Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 19.13.
TURANO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 2813 - Opportune iniziative allo scopo di far luce
sulla vicenda relativa al restauro di Palazzo Carfì presso
il comune di Cassaro (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Vella Basilio
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N. 2816 - Interventi per una migliore organizzazione degli
ambulatori dell'ospedale sito nel comune di Grammichele, a
Catania.
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
----------------
N. 2817 - Interventi in favore della biblioteca comunale
'Giacomo Matteotti', sita nel comune di Viagrande, in
provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
----------------
N. 2818 - Interventi per evitare i notevoli disagi subiti
dagli utenti dell'ufficio postale del comune di Trecastagni,
in provincia di Catania.
- Presidente Regione
Fleres Salvatore
----------------
N. 2819 - Interventi in favore del fiume di Vizzini, in
provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
Fleres Salvatore
----------------
N. 2820 - Interventi per fronteggiare il fenomeno
dell'abusivismo commerciale nei mercati rionali sul suolo
pubblico della città di Catania.
- Assessore Cooperazione
Fleres Salvatore
N. 2821 - Interventi per l'istituzione di nuove aree per
la realizzazione di altri mercati rionali a Catania.
- Assessore Cooperazione
Fleres Salvatore
----------------
N. 2822 - Interventi per l'individuazione definitiva di
aree da destinare ai venditori ambulanti di torrone,
dolciumi, arachidi, giocattoli, e crespelle, in occasione di
specifiche festività nella città di Catania.
- Assessore Cooperazione
Fleres Salvatore
----------------
N. 2823 - Interventi per la realizzazione di un
marciapiede in Via Libertà, nel comune di Riposto, in
provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
----------------
N. 2824 - Interventi per la realizzazione di una palestra
nel comune di Sant'Alfio, in provincia di Catania.
- Assessore Territorio
- Assessore Turismo
Fleres Salvatore
----------------
N. 2825 - Interventi per il ripristino dei voli Alitalia
da e per l'isola di Pantelleria.
- Assessore Turismo
Fleres Salvatore
----------------
N. 2826 - Interventi per il mancato utilizzo dei fondi
stanziati dalla Regione siciliana per il terremoto del 13
novembre 1990.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
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Interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2814 - Interventi urgenti al fine di avviare
un'ispezione presso i locali dell'AUSL n. 1 di Agrigento e
porre fine alle carenze strutturali.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Vella Basilio
----------------
N. 2815 - Provvedimenti per una pronta realizzazione del
piano regolatore di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Enti Locali
Caputo Salvino
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 314 - Interventi sui concorsi per l'accesso alla
dirigenza del ruolo sanitario.
Pezzino Vincenzo; Oddo Camillo; Monaco Sergio; Trimarchi
Giovanni
Presentata il 17/02/99
PRESIDENTE. Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del
Regolamento interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al secondo punto
dell'ordine del giorno: II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI
DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO,
DELLE MOZIONI:
N. 302 - Sospensione della efficacia del concorso per
titoli ed esami a n. 357 posti di allievo Guardia
forestale.
Fleres Salvatore; Croce Antonino; Pagano Alessandro;
Basile Filadelfio.
Presentata il 10.02.99
N. 303 - Interventi per l'adeguamento strutturale e del
personale delle Ferrovie dello Stato in Siciia.
Fleres Salvatore; Pagano Alessandro; Cimino Michele; Croce
Antonino; Grimaldi Ugo; Leontini Innocenzo; Beninati
Antonino; Provenzano Giuseppe; Bufardeci Giambattista.
Presentata il 10.02.99
---------------
N. 304 - Interventi circa i provvedimenti di rotazione del
personale dirigente della Regione ed in particolare
dell'Ing. Salvatore D'Urso.
Cimino Michele; Grimaldi Ugo; Leontini Innocenzo; Croce
Antonino; Misuraca Salvatore; Provenzano Giuseppe; Pagano
Alessandro.
Presentata il 10.02.99
---------------
N. 305 - Decreto-legge 11.6.1998, n. 180, convertito con
modificazioni in legge 3 agosto 1998, n. 267.
Individuazione aree ad elevato rischio idrogeologico.
Adozione misure di salvaguardia. Revoca circolare n. 22824
del 10.12.1998, Assessorato regionale Territorio ed
ambiente.
Caputo Salvino; La Grua Saverio; Scalia Giuseppe; Strano
Antonino.
Presentata il 10.02.99
---------------
N. 306 - Non realizzazione di una discarica di rifiuti
solidi urbani in agro di Cerda (PA) e realizzazione, in
tempi brevi, del Piano regionale dello smaltimento rifiuti.
Caputo Salvino; La Grua Saverio; Scalia Giuseppe; Strano
Antonino; Briguglio Carmelo.
Presentata il 10.02.99
---------------
N. 307 - Provvedimenti volti a dare attuazione al
tariffario regionale nel comparto della specialistica
ambulatoriale.
Strano Antonino; Aulicino Armando; Pagano Alessandro;
Leontini Innocenzo; Ricotta Michele; Caputo Salvino.
Presentata l' 11.02.99
---------------
N. 308 - Trasferimento dell'Ing. Salvatore D'Urso dal
gruppo di lavoro per la protezione civile all'autoparco
dell'amministrazione regionale.
Strano Antonino; La Grua Saverio; Scalia Giuseppe;
Sottosanti Fulvio Salvatore; Tricoli Marzio; Ricotta
Michele; Briguglio Carmelo, Stancanelli Raffaele; Virzì
Gioacchino; Catanoso Genoese Francesco; Caputo Salvino.
Presentata l' 11.02.99
N. 309 - Interventi urgenti per il completamento dei
lavori di costruzione della discarica di rifiuti solidi
urbani in località Cuddia-Montagnola della Borranea (TP).
Croce Antonino; Grimaldi Ugo; Pagano Alessandro; Fleres
Salvatore; Beninati Antonino.
Presentata l' 11.02.99
---------------
N. 310 - Provvedimenti per il riordino delle Aziende
autonome di soggiorno e turismo.
Strano Antonino; Granata Benedetto Fabio; Tricoli Marzio;
Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo.
Presentata l' 11.02.99
---------------
N. 311 - Provvedimenti volti a consentire ai medici
specialisti ambulatoriali esterni l'uso del ricettario
unificato del Servizio sanitario nazionale.
Strano Antonino; Stancanelli Raffaele; Ricotta Michele;
Granata Benedetto Fabiuo; Tricoli Marzio; Briguglio
Carmelo.
Presentata l' 11.02.99
---------------
N. 312 - Iniziative volte al recupero turistico delle
isole Eolie.
Strano Antonino; Briguglio Carmelo; Granata Benedetto
Fabiuo; Tricoli Marzio; Stancanelli Raffaele.
Presentata l' 11.02.99
---------------
N. 313 - Interventi finalizzati alla salvaguardia dei POP
(Programmi operativi plurifondo).
Strano Antonino; Granata Benedetto Fabiuo; Tricoli Marzio;
Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo.
Presentata l' 11.02.99
Non sorgendo osservazioni le mozioni annunziate saranno
demandate alla Conferenza dei capigruppo perchè se ne determini
la data di discussione.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONI DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di mozioni e segnatamente della mozione numero 296:
<< Revoca di delega all'Assessore per il territorio e
l'ambiente>>. Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il Ministro dell'Ambiente ha già provveduto,
per effetto dei poteri sostitutivi attribuitigli
dalla vigente normativa, a commissariare le Regioni
Campania, Puglia e Calabria per la mancata
attuazione dei programmi predisposti dal Ministero
in materia ambientale;
CONSIDERATO che lo stesso Ministro ha richiamato più volte
anche la Regione siciliana al fine di ottemperare
alle prescrizioni dei programmi stessi;
ATTESO che la Regione siciliana non sembra avere ancora dato
attuazione nell'Isola a quanto stabilito dagli atti
ministeriali di cui sopra;
CONSIDERATO altresì che il Ministro dell'Ambiente ha reso
nota la sua intenzione di procedere al
commissariamento anche della Regione siciliana a
causa dell'inadempimento connesso alla mancata
attuazione delle prescrizioni normative contenute
nei programmi predisposti dallo stesso Ministero;
POSTO che l'inerzia del Governo regionale, e segnatamente,
dell'Assessore preposto al ramo, è un ulteriore
segnale di incapacità dell'Esecutivo di far fronte
perfino alla richiesta di emanazione di atti dovuti;
CONSIDERATO ancora che la mancata attuazione di programmi
ministeriali concernenti una materia di grande
interesse e rilevanza qual è quella ambientale
contribuisce a consolidare un'immagine perversa
della realtà regionale;
RITENUTO infine che tale situazione è ulteriormente
aggravata dalla circostanza che il colore politico
dell'attuale Governo regionale è il medesimo di
quello nazionale, con ciò manifestandosi una totale
assenza di raccordo tra i due livelli istituzionali
che delegittima ancor più la maggioranza che
sostiene il Governo siciliano,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a revocare immediatamente la delega all'ambiente
all'Assessore preposto al ramo;
- a provvedere immediatamente e direttamente
all'attuazione in Sicilia dei programmi ministeriali
sull'ambiente>>.
(28 gennaio 1999)
FLERES - BUFARDECI - CROCE -
CIMINO - D'AQUINO - PROVENZANO -
MISURACA - ALFANO - BENINATI
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
LA GRUA . Chiede di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo
soltanto per chiedere di anticipare la trattazione delle mozioni
n. 296 e n. 297 quelle che riguardano i danni provocati dal
maltempo alle colture. Anche perchè ci sono pochi colleghi in
Aula e intanto potremmo trattare questa materia che, per altro, è
estremamente urgente, come sottolineava stamattina anche
l'onorevole La Corte che è il firmatario assieme ad altri di una
di queste due mozioni.
PRESIDENTE. Il Governo? C'è una richiesta di prelievo
onorevole assessore di trattare prima della mozione di sfiducia
le mozioni n. 299 e n. 297.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
presidente io non avrei nulla in contrario se non fosse per il
fatto che in questo non è presente nè l'assessore all'agricoltura
nè il Presidente della Regione. Tuttavia se viene ritenuto che si
possa procedere nella discussione, fermo restando che al momento
in cui il Governo deve esprimere il proprio parere sarebbe
opportuna la presenza almeno del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Se ho ben capito lei offre la sua disponibilità.
Deve esprimere un parere positivo o negativo.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Ho detto che le
mozioni si possono discutere, ma faccio notare che non sono
presenti in questo momento nè l'Assessore per l'agricoltura nè il
Presidente della Regione. Per quanto mi riguarda non sono in
grado di esprimere il parere del Governo su questo specifico
argomento.
PRESIDENTE. C'è il parere negativo del Governo che tra l'altro
solleva una eccezione di fatto molto praticabile, per cui,
onorevole La Grua, non può essere presa in considerazione la sua
richiesta di prelievo.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, intervengo sulla possibilità,
come avevo già detto oggi, di trattare, anche perchè in effetti
già sono scaduti i termini di una circolare, la mozione numero
300. Chiedo di poter prelevare la mozione numero 300 e quindi
poter discutere con l'Assessore presente su questa mozione.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, si tratta di una mozione che mi riguarda, però non
essendo all'ordine del giorno, considerato che in questa Aula,
per quanto mi riguarda, non voglio improvvisare, ma voglio
regolarmi di conseguenza con dati precisi, non credo che possa
essere discussa stasera. Non sono preparato per la risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, �� stato già deciso, se ho ben
capito che la mozione in questione è tra quelle che è stata letta
stasera ed è stato deciso senza alcuna osservazione di inviarla
alla presidenza dei Gruppi parlamentari. E' questa o è una
iscritta all'ordine del giorno? Mi dica il numero della mozione.
BENINATI. E' la numero 300.
PRESIDENTE. Viene richiesto il prelievo della mozione n. 300.
Onorevole Assessore, è all'ordine del giorno.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente.
Signor Presidente, la mozione non era all'ordine del giorno,
quindi non sono nelle condizioni di rispondere stasera.
PRESIDENTE. E' all'ordine del giorno.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. E'
stata letta all'ordine del giorno?
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di prelievo della
mozione n. 300. Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si torna, se non ci sono altre richieste di
prelievo, alla trattazione della mozione n. 296. Chiedo se i
firmatari intendono illustrare la mozione.
FLERES. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione n.
296 trae lo spunto da una analoga mozione avente il medesimo
contenuto che era stata presentata in precedenza per consentire
all'Aula di comprendere esattamente quali siano state le
motivazioni che hanno indotto il Presidente della Regione a
chiedere il commissariamento alla Regione stessa, così come già
accaduto per la Campania, la Puglia e la Calabria, relativamente
alla mancata attuazione dei programmi predisposti dal Ministero
dell'ambiente ed in particolare relativamente alla applicazione
del decreto Ronchi.
Perché abbiamo presentato questa mozione? Non certo per
sottolineare le inadempienze specifiche dell'assessore al ramo,
non certo per, come dire, sollevare polemiche che certamente non
attengono alla nostra posizione politica, ma soltanto per
comprendere quale fosse il senso di una decisione che se autonoma
del Ministero avrebbe avuto un senso, se, invece, sollecitata dal
Presidente della Regione non si comprende quale motivazione reale
abbia alla propria base.
Perché noi ci poniamo questo problema perché riteniamo che
il Presidente della Regione abbia molti strumenti per potere
operare comunque senza richiedere l'intervento sostitutivo del
Governo nazionale e tra questi certamente gli strumenti connessi
con la delega dell'Assessore al territorio e ambiente.
Ora se, invece, di scegliere la via ordinaria che è quella
di dare esecuzione alla legge secondo quelle che sono le
indicazioni contenute nella medesima si preferisce la via della
richiesta del commissariamento, evidentemente i casi sono due...
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, onorevoli colleghi, desidererei
che venisse assicurato all'onorevole Fleres la serenità
necessaria per esprimere le proprie opinioni. Grazie, prego
onorevole Fleres.
FLERES. Grazie onorevole Presidente, dicevo i casi sono due o
il Governo ritiene che la legge sia insufficiente relativamente
agli strumenti che gli affida per l'applicazione del decreto
Ronchi e comunque delle competenze connesse all'applicazione
delle diverse leggi in materia di tutela ambientale ovvero il
Presidente della Regione ritiene che ci siano delle lentezze
strutturali, non so se attribuibili alla componente politica
dell'assessorato, cioè a dire all'Assessore ovvero alla struttura
burocratica del medesimo, ma in qualunque caso il Governo ha ben
altri strumenti per potere operare.
Se rinunzia alla utilizzazione delle proprie competenze e si
affida ad un intervento di natura straordinaria, noi riteniamo
che ci sia una contraddizione nel comportamento del Governo. A
noi non importa sapere se questa contraddizione è riconducibile o
sia riconducibile a delle inadempienze dell'assessore, se è
riconducibile a delle inadempienze della struttura, se sia
riconducibile a delle inadempienze del Presidente della Regione,
se la legge è insufficiente, se ci sono delle modifiche alla
medesima che ne hanno impedito la piena applicazione, se ci sono
fatti insiti nella volontà politica ovvero oggettivi nella
struttura della legge stessa o nella struttura burocratica
dell'assessorato. E, allora riteniamo che queste cose il
Presidente della Regione debba dirle e, francamente, ci troviamo
a disagio a dovere discutere questo tema in assenza del
Presidente della Regione perché il destinatario della mozione non
è l'assessore al territorio ed all'ambiente. L'assessore al
territorio e all'ambiente è l'oggetto della mozione non certo il
destinatario. Il destinatario è il Presidente della Regione che
deve spiegare quale sia stata la ragione logica e politica che lo
ha indotto a richiedere il commissariamento della Regione stessa
mostrandosi di fatto del tutto disarmato o, comunque, non pronto
a compiere quanto la legge gli affida.
E, allora onorevole Presidetne, onorevoli colleghi, giusto
per comprendere anche l'atteggiamento politico di Forza Italia
rispetto al tema in questione, noi non desideriamo discutere con
l'assessore al territorio ed all'ambiente. Noi desideriamo
discutere con il Presidente della Regione. Noi vogliamo che il
Presidente della Regione ci spieghi per quali ragioni ha
rinunziato alle sue prerogative in materia e per quali ragioni
dunque ha affidato le applicazioni della legge in questione ad un
Commissario proveniente dal Ministero, o comunque indicato dal
Ministero, e non ha ...
(Entra in Aula il Presidente della Regione, onorevole
Capodicasa)
FLERES. ... - vedo che il Presidente della Regione è
arrivato e quindi riformulo la domanda -. Onorevole Presidente
della Regione, noi stavamo cercando di spiegare che il
destinatario della nostra mozione non è l'assessore al territorio
ed all'ambiente, ma lei. Non tanto per l'oggetto della mozione
stessa, quanto per il percorso che ha prodotto la richiesta di
commissariamento ed abbiamo detto se ci sono delle inefficienze
di natura politica o se ci sono delle inefficienze di natura
burocratica, il Presidente della Regione ha altri strumenti per
potere operare e potere chiedere l'applicazione di quanto prevede
la legge. Se, invece, questi strumenti sono insufficienti o se la
legge presenta al proprio interno delle condizioni di
inapplicabilità come già si è verificato tant'è che ci sono stati
dei successivi decreti che hanno modificato quello originario,
tant'è che l'assessore Grimaldi, che ha preceduto l'assessore Lo
Giudice, fu impossibilitato a dare seguito al medesimo decreto
perché nel frattempo che stava incardinando i relativi
provvedimenti ci furono delle modifiche a quel decreto che
interruppero di fatto l'istruttoria di quanto previsto. Allora,
per ricapitolare, noi non vogliamo sapere se l'assessore Lo
Giudice è stato bravo oppure cattivo. Noi vogliamo sapere per
quali ragioni il Presidente della Regione piuttosto che
utilizzare i suoi poteri, i poteri del Presidente della Regione
ovvero consentire e sollecitare l'applicazione dei suoi poteri
all'assessore al territorio ed all'ambiente ha preferito la via
del commissariamento. E, in particolare, vogliamo sapere se
questi motivi sono riconducibili ad un'inadeguatezza di natura
politica, ad un'inadeguatezza di natura burocratica ovvero ad
un'inadeguatezza di carattere normativo se per caso la norma non
consenta fino in fondo di essere applicata così come si dovrebbe.
Per questo, devo dire, non avevamo in un primo momento dato un
valore di sfiducia alla mozione stessa, ma esclusivamente un
valore di provocazione rispetto all'atteggiamento che il Governo
stesso ed il Presidente della Regione ha tenuto relativamente
alla questione di cui stiamo trattando.
Non credo che si debba aggiungere altro, anche perchè la
mozione è abbastanza schematica e vorremmo che l'Aula fosse
chiamata ad ascoltare ed a pronunciare la risposta del Presidente
della Regione relativamente alle motivazioni che lo hanno indotto
a soprassedere rispetto alla utilizzazione piena dei suoi poteri
e a chiedere un intervento di natura straordinaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zanna. Ne ha
facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo dopo
aver ascoltato l'intervento dell'onorevole Fleres perchè rispetto
alle cose dette dall'onorevole Fleres mi sembra che cambi un po'
l'ordine del giorno della discussione che dovremmo fare, perchè
non ho capito se dobbiamo fare una discussione sull'emergenza
rifiuti, ed io avrei molte cose da dire, e non sarebbe male che
questo Parlamento si riunisse e facesse una discussione
approfondita su come fronteggiare un'emergenza drammatica che
stiamo già vivendo e che più andiamo avanti più sarà difficile
fronteggiare o se dobbiamo discutere dell'attività di un
Assessore.
Non so se è una sorta di marcia indietro rispetto agli
obiettivi che il Polo si poneva, anzi che Forza Italia si poneva
quando ha presentato questa mozione.
Se gli argomenti che si portano di contestazione
all'attività di un Assessore, dell'Assessore Lo Giudice e del
Governo Capodicasa sono quelli scritti nella mozione ed esposti
qui dall'onorevole Fleres, con tutta franchezza, mi sembrano
delle ragioni un po' deboli e perfino inconsistenti. Forse se i
parlamentari di Forza Italia avessero chiesto anche al
sottoscritto avrei forse suggerito qualche argomento un po' più
pesante di contestazione, e non questi che mi sembrano
francamente un po' fragili e che non corrispondono al vero.
Lo dico perchè nelle settimane scorse sono stato fra quelli
che ha chiesto il commissariamento della Regione sulla vicenda
dei rifiuti.
Perchè onorevole Fleres? Perchè in due anni e mezzo di
Governo di centro-destra, in due anni e mezzo delicatissimi, nei
due anni e mezzo in cui è uscito il decreto Ronchi i precedenti
Assessori, tra cui anche l'Assessore Lo Giudice per la parte che
gli compete, nulla hanno fatto per cominciare ad affrontare
questa emergenza, emergenza su cui scontiamo ritardi ormai
decennali. Abbiamo un piano vecchio di dieci anni che dopo
soprattutto l'uscita del decreto Ronchi è a dir poco arretrato ed
inapplicabile.
Questo ha fatto sì che il resto del Paese si è dato delle
norme, delle regole, che sono andate avanti, mentre la Regione
siciliana è stata lì in attesa, a verificare se il decreto
Ronchi è attuabile, in che parte è attuabile, in che parti è
attuabile, in quale parti deve essere recepito, come deve essere
recepito. Ma siccome il tempo passa in maniera inesorabile, si è
arrivati al punto che tutto quello che prevede quel decreto,
tutte le possibili proroghe contenute in quel decreto non sono
più attuabili, sono già scadute, le ultime che sta firmando il
Presidente della Regione in sintonia, in raccordo con il
Ministero dell'Ambiente scadranno tra qualche settimana.
Allora credo che in una situazione di emergenza come quella
che stiamo vivendo e, ripeto, che diventerà drammatica nelle
prossime settimane, l'unica strada che rimaneva e che rimane è
quella di una gestione commissariale, con poteri speciali per
affrontare e cominciare a risolvere il problema della gestione
dei rifiuti solidi urbani.
Credo che ci sia un errore nella richiesta del Governo,
questo sì, che la gestione commissariale, la procedura chiesta
dal Governo è quella di un commissariamento sulla base delle
prerogative delle norme legate alla Protezione civile, che
inevitabilmente portano alla designazione del Presidente della
Regione come commissario dei rifiuti.
Invece credo che noi dovevamo seguire le procedure e
dobbiamo seguire le procedure previste dallo stesso decreto
Ronchi, che prevede il commissariamento con una 'figura terza',
con una figura fuori d'altra attività e che possa dedicare
quotidianamente e senza alcun vincolo di altri impegni; io direi
su un vincolo di partito, di avere interesse elettorale, perché
bisogna scegliere, bisogna scegliere dove fare la discarica, se
farla in quel paese o farlo in quell'altro. E come abbiamo
vissuto in questi anni - ultimo episodio, parlo della provincia
di Palermo sull'obiettivo della realizzazione di una discarica
del comune di termini, a ridosso del paese di Cerda - le
polemiche nascono tra varie comunità, tra vari sindaci, tra
diverse amministrazioni. E non si tratta di colore politico,
perché spesso sono sindaci che si scontrano e fanno parte dello
stesso schieramento politico, però difendono un principio,
difendono il proprio territorio, difendono la propria comunità.
Anche per questa ragione e per il fatto che siamo fuori
tempo massimo, c'è la necessità di intervenire con carattere
di emergenza e di urgenza. Ecco perché ritengo che sia giusta e
sacrosanta, inevitabile la richiesta di commissariamento della
Regione siciliana; ripeto applicando e rispettando le norme
previste dal decreto Ronchi e non il procedimento seguito dalla
protezione civile.
Credo che se questo è il tema della discussione, è
necessario approfondirlo; perché, non si può tradurre, a mio
modesto parere, una richiesta di sfiducia di revoca della delega,
ma se è opportuno, discutere e scegliere questa strada - io, su
questo, ho detto la mia opinione - se invece la discussione,
l'argomento di questa mozione è quello che doveva forse essere, e
cioè quello di giudicare positivamente o negativamente l'opera di
un assessore al territorio - che per quanto mi riguarda, lo posso
giudicare per i prossimi due mesi - allora mi riservo di
intervenire nel merito di contestazioni più congrue e più forti,
e non quelle di porre una discussione generale su come
fronteggiare l'emergenza rifiuti.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla mozione in discussione è
stato presentato un ordine del giorno a firma Stancanelli,
Scalia, la Grua, Catanoso, Sottosanti, Ricotta. Ne do lettura:
N. 292 - Iniziative a seguito della paventata chiusura della
Sicilgesso.
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATA la grave situazione sociale verificatasi nei comuni di
Calatafimi Segesta e di Alcamo per la paventata
chiusura della SICILGESSO a seguito del pronunciamento
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, secondo
il quale una serie di considerazioni di organismi
consultivi impedirebbero la concessione delle relative
autorizzazioni necessarie per il proseguimento delle
attività estrattive che assicurano occupazione ad oltre
50 unità e sopravvivenza ad altrettante famiglie;
CONSIDERATO che le pressanti richieste di sindacati, enti locali e
forze politiche a nulla finora sono valse per la
soluzione del problema IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a rendere noto al Parlamento siciliano, tramite deposito di
apposita relazione presso la Presidenza dell'Assemblea
Regionale Siciliana, le ragioni del mancato
accoglimento dell'istanza avanzata dalla Sicilgesso;
- ad attivare ogni possibile canale per concedere alla suddetta
azienda almeno la proroga alla attività estrattiva sino
alla completa definizione della nuova istanza
presentata dalla stessa azienda;
- a rendere noto all'Assemblea l'elenco dei pronunciamenti dello
stesso Assessorato, in materia di attività estrattiva,
specificando il nome della ditta beneficiaria, il
domicilio fiscale della stessa ditta, l'oggetto
dell'istanza nonchè il testo dei pareri resi dai vari
organismi sulle domande presentate>> (292).
Presidenza del presidente Cristaldi
E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'intervento che mi accingerò a fare, farà ulteriore chiarimento,
per quello che si può, sui contenuti che in effetti questa
vogliono dare, come penso ha già ben spiegato il collega Fleres.
Effettivamente, un po' la confusione, ma più che la confusione le
motivazioni che hanno portato a delle richieste ma che certamente
non erano - ed io già dissi in tempi meno sospetti, in un mio
altro intervento - che era proprio di capire il Governo regionale
subentrato al Governo precedente col Presidente Capodicasa è
intervenuto e quindi non si è ben chiarito, proprio questa è la
risposta che anche si chiede è intervenuto e non si è capito se è
stata chiesto il commissariamento o è stato un commissariamento
di ufficio, perchè in entrambe le soluzioni certamente si
evidenzia una difficoltà che per una parte l'Assessore che
coincide con l'Assessore che per un periodo ha già esercitato
questo ruolo di fatto allora avrebbe adempiuto lui, o quanto meno
sarebbe stato lui il responsabile, da un altro alto, cosa che
forse non è, ma che ancora non si è potuto capire, mentre se
effettivamente è stata una richiesta del Presidente della
Regione, allora, di fatto, vuol dire che l'Assessore non era in
grado di gestire questa situazione e siccome questo problema io
già anzi in un'altra fase io ebbi a parlarne con l'Assessore Lo
Giudice, si voleva interpretare questo, e vorrei essere anche
esplicito, secondo il mio punto di vista il decreto Ronchi che fu
del febbraio del 1997, effettivamente nel novembre del 1997 come
già è stato detto bene dal collega Zanna ha di fatto rimodulato
un po' tutta la norma, ci sono buona parte di articoli che sono
stati cambiati e quindi a questo punto se c'era quell'anno di
tempo previsto nel decreto Ronchi affinchè le regioni adempissero
e nel caso in cui ciò non fosse fatto c'era la possibilità di un
commissariamento entro 180 giorni, se non ricordo male dice
questo, è chiaro che tutto questo si va a slittare.
Allora i contenuti della mozione sono più che altro rivolti
al Capo dell'esecutivo per chiarire se è stata una richiesta,
perchè oltre tutto e qui vorrei ritornare sul discorso di prima,
oltre tutto questo slittamento, in effetti, avrebbe di fatto
portato quasi un ulteriore anno di proroga.
Ora se per quanto riguarda il Governo in cui io sono stato
presente insieme all'Assessore Lo Giudice e per il quale devo
dire con molta coerenza so che si era adoperato su questo, ma
fino a che punto se il Presidente della Regione sembrerebbe aver
chiesto il commissariamento?
Allora, si vorrebbe avere un chiarimento se questo
commissariamento era da chiedere, primo, se era da chiedere per
quale motivo è stato chiesto, se è stato chiesto per inadempienza
per il periodo che l'Assessore Lo Giudice aveva già ricoperto la
delega o se altrimenti per il fatto che in effetti erano scaduti
i termini delle proroghe avrebbero portato l'Assessore Lo Giudice
a non avere adempiuto a degli obblighi.
Ecco se questo viene chiarito dal nostro Presidente io credo
che ci siano tutti i presupposti per dibattere meglio le
motivazioni che in effetti hanno spinto, è chiaro, se il
commissariamento esiste a chiedere di conseguenza la revoca della
delega.
Quindi, è un chiarimento che penso sia il Governo e degli
altri interventi se ce ne saranno potranno chiarire e dibattere
meglio, io condivido comunque la posizione dell'onorevole Zanna
che per decreto non c'era di bisogno di chiedere nulla, perchè di
ufficio dopo 180 giorni è il Ministro che già di fatto avrebbe
dovuto provvedere al commissariamento.
Ecco, detto questo rassegno questo mio pensiero che possa
servire ad una risposta più chiara da parte del Presidente del
Governo a cui in effetti, ha detto bene l'onorevole Fleres, è
diretta questa mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
facoltà.
GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché credo di essere anche un po' conoscitore di tutto questo
meccanismo, che possibilmente ha anche impedito all'assessore Lo
Giudice di portare avanti, con una certa celerità, l'attuazione
di questo decreto Ronchi.
Io devo ricordare a me stesso, ma principalmente ai miei
colleghi, che questo decreto Ronchi fu emanato nell'anno 1997 e
dava un anno di tempo alla Regione per poterlo materialmente
attuare. Quindi, l'assessore Grimaldi, che era componente del
Governo della giunta Provenzano, aveva allora un anno di tempo,
cioè fino al febbraio del 1998, per mettere in pratica questo
decreto.
Devo, però, anche ricordare che nel novembre del 1998
(8.11.98) fu modificato questo decreto e pubblicato nella
Gazzetta ufficiale n. 261 dello stesso giorno. Allora,
certamente, tutto quello che si era fatto è stato per noi
obbligatorio rivederlo, tanto è vero che abbiamo anche chiesto
dei pareri all'Ufficio legislativo della Regione perché era un
decreto complesso e l'attuazione certamente non era facile e
semplice.
Devo anche ricordare che nel febbraio del 1998, l'allora
assessore Grimaldi, dopo la crisi che fu aperta ufficialmente nel
novembre-dicembre del 1997, allora non era più assessore in
carica. Certamente avevamo iniziato una serie di procedure,
avevamo iniziato la consultazione con i presidenti delle
province, con i sindaci per cercare di attuare questo decreto.
Allora, credo che oggi questa mozione di sfiducia sia anche
superata, perché essendo già stata commissariata la Sicilia,
credo che da oggi le responsabilità - anzi da un mese circa -
ricadano su chi è stato nominato gestore responsabile per portare
avanti l'attuazione di questo decreto.
Io, però, devo spezzare una lancia a favore di chi opera in
questo settore e devo dire che certamente responsabilità politica
ce n'è, ce ne è stata, mi assumo anche la responsabilità politica
per il passato, tenendo in considerazione però che io avevo
ancora a disposizione due mesi, perché avevo tempo fino a
febbraio 1998 per accelerare l'iter per far sì che potesse essere
applicato questo decreto Ronchi; la mia carriera politica fu
troncata da assessore nel novembre-dicembre del 1997 per cui
certamente eravamo in ritardo, ma potevamo anche recuperare.
Bisogna anche dire, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi, oltre la responsabilità politica, le difficoltà nelle
quali ci si muove in un assessorato quale è quello del Territorio
e Ambiente, dove certamente non c'è un assessore, ma ci sono
tanti cento piccoli assessori, dove ognuno credo di interpretare
la legge in un modo diverso, per cui le controversie, alle volte
anche la perdita di tempo è qualche cosa che fa parte purtroppo,
ormai, del sistema. Allora, oggi noi dobbiamo più che altro
preoccuparci di questo problema, che è un problema serissimo
perché realmente da un momento all'altro può mettere in ginocchio
la Sicilia. Allora, l'invito che io muovo al Presidente della
Regione, quale Commissario per la Sicilia, in tempi brevissimi,
chiedendo la collaborazione di esperti, chiedendo la
collaborazione della stessa deputazione, di portare avanti la
soluzione di questo problema, perché in caso contrario non è più
un problema di presentare una mozione di sfiducia nei riguardi di
un assessore, ma credo che in quel preciso momento l'intera
Assemblea ha il dovere di presentare una mozione di sfiducia
contro il Governo.
Ma non possiamo assolutamente, secondo me, fare ricadere le
responsabilità in un momento particolare e delicato per la nostra
terra, per la nostra Sicilia, su un personaggio o su un altro
personaggio.
Allora, caro Presidente della Regione, anche se assente,
penso che noi come forze politiche, rappresentati in quest'Aula
l'opposizione ancora per qualche ora o per qualche giorno, la
invitiamo in tempi molto brevi, ed io penso che essendo stato
nominato commissario ha tutte le possibilità, ad accelerare al
massimo l'iter per applicare questo decreto.
Le diamo trenta giorni di tempo perchè il problema dei
rifiuti è un problema serio, che certamente appartiene a tutti
noi e appartiene a tutti i comuni che oggi si trovano in grande,
immensa difficoltà.
Per cui l'invito che rivolgo personalmente all'Assessore, al
Governo, ma principalmente al Presidente della Regione è di
attivarsi immediatamente grazie anche a questo commissariamento,
che può avere una chiave di lettura diversa da quella che
qualcuno di noi potrebbe dare. E' una chiave di lettura strana:
non ci rendiamo conto perchè in Sicilia sia necessario nominare
un commissario quando noi, teoricamente, abbiamo i mezzi per
potere andare avanti da soli. Ma ben venga il commissariamento
se realmente può risolvere i problemi dei tanti comuni siciliani
che oggi sono in grande difficoltà. Grazie.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno numero 293: "Interventi per il prosieguo dell'attività
della Sicilgesso S.p.A.", a firma degli onorevoli Costa, Sudano,
Scammacca della Bruca, Drago e Pisciotta:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTO il Decreto Assessoriale n. 44/41 del 29/01/1999
dell'Assessore al Territorio e Ambiente relativo alla
concessione del nulla osta ex art. 5 l.r. 181/81 per
l'ampliamento di una cava di gesso in contrada Chiuse
del Comune di Calatafimi (TP) gestita dalla ditta
"Sicilgesso S.p.A."
RITENUTO CHE il superiore provvedimento assessoriale non consente
la continuazione dell'attività estrattiva pregiudicando
così i livelli occupazionali ed il futuro stesso della
Società che ormai da decenni opera nel settore avendo
raggiunto importanti livelli produttivi in grado di
soddisfare la domanda Isolana e parte consistente di
quella nazionale.
CONSIDERATO CHE nelle more di un approfondito esame da parte del
C.R.T.A. del progetto relativo ai lavori da realizzare,
è possibile limitare il nulla osta al D.A. n. 625/41
del 13/10/1995 che consente il completamento del
programma di cui al provvedimento concessorio n.
1/96-127 TP rilasciato dal distretto minerario di
Palermo in data 10/01/1995.
VALUTATO CHE il soprarichiamato D.A. n. 44/41 del 29/01/1999 si
appalesa inopportuno e comunque pregiudizievole per il
prosieguo dell'attività della "Sicilgesso S.p.A."
nonchè per la tutela dei posti di lavoro.
- a rendere noto all'Assemblea l'elenco dei pronunciamenti dello
stesso Assessorato, in materia di attività estrattiva,
specificando il nome della ditta beneficiaria, il
domicilio fiscale della stessa ditta, l'oggetto
dell'istanza nonchè il testo dei pareri resi dai vari
organismi sulle domande presentate.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E
L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
a revocare immediatamente il D.A. n. 44/41 del 29/01/1999 di cui in
premessa e di emanare con estrema urgenza, un
provvedimento amministrativo di proroga del D.A. n.
625/41 del 13/10/1995 che consentirebbe il
completamento del programma previsto dalla Concessione
n. 1/96-127 TP, nelle more di un più approfondito esame
del progetto relativo ai lavori da realizzare come da
richiesta di ampliamento cava di gesso all'esame del
C.R.T.A.>> (293)
COSTA - SUDANO - SCAMACCA - DRAGO - PISCIOTTA
Presidenza del presidente Cristaldi
Si riprende la discussione della mozione numero 296. E'
iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, intervengo sulla mozione n. 296 e
sopratutto sui ritardi e sulle inadempienze che questa mozione
contiene rispetto all'attuazione del decreto Ronchi. E, quindi,
sulle disposizioni del decreto legislativo del 5 febbraio 1997,
n. 22, "Norme di attuazione delle direttive numero 91156/CEE -
sui rifiuti -, numero 9189/CEE - sui rifiuti pericolosi -, e
numero 9462/CEE", sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.
Il cosiddetto Decreto Ronchi.
Su questo decreto Ronchi la Sicilia viene commissariata e lo
chiede il Presidente della Regione. Penso, pertanto, che la
motivazione che è dentro la mozione c'è tutta, nel senso che si
aggrava la posizione dell'assessore per il Territorio e
l'ambiente nel momento in cui è lo stesso Presidente della
Regione a chiedere il commissariamento.
Questo è un atto che mortifica l'istituzione e credo che
mortifichi anche i siciliani. Infatti, i rappresentanti di un
Governo debbono essere attenti alle problematiche e soprattutto
ai problemi come questo che stiamo trattando, che riguarda un
argomento molto delicato col quale si va incontro anche a
problemi di salute dei siciliani perché questo decreto tratta
materia molto delicata.
Ricordo che l'onorevole Grimaldi - quando era assessore -
stava definendo la mancata attuazione dei programmi in materia
ambientale; ma poi la crisi del governo Provenzano non consentì
all'assessore allora di definire l'ultimo dettaglio: mi pare che
la scadenza era fissata per il febbraio 1998. La crisi avvenne
prima; quindi l'assessore, pur se aveva ben operato e aveva
prodotto una serie di iniziative, non ha potuto presentare il
programma.
A distanza di un anno siamo di nuovo qui a parlare del
decreto Ronchi e della responsabilità, dobbiamo dirla questa
cosa, dell'assessore in prima persona - ma non soltanto
dell'assessore - per non avere ottemperato a quanto dettato dal
decreto Ronchi. Ecco perché il mio intervento è molto critico
rispetto all'operato dell'assessore.
Io ho apprezzato per un pezzo di strada l'operato di questo
assessore. Oggi mi trovo a non apprezzarlo per una ragione anche
e sopratutto politica. Onorevole assessore, non si può essere
buoni per tutte le stagioni
Con questo già mi permetto di esprimere qualche critica in
più rispetto anche al suo operato, al suo modo di essere, al suo
modo di intervenire nelle cose. Comunque, non voglio parlare di
questioni personali, che non è il tema, ma voglio semplicemente
avviare la discussione su quello che è la grave responsabilità
dell'assessore sulle direttive per fronteggiare situazioni di
gravi crisi ambientali in atto esistenti in alcune aree del
territorio siciliano.
E' incomprensibile il comportamento dell'assessore su un
argomento così importante come l'attuazione del decreto Ronchi,
laddove tratta di programmi e di interventi per le aree a
rischio
Quindi, l'inerzia e la inadempienza dell'assessore non
vengono riscontrate nell'attuazione di altri programmi che
vedremo più avanti, allorquando affronteremo e discuteremo - come
diceva l'onorevole Beninati - la mozione n. 300 relativa alla
circolare del 23 gennaio 1999. Lì non ci sono state esitazioni;
lì c'è stata una presa di posizione chiara, netta e quindi la
circolare è stata pubblicata. Ma lasciamo stare anche questo
Parlare dell'assessore - ripeto - non mi va. Mi va di
parlare invece di un metodo che, secondo me, è quello su cui noi
dobbiamo cercare di capire fino in fondo. Perché, come ho già
detto un'altra volta: conoscere è una cosa, capire è un'altra
cosa. Capire il perché di queste direttive, perchè questo
programma non è stato fatto.
C'è un ritorno all'indietro, c'è una fase di riflessione,
c'è qualche cosa che sta maturando, c'è qualche cosa che si deve
consumare.
Io mi pongo una serie di interrogativi come se li è posti
anche l'onorevole Zanna in tanti momenti del dibattito. E debbo
dire francamente che questa cosa mi attrae dal punto di vista
della conoscenza che debbo avere, perché si tratta di una materia
molto complessa e dove francamente il risultato mi sembra
penalizzante per la Sicilia e per i siciliani rispetto ad altri
momenti della programmazione della vita politica.
E quindi oggi affrontare questa mozione è necessario. E'
necessario perché noi dobbiamo capire perché vogliamo eliminare
questa grave crisi ambientale che, oltre tutto, impone alcuni
dettati, o se dobbiamo continuare a sfasciare, se dobbiamo
continuare nel ritardare alcuni adempimenti, nell'inerzia e nelle
inadempienze.
Quindi questo è il senso del ragionamento che va fatto oggi,
stasera, a prescindere se l'assessore si chiama Lo Giudice o si
chiama vattelappesca, il problema non è questo. Il problema è il
metodo, il modo come si interviene per dare alle istituzioni una
linea ben chiara, ben precisa e quindi in rispondenza anche con
la norma nazionale.
Quindi, quando questo decreto Ronchi si rivolge a fatti
importantissimi, che sono quelli dell'ambiente, ma in particolare
determinare rischi per l'acqua, per l'aria, il suolo, per la
fauna, la flora, senza causare inconvenienti da rumori o odori,
senza danneggiare il paesaggio di particolare interesse, tutelati
dalla normativa vigente. Questo è un decreto essenziale, è vita
per la Sicilia; quindi, un amministratore o un governo non può
essere assente su un argomento del genere.
Ecco perché, se è stato chiesto il commissariamento da parte
del Presidente della Regione, ciò aggrava di più la situazione
dell'assessore. Ecco perché abbiamo puntato il dito
sull'assessore. Perché l'assessore, a mio avviso, ha assunto
una grave responsabilità in questo anno di appartenenza a questo
Governo: ha la grande responsabilità di non avere ottemperato a
quanto statuito dalla legge e quindi dal decreto.
Quindi, un segnale di cambiamento va dato, onorevole
Presidente della Regione. A prescindere dal voto che ci sarà, a
favore o non a favore, il problema era quello di suscitare un
dibattito, era quello di confrontarci su un tema importantissimo
e quindi su problemi che interessano la collettività. Non si può
sfuggire Credo che ha fatto bene il Presidente dell'Assemblea a
segnare questa data per fare la discussione su un argomento così
importante.
Per quello che mi riguarda - e vado oltre anche ad un
richiamo che devo fare al Presidente della Regione in relazione
anche alla sua specifica e quindi alla sua caratteristica di
rappresentante di una istituzione importante - secondo me,
onorevole Presidente della Regione, siete messi male e
specialmente a sinistra dove mi pare di vedere molte nuvole, un
clima molto nebuloso. Perché ricordo che se per la DC e i partiti
di centro c'è voluto quasi mezzo secolo per toccare il declino,
ho l'impressione che voi in tre mesi, quasi in un lampo, avete
toccato già la profondità. Quando all'interno del Governo si
registrano inadempienze, come quella di cui stiamo discutendo,
questo la deve fare riflettere parecchio, onorevole Presidente,
perché, visto che lei è animato di buona volontà e vuole
governare questa Sicilia, la deve inquadrare nell'ambito
dell'efficienza e di dare soprattutto al cittadino risposte
chiare, ferme e convinte. Non mi pare che in questo momento il
suo Governo stia facendo questo, grazie soprattutto ai suoi
assessori che viaggiano ognuno per la propria parte.
Capisco il dramma della sinistra, che sta attraversando un
momento molto brutto e, quindi, sono tanti i motivi: la gestione
del potere, la gestione delle istituzioni. E quando io parlo di
sinistra, parlo della gestione del potere delle istituzioni, non
parlo di altre cose. Quando non c'è una proposta economica e si
pensa solo ad appostare posizioni di potere, questa è un'altra
cosa, caro onorevole Mele. Quindi io ne parlo a ragion veduta e
ne parlo perchè oggi c'è bisogno di fare politica, di dare un
segnale politico al cittadino, non di allontanarlo, di fare un
fossato tra il cittadino e le istituzione.
Si tratta oggi invece di avvicinare il cittadino e quindi
questa sinistra, a mio avviso, sta creando questo fossato che
allontana le prospettive del cittadino e, quindi, anche la buona
condizione per governare.
Quando noi ci rivolgiamo all'onorevole Piro e diciamo:
faccia un salto di qualità, vada oltre, pensi alle riforme, non
pensi semplicemente, e capisco che in questo momento lei pensa al
patto di stabilità, dove lei sa benissimo che non si possono
truccare i bilanci, e questo me lo insegna, e quindi le dico: lei
pensa questo, ma deve pensare anche oltre, deve pensare ad avere
un governo stabile, un governo che consenta la possibilità di
andare avanti, di dare risposte.
Questo è quello che vogliamo noi di Forza Italia. Ecco
perchè vogliamo le riforme, la modernizzazione, un rapporto
diverso con il cittadino. Ecco perchè non siamo d'accordo con
l'operato, la passività dell'Assessore Lo Giudice nel momento in
cui non affronta un problema importante come il decreto Ronchi.
Questa, è la grande verità Su questi temi dobbiamo
confrontarci e se questa sera verrà un voto a favore
dell'Assessore Lo Giudice che ben venga: non è questo il
problema. Il problema è di capire fino a che punto noi siamo in
grado qui di stare e di stare a discutere di problemi
importantissimi e non certamente così scherzando, come si usa
fare in determinati momenti.
La simpatia dell'onorevole Lo Giudice è nota a tutti, ma
vede, gli uomini di buona volontà, gli uomini che hanno diverse
stagioni politiche. Se lo ricordi questo, alla fine subiscono
anche il fascino di altre cose e quindi si può essere buoni per
tutte le stagioni, però ci sono stagioni buone e stagioni meno
buone. Non vorrei che cominciasse una stagione meno buona.
Io invece auguro a lei grande fortuna e grande possibilità
di andare avanti sempre politicamente. Però, si ricordi che i
cittadini ci guardano e guardano lei, in questo momento, che è
Assessore in un ramo importante di un Governo che sta diventando
sempre più un governicchio e che ha bisogno sempre di una ruota
di scorta giorno dopo giorno, perchè se non arrivano le ruote di
scorta non cammina più.
Ecco qual è il principio e il collegamento che faccio
rispetto alla mozione che abbiamo presentato. Diamo credibilità
alle istituzioni, diamo un governo che governi, diamo stabilità
al governo e allora si possono affrontare seriamente e
concretamente i problemi che diceva poc'anzi l'onorevole Fleres.
Noi non ce l'abbiamo con lei, vogliamo soltanto il bene e la
salute dei cittadini perchè quando queste cose non si fanno,
quando queste problematiche non vengono trattate, ne va di mezzo
il cittadino e la salute del cittadino. E ho fatto riferimento
proprio alla finalità del decreto per dichiarare quanto
indispensabile è oggi questo strumento che è uno strumento di
risanamento, di disinquinamento e quello che può essere anche
questa situazione di grave crisi ambientale che stiamo
attraversando e questa area di rischio che sono giorno dopo
giorno all'attenzione dell'opinione pubblica.
Finisco il mio intervento sperando sempre che da un giorno
all'altro o da un momento all'altro ci possa essere un Presidente
della Regione, che si chiama Capodicasa, che investa non soltanto
sulla sua cultura personale, sul suo modo di essere nella vita
politica e nella vita personale, ma che investa nelle istituzioni
questa sua presenza attraverso un ragionamento che è diverso
rispetto a quello che stiamo vivendo in questo momento.
Un Governo per le riforme, Presidente, che fa alcune cose
importanti è quello che si addice a questa Regione che ha tanto
bisogno di governabilità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la
mozione che stiamo discutendo necessita, a mio avviso, di alcuni
passaggi chiarificatori, di alcuni dati oggettivi che sono
certamente quelli di un atto normativo, del decreto legislativo
numero 22 del 5 febbraio 1997, decreto Ronchi, e della successiva
modifica dell'8 novembre 1997, decreto legislativo numero 389.
Con il primo si assegna un termine di un anno per
l'adempimento di una serie di prescrizioni a carico di tutte le
Regioni, con il secondo si operano una serie di modifiche a
quello stesso precedente atto normativo.
In entrambi i casi ci confrontiamo con un ritardo della
Regione assoluto, e qui è inutile che ci nascondiamo dietro
ritardi o responsabilità di questo o di quello, c'è un ritardo
che è frutto di dieci anni: dal 1989 il piano è fermo ed
arretrato I dati sono questi. L'onorevole Grimaldi con la sua
consueta signorilità e con senso di responsabilità ha dichiarato
che si assume la propia parte di eventuale responsabilità
politica, per quanto lo riguarda.
Ma posti questi termini, posti i dieci anni trascorsi, posti
i termini legislativi dei due decreti che ho citato, non c'è
dubbio che l'avere per quello che si sa, perché credo che in ogni
caso questo dibattito sulla mozione e sulla materia
dell'emergenza rifiuti sia assolutamente necessario, serva a fare
chiarezza su un dato: è legittimo, è corretto, è politicamente
giusto che il Presidente della Regione chieda il commissariamento
in virtù di una norma di protezione civile che gli consenta la
deroga connessa all'emergenza di protezione civile in questa
materia?
E' più corretto che chieda il commissariamento in base
all'articolo 22 del decreto Ronchi per quanto riguarda, invece,
la normativa specifica sull'emergenza rifiuti?
Quando chiede il commissariamento lo deve ottenere in prima
persona? Lo deve ottenere in terza persona? Il fatto che vada dal
Ministro a dire che siamo in condizione di grande ritardo, che la
Regione ha un ritardo di dieci anni, dobbiamo anche dire che non
è un ritardo frutto soltanto dell'ultimo periodo, è un ritardo
frutto di dieci anni, che chiaramente è maturato in maniera poi
esponenziale da quando esiste il Decreto Ronchi evidentemente.
Ma qual è la conseguenza politica di un tale comportamento?
Il fatto di intestarsi in prima persona il compito che le deroghe
gli consentono per rimettere a sesto e in piedi questa materia?
E, laddove fosse questo, non c'è dubbio che è un riconoscimento
comunque di inefficienza, è un riconoscimento che l'esecutivo non
andava bene, non ha operato bene.
E allora, o è un terzo che nomina il Ministro o è lo stesso
Presidente che si intesta la delega della rubrica; in entrambi i
casi c'è un'inerzia, in entrambi i casi, laddove addirittura il
commissariamento a mio avviso fosse di un terzo estraneo alla
Presidenza della Regione, sarebbe un fatto gravissimo. Sarebbe,
infatti, una dichiarazione di inefficienza, di incapacità perché
deleghiamo a un terzo funzionario, non so bene a chi, esperto
romano di non so bene dove, un compito che la Regione con il suo
assessorato e, comunque, con il suo esecutivo non saprebbe fare,
laddove viceversa è lo stesso Presidente che si intesta il
commissariamento. E' una dichiarazione di inefficienza e di
inerzia da parte dell'esecutivo che non saprebbe esplicitare i
compiti che la legge ha previsto e che per il ritardo che è
maturato hanno comportato la richiesta stessa di questo
commissariamento.
Ed in entrambi i casi di tutto questo non si doveva
discutere in quest'Aula? Doveva essere necessariamente
interpretato tutto questo come un atto d'accusa alla persona di
Vincenzo Lo Giudice?
No. Ritengo che questo è un dibattito sulla materia
dell'emergenza rifiuti fondamentale per gli interessi della
Sicilia e per l'interesse della collettività che in una materia
come questa, che riguarda l'ambiente del quale tanto sentiamo
parlare e tutti riteniamo essere un dato fondamentale per la
nostra collettività come attenzione da prestare.
Viceversa, volevamo che quasi quasi passasse sotto silenzio
un argomento simile in cui, comunque, c'è una dichiarazione di
incapacità e una delega che viene richiesta o come protezione
civile se è così vera questa fonte o viceversa in base
all'articolo 22 per il ministro dell'ambiente in un fatto in cui
viceversa la Regione non può delegare a terzi sarebbe un
riconoscimento gravissimo, una mortificazione gravissima che da
un canto può anche essere sotto un certo profilo anche
furbesca.
Perché il delegare ad un terzo commissario romano il
compito di sistemare con le deroghe normative il ritardo di dieci
anni o il ritardo dell'ultimo periodo di Ronchy è una cosa che
può fare anche comodo se la sbrighi il commissario terzo, noi
abbiamo ritardato non siamo in grado nè come Assessore, nè come
Presidente meglio che lo faccia un terzo, eliminiamoci
responsabilità.
Ma qua la responsabilità, amici miei, già maturata e il tema
del quale stiamo dibattendo non può essere sottaciuto.
Non è, ribadisco, un discorso specifico, né personale, né
nominalistico. E' un problema che riguarda un dato fondamentale:
l'ambiente. Non ci giochiamo, ognuno si sappia assumere le sue
responsabilità e credo che in questo caso abbiamo bisogno della
chiarezza dell'intervento del Presidente della Regione, che ci
chiarisca anche i termini della richiesta del commissariamento
perché in caso sarebbe molto grave laddove questo
commissariamento pervenisse per altra fonte che non è quella
dell'articolo 22 del decreto Ronchi, sarebbe un'ulteriore
scorciatoia. Come scorciatoia sarebbe un commissariamento di un
terzo che prescinderebbe, viceversa, dalla responsabilità diretta
del Presidente della Regione che ha, per esplicita disposizione
normativa, le caratteristiche per essere lui stesso Commissario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare sulla mozione l'onorevole
Granata. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
fortemente facilitato dall'ultimo intervento dell'onorevole
Bufardeci nell'annunciare l'ovvio voto favorevole da parte del
gruppo di Alleanza Nazionale alla mozione di sfiducia presentata
con il numero 296, per quell'insieme di considerazioni di ordine
politico che l'onorevole Bufardeci ha svolto in questa sede.
Vedete, sono fortemente convinto che se un passaggio, un ritardo
del genere fossero stati accumulati o comunque giustificati da
un'ammissione unilaterale di un fallimento da parte di un Governo
di segno politico diverso da quello che attualmente presiede la
Regione siciliana, alte, altissimme si sarebbero levate le voci
delle associazioni ambientaliste di certa società civile
siciliana e, soprattutto, di vasti settori del Parlamento
regionale che oggettivamente insieme ad altra parti del
Parlamento stesso, hanno sempre fatto della lotta per la difesa
per l'ambiente, per la qualità della vita, per la
razionalizzazione dello smaltimento dei rifiuti, anche alla luce
di alcune considerazione che pure vanno portate all'interno di
quest'Aula. Non dimentichiamo che quando parliamo della gestione
dei rifiuti parliamo di uno dei settori chiave in cui certi
interessi mafiosi cercano di andare ad infilarsi, cercano di
andare a gestire, quindi dei fatti di particolarissima rilevanza:
le discariche, la gestione dei rifiuti.
E, allora, innanzitutto diciamo subito quello che da più
parti è stato detto. Questo non è soltanto un atto di sfiducia
individuale nei confronti di un assessore le cui doti di simpatia
poco hanno a che vedere con questo dibattito. E' un fatto
eminentemente di ordine politico. Ci troviamo di fronte ad una
iniziativa, quanto meno strana ed originale, che avremmo
certamente visto bollata con altre parole da parte di settori, ad
esempio, dell'attuale opposizione di sinistra o anche di settori
che sostengono attualmente il Governo e che sempre sono stati in
prima fila, almeno a parole, nella lotta per la difesa
dell'ambiente, della qualità della vita dei cittadini, in cui
alla inottemperanza di norme prescrittive si risponde da parte
del Governo della Regione nel modo più strano chiedendo il
commissariamento con tutta quella forma di equivoco che
l'onorevole Bufardeci ha rappresentato e che è, innegabilmente,
già una forma di sfiducia da parte del vertice dell'esecutivo
regionale nei confronti dell'assessore. Perché nel momento in cui
è lo stesso Presidente della Regione che chiede o, com'è stato
detto, l'intervento di una terza autorità per gestire un settore
che non si dichiara in modo programmatico che non sia in grado di
gestire, che non si vuole gestire, su cui non si vogliono mettere
le mani, non ci si vuole "sporcare", oppure siamo nel campo,
ancor più grave dal punto di vista politico, in cui il Presidente
della Regione dice al Ministro: "il commissariamento avvenga
sulla mia persona" e, a questo punto non è l'Aula, nè il Polo, né
Forza Italia, né Alleanza Nazionale che sfiduciano l'assessore Lo
Giudice, ma è Capodicasa che sfiducia l'assessore Lo Giudice
nella misura in cui dice che Lo Giudice non è in condizioni di
gestire l'applicazione delle prescrizioni previste dal decreto
Ronchi. Quindi è un fatto emintemente politico che molto
opportunamente il gruppo di Forza Italia ha ritenuto di voler
portare all'attenzione ed alla libera discussione del Parlamento
perché si tratta, in fondo, innanzitutto di una conclamata
incapacità di porre in essere atti dovuti. Sono atti dovuti da
parte del Governo Fermo restando i ritardi accumulati, la
libistica logica secondo la quale siccome per dieci anni non si è
mosso nulla non si deve continuare a muovere nulla. Si tratta di
un fatto oggettivo, di fronte ad atti dovuti che investono,
attenzione, perchè questo è il punto su cui molti dei colleghi
precedentemente intervenuti hanno voluto porre la loro
attenzione, ed io ritengo opportunamente, sono interessi che
riguardano la tutela di interessi primari dei cittadini,
l'interesse alla qualità della vita, l' interesse alla qualità
dell'ambiente, la possibilità di ricreare condizioni per cui le
tante conclamate vocazioni naturali dell'Isola, il turismo, la
fruizione intelligente dei beni culturali possano dare
un'indicazione di un nuovo modello di sviluppo. Ed allora si
tratta di un tema centrale e fortemente politico.
Il passaggio, onorevole Capodicasa, è tutto iscritto in
questa logica
Noi vogliamo capire la motivazione secondo la quale la
mancata ottemperanza di questo atto dovuto da parte del Governo
della Regione ha come risultato da parte del Governo della
Regione siciliana una richiesta di commissariamento, che in
entrambe le logiche venga formulata, sia nella logica del
cosiddetto commissariamento esterno ad autorità terze è
gravissima per dei motivi che tutti possiamo intuitivamente
comprendere. Cioè, si dice che in un campo centrale in cui non
vi è convegno dove dai toni tra l'accorato ed il retorico qualche
esponente dell'intelligenza specialmente della sinistra siciliana
dice che il campo del riciclaggio dei rifiuti, della gestione
delle discariche, dei rapporti con la grande industria, del mondo
industriale è un campo centrale; non dimentichiamoci alcune cose
che avvengono in questa Regione e che porteremo all'attenzione di
quest'Aula, a cominciare dalla gestione di certi depuratori
consortili.
Sono materie di tale delicatezza per cui un Governo, e qui
mi fermo, (e voglio, però, sottolineare con forza questo dato)
che è di segno politicamente affine al Governo che emette
opportunamente quel tipo di direttiva, si arrende e dice noi non
siamo in grado di ottemperare a quella direttiva, quindi ce ne
laviamo le mani, mandaci tu qualcuno che possa risolvere questo
problema o, peggio ancora, il Presidente della Regione dice visto
che all'interno del mio Governo ci sono anime e culture diverse,
c'è l'anima della sinistra, di quella sinistra che, a suo dire, e
per certi versi è vero, ha storicamente difeso il territorio da
certe aggressioni, da certi squilibri, c'è una parte del mio
Esecutivo, del mio Governo, che risponde ad altre logiche e
siccome risponde ad altre logiche e non vuol gestire un settore
così delicato, come quello della predisposizione di un'azione
organica della gestione di fatti così importanti e delicati, mi
assumo io come commissario questo ruolo.
Ma allora, caro onorevole Lo Giudice, non siamo noi che
questa sera portiamo politicamente all'interno del Parlamento
questa riflessione sulla sua sfiducia, è il Presidente della
Regione, è il capo del suo Esecutivo che la sfiducia nel momento
in cui si arrende attraverso questo tipo di proclamo e di
richiesta al Governo nazionale.
Ed allora con queste motivazioni - fermo restando che sono e
restano motivazioni eminentemente politiche, ci mancherebbe
altro se dovessimo stare a sottolineare che l'onorevole Lo
Giudice è simpatico, è gioviale, ride sempre, non è questo il
problema, qui si tratta di interessi primari; la qualità della
vita è al primo posto tra gli interessi dei siciliani. Noi
vogliamo capire che cosa, e chiudo questo intervento rimettendomi
all'onestà intellettuale di certi miei colleghi dell'attuale
maggioranza, vorrei capire che cosa sarebbe successo in questo
dibattito se un Assessore all'ambiente, lo stesso Lo Giudice,
perchè tanto potrebbe anche essere del Polo questa volta e non
del centro-sinistra, tanto nell'UDR questa difficoltà dei ruoli
non si avverte, è interscambiabile, se avesse avuto questa
responsabilità per caso in un Governo di segno diverso, cosa
sarebbe successo in quest'Aula da parte dell'opposizione di
quella sinistra che nella memoria storica della difesa
dell'ambiente ha sempre alzato giustamente la voce ed issato i
propri simboli e le proprie bandiere.
Il ragionamento è in questi termini.
Mi meraviglio anche del silenzio in quest'Aula da parte di
settori dell'opposizione di sinistra, da parte di settori che
attualmente sostengono questa maggioranza.
Noi abbiamo posto un problema che è un problema di
principio, vogliamo comprendere il senso di una richiesta di
commissariamento nella direzione che abbiamo ritengo ben
chiarito; perchè, vedete, ci sono passaggi legati all'attuazione
delle prescrizioni previste opportunamente - e voglio
sottolineare opportunamente - dal decreto Ronchi che sono
passaggi che non hanno a che fare solo, e già è moltissimo, con
il tentativo di recuperare i disastri che un modello di sviluppo
sbagliato ha prodotto sul territorio siciliano, ma sono anche
passaggi propedeutici a quelle esigenze di trasparenza e di
legalità nella gestione di alcuni fatti che ineriscono appunto
alla materia in oggetto e che debbono essere particolarmente
attenzionati.
Non vorrei che dietro la richiesta di Capodicasa di volere
un'autorità terza o essere lui a gestire questo passaggio ci sia,
da parte dello stesso Presidente della Regione, una conclamata
sfiducia nei confronti, questa sì personale, dell'Assessore Lo
Giudice.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mele. Ne ha
facoltà
MELE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, traggo spunto da
quanto ha detto il collega Granata poc'anzi. Ricordo al collega
Granata, e lo ricordo all'Aula, che su questa materia il nostro
gruppo parlamentare ha, in maniera atavica, battagliato nella
scorsa legislatura e nell'attuale: ha avanzato formali richieste
a questo stesso Governo, al Governo Capodicasa, invitandolo - per
quanto il Governo Capodicasa, evidentemente, non avesse alcuna
colpa - ad attenzionare una serie di temi. E' tale la nostra
attenzione - e quindi voglio manifestare la coralità di intenti
all'interno della maggioranza stessa e all'interno del Governo -
che abbiamo, alcuni mesi or sono, inviato all'onorevole Assessore
al Territorio e ambiente un dossier nel quale mettevamo in
evidenza alcuni problemi e nel quale chiedevamo che si trattasse
la problematica relativa ai rifiuti e all'ambiente nella giusta
dimensione.
Cari colleghi, quando a scuola ho studiato la storia mi
hanno insegnato che esistono cause storiche, cause remote e cause
occasionali. Questo è un tema particolarmente importante, però,
prima di parlare delle cause occasionali, cioè prima di parlare
del decreto Ronchi, sarebbe bene parlare delle cause remote e
delle cause storiche; sarebbe bene verificare come mai questa
Regione siciliana non abbia mai approvato il piano delle
discariche comprensoriali; come mai questa Regione siciliana
negli anni passati non abbia mai approvato - con responsabilità
gravissime sotto tutti i punti di vista - il piano delle
discariche comprensoriali e sub-comprensoriali; come mai sia
stata disattesa tutta la problematica. Aveva ragione l'onorevole
Granata, ma voglio dirgli che la pensa così l'opposizione, come
così la pensa la maggioranza, lasciando alla deriva un tema che
sicuramente dovrebbe essere attenzionato non solo dal punto di
vista formale, ma anche dal punto di vista giuridico-penale,
ruotando attorno ai problemi delle discariche e ruotando attorno
ai problemi dei rifiuti tutto un settore di illegalità e della
mafia siciliana.
La realtà è che negli anni passati la Regione siciliana ha
disatteso totalmente tutte queste problematiche.
Parlare, quindi, del decreto Ronchi è sicuramente
importante, però mi permetto di dire che parlare oggi del decreto
Ronchi finisce per essere limitativo, se non si inquadrano le
problematiche connesse al decreto Ronchi nella sua storia, nella
sua consecutio, rispetto ai danni prodotti dalle amministrazioni
precedenti.
Voglio fare un esempio. Ricordo al Presidente della Regione
che quando mi insediai a sindaco di Terrasini dopo tre giorni
sono stato diffidato - sempre dalla Regione siciliana - perché
non avevo messo in pratica, dopo tre giorni, una serie di atti
ledendo la Pubblica Amministrazione. Fortunatamente il decreto di
nomina di un commissario arrivò al settimo giorno; nessuno sapeva
che il secondo giorno avevo già mandato gli atti alla Procura
della Repubblica di Palermo, peraltro individuando alcune
famiglie mafiose del luogo nella gestione di quelle problematiche
e avevo chiuso la discarica.
Ho portato questo esempio per dire che noi qua ci stiamo
occupando di un problema importantissimo senza, però, affrontare
- e voglio dare atto all'onorevole Grimaldi delle cose importanti
che ha detto - il problema nella giusta dimensione.
Voglio ricordare a tutti noi che il decreto legislativo 22
venne portato alla nostra attenzione nel febbraio del 1997.Se non
sbaglio, potrà correggermi il collega Grimaldi (lo ricordo perchè
su questo il gruppo parlamentare della Rete ha fatto una sfilza
di battaglie quasi quotidiane) nel marzo del 1997 fu proprio
l'allora Assessore Grimaldi a chiedere al CTAR la variazione di
alcune procedure ed in particolare la variazione del piano della
discarica.
Addirittura, se non sbaglio, non ricordo tutti i vari
passaggi, noi contestammo l'allora assessore Grimaldi, il quale
addusse una serie di motivazioni, per aver revocato nel 1997
tutte le nomine dei provveditori rispetto alla risoluzione dei
singoli problemi. Se non sbaglio, e credo che in questo non posso
sbagliare, abbiamo fatto una battaglia quando ai tempi la Regione
siciliana, quest'Aula e non l'Assessore Grimaldi decise di dare
manforte all'apertura delle discariche ex articolo 13 del DPR 915
dicendo che l'intera Sicilia sarebbe diventata una discarica e
che tutti i comuni avrebbero approvato le discariche.
Onorevoli colleghi, noi votammo contro, ma questo
Parlamento, alcune forze che oggi sono all'opposizione ai tempi
erano in maggioranza e proposero questa legge, approvò una legge
che consentì ad ogni singolo comune, anche in termini
emergenziali, di approvare e di realizzare le discariche ex
articolo 13; se non sbaglio, fu poi il CTAR ad adottare un
provvedimento transitorio proprio alla luce del nuovo decreto
Ronchi.
Mi rivolgo all'onorevole Fleres: se questa mozione serve a
stimolare il Governo sul tema dei rifiuti, siamo pienamente
d'accordo e ne siamo felici; credo che più felice di noi e più
d'accordo di noi sia proprio il Governo il quale oggi ha una
patata bollente grossissima, perchè peraltro il decreto Ronchi
rimanda a noi, per chi l'ha letto, una serie di atti e di
meccanismi risolutori assolutamente complessi; e chi è stato
assessore al territorio, chi lo è oggi, a maggior ragione, sa la
difficoltà nell'impostazione della risoluzione di certe
problematiche.
Allora, credo che poco ha a che fare una mozione di sfiducia
rispetto a questo tema. Il tema è importantissimo, mi permetto di
dire che la mozione di sfiducia, colleghi, è assolutamente
banale, non ha assolutamente alcuna coesione rispetto al tema in
esame nel senso che non creda investa direttamente l'operato e la
fattispecie di questo Governo e dell'Assessore in particolare.
L'Assessore si difenderà da sè, non occorre che ha bisogna di
alcun avvocato difensore, però la realtà è che questo è un
problema così importante e così grosso che non può assolutamente
essere scaricato sull'assessore di turno o, devo dire, anche su
questa legislatura.
Credo che sarebbe bene che l'Aula nella giusta dimensione,
ed ho concluso Presidente, affrontasse una volta e per tutte ma
dal punto di vista non solo ispettivo, ma giuridico e legale il
problema dei rifiuti solidi urbani e non solo quello.
Peraltro, e nessuno lo ha detto, noi oggi abbiamo rispetto e
lo ricorda l'assessore Grimaldi e lo ricorda benissimo
l'Assessore in carica, abbiamo una normativa che determina una
discrasia tra i dispositivi ed i meccanismi regionali e quelli
delle province.
Ricorderà l'Assessore Lo Giudice quando era Presidente della
Provincia il dr. Puccio, la guerra, ma non la guerra tra il
Presidente Puccio e l'Assessore Grimaldi, ma la difficoltà di
risoluzione tra alcune norme fatte da questa Assemblea che
rimandavano e che ancora oggi continuano a rimandare le
competenze dalla provincia alle regioni e allora la Regione è
responsabile, la provincia dice io sono responsabile, però tu non
mi dai soldi sui piani delle discariche... cioè nella fattispecie
c'è una grande confusione, per non dire altro. Allora io dico:
attenzioniamo il problema e attenzioniamolo nella giusta
dimensione, non parlando di mozioni di sfiducia che, credo,
attengano a tutt'altra sede o a tutt'altra discussione.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato l'ordine del giorno n. 294 "Risoluzione immediata
della questione 'Sicilgesso S.p.A'", a firma degli onorevoli
Oddo, Speziale ed altri.
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che in data 18 febbraio 1999 con inizio alle ore 16 si
terrà presso l'assessorato al Territorio e Ambiente e
su convocazione dell'Assessore Vincenzo Lo Giudice una
conferenza di servizi per affrontare e risolvere la
questione relativa all'ampliamento di una cava di gesso
sita in contrada Chiuse del Comune di Calatafimi (TP)
gestita dalla ditta "Sicilgesso S.p.A:";
CONSIDERATO che è presente, nelle comunità di Alcamo, Calatafimi e
dell'intera provincia di trapani, legittima
preoccupazione rispetto al rischio di ben 35 unità
circa, possono perdere il posto di lavoro, prezioso in
una realtà che registra alta percentuale di
disoccupati;
RITENUTO che è interesse di tutte le rappresentanze
politiche-parlamentari chiedere di permettere il
prosieguo dell'attività della "Sicilgesso S.p.A:", con
gli opportuni e tempestivi provvedimenti che
l'assessore al Territorio ed ambiente riterrà di porre
in essere nel rispetto della normativa che regola la
materia;
S'IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso l'assessore al Territorio ed Ambiente a riservare una
vera e propria corsia preferenziale utile alla
risoluzione immediata della questione "Sicilgesso
S.p.A:">>
Palermo, 17.2.1999
ODDO - SPEZIALE - PIGNATARO - CIPRIANI -
GIANNOPOLO - MONACO - PEZZINO - SILVESTRO
TRIMARCHI - VILLARI - ZAGO - ZANNA.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Sulla discussione della mozione è iscritto a
parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito
argomentazioni a sostegno e contro la mozione e paradossalmente
potrei considerarmi d'accordo con gli uni e con gli altri; un
ringraziamento ai colleghi che hanno sottoscritto la mozione va
dato: quello di avere posto un problema che è importante, serio,
un problema che, per le argomentazioni del Presidente
dell'Antimafia, andava posto e va risolto in maniera tempestiva e
spero che l'onorevole Lo Giudice, la cui solerzia è nota, sarà in
grado di dare risposte immediate, questa sera stessa, alle
difficoltà che questo problema pone. Però, onestamente, va
rimarcato che quando una certa Sinistra speculava su un fatto che
non era politico, e lo voleva fare diventare a tutti i costi
politico, per aggredire un soggetto, io mi dissociavo da quelle
argomentazioni. E quando vedo che tale comportamento viene
qualche volta ripetuto da colleghi di altra area politica che per
cultura non dovrebbero farlo onestamente un attimo di rammarico,
un pizzico di difficoltà lo avverto.
Onorevoli colleghi, cosa vogliamo dire, che l'assessore Lo
Giudice è responsabile della difficoltà nella gestione dei
rifiuti dell'ultimo decennio? Perché di questo si parla. E'
notorio che la legislazione che regola la materia è articolata,
complessa, farraginosa e non crediate che sia un caso che è stata
fatta così. Nella maggior parte delle volte a livello nazionale e
a livello regionale questo è stato l'indirizzo che si è voluto
dare e quell'infinità di decreti di citazione a giudizio che gli
onorevoli colleghi poco fa richiamavano vedono tutti come parte
offesa la Regione Siciliana e hanno come responsabili tantissimi
amministratori comunali e provinciali, che magari sono qua, in
quest'Aula a svolgere il dignitoso ruolo di parlamentari.
Non voglio fare nomi, ma ho sentito autorevoli colleghi
intervenuti in questo dibattito i quali sanno bene come nelle
maglie della legislazione si trovavano le soluzioni per arrivare
all'assoluzione o il Pubblico Ministero trovava le soluzioni per
arrivare alla colpevolezza.
Ebbene, il problema, secondo me, va individuato in maniera
diametralmente opposta. Il problema è serio, esiste e si presta a
delle speculazioni che non devono essere di natura politica. Il
problema si presta a delle speculazioni che sono questioni che
affliggono veramente la Sicilia. Una di questa è la salute
pubblica, ma non è l'unica. Dobbiamo ricordare che sulla gestione
delle discariche più volte abbiamo sentito gli organi inquirenti
investigare e fare bene, perchè hanno scoperto delle cose che non
andavano, hanno talvolta scoperto delle speculazioni.
Allora, diamo una ratio alle cose. Sapere che c'è oggi
qualche cosa che va messa a posto ci deve impegnare tutti,
proprio per queste argomentazioni ultime che ho svolto e che sono
state esposte anche dall'onorevole Granata. Ci deve impegnare
tutti nel cercare una soluzione nel più breve tempo possibile, ma
colpevolizzare a tutti i costi l'operato di un assessore che era
prima in un governo di centro-destra, che ora si ritrova in
governo di centro-sinistra in sintonia con il Parlamento
nazionale, che ha commissariato - e ha fatto bene - per cercare
delle soluzioni mi sembra un poco esagerato. Allora, conta la
consapevolezza e la buona volontà degli uomini di buon senso che
sono qua e che lavorano nell'interesse della Sicilia e per i
siciliani con le difficoltà che ci sono. Vediamo di mettere
ordine in questa materia. Speriamo che l'Assessore nel più breve
tempo possibile lo faccia; ma non è soltanto questo l'unico
appello che le rivolgo, perchè tutta la materia che riguarda
l'edilizia e l'urbanistica è assolutamente disarticolata,
illogica e va rivista.
Con la consapevolezza di dovere operare bene, se dovessimo
cominciare a decidere di procedere per comparti, se dovessimo
cominciare a portare delle riforme globali che mettono ordine
nelle singole discipline, credo che renderemmo un buon servizio
ai cittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pignataro. Ne
ha facoltà.
PIGNATARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
che i toni che la discussione ha assunto, a partire
dall'onorevole Fleres che ha presentato la mozione, non sono
quelli di chi vuole censurare questo Governo, qualche censura c'è
da farla, ma sono toni di chi assume un problema grande come
quello dell'ambiente per rimetterlo in campo in questa Assemblea
regionale e farlo discutere.
Questi sono toni che ho riscontrato negli interventi sia
della maggioranza che dell'opposizione. Prendo atto di questi
toni che mi fanno pensare che viene meno l'atto ispettivo in
quanto tale ma non viene meno l'argomento, cioè il dibattito e la
ricerca di una soluzione.
Quindi, assumo la mozione presentata da Forza Italia e dalle
altre forze politiche come un elemento di sollecitazione, non
solo per il Governo, ma mi si consenta, per tutte le forze
politiche e per la società. Infatti, se c'è un dato su cui
concordo con l'onorevole Granata, che è inoppugnabile, è che da
qualche tempo a questa parte sui temi ambiente, territorio,
tutela dell'ambiente, sviluppo sostenibile c'è un abbassamento
del livello di attenzione politica e sociale, con tutto quello
che vi è connesso, a questi temi è connesso il problema
dell'ecomafia.
Questa è la mia valutazione.
Dunque, aver posto al centro questa discussione significa
rimettere in campo, almeno io mi auguro, una maggiore sensibilità
e la ricerca di soluzioni adeguate. Avendo chiaro che un tema di
questo tipo o lo intrecciamo in tutti i suoi risvolti oppure ci
fermiamo al dato burocratico, amministrativo e politico che è
quello del commissariamento su cui parlerò alla fine, senza
cogliere la portata di questo tema che incide sicuramente sulle
condizioni dei cittadini, delle città, sulle qualità della vita,
ma incide in negativo o in positivo sulla possibilità di sviluppo
di questa Regione e sulla interconnessione che questo tema ha con
i temi del territorio e con altri temi.
Sappiamo tutti che è dal 1989 che affrontiamo questo
problema, a partire dalla legge 915, che la Regione siciliana è
inadempiente ed è andata avanti a furia di provvedimenti
emergenziali, utilizzando spessissimo l'art. 13, sappiamo tutti
che non sono stati avviati i piani comprensoriali, che manca
addirittura il piano per i rifiuti ospedalieri.
Io rivendico al gruppo DS di avere presentato all'indomani
dell'uscita del decreto Ronchi un disegno di legge. Non era
necessario, lo capisco perfettamente, ma era una sollecitazione
al governo pro-tempore ad accelerare tutte le procedure affinchè
venisse recepito, affinchè venissero messe in atto tutte le
misure per adeguare il piano dei rifiuti e tutte le misure ad
esso connesse. Cosa che non è stata fatta per difficoltà, io
aggiungo perché c'è un abbassamento di sensibilità politica da
parte di tutti su questo tema.
E allora, badate non riguarda solo questo. Riguarda tutto il
tema dell'ambiente del territorio: legge Galli, la 36, la 183,
anche quelle sono leggi che noi dobbiamo recepire, sulle quali
abbiamo almeno dieci diffide da parte del Governo nazionale. E
potremmo citare altri dati. Posso citare il dato che il
precedente governo e quello precedente ancora non è andato spesse
volte alla conferenza Stato-Regione quando si discuteva del piano
triennale per l'ambiente, perdendo anche risorse.
Non voglio aprire polemiche, potrei citare dati su queste
cose, perché risulta agli atti delle conferenze Stato-Regione la
latitanza dei vari governi che si sono succeduti. Potrei citare
il dato che le opposizioni al governo Provenzano avevano
preparato un dossier sulla gestione dell'assessorato al
territorio e ambiente che non hanno poi presentato, per vari
motivi. Non sono un fatto personale dell'assessore pro-tempore,
sono un fatto di difficoltà e di mancanza di sensibilità.
E potrei citare l'altro dato - e poi vengo alle conclusioni
- che questa Assemblea e il governo stesso su tutto il tema
dell'ambiente (rifiuti solidi urbani, parchi, aree protette) non
solo ha un ritardo ma nell'impostazione delle norme finanziarie
del bilancio è ormai da tre anni che non mette una lira o quasi.
Dobbiamo saperlo questo. In questa sede abbiamo fatto alcune
battaglie e non è passato mai nel bilancio (almeno negli ultimi
due anni) una lira rispetto a questa materia. Il che è sintomo
non solo delle difficoltà finanziarie della Regione ma di un
abbassamento della nostra sensibilità.
Allora io credo che questo dibattito debba servirci per il
futuro, a partire da oggi, a riassumere questo tema come tema
centrale per la qualità della vita e per lo sviluppo, ad assumere
la parola d'ordine sviluppo sostenibile come l'unica che può dare
una prospettiva a questa Regione per il proprio futuro e per il
proprio assetto. E l'unica raccomandazione che mi sento di fare
in questo quadro è che, poiché il commissariamento è ineluttabile
per tutte le cose che sappiamo, dobbiamo auspicare che il
commissariamento venga affidato al Presidente della Regione e che
lo stesso metta in atto al più presto con un raccordo con
l'Assemblea regionale, con tutte le forze produttive e sociali
della Regione tutte le misure perché decolli la direttiva del
decreto Ronchi e tutte le cose connesse e perché nel territorio
finalmente su questo tema si metta ordine, in uno al fatto che
l'Assemblea, quando discuteremo il bilancio, deve assumere
qualche impegno in più rispetto a tutti i temi dell'ambiente per
dare un segnale, affinché si ritorni a mettere al centro
dell'attenzione i problemi dell'ambiente e della qualità della
vita in questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vella. Ne ha
facoltà.
VELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
questo dibattito che riguarda la mozione presentata dalle forze
del centro-destra, riservandomi ovviamente di entrare nel merito
di una problematica che non certamente si esaurisce con le
argomentazioni di poco spessore e di poco profilo che sono state
avanzate dalle forze del centro- destra.
Infatti, ritengo che questo tema delicatissimo che riguarda
i rifiuti e che riguarda la possibilità che la Regione siciliana
recepisca il decreto Ronchi meriterebbe ben altra attenzione e
ben altro approfondimento.
Peraltro mi pare chiaro che già nei contenuti, ma anche
negli interventi che sono stati svolti dai colleghi sostenitori
della mozione che essa è nutrita ed è alimentata da forti ragioni
di strumentalità e da un comportamento che mira ad aprire una
fase interlocutoria con le forze della maggioranza. Vero è che
tutti gli interventi hanno avuto un loro punto terminale che è
quello di rivolgere l'invito ad aprire un ragionamento su larghe
intese, quindi è chiaro che il giudizio sull'operato di un
assessore diventi il grimaldello per aprire una fase
completamente nuova. Noi non ci stiamo con questo ragionamento
perché o si ha la capacita e la volontà seria di mettersi di
fronte ai problemi e di affrontarli con la determinazione, la
decisione di andarli a risolvere chiamando anche al giudizio di
responsabilità chi ha le competenze oppure è bene astenersi dal
rivolgere invito, dal rivolgere mozioni.
Noi, come forza dell'opposizione a questa maggioranza, non
possiamo, comunque, sottrarci ad un giudizio che è un giudizio
politico di responsabilità che riguarda il Governo, ma anche
l'Assessore. Il Governo Capodicasa, noi l'avevamo già detto nel
momento in cui ci fu la discussione sulle linee programmatiche,
aveva un difetto di genesi che era quello di essersi trascinato
dietro pezzi del centro destra. La politica si deve misurare con
i giudizi di responsabilità e mi pare ovvio e chiaro che noi non
possiamo sottrarci a puntare il dito sulle responsabilità che
sono proprie di soggetti, di forze politiche che sono state parte
e partecipi del Governo e del centro destra.
Questo tema dei rifiuti e del recepimento del decreto Ronchi
è veramente ridicolo, segna il profilo basso di un ragionamento
quando a portarlo avanti sono le forze del centro destra, quelle
forze che sono anche loro responsabili, in toto, dei ritardi e
delle inadempienze. Io ritengo che veramente sia necessario non
cedere alle strumentalizzazioni e non cedere alle sirene
incantatrici di quello che vuole essere il processo politico
nuovo.
Noi, di Rifondazione comunista, ci vogliamo mantenere sul
tema di valutazione, su quelli che sono stati i passaggi di
responsabilità e mi pare chiaro che ritardi ce ne sono stati,
questi vanno imputati ai soggetti che sono i primi responsabili
e, quindi, noi non possiamo sottrarci ad un giudizio negativo che
diamo sull'operato dell'onorevole Lo Giudice poiché non è
certamente nuovo ad una sua esperienza. L'onorevole Lo Giudice
era l'assessore nel Governo precedente e, quindi, si porta dietro
uno strascico di responsabilità. Ed è per questo che noi
abbandonando e differenziandoci nettamente con la posizione del
centro destra, noi riteniamo e saremo convinti di votare la
mozione perché riteniamo che su questo il Governo, da un lato
deve essere giudicato per quella che è la sua responsabilità ma
dall'altro lato riteniamo che il Governo deve essere chiamato ad
un'assunzione piena sul terreno di quelli che devono essere e che
saranno certamente i passaggi che lo porteranno a recepire il
decreto Ronchi.
Io ritengo che sia necessario che noi con molta chiarezza,
prima ancora che il centro destra assumesse una posizione rigida
su questa tema delicatissimo, noi abbiamo detto che il Governo
Capodicasa, con una sorta di pentimento operoso, un istituto
giuridico che esiste nel diritto penale, ha anticipato la mossa
del Ministro Ronchi, il quale aveva già pronto il decreto di
commissariamento. Noi, proprio perché dentro questo
commissariamento ci sono elementi di responsabilità di ordine
politico che ricadono sull'Assessore e sui governi precedenti del
centro destra e anche su questo Governo, è auspicabile, dal
momento che questo è un tema delicatissimo per il risanamento
ambientale del nostro territorio, delle nostre città, dei nostri
comuni e per la possibilità che da questo tema si apra una nuova
fase anche in termini di sviluppo economico anche per la nostra
Regione, noi riteniamo e auspichiamo che il Governo abbandoni
l'idea che la fase di commissariamento deve essere gestita
direttamente dal Presidente della Regione o peggio dall'Assessore
in carica. E' auspicabile che il Governo assegni il compito ad un
Commissario che sia una figura esterna, una figura di grande
competenza perché solo in questa maniera e con questa scelta
possiamo dare certezza alla possibilità che si vada al
recepimento del decreto Ronchi. E, nello stesso tempo invito il
Governo a far sì che su questo tema ci sia un'apertura di
dibattito che coinvolga anche l'Aula ma non certamente con le
mozioni strumentali e velleitarie, perché queste servono solo ad
incantare chi di questo tema non vuole certamente discutere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'Onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, questa mozione ha un merito, di
avere messo il dito su una piaga antica che è quella
dell'abbandono del territorio, dell'assenza piena di
pianificazione armoniosa su un territorio degradato che è andato
degradandosi progressivamente, con cittadini costretti
all'abusivismo di necessità, per carenza di pianificazione
urbanistica. Onorevole Piro, la vedo agitato, forse lei pensa..
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Quando vedo lei
mi agito.
AULICINO. L'ho capito, vorrei tranquillizzarla con un
intervento sereno, anche perchè non è mia intenzione in questa
fase parlare della sua base parlamentare e quindi vorrei
lasciarla tranquillo, lei e il Presidente della Regione, perchè
su questi argomenti contiamo di tornare in altra sede.
Mi interessava evidenziare che questo territorio abbandonato
al suo destino, Presidente Capodicasa, con cittadini che, stavo
dicendo, spesso sono stati costretti all'abusivismo di necessità,
parlo dei manufatti, edilizia, abusivi, non quelli che hanno
deturpato il territorio, la famosa speculazione edilizia, la
cementificazione delle coste, non quelli. Un territorio in cui il
sindaco di un comune si trova spesso a non sapere dove conferire
i rifiuti della comunità
E l'altro giorno abbiamo visto anche qui riuniti i cittadini
del comune di Cerda e i cittadini di Termini Imerese, dove io
sono andato - l'Assessore Piro ha seguito direttamente perchè
viene da quella comunità - ho visto due comunità in lotta per
cercare di evitare da una parte il danno e dall'altra parte,
"forse l'abuso".
Così scarichiamo tra i cittadini oneri impropri, li facciamo
anche litigare. Ecco perchè questa mozione io non l'ho
sottoscritta, il mio partito non ha sottoscritto questa mozione,
però ne condivido la filosofia, se non altro si accelera, io
spero, un processo e cioè su questi argomenti è bene fare in
fretta.
Il Ministro ha minacciato il commissariamento, ma
commissari. Voglio dire mi andrebbe di leggere domani che il
Ministro Ronchi ha commissariato, il Presidente della Regione
chiede il commissariamento. Ci sarà qualcosa dietro. La
valutazione di una inadeguatezza della macchina amministrativa,
di una burocrazia incapace di fornire servizi in tempi reali,
mentre i sindaci rischiano le denunce.
E allora, amici miei, prima di passare ad altro e di
cominciare a parlare di finanziaria e di bilancio, e facciamo in
fretta perchè "la casa brucia", vediamo di perdere meno tempo
questa sera, archiviamo velocemente questa mozione non tanto
perchè meriti di essere archiviato l'oggetto e il contenuto, ma
perchè su questo argomento non dobbiamo convincerci.
Il territorio è abbandonato, è necessario intervenire. La
burocrazia non è stata storicamente in condizione di fare
interventi seri sul territorio che risulta abbandonato. Io spero
che questa mozione possa essere trasformata perchè poi
il pronunciamento dell'Assemblea mi interessa poco.
Non è una mozione di sfiducia nei confronti del Governo,
spero che qualcuno non speculi domani sulla stampa, questa è una
mozione che ha voluto mettere il dito nella piaga, una delle
piaghe.
Con il Presidente Capodicasa fra qualche giorno metteremo il
dito sulle altre piaghe, se intende continuare a governare questa
Regione con questo gravissimo scollamento di fronte ad una
maggioranza che non riesce più a sostenerlo, ma non tanto perchè
c'è un contenitore, l'UDR, allo sbando che sta bruciando, no, ma
perchè c'è un travaglio legittimo in quegli amici dell'UDR, caro
Presidente onorevole Capodicasa, che riflettendo sulla natura di
quel contenitore stanno seriamente considerando l'opportunità di
non recuperare la loro identità, perchè non l'hanno mai smarrita,
quegli amici dell'UDR che hanno fatto quella scelta non vanno
criminalizzati tutti.
Se ci sono stati alcuni che hanno fatto quella scelta per
poltrona, è bene che restino e consumino quel bliz di palazzo
pienamente.
Se, invece, come pare, amici che hanno fatto quella scelta
l'hanno fatta in buona fede, ritenendo che il contenitore
autenticamente alternativo alla sinistra e avendo scoperto che
non lo è, perché si tratta a quanto pare di una scelta organica
di dipendenza rispetto al progetto di D'Alema, se questo, amici,
dovessero decidere come pare, non è il bollettino di quelli che
cambiano idea, no, quegli amici che stanno recuperando la
collocazione di prima all'interno del blocco Liberal democratico
e cattolico sono amici che vanno rispettati e, quindi, caro
Presidente della Regione sappia che questo processo che viene
accreditato come lo stillicidio di quelli che tornano o che
tradiscono, va giudicato con maggior correttezza.
C'è un travaglio al quale noi abbiamo fatto riferimento
quando abbiamo detto che quell'operazione che lei ha perfezionato
con il famoso bliz di palazzo che è classicamente di stampo
leninista perché nello stile del leninismo puro quello di
utilizzare tutto pur di conquistare al potere, professore
Silvestro è così, quando facevamo l'appello a quel metodo suicida
volevamo mettere in avviso non tanto la sinistra democratica
perché ognuno cura il suo destino e si preoccupa del proprio
destino con i propri atteggiamenti resta che noi volevamo dire
che in quel momento quel ribaltone rischiava di condannare la
Sicilia alla precarietà.
Per questo motivo io anche se sembra che non c'entri con la
mozione, vorrei dire che archiviata velocemente questa fase di
discussione d'approfondimento su una gravissima emergenza che è
quella dei rifiuti, io dico che quest'Aula dovrà occuparsi di ben
altro e cioè della tenuta di questo Governo che mi sembra che non
regga e di come questo Parlamento con grande responsabilità nei
prossimi giorni avvierà la discussione sui documenti finanziari,
per archiviare presto anche questa discussione nell'interesse
della Sicilia e aprire un chiarimento rigoroso su come questa
Regione dovrà essere governata nei prossimi due anni e mezzo e su
quale sia la condizione ideale perché quel progetto di riforma
reale della Regione possa attecchire.
In questo contesto non sarà facile parlare di riforme, parlo
della riforma elettorale, della riforma burocratica, è necessario
credo, caro Presidente onorevole Capodicasa, creare oggi le
condizioni perché la Sicilia abbia un governo più forte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
combinato disposto degli interventi dell'onorevole Croce e
dell'onorevole Granata rendano un pò il senso di questa mozione,
le ragioni di questo atto parlamentare.
L'onorevole Croce ha detto con quella schiettezza, con
quella franchezza che non gli fa difetto: "egregio Assessore, non
l'abbiamo con lei", e che l'onorevole Lo Giudice sia simpatico lo
sostiene anche il mio amico e collega Presidente Provenzano, il
quale sostiene che ai nostri fini è il vero limite la simpatia
dell'onorevole Lo Giudice, e il professore Provenzano nei suoi
confronti avrebbe ben d'onde per sostenere il contrario.
Eppure posto questo c'è la ragione politica ben evidenziata
dall'onorevole Granata che mi ha preceduto in questo dibattito,
nel senso che il gruppo parlamentare di Forza Italia che ha
inteso presentare questa mozione lo ha fatto in ragione della
notizia del commissariamento.
A discolpa nei giorni successivi, in sedi pubbliche e
private, si è avuto modo di sostenere da parte del Governo che
non c'era alcuna onta subita dal Governo in quanto questo
commissariamento era stato richiesto, se fossimo in Tribunale si
sarebbe detto "Avvocato si fermi perché abbiamo perso la causa".
Perché è proprio questo il tema politico reale, cioè di un
Governo che chiede di essere commissariato in relazione a proprie
competenze. Ma siccome credo sia questo il segnale vero, il
segnale politico che a questa maggioranza manca quel minimo di
coordinamento che consente ad un governo di continuare a
governare. Noi vogliamo sottolineare con forza l'identità di
colore politico tra questo Governo ed il Governo nazionale.
Vogliamo continuare a rappresentare all'Aula uno sfilacciamento
di una maggioranza ed uno sfilacciamento di posizioni politiche
che non consentono di affrontare con serenità una grande
emergenza che è quella dei rifiuti. Lo ha sottolineato
l'onorevole Mele, lo hanno sottolineato altri, come si fa ad
affrontare in uno stato di disagio per il quale "delle due
l'una ": - o il Governo era inadempiente ed è stato commissariato
dal Governo nazionale o l'assessore regionale all'ambiente e
territorio è stato sfiduciato dal suo Presidente il quale ha
chiesto, invece, il commissariamento -. Su queste coordinate si è
mossa la gran parte dei parlamentari che sono intervenuti
eccependo anche un tema che afferisce la stessa sostanza del
rapporto tra la Regione e lo Stato e, cioè, il tema
dell'autonomia della Regione siciliana che viene commissariata su
una tematica che rappresenta la nuova frontiera dello sviluppo
della nostra società e che è la tematica ambientale, nuova
frontiera per quanto riguarda gli investimenti economici che il
Governo nazionale si accinge a fare sulla materia; nuova
frontiera per quanto riguarda le nuove prospettive di sviluppo,
gli sbocchi occupazionali. Ebbene, in riferimento ad una
situazione di questo genere la Regione siciliana viene
commissariata e viene commissariata da un Governo che ha il
medesimo colore politico. Un Governo nazionale che si prende la
briga di intervenire ed una maggioranza che al proprio interno
vede colleghi come l'onorevole Zanna che il 17 di dicembre si
prendono la briga di prendere carta e penna e scrivere al
Ministro Ronchi chiedendogli perché non commissaria la Regione
siciliana su queste tematiche. Come si fa a non cogliere la
gravità di questi segnali politici in un'ottica più complessiva.
Ed ecco perché questa mozione non investe specificamente lei,
onorevole assessore, ma investe una maggioranza che, nonostante
abbia avuto in quest'Aula un rapporto di serenità per tante
vicende e tanti aspetti da parte delle forze di opposizione, le
forze parlamentari di opposizione, poi s'imbriglia, s'incarta,
finisce in un qualche modo da sola a creare a se stessa problemi
di natura squisitamente politica ed è ciò che più si rileva in
questa sede.
Ecco perché, noi abbiamo attribuito importanza a questa
mozione. Abbiamo attribuito un'importanza politica, abbiamo
svolto un ragionamento che ci ha portato a considerare il perché,
il come si è giunti ad un commissariamento della Regione
siciliana, alla spoliazione di competenze che certamente non
fanno onore alla Regione siciliana anche se producono deroghe
rispetto alle normative ordinarie in tema di lavori pubblici o di
offerta di servizi nel momento in cui si arriva ad una gestione
commissariale.
Su questi argomenti noi ci siamo interrogati. Su questi
argomenti immaginiamo che l'onorevole Lo Giudice risponderà in
sede di replica; su questi argomenti noi crediamo che la Regione
siciliana sia chiamata ad un grande, grandissimo sforzo di
prospettiva per comprendere se si è autonomamente in grado di
procedere agli adempimenti che le leggi nazionali impongono alla
Regione siciliana per comprendere se lo è questo Governo, per
comprendere se in Aula una maggioranza di tal fatta può sostenere
provvedimenti e disegni di legge di questo rango e di questo
rilievo.
Noi non abbiamo offerto una sponda politica a chi riteneva
con questa mozione di porre una sfiducia al Governo, ma inseriamo
il ragionamento sulla tenuta di questo Governo all'interno del
ragionamento complessivo che sta alla base del commissariamento.
Un commissariamento che ha prodotto risultati negativi e che ci
auguriamo trovi una spiegazione plausibile da parte
dell'assessore regionale quando si troverà a replicare in
quest'Aula e ci auguriamo che, comunque, la Regione siciliana
possa godere nel futuro dell'azione di Governi che non consentano
ai siciliani di subire sconfitte come il commissariamento nella
tematica ambientale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole
Adragna ha chiesto di apporre la propria firma sull'ordine del
giorno n. 294: 'Risoluzione immediata della questione SICIL
GESSO S.p.A.'.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Zanna,
Pignataro ed altri l'ordine del giorno n. 295, ne dò lettura:
- Interventi straordinari per fronteggiare l'emergenza rifiuti.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESO ATTO che la gestione e lo smaltimento dei rifiuti solidi
urbani è diventata sempre di più un'emergenza difficile
da fronteggiare per il ritardo decennale accumulato
dalla Regione e per la non applicazione finora in
Sicilia delle nuove normative in materia previste dal
cosidetto "decreto Ronchi";
RILEVATO che il "decreto Ronchi" obbligava entro i primi mesi del
1998 le Regioni ad adeguare i rispettivi ordinamenti -
e quindi per la Sicilia l'aggiornamento del "Piano
regionale di gestione dei rifiuti" - alle nuove
direttive e che queste ulteriori disposizioni non sono
state ovviamente rispettate;
VISTO che le direttive del "decreto Ronchi" non prevedono più
ulteriori proroghe a quelle finora concesse
nell'utilizzo da parte dei Comuni di discariche
provvisorie previste dall'art. 13 dello stesso decreto,
e quindi obliga la Regione ad utilizzare le discariche
comprensoriali, oggi inesistenti in Sicilia tranne
quella di Bellolampo (PA);
VISTO che il comma 8 dell'art. 22 prevede che il Ministro
dell'Ambiente dopo avere diffidato gli organi regionali
che non hanno adeguato i rispettivi strumenti per la
gestione dei rifiuti solidi urbani, "adotta, in via
sostitutiva, il piano regionale";
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- prendendo atto della necessità di avere un intervento
straordinario per fronteggiare l'emergenza rifiuti - a
sollecitare l'invio da parte del Ministro dell'Ambiente
di un commissario sulla base delle modalità previste
dal comma 8 dell'art. 22 del cosidetto "decreto
Ronchi".
Presidenza del presidente Cristaldi
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nonostante la saggezza del
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, esprimo se mi si
consente, può darsi che magari non conosca bene il Regolamento,
dubbi e perplessità non solo di natura giuridica sulla decisione
della Presidenza di questa Assemblea di dichiarare ammissibile la
mozione a firma di un ex Presidente della Regione e di ben cinque
Assessori regionali che assieme al sottoscritto hanno fatto parte
delle stesse compagine governative, mozione che impegna il
Presidente della Regione a revocare immediatamente la delega
all'ambiente all'Assessore al ramo.
Ripeto posso anche sbagliarmi, ma esprimo perplessità, nel
vigente Regolamento interno dell'ARS non vi è nessuna norma che
fa menzione di mozioni presentate dai componenti dell'Assemblea
dirette ad impegnare il Presidente della Regione in caso di
approvazione di esse a revocare totalmente o come in questo caso
parzialmente la delega ai singoli Assessori regionali. Il
Regolamento, per quanto concerne l'Esecutivo, si riferisce
soltanto, l'articolo 157, a mozioni di fiducia e di sfiducia al
Governo, punto e basta.
Non sono previste dunque altre ipotesi, ritengo, nè sul
punto sono da ritenere legittime improbabili ancor chè arbitrarie
estensioni analogiche o assimilazioni.
L'articolo 9 dello Statuto della Regione stabilisce:
a) che il Presidente regionale e gli Assessori sono eletti
dall'Assemblea regionale a maggioranza assoluta dei voti segreti
dei deputati;
b) che la Giunta regionale è composta dal Presidente
regionale e dagli Assessori;
c) che gli Assessori sono preposti dal Presidente regionale
ai singoli rami dell'Amministrazione'.
E', dunque, solo il Presidente della Regione che ha il
potere costituzionale del nostro ordinamento giuridico di
assegnare o revocare deleghe agli Assessori regionali. Appartiene
solo al Presidente il potere di proporre gli Assessori e i
singoli Assessorati con proprio decreto da registrare alla Corte
dei Conti e da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione.
L'Assemblea può solo revocare la fiducia precedentemente
accordata, sfiducia che può colpire sia la Giunta, come organo
collegiale, sia singoli assessori in quanto eletti direttamente
dall'ARS e singolarmente responsabili verso di essi.
Ma, restiamo nel campo circoscritto della fiducia di cui
deve godere la Giunta collegialmente, intesa con i singoli
assessori regionali. Qui invece è stata presentata una mozione di
sfiducia; ma una mozione non prevista dallo Statuto e dal
Regolamento interno che dovrebbe impegnare il Presidente della
Regione addirittura a revocare parzialmente una delega attribuita
da esso ad un assessore regionale.
La mozione si sostanzia in una indebita quanto illegittima
interferenza nelle prerogative costituzionali proprie che lo
Statuto assegna al Presidente della Regione. L'improponibilità e
la inammissibilità andava, a mio avviso, a garanzia del corretto
rapporto fra l'Assemblea regionale ed il Governo. Non trattandosi
di mozione di sfiducia nei confronti di un singolo assessore.
La mozione ancorché conforme a legge e regolamenti è stata
concepita per provocare l'adozione di un atto di revoca da parte
del Presidente della Regione avendo natura limitata e parziale.
La delega è una; il sottoscritto è assessore regionale al
territorio e ambiente. Gli onorevoli sottoscrittori dovrebbero
saperlo benissimo. Anche sotto questo profilo la mozione si
presenta con i caratteri della risibilità per semplice - scusate
l'ignoranza - delle vigenti normative.
Sul merito della mozione dirò qualcosa più avanti. Intanto,
non posso non evidenziare che essa è firmata dall'ex Presidente
onorevole Provenzano, e da ben cinque ex assessori regionali: gli
onorevoli Bufardeci, Beninati, Croce, Fleres e Misuraca, che,
insieme al sottoscritto, hanno condiviso responsabilità di
Governo - lo dicono loro - nel periodo in cui sarebbero maturate
le presunte omissioni che nella mozione si evidenziano in materia
inesatta ed indiscutibilmente provocatoria.
Ricordo agli onorevoli ex colleghi di Giunta, qualora
dovessero insistere nel loro improprio o ingiusto proposito, che
essi hanno ammesso che ci siano varie responsabilità; non è
chiamata di correità ma è per rammentare loro che sulle cose
serie non bisogna avere memoria corta o imbastire polemiche di
basso profilo.
Ricordo loro che la Giunta regionale è organo esecutivo
della Regione, è organo collegiale che ha le funzioni che le
affida lo statuto regionale e le leggi successive. la
collegialità dell'organo comporta che l'indirizzo
politico-amministrativo è determinato collegialmente ed i singoli
assessori si presentano come esecutori nel campo di loro
competenza della volontà collegiale.
Dunque, onorevoli colleghi, con molto rispetto e con molta
deferenza e con molta simpatia, visto che mi avete giudicato in
questo modo, riflettete per evitare di fare, politicamente, un
autogol
La mozione non ha nessuna base giuridica e regolamentare.
Si configura politicamente provocatoria, e chi l'ha firmata non
ha titolo per esprimere censura di nessun tipo. Per quanto
riguarda invece gli interventi, che non sono la mozione, io non
ho ben compreso se dobbiamo affrontare la mozione o gli
interventi che ci sono stati. Perché la mozione ha un taglio,
gli interventi hanno un altro taglio. Considerato che da tutti
gli interventi dei colleghi, principalmente da parte
dell'onorevole Fleres, si evince che si è alla ricerca di capire
come stanno le cose e quali sono le motivazioni che hanno portato
il Presidente della Regione, spinto dal sottoscritto, a chiedere
il commissariamento, è giusto e opportuno che l'assessore
delegato dal Presidente pro-tempore, ha il dovere di spiegare, di
riferire ai colleghi dell'Assemblea esattamente come stanno le
cose.
Devo dirvi con franchezza, che la richiesta di
commissariamento era stata fatta prima dal sottoscritto al
Presidente precedente, perchè col Presidente Drago già ci eravamo
recati a Roma per cercare di guadagnare il tempo precedentemente
perduto per potere realizzare il commissariamento.
Devo dire anche che sarebbe ingiusto ed ingeneroso stabilire
che è stata una mancanza di fiducia, da parte del presidente
Capodicasa nei riguardi del sottoscritto. se voi leggete il
decreto del presidente D'Alema vi accorgerete che la prima
richiesta del presidente Capodicasa è firmata il 2 dicembre e io
con lui mi sono insediato il 28 di novembre.
Quindi, appare perlomeno strano, onorevole Granata, pensare
che il presidente Capodicasa volesse, con questa richiesta punire
l'inefficienza del sottoscritto.
Il Presidente Capodicasa è stato spinto a fare questa cosa
in data 2 dicembre dal Governo ed è qua sulla Gazzetta ufficiale
con un governo che si è insediato il 28 di novembre, la richiesta
è stata fatta precedentemente nonostante questa richiesta e
nonostante la sintonia tra il Presidente Capodicasa ed il
Presidente del Consiglio D'Alema, devo dirvi che per la richiesta
siamo stati costretti a reiterarla perchè la stessa Gazzetta dice
giorno 2 e giorno 15 e ancora temo che non ci possano purtroppo
assegnare il commissariamento.
Vi dico con molta franchezza grazie anche all'operato del
vecchio governo perchè sono convinto che si si muove in sintonia
grazie anche a queste cose. Devo dirvi che la Sicilia è
all'avanguardia per quanto riguarda l'applicazione del decreto
Ronchi. Perchè chi ha firmato la mozione di sfiducia - e vi leggo
qui il passaggio -: si dice 'considerato che lo stesso ministero
ha richiamato più volte anche la Regione siciliana al fine di
ottemperare alla trascrizione dei programmi stessi'...Questo è
falso perchè non esiste un atto, non esiste un documento in cui
ci sia un richiamo da parte del ministero. Anche perchè lor
signori mi insegnano che prima di arrivare al commissariamento
esiste come procedura la diffida, quindi il Ministro avrebbe
dovuto diffidare la Regione siciliana ad adempiere determinate
deficienze, determinate omissioni e dopo reiterate diffide
avrebbe provveduto al commissariamento.
Non esiste nessuna diffida. Dice anche la mozione che il
Ministero dell'ambiente ha reso nota la sua intenzione di
procedere al commissariamento della Regione siciliana a causa
dell'inadempimento connesso alla mancata attuazione delle
prescrizioni normative contenute nei programmi predisposti dallo
stesso Ministero. Con molta cordialità, ma per rendere chiaro il
dibattito in questa Assemblea, io sfido chiunque dei firmatari a
dirmi dal podio, se lo consente il signor Presidente
dell'Assemblea, quali sono le inadempienze di questa Regione e
quali sono le diffide che ha fatto il commissario, che tipo di
adempimento doveva ancora fare l'Assessore pro-tempore per il
territorio e l'ambiente.
Io mi sono mosso in sintonia ed in continuazione alle cose
che ha cercato di fare il collega Grimaldi, ha fatto poco ma non
certamente legato alla sua incapacità o alla sua inefficienza.
Perchè dal febbraio 1997, cari colleghi, è cambiata totalmente la
filosofia del rifiuto; tutto quello che in dieci anni la Regione
siciliana con la legge n. 39 del 1989, all'avanguardia sullo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani cambiava nel febbraio 1997,
con una filosofia totalmente diversa, quindi deve cambiare anche
la cultura del rifiuto.
Tant'è che l'assessore Grimaldi costretto a capire cosa
doveva fare ha chiesto all'Avvocatura dello Stato un chiarimento
su come regolarsi sul vecchio Piano delle discariche.
In attesa del chiarimento, senza la sua volontà, purtroppo
durante il governo Provenzano, ripeto non volendo addebitare
niente a nessuno, si è totalmente bloccata senza poter produrre
nessun atto. Ed io ho i documenti per dimostrarlo, durante
quell'amministrazione.
Abbiamo cercato di guadagnare il tempo perduto con i
colleghi di Forza Italia, con i colleghi dell'allora CDU, col
governo Drago, abbiamo cercato di guadagnare il tempo perduto. E
devo dirvi che ho una serie di documenti che ora consegnerò e se
volete per non tediarvi posso leggere data per data, documento
per documento, incontro per incontro, circolare per circolare.
Abbiamo rimesso in moto la macchina amministrativa per vedere di
dare risposte concrete ad un problema e ad un programma di
grandissima difficoltà: Quindi, cari amici, il dibattito è
positivo, il dibattito serve, è concreto, la maggioranza deve
svolgere un ruolo così come l'opposizione, però che il dibattito
sia costruttivo, che non sia sterile e che non sia fatto da
interventi quale un collega che mi ha preceduto, il qualevoleva
fare semplicemente un attacco personale e non una richiesta di
chiarimenti alla soluzione di un problema.
La politica, caro onorevole Croce, è passione e quando si ha
la passione si deve averla sia in maggioranza che
all'opposizione, sia come assessore e sia in qualità di semplice
deputato. Esprimere attraverso gli interventi, attraverso il
podio acredine, acidità, odio, bile non serve né all'Assemblea,
né all'Istituzione e neanche ai siciliani, per cui ben venga la
richiesta di questa Assemblea, qualunque possa essere la parte
politica che la chiede, di un chiarimento attorno a un argomento
così importante, ben venga, se ne parli, ma che non si
mortifichi, non ci si regoli in un tipico modo per cui financo i
deputati costretti a firmare hanno sentito la vergogna. Perché
questa non è opposizione, questo è volere danneggiare l'immagine
delle Istituzioni in un argomento così delicato e così difficile.
Ecco, pertanto, onorevoli colleghi, se non vi tedio, io vi
leggo, se me lo consente il Presidente, le tappe dell'operato
della vecchia maggioranza e di questa maggioranza perché la mia
attività di assessore all'ambiente è iniziata nel febbraio-marzo
del 1998. Da quella data ad oggi, in due governi diversi, per
motivazioni diverse, che non sto qua a dire, perché il momento di
grande difficoltà che stiamo attraversando mi porta anche a fare
violenza al mio carattere per cui anch'io predico, non voglio
fare più l'incendiario, voglio fare il pompiere, io devo
predicare perché ci si renda conto che attraversiamo un momento
di grande, grandissima difficoltà; è un'operazione di piccolo
cabotaggio, di piccoli passaggetti, di piccoli screzi, le piccole
cattiverie non servono né alla Sicilia né ai siciliani.
Io sono per fare il mio dovere e, prima che me lo dicono
altri, non tutti, qualcuno ha firmato in buona fede, qualcuno è
stato artefice-pilota di questa cattiveria - perché di questo si
tratta - ma chi oggi vuole comprendere, chi oggi vuole capire, io
esprimo la mia disponibilità e ora farò fotocopiare e non lo
leggo, un documento complessivo in cui si spiega, momento per
momento, l'attività del Governo precedente e di questo Governo,
tanto per dire che non siamo assolutamente né in ritardo, né in
mora e lo dico a livello ufficiale.
Io credo che la Sicilia, per le cose che ha fatto in questi
ultimi dieci mesi, anche con l'apporto di voi miei ex colleghi,
la Sicilia è all'avanguardia perché mentre la Campania e la
Puglia sono state prima diffidate e poi punite, la Sicilia invece
sta chiedendo...Vi dico anche un'altra cosa, il commissariamento
per l'abbreviazione anche delle procedure perché chi è
competente, sa che oggi, considerato il fatto dei rifiuti solidi
urbani, è un fatto culturale, non esistendo le discariche, non
essendo più realizzate le discariche, si va avanti con l'ex
articolo 12 e con l'attuale articolo 13 del Decreto Legge 22 e,
considerato che dopo la terza reitera è urgente e necessaria la
sintonia, l'intesa tra la Regione e lo Stato, noi rischiamo in
molti comuni. Onorevole Aulicino, i problemi di Cerda, di Termini
e di tanti altri comuni se non diamo velocità, celerità, sia
anche per un momento burocratico, che condivido le cose che lei
ha detto, e sia anche per un momento procedurale. La richiesta di
commissariamento, quindi, voleva essere togliere una serie di
lacci e lacciuoli in un argomento, in un problema così difficile
per potere, con molta facilità, con molta agilità, dare risposte
concrete ai tanti comuni.
Mi fa segnale l'onorevole Silvestro dei problemi gravissimi
che abbiamo oggi in provincia di Messina, li abbiamo fatti con le
province, i problemi seri che abbiamo affrontato per quanto
riguarda le stazioni delle isole minori, è un problema complesso
e ci vuole l'aiuto di questa Assemblea, l'aiuto di questo Governo
perché nessuno di noi è il Padre Eterno, da solo non ce la farei
se non ricevessi il conforto del Governo e di tutta l'Assemblea.
Questo è un problema difficile, se mi rendessi conto di non
essere in grado di potere affrontare questo momento, la mia
coscienza, prima delle mozioni di fiducia, di sfiducia, prima
degli appelli, mi porterebbe a prendere personalmente delle
decisioni.
Un'altra cosa ancora, signor Presidente. Io ho scoperto
leggendo le ordinanze di Protezione Civile che hanno fatto la
Campania e la Puglia, ho scoperto anche che per i momenti di
emergenza accertati dal Consiglio dei Ministri, il Ministro per
l'Ambiente va ad elargire anche cospicui finanziamenti che sono
iscritti anche in questa ipotesi di ordinanza che sta preparando
la Protezione Civile, che mi auguro ci firmi, perché ancora,
purtroppo, nonostante la prima richiesta, nonostante la seconda
richiesta, nonostante a fine gennaio si è analizzato il decreto
del Presidente del Consiglio, ancora stiamo aspettando il
sottosegretario al Bilancio. Dovrebbero assegnare, in
concomitanza all'ordinanza di Protezione Civile, per la celerità
dei procedimenti, anche circa 300 miliardi di finanziamento per
realizzare le stazioni di compostaggio, di stoccaggio, di
trasparenza e per potere preparare, nell'ambito di un programma
di discariche a breve termine, delle modifiche che ci consentano
di potere dare risposte pronte e concrete.
Io, onorevole Presidente, mi ero preparato un intervento di
tipo diverso, però visto l'intervento quasi chiarificatore, quasi
di cordialità, quasi di ingombro da parte dei colleghi che sono
intervenuti, questo ho notato senza nessun calcolo, volendo
considerare che non voleva essere un attacco di carattere
personale, tranne per un intervento che non voglio neanche
discutere, che voglio dimenticare perchè non fa bene a nessuno di
noi, perchè c'è chi è all'altezza, c'è chi non lo è, e questo è
un dono di Dio, c'è chi è alto, c'è chi è basso moralmente e
politicamente, ma non mi interessa, a buon intenditore poche
parole, gli altri hanno cercato di capire e forse hanno capito.
Se non lo hanno fatto io mi permetterò di distribuire a tutti
fotocopie delle cose che abbiamo fatto e così far arrivare da
tutte le parti suggerimenti, consigli, proposizioni, noi saremmo
- come Governo - grati per quello che ci verrà detto e per
potere , assieme, dare delle risposte concrete agli interessi
della gente.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
al Presidente della Regione, permettete una modestissima
considerazione a seguito delle cose sollevate dall'Assessore Lo
Giudice.
Non entro nella questione delle sue dichiarazioni politiche
e quindi nella parte dell'intervento a braccio, perchè non
compete al Presidente dell'Assemblea esprimere pareri o giudizi
su questioni di carattere politico. L'onorevole Lo Giudice ha
però fatto riferimento, disquisendo filosoficamente e addirittura
costituzionalmente, su alcune probabili violazioni che avrebbe
fatto il Presidente dell'Assemblea affidandosi ad un intervento
meditato, tanto che è stato scritto.
Mi permetta, onorevole Assessore Lo Giudice, di augurarmi
che sia il frutto di un suo ragionamento isolato e non anche con
il contributo di esperti pagati con il pubblico denaro, perchè
sarebbe sperpero pubblico. Questo devo assolutamente dirlo.
Chiunque ha idea di cosa sia l'Assemblea trova centinaia di
esempi da questo punto di vista.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, credo che a prescindere dalla obiezione che è
stata sollevata e a cui lei ha dato risposta, il fatto che
l'Assemblea abbia potuto esaminare un problema così delicato
qual è quello dell'emergenza rifiuti nella nostra Regione, tutto
sommato lo considero un bene ed in questo senso, per quanto mi
riguarda, avevo sollecitato in Conferenza dei capigruppo che
fosse fissata la data perchè si tenesse questo dibattito, che
avesse intanto lo scopo di chiarire. A mio parere, onorevoli
colleghi, lo dico con la massima franchezza, la mozione che è
stata presentata dimostra una carenza di informazione sui fatti e
anche una interpretazione errata con delle evidenti inesattezze
che, però, a questo punto arrivati, sarebbe opportuno che fossero
chiariti. Tanto più che nei prossimi giorni, io mi auguro,
considerato che sono ormai passati mesi da quando è stata
richiesta l'intervento della protezione civile per la materia dei
rifiuti in Sicilia, dovremmo arrivare a questo provvedimento.
Alla emanazione della ordinanza che consegue alla dichiarazione
dello stato di calamità che il Consiglio dei Ministri ha
deliberato subito dopo il periodo natalizio, non ricordo
esattamente la data. Quindi, si aprirà una fase delicata ed
importante. Molti colleghi, ho sentito poc'anzi l'onorevole
Aulicino, sono stati essi stessi testimoni di quanto sia
difficile gestire una materia che nel corso degli anni si è
andata sempre più incancrenendosi, sovrapponendo provvedimenti,
determinando anche una incertezza dal punto di vista normativo
che non è stata sciolta in tempo e che ha consentito poi
l'accumularsi dei ritardi.
L'onorevole Lo Giudice che ha fatto un excursus anche se non
si è affidato alla nota che aveva preparato per l'Aula, forse è
stato questo un errore, perché dalla nota si evince con molta
chiarezza quali sono stati i passaggi, le tappe, dove il
procedimento si è inceppato e ha trovato e ha determinato il
ritardo che ci ha indotti poi a chiedere l'intervento della
Protezione Civile.
Intervento della Protezione civile, onorevoli colleghi, e
non l'intervento del Ministro dell'Ambiente, come dice la
mozione. Il che significa due cose.
Primo, che ad emetterlo non sarà il Ministro dell'ambiente,
come si dice nella mozione, ma sarà il Ministro dell'Interno
perché è propria competenza. E secondo che l'intervento non sarà
un intervento volto ad affrontare la materia del conferimento in
discarica e dello smaltimento. Ma dovrà affrontare il problema
nella sua complessità. Noi non conosciamo ancora il contenuto
dell'ordinanza che ci risulta essere in fase di preparazione.
Però ciò che noi abbiamo chiesto lo abbiamo chiaro. Quando
appena insediati sono scoppiati i primi casi, il caso di Favara è
stato il primo, di un comune che aveva già esaurito le deroghe
che in base al decreto Ronchi poteva avere e ha dovuto chiedere
una terza deroga. Che proprio perché si tratta di una deroga che
va fuori dalla ordinarietà prevista dal decreto Ronchi, andava
adottata ex articolo 13 , era messo in capo al Presidente della
Regione d'intesa con il Ministro dell'Ambiente.
In sostanza, cosa si verifica onorevoli colleghi. Che dalla
fine di novembre fino al 30 di marzo abbiamo potuto osservare a
seguito di una riunione tenutasi tra la Presidenza della Regione
e l'assessorato del territorio e dell'ambiente che sarebbero
venuti a scadenza tutte le proroghe che erano già state concesse
e che si erano quasi tutte esaurite. Con un rischio gravissimo
dal punto di vista della gestione dello smaltimento dei rifiuti e
con il rischio gravissimo di entrare in una fase di emergenza che
avrebbe comportato rischi di carattere igienico-sanitario.
Di fronte al fatto che la Presidenza della Regione avrebbe
dovuto gestire una situazione che appariva difficile da gestire -
come in effetti lo è -, che avrebbe comportato una precarietà
dello smaltimento da parte dei comuni, che avrebbe dovuto
rincorrere settimana dopo settimana, l'intesa con il Ministero
per ogni singolo comune, quindi si tratta quasi di tutti i comuni
della Regione siciliana, che questo avrebbe significato una
incertezza di carattere normativo e anche un freno oltre ai
rischi di cui ho parlato, abbiamo ritenuto dopo un vertice tenuto
tra la Presidenza, l'assessore per il territorio e l'ambiente, il
dottor Mascarzini che è uno dei direttori del Ministero
dell'ambiente che avevamo appositamente convocato a Palermo,
abbiamo ritenuto che la situazione era diventata talmente
esplosiva da non potere essere gestita per le vie ordinarie. Noi
avremmo rischiato di operare con provvedimenti in deroga,
provvisori, di un mese, due mesi, sessanta giorni massimo novanta
giorni che non ci avrebbero portato la situazione a regime;
perché per portare la situazione a regime devono essere
introdotte delle normative, devono essere accelerate procedure in
modo tale da recuperare il tempo perduto che non è poca cosa.
Non si tratta, e lo ribadisco, di un atto di sfiducia verso
l'assessore perché l'assessore è in grado di dimostrare con le
carte che nel periodo della sua gestione ha addirittura
recuperato il tempo che si era perduto nella gestione precedente.
Basta leggere quali sono le tappe scandite in questo periodo per
potere accorgersi del fatto. Il decreto Ronchi è del febbraio
1997, l'assessore all'epoca bloccò il Piano, revocò i
commissari-provveditore che dovevano accelerare le procedure per
la realizzazione del Piano. Dopo una serie di passaggi chiese
all'Avvocatura dello Stato un parere su come doveva comportarsi
solo nel settembre del 1997 cioè quando andavano a scadenza i
tempi che il decreto Ronchi prevedeva. Da quel momento si è
cominciato a mettere mano a tutta la situazione. Ovviamente non
era facile, per l'arretratezza del sistema dello smaltimento
della raccolta dei rifiuti in Sicilia e anche per i ritardi che
erano stati accumulati, potere recuperare il tempo che si era
perduto in un periodo così breve.
La ragione, quindi, dell'accumularsi dei ritardi è nel
ritardo della partenza perché dal febbraio 1997 al settembre 1997
non interviene alcun provvedimento positivo volto ad attuare il
decreto Ronchi. Solo nel settembre 1997 si chiede un parere
dell'Avvocatura dello Stato che poi interviene nel novembre e
quindi si comincia a mettere mano al problema della raccolta
differenziata, che è una condizione posta dal decreto Ronchi,
solo alla fine del 1997. Questi sono i dati.
Di fronte all'esplodere della situazione, alla delicatezza
del problema non abbiamo potuto fare altro che chiedere
l'intervento della Protezione civile, non commissariamento ex
articolo 22 del decreto Ronchi ma intervento di protezione civile
perché ciò che noi chiediamo non è solo la possibilità di andare
in deroga per il conferimento in discarica e lo smaltimento dei
rifiuti ma anche di andare in deroga per la realizzazione del
piano delle discariche. Questo è il punto. La differenza rispetto
a quanto i colleghi hanno qui sottolineato perché attraverso le
deroghe di legge noi possiamo accelerare la realizzazione del
piano delle discariche, che è l'unica cosa che ci può consentire
di uscire dall'emergenza rifiuti. Oggi in mancanza del Piano
abbiamo comuni nella provincia di Caltanissetta che è tutta
sfornita per intero, tutti i comuni del nisseno sono sforniti di
discariche autorizzate, devono andare a scaricare fuori della
provincia di Caltanissetta con un aumento dei costi per i comuni,
che si riversano poi sui cittadini. Nelle condizioni di
Caltanissetta vi è praticamente quasi tutta la Sicilia, fatta
eccezione per alcuni comuni che si erano dotati in tempo. Il
Comune di Palermo ha la discarica di Bellolampo ma quasi tutta la
provincia di Palermo non ha discarica e scarica attraverso le
deroghe su Bellolampo. Il risultato di tutto questo porta che nel
breve periodo andremo ad esaurire le poche discariche che sono
operanti e da qui a qualche tempo se non interverranno misure
idonee non avremo più discariche in grado di raccogliere i
rifiuti.
Allora, di fronte ad una situazione così drammatica, perché
parliamo della vita di ogni giorno di milioni di cittadini, noi
non potevamo stare a guardare e a cincischiare con i poteri
offesi della Regione. I poteri della Regione sono quelli di
affrontare i problemi dei nostri concittadini. E se il modo per
affrontarli risolutivamente è quello di chiedere l'intervento
della protezione civile lo faremo, perchè è nel nostro dovere
oltre che nel nostro diritto.
E lo abbiamo fatto, disinteressandoci, ovviamente, di quali
saranno le figure che dovranno gestire il sistema; vedremo quali
saranno, se in analogia con la Regione Campania, Calabria e
Basilicata, sarà il Presidente della Regione o sarà qualche altra
figura;, cosa che a noi francamente non interessa, perchè ci
sembra necessario e prioritario oggi affrontare e risolvere il
problema.
Allora detto questo, devo dire che la mozione dimostra di
essere perlomeno disinformata, anzi devo dire che sotto certi
aspetti è una sorta di autogol, perchè solleva un problema in
capo all'Assessore attuale il quale non solo ha operato già con
il Governo precedente e di cui hanno fatto parte illustri
colleghi che hanno sottoscritto la mozione, ma vede l'Assessore,
e questo lo si può dimostrare con i documenti che egli ha
esibito, vede l'Assessore essersi attivato quando invece erano
stati gli Assessori precedenti che avevano manifestato delle
incertezze, probabilmente non dovute alla loro personale
responsabilità.
Era il sistema che stava subendo dei contraccolpi, però ciò
non toglie che alla fine il ritardo sia accumulato.
Io credo che la mozione di per sé non sia giustificata.
Questo lo ritengo un passaggio utile, io voglio cogliere il
positivo anche da questa vicenda perchè ci ha consentito di
potere rassegnare all'Aula una serie di questioni e di problemi
con i quali siamo oggi chiamati a confrontarci. Perchè non c'è
solo l'emergenza istituzionale, l'emergenza lavoro, l'emergenza
finanziaria, c'è purtroppo anche l'emergenza rifiuti e come
l'emergenza rifiuti ci sono tante altre emergenze di minore o
maggiore complessità con cui dobbiamo fare i conti.
BRIGUGLIO. Un Governo di 'emergenze'.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Esattamente, noi
riteniamo di essere tali, onorevole Briguglio, anche se non ci
viene riconosciuto questo titolo, io raccolgo lo spirito e la
malizia dell'interruzione.
Devo dire, onorevoli colleghi, che forse, di fronte a casi
come questi, serve dibattere, chiarire, ma è utile evitare che se
ne faccia un argomento di scontro quasi personale, cosa che può
anche avvenire, purchè sia documentata, onorevole Strano, perchè
parliamo ovviamente di competenze, parliamo di ruoli e competenze
istituzionali e prima che vengano posti sotto accusa debbono
essere attentamente valutati e vagliati.
Io credo che in questo caso la valutazione non sia stata
altrettanto approfondita di come in realtà poi le dichiarazioni
dell'Assessore hanno dimostrato.
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che per una
dichiarazione di voto il mio intervento punta ad individuare una
soluzione praticabile a conclusione di un dibattito che ha
certamente appassionato l'Aula e che ha avuto un suo risultato,
quello di affrontare nei modi possibili un tema particolarmente
grave che riguarda la tutela dell'ambiente, le reali condizioni
attraverso cui è possibile operare per ottenere la tutela
dell'ambiente.
Io sono convinto che questo dibattito sia servito e sia
servito anche per confrontare le diverse posizioni politiche.
Il gruppo di Forza Italia lo ha precisato nel corso dei suoi
interventi. Intendeva raggiungere un obiettivo chiarificatore
rispetto alla decisione del Governo di richiedere il
commissariamento della Sicilia ed ha indicato tre ipotesi: la
inefficienza politica, l'inefficienza burocratica, la difficoltà
nell'applicazione di norme in una regione che ha delle difficoltà
oggettive, appunto, e di natura burocratica e di natura
strutturale e di natura ambientale.
Il dibattito che si è svolto ha chiarito come le difficoltà
che sono state incontrate dai Governi che si sono succeduti, sono
sostanzialmente identiche, sono omogenee, vale a dire legate per
lo più al tipo di norma da applicare e alla struttura alla quale
la norma stessa va applicata.
Questo il Governo lo ha detto e lo ha detto con chiarezza,
così come con chiarezza ha spiegato perché c'è l'esigenza di un
intervento straordinario che eluda in buona sostanza alcune delle
indicazioni e alcuni dei vincoli previsti dalla legge,
indicazioni e vincoli non immediatamente applicabili all'interno
di un contesto strutturale, burocratico, normativo eccetera, che
è quello presente in Sicilia in questo momento.
Dunque, noi ci riteniamo da questo punto di vista
soddisfatti delle considerazioni formulate sia dall'assessore Lo
Giudice che dal presidente Capodicasa. Siamo convinti, però, che
rispetto a questo tema si debba e si possa fare di più e, siccome
siamo abituati a volere comunque determinare delle condizioni
oggettive rispetto agli obiettivi futuri che devono essere
raggiunti, pensiamo che lo strumento migliore per ottenere questo
risultato sia un ordine del giorno - che il gruppo di Forza
Italia e l'intero Polo sta predisponendo - che riguarda proprio
gli aspetti, di cui ho parlato, relativi alla difficoltà
attuativa di un pacchetto di norme che riguarda la tutela
dell'ambiente, quella della difficoltà organizzativa che
l'applicazione di queste norme determina, l'esigenza di dovere
ricorrere ad interventi di natura straordinaria per far fronte
alle difficoltà attuative a cui facevo cenno, ma anche la
necessità di potere vigilare da parte del Governo della Regione
rispetto ai comportamenti e alle decisioni che saranno assunte
dal Commissario.
Noi non vogliamo essere colonizzati e non vogliamo che la
Regione, qualunque sia il Governo che la guida, rinunzi a proprie
prerogative se non per motivi oggettivi, legati - nel caso in
specie - a quelle cose che ho appena finito di dire. Riteniamo
che su questi temi ci si possa incontrare perché riteniamo che
la tutela dell'ambiente non sia un terreno di scontro tra le
posizioni politiche, ma debba essere un terreno di incontro, se è
vero come è vero che il rispetto della natura e la sua tutela
debbano appartenere a tutte le componenti politiche.
Credo che questa sia sufficiente sia per le aspettative
dell'opposizione che per l'esigenze della maggioranza. In tal
senso, onorevole Presidente dell'Assemblea desidero, appunto,
annunziare la presentazione dell'ordine del giorno e sollecitare
l'opinione del Governo rispetto al percorso tracciato.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, non ho compreso se ritira la
mozione.
(Dai banchi della sinistra: "Ritira la mozione?")
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, so che siete molto impazienti
di dare fiducia al Governo, ma consentitemi di chiedere
all'onorevole Fleres che cosa ha inteso dire perché non ho
compreso bene se intende ritirare la mozione.
FLERES. Intendo presentare un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Io ho bisogno di specificare alcune cose perché
altrimenti l'onorevole Lo Giudice poi si scatena anche con
disquisizioni costituzionali.
Gli ordini del giorno per regolamento vengono posti in
votazione dopo che si vota la mozione. Per cui lei può presentare
un ordine del giorno però io lo dovrò porre in votazione dopo che
sarà votata la mozione. C'è un problema onorevole Fleres, io
vado un po' oltre l'interpretazione. Non è possibile inventare
un ordine del giorno che sia sostitutivo della mozione.
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero
296: "Rispetto della normativa di cui al decreto Ronchi",
dall'onorevole Fleres:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la legislazione in materia dell'ambiente, sia
nazionale che regionale, desta serie difficoltà nella
sua applicazione, la richiesta di commissariamento,
come confermato dagli interventi di replica del
Governo, deriva comunque da ritardi all'adempimento
della prescrizione della normativa nazionale;
SENTITA la replica dell'assessore al ramo che conferma tale
difficoltà;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a provvedere con la solerzia a compiere tutti gli atti
affinché siano rispettati i termini consentiti dalla norma
nazionale a vigilare su tutti gli atti che saranno posti in
essere dal Commissario.>>
Presidenza del presidente Cristaldi
Pongo in votazione la mozione.
PROVENZANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
FLERES. Ritiro la mozione perché il Governo ci ha fatto sapere
che condivide l'ordine del giorno.
FORGIONE. Quelli di Forza Italia sono le stampelle del
Governo
PRESIDENTE. Onorevole Provenzano prima di darle la parola, ho
bisogno di porre una domanda all'onorevole Fleres.
Onorevole Fleres, lei ha dichiarato di ritirare la mozione
oppure no?
FLERES. La ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Provenzano se l'onorevole Fleres, anche
soltanto a titolo personale, dichiara di ritirare la mozione
significa per lo meno che egli ritira la firma dalla mozione e,
poiché la mozione in questione porta nove firme, nel momento in
cui l'onorevole Fleres ritira la propria non è più mozione di
sfiducia perché non ha il numero di firme necessarie. Quindi, mi
trovo perfino in difficoltà a consentirle di parlare.
Onorevoli colleghi, siccome credo di non inventare nulla di
nuovo se pongo una questione nel senso che può essere ritirata la
mozione, può essere chiesto che si votino gli ordini del giorno
purché non sorgano osservazioni. Perché se anche uno soltanto
osservasse che è una prassi che non si può fare, il Presidente
non potrebbe consentire la prosecuzione della discussione. Se si
continuasse con la discussione decadrebbero gli ordini del
giorno; è questo il problema. Siccome l'onorevole Fleres ha
dichiarato che ritira la mozione in quanto presenta l'ordine del
giorno, se non sorgono osservazioni, lungi da me l'idea di porre
una questione di questa natura.
Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni, la mozione
viene ritirata e vengono mantenuti gli ordini del giorno.
SPEZIALE. Mi oppongo. Dico no.
PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi, la mozione è ritirata
anche se semplicemente l'onorevole Fleres ne ha ritirato la
firma. La discussione è immediatamente sospesa e dichiaro
decaduti gli ordini del giorno.
Onorevoli colleghi, poiché siamo oltre le ore 22.00 non
credo che vi siano i tempi per trattare le altre mozioni.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PROVENZANO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente dell'Assemblea, la ringrazio di
avermi dato la parola.
Onorevole Presidente della Regione, onorevole Assessore, non
ero intervenuto nel dibattito che è stato concluso con il ritiro
della mozione e non sarei intervenuto sulle dichiarazioni
dell'Assessore Lo Giudice, però, Presidente della Regione, sento
il dovere di intervenire sulle sue dichiarazioni. Sento di
intervenire per lasciare traccia in questa Aula di un qualcosa
che lei conosce benissimo per la storia di questa Regione: le
grandi schifezze di questa Regione hanno un nome, hanno il nome
emergenza.
Da quando ....
CINTOLA. Chiedo di parlare anch'io per lasciare traccia
PRESIDENTE. Qual è il problema onorevole Cintola? Lei può
chiedere di parlare, e lei interverrà e dirà quello che vuole.
CINTOLA. Ma Provenzano su che cosa sta parlando?
PRESIDENTE. Stia zitto, lei non imparerà mai a stare in
un'Aula
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.10 è ripresa alle ore 22.15)
La seduta è ripresa.
Per evitare che gli eccessivi entusiasmi, da una parte e
dall'altra, portino a non comprendere più l'ordine dei lavori,
vorrei chiarire che la seduta è praticamente conclusa. Ho dato
la parola all'onorevole Provenzano, in forza del secondo comma
dell'articolo 83, fatto che consente a qualsiasi deputato di
poter intervenire ed esprimere le proprie opinioni e le proprie
considerazioni su argomenti che ritengono di voler affrontare.
Con questo spirito ho dato la parola all'onorevole Provenzano,
con questo spirito la darò a chi, eventualmente, lo stesso
onorevole Cintola, dovessero chiederla. Prego, onorevole
Provenzano.
PROVENZANO. Grazie onorevole Presidente. Dicevo, appunto, che
non sarei intervenuto se non fosse stata la replica del
Presidente della Regione. E dicevo, appunto, che il presidente
della Regione ha vissuto la vita di questa Regione negli ultimi
anni, tanti anni, sa perfettamente che le più grandi schifezze di
questa Regione sono state perpetrate attraverso le leggi
emergenziali, attraverso le emergenze. Le emergenze hanno
distrutto questa Regione. Le ordinanze di emergenze, a partire
dalle emergenze idriche e proseguendo con tutte le varie
emergenze che in questa Isola ci sono state e, in parte, si sono
inventate, hanno consentito percorsi che sono sotto gli occhi di
tutti.
Allora, signor Presidente della regione, voglio fare un
invito che non dipende da lei, perché nessuno sa chi gestirà
queste emergenze: se sarà lei come presidente della regione, se
saranno delegati suoi, se lei continuerà ad il essere Presidente
della Regione su emergenze così importanti dove sappiamo tutti
quali sono le enormità di interesse; che attraverso queste
emergenze si sono superate tutte le regole, si sono tolte quelle
che erano le trasparenze necessarie, percorsi logici, naturali,
per consegnare, sempre sull'onda dell'emergenza, a situazioni
assolutamente non note, ma note poi nel prosieguo degli anni,
tutto ciò che è sotto gli occhi.
Allora, onorevole Presidente, questa sua dichiarazione così
forte, a sostegno della necessità emergenziale, a sostegno della
necessità di necessariamente dovere ottenere un decreto del
genere, le dico con molta sincerità, mi spaventa. E credo che
debba spaventare quest'Aula, perché la storia deve insegnarci
qualcosa per il futuro.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
COSTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per riprendere
solamente, e per ripartire dalle emergenze, a me dispiace che,
proprio dal capogruppo di DS sia stata sollevata l'obiezione di
non potere discutere quanto meno gli ordini del giorno, visto che
tra questi e tra le emergenze, ve ne è uno che mette in ginocchio
ancora una volta un settore occupazionale della nostra isola,
quello che si riferisce alla Sicilgesso. Un ordine del giorno che
era stato presentato dai gruppi di opposizione, ma anche settori
della maggioranza ritenevano di doverne discutere e di
affrontarlo.
E' un problema che ci auguriamo possa risolversi, speriamo
nelle prossime ore visto che l'Assessore al territorio riceverà
domani una delegazione della stessa azienda. Ci auguriamo che
l'incontro possa essere foriero di sviluppi positivi, perché,
diversamente, significherebbe un grave danno all'economia
siciliana, visto che è una azienda che estrae l'8 per cento del
materiale di gesso della nazione; un danno per l'occupazione,
per le 35 famiglie che vi lavorano e per l'economia comunque in
genere.
Detto questo, rilevo che, politicamente, ancora una volta il
dialogo tra maggioranza ed opposizione non riesce a svilupparsi
in termini propositivi. E di questo il mio partito se ne
rammarica.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. La dichiarazione
dell'onorevole Provenzano merita un riscontro, anche se
rapidissimo, data l'ora e dato il fatto che la dichiarazione
proviene proprio dall'onorevole Provenzano che, più che
intervenire nel merito della questione, cosa che io invece avrei
auspicato, è stato Presidente della Regione proprio nel periodo
di attuazione del decreto Ronchi.
Mi preme dire qualcosa perchè si tratta di una dichiarazione
che mette tutti in guardia ed io in quanto tale la raccolgo.
Non mi pare che l'insistenza, che poi non è tanto
l'insistenza, abbiamo dovuto prendere atto dello stato delle cose
con cui abbiamo chiesto al Governo nazionale la dichiarazione
dello stato di emergenza. E, badate, l'emergenza non è dichiarata
perchè la chiede il Governo della Regione, ma in seguito ad
un'istruttoria del Ministero dell'ambiente che conferma, sulla
base dei dati che sono in proprio possesso, che l'emergenza
esiste. E i dati di cui dispone il Ministero dell'ambiente sono i
dati che tutti conosciamo, cioè considerato che il Ministero
sulla base dell'articolo 13 del decreto Ronchi deve dare l'intesa
per le deroghe e per il conferimento in discarica dei rifiuti.
Detto questo, onorevole Provenzano, bisogna anche dire che
le emergenze non si inventano: o ci sono o non ci sono E la
situazione dei rifiuti è esattamente una situazione emergenziale
non per responsabilità ovviamente di questo Governo. Non so
adesso se è il caso di andare a rintracciare le responsabilità ma
qui siamo proprio in una situazione di emergenza. All'indomani
del nostro insediamento, il sindaco del comune di Favara si è
piazzato nel mio ufficio e mi ha detto che non se ne sarebbe
andato se io non avessi firmato la deroga, considerato che aveva
già da tre giorni i cassonetti pieni, gli autocompattatori pieni
e non sapeva dove andare a scaricare.
Nella stessa situazione del comune di Favara si sono trovati
ben 67 comuni ancora nell'ultimo periodo dell'anno, alla fine del
1998, ed entro il 30 marzo di quest'anno tutti gli altri comuni
della Sicilia, praticamente, sarebbero arrivati alla medesima
situazione.
Allora, di fronte a questo che si fa? Di fronte a questo
potevamo gestire con le deroghe ordinarie? Potevamo noi
proseguire con la precarietà e l'incertezza, con il rischio
concreto di vederci sommersi dai rifiuti nell'arco di qualche
tempo?
Abbiamo dovuto prendere atto della situazione, abbiamo
convocato un vertice con un esponente del Ministero, con il
direttore Mascarsini, come ho detto, e abbiamo tutti assieme
concordato che questa era l'unica strada praticabile.
Per quanto riguarda le altre "schifezze" che si sono
perpetrate in questa Regione a seguito delle emergenze, ritengo
che non sono le emergenze che hanno rovinato la Regione, ma dico
che la Regione è stata rovinata dalle emergenze. Provate a
rovesciare il ragionamento: emergenze che si rincorrono in tutti
i settori hanno fatto sì che questa Regione continuasse a vivere
in una situazione di totale precarietà in tutti i campi. Mi
si vuole dire, infatti, che l'emergenza idrica non esiste?
Non so se poi la si debba affrontare attraverso i
provvedimenti emergenziali di cui in passato si è ragionato, ma
deve sapere l'onorevole Provenzano che appena quindici giorni fa,
cioè prima che nevicasse, in Sicilia avevamo tutti gli invasi -
dal Fanaco al Leone - che erano ormai praticamente al minimo
storico; solo le nevicate hanno portato il Fanaco a 6 milioni di
metri cubi, quando la media stagionale di questo periodo era di
11 milioni di metri cubi. Avevamo pensato immediatamente di
convocare una riunione per cominciare a programmare il periodo
estivo, cosa che un Governo serio deve poter fare in tempo utile.
Fortunatamente le piogge e le nevicate di questi giorni ci hanno
consentito, per il momento, di tirare un sospiro di sollievo e
speriamo che, da qui a qualche giorno ancora, le precipitazioni
atmosferiche, se continueranno, scongiurino una situazione di
emergenza idrica nel periodo estivo.
Allora, non dobbiamo pensare che situazioni di questo genere
possano essere gestite sempre allo stato emergenziale, ma quando
le emergenze vi sono bisogna affrontarle per quello che sono.
Del resto, le garantisco, onorevole Presidente, non essendo
in grado di prefigurare la permanenza di questo Governo, circa i
limiti di tempo che vi possono essere dati, le garantisco che
fino a quando questo Governo ci sarà, chiunque sia il commissario
incaricato, il commissario delegato dal Ministero degli Interni,
vigileremo, così come è nello spirito e nell'auspicio di tutti,
perché schifezze questa volta, forse per la prima volta, ma
comunque questa volta di sicuro non se ne facciano.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENTE. La seduta è rinviata a mercoledì 10 marzo 1999,
alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 314 - Interventi sui concorsi per l'accesso alla
dirigenza del ruolo sanitario.
Pezzino Vincenzo; Oddo Camillo; Monaco Sergio; Trimarchi
Giovanni.
Presentata il 17.02.99
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884)
LA SEDUTA E' TOLTA ALLE ORE 22.27.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.40