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Resoconto d'Aula della Seduta n. 232 di martedì 23 marzo 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                   PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 18.52.

     LO  CERTO ,  segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 2956 - Richiesta, da parte della Commissione  regionale
    antimafia ai competenti uffici  della  Regione,  dell'elenco
    dei dipendenti riportanti  condanne  penali  o  che  abbiano
    procedimenti o misure di prevenzione in corso.
      - Presidente Regione
      - Assessore Presidenza
      ***
    Caputo Salvino

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione.

      N. 2961 - Opportuni interventi nei confronti della Siremar
    per il ripristino dei collegamenti marittimi  con  le  isole
    Eolie.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Briguglio Carmelo; Strano Antonino

    C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2957 - Interventi per il rifacimento del manto stradale
    di via Gozzano, a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2958 - Interventi per il restauro della statua del  Dio
    Simeto, sita in piazza S. Francesco di Paola, nel comune  di
    Paternò, in provincia di Catania.
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2959 - Interventi per una più accurata manutenzione  di
    piazza Cavour e di via Signorelli, a Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

      N. 2960 - Interventi in favore delle case popolari site in
    viale Grimaldi, al civico n. 6, nel quartiere di Librino,  a
    Catania.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

      N. 335 -  Utilizzazione  di  personale  con  qualifica  di
    agenti di sicurezza dei Beni culturali e ambientali.
      Bufardeci Giambattista; Fleres Salvatore;  Vicari  Simona;
    Provenzano    Giuseppe;  Grimaldi  Ugo;  Pagano  Alessandro;
    Beninati Antonino;  Croce  Antonino;  Alfano  Angelo;  Scoma
    Francesco; Catania Franco; Misuraca Salvatore

    Presentata il 23/03/99
                          ----------------

     PRESIDENTE. Avverto ai sensi dell'articolo 127 comma nono, del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    LETTURA,  AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
    D),  E  153  DEL  REGOLAMENTO  INTERNO,  DELLE  MOZIONI: N. 333
    "Iniziative per la prosecuzione dell'indagine della Commissione
    parlamentare  d'inchiesta  e vigilanza sul fenomeno della mafia
    in  Sicilia  sulla  dirigenza del settore pubblico regionale.",
    degli  onorevoli  GRANATA,  SCAMMACCA  DELLA  BRUCA,  FORGIONE,
    CALANNA,  ZANNA,  BURGARETTA  APARO,  SPAGNA,  VICARI e N.  334
    "Ispezioni relative all'affidamento degli incarichi di primario
    presso  l'AUSL  n.  8 di Augusta (SR)." degli onorevoli SPAGNA,
    ADRAGNA, ZANGARA, BURGARETTA APARO, MONACO, GRANATA.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del giorno:
  Lettura,  ai  sensi  e per gli effetti degli articoli 83, lettera
  d), e 153 del Regolamento interno delle mozioni numeri 333 e 334.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

  LO CERTO , segretario:

    N. 333 - Iniziative per  la  prosecuzione  dell'indagine  della
             Commissione parlamentare  d'inchiesta  e vigilanza sul
             fenomeno  della  mafia  in Sicilia sulla dirigenza del
             settore pubblico regionale.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO CHE:

          - la Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul
          fenomeno della mafia  in Sicilia dell'Assemblea regionale
          siciliana ha avviato, il  19  marzo del 1998, un'indagine
          sull'idoneità    dei    dipendenti   dell'Amministrazione
          regionale e degli  enti  controllati  e/o  vigilati dalla
          Regione, muniti della qualifica  di  dirigente o a questa
          equiparata, ad essere  preposti ad incarichi dirigenziali
          ovvero  a mantenere  tali  incarichi,  successivamente  a
          condanne,  passate  in  giudicato,  emesse  dall'Autorità
          giudiziaria  in  sede   penale   o   contabile,   per  la
          commissione di reati contro la pubblica Amministrazione o
          comunque comportanti  l'interdizione,  anche  temporanea,
          dai pubblici uffici,  nonché  per responsabilità da danno
          erariale,  e   successivamente   a  conseguenti  sanzioni
          disciplinari irrogate dall'Amministrazione competente;

          - la suddetta  Commissione ha, conseguentemente, avviato,
          con la Presidenza della  Regione  e  con  gli Assessorati
          competenti,  una  corrispondenza   volta  a  reperire  la
          documentazione informativa attinente l'inchiesta;

          -  con  riferimento   alle   informazioni  di  pertinenza
          dell'Amministrazione regionale  centrale,  il  Presidente
          della predetta Commissione inviava, nell'arco di un anno,
          ben  quattro missive  volte  a  richiedere  informazioni,
          integrazioni, solleciti sia alla Presidenza della Regione
          che all'Assessore alla Presidenza;

          - la direzione  regionale  del  personale, rispondendo ad
          una prima nota della  Commissione,  inviava  il 29 aprile
          1998 una documentazione  che  la Commissione riteneva del
          tutto  insufficiente ed  incompleta,  in  quanto  i  dati
          riportati non fornivano,  tra  l'altro,  piena cognizione
          della 'natura dei provvedimenti  in  base ai quali...  si
          era...  proceduto ad infliggere le occorrenti sanzioni ai
          diversi dirigenti', ed  inoltre non consentivano di avere
          certezza  circa  la  definitività  o  meno  di  eventuali
          sentenze a carico dei dirigenti;

          - le ulteriori note  di  sollecito  del  Presidente della
          Commissione non avevano  esito  alcuno,  in difformità da
          quanto  espressamente  previsto  dalla  legge  istitutiva
          della  stessa  a   proposito  del  rispetto  dei  termini
          temporali per le risposte  a quesiti rivolti dalla stessa
          parte dei soggetti interessati (legge regionale n.  4 del
          1991, art.  6, comma 1, lettera c);

          - nonostante i  ripetuti  solleciti  del Presidente della
          Regione e dell'Assessore  alla  Presidenza,  la Direzione
          regionale  del  personale  non  forniva  alcun  cenno  di
          riscontro con il passare dei  mesi,  sino al punto che il
          Presidente della Regione, onorevole Capodicasa, ravvisava
          la necessità di inviare,  negli  ultimi  giorni del 1998,
          all'Assessore  alla  Presidenza   una   lettera  con  cui
          rilevava 'l'incomprensibilità del mancato riscontro della
          richiesta  di  notizie   e   chiarimenti  avanzata  dalla
          Commissione  (antimafia)'   e   valutava   'doveroso   ed
          improcastinabile consentire  all'Organo  parlamentare  di
          procedere   all'attività    di    accertamento   di   sua
          competenza',  rappresentando   la   massima   urgenza   e
          l'esigenza di  ottenere  'assicurazione  dell'avvenuto ed
          esaustivo adempimento';

          - il Presidente  della  Commissione,  decorsi  invano due
          ulteriori  mesi,  inviava   ai  primi  del  marzo  scorso
          un'ulteriore  nota  al   Presidente   della   Regione  ed
          all'Assessore  alla  Presidenza,  evidenziando  come  non
          potesse essere più minimizzato,  a  distanza  di  un anno
          dall'avviso dell'indagine, il  rilievo che la vicenda era
          venuta assumendo sotto  il  duplice  profilo  del mancato
          espletamento  dei poteri  spettanti  alla  Commissione  e
          della  puntualità   '   della   collaborazione   prestata
          dall'Amministrazione regionale  nei suoi confronti, anche
          a voler prescindere dai  puntuali  obblighi  di  legge su
          quest'ultima  incombenti'.   Nella   nota   si   reputava
          indispensabile 'procedere  ad  un chiarimento complessivo
          della  vicenda  con   lo   svolgimento   di   un'apposita
          audizione' del  Presidente  della Regione, dell'Assessore
          alla  Presidenza  e   del   Direttore  regionale  per  il
          personale ed i servizi generali;

          - la riunione della  Commissione  antimafia  del 16 marzo
          scorso, che prevedeva  la  partecipazione  del Presidente
          della  Regione,  dell'Assessore  alla  Presidenza  e  del
          Direttore regionale del personale e dei servizi generali,
          dott.  Aleo, ha registrato la ingiustificabile assenza di
          quest'ultimo e che,  in  tale  riunione,  un  funzionario
          incaricato dal dott.  Aleo  ha, inopinatamente, rese note
          infondate ed  improbabili  perplessità  dell'ufficio  del
          personale a fornire alla  Commissione i dati richiesti in
          quanto, a giudizio  dell'ufficio, sarebbero stati coperti
          da apposita riserva applicata  ai  sensi  della  Legge n.
          675  del  1996   di  disciplina  dell'utilizzo  dei  dati
          personali;

      CONSIDERATO che nel corso della medesima riunione il  Presi-
          dente  della  Regione   ha  assicurato  alla  Commissione
          antimafia il suo  personale  interessamento  ad un pronto
          chiarimento della vicenda,  alla  luce  di pareri tecnici
          dell'Ufficio  legale   della  Presidenza  della  Regione,
          nonché   di  un  apposito   parere  del  Garante  per  la
          sicurezza dei dati personali;

      RILEVATO come il Garante per la sicurezza dei dati personali,
          on.   Rodotà,  si  sia  con  la  massima  tempestività  e
          chiarezza  espresso  per   la   non   applicazione  della
          cosiddetta  legge  sulla   'privacy'   ai   dati  oggetto
          dell'indagine della Commissione antimafia;

      RITENUTO CHE:

          - il ritardo con cui la Direzione regionale del personale
          ha manifestato le  proprie  valutazioni ha rallentato per
          lunghi mesi l'attività  della  Commissione antimafia, che
          mira  in  primo   luogo  a  rendere  trasparenti  dinanzi
          all'Assemblea  ed  ai   cittadini   siciliani   gli  atti
          dell'Amministrazione pubblica;

          - il completamento della predetta indagine da parte della
          Commissione     antimafia     potrà    significativamente
          contribuire al varo,  da  parte  dell'Assemblea,  di  una
          riforma  della  burocrazia   regionale  in  coerenza  con
          l'esigenza di affermare  il  principio di separazione tra
          politica  e   Amministrazione,  tra  l'imputazione  delle
          scelte strategiche  di indirizzo politico-amministrativo,
          che continuerà a far capo all'autorità politica, e quella
          delle  scelte  gestionali,  che  farà  capo  a  dirigenti
          amministrativi dotati di  maggiori  poteri, ma sottoposti
          anche a maggiori responsabilità;

      RAVVISATA l'esigenza di recuperare  il tempo  perduto al fine
          di  giungere  nel   più   breve   tempo   possibile  alla
          conclusione dell'indagine  sulla  dirigenza  del  settore
          pubblico regionale;

      STIGMATIZZANDO l'atteggiamento sinora tenuto dalla Direzione
          del personale della Regione sulla vicenda,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          a fornire alla  Commissione  parlamentare  d'inchiesta  e
          vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia:

          a) entro dieci  giorni  dall'approvazione  della presente
          mozione,  i  dati  riguardanti  i  precedenti  penali,  i
          procedimenti  in  corso  per  reati  contro  la  pubblica
          amministrazione, per reati di mafia, o per responsabilità
          per danno erariale, le  eventuali  sentenze di condanna e
          quelle  passate  in   giudicato,  le  eventuali  sanzioni
          disciplinari irrogate, concernenti i direttori regionali,
          i dirigenti superiori ed  i  dirigenti  ed  equiparati in
          servizio presso  l'Amministrazione  regionale,  nonché  i
          dirigenti e direttori  amministrativi  e  sanitari  delle
          AA.UU.SS.LL. e delle Aziende ospedaliere;

          b) entro trenta  giorni  dall'approvazione della presente
          mozione,  i  dati   della  medesima  specie  riferiti  ai
          dirigenti degli Enti locali  e  degli Enti dipendenti e/o
          vigilati dalla Regione.
              (22 marzo 1999)
                                GRANATA - SCAMMACCA DELLA BRUCA -
                                FORGIONE - CALANNA - ZANNA -
                                BURGARETTA APARO - SPAGNA - VICARI

      N. 334 - Ispezioni  relative all'affidamento degli incarichi
              di primario presso l'AUSL n. 8 di Augusta (SR).

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO l'invito rivolto  dal Consiglio comunale di Augusta
              al Direttore  generale  dell'AUSL n. 8 per un sereno
              confronto   sulla  programmazione  sanitaria  e  sui
              criteri      per      individuare      significative
              professionalità,   che   avrebbero  giustificato  la
              opportunità   di   non   affidare   ai  primari  già
              incaricati  i  reparti  di  medicina  e  cardiologia
              dell'ospedale 'Muscatello';

      ATTESO che lo stesso  ha  preferito  non tenerne conto ed ha
              proceduto  con   delibere   NN.   5523  e  5524  del
              28.12.1998 alla individuazione dei titolari;

      ATTESO, altresì, che  l'invito  era  rivolto  a  fugare ogni
              possibile illazione sui vincitori dell'incarico, e a
              chiarire, ove  fosse  necessario,  che  la autonomia
              decisionale  del   manager   AUSL   non  può  essere
              'scambiata' o sfociare in arbitrio;

      PRESO ATTO che l'unanime individuazione, da tempo, dei Dott.
              Scifo    e    Mossutti,    come   futuri   vincitori
              dell'incarico, non  è  più un'illazione ma bensì può
              annoverarsi ormai  come  dote  di chiaroveggenza del
              Consiglio comunale  e  della maggior parte del mondo
              medico della città;

      CONSIDERATO che un  simile  atto  di  'mala sanità' non deve
              passare senza  avere  accertato  la regolarità delle
              procedure di  concorso poste in essere, ivi compresi
              i criteri con  cui  si è ritenuto individuare alcuni
              commissari  nella  commissione  esaminatrice che per
              opportunità avrebbero dovuto astenersi;

      CONSIDERATO inoltre che  non  si  riesce  a  capire  come un
              medico che non ha mai fatto il primario possa essere
              scelto tra tutti gli altri idonei che tale requisito
              possiedono,   oltre   a   rappresentare   un   salto
              qualitativo  per  l'ospedale;  oppure quale contorta
              logica  o   con  quale  criterio  fra  due  sanitari
              operanti   nella  stessa  divisione  di  cardiologia
              dell'ospedale  Umberto  I   di  Siracusa,  uno  come
              primario per 13 anni e l'altro per lo stesso periodo
              come aiuto, sia stato preferito il secondo,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad un  immediato intervento ispettivo sulla vicenda,
              con  l'audizione   di   tutti  i  protagonisti,  ivi
              compresi i  rappresentanti del Consiglio comunale di
              Augusta.
              (22 marzo 1999)
                             SPAGNA - ADRAGNA - ZANGARA - BURGARETTA
                             APARO - MONACO - GRANATA

     PRESIDENTE. Poiché  nessuno  dei firmatari propone una data di
  discussione,  le  mozioni  testé  lette  saranno  demandate  alla
  Conferenza dei  presidenti  dei  Gruppi parlamentari perché se ne
  determini la data di discussione.  Resta così stabilito.
       Si  passa  al III punto dell'ordine del giorno:  Discussione
  dei   disegni  di  legge:  1)  "Misure  di  finanza  regionale  e
  disposizioni   in   materia   di  programmazione,  contabilità  e
  controllo" (n. 884/A - stralcio). Relatore: On. Di Martino.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CROCE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io leggerò una
  nota che  porta  la  firma di alcuni componenti della Commissione
  bilancio,   dell'onorevole   Aulicino,  del  sottoscritto,  degli
  onorevoli  Misuraca, Stancanelli e Tricoli. La leggo in Assemblea
  perché il Parlamento ne prenda atto e la consegnerò al Presidente
  dell'Assemblea per l'uso che ne vorrà fare.
       "Illustrissimo   onorevole   Nicola  Cristaldi,  desideriamo
  rappresentarLe  quanto  è  accaduto  durante  i  lavori  della II
  Commissione  parlamentare permanente, che discuteva il disegno di
  legge numero 884, presentato dal Governo.
       Durante i lavori  della  Commissione, che si sono svolti nei
  giorni di lunedì  15 marzo, martedì 16 marzo e mercoledì 17 marzo
  u.s., abbiamo  ripetutamente  chiesto, ed il verbale Gliene potrà
  dare contezza,  di  porre  in  discussione  e  votazione numerosi
  emendamenti aggiuntivi, presentati dai sottoscritti deputati che,
  tra l'altro, sopprimevano collegi e commissioni.
       Tali emendamenti non  sono mai stati discussi e votati e non
  sono mai stati da noi ritirati.
       Riteniamo, pertanto, di avere  subìto  una grave lesione dei
  nostri diritti costituzionali nel  momento  in  cui il Presidente
  della Commissione non ha garantito i diritti dei parlamentari che
  chiedevano di  discutere  gli emendamenti aggiuntivi creando così
  il pericoloso precedente  di  negare  il  diritto di ogni singolo
  parlamentare  di  presentare  in Commissione emendamenti, diritto
  costituzionale che non  può essere in alcun modo compresso da una
  decisione unilaterale della maggioranza a cui ci siamo opposti.
       Tanto Le rappresentiamo, rimettendo  ogni decisione a tutela
  delle nostre prerogative parlamentari al Suo equanime giudizio".
       Questo  è  quanto dovevo  al  Parlamento  ed  al  Presidente
  dell'Assemblea, al quale consegno la nota.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente
  in politica si può anche cambiare opinione, il cambio di opinione
  è legittimo, ma  quello  che  non  è  ammesso  in politica, nelle
  Istituzioni,   è   lo  stravolgimento  dei  fatti:  rappresentare
  falsamente la realtà accaduta.
       Signor Presidente, ritengo  che la Commissione - da me forse
  indegnamente presieduta - ha rispettato fino all'ultimo...  non è
  possibile rappresentare  in  maniera  falsa  la  realtà di quanto
  accaduto in Commissione.
       La  seconda   Commissione   ha   portato   avanti  i  lavori
  rispettando appunto  l'ultimo  comma del più dimenticato articolo
  del Regolamento.
       La Commissione si è trovata  dinanzi a centinaia e centinaia
  di   emendamenti   dei    parlamentari,   delle   Commissioni   e
  unanimemente, signor Presidente, come può risultato da uno schema
  di verbale, ha  deciso  di  procedere  d'accordo con il Governo e
  d'accordo con  tutti  i  componenti  la  Commissione  presenti di
  procedere nel seguente modo...

     CROCE. Lei dimentica

     DI MARTINO . Onorevole Croce, stia zitto, la prego.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Croce,   la   prego   di  consentire
  all'onorevole Di  Martino  di esprimere la propria opinione, così
  come ha potuto fare lei.

     DI MARTINO .  Dicevo  che  la  Commissione  martedì mattina ha
  avuto posto  il  problema  delle  modalità  del  procedimento dei
  lavori, ed io  ho  fatto  una  proposta dicendo che tutto ciò che
  riguardava emendamenti non attinenti alla materia o tutto ciò che
  riguardava emendamenti che comportavano stanziamenti di spesa non
  poteva essere  esaminato perchè avrebbe aggravato il lavoro della
  Commissione, tenuto  conto  che  c'è  stata una risoluzione della
  Conferenza   dei   Capigruppo  fatta  proprio  all'Assemblea  che
  obbligava la  Commissione a chiudere, altro che inderogabilmente,
  inderogabilmente entro  la  giornata  di  mercoledì, anche per il
  rispetto che si  doveva al congresso di un partito, il partito di
  Rifondazione Comunista.
       La proposta era questa, la ripeto: si esaminava il testo del
  Governo,  si  esaminavano   gli   emendamenti   che  riguardavano
  incremento di entrata e contenimento di  spesa;  tutte  gli altri
  emendamenti  aggiuntivi  o  comunque  non  rientranti  in  questo
  percorso venivano accantonati, non dichiarati inammissibili - non
  ci  sono  stati  emendamenti dichiarati  inammissibili  -  e  che
  l'intesa era di riportarlo in un  successivo  stralcio  perchè se
  così  non  fosse,  Signor   Presidente,  avrei  potuto  benissimo
  dichiarare  inammissibile il 90% degli  emendamenti  e  non  l'ho
  fatto perchè c'era un'intesa a monte,  bisognava procedere con un
  secondo o con un terzo stralcio.
       Francamente non  capisco  e  qui non voglio fare valutazioni
  pudiche che non  servono  a  niente.  Signor  Presidente, oggi ho
  voluto soltanto fare la cronistoria dei fatti accaduti ed in base
  a questa cronistoria,  a mio sommeso, modestissimo avviso, non vi
  sono ragioni, non  vi è alcun fondamento perchè vengano sollevate
  questioni procedurali.
       Tutte   le  schermaglie   procedurali   possono   avere   un
  significato, ma c'è un limite  alle  schermaglie procedurali; noi
  siamo davanti ad uno strumento fondamentale  per  la Regione, uno
  strumento  finanziario indispensabile,  propedeutico  per  potere
  successivamente  esaminare poi ed  approvare  il  bilancio  della
  Regione.
       Quindi, con molta serenità, prego  l'onorevole  Croce  e gli
  altri colleghi  della  Commissione  Bilancio di non attestarsi su
  queste questioni  pregiudiziali. Posso capire lo scontro politico
  nel merito ed  è legittimo; ognuno esprime liberamente le proprie
  opinioni.  Siccome  qui  possiamo  entrare  subito, e  secondo me
  dobbiamo entrare  nel  merito,  si  può benissimo discutere sulle
  ragioni del  dissenso.
       Per quanto  riguarda  gli  emendamenti e concludo realmente,
  Signor Presidente, c'era  un  impegno  da me assunto con tutta la
  Commissione,   che   avremmo   esaminato   nell'intervallo  delle
  ventiquattr'ore, che  possono  essere  anche  più di ventiquattro
  ore, signor  Presidente,  tutti  gli  emendamenti  presentati dal
  Governo nella  Commissione o comunque dai singoli deputati.
       Tutto ciò per  portare avanti una finanziaria che sia la più
  adeguata  alle  necessità  della  Regione.  Quindi, non  esistono
  motivi, oltre  che  di  natura procedurale, neanche politica, per
  interrompere il  prosieguo della discussione sul disegno di legge
  884.
       Signor  Presidente,  ho  concluso,  penso  di  essere  stato
  abbastanza  esauriente  nell'illustrazione  e  quindi  adesso  la
  decisione spetta a chi di competenza.

     TRICOLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  non  sono il
  custode della "ortodossia regolamentare",  nè  ho  partecipato ad
  alcuna  Conferenza  dei Capigruppo;  mi  limito  semplicemente  a
  rappresentare  i  fatti  ed in  particolare  ad  evidenziare  una
  circostanza, quella che  il  sottoscritto  insieme  all'onorevole
  Stancanelli,  ma  anche  l'onorevole  Croce  insieme  al  collega
  Misuraca, abbiamo ed hanno presentato  una  serie  di emendamenti
  che  non comportavano nè maggiore spesa  nè  minore  entrata.  In
  particolare ho chiesto nella giornata di  lunedì, di martedì e di
  mercoledì di porre in  discussione, successivamente in votazione,
  la soppressione di alcuni collegi,  comitati  e  commissioni,  ne
  cito alcune: Commissione regionale di  garanzia e trasparenza dei
  lavori   pubblici,   Commissione   dell'accesso    ai   documenti
  amministrativi,   Commissione  dell'agriturismo,  Commissione  in
  materia di  tutela e protezione faunistico-venatoria, Consulta di
  studio   e   ricerche   faunistico-venatorie,   eccetera),   sono
  esattamente 35  comitati,  collegi  e  commissioni,  oltre ad una
  serie di  emendamenti,  di  abrogazioni  di  norme  che avrebbero
  comportato consistenti risparmi e minori spese per diverse decine
  di miliardi.
       Io credo che la decisione della  maggioranza  di stralciare,
  insieme ad una parte del disegno di legge,  anche gli emendamenti
  che erano stati presentati dai singoli parlamentari sia stata una
  palese  violazione  di diritti indisponibili da  una  maggioranza
  parlamentare  e,  dunque,  di  non  essere   stato   messo  nelle
  condizioni di esercitare una prerogativa che non la maggioranza o
  il Presidente della Commissione mi possono  togliere,  bensì  una
  prerogativa  assolutamente  garantita  dalla   Costituzione   che
  nessuno mi può togliere.
       Il precedente, altrimenti, sarebbe quello  che,  presentando
  centinaia  di  emendamenti  aggiuntivi  al  testo  da  parte  dei
  parlamentari,  una  decisione  della  maggioranza  possa  sic  et
  simpliciter determinare lo stralcio di tutti  questi  emendamenti
  e, dunque, una limitazione del diritto costituzionale dei singoli
  parlamentari che in una Commissione svolgono il proprio lavoro.
       Io  non ricordo in questa mia breve  ma  intensa  esperienza
  parlamentare che ciò sia mai accaduto.

     SILVESTRO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SILVESTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  capisco
  che la drammatizzazione del dibattito può avere  una  sua ragione
  per quanto riguarda i motivi politici, tuttavia io credo  -  e mi
  permetto  di  intervenire  per  questo  -  che   le   cose  dette
  dall'onorevole Tricoli sono abbastanza pesanti quanto immotivate.
       Il diritto del deputato a presentare emendamenti non è stato
  violato.  Il  diritto del deputato a  presentare  emendamenti  si
  salvaguardia nel dibattito d'Aula.

     TRICOLI. Ho detto testualmente 'emendamenti in Commissione'.

     SILVESTRO.  Se  la  Commissione ha deciso un  percorso  e  una
  determinazione per quanto riguarda l'esame del testo della legge,
  degli emendamenti che contengono  l'oggetto  di  incremento delle
  entrate  e contenimento della spesa e  poi,  successivamente,  ha
  deliberato di riguardare gli emendamenti in  altro  momento,  non
  c'è alcuna violazione del diritto dei deputati.
       Questo lo voglio dire, signor Presidente,  perché capisco la
  polemica  politica,  capisco la posizione di ognuno  di  noi,  ma
  confondere la tutela ed il diritto dei  parlamentari a esercitare
  il loro diritto a emendare una legge nel momento in cui questo si
  pone,  e questo se fosse avvenuto in Aula; quando  invece  non  è
  così, avendo la Commissione giustamente o  in  maniera  sbagliata
  determinato con propria decisione di esaminare gli emendamenti in
  due  tempi,  io  credo  che  non ci possa essere  in  alcun  modo
  considerazione circa l'offesa al diritto dei parlamentari.
       Si  può  discutere sull'opportunità o meno  delle  decisioni
  della  Commissione  Bilancio,  ma  questa  è  una  questione  che
  riguarda la questione politica. Le questioni regolamentari non ci
  sono,  non  hanno  in  questo  caso  fondamento   e  ingresso  in
  quest'Aula.
       Per cui io credo che il Presidente dell'Assemblea, che poi è
  quello che deve assumere le decisioni, diciamo,  anche  sopra  il
  Regolamento, deve tenere conto e valutare questo aspetto, che non
  c'è  alcuna  violazione  del  Regolamento,  che  non  c'è  alcuna
  violazione  dei  diritti  dei  deputati, che  c'è  una  decisione
  politica  della  Commissione, sbagliata o corretta  questo  è  un
  problema di giudizio politico, che in qualche  modo  il  percorso
  non offende e non viola il Regolamento.

     ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la delicatezza
  della questione posta dall'onorevole Croce,  credo congiuntamente
  ad altri componenti della Commissione Bilancio  rende  necessaria
  prudenza e riflessione sull'argomento.
       Io non mi dilungherò se non per  dire che la vicenda involge
  per  intero  il  diritto  del   parlamentare   a  presentare  gli
  emendamenti in commissione. Questo  rende  il  ragionamento ancor
  più  forte se si considera che  stiamo  parlando  di  emendamenti
  aggiuntivi  al testo. Gli emendamenti  aggiuntivi  al  testo  non
  subiscono sorte alcuna rispetto allo stralcio  o  al non stralcio
  di  alcuni  articoli  di  un   corpo  legislativo  presentato  in
  commissione e non subiscono sorta  alcuna  perchè  sono, appunto,
  aggiuntivi al testo, quello che la  commissione si determinerà ad
  esaminare.
       Perchè  è  pericolosissimo   quanto   detto   dall'onorevole
  Silvestro?
       Perchè l'onorevole Silvestro ha  affermato  che  il  diritto
  costituzionale del deputato alla  presentazione di emendamenti si
  esprime in Aula e si consuma nel momento  d'Aula.  E invece non è
  così,  onorevole  Silvestro,  la   garanzia   costituzionale  sta
  nell'intero    svolgersi     correttamente    del    procedimento
  legislativo...

     SILVESTRO. E' una deliberazione  comunemente  accettata  dalla
  Commissione...

     ALFANO.  ...che  si   chiama  procedimento  proprio  perchè  è
  complesso, si compone di varie  fasi.  Se qualcuna delle fasi che
  compongono il procedimento legislativo  è viziata, è con il vizio
  della fase viziata, viziato l'intero procedimento legislativo.
       E se fosse vero quel che  dice  l'onorevole Silvestro, letto
  al contrario significherebbe che non hanno  più senso di esistere
  le  commissioni in quanto tutta  l'attività  parlamentare  di  un
  singolo deputato vive un unicum in Aula. E  così  non è. E allora
  noi cosa stiamo dicendo,  onorevole  Presidente?
       Stiamo  solamente   dicendo   che  per  il  tramite  di  una
  violazione regolamentare  vi  è il serio rischio di compromettere
  il diritto del  deputato  a  svolgere  appieno il proprio mandato
  parlamentare  per   una   ragione   aggiuntiva  che  risiede  nel
  particolarissimo   rapporto   che   un  parlamento  della  nostra
  tradizione ha con  la  propria prassi, per cui se passasse questo
  precedente, se  passasse  questo principio e diventasse, appunto,
  precedente assurgendo  al rango di precedente secondo il rapporto
  che il nostro  Parlamento ha con la propria prassi, passerebbe un
  principio  pericolosissimo   che   credo   sia  dovere  di  tutti
  scongiurare e credo  sia,  invece,  dovere  di  tutti tutelare il
  sacrosanto  diritto  del  parlamentare  ad  essere  a  sua  volta
  tutelato dalla  garanzia  reale  dei diritti costituzionali che è
  contenuta  nello  svolgersi corretto del procedimento legislativo
  così come sancito dallo Statuto, dal Regolamento e dalle leggi.

     TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io credo che
  oggi stiamo affrontando  un  nodo politico che riguarda una legge
  che ritengo fondamentale  ed  importante  per  la  vita di questa
  Regione e per  la  quale  dovremmo  tutti fare un appello al buon
  senso  ed   alla   ragionevolezza.   La   legge   finanziaria   è
  indispensabile  per   la   programmazione  che  la  Regione  deve
  sviluppare e,  Presidente,  credo  che dobbiamo operare per farlo
  nel minor breve tempo possibile.
       Quello che non accetto è la  provocazione di alcuni colleghi
  con i quali ho condiviso e  condivido certi aspetti dell'attività
  politica e con i quali vorrei  sciogliere alcuni nodi analizzando
  la finanziaria.
       Quello che non accetto è la provocazione nel dire che questo
  potrebbe costituire un precedente pericoloso.
       Questo non è un precedente, perchè  nella  storia  di questo
  Parlamento qualche altra volta si è operato in tal senso ed io mi
  stupisco  che  l'onorevole  Tricoli  mi   dice  che  non  ricorda
  precedenti simili a questo, perchè non mi ricordo ancora di avere
  analizzato la seconda parte della  finanziaria Provenzano che era
  un problema importante.
       Io   non  ho  ritirato   emendamenti   ed   avevo   proposto
  emendamenti...

     ALFANO. Gli emendamenti furono accantonati in Aula...

     TURANO. Onorevole Alfano, non è così. Gli emendamenti non sono
  stati accantonati.  Quegli emendamenti non sono stati analizzati,
  però il buon  senso e la responsabilità politica hanno portato ad
  approvare quel  documento che aveva una linea politica specifica,
  di cui io ne  condividevo  tutte  le  parti per il bene di questa
  Regione.
       Signor Presidente, io mi stupisco ed è un appello che voglio
  muovere ai  governi  del  centro  destra,  quando hanno governato
  loro, e al governo di centro sinistra, che sta governando adesso,
  il problema è  questo  noi dovremmo cominciare a razionalizzare i
  tempi per approvare entro il termine dell'anno e la finanziaria e
  il bilancio, fino  a quando ci arriviamo sempre a distanza di tre
  mesi avremmo di che dispiacerci agli occhi dei siciliani.
       Allora  l'appello  che  rivolgo  è  quello  di  lavorare non
  sinergicamente  sulle  posizioni  politiche, perché  è giusto che
  ognuno  esprima  le  proprie  posizioni,  ma  di  lavorare  su un
  documento che  è  bene che venga approvato e che è bene che porti
  all'approvazione del bilancio.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi sono numerosi deputati che
  hanno  chiesto  di intervenire, evidentemente si finirebbe con il
  dare al  momento  d'Aula  un  significato di un dibattito che non
  avrebbe   ragion   d'essere   se   non   fosse   stata  sollevata
  un'argomentazione  che, comunque, è  importante a prescindere dai
  convincimenti  personali.
       Vorrei,  quindi,  pregare  i  deputati  che  fanno parte dei
  gruppi  parlamentari  di rinunziare a chiedere di parlare qualora
  sia  stato  già  chiamato  ad  intervenire qualche deputato dello
  stesso gruppo.
       Sono  iscritti,  da  parte  di  Forza  Italia,  dove  è  già
  intervenuto  l'onorevole Alfano (lasciamo stare l'onorevole Croce
  che è  relatore di una questione) l'onorevole Fleres, l'onorevole
  Vicari. Ne sentiamo  uno  per gruppo dopodiché vedremo in qualche
  maniera di trovare  una  sede  diversa,  non so bene quale sia la
  questione, ma per intanto se siamo d'accordo...

     FLERES.  Per la verità la questione che desideravo proporre io
  è di diversa natura, tuttavia mi rimetto alla sua decisione.

     PRESIDENTE. Sì, ma se ognuno tira fuori una sua questione, qui
  non  ne  usciamo  più,  per  cui  diamo  la  parola all'onorevole
  Cintola.

     CINTOLA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   come
  componente  della  Commissione  dico  che  in  Commissione  si  è
  consumata...

     PRESIDENTE.  Per  la  verità  c'è  un  errore  del Presidente:
  ritenevo  che  l'onorevole  Cintola  fosse ancora appartenente ad
  altro gruppo. Ormai lo lasciamo parlare.

     FLERES. Non è un errore, è un lapsus freudiano

     PRESIDENTE.   Prego  onorevole  Cintola.  Vorrei  pregarla  di
  attenersi  ai  tempi  così come sono stati utilizzati anche dagli
  altri deputati. Grazie.

     CINTOLA.  Noi  abbiamo  svolto un lavoro in Commissione, siamo
  stati per giorni  in  Commissione  Bilancio,  io  ho approvato ed
  apprezzato   positivamente  gli  emendamenti  che  ha  presentato
  l'onorevole Tricoli,  qualche altro che ha presentato l'onorevole
  Misuraca, siamo andati  avanti di comune accordo nel senso di una
  dialettica forte che  c'è  stata  in  certi  momenti, ma anche di
  conclusioni coraggiose per altro aspetto.
       Abbiamo  finito  i  lavori  con una conclusione unanime, che
  portavamo  il  disegno  di legge-stralcio in Aula e solo qualcuno
  che era  assente  in  quel momento protestò dopo, ma in assenza e
  non in presenza dei fatti che si sono verificati, aggiungendo che
  gli  emendamenti  li  avremmo  presentati  laddove  c'era  questa
  necessità.
       C'era   l'Aula  alla  quale  potersi,  dopo  la  discussione
  generale,  poter presentare gli emendamenti e dicendo altresì che
  la  Commissione  bilancio  si  sarebbe  riunita  subito  dopo  la
  discussione generale  impegnando  anche più ore, 24 o 48 ore, per
  poter  visionare  complessivamente, e alla luce della discussione
  generale  e  alla  luce degli emendamenti, a norma di regolamento
  tra  l'altro,  la definizione degli assunti da parte dei deputati
  della Commissione.
       Nessuna   forzatura,   voglio   aggiungere   che  tutti  gli
  emendamenti  che  sono  pervenuti  dalle  Commissioni  sono state
  apprezzate,  compreso un emendamento che per intero è stato preso
  dalla   Commissione  di  cui  è  Presidente  Fleres  ed  è  stato
  trasferito  in  sostituzione  di un articolo del disegno di legge
  presentato al Governo.
       Le    uniche    due    Commissioni,   onorevole   Presidente
  dell'Assemblea, onorevoli  colleghi,  che  non  hanno  portato  a
  compimento i loro  compiti  sono la prima e la sesta Commissione.
  La  sesta Commissione  aveva  un  solo  emendamento  e  la  prima
  Commissione ne  aveva  dieci.  Solo  queste  due  commissioni non
  hanno  fatto  pervenire all'attenzione della commissione bilancio
  il loro parere.
       Io non ritengo  che  per  un  fatto meramente di parola e di
  posizione possa  ancora  dilungarsi  il  dibattito,  perché se la
  volontà  é,   come  ho  detto  stamattina  e  qua  concludo,  che
  l'opposizione non  vuole  che si faccia una finanziaria, bene, lo
  dicano, si  assumano la responsabilità di fronte alla Sicilia del
  grave danno  che  sul  bilancio  e  sulle  casse della Regione e,
  quindi, sulle aspettative dei siciliani e vanno a perpetuarsi con
  un intervento  che é soltanto di mera opposizione, con una realtà
  che é ancora  più  significativa.
       Forse é la  prima  volta che non c'é "inciucio" tra destra e
  sinistra. Forse é  la  prima  volta  che  non c'é l'accordo sotto
  banco per arrivare alla finanziaria ed al bilancio e, forse, sarà
  per la prima volta  che  non  si  farà  né una finanziaria né  un
  bilancio, ma é  meglio  così piuttosto che continuare gli inciuci
  del passato  che  hanno  creato  solo  guasti all'Assemblea, alla
  Sicilia ed ai siciliani.

     MARTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MARTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, non voglio
  fare grandi ragionamenti sui principi, voglio semplicemente porre
  all'attenzione un problema  che,  a  mio  giudizio,  é  di grande
  rilevanza. E' solo  un  problema  relativo  al  settore  dei beni
  culturali.  Poi  valuteranno  i  colleghi se analoghi fenomeni si
  sono verificati anche  nel  caso  di altre commissioni e di altri
  settori.
       La quinta  Commissione  ha esaminato molto rapidamente e per
  tempo  tutti  gli  emendamenti  che  sono  stati  presentati  dai
  colleghi in quella sede.
       Adesso si  verifica  che  nel  nuovo testo della finanziaria
  molti   di  quegli  emendamenti,  alcuni  addirittura  presentati
  dall'assessore competente, siano scomparsi e questo rientra in un
  potere di  valutazione della seconda commissione, anche se taluni
  di questi  emendamenti attenevano ad un merito che non era quello
  di natura  finanziaria,  ma  non  voglio  ridurre  i poteri della
  seconda commissione;  e  tuttavia  non voglio e non posso neanche
  pensare che  la  seconda  commissione abbia un potere sostitutivo
  rispetto a  quello  delle  altre,  perché  se così fosse la prima
  norma che dovrebbe contenere questa finanziaria che si propone un
  notevole   risparmio  di  fondi,  dovrebbe  essere  quella  della
  soppressione di  tutte le commissione salvo la seconda, visto che
  potrebbe  assolvere  compiutamente  ai compiti anche delle altre.
  Cito un  esempio  che  mi pare indiscutibile, compare all'attuale
  articolo 5,  se  non  vado  errato,  un  comma  finale,  il comma
  sedicesimo, che  tocca  una  materia  di grande rilevanza. Non mi
  soffermo su altri aspetti sui quali ritornerò quando si discuterà
  del merito delle questioni.
       Questo comma recita testualmente: "L'assessore regionale per
  i beni  culturali  ed  ambientali  e  per la pubblica istruzione,
  sentita la  Giunta  di  Governo  e  previo  assenso del consiglio
  regionale per  i  beni  culturali  ed ambientali, é autorizzato a
  stipulare intese con istituti universitari italiani ed esteri per
  la predisposizione  ed  attuazione  di campagne di scavi sui siti
  archeologici.  Tali  intese  possono essere raggiunte nella forma
  della  convenzione,  anche  con  istituzioni  private italiane od
  estere che si propongono anche l'uso del bene archeologico".
       Voglio   precisare  che  mentre  ero  e  sono  assolutamente
  contrario  ad  un  emendamento  che  aveva  proposto  l'onorevole
  Morinello e che é sparito da questo testo della finanziaria, sono
  sostanzialmente  d'accordo  con il contenuto di questo sedicesimo
  comma e, tuttavia,  si  tratta  di una materia che non può essere
  valutata esclusivamente dalla Commissione Bilancio.
       Questo testo  non é mai passato dalla quinta Commissione.
       Chiedo, pertanto,  formalmente che, almeno per questa parte,
  la 'finanziaria' ritorni  nella  quinta Commissione e dico subito
  che se  così  avverrà,  per  potere  capire  meglio  la portata e
  l'effettiva  funzione  che deve svolgere un articolo come questo,
  chiederò  l'audizione  dei  soprintendenti  e dei direttori delle
  sezioni archeologiche.
       Ripeto non  sono  affatto  contrario  in linea di principio,
  anzi ritengo che  questa  sia  una strada e forse la migliore per
  ovviare agli  scavi dei clandestini, solo la ricerca scientifica,
  l'incentivazione  della  ricerca  scientifica può in qualche modo
  fermare il  disastro  compiuto dagli scavi clandestini, non certo
  la dotazione della  pistola  ai  custodi, così come vorrebbe fare
  l'assessore Morinello, e  come  per  fortuna  non  è comparso nel
  testo  di questa finanziaria;  ma  si  tratta  di  tema  di  tale
  dimensione e di tale rilevanza. ...

     PIRO, assessore  per  il  bilancio  e  le finanze. Se avessimo
  dovuto dare retta alla quinta Commissione ci sarebbe.

     MARTINO. Certo,  difatti;  ma io ritengo sbagliato nella forma
  che  la  seconda  Commissione  si  sia  arrogata  il  diritto  di
  sopprimerlo,   nel  merito  ritengo  giusto questo testo, però mi
  consenta l'onorevole Piro, che  io ricordo sino a qualche mese fa
  strenuo difensore dei  diritti di tutti, comprese le opposizioni,
  a fare valere le proprie ragioni in tutte le sedi. ..

                    (Applausi dai banchi di destra)

        MARTINO. ... mi consenta l'onorevole Piro che il metodo non
  è un fatto accidentale  ed  io  personalmente,  anche se in larga
  massima condivido  questo  testo, non me la sento di esprimere un
  giudizio  se  prima  non  viene  approfondito  nella  sede  della
  Commissione competente.
       Onorevole Piro ci  sono  delle  regole che servono a tutti e
  ...

     PIRO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Lei mi dica
  l'articolo del Regolamento dove c'è scritto quello che ha detto.

     MARTINO.  Allora  sopprimete  le Commissioni.  Proporrò io una
  modifica del Regolamento che sopprime le Commissioni e con questo
  abbiamo ottenuto un ottimo risultato.
       Grazie, la battuta dell'onorevole Piro si commenta da sola.

     PRESIDENTE. Onorevole  Grimaldi anche a lei devo riferire quel
  che un attimo  fa  ho  detto  ad  altri deputati: sono moltissimi
  coloro  che  hanno  chiesto  di  intervenire,  ho  consentito  un
  intervento per  gruppo  parlamentare, con la sola eccezione - per
  una   distrazione   del   Presidente  -  dell'onorevole  Cintola.
  L'ulteriore   intervento   tra  l'altro  del  professore  Martino
  aggiunge  un'altra  questione  procedurale  ma  che  alla fine ci
  riporta  tutti  alla necessità della politica.  Per cui, sospendo
  la  seduta  e  indìco immediatamente la Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.
       L'Aula riprenderà subito dopo la Conferenza dei Capigruppo.

     (la seduta, sospesa alle ore 19.34,  è ripresa alle ore 21.14)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       La seduta è ripresa.
       Onorevoli   colleghi,   informo   l'Aula   dell'esito  della
  Conferenza  dei Gruppi parlamentari. Grazie alla disponibilità di
  tutti i gruppi parlamentari, al grande senso di responsabilità la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari all'unanimità
  ha  stabilito  che l'Assemblea terrà seduta domani per affrontare
  la  discussione  generale  sulla  legge  finanziaria, discussione
  generale che si conclude nella giornata di domani.
       E'  possibile presentare come ben sapete emendamenti durante
  la  discussione  generale,  gli  stessi emendamenti oggetto della
  questione  saranno  presentati formalmente durante la discussione
  generale   e   successivamente   la   Presidenza   assegnerà  gli
  emendamenti  presentati  alle Commissioni di merito per il parere
  previsto  dal Regolamento e subito dopo, la Commissione Bilancio,
  quindi, potrà esaminarli.
       Le   Commissioni  sono  autorizzate  a  riunirsi  sino  alla
  giornata  di  lunedì,  mentre l'Assemblea terrà, successivamente,
  seduta,  proprio martedì pomeriggio con al primo punto all'ordine
  del  giorno  l'esercizio  provvisorio" mentre al secondo punto la
  finanziaria.
       Le  Commissioni  di merito devono concludere il lavoro entro
  la  giornata  di venerdì per consentire alla Commissione Bilancio
  di esprimersi su quei pareri.
       Qualora  le Commissioni di merito non dovessero pronunciarsi
  entro la giornata di venerdì il parere si intende reso.

     SPEZIALE.  Vale  anche  per la Commissione Bilancio per lunedì
  sera?

     PRESIDENTE. Conclude lunedì sera la Commissione Bilancio.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
  24 marzo 1999 alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II - LETTURA,  AI  SENSI  E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 335 - Utilizzazione di personale con qualifica di agenti
               di sicurezza dei Beni culturali e ambientali.

        Bufardeci, Fleres, VIcari, Provenzano, Grimaldi,
        Pagano, Beninati, Croce, Alfano, Scoma, Catania, Misuraca.

        (Presentata il 23/03/1999)

 III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Misure  di finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione,  contabilità  e  controllo" (n.  884/A-STRALCIO)

      Relatore: On. Di Martino

   2) "Esercizio provvisorio  del bilancio della Regione siciliana per
      l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).

      Relatore: On. Di Martino

                    La seduta è tolta alle ore 21,16

    (Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 21,35)