Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 12.37.
LO CERTO , segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute n. 229 e 230 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
Assessore Enti Locali
N. 127 - Notizie in ordine all'informatizzazione di alcuni
uffici del comune di Mazara del Vallo.
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Firmatari: Virzì Gioacchino; Scalia Giuseppe
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- Con nota n. 3146 del 9 novembre 1996 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali.
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N. 155 - Notizie sulla gestione e sul funzionamento
dell'IPAB 'Collegio San Rocco' di Palermo.
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Firmatari: Guarnera Vincenzo
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- Con nota n. 3328 del 22.11.96 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali. - La
firma dell'on. Piro è decaduta a seguito della sua elezione
ad Assessore regionale, il cui insediamento è avvenuto nella
seduta n. 195 del 20-21 novembre 1998 (52 Governo).
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N. 226 - Avvio di un'approfondita indagine sugli ex
ospedali psichiatrici della sicilia e notizie sulle
iniziative assunte in vista della loro imminente definitiva
chiusura.
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Firmatari:Lo Certo Sebastiano; Guarnera Vincenzo; Mele
Manlio; Ortisi Egidio
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- La firma dell'on. Piro è decaduta a seguito della sua
elezione ad Assessore regionale, il cui insediamento è
avvenuto nella seduta n. 195 del 20-21 novembre 1998 (52
Governo).
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N. 498 - Intervento sostitutivo presso il Comune di Capo
d'Orlando per l'attivazione del servizio di assistenza
domiciliare agli anziani.
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Firmatari:Silvestro Gioacchino
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N. 595 - Avvio di un'indagine ispettiva presso il Comune
di Alcamo in ordine all'esecuzione dei lavori di adeguamento
del mattatoio comunale alle direttive CEE e di costruzione
del depuratore degli scarichi di lavorazione.
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Firmatari:Turano Girolamo
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N. 963 - Adozione di provvedimenti nei confronti
dell'attuale Sindaco del Comune di Isola delle Femmine (PA)
a seguito delle risultanze di apposita ispezione.
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Firmatari:Virzì Gioacchino
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- Con nota prot. n. 3206 del 14 luglio 1997 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali.
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N. 1023 - Notizie sulla richiesta di autorizzazione
avanzata dal Comune di Bagheria alla Provincia regionale di
Palermo, per il conferimento di ulteriori autocompattatori.
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Firmatari:Virzì Gioacchino
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- Con nota prot. n. 3762 del 25 agosto 1997 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali.
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N. 2508 - Motivi del mancato scorrimento della graduatoria
del concorso per assistente contabile nel ruolo
amministrativo del personale regionale.
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Firmatari:Caputo Salvino
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DISEGNI DI LEGGE INVIATI ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
AI SENSI DEGLI ARTICOLI 62, 65 E 135 DEL REGOLAMENTO INTERNO CHE
SI COMUNICANO ALL'ASSEMBLEA AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, LETTERA B
DEL REGOLAMENTO MEDESIMO
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Disposizioni transitorie sui rifornimenti idrici in favore
dei comuni delle isole minori della Sicilia" (n. 896)
- d'iniziativa governativa
- "Disposizioni urgenti in materia di personale" (n. 898)
- d'iniziativa governativa
BILANCIO (II)
- "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 1999" (n. 897)
- d'iniziativa governativa
INVIATI IN DATA 22 MARZO 1999
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2954 - Opportuni interventi relativi alla
rifunzionalizzazione dell'ex presidio ospedaliero di Adrano
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
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Villari Giovanni; Pignataro Giuseppe
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B) Interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione.
N. 2951 - Iniziative volte a consentire una rigorosa
verifica sulla trasparenza delle procedure e sui criteri
adottati in sede di conferimento degli incarichi di capi
settore sanitari presso l'AUSL n. 6 di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Aulicino Armando
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C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2952 - Opportuni interventi relativi allo stanziamento
del campo nomadi nel Parco della Favorita di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
***
Caputo Salvino
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N. 2953 - Provvedimenti finalizzati a garantire
l'esercizio delle proprie funzioni al difensore civico del
comune di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Caputo Salvino
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N. 2955 - Notizie sui criteri di ripartizione delle somme
assegnate dal Fondo sanitario nazionale e sulle integrazioni
del Fondo sanitario regionale.
- Assessore Sanità
***
Pezzino Vincenzo
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ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 333 - Iniziative per la prosecuzione dell'indagine
della Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia sulla dirigenza del settore
pubblico regionale.
Granata Benedetto Fabio; Scammacca Della Bruca Guglielmo;
Forgione Francesco; Calanna Nunzio; Zanna Antonio;
Burgaretta Aparo Sebastiano; Spagna Fausto; Vicari Simona
Presentata il 22/03/99
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N. 334 - Ispezioni relative all'affidamento degli
incarichi di primario presso l'AUSL n. 8 di Augusta (SR).
Spagna Fausto; Adragna Benedetto; Zangara Andrea;
Burgaretta Aparo Sebastiano; Monaco Sergio; Granata
Benedetto Fabio
Presentata il 22/03/99
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PRESIDENTE. Avverto ai sensi dell'articolo 127 comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge "Esercizio
provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 1999" (897), posto al numero 1.
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto
al banco delle commissioni.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
DRAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DRAGO. Signor Presidente, ho capito che lei intende passare
alla discussione del disegno di legge riguardante l'esercizio
provvisorio per l'anno finanziario 1999.
Le chiedo, ai sensi del Regolamento, il rispetto delle 48
ore di tempo prima di passare all'esame del disegno di legge
testè citato.
Ieri non avevo a disposizione la mia "Porsche" e, quindi,
non sono arrivato in orario.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, ci troviamo di fronte ad uno
spettacolo indecoroso in cui c'è un gioco delle parti, un
meschino gioco delle parti, meschinissimo gioco delle parti.
Ieri sera è stato concordato in Aula da parte di tutti i
gruppi parlamentari, compreso il Gruppo parlamentare di cui fa
parte l'ex Presidente della Regione, onorevole Drago, che si
sarebbe riunita sulla base di un voto d'Aula, la Commissione
Bilancio per procedere all'esame del disegno di legge riguardante
l'esercizio provvisorio e che l'Aula sarebbe stata convocata
stamattina a mezzogiorno per discutere ed approvarlo; era stato
concordato, altresì, che nel pomeriggio si sarebbe dovuta tenere
seduta l'Aula per procedere all'esame del disegno di legge sulla
finanziaria.
Il voto d'Aula è un voto vincolante per tutti i gruppi
parlamentari; il Presidente di turno dell'Assemblea, onorevole
D'Andrea, ha più volte ripetuto se sorgessero osservazioni a
quella procedura, ma nessuno dei parlamentari presenti ha fatto
alcuna osservazione. Si dà quindi per scontato che i gruppi
parlamentari tutti, ivi compreso il gruppo parlamentare a cui è
iscritto l'onorevole Drago, erano consapevoli che c'era un
percorso da seguire.
Stamattina l'onorevole Drago viene in Aula e solleva una
eccezione circa il percorso da seguire; richiamandosi
pretestuosamente al Regolamento chiede il rinvio di 48 ore
dell'esame del disegno di legge riguardante l'esercizio
provvisorio.
Le considerazioni che intendo fare, Presidente, sono di
carattere politico. Io ho la piena consapevolezza che c'è
qualcuno che gioca allo sfascio, non solo appellandosi a problemi
di carattere procedurale, ma gioca allo sfascio per impedire che
il Governo possa portare a compimento il progetto di riforma, di
riordino e di riequilibrio dei conti economici, per impedire che
possa portare avanti una equa politica economica.
In sostanza, ho l'impressione che ci sia il tentativo di
puntare alla paralisi dell'Assemblea regionale siciliana e di
associare a questa paralisi a quella non soltanto dell'attività
legislativa ma dell'intera economia siciliana. Una responsabilità
gravissima che denunciamo fin da adesso; infatti, chi pensa,
perchè chi pensa che appellandosi a problemi di carattere
regolamentare, di impedire l'azione di risanamento da parte del
Governo, commette errori gravissimi.
Noi abbiamo proceduto allo scioglimento degli enti economici
regionali perchè ritenevamo che fosse un bene per la Sicilia.
Abbiamo proceduto con il concorso del Parlamento in un rapporto
dialettico, al varo della legge-voto sulla elezione del
Presidente della Regione perchè ritenevamo che non fosse un
problema di maggioranza ma un bene per la Sicilia.
Abbiamo presentato una finanziaria (che è stata accolta bene
dai mercati finanziari) affinchè questo potesse dare prestigio ed
autorevolezza e ridare forza alla Sicilia perchè riteniamo che
questo sia un bene per la Sicilia. Non c'è, quindi, una ragione
preminente di maggioranza, c'è un interesse primario che riguarda
la Sicilia in tutti i suoi aspetti. Per questo abbiamo messo
mano ad una manovra economica rigorosa che è stata accolta
benissimo da parte di organi competenti, ma anche gli organi di
stampa a partire dal " Sole 24 ore" l'hanno accolta molto bene.
Si dà atto al Governo e alla sua maggioranza di fare quello
che altri governi non sono stati in grado di fare.
Adesso sorgono gli ostacoli.
Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi noi non possiamo anteporre meschini
calcoli di parte, di gruppi o di singoli parlamentari
all'interesse primario della Sicilia. Noi come forza di
maggioranza ci batteremo affinchè interessi della Sicilia possano
prevalere all'interno del Parlamento siciliano, affinchè gli
interessi generali della Sicilia possano essere portati avanti,
affinchè questa politica di risanamento ed equilibrio economico
possa essere portata a compimento.
Io mi rendo conto che lei, signor Presidente, non può fare
altro che prendere atto della obiezione sollevata da un
parlamentare, però tutti questi tasselli che uno dopo l'altro
vengono messi qui in campo che sono tasselli di un disegno mirato
a danneggiare non una maggioranza ma a danneggiare la Sicilia e i
suoi interessi, troveranno un ostacolo da parte nostra che la
maggioranza si attrezzi per rispondere in modo adeguato a questo
atteggiamento sciagurato da parte delle forze dell'opposizione.
Atteggiamento dannoso che rifiuta un rapporto dialettico, che
aggrava i propri comportamenti dove sta prevalendo un'anima di
contestazione nei confronti della maggioranza senza aprire una
porta al dialogo. A noi era sembrato che all'interno della
Commissione bilancio si fosse aperta una porta al dialogo;
comportamenti dei colleghi parlamentari di Alleanza Nazionale,
anche di Forza Italia, del CCD erano comportamenti tutti
improntati, in qualche modo, ad un rapporto dialettico teso a
migliorare, così com'è il dovere dei parlamentari, il testo del
disegno di legge presentato dal Governo.
Questo rapporto dialettico, che vogliamo ancora portare
avanti e sul quale continueremo a lavorare, invece, trova in
quest'Aula atteggiamenti ostili interni alle forze del Polo;, a
quel punto, se quelle forze più sensibili interne al Polo, che
hanno a cuore le sorti della Sicilia, dovessero abdicare rispetto
all'atteggiamento di ostruzionismo da parte di altre forze
interne al Polo, non avessero il coraggio di fare emergere con
forza la propria disponibilità al dialogo e al confronto, siamo
costretti ad attrezzarci nell'interesse del Parlamento e
nell'interesse della Sicilia. Pertanto, signor Presidente
dell'Assemblea, malgrado io non possa che fare una denuncia
politica sul comportamento del Polo, non posso fare altro che
prendere atto dell'obiezione sollevata e quindi chiedere che oggi
pomeriggio (sono personalmente contrario, l'Aula ha deciso) lei
Presidente, in rapporto alle decisioni dell'Aula, assuma gli
atteggiamenti conseguenziali; nel senso che c'è un voto d'Aula
che va rispettato, perché un singolo parlamentare non può
metterlo in discussione, tranne che se questo meschino gioco
delle parti debba prevalere per paralizzare l'attività del
Parlamento.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola ai sensi del Regolamento per quanto concerne il disegno di
legge 897 riguardante la proroga dell'esercizio provvisorio. Ho
ascoltato l'intervento del capogruppo dei Democratici di sinistra
e debbo dire che è il classico esempio, caro onorevole
Speziale...
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, non stiamo discutendo il disegno
di legge sull'esercizio provvisorio, stiamo discutendo
sull'osservazione dell'onorevole Drago.
CAPUTO. ... ho avuto il disegno di legge due minuti fa,
appena dopo esitato dalla Commissione, dunque non sono in
condizione di poter affrontare la discussione su questo disegno
di legge. Non so se qualcuno l'abbia chiesto prima, perché sono
arrivato adesso, ma io chiedo il rinvio dell'esame per essere
messo in condizione, ai sensi del Regolamento, di esaminarlo.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
richiesta dell'onorevole Drago (a noi non interessa se viene in
Porsche o viene in Daewoo come vengo io, sono problemi personali,
i mezzi di comunicazione, ognuno di noi, se li sceglie come vuole
e secondo le proprie possibilità) mi fa venire in mente quel
proverbio che dice: non mi preoccupo quando mio figlio perde al
gioco delle carte, mi preoccupo quando mio figlio vuole la
rivincita". Qui mi pare che sia questo il comportamento. Non
abbiamo un comportamento da persone politicamente responsabili,
che hanno rispetto delle istituzioni.
Capisco, signor Presidente, la sua scelta è semplice:
dinanzi ad un richiamo del Regolamento non c'è voto d'Aula che
possa tenere, e quindi dissento dall'amico, compagno Speziale.
Il Regolamento è quello, si invoca il Regolamento e si deve
rispettare.
Il problema non è il rispetto del Regolamento è la
motivazione con cui si chiede cioè l'assenza totale di
motivazione. Non mi si venga a dire, come l'amico mio, onorevole
Caputo, che ha bisogno di approfondirlo Deve avere rispetto per
la sua stessa intelligenza. Non c'è nulla da approfondire
nell'esercizio provvisorio. Siccome siamo di fatto alla fine di
marzo, l'esercizio provvisorio scade a marzo, è necessario che
l'Assemblea regionale si dia lo strumento finanziario di proroga
per non bloccare la gestione, l'attività amministrativa della
Regione.
Vedete in politica, non c'è cosa peggiore: in politica si
sbaglia sempre quando non si ha la mente fredda. Io all'onorevole
Drago, ad altri parlamentari del Polo, consiglio di mettere borse
di ghiaccio in testa per darsi una regolata, perché con
l'esagitazione, con l'eccessivo calore perdono, praticamente, la
retta via. Non si può fare attività parlamentare e politica con i
risentimenti e i rancori perché chi aveva assaporato qualche
sedia assessoriale o sedia presidenziale si è visto disarcionato,
giustamente disarcionato e, quindi, ritengono di potere svolgere
attività politica venendo in Aula attenendosi alle questioni
procedurali minute. Perché la verità è, cari colleghi, che quando
non si portano argomenti, nessun argomento politico,
nell'invocare rispetto ai regolamenti,- perché il rispetto del
Regolamento quando si adducono argomenti politici è validissimo -
ma per il semplice rispetto formale di un Regolamento in assenza
di argomenti politici significa che, appunto, la politica è ormai
ad un livello molto basso.
E, giustamente, lei fa ricordare, onorevole Presidente della
Regione, perché questa richiesta è un insulto all'Aula Perché io
capisco che il richiamo al Regolamento bisogna rispettarlo, ma
dinanzi ad una votazione dell'Aula approvata all'unanimità, una
richiesta sollecitata anche e di fatto, anche se non
formalizzata, concordata anche con i colleghi dell'opposizione,
non si può fare il "gioco delle tre carte" Si viene in Aula e
chi non era presente in quella seduta invoca il rispetto al
Regolamento. Regolamento che si deve rispettare però su
argomentazioni, su fatti che hanno una grande incidenza nella
vita della Regione. Qui, con questo disegno di legge, si vuole
soltanto mettere in condizioni la Regione di potere andare
avanti. Non penso, quindi, che ci possa essere un grande
contrasto politico nell'approvazione dell'esercizio provvisorio.
La verità è un'altra, e concludo, che qui l'opposizione
vuole fare un po' le prove tecniche dell'opposizione alla
finanziaria regionale. Noi dobbiamo dire con molta chiarezza che
non esistono ragioni regolamentari per potere rinviare la
finanziaria. Ci può essere un contrasto politico. Questo
contrasto politico si risolve nel dibattito e nelle votazioni,
non certamente con questi comportamenti che non possono essere
definiti ostruzionistici, ma sono argomenti inconcludenti che non
servono alla vita parlamentare e alla vita politica della
Regione.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
convinto di poche cose, ma di quelle poche cose di cui sono
convinto desidero farne dei veri e propri vessilli, delle
bandiere attorno alle quali raccogliere il consenso dell'opinione
pubblica, ma soprattutto l'esigenza del recupero di lealtà nei
comportamenti e di regolarità nel rispetto di quelle che sono le
disposizioni che guidano l'attività di un Parlamento.
Ebbene, sono convinto che, chi ha culture rivoluzionarie e,
dunque, chi ritiene che si possa fare a meno delle leggi per
cambiare un ordinamento, difficilmente comprende questi passaggi;
difficilmente si rende conto che esiste, al di sopra delle
valutazioni di ciascuno e delle opportunità o delle esigenze, la
legge che regola i comportamenti stessi, le scelte che devono
essere compiute. Dunque, mi addolora che l'onorevole Speziale si
esprima nel modo in cui si è espresso. Ma mi addolora
profondamente perché conosco l'onorevole Speziale da tempo, so
che non è questo il suo "habitus" naturale, sono convinto, per la
lunga collaborazione che ho avuto con lui in altre circostanze,
che non è certamente un uomo di rottura, ma sono convinto altresì
che, dovendosi trovare tra l'incudine ed il martello, all'interno
del suo gruppo, disabituato al Governo e disabituato alla
legalità nel senso a cui facevo riferimento prima, faccia
emergere, del suo carattere, le parti più intransigenti, le parti
meno democratiche; sono convinto che l'onorevole Speziale abbia
deciso di iscriversi a quella che in questo Parlamento era
l'opposizione qualche tempo fa ma che diventa ogni giorno di più
maggioranza. E lo diventa nei comportamenti della maggioranza
che, invece, di fatto è divenuta opposizione.
Io sono convinto che l'onorevole Speziale sia divenuto
forzatamente, per questa condizione che vive all'interno del suo
gruppo parlamentare, il primo grande oppositore del Governo che
vede alla sua guida l'onorevole Capodicasa che è stato per tanti
anni il segretario del PDS e che oggi, tra mille difficoltà,
tenta di reggere le sorti di un Governo che, certamente, per la
sua, forse eccessiva, articolazione, vive una condizione di
disagio.
Allora, siccome è necessario recuperare un minimo di
razionalità ma anche il pieno rispetto delle regole - regole di
cui parleremo successivamente, rispetto ad altre questioni - io
credo che non sia indecoroso l'atteggiamento di un deputato che
chiede rispetto delle regole. Che chiede l'applicazione del
Regolamento e che chiede, soprattutto, la possibilità di potere
esaminare un testo di legge nei termini previsti. Io credo che
questo sia il diritto di ciascun parlamentare, attorno al quale,
al di là delle posizioni politiche di ciascuno, tutti dobbiamo
stringerci. Perchè, in questo Parlamento, si può essere
maggioranza, si può essere opposizione, si può essere né l'uno né
l'altro o tutti e due le cose insieme, però, un dato dobbiamo
comunque difendere, che è il dato regolamentare, il dato del
percorso regolamentare che non può essere forzato.
Io non voglio fare ricorso ad altre affermazioni ma non vi è
dubbio, onorevole Di Martino, che, senza fare appello
all'articolo 289 del Codice penale che riguarda i vincoli
determinati rispetto all'attività parlamentare propria, ed i
tentativi di interrompere la possibilità di un Parlamento di
pronunziarsi, senza voler far ricorso a questo tipo di richiamo
normativo, non vi è dubbio che, nel momento in cui non si dovesse
accedere alla richiesta legittima dell'onorevole Drago, si
configurerebbe certamente un illecito di questa natura. E sarebbe
assai grave che un Parlamento si rendesse complice di una
violazione - che non riguarda l'onorevole Drago persona, ma
riguarda l'onorevole Drago inteso come parlamentare che per un
motivo a noi ignoto in questo momento era assente e, dunque,
richiede il rispetto dei termini regolamentari per potere
discutere una legge, per potere partecipare alla sua
stesura.
Per potere predisporre gli emendamenti, i suggerimenti, gli
ordini del giorno da allegare all'esame del testo e quant'altro.
Allora perché questa enfatizzazione così drastica dell'onorevole
Speziale e di quanti altri sostengono la sua tesi. Mi sembra così
normale che ci si attesti sul rispetto delle norme che io mi
sarei aspettato dalla Presidenza l'accoglimento immediato della
proposta richiesta dell'onorevole Drago. Se questo non accade,
onorevole Presidente, onorevoli Colleghi, è perché probabilmente
il clima in quest'Aula si è guastato e si è guastato perché
probabilmente - e in questo sì ha ragione l'onorevole Speziale -
i canali di collegamento dialettico, etico tra le forze politiche
si sono interrotti, hanno determinato delle difficoltà.
Io mi voglio augurare che da fatti come questi se ne desume
una conclusione che sia una conclusione che valga sempre per
tutti che è quella che deve vederci in ogni modo e ciascuno per
la propria parte politica difensori delle regole che disciplinano
il comportamento del Parlamento e dunque il comportamento di
ciascun deputato. Io credo che se questo accadrà il Parlamento si
muoverà meglio, con maggiore regolarità, con maggiore serenità,
senza offese, senza forzature nei termini che, per carità, ci
sono pure momenti in cui possono determinarsi, ma devono essere
momenti per i quali valga la pena spendere un tono fuori
pentagramma, altrimenti non ha senso, altrimenti diventa un
vociare continuo, un provocarsi reciprocamente che non produce
nessun effetto concreto, nessun risultato. Io - ho concluso
Presidente - condividendo e mi sembra talmente ovvio che ho quasi
vergogna a ripeterlo la richiesta dell'onorevole Drago e l'invito
all'onorevole Speziale ad essere più tollerante. Se deve
attaccare il Governo lo faccia nelle sedi opportune, lo faccia
nelle riunioni di gruppo, nelle riunioni di maggioranza-minoranza
che egli guida non certo coinvolgendo l'intero Parlamento per
altro su una questione di natura esclusivamente procedurale.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'onorevole Fleres che sulla
richiesta dell'onorevole Drago io non posso non dare la parola
agli altri colleghi deputati per esprimere il loro pensiero.
Quindi dopo il dibattito la Presidenza farà conoscere le proprie
determinazioni.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
anche in altre occasioni ci siamo trovati a dovere disquisire e
sta avvenendo da ieri sera. Per non parlare per non andare
avanti, per rinviare ed è un gioco che per i due governi di
centro-destra che si sono presentati in questa Assemblea è andato
avanti per due anni.
Però debbo dire che l'opposizione non si è mai fermata, da
Piro a Capodicasa, per indicare quelli che più rappresentavano
l'opposizione al richiamo di una norma regolamentare dopo che
l'Assemblea si era pronunciata in riunioni o come Conferenza di
capigruppo o come voto della stessa Aula. La cosa grave a mio
avviso che oggi si verifica che un Presidente uscente, Drago, per
l'esercizio provvisorio, la riconferma di un atto dovuto, chieda
i termini regolamentari per stigmatizzare in termini definitivi
che la lotta non è più su un disegno di legge che possa dare al
Governo e alla Sicilia l'ulteriore tempo necessario perché una
finanziaria ed un bilancio vadano in porto, ma perché è chiaro
che l'opposizione ha deciso di porre le condizioni peggiori per
la invivibilità della stessa Assemblea e per tenere conto solo
delle scadenze elettorali europee amministrative alle quali
scadenze vorrebbe portare il Governo in crisi anche se questo
dovesse costare alla Sicilia un arretramento forte e
l'impossibilità all'autogoverno della Sicilia stessa.
Questo è un fatto estremamente grave. Onorevole Drago lei è
già stato presidente della Regione, si è trovato a doversi
confrontare in Aula con legge di bilancio e finanziaria, oggi il
fatto che lei abbia richiesto il rispetto dei termini
regolamentari ripeto è un fatto grave ed ancora più grave è il
fatto che l'onorevole Fleres, quasi da canonico o da prete che si
è spogliato ...
FLERES. Onorevole Cintola, si dice ecumenico, non canonico.
CINTOLA ... che si è spogliato dalla sua funzione religiosa
dell'assessorato possa addirittura difendere la posizione
dell'onorevole Drago e non invitarlo, invece, a ritirare la
proposta che porrebbe condizioni regolamentari tali che credo che
alla fine il Presidente dell'Assemblea non può non accettare.
Se questo è il clima, signor Presidente, onorevoli colleghi,
o la maggioranza si attrezza, non per difendere il Governo né la
stessa sopravvivenza del Governo, ma perché ha il dovere di
difendere gli interessi della Sicilia e dei siciliani. O si
attrezza e si presenta in Aula, sapendo di doversi confrontare
non più sulle cose, non più sui provvedimenti che servono alla
Sicilia stessa, ma a rappresentare, quindi, un momento di forte
presenza in Aula a sostegno di tesi politiche non di assessorato
e di poltrone, oppure farebbe bene a dimettersi immediatamente.
Perché neppure Rifondazione comunista, da Forgione a Martino a
Liotta, nel momento in cui si sono impegnati con i governi di
centro-destra ad accettare di travalicare le norme regolamentari,
non hanno mai poi in Aula modificato l'atteggiamento che di
opposizione era allora e di opposizione resta oggi.
Io ritengo che si siano posti al di là - Drago e Fleres -
del Movimento sociale italiano e si siano posti invece
all'unisono con il Fascismo di altri tempi che servono soltanto a
rinnovare idee e concetti che non servono e che possono soltanto
avvelenare il clima dell'Assemblea e rendere un pessimo servizio
alla Sicilia e ai siciliani e bisognerebbe dirlo a chiare note
anche a quei giornali che, come il "La Sicilia" di Catania, che
hanno a cuore spesso le sorti della Sicilia e che dovrebbero
stigmatizzare in termini molti forti e negativi un atteggiamento
ostruzionistico, preconcetto, senza idee e con un solo obiettivo:
le elezioni, il risultato elettorale di un consenso elettorale
che deve venire e non l'interesse della Sicilia e dei siciliani.
Oggi l'ossequio è ai capicorrente, ai capi dei partiti, a
coloro i quali bisogna far vedere che c'è una presenza forte che
riesce a mettere in minoranza il Governo Capodicasa, non tanto a
guardare che c'è una Sicilia di disoccupati, una Regione che non
ha denari, che deve ricorrere a prestiti obbligazionari, che deve
pagare interessi feroci e che non può occuparsi delle richieste
legittime di quanti in Sicilia stanno aspettando una parola nuova
e diversa, altro che la sua felicità onorevole Drago.
Io la inviterei a sorridere come fanno i bravi giocatori che
quando perdono sorridono, pertanto la invito a ritirare la
richiesta che ha fatto per un senso di responsabilità che come
Presidente della Regione ha avuto neppure due mesi fa e se fosse
stato in quella sedia oggi avrebbe detto di qualsiasi deputato
che si fosse presentato a dire 'voglio i termini regolamentari'
avrebbe difeso la Sicilia e i siciliani per salvaguardare forse
solo l'interesse del suo potere personale, perché altrimenti, da
questo stesso pulpito, verrebbe a dire 'io ritiro questa
proposta, andiamo avanti con i lavori'.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che dopo l'intervento
dell'onorevole Liotta sono da considerarsi chiuse le iscrizioni a
parlare.
LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
richiesta di rinvio della discussione di questo disegno di legge
per quanto poggi su una base di carattere regolamentare, di
fatto, abbia un chiarissimo sapore di carattere strumentale: io
non ho memoria di altre opposizioni che abbiano utilizzato questo
metodo in occasione di leggi, quali l'esercizio provvisorio,
perché io stesso, in altre occasioni e per altre leggi, ho
richiesto alla Presidenza che venisse assegnato all'Aula il tempo
regolamentare per prendere in visione il disegno di legge, ma è
chiaramente strumentale, adesso, appellarsi al Regolamento per
entrare nel merito di un disegno di legge che ha un carattere
puramente tecnico.
Quindi, io credo che vada denunziata con grande fermezza e
con grande chiarezza la manovra che non condividiamo della
Destra.
E' vero che anche nei lavori che in questi giorni, in queste
settimane, si sono protratti in Commissione "Bilancio" il
Regolamento è stato calpestato continuamente anche da questa
maggioranza. Noi non possiamo accettare, non possiamo condividere
l'atteggiamento di chi ha calpestato il lavoro delle Commissioni
di merito in maniera costante dentro le Commissioni stesse.
Non accettiamo il principio per cui la Commissione
"Bilancio" riscrive i disegni di legge senza tenere in alcun
conto il lavoro fatto dalle Commissioni di merito. Ed allora le
questioni regolamentari, in quel caso, sono questioni politiche
importantissime.
Noi abbiamo fatto opposizione, un'opposizione che è entrata
nel merito della Commissione "Bilancio" sul disegno di legge
"finanziaria". Abbiamo utilizzato tutte le armi della
opposizione, quando la maggioranza non reggeva i suoi numeri noi
non l'abbiamo sostenuta come ci sembrava giusto fare perché è
giusto opporsi con gli strumenti regolamentari a ché un disegno
di legge vada avanti secondo indirizzi che noi non condividiamo,
ma nel momento in cui questa maggioranza, ancora per l'ennesima
volta, ha dimostrato in Commissione "Bilancio", appena due ore
fà, di non avere i numeri per potere portare avanti neanche
l'esercizio provvisorio, Rifondazione comunista non si è
allontanata dalla Commissione "Bilancio", non ha scelto quella
strada, perché non ci sembra che l'opposizione debba esercitarsi
semplicemente con metodi strumentali e su questioni tecniche.
L'esercizio provvisorio è un passaggio tecnico che mai
nessuna opposizione si è sognata di bloccare, noi vogliamo fare
opposizione sul serio, vogliamo entrare nel merito della
finanziaria, siamo contrari a tutti gli indirizzi e
all'impostazione stessa della finanziaria, porteremo fino in
fondo la nostra battaglia su quella finanziaria. E' così che
crediamo si possa fare una buona opposizione.
Quindi, per concludere, signor Presidente, noi non
condividiamo la scelta che sta facendo il centro-destra ancora
una volta, ripeto, in maniera strumentale, tuttavia non possiamo
che indicare, come Gruppo, che il percorso regolamentare venga
rispettato. Diversamente, si produrrebbero effetti perversi in
quest'Aula, per cui se anche il voto d'Aula, di volta in volta,
può in qualche modo prevaricare il dettato regolamentare, allora
può accadere che il Regolamento "in progress" si fa ogni giorno
dentro l'Aula, non c'è più bisogno di un quadro regolamentare di
riferimento perché è l'Aula che si autoregolamenta di volta in
volta.
Ciò non può avvenire, le regole debbono essere rispettate e
ci sembra strumentale il modo in cui il problema viene posto
dalla Destra, ci sembra sbagliato il modo in cui in Commissione
"Bilancio" il centro-sinistra ha cercato di calpestare le norme
regolamentari, l'unica indicazione che possiamo dare, Presidente,
è che si dia seguito alla richiesta dell'onorevole Drago per
quanto non condivisa da noi, proprio perché sul rispetto delle
regole io credo che non ci possano e non ci debbano essere
deroghe. Perché le deroghe alle regole producono disastri sul
piano politico. E quindi io credo che si debba dare
necessariamente seguito alla richiesta che è stata fatta di
rinviare di 48 ore.
LO CERTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CERTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
contento che l'onorevole Drago abbia recuperato il suo potente
mezzo di locomozione. Lo considero un uomo brillante
politicamente e lo devo ringraziare per le cose che dirò
brevissimamente, di essere venuto e di avere fatto questa
richiesta.
Evidentemente so che per Regolamento il Presidente non si
può atteggiare diversamente se non accettare la richiesta
dell'onorevole Drago. Io dicevo che lo conosco come uomo
brillante e questa sua venuta per fare poi una richiesta
politicamente "da Pierino." Ma che di dà anche la possibilità di
ragionare su alcune cose ed è per questo che lo ringrazio. Perché
se una richiesta fosse venuta da qualcuno che era presente ieri
sera in Aula, certamente non sarebbe stata giustificata visto il
clima con cui si è chiusa la seduta.
C'è da prendere atto e io lo ringrazio perché all'interno
dell'attuale maggioranza - che qualcuno dice che non è più
maggioranza - in maniera definitiva della inaffidabilità politica
ed anche personale di alcuni personaggi della opposizione. Della
inaffidabilità politica e personale di alcuni elementi della
opposizione che tendono solo a non fare portare avanti la
finanziaria prendendo tempo su questioni che sappiamo comunque
essere necessarie ed indispensabili per la vita dell'Assemblea
che anche se non viene fatta ora sarà fatta tra 24 ore, ma è un
segnale politico.
Io facendo parte di questa maggioranza, che ritengo essere
maggioranza, colgo il segnale per cui secondo me non si può avere
dialogo in questa Aula con l'opposizione. Bisogna attrezzarsi se
si vuole andare avanti con i propri numeri, Altrimenti prendere
atto che questa maggioranza non c'è più.
Io per questo ringrazio l'onorevole Drago e credo che questo
comporterà una riflessione all'interno della maggioranza per come
andare avanti nei giorni futuri.
PRESIDENTE. Onorevole Drago, insiste nella sua richiesta di
rinvio?
DRAGO. Sì, insisto.
PRESIDENTE. Pertanto, onorevoli colleghi, accogliendo la
richiesta formalizzata ai sensi dell'articolo 119, comunico che
la discussione del disegno di legge n. 897/A viene differita di
quarantotto ore.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
La seduta è rinviata ad oggi, martedì 23 marzo 1999, alle
ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 333 - Iniziative per la prosecuzione dell'indagine della
Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia sulla dirigenza del
settore pubblico regionale.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO:
- che la Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia
dell'Assemblea regionale siciliana ha avviato, il 19
marzo del 1998, un'indagine sull'idoneità dei
dipendenti dell'Amministrazione regionale e degli
enti controllati e/o vigilati dalla Regione, muniti
della qualifica di dirigente o a questa equiparata,
ad essere preposti ad incarichi dirigenziali ovvero
a mantenere tali incarichi, successivamente a
condanne, passate in giudicato, emesse dall'Autorità
giudiziaria in sede penale o contabile, per la
commissione di reati contro la pubblica
Amministrazione o comunque comportanti
l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici
uffici, nonché per responsabilità da danno erariale,
e successivamente a conseguenti sanzioni
disciplinari irrogate dall'Amministrazione
competente;
- che la suddetta Commissione ha, conseguentemente,
avviato, con la Presidenza della Regione e con gli
Assessorati competenti, una corrispondenza volta a
reperire la documentazione informativa attinente
l'inchiesta;
- che, con riferimento alle informazioni di
pertinenza dell'Amministrazione regionale centrale,
il Presidente della predetta Commissione inviava,
nell'arco di un anno, ben quattro missive volte a
richiedere informazioni, integrazioni, solleciti sia
alla Presidenza della Regione che all'Assessore alla
Presidenza;
- che la direzione regionale del personale,
rispondendo ad una prima nota della Commissione,
inviava il 29 aprile 1998 una documentazione che la
Commissione riteneva del tutto insufficiente ed
incompleta, in quanto i dati riportati non
fornivano, tra l'altro, piena cognizione della
'natura dei provvedimenti in base ai quali... si
era... proceduto ad infliggere le occorrenti
sanzioni ai diversi dirigenti', ed inoltre non
consentivano di avere certezza circa la definitività
o meno di eventuali sentenze a carico dei dirigenti;
- che le ulteriori note di sollecito del Presidente
della Commissione non avevano esito alcuno, in
difformità da quanto espressamente previsto dalla
legge istitutiva della stessa a proposito del
rispetto dei termini temporali per le risposte a
quesiti rivolti dalla stessa parte dei soggetti
interessati (legge regionale n. 4 del 1991, art. 6,
comma 1, lettera c);
- che, nonostante i ripetuti solleciti del
Presidente della Regione e dell'Assessore alla
Presidenza, la Direzione regionale del personale non
forniva alcun cenno di riscontro con il passare dei
mesi, sino al punto che il Presidente della Regione,
onorevole Capodicasa, ravvisava la necessità di
inviare, negli ultimi giorni del 1998, all'Assessore
alla Presidenza una lettera con cui rilevava
'l'incomprensibilità del mancato riscontro della
richiesta di notizie e chiarimenti avanzata dalla
Commissione (antimafia)' e valutava 'doveroso ed
improcastinabile consentire all'Organo parlamentare
di procedere all'attività di accertamento di sua
competenza', rappresentando la massima urgenza e
l'esigenza di ottenere 'assicurazione dell'avvenuto
ed esaustivo adempimento';
- che il Presidente della Commissione, decorsi
invano due ulteriori mesi, inviava ai primi del
marzo scorso un'ulteriore nota al Presidente della
Regione ed all'Assessore alla Presidenza,
evidenziando come non potesse essere più
minimizzato, a distanza di un anno dall'avviso
dell'indagine, il rilievo che la vicenda era venuta
assumendo sotto il duplice profilo del mancato
espletamento dei poteri spettanti alla Commissione e
della puntualità ' della collaborazione prestata
dall'Amministrazione regionale nei suoi confronti,
anche a voler prescindere dai puntuali obblighi di
legge su quest'ultima incombenti'. Nella nota si
reputava indispensabile 'procedere ad un chiarimento
complessivo della vicenda con lo svolgimento di
un'apposita audizione' del Presidente della Regione,
dell'Assessore alla Presidenza e del Direttore
regionale per il personale ed i servizi generali;
- che la riunione della Commissione antimafia del 16
marzo scorso, che prevedeva la partecipazione del
Presidente della Regione, dell'Assessore alla
Presidenza e del Direttore regionale del personale e
dei servizi generali, dott. Aleo, ha registrato la
ingiustificabile assenza di quest'ultimo e che, in
tale riunione, un funzionario incaricato dal dott.
Aleo ha, inopinatamente, rese note infondate ed
improbabili perplessità dell'ufficio del personale a
fornire alla Commissione i dati richiesti in quanto,
a giudizio dell'ufficio, sarebbero stati coperti da
apposita riserva applicata ai sensi della Legge n.
675 del 1996 di disciplina dell'utilizzo dei dati
personali;
CONSIDERATO che nel corso della medesima riunione il
Presidente della Regione ha assicurato alla
Commissione antimafia il suo personale
interessamento ad un pronto chiarimento della
vicenda, alla luce di pareri tecnici dell'Ufficio
legale della Presidenza della Regione, nonché di un
apposito parere del Garante per la sicurezza dei
dati personali;
RILEVATO come il Garante per la sicurezza dei dati
personali, on. Rodotà, si sia con la massima
tempestività e chiarezza espresso per la non
applicazione della cosiddetta legge sulla 'privacy'
ai dati oggetto dell'indagine della Commissione
antimafia;
RITENUTO:
- che il ritardo con cui la Direzione regionale del
personale ha manifestato le proprie valutazioni ha
rallentato per lunghi mesi l'attività della
Commissione antimafia, che mira in primo luogo a
rendere trasparenti dinanzi all'Assemblea ed ai
cittadini siciliani gli atti dell'Amministrazione
pubblica;
- che il completamento della predetta indagine da
parte della Commissione antimafia potrà
significativamente contribuire al varo, da parte
dell'Assemblea, di una riforma della burocrazia
regionale in coerenza con l'esigenza di affermare il
principio di separazione tra politica e
Amministrazione, tra l'imputazione delle scelte
strategiche di indirizzo politico-amministrativo,
che continuerà a far capo all'autorità politica, e
quella delle scelte gestionali, che farà capo a
dirigenti amministrativi dotati di maggiori poteri,
ma sottoposti anche a maggiori responsabilità;
RAVVISATA l'esigenza di recuperare il tempo perduto al fine
di giungere nel più breve tempo possibile alla
conclusione dell'indagine sulla dirigenza del
settore pubblico regionale;
STIGMATIZZANDO l'atteggiamento sinora tenuto dalla Direzione
del personale della Regione sulla vicenda,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a fornire alla Commissione parlamentare d'inchiesta
e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia:
a) entro dieci giorni dall'approvazione della
presente mozione, i dati riguardanti i precedenti
penali, i procedimenti in corso per reati contro la
pubblica amministrazione, per reati di mafia, o per
responsabilità per danno erariale, le eventuali
sentenze di condanna e quelle passate in giudicato,
le eventuali sanzioni disciplinari irrogate,
concernenti i direttori regionali, i dirigenti
superiori ed i dirigenti ed equiparati in servizio
presso l'Amministrazione regionale, nonché i
dirigenti e direttori amministrativi e sanitari
delle AA.UU.SS.LL. e delle Aziende ospedaliere;
b) entro trenta giorni dall'approvazione della
presente mozione, i dati della medesima specie
riferiti ai dirigenti degli Enti locali e degli Enti
dipendenti e/o vigilati dalla Regione.
(22 marzo 1999)
GRANATA - SCAMMACCA DELLA BRUCA -
FORGIONE - CALANNA - ZANNA -
BURGARETTA APARO - SPAGNA -
VICARI
N. 334 - Ispezioni relative all'affidamento degli incarichi
di primario presso l'AUSL n. 8 di Augusta (SR).
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO l'invito rivolto dal Consiglio comunale di Augusta
al Direttore generale dell'AUSL n. 8 per un sereno
confronto sulla programmazione sanitaria e sui
criteri per individuare significative
professionalità, che avrebbero giustificato la
opportunità di non affidare ai primari già
incaricati i reparti di medicina e cardiologia
dell'ospedale 'Muscatello';
ATTESO che lo stesso ha preferito non tenerne conto ed ha
proceduto con delibere NN. 5523 e 5524 del
28.12.1998 alla individuazione dei titolari;
ATTESO, altresì, che l'invito era rivolto a fugare ogni
possibile illazione sui vincitori dell'incarico, e a
chiarire, ove fosse necessario, che la autonomia
decisionale del manager AUSL non può essere
'scambiata' o sfociare in arbitrio;
PRESO ATTO che l'unanime individuazione, da tempo, dei Dott.
Scifo e Mossutti, come futuri vincitori
dell'incarico, non è più un'illazione ma bensì può
annoverarsi ormai come dote di chiaroveggenza del
Consiglio comunale e della maggior parte del mondo
medico della città;
CONSIDERATO che un simile atto di 'mala sanità' non deve
passare senza avere accertato la regolarità delle
procedure di concorso poste in essere, ivi compresi
i criteri con cui si è ritenuto individuare alcuni
commissari nella commissione esaminatrice che per
opportunità avrebbero dovuto astenersi;
CONSIDERATO inoltre che non si riesce a capire come un
medico che non ha mai fatto il primario possa essere
scelto tra tutti gli altri idonei che tale requisito
possiedono, oltre a rappresentare un salto
qualitativo per l'ospedale; oppure quale contorta
logica o con quale criterio fra due sanitari
operanti nella stessa divisione di cardiologia
dell'ospedale Umberto I di Siracusa, uno come
primario per 13 anni e l'altro per lo stesso periodo
come aiuto, sia stato preferito il secondo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad un immediato intervento ispettivo sulla vicenda,
con l'audizione di tutti i protagonisti, ivi
compresi i rappresentanti del Consiglio comunale di
Augusta.
(22 marzo 1999)
SPAGNA - ADRAGNA - ZANGARA -
BURGARETTA APARO - MONACO -
GRANATA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
Relatore: On. Di Martino
2) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 13.30.
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 15.15)