Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 18.52.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2956 - Richiesta, da parte della Commissione regionale
antimafia ai competenti uffici della Regione, dell'elenco
dei dipendenti riportanti condanne penali o che abbiano
procedimenti o misure di prevenzione in corso.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
***
Caputo Salvino
B) Interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione.
N. 2961 - Opportuni interventi nei confronti della Siremar
per il ripristino dei collegamenti marittimi con le isole
Eolie.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Briguglio Carmelo; Strano Antonino
C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2957 - Interventi per il rifacimento del manto stradale
di via Gozzano, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2958 - Interventi per il restauro della statua del Dio
Simeto, sita in piazza S. Francesco di Paola, nel comune di
Paternò, in provincia di Catania.
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2959 - Interventi per una più accurata manutenzione di
piazza Cavour e di via Signorelli, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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N. 2960 - Interventi in favore delle case popolari site in
viale Grimaldi, al civico n. 6, nel quartiere di Librino, a
Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
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ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 335 - Utilizzazione di personale con qualifica di
agenti di sicurezza dei Beni culturali e ambientali.
Bufardeci Giambattista; Fleres Salvatore; Vicari Simona;
Provenzano Giuseppe; Grimaldi Ugo; Pagano Alessandro;
Beninati Antonino; Croce Antonino; Alfano Angelo; Scoma
Francesco; Catania Franco; Misuraca Salvatore
Presentata il 23/03/99
----------------
PRESIDENTE. Avverto ai sensi dell'articolo 127 comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI: N. 333
"Iniziative per la prosecuzione dell'indagine della Commissione
parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia
in Sicilia sulla dirigenza del settore pubblico regionale.",
degli onorevoli GRANATA, SCAMMACCA DELLA BRUCA, FORGIONE,
CALANNA, ZANNA, BURGARETTA APARO, SPAGNA, VICARI e N. 334
"Ispezioni relative all'affidamento degli incarichi di primario
presso l'AUSL n. 8 di Augusta (SR)." degli onorevoli SPAGNA,
ADRAGNA, ZANGARA, BURGARETTA APARO, MONACO, GRANATA.
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno delle mozioni numeri 333 e 334.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO CERTO , segretario:
N. 333 - Iniziative per la prosecuzione dell'indagine della
Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia sulla dirigenza del
settore pubblico regionale.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia dell'Assemblea regionale
siciliana ha avviato, il 19 marzo del 1998, un'indagine
sull'idoneità dei dipendenti dell'Amministrazione
regionale e degli enti controllati e/o vigilati dalla
Regione, muniti della qualifica di dirigente o a questa
equiparata, ad essere preposti ad incarichi dirigenziali
ovvero a mantenere tali incarichi, successivamente a
condanne, passate in giudicato, emesse dall'Autorità
giudiziaria in sede penale o contabile, per la
commissione di reati contro la pubblica Amministrazione o
comunque comportanti l'interdizione, anche temporanea,
dai pubblici uffici, nonché per responsabilità da danno
erariale, e successivamente a conseguenti sanzioni
disciplinari irrogate dall'Amministrazione competente;
- la suddetta Commissione ha, conseguentemente, avviato,
con la Presidenza della Regione e con gli Assessorati
competenti, una corrispondenza volta a reperire la
documentazione informativa attinente l'inchiesta;
- con riferimento alle informazioni di pertinenza
dell'Amministrazione regionale centrale, il Presidente
della predetta Commissione inviava, nell'arco di un anno,
ben quattro missive volte a richiedere informazioni,
integrazioni, solleciti sia alla Presidenza della Regione
che all'Assessore alla Presidenza;
- la direzione regionale del personale, rispondendo ad
una prima nota della Commissione, inviava il 29 aprile
1998 una documentazione che la Commissione riteneva del
tutto insufficiente ed incompleta, in quanto i dati
riportati non fornivano, tra l'altro, piena cognizione
della 'natura dei provvedimenti in base ai quali... si
era... proceduto ad infliggere le occorrenti sanzioni ai
diversi dirigenti', ed inoltre non consentivano di avere
certezza circa la definitività o meno di eventuali
sentenze a carico dei dirigenti;
- le ulteriori note di sollecito del Presidente della
Commissione non avevano esito alcuno, in difformità da
quanto espressamente previsto dalla legge istitutiva
della stessa a proposito del rispetto dei termini
temporali per le risposte a quesiti rivolti dalla stessa
parte dei soggetti interessati (legge regionale n. 4 del
1991, art. 6, comma 1, lettera c);
- nonostante i ripetuti solleciti del Presidente della
Regione e dell'Assessore alla Presidenza, la Direzione
regionale del personale non forniva alcun cenno di
riscontro con il passare dei mesi, sino al punto che il
Presidente della Regione, onorevole Capodicasa, ravvisava
la necessità di inviare, negli ultimi giorni del 1998,
all'Assessore alla Presidenza una lettera con cui
rilevava 'l'incomprensibilità del mancato riscontro della
richiesta di notizie e chiarimenti avanzata dalla
Commissione (antimafia)' e valutava 'doveroso ed
improcastinabile consentire all'Organo parlamentare di
procedere all'attività di accertamento di sua
competenza', rappresentando la massima urgenza e
l'esigenza di ottenere 'assicurazione dell'avvenuto ed
esaustivo adempimento';
- il Presidente della Commissione, decorsi invano due
ulteriori mesi, inviava ai primi del marzo scorso
un'ulteriore nota al Presidente della Regione ed
all'Assessore alla Presidenza, evidenziando come non
potesse essere più minimizzato, a distanza di un anno
dall'avviso dell'indagine, il rilievo che la vicenda era
venuta assumendo sotto il duplice profilo del mancato
espletamento dei poteri spettanti alla Commissione e
della puntualità ' della collaborazione prestata
dall'Amministrazione regionale nei suoi confronti, anche
a voler prescindere dai puntuali obblighi di legge su
quest'ultima incombenti'. Nella nota si reputava
indispensabile 'procedere ad un chiarimento complessivo
della vicenda con lo svolgimento di un'apposita
audizione' del Presidente della Regione, dell'Assessore
alla Presidenza e del Direttore regionale per il
personale ed i servizi generali;
- la riunione della Commissione antimafia del 16 marzo
scorso, che prevedeva la partecipazione del Presidente
della Regione, dell'Assessore alla Presidenza e del
Direttore regionale del personale e dei servizi generali,
dott. Aleo, ha registrato la ingiustificabile assenza di
quest'ultimo e che, in tale riunione, un funzionario
incaricato dal dott. Aleo ha, inopinatamente, rese note
infondate ed improbabili perplessità dell'ufficio del
personale a fornire alla Commissione i dati richiesti in
quanto, a giudizio dell'ufficio, sarebbero stati coperti
da apposita riserva applicata ai sensi della Legge n.
675 del 1996 di disciplina dell'utilizzo dei dati
personali;
CONSIDERATO che nel corso della medesima riunione il Presi-
dente della Regione ha assicurato alla Commissione
antimafia il suo personale interessamento ad un pronto
chiarimento della vicenda, alla luce di pareri tecnici
dell'Ufficio legale della Presidenza della Regione,
nonché di un apposito parere del Garante per la
sicurezza dei dati personali;
RILEVATO come il Garante per la sicurezza dei dati personali,
on. Rodotà, si sia con la massima tempestività e
chiarezza espresso per la non applicazione della
cosiddetta legge sulla 'privacy' ai dati oggetto
dell'indagine della Commissione antimafia;
RITENUTO CHE:
- il ritardo con cui la Direzione regionale del personale
ha manifestato le proprie valutazioni ha rallentato per
lunghi mesi l'attività della Commissione antimafia, che
mira in primo luogo a rendere trasparenti dinanzi
all'Assemblea ed ai cittadini siciliani gli atti
dell'Amministrazione pubblica;
- il completamento della predetta indagine da parte della
Commissione antimafia potrà significativamente
contribuire al varo, da parte dell'Assemblea, di una
riforma della burocrazia regionale in coerenza con
l'esigenza di affermare il principio di separazione tra
politica e Amministrazione, tra l'imputazione delle
scelte strategiche di indirizzo politico-amministrativo,
che continuerà a far capo all'autorità politica, e quella
delle scelte gestionali, che farà capo a dirigenti
amministrativi dotati di maggiori poteri, ma sottoposti
anche a maggiori responsabilità;
RAVVISATA l'esigenza di recuperare il tempo perduto al fine
di giungere nel più breve tempo possibile alla
conclusione dell'indagine sulla dirigenza del settore
pubblico regionale;
STIGMATIZZANDO l'atteggiamento sinora tenuto dalla Direzione
del personale della Regione sulla vicenda,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a fornire alla Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia:
a) entro dieci giorni dall'approvazione della presente
mozione, i dati riguardanti i precedenti penali, i
procedimenti in corso per reati contro la pubblica
amministrazione, per reati di mafia, o per responsabilità
per danno erariale, le eventuali sentenze di condanna e
quelle passate in giudicato, le eventuali sanzioni
disciplinari irrogate, concernenti i direttori regionali,
i dirigenti superiori ed i dirigenti ed equiparati in
servizio presso l'Amministrazione regionale, nonché i
dirigenti e direttori amministrativi e sanitari delle
AA.UU.SS.LL. e delle Aziende ospedaliere;
b) entro trenta giorni dall'approvazione della presente
mozione, i dati della medesima specie riferiti ai
dirigenti degli Enti locali e degli Enti dipendenti e/o
vigilati dalla Regione.
(22 marzo 1999)
GRANATA - SCAMMACCA DELLA BRUCA -
FORGIONE - CALANNA - ZANNA -
BURGARETTA APARO - SPAGNA - VICARI
N. 334 - Ispezioni relative all'affidamento degli incarichi
di primario presso l'AUSL n. 8 di Augusta (SR).
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO l'invito rivolto dal Consiglio comunale di Augusta
al Direttore generale dell'AUSL n. 8 per un sereno
confronto sulla programmazione sanitaria e sui
criteri per individuare significative
professionalità, che avrebbero giustificato la
opportunità di non affidare ai primari già
incaricati i reparti di medicina e cardiologia
dell'ospedale 'Muscatello';
ATTESO che lo stesso ha preferito non tenerne conto ed ha
proceduto con delibere NN. 5523 e 5524 del
28.12.1998 alla individuazione dei titolari;
ATTESO, altresì, che l'invito era rivolto a fugare ogni
possibile illazione sui vincitori dell'incarico, e a
chiarire, ove fosse necessario, che la autonomia
decisionale del manager AUSL non può essere
'scambiata' o sfociare in arbitrio;
PRESO ATTO che l'unanime individuazione, da tempo, dei Dott.
Scifo e Mossutti, come futuri vincitori
dell'incarico, non è più un'illazione ma bensì può
annoverarsi ormai come dote di chiaroveggenza del
Consiglio comunale e della maggior parte del mondo
medico della città;
CONSIDERATO che un simile atto di 'mala sanità' non deve
passare senza avere accertato la regolarità delle
procedure di concorso poste in essere, ivi compresi
i criteri con cui si è ritenuto individuare alcuni
commissari nella commissione esaminatrice che per
opportunità avrebbero dovuto astenersi;
CONSIDERATO inoltre che non si riesce a capire come un
medico che non ha mai fatto il primario possa essere
scelto tra tutti gli altri idonei che tale requisito
possiedono, oltre a rappresentare un salto
qualitativo per l'ospedale; oppure quale contorta
logica o con quale criterio fra due sanitari
operanti nella stessa divisione di cardiologia
dell'ospedale Umberto I di Siracusa, uno come
primario per 13 anni e l'altro per lo stesso periodo
come aiuto, sia stato preferito il secondo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad un immediato intervento ispettivo sulla vicenda,
con l'audizione di tutti i protagonisti, ivi
compresi i rappresentanti del Consiglio comunale di
Augusta.
(22 marzo 1999)
SPAGNA - ADRAGNA - ZANGARA - BURGARETTA
APARO - MONACO - GRANATA
PRESIDENTE. Poiché nessuno dei firmatari propone una data di
discussione, le mozioni testé lette saranno demandate alla
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione. Resta così stabilito.
Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Discussione
dei disegni di legge: 1) "Misure di finanza regionale e
disposizioni in materia di programmazione, contabilità e
controllo" (n. 884/A - stralcio). Relatore: On. Di Martino.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CROCE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io leggerò una
nota che porta la firma di alcuni componenti della Commissione
bilancio, dell'onorevole Aulicino, del sottoscritto, degli
onorevoli Misuraca, Stancanelli e Tricoli. La leggo in Assemblea
perché il Parlamento ne prenda atto e la consegnerò al Presidente
dell'Assemblea per l'uso che ne vorrà fare.
"Illustrissimo onorevole Nicola Cristaldi, desideriamo
rappresentarLe quanto è accaduto durante i lavori della II
Commissione parlamentare permanente, che discuteva il disegno di
legge numero 884, presentato dal Governo.
Durante i lavori della Commissione, che si sono svolti nei
giorni di lunedì 15 marzo, martedì 16 marzo e mercoledì 17 marzo
u.s., abbiamo ripetutamente chiesto, ed il verbale Gliene potrà
dare contezza, di porre in discussione e votazione numerosi
emendamenti aggiuntivi, presentati dai sottoscritti deputati che,
tra l'altro, sopprimevano collegi e commissioni.
Tali emendamenti non sono mai stati discussi e votati e non
sono mai stati da noi ritirati.
Riteniamo, pertanto, di avere subìto una grave lesione dei
nostri diritti costituzionali nel momento in cui il Presidente
della Commissione non ha garantito i diritti dei parlamentari che
chiedevano di discutere gli emendamenti aggiuntivi creando così
il pericoloso precedente di negare il diritto di ogni singolo
parlamentare di presentare in Commissione emendamenti, diritto
costituzionale che non può essere in alcun modo compresso da una
decisione unilaterale della maggioranza a cui ci siamo opposti.
Tanto Le rappresentiamo, rimettendo ogni decisione a tutela
delle nostre prerogative parlamentari al Suo equanime giudizio".
Questo è quanto dovevo al Parlamento ed al Presidente
dell'Assemblea, al quale consegno la nota.
DI MARTINO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente
in politica si può anche cambiare opinione, il cambio di opinione
è legittimo, ma quello che non è ammesso in politica, nelle
Istituzioni, è lo stravolgimento dei fatti: rappresentare
falsamente la realtà accaduta.
Signor Presidente, ritengo che la Commissione - da me forse
indegnamente presieduta - ha rispettato fino all'ultimo... non è
possibile rappresentare in maniera falsa la realtà di quanto
accaduto in Commissione.
La seconda Commissione ha portato avanti i lavori
rispettando appunto l'ultimo comma del più dimenticato articolo
del Regolamento.
La Commissione si è trovata dinanzi a centinaia e centinaia
di emendamenti dei parlamentari, delle Commissioni e
unanimemente, signor Presidente, come può risultato da uno schema
di verbale, ha deciso di procedere d'accordo con il Governo e
d'accordo con tutti i componenti la Commissione presenti di
procedere nel seguente modo...
CROCE. Lei dimentica
DI MARTINO . Onorevole Croce, stia zitto, la prego.
PRESIDENTE. Onorevole Croce, la prego di consentire
all'onorevole Di Martino di esprimere la propria opinione, così
come ha potuto fare lei.
DI MARTINO . Dicevo che la Commissione martedì mattina ha
avuto posto il problema delle modalità del procedimento dei
lavori, ed io ho fatto una proposta dicendo che tutto ciò che
riguardava emendamenti non attinenti alla materia o tutto ciò che
riguardava emendamenti che comportavano stanziamenti di spesa non
poteva essere esaminato perchè avrebbe aggravato il lavoro della
Commissione, tenuto conto che c'è stata una risoluzione della
Conferenza dei Capigruppo fatta proprio all'Assemblea che
obbligava la Commissione a chiudere, altro che inderogabilmente,
inderogabilmente entro la giornata di mercoledì, anche per il
rispetto che si doveva al congresso di un partito, il partito di
Rifondazione Comunista.
La proposta era questa, la ripeto: si esaminava il testo del
Governo, si esaminavano gli emendamenti che riguardavano
incremento di entrata e contenimento di spesa; tutte gli altri
emendamenti aggiuntivi o comunque non rientranti in questo
percorso venivano accantonati, non dichiarati inammissibili - non
ci sono stati emendamenti dichiarati inammissibili - e che
l'intesa era di riportarlo in un successivo stralcio perchè se
così non fosse, Signor Presidente, avrei potuto benissimo
dichiarare inammissibile il 90% degli emendamenti e non l'ho
fatto perchè c'era un'intesa a monte, bisognava procedere con un
secondo o con un terzo stralcio.
Francamente non capisco e qui non voglio fare valutazioni
pudiche che non servono a niente. Signor Presidente, oggi ho
voluto soltanto fare la cronistoria dei fatti accaduti ed in base
a questa cronistoria, a mio sommeso, modestissimo avviso, non vi
sono ragioni, non vi è alcun fondamento perchè vengano sollevate
questioni procedurali.
Tutte le schermaglie procedurali possono avere un
significato, ma c'è un limite alle schermaglie procedurali; noi
siamo davanti ad uno strumento fondamentale per la Regione, uno
strumento finanziario indispensabile, propedeutico per potere
successivamente esaminare poi ed approvare il bilancio della
Regione.
Quindi, con molta serenità, prego l'onorevole Croce e gli
altri colleghi della Commissione Bilancio di non attestarsi su
queste questioni pregiudiziali. Posso capire lo scontro politico
nel merito ed è legittimo; ognuno esprime liberamente le proprie
opinioni. Siccome qui possiamo entrare subito, e secondo me
dobbiamo entrare nel merito, si può benissimo discutere sulle
ragioni del dissenso.
Per quanto riguarda gli emendamenti e concludo realmente,
Signor Presidente, c'era un impegno da me assunto con tutta la
Commissione, che avremmo esaminato nell'intervallo delle
ventiquattr'ore, che possono essere anche più di ventiquattro
ore, signor Presidente, tutti gli emendamenti presentati dal
Governo nella Commissione o comunque dai singoli deputati.
Tutto ciò per portare avanti una finanziaria che sia la più
adeguata alle necessità della Regione. Quindi, non esistono
motivi, oltre che di natura procedurale, neanche politica, per
interrompere il prosieguo della discussione sul disegno di legge
884.
Signor Presidente, ho concluso, penso di essere stato
abbastanza esauriente nell'illustrazione e quindi adesso la
decisione spetta a chi di competenza.
TRICOLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono il
custode della "ortodossia regolamentare", nè ho partecipato ad
alcuna Conferenza dei Capigruppo; mi limito semplicemente a
rappresentare i fatti ed in particolare ad evidenziare una
circostanza, quella che il sottoscritto insieme all'onorevole
Stancanelli, ma anche l'onorevole Croce insieme al collega
Misuraca, abbiamo ed hanno presentato una serie di emendamenti
che non comportavano nè maggiore spesa nè minore entrata. In
particolare ho chiesto nella giornata di lunedì, di martedì e di
mercoledì di porre in discussione, successivamente in votazione,
la soppressione di alcuni collegi, comitati e commissioni, ne
cito alcune: Commissione regionale di garanzia e trasparenza dei
lavori pubblici, Commissione dell'accesso ai documenti
amministrativi, Commissione dell'agriturismo, Commissione in
materia di tutela e protezione faunistico-venatoria, Consulta di
studio e ricerche faunistico-venatorie, eccetera), sono
esattamente 35 comitati, collegi e commissioni, oltre ad una
serie di emendamenti, di abrogazioni di norme che avrebbero
comportato consistenti risparmi e minori spese per diverse decine
di miliardi.
Io credo che la decisione della maggioranza di stralciare,
insieme ad una parte del disegno di legge, anche gli emendamenti
che erano stati presentati dai singoli parlamentari sia stata una
palese violazione di diritti indisponibili da una maggioranza
parlamentare e, dunque, di non essere stato messo nelle
condizioni di esercitare una prerogativa che non la maggioranza o
il Presidente della Commissione mi possono togliere, bensì una
prerogativa assolutamente garantita dalla Costituzione che
nessuno mi può togliere.
Il precedente, altrimenti, sarebbe quello che, presentando
centinaia di emendamenti aggiuntivi al testo da parte dei
parlamentari, una decisione della maggioranza possa sic et
simpliciter determinare lo stralcio di tutti questi emendamenti
e, dunque, una limitazione del diritto costituzionale dei singoli
parlamentari che in una Commissione svolgono il proprio lavoro.
Io non ricordo in questa mia breve ma intensa esperienza
parlamentare che ciò sia mai accaduto.
SILVESTRO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco
che la drammatizzazione del dibattito può avere una sua ragione
per quanto riguarda i motivi politici, tuttavia io credo - e mi
permetto di intervenire per questo - che le cose dette
dall'onorevole Tricoli sono abbastanza pesanti quanto immotivate.
Il diritto del deputato a presentare emendamenti non è stato
violato. Il diritto del deputato a presentare emendamenti si
salvaguardia nel dibattito d'Aula.
TRICOLI. Ho detto testualmente 'emendamenti in Commissione'.
SILVESTRO. Se la Commissione ha deciso un percorso e una
determinazione per quanto riguarda l'esame del testo della legge,
degli emendamenti che contengono l'oggetto di incremento delle
entrate e contenimento della spesa e poi, successivamente, ha
deliberato di riguardare gli emendamenti in altro momento, non
c'è alcuna violazione del diritto dei deputati.
Questo lo voglio dire, signor Presidente, perché capisco la
polemica politica, capisco la posizione di ognuno di noi, ma
confondere la tutela ed il diritto dei parlamentari a esercitare
il loro diritto a emendare una legge nel momento in cui questo si
pone, e questo se fosse avvenuto in Aula; quando invece non è
così, avendo la Commissione giustamente o in maniera sbagliata
determinato con propria decisione di esaminare gli emendamenti in
due tempi, io credo che non ci possa essere in alcun modo
considerazione circa l'offesa al diritto dei parlamentari.
Si può discutere sull'opportunità o meno delle decisioni
della Commissione Bilancio, ma questa è una questione che
riguarda la questione politica. Le questioni regolamentari non ci
sono, non hanno in questo caso fondamento e ingresso in
quest'Aula.
Per cui io credo che il Presidente dell'Assemblea, che poi è
quello che deve assumere le decisioni, diciamo, anche sopra il
Regolamento, deve tenere conto e valutare questo aspetto, che non
c'è alcuna violazione del Regolamento, che non c'è alcuna
violazione dei diritti dei deputati, che c'è una decisione
politica della Commissione, sbagliata o corretta questo è un
problema di giudizio politico, che in qualche modo il percorso
non offende e non viola il Regolamento.
ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la delicatezza
della questione posta dall'onorevole Croce, credo congiuntamente
ad altri componenti della Commissione Bilancio rende necessaria
prudenza e riflessione sull'argomento.
Io non mi dilungherò se non per dire che la vicenda involge
per intero il diritto del parlamentare a presentare gli
emendamenti in commissione. Questo rende il ragionamento ancor
più forte se si considera che stiamo parlando di emendamenti
aggiuntivi al testo. Gli emendamenti aggiuntivi al testo non
subiscono sorte alcuna rispetto allo stralcio o al non stralcio
di alcuni articoli di un corpo legislativo presentato in
commissione e non subiscono sorta alcuna perchè sono, appunto,
aggiuntivi al testo, quello che la commissione si determinerà ad
esaminare.
Perchè è pericolosissimo quanto detto dall'onorevole
Silvestro?
Perchè l'onorevole Silvestro ha affermato che il diritto
costituzionale del deputato alla presentazione di emendamenti si
esprime in Aula e si consuma nel momento d'Aula. E invece non è
così, onorevole Silvestro, la garanzia costituzionale sta
nell'intero svolgersi correttamente del procedimento
legislativo...
SILVESTRO. E' una deliberazione comunemente accettata dalla
Commissione...
ALFANO. ...che si chiama procedimento proprio perchè è
complesso, si compone di varie fasi. Se qualcuna delle fasi che
compongono il procedimento legislativo è viziata, è con il vizio
della fase viziata, viziato l'intero procedimento legislativo.
E se fosse vero quel che dice l'onorevole Silvestro, letto
al contrario significherebbe che non hanno più senso di esistere
le commissioni in quanto tutta l'attività parlamentare di un
singolo deputato vive un unicum in Aula. E così non è. E allora
noi cosa stiamo dicendo, onorevole Presidente?
Stiamo solamente dicendo che per il tramite di una
violazione regolamentare vi è il serio rischio di compromettere
il diritto del deputato a svolgere appieno il proprio mandato
parlamentare per una ragione aggiuntiva che risiede nel
particolarissimo rapporto che un parlamento della nostra
tradizione ha con la propria prassi, per cui se passasse questo
precedente, se passasse questo principio e diventasse, appunto,
precedente assurgendo al rango di precedente secondo il rapporto
che il nostro Parlamento ha con la propria prassi, passerebbe un
principio pericolosissimo che credo sia dovere di tutti
scongiurare e credo sia, invece, dovere di tutti tutelare il
sacrosanto diritto del parlamentare ad essere a sua volta
tutelato dalla garanzia reale dei diritti costituzionali che è
contenuta nello svolgersi corretto del procedimento legislativo
così come sancito dallo Statuto, dal Regolamento e dalle leggi.
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
oggi stiamo affrontando un nodo politico che riguarda una legge
che ritengo fondamentale ed importante per la vita di questa
Regione e per la quale dovremmo tutti fare un appello al buon
senso ed alla ragionevolezza. La legge finanziaria è
indispensabile per la programmazione che la Regione deve
sviluppare e, Presidente, credo che dobbiamo operare per farlo
nel minor breve tempo possibile.
Quello che non accetto è la provocazione di alcuni colleghi
con i quali ho condiviso e condivido certi aspetti dell'attività
politica e con i quali vorrei sciogliere alcuni nodi analizzando
la finanziaria.
Quello che non accetto è la provocazione nel dire che questo
potrebbe costituire un precedente pericoloso.
Questo non è un precedente, perchè nella storia di questo
Parlamento qualche altra volta si è operato in tal senso ed io mi
stupisco che l'onorevole Tricoli mi dice che non ricorda
precedenti simili a questo, perchè non mi ricordo ancora di avere
analizzato la seconda parte della finanziaria Provenzano che era
un problema importante.
Io non ho ritirato emendamenti ed avevo proposto
emendamenti...
ALFANO. Gli emendamenti furono accantonati in Aula...
TURANO. Onorevole Alfano, non è così. Gli emendamenti non sono
stati accantonati. Quegli emendamenti non sono stati analizzati,
però il buon senso e la responsabilità politica hanno portato ad
approvare quel documento che aveva una linea politica specifica,
di cui io ne condividevo tutte le parti per il bene di questa
Regione.
Signor Presidente, io mi stupisco ed è un appello che voglio
muovere ai governi del centro destra, quando hanno governato
loro, e al governo di centro sinistra, che sta governando adesso,
il problema è questo noi dovremmo cominciare a razionalizzare i
tempi per approvare entro il termine dell'anno e la finanziaria e
il bilancio, fino a quando ci arriviamo sempre a distanza di tre
mesi avremmo di che dispiacerci agli occhi dei siciliani.
Allora l'appello che rivolgo è quello di lavorare non
sinergicamente sulle posizioni politiche, perché è giusto che
ognuno esprima le proprie posizioni, ma di lavorare su un
documento che è bene che venga approvato e che è bene che porti
all'approvazione del bilancio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono numerosi deputati che
hanno chiesto di intervenire, evidentemente si finirebbe con il
dare al momento d'Aula un significato di un dibattito che non
avrebbe ragion d'essere se non fosse stata sollevata
un'argomentazione che, comunque, è importante a prescindere dai
convincimenti personali.
Vorrei, quindi, pregare i deputati che fanno parte dei
gruppi parlamentari di rinunziare a chiedere di parlare qualora
sia stato già chiamato ad intervenire qualche deputato dello
stesso gruppo.
Sono iscritti, da parte di Forza Italia, dove è già
intervenuto l'onorevole Alfano (lasciamo stare l'onorevole Croce
che è relatore di una questione) l'onorevole Fleres, l'onorevole
Vicari. Ne sentiamo uno per gruppo dopodiché vedremo in qualche
maniera di trovare una sede diversa, non so bene quale sia la
questione, ma per intanto se siamo d'accordo...
FLERES. Per la verità la questione che desideravo proporre io
è di diversa natura, tuttavia mi rimetto alla sua decisione.
PRESIDENTE. Sì, ma se ognuno tira fuori una sua questione, qui
non ne usciamo più, per cui diamo la parola all'onorevole
Cintola.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
componente della Commissione dico che in Commissione si è
consumata...
PRESIDENTE. Per la verità c'è un errore del Presidente:
ritenevo che l'onorevole Cintola fosse ancora appartenente ad
altro gruppo. Ormai lo lasciamo parlare.
FLERES. Non è un errore, è un lapsus freudiano
PRESIDENTE. Prego onorevole Cintola. Vorrei pregarla di
attenersi ai tempi così come sono stati utilizzati anche dagli
altri deputati. Grazie.
CINTOLA. Noi abbiamo svolto un lavoro in Commissione, siamo
stati per giorni in Commissione Bilancio, io ho approvato ed
apprezzato positivamente gli emendamenti che ha presentato
l'onorevole Tricoli, qualche altro che ha presentato l'onorevole
Misuraca, siamo andati avanti di comune accordo nel senso di una
dialettica forte che c'è stata in certi momenti, ma anche di
conclusioni coraggiose per altro aspetto.
Abbiamo finito i lavori con una conclusione unanime, che
portavamo il disegno di legge-stralcio in Aula e solo qualcuno
che era assente in quel momento protestò dopo, ma in assenza e
non in presenza dei fatti che si sono verificati, aggiungendo che
gli emendamenti li avremmo presentati laddove c'era questa
necessità.
C'era l'Aula alla quale potersi, dopo la discussione
generale, poter presentare gli emendamenti e dicendo altresì che
la Commissione bilancio si sarebbe riunita subito dopo la
discussione generale impegnando anche più ore, 24 o 48 ore, per
poter visionare complessivamente, e alla luce della discussione
generale e alla luce degli emendamenti, a norma di regolamento
tra l'altro, la definizione degli assunti da parte dei deputati
della Commissione.
Nessuna forzatura, voglio aggiungere che tutti gli
emendamenti che sono pervenuti dalle Commissioni sono state
apprezzate, compreso un emendamento che per intero è stato preso
dalla Commissione di cui è Presidente Fleres ed è stato
trasferito in sostituzione di un articolo del disegno di legge
presentato al Governo.
Le uniche due Commissioni, onorevole Presidente
dell'Assemblea, onorevoli colleghi, che non hanno portato a
compimento i loro compiti sono la prima e la sesta Commissione.
La sesta Commissione aveva un solo emendamento e la prima
Commissione ne aveva dieci. Solo queste due commissioni non
hanno fatto pervenire all'attenzione della commissione bilancio
il loro parere.
Io non ritengo che per un fatto meramente di parola e di
posizione possa ancora dilungarsi il dibattito, perché se la
volontà é, come ho detto stamattina e qua concludo, che
l'opposizione non vuole che si faccia una finanziaria, bene, lo
dicano, si assumano la responsabilità di fronte alla Sicilia del
grave danno che sul bilancio e sulle casse della Regione e,
quindi, sulle aspettative dei siciliani e vanno a perpetuarsi con
un intervento che é soltanto di mera opposizione, con una realtà
che é ancora più significativa.
Forse é la prima volta che non c'é "inciucio" tra destra e
sinistra. Forse é la prima volta che non c'é l'accordo sotto
banco per arrivare alla finanziaria ed al bilancio e, forse, sarà
per la prima volta che non si farà né una finanziaria né un
bilancio, ma é meglio così piuttosto che continuare gli inciuci
del passato che hanno creato solo guasti all'Assemblea, alla
Sicilia ed ai siciliani.
MARTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
fare grandi ragionamenti sui principi, voglio semplicemente porre
all'attenzione un problema che, a mio giudizio, é di grande
rilevanza. E' solo un problema relativo al settore dei beni
culturali. Poi valuteranno i colleghi se analoghi fenomeni si
sono verificati anche nel caso di altre commissioni e di altri
settori.
La quinta Commissione ha esaminato molto rapidamente e per
tempo tutti gli emendamenti che sono stati presentati dai
colleghi in quella sede.
Adesso si verifica che nel nuovo testo della finanziaria
molti di quegli emendamenti, alcuni addirittura presentati
dall'assessore competente, siano scomparsi e questo rientra in un
potere di valutazione della seconda commissione, anche se taluni
di questi emendamenti attenevano ad un merito che non era quello
di natura finanziaria, ma non voglio ridurre i poteri della
seconda commissione; e tuttavia non voglio e non posso neanche
pensare che la seconda commissione abbia un potere sostitutivo
rispetto a quello delle altre, perché se così fosse la prima
norma che dovrebbe contenere questa finanziaria che si propone un
notevole risparmio di fondi, dovrebbe essere quella della
soppressione di tutte le commissione salvo la seconda, visto che
potrebbe assolvere compiutamente ai compiti anche delle altre.
Cito un esempio che mi pare indiscutibile, compare all'attuale
articolo 5, se non vado errato, un comma finale, il comma
sedicesimo, che tocca una materia di grande rilevanza. Non mi
soffermo su altri aspetti sui quali ritornerò quando si discuterà
del merito delle questioni.
Questo comma recita testualmente: "L'assessore regionale per
i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
sentita la Giunta di Governo e previo assenso del consiglio
regionale per i beni culturali ed ambientali, é autorizzato a
stipulare intese con istituti universitari italiani ed esteri per
la predisposizione ed attuazione di campagne di scavi sui siti
archeologici. Tali intese possono essere raggiunte nella forma
della convenzione, anche con istituzioni private italiane od
estere che si propongono anche l'uso del bene archeologico".
Voglio precisare che mentre ero e sono assolutamente
contrario ad un emendamento che aveva proposto l'onorevole
Morinello e che é sparito da questo testo della finanziaria, sono
sostanzialmente d'accordo con il contenuto di questo sedicesimo
comma e, tuttavia, si tratta di una materia che non può essere
valutata esclusivamente dalla Commissione Bilancio.
Questo testo non é mai passato dalla quinta Commissione.
Chiedo, pertanto, formalmente che, almeno per questa parte,
la 'finanziaria' ritorni nella quinta Commissione e dico subito
che se così avverrà, per potere capire meglio la portata e
l'effettiva funzione che deve svolgere un articolo come questo,
chiederò l'audizione dei soprintendenti e dei direttori delle
sezioni archeologiche.
Ripeto non sono affatto contrario in linea di principio,
anzi ritengo che questa sia una strada e forse la migliore per
ovviare agli scavi dei clandestini, solo la ricerca scientifica,
l'incentivazione della ricerca scientifica può in qualche modo
fermare il disastro compiuto dagli scavi clandestini, non certo
la dotazione della pistola ai custodi, così come vorrebbe fare
l'assessore Morinello, e come per fortuna non è comparso nel
testo di questa finanziaria; ma si tratta di tema di tale
dimensione e di tale rilevanza. ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Se avessimo
dovuto dare retta alla quinta Commissione ci sarebbe.
MARTINO. Certo, difatti; ma io ritengo sbagliato nella forma
che la seconda Commissione si sia arrogata il diritto di
sopprimerlo, nel merito ritengo giusto questo testo, però mi
consenta l'onorevole Piro, che io ricordo sino a qualche mese fa
strenuo difensore dei diritti di tutti, comprese le opposizioni,
a fare valere le proprie ragioni in tutte le sedi. ..
(Applausi dai banchi di destra)
MARTINO. ... mi consenta l'onorevole Piro che il metodo non
è un fatto accidentale ed io personalmente, anche se in larga
massima condivido questo testo, non me la sento di esprimere un
giudizio se prima non viene approfondito nella sede della
Commissione competente.
Onorevole Piro ci sono delle regole che servono a tutti e
...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Lei mi dica
l'articolo del Regolamento dove c'è scritto quello che ha detto.
MARTINO. Allora sopprimete le Commissioni. Proporrò io una
modifica del Regolamento che sopprime le Commissioni e con questo
abbiamo ottenuto un ottimo risultato.
Grazie, la battuta dell'onorevole Piro si commenta da sola.
PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi anche a lei devo riferire quel
che un attimo fa ho detto ad altri deputati: sono moltissimi
coloro che hanno chiesto di intervenire, ho consentito un
intervento per gruppo parlamentare, con la sola eccezione - per
una distrazione del Presidente - dell'onorevole Cintola.
L'ulteriore intervento tra l'altro del professore Martino
aggiunge un'altra questione procedurale ma che alla fine ci
riporta tutti alla necessità della politica. Per cui, sospendo
la seduta e indìco immediatamente la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
L'Aula riprenderà subito dopo la Conferenza dei Capigruppo.
(la seduta, sospesa alle ore 19.34, è ripresa alle ore 21.14)
Presidenza del presidente Cristaldi
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, informo l'Aula dell'esito della
Conferenza dei Gruppi parlamentari. Grazie alla disponibilità di
tutti i gruppi parlamentari, al grande senso di responsabilità la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari all'unanimità
ha stabilito che l'Assemblea terrà seduta domani per affrontare
la discussione generale sulla legge finanziaria, discussione
generale che si conclude nella giornata di domani.
E' possibile presentare come ben sapete emendamenti durante
la discussione generale, gli stessi emendamenti oggetto della
questione saranno presentati formalmente durante la discussione
generale e successivamente la Presidenza assegnerà gli
emendamenti presentati alle Commissioni di merito per il parere
previsto dal Regolamento e subito dopo, la Commissione Bilancio,
quindi, potrà esaminarli.
Le Commissioni sono autorizzate a riunirsi sino alla
giornata di lunedì, mentre l'Assemblea terrà, successivamente,
seduta, proprio martedì pomeriggio con al primo punto all'ordine
del giorno l'esercizio provvisorio" mentre al secondo punto la
finanziaria.
Le Commissioni di merito devono concludere il lavoro entro
la giornata di venerdì per consentire alla Commissione Bilancio
di esprimersi su quei pareri.
Qualora le Commissioni di merito non dovessero pronunciarsi
entro la giornata di venerdì il parere si intende reso.
SPEZIALE. Vale anche per la Commissione Bilancio per lunedì
sera?
PRESIDENTE. Conclude lunedì sera la Commissione Bilancio.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
24 marzo 1999 alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 335 - Utilizzazione di personale con qualifica di agenti
di sicurezza dei Beni culturali e ambientali.
Bufardeci, Fleres, VIcari, Provenzano, Grimaldi,
Pagano, Beninati, Croce, Alfano, Scoma, Catania, Misuraca.
(Presentata il 23/03/1999)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
Relatore: On. Di Martino
2) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 21,16
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 21,35)