Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 230 di lunedì 22 marzo 1999
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                  PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

       La seduta è aperta alle ore 20.30.

     PRESIDENTE.  Avverto,  ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
  del   Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.

    AFFIDAMENTO TENMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO  REGIONALE
    SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DELL'ONOREVOLE GIOVANNI
    BARBAGALLO DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE  (ART. 3  LEGGE
    N. 30/94).

        PRESIDENTE.  Si  passa  al  secondo  punto  dell'ordine del
  giorno:   Affidamento   temporaneo  delle  funzioni  di  deputato
  regionale  supplente   a seguito della sospensione dell'onorevole
  Giovanni  Barbagallo  dalla  carica di deputato regionale (art. 3
  legge n. 30/94).
       Comunico che mi  è pervenuta la seguente nota prot. n. 05305
  del  22  marzo  1999  da  parte  del  Presidente  delegato  della
  Commissione  per  la  verifica  dei  poteri,  onorevole  Giuseppe
  D'Andrea:
       "Per  quanto di competenza, si comunica che, in applicazione
  della  legge  n.  30 del 1994, si è provveduto a convocare questa
  Commissione  per la verifica dei poteri, ai sensi dell'articolo 3
  della  medesima legge, esperiti i necessari accertamenti, a norma
  della  legge  regionale numero 29 del 1951 e successive modifiche
  ed  integrazioni,  nella  seduta  n.  20  del  22  marzo  1999 ha
  deliberato  di  affidare l'esercizio temporaneo delle funzioni di
  deputato regionale supplente ad Ascenzio Maria Catena Maesano, il
  quale  nella  lista  n.  6,  Partito  popolare  italiano,  per il
  collegio  di  Catania,  lista  in  cui è stato eletto l'onorevole
  Giovanni  Barbagallo,  sospeso dalla carica di deputato regionale
  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri del 25
  febbraio  1999, notificato alla Presidenza dell'Assemblea in data
  12  marzo  1999,  segue  immediatamente  con voti 4.768 lo stesso
  onorevole Barbagallo".
       Non  sorgendo  osservazioni,  l'Assemblea  prende atto delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
       Dichiaro,  quindi,  supplente  per  il  temporaneo esercizio
  delle  funzioni  di  deputato dell'Assemblea regionale siciliana,
  l'onorevole Ascenzio  Maria  Catena Maesano, salvo la sussistenza
  di motivi  di  ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e
  non conosciuti fino a questo momento.
       Avverto che da  oggi  decorre il termine di venti giorni per
  la  presentazione  di  eventuali  proteste  o  reclami  ai  sensi
  dell'articolo  61,  comma  terzo,  della legge regionale 20 marzo
  1951, numero 29, e successive modifiche ed integrazioni.
       Poiché l'onorevole  Maesano  è presente in Aula, lo invito a
  prestare il giuramento di rito.
       Do   lettura   della   formula   del   giuramento  stabilita
  dall'articolo  6   delle   norme   di  attuazione  dello  Statuto
  siciliano:
       "Giuro di  essere  fedele alla Repubblica italiana ed al suo
  Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
  e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
  al solo scopo  del  bene inseparabile dello Stato e della Regione
  siciliana."

     MAESANO. Lo giuro.

        PRESIDENTE.  Dichiaro  immesso  l'onorevole  Maesano  nelle
  funzioni   di   deputato   supplente   dell'Assemblea   regionale
  siciliana.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       Si  passa  al  III  punto all'ordine del giorno: Lettura, ai
  sensi  e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno delle mozioni:

      N. 315 - Interventi in  merito  alla  problematica attinente
              agli immobili costruiti  nelle  zone  prese in esame
              dalla legge regionale  n. 78 del 1976. Accelerazione
              della procedura di approvazione dei disegni di legge
              aventi  ad   oggetto   disposizioni  integrative  in
              materia di riordino urbanistico del territorio.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - sul  territorio  siciliano  esistono insediamenti,
              singoli o collettivi, realizzati nelle zone prese in
              esame dall'art. 15 della  l.r.  n.  78 del 1976 (150
              metri dalla battigia, 200 metri dai boschi);

              - detti  immobili,  nella stragrande maggioranza dei
              casi,  risultano  'prime  abitazioni'  e  frutto  di
              lunghi   e    gravosi    sacrifici   dei   legittimi
              proprietari;

              - l'art. 2,  terzo  comma,  della  l.r.  n.  15  del
              30/4/1991 ha fornito un'interpretazione dell'art. 15
              della l.r.  n.  78  del 1976, a distanza di oltre 14
              anni,  ampliando   il   raggio  di  applicazione  di
              quest'ultima norma anche nei confronti dei privati;

              - il 9 ottobre 1996 fu presentato da alcuni deputati
              un disegno di legge avente ad oggetto: 'Disposizioni
              integrative in materia di urbanistica e territorio',
              tendente a riordinare le condizioni di cui sopra;

      RITENUTO che:

              - il testo  della  relazione introduttiva del citato
              disegno di legge  possa  esser  condiviso  da questa
              Assemblea regionale;

              -  appare  necessario  rimeditare  l'intero  sistema
              della  pianificazione,   gestione  e  controllo  del
              territorio;

              - il disegno di legge citato, auspicando il riordino
              del territorio, tende  a  dotare gli amministrati di
              un  sistema   logico,   di   non  equivoca  lettura,
              affermando,   nel    contempo,    la   volontà   dei
              presentatori e  della  Regione siciliana di tutelare
              le proprie  coste  e  le proprie risorse, prevedendo
              sanzioni  dure  ed  immediate  per  coloro  i  quali
              violino le norme  e  per  gli  organi  preposti alla
              vigilanza che non esercitano i loro poteri;

      CONSIDERATO che:

              -  appare   chiaro   che   l'attuale  situazione  di
              discrepanza   fra   il   comportamento   legislativo
              nazionale   e  quello  siciliano  abbia  determinato
              un'evidente    discriminazione    in   danno   delle
              popolazioni della Sicilia;

              -    è     ormai    divenuta    indispensabile    ed
              improcrastinabile  la soluzione dell'annoso problema
              del riordino urbanistico del territorio;

              - è necessario  promulgare  una  norma che regoli le
              situazioni   pregresse    in   modo   coerente   con
              l'affidamento nutrito  dai  cittadini  interessati e
              soprattutto tale  da  riportare nel rispettivo alveo
              le  questioni   urbanistiche   rispetto   a   quelle
              paesistiche,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a tenere conto del disegno di legge citato (n. 190
              della XII legislatura)  e delle conclusioni cui esso
              giunge  nell'approvazione   del   disegno  di  legge
              'Misure  di  finanza  regionale  e  disposizioni  in
              materia di programmazione, contabilità e controllo';

              - a dare soluzione comunque alla problematica di cui
              in premessa entro la sessione di bilancio;

              -   ad    intervenire    per   far   sì   che,  fino
              all'approvazione di una norma che sani la condizione
              di cui  in premessa, vengano bloccati gli interventi
              di requisizione dei sindaci (o dei loro coordinatori
              degli uffici  tecnici  comunali)  e vengano a cadere
              gli effetti  delle disposizioni dagli stessi emanate
              in  danno   dei   proprietari   degli  immobili, che
              potrebbero rientrare nella soluzione individuata dal
              Governo.

              (17 febbraio 1999)
                                  CROCE - BUFARDECI - BENINATI -
                                  FLERES - VICARI - PAGANO - GRIMALDI

      N. 316 - Interventi  per  il  prosieguo  dell'attività della
              Sicilgesso S.p.A..

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      VISTO il decreto   assessoriale   n.   44/41  del  29/1/1999
              dell'Assessore   per   il  territorio  e l'ambiente,
              relativo alla concessione  del  nulla osta ex art. 5
              l.r. n. 181  del  1981 per l'ampliamento di una cava
              di gesso in contrada Chiuse del comune di Calatafimi
              (TP) gestita dalla ditta 'Sicilgesso S.p.A.';

      RITENUTO che  il  superiore  provvedimento  assessoriale non
              consente  la  continuazione dell'attività estrattiva
              pregiudicando così  i  livelli  occupazionali  ed il
              futuro stesso  della  società  che  ormai da decenni
              opera   nel   settore  avendo  raggiunto  importanti
              livelli produttivi in grado di soddisfare la domanda
              isolana e parte consistente di quella nazionale;

      CONSIDERATO che nelle more di un approfondito esame da parte
              del C.R.T.A.  del  progetto  relativo  ai  lavori da
              realizzare, è  possibile  limitare  il nulla osta al
              decreto assessoriale  n.  625/41  del 13/10/1995 che
              consente il  completamento  del  programma di cui al
              provvedimento concessorio n.  1/96-127 TP rilasciato
              dal  distretto   minerario   di   Palermo   in  data
              10/1/1995;

      VALUTATO che il  sopra  richiamato  decreto  assessoriale n.
              44/41  del   29/1/1999  si  appalesa  inopportuno  e
              comunque    pregiudizievole    per    il   prosieguo
              dell'attività  della 'Sicilgesso S.p.A.', nonché per
              la tutela dei posti di lavoro,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    e per esso
                    L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

              a revocare immediatamente il decreto assessoriale n.
              44/41 del 29/1/1999 di cui in premessa e di emanare,
              con estrema urgenza, un provvedimento amministrativo
              di proroga  del  decreto assessoriale n.  625/41 del
              13/10/1995  che  consentirebbe  il completamento del
              programma  previsto  dalla  concessione n.  1/96-127
              TP, nelle more  di  un  più  approfondito  esame del
              progetto relativo  ai  lavori  da realizzare come da
              richiesta di ampliamento cava di gesso all'esame del
              C.R.T.A..

              (17 febbraio 1999)
                                    COSTA - DRAGO - AULICINO -
                                    PISCIOTTA

      N. 317 - Revoca del decreto  assessoriale  avente ad oggetto
              la    sospensione   dell'utilizzo   del   ricettario
              unificato del  Servizio sanitario nazionale da parte
              dei medici specialistici ambulatoriali esterni.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - con decreto del 12 ottobre 1998 l'Assessore per la
              sanità, on.le  Innocenzo  Leontini,  ha  disposto la
              sospensione  dell'utilizzo  del ricettario unificato
              del Servizio sanitario nazionale da parte dei medici
              specialistici ambulatoriali esterni;

              - tale provvedimento trova fondamento in un una nota
              del 21  febbraio  1996,  con  la  quale il Ministero
              della Sanità  fa  presente  che  fra  i  compiti del
              professionista    convenzionato   non   rientra   la
              prescrizione di  farmaci  e di conseguenza l'uso del
              ricettario unificato;

              -  tale   ultimo   provvedimento  contrasta  con  il
              contenuto del  decreto n. 17672 del 7 dicembre 1995,
              a firma  dell'Assessore  per la sanità, con il quale
              si dispone  l'utilizzo  da  parte  degli specialisti
              ambulatoriali   esterni  del  ricettario  unificato,
              limitatamente  ed esclusivamente per le prescrizioni
              di farmaci;

      EVIDENZIATO che:

              -  il  provvedimento  dell'on.le  Assessore  per  la
              sanità determina un  grave danno per la salute e per
              la    sicurezza    sanitaria    dei   cittadini   in
              considerazione del  fatto  che  questi,  dopo essere
              stati  visitati  dallo  specialista, debbano recarsi
              dal proprio  medico curante, per la trascrizione dei
              farmaci;

              - con la conseguenza che se il medico generico non è
              reperibile o riceva  24  o  72  ore  dopo  la visita
              specialistica,  diventa  impossibile per il paziente
              ottenere la  prescrizione  del  farmaco  e quindi la
              sottoposizione   all'inizio   della   terapia;  cosa
              potrebbe accadere se  si  trattasse di patologia che
              necessita  di   terapia   tempestiva  come  ischemia
              miocardica, scompenso, turbe del ritmo?

              - considerato  che in altre regioni d'Italia come il
              Veneto, la  Puglia,  l'Abruzzo  e  la  Campania  gli
              specialisti  ambulatoriali  esterni  dispongono  del
              relativo  ricettario,  è  evidente  che  il  decreto
              assessoriale    crea    disparità   di   trattamento
              all'interno della medesima categoria professionale,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              alla revoca del suddetto decreto.

              (17 febbraio 1999)
                                     CAPUTO - SCALIA - CATANOSO -
                                     TRICOLI

      N. 318 - Informazioni  presso il  Ministero  della  Pubblica
              Istruzione in ordine alla qualifica professionale di
              'operatore sociale assistenza H.D.C.'.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - il CE.T.U.S. (Centro  di  tecnologia universitaria
              straniera), in data 20 marzo 1998,  progettava  n. 2
              corsi liberi,  ai  sensi  del  decreto  assessoriale
              della Regione siciliana  del  26 giugno 1996, per la
              qualifica    professionale    di    specializzazione
              'insegnante di sostegno', applicata alle tabelle del
              Ministero del Lavoro, C.Q. n. 00210138, per il quale
              è previsto il  titolo  di  accesso  del  diploma  di
              maturità,per la durata  biennale  di  ore 1.800, con
              profilo professionale  polivalente  per portatori di
              handicap fisici, psichici e sensoriali;

              - l'Ufficio provinciale del lavoro  e  della massima
              occupazione  di Palermo,  in  data  1  giugno  1998,
              consigliava al  CE.T.U.S.  di rimodulare il progetto
              del corso  suindicato  alla  qualifica di 'operatore
              sociale   assistenza   H.D.C.',   qualifica   questa
              confortata dal  decreto  assessoriale  della Regione
              siciliana legge 30  dicembre  1986,  n.  34, art. 4,
              punto 3, dal quale si evince che, l'attestato di cui
              sopra, rilasciato  dall'Assessorato regionale per il
              lavoro,  la   previdenza   sociale,   la  formazione
              professionale e  l'emigrazione,  è titolo idoneo per
              svolgere l'attività  di insegnamento di sostegno nei
              corsi di formazione professionale per handicappati;

              -  in data 17 settembre  l'Ufficio  provinciale  del
              lavoro  e  della  massima   occupazione  di  Palermo
              autorizzava i corsi del CE.T.U.S., e più tardi anche
              l'Assessorato regionale  Lavoro,  con  decreto del 9
              novembre 1998 faceva altrettanto;

      CONSIDERATO  che  al  termine  del   corso  biennale,  nella
              fattispecie nell'anno 2000, agli allievi che avranno
              superato gli esami, sarà consegnato dall'Assessorato
              regionale per il  lavoro,  la previdenza sociale, la
              formazione    professionale   e   l'emigrazione   un
              attestato di  qualifica  professionale  ai sensi del
              decreto del Ministero  del  Lavoro del 12 marzo 1996
              dal  quale   si  evince  l'equipollenza  del  titolo
              tradotto  in   quattro   lingue   e  abilitante  nel
              territorio europeo,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a chiedere al Ministero della Pubblica Istruzione se
              gli allievi, al termine del corso  biennale  di  cui
              sopra, in possesso della  qualifica professionale di
              'operatore  sociale  assistenza   H.D.C.',  potranno
              presentare domanda ai Provveditorati  agli Studi per
              essere inseriti nelle  graduatorie  quali insegnanti
              di sostegno.

              (18 febbraio 1999)
                                     TRICOLI - LA GRUA - SCALIA -
                                     BRIGUGLIO

      N. 319 - Provvedimenti  finalizzati  ad avviare la procedura
              della  gara d'appalto per la costruzione della 'Casa
              dello studente' a Catania.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  a Catania doveva essere edificata una 'Casa dello
              studente'  da  800  posti  letto in base al progetto
              'Tavoliere'   per   cui  erano  stati  stanziati  60
              miliardi  di   lire   ex   L.   n.   457   del  1977
              sull'edilizia residenziale universitaria;

              -  l'Istituto  autonomo  case  popolari  di Catania,
              proprietario  del  terreno  sul quale la costruzione
              doveva  essere  realizzata, ha appaltato i lavori da
              circa sei anni;

              - i  lavori sono stati bloccati in seguito a vicende
              giudiziarie   che   hanno  portato  all'arresto  del
              titolare  della  ditta appaltatrice e del Presidente
              dello IACP di Catania;

              -   nonostante   dopo  sei  anni  ogni  problema  di
              carattere   giudiziario   sia  stato  risolto  e  la
              magistratura   abbia   rimosso  ogni  ostacolo  alla
              ripresa  dei lavori, il commissario dell'IACP non ha
              ancora proceduto a bandire un nuovo appalto;

              - i  fondi  disponibili si sono intanto ridotti a 45
              miliardi  di lire, comunque sufficienti a finanziare
              una struttura con 600 posti letto, tale da essere la
              più grande della Sicilia,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a  sollecitare  al  commissario  dello  IACP l'avvio
              delle   procedure   della   gara  d'appalto  per  la
              costruzione della 'Casa dello studente' per cui sono
              disponibili i  fondi  della  L.  n.  457 del 1977 o,
              viceversa,    ad   affidare   la   relativa   delega
              all'Assessore  regionale per i lavori pubblici, allo
              scopo  di  sbloccare  una  situazione  che penalizza
              pesantemente  il  mondo  universitario  che  gravita
              sull'Ateneo di  Catania,  anche  alla luce delle già
              gravi    difficoltà    che   puntellano   l'edilizia
              scolastica e universitaria in Sicilia e a Catania in
              modo particolare.

              (3 marzo 1999)
                                             STRANO - STANCANELLI -
                                             TRICOLI - BRIGUGLIO -
                                             SOTTOSANTI

      N. 320 - Interventi   relativi  alla  situazione  del  campo
              nomadi   insediato   nell'area   del   'Parco  della
              Favorita' di Palermo.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che l'Amministrazione comunale di Palermo, convinta
              che tutto quello  che  non  si  vede,  nella società
              dell'immagine, non  esista,  ha creduto di risolvere
              il problema dei nomadi espellendoli da 'Romagnolo' e
              nascondendoli dietro  i  muri  e  le  palizzate  che
              circondano un'area del 'Parco della Favorita';

              constatato  che  l'area  della  'Favorita',  dove  i
              nomadi si  sono  insediati,  fa  parte  del  demanio
              indisponibile del Comune e ricade in una zona che lo
              strumento  urbanistico  vincola  ad 'inedificabilità
              assoluta'  e  nella  quale  non  ci  si  può neppure
              accampare;

      RITENUTO che:

              -  il problema dei nomadi debba essere affrontato in
              termini  di  concretezza, alla luce del fatto che da
              tempo  ormai  essi si sono trasformati in residenti,
              in  violazione delle norme che regolano il soggiorno
              in  territorio  italiano  di  cittadini  stranieri e
              senza   che  siano  stati  affrontati  e  risolti  i
              problemi   di  fondo  connessi  a  tale  situazione:
              dall'integrazione al lavoro, alla tutela dei minori,
              alla    esigenza    di   sicurezza   dei   cittadini
              palermitani;

              - il nomadismo costituisce un aspetto non secondario
              dell'immigrazione   selvaggia   che   ha   investito
              Palermo,   città   con   un   altissimo   tasso   di
              disoccupazione che  non  offre  spazi ad immigrati e
              zingari,  i  quali  vanno  ad  ingrandire le fila di
              questuanti,  lavavetri e venditori ambulanti.  E' un
              accattonaggio, quello che si verifica a Palermo, che
              può  essere  paragonato  solo a quello dei paesi del
              'Terzo'   e   'Quarto   mondo':   barboni,  zingari,
              lavavetri,'vu  cumprà' non danno tregua;  zingarelle
              e  bambini  sotto gli occhi della forza pubblica che
              si  guarda  bene  dall'intervenire, sono costretti a
              mendicare nelle strade. Palermo è diventata anche la
              base  della  malavita proveniente da mezzo mondo, il
              paradiso   di  ladri,  scippatori  e  borseggiatori,
              attività nelle  quali, non è un segreto nè una forma
              di razzismo, sono specializzati proprio gli zingari;

              - nonostante tale realtà- per di più aggravata dalla
              paralisi  del  traffico,  dalla  microcriminalità in
              aumento  al racket delle estorsioni dilagante, dalla
              mancanza  di  parcheggi  al  traffico  caotico,  dal
              marcato  inquinamento  atmosferico  e  acustico alla
              burocrazia  levantina ed ai vigili non correttamente
              impiegati, dagli ospedali fatiscenti e dalla carenza
              di loculi  che  rendono  difficile  sia  nascere che
              morire  all'altissimo  tasso  di  disoccupazione che
              rende  difficoltosa  la  stessa sopravvivenza, dalle
              scuole più  malandate  d'Italia  alle  strade che si
              trasformano  in  laghi  in  occasione  delle piogge,
              dalle carenze igieniche aggravate da un inefficiente
              servizio di  raccolta  dei  rifiuti  e dalla mancata
              lotta  al  randagismo  all'acqua potabile razionata,
              dalle   poste   paralizzate  ai  trasporti  pubblici
              inefficienti,  dalla  mancanza  di  strutture per la
              terza  età  ai  blocchi  stradali  effettuati  quasi
              quotidianamente  da  disoccupati e inoccupati, dalle
              decine di chilometri  di  strade in cui è vietata la
              sosta   per   motivi   di   sicurezza   alle  corsie
              preferenziali   ufficialmente   riservate  ai  mezzi
              pubblici, ma  utilizzate da potenti grandi e piccoli
              e alle strade  che nelle ore di punta sono chiuse al
              traffico   comune   ed   utilizzate   da   categorie
              privilegiate  che  così  possono sfuggire alla morsa
              del   traffico,   dal   quotidiano   spettacolo  sud
              americano di  auto  e  scorte che sfrecciano a tutta
              velocità   a   sirene   spiegate,   alle   periferie
              degradate, dal  mal  di vivere sempre più accentuato
              dalle  incertezze  e  dalla precarietà alla mancanza
              delle  necessarie  opere  civili  che  fanno  di  un
              agglomerato  urbano  una  città,  dalla  mafia  come
              mentalità e sistema di vita all'abusivismo edilizio,
              dall'anarchia        commerciale       all'abbandono
              dell'ambiente  e  del  patrimonio  monumentale  - il
              Sindaco Orlando in occasione del suo recente viaggio
              negli Stati  Uniti, ha indicato Palermo come esempio
              per tutto il mondo;

      CONSIDERATO che:

              - Palermo, lungi dall'essere 'modello di riferimento
              per il mondo  intero', è una città da 'Terzo mondo',
              dove sono sconosciuti 'ordine e sicurezza', sviluppo
              economico, sociale  e  culturale', per cui ridicole,
              fuori dalla realtà  e mendaci sono da considerare le
              affermazioni di  Orlando, allorchè cita il capoluogo
              siciliano come 'modello di educazione alla legalità'
              da esportare in tutto il mondo;

              - le  affermazioni  del Sindaco Orlando, secondo cui
              'Palermo è meglio  di New York' e secondo cui essa è
              diventata 'un  modello  di  riferimento per il mondo
              intero, sia  sotto  il  profilo  dello  sviluppo che
              della   legalità',   ancorchè   prive  di  riscontro
              concreto  con  una  realtà  fatto di disoccupazione,
              emarginazione   e   di   illegalità,   rischiano  di
              penalizzare  ulteriormente la città, visto che fanno
              credere, a  livello nazionale ma anche europeo, cioè
              a Roma ed  a  Bruxelles, dove si decidono i sostegni
              in favore  dello sviluppo del Sud, che Palermo abbia
              superato   la  sua  condizione  di  sottosviluppo  e
              precarietà e  quindi non abbia più bisogno di misure
              finalizzate  alla  bonifica  morale  ed  al sostegno
              socio-economico;

              - il Sindaco  di Palermo si muove per ondate emotive
              nel tentativo di dare di Palermo un'immagine che non
              esiste, anche perchè invece di utilizzare le risorse
              finanziarie comunali  per  favorire lo sviluppo e la
              modernizzazione della  città, le sperpera in viaggi,
              festini, consulenze  ed attività ludiche o le brucia
              nel calderone  della  cultura  o presunta tale, cioè
              nel business  individuato  dal  potere  politico per
              giustificare lo  sperpero clientelare del denaro del
              contribuente;

              - il problema  del nomadismo a Palermo va affrontato
              concretamente  ed   in  maniera  organica  sotto  il
              profilo   sociale,   della   sicurezza  pubblica  ed
              umanitario, anche  perchè  non è accettabile, in una
              città che  ama definirsi civile, che intere famiglie
              e numerosi bambini vivano in condizioni di abbandono
              e di degrado,  ammassati  in baracche e roulottes in
              aree prive dei più elementari servizi civili;

      RILEVATA la necessità di eliminare l'insediamento realizzato
              alla    'Favorita'   in   violazione   delle   norme
              urbanistiche    e    di    quelle    che    regolano
              l'utilizzazione del demanio indisponibile del Comune
              -  anche   in   considerazione   del  fatto  che  la
              demanialità di  un  bene  è  una  qualità  che resta
              acquisita,  a  prescindere  da ogni provvedimento di
              natura    formale    dell'autorità    amministrativa
              limitativo degli  usi  civici  -, di intervenire con
              urgenza per il trasferimento dei nomadi in una nuova
              zona  specificamente attrezzata e di condizionare la
              fruizione   del   nuovo   campo   al   rispetto  dei
              regolamenti comunali  e  delle  leggi dello Stato, e
              alla  tutela  della  civile  convivenza,  nonchè del
              diritto allo studio per i minori;

      CENSURATA   la  violazione,  da  parte  dell'Amministrazione
              comunale di  Palermo, delle direttive comunitarie in
              materia di  campi  attrezzati  per l'accoglienza dei
              nomadi  e  delle  norme  che  regolano  la  gestione
              dell'area demaniale della 'Favorita';

      RITENUTO necessario avviare  a soluzione un problema che, in
              assenza   di   interventi   adeguati,   rischia   di
              trasformarsi nell'ennesima emergenza sociale,

                     IMPEGNA L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI

              ad   attivare   le  procedure  sostitutive  previste
              dall'ordinamento regionale  degli  enti  locali ed a
              procedere urgentemente alla nomina di un commissario
              ad acta presso il Comune di Palermo con l'incarico:

              a) di imporre il rispetto delle norme poste a tutela
              del demanio  indisponibile  ed  Comune  di Palermo e
              individuare i responsabili della loro violazione;
              b)  di   smantellare   il  campo  nomadi  realizzato
              illegalmente   nell'area  della  'Favorita',  previa
              individuazione di  un'area  dove realizzare un campo
              attrezzato per i nomadi;
              c) di  assicurare  il rispetto delle norme comunali,
              delle leggi dello  Stato e delle regole della civile
              convivenza nella nuova area attrezzata.

              (3 marzo 1999)
                                             VIRZI' - LA GRUA -
                                             CATANOSO - RICOTTA

      N. 321 - Interventi  urgenti per l'allineamento dei tassi di
              interesse   su  prestiti  artigiani  (C.R.I.A.S.)  a
              quelli di mercato del costo del denaro.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - le leggi  regionali n. 96 del 1981 e n. 3 del 1986
              prevedono  prestiti agevolati per la categoria degli
              artigiani;

              - nel  corso  di questi ultimi mesi i tassi relativi
              al costo del denaro in Italia hanno subito modifiche
              in ribasso;

              -  dette  modifiche hanno posto i tassi applicati ai
              prestiti   artigiani   in   una  condizione  di  non
              concorrenzialità   rispetto   a   quelli   applicati
              mediamente sui mercati finanziari;

      RITENUTO che  la  tipologia  del  prestito artigiano, le sue
              finalità e  i suoi scopi, vengano a cadere stante la
              ridotta, ove non completamente annullata, differenza
              fra  i  tassi  applicati dalla C.R.I.A.S. e il tasso
              medio del costo del denaro in Italia,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad  intervenire  per  regolarizzare  la  predetta
              situazione;

              -  ad  intervenire  per  far sì che sulle operazioni
              finanziarie  previste per la categoria artigiana che
              fruiscono  di  un contributo in conto interessi o in
              conto   canoni,  quest'ultimo  risulti  quantificato
              nella  misura  del  70  per  cento  del 'prime-rate'
              stabilito  periodicamente  dall'A.B.I. (Associazione
              bancaria italiana).

              (4 marzo 1999)

                                  CROCE - FLERES - CIMINO -
                                  BENINATI

      N. 322 - Interventi   urgenti   per   il  superamento  delle
              problematiche  che stanno determinando rallentamenti
              e  il  possibile  blocco  dell'attività del cantiere
              navale dei fratelli Giacalone di Mazara del Vallo.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - alcune  aree  del  porto  di Mazara del Vallo sono
              state asservite  al  Comando della 13  Legione della
              Guardia   di   finanza  per  l'attracco  di  proprie
              motovedette;

              -  la  perimetrazione e la conseguenziale recinzione
              della   banchina   ha   determinato  difficoltà  nel
              funzionamento   del  cantiere  navale  dei  fratelli
              Giacalone, rallentando la ricezione delle merci e il
              varo delle imbarcazioni;

              -  il  mantenimento  dell'utilizzo,  da  parte della
              Guardia di  finanza,  delle aree in atto individuate
              nel  porto  di  Mazara  determinerebbe ripercussioni
              sull'attività  del  cantiere  navale,  tali da poter
              provocare   licenziamenti   e   ripercussioni  sulle
              imprese che operano nell'indotto;

              - il  cantiere  navale  dei  fratelli  Giacalone  dà
              lavoro a  100  addetti, con un fatturato annuo di 50
              miliardi di lire;

              -   altresì,   100   addetti   operano  in  attività
              collaterali a quelle del cantiere navale citato;

      CONSIDERATA  la  già  manifestata  disponibilità  degli enti
              interessati  alla  ricerca  di soluzioni alternative
              che  consentano  lo spostamento delle aree asservite
              alla 13  Legione della Guardia di finanza;

      CONSIDERATO:

              -  che,  ad  oggi,  alla  suddetta disponibilità non
              hanno  fatto riscontro risposte che avrebbero potuto
              dare serenità alla comunità marinara mazarese;

              -  che   è  interesse  di  tutte  le  rappresentanze
              politiche-parlamentari chiedere un deciso intervento
              del  Governo  al fine di salvaguardare l'occupazione
              nel comparto della marineria,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a riservare, per le proprie competenze, una vera e
              propria  corsia preferenziale utile alla risoluzione
              delle  problematiche che in atto bloccano l'attività
              del cantiere navale di cui in premessa;

              - ad  intervenire  per  sollecitare  la  13  Legione
              della Guardia  di  finanza  al  fine  di ottenere le
              modifiche  in  ordine all'asservimento alla medesima
              di alcune aree del porto di Mazara del Vallo;

              -  ad  intervenire  per  sollecitare,  per  le  loro
              competenze,  gli  organi  nazionali della Guardia di
              finanza per il superamento degli ostacoli suddetti.

              (5 marzo 1999)

                                   CROCE - FLERES - CIMINO -
                                   BENINATI - BUFARDECI

      N. 323 - Revoca del  decreto  assessoriale  '49/VI  Tur' del
              12.2.1999   sottoscritto   dall'Assessore   per   il
              Turismo, le comunicazioni e i trasporti.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - l'Assessore per  il  Turismo, le comunicazioni e i
              trasporti,  con scadenza quasi giornaliera, proclama
              iniziative su organi di stampa inerenti il turismo e
              le   portualità   turistiche   e  quant'altro  senza
              effettivi   riscontri   legislativi  o  passaggi  in
              commissioni legislative di merito;

              - in data 12.2.1999, di contro, ha emesso un decreto
              assessoriale   in  cui  determina  le  tipologie  di
              attività  turistiche ammissibili ai finanziamenti di
              cui alla  legge n. 488 del 1992, stabilendo priorità
              tra le stesse ed in particolare tra i nuovi impianti
              rispetto     agli    ampliamenti,    ammodernamenti,
              riconversioni e riattivazioni;

      CONSIDERATO che:

              - nelle priorità  con  punteggio 10, nella tabella A
              allegata   al   decreto   assessoriale,  sono  stati
              previsti   villaggi   turistici,   villaggi-albergo,
              residenze  turistiche e alberghiere, impianti per il
              gioco del golf;

              - altresì nella tabella B, con priorità pari a punti
              10, sono stati previsti i nuovi impianti, mentre gli
              ampliamenti,  l'ammodernamento la riconversione e la
              riattivazione rispettivamente vengono considerati ai
              punti 8, 6, 4 e 2;

              -  nell'allegato   C,   di  contro,  l'Assessore  ha
              ritenuto che  il  territorio  della Regione possiede
              eguale    vocazione    e   potenzialità   turistica;
              dimostrando  superficialità  e scarsa conoscenza del
              territorio regionale  in  cui  ormai  esistono  aree
              prevalentemente    industriali   in   antitesi   con
              qualsivoglia sviluppo turistico di quel territorio;

      RITENUTO che:

              -  l'Unione  regionale  albergatori siciliani, nella
              riunione  tenutasi   il   3.3.1999  a  Taormina,  ha
              ritenuto di  contestare  il  metodo  e  il  relativo
              decreto firmato  dall'Assessore  on.  Rotella in cui
              favorisce, in  maniera  fin troppo evidente, i nuovi
              impianti ed  in  particolare  i  villaggi  turistici
              (tipo Valtur),  ponendo in secondo piano i programmi
              finalizzati       alla       ristrutturazione      e
              all'ammodernamento    del   patrimonio   alberghiero
              esistente;

              - con  priorità  così determinate sarà difficile per
              gli imprenditori del turismo siciliano inserirsi nei
              finanziamenti di cui  alla legge n. 488 del 1992 per
              quanti  vogliano  allineare  il proprio albergo agli
              standards europei  e  quindi cercare di diminuire la
              concorrenza  con  gli  Stati  membri  della Comunità
              Europea e  gli  Stati  extra  europei  nell'area del
              mediterraneo;

              - l'Assessore  ha  forse  ritenuto,  nel  firmare il
              sopra citato  decreto,  di  considerare gli alberghi
              oggi esistenti nel territorio regionale alla stregua
              delle    vetture    da   rottamare,   favorendo   la
              realizzazione  di  nuovi  insediamenti e trascurando
              quelli già esistenti,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a  revocare  con  urgenza  il decreto assessoriale
              '49/VI Tur'  firmato  dall'Assessore per il Turismo,
              le comunicazioni e i trasporti, on. Rotella;

              - a fissare  dei  criteri  che permettano in maniera
              equa l'utilizzo dei  fondi  di cui alla legge n. 488
              del 1992 sia  per  i  nuovi  impianti  che  per  gli
              esercizi  esistenti per ampliamenti, ammodernamenti,
              riconversione e riattivazione;

              - a far proprio l'articolato del disegno di legge n.
              868  in   cui   è   prevista   la  realizzazione  di
              ampliamenti per strutture turistico-alberghiere pari
              al 30 per  cento del volume esistente in deroga agli
              strumenti urbanistici.

              (5 marzo 1999)

                                    BENINATI - CROCE - FLERES -
                                    BUFARDECI - CIMINO

      N. 324 - Interventi per  la  razionalizzazione  del  settore
              delle autolinee.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              - ormai da diverse settimane è stato posto con forza
              all'attenzione dell'opinione  pubblica il tema della
              gestione delle autolinee in concessione che svolgono
              servizi di trasporto passeggeri nella Regione;

              - come è noto,  le  società  pubbliche e private che
              gestiscono autoservizi  in  concessione  accedono ai
              contributi di cui  alla  legge  regionale  n. 68 del
              1983, e che  tale  spesa  complessiva  ha  avuto  un
              incremento esponenziale negli anni fino a pesare sul
              bilancio della Regione  per  circa  340  miliardi di
              lire;

              - il sistema dei controlli sul corretto utilizzo dei
              fondi in oggetto  è stato finora piuttosto carente a
              causa,  da  un   lato,  della  notevole  carenza  di
              personale  degli   uffici   preposti  (facenti  capo
              all'Assessorato  regionale  Turismo, comunicazioni e
              trasporti) e, dall'altro,  per  la  mancanza  di una
              normativa chiara ed organica di riferimento;

              - peraltro, i pochi  dati  di cui l'Assessorato è in
              possesso evidenziano  delle  vistose  ed incredibili
              differenze  di  gestione  fra  aziende  pubbliche  e
              private e fra  queste  e la stessa Azienda siciliana
              trasporti; risulta infatti che:

              a)  gli  autobus  in  servizio  urbano  di proprietà
              delle aziende private  hanno un'età media di 13 anni
              contro i 10 di quelli delle aziende pubbliche;

              b) gli autobus  di  proprietà  delle aziende private
              sono sottoposti  ad  un'usura  enormemente superiore
              rispetto a quelli  delle  aziende  pubbliche  con un
              numero  di  chilometri   annui  che,  nel  caso  dei
              trasporti suburbani,  arriva  addirittura  ad essere
              ben 33 volte superiore (401 mila contro 11 mila );

              c) il personale  conducente  in  servizio  presso le
              aziende  private  è  sottoposto  ad  un  incredibile
              sovraccarico di lavoro,  con  una  punta di circa il
              45%  in più  rispetto  al  personale  delle  aziende
              pubbliche o dell'Ast;  ciò  a fronte di un controllo
              inesistente sul  rispetto  dei  rapporti sindacali e
              dei diritti dei lavoratori;

              - tutti questi dati non possono non far sorgere seri
              dubbi sulle effettive condizioni di sicurezza in cui
              viene svolto il  servizio, così come non possono far
              sorgere,  allo   stesso   modo,   seri  dubbi  sulla
              rispondenza al  vero  dei dati chilometrici (fattore
              rilevante   ai   fini   della   determinazione   dei
              contributi regionali);

              - peraltro, in  tema  di  diritti dei lavoratori, va
              segnalato come, mentre  mai  è  stato  assunto alcun
              provvedimento nei  confronti  dei titolari che hanno
              interrotto i servizi,  diverse  volte  sono  stati i
              dipendenti che attuavano  il  diritto di sciopero ad
              essere minacciati  di  provvedimenti  giudiziari per
              'interruzione di pubblico servizio';

              - emblematico della carenza di controlli esistenti è
              il fatto che  il  calcolo  del rimborso effettivo da
              corrispondere    alle   aziende   venga   effettuato
              esclusivamente  sulla  base delle autocertificazioni
              sottoscritte dai  rispettivi rappresentanti, con una
              riduzione forfettaria  basata  sul 'presunto' ricavo
              della vendita  di  biglietti;  non  esistono infatti
              dati certi, né risulta che sia mai stato predisposto
              uno strumento di  accertamento,  su  quanti  siano i
              biglietti emessi  su  ogni  singola tratta, elemento
              che  da   solo   potrebbe  testimoniare  l'effettiva
              utilità sociale del servizio;

              - proprio in tal senso va evidenziato che, mentre in
              tutta Italia il  rimborso  è calcolato proprio sulla
              base del  numero  di  biglietti  emessi (ancorandolo
              quindi  alla   effettiva  utilità  del  servizio  ed
              introducendo    automaticamente   un   elemento   di
              controllo) in Sicilia  questo è basato sul numero di
              chilometri percorsi  ed autocertificati dalle ditte;
              al di là  delle  sovrapposizioni  che possono essere
              possibili  in   assenza  di  adeguati  strumenti  di
              controllo, vi è  comunque,  quindi,  la certezza che
              gli stessi percorsi vengano pagati più volte;

      CONSIDERATO ancora che:

              - altro dato  sconfortante  è  la totale mancanza di
              strumenti informatici  a  supporto  del lavoro degli
              uffici        tecnici        ed       amministrativi
              dell'Amministrazione che,  a  diverso  titolo  e  in
              diverse fasi,  sono  coinvolti  nel  rilascio, nella
              gestione e nei  controlli  sulle  convenzioni  e sul
              corretto svolgimento del servizio;

              - è sintomatico in  tal  senso il fatto che all'atto
              del   rilascio   di   nuove   concessioni   sono   i
              rappresentanti delle  società  private,  di fatto, a
              certificare l'esistenza  o meno di altre concessioni
              sulle   medesime   tratte,   nell'impossibilità   di
              accedere   ad    un   archivio   informatico   delle
              concessioni e dei relativi percorsi esistenti;

              - risulta, a  titolo  di  esempio,  che  spesso  gli
              stessi  collegamenti   fra   due  paesi  di  piccole
              dimensioni  siano  previsti   su   un   più  di  una
              autolinea, se non  addirittura su tre o quattro, con
              un    conseguente     aggravio    di    costi    per
              l'Amministrazione a  fronte  di  una  dubbia utilità
              sociale del servizio;

              - a tutto ciò va  aggiunto  il fatto che lo sviluppo
              della rete è avvenuto  fino ad oggi, in mancanza del
              Piano regionale dei  trasporti,  al  di fuori di una
              programmazione organica, favorendo il proliferare di
              linee sulla cui  effettiva utilità sono stati spesso
              avanzati dei dubbi;

              - peraltro, la  situazione  determinatasi è tale che
              non  si  può   procedere   alla   stipula  di  nuove
              concessioni  senza  che   vi   sia   il   dubbio  di
              duplicazione o  sovrapposizione  con  i  servizi già
              resi;

      CONSIDERATO infine che le diverse ipotesi di Piano regionale
              finora discusse hanno  dato  un  peso  preminente al
              trasporto  su  gomma,  che  notoriamente  è  il  più
              inquinante    direttamente   ed   indirettamente   e
              certamente il meno  economico,  evitando di porre in
              modo chiaro e definitivo il tema della intermodalità
              dei trasporti nell'Isola,  che, sia per i passeggeri
              che per le  merci, potrebbe creare una rete diffusa,
              efficiente e capillare;

      RILEVATO che:

              -  la  realizzazione   di  un  sistema  organico  ed
              efficiente di  controlli  e  scambio di informazioni
              fra  l'Amministrazione e  le  imprese  non  può  che
              determinare    una    accelerazione    delle    fasi
              burocratiche  e,   di   conseguenza,  dei  tempi  di
              accertamento  delle   spettanze   e   del   relativo
              accreditamento di somme alle ditte interessate;

              -  la   predisposizione   del  Conto  nazionale  dei
              trasporti impone  l'adozione di opportune iniziative
              di  controllo,   così  come  la  predisposizione  di
              adeguati strumenti informativi ed informatici per la
              gestione  e   l'aggregazione   dei   dati   di   cui
              l'Amministrazione entrerà in possesso;

              -  solo in  tal  modo,  tali  dati  potranno  essere
              funzionali  alla  predisposizione  di  provvedimenti
              volti alla razionalizzazione della spesa nel settore
              dei  trasporti  pubblici   e  alla  migliore  e  più
              efficiente gestione del servizio per i cittadini;

              - infine, che  la  legge  Bassanini  impone  che  le
              future  concessioni  avvengano  sulla  base  di  una
              programmazione complessiva e siano comunque affidate
              mediante asta pubblica  e  non  più  su richiesta di
              singole ditte,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a predisporre,  di concerto con le associazioni di
              categoria, con  le  associazioni  dei  lavoratori  e
              nell'ambito   della  programmazione  complessiva  da
              impostare con un  Piano regionale dei trasporti, una
              bozza di legge  organica  relativa  al settore delle
              autolinee     in     concessione    da    sottoporre
              all'Assemblea;

              - a non  procedere alla stipula di nuove concessioni
              di autolinee fino  a  quando  non  sarà  operante un
              sistema di  controlli efficace sull'intero settore e
              non sarà operativo il Piano regionale dei trasporti;

              -  ad  adottare  tutti  i  provvedimenti  urgenti  e
              necessari per dotare  gli  uffici competenti di ogni
              struttura tecnica  nonché  del  personale adeguato e
              necessario      all'assolvimento     dei     compiti
              istituzionali;

              - ad avviare  in  tempi  brevi un monitoraggio delle
              concessioni  esistenti   al   fine   di   verificare
              l'esistenza di tratti  comuni e/o di duplicazioni di
              percorsi;

              - ad  individuare  gli  strumenti per l'accertamento
              dell'effettivo  utilizzo  delle  singole  tratte  da
              parte dei cittadini;

              - ad avviare  con  assoluta  priorità ed urgenza una
              verifica dello  stato  di  esercizio  delle  vetture
              utilizzate dalle  ditte  private, stante l'usura che
              deriva   dall'incredibile   dato   chilometrico   di
              esercizio  fornito   dalle  stesse  aziende  per  il
              calcolo dei contributi;

              - a  rivedere  immediatamente  tutte  le convenzioni
              stipulate  ed  in  vigore, inserendo  le  necessarie
              clausole di tutela  dei  lavoratori, e quindi, oltre
              agli   obblighi    di   mantenimento   dei   livelli
              occupazionali, anche  quelli  relativi  al  rispetto
              delle normative e dei rapporti sindacali.

              (9 marzo 1999)

                                   MELE - GUARNERA - LO CERTO -
                                   ORTISI

      N. 325 - Provvedimenti     per    la    dismissione    della
              partecipazione  azionaria  della  società 'Siciliana
              Gas'.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              -   la  'Siciliana  Gas', società  il  cui  capitale
              appartiene  pariteticamente  all'ESPI  ed alla SNAM,
              assicura  il  rifornimento di metano a circa 170.000
              utenti  che risiedono in 50 comuni ed ha predisposto
              l'acquisizione, in  tempi  brevi,  di  circa  60.000
              utenti nelle nuove  concessioni ottenute da altri 25
              comuni;

              -   pertanto   la   società   ha  assunto  un  ruolo
              significativo  nell'economia  dei  consumi necessari
              della popolazione dell'Italia;

              -  la partecipazione azionaria dell'ESPI deve essere
              senza  altri indugi dismessa in attuazione dell'art.
              2 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5;

              - ricorre  l'esigenza  prioritaria  di garantire, in
              sede di dismissione all'utenza, che la Società possa
              operare in regime  di  mercato ed usufruire all'uopo
              delle     condizioni     di    libera    concorrenza
              nell'acquisizione del gas da distribuire;

              -  un'adeguata  politica che sia sostenuta anche dal
              Governo nazionale può indurre la SNAM ad alienare la
              sua   partecipazione   che,   ancor   più   dopo  la
              dismissione  di quella regionale, sarebbe d'ostacolo
              ad una reale autonomia della società in una politica
              degli  approvvigionamenti  essenzialmente rivolta al
              contenimento del costo per l'utenza,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad  offrire  prioritariamente   agli  utenti  del
              servizio  ed  ai comuni nei quali essi risiedono, le
              azioni   della  'Siciliana   Gas'  che  appartengono
              all'ESPI,   adottando   ogni   misura  per  favorire
              l'azionariato diffuso;

              - ad  operarsi  perché  la SNAM possa vendere la sua
              partecipazione con i medesimi criteri e finalità;

              -  ad  impedire  in  ogni  caso che l'acquisto delle
              azioni  ESPI  possa essere effettuato direttamente o
              indirettamente da imprese produttrici o importatrici
              del gas da distribuire.

              (10 marzo 1999)

                                 LA GRUA - GRANATA - SOTTOSANTI -
                                 BRIGUGLIO - TRICOLI

      N. 326 - Interventi   per   il   rilancio   delle   attività
              artigianali   di   ristrutturazione  e  restauro  di
              edifici ed abitazioni.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  il  settore  dell'artigianato  edilizio  vive  un
              momento di particolare difficoltà, solo parzialmente
              contenuto  dai  recenti  provvedimenti nazionali che
              prevedono  detrazioni  IRPEF  del 41 per cento delle
              spese   sostenute   dai   proprietari   di  immobili
              relativamente   ad   opere   di  ristrutturazione  e
              restauro;

              -  tali  provvedimenti,  a  causa  della complessità
              delle  istruttorie,  non  hanno prodotto il rilancio
              dell'attività in questione;

              -  sarebbe  opportuno  introdurre ulteriori elementi
              incentivanti  sia  di  natura fiscale, sia di natura
              creditizia,  operando sia di concerto con il Governo
              Nazionale  che  con gli istituti bancari, al fine di
              introdurre   nel   sistema   esistente  agevolazioni
              particolari     per     quanti    provvedono    alla
              ristrutturazione o al restauro di immobili;

              -  analoghe  richieste  sono  state  formulate dalle
              organizzazioni  artigianali, ed in particolare dalla
              Confartigianato siciliana,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad individuare e proporre all'Assemblea regionale
              siciliana    interventi   agevolativi   miranti   ad
              incrementare  l'opera di ristrutturazione e restauro
              di   immobili,   con  particolare  riferimento  agli
              edifici  ricadenti  nei centri storici , operando di
              concerto  con  il Governo nazionale ed i Comuni, per
              gli  aspetti  fiscali  ed impositivi e con le banche
              convenzionate, per gli aspetti creditizi;

              - a concertare con le  associazioni di categoria gli
              strumenti proposti e  gli  ulteriori eventuali altri
              interventi che si  reputi  opportuno  introdurre  al
              fine di rilanciare il settore in questione.

              (10 marzo 1999)

                                     FLERES - PAGANO - GRIMALDI -
                                     BENINATI - CROCE - ALFANO -
                                     BUFARDECI - LEONTINI - CIMINO -
                                     D'AQUINO - SCOMA - MISURACA

      N. 327 - Interventi  finanziari  a  favore  della facoltà di
              Scienze motorie.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  il  Senato accademico dell'Università di Palermo,
              in  data   25   maggio   1998,   ha   approvato   la
              trasformazione  dell'ISEF  di  Palermo in facoltà di
              Scienze motorie;

              -  successivamente, in adesione al dettato normativo
              di cui  al  D.M.  15  gennaio  1999, l'Università ha
              inoltrato al  MURST  lo  schema  di  convenzione con
              l'ISEF  e  le proposte relative all'attuazione della
              facoltà;

              - entro  il  22  marzo p.v., termine ultimo concesso
              dal MURST per il completamento della documentazione,
              dovrà  essere  trasmesso  anche il piano finanziario
              quadriennale  della facoltà, con l'indicazione delle
              risorse   disponibili   e   di  quelle  che  saranno
              acquisite con  le entrate relative alle tasse pagate
              dagli studenti e con altre fonti di finanziamento;

              - l'ISEF,  così come l'istituenda facoltà di Scienze
              motorie,  ha  valenza  territoriale  regionale, come
              dimostrano  i  seguenti  dati relativi agli studenti
              delle  diverse  province:  Palermo  298, Catania 93,
              Siracusa  54,  Messina 27, Caltanissetta 55, Trapani
              82, Agrigento 29, Enna 13 e Ragusa 16;

              -   sarebbe   opportuno   ed   urgente  disporre  un
              intervento   finanziario   della  Regione  a  favore
              dell'iniziativa,

                        IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                     e per esso
                 L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI, AMBIENTALI E LA
                                PUBBLICA ISTRUZIONE

              ad individuare  e disporre un congruo stanziamento a
              favore  della  istituenda facoltà di Scienza motorie
              promossa  dall'Università  di  Palermo,  dal MURST e
              dall'ISEF  in  modo  da  far  fronte  alle  esigenze
              finanziarie   derivanti   dalla   presenza, su  base
              regionale, della stessa.

              (10 marzo 1999)

                                 FLERES - D'AQUINO - CROCE -
                                 GRIMALDI - BUFARDECI

      N. 328 - Provvedimenti finalizzati a  garantire l'accesso ai
              fondi di cui alla L. n. 488  del  1992  alle imprese
              del settore turistico-alberghiero.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - l'art. 9 della L. n. 449  del  1997  estende  alle
              imprese del settore turistico-alberghiero i benefici
              della  L.  n.  488  del  1992 e  che  il  successivo
              articolo 2 del decreto ministeriale  del  20  luglio
              1998 ha modificato ed esteso i benefici  a  tutte le
              imprese turistiche, non solo  a  quelle alberghiere,
              ammettendo le attività svolte dalle imprese indicate
              dalle Regioni;

              - la Regione siciliana, facendo riferimento all'art.
              4,  comma  3  del D.M. 20.7.1998,  ha,  con  decreto
              dell'Assessore per il turismo del  12 febbraio 1999,
              esteso i benefici della L. n. 488  ad altre attività
              individuate  da  norme  regionali   e  programmi  di
              intervento  o  regimi  di   aiuto   approvati  dalla
              Commissione  Europea,  ritenendo   però   di   poter
              indicare anche le tipologie  di investimento stimate
              prioritarie;

              -  con tale decreto l'Assessore per  il  turismo  ha
              fissato i punteggi per l'accesso  ai  contributi  di
              legge,  assegnando  il massimo  del  punteggio  alle
              grandi strutture e ai nuovi  impianti, e, viceversa,
              assegnando   punteggi   molto    più    bassi   alle
              ristrutturazioni e agli ammodernamenti;

              -  proprio  questi ultimi  progetti  erano,  invece,
              espressamente previsti tra  i  programmi ammissibili
              ai finanziamenti; l'Assessore ha  disatteso,  in tal
              modo,  lo spirito e la lettera della  L.  n.  488  e
              ignorato     le    indicazioni     del     Ministero
              dell'Industria;

              -  con  decreto  assessoriale   2/7/1998   è   stata
              pubblicata la graduatoria  dei  progetti  finanziati
              con i fondi del Piano  operativo plurifondo 1994-'99
              e che, in seguito, dovevano essere emanati i decreti
              relativi al finanziamento dei  singoli progetti, già
              esaminati da un'apposita commissione;

              - l'Assessorato Turismo aveva  chiesto  alle aziende
              la produzione di  ulteriori  adempimenti burocratici
              per  completare  definitivamente  l'istruttoria  per
              l'ottenimento dei finanziamenti;

              -  i  funzionari   dell'Assessorato  hanno,  invece,
              trasmesso tutti gli  atti  all'ispettorato regionale
              tecnico  per una  seconda  istruttoria,  sovvertendo
              ogni regola procedurale;

              - gli imprenditori interessati sono ancora in attesa
              della restituzione dei relativi progetti: il rischio
              concreto è che vengano perduti  i  finanziamenti del
              POP;

              - recuperando  parte  dei  fondi per le Universiadi,
              era stata finanziata  la legge n. 27 del 1998 per la
              concessione di  contributi in conto interesse per le
              aziende  operanti  nel settore turistico in Sicilia,
              con  la   sola  richiesta  alle  stesse  aziende  di
              indicare l'importo e la tipologia del mutuo concesso
              dalle   banche,   la  struttura  turistico-ricettiva
              finanziata e  la  rata  di ammortamento, della quota
              capitale e della quota interessi dovuti;

              -  con  propria istanza,  l'Assessorato  Turismo  ha
              posto  tra  le  condizioni per  la  concessione  del
              beneficio  di  cui  alla  L. n. 27  del  1998  anche
              l'indicazione degli interessi dovuti e non pagati al
              netto di interessi di mora e oneri accessori per gli
              anni '95,'96 e '97, imponendo alle  aziende  di fare
              pervenire l'attestazione bancaria  entro  il termine
              perentorio  di  15  giorni   dal  ricevimento  della
              istanza stessa;

              - tale provvedimento ha bloccato  tutti i meccanismi
              della  L. n. 27 del 1998 in  quanto  le  banche  non
              hanno potuto fornire le informazioni richieste,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  ritirare  il  decreto  dell'Assessore  per  il
              turismo del 12 febbraio ed a  fissare  nuovi criteri
              in guisa tale da garantire un più  ampio  accesso ai
              fondi della L. n. 488 del 1992  al  numero più ampio
              possibile     di    imprenditori     del     settore
              turistico-alberghiero, in possesso  degli indicatori
              espressamente e incontrovertibilmente previsti dalla
              stessa norma;

              - a fare proprio l'articolato del  disegno  di legge
              n.  868  che  consente di  derogare  agli  strumenti
              urbanistici per la realizzazione  di ampliamenti per
              strutture  turistico-alberghiere, nella  misura  del
              30% della cubatura esistente.

              (11 marzo 1999)

                                 STRANO - CAPUTO - STANCANELLI -
                                 RICOTTA - LA GRUA - SOTTOSANTI -
                                 GRANATA

      N. 329 - Utilizzazione  dei  soggetti  impegnati  in  lavori
              socialmente utili.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              -  con  L.  n.  608  del  28  novembre  1996 è stata
              disciplinata  l'attivazione  dei progetti dei lavori
              socialmente utili;

              - i soggetti  impegnati in lavori socialmente utili,
              utilizzati  presso l'Amministrazione regionale, sono
              lavoratori di cui all'art.  25,  comma  5 lettera a)
              della legge 23 luglio 1991, n. 223;

              - i predetti soggetti,  in  atto  in servizio presso
              l'Assessorato Cooperazione, commercio, artigianato e
              pesca,    rientrano    tra    quelli   espressamente
              individuati ai commi  2  e 3 dell'art.  1 della l.r.
              n.  85   del   1995,   evidenziati   peraltro   come
              particolare categoria con delibera della commissione
              regionale per l'impiego n. 74 del 6 agosto 1997;

              - l'elevato tasso  di  disoccupazione nel territorio
              siciliano  e le  esigenze  connesse  con  i  servizi
              facenti capo al  suddetto  ramo  di  amministrazione
              hanno   reso   necessaria   l'utilizzazione   e   le
              successive proroghe sino al  mese di giugno 1999 dei
              soggetti impegnati in lavori socialmente utili;

              - l'iniziale numero di  103 soggetti è stato ridotto
              a 94 e che  l'utilizzazione  degli stessi ai servizi
              archivistici e generali, di portineria ed anticamera
              e manutenzione degli  spazi  verdi  consente loro di
              maturare esperienze  lavorative,  in quanto soggetti
              'marginali' del mondo del lavoro;

              -  il  personale   attualmente  in  servizio  presso
              l'Assessorato Cooperazione,  con l'entrata in vigore
              della l.r. n. 5  del  1999,  ha subito una riduzione
              che  potrebbe   compromettere   lo  svolgimento  dei
              compiti  istituzionali facenti capo all'Assessorato,
              con particolare  riguardo  alla  predisposizione del
              nuovo piano di  utilizzazione  degli stanziamenti ex
              ll.rr. n. 79 del 1975 e n. 25 del 1997,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    e in particolare
                  L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE, IL COMMERCIO,
                             L'ARTIGIANATO E LA PESCA,
                 L'ASSESSORE PER IL LAVORO, LA PREVIDENZA SOCIALE,
                   LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E L'EMIGRAZIONE E
                  L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI E
                              LA PUBBLICA ISTRUZIONE

              a porre in essere  tutte  le  iniziative  utili  per
              mantenere in servizio presso l'Assessorato regionale
              Cooperazione  i soggetti    impegnati    in   lavori
              socialmente   utili    ovvero   a   concordare   con
              l'Assessore   regionale   per   i   beni   culturali
              l'utilizzo    dei    suddetti    soggetti,    previa
              approvazione di apposito progetto.

              (12 marzo 1999)

                                  FLERES - CROCE - GRIMALDI -
                                  BUFARDECI

      N. 330 - Realizzazione di un Istituto alberghiero presso il
              comune di Caltagirone (CT).

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che il comune di Caltagirone ogni anno è meta di un
              numero  sempre  maggiore  di turisti, attratti dalle
              innumerevoli  bellezze  naturalistiche e monumentali
              della zona;

      CONSIDERATO  che  tale  flusso porta ad una richiesta sempre
              maggiore  di  personale  specializzato  nel  settore
              turistico-alberghiero;

      RILEVATO che  non  esiste,  in  tutta  la zona calatina, una
              struttura   tale   che   possa   accontentare  detta
              richiesta di personale specializzato;

      VISTO che  è  in  atto,  presso la VI Commissione consiliare
              della  Provincia regionale di Catania l'esame di una
              proposta  mirante  alla realizzazione di un Istituto
              alberghiero presso il comune di Caltagirone,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a porre in essere tutti quei provvedimenti miranti a
              sostenere  tale  iniziativa perchè possa fornire una
              risposta adeguata, in termini di formazione di nuove
              professionalità,   alla   domanda  sempre  crescente
              imposta  dai  flussi  turistici  che  interessano il
              territorio calatino.

              (17 marzo 1999)
                                             STRANO - VIRZI' -
                                             CAPUTO - LA GRUA -
                                             STANCANELLI

      N. 331 - Interventi per  garantire  ai  cittadini di Raddusa
              (CT) la tutela del diritto alla salute.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - nel  comune  di  Raddusa, in provincia di Catania,
              non  esistono   strutture   sanitarie  in  grado  di
              consentire la  tutela del diritto dei cittadini alla
              salute,  riconosciuto  dalla  Costituzione  e tenuto
              conto  che  anche  il  servizio  di  guardia  medica
              necessita di urgenti interventi migliorativi;

              . in  seguito alla riforma del sistema sanitario, le
              strutture più  vicine non risultano nelle condizioni
              di supplire  a  tale  esigenza,  avendo  subito  una
              sensibile riduzione dei servizi;

              - in ogni  caso  i  collegamenti tra Raddusa e dette
              strutture non  è affatto agevole ed adeguato, sicchè
              il tempo  necessario  per  raggiungerle  non  è  mai
              inferiore ad un'ora;

              - i  cittadini,  stante  tale  situazione, non hanno
              alternative  e   sono   costretti   a  rivolgersi  a
              strutture  sanitarie  private, con notevole aggravio
              dei costi per i cittadini-utenti,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - ad  operare  perchè  il legittimo e irrinunciabile
              diritto dei  cittadini  di Raddusa alla tutela della
              salute trovi soddisfazione e compimento;

              - ad  intervenire  presso l'Assessore per la Sanità,
              presso  l'ASL   n.   3   di   Catania  e  presso  il
              coordinatore  sanitario  del distretto di Palagonia,
              affinché sia  istituito presso il Comune di Raddusa,
              un   servizio   di  medicina  pluridisciplinare  che
              comprenda      i     servizi     di     cardiologia,
              otorinolaringoiatria,    ginecologia,    oculistica,
              ortopedia,   endocrinologia,   fisioterapia   e   un
              ambulatorio di chirurgia.

              (17 marzo 1999)
                                             STRANO - STANCANELLI -
                                             GRANATA - TRICOLI

      N. 332 - Chiarimenti   in   ordine    alla   vicenda   della
              privatizzazione del 'Mediocredito Centrale'.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - da notizie si stampa si è  appreso  della  volontà
              del  Ministero  del  Tesoro   di   privatizzare   il
              Mediocredito  Centrale,  dopo   avere  ceduto,  allo
              stesso Mediocredito, la quota azionaria del Banco di
              Sicilia in suo possesso;

              - secondo le stesse fonti il Ministro Ciampi sta per
              nominare  l'advisor  che dovrà  tracciare  le  linee
              dell'operazione di cui sarebbe  già stata ipotizzata
              la strategia;

              - il Presidente della Fondazione  Banco  di Sicilia,
              Carlo  Dominici,  ha   manifestato  l'intenzione  di
              vendere anche le proprie azioni, fondando il proprio
              ragionamento su argomenti di caratteri squisitamente
              economico e di mercato;

              -  il  Banco  di  Sicilia  ricopre, storicamente, un
              ruolo  centrale  nella  raccolta  del  risparmio  in
              Sicilia, supporto all'imprenditoria dell'Isola;

              -   la   privatizzazione  dell'istituto  di  credito
              sarebbe  il  preludio  per la cessione del controllo
              del  polo  bancario  siciliano nella mani di qualche
              gruppo  straniero,  accelerando  il  processo già in
              atto   di   alienazione   delle   realtà  creditizie
              siciliane  e  di  desertificazione  delle Aziende di
              credito siciliane;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad  assumere  davanti al Parlamento siciliano una
              posizione    chiara    e   netta   sull'ipotesi   di
              privatizzazione  del  Mediocredito  Centrale  e, con
              esso,  del  Banco  di  Sicilia e sugli intenti della
              Regione  in  merito alla propria quota azionaria nel
              Banco;

              -  a compiere i necessari passi nelle opportune sedi
              istituzionali  perchè  venga  preservato l'interesse
              pubblico della Regione nella evoluzione degli eventi
              che  riguarderanno il Banco di Sicilia, tenuto conto
              del  ruolo  dell'istituto  di  credito  in  funzione
              dell'economia siciliana;

              -   ad  intervenire  presso  i  dirigenti  del  polo
              bancario  siciliano  perchè  rendano  noti i termini
              degli  accordi  sul  fronte  della  dismissione  del
              patrimonio  della banca, adempiendo, in tal modo, ad
              un  impegno  già assunto dagli stessi amministratori
              del Banco.

              (17 marzo 1999)
                                             LA GRUA - GRANATA -
                                             STANCANELLI - STRANO -
                                             TRICOLI

       Avverto  che  le  mozioni testé lette saranno demandate alla
  Conferenza  dei  presidenti  dei Gruppi parlamentari perchè se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


   DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE. "MISURE DI FINANZA REGIONALE E
   DISPOSIZIONI  IN  MATERIA  DI  PROGRAMMAZIONE,  CONTABILITA'   E
   CONTROLLO" (N. 884)

        PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
  Discussione  del  disegno di legge "Misure di finanza regionale e
  disposizioni   in   materia   di  programmazione,  contabilità  e
  controllo"   (n.   884).
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione  legislativa
  permanente   'Bilancio'   a   prendere   posto   al  banco  delle
  Commissioni.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente ed onorevoli colleghi, intervengo...

     STRANO.   Scusi,  signor  Presidente,  l'onorevole  Alfano  ha
  chiesto  di  parlare  sull'ordine  dei  lavori,  lei non può fare
  insediare  la  Commissione   Non  può   Ha interrotto l'onorevole
  Alfano

     PRESIDENTE. Onorevole Alfano, prosegua nel suo intervento.

     ALFANO. Presidente, riteniamo ....

     STRANO.  No,  signor Presidente, questa aria di sufficienza la
  faccia a casa  D'accordo

     ALFANO.  Presidente,  dal  punto  di  vista  della  regolarità
  formale  io mi chiedo se è corretto, a fronte di una richiesta di
  intervento sull'ordine dei lavori, insediare la Commissione.
       Noi abbiamo insediato  appena adesso la Commissione, mi pare
  di  avere  capito,  ora  non so se questo è formalmente regolare,
  considerato che c'è ...

     PRESIDENTE. Lei intervenga  ed eventualmente in seguito al suo
  intervento la Commissione non si considera insediata.

     ALFANO.  Io   intervengo,  onorevole   Presidente,   onorevoli
  colleghi, per proporre all'Aula  il rinvio della seduta odierna a
  domani mattina.
       Il senso di questa  mia  proposta  nasce  da  una  serie  di
  considerazioni e di valutazioni  che  afferiscono il rilievo e il
  rango del disegno di legge  o, almeno, il rilievo ed il rango che
  il disegno di legge ha avuto attribuito dal Governo proponente.
       Si tratta di un disegno  di  legge che ha avuto la necessità
  di avere un  percorso,  fissato  dalla Conferenza dei Capigruppo,
  che aveva stabilito un termine assolutamente non perentorio nella
  data del 17 di marzo per la chiusura dei lavori in Commissione, e
  che  al  termine  dei   lavori   della   Commissione, su  cui  ci
  soffermeremo in appresso,  solo  venerdì  gli uffici hanno potuto
  rendere ai Gruppi parlamentari, nel pomeriggio di venerdì, se non
  erro, solo nel pomeriggio  di  venerdì,  gli  uffici hanno potuto
  rendere  ai  Gruppi  parlamentari  il  complesso  dell'articolato
  venuto fuori dalla Commissione, all'avvio di un fine settimana, e
  solo da questa mattina, di  fatto, i Gruppi parlamentari nel loro
  plenum hanno potuto cominciare a lavorare sugli emendamenti.
       Mi pare che il  Regolamento  nuovo, che  assegna  il termine
  ultimo  per la  presentazione  degli  emendamenti  da  parte  dei
  singoli deputati e  dei  Gruppi parlamentari nella chiusura della
  discussione  generale,  vada  coordinato  con  una regola di buon
  senso.
       Presidente,  c'è  un problema all'impianto di amplificazione
  che funziona ad intermittenza.

     PRESIDENTE.   Ha   ragione,   provvederemo   immediatamente  e
  recupererà  tutto il tempo necessario.
       Sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.50, è ripresa alle ore 20.57)

    La seduta è ripresa.
       Ha  facoltà di parlare l'onorevole Alfano per proseguire nel
  suo intervento.

     ALFANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho proposto di
  rinviare a domani mattina la seduta odierna perché  il rango e il
  ruolo che il Governo proponente il disegno di legge "finanziaria"
  ha  inteso  allo stesso attribuire ha reso necessario un percorso
  abbastanza  complesso, che  si  è  avviato con una Conferenza dei
  Capigruppo  nel  corso  della quale è stato fissato il calendario
  dei  lavori, che ha previsto i lavori, appunto, le riunioni della
  Commissione  Bilancio  e  Finanze entro il termine non perentorio
  del  17  marzo.  I  lavori  si sono conclusi nella nottata del 17
  marzo   e solo nel pomeriggio di venerdì gli uffici della seconda
  Commissione hanno potuto offrire ai Gruppi parlamentari il testo,
  l'articolato  del disegno di legge così come è venuto fuori dalla
  Commissione Finanze.
       Ora, il  Regolamento, così  come  approvato  recentemente da
  questa  Assemblea, prevede   che   ogni   deputato  ed  i  Gruppi
  parlamentari  possano   presentare   emendamenti  allo  scopo  di
  migliorare il corpo di un articolato legislativo entro il termine
  ultimo della chiusura della discussione generale.
       Io credo che le  modalità  con cui si sia concluso il lavoro
  della Commissione Finanze,  il  fatto  che  il  testo  composito,
  articolato sia stato offerto ai Gruppi parlamentari solamente nel
  pomeriggio di venerdì, necessiti di un coordinamento tra la norma
  del  Regolamento,  che  prevede  la possibilità di presentare gli
  emendamenti entro il termine ultimo di chiusura della discussione
  generale,  ed  una  regola di buon senso; la regola di buon senso
  per  cui  non è immaginabile che i Gruppi parlamentari affrontino
  con superficialità l'approccio a questa delicata materia senza un
  necessario approfondimento anche notturno, anche di questa notte,
  con  la  possibilità,  appunto,  che  avviandosi  la  discussione
  generale  si  possano  presentare con la necessaria riflessione e
  pacatezza  gli  emendamenti  che  ogni  forza politica riterrà di
  presentare.
       Del   resto  ci  sembra  che  la  nostra  proposta  non  sia
  irragionevole,  non mi pare abbia il carattere ed il contenuto di
  una  proposta  ostruzionistica,  appunto  perché noi chiediamo un
  semplice rinvio a domani mattina dell'Aula che giunta per altro a
  quest'ora  dubitiamo  che  possa  diffondersi  in una discussione
  generale che  porta  con se, ripeto, la possibilità di presentare
  gli emendamenti.
       Non dubito della sensibilità dei colleghi quando affermo che
  questo rinvio risponde ad  una  logica  di razionalità dei lavori
  parlamentari ed anche di  rispetto  nei confronti di quei singoli
  parlamentari e di quelle forze  politiche che hanno la volontà di
  presentare gli emendamenti  che  possono  essere migliorativi del
  corpo  del disegno di  legge.  Ecco  perché,  signor  Presidente,
  propongo di rinviare l'Aula a domattina.

     PRESIDENTE. Grazie  onorevole Alfano. Abbiamo una richiesta di
  rinvio sull'ordine  del  giorno  possono  parlare  un  deputato a
  favore ed uno  contro  e  quindi  poi viene posta in votazione la
  richiesta  di  rinvio.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole
  Speziale, contro, ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  sull'ordine  dei  lavori  non si
  vota.  Scusi  ho  sentito  le  argomentazioni del collega Alfano.
  Debbo  dire  che  in  larga parte non sono convincenti.  Non sono
  convincenti  perché  la  ... del 17 in Commissione e il fatto che
  entro  la  mezzanotte bisognava comunque chiudere i lavori non fu
  un problema sollevato dalla maggioranza, fu un problema posto dai
  componenti  in Commissione dell'opposizione che dissero che c'era
  un termine oltre il quale non bisognava andare...

     ALFANO. Non era un termine perentorio, ci sono i verbali della
  Conferenza dei  Capigruppo.  Onorevole Speziale non giochi con le
  parole

     SPEZIALE. ...  Bisogna  abituarsi a dire, ad argomentare sulla
  base  delle   questioni   che   sono   realmente...   perché   ho
  l'impressione che ci  si  trovi di fronte ad uno stato di leggera
  confusione. Tuttavia  siccome ritengo che può esserci un elemento
  di ragionevolezza, nel  senso  dire che c'è necessità da parte di
  qualche  parlamentare  di  un  maggiore  approfondimento  di  una
  finanziaria che è  già all'esame del Parlamento da oltre un mese,
  perché è da  oltre  un  mese  che è all'esame del Parlamento e si
  richiede che  ci sia un ulteriore approfondimento, mi permetto di
  sollevare una posizione che può essere... se c'è diciamo da parte
  dei colleghi  del  Polo  una  disponibilità  che  potrebbe essere
  accolta da  tutti. Si vada avanti questa sera, signor Presidente,
  con la  relazione  dell'assessore  al  ramo,  l'onorevole Piro, e
  domani si  rinvia  la  discussione  generale. Cioè questa sera si
  faccia esclusivamente la  relazione, in modo tale da capire se la
  posizione del Polo  non  è  pretestuosa, si faccia la relazione e
  domani mattina  si  riprende  con  il dibattito sulla discussione
  generale.

     PRESIDENTE. Onorevole  Alfano, lei ritira, alla luce di quanto
  richiesto, la su proposta di  rinvio?  Vi sono altri deputati che
  desiderano intervenire sulla proposta?

     STRANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, mi spiace che
  anche per  un  attimo dall'onorevole Speziale sia stata paventata
  la  pretestuosità  nell'intervento  dell'onorevole Alfano, che ho
  trovato  abbastanza  corretto,  puntuale  e  sicuramente  sereno.
  Piuttosto vi  è  da dire che ci sembra una maniera inusuale oltre
  che, a nostro avviso, ad alcune norme del regolamento, il modo di
  procedere che si vuole questa sera dare all'ordine dei lavori.
       Non  vi  è dubbio, onorevoli colleghi, che abbiamo assistito
  ad  una  grande anomalia nelle commissioni di merito che è quella
  di  avere avuto una discussione sicuramente strozzata in virtù di
  una  presa  di  posizione  della  quale  chiediamo  a lei, signor
  Presidente,  conferma.  Sappiamo  che  non  era  lei a presiedere
  questa   Conferenza  dei  capigruppo,  e  a  presiederla  era  il
  Presidente Cristaldi dal quale ci aspetteremmo e ci aspettiamo...
  Chiedevamo quindi se questo modo di procedere è usuale.  Cioè, il
  lavoro  delle  commissioni  di  merito  è stato, a nostro avviso,
  artatamente  strozzato.  Non  vi  è  stata  la  possibilità di un
  confronto  fra il Governo e il suo disegno di legge finanziaria e
  quindi, in un momento importantissimo per la Sicilia nel quale vi
  è una sanità in ginocchio, nel quale vi  sono  le  case  di  cura
  private che non ricevono da anni quanto dovuto...

     DI MARTINO .  Si attenga all'argomento

     FORGIONE.  Sull'ordine dei lavori

     STRANO.  Vi sono le aziende sanitarie  locali che reclamano, e
  a buon diritto, il pareggio  delle  loro  situazioni  economiche,
  vediamo giornalmente malati in difficoltà, corsie senza generi di
  prima necessità. Abbiamo problemi gravi in ordine al problema...

     FORGIONE.  Deve intervenire sul rinvio

     STRANO.  Forse lei non se n'è accorto, ma sto intervenendo sul
  rinvio
       Allora, signor Presidente, ci  saremmo aspettati un proficuo
  dibattito  nelle  commissioni  di   merito  su  questo  documento
  finanziario che, a nostro avviso,  assume una particolare valenza
  in un momento di grande  difficoltà,  quello  dell'aumento  delle
  entrate e del contenimento delle spese  a  fronte  di  un gettito
  finanziario dallo Stato centrale che non arriva.
       Quindi, c'era la volontà nostra - io parlo del mio gruppo ma
  sono  sicuro di interpretare anche il pensiero degli altri gruppi
  di  opposizione  - di confrontarci e di dare il nostro contributo
  per  migliorare o emendare questo documento fondamentale al quale
  l'onorevole  Piro  fa riferimento per il riassetto della finanza.
  Si  parla  di  una  manovra  complessiva  di  mille miliardi.
       Ed allora, perchè, onorevoli colleghi, si  è arrivati ad una
  decisione che ha colpito tutti per  la  provvisorietà  che dava a
  questo  confronto.   Per questo termine del  17  non  dettato  da
  nessuna norma e, pare, non  dettato  neanche, onorevole Speziale,
  da un deliberato della Conferenza  dei capigruppo, deliberato del
  quale ci aspettiamo,  ripeto,  l'interpretazione  del  Presidente
  Cristaldi, onorevole D'Andrea.
       Questo  è  il  primo dato al quale noi facciamo riferimento,
  per  dire  che  essendo  mancata  questa  camera  di confronto, è
  mancata  anche  la  possibilità  per me singolo il novantesimo di
  quest'Aula,  di  prendere  in  esame  un  documento  completo che
  tra l'altro non è stato neanche esitato nella sua interezza dalla
  Commissione Bilancio, ed allora noi ci attestiamo sulla richiesta
  di  rinvio  ed  appoggiamo  la  richiesta  di  rinvio  presentata
  dall'onorevole Alfano.
       Onorevole   Speziale,   ci   creda,   non  è  una  richiesta
  pretestuosa,  noi  vogliamo contribuire al miglioramento. Abbiamo
  preparato  degli emendamenti, non perché si vuole bloccare, ma si
  vuole,  onorevole  Piro, concorrere a dare un contributo a questo
  documento finanziario importante.
       Se questa è la volontà di tutti, vogliamo essere messi nelle
  condizioni  di  ragionare  su un documento completo che c'è stato
  consegnato oggi e che io ho ricevuto oggi.
       Non posso neanche affrontare la relazione dell'assessore, se
  allo  studio  del  mio  gruppo  politico parlamentare non è stato
  consegnato,  se  non  oggi,  questo documento che il gruppo dovrà
  affrontare prima della sua onorevole relazione, onorevole Piro.
       Ed   allora,   riconfermiamo  la  posizione  favorevole  nei
  confronti  del  documento finanziario, al di là delle agitazioni,
  onorevole  presidente  Di  Martino,  non c'era nessuna volontà di
  perdere  tempo.  I  tempi  sono  bloccati  in  dieci  minuti, non
  vogliamo surrettiziamente inserire altri argomenti, parlavo di un
  dramma  che  sono  sicuro  sta  a cuore a lei quanto a me, quello
  della sanità che interviene nel momento stesso in cui parliamo di
  contenimento  delle spese e di aumento delle entrate, e quindi ha
  attinenza  perfetta  con  la  finanziaria.
       La  prossima  volta,  la  prego  di contestarmi realmente su
  fatti  assolutamente  veri  e  pertinenti.  Conosco il suo stile,
  conosco la sua forma e sono certo che lei converrà, sicuramente è
  stato  trascinato  dalla  foga oratoria, nota tribunalizia, quasi
  ciceronesca dell'onorevole Cintola, famoso per questo suo slancio
  passionale nei confronti dei regolamenti dell'Assemblea.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Non   credo,   signor  Presidente,  ci  troviamo
  nell'ordine   del   giorno,   quindi  non  credo  che  lei  possa
  intervenire.

     BUFARDECI.  Quando  il  Presidente  della  Regione  chiede  la
  parola, va sempre data.

     PRESIDENTE.   No,   dobbiamo   andare   in   votazione   sulla
  richiesta...
       Prego signor Presidente.

     CAPODICASA,   presidente della Regione.   Signor   Presidente,
  chiedo scusa perché sto arrivando da fuori con un certo ritardo e
  non ho potuto seguire il  tenore  del dibattito e della proposta.
  Francamente, però, ad ascoltare  gli  ultimi  interventi, fra cui
  quello  dell'onorevole  Strano  in  particolare,  mi  sembrerebbe
  veramente strano aprire un dibattito con questi connotati per una
  questione che non mi sembra così decisiva.
       Se ho capito bene, mi corregga  qualcuno se sbaglio, c'è una
  proposta di incardinare il disegno di  legge, cioè di svolgere la
  relazione, incardinare il disegno di  legge e fare domani mattina
  la discussione generale sul disegno di legge.
       La proposta che mi pare è stato sostenuta ora dall'onorevole
  Strano è che invece si cominci  domani  con  la  relazione, se ho
  capito bene.
       Io non vedo un  grandissimo contrasto, insanabile, onorevole
  Presidente. Il problema si riduce al fatto se debba o no farsi la
  relazione. Vorrei capire da chi ha  proposto  il rinvio a domani,
  cosa cambia. Dal punto  di  vista  tecnico  regolamentare  nulla,
  perché dal momento che  si  possono  presentare  gli  emendamenti
  entro il tempo di svolgimento della discussione generale, mi pare
  del tutto naturale che  non  viene compromessa questa possibilità
  dall'illustrazione della relazione, tanto  più  che  il  tempo da
  dedicare alla relazione questa sera  non sarebbe molto, visto che
  il Presidente si intende rimettere al testo.

     BRIGUGLIO.  Per  una Finanziaria così importante si rimette al
  testo?

     CAPODICASA,  presidente della Regione.  Il testo è scritto, il
  testo è già scritto, onorevole Briguglio.

     BRIGUGLIO. Lo faccia dire al Presidente della Commissione.

     CAPODICASA,  presidente  della  Regione.  E'  già  scritto,  è
  obbligatorio,  non  c'è  una relazione orale, il disegno di legge
  pertanto  deve  essere  accompagnato  da  relazione scritta, così
  come....

     BRIGUGLIO. Lo abbiamo imparato qualche anno fa.

     CAPODICASA,   presidente della Regione.  Pertanto,  credo  sia
  possibile evitare la relazione.

     PRESIDENTE.  In  seguito  all'intervento  del Presidente della
  Regione,  per  esperire  il  tentativo  secondo  l'indicazione di
  trovare  un'intesa sull'ordine del giorno, sospendo la seduta per
  cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 21,15, è ripresa alle ore 21,43)

     DI  MARTINO ,  Presidente della Commissione e relatore. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO ,  Presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  anche  per la ora tarda,
  che  sia  opportuno adottare  alcune  decisioni  in  merito  alla
  'Finanziaria', atto importante per l'Assemblea e per la Regione.
       Mi  permetto  sommessamente  di   fare   una   proposta  per
  consentire  il proseguimento dei  lavori  d'Aula,  tenendo  conto
  anche che il 31 marzo scade l'esercizio provvisorio ed il Governo
  ha già presentato il relativo disegno  di  legge.
       Le  chiedo pertanto l'autorizzazione  a  convocare, dopo  la
  seduta odierna, la Commissione Bilancio per esaminare l'esercizio
  provvisorio.  Dopo di che  -  premesso  soprattutto  che  nessuna
  violazione regolamentare è stata  compiuta  per  quanto  riguarda
  l'approntamento  della  legge  finanziarla   -      per  dare  la
  possibilità ai colleghi che  l'hanno  richiesto,  di  rinviare  a
  domani  pomeriggio  la relazione,  la  discussione  generale  sul
  disegno di legge Finanziaria e,  se possibile, domani nella tarda
  mattinata,  mettere    all'ordine   del   giorno   l'approvazione
  dell'esercizio provvisorio. Grazie.

     FLERES. Può riepilogare la proposta, signor Presidente?

     PRESIDENTE. Il presidente  della  Commissione chiede di essere
  autorizzato a convocare la  commissione  Bilancio  e  l'Aula  per
  domani mattina nella tarda  mattinata  per l'esame dell'esercizio
  provvisorio e per la  successiva  apertura  della discussione sul
  disegno di legge Finanziaria domani pomeriggio.
       Se   non   sorgono    osservazioni,    perché   in   termini
  regolamentari  dovrei  porre in  votazione  la  proposta  Alfano,
  l'Assemblea autorizza la Commissione  Bilancio  a riunirsi subito
  dopo l'Aula, alle ore 22,00.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       L'Assemblea è rinviata a domani, martedì 23 marzo 1999, alle
  ore 12,00 con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Esercizio provvisorio  del bilancio della Regione siciliana per
      l'anno finanziario 1999" (n. 897).

   2) "Misure  di finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione,  contabilità  e  controllo" (n.  884/A-STRALCIO)

      Relatore: On. Di Martino

                  La seduta è tolta alle ore 21.45.

          (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30)