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Resoconto d'Aula della Seduta n. 231 di martedì 23 marzo 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 12.37.

     LO  CERTO ,  segretario, dà lettura dei processi verbali delle
  sedute n.  229 e 230 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
  approvati.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                   RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

      Assessore Enti Locali

      N. 127 - Notizie in ordine all'informatizzazione di alcuni
    uffici del comune di Mazara del Vallo.
      ---
    Firmatari: Virzì Gioacchino; Scalia Giuseppe
      ---
      - Con nota n. 3146 del 9 novembre 1996 il Presidente della
    Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali.
                          ----------------

      N. 155  -  Notizie  sulla  gestione  e  sul  funzionamento
    dell'IPAB 'Collegio San Rocco' di Palermo.
      ---
    Firmatari: Guarnera Vincenzo
      ---
      - Con nota  n.  3328  del  22.11.96  il  Presidente  della
    Regione ha delegato l'Assessore per gli  enti  locali. -  La
    firma dell'on. Piro è decaduta a seguito della sua  elezione
    ad Assessore regionale, il cui insediamento è avvenuto nella
    seduta n. 195 del 20-21 novembre 1998 (52  Governo).
                          ----------------

      N. 226  -  Avvio  di  un'approfondita  indagine  sugli  ex
    ospedali     psichiatrici  della  sicilia  e  notizie  sulle
    iniziative assunte in vista della loro imminente  definitiva
    chiusura.
      ---
    Firmatari:Lo   Certo  Sebastiano;  Guarnera  Vincenzo;  Mele
    Manlio; Ortisi Egidio
      ---
      - La firma dell'on. Piro è decaduta a  seguito  della  sua
    elezione ad  Assessore  regionale,  il  cui  insediamento  è
    avvenuto nella seduta n. 195 del 20-21  novembre  1998  (52
    Governo).
                          ----------------

      N. 498 - Intervento sostitutivo presso il Comune  di  Capo
    d'Orlando  per  l'attivazione  del  servizio  di  assistenza
    domiciliare agli anziani.
      ---
    Firmatari:Silvestro Gioacchino
      ---
                          ----------------

      N. 595 - Avvio di un'indagine ispettiva presso  il  Comune
    di Alcamo in ordine all'esecuzione dei lavori di adeguamento
    del mattatoio comunale alle direttive CEE e  di  costruzione
    del depuratore degli scarichi di lavorazione.
      ---
    Firmatari:Turano Girolamo
      ---
                          ----------------

      N.     963  -  Adozione  di  provvedimenti  nei  confronti
    dell'attuale Sindaco del Comune di Isola delle Femmine  (PA)
    a seguito delle risultanze di apposita ispezione.
      ---
    Firmatari:Virzì Gioacchino
      ---
      - Con nota prot. n. 3206 del 14 luglio 1997 il  Presidente
    della Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali.
                          ----------------

      N.  1023  -  Notizie  sulla  richiesta  di  autorizzazione
    avanzata dal Comune di Bagheria alla Provincia regionale  di
    Palermo, per il conferimento di ulteriori autocompattatori.
      ---
    Firmatari:Virzì Gioacchino
      ---
      - Con nota prot. n. 3762 del 25 agosto 1997 il  Presidente
    della Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali.
                          ----------------

      N. 2508 - Motivi del mancato scorrimento della graduatoria
    del concorso per assistente contabile nel ruolo
    amministrativo del personale regionale.
      ---
    Firmatari:Caputo Salvino
      ---
                          ----------------

   DISEGNI DI LEGGE INVIATI ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
   AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
   SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
   DEL REGOLAMENTO MEDESIMO

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Disposizioni  transitorie sui rifornimenti idrici in favore
    dei comuni delle isole minori della Sicilia" (n. 896)
    - d'iniziativa governativa

    - "Disposizioni urgenti in materia di personale" (n. 898)
    - d'iniziativa governativa

                              BILANCIO (II)

    -  "Esercizio  provvisorio del bilancio della Regione siciliana
    per l'anno finanziario 1999" (n. 897)
    - d'iniziativa governativa

                      INVIATI IN DATA 22 MARZO 1999

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 2954 - Opportuni interventi relativi alla
    rifunzionalizzazione dell'ex presidio ospedaliero di  Adrano
    (CT).
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Villari Giovanni; Pignataro Giuseppe

                          ----------------

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione.

      N. 2951 -  Iniziative  volte  a  consentire  una  rigorosa
    verifica sulla trasparenza delle  procedure  e  sui  criteri
    adottati in sede di conferimento  degli  incarichi  di  capi
    settore sanitari presso l'AUSL n. 6 di Palermo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Aulicino Armando
                          ----------------

    C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2952 - Opportuni interventi relativi allo  stanziamento
    del campo nomadi nel Parco della Favorita di Palermo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      - Assessore Sanità
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------

      N.       2953  -  Provvedimenti  finalizzati  a  garantire
    l'esercizio delle proprie funzioni al difensore  civico  del
    comune di Monreale (PA).
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------

      N. 2955 - Notizie sui criteri di ripartizione delle  somme
    assegnate dal Fondo sanitario nazionale e sulle integrazioni
    del Fondo sanitario regionale.
      - Assessore Sanità
      ***
    Pezzino Vincenzo
                          ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

      N. 333 -  Iniziative  per  la  prosecuzione  dell'indagine
    della Commissione parlamentare d'inchiesta e  vigilanza  sul
    fenomeno della mafia in Sicilia sulla dirigenza del  settore
    pubblico regionale.
      Granata Benedetto Fabio; Scammacca Della Bruca  Guglielmo;
    Forgione       Francesco;  Calanna  Nunzio;  Zanna  Antonio;
    Burgaretta Aparo Sebastiano; Spagna Fausto; Vicari Simona

    Presentata il 22/03/99
                          ----------------

      N.     334  -  Ispezioni  relative  all'affidamento  degli
    incarichi di primario presso l'AUSL n. 8 di Augusta (SR).
      Spagna      Fausto;  Adragna  Benedetto;  Zangara  Andrea;
    Burgaretta      Aparo  Sebastiano;  Monaco  Sergio;  Granata
    Benedetto Fabio

    Presentata il 22/03/99
                          ----------------

     PRESIDENTE. Avverto ai sensi dell'articolo 127 comma nono, del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                  DISCUSSIONE DI  DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si  procede con l'esame  del  disegno  di  legge  "Esercizio
  provvisorio  del  bilancio della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario 1999" (897), posto al numero 1.
       Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto
  al banco delle commissioni.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     DRAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DRAGO. Signor Presidente, ho  capito  che  lei intende passare
  alla discussione del disegno  di  legge  riguardante  l'esercizio
  provvisorio per l'anno finanziario 1999.
       Le chiedo, ai sensi del Regolamento,  il  rispetto  delle 48
  ore  di tempo prima di passare all'esame  del  disegno  di  legge
  testè citato.
       Ieri non avevo a disposizione  la  mia  "Porsche" e, quindi,
  non sono arrivato in orario.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  ci  troviamo  di  fronte ad uno
  spettacolo indecoroso  in  cui  c'è  un  gioco  delle  parti,  un
  meschino gioco delle parti, meschinissimo gioco delle parti.
       Ieri sera è  stato  concordato  in  Aula da parte di tutti i
  gruppi parlamentari,  compreso  il  Gruppo parlamentare di cui fa
  parte l'ex  Presidente  della  Regione,  onorevole  Drago, che si
  sarebbe riunita  sulla  base  di  un  voto d'Aula, la Commissione
  Bilancio per procedere all'esame del disegno di legge riguardante
  l'esercizio  provvisorio  e  che  l'Aula  sarebbe stata convocata
  stamattina a  mezzogiorno per discutere ed approvarlo;  era stato
  concordato, altresì,  che nel pomeriggio si sarebbe dovuta tenere
  seduta l'Aula  per procedere all'esame del disegno di legge sulla
  finanziaria.
       Il voto d'Aula è  un  voto  vincolante  per  tutti  i gruppi
  parlamentari; il  Presidente  di  turno dell'Assemblea, onorevole
  D'Andrea, ha più  volte  ripetuto  se  sorgessero  osservazioni a
  quella procedura, ma  nessuno  dei parlamentari presenti ha fatto
  alcuna osservazione.  Si dà  quindi  per  scontato  che  i gruppi
  parlamentari tutti, ivi compreso  il  gruppo parlamentare a cui è
  iscritto  l'onorevole  Drago,  erano  consapevoli  che  c'era  un
  percorso da seguire.
       Stamattina l'onorevole Drago  viene  in  Aula  e solleva una
  eccezione   circa   il   percorso   da   seguire;   richiamandosi
  pretestuosamente  al Regolamento  chiede  il  rinvio  di  48  ore
  dell'esame   del  disegno  di   legge   riguardante   l'esercizio
  provvisorio.
       Le considerazioni che  intendo  fare,  Presidente,  sono  di
  carattere  politico.  Io  ho  la  piena  consapevolezza  che  c'è
  qualcuno che gioca allo sfascio, non solo appellandosi a problemi
  di carattere procedurale, ma  gioca allo sfascio per impedire che
  il Governo possa portare  a compimento il progetto di riforma, di
  riordino e di riequilibrio  dei conti economici, per impedire che
  possa portare avanti una equa politica economica.
       In sostanza, ho l'impressione  che  ci  sia  il tentativo di
  puntare alla paralisi  dell'Assemblea  regionale  siciliana  e di
  associare a questa  paralisi  a quella non soltanto dell'attività
  legislativa ma dell'intera economia siciliana. Una responsabilità
  gravissima che denunciamo  fin  da  adesso;  infatti,  chi pensa,
  perchè  chi  pensa  che  appellandosi  a  problemi  di  carattere
  regolamentare, di impedire  l'azione  di risanamento da parte del
  Governo, commette errori gravissimi.
       Noi abbiamo proceduto allo scioglimento degli enti economici
  regionali perchè ritenevamo che  fosse  un  bene  per la Sicilia.
  Abbiamo proceduto con il  concorso  del Parlamento in un rapporto
  dialettico,  al  varo   della   legge-voto   sulla  elezione  del
  Presidente della Regione  perchè  ritenevamo  che  non  fosse  un
  problema di maggioranza ma un bene per la Sicilia.
       Abbiamo presentato una finanziaria (che è stata accolta bene
  dai mercati finanziari) affinchè questo potesse dare prestigio ed
  autorevolezza e ridare  forza  alla  Sicilia perchè riteniamo che
  questo sia un bene per  la  Sicilia. Non c'è, quindi, una ragione
  preminente di maggioranza, c'è un interesse primario che riguarda
  la Sicilia in tutti  i  suoi  aspetti.  Per  questo abbiamo messo
  mano  ad una manovra  economica  rigorosa  che  è  stata  accolta
  benissimo da parte di  organi  competenti, ma anche gli organi di
  stampa a partire dal " Sole 24 ore" l'hanno accolta molto bene.
       Si dà atto al Governo  e alla sua maggioranza di fare quello
  che altri governi non sono stati in grado di fare.
       Adesso sorgono gli ostacoli.
       Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della
  Regione, onorevoli colleghi noi non  possiamo  anteporre meschini
  calcoli   di  parte,  di  gruppi  o   di   singoli   parlamentari
  all'interesse  primario  della  Sicilia.   Noi   come   forza  di
  maggioranza ci batteremo affinchè interessi della Sicilia possano
  prevalere  all'interno  del Parlamento  siciliano,  affinchè  gli
  interessi generali della Sicilia possano  essere  portati avanti,
  affinchè questa politica di risanamento  ed  equilibrio economico
  possa essere portata a compimento.
       Io mi rendo conto  che  lei, signor Presidente, non può fare
  altro  che  prendere   atto   della  obiezione  sollevata  da  un
  parlamentare, però tutti  questi  tasselli  che  uno dopo l'altro
  vengono messi qui in campo che sono tasselli di un disegno mirato
  a danneggiare non una maggioranza ma a danneggiare la Sicilia e i
  suoi  interessi,  troveranno  un  ostacolo da parte nostra che la
  maggioranza  si attrezzi per rispondere in modo adeguato a questo
  atteggiamento  sciagurato  da parte delle forze dell'opposizione.
  Atteggiamento  dannoso  che  rifiuta  un rapporto dialettico, che
  aggrava  i  propri  comportamenti dove sta prevalendo un'anima di
  contestazione  nei  confronti  della maggioranza senza aprire una
  porta  al  dialogo.  A  noi  era  sembrato  che all'interno della
  Commissione  bilancio  si  fosse  aperta  una  porta  al dialogo;
  comportamenti  dei  colleghi  parlamentari di Alleanza Nazionale,
  anche   di  Forza  Italia,  del  CCD  erano  comportamenti  tutti
  improntati,  in  qualche  modo,  ad un rapporto dialettico teso a
  migliorare,  così  com'è il dovere dei parlamentari, il testo del
  disegno di legge presentato dal Governo.
       Questo  rapporto  dialettico,  che  vogliamo  ancora portare
  avanti  e  sul  quale  continueremo  a lavorare, invece, trova in
  quest'Aula  atteggiamenti  ostili interni alle forze del Polo;, a
  quel  punto,  se  quelle forze più sensibili interne al Polo, che
  hanno a cuore le sorti della Sicilia, dovessero abdicare rispetto
  all'atteggiamento  di  ostruzionismo  da  parte  di  altre  forze
  interne  al  Polo,  non avessero il coraggio di fare emergere con
  forza  la  propria disponibilità al dialogo e al confronto, siamo
  costretti   ad   attrezzarci   nell'interesse  del  Parlamento  e
  nell'interesse   della   Sicilia.   Pertanto,  signor  Presidente
  dell'Assemblea,  malgrado  io  non  possa  che  fare una denuncia
  politica  sul  comportamento  del  Polo, non posso fare altro che
  prendere atto dell'obiezione sollevata e quindi chiedere che oggi
  pomeriggio  (sono  personalmente contrario, l'Aula ha deciso) lei
  Presidente,  in  rapporto  alle  decisioni  dell'Aula, assuma gli
  atteggiamenti  conseguenziali;  nel  senso che c'è un voto d'Aula
  che  va  rispettato,  perché  un  singolo  parlamentare  non  può
  metterlo  in  discussione,  tranne  che  se questo meschino gioco
  delle  parti  debba  prevalere  per  paralizzare  l'attività  del
  Parlamento.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendo  la
  parola ai sensi del Regolamento per quanto concerne il disegno di
  legge  897 riguardante la proroga dell'esercizio provvisorio.  Ho
  ascoltato l'intervento del capogruppo dei Democratici di sinistra
  e   debbo   dire  che  è  il  classico  esempio,  caro  onorevole
  Speziale...

     PRESIDENTE. Onorevole Caputo, non stiamo discutendo il disegno
  di    legge   sull'esercizio   provvisorio,   stiamo   discutendo
  sull'osservazione dell'onorevole Drago.

     CAPUTO.   ...  ho avuto il disegno di  legge  due  minuti  fa,
  appena  dopo  esitato  dalla  Commissione,  dunque  non  sono  in
  condizione di poter affrontare la discussione  su  questo disegno
  di legge. Non so se qualcuno l'abbia  chiesto  prima, perché sono
  arrivato adesso, ma io chiedo il  rinvio  dell'esame  per  essere
  messo in condizione, ai sensi del Regolamento, di esaminarlo.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI   MARTINO .   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la
  richiesta dell'onorevole Drago (a noi non  interessa  se viene in
  Porsche o viene in Daewoo come vengo io, sono problemi personali,
  i mezzi di comunicazione, ognuno di noi, se li sceglie come vuole
  e  secondo le proprie possibilità) mi fa  venire  in  mente  quel
  proverbio che dice:  non mi preoccupo quando  mio figlio perde al
  gioco  delle  carte,  mi preoccupo quando  mio  figlio  vuole  la
  rivincita".  Qui mi pare che sia  questo  il  comportamento.  Non
  abbiamo un comportamento da  persone  politicamente responsabili,
  che  hanno  rispetto  delle   istituzioni.
       Capisco,  signor  Presidente,  la  sua  scelta  è  semplice:
  dinanzi ad  un  richiamo  del Regolamento non c'è voto d'Aula che
  possa  tenere,  e  quindi dissento dall'amico, compagno Speziale.
  Il Regolamento  è  quello,  si  invoca  il  Regolamento e si deve
  rispettare.
       Il  problema  non  è   il  rispetto  del  Regolamento  è  la
  motivazione  con  cui   si   chiede   cioè  l'assenza  totale  di
  motivazione. Non mi si  venga a dire, come l'amico mio, onorevole
  Caputo, che ha bisogno  di approfondirlo  Deve avere rispetto per
  la  sua  stessa  intelligenza.  Non  c'è  nulla  da  approfondire
  nell'esercizio provvisorio.  Siccome  siamo di fatto alla fine di
  marzo, l'esercizio provvisorio  scade  a  marzo, è necessario che
  l'Assemblea regionale si  dia lo strumento finanziario di proroga
  per non bloccare  la  gestione,  l'attività  amministrativa della
  Regione.
       Vedete  in  politica,  non c'è cosa peggiore: in politica si
  sbaglia sempre quando non si ha la mente fredda. Io all'onorevole
  Drago, ad altri parlamentari del Polo, consiglio di mettere borse
  di   ghiaccio  in  testa  per  darsi  una  regolata,  perché  con
  l'esagitazione,  con l'eccessivo calore perdono, praticamente, la
  retta via. Non si può fare attività parlamentare e politica con i
  risentimenti  e  i  rancori  perché  chi aveva assaporato qualche
  sedia assessoriale o sedia presidenziale si è visto disarcionato,
  giustamente  disarcionato e, quindi, ritengono di potere svolgere
  attività  politica  venendo  in  Aula  attenendosi alle questioni
  procedurali minute. Perché la verità è, cari colleghi, che quando
  non    si   portano   argomenti,   nessun   argomento   politico,
  nell'invocare  rispetto  ai  regolamenti,- perché il rispetto del
  Regolamento quando si adducono argomenti politici è validissimo -
  ma per  il semplice rispetto formale di un Regolamento in assenza
  di argomenti politici significa che, appunto, la politica è ormai
  ad un livello molto basso.
       E, giustamente, lei fa ricordare, onorevole Presidente della
  Regione, perché questa richiesta è un insulto all'Aula  Perché io
  capisco che  il  richiamo  al Regolamento bisogna rispettarlo, ma
  dinanzi  ad  una votazione dell'Aula approvata all'unanimità, una
  richiesta  sollecitata   anche   e   di   fatto,   anche  se  non
  formalizzata,  concordata  anche con i colleghi dell'opposizione,
  non si può  fare  il  "gioco delle tre carte"  Si viene in Aula e
  chi non  era  presente  in  quella  seduta  invoca il rispetto al
  Regolamento.   Regolamento   che   si  deve  rispettare  però  su
  argomentazioni, su  fatti  che  hanno  una grande incidenza nella
  vita della  Regione.  Qui,  con questo disegno di legge, si vuole
  soltanto mettere  in  condizioni  la  Regione  di  potere  andare
  avanti.  Non  penso,  quindi,  che  ci  possa  essere  un  grande
  contrasto politico nell'approvazione dell'esercizio provvisorio.
       La verità  è  un'altra,  e  concludo,  che qui l'opposizione
  vuole  fare  un  po'  le  prove  tecniche  dell'opposizione  alla
  finanziaria regionale.  Noi dobbiamo dire con molta chiarezza che
  non  esistono   ragioni  regolamentari  per  potere  rinviare  la
  finanziaria.  Ci   può   essere  un  contrasto  politico.  Questo
  contrasto politico  si  risolve  nel dibattito e nelle votazioni,
  non certamente  con  questi  comportamenti che non possono essere
  definiti ostruzionistici, ma sono argomenti inconcludenti che non
  servono  alla  vita  parlamentare  e  alla  vita  politica  della
  Regione.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sono
  convinto di poche  cose,  ma  di  quelle  poche  cose di cui sono
  convinto  desidero  farne  dei  veri  e  propri  vessilli,  delle
  bandiere attorno alle quali raccogliere il consenso dell'opinione
  pubblica,  ma  soprattutto  l'esigenza del recupero di lealtà nei
  comportamenti e  di regolarità nel rispetto di quelle che sono le
  disposizioni che guidano l'attività di un Parlamento.
       Ebbene,  sono convinto che, chi ha culture rivoluzionarie e,
  dunque,  chi  ritiene  che  si  possa fare a meno delle leggi per
  cambiare un ordinamento, difficilmente comprende questi passaggi;
  difficilmente  si  rende  conto  che  esiste,  al  di sopra delle
  valutazioni  di ciascuno e delle opportunità o delle esigenze, la
  legge  che  regola  i  comportamenti stessi, le scelte che devono
  essere  compiute. Dunque, mi addolora che l'onorevole Speziale si
  esprima   nel   modo  in  cui  si  è  espresso.  Ma  mi  addolora
  profondamente  perché  conosco  l'onorevole Speziale da tempo, so
  che non è questo il suo "habitus" naturale, sono convinto, per la
  lunga  collaborazione  che ho avuto con lui in altre circostanze,
  che non è certamente un uomo di rottura, ma sono convinto altresì
  che, dovendosi trovare tra l'incudine ed il martello, all'interno
  del  suo  gruppo,  disabituato  al  Governo  e  disabituato  alla
  legalità  nel  senso  a  cui  facevo  riferimento  prima,  faccia
  emergere, del suo carattere, le parti più intransigenti, le parti
  meno  democratiche;  sono convinto che l'onorevole Speziale abbia
  deciso di  iscriversi  a  quella  che  in  questo  Parlamento era
  l'opposizione qualche  tempo fa ma che diventa ogni giorno di più
  maggioranza.  E  lo  diventa  nei comportamenti della maggioranza
  che, invece, di fatto è divenuta opposizione.
       Io  sono  convinto  che  l'onorevole  Speziale  sia divenuto
  forzatamente,  per questa condizione che vive all'interno del suo
  gruppo  parlamentare,  il primo grande oppositore del Governo che
  vede  alla sua guida l'onorevole Capodicasa che è stato per tanti
  anni  il  segretario  del  PDS  e che oggi, tra mille difficoltà,
  tenta di  reggere  le sorti di un Governo che, certamente, per la
  sua,  forse  eccessiva,  articolazione,  vive  una  condizione di
  disagio.
       Allora,   siccome  è  necessario  recuperare  un  minimo  di
  razionalità ma  anche  il pieno rispetto delle regole - regole di
  cui  parleremo  successivamente, rispetto ad altre questioni - io
  credo che  non  sia indecoroso l'atteggiamento di un deputato che
  chiede  rispetto  delle  regole.  Che  chiede  l'applicazione del
  Regolamento  e  che chiede, soprattutto, la possibilità di potere
  esaminare un  testo  di  legge nei termini previsti. Io credo che
  questo sia  il diritto di ciascun parlamentare, attorno al quale,
  al di  là  delle  posizioni politiche di ciascuno, tutti dobbiamo
  stringerci.   Perchè,   in   questo  Parlamento,  si  può  essere
  maggioranza, si può essere opposizione, si può essere né l'uno né
  l'altro o  tutti  e  due  le cose insieme, però, un dato dobbiamo
  comunque difendere,  che  è  il  dato  regolamentare, il dato del
  percorso regolamentare che non può essere forzato.
       Io non voglio fare ricorso ad altre affermazioni ma non vi è
  dubbio,   onorevole   Di   Martino,   che,   senza  fare  appello
  all'articolo  289  del  Codice  penale  che  riguarda  i  vincoli
  determinati rispetto  all'attività  parlamentare  propria,  ed  i
  tentativi di interrompere  la  possibilità  di  un  Parlamento di
  pronunziarsi, senza voler  far  ricorso a questo tipo di richiamo
  normativo, non vi è dubbio che, nel momento in cui non si dovesse
  accedere  alla   richiesta  legittima  dell'onorevole  Drago,  si
  configurerebbe certamente un illecito di questa natura. E sarebbe
  assai  grave che  un  Parlamento  si  rendesse  complice  di  una
  violazione - che  non  riguarda  l'onorevole  Drago  persona,  ma
  riguarda l'onorevole Drago  inteso  come  parlamentare che per un
  motivo a noi ignoto  in  questo  momento  era  assente e, dunque,
  richiede  il   rispetto  dei  termini  regolamentari  per  potere
  discutere  una   legge,   per   potere   partecipare   alla   sua
  stesura.
       Per  potere predisporre gli emendamenti, i suggerimenti, gli
  ordini  del giorno da allegare all'esame del testo e quant'altro.
  Allora  perché questa enfatizzazione così drastica dell'onorevole
  Speziale e di quanti altri sostengono la sua tesi. Mi sembra così
  normale  che  ci  si  attesti  sul rispetto delle norme che io mi
  sarei  aspettato  dalla Presidenza l'accoglimento immediato della
  proposta  richiesta  dell'onorevole  Drago. Se questo non accade,
  onorevole  Presidente, onorevoli Colleghi, è perché probabilmente
  il  clima  in  quest'Aula  si  è  guastato e si è guastato perché
  probabilmente  - e in questo sì ha ragione l'onorevole Speziale -
  i canali di collegamento dialettico, etico tra le forze politiche
  si sono interrotti, hanno determinato delle difficoltà.
       Io  mi voglio augurare che da fatti come questi se ne desume
  una  conclusione  che  sia  una  conclusione che valga sempre per
  tutti  che  è quella che deve vederci in ogni modo e ciascuno per
  la propria parte politica difensori delle regole che disciplinano
  il  comportamento  del  Parlamento  e  dunque il comportamento di
  ciascun deputato. Io credo che se questo accadrà il Parlamento si
  muoverà  meglio, con  maggiore regolarità, con maggiore serenità,
  senza  offese,  senza  forzature  nei termini che, per carità, ci
  sono pure  momenti  in cui possono determinarsi, ma devono essere
  momenti per  i  quali  valga  la  pena  spendere  un  tono  fuori
  pentagramma,  altrimenti  non  ha  senso,  altrimenti  diventa un
  vociare  continuo,  un  provocarsi reciprocamente che non produce
  nessun  effetto  concreto,  nessun  risultato.  Io  - ho concluso
  Presidente - condividendo e mi sembra talmente ovvio che ho quasi
  vergogna a ripeterlo la richiesta dell'onorevole Drago e l'invito
  all'onorevole   Speziale   ad  essere  più  tollerante.  Se  deve
  attaccare il  Governo  lo  faccia nelle sedi opportune, lo faccia
  nelle riunioni di gruppo, nelle riunioni di maggioranza-minoranza
  che  egli  guida  non  certo coinvolgendo l'intero Parlamento per
  altro su una questione di natura esclusivamente procedurale.

     PRESIDENTE.  Vorrei  ricordare  all'onorevole Fleres che sulla
  richiesta  dell'onorevole  Drago  io non posso non dare la parola
  agli  altri  colleghi  deputati  per  esprimere il loro pensiero.
  Quindi  dopo il dibattito la Presidenza farà conoscere le proprie
  determinazioni.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che
  anche in  altre  occasioni ci siamo trovati a dovere disquisire e
  sta avvenendo  da  ieri  sera.  Per  non  parlare  per non andare
  avanti, per rinviare  ed  è  un  gioco  che  per i due governi di
  centro-destra che si sono presentati in questa Assemblea è andato
  avanti per due  anni.
       Però debbo  dire  che l'opposizione non si è mai fermata, da
  Piro a  Capodicasa,  per  indicare quelli che più rappresentavano
  l'opposizione al  richiamo  di  una  norma regolamentare dopo che
  l'Assemblea si  era  pronunciata in riunioni o come Conferenza di
  capigruppo o come  voto  della  stessa  Aula. La cosa grave a mio
  avviso che oggi si verifica che un Presidente uscente, Drago, per
  l'esercizio provvisorio,  la riconferma di un atto dovuto, chieda
  i  termini  regolamentari per stigmatizzare in termini definitivi
  che la lotta non  è  più su un disegno di legge che possa dare al
  Governo e  alla  Sicilia  l'ulteriore tempo necessario perché una
  finanziaria ed  un  bilancio vadano in porto, ma perché  è chiaro
  che l'opposizione  ha  deciso di porre le condizioni peggiori per
  la invivibilità  della  stessa  Assemblea e per tenere conto solo
  delle  scadenze  elettorali  europee  amministrative  alle  quali
  scadenze vorrebbe  portare  il  Governo  in crisi anche se questo
  dovesse   costare   alla   Sicilia   un   arretramento   forte  e
  l'impossibilità all'autogoverno della Sicilia stessa.
       Questo è un fatto estremamente grave.  Onorevole Drago lei è
  già stato  presidente  della  Regione,  si  è  trovato  a doversi
  confrontare in  Aula con legge di bilancio e finanziaria, oggi il
  fatto  che   lei   abbia   richiesto   il  rispetto  dei  termini
  regolamentari ripeto è  un  fatto  grave ed ancora più grave è il
  fatto che l'onorevole Fleres, quasi da canonico o da prete che si
  è spogliato ...

     FLERES. Onorevole Cintola, si dice ecumenico, non canonico.

     CINTOLA ...  che  si  è spogliato dalla sua funzione religiosa
  dell'assessorato   possa   addirittura   difendere  la  posizione
  dell'onorevole Drago e  non  invitarlo,  invece,  a  ritirare  la
  proposta che porrebbe condizioni regolamentari tali che credo che
  alla fine il Presidente dell'Assemblea non può non accettare.
       Se questo è il clima, signor Presidente, onorevoli colleghi,
  o la  maggioranza si attrezza, non per difendere il Governo né la
  stessa sopravvivenza  del  Governo,  ma  perché  ha  il dovere di
  difendere gli  interessi  della  Sicilia  e  dei  siciliani. O si
  attrezza e  si  presenta  in Aula, sapendo di doversi confrontare
  non più  sulle  cose,  non più sui provvedimenti che servono alla
  Sicilia stessa,  ma  a rappresentare, quindi, un momento di forte
  presenza in  Aula a sostegno di tesi politiche non di assessorato
  e  di  poltrone, oppure farebbe bene a dimettersi immediatamente.
  Perché  neppure  Rifondazione  comunista, da Forgione a Martino a
  Liotta, nel  momento  in  cui  si sono impegnati con i governi di
  centro-destra ad accettare di travalicare le norme regolamentari,
  non hanno  mai  poi  in  Aula  modificato  l'atteggiamento che di
  opposizione era allora e di opposizione resta oggi.
       Io ritengo che  si  siano  posti al di là - Drago e Fleres -
  del   Movimento   sociale   italiano  e  si  siano  posti  invece
  all'unisono con il Fascismo di altri tempi che servono soltanto a
  rinnovare idee  e concetti che non servono e che possono soltanto
  avvelenare  il clima dell'Assemblea e rendere un pessimo servizio
  alla Sicilia  e  ai  siciliani e bisognerebbe dirlo a chiare note
  anche a  quei  giornali che, come il "La Sicilia" di Catania, che
  hanno a  cuore  spesso  le  sorti  della Sicilia e che dovrebbero
  stigmatizzare  in termini molti forti e negativi un atteggiamento
  ostruzionistico, preconcetto, senza idee e con un solo obiettivo:
  le  elezioni,  il  risultato elettorale di un consenso elettorale
  che deve venire e non l'interesse della Sicilia e dei siciliani.
       Oggi l'ossequio  è  ai  capicorrente, ai capi dei partiti, a
  coloro i  quali bisogna far vedere che c'è una presenza forte che
  riesce a  mettere in minoranza il Governo Capodicasa, non tanto a
  guardare che  c'è una Sicilia di disoccupati, una Regione che non
  ha denari, che deve ricorrere a prestiti obbligazionari, che deve
  pagare interessi  feroci  e che non può occuparsi delle richieste
  legittime di quanti in Sicilia stanno aspettando una parola nuova
  e diversa,  altro  che  la  sua  felicità  onorevole Drago.
       Io la inviterei a sorridere come fanno i bravi giocatori che
  quando  perdono  sorridono,  pertanto  la  invito  a  ritirare la
  richiesta che  ha  fatto  per un senso di responsabilità che come
  Presidente della  Regione ha avuto neppure due mesi fa e se fosse
  stato in  quella  sedia  oggi avrebbe detto di qualsiasi deputato
  che si  fosse  presentato a dire 'voglio i termini regolamentari'
  avrebbe difeso  la  Sicilia e i siciliani per salvaguardare forse
  solo l'interesse del suo potere personale, perché  altrimenti, da
  questo   stesso  pulpito,  verrebbe  a  dire  'io  ritiro  questa
  proposta, andiamo avanti con i lavori'.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che dopo l'intervento
  dell'onorevole Liotta sono da considerarsi chiuse le iscrizioni a
  parlare.

     LIOTTA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che la
  richiesta di  rinvio della discussione di questo disegno di legge
  per quanto  poggi  su  una  base  di  carattere regolamentare, di
  fatto, abbia  un  chiarissimo sapore di carattere strumentale: io
  non ho memoria di altre opposizioni che abbiano utilizzato questo
  metodo  in  occasione  di  leggi,  quali l'esercizio provvisorio,
  perché io  stesso,  in  altre  occasioni  e  per  altre leggi, ho
  richiesto alla Presidenza che venisse assegnato all'Aula il tempo
  regolamentare per  prendere  in visione il disegno di legge, ma è
  chiaramente  strumentale, adesso, appellarsi  al  Regolamento per
  entrare nel merito  di  un  disegno  di legge che ha un carattere
  puramente tecnico.
       Quindi, io  credo  che vada denunziata con grande fermezza e
  con  grande  chiarezza  la  manovra  che  non  condividiamo della
  Destra.
       E' vero che anche nei lavori che in questi giorni, in queste
  settimane,  si   sono  protratti  in  Commissione  "Bilancio"  il
  Regolamento  è  stato  calpestato  continuamente  anche da questa
  maggioranza. Noi non possiamo accettare, non possiamo condividere
  l'atteggiamento di chi  ha calpestato il lavoro delle Commissioni
  di merito in maniera costante dentro le Commissioni stesse.
       Non   accettiamo   il   principio  per  cui  la  Commissione
  "Bilancio" riscrive  i  disegni  di  legge  senza tenere in alcun
  conto il  lavoro  fatto dalle Commissioni di merito. Ed allora le
  questioni  regolamentari,  in quel caso, sono questioni politiche
  importantissime.
       Noi  abbiamo fatto opposizione, un'opposizione che è entrata
  nel  merito  della  Commissione  "Bilancio"  sul disegno di legge
  "finanziaria".   Abbiamo   utilizzato   tutte   le   armi   della
  opposizione, quando  la maggioranza non reggeva i suoi numeri noi
  non l'abbiamo  sostenuta  come  ci  sembrava giusto fare perché è
  giusto opporsi  con  gli strumenti regolamentari a ché un disegno
  di legge  vada avanti secondo indirizzi che noi non condividiamo,
  ma nel  momento  in cui questa maggioranza, ancora per l'ennesima
  volta,  ha  dimostrato  in Commissione "Bilancio", appena due ore
  fà, di non avere  i  numeri  per  potere  portare  avanti neanche
  l'esercizio  provvisorio,   Rifondazione   comunista   non  si  è
  allontanata dalla  Commissione  "Bilancio",  non ha scelto quella
  strada, perché non  ci sembra che l'opposizione debba esercitarsi
  semplicemente con metodi strumentali e su questioni tecniche.
       L'esercizio  provvisorio  è  un  passaggio  tecnico  che mai
  nessuna opposizione  si  è sognata di bloccare, noi vogliamo fare
  opposizione   sul   serio,  vogliamo  entrare  nel  merito  della
  finanziaria,   siamo   contrari   a   tutti   gli   indirizzi   e
  all'impostazione  stessa  della  finanziaria,  porteremo  fino in
  fondo la  nostra  battaglia  su  quella  finanziaria. E' così che
  crediamo si possa fare una buona opposizione.
       Quindi,   per   concludere,   signor   Presidente,  noi  non
  condividiamo  la  scelta  che sta facendo il centro-destra ancora
  una  volta, ripeto, in maniera strumentale, tuttavia non possiamo
  che  indicare,  come  Gruppo, che il percorso regolamentare venga
  rispettato.  Diversamente,  si  produrrebbero effetti perversi in
  quest'Aula, per  cui  se anche il voto d'Aula, di volta in volta,
  può  in qualche modo prevaricare il dettato regolamentare, allora
  può accadere  che  il Regolamento "in progress" si fa ogni giorno
  dentro l'Aula,  non c'è più bisogno di un quadro regolamentare di
  riferimento perché  è  l'Aula  che si autoregolamenta di volta in
  volta.
       Ciò non  può avvenire, le regole debbono essere rispettate e
  ci sembra  strumentale  il  modo  in  cui il problema viene posto
  dalla Destra,  ci  sembra sbagliato il modo in cui in Commissione
  "Bilancio"  il  centro-sinistra ha cercato di calpestare le norme
  regolamentari, l'unica indicazione che possiamo dare, Presidente,
  è che  si  dia  seguito  alla  richiesta dell'onorevole Drago per
  quanto non  condivisa  da  noi, proprio perché sul rispetto delle
  regole io credo  che  non  ci  possano  e  non  ci debbano essere
  deroghe.  Perché  le  deroghe  alle regole producono disastri sul
  piano  politico.   E   quindi   io   credo   che  si  debba  dare
  necessariamente seguito  alla  richiesta  che  è  stata  fatta di
  rinviare di 48 ore.

     LO CERTO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO  CERTO .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io sono
  contento che  l'onorevole  Drago  abbia recuperato il suo potente
  mezzo   di   locomozione.   Lo   considero   un   uomo  brillante
  politicamente  e  lo  devo  ringraziare  per  le  cose  che  dirò
  brevissimamente,  di  essere  venuto  e  di  avere  fatto  questa
  richiesta.
       Evidentemente so  che  per  Regolamento il Presidente non si
  può   atteggiare  diversamente  se  non  accettare  la  richiesta
  dell'onorevole  Drago.   Io  dicevo  che  lo  conosco  come  uomo
  brillante  e  questa  sua  venuta  per  fare  poi  una  richiesta
  politicamente "da  Pierino." Ma che di dà anche la possibilità di
  ragionare su alcune cose ed è per questo che lo ringrazio. Perché
  se una  richiesta  fosse venuta da qualcuno che era presente ieri
  sera in  Aula, certamente non sarebbe stata giustificata visto il
  clima con cui si è chiusa la seduta.
       C'è da  prendere  atto  e io lo ringrazio perché all'interno
  dell'attuale maggioranza  -  che  qualcuno  dice  che  non  è più
  maggioranza - in maniera definitiva della inaffidabilità politica
  ed anche  personale di alcuni personaggi della opposizione. Della
  inaffidabilità  politica  e  personale  di  alcuni elementi della
  opposizione che  tendono  solo  a  non  fare  portare  avanti  la
  finanziaria  prendendo  tempo  su questioni che sappiamo comunque
  essere  necessarie  ed  indispensabili per la vita dell'Assemblea
  che anche se non  viene  fatta ora sarà fatta tra 24 ore, ma è un
  segnale politico.
       Io facendo  parte  di questa maggioranza, che ritengo essere
  maggioranza, colgo il segnale per cui secondo me non si può avere
  dialogo in  questa Aula con l'opposizione. Bisogna attrezzarsi se
  si vuole  andare  avanti con i propri numeri, Altrimenti prendere
  atto che questa maggioranza non c'è più.
       Io per questo ringrazio l'onorevole Drago e credo che questo
  comporterà una riflessione all'interno della maggioranza per come
  andare avanti nei giorni futuri.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Drago,  insiste nella sua richiesta di
  rinvio?

     DRAGO. Sì, insisto.

     PRESIDENTE.   Pertanto,  onorevoli  colleghi,  accogliendo  la
  richiesta  formalizzata  ai sensi dell'articolo 119, comunico che
  la discussione  del disegno di legge n.  897/A viene differita di
  quarantotto ore.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       La seduta  è  rinviata  ad oggi, martedì 23 marzo 1999, alle
  ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II - LETTURA,  AI  SENSI  E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

      N. 333 - Iniziative  per la prosecuzione dell'indagine della
              Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul
              fenomeno  della mafia in Sicilia sulla dirigenza del
              settore pubblico regionale.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO:

              -  che  la  Commissione  parlamentare  d'inchiesta e
              vigilanza   sul  fenomeno  della  mafia  in  Sicilia
              dell'Assemblea regionale siciliana ha avviato, il 19
              marzo   del   1998,  un'indagine  sull'idoneità  dei
              dipendenti  dell'Amministrazione  regionale  e degli
              enti  controllati e/o vigilati dalla Regione, muniti
              della  qualifica di dirigente o a questa equiparata,
              ad  essere preposti ad incarichi dirigenziali ovvero
              a   mantenere   tali  incarichi,  successivamente  a
              condanne, passate in giudicato, emesse dall'Autorità
              giudiziaria  in  sede  penale  o  contabile,  per la
              commissione    di    reati    contro   la   pubblica
              Amministrazione      o      comunque     comportanti
              l'interdizione,   anche   temporanea,  dai  pubblici
              uffici, nonché per responsabilità da danno erariale,
              e    successivamente    a    conseguenti    sanzioni
              disciplinari      irrogate      dall'Amministrazione
              competente;

              - che la  suddetta Commissione ha, conseguentemente,
              avviato, con la Presidenza  della  Regione e con gli
              Assessorati competenti,  una  corrispondenza volta a
              reperire  la  documentazione  informativa  attinente
              l'inchiesta;

              -  che, con   riferimento   alle   informazioni   di
              pertinenza  dell'Amministrazione regionale centrale,
              il Presidente  della  predetta  Commissione inviava,
              nell'arco di un anno,  ben  quattro  missive volte a
              richiedere informazioni, integrazioni, solleciti sia
              alla Presidenza della Regione che all'Assessore alla
              Presidenza;

              -  che  la   direzione   regionale   del  personale,
              rispondendo ad una  prima  nota  della  Commissione,
              inviava il 29 aprile  1998 una documentazione che la
              Commissione  riteneva  del  tutto  insufficiente  ed
              incompleta,   in   quanto   i   dati  riportati  non
              fornivano,   tra  l'altro,  piena  cognizione  della
              'natura  dei  provvedimenti  in base ai quali...  si
              era...   proceduto   ad   infliggere  le  occorrenti
              sanzioni  ai  diversi  dirigenti',  ed  inoltre  non
              consentivano di avere certezza circa la definitività
              o meno di eventuali sentenze a carico dei dirigenti;

              - che le ulteriori  note di sollecito del Presidente
              della  Commissione  non  avevano  esito  alcuno,  in
              difformità da  quanto  espressamente  previsto dalla
              legge  istitutiva  della   stessa  a  proposito  del
              rispetto dei termini  temporali  per  le  risposte a
              quesiti  rivolti dalla  stessa  parte  dei  soggetti
              interessati (legge regionale n.  4 del 1991, art. 6,
              comma 1, lettera c);

              -  che,  nonostante   i   ripetuti   solleciti   del
              Presidente  della   Regione  e  dell'Assessore  alla
              Presidenza, la Direzione regionale del personale non
              forniva alcun cenno di  riscontro con il passare dei
              mesi, sino al punto che il Presidente della Regione,
              onorevole  Capodicasa,  ravvisava  la  necessità  di
              inviare, negli ultimi giorni del 1998, all'Assessore
              alla   Presidenza   una  lettera  con  cui  rilevava
              'l'incomprensibilità  del  mancato  riscontro  della
              richiesta  di  notizie  e chiarimenti avanzata dalla
              Commissione  (antimafia)' e  valutava  'doveroso  ed
              improcastinabile  consentire all'Organo parlamentare
              di  procedere  all'attività  di  accertamento di sua
              competenza',  rappresentando  la  massima  urgenza e
              l'esigenza  di ottenere 'assicurazione dell'avvenuto
              ed esaustivo adempimento';

              -  che  il  Presidente  della  Commissione,  decorsi
              invano due ulteriori  mesi,  inviava  ai  primi  del
              marzo scorso un'ulteriore  nota  al Presidente della
              Regione    ed    all'Assessore    alla   Presidenza,
              evidenziando   come    non    potesse   essere   più
              minimizzato,  a  distanza  di  un  anno  dall'avviso
              dell'indagine, il rilievo  che la vicenda era venuta
              assumendo  sotto  il  duplice  profilo  del  mancato
              espletamento dei poteri spettanti alla Commissione e
              della puntualità  '  della  collaborazione  prestata
              dall'Amministrazione  regionale  nei suoi confronti,
              anche a voler  prescindere  dai puntuali obblighi di
              legge su quest'ultima  incombenti'.  Nella  nota  si
              reputava indispensabile 'procedere ad un chiarimento
              complessivo  della vicenda  con  lo  svolgimento  di
              un'apposita audizione' del Presidente della Regione,
              dell'Assessore  alla   Presidenza  e  del  Direttore
              regionale per il personale ed i servizi generali;

              - che la riunione della Commissione antimafia del 16
              marzo scorso, che  prevedeva  la  partecipazione del
              Presidente   della   Regione,   dell'Assessore  alla
              Presidenza e del Direttore regionale del personale e
              dei servizi generali,  dott.  Aleo, ha registrato la
              ingiustificabile  assenza  di quest'ultimo e che, in
              tale  riunione,  un funzionario incaricato dal dott.
              Aleo  ha,  inopinatamente,  rese  note  infondate ed
              improbabili perplessità dell'ufficio del personale a
              fornire alla Commissione i dati richiesti in quanto,
              a  giudizio dell'ufficio, sarebbero stati coperti da
              apposita  riserva  applicata ai sensi della Legge n.
              675  del  1996  di disciplina dell'utilizzo dei dati
              personali;

      CONSIDERATO  che  nel   corso  della  medesima  riunione  il
              Presidente  della   Regione   ha   assicurato   alla
              Commissione     antimafia     il    suo    personale
              interessamento  ad   un   pronto  chiarimento  della
              vicenda, alla luce  di  pareri  tecnici dell'Ufficio
              legale della Presidenza  della Regione, nonché di un
              apposito parere del  Garante  per  la  sicurezza dei
              dati personali;

      RILEVATO come  il  Garante   per   la   sicurezza  dei  dati
              personali,  on.  Rodotà,   si  sia  con  la  massima
              tempestività  e  chiarezza   espresso   per  la  non
              applicazione della  cosiddetta legge sulla 'privacy'
              ai  dati  oggetto  dell'indagine  della  Commissione
              antimafia;

      RITENUTO:

              - che il ritardo  con cui la Direzione regionale del
              personale ha manifestato  le  proprie valutazioni ha
              rallentato  per   lunghi   mesi   l'attività   della
              Commissione antimafia, che  mira  in  primo  luogo a
              rendere  trasparenti  dinanzi  all'Assemblea  ed  ai
              cittadini  siciliani  gli  atti dell'Amministrazione
              pubblica;

              - che il  completamento  della  predetta indagine da
              parte     della    Commissione    antimafia    potrà
              significativamente  contribuire  al  varo, da  parte
              dell'Assemblea, di   una  riforma  della  burocrazia
              regionale in coerenza con l'esigenza di affermare il
              principio   di    separazione    tra    politica   e
              Amministrazione,   tra  l'imputazione  delle  scelte
              strategiche  di  indirizzo  politico-amministrativo,
              che continuerà a  far  capo all'autorità politica, e
              quella delle scelte  gestionali,  che  farà  capo  a
              dirigenti amministrativi  dotati di maggiori poteri,
              ma sottoposti anche a maggiori responsabilità;

      RAVVISATA l'esigenza di recuperare  il tempo perduto al fine
              di  giungere nel  più  breve  tempo  possibile  alla
              conclusione   dell'indagine   sulla   dirigenza  del
              settore pubblico regionale;

      STIGMATIZZANDO l'atteggiamento sinora tenuto dalla Direzione
              del personale della Regione sulla vicenda,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a  fornire alla Commissione parlamentare d'inchiesta
              e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia:

              a)   entro   dieci  giorni  dall'approvazione  della
              presente  mozione,  i  dati riguardanti i precedenti
              penali, i  procedimenti in corso per reati contro la
              pubblica  amministrazione, per reati di mafia, o per
              responsabilità  per  danno  erariale,  le  eventuali
              sentenze  di condanna e quelle passate in giudicato,
              le   eventuali   sanzioni   disciplinari   irrogate,
              concernenti   i  direttori  regionali,  i  dirigenti
              superiori  ed  i dirigenti ed equiparati in servizio
              presso   l'Amministrazione   regionale,   nonché   i
              dirigenti  e  direttori  amministrativi  e  sanitari
              delle AA.UU.SS.LL. e delle Aziende ospedaliere;

              b)   entro  trenta  giorni  dall'approvazione  della
              presente  mozione,  i  dati  della  medesima  specie
              riferiti ai dirigenti degli Enti locali e degli Enti
              dipendenti e/o vigilati dalla Regione.

              (22 marzo 1999)

                                GRANATA - SCAMMACCA DELLA BRUCA -
                                FORGIONE - CALANNA - ZANNA -
                                BURGARETTA APARO - SPAGNA -
                                VICARI

      N. 334 - Ispezioni  relative all'affidamento degli incarichi
              di primario presso l'AUSL n. 8 di Augusta (SR).

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO l'invito rivolto  dal Consiglio comunale di Augusta
              al Direttore  generale  dell'AUSL n. 8 per un sereno
              confronto   sulla  programmazione  sanitaria  e  sui
              criteri      per      individuare      significative
              professionalità,   che   avrebbero  giustificato  la
              opportunità   di   non   affidare   ai  primari  già
              incaricati  i  reparti  di  medicina  e  cardiologia
              dell'ospedale 'Muscatello';

      ATTESO che lo stesso  ha  preferito  non tenerne conto ed ha
              proceduto  con   delibere   NN.   5523  e  5524  del
              28.12.1998 alla individuazione dei titolari;

      ATTESO, altresì, che  l'invito  era  rivolto  a  fugare ogni
              possibile illazione sui vincitori dell'incarico, e a
              chiarire, ove  fosse  necessario,  che  la autonomia
              decisionale  del   manager   AUSL   non  può  essere
              'scambiata' o sfociare in arbitrio;

      PRESO ATTO che l'unanime individuazione, da tempo, dei Dott.
              Scifo    e    Mossutti,    come   futuri   vincitori
              dell'incarico, non  è  più un'illazione ma bensì può
              annoverarsi ormai  come  dote  di chiaroveggenza del
              Consiglio comunale  e  della maggior parte del mondo
              medico della città;

      CONSIDERATO che un  simile  atto  di  'mala sanità' non deve
              passare senza  avere  accertato  la regolarità delle
              procedure di  concorso poste in essere, ivi compresi
              i criteri con  cui  si è ritenuto individuare alcuni
              commissari  nella  commissione  esaminatrice che per
              opportunità avrebbero dovuto astenersi;

      CONSIDERATO inoltre che  non  si  riesce  a  capire  come un
              medico che non ha mai fatto il primario possa essere
              scelto tra tutti gli altri idonei che tale requisito
              possiedono,   oltre   a   rappresentare   un   salto
              qualitativo  per  l'ospedale;  oppure quale contorta
              logica  o   con  quale  criterio  fra  due  sanitari
              operanti   nella  stessa  divisione  di  cardiologia
              dell'ospedale  Umberto  I   di  Siracusa,  uno  come
              primario per 13 anni e l'altro per lo stesso periodo
              come aiuto, sia stato preferito il secondo,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad un  immediato intervento ispettivo sulla vicenda,
              con  l'audizione   di   tutti  i  protagonisti,  ivi
              compresi i  rappresentanti del Consiglio comunale di
              Augusta.

              (22 marzo 1999)

                                SPAGNA - ADRAGNA - ZANGARA -
                                BURGARETTA APARO - MONACO -
                                GRANATA

 III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Misure  di finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione,  contabilità  e  controllo" (n.  884/A-STRALCIO)

      Relatore: On. Di Martino

   2) "Esercizio provvisorio  del bilancio della Regione siciliana per
      l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).

      Relatore: On. Di Martino

    La seduta è tolta alle ore 13.30.

    (Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 15.15)