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Resoconto d'Aula della Seduta n. 227 di mercoledì 17 febbraio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 19.13.

     TURANO,   segretario,  dà  lettura  del processo verbale della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

    Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.

                            ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

      Interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

      N. 2813 - Opportune iniziative  allo  scopo  di  far  luce
    sulla vicenda relativa al restauro di Palazzo  Carfì  presso
    il comune di Cassaro (SR).
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
    Vella Basilio

                          ----------------

      N. 2816 - Interventi per una migliore organizzazione degli
    ambulatori dell'ospedale sito nel comune di  Grammichele,  a
    Catania.
      - Assessore Sanità
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2817 - Interventi in favore della  biblioteca  comunale
    'Giacomo  Matteotti',  sita  nel  comune  di  Viagrande,  in
    provincia di Catania.
      - Assessore Enti Locali
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2818 - Interventi per evitare i notevoli disagi  subiti
    dagli utenti dell'ufficio postale del comune di Trecastagni,
    in provincia di Catania.
      - Presidente Regione
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2819 - Interventi in favore del fiume  di  Vizzini,  in
    provincia di Catania.
      - Assessore Enti Locali
      - Assessore Territorio
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N.    2820  -  Interventi  per  fronteggiare  il  fenomeno
    dell'abusivismo commerciale nei mercati  rionali  sul  suolo
    pubblico della città di Catania.
      - Assessore Cooperazione
    Fleres Salvatore

      N. 2821 - Interventi per l'istituzione di nuove  aree  per
    la realizzazione di altri mercati rionali a Catania.
      - Assessore Cooperazione
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2822 - Interventi per  l'individuazione  definitiva  di
    aree   da  destinare  ai  venditori  ambulanti  di  torrone,
    dolciumi, arachidi, giocattoli, e crespelle, in occasione di
    specifiche festività nella città di Catania.
      - Assessore Cooperazione
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N.     2823  -  Interventi  per  la  realizzazione  di  un
    marciapiede in  Via  Libertà,  nel  comune  di  Riposto,  in
    provincia di Catania.
      - Assessore Enti Locali
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2824 - Interventi per la realizzazione di una  palestra
    nel comune di Sant'Alfio, in provincia di Catania.
      - Assessore Territorio
      - Assessore Turismo
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2825 - Interventi per il ripristino dei  voli  Alitalia
    da e per l'isola di Pantelleria.
      - Assessore Turismo
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      N. 2826 - Interventi per il  mancato  utilizzo  dei  fondi
    stanziati dalla Regione siciliana per il  terremoto  del  13
    novembre 1990.
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore

                          ----------------

      Interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      N.     2814  -  Interventi  urgenti  al  fine  di  avviare
    un'ispezione presso i locali dell'AUSL n. 1 di  Agrigento  e
    porre fine alle carenze strutturali.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
    Vella Basilio

                          ----------------

      N. 2815 - Provvedimenti per una pronta  realizzazione  del
    piano regolatore di Monreale (PA).
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      - Assessore Enti Locali
    Caputo Salvino

                          ----------------

                               ANNUNZIO DI MOZIONE

      N. 314  -  Interventi  sui  concorsi  per  l'accesso  alla
    dirigenza del ruolo sanitario.
      Pezzino Vincenzo; Oddo Camillo; Monaco  Sergio;  Trimarchi
    Giovanni

    Presentata il 17/02/99

     PRESIDENTE.  Ai  sensi  del  nono  comma dell'articolo 127 del
  Regolamento interno,  do  il preavviso di 30 minuti al fine delle
  eventuali   votazioni   mediante   procedimento  elettronico  che
  dovessero aver luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  si  passa  al  secondo punto
  dell'ordine del giorno:  II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI
  DEGLI ARTICOLI  83,  LETTERA  D),  E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO,
  DELLE MOZIONI:

      N. 302  -  Sospensione  della  efficacia  del  concorso per
      titoli   ed  esami  a  n.  357  posti  di  allievo  Guardia
      forestale.
      Fleres   Salvatore;   Croce  Antonino;  Pagano  Alessandro;
      Basile Filadelfio.

      Presentata il 10.02.99

      N. 303  -  Interventi  per  l'adeguamento strutturale e del
      personale delle Ferrovie dello Stato in Siciia.
      Fleres Salvatore;  Pagano Alessandro; Cimino Michele; Croce
      Antonino;   Grimaldi   Ugo;  Leontini  Innocenzo;  Beninati
      Antonino; Provenzano Giuseppe; Bufardeci Giambattista.

      Presentata il 10.02.99

                             ---------------

      N. 304 -  Interventi circa i provvedimenti di rotazione del
      personale  dirigente   della   Regione  ed  in  particolare
      dell'Ing. Salvatore D'Urso.
      Cimino Michele;  Grimaldi  Ugo;  Leontini  Innocenzo; Croce
      Antonino;  Misuraca  Salvatore; Provenzano Giuseppe; Pagano
      Alessandro.

      Presentata il 10.02.99

                             ---------------

      N. 305  -  Decreto-legge  11.6.1998, n. 180, convertito con
      modificazioni   in   legge   3   agosto   1998,   n.   267.
      Individuazione   aree  ad  elevato  rischio  idrogeologico.
      Adozione  misure di salvaguardia. Revoca circolare n. 22824
      del   10.12.1998,   Assessorato   regionale  Territorio  ed
      ambiente.
      Caputo Salvino;  La  Grua  Saverio; Scalia Giuseppe; Strano
      Antonino.

      Presentata il 10.02.99

                             ---------------

      N. 306 -  Non  realizzazione  di  una  discarica di rifiuti
      solidi urbani in  agro  di  Cerda  (PA) e realizzazione, in
      tempi brevi, del Piano regionale dello smaltimento rifiuti.
      Caputo Salvino;  La  Grua  Saverio; Scalia Giuseppe; Strano
      Antonino; Briguglio Carmelo.

      Presentata il 10.02.99

                             ---------------

      N.  307   -   Provvedimenti  volti  a  dare  attuazione  al
      tariffario   regionale  nel  comparto  della  specialistica
      ambulatoriale.
      Strano   Antonino;  Aulicino  Armando;  Pagano  Alessandro;
      Leontini Innocenzo; Ricotta Michele; Caputo Salvino.

      Presentata l' 11.02.99

                             ---------------

      N.  308  -  Trasferimento  dell'Ing.  Salvatore  D'Urso dal
      gruppo di  lavoro  per  la  protezione civile all'autoparco
      dell'amministrazione regionale.
      Strano  Antonino;   La   Grua   Saverio;  Scalia  Giuseppe;
      Sottosanti   Fulvio   Salvatore;  Tricoli  Marzio;  Ricotta
      Michele;  Briguglio  Carmelo,  Stancanelli  Raffaele; Virzì
      Gioacchino; Catanoso Genoese Francesco; Caputo Salvino.

      Presentata l' 11.02.99

      N.  309  -  Interventi  urgenti  per  il  completamento dei
      lavori di  costruzione  della  discarica  di rifiuti solidi
      urbani in località Cuddia-Montagnola della Borranea (TP).
      Croce Antonino;  Grimaldi  Ugo;  Pagano  Alessandro; Fleres
      Salvatore;  Beninati Antonino.

      Presentata l' 11.02.99

                             ---------------

      N.  310  -  Provvedimenti  per  il  riordino  delle Aziende
      autonome di soggiorno e turismo.
      Strano Antonino;  Granata  Benedetto Fabio; Tricoli Marzio;
      Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo.

      Presentata l' 11.02.99

                             ---------------

      N.  311  -  Provvedimenti  volti  a  consentire  ai  medici
      specialisti  ambulatoriali  esterni  l'uso  del  ricettario
      unificato del Servizio sanitario nazionale.
      Strano  Antonino;  Stancanelli  Raffaele;  Ricotta Michele;
      Granata   Benedetto   Fabiuo;   Tricoli  Marzio;  Briguglio
      Carmelo.

      Presentata l' 11.02.99

                             ---------------

      N.  312  -  Iniziative  volte  al  recupero turistico delle
      isole Eolie.
      Strano   Antonino;  Briguglio  Carmelo;  Granata  Benedetto
      Fabiuo;  Tricoli Marzio;  Stancanelli Raffaele.

      Presentata l' 11.02.99

                             ---------------

      N.  313  - Interventi finalizzati alla salvaguardia dei POP
      (Programmi operativi plurifondo).
      Strano Antonino; Granata Benedetto Fabiuo;  Tricoli Marzio;
      Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo.

      Presentata l' 11.02.99

       Non  sorgendo  osservazioni  le  mozioni  annunziate saranno
  demandate alla  Conferenza  dei capigruppo perchè se ne determini
  la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                         DISCUSSIONI DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Si  passa  al  terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di  mozioni  e segnatamente della mozione numero 296:
  <<  Revoca   di   delega   all'Assessore   per  il  territorio  e
  l'ambiente>>. Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  il  Ministro  dell'Ambiente ha già provveduto,
              per  effetto  dei  poteri  sostitutivi attribuitigli
              dalla  vigente normativa, a commissariare le Regioni
              Campania,   Puglia   e   Calabria   per  la  mancata
              attuazione  dei  programmi predisposti dal Ministero
              in materia ambientale;

      CONSIDERATO che  lo  stesso Ministro ha richiamato più volte
              anche  la  Regione  siciliana al fine di ottemperare
              alle prescrizioni dei programmi stessi;

      ATTESO che la Regione siciliana non sembra avere ancora dato
              attuazione  nell'Isola a quanto stabilito dagli atti
              ministeriali di cui sopra;

      CONSIDERATO  altresì  che  il Ministro dell'Ambiente ha reso
              nota    la    sua   intenzione   di   procedere   al
              commissariamento  anche  della  Regione  siciliana a
              causa   dell'inadempimento   connesso  alla  mancata
              attuazione  delle  prescrizioni  normative contenute
              nei programmi predisposti dallo stesso Ministero;

      POSTO che l'inerzia del Governo regionale,  e  segnatamente,
              dell'Assessore  preposto  al  ramo, è  un  ulteriore
              segnale di incapacità dell'Esecutivo di  far  fronte
              perfino alla richiesta di emanazione di atti dovuti;

      CONSIDERATO  ancora  che  la mancata attuazione di programmi
              ministeriali   concernenti  una  materia  di  grande
              interesse  e  rilevanza  qual  è  quella  ambientale
              contribuisce   a  consolidare  un'immagine  perversa
              della realtà regionale;

      RITENUTO infine   che   tale   situazione   è  ulteriormente
              aggravata  dalla  circostanza che il colore politico
              dell'attuale  Governo  regionale  è  il  medesimo di
              quello  nazionale, con ciò manifestandosi una totale
              assenza  di raccordo tra i due livelli istituzionali
              che   delegittima   ancor  più  la  maggioranza  che
              sostiene il Governo siciliano,

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE  DELLA REGIONE

              -  a  revocare immediatamente la delega all'ambiente
              all'Assessore preposto al ramo;

              -   a   provvedere   immediatamente  e  direttamente
              all'attuazione in Sicilia dei programmi ministeriali
              sull'ambiente>>.

              (28 gennaio 1999)

                                FLERES -  BUFARDECI  -  CROCE  -
                                CIMINO - D'AQUINO - PROVENZANO -
                                MISURACA - ALFANO - BENINATI


   Presidenza del presidente Cristaldi


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     LA GRUA . Chiede di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi intervengo
  soltanto per chiedere  di anticipare la trattazione delle mozioni
  n. 296 e n. 297  quelle  che  riguardano  i  danni  provocati dal
  maltempo alle colture. Anche  perchè  ci  sono  pochi colleghi in
  Aula e intanto potremmo trattare questa materia che, per altro, è
  estremamente  urgente,   come   sottolineava   stamattina   anche
  l'onorevole La Corte che è  il firmatario assieme ad altri di una
  di queste due mozioni.

     PRESIDENTE.  Il  Governo?   C'è   una  richiesta  di  prelievo
  onorevole assessore di  trattare  prima della mozione di sfiducia
  le mozioni n. 299 e n. 297.

     PIRO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  presidente io non avrei nulla in contrario  se  non  fosse per il
  fatto che in questo non è presente nè l'assessore all'agricoltura
  nè il Presidente della Regione. Tuttavia se viene ritenuto che si
  possa procedere nella discussione, fermo  restando che al momento
  in  cui  il  Governo deve esprimere  il  proprio  parere  sarebbe
  opportuna la presenza almeno del Presidente della Regione.

     PRESIDENTE. Se ho ben capito lei  offre  la sua disponibilità.
  Deve esprimere un parere positivo o negativo.

     PIRO, assessore per  il bilancio e le finanze. Ho detto che le
  mozioni si  possono  discutere,  ma  faccio  notare  che non sono
  presenti in questo momento nè l'Assessore per l'agricoltura nè il
  Presidente della  Regione.  Per  quanto  mi  riguarda non sono in
  grado di  esprimere  il  parere  del  Governo su questo specifico
  argomento.

     PRESIDENTE. C'è il parere negativo del Governo che tra l'altro
  solleva una  eccezione  di  fatto  molto  praticabile,  per  cui,
  onorevole La  Grua, non può essere presa in considerazione la sua
  richiesta di prelievo.

     BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.  Signor  Presidente,  intervengo  sulla possibilità,
  come avevo  già  detto oggi, di trattare, anche perchè in effetti
  già sono  scaduti  i  termini di una circolare, la mozione numero
  300. Chiedo  di  poter  prelevare  la mozione numero 300 e quindi
  poter discutere con l'Assessore presente su questa mozione.

     LO  GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente.  Signor
  Presidente, si tratta di una  mozione  che  mi riguarda, però non
  essendo all'ordine del  giorno,  considerato  che in questa Aula,
  per  quanto mi  riguarda,  non  voglio  improvvisare,  ma  voglio
  regolarmi di conseguenza con  dati  precisi,  non credo che possa
  essere discussa stasera. Non sono preparato per la risposta.

     PRESIDENTE. Onorevole Beninati, ��  stato già deciso, se ho ben
  capito che la mozione in questione è tra quelle che è stata letta
  stasera ed è stato  deciso  senza alcuna osservazione di inviarla
  alla  presidenza  dei Gruppi parlamentari.  E'  questa  o  è  una
  iscritta all'ordine del giorno? Mi dica il numero della mozione.

     BENINATI. E' la numero 300.

     PRESIDENTE. Viene richiesto  il prelievo della mozione n. 300.
  Onorevole Assessore, è all'ordine del giorno.

     LO    GIUDICE ,    assessore  per  il territorio e l'ambiente.
  Signor Presidente, la  mozione  non  era  all'ordine  del giorno,
  quindi non sono nelle condizioni di rispondere stasera.

     PRESIDENTE. E' all'ordine del giorno.

     LO   GIUDICE ,   assessore per il territorio e l'ambiente.  E'
  stata letta all'ordine del giorno?

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  la proposta di prelievo della
  mozione n. 300. Chi è d'accordo resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non  è approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Si torna, se  non  ci  sono  altre  richieste  di
  prelievo, alla trattazione della mozione  n.  296.  Chiedo  se  i
  firmatari intendono illustrare la mozione.

     FLERES. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, la mozione n.
  296 trae lo spunto da  una  analoga  mozione  avente  il medesimo
  contenuto che era  stata  presentata in precedenza per consentire
  all'Aula  di  comprendere   esattamente   quali  siano  state  le
  motivazioni che hanno  indotto  il  Presidente  della  Regione  a
  chiedere il commissariamento  alla  Regione stessa, così come già
  accaduto per la Campania,  la Puglia e la Calabria, relativamente
  alla mancata attuazione  dei  programmi predisposti dal Ministero
  dell'ambiente ed in  particolare  relativamente alla applicazione
  del decreto Ronchi.
       Perché abbiamo presentato  questa  mozione?  Non  certo  per
  sottolineare le  inadempienze  specifiche dell'assessore al ramo,
  non certo per, come  dire, sollevare polemiche che certamente non
  attengono  alla  nostra   posizione  politica,  ma  soltanto  per
  comprendere quale fosse il senso di una decisione che se autonoma
  del Ministero avrebbe avuto un senso, se, invece, sollecitata dal
  Presidente della Regione non si comprende quale motivazione reale
  abbia alla propria base.
       Perché noi ci  poniamo  questo problema perché riteniamo che
  il Presidente della  Regione  abbia  molti  strumenti  per potere
  operare comunque  senza  richiedere  l'intervento sostitutivo del
  Governo nazionale e  tra questi certamente gli strumenti connessi
  con la delega dell'Assessore al territorio e ambiente.
       Ora se, invece, di scegliere  la  via ordinaria che è quella
  di  dare  esecuzione  alla  legge  secondo  quelle  che  sono  le
  indicazioni contenute nella  medesima  si preferisce la via della
  richiesta del commissariamento, evidentemente i casi sono due...

     PRESIDENTE. Onorevole  Fleres, onorevoli colleghi, desidererei
  che  venisse   assicurato   all'onorevole   Fleres   la  serenità
  necessaria  per esprimere  le  proprie  opinioni.  Grazie,  prego
  onorevole Fleres.

     FLERES. Grazie onorevole Presidente,  dicevo i casi sono due o
  il Governo ritiene  che  la legge sia insufficiente relativamente
  agli strumenti che  gli  affida  per  l'applicazione  del decreto
  Ronchi  e comunque  delle  competenze  connesse  all'applicazione
  delle diverse leggi in materia  di  tutela  ambientale  ovvero il
  Presidente  della Regione ritiene che  ci  siano  delle  lentezze
  strutturali,  non so se  attribuibili  alla  componente  politica
  dell'assessorato, cioè a dire all'Assessore ovvero alla struttura
  burocratica del medesimo, ma in qualunque  caso il Governo ha ben
  altri strumenti per potere operare.
       Se rinunzia alla utilizzazione delle proprie competenze e si
  affida ad un intervento di  natura  straordinaria,  noi riteniamo
  che ci sia una contraddizione  nel  comportamento  del Governo. A
  noi non importa sapere se questa contraddizione è riconducibile o
  sia  riconducibile  a delle  inadempienze  dell'assessore,  se  è
  riconducibile  a  delle  inadempienze  della  struttura,  se  sia
  riconducibile a delle inadempienze  del Presidente della Regione,
  se la legge è insufficiente, se  ci  sono  delle  modifiche  alla
  medesima che ne hanno impedito la  piena applicazione, se ci sono
  fatti  insiti  nella  volontà  politica  ovvero  oggettivi  nella
  struttura  della  legge  stessa  o  nella  struttura  burocratica
  dell'assessorato.   E,  allora  riteniamo   che  queste  cose  il
  Presidente della Regione debba dirle  e, francamente, ci troviamo
  a  disagio  a  dovere  discutere   questo  tema  in  assenza  del
  Presidente della Regione perché il destinatario della mozione non
  è  l'assessore  al territorio  ed  all'ambiente.  L'assessore  al
  territorio e all'ambiente è l'oggetto  della mozione non certo il
  destinatario.  Il destinatario è il  Presidente della Regione che
  deve spiegare quale sia stata la ragione logica e politica che lo
  ha indotto a richiedere il  commissariamento della Regione stessa
  mostrandosi di fatto del tutto  disarmato o, comunque, non pronto
  a compiere quanto la legge gli affida.
       E, allora onorevole  Presidetne,  onorevoli colleghi, giusto
  per comprendere anche  l'atteggiamento  politico  di Forza Italia
  rispetto al tema in  questione, noi non desideriamo discutere con
  l'assessore  al  territorio   ed  all'ambiente.  Noi  desideriamo
  discutere con il Presidente  della  Regione.  Noi vogliamo che il
  Presidente  della  Regione  ci   spieghi  per  quali  ragioni  ha
  rinunziato alle sue prerogative  in  materia  e per quali ragioni
  dunque ha affidato le applicazioni della legge in questione ad un
  Commissario proveniente dal  Ministero,  o  comunque indicato dal
  Ministero, e non ha ...

    (Entra   in   Aula   il  Presidente  della  Regione,  onorevole
    Capodicasa)

        FLERES.  ...  -  vedo  che  il  Presidente  della Regione è
  arrivato e quindi riformulo la  domanda  -.  Onorevole Presidente
  della  Regione,  noi  stavamo  cercando   di   spiegare   che  il
  destinatario della nostra mozione non è l'assessore al territorio
  ed all'ambiente, ma lei. Non  tanto  per  l'oggetto della mozione
  stessa, quanto per il percorso che  ha  prodotto  la richiesta di
  commissariamento ed abbiamo detto se  ci  sono delle inefficienze
  di natura politica o se ci  sono  delle  inefficienze  di  natura
  burocratica, il Presidente della Regione  ha  altri strumenti per
  potere operare e potere chiedere l'applicazione di quanto prevede
  la legge. Se, invece, questi strumenti sono insufficienti o se la
  legge   presenta  al  proprio   interno   delle   condizioni   di
  inapplicabilità come già si è verificato tant'è che ci sono stati
  dei successivi decreti che  hanno  modificato  quello originario,
  tant'è che l'assessore Grimaldi, che  ha preceduto l'assessore Lo
  Giudice, fu impossibilitato a dare  seguito  al  medesimo decreto
  perché   nel  frattempo  che   stava   incardinando   i  relativi
  provvedimenti  ci  furono  delle modifiche  a  quel  decreto  che
  interruppero di fatto l'istruttoria  di  quanto previsto. Allora,
  per  ricapitolare,  noi non vogliamo  sapere  se  l'assessore  Lo
  Giudice è stato bravo oppure  cattivo.  Noi  vogliamo  sapere per
  quali  ragioni  il  Presidente   della   Regione   piuttosto  che
  utilizzare i suoi poteri, i  poteri  del Presidente della Regione
  ovvero consentire e sollecitare  l'applicazione  dei  suoi poteri
  all'assessore al territorio ed all'ambiente  ha  preferito la via
  del  commissariamento.  E, in  particolare,  vogliamo  sapere  se
  questi motivi sono riconducibili  ad  un'inadeguatezza  di natura
  politica, ad un'inadeguatezza di  natura  burocratica  ovvero  ad
  un'inadeguatezza di carattere normativo se  per caso la norma non
  consenta fino in fondo di essere applicata così come si dovrebbe.
  Per questo, devo dire, non avevamo in  un  primo  momento dato un
  valore  di sfiducia alla mozione  stessa,  ma  esclusivamente  un
  valore di provocazione rispetto  all'atteggiamento che il Governo
  stesso ed il Presidente della  Regione  ha  tenuto  relativamente
  alla questione di cui stiamo trattando.
       Non credo che si  debba  aggiungere  altro,  anche perchè la
  mozione è abbastanza  schematica  e  vorremmo  che  l'Aula  fosse
  chiamata ad ascoltare ed a pronunciare la risposta del Presidente
  della Regione relativamente alle motivazioni che lo hanno indotto
  a soprassedere rispetto  alla utilizzazione piena dei suoi poteri
  e a chiedere un intervento di natura straordinaria.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Zanna.  Ne ha
  facoltà.

     ZANNA. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo dopo
  aver ascoltato l'intervento dell'onorevole Fleres perchè rispetto
  alle cose dette dall'onorevole  Fleres mi sembra che cambi un po'
  l'ordine del giorno  della  discussione che dovremmo fare, perchè
  non ho capito  se  dobbiamo  fare  una discussione sull'emergenza
  rifiuti, ed io avrei molte  cose  da dire, e non sarebbe male che
  questo  Parlamento  si   riunisse   e   facesse  una  discussione
  approfondita su  come  fronteggiare  un'emergenza  drammatica che
  stiamo già vivendo e  che  più  andiamo avanti più sarà difficile
  fronteggiare  o  se   dobbiamo   discutere  dell'attività  di  un
  Assessore.
       Non so se è  una  sorta  di  marcia  indietro  rispetto agli
  obiettivi che il Polo si  poneva, anzi che Forza Italia si poneva
  quando ha presentato questa mozione.
       Se  gli  argomenti   che   si   portano   di   contestazione
  all'attività di un  Assessore,  dell'Assessore  Lo  Giudice e del
  Governo Capodicasa sono  quelli  scritti nella mozione ed esposti
  qui dall'onorevole Fleres,  con  tutta  franchezza,  mi  sembrano
  delle ragioni un po'  deboli  e perfino inconsistenti. Forse se i
  parlamentari  di  Forza   Italia   avessero   chiesto   anche  al
  sottoscritto avrei forse  suggerito  qualche argomento un po' più
  pesante  di  contestazione,   e   non   questi  che  mi  sembrano
  francamente un po' fragili e che non corrispondono al vero.
       Lo dico perchè nelle  settimane scorse sono stato fra quelli
  che ha chiesto  il  commissariamento  della Regione sulla vicenda
  dei rifiuti.
       Perchè onorevole Fleres? Perchè  in  due  anni  e  mezzo  di
  Governo di centro-destra, in  due anni e mezzo delicatissimi, nei
  due anni e mezzo in cui è  uscito  il decreto Ronchi i precedenti
  Assessori, tra cui anche l'Assessore Lo  Giudice per la parte che
  gli  compete,  nulla hanno fatto  per  cominciare  ad  affrontare
  questa  emergenza,  emergenza  su  cui  scontiamo  ritardi  ormai
  decennali.   Abbiamo un piano vecchio  di  dieci  anni  che  dopo
  soprattutto l'uscita del decreto Ronchi è a dir poco arretrato ed
  inapplicabile.
       Questo ha fatto sì che  il  resto  del Paese si è dato delle
  norme, delle regole, che  sono  andate  avanti, mentre la Regione
  siciliana è stata lì  in  attesa,  a  verificare  se  il  decreto
  Ronchi è attuabile, in che parte è  attuabile,  in  che  parti  è
  attuabile, in quale parti deve  essere recepito, come deve essere
  recepito. Ma siccome il tempo passa  in maniera inesorabile, si è
  arrivati al punto che tutto  quello  che  prevede  quel  decreto,
  tutte le possibili proroghe contenute  in  quel  decreto non sono
  più attuabili, sono già scadute, le  ultime  che  sta firmando il
  Presidente  della  Regione  in  sintonia,   in  raccordo  con  il
  Ministero dell'Ambiente scadranno tra qualche settimana.
       Allora credo che in  una situazione di emergenza come quella
  che stiamo vivendo  e,  ripeto,  che  diventerà  drammatica nelle
  prossime settimane, l'unica strada  che  rimaneva  e che rimane è
  quella di una  gestione  commissariale,  con  poteri speciali per
  affrontare e cominciare  a  risolvere  il problema della gestione
  dei rifiuti solidi urbani.
       Credo che ci sia  un  errore  nella  richiesta  del Governo,
  questo sì, che  la  gestione  commissariale, la procedura chiesta
  dal Governo è quella  di  un  commissariamento  sulla  base delle
  prerogative  delle  norme  legate  alla  Protezione  civile,  che
  inevitabilmente portano  alla  designazione  del Presidente della
  Regione come commissario dei rifiuti.
       Invece  credo  che  noi  dovevamo  seguire  le  procedure  e
  dobbiamo  seguire  le procedure  previste  dallo  stesso  decreto
  Ronchi, che prevede il commissariamento  con  una 'figura terza',
  con  una  figura fuori d'altra  attività  e  che  possa  dedicare
  quotidianamente e senza alcun vincolo di altri impegni;  io direi
  su un vincolo di partito,  di  avere interesse elettorale, perché
  bisogna scegliere, bisogna scegliere dove  fare  la discarica, se
  farla  in  quel paese o farlo  in  quell'altro.  E  come  abbiamo
  vissuto in questi anni -  ultimo  episodio, parlo della provincia
  di Palermo sull'obiettivo della  realizzazione  di  una discarica
  del  comune  di  termini,  a ridosso del  paese  di  Cerda  -  le
  polemiche  nascono  tra varie comunità,  tra  vari  sindaci,  tra
  diverse  amministrazioni. E non si  tratta  di  colore  politico,
  perché spesso sono sindaci che si  scontrano  e fanno parte dello
  stesso  schieramento  politico,   però  difendono  un  principio,
  difendono il proprio territorio, difendono la propria comunità.
       Anche per questa ragione e  per  il  fatto  che  siamo fuori
  tempo massimo, c'è la  necessità  di  intervenire  con  carattere
  di emergenza e di urgenza. Ecco  perché  ritengo che sia giusta e
  sacrosanta, inevitabile la  richiesta  di  commissariamento della
  Regione  siciliana; ripeto  applicando  e  rispettando  le  norme
  previste dal decreto Ronchi e  non  il procedimento seguito dalla
  protezione civile.
       Credo  che  se  questo   è  il  tema  della  discussione,  è
  necessario approfondirlo; perché, non  si  può  tradurre,  a  mio
  modesto parere, una richiesta di sfiducia di revoca della delega,
  ma se è opportuno, discutere  e  scegliere questa strada - io, su
  questo, ho detto la mia  opinione  -  se  invece  la discussione,
  l'argomento di questa mozione è quello che doveva forse essere, e
  cioè quello di giudicare positivamente o negativamente l'opera di
  un assessore al territorio - che per quanto mi riguarda, lo posso
  giudicare  per  i  prossimi due  mesi  -  allora  mi  riservo  di
  intervenire nel merito di  contestazioni più congrue e più forti,
  e  non  quelle  di   porre   una  discussione  generale  su  come
  fronteggiare l'emergenza rifiuti.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla mozione in discussione è
  stato presentato  un  ordine  del  giorno  a  firma  Stancanelli,
  Scalia, la Grua, Catanoso, Sottosanti, Ricotta. Ne do lettura:

 N. 292 - Iniziative  a   seguito  della  paventata  chiusura  della
         Sicilgesso.

               <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 CONSIDERATA la grave situazione  sociale verificatasi nei comuni di
             Calatafimi  Segesta  e   di  Alcamo  per  la  paventata
             chiusura della  SICILGESSO a seguito del pronunciamento
             dell'Assessore per  il territorio e l'ambiente, secondo
             il  quale una  serie  di  considerazioni  di  organismi
             consultivi impedirebbero  la concessione delle relative
             autorizzazioni necessarie  per  il  proseguimento delle
             attività estrattive che assicurano occupazione ad oltre
             50 unità e sopravvivenza ad altrettante famiglie;

 CONSIDERATO che le pressanti  richieste di sindacati, enti locali e
             forze  politiche a  nulla  finora  sono  valse  per  la
             soluzione del problema IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

 - a rendere noto  al  Parlamento  siciliano,  tramite  deposito  di
             apposita relazione  presso la Presidenza dell'Assemblea
             Regionale   Siciliana,    le    ragioni   del   mancato
             accoglimento dell'istanza avanzata dalla Sicilgesso;

 - ad attivare ogni possibile  canale  per  concedere  alla suddetta
             azienda almeno la proroga alla attività estrattiva sino
             alla   completa   definizione   della   nuova   istanza
             presentata dalla stessa azienda;

 - a rendere noto all'Assemblea  l'elenco  dei  pronunciamenti dello
             stesso Assessorato,  in materia di attività estrattiva,
             specificando  il  nome  della  ditta  beneficiaria,  il
             domicilio  fiscale   della   stessa   ditta,  l'oggetto
             dell'istanza nonchè il  testo  dei pareri resi dai vari
             organismi sulle domande presentate>> (292).


   Presidenza del presidente Cristaldi


    E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  l'intervento che mi accingerò a fare, farà ulteriore chiarimento,
  per  quello  che  si può, sui contenuti  che  in  effetti  questa
  vogliono dare, come penso ha già ben  spiegato il collega Fleres.
  Effettivamente, un po' la confusione, ma più che la confusione le
  motivazioni che hanno portato a delle richieste ma che certamente
  non erano - ed io già dissi in tempi  meno  sospetti,  in  un mio
  altro intervento - che era proprio di capire il Governo regionale
  subentrato  al Governo precedente  col  Presidente  Capodicasa  è
  intervenuto e quindi non si è ben  chiarito,  proprio questa è la
  risposta che anche si chiede è intervenuto e non si è capito se è
  stata chiesto il commissariamento o  è  stato un commissariamento
  di  ufficio,  perchè  in  entrambe  le  soluzioni  certamente  si
  evidenzia  una  difficoltà  che per  una  parte  l'Assessore  che
  coincide con l'Assessore che per un  periodo  ha  già  esercitato
  questo ruolo di fatto allora avrebbe adempiuto lui, o quanto meno
  sarebbe stato lui il responsabile, da un  altro  alto,  cosa  che
  forse non è, ma che ancora non si  è  potuto  capire,  mentre  se
  effettivamente  è  stata  una   richiesta  del  Presidente  della
  Regione, allora, di fatto, vuol dire che  l'Assessore  non era in
  grado di gestire questa situazione e  siccome  questo problema io
  già anzi in un'altra fase io ebbi  a  parlarne con l'Assessore Lo
  Giudice, si voleva interpretare questo,  e  vorrei  essere  anche
  esplicito, secondo il mio punto di vista il decreto Ronchi che fu
  del febbraio del 1997, effettivamente nel  novembre del 1997 come
  già è stato detto bene dal collega  Zanna  ha di fatto rimodulato
  un po' tutta la norma, ci sono buona  parte  di articoli che sono
  stati cambiati e quindi a questo punto  se  c'era  quell'anno  di
  tempo previsto nel decreto Ronchi affinchè le regioni adempissero
  e nel caso in cui ciò non fosse fatto  c'era la possibilità di un
  commissariamento  entro  180 giorni, se  non  ricordo  male  dice
  questo, è chiaro che tutto questo si va a slittare.
       Allora i contenuti della mozione sono  più che altro rivolti
  al Capo dell'esecutivo per chiarire se  è  stata  una  richiesta,
  perchè oltre tutto e qui vorrei ritornare  sul discorso di prima,
  oltre  tutto  questo slittamento, in effetti,  avrebbe  di  fatto
  portato quasi un ulteriore anno di proroga.
       Ora se per quanto riguarda il Governo in  cui  io sono stato
  presente insieme all'Assessore Lo Giudice e  per  il  quale  devo
  dire con molta coerenza so che si era  adoperato  su  questo,  ma
  fino a che punto se il Presidente  della Regione sembrerebbe aver
  chiesto il commissariamento?
       Allora,  si  vorrebbe  avere  un   chiarimento   se   questo
  commissariamento era da chiedere, primo, se  era  da chiedere per
  quale motivo è stato chiesto, se è stato chiesto per inadempienza
  per il periodo che l'Assessore Lo Giudice  aveva già ricoperto la
  delega o se altrimenti per il fatto che  in effetti erano scaduti
  i termini delle proroghe avrebbero portato l'Assessore Lo Giudice
  a non avere adempiuto a degli obblighi.
       Ecco se questo viene chiarito dal nostro Presidente io credo
  che  ci  siano  tutti  i  presupposti  per  dibattere  meglio  le
  motivazioni  che  in  effetti  hanno  spinto,  è  chiaro,  se  il
  commissariamento esiste a chiedere di conseguenza la revoca della
  delega.
       Quindi, è un chiarimento che penso sia  il  Governo  e degli
  altri interventi se ce ne saranno  potranno  chiarire e dibattere
  meglio, io condivido comunque la  posizione  dell'onorevole Zanna
  che per decreto non c'era di bisogno di chiedere nulla, perchè di
  ufficio dopo 180 giorni è il Ministro che  già  di  fatto avrebbe
  dovuto provvedere al commissariamento.
       Ecco, detto questo rassegno questo mio  pensiero  che  possa
  servire ad una risposta più chiara da  parte  del  Presidente del
  Governo a cui in effetti, ha detto  bene  l'onorevole  Fleres,  è
  diretta questa mozione.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
  facoltà.

     GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  perché  credo  di essere anche un po' conoscitore di tutto questo
  meccanismo, che  possibilmente ha anche impedito all'assessore Lo
  Giudice  di  portare avanti, con una certa celerità, l'attuazione
  di questo decreto Ronchi.
       Io  devo  ricordare  a  me stesso, ma principalmente ai miei
  colleghi, che questo decreto Ronchi  fu  emanato nell'anno 1997 e
  dava un anno di tempo  alla  Regione  per  poterlo  materialmente
  attuare.  Quindi, l'assessore Grimaldi,  che  era  componente del
  Governo della giunta Provenzano, aveva  allora  un anno di tempo,
  cioè fino al febbraio del 1998,  per  mettere  in  pratica questo
  decreto.
       Devo,  però,  anche  ricordare  che  nel  novembre  del 1998
  (8.11.98)   fu  modificato  questo  decreto  e  pubblicato  nella
  Gazzetta   ufficiale   n.   261   dello  stesso  giorno.  Allora,
  certamente,  tutto  quello  che  si  era  fatto  è  stato per noi
  obbligatorio  rivederlo,  tanto  è vero che abbiamo anche chiesto
  dei  pareri  all'Ufficio  legislativo della Regione perché era un
  decreto  complesso  e  l'attuazione  certamente  non era facile e
  semplice.
       Devo  anche  ricordare  che  nel febbraio del 1998, l'allora
  assessore Grimaldi, dopo la crisi che fu aperta ufficialmente nel
  novembre-dicembre  del  1997,  allora  non  era  più assessore in
  carica.  Certamente  avevamo  iniziato  una  serie  di procedure,
  avevamo   iniziato   la  consultazione  con  i  presidenti  delle
  province, con i sindaci per cercare di attuare questo decreto.
       Allora, credo  che oggi questa mozione di sfiducia sia anche
  superata,  perché  essendo  già  stata  commissariata la Sicilia,
  credo che  da  oggi  le  responsabilità - anzi da un mese circa -
  ricadano su chi è stato nominato gestore responsabile per portare
  avanti l'attuazione di questo decreto.
       Io, però,  devo spezzare una lancia a favore di chi opera in
  questo settore e devo dire che certamente responsabilità politica
  ce n'è, ce ne è stata, mi assumo anche la responsabilità politica
  per  il  passato,  tenendo  in  considerazione  però che io avevo
  ancora  a  disposizione  due  mesi,  perché  avevo  tempo  fino a
  febbraio 1998 per accelerare l'iter per far sì che potesse essere
  applicato questo decreto Ronchi;  la  mia  carriera  politica  fu
  troncata  da assessore nel novembre-dicembre  del  1997  per  cui
  certamente eravamo in ritardo, ma potevamo anche recuperare.
       Bisogna   anche   dire,   onorevole   Presidente,  onorevoli
  colleghi,  oltre  la responsabilità politica, le difficoltà nelle
  quali ci si muove in un assessorato quale è quello del Territorio
  e  Ambiente,  dove  certamente  non  c'è un assessore, ma ci sono
  tanti  cento piccoli assessori, dove ognuno credo di interpretare
  la legge  in un modo diverso, per cui le controversie, alle volte
  anche la  perdita di tempo è qualche cosa che fa parte purtroppo,
  ormai,  del  sistema.  Allora,  oggi  noi  dobbiamo più che altro
  preoccuparci  di  questo  problema,  che  è un problema serissimo
  perché realmente da un momento all'altro può mettere in ginocchio
  la  Sicilia.  Allora,  l'invito  che io muovo al Presidente della
  Regione,  quale  Commissario per la Sicilia, in tempi brevissimi,
  chiedendo    la   collaborazione   di   esperti,   chiedendo   la
  collaborazione  della  stessa  deputazione,  di portare avanti la
  soluzione  di questo problema, perché in caso contrario non è più
  un problema di presentare una mozione di sfiducia nei riguardi di
  un  assessore,  ma  credo  che  in  quel preciso momento l'intera
  Assemblea  ha  il  dovere  di  presentare una mozione di sfiducia
  contro il Governo.
       Ma non possiamo  assolutamente, secondo me, fare ricadere le
  responsabilità in un momento particolare e delicato per la nostra
  terra, per la nostra  Sicilia,  su  un  personaggio o su un altro
  personaggio.
       Allora, caro  Presidente  della  Regione,  anche se assente,
  penso che noi come  forze politiche, rappresentati in quest'Aula
  l'opposizione ancora per  qualche  ora  o  per qualche giorno, la
  invitiamo in tempi molto  brevi,  ed  io  penso che essendo stato
  nominato commissario ha  tutte  le  possibilità, ad accelerare al
  massimo l'iter per applicare questo decreto.
       Le diamo trenta  giorni  di  tempo  perchè  il  problema dei
  rifiuti è un  problema  serio,  che certamente appartiene a tutti
  noi e appartiene a tutti  i comuni che oggi si trovano in grande,
  immensa difficoltà.
       Per cui l'invito che rivolgo personalmente all'Assessore, al
  Governo, ma principalmente  al  Presidente  della  Regione  è  di
  attivarsi immediatamente  grazie anche a questo commissariamento,
  che  può avere una  chiave  di  lettura  diversa  da  quella  che
  qualcuno di noi potrebbe  dare.  E' una chiave di lettura strana:
  non ci rendiamo  conto  perchè in Sicilia sia necessario nominare
  un commissario quando  noi,  teoricamente,  abbiamo  i  mezzi per
  potere andare avanti  da  soli.  Ma ben venga il commissariamento
  se realmente può  risolvere i problemi dei tanti comuni siciliani
  che oggi sono in grande difficoltà.  Grazie.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Comunico che  è  stato  presentato  l'ordine  del
  giorno numero  293:  "Interventi  per  il prosieguo dell'attività
  della Sicilgesso S.p.A.",  a firma degli onorevoli Costa, Sudano,
  Scammacca della Bruca, Drago e Pisciotta:

                   <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 VISTO il Decreto   Assessoriale    n.    44/41    del    29/01/1999
             dell'Assessore al Territorio  e  Ambiente relativo alla
             concessione del nulla osta ex  art.  5  l.r. 181/81 per
             l'ampliamento di una cava  di  gesso in contrada Chiuse
             del  Comune  di Calatafimi  (TP)  gestita  dalla  ditta
             "Sicilgesso S.p.A."

 RITENUTO CHE il superiore  provvedimento  assessoriale non consente
             la continuazione dell'attività estrattiva pregiudicando
             così i livelli occupazionali  ed il futuro stesso della
             Società che ormai da  decenni  opera nel settore avendo
             raggiunto importanti livelli  produttivi  in  grado  di
             soddisfare la domanda Isolana  e  parte  consistente di
             quella nazionale.

 CONSIDERATO CHE nelle more di un  approfondito  esame  da parte del
             C.R.T.A. del progetto relativo ai lavori da realizzare,
             è possibile limitare il nulla  osta  al  D.A. n. 625/41
             del  13/10/1995  che   consente  il  completamento  del
             programma  di  cui   al  provvedimento  concessorio  n.
             1/96-127  TP  rilasciato  dal  distretto  minerario  di
             Palermo in data 10/01/1995.

 VALUTATO CHE il soprarichiamato D.A. n.  44/41  del  29/01/1999  si
             appalesa inopportuno e  comunque pregiudizievole per il
             prosieguo  dell'attività   della   "Sicilgesso  S.p.A."
             nonchè per la tutela dei posti di lavoro.

 - a rendere noto all'Assemblea  l'elenco  dei  pronunciamenti dello
             stesso Assessorato,  in materia di attività estrattiva,
             specificando  il  nome  della  ditta  beneficiaria,  il
             domicilio  fiscale   della   stessa   ditta,  l'oggetto
             dell'istanza nonchè il  testo  dei pareri resi dai vari
             organismi sulle domande presentate.

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                      E
             L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

 a revocare immediatamente il D.A. n. 44/41 del 29/01/1999 di cui in
             premessa  e  di  emanare   con   estrema   urgenza,  un
             provvedimento amministrativo di  proroga  del  D.A.  n.
             625/41   del    13/10/1995    che    consentirebbe   il
             completamento del  programma previsto dalla Concessione
             n. 1/96-127 TP, nelle more di un più approfondito esame
             del progetto relativo ai  lavori  da realizzare come da
             richiesta di ampliamento cava  di  gesso  all'esame del
             C.R.T.A.>> (293)

                    COSTA - SUDANO - SCAMACCA - DRAGO - PISCIOTTA


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si  riprende la discussione della  mozione  numero  296.  E'
  iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha facoltà.

     CROCE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente della Regione,  intervengo  sulla  mozione  n.  296  e
  sopratutto sui ritardi  e  sulle  inadempienze che questa mozione
  contiene rispetto  all'attuazione  del decreto Ronchi. E, quindi,
  sulle disposizioni del  decreto  legislativo del 5 febbraio 1997,
  n. 22, "Norme  di  attuazione  delle direttive numero 91156/CEE -
  sui rifiuti -, numero  9189/CEE  -  sui  rifiuti  pericolosi -, e
  numero 9462/CEE", sugli  imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.
  Il cosiddetto Decreto Ronchi.
       Su questo decreto Ronchi la Sicilia viene commissariata e lo
  chiede il Presidente  della  Regione.  Penso,  pertanto,  che  la
  motivazione che è dentro  la  mozione c'è tutta, nel senso che si
  aggrava  la   posizione   dell'assessore   per  il  Territorio  e
  l'ambiente nel momento  in  cui  è  lo  stesso  Presidente  della
  Regione a chiedere il commissariamento.
       Questo è un atto che  mortifica  l'istituzione  e  credo che
  mortifichi  anche  i siciliani. Infatti, i rappresentanti  di  un
  Governo debbono essere  attenti  alle problematiche e soprattutto
  ai problemi come  questo  che  stiamo  trattando, che riguarda un
  argomento  molto delicato  col  quale  si  va  incontro  anche  a
  problemi di salute  dei  siciliani  perché  questo decreto tratta
  materia molto delicata.
       Ricordo che l'onorevole  Grimaldi  -  quando era assessore -
  stava definendo la  mancata  attuazione  dei programmi in materia
  ambientale; ma poi  la  crisi del governo Provenzano non consentì
  all'assessore allora di  definire l'ultimo dettaglio: mi pare che
  la scadenza era fissata  per  il febbraio 1998.  La crisi avvenne
  prima; quindi l'assessore,  pur  se  aveva  ben  operato  e aveva
  prodotto una serie  di  iniziative,  non  ha potuto presentare il
  programma.
       A distanza di un anno siamo  di  nuovo  qui  a  parlare  del
  decreto Ronchi  e  della  responsabilità,  dobbiamo  dirla questa
  cosa,  dell'assessore  in   prima   persona - ma   non  soltanto
  dell'assessore - per  non  avere ottemperato a quanto dettato dal
  decreto Ronchi. Ecco  perché  il  mio  intervento è molto critico
  rispetto all'operato  dell'assessore.
       Io ho apprezzato  per un pezzo di strada l'operato di questo
  assessore. Oggi mi  trovo a non apprezzarlo per una ragione anche
  e sopratutto politica.  Onorevole  assessore,  non  si può essere
  buoni per tutte le  stagioni
       Con questo già  mi  permetto di esprimere qualche critica in
  più rispetto anche al suo  operato, al suo modo di essere, al suo
  modo di intervenire  nelle cose.  Comunque, non voglio parlare di
  questioni personali, che non  è  il tema, ma voglio semplicemente
  avviare la discussione  su  quello  che è la grave responsabilità
  dell'assessore sulle  direttive  per  fronteggiare  situazioni di
  gravi crisi ambientali  in  atto  esistenti  in  alcune  aree del
  territorio siciliano.
       E' incomprensibile il  comportamento  dell'assessore  su  un
  argomento così importante  come  l'attuazione del decreto Ronchi,
  laddove  tratta  di programmi e  di  interventi  per  le  aree  a
  rischio
       Quindi,  l'inerzia  e  la  inadempienza  dell'assessore  non
  vengono  riscontrate   nell'attuazione  di  altri  programmi  che
  vedremo più avanti, allorquando affronteremo e discuteremo - come
  diceva l'onorevole Beninati  -  la  mozione  n. 300 relativa alla
  circolare del 23 gennaio  1999.  Lì non ci sono state esitazioni;
  lì c'è stata una  presa  di  posizione  chiara, netta e quindi la
  circolare è stata  pubblicata.  Ma  lasciamo  stare anche questo
       Parlare dell'assessore - ripeto  -  non  mi  va.  Mi  va  di
  parlare invece di un metodo  che, secondo me, è quello su cui noi
  dobbiamo cercare di capire  fino  in  fondo.  Perché, come ho già
  detto un'altra volta:  conoscere  è  una  cosa, capire è un'altra
  cosa.   Capire il  perché  di  queste  direttive,  perchè  questo
  programma non è stato fatto.
       C'è un ritorno  all'indietro,  c'è  una fase di riflessione,
  c'è qualche cosa che  sta maturando, c'è qualche cosa che si deve
  consumare.
       Io mi pongo una serie di  interrogativi  come  se li è posti
  anche l'onorevole Zanna in tanti  momenti  del dibattito. E debbo
  dire francamente che questa cosa  mi  attrae  dal  punto di vista
  della conoscenza che debbo avere, perché si tratta di una materia
  molto  complessa  e  dove  francamente  il  risultato  mi  sembra
  penalizzante per la  Sicilia e per  i siciliani rispetto ad altri
  momenti della programmazione della vita politica.
       E quindi oggi affrontare  questa  mozione  è  necessario. E'
  necessario perché noi  dobbiamo  capire perché vogliamo eliminare
  questa grave crisi  ambientale  che, oltre  tutto, impone  alcuni
  dettati,  o se  dobbiamo  continuare  a  sfasciare,  se  dobbiamo
  continuare nel ritardare alcuni adempimenti, nell'inerzia e nelle
  inadempienze.
       Quindi questo è il senso del ragionamento che va fatto oggi,
  stasera, a prescindere se  l'assessore  si chiama Lo Giudice o si
  chiama vattelappesca, il problema  non è questo. Il problema è il
  metodo, il modo come  si interviene per dare alle istituzioni una
  linea ben chiara, ben  precisa  e quindi in rispondenza anche con
  la norma nazionale.
       Quindi,  quando  questo  decreto  Ronchi  si rivolge a fatti
  importantissimi, che sono quelli dell'ambiente, ma in particolare
  determinare  rischi  per  l'acqua,  per  l'aria, il suolo, per la
  fauna,  la  flora, senza causare inconvenienti da rumori o odori,
  senza danneggiare il paesaggio di particolare interesse, tutelati
  dalla  normativa  vigente. Questo è un decreto essenziale, è vita
  per la Sicilia; quindi,  un  amministratore  o un governo non può
  essere assente su un argomento del genere.
       Ecco perché, se è stato chiesto il commissariamento da parte
  del Presidente della  Regione,  ciò  aggrava di più la situazione
  dell'assessore.    Ecco    perché   abbiamo   puntato   il   dito
  sull'assessore.  Perché  l'assessore,  a  mio  avviso, ha assunto
  una grave responsabilità  in questo anno di appartenenza a questo
  Governo: ha la  grande  responsabilità di non avere ottemperato a
  quanto statuito dalla legge e quindi dal decreto.
       Quindi,  un   segnale  di  cambiamento  va  dato,  onorevole
  Presidente  della  Regione. A prescindere dal voto che ci sarà, a
  favore  o  non  a  favore, il problema era quello di suscitare un
  dibattito,  era quello di confrontarci su un tema importantissimo
  e  quindi su problemi che interessano la collettività. Non si può
  sfuggire   Credo che ha fatto bene il Presidente dell'Assemblea a
  segnare  questa data per fare la discussione su un argomento così
  importante.
       Per quello che mi  riguarda  -  e  vado  oltre  anche  ad un
  richiamo che devo  fare  al Presidente della Regione in relazione
  anche alla sua  specifica  e  quindi  alla  sua caratteristica di
  rappresentante  di  una  istituzione  importante  -  secondo  me,
  onorevole  Presidente   della   Regione,   siete   messi  male  e
  specialmente a sinistra dove  mi  pare di vedere molte nuvole, un
  clima molto nebuloso. Perché ricordo che se per la DC e i partiti
  di centro c'è voluto  quasi  mezzo secolo per toccare il declino,
  ho l'impressione che voi  in tre  mesi, quasi in un  lampo, avete
  toccato già la  profondità.  Quando  all'interno  del  Governo si
  registrano inadempienze,  come  quella  di cui stiamo discutendo,
  questo la  deve  fare riflettere parecchio, onorevole Presidente,
  perché,  visto  che lei  è  animato  di  buona  volontà  e  vuole
  governare  questa   Sicilia,   la   deve  inquadrare  nell'ambito
  dell'efficienza e  di  dare  soprattutto  al  cittadino  risposte
  chiare, ferme e convinte.  Non  mi  pare che in questo momento il
  suo Governo stia  facendo  questo,  grazie  soprattutto  ai  suoi
  assessori che viaggiano ognuno per la propria parte.
       Capisco il dramma  della  sinistra, che sta attraversando un
  momento molto brutto e, quindi, sono  tanti i motivi: la gestione
  del potere, la gestione  delle  istituzioni. E quando io parlo di
  sinistra, parlo della  gestione del potere delle istituzioni, non
  parlo di altre cose.  Quando  non c'è una proposta economica e si
  pensa solo ad  appostare  posizioni  di potere, questa è un'altra
  cosa, caro onorevole Mele.  Quindi  io ne parlo a ragion veduta e
  ne parlo perchè oggi  c'è  bisogno  di  fare politica, di dare un
  segnale politico al  cittadino,  non  di allontanarlo, di fare un
  fossato tra il cittadino e le istituzione.
       Si  tratta  oggi  invece di avvicinare il cittadino e quindi
  questa  sinistra,  a  mio  avviso, sta creando questo fossato che
  allontana le  prospettive del cittadino e, quindi, anche la buona
  condizione per governare.
       Quando  noi  ci  rivolgiamo  all'onorevole  Piro  e diciamo:
  faccia un  salto  di qualità, vada oltre, pensi alle riforme, non
  pensi semplicemente, e capisco che in questo momento lei pensa al
  patto di  stabilità,  dove  lei  sa  benissimo che non si possono
  truccare i bilanci, e questo me lo insegna, e quindi le dico: lei
  pensa questo,  ma deve pensare anche oltre, deve pensare ad avere
  un  governo  stabile,  un  governo che consenta la possibilità di
  andare avanti, di dare risposte.
       Questo  è  quello  che  vogliamo  noi  di Forza Italia. Ecco
  perchè  vogliamo  le  riforme,  la  modernizzazione,  un rapporto
  diverso  con  il  cittadino.  Ecco perchè non siamo d'accordo con
  l'operato,  la passività dell'Assessore Lo Giudice nel momento in
  cui non affronta un problema importante come il decreto Ronchi.
       Questa,  è   la  grande  verità   Su  questi  temi  dobbiamo
  confrontarci   e   se   questa   sera  verrà  un  voto  a  favore
  dell'Assessore  Lo  Giudice  che  ben  venga:  non  è  questo  il
  problema. Il  problema  è di capire fino a che punto noi siamo in
  grado  qui   di   stare  e  di  stare  a  discutere  di  problemi
  importantissimi  e  non  certamente  così scherzando, come si usa
  fare in determinati momenti.
       La  simpatia  dell'onorevole  Lo  Giudice è nota a tutti, ma
  vede, gli  uomini  di buona volontà, gli uomini che hanno diverse
  stagioni  politiche.  Se  lo  ricordi questo, alla fine subiscono
  anche il  fascino  di altre cose e quindi si può essere buoni per
  tutte le  stagioni,  però  ci sono stagioni buone e stagioni meno
  buone. Non vorrei che cominciasse una stagione meno buona.
       Io  invece  auguro a lei grande fortuna e grande possibilità
  di  andare  avanti  sempre  politicamente. Però, si ricordi che i
  cittadini ci  guardano  e  guardano lei, in questo momento, che è
  Assessore in  un ramo importante di un Governo che sta diventando
  sempre più  un  governicchio e che ha bisogno sempre di una ruota
  di scorta  giorno dopo giorno, perchè se non arrivano le ruote di
  scorta non cammina più.
       Ecco qual è  il  principio  e  il  collegamento  che  faccio
  rispetto alla  mozione  che abbiamo presentato. Diamo credibilità
  alle istituzioni, diamo  un  governo che governi, diamo stabilità
  al  governo  e   allora   si   possono  affrontare  seriamente  e
  concretamente i problemi che diceva poc'anzi l'onorevole Fleres.
       Noi non ce l'abbiamo con lei, vogliamo soltanto il bene e la
  salute dei cittadini  perchè  quando  queste  cose  non si fanno,
  quando queste problematiche  non vengono trattate, ne va di mezzo
  il cittadino e la  salute  del  cittadino. E ho fatto riferimento
  proprio  alla   finalità   del   decreto  per  dichiarare  quanto
  indispensabile è oggi  questo  strumento  che  è uno strumento di
  risanamento, di disinquinamento  e  quello  che  può essere anche
  questa  situazione   di   grave   crisi   ambientale  che  stiamo
  attraversando e questa  area  di  rischio  che  sono  giorno dopo
  giorno all'attenzione dell'opinione pubblica.
       Finisco  il  mio intervento sperando sempre che da un giorno
  all'altro o da un momento all'altro ci possa essere un Presidente
  della Regione, che si chiama Capodicasa, che investa non soltanto
  sulla sua  cultura  personale,  sul suo modo di essere nella vita
  politica e nella vita personale, ma che investa nelle istituzioni
  questa  sua  presenza  attraverso  un  ragionamento che è diverso
  rispetto a quello che stiamo vivendo in questo momento.
       Un  Governo  per  le riforme, Presidente, che fa alcune cose
  importanti è  quello  che si addice a questa Regione che ha tanto
  bisogno di governabilità.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
  facoltà.

     BUFARDECI.   Onorevole   Presidente,  onorevoli  colleghi,  la
  mozione  che stiamo discutendo necessita, a mio avviso, di alcuni
  passaggi  chiarificatori,  di  alcuni  dati  oggettivi  che  sono
  certamente quelli di  un  atto normativo, del decreto legislativo
  numero 22 del 5 febbraio 1997, decreto Ronchi, e della successiva
  modifica dell'8 novembre 1997, decreto legislativo numero 389.
       Con  il   primo  si  assegna  un  termine  di  un  anno  per
  l'adempimento di una serie di prescrizioni a carico  di tutte le
  Regioni, con  il  secondo  si  operano  una  serie di modifiche a
  quello stesso precedente atto normativo.
       In entrambi  i  casi  ci  confrontiamo  con un ritardo della
  Regione assoluto,  e  qui  è  inutile  che  ci nascondiamo dietro
  ritardi o  responsabilità  di  questo o di quello, c'è un ritardo
  che  è frutto di dieci  anni:  dal  1989  il  piano  è  fermo  ed
  arretrato  I dati  sono  questi.  L'onorevole Grimaldi con la sua
  consueta signorilità e  con senso di responsabilità ha dichiarato
  che  si  assume  la  propia  parte  di  eventuale  responsabilità
  politica, per quanto lo riguarda.
       Ma posti questi termini, posti i dieci anni trascorsi, posti
  i termini legislativi dei  due  decreti  che  ho  citato, non c'è
  dubbio che l'avere per quello che si sa, perché credo che in ogni
  caso   questo   dibattito   sulla   mozione   e   sulla   materia
  dell'emergenza rifiuti sia assolutamente necessario, serva a fare
  chiarezza su un  dato:  è  legittimo, è corretto, è politicamente
  giusto che il Presidente della Regione chieda il commissariamento
  in virtù di una  norma  di  protezione civile che gli consenta la
  deroga connessa  all'emergenza  di  protezione  civile  in questa
  materia?
       E'  più  corretto  che  chieda  il  commissariamento in base
  all'articolo 22 del  decreto  Ronchi per quanto riguarda, invece,
  la normativa specifica sull'emergenza rifiuti?
       Quando  chiede il commissariamento lo deve ottenere in prima
  persona? Lo deve ottenere in terza persona? Il fatto che vada dal
  Ministro a dire che siamo in condizione di grande ritardo, che la
  Regione ha un ritardo  di dieci anni, dobbiamo anche dire che non
  è un ritardo  frutto  soltanto  dell'ultimo periodo, è un ritardo
  frutto di dieci anni,  che  chiaramente è maturato in maniera poi
  esponenziale da quando esiste il Decreto Ronchi evidentemente.
       Ma  qual è la conseguenza politica di un tale comportamento?
  Il fatto di intestarsi in prima persona il compito che le deroghe
  gli consentono per rimettere  a  sesto e in piedi questa materia?
  E, laddove fosse questo,  non  c'è dubbio che è un riconoscimento
  comunque di inefficienza, è un riconoscimento che l'esecutivo non
  andava bene, non ha operato bene.
       E allora, o  è un terzo che nomina il Ministro o è lo stesso
  Presidente che  si intesta la delega della rubrica; in entrambi i
  casi c'è  un'inerzia,  in entrambi i casi, laddove addirittura il
  commissariamento a  mio  avviso  fosse  di un terzo estraneo alla
  Presidenza della  Regione,  sarebbe un fatto gravissimo. Sarebbe,
  infatti, una  dichiarazione di inefficienza, di incapacità perché
  deleghiamo a un  terzo  funzionario,  non  so bene a chi, esperto
  romano di non so bene  dove, un compito che la Regione con il suo
  assessorato e, comunque,  con il suo esecutivo non saprebbe fare,
  laddove viceversa è  lo  stesso  Presidente  che  si  intesta  il
  commissariamento. E'  una  dichiarazione  di  inefficienza  e  di
  inerzia da parte  dell'esecutivo  che  non saprebbe esplicitare i
  compiti che la legge ha  previsto  e  che  per  il  ritardo che è
  maturato  hanno   comportato   la   richiesta  stessa  di  questo
  commissariamento.
       Ed  in  entrambi i  casi  di  tutto  questo  non  si  doveva
  discutere    in   quest'Aula?   Doveva   essere   necessariamente
  interpretato tutto questo  come  un atto d'accusa alla persona di
  Vincenzo Lo Giudice?
       No.   Ritengo  che  questo  è  un  dibattito  sulla  materia
  dell'emergenza  rifiuti  fondamentale  per  gli  interessi  della
  Sicilia e per  l'interesse  della collettività che in una materia
  come questa, che riguarda  l'ambiente  del  quale  tanto sentiamo
  parlare e tutti  riteniamo  essere  un  dato  fondamentale per la
  nostra collettività come attenzione da prestare.
       Viceversa, volevamo  che quasi quasi passasse sotto silenzio
  un argomento  simile  in  cui, comunque, c'è una dichiarazione di
  incapacità e  una  delega  che  viene richiesta o come protezione
  civile  se   è  così  vera  questa  fonte  o  viceversa  in  base
  all'articolo 22  per il ministro dell'ambiente in un fatto in cui
  viceversa  la  Regione  non  può  delegare  a  terzi  sarebbe  un
  riconoscimento  gravissimo,  una mortificazione gravissima che da
  un  canto   può   anche  essere  sotto  un  certo  profilo  anche
  furbesca.
       Perché  il  delegare  ad  un  terzo  commissario  romano  il
  compito di sistemare con le deroghe normative il ritardo di dieci
  anni o  il  ritardo  dell'ultimo periodo di Ronchy è una cosa che
  può fare  anche  comodo  se  la sbrighi il commissario terzo, noi
  abbiamo ritardato  non  siamo in grado nè come Assessore, nè come
  Presidente   meglio   che   lo   faccia  un  terzo,  eliminiamoci
  responsabilità.
       Ma qua la responsabilità, amici miei, già maturata e il tema
  del quale  stiamo  dibattendo  non  può essere sottaciuto.
       Non è, ribadisco,  un  discorso specifico, né  personale, né
  nominalistico.  E' un problema che riguarda un dato fondamentale:
  l'ambiente.  Non ci  giochiamo,  ognuno si sappia assumere le sue
  responsabilità e credo  che  in questo caso abbiamo bisogno della
  chiarezza dell'intervento  del  Presidente  della Regione, che ci
  chiarisca anche  i  termini  della richiesta del commissariamento
  perché    in    caso   sarebbe   molto   grave   laddove   questo
  commissariamento pervenisse per  altra  fonte  che  non  è quella
  dell'articolo  22   del   decreto  Ronchi,  sarebbe  un'ulteriore
  scorciatoia.  Come  scorciatoia sarebbe un commissariamento di un
  terzo che prescinderebbe, viceversa, dalla responsabilità diretta
  del Presidente della  Regione  che ha, per esplicita disposizione
  normativa, le caratteristiche per essere lui stesso Commissario.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare sulla mozione l'onorevole
  Granata. Ne ha facoltà.

     GRANATA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sono
  fortemente   facilitato   dall'ultimo  intervento  dell'onorevole
  Bufardeci nell'annunciare  l'ovvio  voto  favorevole da parte del
  gruppo di  Alleanza Nazionale alla mozione di sfiducia presentata
  con il numero  296, per quell'insieme di considerazioni di ordine
  politico che  l'onorevole  Bufardeci  ha  svolto  in questa sede.
  Vedete, sono fortemente  convinto che se un passaggio, un ritardo
  del genere  fossero  stati  accumulati o comunque giustificati da
  un'ammissione unilaterale di un fallimento da parte di un Governo
  di segno politico  diverso  da quello che attualmente presiede la
  Regione siciliana,  alte,  altissimme si sarebbero levate le voci
  delle   associazioni   ambientaliste   di  certa  società  civile
  siciliana  e,   soprattutto,  di  vasti  settori  del  Parlamento
  regionale  che   oggettivamente   insieme   ad  altra  parti  del
  Parlamento stesso, hanno  sempre  fatto della lotta per la difesa
  per   l'ambiente,   per   la   qualità   della   vita,   per   la
  razionalizzazione dello  smaltimento dei rifiuti, anche alla luce
  di alcune  considerazione  che  pure vanno portate all'interno di
  quest'Aula. Non  dimentichiamo che quando parliamo della gestione
  dei rifiuti parliamo  di  uno  dei  settori  chiave  in cui certi
  interessi mafiosi  cercano  di  andare  ad  infilarsi, cercano di
  andare a gestire, quindi dei fatti di particolarissima rilevanza:
  le discariche, la gestione dei rifiuti.
       E, allora, innanzitutto  diciamo  subito  quello  che da più
  parti è stato detto.  Questo  non  è soltanto un atto di sfiducia
  individuale nei confronti di un assessore le cui doti di simpatia
  poco  hanno a che  vedere  con  questo  dibattito.  E'  un  fatto
  eminentemente di ordine politico.  Ci  troviamo  di fronte ad una
  iniziativa,  quanto  meno   strana   ed  originale,  che  avremmo
  certamente visto bollata con altre parole da parte di settori, ad
  esempio, dell'attuale opposizione  di sinistra o anche di settori
  che sostengono attualmente il Governo  e che sempre sono stati in
  prima  fila,  almeno  a   parole,   nella  lotta  per  la  difesa
  dell'ambiente, della qualità  della  vita  dei  cittadini, in cui
  alla inottemperanza di  norme  prescrittive  si risponde da parte
  del  Governo della Regione  nel  modo  più  strano  chiedendo  il
  commissariamento  con  tutta   quella   forma   di  equivoco  che
  l'onorevole Bufardeci ha  rappresentato  e che è, innegabilmente,
  già una forma di  sfiducia  da  parte  del vertice dell'esecutivo
  regionale nei confronti dell'assessore. Perché nel momento in cui
  è lo stesso Presidente della  Regione  che  chiede o, com'è stato
  detto, l'intervento di una  terza autorità per gestire un settore
  che non si dichiara in modo programmatico che non sia in grado di
  gestire, che non si vuole gestire, su cui non si vogliono mettere
  le mani, non ci si  vuole  "sporcare",  oppure  siamo  nel campo,
  ancor più grave dal punto di vista politico, in cui il Presidente
  della Regione dice  al  Ministro:  "il  commissariamento  avvenga
  sulla mia persona" e, a questo punto non è l'Aula, nè il Polo, né
  Forza Italia, né Alleanza Nazionale che sfiduciano l'assessore Lo
  Giudice, ma è  Capodicasa  che  sfiducia  l'assessore  Lo Giudice
  nella misura in cui dice che  Lo  Giudice  non è in condizioni di
  gestire l'applicazione  delle  prescrizioni  previste dal decreto
  Ronchi.   Quindi  è  un  fatto  emintemente  politico  che  molto
  opportunamente il gruppo di  Forza  Italia  ha  ritenuto di voler
  portare all'attenzione ed  alla libera discussione del Parlamento
  perché  si tratta,  in  fondo,  innanzitutto  di  una  conclamata
  incapacità di porre in essere  atti  dovuti.  Sono atti dovuti da
  parte  del Governo   Fermo  restando  i  ritardi  accumulati,  la
  libistica logica secondo la quale siccome per dieci anni non si è
  mosso nulla non si deve  continuare a muovere nulla. Si tratta di
  un fatto oggettivo, di  fronte  ad  atti  dovuti  che  investono,
  attenzione, perchè questo è il  punto  su  cui molti dei colleghi
  precedentemente   intervenuti  hanno   voluto   porre   la   loro
  attenzione, ed io  ritengo  opportunamente,  sono  interessi  che
  riguardano  la  tutela   di   interessi  primari  dei  cittadini,
  l'interesse alla qualità della  vita,  l'  interesse alla qualità
  dell'ambiente, la possibilità di  ricreare  condizioni per cui le
  tante conclamate vocazioni  naturali  dell'Isola,  il turismo, la
  fruizione   intelligente  dei   beni   culturali   possano   dare
  un'indicazione di un nuovo  modello  di  sviluppo.  Ed  allora si
  tratta di un tema centrale e fortemente politico.
       Il  passaggio, onorevole Capodicasa,  è  tutto  iscritto  in
  questa logica
       Noi  vogliamo capire la  motivazione  secondo  la  quale  la
  mancata ottemperanza di questo atto  dovuto  da parte del Governo
  della  Regione  ha come risultato  da  parte  del  Governo  della
  Regione  siciliana  una richiesta  di  commissariamento,  che  in
  entrambe  le  logiche  venga  formulata,  sia  nella  logica  del
  cosiddetto  commissariamento  esterno   ad   autorità   terze   è
  gravissima  per  dei motivi  che  tutti  possiamo  intuitivamente
  comprendere.  Cioè, si dice che in  un  campo centrale in cui non
  vi è convegno dove dai toni tra l'accorato ed il retorico qualche
  esponente dell'intelligenza specialmente della sinistra siciliana
  dice che il campo del  riciclaggio  dei  rifiuti,  della gestione
  delle discariche, dei rapporti con la grande industria, del mondo
  industriale è un campo  centrale; non dimentichiamoci alcune cose
  che avvengono in questa Regione e che porteremo all'attenzione di
  quest'Aula,  a  cominciare dalla  gestione  di  certi  depuratori
  consortili.
       Sono materie di tale delicatezza  per  cui un Governo, e qui
  mi fermo, (e voglio, però,  sottolineare  con  forza questo dato)
  che  è  di  segno politicamente  affine  al  Governo  che  emette
  opportunamente quel tipo di direttiva,  si arrende e dice noi non
  siamo in grado di ottemperare  a  quella  direttiva, quindi ce ne
  laviamo le mani, mandaci tu  qualcuno  che possa risolvere questo
  problema o, peggio ancora, il Presidente della Regione dice visto
  che all'interno del mio Governo  ci sono anime e culture diverse,
  c'è l'anima della sinistra, di quella sinistra che, a suo dire, e
  per certi versi è vero,  ha  storicamente difeso il territorio da
  certe aggressioni, da certi squilibri,  c'è  una  parte  del  mio
  Esecutivo,  del mio Governo, che  risponde  ad  altre  logiche  e
  siccome risponde ad altre logiche  e  non vuol gestire un settore
  così delicato, come quello  della  predisposizione  di  un'azione
  organica della gestione di fatti  così  importanti e delicati, mi
  assumo  io  come  commissario   questo  ruolo.
       Ma allora, caro onorevole Lo  Giudice,  non  siamo  noi  che
  questa sera portiamo  politicamente  all'interno  del  Parlamento
  questa riflessione sulla sua  sfiducia,  è  il  Presidente  della
  Regione, è il capo del suo  Esecutivo che la sfiducia nel momento
  in  cui  si arrende attraverso  questo  tipo  di  proclamo  e  di
  richiesta al Governo nazionale.
       Ed allora con queste motivazioni - fermo restando che sono e
  restano  motivazioni   eminentemente  politiche,  ci  mancherebbe
  altro   se dovessimo stare  a  sottolineare  che  l'onorevole  Lo
  Giudice è simpatico, è gioviale,  ride  sempre,  non  è questo il
  problema, qui si tratta di  interessi  primari;  la qualità della
  vita  è al primo posto  tra  gli  interessi  dei  siciliani.  Noi
  vogliamo capire che cosa, e chiudo questo intervento rimettendomi
  all'onestà  intellettuale di  certi  miei  colleghi  dell'attuale
  maggioranza, vorrei capire che  cosa  sarebbe  successo in questo
  dibattito se un Assessore  all'ambiente,  lo  stesso  Lo Giudice,
  perchè tanto potrebbe anche essere  del  Polo  questa volta e non
  del centro-sinistra, tanto nell'UDR  questa  difficoltà dei ruoli
  non  si  avverte, è  interscambiabile,  se  avesse  avuto  questa
  responsabilità per caso in un  Governo  di  segno  diverso,  cosa
  sarebbe  successo  in quest'Aula  da  parte  dell'opposizione  di
  quella  sinistra  che  nella   memoria   storica   della   difesa
  dell'ambiente ha sempre alzato giustamente  la  voce  ed issato i
  propri simboli e le proprie bandiere.
       Il ragionamento è in questi termini.
       Mi meraviglio anche del silenzio  in  quest'Aula da parte di
  settori dell'opposizione di sinistra,  da  parte  di  settori che
  attualmente sostengono questa maggioranza.
       Noi  abbiamo  posto  un  problema   che  è  un  problema  di
  principio, vogliamo comprendere il  senso  di  una  richiesta  di
  commissariamento  nella  direzione   che   abbiamo   ritengo  ben
  chiarito; perchè, vedete, ci  sono passaggi legati all'attuazione
  delle   prescrizioni   previste   opportunamente   -   e   voglio
  sottolineare  opportunamente  -  dal   decreto  Ronchi  che  sono
  passaggi che non hanno a che fare  solo,  e già è moltissimo, con
  il tentativo di recuperare i  disastri che un modello di sviluppo
  sbagliato ha prodotto sul  territorio  siciliano,  ma  sono anche
  passaggi  propedeutici a quelle  esigenze  di  trasparenza  e  di
  legalità nella gestione di  alcuni  fatti  che ineriscono appunto
  alla materia in oggetto  e  che  debbono  essere  particolarmente
  attenzionati.
       Non vorrei che dietro la  richiesta  di Capodicasa di volere
  un'autorità terza o essere lui a gestire questo passaggio ci sia,
  da parte dello stesso  Presidente  della  Regione, una conclamata
  sfiducia nei confronti, questa  sì  personale,  dell'Assessore Lo
  Giudice.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Mele.  Ne  ha
  facoltà

     MELE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, traggo spunto da
  quanto ha detto il collega  Granata poc'anzi.  Ricordo al collega
  Granata, e lo ricordo all'Aula,  che  su questa materia il nostro
  gruppo parlamentare ha, in  maniera  atavica,  battagliato  nella
  scorsa legislatura e nell'attuale:  ha avanzato formali richieste
  a questo stesso Governo, al Governo Capodicasa, invitandolo - per
  quanto il Governo Capodicasa,  evidentemente,  non  avesse alcuna
  colpa - ad attenzionare una serie  di  temi.  E'  tale  la nostra
  attenzione - e quindi voglio  manifestare  la coralità di intenti
  all'interno della maggioranza stessa  e all'interno del Governo -
  che abbiamo, alcuni mesi or sono, inviato all'onorevole Assessore
  al  Territorio  e ambiente un  dossier  nel  quale  mettevamo  in
  evidenza alcuni problemi e nel  quale chiedevamo che si trattasse
  la problematica relativa ai  rifiuti  e all'ambiente nella giusta
  dimensione.
       Cari colleghi, quando a scuola  ho  studiato  la  storia  mi
  hanno insegnato che esistono cause storiche, cause remote e cause
  occasionali.  Questo è un  tema particolarmente importante, però,
  prima di parlare delle cause  occasionali,  cioè prima di parlare
  del decreto Ronchi, sarebbe bene  parlare  delle  cause  remote e
  delle cause storiche; sarebbe  bene  verificare  come  mai questa
  Regione  siciliana  non  abbia   mai  approvato  il  piano  delle
  discariche  comprensoriali; come  mai  questa  Regione  siciliana
  negli anni passati non abbia  mai  approvato - con responsabilità
  gravissime  sotto  tutti  i punti  di  vista  -  il  piano  delle
  discariche  comprensoriali e  sub-comprensoriali;  come  mai  sia
  stata disattesa tutta la  problematica. Aveva ragione l'onorevole
  Granata, ma voglio dirgli che  la  pensa così l'opposizione, come
  così la pensa la maggioranza,  lasciando  alla deriva un tema che
  sicuramente dovrebbe essere attenzionato  non  solo  dal punto di
  vista formale, ma anche  dal  punto  di  vista  giuridico-penale,
  ruotando attorno ai problemi  delle discariche e ruotando attorno
  ai problemi dei rifiuti tutto  un  settore  di illegalità e della
  mafia siciliana.
       La realtà è che negli  anni  passati la Regione siciliana ha
  disatteso totalmente tutte queste problematiche.
       Parlare,   quindi,  del   decreto   Ronchi   è   sicuramente
  importante, però mi permetto di dire che parlare oggi del decreto
  Ronchi finisce per essere limitativo,  se  non  si  inquadrano le
  problematiche connesse al decreto  Ronchi nella sua storia, nella
  sua consecutio, rispetto ai  danni prodotti dalle amministrazioni
  precedenti.
       Voglio fare un esempio.  Ricordo al Presidente della Regione
  che quando mi insediai a  sindaco  di  Terrasini  dopo tre giorni
  sono stato diffidato - sempre  dalla  Regione  siciliana - perché
  non avevo messo in pratica, dopo  tre  giorni,  una serie di atti
  ledendo la Pubblica Amministrazione. Fortunatamente il decreto di
  nomina di un commissario arrivò al settimo giorno; nessuno sapeva
  che il secondo giorno avevo  già  mandato  gli  atti alla Procura
  della  Repubblica  di   Palermo,   peraltro  individuando  alcune
  famiglie mafiose del luogo nella gestione di quelle problematiche
  e avevo chiuso la discarica.
       Ho portato questo esempio per  dire  che  noi  qua ci stiamo
  occupando di un problema  importantissimo senza, però, affrontare
  - e voglio dare atto all'onorevole Grimaldi delle cose importanti
  che ha detto - il problema nella giusta dimensione.
       Voglio ricordare a tutti noi  che  il decreto legislativo 22
  venne portato alla nostra attenzione nel febbraio del 1997.Se non
  sbaglio, potrà correggermi il collega Grimaldi (lo ricordo perchè
  su questo il gruppo parlamentare  della  Rete ha fatto una sfilza
  di battaglie quasi quotidiane) nel  marzo  del  1997  fu  proprio
  l'allora Assessore Grimaldi a chiedere  al  CTAR la variazione di
  alcune procedure ed in particolare  la variazione del piano della
  discarica.
       Addirittura,  se  non sbaglio,  non  ricordo  tutti  i  vari
  passaggi, noi contestammo l'allora  assessore  Grimaldi, il quale
  addusse una serie di motivazioni,  per  aver  revocato  nel  1997
  tutte le nomine dei  provveditori  rispetto  alla risoluzione dei
  singoli problemi. Se non sbaglio, e credo che in questo non posso
  sbagliare, abbiamo fatto una battaglia quando ai tempi la Regione
  siciliana, quest'Aula e non  l'Assessore  Grimaldi decise di dare
  manforte all'apertura delle discariche ex articolo 13 del DPR 915
  dicendo che l'intera Sicilia  sarebbe  diventata  una discarica e
  che tutti i comuni avrebbero approvato le discariche.
       Onorevoli   colleghi,  noi   votammo   contro,   ma   questo
  Parlamento, alcune forze che  oggi  sono all'opposizione ai tempi
  erano in maggioranza e proposero  questa legge, approvò una legge
  che  consentì  ad  ogni   singolo   comune,   anche   in  termini
  emergenziali,  di approvare e  di  realizzare  le  discariche  ex
  articolo  13; se non sbaglio, fu  poi  il  CTAR  ad  adottare  un
  provvedimento transitorio proprio alla  luce  del  nuovo  decreto
  Ronchi.
       Mi rivolgo all'onorevole  Fleres:  se questa mozione serve a
  stimolare  il Governo sul  tema  dei  rifiuti,  siamo  pienamente
  d'accordo e ne siamo felici; credo che  più  felice  di noi e più
  d'accordo di noi sia proprio il  Governo  il  quale  oggi  ha una
  patata bollente grossissima, perchè  peraltro  il  decreto Ronchi
  rimanda  a  noi, per chi l'ha letto,  una  serie  di  atti  e  di
  meccanismi  risolutori assolutamente complessi;  e  chi  è  stato
  assessore al territorio, chi lo è  oggi, a maggior ragione, sa la
  difficoltà   nell'impostazione   della   risoluzione   di   certe
  problematiche.
       Allora, credo che poco ha a che fare una mozione di sfiducia
  rispetto a questo tema. Il tema è importantissimo, mi permetto di
  dire  che  la mozione  di  sfiducia,  colleghi,  è  assolutamente
  banale, non ha assolutamente alcuna  coesione rispetto al tema in
  esame nel senso che non creda investa direttamente l'operato e la
  fattispecie di questo Governo  e  dell'Assessore  in particolare.
  L'Assessore si difenderà da sè,  non  occorre  che  ha bisogna di
  alcun  avvocato difensore, però la  realtà  è  che  questo  è  un
  problema così importante e così  grosso che non può assolutamente
  essere scaricato sull'assessore di turno  o,  devo dire, anche su
  questa legislatura.
       Credo che sarebbe bene  che  l'Aula nella giusta dimensione,
  ed ho concluso Presidente, affrontasse  una  volta e per tutte ma
  dal punto di vista non solo  ispettivo,  ma giuridico e legale il
  problema dei rifiuti solidi urbani  e non solo quello.
       Peraltro, e nessuno lo ha detto, noi oggi abbiamo rispetto e
  lo  ricorda  l'assessore  Grimaldi   e   lo   ricorda   benissimo
  l'Assessore in carica, abbiamo  una  normativa  che determina una
  discrasia tra i dispositivi ed  i  meccanismi  regionali e quelli
  delle province.
       Ricorderà l'Assessore Lo Giudice quando era Presidente della
  Provincia il dr. Puccio, la guerra,  ma  non  la  guerra  tra  il
  Presidente Puccio e l'Assessore  Grimaldi,  ma  la  difficoltà di
  risoluzione  tra  alcune norme  fatte  da  questa  Assemblea  che
  rimandavano  e  che  ancora   oggi   continuano  a  rimandare  le
  competenze dalla provincia alle regioni  e  allora  la  Regione è
  responsabile, la provincia dice io sono responsabile, però tu non
  mi dai soldi sui piani delle discariche... cioè nella fattispecie
  c'è una grande confusione, per  non  dire altro.  Allora io dico:
  attenzioniamo  il  problema   e   attenzioniamolo   nella  giusta
  dimensione,  non parlando di  mozioni  di  sfiducia  che,  credo,
  attengano a tutt'altra sede o a tutt'altra discussione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   comunico   che  è  stato
  presentato l'ordine del  giorno  n.  294  "Risoluzione  immediata
  della questione 'Sicilgesso  S.p.A'",  a  firma  degli  onorevoli
  Oddo, Speziale ed altri.

               <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 PREMESSO che in data 18 febbraio  1999  con  inizio  alle ore 16 si
             terrà presso  l'assessorato  al Territorio e Ambiente e
             su convocazione  dell'Assessore Vincenzo Lo Giudice una
             conferenza di  servizi  per  affrontare  e risolvere la
             questione relativa all'ampliamento di una cava di gesso
             sita in contrada  Chiuse  del Comune di Calatafimi (TP)
             gestita dalla ditta "Sicilgesso S.p.A:";

 CONSIDERATO che è presente,  nelle comunità di Alcamo, Calatafimi e
             dell'intera    provincia    di    trapani,    legittima
             preoccupazione rispetto  al  rischio  di  ben  35 unità
             circa, possono perdere  il posto di lavoro, prezioso in
             una   realtà   che   registra   alta   percentuale   di
             disoccupati;

 RITENUTO che è     interesse    di    tutte    le    rappresentanze
             politiche-parlamentari   chiedere   di   permettere  il
             prosieguo  dell'attività della "Sicilgesso S.p.A:", con
             gli    opportuni   e   tempestivi   provvedimenti   che
             l'assessore al  Territorio ed ambiente riterrà di porre
             in essere nel   rispetto  della normativa che regola la
             materia;

                      S'IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

 e per esso l'assessore al  Territorio  ed  Ambiente a riservare una
             vera  e   propria   corsia   preferenziale  utile  alla
             risoluzione   immediata   della  questione  "Sicilgesso
             S.p.A:">>

   Palermo, 17.2.1999
                    ODDO - SPEZIALE - PIGNATARO - CIPRIANI -
                    GIANNOPOLO - MONACO - PEZZINO - SILVESTRO
                    TRIMARCHI - VILLARI - ZAGO - ZANNA.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.   Sulla discussione della  mozione  è  iscritto  a
  parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  sentito
  argomentazioni a sostegno e  contro  la mozione e paradossalmente
  potrei considerarmi d'accordo con gli  uni  e  con  gli altri; un
  ringraziamento ai colleghi che  hanno  sottoscritto la mozione va
  dato: quello di avere posto  un problema che è importante, serio,
  un   problema  che,  per   le   argomentazioni   del   Presidente
  dell'Antimafia, andava posto e va risolto in maniera tempestiva e
  spero che l'onorevole Lo Giudice, la cui solerzia è nota, sarà in
  grado  di  dare risposte  immediate,  questa  sera  stessa,  alle
  difficoltà  che  questo  problema  pone.  Però,  onestamente,  va
  rimarcato che quando una certa Sinistra speculava su un fatto che
  non era politico, e lo voleva  fare  diventare  a  tutti  i costi
  politico, per aggredire un soggetto,  io  mi dissociavo da quelle
  argomentazioni.   E  quando vedo  che  tale  comportamento  viene
  qualche volta ripetuto da colleghi di altra area politica che per
  cultura non dovrebbero farlo  onestamente un attimo di rammarico,
  un pizzico di difficoltà lo avverto.
       Onorevoli colleghi, cosa  vogliamo  dire, che l'assessore Lo
  Giudice  è  responsabile  della  difficoltà  nella  gestione  dei
  rifiuti  dell'ultimo decennio? Perché  di  questo  si  parla.  E'
  notorio che la legislazione  che  regola la materia è articolata,
  complessa, farraginosa e non crediate che sia un caso che è stata
  fatta così. Nella maggior parte delle volte a livello nazionale e
  a livello regionale questo è  stato  l'indirizzo  che si è voluto
  dare e quell'infinità di decreti  di citazione a giudizio che gli
  onorevoli colleghi poco fa  richiamavano  vedono tutti come parte
  offesa la Regione Siciliana  e hanno come responsabili tantissimi
  amministratori comunali e provinciali,  che  magari  sono qua, in
  quest'Aula a svolgere il  dignitoso  ruolo  di  parlamentari.
       Non voglio fare nomi,  ma  ho  sentito  autorevoli  colleghi
  intervenuti in questo dibattito i  quali  sanno  bene  come nelle
  maglie della legislazione si  trovavano le soluzioni per arrivare
  all'assoluzione o il Pubblico  Ministero trovava le soluzioni per
  arrivare alla colpevolezza.
       Ebbene, il problema, secondo  me,  va individuato in maniera
  diametralmente opposta. Il problema è serio, esiste e si presta a
  delle speculazioni che non  devono  essere di natura politica. Il
  problema si presta a delle  speculazioni  che  sono questioni che
  affliggono  veramente la Sicilia.  Una  di  questa  è  la  salute
  pubblica, ma non è l'unica. Dobbiamo ricordare che sulla gestione
  delle discariche più volte  abbiamo sentito gli organi inquirenti
  investigare e fare bene, perchè hanno scoperto delle cose che non
  andavano, hanno talvolta scoperto delle speculazioni.
       Allora,  diamo una ratio alle  cose.  Sapere  che  c'è  oggi
  qualche  cosa che va messa  a  posto  ci  deve  impegnare  tutti,
  proprio per queste argomentazioni ultime che ho svolto e che sono
  state esposte anche dall'onorevole  Granata.  Ci  deve  impegnare
  tutti nel cercare una soluzione nel più breve tempo possibile, ma
  colpevolizzare a tutti i costi  l'operato di un assessore che era
  prima in un governo di  centro-destra,  che  ora  si  ritrova  in
  governo  di  centro-sinistra  in   sintonia   con  il  Parlamento
  nazionale, che ha commissariato - e  ha  fatto bene - per cercare
  delle soluzioni mi sembra un  poco  esagerato.  Allora,  conta la
  consapevolezza e la buona volontà  degli uomini di buon senso che
  sono qua e che lavorano  nell'interesse  della  Sicilia  e  per i
  siciliani  con le difficoltà che  ci  sono.  Vediamo  di  mettere
  ordine in questa materia.  Speriamo che l'Assessore nel più breve
  tempo  possibile lo faccia; ma  non  è  soltanto  questo  l'unico
  appello che le rivolgo, perchè  tutta  la  materia  che  riguarda
  l'edilizia  e   l'urbanistica   è   assolutamente  disarticolata,
  illogica e va rivista.
       Con  la  consapevolezza di dovere operare bene, se dovessimo
  cominciare  a  decidere  di  procedere per comparti, se dovessimo
  cominciare  a  portare  delle  riforme globali che mettono ordine
  nelle  singole  discipline, credo che renderemmo un buon servizio
  ai cittadini.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a  parlare  l'onorevole Pignataro. Ne
  ha facoltà.

     PIGNATARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
  che  i  toni  che  la   discussione   ha   assunto,   a   partire
  dall'onorevole Fleres che ha  presentato  la  mozione,  non  sono
  quelli di chi vuole censurare questo Governo, qualche censura c'è
  da farla, ma sono toni di  chi  assume  un  problema  grande come
  quello dell'ambiente per rimetterlo  in campo in questa Assemblea
  regionale e farlo discutere.
       Questi sono toni che  ho  riscontrato  negli  interventi sia
  della maggioranza che dell'opposizione.  Prendo  atto  di  questi
  toni che mi fanno pensare  che  viene  meno  l'atto  ispettivo in
  quanto tale ma non viene meno l'argomento, cioè il dibattito e la
  ricerca di una soluzione.
       Quindi, assumo la mozione presentata da Forza Italia e dalle
  altre forze politiche come  un  elemento  di  sollecitazione, non
  solo  per il Governo, ma mi  si  consenta,  per  tutte  le  forze
  politiche  e per la società. Infatti,  se  c'è  un  dato  su  cui
  concordo con l'onorevole Granata, che  è  inoppugnabile, è che da
  qualche  tempo a questa  parte  sui  temi  ambiente,  territorio,
  tutela dell'ambiente, sviluppo  sostenibile  c'è  un abbassamento
  del livello di attenzione politica  e  sociale,  con tutto quello
  che  vi  è  connesso,  a  questi  temi  è  connesso  il  problema
  dell'ecomafia.
       Questa è la mia valutazione.
       Dunque,  aver  posto  al centro questa discussione significa
  rimettere in campo, almeno io mi auguro, una maggiore sensibilità
  e la  ricerca di soluzioni adeguate. Avendo chiaro che un tema di
  questo tipo  o  lo intrecciamo in tutti i suoi risvolti oppure ci
  fermiamo  al  dato  burocratico,  amministrativo e politico che è
  quello  del  commissariamento  su  cui  parlerò  alla fine, senza
  cogliere  la  portata di questo tema che incide sicuramente sulle
  condizioni  dei cittadini, delle città, sulle qualità della vita,
  ma incide in negativo o in positivo sulla possibilità di sviluppo
  di questa Regione e sulla interconnessione che questo tema ha con
  i temi del territorio e con altri temi.
       Sappiamo  tutti  che  è  dal  1989  che  affrontiamo  questo
  problema, a partire dalla legge  915,  che la Regione siciliana è
  inadempiente  ed  è  andata   avanti  a  furia  di  provvedimenti
  emergenziali, utilizzando spessissimo  l'art.  13, sappiamo tutti
  che non sono stati avviati  i  piani  comprensoriali,  che  manca
  addirittura il piano per i rifiuti ospedalieri.
       Io rivendico al gruppo  DS  di avere presentato all'indomani
  dell'uscita  del decreto Ronchi un  disegno  di  legge.  Non  era
  necessario, lo capisco perfettamente,  ma  era una sollecitazione
  al governo pro-tempore ad  accelerare tutte le procedure affinchè
  venisse  recepito, affinchè venissero  messe  in  atto  tutte  le
  misure per adeguare il piano dei  rifiuti  e  tutte  le misure ad
  esso connesse.  Cosa che non  è  stata  fatta  per difficoltà, io
  aggiungo perché c'è un  abbassamento  di  sensibilità politica da
  parte di tutti su questo tema.
       E allora, badate non riguarda solo questo. Riguarda tutto il
  tema dell'ambiente del territorio: legge  Galli,  la  36, la 183,
  anche quelle sono leggi che  noi  dobbiamo  recepire, sulle quali
  abbiamo almeno dieci diffide da  parte  del  Governo nazionale. E
  potremmo  citare  altri  dati.  Posso   citare  il  dato  che  il
  precedente governo e quello precedente ancora non è andato spesse
  volte alla conferenza Stato-Regione quando si discuteva del piano
  triennale per l'ambiente, perdendo anche risorse.
       Non voglio aprire polemiche,  potrei  citare  dati su queste
  cose, perché  risulta agli atti delle conferenze Stato-Regione la
  latitanza dei vari governi che  si sono succeduti.  Potrei citare
  il  dato  che  le   opposizioni  al  governo  Provenzano  avevano
  preparato  un  dossier   sulla   gestione   dell'assessorato   al
  territorio e ambiente che non  hanno  poi  presentato,  per  vari
  motivi.  Non sono un  fatto personale dell'assessore pro-tempore,
  sono un fatto di difficoltà e di mancanza di sensibilità.
       E  potrei citare l'altro dato - e poi vengo alle conclusioni
  -  che  questa  Assemblea  e  il  governo stesso su tutto il tema
  dell'ambiente (rifiuti solidi urbani,  parchi, aree protette) non
  solo ha un ritardo  ma  nell'impostazione delle norme finanziarie
  del bilancio è ormai da tre anni  che non mette una lira o quasi.
  Dobbiamo saperlo questo. In  questa  sede  abbiamo  fatto  alcune
  battaglie e non è passato  mai  nel bilancio (almeno negli ultimi
  due anni) una lira rispetto a  questa  materia.  Il che è sintomo
  non solo delle difficoltà finanziarie  della  Regione  ma  di  un
  abbassamento della nostra sensibilità.
       Allora  io  credo che questo dibattito debba servirci per il
  futuro,  a  partire  da  oggi, a riassumere questo tema come tema
  centrale per la qualità della vita e per lo sviluppo, ad assumere
  la parola d'ordine sviluppo sostenibile come l'unica che può dare
  una prospettiva a questa Regione per  il  proprio futuro e per il
  proprio assetto. E l'unica raccomandazione  che  mi sento di fare
  in questo quadro è che, poiché il commissariamento è ineluttabile
  per  tutte  le  cose che  sappiamo,  dobbiamo  auspicare  che  il
  commissariamento venga affidato al Presidente della Regione e che
  lo  stesso  metta in atto al  più  presto  con  un  raccordo  con
  l'Assemblea regionale, con tutte  le  forze  produttive e sociali
  della Regione tutte le misure  perché  decolli  la  direttiva del
  decreto Ronchi e tutte le  cose connesse e perché  nel territorio
  finalmente su questo tema si metta  ordine,  in  uno al fatto che
  l'Assemblea,  quando  discuteremo   il  bilancio,  deve  assumere
  qualche impegno in più rispetto  a tutti i temi dell'ambiente per
  dare  un  segnale,  affinché  si  ritorni  a  mettere  al  centro
  dell'attenzione i problemi dell'ambiente  e  della  qualità della
  vita in questa Regione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Vella. Ne ha
  facoltà.

     VELLA. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo in
  questo dibattito che riguarda  la  mozione presentata dalle forze
  del centro-destra, riservandomi  ovviamente di entrare nel merito
  di  una  problematica che non  certamente  si  esaurisce  con  le
  argomentazioni di poco spessore e  di poco profilo che sono state
  avanzate dalle forze del centro- destra.
       Infatti, ritengo che questo  tema delicatissimo che riguarda
  i rifiuti e che riguarda  la possibilità che la Regione siciliana
  recepisca il decreto Ronchi  meriterebbe  ben  altra attenzione e
  ben altro approfondimento.
       Peraltro mi pare chiaro che  già  nei  contenuti,  ma  anche
  negli interventi che sono  stati  svolti dai colleghi sostenitori
  della mozione che essa è nutrita ed è alimentata da forti ragioni
  di strumentalità e da un  comportamento  che  mira  ad aprire una
  fase interlocutoria con le forze  della  maggioranza.  Vero è che
  tutti gli interventi hanno avuto  un  loro  punto terminale che è
  quello di rivolgere l'invito ad  aprire un ragionamento su larghe
  intese,  quindi  è chiaro che  il  giudizio  sull'operato  di  un
  assessore   diventi  il   grimaldello   per   aprire   una   fase
  completamente nuova.  Noi non  ci  stiamo con questo ragionamento
  perché  o si ha la capacita  e  la  volontà  seria di mettersi di
  fronte ai problemi e  di  affrontarli  con  la determinazione, la
  decisione di andarli a  risolvere  chiamando anche al giudizio di
  responsabilità chi ha le  competenze  oppure è bene astenersi dal
  rivolgere invito, dal rivolgere mozioni.
       Noi, come forza dell'opposizione a  questa  maggioranza, non
  possiamo, comunque, sottrarci ad un giudizio che  è  un  giudizio
  politico  di  responsabilità che riguarda il  Governo,  ma  anche
  l'Assessore. Il Governo Capodicasa, noi l'avevamo  già  detto nel
  momento in cui ci fu la discussione  sulle  linee programmatiche,
  aveva un difetto di genesi che era quello  di  essersi trascinato
  dietro pezzi del centro destra. La politica si  deve misurare con
  i giudizi di responsabilità e mi pare ovvio e  chiaro che noi non
  possiamo  sottrarci a puntare il dito  sulle  responsabilità  che
  sono proprie di soggetti, di forze politiche che sono state parte
  e partecipi del Governo e del centro destra.
       Questo tema dei rifiuti e del recepimento del decreto Ronchi
  è veramente ridicolo, segna il profilo basso  di  un ragionamento
  quando a portarlo avanti sono le forze del  centro destra, quelle
  forze che sono anche loro responsabili, in toto,  dei  ritardi  e
  delle inadempienze. Io ritengo che veramente  sia  necessario non
  cedere  alle  strumentalizzazioni  e  non   cedere   alle  sirene
  incantatrici di  quello  che  vuole  essere  il processo politico
  nuovo.
       Noi, di Rifondazione comunista, ci  vogliamo  mantenere  sul
  tema  di  valutazione,  su quelli che sono stati  i  passaggi  di
  responsabilità  e mi pare chiaro che ritardi ce  ne  sono  stati,
  questi vanno  imputati  ai soggetti che sono i primi responsabili
  e, quindi, noi non possiamo sottrarci ad un giudizio negativo che
  diamo   sull'operato  dell'onorevole  Lo  Giudice  poiché  non  è
  certamente nuovo  ad  una sua esperienza.  L'onorevole Lo Giudice
  era l'assessore nel Governo precedente e, quindi, si porta dietro
  uno  strascico   di  responsabilità. Ed  è  per  questo  che  noi
  abbandonando  e  differenziandoci nettamente con la posizione del
  centro destra,  noi  riteniamo  e  saremo  convinti  di votare la
  mozione perché  riteniamo  che  su  questo il Governo, da un lato
  deve essere  giudicato  per quella che è la sua responsabilità ma
  dall'altro lato  riteniamo che il Governo deve essere chiamato ad
  un'assunzione piena sul terreno di quelli che devono essere e che
  saranno certamente  i  passaggi  che  lo porteranno a recepire il
  decreto Ronchi.
       Io ritengo che sia necessario che noi  con  molta chiarezza,
  prima ancora che il centro destra assumesse  una posizione rigida
  su questa tema delicatissimo, noi abbiamo detto  che  il  Governo
  Capodicasa,  con  una sorta di pentimento  operoso,  un  istituto
  giuridico che esiste nel diritto penale, ha  anticipato  la mossa
  del  Ministro  Ronchi, il quale aveva già pronto  il  decreto  di
  commissariamento.    Noi,   proprio    perché    dentro    questo
  commissariamento  ci sono elementi di  responsabilità  di  ordine
  politico che ricadono sull'Assessore e sui governi precedenti del
  centro destra  e  anche  su  questo  Governo,  è auspicabile, dal
  momento che  questo  è  un  tema delicatissimo per il risanamento
  ambientale del  nostro territorio, delle nostre città, dei nostri
  comuni e per  la possibilità che da questo tema si apra una nuova
  fase anche  in  termini di sviluppo economico anche per la nostra
  Regione, noi  riteniamo  e  auspichiamo  che il Governo abbandoni
  l'idea che  la  fase  di  commissariamento  deve  essere  gestita
  direttamente dal Presidente della Regione o peggio dall'Assessore
  in carica. E' auspicabile che il Governo assegni il compito ad un
  Commissario che  sia  una  figura  esterna,  una figura di grande
  competenza perché  solo  in  questa  maniera  e con questa scelta
  possiamo  dare   certezza   alla   possibilità  che  si  vada  al
  recepimento del  decreto  Ronchi. E, nello stesso tempo invito il
  Governo a far  sì  che  su  questo  tema  ci  sia  un'apertura di
  dibattito che  coinvolga  anche  l'Aula  ma non certamente con le
  mozioni strumentali  e velleitarie, perché queste servono solo ad
  incantare chi di questo tema non vuole certamente discutere.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'Onorevole Aulicino. Ne ha
  facoltà.

     AULICINO.   Signor   Presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione, onorevoli  colleghi,  questa  mozione  ha  un merito, di
  avere  messo   il   dito   su  una  piaga  antica  che  è  quella
  dell'abbandono    del    territorio,    dell'assenza   piena   di
  pianificazione armoniosa  su un territorio degradato che è andato
  degradandosi    progressivamente,    con    cittadini   costretti
  all'abusivismo   di  necessità,  per  carenza  di  pianificazione
  urbanistica. Onorevole Piro, la vedo agitato, forse lei pensa..

     PIRO,  Assessore per il bilancio e le finanze. Quando vedo lei
  mi agito.

     AULICINO.   L'ho   capito,   vorrei  tranquillizzarla  con  un
  intervento  sereno,  anche  perchè non è mia intenzione in questa
  fase   parlare  della  sua  base  parlamentare  e  quindi  vorrei
  lasciarla  tranquillo,  lei e il Presidente della Regione, perchè
  su questi argomenti contiamo di tornare in altra sede.
       Mi interessava evidenziare che questo territorio abbandonato
  al  suo  destino, Presidente Capodicasa, con cittadini che, stavo
  dicendo, spesso sono stati costretti all'abusivismo di necessità,
  parlo  dei  manufatti,  edilizia,  abusivi,  non quelli che hanno
  deturpato  il  territorio,  la  famosa  speculazione edilizia, la
  cementificazione delle coste, non quelli. Un territorio in cui il
  sindaco  di un comune si trova spesso a non sapere dove conferire
  i rifiuti della comunità
       E l'altro giorno abbiamo visto anche qui riuniti i cittadini
  del  comune  di  Cerda  e i cittadini di Termini Imerese, dove io
  sono  andato  -  l'Assessore  Piro ha seguito direttamente perchè
  viene  da  quella  comunità  - ho visto due comunità in lotta per
  cercare  di  evitare  da  una  parte il danno e dall'altra parte,
  "forse l'abuso".
       Così scarichiamo tra i cittadini oneri impropri, li facciamo
  anche   litigare.   Ecco   perchè  questa  mozione  io  non  l'ho
  sottoscritta,  il mio partito non ha sottoscritto questa mozione,
  però  ne  condivido  la  filosofia,  se non altro si accelera, io
  spero,  un  processo  e  cioè  su questi argomenti è bene fare in
  fretta.
       Il   Ministro   ha   minacciato   il   commissariamento,  ma
  commissari.  Voglio  dire  mi  andrebbe  di leggere domani che il
  Ministro  Ronchi  ha  commissariato,  il Presidente della Regione
  chiede   il   commissariamento.   Ci  sarà  qualcosa  dietro.  La
  valutazione  di  una inadeguatezza della macchina amministrativa,
  di  una  burocrazia  incapace  di fornire servizi in tempi reali,
  mentre i sindaci rischiano le denunce.
       E  allora,  amici  miei,  prima  di  passare  ad  altro e di
  cominciare  a parlare di finanziaria e di bilancio, e facciamo in
  fretta  perchè  "la  casa  brucia", vediamo di perdere meno tempo
  questa  sera,  archiviamo  velocemente  questa  mozione non tanto
  perchè  meriti  di essere archiviato l'oggetto e il contenuto, ma
  perchè su questo argomento non dobbiamo convincerci.
       Il  territorio  è  abbandonato, è necessario intervenire. La
  burocrazia  non  è  stata  storicamente  in  condizione  di  fare
  interventi  seri sul territorio che risulta abbandonato. Io spero
  che   questa   mozione   possa   essere  trasformata  perchè  poi
  il  pronunciamento  dell'Assemblea  mi interessa poco.
       Non  è  una  mozione  di sfiducia nei confronti del Governo,
  spero  che qualcuno non speculi domani sulla stampa, questa è una
  mozione  che  ha  voluto  mettere  il dito nella piaga, una delle
  piaghe.
       Con il Presidente Capodicasa fra qualche giorno metteremo il
  dito sulle altre piaghe, se intende continuare a governare questa
  Regione  con  questo  gravissimo  scollamento  di  fronte  ad una
  maggioranza  che non riesce più a sostenerlo, ma non tanto perchè
  c'è  un contenitore, l'UDR, allo sbando che sta bruciando, no, ma
  perchè  c'è un travaglio legittimo in quegli amici dell'UDR, caro
  Presidente  onorevole Capodicasa, che riflettendo sulla natura di
  quel  contenitore stanno seriamente considerando l'opportunità di
  non recuperare la loro identità, perchè non l'hanno mai smarrita,
  quegli  amici  dell'UDR  che  hanno fatto quella scelta non vanno
  criminalizzati tutti.
       Se ci  sono  stati  alcuni che hanno fatto quella scelta per
  poltrona, è  bene  che  restino  e consumino quel bliz di palazzo
  pienamente.
       Se,  invece,  come pare, amici che hanno fatto quella scelta
  l'hanno  fatta  in  buona  fede,  ritenendo  che  il  contenitore
  autenticamente  alternativo  alla  sinistra e avendo scoperto che
  non  lo  è, perché si tratta a quanto pare di una scelta organica
  di  dipendenza rispetto al progetto di D'Alema, se questo, amici,
  dovessero  decidere  come pare, non è il bollettino di quelli che
  cambiano  idea,  no,  quegli  amici  che  stanno  recuperando  la
  collocazione  di prima all'interno del blocco Liberal democratico
  e  cattolico  sono  amici  che  vanno  rispettati e, quindi, caro
  Presidente  della  Regione  sappia  che questo processo che viene
  accreditato  come  lo  stillicidio  di  quelli  che tornano o che
  tradiscono, va giudicato con maggior correttezza.
       C'è  un  travaglio  al  quale  noi abbiamo fatto riferimento
  quando abbiamo detto che quell'operazione che lei ha perfezionato
  con  il  famoso  bliz  di  palazzo  che è classicamente di stampo
  leninista  perché  nello  stile  del  leninismo  puro  quello  di
  utilizzare   tutto  pur  di  conquistare  al  potere,  professore
  Silvestro è così, quando facevamo l'appello a quel metodo suicida
  volevamo  mettere  in  avviso  non  tanto la sinistra democratica
  perché  ognuno  cura  il  suo  destino e si preoccupa del proprio
  destino  con  i  propri atteggiamenti resta che noi volevamo dire
  che  in  quel  momento  quel ribaltone rischiava di condannare la
  Sicilia alla precarietà.
       Per  questo motivo io anche se sembra che non c'entri con la
  mozione,  vorrei  dire  che archiviata velocemente questa fase di
  discussione  d'approfondimento  su una gravissima emergenza che è
  quella dei rifiuti, io dico che quest'Aula dovrà occuparsi di ben
  altro e cioè della tenuta di questo Governo che mi sembra che non
  regga  e  di come questo Parlamento con grande responsabilità nei
  prossimi  giorni avvierà la discussione sui documenti finanziari,
  per  archiviare  presto  anche  questa discussione nell'interesse
  della  Sicilia  e  aprire  un chiarimento rigoroso su come questa
  Regione dovrà essere governata nei prossimi due anni e mezzo e su
  quale  sia  la  condizione ideale perché quel progetto di riforma
  reale della Regione possa attecchire.
       In questo contesto non sarà facile parlare di riforme, parlo
  della riforma elettorale, della riforma burocratica, è necessario
  credo,  caro  Presidente  onorevole  Capodicasa,  creare  oggi le
  condizioni perché la Sicilia abbia un governo più forte.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
  facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che il
  combinato   disposto  degli  interventi  dell'onorevole  Croce  e
  dell'onorevole  Granata rendano un pò il senso di questa mozione,
  le ragioni di questo atto parlamentare.
       L'onorevole  Croce  ha  detto  con  quella  schiettezza, con
  quella franchezza che non gli fa difetto: "egregio Assessore, non
  l'abbiamo con lei", e che l'onorevole Lo Giudice sia simpatico lo
  sostiene  anche  il mio amico e collega Presidente Provenzano, il
  quale  sostiene  che  ai nostri fini è il vero limite la simpatia
  dell'onorevole  Lo  Giudice,  e il professore Provenzano nei suoi
  confronti avrebbe ben d'onde per sostenere il contrario.
       Eppure  posto questo c'è la ragione politica ben evidenziata
  dall'onorevole  Granata  che mi ha preceduto in questo dibattito,
  nel  senso  che  il  gruppo  parlamentare  di Forza Italia che ha
  inteso  presentare  questa  mozione  lo ha fatto in ragione della
  notizia del commissariamento.
       A  discolpa  nei  giorni  successivi,  in  sedi  pubbliche e
  private,  si  è  avuto modo di sostenere da parte del Governo che
  non  c'era  alcuna  onta  subita  dal  Governo  in  quanto questo
  commissariamento  era stato richiesto, se fossimo in Tribunale si
  sarebbe detto "Avvocato si fermi perché abbiamo perso la causa".
       Perché  è  proprio questo il tema politico reale, cioè di un
  Governo che chiede di essere commissariato in relazione a proprie
  competenze. Ma  siccome  credo  sia  questo  il  segnale vero, il
  segnale politico  che  a  questa maggioranza manca quel minimo di
  coordinamento  che   consente  ad  un  governo  di  continuare  a
  governare.  Noi  vogliamo  sottolineare  con  forza l'identità di
  colore politico  tra  questo  Governo  ed  il  Governo nazionale.
  Vogliamo  continuare  a rappresentare all'Aula uno sfilacciamento
  di una  maggioranza  ed uno sfilacciamento di posizioni politiche
  che  non   consentono  di  affrontare  con  serenità  una  grande
  emergenza  che   è   quella   dei  rifiuti.  Lo  ha  sottolineato
  l'onorevole Mele,  lo  hanno  sottolineato  altri,  come si fa ad
  affrontare in  uno  stato  di  disagio  per  il  quale "delle due
  l'una ": - o il Governo era inadempiente ed è stato commissariato
  dal  Governo  nazionale  o  l'assessore  regionale all'ambiente e
  territorio è  stato  sfiduciato  dal  suo  Presidente il quale ha
  chiesto, invece, il commissariamento -. Su queste coordinate si è
  mossa  la  gran  parte  dei  parlamentari  che  sono  intervenuti
  eccependo anche  un  tema  che  afferisce  la stessa sostanza del
  rapporto  tra   la   Regione   e   lo  Stato  e,  cioè,  il  tema
  dell'autonomia della Regione siciliana che viene commissariata su
  una tematica  che  rappresenta  la nuova frontiera dello sviluppo
  della nostra  società  e  che  è  la  tematica  ambientale, nuova
  frontiera per  quanto  riguarda gli investimenti economici che il
  Governo  nazionale   si  accinge  a  fare  sulla  materia;  nuova
  frontiera per  quanto  riguarda le nuove prospettive di sviluppo,
  gli   sbocchi   occupazionali.  Ebbene,  in  riferimento  ad  una
  situazione   di   questo   genere   la  Regione  siciliana  viene
  commissariata e  viene  commissariata  da  un  Governo  che ha il
  medesimo colore  politico.  Un Governo nazionale che si prende la
  briga di  intervenire  ed  una maggioranza che al proprio interno
  vede colleghi  come  l'onorevole  Zanna  che il 17 di dicembre si
  prendono la  briga  di  prendere  carta  e  penna  e  scrivere al
  Ministro  Ronchi  chiedendogli perché  non commissaria la Regione
  siciliana su  queste  tematiche.  Come  si  fa  a non cogliere la
  gravità di  questi segnali politici in un'ottica più complessiva.
  Ed ecco  perché  questa  mozione  non investe specificamente lei,
  onorevole  assessore,  ma investe una maggioranza che, nonostante
  abbia avuto  in  quest'Aula  un  rapporto  di  serenità per tante
  vicende e  tanti  aspetti da parte delle forze di opposizione, le
  forze  parlamentari  di  opposizione, poi s'imbriglia, s'incarta,
  finisce in un  qualche modo da sola a creare a se stessa problemi
  di natura squisitamente  politica  ed  è ciò che più si rileva in
  questa sede.
       Ecco  perché,  noi  abbiamo  attribuito  importanza a questa
  mozione.   Abbiamo  attribuito  un'importanza  politica,  abbiamo
  svolto un ragionamento che ci ha portato a considerare il perché,
  il  come  si  è  giunti  ad  un  commissariamento  della  Regione
  siciliana, alla  spoliazione  di  competenze  che  certamente non
  fanno onore  alla  Regione  siciliana  anche se producono deroghe
  rispetto alle normative ordinarie in tema di lavori pubblici o di
  offerta di servizi  nel  momento in cui si arriva ad una gestione
  commissariale.
       Su questi  argomenti  noi  ci  siamo  interrogati. Su questi
  argomenti immaginiamo  che  l'onorevole  Lo Giudice risponderà in
  sede di replica;  su questi argomenti noi crediamo che la Regione
  siciliana sia  chiamata  ad  un  grande,  grandissimo  sforzo  di
  prospettiva per comprendere  se  si  è  autonomamente in grado di
  procedere agli  adempimenti che le leggi nazionali impongono alla
  Regione siciliana per  comprendere  se  lo  è questo Governo, per
  comprendere se in Aula una maggioranza di tal fatta può sostenere
  provvedimenti e disegni  di  legge  di  questo  rango e di questo
  rilievo.
       Noi non  abbiamo  offerto una sponda politica a chi riteneva
  con questa mozione di porre una sfiducia al Governo, ma inseriamo
  il ragionamento  sulla  tenuta  di questo Governo all'interno del
  ragionamento  complessivo che sta alla base del commissariamento.
  Un commissariamento  che  ha prodotto risultati negativi e che ci
  auguriamo    trovi    una   spiegazione   plausibile   da   parte
  dell'assessore   regionale  quando  si  troverà  a  replicare  in
  quest'Aula e  ci  auguriamo  che,  comunque, la Regione siciliana
  possa godere nel futuro dell'azione di Governi che non consentano
  ai siciliani  di  subire sconfitte come il commissariamento nella
  tematica ambientale.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  l'onorevole
  Adragna ha  chiesto  di  apporre la propria firma sull'ordine del
  giorno n.  294:  'Risoluzione  immediata  della  questione  SICIL
  GESSO S.p.A.'.
       L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Comunico che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Zanna,
  Pignataro ed altri l'ordine del giorno n. 295, ne dò lettura:

     - Interventi straordinari per fronteggiare l'emergenza rifiuti.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 PRESO ATTO che la gestione e  lo  smaltimento  dei  rifiuti  solidi
             urbani è diventata sempre di più un'emergenza difficile
             da  fronteggiare  per  il  ritardo decennale accumulato
             dalla Regione  e  per  la  non  applicazione  finora in
             Sicilia delle  nuove  normative in materia previste dal
             cosidetto "decreto Ronchi";

 RILEVATO che il "decreto Ronchi" obbligava  entro  i primi mesi del
             1998 le  Regioni ad adeguare i rispettivi ordinamenti -
             e quindi  per  la  Sicilia  l'aggiornamento  del "Piano
             regionale  di   gestione  dei  rifiuti"  -  alle  nuove
             direttive e  che queste ulteriori disposizioni non sono
             state ovviamente rispettate;

 VISTO che le direttive  del  "decreto  Ronchi"  non  prevedono  più
             ulteriori   proroghe    a    quelle   finora   concesse
             nell'utilizzo  da   parte   dei  Comuni  di  discariche
             provvisorie previste dall'art. 13 dello stesso decreto,
             e quindi obliga la  Regione ad utilizzare le discariche
             comprensoriali, oggi   inesistenti  in  Sicilia  tranne
             quella di Bellolampo (PA);

 VISTO che il comma  8  dell'art.   22   prevede   che  il  Ministro
             dell'Ambiente dopo avere diffidato gli organi regionali
             che non hanno adeguato  i  rispettivi  strumenti per la
             gestione dei rifiuti  solidi  urbani,  "adotta,  in via
             sostitutiva, il piano regionale";

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

 - prendendo atto   della   necessità   di   avere   un   intervento
             straordinario  per fronteggiare l'emergenza rifiuti - a
             sollecitare l'invio da parte del Ministro dell'Ambiente
             di un  commissario  sulla  base delle modalità previste
             dal  comma   8  dell'art.  22  del  cosidetto  "decreto
             Ronchi".


   Presidenza del presidente Cristaldi


     LO  GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE , Assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nonostante   la  saggezza  del
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,  esprimo  se mi si
  consente, può darsi che magari non  conosca  bene il Regolamento,
  dubbi e perplessità non solo di  natura giuridica sulla decisione
  della Presidenza di questa Assemblea di dichiarare ammissibile la
  mozione a firma di un ex Presidente della Regione e di ben cinque
  Assessori regionali che assieme al sottoscritto hanno fatto parte
  delle  stesse  compagine  governative,  mozione  che  impegna  il
  Presidente  della Regione a  revocare  immediatamente  la  delega
  all'ambiente all'Assessore al ramo.
       Ripeto posso  anche  sbagliarmi, ma esprimo perplessità, nel
  vigente Regolamento  interno  dell'ARS non vi è nessuna norma che
  fa menzione  di  mozioni presentate dai componenti dell'Assemblea
  dirette ad  impegnare  il  Presidente  della  Regione  in caso di
  approvazione di esse  a revocare totalmente o come in questo caso
  parzialmente  la   delega  ai  singoli  Assessori  regionali.  Il
  Regolamento,   per  quanto  concerne  l'Esecutivo,  si  riferisce
  soltanto, l'articolo 157,  a  mozioni di fiducia e di sfiducia al
  Governo, punto e basta.
       Non sono  previste  dunque  altre  ipotesi,  ritengo, nè sul
  punto sono da ritenere legittime improbabili ancor chè arbitrarie
  estensioni analogiche o assimilazioni.
       L'articolo 9 dello Statuto della Regione stabilisce:
       a) che il Presidente regionale e  gli  Assessori sono eletti
  dall'Assemblea regionale a maggioranza  assoluta dei voti segreti
  dei deputati;
       b)  che  la  Giunta  regionale  è  composta  dal  Presidente
  regionale e dagli Assessori;
       c) che  gli Assessori sono preposti dal Presidente regionale
  ai singoli rami dell'Amministrazione'.
       E', dunque,  solo  il  Presidente  della  Regione  che ha il
  potere   costituzionale   del  nostro  ordinamento  giuridico  di
  assegnare o revocare deleghe agli Assessori regionali. Appartiene
  solo al Presidente  il  potere  di  proporre  gli  Assessori  e i
  singoli Assessorati  con proprio decreto da registrare alla Corte
  dei Conti e da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione.
       L'Assemblea  può  solo  revocare  la fiducia precedentemente
  accordata, sfiducia  che  può  colpire sia la Giunta, come organo
  collegiale,  sia  singoli assessori in quanto eletti direttamente
  dall'ARS e singolarmente responsabili verso di essi.
       Ma, restiamo nel  campo  circoscritto  della  fiducia di cui
  deve  godere  la  Giunta  collegialmente, intesa  con  i  singoli
  assessori regionali. Qui invece è stata presentata una mozione di
  sfiducia;  ma  una mozione  non  prevista  dallo  Statuto  e  dal
  Regolamento interno che  dovrebbe  impegnare  il Presidente della
  Regione addirittura a revocare parzialmente una delega attribuita
  da esso ad un assessore regionale.
       La mozione  si  sostanzia in una indebita quanto illegittima
  interferenza  nelle  prerogative  costituzionali  proprie  che lo
  Statuto  assegna al Presidente della Regione. L'improponibilità e
  la inammissibilità  andava, a mio avviso, a garanzia del corretto
  rapporto fra l'Assemblea regionale ed il Governo. Non trattandosi
  di mozione di sfiducia nei confronti di un singolo assessore.
       La mozione ancorché conforme  a  legge e regolamenti è stata
  concepita per provocare l'adozione  di un atto di revoca da parte
  del Presidente della  Regione  avendo natura limitata e parziale.
  La  delega  è una;  il  sottoscritto  è  assessore  regionale  al
  territorio e  ambiente.  Gli  onorevoli sottoscrittori dovrebbero
  saperlo benissimo.  Anche  sotto  questo  profilo  la  mozione si
  presenta con i caratteri  della risibilità per semplice - scusate
  l'ignoranza - delle vigenti normative.
       Sul merito  della mozione dirò qualcosa più avanti. Intanto,
  non posso non evidenziare  che  essa è firmata dall'ex Presidente
  onorevole Provenzano, e da ben cinque ex assessori regionali: gli
  onorevoli Bufardeci, Beninati,  Croce,  Fleres  e  Misuraca, che,
  insieme  al   sottoscritto,  hanno  condiviso  responsabilità  di
  Governo - lo dicono loro  - nel periodo in cui sarebbero maturate
  le presunte omissioni che nella mozione si evidenziano in materia
  inesatta  ed   indiscutibilmente   provocatoria.
       Ricordo  agli  onorevoli  ex  colleghi  di  Giunta,  qualora
  dovessero insistere  nel loro improprio o ingiusto proposito, che
  essi hanno  ammesso  che  ci  siano  varie responsabilità;  non è
  chiamata di  correità  ma  è  per  rammentare loro che sulle cose
  serie non  bisogna  avere  memoria corta o imbastire polemiche di
  basso profilo.
       Ricordo loro  che  la  Giunta  regionale  è organo esecutivo
  della Regione,  è  organo  collegiale  che  ha le funzioni che le
  affida  lo   statuto   regionale   e   le  leggi  successive.  la
  collegialità     dell'organo     comporta     che     l'indirizzo
  politico-amministrativo è determinato collegialmente ed i singoli
  assessori  si   presentano  come  esecutori  nel  campo  di  loro
  competenza della volontà collegiale.
       Dunque, onorevoli  colleghi,  con molto rispetto e con molta
  deferenza e  con  molta simpatia, visto che mi avete giudicato in
  questo modo,  riflettete  per  evitare di fare, politicamente, un
  autogol
       La mozione  non  ha  nessuna base giuridica e regolamentare.
  Si configura  politicamente  provocatoria, e chi l'ha firmata non
  ha titolo  per  esprimere  censura  di  nessun  tipo.  Per quanto
  riguarda invece  gli  interventi, che non sono la mozione, io non
  ho  ben   compreso  se  dobbiamo  affrontare  la  mozione  o  gli
  interventi che  ci  sono stati.  Perché  la mozione ha un taglio,
  gli interventi  hanno  un  altro taglio. Considerato che da tutti
  gli    interventi   dei   colleghi,   principalmente   da   parte
  dell'onorevole Fleres,  si evince che si è alla ricerca di capire
  come stanno le cose e quali sono le motivazioni che hanno portato
  il Presidente  della Regione, spinto dal sottoscritto, a chiedere
  il   commissariamento,  è  giusto  e  opportuno  che  l'assessore
  delegato dal Presidente pro-tempore, ha il dovere di spiegare, di
  riferire  ai  colleghi  dell'Assemblea esattamente come stanno le
  cose.
       Devo   dirvi   con   franchezza,   che   la   richiesta   di
  commissariamento  era  stata  fatta  prima  dal  sottoscritto  al
  Presidente precedente, perchè col Presidente Drago già ci eravamo
  recati a  Roma per cercare di guadagnare il tempo precedentemente
  perduto per potere realizzare il commissariamento.
       Devo dire anche che sarebbe ingiusto ed ingeneroso stabilire
  che è  stata  una  mancanza  di  fiducia, da parte del presidente
  Capodicasa nei riguardi  del  sottoscritto.  se  voi  leggete  il
  decreto  del presidente  D'Alema  vi  accorgerete  che  la  prima
  richiesta del presidente Capodicasa è  firmata il 2 dicembre e io
  con lui mi sono insediato il 28 di novembre.
       Quindi,  appare perlomeno strano, onorevole Granata, pensare
  che il presidente Capodicasa volesse, con questa richiesta punire
  l'inefficienza del sottoscritto.
       Il Presidente  Capodicasa  è stato spinto a fare questa cosa
  in data 2  dicembre dal Governo ed è qua sulla Gazzetta ufficiale
  con un governo che si è insediato il 28 di novembre, la richiesta
  è stata  fatta  precedentemente  nonostante  questa  richiesta  e
  nonostante  la  sintonia  tra  il  Presidente  Capodicasa  ed  il
  Presidente del Consiglio D'Alema, devo dirvi che per la richiesta
  siamo stati costretti a reiterarla perchè la stessa Gazzetta dice
  giorno 2 e giorno  15  e ancora temo che non ci possano purtroppo
  assegnare il commissariamento.
       Vi dico  con  molta  franchezza grazie anche all'operato del
  vecchio governo perchè  sono convinto che si si muove in sintonia
  grazie  anche  a  queste  cose.  Devo  dirvi  che  la  Sicilia  è
  all'avanguardia per quanto  riguarda  l'applicazione  del decreto
  Ronchi. Perchè chi ha firmato la mozione di sfiducia - e vi leggo
  qui il passaggio -: si  dice 'considerato che lo stesso ministero
  ha richiamato più volte anche  la  Regione  siciliana  al fine di
  ottemperare alla trascrizione  dei  programmi  stessi'...Questo è
  falso perchè non esiste un atto,  non  esiste un documento in cui
  ci sia un richiamo da  parte  del  ministero.  Anche  perchè  lor
  signori mi insegnano che  prima  di  arrivare al commissariamento
  esiste come procedura la  diffida,  quindi  il  Ministro  avrebbe
  dovuto diffidare la  Regione  siciliana  ad adempiere determinate
  deficienze,  determinate  omissioni   e  dopo  reiterate  diffide
  avrebbe provveduto al commissariamento.
       Non esiste nessuna diffida. Dice  anche  la  mozione  che il
  Ministero  dell'ambiente  ha  reso  nota  la  sua  intenzione  di
  procedere al commissariamento  della  Regione  siciliana  a causa
  dell'inadempimento  connesso   alla   mancata   attuazione  delle
  prescrizioni normative contenute  nei programmi predisposti dallo
  stesso Ministero. Con molta cordialità,  ma per rendere chiaro il
  dibattito in questa Assemblea, io  sfido chiunque dei firmatari a
  dirmi  dal  podio,  se   lo   consente   il   signor   Presidente
  dell'Assemblea, quali sono le  inadempienze  di  questa Regione e
  quali sono le diffide che ha  fatto  il  commissario, che tipo di
  adempimento doveva ancora  fare  l'Assessore  pro-tempore  per il
  territorio e l'ambiente.
       Io mi sono  mosso  in sintonia ed in continuazione alle cose
  che ha cercato di  fare il collega Grimaldi, ha fatto poco ma non
  certamente legato  alla  sua  incapacità o alla sua inefficienza.
  Perchè dal febbraio 1997, cari colleghi, è cambiata totalmente la
  filosofia del rifiuto; tutto quello  che in dieci anni la Regione
  siciliana con la legge n.  39  del  1989,  all'avanguardia  sullo
  smaltimento dei rifiuti solidi urbani cambiava nel febbraio 1997,
  con una filosofia totalmente  diversa, quindi deve cambiare anche
  la cultura del rifiuto.
       Tant'è che  l'assessore  Grimaldi  costretto  a  capire cosa
  doveva fare  ha chiesto all'Avvocatura dello Stato un chiarimento
  su come regolarsi sul vecchio Piano delle discariche.
       In attesa  del  chiarimento, senza la sua volontà, purtroppo
  durante il  governo  Provenzano,  ripeto  non  volendo addebitare
  niente a nessuno, si è  totalmente  bloccata senza poter produrre
  nessun  atto.  Ed io ho  i  documenti  per  dimostrarlo,  durante
  quell'amministrazione.
       Abbiamo  cercato  di  guadagnare  il  tempo  perduto  con  i
  colleghi di  Forza  Italia,  con  i colleghi dell'allora CDU, col
  governo Drago, abbiamo cercato di  guadagnare il tempo perduto. E
  devo dirvi che ho una serie di  documenti che ora consegnerò e se
  volete per non tediarvi posso  leggere  data  per data, documento
  per documento, incontro  per  incontro,  circolare per circolare.
  Abbiamo rimesso in moto la  macchina amministrativa per vedere di
  dare  risposte concrete ad un  problema  e  ad  un  programma  di
  grandissima  difficoltà:  Quindi,  cari  amici,  il  dibattito  è
  positivo, il dibattito serve,  è  concreto,  la  maggioranza deve
  svolgere un ruolo così come  l'opposizione, però che il dibattito
  sia costruttivo, che non sia sterile  e  che  non  sia  fatto  da
  interventi quale un collega che  mi  ha preceduto, il qualevoleva
  fare semplicemente un attacco personale  e  non  una richiesta di
  chiarimenti alla soluzione di un problema.
       La politica, caro onorevole Croce, è passione e quando si ha
  la   passione   si   deve   averla   sia   in   maggioranza   che
  all'opposizione, sia come assessore e  sia in qualità di semplice
  deputato.  Esprimere attraverso  gli  interventi,  attraverso  il
  podio acredine, acidità, odio,  bile non serve né  all'Assemblea,
  né all'Istituzione e neanche ai  siciliani,  per cui ben venga la
  richiesta di questa Assemblea,  qualunque  possa  essere la parte
  politica che la chiede, di  un chiarimento attorno a un argomento
  così  importante,  ben  venga,  se   ne  parli,  ma  che  non  si
  mortifichi, non ci si regoli in un  tipico modo per cui financo i
  deputati costretti a firmare  hanno  sentito  la vergogna. Perché
  questa non è opposizione,  questo è volere danneggiare l'immagine
  delle Istituzioni in un argomento così delicato e così difficile.
       Ecco, pertanto, onorevoli  colleghi,  se non vi tedio, io vi
  leggo, se me  lo  consente  il  Presidente, le tappe dell'operato
  della vecchia maggioranza  e  di questa maggioranza perché la mia
  attività di  assessore all'ambiente è iniziata nel febbraio-marzo
  del 1998. Da quella  data  ad  oggi,  in due governi diversi, per
  motivazioni diverse, che non sto qua a dire, perché il momento di
  grande difficoltà che  stiamo attraversando mi porta anche a fare
  violenza al mio  carattere  per  cui  anch'io predico, non voglio
  fare  più  l'incendiario,   voglio  fare  il  pompiere,  io  devo
  predicare perché ci  si  renda conto che attraversiamo un momento
  di grande,  grandissima  difficoltà;  è  un'operazione di piccolo
  cabotaggio, di piccoli passaggetti, di piccoli screzi, le piccole
  cattiverie non servono né alla Sicilia né ai siciliani.
       Io sono per fare il  mio  dovere  e,  prima che me lo dicono
  altri, non tutti, qualcuno  ha  firmato in buona fede, qualcuno è
  stato artefice-pilota di  questa cattiveria - perché di questo si
  tratta - ma chi oggi vuole comprendere, chi oggi vuole capire, io
  esprimo la mia disponibilità  e  ora  farò  fotocopiare  e non lo
  leggo, un documento  complessivo  in  cui  si spiega, momento per
  momento, l'attività del  Governo  precedente e di questo Governo,
  tanto per dire che  non  siamo assolutamente né in ritardo, né in
  mora e lo dico a livello ufficiale.
       Io credo che la Sicilia,  per le cose che ha fatto in questi
  ultimi dieci mesi, anche  con  l'apporto di voi miei ex colleghi,
  la Sicilia è  all'avanguardia  perché  mentre  la  Campania  e la
  Puglia sono state prima diffidate e poi punite, la Sicilia invece
  sta chiedendo...Vi dico  anche un'altra cosa, il commissariamento
  per  l'abbreviazione  anche   delle   procedure   perché   chi  è
  competente, sa che oggi, considerato  il fatto dei rifiuti solidi
  urbani, è un fatto culturale,  non  esistendo  le discariche, non
  essendo  più realizzate le discariche,  si  va  avanti  con  l'ex
  articolo 12 e con l'attuale articolo  13  del Decreto Legge 22 e,
  considerato che dopo la terza  reitera  è urgente e necessaria la
  sintonia, l'intesa tra la Regione  e  lo  Stato, noi rischiamo in
  molti comuni. Onorevole Aulicino, i problemi di Cerda, di Termini
  e di tanti altri comuni  se  non  diamo  velocità,  celerità, sia
  anche per un momento burocratico,  che  condivido le cose che lei
  ha detto, e sia anche per un momento procedurale. La richiesta di
  commissariamento, quindi, voleva  essere  togliere  una  serie di
  lacci e lacciuoli in un  argomento, in un problema così difficile
  per potere, con molta facilità,  con molta agilità, dare risposte
  concrete ai tanti comuni.
       Mi fa  segnale l'onorevole Silvestro dei problemi gravissimi
  che abbiamo oggi in provincia di Messina, li abbiamo fatti con le
  province, i problemi  seri  che  abbiamo  affrontato  per  quanto
  riguarda le stazioni delle isole  minori, è un problema complesso
  e ci vuole l'aiuto di questa Assemblea, l'aiuto di questo Governo
  perché nessuno di noi è il Padre  Eterno, da solo non ce la farei
  se non ricevessi il conforto  del Governo e di tutta l'Assemblea.
  Questo è un problema difficile,  se  mi  rendessi  conto  di  non
  essere  in grado di potere  affrontare  questo  momento,  la  mia
  coscienza, prima delle mozioni  di  fiducia,  di  sfiducia, prima
  degli  appelli, mi  porterebbe  a  prendere  personalmente  delle
  decisioni.
       Un'altra cosa  ancora,  signor  Presidente.  Io  ho scoperto
  leggendo le ordinanze  di  Protezione  Civile  che hanno fatto la
  Campania e la Puglia,  ho  scoperto  anche  che  per i momenti di
  emergenza accertati dal  Consiglio  dei Ministri, il Ministro per
  l'Ambiente va ad  elargire  anche cospicui finanziamenti che sono
  iscritti anche in  questa ipotesi di ordinanza che sta preparando
  la Protezione Civile,  che  mi  auguro  ci  firmi, perché ancora,
  purtroppo, nonostante  la  prima richiesta, nonostante la seconda
  richiesta, nonostante a  fine  gennaio si è analizzato il decreto
  del  Presidente  del   Consiglio,  ancora  stiamo  aspettando  il
  sottosegretario   al    Bilancio.    Dovrebbero   assegnare,   in
  concomitanza all'ordinanza di  Protezione Civile, per la celerità
  dei procedimenti, anche circa  300  miliardi di finanziamento per
  realizzare  le  stazioni   di  compostaggio,  di  stoccaggio,  di
  trasparenza e per potere  preparare,  nell'ambito di un programma
  di discariche a breve termine,  delle modifiche che ci consentano
  di potere dare risposte pronte e concrete.
       Io,  onorevole Presidente, mi ero preparato un intervento di
  tipo diverso, però visto l'intervento quasi chiarificatore, quasi
  di  cordialità,  quasi di ingombro da parte dei colleghi che sono
  intervenuti,  questo  ho  notato  senza  nessun  calcolo, volendo
  considerare  che  non  voleva  essere  un  attacco  di  carattere
  personale,  tranne  per  un  intervento  che non  voglio  neanche
  discutere, che voglio dimenticare perchè non fa bene a nessuno di
  noi, perchè c'è chi è all'altezza, c'è chi non lo è, e  questo  è
  un  dono  di  Dio, c'è chi è alto, c'è chi è basso  moralmente  e
  politicamente,  ma  non  mi interessa, a buon  intenditore  poche
  parole, gli altri hanno cercato di capire e forse  hanno  capito.
  Se  non  lo hanno fatto io mi permetterò di distribuire  a  tutti
  fotocopie  delle  cose che abbiamo fatto e così far  arrivare  da
  tutte le parti suggerimenti, consigli, proposizioni,  noi saremmo
  -  come  Governo  -  grati  per quello che ci verrà detto  e  per
  potere ,  assieme,  dare delle risposte concrete  agli  interessi
  della gente.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola
  al  Presidente  della   Regione,   permettete   una  modestissima
  considerazione a seguito  delle  cose sollevate dall'Assessore Lo
  Giudice.
       Non  entro nella questione delle sue dichiarazioni politiche
  e  quindi  nella  parte  dell'intervento  a  braccio,  perchè non
  compete al Presidente dell'Assemblea esprimere pareri  o  giudizi
  su questioni di carattere  politico.  L'onorevole  Lo  Giudice ha
  però fatto riferimento, disquisendo filosoficamente e addirittura
  costituzionalmente, su alcune  probabili  violazioni  che avrebbe
  fatto il Presidente  dell'Assemblea  affidandosi ad un intervento
  meditato, tanto che è stato scritto.
       Mi  permetta,  onorevole  Assessore Lo Giudice, di augurarmi
  che sia il frutto di un suo ragionamento isolato e non  anche con
  il  contributo di esperti pagati con il pubblico  denaro,  perchè
  sarebbe  sperpero  pubblico.   Questo devo  assolutamente  dirlo.
  Chiunque  ha  idea  di  cosa sia l'Assemblea trova  centinaia  di
  esempi da questo punto di vista.
       Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

     CAPODICASA,   Presidente della Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, credo che a prescindere dalla obiezione che è
  stata  sollevata  e  a  cui  lei ha dato risposta, il  fatto  che
  l'Assemblea  abbia  potuto  esaminare un problema  così  delicato
  qual è quello dell'emergenza  rifiuti nella nostra Regione, tutto
  sommato lo considero un bene ed  in  questo  senso, per quanto mi
  riguarda, avevo sollecitato  in  Conferenza  dei  capigruppo  che
  fosse fissata la data perchè  si  tenesse  questo  dibattito, che
  avesse intanto lo scopo di  chiarire.  A  mio  parere,  onorevoli
  colleghi, lo dico con la  massima  franchezza,  la  mozione che è
  stata presentata dimostra una carenza di informazione sui fatti e
  anche una interpretazione  errata  con delle evidenti inesattezze
  che, però, a questo punto arrivati, sarebbe opportuno che fossero
  chiariti.   Tanto più che nei  prossimi  giorni,  io  mi  auguro,
  considerato  che  sono  ormai passati  mesi  da  quando  è  stata
  richiesta l'intervento della protezione civile per la materia dei
  rifiuti in Sicilia,  dovremmo  arrivare  a  questo provvedimento.
  Alla emanazione della  ordinanza  che consegue alla dichiarazione
  dello  stato  di  calamità  che  il  Consiglio  dei  Ministri  ha
  deliberato  subito  dopo   il   periodo  natalizio,  non  ricordo
  esattamente la data.  Quindi, si  aprirà  una  fase  delicata  ed
  importante.   Molti colleghi,  ho  sentito  poc'anzi  l'onorevole
  Aulicino,  sono  stati  essi   stessi  testimoni  di  quanto  sia
  difficile gestire una materia che  nel  corso  degli  anni  si  è
  andata sempre  più  incancrenendosi, sovrapponendo provvedimenti,
  determinando anche una incertezza  dal  punto  di vista normativo
  che  non  è  stata sciolta in  tempo  e  che  ha  consentito  poi
  l'accumularsi dei ritardi.
       L'onorevole Lo Giudice che ha fatto un excursus anche se non
  si è affidato alla nota  che  aveva preparato per l'Aula, forse è
  stato questo un errore, perché dalla nota  si  evince  con  molta
  chiarezza  quali  sono  stati  i  passaggi,  le  tappe,  dove  il
  procedimento  si è inceppato e ha trovato  e  ha  determinato  il
  ritardo  che  ci ha indotti poi  a  chiedere  l'intervento  della
  Protezione Civile.
       Intervento della  Protezione  civile,  onorevoli colleghi, e
  non  l'intervento  del  Ministro   dell'Ambiente,  come  dice  la
  mozione. Il che significa due cose.
       Primo, che ad emetterlo non  sarà il Ministro dell'ambiente,
  come  si dice nella mozione, ma  sarà  il  Ministro  dell'Interno
  perché è propria competenza.  E secondo che l'intervento non sarà
  un intervento volto ad affrontare la  materia del conferimento in
  discarica e dello smaltimento.  Ma  dovrà  affrontare il problema
  nella sua complessità.  Noi non  conosciamo  ancora  il contenuto
  dell'ordinanza che ci risulta essere in fase di preparazione.
       Però ciò che noi  abbiamo  chiesto lo abbiamo chiaro. Quando
  appena insediati sono scoppiati i primi casi, il caso di Favara è
  stato il primo, di un comune  che  aveva  già esaurito le deroghe
  che in base al decreto Ronchi  poteva  avere e ha dovuto chiedere
  una terza deroga. Che proprio perché  si tratta di una deroga che
  va fuori dalla ordinarietà  prevista  dal  decreto Ronchi, andava
  adottata ex articolo 13 , era  messo  in capo al Presidente della
  Regione d'intesa con il Ministro dell'Ambiente.
       In sostanza, cosa  si verifica onorevoli colleghi. Che dalla
  fine di novembre fino al  30  di marzo abbiamo potuto osservare a
  seguito di una riunione  tenutasi tra la Presidenza della Regione
  e l'assessorato del  territorio  e  dell'ambiente  che  sarebbero
  venuti a scadenza tutte le  proroghe che erano già state concesse
  e che si erano quasi  tutte  esaurite.  Con un rischio gravissimo
  dal punto di vista della gestione dello smaltimento dei rifiuti e
  con il rischio gravissimo di entrare in una fase di emergenza che
  avrebbe comportato rischi di carattere igienico-sanitario.
       Di fronte al fatto  che  la Presidenza della Regione avrebbe
  dovuto gestire una situazione che appariva difficile da gestire -
  come in effetti lo  è  -,  che  avrebbe comportato una precarietà
  dello  smaltimento  da  parte  dei  comuni,  che  avrebbe  dovuto
  rincorrere settimana dopo  settimana,  l'intesa  con il Ministero
  per ogni singolo comune, quindi si tratta quasi di tutti i comuni
  della  Regione siciliana,  che  questo  avrebbe  significato  una
  incertezza  di carattere normativo e  anche  un  freno  oltre  ai
  rischi di cui ho parlato, abbiamo ritenuto dopo un vertice tenuto
  tra la Presidenza, l'assessore per il territorio e l'ambiente, il
  dottor  Mascarzini  che  è   uno   dei  direttori  del  Ministero
  dell'ambiente  che avevamo  appositamente  convocato  a  Palermo,
  abbiamo  ritenuto  che   la  situazione  era  diventata  talmente
  esplosiva da non potere essere  gestita per le vie ordinarie. Noi
  avremmo  rischiato  di   operare  con  provvedimenti  in  deroga,
  provvisori, di un mese, due mesi, sessanta giorni massimo novanta
  giorni  che non ci avrebbero  portato  la  situazione  a  regime;
  perché  per  portare  la   situazione   a  regime  devono  essere
  introdotte delle normative, devono essere accelerate procedure in
  modo tale da recuperare il tempo perduto che non è poca cosa.
       Non si tratta,  e lo ribadisco, di un atto di sfiducia verso
  l'assessore perché l'assessore  è  in  grado di dimostrare con le
  carte  che   nel   periodo  della  sua  gestione  ha  addirittura
  recuperato il tempo che si era perduto nella gestione precedente.
  Basta leggere quali  sono le tappe scandite in questo periodo per
  potere accorgersi del  fatto.  Il  decreto  Ronchi è del febbraio
  1997,  l'assessore   all'epoca   bloccò   il   Piano,   revocò  i
  commissari-provveditore  che dovevano accelerare le procedure per
  la realizzazione del  Piano.  Dopo  una  serie di passaggi chiese
  all'Avvocatura dello  Stato  un parere su come doveva comportarsi
  solo nel settembre  del  1997  cioè  quando andavano a scadenza i
  tempi che il  decreto  Ronchi  prevedeva.  Da  quel  momento si è
  cominciato a mettere  mano  a tutta la situazione. Ovviamente non
  era facile, per  l'arretratezza  del  sistema  dello  smaltimento
  della raccolta dei rifiuti in Sicilia  e  anche per i ritardi che
  erano stati accumulati, potere recuperare  il  tempo  che  si era
  perduto in un periodo così breve.
       La ragione,  quindi,  dell'accumularsi  dei  ritardi  è  nel
  ritardo della partenza perché dal febbraio 1997 al settembre 1997
  non interviene  alcun  provvedimento positivo volto ad attuare il
  decreto Ronchi. Solo  nel  settembre  1997  si  chiede  un parere
  dell'Avvocatura dello  Stato  che  poi  interviene nel novembre e
  quindi si comincia  a  mettere  mano  al  problema della raccolta
  differenziata, che  è  una  condizione  posta dal decreto Ronchi,
  solo alla fine del 1997. Questi sono i dati.
       Di  fronte  all'esplodere della situazione, alla delicatezza
  del  problema   non   abbiamo  potuto  fare  altro  che  chiedere
  l'intervento  della  Protezione  civile,  non commissariamento ex
  articolo 22 del decreto Ronchi ma intervento di protezione civile
  perché ciò che  noi chiediamo non è solo la possibilità di andare
  in deroga per  il  conferimento in discarica e lo smaltimento dei
  rifiuti ma anche  di  andare  in  deroga per la realizzazione del
  piano delle discariche. Questo è il punto. La differenza rispetto
  a quanto i  colleghi  hanno qui sottolineato perché attraverso le
  deroghe di  legge  noi  possiamo  accelerare la realizzazione del
  piano delle discariche,  che è l'unica cosa che ci può consentire
  di uscire  dall'emergenza  rifiuti.  Oggi  in  mancanza del Piano
  abbiamo  comuni nella provincia  di  Caltanissetta  che  è  tutta
  sfornita per intero, tutti i  comuni del nisseno sono sforniti di
  discariche autorizzate, devono  andare  a  scaricare  fuori della
  provincia di Caltanissetta con un aumento dei costi per i comuni,
  che  si  riversano  poi   sui   cittadini.  Nelle  condizioni  di
  Caltanissetta vi è praticamente  quasi  tutta  la  Sicilia, fatta
  eccezione per alcuni comuni che  si  erano  dotati  in  tempo. Il
  Comune di Palermo ha la discarica di Bellolampo ma quasi tutta la
  provincia di Palermo non ha  discarica  e  scarica  attraverso le
  deroghe su Bellolampo. Il risultato di tutto questo porta che nel
  breve periodo andremo ad esaurire  le  poche  discariche che sono
  operanti e da qui a  qualche  tempo  se  non interverranno misure
  idonee  non  avremo più discariche  in  grado  di  raccogliere  i
  rifiuti.
       Allora, di  fronte ad una situazione così drammatica, perché
  parliamo della vita di ogni  giorno  di milioni di cittadini, noi
  non potevamo stare a guardare  e  a  cincischiare  con  i  poteri
  offesi  della Regione. I poteri  della  Regione  sono  quelli  di
  affrontare i problemi dei nostri  concittadini.  E se il modo per
  affrontarli risolutivamente è  quello  di  chiedere  l'intervento
  della protezione civile lo faremo,  perchè  è  nel  nostro dovere
  oltre che nel nostro diritto.
       E lo  abbiamo fatto, disinteressandoci, ovviamente, di quali
  saranno le figure  che dovranno gestire il sistema; vedremo quali
  saranno, se in  analogia  con  la  Regione  Campania,  Calabria e
  Basilicata, sarà il Presidente della Regione o sarà qualche altra
  figura;, cosa che a noi  francamente  non  interessa,  perchè  ci
  sembra necessario e prioritario  oggi  affrontare  e risolvere il
  problema.
       Allora detto questo, devo dire  che  la  mozione dimostra di
  essere perlomeno disinformata, anzi  devo  dire  che  sotto certi
  aspetti è una sorta di  autogol,  perchè  solleva  un problema in
  capo all'Assessore attuale il quale  non  solo ha operato già con
  il  Governo  precedente  e di  cui  hanno  fatto  parte  illustri
  colleghi che hanno sottoscritto  la mozione, ma vede l'Assessore,
  e  questo  lo si può dimostrare  con  i  documenti  che  egli  ha
  esibito, vede l'Assessore  essersi  attivato  quando invece erano
  stati gli Assessori  precedenti  che  avevano  manifestato  delle
  incertezze,  probabilmente  non   dovute   alla   loro  personale
  responsabilità.
       Era il sistema  che stava subendo dei contraccolpi, però ciò
  non toglie che alla fine il ritardo sia accumulato.
       Io credo che  la  mozione  di  per  sé non sia giustificata.
  Questo lo ritengo  un  passaggio  utile,  io  voglio  cogliere il
  positivo anche da  questa  vicenda  perchè  ci  ha  consentito di
  potere rassegnare all'Aula  una  serie di questioni e di problemi
  con i quali siamo oggi  chiamati  a  confrontarci. Perchè non c'è
  solo l'emergenza  istituzionale,  l'emergenza lavoro, l'emergenza
  finanziaria,  c'è purtroppo  anche  l'emergenza  rifiuti  e  come
  l'emergenza rifiuti ci sono tante  altre  emergenze  di  minore o
  maggiore complessità con cui dobbiamo fare i conti.

     BRIGUGLIO. Un Governo di 'emergenze'.

     CAPODICASA,   Presidente   della   Regione.  Esattamente,  noi
  riteniamo di essere  tali,  onorevole  Briguglio, anche se non ci
  viene riconosciuto questo  titolo,  io  raccolgo  lo spirito e la
  malizia dell'interruzione.
       Devo dire, onorevoli  colleghi,  che forse, di fronte a casi
  come questi, serve dibattere, chiarire, ma è utile evitare che se
  ne faccia un  argomento  di scontro quasi personale, cosa che può
  anche avvenire,  purchè sia documentata, onorevole Strano, perchè
  parliamo ovviamente di competenze, parliamo di ruoli e competenze
  istituzionali e prima che  vengano  posti  sotto  accusa  debbono
  essere attentamente valutati e vagliati.
       Io credo che  in  questo  caso  la valutazione non sia stata
  altrettanto approfondita  di  come in realtà poi le dichiarazioni
  dell'Assessore hanno dimostrato.

     FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che per una
  dichiarazione di voto il mio  intervento punta ad individuare una
  soluzione  praticabile  a conclusione  di  un  dibattito  che  ha
  certamente appassionato l'Aula e che  ha  avuto un suo risultato,
  quello di affrontare nei  modi  possibili un tema particolarmente
  grave che riguarda la  tutela  dell'ambiente, le reali condizioni
  attraverso  cui  è  possibile  operare  per  ottenere  la  tutela
  dell'ambiente.
       Io sono convinto  che  questo  dibattito  sia  servito e sia
  servito anche per confrontare le diverse posizioni politiche.
       Il gruppo di Forza Italia lo ha precisato nel corso dei suoi
  interventi.  Intendeva  raggiungere  un  obiettivo chiarificatore
  rispetto  alla   decisione   del   Governo   di   richiedere   il
  commissariamento  della  Sicilia  ed  ha indicato tre ipotesi: la
  inefficienza  politica, l'inefficienza burocratica, la difficoltà
  nell'applicazione di norme in una regione che ha delle difficoltà
  oggettive,   appunto,   e  di  natura  burocratica  e  di  natura
  strutturale e di natura ambientale.
       Il dibattito che  si è svolto ha chiarito come le difficoltà
  che sono state incontrate dai Governi che si sono succeduti, sono
  sostanzialmente identiche, sono  omogenee, vale a dire legate per
  lo più al tipo  di norma da applicare e alla struttura alla quale
  la norma stessa va applicata.
       Questo il Governo lo ha  detto  e lo ha detto con chiarezza,
  così come con  chiarezza  ha spiegato perché c'è l'esigenza di un
  intervento straordinario che eluda in buona sostanza alcune delle
  indicazioni  e   alcuni   dei   vincoli   previsti  dalla  legge,
  indicazioni e  vincoli non immediatamente applicabili all'interno
  di un  contesto strutturale, burocratico, normativo eccetera, che
  è quello presente in Sicilia in questo momento.
       Dunque,  noi  ci   riteniamo   da   questo  punto  di  vista
  soddisfatti delle  considerazioni formulate sia dall'assessore Lo
  Giudice che dal  presidente Capodicasa. Siamo convinti, però, che
  rispetto a questo tema si debba e si possa fare di più e, siccome
  siamo  abituati  a  volere  comunque determinare delle condizioni
  oggettive  rispetto  agli  obiettivi  futuri  che  devono  essere
  raggiunti, pensiamo che lo strumento migliore per ottenere questo
  risultato sia un  ordine  del  giorno  -  che  il gruppo di Forza
  Italia e  l'intero  Polo sta predisponendo - che riguarda proprio
  gli  aspetti,   di  cui  ho  parlato,  relativi  alla  difficoltà
  attuativa di  un  pacchetto  di  norme  che  riguarda  la  tutela
  dell'ambiente,   quella   della   difficoltà   organizzativa  che
  l'applicazione  di  queste  norme determina, l'esigenza di dovere
  ricorrere ad  interventi  di  natura straordinaria per far fronte
  alle difficoltà  attuative  a  cui  facevo  cenno,  ma  anche  la
  necessità di  potere  vigilare da parte del Governo della Regione
  rispetto ai  comportamenti  e  alle decisioni che saranno assunte
  dal Commissario.
       Noi non vogliamo  essere  colonizzati  e non vogliamo che la
  Regione, qualunque sia il Governo che la guida, rinunzi a proprie
  prerogative se non  per  motivi  oggettivi,  legati - nel caso in
  specie - a  quelle  cose  che ho appena finito di dire. Riteniamo
  che su questi  temi  ci si possa incontrare perché  riteniamo che
  la tutela dell'ambiente  non  sia  un  terreno  di scontro tra le
  posizioni politiche, ma debba essere un terreno di incontro, se è
  vero come è  vero  che  il  rispetto della natura e la sua tutela
  debbano appartenere a tutte le componenti politiche.
       Credo che questa  sia  sufficiente  sia  per  le aspettative
  dell'opposizione  che  per  l'esigenze  della maggioranza. In tal
  senso,  onorevole  Presidente  dell'Assemblea  desidero, appunto,
  annunziare  la presentazione dell'ordine del giorno e sollecitare
  l'opinione del Governo rispetto al percorso tracciato.

     PRESIDENTE. Onorevole  Fleres,  non  ho  compreso se ritira la
  mozione.

           (Dai banchi della sinistra: "Ritira la mozione?")

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, so che siete molto impazienti
  di  dare   fiducia   al  Governo,  ma  consentitemi  di  chiedere
  all'onorevole Fleres  che  cosa  ha  inteso  dire  perché  non ho
  compreso bene se intende ritirare la mozione.

     FLERES. Intendo presentare un ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Io ho  bisogno  di  specificare alcune cose perché
  altrimenti  l'onorevole Lo  Giudice  poi  si  scatena  anche  con
  disquisizioni costituzionali.
       Gli ordini del  giorno  per  regolamento  vengono  posti  in
  votazione dopo che si vota la mozione. Per cui lei può presentare
  un ordine del giorno però io lo dovrò porre in votazione dopo che
  sarà votata  la  mozione.  C'è  un  problema onorevole Fleres, io
  vado un  po'  oltre l'interpretazione.  Non è possibile inventare
  un ordine del giorno che sia sostitutivo della mozione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Comunico che  è  stato presentato l'ordine del giorno numero
  296:  "Rispetto  della  normativa  di  cui  al  decreto  Ronchi",
  dall'onorevole Fleres:

               <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 PREMESSO che la   legislazione  in   materia   dell'ambiente,   sia
             nazionale che regionale,  desta  serie difficoltà nella
             sua  applicazione, la  richiesta  di  commissariamento,
             come  confermato  dagli   interventi   di  replica  del
             Governo,  deriva comunque  da  ritardi  all'adempimento
             della prescrizione della normativa nazionale;

 SENTITA la replica  dell'assessore  al   ramo   che  conferma  tale
             difficoltà;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  provvedere con la solerzia  a  compiere  tutti  gli  atti
     affinché  siano rispettati i  termini  consentiti  dalla  norma
     nazionale a vigilare su tutti gli  atti  che  saranno  posti in
     essere dal Commissario.>>


   Presidenza del presidente Cristaldi


    Pongo in votazione la mozione.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     FLERES. Ritiro la mozione perché il Governo ci ha fatto sapere
  che condivide l'ordine del giorno.

     FORGIONE.  Quelli  di  Forza  Italia  sono  le  stampelle  del
  Governo

     PRESIDENTE. Onorevole  Provenzano prima di darle la parola, ho
  bisogno di porre una domanda all'onorevole Fleres.
       Onorevole Fleres, lei ha dichiarato  di  ritirare la mozione
  oppure no?

     FLERES. La ritiro.

     PRESIDENTE. Onorevole Provenzano  se l'onorevole Fleres, anche
  soltanto  a titolo personale, dichiara  di  ritirare  la  mozione
  significa per lo  meno  che egli ritira la firma dalla mozione e,
  poiché la  mozione  in questione porta nove firme, nel momento in
  cui l'onorevole  Fleres  ritira  la  propria non è più mozione di
  sfiducia perché  non ha il numero di firme necessarie. Quindi, mi
  trovo perfino in difficoltà a consentirle di parlare.
       Onorevoli colleghi, siccome credo di  non inventare nulla di
  nuovo se pongo una questione nel senso che può essere ritirata la
  mozione, può  essere  chiesto che si votino gli ordini del giorno
  purché  non  sorgano  osservazioni. Perché  se anche uno soltanto
  osservasse che è  una  prassi  che non si può fare, il Presidente
  non potrebbe consentire la prosecuzione della discussione.  Se si
  continuasse  con  la  discussione  decadrebbero  gli  ordini  del
  giorno; è  questo  il  problema.  Siccome  l'onorevole  Fleres ha
  dichiarato che  ritira la mozione in quanto presenta l'ordine del
  giorno, se non  sorgono osservazioni, lungi da me l'idea di porre
  una questione di questa natura.
       Onorevoli  colleghi, se non sorgono osservazioni, la mozione
  viene ritirata e vengono mantenuti gli ordini del giorno.

     SPEZIALE. Mi oppongo. Dico no.

     PRESIDENTE. Bene, onorevoli colleghi,  la  mozione  è ritirata
  anche  se  semplicemente l'onorevole Fleres  ne  ha  ritirato  la
  firma.   La  discussione  è  immediatamente  sospesa  e  dichiaro
  decaduti gli ordini del giorno.
       Onorevoli  colleghi, poiché siamo oltre  le  ore  22.00  non
  credo  che  vi  siano i tempi  per  trattare  le  altre  mozioni.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PROVENZANO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
  2 del Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO. Signor  Presidente dell'Assemblea, la ringrazio di
  avermi  dato  la  parola.
       Onorevole Presidente della Regione, onorevole Assessore, non
  ero intervenuto nel  dibattito che è stato concluso con il ritiro
  della   mozione  e  non  sarei  intervenuto  sulle  dichiarazioni
  dell'Assessore  Lo Giudice, però, Presidente della Regione, sento
  il dovere  di  intervenire  sulle  sue  dichiarazioni.  Sento  di
  intervenire per  lasciare  traccia  in questa Aula di un qualcosa
  che lei conosce  benissimo  per  la storia di questa Regione:  le
  grandi schifezze di  questa  Regione hanno un nome, hanno il nome
  emergenza.
       Da quando ....

     CINTOLA. Chiedo di parlare anch'io per lasciare traccia

     PRESIDENTE. Qual  è  il  problema  onorevole  Cintola? Lei può
  chiedere di parlare, e lei interverrà e dirà quello che vuole.

     CINTOLA. Ma Provenzano su che cosa sta parlando?

     PRESIDENTE. Stia zitto,  lei  non  imparerà  mai  a  stare  in
  un'Aula
       La seduta è sospesa.

       (La seduta, sospesa alle ore 22.10 è ripresa alle ore 22.15)

    La seduta è ripresa.
       Per evitare  che  gli  eccessivi  entusiasmi, da una parte e
  dall'altra, portino  a  non  comprendere più l'ordine dei lavori,
  vorrei chiarire  che  la seduta è praticamente conclusa.  Ho dato
  la parola  all'onorevole  Provenzano,  in forza del secondo comma
  dell'articolo 83,  fatto  che  consente  a  qualsiasi deputato di
  poter intervenire  ed  esprimere le proprie opinioni e le proprie
  considerazioni  su  argomenti  che ritengono di voler affrontare.
  Con questo  spirito  ho  dato la parola all'onorevole Provenzano,
  con questo  spirito  la  darò  a  chi,  eventualmente,  lo stesso
  onorevole   Cintola,   dovessero   chiederla.   Prego,  onorevole
  Provenzano.

     PROVENZANO.  Grazie onorevole Presidente. Dicevo, appunto, che
  non   sarei  intervenuto  se  non  fosse  stata  la  replica  del
  Presidente  della  Regione.  E dicevo, appunto, che il presidente
  della  Regione  ha vissuto la vita di questa Regione negli ultimi
  anni, tanti anni, sa perfettamente che le più grandi schifezze di
  questa  Regione   sono   state  perpetrate  attraverso  le  leggi
  emergenziali,   attraverso   le  emergenze.  Le  emergenze  hanno
  distrutto questa  Regione.  Le  ordinanze di emergenze, a partire
  dalle  emergenze   idriche  e  proseguendo  con  tutte  le  varie
  emergenze che in  questa Isola ci sono state e, in parte, si sono
  inventate, hanno  consentito percorsi che sono sotto gli occhi di
  tutti.
       Allora,  signor  Presidente  della  regione,  voglio fare un
  invito che non  dipende  da  lei,  perché  nessuno sa chi gestirà
  queste emergenze:  se  sarà lei come presidente della regione, se
  saranno delegati suoi, se lei  continuerà ad il essere Presidente
  della Regione  su  emergenze  così importanti dove sappiamo tutti
  quali sono  le  enormità  di  interesse;  che  attraverso  queste
  emergenze si sono  superate tutte le regole, si sono tolte quelle
  che  erano  le trasparenze necessarie, percorsi logici, naturali,
  per  consegnare,  sempre  sull'onda  dell'emergenza, a situazioni
  assolutamente non  note,  ma  note  poi nel prosieguo degli anni,
  tutto ciò che è sotto gli occhi.
       Allora,  onorevole Presidente, questa sua dichiarazione così
  forte,  a sostegno della necessità emergenziale, a sostegno della
  necessità di  necessariamente  dovere  ottenere  un  decreto  del
  genere, le dico  con  molta  sincerità,  mi spaventa. E credo che
  debba spaventare  quest'Aula,  perché  la  storia deve insegnarci
  qualcosa per il futuro.

                      PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

     COSTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     COSTA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, per riprendere
  solamente, e  per  ripartire  dalle emergenze, a me dispiace che,
  proprio dal  capogruppo  di DS sia stata sollevata l'obiezione di
  non potere discutere quanto meno gli ordini del giorno, visto che
  tra questi e tra le emergenze, ve ne è uno che mette in ginocchio
  ancora una  volta  un  settore  occupazionale della nostra isola,
  quello che si riferisce alla Sicilgesso. Un ordine del giorno che
  era stato  presentato dai gruppi di opposizione, ma anche settori
  della   maggioranza   ritenevano   di   doverne  discutere  e  di
  affrontarlo.
       E' un  problema  che ci auguriamo possa risolversi, speriamo
  nelle prossime  ore  visto che l'Assessore al territorio riceverà
  domani una  delegazione  della  stessa  azienda. Ci auguriamo che
  l'incontro  possa  essere  foriero  di sviluppi positivi, perché,
  diversamente,   significherebbe   un   grave  danno  all'economia
  siciliana, visto che  è  una azienda che estrae l'8 per cento del
  materiale di  gesso  della  nazione;  un danno per l'occupazione,
  per le 35  famiglie  che vi lavorano e per l'economia comunque in
  genere.
       Detto questo, rilevo che, politicamente, ancora una volta il
  dialogo tra  maggioranza  ed opposizione non riesce a svilupparsi
  in  termini propositivi.  E  di  questo  il  mio  partito  se  ne
  rammarica.

     CAPODICASA, presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,    presidente della Regione.    La   dichiarazione
  dell'onorevole   Provenzano   merita   un   riscontro,  anche  se
  rapidissimo, data l'ora  e  dato  il  fatto  che la dichiarazione
  proviene   proprio   dall'onorevole   Provenzano   che,  più  che
  intervenire nel  merito della questione, cosa che io invece avrei
  auspicato, è  stato  Presidente della Regione proprio nel periodo
  di attuazione del decreto Ronchi.
       Mi preme dire qualcosa perchè si tratta di una dichiarazione
  che mette tutti in guardia ed io in quanto tale la raccolgo.
       Non  mi   pare   che   l'insistenza, che  poi  non  è  tanto
  l'insistenza, abbiamo dovuto prendere atto dello stato delle cose
  con  cui  abbiamo  chiesto  al Governo nazionale la dichiarazione
  dello stato di emergenza. E, badate, l'emergenza non è dichiarata
  perchè la chiede  il  Governo  della  Regione,  ma  in seguito ad
  un'istruttoria  del  Ministero  dell'ambiente che conferma, sulla
  base dei  dati  che  sono  in  proprio  possesso, che l'emergenza
  esiste. E i dati di cui dispone il Ministero dell'ambiente sono i
  dati che  tutti  conosciamo,  cioè  considerato  che il Ministero
  sulla base dell'articolo 13 del decreto Ronchi deve dare l'intesa
  per le deroghe e per il conferimento in discarica dei rifiuti.
       Detto  questo,  onorevole Provenzano, bisogna anche dire che
  le emergenze non  si inventano: o ci  sono  o  non ci sono  E  la
  situazione  dei rifiuti è esattamente una situazione emergenziale
  non  per  responsabilità  ovviamente  di  questo  Governo. Non so
  adesso se è il caso di andare a rintracciare le responsabilità ma
  qui siamo  proprio  in  una situazione di emergenza. All'indomani
  del nostro insediamento,  il  sindaco  del  comune di Favara si è
  piazzato nel mio  ufficio  e  mi  ha  detto che non se ne sarebbe
  andato se io  non avessi firmato la deroga, considerato che aveva
  già da  tre giorni i cassonetti pieni, gli autocompattatori pieni
  e non sapeva dove andare a scaricare.
       Nella stessa situazione del comune di Favara si sono trovati
  ben 67 comuni ancora nell'ultimo periodo dell'anno, alla fine del
  1998, ed entro  il  30 marzo di quest'anno tutti gli altri comuni
  della  Sicilia,  praticamente,  sarebbero  arrivati alla medesima
  situazione.
       Allora, di  fronte  a  questo  che si fa? Di fronte a questo
  potevamo   gestire   con   le  deroghe  ordinarie?  Potevamo  noi
  proseguire  con  la  precarietà  e  l'incertezza,  con il rischio
  concreto di  vederci  sommersi  dai  rifiuti nell'arco di qualche
  tempo?
       Abbiamo  dovuto  prendere  atto  della  situazione,  abbiamo
  convocato un  vertice  con  un  esponente  del  Ministero, con il
  direttore Mascarsini,  come  ho  detto,  e  abbiamo tutti assieme
  concordato che questa era l'unica strada praticabile.
       Per   quanto   riguarda  le  altre "schifezze" che  si  sono
  perpetrate in  questa  Regione a seguito delle emergenze, ritengo
  che non sono  le emergenze che hanno rovinato la Regione, ma dico
  che la  Regione  è  stata  rovinata  dalle  emergenze.  Provate a
  rovesciare il  ragionamento: emergenze che si rincorrono in tutti
  i settori hanno  fatto sì che questa Regione continuasse a vivere
  in una situazione  di  totale  precarietà  in  tutti  i campi. Mi
  si vuole dire, infatti, che l'emergenza idrica non esiste?
       Non  so   se   poi  la  si  debba  affrontare  attraverso  i
  provvedimenti emergenziali  di  cui in passato si è ragionato, ma
  deve sapere l'onorevole Provenzano che appena quindici giorni fa,
  cioè prima che  nevicasse,  in Sicilia avevamo tutti gli invasi -
  dal Fanaco al  Leone  -  che  erano  ormai praticamente al minimo
  storico; solo le  nevicate hanno portato il Fanaco a 6 milioni di
  metri cubi, quando  la  media stagionale di questo periodo era di
  11 milioni  di  metri  cubi.  Avevamo  pensato  immediatamente di
  convocare una  riunione  per  cominciare a programmare il periodo
  estivo, cosa che un Governo serio deve poter fare in tempo utile.
  Fortunatamente le  piogge e le nevicate di questi giorni ci hanno
  consentito, per il  momento,  di  tirare un sospiro di sollievo e
  speriamo che,  da  qui a qualche giorno ancora, le precipitazioni
  atmosferiche,  se  continueranno, scongiurino  una  situazione di
  emergenza idrica nel periodo estivo.
       Allora, non dobbiamo pensare che situazioni di questo genere
  possano essere  gestite sempre allo stato emergenziale, ma quando
  le emergenze vi sono bisogna affrontarle per quello che sono.
       Del  resto, le garantisco, onorevole Presidente, non essendo
  in grado  di prefigurare la permanenza di questo Governo, circa i
  limiti di  tempo  che  vi  possono essere dati, le garantisco che
  fino a quando questo Governo ci sarà, chiunque sia il commissario
  incaricato,  il commissario delegato dal Ministero degli Interni,
  vigileremo, così  come  è nello spirito e nell'auspicio di tutti,
  perché schifezze  questa  volta,  forse  per  la  prima volta, ma
  comunque questa volta di sicuro non se ne facciano.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE. La  seduta  è  rinviata a mercoledì 10 marzo 1999,
  alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:

   I - COMUNICAZIONI

  II - LETTURA, AI  SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
      N.  314  -  Interventi  sui  concorsi  per  l'accesso  alla
      dirigenza del ruolo sanitario.
      Pezzino  Vincenzo;  Oddo  Camillo; Monaco Sergio; Trimarchi
      Giovanni.

      Presentata il 17.02.99

 III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      "Misure  di  finanza regionale e disposizioni in materia di
      programmazione, contabilità e controllo" (n. 884)

     LA SEDUTA E' TOLTA ALLE ORE 22.27.

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