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Resoconto d'Aula della Seduta n. 222 di giovedì 04 febbraio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                 PRESIDENZA DEL  PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 11.37.

     PRESIDENTE. Del  processo verbale della seduta precedente sarà
  data lettura nella  prossima  seduta.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa   al   primo   punto   all'ordine   del   giorno:
  Comunicazioni.

                           CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna   gli   onorevoli  Capodicasa,  Battaglia  e  Crisafulli,
  Rotella, Guarnera, Barbagallo Salvino.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.

                        RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE

      Assessore per il Lavoro

            N. 2029 - Interventi al fine  di  garantire  una  gestione
          trasparente presso l'Istituto 'Oasi M.SS.' di Troina (EN).
            ---
          Firmatari:Forgione Francesco; Liotta Santo
            ---
            - Con nota n. 4984 del 1998 il Presidente della Regione ha
          delegato l'Assessore per il lavoro.

                                ----------------

      DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA

    "Costituzione    di   nuova   azienda   ospedaliera   "Acireale
    Cannizzaro" (n. 873)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Catanoso

    "Soppressione di organi e collegi regionali" (n. 874)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato  dagli  onorevoli  Tricoli,  La  Grua,  Briguglio,
    Caputo,   Catanoso,   Granata,   Ricotta,  Scalia,  Sottosanti,
    Stancanelli, Strano, Virzì

    "Modifica dell'articolo  50  della  legge regionale 27 dicembre
    1978,  n.   71   'Norme   integrative   e   modificative  della
    legislazione vigente  nel territorio della Regione siciliana in
    materia urbanistica" (n. 875)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Fleres e Beninati

    "Disposizioni   sull'elezione   diretta  del  Presidente  della
    Regione e  norme  comuni  sull'elezione  del  Presidente  della
    Regione e  del  Vicepresidente  della Regione, dei presidenti e
    dei vicepresidenti  delle  province  regionali  e dei sindaci e
    vicesindaci,   nonchè  sull'elezione  dell'Assemblea  regionale
    siciliana, dei  consigli  provinciali  e dei consigli comunali"
    (n. 876)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Fleres, Drago, Granata

                        - in data 3 febbraio 1999

    COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DA PARTE DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE. Il  Presidente  della  Regione, ai sensi dell'art.
  12, comma 4, della  legge  regionale  16  marzo  1992,  n.  4, ha
  trasmesso  copia  della  seguente  deliberazione  adottata  dalla
  Giunta regionale:

    - n. 15: "Autorizzazione al Presidente della Regione a proporre
    conflitto  di attribuzione innanzi  alla  Corte  costituzionale
    avverso il decreto dirigenziale 23 giugno 1998 della Presidenza
    del  Consiglio  dei Ministri - Dip.to funzione  pubblica  -  di
    concerto  con  il Ministero del Tesoro, del  Bilancio  e  della
    programmazione  economica concernente trasferimento  nei  ruoli
    dell'Ente  parco  delle Madonie di  personale  dell'Ente  Poste
    Italiane" del 28 gennaio 1999.

  ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI  DELLE COMMISSIONI CHE  SI
  COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL 4  COMMA DELL'ART. 69 DEL
  REGOLAMENTO INTERNO

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 03.02.1999: D'AQUINO-VIRZI'-ALFANO-D'ANDREA-
                              GIANNOPOLO-GUARNERA-TURANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 26.01.1999: SPAGNA sostituito da BARBAGALLO Giovanni

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

     ASSENZE
     Riunione del 26.01.1999: NICOLOSI-BASILE GIUSEPPE- MONACO-
                              VELLA-ZANGARA

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

   A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale

      N. 2751  -  Interventi  al  fine  di  emanare  il  decreto
    presidenziale che consente la corresponsione delle indennità
    ai pescatori in interruzione tecnica.
      - Presidente Regione
      - Assessore Cooperazione
      ***
    Vella Basilio
                          ----------------

      N. 2753 - Notizie in  ordine  all'attuazione  dell'art.  3
    della l.r. n. 37 del  1974  in  materia  di  concessione  di
    contributi in favore delle aziende agricole.
      - Assessore Agricoltura
      - Assessore Bilancio
      ***
    La Grua Saverio
                          ----------------

   B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

      N. 2742 - Interventi in favore della frazione di Cerza nel
    comune di S. Gregorio a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2743 - Interventi per l'eliminazione dell'alto tasso di
    evasione scolastica nel comune di Paternò, in  provincia  di
    Catania.
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N.    2744  -  Interventi  per  l'erogazione  delle  somme
    arretrate da parte della Regione siciliana nei confronti dei
    farmacisti della città di Catania.
      - Assessore Sanità
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2745 -  Interventi  per  eliminare  i  notevoli  disagi
    subiti dagli studenti della scuola elementare 'G.  Falcone',
    della      scuola  media  'Carlo  Alberto  dalla  Chiesa'  e
    dell''Istituto superiore  polivalente',  nel  comune  di  S.
    Giovanni La Punta, in provincia di Catania.
      - Assessore Enti Locali
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2746 - Interventi per la rimozione e  sostituzione  dei
    cassonetti posti all'angolo tra le vie D'Annunzio e Dalmazia
    di Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2747 - Interventi per la  piena  attuazione  di  quanto
    previsto dall'art. 6 della l.r. n. 46 del 1997 in materia di
    gestione delle aree artigianali.
      - Assessore Cooperazione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2748 - Interventi  per  la  sistemazione  del  torrente
    Linera di Acireale.
      - Assessore Lavori Pubblici
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2749 - Interventi  per  assicurare  il  pieno  rispetto
    delle leggi nn. 142 del 1990, 241 del 1990, della l.r. n. 10
    del 1991 sull'accesso ai documenti nonchè dell'Orel da parte
    del Comune di Camporotondo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2750 - Opportune iniziative allo scopo di assicurare  i
    collegamenti con le isole Egadi.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Vella Basilio
                          ----------------

      N. 2752 - Iniziative per garantire la corresponsione delle
    quote dovute dalla Regione ai titolari delle farmacie e  dei
    laboratori di analisi cliniche.
      - Presidente Regione
      - Assessore Bilancio
      - Assessore Sanità
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

      N. 298 - Iniziative urgenti al fine di riordinare l'intero
    settore delle autolinee in Sicilia.
      Vella Basilio; Forgione Francesco; Liotta  Santo;  Martino
    Federico
    Presentata il  3/02/99
                          ----------------

      N. 299 - Misure urgenti in favore del  tessuto  produttivo
    agricolo, degli agricoltori e dei braccianti delle  province
    siciliane colpite dal maltempo dei giorni scorsi.
      La Corte Gioacchino; Ortisi Egidio; Lo  Certo  Sebastiano;
    Zago Salvatore; Spagna Fausto; Burgaretta Aparo  Sebastiano;
    Bufardeci Giambattista; Forgione Francesco; Martino Federico
    Presentata il  3/02/99
                          ----------------

     PRESIDENTE.  Avverto,  ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
  del   Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SVOLGIMENTO DI  INTERROGAZIONI  DELLA RUBRICA "BENI CULTURALI E
    AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE".

     PRESIDENTE. Si  passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  "Svolgimento,  ai  sensi  dell'articolo  159,  terzo  comma,  del
  Regolamento  interno,  delle  interrogazioni  della  rubrica beni
  culturali e ambientali e pubblica istruzione".
       Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 749
  dell'onorevole Ortisi.
       Ne dò lettura:

            "All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
          pubblica istruzione, premesso che:

             -  con  diverse ordinanze emesse nello scorso mese di
          gennaio, il  Tribunale  amministrativo  regionale  della
          Sicilia,  sezione  staccata   di   Catania,  ha  sospeso
          l'efficacia dei  provvedimenti  emessi  dall'Assessorato
          dei  beni  culturali  e   ambientali  e  della  pubblica
          istruzione nn. 799, 800 e  801  del  28.10.96,  con  cui
          veniva opposto rifiuto  alle richieste di autorizzazione
          di corsi biennali di specializzazione polivalenti ex DPR
          n. 970 del 1975 per  il  biennio 1995/97, avanzate dalla
          cooperativa 'CE.P.I. Down' di Catania;

             - analoghi provvedimenti, il Tar di Catania ha emesso
          per  i  ricorsi  presentati dall'ente 'Walden - Coop. di
          solidarietà sociale' cui era stato opposto diniego per i
          corsi richiesti dalle sedi di Misterbianco e Patti;

             -  tutti  i  provvedimenti  emanati  dalla  Direzione
          Pubblica istruzione  dell'Assessorato regionale appaiono
          supportati da ben fondate  motivazioni,  connesse sia al
          rispetto  della  normativa   esistente  in  materia  (in
          particolare  l'Ordinanza  assessoriale   n.   1502   del
          25.9.1995) che alla  tutela  degli  interessi  legittimi
          degli eventuali studenti ammessi  ai  corsi  tenuti  dai
          suddetti enti;

             -     in     particolare,    il    rifiuto    opposto
          dall'Amministrazione  riguardava  da  un lato il mancato
          rispetto  delle  prescrizioni  di  cui  all'art. 2 della
          succitata O.A. (non documentata attività pregressa nella
          provincia interessata e, per gli enti articolati in sedi
          periferiche,   mancata   istanza  delle  stesse  per  la
          gestione dei corsi, nonché, per gli enti non articolati,
          impossibilità  di  superare  il  limite  massimo  di due
          province in cui gestire i corsi);

             -   all'atto   della   presentazione  delle  istanze,
          inoltre,  per  numerosi  corsi non era stato espresso il
          previsto   parere   del   Provveditorato  competente  e,
          addirittura,  nel  caso  della  cooperativa 'Walden' era
          stato espresso negativamente;

             - a  tutto  ciò  va  aggiunto  che,  pur  riferite al
          biennio 1995/97, le  eventuali autorizzazioni andrebbero
          di  fatto  a legittimare lo  svolgimento  di  corsi  nel
          biennio 1996/98 peraltro  sempre  viziati dalla pendenza
          del ricorso, con il concreto  rischio  di  un pericoloso
          contenzioso con i Provveditorati, che potrebbero opporre
          rifiuto alla firma degli eventuali diplomi;

             - a ciò ancora aggiungasi che già il mancato rispetto
          della  suddivisione  in  due  annualità  di  almeno  180
          giorni,  indicate   dal   Ministero  come  inderogabili,
          porterà necessariamente i  corsi a concludersi nel 1998,
          anche qui ingenerando il rischio di contenzioso da parte
          degli stessi studenti;

             -  nonostante  la  concomitanza  di tante e rilevanti
          motivazioni    che    ostavano    al    rilascio   delle
          autorizzazioni,  il Tribunale amministrativo ha ritenuto
          di  dover  sospendere  la  validità  dei  provvedimenti,
          ravvisando  il  rischio di un danno irreparabile per gli
          enti interessati;

             - con ciò si è però posta l'Amministrazione regionale
          nella  non  facile  situazione  di dover sostanzialmente
          scegliere  o  l'emissione di provvedimenti autorizzativi
          contrastanti    con    la    stessa   normativa   emessa
          dall'Assessorato  (la  già  richiamata  O.A.  1502/95) o
          l'emissione  di  ulteriori  provvedimenti di diniego che
          contrasterebbero con le ordinanze del Tar;

             - da ultimo, con nota  del  Ministero  della Pubblica
          istruzione  è  stato  comunicato  all'Assessore  per  la
          pubblica istruzione che  per  effetto dell'Ordinanza del
          Ministro n. 735/96, che ha  prorogato i termini previsti
          dalla  precedente  O.M.   n.   169/96,  'ogni  eventuale
          istanza   intesa  ad   ottenere,   per   l'a.s.   97/98,
          l'autorizzazione a gestire i corsi di cui al Dpr 970/75,
          dovrà considerarsi temporaneamente improcedibile';

             per sapere:

             -  quali  urgenti  iniziative  l'Assessorato  intenda
          assumere  per  tutelare l'Amministrazione dai rischi cui
          la stessa  si  esporrebbe  nel  caso del rilascio di una
          autorizzazione palesemente illegittima e se, a tal fine,
          non  ritenga  che   una   corretta   applicazione  della
          succitata   recente    ordinanza    ministeriale   debba
          comportare, in ogni caso,  un  ulteriore  rifiuto  delle
          autorizzazioni;

             -  per  quali  motivi l'Amministrazione non abbia mai
          ritenuto   di  dover  ricorrere  in  appello  presso  il
          Consiglio di  Giustizia  amministrativa  per  la Regione
          siciliana, in opposizione  alle  succitate ordinanze del
          Tar di Catania" (749).

             (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

             (14 febbraio 1997)
                                                           ORTISI

       Ha facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

    MORINELLO, assessore per i  beni  culturali ed ambientali e per
  la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
  merito alla questione  inerente  la cooperativa "CE.P.I. DOWN", a
  seguito delle ordinanze del TAR di Catania, n. 871, 872 e 873 del
  27 marzo 1997  di  sospensiva  dei  provvedimenti assessoriali di
  diniego  all'autorizzazione   per   lo   svolgimento  dei  corsi,
  l'Amministrazione BB.CC.AA. e P.I., in ottemperanza alle suddette
  Ordinanze,  ha  dovuto   procedere   a   una   nuova  valutazione
  dell'istanza della  citata cooperativa, riconsiderando pertanto i
  risultati acquisiti nella precedente istruttoria procedimentale.
       E' elemento  acquisito all'istruttoria amministrativa che la
  Soc. Coop. CE.P.I.  DOWN aveva raggiunto il numero di 80 iscritti
  ai propri  corsi  di  formazione  gestiti  nell'ambito  delle due
  province Catania  e  Caltanissetta  e che la stessa non risultava
  articolata in sezioni essendo struttura unitaria; ne è conseguito
  pertanto che in osservanza dell'ordinanza assessoriale 1502/95 il
  limite delle  due  province  non  poteva  essere  in  alcun  modo
  superato da parte degli enti non articolati in sezioni, l'istanza
  veniva quindi rigettata.
       L'Amministrazione pertanto  rideterminava  la  sua posizione
  attraverso  l'emissione  di  nuovi  provvedimenti  di  rigetto  -
  decreti assessoriali nn. 27, 28 e 29 del 7 febbraio 1997.
       Avverso tali provvedimenti  l'Ente  Coop.  CE.P.I.  DOWN  ha
  opposto   ulteriore    ricorso,    richiedendo    l'adozione   di
  provvedimenti conseguenziali  all'Ordinanza  di sospensione, tali
  da non lasciare spazio all'Amministrazione.
       Il TAR, sezione III di Catania, ha emesso delle Ordinanze in
  accoglimento del  ricorso  proposto  dalla Coop.  CE.P.I. DOWN di
  Catania, annullando  i succitati decreti assessoriali nn.  27, 28
  e 29 del  7  febbraio  1997, nominando un commissario "ad acta" e
  sanzionando l'Amministratore  per i reati previsti dall'art.  328
  codice procedura penale  e  art. 53 R.D.  12/07/34 n.  1214, art.
  52 del R.D. già citato, nonchè gli artt. 82 e 83 R.D. 18/11/23 n.
  2440.
       Avverso tale ordinanza la Direzione regionale della pubblica
  istruzione  ha  provveduto   a   interporre  appello  davanti  al
  Consiglio di Giustizia  Amministrativa;  si  è  in  attesa  della
  trattazione.
       Ugualmente, per quanto  riguarda  i ricorsi presentati dalla
  Società Coop. Walden  di  Misterbianco,  per le autorizzazioni ai
  corsi per le sedi  di  Patti,  Catania, Caltagirone e Siracusa, a
  seguito  delle ordinanze del  TAR  sez.  III  di  Catania,  si  è
  provveduto  a ribadire  ulteriormente  la  posizione  di  diniego
  all'autorizzazione per la gestione dei corsi.
       Preciso  che  per  quanto  riguarda  il  ricorso  presentato
  dall'Ente Walden di  Misterbianco per la autorizzazione dei corsi
  per la sede di  Siracusa,  in ottemperanza sempre delle ordinanze
  del TAR sez. III  di  Catania,  si è autorizzato provvisoriamente
  l'Ente,  senza  con   ciò   prestare   acquiescenza  alle  stesse
  ordinanze.
       L'Amministrazione regionale quindi ha interposto appello per
  tutti i  ricorsi  proposti  dall'Ente Walden tramite l'Avvocatura
  distrettuale    di    Palermo.    Il   Consiglio   di   giustizia
  amministrativa  si  è  pronunciato a favore dell'Amministrazione,
  annullando le  ordinanze  del  TAR,  sezione  III  di Catania che
  accoglievano le istanze di sospensione proposte in primo grado.
       In ogni caso, con ordinanza  assessoriale del 10 aprile 1997
  (pubblicata nella G.U.R.S. del 3 settembre 1997) è stata disposta
  la sospensione delle procedure  di  nuovi riconoscimenti di corsi
  non statali di specializzazione  per  insegnanti  di  sostengo, a
  decorrere dal biennio 1996/1998.

     PRESIDENTE.  Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ortisi  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     ORTISI.  Signor  Presidente,  onorevole  assessore,  onorevoli
  colleghi,  brevissimamente soltanto  per  reiterare  la  denuncia
  sull'indegno mercato che in  questo  settore  esiste nella nostra
  Sicilia.  Perché essendo  questo  un  passaggio  quasi  obbligato
  (quello di frequentare corsi di  sostegno  per  accedere ai ruoli
  della istituzione scolastica) avviene  che il numero limitato dei
  discenti da ammettere fa proliferare tutta una serie di figure di
  sensali di  diverso  tipo,  politici  e adesso anche affaristici,
  perché il mercato lo permette che gettano veramente disdoro anche
  sull'Assessorato ai beni culturali.
       Io la vorrei pregare,  onorevole  assessore,  di far ruotare
  anche i funzionari che si  mandano  in  ispezione  presso codesti
  istituti che, gestiti  da  laici  o  da non laici, hanno fatto di
  questa serie di  corsi  di  sostegno  uno  strumento  non  più di
  sopravvivenza ma uno strumento di lucro.

     MORINELLO,    assessore per i  beni  culturali  e ambientali e
  per la pubblica istruzione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MORINELLO,    assessore per i  beni  culturali  e ambientali e
  per la pubblica istruzione.  Accolgo con favore la sollecitazione
  dell'onorevole Ortisi. Già nella risposta si evinceva chiaramente
  che  l'Assessorato  da   tempo   ha   bloccato   qualsiasi  altra
  autorizzazione ma devo ricordare che  c'è in atto un contenzioso,
  un conflitto a livello di  Corte  Costituzionale  tra  la Regione
  siciliana  e il Ministero  della  Pubblica  Istruzione  circa  la
  potestà che viene attribuita a noi.  Per  cui non solo per questo
  ma anche perché in questo  settore  bisogna  bonificare e bisogna
  porre un argine a quei  fenomeni  negativi che l'onorevole Ortisi
  ha giustamente evidenziato anche per  questo il Governo è attento
  e sensibile alle sollecitazione che prima sono state richiamate.

     PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 758: "Rimozione
  della lapide affissa al muro di ingresso del castello della Zisa"
  a firma dell'onorevole Zanna.
       Ne do lettura:

            "All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
          pubblica istruzione,  rilevato  che  sul muro d'ingresso
          (vedi  allegato)  del  castello  della  Zisa,  monumento
          arabo-normanno costruito nel  1160, è affissa una lapide
          con il seguente  testo:  'questo monumento costruito dai
          re normanni di  Sicilia  a  testimonianza  della cultura
          islamica venne restaurato  dopo  secoli  di  decadenza e
          restituito alla città di Palermo dalla Regione siciliana
          auspice l'on. Calogero  Mannino con progetto e direzione
          di  Giuseppe Caronia  e  con  l'opera  delle  maestranze
          siciliane MCMLXXIV - MCMLXXXIII';

             considerato:

             - che non è pensabile né ipotizzabile che l'onorevole
          Mannino  abbia pagato  di  tasca  propria  i  lavori  di
          restauro  e  recupero  di  questo  monumento, unico  per
          splendore e bellezza,  visto  che  non risulta essere un
          mecenate;

             - che sia  da  escludere  che l'onorevole Mannino sia
          già vissuto nel XII  secolo  e  non  essendo tra l'altro
          stato - pur avendo ricoperto numerosi incarichi politici
          ed istituzionali - uno  dei re normanni che ha governato
          la Sicilia, ma ha  casomai,  se  e  quando  l'ha  fatto,
          svolto soltanto la  propria  funzione  di parlamentare e
          ministro legata a 'vario  titolo  e modo' alla sua terra
          natia;

             precisato  che   il   sottoscritto  interrogante  non
          conosce quale funzione  e  ruolo abbia avuto l'onorevole
          Mannino nel progetto di restauro e recupero del castello
          della Zisa;

             tenuto  conto:

             - che appare di  dubbio  gusto  che  un  parlamentare
          venga ringraziato ed immortalato per una sua particolare
          attenzione e interessamento;

             - che, nel  caso specifico, l'imbarazzo è enormemente
          più grande, viste  le  vicende  giudiziarie  che  stanno
          coinvolgendo l'onorevole  Mannino, accusato e processato
          per concorso esterno  in  associazione  a  delinquere di
          stampo mafioso;

             per sapere  se  non  ritenga indispensabile procedere
          rapidamente alla  rimozione  di questa vergognosa lapide
          che offende  l'intelligenza  e  la sensibilità culturale
          dei siciliani, oltre  a  sortire  ilarità  e  raggiro da
          parte dei numerosi  turisti  che  visitano  il  castello
          della Zisa".

             (18 febbraio 1997)

                                               ZANNA

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Assessore per rispondere
  alla interrogazione.

     MORINELLO,    assessore per i  beni  culturali  e ambientali e
  per la pubblica istruzione.    Con    l'interrogazione   n.   758
  l'onorevole Zanna chiede la  rimozione  della  lapide  affissa al
  muro d'ingresso del castello della Zisa.
       In merito, il Direttore  regionale  dei  beni  culturali con
  nota prot. n. 2357 del 9  maggio  1997, riferisce che i lavori di
  restauro del monumento suddetto sono stati appaltati direttamente
  dall'Assessorato regionale alla Presidenza.
       Lo stesso assessorato nel  1991  ha  proceduto alla consegna
  all'Amministrazione dei Beni  Culturali  del  castello della Zisa
  definitivamente restaurato e con affissa la lapide in questione.
       Condividendo,  inoltre,   quanto   osservato  dall'onorevole
  interrogante, si rappresenta che la questione verrà prossimamente
  esaminata  unitamente  all'Assessore   alla   Presidenza   e   al
  Soprintendente competente.

     PRESIDENTE. Onorevole Zanna, come abbiamo capito, ci vuole una
  conferenza dei servizi per rimuovere una lapide.
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Zanna  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     ZANNA. Signor Presidente,  potrei  già rinunciare alla replica
  dopo  le  sue   parole,   però   vorrei  fare  una  precisazione.
  Innanzitutto, vorrei  ricordare che questa vicenda nasce dopo che
  la Zisa ebbe un  crollo  ed  un  grossissimo  danno  e ci fu dopo
  alcuni anni il  progetto di recupero e di restauro che ripristinò
  la parte crollata del  castello della Zisa, che è uno dei più bei
  monumenti che noi  abbiamo qui a Palermo e nella Sicilia. Allora,
  a conclusione  di  questi  restauri  fu affissa questa lapide sul
  muro del 1160,  quindi non in una parte laterale (io allegai alla
  mia  interrogazione  le  fotografie  del  luogo  e  della  lapide
  stessa); in quella lapide veniva ringraziato per l'interessamento
  al finanziamento per il restauro l'onorevole Calogero Mannino.
       Ora, io vorrei subito  dire, visto che questa mia iniziativa
  suscitò  anche la  replica  dell'ex  ministro  sui  giornali,  in
  premessa di questa mia  breve  replica,  che  un po' dispiace che
  questa  vicenda  venga   all'ordine   del  giorno  adesso  mentre
  l'onorevole  Mannino  sta   subendo  un  processo  di  iniziativa
  giudiziaria e quindi questa  iniziativa mia può essere letta come
  una sorta di angheria  nei  confronti  di  una  persona  che  sta
  subendo  un  giudizio  in  un  Tribunale  con  accuse  abbastanza
  pesanti.
       Lo dico perché  non l'ho vissuta in questa maniera, non l'ho
  fatto ovviamente  per questo, ma soltanto per porre una questione
  un po' di stile  e  di  serietà  per  questa Istituzione e per la
  nostra Regione.  Lo  dico,  lo ripeto, perché l'onorevole Mannino
  allora mi rispose  dicendo che la mia iniziativa voleva puntare a
  (cito testualmente) 'demolire e demonizzare lui e un pezzo di una
  stagione politica'.  Ora,  francamente  mi pare un po' esagerato,
  non era  questo  il  mio intendimento.  Semplicemente vorrei dire
  innanzitutto   che,  comunque,  quella  stagione  politica  spero
  vivamente che ce  la  siamo lasciata tutti dietro le spalle e che
  non ritorni più  e  che,  sulla  sua  attività  ed  il  suo ruolo
  politico (di  Calogero  Mannino)  giudicheranno  gli  altri,  non
  spetta a questa Assemblea, né al mio atto ispettivo.
       L'atto ispettivo era  per  eliminare  una  sorta di ridicolo
  culturale (infatti, anche nel testo dell'atto ispettivo stesso ci
  sono alcuni passaggi ironici)  e  togliere  un  po'  da  un certo
  imbarazzo la nostra Regione  agli occhi di migliaia e migliaia di
  turisti che  guardano  e  visitano questo monumento.  Quindi, una
  rimozione per opportunità,  per  serietà  e  anche  per un po' di
  stile.
       Apprezzo il  fatto che l'onorevole Assessore abbia preso una
  sorta di  impegno  su  questo intervento.  Lo vorrei sottolineare
  perché  questa  interrogazione è datata febbraio 1997;  da allora
  sono  passati   tre   Assessori  (infatti  allora  assessore  era
  l'onorevole D'Andrea).  Non  c'è stata la risposta, né tanto meno
  la lapide è  stata  rimossa.  Mi auguro, in tal senso mi dichiaro
  abbastanza  parzialmente  soddisfatto  della  risposta,  che  non
  dovranno passare altri  due  anni  e  altri tre assessori ai Beni
  culturali per arrivare ad un fatto, ripeto, che mi sembra davanti
  agli occhi di tutti una cosa di opportunità e di serietà.
       Quindi,   mi   dichiarerò   totalmente   soddisfatto  quando
  finalmente, non  perdendo  altro  tempo  e  magari non convocando
  altre riunioni, si rimuoverà definitivamente questa lapide.

     PRESIDENTE.    Si   passa   all'interrogazione   numero   877:
  "Adeguamento della legislazione regionale in materia dei concorsi
  a quella nazionale", a firma dell'onorevole Martino.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore per i
          beni  culturali  e  ambientali e la pubblica istruzione,
          premesso che:

             - sono stati  banditi  n. 2 concorsi interni per soli
          titoli a  posti  di  dirigente  tecnico superiore presso
          codesto Assessorato regionale;

             - i bandi  richiamano,  come  titoli  validi  per  la
          selezione,   quelli   derivanti   dall'applicazione  del
          decreto   dell'Assessore   per   gli   enti  locali  del
          19/6/1996, violando la norma dell'ultimo comma dell'art.
          5 della l.r.  n.  12 del 1991, nella quale si indica che
          ogni Assessorato  deve  formulare i criteri per i propri
          concorsi;

             - non  appaiono  molto  chiare  le  circostanze nelle
          quali   è    maturata    la    concessione,   da   parte
          dell'Assessorato alla Presidenza, della delega a bandire
          i due concorsi (Vedi  nota n. 42224 del 24.6.1996 Gr.  I
          citata nelle premesse dei due bandi);

             - i particolari compiti, la struttura e le differenti
          qualifiche         tecnico-scientifiche         presenti
          nell'Amministrazione,    avrebbero   imposto,   per   il
          reclutamento   dei   dirigenti  tecnici  superiori,  una
          opportuna suddivisione per qualifica dei numeri di posti
          e  non  una  semplice  rilevazione dei complessivi posti
          mancanti in organico;

             - la legislazione  nazionale  in  tema di concorsi, i
          cui  principi  debbono  estendersi  anche  alla  Regione
          siciliana in virtù  del  dispositivo  di  cui al comma 3
          dell'art.  1  del  decreto  legislativo  n.29  del 1993,
          indica   che   l'accesso  alle  qualifiche  dirigenziali
          tecniche  può  avvenire  esclusivamente tramite concorso
          per esami  (art.  28,  comma 1, dello stesso D.Lgs. n.29
          del 1993);

             -  a  sostegno  di  quanto appena detto, nell'ottobre
          dello  scorso  anno  vi era stato un formale impegno del
          Presidente della Regione, On. Giuseppe Provenzano, verso
          i sindacati a non bandire più concorsi per le qualifiche
          dirigenziali,  proprio  per consentire un adeguamento in
          materia della legislazione regionale a quella nazionale;

             per  sapere se non ritengano opportuno bloccare i due
          concorsi   in   attesa   dell'adeguamento  normativo  ai
          principi  nazionali  ed  evitare  che,  con  i  'soliti'
          concorsi per titoli si promuova una classe dirigente che
          non   presenta   le  caratteristiche  di  idoneità  allo
          svolgimento del  compito,  e  si  dia  invece  avvio  ai
          concorsi  per il reclutamento delle qualifiche mancanti,
          per dare  piena  attuazione  alla l.r. n. 116 del 1980 e
          quindi alla  normale tutela di tutti i beni culturali ed
          ambientali".

             (21 marzo 1997)

                                                     MARTINO

       Ha facoltà di  parlare  l'assessore Morinello per rispondere
  alla interrogazione.

     MORINELLO assessore per i beni culturali e ambientali e per la
  pubblica istruzione.  In  merito  all'interrogazione  di  cui  in
  oggetto, si rappresenta quanto segue.
       Con Decreto assessoriale n.  6364 del 12 maggio 1995, questa
  Amministrazione si è dotata  di  una  nuova  pianta  organica del
  ruolo tecnico del personale dei Beni culturali.
       Verificando le unità  di  personale  tecnico  attualmente in
  servizio si sono constatate ampie carenze nelle varie qualifiche;
  di conseguenza si è  valutata  la possibilità di bandire concorsi
  interni.
       A tale proposito la Presidenza della Regione, con nota 42224
  del  2  giugno  1996,  per  il  passaggio,  con  norma  di  prima
  applicazione,  alla  qualifica  di dirigente tecnico superiore ha
  chiarito che  un  terzo  dei posti disponibili nella qualifica in
  questione siano riservati ai dirigenti tecnici dei beni culturali
  rientranti  nella  previsione  della  lettera  b) dell'articolo 2
  della legge  regionale numero 21 del 1986 inquadrati nel medesimo
  ruolo tecnico alla data del primo novembre 1985.
       Da ciò ne é scaturita l'emanazione del  bando  a  numero  28
  posti di dirigente tecnico superiore, ex lege regionale numero 21
  del 1986, atteso che i posti in organico sono 83.
       Relativamente,  poi, alla copertura dei  restanti  posti  in
  organico nella qualifica di dirigente tecnico superiore (83 posti
  in organico meno 28 posti già banditi, meno 14 unità in servizio,
  uguale  41  posti  da  bandire)  si  fa  presente  che  ai  sensi
  dell'articolo 12  della  legge regionale numero 41 del 1985, alla
  qualifica  di  dirigente  superiore  tecnico o equiparato possono
  accedere solo  i  dirigenti  dei  rispettivi ruoli tecnici con 10
  anni di  effettivo  servizio  nella  qualifica  alla  data del 31
  dicembre dell'anno precedente all'indizione del concorso.
       Pertanto,  non  esistendo  altro  limite  che  quello  sopra
  esposto, questa amministrazione ha ritenuto  opportuno bandire il
  concorso  a  dirigente  tecnico superiore previsto, con  norma  a
  regime, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale numero 41
  del 1985, per tutti i restanti 41 posti di questa qualifica.
       Per  quanto  riguarda  il criterio selettivo  del  bando  di
  concorso in oggetto, considerato che l'articolo 11, comma 4 della
  legge regionale numero  25  del 1993 prevede che "i posti messi a
  concorso   sono  coperti  mediante  concorsi  pubblici  per  soli
  titoli", attesa  la  necessità  di  procedere in tempi brevi alla
  produzione   del  relativo  provvedimento,  si  é  utilizzato  il
  decreto dell'Assessore per  gli enti locali del 19 giugno 1996 in
  quanto a tutt'oggi unico strumento disponibile per la valutazione
  dei titoli  dei  concorsi  interni, secondo anche quanto previsto
  dall'articolo 8 della legge regionale numero 38 del 1994.
       Si  precisa inoltre che per l'indizione  dei  bandi  di  cui
  trattasi, si é fatto ricorso alle succitate leggi regionali 41/85
  e  21/86,  in  quanto  ad oggi  rappresentano  l'unica  normativa
  regionale che regola simili fattispecie.
       Relativamente, poi, al  concorso  di  che  trattasi,  si  fa
  presente  che,  a  seguito  della  valutazione   dei  titoli  dei
  candidati ammessi, con decreto numero 7773  del  23 ottobre 1998,
  registrato  dalla Ragioneria centrale in data  4  novembre  1998,
  l'Assessore  regionale  per  i  beni   culturali  pro-tempore  ha
  approvato la graduatoria del concorso in oggetto.
       L'Assessore  per  i  beni culturali  pro-tempore,  con  nota
  numero  2771 dell'11 novembre 1998, ha comunicato all'Assessorato
  alla Presidenza  che  il procedimento concorsuale era concluso ed
  invitava la  direzione regionale beni culturali a definire l'iter
  procedendo alla notifica dei decreti agli interessati.
       In data 20 novembre 1998, perveniva  il parere del Consiglio
  di Giustizia  Amministrativa  numero  765 del 1998, nel quale son
  espresse  riserve circa l'ammissibilità ai concorsi per dirigente
  superiore,  dei  soli  dirigenti  appartenenti  ai  ruoli tecnici
  specifici  dei  singoli  rami  dell'amministrazione  di  cui alle
  tabelle  della   legge   regionale   numero   41   del  1985.  In
  particolare,   il   Consiglio   ritiene  che,  in  considerazione
  dell'articolo 12  della legge regionale numero 41 del 1985, norma
  di  riferimento   del  concorso  in  oggetto  alla  qualifica  di
  dirigente  superiore,  possono  accedere  tutti  i  dirigenti  in
  possesso dei requisiti di cui al comma 1 del citato articolo 12 e
  non solo i dirigenti appartenenti ad un ruolo particolare.
       In  considerazione  di  quanto  espresso  dal  Consiglio  di
  Giustizia  Amministrativa,  questa  amministrazione  decideva  di
  sospendere  la  notifica del provvedimento. Di  ciò  veniva  data
  comunicazione  in  data  23  dicembre  1998  ai  partecipanti  al
  concorso.
       Infine si è ritenuto di dovere  investire l'Avvocatura dello
  Stato  della  problematica menzionata affinché  la  stessa  possa
  valutare  le diverse ipotesi di contenzioso a  cui  va  incontro,
  allo stato attuale, questa amministrazione.  In  particolare, non
  potendo permanere  la sopra descritta  situazione di sospensione,
  si chiede alla stessa Avvocatura se sia  prevalente  la necessità
  di procedere alla notifica del provvedimento relativo alla nomina
  dei  vincitori,  considerato che tale atto è  già  stato  vistato
  dalla Ragioneria centrale, o se, tenuto conto del parere reso dal
  C.G.A. sia opportuno procedere alla revoca del bando del concorso
  in questione.
       Si  resta,  ad  oggi,  in  attesa   del  parere  dell'Organo
  consultato.
       Circa l'opportunità manifestata di bloccare  i  due concorsi
  in attesa dell'adeguamento normativo ai  principi  nazionali,  si
  ritiene  che  non si possa rimandare sine  die  il  potenziamento
  degli organici, soprattutto per le figure apicali la cui presenza
  è necessaria  per  assicurare  il  buon  funzionamento  di questa
  amministrazione.

     PRESIDENTE.   Ha facoltà di parlare  l'onorevole  Martino  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     MARTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ringrazio
  l'assessore Morinello  per  la  sua lunga ed articolata risposta,
  tuttavia non posso dichiararmi soddisfatto perché  nella risposta
  c'è una  perfetta  rappresentazione dello stato delle cose ma non
  vi  è  la  presa  di  posizione  da  parte  dell'organo  politico
  responsabile che, a mio avviso, sarebbe stata necessaria.
       Certo, vi  è  la  necessità  di  provvedere a coprire questi
  posti nei  vertici, tuttavia, ancora adesso si adopera uno schema
  che  è  quello  tratto  dagli  enti  locali,  cosa  assolutamente
  insoddisfacente  poichè  ruolo  e  funzione  svolti dai dirigenti
  degli enti locali sono profondamente diversi da quelli svolti dai
  dirigenti delle sovrintendenze e nel settore dei beni culturali.
       Questo  era  il  senso  della  interrogazione.
       La risposta dell'Assessore ci fornisce il quadro dello stato
  attuale delle cose, tuttavia non dà alcun elemento, almeno io non
  ho colto, forse  perché  non  ho sentito bene, di indicazione del
  procedimento che  si  dovrebbe  a  mio giudizio intraprendere per
  adeguare la normativa regionale alla normativa nazionale.

     MORINELLO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  posso senz'altro  convenire  con  le  osservazioni dell'onorevole
  Martino, ritengo, tuttavia, che in materia si debba profondamente
  innovare  da   parte   dell'Assemblea  regionale.  D'altronde  la
  riforma delle  sovrintendenze  dovrebbe soddisfare l'esigenza che
  prima enucleava l'onorevole Martino.
       Per quanto riguarda  la  risposta  fornita,  essa senz'altro
  soddisfa i quesiti  posti,  in  particolare  quello  relativo  al
  blocco dei due concorsi cui si riferiva nell'interrogazione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  vorrei  avanzare  una proposta
  all'Aula. In  considerazione del fatto che ieri la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso di fissare una data,
  se  non   ricordo  male  quella  di  mercoledì  prossimo  per  la
  discussione  delle  mozioni, desidero differire la discussione di
  queste   mozioni   a   quella  data.
       Desidero  altresì  proporre  il  prelievo  del  punto quinto
  dell'ordine  del  giorno  riguardante  l'elezione  di un deputato
  Segretario, passando successivamente al seguito della discussione
  del disegno di  legge  n.  863  relativo  al  ricorso  al mercato
  finanziario  e  infine all'elezione delle Commissioni legislative
  permanenti.

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA  GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
  nome di  Alleanza  Nazionale per esprimere il nostro diniego alla
  richiesta del  collega  Speziale in ordine allo slittamento della
  discussione  delle  mozioni  all'ordine  del  giorno  a mercoledì
  prossimo.  Il  collega avrebbe potuto richiederlo ieri in sede di
  Conferenza dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, ma non lo ha
  fatto.
       Non riusciamo  a  comprendere,  inoltre,  le  ragioni per le
  quali il  collega  Speziale chiede di anticipare la votazione per
  l'elezione del deputato Segretario rispetto a quella del deputato
  questore anch'essa  all'ordine del giorno e precedente quella del
  Segretario.
       Concludendo,   signor  Presidente,  siamo  contrari  a  tale
  ipotesi.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, la proposta
  dell'onorevole Speziale mi pare si articoli in più punti e in tal
  senso mi muoverò.
       La proposta  di  rinviare  la trattazione delle mozioni alla
  seduta  di  mercoledi  mi  pare  accettabile  perchè  si  colloca
  coerentemente   rispetto  alla  decisione  della  Conferenza  dei
  Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari  e,  dunque,  non  abbiamo
  obiezioni in proposito.
       Ribadisco   all'Aula   e   all'onorevole  Assessore  per  il
  Bilancio la  disponibilità del gruppo di Forza Italia a procedere
  nell'esame del disegno di legge n.  863.
       Non condivido - e lo dico con forza - l'aspetto che riguarda
  l'elezione  del  deputato Segretario perchè sarebbe difficilmente
  spiegabile che  si  procedesse  ad  un' elezione e non all'altra,
  nonostante ciò che  si  è verificato ieri e che ha prodotto anche
  il nostro fastidio,  la nostra irritazione dal punto di vista dei
  rapporti   istituzionali   con   la   Presidenza  dell'Assemblea.
  Veramente grave il comportamento della maggioranza
       Devo  anche  dire  che  non  possiamo  non  rilevare come il
  tentativo  di  prelievo  dell'elezione  del  deputato  Segretario
  risponda  ad  una  logica  scorretta e incoerente di impostare le
  questioni, perchè  è  l'invadenza di una questione tutta politica
  in una sfera eminentemente istituzionale.
       Ecco  perchè  esprimo  con forza il no al prelievo del punto
  riguardante l'elezione del deputato Segretario.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  proposta dell'onorevole
  Speziale.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Cuffaro  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                  ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO

     PRESIDENTE.  Si  passa al quinto punto dell'ordine del giorno:
  "Elezione di un deputato Segretario".
       Preciso, anche in questa occasione, che restano valide tutte
  le   considerazioni  e  le  comunicazioni  fatte  dal  Presidente
  dell'Assemblea nella seduta di ieri.
       A norma  del  quinto e del settimo comma dell'articolo 4 del
  Regolamento  interno  dell'Assemblea, "Nelle elezioni suppletive,
  quando si debba  coprire  un  solo  posto,  è  eletto chi a primo
  scrutinio abbia  raggiunto  la  metà più uno dei voti.  Se nessun
  candidato abbia riportato  la metà più uno dei voti si procede al
  ballottaggio tra  i  candidati  che  abbiano riportato il maggior
  numero  di  voti.   A   parità  di  voti  è  eletto  o  entra  in
  ballottaggio il più anziano di età".
       A   norma  dell'articolo  4  bis  del  medesimo  Regolamento
  interno, la votazione si effettua mediante segno preferenziale su
  schede recanti a stampa il cognome e il nome di tutti i deputati.
       Scelgo la  commissione di scrutinio che risulta composta dai
  deputati Croce, Pezzino, Vella.
       Invito  i deputati scrutatori a prendere posto nell'apposito
  banco.
       Dichiaro  aperta  la  votazione  per  scrutinio  segreto per
  l'elezione di un deputato Segretario.
       Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

        TURANO, segretario, procede all'appello.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
       Poichè  il numero dei votanti è 62, invito la Commissione di
  scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.

    (La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico   il   risultato  della  votazione  per
  l'elezione di un deputato  segretario.

       Presenti  e votanti   62
       Maggioranza           32

       Hanno ottenuto voti i deputati onorevoli:

       Lo Certo             55
       Costa                 2
       Mele                  1
       Burgaretta Aparo      1
       Ortisi                1
       Schede bianche        2
       Schede nulle          0

       Avendo   l'onorevole   Sebastiano Lo Certo    riportato   la
  prescritta  maggioranza  dei  voti  lo  proclamo  eletto deputato
  segretario.

                              (Applausi)

       Anche all'onorevole Lo Certo indirizziamo un augurio di buon
  lavoro nell' espletamento della sua nuova funzione.
       Onorevoli  colleghi,  ho  il  piacere  di  dare il benvenuto
  all'onorevole  Silvestro   che,  nella qualità di Vice Presidente
  dell'Assemblea, presiederà, nel prosieguo  dei  lavori, l'attuale
  seduta.
       Nel  rinnovargli  l'augurio  di buon lavoro, spero che tutto
  questo contribuisca a restituire serenità all'Assemblea.

                              (Applausi)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


               PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE SILVESTRO

    DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO   DI   LEGGE:   "RICORSO  AL  MERCATO
    FINANZIARIO PER L'ANNO FINANZIARIO 1998" (N. 863/A) (SEGUITO)

     PRESIDENTE.  Si passa al punto settimo dell'ordine del giorno:
  "Discussione   del   disegno   di   legge:  'Ricorso  al  mercato
  finanziario per l'anno 1998' (N. 863/A) (Seguito)".
       Invito  i  componenti  la  seconda  commissione  legislativa
  permanente   'Bilancio'   a   prendere   posto   al  banco  delle
  Commissioni.
       Ricordo  che  l'esame del disegno di legge si era interrotto
  nella  seduta  antimeridiana  del  3 febbraio  1999,  durante  la
  discussione dell'articolo 2.
       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  2G,  interamente  sostitutivo  dell'articolo  2,    del  quale dò
  lettura.
                                "ART. 2

     Autorizzazione  all'emissione  di prestiti obbligazionari

    1.  -  In  alternativa alla contrazione dei mutui, ai sensi del
    precedente  articolo 1, l'Assessore regionale per il Bilancio e
    per   le   finanze   in   relazione   alle  condizioni  e  alla
    disponibilità  dei mercati finanziari é  autorizzato a disporre
    l'emissione di prestiti obbligazionari o titoli similari, anche
    per  importi  parziali o pro-quota, nei limiti e nei termini di
    cui   all'articolo   11   medesimo."

       Ricordo  che  erano stati presentati due emendamenti a firma
  degli onorevoli Fleres ed altri.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     FLERES.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,   in  una
  precedente occasione il Gruppo di Forza Italia ha già  dato  atto
  al  Governo di avere compiuto  un  notevole  passo  avanti  nella
  redazione degli emendamenti  interamente  sostitutivi del disegno
  di legge 863, degli articoli 2,3 e 4.
       Il gruppo di Forza Italia,  dunque,  prende  atto di questa,
  sia pure parziale, mutata  opinione  del Governo relativamente ai
  precedenti  contenuti dei medesimi  articoli  ed  è  orientato  a
  ritirare i propri emendamenti.
       Tuttavia, sta  identificando  alcuni  obiettivi  che  reputa
  indispensabili,  ma   che    possono    essere    raggiunti   non
  necessariamente con una previsione  normativa  ma  con un impegno
  del Governo a tenere un comportamento adeguato in sede di stipula
  del contratto e comunque in sede  di  trattativa con gli istituti
  di credito che si manifesteranno disponibili a collaborare con la
  Regione siciliana nella predisposizione  dei  mutui  ovvero nella
  immissione delle obbligazioni.
       Dunque,l'orientamento del nostro gruppo è quello di ritirare
  gli  emendamenti agli articoli 2, 3  e  4  e  di  sostituirne  il
  contenuto con un ordine del giorno  che  impegni il Governo ad un
  comportamento che, in buona sostanza, sintetizza gli orientamenti
  che  erano  contenuti negli emendamenti da noi presentati, ma che
  consente che i medesimi orientamenti siano individuati nelle fasi
  istruttorie  del  procedimento  che questa legge autorizza ovvero
  nelle  fasi  contrattuali,  laddove  questo  fosse  necessario, e
  quindi   se   il  Governo  è  disponibile  noi  formalizziamo  la
  presentazione    dell'ordine   del   giorno   e   contestualmente
  provvediamo  al  ritiro degli emendamenti, articolo per articolo,
  man mano che verranno messi in discussione.

     PIRO,    assessore  peril  bilancio   e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non può che accogliere
  con soddisfazione le considerazione  testé  svolte dall'onorevole
  Fleres e, nello stesso tempo, dare atto  all'onorevole Fleres, al
  gruppo  che  rappresenta  e  agli  altri  gruppi  di  opposizione
  presenti in questa Aula, del senso  di responsabilità manifestato
  in questa circostanza.
       Io credo che ci sia resi  conto  che  lo  sforzo  che stiamo
  cercando di fare è  quello  di  lavorare nell'interesse esclusivo
  della Regione siciliana e dell'Amministrazione regionale.
       In questa direzione il Governo si  è  sforzato di fare delle
  proposte  che  ha  ulteriormente   verificato   alla  luce  delle
  considerazioni, molte delle quali  pertinenti, che qui sono state
  svolte, ed ha riformulato gli articoli 2, 3 e  4, proprio tenendo
  conto,   cercando   di   accogliere   quelle   osservazioni   che
  effettivamente meritavano di essere accolte.
       Nello  stesso  tempo,  avendo   conosciuto  quali  contenuti
  l'onorevole  Fleres  intende  inserire  nell'ordine  del  giorno,
  rispetto ai quali il Governo è già impegnato,  manifesto la piena
  disponibilità  ad  accettare  l'ordine  del   giorno,  quindi  ad
  assumere l'impegno nello svolgimento della delicatissima fase che
  adesso  si  apre,  in  quanto  credo che  questi  impegni  vadano
  comunque  nella  direzione  di assicurare  il  massimo  beneficio
  possibile all'Amministrazione regionale.
       Quindi, signor Presidente, io credo che sulla base di queste
  mie  considerazione  e  affermazioni  si   possa   andare  avanti
  speditamente  e  che  l'onorevole Fleres e  gli  altri  firmatari
  possano ritirare i propri emendamenti.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   prende   atto   del  ritiro  degli
  emendamenti, a firma  degli onorevoli Fleres ed altri, presentati
  all'articolo 2.
       Pongo  in   votazione   l'emendamento   2.G,   del  Governo,
  interamente sostitutivo dell'articolo 2.
       Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , relatore. Favorevole.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.

                                <<Art. 3.
             Disposizioni riguardanti i prestiti obbligazionari

          1. L'Assessore regionale  per  il  bilancio e le finanze è
       autorizzato, in deroga  ad  ogni  disposizione  di  legge, ad
       affidare a  trattativa  privata,  senza  gara,  l'appalto dei
       servizi finanziari  connessi all'emissione ed al collocamento
       sul mercato interno  ed  estero  delle  obbligazioni  di  cui
       all'articolo  2,  esclusi  ai sensi dell'articolo 5, comma 2,
       lettera  e),  del  decreto  legislativo 17 marzo 1995, n. 157
       dall'ambito  di applicazione dello stesso decreto legislativo
       ed  ivi compresi, in particolare, i servizi di consulenza per
       il  rating,  di  lead  manager,  o  di  advisory per l'intera
       operazione finanziaria, a banche o società di intermediazione
       finanziaria  autorizzate  secondo la legislazione nazionale o
       comunitaria.

          2. L'aggiudicazione  degli appalti in questione è disposta
       tenendo  conto   dei  requisiti  di  provata  affidabilità  e
       capacità  di  collocamento  sul  mercato  dei  prestatori  di
       servizio.

          3. L'emissione di  obbligazioni  è effettuata in euro o in
       altra valuta, a tasso  fisso o a tasso variabile. Il tasso di
       interesse   va   determinato   in   maniera  onnicomprensiva,
       ricomprendendo in esso  in  particolare  le  commissioni e le
       spese  dovute  dalla  Regione  siciliana  in  qualità di ente
       emittente.

          4. Nell'ipotesi di emissione di obbligazioni effettuata in
       euro  a tasso  variabile  va  utilizzato  come  parametro  di
       riferimento  l'euribor.  Qualora  il prestito obbligazionario
       venga effettuato  in  valuta estera dovrà essere accompagnato
       da una corrispondente operazione di swap per la copertura del
       rischio di cambio  da  affidare  con  le  procedure di cui al
       comma 1.

          5. Sull'ammontare  degli  interessi, premi od altri frutti
       comunque corrisposti  ai possessori dei titoli obbligazionari
       va effettuata una  ritenuta  del  12,50 per cento a titolo di
       imposta sostitutiva  delle  imposte  sui redditi. Il relativo
       gettito è di competenza della Regione siciliana e va iscritto
       nell'apposito capitolo  di  entrata  del  bilancio regionale.
       Qualora i  possessori abbiano la residenza fiscale all'estero
       si  procederà  secondo  le  norme  di  cui  alle  convenzioni
       internazionali  stipulate  dallo  Stato  italiano, al fine di
       evitare una doppia imposizione.

          6. I  prestiti  obbligazionari autorizzati con la presente
       legge possono  beneficiare della garanzia di cui all'articolo
       25 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6.

          7. Le  operazioni  di  emissione  delle obbligazioni vanno
       comunicate,  ai   sensi   dell'articolo   129   del   decreto
       legislativo 1 settembre 1993, n. 385, alla Banca d'Italia per
       l'esercizio dell'ascritta funzione di controllo>>.

       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  interamente sostitutivo  3.G  che si allega al presente resoconto
  stenografico.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.  Signor  Presidente,  onorevole  assessore Piro, volevo
  semplicemente   far   rilevare   che   prima  di  procedere  alla
  comunicazione  dell'emendamento  presentato  dal  Governo avremmo
  dovuto   esaminare   l'articolo   3  e  successivamente  passare,
  eventualmente, al ritiro degli emendamenti, laddove sia possibile
  farlo  rispetto  al  ragionamento  svolto poc'anzi dall'onorevole
  Fleres. Ritengo, infatti, che l'articolo 3 meriti una discussione
  che sia in linea con le cose che ci siamo detti.
       Io non  voglio  far  perdere  tempo  al Governo e non voglio
  neanche far passare inosservata una norma che è il punto centrale
  del disegno  di  legge.  Poichè  durante la discussione di questo
  disegno di legge  ho  sviluppato  un  ragionamento  a  cominciare
  dall'articolo 1, intervengo  anche sull'articolo 3 per completare
  quel ragionamento e  dare  un  contributo intravedendo, peraltro,
  una soluzione.  Uno sforzo in  tal senso da parte del Governo c'è
  stato, ma l'emendamento  presentato  dallo  stesso Governo merita
  una riflessione.
       L'onorevole  Fleres,  a nome di Forza Italia, ha predisposto
  un  ordine  del  giorno  che  riassume  un  pò tutto quello che è
  successo da qualche giorno  a  questa  parte  in quest' Aula, nel
  senso  di prestare  molta  attenzione  all'evoluzione  di  questo
  disegno di legge e  quindi pregare il Governo di accogliere tutte
  queste  misure  che   servono  non  solo  alla  salvaguardia,  ma
  soprattutto a dare quelle  garanzie  necessarie al Parlamento e a
  tutti noi.
       Approfitto  anche  per  andare oltre il mio ragionamento. Ho
  dato  al  Parlamento ed all'onorevole Piro degli argomenti, degli
  elementi più che altro rispetto alla procedura, all'importanza di
  questo  disegno  di  legge.  Riconosco  che l'onorevole Piro si è
  adoperato per superare questo momento di difficoltà tra chi non è
  favorevole  all'emissione di  obbligazioni,  per  quello  che  ho
  rappresentato io e altri colleghi di Forza Italia. A questo punto
  per,  senza   addossare  nessuna  responsabilità  dell'operazione
  all'onorevole Piro,  debbo  semplicemente sottolineare un aspetto
  che a mio avviso  è  fondamentale:  quando  io  dissi  trattativa
  privata  senza gara  non  era  rivolto  alla  gestione  personale
  dell'Assessore,  ma   facevo  un  ragionamento  interpretando  un
  sentimento comune, vista  anche  la  situazione difficile che c'è
  nel Paese, delle cose che si dicono e del modo come eventualmente
  vengono riportate. Onorevole Piro,  lei  è  una persona che mi ha
  dato amicizia in quest'Aula e di cui ne conosco la intelligenza e
  la capacità, lungi da  me  pensare  minimamente  la  gestione  di
  questo argomento come fatto  che va oltre quella che è l'attività
  di un amministratore che si trova in questo momento a recitare un
  ruolo importante ma  difficile  come  membro  del  Governo  della
  Regione siciliana.
       Non ce l'ho nè con  lei  nè  con  nessun altro, mi preoccupo
  semplicemente delle  strumentalizzazioni  che  vengono  fuori nel
  momento  in  cui  si   consegna   ad   una   persona   una  certa
  responsabilità. Lei, quindi, non ha alcuna responsabilità, questo
  intendo chiarirlo e, debbo  dirlo,  fa bene il suo mestiere.  Noi
  però abbiamo avuto  l'esigenza  di sottolineare la difficoltà del
  momento e quindi il fatto che ci siamo fermati, forse anche fuori
  misura, su un disegno di legge che poteva essere approvato in una
  battuta sola, è  dovuto  proprio all'attenzione che noi prestiamo
  in questo momento e che dedichiamo alle sorti dei siciliani.
       Si tratta di un momento particolare della Sicilia e dobbiamo
  fare gli interessi dei siciliani. Quindi il problema  del  debito
  dei  1.700  miliardi  è  ormai un fatto su cui non c'è  nulla  da
  discutere  perchè  bisogna  questi  1.700 miliardi  trovarli  per
  pareggiare  una situazione di bilancio del 1998 e spero  che  lei
  riesca attraverso il mutuo e non l'emissione  delle obbligazioni,
  e glielo dico per l'esperienza che ho e per  gli  approfondimenti
  che ho fatto, mi convince  di più la possibilità di realizzare un
  accordo per fare una  trattativa  privata  per  il  mutuo di 1700
  miliardi - qualcosa in meno se eventualmente c'è la possibilità -
  che inserire un elemento che  può  turbare  un equilibrio - e non
  parlo più di fatto  di  stabilità interno, ma parlo semplicemente
  di un equilibrio che c'è e che, come dicevo, un colpo di tosse in
  Sicilia diventa una bomba ad orologeria in altre zone.
       L'immissione  di obbligazioni, di titoli, in un mercato come
  il  nostro,  con  tutte  le difficoltà che lei sa meglio di me, è
  chiaro  che  ci  mette  nelle condizioni di riflettere parecchio.
  Quindi  io spero veramente che lei riesca nella sua operazione di
  realizzare  un  mutuo di 1700 miliardi per pareggiare, come spero
  che  lei  riesca  anche a negoziare bene la partita con lo Stato,
  perchè  se è vero com'è vero che l'articolo 28 della finanziaria,
  al comma 17, recita che entro il 30 settembre del 1999, tra Stato
  e  Regione  ci  sarà  un'evoluzione  sia  per  quanto riguarda la
  conoscenza dei debiti che dei crediti, io spero che lei riesca ed
  ottenga  da  parte dello Stato quell'aiuto necessario per cercare
  di risanare meglio i conti e quindi anche di dettare poi le linee
  della programmazione.
       Io   ho  molti  dubbi  sulla  programmazione,  perchè  credo
  veramente che questo Governo - e lo dico con la massima chiarezza
  -  ha  dimostrato  e  dimostra  di  non essere in grado di andare
  avanti.
       Quindi,  faccia  uno   sforzo   anche   lei   -  l'ho  detto
  all'onorevole Capodicasa come Presidente del Governo - per uscire
  da questa difficoltà.  Esca  lei  ma faccia uscire i siciliani da
  questa difficoltà, perchè questo  Governo,  a mio avviso, non può
  rappresentare tutti gli interessi legittimi dei siciliani. Quindi
  apra ad una prospettiva  diversa,  apra ad una soluzione diversa.
  Le forze politiche presenti  in questo parlamento credo che hanno
  un tasso di  responsabilità  particolare in questo momento, anche
  se poi ci sono situazioni  che fanno pensare cose diverse - e non
  è così - io posso  garantire  per  quello  che riguarda almeno il
  Gruppo di Forza Italia, noi siamo animati non solo per risanare i
  conti della Regione - come  del  resto abbiamo anche fatto con il
  Governo Provenzano ed oltre -  ma siamo perchè la Sicilia esca da
  questa difficoltà, da questa tenaglia, da questa forbice che è la
  disoccupazione, che sono i  precari,  che  sono tutte le cose che
  sappiamo.
       Onorevole Piro, lei che  è  un uomo responsabile, lei che in
  questo momento di assenza del Presidente della Regione, ha tirato
  in un certo senso la  volata  perchè  è stato partecipe, non solo
  come presenza ma anche  di  concretezza,  debbo  dire: faccia una
  riflessione su questa cosa e  la  faccia sul serio perchè ci sono
  problemi importanti che  dobbiamo  affrontare.  Se  il  clima  si
  rasserena, se le condizioni migliorano forse riusciremo a portare
  a casa la finanziaria  e  il bilancio, altrimenti onorevole Piro,
  in un momento di grande  disperazione  e  in un momento in cui le
  cose vanno male, anche qui le cose si aggravano.
       Credo che questo Governo  può stabilire un limite alle cose,
  dopodichè aprire una prospettiva  per i siciliani, ed aprirla nel
  senso di realizzare quelle cose  che ci siamo sempre dette - caro
  onorevole Piro - che  lei  allora  dall'opposizione diceva, e che
  ora al Governo deve realizzare, perchè altrimenti è il fallimento
  della sua linea politica,  del  suo  modo  di  essere,  della sua
  capacità  di  intendere   la   politica.  Quindi  questo  Governo
  chiuderà una parentesi per  aprirne  un'altra  che  sia  fatta di
  riforme  vere,  che  sia  fatta  soprattutto  della  riforma  sul
  bilancio, della  riforma  sulla  pubblica  amministrazione, della
  riforma elettorale.
       Se  lei, dico lei, il suo Governo non riuscirà a fare questo
  lei  avrà  fallito  e  avrà  portato  ancora  più disperazione ai
  siciliani.   Qindi  il  mio  intervento  che  riassume  tutte  le
  tematiche,  tutti gli argomenti che sono stati trattati qui e che
  vuole  dare  una  mano  al  Governo  nel  momento in cui diciamo:
  ritiriamo  i  nostri  emendamenti  per  realizzare  un momento di
  incontro  tra  chi  in questo momento vuole semplicemente il bene
  dei siciliani. Non  è  demagogia, non è semplicemente pubblicità,
  non è promozione la nostra,  ma è: mettiamoci insieme per fare un
  percorso e poi  questo  percorso  dedicarlo  ai siciliani.
       Quindi, onorevole Piro,  io  le  dico una cosa: l'operazione
  che lei ha sostenuto ad alta voce io non la posso votare, però la
  sto agevolando, la stiamo  agevolando  e  stiamo  dando  a lei la
  possibilità di poter sentire  anche  altre  voci.  Io avevo detto
  'senta anche la  Commissione  paritetica'.  Io  capisco  che  non
  rientra nell'ambito di  certe possibilità, però l'uomo di governo
  o un governo ha, secondo  me,  il  dovere  di sentire anche altre
  voci  e  possono essere  utili  per  garantire  il  suo  operato,
  l'operato del Parlamento.
       Io interverrò forse  qualche  altra  volta  a conclusione di
  questo  disegno  di  legge,   però,  a  questo  punto,  mi  preme
  rappresentare un'ultima mia  riflessione  che  è quella di vedere
  presto  questo  Parlamento   uscire  da  questa  difficoltà  che,
  oltretutto, mi pare da un  po'  di giorni a questa parte ci siamo
  immersi.
       A parte le polemica,  a  parte  tutto quello che è successo,
  caro onorevole Piro, una mano l'opposizione gliela dà e gliela dà
  finalizzata a questi argomenti.  E  spero che l'ordine del giorno
  che ora l'onorevole Fleres e gli altri presenteranno possa essere
  per lei la linea su  cui  lavorare  per  garantire  se stesso, il
  Governo, il Parlamento ed i siciliani.
       Fare  debiti non è una cosa piacevole ma, d'altronde bisogna
  onorarli e  quindi  il  problema  è  questo:  noi  diamo a lei la
  possibilità di utilizzare bene questo strumento però, la prego, e
  ritorno  sul  primo  argomento,  faccia una riflessione sul primo
  punto, il mutuo. Il mutuo a trattativa privata, anche senza gara,
  credo  che  garantisca  meglio  rispetto  ad  altri  problemi che
  possono essere di non facile evidenza.
       Io  in  questo momento ho difficoltà ad accettare la seconda
  ipotesi ma, siccome è  giusto  che  il  Parlamento  gli dia anche
  questo  strumento,  allora   noi   diciamo,  ritiriamo  i  nostri
  emendamenti, diamo a lei una  mano,  diamo  al Governo una mano e
  poi più avanti vedremo,  eventualmente,  se  questa  mano è stata
  accettata in maniera da rappresentare un momento di incontro o se
  questa mano serve soltanto  per  salutarci.  E  del suo Governo -
  l'ho detto l'altro giorno  -  ho  fatto l'esempio della fune; lei
  può tirare, nel senso che la fune può tirare ma non può spingere,
  quindi lei in questo  momento  può  tirare  a campare.  Faccia un
  salto di qualità e vedrà  che  lei  non  solo  spingerà ma, forse
  realizzerà il suo sogno che  è  anche  il  mio  sogno,  di vedere
  questa Sicilia risorgere attraverso le riforme.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     PRESIDENTE.  Comunico che  è  stato presentato dagli onorevoli
  Fleres ed altri l'ordine  del  giorno  n.  289  "Interventi della
  Regione con riferimento all'accensione di mutui ed alla emissione
  di obbligazioni". Ne do lettura:

                      <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     V I S T I:

    -  i  contenuti della proposta legislativa del governo relativi
  all'accensione di mutui ed alla emissione di obbligazione,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                      E L'ASSESSORE AL BILANCIO

    - a ottenere le migliori condizioni di mercato relativamente ai
  tassi praticati;

    -   nel   caso  di  prestiti  obbligazionari  non  ricorrere  a
  provvedimenti aventi durata superiore a 10 anni;

    - non procedere ad un eccessivo frazionamento delle operazioni;

    -  ricorrere  ad  istituti  di concreta e provata esperienza in
  materia;

    -  predisporre  opportune  garanzie  a copertura del rischio di
  eccessivo aumento del tasso rispetto al tasso base di assunzione;

    -  richiedere alla conferenza dei capigruppo un dibattito sulla
  situazione  finanziaria della Regione da tenersi prima dell'avvio
  del   dibattito   sulla  legge  finanziaria  e  sul  bilancio  di
  previsione 1999.>> (289).

       L'ordine  del  giorno  sarà posto in votazione a conclusione
  dell'esame del disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     BRIGUGLIO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BRIGUGLIO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi  io  sono
  soltanto   parzialmente  disponibile  ad  accogliere  l'atmosfera
  buonista  che,  da  par  suo  l'onorevole collega Croce ha sparso
  ampiamente  con  il  suo  brillante intervento testè pronunciato,
  perchè  quest'Aula  non può  essere  un'Aula  doppia  in  cui  si
  predica, si aspira e  si  richiede,  in  qualche misura, senso di
  responsabilità da parte  dei gruppi dell'opposizione e dall'altra
  si giunge a comportamenti e atteggiamenti assai gravi - parlo sia
  dell'azione di governo, sia  della condotta della maggioranza - e
  in particolare di alcuni  gruppi  e  di alcuni parlamentari della
  maggioranza  in   totale   controtendenza   rispetto   al   clima
  costruttivo che si vuole in qualche modo realizzare.
       Sono  assolutamente  d'accordo  con  il  collega  Croce  nel
  riconoscere  sia la  competenza,  sia  un  particolare  ed  anche
  appassionato impegno dell'onorevole  Piro  nel  fare  fronte alle
  gravi  situazioni  e   alle  gravi  emergenze  finanziarie  della
  Regione. Scherzando ieri ho avuto modo di dire all'onorevole Piro
  che in qualche modo è  come  un  piccolo pesce molto attivo in un
  vaso di vetro pieno di  acqua,  ma  che  rimane sempre un vaso di
  vetro  e cioè questa  cornice  di  grande  fragilità,  di  scarsa
  efficienza e di poca credibilità  che  è  questo Governo e che la
  maggioranza che lo sostiene.  Una  maggioranza  che è giunta però
  ormai con alcuni atti,  alcuni dei quali forse potrebbero passare
  anche sotto silenzio, ma che  in qualche modo sono collegati e di
  cui vogliamo fino in  fondo  denunciarne  la  sussistenza  su cui
  vogliamo che si faccia una riflessione pacata, ma una riflessione
  adeguata perché  altrimenti  rinunceremmo  all'esercizio  di  una
  funzione che ci è stata affidata che è quella della opposizione.
       Credo    di   avere   dato   obiettivamente   riconoscimento
  all'onorevole  Piro, ma devo anche ricordargli che certamente dai
  banchi  dell'opposizione  una  norma di questo tipo di trattativa
  privata, senza  gara,  in qualunque materia - a me è capitato più
  volte  di  confrontarmi su questi argomenti - a parte rovesciate,
  in  qualunque  settore, in qualunque legge sarebbe stata proposta
  dal   governo   di   centro-destra   e   dalla   maggioranza   di
  centro-destra,    avrebbe   certamente   avuto   delle   rampogne
  pesantissime  nel  nome  della trasparenza e della cristallinità,
  certamente  da  gruppi  che  oggi  sono  nella  maggioranza e che
  sostengono  questa  legge  anche in particolare questo disegno di
  legge  e  questa  disposizione  e  certamente  avrebbe  avuto  la
  rampogna  e  la non approvazione comunque da parte dell'onorevole
  Piro.
       C'è  in  noi  tutti  la  grande disponibilità a guardare con
  occhio freddo,  anche laico questo tipo di problemi e questo tipo
  di soluzione, e parliamo in particolare di una trattativa privata
  di grandi dimensioni e  di  grande spessore e siamo disponibili a
  guardarlo - dicevo -  con grande disponibilità e anche con grande
  apertura,  ma  dicendo  esattamente   di  ciò  che  si  tratta  e
  richiedendo  ancora  al  Governo  delle  delucidazioni  anche  di
  dettaglio,  in  ordine   alle   garanzie  di  imparzialità  e  di
  trasparenza  che  questa   procedura  dovrebbe  in  qualche  modo
  assicurare.
       Lo  dico  perché  non  vorrei che ci ritrovassimo dinanzi ad
  un'azione  di  governo  e anche della maggioranza che si ispirano
  alla maschera e in qualche modo al volto. Abbiamo spesso Mr. Hyde
  e altre volte il dotto Jekill a seconda come si conviene.
       Non  noto  interventi da parte di parlamentari autorevoli di
  quest'Assemblea,   in  particolare  dell'onorevole  Speziale  che
  stamattina  con  una  dichiarazione  che  non  esito  a  definire
  gravissima,  ha  svolto   una  intimidazione  nei  confronti  del
  Presidente dell'Assemblea che  noi  non  possiamo  non rilevare e
  rintuzzare e rispetto a cui ci attrezzeremo, se necessario, anche
  fra pochi minuti per  garantire il rispetto delle regole ed anche
  la funzione di imparzialità in questa Assemblea regionale, perchè
  fuori da questo Palazzo  accadono  anche  altre  cose che, se per
  caso fossero state azionate o operate dai due Governi precedenti,
  ci sarebbe stato un  dibattito  di  diversi  giorni  che  avrebbe
  paralizzato l'attività  del Parlamento regionale.  Un funzionario
  della  Regione,  per  esempio,  come  l'ingegnere  D'Urso,  viene
  trasferito con un  ordine  di  servizio,  fa  delle dichiarazioni
  pesantissime sulla stampa in  ordine  a  problemi  di gestione di
  risorse  finanziarie ingentissime  per  otto  mila  miliardi  che
  riguardano   la  Protezione   Civile,   dichiara   che   il   suo
  trasferimento  è  legato   alla   gestione   di   queste  risorse
  finanziarie, dice con grande  chiarezza  che  si  vogliono al suo
  posto  soggetti e  funzionari  addomesticati  che  dovrebbero  in
  qualche modo garantire il flusso di incarichi, appalti o comunque
  della gestione di queste  risorse finanziarie e nessuno in questa
  Assemblea  -  mi   sarei   aspettato   anche   da  altri  settori
  parlamentari, in passato è accaduto - dice alcunchè.
       L'assessore regionale  per  l'agricoltura  opera con criteri
  che non conosciamo e  che  desidereremmo conoscere al suo ritorno
  dall'estero;   fa  una   rotazione  dei  capi  degli  Ispettorati
  provinciali dell'Agricoltura,  cioè  fa  un'operazione  simile  a
  quella che è stata  effettuata  dal  Governo  di  centrodestra  e
  dall'ex assessore Croce,  in  particolare  per quanto riguarda le
  Sovrintendenze, ma nessuno fiata, nessuno chiede ragione e conto,
  nessuno chiede in particolare  in base a quali criteri sono state
  effettuate anche nomine nuove - non so se questo si sa, ma così è
  - di capi degli Ispettorati provinciali dell'Agricoltura.
       Questo tema  che ci suggerisce questa norma della trattativa
  privata senza  gara  e,  non parliamo di un piccolo intervento di
  manutenzione  in  un  ente  locale,  ci  suggerisce  che  bisogna
  accostarsi a questi problemi  con  grande  e con estrema prudenza
  (da parte nostra  è  obbligatorio richiedere al Governo ulteriori
  elementi di giudizio).  E soprattutto al Governo, che giustamente
  reclama o sollecita o suggerisce all'opposizione un atteggiamento
  costruttivo,  vogliamo  ricordare  che  proprio  in  questa  Aula
  soltanto poche ore fa,  da  parte  della  maggioranza  e da parte
  anche di parlamentari  esperti  e  successivamente  anche a mente
  fredda con dichiarazioni sulla  stampa, sono state messe in opera
  e sono state attivate  delle linee di condotta che obiettivamente
  rendono difficoltoso  l'apporto  costruttivo,  quantomeno del mio
  gruppo parlamentare, credo anche  di  altri  gruppi del Polo, del
  centro-destra, in quest'Aula,  per  dare  una risposta alla grave
  situazione finanziaria della  Regione rispetto a cui abbiamo dato
  finora, credo anche dai banchi dell'opposizione, un contributo di
  moderazione  che  vorremmo  che  venisse  incoraggiato  da  altri
  atteggiamenti di moderazione  da  parte  della  maggioranza  che,
  peraltro, sostiene un Governo  -  lo  dobbiamo  dire  con  grande
  chiarezza - che non gode di questa sgranitica maggioranza.
       Io ricordo  le  ironie  e qualche volta anche il dileggio di
  quando non  si  riusciva  a  mantenere  il numero legale. Ci sono
  osservatori,  anche  giornalisti di provata esperienza che dicono
  che  i  due   Governi  di  centro-destra  precedenti  sono  stati
  ampiamente  rivalutati da  questi  primi  mesi  di  attività  del
  Governo di centro-sinistra.  Io  non  so  se  questa  sia fino in
  fondo  la  verità,  lo  vedremo  nei  prossimi mesi perché  io mi
  auguro  personalmente,  e  lo  continuo  a  ribadire,  che questo
  Governo  continui  a  governare almeno ancora alcuni mesi proprio
  per  dare la dimensione del confronto fra esecutivi ed esperienze
  di governo diverso.
       Però, se vogliamo realizzare un clima quanto meno di civiltà
  in  questa  Aula parlamentare, occorre che il contributo provenga
  da  tutte le parti e che dichiarazioni come quelle dell'onorevole
  Speziale  - ripeto gravissime - vengano in qualche modo revocate,
  neutralizzate in una riflessione più profonda a cominciare da chi
  le ha pronunciate.

     PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
       Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Tricoli
  l'emendamento 3.1: L'articolo 3 è soppresso.
       Non  essendo  presente  in  Aula  l'onorevole firmatario, lo
  dichiaro decaduto.
       Si passa  all'emendamento  3.18.1  a  firma  degli onorevoli
  Pagano ed altri.

     FLERES. Tutti i nostri emendamenti sono ritirati.

     PRESIDENTE.   Informo   l'Aula   che   tutti  gli  emendamenti
  presentati dagli onorevoli Fleres, Croce ed altri sono ritirati.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa agli  emendamenti  3.5, 3.3, 3.6, 3.7, 3.10, 3.11 a
  firma dell'onorevole Tricoli.
       Non  essendo  presente  in  Aula  l'onorevole firmatario, li
  intendo decaduti.
       L'emendamento 3.2  a  firma  dell'onorevole  Tricoli  non  è
  ammissibile.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 3
  presentato dal Governo.
       Il parere della Commissione?

     DI MARTINO ,    vice presidente della commissione e relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4.
       Ne dò lettura:

                             "Articolo 4.
           Imputazione e destinazione delle entrate e delle spese

          1. Le entrate  derivanti  dalla  contrazione  dei  mutui o
       dall'emissione  dei   prestiti  obbligazionari  di  cui  agli
       articoli   1,   2   e   3   sono  accertate  con  riferimento
       all'esercizio finanziario 1998.

          2. Gli oneri  per  l'ammortamento dei mutui o dei prestiti
       obbligazionari di  cui  alla  presente  legge, previsti dalle
       relative norme  di  autorizzazione, sono iscritti, nel limite
       della  spesa  complessiva  autorizzata,  nel  bilancio  della
       Regione per gli esercizi 1999 e successivi, in relazione all'
       ammontare risultante dai rispettivi piani di ammortamento".

       Comunico   che  il  Governo  ha  presentato  un  emendamento
  sostitutivo dell'articolo 4.
       Ricordo  che  gli  emendamenti  dell'onorevole  Fleres  sono
  ritirati.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Ponto in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 4
  presentato dal Governo.  Il parere della Commissione?

     DI MARTINO ,   vicepresidente della commissione e relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 289 a firma degli
  onorevoli Fleres ed altri.

     FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   come
  annunziato  poc'anzi  nel  mio precedente intervento il gruppo di
  Forza  Italia  ha ritenuto di potere sintetizzare nell'ordine del
  giorno che abbiamo presentato le proprie proposte che erano state
  precedentemente avanzate sotto forma di emendamento al disegno di
  legge.
       L'atteggiamento  responsabile  del  gruppo  di  Forza Italia
  discende da  due  valutazioni:  la  prima  di natura tecnica e la
  seconda  di natura politica. Quella di natura tecnica: il Governo
  ha   presentato  tre  emendamenti  interamente  sostitutivi  agli
  articoli 2,  3  e  4  che  raccolgono  praticamente  per intero i
  contenuti  degli  emendamenti che erano stati avanzati dal gruppo
  di  Forza  Italia.  Quella  di  natura  politica  (sicuramente di
  maggiore  importanza):  in  questo  momento l'Assemblea regionale
  siciliana sta  prendendo  atto  di  un dato. Il dato è questo: ci
  sono    argomenti,    ci   sono   questioni   che   non   possono
  incondizionatamente  dividere  le forze politiche.
       C'è   chi  questa  realtà  la  comprende,  c'è  chi  non  la
  comprende; c'è chi capisce che è necessario affrontare i problemi
  per  trovare  insieme  una  soluzione,  c'è  chi  ritiene che sia
  sufficiente  creare  dei  problemi  per mediare all'interno delle
  soluzioni che si vanno a determinare, posizioni di vantaggio.
       In   questo   momento   il  Parlamento  siciliano  vive  una
  condizione di ricatto specifico che proviene dalle medesime forze
  politiche   che   hanno   condizionato   e  ricattato  i  governi
  precedenti.  C'è chi ne prende atto e si comporta di conseguenza,
  c'è   chi   non  lo  comprende  e  dunque  preferisce  tenere  un
  comportamento   che   certamente   non   è  né  responsabile,  né
  politicamente  rilevante.  Almeno  non  lo è sul piano dei valori
  importanti della politica, dei valori nobili della politica.
       Allora,   onorevole   Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi
  abbiamo dimostrato in  questi  giorni che non è difficile trovare
  un momento di  sintesi  quando  i problemi che si affrontano sono
  problemi  oggettivi   che  meritano  un  ragionamento  di  natura
  oggettiva. Noi  abbiamo  dimostrato, tuttavia, che nel Parlamento
  alcune forze politiche  lavorano per la soluzione dei problemi ed
  altre, invece,  per  l'occupazione  di  spazi  politici  o  forse
  neanche tali. Ed  allora,  noi  siamo  convinti  che il passaggio
  relativo all'approvazione di  questo disegno di legge e il metodo
  attraverso cui  si è pervenuti all'approvazione di questo disegno
  di legge debba  segnare  un  momento  importante,  un momento nel
  quale la maggioranza  prende  coscienza  del  fatto di non essere
  tale, il Governo  si  rende  conto  che  non  esistono  soluzioni
  rispetto a  questa  tipologia  di  problemi  che  possono  essere
  intestati ad una formula politica o ad una maggioranza schematica
  nei comportamenti. Il  Governo  deve tenere conto del fatto che è
  necessario  discutere,   che   è   necessario   dare   valore  ai
  suggerimenti ed ai comportamenti degli altri.
       Onorevole Presidente, come abbiamo dimostrato con l'elezione
  sua ieri  e  dell'onorevole  Lo  Certo  oggi,  l'opposizione  non
  intende  partecipare  a  comportamenti che non hanno niente a che
  vedere con i valori nobili della politica.
       Noi intendiamo partecipare  ai lavori di questo Parlamento e
  all'attività di questa  Regione, rispettando sempre e comunque le
  regole.
       Abbiamo dimostrato in questi giorni che noi sappiamo avere e
  abbiamo cultura di governo,  e  che  solo  l'ottusità  di  chi ha
  cultura acquisitiva di  posizioni  di controllo all'interno della
  maggioranza  che  resta  in  questo  momento  al  Parlamento,  ha
  impedito che questi  mesi  trascorressero senza che il Parlamento
  raggiungesse alcun obiettivo importante per la Sicilia.
       E allora noi  desideriamo  dare  valore  politico  a  questo
  momento, e il valore politico  é  quello  di rilanciare - ove non
  fosse     stato     sufficientemente    chiaro    nell'intervento
  dell'onorevole  Croce  che  mi  ha  preceduto  -  il  tema  della
  governabilità  della Regione, della oggettività nella discussione
  di  alcuni  problemi  dunque  il  tema  dei  governi delle larghe
  intese,  il  tema  dei  governi  che  raggiungano  gli  obiettivi
  programmatici  sulla  base  dei  medesimi, e non sulla base delle
  caratterizzazioni  culturali  o  ideologiche, dato che, in questa
  Regione,  per le emergenze che si stanno registrando, non possono
  esserci  diversificazioni  di  carattere  culturale o ideologico,
  perché   i   problemi   che   andiamo  ad  affrontare  riguardano
  l'occupazione,    il   lavoro,   lo   sviluppo   delle   imprese,
  l'indebitamento   pubblico,  e  non  possono  esserci  differenze
  rispetto alla soluzione di questi temi.
       Dunque noi abbiamo  voluto dimostrare che la maggioranza non
  esiste, e per tre giorni, onorevole Piro lei purtroppo é stato la
  vittima di questa condizione,  ce  lo siamo detti privatamente in
  più occasioni; la maggioranza  non  esiste, la maggioranza non ha
  contenuti programmatici, non ha  obiettivi,  non  é  in  grado di
  governare.
       L'opposizione riesce a essere  tale  non  solo  perché ha un
  programma, non solo perché ha  una linea di condotta che riesce a
  sviluppare e ad articolare,  ma anche perché sa dimostrare che la
  maggioranza non  esiste   e   sa   essere  funzionale,  non  alla
  maggioranza, ma alla soluzione dei problemi della Regione, quando
  i problemi diventano urgenti, quando i problemi diventano gravi e
  devono essere affrontati e risolti.
       Questo passaggio per  noi  é indispensabile che si realizzi,
  così come é indispensabile  -  e  lo abbiamo ribadito nell'ordine
  del   giorno  -   che   l'Aula   venga   chiamata   a   discutere
  programmaticamente della  condizione  finanziaria  della Regione,
  prima che si affronti  il  tema  della  Finanziaria, prima che si
  affronti il tema del bilancio.
       Noi non possiamo  consentire ancora alcuno spreco, in questa
  Regione. Non possiamo  consentire  ancora il governo delle feste,
  dei festini, delle sagre  paesane,  mentre  ci  sono centinaia di
  migliaia di disoccupati, mentre  ci sono le aziende che chiudono,
  mentre il reddito  pro capite  diminuisce,  mentre,  insomma,  la
  Sicilia va a rotoli.
       E allora vogliamo  approfittare  della opportunità che ci dà
  il disegno di legge  che  stiamo discutendo e l'ordine del giorno
  di cui stiamo parlando,  per spiegare che le opposizioni non sono
  tutte uguali. Ci sono le  opposizioni  del  Polo che sono nate ed
  esistono  in  funzione  del  Governo,  perché  hanno  cultura  di
  governo; ci sono le opposizioni che, invece, in questo Parlamento
  non  avendo  alcun  radicamento democratico nelle loro coscienze,
  nel  loro background culturale, politico ed ideologico, in quanto
  importatori   di   terroristi,   tengono   un  atteggiamento  che
  certamente  non  ha  niente  a  che  vedere  né  con  la  cultura
  democratica né con quella liberale di questo Paese.
       E allora  signor Presidente - e concludo - é  necessario che
  questa maggioranza  che  non  c'é,  che coloro i quali reggono le
  sorti di questa maggioranza che non c'é, decidano se continuare a
  farsi  ricattare  dall'interno  e  dai  partiti collaterali, o se
  invece  intendono  progredire all'interno di un progetto politico
  che deve essere un progetto politico a favore della Sicilia.

                  (Applausi dai banchi della destra)

       Io non ho altro  da  aggiungere,  signor  Presidente, se non
  esprimere  - ovviamente  -  il  voto  favorevole  all'ordine  del
  giorno.

     PELLEGRINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PELLEGRINO. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, i richiami
  frequenti ed insistenti  dell'opposizione  alla  maggioranza  per
  cercare una forma di  reciproco  rispetto,  attraverso  il  quale
  potere governare, ritengo che meriti una risposta, anche da parte
  di una componente che,  nella  coscienza  di  essere  minoritaria
  nella realtà di questa  Assemblea,  non  rinuncia  a  svolgere il
  proprio ruolo.
       Ecco,  allora, fatta  questa  premessa,  vorrei  ringraziare
  l'assessore Piro per le cose che sta facendo e per le cose che ha
  detto in questa Assemblea. Ed a non crucciarsi se spesse volte la
  collocazione in schieramenti  non  fa  cogliere  all'Assemblea la
  bontà delle iniziative che sono state messe in atto.
       Ritengo di  avere colto lo sforzo che lei ha fatto in questa
  sua iniziativa  che ha tutto il mio apprezzamento e mi auguro che
  vada a buon fine.
       E, tuttavia, noi abbiamo l'esigenza di dircele alcune cose.
       Dire, per esempio, che  la  maggioranza non esiste, non c'è,
  che questo Governo è peggiore di  quelli precedenti ed anche se è
  nato ora, è una forma  "comiziesca" di affrontare i problemi, che
  non consegna alcuna dignità a questa Assemblea.
       Dire, invece, che c'è  l'esigenza di dare una risposta sulle
  questioni, che questa maggioranza  ha i suoi problemi, sbaglia il
  Capogruppo del PDS quando ritiene  di  saltare  quelli che sono i
  problemi che questa maggioranza ha scaricandoli sugli altri.
       Lui mi risponde che è un  modo  suo di concepire la politica
  ed io ne prendo atto.
       Io ho un altro modo di  concepire  la politica e ritengo che
  non ci sia niente di scandaloso se la maggioranza prende atto che
  ha qualche problema al suo  interno.  Ed  è  un  fatto legittimo.
       Però, da qui a dire che non c'è una maggioranza, secondo me,
  è  una  esagerazione  e,  soprattutto,  non  ci  fa  lavorare  in
  direzione di quelle varie  proposte  che  vanno  emergendo.
       E la politica non è un fatto statico.
       C'è un Governo che ha  spiegato diverse volte perché è nato,
  che cosa  vuole  fare, il contributo che vuole dare per governare
  questa Regione.
       C'è un dibattito politico in  corso.  E  anche  da parte del
  centrodestra, c'è, per esempio, l'onorevole Lo Porto che parla di
  patto per la Sicilia, io vorrei capire meglio che cosa significa;
  c'è Forza  Italia  che ogni tanto, anche questa mattina, dice che
  su questioni importanti vuole trovare una forma di dialogo con il
  Governo, che sia un dialogo costruttivo.
       Ora,  se  riuscissimo  ad  essere  coerenti con tutti questi
  buoni    propositi,    probabilmente,    il   clima   complessivo
  migliorerebbe  e potremmo anche lavorare perché  politicamente le
  cose trovino un confronto più serio e più approfondito.
       Quindi,  c'è  l'esigenza,   secondo   noi   di  Rinnovamento
  Italiano, di una autocritica  complessiva  che ci porti ad essere
  coerenti con le cose che  vogliamo  fare.
       E, per esempio, non possiamo non prendere atto che c'è anche
  un clima  di  governo  di questa Assemblea che non è funzionale e
  non è  in  linea  con  la  storia  che questa nostra autonomia ha
  avuto.
       Io  non  voglio  entrare  nel  merito del Regolamento, non è
  stato mai  il  mio  mestiere,  ma  se  l'Assemblea  è  chiamata a
  pronunciarsi  su  una  qualsiasi  questione  quella  Assemblea  è
  sovrana e  il voto che esprime va rispettato da chiunque compreso
  il Presidente dell'Assemblea.
       Diversamente, se, per esempio,  sono  i  gruppi  a  fare  le
  indicazioni,  non c'è bisogno che l'Assemblea venga scomodata per
  votare; i  gruppi  fanno  le  loro indicazioni e il Presidente ne
  prende atto.
       C'è qui la tentazione  di  considerare  questa Assemblea una
  cosa diversa da quella  che obiettivamente dovrebbe essere. Non è
  questa  un sezione di  partito  che  possiamo  gestire  a  nostro
  piacimento

     GRANATA. Ma cosa dice onorevole Pellegrino?

     PELLEGRINO. Questa è un'istituzione,  è  tempo che vi calmiate
  un poco

     SOTTOSANTI.   Queste  osservazioni  si  fanno  quando  c'è  il
  Presidente seduto, non in assenza del Presidente.

     PELLEGRINO.  Siccome non sto dicendo cose in modo clandestino,
  se lei vuole, quando ci sarà il Presidente le riconfermerò oppure
  se  noi  dovessimo  agire  in  soggezione,  quasi  quasi  fossimo
  subalterni  agli  umori  del  Presidente non siamo d'accordo, non
  siamo d'accordo.
       Allora,  considero  delegittimante  per  il  ruolo di questa
  istituzione che il voto dell'Assemblea venga messo in discussione
  e non riesco a trovare nessuna ragione

     BRIGUGLIO. ...il Regolamento...

     PELLEGRINO.  Quale Regolamento?

     PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, ritorni all'argomento.

     PELLEGRINO.  Signor  Presidente, siccome qui l'argomento serve
  a vedere  se possiamo ritrovarci sulla politica, io le dico, dato
  che è il nuovo vicepresidente, che per ritrovarci sulla politica,
  il ruolo  che  questa Presidenza assolve, sia lei che altri, deve
  essere   funzionale   alle   esigenze   della  politica  e  delle
  istituzioni.
       Se facciamo una verifica seria su queste cose, non ci siamo
  Siamo   fuori   posto   Quindi,  dico  a  Forza  Italia  in  modo
  particolare  a  loro che sono componenti liberaldemocratici con i
  quali possiamo avere un dialogo serio sulle questioni e anche sui
  metodi per portare avanti le cose.
       Esaminate la vostra coscienza, onorevole Fleres ed onorevole
  Croce, e  ditemi  se  i comportamenti con i quali abbiamo gestito
  questi momenti  in  questa  Assemblea sono coerenti a ciò che voi
  volete  fare   O  se,  invece,  c'è  l'esigenza  di  un  richiamo
  complessivo  che  porti  ad  una  maggiore  compostezza  e  ad un
  maggiore  equilibrio  i  lavori  ed  il  modo  di comportarsi qui
  dentro

     GRANATA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo per
  una  dichiarazione  di  voto  favorevole  all'ordine  del  giorno
  presentato,  credo  opportunamente,  dall'onorevole  Fleres e non
  soltanto per  quello  che dell'ordine del giorno è scritto, che è
  condivisibile, che comunque rappresenta dei paletti precisi a una
  azione che  è  di  interesse  comune  da  parte del Governo della
  Regione. Ma perchè all'interno dell'ordine del giorno, nella fase
  in cui  questo ordine del giorno è stato presentato e soprattutto
  alla luce delle cose che l'onorevole Fleres si è sforzato di dire
  a  quest'Aula  con assoluta onestà intellettuale, e che vedo sono
  state  poco  raccolte  soprattutto dall'ultimo intervento, quello
  dell'onorevole  Pellegrino,  è  un  passaggio  importante per far
  capire e comprendere come l'atteggiamento nei confronti di alcune
  che  noi  riteniamo  essere  esigenze ed emergenze che riguardano
  tutti  i  siciliani,  non  possono e non devono essere affrontate
  mostrando  muscoli,  che  peraltro  non  ci  sono,  da  parte  di
  maggioranze  che  esistono,  che  hanno espresso il Governo della
  Regione,  attraverso  le  fibrillazioni  e  i  passaggi che tutti
  abbiamo  conosciuto e che conosciamo in una fase politica (perchè
  l'onorevole  Pellegrino lo ringrazio soltanto di questo suo forte
  richiamo  alla politica) nella quale ad esempio nella prospettiva
  di  medio  termine  alcuni  fatti,  anche  nazionali che andranno
  inevitabilmente,   inesorabilmente   a      segnare  per  fortuna
  ritrovata  dinamica bipolare consentiranno a questo Parlamento di
  confrontarsi,      di     dividersi     sulla     cultura     del
  bipolarismo,  provocheranno  inevitabilmente la messa in soffitta
  di chi  ritiene  di  potere, attraverso  l'arma del ricatto e del
  posizionamento  contrattuale,  condizionare  la  vita  di  questo
  Parlamento e  di  tutti  i  governi di questa Regione dal primo a
  questo.
       Quindi, il mio è un appello forte soprattutto a quelle forze
  legittimamente  e fortemente bipolari ad iniziare dai Democratici
  di  Sinistra, ai Popolari, agli amici dei movimenti democratici e
  della  Rete,  per  cui  ci  si ritrovi nella piena consapevolezza
  della  gravità  della  fase  che  stiamo  attraversando.
       Vedete,    qualcuno   ha   detto   che   le   cose   scritte
  nell'emendamento  sostitutivo, nella riformulazione, all'articolo
  3  quando  di  fatto  si  autorizza  l'Assessore regionale per il
  bilancio ad una trattativa privata senza gara per affidare questo
  tipo di servizio che noi riteniamo indispensabile, in altri tempi
  si sarebbe gridato allo scandalo.
       Io, probabilmente, farò  gridare allo scandalo dicendo che è
  esattamente  ciò  che  il Governo della Regione deve fare, perchè
  noi  abbiamo  piena  fiducia istituzionale in ciò che l'onorevole
  Piro,  come  Assessore  per  il  Bilancio,  può  fare  in  questa
  direzione se  noi  gli  diamo  i  mezzi per potere decidere e per
  potere  assumere  una  decisione  che  va a tutelare e proteggere
  interessi  dell'intera Regione siciliana; ma questo significa che
  all'interno  della  nostra riflessione che è parallela ad un voto
  testè   espresso,   anche   da   parte   dell'opposizione   nella
  ricomposizione  che  noi riteniamo legittima per Regolamento, per
  etica  politica,  dell'Ufficio  di  Presidenza,  in  cui  abbiamo
  espresso  all'unanimità  il consenso su due componenti, così come
  sono  stati  indicati,  uno la signora vostra, Presidente attuale
  che  dirige  i  lavori,  e  l'altro  onorevole  Lo  Certo, perchè
  riteniamo che su alcuni fatti istituzionali si debba ritrovare la
  piena legittimazione, l'agibilità di questo Parlamento, su alcuni
  fatti  politici  nessuno  dice che questa maggioranza non esiste,
  perchè siete  lì  a governare, ma è ruolo di tutti rendersi conto
  di quelle che sono le fasi che questa maggioranza deve affrontare
  e con  grande operazione verità.
       Dobbiamo  dire  che  le  fasi  che ci troviamo ad affrontare
  tutti, il Governo come esecutivo e noi come parlamentari, sono di
  tale e tanta gravità che soltanto una presa di coscienza forte da
  parte del Parlamento e un sostegno forte e deciso a quelle azioni
  che vanno  fatte  come  quella che introduce ed implica la scelta
  che formula  il Governo attraverso la legge che oggi è all'ordine
  del giorno, occorre una piena legittimazione da parte delle forze
  politiche.
       Allora  su questo nel ribadire il voto favorevole all'ordine
  del giorno presentato, anzi la sottoscrizione da parte del Gruppo
  di  Alleanza  nazionale di questo ordine del giorno, ribadiamo un
  concetto:  ci  troviamo ad affrontare un passaggio indispensabile
  che  è  quello  che  stiamo  legislativamente affrontando, come è
  indispensabile  l'ulteriore  passaggio,  quello dell'approvazione
  della  legge-voto  secondo  quei  principi che tutti riteniamo di
  condividere  di  difesa  di  ciò  che  è  andato  acquisito nella
  coscienza  democratica  dell'Italia,  di questa dinamica bipolare
  che  consente  una modernizzazione delle istituzioni. Ma per fare
  questo  occorre,  e  qui  mi  appello  realmente  al  Parlamento,
  maggiore senso di responsabilità.
       Non possono, soprattutto alcuni parlamentari che hanno ruoli
  di   primissimo   piano   nella  guida  dei  gruppi  di  maggiore
  consistenza  nell'attuale  maggioranza,  abbandonarsi  ad  alcune
  dichiarazioni,  mostrando  -  ripeto - muscoli che non hanno, non
  come   singoli   parlamentari,   ma   rendendosi   conto  che  le
  contraddizioni    interne    a    quest'Assemblea    attraversano
  trasversalmente  tutti  e  che, quindi, soltanto un dato di fatto
  acquisito,  che  sulle  regole  bisogna  ritrovare  un livello di
  ragionamento e che sulla politica dobbiamo a medio termine capire
  quali  sono  le  emergenze da affrontare con spirito costruttivo,
  per  poi  aprire  una  fase (mi rivolgo soprattutto all'onorevole
  Piro)  nella  quale  la  consapevolezza  di  quelle  che  sono le
  dinamiche oggi  in atto nel Paese ci fa capire e comprendere come
  sia  indispensabile  emarginare tutti coloro i quali ritengono di
  potere  affrontare problemi stratificati e gravissimi come quelli
  in  cui versa la società siciliana attraverso la contrattazione o
  il ricatto di singoli posizionamenti, di singole collocazioni, di
  singole vicende.
       Credo  molto  grave -  l'ha   ribadito   prima   l'onorevole
  Briguglio  -  ciò  che sta avvenendo ad esempio all'interno della
  burocrazia regionale, onorevole Piro. Colgo l'occasione di questo
  intervento   per   ribadire   anche   a  lei  ciò  che  ho  detto
  all'onorevole  Capodicasa  e  che  in  altre  sedi,  e  in  altre
  occasioni, lo stesso onorevole Forgione ha ribadito in quest'Aula
  e cioè  che  alla  faccia  dell'applicazione  della  legge  sulla
  trasparenza,  dovrebbe  consentire  ad  ogni  cittadino  di avere
  conoscenza piena  degli  atti  amministrativi  e  di alcuni fatti
  interni all'amministrazione.  Questa Presidenza della Commissione
  antimafia, dopo un anno non è riuscita ad ottenere dai burocrati,
  che adesso sono  i burocrati del vostro Governo, da quegli stessi
  burocrati   che   sono   stati   riesumati  e  ricollocati  nella
  nomenclatura di  questa  maggioranza,  non è riuscita ad ottenere
  uno schedario di  ciò  che sono le pendenze penali, i processi in
  corso, le  sentenze  eventualmente  passate  in  giudicato  e gli
  eventuali   provvedimenti   disciplinari   nei   confronti  della
  burocrazia regionale.
       E' un fatto  di  una  gravità inaudita  Non un cittadino, ma
  ciò che, a dispetto di alcune interpretazioni che si vogliono pur
  dare, dovrebbe essere la commissione che rappresenta una sorta di
  difensore civico dei siciliani non siamo riusciti ad ottenere dai
  burocrati ciò che i burocrati non vogliono darci.
       Allora, se mi consentite, questa vicenda, come qualche altra
  vicenda che  in  questi  giorni  avviene,  qualche spostamento di
  qualche dirigente  che  qualche  fastidio  l'ha  pure dato, anche
  processualmente, in  alcune  vicende  che  riguardano  la Regione
  siciliana deve farci stare tutti in allarme.  Il mio invito forte
  nell'esprimere apprezzamento per  l'azione che si sta cercando di
  condurre da parte di alcuni  è  che se non ci scrolliamo di dosso
  questa potestà di ricatto  che  hanno  nei  confronti  di  questo
  governo e che  avrebbero  comunque  nei  confronti  di  qualsiasi
  governo che decide di  soggiacere a meccanismi di ricatto che non
  hanno nulla a che fare con  la  politica ma che sono un tratto di
  continuità con un passato che dobbiamo cancellare, noi non faremo
  un solo metro in avanti.
       Allora l'invito  forte  è  in questa direzione: noi dobbiamo
  affrontare questa  fase  in  modo  rapidissimo,  consapevoli  dei
  problemi che ci troviamo ad affrontare, senza mostrare i muscoli.
  Mi riferisco in modo  particolare - lo voglio dire - al mio amico
  onorevole Speziale.  Sono  stato  come  lui  più realista del re,
  quando conducevo  un  gruppo  parlamentare, nella  difesa  di una
  maggioranza e di un governo. Sono arrivato anche al punto di fare
  gesti  che  poco  hanno   a   che   vedere   con   la   politica,
  nell'entusiasmo e nella  volontà  di  difendere  qualche cosa sul
  piano  delle  posizioni   politiche   che   ritenevo   giusti   e
  intoccabili.
       Capisco quali  sono le dinamiche della politica, ma da parte
  di chi dirige  un gruppo come quello dei Democratici di sinistra,
  che da anni  ha  pagato  un  prezzo  per  il  rinnovamento  della
  politica, non  mi  aspetto un atteggiamento di chiusura arrogante
  nei confronti  di chi vuole sottolineare che la discontinuità col
  passato si tratta  soltanto  se  si riesce a isolare quel partito
  unico del denaro  che  ha  distrutto la Sicilia e che avete tutto
  dentro la vostra burocrazia  regionale  e,  se  mi consentite, ha
  condizionato il vostro Governo.
       Questo Governo e questa maggioranza devono prendere atto che
  esistono in questa fase soltanto se apriranno un ragionamento che
  porti ad affrontare le  grandi  emergenze con la consapevolezza e
  la memoria storica che la  chiusura a riccio - me l'aspetto, caro
  Lillo Speziale - da parte di qualche 'vecchio arnese' della Prima
  Repubblica, non da parte  di  una  tradizione storica e politica,
  che pur se antagonista  alla mia, ha scritto pagine importanti di
  antagonismo verso questi meccanismi.
       Dunque, questo è  il nostro invito,  quello  che  Fleres  ha
  voluto dire, quello che  Briguglio  prima  ha  detto: di non fare
  finta  che  non  stia  succedendo  niente.  Infatti,  certi  nodi
  verranno  al  pettine  e   soltanto  lo  stringersi  di  ciò  che
  rappresenta  la   dinamica   bipolare  di  modernizzazione  della
  Regione, ognuno in  ruoli differenziati, potrà farci fare qualche
  metro in avanti.

                   (Applausi dai banchi della destra)

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cintola per
  dichiarazione di voto.

     CINTOLA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sarò
  brevissimo. Il clima e il  tono di questa seduta mi portano ad un
  ottimismo pacato, affinchè  l'Assemblea possa ritornare ad essere
  il centro propulsore non  di  incontri  sotto banco, che sono già
  avvenuti nel passato  col  governo  di  centro-destra,  ma  possa
  invece confrontarsi seriamente per costruire un'immagine diversa,
  per  costruire  realizzazioni   diverse.   Caro  Granata,  ti  ho
  ascoltato con grande interesse, senza non notare nel tuo discorso
  che   già  cerchi,   anche   se   pacatamente,   di   individuare
  responsabilità che, a mio avviso,  non  ci  sono nè tanto meno mi
  sembra  opportuna  la   indicazione   specifica   di  guasti  che
  potrebbero venire all'interno  della  maggioranza che c'è, perchè
  chiamata più volte a  rispondere anche con numeri legali in Aula,
  quindi  numericamente esiste,  possa  dare  la  sensazione  e  la
  certezza che ci siano dei buono più buoni in questa maggioranza e
  dei cattivi più cattivi  nella stessa maggioranza che sorregge il
  Governo.
       Tuttavia,  apprezzo lo  sforzo  serio  che  potrebbe  essere
  produttivo  per   costruire   un'immagine  diversa  della  stessa
  Assemblea. Noi siamo caduti  troppo in bassa in questa Assemblea.
  Siamo caduti in basso  quando  c'era un governo di centro-destra,
  perchè  dalla  sinistra  veniva  un'opposizione  che  spesso  era
  preconcetta. In quelle  occasioni,  pur  sostenendo quel governo,
  davo responsabilità forti a  quel  tipo di opposizione, così come
  fino a qualche minuto fa,  prima  di questo ordine del giorno sul
  quale sono favorevole, che  ritengo  serio,  che  è  insito nella
  stessa legge. Non  dice  o stravolge, impegna, puntualizza quella
  legge che comincia a  intervenire  sulle spese del passato, anche
  di questi ultimi due  anni. Se non partiamo da questa autocritica
  forte, seria, possiamo parlarci  addosso  per dire frasi e parole
  perchè poi sostanzialmente qualcuno si alza e dice "purchè ci sia
  sotto banco una presidenza  in  più,  un  posticino  in  più" che
  sarebbero  ridicoli  e   risibili  e  certamente  non  seriamente
  rappresentati nè nell'intervento di Granata nè nell'intervento di
  Fleres, che apprezzo.
       Se questi due interventi  fossero e dessero in questi giorni
  a venire, che saranno  durissimi, per comprendere il bilancio, la
  finanziaria, per dire  se  vogliamo  davvero  esserci  in Sicilia
  guardando  ad  uno  Stato  che  spesso  ha  dimenticato  che  noi
  esistiamo e ha dimenticato  anche i bisogni reali dei siciliani e
  della Sicilia che vogliamo  governare,  se  questo  è un discorso
  serio,  dico  che  seriamente  possiamo  tentare  di  non  essere
  maggioranza chiusa, come  l'opposizione  deve  posare  l'ascia di
  guerra e non  scimmiottare  quella opposizione che non consentiva
  anche al precedente  governo  di centro-destra di potersi muovere
  in un raccordo che  fosse  sulle  cose  che  possono essere dette
  pubblicamente in quest'Aula  non  nelle  conventicole  per cui si
  riesce  a dare in una  legge  di  500  miliardi  50  miliardi  ad
  Ortigia, 5 ad Agrigento,  7,5  a Messina con uno spappolamento di
  denaro e di interessi che sono stati particolari e certamente non
  idealmente conseguibili.
       Se voi dite che la  maggioranza  non  ha un progetto, se voi
  stessi non modificate  quello  che  dall'opposizione avete subìto
  mentre eravate in  maggioranza,  allora  non abbiamo detto nulla,
  allora abbiamo scherzato soltanto.
       Se, invece, questa è  una soluzione ed una prospettazione di
  un incontro sulle cose  che  quest'Aula può e solo quest'Aula può
  consacrare  seriamente,  allora   io  dico  che  l'inversione  di
  tendenza è seria, non ha  importanza chi è assessore e chi non lo
  è, non ha importanza e  non  ci  sono  delusi per  presidenze mai
  richieste da parte di  Nicolosi  e  di  Cintola,  come appare sui
  giornali. Infatti a noi interessa qualcosa di più:  comprendere e
  capire come si possa essere  degni di un voto che il cittadino ha
  dato  ad  ognuno   di   noi   per   rappresentarlo  seriamente  e
  dignitosamente in questa  Assemblea,  nelle  commissioni,  con la
  presenza in Aula e  con  le  prospettazioni che debbono essere di
  costruzione e non di distruzione.
       A questo governo continuo  a  dire  che  non  si  può essere
  presenti in Aula  soltanto  con quattro, cinque assessori, mentre
  dovrebbero essere presenti in dodici, tenendo conto degli assenti
  "giustificati".  Ma dove sono  gli altri e perché  a continuano a
  non esserci? Perché  non  c'è  l'Assessore per il turismo? Perché
  si vede poco? Forse  preferisce,  mentre  c'è  seduta d'Aula fare
  qualche decreto in più.  Perché  in  quest'Aula  non si ricompone
  un clima serio di  contrapposizione, laddove è necessaria, ma per
  costruire meglio l'avvenire  della Sicilia, non per scardinare le
  maggioranze (levati tu che mi  ci  metto io);  questo non serve a
  nulla
       L'appello lo faccio  ancora  più  forte  "per distruggere" -
  come dice l'onorevole Granata  - sono convinto come lui, coloro i
  quali tentano di ricattare  l'assessore di turno e il governo per
  ottenere piccoli favori che  distruggono  invece e che non danno,
  anche  in  presenza   di  asfittiche  risorse  finanziarie  della
  Regione, assegnano qualche  prebenda  in  più, qualche soldino in
  più,  ma  che   distruggono  globalmente  il  discorso  serio  di
  un'innovazione che noi concretamente abbiamo il dovere di portare
  avanti.
       E se questo  Governo,questa  maggioranza e se quest'Aula non
  dovessero porre subito  dopo  nella  finanziaria  le  premesse  e
  subito dopo concretamente la  fine  del precariato in Sicilia, la
  fine delle ottocentomila lire che non risolvono i problemi di una
  famiglia e che però tutti insieme distruggono una grossa massa di
  denaro della finanza pubblica,  dico  che  né  questo  Governo né
  questa maggioranza né  quest'Assemblea avrà fatto un passo avanti
  nel senso della inversione  di  tendenza  reale per soddisfare le
  esigenze della Sicilia e dei siciliani.
       Su  questo  dobbiamo  confrontarci  e  tentare fortemente di
  essere uniti per  comprenderne  le  motivazioni,  per chiudere la
  precarietà e per dare il senso reale e forte. L'appello lo faccio
  a Papania col quale ho parlato e so che ci sono intendimenti seri
  che possono essere portati avanti  e  so  con  quanto amore e con
  quanta abnegazione su  questo  campo  sta  lavorando. Hai bisogno
  dell'Assemblea,  hai  bisogno  di  un  governo  che  governi,  di
  un'Assemblea che stia più attenta ai problemi reali dei cittadini
  siciliani, piuttosto che delle  parti  politiche che non siamo in
  grado di rappresentare,  se non rappresentiamo prima la soluzione
  e la speranza, non quella felicità invocata e detta a parole, che
  poi non fu mai  un  sorriso  perché  stiamo continuando peggio di
  prima a non interessarci delle esigenze dei siciliani.
       Questo Governo ha la  forza?  Ce  l'ha;  questo Governo deve
  andare  avanti,  ma   non   perché  rappresenti  il  Governo  una
  maggioranza  avulsa dall'Assemblea  e  dal  potere  della  stessa
  opposizione che vuole costruire e  vuole dare il senso di una sua
  presenza e lo sforzo per portare avanti e definire problemi. Guai
  se fosse così  Perché in quel caso sì, potremmo pure ammettere di
  non  essere  muscolosi, però  certamente  non  avremmo  fatto  un
  servizio né alla Sicilia né ai siciliani.
       Ritengo  che  se - e concludo davvero - un ordine del giorno
  come quello che è  stato  testè  presentato, sul quale esprimo il
  mio voto favorevole, fosse  stato presentato e discusso ad inizio
  della "due giorni" avremmo  perso  due  giorni  su  un disegno di
  legge che è urgente  e  necessario,  indifferibile per tentare di
  ridare un assetto reale  alle  finanze  della  Regione,  per  poi
  incontrarci su quello che  deve  essere  la programmazione su ciò
  che resta, su quel  poco  che  è  spendibile  ancora  in Sicilia?
  Perché arrivarci dopo due  giorni,  perché non riuscire a trovare
  prima ciò che ci unisce?
       L'onorevole Pellegrino, secondo  me,  ha fatto un intervento
  serio come sa fare sempre,  convinto e cosciente di quello che ha
  detto, sapendo anche, con  l'esperienza di essere stato sia nella
  maggioranza che all'opposizione, di dare un contributo concreto e
  serio perchè certe diatribe  possano  essere  dismesse e si possa
  trovare il concerto in  Aula,  onorevole Fleres, non nelle stanze
  del Presidente dell'Assemblea  nè in quella di qualche capogruppo
  titolato ad essere capo  di  cupole  che  abbiamo  il  dovere  di
  annientare.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho richiesto
  di intervenire...

     ZANNA.  Ne  stanno  parlando  tre, quattro per gruppo. Parlate
  uno per gruppo

     BUFARDECI.  E'  un ordine del giorno. Parlano tutti i deputati
  che   vogliono  intervenire  ed  io  voglio  intervenire.  Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi,  desidero  intervenire  perchè -
  consentitemelo  -  questo   è   uno  dei  pochi  momenti  in  cui
  l'Assemblea sta discutendo  di  politica.  C'è  fortunatamente un
  momento di discussione seria,  il  tono  si  è finalmente alzato,
  devo dire che non è  successo  molte  volte  in questi due anni e
  mezzo, per colpe  assolutamente  comuni  e  generali.  Non voglio
  certamente colpire o  colpevolizzare  questa o quella falange, ma
  dico che finalmente quest'ordine del giorno, che ho sottoscritto,
  ha fornito l'occasione perchè  si  ritornasse  a  dibattere di un
  tema  che,  a   mio   avviso,  è  fondamentale:  l'analisi  della
  situazione politica di questo momento.
       Il mio personale  convincimento  non  è  soltanto  quello di
  essere d'accordo con gli  interventi  di  alcuni  colleghi che mi
  hanno preceduto, quali  quello  dell'onorevole  Fleres  e  quello
  dell'onorevole  Granata,   e   di   apprezzare   alcuni  passaggi
  significativi  degli   interventi   dell'onorevole  Pellegrino  e
  dell'onorevole Cintola, ma  voglio  ribadire  un  concetto:  si è
  dibattuto, e l'onorevole Pellegrino  ha detto che è eccessivo sul
  fatto che la maggioranza  non esiste; ha detto che la maggioranza
  ha qualche problema.  Credo  che  sia  molto  eufemistica  questa
  affermazione e credo che  quello  che  emerge  in  maniera chiara
  da questi lavori relativi al  disegno  di legge 863, ma un po' da
  tutto il contesto dei lavori  di  questi  giorni,  un  dato che è
  stato riscontrato fino a  stamattina,  quando  si è votato per il
  deputato segretario. Ancora una  volta la maggioranza non aveva i
  numeri (erano 38  i  deputati  della  maggioranza).  Il  deputato
  collega Lo Certo è stato votato da 62 deputati che hanno, quindi,
  consentito, attraverso  la  partecipazione  dell'opposizione,  il
  raggiungimento di  quell'esito  che  istituzionalmente  era utile
  affinchè il Consiglio di Presidenza si completi. Ci auguriamo che
  la  stessa  capacità  istituzionale,  la  stessa  esigenza  venga
  avvertita  anche  dalla  maggioranza  quando  nel  pomeriggio,  o
  comunque a breve, si andrà a votare per il deputato Questore. Nel
  corso di tutto il dibattito, in molte occasioni, il numero legale
  è venuto a mancare  (ricorderete  che ieri il Presidente D'Andrea
  ha rinviato addirittura alle 18.00  la seduta in quanto si è reso
  conto che se si  fosse andato nuovamente alla verifica del numero
  legale la maggioranza non  avrebbe  avuto i voti necessari. Ciò è
  la dimostrazione che  laddove  c'è  un'opposizione responsabile e
  costruttiva, come quella che  certamente  sa  fare  il Polo delle
  libertà, ed io parlo soprattutto  a  nome di Forza Italia, si può
  andare avanti;  le cariche istituzionali possono essere definite;
  si vota addirittura per  quel  candidato che viene indicato dalla
  forza contraria perchè istituzionalmente è corretto fare così;  i
  disegni di legge vanno  avanti;  si  ritirano gli emendamenti che
  più o meno  strumentalmente  come opposizione si sono presentati;
  si snelliscono i lavori  di Aula; si presentano ordini del giorno
  come  quello che  stiamo  dibattendo  e  che  vede  praticamente,
  ritengo,  un po' tutta  l'Aula  favorevole,  si  ritorna  a  fare
  politica. Allora io traduco tutto questo in una maniera soltanto:
  la dimostrazione chiara che  non  è con dichiarazioni come quelle
  che ha fatto ieri il  mio  amico  Speziale di avere i muscoli, di
  essere  autosufficienti.   Noi   stessi  riconosciamo  -  io  ero
  capogruppo  di  Forza   Italia   nel   primo  governo  di  questa
  legislatura,  il  governo  Provenzano-,  probabilmente  è  giusto
  ammettere oggi che anche  noi  abbiamo commesso nel passato degli
  errori,certamente,   uno    è   stato   quello   di   dichiararsi
  autosufficienti  in momenti  in  cui  questa  autosufficienza  in
  questa Aula, questa  maggioranza  non  sapeva  averla, non sapeva
  mantenerla, non l'aveva. Ma  anche  noi abbiamo pensato di potere
  andare avanti con i  muscoli  ed era sbagliato.  La dichiarazione
  che ieri ha fatto il mio amico Speziale, lo ribadisco, va in quel
  segno ed era sbagliata ulteriormente, perché, peraltro, frutto di
  un'esperienza non solo parlamentare,  ma  di  due anni e mezzo di
  legislatura che dimostrava  che  questa  autosufficienza con quei
  numeri di maggioranza non  ce  l'ha  nessun  governo, sia esso di
  centrodestra sia esso di centrosinistra.  E allora, qual è il mio
  convincimento?  Che il  ragionamento  che  hanno  portato  avanti
  innanzitutto i miei colleghi Fleres  e  Croce  e  un po' tutto il
  gruppo di Forza Italia  in  modo  particolare,  che  ribadisco, è
  certamente una forza di governo, ha saputo comunque dimostrare di
  sapere fare anche l'opposizione  e  più  o  meno  strumentale  in
  quest'Aula,  ma  ha   saputo   anche   stare   dalla   parte   di
  un'opposizione che sia anche  forte  e  che  sia  chiara,  netta,
  visibile e l'abbiamo fatta in maniera assoluta. Sa dimostrare che
  quando si è operato  in quel senso veniva alla fine un'equazione,
  come risultato: laddove si  opera  in  un  ragionamento di larghe
  intese quest'Aula può  andare  avanti;,  laddove  c'è un consenso
  largo, laddove c'è  quella  necessità che noi abbiamo evidenziato
  sin da prima che si  formasse  questo  Governo,  la Sicilia ha la
  possibilità di essere  governata, ha la possibilità di percorrere
  quel processo di riforme,  ha  la  possibilità  di  legiferare in
  maniera snella e veloce anche su leggi significative, come quella
  dello scioglimento degli  enti economici; ha la possibilità, come
  in questo caso, in meno di  un'ora, di fare una legge che serve a
  raccogliere somme o con  mutuo  o con prestiti obbligazionari che
  servono  a  sanare buchi  di  bilancio;  ha  la  possibilità  fra
  brevissimo, e chiediamo che  oggi  stesso  si  torni  in Aula per
  votare sulla legge-voto,  di continuare quel percorso di riforme.
  In  quel  caso  noi  stiamo  dimostrando  e  nessuno  credo  oggi
  consapevolmente, al di là dello schieramento, mi può contraddire,
  in  questo  modo  con  la  larga  intesa,  con  un  comportamento
  responsabile di tutta l'Aula si può andare avanti.
       Ma  se  qualcuno   ritiene  di  essere  autosufficiente,  se
  qualcuno ritiene che  questo  centrosinistra,  e  io  apprezzo il
  passaggio di poco fa, anche se devo dire che Totò Cintola un poco
  forse si è contraddetto,  quando  poc'anzi  ha detto questa non è
  una maggioranza chiusa, io  dico  ha  ragione e io voglio seguire
  quel suo dire. Così  come  quel  messaggio  di  compostezza  e di
  richiamo che ha fatto  il  collega  Pellegrino. Io sono su quella
  linea  assolutamente,   però,   voglio   la  conseguenza,  voglio
  augurarmi  che  vi sia  conseguenza  nei  fatti  oltre  a  quella
  disponibilità a quelle parole.  Il  dato  è dimostrato in maniera
  incontrovertibile, laddove si segue  una  via  che è quella della
  larga  intesa,  non  nel   senso   di  avere  qualche  cosa,  una
  spartizione, ma nel senso di riconoscere che una formula politica
  chiusa a una forza  e  a  uno  schieramento  di  centrodestra, di
  centrosinistra in questo momento  in quest'aula è perdente per la
  Sicilia e per i  siciliani.  Allora lavoriamo per una prospettiva
  diversa; Forza Italia sta ancora una volta con ragione, con molta
  consapevolezza, con molta  disponibilità,  non  con  un buonismo,
  come può essere equivocato,  ma  con senso della politica e delle
  cose sta dimostrando di  essere dalla parte di chi effettivamente
  vuole lavorare per questo processo riformatore.
       Mi auguro che vi sia questa consapevolezza da parte di tutti
  e lo verificheremo ogni minuto.  Mi auguro che non ci sia bisogno
  di tornare a nessuna forma, tra virgolette, di opposizione rigida
  o di filibustering, ma non per una posizione di parte, ma per una
  posizione che deve  essere  della  collettività. E' una scommessa
  che  abbiamo  tutti davanti  e  non  è  vincendola  una  parte  o
  perdendola  tutti  che   faremo   un   passo   avanti.  Lavoriamo
  diversamente affinché a quelle  parole,  a  quegli  inviti  a cui
  Forza Italia ha lavorato con i fatti si dia un seguito concreto.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io prendo
  atto che di nessuno dei  colleghi  che  mi  hanno  preceduto si è
  capito come si dichiarano  alla  fine,  che  voto  dichiarano  su
  questo ordine del  giorno.  Infatti, tranne l'onorevole Fleres, a
  me mancano (e qui c'è una lacuna della Presidenza dell'Assemblea)
  a me mancano almeno tre  ordini  del  giorno  per  poter  fare un
  intervento compiuto in questo dibattito.  Un ordine del giorno su
  un governo di larghe  intese, un ordine del giorno sul Presidente
  Ocalan, un ordine del giorno su un governo a Presidenza Piro e un
  ordine del giorno non  scritto sulla tutela di alcune presidenze,
  vicepresidenze  e  così  via.   E  allora,  o  abbiamo  tutto  il
  materiale per poter  affrontare questa discussione o c'è qualcosa
  che non funziona in questo dibattito.
       Non vorrei  scandalizzare l'onorevole Fleres dicendogli che,
  avendo consultato il Presidente  Ocalan, mi pronuncio a favore di
  quest'ordine  del  giorno, non  solo  perché  è  la  fiera  delle
  ovvietà; ogni tanto con  una  maggioranza  che ovvia non è almeno
  nei  numeri è bene  anche  mettere  dei  vincoli  sulla  legge  e
  l'operazione politica che  questa legge sta mettendo in cantiere.
  Tutti noi sappiamo che  abbiamo  il  dovere  di non svalutare sul
  mercato il patrimonio  della nostra Regione, la credibilità della
  nostra Regione, quindi, mi  pronuncio  a  favore di questo ordine
  del giorno.  Mi pronuncio  contro  e  con perplessità sugli altri
  ordini del giorno che sono  stati posti qui in discussione e devo
  dire in un'orgia neo  consociativa  che  dalle forze del Polo che
  hanno predicato la  fine  di  ogni  consociativismo  (riprendo le
  parole dell'onorevole Granata  'la  fine  del partito unico della
  spesa in questa Regione),  la fine di tutto quanto poteva suonare
  come  una  sorta  di  accordo  preventivo  tra  i  governi  e  le
  opposizioni,  qualche  perplessità  me  la  lasciano.  Qua  state
  riproponendo, anche per effetto  di una maggioranza debole che si
  tiene su un collante di  potere e noi l'abbiamo denunciato, di un
  centro-sinistra che accetta  di  essere  prigioniero  di  logiche
  neo-democristiane,  e l'abbiamo  detto,  voi  state  operando  su
  questo per riproporre  cosa?  L'esaltazione  di  queste  logiche,
  l'esaltazione della cultura che tiene assieme questa maggioranza,
  l'esaltazione di un  neo-consociativismo  del  quale siete orfani
  dal momento in cui avete  perso  il  potere,  cari  amici  e cari
  colleghi del Polo. E non a caso voi e non io ...

                    (Proteste dai banchi della destra)

       ... non  a caso (leggeremo il verbale domani) dall'onorevole
  Bufardeci,   dall'onorevole  Granata,  dall'onorevole  Croce  qui
  ufficialmente viene avanzata la proposta di un governo di "larghe
  intese", a meno  che tutti quelli che siamo qui abbiamo ascoltato
  pronunciare altre parole.  Ma dato che le parole pronunciate sono
  governo di larghe  intese',  spiegatemi voi cosa vuol dire se non
  l'unificazione del partito della spesa pubblica in questa Regione
  chiedendo alla  sinistra  di essere simile alle vostre proposte e
  voi  ergendovi   di   nuovo   agli   alfieri   di   una  politica
  neo-consociativa  Di  questo abbiamo discusso, che poi alla testa
  di questo  nuovo  governo  delle  larghe  intese  voi abbiate già
  indicato come Presidente  una  persona  che ha tutta la mia stima
  politica per  storia e per capacità, cioè l'onorevole Piro, anche
  questo rimane agli atti di questo dibattito.
       Perché  ho  detto, signor Presidente dell'Assemblea, che Lei
  non  ci ha fornito gli altri due ordini del giorno? Perché questo
  é il tema. Ora chi vi parla non é  interessato alla sopravvivenza
  stentata  di  questa  maggioranza,  come  non é  interessato alla
  riproposizione  di  governi  di larghe intese;  e per un semplice
  motivo.
       Voi  avete  un  unico  quadro di riferimento, cari amici del
  Polo,  simile, per molti versi ai Democratici di Sinistra e ad un
  pezzo    di    questa    maggioranza;    e   cioè   una   cultura
  presidenzialista,  alla  quale  da percorsi diversi é arrivato il
  centrosinistra e che voi proponete da tempo, avete come quadro di
  riferimento  unico  il  mercato,  perché  quando  Lei,  onorevole
  Fleres,  dice "ci sono cose sulle quali non ci possiamo dividere,
  che  si chiamano il lavoro, la disoccupazione e le imprese", beh,
  se  tra  destra  e  sinistra  non  ci  si  divide  sul lavoro, la
  disoccupazione  e  le  imprese ditemi voi cosa sono le differenze
  della politica
       Sulla disoccupazione sì  che  ci dividiamo se si continua in
  una politica di  sostegno  alle imprese senza un vincolo su nuove
  assunzioni in  questa  Regione.  Sulla  flessibilità  sì  che  ci
  dividiamo  perché   voi  proponete  la  mano  libera  al  mercato
  selvaggio, quello poi  fatto  dal  lavoro  nero e sommerso per il
  quale si propongono le commissioni di inchiesta, ma non si chiede
  conto ad una  delle  imprese  che  ha preso decine di miliardi di
  questa  Regione,  se  rispetta  i  contratti,  i  contributi,  se
  rispetta i vincoli  sindacali,  se  rispetta  le norme sul lavoro
  minorile. Questa é  la  falsa  coscienza  di questa Aula e di una
  sinistra e  di  una  destra, troppo  simili culturalmente, perché
  accettano solo come ordinamento di riferimento il mercato.
       Vorrei vedere se  non  ci  dividiamo anche sulla politica di
  contrasto ormai a questa estensione del lavoro sommerso in questa
  Regione.
       "Ci sono cose sulle  quali non ci si può dividere." E se non
  ci dividiamo su  questo,  e  se  non  ci  dividiamo sulla cultura
  democratica, il  presidenzialismo  e  il  parlamentarismo, su che
  cosa si divide la politica?
       E' qui la  fine  della  politica.  E'  per  questo  che  poi
  prevalgono i  personalismi,  il  fatto  che  l'accordo  si  trova
  sull'incastrare  tutti  i  livelli  istituzionali  dove  uno  può
  correre, sul fatto che la politica perde di senso e i partiti non
  hanno  più  confronto,  sul  fatto  che  non  é  che  ci  si  può
  confrontare su un  progetto di Regione proposto dalla destra e un
  progetto di Regione  e,  quindi,  di modello di sviluppo proposto
  dal centro sinistra.
       Certo, che lo  potete  fare  un governo di larghe intese  Lo
  potete fare perché  questa  corsa  smodata  verso  il  centro sta
  snaturando il carattere alternativo della politica.
       E  non mi  meraviglia  che  con  facilità  si  dica  "questo
  governo" che é debole"  - ed é debole - "questa maggioranza che é
  debole" - ed é debole - "può trovare la nostra bontà.  Nella fase
  del bilancio, nella  fase del mutuo, nella fase della legge voto;
  a  condizione,   però,   che   apriamo  una  fase  di  trattativa
  permanente; perché se  almeno non c'é il governo di larghe intese
  c'é la logica  della  larghe  intese"  -  se  non sbaglio é stato
  dichiarato così.
       Che  cos'é   la   logica  delle  larghe  intese  se  non  la
  riproposizione di  un  apolitica  neoconsociativa.  E la politica
  neoconsociativa  é  possibile,  perché  é  simile  il  quadro  di
  riferimento politico, é  simile  la politica economica che si sta
  proponendo, é simile  la  politica ambientale che si sta facendo,
  in questa Regione;  sono  simili  le  risposte  e lo sfascio, per
  esempio, che  l'Assessore  ai  beni  culturali  operava  prima, e
  l'Assessore ai  beni  culturali opera oggi. Siete talmente simili
  da essere intercambiabili.  E  se volete fare questa politica, ci
  può essere un  governo  di  larghe  intese o una logica di larghe
  intese ma  certo,  ma  certo l'intercambiabilità dentro la stessa
  logica.
       E allora, io voto contro questi vostri ordini del giorno non
  scritti, mentre voto a favore - consultato il presidente Ocalan -
  dell'ordine del giorno sul mutuo, e vorrei che quando parliamo di
  politica  ci  intendessimo,  lo  facessimo  alla  luce  del sole,
  utilizzassimo   la   politica,   non  per  costruire  un  ricatto
  permanente  di  Aula,  ma  per  costruire  un  confronto politico
  permanente.
       E qui  c'é  un ruolo anche delle istituzioni dell'Assemblea.
  C'é bisogno di  rasserenare il clima istituzionale, e questo é un
  compito della maggioranza, che non deve affermare il principio di
  autosufficienza   della   maggioranza;   é   un   compito   delle
  opposizioni, e  delle  diverse  opposizioni; é un compito, anche,
  della Presidenza dell'Assemblea.
       Un  clima sereno si fa nel dispetto della normale dialettica
  istituzionale.  E  la normale dialettica istituzionale può essere
  violata  in  due  modi:  con  l'affermazione  di  un principio di
  maggioranza  forzato, così è stato fatto nel Polo e così di tanto
  in  tanto ritorna anche in alcune pratiche di questa maggioranza,
  ma  il  clima  istituzionale  si  può violare anche con forzature
  regolamentari da parte di chi gestisce l'Assemblea.
       L'uno e l'altro per noi sono intollerabili.
       L'uno   e   l'altro   pregiudicano   la  normale  dialettica
  istituzionale.
       C'è   una   responsabilità   politica,   quindi.   C'è   una
  responsabilità  di  chi  è  tenuto  al Governo ed al rispetto del
  Governo e delle istituzioni.
       Questo  appello  noi  facciamo.  Se facciamo questo appello,
  cari  colleghi,  al  di  là  delle  collocazioni  a  destra  ed a
  sinistra,  il  clima si può distendere senza affermare logiche di
  larga   intesa.  Ma  affermando  una  dialettica  normale  ed  un
  confronto,  anche  il  più aspro, sulla politica, sulle idee, sui
  comportamenti,  sulle scelte, la battaglia politica più aspra, ma
  dentro  il  rispetto  di un Parlamento, che per responsabilità di
  tutti,  dal  vertice  all'ultimo deputato, cioè io, noi rischiamo
  oggi  di  pregiudicare con questa disponibilità.
       Noi  chiediamo  di  prendere  tutto  il tempo necessario per
  ragionare  assieme, anche sugli atti che abbiamo consumato, tutti
  assieme  in  questo Parlamento, e per ritrovare un clima politico
  sereno che ridia il senso e della battaglia politica e del valore
  della  battaglia  parlamentare,  rivendicando  noi  un  ruolo  di
  opposizione politica, sociale, culturale chiara.
       Ed alla deriva plebiscitaria e presidenzialista, ed a queste
  proposte  di  Governo  di larghe intese che sottende una gestione
  della  politica  economica  e  sociale  in questa Regione che non
  condividiamo,  ma  rispettando tutti assieme la volontà di questo
  Parlamento  di dare risposte ai problemi della Sicilia, di questa
  Regione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i deputati del Gruppo parlamentare
  di Alleanza nazionale, nonchè l'onorevole Scoma, hanno chiesto di
  sottoscrivere l'ordine del giorno.
       L'Assemblea ne prende atto.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, l'onorevole
  Forgione  si è sforzato di dimostrare all'Aula che rappresenta un
  partito di opposizione. Non ci ha abbiamo creduto. Non lo abbiamo
  fatto  perché dopo lo slancio di entusiasmo che portò l'onorevole
  Forgione ad un atto di eroismo, in questi giorni, mi pare, chiese
  il  numero  legale,  abbiamo  assistito  al  rientro  nei  ranghi
  dell'onorevole Forgione.

                    (Applausi dai banchi di destra)

     FORGIONE. Non hai votato UDR come me, Alfano

     ALFANO. I fatti daranno ulteriore dimostrazione che ciò che ho
  appena  detto,  perché,  nella  prima  volta  nella  storia di un
  Parlamento,  la  maggioranza  sceglierà il partito di opposizione
  cui   affidare  la  presidenza  di  una  commissione  che  spetta
  all'opposizione.  Noi  lo  impediremo. Ciò non farà venir meno il
  fatto politico.

     FORGIONE.  Allora  è questo il problema. Avete paura di questa
  Presidenza

     ALFANO. Ed allora, onorevoli colleghi, è il caso di ricondurre
  al  filo principale il ragionamento che si svolge in questa Aula,
  ed  è  il  caso  di  farlo  perché  l'ordine del giorno proposto,
  acutamente,  dall'onorevole Fleres è diventato l'occasione per un
  ragionamento  politico. E devo dire che, questa occasione è stata
  colta  da  alcuni  autorevoli  e  ragionevoli esponenti di questa
  Assemblea.  E, però, parlando di un ordine del giorno che attiene
  la materia finanziaria è opportuno ricostruire la storia breve di
  questa legge che giunge alla sua definizione.
       Forza  Italia  ha assunto, in tutto il percorso legislativo,
  un  atteggiamento  coerente.  Si  è  resa conto della necessità e
  dell'urgenza.   Ha   impedito   che   la  necessità  e  l'urgenza
  diventassero  strumento  per  trasformare  un atto politico in un
  atto tecnico. Si è resa conto della necessità e dell'urgenza e ha
  consentito  in  Commissione  Bilancio di  procedere con una certa
  celerità,  per far sì che poi fosse l'Aula ad occuparsi di questo
  argomento.
       Giunto  in  Aula il provvedimento legislativo, abbiamo preso
  atto che vi era un clima di sfida. Io ricordo all'amico onorevole
  Speziale  l'atteggiamento  da  lui  tenuto  nella  Conferenza dei
  Capigruppo  non  l'ultima e neanche la penultima, ma quella della
  scorsa  settimana, dove  diceva  che  in  qualche  ora si sarebbe
  approvato il disegno di legge numero   863 oggi in discorso.
       E questi sono atteggiamenti  che  pagano  laddove   vi  è la
  sostanza, la sostanza è  data  da  una maggioranza, la sostanza è
  data dalla capacità  di  reggere  l'urto dell'Aula, la sostanza è
  data dalla capacità  di rendere conseguenti le affermazioni con i
  comportamenti parlamentari.
       E  allora,  abbiamo   tenuto   a  precisare  con  il  nostro
  comportamento che vi è  una  linea  di  confine in quest'Aula: la
  linea  di   confine   rappresentata   dal  comportamento  di  una
  opposizione che nasce da  una cultura di Governo, che solo alcuni
  giochini parlamentari hanno potuto portare all'opposizione.
       E allora, abbiamo  dato un sostegno ai siciliani consentendo
  in  un  qualche modo  di  approdare  ad  una  scelta,  quella  di
  contrarre un mutuo;  lo  abbiamo  fatto, ottenendo  un  risultato
  politico,  perchè  noi  non facciamo estorsioni parlamentari, noi
  non facciamo ricatti in Aula.  Il risultato politico è nato dalla
  riscrittura degli articoli con l'accoglimento della filosofia dei
  nostri emendamenti.
       E, devo dire  che  in questo nostro atteggiamento, in questo
  nostro comportamento,  ha  avuto  una  sua  parte  l'affidabilità
  riconosciuta  all'onorevole  Piro,  affidabilità,  assessore, che
  nasce   dalla  valutazione  della  conseguenzialità   di   alcuni
  comportamenti tenuti.
       E devo riconoscere  in  questa  sede  con  la responsabilità
  politica di chi presiede  un  gruppo  parlamentare, per di più di
  maggioranza relativa in  quest'Aula,  che è più difficile operare
  le scelte quando  si  tratta  di  scelte  di  responsabilità  non
  fondate sulla prova della responsabilità altrui.
       E quindi abbiamo  dovuto  scegliere  la  via stretta, la via
  impervia,  la  via   difficile,  di  dare  percorribilità  ad  un
  provvedimento legislativo senza che, per converso, abbiamo potuto
  riscontrare  uguale  senso  di  responsabilità  relativamente  ad
  alcuni atti parlamentari.
       Mi  riferisco  specificamente all'atteggiamento tenuto nella
  vicenda  dell'elezione   dei  due  componenti  del  Consiglio  di
  Presidenza, non del Vice Presidente, ma del  deputato  Questore e
  del deputato Segretario.
       Noi   abbiamo   ritenuto    complessivamente    equilibrato,
  certamente  sensato,  chiaramente  attinente  alla   lealtà   dei
  rapporti tra le forze politiche il  comportamento  del Presidente
  dell'Assemblea:  è   stato  coraggioso,  fermo,   equilibrato   e
  rispettoso della sostanza dei fatti politici.
       Non ci aspettavamo una reazione di tal fatta e  ciò  non  ha
  pregiudicato, onorevole Speziale che presiede il  gruppo  del DS,
  un atteggiamento d'Aula, quale quello che abbiamo manifestato sul
  disegno di legge numero 863, qualche  minuto  dopo  un'inversione
  ingiustificata dell'ordine del giorno.
       Noi abbiamo fatto  un  ragionamento  serio  rispetto  ad  un
  percorso  che  si   apre,  non  abbiamo  candidato  nessuno  alla
  Presidenza della Regione, riteniamo, come abbiamo  ritenuto  e lo
  abbiamo detto nel corso della crisi di Governo  che  ha preceduto
  la  nascita  del Governo Capodicasa, che vi sia  una  scelta  che
  quest'Aula,  che  gli  uomini  di questa  Assemblea,  che  alcuni
  soggetti avveduti debbano compiere. E' la scelta di prendere atto
  che qualsiasi Governo si regge sulla capacità di  innovare  e  di
  modernizzare la Sicilia che, a sua volta,  può  nascere solamente
  da Governi liberi da ogni condizionamento e da ogni ricatto.
       Io non so  se l'espressione corrispondente è "larghe intese"
  so che certamente l'espressione parlamentare corrispondente è una
  sinergia virtuosa su  alcuni  atti parlamentari. Se può essere di
  ulteriore contributo  noi  ci  sforzeremo di essere ulteriormente
  coerenti  e   ulteriormente   conseguenti   nell'auspicio  che, a
  cominciare dall'elezione del Consiglio di Presidenza, ci giungano
  segnali  coerenti,  segnali  che  vadano  nella  direzione  della
  chiusura  di logiche da steccato e nell'apertura  di  logiche  di
  ragionamento  che  guardino  solamente  alla  Sicilia  e  al  suo
  sviluppo.

     VIRZI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VIRZI'. Signor Presidente, il mio sarà un  intervento  a bassa
  voce e una nota dissonante.
       Continuiamo a ritenere valide le obiezioni che abbiamo mosso
  nel corso della discussione generale sul disegno di  legge  che è
  in   votazione,   riteniamo   che   l'ordine  del   giorno,   che
  condividiamo, da solo non sia sufficiente garanzia  a contenere i
  poteri  che  ex  lege  vengono  conferiti   al  pur  apprezzabile
  Assessore  Piro  nella gestione di questa intera  vicenda, che  è
  delicatissima  e sulla quale io credo che la  Sicilia  si  giochi
  molto.
       Una  nota  dissonante soprattutto perchè noi  riteniamo  che
  qualcuno  abbia  voluto 'vendere la pelle  dell'orso   prima  che
  fosse ammazzato'. Riteniamo che il Centro destra  debba  fare  il
  suo mestiere di Centro destra e che è bene che abbia un centro ed
  una  destra, e  Alleanza  Nazionale  in  tutto   questo  non  può
  dimenticare  che  si  può arrivare nella  prospettiva  alla  dura
  necessità, senza  slanci  entusiastici  domani,   dopodomani,  al
  cosiddetto governo di larghe intese.
       Pessima e brutta formula che sa  di vecchio consociativismo,
  anche  perchè  sul  piano storico bisogna notare  che, mentre  il
  Governo Milazzo nacque come una forma  di  reazione autonomistica
  siciliana  contro lo strapotere di Roma,  questa  Assemblea,  fin
  troppo e fino a questo istante, si  è  dimostrata pedissequamente
  obbediente agli input che vengono  da Roma.
       E  allora  può darsi che, per dura  necessità, tutti  domani
  facendo  un  grande  sforzo di autocritica e  limatura, si  debba
  arrivare  ad  un  governo  di  larghe  intese.  Intanto  Alleanza
  nazionale  prende  atto  che  è  in piedi un  governo  di  centro
  sinistra.
       Alleanza nazionale pensa che si possa e si debba arrivare ad
  un  diverso  ragionamento  sul destino della  Sicilia  quando  la
  partita sia azzerata, quando questo Governo  sia  tecnicamente  a
  terra,  quando  venga  sconfitto  in  Aula,  se   non   c'è   una
  dichiarazione politica di forfait da parte di questa maggioranza.
       Noi non vorremmo che, in un mondo senza cavalleria, il gesto
  cavalleresco che tende a stringere la mano  venisse scambiato con
  il  gesto  dei postulanti che chiedono qualche  cosa.  La  nostra
  mano   tesa   cavallerescamente   era   principalmente   rivolta,
  attraverso la formula "Patto per la Sicilia", alla  necessità  di
  rimettere  in piedi un minimo di produzione  legislativa  che  ci
  permettesse  di  galleggiare,  non di fare  balzi  funanbolici  o
  pindarici,  di  galleggiare.   Noi  non riusciamo  ad  avere  una
  produzione  legislativa  al  passo,  tecnicamente,  per  arrivare
  nemmeno all'approvazione in tempi ordinari del bilancio.
       Credo che parlare di  30  aprile  sia  addirittura  fare  un
  grandissimo augurio a  questo  Governo.
       Allora   Alleanza   nazionale   che   condivide   il   senso
  lapalissiano  di  quell'ordine del giorno, credo  che  anche  chi
  avesse pensato la legge dava per acquisito che  c'erano quel tipo
  di  garanzie da esplicitare, da fornire  comunque  all'Aula,  noi
  manteniamo intatta la nostra perplessità  sull'intera operazione,
  sulla  filosofia  stessa  e  la  credibilità  stessa  dell'intera
  operazione, che  viene imbastita con il  tentativo  del  prestito
  obbligazionario,   rendendoci  conto  che  storicamente   non   è
  imputabile soltanto a questo governo di centro  sinistra  la dura
  necessità di ricorrere ad un mutuo di 1.700 miliardi, ma restiamo
  fermi  sulla  linea  che questa maggioranza,  fermo  restando  il
  nostro senso di responsabilità, debba dimostrare in quest'Aula di
  essere autosufficiente sul terreno delle idee,  della  cultura  e
  siccome,  vivaddio,  saremo  ancora  un'Aula   parlamentare,  sul
  terreno dei numeri concreti e della capacità del Governo presente
  qui di fornire risposte alle legittime domande  che vengono dalle
  minoranze.
       Fino a quando è in piedi il governo di centro sinistra, fino
  a quando le risposte che  ci  dà  sono  di questa eccezionalità e
  presuppongono un rapporto sostanzialmente fiduciario,  quasi  che
  fosse un fatto privato, basato sulla stima della singola persona,
  beh   non  esprimiamo un giudizio politico di  distanza,  non  ci
  siamo,  non vogliamo entrare nell'ordine di idee  di  quelli  che
  boicottano,  ma riteniamo che la politica,  anche  e  soprattutto
  oggi, abbia bisogno di stile e di distanze.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io ritengo
  che sia stato molto utile,  anche  se improprio, il dibattito che
  si è sviluppato in  occasione  dell'esame  dell'ordine del giorno
  presentato dai deputati di Forza  Italia,  a cui sono aggiunte le
  firme dei deputati di Alleanza nazionale.
       Premetto che voterò l'ordine del giorno e  annuncio  il voto
  favorevole  del  gruppo  dei Democratici di  sinistra.   Tuttavia
  penso  che  la  riflessione  che  ha  investito  l'Aula  sia  una
  riflessione  altamente  positiva.   Se  essa  non  è  intrisa  di
  strumentalismi, se i riferimenti reciproci sono  tutti  intesi ad
  alzare il tono e il profilo del dibattito  parlamentare, da parte
  nostra,  del  mio  partito  e  della maggioranza,  c'è  la  piena
  disponibilità ad accogliere la sfida del confronto.
       Vedete,  molte volte si  parla  di  ruoli  straordinari  che
  vengono assunti dal Parlamento; quello che noi stiamo per fare, o
  quello che tentiamo di fare, un'intesa  possibile, è raggiungerla
  attraverso  le  funzioni  e i compiti che ciascuno  di  noi  deve
  svolgere. C'è una funzione della maggioranza,  un  compito  della
  maggioranza,  e  c'è una funzione e  un  ruolo  dell'opposizione.
  Tutte e due le funzioni concorrono ad esaltare  la  funzione  del
  Parlamento.
       Io desidero dire che se da  parte di Forza Italia - anche se
  ho  visto che nel corso  del  dibattito  ci  sono  stati  accenni
  diversi da parte delle forze del Polo, in particolare di Alleanza
  nazionale, e debbo  riconoscere l'onestà intellettuale delle cose
  dette  poc'anzi  dall'onorevole  Virzì,  che  sono  cose  diverse
  rispetto  a  quelle  pronunciate  questa  mattina  dall'onorevole
  Alfano e dall'onorevole Fleres - se da parte delle forze del Polo
  si tenta a riconquistare un ruolo  di opposizione, che è ruolo di
  stimolo, che è ruolo di confronto,  che  è  ruolo  di esaltare la
  funzione  del Parlamento, io sono tra quelli  che  ritengono  che
  questa funzione riconquistata sia utile a un confronto sereno tra
  le forze politiche.
       Bisogna andare avanti in  questo  processo.  Noi viviamo una
  condizione drammatica, che è  quella della Sicilia, e siamo tutti
  perchè dentro un quadro di riferimento più alto si possa lavorare
  per definire compiti ed obiettivi ben precisi.
       Onorevole  Fleres,  lei   più   volte   ha   dimostrato  una
  particolare   competenza  negli   interventi   che   sono   stati
  pronunciati. Lei sa  quanto  io  l'apprezzo; debbo complimentarmi
  con  lei,  non  solo  per  la competenza  dimostrata  in  materia
  tecnica, ma anche per la competenza  e professionalità dimostrata
  da dirigente-uomo politico.
       Io  spero che  l'atteggiamento  sia  per  costruirlo  questo
  rapporto. La costruzione di  questo  rapporto  non  è  intrisa di
  consociativismo; la costruzione  di questo rapporto denota invece
  il fatto che il Parlamento può  fare  un  salto  di  qualità, può
  volare  alto.  Noi  siamo  disposti  al  confronto.
       Il  rapporto  dialettico dentro un aula  parlamentare  è  un
  rapporto naturale; le opposizioni critichino, anche aspramente le
  funzioni del Governo;  servano a dare i contributi per migliorare
  i  testi legislativi;  tutto questo produrrà  una  qualità  della
  produzione  legislativa, migliorando la parte del  Parlamento.  E
  tuttavia, dentro questo quadro,    non nascondiamo  che  ci  sono
  delle difficoltà.
       Vogliamo  però  ricordare  agli  amici  del   Polo   che  la
  maggioranza non nasce perchè c'è stato qualcuno che  ha detto che
  bisognava  per  forza  farla questa maggioranza;  la  maggioranza
  nasce perchè c'era bisogno di fare un governo,  e  questo governo
  nasce in seguito al fallimento delle politiche del  Polo  per  le
  libertà.
       Se ci sono quadri nuovi,  se  ci  sono  attenzioni nuove noi
  siamo disposti ad avere  l'attenzione  adeguata. Intanto si parte
  dal contributo che questa  maggioranza  può dare e prendiamo atto
  del  fatto  che  anche   l'opposizione  vuole  misurarsi  con  la
  maggioranza  che  noi abbiamo  formato.  E  tuttavia  abbiamo  un
  terreno prossimo di confronto, immediato, forse a  partire già da
  questa sera, che potrebbe qualificare e non  poco  l'attività del
  Parlamento.
       Noi rischiamo di essere tagliati fuori da  un  dibattito che
  in atto nella commissione "Affari istituzionali"  del Parlamento,
  dove  si  sta  svolgendo  un dibattito circa le  nuove  forme  di
  governo  per  le  regioni a statuto ordinario,  dove  sono  stati
  presentati  diversi disegni di legge sulle forme  di  governo  da
  parte  delle forze del Polo, dell'UDR,  del  partito  Democratico
  della  sinistra  e  noi, però, se  ritardiamo  ulteriormente,  la
  possibilità  che il Parlamento regionale entri  con  una  propria
  proposta all'interno di quel dibattito, non  abbiamo  favorito un
  processo di interlocuzione a cui tutti noi vogliamo aspirare.
       La sfida che abbiamo davanti, se pur con  opzioni diverse, è
  la sfida della legge-voto.
       Io mi  auguro  che  il  Parlamento  questa  mattina  voti il
  disegno di legge che è all'esame sulla contrazione del mutuo, nel
  pomeriggio  si proceda all'insediamento delle commissioni e nello
  stesso pomeriggio  e  mi  auguro  in serata, se si respira questo
  clima, si  possa  arrivare  finalmente alla legge-voto.
       Quello  sì  che  è  un  terreno   che   qualifica   l'intero
  Parlamento, che permette al Parlamento regionale  di interloquire
  con il Parlamento nazionale, in quanto ci si muove  sulla base di
  una  legittima  competizione  tra  le  forze   politiche  tese  a
  migliorare la forma di governo ed ammodernare la Sicilia.
       Noi siamo  disposti  qui,  ci  siamo  sforzati  più volte di
  cercare questo  terreno.  Se  questo terreno oggi si realizza noi
  siamo lieti di salutarlo come fatto positivo e di lavorare perchè
  finalmente ci  si possa confrontare sulle questioni che attengono
  alla  politica,  sulle  questioni  che   attengono   all'attività
  legislativa, sulle questioni che attengono alla  sfida tra destra
  e sinistra attorno all'ammodernamento della Sicilia.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io  volevo
  semplicemente dare la mia adesione a questo ordine del giorno che
  ho firmato e però debbo sottolineare qualche  cosa.
       Mi riferisco all'onorevole Forgione, mi consenta,  io non so
  definirlo  perchè  mi  ricorda -   forse   l'onorevole   Mele   e
  l'onorevole Piro si ricorderanno questo avvenimento - mi  ricorda
  che,  una  volta a Palermo, a Villa Giulia, c'era  un  leone,  il
  vecchio leone di Villa Giulia che poi finì a  Terrasini.  Non  so
  se inquadrarlo in questa dimensione oppure come accompagnatore di
  momenti dolorosi.
       E quindi, veda, onorevole Piro, non  si  faccia accompagnare
  dall'onorevole Forgione, perchè, se è nella prima veste, è chiaro
  che  c'è  uno  sbocco naturale, che arriva a Terrasini  e  lì  si
  finisce. Infatti il leone è finito proprio lì, non ha fatto molta
  strada.   Però  debbo dire, storicamente rimane  sempre  l'ultimo
  leone di Villa Giulia che, nel senso proporzionale, significa che
  fino a quando ci sarà il proporzionale noi  troveremo  sempre  il
  vecchio leone di Villa Giulia.  Se dovesse cambiare  il sistema a
  maggioritario io credo che questo leone non lo troveremo più.
       Ma i  momenti dolorosi, quando io parlo di accompagnatore di
  momenti dolorosi, e diventa lugubre la situazione, vedete, su una
  cosa sono  d'accordo, onorevole  Forgione,  lei ha detto una cosa
  bellissima ha  parlato di me, ma ha detto una cosa dell'onorevole
  Morinello:   che  sta sfasciando tutto, ha  finito  di  sfasciare
  l'Assessorato.
       Sono d'accordo con lei. Su di me poi  le  racconterò qualche
  altro episodio che  fa riferimento alla sua attività, al suo modo
  di essere, la  sua  intelligenza,  la  sua  grande  capacità,  il
  giornalismo, i suoi  pensieri,  il  suo governo, tutto quello che
  vuole, ma mi  lasci  dire  una  cosa,  io  e  l'onorevole Bartolo
  Pellegrino, qui dentro, abbiamo fatto una grande esperienza nella
  vita, ma ci siamo  misurati sempre su temi di libertà e di grande
  autonomia.

     PELLEGRINO. Su che cosa sta intervenendo?

     CROCE.  Sto  intervenendo  sull'ordine  del giorno, ma siccome
  lei, onorevole Pellegrino,  mi  ha chiamato in causa, le rispondo
  anche in questo senso.  lei ha detto che c'è qualcuno che si deve
  interrogare, che deve interrogare la propria coscienza. Vede, tra
  me e lei,  onorevole  Pellegrino,  c'è  una storia politica molto
  generosa, intensa di fatti concreti e questa storia ci ha portati
  qui al Parlamento;  lei  ci è arrivato con una lista "fai da te",
  nel senso che  lei  da  punto  di vista della caratura personale,
  quindi anche della ...

     PRESIDENTE.  Onorevole  Croce, si limiti a parlare sull'ordine
  del giorno; le storie personali qualche volta sono noiose.

     CROCE.  Volevo  dare all'onorevole Pellegrino la misura di che
  cosa significa  fare  politica.  Sono arrivato qui e noi di Forza
  Italia siamo  arrivati  qui con un voto politico e siamo il primo
  partito  anche  se  all'opposizione;  siamo  arrivati  qui con un
  progetto politico  liberale  e  siamo qui a fare la nostra parte.
  Però, vede,  ci  siamo  arrivati  con un consenso popolare che ci
  vedeva  impegnati  in  un  governo;  non abbiamo scippato nulla a
  nessuno,  non  abbiamo  scippato  nulla.  Forti  di quel consenso
  abbiamo  realizzato  un  governo  che  stava  affrontando  alcuni
  problemi importantissimi  e  lei  lo sa.  Lei ci arrivato con una
  lista -  ripeto - autonoma, piena di libertà e io apprezzo la sua
  situazione  politica  e  personale.  Epperò, se lei vuole fare le
  cose che ha detto nella prima fase perché  nella seconda fase non
  l'ho seguito  più,  si  faccia  carico di questi problemi che non
  interessano  soltanto  noi  che  siamo  qui,  ma  interessano  la
  globalità  delle  questioni  che  in Sicilia, mi creda, in questo
  momento non sono certamente da sottovalutare.
       Quindi  nel  rispondere  a lei, nel rispondere all'onorevole
  Forgione,   ripeto  perché  non  sapevo  quali  dimensioni  dare,
  adesso parlerò soltanto per un minuto, e mi è consentito farlo in
  quanto firmatario,  sull'ordine  del  giorno  che  ritengo sia un
  documento importante, con cui l'onorevole Fleres, Forza Italia ed
  altre  componenti  politiche  stanno  per  dare  al  Governo  una
  possibilità  in più  rispetto  a  quel  vicolo  che  già  avevano
  costruito. Diamo al Governo questa possibilità perché pensiamo di
  costruire, non pensiamo di demolire.
       Quando  parliamo  e facciamo gli interventi anche se a volta
  possono  sembrare  di  ostruzionismo,  caro onorevole Piro, non è
  così. Non è così, perché noi siamo animati dalla voglia di  fare,
  non  andiamo  in soccorso a nessuno, caro onorevole Forgione, noi
  consentiamo al Governo di governare, ma ad alcune condizioni, lei
  senza  nessuna  condizione  ha ha consentito la nascita di questo
  Governo. Quindi  lei non è opposizione, non ha titolo per parlare
  di opposizione.  Se  noi oggi siamo qui e abbiamo dato al Governo
  questo  strumento,  lo abbiamo dato nell'interesse dei siciliani.
  State  attenti,  non  giocate  su  queste  cose. Noi abbiamo dato
  questo  strumento  al  Governo  e all'onorevole Piro per fare una
  cosa seria.  Come pure noi chiediamo che si vada avanti anche con
  l'elezione  delle Commissioni legislative perché  è giusto che si
  facciano  le  commissioni,  ma  noi  siamo  perché  il disegno di
  legge-voto vada  avanti  in  maniera  chiara  e  perfetta  e se è
  possibile oggi  stesso  approvare i disegni di legge. Questo è il
  modo di  fare  politica, non è un modo per nascondersi
       Ed  allora  debbono  venire  fuori le differenze. Anche lei,
  onorevole  Zanna,  che  è  d'accordo  con l'incompatibilità, deve
  dichiarare fino  in  fondo e deve portare avanti fino in fondo la
  sua posizione politica, anche se so che è diversa rispetto al suo
  gruppo di appartenenza.
       Onorevoli  colleghi  e  onorevole Zanna, il mio intervento è
  perchè questo  Governo  vada  avanti. Io non voterò il disegno di
  legge  ma mi asterrò perchè è un'astensione benevola che consente
  al Governo  di  guardare  avanti  e  di  realizzare un momento di
  sintesi  unitaria.  Quindi, onorevole Pellegrino, se c'è qualcuno
  che ci crede e crede nella politica, faccia un passo avanti.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze. Signor Pre-
  sidente, se  può  servire  introdurre  un  ulteriore  elemento di
  distensione,  posso  confessare  che  il  Governo  avverte  forti
  momenti di  debolezza;  ed  essendo  le 15.10, avverte insistenti
  languori ed anche qualche crisi ipoglicemica.
       Nel merito, il Governo non  può che fortemente apprezzare il
  fatto che questa mattina, credo ne sia testimonianza il dibattito
  interessante svoltosi e  che ha offerto spunti di riflessione, si
  è recuperata  una frattura che rischiava di diventare insanabile,
  si è recuperato -  non  so  se  si  può  dire  -  il  senso della
  politica, certamente  il  senso  del ragionamento che, pur dentro
  vicende che  possono  avere  connotati di scontro politico forte,
  tuttavia deve  sempre  permanere.  Le  istituzioni  non  sono  al
  servizio  di   nessuno   e   neanche  dei  parlamentari,  sono  i
  parlamentari, le forze  politiche,  i gruppi che sono al servizio
  delle istituzioni e dei cittadini.
       Credo che questa mattina si sia posto comunque, al di là dei
  richiami che sono stati fatti a possibili nuovi scenari politici,
  si sia recuperata comunque una  possibilità di dialogo. In questo
  senso,  il Governo, che pure  in  questi  giorni  non  ha  voluto
  entrare direttamente in  questioni che appartengono squisitamente
  alle forze politiche ed ai  gruppi  parlamentari,  ha ritenuto di
  spendere  qualche  considerazione   ed   anche  qualche  prudente
  intervento  per  cercare  di   ricomporre  la  frattura.  Ciò  in
  considerazione  del  fatto  che  noi  consideriamo  assolutamente
  importante  che  all'interno   delle  istituzioni  ci  sia  piena
  agibilità per tutte le  forze  politiche,  che  all'interno delle
  istituzioni possano essere riconosciuti  ruoli  e posizioni e che
  soprattutto in questo modo si  affermi  il rispetto delle regole,
  perchè quando le regole  vengono  rispettate, la politica fluisce
  liberamente, lo scontro politico acquista toni alti e sicuramente
  raggiunge i risultati che tutti si aspettano da noi.
       Non  per  questo, ma  anche  dentro  questa  situazione,  il
  Governo ha ritenuto, rispetto a questo disegno di legge, peraltro
  come ha inteso fare fino a  questo  momento  e credo continuerà a
  fare da questo momento in  poi,  di  dovere  prestare  la massima
  attenzione alle considerazioni,  alle riflessioni e alle proposte
  che sono venute anche dai settori  o in massima parte dai settori
  dell'opposizione,  di dover svolgere  un  dialogo  che  credo,  a
  questo punto si sia dimostrato  proficuo.  Nello stesso tempo, il
  Governo ribadisce che questo è un Governo legato alla riforme, un
  Governo che si  è  dato  tempi,  scadenze e obiettivi e in questo
  senso il Governo  non può che essere estremamente favorevole alla
  possibilità che  immediatamente  riprenda  il  dibattito  e possa
  concludersi l'approvazione della legge voto.
       Per quanto riguarda il disegno di legge in discussione, esso
  apre un ventaglio di possibilità, dà degli strumenti al governo e
  in questo senso  il governo ancora una volta ribadisce il proprio
  apprezzamento per le  posizioni  che  qui  sono  state espresse e
  anche, se mi  consentite,  per  gli  apprezzamenti che sono stati
  rivolti all'assessore per il bilancio.
       Il  Governo  si  sente  fortemente  responsabilizzato  e  in
  massima parte  l'assessore  per  il  bilancio.  Tendo  tuttavia a
  ribadire quanto qua ho già affermato:  anche se la responsabilità
  dal disegno  di  legge viene intestata all'assessore al bilancio,
  tuttavia in  nulla verranno modificate le procedure che prevedono
  una valutazione  e  un'assunzione di responsabilità collegiale da
  parte della Giunta  di governo, che in questo senso verrà onerata
  del compito di effettuare tutte le valutazioni necessarie e tutte
  le comparazioni che sono indispensabili.
       Per  quanto  riguarda  l'ordine  del  giorno, il  Governo  è
  favorevole  al  suo  accoglimento con due precisazioni, onorevole
  Fleres.  La  prima  che  riguarda la questione dei dieci anni. Il
  Governo  non  ha  inteso modificare la norma che già esiste nella
  nostra  legislazione  e  che  prevede  che i mutui possano essere
  contratti  e  i  prestiti  emessi in un arco temporale che va dai
  cinque  ai  quindici  anni  dando  già  con questo un'indicazione
  precisa  di  come  intende muoversi. Posso dire che l'indicazione
  dei  dieci  anni  è  un'indicazione  che  intendiamo  perseguire;
  tuttavia tendo a  precisare,  e  credo  che  lei  e  i  firmatari
  dell'ordine del  giorno  possano  essere  d'accordo  con  me, che
  certamente non sarà  undici  o  dodici  anni che potrà variare la
  questione, fermo restando  appunto la banda di oscillazione che è
  già prevista dalla  legge. La seconda indicazione che riguarda le
  opportune garanzie  a copertura del rischio di eccessivo aumento;
  il  Governo  farà  di  tutto  per  cautelarsi,  anche  prevedendo
  eventualmente una indicazione di tasso ad opzione nel caso in cui
  questo sia necessario  e  nel  caso in cui questo sia conveniente
  con la operazione stessa e sia conveniente per la Regione.
       Signor Presidente,  con  queste  precisazioni  che ho adesso
  fornito, il  Governo  esprime  parere  favorevole  all'ordine del
  giorno.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 289.
       Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                               CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo per la seduta
  odierna  l'onorevole  La  Corte.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


          RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 863/A

     PRESIDENTE. Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli
  Pignataro,   Villari,   Fleres,   Lo  Certo,  Calanna,  Speranza,
  Silvestro ed altri  l'ordine  del  giorno  n.  288  "Iniziative a
  livello centrale,  in  ordine  al  c.d.  numero  programmato  per
  l'accesso ad alcune facoltà e corsi di laurea universitari".
       Ne do lettura.

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Premesso che:

     - diversi anni  nelle  Università  italiane è stato introdotto, per
     l'accesso  a  diverse   facoltà   e  corsi  di  laurea,  il  numero
     programmato;

     -  negli   anni  accademici  1996-1997  e  1997-1998  gli  studenti
     inizialmente esclusi  dall'accesso  ad alcuni corsi di laurea, sono
     stati riammessi - seppur  con  riserva  - a seguito di ordinanze di
     diverse sedi di TAR;

     - il Parlamento  nazionale  alla  luce  della  situazione  che si è
     determinata con le  sopraddette ordinanze dei TAR ha in discussione
     un provvedimento legislativo volto ad ammettere definitivamente gli
     studenti che  negli  anni  accademici  1996-1997  e 1997-1998 erano
     stati esclusi;

     - per l'anno  accademico  1998-1999  si  è  verificata  la medesima
     situazione   degli   anni   accademici   precedenti,   con  diverse
     contradditorie ordinanze  dei  TAR,  venendosi  a  determinare  una
     situazione di incertezza in  ordine  alla  quale non vi è stata, ad
     oggi, una adeguata iniziativa chiarificatrice del governo nazionale
     e del Ministero per la ricerca  e  per l'università e vi sono stati
     continui rinvii delle autorità accademiche;

     - tale situazione oltre  a  creare  tensione  fra le famiglie e gli
     studenti interessati  non  consente  a  questi  ultimi  la certezza
     dell'esercizio del diritto allo studio;

     - in alcuni  Atenei  la  esclusione dell'accesso alle facoltà ed ai
     corsi di laurea  è  stata  operata in contrasto con quanto previsto
     dal DM dell'11  luglio  1998  secondo  cui il numero programmato di
     studenti che possono accedere alle facoltà ed ai corsi di laurea va
     determinato sulla  base  del  fabbisogno  nazionale  delle  singole
     professione e  non  sulle  oggettive  potenzialità  didattiche  dei
     singoli  atenei,   criterio  quest'ultimo  che  crea  disparità  di
     trattamento tra  atenei  diversi  e penalizza in particolare quelli
     del Mezzogiorno;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a mettere  in  essere  tutte  quelle iniziative nei confronti del
     governo nazionale e  del parlamento, volte a chiarire la situazione
     di cui in  premessa  chiedendo,  in  particolare,  di prevedere nel
     citato  provvedimento  legislativo  in  discussione  relativo  agli
     studenti esclusi  negli accademici 1996-1997 e 1997-1998, anche gli
     studenti interessati per l'anno accademico 1998-1999;

     - a sollecitare  i  rettori  degli  atenei  siciliani  e i relativi
     senati accademici  sull'applicazione corretta del DM dell'11 luglio
     1998>> (288).

     PIGNATARO.  Anche  a  nome  degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                                <<Art. 5.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale  della  Regione  siciliana  ed entrerà in vigore il
       giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione>>.

       Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo  in   votazione  la  delega  alla  Presidenza  per  il
  coordinamento formale del disegno di legge n. 863/A.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE N.
    863/A "RICORSO AL MERCATO FINANZIARIO PER L'ANNO 1998".

     PRESIDENTE. Indìco  la votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di  legge  n.  863/A  "Ricorso al mercato finanziario
  per l'anno 1998".
       Chiarisco il significato del voto:  chi  è  favorevole preme
  il pulsante verde; chi è contrario preme  il pulsante rosso;  chi
  si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......   55
        Maggioranza ..............   28
        Hanno votato sì ..........   37
        Astenuti .................   18

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       La seduta è  rinviata ad oggi, giovedì 4 febbraio 1999, alle
  ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA,  AI  SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

       N. 298  -  Iniziative  urgenti  al fine di riordinare l'intero
          settore delle autolinee in Sicilia.

          Vella Basilio, Forgione Francesco, Liotta Santo, Martino Fe-
          derico.
          Presentata il 3 febbraio 1999.

       N. 299  -  Misure  urgenti  in  favore  del tessuto produttivo
          agricolo, degli agricoltori e dei braccianti delle province
          siciliane colpite dal maltempo dei giorni scorsi.

          La Corte Gioacchino, Ortisi Egidio, Lo Certo Sebastiano, Zago
          Salvatore, Spagna Fausto, Burgaretta  Aparo Sebstiano,  Bufar-
          deci Giambattista, Forgione Francesco, Martino Federico.
          Presentata il 3 febbraio 1999.

    III - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.

     IV - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI  E  DELLA
          COMMISSIONE   PER  L'ESAME  DELLE   QUESTIONI   CONCERNENTI
          L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.

      V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
          Parlamento   nazionale  ai  sensi  dell'articolo  18  dello
          Statuto,  recante  'Modifiche  dello  Statuto della Regione
          siciliana  concernenti l'elezione  diretta  del  Presidente
          della    Regione,     l'autoscioglimento    dell'Assemblea,
          l'iniziativa   legislativa  popolare  e   comunale   ed   i
          referendum regionali'' (nn.  2-94-144-152-177-705-708-758 -
          Norme stralciate/A) (Seguito).

          Relatore: On.le Provenzano

       2) 'Istituzione del  parco  archeologico e paesaggistico della
          Valle dei Templi di  Agrigento  e  del  parco  archeologico
          integrato di Selinunte, Segesta e  Cave di Cusa' (nn. 453 -
          302 - 724/A).

          Relatore: On.le  Adragna

       3) 'Proroga della durata  della  Commissione  speciale  per la
          riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).

       4) 'Nuove norme in tema di  interventi  contro  la  mafia e di
          misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
          dei loro familiari' (n. 795).

        La seduta è tolta alle ore 15.18

       (Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 16.50)