Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 11.37.
PRESIDENTE. Del processo verbale della seduta precedente sarà
data lettura nella prossima seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Capodicasa, Battaglia e Crisafulli,
Rotella, Guarnera, Barbagallo Salvino.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE
Assessore per il Lavoro
N. 2029 - Interventi al fine di garantire una gestione
trasparente presso l'Istituto 'Oasi M.SS.' di Troina (EN).
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Firmatari:Forgione Francesco; Liotta Santo
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- Con nota n. 4984 del 1998 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per il lavoro.
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DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI CHE SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA
"Costituzione di nuova azienda ospedaliera "Acireale
Cannizzaro" (n. 873)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Catanoso
"Soppressione di organi e collegi regionali" (n. 874)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli, La Grua, Briguglio,
Caputo, Catanoso, Granata, Ricotta, Scalia, Sottosanti,
Stancanelli, Strano, Virzì
"Modifica dell'articolo 50 della legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71 'Norme integrative e modificative della
legislazione vigente nel territorio della Regione siciliana in
materia urbanistica" (n. 875)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres e Beninati
"Disposizioni sull'elezione diretta del Presidente della
Regione e norme comuni sull'elezione del Presidente della
Regione e del Vicepresidente della Regione, dei presidenti e
dei vicepresidenti delle province regionali e dei sindaci e
vicesindaci, nonchè sull'elezione dell'Assemblea regionale
siciliana, dei consigli provinciali e dei consigli comunali"
(n. 876)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Drago, Granata
- in data 3 febbraio 1999
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DA PARTE DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione, ai sensi dell'art.
12, comma 4, della legge regionale 16 marzo 1992, n. 4, ha
trasmesso copia della seguente deliberazione adottata dalla
Giunta regionale:
- n. 15: "Autorizzazione al Presidente della Regione a proporre
conflitto di attribuzione innanzi alla Corte costituzionale
avverso il decreto dirigenziale 23 giugno 1998 della Presidenza
del Consiglio dei Ministri - Dip.to funzione pubblica - di
concerto con il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della
programmazione economica concernente trasferimento nei ruoli
dell'Ente parco delle Madonie di personale dell'Ente Poste
Italiane" del 28 gennaio 1999.
ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI CHE SI
COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DEL 4 COMMA DELL'ART. 69 DEL
REGOLAMENTO INTERNO
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 03.02.1999: D'AQUINO-VIRZI'-ALFANO-D'ANDREA-
GIANNOPOLO-GUARNERA-TURANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 26.01.1999: SPAGNA sostituito da BARBAGALLO Giovanni
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 26.01.1999: NICOLOSI-BASILE GIUSEPPE- MONACO-
VELLA-ZANGARA
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale
N. 2751 - Interventi al fine di emanare il decreto
presidenziale che consente la corresponsione delle indennità
ai pescatori in interruzione tecnica.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
***
Vella Basilio
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N. 2753 - Notizie in ordine all'attuazione dell'art. 3
della l.r. n. 37 del 1974 in materia di concessione di
contributi in favore delle aziende agricole.
- Assessore Agricoltura
- Assessore Bilancio
***
La Grua Saverio
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B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
N. 2742 - Interventi in favore della frazione di Cerza nel
comune di S. Gregorio a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2743 - Interventi per l'eliminazione dell'alto tasso di
evasione scolastica nel comune di Paternò, in provincia di
Catania.
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2744 - Interventi per l'erogazione delle somme
arretrate da parte della Regione siciliana nei confronti dei
farmacisti della città di Catania.
- Assessore Sanità
***
Fleres Salvatore
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N. 2745 - Interventi per eliminare i notevoli disagi
subiti dagli studenti della scuola elementare 'G. Falcone',
della scuola media 'Carlo Alberto dalla Chiesa' e
dell''Istituto superiore polivalente', nel comune di S.
Giovanni La Punta, in provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore
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N. 2746 - Interventi per la rimozione e sostituzione dei
cassonetti posti all'angolo tra le vie D'Annunzio e Dalmazia
di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2747 - Interventi per la piena attuazione di quanto
previsto dall'art. 6 della l.r. n. 46 del 1997 in materia di
gestione delle aree artigianali.
- Assessore Cooperazione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2748 - Interventi per la sistemazione del torrente
Linera di Acireale.
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2749 - Interventi per assicurare il pieno rispetto
delle leggi nn. 142 del 1990, 241 del 1990, della l.r. n. 10
del 1991 sull'accesso ai documenti nonchè dell'Orel da parte
del Comune di Camporotondo.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2750 - Opportune iniziative allo scopo di assicurare i
collegamenti con le isole Egadi.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Vella Basilio
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N. 2752 - Iniziative per garantire la corresponsione delle
quote dovute dalla Regione ai titolari delle farmacie e dei
laboratori di analisi cliniche.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
- Assessore Sanità
***
Caputo Salvino
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ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 298 - Iniziative urgenti al fine di riordinare l'intero
settore delle autolinee in Sicilia.
Vella Basilio; Forgione Francesco; Liotta Santo; Martino
Federico
Presentata il 3/02/99
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N. 299 - Misure urgenti in favore del tessuto produttivo
agricolo, degli agricoltori e dei braccianti delle province
siciliane colpite dal maltempo dei giorni scorsi.
La Corte Gioacchino; Ortisi Egidio; Lo Certo Sebastiano;
Zago Salvatore; Spagna Fausto; Burgaretta Aparo Sebastiano;
Bufardeci Giambattista; Forgione Francesco; Martino Federico
Presentata il 3/02/99
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PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI DELLA RUBRICA "BENI CULTURALI E
AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE".
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
"Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, terzo comma, del
Regolamento interno, delle interrogazioni della rubrica beni
culturali e ambientali e pubblica istruzione".
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 749
dell'onorevole Ortisi.
Ne dò lettura:
"All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
pubblica istruzione, premesso che:
- con diverse ordinanze emesse nello scorso mese di
gennaio, il Tribunale amministrativo regionale della
Sicilia, sezione staccata di Catania, ha sospeso
l'efficacia dei provvedimenti emessi dall'Assessorato
dei beni culturali e ambientali e della pubblica
istruzione nn. 799, 800 e 801 del 28.10.96, con cui
veniva opposto rifiuto alle richieste di autorizzazione
di corsi biennali di specializzazione polivalenti ex DPR
n. 970 del 1975 per il biennio 1995/97, avanzate dalla
cooperativa 'CE.P.I. Down' di Catania;
- analoghi provvedimenti, il Tar di Catania ha emesso
per i ricorsi presentati dall'ente 'Walden - Coop. di
solidarietà sociale' cui era stato opposto diniego per i
corsi richiesti dalle sedi di Misterbianco e Patti;
- tutti i provvedimenti emanati dalla Direzione
Pubblica istruzione dell'Assessorato regionale appaiono
supportati da ben fondate motivazioni, connesse sia al
rispetto della normativa esistente in materia (in
particolare l'Ordinanza assessoriale n. 1502 del
25.9.1995) che alla tutela degli interessi legittimi
degli eventuali studenti ammessi ai corsi tenuti dai
suddetti enti;
- in particolare, il rifiuto opposto
dall'Amministrazione riguardava da un lato il mancato
rispetto delle prescrizioni di cui all'art. 2 della
succitata O.A. (non documentata attività pregressa nella
provincia interessata e, per gli enti articolati in sedi
periferiche, mancata istanza delle stesse per la
gestione dei corsi, nonché, per gli enti non articolati,
impossibilità di superare il limite massimo di due
province in cui gestire i corsi);
- all'atto della presentazione delle istanze,
inoltre, per numerosi corsi non era stato espresso il
previsto parere del Provveditorato competente e,
addirittura, nel caso della cooperativa 'Walden' era
stato espresso negativamente;
- a tutto ciò va aggiunto che, pur riferite al
biennio 1995/97, le eventuali autorizzazioni andrebbero
di fatto a legittimare lo svolgimento di corsi nel
biennio 1996/98 peraltro sempre viziati dalla pendenza
del ricorso, con il concreto rischio di un pericoloso
contenzioso con i Provveditorati, che potrebbero opporre
rifiuto alla firma degli eventuali diplomi;
- a ciò ancora aggiungasi che già il mancato rispetto
della suddivisione in due annualità di almeno 180
giorni, indicate dal Ministero come inderogabili,
porterà necessariamente i corsi a concludersi nel 1998,
anche qui ingenerando il rischio di contenzioso da parte
degli stessi studenti;
- nonostante la concomitanza di tante e rilevanti
motivazioni che ostavano al rilascio delle
autorizzazioni, il Tribunale amministrativo ha ritenuto
di dover sospendere la validità dei provvedimenti,
ravvisando il rischio di un danno irreparabile per gli
enti interessati;
- con ciò si è però posta l'Amministrazione regionale
nella non facile situazione di dover sostanzialmente
scegliere o l'emissione di provvedimenti autorizzativi
contrastanti con la stessa normativa emessa
dall'Assessorato (la già richiamata O.A. 1502/95) o
l'emissione di ulteriori provvedimenti di diniego che
contrasterebbero con le ordinanze del Tar;
- da ultimo, con nota del Ministero della Pubblica
istruzione è stato comunicato all'Assessore per la
pubblica istruzione che per effetto dell'Ordinanza del
Ministro n. 735/96, che ha prorogato i termini previsti
dalla precedente O.M. n. 169/96, 'ogni eventuale
istanza intesa ad ottenere, per l'a.s. 97/98,
l'autorizzazione a gestire i corsi di cui al Dpr 970/75,
dovrà considerarsi temporaneamente improcedibile';
per sapere:
- quali urgenti iniziative l'Assessorato intenda
assumere per tutelare l'Amministrazione dai rischi cui
la stessa si esporrebbe nel caso del rilascio di una
autorizzazione palesemente illegittima e se, a tal fine,
non ritenga che una corretta applicazione della
succitata recente ordinanza ministeriale debba
comportare, in ogni caso, un ulteriore rifiuto delle
autorizzazioni;
- per quali motivi l'Amministrazione non abbia mai
ritenuto di dover ricorrere in appello presso il
Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione
siciliana, in opposizione alle succitate ordinanze del
Tar di Catania" (749).
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
(14 febbraio 1997)
ORTISI
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
MORINELLO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
merito alla questione inerente la cooperativa "CE.P.I. DOWN", a
seguito delle ordinanze del TAR di Catania, n. 871, 872 e 873 del
27 marzo 1997 di sospensiva dei provvedimenti assessoriali di
diniego all'autorizzazione per lo svolgimento dei corsi,
l'Amministrazione BB.CC.AA. e P.I., in ottemperanza alle suddette
Ordinanze, ha dovuto procedere a una nuova valutazione
dell'istanza della citata cooperativa, riconsiderando pertanto i
risultati acquisiti nella precedente istruttoria procedimentale.
E' elemento acquisito all'istruttoria amministrativa che la
Soc. Coop. CE.P.I. DOWN aveva raggiunto il numero di 80 iscritti
ai propri corsi di formazione gestiti nell'ambito delle due
province Catania e Caltanissetta e che la stessa non risultava
articolata in sezioni essendo struttura unitaria; ne è conseguito
pertanto che in osservanza dell'ordinanza assessoriale 1502/95 il
limite delle due province non poteva essere in alcun modo
superato da parte degli enti non articolati in sezioni, l'istanza
veniva quindi rigettata.
L'Amministrazione pertanto rideterminava la sua posizione
attraverso l'emissione di nuovi provvedimenti di rigetto -
decreti assessoriali nn. 27, 28 e 29 del 7 febbraio 1997.
Avverso tali provvedimenti l'Ente Coop. CE.P.I. DOWN ha
opposto ulteriore ricorso, richiedendo l'adozione di
provvedimenti conseguenziali all'Ordinanza di sospensione, tali
da non lasciare spazio all'Amministrazione.
Il TAR, sezione III di Catania, ha emesso delle Ordinanze in
accoglimento del ricorso proposto dalla Coop. CE.P.I. DOWN di
Catania, annullando i succitati decreti assessoriali nn. 27, 28
e 29 del 7 febbraio 1997, nominando un commissario "ad acta" e
sanzionando l'Amministratore per i reati previsti dall'art. 328
codice procedura penale e art. 53 R.D. 12/07/34 n. 1214, art.
52 del R.D. già citato, nonchè gli artt. 82 e 83 R.D. 18/11/23 n.
2440.
Avverso tale ordinanza la Direzione regionale della pubblica
istruzione ha provveduto a interporre appello davanti al
Consiglio di Giustizia Amministrativa; si è in attesa della
trattazione.
Ugualmente, per quanto riguarda i ricorsi presentati dalla
Società Coop. Walden di Misterbianco, per le autorizzazioni ai
corsi per le sedi di Patti, Catania, Caltagirone e Siracusa, a
seguito delle ordinanze del TAR sez. III di Catania, si è
provveduto a ribadire ulteriormente la posizione di diniego
all'autorizzazione per la gestione dei corsi.
Preciso che per quanto riguarda il ricorso presentato
dall'Ente Walden di Misterbianco per la autorizzazione dei corsi
per la sede di Siracusa, in ottemperanza sempre delle ordinanze
del TAR sez. III di Catania, si è autorizzato provvisoriamente
l'Ente, senza con ciò prestare acquiescenza alle stesse
ordinanze.
L'Amministrazione regionale quindi ha interposto appello per
tutti i ricorsi proposti dall'Ente Walden tramite l'Avvocatura
distrettuale di Palermo. Il Consiglio di giustizia
amministrativa si è pronunciato a favore dell'Amministrazione,
annullando le ordinanze del TAR, sezione III di Catania che
accoglievano le istanze di sospensione proposte in primo grado.
In ogni caso, con ordinanza assessoriale del 10 aprile 1997
(pubblicata nella G.U.R.S. del 3 settembre 1997) è stata disposta
la sospensione delle procedure di nuovi riconoscimenti di corsi
non statali di specializzazione per insegnanti di sostengo, a
decorrere dal biennio 1996/1998.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ortisi per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ORTISI. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, brevissimamente soltanto per reiterare la denuncia
sull'indegno mercato che in questo settore esiste nella nostra
Sicilia. Perché essendo questo un passaggio quasi obbligato
(quello di frequentare corsi di sostegno per accedere ai ruoli
della istituzione scolastica) avviene che il numero limitato dei
discenti da ammettere fa proliferare tutta una serie di figure di
sensali di diverso tipo, politici e adesso anche affaristici,
perché il mercato lo permette che gettano veramente disdoro anche
sull'Assessorato ai beni culturali.
Io la vorrei pregare, onorevole assessore, di far ruotare
anche i funzionari che si mandano in ispezione presso codesti
istituti che, gestiti da laici o da non laici, hanno fatto di
questa serie di corsi di sostegno uno strumento non più di
sopravvivenza ma uno strumento di lucro.
MORINELLO, assessore per i beni culturali e ambientali e
per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO, assessore per i beni culturali e ambientali e
per la pubblica istruzione. Accolgo con favore la sollecitazione
dell'onorevole Ortisi. Già nella risposta si evinceva chiaramente
che l'Assessorato da tempo ha bloccato qualsiasi altra
autorizzazione ma devo ricordare che c'è in atto un contenzioso,
un conflitto a livello di Corte Costituzionale tra la Regione
siciliana e il Ministero della Pubblica Istruzione circa la
potestà che viene attribuita a noi. Per cui non solo per questo
ma anche perché in questo settore bisogna bonificare e bisogna
porre un argine a quei fenomeni negativi che l'onorevole Ortisi
ha giustamente evidenziato anche per questo il Governo è attento
e sensibile alle sollecitazione che prima sono state richiamate.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 758: "Rimozione
della lapide affissa al muro di ingresso del castello della Zisa"
a firma dell'onorevole Zanna.
Ne do lettura:
"All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
pubblica istruzione, rilevato che sul muro d'ingresso
(vedi allegato) del castello della Zisa, monumento
arabo-normanno costruito nel 1160, è affissa una lapide
con il seguente testo: 'questo monumento costruito dai
re normanni di Sicilia a testimonianza della cultura
islamica venne restaurato dopo secoli di decadenza e
restituito alla città di Palermo dalla Regione siciliana
auspice l'on. Calogero Mannino con progetto e direzione
di Giuseppe Caronia e con l'opera delle maestranze
siciliane MCMLXXIV - MCMLXXXIII';
considerato:
- che non è pensabile né ipotizzabile che l'onorevole
Mannino abbia pagato di tasca propria i lavori di
restauro e recupero di questo monumento, unico per
splendore e bellezza, visto che non risulta essere un
mecenate;
- che sia da escludere che l'onorevole Mannino sia
già vissuto nel XII secolo e non essendo tra l'altro
stato - pur avendo ricoperto numerosi incarichi politici
ed istituzionali - uno dei re normanni che ha governato
la Sicilia, ma ha casomai, se e quando l'ha fatto,
svolto soltanto la propria funzione di parlamentare e
ministro legata a 'vario titolo e modo' alla sua terra
natia;
precisato che il sottoscritto interrogante non
conosce quale funzione e ruolo abbia avuto l'onorevole
Mannino nel progetto di restauro e recupero del castello
della Zisa;
tenuto conto:
- che appare di dubbio gusto che un parlamentare
venga ringraziato ed immortalato per una sua particolare
attenzione e interessamento;
- che, nel caso specifico, l'imbarazzo è enormemente
più grande, viste le vicende giudiziarie che stanno
coinvolgendo l'onorevole Mannino, accusato e processato
per concorso esterno in associazione a delinquere di
stampo mafioso;
per sapere se non ritenga indispensabile procedere
rapidamente alla rimozione di questa vergognosa lapide
che offende l'intelligenza e la sensibilità culturale
dei siciliani, oltre a sortire ilarità e raggiro da
parte dei numerosi turisti che visitano il castello
della Zisa".
(18 febbraio 1997)
ZANNA
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
alla interrogazione.
MORINELLO, assessore per i beni culturali e ambientali e
per la pubblica istruzione. Con l'interrogazione n. 758
l'onorevole Zanna chiede la rimozione della lapide affissa al
muro d'ingresso del castello della Zisa.
In merito, il Direttore regionale dei beni culturali con
nota prot. n. 2357 del 9 maggio 1997, riferisce che i lavori di
restauro del monumento suddetto sono stati appaltati direttamente
dall'Assessorato regionale alla Presidenza.
Lo stesso assessorato nel 1991 ha proceduto alla consegna
all'Amministrazione dei Beni Culturali del castello della Zisa
definitivamente restaurato e con affissa la lapide in questione.
Condividendo, inoltre, quanto osservato dall'onorevole
interrogante, si rappresenta che la questione verrà prossimamente
esaminata unitamente all'Assessore alla Presidenza e al
Soprintendente competente.
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, come abbiamo capito, ci vuole una
conferenza dei servizi per rimuovere una lapide.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Zanna per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ZANNA. Signor Presidente, potrei già rinunciare alla replica
dopo le sue parole, però vorrei fare una precisazione.
Innanzitutto, vorrei ricordare che questa vicenda nasce dopo che
la Zisa ebbe un crollo ed un grossissimo danno e ci fu dopo
alcuni anni il progetto di recupero e di restauro che ripristinò
la parte crollata del castello della Zisa, che è uno dei più bei
monumenti che noi abbiamo qui a Palermo e nella Sicilia. Allora,
a conclusione di questi restauri fu affissa questa lapide sul
muro del 1160, quindi non in una parte laterale (io allegai alla
mia interrogazione le fotografie del luogo e della lapide
stessa); in quella lapide veniva ringraziato per l'interessamento
al finanziamento per il restauro l'onorevole Calogero Mannino.
Ora, io vorrei subito dire, visto che questa mia iniziativa
suscitò anche la replica dell'ex ministro sui giornali, in
premessa di questa mia breve replica, che un po' dispiace che
questa vicenda venga all'ordine del giorno adesso mentre
l'onorevole Mannino sta subendo un processo di iniziativa
giudiziaria e quindi questa iniziativa mia può essere letta come
una sorta di angheria nei confronti di una persona che sta
subendo un giudizio in un Tribunale con accuse abbastanza
pesanti.
Lo dico perché non l'ho vissuta in questa maniera, non l'ho
fatto ovviamente per questo, ma soltanto per porre una questione
un po' di stile e di serietà per questa Istituzione e per la
nostra Regione. Lo dico, lo ripeto, perché l'onorevole Mannino
allora mi rispose dicendo che la mia iniziativa voleva puntare a
(cito testualmente) 'demolire e demonizzare lui e un pezzo di una
stagione politica'. Ora, francamente mi pare un po' esagerato,
non era questo il mio intendimento. Semplicemente vorrei dire
innanzitutto che, comunque, quella stagione politica spero
vivamente che ce la siamo lasciata tutti dietro le spalle e che
non ritorni più e che, sulla sua attività ed il suo ruolo
politico (di Calogero Mannino) giudicheranno gli altri, non
spetta a questa Assemblea, né al mio atto ispettivo.
L'atto ispettivo era per eliminare una sorta di ridicolo
culturale (infatti, anche nel testo dell'atto ispettivo stesso ci
sono alcuni passaggi ironici) e togliere un po' da un certo
imbarazzo la nostra Regione agli occhi di migliaia e migliaia di
turisti che guardano e visitano questo monumento. Quindi, una
rimozione per opportunità, per serietà e anche per un po' di
stile.
Apprezzo il fatto che l'onorevole Assessore abbia preso una
sorta di impegno su questo intervento. Lo vorrei sottolineare
perché questa interrogazione è datata febbraio 1997; da allora
sono passati tre Assessori (infatti allora assessore era
l'onorevole D'Andrea). Non c'è stata la risposta, né tanto meno
la lapide è stata rimossa. Mi auguro, in tal senso mi dichiaro
abbastanza parzialmente soddisfatto della risposta, che non
dovranno passare altri due anni e altri tre assessori ai Beni
culturali per arrivare ad un fatto, ripeto, che mi sembra davanti
agli occhi di tutti una cosa di opportunità e di serietà.
Quindi, mi dichiarerò totalmente soddisfatto quando
finalmente, non perdendo altro tempo e magari non convocando
altre riunioni, si rimuoverà definitivamente questa lapide.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 877:
"Adeguamento della legislazione regionale in materia dei concorsi
a quella nazionale", a firma dell'onorevole Martino.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e la pubblica istruzione,
premesso che:
- sono stati banditi n. 2 concorsi interni per soli
titoli a posti di dirigente tecnico superiore presso
codesto Assessorato regionale;
- i bandi richiamano, come titoli validi per la
selezione, quelli derivanti dall'applicazione del
decreto dell'Assessore per gli enti locali del
19/6/1996, violando la norma dell'ultimo comma dell'art.
5 della l.r. n. 12 del 1991, nella quale si indica che
ogni Assessorato deve formulare i criteri per i propri
concorsi;
- non appaiono molto chiare le circostanze nelle
quali è maturata la concessione, da parte
dell'Assessorato alla Presidenza, della delega a bandire
i due concorsi (Vedi nota n. 42224 del 24.6.1996 Gr. I
citata nelle premesse dei due bandi);
- i particolari compiti, la struttura e le differenti
qualifiche tecnico-scientifiche presenti
nell'Amministrazione, avrebbero imposto, per il
reclutamento dei dirigenti tecnici superiori, una
opportuna suddivisione per qualifica dei numeri di posti
e non una semplice rilevazione dei complessivi posti
mancanti in organico;
- la legislazione nazionale in tema di concorsi, i
cui principi debbono estendersi anche alla Regione
siciliana in virtù del dispositivo di cui al comma 3
dell'art. 1 del decreto legislativo n.29 del 1993,
indica che l'accesso alle qualifiche dirigenziali
tecniche può avvenire esclusivamente tramite concorso
per esami (art. 28, comma 1, dello stesso D.Lgs. n.29
del 1993);
- a sostegno di quanto appena detto, nell'ottobre
dello scorso anno vi era stato un formale impegno del
Presidente della Regione, On. Giuseppe Provenzano, verso
i sindacati a non bandire più concorsi per le qualifiche
dirigenziali, proprio per consentire un adeguamento in
materia della legislazione regionale a quella nazionale;
per sapere se non ritengano opportuno bloccare i due
concorsi in attesa dell'adeguamento normativo ai
principi nazionali ed evitare che, con i 'soliti'
concorsi per titoli si promuova una classe dirigente che
non presenta le caratteristiche di idoneità allo
svolgimento del compito, e si dia invece avvio ai
concorsi per il reclutamento delle qualifiche mancanti,
per dare piena attuazione alla l.r. n. 116 del 1980 e
quindi alla normale tutela di tutti i beni culturali ed
ambientali".
(21 marzo 1997)
MARTINO
Ha facoltà di parlare l'assessore Morinello per rispondere
alla interrogazione.
MORINELLO assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. In merito all'interrogazione di cui in
oggetto, si rappresenta quanto segue.
Con Decreto assessoriale n. 6364 del 12 maggio 1995, questa
Amministrazione si è dotata di una nuova pianta organica del
ruolo tecnico del personale dei Beni culturali.
Verificando le unità di personale tecnico attualmente in
servizio si sono constatate ampie carenze nelle varie qualifiche;
di conseguenza si è valutata la possibilità di bandire concorsi
interni.
A tale proposito la Presidenza della Regione, con nota 42224
del 2 giugno 1996, per il passaggio, con norma di prima
applicazione, alla qualifica di dirigente tecnico superiore ha
chiarito che un terzo dei posti disponibili nella qualifica in
questione siano riservati ai dirigenti tecnici dei beni culturali
rientranti nella previsione della lettera b) dell'articolo 2
della legge regionale numero 21 del 1986 inquadrati nel medesimo
ruolo tecnico alla data del primo novembre 1985.
Da ciò ne é scaturita l'emanazione del bando a numero 28
posti di dirigente tecnico superiore, ex lege regionale numero 21
del 1986, atteso che i posti in organico sono 83.
Relativamente, poi, alla copertura dei restanti posti in
organico nella qualifica di dirigente tecnico superiore (83 posti
in organico meno 28 posti già banditi, meno 14 unità in servizio,
uguale 41 posti da bandire) si fa presente che ai sensi
dell'articolo 12 della legge regionale numero 41 del 1985, alla
qualifica di dirigente superiore tecnico o equiparato possono
accedere solo i dirigenti dei rispettivi ruoli tecnici con 10
anni di effettivo servizio nella qualifica alla data del 31
dicembre dell'anno precedente all'indizione del concorso.
Pertanto, non esistendo altro limite che quello sopra
esposto, questa amministrazione ha ritenuto opportuno bandire il
concorso a dirigente tecnico superiore previsto, con norma a
regime, ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale numero 41
del 1985, per tutti i restanti 41 posti di questa qualifica.
Per quanto riguarda il criterio selettivo del bando di
concorso in oggetto, considerato che l'articolo 11, comma 4 della
legge regionale numero 25 del 1993 prevede che "i posti messi a
concorso sono coperti mediante concorsi pubblici per soli
titoli", attesa la necessità di procedere in tempi brevi alla
produzione del relativo provvedimento, si é utilizzato il
decreto dell'Assessore per gli enti locali del 19 giugno 1996 in
quanto a tutt'oggi unico strumento disponibile per la valutazione
dei titoli dei concorsi interni, secondo anche quanto previsto
dall'articolo 8 della legge regionale numero 38 del 1994.
Si precisa inoltre che per l'indizione dei bandi di cui
trattasi, si é fatto ricorso alle succitate leggi regionali 41/85
e 21/86, in quanto ad oggi rappresentano l'unica normativa
regionale che regola simili fattispecie.
Relativamente, poi, al concorso di che trattasi, si fa
presente che, a seguito della valutazione dei titoli dei
candidati ammessi, con decreto numero 7773 del 23 ottobre 1998,
registrato dalla Ragioneria centrale in data 4 novembre 1998,
l'Assessore regionale per i beni culturali pro-tempore ha
approvato la graduatoria del concorso in oggetto.
L'Assessore per i beni culturali pro-tempore, con nota
numero 2771 dell'11 novembre 1998, ha comunicato all'Assessorato
alla Presidenza che il procedimento concorsuale era concluso ed
invitava la direzione regionale beni culturali a definire l'iter
procedendo alla notifica dei decreti agli interessati.
In data 20 novembre 1998, perveniva il parere del Consiglio
di Giustizia Amministrativa numero 765 del 1998, nel quale son
espresse riserve circa l'ammissibilità ai concorsi per dirigente
superiore, dei soli dirigenti appartenenti ai ruoli tecnici
specifici dei singoli rami dell'amministrazione di cui alle
tabelle della legge regionale numero 41 del 1985. In
particolare, il Consiglio ritiene che, in considerazione
dell'articolo 12 della legge regionale numero 41 del 1985, norma
di riferimento del concorso in oggetto alla qualifica di
dirigente superiore, possono accedere tutti i dirigenti in
possesso dei requisiti di cui al comma 1 del citato articolo 12 e
non solo i dirigenti appartenenti ad un ruolo particolare.
In considerazione di quanto espresso dal Consiglio di
Giustizia Amministrativa, questa amministrazione decideva di
sospendere la notifica del provvedimento. Di ciò veniva data
comunicazione in data 23 dicembre 1998 ai partecipanti al
concorso.
Infine si è ritenuto di dovere investire l'Avvocatura dello
Stato della problematica menzionata affinché la stessa possa
valutare le diverse ipotesi di contenzioso a cui va incontro,
allo stato attuale, questa amministrazione. In particolare, non
potendo permanere la sopra descritta situazione di sospensione,
si chiede alla stessa Avvocatura se sia prevalente la necessità
di procedere alla notifica del provvedimento relativo alla nomina
dei vincitori, considerato che tale atto è già stato vistato
dalla Ragioneria centrale, o se, tenuto conto del parere reso dal
C.G.A. sia opportuno procedere alla revoca del bando del concorso
in questione.
Si resta, ad oggi, in attesa del parere dell'Organo
consultato.
Circa l'opportunità manifestata di bloccare i due concorsi
in attesa dell'adeguamento normativo ai principi nazionali, si
ritiene che non si possa rimandare sine die il potenziamento
degli organici, soprattutto per le figure apicali la cui presenza
è necessaria per assicurare il buon funzionamento di questa
amministrazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Martino per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'assessore Morinello per la sua lunga ed articolata risposta,
tuttavia non posso dichiararmi soddisfatto perché nella risposta
c'è una perfetta rappresentazione dello stato delle cose ma non
vi è la presa di posizione da parte dell'organo politico
responsabile che, a mio avviso, sarebbe stata necessaria.
Certo, vi è la necessità di provvedere a coprire questi
posti nei vertici, tuttavia, ancora adesso si adopera uno schema
che è quello tratto dagli enti locali, cosa assolutamente
insoddisfacente poichè ruolo e funzione svolti dai dirigenti
degli enti locali sono profondamente diversi da quelli svolti dai
dirigenti delle sovrintendenze e nel settore dei beni culturali.
Questo era il senso della interrogazione.
La risposta dell'Assessore ci fornisce il quadro dello stato
attuale delle cose, tuttavia non dà alcun elemento, almeno io non
ho colto, forse perché non ho sentito bene, di indicazione del
procedimento che si dovrebbe a mio giudizio intraprendere per
adeguare la normativa regionale alla normativa nazionale.
MORINELLO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
posso senz'altro convenire con le osservazioni dell'onorevole
Martino, ritengo, tuttavia, che in materia si debba profondamente
innovare da parte dell'Assemblea regionale. D'altronde la
riforma delle sovrintendenze dovrebbe soddisfare l'esigenza che
prima enucleava l'onorevole Martino.
Per quanto riguarda la risposta fornita, essa senz'altro
soddisfa i quesiti posti, in particolare quello relativo al
blocco dei due concorsi cui si riferiva nell'interrogazione.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, vorrei avanzare una proposta
all'Aula. In considerazione del fatto che ieri la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso di fissare una data,
se non ricordo male quella di mercoledì prossimo per la
discussione delle mozioni, desidero differire la discussione di
queste mozioni a quella data.
Desidero altresì proporre il prelievo del punto quinto
dell'ordine del giorno riguardante l'elezione di un deputato
Segretario, passando successivamente al seguito della discussione
del disegno di legge n. 863 relativo al ricorso al mercato
finanziario e infine all'elezione delle Commissioni legislative
permanenti.
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
nome di Alleanza Nazionale per esprimere il nostro diniego alla
richiesta del collega Speziale in ordine allo slittamento della
discussione delle mozioni all'ordine del giorno a mercoledì
prossimo. Il collega avrebbe potuto richiederlo ieri in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma non lo ha
fatto.
Non riusciamo a comprendere, inoltre, le ragioni per le
quali il collega Speziale chiede di anticipare la votazione per
l'elezione del deputato Segretario rispetto a quella del deputato
questore anch'essa all'ordine del giorno e precedente quella del
Segretario.
Concludendo, signor Presidente, siamo contrari a tale
ipotesi.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
dell'onorevole Speziale mi pare si articoli in più punti e in tal
senso mi muoverò.
La proposta di rinviare la trattazione delle mozioni alla
seduta di mercoledi mi pare accettabile perchè si colloca
coerentemente rispetto alla decisione della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e, dunque, non abbiamo
obiezioni in proposito.
Ribadisco all'Aula e all'onorevole Assessore per il
Bilancio la disponibilità del gruppo di Forza Italia a procedere
nell'esame del disegno di legge n. 863.
Non condivido - e lo dico con forza - l'aspetto che riguarda
l'elezione del deputato Segretario perchè sarebbe difficilmente
spiegabile che si procedesse ad un' elezione e non all'altra,
nonostante ciò che si è verificato ieri e che ha prodotto anche
il nostro fastidio, la nostra irritazione dal punto di vista dei
rapporti istituzionali con la Presidenza dell'Assemblea.
Veramente grave il comportamento della maggioranza
Devo anche dire che non possiamo non rilevare come il
tentativo di prelievo dell'elezione del deputato Segretario
risponda ad una logica scorretta e incoerente di impostare le
questioni, perchè è l'invadenza di una questione tutta politica
in una sfera eminentemente istituzionale.
Ecco perchè esprimo con forza il no al prelievo del punto
riguardante l'elezione del deputato Segretario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell'onorevole
Speziale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cuffaro ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
Presidenza del presidente Cristaldi
ELEZIONE DI UN DEPUTATO SEGRETARIO
PRESIDENTE. Si passa al quinto punto dell'ordine del giorno:
"Elezione di un deputato Segretario".
Preciso, anche in questa occasione, che restano valide tutte
le considerazioni e le comunicazioni fatte dal Presidente
dell'Assemblea nella seduta di ieri.
A norma del quinto e del settimo comma dell'articolo 4 del
Regolamento interno dell'Assemblea, "Nelle elezioni suppletive,
quando si debba coprire un solo posto, è eletto chi a primo
scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun
candidato abbia riportato la metà più uno dei voti si procede al
ballottaggio tra i candidati che abbiano riportato il maggior
numero di voti. A parità di voti è eletto o entra in
ballottaggio il più anziano di età".
A norma dell'articolo 4 bis del medesimo Regolamento
interno, la votazione si effettua mediante segno preferenziale su
schede recanti a stampa il cognome e il nome di tutti i deputati.
Scelgo la commissione di scrutinio che risulta composta dai
deputati Croce, Pezzino, Vella.
Invito i deputati scrutatori a prendere posto nell'apposito
banco.
Dichiaro aperta la votazione per scrutinio segreto per
l'elezione di un deputato Segretario.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
TURANO, segretario, procede all'appello.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Poichè il numero dei votanti è 62, invito la Commissione di
scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per
l'elezione di un deputato segretario.
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Hanno ottenuto voti i deputati onorevoli:
Lo Certo 55
Costa 2
Mele 1
Burgaretta Aparo 1
Ortisi 1
Schede bianche 2
Schede nulle 0
Avendo l'onorevole Sebastiano Lo Certo riportato la
prescritta maggioranza dei voti lo proclamo eletto deputato
segretario.
(Applausi)
Anche all'onorevole Lo Certo indirizziamo un augurio di buon
lavoro nell' espletamento della sua nuova funzione.
Onorevoli colleghi, ho il piacere di dare il benvenuto
all'onorevole Silvestro che, nella qualità di Vice Presidente
dell'Assemblea, presiederà, nel prosieguo dei lavori, l'attuale
seduta.
Nel rinnovargli l'augurio di buon lavoro, spero che tutto
questo contribuisca a restituire serenità all'Assemblea.
(Applausi)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE SILVESTRO
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "RICORSO AL MERCATO
FINANZIARIO PER L'ANNO FINANZIARIO 1998" (N. 863/A) (SEGUITO)
PRESIDENTE. Si passa al punto settimo dell'ordine del giorno:
"Discussione del disegno di legge: 'Ricorso al mercato
finanziario per l'anno 1998' (N. 863/A) (Seguito)".
Invito i componenti la seconda commissione legislativa
permanente 'Bilancio' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto
nella seduta antimeridiana del 3 febbraio 1999, durante la
discussione dell'articolo 2.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
2G, interamente sostitutivo dell'articolo 2, del quale dò
lettura.
"ART. 2
Autorizzazione all'emissione di prestiti obbligazionari
1. - In alternativa alla contrazione dei mutui, ai sensi del
precedente articolo 1, l'Assessore regionale per il Bilancio e
per le finanze in relazione alle condizioni e alla
disponibilità dei mercati finanziari é autorizzato a disporre
l'emissione di prestiti obbligazionari o titoli similari, anche
per importi parziali o pro-quota, nei limiti e nei termini di
cui all'articolo 11 medesimo."
Ricordo che erano stati presentati due emendamenti a firma
degli onorevoli Fleres ed altri.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in una
precedente occasione il Gruppo di Forza Italia ha già dato atto
al Governo di avere compiuto un notevole passo avanti nella
redazione degli emendamenti interamente sostitutivi del disegno
di legge 863, degli articoli 2,3 e 4.
Il gruppo di Forza Italia, dunque, prende atto di questa,
sia pure parziale, mutata opinione del Governo relativamente ai
precedenti contenuti dei medesimi articoli ed è orientato a
ritirare i propri emendamenti.
Tuttavia, sta identificando alcuni obiettivi che reputa
indispensabili, ma che possono essere raggiunti non
necessariamente con una previsione normativa ma con un impegno
del Governo a tenere un comportamento adeguato in sede di stipula
del contratto e comunque in sede di trattativa con gli istituti
di credito che si manifesteranno disponibili a collaborare con la
Regione siciliana nella predisposizione dei mutui ovvero nella
immissione delle obbligazioni.
Dunque,l'orientamento del nostro gruppo è quello di ritirare
gli emendamenti agli articoli 2, 3 e 4 e di sostituirne il
contenuto con un ordine del giorno che impegni il Governo ad un
comportamento che, in buona sostanza, sintetizza gli orientamenti
che erano contenuti negli emendamenti da noi presentati, ma che
consente che i medesimi orientamenti siano individuati nelle fasi
istruttorie del procedimento che questa legge autorizza ovvero
nelle fasi contrattuali, laddove questo fosse necessario, e
quindi se il Governo è disponibile noi formalizziamo la
presentazione dell'ordine del giorno e contestualmente
provvediamo al ritiro degli emendamenti, articolo per articolo,
man mano che verranno messi in discussione.
PIRO, assessore peril bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non può che accogliere
con soddisfazione le considerazione testé svolte dall'onorevole
Fleres e, nello stesso tempo, dare atto all'onorevole Fleres, al
gruppo che rappresenta e agli altri gruppi di opposizione
presenti in questa Aula, del senso di responsabilità manifestato
in questa circostanza.
Io credo che ci sia resi conto che lo sforzo che stiamo
cercando di fare è quello di lavorare nell'interesse esclusivo
della Regione siciliana e dell'Amministrazione regionale.
In questa direzione il Governo si è sforzato di fare delle
proposte che ha ulteriormente verificato alla luce delle
considerazioni, molte delle quali pertinenti, che qui sono state
svolte, ed ha riformulato gli articoli 2, 3 e 4, proprio tenendo
conto, cercando di accogliere quelle osservazioni che
effettivamente meritavano di essere accolte.
Nello stesso tempo, avendo conosciuto quali contenuti
l'onorevole Fleres intende inserire nell'ordine del giorno,
rispetto ai quali il Governo è già impegnato, manifesto la piena
disponibilità ad accettare l'ordine del giorno, quindi ad
assumere l'impegno nello svolgimento della delicatissima fase che
adesso si apre, in quanto credo che questi impegni vadano
comunque nella direzione di assicurare il massimo beneficio
possibile all'Amministrazione regionale.
Quindi, signor Presidente, io credo che sulla base di queste
mie considerazione e affermazioni si possa andare avanti
speditamente e che l'onorevole Fleres e gli altri firmatari
possano ritirare i propri emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro degli
emendamenti, a firma degli onorevoli Fleres ed altri, presentati
all'articolo 2.
Pongo in votazione l'emendamento 2.G, del Governo,
interamente sostitutivo dell'articolo 2.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , relatore. Favorevole.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
<<Art. 3.
Disposizioni riguardanti i prestiti obbligazionari
1. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato, in deroga ad ogni disposizione di legge, ad
affidare a trattativa privata, senza gara, l'appalto dei
servizi finanziari connessi all'emissione ed al collocamento
sul mercato interno ed estero delle obbligazioni di cui
all'articolo 2, esclusi ai sensi dell'articolo 5, comma 2,
lettera e), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157
dall'ambito di applicazione dello stesso decreto legislativo
ed ivi compresi, in particolare, i servizi di consulenza per
il rating, di lead manager, o di advisory per l'intera
operazione finanziaria, a banche o società di intermediazione
finanziaria autorizzate secondo la legislazione nazionale o
comunitaria.
2. L'aggiudicazione degli appalti in questione è disposta
tenendo conto dei requisiti di provata affidabilità e
capacità di collocamento sul mercato dei prestatori di
servizio.
3. L'emissione di obbligazioni è effettuata in euro o in
altra valuta, a tasso fisso o a tasso variabile. Il tasso di
interesse va determinato in maniera onnicomprensiva,
ricomprendendo in esso in particolare le commissioni e le
spese dovute dalla Regione siciliana in qualità di ente
emittente.
4. Nell'ipotesi di emissione di obbligazioni effettuata in
euro a tasso variabile va utilizzato come parametro di
riferimento l'euribor. Qualora il prestito obbligazionario
venga effettuato in valuta estera dovrà essere accompagnato
da una corrispondente operazione di swap per la copertura del
rischio di cambio da affidare con le procedure di cui al
comma 1.
5. Sull'ammontare degli interessi, premi od altri frutti
comunque corrisposti ai possessori dei titoli obbligazionari
va effettuata una ritenuta del 12,50 per cento a titolo di
imposta sostitutiva delle imposte sui redditi. Il relativo
gettito è di competenza della Regione siciliana e va iscritto
nell'apposito capitolo di entrata del bilancio regionale.
Qualora i possessori abbiano la residenza fiscale all'estero
si procederà secondo le norme di cui alle convenzioni
internazionali stipulate dallo Stato italiano, al fine di
evitare una doppia imposizione.
6. I prestiti obbligazionari autorizzati con la presente
legge possono beneficiare della garanzia di cui all'articolo
25 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6.
7. Le operazioni di emissione delle obbligazioni vanno
comunicate, ai sensi dell'articolo 129 del decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385, alla Banca d'Italia per
l'esercizio dell'ascritta funzione di controllo>>.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
interamente sostitutivo 3.G che si allega al presente resoconto
stenografico.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevole assessore Piro, volevo
semplicemente far rilevare che prima di procedere alla
comunicazione dell'emendamento presentato dal Governo avremmo
dovuto esaminare l'articolo 3 e successivamente passare,
eventualmente, al ritiro degli emendamenti, laddove sia possibile
farlo rispetto al ragionamento svolto poc'anzi dall'onorevole
Fleres. Ritengo, infatti, che l'articolo 3 meriti una discussione
che sia in linea con le cose che ci siamo detti.
Io non voglio far perdere tempo al Governo e non voglio
neanche far passare inosservata una norma che è il punto centrale
del disegno di legge. Poichè durante la discussione di questo
disegno di legge ho sviluppato un ragionamento a cominciare
dall'articolo 1, intervengo anche sull'articolo 3 per completare
quel ragionamento e dare un contributo intravedendo, peraltro,
una soluzione. Uno sforzo in tal senso da parte del Governo c'è
stato, ma l'emendamento presentato dallo stesso Governo merita
una riflessione.
L'onorevole Fleres, a nome di Forza Italia, ha predisposto
un ordine del giorno che riassume un pò tutto quello che è
successo da qualche giorno a questa parte in quest' Aula, nel
senso di prestare molta attenzione all'evoluzione di questo
disegno di legge e quindi pregare il Governo di accogliere tutte
queste misure che servono non solo alla salvaguardia, ma
soprattutto a dare quelle garanzie necessarie al Parlamento e a
tutti noi.
Approfitto anche per andare oltre il mio ragionamento. Ho
dato al Parlamento ed all'onorevole Piro degli argomenti, degli
elementi più che altro rispetto alla procedura, all'importanza di
questo disegno di legge. Riconosco che l'onorevole Piro si è
adoperato per superare questo momento di difficoltà tra chi non è
favorevole all'emissione di obbligazioni, per quello che ho
rappresentato io e altri colleghi di Forza Italia. A questo punto
per, senza addossare nessuna responsabilità dell'operazione
all'onorevole Piro, debbo semplicemente sottolineare un aspetto
che a mio avviso è fondamentale: quando io dissi trattativa
privata senza gara non era rivolto alla gestione personale
dell'Assessore, ma facevo un ragionamento interpretando un
sentimento comune, vista anche la situazione difficile che c'è
nel Paese, delle cose che si dicono e del modo come eventualmente
vengono riportate. Onorevole Piro, lei è una persona che mi ha
dato amicizia in quest'Aula e di cui ne conosco la intelligenza e
la capacità, lungi da me pensare minimamente la gestione di
questo argomento come fatto che va oltre quella che è l'attività
di un amministratore che si trova in questo momento a recitare un
ruolo importante ma difficile come membro del Governo della
Regione siciliana.
Non ce l'ho nè con lei nè con nessun altro, mi preoccupo
semplicemente delle strumentalizzazioni che vengono fuori nel
momento in cui si consegna ad una persona una certa
responsabilità. Lei, quindi, non ha alcuna responsabilità, questo
intendo chiarirlo e, debbo dirlo, fa bene il suo mestiere. Noi
però abbiamo avuto l'esigenza di sottolineare la difficoltà del
momento e quindi il fatto che ci siamo fermati, forse anche fuori
misura, su un disegno di legge che poteva essere approvato in una
battuta sola, è dovuto proprio all'attenzione che noi prestiamo
in questo momento e che dedichiamo alle sorti dei siciliani.
Si tratta di un momento particolare della Sicilia e dobbiamo
fare gli interessi dei siciliani. Quindi il problema del debito
dei 1.700 miliardi è ormai un fatto su cui non c'è nulla da
discutere perchè bisogna questi 1.700 miliardi trovarli per
pareggiare una situazione di bilancio del 1998 e spero che lei
riesca attraverso il mutuo e non l'emissione delle obbligazioni,
e glielo dico per l'esperienza che ho e per gli approfondimenti
che ho fatto, mi convince di più la possibilità di realizzare un
accordo per fare una trattativa privata per il mutuo di 1700
miliardi - qualcosa in meno se eventualmente c'è la possibilità -
che inserire un elemento che può turbare un equilibrio - e non
parlo più di fatto di stabilità interno, ma parlo semplicemente
di un equilibrio che c'è e che, come dicevo, un colpo di tosse in
Sicilia diventa una bomba ad orologeria in altre zone.
L'immissione di obbligazioni, di titoli, in un mercato come
il nostro, con tutte le difficoltà che lei sa meglio di me, è
chiaro che ci mette nelle condizioni di riflettere parecchio.
Quindi io spero veramente che lei riesca nella sua operazione di
realizzare un mutuo di 1700 miliardi per pareggiare, come spero
che lei riesca anche a negoziare bene la partita con lo Stato,
perchè se è vero com'è vero che l'articolo 28 della finanziaria,
al comma 17, recita che entro il 30 settembre del 1999, tra Stato
e Regione ci sarà un'evoluzione sia per quanto riguarda la
conoscenza dei debiti che dei crediti, io spero che lei riesca ed
ottenga da parte dello Stato quell'aiuto necessario per cercare
di risanare meglio i conti e quindi anche di dettare poi le linee
della programmazione.
Io ho molti dubbi sulla programmazione, perchè credo
veramente che questo Governo - e lo dico con la massima chiarezza
- ha dimostrato e dimostra di non essere in grado di andare
avanti.
Quindi, faccia uno sforzo anche lei - l'ho detto
all'onorevole Capodicasa come Presidente del Governo - per uscire
da questa difficoltà. Esca lei ma faccia uscire i siciliani da
questa difficoltà, perchè questo Governo, a mio avviso, non può
rappresentare tutti gli interessi legittimi dei siciliani. Quindi
apra ad una prospettiva diversa, apra ad una soluzione diversa.
Le forze politiche presenti in questo parlamento credo che hanno
un tasso di responsabilità particolare in questo momento, anche
se poi ci sono situazioni che fanno pensare cose diverse - e non
è così - io posso garantire per quello che riguarda almeno il
Gruppo di Forza Italia, noi siamo animati non solo per risanare i
conti della Regione - come del resto abbiamo anche fatto con il
Governo Provenzano ed oltre - ma siamo perchè la Sicilia esca da
questa difficoltà, da questa tenaglia, da questa forbice che è la
disoccupazione, che sono i precari, che sono tutte le cose che
sappiamo.
Onorevole Piro, lei che è un uomo responsabile, lei che in
questo momento di assenza del Presidente della Regione, ha tirato
in un certo senso la volata perchè è stato partecipe, non solo
come presenza ma anche di concretezza, debbo dire: faccia una
riflessione su questa cosa e la faccia sul serio perchè ci sono
problemi importanti che dobbiamo affrontare. Se il clima si
rasserena, se le condizioni migliorano forse riusciremo a portare
a casa la finanziaria e il bilancio, altrimenti onorevole Piro,
in un momento di grande disperazione e in un momento in cui le
cose vanno male, anche qui le cose si aggravano.
Credo che questo Governo può stabilire un limite alle cose,
dopodichè aprire una prospettiva per i siciliani, ed aprirla nel
senso di realizzare quelle cose che ci siamo sempre dette - caro
onorevole Piro - che lei allora dall'opposizione diceva, e che
ora al Governo deve realizzare, perchè altrimenti è il fallimento
della sua linea politica, del suo modo di essere, della sua
capacità di intendere la politica. Quindi questo Governo
chiuderà una parentesi per aprirne un'altra che sia fatta di
riforme vere, che sia fatta soprattutto della riforma sul
bilancio, della riforma sulla pubblica amministrazione, della
riforma elettorale.
Se lei, dico lei, il suo Governo non riuscirà a fare questo
lei avrà fallito e avrà portato ancora più disperazione ai
siciliani. Qindi il mio intervento che riassume tutte le
tematiche, tutti gli argomenti che sono stati trattati qui e che
vuole dare una mano al Governo nel momento in cui diciamo:
ritiriamo i nostri emendamenti per realizzare un momento di
incontro tra chi in questo momento vuole semplicemente il bene
dei siciliani. Non è demagogia, non è semplicemente pubblicità,
non è promozione la nostra, ma è: mettiamoci insieme per fare un
percorso e poi questo percorso dedicarlo ai siciliani.
Quindi, onorevole Piro, io le dico una cosa: l'operazione
che lei ha sostenuto ad alta voce io non la posso votare, però la
sto agevolando, la stiamo agevolando e stiamo dando a lei la
possibilità di poter sentire anche altre voci. Io avevo detto
'senta anche la Commissione paritetica'. Io capisco che non
rientra nell'ambito di certe possibilità, però l'uomo di governo
o un governo ha, secondo me, il dovere di sentire anche altre
voci e possono essere utili per garantire il suo operato,
l'operato del Parlamento.
Io interverrò forse qualche altra volta a conclusione di
questo disegno di legge, però, a questo punto, mi preme
rappresentare un'ultima mia riflessione che è quella di vedere
presto questo Parlamento uscire da questa difficoltà che,
oltretutto, mi pare da un po' di giorni a questa parte ci siamo
immersi.
A parte le polemica, a parte tutto quello che è successo,
caro onorevole Piro, una mano l'opposizione gliela dà e gliela dà
finalizzata a questi argomenti. E spero che l'ordine del giorno
che ora l'onorevole Fleres e gli altri presenteranno possa essere
per lei la linea su cui lavorare per garantire se stesso, il
Governo, il Parlamento ed i siciliani.
Fare debiti non è una cosa piacevole ma, d'altronde bisogna
onorarli e quindi il problema è questo: noi diamo a lei la
possibilità di utilizzare bene questo strumento però, la prego, e
ritorno sul primo argomento, faccia una riflessione sul primo
punto, il mutuo. Il mutuo a trattativa privata, anche senza gara,
credo che garantisca meglio rispetto ad altri problemi che
possono essere di non facile evidenza.
Io in questo momento ho difficoltà ad accettare la seconda
ipotesi ma, siccome è giusto che il Parlamento gli dia anche
questo strumento, allora noi diciamo, ritiriamo i nostri
emendamenti, diamo a lei una mano, diamo al Governo una mano e
poi più avanti vedremo, eventualmente, se questa mano è stata
accettata in maniera da rappresentare un momento di incontro o se
questa mano serve soltanto per salutarci. E del suo Governo -
l'ho detto l'altro giorno - ho fatto l'esempio della fune; lei
può tirare, nel senso che la fune può tirare ma non può spingere,
quindi lei in questo momento può tirare a campare. Faccia un
salto di qualità e vedrà che lei non solo spingerà ma, forse
realizzerà il suo sogno che è anche il mio sogno, di vedere
questa Sicilia risorgere attraverso le riforme.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Fleres ed altri l'ordine del giorno n. 289 "Interventi della
Regione con riferimento all'accensione di mutui ed alla emissione
di obbligazioni". Ne do lettura:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
V I S T I:
- i contenuti della proposta legislativa del governo relativi
all'accensione di mutui ed alla emissione di obbligazione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E L'ASSESSORE AL BILANCIO
- a ottenere le migliori condizioni di mercato relativamente ai
tassi praticati;
- nel caso di prestiti obbligazionari non ricorrere a
provvedimenti aventi durata superiore a 10 anni;
- non procedere ad un eccessivo frazionamento delle operazioni;
- ricorrere ad istituti di concreta e provata esperienza in
materia;
- predisporre opportune garanzie a copertura del rischio di
eccessivo aumento del tasso rispetto al tasso base di assunzione;
- richiedere alla conferenza dei capigruppo un dibattito sulla
situazione finanziaria della Regione da tenersi prima dell'avvio
del dibattito sulla legge finanziaria e sul bilancio di
previsione 1999.>> (289).
L'ordine del giorno sarà posto in votazione a conclusione
dell'esame del disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
BRIGUGLIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIGUGLIO. Signor presidente, onorevoli colleghi io sono
soltanto parzialmente disponibile ad accogliere l'atmosfera
buonista che, da par suo l'onorevole collega Croce ha sparso
ampiamente con il suo brillante intervento testè pronunciato,
perchè quest'Aula non può essere un'Aula doppia in cui si
predica, si aspira e si richiede, in qualche misura, senso di
responsabilità da parte dei gruppi dell'opposizione e dall'altra
si giunge a comportamenti e atteggiamenti assai gravi - parlo sia
dell'azione di governo, sia della condotta della maggioranza - e
in particolare di alcuni gruppi e di alcuni parlamentari della
maggioranza in totale controtendenza rispetto al clima
costruttivo che si vuole in qualche modo realizzare.
Sono assolutamente d'accordo con il collega Croce nel
riconoscere sia la competenza, sia un particolare ed anche
appassionato impegno dell'onorevole Piro nel fare fronte alle
gravi situazioni e alle gravi emergenze finanziarie della
Regione. Scherzando ieri ho avuto modo di dire all'onorevole Piro
che in qualche modo è come un piccolo pesce molto attivo in un
vaso di vetro pieno di acqua, ma che rimane sempre un vaso di
vetro e cioè questa cornice di grande fragilità, di scarsa
efficienza e di poca credibilità che è questo Governo e che la
maggioranza che lo sostiene. Una maggioranza che è giunta però
ormai con alcuni atti, alcuni dei quali forse potrebbero passare
anche sotto silenzio, ma che in qualche modo sono collegati e di
cui vogliamo fino in fondo denunciarne la sussistenza su cui
vogliamo che si faccia una riflessione pacata, ma una riflessione
adeguata perché altrimenti rinunceremmo all'esercizio di una
funzione che ci è stata affidata che è quella della opposizione.
Credo di avere dato obiettivamente riconoscimento
all'onorevole Piro, ma devo anche ricordargli che certamente dai
banchi dell'opposizione una norma di questo tipo di trattativa
privata, senza gara, in qualunque materia - a me è capitato più
volte di confrontarmi su questi argomenti - a parte rovesciate,
in qualunque settore, in qualunque legge sarebbe stata proposta
dal governo di centro-destra e dalla maggioranza di
centro-destra, avrebbe certamente avuto delle rampogne
pesantissime nel nome della trasparenza e della cristallinità,
certamente da gruppi che oggi sono nella maggioranza e che
sostengono questa legge anche in particolare questo disegno di
legge e questa disposizione e certamente avrebbe avuto la
rampogna e la non approvazione comunque da parte dell'onorevole
Piro.
C'è in noi tutti la grande disponibilità a guardare con
occhio freddo, anche laico questo tipo di problemi e questo tipo
di soluzione, e parliamo in particolare di una trattativa privata
di grandi dimensioni e di grande spessore e siamo disponibili a
guardarlo - dicevo - con grande disponibilità e anche con grande
apertura, ma dicendo esattamente di ciò che si tratta e
richiedendo ancora al Governo delle delucidazioni anche di
dettaglio, in ordine alle garanzie di imparzialità e di
trasparenza che questa procedura dovrebbe in qualche modo
assicurare.
Lo dico perché non vorrei che ci ritrovassimo dinanzi ad
un'azione di governo e anche della maggioranza che si ispirano
alla maschera e in qualche modo al volto. Abbiamo spesso Mr. Hyde
e altre volte il dotto Jekill a seconda come si conviene.
Non noto interventi da parte di parlamentari autorevoli di
quest'Assemblea, in particolare dell'onorevole Speziale che
stamattina con una dichiarazione che non esito a definire
gravissima, ha svolto una intimidazione nei confronti del
Presidente dell'Assemblea che noi non possiamo non rilevare e
rintuzzare e rispetto a cui ci attrezzeremo, se necessario, anche
fra pochi minuti per garantire il rispetto delle regole ed anche
la funzione di imparzialità in questa Assemblea regionale, perchè
fuori da questo Palazzo accadono anche altre cose che, se per
caso fossero state azionate o operate dai due Governi precedenti,
ci sarebbe stato un dibattito di diversi giorni che avrebbe
paralizzato l'attività del Parlamento regionale. Un funzionario
della Regione, per esempio, come l'ingegnere D'Urso, viene
trasferito con un ordine di servizio, fa delle dichiarazioni
pesantissime sulla stampa in ordine a problemi di gestione di
risorse finanziarie ingentissime per otto mila miliardi che
riguardano la Protezione Civile, dichiara che il suo
trasferimento è legato alla gestione di queste risorse
finanziarie, dice con grande chiarezza che si vogliono al suo
posto soggetti e funzionari addomesticati che dovrebbero in
qualche modo garantire il flusso di incarichi, appalti o comunque
della gestione di queste risorse finanziarie e nessuno in questa
Assemblea - mi sarei aspettato anche da altri settori
parlamentari, in passato è accaduto - dice alcunchè.
L'assessore regionale per l'agricoltura opera con criteri
che non conosciamo e che desidereremmo conoscere al suo ritorno
dall'estero; fa una rotazione dei capi degli Ispettorati
provinciali dell'Agricoltura, cioè fa un'operazione simile a
quella che è stata effettuata dal Governo di centrodestra e
dall'ex assessore Croce, in particolare per quanto riguarda le
Sovrintendenze, ma nessuno fiata, nessuno chiede ragione e conto,
nessuno chiede in particolare in base a quali criteri sono state
effettuate anche nomine nuove - non so se questo si sa, ma così è
- di capi degli Ispettorati provinciali dell'Agricoltura.
Questo tema che ci suggerisce questa norma della trattativa
privata senza gara e, non parliamo di un piccolo intervento di
manutenzione in un ente locale, ci suggerisce che bisogna
accostarsi a questi problemi con grande e con estrema prudenza
(da parte nostra è obbligatorio richiedere al Governo ulteriori
elementi di giudizio). E soprattutto al Governo, che giustamente
reclama o sollecita o suggerisce all'opposizione un atteggiamento
costruttivo, vogliamo ricordare che proprio in questa Aula
soltanto poche ore fa, da parte della maggioranza e da parte
anche di parlamentari esperti e successivamente anche a mente
fredda con dichiarazioni sulla stampa, sono state messe in opera
e sono state attivate delle linee di condotta che obiettivamente
rendono difficoltoso l'apporto costruttivo, quantomeno del mio
gruppo parlamentare, credo anche di altri gruppi del Polo, del
centro-destra, in quest'Aula, per dare una risposta alla grave
situazione finanziaria della Regione rispetto a cui abbiamo dato
finora, credo anche dai banchi dell'opposizione, un contributo di
moderazione che vorremmo che venisse incoraggiato da altri
atteggiamenti di moderazione da parte della maggioranza che,
peraltro, sostiene un Governo - lo dobbiamo dire con grande
chiarezza - che non gode di questa sgranitica maggioranza.
Io ricordo le ironie e qualche volta anche il dileggio di
quando non si riusciva a mantenere il numero legale. Ci sono
osservatori, anche giornalisti di provata esperienza che dicono
che i due Governi di centro-destra precedenti sono stati
ampiamente rivalutati da questi primi mesi di attività del
Governo di centro-sinistra. Io non so se questa sia fino in
fondo la verità, lo vedremo nei prossimi mesi perché io mi
auguro personalmente, e lo continuo a ribadire, che questo
Governo continui a governare almeno ancora alcuni mesi proprio
per dare la dimensione del confronto fra esecutivi ed esperienze
di governo diverso.
Però, se vogliamo realizzare un clima quanto meno di civiltà
in questa Aula parlamentare, occorre che il contributo provenga
da tutte le parti e che dichiarazioni come quelle dell'onorevole
Speziale - ripeto gravissime - vengano in qualche modo revocate,
neutralizzate in una riflessione più profonda a cominciare da chi
le ha pronunciate.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Tricoli
l'emendamento 3.1: L'articolo 3 è soppresso.
Non essendo presente in Aula l'onorevole firmatario, lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 3.18.1 a firma degli onorevoli
Pagano ed altri.
FLERES. Tutti i nostri emendamenti sono ritirati.
PRESIDENTE. Informo l'Aula che tutti gli emendamenti
presentati dagli onorevoli Fleres, Croce ed altri sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 3.5, 3.3, 3.6, 3.7, 3.10, 3.11 a
firma dell'onorevole Tricoli.
Non essendo presente in Aula l'onorevole firmatario, li
intendo decaduti.
L'emendamento 3.2 a firma dell'onorevole Tricoli non è
ammissibile.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 3
presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , vice presidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4.
Ne dò lettura:
"Articolo 4.
Imputazione e destinazione delle entrate e delle spese
1. Le entrate derivanti dalla contrazione dei mutui o
dall'emissione dei prestiti obbligazionari di cui agli
articoli 1, 2 e 3 sono accertate con riferimento
all'esercizio finanziario 1998.
2. Gli oneri per l'ammortamento dei mutui o dei prestiti
obbligazionari di cui alla presente legge, previsti dalle
relative norme di autorizzazione, sono iscritti, nel limite
della spesa complessiva autorizzata, nel bilancio della
Regione per gli esercizi 1999 e successivi, in relazione all'
ammontare risultante dai rispettivi piani di ammortamento".
Comunico che il Governo ha presentato un emendamento
sostitutivo dell'articolo 4.
Ricordo che gli emendamenti dell'onorevole Fleres sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Ponto in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 4
presentato dal Governo. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , vicepresidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 289 a firma degli
onorevoli Fleres ed altri.
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
annunziato poc'anzi nel mio precedente intervento il gruppo di
Forza Italia ha ritenuto di potere sintetizzare nell'ordine del
giorno che abbiamo presentato le proprie proposte che erano state
precedentemente avanzate sotto forma di emendamento al disegno di
legge.
L'atteggiamento responsabile del gruppo di Forza Italia
discende da due valutazioni: la prima di natura tecnica e la
seconda di natura politica. Quella di natura tecnica: il Governo
ha presentato tre emendamenti interamente sostitutivi agli
articoli 2, 3 e 4 che raccolgono praticamente per intero i
contenuti degli emendamenti che erano stati avanzati dal gruppo
di Forza Italia. Quella di natura politica (sicuramente di
maggiore importanza): in questo momento l'Assemblea regionale
siciliana sta prendendo atto di un dato. Il dato è questo: ci
sono argomenti, ci sono questioni che non possono
incondizionatamente dividere le forze politiche.
C'è chi questa realtà la comprende, c'è chi non la
comprende; c'è chi capisce che è necessario affrontare i problemi
per trovare insieme una soluzione, c'è chi ritiene che sia
sufficiente creare dei problemi per mediare all'interno delle
soluzioni che si vanno a determinare, posizioni di vantaggio.
In questo momento il Parlamento siciliano vive una
condizione di ricatto specifico che proviene dalle medesime forze
politiche che hanno condizionato e ricattato i governi
precedenti. C'è chi ne prende atto e si comporta di conseguenza,
c'è chi non lo comprende e dunque preferisce tenere un
comportamento che certamente non è né responsabile, né
politicamente rilevante. Almeno non lo è sul piano dei valori
importanti della politica, dei valori nobili della politica.
Allora, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, noi
abbiamo dimostrato in questi giorni che non è difficile trovare
un momento di sintesi quando i problemi che si affrontano sono
problemi oggettivi che meritano un ragionamento di natura
oggettiva. Noi abbiamo dimostrato, tuttavia, che nel Parlamento
alcune forze politiche lavorano per la soluzione dei problemi ed
altre, invece, per l'occupazione di spazi politici o forse
neanche tali. Ed allora, noi siamo convinti che il passaggio
relativo all'approvazione di questo disegno di legge e il metodo
attraverso cui si è pervenuti all'approvazione di questo disegno
di legge debba segnare un momento importante, un momento nel
quale la maggioranza prende coscienza del fatto di non essere
tale, il Governo si rende conto che non esistono soluzioni
rispetto a questa tipologia di problemi che possono essere
intestati ad una formula politica o ad una maggioranza schematica
nei comportamenti. Il Governo deve tenere conto del fatto che è
necessario discutere, che è necessario dare valore ai
suggerimenti ed ai comportamenti degli altri.
Onorevole Presidente, come abbiamo dimostrato con l'elezione
sua ieri e dell'onorevole Lo Certo oggi, l'opposizione non
intende partecipare a comportamenti che non hanno niente a che
vedere con i valori nobili della politica.
Noi intendiamo partecipare ai lavori di questo Parlamento e
all'attività di questa Regione, rispettando sempre e comunque le
regole.
Abbiamo dimostrato in questi giorni che noi sappiamo avere e
abbiamo cultura di governo, e che solo l'ottusità di chi ha
cultura acquisitiva di posizioni di controllo all'interno della
maggioranza che resta in questo momento al Parlamento, ha
impedito che questi mesi trascorressero senza che il Parlamento
raggiungesse alcun obiettivo importante per la Sicilia.
E allora noi desideriamo dare valore politico a questo
momento, e il valore politico é quello di rilanciare - ove non
fosse stato sufficientemente chiaro nell'intervento
dell'onorevole Croce che mi ha preceduto - il tema della
governabilità della Regione, della oggettività nella discussione
di alcuni problemi dunque il tema dei governi delle larghe
intese, il tema dei governi che raggiungano gli obiettivi
programmatici sulla base dei medesimi, e non sulla base delle
caratterizzazioni culturali o ideologiche, dato che, in questa
Regione, per le emergenze che si stanno registrando, non possono
esserci diversificazioni di carattere culturale o ideologico,
perché i problemi che andiamo ad affrontare riguardano
l'occupazione, il lavoro, lo sviluppo delle imprese,
l'indebitamento pubblico, e non possono esserci differenze
rispetto alla soluzione di questi temi.
Dunque noi abbiamo voluto dimostrare che la maggioranza non
esiste, e per tre giorni, onorevole Piro lei purtroppo é stato la
vittima di questa condizione, ce lo siamo detti privatamente in
più occasioni; la maggioranza non esiste, la maggioranza non ha
contenuti programmatici, non ha obiettivi, non é in grado di
governare.
L'opposizione riesce a essere tale non solo perché ha un
programma, non solo perché ha una linea di condotta che riesce a
sviluppare e ad articolare, ma anche perché sa dimostrare che la
maggioranza non esiste e sa essere funzionale, non alla
maggioranza, ma alla soluzione dei problemi della Regione, quando
i problemi diventano urgenti, quando i problemi diventano gravi e
devono essere affrontati e risolti.
Questo passaggio per noi é indispensabile che si realizzi,
così come é indispensabile - e lo abbiamo ribadito nell'ordine
del giorno - che l'Aula venga chiamata a discutere
programmaticamente della condizione finanziaria della Regione,
prima che si affronti il tema della Finanziaria, prima che si
affronti il tema del bilancio.
Noi non possiamo consentire ancora alcuno spreco, in questa
Regione. Non possiamo consentire ancora il governo delle feste,
dei festini, delle sagre paesane, mentre ci sono centinaia di
migliaia di disoccupati, mentre ci sono le aziende che chiudono,
mentre il reddito pro capite diminuisce, mentre, insomma, la
Sicilia va a rotoli.
E allora vogliamo approfittare della opportunità che ci dà
il disegno di legge che stiamo discutendo e l'ordine del giorno
di cui stiamo parlando, per spiegare che le opposizioni non sono
tutte uguali. Ci sono le opposizioni del Polo che sono nate ed
esistono in funzione del Governo, perché hanno cultura di
governo; ci sono le opposizioni che, invece, in questo Parlamento
non avendo alcun radicamento democratico nelle loro coscienze,
nel loro background culturale, politico ed ideologico, in quanto
importatori di terroristi, tengono un atteggiamento che
certamente non ha niente a che vedere né con la cultura
democratica né con quella liberale di questo Paese.
E allora signor Presidente - e concludo - é necessario che
questa maggioranza che non c'é, che coloro i quali reggono le
sorti di questa maggioranza che non c'é, decidano se continuare a
farsi ricattare dall'interno e dai partiti collaterali, o se
invece intendono progredire all'interno di un progetto politico
che deve essere un progetto politico a favore della Sicilia.
(Applausi dai banchi della destra)
Io non ho altro da aggiungere, signor Presidente, se non
esprimere - ovviamente - il voto favorevole all'ordine del
giorno.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i richiami
frequenti ed insistenti dell'opposizione alla maggioranza per
cercare una forma di reciproco rispetto, attraverso il quale
potere governare, ritengo che meriti una risposta, anche da parte
di una componente che, nella coscienza di essere minoritaria
nella realtà di questa Assemblea, non rinuncia a svolgere il
proprio ruolo.
Ecco, allora, fatta questa premessa, vorrei ringraziare
l'assessore Piro per le cose che sta facendo e per le cose che ha
detto in questa Assemblea. Ed a non crucciarsi se spesse volte la
collocazione in schieramenti non fa cogliere all'Assemblea la
bontà delle iniziative che sono state messe in atto.
Ritengo di avere colto lo sforzo che lei ha fatto in questa
sua iniziativa che ha tutto il mio apprezzamento e mi auguro che
vada a buon fine.
E, tuttavia, noi abbiamo l'esigenza di dircele alcune cose.
Dire, per esempio, che la maggioranza non esiste, non c'è,
che questo Governo è peggiore di quelli precedenti ed anche se è
nato ora, è una forma "comiziesca" di affrontare i problemi, che
non consegna alcuna dignità a questa Assemblea.
Dire, invece, che c'è l'esigenza di dare una risposta sulle
questioni, che questa maggioranza ha i suoi problemi, sbaglia il
Capogruppo del PDS quando ritiene di saltare quelli che sono i
problemi che questa maggioranza ha scaricandoli sugli altri.
Lui mi risponde che è un modo suo di concepire la politica
ed io ne prendo atto.
Io ho un altro modo di concepire la politica e ritengo che
non ci sia niente di scandaloso se la maggioranza prende atto che
ha qualche problema al suo interno. Ed è un fatto legittimo.
Però, da qui a dire che non c'è una maggioranza, secondo me,
è una esagerazione e, soprattutto, non ci fa lavorare in
direzione di quelle varie proposte che vanno emergendo.
E la politica non è un fatto statico.
C'è un Governo che ha spiegato diverse volte perché è nato,
che cosa vuole fare, il contributo che vuole dare per governare
questa Regione.
C'è un dibattito politico in corso. E anche da parte del
centrodestra, c'è, per esempio, l'onorevole Lo Porto che parla di
patto per la Sicilia, io vorrei capire meglio che cosa significa;
c'è Forza Italia che ogni tanto, anche questa mattina, dice che
su questioni importanti vuole trovare una forma di dialogo con il
Governo, che sia un dialogo costruttivo.
Ora, se riuscissimo ad essere coerenti con tutti questi
buoni propositi, probabilmente, il clima complessivo
migliorerebbe e potremmo anche lavorare perché politicamente le
cose trovino un confronto più serio e più approfondito.
Quindi, c'è l'esigenza, secondo noi di Rinnovamento
Italiano, di una autocritica complessiva che ci porti ad essere
coerenti con le cose che vogliamo fare.
E, per esempio, non possiamo non prendere atto che c'è anche
un clima di governo di questa Assemblea che non è funzionale e
non è in linea con la storia che questa nostra autonomia ha
avuto.
Io non voglio entrare nel merito del Regolamento, non è
stato mai il mio mestiere, ma se l'Assemblea è chiamata a
pronunciarsi su una qualsiasi questione quella Assemblea è
sovrana e il voto che esprime va rispettato da chiunque compreso
il Presidente dell'Assemblea.
Diversamente, se, per esempio, sono i gruppi a fare le
indicazioni, non c'è bisogno che l'Assemblea venga scomodata per
votare; i gruppi fanno le loro indicazioni e il Presidente ne
prende atto.
C'è qui la tentazione di considerare questa Assemblea una
cosa diversa da quella che obiettivamente dovrebbe essere. Non è
questa un sezione di partito che possiamo gestire a nostro
piacimento
GRANATA. Ma cosa dice onorevole Pellegrino?
PELLEGRINO. Questa è un'istituzione, è tempo che vi calmiate
un poco
SOTTOSANTI. Queste osservazioni si fanno quando c'è il
Presidente seduto, non in assenza del Presidente.
PELLEGRINO. Siccome non sto dicendo cose in modo clandestino,
se lei vuole, quando ci sarà il Presidente le riconfermerò oppure
se noi dovessimo agire in soggezione, quasi quasi fossimo
subalterni agli umori del Presidente non siamo d'accordo, non
siamo d'accordo.
Allora, considero delegittimante per il ruolo di questa
istituzione che il voto dell'Assemblea venga messo in discussione
e non riesco a trovare nessuna ragione
BRIGUGLIO. ...il Regolamento...
PELLEGRINO. Quale Regolamento?
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, ritorni all'argomento.
PELLEGRINO. Signor Presidente, siccome qui l'argomento serve
a vedere se possiamo ritrovarci sulla politica, io le dico, dato
che è il nuovo vicepresidente, che per ritrovarci sulla politica,
il ruolo che questa Presidenza assolve, sia lei che altri, deve
essere funzionale alle esigenze della politica e delle
istituzioni.
Se facciamo una verifica seria su queste cose, non ci siamo
Siamo fuori posto Quindi, dico a Forza Italia in modo
particolare a loro che sono componenti liberaldemocratici con i
quali possiamo avere un dialogo serio sulle questioni e anche sui
metodi per portare avanti le cose.
Esaminate la vostra coscienza, onorevole Fleres ed onorevole
Croce, e ditemi se i comportamenti con i quali abbiamo gestito
questi momenti in questa Assemblea sono coerenti a ciò che voi
volete fare O se, invece, c'è l'esigenza di un richiamo
complessivo che porti ad una maggiore compostezza e ad un
maggiore equilibrio i lavori ed il modo di comportarsi qui
dentro
GRANATA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo per
una dichiarazione di voto favorevole all'ordine del giorno
presentato, credo opportunamente, dall'onorevole Fleres e non
soltanto per quello che dell'ordine del giorno è scritto, che è
condivisibile, che comunque rappresenta dei paletti precisi a una
azione che è di interesse comune da parte del Governo della
Regione. Ma perchè all'interno dell'ordine del giorno, nella fase
in cui questo ordine del giorno è stato presentato e soprattutto
alla luce delle cose che l'onorevole Fleres si è sforzato di dire
a quest'Aula con assoluta onestà intellettuale, e che vedo sono
state poco raccolte soprattutto dall'ultimo intervento, quello
dell'onorevole Pellegrino, è un passaggio importante per far
capire e comprendere come l'atteggiamento nei confronti di alcune
che noi riteniamo essere esigenze ed emergenze che riguardano
tutti i siciliani, non possono e non devono essere affrontate
mostrando muscoli, che peraltro non ci sono, da parte di
maggioranze che esistono, che hanno espresso il Governo della
Regione, attraverso le fibrillazioni e i passaggi che tutti
abbiamo conosciuto e che conosciamo in una fase politica (perchè
l'onorevole Pellegrino lo ringrazio soltanto di questo suo forte
richiamo alla politica) nella quale ad esempio nella prospettiva
di medio termine alcuni fatti, anche nazionali che andranno
inevitabilmente, inesorabilmente a segnare per fortuna
ritrovata dinamica bipolare consentiranno a questo Parlamento di
confrontarsi, di dividersi sulla cultura del
bipolarismo, provocheranno inevitabilmente la messa in soffitta
di chi ritiene di potere, attraverso l'arma del ricatto e del
posizionamento contrattuale, condizionare la vita di questo
Parlamento e di tutti i governi di questa Regione dal primo a
questo.
Quindi, il mio è un appello forte soprattutto a quelle forze
legittimamente e fortemente bipolari ad iniziare dai Democratici
di Sinistra, ai Popolari, agli amici dei movimenti democratici e
della Rete, per cui ci si ritrovi nella piena consapevolezza
della gravità della fase che stiamo attraversando.
Vedete, qualcuno ha detto che le cose scritte
nell'emendamento sostitutivo, nella riformulazione, all'articolo
3 quando di fatto si autorizza l'Assessore regionale per il
bilancio ad una trattativa privata senza gara per affidare questo
tipo di servizio che noi riteniamo indispensabile, in altri tempi
si sarebbe gridato allo scandalo.
Io, probabilmente, farò gridare allo scandalo dicendo che è
esattamente ciò che il Governo della Regione deve fare, perchè
noi abbiamo piena fiducia istituzionale in ciò che l'onorevole
Piro, come Assessore per il Bilancio, può fare in questa
direzione se noi gli diamo i mezzi per potere decidere e per
potere assumere una decisione che va a tutelare e proteggere
interessi dell'intera Regione siciliana; ma questo significa che
all'interno della nostra riflessione che è parallela ad un voto
testè espresso, anche da parte dell'opposizione nella
ricomposizione che noi riteniamo legittima per Regolamento, per
etica politica, dell'Ufficio di Presidenza, in cui abbiamo
espresso all'unanimità il consenso su due componenti, così come
sono stati indicati, uno la signora vostra, Presidente attuale
che dirige i lavori, e l'altro onorevole Lo Certo, perchè
riteniamo che su alcuni fatti istituzionali si debba ritrovare la
piena legittimazione, l'agibilità di questo Parlamento, su alcuni
fatti politici nessuno dice che questa maggioranza non esiste,
perchè siete lì a governare, ma è ruolo di tutti rendersi conto
di quelle che sono le fasi che questa maggioranza deve affrontare
e con grande operazione verità.
Dobbiamo dire che le fasi che ci troviamo ad affrontare
tutti, il Governo come esecutivo e noi come parlamentari, sono di
tale e tanta gravità che soltanto una presa di coscienza forte da
parte del Parlamento e un sostegno forte e deciso a quelle azioni
che vanno fatte come quella che introduce ed implica la scelta
che formula il Governo attraverso la legge che oggi è all'ordine
del giorno, occorre una piena legittimazione da parte delle forze
politiche.
Allora su questo nel ribadire il voto favorevole all'ordine
del giorno presentato, anzi la sottoscrizione da parte del Gruppo
di Alleanza nazionale di questo ordine del giorno, ribadiamo un
concetto: ci troviamo ad affrontare un passaggio indispensabile
che è quello che stiamo legislativamente affrontando, come è
indispensabile l'ulteriore passaggio, quello dell'approvazione
della legge-voto secondo quei principi che tutti riteniamo di
condividere di difesa di ciò che è andato acquisito nella
coscienza democratica dell'Italia, di questa dinamica bipolare
che consente una modernizzazione delle istituzioni. Ma per fare
questo occorre, e qui mi appello realmente al Parlamento,
maggiore senso di responsabilità.
Non possono, soprattutto alcuni parlamentari che hanno ruoli
di primissimo piano nella guida dei gruppi di maggiore
consistenza nell'attuale maggioranza, abbandonarsi ad alcune
dichiarazioni, mostrando - ripeto - muscoli che non hanno, non
come singoli parlamentari, ma rendendosi conto che le
contraddizioni interne a quest'Assemblea attraversano
trasversalmente tutti e che, quindi, soltanto un dato di fatto
acquisito, che sulle regole bisogna ritrovare un livello di
ragionamento e che sulla politica dobbiamo a medio termine capire
quali sono le emergenze da affrontare con spirito costruttivo,
per poi aprire una fase (mi rivolgo soprattutto all'onorevole
Piro) nella quale la consapevolezza di quelle che sono le
dinamiche oggi in atto nel Paese ci fa capire e comprendere come
sia indispensabile emarginare tutti coloro i quali ritengono di
potere affrontare problemi stratificati e gravissimi come quelli
in cui versa la società siciliana attraverso la contrattazione o
il ricatto di singoli posizionamenti, di singole collocazioni, di
singole vicende.
Credo molto grave - l'ha ribadito prima l'onorevole
Briguglio - ciò che sta avvenendo ad esempio all'interno della
burocrazia regionale, onorevole Piro. Colgo l'occasione di questo
intervento per ribadire anche a lei ciò che ho detto
all'onorevole Capodicasa e che in altre sedi, e in altre
occasioni, lo stesso onorevole Forgione ha ribadito in quest'Aula
e cioè che alla faccia dell'applicazione della legge sulla
trasparenza, dovrebbe consentire ad ogni cittadino di avere
conoscenza piena degli atti amministrativi e di alcuni fatti
interni all'amministrazione. Questa Presidenza della Commissione
antimafia, dopo un anno non è riuscita ad ottenere dai burocrati,
che adesso sono i burocrati del vostro Governo, da quegli stessi
burocrati che sono stati riesumati e ricollocati nella
nomenclatura di questa maggioranza, non è riuscita ad ottenere
uno schedario di ciò che sono le pendenze penali, i processi in
corso, le sentenze eventualmente passate in giudicato e gli
eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti della
burocrazia regionale.
E' un fatto di una gravità inaudita Non un cittadino, ma
ciò che, a dispetto di alcune interpretazioni che si vogliono pur
dare, dovrebbe essere la commissione che rappresenta una sorta di
difensore civico dei siciliani non siamo riusciti ad ottenere dai
burocrati ciò che i burocrati non vogliono darci.
Allora, se mi consentite, questa vicenda, come qualche altra
vicenda che in questi giorni avviene, qualche spostamento di
qualche dirigente che qualche fastidio l'ha pure dato, anche
processualmente, in alcune vicende che riguardano la Regione
siciliana deve farci stare tutti in allarme. Il mio invito forte
nell'esprimere apprezzamento per l'azione che si sta cercando di
condurre da parte di alcuni è che se non ci scrolliamo di dosso
questa potestà di ricatto che hanno nei confronti di questo
governo e che avrebbero comunque nei confronti di qualsiasi
governo che decide di soggiacere a meccanismi di ricatto che non
hanno nulla a che fare con la politica ma che sono un tratto di
continuità con un passato che dobbiamo cancellare, noi non faremo
un solo metro in avanti.
Allora l'invito forte è in questa direzione: noi dobbiamo
affrontare questa fase in modo rapidissimo, consapevoli dei
problemi che ci troviamo ad affrontare, senza mostrare i muscoli.
Mi riferisco in modo particolare - lo voglio dire - al mio amico
onorevole Speziale. Sono stato come lui più realista del re,
quando conducevo un gruppo parlamentare, nella difesa di una
maggioranza e di un governo. Sono arrivato anche al punto di fare
gesti che poco hanno a che vedere con la politica,
nell'entusiasmo e nella volontà di difendere qualche cosa sul
piano delle posizioni politiche che ritenevo giusti e
intoccabili.
Capisco quali sono le dinamiche della politica, ma da parte
di chi dirige un gruppo come quello dei Democratici di sinistra,
che da anni ha pagato un prezzo per il rinnovamento della
politica, non mi aspetto un atteggiamento di chiusura arrogante
nei confronti di chi vuole sottolineare che la discontinuità col
passato si tratta soltanto se si riesce a isolare quel partito
unico del denaro che ha distrutto la Sicilia e che avete tutto
dentro la vostra burocrazia regionale e, se mi consentite, ha
condizionato il vostro Governo.
Questo Governo e questa maggioranza devono prendere atto che
esistono in questa fase soltanto se apriranno un ragionamento che
porti ad affrontare le grandi emergenze con la consapevolezza e
la memoria storica che la chiusura a riccio - me l'aspetto, caro
Lillo Speziale - da parte di qualche 'vecchio arnese' della Prima
Repubblica, non da parte di una tradizione storica e politica,
che pur se antagonista alla mia, ha scritto pagine importanti di
antagonismo verso questi meccanismi.
Dunque, questo è il nostro invito, quello che Fleres ha
voluto dire, quello che Briguglio prima ha detto: di non fare
finta che non stia succedendo niente. Infatti, certi nodi
verranno al pettine e soltanto lo stringersi di ciò che
rappresenta la dinamica bipolare di modernizzazione della
Regione, ognuno in ruoli differenziati, potrà farci fare qualche
metro in avanti.
(Applausi dai banchi della destra)
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cintola per
dichiarazione di voto.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo. Il clima e il tono di questa seduta mi portano ad un
ottimismo pacato, affinchè l'Assemblea possa ritornare ad essere
il centro propulsore non di incontri sotto banco, che sono già
avvenuti nel passato col governo di centro-destra, ma possa
invece confrontarsi seriamente per costruire un'immagine diversa,
per costruire realizzazioni diverse. Caro Granata, ti ho
ascoltato con grande interesse, senza non notare nel tuo discorso
che già cerchi, anche se pacatamente, di individuare
responsabilità che, a mio avviso, non ci sono nè tanto meno mi
sembra opportuna la indicazione specifica di guasti che
potrebbero venire all'interno della maggioranza che c'è, perchè
chiamata più volte a rispondere anche con numeri legali in Aula,
quindi numericamente esiste, possa dare la sensazione e la
certezza che ci siano dei buono più buoni in questa maggioranza e
dei cattivi più cattivi nella stessa maggioranza che sorregge il
Governo.
Tuttavia, apprezzo lo sforzo serio che potrebbe essere
produttivo per costruire un'immagine diversa della stessa
Assemblea. Noi siamo caduti troppo in bassa in questa Assemblea.
Siamo caduti in basso quando c'era un governo di centro-destra,
perchè dalla sinistra veniva un'opposizione che spesso era
preconcetta. In quelle occasioni, pur sostenendo quel governo,
davo responsabilità forti a quel tipo di opposizione, così come
fino a qualche minuto fa, prima di questo ordine del giorno sul
quale sono favorevole, che ritengo serio, che è insito nella
stessa legge. Non dice o stravolge, impegna, puntualizza quella
legge che comincia a intervenire sulle spese del passato, anche
di questi ultimi due anni. Se non partiamo da questa autocritica
forte, seria, possiamo parlarci addosso per dire frasi e parole
perchè poi sostanzialmente qualcuno si alza e dice "purchè ci sia
sotto banco una presidenza in più, un posticino in più" che
sarebbero ridicoli e risibili e certamente non seriamente
rappresentati nè nell'intervento di Granata nè nell'intervento di
Fleres, che apprezzo.
Se questi due interventi fossero e dessero in questi giorni
a venire, che saranno durissimi, per comprendere il bilancio, la
finanziaria, per dire se vogliamo davvero esserci in Sicilia
guardando ad uno Stato che spesso ha dimenticato che noi
esistiamo e ha dimenticato anche i bisogni reali dei siciliani e
della Sicilia che vogliamo governare, se questo è un discorso
serio, dico che seriamente possiamo tentare di non essere
maggioranza chiusa, come l'opposizione deve posare l'ascia di
guerra e non scimmiottare quella opposizione che non consentiva
anche al precedente governo di centro-destra di potersi muovere
in un raccordo che fosse sulle cose che possono essere dette
pubblicamente in quest'Aula non nelle conventicole per cui si
riesce a dare in una legge di 500 miliardi 50 miliardi ad
Ortigia, 5 ad Agrigento, 7,5 a Messina con uno spappolamento di
denaro e di interessi che sono stati particolari e certamente non
idealmente conseguibili.
Se voi dite che la maggioranza non ha un progetto, se voi
stessi non modificate quello che dall'opposizione avete subìto
mentre eravate in maggioranza, allora non abbiamo detto nulla,
allora abbiamo scherzato soltanto.
Se, invece, questa è una soluzione ed una prospettazione di
un incontro sulle cose che quest'Aula può e solo quest'Aula può
consacrare seriamente, allora io dico che l'inversione di
tendenza è seria, non ha importanza chi è assessore e chi non lo
è, non ha importanza e non ci sono delusi per presidenze mai
richieste da parte di Nicolosi e di Cintola, come appare sui
giornali. Infatti a noi interessa qualcosa di più: comprendere e
capire come si possa essere degni di un voto che il cittadino ha
dato ad ognuno di noi per rappresentarlo seriamente e
dignitosamente in questa Assemblea, nelle commissioni, con la
presenza in Aula e con le prospettazioni che debbono essere di
costruzione e non di distruzione.
A questo governo continuo a dire che non si può essere
presenti in Aula soltanto con quattro, cinque assessori, mentre
dovrebbero essere presenti in dodici, tenendo conto degli assenti
"giustificati". Ma dove sono gli altri e perché a continuano a
non esserci? Perché non c'è l'Assessore per il turismo? Perché
si vede poco? Forse preferisce, mentre c'è seduta d'Aula fare
qualche decreto in più. Perché in quest'Aula non si ricompone
un clima serio di contrapposizione, laddove è necessaria, ma per
costruire meglio l'avvenire della Sicilia, non per scardinare le
maggioranze (levati tu che mi ci metto io); questo non serve a
nulla
L'appello lo faccio ancora più forte "per distruggere" -
come dice l'onorevole Granata - sono convinto come lui, coloro i
quali tentano di ricattare l'assessore di turno e il governo per
ottenere piccoli favori che distruggono invece e che non danno,
anche in presenza di asfittiche risorse finanziarie della
Regione, assegnano qualche prebenda in più, qualche soldino in
più, ma che distruggono globalmente il discorso serio di
un'innovazione che noi concretamente abbiamo il dovere di portare
avanti.
E se questo Governo,questa maggioranza e se quest'Aula non
dovessero porre subito dopo nella finanziaria le premesse e
subito dopo concretamente la fine del precariato in Sicilia, la
fine delle ottocentomila lire che non risolvono i problemi di una
famiglia e che però tutti insieme distruggono una grossa massa di
denaro della finanza pubblica, dico che né questo Governo né
questa maggioranza né quest'Assemblea avrà fatto un passo avanti
nel senso della inversione di tendenza reale per soddisfare le
esigenze della Sicilia e dei siciliani.
Su questo dobbiamo confrontarci e tentare fortemente di
essere uniti per comprenderne le motivazioni, per chiudere la
precarietà e per dare il senso reale e forte. L'appello lo faccio
a Papania col quale ho parlato e so che ci sono intendimenti seri
che possono essere portati avanti e so con quanto amore e con
quanta abnegazione su questo campo sta lavorando. Hai bisogno
dell'Assemblea, hai bisogno di un governo che governi, di
un'Assemblea che stia più attenta ai problemi reali dei cittadini
siciliani, piuttosto che delle parti politiche che non siamo in
grado di rappresentare, se non rappresentiamo prima la soluzione
e la speranza, non quella felicità invocata e detta a parole, che
poi non fu mai un sorriso perché stiamo continuando peggio di
prima a non interessarci delle esigenze dei siciliani.
Questo Governo ha la forza? Ce l'ha; questo Governo deve
andare avanti, ma non perché rappresenti il Governo una
maggioranza avulsa dall'Assemblea e dal potere della stessa
opposizione che vuole costruire e vuole dare il senso di una sua
presenza e lo sforzo per portare avanti e definire problemi. Guai
se fosse così Perché in quel caso sì, potremmo pure ammettere di
non essere muscolosi, però certamente non avremmo fatto un
servizio né alla Sicilia né ai siciliani.
Ritengo che se - e concludo davvero - un ordine del giorno
come quello che è stato testè presentato, sul quale esprimo il
mio voto favorevole, fosse stato presentato e discusso ad inizio
della "due giorni" avremmo perso due giorni su un disegno di
legge che è urgente e necessario, indifferibile per tentare di
ridare un assetto reale alle finanze della Regione, per poi
incontrarci su quello che deve essere la programmazione su ciò
che resta, su quel poco che è spendibile ancora in Sicilia?
Perché arrivarci dopo due giorni, perché non riuscire a trovare
prima ciò che ci unisce?
L'onorevole Pellegrino, secondo me, ha fatto un intervento
serio come sa fare sempre, convinto e cosciente di quello che ha
detto, sapendo anche, con l'esperienza di essere stato sia nella
maggioranza che all'opposizione, di dare un contributo concreto e
serio perchè certe diatribe possano essere dismesse e si possa
trovare il concerto in Aula, onorevole Fleres, non nelle stanze
del Presidente dell'Assemblea nè in quella di qualche capogruppo
titolato ad essere capo di cupole che abbiamo il dovere di
annientare.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho richiesto
di intervenire...
ZANNA. Ne stanno parlando tre, quattro per gruppo. Parlate
uno per gruppo
BUFARDECI. E' un ordine del giorno. Parlano tutti i deputati
che vogliono intervenire ed io voglio intervenire. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, desidero intervenire perchè -
consentitemelo - questo è uno dei pochi momenti in cui
l'Assemblea sta discutendo di politica. C'è fortunatamente un
momento di discussione seria, il tono si è finalmente alzato,
devo dire che non è successo molte volte in questi due anni e
mezzo, per colpe assolutamente comuni e generali. Non voglio
certamente colpire o colpevolizzare questa o quella falange, ma
dico che finalmente quest'ordine del giorno, che ho sottoscritto,
ha fornito l'occasione perchè si ritornasse a dibattere di un
tema che, a mio avviso, è fondamentale: l'analisi della
situazione politica di questo momento.
Il mio personale convincimento non è soltanto quello di
essere d'accordo con gli interventi di alcuni colleghi che mi
hanno preceduto, quali quello dell'onorevole Fleres e quello
dell'onorevole Granata, e di apprezzare alcuni passaggi
significativi degli interventi dell'onorevole Pellegrino e
dell'onorevole Cintola, ma voglio ribadire un concetto: si è
dibattuto, e l'onorevole Pellegrino ha detto che è eccessivo sul
fatto che la maggioranza non esiste; ha detto che la maggioranza
ha qualche problema. Credo che sia molto eufemistica questa
affermazione e credo che quello che emerge in maniera chiara
da questi lavori relativi al disegno di legge 863, ma un po' da
tutto il contesto dei lavori di questi giorni, un dato che è
stato riscontrato fino a stamattina, quando si è votato per il
deputato segretario. Ancora una volta la maggioranza non aveva i
numeri (erano 38 i deputati della maggioranza). Il deputato
collega Lo Certo è stato votato da 62 deputati che hanno, quindi,
consentito, attraverso la partecipazione dell'opposizione, il
raggiungimento di quell'esito che istituzionalmente era utile
affinchè il Consiglio di Presidenza si completi. Ci auguriamo che
la stessa capacità istituzionale, la stessa esigenza venga
avvertita anche dalla maggioranza quando nel pomeriggio, o
comunque a breve, si andrà a votare per il deputato Questore. Nel
corso di tutto il dibattito, in molte occasioni, il numero legale
è venuto a mancare (ricorderete che ieri il Presidente D'Andrea
ha rinviato addirittura alle 18.00 la seduta in quanto si è reso
conto che se si fosse andato nuovamente alla verifica del numero
legale la maggioranza non avrebbe avuto i voti necessari. Ciò è
la dimostrazione che laddove c'è un'opposizione responsabile e
costruttiva, come quella che certamente sa fare il Polo delle
libertà, ed io parlo soprattutto a nome di Forza Italia, si può
andare avanti; le cariche istituzionali possono essere definite;
si vota addirittura per quel candidato che viene indicato dalla
forza contraria perchè istituzionalmente è corretto fare così; i
disegni di legge vanno avanti; si ritirano gli emendamenti che
più o meno strumentalmente come opposizione si sono presentati;
si snelliscono i lavori di Aula; si presentano ordini del giorno
come quello che stiamo dibattendo e che vede praticamente,
ritengo, un po' tutta l'Aula favorevole, si ritorna a fare
politica. Allora io traduco tutto questo in una maniera soltanto:
la dimostrazione chiara che non è con dichiarazioni come quelle
che ha fatto ieri il mio amico Speziale di avere i muscoli, di
essere autosufficienti. Noi stessi riconosciamo - io ero
capogruppo di Forza Italia nel primo governo di questa
legislatura, il governo Provenzano-, probabilmente è giusto
ammettere oggi che anche noi abbiamo commesso nel passato degli
errori,certamente, uno è stato quello di dichiararsi
autosufficienti in momenti in cui questa autosufficienza in
questa Aula, questa maggioranza non sapeva averla, non sapeva
mantenerla, non l'aveva. Ma anche noi abbiamo pensato di potere
andare avanti con i muscoli ed era sbagliato. La dichiarazione
che ieri ha fatto il mio amico Speziale, lo ribadisco, va in quel
segno ed era sbagliata ulteriormente, perché, peraltro, frutto di
un'esperienza non solo parlamentare, ma di due anni e mezzo di
legislatura che dimostrava che questa autosufficienza con quei
numeri di maggioranza non ce l'ha nessun governo, sia esso di
centrodestra sia esso di centrosinistra. E allora, qual è il mio
convincimento? Che il ragionamento che hanno portato avanti
innanzitutto i miei colleghi Fleres e Croce e un po' tutto il
gruppo di Forza Italia in modo particolare, che ribadisco, è
certamente una forza di governo, ha saputo comunque dimostrare di
sapere fare anche l'opposizione e più o meno strumentale in
quest'Aula, ma ha saputo anche stare dalla parte di
un'opposizione che sia anche forte e che sia chiara, netta,
visibile e l'abbiamo fatta in maniera assoluta. Sa dimostrare che
quando si è operato in quel senso veniva alla fine un'equazione,
come risultato: laddove si opera in un ragionamento di larghe
intese quest'Aula può andare avanti;, laddove c'è un consenso
largo, laddove c'è quella necessità che noi abbiamo evidenziato
sin da prima che si formasse questo Governo, la Sicilia ha la
possibilità di essere governata, ha la possibilità di percorrere
quel processo di riforme, ha la possibilità di legiferare in
maniera snella e veloce anche su leggi significative, come quella
dello scioglimento degli enti economici; ha la possibilità, come
in questo caso, in meno di un'ora, di fare una legge che serve a
raccogliere somme o con mutuo o con prestiti obbligazionari che
servono a sanare buchi di bilancio; ha la possibilità fra
brevissimo, e chiediamo che oggi stesso si torni in Aula per
votare sulla legge-voto, di continuare quel percorso di riforme.
In quel caso noi stiamo dimostrando e nessuno credo oggi
consapevolmente, al di là dello schieramento, mi può contraddire,
in questo modo con la larga intesa, con un comportamento
responsabile di tutta l'Aula si può andare avanti.
Ma se qualcuno ritiene di essere autosufficiente, se
qualcuno ritiene che questo centrosinistra, e io apprezzo il
passaggio di poco fa, anche se devo dire che Totò Cintola un poco
forse si è contraddetto, quando poc'anzi ha detto questa non è
una maggioranza chiusa, io dico ha ragione e io voglio seguire
quel suo dire. Così come quel messaggio di compostezza e di
richiamo che ha fatto il collega Pellegrino. Io sono su quella
linea assolutamente, però, voglio la conseguenza, voglio
augurarmi che vi sia conseguenza nei fatti oltre a quella
disponibilità a quelle parole. Il dato è dimostrato in maniera
incontrovertibile, laddove si segue una via che è quella della
larga intesa, non nel senso di avere qualche cosa, una
spartizione, ma nel senso di riconoscere che una formula politica
chiusa a una forza e a uno schieramento di centrodestra, di
centrosinistra in questo momento in quest'aula è perdente per la
Sicilia e per i siciliani. Allora lavoriamo per una prospettiva
diversa; Forza Italia sta ancora una volta con ragione, con molta
consapevolezza, con molta disponibilità, non con un buonismo,
come può essere equivocato, ma con senso della politica e delle
cose sta dimostrando di essere dalla parte di chi effettivamente
vuole lavorare per questo processo riformatore.
Mi auguro che vi sia questa consapevolezza da parte di tutti
e lo verificheremo ogni minuto. Mi auguro che non ci sia bisogno
di tornare a nessuna forma, tra virgolette, di opposizione rigida
o di filibustering, ma non per una posizione di parte, ma per una
posizione che deve essere della collettività. E' una scommessa
che abbiamo tutti davanti e non è vincendola una parte o
perdendola tutti che faremo un passo avanti. Lavoriamo
diversamente affinché a quelle parole, a quegli inviti a cui
Forza Italia ha lavorato con i fatti si dia un seguito concreto.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prendo
atto che di nessuno dei colleghi che mi hanno preceduto si è
capito come si dichiarano alla fine, che voto dichiarano su
questo ordine del giorno. Infatti, tranne l'onorevole Fleres, a
me mancano (e qui c'è una lacuna della Presidenza dell'Assemblea)
a me mancano almeno tre ordini del giorno per poter fare un
intervento compiuto in questo dibattito. Un ordine del giorno su
un governo di larghe intese, un ordine del giorno sul Presidente
Ocalan, un ordine del giorno su un governo a Presidenza Piro e un
ordine del giorno non scritto sulla tutela di alcune presidenze,
vicepresidenze e così via. E allora, o abbiamo tutto il
materiale per poter affrontare questa discussione o c'è qualcosa
che non funziona in questo dibattito.
Non vorrei scandalizzare l'onorevole Fleres dicendogli che,
avendo consultato il Presidente Ocalan, mi pronuncio a favore di
quest'ordine del giorno, non solo perché è la fiera delle
ovvietà; ogni tanto con una maggioranza che ovvia non è almeno
nei numeri è bene anche mettere dei vincoli sulla legge e
l'operazione politica che questa legge sta mettendo in cantiere.
Tutti noi sappiamo che abbiamo il dovere di non svalutare sul
mercato il patrimonio della nostra Regione, la credibilità della
nostra Regione, quindi, mi pronuncio a favore di questo ordine
del giorno. Mi pronuncio contro e con perplessità sugli altri
ordini del giorno che sono stati posti qui in discussione e devo
dire in un'orgia neo consociativa che dalle forze del Polo che
hanno predicato la fine di ogni consociativismo (riprendo le
parole dell'onorevole Granata 'la fine del partito unico della
spesa in questa Regione), la fine di tutto quanto poteva suonare
come una sorta di accordo preventivo tra i governi e le
opposizioni, qualche perplessità me la lasciano. Qua state
riproponendo, anche per effetto di una maggioranza debole che si
tiene su un collante di potere e noi l'abbiamo denunciato, di un
centro-sinistra che accetta di essere prigioniero di logiche
neo-democristiane, e l'abbiamo detto, voi state operando su
questo per riproporre cosa? L'esaltazione di queste logiche,
l'esaltazione della cultura che tiene assieme questa maggioranza,
l'esaltazione di un neo-consociativismo del quale siete orfani
dal momento in cui avete perso il potere, cari amici e cari
colleghi del Polo. E non a caso voi e non io ...
(Proteste dai banchi della destra)
... non a caso (leggeremo il verbale domani) dall'onorevole
Bufardeci, dall'onorevole Granata, dall'onorevole Croce qui
ufficialmente viene avanzata la proposta di un governo di "larghe
intese", a meno che tutti quelli che siamo qui abbiamo ascoltato
pronunciare altre parole. Ma dato che le parole pronunciate sono
governo di larghe intese', spiegatemi voi cosa vuol dire se non
l'unificazione del partito della spesa pubblica in questa Regione
chiedendo alla sinistra di essere simile alle vostre proposte e
voi ergendovi di nuovo agli alfieri di una politica
neo-consociativa Di questo abbiamo discusso, che poi alla testa
di questo nuovo governo delle larghe intese voi abbiate già
indicato come Presidente una persona che ha tutta la mia stima
politica per storia e per capacità, cioè l'onorevole Piro, anche
questo rimane agli atti di questo dibattito.
Perché ho detto, signor Presidente dell'Assemblea, che Lei
non ci ha fornito gli altri due ordini del giorno? Perché questo
é il tema. Ora chi vi parla non é interessato alla sopravvivenza
stentata di questa maggioranza, come non é interessato alla
riproposizione di governi di larghe intese; e per un semplice
motivo.
Voi avete un unico quadro di riferimento, cari amici del
Polo, simile, per molti versi ai Democratici di Sinistra e ad un
pezzo di questa maggioranza; e cioè una cultura
presidenzialista, alla quale da percorsi diversi é arrivato il
centrosinistra e che voi proponete da tempo, avete come quadro di
riferimento unico il mercato, perché quando Lei, onorevole
Fleres, dice "ci sono cose sulle quali non ci possiamo dividere,
che si chiamano il lavoro, la disoccupazione e le imprese", beh,
se tra destra e sinistra non ci si divide sul lavoro, la
disoccupazione e le imprese ditemi voi cosa sono le differenze
della politica
Sulla disoccupazione sì che ci dividiamo se si continua in
una politica di sostegno alle imprese senza un vincolo su nuove
assunzioni in questa Regione. Sulla flessibilità sì che ci
dividiamo perché voi proponete la mano libera al mercato
selvaggio, quello poi fatto dal lavoro nero e sommerso per il
quale si propongono le commissioni di inchiesta, ma non si chiede
conto ad una delle imprese che ha preso decine di miliardi di
questa Regione, se rispetta i contratti, i contributi, se
rispetta i vincoli sindacali, se rispetta le norme sul lavoro
minorile. Questa é la falsa coscienza di questa Aula e di una
sinistra e di una destra, troppo simili culturalmente, perché
accettano solo come ordinamento di riferimento il mercato.
Vorrei vedere se non ci dividiamo anche sulla politica di
contrasto ormai a questa estensione del lavoro sommerso in questa
Regione.
"Ci sono cose sulle quali non ci si può dividere." E se non
ci dividiamo su questo, e se non ci dividiamo sulla cultura
democratica, il presidenzialismo e il parlamentarismo, su che
cosa si divide la politica?
E' qui la fine della politica. E' per questo che poi
prevalgono i personalismi, il fatto che l'accordo si trova
sull'incastrare tutti i livelli istituzionali dove uno può
correre, sul fatto che la politica perde di senso e i partiti non
hanno più confronto, sul fatto che non é che ci si può
confrontare su un progetto di Regione proposto dalla destra e un
progetto di Regione e, quindi, di modello di sviluppo proposto
dal centro sinistra.
Certo, che lo potete fare un governo di larghe intese Lo
potete fare perché questa corsa smodata verso il centro sta
snaturando il carattere alternativo della politica.
E non mi meraviglia che con facilità si dica "questo
governo" che é debole" - ed é debole - "questa maggioranza che é
debole" - ed é debole - "può trovare la nostra bontà. Nella fase
del bilancio, nella fase del mutuo, nella fase della legge voto;
a condizione, però, che apriamo una fase di trattativa
permanente; perché se almeno non c'é il governo di larghe intese
c'é la logica della larghe intese" - se non sbaglio é stato
dichiarato così.
Che cos'é la logica delle larghe intese se non la
riproposizione di un apolitica neoconsociativa. E la politica
neoconsociativa é possibile, perché é simile il quadro di
riferimento politico, é simile la politica economica che si sta
proponendo, é simile la politica ambientale che si sta facendo,
in questa Regione; sono simili le risposte e lo sfascio, per
esempio, che l'Assessore ai beni culturali operava prima, e
l'Assessore ai beni culturali opera oggi. Siete talmente simili
da essere intercambiabili. E se volete fare questa politica, ci
può essere un governo di larghe intese o una logica di larghe
intese ma certo, ma certo l'intercambiabilità dentro la stessa
logica.
E allora, io voto contro questi vostri ordini del giorno non
scritti, mentre voto a favore - consultato il presidente Ocalan -
dell'ordine del giorno sul mutuo, e vorrei che quando parliamo di
politica ci intendessimo, lo facessimo alla luce del sole,
utilizzassimo la politica, non per costruire un ricatto
permanente di Aula, ma per costruire un confronto politico
permanente.
E qui c'é un ruolo anche delle istituzioni dell'Assemblea.
C'é bisogno di rasserenare il clima istituzionale, e questo é un
compito della maggioranza, che non deve affermare il principio di
autosufficienza della maggioranza; é un compito delle
opposizioni, e delle diverse opposizioni; é un compito, anche,
della Presidenza dell'Assemblea.
Un clima sereno si fa nel dispetto della normale dialettica
istituzionale. E la normale dialettica istituzionale può essere
violata in due modi: con l'affermazione di un principio di
maggioranza forzato, così è stato fatto nel Polo e così di tanto
in tanto ritorna anche in alcune pratiche di questa maggioranza,
ma il clima istituzionale si può violare anche con forzature
regolamentari da parte di chi gestisce l'Assemblea.
L'uno e l'altro per noi sono intollerabili.
L'uno e l'altro pregiudicano la normale dialettica
istituzionale.
C'è una responsabilità politica, quindi. C'è una
responsabilità di chi è tenuto al Governo ed al rispetto del
Governo e delle istituzioni.
Questo appello noi facciamo. Se facciamo questo appello,
cari colleghi, al di là delle collocazioni a destra ed a
sinistra, il clima si può distendere senza affermare logiche di
larga intesa. Ma affermando una dialettica normale ed un
confronto, anche il più aspro, sulla politica, sulle idee, sui
comportamenti, sulle scelte, la battaglia politica più aspra, ma
dentro il rispetto di un Parlamento, che per responsabilità di
tutti, dal vertice all'ultimo deputato, cioè io, noi rischiamo
oggi di pregiudicare con questa disponibilità.
Noi chiediamo di prendere tutto il tempo necessario per
ragionare assieme, anche sugli atti che abbiamo consumato, tutti
assieme in questo Parlamento, e per ritrovare un clima politico
sereno che ridia il senso e della battaglia politica e del valore
della battaglia parlamentare, rivendicando noi un ruolo di
opposizione politica, sociale, culturale chiara.
Ed alla deriva plebiscitaria e presidenzialista, ed a queste
proposte di Governo di larghe intese che sottende una gestione
della politica economica e sociale in questa Regione che non
condividiamo, ma rispettando tutti assieme la volontà di questo
Parlamento di dare risposte ai problemi della Sicilia, di questa
Regione.
PRESIDENTE. Comunico che i deputati del Gruppo parlamentare
di Alleanza nazionale, nonchè l'onorevole Scoma, hanno chiesto di
sottoscrivere l'ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Forgione si è sforzato di dimostrare all'Aula che rappresenta un
partito di opposizione. Non ci ha abbiamo creduto. Non lo abbiamo
fatto perché dopo lo slancio di entusiasmo che portò l'onorevole
Forgione ad un atto di eroismo, in questi giorni, mi pare, chiese
il numero legale, abbiamo assistito al rientro nei ranghi
dell'onorevole Forgione.
(Applausi dai banchi di destra)
FORGIONE. Non hai votato UDR come me, Alfano
ALFANO. I fatti daranno ulteriore dimostrazione che ciò che ho
appena detto, perché, nella prima volta nella storia di un
Parlamento, la maggioranza sceglierà il partito di opposizione
cui affidare la presidenza di una commissione che spetta
all'opposizione. Noi lo impediremo. Ciò non farà venir meno il
fatto politico.
FORGIONE. Allora è questo il problema. Avete paura di questa
Presidenza
ALFANO. Ed allora, onorevoli colleghi, è il caso di ricondurre
al filo principale il ragionamento che si svolge in questa Aula,
ed è il caso di farlo perché l'ordine del giorno proposto,
acutamente, dall'onorevole Fleres è diventato l'occasione per un
ragionamento politico. E devo dire che, questa occasione è stata
colta da alcuni autorevoli e ragionevoli esponenti di questa
Assemblea. E, però, parlando di un ordine del giorno che attiene
la materia finanziaria è opportuno ricostruire la storia breve di
questa legge che giunge alla sua definizione.
Forza Italia ha assunto, in tutto il percorso legislativo,
un atteggiamento coerente. Si è resa conto della necessità e
dell'urgenza. Ha impedito che la necessità e l'urgenza
diventassero strumento per trasformare un atto politico in un
atto tecnico. Si è resa conto della necessità e dell'urgenza e ha
consentito in Commissione Bilancio di procedere con una certa
celerità, per far sì che poi fosse l'Aula ad occuparsi di questo
argomento.
Giunto in Aula il provvedimento legislativo, abbiamo preso
atto che vi era un clima di sfida. Io ricordo all'amico onorevole
Speziale l'atteggiamento da lui tenuto nella Conferenza dei
Capigruppo non l'ultima e neanche la penultima, ma quella della
scorsa settimana, dove diceva che in qualche ora si sarebbe
approvato il disegno di legge numero 863 oggi in discorso.
E questi sono atteggiamenti che pagano laddove vi è la
sostanza, la sostanza è data da una maggioranza, la sostanza è
data dalla capacità di reggere l'urto dell'Aula, la sostanza è
data dalla capacità di rendere conseguenti le affermazioni con i
comportamenti parlamentari.
E allora, abbiamo tenuto a precisare con il nostro
comportamento che vi è una linea di confine in quest'Aula: la
linea di confine rappresentata dal comportamento di una
opposizione che nasce da una cultura di Governo, che solo alcuni
giochini parlamentari hanno potuto portare all'opposizione.
E allora, abbiamo dato un sostegno ai siciliani consentendo
in un qualche modo di approdare ad una scelta, quella di
contrarre un mutuo; lo abbiamo fatto, ottenendo un risultato
politico, perchè noi non facciamo estorsioni parlamentari, noi
non facciamo ricatti in Aula. Il risultato politico è nato dalla
riscrittura degli articoli con l'accoglimento della filosofia dei
nostri emendamenti.
E, devo dire che in questo nostro atteggiamento, in questo
nostro comportamento, ha avuto una sua parte l'affidabilità
riconosciuta all'onorevole Piro, affidabilità, assessore, che
nasce dalla valutazione della conseguenzialità di alcuni
comportamenti tenuti.
E devo riconoscere in questa sede con la responsabilità
politica di chi presiede un gruppo parlamentare, per di più di
maggioranza relativa in quest'Aula, che è più difficile operare
le scelte quando si tratta di scelte di responsabilità non
fondate sulla prova della responsabilità altrui.
E quindi abbiamo dovuto scegliere la via stretta, la via
impervia, la via difficile, di dare percorribilità ad un
provvedimento legislativo senza che, per converso, abbiamo potuto
riscontrare uguale senso di responsabilità relativamente ad
alcuni atti parlamentari.
Mi riferisco specificamente all'atteggiamento tenuto nella
vicenda dell'elezione dei due componenti del Consiglio di
Presidenza, non del Vice Presidente, ma del deputato Questore e
del deputato Segretario.
Noi abbiamo ritenuto complessivamente equilibrato,
certamente sensato, chiaramente attinente alla lealtà dei
rapporti tra le forze politiche il comportamento del Presidente
dell'Assemblea: è stato coraggioso, fermo, equilibrato e
rispettoso della sostanza dei fatti politici.
Non ci aspettavamo una reazione di tal fatta e ciò non ha
pregiudicato, onorevole Speziale che presiede il gruppo del DS,
un atteggiamento d'Aula, quale quello che abbiamo manifestato sul
disegno di legge numero 863, qualche minuto dopo un'inversione
ingiustificata dell'ordine del giorno.
Noi abbiamo fatto un ragionamento serio rispetto ad un
percorso che si apre, non abbiamo candidato nessuno alla
Presidenza della Regione, riteniamo, come abbiamo ritenuto e lo
abbiamo detto nel corso della crisi di Governo che ha preceduto
la nascita del Governo Capodicasa, che vi sia una scelta che
quest'Aula, che gli uomini di questa Assemblea, che alcuni
soggetti avveduti debbano compiere. E' la scelta di prendere atto
che qualsiasi Governo si regge sulla capacità di innovare e di
modernizzare la Sicilia che, a sua volta, può nascere solamente
da Governi liberi da ogni condizionamento e da ogni ricatto.
Io non so se l'espressione corrispondente è "larghe intese"
so che certamente l'espressione parlamentare corrispondente è una
sinergia virtuosa su alcuni atti parlamentari. Se può essere di
ulteriore contributo noi ci sforzeremo di essere ulteriormente
coerenti e ulteriormente conseguenti nell'auspicio che, a
cominciare dall'elezione del Consiglio di Presidenza, ci giungano
segnali coerenti, segnali che vadano nella direzione della
chiusura di logiche da steccato e nell'apertura di logiche di
ragionamento che guardino solamente alla Sicilia e al suo
sviluppo.
VIRZI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, il mio sarà un intervento a bassa
voce e una nota dissonante.
Continuiamo a ritenere valide le obiezioni che abbiamo mosso
nel corso della discussione generale sul disegno di legge che è
in votazione, riteniamo che l'ordine del giorno, che
condividiamo, da solo non sia sufficiente garanzia a contenere i
poteri che ex lege vengono conferiti al pur apprezzabile
Assessore Piro nella gestione di questa intera vicenda, che è
delicatissima e sulla quale io credo che la Sicilia si giochi
molto.
Una nota dissonante soprattutto perchè noi riteniamo che
qualcuno abbia voluto 'vendere la pelle dell'orso prima che
fosse ammazzato'. Riteniamo che il Centro destra debba fare il
suo mestiere di Centro destra e che è bene che abbia un centro ed
una destra, e Alleanza Nazionale in tutto questo non può
dimenticare che si può arrivare nella prospettiva alla dura
necessità, senza slanci entusiastici domani, dopodomani, al
cosiddetto governo di larghe intese.
Pessima e brutta formula che sa di vecchio consociativismo,
anche perchè sul piano storico bisogna notare che, mentre il
Governo Milazzo nacque come una forma di reazione autonomistica
siciliana contro lo strapotere di Roma, questa Assemblea, fin
troppo e fino a questo istante, si è dimostrata pedissequamente
obbediente agli input che vengono da Roma.
E allora può darsi che, per dura necessità, tutti domani
facendo un grande sforzo di autocritica e limatura, si debba
arrivare ad un governo di larghe intese. Intanto Alleanza
nazionale prende atto che è in piedi un governo di centro
sinistra.
Alleanza nazionale pensa che si possa e si debba arrivare ad
un diverso ragionamento sul destino della Sicilia quando la
partita sia azzerata, quando questo Governo sia tecnicamente a
terra, quando venga sconfitto in Aula, se non c'è una
dichiarazione politica di forfait da parte di questa maggioranza.
Noi non vorremmo che, in un mondo senza cavalleria, il gesto
cavalleresco che tende a stringere la mano venisse scambiato con
il gesto dei postulanti che chiedono qualche cosa. La nostra
mano tesa cavallerescamente era principalmente rivolta,
attraverso la formula "Patto per la Sicilia", alla necessità di
rimettere in piedi un minimo di produzione legislativa che ci
permettesse di galleggiare, non di fare balzi funanbolici o
pindarici, di galleggiare. Noi non riusciamo ad avere una
produzione legislativa al passo, tecnicamente, per arrivare
nemmeno all'approvazione in tempi ordinari del bilancio.
Credo che parlare di 30 aprile sia addirittura fare un
grandissimo augurio a questo Governo.
Allora Alleanza nazionale che condivide il senso
lapalissiano di quell'ordine del giorno, credo che anche chi
avesse pensato la legge dava per acquisito che c'erano quel tipo
di garanzie da esplicitare, da fornire comunque all'Aula, noi
manteniamo intatta la nostra perplessità sull'intera operazione,
sulla filosofia stessa e la credibilità stessa dell'intera
operazione, che viene imbastita con il tentativo del prestito
obbligazionario, rendendoci conto che storicamente non è
imputabile soltanto a questo governo di centro sinistra la dura
necessità di ricorrere ad un mutuo di 1.700 miliardi, ma restiamo
fermi sulla linea che questa maggioranza, fermo restando il
nostro senso di responsabilità, debba dimostrare in quest'Aula di
essere autosufficiente sul terreno delle idee, della cultura e
siccome, vivaddio, saremo ancora un'Aula parlamentare, sul
terreno dei numeri concreti e della capacità del Governo presente
qui di fornire risposte alle legittime domande che vengono dalle
minoranze.
Fino a quando è in piedi il governo di centro sinistra, fino
a quando le risposte che ci dà sono di questa eccezionalità e
presuppongono un rapporto sostanzialmente fiduciario, quasi che
fosse un fatto privato, basato sulla stima della singola persona,
beh non esprimiamo un giudizio politico di distanza, non ci
siamo, non vogliamo entrare nell'ordine di idee di quelli che
boicottano, ma riteniamo che la politica, anche e soprattutto
oggi, abbia bisogno di stile e di distanze.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che sia stato molto utile, anche se improprio, il dibattito che
si è sviluppato in occasione dell'esame dell'ordine del giorno
presentato dai deputati di Forza Italia, a cui sono aggiunte le
firme dei deputati di Alleanza nazionale.
Premetto che voterò l'ordine del giorno e annuncio il voto
favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra. Tuttavia
penso che la riflessione che ha investito l'Aula sia una
riflessione altamente positiva. Se essa non è intrisa di
strumentalismi, se i riferimenti reciproci sono tutti intesi ad
alzare il tono e il profilo del dibattito parlamentare, da parte
nostra, del mio partito e della maggioranza, c'è la piena
disponibilità ad accogliere la sfida del confronto.
Vedete, molte volte si parla di ruoli straordinari che
vengono assunti dal Parlamento; quello che noi stiamo per fare, o
quello che tentiamo di fare, un'intesa possibile, è raggiungerla
attraverso le funzioni e i compiti che ciascuno di noi deve
svolgere. C'è una funzione della maggioranza, un compito della
maggioranza, e c'è una funzione e un ruolo dell'opposizione.
Tutte e due le funzioni concorrono ad esaltare la funzione del
Parlamento.
Io desidero dire che se da parte di Forza Italia - anche se
ho visto che nel corso del dibattito ci sono stati accenni
diversi da parte delle forze del Polo, in particolare di Alleanza
nazionale, e debbo riconoscere l'onestà intellettuale delle cose
dette poc'anzi dall'onorevole Virzì, che sono cose diverse
rispetto a quelle pronunciate questa mattina dall'onorevole
Alfano e dall'onorevole Fleres - se da parte delle forze del Polo
si tenta a riconquistare un ruolo di opposizione, che è ruolo di
stimolo, che è ruolo di confronto, che è ruolo di esaltare la
funzione del Parlamento, io sono tra quelli che ritengono che
questa funzione riconquistata sia utile a un confronto sereno tra
le forze politiche.
Bisogna andare avanti in questo processo. Noi viviamo una
condizione drammatica, che è quella della Sicilia, e siamo tutti
perchè dentro un quadro di riferimento più alto si possa lavorare
per definire compiti ed obiettivi ben precisi.
Onorevole Fleres, lei più volte ha dimostrato una
particolare competenza negli interventi che sono stati
pronunciati. Lei sa quanto io l'apprezzo; debbo complimentarmi
con lei, non solo per la competenza dimostrata in materia
tecnica, ma anche per la competenza e professionalità dimostrata
da dirigente-uomo politico.
Io spero che l'atteggiamento sia per costruirlo questo
rapporto. La costruzione di questo rapporto non è intrisa di
consociativismo; la costruzione di questo rapporto denota invece
il fatto che il Parlamento può fare un salto di qualità, può
volare alto. Noi siamo disposti al confronto.
Il rapporto dialettico dentro un aula parlamentare è un
rapporto naturale; le opposizioni critichino, anche aspramente le
funzioni del Governo; servano a dare i contributi per migliorare
i testi legislativi; tutto questo produrrà una qualità della
produzione legislativa, migliorando la parte del Parlamento. E
tuttavia, dentro questo quadro, non nascondiamo che ci sono
delle difficoltà.
Vogliamo però ricordare agli amici del Polo che la
maggioranza non nasce perchè c'è stato qualcuno che ha detto che
bisognava per forza farla questa maggioranza; la maggioranza
nasce perchè c'era bisogno di fare un governo, e questo governo
nasce in seguito al fallimento delle politiche del Polo per le
libertà.
Se ci sono quadri nuovi, se ci sono attenzioni nuove noi
siamo disposti ad avere l'attenzione adeguata. Intanto si parte
dal contributo che questa maggioranza può dare e prendiamo atto
del fatto che anche l'opposizione vuole misurarsi con la
maggioranza che noi abbiamo formato. E tuttavia abbiamo un
terreno prossimo di confronto, immediato, forse a partire già da
questa sera, che potrebbe qualificare e non poco l'attività del
Parlamento.
Noi rischiamo di essere tagliati fuori da un dibattito che
in atto nella commissione "Affari istituzionali" del Parlamento,
dove si sta svolgendo un dibattito circa le nuove forme di
governo per le regioni a statuto ordinario, dove sono stati
presentati diversi disegni di legge sulle forme di governo da
parte delle forze del Polo, dell'UDR, del partito Democratico
della sinistra e noi, però, se ritardiamo ulteriormente, la
possibilità che il Parlamento regionale entri con una propria
proposta all'interno di quel dibattito, non abbiamo favorito un
processo di interlocuzione a cui tutti noi vogliamo aspirare.
La sfida che abbiamo davanti, se pur con opzioni diverse, è
la sfida della legge-voto.
Io mi auguro che il Parlamento questa mattina voti il
disegno di legge che è all'esame sulla contrazione del mutuo, nel
pomeriggio si proceda all'insediamento delle commissioni e nello
stesso pomeriggio e mi auguro in serata, se si respira questo
clima, si possa arrivare finalmente alla legge-voto.
Quello sì che è un terreno che qualifica l'intero
Parlamento, che permette al Parlamento regionale di interloquire
con il Parlamento nazionale, in quanto ci si muove sulla base di
una legittima competizione tra le forze politiche tese a
migliorare la forma di governo ed ammodernare la Sicilia.
Noi siamo disposti qui, ci siamo sforzati più volte di
cercare questo terreno. Se questo terreno oggi si realizza noi
siamo lieti di salutarlo come fatto positivo e di lavorare perchè
finalmente ci si possa confrontare sulle questioni che attengono
alla politica, sulle questioni che attengono all'attività
legislativa, sulle questioni che attengono alla sfida tra destra
e sinistra attorno all'ammodernamento della Sicilia.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
semplicemente dare la mia adesione a questo ordine del giorno che
ho firmato e però debbo sottolineare qualche cosa.
Mi riferisco all'onorevole Forgione, mi consenta, io non so
definirlo perchè mi ricorda - forse l'onorevole Mele e
l'onorevole Piro si ricorderanno questo avvenimento - mi ricorda
che, una volta a Palermo, a Villa Giulia, c'era un leone, il
vecchio leone di Villa Giulia che poi finì a Terrasini. Non so
se inquadrarlo in questa dimensione oppure come accompagnatore di
momenti dolorosi.
E quindi, veda, onorevole Piro, non si faccia accompagnare
dall'onorevole Forgione, perchè, se è nella prima veste, è chiaro
che c'è uno sbocco naturale, che arriva a Terrasini e lì si
finisce. Infatti il leone è finito proprio lì, non ha fatto molta
strada. Però debbo dire, storicamente rimane sempre l'ultimo
leone di Villa Giulia che, nel senso proporzionale, significa che
fino a quando ci sarà il proporzionale noi troveremo sempre il
vecchio leone di Villa Giulia. Se dovesse cambiare il sistema a
maggioritario io credo che questo leone non lo troveremo più.
Ma i momenti dolorosi, quando io parlo di accompagnatore di
momenti dolorosi, e diventa lugubre la situazione, vedete, su una
cosa sono d'accordo, onorevole Forgione, lei ha detto una cosa
bellissima ha parlato di me, ma ha detto una cosa dell'onorevole
Morinello: che sta sfasciando tutto, ha finito di sfasciare
l'Assessorato.
Sono d'accordo con lei. Su di me poi le racconterò qualche
altro episodio che fa riferimento alla sua attività, al suo modo
di essere, la sua intelligenza, la sua grande capacità, il
giornalismo, i suoi pensieri, il suo governo, tutto quello che
vuole, ma mi lasci dire una cosa, io e l'onorevole Bartolo
Pellegrino, qui dentro, abbiamo fatto una grande esperienza nella
vita, ma ci siamo misurati sempre su temi di libertà e di grande
autonomia.
PELLEGRINO. Su che cosa sta intervenendo?
CROCE. Sto intervenendo sull'ordine del giorno, ma siccome
lei, onorevole Pellegrino, mi ha chiamato in causa, le rispondo
anche in questo senso. lei ha detto che c'è qualcuno che si deve
interrogare, che deve interrogare la propria coscienza. Vede, tra
me e lei, onorevole Pellegrino, c'è una storia politica molto
generosa, intensa di fatti concreti e questa storia ci ha portati
qui al Parlamento; lei ci è arrivato con una lista "fai da te",
nel senso che lei da punto di vista della caratura personale,
quindi anche della ...
PRESIDENTE. Onorevole Croce, si limiti a parlare sull'ordine
del giorno; le storie personali qualche volta sono noiose.
CROCE. Volevo dare all'onorevole Pellegrino la misura di che
cosa significa fare politica. Sono arrivato qui e noi di Forza
Italia siamo arrivati qui con un voto politico e siamo il primo
partito anche se all'opposizione; siamo arrivati qui con un
progetto politico liberale e siamo qui a fare la nostra parte.
Però, vede, ci siamo arrivati con un consenso popolare che ci
vedeva impegnati in un governo; non abbiamo scippato nulla a
nessuno, non abbiamo scippato nulla. Forti di quel consenso
abbiamo realizzato un governo che stava affrontando alcuni
problemi importantissimi e lei lo sa. Lei ci arrivato con una
lista - ripeto - autonoma, piena di libertà e io apprezzo la sua
situazione politica e personale. Epperò, se lei vuole fare le
cose che ha detto nella prima fase perché nella seconda fase non
l'ho seguito più, si faccia carico di questi problemi che non
interessano soltanto noi che siamo qui, ma interessano la
globalità delle questioni che in Sicilia, mi creda, in questo
momento non sono certamente da sottovalutare.
Quindi nel rispondere a lei, nel rispondere all'onorevole
Forgione, ripeto perché non sapevo quali dimensioni dare,
adesso parlerò soltanto per un minuto, e mi è consentito farlo in
quanto firmatario, sull'ordine del giorno che ritengo sia un
documento importante, con cui l'onorevole Fleres, Forza Italia ed
altre componenti politiche stanno per dare al Governo una
possibilità in più rispetto a quel vicolo che già avevano
costruito. Diamo al Governo questa possibilità perché pensiamo di
costruire, non pensiamo di demolire.
Quando parliamo e facciamo gli interventi anche se a volta
possono sembrare di ostruzionismo, caro onorevole Piro, non è
così. Non è così, perché noi siamo animati dalla voglia di fare,
non andiamo in soccorso a nessuno, caro onorevole Forgione, noi
consentiamo al Governo di governare, ma ad alcune condizioni, lei
senza nessuna condizione ha ha consentito la nascita di questo
Governo. Quindi lei non è opposizione, non ha titolo per parlare
di opposizione. Se noi oggi siamo qui e abbiamo dato al Governo
questo strumento, lo abbiamo dato nell'interesse dei siciliani.
State attenti, non giocate su queste cose. Noi abbiamo dato
questo strumento al Governo e all'onorevole Piro per fare una
cosa seria. Come pure noi chiediamo che si vada avanti anche con
l'elezione delle Commissioni legislative perché è giusto che si
facciano le commissioni, ma noi siamo perché il disegno di
legge-voto vada avanti in maniera chiara e perfetta e se è
possibile oggi stesso approvare i disegni di legge. Questo è il
modo di fare politica, non è un modo per nascondersi
Ed allora debbono venire fuori le differenze. Anche lei,
onorevole Zanna, che è d'accordo con l'incompatibilità, deve
dichiarare fino in fondo e deve portare avanti fino in fondo la
sua posizione politica, anche se so che è diversa rispetto al suo
gruppo di appartenenza.
Onorevoli colleghi e onorevole Zanna, il mio intervento è
perchè questo Governo vada avanti. Io non voterò il disegno di
legge ma mi asterrò perchè è un'astensione benevola che consente
al Governo di guardare avanti e di realizzare un momento di
sintesi unitaria. Quindi, onorevole Pellegrino, se c'è qualcuno
che ci crede e crede nella politica, faccia un passo avanti.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor Pre-
sidente, se può servire introdurre un ulteriore elemento di
distensione, posso confessare che il Governo avverte forti
momenti di debolezza; ed essendo le 15.10, avverte insistenti
languori ed anche qualche crisi ipoglicemica.
Nel merito, il Governo non può che fortemente apprezzare il
fatto che questa mattina, credo ne sia testimonianza il dibattito
interessante svoltosi e che ha offerto spunti di riflessione, si
è recuperata una frattura che rischiava di diventare insanabile,
si è recuperato - non so se si può dire - il senso della
politica, certamente il senso del ragionamento che, pur dentro
vicende che possono avere connotati di scontro politico forte,
tuttavia deve sempre permanere. Le istituzioni non sono al
servizio di nessuno e neanche dei parlamentari, sono i
parlamentari, le forze politiche, i gruppi che sono al servizio
delle istituzioni e dei cittadini.
Credo che questa mattina si sia posto comunque, al di là dei
richiami che sono stati fatti a possibili nuovi scenari politici,
si sia recuperata comunque una possibilità di dialogo. In questo
senso, il Governo, che pure in questi giorni non ha voluto
entrare direttamente in questioni che appartengono squisitamente
alle forze politiche ed ai gruppi parlamentari, ha ritenuto di
spendere qualche considerazione ed anche qualche prudente
intervento per cercare di ricomporre la frattura. Ciò in
considerazione del fatto che noi consideriamo assolutamente
importante che all'interno delle istituzioni ci sia piena
agibilità per tutte le forze politiche, che all'interno delle
istituzioni possano essere riconosciuti ruoli e posizioni e che
soprattutto in questo modo si affermi il rispetto delle regole,
perchè quando le regole vengono rispettate, la politica fluisce
liberamente, lo scontro politico acquista toni alti e sicuramente
raggiunge i risultati che tutti si aspettano da noi.
Non per questo, ma anche dentro questa situazione, il
Governo ha ritenuto, rispetto a questo disegno di legge, peraltro
come ha inteso fare fino a questo momento e credo continuerà a
fare da questo momento in poi, di dovere prestare la massima
attenzione alle considerazioni, alle riflessioni e alle proposte
che sono venute anche dai settori o in massima parte dai settori
dell'opposizione, di dover svolgere un dialogo che credo, a
questo punto si sia dimostrato proficuo. Nello stesso tempo, il
Governo ribadisce che questo è un Governo legato alla riforme, un
Governo che si è dato tempi, scadenze e obiettivi e in questo
senso il Governo non può che essere estremamente favorevole alla
possibilità che immediatamente riprenda il dibattito e possa
concludersi l'approvazione della legge voto.
Per quanto riguarda il disegno di legge in discussione, esso
apre un ventaglio di possibilità, dà degli strumenti al governo e
in questo senso il governo ancora una volta ribadisce il proprio
apprezzamento per le posizioni che qui sono state espresse e
anche, se mi consentite, per gli apprezzamenti che sono stati
rivolti all'assessore per il bilancio.
Il Governo si sente fortemente responsabilizzato e in
massima parte l'assessore per il bilancio. Tendo tuttavia a
ribadire quanto qua ho già affermato: anche se la responsabilità
dal disegno di legge viene intestata all'assessore al bilancio,
tuttavia in nulla verranno modificate le procedure che prevedono
una valutazione e un'assunzione di responsabilità collegiale da
parte della Giunta di governo, che in questo senso verrà onerata
del compito di effettuare tutte le valutazioni necessarie e tutte
le comparazioni che sono indispensabili.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno, il Governo è
favorevole al suo accoglimento con due precisazioni, onorevole
Fleres. La prima che riguarda la questione dei dieci anni. Il
Governo non ha inteso modificare la norma che già esiste nella
nostra legislazione e che prevede che i mutui possano essere
contratti e i prestiti emessi in un arco temporale che va dai
cinque ai quindici anni dando già con questo un'indicazione
precisa di come intende muoversi. Posso dire che l'indicazione
dei dieci anni è un'indicazione che intendiamo perseguire;
tuttavia tendo a precisare, e credo che lei e i firmatari
dell'ordine del giorno possano essere d'accordo con me, che
certamente non sarà undici o dodici anni che potrà variare la
questione, fermo restando appunto la banda di oscillazione che è
già prevista dalla legge. La seconda indicazione che riguarda le
opportune garanzie a copertura del rischio di eccessivo aumento;
il Governo farà di tutto per cautelarsi, anche prevedendo
eventualmente una indicazione di tasso ad opzione nel caso in cui
questo sia necessario e nel caso in cui questo sia conveniente
con la operazione stessa e sia conveniente per la Regione.
Signor Presidente, con queste precisazioni che ho adesso
fornito, il Governo esprime parere favorevole all'ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 289.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta
odierna l'onorevole La Corte.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 863/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Pignataro, Villari, Fleres, Lo Certo, Calanna, Speranza,
Silvestro ed altri l'ordine del giorno n. 288 "Iniziative a
livello centrale, in ordine al c.d. numero programmato per
l'accesso ad alcune facoltà e corsi di laurea universitari".
Ne do lettura.
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- diversi anni nelle Università italiane è stato introdotto, per
l'accesso a diverse facoltà e corsi di laurea, il numero
programmato;
- negli anni accademici 1996-1997 e 1997-1998 gli studenti
inizialmente esclusi dall'accesso ad alcuni corsi di laurea, sono
stati riammessi - seppur con riserva - a seguito di ordinanze di
diverse sedi di TAR;
- il Parlamento nazionale alla luce della situazione che si è
determinata con le sopraddette ordinanze dei TAR ha in discussione
un provvedimento legislativo volto ad ammettere definitivamente gli
studenti che negli anni accademici 1996-1997 e 1997-1998 erano
stati esclusi;
- per l'anno accademico 1998-1999 si è verificata la medesima
situazione degli anni accademici precedenti, con diverse
contradditorie ordinanze dei TAR, venendosi a determinare una
situazione di incertezza in ordine alla quale non vi è stata, ad
oggi, una adeguata iniziativa chiarificatrice del governo nazionale
e del Ministero per la ricerca e per l'università e vi sono stati
continui rinvii delle autorità accademiche;
- tale situazione oltre a creare tensione fra le famiglie e gli
studenti interessati non consente a questi ultimi la certezza
dell'esercizio del diritto allo studio;
- in alcuni Atenei la esclusione dell'accesso alle facoltà ed ai
corsi di laurea è stata operata in contrasto con quanto previsto
dal DM dell'11 luglio 1998 secondo cui il numero programmato di
studenti che possono accedere alle facoltà ed ai corsi di laurea va
determinato sulla base del fabbisogno nazionale delle singole
professione e non sulle oggettive potenzialità didattiche dei
singoli atenei, criterio quest'ultimo che crea disparità di
trattamento tra atenei diversi e penalizza in particolare quelli
del Mezzogiorno;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a mettere in essere tutte quelle iniziative nei confronti del
governo nazionale e del parlamento, volte a chiarire la situazione
di cui in premessa chiedendo, in particolare, di prevedere nel
citato provvedimento legislativo in discussione relativo agli
studenti esclusi negli accademici 1996-1997 e 1997-1998, anche gli
studenti interessati per l'anno accademico 1998-1999;
- a sollecitare i rettori degli atenei siciliani e i relativi
senati accademici sull'applicazione corretta del DM dell'11 luglio
1998>> (288).
PIGNATARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
<<Art. 5.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge n. 863/A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE N.
863/A "RICORSO AL MERCATO FINANZIARIO PER L'ANNO 1998".
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 863/A "Ricorso al mercato finanziario
per l'anno 1998".
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme
il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 55
Maggioranza .............. 28
Hanno votato sì .......... 37
Astenuti ................. 18
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
La seduta è rinviata ad oggi, giovedì 4 febbraio 1999, alle
ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 298 - Iniziative urgenti al fine di riordinare l'intero
settore delle autolinee in Sicilia.
Vella Basilio, Forgione Francesco, Liotta Santo, Martino Fe-
derico.
Presentata il 3 febbraio 1999.
N. 299 - Misure urgenti in favore del tessuto produttivo
agricolo, degli agricoltori e dei braccianti delle province
siciliane colpite dal maltempo dei giorni scorsi.
La Corte Gioacchino, Ortisi Egidio, Lo Certo Sebastiano, Zago
Salvatore, Spagna Fausto, Burgaretta Aparo Sebstiano, Bufar-
deci Giambattista, Forgione Francesco, Martino Federico.
Presentata il 3 febbraio 1999.
III - ELEZIONE DI UN DEPUTATO QUESTORE.
IV - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE.
V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana concernenti l'elezione diretta del Presidente
della Regione, l'autoscioglimento dell'Assemblea,
l'iniziativa legislativa popolare e comunale ed i
referendum regionali'' (nn. 2-94-144-152-177-705-708-758 -
Norme stralciate/A) (Seguito).
Relatore: On.le Provenzano
2) 'Istituzione del parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del parco archeologico
integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa' (nn. 453 -
302 - 724/A).
Relatore: On.le Adragna
3) 'Proroga della durata della Commissione speciale per la
riforma dello Statuto e le riforme istituzionali' (n. 842).
4) 'Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di
misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e
dei loro familiari' (n. 795).
La seduta è tolta alle ore 15.18
(Esitato dal Servizio Resoconti alle ore 16.50)