Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 17.26.
TRIMARCHI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Adragna ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
- "Erezione in un unico comune autonomo delle frazioni dei
comuni di Belpasso, Camporotondo, Misterbianco e Motta S.
Anastasia con la denominazione di 'Piano Tavola'" (n. 902)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Strano, Stancanelli, Briguglio, La
Grua, Caputo, Catanoso, Granata, Ricotta, Scalia, Sottosanti,
Tricoli, Virzì in data 24 marzo 1999
- "Interventi a favore delle imprese singole o associate che si
prefiggono il recupero e la gestione dei beni culturali" (n.
903)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Fleres in data 26 marzo 1999
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- L.r. 20 gennaio 1999, n. 5 - art. 1, comma 3 - Nomina
commissario liquidatore dei tre enti soppressi Az.A.Si., E.M.S.
ed E.S.P.I. (n. 239)
- pervenuta in data 22 marzo 1999
- trasmessa in data 23 marzo 1999
TRASMISSIONE DI ATTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE AI
SENSI DELL'ART. 23 DELLA LEGGE 11 MARZO 1953, N. 87
LA PRETURA CIRCONDARIALE DI RAGUSA
visto il ricorso proposto dal sig. Mililli Salvatore ed altri
contro il Consorzio per l'area di sviluppo industriale della
provincia di Ragusa
DICHIARATA
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
costituzionalità dell'art. 39, della l.r. 29 dicembre 1980, n.
145, per violazione dell'articolo 3, della Costituzione,
sospende il giudizio in corso,
DISPONE
l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
---------
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 25.03.1999,ant.: CATANOSO-FORGIONE-PETROTTA-TURANO-
VIRZI'
" " " " pom.: MONACO-CATANOSO-FORGIONE-SPEZIALE
" " 26.03.1999: BUFARDECI-CATANOSO-FORGIONE-GALLETTI-
SPEZIALE-TURANO-VIRZI'-MAESANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 25.03.1999: BUFARDECI sostituito da ALFANO
GALLETTI " " BURGARETTA
" " 26.03-1999: MONACO " " ZANNA
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 22.03.1999: CINTOLA-CROCE-GIANNOPOLO-LEANZA-LIOTTA-
MELE-RICEVUTO
" " del 23.03.1999: AULICINO-CROCE-MISURACA-RICEVUTO-
" " 25.03.1999: GIANNOPOLO-AULICINO-
SOSTITUZIONI
Riunione del 25.03.1999: LEANZA sostituito da TURANO
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
ASSENZE
Riunione del 25.03.1999,ant.: LA CORTE-LA GRUA-MANZULLO
" "" " " pom.: LEONTINI-COSTA-LA CORTE-LA GRUA-
MANZULLO-TRIMARCHI
SOSTITUZIONI
Riunione del 25.03.1999: SCOMA sostituito da PAGANO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 25.03.1999: VICARI-BENINATI-BURGARETTA-CAPUTO-
CINTOLA-GIANNOPOLO-GRIMALDI-MELE-
PELLEGRINO-STRANO
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 25.03.1999: ADRAGNA-CATANIA-GUARNERA
SOSTITUZIONI
Riunione del 25.03.1999: D'AQUINO sostituito da CIMINO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 25.03.1999: SCALICI-SUDANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 25.03.1999: GRANATA sostituito da SCALIA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
ASSENZE
Riunione del 25.03.1999: D'ANDREA-GALLETTI-LA CORTE-NICOLOSI-
SCALICI
SOSTITUZIONI
Riunione del 25.03.1999: SOTTOSANTI sostituito da CAPUTO
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2966 - Provvedimenti relativi alla concessione
demaniale per un impianto di distribuzione terra-mare di
carburante a Gioiosa Marea (ME).
- Assessore Industria
- Assessore Territorio
***
Mele Manlio
----------------
N. 2967 - Notizie in ordine al provvedimento di
annullamento del CORECO di Ragusa relativo alla delibera del
Consiglio comunale di Chiaramonte Gulfi (RG) di elezione dei
revisori dei conti.
- Assessore Enti Locali
***
Ortisi Egidio; Mele Manlio
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2964 - Notizie sullo stato di attuazione della L. n.
257 del 27 marzo 1992.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Pisciotta Vittorio Giovanni
----------------
N. 2965 - Delucidazioni in ordine alla selezione per
infermieri presso il Policlinico di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Lavoro
***
Liotta Santo
----------------
N. 2968 - Soppressione delle tratte ferroviarie
Agrigento-Roma, Agrigento-Torino e ritorno.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Scalia Giuseppe
----------------
N. 2969 - Misure urgenti per l'organizzazione di
un'attività di monitoraggio e di verifica dello stato di
vulnerabilità statico e sismico del patrimonio edilizio
pubblico e privato della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Territorio
***
Cimino Michele; D'Aquino Antonio; Croce Antonino; Beninati
Antonino
----------------
N. 2970 - Interventi per dotare il comune di Castelbuono
(PA) di strutture che eroghino prestazioni radiologiche.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Virzì Gioacchino
----------------
COMUNICAZIONE DI NOMINA DI COMPONENTI DI COMMISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 80 del 24 marzo
1999, l'onorevole Ascenzio Maria Catena MAESANO è stato nominato
componente della I Commissione legislativa permanente "Affari
istituzionali", in sostituzione dell'onorevole Giovanni
BARBAGALLO, sospeso dalla carica di deputato regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che, con decreto n. 81 del 24 marzo 1999, l'onorevole
Ascenzio Maria Catena MAESANO è stato nominato componente della
III Commissione legislativa permanente "Attività produttive", in
sostituzione dell'onorevole Giovanni BARBAGALLO, sospeso dalla
carica di deputato regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
SUPERAMENTO DI ATTI ISPETTIVI E POLITICI
PRESIDENTE. Comunico che:
- a seguito dell'approvazione degli ordini del giorno nn.
331, 348, 351, 358, 364 e 366, sono da intendersi superate, per
identità di contenuto, rispettivamente le mozioni nn. 337, 332,
312, 194, 297 e 56;
- a seguito dell'accettazione come raccomandazione da parte
del Governo degli ordini del giorno nn. 300, 301, 316, 345, 317,
321, 322, 324, 325, 326, 327, 328, 329, 330, 332, 340, 341, 344,
349, 350, 352, 354, 355, 363 e 365 sono da intendersi superate,
rispettivamente le mozioni nn. 327, 329, 325, 330, 322, 142,
191, 319, 215, 172, 177, 321, 309, 190, 320, 306, 308, 311, 307,
331, 317, 318, 108 e 292, di identico contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico altresì che:
- a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno n. 358
è da intendersi superato l'ordine del giorno n. 190, di identico
contenuto;
- a seguito dell'accettazione come raccomandazione degli
ordini del giorno nn. 324 e 332 sono da intendersi superati,
rispettivamente, gli ordini del giorno nn. 193 e 189, di identico
contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno, do il preavviso di 30 minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni n. 336
"Interventi per la pratica sportiva nelle strutture carcerarie."
e n. 337 "Mancata emanazione del decreto del Presidente della
Regione a favore dei farmacisti rurali sussidiati delle isole
minori secondo le previsioni dell'art. 27 della l.r. del 5
gennaio 1999, n. 4".
Invito il deputato segretario a darne lettura.
TRIMARCHI, Segretario f.f.:
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nelle strutture carcerarie, in linea di massima,
la pratica sportiva è affidata ad iniziative di
carattere volontaristico, quasi sempre sganciate
dalle attività federali;
- sarebbe opportuno, soprattutto nelle carceri per
minorenni, che le attività sportive potessero avere
uno sbocco ufficiale, anche in collaborazione con il
Coni e le Federazioni sportive in genere, in modo da
valorizzare le capacità agonistiche dei detenuti e
contribuire al loro recupero;
- la Regione siciliana potrebbe agevolare tale
iniziativa con propri interventi, ma anche operando
nei confronti del Coni e delle Federazioni sportive
affinchè dispongano i provvedimenti relativi;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad agevolare le attività sportive ed in
particolare quelle ufficiali da parte di detenuti
reclusi in Sicilia;
- ad intervenire nei confronti del Coni e delle
Federazioni sportive, affinchè individuino i
provvedimenti più opportuni, capaci di diffondere la
cultura dello sport nelle carceri, ed in particolare
in quelle minorili, anche con la presenza di tecnici
specializzati nelle diverse discipline."" (336)
(23 marzo 1999)
FLERES - BUFARDECI -
CIMINO - SCOMA
""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in questi giorni il Governo regionale pare essersi
sensibilizzato alle tematiche attinenti i disagi
degli abitanti delle isole minori, dedicando spazio
ad incontri con i sindaci delle citate comunità, con
relative promesse sulla soluzione dei problemi che
le attanagliano;
- su proposta del gruppo Forza Italia, l'Assemblea
regionale siciliana, in data 5 gennaio 1999, ha
esitato la legge n. 4, il cui art. 27, tenendo conto
delle difficoltà di sopravvivenza delle farmacie
rurali delle isole minori, ha previsto una indennità
di residenza in favore dei titolari di farmacie
rurali private e sussidiate, per l'anno 1998,
destinata alle stesse;
CONSIDERATO che:
- l'articolo della legge suddetta rappresenta una
prima risposta concreta per le comunità delle isole
minori;
- alla data attuale il decreto del Presidente della
Regione previsto al comma terzo dell'articolo
citato, e necessario ad individuare i criteri ed i
parametri per le assegnazioni, non risulta essere
stato firmato;
RITENUTO che:
- alla pubblicizzata sensibilità e disponibilità
occorre dare conseguenzialità amministrativa;
- gli aiuti previsti necessitano di certezza e
soprattutto di celerità nella assegnazione per poter
produrre gli effetti desiderati dal legislatore;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a procedere con urgenza alla emanazione del
decreto così come previsto dal comma terzo dell'art.
27 della l.r. n. 4 del 5 gennaio 1999;
- a predisporre tutti gli atti propedeutici al fine
di semplificare i successivi passaggi previsti dal
comma secondo dell'art. 27 della l.r. n. 4 del 1999.""
(337)
(23 marzo 1999)
BENINATI - CROCE -
ALFANO - BUFARDECI
PRESIDENTE. Avverto che le predette mozioni saranno demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
ne determini la data di discussione.
Sospendo la seduta avvertendo che la stessa riprenderà alle
ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17,55, è ripresa alle ore 19.12)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Discussione
di disegni di legge.
Si procede all'esame del disegno di legge numero 897/A
"Esercizio provvisori del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999", posto al n. 1).
Invito i componenti la II Commissione legislativa 'Bilancio'
a prendere posto nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Martino per svolgere la
relazione.
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore. Mi i
rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo disegno di legge abbia un carattere di ordine politico, a
differenza di quanto, probabilmente, sulla stampa qualcuno
vorrebbe far credere.
Ed è un disegno di legge che ha una sua valenza politica per
diversi ordini di ragione. Innanzitutto, partendo dal disegno di
legge presentato dal Governo, non è vero che l'esercizio
provvisorio sia un provvedimento di carattere tecnico.
Nel gennaio 1997, quando il Governo Provenzano presentò un
disegno di legge che autorizzava l'esercizio provvisorio fino al
28 febbraio, introdusse un principio che fino a quell'epoca non
era ancora stato introdotto - anzi tentò di introdurre un
principio che fino a quell'epoca non era stato introdotto - per
il quale l'esercizio provvisorio andava svolto sulle spese
obbligatorie e d'ordine, cioè a dire quelle spese che non si può
fare a meno di affrontare se non si vuole bloccare tutta
l'attività della Regione siciliana.
Dunque c'era alla base di quella scelta legislativa una
precisa volontà politica, quella di mandare avanti la Regione
siciliana attraverso gli strumenti minimi indispensabili affinchè
questa potesse dirsi effettivamente rivolta all'interesse
generale ed astratto dei cittadini e non invece, come si voleva
allora dalla parte dell' opposizione (che oggi in parte è la
stessa maggioranza che allora era maggioranza, in parte era
l'opposizione che oggi si è trasformata in maggioranza) far
passare che l'esercizio provvisorio dovesse investire tutti i
capitoli di bilancio.
Faccio un esempio molto pratico: non è detto che la
propaganda dell'Assessorato Turismo sia una spesa necessaria che
deve essere affrontata nel mese di febbraio, di marzo o di
aprile, ma è una spesa che può essere affrontata anche
successivamente, può non essere affrontata, stando ai numerosi
enti che nella Regione siciliana svolgono attività di propaganda
turistica.
Ecco allora la precisa connotazione politica e anche il
senso di alcuni emendamenti presentati, che riguardano la
delimitazione dell'esercizio provvisorio, che erroneamente il
Governo Capodicasa ha calcolato dovesse scadere al 31 marzo e che
oggi si è trovato costretto a prorogare al 30 aprile.
Anche questo andava considerato, probabilmente, quando fu
presentato quel disegno di legge, e cioè che entro il 31 marzo
certamente non si sarebbe potuto approvare un disegno di legge
che concerneva il bilancio definitivo se si voleva prima portare
avanti un impianto di finanziaria ambizioso per il numero di
articoli, non certamente per il contenuto, quale è quello oggi
all'esame dell'Aula.
Per quanto riguarda le considerazioni conclusive del Governo
sul disegno di legge che abbiamo testè sospeso e riprenderemo una
volta approvato l'esercizio provvisorio, io vorrei dire che per
quanto riguarda la situazione finanziaria della Regione siamo
perfettamente consci, così come ricordava l'Assessore Piro, che
siamo su un Titanic che sta per affondare, ma, a differenza di
quanto sostiene probabilmente qualcuno, non credo che vi siano
più persone che suonano su questo Titanic che sta per affondare.
Credo anzi che, al contrario, ci siano stati sforzi notevoli da
parte dei precedenti governi nel contenimento della spesa
pubblica.
Dal '96 ad oggi abbiamo, come ho ricordato in più occasioni,
circa 1500 miliardi in più di spese correnti che sono state
determinate per effetto di leggi dello Stato o provvedimenti
dello Stato (mi riferisco ai 1000 miliardi di ulteriore
contributo al Fondo sanitario nazionale e i 500 miliardi
determinati dalla quantificazione annua delle riserve a favore
dell'erario.
Se noi non avessimo questi 1500 miliardi in più di oneri, il
mutuo pronosticato per il '99 dal sottoscritto, come Assessore al
Bilancio del Governo precedente, non sarebbe di 2330 miliardi ma
di 1500 miliardi in meno, quindi circa 880 miliardi; il che
sarebbe perfettamente compatibile con il nostro stato finanziario
e ci consentirebbe di non contrarre il mutuo per il '99, cioè
ritorneremmo ai così detti 'mutui cartolari' che purtroppo sono
stati la rovina della nostra Regione, ma mutuo cartolare, in
questo caso, di gran lunga inferiore a quello che solitamente
veniva iscritto nei bilanci dai governi precedenti a quello
Provenzano.
Ecco allora che, pur consapevoli della situazione
finanziaria della Regione, siamo convinti che un ulteriore minore
spesa di 69 miliardi - se mai si verificherà - e un' ulteriore
maggiore entrata di 109 miliardi, se mai si verificherà, (sono
dati presi dalle schede tecniche presentate dal Governo in
Commissione Bilancio) non sono assolutamente indispensabili e
necessari in una situazione di questo genere.
Dirò di più: per quanto riguarda le ulteriori somme che il
Governo ritiene di potere rastrellare, sono somme che derivano da
un lavoro fatto sui residui passivi, cosa che non
scandalizza nessuno.
La legge numero 5 del 1998 è sostanzialmente improntata a
una manovra sui residui passivi, ma questo non toglie che non ci
fu l'enfasi da parte di quel Governo di presentare un disegno di
legge che aveva tagli per 700 miliardi, perchè di tagli non si
trattava, si trattava semplicemente di un'operazione che
cancellava dalla voce di spesa delle somme che mai sarebbero
state spese e dunque non avevano nessun impatto sul bilancio di
cassa. Cioè a dire erano 700 miliardi di competenza che
recuperavamo, ma certamente questi 1700 miliardi, se non fossero
stati cancellati, non si sarebbero trasformati in altrettanti
mandati di pagamento.
Dunque fu una manovra contabile, accompagnata poi da altre
norme che anche questo disegno di legge ha ripreso, che noi
condividiamo; d'altronde su un disegno di legge di una
cinquantina di articoli soltanto una decina determinano degli
effettivi interventi sulla spesa o sulle entrate, gli altri sono
norme programmatorie, norme che, ripeto - ho già detto nella
discussione generale - abbiamo apprezzato favorevolmente e di
questo non può che essere dato atto, ma per il resto, riteniamo
che non fare questa finanziaria non abbia gli effetti devastanti
che qualcuno può far credere che questi avrebbero.
E la dimostrazione l' avremo a breve, quando, dopo
l'approvazione della finanziaria, se il Governo avrà i numeri -
come è possibile che abbia - per approvare questa finanziaria -
nella nota di variazione che discuteremo insieme al bilancio
vedremo che gli effetti che questa manovra della finanziaria,
questo D.D.L. 884, avrà pochissima influenza.
Ecco dunque che l'esercizio provvisorio fatto su tutti i
capitoli di bilancio diventa certamente un esercizio provvisorio
quantomeno azzardato, un esercizio provvisorio che effettivamente
non ha riscontro in quella che è la necessità della popolazione,
la necessità delle categorie produttive; ha riscontro invece
nella volontà del Governo di rastrellare quello che è possibile
rastrellare e firmare i decreti che è possibile firmare prima che
il "Titanic" vada a fondo.
Ecco il perchè della presentazione di numerosi emendamenti a
questo disegno di legge, un disegno di legge che, così come è
concepito, ancora una volta determina la possibilità,
l'opportunità per tanti assessori che tra l'altro oggi non sono
presenti, di continuare a realizzare spese al di fuori di una
programmazione effettivamente costruttiva, al di fuori di una
vera e propria intenzione di andare a cogliere nel vivo la
situazione precaria della Regione siciliana e dunque l'invito a
rivedere questa posizione su questo D.D.L. intanto, che riguarda
appunto l'esercizio provvisorio fino al 30 aprile ma poi, più in
generale, che riguarda il disegno di legge n. 884; credo sia un
invito che debba essere accolto da questo Governo, un invito,
ripeto, rivolto alle coscienze di tutti i deputati che devono
capire che c'è un disegno di legge che non ha alcuna utilità e
che è soltanto un atto di "narcisismo politico" che in assoluto
non può essere condiviso nè potrebbe essere condiviso da forze di
opposizione quali noi siamo ma, soprattutto, non potrebbe essere
condiviso da quelle forze della maggioranza che veramente si
pongano con uno spirito critico e costruttivo di fronte a questo
passaggio politico che noi stiamo attraversando.
Il disegno di legge 884 è un disegno di legge che deve
essere fermato, che deve essere riportato in Commissione,
approfondito e quindi varato dopo il disegno di legge di bilancio
che invece è un disegno di legge necessario ed utile. Allora
perchè questo esercizio provvisorio ulteriore? Approviamo subito
la legge di bilancio; diamo la possibilità di uno strumento
operativo a tutti coloro i quali lo richiedono e si vada
immediatamente a passo svelto, direi io, verso un ripensamento di
questa legge finanziaria, che possa essere approfondito in tanti
altri punti.
Ci siamo detti già in Commissione, per esempio, favorevoli
al recepimento della "Legge Galli". Credo che rischiare per non
mettersi d'accordo su alcuni punti assolutamente marginali
sulla natura di questo recepimento, se debba essere un
recepimento sic et simpliciter come, per esempio, sosteneva anche
l'onorevole Liotta, autorevole rappresentante di Rifondazione
comunista e se debba essere un recepimento invece, più articolato
come riteneva in Commissione "Bilancio" il presidente della
Regione, credo che sia una questione che vada affrontata e che
non può essere risolta in un dibattito d'Aula poco approfondito,
che ha dei tempi contigentati e che non risolverebbe alcuni
problema.
C'è il famoso emendamento sulla sanatoria delle coste. Anche
lì dobbiamo capire quali sono i punti a vantaggi ed i punti,
invece, sfavorevoli a questo emendamento sulle coste, cioè a
dire, dobbiamo capire - il primo sono io che mi pongo con uno
spirito critico - se vogliamo una riqualificazione delle coste
come fu detto o vogliamo semplicemente una sanatoria selvaggia
sulla quale, io, per esempio, non sarei d'accordo.
Allora, approfondire il dibattito in commissione, cercare di
capire se effettivamente vi sono delle situazioni sanabili o vi
sono delle situazioni che non possono essere sanate, non può
essere oggetto di uno scontro d'Aula non può essere fatto a colpi
di maggioranza o, addirittura, come si prospetta su qualche
giornale quest'oggi, a colpi di fiducia ma deve essere una
analisi approfondita.
Ricordiamoci che dopo questa finanziaria probabilmente non
ci saranno più altri passaggi d'Aula. Non ci sarà la possibilità
di introdurre nuove norme nell'ambito della legislazione
siciliana perchè attraverseremo un periodo particolarmente
critico quale è quello del referendum, ma, soprattutto, quelle
delle elezioni europee che ci vedrà impegnati in prima persona.
E allora è necessario fare una riflessione approfondita su
questa finanziaria che non può essere fatta alla vigilia di
Pasqua con tempi contigentati e tempi assolutamente ristretti.
Una situazione, questa, che avvilisce o svilisce il
significato di questo dibattito. Abbiamo quindi, perfettamente a
cuore e a mente quelli che sono i problemi della Regione e siamo
disponibili, lo abbiamo detto più volte in Commissione
"Bilancio", credo che il polo abbia avuto almeno un pregio che
viene riconosciuto unanimemente, anche se forse la stampa non lo
ha ben compreso, non so se per nostra incapacità di
rappresentarlo all'esterno o, invece, incapacità a recepire il
messaggio, abbiamo avuto una linea coerente, abbiamo detto al
Governo "noi siamo favorevole. Questo è un indirizzo che noi
condividiamo in alcune linee ma riteniamo assolutamente
insufficienti, per risolvere i problemi della Sicilia, i numeri
li ho citati poc'anzi: 69 miliardi di minori spese, 109 miliardi
di maggiori entrate. Certo, ci saranno poi alcune centinaia di
miliardi di operazioni sui residui passivi che tuttavia non
aggiustano alcunchè perchè il problema che oggi abbiamo è quello
della cassa regionale sempre esangue e l'ingolfamento dei mandati
continua a crescere. Purtroppo la verità è questa: che malgrado
le introduzioni del bilancio di cassa, che ha avuto un effetto
oggettivamente benefico, è un intervento a valle che deve essere
seguito, oggi, ad un intervento a monte.
Quanto abbiamo iscritto di fondi 1, di fondi regionali nel
bilancio di previsione del 1999? Abbiamo iscritto circa 15.000
miliardi a fronte di 16.700 miliardi dell'anno scorso. Cioè,
abbiamo ridotto la spesa della Regione, in una proposta che
naturalmente poi va riguardata nelle apposite commissioni ed in
Aula, abbiamo ridotto gli appostamenti tra i fondi 1 di circa
1.700 miliardi, per cui, paradossalmente, se noi approvassimo il
bilancio così com'è, senza alcuna modifica, senza alcun disegno
di legge, senza altro noi avremmo già di per se una minore spesa
prevista, pronosticata per il 1999, una minore spesa di lire
1.700 miliardi rispetto al 1998.
Purtroppo dobbiamo fare anche tesoro degli errori del
passato, purtroppo, talvolta le finanziarie - e faccio qua anche
un mea culpa - è servito alle commissioni ed all'Aula per
reperire nuove risorse che poi sono state impegnate già in legge
di bilancio sui vari capitoli di spesa. E questo sicuramente non
è un fatto che ha avvantaggiato la Regione.
La tesaurizzazione che abbiamo fatto di somme importanti
quali quelle dell'IRFIS, dell'IRCAC, della CRIAS nel 1997, è
stata una operazione di grande intelligenza ma che poi ha avuto
il difetto di dare l'opportunità all'Aula, alla Commissione di
rimettere in circolo sei, settecento miliardi che sono stati
spesi con la legge di bilancio, cioè a dire non sono stati
appostati nei fondi globali per nuovi interventi legislativi che
rettificassero il tiro del legislatore, né sono stati utilizzati
per il risanamento del bilancio.
Quando in Commissione Bilancio, per fare un esempio, ci
siamo opposti ferocemente all'abrogazione di fatto della legge n.
30, al di là, diciamo, del merito, perché poi noi possiamo anche
andare a vedere quelle che sono state eventuali disfunzioni alla
legge numero 30, perché è chiaro che dopo un'applicazione di un
periodo di un anno, un anno e mezzo, una legge possa
tranquillamente essere rivista, e qua la stavamo rivedendo sotto
il profilo degli effetti contabili e non certamente sotto il
profilo, invece, degli altri effetti, è chiaro che ci siamo
opposti perché, andare a sanzionare interventi legislativi che
hanno come obiettivo quello di abbattere il costo del lavoro, è
assurdo nella misura in cui il costo del lavoro è uno di quei
costi della produzione che non è stato ridotto da interventi
legislativi, non è stato ridotto dall'ingresso in Europa, non è
stato ridotto dalla crescita economica - se crescita economica
effettivamente c'è stata - nell'ambito della comunità europea e
della nostra nazione in particolare; mentre andiamo nella
finanziaria a prevedere un disegno di legge che ulteriormente
determina il ribasso dei tassi interesse per le aziende, per le
imprese, quando sappiamo benissimo che l'altro fattore della
produzione che è quello del costo, l'altro costo della produzione
che è il costo del denaro, invece, è sceso considerevolmente.
Allora andiamo a fare una legge che dice: quanto paghi tu
imprenditore, il 4 per cento e l'altro 10 per cento lo paga la
Regione? Benissimo, oggi non paghi più il 4 per cento, pagherai
l'1 per cento, il 2 per cento, il 3 per cento, queste sono le
cifre. Abbiamo, cioè a dire, mandato ancora più giù il tasso di
riferimento e il rimanente, che non è più il 10 per cento o l'11
per cento ma sarà il 3 per cento, il 4 per cento, lo paga la
Regione.
E allora continuare ad incidere sul costo del denaro come
fattore della produzione e, invece, rinunciare ad incidere, come
stava per fare il Governo, a intervenire sul costo del lavoro è
un'operazione suicida che, invece, se fosse stata fatta in
quest'Aula, probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto.
Cioè noi avremmo detto ad un imprenditore: ti regaliamo il
denaro - l'imprenditore ci avrebbe risposto: ma già me lo regala,
perché l'ingresso in Europa ha determinato un abbattimento dei
tassi -, regalami il costo del lavoro. Beh, quello non glielo
potevamo abbassare, non glielo potevamo scontare, non potevamo
incidere al ribasso perché il Governo aveva bocciato una legge
numero 30, che, invece, sta funzionando bene, sta funzionando con
decreti degli assessori e, dunque, attraverso una copertura
finanziaria che è stata regolarmente data costantemente e non
attraverso, come si sosteneva da parte di qualcuno, il
proliferare dei debiti di bilancio che la famigerata legge numero
27, gli articoli 9 e 10, hanno prodotto in questi anni.
Ecco allora il perché si chiede da parte del Polo un
approfondimento non soltanto sulla questione relativa al disegno
di legge in discussione, ma anche e soprattutto su questa legge
finanziaria che non piace, non piace alle imprese, non piace ai
sindacati, non piace ai Comuni, non piace alle Province, non
piace a nessuno.
E allora ci stiamo intestardendo su una situazione
finanziaria che è veramente paradossale e tende soltanto a
dimostrare che il Governo c'è, che il Governo ha una maggioranza
e che questa può essere espressa in termine di voto di fiducia in
quest'Aula.
Noi crediamo che questa sia un'operazione suicida, che debba
essere immediatamente bloccata. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dividerò
questo mio intervento in due tempi di dieci minuti l'uno, dieci
più dieci.
I primi dieci minuti io li impiegherò leggendo, gli altri
dieci minuti dicendo altre cose. E vorrei richiamare quanto detto
dal resoconto della seduta n. 46 "Discussione del disegno di
legge n. 283/A "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione
siciliana per l'anno finanziario 1997".
Chiedeva la parola l'onorevole Piro, il quale, allora, non
tanti anni fa, sostanzialmente un anno e mezzo fa, dichiarava:
"L'esercizio provvisorio é comunque un fatto eccezionale e
crediamo vi sia anche una responsabilità molto diretta, molto
precisa da parte del Governo, soprattutto per la scelta che ha
compiuto di voler far precedere il bilancio da una legge così
massiccia, come il cosiddetto disegno di legge finanziario, ma
soprattutto per il fatto di aver presentato questo disegno di
legge il 20 novembre, già dentro, quindi, la sessione di
bilancio, come siamo ormai da tempo. Responsabilità che noi
vogliamo evidenziare".
Sempre in quella seduta veniva, allora, dichiarato
dall'onorevole Capodicasa che "più che l'opposizione, sia il
Governo che debba farsi garante della prosecuzione dell'attività
amministrativa". E questo noi qui ripetiamo, così come allora,
dichiarato. Più o meno similari affermazioni venivano fatte
nella seduta numero 67 dell'1 o del 2 aprile 1997, esattamente
due anni fa di questi tempi, allorché si discuteva sul "quarto
punto all'ordine del giorno: discussione di disegni di legge. Si
procede con il disegno di legge posto al numero uno, 'Modifica
alla legge regionale 22 gennaio 1997, concernente
l'autorizzazione all'esercizio provvisorio."
Sempre l'onorevole Piro, allora vicecapo dell'opposizione,
oggi assessore per il bilancio e le finanze, diceva: "Signor
Presidente, onorevoli colleghi, é la terza volta che in
relazione al bilancio di previsione 1997 l'Assemblea é chiamata
a votare un disegno di legge che autorizza il Governo
all'esercizio provvisorio. Ricordiamo, infatti, che già una prima
volta era stato autorizzato dall'Assemblea l'esercizio
provvisorio fino al 28 febbraio, che successivamente l'Assemblea
ha votato un allungamento del termine entro il quale il Governo é
autorizzato ad esercitare provvisoriamente il bilancio,
portandolo al 30 aprile". "Non ho memoria ...", diceva
l'onorevole Piro, " ...di bilanci della Regione approvati nel
corso del mese di aprile. So, per averlo letto, che negli anni
'60 e '70 non era infrequente l'approvazione del bilancio della
Regione quasi a metà, addirittura, dell'esercizio, ma negli
ultimi anni, nell'ultimo decennio, nelle ultime legislature mai
si era arrivati così in avanti, nel corso dell'anno, senza
bilancio di previsione che, così come stanno andando le cose ed
in conseguenza, anche, della scelta, secondo me molto poco
felice, che é stata fatta dalla maggioranza e che é stata
riconfermata poco fa, rischia di arrivare proprio al limite del
30 di aprile" - eravamo al primo aprile - "Perché ai tempi di
esame ed approvazione in Commissione bilancio vanno sommati i
tempi tecnici per la produzione del testo e poi vanno sommati i
tempi di discussione del bilancio, nonché i tempi tecnici
necessari perché possa diventare legge della Regione. Tutto
questo non ci porta comunque lontani, ci porta molto vicini alla
data ultima del 30 aprile" - eravamo sempre al primo aprile del
1997 - "Credo che questo sia un risultato molto negativo.
Questo era il primo scoglio, il primo esame del Governo
Provenzano, primo governo della dodicesima legislatura. E, tra
una cosa e l'altra, tra una finanziaria e l'altra ..." - allora
diceva l'onorevole Piro - "... tra uno schema di bilancio e una
nota di variazione, essere arrivati alla fine di aprile senza
ancora avere il bilancio di previsione credo la dica tutta, e la
dice molto bene, su che tipo di Governo, che tipo di compagine
governativa abbiamo di fronte.
E' comunque un risultato fortemente negativo non solo dal
punto di vista politico ma dal punto di vista della società
siciliana, dell'economia siciliana.
Quindi ...", proseguiva sempre l'onorevole Piro il primo
aprile del 1997, "... una situazione veramente di sconquasso nel
sistema istituzionale e sociale siciliano."
Proseguiva in conclusione l'onorevole Piro dicendo: "Io
credo che queste considerazioni non potevano e non dovevano
sfuggire alla nostra osservazione, perché, vedete, questo è un
percorso che purtroppo ha segnato l'iter dell'esercizio
provvisorio, ma ha segnato l'iter della finanziaria e ha
continuato a segnare anche l'iter del bilancio". Per cui se
siamo di fronte ad un ritardo molto grave, molto serio di cui
tutti in qualche modo avvertiamo il peso e la responsabilità lo
dobbiamo anche a questo modo estremamente altalenante del Governo
di procedere.
E' il frutto, anche, di scelte che sono state fatte e che si
sono rilevate nel tempo assolutamente sbagliate e negative."
L'onorevole Silvestro proseguiva chiedendo la parola:
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente per
richiamare qui le preoccupazioni, poco fa espresse dall'onorevole
Piro, attorno ad una situazione che, come ho detto l'altra volta,
sta passando da uno stato di precarietà ad uno stato patologico
che deve preoccupare i componenti di questa Assemblea e in primo
luogo il Presidente di questa Assemblea."
E', quindi, oggi preoccupato.
Ho rivoluto sollevare questa questione per un motivo molto
semplice, perché io sono preoccupato e vorrei sottoporre
all'attenzione dei miei colleghi questa mia preoccupazione del
fatto che qui le cose non avvengono più per caso, per ingenuità,
per scarsa professionalità, per incompetenza, ma avvengono
secondo un disegno che tende, in qualche modo, a trasformare lo
stato patologico che interessa questa Assemblea regionale in
qualcosa di diverso fino ad una tragica e traumatica interruzione
della legislatura.
So di dire cose gravi, delle quali mi assumo la
responsabilità. Ma so anche di ragionare intorno a fatti che
messi tutti insieme compongono un disegno politico che non giova
alla stabilizzazione di questa Assemblea, che è stata eletta a
conclusione di una fase abbastanza discussa dell'Assemblea
precedente.
La proposta che stiamo discutendo questa sera delle
variazioni dell'esercizio provvisorio è un atto, un tassello di
una vicenda che è stata già qui espressa chiaramente
dall'onorevole Piro ed è ancora una violazione di un
comportamento corretto che il Governo dovrebbe avere nei
confronti dell'Assemblea regionale siciliana e che la maggioranza
dovrebbe avere nei confronti di tutta l 'Assemblea.
Se qualcuno pensa di arrivare, diceva allora Lei onorevole
Presidente, fino al massimo del tempo necessario per approvare il
bilancio e risolvere i problemi dell 'Assemblea in maniera
traumatica sbaglia di grosso.
So che ci sono due limiti in questa Assemblea, dichiarava
allora Lei Presidente, in questo momento e lo voglio dire con
estrema chiarezza.
C'è un limite politico ed un limite che riguarda il PDS e
che riguarda il Centrosinistra e che è sancito da una
deliberazione congressuale, quello che non possiamo mai essere
d'accordo adoperare un ribaltone all'interno di questa Assemblea.
(Applausi dai deputati del settore di destra)
VIRZI'. Non bisognerebbe votare niente ai congressi
STANCANELLI. E' troppo buono l'onorevole Provenzano, tralascia
...
PROVENZANO. Proseguiva ancora onorevole Silvestro, c'è una
ragione politica che ho detto prima e riguarda i due limiti di
questa Assemblea. Mi sembra che le dichiarazioni che allora
furono dichiarate in questa Assemblea con riferimento
all'esercizio provvisorio furono quelle di grandissima
preoccupazione del fatto che ormai l'Assemblea era allo sbando,
che l'esercizio provvisorio veniva presentato perché di fatto si
voleva forzare la mano e arrivare a fine aprile con lo
spauracchio dello scioglimento dell'Assemblea, mi sembra che pari
pari quelle che erano allora le preoccupazioni da voi esternate,
e questi sono gli atti di questa Assemblea, di fatto potrebbero
essere ribaltate oggi nei vostri confronti.
Ora, noi questo lo vogliamo fare, lo vogliamo fare perché
non crediamo che la presentazione dell'esercizio provvisorio sia
come dire un fatto strabiliante; è invece strabiliante il fatto
che nessuno ancora in questo Governo ci dice come vorrebbe
impostare il bilancio 1999, perché vedete, l'esercizio
provvisorio è qualcosa che è un atto dovuto in progress rispetto
ad un bilancio che è in via di formazione, ma nessuno di noi ha
sentito finora questo Governo, al di là della finanziaria di cui
abbiamo discusso approfonditamente l'altra volta e continueremo a
discutere da domani in poi, ma nessuno credo di questa
maggioranza ci ha detto qual'è l'impostazione che del bilancio
1999 vuole essere dato.
Direi, e lo dicevo l'altra volta e qua mi sembra di doverlo
sottolineare, che la confusione concettuale sul bilancio parta
pure dall'incomprensione di quale e se dovrà esserci un deficit
di bilancio, perché se è vero onorevole Piro come lei dichiara,
non l'abbiamo ancora visto con i numeri che la manovra
finanziaria è di circa 1000 miliardi, lo verificheremo con i
numeri ma questo è il dato che lei ci dà e se è vero che il
bilancio 1999 ha un deficit di circa 4000 miliardi come lei ha
dichiarato e come tutti sappiamo, vuol dire che il bilancio che
teoricamente dovremmo andare ad approvare è un bilancio con un
deficit di 3000 miliardi.
Ma su questo credo che nessuno ne parli e allora io credo
che invece bisogna cominciare a discutere del bilancio e bisogna
farlo al di là e oltre questa finanziaria che mi sembra
assolutamente limitata se è vero che è di 960 miliardi come da
lei dichiarato, perché questi 3000 miliardi di buco io non so
come dovrebbero essere coperti, non so chi li coprirà e come
verranno coperti; e allora è evidente che bisogna cominciare da
parte di questo Governo a dire a tutta l'Assemblea, ma più che
all'Assemblea anche al popolo siciliano, quali sono le linee
strategiche di questo bilancio e siccome è un bilancio
particolarmente difficile e siccome onorevoli colleghi noi siamo
al 30 di marzo, abbiamo questa settimana poi ci saranno le
vacanze pasquali, poi vi sarà il referendum che è un fatto direi
assolutamente importante sia per chi voglia votare si come voto
alle forze politiche di questa Assemblea, si per anche chi voglia
votare no, ma comunque è evidente che saremo impegnati in
campagna elettorale, io vorrei capire dove, come e quando vi sarà
il tempo perché questo fantomatico bilancio possa passare in
Commissione, possa essere analizzato in Commissione, possa
arrivare in Aula con non i 3000 miliardi di buco ma con un buco
accettabile o comunque sostanzialmente superabile e che non porti
il trauma finanziario di questa Regione.
Perché vedete, onorevoli colleghi, quanto dichiarato l'altra
volta dall'assessore al bilancio con cui diceva: "ma i debiti
della Regione sono già di fatto nei confronti dei cittadini",
quindi sostanzialmente noi ci limitiamo solo a trasferire il
debito nei confronti dei cittadini, nei confronti delle
istituzioni finanziarie, è assolutamente non corretto perché il
debito nei confronti dei cittadini deriva da un'impostazione di
bilancio che prevede un deficit di bilancio e di questo ne
dobbiamo discutere, dobbiamo avere il coraggio ma più chi il
coraggio il tempo di discutere, motivo per il quale continuare a
cincischiare su una improbabile finanziaria e dico improbabile
perché - come detto l'altra volta - una serie di entrate maggiori
o di minori uscite, di fatto, non avverranno nell'esercizio 1999,
ma - bene che vada - avverranno nel 2000, 2001 o 2002. E'
evidente che noi invece pretendiamo, onorevole Piro, che si
discuta subito questo bilancio.
Noi pretendiamo - ecco - di capire come lei intende coprire
quello che è il deficit finanziario della Regione che, di fatto,
dal bilancio oggi in vigore e che l'esercizio finanziario, se
approvato in dodicesimi, anche quest' ulteriore mese certamente
aggraverà, posto che sostanzialmente l'utilizzo delle risorse
finanziarie avviene in dodicesimi e, quindi, avviene rispetto ad
un deficit che è quello gravissimo che abbiamo determinato, noi
vorremmo sapere qual è l'impostazione di questo Governo rispetto
a questo bilancio.
Noi vorremmo capire, onorevole Piro, come lei pensa di
potere assorbire quello che è il deficit di cassa che oggi questa
Regione ha, che è di fatto un debito reale nei confronti dei
cittadini siciliani, di tutti coloro che sostanzialmente nei
confronti della Regione e che alla Regione hanno dato una
prestazione, che sono creditori di importi che presentatisi in
banca per potere riscuotere, di fatto, non possono assolutamente
riscuotere.
E lei sa benissimo che non sono sufficienti i 1.700 miliardi
che lei per adesso sta cercando e mi auguro che possa trovarli;
mi auguro che possa trovarli ai tassi accettati ed accettabili.
Non so, c'è qualcosa che mi lascia molto perplesso sulla sortita
della Corte dei Conti, perché o la Corte dei Conti non sa il suo
mestiere, e questo non credo nella maniera più assoluta, o la
Corte dei Conti ha intravisto qualcosa e, quindi, un messaggio -
mi permetta di dirlo - "subliminale" che la Procura invia a
questo Governo.
Vorrei che su questo si facesse - come dire - chiarezza, che
il Governo ci confortasse nel senso che, per la prima volta nella
storia di questa Regione, la Procura ha puntato gli occhi su
questa operazione, forse, sicuramente sbagliando, ma credo che
comunque dovremmo, tutta l'Assemblea, avere un conforto. Perché -
dicevo - lei sa benissimo che i 1.700 miliardi che sta cercando
sono assolutamente insufficienti, che i 960 miliardi della
finanziaria che lei ci propone sono assolutamente insufficienti.
Allora io credo che lei dovrebbe avere il coraggio di aprire
un confronto con questa Assemblea sui grandi temi del bilancio
della Regione.
E i grandi temi del bilancio della Regione lei li conosce,
onorevole Piro, perché ha avuto modo, in tanti anni di
opposizione, di sciorinarli e di presentarli. Uno dei primi
grandi nodi, ed è quello che vede oggi i comuni in grande
preoccupazione, è il rapporto finanziario tra la Regione e i
comuni, che oggi - come dire - almeno da quanto viene riportato
dalla stampa, richiedono una riproposizione di quello che era un
avvio di una riforma nei rapporti finanziari e, quindi, di
aggancio delle risorse finanziarie dei comuni alle risorse
finanziarie della Regione.
Quindi, una sorta di percentualizzazione, come allora
determinata, delle entrate finanziarie dei comuni collegati a
quelle che sono le entrate finanziarie della Regione.
Allora, onorevole Piro, dopo avere richiamato i suoi dubbi
espressi due anni fa insieme ai colleghi dell'allora opposizione,
primo fra tutti il nostro attuale Presidente dell'Assemblea, che
allora era preoccupato e che credo debba esserlo tuttora e
tuttavia, dopo aver richiamato quelle dichiarazioni vorrei che
con molta serietà e con molta serenità si approvi l'esercizio
provvisorio perché è un atto dovuto e, quindi, evidentemente per
garanzia di tutti dobbiamo approvare con la maggior celerità
questo esercizio provvisorio, pur se entrando del merito dei
singoli capitoli, ma soprattutto Lei ci consenta di cominciare a
discutere di bilancio. Questo è quello che credo questa Assemblea
chiede, questo è quello che credo tutta la Sicilia chiede.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo; ne ha
facoltà.
Vorrei informare l'Assemblea che è intenzione della
Presidenza proporre alle ore 21,00 la chiusura delle iscrizioni a
parlare.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
quello che sta succedendo in questa Aula questa sera e la prima
protesta di piazza che abbiamo in concomitanza dell'analisi dei
documenti finanziari di questo Governo stanno a dimostrare come
certamente la Sicilia è arrivata ad un punto di non ritorno.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chi protesta in
piazza?
CAPUTO. Forse lei non si è accorto, onorevole Piro, che sotto
il Palazzo dell'Assemblea ci sono i lavoratori dell'EAS, quei
lavoratori dell'EAS che lei evidentemente non si è accorto che
con un colpo di penna volete cancellare una struttura che non
costa una lira al bilancio della Regione, anzi garantisce servizi
di prim'ordine alla Regione siciliana ed ai suoi cittadini,
quando invece avete proposto il mantenimento di carrozzoni che
costano miliardi alla Regione e non danno nessun servizio, tranne
quello alle segreterie politiche di garantire l'assunzione a
portaborse dei partiti.
FORGIONE. Tutti di destra sono però Non riescono a cambiare
neanche le nomine perché sono tutti di destra
PRESIDENTE. Onorevole Forgione
FORGIONE. Ho emendato l'onorevole Caputo
CAPUTO. Signor Presidente, devo prendere atto che questa
maggioranza, ma anche se è un eufemismo, lo dico in terminologia
parlamentare, ha i nervi a fior di pelle, ogni volta che un
deputato di questo Parlamento che siede ai banchi
dell'opposizione tocca un argomento che incide profondamente
sulle tasche e sul destino dei cittadini siciliani questo Governo
salta in aria. Dico noi dobbiamo prendere atto ed io invito i
deputati di questa sparuta maggioranza, che è ancora tutta da
verificare al momento cruciale del voto, di comportarsi come
hanno fatto i deputati dell'allora maggioranza quando stavamo in
silenzio a rispettare le opinioni degli altri.
Qui voi non ci consentite neanche di esprimere le nostre
opinioni anche quando sono opinioni che politicamente vi fanno
male, perché vi dimostrano in maniera inequivocabile come avete
portato una finanziaria, un bilancio estremamente clientelare ed
estremamente populista che non affronta uno dei soli drammi della
Sicilia; però avete ottenuto un solo e immediato risultato: prima
di cominciare ad esaminare la finanziaria avete scatenato le
reazioni di tutti i lavoratori della Sicilia, preoccupati perché
questo Governo sta mettendo in ginocchio quel poco di economia
che era rimasta in Sicilia.
E basta guardare, signor Presidente, onorevoli colleghi, il
contenuto di questa finanziaria, di come si incide su quello che
c'è ancora di produttivo in Sicilia, di questa finanziaria che è
già una burla ed una truffa, perché mentre si parla di andare a
fare infrastrutture in Sicilia come i porti turistici o di andare
a creare gli inceneritori o le discariche controllate in Sicilia
per affrontare l'emergenza rifiuti, c'è un articolo della
finanziaria, l'articolo 26 che già propone al 30 giugno 1999 la
rimodulazione dei fondi POP.
Cioè voi fate finta di lavorare (con l'assessore Piro, con
l'assessore Crisafulli) ai porti turistici siciliani, alla
modulazione del POP per quanto riguarda la discarica, fate
incontri con i sindaci, avete fatto incontri di vertice, avete
chiamato gli amministratori locali, quando già voi sapete che non
spenderete una lira di questi POP perché avete creato una
finestra legislativa nella finanziaria che serve a stornare i
fondi POP nelle misure che vi faranno comodo per andare a
realizzare strutture clientelari nei vostri collegi di
provenienza.
Queste cose noi le denunciamo, le abbiamo già denunciate
nelle sedi opportune, abbiamo presentato mozioni di sfiducia
verso singoli esponenti di questo Governo, abbiamo presentato
mozioni perché vogliamo sapere come questo Governo consentirà ai
sindaci di Balestrate, di Linosa, degli altri comuni
dell'agrigentino e del catanese di andare a realizzare i porti
turistici quando sapete che non c'è ancora un documento di
programmazione e il termine ultimo per cantierare i lavori è il
30 giugno 1999.
Questo è un tradimento nei confronti di quei siciliani che
aspettano le discariche, gli inceneritori, i porti turistici, che
aspettano di vedere veramente sciolti i carrozzoni governativi
inutili e di vedere valorizzati, salvaguardati e rilanciati
quegli enti che rappresentano il fiore all'occhiello di questa
Sicilia.
Non non vi permetteremo di realizzare questo esercizio
provvisorio che è la vigilia, l'anticamera di una finanziaria di
lacrime e sangue perché non permetteremo che sull'EAS si faccia
un gioco politico contro i lavoratori siciliani.
Non vi permetteremo di sciogliere un ente per fare cinque
ambiti, e fare altri cinque enti se non ci chiarirete cosa farete
dei lavoratori dell'EAS che in questo momento sono preoccupati
per loro, per il loro futuro e per le loro famiglie.
Non vi permetteremo di mettere mano ad una finanziaria, e mi
dispiace che con l'onorevole Giannopolo vicepresidente dell'ANCI,
quando era presidente di questa Regione l'onorevole Provenzano, o
quando era presidente l'onorevole Drago, avete scatenato i
sindaci sotto Palazzo dei Normanni, perché vi eravate lamentati
dei tagli alla finanziaria che metteva in ginocchio i piccoli e
medi comuni.
E perché non protestate ora, quando questo Governo (il
governo dell'onorevole Piro, il governo del partito il cui capo,
l'onorevole Leoluca Orlando, è presidente regionale dell'ANCI) ha
tagliato altri cento miliardi nella finanziaria in danno dei
comuni rispetto allo scorso anno.
Ebbene nessuno ha avuto il coraggio, la dignità politica,
l'orgoglio di parlamentare di gridare allo scandalo contro questo
Governo, quando per molto meno, per cento miliardi in meno, avete
portato i sindaci con le fasce tricolore sotto il Palazzo dei
Normanni.
Presidente, è scandaloso come state lavorando. E' offensivo
nei confronti della Sicilia. Questa è una finanziaria
clientelare. E' una finanziaria "papocchio". Questa è una
finanziaria fatta ad uso e consumo per garantire i vostri
equilibri nei collegi di provenienza. Non è la finanziaria per
garantire un percorso legislativo precedente al bilancio e anche
il bilancio.
E' un bilancio scandaloso e i nostri 7.000 emendamenti non
sono emendamenti sterili. E' un atto di giustizia verso questa
Sicilia che non vuole essere rovinata da questo Governo che è
nato con un ribaltone e che sta morendo con un ribaltone perché
se è vero come è vero come dicono i giornali c'è un deputato di
questo Governo che fa l'ago della bilancia. E non è possibile che
si possa programmare il governo in Sicilia e si possa governare
la Sicilia facendo la conta con il pallottoliere se oggi il
deputato tizio sta con l'opposizione o sta tramando con la
maggioranza perché ha avuto la caramella politica di turno.
Ci vergognamo di essere rappresentati da questa politica.
E' bene che venga il referendum, è bene che si cancellino i
piccoli partiti, che si porti la politica con la P maiuscola che
consenta a questo Parlamento di governare, non in difesa degli
interessi, ma in difesa di una Sicilia che voi in ogni momento
della vostra vita politica state continuando a mortificare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevole Assessore al Bilancio,
onorevoli colleghi, intervengo sul disegno di legge n. 897
"Esercizio provvisorio" e quindi la proroga fino al 30 aprile
1999. Un solo articolo ma pieno di significato.
Qui c'è un primo giudizio da dare: il giudizio è che, in
fondo, la maggioranza manca uno degli obiettivi fondamentali su
cui aveva impegnato la propria azione politica.
Questa circostanza è legata al fatto che il disegno di legge
propedeutico all'approvazione del bilancio 1999, la cosiddetta
Finanziaria, disegno di legge n. 884, non solo è un coacervo di
norme prive di razionalità e incapace di fornire quello strumento
flessibile che potrebbe rendere più razionale il bilancio di
previsione, ma fa emergere tutte le mancanze di idee di cui
questa maggioranza dichiarava spavaldamente essere depositaria.
Il comportamento di questa pseudo-maggioranza non solo è
riprovevole dal punto di vista politico per quello che si è visto
nelle commissioni di merito, ma pare non discostarsi dal vecchio
vizio che ereditiamo dalla prima Regione, per non dire degli anni
più bui della vita politica e parlamentare della Regione
siciliana.
"Quando si parla di esercizio provvisorio si parla di un
atto eccezionale" diceva l'onorevole Piro "anche se tutti
concordiamo che trattasi di un atto dovuto".
Sono le stesse parole che l'onorevole Piro ripeteva quando
trattava la materia, ripresa brillantemente dall'onorevole
Provenzano. In quanto, se non si approva l'esercizio
provvisorio, si blocca l'intera attività amministrativa, compreso
il pagamento degli stipendi al personale della Regione. Ma,
appunto perché eccezionale e dovuto, di chi è la responsabilità
di tutto questo? Perché il Governo non ha provveduto a portare
subito in discussione il bilancio? Perché il Governo non ritira
la cosiddetta Finanziaria? Perché continuare con questo
indecoroso spettacolo? Perché insistere su un disegno di legge
che nulla porterà in termini di aiuto al bilancio? Perché siete
così ostili e testardi?
Avete portato nelle commissioni e in Aula i muscoli e non la
proposta. Mentre la Sicilia affonda e muore, c'è qualcuno che
pensa ancora ai vecchi trucchi. L'ho detto tante volte ma il
Governo non sente. Non si può più barare, onorevole Piro, non si
possono fare bilanci falsi, non si possono fare più mutui, non si
può più ricorrere al mercato per collocare obbligazioni, non ci
sarà più una Merril Lynch.
Se vogliamo evitare il peggio, dovete abbandonare l'idea
della finanziaria.
State portando il Paese alla guerra sociale, ed è una grande
verità.
Nei settori più delicati che sono quelli della sicurezza del
cittadino ed in particolare la salute del cittadino, si sta
verificando l'irreparabile. Gli ospedali, le case di cura, le
farmacie, la sanità tutta, non è in grado di assicurare i servizi
primari.
I fornitori non possono più aspettare, le imprese stanno per
fallire. 5000 miliardi di mandati impagati danno la misura della
gravissima situazione finanziaria.
Non avete preso nessuna iniziativa a favore delle categorie
produttive, non c'è nessuna traccia sul futuro degli articolisti,
dei forestali, dei precari in genere.
Leggevo oggi su un quotidiano siciliano l'amara vicenda del
personale dei Beni Culturali di Villa del Casale.
In una eloquente foto si notavano dei cartelli con chiari ed
inequivocabili scritti: "i Beni culturali non sono in vendita.
Lasciateci lavorare serenamente. Nomine bloccate. Ricordatevi che
esiste la Sovrintendenza di Enna. Vergognatevi "
Questo era scritto ed è fotografato in un quotidiano, mi
pare il Giornale di Sicilia. Altri cartelli dei sindacati CISL,
CGIL, UIL, che lamentano la mancanza di un progetto e di una
programmazione nel settore dei beni culturali.
Ecco perché bisogna passare con urgenza all'esame del
bilancio, onorevole Piro, rimodulando seriamente le spese, giusto
quanto fatto rilevare dalla Corte dei Conti, se crediamo ancora
che gli organi di controllo debbano servire la causa per dare dei
segnali in questa direzione. Ma c'è ancora oggi chi spinge per
la finanziaria, fomentando confusione ed apprensione tra i
colleghi, con lo spauracchio dello scioglimento anticipato
dell'Assemblea.
Cari colleghi, questa Assemblea non la scioglierà nessuno.
Questa Assemblea ha approvato bilanci fuori termine e non è stata
mai sciolta (nel 1980, nel 1984, sono esempi concreti, sono dati
certi). Andate a vedere.
Bisogna affrontare subito e senza perdere tempo temi
importanti come il problema delle discariche e dei rifiuti solidi
urbani.
L'evidenza dei fatti, le preoccupate dichiarazioni di
sindaci e presidenti delle province siciliane, sta smentendo la
sicurezza baldanzosa dell'assessore al territorio. Se non si
interverrà con decisione e subito, verremo sommersi di rifiuti e
di vergogna.
Bando le inutili battute che potrebbero essere proferite in
tale contesto da politici della caratura dell'assessore al
territorio, la situazione è realmente di una gravità mai vista.
Lontani dai parametri previsti dalle norme nazionali di
riferimento, si continua a bluffare ed a misconoscere la realtà.
I problemi del territorio, la sanatoria edilizia ora tanto
ostacolata da parlamentari e partiti che hanno fatto fortune
elettorali, il recupero del territorio, la riparazione del
territorio, la pacificazione degli animi e la ricerca di un vero
e convinto ambientalismo che, scevro da preconcetti, disegni un
percorso per il riordino urbanistico della Sicilia.
Turismo: la infelice scelta dell'assessore al turismo sui
parametri per l'utilizzazione della legge 488; secondo le scelte
mirate dell'onorevole Rotella, lo sviluppo del turismo siciliano
passa attraverso e solo dai campi di golf. La scelta potrebbe
commentarsi da sola.
La cosa preoccupante, cari colleghi, è che la "costumanza"
di dar lentissimo corso alle interrogazioni ha fatto sì che il
Ministro competente abbia recepito quelle distorte previsioni.
Andando avanti parliamo dei problemi dell'acqua: dalla
trasformazione dell'E.A.S. in s.p.a. alla miopia del recepimento
"sic et sempliciter" della Legge Galli, attraversando i
quotidiani disagi della popolazione per la scarsa manutenzione
alle reti, la estemporaneità della gestione del funzionamento dei
dissalatori, la patata bollente della gestione dello
approvvigionamento idrico delle piccole comunità delle Isole
minori.
Ecco perché non si può essere d'accordo con un Governo che
ha già fallito prima di iniziare. Subito il bilancio, onorevole
Piro, subito il bilancio. E' questo quello che vuole la Sicilia,
i cittadini siciliani, gli operatori. E poi una finanziaria vera
e poi le riforme.
La Sicilia, questa Sicilia, non ha bisogno di questa
finanziaria; i disoccupati non vogliono la finanziaria; gli
imprenditori non vogliono la finanziaria; i sindaci non la
vogliono; i dipendenti dell'E.A.S. non la vogliono.
Ultima, una limitazione che oltre tutto noi cerchiamo di
porre in essere nell'ambito degli emendamenti che abbiamo
predisposto: è proprio una limitazione agli assessori per quanto
riguarda le spese.
Questo esercizio provvisorio non rappresenta il momento
importante. Il momento importante è il bilancio dove ci sono
aspettative e dove ci sono operatori, come ho detto prima, che
stanno dietro la porta, non dico dell'Assessore per il bilancio
ma della Regione perché debbono ottenere un pagamento, i
fornitori, le imprese.
La situazione è gravissima e quando dicevo che questa
Sicilia sta affondando, credo che se passano ancora un po' di
giorni affonderà davvero. E affonderà anche questo Parlamento
incapace, questo Governo incapace di dare una risposta ai
problemi dei siciliani.
E allora il ragionamento che mi aspetto dal Governo ed in
particolare dall'onorevole Piro, che è uno dei massimi
responsabili di questo Governo, è quello di rivedere tutta la
materia, di rivedere tutto il percorso per determinare
immediatamente l'avvio dell'esame del bilancio, perché è quello
che conta. Lo ha detto l'onorevole Provenzano: questa
finanziaria non aiuterà il bilancio. Questa finanziaria è un
altro imbroglio che si somma ad altri momenti e l'onorevole Piro
sta portando avanti un disegno che non mi convince e non convince
nessuno, anche rispetto ai dati che sono in nostro possesso.
Ci sono situazioni che vanno chiarite e vanno chiarite in un
momento di maggiore serenità che non può essere quello di oggi o
di domani.
Nella situazione politica siciliana, i rapporti tra i
partiti e anche tra i parlamentari non sono buoni e lo sanno
tutti. Quindi per stabilire un rapporto per fare le cose per bene
c'è bisogno intanto di un governo che abbia una maggioranza e che
si intesti un grande progetto riformatore, un govern che deve
governare i gravi problemi che ci sono. E sono tanti.
Ho fatto riferimento ad uno, e ne hanno parlato anche
l'onorevole Caputo e l'onorevole Tricoli, parlo di territorio e
di questa sanatoria che per me non è sanatoria. E' un riordino
urbanistico che bisogna mettere in campo immediatamente. Non si
possono lasciare 200.000 famiglie in questa situazione di grave
difficoltà. 200.000 famiglie che aspettano una risposta e questa
è la casa dove si può dare una risposta. Ci sono problemi che
attraversano famiglie e famiglie che vivono con grave disagio
rispetto anche ai provvedimenti emanati dalle amministrazioni,
dai sindaci per quanto riguarda provvedimenti di demolizione o di
acquisizione al patrimonio comunale.
Questa è una storia che deve finire, dobbiamo stabilire un
rapporto, dobbiamo incontrarci per determinare una svolta anche
in questo senso. Non si parla di sanatoria indiscriminata, si
parla di un riordino, di una riparazione del territorio dove alla
fine possono trovare posto anche situazioni del genere.
Non è giusto che questo Parlamento, che questo Governo
affronti altri problemi che sono sanatorie e non affronta un
problema così grave che interessa tanti e tanti onesti cittadini,
perché non sono loro i responsabili eventualmente, di avere
costruito una casa e quindi essere abusivi, sono coloro che hanno
permesso questa possibilità e quindi è giusto che la Regione, il
Parlamento prenda nota di questa situazione, di questa grave
difficoltà del cittadino. Noi siamo qui per andare incontro al
cittadino, non siamo qui per penalizzare il cittadino, onorevole
Piro, e su questo credo che bisognerà fare chiarezza e ci
arriveremo quando ci sarà sicuramente l'occasione per parlare di
emendamenti che trattano la materia.
Noi vogliamo trattarla in maniera organica, con i piani di
recupero, con gli strumenti urbanistici, con i comuni che vanno a
perimetrare queste zone, queste aree che hanno difficoltà dal
punto di vista ambientale e dal punto di vista dell'edificazione.
Quindi, noi siamo persone che vogliamo la pianificazione del
territorio, la riparazione del territorio, il recupero del
territorio, non siamo tra coloro che vogliamo la sanatoria per
fare un regalo chissà a chi.
Ci sono Sindaci, ci sono politici che hanno fatto (e l'ho
detto) fortuna elettorale utilizzando questi strumenti, noi ne
stiamo parlando qui in Aula, perché questa è la sede dove
dobbiamo affrontare i veri problemi della collettività.
Quindi, caro onorevole Piro, ritiri la finanziaria, una
finanziaria che divide, non unisce. Una finanziaria che non porta
nulla e se accorgerà che non porta nulla. Qui c'è bisogno di un
Governo che affronti un problema serio: i rapporti con lo Stato,
la rinegoziazione con lo Stato. Non può lo Stato mollare una
Regione come la Sicilia e, quindi, è per questo che dico "ritiri
la finanziaria, trattiamo immediatamente il disegno di legge sul
bilancio per dare una risposta immediata ai problemi degli
operatori e di chi vanta un credito dalla Regione siciliana".
Questo è il punto centrale dell'operazione, io non lo so
quello che farete, se porrete fiducia, non è una cosa che mi
interessa, però su tutte le questioni, deve essere chiaro, saremo
presenti, e interverremo, non come fatto strumentale, ma per far
capire che è arrivato il momento di cambiare.
E non siamo contro le privatizzazioni, ma siamo contro
questo tipo di privatizzazione che volete fare, quindi siamo
d'accordo con i dipendenti dell'EAS in una battaglia ad oltranza
che ci vede impegnati ad un equilibrio diverso e, quindi, la
possibilità di poter mettere in campo poi un disegno di legge che
metta fine a queste lacerazioni.
Siamo di fronte a problemi non indifferibili e, quindi,
siamo davanti a problemi che devono essere trattati e trattati
con grande serenità e con un gesto di responsabilità che non deve
essere quello del Governo, ma del Parlamento.
Non credo che questo Governo possa andare lontano, anche se
passa questa tempesta, anche se passa questa fase cadrà perché
questo non è un Governo che ha la fiducia dei cittadini, questo è
un Governo ho detto abusivo non in grado di affrontare i problemi
seri che ci sono e sono tanti.
Noi non abbiamo alimentato le piazze, non abbiamo alimentato
nessuno però siamo in guerra sociale e la guerra è cominciata
perché voi non siete in grado di dare risposta agli articolisti,
ai forestali, ai precari, a tutti quelli che oggi sono in
difficoltà e se ne sommano altri, quelli della Telecom s.r.l.
dove il Governo è assente rispetto a questo grande problema.
Signori miei, è arrivato il momento di dirci a chiare note
chi siamo, se vogliamo veramente il bene della Sicilia dobbiamo
ancorare tutto al bilancio per poi arrivare ad una determinazione
di una finanziaria che ci consenta un respiro, che ci consenta di
affrontare i veri problemi della Regione siciliana, caro
onorevole Piro, caro Presidente onorevole Silvestro.
Questi sono i temi che abbiamo davanti e non si può fare
ostruzionismo rispetto a questi temi, ma si fa ostruzionismo e si
disturba un Governo che non rappresenta i siciliani. Questo non è
un Governo legittimato dal popolo, questo deve essere chiaro e il
popolo deve sapere che questo è un Governo che nasce sull'onda di
trasformismi e questi trasformismi sono destinati a morire.
Noi siamo perché vogliamo bene e vogliamo l'interesse del
cittadino dal punto di vista della salute del cittadino, dal
punto di vista della sicurezza del cittadino, anche qui dobbiamo
affrontare i veri problemi.
Dov'è l'onorevole Morinello che non si vede mai, dov'è? Che
oltre tutto questa cosa sta dando veramente e disturba i
siciliani, ma non solo i siciliani, quando si vedono questi
cartelli ad Enna, va bene, dove i visitatori non possono entrare
perché i dipendenti sono costretti a scioperare perché non c'è
un interlocutore, perché non c'è una possibilità di dialogo, un
confronto con il Governo e questo Governo non è in grado di
affrontare queste questioni come del resto anche la legge n. 46
ed altre cose che vedremo più avanti, caro Presidente.
Noi non ci fermeremo, e l'ho detto, perché siamo dalla
parte della ragione, perché avevamo vinto le elezioni, caro
Presidente, e ci hanno scippato di un Governo che stava lavorando
e stava lavorando bene, dando risposte ai cittadini.
Noi stavamo affrontando problemi e temi di notevole
importanza e con rapporti anche di chiara possibilità di intesa e
non alla "Speziale", alla provocazione, alle questioni che
abbiamo vissuto nelle commissioni, dove noi, con tutta la nostra
predisposizione, abbiamo cercato di aiutare la commissione e,
quindi, il Parlamento, per poi sentirci dire dall'onorevole
Speziale o da altri che amiamo i colpi di mano, amiamo far vedere
i muscoli. I muscoli, caro onorevole Speziale, servono soltanto
(e non sempre) quando ci sono incontri di pugilato.
Siccome ancora non siamo arrivati all'incontro di pugilato
in quest'Aula, io dico: faccia valere la testa e faccia valere
la proposta politica che é quella che si attendono i cittadini
siciliani.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, fra qualche
minuto é annunciato un messaggio, a reti unificate, del
Presidente del Consiglio dei Ministri che rilascerà alla Nazione,
un discorso sullo stato della guerra in Kosovo. Non credo che
questo discorso non durerà molto, essendo a reti unificate. Io
proporrei, proprio perché manca qualche minuto all'inizio, una
breve sospensione al fine di ascoltare questo messaggio.
PRESIDENTE. A che ora verrà trasmesso?
ALFANO. Alle 20.30.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta,
avvertendo che riprenderà a conclusione della dichiarazione del
Presidente del Consiglio.
(La seduta, sospesa alle ore 20.25, è ripresa alle ore 20.42)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 897/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame del disegno di legge numero
897/A "Esercizio provvisori del bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 1999".
E' iscritto a parlare l'onorevole Pagano. Ne ha facoltà.
PAGANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dovremmo oggi
discutere di esercizio provvisorio in un momento così drammatico
della nostra vita sociale e politica. Però questa è la vita e,
visto che la parola mi è stata data, devo necessariamente
continuare.
Qualcuno la chiama "real politic" però, in qualunque caso,
sempre di situazione drammatica, assolutamente fuori da ogni
contesto, si tratta.
Devo, entrando nel vivo della discussione, dire che non ha
senso quello che stiamo facendo. Noi stiamo parlando oggi di
esercizio provvisorio, ma sappiamo bene che - come dicevo
poc'anzi - tutto ciò non ha senso, perchè l'unica cosa di cui
sicuramente possiamo dire e su cui tutti si trovano d'accordo,
anche voi della maggioranza quando parlate con noi in maniera
personale, è che oggi dovremmo parlare invece di bilancio.
L'approvazione della legge di bilancio è qualcosa che deve
essere discusso immediatamente. Non è possibile più la deroga,
perchè questo bilancio che oggi viene costantemente rinviato per
una furbizia, ne parleremo tra un po', in verità, è da discutere
subito. Ed è da discutere subito perchè ci dovete spiegare quali
sono le linee che lo hanno ispirato, perchè si è arrivati a
questo bilancio. Quali sono le strategie, onorevole Piro ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Questo bilancio
che lei vuole discutere ...
PAGANO. No, quello che vogliamo discutere subito.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. E' quello che ha
presentato l'onorevole Tricoli.
PAGANO. Sì, però ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Se lei lo vuole
discutere, io glielo porto subito. L'approvi così com'è.
PAGANO. La contraddizione è in termini, però, caro onorevole
Piro. Adesso ci arriveremo.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze . Questo che
vuole discutere è il bilancio che ha presentato l'onorevole
Tricoli. Lei vuole discutere un bilancio che non ho presentato
io. Mi faccia presentare il bilancio che voglio presentare io e
lo discutiamo.
PAGANO. Entra però in contraddizione con la finanziaria. E'
troppo comodo questo discorso, anche perchè conosciamo bene i
trucchi che voi userete in Commissione, quindi non è così
onorevole Piro e lei lo sa bene.
E quindi continuo a dire: qual è la vostra strategia, non
soltanto la strategia tecnica, ma anche la strategia politica che
evidentemente sottende a questo bilancio.
Allora, onorevole Piro, visto che la mette su questo piano
cominciamo a dire che voi siete i maestri delle furbizie, della
politica fatta con vecchi schemi, quella stessa politica che lei
ha condannato per anni, per decenni - perchè mi pare che lei sia
al terzo mandato quindi due lustri - è evidente che lei l'ha
condannato costantemente ed oggi da erede di quella tradizione,
perchè continua evidentemente in una logica che possiamo definire
solo consociativa, mi viene a dire che in verità è lo stesso
bilancio di Tricoli quando in verità c'è una finanziaria che
evidentemente ha già stabilito determinate linee di cui lei è
stato l'ispiratore, che evidentemente deve vedere una
conseguenzialità nel bilancio, con le modifiche che si vedranno
regolarmente - che già immaginiamo di che tenore saranno - in
Seconda Commissione.
Ed allora io continuo a ribadire alla luce di questa sua
approssimata difesa quali sono le sue strategie, onorevole Piro,
le dobbiamo discutere subito. Non il 29 di aprile con la scusa
che poi cade tutto e chissà come vada a finire, ne dobbiamo
discutere subito, in maniera tale che questo bilancio venga
analizzato, parcellizzato, guardato sotto il microscopio e
naturalmente grazie a tutto ciò sarà possibile operare una seria
critica nei confronti di questo Governo che, evidentemente, ha le
idee di un governo che vive una discrasia ed una schizofrenia
personale, ed arriveremo a parlare anche di questo, perchè
diciamo la verità: voi vivete alla giornata, non c'è
programmazione nelle vostre scelte. Ed ecco perchè chiediamo
immediatamente la discussione di questo bilancio, perchè
altrimenti non sarebbe spiegabile come a fronte di un deficit di
cassa di 4.000 miliardi, ed una richiesta di mutuo di 1.700, voi
affrontate il tutto con grande disinvoltura.
Lei mi dirà: si è sempre fatto così; sì ma da un Assessore
al bilancio che ha sempre criticato per dodici anni questo tipo
di atteggiamento è evidente che queste risposte non possono
bastare, è evidente che non ci possiamo accontentare.
Ed allora quali sono, onorevole Piro, le entrate reali del
1999, visto che abbiamo seri dubbi su queste reali entrate, noi
le vogliamo sapere, la discussione oggi deve avvenire su queste
basi, perchè altrimenti stiamo qui a parlare di esercizio
provvisorio e poi realmente i temi più importanti sfuggiranno,
perchè lei comprenderà che l'esercizio provvisorio si farà. Lo
sappiamo bene, lo ha sempre dichiarato anche lei quando ogni
volta ci sono state delle critiche in passato ha sempre parlato
di fatti eccezionali a cui però non si poteva esimere nessuno;
ebbene anche qui sappiamo che il bilancio provvisorio sarà
approvato, ma proprio perchè sarà approvato è evidente che noi
dobbiamo dare delle priorità e la priorità si chiama bilancio.
E' evidente da questo punto di vista che non possiamo
accettare nessun tipo di contraddizioni ed allora, continuando a
fare domande, come coprirete realmente il deficit 1999. Prenda
appunti, onorevole Assessore, per favore mi dia risposte e mi
dica come questo bilancio sia veramente nell'interesse della
Sicilia e non un interesse clientelare, perchè a questo punto e
tra un po' ne parleremo meglio, i dubbi da questo punto di vista
sono enormi.
Questo bilancio che destina poche risorse ai fondi globali,
questo bilancio che non riesce ad immaginare un futuro fatto di
investimenti, ma sempre un presente fatto di spese improduttive,
perchè ancora una volta entrate in contraddizione, non riuscite a
dare risposte sul reale risanamento della Sicilia: le
problematiche degli articolisti, le problematiche dell'ESA, le
problematiche dei precari, dove sono le politiche finanziarie di
questo Governo? E' evidente, quindi, l'approssimazione.
Mi dispiace dirlo, mi dispiace perchè noi dobbiamo fare la
nostra parte di opposizione, però è evidente che quando ci sono
delle buone proposte noi lo diciamo, lo ammettiamo. E' accaduto,
è accaduto più volte, lei lo sa bene, ma purtroppo da questo
punto di vista tutte le risposte che ci state per dare sono tutte
assolutamente insoddisfacenti, come insoddisfacente è la
finanziaria. Ed è evidente che cercate di nasconderlo in tutti i
modi.
La mia personale conclusione, quindi, sull'argomento della
finanziaria, è che da voi prevale una tendenza massimalistica che
zittisce tutti gli uomini di buon senso anche i più ragionevoli e
che colpevolizza le teste pensanti.
Questo filo conduttore a cui voglio rifarmi è tipico di una
mascheratura, di una sorta di mimetismo che voi mostrate in ogni
occasione.
Continuate a dire di volere cambiare le cose, di volervi
mostrare diversi rispetto al passato. Ma sicuramente l'unico
passato che merita di essere ricordato è il passato prossimo,
quello dei governi che vi hanno preceduto. Perché voi ritornate
con le logiche di tre anni fa, di dieci anni fa e di quindici
anni fa. Ecco perché c'è molta declamazione e poca finanza in
questa finanziaria.
Ecco perché c'è poco controllo della spesa e c'è una
filosofia che evidentemente non ci piace. Non si scorge il tetto
di questo vostro progetto. Non dite nulla di veramente concreto
sul turismo, sui trasporti, sul commercio. Non dite nulla sulla
valorizzazione dei beni ambientali. Ed è evidente, quindi, che da
questo punto di vista, commercianti, artigiani, imprenditori
potranno avere solo ed esclusivamente dei problemi.
Proprio per questo motivo abbiamo l'esigenza di porvi delle
domande ben precise perché i fatti ci stanno dando ragione. Se
guardate la storia recente di questa legislatura vi accorgerete
che i fatti ci hanno sempre dato ragione.
Senza andare lontano è proprio di oggi la dichiarazione del
direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta, che
ha dichiarato che la riforma del Governo Berlusconi era ottima.
Ciò che era stato criticato nel 1994 in maniera selvaggia,
oggi a distanza di cinque anni viene ammessa dalla massima
autorità tecnica in materia come un qualcosa di straordinario.
Il fondo monetario italiano non fa altro che ribadire che le
vostre manovre di carattere pensionistico sono qualcosa di
ridicolo o poco più. Ed è evidente quindi che a questo punto
tutte le dichiarazioni che oggi sono avvenute da parte di
Cipolletta non fanno altro che confermare che le uniche idee
chiare in materia di risanamento, nel caso specifico
pensionistico, ma la logica vale per tutti, sono esclusivamente
del centro-destra.
Cominciamo a questo punto a pensare che voi siete soltanto
degli arroganti che vogliono dimostrare soltanto di esserci
perché altrimenti non sarebbe spiegabile come mai non cominciate
a fare un discorso serio, un dibattito serio su questi argomenti,
come mai non accettate il dialogo e invece mostrate sempre di più
i muscoli.
Non possiamo pensare che tutto questo sia frutto di una
logica di servizio come invece dichiarate. Siamo sempre più
convinti che questa è una logica dell'arroganza. D'altronde lo
sappiamo bene, lo dichiarate anche nei corridoi che voi volete
dimostrare che siete molto più bravi degli sprovveduti del
centro-destro che evidentemente altro non sanno fare che retorica
o poco più.
Voi dite che nel momento in cui supererete questa fase,
governerete fino alla fine di questa legislatura. Lo dichiarate
in lungo e largo e siete già pronti con l'argomentazione. Cioè
dopo le europee, verrete qui in Aula e direte la coalizione dei
partiti che sostiene il centro-sinistra ha preso più del 51 per
cento. Quindi il ribaltone era qualcosa che non era tale, ma era
un'esigenza del popolo siciliano.
Questo è un falso storico perché con il proporzionale, nel
momento stesso in cui presenterete una decina di liste o poco
più, vi ritroverete con una sommatoria di voti che però non
coincide assolutamente con la logica del governo ed è evidente
che in un contesto di maggioritario o in un contesto di
proporzionale, finalizzato ad una legislatura regionale, si
avrebbero risultati di tipo diverso.
E' evidente, quindi, che ancora una volta la vostra è una
logica del tirare a campare. Volete arrivare il più tardi
possibile alla discussione sui fatti concreti, non volete
assolutamente affrontare la discussione e dite che quelli del
centro-destra non sono in grado di fare nessun tipo di
opposizione.
E' evidente che la nostra presenza con 5000 emendamenti è la
dimostrazione concreta che il centro-destra c'è, mi dispiace
deludervi, ma abbiamo la certezza morale di potervi tenere testa
e di potere portare aventi una serie di contributi che saranno
disarticolati, improvvisati, come dite voi, ma che invece sono
tipici di una realtà e di un mondo che ci sentiamo di
rappresentare pienamente.
D'altronde come non attaccarvi quando portate argomenti come
quello dell'articolo unico? L'articolo unico è veramente una
furbizia. E' qualcosa di grave perchè consente a voi di poter
aggirare un ostacolo che è quello del dibattito in Aula, ma
purtroppo per voi, vi preannunciamo che siamo attrezzati a
risolvere questo problema e vi porteremo alle lunghe.
Come anche lo spauracchio dello scioglimento. per favore,
amici cari, finitela Finitela amici della sinistra di dire che
ci sarà questo scioglimento che non avverrà mai perchè lo
sappiamo bene che questa è una problematica inesistente.
Poco fa l'onorevole Croce ha citato gli esempi specifici del
1980 e 1984 e quindi non mi venite a dire che affronterete questo
dibattito dicendo che se non verrà approvata la finanziaria, alla
fine di procederà ad uno scioglimento perchè sappiamo bene che
così non sarà.
Sappiamo bene, d'altronde, che questa Assemblea è in grado
di fare le nottate e forse anche le mattinate, e di raggiungere
l'obiettivo anche all'ultimo giorno, se è il caso, ma il problema
non è questo. Il problema è che voi dovete affrontare la
discussione in materia seria, non potete essere approssimativi,
non potete portare avanti queste discussioni in termini così
generici.
E' evidente, quindi, che vi aspettiamo al varco. D'altronde
questa coalizione comincia a mostrare dei limiti serissimi. Io
non posso in questo momento non citare l'esempio dell'UDR.
Noi al livello personale abbiamo dei rapporti eccellenti con
la stragrande maggioranza dei rappresentanti dell'UDR però
dobbiamo oggi constatare che la stragrande maggioranza di loro è
assente al dibattito politico.
Forse c'è anche un logica, un imbarazzo. Noi cogliamo questo
imbarazzo. E' evidente, però, che presto o tardi, dovranno venire
su questi scranni e cominciare a fare delle dichiarazioni, e dire
come si può entrare in contraddizione tra le cose che sono state
dette soltanto un anno fa e le cose che stanno dichiarando
adesso.
Un imbarazzo che non è legato soltanto a questa finanziaria,
ma è legato al momento politico complessivo e generale, perchè
sappiamo bene che adesso molti di questi parlamentari, forse non
i regionali perchè vivendo in una logica di proporzionale possono
avere ancora l'ambizione di essere eletti. Ma sappiamo bene che
per coloro che hanno l'ambizione di salire agli scranni di
Montecitorio, la logica comincia a cambiare completamente perchè
esiste un problema che sarebbe ipocrita non sollevare.
Quali saranno le future candidature dell'UDR?
In quali collegi si dovranno misurare questi nostri amici?
Allora un tema che mi sento di trattare è legato proprio a questo
aspetto. L'UDR deve essere coerente, noi aspettiamo tutti i 15
parlamentari di questo partito a venire qui e a dire cosa pensano
su questo argomento.
Se non lo fanno risulta più che chiaro che la loro coerenza
non esiste.
Si dirà, l'UDR non ha mai dichiarato di essere coerente, e
tutti sorridono a fronte di questa dichiarazione. Però c'è anche
una dignità; adesso comincia una campagna elettorale che vedrà
non solo i partiti del centro-sinistra, ma sicuramente i partiti
del centro-destra in un'opera di denuncia e si comincerà a a fare
una discussione seria sulle piazze attorno a questo argomento.
Allora, prima che il tutto assurga a toni ironici, veniteci
a dire, per favore, cosa pensate su questo argomento.
Allora visto che mancano tre minuti alla fine del mio
intervento, volevo ricordare una cosa all'onorevole Piro.
Soltanto qualche settimana fa, qualche mese fa, il suo
Ufficio statistiche e relazioni ha presentato all'Assemblea una
situazione economica in relazione al 1997. Qualche spunto
interessante c'è su questo 1997 caratterizzato dal Governo
Provenzano.
Glielo ricordo, onorevole Piro. Dall'analisi degli
indicatori, per esempio, emerge che il P.I.L., ho qui la tabella,
ha raggiunto la cifra di 81.183 miliardi, cioè un incremento di
oltre 1.263 miliardi rispetto all'anno precedente. E' un dato
macroeconomico interessante e che è da ascrivere come merito al
Governo Provenzano.
Allora, onorevole Piro, per favore, ce lo dimostri, ma
veramente. Io non dico 5.000 miliardi di prodotto interno lordo
aumentato, ma almento i 1.263 del Governo Provenzano li volete
raggiungere? E, per favore, ce lo spieghi come? Perchè ancora
nessuno lo ha capito.
FORGIONE. Ma il Governo Drago non ha fatto niente?
PAGANO. Finitela di fare...
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, non interrompa l'onorevole
Pagano..
PAGANO. Signor Presidente, naturalmente questo tempo che
l'onorevole Forgione mi fa perdere io lo devo recuperare.
PRESIDENTE. Continui a parlare, onorevole Pagano.
PAGANO. Onorevole Forgione, io vi pregherei di essere anche
voi più coerenti perchè la dovete finire di fare le stampelle a
questo Governo, perchè prima o dopo voi queste cose bisognerà
pure che le affrontiate. Non è possibile che voi dichiariate di
essere all'opposizione però, in fondo, io vedo i vostri colleghi
del centrosinistra abbastanza sereni perchè tanto, dicono, ci
sono quelli di Rifondazione.
FORGIONE. Infatti avete votato sempre voi a favore, noi
contro.
PAGANO. Ed allora, per favore, onorevole Forgione, la
finisca...
FORGIONE. Avete fornito voi lo staff a Morinello.
PAGANO. La finisca di fare discussioni...
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, continui l'intervento, per
favore.
PAGANO. L'onorevole Forgione ancora non ha compreso che
significhi fare politica e fare invece battute. Possiamo anche
ridere ma questa non è politica. Lei sta spostando l'asse. Lei mi
deve ancora continuare a spiegare, perchè le ho fatto una domanda
e prima o dopo deve venire qui, per favore, quando la finirete di
fare la stampella a questo Governo, perchè siccome la fate
regolarmente, a livello nazionale, ed abbiamo capito anche
sociologicamente perchè; se lei mi da un minuto, glielo spiego.
D'altronde, devo recuperare il tempo che mi ha fatto perdere
l'onorevole Forgione.
Voi avete sociologicamente un elettorato che il giorno in
cui capirà in maniera scientifica che voi appoggiate tutti i
Governi di centrosinistra, non solo regionali ma anche nazionali,
vi abbandonerà in massa. Ogni volta che cominciate a capirlo,
voi fate la "teoria dell'elastico", come la chiamo io, cioè vi
allontanate, fate passare la buriana e poi vi riavvicinate.
E' già accaduto nel '95, quando c'è stata la scissione
Crucianelli-Garavini; è accaduto nel 1998 con la scissione di
Cossutta ed oggi ci date a livello regionale la dimostrazione che
siete così, tant'è vero che, siccome una parte dell'U.D.R. ormai
è stata mollata, o meglio Cossiga all'interno della sua...
FORGIONE. In Sicilia.
PAGANO. No, a livello nazionale.
PRESIDENTE. Non dialoghi, si rivolga alla Presidenza.
PAGANO. Devo dialogare perchè aspetto risposta anche da
Rifondazione, perchè, visto che avete i giorni contati, vi
dobbiamo aiutare a farvi cadere. Allora...
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, concluda perchè ha terminato il
suo tempo.
PAGANO. Devo recuperare i tre minuti che mi ha fatto perdere
Forgione.
Allora, a questo punto, onorevole Forgione, io la invito
piuttosto che parlare degli staff del Governo che lei sostiene
perchè non viene qui a spiegarci questa teoria dell'elastico?
Perchè tanto ormai anche questa è stata scoperta e, di
conseguenza, anche di queste cose ne parleremo nelle sedi
opportune e nelle piazze.
PRESIDENTE. Avevo preannunciato all'Aula che alle 21.00...
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, poichè alcuni colleghi sono al
ristorante e lei, legittimamente, pretende che siano presenti per
iscriversi a parlare, mi appello alla sua cortesia per chiederle
di spostare solo di un quarto d'ora il termine per le iscrizioni
a parlare.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, volevo chiedere a lei ed
all'Aula, dato che ci sono già innumerevoli colleghi che sono
iscritti, che cosa intendiamo fare? Se intendiamo fare una seduta
notturna o se invece vogliamo stabilire un orario entro il quale
chiudere gli interventi e rinviare a domani.
Cioè, è impossibile che l'Aula non sappia quale sia l'iter
dei lavori e dunque stabilisca, se c'è gente che sta mangiando,
giustamente, al ristorante, se dobbiamo attendere, non solo che
finiscono di mangiare, ma anche dargli il tempo di potersi
iscrivere.
Siamo al di là dell'al di là di qualsiasi tipo di
ostruzionismo, anche il più bieco ed il più becero
DI MARTINO . chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, non c'è dubbio che alla
richiesta di una sospensione, con molta disponibilità, la
Presidenza concede sempre dei tempi. Ma quello che francamente
non possono condividere è la motivazione. Cioè c'è gente,
colleghi deputati, al ristorante, che hanno diritto alla loro
cena, e ci siamo qui parlamentari che assistiamo ai lavori e alla
fine siamo i penalizzati.
Quindi se c'è qualche altra argomentazione da parte
dell'onorevole Stancanelli è bene che il presidente l'accolga, ma
la motivazione per cui i colleghi che cenano al ristorante non
hanno il tempo di stare in Aula è motivazione inaccettabile,
quindi, cerchi altre motivazioni, onorevole Stancanelli, la
prego
Per la parte che mi riguarda prego il presidente di non
accettare questo tipo di motivazione. Per tutte le altre
motivazioni sono d'accordo, ma deve essere qualcosa di
politicamente rilevante. Può essere rilevante una riunione di
gruppo parlamentare, rilevante un' interruzione per aggiustare un
emendamento, può essere rilevante tutto, ma non il fatto che i
colleghi siano a cena.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Ma io non ho detto interruzione. Ho chiesto di
prorogare di un quarto d'ora il termine per le iscrizioni.
CINTOLA. La motivazione è irriguardosa.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, chiudiamo l'iscrizione
a parlare alle 9,15.
SPEZIALE. Presidente, alle 9,15, si alza qualcuno e chiederà
di prorogare...
PRESIDENTE. ...abbiamo convenuto, onorevole Speziale, che alle
9,15, si chiudono le iscrizioni a parlare...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Propongo di
considerare tutti i deputati iscritti a parlare, così da questa
farsa ne usciamo...
FORGIONE. La cosa grave è che la stanno vedendo in diretta...
PRESIDENTE. Ci sono altri che vogliono iscriversi a parlare?
Le iscrizioni a parlare sono chiuse.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, io non credevo di dovere
suscitare questa polemica per una richiesta che ritenevo
abbastanza semplice..
PRESIDENTE. Alle 21,15...
STANCANELLI. Alle 21,15, bene, comunque mi pare che si siano
iscritti tutti. Io sono iscritto a parlare e prendo la parola.
Signor Presidente, onorevoli colleghi e onorevole assessore
per il bilancio, io debbo dirle che quando entrai in questa Aula
come giovane deputato - giovane in quanto eletto per la prima
volta - ebbi ad avere notevoli perplessità quando, con i suoi
interventi, onorevole Piro, a critica documentata seria e
concreta nei confronti dei governi di centro-destra, lei, in
questa Aula, ebbe a stigmatizzare il ritardo con cui il Governo
Provenzano la prima volta, il Governo Drago la seconda volta
portarono il bilancio della Regione siciliana in Aula tanto è
vero che si dovette provvedere all'esercizio provvisorio.
Il Presidente Provenzano ha avuto modo, nel suo intervento,
di leggere le documentate affermazioni che l'onorevole Piro,
allora comprimario dell'opposizione, fece per stigmatizzare un
comportamento del Governo della Regione che non era in grado di
portare il bilancio nei termini previsti dalle norme per evitare
di andare all'esercizio provvisorio.
Mi ricordo il clima che venne creato, in maniera - debbo
dire - abbastanza ben orchestrata, sulla stampa siciliana che
andava a stigmatizzare questo comportamento, quasi che fosse la
prima volta che veniva in Aula un esercizio provvisorio, mentre
come ha fatto bene....
(Alcuni deputati, parlando tra loro, disturbano l'oratore)
....se io disturbo con il mio intervento onorevole Cintola,
mi fermo, prego il Presidente di bloccare l'orologio e poi
riprendo....
PRESIDENTE. Continui a parlare onorevole Stancanelli.
STANCANELLI. Se disturbo anche l'onorevole Ricotta continuo a
fermarmi, no, posso andare, e allora dicevo mi ricordo di come
anche la stampa, allora, attaccò pesantemente il primo Governo di
centro-destra e lo additò alla pubblica opinione come un Governo
che non andava incontro alle esigenze dei siciliani.
Io debbo dire che da giovane, tra virgolette, come dicevo
poco fa a un deputato, ebbi delle perplessità e dissi "Ma come
incominciamo a governare e cadiamo in questi infortuni".
Dopo incominciai a rendermi conto, frequentando l'Assemblea
regionale siciliana, che in effetti ci trovavamo in una
situazione in cui il disastro degli anni precedenti ci portava a
dover, per poter bene operare, fermarci un poco, esaminare la
situazione contabile della Regione siciliana e vedere come fare
per approntare poi un bilancio serio e definitivo.
E in questo senso ci siamo mossi tanto è vero che
l'onorevole Piro ha l'onestà intellettuale, nella presentazione
del disegno di legge sulla cosiddetta finanziaria, di dire che il
risanamento della Regione siciliana è incominciato con le leggi,
la n. 6 del '97 e la n. 5 del '98, che hanno segnato una
inversione di tendenza nella gestione della cosa pubblica in
Sicilia in relazione al risanamento delle finanze regionali.
E, quindi, allora le legittime critiche dell' opposizione si
scontravano in effetti con una realtà che era abbastanza negativa
per come si è dimostrato nei mesi successivi e che ci ha messo
nelle condizioni di incominciare a procedere per quella strada
che l'onorevole Piro, con il suo disegno di legge sulla
finanziaria, vuole ripercorrere per continuare in quell'opera di
risanamento che necessita in Sicilia.
E allora quando abbiamo visto presentare il disegno di legge
sull'esercizio provvisorio ci sono venute alla mente quelle
manifestazioni di allora, che oggi però non vediamo riproporsi
nella stampa siciliana, che non vediamo riproporsi in tutte
quelle associazioni che venivano sotto il Palazzo a protestare
contro il Governo Provenzano che era il Governo - ricorda
onorevole Provenzano? - che doveva affamare i Comuni, che doveva
affamare i meno ambienti, eliminando quelle spese sociali, che,
si diceva da parte dell'opposizione, erano elemento essenziale
per permettere alla Sicilia di andare avanti.
Questa é la realtà incontrovertibile che, penso, nessun
parlamentare, sia esso di maggioranza o di opposizione, può
sicuramente contestare.
Oggi ci troviamo nella situazione in cui un Governo di
centro sinistra che, come hanno avuto modo di documentare i
colleghi dell' opposizione che mi hanno preceduto su questo
podio, é un Governo non voluto, non votato dagli elettori, anzi
che fondamentalmente si basa sull'appoggio di parecchi
parlamentari che hanno preso voti per fare una certa politica,
hanno fatto gli assessori ed i componenti di una maggioranza
politica e poi, folgorati sulla via di Damasco o di qualche altra
cosa, hanno cambiato coalizione.
Sono alcuni di loro anche assessori, continuano ad essere
assessori con la stessa faccia con la quale erano assessori
prima, non hanno nessun problema, non si meravigliano, non si
preoccupano e ci vengono a portare un disegno di legge per
l'esercizio provvisorio che é l'esatto di quel disegno di legge
che voleva essere portato avanti dai Governi di centro destra per
risanare e che veniva criticato ampiamente e documentatamente
dall'allora comprimario nell'opposizione, onorevole Piro, ed
oggi, invece, ci viene riproposto.
Questa é la cornice entro la quale noi ci stiamo muovendo.
Ed allora, io dico, é mai possibile che i rappresentanti
dell'opposizione, che sono maggioranza all'interno della società
siciliana, come hanno dimostrato le elezioni dal 1994 fino alle
ultime elezioni provinciali, non debbano, almeno in questa sede,
in questo Parlamento, rappresentare la voce dei siciliani e dare
la possibilità ad ognuno di loro di dire la loro, non
preoccupazione soltanto, ma la loro indignazione per quello che
sta succedendo in Sicilia senza che ci sia la mobilitazione dei
sindacati, delle associazioni, dei volontari, dei gruppi di
qualsiasi colore che venivano a stare dietro le porte del Palazzo
dei Normanni o, addirittura, dietro la Commissione Bilancio, per
fare pressioni su quel Governo che stava affamando i Siciliani?
Questa é la domanda che i parlamentari dell'opposizione si
chiedono e questo é il motivo per cui questi parlamentari questa
sera in quest'Aula hanno il dovere di parlare per esprimere forte
il disagio della popolazione siciliana.
Questo é il motivo per cui noi abbiamo fatto una scelta
politica, per documentare massicciamente che non siamo
disponibili a che questo Governo, che é composto da coloro i
quali sono stati sconfitti in tutte le elezioni che si sono fatte
in Sicilia dal 1994 ai nostri giorni e che é composto anche da
coloro i quali sono abituati a fare i volta gabbana, una volta da
questo lato, una volta dall'altro. Noi non siamo disponibili a
dare legittimazione politica a questi rappresentanti di interessi
che, sicuramente, non sono quelli elettorali, perché non si sono
confrontati con l'elettorato.
Questa é una realtà, ripeto ancora, incontrovertibile,
perché se abbiamo rispetto nei confronti degli avversari politici
quali i democratici di sinistra, quali quelli della Rete, quali
quelli del Partito Popolare, quali i socialisti delle più diverse
sfumature che si sono presentati agli elettori e hanno detto cosa
volevano fare. Sono stati battuti e hanno fatto la loro parte
all'opposizione perché era legittimo che rappresentassero in
questa sede gli interessi legittimi dei loro rappresentati, cioè
di coloro i quali li avevano votati per andare a governare o a
fare l'opposizione, non é legittimo che 14, 15, 13, 12 - non so
quanti sono perché il numero cambia spesso - rappresentanti di
sé stessi, vengano qui a dirci come ci dobbiamo comportare.
Quindi ritengo che sia opportuno che da queste sedi parta il
grido di indignazione, non di dolore, nei confronti di questi
personaggi che poi non possono utilizzare il Governo della
regione siciliana come se si trattasse di una cosa loro, cioè una
cosa di loro proprietà.
Non possono utilizzare, diciamolo ancora in maniera più
chiara, il Governo della Regione per farsi una lista personale
per le europee, cioè gestire il Governo della Regione siciliana
per avere la possibilità di andare alle elezioni europee con la
carica, essendo assessori in carica, essendo assessori di un
Governo non voluto dagli elettori ma esistente in vita soltanto
grazie al loro comportamento che non definisco tradimento, perchè
già altre volte questo è stato detto e in politica il tradimento
è meglio non pronunziare la parola tradimento.
Ritengo, quindi, che questo comportamento, che sicuramente
da un punto di vista morale e da un punto di vista di lealtà
politica è un comportamento che va stigmatizzato e va additato
agli elettori, non può permettere un' opposizione seria che
rappresenta interessi seri, permettere ad un Governo che si basa
su una delle due stampelle di questo Governo, si basa sulla
presenza di questi personaggi che forse, anzi senza forse, a
livello umano, hanno tutta la nostra simpatia perchè a volte si
rendono anche simpatici, utilizzare il Governo della Regione per
i loro interessi di partito o di lista, (ammesso che una lista
riescano a fare considerato che ogni giorno vi sono problemi
sulla identità della lista), sulla qualificazione della lista, e
sulla titolarità della lista stessa.
Questo è il problema politico che noi abbiamo posto al
nostro interno, questo è il problema politico che abbiamo
discusso al nostro interno ed è per questo motivo che ci siamo
attrezzati per questa battaglia, che non è una battaglia contro
l'onorevole Piro, perchè io l'ho detto più di una volta, l'ho
detto in questa sede, l'ho detto in Commissione Bilancio, l'ho
detto anche in sede non ufficiale che gli sforzi dell'onorevole
Piro sono sforzi che vanno apprezzati. Ma l 'onorevole Piro
appartiene ad un Governo che non può essere apprezzato da una
opposizione che vuole essere legittimamente la rappresentante
degli interessi veri, reali e concreti dei siciliani.
Questo è un problema politico che abbiamo posto, ripeto, al
nostro interno, che abbiamo discusso e che ora poniamo nella sede
istituzionale competente: cioè all 'interno del Parlamento
siciliano.
Noi non potremo permettere che questo Governo, rappresentato
da questi personaggi, vada alle elezioni per sentirsi il garante
nei confronti di determinate fasce della popolazione di interessi
particolari.
Ecco perchè noi riteniamo che questo Governo se ne debba
andare a casa. Questa è la battaglia che abbiamo impostato in
queste ore, questa è la battaglia che faremo nelle prossime ore
perchè è opportuno che a viso aperto ci diciamo le cose come
stanno.
Non possiamo consentire, sarebbe un tradimento da parte
nostra nei confronti, non solo del nostro elettorato ma di tutto
l'elettorato siciliano che crede al bipolarismo, sarebbe un
tradimento da parte nostra.
Paradossalmente con questa nostra battaglia noi difendiamo
anche gli interessi e le tesi degli elettori del centro-sinistra,
cioè di coloro i quali già hanno scelto - stanno dall'altra
parte, ci combattono - ma hanno scelto il bipolarismo.
Noi vogliamo con questa nostra impostazione politica che si
ripercuote questa sera in Assemblea regionale, che faremo forte
domani in Assemblea regionale, che ci vedrà compatti anche nella
mattinata della giornata di giovedì e possibilmente anche dopo
Pasqua, noi faremo una battaglia per dimostrare ai siciliani che
è ancora possibile in Sicilia avere il gusto della politica
perchè c'è ancora una forza, una coalizione che si batte per un
sano bipolarismo.
Chi vince governa, chi perde controlla e si prepara a
vincere la prossima volta. Non è più tollerabile che ci sia
ancora in Sicilia chi fa il Gattopardo, chi si presenta agli
elettori senza dire con chi vuole stare e poi sceglie a secondo
degli interessi personali o quando gli va bene di partito.
Questo è quello che volevamo dire senza infingimenti, questo
è quello che vogliamo rappresentare con l' iscrizione di tutti i
parlamentari del centro-destra in questa discussione generale,
questo è quello che vogliamo rappresentare nel momento in cui
verrà in discussione qui domani la legge finanziaria, o lo
stralcio di legge finanziaria, perchè da questa Aula deve partire
la riscossa dei siciliani al di là e al di sopra degli
schieramenti partitici e politici.
Ecco perchè io mi rivolgo al Presidente della Regione, il
Presidente della Regione che appartiene ad un gruppo politico che
ha fatto - e gliene dobbiamo dare atto, nei mesi scorsi prima del
ribaltone - ha fatto del rinnovamento e del bipolarismo la
battaglia del suo partito; io mi meraviglio onorevole Capodicasa
e mi rivolgo agli altri componenti del Governo perchè glielo
riferiscano, mi meraviglio come il rappresentante massimo di un
partito che ha fatto del bipolarismo la sua bandiera sia ancora
in condizioni e voglia ancora rimanere al Governo della Regione
basandosi su quei presupposti che abbiamo stigmatizzato in questa
Aula e che sono stigmatizzati da coloro i quali rappresenta lo
stesso Presidente della Regione.
Allora l'invito qual è? L'invito è, onorevole Capodicasa e
onorevoli assessori che avete condiviso con l'onorevole
Capodicasa la scelta del bipolarismo, dovete fare in modo che si
possa andare effettivamente al bilancio per aggiustare le cose
che vanno aggiustate nelle finanze della Regione siciliana per
quello che è possibile, data la situazione in cui ci troviamo e
poi andare a casa per permettere ai siciliani di avere finalmente
un Governo che sia basato sulle loro scelte, un Governo che abbia
2, 3 punti programmatici, per poi dare la parola ai siciliani e
poi devono essere i siciliani a scegliere se vogliono essere
amministrati dalla coalizione del centro-destra o del
centro-sinistra, eliminando i personaggi, tutti coloro i quali
sono convinti che ancora in Sicilia si possa rimanere
gattopardianamente senza scegliere.
Questa è la battaglia che noi vogliamo fare, questa è la
battaglia che abbiamo incominciato a fare, questa è la battaglia
che continueremo a fare in questa Aula, questa è la battaglia che
facciamo nell'interesse, ripeto e termino Signor Presidente
dell'Assemblea, nell'interesse non soltanto degli elettori del
centro-destra, ma anche nell'interesse di tutti gli elettori che
hanno votato a sinistra e che votano a sinistra, che
continueranno a votare a sinistra ma che dovranno guardare alla
battaglia dell'opposizione come a una battaglia di libertà
nell'interesse della Sicilia e del bipolarismo.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono numerosi
i colleghi iscritti a parlare, per cui ritengo che sia inutile
proseguire ancora a lungo perchè non si potrebbe completare
questa sera.
Quindi io propongo che questa sera si vada ancora avanti ma
che alle 22.30 si finisca, faccio questa proposta perchè è
inutile fare stancare i deputati per non concludere nulla, tanto
si dovrà proseguire,
Ripeto, la mia proposta è che si facciano altri interventi
fino alle 22.30.
PRESIDENTE. Non è vero che non si conclude nulla perchè il
dibattito è una cosa importante anche perchè pare che il bilancio
provvisorio...
(Proteste dai banchi di destra)
STRANO. Mettiamola ai voti.
PRESIDENTE. Intanto dobbiamo recuperare l'ora di ritardo che
abbiamo avuto sulla base di una richiesta di un gruppo
parlamentare e questo mi pare opportuno, quindi, così come
abbiamo concordato, verso le 21.00 facciamo il punto della
situazione.
Sull'ordine dei lavori possono parlare uno a favore e uno
contro.
NICOLOSI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
la proposta dell'onorevole La Grua sia assolutamente conducente,
nè si può ritenere che tutto ciò non possa essere accolto dalla
Presidenza, neanche con la speciosa motivazione che era stato
stabilito un ordine. C'è stata l'ultima proposta e io sono
d'accordo; ritengo che eventualmente il Presidente o la accoglie
o la mette ai voti.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, io mi rimetto al buon senso, si
sono iscritti a parlare tutti i parlamentari del Polo; io li
voglio ascoltare. Perchè mi deve essere impedito il diritto di
potere ascoltare tutti i parlamentari del Polo e le loro
argomentazioni? Potrebbero pure convincermi, anche se molti, per
la verità, sono ripetitivi. E si è messa in atto una pratica che,
sostanzialmente, è un fatto politico, è una pratica
ostruzionistica.
Signor Presidente, noi abbiamo in discussione l'esame
dell'esercizio provvisorio, un rinvio della discussione
comporterebbe il fatto che entro il 30 marzo noi non riusciremo
ad approvare l'esercizio provvisorio, con danni incalcolabili nei
confronti della Sicilia, con danni che noi non possiamo
prevedere.
RICOTTA. I danni incalcolabili li sta facendo questo Governo
SPEZIALE. C'è un atteggiamento che nasconde, tra un misto di
goliardia, elementi di irresponsabilità considerevoli e tuttavia
voi vi siete iscritti a parlare, potete parlare. Noi siamo qui
disposti ad ascoltarvi, non abbiamo alcuna difficoltà ad
ascoltarvi, siamo pronti a sentire le vostre ragioni, siamo
pronti eventualmente a confutare le vostre ragioni, però dovete
consentirci tranquillamente di andare avanti nei lavori.
Presidente, non è possibile che ogni cinque minuti si
ponga un problema che riguarda l'ordine dei lavori. Stabilito un
ordine dei lavori, che fu stabilito dalla Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari, io penso che noi non possiamo
sistematicamente ritornare in Aula e pensare di modificare
l'ordine dei lavori con un voto d'Aula.
Io penso che - come si dice - pacta servant sunt, gli
impegni assunti nella Conferenza dei Capigruppo e cioè che a
partire da stasera noi avremmo dovuto discutere la Finanziaria,
dopo l'esame fatto nelle Commissioni di merito e nella
Commissione Bilancio, io mi rendo conto che poi questo viene
sistematicamente modificato.
Pertanto, Presidente, io la invito ad andare avanti, in
ossequio a quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo. La
invito ad andare avanti, i deputati del Polo possono continuare a
parlare, non è detto che debbano necessariamente parlare domani
mattina. Siamo disposti ad ascoltarli.
Onorevole Nicolosi, io sono contento di ascoltare lei
perchè, essendo lei il più camaleontico fra quelli presenti in
questa Assemblea ...
LA GRUA . No, questo non lo devi dire
SPEZIALE. In assoluto il più camaleontico, essendo lei il più
camaleontico tra quelli presenti, perchè lei viene qui, argomenta
contro il Governo Capodicasa e lei ha votato per il Governo
Capodicasa, a proposito degli attacchi ...
(Proteste dei deputati del settore di destra)
PRESIDENTE. Siccome lei ha ancora sette minuti per parlare, si
fermi un minuto.
SPEZIALE. Dicevo, facevo un riferimento specifico perchè
gliel'ho detto de visu. E debbo dire che ci vuole una bella
faccia aver votato per Capodicasa e poi fare riferimento al
ribaltone.
(Proteste dei deputati del settore di destra)
PRESIDENTE. Onorevole La Grua, faccia parlare l'onorevole
Speziale.
SPEZIALE. E' singolare, perchè, mentre io ho rispetto per le
posizioni dei deputati del Polo, che si appellano ...
PRESIDENTE. L'onorevole Speziale ha parlato per tre minuti e
cinquantotto secondi, ha ancora dieci minuti di tempo per
completare il suo intervento.
LA GRUA . Lei non è un arbitro imparziale, lei non è
imparziale, lei è un arbitro che gioca con una squadra Sta
parlando da dieci minuti, Presidente
PRESIDENTE. Onorevole La Grua, parla un deputato a favore ed
uno contro per dieci minuti. Io sono rispettoso del Regolamento.
Hanno dieci minuti ciascuno per potere spiegare le loro ragioni.
SPEZIALE. Onorevole La Grua, tu sai quanto rispetto io abbia,
guarda, io parlo da 4 minuti e 40 secondi.
LA GRUA . No, da dieci minuti, con il mio orologio
SPEZIALE. Il tuo orologio si vede che non funziona. Io vorrei
evitare atteggiamenti di intolleranza perchè io ho il diritto di
parlare come avete diritto di parlare voi.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, si rivolga all'Aula.
SPEZIALE. Non desidero essere interrotto, come spesso
sistematicamente avviene per atteggiamenti goliardici, che fra
l'altro non denotano a vostro vantaggio. Facevo riferimento
specifico all'onorevole Nicolosi: è singolare che vengono
ripetutamente argomentate discussioni relativamente al ribaltone,
onorevole Nicolosi, personalmente, avendo rispetto per i singoli
parlamentari, debbo dire che nella vicenda politica, avendo
rispetto per le persone del Polo, il quale fa appello ad un
presunto ribaltone che si sarebbe verificato in questa Sicilia, a
quel ribaltone, onorevole Nicolosi, lei ha partecipato, ma la
cosa singolare ...
(Interruzione dell'onorevole Croce)
PRESIDENTE. Onorevole Croce, non ha la parola, faccia finire
di parlare l'onorevole Speziale.
STRANO. E' passato il tempo
PRESIDENTE. Onorevole Strano, la richiamo all'ordine. Guardi
che il cronometro dell'Assemblea dice che l'onorevole Speziale ha
parlato per cinque minuti e 59 secondi, quindi la prego di non
scherzare su queste cose.
SPEZIALE. Signor Presidente, faccio appello al suo buon senso
per ricordarle che sono stato interrotto ripetutamente, non ho
parlato per sei minuti, ma ho appena parlato per tre minuti e
mezzo.
PRESIDENTE. So io quando le debbo togliere la parola.
SPEZIALE. Cominciamo a stabilire un po' d'ordine in
quest'Aula, se è possibile.
Dicevo che è singolare la motivazione di chi partecipa al
ribaltone e dopo qualche giorno, con atto di pentimento, che è
una pratica diffusa, tenta di partecipare al controribaltone.
Insomma, c'è chi utilizza l'Aula soltanto per cercare di trovarsi
qualche spazio al sole, capisco perfettamente. Tuttavia, siccome
stasera in discussione c'è l'ordine dei lavori, debbo dire,
Presidente, di essere contrario alla proposta che è stata
avanzata da parte del Polo della Libertà, perchè ritengo che si
può andare, anzi, Presidente, mi permetto di suggerire un'altra
proposta, che si vada avanti fino alla conclusione del dibattito
sulla discussione generale sull'esercizio provvisorio, si voti il
passaggio agli articoli dell'esercizio provvisorio.
Siccome capisco che il Polo per la Libertà si appresta a
presentare degli emendamenti o sono stati già presentati, per cui
noi siamo obbligati ad andare alle 24 ore, vorrei invitarla,
Presidente, per ragioni di tempo, a proseguire anche con i lavori
sulla finanziaria, cioè noi abbiamo un dovere, che è un dovere
politico. .
RICOTTA. Si lavora di giorno, non di notte come avviene
permanentemente in quest'Aula
PRESIDENTE. Onorevole Ricotta, c'è una discussione in corso
sull'ordine dei lavori, la prego.
SPEZIALE. Signor Presidente, tuttavia volevo suggerirle, in
ossequio a quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, di
andare avanti, di proseguire anche con l'esame della Finanziaria,
perchè noi abbiamo un dovere - ed invito i parlamentari a restare
permanentemente in Aula -, che è quello di esitare la
Finanziaria. Visto l'atteggiamento ostruzionistico da parte del
Polo, ho fatto alcune dichiarazioni, noi pensavamo di riaprire la
possibilità di un dialogo attorno al contenuto della Finanziaria.
Avendo ormai percepito chiaramente che all'interno del Polo per
la Libertà sono prevalse le posizioni di quanti sostengono
l'atteggiamento di contrapposizione nei confronti del Governo,
che antepongono sistematicamente l'esigenza che il Governo si
dimetta rispetto ai bisogni della Sicilia, onorevole Presidente,
onorevole Capodicasa, al di là degli schiamazzi, al di là di
atteggiamenti goliardici c'è un problema che attiene a questa
maggioranza, che attiene al rapporto tra il mio Partito e questa
maggioranza: o questa maggioranza è nelle condizioni in termini
rapidi di portare a termine l'azione di risanamento condotta dal
Governo - e penso che questo vada fatto prima di venerdì - e noi
dobbiamo favorire non solo il diritto delle minoranze, ma il
diritto della maggioranza ad affermare una politica, oppure,
Presidente dell'Assemblea, Presidente Capodicasa, si pongono
problemi seri, non in ordine al rapporto con il Governo, ma in
ordine al rapporto con la Sicilia. Continuate pure, continuate
con questo atteggiamento che vi qualifica di fronte ai siciliani.
Presidente, non mi preoccupano gli atteggiamenti di schiamazzo e
goliardici dei miei colleghi del Polo ...
(Proteste dei deputati del settore di destra)
CAPUTO. Presidente, lei continua ad essere di parte
STRANO. Presidente, lei è un prevaricatore
PRESIDENTE. La richiamo all'ordine, onorevole Strano.
SPEZIALE. La invito a proseguire i lavori anche con la
discussione sulla Finanziaria.
STRANO. E' una vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Strano, se continua ancora la faccio
uscire dall'Aula. Non permetto che ci siano in quest'Aula
manifestazioni inurbane.
Onorevoli colleghi, la Presidenza ha applicato rigorosamente
il Regolamento. Sulla richiesta dell'onorevole La Grua hanno
parlato un deputato a favore ed uno contro per dieci minuti, così
come prevede il Regolamento.
Pongo in votazione la proposta dell'onorevole La Grua, che è
quella di concludere la seduta alle 22.30. Si vota per alzata e
seduta.
Chi è favorevole alla proposta dell'onorevole La Grua si
alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.40, è ripresa alle ore 21.45)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Presidente, pregiudizialmente vorrei dirle che mai un
atteggiamento è rivolto alla persona del dottore onorevole
Silvestro. Quindi se lei si ritiene offeso, mi scuso con lei dal
punto di vista personale, essendo un atteggiamento politico,
onorevole Oddo, che non deve mai essere scambiato per un fatto
personale.
A volte l'eccesso dei toni travalica le intenzioni e quindi
la prego di raccogliere queste mie considerazioni (anche se
abbiamo avuto l'impressione che in effetti l'abbia fatto parlare
due minuti in più).
Andiamo a chiudere questa vicenda che, mi auguro, troverà il
suo consenso e mi scuso nuovamente.
Ciò non mi esime, però, dal dire che sull'ordine dei lavori
noi potremmo innestare una battaglia continua, ad esempio facendo
delle proposte, come quella dell'onorevole Speziale, che poc'anzi
proponeva di invertire l'ordine dei lavori e di andare alla
Finanziaria. Noi vorremmo fare un proposta intermedia, che possa
trovare tutti d'accordo, sapendo anche che in questo momento
siamo in minoranza in Aula, ma ci sottoponiamo al voto
dell'Assemblea, chiedendo che alle 23.00, un limite ragionevole,
si ponga un limite alla discussione.
Questa è una proposta che chiediamo possa essere
ragionevolmente discussa e messa ai voti.
SPEZIALE. Ma c'è la proposta di andare ad oltranza.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
dovremmo un attimo mettere da parte le tensioni, che sono
certamente il frutto di una condizione politica difficile, e
dovremmo tentare di parlare dell'argomento per il quale siamo
stati chiamati per questa seduta.
Io sono convinto che la sua esperienza e la sua saggezza ci
metteranno nelle condizioni di poter sospendere la seduta in un
orario decente, anche perchè domani ci attende una giornata di
lavoro intenso, anche perchè il personale dell'Assemblea ha il
diritto di riposarsi come lo stesso diritto ce l'hanno i
deputati.
SPEZIALE. Presidente, votiamo la proposta fatta da me
FLERES. Stiamo discutendo l'esercizio provvisorio 1999
relativamente alla proroga del medesimo per un altro dodicesimo,
fino al 30 di aprile di quest'anno e siamo in linea con quanto
prescritto dalla Costituzione, con quanto prescritto dalle norme
di contabilità vigenti in questa Regione, fermo restando che
naturalmente desideriamo entrare nel merito delle diverse voci di
spesa. Anche perchè, signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
desideriamo segnalare all'attenzione dell'Aula e dell'opinione
pubblica che un esercizio provvisorio costruito sulla base di un
bilancio di previsione, come diceva poc'anzi l'onorevole Piro,
approvato dalla Giunta, rischia di rendere vana la discussione
sul bilancio. Mi spiego meglio: approvare un esercizio
provvisorio per quattro dodicesimi, così come accadrebbe a
quest'Aula se riuscisse ad approvare il disegno di legge che
stiamo discutendo senza entrare nel merito delle scelte che
vengono compiute e quindi assumendolo così com'è, non in maniera
articolata, provocherebbe, una volta trasferiti gli impegni di
spesa relativi al bilancio di previsione 1999, una sorta di
ingessatura del medesimo, perchè sappiamo bene che il bilancio di
previsione 1999, per una serie di cose, sarà un bilancio di
previsione in forte diminuzione. Ed allora, se noi per quattro
mesi autorizziamo acriticamente una spesa e per i rimanenti otto
mesi comprimiamo la medesima spesa, di fatto noi non stiamo
autorizzando un bilancio per quattro dodicesimi, stiamo
autorizzando un bilancio per sei dodicesimi, per otto dodicesimi,
paradossalmente persino per dodici dodicesimi in quei capitoli di
spesa che nel bilancio di previsione 1999 subiranno una forte
compressione, e noi sappiamo che quella forte compressione
comunque ci sarà.
Dunque gli interventi che stiamo formulando sono tutt'altro
che cervellotici, sono tutt'altro che semplici, anche nella loro
evoluzione, proprio perchè ci troviamo in una situazione
finanziaria difficile e dunque non vorremmo assolutamente che la
Regione siciliana si trovasse a dovere vivere il 1999 in maniera
schizofrenica, allargando i cordoni della borsa nei primi quattro
mesi di attività e restringendoli drasticamente nei successivi
otto mesi, per quel gioco contabile a cui facevo riferimento
prima.
Allora, qual è la nostra proposta? La nostra proposta è
quella di soprassedere sull'approvazione dell'esercizio
provvisorio e di affrontare in maniera chiara e precisa il
bilancio di previsione 1999, anche perchè, signor Presidente,
poc'anzi sentivo qualche collega drammatizzare: si blocca la
Regione, non si possono fare pagamenti. Ma veramente siamo
convinti che con un dodicesimo - posto che sia un dodicesimo -
del bilancio della Regione, così come estrapolato dalla
previsione già depositata ed approvata dalla Giunta, risolva i
problemi finanziari di questa nostra terra? Siamo convinti che i
farmacisti che avanzano non so quante centinaia di miliardi, le
strutture sanitarie private che avanzano non so quante centinaia
di miliardi, gli artigiani, i commercianti, gli agricoltori, i
comuni che avanzano, a loro volta, non so quante centinaia di
miliardi possano risolvere i loro problemi con un dodicesimo del
bilancio di previsione depositato ed approvato dalla Giunta?
Io sono convinto di no. Noi stiamo costringendo gli enti
locali della Sicilia a bloccarsi a loro volta perchè non possono
predisporre i loro bilanci, poichè non hanno il dato certo del
trasferimento finanziario che essi riceveranno da parte della
Regione. E voi pensate che con un dodicesimo di un bilancio di
previsione depositato ed approvato dalla Giunta, ma
immediatamente non accolto dalla Giunta successiva a quella che
lo ha depositato, possa risolvere questi problemi?
Ma veramente scherziamo? Siamo convinti veramente che i
siciliani si siano ammattiti o abbiano definitivamente perso il
lume dell'intelletto e non comprendano che, invece, qui si gioca
alla sopravvivenza di un Governo che non ha prospettive, che non
ha programmi, che non ha obiettivi, che non ha una progettualità,
che non ha una omogeneità politica e che, però, fa di tutto per
restare attaccato alla sedia, non sulla base di un progetto
politico, di un programma, di un obiettivo, di un risultato
favorevole allo sviluppo dei siciliani, ma solo per arrivare alle
elezioni europee mantenendo in carica qualche assessore o qualche
forza politica che, in assenza della gestione del potere,
scomparirebbe nell'opinione pubblica ed azzererebbe il dato
elettorale alle prossime europee?
Ma veramente pensiamo che i siciliani queste cose non le
capiscano?
Veramente pensiamo che gli si possa dire "voi volete
bloccare la Regione per chissà quale motivo" e loro ci credono?
Ma lo diremo qui, lo diremo nelle piazze, lo diremo durante
la campagna elettorale: voi volete gestire in maniera becera il
potere per potervi garantire un minimo di dato elettorale,
consistente frutto non di una progettualità ma solo di una
clientela, di un meccanismo clientelare ormai consolidato delle
forze politiche che sostengono questo Governo, onorevole
Presidente. E allora abbiamo l'esigenza di rimettere i piedi per
terra e di capire che non si gioca allo sfascio.
Noi abbiamo una progettualità che vogliamo sviluppare, noi
vogliamo costruire per questa terra una serie di obiettivi che
non hanno una connotazione partitica e che l'unica connotazione
che hanno è quella dell'oggettività e dell'urgenza rispetto alla
loro trattazione ed al loro conseguimento. Abbiamo il dovere di
farlo con razionalità, con tolleranza e, soprattutto, senza
furbizie, senza allarmismi, senza preoccupazioni di altra natura.
Il consenso dei cittadini si ottiene costruendo una
progettualità e costruendo obiettivi praticabili, non
illudendoli.
Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, sulla illusione
vorrei soffermarmi qualche minuto perchè un altro elemento che
dobbiamo affrontare e discutere in questo momento è proprio
quello dell'illusione, l'illusione di chi sta sostenendo il
Governo, ritenendo lo stesso attendibile, affidabile ed
autorevole relativamente a qualche promessa, a qualche minaccia,
a qualche contentino che può o non può essere dato e dunque, in
quanto tale, si propone e si continua a proporre il sostegno a
questo Governo non per i risultati oggettivi di natura politica e
programmatica che intende raggiungere, ma per quelli miseri che
riguardano il conseguimento di qualche sottogoverno, di qualche
incarico, certamente non di risultati importanti per il popolo
siciliano.
Ebbene, a questi colleghi che non riuscendo a vivere di
politica, non riuscendo a vivere di progetti, non riuscendo d
rimanere fortemente ancorati a quelli che sono gli ideali di
riferimento che dovrebbero essere quelli che li hanno spinti a
fare politica e a rappresentare gli interessi generali ed
astratti della collettività siciliana, a questi colleghi noi
diciamo: non vi illudete, questo Governo non è nelle condizioni
di potere garantire niente a nessuno, perché non ha una
maggioranza, non l'ha mai avuta neanche quando ha eletto il
proprio Presidente.
Questo è un governo che non è in grado di garantire neanche
il minimo indispensabile relativo all'ordinaria amministrazione
della Regione, figuriamoci se è nelle condizioni di rispettare
qualche promessa.
Non ci sono promesse che possono essere rispettate da un
governo che non fa politica, che gestisce il quotidiano con
l'unica logica che abbiamo immediatamente scoperto che è quella
della acquisizione di un potere da esercitare e da distribuire
non in funzione degli interessi collettivi ma degli interessi
clientelari di qualche personaggio che siede tra i banchi della
maggioranza, che siede tra i banchi del Governo e che non intende
mollare queste posizioni di vantaggio o di privilegio,
soprattutto nell'imminenza della scadenza elettorale, laddove
deve garantirsi un futuro che non sarà quello delle elezioni
europee ma quello immediatamente successivo.
I siciliani questo lo hanno capito, ce lo hanno ben chiaro
in testa e si ribellano e intendono affidare a noi il compito di
ribellarci in nome e per conto dei siciliani onesti, dei
siciliani che credono ancora nel valore delle istituzioni, che
credono ancora nel valore dello Stato.
Capisco che in questo momento un discorso che tenta di
ripercorrere strade politiche venga considerato utopistico; mi
rendo conto che in questo momento è molto più importante capire:
mentre Pompei è colpita dal Vesuvio che la copre di lapilli
incandescenti, l'unico obiettivo che ha questa maggioranza e
questo Governo è quello di piazzare qualche ultimo sottogoverno,
qualche ultimo decreto, qualche ultimo cottimo fiduciario,
qualche ultimo impegno di spesa giusto per potere rispondere alle
esigenze di qualche cliente in attesa dietro la porta di questo o
di quell'assessorato.
Non ci interessa tutto questo. Non ci interessa, non ci
appassiona, non ci stimola, non produce né a noi né alla Sicilia
alcuna sollecitazione positiva. Ci preoccupa, invece, che nel
momento in cui il nostro Paese, per dichiarazione dello stesso
Presidente del Consiglio, si accinge ad entrare in guerra, questo
Governo non si preoccupi di garantire l'ordinaria amministrazione
alla Regione non con il contagocce del bilancio in dodicesimi ma
con uno strumento finanziario e contabile degno di questo nome,
capace di affrontare le emergenze della Sicilia sulla base delle
scelte che si continuano a non compiere.
Noi ancora vogliamo sapere se il bilancio della Regione, che
l'onorevole Piro poc'anzi ha giudicato improponibile rispetto
alle scelte e alle valutazioni che egli stesso, in quanto
assessore al ramo, vuole fare poiché quel bilancio è quello dello
scorso Governo e non risulta che ci siano proposte perché nel
frattempo si tenta di elaborare una finanziaria che non è tale
perché è ben'altra cosa, perché è strumento di acquisizione e di
gestione del potere, perché è strumento indegno della politica
che si intende costruire per il futuro, ebbene, piuttosto che
discutere un bilancio che sia quello proposto da questo Governo,
con le scelte che vorrà compiere, si preferisce continuare a
centellinare la sopravvivenza senza compiere scelte e per giunta
illudendo i siciliani dicendo loro che senza l'esercizio
provvisorio si ferma e si paralizza tutto.
Si ferma e si paralizza tutto se si approva l'esercizio
provvisorio, perché si bloccano non quattro dodicesimi di
bilancio; sarebbero quattro dodicesimi se il bilancio di
previsione fosse quello depositato ma siccome sarà un bilancio di
previsione che sarà almeno la metà di quello depositato
relativamente alle spese che verranno compiute si blocca molto di
più che non i quattro dodicesimi. E come si fa una politica di
programmazione che viene sbandierata ai quattro venti sulla
finanziaria che non determina peraltro spese se non si
costruisce un bilancio di previsione che compia delle scelte e
che dica ai siciliani se la Regione e i singoli rami di
amministrazione sono pro o contro la proroga dei contratti degli
articolisti, sono pro o contro gli interventi a favore degli
agricoltori, sono pro o contro gli interventi a favore delle
categorie produttive, sono pro o contro una politica di rilancio
delle opere pubbliche, sono pro o contro la salvaguardia
dell'ambiente e quant'altro.
Questo è un governo che non vuole scegliere perchè non sa
scegliere e non sa scegliere perchè è frutto di una composita
maggioranza che non è tale all'interno della quale si
contrappongono in maniera diametralmente opposta posizioni che
non hanno nulla di coerente, che non hanno nulla di omogeneo, che
non hanno nulla di convergente, posizioni profondamente diverse
che hanno prodotto la fine dei precedenti governi per la stessa
ragione per cui questo governo si accinge a decretare la propria
fine.
Per le stesse ragioni, per le stesse scelte non compiute. La
Sicilia ha bisogno di scelte, ha bisogno di sapere in che
direzione va e il Parlamento ha bisogno di potersi caratterizzare
per le scelte che compie, non per quelle che non compie o per
quelle che spostano in avanti il problema senza risolverlo.
Noi vogliamo risolverlo e sappiamo che non possiamo dire sì
contemporaneamente ai sindaci festaioli e ai lavoratori della
Keller, non possiamo dire sì contemporaneamente agli sprechi che
vengono compiuti da certi enti e in certi condizioni e nello
stesso tempo dire sì ai disoccupati, agli imprenditori che
vogliono rilanciare la loro attività, all'Unione Europea che non
trova sponda in questa Regione per cui noi continuiamo a non
spendere centinaia e centinaia di miliardi che potremmo spendere
frutto delle mediazioni e degli accordi di natura europea sulle
materie di nostra competenza, perchè nello stesso tempo non
appostiamo nè i bilanci, le quote di cofinanziamento che sono di
pertinenza della Regione.
Ma chi vogliamo prendere in giro?
Noi dobbiamo potere dire sì e no sulla base di quelle che
sono le proposte che vengono formulate e dobbiamo poterci
confrontare con un sì o con un no sui singoli capitoli di
bilancio nel momento in cui verranno poste le diverse opzioni,
per cui i siciliani sapranno se siamo a favore dei sindaci
festaioli o dei disoccupati, se siamo a favore delle categorie
produttive o degli sprechi.
In quel momento si viene a determinare la nuova classe
politica, la nuova classe dirigente di questa regione, quella che
la farà uscire dal pantano in cui è stata obbligata a restare.
E allora, Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi non
vogliamo fare l'esercizio provvisorio, non lo vogliamo fare
perchè siamo convinti che sarebbe la strada peggiore per
pervenire a quel risultato generale che è il bilancio di
previsione 1999, che verrebbe profondamente mutilato se noi
approvassimo in maniera acritica l'esercizio provvisorio per i
motivi che ho già spiegato e su cui non intendo ritornare.
Noi, invece, vogliamo approvare il bilancio della Regione e
vogliamo misurarci in quella sede per sapere quanti stanno da una
parte e quanti dall'altra, quanti stanno dalla parte dello
sviluppo e quanti dalla parte dello spreco.
Noi sappiamo di stare dalla parte dello sviluppo e le scelte
che abbiamo compiuto sono sempre state in linea con una politica
di sviluppo.
Credo che queste cose noi abbiamo il diritto di farle, anzi
abbiamo il dovere di farle nell'interesse dei siciliani, non
possiamo sprecare risorse, non possiamo non scegliere, non
possiamo spostare in avanti i problemi per non trovare le
soluzioni perchè quei problemi se li troveranno i nostri
successori, e poi i successori dei successori.
E, allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
obiettivo di natura programmatica noi dobbiamo raggiungerlo col
bilancio, non ci fidiamo della finanziaria che è stata
predisposta, non riteniamo che quello strumento faccia recuperare
i soldi di cui la Regione ha bisogno, non riteniamo che quello
strumento legislativo serva a risollevare le sorti della Sicilia,
riteniamo invece che una sana classe politica, una corretta
classe politica sappia compiere le scelte che deve compiere
misurandosi su quelle che sono le dotazioni finanziarie di cui
dispone la Regione, senza trucchi, senza inganni, senza
strategie, senza tattiche, senza tentare di costruire sul nulla
il nulla.
Signor Presidente, credo che questo basti per comprendere
che non è facile andare avanti in queste condizioni e siccome
però noi siamo fortemente motivati, siamo fortemente convinti che
la salvezza della Sicilia passi attraverso la predisposizione di
un bilancio di scelte, utilizzeremo tutti gli strumenti politici
e regolamentari permessi all'interno e fuori di questo Parlamento
per convincere le forze politiche che questa è la strada giusta e
i cittadini, che non devono più dare fiducia a chi continua a
prenderli in giro, a chi continua a minacciarli quotidianamente,
a chi continua a tentare di scaricare su di loro o su altri le
responsabilità di una incapacità di Governo che, invece, è di
questo Governo e di questa maggioranza che non è tale.
GRANATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
le argomentazioni portate all'interno di questo dibattito da
molti dei colleghi che mi hanno preceduto, ma in particolar modo
dall'onorevole Stancanelli e adesso dall'onorevole Fleres,
rendono più facile, per quanto mi riguarda, questo intervento.
Vedete, al di là di alcune vicende che hanno caratterizzato
l'inizio di questa legislatura credo di avere sempre voluto dare
un contributo propositivo al dibattito politico che si è svolto
all'interno di quest'Aula.
A volte anche - questo lo rimprovero a me stesso, me lo
rimproverano in molti - l'onorevole Briguglio, l'onorevole
Strano, spesso mi rimproverano questa mia pervicace, continua
volontà di dialogo con la sinistra, volontà di dialogo con la
sinistra perchè per molto tempo e anche adesso, partiamo da una
riflessione che poi è tutta dentro i ragionamenti fatti
dall'onorevole Fleres in quest'Aula e cioè che soltanto
attraverso un generale processo di superamento, di vecchi
schematismi mentali, di vecchi riflessi condizionati si può
arrivare a scrivere una pagina vecchia e nuova di questo
Parlamento, ad iniziare da questa dodicesima Legislatura.
Credevo di avere imbarazzo nell'intervenire perchè non ho
mai parlato, questo devo confessarlo, non essendo più un giovane,
essendo quasi di seconda legislatura, intervenire in una fase
come questa sull'esercizio provvisorio di bilancio, sono stati
molti i colleghi della maggioranza che fermandomi - penso
all'onorevole Di Martino - mi hanno detto: "Che farai?
Interverrai anche tu?". Eppure credo che questo dibattito abbia
avuto un grande merito, quello di portare all'interno del
Parlamento, che poi è la sede istituzionale, un ampio dibattito
di ordine politico sulla fase che stiamo attraversando.
Nessuno può pensare che quello che è avvenuto qui, al di là
di quello che è stato detto prima, dall'onorevole Speziale, del
quale ho apprezzato la grande capacità pragmatica di assicurare
la presenza in Aula della maggioranza, questo fa parte del gioco
parlamentare, devo dire ho apprezzato un po' meno i toni con i
quali si è rivolto all'opposizione. Li ho apprezzati meno perchè
non soltanto non fanno parte, credo del costume mentale
dell'onorevole Speziale, ma anche perchè avevo ascoltato prima
gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto che sono
tutti indirizzati su una impostazione che è anche di ordine
culturale, signor Presidente; l'onorevole Capodicasa, che
presiede questo Governo, persona certamente non compromessa, che
non porta sulle sue spalle personali responsabilità col disastro
che oggi si trova a governare ed amministrare.
Questa stessa analisi, che poi credo sia una analisi che chi
ha il minimo di onestà intellettuale deve dover fare, non la
ritrovo molto spesso in discorsi non soltanto di esponenti della
sinistra, ma anche di esponenti eredi di quei partiti che hanno
governato la Sicilia per i precedenti venti, trenta,
quarant'anni, che hanno creato questa sorta di stato bulgaro con
qualche rara eccezione perchè anche allora non è che tutti
fossero d'accordo con quella impostazione, non è che ad esempio
all'interno della Democrazia cristiana o del Partito socialista
non esistevano persone alcune delle quali poi sono subentrate a
questa nuova fase non a caso della politica regionale e nazionale
che avvertivano tutti i limiti di quel modello, che è un modello,
onorevole Capodicasa, l'ho detto spesso, tipicamente da partito
unico.
Qui si è gestita la Regione con la dinamica del partito
unico, non della consociazione, del partito unico trasversale che
sugli affari, che sul denaro, che sulla speculazione edilizia,
che sui lavori pubblici, che sugli appalti che sulla gestione
clientelare della occupazione all'interno della pubblica
amministrazione regionale ha gestito la Sicilia.
Allora questo dibattito, questa fase della lotta politica
che il centrodestra ha intenzione di portare tutto all'interno
del Parlamento, però badate bene, senza scadere nei contenuti
come ha fatto parte del centrosinistra quando attaccava, non
dimenticherò mai quei dibattiti quando attaccava soprattutto il
primo governo Provenzano.
Quest'Aula è stata bloccata per giorni e giorni se non per
settimane per discutere una prima volta della possibilità di un
cittadino prosciolto in istruttoria di potere svolgere il ruolo
di Presidente della Regione e poi ha dovuto attardarsi per
settimane se non per mesi per discutere del legame di parentela
tra un cugino del fattore del predetto Presidente della Regione e
Cosa Nostra.
Questo è stato il livello della polemica, il livello
dell'attacco anche a livello personale, il livello della
offensiva psicologica nei confronti dei precedenti governi a cui
abbiamo assistito in quest'Aula.
E adesso di che cosa voi vi meravigliate? Del fatto che
sull'esercizio provvisorio tutti i deputati del Polo ritengano e
non soltanto i deputati del Polo altri esponenti di aree che
credono fortemente in questa che è una battaglia squisitamente
politica.
Noi potevamo fare una operazione molto semplice che si è
sempre fatta qui: potevamo far finta di porre in essere questa
operazione, anche noi se non provenienti certamente dalle vostre
scuole, anche noi abbiamo una certa capacità di capire come si fa
la cosiddetta interlocuzione politica, anche noi avremmo potuto
alzare la voce e sottobanco trattare su questo o su
quell'emendamento, anche noi avremmo potuto presentare migliaia
di emendamenti per poi andarci ad accordare in qualche corridoio
di questo Palazzo su questa o su quest'altra questione.
Questa prassi noi non l'abbiamo voluta seguire. Abbiamo
voluto seguire una via maestra che voglio sintetizzare e
illustrare in quest'Aula perchè fa parte di questo dibattito
politico. Noi ci siamo trovati, dopo il voto popolare del 16
giugno che ha investito una certa maggioranza per governare
questa Sicilia nelle condizioni certe, oggettive checchè ne pensi
qualcuno, anche ora l'onorevole Speziale lo ha definito il
presunto ribaltone regionale.
Perchè, onorevole Speziale, lei è in maggioranza perchè ha
vinto le elezioni? Mi faccia capire se il suo Presidente della
Regione, onorevole Capodicasa, è diventato Presidente della
Regione perchè ha vinto le elezioni regionali. C'è un centro
immobile della politica regionale presente in questo Parlamento
che è stato e resta ed è un fattore d'inquinamento dello scenario
politico e che prima devo dirlo apertamente a certi miei amici di
forza Italia e di Alleanza nazionale ha parzialmente condizionato
se non egemonizzato culturalmente anche in certe prassi di
Governo quella spinta forte che c'era soprattutto nei giovani che
andavano a fare gli assessori, che entravano nella squadra del
primo governo Provenzano e anche del governo Drago, di volerle
cambiare davvero le cose in Sicilia.
E però, pian piano ci sono riusciti, questa cosa non la si
poteva toccare, quell'altra riforma non la si poteva fare, le
commissioni provinciali di controllo non si dovevano abolire
perchè ognuno aveva il suo omino da piazzarci, gli enti economici
non si dovevano dismettere perchè dava fastidio dismetterli;
partito trasversale che ha continuato ad agire in quest'Aula e
che ha totalmente snaturata quella che era la volontà politica
del Governo del Polo.
Ora, onorevole Speziale, lei pensa che ci sia stato un
presunto ribaltone, ma lei come definirebbe fatto unico solo in
Sicilia avvenuto di tre assessori di un governo che continuano a
sedere negli stessi banchi del governo di altro segno. In
Calabria e in Campania ci sono stati ribaltoni ma c'è stata
quanto meno la dignità individuale di non potere essere uomini
per tutte le stagioni e sentire di non potere svolgere ruoli di
governo della cosa pubblica indifferentemente con una coalizione
e poi con un'altra.
Qui questa sensibilità non c'è stata, è venuta meno, e altri
fatti hanno caratterizzato queste giornate. Vedete, chi vi parla
non è particolarmente appassionato nel raggiungimento di quota 45
o 44 di questa maggioranza; credo che sia un gioco del tutto
virtuale Non me ne può importare di meno. Chi vi parla è
preoccupato di ciò che dice l'onorevole Zanna sul problema delle
discariche, quando dice apertamente che ritiene - e condivido
quella posizione - che non può essere commissariata la Regione
per poi avere nel luogo del commissariamento l'Assessore che in
un certo qual modo viene commissariato.
E quindi l'onorevole Lo Giudice anzichè risentirsi nei
confronti di alcuni parlamentari di Forza Italia o di Alleanza
Nazionale, non so verso chi si risentì in quell'occasione,
certamente dovrebbe guardare all'interno della sua maggioranza, a
cose gravissime, dette da Zanna, tra le righe anche
esplicitamente, su quel livello di commissariamento.
Allora questi segnali non sono soltanto quelli dati in modo
esplicito, in modo preciso, in modo puntuale da un'autorevole
deputato del capoluogo, peraltro, dei democratici di sinistra,
componente della Commissione regionale antimafia, che ha
sollevato perplessità di segno chiarissimo nei confronti del
commissariamento in persona dell'onorevole Lo Giudice, per quanto
riguarda la gestione delle discariche. E non si può sottacere di
un'altra vicenda Tutti abbiamo sentito quello che in quest'Aula
è risuonato quando ha parlato l'onorevole Guarnera
Questo Governo oltre che occuparsi del quarantacinquesimo o
del quarantaseiesimo dovrebbe anche capire che cosa significa il
fatto che Zanna dica quelle cose e che Guarnera dica di altre, e
che le ribadisce, e che le sottolinea, e che fonda la astensione
sulla sulle cose che ribadisce e che sottolinea,
Questi sono i problemi su cui noi ci troviamo costretti
oggi, non per legittima difesa di una posizione. Nessuno crede,
onorevole Speziale ai controribaltoni acquisendo qualcuno. Noi
crediamo a una dinamica nella quale la undicesima legislatura,
ognuno nei propri ruoli, ognuno nelle proprie competenze, ognuno
per ciò che gli elettori avevano stabilito, occupava dei ruoli.
C'era un centrodestra che governava, cera un centrosinistra che
tranne le parentesi che ho prima sottolineato, con grande
dignità, con grande competenza, con grande professionalità,
faceva l'opposizione in quest'Aula e gestiva insieme il
Parlamento.
Lo scenario che c'è adesso è un altro, ed è quello che è
stato sottolineato dall'onorevole Fleres. E allora anche se
l'esempio e il modo di dire inopportuno, visti i tragici
avvenimenti che stiamo vivendo tutti, alla Guerra come alla
Guerra.
Noi non possiamo in uno scenario come questo, dove ci
troviamo oggettivamente di fronte a una situazione di fatto, che
partiti che sono radicati profondamente nella tradizione popolare
siciliana e nazionale, come ad esempio il Partito popolare, si
trovano oggi costretti a reggere le sorti di un Governo dentro
cui c'è una componente che è alla ricerca di una collocazione
politica all'indomani dell europee, rischia di arrivare a quella
collocazione con le chiavi in mano del proprio partito.
Faccio anche questo tipo di riflessione: ci sono mille
elementi di di contraddizione all'interno di questa dinamica, e
voi volete che tutti questi elementi di contraddizione non li si
debba sottolineare tutti onorevole Di Martino?
Noi abbiamo lanciato una idea. Noi avevamo lanciato una
idea e questa idea era quella di un Governo che riuscisse ad
affrontare al di là della goliardia e delle battute a volte delle
posizioni serie dell'onorevole Zanna, alcune questioni che sono
tutte sul tappeto. Vedete venerdì scorso, Venerdì di Repubblica,
venerdì scorso, Venerdì di Repubblica ha pubblicato l'ennesimo
articolo sulla nostra caffetteria, sulla nostra barberia, sul
numero dei nostri occupati, su quanto ci pagano, quanto prendiamo
di indennità, certamente l'ennesimo articolo, non è stato il
primo probabilmente non sarà l'ultimo. Ma quello che ci dobbiamo
chiedere è: finirà tutto questo? Al di là di quello che noi
pensiamo, di come ci autorappresentiamo, di ciò che diciamo
dell'Assemblea regionale siciliana e della nostra autonomia, ci
poniamo concretamente il problema perchè tutto questo non
finisce, onorevole Piro, lei se lo pone mai il problema al di là
della sua Finanziaria che sarà splendida.
Lei se lo deve porre questo problema, perchè in
quell'articolo c'era con chiarezza delineato proprio lo scenario
che noi oggi con questa linea di condotta parlamentare vogliamo
denunciare all'opinione pubblica siciliana. Noi denunciamo il
fatto che all'interno del Parlamento con forti complicità,
all'interno di una burocrazia regionale che si è coperta di
ridicolo con improbabili ed infondati appelli alla privacy e che
deve rendere fino in fondo e tutto intero le sue responsabilità
per quanto riguarda la gestione della cosa pubblica in Sicilia,
perchè spesso in Sicilia onorevole Presidente parlamentari, di
questo Parlamento e parlamentari nazionali sono stati ritratti in
manette per poi essere assolti.
Io ne ho visti pochi burocrati ritratti in manette, ciò che
so è che ne vedo moltissimi che sono identici a quelli che
circolavano nell'era Nicolosi e Nicolosi certe cose, non lui,
Nicolosi certe cose le ha dette anche su quel metodo ed anche su
quella burocrazia regionale. Ed allora, su tutti questi problemi
la coscienza, come dire, di una certa sinistra che ha costruito
antagonismo a questo partito degli affari, che ha costruito anche
situazioni di contrapposizione dura, di opposizione e la
coscienza di grandi forze popolari, di centro moderate ma che
nella dignità della loro posizione hanno avuto la forza di
sopravvivere a quella che è stata la grande rivoluzione che poi
ha travolto un po' tutto quella che era il partito stato della
Democrazia Cristiana e che si sono ritrovati non casualmente
ripresenti di nuovo in questa legislatura, segno comunque di
percorsi individuali cristallini.
Allora tutto questo può essere nuovamente svenduto a questa
sorta di convitato di pietra, a questo partito egemone e sempre
presente consociato con la burocrazia che rende impossibile al
Polo di governare e che renderà impossibile all'Ulivo di
governare perchè come ha reso impossibile a noi governare,
renderà impossibile a voi governare.
Questi sono gli interrogativi oggi sul tappeto, oggi che
dopo il 18 di aprile e credo dopo il 13 di giugno scenari come
dice il mio amico Egidio Ortisi a geometrie variabili si vanno ad
aprire nel Paese, quindi qui lo scenario è questo ed allora non è
che è strumentale perchè si deve far cadere un governo per
sostituirlo con un altro governo o perchè come crede l'onorevole
Speziale in questo dimostrando una certa propensione a pensare
come agisce, crede che noi si voglia in questo momento acquisire
qualche unità per riportare lo stesso schemino, magari a parti
contrapposte.
Noi diciamo un'altra cosa onorevole Speziale, noi diciamo
che le grandi forze realmente riformatrici di questo Parlamento,
devono interrogarsi e capire cosa devono fare, abbiamo di fronte
delle emergenze enormi, soltanto una base parlamentare, una base
popolare, una base sociale adeguata alle risposte che si devono
dare all'esterno, può affrontare questa fase di emergenza.
In questa base parlamentare, in questa base governativa, in
questa base politica possono starci tutti tranne quelli che
pensano di concepire ancora oggi la politica come posizionamento
individuale, come clientela o peggio come pratica degli affari.
Questo è l'invito che oggi ci sentiamo di far partire con forza
dalle nostre posizioni, questo è l'invito che riteniamo debba
trovare orecchie attente anche in chi o tradizionalmente si è
posizionato su posizioni quindi di antagonismo ai meccanismi
precedenti o verso chi da posizioni moderate ha comunque saputo
scegliere in modo coerente e come dire non in base alla
convenienza.
Concludo uscendo ancor più fuori dalla metafora. Io credo
che oggi in questo Parlamento ci siano le condizioni per
potere isolare all'opposizione quella sacca di conservazione
della XI legislatura che è legata ad una burocrazia che è in gran
parte da rinnovare e da reinventare, che blocca l'azione di
Capodicasa, blocca l'azione di Piro, blocca l'azione di altri
Assessori di questo Governo.
Tutto questo lo si può fare, a mio avviso, e lo si deve
fare. Ma non ci potete chiedere di essere 'più realisti del re';
non ci potete e non ci dovete chiedere di agevolare percorsi
parlamentari che servono soltanto a creare nella migliore delle
ipotesi forza contrattuale a qualche trovata mastelliana o a
qualche vicenda di questo tipo, comunque di basso profilo Sulle
grandi scelte, sul volare alto, sull'alto profilo ci troverete
d'accordo fin da subito per affrontare i nodi del bilancio e per
aprire una fase positiva della vita di questo Parlamento.
GRIMALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'era stata
poco fa una proposta che certamente ha suscitato allarmismo nella
maggioranza: interrompere i lavori alle 22.30 o alle 23.00, in
modo tale che domani ci si possa presentare in Aula per lavorare
serenamente, proporre e portare a termine questi interventi per
l'approvazione dell'esercizio provvisorio.
Io penso che questa proposta non debba assolutamente vederci
divisi perché ognuno di noi comincia ad accusare certamente la
stanchezza, ma nessuno di noi si tirerà indietro se bisogna per
forza fare il braccio di ferro.
La maggioranza o l'opposizione non può scendere a livelli
così bassi. Io penso che abbiamo tutti l'interesse in un momento
così drammatico di gestire questa Sicilia.
Sull'esercizio provvisorio, caro Presidente, io non capisco
il perché ad un certo momento da parte del Governo ci sia stata
questa grande necessità, questa urgenza di portare subito
l'esercizio provvisorio, forse perché questo Governo si sente
provvisorio, forse perché questo Governo vuole fare oggi quello
che possibilmente pensa di non potere fare domani.
Allora Presidente, Forza Italia, il centro destra è
disponibilissimo a cominciare ad esaminare il bilancio per
approvare non solo l'esercizio provvisorio che, come diceva
l'onorevole Fleres, potrebbe anche creare poi problemi per
l'approvazione del bilancio.
Siamo prontissimi come forza di opposizione ad esaminare fin
da domani il bilancio di questa Regione.
Noi non possiamo caro Presidente della Regione, caro
onorevole Presidente dell'Assemblea, amici della maggioranza, non
possiamo assolutamente continuare in un momento così delicato,
così importante, pensare ancora a discutere di finanziaria.
E' assurdo, credo che sia realmente una provocazione non
all'opposizione, ma credo che sia una provocazione all'intero
popolo siciliano, ai sindaci di tutti i Comuni della Sicilia che
aspettano immediatamente di potere avere finalmente le risorse
necessarie per svolgere con dignità il proprio ruolo, il proprio
compito.
Io penso che oggi parlare di una finanziaria che è partita
in un modo e che ha visto l'opposizione impegnata in tutte le
commissioni per discutere un documento che noi ritenevamo un
documento serio presentato dal Governo e poi improvvisamente ci
ritroviamo con una finanziaria che è uno stralcio da quella
finanziaria...
Allora vorremmo capire se veramente questo Governo crede che
possa ancora durare o crede veramente di essere arrivato al
capolinea, perché non c'è serietà, onorevole Presidente della
Regione; non c'è assolutamente oggi una via che questo Governo
intende seguire e che quindi indica all'opposizione. Un Governo
che stralcia una finanziaria sulla quale ha lavorato, sulla quale
avete lavorato come Governo e ce la ripresentate in un modo
completamente diverso, offendendo e mortificando l'opposizione,
ma anche la stessa maggioranza che per ore e ore, con grandi
sacrifici, partecipando ai lavori delle varie commissioni, ha
tentato di emendarla per dare quei suggerimenti necessari per
migliorarla. Tutto ciò che è stato fatto nelle Commissioni,
Signor Presidente della Regione, onorevole assessore, è stato
completamente accantonato. La quarta Commissione, della quale io
mi onoro di far parte, non ha avuto mai un momento in cui la
maggioranza dimostrasse di essere maggioranza perché, grazie
solamente alla presenza dell'opposizione, alla presenza dei
commissari del centro-destra, ha potuto operare e lavorare.
Allora, questo Governo non so se realmente vuole la
finanziaria; quando questo governo non è venuto in Commissione a
difendere, a discutere la finanziaria, quando i rappresentanti
del Governo invitati alle volte non si sono presentati nelle
Commissioni, non so per quale motivo, forse per paura di
discutere con l'opposizione su una finanziaria, alla quale
finanziaria possibilmente neanche loro stessi credono, oppure
chissà per quale altro motivo. Allora non siamo noi, signor
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, a volere cercare di
rendere difficile la vita di questo Governo. Credo che sia la
stessa maggioranza che ormai è sfiduciata, che non è più
assolutamente soddisfatta dell'operato dei vari interventi, dei
vari passaggi di questo Governo.
Allora non possiamo essere noi, Presidente della Regione, a
mantenere in vita questa maggioranza, noi non vogliamo
assolutamente togliere al popolo siciliano quella prerogativa che
è quella di capire come realmente stanno le cose. Allora noi
discutiamo oggi di esercizio provvisorio e discuteremo
possibilmente, fra qualche giorno, di finanziaria, di quella
finanziaria per la quale in Commissione abbiamo lavorato e ad un
certo punto, in un articolo, sul quale si è discusso per ore, e
questa era stata una trovata intelligente, senz'altro, da parte
del Governo, di far pagare ai visitatori che entravano nei musei
o nelle zone archeologiche il biglietto d'ingresso.
Ma io mi rivolgo, allora, all'assessore per i beni culturali
che è qui presente: come possiamo far pagare il biglietto quando
chiudiamo la Villa del Casale? Quando manteniamo chiusi i musei
per mancanza di personale o per accordi non chiari raggiunti tra
il personale e i responsabili di queste strutture?
Allora noi diciamo ai turisti, ai duemila turisti che sono
arrivati a Piazza Armerina e che volevano visitare la Villa del
Casale che a causa dello sciopero non possono entrare.
Contemporaneamente, nella finanziaria prevediamo di far pagare
giustamente il biglietto d'ingresso ai turisti. Allora ci sono
delle cose assurde, caro Presidente della Regione. C'è un
problema grossissimo: il problema dei rifiuti; un problema molto
serio che avevamo tutti assieme, con grande disponibilità da
parte dei Commissari del centro-destra, cercato di esaminare,
invitando lo stesso assessore a mettere temporaneamente da parte,
stralciandola della finanziaria, l'applicazione della legge
Galli, una legge sulla quale bisogna discutere, una legge sulla
quale bisogna capire cosa bisogna fare, una legge che non si può
dire di recepire semplicemente con due parole.
Questa finanziaria, caro Presidente della Regione, cari
amici del Governo, più che una finanziaria, in certi momenti, mi
è sembrato uno scadenzario. Questo Governo cosa fa? Dice: in
questa finanziaria, entro trenta giorni, aboliremo questo, entro
sessanta giorni faremo scomparire questo, entro novanta giorni
faremo questo. Ma caro Presidente della Regione, cari amici del
Governo, è semplice dire così, l'avremmo potuto fare anche noi
nel passato: entro sei mesi sistemiamo il tutto. Bisogna vedere
come, bisogna vedere qual è il percorso da seguire, quanto
giustamente siano preoccupati gli operai dell'EAS, quanto
preoccupati il personale delle aziende soggiorno e turismo,
quanti in questo momento hanno un lavoro e, non avendo quella
chiarezza, quando questo Governo non riesce a fare chiarezza,
essi certamente sono preoccupati del loro futuro.
Io dico, rivolgendomi agli amici qui presenti della
non otrà garantire maggioranza e dell'opposizione: noi siamo
convinti che questo Governo - come forse anche un altro Governo -
non può essere nelle condizioni dall'oggi al domani, considerati
i debiti enormi e il buco di migliaia e migliaia di miliardi che
ha questo bilancio, questo governo non può dare alla Sicilia
nuovi posti di lavoro, assicurare l'occupazione. Ma certamente
abbiamo un dovere, caro presidente della Regione, che è quello di
garantire il lavoro almeno a chi ce l'ha.
Così noi rischiamo, invece, di far perdere la fiducia anche
a coloro i quali in questo momento grazie a Dio hanno un lavoro.
Stamattina mi sono trovato alla Presidenza della Regione.
Eravamo solamente noi dell'opposizione, l'amico Vella di
Rifondazione comunista, il Presidente era impegnato fuori e c'ero
io, c'erano gli operai della Telecom i quali protestavano, signor
Presidente, protestavano perchè da mesi non vengono retribuiti,
perchè questa gente mentre noi pensiamo possibilmente, in un
momento drammatico qual è quello che sta attraversando l'intera
umanità, di passare - ci auguriamo, vi auguro a tutti - una
Pasqua serena mentre c'è questa gente che oggi lì, da mesi non
percepisce lo stipendio. E cosa fa questo Governo regionale,
quale posizione assume nei riguardi di questi lavoratori che
rischiano realmente?
Noi stasera diciamo che vogliamo andare a casa perchè siamo
stanchi e vogliamo riprendere i lavori domani mattina. Ma noi
andando a casa, possibilmente fra mille problemi, riusciremo a
prendere sonno. Ma c'è gente in questo momento, in questa nostra
terra che possibilmente la notte non riesce più neanche a
chiudere gli occhi
Allora, signor Presidente, questo bilancio, questa
finanziaria cosa prevede per i ventitremila, i trentamila
articolisti? Cosa prevede per i precari? Cosa prevede per i
contrattisti? Io non dimenticherò mai quando ho fatto in
quest'Aula un intervento per i contrattisti che sono pochissimi
ormai - l'amico capogruppo dei diessini ha partecipato anche ad
un incontro con questi contrattisti disperati. Sono alcuni di
Caltanissetta, di Enna, altre pochissime unità della provincia di
Ragusa, credo, messi assieme sono decine e decine di famiglie che
in questo momento, dopo anni e anni di attesa, avevano
riacquistato una speranza con l'emendamento presentato in aula e
che poi, invece, è andato a finire tutto come al solito in questa
nostra terra.
Allora, l'impegno ci deve essere, di deve essere chiarezza,
bisogna dare la speranza, caro Presidente della Regione, a questa
gente. L'ordinaria amministrazione, la gestione del potere non
serve a niente ed a nessuno, eccetto che a noi stessi se il
potere lo vogliamo sfruttare come lo si sfruttava nel passato. Ma
io penso che gli uomini di questo Governo non abbiano
assolutamente interesse a continuare il percorso che molti
politici del passato purtroppo hanno portato avanti distruggendo
l'immagine della nostra Sicilia.
Cosa abbiamo fatto, cosa c'è scritto in questa finanziaria
per le migliaia e migliaia di forestali? Questa gente che viene
chiamata così di volta in volta, che non ha certezza, che non ha
assolutamente sicurezza di poter continuare a lavorare. E poi,
fra qualche mese, cosa avrà fatto questo Governo quando la
Sicilia ricomincerà a bruciare? Quando gli incendi ricominceranno
a distruggere gli ambienti? Caro assessore Lo Giudice, caro
assessore per l'agricoltura, cosa sta facendo questo Governo se
ignorerà completamente il problema, come lo ha ignorato nel
passato, oppure vuole cominciare ora, in tempo per vedere quali
sono quelle misure necessarie ad evitare che il nostro ambiente
venga distrutto?
Noi parliamo di risanamento ambientale, noi diciamo che
vogliamo certamente salvaguardare, non vogliamo fare una legge,
una sanatoria, non vogliamo assolutamente occuparci
dell'abusivismo, però diamo una grande mazzata a questo nostro
ambiente distruggendo l'ambiente naturale che è fatto dei boschi.
Allora Presidente, ad Enna c'era un personaggio ed esiste
ancora, ed è conosciuto forse in tutta la Sicilia. Si chiama
Armando Piano del Balzo. Ha creato un partito 'SOS': Salvatevi
Onesti Siciliani. Armando Piano del Balzo è abituato nelle piazze
a parlare a cinque, sei bambini che certamente incuriositi lo
ascoltano.
Quando uno parla in questa assemblea, caro Presidente della
Regione, in certi momenti crede di volere emulare o imitare
Armando Piano del Balzo.
Onorevole Presidente, ognuno di noi ha delle cose da dire;
c'è chi li dice bene, chi li dice male ma certamente in tutti noi
c'è l'entusiasmo di potere esprimere il proprio pensiero e credo
che il rispetto lo si deve a tutti, lo si deve a coloro i quali
rappresentano le minoranze e a coloro i quali rappresentano le
maggioranze.
Penso che da parte del Governo sia un dovere ascoltare,
forse più dei colleghi deputati perché se noi parliamo non è
perché la televisione può mettere in evidenza le nostre rughe o
la nostra stanchezza. Noi parliamo perché immaginiamo, e questa è
la nostra fantasia che ci porta ad immaginare questo, che gli
uomini che rappresentano oggi la Sicilia e che hanno la
responsabilità di governo, piuttosto che leggere un giornale
dovrebbero prendere appunti su proposte che possono essere alle
volte anche sensate.
Dicevo, onorevole Presidente della Regione, la finanziaria
che lei sicuramente ci riproporrà fra qualche giorno , non è
quella di mille miliardi che avrebbe potuto in effetti dare un
contributo al risanamento del nostro bilancio, è una finanziaria
di duecento miliardi. E allora perché in questo preciso momento
il Governo e la maggioranza si accaniscono a ripresentare questa
finanziaria? C'è tempo per discutere della finanziaria, c'è
tempo per partorire un'ottima finanziaria, no con un accordo tra
la maggioranza e l'opposizione, ma deve venire fuori da un
dialogo tra persone che vogliono bene la Sicilia
indipendentemente all'appartenenza a una maggioranza o una
opposizione o a un colore
Io stasera ho sentito l'amico presidente Provenzano quando
per un istante mi ha fatto tornare in mente i momenti che noi
abbiamo vissuto quando eravamo al Governo ed io mi ricordo allora
l'opposizione, le critiche che muoveva, giustificate alle volte,
critiche che andavano realmente prese nella massima
considerazione, ma vedevo che c'era un amore, forse perché per
noi era la prima volta che sedevamo qui, in questo palazzo, per
governare, per cui c'era quell'entusiasmo, quella voglia di
ascoltare, di accettare gli inviti alle riflessioni, ad un
comportamento diverso ed eravamo forse particolarmente noi
diversi da quelli che attualmente governano questa Sicilia che
certamente hanno una esperienza maggiore, hanno diverse
legislature alle spalle.
Allora, Presidente della Regione, cosa abbiamo noi inserito
in questa finanziaria per il il turismo? Io sono convinto, e lo
dicevo anche all'onorevole Rotella, che l'unica cosa che stiamo
facendo per il turismo, e quest'anno sicuramente ci sarà un
incremento disgraziatamente grazie alla guerra, perché
arriveranno in questa nostra isola solamente albanesi, marocchini
ed altri poveri martiri di questa guerra che certamente in questo
preciso momento ci porta a riflettere su tutto ciò che sta
accadendo.
Ma la cosa più strana, è che stasera, mentre parlava
l'onorevole Provenzano, mi veniva in mente, allora su questo
Governo, presidente della Regione, onorevoli assessori, poco fa
diceva il capogruppo dei diessini che in questa aula bisogna
cercare di mantenere quell'atteggiamento, quel comportamento, ho
apprezzato moltissimo l'onorevole Strano quando certamente è
stato equivocato ed è venuto, da questi microfoni a chiedere
ufficialmente scusa per l'equivoco che era venuto fuori.
Ma il comportamento non lo può tenere semplicemente un uomo
dell'opposizione, l'esempio lo deve dare l'uomo della
maggioranza, cioè l'uomo al quale in questo momento è affidata la
sorte della nostra Sicilia.
Non vuole essere un richiamo ma avendo compiuto e superato i
56 anni credo che, indipendentemente da tutto, ai miei colleghi
posso anche dare un consiglio: nella vita una delle cose più
difficili è saper ascoltare; parlare è facile, dire cavolate,
dire cose serie ma lo sappiamo fare tutti, ascoltare è un segno
di grande civiltà e di grande intelligenza.
Allora, dicevo, quando l'onorevole Provenzano questa sera mi
ricordava la storia del nostro Governo, io ricordavo anche gli
amici assessori, oggi rappresentanti dell'U.D.R., che allora
stavano con noi con il primo Governo Provenzano. E poveretti,
questi amici assessori dell'UDR subivano la violenza - se così si
può chiamare - dell'opposizione che minuto per minuto cercava di
inchiodarli.
Poi è cambiato il Governo, gli amici sono rimasti sempre
presenti e sempre l'opposizione che continuava a mettere chiodi;
adesso ritornano, sono ancora al Governo e ad inchiodarli sono
quelli che oggi rappresentano la minoranza e quindi le forze di
centro-destra.
Questa è una cosa simpatica, amici deputati, amici onorevoli
colleghi. Come si può resistere realmente e per tutto questo
tempo agli insulti una volta dell'opposizione che oggi è
maggioranza e oggi dell'attuale maggioranza che prima era
opposizione?
E' una situazione realmente ridicola, ecco perché io sono
convinto che questo Governo è convinto di questa enorme
provvisorietà e vorrebbe chiudere tutto in 24 ore.
Noi invitiamo invece alla calma, alla serenità; noi
invitiamo questo Governo a ritirare la finanziaria per portare
subito in Aula il bilancio, che in questo momento è l'unico
strumento che consente realmente ai vari sindaci, a tutti coloro
i quali in questo momento aspettano anche la possibilità di
percepire lo stipendio di ritrovare quella serenità necessaria.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
sommessamente desidererei fare una proposta: ho visto che ci sono
molti iscritti a parlare, questo denota che c'è un interesse
intorno all'esercizio provvisorio che noi dovremmo approvare
stasera.
Io la inviterei a porre in votazione la seguente proposta:
di andare avanti stasera con la discussione generale, di
procedere quindi con la votazione per il passaggio agli articoli
in serata o in nottata quando finiremo, di riprendere i lavori se
nel frattempo sono stati presentati degli emendamenti (a norma di
Regolamento dobbiamo andare alle 24) giovedì mattina e di
riprendere domani nella tarda mattinata i lavori con la
finanziaria.
Signor Presidente, le chiedo di sottoporre al voto la
suddetta proposta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché la discussione è
abbastanza complicata e anche controversa, in quanto c'è stata
anche una discussione su una proposta dell'onorevole La Grua,
sospendo la seduta e convoco immediatamente la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 22,56, è ripresa alle ore 00,08)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, devo dire
che i lavori sono stati sospesi, come ben sapete, per la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Abbiamo
tentato di trovare una soluzione da buoni padri di famiglia come
sul dirsi, sembrava raggiunta ma non è stato raggiunto il
traguardo dell'unanimità.
Credo che l'onorevole Aulicino voglia affidarsi all'Aula per
una proposta, spero di mediazione.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, credo che una proposta vada
formulata all'Aula, all'attenzione dell'Aula ed è questa:
dovremmo, potremmo continuare nella discussione generale sul
disegno di legge in discussione con l'impegno di tutti ad
esaurire gli interventi alle ore 13,00 di domani, votare il
passaggio agli articoli e nel pomeriggio incardinare la
discussione sulla finanziaria. Non ho nulla da prospettare per il
dopo, questa è una ipotesi di lavoro che prospetta l'Assemblea.
PRESIDENTE. C'è una proposta formale dell'onorevole Aulicino,
ma gradirei che fosse presente il Presidente della Regione.
Allora, onorevoli colleghi, la proposta dell'onorevole
Aulicino è la seguente: sospensione dei lavori adesso, Aula per
domani mattina e impegno di chiudere la discussione generale
entro le ore 13,00 di domani mattina votando il passaggio agli
articoli.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
dell'onorevole Aulicino ha un senso soltanto se viene comunicato
qui da parte del Polo che rispetto ai 18 iscritti a parlare, che
utilizzano pienamente il tempo di 20 minuti, noi dovremmo
impiegare 360 minuti, che sono 6 o 7 ore di dibattito. Se
dobbiamo iniziare domani mattina verso le 9.30 o le 10.00, 7 ore
di dibattito ci porteranno ben oltre le ore 13.00.
L'impegno a chiudere alle ore 13,00 non può essere assunto
dall'onorevole Aulicino ma dal Presidente dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Sa una cosa, onorevole Speziale, il Presidente
dell'Assemblea fa il suo dovere, in qualche maniera interpreta
anche i segnali che vengono dall'Aula, il Presidente
dell'Assemblea può assumere l'impegno di rispettare una cosa, lei
sa che le persone si sposano e poi si tradiscono, non è che la
colpa è del prete che li sposa.
Allora, il problema è questo: se i capigruppo dicono che
domani entro le ore 13.00 si chiude sarà premura del Presidente
dell'Assemblea fare in maniera tale che un pronunciamento
dell'Aula venga rispettato trattandosi di una questione delicata
che riguarda l'esercizio provvisorio.
Non si tratta di altre questioni, riguarda l'esercizio
provvisorio. Lei stia tranquillo che non mancherà il sostegno del
Presidente dell'Assemblea affinché quello che viene deciso
dall'Aula venga mantenuto.
SPEZIALE. Che la decisione venga formalizzata, allora
signor Presidente.
Io mi sono trovato, come lei d'altro canto,
involontariamente spettatore di situazioni in cui nella
Conferenza dei capigruppo è stato assunto un impegno per seguire
un percorso d'Aula e regolarmente poi, da parte dei colleghi del
Polo, l'impegno è stato disatteso, per cui io non vorrei trovarmi
domani nelle stesse condizioni, per cui le chiedo che vi sia un
voto formale dell'Aula sulla decisione di chiudere domani alle
ore 13,00.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, lei è deputato credo oramai da
alcune legislature, non è possibile che l'Aula voti una
violazione regolamentare o si pronunci secondo metodi non
previsti dal Regolamento.
Non avrei nessuna difficoltà e credo che l'Aula non avrebbe
alcuna difficoltà in questa sede a votare quello che lei
richiede, ma costituisce un precedente che non può essere ammesso
perché se venisse sancito il principio da lei enunciato,
significherebbe che per qualunque disegno di legge, lei oggi è in
maggioranza ieri era all'opposizione e domani probabilmente
tornerà all'opposizione per poi tornare di nuovo in maggioranza,
lei si rende conto che una maggioranza qualsiasi fissa un'ora e
un giorno e dice dobbiamo chiudere in quel momento cosa succede,
finisce anche il rispetto del Regolamento.
Qui l'unico principio è questo, da uomini, galantuomini è
stato detto qui dentro che per quanto riguarda l'esercizio
provvisorio la discussione generale si concluda entro le ore
13,00 e si ponga in votazione il passaggio agli articoli entro le
ore 13,00.
Io sono ancora fra coloro i quali ritengono che le cose di
questa natura espresse in Aula sull'esercizio provvisorio siano
credibili e dalle quali non si può tornare indietro.
ALFANO. Chiedo di parlare a favore della proposta
dell'onorevole Aulicino.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, la ringrazio per la conclusione
della sua precisazione pertinente e puntuale e, posto che noi non
accettiamo lezioni di affidabilità istituzionale da nessuno,
parlo a nome del Gruppo parlamentare che presiedo e su
autorizzazione del presidente La Grua, anche a nome del gruppo di
Alleanza nazionale, avendo già parlato un esponente del CCD, per
assicurare che il Polo si farà garante di organizzare gli
interventi al fine di concludere i lavori entro le ore 13,00 di
domani, e proprio in ragione di questa consapevolezza e di questa
volontà, noi sosteniamo la proposta dell'onorevole Aulicino.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell'onorevole
Aulicino nei contenuti da me espressi. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
31 marzo 1999, alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
2) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 00,15
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 00,50)