Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
La seduta è aperta alle ore 20.30.
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
AFFIDAMENTO TENMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO REGIONALE
SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DELL'ONOREVOLE GIOVANNI
BARBAGALLO DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE (ART. 3 LEGGE
N. 30/94).
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del
giorno: Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato
regionale supplente a seguito della sospensione dell'onorevole
Giovanni Barbagallo dalla carica di deputato regionale (art. 3
legge n. 30/94).
Comunico che mi è pervenuta la seguente nota prot. n. 05305
del 22 marzo 1999 da parte del Presidente delegato della
Commissione per la verifica dei poteri, onorevole Giuseppe
D'Andrea:
"Per quanto di competenza, si comunica che, in applicazione
della legge n. 30 del 1994, si è provveduto a convocare questa
Commissione per la verifica dei poteri, ai sensi dell'articolo 3
della medesima legge, esperiti i necessari accertamenti, a norma
della legge regionale numero 29 del 1951 e successive modifiche
ed integrazioni, nella seduta n. 20 del 22 marzo 1999 ha
deliberato di affidare l'esercizio temporaneo delle funzioni di
deputato regionale supplente ad Ascenzio Maria Catena Maesano, il
quale nella lista n. 6, Partito popolare italiano, per il
collegio di Catania, lista in cui è stato eletto l'onorevole
Giovanni Barbagallo, sospeso dalla carica di deputato regionale
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25
febbraio 1999, notificato alla Presidenza dell'Assemblea in data
12 marzo 1999, segue immediatamente con voti 4.768 lo stesso
onorevole Barbagallo".
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Dichiaro, quindi, supplente per il temporaneo esercizio
delle funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana,
l'onorevole Ascenzio Maria Catena Maesano, salvo la sussistenza
di motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e
non conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di venti giorni per
la presentazione di eventuali proteste o reclami ai sensi
dell'articolo 61, comma terzo, della legge regionale 20 marzo
1951, numero 29, e successive modifiche ed integrazioni.
Poiché l'onorevole Maesano è presente in Aula, lo invito a
prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita
dall'articolo 6 delle norme di attuazione dello Statuto
siciliano:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana."
MAESANO. Lo giuro.
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Maesano nelle
funzioni di deputato supplente dell'Assemblea regionale
siciliana.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
Si passa al III punto all'ordine del giorno: Lettura, ai
sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno delle mozioni:
N. 315 - Interventi in merito alla problematica attinente
agli immobili costruiti nelle zone prese in esame
dalla legge regionale n. 78 del 1976. Accelerazione
della procedura di approvazione dei disegni di legge
aventi ad oggetto disposizioni integrative in
materia di riordino urbanistico del territorio.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- sul territorio siciliano esistono insediamenti,
singoli o collettivi, realizzati nelle zone prese in
esame dall'art. 15 della l.r. n. 78 del 1976 (150
metri dalla battigia, 200 metri dai boschi);
- detti immobili, nella stragrande maggioranza dei
casi, risultano 'prime abitazioni' e frutto di
lunghi e gravosi sacrifici dei legittimi
proprietari;
- l'art. 2, terzo comma, della l.r. n. 15 del
30/4/1991 ha fornito un'interpretazione dell'art. 15
della l.r. n. 78 del 1976, a distanza di oltre 14
anni, ampliando il raggio di applicazione di
quest'ultima norma anche nei confronti dei privati;
- il 9 ottobre 1996 fu presentato da alcuni deputati
un disegno di legge avente ad oggetto: 'Disposizioni
integrative in materia di urbanistica e territorio',
tendente a riordinare le condizioni di cui sopra;
RITENUTO che:
- il testo della relazione introduttiva del citato
disegno di legge possa esser condiviso da questa
Assemblea regionale;
- appare necessario rimeditare l'intero sistema
della pianificazione, gestione e controllo del
territorio;
- il disegno di legge citato, auspicando il riordino
del territorio, tende a dotare gli amministrati di
un sistema logico, di non equivoca lettura,
affermando, nel contempo, la volontà dei
presentatori e della Regione siciliana di tutelare
le proprie coste e le proprie risorse, prevedendo
sanzioni dure ed immediate per coloro i quali
violino le norme e per gli organi preposti alla
vigilanza che non esercitano i loro poteri;
CONSIDERATO che:
- appare chiaro che l'attuale situazione di
discrepanza fra il comportamento legislativo
nazionale e quello siciliano abbia determinato
un'evidente discriminazione in danno delle
popolazioni della Sicilia;
- è ormai divenuta indispensabile ed
improcrastinabile la soluzione dell'annoso problema
del riordino urbanistico del territorio;
- è necessario promulgare una norma che regoli le
situazioni pregresse in modo coerente con
l'affidamento nutrito dai cittadini interessati e
soprattutto tale da riportare nel rispettivo alveo
le questioni urbanistiche rispetto a quelle
paesistiche,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a tenere conto del disegno di legge citato (n. 190
della XII legislatura) e delle conclusioni cui esso
giunge nell'approvazione del disegno di legge
'Misure di finanza regionale e disposizioni in
materia di programmazione, contabilità e controllo';
- a dare soluzione comunque alla problematica di cui
in premessa entro la sessione di bilancio;
- ad intervenire per far sì che, fino
all'approvazione di una norma che sani la condizione
di cui in premessa, vengano bloccati gli interventi
di requisizione dei sindaci (o dei loro coordinatori
degli uffici tecnici comunali) e vengano a cadere
gli effetti delle disposizioni dagli stessi emanate
in danno dei proprietari degli immobili, che
potrebbero rientrare nella soluzione individuata dal
Governo.
(17 febbraio 1999)
CROCE - BUFARDECI - BENINATI -
FLERES - VICARI - PAGANO - GRIMALDI
N. 316 - Interventi per il prosieguo dell'attività della
Sicilgesso S.p.A..
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTO il decreto assessoriale n. 44/41 del 29/1/1999
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
relativo alla concessione del nulla osta ex art. 5
l.r. n. 181 del 1981 per l'ampliamento di una cava
di gesso in contrada Chiuse del comune di Calatafimi
(TP) gestita dalla ditta 'Sicilgesso S.p.A.';
RITENUTO che il superiore provvedimento assessoriale non
consente la continuazione dell'attività estrattiva
pregiudicando così i livelli occupazionali ed il
futuro stesso della società che ormai da decenni
opera nel settore avendo raggiunto importanti
livelli produttivi in grado di soddisfare la domanda
isolana e parte consistente di quella nazionale;
CONSIDERATO che nelle more di un approfondito esame da parte
del C.R.T.A. del progetto relativo ai lavori da
realizzare, è possibile limitare il nulla osta al
decreto assessoriale n. 625/41 del 13/10/1995 che
consente il completamento del programma di cui al
provvedimento concessorio n. 1/96-127 TP rilasciato
dal distretto minerario di Palermo in data
10/1/1995;
VALUTATO che il sopra richiamato decreto assessoriale n.
44/41 del 29/1/1999 si appalesa inopportuno e
comunque pregiudizievole per il prosieguo
dell'attività della 'Sicilgesso S.p.A.', nonché per
la tutela dei posti di lavoro,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
a revocare immediatamente il decreto assessoriale n.
44/41 del 29/1/1999 di cui in premessa e di emanare,
con estrema urgenza, un provvedimento amministrativo
di proroga del decreto assessoriale n. 625/41 del
13/10/1995 che consentirebbe il completamento del
programma previsto dalla concessione n. 1/96-127
TP, nelle more di un più approfondito esame del
progetto relativo ai lavori da realizzare come da
richiesta di ampliamento cava di gesso all'esame del
C.R.T.A..
(17 febbraio 1999)
COSTA - DRAGO - AULICINO -
PISCIOTTA
N. 317 - Revoca del decreto assessoriale avente ad oggetto
la sospensione dell'utilizzo del ricettario
unificato del Servizio sanitario nazionale da parte
dei medici specialistici ambulatoriali esterni.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- con decreto del 12 ottobre 1998 l'Assessore per la
sanità, on.le Innocenzo Leontini, ha disposto la
sospensione dell'utilizzo del ricettario unificato
del Servizio sanitario nazionale da parte dei medici
specialistici ambulatoriali esterni;
- tale provvedimento trova fondamento in un una nota
del 21 febbraio 1996, con la quale il Ministero
della Sanità fa presente che fra i compiti del
professionista convenzionato non rientra la
prescrizione di farmaci e di conseguenza l'uso del
ricettario unificato;
- tale ultimo provvedimento contrasta con il
contenuto del decreto n. 17672 del 7 dicembre 1995,
a firma dell'Assessore per la sanità, con il quale
si dispone l'utilizzo da parte degli specialisti
ambulatoriali esterni del ricettario unificato,
limitatamente ed esclusivamente per le prescrizioni
di farmaci;
EVIDENZIATO che:
- il provvedimento dell'on.le Assessore per la
sanità determina un grave danno per la salute e per
la sicurezza sanitaria dei cittadini in
considerazione del fatto che questi, dopo essere
stati visitati dallo specialista, debbano recarsi
dal proprio medico curante, per la trascrizione dei
farmaci;
- con la conseguenza che se il medico generico non è
reperibile o riceva 24 o 72 ore dopo la visita
specialistica, diventa impossibile per il paziente
ottenere la prescrizione del farmaco e quindi la
sottoposizione all'inizio della terapia; cosa
potrebbe accadere se si trattasse di patologia che
necessita di terapia tempestiva come ischemia
miocardica, scompenso, turbe del ritmo?
- considerato che in altre regioni d'Italia come il
Veneto, la Puglia, l'Abruzzo e la Campania gli
specialisti ambulatoriali esterni dispongono del
relativo ricettario, è evidente che il decreto
assessoriale crea disparità di trattamento
all'interno della medesima categoria professionale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
alla revoca del suddetto decreto.
(17 febbraio 1999)
CAPUTO - SCALIA - CATANOSO -
TRICOLI
N. 318 - Informazioni presso il Ministero della Pubblica
Istruzione in ordine alla qualifica professionale di
'operatore sociale assistenza H.D.C.'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il CE.T.U.S. (Centro di tecnologia universitaria
straniera), in data 20 marzo 1998, progettava n. 2
corsi liberi, ai sensi del decreto assessoriale
della Regione siciliana del 26 giugno 1996, per la
qualifica professionale di specializzazione
'insegnante di sostegno', applicata alle tabelle del
Ministero del Lavoro, C.Q. n. 00210138, per il quale
è previsto il titolo di accesso del diploma di
maturità,per la durata biennale di ore 1.800, con
profilo professionale polivalente per portatori di
handicap fisici, psichici e sensoriali;
- l'Ufficio provinciale del lavoro e della massima
occupazione di Palermo, in data 1 giugno 1998,
consigliava al CE.T.U.S. di rimodulare il progetto
del corso suindicato alla qualifica di 'operatore
sociale assistenza H.D.C.', qualifica questa
confortata dal decreto assessoriale della Regione
siciliana legge 30 dicembre 1986, n. 34, art. 4,
punto 3, dal quale si evince che, l'attestato di cui
sopra, rilasciato dall'Assessorato regionale per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, è titolo idoneo per
svolgere l'attività di insegnamento di sostegno nei
corsi di formazione professionale per handicappati;
- in data 17 settembre l'Ufficio provinciale del
lavoro e della massima occupazione di Palermo
autorizzava i corsi del CE.T.U.S., e più tardi anche
l'Assessorato regionale Lavoro, con decreto del 9
novembre 1998 faceva altrettanto;
CONSIDERATO che al termine del corso biennale, nella
fattispecie nell'anno 2000, agli allievi che avranno
superato gli esami, sarà consegnato dall'Assessorato
regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione un
attestato di qualifica professionale ai sensi del
decreto del Ministero del Lavoro del 12 marzo 1996
dal quale si evince l'equipollenza del titolo
tradotto in quattro lingue e abilitante nel
territorio europeo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a chiedere al Ministero della Pubblica Istruzione se
gli allievi, al termine del corso biennale di cui
sopra, in possesso della qualifica professionale di
'operatore sociale assistenza H.D.C.', potranno
presentare domanda ai Provveditorati agli Studi per
essere inseriti nelle graduatorie quali insegnanti
di sostegno.
(18 febbraio 1999)
TRICOLI - LA GRUA - SCALIA -
BRIGUGLIO
N. 319 - Provvedimenti finalizzati ad avviare la procedura
della gara d'appalto per la costruzione della 'Casa
dello studente' a Catania.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- a Catania doveva essere edificata una 'Casa dello
studente' da 800 posti letto in base al progetto
'Tavoliere' per cui erano stati stanziati 60
miliardi di lire ex L. n. 457 del 1977
sull'edilizia residenziale universitaria;
- l'Istituto autonomo case popolari di Catania,
proprietario del terreno sul quale la costruzione
doveva essere realizzata, ha appaltato i lavori da
circa sei anni;
- i lavori sono stati bloccati in seguito a vicende
giudiziarie che hanno portato all'arresto del
titolare della ditta appaltatrice e del Presidente
dello IACP di Catania;
- nonostante dopo sei anni ogni problema di
carattere giudiziario sia stato risolto e la
magistratura abbia rimosso ogni ostacolo alla
ripresa dei lavori, il commissario dell'IACP non ha
ancora proceduto a bandire un nuovo appalto;
- i fondi disponibili si sono intanto ridotti a 45
miliardi di lire, comunque sufficienti a finanziare
una struttura con 600 posti letto, tale da essere la
più grande della Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a sollecitare al commissario dello IACP l'avvio
delle procedure della gara d'appalto per la
costruzione della 'Casa dello studente' per cui sono
disponibili i fondi della L. n. 457 del 1977 o,
viceversa, ad affidare la relativa delega
all'Assessore regionale per i lavori pubblici, allo
scopo di sbloccare una situazione che penalizza
pesantemente il mondo universitario che gravita
sull'Ateneo di Catania, anche alla luce delle già
gravi difficoltà che puntellano l'edilizia
scolastica e universitaria in Sicilia e a Catania in
modo particolare.
(3 marzo 1999)
STRANO - STANCANELLI -
TRICOLI - BRIGUGLIO -
SOTTOSANTI
N. 320 - Interventi relativi alla situazione del campo
nomadi insediato nell'area del 'Parco della
Favorita' di Palermo.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'Amministrazione comunale di Palermo, convinta
che tutto quello che non si vede, nella società
dell'immagine, non esista, ha creduto di risolvere
il problema dei nomadi espellendoli da 'Romagnolo' e
nascondendoli dietro i muri e le palizzate che
circondano un'area del 'Parco della Favorita';
constatato che l'area della 'Favorita', dove i
nomadi si sono insediati, fa parte del demanio
indisponibile del Comune e ricade in una zona che lo
strumento urbanistico vincola ad 'inedificabilità
assoluta' e nella quale non ci si può neppure
accampare;
RITENUTO che:
- il problema dei nomadi debba essere affrontato in
termini di concretezza, alla luce del fatto che da
tempo ormai essi si sono trasformati in residenti,
in violazione delle norme che regolano il soggiorno
in territorio italiano di cittadini stranieri e
senza che siano stati affrontati e risolti i
problemi di fondo connessi a tale situazione:
dall'integrazione al lavoro, alla tutela dei minori,
alla esigenza di sicurezza dei cittadini
palermitani;
- il nomadismo costituisce un aspetto non secondario
dell'immigrazione selvaggia che ha investito
Palermo, città con un altissimo tasso di
disoccupazione che non offre spazi ad immigrati e
zingari, i quali vanno ad ingrandire le fila di
questuanti, lavavetri e venditori ambulanti. E' un
accattonaggio, quello che si verifica a Palermo, che
può essere paragonato solo a quello dei paesi del
'Terzo' e 'Quarto mondo': barboni, zingari,
lavavetri,'vu cumprà' non danno tregua; zingarelle
e bambini sotto gli occhi della forza pubblica che
si guarda bene dall'intervenire, sono costretti a
mendicare nelle strade. Palermo è diventata anche la
base della malavita proveniente da mezzo mondo, il
paradiso di ladri, scippatori e borseggiatori,
attività nelle quali, non è un segreto nè una forma
di razzismo, sono specializzati proprio gli zingari;
- nonostante tale realtà- per di più aggravata dalla
paralisi del traffico, dalla microcriminalità in
aumento al racket delle estorsioni dilagante, dalla
mancanza di parcheggi al traffico caotico, dal
marcato inquinamento atmosferico e acustico alla
burocrazia levantina ed ai vigili non correttamente
impiegati, dagli ospedali fatiscenti e dalla carenza
di loculi che rendono difficile sia nascere che
morire all'altissimo tasso di disoccupazione che
rende difficoltosa la stessa sopravvivenza, dalle
scuole più malandate d'Italia alle strade che si
trasformano in laghi in occasione delle piogge,
dalle carenze igieniche aggravate da un inefficiente
servizio di raccolta dei rifiuti e dalla mancata
lotta al randagismo all'acqua potabile razionata,
dalle poste paralizzate ai trasporti pubblici
inefficienti, dalla mancanza di strutture per la
terza età ai blocchi stradali effettuati quasi
quotidianamente da disoccupati e inoccupati, dalle
decine di chilometri di strade in cui è vietata la
sosta per motivi di sicurezza alle corsie
preferenziali ufficialmente riservate ai mezzi
pubblici, ma utilizzate da potenti grandi e piccoli
e alle strade che nelle ore di punta sono chiuse al
traffico comune ed utilizzate da categorie
privilegiate che così possono sfuggire alla morsa
del traffico, dal quotidiano spettacolo sud
americano di auto e scorte che sfrecciano a tutta
velocità a sirene spiegate, alle periferie
degradate, dal mal di vivere sempre più accentuato
dalle incertezze e dalla precarietà alla mancanza
delle necessarie opere civili che fanno di un
agglomerato urbano una città, dalla mafia come
mentalità e sistema di vita all'abusivismo edilizio,
dall'anarchia commerciale all'abbandono
dell'ambiente e del patrimonio monumentale - il
Sindaco Orlando in occasione del suo recente viaggio
negli Stati Uniti, ha indicato Palermo come esempio
per tutto il mondo;
CONSIDERATO che:
- Palermo, lungi dall'essere 'modello di riferimento
per il mondo intero', è una città da 'Terzo mondo',
dove sono sconosciuti 'ordine e sicurezza', sviluppo
economico, sociale e culturale', per cui ridicole,
fuori dalla realtà e mendaci sono da considerare le
affermazioni di Orlando, allorchè cita il capoluogo
siciliano come 'modello di educazione alla legalità'
da esportare in tutto il mondo;
- le affermazioni del Sindaco Orlando, secondo cui
'Palermo è meglio di New York' e secondo cui essa è
diventata 'un modello di riferimento per il mondo
intero, sia sotto il profilo dello sviluppo che
della legalità', ancorchè prive di riscontro
concreto con una realtà fatto di disoccupazione,
emarginazione e di illegalità, rischiano di
penalizzare ulteriormente la città, visto che fanno
credere, a livello nazionale ma anche europeo, cioè
a Roma ed a Bruxelles, dove si decidono i sostegni
in favore dello sviluppo del Sud, che Palermo abbia
superato la sua condizione di sottosviluppo e
precarietà e quindi non abbia più bisogno di misure
finalizzate alla bonifica morale ed al sostegno
socio-economico;
- il Sindaco di Palermo si muove per ondate emotive
nel tentativo di dare di Palermo un'immagine che non
esiste, anche perchè invece di utilizzare le risorse
finanziarie comunali per favorire lo sviluppo e la
modernizzazione della città, le sperpera in viaggi,
festini, consulenze ed attività ludiche o le brucia
nel calderone della cultura o presunta tale, cioè
nel business individuato dal potere politico per
giustificare lo sperpero clientelare del denaro del
contribuente;
- il problema del nomadismo a Palermo va affrontato
concretamente ed in maniera organica sotto il
profilo sociale, della sicurezza pubblica ed
umanitario, anche perchè non è accettabile, in una
città che ama definirsi civile, che intere famiglie
e numerosi bambini vivano in condizioni di abbandono
e di degrado, ammassati in baracche e roulottes in
aree prive dei più elementari servizi civili;
RILEVATA la necessità di eliminare l'insediamento realizzato
alla 'Favorita' in violazione delle norme
urbanistiche e di quelle che regolano
l'utilizzazione del demanio indisponibile del Comune
- anche in considerazione del fatto che la
demanialità di un bene è una qualità che resta
acquisita, a prescindere da ogni provvedimento di
natura formale dell'autorità amministrativa
limitativo degli usi civici -, di intervenire con
urgenza per il trasferimento dei nomadi in una nuova
zona specificamente attrezzata e di condizionare la
fruizione del nuovo campo al rispetto dei
regolamenti comunali e delle leggi dello Stato, e
alla tutela della civile convivenza, nonchè del
diritto allo studio per i minori;
CENSURATA la violazione, da parte dell'Amministrazione
comunale di Palermo, delle direttive comunitarie in
materia di campi attrezzati per l'accoglienza dei
nomadi e delle norme che regolano la gestione
dell'area demaniale della 'Favorita';
RITENUTO necessario avviare a soluzione un problema che, in
assenza di interventi adeguati, rischia di
trasformarsi nell'ennesima emergenza sociale,
IMPEGNA L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI
ad attivare le procedure sostitutive previste
dall'ordinamento regionale degli enti locali ed a
procedere urgentemente alla nomina di un commissario
ad acta presso il Comune di Palermo con l'incarico:
a) di imporre il rispetto delle norme poste a tutela
del demanio indisponibile ed Comune di Palermo e
individuare i responsabili della loro violazione;
b) di smantellare il campo nomadi realizzato
illegalmente nell'area della 'Favorita', previa
individuazione di un'area dove realizzare un campo
attrezzato per i nomadi;
c) di assicurare il rispetto delle norme comunali,
delle leggi dello Stato e delle regole della civile
convivenza nella nuova area attrezzata.
(3 marzo 1999)
VIRZI' - LA GRUA -
CATANOSO - RICOTTA
N. 321 - Interventi urgenti per l'allineamento dei tassi di
interesse su prestiti artigiani (C.R.I.A.S.) a
quelli di mercato del costo del denaro.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- le leggi regionali n. 96 del 1981 e n. 3 del 1986
prevedono prestiti agevolati per la categoria degli
artigiani;
- nel corso di questi ultimi mesi i tassi relativi
al costo del denaro in Italia hanno subito modifiche
in ribasso;
- dette modifiche hanno posto i tassi applicati ai
prestiti artigiani in una condizione di non
concorrenzialità rispetto a quelli applicati
mediamente sui mercati finanziari;
RITENUTO che la tipologia del prestito artigiano, le sue
finalità e i suoi scopi, vengano a cadere stante la
ridotta, ove non completamente annullata, differenza
fra i tassi applicati dalla C.R.I.A.S. e il tasso
medio del costo del denaro in Italia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire per regolarizzare la predetta
situazione;
- ad intervenire per far sì che sulle operazioni
finanziarie previste per la categoria artigiana che
fruiscono di un contributo in conto interessi o in
conto canoni, quest'ultimo risulti quantificato
nella misura del 70 per cento del 'prime-rate'
stabilito periodicamente dall'A.B.I. (Associazione
bancaria italiana).
(4 marzo 1999)
CROCE - FLERES - CIMINO -
BENINATI
N. 322 - Interventi urgenti per il superamento delle
problematiche che stanno determinando rallentamenti
e il possibile blocco dell'attività del cantiere
navale dei fratelli Giacalone di Mazara del Vallo.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- alcune aree del porto di Mazara del Vallo sono
state asservite al Comando della 13 Legione della
Guardia di finanza per l'attracco di proprie
motovedette;
- la perimetrazione e la conseguenziale recinzione
della banchina ha determinato difficoltà nel
funzionamento del cantiere navale dei fratelli
Giacalone, rallentando la ricezione delle merci e il
varo delle imbarcazioni;
- il mantenimento dell'utilizzo, da parte della
Guardia di finanza, delle aree in atto individuate
nel porto di Mazara determinerebbe ripercussioni
sull'attività del cantiere navale, tali da poter
provocare licenziamenti e ripercussioni sulle
imprese che operano nell'indotto;
- il cantiere navale dei fratelli Giacalone dà
lavoro a 100 addetti, con un fatturato annuo di 50
miliardi di lire;
- altresì, 100 addetti operano in attività
collaterali a quelle del cantiere navale citato;
CONSIDERATA la già manifestata disponibilità degli enti
interessati alla ricerca di soluzioni alternative
che consentano lo spostamento delle aree asservite
alla 13 Legione della Guardia di finanza;
CONSIDERATO:
- che, ad oggi, alla suddetta disponibilità non
hanno fatto riscontro risposte che avrebbero potuto
dare serenità alla comunità marinara mazarese;
- che è interesse di tutte le rappresentanze
politiche-parlamentari chiedere un deciso intervento
del Governo al fine di salvaguardare l'occupazione
nel comparto della marineria,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riservare, per le proprie competenze, una vera e
propria corsia preferenziale utile alla risoluzione
delle problematiche che in atto bloccano l'attività
del cantiere navale di cui in premessa;
- ad intervenire per sollecitare la 13 Legione
della Guardia di finanza al fine di ottenere le
modifiche in ordine all'asservimento alla medesima
di alcune aree del porto di Mazara del Vallo;
- ad intervenire per sollecitare, per le loro
competenze, gli organi nazionali della Guardia di
finanza per il superamento degli ostacoli suddetti.
(5 marzo 1999)
CROCE - FLERES - CIMINO -
BENINATI - BUFARDECI
N. 323 - Revoca del decreto assessoriale '49/VI Tur' del
12.2.1999 sottoscritto dall'Assessore per il
Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Assessore per il Turismo, le comunicazioni e i
trasporti, con scadenza quasi giornaliera, proclama
iniziative su organi di stampa inerenti il turismo e
le portualità turistiche e quant'altro senza
effettivi riscontri legislativi o passaggi in
commissioni legislative di merito;
- in data 12.2.1999, di contro, ha emesso un decreto
assessoriale in cui determina le tipologie di
attività turistiche ammissibili ai finanziamenti di
cui alla legge n. 488 del 1992, stabilendo priorità
tra le stesse ed in particolare tra i nuovi impianti
rispetto agli ampliamenti, ammodernamenti,
riconversioni e riattivazioni;
CONSIDERATO che:
- nelle priorità con punteggio 10, nella tabella A
allegata al decreto assessoriale, sono stati
previsti villaggi turistici, villaggi-albergo,
residenze turistiche e alberghiere, impianti per il
gioco del golf;
- altresì nella tabella B, con priorità pari a punti
10, sono stati previsti i nuovi impianti, mentre gli
ampliamenti, l'ammodernamento la riconversione e la
riattivazione rispettivamente vengono considerati ai
punti 8, 6, 4 e 2;
- nell'allegato C, di contro, l'Assessore ha
ritenuto che il territorio della Regione possiede
eguale vocazione e potenzialità turistica;
dimostrando superficialità e scarsa conoscenza del
territorio regionale in cui ormai esistono aree
prevalentemente industriali in antitesi con
qualsivoglia sviluppo turistico di quel territorio;
RITENUTO che:
- l'Unione regionale albergatori siciliani, nella
riunione tenutasi il 3.3.1999 a Taormina, ha
ritenuto di contestare il metodo e il relativo
decreto firmato dall'Assessore on. Rotella in cui
favorisce, in maniera fin troppo evidente, i nuovi
impianti ed in particolare i villaggi turistici
(tipo Valtur), ponendo in secondo piano i programmi
finalizzati alla ristrutturazione e
all'ammodernamento del patrimonio alberghiero
esistente;
- con priorità così determinate sarà difficile per
gli imprenditori del turismo siciliano inserirsi nei
finanziamenti di cui alla legge n. 488 del 1992 per
quanti vogliano allineare il proprio albergo agli
standards europei e quindi cercare di diminuire la
concorrenza con gli Stati membri della Comunità
Europea e gli Stati extra europei nell'area del
mediterraneo;
- l'Assessore ha forse ritenuto, nel firmare il
sopra citato decreto, di considerare gli alberghi
oggi esistenti nel territorio regionale alla stregua
delle vetture da rottamare, favorendo la
realizzazione di nuovi insediamenti e trascurando
quelli già esistenti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare con urgenza il decreto assessoriale
'49/VI Tur' firmato dall'Assessore per il Turismo,
le comunicazioni e i trasporti, on. Rotella;
- a fissare dei criteri che permettano in maniera
equa l'utilizzo dei fondi di cui alla legge n. 488
del 1992 sia per i nuovi impianti che per gli
esercizi esistenti per ampliamenti, ammodernamenti,
riconversione e riattivazione;
- a far proprio l'articolato del disegno di legge n.
868 in cui è prevista la realizzazione di
ampliamenti per strutture turistico-alberghiere pari
al 30 per cento del volume esistente in deroga agli
strumenti urbanistici.
(5 marzo 1999)
BENINATI - CROCE - FLERES -
BUFARDECI - CIMINO
N. 324 - Interventi per la razionalizzazione del settore
delle autolinee.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- ormai da diverse settimane è stato posto con forza
all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della
gestione delle autolinee in concessione che svolgono
servizi di trasporto passeggeri nella Regione;
- come è noto, le società pubbliche e private che
gestiscono autoservizi in concessione accedono ai
contributi di cui alla legge regionale n. 68 del
1983, e che tale spesa complessiva ha avuto un
incremento esponenziale negli anni fino a pesare sul
bilancio della Regione per circa 340 miliardi di
lire;
- il sistema dei controlli sul corretto utilizzo dei
fondi in oggetto è stato finora piuttosto carente a
causa, da un lato, della notevole carenza di
personale degli uffici preposti (facenti capo
all'Assessorato regionale Turismo, comunicazioni e
trasporti) e, dall'altro, per la mancanza di una
normativa chiara ed organica di riferimento;
- peraltro, i pochi dati di cui l'Assessorato è in
possesso evidenziano delle vistose ed incredibili
differenze di gestione fra aziende pubbliche e
private e fra queste e la stessa Azienda siciliana
trasporti; risulta infatti che:
a) gli autobus in servizio urbano di proprietà
delle aziende private hanno un'età media di 13 anni
contro i 10 di quelli delle aziende pubbliche;
b) gli autobus di proprietà delle aziende private
sono sottoposti ad un'usura enormemente superiore
rispetto a quelli delle aziende pubbliche con un
numero di chilometri annui che, nel caso dei
trasporti suburbani, arriva addirittura ad essere
ben 33 volte superiore (401 mila contro 11 mila );
c) il personale conducente in servizio presso le
aziende private è sottoposto ad un incredibile
sovraccarico di lavoro, con una punta di circa il
45% in più rispetto al personale delle aziende
pubbliche o dell'Ast; ciò a fronte di un controllo
inesistente sul rispetto dei rapporti sindacali e
dei diritti dei lavoratori;
- tutti questi dati non possono non far sorgere seri
dubbi sulle effettive condizioni di sicurezza in cui
viene svolto il servizio, così come non possono far
sorgere, allo stesso modo, seri dubbi sulla
rispondenza al vero dei dati chilometrici (fattore
rilevante ai fini della determinazione dei
contributi regionali);
- peraltro, in tema di diritti dei lavoratori, va
segnalato come, mentre mai è stato assunto alcun
provvedimento nei confronti dei titolari che hanno
interrotto i servizi, diverse volte sono stati i
dipendenti che attuavano il diritto di sciopero ad
essere minacciati di provvedimenti giudiziari per
'interruzione di pubblico servizio';
- emblematico della carenza di controlli esistenti è
il fatto che il calcolo del rimborso effettivo da
corrispondere alle aziende venga effettuato
esclusivamente sulla base delle autocertificazioni
sottoscritte dai rispettivi rappresentanti, con una
riduzione forfettaria basata sul 'presunto' ricavo
della vendita di biglietti; non esistono infatti
dati certi, né risulta che sia mai stato predisposto
uno strumento di accertamento, su quanti siano i
biglietti emessi su ogni singola tratta, elemento
che da solo potrebbe testimoniare l'effettiva
utilità sociale del servizio;
- proprio in tal senso va evidenziato che, mentre in
tutta Italia il rimborso è calcolato proprio sulla
base del numero di biglietti emessi (ancorandolo
quindi alla effettiva utilità del servizio ed
introducendo automaticamente un elemento di
controllo) in Sicilia questo è basato sul numero di
chilometri percorsi ed autocertificati dalle ditte;
al di là delle sovrapposizioni che possono essere
possibili in assenza di adeguati strumenti di
controllo, vi è comunque, quindi, la certezza che
gli stessi percorsi vengano pagati più volte;
CONSIDERATO ancora che:
- altro dato sconfortante è la totale mancanza di
strumenti informatici a supporto del lavoro degli
uffici tecnici ed amministrativi
dell'Amministrazione che, a diverso titolo e in
diverse fasi, sono coinvolti nel rilascio, nella
gestione e nei controlli sulle convenzioni e sul
corretto svolgimento del servizio;
- è sintomatico in tal senso il fatto che all'atto
del rilascio di nuove concessioni sono i
rappresentanti delle società private, di fatto, a
certificare l'esistenza o meno di altre concessioni
sulle medesime tratte, nell'impossibilità di
accedere ad un archivio informatico delle
concessioni e dei relativi percorsi esistenti;
- risulta, a titolo di esempio, che spesso gli
stessi collegamenti fra due paesi di piccole
dimensioni siano previsti su un più di una
autolinea, se non addirittura su tre o quattro, con
un conseguente aggravio di costi per
l'Amministrazione a fronte di una dubbia utilità
sociale del servizio;
- a tutto ciò va aggiunto il fatto che lo sviluppo
della rete è avvenuto fino ad oggi, in mancanza del
Piano regionale dei trasporti, al di fuori di una
programmazione organica, favorendo il proliferare di
linee sulla cui effettiva utilità sono stati spesso
avanzati dei dubbi;
- peraltro, la situazione determinatasi è tale che
non si può procedere alla stipula di nuove
concessioni senza che vi sia il dubbio di
duplicazione o sovrapposizione con i servizi già
resi;
CONSIDERATO infine che le diverse ipotesi di Piano regionale
finora discusse hanno dato un peso preminente al
trasporto su gomma, che notoriamente è il più
inquinante direttamente ed indirettamente e
certamente il meno economico, evitando di porre in
modo chiaro e definitivo il tema della intermodalità
dei trasporti nell'Isola, che, sia per i passeggeri
che per le merci, potrebbe creare una rete diffusa,
efficiente e capillare;
RILEVATO che:
- la realizzazione di un sistema organico ed
efficiente di controlli e scambio di informazioni
fra l'Amministrazione e le imprese non può che
determinare una accelerazione delle fasi
burocratiche e, di conseguenza, dei tempi di
accertamento delle spettanze e del relativo
accreditamento di somme alle ditte interessate;
- la predisposizione del Conto nazionale dei
trasporti impone l'adozione di opportune iniziative
di controllo, così come la predisposizione di
adeguati strumenti informativi ed informatici per la
gestione e l'aggregazione dei dati di cui
l'Amministrazione entrerà in possesso;
- solo in tal modo, tali dati potranno essere
funzionali alla predisposizione di provvedimenti
volti alla razionalizzazione della spesa nel settore
dei trasporti pubblici e alla migliore e più
efficiente gestione del servizio per i cittadini;
- infine, che la legge Bassanini impone che le
future concessioni avvengano sulla base di una
programmazione complessiva e siano comunque affidate
mediante asta pubblica e non più su richiesta di
singole ditte,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a predisporre, di concerto con le associazioni di
categoria, con le associazioni dei lavoratori e
nell'ambito della programmazione complessiva da
impostare con un Piano regionale dei trasporti, una
bozza di legge organica relativa al settore delle
autolinee in concessione da sottoporre
all'Assemblea;
- a non procedere alla stipula di nuove concessioni
di autolinee fino a quando non sarà operante un
sistema di controlli efficace sull'intero settore e
non sarà operativo il Piano regionale dei trasporti;
- ad adottare tutti i provvedimenti urgenti e
necessari per dotare gli uffici competenti di ogni
struttura tecnica nonché del personale adeguato e
necessario all'assolvimento dei compiti
istituzionali;
- ad avviare in tempi brevi un monitoraggio delle
concessioni esistenti al fine di verificare
l'esistenza di tratti comuni e/o di duplicazioni di
percorsi;
- ad individuare gli strumenti per l'accertamento
dell'effettivo utilizzo delle singole tratte da
parte dei cittadini;
- ad avviare con assoluta priorità ed urgenza una
verifica dello stato di esercizio delle vetture
utilizzate dalle ditte private, stante l'usura che
deriva dall'incredibile dato chilometrico di
esercizio fornito dalle stesse aziende per il
calcolo dei contributi;
- a rivedere immediatamente tutte le convenzioni
stipulate ed in vigore, inserendo le necessarie
clausole di tutela dei lavoratori, e quindi, oltre
agli obblighi di mantenimento dei livelli
occupazionali, anche quelli relativi al rispetto
delle normative e dei rapporti sindacali.
(9 marzo 1999)
MELE - GUARNERA - LO CERTO -
ORTISI
N. 325 - Provvedimenti per la dismissione della
partecipazione azionaria della società 'Siciliana
Gas'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la 'Siciliana Gas', società il cui capitale
appartiene pariteticamente all'ESPI ed alla SNAM,
assicura il rifornimento di metano a circa 170.000
utenti che risiedono in 50 comuni ed ha predisposto
l'acquisizione, in tempi brevi, di circa 60.000
utenti nelle nuove concessioni ottenute da altri 25
comuni;
- pertanto la società ha assunto un ruolo
significativo nell'economia dei consumi necessari
della popolazione dell'Italia;
- la partecipazione azionaria dell'ESPI deve essere
senza altri indugi dismessa in attuazione dell'art.
2 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5;
- ricorre l'esigenza prioritaria di garantire, in
sede di dismissione all'utenza, che la Società possa
operare in regime di mercato ed usufruire all'uopo
delle condizioni di libera concorrenza
nell'acquisizione del gas da distribuire;
- un'adeguata politica che sia sostenuta anche dal
Governo nazionale può indurre la SNAM ad alienare la
sua partecipazione che, ancor più dopo la
dismissione di quella regionale, sarebbe d'ostacolo
ad una reale autonomia della società in una politica
degli approvvigionamenti essenzialmente rivolta al
contenimento del costo per l'utenza,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad offrire prioritariamente agli utenti del
servizio ed ai comuni nei quali essi risiedono, le
azioni della 'Siciliana Gas' che appartengono
all'ESPI, adottando ogni misura per favorire
l'azionariato diffuso;
- ad operarsi perché la SNAM possa vendere la sua
partecipazione con i medesimi criteri e finalità;
- ad impedire in ogni caso che l'acquisto delle
azioni ESPI possa essere effettuato direttamente o
indirettamente da imprese produttrici o importatrici
del gas da distribuire.
(10 marzo 1999)
LA GRUA - GRANATA - SOTTOSANTI -
BRIGUGLIO - TRICOLI
N. 326 - Interventi per il rilancio delle attività
artigianali di ristrutturazione e restauro di
edifici ed abitazioni.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il settore dell'artigianato edilizio vive un
momento di particolare difficoltà, solo parzialmente
contenuto dai recenti provvedimenti nazionali che
prevedono detrazioni IRPEF del 41 per cento delle
spese sostenute dai proprietari di immobili
relativamente ad opere di ristrutturazione e
restauro;
- tali provvedimenti, a causa della complessità
delle istruttorie, non hanno prodotto il rilancio
dell'attività in questione;
- sarebbe opportuno introdurre ulteriori elementi
incentivanti sia di natura fiscale, sia di natura
creditizia, operando sia di concerto con il Governo
Nazionale che con gli istituti bancari, al fine di
introdurre nel sistema esistente agevolazioni
particolari per quanti provvedono alla
ristrutturazione o al restauro di immobili;
- analoghe richieste sono state formulate dalle
organizzazioni artigianali, ed in particolare dalla
Confartigianato siciliana,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad individuare e proporre all'Assemblea regionale
siciliana interventi agevolativi miranti ad
incrementare l'opera di ristrutturazione e restauro
di immobili, con particolare riferimento agli
edifici ricadenti nei centri storici , operando di
concerto con il Governo nazionale ed i Comuni, per
gli aspetti fiscali ed impositivi e con le banche
convenzionate, per gli aspetti creditizi;
- a concertare con le associazioni di categoria gli
strumenti proposti e gli ulteriori eventuali altri
interventi che si reputi opportuno introdurre al
fine di rilanciare il settore in questione.
(10 marzo 1999)
FLERES - PAGANO - GRIMALDI -
BENINATI - CROCE - ALFANO -
BUFARDECI - LEONTINI - CIMINO -
D'AQUINO - SCOMA - MISURACA
N. 327 - Interventi finanziari a favore della facoltà di
Scienze motorie.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Senato accademico dell'Università di Palermo,
in data 25 maggio 1998, ha approvato la
trasformazione dell'ISEF di Palermo in facoltà di
Scienze motorie;
- successivamente, in adesione al dettato normativo
di cui al D.M. 15 gennaio 1999, l'Università ha
inoltrato al MURST lo schema di convenzione con
l'ISEF e le proposte relative all'attuazione della
facoltà;
- entro il 22 marzo p.v., termine ultimo concesso
dal MURST per il completamento della documentazione,
dovrà essere trasmesso anche il piano finanziario
quadriennale della facoltà, con l'indicazione delle
risorse disponibili e di quelle che saranno
acquisite con le entrate relative alle tasse pagate
dagli studenti e con altre fonti di finanziamento;
- l'ISEF, così come l'istituenda facoltà di Scienze
motorie, ha valenza territoriale regionale, come
dimostrano i seguenti dati relativi agli studenti
delle diverse province: Palermo 298, Catania 93,
Siracusa 54, Messina 27, Caltanissetta 55, Trapani
82, Agrigento 29, Enna 13 e Ragusa 16;
- sarebbe opportuno ed urgente disporre un
intervento finanziario della Regione a favore
dell'iniziativa,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI, AMBIENTALI E LA
PUBBLICA ISTRUZIONE
ad individuare e disporre un congruo stanziamento a
favore della istituenda facoltà di Scienza motorie
promossa dall'Università di Palermo, dal MURST e
dall'ISEF in modo da far fronte alle esigenze
finanziarie derivanti dalla presenza, su base
regionale, della stessa.
(10 marzo 1999)
FLERES - D'AQUINO - CROCE -
GRIMALDI - BUFARDECI
N. 328 - Provvedimenti finalizzati a garantire l'accesso ai
fondi di cui alla L. n. 488 del 1992 alle imprese
del settore turistico-alberghiero.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'art. 9 della L. n. 449 del 1997 estende alle
imprese del settore turistico-alberghiero i benefici
della L. n. 488 del 1992 e che il successivo
articolo 2 del decreto ministeriale del 20 luglio
1998 ha modificato ed esteso i benefici a tutte le
imprese turistiche, non solo a quelle alberghiere,
ammettendo le attività svolte dalle imprese indicate
dalle Regioni;
- la Regione siciliana, facendo riferimento all'art.
4, comma 3 del D.M. 20.7.1998, ha, con decreto
dell'Assessore per il turismo del 12 febbraio 1999,
esteso i benefici della L. n. 488 ad altre attività
individuate da norme regionali e programmi di
intervento o regimi di aiuto approvati dalla
Commissione Europea, ritenendo però di poter
indicare anche le tipologie di investimento stimate
prioritarie;
- con tale decreto l'Assessore per il turismo ha
fissato i punteggi per l'accesso ai contributi di
legge, assegnando il massimo del punteggio alle
grandi strutture e ai nuovi impianti, e, viceversa,
assegnando punteggi molto più bassi alle
ristrutturazioni e agli ammodernamenti;
- proprio questi ultimi progetti erano, invece,
espressamente previsti tra i programmi ammissibili
ai finanziamenti; l'Assessore ha disatteso, in tal
modo, lo spirito e la lettera della L. n. 488 e
ignorato le indicazioni del Ministero
dell'Industria;
- con decreto assessoriale 2/7/1998 è stata
pubblicata la graduatoria dei progetti finanziati
con i fondi del Piano operativo plurifondo 1994-'99
e che, in seguito, dovevano essere emanati i decreti
relativi al finanziamento dei singoli progetti, già
esaminati da un'apposita commissione;
- l'Assessorato Turismo aveva chiesto alle aziende
la produzione di ulteriori adempimenti burocratici
per completare definitivamente l'istruttoria per
l'ottenimento dei finanziamenti;
- i funzionari dell'Assessorato hanno, invece,
trasmesso tutti gli atti all'ispettorato regionale
tecnico per una seconda istruttoria, sovvertendo
ogni regola procedurale;
- gli imprenditori interessati sono ancora in attesa
della restituzione dei relativi progetti: il rischio
concreto è che vengano perduti i finanziamenti del
POP;
- recuperando parte dei fondi per le Universiadi,
era stata finanziata la legge n. 27 del 1998 per la
concessione di contributi in conto interesse per le
aziende operanti nel settore turistico in Sicilia,
con la sola richiesta alle stesse aziende di
indicare l'importo e la tipologia del mutuo concesso
dalle banche, la struttura turistico-ricettiva
finanziata e la rata di ammortamento, della quota
capitale e della quota interessi dovuti;
- con propria istanza, l'Assessorato Turismo ha
posto tra le condizioni per la concessione del
beneficio di cui alla L. n. 27 del 1998 anche
l'indicazione degli interessi dovuti e non pagati al
netto di interessi di mora e oneri accessori per gli
anni '95,'96 e '97, imponendo alle aziende di fare
pervenire l'attestazione bancaria entro il termine
perentorio di 15 giorni dal ricevimento della
istanza stessa;
- tale provvedimento ha bloccato tutti i meccanismi
della L. n. 27 del 1998 in quanto le banche non
hanno potuto fornire le informazioni richieste,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a ritirare il decreto dell'Assessore per il
turismo del 12 febbraio ed a fissare nuovi criteri
in guisa tale da garantire un più ampio accesso ai
fondi della L. n. 488 del 1992 al numero più ampio
possibile di imprenditori del settore
turistico-alberghiero, in possesso degli indicatori
espressamente e incontrovertibilmente previsti dalla
stessa norma;
- a fare proprio l'articolato del disegno di legge
n. 868 che consente di derogare agli strumenti
urbanistici per la realizzazione di ampliamenti per
strutture turistico-alberghiere, nella misura del
30% della cubatura esistente.
(11 marzo 1999)
STRANO - CAPUTO - STANCANELLI -
RICOTTA - LA GRUA - SOTTOSANTI -
GRANATA
N. 329 - Utilizzazione dei soggetti impegnati in lavori
socialmente utili.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- con L. n. 608 del 28 novembre 1996 è stata
disciplinata l'attivazione dei progetti dei lavori
socialmente utili;
- i soggetti impegnati in lavori socialmente utili,
utilizzati presso l'Amministrazione regionale, sono
lavoratori di cui all'art. 25, comma 5 lettera a)
della legge 23 luglio 1991, n. 223;
- i predetti soggetti, in atto in servizio presso
l'Assessorato Cooperazione, commercio, artigianato e
pesca, rientrano tra quelli espressamente
individuati ai commi 2 e 3 dell'art. 1 della l.r.
n. 85 del 1995, evidenziati peraltro come
particolare categoria con delibera della commissione
regionale per l'impiego n. 74 del 6 agosto 1997;
- l'elevato tasso di disoccupazione nel territorio
siciliano e le esigenze connesse con i servizi
facenti capo al suddetto ramo di amministrazione
hanno reso necessaria l'utilizzazione e le
successive proroghe sino al mese di giugno 1999 dei
soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
- l'iniziale numero di 103 soggetti è stato ridotto
a 94 e che l'utilizzazione degli stessi ai servizi
archivistici e generali, di portineria ed anticamera
e manutenzione degli spazi verdi consente loro di
maturare esperienze lavorative, in quanto soggetti
'marginali' del mondo del lavoro;
- il personale attualmente in servizio presso
l'Assessorato Cooperazione, con l'entrata in vigore
della l.r. n. 5 del 1999, ha subito una riduzione
che potrebbe compromettere lo svolgimento dei
compiti istituzionali facenti capo all'Assessorato,
con particolare riguardo alla predisposizione del
nuovo piano di utilizzazione degli stanziamenti ex
ll.rr. n. 79 del 1975 e n. 25 del 1997,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e in particolare
L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE, IL COMMERCIO,
L'ARTIGIANATO E LA PESCA,
L'ASSESSORE PER IL LAVORO, LA PREVIDENZA SOCIALE,
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E L'EMIGRAZIONE E
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI E
LA PUBBLICA ISTRUZIONE
a porre in essere tutte le iniziative utili per
mantenere in servizio presso l'Assessorato regionale
Cooperazione i soggetti impegnati in lavori
socialmente utili ovvero a concordare con
l'Assessore regionale per i beni culturali
l'utilizzo dei suddetti soggetti, previa
approvazione di apposito progetto.
(12 marzo 1999)
FLERES - CROCE - GRIMALDI -
BUFARDECI
N. 330 - Realizzazione di un Istituto alberghiero presso il
comune di Caltagirone (CT).
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il comune di Caltagirone ogni anno è meta di un
numero sempre maggiore di turisti, attratti dalle
innumerevoli bellezze naturalistiche e monumentali
della zona;
CONSIDERATO che tale flusso porta ad una richiesta sempre
maggiore di personale specializzato nel settore
turistico-alberghiero;
RILEVATO che non esiste, in tutta la zona calatina, una
struttura tale che possa accontentare detta
richiesta di personale specializzato;
VISTO che è in atto, presso la VI Commissione consiliare
della Provincia regionale di Catania l'esame di una
proposta mirante alla realizzazione di un Istituto
alberghiero presso il comune di Caltagirone,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in essere tutti quei provvedimenti miranti a
sostenere tale iniziativa perchè possa fornire una
risposta adeguata, in termini di formazione di nuove
professionalità, alla domanda sempre crescente
imposta dai flussi turistici che interessano il
territorio calatino.
(17 marzo 1999)
STRANO - VIRZI' -
CAPUTO - LA GRUA -
STANCANELLI
N. 331 - Interventi per garantire ai cittadini di Raddusa
(CT) la tutela del diritto alla salute.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nel comune di Raddusa, in provincia di Catania,
non esistono strutture sanitarie in grado di
consentire la tutela del diritto dei cittadini alla
salute, riconosciuto dalla Costituzione e tenuto
conto che anche il servizio di guardia medica
necessita di urgenti interventi migliorativi;
. in seguito alla riforma del sistema sanitario, le
strutture più vicine non risultano nelle condizioni
di supplire a tale esigenza, avendo subito una
sensibile riduzione dei servizi;
- in ogni caso i collegamenti tra Raddusa e dette
strutture non è affatto agevole ed adeguato, sicchè
il tempo necessario per raggiungerle non è mai
inferiore ad un'ora;
- i cittadini, stante tale situazione, non hanno
alternative e sono costretti a rivolgersi a
strutture sanitarie private, con notevole aggravio
dei costi per i cittadini-utenti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad operare perchè il legittimo e irrinunciabile
diritto dei cittadini di Raddusa alla tutela della
salute trovi soddisfazione e compimento;
- ad intervenire presso l'Assessore per la Sanità,
presso l'ASL n. 3 di Catania e presso il
coordinatore sanitario del distretto di Palagonia,
affinché sia istituito presso il Comune di Raddusa,
un servizio di medicina pluridisciplinare che
comprenda i servizi di cardiologia,
otorinolaringoiatria, ginecologia, oculistica,
ortopedia, endocrinologia, fisioterapia e un
ambulatorio di chirurgia.
(17 marzo 1999)
STRANO - STANCANELLI -
GRANATA - TRICOLI
N. 332 - Chiarimenti in ordine alla vicenda della
privatizzazione del 'Mediocredito Centrale'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- da notizie si stampa si è appreso della volontà
del Ministero del Tesoro di privatizzare il
Mediocredito Centrale, dopo avere ceduto, allo
stesso Mediocredito, la quota azionaria del Banco di
Sicilia in suo possesso;
- secondo le stesse fonti il Ministro Ciampi sta per
nominare l'advisor che dovrà tracciare le linee
dell'operazione di cui sarebbe già stata ipotizzata
la strategia;
- il Presidente della Fondazione Banco di Sicilia,
Carlo Dominici, ha manifestato l'intenzione di
vendere anche le proprie azioni, fondando il proprio
ragionamento su argomenti di caratteri squisitamente
economico e di mercato;
- il Banco di Sicilia ricopre, storicamente, un
ruolo centrale nella raccolta del risparmio in
Sicilia, supporto all'imprenditoria dell'Isola;
- la privatizzazione dell'istituto di credito
sarebbe il preludio per la cessione del controllo
del polo bancario siciliano nella mani di qualche
gruppo straniero, accelerando il processo già in
atto di alienazione delle realtà creditizie
siciliane e di desertificazione delle Aziende di
credito siciliane;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad assumere davanti al Parlamento siciliano una
posizione chiara e netta sull'ipotesi di
privatizzazione del Mediocredito Centrale e, con
esso, del Banco di Sicilia e sugli intenti della
Regione in merito alla propria quota azionaria nel
Banco;
- a compiere i necessari passi nelle opportune sedi
istituzionali perchè venga preservato l'interesse
pubblico della Regione nella evoluzione degli eventi
che riguarderanno il Banco di Sicilia, tenuto conto
del ruolo dell'istituto di credito in funzione
dell'economia siciliana;
- ad intervenire presso i dirigenti del polo
bancario siciliano perchè rendano noti i termini
degli accordi sul fronte della dismissione del
patrimonio della banca, adempiendo, in tal modo, ad
un impegno già assunto dagli stessi amministratori
del Banco.
(17 marzo 1999)
LA GRUA - GRANATA -
STANCANELLI - STRANO -
TRICOLI
Avverto che le mozioni testé lette saranno demandate alla
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE. "MISURE DI FINANZA REGIONALE E
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE, CONTABILITA' E
CONTROLLO" (N. 884)
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge "Misure di finanza regionale e
disposizioni in materia di programmazione, contabilità e
controllo" (n. 884).
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
permanente 'Bilancio' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente ed onorevoli colleghi, intervengo...
STRANO. Scusi, signor Presidente, l'onorevole Alfano ha
chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, lei non può fare
insediare la Commissione Non può Ha interrotto l'onorevole
Alfano
PRESIDENTE. Onorevole Alfano, prosegua nel suo intervento.
ALFANO. Presidente, riteniamo ....
STRANO. No, signor Presidente, questa aria di sufficienza la
faccia a casa D'accordo
ALFANO. Presidente, dal punto di vista della regolarità
formale io mi chiedo se è corretto, a fronte di una richiesta di
intervento sull'ordine dei lavori, insediare la Commissione.
Noi abbiamo insediato appena adesso la Commissione, mi pare
di avere capito, ora non so se questo è formalmente regolare,
considerato che c'è ...
PRESIDENTE. Lei intervenga ed eventualmente in seguito al suo
intervento la Commissione non si considera insediata.
ALFANO. Io intervengo, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi, per proporre all'Aula il rinvio della seduta odierna a
domani mattina.
Il senso di questa mia proposta nasce da una serie di
considerazioni e di valutazioni che afferiscono il rilievo e il
rango del disegno di legge o, almeno, il rilievo ed il rango che
il disegno di legge ha avuto attribuito dal Governo proponente.
Si tratta di un disegno di legge che ha avuto la necessità
di avere un percorso, fissato dalla Conferenza dei Capigruppo,
che aveva stabilito un termine assolutamente non perentorio nella
data del 17 di marzo per la chiusura dei lavori in Commissione, e
che al termine dei lavori della Commissione, su cui ci
soffermeremo in appresso, solo venerdì gli uffici hanno potuto
rendere ai Gruppi parlamentari, nel pomeriggio di venerdì, se non
erro, solo nel pomeriggio di venerdì, gli uffici hanno potuto
rendere ai Gruppi parlamentari il complesso dell'articolato
venuto fuori dalla Commissione, all'avvio di un fine settimana, e
solo da questa mattina, di fatto, i Gruppi parlamentari nel loro
plenum hanno potuto cominciare a lavorare sugli emendamenti.
Mi pare che il Regolamento nuovo, che assegna il termine
ultimo per la presentazione degli emendamenti da parte dei
singoli deputati e dei Gruppi parlamentari nella chiusura della
discussione generale, vada coordinato con una regola di buon
senso.
Presidente, c'è un problema all'impianto di amplificazione
che funziona ad intermittenza.
PRESIDENTE. Ha ragione, provvederemo immediatamente e
recupererà tutto il tempo necessario.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.50, è ripresa alle ore 20.57)
La seduta è ripresa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Alfano per proseguire nel
suo intervento.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho proposto di
rinviare a domani mattina la seduta odierna perché il rango e il
ruolo che il Governo proponente il disegno di legge "finanziaria"
ha inteso allo stesso attribuire ha reso necessario un percorso
abbastanza complesso, che si è avviato con una Conferenza dei
Capigruppo nel corso della quale è stato fissato il calendario
dei lavori, che ha previsto i lavori, appunto, le riunioni della
Commissione Bilancio e Finanze entro il termine non perentorio
del 17 marzo. I lavori si sono conclusi nella nottata del 17
marzo e solo nel pomeriggio di venerdì gli uffici della seconda
Commissione hanno potuto offrire ai Gruppi parlamentari il testo,
l'articolato del disegno di legge così come è venuto fuori dalla
Commissione Finanze.
Ora, il Regolamento, così come approvato recentemente da
questa Assemblea, prevede che ogni deputato ed i Gruppi
parlamentari possano presentare emendamenti allo scopo di
migliorare il corpo di un articolato legislativo entro il termine
ultimo della chiusura della discussione generale.
Io credo che le modalità con cui si sia concluso il lavoro
della Commissione Finanze, il fatto che il testo composito,
articolato sia stato offerto ai Gruppi parlamentari solamente nel
pomeriggio di venerdì, necessiti di un coordinamento tra la norma
del Regolamento, che prevede la possibilità di presentare gli
emendamenti entro il termine ultimo di chiusura della discussione
generale, ed una regola di buon senso; la regola di buon senso
per cui non è immaginabile che i Gruppi parlamentari affrontino
con superficialità l'approccio a questa delicata materia senza un
necessario approfondimento anche notturno, anche di questa notte,
con la possibilità, appunto, che avviandosi la discussione
generale si possano presentare con la necessaria riflessione e
pacatezza gli emendamenti che ogni forza politica riterrà di
presentare.
Del resto ci sembra che la nostra proposta non sia
irragionevole, non mi pare abbia il carattere ed il contenuto di
una proposta ostruzionistica, appunto perché noi chiediamo un
semplice rinvio a domani mattina dell'Aula che giunta per altro a
quest'ora dubitiamo che possa diffondersi in una discussione
generale che porta con se, ripeto, la possibilità di presentare
gli emendamenti.
Non dubito della sensibilità dei colleghi quando affermo che
questo rinvio risponde ad una logica di razionalità dei lavori
parlamentari ed anche di rispetto nei confronti di quei singoli
parlamentari e di quelle forze politiche che hanno la volontà di
presentare gli emendamenti che possono essere migliorativi del
corpo del disegno di legge. Ecco perché, signor Presidente,
propongo di rinviare l'Aula a domattina.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Alfano. Abbiamo una richiesta di
rinvio sull'ordine del giorno possono parlare un deputato a
favore ed uno contro e quindi poi viene posta in votazione la
richiesta di rinvio. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Speziale, contro, ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori non si
vota. Scusi ho sentito le argomentazioni del collega Alfano.
Debbo dire che in larga parte non sono convincenti. Non sono
convincenti perché la ... del 17 in Commissione e il fatto che
entro la mezzanotte bisognava comunque chiudere i lavori non fu
un problema sollevato dalla maggioranza, fu un problema posto dai
componenti in Commissione dell'opposizione che dissero che c'era
un termine oltre il quale non bisognava andare...
ALFANO. Non era un termine perentorio, ci sono i verbali della
Conferenza dei Capigruppo. Onorevole Speziale non giochi con le
parole
SPEZIALE. ... Bisogna abituarsi a dire, ad argomentare sulla
base delle questioni che sono realmente... perché ho
l'impressione che ci si trovi di fronte ad uno stato di leggera
confusione. Tuttavia siccome ritengo che può esserci un elemento
di ragionevolezza, nel senso dire che c'è necessità da parte di
qualche parlamentare di un maggiore approfondimento di una
finanziaria che è già all'esame del Parlamento da oltre un mese,
perché è da oltre un mese che è all'esame del Parlamento e si
richiede che ci sia un ulteriore approfondimento, mi permetto di
sollevare una posizione che può essere... se c'è diciamo da parte
dei colleghi del Polo una disponibilità che potrebbe essere
accolta da tutti. Si vada avanti questa sera, signor Presidente,
con la relazione dell'assessore al ramo, l'onorevole Piro, e
domani si rinvia la discussione generale. Cioè questa sera si
faccia esclusivamente la relazione, in modo tale da capire se la
posizione del Polo non è pretestuosa, si faccia la relazione e
domani mattina si riprende con il dibattito sulla discussione
generale.
PRESIDENTE. Onorevole Alfano, lei ritira, alla luce di quanto
richiesto, la su proposta di rinvio? Vi sono altri deputati che
desiderano intervenire sulla proposta?
STRANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace che
anche per un attimo dall'onorevole Speziale sia stata paventata
la pretestuosità nell'intervento dell'onorevole Alfano, che ho
trovato abbastanza corretto, puntuale e sicuramente sereno.
Piuttosto vi è da dire che ci sembra una maniera inusuale oltre
che, a nostro avviso, ad alcune norme del regolamento, il modo di
procedere che si vuole questa sera dare all'ordine dei lavori.
Non vi è dubbio, onorevoli colleghi, che abbiamo assistito
ad una grande anomalia nelle commissioni di merito che è quella
di avere avuto una discussione sicuramente strozzata in virtù di
una presa di posizione della quale chiediamo a lei, signor
Presidente, conferma. Sappiamo che non era lei a presiedere
questa Conferenza dei capigruppo, e a presiederla era il
Presidente Cristaldi dal quale ci aspetteremmo e ci aspettiamo...
Chiedevamo quindi se questo modo di procedere è usuale. Cioè, il
lavoro delle commissioni di merito è stato, a nostro avviso,
artatamente strozzato. Non vi è stata la possibilità di un
confronto fra il Governo e il suo disegno di legge finanziaria e
quindi, in un momento importantissimo per la Sicilia nel quale vi
è una sanità in ginocchio, nel quale vi sono le case di cura
private che non ricevono da anni quanto dovuto...
DI MARTINO . Si attenga all'argomento
FORGIONE. Sull'ordine dei lavori
STRANO. Vi sono le aziende sanitarie locali che reclamano, e
a buon diritto, il pareggio delle loro situazioni economiche,
vediamo giornalmente malati in difficoltà, corsie senza generi di
prima necessità. Abbiamo problemi gravi in ordine al problema...
FORGIONE. Deve intervenire sul rinvio
STRANO. Forse lei non se n'è accorto, ma sto intervenendo sul
rinvio
Allora, signor Presidente, ci saremmo aspettati un proficuo
dibattito nelle commissioni di merito su questo documento
finanziario che, a nostro avviso, assume una particolare valenza
in un momento di grande difficoltà, quello dell'aumento delle
entrate e del contenimento delle spese a fronte di un gettito
finanziario dallo Stato centrale che non arriva.
Quindi, c'era la volontà nostra - io parlo del mio gruppo ma
sono sicuro di interpretare anche il pensiero degli altri gruppi
di opposizione - di confrontarci e di dare il nostro contributo
per migliorare o emendare questo documento fondamentale al quale
l'onorevole Piro fa riferimento per il riassetto della finanza.
Si parla di una manovra complessiva di mille miliardi.
Ed allora, perchè, onorevoli colleghi, si è arrivati ad una
decisione che ha colpito tutti per la provvisorietà che dava a
questo confronto. Per questo termine del 17 non dettato da
nessuna norma e, pare, non dettato neanche, onorevole Speziale,
da un deliberato della Conferenza dei capigruppo, deliberato del
quale ci aspettiamo, ripeto, l'interpretazione del Presidente
Cristaldi, onorevole D'Andrea.
Questo è il primo dato al quale noi facciamo riferimento,
per dire che essendo mancata questa camera di confronto, è
mancata anche la possibilità per me singolo il novantesimo di
quest'Aula, di prendere in esame un documento completo che
tra l'altro non è stato neanche esitato nella sua interezza dalla
Commissione Bilancio, ed allora noi ci attestiamo sulla richiesta
di rinvio ed appoggiamo la richiesta di rinvio presentata
dall'onorevole Alfano.
Onorevole Speziale, ci creda, non è una richiesta
pretestuosa, noi vogliamo contribuire al miglioramento. Abbiamo
preparato degli emendamenti, non perché si vuole bloccare, ma si
vuole, onorevole Piro, concorrere a dare un contributo a questo
documento finanziario importante.
Se questa è la volontà di tutti, vogliamo essere messi nelle
condizioni di ragionare su un documento completo che c'è stato
consegnato oggi e che io ho ricevuto oggi.
Non posso neanche affrontare la relazione dell'assessore, se
allo studio del mio gruppo politico parlamentare non è stato
consegnato, se non oggi, questo documento che il gruppo dovrà
affrontare prima della sua onorevole relazione, onorevole Piro.
Ed allora, riconfermiamo la posizione favorevole nei
confronti del documento finanziario, al di là delle agitazioni,
onorevole presidente Di Martino, non c'era nessuna volontà di
perdere tempo. I tempi sono bloccati in dieci minuti, non
vogliamo surrettiziamente inserire altri argomenti, parlavo di un
dramma che sono sicuro sta a cuore a lei quanto a me, quello
della sanità che interviene nel momento stesso in cui parliamo di
contenimento delle spese e di aumento delle entrate, e quindi ha
attinenza perfetta con la finanziaria.
La prossima volta, la prego di contestarmi realmente su
fatti assolutamente veri e pertinenti. Conosco il suo stile,
conosco la sua forma e sono certo che lei converrà, sicuramente è
stato trascinato dalla foga oratoria, nota tribunalizia, quasi
ciceronesca dell'onorevole Cintola, famoso per questo suo slancio
passionale nei confronti dei regolamenti dell'Assemblea.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non credo, signor Presidente, ci troviamo
nell'ordine del giorno, quindi non credo che lei possa
intervenire.
BUFARDECI. Quando il Presidente della Regione chiede la
parola, va sempre data.
PRESIDENTE. No, dobbiamo andare in votazione sulla
richiesta...
Prego signor Presidente.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
chiedo scusa perché sto arrivando da fuori con un certo ritardo e
non ho potuto seguire il tenore del dibattito e della proposta.
Francamente, però, ad ascoltare gli ultimi interventi, fra cui
quello dell'onorevole Strano in particolare, mi sembrerebbe
veramente strano aprire un dibattito con questi connotati per una
questione che non mi sembra così decisiva.
Se ho capito bene, mi corregga qualcuno se sbaglio, c'è una
proposta di incardinare il disegno di legge, cioè di svolgere la
relazione, incardinare il disegno di legge e fare domani mattina
la discussione generale sul disegno di legge.
La proposta che mi pare è stato sostenuta ora dall'onorevole
Strano è che invece si cominci domani con la relazione, se ho
capito bene.
Io non vedo un grandissimo contrasto, insanabile, onorevole
Presidente. Il problema si riduce al fatto se debba o no farsi la
relazione. Vorrei capire da chi ha proposto il rinvio a domani,
cosa cambia. Dal punto di vista tecnico regolamentare nulla,
perché dal momento che si possono presentare gli emendamenti
entro il tempo di svolgimento della discussione generale, mi pare
del tutto naturale che non viene compromessa questa possibilità
dall'illustrazione della relazione, tanto più che il tempo da
dedicare alla relazione questa sera non sarebbe molto, visto che
il Presidente si intende rimettere al testo.
BRIGUGLIO. Per una Finanziaria così importante si rimette al
testo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Il testo è scritto, il
testo è già scritto, onorevole Briguglio.
BRIGUGLIO. Lo faccia dire al Presidente della Commissione.
CAPODICASA, presidente della Regione. E' già scritto, è
obbligatorio, non c'è una relazione orale, il disegno di legge
pertanto deve essere accompagnato da relazione scritta, così
come....
BRIGUGLIO. Lo abbiamo imparato qualche anno fa.
CAPODICASA, presidente della Regione. Pertanto, credo sia
possibile evitare la relazione.
PRESIDENTE. In seguito all'intervento del Presidente della
Regione, per esperire il tentativo secondo l'indicazione di
trovare un'intesa sull'ordine del giorno, sospendo la seduta per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21,15, è ripresa alle ore 21,43)
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritengo anche per la ora tarda,
che sia opportuno adottare alcune decisioni in merito alla
'Finanziaria', atto importante per l'Assemblea e per la Regione.
Mi permetto sommessamente di fare una proposta per
consentire il proseguimento dei lavori d'Aula, tenendo conto
anche che il 31 marzo scade l'esercizio provvisorio ed il Governo
ha già presentato il relativo disegno di legge.
Le chiedo pertanto l'autorizzazione a convocare, dopo la
seduta odierna, la Commissione Bilancio per esaminare l'esercizio
provvisorio. Dopo di che - premesso soprattutto che nessuna
violazione regolamentare è stata compiuta per quanto riguarda
l'approntamento della legge finanziarla - per dare la
possibilità ai colleghi che l'hanno richiesto, di rinviare a
domani pomeriggio la relazione, la discussione generale sul
disegno di legge Finanziaria e, se possibile, domani nella tarda
mattinata, mettere all'ordine del giorno l'approvazione
dell'esercizio provvisorio. Grazie.
FLERES. Può riepilogare la proposta, signor Presidente?
PRESIDENTE. Il presidente della Commissione chiede di essere
autorizzato a convocare la commissione Bilancio e l'Aula per
domani mattina nella tarda mattinata per l'esame dell'esercizio
provvisorio e per la successiva apertura della discussione sul
disegno di legge Finanziaria domani pomeriggio.
Se non sorgono osservazioni, perché in termini
regolamentari dovrei porre in votazione la proposta Alfano,
l'Assemblea autorizza la Commissione Bilancio a riunirsi subito
dopo l'Aula, alle ore 22,00.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
L'Assemblea è rinviata a domani, martedì 23 marzo 1999, alle
ore 12,00 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999" (n. 897).
2) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 21.45.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30)