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Resoconto d'Aula della Seduta n. 234 di martedì 30 marzo 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


               PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 17.26.

     TRIMARCHI, segretario f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                                 CONGEDI

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Adragna  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

    - "Erezione in  un  unico  comune  autonomo  delle frazioni dei
    comuni di  Belpasso,  Camporotondo,  Misterbianco  e  Motta  S.
    Anastasia con la denominazione di 'Piano Tavola'" (n. 902)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Strano, Stancanelli, Briguglio, La
    Grua, Caputo,  Catanoso,  Granata, Ricotta, Scalia, Sottosanti,
    Tricoli, Virzì in data 24 marzo 1999

    - "Interventi a favore delle imprese singole o associate che si
    prefiggono il recupero  e  la  gestione dei beni culturali" (n.
    903)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Fleres in data 26 marzo 1999

                   COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  L.r.  20  gennaio  1999,  n.  5  -  art. 1, comma 3 - Nomina
    commissario liquidatore dei tre enti soppressi Az.A.Si., E.M.S.
    ed E.S.P.I. (n. 239)
    - pervenuta in data 22 marzo 1999
    - trasmessa in data 23 marzo 1999

            TRASMISSIONE DI ATTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE AI
           SENSI DELL'ART. 23 DELLA LEGGE 11 MARZO 1953, N. 87

                   LA PRETURA CIRCONDARIALE DI RAGUSA

    visto il ricorso  proposto  dal sig. Mililli Salvatore ed altri
    contro il Consorzio  per  l'area  di sviluppo industriale della
    provincia di Ragusa

                               DICHIARATA

    rilevante  e  non  manifestamente  infondata  la  questione  di
    costituzionalità dell'art. 39,  della l.r. 29 dicembre 1980, n.
    145,  per   violazione  dell'articolo  3,  della  Costituzione,
    sospende il giudizio in corso,

                                DISPONE

    l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

                                ---------

                 COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
               ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 25.03.1999,ant.: CATANOSO-FORGIONE-PETROTTA-TURANO-
                                   VIRZI'
     "         "    "   "    pom.: MONACO-CATANOSO-FORGIONE-SPEZIALE
     "         "  26.03.1999: BUFARDECI-CATANOSO-FORGIONE-GALLETTI-
                              SPEZIALE-TURANO-VIRZI'-MAESANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 25.03.1999: BUFARDECI sostituito da ALFANO
                              GALLETTI   "       "    BURGARETTA
     "       "    26.03-1999: MONACO     "       "    ZANNA

                             BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 22.03.1999: CINTOLA-CROCE-GIANNOPOLO-LEANZA-LIOTTA-
                              MELE-RICEVUTO
     "    "   del 23.03.1999: AULICINO-CROCE-MISURACA-RICEVUTO-
     "    "       25.03.1999: GIANNOPOLO-AULICINO-

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 25.03.1999: LEANZA sostituito da TURANO

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

     ASSENZE
     Riunione del 25.03.1999,ant.: LA CORTE-LA GRUA-MANZULLO
     "     ""      "     "   pom.: LEONTINI-COSTA-LA CORTE-LA GRUA-
                                   MANZULLO-TRIMARCHI
     SOSTITUZIONI
     Riunione del 25.03.1999: SCOMA sostituito da PAGANO

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     ASSENZE
     Riunione del 25.03.1999: VICARI-BENINATI-BURGARETTA-CAPUTO-
                              CINTOLA-GIANNOPOLO-GRIMALDI-MELE-
                              PELLEGRINO-STRANO

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     ASSENZE
     Riunione del 25.03.1999: ADRAGNA-CATANIA-GUARNERA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 25.03.1999: D'AQUINO sostituito da CIMINO

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

     ASSENZE
     Riunione del 25.03.1999: SCALICI-SUDANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 25.03.1999: GRANATA sostituito da SCALIA

         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                 L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

     ASSENZE
     Riunione del 25.03.1999: D'ANDREA-GALLETTI-LA CORTE-NICOLOSI-
                              SCALICI

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 25.03.1999: SOTTOSANTI sostituito da CAPUTO

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N.     2966  -  Provvedimenti  relativi  alla  concessione
    demaniale per un impianto  di  distribuzione  terra-mare  di
    carburante a Gioiosa Marea (ME).
      - Assessore Industria
      - Assessore Territorio
      ***
    Mele Manlio
                          ----------------
      N.     2967  -  Notizie  in  ordine  al  provvedimento  di
    annullamento del CORECO di Ragusa relativo alla delibera del
    Consiglio comunale di Chiaramonte Gulfi (RG) di elezione dei
    revisori dei conti.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Ortisi Egidio; Mele Manlio
                          ----------------
    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2964 - Notizie sullo stato di attuazione  della  L.  n.
    257 del 27 marzo 1992.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Pisciotta Vittorio Giovanni
                          ----------------
      N. 2965 -  Delucidazioni  in  ordine  alla  selezione  per
    infermieri presso il Policlinico di Catania.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      - Assessore Lavoro
      ***
    Liotta Santo
                          ----------------
      N.       2968  -  Soppressione  delle  tratte  ferroviarie
    Agrigento-Roma, Agrigento-Torino e ritorno.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Scalia Giuseppe
                          ----------------
      N.     2969  -  Misure  urgenti  per  l'organizzazione  di
    un'attività di monitoraggio e di  verifica  dello  stato  di
    vulnerabilità statico  e  sismico  del  patrimonio  edilizio
    pubblico e privato della Sicilia.
      - Presidente Regione
      - Assessore Presidenza
      - Assessore Lavori Pubblici
      - Assessore Territorio
      ***
    Cimino Michele; D'Aquino Antonio; Croce  Antonino;  Beninati
    Antonino
                          ----------------
      N. 2970 - Interventi per dotare il comune  di  Castelbuono
    (PA) di strutture che eroghino prestazioni radiologiche.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Virzì Gioacchino
                          ----------------

           COMUNICAZIONE DI NOMINA DI COMPONENTI DI COMMISSIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  decreto  n.  80 del 24 marzo
  1999,  l'onorevole Ascenzio Maria Catena MAESANO è stato nominato
  componente  della  I  Commissione  legislativa permanente "Affari
  istituzionali",    in    sostituzione   dell'onorevole   Giovanni
  BARBAGALLO, sospeso dalla carica di deputato regionale.
       L'Assemblea ne prende atto.

    Comunico che, con decreto n.  81 del 24 marzo 1999, l'onorevole
  Ascenzio  Maria  Catena MAESANO è stato nominato componente della
  III  Commissione legislativa permanente "Attività produttive", in
  sostituzione  dell'onorevole  Giovanni  BARBAGALLO, sospeso dalla
  carica di deputato regionale.
       L'Assemblea ne prende atto.

                 SUPERAMENTO DI ATTI ISPETTIVI E POLITICI

     PRESIDENTE. Comunico che:
       -  a  seguito  dell'approvazione degli ordini del giorno nn.
  331, 348,  351,  358, 364 e 366, sono da intendersi superate, per
  identità di contenuto,  rispettivamente le mozioni nn.  337, 332,
  312, 194, 297 e 56;
       - a seguito  dell'accettazione come raccomandazione da parte
  del Governo degli ordini del  giorno nn. 300, 301, 316, 345, 317,
  321, 322, 324, 325, 326, 327,  328, 329, 330, 332, 340, 341, 344,
  349, 350, 352, 354, 355,  363  e 365 sono da intendersi superate,
  rispettivamente le mozioni nn.  327,  329,  325,  330,  322, 142,
  191, 319, 215, 172, 177, 321,  309, 190, 320, 306, 308, 311, 307,
  331, 317, 318, 108 e 292, di identico contenuto.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico altresì che:
       -  a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno n. 358
  è da intendersi superato l'ordine del giorno n.  190, di identico
  contenuto;
       -  a  seguito  dell'accettazione  come raccomandazione degli
  ordini  del  giorno  nn.  324  e 332 sono da intendersi superati,
  rispettivamente, gli ordini del giorno nn. 193 e 189, di identico
  contenuto.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Ai sensi del  nono  comma  dell'articolo 127 del Regolamento
  interno, do il preavviso  di  30  minuti  al fine delle eventuali
  votazioni mediante  procedimento  elettronico  che dovessero aver
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Si passa al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per  gli  effetti  degli articoli 83, lettera
  D),   e  153  del  Regolamento  interno,  delle  mozioni  n.  336
  "Interventi  per la pratica sportiva nelle strutture carcerarie."
  e  n.  337  "Mancata  emanazione del decreto del Presidente della
  Regione  a  favore  dei  farmacisti rurali sussidiati delle isole
  minori  secondo  le  previsioni  dell'art.  27  della  l.r. del 5
  gennaio 1999, n. 4".
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     TRIMARCHI, Segretario f.f.:

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  nelle  strutture carcerarie, in linea di massima,
              la  pratica  sportiva  è  affidata  ad iniziative di
              carattere  volontaristico,  quasi  sempre  sganciate
              dalle attività federali;

              -  sarebbe  opportuno, soprattutto nelle carceri per
              minorenni,  che le attività sportive potessero avere
              uno sbocco ufficiale, anche in collaborazione con il
              Coni e le Federazioni sportive in genere, in modo da
              valorizzare le  capacità  agonistiche dei detenuti e
              contribuire al loro recupero;

              -  la  Regione  siciliana  potrebbe  agevolare  tale
              iniziativa con  propri interventi, ma anche operando
              nei confronti  del Coni e delle Federazioni sportive
              affinchè dispongano i provvedimenti relativi;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad   agevolare   le   attività   sportive  ed  in
              particolare quelle  ufficiali  da  parte di detenuti
              reclusi in Sicilia;

              - ad intervenire  nei  confronti  del  Coni  e delle
              Federazioni   sportive,   affinchè   individuino   i
              provvedimenti più opportuni, capaci di diffondere la
              cultura dello sport nelle carceri, ed in particolare
              in quelle minorili, anche con la presenza di tecnici
              specializzati nelle diverse discipline."" (336)

              (23 marzo 1999)
                                             FLERES - BUFARDECI -
                                             CIMINO - SCOMA

                   ""L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - in questi giorni il Governo regionale pare essersi
              sensibilizzato  alle  tematiche  attinenti  i disagi
              degli  abitanti delle isole minori, dedicando spazio
              ad incontri con i sindaci delle citate comunità, con
              relative  promesse  sulla soluzione dei problemi che
              le attanagliano;

              -  su  proposta del gruppo Forza Italia, l'Assemblea
              regionale  siciliana,  in  data  5  gennaio 1999, ha
              esitato la legge n. 4, il cui art. 27, tenendo conto
              delle  difficoltà  di  sopravvivenza  delle farmacie
              rurali delle isole minori, ha previsto una indennità
              di  residenza  in  favore  dei  titolari di farmacie
              rurali   private  e  sussidiate,  per  l'anno  1998,
              destinata alle stesse;

      CONSIDERATO che:

              -  l'articolo  della  legge suddetta rappresenta una
              prima  risposta concreta per le comunità delle isole
              minori;

              - alla  data attuale il decreto del Presidente della
              Regione   previsto   al  comma  terzo  dell'articolo
              citato, e  necessario  ad individuare i criteri ed i
              parametri  per  le  assegnazioni, non risulta essere
              stato firmato;

      RITENUTO che:

              -  alla  pubblicizzata  sensibilità  e disponibilità
              occorre  dare  conseguenzialità amministrativa;

            -  gli  aiuti  previsti  necessitano  di  certezza   e
              soprattutto di celerità nella assegnazione per poter
              produrre gli effetti desiderati dal legislatore;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  procedere  con  urgenza  alla  emanazione  del
              decreto così come previsto dal comma terzo dell'art.
              27 della l.r. n. 4 del 5 gennaio 1999;

              - a  predisporre tutti gli atti propedeutici al fine
              di semplificare  i  successivi passaggi previsti dal
              comma secondo dell'art. 27 della l.r. n. 4 del 1999.""
              (337)
              (23 marzo 1999)
                                              BENINATI - CROCE -
                                              ALFANO - BUFARDECI

     PRESIDENTE.  Avverto che le predette mozioni saranno demandate
  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
  ne determini la data di discussione.
       Sospendo  la seduta avvertendo che la stessa riprenderà alle
  ore 19.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 17,55, è ripresa alle ore 19.12)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                    DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Si passa  al  punto III dell'ordine del giorno:  Discussione
  di disegni di legge.
       Si procede  all'esame  del  disegno  di  legge  numero 897/A
  "Esercizio provvisori  del  bilancio  della Regione siciliana per
  l'anno finanziario 1999", posto al n. 1).
       Invito i componenti la II Commissione legislativa 'Bilancio'
  a prendere posto nell'apposito banco.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Martino per svolgere la
  relazione.

     DI  MARTINO , presidente  della  Commissione e relatore.  Mi i
  rimetto al testo della relazione scritta.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che
  questo disegno di legge  abbia un carattere di ordine politico, a
  differenza  di   quanto,   probabilmente, sulla  stampa  qualcuno
  vorrebbe far credere.
       Ed è un disegno di legge che ha una sua valenza politica per
  diversi  ordini di ragione. Innanzitutto, partendo dal disegno di
  legge  presentato  dal   Governo,  non  è  vero  che  l'esercizio
  provvisorio sia un provvedimento di carattere tecnico.
       Nel  gennaio  1997, quando il Governo Provenzano presentò un
  disegno  di legge che autorizzava l'esercizio provvisorio fino al
  28  febbraio,  introdusse un principio che fino a quell'epoca non
  era  ancora  stato introdotto  -  anzi  tentò  di  introdurre  un
  principio che fino a  quell'epoca  non era stato introdotto - per
  il  quale  l'esercizio  provvisorio  andava  svolto  sulle  spese
  obbligatorie e d'ordine, cioè a  dire quelle spese che non si può
  fare  a  meno di  affrontare  se  non  si  vuole  bloccare  tutta
  l'attività della Regione siciliana.
       Dunque  c'era  alla  base  di  quella scelta legislativa una
  precisa volontà politica,  quella  di  mandare  avanti la Regione
  siciliana attraverso gli strumenti minimi indispensabili affinchè
  questa  potesse   dirsi   effettivamente   rivolta  all'interesse
  generale ed astratto dei  cittadini  e non invece, come si voleva
  allora dalla parte dell'  opposizione  (che  oggi  in  parte è la
  stessa maggioranza che  allora  era  maggioranza,  in  parte  era
  l'opposizione che oggi  si  è  trasformata  in  maggioranza)  far
  passare che l'esercizio  provvisorio  dovesse  investire  tutti i
  capitoli di bilancio.
       Faccio  un  esempio  molto  pratico:  non  è  detto  che  la
  propaganda  dell'Assessorato Turismo sia una spesa necessaria che
  deve  essere  affrontata  nel  mese  di  febbraio,  di marzo o di
  aprile,   ma   è  una  spesa  che  può  essere  affrontata  anche
  successivamente,  può  non  essere affrontata, stando ai numerosi
  enti  che nella Regione siciliana svolgono attività di propaganda
  turistica.
       Ecco  allora  la  precisa  connotazione  politica e anche il
  senso  di  alcuni   emendamenti   presentati, che  riguardano  la
  delimitazione  dell'esercizio  provvisorio, che  erroneamente  il
  Governo Capodicasa ha calcolato dovesse scadere al 31 marzo e che
  oggi si è trovato costretto a prorogare al 30 aprile.
       Anche  questo  andava  considerato, probabilmente, quando fu
  presentato  quel  disegno  di legge, e cioè che entro il 31 marzo
  certamente  non  si  sarebbe potuto approvare un disegno di legge
  che  concerneva il bilancio definitivo se si voleva prima portare
  avanti  un  impianto  di  finanziaria  ambizioso per il numero di
  articoli,  non  certamente  per il contenuto, quale è quello oggi
  all'esame dell'Aula.
       Per quanto riguarda le considerazioni conclusive del Governo
  sul disegno di legge che abbiamo testè sospeso e riprenderemo una
  volta  approvato  l'esercizio provvisorio, io vorrei dire che per
  quanto  riguarda  la  situazione  finanziaria della Regione siamo
  perfettamente consci, così  come  ricordava l'Assessore Piro, che
  siamo su un Titanic che  sta  per  affondare, ma, a differenza di
  quanto sostiene probabilmente  qualcuno,  non  credo che vi siano
  più persone che suonano  su questo Titanic che sta per affondare.
  Credo anzi che, al  contrario,  ci siano stati sforzi notevoli da
  parte  dei  precedenti   governi  nel  contenimento  della  spesa
  pubblica.
       Dal '96 ad oggi abbiamo, come ho ricordato in più occasioni,
  circa  1500  miliardi  in  più  di  spese correnti che sono state
  determinate  per  effetto  di  leggi  dello Stato o provvedimenti
  dello  Stato    (mi  riferisco  ai  1000  miliardi  di  ulteriore
  contributo  al  Fondo   sanitario  nazionale  e  i  500  miliardi
  determinati dalla quantificazione  annua  delle  riserve a favore
  dell'erario.
       Se noi non avessimo questi 1500 miliardi in più di oneri, il
  mutuo pronosticato per il '99 dal sottoscritto, come Assessore al
  Bilancio  del Governo precedente, non sarebbe di 2330 miliardi ma
  di 1500 miliardi in  meno,  quindi  circa  880  miliardi;  il che
  sarebbe perfettamente compatibile con il nostro stato finanziario
  e ci consentirebbe di non  contrarre  il  mutuo  per il '99, cioè
  ritorneremmo ai così  detti  'mutui cartolari' che purtroppo sono
  stati la rovina della  nostra  Regione,  ma  mutuo  cartolare, in
  questo caso, di gran  lunga  inferiore  a  quello che solitamente
  veniva iscritto nei  bilanci  dai  governi  precedenti  a  quello
  Provenzano.
       Ecco  allora   che,   pur   consapevoli   della   situazione
  finanziaria della Regione, siamo convinti che un ulteriore minore
  spesa di 69 miliardi - se  mai  si  verificherà - e un' ulteriore
  maggiore entrata di 109  miliardi,  se  mai si verificherà, (sono
  dati  presi dalle  schede  tecniche  presentate  dal  Governo  in
  Commissione Bilancio)  non  sono  assolutamente  indispensabili e
  necessari in una situazione di questo genere.
       Dirò  di  più: per quanto riguarda le ulteriori somme che il
  Governo ritiene di potere rastrellare, sono somme che derivano da
  un   lavoro   fatto   sui   residui   passivi,   cosa   che   non
  scandalizza  nessuno.
       La legge  numero  5  del 1998 è sostanzialmente improntata a
  una manovra sui  residui passivi, ma questo non toglie che non ci
  fu l'enfasi da  parte di quel Governo di presentare un disegno di
  legge che aveva  tagli  per  700 miliardi, perchè di tagli non si
  trattava,   si   trattava  semplicemente   di  un'operazione  che
  cancellava dalla  voce  di  spesa  delle  somme che mai sarebbero
  state spese  e  dunque non avevano nessun impatto sul bilancio di
  cassa.   Cioè  a  dire  erano  700  miliardi  di  competenza  che
  recuperavamo, ma  certamente questi 1700 miliardi, se non fossero
  stati  cancellati,  non  si  sarebbero trasformati in altrettanti
  mandati di pagamento.
       Dunque  fu  una manovra contabile, accompagnata poi da altre
  norme che  anche  questo  disegno  di  legge  ha ripreso, che noi
  condividiamo;   d'altronde   su   un  disegno  di  legge  di  una
  cinquantina  di  articoli  soltanto  una decina determinano degli
  effettivi interventi  sulla spesa o sulle entrate, gli altri sono
  norme programmatorie,  norme  che,  ripeto  -  ho già detto nella
  discussione  generale  -  abbiamo  apprezzato favorevolmente e di
  questo non  può che essere dato atto,  ma per il resto, riteniamo
  che non  fare questa finanziaria non abbia gli effetti devastanti
  che qualcuno può far credere che questi avrebbero.
       E   la   dimostrazione  l'  avremo  a  breve,  quando,  dopo
  l'approvazione della  finanziaria,  se il Governo avrà i numeri -
  come è  possibile  che abbia - per approvare questa finanziaria -
  nella  nota  di  variazione  che  discuteremo insieme al bilancio
  vedremo  che  gli  effetti  che questa manovra della finanziaria,
  questo D.D.L. 884, avrà pochissima influenza.
       Ecco  dunque  che  l'esercizio  provvisorio fatto su tutti i
  capitoli  di bilancio diventa certamente un esercizio provvisorio
  quantomeno azzardato, un esercizio provvisorio che effettivamente
  non  ha riscontro in quella che è la necessità della popolazione,
  la  necessità  delle  categorie  produttive;  ha riscontro invece
  nella  volontà  del Governo di rastrellare quello che è possibile
  rastrellare e firmare i decreti che è possibile firmare prima che
  il "Titanic" vada a fondo.
       Ecco il perchè della presentazione di numerosi emendamenti a
  questo disegno  di  legge,  un  disegno di legge che, così come è
  concepito,   ancora   una   volta   determina   la   possibilità,
  l'opportunità  per  tanti assessori che tra l'altro oggi non sono
  presenti,  di  continuare  a  realizzare spese al di fuori di una
  programmazione  effettivamente  costruttiva,  al  di fuori di una
  vera  e  propria  intenzione  di  andare  a  cogliere nel vivo la
  situazione  precaria  della Regione siciliana e dunque l'invito a
  rivedere  questa posizione su questo D.D.L. intanto, che riguarda
  appunto  l'esercizio provvisorio fino al 30 aprile ma poi, più in
  generale, che  riguarda  il disegno di legge n. 884; credo sia un
  invito  che  debba  essere  accolto da questo Governo, un invito,
  ripeto,  rivolto  alle  coscienze  di tutti i deputati che devono
  capire che  c'è  un  disegno di legge che non ha alcuna utilità e
  che  è  soltanto un atto di "narcisismo politico" che in assoluto
  non può essere condiviso nè potrebbe essere condiviso da forze di
  opposizione  quali noi siamo ma, soprattutto, non potrebbe essere
  condiviso  da  quelle  forze  della  maggioranza che veramente si
  pongano  con uno spirito critico e costruttivo di fronte a questo
  passaggio politico che noi stiamo attraversando.
       Il disegno  di  legge  884  è  un  disegno di legge che deve
  essere   fermato,  che  deve  essere  riportato  in  Commissione,
  approfondito e quindi varato dopo il disegno di legge di bilancio
  che  invece  è  un  disegno  di legge necessario ed utile. Allora
  perchè  questo esercizio provvisorio ulteriore? Approviamo subito
  la  legge  di  bilancio;  diamo  la  possibilità di uno strumento
  operativo  a  tutti  coloro  i  quali  lo  richiedono  e  si vada
  immediatamente a passo svelto, direi io, verso un ripensamento di
  questa  legge finanziaria, che possa essere approfondito in tanti
  altri punti.
       Ci  siamo  detti già in Commissione, per esempio, favorevoli
  al  recepimento  della "Legge Galli". Credo che rischiare per non
  mettersi   d'accordo  su  alcuni  punti  assolutamente  marginali
  sulla  natura   di   questo   recepimento,  se  debba  essere  un
  recepimento sic et simpliciter come, per esempio, sosteneva anche
  l'onorevole  Liotta,  autorevole  rappresentante  di Rifondazione
  comunista e se debba essere un recepimento invece, più articolato
  come  riteneva  in  Commissione  "Bilancio"  il  presidente della
  Regione, credo  che  sia  una questione che vada affrontata e che
  non può  essere risolta in un dibattito d'Aula poco approfondito,
  che ha  dei  tempi  contigentati  e  che  non risolverebbe alcuni
  problema.
       C'è il famoso emendamento sulla sanatoria delle coste. Anche
  lì dobbiamo capire  quali  sono  i  punti  a vantaggi ed i punti,
  invece, sfavorevoli  a  questo  emendamento  sulle  coste, cioè a
  dire, dobbiamo capire  -  il  primo  sono io che mi pongo con uno
  spirito critico  -  se  vogliamo una riqualificazione delle coste
  come fu  detto  o  vogliamo semplicemente una sanatoria selvaggia
  sulla quale, io, per esempio, non sarei d'accordo.
       Allora, approfondire il dibattito in commissione, cercare di
  capire se  effettivamente  vi sono delle situazioni sanabili o vi
  sono delle  situazioni  che  non  possono  essere sanate, non può
  essere oggetto di uno scontro d'Aula non può essere fatto a colpi
  di maggioranza  o,  addirittura,  come  si  prospetta  su qualche
  giornale quest'oggi,  a  colpi  di  fiducia  ma  deve  essere una
  analisi approfondita.
       Ricordiamoci  che  dopo questa finanziaria probabilmente non
  ci saranno  più altri passaggi d'Aula. Non ci sarà la possibilità
  di   introdurre   nuove   norme  nell'ambito  della  legislazione
  siciliana   perchè   attraverseremo  un  periodo  particolarmente
  critico quale  è  quello  del referendum, ma, soprattutto, quelle
  delle elezioni europee che ci vedrà impegnati in prima persona.
       E allora  è  necessario fare una riflessione approfondita su
  questa finanziaria  che  non  può  essere  fatta  alla vigilia di
  Pasqua con tempi contigentati e tempi assolutamente ristretti.
       Una   situazione,   questa,  che  avvilisce  o  svilisce  il
  significato  di questo dibattito. Abbiamo quindi, perfettamente a
  cuore e a  mente quelli che sono i problemi della Regione e siamo
  disponibili,   lo   abbiamo   detto   più  volte  in  Commissione
  "Bilancio", credo  che  il  polo abbia avuto almeno un pregio che
  viene riconosciuto  unanimemente, anche se forse la stampa non lo
  ha  ben   compreso,   non   so   se   per  nostra  incapacità  di
  rappresentarlo  all'esterno  o,  invece, incapacità a recepire il
  messaggio, abbiamo  avuto  una  linea  coerente, abbiamo detto al
  Governo "noi  siamo  favorevole.  Questo  è  un indirizzo che noi
  condividiamo   in   alcune   linee   ma  riteniamo  assolutamente
  insufficienti, per  risolvere  i problemi della Sicilia, i numeri
  li ho  citati poc'anzi: 69 miliardi di minori spese, 109 miliardi
  di maggiori  entrate.  Certo,  ci saranno poi alcune centinaia di
  miliardi di  operazioni  sui  residui  passivi  che  tuttavia non
  aggiustano alcunchè  perchè il problema che oggi abbiamo è quello
  della cassa regionale sempre esangue e l'ingolfamento dei mandati
  continua a  crescere.  Purtroppo la verità è questa: che malgrado
  le introduzioni  del  bilancio  di cassa, che ha avuto un effetto
  oggettivamente benefico,  è un intervento a valle che deve essere
  seguito, oggi, ad un intervento a monte.
       Quanto abbiamo  iscritto  di fondi 1, di fondi regionali nel
  bilancio di  previsione  del  1999? Abbiamo iscritto circa 15.000
  miliardi a  fronte  di  16.700  miliardi  dell'anno scorso. Cioè,
  abbiamo ridotto  la  spesa  della  Regione,  in  una proposta che
  naturalmente poi  va  riguardata nelle apposite commissioni ed in
  Aula, abbiamo  ridotto  gli  appostamenti  tra i fondi 1 di circa
  1.700 miliardi,  per cui, paradossalmente, se noi approvassimo il
  bilancio così  com'è,  senza alcuna modifica, senza alcun disegno
  di legge, senza  altro noi avremmo già di per se una minore spesa
  prevista, pronosticata  per  il  1999,  una  minore spesa di lire
  1.700 miliardi rispetto al 1998.
       Purtroppo  dobbiamo  fare  anche  tesoro  degli  errori  del
  passato, purtroppo,  talvolta le finanziarie - e faccio qua anche
  un mea  culpa  -  è  servito  alle  commissioni  ed  all'Aula per
  reperire nuove  risorse che poi sono state impegnate già in legge
  di bilancio  sui vari capitoli di spesa. E questo sicuramente non
  è un fatto che ha avvantaggiato la Regione.
       La  tesaurizzazione  che  abbiamo  fatto di somme importanti
  quali quelle  dell'IRFIS,  dell'IRCAC,  della  CRIAS  nel 1997, è
  stata una  operazione  di grande intelligenza ma che poi ha avuto
  il difetto di dare  l'opportunità  all'Aula,  alla Commissione di
  rimettere in circolo sei,  settecento  miliardi  che  sono  stati
  spesi con la legge di  bilancio,  cioè  a  dire  non  sono  stati
  appostati nei fondi globali  per nuovi interventi legislativi che
  rettificassero il tiro del  legislatore, né sono stati utilizzati
  per il risanamento del bilancio.
       Quando  in  Commissione  Bilancio,  per  fare un esempio, ci
  siamo opposti ferocemente all'abrogazione di fatto della legge n.
  30, al  di là, diciamo, del merito, perché poi noi possiamo anche
  andare  a vedere quelle che sono state eventuali disfunzioni alla
  legge numero  30, perché  è chiaro che dopo un'applicazione di un
  periodo  di   un   anno,   un  anno  e  mezzo,  una  legge  possa
  tranquillamente  essere rivista, e qua la stavamo rivedendo sotto
  il  profilo  degli  effetti  contabili  e non certamente sotto il
  profilo,  invece,  degli  altri  effetti,  è  chiaro che ci siamo
  opposti  perché,  andare  a sanzionare interventi legislativi che
  hanno come  obiettivo  quello di abbattere il costo del lavoro, è
  assurdo nella  misura  in  cui  il costo del lavoro è uno di quei
  costi  della  produzione  che  non  è stato ridotto da interventi
  legislativi,  non  è stato ridotto dall'ingresso in Europa, non è
  stato  ridotto  dalla  crescita economica - se crescita economica
  effettivamente  c'è  stata - nell'ambito della comunità europea e
  della   nostra  nazione  in  particolare;  mentre  andiamo  nella
  finanziaria  a  prevedere  un  disegno di legge che ulteriormente
  determina il  ribasso  dei tassi interesse per le aziende, per le
  imprese,  quando  sappiamo  benissimo  che  l'altro fattore della
  produzione che è quello del costo, l'altro costo della produzione
  che è il costo del denaro, invece, è sceso considerevolmente.
       Allora andiamo  a  fare  una legge che dice: quanto paghi tu
  imprenditore, il  4  per  cento e l'altro 10 per cento lo paga la
  Regione? Benissimo,  oggi  non paghi più il 4 per cento, pagherai
  l'1 per cento,  il  2  per  cento, il 3 per cento, queste sono le
  cifre. Abbiamo,  cioè  a dire, mandato ancora più giù il tasso di
  riferimento e il  rimanente, che non è più il 10 per cento o l'11
  per cento ma  sarà  il  3  per  cento, il 4 per cento, lo paga la
  Regione.
       E  allora  continuare  ad incidere sul costo del denaro come
  fattore  della produzione e, invece, rinunciare ad incidere, come
  stava per  fare  il Governo, a intervenire sul costo del lavoro è
  un'operazione  suicida  che,  invece,  se  fosse  stata  fatta in
  quest'Aula, probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto.
       Cioè  noi  avremmo detto ad un imprenditore: ti regaliamo il
  denaro - l'imprenditore ci avrebbe risposto: ma già me lo regala,
  perché  l'ingresso  in  Europa ha determinato un abbattimento dei
  tassi -,  regalami  il  costo  del lavoro. Beh, quello non glielo
  potevamo  abbassare,  non  glielo potevamo scontare, non potevamo
  incidere  al  ribasso  perché il Governo aveva bocciato una legge
  numero 30, che, invece, sta funzionando bene, sta funzionando con
  decreti  degli  assessori  e,  dunque,  attraverso  una copertura
  finanziaria  che  è  stata  regolarmente data costantemente e non
  attraverso,   come   si   sosteneva  da  parte  di  qualcuno,  il
  proliferare dei debiti di bilancio che la famigerata legge numero
  27, gli articoli 9 e 10, hanno prodotto in questi anni.
       Ecco allora il  perché  si  chiede  da  parte  del  Polo  un
  approfondimento non  soltanto sulla questione relativa al disegno
  di legge in  discussione,  ma anche e soprattutto su questa legge
  finanziaria che non  piace,  non piace alle imprese, non piace ai
  sindacati, non  piace  ai  Comuni,  non  piace alle Province, non
  piace a nessuno.
       E   allora   ci   stiamo  intestardendo  su  una  situazione
  finanziaria  che  è  veramente  paradossale  e  tende  soltanto a
  dimostrare che  il Governo c'è, che il Governo ha una maggioranza
  e che questa può essere espressa in termine di voto di fiducia in
  quest'Aula.
       Noi crediamo che questa sia un'operazione suicida, che debba
  essere immediatamente bloccata. Grazie.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
  ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, dividerò
  questo mio  intervento  in due tempi di dieci minuti l'uno, dieci
  più dieci.
       I primi  dieci  minuti  io li impiegherò leggendo, gli altri
  dieci minuti dicendo altre cose. E vorrei richiamare quanto detto
  dal  resoconto  della  seduta  n.  46 "Discussione del disegno di
  legge n.  283/A "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 1997".
       Chiedeva la  parola  l'onorevole Piro, il quale, allora, non
  tanti anni fa,  sostanzialmente  un  anno e mezzo fa, dichiarava:
  "L'esercizio  provvisorio  é  comunque  un  fatto  eccezionale  e
  crediamo vi  sia  anche  una  responsabilità molto diretta, molto
  precisa da parte  del  Governo,  soprattutto per la scelta che ha
  compiuto di voler  far  precedere  il  bilancio da una legge così
  massiccia, come  il  cosiddetto  disegno di legge finanziario, ma
  soprattutto per il  fatto  di  aver  presentato questo disegno di
  legge  il  20  novembre,  già  dentro,  quindi,  la  sessione  di
  bilancio, come  siamo  ormai  da  tempo.  Responsabilità  che noi
  vogliamo evidenziare".
       Sempre  in   quella   seduta   veniva,   allora,  dichiarato
  dall'onorevole Capodicasa  che  "più  che  l'opposizione,  sia il
  Governo che  debba farsi garante della prosecuzione dell'attività
  amministrativa".  E  questo  noi qui ripetiamo, così come allora,
  dichiarato.  Più  o  meno   similari  affermazioni venivano fatte
  nella seduta  numero  67  dell'1 o del 2 aprile 1997, esattamente
  due anni  fa  di questi tempi, allorché  si discuteva sul "quarto
  punto  all'ordine del giorno: discussione di disegni di legge. Si
  procede con  il  disegno  di legge posto al numero uno, 'Modifica
  alla    legge    regionale    22    gennaio   1997,   concernente
  l'autorizzazione all'esercizio provvisorio."
       Sempre  l'onorevole  Piro, allora vicecapo dell'opposizione,
  oggi  assessore  per  il  bilancio e le finanze, diceva:  "Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  é  la  terza  volta  che   in
  relazione  al bilancio di previsione 1997  l'Assemblea é chiamata
  a   votare   un   disegno  di  legge  che  autorizza  il  Governo
  all'esercizio provvisorio. Ricordiamo, infatti, che già una prima
  volta    era   stato   autorizzato   dall'Assemblea   l'esercizio
  provvisorio  fino al 28 febbraio, che successivamente l'Assemblea
  ha votato un allungamento del termine entro il quale il Governo é
  autorizzato   ad   esercitare   provvisoriamente   il   bilancio,
  portandolo   al   30   aprile".  "Non  ho  memoria  ...",  diceva
  l'onorevole  Piro,  "  ...di  bilanci della Regione approvati nel
  corso del  mese  di  aprile. So, per averlo letto, che negli anni
  '60  e  '70 non era infrequente l'approvazione del bilancio della
  Regione  quasi  a  metà,  addirittura,  dell'esercizio,  ma negli
  ultimi  anni,  nell'ultimo decennio, nelle ultime legislature mai
  si  era  arrivati  così  in  avanti,  nel  corso dell'anno, senza
  bilancio di  previsione  che, così come stanno andando le cose ed
  in  conseguenza,  anche,  della  scelta,  secondo  me  molto poco
  felice, che  é  stata  fatta  dalla  maggioranza  e  che é  stata
  riconfermata  poco  fa, rischia di arrivare proprio al limite del
  30 di  aprile"  -  eravamo al primo aprile - "Perché  ai tempi di
  esame  ed  approvazione  in  Commissione bilancio vanno sommati i
  tempi tecnici  per  la produzione del testo e poi vanno sommati i
  tempi  di  discussione  del  bilancio,  nonché  i  tempi  tecnici
  necessari  perché  possa  diventare  legge  della  Regione. Tutto
  questo non  ci porta comunque lontani, ci porta molto vicini alla
  data ultima  del  30 aprile" - eravamo sempre al primo aprile del
  1997 - "Credo che questo sia un risultato molto negativo.
       Questo  era  il  primo  scoglio,  il primo esame del Governo
  Provenzano,  primo  governo  della dodicesima legislatura. E, tra
  una cosa  e  l'altra, tra una finanziaria e l'altra ..." - allora
  diceva l'onorevole  Piro  - "... tra uno schema di bilancio e una
  nota  di  variazione,  essere  arrivati alla fine di aprile senza
  ancora avere  il bilancio di previsione credo la dica tutta, e la
  dice molto  bene,  su  che tipo di Governo, che tipo di compagine
  governativa abbiamo di fronte.
       E' comunque un  risultato  fortemente  negativo non solo dal
  punto di vista politico  ma  dal  punto  di  vista  della società
  siciliana, dell'economia siciliana.
       Quindi  ...",  proseguiva  sempre  l'onorevole Piro il primo
  aprile  del 1997, "... una situazione veramente di sconquasso nel
  sistema   istituzionale   e  sociale  siciliano."
       Proseguiva  in  conclusione  l'onorevole  Piro dicendo:  "Io
  credo  che  queste  considerazioni  non  potevano  e non dovevano
  sfuggire  alla  nostra  osservazione, perché, vedete, questo è un
  percorso   che   purtroppo   ha   segnato  l'iter  dell'esercizio
  provvisorio,   ma  ha  segnato  l'iter  della  finanziaria  e  ha
  continuato  a  segnare  anche  l'iter  del bilancio".  Per cui se
  siamo di  fronte  ad  un  ritardo molto grave, molto serio di cui
  tutti in  qualche  modo avvertiamo il peso e la responsabilità lo
  dobbiamo anche a questo modo estremamente altalenante del Governo
  di procedere.
       E' il frutto, anche, di scelte che sono state fatte e che si
  sono rilevate nel tempo assolutamente sbagliate e negative."
       L'onorevole   Silvestro   proseguiva  chiedendo  la  parola:
  "Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente per
  richiamare qui le preoccupazioni, poco fa espresse dall'onorevole
  Piro, attorno ad una situazione che, come ho detto l'altra volta,
  sta passando  da  uno stato di precarietà ad uno stato patologico
  che deve  preoccupare i componenti di questa Assemblea e in primo
  luogo il Presidente di questa Assemblea."
       E', quindi, oggi preoccupato.
       Ho rivoluto sollevare  questa  questione per un motivo molto
  semplice,  perché  io   sono   preoccupato  e  vorrei  sottoporre
  all'attenzione dei miei  colleghi  questa  mia preoccupazione del
  fatto che qui le cose  non avvengono più per caso, per ingenuità,
  per  scarsa   professionalità,  per  incompetenza,  ma  avvengono
  secondo un disegno che  tende,  in qualche modo, a trasformare lo
  stato patologico che  interessa  questa  Assemblea  regionale  in
  qualcosa di diverso fino ad una tragica e traumatica interruzione
  della legislatura.
       So  di  dire  cose   gravi,   delle   quali   mi  assumo  la
  responsabilità. Ma so anche  di  ragionare  intorno  a  fatti che
  messi tutti insieme compongono  un disegno politico che non giova
  alla stabilizzazione di questa  Assemblea,  che  è stata eletta a
  conclusione  di   una  fase  abbastanza  discussa  dell'Assemblea
  precedente.
       La  proposta  che   stiamo   discutendo  questa  sera  delle
  variazioni dell'esercizio provvisorio  è  un atto, un tassello di
  una  vicenda  che   è   stata   già   qui   espressa  chiaramente
  dall'onorevole  Piro  ed   è   ancora   una   violazione   di  un
  comportamento  corretto  che   il   Governo  dovrebbe  avere  nei
  confronti dell'Assemblea regionale siciliana e che la maggioranza
  dovrebbe avere nei confronti di tutta l 'Assemblea.
       Se qualcuno pensa  di  arrivare, diceva allora Lei onorevole
  Presidente, fino al massimo del tempo necessario per approvare il
  bilancio  e risolvere  i  problemi  dell  'Assemblea  in  maniera
  traumatica sbaglia di grosso.
       So che ci sono  due  limiti  in questa Assemblea, dichiarava
  allora Lei Presidente, in  questo  momento  e  lo voglio dire con
  estrema chiarezza.
       C'è un limite politico ed  un  limite  che riguarda il PDS e
  che  riguarda  il  Centrosinistra   e   che   è  sancito  da  una
  deliberazione congressuale, quello  che  non  possiamo mai essere
  d'accordo adoperare un ribaltone all'interno di questa Assemblea.

              (Applausi dai deputati del settore di destra)

     VIRZI'. Non bisognerebbe votare niente ai congressi

     STANCANELLI. E' troppo buono l'onorevole Provenzano, tralascia
  ...

     PROVENZANO. Proseguiva  ancora  onorevole  Silvestro,  c'è una
  ragione politica che ho detto  prima  e  riguarda i due limiti di
  questa Assemblea. Mi  sembra  che  le  dichiarazioni  che  allora
  furono   dichiarate   in   questa   Assemblea   con   riferimento
  all'esercizio   provvisorio    furono   quelle   di   grandissima
  preoccupazione del fatto  che  ormai l'Assemblea era allo sbando,
  che l'esercizio provvisorio  veniva presentato perché di fatto si
  voleva  forzare  la  mano   e  arrivare  a  fine  aprile  con  lo
  spauracchio dello scioglimento dell'Assemblea, mi sembra che pari
  pari  quelle che erano allora le preoccupazioni da voi esternate,
  e questi  sono  gli atti di questa Assemblea, di fatto potrebbero
  essere ribaltate oggi nei vostri confronti.
       Ora, noi questo lo  vogliamo  fare,  lo vogliamo fare perché
  non crediamo che  la presentazione dell'esercizio provvisorio sia
  come dire un fatto  strabiliante;  è invece strabiliante il fatto
  che  nessuno ancora in  questo  Governo  ci  dice  come  vorrebbe
  impostare  il   bilancio   1999,   perché   vedete,   l'esercizio
  provvisorio è qualcosa che è  un atto dovuto in progress rispetto
  ad un bilancio che è in  via  di formazione, ma nessuno di noi ha
  sentito finora  questo Governo, al di là della finanziaria di cui
  abbiamo discusso approfonditamente l'altra volta e continueremo a
  discutere   da   domani  in  poi,  ma  nessuno  credo  di  questa
  maggioranza  ci  ha  detto qual'è l'impostazione che del bilancio
  1999 vuole essere dato.
       Direi, e lo dicevo l'altra  volta e qua mi sembra di doverlo
  sottolineare, che la  confusione  concettuale  sul bilancio parta
  pure dall'incomprensione di quale  e  se dovrà esserci un deficit
  di bilancio, perché se è  vero  onorevole Piro come lei dichiara,
  non  l'abbiamo  ancora  visto   con   i  numeri  che  la  manovra
  finanziaria è di circa  1000  miliardi,  lo  verificheremo  con i
  numeri ma questo è il dato che lei  ci  dà  e  se  è  vero che il
  bilancio 1999 ha un deficit  di  circa  4000 miliardi come lei ha
  dichiarato e come tutti sappiamo,  vuol  dire che il bilancio che
  teoricamente dovremmo andare ad  approvare  è  un bilancio con un
  deficit di 3000 miliardi.
       Ma su questo credo che  nessuno  ne  parli e allora io credo
  che invece bisogna cominciare  a discutere del bilancio e bisogna
  farlo  al  di  là  e  oltre  questa  finanziaria  che  mi  sembra
  assolutamente limitata se è vero  che  è  di 960 miliardi come da
  lei dichiarato, perché questi 3000  miliardi  di  buco  io non so
  come dovrebbero essere coperti, non  so  chi  li  coprirà  e come
  verranno coperti; e allora  è  evidente che bisogna cominciare da
  parte di questo Governo a  dire  a  tutta l'Assemblea, ma più che
  all'Assemblea anche al popolo  siciliano,  quali  sono  le  linee
  strategiche  di  questo  bilancio   e   siccome   è  un  bilancio
  particolarmente difficile e  siccome onorevoli colleghi noi siamo
  al  30 di marzo, abbiamo  questa  settimana  poi  ci  saranno  le
  vacanze pasquali, poi vi sarà  il referendum che è un fatto direi
  assolutamente importante sia per  chi  voglia votare si come voto
  alle forze politiche di questa Assemblea, si per anche chi voglia
  votare  no,  ma comunque  è  evidente  che  saremo  impegnati  in
  campagna elettorale, io vorrei capire dove, come e quando vi sarà
  il tempo perché questo  fantomatico  bilancio  possa  passare  in
  Commissione,  possa   essere  analizzato  in  Commissione,  possa
  arrivare in Aula con non i  3000  miliardi di buco ma con un buco
  accettabile o comunque sostanzialmente superabile e che non porti
  il trauma finanziario di questa Regione.
       Perché vedete, onorevoli colleghi, quanto dichiarato l'altra
  volta dall'assessore al bilancio  con  cui  diceva:  "ma i debiti
  della Regione sono già  di  fatto  nei  confronti dei cittadini",
  quindi sostanzialmente noi ci  limitiamo  solo  a  trasferire  il
  debito  nei  confronti   dei   cittadini,   nei  confronti  delle
  istituzioni finanziarie, è  assolutamente  non corretto perché il
  debito nei confronti dei  cittadini  deriva da un'impostazione di
  bilancio  che prevede un deficit  di  bilancio  e  di  questo  ne
  dobbiamo discutere, dobbiamo avere  il  coraggio  ma  più  chi il
  coraggio il tempo di discutere,  motivo per il quale continuare a
  cincischiare su una  improbabile  finanziaria  e dico improbabile
  perché - come detto l'altra volta - una serie di entrate maggiori
  o di minori uscite, di fatto, non avverranno nell'esercizio 1999,
  ma -  bene  che  vada  -  avverranno  nel  2000, 2001 o 2002.  E'
  evidente  che  noi  invece  pretendiamo,  onorevole  Piro, che si
  discuta subito questo bilancio.
       Noi pretendiamo - ecco -  di capire come lei intende coprire
  quello che è il deficit  finanziario della Regione che, di fatto,
  dal bilancio oggi in  vigore  e  che  l'esercizio finanziario, se
  approvato in dodicesimi,  anche  quest' ulteriore mese certamente
  aggraverà, posto che  sostanzialmente  l'utilizzo  delle  risorse
  finanziarie avviene in dodicesimi  e, quindi, avviene rispetto ad
  un deficit che è  quello  gravissimo che abbiamo determinato, noi
  vorremmo sapere qual è  l'impostazione di questo Governo rispetto
  a questo bilancio.
       Noi  vorremmo capire, onorevole  Piro,  come  lei  pensa  di
  potere assorbire quello che è il deficit di cassa che oggi questa
  Regione ha, che è di fatto  un  debito  reale  nei  confronti dei
  cittadini siciliani, di  tutti  coloro  che  sostanzialmente  nei
  confronti  della  Regione e  che  alla  Regione  hanno  dato  una
  prestazione, che sono creditori  di  importi  che presentatisi in
  banca per potere riscuotere,  di fatto, non possono assolutamente
  riscuotere.
       E lei sa benissimo che non sono sufficienti i 1.700 miliardi
  che lei per adesso sta cercando  e  mi auguro che possa trovarli;
  mi auguro che possa  trovarli  ai tassi accettati ed accettabili.
  Non so, c'è qualcosa che  mi lascia molto perplesso sulla sortita
  della Corte dei Conti, perché o la  Corte dei Conti non sa il suo
  mestiere, e questo non credo  nella  maniera  più  assoluta, o la
  Corte dei Conti ha intravisto  qualcosa e, quindi, un messaggio -
  mi permetta di dirlo -  "subliminale"  che  la  Procura  invia  a
  questo Governo.
       Vorrei che su questo si facesse - come dire - chiarezza, che
  il Governo ci confortasse nel senso che, per la prima volta nella
  storia di questa Regione, la  Procura  ha  puntato  gli  occhi su
  questa operazione, forse,  sicuramente  sbagliando,  ma credo che
  comunque dovremmo, tutta l'Assemblea, avere un conforto. Perché -
  dicevo - lei sa benissimo che  i  1.700 miliardi che sta cercando
  sono  assolutamente  insufficienti,  che  i  960  miliardi  della
  finanziaria che lei ci propone sono assolutamente insufficienti.
       Allora io credo che lei dovrebbe avere il coraggio di aprire
  un confronto con questa  Assemblea  sui  grandi temi del bilancio
  della Regione.
       E i grandi temi del  bilancio  della Regione lei li conosce,
  onorevole  Piro,  perché  ha   avuto   modo,  in  tanti  anni  di
  opposizione,  di sciorinarli e  di  presentarli.  Uno  dei  primi
  grandi  nodi,  ed è quello che  vede  oggi  i  comuni  in  grande
  preoccupazione, è il rapporto  finanziario  tra  la  Regione  e i
  comuni, che oggi - come dire  -  almeno da quanto viene riportato
  dalla stampa, richiedono una  riproposizione di quello che era un
  avvio di una riforma  nei  rapporti  finanziari   e,  quindi,  di
  aggancio  delle  risorse  finanziarie  dei  comuni  alle  risorse
  finanziarie della Regione.
       Quindi,  una  sorta   di  percentualizzazione,  come  allora
  determinata,  delle  entrate  finanziarie  dei comuni collegati a
  quelle che sono le entrate finanziarie della Regione.
       Allora,  onorevole  Piro, dopo avere richiamato i suoi dubbi
  espressi due anni fa insieme ai colleghi dell'allora opposizione,
  primo  fra tutti il nostro attuale Presidente dell'Assemblea, che
  allora  era  preoccupato  e  che  credo  debba  esserlo tuttora e
  tuttavia,  dopo  aver  richiamato quelle dichiarazioni vorrei che
  con  molta  serietà  e  con molta serenità si approvi l'esercizio
  provvisorio  perché è un atto dovuto e, quindi, evidentemente per
  garanzia  di  tutti  dobbiamo  approvare  con la maggior celerità
  questo  esercizio  provvisorio,  pur  se  entrando del merito dei
  singoli  capitoli, ma soprattutto Lei ci consenta di cominciare a
  discutere di bilancio. Questo è quello che credo questa Assemblea
  chiede, questo è quello che credo tutta la Sicilia chiede.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Caputo; ne ha
  facoltà.
       Vorrei   informare   l'Assemblea   che  è  intenzione  della
  Presidenza proporre alle ore 21,00 la chiusura delle iscrizioni a
  parlare.

     CAPUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  quello  che  sta succedendo in questa Aula questa sera e la prima
  protesta  di  piazza che abbiamo in concomitanza dell'analisi dei
  documenti  finanziari  di questo Governo stanno a dimostrare come
  certamente la Sicilia è arrivata ad un punto di non ritorno.

     PIRO,  Assessore per il bilancio e le finanze. Chi protesta in
  piazza?

     CAPUTO.  Forse lei non si è accorto, onorevole Piro, che sotto
  il  Palazzo  dell'Assemblea  ci  sono i lavoratori dell'EAS, quei
  lavoratori  dell'EAS  che  lei evidentemente non si è accorto che
  con  un  colpo  di  penna volete cancellare una struttura che non
  costa una lira al bilancio della Regione, anzi garantisce servizi
  di  prim'ordine  alla  Regione  siciliana  ed  ai suoi cittadini,
  quando  invece  avete  proposto il mantenimento di carrozzoni che
  costano miliardi alla Regione e non danno nessun servizio, tranne
  quello  alle  segreterie  politiche  di  garantire l'assunzione a
  portaborse dei partiti.

     FORGIONE.  Tutti  di destra sono però  Non riescono a cambiare
  neanche le nomine perché sono tutti di destra

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione

     FORGIONE. Ho emendato l'onorevole Caputo

     CAPUTO.  Signor  Presidente,  devo  prendere  atto  che questa
  maggioranza,  ma anche se è un eufemismo, lo dico in terminologia
  parlamentare,  ha  i  nervi  a  fior  di pelle, ogni volta che un
  deputato    di    questo   Parlamento   che   siede   ai   banchi
  dell'opposizione  tocca  un  argomento  che  incide profondamente
  sulle tasche e sul destino dei cittadini siciliani questo Governo
  salta  in  aria.  Dico  noi dobbiamo prendere atto ed io invito i
  deputati  di  questa  sparuta  maggioranza, che è ancora tutta da
  verificare  al  momento  cruciale  del  voto, di comportarsi come
  hanno  fatto i deputati dell'allora maggioranza quando stavamo in
  silenzio a rispettare le opinioni degli altri.
       Qui  voi  non  ci  consentite neanche di esprimere le nostre
  opinioni  anche  quando  sono opinioni che politicamente vi fanno
  male,  perché  vi dimostrano in maniera inequivocabile come avete
  portato  una finanziaria, un bilancio estremamente clientelare ed
  estremamente populista che non affronta uno dei soli drammi della
  Sicilia; però avete ottenuto un solo e immediato risultato: prima
  di  cominciare  ad  esaminare  la  finanziaria avete scatenato le
  reazioni  di tutti i lavoratori della Sicilia, preoccupati perché
  questo  Governo  sta  mettendo in ginocchio quel poco di economia
  che era rimasta in Sicilia.
       E  basta guardare, signor Presidente, onorevoli colleghi, il
  contenuto  di questa finanziaria, di come si incide su quello che
  c'è  ancora di produttivo in Sicilia, di questa finanziaria che è
  già  una  burla ed una truffa, perché mentre si parla di andare a
  fare infrastrutture in Sicilia come i porti turistici o di andare
  a creare  gli inceneritori o le discariche controllate in Sicilia
  per   affrontare  l'emergenza  rifiuti,  c'è  un  articolo  della
  finanziaria, l'articolo 26  che  già propone al 30 giugno 1999 la
  rimodulazione dei fondi POP.
       Cioè voi fate finta di  lavorare (con  l'assessore Piro, con
  l'assessore  Crisafulli)  ai   porti  turistici  siciliani,  alla
  modulazione  del  POP per  quanto  riguarda  la  discarica,  fate
  incontri con i sindaci, avete  fatto  incontri  di vertice, avete
  chiamato gli amministratori locali, quando già voi sapete che non
  spenderete  una  lira  di questi  POP  perché  avete  creato  una
  finestra legislativa nella finanziaria  che  serve  a  stornare i
  fondi  POP  nelle misure che  vi  faranno  comodo  per  andare  a
  realizzare   strutture  clientelari   nei   vostri   collegi   di
  provenienza.
       Queste cose noi le denunciamo,  le  abbiamo  già  denunciate
  nelle  sedi opportune, abbiamo  presentato  mozioni  di  sfiducia
  verso singoli esponenti di  questo  Governo,  abbiamo  presentato
  mozioni perché vogliamo sapere come  questo Governo consentirà ai
  sindaci   di   Balestrate,  di   Linosa,   degli   altri   comuni
  dell'agrigentino e del catanese di  andare  a  realizzare i porti
  turistici  quando  sapete che non  c'è  ancora  un  documento  di
  programmazione e il termine ultimo per  cantierare  i lavori è il
  30 giugno 1999.
       Questo è un tradimento nei  confronti  di quei siciliani che
  aspettano le discariche, gli inceneritori, i porti turistici, che
  aspettano di vedere  veramente  sciolti  i carrozzoni governativi
  inutili  e di  vedere  valorizzati,  salvaguardati  e  rilanciati
  quegli enti che rappresentano  il  fiore  all'occhiello di questa
  Sicilia.
       Non  non  vi permetteremo  di  realizzare  questo  esercizio
  provvisorio che è la vigilia,  l'anticamera di una finanziaria di
  lacrime e sangue perché non  permetteremo  che sull'EAS si faccia
  un gioco politico contro i lavoratori siciliani.
       Non vi permetteremo di sciogliere  un  ente  per fare cinque
  ambiti, e fare altri cinque enti se non ci chiarirete cosa farete
  dei lavoratori dell'EAS che in  questo  momento  sono preoccupati
  per loro, per il loro futuro e per le loro famiglie.
       Non vi permetteremo di mettere mano ad una finanziaria, e mi
  dispiace che con l'onorevole Giannopolo vicepresidente dell'ANCI,
  quando era presidente di questa Regione l'onorevole Provenzano, o
  quando  era  presidente  l'onorevole  Drago,  avete  scatenato  i
  sindaci sotto Palazzo dei  Normanni, perché  vi eravate lamentati
  dei tagli alla finanziaria che  metteva  in ginocchio i piccoli e
  medi comuni.
       E perché  non protestate  ora,  quando  questo  Governo  (il
  governo dell'onorevole Piro, il governo  del partito il cui capo,
  l'onorevole Leoluca Orlando, è presidente regionale dell'ANCI) ha
  tagliato  altri cento miliardi nella  finanziaria  in  danno  dei
  comuni rispetto allo scorso anno.
       Ebbene nessuno ha avuto il  coraggio,  la  dignità politica,
  l'orgoglio di parlamentare di gridare allo scandalo contro questo
  Governo, quando per molto meno, per cento miliardi in meno, avete
  portato i sindaci con le  fasce  tricolore  sotto  il Palazzo dei
  Normanni.
       Presidente, è scandaloso come  state lavorando. E' offensivo
  nei  confronti  della   Sicilia.   Questa   è   una   finanziaria
  clientelare.   E'  una  finanziaria  "papocchio".  Questa  è  una
  finanziaria  fatta  ad  uso e  consumo  per  garantire  i  vostri
  equilibri nei collegi di provenienza.  Non  è  la finanziaria per
  garantire un percorso legislativo  precedente al bilancio e anche
  il bilancio.
       E' un bilancio scandaloso e  i  nostri 7.000 emendamenti non
  sono emendamenti sterili. E' un  atto  di  giustizia verso questa
  Sicilia che non vuole essere  rovinata  da  questo  Governo che è
  nato con un ribaltone e che  sta  morendo con un ribaltone perché
  se è vero come è vero come  dicono  i giornali c'è un deputato di
  questo Governo che fa l'ago della bilancia. E non è possibile che
  si possa programmare il governo  in  Sicilia e si possa governare
  la Sicilia facendo la conta  con  il  pallottoliere  se  oggi  il
  deputato  tizio  sta con l'opposizione  o  sta  tramando  con  la
  maggioranza perché ha avuto la caramella politica di turno.
       Ci vergognamo di essere rappresentati da questa politica.
       E' bene che venga il referendum, è  bene che si cancellino i
  piccoli partiti, che si porti la politica  con la P maiuscola che
  consenta a questo Parlamento di  governare,  non  in difesa degli
  interessi, ma in difesa di una Sicilia  che  voi  in ogni momento
  della vostra vita politica state continuando a mortificare.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE.  Signor  Presidente,  onorevole  Assessore al Bilancio,
  onorevoli  colleghi,  intervengo  sul  disegno  di  legge n.  897
  "Esercizio provvisorio" e quindi la  proroga  fino  al  30 aprile
  1999.  Un solo articolo ma pieno di significato.
       Qui c'è un primo giudizio da  dare:  il  giudizio  è che, in
  fondo, la maggioranza manca  uno  degli obiettivi fondamentali su
  cui aveva impegnato la propria azione politica.
       Questa circostanza è legata al fatto che il disegno di legge
  propedeutico all'approvazione del  bilancio  1999,  la cosiddetta
  Finanziaria, disegno di legge n.  884,  non solo è un coacervo di
  norme prive di razionalità e incapace di fornire quello strumento
  flessibile che potrebbe rendere  più  razionale  il  bilancio  di
  previsione, ma fa emergere tutte  le  mancanze  di  idee  di  cui
  questa maggioranza dichiarava spavaldamente essere depositaria.
       Il comportamento di  questa  pseudo-maggioranza  non  solo è
  riprovevole dal punto di vista politico per quello che si è visto
  nelle commissioni di merito, ma  pare non discostarsi dal vecchio
  vizio che ereditiamo dalla prima Regione, per non dire degli anni
  più  bui  della  vita   politica  e  parlamentare  della  Regione
  siciliana.
       "Quando si parla di esercizio  provvisorio  si  parla  di un
  atto  eccezionale"  diceva   l'onorevole  Piro  "anche  se  tutti
  concordiamo che trattasi di un atto dovuto".
       Sono le stesse parole  che  l'onorevole Piro ripeteva quando
  trattava  la   materia,   ripresa  brillantemente  dall'onorevole
  Provenzano.   In  quanto,   se   non   si   approva   l'esercizio
  provvisorio, si blocca l'intera attività amministrativa, compreso
  il  pagamento degli stipendi  al  personale  della  Regione.  Ma,
  appunto perché eccezionale e dovuto,  di  chi è la responsabilità
  di tutto questo?  Perché il  Governo  non ha provveduto a portare
  subito in discussione il bilancio?  Perché  il Governo non ritira
  la  cosiddetta  Finanziaria?   Perché   continuare   con   questo
  indecoroso spettacolo? Perché insistere  su  un  disegno di legge
  che nulla porterà in termini  di  aiuto al bilancio? Perché siete
  così ostili e testardi?
       Avete portato nelle commissioni e in Aula i muscoli e non la
  proposta. Mentre la Sicilia  affonda  e  muore,  c'è qualcuno che
  pensa ancora ai vecchi trucchi.  L'ho  detto  tante  volte  ma il
  Governo non sente. Non si  può più barare, onorevole Piro, non si
  possono fare bilanci falsi, non si possono fare più mutui, non si
  può più ricorrere al  mercato  per collocare obbligazioni, non ci
  sarà più una Merril Lynch.
       Se vogliamo evitare  il  peggio,  dovete  abbandonare l'idea
  della finanziaria.
       State portando il Paese alla guerra sociale, ed è una grande
  verità.
       Nei settori più delicati che sono quelli della sicurezza del
  cittadino ed in particolare  la  salute  del  cittadino,  si  sta
  verificando l'irreparabile. Gli ospedali,  le  case  di  cura, le
  farmacie, la sanità tutta, non è in grado di assicurare i servizi
  primari.
       I fornitori non possono più aspettare, le imprese stanno per
  fallire. 5000 miliardi di  mandati impagati danno la misura della
  gravissima situazione finanziaria.
       Non avete preso nessuna  iniziativa a favore delle categorie
  produttive, non c'è nessuna traccia sul futuro degli articolisti,
  dei forestali, dei precari in genere.
       Leggevo oggi su un  quotidiano siciliano l'amara vicenda del
  personale dei Beni Culturali di Villa del Casale.
       In una eloquente foto si notavano dei cartelli con chiari ed
  inequivocabili scritti: "i Beni  culturali  non  sono in vendita.
  Lasciateci lavorare serenamente. Nomine bloccate. Ricordatevi che
  esiste la Sovrintendenza di Enna. Vergognatevi "
       Questo era scritto ed è  fotografato  in  un  quotidiano, mi
  pare il Giornale di Sicilia.  Altri  cartelli dei sindacati CISL,
  CGIL, UIL, che lamentano la mancanza  di  un  progetto  e  di una
  programmazione nel settore dei beni culturali.
       Ecco  perché  bisogna  passare  con  urgenza  all'esame  del
  bilancio, onorevole Piro, rimodulando seriamente le spese, giusto
  quanto fatto rilevare dalla Corte  dei  Conti, se crediamo ancora
  che gli organi di controllo debbano servire la causa per dare dei
  segnali in questa direzione.  Ma  c'è  ancora oggi chi spinge per
  la  finanziaria,  fomentando  confusione  ed  apprensione  tra  i
  colleghi,  con  lo   spauracchio  dello  scioglimento  anticipato
  dell'Assemblea.
       Cari colleghi, questa  Assemblea  non la scioglierà nessuno.
  Questa Assemblea ha approvato bilanci fuori termine e non è stata
  mai sciolta (nel 1980, nel  1984, sono esempi concreti, sono dati
  certi). Andate a vedere.
       Bisogna   affrontare  subito  e  senza  perdere  tempo  temi
  importanti come il problema delle discariche e dei rifiuti solidi
  urbani.
       L'evidenza  dei  fatti,   le  preoccupate  dichiarazioni  di
  sindaci e presidenti delle  province  siciliane, sta smentendo la
  sicurezza baldanzosa dell'assessore  al  territorio.  Se  non  si
  interverrà con decisione e subito,  verremo sommersi di rifiuti e
  di vergogna.
       Bando le inutili battute  che potrebbero essere proferite in
  tale  contesto  da  politici  della  caratura  dell'assessore  al
  territorio, la situazione è realmente di una gravità mai vista.
       Lontani dai parametri  previsti  dalle  norme  nazionali  di
  riferimento, si continua a bluffare ed a misconoscere la realtà.
       I  problemi  del territorio, la sanatoria edilizia ora tanto
  ostacolata  da  parlamentari  e  partiti  che hanno fatto fortune
  elettorali,  il  recupero  del  territorio,  la  riparazione  del
  territorio,  la pacificazione degli animi e la ricerca di un vero
  e convinto ambientalismo che,  scevro  da preconcetti, disegni un
  percorso per il riordino urbanistico della Sicilia.
       Turismo: la infelice  scelta  dell'assessore  al turismo sui
  parametri per l'utilizzazione della legge 488;  secondo le scelte
  mirate dell'onorevole Rotella,  lo sviluppo del turismo siciliano
  passa attraverso e solo dai  campi  di  golf.  La scelta potrebbe
  commentarsi da sola.
       La  cosa  preoccupante, cari colleghi, è che la "costumanza"
  di  dar  lentissimo  corso alle interrogazioni ha fatto sì che il
  Ministro competente abbia recepito quelle distorte previsioni.
       Andando  avanti  parliamo  dei  problemi  dell'acqua:  dalla
  trasformazione  dell'E.A.S. in s.p.a. alla miopia del recepimento
  "sic  et  sempliciter"   della   Legge   Galli,  attraversando  i
  quotidiani disagi della  popolazione  per  la scarsa manutenzione
  alle reti, la estemporaneità della gestione del funzionamento dei
  dissalatori,   la   patata    bollente   della   gestione   dello
  approvvigionamento  idrico delle  piccole  comunità  delle  Isole
  minori.
       Ecco perché non si può  essere  d'accordo con un Governo che
  ha già fallito prima di  iniziare.  Subito il bilancio, onorevole
  Piro, subito il bilancio. E'  questo quello che vuole la Sicilia,
  i cittadini siciliani, gli operatori.  E poi una finanziaria vera
  e poi le riforme.
       La  Sicilia,  questa  Sicilia,  non  ha  bisogno  di  questa
  finanziaria;  i disoccupati  non  vogliono  la  finanziaria;  gli
  imprenditori  non  vogliono la  finanziaria;  i  sindaci  non  la
  vogliono; i dipendenti dell'E.A.S. non la vogliono.
       Ultima, una limitazione che  oltre  tutto  noi  cerchiamo di
  porre  in  essere   nell'ambito  degli  emendamenti  che  abbiamo
  predisposto: è proprio una  limitazione agli assessori per quanto
  riguarda le spese.
       Questo  esercizio  provvisorio  non  rappresenta  il momento
  importante. Il  momento  importante  è  il  bilancio dove ci sono
  aspettative e dove  ci  sono  operatori, come ho detto prima, che
  stanno dietro  la  porta, non dico dell'Assessore per il bilancio
  ma  della  Regione  perché   debbono  ottenere  un  pagamento,  i
  fornitori, le imprese.
       La  situazione  è gravissima  e  quando  dicevo  che  questa
  Sicilia sta affondando, credo che  se  passano  ancora  un po' di
  giorni affonderà davvero.  E  affonderà  anche  questo Parlamento
  incapace,  questo  Governo  incapace  di  dare  una  risposta  ai
  problemi dei siciliani.
       E allora il ragionamento che  mi  aspetto  dal Governo ed in
  particolare  dall'onorevole  Piro,  che   è   uno   dei   massimi
  responsabili di questo Governo, è  quello  di  rivedere  tutta la
  materia,  di  rivedere   tutto   il   percorso   per  determinare
  immediatamente l'avvio dell'esame  del  bilancio, perché è quello
  che  conta.   Lo   ha   detto   l'onorevole   Provenzano:  questa
  finanziaria non aiuterà il  bilancio.  Questa  finanziaria  è  un
  altro imbroglio che si somma  ad altri momenti e l'onorevole Piro
  sta portando avanti un disegno che non mi convince e non convince
  nessuno, anche rispetto ai dati che sono in nostro possesso.
       Ci sono situazioni che vanno chiarite e vanno chiarite in un
  momento di maggiore serenità che non  può essere quello di oggi o
  di domani.
       Nella  situazione  politica  siciliana,  i  rapporti  tra  i
  partiti e anche tra i parlamentari  non  sono  buoni  e  lo sanno
  tutti. Quindi per stabilire un rapporto per fare le cose per bene
  c'è bisogno intanto di un governo che abbia una maggioranza e che
  si intesti un grande progetto  riformatore,  un  govern  che deve
  governare i gravi problemi che ci sono. E sono tanti.
       Ho  fatto  riferimento ad uno,  e  ne  hanno  parlato  anche
  l'onorevole Caputo e l'onorevole  Tricoli,  parlo di territorio e
  di questa sanatoria che per me  non  è sanatoria.  E' un riordino
  urbanistico che bisogna mettere  in campo immediatamente.  Non si
  possono lasciare 200.000 famiglie  in  questa situazione di grave
  difficoltà. 200.000 famiglie che  aspettano una risposta e questa
  è la casa dove si può  dare  una  risposta.  Ci sono problemi che
  attraversano famiglie e famiglie  che  vivono  con  grave disagio
  rispetto anche ai  provvedimenti  emanati  dalle amministrazioni,
  dai sindaci per quanto riguarda provvedimenti di demolizione o di
  acquisizione al patrimonio comunale.
       Questa è  una  storia che deve finire, dobbiamo stabilire un
  rapporto, dobbiamo  incontrarci  per determinare una svolta anche
  in questo  senso.  Non  si  parla di sanatoria indiscriminata, si
  parla di un riordino, di una riparazione del territorio dove alla
  fine possono trovare posto anche situazioni del genere.
       Non è  giusto  che  questo  Parlamento,  che  questo Governo
  affronti altri  problemi  che  sono  sanatorie  e non affronta un
  problema così grave che interessa tanti e tanti onesti cittadini,
  perché  non sono loro  i  responsabili  eventualmente,  di  avere
  costruito una casa e quindi essere abusivi, sono coloro che hanno
  permesso questa possibilità e quindi  è giusto che la Regione, il
  Parlamento prenda nota di  questa  situazione,  di  questa  grave
  difficoltà del cittadino. Noi siamo  qui  per  andare incontro al
  cittadino, non siamo qui  per penalizzare il cittadino, onorevole
  Piro,  e  su questo credo  che  bisognerà  fare  chiarezza  e  ci
  arriveremo quando ci sarà  sicuramente l'occasione per parlare di
  emendamenti che trattano la materia.
       Noi vogliamo  trattarla  in maniera organica, con i piani di
  recupero, con gli strumenti urbanistici, con i comuni che vanno a
  perimetrare queste  zone,  queste  aree  che hanno difficoltà dal
  punto di vista ambientale e dal punto di vista dell'edificazione.
       Quindi, noi siamo persone che vogliamo la pianificazione del
  territorio,  la  riparazione  del  territorio,  il  recupero  del
  territorio,  non  siamo  tra coloro che vogliamo la sanatoria per
  fare un regalo chissà a chi.
       Ci sono Sindaci, ci sono  politici  che  hanno fatto (e l'ho
  detto) fortuna elettorale  utilizzando  questi  strumenti, noi ne
  stiamo  parlando  qui in Aula,  perché  questa  è  la  sede  dove
  dobbiamo affrontare i veri problemi della collettività.
       Quindi,  caro  onorevole  Piro, ritiri  la  finanziaria, una
  finanziaria che divide, non unisce. Una finanziaria che non porta
  nulla e  se  accorgerà che non porta nulla. Qui c'è bisogno di un
  Governo che affronti un problema serio:  i rapporti con lo Stato,
  la rinegoziazione con lo Stato.  Non  può  lo  Stato  mollare una
  Regione come la Sicilia e, quindi,  è per questo che dico "ritiri
  la finanziaria, trattiamo immediatamente  il disegno di legge sul
  bilancio  per  dare una  risposta  immediata  ai  problemi  degli
  operatori e di chi vanta un credito dalla Regione siciliana".
       Questo  è  il  punto  centrale dell'operazione, io non lo so
  quello che  farete,  se  porrete  fiducia,  non è una cosa che mi
  interessa, però su tutte le questioni, deve essere chiaro, saremo
  presenti, e interverremo, non come  fatto strumentale, ma per far
  capire che è arrivato il momento di cambiare.
       E  non siamo contro  le  privatizzazioni,  ma  siamo  contro
  questo tipo di privatizzazione  che  volete  fare,  quindi  siamo
  d'accordo con i dipendenti dell'EAS  in una battaglia ad oltranza
  che ci vede impegnati ad  un  equilibrio  diverso  e,  quindi, la
  possibilità di poter mettere in campo poi un disegno di legge che
  metta fine a queste lacerazioni.
       Siamo di fronte a  problemi  non  indifferibili  e,  quindi,
  siamo davanti a problemi che  devono  essere  trattati e trattati
  con grande serenità e con un gesto di responsabilità che non deve
  essere quello del Governo, ma del Parlamento.
       Non credo che questo Governo  possa andare lontano, anche se
  passa questa tempesta, anche se  passa  questa  fase cadrà perché
  questo non è un Governo che ha la fiducia dei cittadini, questo è
  un Governo ho detto abusivo non in grado di affrontare i problemi
  seri che ci sono e sono tanti.
       Noi non abbiamo alimentato le piazze, non abbiamo alimentato
  nessuno però siamo in guerra  sociale  e  la  guerra è cominciata
  perché voi non siete in  grado di dare risposta agli articolisti,
  ai  forestali,  ai precari, a  tutti  quelli  che  oggi  sono  in
  difficoltà e se ne sommano  altri,  quelli  della  Telecom s.r.l.
  dove il Governo è assente rispetto a questo grande problema.
       Signori miei, è arrivato il  momento  di dirci a chiare note
  chi siamo, se vogliamo veramente  il  bene della Sicilia dobbiamo
  ancorare tutto al bilancio per poi arrivare ad una determinazione
  di una finanziaria che ci consenta un respiro, che ci consenta di
  affrontare  i  veri   problemi   della  Regione  siciliana,  caro
  onorevole Piro, caro Presidente onorevole Silvestro.
       Questi sono  i  temi  che  abbiamo davanti e non si può fare
  ostruzionismo rispetto a questi temi, ma si fa ostruzionismo e si
  disturba un Governo che non rappresenta i siciliani. Questo non è
  un Governo legittimato dal popolo, questo deve essere chiaro e il
  popolo deve sapere che questo è un Governo che nasce sull'onda di
  trasformismi e questi trasformismi sono destinati a morire.
       Noi  siamo  perché  vogliamo bene e vogliamo l'interesse del
  cittadino  dal  punto  di  vista  della salute del cittadino, dal
  punto  di vista della sicurezza del cittadino, anche qui dobbiamo
  affrontare i veri problemi.
       Dov'è  l'onorevole Morinello che non si vede mai, dov'è? Che
  oltre tutto  questa   cosa  sta  dando  veramente  e  disturba  i
  siciliani,  ma  non  solo  i  siciliani, quando  si vedono questi
  cartelli ad  Enna, va bene, dove i visitatori non possono entrare
  perché  i dipendenti sono costretti  a  scioperare perché non c'è
  un interlocutore, perché  non c'è  una possibilità di dialogo, un
  confronto con il Governo e questo  Governo  non  è  in  grado  di
  affrontare queste questioni come del  resto  anche la legge n. 46
  ed altre cose che vedremo più avanti, caro Presidente.
       Noi  non ci fermeremo, e  l'ho  detto,  perché  siamo  dalla
  parte  della ragione, perché  avevamo  vinto  le  elezioni,  caro
  Presidente, e ci hanno scippato di un Governo che stava lavorando
  e stava lavorando bene, dando risposte ai cittadini.
       Noi  stavamo  affrontando   problemi   e  temi  di  notevole
  importanza e con rapporti anche di chiara possibilità di intesa e
  non  alla  "Speziale",  alla  provocazione,  alle  questioni  che
  abbiamo vissuto nelle commissioni, dove  noi, con tutta la nostra
  predisposizione, abbiamo cercato  di  aiutare  la  commissione e,
  quindi,  il Parlamento,  per  poi  sentirci  dire  dall'onorevole
  Speziale o da altri che amiamo i colpi di mano, amiamo far vedere
  i muscoli. I muscoli,  caro  onorevole Speziale, servono soltanto
  (e non sempre) quando ci sono incontri di pugilato.
       Siccome ancora non  siamo  arrivati all'incontro di pugilato
  in quest'Aula, io dico:  faccia  valere  la testa e faccia valere
  la proposta politica che é  quella  che  si attendono i cittadini
  siciliani.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi, fra qualche
  minuto  é   annunciato   un  messaggio,  a  reti  unificate,  del
  Presidente del Consiglio dei Ministri che rilascerà alla Nazione,
  un discorso sullo  stato  della  guerra  in Kosovo. Non credo che
  questo discorso non  durerà  molto,  essendo a reti unificate. Io
  proporrei, proprio  perché  manca  qualche minuto all'inizio, una
  breve sospensione al fine di ascoltare questo messaggio.

     PRESIDENTE. A che ora verrà trasmesso?

     ALFANO. Alle 20.30.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo  osservazioni,  sospendo  la seduta,
  avvertendo che riprenderà  a  conclusione della dichiarazione del
  Presidente del Consiglio.

   (La seduta, sospesa alle ore 20.25, è ripresa alle ore 20.42)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 897/A

     PRESIDENTE.  Si  riprende  l'esame del disegno di legge numero
  897/A  "Esercizio provvisori del bilancio della Regione siciliana
  per l'anno finanziario 1999".
       E' iscritto a parlare l'onorevole Pagano. Ne ha facoltà.

     PAGANO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi, dovremmo oggi
  discutere di esercizio provvisorio in  un momento così drammatico
  della nostra vita sociale e politica. Però  questa  è  la vita e,
  visto  che  la  parola  mi è  stata  data,  devo  necessariamente
  continuare.
       Qualcuno la chiama  "real  politic" però, in qualunque caso,
  sempre di  situazione  drammatica,  assolutamente  fuori  da ogni
  contesto, si tratta.
       Devo, entrando nel  vivo  della discussione, dire che non ha
  senso quello che  stiamo  facendo.  Noi  stiamo  parlando oggi di
  esercizio  provvisorio,  ma  sappiamo  bene  che  -  come  dicevo
  poc'anzi - tutto ciò  non  ha  senso,  perchè l'unica cosa di cui
  sicuramente possiamo dire  e  su  cui tutti si trovano d'accordo,
  anche voi della  maggioranza  quando  parlate  con noi in maniera
  personale, è che oggi dovremmo parlare invece di bilancio.
       L'approvazione della legge  di  bilancio è qualcosa che deve
  essere discusso immediatamente.  Non  è  possibile più la deroga,
  perchè questo bilancio  che oggi viene costantemente rinviato per
  una furbizia, ne parleremo tra un po',  in verità, è da discutere
  subito. Ed è da discutere subito perchè  ci dovete spiegare quali
  sono  le linee che lo hanno ispirato,  perchè  si  è  arrivati  a
  questo bilancio. Quali sono le strategie, onorevole Piro ...

     PIRO,  assessore per il bilancio e le finanze. Questo bilancio
  che lei vuole discutere ...

     PAGANO. No, quello che vogliamo discutere subito.

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. E' quello che ha
  presentato l'onorevole Tricoli.

     PAGANO. Sì, però ...

     PIRO, assessore per il  bilancio e le finanze. Se lei lo vuole
  discutere, io glielo porto subito. L'approvi così com'è.

     PAGANO. La contraddizione  è  in termini, però, caro onorevole
  Piro. Adesso ci arriveremo.

     PIRO,  assessore  per il bilancio e le finanze  .  Questo  che
  vuole  discutere  è  il  bilancio  che  ha presentato l'onorevole
  Tricoli.  Lei  vuole  discutere un bilancio che non ho presentato
  io.  Mi  faccia presentare il bilancio che voglio presentare io e
  lo discutiamo.

     PAGANO.  Entra  però  in contraddizione con la finanziaria. E'
  troppo  comodo  questo  discorso,  anche perchè conosciamo bene i
  trucchi  che  voi  userete  in  Commissione,  quindi  non  è così
  onorevole Piro e lei lo sa bene.
       E  quindi  continuo a dire:  qual è la vostra strategia, non
  soltanto la strategia tecnica, ma anche la strategia politica che
  evidentemente sottende a questo bilancio.
       Allora, onorevole Piro, visto che la  mette  su questo piano
  cominciamo a dire che voi siete i  maestri  delle furbizie, della
  politica fatta con vecchi schemi, quella  stessa politica che lei
  ha condannato per anni, per decenni - perchè  mi pare che lei sia
  al terzo mandato quindi due lustri -  è  evidente  che  lei  l'ha
  condannato costantemente ed oggi da  erede  di quella tradizione,
  perchè continua evidentemente in una logica che possiamo definire
  solo consociativa, mi viene a dire che  in  verità  è  lo  stesso
  bilancio  di Tricoli quando in verità  c'è  una  finanziaria  che
  evidentemente ha già stabilito determinate linee  di  cui  lei  è
  stato   l'ispiratore,   che   evidentemente   deve   vedere   una
  conseguenzialità nel bilancio, con le  modifiche  che si vedranno
  regolarmente - che già immaginiamo di che  tenore  saranno  -  in
  Seconda Commissione.
       Ed  allora  io  continuo  a ribadire alla luce di questa sua
  approssimata  difesa quali sono le sue strategie, onorevole Piro,
  le  dobbiamo  discutere  subito. Non il 29 di aprile con la scusa
  che  poi  cade  tutto  e  chissà  come vada a finire, ne dobbiamo
  discutere  subito,  in  maniera  tale  che  questo bilancio venga
  analizzato,  parcellizzato,  guardato  sotto   il  microscopio  e
  naturalmente grazie a tutto ciò sarà  possibile operare una seria
  critica nei confronti di questo Governo che, evidentemente, ha le
  idee di un governo che vive una  discrasia  ed  una  schizofrenia
  personale,  ed  arriveremo  a parlare  anche  di  questo,  perchè
  diciamo  la  verità:   voi  vivete   alla   giornata,   non   c'è
  programmazione  nelle vostre scelte.  Ed  ecco  perchè  chiediamo
  immediatamente  la  discussione  di   questo   bilancio,   perchè
  altrimenti non sarebbe spiegabile come a fronte  di un deficit di
  cassa di 4.000 miliardi, ed una richiesta  di mutuo di 1.700, voi
  affrontate il tutto con grande disinvoltura.
       Lei  mi  dirà: si è sempre fatto così; sì ma da un Assessore
  al  bilancio  che ha sempre criticato per dodici anni questo tipo
  di  atteggiamento  è  evidente  che  queste  risposte non possono
  bastare, è evidente che non ci possiamo accontentare.
       Ed  allora  quali sono, onorevole Piro, le entrate reali del
  1999,  visto  che abbiamo seri dubbi su queste reali entrate, noi
  le  vogliamo  sapere, la discussione oggi deve avvenire su queste
  basi,  perchè  altrimenti  stiamo  qui  a  parlare  di  esercizio
  provvisorio  e  poi  realmente i temi più importanti sfuggiranno,
  perchè  lei  comprenderà  che l'esercizio provvisorio si farà. Lo
  sappiamo  bene,  lo  ha  sempre  dichiarato anche lei quando ogni
  volta  ci  sono state delle critiche in passato ha sempre parlato
  di  fatti  eccezionali  a cui però non si poteva esimere nessuno;
  ebbene  anche  qui  sappiamo  che  il  bilancio  provvisorio sarà
  approvato,  ma  proprio  perchè sarà approvato è evidente che noi
  dobbiamo dare delle priorità e la priorità si chiama bilancio.
       E'  evidente  da  questo  punto  di  vista  che non possiamo
  accettare  nessun tipo di contraddizioni ed allora, continuando a
  fare  domande,  come  coprirete realmente il deficit 1999. Prenda
  appunti,  onorevole  Assessore,  per  favore mi dia risposte e mi
  dica  come  questo  bilancio  sia  veramente nell'interesse della
  Sicilia  e  non un interesse clientelare, perchè a questo punto e
  tra  un po' ne parleremo meglio, i dubbi da questo punto di vista
  sono enormi.
       Questo  bilancio che destina poche risorse ai fondi globali,
  questo  bilancio  che non riesce ad immaginare un futuro fatto di
  investimenti,  ma sempre un presente fatto di spese improduttive,
  perchè ancora una volta entrate in contraddizione, non riuscite a
  dare   risposte   sul   reale   risanamento   della  Sicilia:  le
  problematiche  degli  articolisti,  le problematiche dell'ESA, le
  problematiche  dei precari, dove sono le politiche finanziarie di
  questo Governo? E' evidente, quindi, l'approssimazione.
       Mi  dispiace  dirlo, mi dispiace perchè noi dobbiamo fare la
  nostra  parte  di opposizione, però è evidente che quando ci sono
  delle buone proposte noi lo diciamo,  lo ammettiamo. E' accaduto,
  è accaduto più volte, lei lo sa  bene,  ma  purtroppo  da  questo
  punto di vista tutte le risposte che ci state per dare sono tutte
  assolutamente   insoddisfacenti,  come   insoddisfacente   è   la
  finanziaria.  Ed è evidente che cercate di nasconderlo in tutti i
  modi.
       La mia personale  conclusione,  quindi, sull'argomento della
  finanziaria, è che da voi prevale una tendenza massimalistica che
  zittisce tutti gli uomini di buon senso anche i più ragionevoli e
  che colpevolizza le teste pensanti.
       Questo filo conduttore a cui  voglio rifarmi è tipico di una
  mascheratura, di una sorta di  mimetismo che voi mostrate in ogni
  occasione.
       Continuate a dire di  volere  cambiare  le  cose, di volervi
  mostrare diversi rispetto  al  passato.  Ma  sicuramente  l'unico
  passato che merita di  essere  ricordato  è  il passato prossimo,
  quello dei governi che  vi  hanno preceduto. Perché voi ritornate
  con le logiche di tre anni fa,  di  dieci  anni  fa e di quindici
  anni fa. Ecco perché c'è  molta  declamazione  e  poca finanza in
  questa finanziaria.
       Ecco  perché  c'è poco  controllo  della  spesa  e  c'è  una
  filosofia che evidentemente non ci  piace. Non si scorge il tetto
  di questo vostro progetto.  Non  dite nulla di veramente concreto
  sul turismo, sui trasporti,  sul  commercio. Non dite nulla sulla
  valorizzazione dei beni ambientali. Ed è evidente, quindi, che da
  questo  punto di  vista,  commercianti,  artigiani,  imprenditori
  potranno avere solo ed esclusivamente dei problemi.
       Proprio per questo motivo  abbiamo l'esigenza di porvi delle
  domande ben precise perché i  fatti  ci  stanno dando ragione. Se
  guardate la storia recente  di  questa legislatura vi accorgerete
  che i fatti ci hanno sempre dato ragione.
       Senza andare lontano è  proprio di oggi la dichiarazione del
  direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta, che
  ha dichiarato che la riforma del Governo Berlusconi era ottima.
       Ciò che era stato  criticato  nel 1994 in maniera selvaggia,
  oggi  a distanza di  cinque  anni  viene  ammessa  dalla  massima
  autorità tecnica in materia come un qualcosa di straordinario.
       Il fondo monetario italiano non fa altro che ribadire che le
  vostre  manovre  di  carattere  pensionistico  sono  qualcosa  di
  ridicolo o poco più. Ed  è  evidente  quindi  che  a questo punto
  tutte  le  dichiarazioni che  oggi  sono  avvenute  da  parte  di
  Cipolletta non fanno altro  che  confermare  che  le  uniche idee
  chiare   in  materia   di   risanamento,   nel   caso   specifico
  pensionistico, ma la logica  vale  per tutti, sono esclusivamente
  del centro-destra.
       Cominciamo a questo punto  a  pensare che voi siete soltanto
  degli  arroganti che  vogliono  dimostrare  soltanto  di  esserci
  perché altrimenti non sarebbe  spiegabile come mai non cominciate
  a fare un discorso serio, un dibattito serio su questi argomenti,
  come mai non accettate il dialogo e invece mostrate sempre di più
  i muscoli.
       Non possiamo pensare che  tutto  questo  sia  frutto  di una
  logica  di servizio come  invece  dichiarate.  Siamo  sempre  più
  convinti che questa è  una  logica  dell'arroganza. D'altronde lo
  sappiamo bene, lo dichiarate  anche  nei  corridoi che voi volete
  dimostrare  che  siete molto  più  bravi  degli  sprovveduti  del
  centro-destro che evidentemente altro non sanno fare che retorica
  o poco più.
       Voi dite che nel  momento  in  cui  supererete  questa fase,
  governerete fino alla fine  di  questa legislatura. Lo dichiarate
  in lungo e largo e  siete  già  pronti con l'argomentazione. Cioè
  dopo le europee, verrete qui  in  Aula e direte la coalizione dei
  partiti che sostiene il centro-sinistra  ha  preso più del 51 per
  cento. Quindi il ribaltone era  qualcosa che non era tale, ma era
  un'esigenza del popolo siciliano.
       Questo è un falso  storico  perché con il proporzionale, nel
  momento stesso in cui presenterete  una  decina  di  liste o poco
  più, vi ritroverete con una  sommatoria  di  voti  che  però  non
  coincide assolutamente con la  logica  del  governo ed è evidente
  che  in  un  contesto  di  maggioritario  o  in  un  contesto  di
  proporzionale,  finalizzato  ad  una  legislatura  regionale,  si
  avrebbero risultati di tipo diverso.
       E' evidente, quindi, che ancora  una  volta  la vostra è una
  logica  del  tirare a  campare.  Volete  arrivare  il  più  tardi
  possibile  alla  discussione   sui  fatti  concreti,  non  volete
  assolutamente affrontare la discussione e  dite  che  quelli  del
  centro-destra  non  sono  in  grado  di   fare   nessun  tipo  di
  opposizione.
       E' evidente che la nostra presenza con 5000 emendamenti è la
  dimostrazione concreta che  il  centro-destra  c'è,  mi  dispiace
  deludervi, ma abbiamo la  certezza morale di potervi tenere testa
  e di potere portare  aventi  una  serie di contributi che saranno
  disarticolati, improvvisati, come  dite  voi,  ma che invece sono
  tipici  di  una  realtà  e   di  un  mondo  che  ci  sentiamo  di
  rappresentare pienamente.
       D'altronde come non attaccarvi quando portate argomenti come
  quello dell'articolo unico?  L'articolo  unico  è  veramente  una
  furbizia. E' qualcosa di grave perchè consente  a  voi  di  poter
  aggirare  un  ostacolo che è quello del  dibattito  in  Aula,  ma
  purtroppo  per  voi,  vi preannunciamo  che  siamo  attrezzati  a
  risolvere questo problema e vi porteremo alle lunghe.
       Come anche lo  spauracchio  dello  scioglimento. per favore,
  amici cari, finitela  Finitela  amici  della sinistra di dire che
  ci  sarà  questo scioglimento  che  non  avverrà  mai  perchè  lo
  sappiamo bene che questa è una problematica inesistente.
       Poco fa l'onorevole Croce ha citato gli esempi specifici del
  1980 e 1984 e quindi non mi venite a dire che affronterete questo
  dibattito dicendo che se non verrà approvata la finanziaria, alla
  fine di procederà ad  uno  scioglimento  perchè sappiamo bene che
  così non sarà.
       Sappiamo bene, d'altronde,  che  questa Assemblea è in grado
  di fare le nottate e  forse  anche le mattinate, e di raggiungere
  l'obiettivo anche all'ultimo giorno, se è il caso, ma il problema
  non  è  questo. Il  problema  è  che  voi  dovete  affrontare  la
  discussione in materia  seria,  non potete essere approssimativi,
  non potete portare  avanti  queste  discussioni  in  termini così
  generici.
       E' evidente, quindi,  che vi aspettiamo al varco. D'altronde
  questa coalizione comincia  a  mostrare  dei limiti serissimi. Io
  non posso in questo momento non citare l'esempio dell'UDR.
       Noi al livello personale abbiamo dei rapporti eccellenti con
  la  stragrande   maggioranza  dei  rappresentanti  dell'UDR  però
  dobbiamo oggi constatare che  la stragrande maggioranza di loro è
  assente al dibattito politico.
       Forse c'è anche un logica, un imbarazzo. Noi cogliamo questo
  imbarazzo. E' evidente, però, che presto o tardi, dovranno venire
  su questi scranni e cominciare a fare delle dichiarazioni, e dire
  come si può entrare in  contraddizione tra le cose che sono state
  dette soltanto un anno  fa  e  le  cose  che  stanno  dichiarando
  adesso.
       Un imbarazzo che non è legato soltanto a questa finanziaria,
  ma è legato al  momento  politico  complessivo e generale, perchè
  sappiamo bene che adesso  molti di questi parlamentari, forse non
  i regionali perchè vivendo in una logica di proporzionale possono
  avere ancora l'ambizione di  essere  eletti. Ma sappiamo bene che
  per  coloro che hanno  l'ambizione  di  salire  agli  scranni  di
  Montecitorio, la logica  comincia a cambiare completamente perchè
  esiste un problema che sarebbe ipocrita non sollevare.
       Quali saranno le future candidature dell'UDR?
       In quali collegi  si  dovranno misurare questi nostri amici?
  Allora un tema che mi sento di trattare è legato proprio a questo
  aspetto. L'UDR deve essere coerente, noi  aspettiamo  tutti  i 15
  parlamentari di questo partito a venire qui e a dire cosa pensano
  su questo argomento.
       Se non lo fanno risulta  più che chiaro che la loro coerenza
  non esiste.
       Si dirà, l'UDR non  ha  mai dichiarato di essere coerente, e
  tutti sorridono a fronte  di questa dichiarazione. Però c'è anche
  una dignità; adesso comincia una  campagna  elettorale  che vedrà
  non solo i partiti del centro-sinistra,  ma sicuramente i partiti
  del centro-destra in un'opera di denuncia e si comincerà a a fare
  una discussione seria sulle piazze attorno a questo argomento.
       Allora, prima che il  tutto assurga a toni ironici, veniteci
  a dire, per favore, cosa pensate su questo argomento.
       Allora  visto che mancano  tre  minuti  alla  fine  del  mio
  intervento, volevo ricordare una cosa all'onorevole Piro.
       Soltanto qualche  settimana  fa,  qualche  mese  fa,  il suo
  Ufficio statistiche  e  relazioni ha presentato all'Assemblea una
  situazione  economica   in  relazione  al  1997.  Qualche  spunto
  interessante  c'è  su  questo  1997  caratterizzato  dal  Governo
  Provenzano.
       Glielo   ricordo,   onorevole   Piro.   Dall'analisi   degli
  indicatori, per esempio, emerge che il P.I.L., ho qui la tabella,
  ha raggiunto la cifra  di  81.183 miliardi, cioè un incremento di
  oltre 1.263 miliardi  rispetto  all'anno  precedente.  E' un dato
  macroeconomico interessante e che  è  da ascrivere come merito al
  Governo Provenzano.
       Allora, onorevole Piro,  per  favore,  ce  lo  dimostri,  ma
  veramente.  Io non dico  5.000 miliardi di prodotto interno lordo
  aumentato, ma almento i  1.263  del  Governo Provenzano li volete
  raggiungere?  E, per favore,  ce  lo  spieghi come? Perchè ancora
  nessuno lo ha capito.

     FORGIONE. Ma il Governo Drago non ha fatto niente?

     PAGANO. Finitela di fare...

     PRESIDENTE. Onorevole  Forgione,  non  interrompa  l'onorevole
  Pagano..

     PAGANO.  Signor  Presidente,  naturalmente  questo  tempo  che
  l'onorevole Forgione mi fa perdere io lo devo recuperare.

     PRESIDENTE. Continui a parlare, onorevole Pagano.

     PAGANO. Onorevole  Forgione,  io  vi pregherei di essere anche
  voi più coerenti perchè  la  dovete finire di fare le stampelle a
  questo Governo, perchè  prima  o  dopo  voi queste cose bisognerà
  pure che le affrontiate.  Non  è possibile che voi dichiariate di
  essere all'opposizione però, in  fondo, io vedo i vostri colleghi
  del centrosinistra abbastanza  sereni  perchè  tanto,  dicono, ci
  sono quelli di Rifondazione.

     FORGIONE. Infatti  avete  votato  sempre  voi  a  favore,  noi
  contro.

     PAGANO.  Ed   allora,   per  favore,  onorevole  Forgione,  la
  finisca...

     FORGIONE. Avete fornito voi lo staff a Morinello.

     PAGANO. La finisca di fare discussioni...

     PRESIDENTE.   Onorevole  Pagano,  continui  l'intervento,  per
  favore.

     PAGANO.  L'onorevole  Forgione  ancora  non  ha  compreso  che
  significhi fare politica  e  fare  invece battute. Possiamo anche
  ridere ma questa non è politica. Lei sta spostando l'asse. Lei mi
  deve ancora continuare a spiegare, perchè le ho fatto una domanda
  e prima o dopo deve venire qui, per favore, quando la finirete di
  fare  la stampella a  questo  Governo,  perchè  siccome  la  fate
  regolarmente,  a  livello  nazionale,  ed  abbiamo  capito  anche
  sociologicamente perchè; se lei  mi  da un minuto, glielo spiego.
  D'altronde, devo recuperare il  tempo  che  mi  ha  fatto perdere
  l'onorevole Forgione.
       Voi avete sociologicamente  un  elettorato  che il giorno in
  cui capirà in maniera  scientifica  che  voi  appoggiate  tutti i
  Governi di centrosinistra, non solo regionali ma anche nazionali,
  vi abbandonerà in massa.  Ogni  volta  che  cominciate a capirlo,
  voi fate la "teoria  dell'elastico",  come  la chiamo io, cioè vi
  allontanate, fate passare la buriana e poi vi riavvicinate.
       E' già accaduto nel  '95,  quando  c'è  stata  la  scissione
  Crucianelli-Garavini; è accaduto  nel  1998  con  la scissione di
  Cossutta ed oggi ci date a livello regionale la dimostrazione che
  siete così, tant'è vero  che, siccome una parte dell'U.D.R. ormai
  è stata mollata, o meglio Cossiga all'interno della sua...

     FORGIONE. In Sicilia.

     PAGANO. No, a livello nazionale.

     PRESIDENTE. Non dialoghi, si rivolga alla Presidenza.

     PAGANO.  Devo  dialogare  perchè  aspetto  risposta  anche  da
  Rifondazione, perchè,  visto  che  avete  i  giorni  contati,  vi
  dobbiamo aiutare a farvi cadere. Allora...

     PRESIDENTE. Onorevole  Pagano, concluda perchè ha terminato il
  suo tempo.

     PAGANO. Devo recuperare  i  tre minuti che mi ha fatto perdere
  Forgione.
       Allora, a  questo  punto,  onorevole  Forgione, io la invito
  piuttosto che parlare  degli  staff  del Governo che lei sostiene
  perchè non  viene  qui  a  spiegarci questa teoria dell'elastico?
  Perchè  tanto  ormai   anche   questa  è  stata  scoperta  e,  di
  conseguenza,  anche  di  queste  cose  ne  parleremo  nelle  sedi
  opportune e nelle piazze.

     PRESIDENTE. Avevo preannunciato all'Aula che alle 21.00...

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente, poichè alcuni colleghi sono al
  ristorante e lei, legittimamente, pretende che siano presenti per
  iscriversi a parlare, mi  appello alla sua cortesia per chiederle
  di spostare solo di un  quarto d'ora il termine per le iscrizioni
  a parlare.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.   Signor  Presidente,   volevo   chiedere  a  lei  ed
  all'Aula, dato che ci  sono  già  innumerevoli  colleghi che sono
  iscritti, che cosa intendiamo fare? Se intendiamo fare una seduta
  notturna o se invece  vogliamo stabilire un orario entro il quale
  chiudere gli interventi e rinviare a domani.
       Cioè, è impossibile che  l'Aula  non sappia quale sia l'iter
  dei lavori e dunque stabilisca,   se c'è gente che sta mangiando,
  giustamente, al ristorante,  se  dobbiamo attendere, non solo che
  finiscono  di mangiare, ma  anche  dargli  il  tempo  di  potersi
  iscrivere.
       Siamo  al  di  là   dell'al  di  là  di  qualsiasi  tipo  di
  ostruzionismo, anche il più bieco ed il più becero

      DI MARTINO . chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO . Signor     Presidente,  non  c'è  dubbio che alla
  richiesta  di   una  sospensione,  con  molta  disponibilità,  la
  Presidenza concede  sempre  dei  tempi. Ma quello che francamente
  non  possono  condividere  è  la  motivazione.  Cioè  c'è  gente,
  colleghi deputati,  al  ristorante,  che  hanno diritto alla loro
  cena, e ci siamo qui parlamentari che assistiamo ai lavori e alla
  fine  siamo   i   penalizzati.
       Quindi  se  c'è   qualche   altra  argomentazione  da  parte
  dell'onorevole Stancanelli è bene che il presidente l'accolga, ma
  la motivazione per cui  i  colleghi  che cenano al ristorante non
  hanno il tempo di  stare  in  Aula  è  motivazione inaccettabile,
  quindi,  cerchi  altre  motivazioni,  onorevole  Stancanelli,  la
  prego
       Per la parte che  mi  riguarda  prego  il  presidente di non
  accettare  questo  tipo   di  motivazione.  Per  tutte  le  altre
  motivazioni  sono  d'accordo,  ma   deve   essere   qualcosa   di
  politicamente rilevante.  Può  essere  rilevante  una riunione di
  gruppo parlamentare, rilevante un' interruzione per aggiustare un
  emendamento, può essere rilevante  tutto, ma  non  il fatto che i
  colleghi siano a cena.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Ma io non  ho  detto  interruzione. Ho chiesto di
  prorogare di un quarto d'ora il termine per le iscrizioni.

     CINTOLA. La motivazione è irriguardosa.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, chiudiamo l'iscrizione
  a parlare alle 9,15.

     SPEZIALE.  Presidente,  alle 9,15, si alza qualcuno e chiederà
  di prorogare...

     PRESIDENTE. ...abbiamo convenuto, onorevole Speziale, che alle
  9,15, si chiudono le iscrizioni a parlare...

     PIRO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Propongo di
  considerare tutti i  deputati  iscritti a parlare, così da questa
  farsa ne usciamo...

     FORGIONE. La cosa grave è che la stanno vedendo in diretta...

     PRESIDENTE. Ci sono altri che vogliono iscriversi a parlare?
       Le iscrizioni a parlare sono chiuse.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor  Presidente,  io  non  credevo  di  dovere
  suscitare  questa   polemica   per  una  richiesta  che  ritenevo
  abbastanza semplice..

     PRESIDENTE. Alle 21,15...

     STANCANELLI. Alle 21,15,  bene,  comunque mi pare che si siano
  iscritti tutti.  Io sono iscritto a parlare e prendo la parola.
       Signor Presidente,  onorevoli colleghi e onorevole assessore
  per il bilancio, io  debbo dirle che quando entrai in questa Aula
  come giovane deputato - giovane  in  quanto  eletto  per la prima
  volta - ebbi  ad  avere  notevoli  perplessità quando, con i suoi
  interventi,  onorevole   Piro,  a  critica  documentata  seria  e
  concreta nei  confronti  dei  governi  di  centro-destra, lei, in
  questa Aula, ebbe  a  stigmatizzare il ritardo con cui il Governo
  Provenzano la prima  volta,  il  Governo  Drago  la seconda volta
  portarono il bilancio  della  Regione  siciliana  in Aula tanto è
  vero che si dovette provvedere all'esercizio provvisorio.
       Il Presidente  Provenzano ha avuto modo, nel suo intervento,
  di leggere  le  documentate  affermazioni  che  l'onorevole Piro,
  allora comprimario  dell'opposizione,  fece  per stigmatizzare un
  comportamento del Governo  della  Regione che non era in grado di
  portare il bilancio  nei termini previsti dalle norme per evitare
  di andare all'esercizio provvisorio.
       Mi ricordo il  clima  che  venne  creato, in maniera - debbo
  dire -  abbastanza  ben  orchestrata,  sulla stampa siciliana che
  andava a  stigmatizzare  questo comportamento, quasi che fosse la
  prima volta che  veniva  in Aula un esercizio provvisorio, mentre
  come  ha fatto  bene....

       (Alcuni deputati, parlando tra loro, disturbano l'oratore)

       ....se io  disturbo con il mio intervento onorevole Cintola,
  mi fermo, prego  il  Presidente  di  bloccare  l'orologio  e  poi
  riprendo....

     PRESIDENTE. Continui a parlare onorevole Stancanelli.

     STANCANELLI.  Se disturbo anche l'onorevole Ricotta continuo a
  fermarmi,  no, posso  andare,  e allora dicevo mi ricordo di come
  anche la stampa, allora, attaccò pesantemente il primo Governo di
  centro-destra e lo  additò alla pubblica opinione come un Governo
  che non andava incontro alle esigenze dei siciliani.
       Io  debbo  dire  che da giovane, tra virgolette, come dicevo
  poco  fa  a  un deputato, ebbi delle perplessità e dissi "Ma come
  incominciamo a governare e cadiamo in questi infortuni".
       Dopo  incominciai a rendermi conto, frequentando l'Assemblea
  regionale   siciliana,   che  in  effetti  ci  trovavamo  in  una
  situazione  in cui il disastro degli anni precedenti ci portava a
  dover,  per  poter  bene  operare, fermarci un poco, esaminare la
  situazione  contabile  della Regione siciliana e vedere come fare
  per  approntare  poi  un bilancio serio e definitivo.
       E   in  questo  senso  ci  siamo  mossi  tanto  è  vero  che
  l'onorevole  Piro  ha l'onestà intellettuale, nella presentazione
  del disegno di legge sulla cosiddetta finanziaria, di dire che il
  risanamento della  Regione siciliana è incominciato con le leggi,
  la n.  6 del '97  e  la  n.  5  del  '98,  che  hanno segnato una
  inversione di  tendenza  nella  gestione  della  cosa pubblica in
  Sicilia in relazione al risanamento delle finanze regionali.
       E, quindi, allora le legittime critiche dell' opposizione si
  scontravano in effetti con una realtà che era abbastanza negativa
  per  come  si  è dimostrato nei mesi successivi e che ci ha messo
  nelle  condizioni  di  incominciare a procedere per quella strada
  che   l'onorevole   Piro, con  il  suo  disegno  di  legge  sulla
  finanziaria, vuole  ripercorrere per continuare in quell'opera di
  risanamento che necessita in Sicilia.
       E allora quando abbiamo visto presentare il disegno di legge
  sull'esercizio  provvisorio  ci  sono  venute  alla  mente quelle
  manifestazioni  di  allora, che  oggi però non vediamo riproporsi
  nella  stampa  siciliana,  che  non  vediamo  riproporsi in tutte
  quelle  associazioni  che  venivano sotto il Palazzo a protestare
  contro  il Governo  Provenzano  che  era  il  Governo  -  ricorda
  onorevole Provenzano? -  che doveva affamare i Comuni, che doveva
  affamare i  meno  ambienti, eliminando quelle spese sociali, che,
  si diceva  da  parte  dell'opposizione, erano elemento essenziale
  per permettere alla Sicilia di andare avanti.
       Questa é  la  realtà  incontrovertibile  che,  penso, nessun
  parlamentare, sia  esso  di  maggioranza  o  di  opposizione, può
  sicuramente contestare.
       Oggi  ci  troviamo  nella  situazione  in  cui un Governo di
  centro  sinistra  che,  come  hanno  avuto  modo di documentare i
  colleghi  dell'  opposizione  che  mi  hanno  preceduto su questo
  podio,  é  un Governo non voluto, non votato dagli elettori, anzi
  che   fondamentalmente   si   basa   sull'appoggio   di  parecchi
  parlamentari  che  hanno  preso voti per fare una certa politica,
  hanno  fatto  gli  assessori  ed  i componenti di una maggioranza
  politica e poi, folgorati sulla via di Damasco o di qualche altra
  cosa,  hanno  cambiato  coalizione.
       Sono  alcuni  di  loro anche assessori, continuano ad essere
  assessori  con  la  stessa  faccia  con  la quale erano assessori
  prima,  non  hanno  nessun  problema, non si meravigliano, non si
  preoccupano  e  ci  vengono  a  portare  un  disegno di legge per
  l'esercizio  provvisorio  che é l'esatto di quel disegno di legge
  che voleva essere portato avanti dai Governi di centro destra per
  risanare  e  che  veniva  criticato ampiamente e documentatamente
  dall'allora  comprimario  nell'opposizione,  onorevole  Piro,  ed
  oggi, invece, ci viene riproposto.
       Questa  é  la cornice entro la quale noi ci stiamo muovendo.
  Ed  allora,  io  dico,  é  mai  possibile  che  i  rappresentanti
  dell'opposizione,  che sono maggioranza all'interno della società
  siciliana,  come  hanno dimostrato le elezioni dal 1994 fino alle
  ultime  elezioni provinciali, non debbano, almeno in questa sede,
  in  questo Parlamento, rappresentare la voce dei siciliani e dare
  la   possibilità   ad   ognuno  di  loro  di  dire  la  loro, non
  preoccupazione  soltanto,  ma la loro indignazione per quello che
  sta  succedendo  in Sicilia senza che ci sia la mobilitazione dei
  sindacati,  delle  associazioni,  dei  volontari,  dei  gruppi di
  qualsiasi colore che venivano a stare dietro le porte del Palazzo
  dei  Normanni o, addirittura, dietro la Commissione Bilancio, per
  fare  pressioni  su quel Governo che stava affamando i Siciliani?
       Questa  é  la domanda che i parlamentari dell'opposizione si
  chiedono  e questo é il motivo per cui questi parlamentari questa
  sera in quest'Aula hanno il dovere di parlare per esprimere forte
  il  disagio  della  popolazione siciliana.
       Questo é il  motivo  per  cui  noi  abbiamo fatto una scelta
  politica,  per   documentare   massicciamente   che   non   siamo
  disponibili a che  questo  Governo, che  é  composto  da coloro i
  quali sono stati sconfitti in tutte le elezioni che si sono fatte
  in Sicilia dal 1994  ai  nostri giorni e che é  composto anche da
  coloro i quali sono abituati a fare i volta gabbana, una volta da
  questo lato, una  volta  dall'altro.  Noi non siamo disponibili a
  dare legittimazione politica a questi rappresentanti di interessi
  che, sicuramente, non  sono quelli elettorali, perché non si sono
  confrontati con l'elettorato.
       Questa  é  una  realtà,  ripeto  ancora,  incontrovertibile,
  perché se abbiamo rispetto nei confronti degli avversari politici
  quali i democratici  di  sinistra, quali quelli della Rete, quali
  quelli del Partito Popolare, quali i socialisti delle più diverse
  sfumature che si sono presentati agli elettori e hanno detto cosa
  volevano fare.  Sono  stati  battuti  e hanno fatto la loro parte
  all'opposizione perché  era  legittimo  che  rappresentassero  in
  questa sede  gli interessi legittimi dei loro rappresentati, cioè
  di coloro i quali  li  avevano  votati per andare a governare o a
  fare l'opposizione, non é  legittimo  che 14, 15, 13, 12 - non so
  quanti sono perché  il  numero  cambia spesso - rappresentanti di
  sé  stessi, vengano qui a dirci come ci dobbiamo comportare.
       Quindi ritengo che sia opportuno che da queste sedi parta il
  grido di indignazione,  non  di  dolore,  nei confronti di questi
  personaggi che  poi  non  possono  utilizzare  il  Governo  della
  regione siciliana come se si trattasse di una cosa loro, cioè una
  cosa di loro proprietà.
       Non  possono  utilizzare,  diciamolo  ancora  in maniera più
  chiara,  il  Governo  della Regione per farsi una lista personale
  per  le  europee, cioè gestire il Governo della Regione siciliana
  per avere  la  possibilità di andare alle elezioni europee con la
  carica, essendo  assessori  in  carica,  essendo  assessori di un
  Governo  non  voluto dagli elettori ma esistente in vita soltanto
  grazie al loro comportamento che non definisco tradimento, perchè
  già altre  volte questo è stato detto e in politica il tradimento
  è meglio non pronunziare la parola tradimento.
       Ritengo, quindi,  che  questo comportamento, che sicuramente
  da un punto di vista  morale  e  da  un  punto di vista di lealtà
  politica è un  comportamento  che  va stigmatizzato e va additato
  agli elettori,  non  può  permettere  un'  opposizione  seria che
  rappresenta interessi seri,  permettere ad un Governo che si basa
  su una delle  due  stampelle  di  questo  Governo,  si basa sulla
  presenza di questi  personaggi  che  forse,  anzi  senza forse, a
  livello umano, hanno  tutta  la nostra simpatia perchè a volte si
  rendono anche  simpatici, utilizzare il Governo della Regione per
  i loro interessi di  partito  o  di lista, (ammesso che una lista
  riescano a fare  considerato  che  ogni  giorno  vi sono problemi
  sulla identità  della lista), sulla qualificazione della lista, e
  sulla titolarità della lista stessa.
       Questo  è  il  problema  politico  che  noi abbiamo posto al
  nostro  interno,  questo  è  il  problema  politico  che  abbiamo
  discusso al  nostro  interno  ed è per questo motivo che ci siamo
  attrezzati  per  questa battaglia, che non è una battaglia contro
  l'onorevole Piro,  perchè  io  l'ho  detto più di una volta, l'ho
  detto  in  questa  sede, l'ho detto in Commissione Bilancio, l'ho
  detto  anche  in sede non ufficiale che gli sforzi dell'onorevole
  Piro  sono  sforzi  che  vanno  apprezzati.  Ma l 'onorevole Piro
  appartiene ad  un  Governo  che  non può essere apprezzato da una
  opposizione  che  vuole  essere  legittimamente la rappresentante
  degli interessi veri, reali e concreti dei siciliani.
       Questo  è un problema politico che abbiamo posto, ripeto, al
  nostro interno, che abbiamo discusso e che ora poniamo nella sede
  istituzionale   competente:  cioè  all  'interno  del  Parlamento
  siciliano.
       Noi non potremo permettere che questo Governo, rappresentato
  da  questi personaggi, vada alle elezioni per sentirsi il garante
  nei confronti di determinate fasce della popolazione di interessi
  particolari.
       Ecco perchè noi  riteniamo  che  questo  Governo se ne debba
  andare a casa.  Questa  è  la  battaglia che abbiamo impostato in
  queste ore, questa  è  la battaglia che faremo nelle prossime ore
  perchè è opportuno che  a  viso  aperto  ci  diciamo le cose come
  stanno.
       Non  possiamo  consentire,  sarebbe  un  tradimento da parte
  nostra nei confronti,  non solo del nostro elettorato ma di tutto
  l'elettorato siciliano  che  crede  al  bipolarismo,  sarebbe  un
  tradimento da parte nostra.
       Paradossalmente  con  questa nostra battaglia noi difendiamo
  anche gli interessi e le tesi degli elettori del centro-sinistra,
  cioè di coloro  i  quali  già  hanno  scelto  - stanno dall'altra
  parte, ci combattono - ma hanno scelto il bipolarismo.
       Noi  vogliamo con questa nostra impostazione politica che si
  ripercuote  questa  sera in Assemblea regionale, che faremo forte
  domani  in Assemblea regionale, che ci vedrà compatti anche nella
  mattinata  della  giornata  di giovedì e possibilmente anche dopo
  Pasqua,  noi faremo una battaglia per dimostrare ai siciliani che
  è  ancora  possibile  in  Sicilia  avere  il gusto della politica
  perchè c'è  ancora  una forza, una coalizione che si batte per un
  sano bipolarismo.
       Chi  vince  governa,  chi  perde  controlla  e  si prepara a
  vincere la  prossima  volta.  Non  è  più  tollerabile che ci sia
  ancora in  Sicilia  chi  fa  il  Gattopardo, chi si presenta agli
  elettori senza  dire  con chi vuole stare e poi sceglie a secondo
  degli interessi personali o quando gli va bene di partito.
       Questo è quello che volevamo dire senza infingimenti, questo
  è quello  che vogliamo rappresentare con l' iscrizione di tutti i
  parlamentari del  centro-destra  in  questa discussione generale,
  questo è quello  che  vogliamo  rappresentare  nel momento in cui
  verrà in discussione  qui  domani  la  legge  finanziaria,  o  lo
  stralcio di legge finanziaria, perchè da questa Aula deve partire
  la  riscossa  dei  siciliani  al  di  là  e  al  di  sopra  degli
  schieramenti partitici e politici.
       Ecco perchè io  mi  rivolgo  al Presidente della Regione, il
  Presidente della Regione che appartiene ad un gruppo politico che
  ha fatto - e gliene dobbiamo dare atto, nei mesi scorsi prima del
  ribaltone - ha  fatto  del  rinnovamento  e  del  bipolarismo  la
  battaglia del  suo partito; io mi meraviglio onorevole Capodicasa
  e mi rivolgo  agli  altri  componenti  del  Governo perchè glielo
  riferiscano, mi  meraviglio  come il rappresentante massimo di un
  partito che ha  fatto  del bipolarismo la sua bandiera sia ancora
  in condizioni e  voglia  ancora rimanere al Governo della Regione
  basandosi su quei presupposti che abbiamo stigmatizzato in questa
  Aula e che  sono  stigmatizzati  da coloro i quali rappresenta lo
  stesso Presidente della Regione.
       Allora l'invito  qual è?  L'invito è, onorevole Capodicasa e
  onorevoli  assessori   che   avete   condiviso   con  l'onorevole
  Capodicasa la scelta  del bipolarismo, dovete fare in modo che si
  possa andare  effettivamente  al  bilancio per aggiustare le cose
  che vanno  aggiustate  nelle  finanze della Regione siciliana per
  quello che è possibile, data  la  situazione in cui ci troviamo e
  poi andare a casa per permettere ai siciliani di avere finalmente
  un Governo che sia basato sulle loro scelte, un Governo che abbia
  2, 3 punti programmatici, per  poi  dare la parola ai siciliani e
  poi devono essere  i  siciliani  a  scegliere  se vogliono essere
  amministrati   dalla   coalizione   del   centro-destra   o   del
  centro-sinistra, eliminando  i  personaggi, tutti  coloro i quali
  sono  convinti   che   ancora   in   Sicilia  si  possa  rimanere
  gattopardianamente senza scegliere.
       Questa è  la  battaglia  che  noi vogliamo fare, questa è la
  battaglia che  abbiamo incominciato a fare, questa è la battaglia
  che continueremo a fare in questa Aula, questa è la battaglia che
  facciamo  nell'interesse,  ripeto  e  termino  Signor  Presidente
  dell'Assemblea,  nell'interesse  non  soltanto degli elettori del
  centro-destra,  ma anche nell'interesse di tutti gli elettori che
  hanno  votato   a   sinistra   e   che  votano  a  sinistra,  che
  continueranno a  votare  a sinistra ma che dovranno guardare alla
  battaglia   dell'opposizione  come  a  una  battaglia di  libertà
  nell'interesse della Sicilia e del bipolarismo.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono numerosi
  i colleghi  iscritti  a  parlare, per cui ritengo che sia inutile
  proseguire  ancora  a  lungo  perchè  non  si potrebbe completare
  questa sera.
       Quindi io propongo  che questa sera si vada ancora avanti ma
  che alle 22.30  si  finisca,  faccio  questa  proposta  perchè  è
  inutile fare stancare  i deputati per non concludere nulla, tanto
  si dovrà proseguire,
       Ripeto, la mia  proposta  è che si facciano altri interventi
  fino alle 22.30.

     PRESIDENTE. Non  è  vero  che  non si conclude nulla perchè il
  dibattito è una cosa importante anche perchè pare che il bilancio
  provvisorio...

                    (Proteste dai banchi di destra)

     STRANO. Mettiamola ai voti.

     PRESIDENTE.  Intanto  dobbiamo recuperare l'ora di ritardo che
  abbiamo  avuto  sulla   base   di  una  richiesta  di  un  gruppo
  parlamentare e questo  mi  pare  opportuno,    quindi, così  come
  abbiamo  concordato, verso  le  21.00  facciamo  il  punto  della
  situazione.
       Sull'ordine dei lavori  possono  parlare  uno a favore e uno
  contro.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
  la  proposta dell'onorevole La Grua sia assolutamente conducente,
  nè si  può  ritenere che tutto ciò non possa essere accolto dalla
  Presidenza,  neanche  con  la  speciosa motivazione che era stato
  stabilito un ordine.  C'è  stata  l'ultima  proposta  e  io  sono
  d'accordo;  ritengo che eventualmente il Presidente o la accoglie
  o la mette ai voti.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente, io mi  rimetto  al buon senso, si
  sono iscritti a parlare tutti i  parlamentari  del  Polo;  io  li
  voglio ascoltare.  Perchè mi deve  essere  impedito il diritto di
  potere  ascoltare  tutti  i  parlamentari  del  Polo  e  le  loro
  argomentazioni?  Potrebbero pure convincermi, anche se molti, per
  la verità, sono ripetitivi. E si è messa in atto una pratica che,
  sostanzialmente,   è   un   fatto   politico,   è   una   pratica
  ostruzionistica.
       Signor  Presidente,  noi   abbiamo  in  discussione  l'esame
  dell'esercizio   provvisorio,   un   rinvio   della   discussione
  comporterebbe il fatto che entro il  30  marzo noi non riusciremo
  ad approvare l'esercizio provvisorio, con danni incalcolabili nei
  confronti  della  Sicilia,  con   danni   che  noi  non  possiamo
  prevedere.

     RICOTTA.  I danni incalcolabili li sta facendo questo Governo

     SPEZIALE. C'è un atteggiamento che  nasconde,  tra un misto di
  goliardia, elementi di  irresponsabilità considerevoli e tuttavia
  voi vi siete iscritti a parlare,  potete  parlare.  Noi siamo qui
  disposti  ad  ascoltarvi,  non   abbiamo   alcuna  difficoltà  ad
  ascoltarvi,  siamo pronti a  sentire  le  vostre  ragioni,  siamo
  pronti eventualmente a confutare  le  vostre ragioni, però dovete
  consentirci tranquillamente di andare avanti nei lavori.
       Presidente, non  è  possibile  che   ogni  cinque minuti  si
  ponga un  problema che riguarda l'ordine dei lavori. Stabilito un
  ordine  dei   lavori,  che  fu  stabilito  dalla  Conferenza  dei
  presidenti dei Gruppi parlamentari, io penso che noi non possiamo
  sistematicamente  ritornare  in  Aula  e  pensare  di  modificare
  l'ordine dei lavori con un voto d'Aula.
       Io  penso che - come si  dice  -  pacta  servant  sunt,  gli
  impegni assunti nella Conferenza dei  Capigruppo  e  cioè  che  a
  partire da stasera noi  avremmo  dovuto discutere la Finanziaria,
  dopo  l'esame  fatto  nelle   Commissioni   di   merito  e  nella
  Commissione Bilancio, io mi rendo  conto  che  poi  questo  viene
  sistematicamente modificato.
       Pertanto, Presidente,  io  la  invito  ad  andare avanti, in
  ossequio a  quanto  stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo. La
  invito ad andare avanti, i deputati del Polo possono continuare a
  parlare, non  è  detto che debbano necessariamente parlare domani
  mattina. Siamo disposti ad ascoltarli.
       Onorevole  Nicolosi,  io  sono  contento  di  ascoltare  lei
  perchè, essendo  lei  il  più camaleontico fra quelli presenti in
  questa Assemblea ...

     LA GRUA . No, questo non lo devi dire

     SPEZIALE. In  assoluto il più camaleontico, essendo lei il più
  camaleontico tra quelli presenti, perchè lei viene qui, argomenta
  contro  il Governo Capodicasa e lei  ha  votato  per  il  Governo
  Capodicasa, a proposito degli attacchi ...

            (Proteste dei deputati del settore di destra)

     PRESIDENTE. Siccome lei ha ancora sette minuti per parlare, si
  fermi un minuto.

     SPEZIALE.  Dicevo,  facevo  un  riferimento  specifico  perchè
  gliel'ho detto  de  visu.   E  debbo  dire che ci vuole una bella
  faccia aver  votato  per  Capodicasa  e  poi  fare riferimento al
  ribaltone.

            (Proteste dei deputati del settore di destra)

     PRESIDENTE.  Onorevole La  Grua,  faccia  parlare  l'onorevole
  Speziale.

     SPEZIALE. E' singolare, perchè, mentre  io  ho rispetto per le
  posizioni dei deputati del Polo, che si appellano ...

     PRESIDENTE. L'onorevole Speziale ha  parlato  per tre minuti e
  cinquantotto  secondi,  ha  ancora  dieci  minuti  di  tempo  per
  completare il suo intervento.

     LA  GRUA .   Lei  non  è un  arbitro  imparziale,  lei  non  è
  imparziale,  lei è un arbitro che  gioca  con  una  squadra   Sta
  parlando da dieci minuti, Presidente

     PRESIDENTE. Onorevole La Grua, parla  un  deputato a favore ed
  uno contro per dieci minuti.  Io sono rispettoso del Regolamento.
  Hanno dieci minuti ciascuno per  potere spiegare le loro ragioni.

     SPEZIALE. Onorevole La Grua, tu  sai quanto rispetto io abbia,
  guarda, io parlo da 4 minuti e 40 secondi.

     LA GRUA . No, da dieci minuti, con il mio orologio

     SPEZIALE. Il tuo  orologio si vede che non funziona. Io vorrei
  evitare atteggiamenti  di intolleranza perchè io ho il diritto di
  parlare come avete diritto di parlare voi.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, si rivolga all'Aula.

     SPEZIALE.   Non  desidero   essere   interrotto,  come  spesso
  sistematicamente avviene per  atteggiamenti  goliardici, che  fra
  l'altro  non  denotano a  vostro  vantaggio.  Facevo  riferimento
  specifico  all'onorevole  Nicolosi:   è   singolare  che  vengono
  ripetutamente argomentate discussioni relativamente al ribaltone,
  onorevole Nicolosi, personalmente, avendo  rispetto per i singoli
  parlamentari,  debbo  dire che  nella  vicenda  politica,  avendo
  rispetto per le persone del Polo,  il  quale  fa  appello  ad  un
  presunto ribaltone che si sarebbe verificato in questa Sicilia, a
  quel ribaltone, onorevole Nicolosi,  lei  ha  partecipato,  ma la
  cosa singolare ...

                 (Interruzione dell'onorevole Croce)

     PRESIDENTE. Onorevole Croce, non  ha  la parola, faccia finire
  di parlare l'onorevole Speziale.

     STRANO. E' passato il tempo

     PRESIDENTE.  Onorevole  Strano, la richiamo all'ordine. Guardi
  che il cronometro dell'Assemblea dice che l'onorevole Speziale ha
  parlato  per  cinque  minuti e 59 secondi, quindi la prego di non
  scherzare su queste cose.

     SPEZIALE.  Signor Presidente, faccio appello al suo buon senso
  per  ricordarle  che  sono stato interrotto ripetutamente, non ho
  parlato  per  sei  minuti,  ma ho appena parlato per tre minuti e
  mezzo.

     PRESIDENTE. So io quando le debbo togliere la parola.

     SPEZIALE.   Cominciamo  a  stabilire   un   po'   d'ordine  in
  quest'Aula, se è possibile.
       Dicevo che è  singolare  la  motivazione di chi partecipa al
  ribaltone e dopo  qualche  giorno,  con atto di pentimento, che è
  una pratica  diffusa,  tenta  di  partecipare al controribaltone.
  Insomma, c'è chi utilizza l'Aula soltanto per cercare di trovarsi
  qualche spazio al sole,  capisco perfettamente. Tuttavia, siccome
  stasera  in discussione c'è  l'ordine  dei  lavori,  debbo  dire,
  Presidente,  di  essere  contrario  alla  proposta  che  è  stata
  avanzata da parte del Polo della  Libertà,  perchè ritengo che si
  può andare, anzi, Presidente,  mi  permetto di suggerire un'altra
  proposta, che si vada avanti  fino alla conclusione del dibattito
  sulla discussione generale sull'esercizio provvisorio, si voti il
  passaggio agli articoli dell'esercizio provvisorio.
       Siccome capisco che  il  Polo  per  la Libertà si appresta a
  presentare degli emendamenti o sono stati già presentati, per cui
  noi siamo obbligati ad andare  alle  24  ore,  vorrei  invitarla,
  Presidente, per ragioni di tempo, a proseguire anche con i lavori
  sulla finanziaria, cioè noi abbiamo un  dovere,  che  è un dovere
  politico. .

     RICOTTA. Si lavora  di  giorno,  non  di  notte  come  avviene
  permanentemente in quest'Aula

     PRESIDENTE. Onorevole  Ricotta, c'è  una  discussione in corso
  sull'ordine dei lavori, la prego.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  tuttavia volevo suggerirle, in
  ossequio a  quanto  stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, di
  andare avanti, di proseguire anche con l'esame della Finanziaria,
  perchè noi abbiamo un dovere - ed invito i parlamentari a restare
  permanentemente  in  Aula  -,  che   è   quello   di  esitare  la
  Finanziaria. Visto l'atteggiamento  ostruzionistico  da parte del
  Polo, ho fatto alcune dichiarazioni, noi pensavamo di riaprire la
  possibilità di un dialogo attorno al contenuto della Finanziaria.
  Avendo ormai percepito chiaramente  che  all'interno del Polo per
  la  Libertà  sono prevalse  le  posizioni  di  quanti  sostengono
  l'atteggiamento di contrapposizione  nei  confronti  del Governo,
  che antepongono sistematicamente l'esigenza  che  il  Governo  si
  dimetta rispetto ai bisogni  della Sicilia, onorevole Presidente,
  onorevole Capodicasa, al di là degli  schiamazzi,  al  di  là  di
  atteggiamenti goliardici c'è un  problema  che  attiene  a questa
  maggioranza, che attiene al rapporto tra  il mio Partito e questa
  maggioranza: o questa maggioranza  è  nelle condizioni in termini
  rapidi di portare a termine  l'azione di risanamento condotta dal
  Governo - e penso che questo vada fatto  prima di venerdì - e noi
  dobbiamo favorire non solo il  diritto  delle  minoranze,  ma  il
  diritto  della maggioranza ad  affermare  una  politica,  oppure,
  Presidente  dell'Assemblea,  Presidente  Capodicasa,  si  pongono
  problemi seri, non in ordine al  rapporto  con  il Governo, ma in
  ordine al rapporto con  la  Sicilia.  Continuate pure, continuate
  con questo atteggiamento che vi qualifica di fronte ai siciliani.
  Presidente, non mi preoccupano  gli atteggiamenti di schiamazzo e
  goliardici dei miei colleghi del Polo ...

            (Proteste dei deputati del settore di destra)

     CAPUTO. Presidente, lei continua ad essere di parte

     STRANO. Presidente, lei è un prevaricatore

     PRESIDENTE. La richiamo all'ordine, onorevole Strano.

     SPEZIALE.  La invito  a  proseguire  i  lavori  anche  con  la
  discussione sulla Finanziaria.

     STRANO. E' una vergogna

     PRESIDENTE. Onorevole  Strano,  se  continua  ancora la faccio
  uscire  dall'Aula.  Non  permetto  che  ci  siano  in  quest'Aula
  manifestazioni inurbane.
       Onorevoli colleghi, la Presidenza ha applicato rigorosamente
  il Regolamento.  Sulla  richiesta  dell'onorevole  La  Grua hanno
  parlato un deputato a favore ed uno contro per dieci minuti, così
  come prevede il Regolamento.
       Pongo in votazione la proposta dell'onorevole La Grua, che è
  quella di concludere la seduta alle  22.30.  Si vota per alzata e
  seduta.
       Chi è favorevole alla  proposta  dell'onorevole  La  Grua si
  alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvata)

       La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.40, è ripresa alle ore 21.45)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO. Presidente, pregiudizialmente  vorrei dirle che mai un
  atteggiamento  è  rivolto  alla  persona  del  dottore  onorevole
  Silvestro.  Quindi se lei si ritiene offeso, mi scuso con lei dal
  punto  di vista personale,  essendo  un  atteggiamento  politico,
  onorevole Oddo, che non deve mai  essere  scambiato  per un fatto
  personale.
       A volte l'eccesso dei  toni travalica le intenzioni e quindi
  la prego di  raccogliere  queste  mie  considerazioni  (anche  se
  abbiamo avuto l'impressione  che in effetti l'abbia fatto parlare
  due minuti in più).
       Andiamo a chiudere questa vicenda che, mi auguro, troverà il
  suo consenso e mi scuso nuovamente.
       Ciò non mi esime, però, dal  dire che sull'ordine dei lavori
  noi potremmo innestare una battaglia continua, ad esempio facendo
  delle proposte, come quella dell'onorevole Speziale, che poc'anzi
  proponeva  di invertire l'ordine dei  lavori  e  di  andare  alla
  Finanziaria. Noi vorremmo fare  un proposta intermedia, che possa
  trovare tutti d'accordo, sapendo  anche  che  in  questo  momento
  siamo  in  minoranza  in  Aula,   ma   ci  sottoponiamo  al  voto
  dell'Assemblea, chiedendo che alle  23.00, un limite ragionevole,
  si ponga un limite alla discussione.
       Questa  è  una   proposta   che   chiediamo   possa   essere
  ragionevolmente discussa e messa ai voti.

     SPEZIALE. Ma c'è la proposta di andare ad oltranza.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io  credo che
  dovremmo  un  attimo  mettere  da  parte  le  tensioni, che  sono
  certamente  il frutto di  una  condizione  politica  difficile, e
  dovremmo tentare di parlare  dell'argomento  per  il  quale siamo
  stati chiamati per questa seduta.
       Io sono convinto che la sua  esperienza e la sua saggezza ci
  metteranno nelle condizioni di poter  sospendere  la seduta in un
  orario decente, anche perchè domani  ci  attende  una giornata di
  lavoro intenso, anche perchè  il  personale  dell'Assemblea ha il
  diritto  di  riposarsi  come  lo  stesso  diritto  ce  l'hanno  i
  deputati.

     SPEZIALE. Presidente, votiamo la proposta fatta da me

     FLERES.  Stiamo   discutendo   l'esercizio   provvisorio  1999
  relativamente alla proroga del  medesimo per un altro dodicesimo,
  fino al 30 di aprile di  quest'anno  e  siamo in linea con quanto
  prescritto dalla Costituzione, con  quanto prescritto dalle norme
  di contabilità vigenti in  questa  Regione,  fermo  restando  che
  naturalmente desideriamo entrare nel merito delle diverse voci di
  spesa. Anche perchè, signor  Presidente,  onorevoli colleghi, noi
  desideriamo segnalare  all'attenzione  dell'Aula  e dell'opinione
  pubblica che un esercizio provvisorio  costruito sulla base di un
  bilancio di previsione, come  diceva  poc'anzi  l'onorevole Piro,
  approvato dalla Giunta, rischia  di  rendere  vana la discussione
  sul  bilancio.   Mi  spiego   meglio:   approvare   un  esercizio
  provvisorio  per  quattro  dodicesimi,  così  come  accadrebbe  a
  quest'Aula se riuscisse ad approvare  il  disegno  di  legge  che
  stiamo  discutendo senza entrare  nel  merito  delle  scelte  che
  vengono compiute e quindi assumendolo  così com'è, non in maniera
  articolata, provocherebbe, una volta  trasferiti  gli  impegni di
  spesa  relativi al bilancio di  previsione  1999,  una  sorta  di
  ingessatura del medesimo, perchè sappiamo bene che il bilancio di
  previsione  1999, per una serie di  cose,  sarà  un  bilancio  di
  previsione in forte diminuzione.  Ed  allora,  se noi per quattro
  mesi autorizziamo acriticamente una spesa  e per i rimanenti otto
  mesi  comprimiamo la medesima spesa,  di  fatto  noi  non  stiamo
  autorizzando  un  bilancio   per   quattro   dodicesimi,   stiamo
  autorizzando un bilancio per sei dodicesimi, per otto dodicesimi,
  paradossalmente persino per dodici dodicesimi in quei capitoli di
  spesa che nel bilancio di  previsione  1999  subiranno  una forte
  compressione,  e  noi  sappiamo  che  quella  forte  compressione
  comunque ci sarà.
       Dunque gli interventi  che stiamo formulando sono tutt'altro
  che cervellotici, sono tutt'altro  che semplici, anche nella loro
  evoluzione,  proprio  perchè  ci   troviamo   in  una  situazione
  finanziaria difficile e dunque  non vorremmo assolutamente che la
  Regione siciliana si trovasse a dovere  vivere il 1999 in maniera
  schizofrenica, allargando i cordoni della borsa nei primi quattro
  mesi di attività e  restringendoli  drasticamente  nei successivi
  otto mesi, per quel gioco  contabile  a  cui  facevo  riferimento
  prima.
       Allora, qual è la nostra  proposta?  La  nostra  proposta  è
  quella   di    soprassedere    sull'approvazione   dell'esercizio
  provvisorio  e  di affrontare in  maniera  chiara  e  precisa  il
  bilancio  di previsione 1999, anche  perchè,  signor  Presidente,
  poc'anzi  sentivo qualche collega  drammatizzare:  si  blocca  la
  Regione,  non  si possono  fare  pagamenti.  Ma  veramente  siamo
  convinti che con un dodicesimo -  posto  che  sia un dodicesimo -
  del  bilancio  della  Regione,   così   come   estrapolato  dalla
  previsione già depositata ed  approvata  dalla  Giunta, risolva i
  problemi finanziari di questa nostra terra?  Siamo convinti che i
  farmacisti che avanzano non so  quante  centinaia di miliardi, le
  strutture sanitarie private che  avanzano non so quante centinaia
  di miliardi, gli artigiani,  i  commercianti,  gli agricoltori, i
  comuni che avanzano, a loro volta,  non  so  quante  centinaia di
  miliardi possano risolvere i loro  problemi con un dodicesimo del
  bilancio di previsione depositato ed approvato dalla Giunta?
       Io sono  convinto  di  no.  Noi stiamo costringendo gli enti
  locali della  Sicilia a bloccarsi a loro volta perchè non possono
  predisporre i  loro  bilanci, poichè  non hanno il dato certo del
  trasferimento  finanziario  che  essi  riceveranno da parte della
  Regione. E voi  pensate  che  con un dodicesimo di un bilancio di
  previsione   depositato   ed    approvato    dalla   Giunta,   ma
  immediatamente non accolto dalla  Giunta  successiva a quella che
  lo ha depositato, possa risolvere questi problemi?
       Ma  veramente  scherziamo?  Siamo  convinti  veramente che i
  siciliani si  siano  ammattiti o abbiano definitivamente perso il
  lume dell'intelletto  e non comprendano che, invece, qui si gioca
  alla sopravvivenza  di un Governo che non ha prospettive, che non
  ha programmi, che non ha obiettivi, che non ha una progettualità,
  che non ha  una  omogeneità politica e che, però, fa di tutto per
  restare attaccato  alla  sedia,  non  sulla  base  di un progetto
  politico, di  un  programma,  di  un  obiettivo,  di un risultato
  favorevole allo sviluppo dei siciliani, ma solo per arrivare alle
  elezioni europee mantenendo in carica qualche assessore o qualche
  forza  politica  che,  in  assenza  della  gestione  del  potere,
  scomparirebbe  nell'opinione  pubblica  ed  azzererebbe  il  dato
  elettorale alle prossime europee?
       Ma veramente  pensiamo  che  i  siciliani queste cose non le
  capiscano?
       Veramente  pensiamo  che  gli  si  possa  dire  "voi  volete
  bloccare la Regione per chissà quale motivo" e loro ci credono?
       Ma lo  diremo qui, lo diremo nelle piazze, lo diremo durante
  la campagna  elettorale:  voi volete gestire in maniera becera il
  potere per  potervi  garantire  un  minimo  di  dato  elettorale,
  consistente frutto  non  di  una  progettualità  ma  solo  di una
  clientela,  di  un meccanismo clientelare ormai consolidato delle
  forze   politiche   che   sostengono  questo  Governo,  onorevole
  Presidente. E allora  abbiamo l'esigenza di rimettere i piedi per
  terra e di  capire che non si gioca allo sfascio.
       Noi abbiamo una progettualità  che  vogliamo sviluppare, noi
  vogliamo costruire per questa terra  una  serie  di obiettivi che
  non hanno una connotazione  partitica  e che l'unica connotazione
  che hanno è quella  dell'oggettività e dell'urgenza rispetto alla
  loro trattazione ed al loro  conseguimento.  Abbiamo il dovere di
  farlo  con  razionalità, con  tolleranza  e,  soprattutto,  senza
  furbizie, senza allarmismi, senza preoccupazioni di altra natura.
       Il   consenso   dei  cittadini  si  ottiene  costruendo  una
  progettualità    e    costruendo   obiettivi   praticabili,   non
  illudendoli.
       Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi, sulla illusione
  vorrei soffermarmi  qualche  minuto  perchè un altro elemento che
  dobbiamo affrontare  e  discutere  in  questo  momento  è proprio
  quello  dell'illusione,  l'illusione di  chi  sta  sostenendo  il
  Governo,  ritenendo  lo   stesso   attendibile,   affidabile   ed
  autorevole relativamente a qualche  promessa, a qualche minaccia,
  a qualche contentino che può o non  può  essere dato e dunque, in
  quanto tale, si propone e si  continua  a  proporre il sostegno a
  questo Governo non per i risultati oggettivi di natura politica e
  programmatica che intende raggiungere,  ma  per quelli miseri che
  riguardano il conseguimento di  qualche  sottogoverno, di qualche
  incarico, certamente non di  risultati  importanti  per il popolo
  siciliano.
       Ebbene, a  questi  colleghi  che  non  riuscendo a vivere di
  politica, non  riuscendo  a  vivere  di progetti, non riuscendo d
  rimanere fortemente ancorati a  quelli  che  sono  gli  ideali di
  riferimento che dovrebbero essere  quelli  che  li hanno spinti a
  fare  politica  e  a  rappresentare  gli  interessi  generali  ed
  astratti della collettività  siciliana,  a  questi  colleghi  noi
  diciamo: non vi illudete,  questo  Governo non è nelle condizioni
  di  potere  garantire  niente   a  nessuno,  perché  non  ha  una
  maggioranza, non l'ha mai  avuta  neanche  quando  ha  eletto  il
  proprio Presidente.
       Questo è un  governo che non è in grado di garantire neanche
  il  minimo  indispensabile relativo all'ordinaria amministrazione
  della Regione,  figuriamoci  se  è nelle condizioni di rispettare
  qualche promessa.
       Non ci sono promesse che possono  essere  rispettate  da  un
  governo  che  non fa politica, che  gestisce  il  quotidiano  con
  l'unica logica che abbiamo immediatamente scoperto  che  è quella
  della acquisizione di un potere da  esercitare  e  da distribuire
  non in  funzione  degli  interessi  collettivi ma degli interessi
  clientelari di  qualche  personaggio che siede tra i banchi della
  maggioranza, che siede tra i banchi del Governo e che non intende
  mollare  queste   posizioni   di   vantaggio   o  di  privilegio,
  soprattutto  nell'imminenza  della  scadenza  elettorale, laddove
  deve garantirsi  un  futuro  che  non  sarà quello delle elezioni
  europee ma quello immediatamente successivo.
       I siciliani questo lo hanno capito, ce  lo  hanno ben chiaro
  in testa e si ribellano e intendono affidare a  noi il compito di
  ribellarci  in  nome  e  per  conto  dei  siciliani  onesti,  dei
  siciliani che credono ancora nel valore  delle  istituzioni,  che
  credono ancora nel valore dello Stato.
       Capisco che  in  questo  momento  un  discorso  che tenta di
  ripercorrere  strade  politiche venga considerato utopistico;  mi
  rendo conto che  in questo momento è molto più importante capire:
  mentre Pompei è  colpita  dal  Vesuvio  che  la  copre di lapilli
  incandescenti, l'unico  obiettivo  che  ha  questa  maggioranza e
  questo Governo  è quello di piazzare qualche ultimo sottogoverno,
  qualche   ultimo  decreto,  qualche  ultimo  cottimo  fiduciario,
  qualche ultimo impegno di spesa giusto per potere rispondere alle
  esigenze di qualche cliente in attesa dietro la porta di questo o
  di quell'assessorato.
       Non ci interessa tutto questo.  Non  ci  interessa,  non  ci
  appassiona, non ci stimola, non produce né a  noi né alla Sicilia
  alcuna  sollecitazione positiva. Ci preoccupa,  invece,  che  nel
  momento in cui il nostro Paese,  per  dichiarazione  dello stesso
  Presidente del Consiglio, si accinge ad entrare in guerra, questo
  Governo non si preoccupi di garantire l'ordinaria amministrazione
  alla Regione non con il contagocce del  bilancio in dodicesimi ma
  con uno strumento finanziario e contabile  degno  di questo nome,
  capace di affrontare le emergenze della  Sicilia sulla base delle
  scelte che si continuano a non compiere.
       Noi ancora vogliamo sapere se il bilancio della Regione, che
  l'onorevole  Piro poc'anzi ha  giudicato  improponibile  rispetto
  alle  scelte  e  alle  valutazioni che  egli  stesso,  in  quanto
  assessore al ramo, vuole fare poiché quel bilancio è quello dello
  scorso Governo e non risulta che ci  siano  proposte  perché  nel
  frattempo si tenta di elaborare una finanziaria  che  non  è tale
  perché  è ben'altra cosa, perché è strumento di acquisizione e di
  gestione del potere, perché è strumento  indegno  della  politica
  che si intende costruire per il  futuro,  ebbene,  piuttosto  che
  discutere un bilancio che sia quello  proposto da questo Governo,
  con  le scelte che vorrà compiere,  si  preferisce  continuare  a
  centellinare la sopravvivenza senza compiere scelte  e per giunta
  illudendo  i  siciliani  dicendo  loro   che   senza  l'esercizio
  provvisorio si ferma e si paralizza tutto.
       Si  ferma e si paralizza tutto  se  si  approva  l'esercizio
  provvisorio,  perché   si  bloccano  non  quattro  dodicesimi  di
  bilancio;   sarebbero  quattro  dodicesimi  se   il  bilancio  di
  previsione fosse quello depositato ma siccome sarà un bilancio di
  previsione  che  sarà  almeno  la  metà   di   quello  depositato
  relativamente alle spese che verranno compiute si blocca molto di
  più che non i quattro dodicesimi. E come si  fa  una  politica di
  programmazione  che  viene  sbandierata ai  quattro  venti  sulla
  finanziaria  che  non  determina  peraltro  spese   se   non   si
  costruisce un  bilancio  di  previsione che compia delle scelte e
  che  dica ai  siciliani  se  la  Regione  e  i  singoli  rami  di
  amministrazione sono  pro o contro la proroga dei contratti degli
  articolisti, sono  pro  o  contro  gli  interventi a favore degli
  agricoltori, sono  pro  o  contro  gli  interventi a favore delle
  categorie produttive,  sono pro o contro una politica di rilancio
  delle  opere   pubbliche,  sono  pro  o  contro  la  salvaguardia
  dell'ambiente e quant'altro.
       Questo è un governo  che  non  vuole scegliere perchè non sa
  scegliere e non sa  scegliere  perchè  è  frutto di una composita
  maggioranza  che  non   è   tale   all'interno   della  quale  si
  contrappongono in  maniera  diametralmente  opposta posizioni che
  non hanno nulla di coerente, che non hanno nulla di omogeneo, che
  non hanno nulla  di  convergente, posizioni profondamente diverse
  che hanno prodotto la  fine  dei precedenti governi per la stessa
  ragione per cui questo  governo si accinge a decretare la propria
  fine.
       Per le stesse ragioni, per le stesse scelte non compiute. La
  Sicilia  ha bisogno di  scelte,  ha  bisogno  di  sapere  in  che
  direzione va e il Parlamento ha bisogno di potersi caratterizzare
  per le scelte che compie,  non  per  quelle  che non compie o per
  quelle che spostano in avanti il problema senza risolverlo.
       Noi vogliamo risolverlo e  sappiamo che non possiamo dire sì
  contemporaneamente ai sindaci  festaioli  e  ai  lavoratori della
  Keller, non possiamo  dire sì contemporaneamente agli sprechi che
  vengono compiuti da certi  enti  e  in  certi  condizioni e nello
  stesso  tempo dire  sì  ai  disoccupati,  agli  imprenditori  che
  vogliono rilanciare la  loro attività, all'Unione Europea che non
  trova sponda in questa  Regione  per  cui  noi  continuiamo a non
  spendere centinaia e  centinaia di miliardi che potremmo spendere
  frutto delle mediazioni e  degli  accordi di natura europea sulle
  materie di nostra  competenza,  perchè  nello  stesso  tempo  non
  appostiamo nè i bilanci,  le quote di cofinanziamento che sono di
  pertinenza della Regione.
       Ma chi vogliamo prendere in giro?
       Noi dobbiamo potere dire sì  e  no  sulla base di quelle che
  sono  le  proposte  che  vengono  formulate  e  dobbiamo  poterci
  confrontare con un  sì  o  con  un  no  sui  singoli  capitoli di
  bilancio nel  momento  in  cui verranno poste le diverse opzioni,
  per cui i  siciliani  sapranno  se  siamo  a  favore  dei sindaci
  festaioli o  dei  disoccupati,  se siamo a favore delle categorie
  produttive o degli sprechi.
       In quel momento si  viene  a  determinare  la  nuova  classe
  politica, la nuova classe dirigente di questa regione, quella che
  la farà uscire dal pantano in cui è stata obbligata a restare.
       E allora,  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, noi non
  vogliamo fare  l'esercizio  provvisorio,  non  lo  vogliamo  fare
  perchè  siamo   convinti  che  sarebbe  la  strada  peggiore  per
  pervenire  a  quel  risultato  generale  che  è  il  bilancio  di
  previsione 1999,  che  verrebbe  profondamente  mutilato  se  noi
  approvassimo in  maniera  acritica  l'esercizio provvisorio per i
  motivi che ho già spiegato e su cui non intendo ritornare.
       Noi, invece, vogliamo  approvare il bilancio della Regione e
  vogliamo misurarci in quella sede per sapere quanti stanno da una
  parte e  quanti  dall'altra,  quanti  stanno  dalla  parte  dello
  sviluppo e quanti dalla parte dello spreco.
       Noi sappiamo di stare dalla parte dello sviluppo e le scelte
  che abbiamo compiuto sono  sempre state in linea con una politica
  di sviluppo.
       Credo che queste  cose noi abbiamo il diritto di farle, anzi
  abbiamo il  dovere  di  farle  nell'interesse  dei siciliani, non
  possiamo  sprecare  risorse,  non  possiamo  non  scegliere,  non
  possiamo spostare  in  avanti  i  problemi  per  non  trovare  le
  soluzioni  perchè   quei  problemi  se  li  troveranno  i  nostri
  successori, e poi i successori dei successori.
       E,  allora,  signor  Presidente,  onorevoli colleghi, questo
  obiettivo di  natura  programmatica noi dobbiamo raggiungerlo col
  bilancio,  non   ci   fidiamo   della  finanziaria  che  è  stata
  predisposta, non riteniamo che quello strumento faccia recuperare
  i soldi di  cui  la  Regione ha bisogno, non riteniamo che quello
  strumento legislativo serva a risollevare le sorti della Sicilia,
  riteniamo invece  che  una  sana  classe  politica,  una corretta
  classe politica  sappia  compiere  le  scelte  che  deve compiere
  misurandosi su  quelle  che  sono le dotazioni finanziarie di cui
  dispone  la   Regione,   senza   trucchi,  senza  inganni,  senza
  strategie, senza  tattiche,  senza tentare di costruire sul nulla
  il nulla.
       Signor Presidente,  credo  che  questo basti per comprendere
  che non è  facile  andare  avanti  in queste condizioni e siccome
  però noi siamo fortemente motivati, siamo fortemente convinti che
  la salvezza  della Sicilia passi attraverso la predisposizione di
  un bilancio  di scelte, utilizzeremo tutti gli strumenti politici
  e regolamentari permessi all'interno e fuori di questo Parlamento
  per convincere le forze politiche che questa è la strada giusta e
  i cittadini, che  non  devono  più  dare fiducia a chi continua a
  prenderli in  giro, a chi continua a minacciarli quotidianamente,
  a chi continua a  tentare  di  scaricare su di loro o su altri le
  responsabilità di  una  incapacità  di  Governo che, invece, è di
  questo Governo e di questa maggioranza che non è tale.

     GRANATA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
  le  argomentazioni  portate  all'interno  di  questo dibattito da
  molti  dei colleghi che mi hanno preceduto, ma in particolar modo
  dall'onorevole   Stancanelli   e  adesso  dall'onorevole  Fleres,
  rendono più facile, per quanto mi riguarda, questo intervento.
       Vedete, al di là di alcune vicende che hanno  caratterizzato
  l'inizio  di questa legislatura credo di avere sempre voluto dare
  un  contributo  propositivo al dibattito politico che si è svolto
  all'interno di quest'Aula.
       A  volte  anche  -  questo  lo rimprovero a me stesso, me lo
  rimproverano   in  molti  -  l'onorevole  Briguglio,  l'onorevole
  Strano,  spesso  mi  rimproverano  questa mia pervicace, continua
  volontà  di  dialogo  con  la sinistra, volontà di dialogo con la
  sinistra  perchè  per molto tempo e anche adesso, partiamo da una
  riflessione   che   poi   è  tutta  dentro  i  ragionamenti fatti
  dall'onorevole   Fleres   in   quest'Aula  e  cioè  che  soltanto
  attraverso   un  generale  processo  di  superamento,  di  vecchi
  schematismi  mentali,  di  vecchi  riflessi  condizionati  si può
  arrivare  a  scrivere  una  pagina  vecchia  e  nuova  di  questo
  Parlamento, ad iniziare da questa dodicesima Legislatura.
       Credevo di  avere  imbarazzo  nell'intervenire perchè non ho
  mai parlato, questo devo confessarlo, non essendo più un giovane,
  essendo quasi  di  seconda  legislatura,  intervenire in una fase
  come questa  sull'esercizio  provvisorio  di bilancio, sono stati
  molti  i  colleghi  della  maggioranza  che  fermandomi  -  penso
  all'onorevole  Di   Martino   -   mi  hanno  detto:  "Che  farai?
  Interverrai anche  tu?".  Eppure credo che questo dibattito abbia
  avuto  un  grande  merito,  quello  di  portare  all'interno  del
  Parlamento, che  poi  è la sede istituzionale, un ampio dibattito
  di ordine politico sulla fase che stiamo attraversando.
        Nessuno può pensare che quello che è avvenuto qui, al di là
  di  quello  che è stato detto prima, dall'onorevole Speziale, del
  quale  ho  apprezzato la grande capacità pragmatica di assicurare
  la  presenza in Aula della maggioranza, questo fa parte del gioco
  parlamentare, devo  dire  ho  apprezzato un po' meno i toni con i
  quali si è rivolto all'opposizione. Li ho apprezzati meno  perchè
  non   soltanto  non  fanno   parte,  credo  del  costume  mentale
  dell'onorevole  Speziale,  ma  anche perchè avevo ascoltato prima
  gli  interventi  dei  colleghi  che  mi hanno preceduto che  sono
  tutti  indirizzati  su  una  impostazione  che  è anche di ordine
  culturale,   signor    Presidente;  l'onorevole  Capodicasa,  che
  presiede  questo Governo, persona certamente non compromessa, che
  non  porta sulle sue spalle personali responsabilità col disastro
  che oggi si trova a governare ed amministrare.
       Questa stessa analisi, che poi credo sia una analisi che chi
  ha  il  minimo  di  onestà  intellettuale deve dover fare, non la
  ritrovo molto spesso in discorsi non  soltanto di esponenti della
  sinistra,  ma  anche di esponenti eredi di quei partiti che hanno
  governato   la   Sicilia   per   i   precedenti   venti,  trenta,
  quarant'anni, che  hanno creato questa sorta di stato bulgaro con
  qualche rara  eccezione  perchè  anche  allora  non  è  che tutti
  fossero d'accordo  con  quella impostazione, non è che ad esempio
  all'interno della  Democrazia  cristiana o del Partito socialista
  non esistevano  persone  alcune delle quali poi sono subentrate a
  questa nuova fase non a caso della politica regionale e nazionale
  che avvertivano tutti i limiti di quel modello, che è un modello,
  onorevole Capodicasa,  l'ho  detto spesso, tipicamente da partito
  unico.
       Qui si è  gestita  la  Regione  con  la dinamica del partito
  unico, non della consociazione, del partito unico trasversale che
  sugli affari,  che  sul  denaro, che sulla speculazione edilizia,
  che sui  lavori  pubblici,  che  sugli appalti che sulla gestione
  clientelare   della   occupazione   all'interno   della  pubblica
  amministrazione regionale ha gestito la Sicilia.
       Allora  questo  dibattito,  questa fase della lotta politica
  che il  centrodestra  ha  intenzione di portare tutto all'interno
  del Parlamento,  però  badate  bene,  senza scadere nei contenuti
  come ha  fatto  parte  del  centrosinistra  quando attaccava, non
  dimenticherò mai  quei  dibattiti quando attaccava soprattutto il
  primo governo  Provenzano.
       Quest'Aula è stata  bloccata  per giorni e giorni se non per
  settimane per  discutere  una prima volta della possibilità di un
  cittadino prosciolto  in  istruttoria di potere svolgere il ruolo
  di Presidente  della  Regione  e  poi  ha  dovuto  attardarsi per
  settimane se non  per  mesi per discutere del legame di parentela
  tra un cugino del fattore del predetto Presidente della Regione e
  Cosa Nostra.
       Questo  è  stato  il  livello  della  polemica,  il  livello
  dell'attacco   anche   a  livello  personale,  il  livello  della
  offensiva  psicologica nei confronti dei precedenti governi a cui
  abbiamo assistito in quest'Aula.
       E  adesso  di  che  cosa  voi vi meravigliate? Del fatto che
  sull'esercizio  provvisorio tutti i deputati del Polo ritengano e
  non  soltanto  i  deputati  del  Polo altri esponenti di aree che
  credono  fortemente  in  questa che è una battaglia squisitamente
  politica.
       Noi  potevamo  fare  una  operazione molto semplice che si è
  sempre fatta qui:  potevamo  far  finta di porre in essere questa
  operazione, anche noi  se non provenienti certamente dalle vostre
  scuole, anche noi abbiamo una certa capacità di capire come si fa
  la cosiddetta  interlocuzione  politica, anche noi avremmo potuto
  alzare  la  voce   e   sottobanco   trattare   su   questo  o  su
  quell'emendamento, anche  noi  avremmo potuto presentare migliaia
  di emendamenti per  poi andarci ad accordare in qualche corridoio
  di questo Palazzo su questa o su quest'altra questione.
       Questa  prassi  noi  non  l'abbiamo  voluta seguire. Abbiamo
  voluto  seguire   una  via  maestra  che  voglio  sintetizzare  e
  illustrare in  quest'Aula  perchè  fa  parte  di questo dibattito
  politico. Noi  ci  siamo  trovati,  dopo  il voto popolare del 16
  giugno che  ha  investito  una  certa  maggioranza  per governare
  questa Sicilia nelle condizioni certe, oggettive checchè ne pensi
  qualcuno, anche  ora  l'onorevole  Speziale  lo  ha  definito  il
  presunto ribaltone regionale.
       Perchè, onorevole  Speziale,  lei è in maggioranza perchè ha
  vinto le elezioni?  Mi  faccia  capire se il suo Presidente della
  Regione,  onorevole  Capodicasa,  è  diventato  Presidente  della
  Regione perchè  ha  vinto  le  elezioni  regionali. C'è un centro
  immobile della  politica  regionale presente in questo Parlamento
  che è stato e resta ed è un fattore d'inquinamento dello scenario
  politico e che prima devo dirlo apertamente a certi miei amici di
  forza Italia e di Alleanza nazionale ha parzialmente condizionato
  se non  egemonizzato  culturalmente  anche  in  certe  prassi  di
  Governo quella spinta forte che c'era soprattutto nei giovani che
  andavano a  fare  gli  assessori, che entravano nella squadra del
  primo governo  Provenzano  e  anche del governo Drago, di volerle
  cambiare davvero le cose in Sicilia.
       E però, pian  piano  ci sono riusciti, questa cosa non la si
  poteva toccare,  quell'altra  riforma  non  la si poteva fare, le
  commissioni provinciali  di  controllo  non  si  dovevano abolire
  perchè ognuno aveva il suo omino da piazzarci, gli enti economici
  non si  dovevano  dismettere  perchè  dava  fastidio dismetterli;
  partito trasversale  che  ha  continuato ad agire in quest'Aula e
  che ha  totalmente  snaturata  quella che era la volontà politica
  del Governo del Polo.
       Ora, onorevole  Speziale,  lei  pensa  che  ci  sia stato un
  presunto ribaltone,  ma  lei come definirebbe fatto unico solo in
  Sicilia avvenuto di  tre assessori di un governo che continuano a
  sedere negli  stessi  banchi  del  governo  di  altro  segno.  In
  Calabria e in  Campania  ci  sono  stati  ribaltoni  ma c'è stata
  quanto meno  la  dignità  individuale di non potere essere uomini
  per tutte le  stagioni  e sentire di non potere svolgere ruoli di
  governo della  cosa pubblica indifferentemente con una coalizione
  e poi con un'altra.
       Qui questa sensibilità non c'è stata, è venuta meno, e altri
  fatti  hanno caratterizzato queste giornate. Vedete, chi vi parla
  non è particolarmente appassionato nel raggiungimento di quota 45
  o 44  di  questa  maggioranza;  credo  che sia un gioco del tutto
  virtuale  Non  me  ne  può  importare  di  meno.  Chi  vi parla è
  preoccupato  di ciò che dice l'onorevole Zanna sul problema delle
  discariche,  quando  dice  apertamente  che ritiene - e condivido
  quella  posizione  -  che non può essere commissariata la Regione
  per  poi  avere nel luogo del commissariamento l'Assessore che in
  un certo qual modo viene commissariato.
       E  quindi  l'onorevole  Lo  Giudice anzichè  risentirsi  nei
  confronti  di alcuni parlamentari di Forza Italia o  di  Alleanza
  Nazionale,  non  so  verso  chi  si risentì  in  quell'occasione,
  certamente dovrebbe guardare all'interno della sua maggioranza, a
  cose   gravissime,   dette   da   Zanna,  tra  le   righe   anche
  esplicitamente, su quel livello di commissariamento.
       Allora  questi segnali non sono soltanto quelli dati in modo
  esplicito,  in  modo  preciso,  in modo puntuale da un'autorevole
  deputato  del  capoluogo,  peraltro, dei democratici di sinistra,
  componente   della   Commissione   regionale  antimafia,  che  ha
  sollevato  perplessità  di  segno  chiarissimo  nei confronti del
  commissariamento in persona dell'onorevole Lo Giudice, per quanto
  riguarda la  gestione delle discariche. E non si può sottacere di
  un'altra  vicenda  Tutti abbiamo sentito quello che in quest'Aula
  è risuonato quando ha parlato l'onorevole Guarnera
       Questo  Governo oltre che occuparsi del quarantacinquesimo o
  del  quarantaseiesimo dovrebbe anche capire che cosa significa il
  fatto che  Zanna dica quelle cose e che Guarnera dica di altre, e
  che le  ribadisce, e che le sottolinea, e che fonda la astensione
  sulla sulle cose che ribadisce e che sottolinea,
       Questi  sono  i  problemi  su  cui noi ci troviamo costretti
  oggi,  non per legittima difesa di una posizione.  Nessuno crede,
  onorevole  Speziale  ai  controribaltoni acquisendo qualcuno. Noi
  crediamo  a  una  dinamica nella quale la undicesima legislatura,
  ognuno  nei propri ruoli, ognuno nelle proprie competenze, ognuno
  per  ciò  che gli elettori avevano stabilito, occupava dei ruoli.
  C'era un  centrodestra  che governava, cera un centrosinistra che
  tranne  le  parentesi  che  ho  prima  sottolineato,  con  grande
  dignità,  con  grande  competenza,  con  grande  professionalità,
  faceva  l'opposizione   in   quest'Aula   e  gestiva  insieme  il
  Parlamento.
       Lo scenario  che  c'è  adesso  è un altro, ed è quello che è
  stato  sottolineato  dall'onorevole  Fleres.  E  allora  anche se
  l'esempio  e  il  modo  di  dire  inopportuno,  visti  i  tragici
  avvenimenti  che  stiamo  vivendo  tutti,  alla  Guerra come alla
  Guerra.
       Noi non  possiamo  in  uno  scenario  come  questo,  dove ci
  troviamo oggettivamente  di fronte a una situazione di fatto, che
  partiti che sono radicati profondamente nella tradizione popolare
  siciliana e  nazionale,  come  ad esempio il Partito popolare, si
  trovano oggi costretti  a  reggere  le sorti di un Governo dentro
  cui c'è una  componente  che  è  alla ricerca di una collocazione
  politica all'indomani  dell europee, rischia di arrivare a quella
  collocazione con  le  chiavi  in mano del proprio partito.
       Faccio anche  questo  tipo  di  riflessione:  ci  sono mille
  elementi di  di  contraddizione all'interno di questa dinamica, e
  voi volete che  tutti questi elementi di contraddizione non li si
  debba  sottolineare  tutti  onorevole  Di  Martino?
       Noi abbiamo  lanciato  una  idea.  Noi  avevamo lanciato una
  idea e questa  idea  era  quella  di  un Governo che riuscisse ad
  affrontare al di là della goliardia e delle battute a volte delle
  posizioni serie  dell'onorevole  Zanna, alcune questioni che sono
  tutte sul tappeto.  Vedete venerdì scorso, Venerdì di Repubblica,
  venerdì scorso,  Venerdì  di  Repubblica ha pubblicato l'ennesimo
  articolo sulla  nostra  caffetteria,  sulla  nostra barberia, sul
  numero dei nostri occupati, su quanto ci pagano, quanto prendiamo
  di indennità,  certamente  l'ennesimo  articolo,  non  è stato il
  primo probabilmente non sarà l'ultimo.  Ma quello che ci dobbiamo
  chiedere è: finirà  tutto  questo?  Al  di  là  di quello che noi
  pensiamo, di  come  ci  autorappresentiamo,  di  ciò  che diciamo
  dell'Assemblea regionale  siciliana  e della nostra autonomia, ci
  poniamo  concretamente   il  problema  perchè  tutto  questo  non
  finisce, onorevole Piro,  lei se lo pone mai il problema al di là
  della sua Finanziaria  che  sarà  splendida.
       Lei  se   lo   deve   porre   questo   problema,  perchè  in
  quell'articolo c'era  con chiarezza delineato proprio lo scenario
  che noi  oggi  con questa linea di condotta parlamentare vogliamo
  denunciare  all'opinione  pubblica  siciliana.  Noi denunciamo il
  fatto  che  all'interno  del  Parlamento  con  forti  complicità,
  all'interno di  una  burocrazia  regionale  che  si  è coperta di
  ridicolo con  improbabili ed infondati appelli alla privacy e che
  deve rendere fino  in  fondo e tutto intero le sue responsabilità
  per quanto  riguarda  la gestione della cosa pubblica in Sicilia,
  perchè spesso  in  Sicilia  onorevole Presidente parlamentari, di
  questo Parlamento e parlamentari nazionali sono stati ritratti in
  manette per poi  essere  assolti.
       Io ne ho  visti pochi burocrati ritratti in manette, ciò che
  so è che  ne  vedo  moltissimi  che  sono  identici  a quelli che
  circolavano nell'era  Nicolosi  e  Nicolosi  certe cose, non lui,
  Nicolosi certe cose  le ha dette anche su quel metodo ed anche su
  quella burocrazia  regionale. Ed allora, su tutti questi problemi
  la coscienza, come  dire,  di una certa sinistra che ha costruito
  antagonismo a questo partito degli affari, che ha costruito anche
  situazioni  di   contrapposizione   dura,  di  opposizione  e  la
  coscienza di  grandi  forze  popolari,  di centro moderate ma che
  nella dignità  della  loro  posizione  hanno  avuto  la  forza di
  sopravvivere a quella  che  è stata la grande rivoluzione che poi
  ha travolto un  po' tutto  quella  che era il partito stato della
  Democrazia Cristiana  e  che  si  sono  ritrovati non casualmente
  ripresenti di  nuovo  in  questa  legislatura,  segno comunque di
  percorsi individuali  cristallini.
       Allora tutto questo può essere nuovamente svenduto  a questa
  sorta di convitato di pietra, a questo partito egemone  e  sempre
  presente  consociato con la burocrazia che rende  impossibile  al
  Polo  di  governare  e  che  renderà  impossibile   all'Ulivo  di
  governare  perchè  come  ha  reso  impossibile a  noi  governare,
  renderà   impossibile   a   voi  governare.
       Questi  sono  gli interrogativi oggi sul tappeto,  oggi  che
  dopo  il 18 di aprile e credo dopo il 13 di giugno  scenari  come
  dice il mio amico Egidio Ortisi a geometrie variabili si vanno ad
  aprire nel Paese, quindi qui lo scenario è questo ed allora non è
  che  è  strumentale  perchè  si  deve far cadere un  governo  per
  sostituirlo con un altro governo o perchè come  crede l'onorevole
  Speziale  in questo dimostrando una certa propensione  a  pensare
  come agisce, crede che noi si voglia in questo  momento acquisire
  qualche  unità per riportare lo stesso schemino, magari  a  parti
  contrapposte.
       Noi  diciamo un'altra cosa onorevole Speziale,  noi  diciamo
  che le grandi forze realmente riformatrici di  questo Parlamento,
  devono interrogarsi e capire cosa devono fare, abbiamo  di fronte
  delle emergenze enormi, soltanto una base parlamentare,  una base
  popolare, una base sociale adeguata alle risposte che  si  devono
  dare  all'esterno,  può affrontare questa fase di  emergenza.
       In questa base parlamentare, in questa base  governativa, in
  questa  base  politica  possono  starci tutti tranne  quelli  che
  pensano di concepire ancora oggi la politica  come posizionamento
  individuale, come clientela o peggio come pratica  degli  affari.
  Questo è l'invito che oggi ci sentiamo di far partire  con  forza
  dalle  nostre  posizioni, questo è l'invito che  riteniamo  debba
  trovare  orecchie  attente anche in chi o tradizionalmente  si  è
  posizionato  su  posizioni  quindi di antagonismo  ai  meccanismi
  precedenti o verso chi da posizioni moderate ha  comunque  saputo
  scegliere  in  modo  coerente  e  come  dire  non  in  base  alla
  convenienza.
       Concludo  uscendo ancor più fuori dalla metafora.  Io  credo
  che  oggi  in  questo  Parlamento  ci  siano  le  condizioni  per
  potere isolare  all'opposizione  quella  sacca  di  conservazione
  della XI legislatura che è legata ad una burocrazia che è in gran
  parte da rinnovare e  da  reinventare,  che  blocca  l'azione  di
  Capodicasa, blocca l'azione di  Piro,  blocca  l'azione  di altri
  Assessori di questo Governo.
       Tutto  questo  lo  si  può  fare, a mio avviso, e lo si deve
  fare.  Ma non ci potete chiedere di essere 'più realisti del re';
  non  ci  potete  e  non  ci dovete chiedere di agevolare percorsi
  parlamentari  che  servono soltanto a creare nella migliore delle
  ipotesi  forza  contrattuale  a  qualche  trovata mastelliana o a
  qualche  vicenda di questo tipo, comunque di basso profilo  Sulle
  grandi  scelte,  sul  volare alto, sull'alto profilo ci troverete
  d'accordo  fin da subito per affrontare i nodi del bilancio e per
  aprire una fase positiva della vita di questo Parlamento.

     GRIMALDI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIMALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, c'era stata
  poco fa una proposta che certamente ha suscitato allarmismo nella
  maggioranza:  interrompere  i  lavori alle 22.30 o alle 23.00, in
  modo  tale che domani ci si possa presentare in Aula per lavorare
  serenamente,  proporre  e portare a termine questi interventi per
  l'approvazione dell'esercizio provvisorio.
       Io penso che questa proposta non debba assolutamente vederci
  divisi perché  ognuno  di  noi comincia ad accusare certamente la
  stanchezza, ma nessuno  di  noi si tirerà indietro se bisogna per
  forza fare il braccio di ferro.
       La maggioranza  o  l'opposizione  non può scendere a livelli
  così  bassi. Io penso che abbiamo tutti l'interesse in un momento
  così drammatico di gestire questa Sicilia.
       Sull'esercizio  provvisorio, caro Presidente, io non capisco
  il perché ad  un  certo momento da parte del Governo ci sia stata
  questa  grande   necessità,  questa  urgenza  di  portare  subito
  l'esercizio provvisorio,  forse  perché  questo  Governo si sente
  provvisorio, forse  perché  questo Governo vuole fare oggi quello
  che possibilmente pensa di non potere fare domani.
       Allora  Presidente,   Forza   Italia,  il  centro  destra  è
  disponibilissimo  a  cominciare  ad  esaminare  il  bilancio  per
  approvare  non  solo  l'esercizio  provvisorio  che,  come diceva
  l'onorevole  Fleres,  potrebbe  anche  creare  poi  problemi  per
  l'approvazione del bilancio.
       Siamo prontissimi come forza di opposizione ad esaminare fin
  da domani il bilancio di questa Regione.
       Noi  non   possiamo  caro  Presidente  della  Regione,  caro
  onorevole Presidente dell'Assemblea, amici della maggioranza, non
  possiamo assolutamente  continuare  in  un momento così delicato,
  così importante, pensare ancora a discutere di finanziaria.
       E' assurdo,  credo  che  sia  realmente una provocazione non
  all'opposizione, ma  credo  che  sia  una provocazione all'intero
  popolo siciliano, ai  sindaci di tutti i Comuni della Sicilia che
  aspettano  immediatamente  di  potere avere finalmente le risorse
  necessarie  per svolgere con dignità il proprio ruolo, il proprio
  compito.
       Io penso che  oggi  parlare di una finanziaria che è partita
  in un modo  e  che  ha  visto l'opposizione impegnata in tutte le
  commissioni per  discutere  un  documento  che  noi ritenevamo un
  documento serio  presentato  dal Governo e poi improvvisamente ci
  ritroviamo con  una  finanziaria  che  è  uno  stralcio da quella
  finanziaria...
       Allora vorremmo capire se veramente questo Governo crede che
  possa  ancora  durare  o  crede  veramente  di essere arrivato al
  capolinea,  perché  non c'è serietà, onorevole  Presidente  della
  Regione;  non c'è assolutamente oggi una via che  questo  Governo
  intende seguire e che quindi indica all'opposizione.  Un  Governo
  che stralcia una finanziaria sulla quale ha lavorato, sulla quale
  avete  lavorato  come  Governo  e ce la ripresentate in  un  modo
  completamente diverso, offendendo e  mortificando  l'opposizione,
  ma  anche  la  stessa maggioranza che per ore e ore,  con  grandi
  sacrifici,  partecipando  ai lavori delle varie  commissioni,  ha
  tentato  di  emendarla per dare quei suggerimenti  necessari  per
  migliorarla.   Tutto  ciò  che è stato fatto  nelle  Commissioni,
  Signor  Presidente  della Regione, onorevole assessore,  è  stato
  completamente accantonato. La quarta Commissione, della  quale io
  mi  onoro  di  far parte, non ha avuto mai un momento in  cui  la
  maggioranza  dimostrasse  di  essere maggioranza  perché,  grazie
  solamente  alla  presenza  dell'opposizione,  alla  presenza  dei
  commissari del centro-destra, ha potuto operare e lavorare.
       Allora,  questo  Governo   non  so  se  realmente  vuole  la
  finanziaria; quando questo governo  non è venuto in Commissione a
  difendere, a discutere  la  finanziaria,  quando i rappresentanti
  del  Governo  invitati  alle volte non si sono  presentati  nelle
  Commissioni,  non  so  per  quale  motivo,  forse  per  paura  di
  discutere  con  l'opposizione  su  una  finanziaria,  alla  quale
  finanziaria  possibilmente  neanche loro stessi  credono,  oppure
  chissà  per  quale  altro motivo.  Allora non siamo  noi,  signor
  Presidente della Regione, onorevoli colleghi, a volere cercare di
  rendere  difficile la vita di questo Governo.  Credo che  sia  la
  stessa  maggioranza  che  ormai  è  sfiduciata,  che  non  è  più
  assolutamente soddisfatta dell'operato dei vari  interventi,  dei
  vari passaggi di questo Governo.
       Allora non possiamo  essere noi, Presidente della Regione, a
  mantenere  in  vita   questa   maggioranza,   noi   non  vogliamo
  assolutamente togliere al popolo siciliano quella prerogativa che
  è quella di capire  come  realmente  stanno  le  cose. Allora noi
  discutiamo  oggi   di   esercizio   provvisorio   e   discuteremo
  possibilmente, fra qualche  giorno,  di  finanziaria,  di  quella
  finanziaria per la quale  in Commissione abbiamo lavorato e ad un
  certo punto, in un articolo,  sul  quale si è discusso per ore, e
  questa era stata  una  trovata intelligente, senz'altro, da parte
  del Governo, di far  pagare ai visitatori che entravano nei musei
  o nelle zone archeologiche il biglietto d'ingresso.
       Ma io mi rivolgo, allora, all'assessore per i beni culturali
  che è qui presente: come possiamo far pagare il  biglietto quando
  chiudiamo la Villa del Casale? Quando manteniamo chiusi  i  musei
  per mancanza di personale o per accordi non chiari  raggiunti tra
  il personale e i responsabili di queste strutture?
       Allora noi diciamo ai turisti, ai duemila turisti  che  sono
  arrivati a Piazza Armerina e che volevano visitare la  Villa  del
  Casale   che  a  causa  dello  sciopero  non   possono   entrare.
  Contemporaneamente,  nella finanziaria prevediamo di  far  pagare
  giustamente il biglietto d'ingresso ai turisti.  Allora  ci  sono
  delle  cose  assurde,  caro  Presidente  della  Regione.  C'è  un
  problema grossissimo: il problema dei rifiuti; un  problema molto
  serio  che  avevamo  tutti assieme, con grande  disponibilità  da
  parte  dei  Commissari del centro-destra, cercato  di  esaminare,
  invitando lo stesso assessore a mettere temporaneamente da parte,
  stralciandola  della  finanziaria,  l'applicazione   della  legge
  Galli, una legge sulla quale bisogna discutere, una  legge  sulla
  quale bisogna capire cosa bisogna fare, una legge che non  si può
  dire di recepire semplicemente con due parole.
       Questa finanziaria,  caro  Presidente  della  Regione,  cari
  amici del Governo, più  che una finanziaria, in certi momenti, mi
  è sembrato uno scadenzario.  Questo  Governo  cosa  fa?  Dice: in
  questa finanziaria, entro  trenta giorni, aboliremo questo, entro
  sessanta giorni faremo  scomparire  questo,  entro novanta giorni
  faremo questo. Ma caro  Presidente  della Regione, cari amici del
  Governo,  è semplice dire così, l'avremmo potuto fare  anche  noi
  nel passato: entro sei mesi sistemiamo il tutto.  Bisogna  vedere
  come,  bisogna  vedere  qual  è  il percorso da  seguire,  quanto
  giustamente  siano  preoccupati  gli  operai   dell'EAS,   quanto
  preoccupati  il  personale  delle  aziende soggiorno  e  turismo,
  quanti  in  questo momento hanno un lavoro e, non  avendo  quella
  chiarezza,  quando  questo Governo non riesce a  fare  chiarezza,
  essi certamente sono preoccupati del loro futuro.
       Io  dico,   rivolgendomi   agli  amici  qui  presenti  della
  non  otrà  garantire  maggioranza e dell'opposizione:  noi  siamo
  convinti che questo Governo - come forse anche un altro Governo -
  non può essere nelle condizioni dall'oggi al  domani, considerati
  i debiti enormi e il buco di migliaia e migliaia di  miliardi che
  ha  questo  bilancio,  questo governo non può dare  alla  Sicilia
  nuovi  posti di lavoro, assicurare l'occupazione.  Ma  certamente
  abbiamo un dovere, caro presidente della Regione, che è quello di
  garantire il lavoro almeno a chi ce l'ha.
       Così noi rischiamo,  invece, di far perdere la fiducia anche
  a coloro i quali in questo momento grazie a Dio hanno un lavoro.
       Stamattina mi  sono  trovato  alla Presidenza della Regione.
  Eravamo  solamente   noi   dell'opposizione,   l'amico  Vella  di
  Rifondazione comunista, il Presidente era impegnato fuori e c'ero
  io, c'erano gli operai della Telecom i quali protestavano, signor
  Presidente, protestavano  perchè  da mesi non vengono retribuiti,
  perchè questa gente  mentre  noi  pensiamo  possibilmente,  in un
  momento drammatico qual è quello che sta  attraversando  l'intera
  umanità,  di  passare  -  ci auguriamo, vi auguro a tutti  -  una
  Pasqua  serena mentre c'è questa gente che oggi lì, da  mesi  non
  percepisce  lo  stipendio.  E cosa fa questo  Governo  regionale,
  quale  posizione  assume  nei riguardi di questi  lavoratori  che
  rischiano realmente?
       Noi stasera diciamo che vogliamo andare a casa  perchè siamo
  stanchi  e  vogliamo riprendere i lavori domani mattina.  Ma  noi
  andando  a casa, possibilmente fra mille problemi,  riusciremo  a
  prendere sonno. Ma c'è gente in questo momento, in  questa nostra
  terra  che  possibilmente  la  notte  non  riesce più  neanche  a
  chiudere gli occhi
       Allora,   signor   Presidente,   questo   bilancio,   questa
  finanziaria  cosa   prevede  per  i  ventitremila,  i  trentamila
  articolisti? Cosa prevede  per  i  precari?  Cosa  prevede  per i
  contrattisti?   Io  non  dimenticherò  mai  quando  ho  fatto  in
  quest'Aula un intervento  per  i contrattisti che sono pochissimi
  ormai - l'amico  capogruppo  dei diessini ha partecipato anche ad
  un incontro con  questi  contrattisti  disperati.  Sono alcuni di
  Caltanissetta, di Enna, altre pochissime unità della provincia di
  Ragusa, credo, messi assieme sono decine e decine di famiglie che
  in  questo  momento,   dopo   anni  e  anni  di  attesa,  avevano
  riacquistato una speranza  con l'emendamento presentato in aula e
  che poi, invece, è andato a finire tutto come al solito in questa
  nostra terra.
       Allora, l'impegno ci  deve essere, di deve essere chiarezza,
  bisogna dare la speranza, caro Presidente della Regione, a questa
  gente. L'ordinaria  amministrazione,  la  gestione del potere non
  serve  a  niente  ed  a nessuno, eccetto che a noi stessi  se  il
  potere lo vogliamo sfruttare come lo si sfruttava nel passato. Ma
  io   penso  che  gli  uomini  di  questo  Governo   non   abbiano
  assolutamente  interesse  a  continuare  il  percorso  che  molti
  politici del passato purtroppo hanno portato  avanti distruggendo
  l'immagine della nostra Sicilia.
       Cosa abbiamo fatto,  cosa  c'è scritto in questa finanziaria
  per le migliaia e  migliaia  di forestali? Questa gente che viene
  chiamata così di volta in  volta, che non ha certezza, che non ha
  assolutamente sicurezza di  poter  continuare  a lavorare. E poi,
  fra qualche mese,  cosa  avrà  fatto  questo  Governo  quando  la
  Sicilia ricomincerà a bruciare? Quando gli incendi ricominceranno
  a distruggere gli  ambienti?  Caro  assessore  Lo  Giudice,  caro
  assessore per l'agricoltura, cosa sta facendo questo  Governo  se
  ignorerà  completamente  il  problema,  come lo ha  ignorato  nel
  passato, oppure vuole cominciare ora, in tempo per  vedere  quali
  sono quelle misure necessarie ad evitare che il  nostro  ambiente
  venga distrutto?
       Noi parliamo  di  risanamento  ambientale,  noi  diciamo che
  vogliamo certamente  salvaguardare,  non vogliamo fare una legge,
  una    sanatoria,    non    vogliamo    assolutamente   occuparci
  dell'abusivismo, però diamo  una  grande  mazzata a questo nostro
  ambiente distruggendo l'ambiente naturale che è fatto dei boschi.
       Allora Presidente, ad  Enna  c'era  un personaggio ed esiste
  ancora, ed è conosciuto  forse  in  tutta  la  Sicilia. Si chiama
  Armando Piano del Balzo.  Ha creato un partito  'SOS':  Salvatevi
  Onesti Siciliani. Armando Piano del Balzo è abituato nelle piazze
  a  parlare  a cinque, sei bambini che certamente  incuriositi  lo
  ascoltano.
       Quando uno parla  in questa assemblea, caro Presidente della
  Regione, in certi momenti  crede  di  volere  emulare  o  imitare
  Armando Piano del Balzo.
       Onorevole Presidente, ognuno di  noi  ha delle cose da dire;
  c'è chi li dice bene, chi li dice male ma certamente in tutti noi
  c'è l'entusiasmo di potere  esprimere il proprio pensiero e credo
  che il rispetto lo si deve  a  tutti, lo si deve a coloro i quali
  rappresentano le minoranze e  a  coloro  i quali rappresentano le
  maggioranze.
       Penso che da parte  del  Governo  sia  un  dovere ascoltare,
  forse più dei colleghi  deputati  perché  se  noi  parliamo non è
  perché la televisione può  mettere  in evidenza le nostre rughe o
  la nostra stanchezza. Noi parliamo perché immaginiamo, e questa è
  la nostra fantasia che  ci  porta  ad  immaginare questo, che gli
  uomini  che  rappresentano  oggi  la  Sicilia  e  che   hanno  la
  responsabilità  di  governo,  piuttosto che leggere  un  giornale
  dovrebbero prendere appunti su proposte che possono  essere  alle
  volte anche sensate.
       Dicevo, onorevole Presidente della Regione,  la  finanziaria
  che  lei  sicuramente  ci riproporrà fra qualche giorno ,  non  è
  quella  di mille miliardi che avrebbe potuto in effetti  dare  un
  contributo al risanamento del nostro bilancio, è  una finanziaria
  di duecento miliardi. E allora perché in questo  preciso  momento
  il Governo e la maggioranza si accaniscono a  ripresentare questa
  finanziaria?   C'è  tempo  per discutere della  finanziaria,  c'è
  tempo per partorire un'ottima finanziaria, no con un  accordo tra
  la  maggioranza  e  l'opposizione,  ma  deve venire fuori  da  un
  dialogo    tra   persone   che   vogliono   bene    la    Sicilia
  indipendentemente  all'appartenenza  a  una  maggioranza   o  una
  opposizione o a un colore
       Io stasera ho  sentito  l'amico presidente Provenzano quando
  per un istante mi ha  fatto  tornare  in  mente i momenti che noi
  abbiamo vissuto quando eravamo al Governo ed io mi ricordo allora
  l'opposizione, le critiche  che muoveva, giustificate alle volte,
  critiche   che    andavano    realmente   prese   nella   massima
  considerazione,  ma vedevo che c'era un amore, forse  perché  per
  noi era la prima volta che sedevamo qui, in questo  palazzo,  per
  governare,  per  cui  c'era  quell'entusiasmo, quella  voglia  di
  ascoltare,  di  accettare  gli  inviti  alle riflessioni,  ad  un
  comportamento  diverso  ed  eravamo  forse   particolarmente  noi
  diversi  da quelli che attualmente governano questa  Sicilia  che
  certamente   hanno   una  esperienza  maggiore,   hanno   diverse
  legislature alle spalle.
       Allora, Presidente della  Regione, cosa abbiamo noi inserito
  in questa finanziaria per il  il  turismo? Io sono convinto, e lo
  dicevo anche all'onorevole Rotella, che l'unica cosa  che  stiamo
  facendo  per  il  turismo,  e quest'anno sicuramente ci  sarà  un
  incremento   disgraziatamente   grazie   alla    guerra,   perché
  arriveranno in questa nostra isola solamente albanesi, marocchini
  ed altri poveri martiri di questa guerra che certamente in questo
  preciso  momento  ci  porta  a  riflettere su tutto ciò  che  sta
  accadendo.
       Ma  la  cosa più  strana,  è  che  stasera,  mentre  parlava
  l'onorevole Provenzano, mi  veniva  in  mente,  allora  su questo
  Governo, presidente della  Regione,  onorevoli assessori, poco fa
  diceva il capogruppo dei  diessini  che  in  questa  aula bisogna
  cercare di  mantenere quell'atteggiamento, quel comportamento, ho
  apprezzato moltissimo  l'onorevole  Strano  quando  certamente  è
  stato equivocato ed è  venuto,  da  questi  microfoni  a chiedere
  ufficialmente scusa per l'equivoco che era venuto fuori.
       Ma il comportamento non  lo può tenere semplicemente un uomo
  dell'opposizione,   l'esempio   lo   deve   dare   l'uomo   della
  maggioranza, cioè l'uomo al quale in questo momento è affidata la
  sorte della nostra Sicilia.
       Non vuole essere un richiamo ma avendo compiuto e superato i
  56 anni  credo che, indipendentemente  da tutto, ai miei colleghi
  posso anche dare un consiglio:  nella  vita  una  delle  cose più
  difficili è saper ascoltare;  parlare  è  facile,  dire cavolate,
  dire cose serie ma lo sappiamo  fare  tutti, ascoltare è un segno
  di grande civiltà e di grande intelligenza.
       Allora, dicevo, quando l'onorevole Provenzano questa sera mi
  ricordava  la storia del nostro Governo, io ricordavo  anche  gli
  amici  assessori,  oggi  rappresentanti dell'U.D.R.,  che  allora
  stavano  con  noi con il primo Governo Provenzano.  E  poveretti,
  questi amici assessori dell'UDR subivano la violenza - se così si
  può chiamare - dell'opposizione che minuto per minuto  cercava di
  inchiodarli.
       Poi è cambiato il  Governo,  gli  amici  sono rimasti sempre
  presenti e sempre l'opposizione  che continuava a mettere chiodi;
  adesso ritornano, sono ancora  al  Governo  e ad inchiodarli sono
  quelli che oggi rappresentano la  minoranza  e quindi le forze di
  centro-destra.
       Questa è una cosa simpatica, amici deputati, amici onorevoli
  colleghi. Come si può  resistere  realmente  e  per  tutto questo
  tempo  agli  insulti   una  volta  dell'opposizione  che  oggi  è
  maggioranza  e  oggi   dell'attuale  maggioranza  che  prima  era
  opposizione?
       E' una situazione realmente  ridicola,  ecco  perché io sono
  convinto  che  questo  Governo   è   convinto  di  questa  enorme
  provvisorietà e vorrebbe chiudere tutto in 24 ore.
       Noi  invitiamo   invece   alla  calma,  alla  serenità;  noi
  invitiamo questo Governo a  ritirare  la  finanziaria per portare
  subito in Aula il bilancio, che   in  questo  momento  è  l'unico
  strumento che consente realmente  ai vari sindaci, a tutti coloro
  i quali in questo  momento  aspettano  anche  la  possibilità  di
  percepire lo stipendio di ritrovare quella serenità necessaria.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,   io
  sommessamente desidererei fare una proposta: ho visto che ci sono
  molti iscritti a parlare,  questo  denota  che  c'è  un interesse
  intorno  all'esercizio provvisorio  che  noi  dovremmo  approvare
  stasera.
       Io la inviterei a  porre  in votazione la seguente proposta:
  di  andare  avanti  stasera   con  la  discussione  generale,  di
  procedere quindi con la votazione per il passaggio  agli articoli
  in serata o in nottata quando finiremo, di riprendere i lavori se
  nel frattempo sono stati presentati degli emendamenti (a norma di
  Regolamento  dobbiamo  andare  alle  24)  giovedì  mattina  e  di
  riprendere  domani  nella  tarda  mattinata  i  lavori   con   la
  finanziaria.
       Signor  Presidente,  le  chiedo  di  sottoporre al  voto  la
  suddetta proposta.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  poiché  la  discussione  è
  abbastanza  complicata e anche controversa, in quanto  c'è  stata
  anche  una  discussione su una proposta dell'onorevole  La  Grua,
  sospendo  la  seduta e convoco immediatamente la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

      (La seduta, sospesa alle ore 22,56, è ripresa alle ore 00,08)

                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, devo dire
  che  i  lavori  sono  stati  sospesi,  come  ben  sapete,  per la
  Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari.  Abbiamo
  tentato  di trovare una soluzione da buoni padri di famiglia come
  sul  dirsi,  sembrava  raggiunta  ma  non  è  stato  raggiunto il
  traguardo  dell'unanimità.
       Credo che l'onorevole Aulicino voglia affidarsi all'Aula per
  una proposta, spero di mediazione.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor  Presidente,  credo  che  una  proposta vada
  formulata   all'Aula,   all'attenzione  dell'Aula  ed  è  questa:
  dovremmo,  potremmo  continuare  nella  discussione  generale sul
  disegno  di  legge  in  discussione  con  l'impegno  di  tutti ad
  esaurire  gli  interventi  alle  ore  13,00  di domani, votare il
  passaggio   agli   articoli   e  nel  pomeriggio  incardinare  la
  discussione sulla finanziaria. Non ho nulla da prospettare per il
  dopo, questa è una ipotesi di lavoro che prospetta l'Assemblea.

     PRESIDENTE.  C'è una proposta formale dell'onorevole Aulicino,
  ma gradirei che fosse presente il Presidente della Regione.
       Allora,   onorevoli  colleghi,  la  proposta  dell'onorevole
  Aulicino  è  la seguente: sospensione dei lavori adesso, Aula per
  domani  mattina  e  impegno  di  chiudere la discussione generale
  entro  le  ore  13,00 di domani mattina votando il passaggio agli
  articoli.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
  dell'onorevole  Aulicino ha un senso soltanto se viene comunicato
  qui  da parte del Polo che rispetto ai 18 iscritti a parlare, che
  utilizzano  pienamente  il  tempo  di  20  minuti,  noi  dovremmo
  impiegare  360  minuti,  che  sono  6  o  7  ore di dibattito. Se
  dobbiamo  iniziare domani mattina verso le 9.30 o le 10.00, 7 ore
  di dibattito ci porteranno ben oltre le ore 13.00.
       L'impegno  a  chiudere alle ore 13,00 non può essere assunto
  dall'onorevole Aulicino ma dal Presidente dell'Assemblea.

     PRESIDENTE.  Sa  una  cosa,  onorevole Speziale, il Presidente
  dell'Assemblea  fa  il  suo dovere, in qualche maniera interpreta
  anche   i   segnali   che   vengono   dall'Aula,   il  Presidente
  dell'Assemblea può assumere l'impegno di rispettare una cosa, lei
  sa  che  le  persone si sposano e poi si tradiscono, non è che la
  colpa è del prete che li sposa.
       Allora, il  problema  è  questo:  se i capigruppo dicono che
  domani  entro  le ore 13.00 si chiude sarà premura del Presidente
  dell'Assemblea   fare  in  maniera  tale  che  un  pronunciamento
  dell'Aula  venga rispettato trattandosi di una questione delicata
  che riguarda l'esercizio provvisorio.
       Non  si  tratta  di  altre  questioni,  riguarda l'esercizio
  provvisorio. Lei stia tranquillo che non mancherà il sostegno del
  Presidente   dell'Assemblea  affinché  quello  che  viene  deciso
  dall'Aula venga mantenuto.

     SPEZIALE.   Che   la   decisione  venga  formalizzata,  allora
  signor Presidente.
       Io    mi    sono    trovato,   come   lei   d'altro   canto,
  involontariamente   spettatore   di   situazioni   in  cui  nella
  Conferenza  dei capigruppo è stato assunto un impegno per seguire
  un  percorso d'Aula e regolarmente poi, da parte dei colleghi del
  Polo, l'impegno è stato disatteso, per cui io non vorrei trovarmi
  domani  nelle  stesse condizioni, per cui le chiedo che vi sia un
  voto  formale  dell'Aula  sulla decisione di chiudere domani alle
  ore 13,00.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, lei è deputato credo oramai da
  alcune   legislature,   non  è  possibile  che  l'Aula  voti  una
  violazione   regolamentare  o  si  pronunci  secondo  metodi  non
  previsti dal Regolamento.
       Non  avrei nessuna difficoltà e credo che l'Aula non avrebbe
  alcuna  difficoltà  in  questa  sede  a  votare  quello  che  lei
  richiede, ma costituisce un precedente che non può essere ammesso
  perché   se  venisse  sancito  il  principio  da  lei  enunciato,
  significherebbe che per qualunque disegno di legge, lei oggi è in
  maggioranza  ieri  era  all'opposizione  e  domani  probabilmente
  tornerà  all'opposizione per poi tornare di nuovo in maggioranza,
  lei  si  rende conto che una maggioranza qualsiasi fissa un'ora e
  un  giorno e dice dobbiamo chiudere in quel momento cosa succede,
  finisce anche il rispetto del Regolamento.
       Qui  l'unico  principio  è questo, da uomini, galantuomini è
  stato  detto  qui  dentro  che  per  quanto  riguarda l'esercizio
  provvisorio  la  discussione  generale  si  concluda entro le ore
  13,00 e si ponga in votazione il passaggio agli articoli entro le
  ore 13,00.
       Io  sono  ancora fra coloro i quali ritengono che le cose di
  questa  natura  espresse in Aula sull'esercizio provvisorio siano
  credibili e dalle quali non si può tornare indietro.

     ALFANO.   Chiedo   di   parlare   a   favore   della  proposta
  dell'onorevole Aulicino.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  la  ringrazio per la conclusione
  della sua precisazione pertinente e puntuale e, posto che noi non
  accettiamo  lezioni  di  affidabilità  istituzionale  da nessuno,
  parlo   a   nome  del  Gruppo  parlamentare  che  presiedo  e  su
  autorizzazione del presidente La Grua, anche a nome del gruppo di
  Alleanza  nazionale, avendo già parlato un esponente del CCD, per
  assicurare  che  il  Polo  si  farà  garante  di  organizzare gli
  interventi  al  fine di concludere i lavori entro le ore 13,00 di
  domani, e proprio in ragione di questa consapevolezza e di questa
  volontà, noi sosteniamo la proposta dell'onorevole Aulicino.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  proposta dell'onorevole
  Aulicino  nei  contenuti  da  me espressi. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
  31 marzo 1999, alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:

     I - COMUNICAZIONI

    II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Esercizio provvisorio  del bilancio della Regione siciliana per
      l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
      (Seguito)

      Relatore: On. Di Martino

   2) "Misure  di finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione,  contabilità  e  controllo" (n.  884/A-STRALCIO)
      (Seguito)

      Relatore: On. Di Martino

                      La seduta è tolta alle ore 00,15

       (Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore  00,50)