediante interviste sia ai fruitori che
ai fornitori del servizio.
La citata legge regionale 15/93 obbliga la Regione per lo
svolgimento di detti servizi ad avvalersi di istituti
universitari o organismi di alta qualificazione.
Il bando di gara che prevede lo svolgimento di una analisi
anche attraverso il mezzo delle interviste, in realtà è apparso
in modo un po' distorto sulla stampa.
Infatti il mezzo, e cioè l'indagine campionaria, sembrava
costituire il fine del servizio che veniva chiesto.
Inoltre in tale informazione in maniera del tutto inusuale
si identificavano alcune domande ad alcuni settori della P.A.,
che certamente hanno indotto l'osservatore esterno a conclusioni
legittime sulla inutilità di tale servizio.
In realtà il bando di gara precisava che la responsabilità
tecnica del progetto rimane in carico all'Ufficio regionale di
Statistica, il che comporta che sia il campo di applicazione
dell'indagine, sia i questionari da sottoporre tramite intervista
debbono essere approvati da detto ufficio al fine di verificare
la reale possibilità di giungere a quella analisi indicata in
premessa che costituisce il vero scopo dell'appalto del servizio.
In funzione di ciò, all'Ufficio di statistica la C.I.R. M.
ha fatto pervenire in data 9 dicembre 1998 i questionari relativi
all'indagine. L'ufficio di statistica in data 23 dicembre 1998
con l'assenso dell'Assessore non trovando i questionari
pienamente rispondenti all'oggetto del contratto invitava la
C.I.R.M. ad integrare i questionari sulla base delle puntuali
osservazioni per dare al campo di indagine una maggiore
rappresentatività.
Sinteticamente gli elementi conoscitivi sono i seguenti:
domande da porre, oltre a quelle relative ai dati generali, al
cittadino per ogni intervista: 25; settori della Pubblica
Amministrazione su cui si chiedono informazioni: 19; domande da
porre ai dipendenti della Pubblica Amministrazione per intervista
oltre i dati generali: 77; uffici coinvolti nell'indagine: 204.
Per finire assicuro che nel caso in cui la C.I.R.M. dovesse
ulteriormente non corrispondere alle esigenze che
l'amministrazione regionale ha individuato e che ritiene debbano
essere poste alla base di questo servizio verrà valutata
opportunamente la possibilità di rescindere il contratto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mele per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MELE. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione 2114 "Assunzione di n.
250 ufficiali di riscossione presso la Montepaschi Serit" a firma
Turano. Per assenza dall'Aula dell'onorevole firmatario
l'interrogazione viene trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2334 "Iniziative perché ai
soci di cooperative edilizie finanziati ex lege n. 79/75 non
venga imputato il pagamento degli interessi di mora a seguito del
mancato pagamento del ritardo del versamento dell'annualità del
contributo da parte della Regione" a firma Pignataro, Villari.
Per assenza dall'Aula degli onorevoli interroganti,
l'interrogazione viene trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 288: Sblocco da parte del
Governo regionale delle nomine in enti di pertinenza della
Regione. Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- a seguito del dibattito sviluppatosi in
conseguenza della presentazione della mozione n.
275: 'Revoca della richiesta del Governo regionale
di restituzione della documentazione relativa alle
nomine in enti di pertinenza della Regione', il
Presidente della Regione si è impegnato ad
accogliere la richiesta formulata procedendo
soltanto ad una verifica tecnica delle nomine
effettuate e a consentire, dunque, al loro sblocco;
- tale impegno, ad oggi, è stato disatteso con ciò
facendo venire meno i presupposti che hanno
determinato il ritiro della citata mozione n. 275 da
parte dei presentatori e mantenendo intatti i motivi
che, di contro, ne provocarono la presentazione;
- anche relativamente alla vicenda riguardante la
rotazione dei soprintendenti il Governo ha sino ad
oggi disatteso gli impegni a revocare il
provvedimento di sospensione;
- appare palese il proposito della maggioranza di
infrangere il rispetto delle funzioni e delle
competenze istituzionali, così da alterare i
corretti rapporti politici e dialettici che sono il
presupposto di qualsiasi democrazia parlamentare,
come già manifestato con preoccupazione nella più
volte citata mozione n. 275,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attuare gli impegni assunti in occasione della
discussione sulla mozione n. 275;
- a revocare la nota di richiesta di restituzione
degli atti relativi alle nomine effettuate dal
Governo precedente, al fine di consentire alla
Commissione di merito di esaminarli per esprimere i
relativi pareri previsti dalle leggi;
- a revocare altresì, o a non compiere, i
provvedimenti di revoca o di sostituzione della
rotazione dei soprintendenti dei Beni culturali;
- ad avviare alla pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana tutti gli atti il
cui procedimento istruttorio risulta già essere
stato definito (decreti e quant'altro) e che sono
stati inusitatamente bloccati>>.
(21 gennaio 1999)
FLERES - ALFANO - LEONTINI -
BUFARDECI - BENINATI - CROCE
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi , il Presidente della Regione,
quando si discusse in Aula della fissazione della data di questa
mozione, aveva, innanzitutto, fornito alcuni elementi di
valutazione connessi al fatto che il Governo, e segnatamente la
Presidenza della Regione si è già adoperata, e ulteriormente si
sta adoperando, per corrispondere pienamente agli impegni
contenuti nell'ordine del giorno a cui, anche la mozione, fa
riferimento.
Come secondo elemento il Presidente della Regione aveva
chiesto, ovviamente, che la mozione potesse essere discussa sotto
una data che consentisse, allo stesso Presidente della Regione,
di essere presente.
Ora, come è noto, il Presidente della Regione è impegnato in
una missione all'estero. Pertanto chiedo se sia possibile
spostare, quando sarà presente il Presidente della Regione - il
che credo avverrà la prossima settimana - la discussione di
questa mozione, mi parrebbe strano che si potesse discutere senza
la presenza del Presidente della Regione.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa vicenda,
che ha portato il gruppo di Forza Italia ad insistere su una
questione che aveva responsabilmente accantonato a seguito degli
impegni del Presidente della Regione, comincia ad assumere la
fisionomia di una pantomima, e questo è assai grave. A me spiace
che in questo momento a rappresentare il Governo sia l'onorevole
Piro, perché non è certamente l'onorevole Piro ad avere la
responsabilità rispetto a questo argomento e dunque non vi è
dubbio che ci troviamo in una condizione di grave disagio, ma
questa condizione di disagio non può esimerci dal giudicare
grave, inopportuno, vorrei dire politicamente scorretto,
l'atteggiamento del Presidente della Regione che, dopo essersi
impegnato a seguito di un ordine del giorno da noi presentato a
non rinviare oltre misura la ritrasmissione degli atti
riguardanti le nomine alla Prima Commissione per il previsto
parere, invece, sta prendendo tempo e sta, devo dire in maniera
assai grave, remorando la regolarizzazione di numerosi organi di
amministrazione che è noto, da tempo, vivono una condizione di
precariato non essendo stati, a suo tempo, ricostruiti i diversi
consigli che presiedono ai medesimi organi.
Allora, qui il problema, lo ribadiamo, è politico ed è di
rapporti tra maggioranza ed opposizione. Allora, se il Presidente
della Regione, piuttosto che dare seguito agli impegni che egli
stesso ha assunto e che per quanto ci riguarda hanno dato la
stura per ottenere il rinvio della trattazione dell'argomento ed
il ritiro dell'ordine del giorno che inizialmente poneva
all'attenzione dell'Aula la questione, questa condizione comincia
a venire meno ed il Governo non si deve meravigliare se, poi,
l'opposizione tiene l'atteggiamento che ha tenuto ieri sera
perché è il minimo che possa fare, che poi all'interno di una
logica risponda il pallino piuttosto che colpire il Presidente
della Regione colpisca l'onorevole Piro, purtroppo è una cosa che
fa parte delle regole del gioco, noi non possiamo farci
assolutamente nulla, dobbiamo dire, però, che il Governo non
mantiene gli impegni, che è un Governo privo di parola e dunque
non può meritare il rispetto dell'opposizione, perché non
rispetta l'opposizione, e non rispetta neanche se stesso nella
misura in cui viene meno alla parola data, una parola alla quale
avevamo creduto,,ma che, evidentemente, ha il valore della carta
straccia, un po' come le obbligazioni della Regione. Infatti,
onorevole Piro, avranno valore di carta straccia fino a quando
questa Regione non si darà un programma finanziario e non
stabilirà in che modo intende spendere le risorse di cui dispone.
Pertanto intendiamo discutere oggi la mozione.
Ci dispiace che il Presidente della Regione non ci sia,
vogliamo che questo Parlamento se è il caso respinga la mozione
se ha la forza, la maggioranza di poterlo fare lo faccia, ma noi
vogliamo sapere esattamente come stanno le cose e vogliamo sapere
se gli impegni assunti da questo Governo sono coperti o privi di
copertura.
Questa è la nostra opinione
Siamo convinti che il comportamento che si terrà
relativamente a questo tema certamente influenzerà l'attività del
Parlamento stesso perché influenzerà il comportamento della
opposizione, il Governo faccia quello che crede, vada in missione
dove ritiene più opportuno andare in missione, però io dico la
missione più importante in questo momento la si deve condurre
all'interno di questa Aula dove sono venuti a mancare i
presupposti essenziali della dialettica democratica e della
lealtà nei rapporti tra le forze politiche che possono pure
differenziarsi rispetto ai temi che vengono affrontati e rispetto
alle opinioni che vengono espresse ma che su una cosa devono
essere sicuramente d'accordo: io rispetto delle regole e la prima
regola tra tutte è la lealtà.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, comprendo il senso del suo
discorso ma credo che sia implicito nel suo stesso intervento la
necessità della presenza del Presidente della Regione perché
anche se con qualche giorno di ritardo il Presidente a nome del
Governo ha preso un impegno e ne dovrà rispondere.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
molto brevemente perché la richiesta dell'assessore Piro mi ha
indotto ad una riflessione che lega due fatti apparentemente
separati e scoordinati.
Un fatto è l'intervento dell'assessore Piro di ieri sera a
conclusione della seduta, che ho apprezzato sul piano della
conduzione logica del ragionamento e devo dire per molte delle
appassionate risposte che ha offerto al dibattito precedente.
Un'altra riflessione riguarda specificamente la mozione in
discussione e ho abbinato questi due fatti perché mi sembra che
attengano entrambi alle regole.
Ieri, l'opposizione ha tenuto uno atteggiamento tendente a
volere dimostrare il proprio disagio in questa aula e l'assessore
Piro ha dato risposte assolutamente coerenti rispetto
all'andamento complessivo del dibattito, e chiarificatrici
rispetto alla strategia che il Governo intende darsi con
specifico riferimento all'obiettivo del riposizionamento del
debito.
Oggi, sempre in un tema di regole, volevo ricordare all'aula
che quando in conferenza di capigruppo si pose il problema della
fissazione della mozione, della discussione della mozione in data
odierna, il Presidente della Regione, onorevole Capodicasa,
precisò che non sarebbe stato presente oggi ed io in
rappresentanza di Forza Italia rappresentai la volontà del mio
gruppo di discutere ugualmente la mozione anche in sua assenza
con la garanzia che sarebbe stato presente o l'assessore Piro o
il vice Presidente della Regione.
Per cui, sul piano puro delle regole e dei rapporti non mi
pare che vi siano ostacoli insormontabili a discutere la mozione
in questa sede.
Ecco perché noi in sede di conferenza dei capigruppo
abbiamo ritenuto prevalente l'argomento dell'urgenza rispetto a
quello della presenza del Presidente della Regione il quale per
altro verso aveva già avuto modo nel dibattito precedente alla
conferenza dei capigruppo della scorsa settimana di sostenere
alcuni argomenti a sostegno della tesi, per cui era impossibile
addirittura discutere la mozione.
Quindi io ribadisco la richiesta del gruppo Forza Italia di
discutere oggi la mozione, fermo rimanendo che se vi fosse una
impossibilità obiettiva a farlo non ci resterebbe che prenderne
atto.
PRESIDENTE. Onorevole Alfano anche per quanto riguarda il suo
intervento, ne comprendo il senso, ma se l'onorevole Piro non
ritiene di poter essere lui l'interlocutore, non possiamo che
prenderne atto con l'impegno di inserire la mozione al primo
punto dell'ordine del giorno della prossima settimana, per dare
il segno dell'urgenza.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE.
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
"Discussione di disegni di legge" e segnatamente al seguito del
disegno di legge n. 863/A: "Ricorso al mercato finanziario per
l'anno 1998", posto al numero 1 del quarto punto dell'ordine del
giorno.
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto
all'apposito banco.
Ricordo che eravamo in sede d'esame dell'articolo 1.
Comunico che, all'articolo 1, sono stati presentati i
seguenti emendamenti, allegati al presente resoconto
stenografico:
- dagli onorevoli Croce ed altri: emendamenti 1.3, 1.11, 1.12,
1.5, 1.6, 1.16, 1.17, 1.22, 1.23, 1.32, 1.33, 1.34, 1.36, 1.35,
1.50, 1.49, 1.53, 1.46, 1.54, 1.59, 1.58, 1.57;
- dagli onorevoli Pagano ed altri: emendamenti 1.4, 1.7 e 1.8;
- dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamenti 1.9, 1.10, 1.13,
1.14, 1.15, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27,
1.28, 1.29, 1.30, 1.31, 1.37, 1.38, 1.39, 1.41, 1.40, 1.42, 1.1
e 1.2;
- dagli onorevoli Beninati ed altri: emendamenti 1.43, 1.44,
1.45, 1.51, 1.48, 1.52, 1.47, 1.55 e 1.56.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevole assessore Piro, onorevoli
colleghi, per quanto riguarda la procedura che il Presidente
dell'Assemblea sta cercando di portare avanti, desidero
dichiarare che alcuni emendamenti che portano la mia firma e
anche del mio Gruppo politico vengono ritirati. Annuncio, in
Aula, che alcuni di questi emendamenti, soprattutto quelli
all'articolo 1, quasi la totalità, ad eccezione di un numero
variabile da quattro a cinque che abbisognano di un
approfondimento, vengono ritirati.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, atteso che dall'intervento
dell'onorevole Croce si evince che i lavori potrebbero essere
spediti.
Occorre, tuttavia, sottolineare una cosa e cioè che, per
quanto mi riguarda, non ho presentato emendamenti nè all'articolo
1, nè all'articolo 2. Ci sono emendamenti presentati all'articolo
3, ma il Governo ha annunciato di avere riscritto questo
articolo. Quindi, delle due l'una: o il Governo predispone per
tempo quest'articolo, altrimenti chiederò, giunti all'articolo 3,
di sospendere l'Aula per qualche minuto.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire su due emendamenti in particolare l'1.1 e l'1.2 che
riguardano il metodo attraverso cui pervenire, nel caso fosse
necessario, alla stipula del mutuo.
L'emendamento 1.1 intende evitare un eccessivo frazionamento
del mutuo stesso ovvero dell'operazione di ricorso all'emissione
di obbligazioni. Frazionamento eccessivo che potrebbe determinare
un costo altrettanto eccessivo per l'operazione stessa perché non
v'è dubbio che se la Regione dovesse riuscire a stipulare un
mutuo per l'importo complessivo di 1.700 miliardi otterrebbe
relativamente a questa cifra condizioni certamente migliori che
non nel caso in cui dovesse operare un frazionamento. Mi rendo
conto che questa è pure l'opinione del Governo - peraltro ne
abbiamo parlato in separata sede - e pertanto l'obiettivo che noi
vogliamo raggiungere è quello che non si determini un
frazionamento eccessivo che provocherebbe un costo maggiore per
l'operazione stessa.
Il secondo è un'ipotesi attraverso cui, anche in questo
caso, non provocare un onere eccessivo alla Regione
nell'operazione di indebitamento di cui la legge si occupa.
Infatti prevede che i tassi a cui potranno essere contratti
i mutui non siano superiori ad uno spread dello 0,20 rispetto
alla media rilevata nel semestre precedente del tasso di Euribor.
Non è un differenziale particolarmente appetibile, anche di
questo ci rendiamo conto, ma il rischio che noi corriamo in
questo momento è che, relativamente ad una operazione difficile,
sicuramente poco entusiasmante per gli istituti che dovranno
compierla, si possa solleticare l'interesse non di banche forti e
altrettanto solide, ma di istituti di secondaria importanza che
potrebbero decidere di scommettere su un' operazione a rischio,
qual è quella che la Regione intende proporre loro, giusto per
ottenerne un ritorno particolarmente favorevole. Questo se
venisse incontro all'esigenza di utile delle banche stesse,
rappresenterebbe un costo eccessivo per la Regione.
Dunque, la proposta che si intende formulare con
l'emendamento 1.2 è quella di contenere il margine di utile che
può essere consentito in un' operazione di questo genere.
Relativamente agli altri emendamenti all'articolo 1, intendo
fare mie le dichiarazioni già esposte dall'onorevole Croce.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, signori deputati, consentitemi, innanzi tutto, di
manifestare il mio apprezzamento e quello del Governo per quanto
affermato poc'anzi dall'onorevole Croce e testè dall'onorevole
Fleres. Ho già detto che il Governo intende seguire una strada di
grande prudenza e anche di grande trasparenza e mi auguro di
poter avere la possibilità di dimostrare concretamente entrambi
questi postulati.
Per quanto riguarda il primo emendamento presentato
dall'onorevole Fleres e che riguarda la fissazione di un minimo,
rispetto alla possibilità che viene qui formulata di un
frazionamento del mutuo, tengo a precisare che abbiamo previsto
la possibilità di stipulare il mutuo anche per importi parziali
perché non vogliamo - credo che ciò vada esattamente nella
direzione delle perorazioni che non solo legittimamente ma anche
opportunamente sono state avanzate dai colleghi intervenuti -
pregiudicare una soluzione o più soluzioni che consentano di
massimizzare il beneficio riducendo i costi e, in questo senso,
la possibilità che possano essere fatte più operazioni:
operazioni di mutui, operazioni di emissioni di obbligazioni e,
per quanto riguarda il mutuo, la possibilità che possa essere
contratto e i prestiti obbligazionari, quindi, essere emessi
anche per importi parziali.
Assicuro, tuttavia, l'onorevole Fleres che non è nelle
intenzioni del Governo procedere ad un frazionamento eccessivo.
Ritengo che la cifra indicata dall'onorevole Fleres sia
ottimale, tuttavia, pregherei di non insistere nella formulazione
dell'emendamento che aggiunge un elemento probabilmente di
appesantimento, fermo restando l'impegno del Governo a non
consentire frazionamenti eccessivi delle operazioni.
Per quanto riguarda il secondo emendamento, cioè quello che
fissa uno spread in aumento (immagino rispetto al tasso di
riferimento, onorevole Fleres), anche qui inviterei l'onorevole
Fleres a ritirarlo. Non dobbiamo fare l'errore opposto che è
stato fatto dal legislatore innanzitutto in occasione della
contrazione del mutuo precedente di 1.700 miliardi, laddove
l'autorizzazione legislativa per un eccesso di sicurezza,
probabilmente, mettiamola così, indicava la sola possibilità del
ricorso a tasso fisso, il che ci ha portato a contrarre un mutuo
a un tasso che a quel tempo, tutto sommato, poteva essere
considerato accettabile, ma che oggi nel giro di due anni è
diventato un tasso incredibilmente alto; infatti noi paghiamo
sull'operazione Credit Swisse Rossini un tasso fisso quasi dell'8
per cento e siamo nelle condizioni di non poter rinegoziare il
mutuo perchè non solo è stipulato a tasso fisso, ma perchè esso
prevede a fronte l' emissione di obbligazioni con una cedola che
è collegata al tasso del mutuo; dunque, siamo nell'impossibilità
di rinegoziare il mutuo.
Non opportunamente, nella legge n. 6/97 che modificò la n.
47/77 fu specificato che i mutui e comunque le emissioni e le
obbligazioni dovessero essere stipulate alle migliori condizioni
di mercato. Uno spread dello 0,20 è troppo basso, neanche la
Repubblica Italiana , oserei dire, neanche la Repubblica Tedesca
oggi è nelle condizioni di emettere obbligazioni sul mercato con
uno spread dello 0,20 sul Libor o sull'Euribor, che oggi si
situano ("Sole 24 ore" di questa mattina) in una banda di
oscillazione che va dal 3,01% al 3,070%.
L'applicazione di uno spread non superiore allo 0,20 ci
porterebbe a un tasso del 3,20, che è un tasso che nessuno può
spuntare sul mercato. Se dovesse essere approvato questo
emendamento, io ritirerei il disegno di legge, perchè non saremmo
nelle condizioni di poter andare sul mercato. E' troppo basso,
nessuno, nessun ente pubblico spunta oggi un tale tasso, fermo
restando l'obbligo, che è già previsto dalla legge e che non
viene superato, delle migliori condizioni di mercato.
Pregherei, dunque, l'onorevole Fleres di ritirare entrambi
gli emendamenti.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Piro, ancora una volta l'opposizione intende
dare credito al Governo. Mi auguro che questa volta non finisca
come relativamente all'argomento di cui alla mozione precedente,
nel senso che mi auguro che la proposta e l'orientamento che lei
ha testè espressi siano poi confermati.
Relativamente agli emendamenti successivi che prevedono una
riformulazione di alcuni articoli contenuti nel disegno di legge,
esprimo un giudizio favorevole per due ragioni: una per la
competenza mostrata relativamente alla conoscenza del Regolamento
d'Aula; infatti lei in questo modo, di fatto rende nulli o
comunque rimette in discussione complessivamente tutti gli
emendamenti che sono stati presentati; per carità, ognuno fa il
proprio mestiere e cerca di farlo al meglio. Seconda perchè
oggettivamente essi contengono alcune delle indicazioni già
inserite negli emendamenti da noi presentati a quegli articoli.
Certo non sono tutte, vedremo caso per caso, però devo dire che
in linea di massima gli emendamenti che riformulano gli articoli
2, 3 e 4 del disegno di legge mi sembrano in direzione delle
soluzioni che noi avevamo individuato emendando il testo
originario.
Comunque, ne parleremo caso per caso e vedremo quali sono
gli emendamenti che manterremo e quali quelli che invece
ritireremo.
PRESIDENTE. Si procede all'esame degli emendamenti
all'articolo 1.
FLERES. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirare i seguenti emendamenti all'articolo 1: 1.3, 1.4, 1.9,
1.10, 1.11, 1.12, 1.5, 1.13, 1.14, 1.15, 1.6, 1.16, 1.17, 1.18,
1.19, 1.20, 1.21, 1.22, 1.7, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28,
1.29, 1.30, 1.8, 1.31, 1.32, 1.33, 1.34, 1.36, 1.35, 1.37, 1.38,
1.39, 1.41, 1.40, 1.42, 1.43, 1.44, 1.45, 1.50, 1.49, 1.51, 1.48,
1.52, 1.47, 1.53, 1.46, 1.54, 1.59, 1.58, 1.57, 1.55, 1.56, 1.1,
1.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: Presenti 25.
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 11.47, è ripresa alle ore 12.54)
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
CROCE, segretario f.f.:
<<Art. 2
Autorizzazione all'emissione di prestiti obbligazionari
1. In alternativa alla contrazione dei mutui ai sensi
dell'articolo 1, l'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, in relazione alle condizioni ed alle disponibilità
dei mercati finanziari, è autorizzato a disporre l'emissione
di prestiti obbligazionari, anche per importi parziali o
pro-quota, nei limiti e nei termini di cui all'articolo 1.>>
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo continuare
il ragionamento che ho interrotto nell'esame dell'articolo 1 e
quindi mi rivolgo all'onorevole Piro in quanto mi ricordo che,
proprio nel suo intervento, nel corso della discussione generale,
ella ebbe modo di rimproverare alcuni colleghi per l'imputazione
del costo dell'operazione e ha dichiarato che, innanzitutto,
questa non è una operazione che è stata prevista nel 1999.
Peccato che è sotto gli occhi di tutti quanto riportato nel
secondo comma dell'articolo 4 L'articolo 4 così recita: "Gli
oneri derivanti dalla presente legge sono iscritti nel bilancio
della Regione per gli esercizi 1999 e successivi."
Spesso e con insistenza, ripete, onorevole Piro, i termini
della necessità, dell'urgenza, della indifferibilità, ormai
questa è una sua caratteristica, dichiarando che solo
intervenendo entro il 30 aprile si potrà utilizzare l'emissione
del prestito obbligazionario.
Io la invito, alla luce dei dati riportati, a riflettere
parecchio e a rivedere quanto da me e da altri colleghi era stato
suggerito.
Personalmente non ritengo fuorvianti, nè prive di contenuto
tecnico le riflessioni dei colleghi che ritenevano necessario far
precedere un eventuale ricorso alle obbligazioni dalla stesura di
una finanziaria chiarificatrice degli obiettivi del suo Governo e
della Sicilia. Del resto questa mia riflessione pare essere
supportata proprio da quel "patto di stabilità interno" - mi
riferisco alla finanziaria, all'articolo 28 e, più in
particolare, per quanto riguarda una fase che vedremo più avanti,
al comma 17 dell'articolo 28 - che ci impegna alla condivisione
di obiettivi di finanza pubblica che tendano alla riduzione del
rapporto fra il proprio ammontare di debito e il prodotto interno
lordo.
I quattro componenti del processo della politica economica
sono i soggetti e sono i valori, i fini, gli strumenti; diamo
prima contenuto a questo assioma e saremo in grado di trovare
soluzioni ai problemi finanziari.
Le norme che ella cita a conferma della validità
dell'operazione, l'articolo 18 della legge regionale 697, se
ebbene prevedano che i mutui e i prestiti obbligazionari possono
essere altresì assunti per ripianamento dell'eventuale disavanzo
di amministrazione come risulta determinato con il rendiconto
generale dell'esercizio precedente, non possono essere disgiunte
dalle norme di riferimento, la legge 281 del 1970 e la legge 724
del 1994.
Dalla lettura attenta di quest'ultima si evince che lo Stato
vieta tassativamente l'emissione di obbligazioni che non siano
finalizzate a spese di investimento.
E' qui il problema, onorevole Piro, principio ribadito e
sottolineato anche dalla legge 724: emettere prestiti
obbligazionari per finanziare spese di partite correnti.
Questo è fatto divieto onorevole Assessore, ma aggiunge con
il comma 6 dell'articolo 35: "il prestito obbligazionario verrà
collocato alla pari e gli interessi potranno essere corrisposti
con cedole annui, semestrali o trimestrali a tasso fisso o a
tasso variabile, il rendimento effettivo al lordo di imposta per
i sottoscrittori del prestito non dovrà essere superiore al
momento dell'emissione al rendimento lordo dei titoli di stato di
pari durata emessi nel mese precedente maggiorato di un punto.
I precedenti passaggi mi fanno quindi pensare che la sua
invenzione sia solo una forzatura che cozza con consolidati
principi e non tiene conto del patto di stabilità interna.
L'operazione quindi dovrebbe essere limitata alla sola quota
del disavanzo che abbia attinenza con gli investimenti ma non
vediamo nessun riferimento alle rubriche che usufruiranno
dell'eventuali entrate; si aggiunga che gli obblighi previsti dal
citato comma 6, titoli siciliani dall'articolo 35 della lette 724
fanno chiaramente intuire che i titoli siciliani alla pari
avrebbero ben scarse possibilità, opportunità di piazzarsi sul
mercato.
Lei onorevole assessore, non tiene d'altra parte in nessuna
considerazione la globalizzazione dei mercati finanziari che in
questi ultimi mesi ci hanno dato dimostrazione che uno starnuto
asiatico o brasiliano coincidano spaventose ripercussioni sui
nostri mercati finanziari.
Onorevole assessore io credo che lei deve lasciar perdere ad
imitare i grandi economisti, spesso ci si rimette e allora per
quello che riguarda, e desidero concludere il mio intervento, con
una considerazione ed un suggerimento per quanto concerne il
contenuto del primo comma dell'articolo 3 del disegno di legge in
discussione che lei ora ha modificato ma che comunque non cambia
la sostanza delle cose, comunque intenda l'aula esprimersi sul
testo i poteri richiesti dall'assessore se bene supportati dal
decreto legislativo 157 del marzo 1995 "Attuazione della
direttiva 9250 CEE in materia di appalti pubblici di servizi"
appaiono eccessivi se posti nelle mani di uno solo individuo,
ripeto, pur con la stima che personalmente concedo all'onorevole
Piro.
Signor Presidente, onorevoli colleghi ritengo che il testo
del primo comma debba essere integrato da un'altra disposizione e
più precisamente citando proprio il comma 17 dell'articolo 28
dell'ultima finanziaria nazionale: "dal parere preventivo e
vincolante della Commissione paritetica stato-Regione di cui
all'articolo 43 dello Statuto regionale"; questo potrebbe
ridurre le forti e condivisibili preoccupazioni sull'utilizzo di
una modalità di gara la trattativa privata senza gara che se pur
prevista dal decreto legislativo 157 se solo ventilata da un
Governo, e ci tengo a ribadirlo di centro-destra, avrebbe
sollevato tanta discussione in questa Aula e quindi apriti cielo.
Non voglio parlare di altro.
Onorevole Piro mi permetto: si ricordi una cosa, gli uomini
sbagliano, i grandi uomini confessano di essersi sbagliati, la
drammaticità del momento, i dati in nostro possesso, le cifre,
non ci permettono di fare sfide specialmente con un mercato non
orientato favorevolmente. L'immissione nel mercato di 1.700
miliardi di obbligazioni in questo preciso momento, a mio modesto
avviso, farebbe impallidire o impazzire i più attrezzati. Le
ultime uscite del Ministro Ciampi danno la misura dello scenario
esistente e, pertanto, la pregherei, nell'interesse dei
siciliani, di non seguirlo. Non è un esempio da imitare.
Quindi, onorevole Piro, per quanto riguarda l'articolo 3
credo di avere dato un contributo che, francamente, mi aspetto
che lei recepisca in quanto una possibilità , se non di un parere
vincolante, ma di un sentire la Commissione paritetica
Stato-Regione, può essere un modo per sperare il problema.
Continuo, quindi, a ripetere quello che ho detto precedentemente
che mentre sono d'accordo sul tentativo di realizzare il mutuo
per pareggiare il 1998, distinguendo le due questioni, se
vogliamo, perché lei ha fatto riferimento, in alcune sue uscite
sulla stampa, che poteva anche abbassare il tetto da 1.700
miliardi a 1.500 miliardi. Allora, dico questo, se lei va ad
individuare la parte degli investimenti e, quindi, canalizzare il
mutuo per coprire quella parte che interessa gli investimenti,
credo che deve rivolgere, invece, molta attenzione al comma 17
dell'articolo 28 della finanziaria nazionale quando affronta il
problema del rapporto tra Stato e Regione e, quindi, il 30
settembre avremo sicuramente qualche notizia.
Mi auguro che lei porti una buona notizia e che questa
notizia possa servire soprattutto a coprire quell a parte che il
mutuo non riuscirà a coprire. Fare un mutuo di 1.000 miliardi può
essere utile e ci può essere una possibilità di realizzarlo,
farne uno di 1.700 è chiaro che la situazione dimostra che c'è
stato un diniego ed un'assenza delle banche su trattative e
quindi anche su esperimenti di gara.
Credo che lei deve separare le due questioni: per gli
investimenti si fa un ragionamento che possiamo fare per legge;
per le spese correnti si deve rivolgere ad altri momenti
organizzativi e contabili.
Chiedo, quindi, a lei, onorevole assessore, di farsi carico
di questo problema, di prevedere all'articolo 3 una clausola di
salvaguardia, di garanzia per il Parlamento che non è soltanto
per il Parlamento, ma è un problema che interessa l'equilibrio
generale e questo fatto di stabilità interna che l'Italia si è
dotata nella finanziaria del 1998.
Ritornando sull'argomento: separazione degli interventi,
diminuzione del mutuo, l'abbandono della possibilità di emettere
obbligazioni su un mercato che non è favorevole e la possibilità
di rivederci più avanti al 30 settembre quando lo Stato avrà
deciso finalmente di concorrere a dare alla Sicilia un aiuto e,
quindi, un sostegno. Quei 500, 600 miliardi che lo Stato darà
serviranno per coprire e per risanare le questioni precedenti e
non serviranno a questo Governo per "tirare a campare ". Perché
se è questo che lei vuole fare e cioè vuole realizzare
l'emissione di obbligazioni per "tirare a campare " e, quindi,
per rinviare un debito, dall'altra parte mi suscita una
perplessità dal fatto che lei vuole poi vuole utilizzare bene i
soldi dello Stato che sono la rinegoziazione fra Stato e Regione
fino al 1996 (quando si parla del comma 17 dell'articolo 28).
Queste sono le condizioni, questa è una delle possibilità
che le si offre e, quindi, la prego di recedere da questo
tentativo e la possibilità di avviare a soluzione un problema che
sta a cuore a tutti.
Non sono tra i parlamentari che ha tante legislature e
quindi non ho certamente responsabilità del passato o delle
gestioni passive del passato. Lei ha tre legislature e credo che
dall'opposizione abbia aiutato molto questa Regione ad
indebitarsi. Ricordo molti suoi interventi, soprattutto sulla
spesa.
Concludo il mio intervento, ringraziando il Presidente,
sollecitando l'assessore a rivedere tutta la materia in un clima
di più serena e ritrovata amicizia perché anche tra la
maggioranza e l'opposizione ci può essere amicizia e si può
guardare al futuro altrimenti si continua con questa situazione
del "tirare a campare", l'opposizione deve fare la sua parte, ma
se non avete una maggioranza, andate a casa
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Pagano ed altri: emendamenti 2.2.1, 2.5 e
2.6;
- dagli onorevoli Croce ed altri: emendamenti 2.3.1, 2.4, 2.7,
2.8 e 2.41;
- dagli onorevoli Bufardeci ed altri: emendamenti 2.9, 2.10,
2.11, 2.12, 2.13, 2.14, 2.15, 2.17, 2.18, 2.19, 2.20, 2.21,
2.22, 2.23, 2.24, 2.25, 2.26, 2.27, 2.28, 2.29, 2.30, 2.31,
2.32, 2.33, 2.34, 2.35, 2.36, 2.37, 2.38, 2.39, 2.40, 2.42,
2.43 e 2.44;
- dagli onorevoli Beninati ed altri: emendamento 2.16;
- dagli onorevoli Provenzano ed altri: emendamento 2.1;
- dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamenti 2.2 e 2.3;
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 2G, interamente sostitutivo dell'articolo 2.
FLERES. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirare tutti gli emendamenti all'articolo 2.
L'Assemblea ne prende atto.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole Croce
pone alcune questioni che credo meritino alcune considerazioni,
anche se, mi pare, ad alcune di queste, di aver risposto ieri
sera.
Ribadisco che il Governo ha già fissato per questa sera,
compatibilmente con i lavori d'Aula, la riunione della Giunta
durante la quale verrà presa in esame la cosiddetta legge
finanziaria per il 1999, i cui contenuti,m in linea di massima,
ho già esposto e che prevederà norme che consentono l'incremento
di entrate e norme che consentono decremento di spesa.
Per quanto riguarda la questione sollevata relativa al patto
di stabilità: vede, onorevole Croce, è proprio la considerazione
che il Governo ha fatto, della cogenza del patto di stabilità
previsto dalla legge finanziaria statale per quest'anno, anche
per la Regione siciliana, che ci ha indotto a valutare cone
strema, non solo positività, ma anche a rinvenirne l'urgenza e la
necessità di perseguire la strada che ci potrebbe portare a
conseguire l'effetto positivo di ottenere il finanziamento di
1.700 miliardi, entro il 30 aprile 1999, perché questo
finanziamento si iscrive nel bilancio del 1998 e, quindi, non
rientra nei limiti previsti dal patto di stabilità che decorre
dal gennaio del 1999. Perché lei, come avrà sicuramente visto,
data la lettura attenta che lei ha fatto del disegno di legge,
chiaramente viene indicato, all'articolo 4 che i proventi
dell'eventuale finanziamento ricadranno per intero sul bilancio
del 1998. Quindi, da questo punto di vista, io rintraccio, nella
finanziaria statale, ulteriore motivo di convenienza per la
Regione - e quindi per l'Assemblea regionale siciliana - di
autorizzare la possibilità di contrarre il finanziamento entro il
30 aprile 1999.
Ho già detto ieri sera, e lo ribadisco qui, che la legge 724
è una legge che disciplina l'emissione di obbligazioni che
riguardano gli enti locali; che la stessa legge 724 non si
applica alle regioni a statuto ordinario che sono disciplinati da
un'altra norma, e, in ogni caso, non si applica alla Regione
siciliana. Perché, se si applicasse la normativa prevista per gli
enti locali anche alla regione siciliana, non soltanto con
riferimento ai prestiti obbligazionari ma per tutte quante le
fattispecie, la regione siciliana non avrebbe potuto neanche
autorizzare con il bilancio dello stesso anno, la contrazione del
mutuo di 2.700 miliardi a pareggio, perchè la legislazione
nazionale, che si applica agli enti locali, non prevede la
possibilità di contrarre neanche i mutui a pareggio di bilancio,
ma soltanto eventualmente, in sede di accertamento di disavanzo o
per la copertura dei cosiddetti debiti fuori bilancio.
Ma, mi permetto di osservare, che proprio questa
considerazione che Lei ha fatto, giustifica pienamente, caso mai
ce ne fosse ancora bisogno e ad ulteriore impinguamento delle
motivazioni che già ho illustrato ieri sera, la necessità di
prevedere in questa legge, un regolamento sia pure minimo per le
parti assolutamente indispensabili dell'emissione
obbligazionaria, perchè, insomma, in qualche modo dobbiamo
deciderci, o vogliamo fare riferimento ad una normativa che non
ci appartiene, o altrimenti dobbiamo prevedere una normativa, ed
è esattamente quello che il Governo ha previsto di fare.
Non mi pare assolutamente possibile, mi permetto fare
quest'osservazione il ricorso, eventuale, alla Commissione
paritetica che per l'articolo 43 dello Statuto è espressamente
deputata ad intervenire nelle questioni tra lo Stato e la Regine
in materia di applicazione dello Statuto e di emanazione di norme
di attuazione.
Tengo altresì a precisare, con grande chiarezza e con grande
precisione che il fatto che si autorizzi l'Assessore per il
bilancio e le finanze non significa che vengono scavalcate le
normali procedure che ad esempio nella fattispecie della
contrazione dei mutui e dell'emissione di obbligazioni, prevedono
le delibere della Giunta di Governo, assolutamente e quando anche
ci fosse questa possibilità nascosta all'interno del disegno di
legge, le assicuro, onorevole Croce, assicuro l'Aula che mai e
poi mai questo Assessore porterà avanti delle iniziative che non
siano rispondenti alle procedure ed in questo caso che non siano
precedute da decisioni collegiali della Giunta di Governo.
Mi auguro con questo di avere dato anche puntuale risposta
ad alcune delle osservazioni che sono state fatte e per quanto
riguarda il Governo con la riformulazione degli articoli, così
come sono stati presentati, il Governo stesso ritiene di avere
dato risposta non a tutte ma, credo, ai problemi più sostanziali
che sono stati sollevati, mi auguro, quindi, che si possa andare
avanti celermente nel disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
SULL'ORDINE DEI LAVORI.
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
tentato di agevolare i lavori di questo Parlamento.
Non sarà sicuramente sfuggito al Governo la sensibilità
dell'opposizione nel ritiro di tutti gli emendamenti che erano
stati presentati all'articolo 1.
Non sarà sfuggito al Governo e neanche alla maggioranza
l'espressione di un parere di massima favorevole sulla manovra
dell'Assessore Piro relativamente alla riscrittura degli articoli
2, 3 e 4 del disegno di legge.
Non sarà sfuggito, né al Governo, né all'Aula la
disponibilità che Forza Italia, il Polo, ha dimostrato con
l'intervento dell'onorevole Croce che si è dilungato nel medesimo
per consentire alla maggioranza stessa di raggiungere il numero
legale. Ma il Governo e la maggioranza non possono chiedere
all'opposizione, in assenza dell'avvio del benché minimo
confronto tra la maggioranza e l'opposizione, relativamente a
questa materia che è il disegno di legge e relativamente a tutte
le altre materie che sono pendenti, di supportare una maggioranza
che non c'è.
Tuttavia, onorevole Presidente, con il mio intervento,
desidero suggerire al Governo di chiedere un aggiornamento al
pomeriggio perché in questa circostanza e in questa condizione
l'opposizione non può non insistere sulla verifica del numero
legale. Perché l'unico obiettivo che ha l'opposizione in questo
momento, non è quello di non far approvare il disegno di legge,
ma quello di dimostrare questa maggioranza non c'è, perché non
c'è.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
discutendo sull'ordine dei lavori si può cogliere l'occasione per
fare una riflessione a largo raggio rispetto alla capacità
dell'Aula di produrre un'adeguata attività legislativa.
Sono rimasto letteralmente sconcertato dal sistematico
atteggiamento ostruzionistico da parte di Forza Italia,
dell'atteggiamento intollerante, sistematicamente intollerante
...
FLERES. Lei è un provocatore. Allora non ha capito niente.
SPEZIALE. Pretestuoso, fino al punto di avere presentato
centinaia di emendamenti che erano assolutamente irragionevoli,
finalizzati esclusivamente a impedire l'esame del merito di un
disegno di legge che in larga misura appartiene alla maggioranza.
Pertanto, siccome ritengo che la sfida permanente che viene
fatta da parte dell'opposizione è sulla tenuta della maggioranza,
e siccome ritengo che la maggioranza ha i numeri per potere
continuare, visto che si ritiene che bisogna andare sul principio
dell'autosufficienza, intendo letteralmente smascherare la
manovra dei falsi innovatori.
Onorevole Croce, Onorevole Alfano, Onorevole Fleres, la
legge voto, noi la faremo. Come abbiamo fatto lo scioglimento
degli enti economici regionali, faremo la legge-voto. Potete
starne tranquilli. Il vostro atteggiamento, sistematicamente
ostruzionistico, non impedirà alla maggioranza di portare avanti
la legge voto, perché è chiaro che tutto questo comportamento è
finalizzato ad impedire che la Regione siciliana si possa dotare
di una legge-voto ed entrare nell'ambito del dibattito nazionale.
Pertanto, potete chiedere tranquillamente la verifica del
numero legale. Invito il Presidente, nel caso in cui manchi il
numero legale, di riaprire la seduta. Saremo in grado di
garantire, così come lo eravamo ieri sera, regolarmente il
prosieguo dei lavori d'Aula nell'interesse superiore della
Sicilia e porteremo in porto l'approvazione della legge. Ci
auguriamo che da parte del Polo ci sia un atteggiamento
ragionevole, ma se dovesse persistere un atteggiamento di
ostruzionismo, ci comporteremo di conseguenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei, anche se forse
vado al di là di quello che è il mio ruolo, dare atto che
rispetto, onorevole Speziale, a questo disegno di legge, c'è
stata una buona disponibilità del Polo.
Quindi, vi pregherei, pur apprezzando, ovviamente, ciò che
lui ha voluto esprimere, più che discutere sull'intervento
dell'onorevole Speziale si vada avanti.
Quindi, coloro che hanno chiesto la parola, se lo ritengono,
a seguito anche di questa mia precisazione, rispetto ad un dato
di evidenza che mi continua a porre al di sopra delle parti.
Pertanto, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore 13.35)
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
La seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 3 febbraio 1999,
alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 297 - Interventi, a livello centrale, per ridurre i danni
arrecati alle produzioni agricole in Sicilia, ed in
particolare nelle province di Ragusa e Siracusa,
dalle gelate degli ultimi giorni del mese di
gennaio.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO:
- che le gelate dei giorni scorsi hanno arrecato
rilevantissimi danni alle colture, specie a quelle
sottoserra delle province di Ragusa e di Siracusa;
- che la distruzione pressoché totale delle
coltivazioni comporterà per i produttori agricoli la
perdita di ogni guadagno e vanificherà gli enormi
sacrifici affrontati per realizzare gli impianti
serricoli e per portare avanti le colture;
- che lo stato di calamità che sarà sicuramente
riconosciuto in favore delle zone colpite da così
eccezionali avversità atmosferiche non potrà essere
sufficiente a risarcire gli agricoltori degli
immensi danni patiti;
- che si rende necessario un intervento
straordinario in favore del settore agricolo così
duramente colpito dall'inclemenza del tempo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché
vengano adottati provvedimenti eccezionali ed
urgenti in favore delle zone della Sicilia - ed in
particolare delle province di Ragusa e Siracusa - le
cui produzioni agricole sono state completamente o
in gran parte distrutte dalle gelate degli ultimi
giorni del mese di gennaio.""
(2 febbraio 1999)
LA GRUA - GRANATA - SCALIA -
RICOTTA
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 289 - Anticipazione dei termini previsti per la pubblicazione dei
nominativi selezionati e conclusione dell'iter relativo al
concorso per 'forestali' in Sicilia.
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'Assessorato Agricoltura e Foreste ha bandito
un concorso pubblico per 357 posti di Guardia
forestale, prevedendo come termine ultimo per la
presentazione delle domande la data del 23.1.1999;
CONSIDERATO che il predetto concorso ha ingenerato grandi
attese, determinando un'ingente quantità di domande
di partecipazione che sembrano attestarsi intorno al
numero delle 60.000;
ATTESO che la possibilità di dare occupazione a 357 giovani,
nella già precaria situazione occupazionale in
Sicilia, debba cogliersi nel più breve tempo
possibile;
RITENUTO che per la verifica dei punteggi minimi utili a
superare la preselezione è stato previsto un sistema
di lettura ottica, rapido ed efficace;
RILEVATO che la data del 25.9.99, fissata per la
preselezione, risulta inspiegabilmente lontana e
tale da spostare la definizione del concorso di
circa un anno, innescando in questo periodo solo
aspettative e ritardando pesantemente l'adeguamento,
in termini di organico, di un comparto da tempo
insufficiente,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad anticipare il termine previsto per la
preselezione entro e non oltre tre mesi a partire da
oggi ed a concludere l'iter concorsuale entro sei
mesi dalla data del 23 gennaio 1999. Quanto sopra
esposto, al fine di evitare che il protrarsi delle
procedure concorsuali dia adito a legittime
preoccupazioni circa le strumentalizzazione
politiche e le speculazioni elettorali che, in
prossimità della campagna per le elezioni europee,
potrebbero esercitarsi sui partecipanti al concorso.""
(21 gennaio 1999)
BENINATI - LEONTINI -
ALFANO - FLERES - CROCE
IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.
V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.
VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
VIII - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Ricorso al mercato finanziario per l'anno 1998' (n.863/A)
(Seguito).
Relatore: On.le Di Martino
2) 'Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'' (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate/A) (Seguito).
Relatore: On.le Provenzano
3) 'Istituzione del parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del parco archeologico
integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa' (nn. 453 -
302 - 724/A).
Relatore: On.le Adragna
4) 'Proroga della durata della Commissione speciale per la
riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).
5) 'Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari' (n. 795).
La seduta è tolta alle ore 13.40.
Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 14.30.