Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 220 di mercoledì 03 febbraio 1999
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

    La seduta è aperta alle ore 10.48.

     CROCE, segretario  f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                          ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  mozione: -  numero  297  <<Interventi,  a  livello  centrale, per
  ridurre i  danni arrecati alle produzioni agricole in Sicilia, el
  in particolare  nelle province di Ragusa e Siracusa, dalle gelate
  degli ultimi giorni del  mese  di  gennaio>>,  degli onorevoli La
  Grua, Granata, Scalia e Ricotta.
       Dispongo  che  la predetta mozione venga iscritta all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

                               CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Sottosanti ha chiesto
  congedo per  la  seduta  odierna.  Non  sorgendo  osservazioni il
  congedo si intende accordato.

    Avverto,   ai   sensi   dell'articolo   127,  comma  nono,  del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    SVOLGIMENTO AI SENSI DELL'ART.159, TERZO COMMA, DEL REGOLAMENTO
    INTERNO  DELLE  INTERROGAZIONI  DELLA   RUBRICA:   "BILANCIO  E
    FINANZE"

     PRESIDENTE. Si passa al secondo  punto dell'ordine del giorno:
  svolgimento ai sensi dell'art. 159,  terzo comma, del Regolamento
  interno delle interrogazioni della rubrica: "Bilancio e Finanze".
       Si procede con lo svolgimento  dell'interrogazione  n. 2103,
  ne  dò  lettura:

  N. 2103 - Inopportunità    della    ricerca    sulla    pubblica
           Amministrazione regionale  di  cui  al  bando  di  gara
           pubblicato nella G.U.R.S. del 16.5.1998.

             All'Assessore per  il bilancio e le finanze, premesso
          che la stampa  isolana  ha  riportato  con  evidenza  la
          questione relativa  al  bando  di gara, pubblicato nella
          Gazzetta  ufficiale  della  Regione  della  Regione  del
          16.5.1998,  relativo  ad  una  'ricerca  sulla  pubblica
          Amministrazione   regionale,   comprendente  uno  studio
          progettuale,    indagini,    elaborazione    di    dati,
          determinazioni  dei  livelli  di efficienza ed efficacia
          dell'azione amministrativa' per una spesa presunta di L.
          390.000.000 oltre I.V.A.;

             valutato  che  un'iniziativa  di  tal  fatta  mal  si
          concilia,  considerato   il   costo,   con   le  attuali
          difficoltà   finanziarie  della  Regione,  ancorché  con
          esigenze di utilità e di piena rispondenza alle finalità
          dell'Amministrazione  regionale impegnata, peraltro, con
          iniziative interne  e  con l'utilizzazione del personale
          disponibile  a   conoscere   i   livelli  di  efficienza
          dell'azione amministrativa;

             ritenuto di condividere le pubbliche affermazioni sia
          del Segretario  generale della Presidenza della Regione,
          sia  del  responsabile  dell'Ufficio  Trasparenza  della
          Presidenza stessa,  i quali, molto opportunamente, hanno
          sostanzialmente  evidenziato  l'inutilità  e l'onerosità
          della  ricerca.  Peraltro  il  dott.  Scaravilli avanza,
          specificatamente, 'dubbi sull'opportunità' dell'indagine
          che 'andrebbe  inquadrata  in  un  piano  complessivo di
          interventi'   per   evitare   l'accumularsi   di  'studi
          ammuffiti di cui sono pieni gli scaffali' della Regione;

             valutate,  altresì, assai discutibili le affermazioni
          dell'Assessore per il  bilancio  e  le finanze e del suo
          Capo di gabinetto;  quest'ultimo si è spinto al punto di
          dire che  'la  ricerca consisterà in un'indagine esterna
          all'Amministrazione:  sarà  intervistato  un campione di
          cittadini, circa  6.000,  per  sondare le opinioni sulla
          burocrazia    regionale,    raccogliere    consigli    e
          suggerimenti'. Come  se  non  si  conoscesse  quale  sia
          'l'opinione' e il livello di contestazione dei siciliani
          sul punto;

             considerato che:

             - il citato bando  di gara si caratterizza per la sua
          aleatorietà, per  la poca chiarezza e soprattutto perché
          si intende  affidare  significativamente la redazione di
          un 'rapporto'  ad  istituti universitari ed organismi di
          alta  qualificazione  che  abbiano  effettuato  'servizi
          similari  a  quello oggetto della gara, realizzati negli
          ultimi tre esercizi';

             -  non  appare  legittima  l'indicazione  di un tetto
          presuntivo di spesa (390 milioni di lire, più I.V.A.);

             per sapere:

             -    se    non    ritenga   di   dover   soprassedere
          all'effettuazione   della   poco   utile,   superflua  e
          certamente   costosa   indagine  e  conseguentemente  di
          revocare  il bando di gara pubblicato nella G.U.R.S. del
          16.5.1998, parte II, pagina 63;

             -   se   non  ritenga,  altresì,  di  dover  riferire
          all'Assemblea  regionale  siciliana  sui  contenuti  del
          programma   statistico   regionale  e  sulle  iniziative
          amministrative  adottate  nel  tempo  dai vari assessori
          regionali per darne piena attuazione.

             (L'interrogante    chiede     lo     svolgimento  con
          urgenza)

             (16 luglio 1998)
                                          MELE

       Ha facoltà di parlare l'onorevole  Assessore  per rispondere
  alla interrogazione.

     PIRO,      assessore per il Bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente, onorevoli deputati, in merito  all'atto  ispettivo n.
  2103  si precisa quanto segue: in data  16  maggio  1998,  veniva
  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della  Regione  Siciliana  il
  bando di gara attraverso una  procedura aperta, per l'affidamento
  di  un  servizio  costituito  dall'effettuazione  di  uno  studio
  progettuale, indagini elaborazione di  dati,  determinazione  dei
  livelli di efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione
  regionale.
       L'aggiudicazione  della  gara è stata  effettuata  ai  sensi
  dell'articolo 23 del decreto legislativo 157 del 1995 utilizzando
  il criterio  dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
       La Commissione aggiudicatrice della gara  sulla  base di una
  griglia di valutazione, che peraltro  era chiaramente specificata
  nel capitolato speciale d'appalto, ha  individuato  nella CIRM il
  soggetto aggiudicatario.
       Per  quanto  attiene la scelta  dei  soggetti  che  potevano
  partecipare, si precisa che con la legge regionale  15 del 1993 è
  stato istituto   presso l'Assessorato al  Bilancio,  l'Ufficio di
  statistica regionale. Tale Ufficio svolge per  conto  di tutta la
  Regione, anche in considerazione delle competenze derivanti dallo
  Statuto  speciale,  nonchè  in  quelle   derivanti   dal  decreto
  legislativo  322 del 1989, una serie di  azioni  atte  a  fornire
  quella   necessaria   base   statistica   indispensabile  per  la
  programmazione  delle  politiche attive. In tale quadro l'Ufficio
  di Statistica ha  elaborato  il  Bando  di  Gara il cui scopo era
  quello di  conoscere  lo  stato  di organizzazione della pubblica
  amministrazione e  la  qualità  del  servizio  offerto,  il tutto
  attraverso una serie di indicatori di efficacia e di efficienza.
       Uno  dei  momenti  di  tale  indagine  era  costituito dalle
  rilevazioni  campionarie  mediante interviste sia ai fruitori che
  ai fornitori del servizio.
       La  citata  legge  regionale 15/93 obbliga la Regione per lo
  svolgimento   di   detti   servizi   ad   avvalersi  di  istituti
  universitari o organismi di alta qualificazione.
       Il  bando  di gara che prevede lo svolgimento di una analisi
  anche  attraverso  il mezzo delle interviste, in realtà è apparso
  in modo un po' distorto sulla stampa.
       Infatti  il  mezzo,  e cioè l'indagine campionaria, sembrava
  costituire il fine del servizio che veniva chiesto.
       Inoltre  in  tale informazione in maniera del tutto inusuale
  si  identificavano  alcune  domande ad alcuni settori della P.A.,
  che  certamente hanno indotto l'osservatore esterno a conclusioni
  legittime sulla inutilità di tale servizio.
       In  realtà  il bando di gara precisava che la responsabilità
  tecnica  del  progetto  rimane in carico all'Ufficio regionale di
  Statistica,  il  che  comporta  che  sia il campo di applicazione
  dell'indagine, sia i questionari da sottoporre tramite intervista
  debbono  essere  approvati da detto ufficio al fine di verificare
  la  reale  possibilità  di  giungere a quella analisi indicata in
  premessa che costituisce il vero scopo dell'appalto del servizio.
       In  funzione  di ciò, all'Ufficio di statistica la C.I.R. M.
  ha fatto pervenire in data 9 dicembre 1998 i questionari relativi
  all'indagine.  L'ufficio  di  statistica in data 23 dicembre 1998
  con   l'assenso   dell'Assessore   non   trovando  i  questionari
  pienamente  rispondenti  all'oggetto  del  contratto  invitava la
  C.I.R.M.  ad  integrare  i  questionari sulla base delle puntuali
  osservazioni   per   dare  al  campo  di  indagine  una  maggiore
  rappresentatività.
       Sinteticamente  gli  elementi  conoscitivi  sono i seguenti:
  domande  da  porre,  oltre a quelle relative ai dati generali, al
  cittadino   per  ogni  intervista:  25;  settori  della  Pubblica
  Amministrazione  su  cui si chiedono informazioni: 19; domande da
  porre ai dipendenti della Pubblica Amministrazione per intervista
  oltre i dati generali: 77; uffici coinvolti nell'indagine: 204.
       Per  finire assicuro che nel caso in cui la C.I.R.M. dovesse
  ulteriormente    non    corrispondere     alle    esigenze    che
  l'amministrazione regionale ha individuato  e che ritiene debbano
  essere  poste  alla  base  di   questo  servizio  verrà  valutata
  opportunamente la possibilità di rescindere il contratto.

     PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Mele  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     MELE. Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione 2114 "Assunzione di n.
  250 ufficiali di riscossione presso la Montepaschi Serit" a firma
  Turano.   Per   assenza   dall'Aula   dell'onorevole   firmatario
  l'interrogazione   viene   trasformata   in   interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
       Si passa all'interrogazione n.  2334  "Iniziative  perché ai
  soci  di cooperative edilizie finanziati ex  lege  n.  79/75  non
  venga imputato il pagamento degli interessi di mora a seguito del
  mancato pagamento del ritardo  del  versamento dell'annualità del
  contributo da parte della Regione" a firma Pignataro, Villari.
       Per   assenza   dall'Aula   degli   onorevoli  interroganti,
  l'interrogazione   viene   trasformata   in   interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                        DISCUSSIONE DI MOZIONE

        PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione della  mozione  numero  288:  Sblocco  da  parte  del
  Governo regionale  delle  nomine  in  enti  di  pertinenza  della
  Regione. Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  a   seguito   del   dibattito   sviluppatosi   in
              conseguenza  della  presentazione  della  mozione n.
              275: 'Revoca  della  richiesta del Governo regionale
              di  restituzione  della documentazione relativa alle
              nomine in  enti  di  pertinenza  della  Regione', il
              Presidente  della   Regione   si   è   impegnato  ad
              accogliere   la   richiesta   formulata   procedendo
              soltanto  ad   una  verifica  tecnica  delle  nomine
              effettuate e a consentire, dunque, al loro sblocco;

              - tale impegno,  ad  oggi, è stato disatteso con ciò
              facendo  venire   meno   i   presupposti  che  hanno
              determinato il ritiro della citata mozione n. 275 da
              parte dei presentatori e mantenendo intatti i motivi
              che, di contro, ne provocarono la presentazione;

              - anche  relativamente  alla  vicenda riguardante la
              rotazione dei  soprintendenti  il Governo ha sino ad
              oggi   disatteso   gli   impegni   a   revocare   il
              provvedimento di sospensione;

              - appare  palese  il  proposito della maggioranza di
              infrangere  il   rispetto  delle  funzioni  e  delle
              competenze   istituzionali,   così   da  alterare  i
              corretti rapporti  politici e dialettici che sono il
              presupposto  di  qualsiasi  democrazia parlamentare,
              come già  manifestato  con  preoccupazione nella più
              volte citata mozione n. 275,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - ad attuare  gli impegni assunti in occasione della
              discussione sulla mozione n. 275;

              - a revocare  la  nota  di richiesta di restituzione
              degli  atti  relativi  alle  nomine  effettuate  dal
              Governo  precedente,  al  fine  di  consentire  alla
              Commissione di  merito di esaminarli per esprimere i
              relativi pareri previsti dalle leggi;

              -  a  revocare   altresì,   o   a  non  compiere,  i
              provvedimenti di  revoca  o  di  sostituzione  della
              rotazione dei soprintendenti dei Beni culturali;

              -  ad  avviare  alla  pubblicazione  sulla  Gazzetta
              Ufficiale della  Regione siciliana tutti gli atti il
              cui  procedimento  istruttorio  risulta  già  essere
              stato definito  (decreti  e  quant'altro) e che sono
              stati inusitatamente bloccati>>.

              (21 gennaio 1999)
                                    FLERES - ALFANO - LEONTINI -
                                    BUFARDECI - BENINATI - CROCE

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi , il  Presidente  della  Regione,
  quando si discusse in Aula della fissazione della  data di questa
  mozione,   aveva,  innanzitutto,  fornito  alcuni   elementi   di
  valutazione connessi al fatto che il Governo, e  segnatamente  la
  Presidenza della  Regione  si è già adoperata, e ulteriormente si
  sta   adoperando,   per  corrispondere  pienamente  agli  impegni
  contenuti nell'ordine  del  giorno  a  cui,  anche la mozione, fa
  riferimento.
       Come  secondo  elemento il Presidente  della  Regione  aveva
  chiesto, ovviamente, che la mozione potesse essere discussa sotto
  una data  che  consentisse, allo stesso Presidente della Regione,
  di essere presente.
       Ora, come è noto, il Presidente della Regione è impegnato in
  una   missione  all'estero.  Pertanto  chiedo  se  sia  possibile
  spostare, quando  sarà  presente il Presidente della Regione - il
  che credo  avverrà  la  prossima  settimana  -  la discussione di
  questa mozione, mi parrebbe strano che si potesse discutere senza
  la presenza del Presidente della Regione.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa vicenda,
  che ha portato  il  gruppo  di  Forza  Italia ad insistere su una
  questione  che aveva responsabilmente accantonato a seguito degli
  impegni del  Presidente  della  Regione,  comincia ad assumere la
  fisionomia di una pantomima, e questo è assai grave.  A me spiace
  che in  questo momento a rappresentare il Governo sia l'onorevole
  Piro, perché  non  è  certamente  l'onorevole  Piro  ad  avere la
  responsabilità rispetto  a  questo  argomento  e  dunque non vi è
  dubbio che  ci  troviamo  in  una condizione di grave disagio, ma
  questa condizione  di  disagio  non  può  esimerci  dal giudicare
  grave,   inopportuno,   vorrei   dire   politicamente  scorretto,
  l'atteggiamento  del  Presidente  della Regione che, dopo essersi
  impegnato a seguito  di  un ordine del giorno da noi presentato a
  non   rinviare   oltre   misura   la  ritrasmissione  degli  atti
  riguardanti le  nomine  alla  Prima  Commissione  per il previsto
  parere, invece,  sta  prendendo tempo e sta, devo dire in maniera
  assai grave,  remorando la regolarizzazione di numerosi organi di
  amministrazione che  è  noto,  da tempo, vivono una condizione di
  precariato non  essendo stati, a suo tempo, ricostruiti i diversi
  consigli che presiedono ai medesimi organi.
       Allora, qui il problema, lo ribadiamo, è politico  ed  è  di
  rapporti tra maggioranza ed opposizione. Allora, se il Presidente
  della Regione, piuttosto che dare seguito agli  impegni  che egli
  stesso  ha  assunto e che per quanto ci riguarda  hanno  dato  la
  stura per ottenere il rinvio della  trattazione dell'argomento ed
  il  ritiro  dell'ordine  del  giorno   che   inizialmente  poneva
  all'attenzione dell'Aula la questione, questa condizione comincia
  a venire meno  ed  il  Governo  non si deve meravigliare se, poi,
  l'opposizione  tiene  l'atteggiamento  che  ha  tenuto  ieri sera
  perché  è il  minimo  che  possa fare, che poi all'interno di una
  logica risponda  il  pallino  piuttosto che colpire il Presidente
  della Regione colpisca l'onorevole Piro, purtroppo è una cosa che
  fa  parte   delle  regole  del  gioco,  noi  non  possiamo  farci
  assolutamente nulla,  dobbiamo  dire,  però,  che  il Governo non
  mantiene gli impegni,  che  è un Governo privo di parola e dunque
  non   può  meritare  il  rispetto  dell'opposizione,  perché  non
  rispetta l'opposizione,  e  non  rispetta neanche se stesso nella
  misura in cui  viene meno alla parola data, una parola alla quale
  avevamo creduto,,ma  che, evidentemente, ha il valore della carta
  straccia, un  po'  come  le  obbligazioni della Regione. Infatti,
  onorevole Piro,  avranno  valore  di carta straccia fino a quando
  questa Regione  non  si  darà  un  programma  finanziario  e  non
  stabilirà in che modo intende spendere le risorse di cui dispone.
       Pertanto  intendiamo  discutere oggi la mozione.
       Ci  dispiace  che  il  Presidente  della Regione non ci sia,
  vogliamo  che  questo Parlamento se è il caso respinga la mozione
  se ha la forza, la maggioranza di poterlo fare  lo faccia, ma noi
  vogliamo sapere esattamente come stanno le cose e vogliamo sapere
  se  gli impegni assunti da questo Governo sono coperti o privi di
  copertura.
       Questa  è  la  nostra  opinione
       Siamo   convinti   che   il   comportamento   che  si  terrà
  relativamente a questo tema certamente influenzerà l'attività del
  Parlamento  stesso  perché  influenzerà  il  comportamento  della
  opposizione, il Governo faccia quello che crede, vada in missione
  dove ritiene  più  opportuno  andare in missione, però io dico la
  missione più  importante  in  questo  momento la si deve condurre
  all'interno  di   questa  Aula  dove  sono  venuti  a  mancare  i
  presupposti  essenziali  della  dialettica  democratica  e  della
  lealtà nei  rapporti  tra  le  forze  politiche  che possono pure
  differenziarsi rispetto ai temi che vengono affrontati e rispetto
  alle opinioni  che  vengono  espresse  ma  che su una cosa devono
  essere sicuramente d'accordo: io rispetto delle regole e la prima
  regola tra tutte è la lealtà.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Fleres,  comprendo  il  senso  del suo
  discorso ma  credo che sia implicito nel suo stesso intervento la
  necessità  della  presenza  del  Presidente  della Regione perché
  anche se con  qualche  giorno di ritardo il Presidente a nome del
  Governo ha preso un impegno e ne dovrà rispondere.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  molto brevemente  perché  la  richiesta dell'assessore Piro mi ha
  indotto ad  una  riflessione  che  lega  due fatti apparentemente
  separati e scoordinati.
       Un  fatto  è l'intervento dell'assessore Piro di ieri sera a
  conclusione  della  seduta, che  ho  apprezzato  sul  piano della
  conduzione  logica  del  ragionamento e devo dire per molte delle
  appassionate  risposte  che  ha  offerto al dibattito precedente.
  Un'altra   riflessione  riguarda  specificamente  la  mozione  in
  discussione  e  ho abbinato questi due fatti perché mi sembra che
  attengano entrambi alle regole.
       Ieri, l'opposizione  ha  tenuto uno atteggiamento tendente a
  volere dimostrare il proprio disagio in questa aula e l'assessore
  Piro   ha   dato   risposte   assolutamente   coerenti   rispetto
  all'andamento   complessivo   del   dibattito, e  chiarificatrici
  rispetto   alla  strategia  che  il  Governo  intende  darsi  con
  specifico  riferimento  all'obiettivo  del  riposizionamento  del
  debito.
       Oggi, sempre in un tema di regole, volevo ricordare all'aula
  che  quando in conferenza di capigruppo si pose il problema della
  fissazione della mozione, della discussione della mozione in data
  odierna,  il  Presidente  della  Regione,  onorevole  Capodicasa,
  precisò   che   non   sarebbe   stato  presente  oggi  ed  io  in
  rappresentanza  di  Forza  Italia rappresentai la volontà del mio
  gruppo  di  discutere  ugualmente la mozione anche in sua assenza
  con  la  garanzia che sarebbe stato presente o l'assessore Piro o
  il vice Presidente della Regione.
       Per  cui, sul  piano puro delle regole e dei rapporti non mi
  pare  che vi siano ostacoli insormontabili a discutere la mozione
  in questa sede.
       Ecco  perché  noi  in  sede  di  conferenza  dei  capigruppo
  abbiamo  ritenuto  prevalente l'argomento dell'urgenza rispetto a
  quello  della  presenza del Presidente della Regione il quale per
  altro  verso  aveva  già avuto modo nel dibattito precedente alla
  conferenza  dei  capigruppo  della  scorsa settimana di sostenere
  alcuni  argomenti  a sostegno della tesi, per cui era impossibile
  addirittura discutere la mozione.
       Quindi  io ribadisco la richiesta del gruppo Forza Italia di
  discutere  oggi  la  mozione, fermo rimanendo che se vi fosse una
  impossibilità  obiettiva  a farlo non ci resterebbe che prenderne
  atto.

     PRESIDENTE. Onorevole  Alfano anche per quanto riguarda il suo
  intervento, ne  comprendo  il  senso,  ma se l'onorevole Piro non
  ritiene di  poter  essere  lui  l'interlocutore, non possiamo che
  prenderne atto  con  l'impegno  di  inserire  la mozione al primo
  punto dell'ordine  del  giorno della prossima settimana, per dare
  il  segno  dell'urgenza.
       Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                   DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al quarto punto all'ordine del giorno:
  "Discussione di  disegni  di legge" e segnatamente al seguito del
  disegno di  legge  n.  863/A: "Ricorso al mercato finanziario per
  l'anno  1998", posto al numero 1 del quarto punto dell'ordine del
  giorno.
       Invito  i componenti la seconda Commissione a prendere posto
  all'apposito banco.
       Ricordo che eravamo in sede d'esame dell'articolo 1.

       Comunico  che,  all'articolo  1,  sono  stati  presentati  i
  seguenti   emendamenti,   allegati    al    presente    resoconto
  stenografico:

    - dagli onorevoli Croce ed altri:  emendamenti 1.3, 1.11, 1.12,
    1.5, 1.6, 1.16, 1.17, 1.22, 1.23, 1.32, 1.33, 1.34, 1.36, 1.35,
    1.50, 1.49, 1.53, 1.46, 1.54, 1.59, 1.58, 1.57;

    - dagli onorevoli Pagano ed altri: emendamenti 1.4, 1.7 e 1.8;

    - dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamenti 1.9, 1.10, 1.13,
    1.14, 1.15, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21,  1.24,  1.25,  1.26,  1.27,
    1.28, 1.29, 1.30, 1.31, 1.37, 1.38, 1.39, 1.41, 1.40, 1.42, 1.1
    e 1.2;

    - dagli onorevoli Beninati ed  altri:  emendamenti  1.43, 1.44,
    1.45, 1.51, 1.48, 1.52, 1.47, 1.55 e 1.56.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.  Signor Presidente, onorevole assessore Piro, onorevoli
  colleghi,  per  quanto  riguarda  la  procedura che il Presidente
  dell'Assemblea   sta   cercando   di   portare  avanti,  desidero
  dichiarare che  alcuni  emendamenti  che  portano  la mia firma e
  anche del  mio  Gruppo  politico  vengono  ritirati. Annuncio, in
  Aula,  che  alcuni  di  questi  emendamenti,  soprattutto  quelli
  all'articolo 1,  quasi  la  totalità,  ad  eccezione di un numero
  variabile  da   quattro   a   cinque   che   abbisognano   di  un
  approfondimento, vengono ritirati.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.   Signor   Presidente,   atteso  che  dall'intervento
  dell'onorevole  Croce  si  evince  che i lavori potrebbero essere
  spediti.
       Occorre, tuttavia, sottolineare  una  cosa  e  cioè che, per
  quanto mi riguarda, non ho presentato emendamenti nè all'articolo
  1, nè all'articolo 2. Ci sono emendamenti presentati all'articolo
  3,  ma  il  Governo  ha  annunciato  di  avere  riscritto  questo
  articolo.  Quindi,  delle due l'una:  o il Governo predispone per
  tempo quest'articolo, altrimenti chiederò, giunti all'articolo 3,
  di sospendere l'Aula per qualche minuto.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  intervenire su  due  emendamenti in particolare l'1.1 e l'1.2 che
  riguardano  il  metodo  attraverso  cui pervenire, nel caso fosse
  necessario, alla stipula del mutuo.
       L'emendamento 1.1 intende evitare un eccessivo frazionamento
  del  mutuo stesso ovvero dell'operazione di ricorso all'emissione
  di obbligazioni. Frazionamento eccessivo che potrebbe determinare
  un costo altrettanto eccessivo per l'operazione stessa perché non
  v'è dubbio  che  se  la  Regione  dovesse riuscire a stipulare un
  mutuo  per  l'importo  complessivo  di  1.700 miliardi otterrebbe
  relativamente  a  questa cifra condizioni certamente migliori che
  non nel  caso  in  cui dovesse operare un frazionamento. Mi rendo
  conto che  questa  è  pure  l'opinione  del Governo - peraltro ne
  abbiamo parlato in separata sede - e pertanto l'obiettivo che noi
  vogliamo   raggiungere   è   quello   che  non  si  determini  un
  frazionamento  eccessivo  che provocherebbe un costo maggiore per
  l'operazione stessa.
       Il  secondo  è  un'ipotesi  attraverso  cui, anche in questo
  caso,   non   provocare   un   onere   eccessivo   alla   Regione
  nell'operazione  di  indebitamento  di  cui  la  legge si occupa.
       Infatti  prevede che i tassi a cui potranno essere contratti
  i  mutui  non  siano  superiori ad uno spread dello 0,20 rispetto
  alla media rilevata nel semestre precedente del tasso di Euribor.
       Non è un  differenziale particolarmente appetibile, anche di
  questo ci rendiamo conto, ma  il  rischio  che  noi  corriamo  in
  questo  momento è che, relativamente ad una operazione difficile,
  sicuramente  poco entusiasmante per  gli  istituti  che  dovranno
  compierla, si possa solleticare l'interesse non di banche forti e
  altrettanto solide, ma di istituti  di  secondaria importanza che
  potrebbero decidere di scommettere su  un'  operazione a rischio,
  qual è quella che la Regione  intende  proporre  loro, giusto per
  ottenerne  un  ritorno   particolarmente  favorevole.  Questo  se
  venisse  incontro  all'esigenza di  utile  delle  banche  stesse,
  rappresenterebbe un costo eccessivo per la Regione.
       Dunque,   la   proposta   che   si   intende  formulare  con
  l'emendamento 1.2   è quella di contenere il margine di utile che
  può essere consentito in un' operazione di questo genere.
       Relativamente agli altri emendamenti all'articolo 1, intendo
  fare mie le dichiarazioni già esposte dall'onorevole Croce.

     PIRO,  assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente, signori deputati,  consentitemi,  innanzi  tutto,  di
  manifestare il mio apprezzamento e  quello del Governo per quanto
  affermato poc'anzi dall'onorevole  Croce  e  testè dall'onorevole
  Fleres. Ho già detto che il Governo intende seguire una strada di
  grande prudenza e anche di grande  trasparenza  e  mi  auguro  di
  poter avere la possibilità  di  dimostrare concretamente entrambi
  questi postulati.
       Per  quanto  riguarda   il   primo   emendamento  presentato
  dall'onorevole Fleres  e che riguarda la fissazione di un minimo,
  rispetto  alla  possibilità  che  viene   qui  formulata   di  un
  frazionamento del mutuo, tengo a  precisare  che abbiamo previsto
  la possibilità di stipulare il  mutuo  anche per importi parziali
  perché   non vogliamo - credo  che  ciò  vada  esattamente  nella
  direzione delle perorazioni che  non solo legittimamente ma anche
  opportunamente sono state  avanzate  dai  colleghi  intervenuti -
  pregiudicare una soluzione o  più  soluzioni  che  consentano  di
  massimizzare il beneficio riducendo  i  costi e, in questo senso,
  la  possibilità  che   possano   essere   fatte  più  operazioni:
  operazioni di mutui, operazioni  di  emissioni di obbligazioni e,
  per quanto riguarda il  mutuo,  la  possibilità  che possa essere
  contratto  e i  prestiti  obbligazionari,  quindi,  essere emessi
  anche per importi parziali.
       Assicuro,  tuttavia,  l'onorevole  Fleres  che  non  è nelle
  intenzioni  del  Governo procedere ad un frazionamento eccessivo.
       Ritengo che la  cifra  indicata  dall'onorevole  Fleres  sia
  ottimale, tuttavia, pregherei di non insistere nella formulazione
  dell'emendamento  che   aggiunge  un  elemento  probabilmente  di
  appesantimento,  fermo  restando  l'impegno  del  Governo  a  non
  consentire frazionamenti eccessivi delle operazioni.
       Per quanto riguarda il  secondo emendamento, cioè quello che
  fissa uno  spread  in  aumento  (immagino  rispetto  al  tasso di
  riferimento,  onorevole  Fleres), anche qui inviterei l'onorevole
  Fleres a  ritirarlo.  Non  dobbiamo  fare  l'errore opposto che è
  stato  fatto  dal  legislatore  innanzitutto  in  occasione della
  contrazione  del  mutuo  precedente  di  1.700  miliardi, laddove
  l'autorizzazione   legislativa   per  un  eccesso  di  sicurezza,
  probabilmente,  mettiamola così, indicava la sola possibilità del
  ricorso a tasso  fisso, il che ci ha portato a contrarre un mutuo
  a un  tasso  che  a  quel  tempo,  tutto  sommato,  poteva essere
  considerato accettabile,  ma  che  oggi  nel  giro  di due anni è
  diventato  un  tasso  incredibilmente  alto; infatti noi paghiamo
  sull'operazione Credit Swisse Rossini un tasso fisso quasi dell'8
  per cento  e  siamo  nelle condizioni di non poter rinegoziare il
  mutuo perchè non solo è  stipulato  a tasso fisso, ma perchè esso
  prevede a fronte l' emissione  di obbligazioni con una cedola che
  è collegata al tasso del mutuo;  dunque, siamo nell'impossibilità
  di rinegoziare il mutuo.
       Non opportunamente,  nella  legge n. 6/97 che modificò la n.
  47/77 fu  specificato  che  i  mutui e comunque le emissioni e le
  obbligazioni  dovessero essere stipulate alle migliori condizioni
  di mercato.  Uno  spread  dello  0,20  è troppo basso, neanche la
  Repubblica  Italiana , oserei dire, neanche la Repubblica Tedesca
  oggi è  nelle condizioni di emettere obbligazioni sul mercato con
  uno spread  dello  0,20  sul  Libor  o  sull'Euribor, che oggi si
  situano  ("Sole  24 ore" di  questa  mattina)  in  una  banda  di
  oscillazione che va dal 3,01% al 3,070%.
       L'applicazione  di  uno  spread  non  superiore allo 0,20 ci
  porterebbe a un  tasso  del  3,20, che è un tasso che nessuno può
  spuntare   sul   mercato.  Se  dovesse  essere  approvato  questo
  emendamento, io ritirerei il disegno di legge, perchè non saremmo
  nelle condizioni  di  poter  andare sul mercato. E' troppo basso,
  nessuno, nessun  ente  pubblico  spunta oggi un tale tasso, fermo
  restando l'obbligo, che è già  previsto  dalla  legge  e  che non
  viene superato, delle  migliori condizioni di mercato.
       Pregherei, dunque,  l'onorevole  Fleres di ritirare entrambi
  gli emendamenti.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Onorevole Piro, ancora una volta l'opposizione intende
  dare credito al Governo.  Mi  auguro che questa volta non finisca
  come relativamente all'argomento  di cui alla mozione precedente,
  nel senso che mi auguro  che la proposta e l'orientamento che lei
  ha testè espressi siano poi confermati.
       Relativamente  agli emendamenti successivi che prevedono una
  riformulazione di alcuni articoli contenuti nel disegno di legge,
  esprimo  un giudizio favorevole  per  due  ragioni:  una  per  la
  competenza mostrata relativamente alla conoscenza del Regolamento
  d'Aula;  infatti lei in questo  modo,  di  fatto  rende  nulli  o
  comunque  rimette   in  discussione  complessivamente  tutti  gli
  emendamenti che sono stati  presentati;  per carità, ognuno fa il
  proprio mestiere e cerca  di  farlo  al  meglio.  Seconda  perchè
  oggettivamente  essi  contengono  alcune  delle  indicazioni  già
  inserite negli emendamenti da  noi  presentati a quegli articoli.
  Certo non sono tutte, vedremo  caso  per caso, però devo dire che
  in linea di massima  gli emendamenti che riformulano gli articoli
  2, 3 e 4 del disegno  di  legge  mi  sembrano  in direzione delle
  soluzioni  che  noi   avevamo   individuato  emendando  il  testo
  originario.
       Comunque, ne parleremo caso  per  caso  e vedremo quali sono
  gli  emendamenti  che  manterremo   e  quali  quelli  che  invece
  ritireremo.

     PRESIDENTE.    Si    procede   all'esame   degli   emendamenti
  all'articolo 1.

     FLERES.  Anche  a nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirare i seguenti emendamenti  all'articolo  1:  1.3, 1.4, 1.9,
  1.10, 1.11, 1.12, 1.5, 1.13,  1.14,  1.15, 1.6, 1.16, 1.17, 1.18,
  1.19, 1.20, 1.21, 1.22, 1.7,  1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28,
  1.29, 1.30, 1.8, 1.31, 1.32,  1.33, 1.34, 1.36, 1.35, 1.37, 1.38,
  1.39, 1.41, 1.40, 1.42, 1.43, 1.44, 1.45, 1.50, 1.49, 1.51, 1.48,
  1.52, 1.47, 1.53, 1.46, 1.54,  1.59, 1.58, 1.57, 1.55, 1.56, 1.1,
  1.2.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'articolo 1.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.

                      VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:  Presenti 25.
       L'Assemblea non è in  numero  legale,  pertanto  la seduta è
  sospesa per  un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.47, è ripresa alle ore 12.54)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Pongo in votazione l'articolo  1.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2.  Invito  il  deputato  segretario a
  darne lettura.

     CROCE, segretario f.f.:

                                <<Art. 2
          Autorizzazione all'emissione di prestiti obbligazionari

          1. In alternativa  alla  contrazione  dei  mutui  ai sensi
       dell'articolo  1,  l'Assessore regionale per il bilancio e le
       finanze,  in  relazione alle condizioni ed alle disponibilità
       dei  mercati finanziari, è autorizzato a disporre l'emissione
       di  prestiti  obbligazionari,  anche  per  importi parziali o
       pro-quota, nei limiti e nei termini di cui all'articolo 1.>>

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, devo continuare
  il ragionamento che ho  interrotto  nell'esame  dell'articolo 1 e
  quindi mi rivolgo all'onorevole  Piro  in  quanto mi ricordo che,
  proprio nel suo intervento, nel corso della discussione generale,
  ella ebbe modo di  rimproverare alcuni colleghi per l'imputazione
  del  costo dell'operazione e  ha  dichiarato  che,  innanzitutto,
  questa  non  è una operazione che  è  stata  prevista  nel  1999.
  Peccato  che è sotto gli occhi  di  tutti  quanto  riportato  nel
  secondo comma dell'articolo 4   L'articolo  4  così  recita: "Gli
  oneri derivanti dalla presente  legge  sono iscritti nel bilancio
  della Regione per gli esercizi 1999 e successivi."
       Spesso e con insistenza,  ripete,  onorevole Piro, i termini
  della  necessità,   dell'urgenza,  della  indifferibilità,  ormai
  questa   è  una  sua   caratteristica,   dichiarando   che   solo
  intervenendo entro il 30  aprile  si potrà utilizzare l'emissione
  del prestito obbligazionario.
       Io la invito, alla  luce  dei  dati  riportati, a riflettere
  parecchio e a rivedere quanto da me e da altri colleghi era stato
  suggerito.
       Personalmente non ritengo fuorvianti,  nè prive di contenuto
  tecnico le riflessioni dei colleghi che ritenevano necessario far
  precedere un eventuale ricorso alle obbligazioni dalla stesura di
  una finanziaria chiarificatrice degli obiettivi del suo Governo e
  della  Sicilia. Del resto  questa  mia  riflessione  pare  essere
  supportata proprio da quel "patto  di  stabilità  interno"  -  mi
  riferisco   alla  finanziaria,  all'articolo   28   e,   più   in
  particolare, per quanto riguarda una fase che vedremo più avanti,
  al comma 17 dell'articolo 28 -  che  ci impegna alla condivisione
  di obiettivi di finanza pubblica  che  tendano alla riduzione del
  rapporto fra il proprio ammontare di debito e il prodotto interno
  lordo.
       I quattro componenti del  processo  della politica economica
  sono i soggetti e sono i valori,  i  fini,  gli strumenti;  diamo
  prima contenuto a questo assioma e  saremo  in  grado  di trovare
  soluzioni ai problemi finanziari.
       Le   norme   che   ella   cita  a  conferma  della  validità
  dell'operazione,  l'articolo  18  della  legge  regionale 697, se
  ebbene  prevedano che i mutui e i prestiti obbligazionari possono
  essere  altresì assunti per ripianamento dell'eventuale disavanzo
  di  amministrazione  come  risulta  determinato con il rendiconto
  generale  dell'esercizio precedente, non possono essere disgiunte
  dalle norme  di riferimento, la legge 281 del 1970 e la legge 724
  del 1994.
       Dalla lettura attenta di quest'ultima si evince che lo Stato
  vieta  tassativamente  l'emissione  di obbligazioni che non siano
  finalizzate   a  spese  di  investimento.
       E'  qui  il  problema,  onorevole Piro, principio ribadito e
  sottolineato   anche   dalla   legge   724:   emettere   prestiti
  obbligazionari per finanziare spese di partite correnti.
       Questo  è fatto divieto onorevole Assessore, ma aggiunge con
  il  comma  6 dell'articolo 35: "il prestito obbligazionario verrà
  collocato  alla  pari e gli interessi potranno essere corrisposti
  con  cedole  annui,  semestrali  o  trimestrali a tasso fisso o a
  tasso  variabile, il rendimento effettivo al lordo di imposta per
  i  sottoscrittori  del  prestito  non  dovrà  essere superiore al
  momento dell'emissione al rendimento lordo dei titoli di stato di
  pari durata emessi nel mese precedente maggiorato di un punto.
       I  precedenti  passaggi  mi  fanno quindi pensare che la sua
  invenzione  sia  solo  una  forzatura  che  cozza con consolidati
  principi e non tiene conto del patto di stabilità interna.
       L'operazione quindi dovrebbe essere limitata alla sola quota
  del  disavanzo  che  abbia  attinenza con gli investimenti ma non
  vediamo   nessun   riferimento  alle  rubriche  che  usufruiranno
  dell'eventuali entrate; si aggiunga che gli obblighi previsti dal
  citato comma 6, titoli siciliani dall'articolo 35 della lette 724
  fanno  chiaramente  intuire  che  i  titoli  siciliani  alla pari
  avrebbero  ben  scarse  possibilità, opportunità di piazzarsi sul
  mercato.
       Lei  onorevole assessore, non tiene d'altra parte in nessuna
  considerazione  la  globalizzazione dei mercati finanziari che in
  questi  ultimi  mesi ci hanno dato dimostrazione che uno starnuto
  asiatico  o  brasiliano  coincidano  spaventose ripercussioni sui
  nostri mercati finanziari.
       Onorevole assessore io credo che lei deve lasciar perdere ad
  imitare  i  grandi  economisti, spesso ci si rimette e allora per
  quello che riguarda, e desidero concludere il mio intervento, con
  una  considerazione  ed  un  suggerimento  per quanto concerne il
  contenuto del primo comma dell'articolo 3 del disegno di legge in
  discussione  che lei ora ha modificato ma che comunque non cambia
  la  sostanza  delle  cose, comunque intenda l'aula esprimersi sul
  testo  i  poteri  richiesti dall'assessore se bene supportati dal
  decreto   legislativo   157  del  marzo  1995  "Attuazione  della
  direttiva  9250  CEE  in  materia di appalti pubblici di servizi"
  appaiono  eccessivi  se  posti  nelle mani di uno solo individuo,
  ripeto,  pur con la stima che personalmente concedo all'onorevole
  Piro.
       Signor  Presidente,  onorevoli colleghi ritengo che il testo
  del primo comma debba essere integrato da un'altra disposizione e
  più  precisamente  citando  proprio  il comma 17 dell'articolo 28
  dell'ultima  finanziaria  nazionale:  "dal  parere  preventivo  e
  vincolante  della  Commissione  paritetica  stato-Regione  di cui
  all'articolo   43   dello  Statuto  regionale";  questo  potrebbe
  ridurre  le forti e condivisibili preoccupazioni sull'utilizzo di
  una modalità  di gara la trattativa privata senza gara che se pur
  prevista  dal  decreto  legislativo  157  se solo ventilata da un
  Governo,  e  ci  tengo  a  ribadirlo  di  centro-destra,  avrebbe
  sollevato tanta discussione in questa Aula e quindi apriti cielo.
       Non  voglio parlare di altro.
       Onorevole  Piro mi permetto: si ricordi una cosa, gli uomini
  sbagliano,  i  grandi  uomini confessano di essersi sbagliati, la
  drammaticità  del  momento,  i dati in nostro possesso, le cifre,
  non ci  permettono  di fare sfide specialmente con un mercato non
  orientato  favorevolmente.  L'immissione  nel  mercato  di  1.700
  miliardi di obbligazioni in questo preciso momento, a mio modesto
  avviso,  farebbe  impallidire  o  impazzire i più attrezzati.  Le
  ultime  uscite del Ministro Ciampi danno la misura dello scenario
  esistente   e,   pertanto,   la   pregherei,  nell'interesse  dei
  siciliani, di non seguirlo. Non è un esempio da imitare.
       Quindi,  onorevole  Piro,  per  quanto riguarda l'articolo 3
  credo di  avere  dato  un contributo che, francamente, mi aspetto
  che lei recepisca in quanto una possibilità , se non di un parere
  vincolante,   ma   di   un   sentire  la  Commissione  paritetica
  Stato-Regione, può  essere  un  modo  per  sperare  il  problema.
  Continuo, quindi,  a ripetere quello che ho detto precedentemente
  che mentre  sono  d'accordo  sul tentativo di realizzare il mutuo
  per  pareggiare  il  1998,  distinguendo  le  due  questioni,  se
  vogliamo, perché  lei  ha fatto riferimento, in alcune sue uscite
  sulla stampa,  che  poteva  anche  abbassare  il  tetto  da 1.700
  miliardi a  1.500  miliardi.  Allora,  dico  questo, se lei va ad
  individuare la parte degli investimenti e, quindi, canalizzare il
  mutuo per  coprire  quella  parte che interessa gli investimenti,
  credo che  deve  rivolgere,  invece, molta attenzione al comma 17
  dell'articolo  28  della finanziaria nazionale quando affronta il
  problema del  rapporto  tra  Stato  e  Regione  e,  quindi, il 30
  settembre avremo sicuramente qualche notizia.
       Mi auguro  che  lei  porti  una  buona  notizia e che questa
  notizia possa  servire soprattutto a coprire quell a parte che il
  mutuo non riuscirà a coprire. Fare un mutuo di 1.000 miliardi può
  essere utile  e  ci  può  essere  una possibilità di realizzarlo,
  farne uno di  1.700  è  chiaro che la situazione dimostra che c'è
  stato un  diniego  ed  un'assenza  delle  banche  su trattative e
  quindi anche su esperimenti di gara.
       Credo che  lei  deve  separare  le  due  questioni:  per gli
  investimenti si  fa  un ragionamento che possiamo fare per legge;
  per  le  spese  correnti  si  deve  rivolgere  ad  altri  momenti
  organizzativi  e  contabili.
       Chiedo,  quindi, a lei, onorevole assessore, di farsi carico
  di  questo  problema, di prevedere all'articolo 3 una clausola di
  salvaguardia,  di  garanzia  per il Parlamento che non è soltanto
  per  il  Parlamento,  ma è un problema che interessa l'equilibrio
  generale e  questo  fatto  di stabilità interna che l'Italia si è
  dotata nella finanziaria del 1998.
       Ritornando  sull'argomento:  separazione  degli  interventi,
  diminuzione  del mutuo, l'abbandono della possibilità di emettere
  obbligazioni su  un mercato che non è favorevole e la possibilità
  di rivederci  più  avanti  al  30  settembre quando lo Stato avrà
  deciso finalmente  di  concorrere a dare alla Sicilia un aiuto e,
  quindi, un  sostegno.  Quei  500,  600 miliardi che lo Stato darà
  serviranno per  coprire  e per risanare le questioni precedenti e
  non serviranno  a  questo Governo per "tirare a campare ". Perché
  se  è   questo  che  lei  vuole  fare  e  cioè  vuole  realizzare
  l'emissione di  obbligazioni  per  "tirare a campare " e, quindi,
  per  rinviare   un   debito,  dall'altra  parte  mi  suscita  una
  perplessità dal  fatto  che lei vuole poi vuole utilizzare bene i
  soldi dello  Stato che sono la rinegoziazione fra Stato e Regione
  fino al  1996  (quando  si  parla del comma 17 dell'articolo 28).
       Queste  sono  le  condizioni, questa è una delle possibilità
  che le  si  offre  e,  quindi,  la  prego  di  recedere da questo
  tentativo e la possibilità di avviare a soluzione un problema che
  sta a cuore a tutti.
       Non sono  tra  i  parlamentari  che  ha  tante legislature e
  quindi non  ho  certamente  responsabilità  del  passato  o delle
  gestioni passive del passato.  Lei ha tre legislature e credo che
  dall'opposizione   abbia   aiutato   molto   questa   Regione  ad
  indebitarsi.  Ricordo  molti  suoi  interventi, soprattutto sulla
  spesa.
       Concludo  il  mio  intervento,  ringraziando  il Presidente,
  sollecitando  l'assessore a rivedere tutta la materia in un clima
  di   più   serena  e  ritrovata  amicizia  perché  anche  tra  la
  maggioranza  e  l'opposizione  ci  può  essere  amicizia e si può
  guardare  al  futuro altrimenti si continua con questa situazione
  del "tirare  a campare", l'opposizione deve fare la sua parte, ma
  se non avete una maggioranza, andate a casa

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  emendamenti:

    -  dagli  onorevoli  Pagano  ed altri: emendamenti 2.2.1, 2.5 e
    2.6;

    -  dagli onorevoli Croce ed altri: emendamenti 2.3.1, 2.4, 2.7,
    2.8 e 2.41;

    -  dagli  onorevoli Bufardeci ed altri:  emendamenti 2.9, 2.10,
    2.11,  2.12,  2.13,  2.14,  2.15, 2.17, 2.18, 2.19, 2.20, 2.21,
    2.22,  2.23,  2.24,  2.25,  2.26, 2.27, 2.28, 2.29, 2.30, 2.31,
    2.32,  2.33,  2.34,  2.35,  2.36, 2.37, 2.38, 2.39, 2.40, 2.42,
    2.43 e 2.44;

    - dagli onorevoli Beninati ed altri: emendamento 2.16;

    - dagli onorevoli Provenzano ed altri: emendamento 2.1;

    - dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamenti 2.2 e 2.3;

       Comunico,  altresì,  che  è  stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento 2G, interamente sostitutivo dell'articolo 2.

     FLERES.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro di
  ritirare tutti gli emendamenti all'articolo 2.

    L'Assemblea ne prende atto.

     PIRO, assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole Croce
  pone  alcune  questioni che credo meritino alcune considerazioni,
  anche se,  mi  pare,  ad  alcune di queste, di aver risposto ieri
  sera.
       Ribadisco  che  il  Governo  ha già fissato per questa sera,
  compatibilmente  con  i  lavori  d'Aula, la riunione della Giunta
  durante  la  quale  verrà  presa  in  esame  la  cosiddetta legge
  finanziaria per  il  1999, i cui contenuti,m in linea di massima,
  ho  già esposto e che prevederà norme che consentono l'incremento
  di entrate e norme che consentono decremento di spesa.
       Per quanto riguarda la questione sollevata relativa al patto
  di  stabilità: vede, onorevole Croce, è proprio la considerazione
  che  il  Governo  ha  fatto, della cogenza del patto di stabilità
  previsto  dalla  legge  finanziaria statale per quest'anno, anche
  per  la  Regione  siciliana,  che  ci  ha indotto a valutare cone
  strema, non solo positività, ma anche a rinvenirne l'urgenza e la
  necessità  di  perseguire  la  strada  che  ci potrebbe portare a
  conseguire  l'effetto  positivo  di  ottenere il finanziamento di
  1.700   miliardi,   entro   il  30  aprile  1999,  perché  questo
  finanziamento  si  iscrive  nel  bilancio del 1998 e, quindi, non
  rientra  nei  limiti  previsti dal patto di stabilità che decorre
  dal  gennaio  del  1999. Perché lei, come avrà sicuramente visto,
  data  la  lettura  attenta che lei ha fatto del disegno di legge,
  chiaramente   viene  indicato,  all'articolo  4  che  i  proventi
  dell'eventuale finanziamento ricadranno per intero  sul  bilancio
  del 1998. Quindi, da questo punto di vista, io  rintraccio, nella
  finanziaria  statale,  ulteriore  motivo  di convenienza  per  la
  Regione  -  e  quindi  per l'Assemblea regionale siciliana  -  di
  autorizzare la possibilità di contrarre il finanziamento entro il
  30 aprile 1999.
       Ho già detto ieri sera, e lo ribadisco qui, che la legge 724
  è  una  legge  che  disciplina  l'emissione di  obbligazioni  che
  riguardano  gli  enti  locali;  che  la stessa legge 724  non  si
  applica alle regioni a statuto ordinario che sono disciplinati da
  un'altra  norma,  e,  in ogni caso, non si applica  alla  Regione
  siciliana. Perché, se si applicasse la normativa prevista per gli
  enti  locali  anche  alla  regione  siciliana, non  soltanto  con
  riferimento  ai  prestiti obbligazionari ma per tutte  quante  le
  fattispecie,  la  regione  siciliana non avrebbe  potuto  neanche
  autorizzare con il bilancio dello stesso anno, la contrazione del
  mutuo  di  2.700  miliardi  a  pareggio,  perchè  la legislazione
  nazionale,  che  si  applica  agli  enti  locali,  non prevede la
  possibilità  di contrarre neanche i mutui a pareggio di bilancio,
  ma soltanto eventualmente, in sede di accertamento di disavanzo o
  per la copertura dei cosiddetti debiti fuori bilancio.
       Ma,   mi   permetto   di   osservare,   che  proprio  questa
  considerazione  che Lei ha fatto, giustifica pienamente, caso mai
  ce  ne  fosse  ancora  bisogno e ad ulteriore impinguamento delle
  motivazioni  che  già  ho  illustrato  ieri sera, la necessità di
  prevedere  in questa legge, un regolamento sia pure minimo per le
  parti      assolutamente       indispensabili      dell'emissione
  obbligazionaria,  perchè,  insomma,  in  qualche   modo  dobbiamo
  deciderci, o vogliamo fare riferimento ad una  normativa  che non
  ci appartiene, o altrimenti dobbiamo prevedere una  normativa, ed
  è esattamente quello che il Governo ha previsto di fare.
       Non  mi  pare  assolutamente  possibile,  mi  permetto  fare
  quest'osservazione  il  ricorso,  eventuale,   alla   Commissione
  paritetica  che per l'articolo 43 dello Statuto  è  espressamente
  deputata ad intervenire nelle questioni tra lo Stato  e la Regine
  in materia di applicazione dello Statuto e di emanazione di norme
  di attuazione.
       Tengo altresì a precisare, con grande chiarezza e con grande
  precisione  che  il  fatto che si autorizzi  l'Assessore  per  il
  bilancio  e le finanze non significa che  vengono  scavalcate  le
  normali  procedure  che  ad  esempio  nella   fattispecie   della
  contrazione dei mutui e dell'emissione di obbligazioni, prevedono
  le delibere della Giunta di Governo, assolutamente e quando anche
  ci fosse questa possibilità nascosta all'interno del  disegno  di
  legge, le assicuro, onorevole Croce, assicuro l'Aula  che  mai  e
  poi mai questo Assessore porterà avanti delle  iniziative che non
  siano rispondenti alle procedure ed in questo caso  che non siano
  precedute da decisioni collegiali della Giunta di Governo.
       Mi auguro con questo di avere dato  anche  puntuale risposta
  ad alcune delle osservazioni che sono state fatte  e  per  quanto
  riguarda  il Governo con la riformulazione degli  articoli,  così
  come sono stati presentati, il Governo stesso  ritiene  di  avere
  dato risposta non a tutte ma, credo, ai  problemi più sostanziali
  che sono stati sollevati, mi auguro, quindi, che  si possa andare
  avanti celermente nel disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                       SULL'ORDINE DEI LAVORI.

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  abbiamo
  tentato di agevolare i lavori di questo Parlamento.
       Non  sarà  sicuramente  sfuggito al Governo  la  sensibilità
  dell'opposizione  nel ritiro di tutti gli emendamenti  che  erano
  stati presentati all'articolo 1.
       Non  sarà  sfuggito  al  Governo  e neanche alla maggioranza
  l'espressione  di  un  parere di massima favorevole sulla manovra
  dell'Assessore Piro relativamente alla riscrittura degli articoli
  2, 3 e 4 del disegno di legge.
       Non   sarà   sfuggito,  né  al  Governo,  né   all'Aula   la
  disponibilità  che  Forza  Italia,  il  Polo, ha  dimostrato  con
  l'intervento dell'onorevole Croce che si è dilungato nel medesimo
  per consentire alla maggioranza stessa di raggiungere  il  numero
  legale.   Ma  il  Governo e la maggioranza non  possono  chiedere
  all'opposizione,   in  assenza  dell'avvio  del   benché   minimo
  confronto  tra  la maggioranza e l'opposizione,  relativamente  a
  questa materia che è il disegno di legge e relativamente  a tutte
  le altre materie che sono pendenti, di supportare una maggioranza
  che non c'è.
       Tuttavia,  onorevole  Presidente,  con  il  mio  intervento,
  desidero  suggerire  al  Governo  di chiedere un aggiornamento al
  pomeriggio  perché in questa circostanza e in  questa  condizione
  l'opposizione  non  può non insistere sulla verifica  del  numero
  legale.  Perché l'unico obiettivo che ha l'opposizione  in questo
  momento, non è quello di non far approvare il disegno  di  legge,
  ma  quello di dimostrare questa maggioranza non c'è,  perché  non
  c'è.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, penso che
  discutendo sull'ordine dei lavori si può cogliere l'occasione per
  fare  una  riflessione  a  largo  raggio  rispetto  alla capacità
  dell'Aula di produrre un'adeguata attività legislativa.
       Sono   rimasto  letteralmente  sconcertato  dal  sistematico
  atteggiamento   ostruzionistico   da   parte   di  Forza  Italia,
  dell'atteggiamento  intollerante,  sistematicamente  intollerante
  ...

     FLERES. Lei è un provocatore. Allora non ha capito niente.

     SPEZIALE.  Pretestuoso,  fino  al  punto di  avere  presentato
  centinaia di emendamenti che erano  assolutamente  irragionevoli,
  finalizzati  esclusivamente a impedire l'esame del merito  di  un
  disegno di legge che in larga misura appartiene alla maggioranza.
       Pertanto, siccome ritengo che la sfida permanente  che viene
  fatta da parte dell'opposizione è sulla tenuta della maggioranza,
  e  siccome  ritengo  che  la maggioranza ha i numeri  per  potere
  continuare, visto che si ritiene che bisogna andare sul principio
  dell'autosufficienza,   intendo  letteralmente   smascherare   la
  manovra dei falsi innovatori.
       Onorevole  Croce,  Onorevole  Alfano, Onorevole  Fleres,  la
  legge  voto,  noi la faremo. Come abbiamo fatto  lo  scioglimento
  degli  enti  economici  regionali, faremo la  legge-voto.  Potete
  starne  tranquilli.  Il  vostro  atteggiamento,  sistematicamente
  ostruzionistico, non impedirà alla maggioranza di  portare avanti
  la legge voto, perché è chiaro che tutto questo  comportamento  è
  finalizzato ad impedire che la Regione siciliana si  possa dotare
  di una legge-voto ed entrare nell'ambito del dibattito nazionale.
       Pertanto,  potete chiedere tranquillamente la  verifica  del
  numero  legale. Invito il Presidente, nel caso in cui  manchi  il
  numero  legale,  di  riaprire  la  seduta.  Saremo  in  grado  di
  garantire,  così  come  lo  eravamo  ieri sera,  regolarmente  il
  prosieguo  dei  lavori  d'Aula  nell'interesse   superiore  della
  Sicilia  e  porteremo  in  porto l'approvazione della  legge.  Ci
  auguriamo  che  da  parte  del  Polo  ci  sia   un  atteggiamento
  ragionevole,  ma  se  dovesse  persistere  un   atteggiamento  di
  ostruzionismo, ci comporteremo di conseguenza.

        PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vorrei,  anche  se forse
  vado al  di  là  di  quello  che  è  il  mio ruolo, dare atto che
  rispetto,  onorevole  Speziale,  a  questo  disegno di legge, c'è
  stata una buona disponibilità del Polo.
       Quindi,  vi  pregherei, pur apprezzando, ovviamente, ciò che
  lui  ha  voluto  esprimere,  più  che  discutere  sull'intervento
  dell'onorevole Speziale si vada avanti.
       Quindi, coloro che hanno chiesto la parola, se lo ritengono,
  a seguito  anche  di questa mia precisazione, rispetto ad un dato
  di evidenza che mi continua a porre al di sopra delle parti.
       Pertanto, sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore 13.35)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       La seduta è rinviata  ad  oggi,  mercoledì  3 febbraio 1999,
  alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA, AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 297 - Interventi, a livello centrale, per ridurre i danni
              arrecati  alle produzioni agricole in Sicilia, ed in
              particolare  nelle  province  di  Ragusa e Siracusa,
              dalle   gelate  degli  ultimi  giorni  del  mese  di
              gennaio.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO:

              - che le gelate  dei  giorni  scorsi  hanno arrecato
              rilevantissimi  danni  alle colture, specie a quelle
              sottoserra delle province di Ragusa e di Siracusa;

              -  che   la   distruzione   pressoché  totale  delle
              coltivazioni comporterà per i produttori agricoli la
              perdita di ogni  guadagno  e  vanificherà gli enormi
              sacrifici affrontati  per  realizzare  gli  impianti
              serricoli e per portare avanti le colture;

              - che lo stato  di  calamità  che  sarà  sicuramente
              riconosciuto in favore  delle  zone  colpite da così
              eccezionali avversità  atmosferiche non potrà essere
              sufficiente  a   risarcire   gli  agricoltori  degli
              immensi danni patiti;

              -   che    si   rende   necessario   un   intervento
              straordinario in  favore  del  settore agricolo così
              duramente colpito dall'inclemenza del tempo,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad intervenire  presso il Governo nazionale affinché
              vengano   adottati   provvedimenti   eccezionali  ed
              urgenti in favore delle  zone  della Sicilia - ed in
              particolare delle province di Ragusa e Siracusa - le
              cui produzioni  agricole  sono state completamente o
              in gran parte  distrutte  dalle  gelate degli ultimi
              giorni del mese di gennaio.""

              (2 febbraio 1999)
                                     LA GRUA - GRANATA - SCALIA -
                                     RICOTTA

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

  N. 289 - Anticipazione dei termini previsti per la pubblicazione  dei
           nominativi selezionati e conclusione dell'iter  relativo  al
           concorso per 'forestali' in Sicilia.

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  l'Assessorato Agricoltura e Foreste ha bandito
              un  concorso  pubblico  per  357  posti  di  Guardia
              forestale,  prevedendo  come  termine  ultimo per la
              presentazione delle domande la data del 23.1.1999;

      CONSIDERATO  che  il  predetto concorso ha ingenerato grandi
              attese,  determinando un'ingente quantità di domande
              di partecipazione che sembrano attestarsi intorno al
              numero delle 60.000;

      ATTESO che la possibilità di dare occupazione a 357 giovani,
              nella   già  precaria  situazione  occupazionale  in
              Sicilia,   debba   cogliersi  nel  più  breve  tempo
              possibile;

      RITENUTO che  per  la  verifica  dei punteggi minimi utili a
              superare la preselezione è stato previsto un sistema
              di lettura ottica, rapido ed efficace;

      RILEVATO che   la   data   del   25.9.99,   fissata  per  la
              preselezione,  risulta  inspiegabilmente  lontana  e
              tale  da  spostare  la  definizione  del concorso di
              circa  un  anno,  innescando  in questo periodo solo
              aspettative e ritardando pesantemente l'adeguamento,
              in  termini  di  organico,  di  un comparto da tempo
              insufficiente,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad   anticipare   il   termine   previsto   per   la
              preselezione entro e non oltre tre mesi a partire da
              oggi  ed  a  concludere l'iter concorsuale entro sei
              mesi  dalla  data  del 23 gennaio 1999. Quanto sopra
              esposto,  al  fine di evitare che il protrarsi delle
              procedure   concorsuali   dia   adito   a  legittime
              preoccupazioni    circa    le    strumentalizzazione
              politiche  e  le  speculazioni  elettorali  che,  in
              prossimità  della  campagna per le elezioni europee,
              potrebbero esercitarsi sui partecipanti al concorso.""

              (21 gennaio 1999)

                                       BENINATI - LEONTINI -
                                       ALFANO - FLERES - CROCE

     IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE.

      V - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

     VI - ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO.

    VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE  PERMANENTI  E DELLA
          COMMISSIONE  PER  L'ESAME   DELLE   QUESTIONI   CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

   VIII - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Ricorso  al mercato finanziario per l'anno 1998' (n.863/A)
          (Seguito).

          Relatore: On.le Di Martino

       2) 'Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti l'elezione  diretta  del  Presidente
          della    Regione,     l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa  popolare  e   comunale   ed   i
          referendum regionali'' (nn.  2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano

       3) 'Istituzione del  parco  archeologico e paesaggistico della
          Valle dei Templi di  Agrigento  e  del  parco  archeologico
          integrato di Selinunte, Segesta e  Cave di Cusa' (nn. 453 -
          302 - 724/A).

          Relatore: On.le  Adragna

       4) 'Proroga della durata  della  Commissione  speciale  per la
          riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).

       5) 'Nuove norme in tema di  interventi  contro  la  mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari' (n. 795).

    La seduta è tolta alle ore 13.40.

    Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 14.30.