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Resoconto d'Aula della Seduta n. 235 di mercoledì 31 marzo 1999
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   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


               PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA

    La seduta è aperta alle ore 11.15.

     BASILE  FILADELFIO ,  segretario f.f., dà lettura del processo
  verbale  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
  si intende approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

      - "Intervento straordinario  per il completamento del sistema
      dei servizi di base per l'igiene e la tutela del territorio e
      istituzione  di   una   Agenzia   regionale  per  l'emergenza
      ambientale" (n. 904)
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato  dagli  onorevoli  Trimarchi, Speziale, Pezzino,
      Pignataro, Silvestro, Zanna in data 30 marzo 1999

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

    N. 2984 - Finanziamento degli urgenti ed inderogabili lavori di
    completamento del porto di Scoglitti (RG).
    - Presidente Regione
    - Assessore Lavori Pubblici
       ***
    La Grua Saverio

                                ----------------

     N. 2985 -  Erogazione  delle  somme  dovute  a  titolo  di
     indennizzo per i capi di bestiame abbattuti negli anni  1996
     e 1998 dagli allevatori ragusani.
    - Presidente Regione
    - Assessore Sanità
       ***
     La Grua Saverio

                                ----------------

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

    N.  2971  -  Interventi  al  fine di sapere quali rilievi siano
    stati  predisposti  per  salvaguardare  il sito archeologico di
    Alesa  nel  tratto  di  autostrada  in  costruzione  Palermo  -
    Messina, fra i comuni di S. Stefano di Camastra e Tusa.
    - Assessore Beni Culturali
    - Assessore Lavori Pubblici
         ***
     Forgione Francesco

                                ----------------
    N.  2972  -  Notizie in ordine agli incarichi di uffici stampa,
    addetto  stampa, consulente per le pubbliche relazioni o per le
    attività   promo-pubblicitarie,   assegnati   in  occasione  di
    manifestazioni  finanziate dall'Amministrazione regionale negli
    ultimi tre anni.
    - Presidente Regione
    - Assessore Turismo
        ***
    Forgione Francesco

                                ----------------

    N.  2973 - Indagine ispettiva presso l'Amministrazione comunale
    di  Motta  S. Anastasia, in ordine alla situazione dell'ufficio
    tecnico.
    - Assessore Enti Locali
         ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2974 - Notizie circa l'affidamento a terzi dell'incarico di
    progettazione  del  Piano  regolatore generale del comune di S.
    Pietro Clarenza (Catania).
    - Assessore Enti Locali
    - Assessore Territorio
         ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.   2975   -   Interventi   per   migliorare   l'impianto   di
    illuminazione di Piazza Carlo Alberto e di via S.  Gaetano alle
    Grotte a Catania.
    - Assessore Enti Locali
        ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2976 - Notizie circa il comportamento  dell'Amministrazione
    provinciale   di   Messina   in   materia   di   autorizzazione
    all'apertura di esercizi commerciali.
    - Assessore Cooperazione
        ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2977  -  Interventi  in  favore dei mercatini rionali della
    città di Catania.
    - Assessore Cooperazione
         ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2978  - Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in
    Sicilia.
    - Presidente Regione
         ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2979  -  Interventi  per la pulizia e la manutenzione della
    piazza  Pietro  Lupo,  sita  nel quartiere Coniglio, tra la via
    Pietro  Lupo  e  la  via  Vesuvio,  nel  comune  di Paternò, in
    provincia di Catania.
    - Assessore Enti Locali
        ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2980  -  Interventi  per la definitiva realizzazione di una
    rete  fognaria  nella  zona  di  Piazza  Dante  nel  comune  di
    Misterbianco, in provincia di Catania.
    - Assessore Enti Locali
    - Assessore Territorio
         ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2981  - Interventi in favore dell'Istituto professionale di
    Stato  per l'industria e l'artigianato 'Ipsia', sito nel comune
    di Acireale, in provincia di Catania.
    - Assessore Beni Culturali
         ***
     Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.   2982   -   Interventi   per   la   realizzazione   di   un
    poliambulatorio nel quartiere di Librino, a Catania.
    - Assessore Sanità
         ***
    Fleres Salvatore

                                ----------------

    N.  2983  -  Appalto  di impianti telefonici in Sicilia a ditta
    giapponese.
    - Presidente Regione
    - Assessore Lavoro
         ***
    Liotta Santo

                                ----------------

                         ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

    N.  333  -  Notizie sul decreto assessoriale di sospensione dei
    lavori   per  la  costruzione  di  un'infrastruttura  turistica
    destinata   ad  'acquapark'  in  contrada  Targia  a  Siracusa,
    annunciato recentemente dalla stampa.
    - Presidente Regione
    - Assessore Beni Culturali
       ***
     Spagna Fausto

                          ANNUNZIO DI MOZIONI

    N.  338  -  Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in
    Sicilia.
    Fleres Salvatore; Grimaldi Ugo; Scoma Francesco;  Leontini Inno-
    enzo; Catania Franco.

    Presentata il 30/03/99

                                ----------------

    N.   339   -   Interventi  urgenti  per  il  superamento  delle
    problematiche   relative  all'approvvigionamento  idrico  delle
    isole Egadi.
    Croce     Antonino;  Beninati  Antonino;  Cimino  Michele;
    Bufardeci Giambattista; Misuraca Salvatore; Fleres Salvatore.

    Presentata il 30/03/99

                                ----------------

    N.  340  - Iniziative finalizzate ad adottare provvedimenti per
    l'approvazione  dei  progetti  per lo smaltimento di rifiuti da
    parte   dell'Assessorato   regionale   Territorio  e  ambiente,
    presentati dai comuni di Bagheria, Termini e Casteldaccia.
    Caputo  Salvino;  Tricoli Marzio;  Briguglio  Carmelo;  Scalia
    Giuseppe;  Stancanelli  Raffaele;  La  Grua Saverio; Sottosanti
    Fulvio Salvatore; Ricotta Michele.

    Presentata il 30/03/99

                                ----------------

    N. 341 - Agenti di custodia per i beni culturali.
    Caputo Salvino; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio; Scalia Giuseppe;
    Stancanelli   Raffaele;  La  Grua  Saverio;  Sottosanti  Fulvio
    Salvatore; Ricotta Michele.

          Presentata il 30/03/99

                                ----------------

    N.  342  - Iniziative per assicurare la realizzazione dei porti
    turistici  in Sicilia e in particolare nei comuni di Balestrate
    e Marina di Salina.
    Caputo Salvino; Tricoli Marzio; Strano Antonino; Scalia Giuseppe;
    Stancanelli  Raffaaele;   La Grua  Saverio;  Sottosanti  Fulvio
    Salvatore; Ricotta Michele.

    Presentata il 30/03/99

                                ----------------

     PRESIDENTE.  Avverto,  ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
  del   Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.

       Onorevoli  colleghi,  su  richiesta  del Governo sospendo la
  seduta avvertendo che riprenderà fra trenta minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.26, è ripresa alle ore 12.00)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  897/A
    "ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER
    L'ANNO FINANZIARIO 1999".

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si  procede  con  il seguito dell discussione del disegno di
  legge  n. 897/A "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 1999", posto al n. 1).
       Invito  i  componenti  la  II  Commissione  a prendere posto
  nell'apposito banco.
       Onorevoli colleghi,  sono  iscritti  a parlare gli onorevoli
  Misuraca, Beninati, Cimino, Scoma, Nicolosi, Bufardeci, D'Aquino,
  Cintola,  Vicari,  Drago,  Virzì,  Leontini,  Briguglio,  Strano,
  Ricotta, Aulicino e Pellegrino.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel discorso
  in famiglia, stamattina, vi è probabilmente un clima che consente
  delle  riflessioni  più  pacate  intorno  al  lavoro  che  stiamo
  facendo,  al  Governo,  alla  maggioranza,  alle  esigenze  della
  Sicilia. E'  una  condizione  personale  che in genere preferisco
  giocare in  termini  di  positività  nel  sostegno  alle cose che
  vengono proposte,  perché  trovo  in  ogni caso utile, importante
  aiutare la governabilità possibile di questa nostra terra.
       Eppure  nella  fattispecie, onorevole Presidente, io avverto
  il disagio,  invece,  di  una condizione politica, gestionale che
  afferisce principalmente a chi governa, ma complessivamente anche
  alla condizione delle forze politiche circa il modo di procedere,
  circa l'essenza  stessa  di  questo  Governo.  Prescindendo dalle
  qualità personali  di  chi  dirige  questo  Governo o anche dalla
  valenza di alcune  forze  politiche che lo costituiscono e che io
  ho votato  pur  non condividendo il cammino dell'ottobre-novembre
  1998 e  non  condividendo  una  logica  di  ribaltamento dei dati
  elettorali  che  già   in   quella  fase  in  cui  i  Governi  si
  costituivano  a   Roma   più   legittimamente,  in  Sicilia  meno
  legittimamente,  definivo eticamente non condivisibile. Tuttavia,
  pur in quella  logica  che  mi  ha visto sostenere quel Governo -
  sostenere o  comunque  votarlo  - progressivamente ho riscontrato
  elementi di insufficienza  che  a  mio avviso già erano insiti in
  quella operazione  politica  che essenzialmente era frutto non di
  un dato progettuale (forse a Roma), ma elementi progettuali in un
  accordo tra  il  centro-sinistra  che  aveva  vinto le elezioni e
  l'UDR di allora  che ora non esiste più, che pure le elezioni non
  aveva vinto, essendo  costituito  da pezzi di CDU e CDR che erano
  organici al  Polo.  Lì,  tuttavia, un elemento progettuale c'era:
  una   situazione   difficile   nella   fase   di   consolidamento
  dell'ingresso in  Europa,  una  situazione difficile di carattere
  internazionale, la previsione, così come purtroppo tragicamente e
  successivamente è  avvenuto,  di  un  insorgere  di difficoltà ai
  confini dell'Italia e di una guerra nel Kosovo che era prevista a
  suo tempo ed  ora  purtroppo  è  in corso. Lì, appunto, esigenze,
  elementi  progettuali   per   un   incontro   tra  le  forze  del
  centro-sinistra vincitrici alle elezioni, anche per le difficoltà
  che  le   stesse  incontravano  nella  estrema  sinistra  con  lo
  sganciamento di Rifondazione comunista, con posizioni chiaramente
  differenziate in  politica  estera  della  sinistra rispetto alle
  forze del  centro  e  del  centro-sinistra,  lì  questi  elementi
  c'erano,  qui  non  li  abbiamo  riscontrati.  E  invece  abbiamo
  registrato soltanto  una  voglia  spartitoria che in larga misura
  era anche  frutto dell'accordo nazionale, tant'è che sulla stampa
  è stato scritto ripetutamente che il Governo nazionale finiva con
  il nascere  secondo  quegli  elementi  progettuali che indicavamo
  prima: il bisogno di sostenere l'Italia per le vicende economiche
  e politiche che  la riguardavano nel rapporto con l'Europa con la
  crisi  imminente   nel   Kosovo.
       Tuttavia,  come  atto  discendente  di quell'accordo sapemmo
  dalla stampa,  lo  intuivamo  molti,  che si profilava una logica
  spartitoria delle  realtà  regionali  anch'esse  nate, seppur con
  elezioni  proporzionali, da rapporti alternativi di schieramento;
  ma la cosa  più  grave  è  che  da  quella  vicenda  discendevano
  spartizioni a  partiti  diversi di quella nuova maggioranza delle
  varie regioni e sapemmo inoltre che alla Sicilia in quell'accordo
  veniva assegnato  come  guida  dello  stesso  Governo  al partito
  Democratico della Sinistra.
       Quando queste cose furono chiare, e  furono  chiare dopo che
  il  Governo siciliano si è costituito,  quando  ancora  erano  da
  costituire  i  governi nella regione  Calabria  e  nella  regione
  Campania, quando si disse chiaramente  che  in  Campania  sarebbe
  spettato all'allora  UDR  guidato da Mastella, d'altronde essendo
  il capo  aveva  il  desiderio-diritto,  la prima titolarità della
  scelta e in  Calabria invece la guida sarebbe spettata al Partito
  Popolare Italiano,  francamente  quel  Governo  siciliano era già
  costituito, la  nostra angoscia diventava ogni giorno più grande.
  Perchè purtroppo finivamo  con  il  registrare un data che io qui
  evidenzio anche  per  ricordare  le parole che ieri il Capogruppo
  del Partito  di  maggioranza,  o  addirittura  il  Capogruppo  di
  maggioranza di  questo  Governo, diceva facendo riferimento anche
  al ruolo, alle  cose  fatte  da  noi  liberaldemocratici  o da me
  stesso, ritenendo quegli atteggiamenti politici non coerenti.
       Quell'accordo, così come si è manifestato,  così come noi lo
  abbiamo appreso, così come poi nei  fatti  è  andato  snodandosi,
  finiva con l'essere un accordo tra  soggetti politici di centro e
  di sinistra con uno strano atteggiamento: in passato la sinistra,
  a fronte dei governi diciamo della  cosiddetta prima repubblica o
  anche  quelli successivi da cui la  sinistra  era  fuori,  spesso
  venivano   bollati  tali  governi   e   tali   maggioranza   come
  apppiattiti, relazionati a logiche  romane senza nessuna capacità
  di autonomia;  in larga misura in  tal  modo svilendo il concetto
  proprio autonomistico che deve presiedere all'attività politica e
  di governo nella Regione siciliana.
       Successivamente,  invece  apprendevamo che quelle forze, che
  mille volte  avevano  criticato i governi di centro appiattiti su
  questi rapporti romani, finivano con il varare un governo che era
  logica discendente  di  accordi di palazzo romani.  I partiti che
  prima si  erano intestati alla difesa dell'autonomia finivano con
  l'essere quelli che  propugnavano e davano vita ad un governo che
  era largamente  appiattito  in  un  rapporto  - non vorrei essere
  pesante perchè ho  stima  della  sua  persona  - che non lasciava
  nessuno  spazio   di   autonomia   alle  nostre  scelte,  ma  che
  addirittura omologava le scelte della guida della Regione secondo
  le    logiche    spartitorie    nazionali,   cosa   assolutamente
  incondivisibile   proprie   perchè   lontane  da  quello  spirito
  autonomistico che  deve  animare  tutti  noi  e lontane da quella
  pratica dell'autonomia, da  quelle  battaglie per l'autonomia che
  hanno  voluto  caratterizzare  alcuni  ambienti  della  sinistra,
  proprio perchè  lontani da quella esigenza di autonomia mentale e
  comportamentale che  deve  presiedere  ai nostri comportamenti se
  vogliamo  essere  veramente  essere  creduti  quando  immaginiamo
  ancora un ruolo fortemente autonomistico della nostra Regione.
       Allora, il  Governo  ha  deluso;  ha  deluso  perchè  il suo
  procedere appare  stanco.  Questo  Governo  ha prodotto due leggi
  fino ad oggi.  Una  legge,  che  è quella della dismissione degli
  enti economici,  una  legge  utile,  la  Regione doveva arretrare
  rispetto al governo delle strutture imprenditoriali, che però era
  stata già  incardinata  prima,  seppur  con  le  difficoltà  e le
  deficienze  che   anche   i  governi  del  centro-destra  avevano
  propugnato, avevano mostrato.
       Vorrei parlare  un  attimo  della  legge-voto per la riforma
  dell'assetto  istituzionale della Regione, per l'elezione diretta
  del Presidente  della Regione. Vorrei ricordare inoltre il lavoro
  fatto in  Commissone  Statuto  e  le  proposte  che  nella stessa
  venivano avanzate  quando  non  solo  si insisteva, così come era
  giusto fare, sull' elezione diretta del Presidente della Regione,
  ma quando, assieme  ad  essa, si voleva enunciare in qualche modo
  il principio  (qualcuno  lo  faceva, non io, qualcuno anche della
  realtà di  centro)  che  la  legge  di  accompagnamento, la legge
  elettorale, dovesse  essere  quella  che  faceva  riferimento  al
  proporzionale con  il premio maggioranza, vigente nelle regioni a
  statuto ordinario.  Tutto questo veniva bollato, da sinistra come
  da  destra,   come   un  modo  di  prefigurare  un  atteggiamento
  formalmente avanzato, ma sostanzialmente di retroguardia.
       Ed io avevo la preoccupazione di dire spesso ai giornalisti:
  ma  come mai voi aderite a questa ipotesi dell'elezione diretta e
  poi  del  maggioritario, etc., avendo personalmente una posizione
  di  sostanziale  accordo  con queste posizioni, ma mi preoccupavo
  anche  di  dire  che, se  ora si dicesse che la legge  nella fase
  intermedia, fino a quando non si approva l'altra, potrebbe essere
  quella vigente in ambito nazionale, certamente indeboliremmo quel
  cammino.
       Quando  però  il  Governo  da  un governo di centro-destra è
  diventato  un  governo  di  centro-sinistra   e per votare quella
  legge-voto  il  centro-sinistra  ha  ritenuto  di  potere aderire
  all'impostazione di una legge di accompagnamento transitoria  che
  fosse  quella  nazionale, mentre  prima si batteva pervicacemente
  perchè  ciò  non  avvenisse,  sostanzialmente creando anche delle
  difficoltà di percorso a quella norma, poi, invece, tutto è stato
  ribaltato.  E,  quindi, ho anche notato questo cambiamento di una
  esigenza  che  potrei anche,  in  qualche  modo  accettare,  come
  nascente  da  una  sorta di 'real politik' siciliana, del Governo
  stesso che  per  andare  avanti accetta qualsiasi compromesso, ma
  quello è un  compromesso  pesante.  Andare ora a varare una legge
  che sia diversa  dalla sostanza della legge di elezione diretta e
  da quello che  ne  può discendere con un proporzionale con premio
  di maggioranza,  senza  che  sia  ipotizzato un forte sbarramento
  intorno a  questo  argomento, un forte sbarramento per avviare un
  cammino   di   semplificazione   della   realtà  istituzionale  e
  dell'adeguamento della presenza delle forze politiche dentro aree
  più grandi,  tutto  questo significa tradire un concetto, tradire
  un'impostazione e  significa  anche  che  le opposizioni che oggi
  sono maggioranza  allora  praticavano  quelle  linee  o perchè ci
  credevano, ma -  devo  dire  di  più  -  probabilmente  per  fare
  ostruzionismo. E  questo  è  un  elemento  che  ho valutato molto
  negativamente.
       E così il procedere stanco del Governo, a mio avviso, con la
  presentazione  del  disegno di legge per l'esercizio provvisorio,
  denota una volontà che mi pare legata alle esigenze di guadagnare
  tempo. Ho la sensazione che, di volta in volta, si aspetta che le
  scadenze  arrivino   alla   fase   finale  di  esse.  L'esercizio
  provvisorio si sapeva  scadere  il 31 marzo, ed entro questa data
  si sarebbe  dovuto  fare  il  bilancio  della Regione. E, invece,
  siamo ancora  qui a parlare di esercizio provvisorio perchè tanto
  si pensa che sia necessario arrivare, attraverso queste leggi, al
  30 aprile perchè  tanto,  arrivato al 30 aprile, quando le cose -
  si dice -  si  dovranno  fare  poi  sarà  scattato  il  tempo per
  prepararsi alle  elezioni  europee.  Il  Governo  potrà  arrivare
  tranquillamente al giorno dopo le elezioni europee.
       Ma  questo è il modo - dicono a Roma il "tirare a campare" -
  per   cercare   di   sopravvivere;  è  il  modo  per  cercare  di
  sopravvivere come Governo e come partiti all'interno del Governo.
  Ma non è quello che serve alla Sicilia
       Oggi  alla  Sicilia  serve  un governo che dia risposte, che
  proceda rapidamente, che non cerchi di procedere secondo linee di
  resistenza.
       Probabilmente   anche   l'azione  di  contestazione  che  le
  opposizioni  svolgono   rispetto  a  questo  Governo,  non  viene
  accettata, pubblicamente  viene  contestata; epperò forse è anche
  utile al  Governo  stesso  per guadagnare quelle settimane che lo
  portino alla data  del  30 aprile perché subito dopo comincerà la
  fase della preparazione delle elezioni europee che è l'obiettivo,
  che non so se il Governo nel suo complesso si pone, ma certamente
  di alcuni  pezzi  di  questo  Governo.  Alcuni  partiti di questo
  Governo che sanno  ormai di non esistere più, hanno l'esigenza di
  conquistare per giocare le carte personali, che ognuno ritiene di
  potere utilizzare  anche  con  gli  strumenti  di  Governo  e poi
  conquistare consensi  e portarli sul tavolo della trattativa dopo
  le elezioni europee.
       Noi, forza  dell'opposizione  rispetto a questo Governo, noi
  liberaldemocratici  forza  di  opposizione costruttiva rispetto a
  questo Governo, forza di opposizione non pregiudiziale rispetto a
  questo Governo  che  ha da sempre dichiarato di volere suggerire,
  di volere auspicare, di aspettarsi dal Presidente della Regione e
  dai partiti  della  sinistra, i partiti nazionali della sinistra,
  iniziative tendenti  a creare un clima diverso, più proficuo, più
  utile alle emergenze siciliane, noi non possiamo accettare che si
  proceda lungo un  cammino  che  è  soltanto teso a utilizzare gli
  strumenti  di  Governo,  i  pochi  strumenti  di  Governo,  nelle
  difficoltà attuali  solo  per  guadagnare  tempo,  per  fare  gli
  interessi di qualcuno e ancora oggi invitiamo il Presidente della
  Regione, i Democratici  di  sinistra,  i  popolari, non so più se
  dire La Rete o il Partito dell'Asinello, Rinnovamento.
       Io  vorrei invitare anche gli amici di Rifondazione che sono
  delle  persone  certamente  responsabili  ed attente a quello che
  succede  in  questa  Aula  e  nella  nostra  Regione,  perché  si
  individui  un  cammino che sani le fratture intervenute in questa
  nostra Terra, che attraverso un Governo delle proposte possibili,
  attraverso   la   individuazione  delle  proposte  possibili  che
  certamente  devono  riguardare  la  riforma delle istituzioni, la
  riforma del bilancio e anche il lavoro ...

     FORGIONE.  Noi  siamo  realisti e cerchiamo l'impossibile, noi
  del 1968, quindi noi siamo per un Governo delle cose impossibili

     NICOLOSI.  Lei  mi  invita  a nozze, onorevole Forgione, lo sa
  perché?  Perché  qui spesso si parla, a Palermo, o forse anche in
  Sicilia,  di  una  Palermo  normale. Io credo che le cose normali
  nella   nostra   terra   non  bastino,  ci  vogliono  delle  cose
  straordinarie perché con la normalità non riusciremo a recuperare
  il tempo perduto.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Nicolosi, credo  che lei e l'onorevole
  Forgione parliate di un Governo impossibile

     NICOLOSI.  Io  sarei  per un Governo impossibile anche guidato
  dall'onorevole  Forgione, purché  avesse  idee diverse per quanto
  riguarda  il sistema istituzionale perché su quel piano non siamo
  molto  d'accordo,  perché  intanto  credo  che  sia  una  persona
  certamente sensibile  e  capace e perché le cose straordinarie mi
  affascinano, le cose normali molto meno, e quando si parla di una
  Palermo normale  sono  preoccupato  perché qualcuno adesso invoca
  normalizzazioni che  a  mio  avviso  non  sono sufficienti a dare
  quelle accelerazioni di cui la Sicilia ha bisogno.
       Onorevole  Presidente, io  credo che in Sicilia bisognerebbe
  evitare  di aspettare che, per fare delle cose che possano essere
  utili  alla nostra terra, si determinino condizioni romane che lo
  consentano.
       Noi  dobbiamo  batterci  perché si avvii un cammino in cui i
  rapporti  tra le forze politiche possano essere meno conflittuali
  perché  tutto  questo  determina  difficoltà  nell'affrontare  le
  questioni urgenti  della Sicilia.  Noi dobbiamo impegnarci perché
  le istituzioni  possano essere governate da soggetti politici che
  abbiano l'autorevolezza, la condizione, la forza per procedere ai
  governi  nazionali,   regionali   e  locali  secondo  logiche  di
  schieramenti alternativi  in  cui  le  maggioranze siano chiare e
  definite e  non  variabili così come, purtroppo, è avvenuto nella
  Regione siciliana.
       Si è  parlato  di  maggioritario  a  Roma,  si  è parlato di
  votazioni con  sistemi che ancora noi non abbiamo, che secondo me
  anche  quelli  appaiono  non sufficientemente utili ad assicurare
  stabilità ai governi.
       Ed  è  per  questo  che  opportunamente  il 18 aprile saremo
  chiamati a votare per l'abolizione della quota proporzionale alle
  elezioni  politiche  perchè  io spero ed auspico che questo possa
  portare  ad  una stabilizzazione degli assetti politici a partiti
  che  siano  più  fortemente relazionati con la società, a partiti
  che  vengano  colti dalla pubblica opinione come quelli capaci di
  affrontare  e  risolvere  le questioni delicate del Paese e della
  nostra terra.
       E'  mai  possibile,  intorno  a  questa  vicenda dei sistemi
  elettorali,   per   quello  che  può  essere  un  dato  nazionale
  riferibile  poi  alla  nostra  realtà  regionale, aver seguito il
  dibattito di  politica  estera che ci è stato l'altro giorno alla
  Camera,   quando   su  un  tema  così  delicato  e  con  l'Italia
  sostanzialmente  in  guerra,  anche  se  attraverso  la  NATO, il
  dibattito è avvenuto  su nove mozioni di politica estera, su nove
  mozioni e con  una posizione del Presidente del Consiglio e della
  maggioranza    che    lo   sostiene   articolata   su   posizioni
  differenziate (la mozione diceva una cosa, l'intervento ne diceva
  un'altra) per  potere offrire alle parti concorrenti a formare la
  maggioranza di Governo di potersi relazionare una volta con l'una
  e una volta con l'altra cosa.
       Onorevole Presidente,  tutto  ciò  credo  che sia difficile,
  credo che sia impossibile, ed anche in Sicilia abbiamo bisogno di
  chiarire le posizioni  e  questo  Governo  che  ha  dentro  di sè
  fortissime contraddizioni,  per  un  rapporto  con  alcune  forze
  politiche di centro  che  non  è  più legato a fatti politici, ma
  soltanto ad  esigenze  specifiche di tipo personale, non consente
  di progettare proficuamente il futuro di questa nostra terra.
       A  partire  da questa vicenda dell'esercizio provvisorio che
  certo prima  o  poi  bisognerà fare, perchè io mi rendo conto che
  non  è  possibile  lasciare  la  Regione  siciliana  senza alcuno
  strumento  che  sia  riferibile  anche agli altri enti per potere
  agire, non è possibile, tuttavia, che il tempo scorra senza che i
  partiti, ed  in  particolare  lei Presidente  e il partito che la
  esprime  e   i  partiti  del  centro-sinistra,  i  socialisti,  i
  popolari, la Rete  etc.,  non  si  pongano  il  problema  di come
  superare quest'emergenza,  non  si  pongono  il  problema di come
  superare e  varare  politicamente un Governo capace di far fronte
  alle emergenze siciliane.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a parlare 13
  deputati.  Così   come  concordato  in  sede  di  Conferenza  dei
  presidenti  dei   Gruppi   parlamentari   alle  ore  13.00  dovrà
  concludersi la  discussione  generale.  Quindi, invito i deputati
  presenti che  chiamerò  nell'ordine di iscrizione, a consentire a
  qualche altro di intervenire.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Misuraca. Ne ha facoltà.

     MISURACA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che un
  ragionamento  compiuto  su questa fase della sessione di bilancio
  ed in particolare sul disegno di legge sull'esercizio provvisorio
  non  può prescindere da una rilettura critica della 'Finanziaria'
  presentata da questo Governo.
       Ho trovato spunti di riflessione circa questa mia posizione,
  ho  proprio rinvenuto nell'intervento dell'onorevole Piro, allora
  capogruppo   della   Rete,   intervento  fatto  nel  corso  della
  discussione   generale   sull'esercizio   provvisorio   dell'anno
  finanziario 1997  e  cito  appunto  l'onorevole Piro. Questa è la
  vicenda, questa è la storia dell'esercizio provvisorio che ripeto
  si è caricato di significati politici. "L'esercizio provvisorio -
  diceva  appunto,   l'onorevole   Piro   -  è  comunque  un  fatto
  eccezionale e crediamo che via sia anche una responsabilità molto
  diretta, molto  precisa  da parte del Governo, soprattutto per la
  scelta  che   ha  compiuto  di  volere  far  precedere  -  diceva
  l'onorevole Piro -  il  bilancio da una legge così massiccia come
  il cosiddetto disegno di legge finanziario".
       Ed   allora,   attualizzando   ad   oggi   il   ragionamento
  dell'onorevole  Piro,  credo  che sia indispensabile procedere ad
  una  rilettura  assolutamente  critica  e  spero il più obiettiva
  possibile del disegno di legge presentato dal Governo, appunto la
  legge  'Finanziaria', attraverso  intanto un preliminare commento
  della  relazione  di  accompagnamento  del  testo  e  poi per una
  comprensione particolare  e  attenta,  ad un successivo esame dei
  titoli inseriti nel disegno di legge.
       Nella relazione, infatti, che accompagna il disegno di legge
  sulla   Finanziaria,   dopo  una  premessa  riferita  all'attuale
  situazione  finanziaria della Regione e alle crescenti difficoltà
  nella predisposizione dei bilanci di previsione dovute, ad avviso
  del Governo, alla progressiva riduzione delle entrate per effetto
  del  minore  impegno  finanziario dello Stato nei confronti della
  Regione siciliana  e  degli  oneri per ammortamento dei mutui già
  contratti  nonchè  dei  cospicui  interventi  regionali  nei vari
  settori   dell'economia,   viene  sottolineata  la  necessità  di
  incidere  maggiormente nelle varie direzioni, anche attraverso la
  revisione della  legislazione  di  spesa,  al fine di potere dare
  concreti   segnali  di  risanamento  della  finanza  regionale  e
  riconquistare la  fiducia dei mercati finanziari. Sono questi gli
  elementi salienti indicati nella relazione del Governo.
       La  mancata fiducia di tali mercati, continuava l'assessore,
  ad avviso  del Governo, non ha consentito la contrazione di mutui
  per complessivi  1.700  miliardi  (oggi  è  data la notizia sulla
  stampa, appare  proprio  che  la  Corte  dei conti abbia comunque
  registrato   il   decreto  dell'assessore),  circostanza  che  ha
  contribuito allora in modo rilevante ad aggravare la già precaria
  situazione  di  liquidità  della  spesa regionale con conseguenze
  gravissime in ordine al pagamento dei titoli di spesa.
       Veniva,  comunque,  evidenziato che un graduale riequilibrio
  della  finanza  regionale  era  stato in precedenza avviato dalla
  legge regionale  n.  6 del 1997, la legge finanziaria dell'allora
  Presidente   della   Regione,   onorevole   Provenzano,  e  dalla
  successiva legge  regionale  n.  5 del 1998, la legge finanziaria
  del  Presidente  Drago,  mediante  l'introduzione di una serie di
  norme  dirette  al potenziamento delle entrate ed al contenimento
  delle spese  e  che,  con il presente disegno di legge presentato
  dal   Governo,   si  intende  continuare.  Il  Governo  sostiene,
  appunto,  che  si  intende continuare nel percorso di risanamento
  avviato dai  precedenti governi. La prima parte del documento, la
  parte di  quel  disegno di legge riporta gli articoli con i quali
  si  introduce  con  carattere  di  permanenza  la  strumentazione
  programmatica già avviata con le citate leggi.
       Viene,  altresì, prevista la legge finanziaria come supporto
  stabile,  questa  volta,  con  la  quale  avviare  correttivi per
  modificare  l'andamento  delle  entrate e delle spese, ricondurre
  l'intervento  regionale  nell'ambito  delle scelte programmatiche
  individuate.
       La sostanziale novità per l'attuale legislazione regionale è
  costituita,  appunto,  dall'obbligo per il Governo  di presentare
  così  entro   il   30   giugno  di  ogni  anno  il  documento  di
  programmazione  economica  e finanziaria in analogia, comunque, a
  quanto   sostanzialmente  previsto  dalla  legge  di  contabilità
  statale  ove  la  presentazione  del suddetto documento è fissata
  entro il 15 maggio di ogni anno.
       Con  il  documento di programmazione economica e finanziaria
  si   riproduce   nella   sostanza  non  altro  che  il  contenuto
  dell'articolo  3  della  legge  nazionale  n.  468  relativa alla
  contabilità    generale    dello    Stato.
       Unico   punto  di  differenziazione  invece,  rispetto  alla
  normativa   statale,  è  che  la  definizione  del  documento  di
  programmazione  economica  e finanziaria si fa obbligo al Governo
  regionale   di   consultare   preventivamente  le  organizzazioni
  sindacali e  le categorie del mondo del lavoro e della produzione
  e, poi,  con emendamento del Governo, ricordo, che venne inserita
  anche la Conferenza delle Autonomie locali.
       L'articolo   sulla   finanziaria   riprende  sostanzialmente
  all'articolo 11  della  legge  di  contabilità  di  Stato  quelle
  disposizioni che  trovano  attinenza nel contesto della normativa
  regionale.
       La  seconda  parte  del  disegno  di  legge  contiene  varie
  disposizioni   dirette   al  potenziamento  delle  entrate  della
  Regione, alla valorizzazione del suo patrimonio: la rivalutazione
  dei  canoni,  delle  rendite  patrimoniali  le  cui  tariffe  non
  risultano aggiornate, la rivalutazione del patrimonio immobiliare
  della Regione  che  nel  conto del patrimonio risulta iscritta ad
  oggi  per  valori  assolutamente  lontani  da  quelli  reali,  la
  privatizzazione,infine,   delle  aziende  regionali  che  possono
  trovare sul mercato adequata  richiesta  per la loro attività, la
  soppressione e l' incorporazioni di enti e di aziende, al fine di
  razionalizzare l' erogazione  dei  servizi pubblici e ridurre gli
  oneri per il  loro  mantenimento;  la  revisione  complessiva del
  sistema delle sanzioni amministrative pecuniarie.
       Va comunque precisato, a mio  avviso,  che  il monitoraggio,
  così come indicato nel disegno di legge, può comunque effettuarsi
  anche indipendentemente dalla  specifica  previsione  legislativa
  introdotta con questo disegno di legge.
       Per la  verifica  poi  del  censimento  dei  beni demaniali,
  sostenemmo, come forza politica, già in Commissione  e poi qui in
  Aula, nella  discussione  generale sul  disegno  di  legge  della
  finanziaria,  e  lo confermo anche  adesso,  che  erano  comunque
  sufficienti, anche in questo caso, le norme esistenti senza dover
  ricorrere a particolari disposizioni di legge.
       Sembra questo, invece, un  modo  per giustificare il mancato
  raggiungimento di  un  risultato  che  pure  rientri  tra  quelli
  previsti  dall'Amministrazione,  quello  cioè  di  riconoscere il
  proprio patrimonio  anche  sotto  l'aspetto della sua valutazione
  economica.
       Sulla privatizzazione  e  cessione  delle aziende a capitale
  pubblico regionale,  abbiamo contestato al Governo la limitatezza
  dell'ambito delle  aziende  interessate  alla  norma e l'assoluta
  necessità,  prima   di   procedere  alle  cessioni,  che  vengano
  approvati precisi piani di ristrutturazione aziendale.
       Nel caso contrario, ne siamo convinti, noi procederemmo alla
  trasformazione delle  aziende  in  società per azioni e dovremmo,
  non riuscendo  a  collocarle sul mercato, foraggiarle, come è già
  avvenuto, con pubblico denaro.
       La terza  parte  di questo disegno di legge  contiene invece
  norme dirette  a  razionalizzare  e  contenere la spesa regionale
  nella seguente direzione.
       Un commento  ai  passaggi significativi del disegno di legge
  rispetto ai quali, comunque, vanno fatte alcune riflessioni.
       Viene    indicata    la   modificazione   del   sistema   di
  quantificazione    e    rigidità   delle   spese,   il   graduale
  ridimensionamento delle contribuzioni regionali nei vari settori,
  la revisione  dei  residui  passivi, la riduzione delle spese per
  acquisto di beni  e  servizi,  il  divieto  di nuovi concorsi per
  reclutamento  di  personale, la maggiore responsabilizzazione per
  il  management   e   le   aziende   sanitarie   ed   ospedaliere,
  l'armonizzazione   dei   tassi   di  interesse  negli  interventi
  incentivanti per  le imprese, la razionalizzazione, infine, della
  spesa informatica e il contenimento delle spese per l'IRCAC.
       L'insipienza  di   alcune  parti  di  questo  articolato   è
  assolutamente manifesta.
       Le disposizioni  in  materia  di  residui passivi e perenti,
  infatti, -  lo  sostenemmo  con una dura battaglia in Commissione
  Bilancio  -   non  sono  altro  che  un  evidente  appesantimento
  normativo,  quando   in  alcuni  casi,  le  norme  già  esistenti
  abilitano l'  eliminazione degli impegni quando non corrispondano
  ad obbligazioni.
       Già nel disegno di legge, in Commissione Bilancio, è apparsa
  la vacuità della norma sulla rinegoziazione dei mutui.  Quando ad
  una  manifesta incapacità della Regione  a  rinegoziare  con  gli
  istituti di credito i tassi per  convenzione applicata, con norma
  specifica, invece, si modifica il  contributo sugli interessi già
  concessi  ai mutuatari se questi  procedono  alla  rinegoziazione
  direttamente con gli istituti di credito interessati.
       La quarta  parte del disegno di legge  contiene alcune norme
  in materia di contabilità e  di  controllo,  rilevate interamente
  dal disegno di legge del precedente Governo Drago, concernente la
  riforma  delle  norme  di  contabilità   generale  della  Regione
  siciliana, ritenute più urgenti.
       Si  parla   di   introdurre   il   controllo   di   gestione
  sull'attività  regionale  al  fine  di  verificare  l'efficienza,
  l'efficacia  e  l'  economicità  dell'attività  amministrativa  e
  garantire la  realizzazione  degli  obiettivi  programmati  e  la
  corretta ed economica gestione delle risorse.
       Abbiamo anche individuato la ridefinizione delle competenze
  delle ragionerie centrali secondo la  vigente  normativa statale;
  la definizione in modo più puntuale  e  rigorosa  della normativa
  relativa  alla  copertura  finanziaria e  delle  leggi  di  spesa
  regionale.
       Le disposizioni,  infine,  in merito agli impegni di spesa a
  carico degli esercizi futuri che non possono essere assunti senza
  il preventivo assenso dell'Assessore regionale per il bilancio.
       L'eliminazione  dell'attuale  procedura  e  reiscrizione  in
  bilancio delle  spese  perente  in base alla previsione normativa
  contenuta nel  richiamato  disegno  di  legge  di  riforma  della
  contabilità di stato.
       Il ripristino,  infine,  per  i  dipendenti  regionali delle
  disposizioni di  cui  all'art. 9 della legge regionale in materia
  di revisori contabili.
       Appare del tutto evidente, onorevole Presidente, quanto poca
  sia  stata  la  capacità  di   elaborare   un  nuovo  articolato,
  soprattutto nel titolo quarto rispetto alla  semplice e forse più
  conducente riproposizione di parte del  disegno di legge, ripeto,
  allora proposto dal governo Drago, ma è  soprattutto dal punto di
  vista  quantitativo  che  questa   manovra  appare  assolutamente
  aleatoria   rispetto   poi   alle    propagandate    attese    di
  ridimensionamento  dell'indebitamento, stimando  l'incremento  di
  risorse e riduzione delle spese per un  ammontare  di circa mille
  miliardi.
       Ho esaminato, infatti, come altri  colleghi  in  commissione
  Bilancio, le schede tecniche trasmesse  alla commissione Bilancio
  da questo governo e tranne che non ci  siano  evidenti  errori di
  calcolo,  il saldo contabile delle  spese  è  certamente  lontano
  dalla  quantificazione avanzata  dall'onorevole  assessore.  Vado
  alle conclusioni.
       Allora,   onorevole   Presidente,   se   riconosco  capacità
  intellettuale  ad alcuni membri del suo governo, è legittimo però
  supporre  che alcuni colleghi suoi, onorevole Crisafulli, abbiano
  commesso   degli   evidenti  errori  nel  trasmettere  le  schede
  tecniche...

     CRISAFULLI, assessore alla presidenza. Sono ragazzacci.

     MISURACA. ...occorrerà  effettuare  delle  verifiche,  ma  gli
  errori a volte compiuti dai  colleghi  dell'onorevole  Crisafulli
  hanno  completamente  snaturato,  come ha  più  volte  richiamato
  l'onorevole Tricoli, la manovra dal  punto di vista quantitativo.
  Ciò  che è essenzialmente emerso,  comunque,  sul  piano  tecnico
  circa   l'inconsistenza  quali-quantitativa   della   manovra,  è
  speculare sul piano politico.
       Siamo oggi qui in Aula a consumare questo passaggio politico
  quando  alcuni  passaggi  politici  sono  stati già consumati per
  l'esame  del  disegno  di  legge sulla manovra finanziaria. E' un
  disegno  di  legge  che conferma  quanto  veniva  annunciato  con
  atteggiamenti assolutamente propagandistici e, invece, durante il
  percorso legislativo - lo ripeto, ma credo che  tutti  noi  se ne
  abbia assoluta memoria - trovava momenti di empasse e comunque un
  tortuoso  percorso.
       L'inconsistenza di questa maggioranza emergeva già nel corso
  delle audizioni nelle varie commissioni di merito dove il disegno
  di legge veniva, nella migliore  delle circostanze, completamente
  emendato  e  inoltre  non  preso  in  esame  da  una  maggioranza
  arrogante e pretestuosa.
       Altro momento di evidente difficoltà  veniva  consumato,  sì
  onorevole Forgione, nel corso delle audizioni - ripeto - dove una
  minoranza responsabile invece assicurava con  la  sua presenza il
  numero legale e dava tono a questo Parlamento, consentendo che si
  procedesse  alle  audizioni delle  organizzazioni  sindacali,  di
  categoria e di rappresentanti di tutti quegli interessi legittimi
  e diffusi segnati da alcune norme di questo disegno di legge.
       Credo   poi  che  sia  nota  ormai  a  tutti  la  difficoltà
  registrata   dalla   maggioranza  nel  momento  in  cui  dopo  la
  discussione  generale  si  è  passato  all'esame  degli articoli,
  momenti  di  vera  frizione  interna  nella  maggioranza  si sono
  registrati  durante  l'esame  di  alcuni  articoli del disegno di
  legge,  ma soprattutto diversa è stata la valutazione politica da
  parte di alcuni commissari della maggioranza su tanti emendamenti
  presentati   dalle   forze   del   Polo.
       Valuteremo allora con attenzione l'atteggiamento in Aula dei
  vari gruppi parlamentari e dei singoli deputati sulle valutazioni
  che  vorranno  esprimere  e  il  voto  che  vorranno  dare  sulla
  soppressione di alcuni enti, come previsto  dal disegno di legge,
  e sulla mancata soppressione di  altri, richiesta con emendamenti
  dal Polo, ma non accolti dal governo.
       Ma  il  segno  più  evidente   della  difficoltà  di  questa
  maggioranza è dato comunque dalla manifesta incapacità di esitare
  non altro che uno stralcio dell'originario disegno di legge, e lo
  dissi  allora, senza alcuna polemica,  durante  la  seduta  della
  discussione  generale  sul disegno di  legge  della  finanziaria:
  "Non  vorrei  proprio  - dicevo allora  -  che  fosse  consentito
  all'onorevole Piro ciò che allora non fu consentito all'onorevole
  Provenzano",  cito appunto il resoconto  stenografico  di  quella
  seduta  in  cui  l'onorevole   Piro,  rivolgendosi  all'onorevole
  Provenzano, disse: "noi non contestiamo il  diritto  di ognuno, e
  meno che mai del Governo, a riconoscerci un  disegno di legge, ci
  sembra però una mistificazione"- continuava  l'onorevole  Piro  -
  "nel senso che viene operata  una  falsificazione  della  realtà,
  dichiarare, come ha fatto il Presidente  della  Regione,  che  il
  disegno di legge esitato è quello del Governo  al  90%,  come  se
  nulla fosse, dunque, successo in Commissione.
       Attendiamo quindi, dopo il passaggio  che verrà consumato in
  Aula  del  disegno  di  legge   sull'esercizio   provvisorio,  la
  discussione, il passaggio all'esame degli articoli sul disegno di
  legge  della finanziaria.
       D'altronde  però  concludo  citando   il   Presidente  della
  Commissione,   onorevole  Di  Martino   che,  nel   corso   della
  discussione  generale  sull'esercizio   provvisorio   per  l'anno
  finanziario '98, disse:  "Signor  Presidente, onorevoli colleghi,
  non  c'è  dubbio  che  al  peggio  non   c'è   mai  fine.  Signor
  Presidente..." - citava lei onorevole Di  Martino  e questa volta
  la rinvio a voi in un gioco di  ping-pong  -  "Signor  Presidente
  ritengo  che  se Tomasi di Lampedusa  fosse  vissuto  adesso,  in
  quest'epoca,  nel  Gattopardo  non avrebbe  scritto  che  dopo  i
  gattopardi ci sono le belve, le iene e gli sciacalli, secondo me,
  avrebbe fatto una fotografia alla realtà,  avrebbe detto che dopo
  i gattopardi non possono arrivare pure  i somari, perché  avrebbe
  fotografato la situazione reale dell'anno 1999-2000".

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole Pellegrino. Ne
  ha facoltà.

     PELLEGRINO. Dopo il  mio  intervento  sono  tutti decaduti gli
  iscritti a parlare?

     PRESIDENTE. Avete convenuto  di  chiudere  la discussione alle
  ore 13.00 per passare poi all'esame degli articoli del disegno di
  legge.  Quindi intorno alle 13, 13,15, 13,20....

     VIRZI'.  Lei mi ha saltato di autorità.  Non  ho  rinunciato a
  intervenire.  Voglio cinque minuti dell'ultimo quarto d'ora.

     PRESIDENTE.  ... siete  cancellati  di  fatto  e  riprenderete
  l'intervento sull'articolato.  Onorevole  Pellegrino  la prego di
  lasciare anche spazio agli  altri  nel suo intervento, pur avendo
  lei la disponibilità di venti minuti.

     PELLEGRINO. Signor Presidente, sono  io  che  prego lei di una
  cosa invece.  Non sono abituato  ad  alimentare  turbolenze, però
  ieri sera ritengo     di aver capito  che  l'opposizione  oggi si
  preparava   a   rinunciare   ad    alcuni   interventi,   perché,
  diversamente,  non si capisce l'impegno  assunto  dal  Presidente
  dell'Assemblea e il richiamo che  il Presidente dell'Assemblea ha
  fatto, e certamente non poteva farlo alla maggioranza che non era
  iscritta a parlare.
       Allora  questa  mattina  lei  deve  decidere  se  rispettare
  quell'impegno, e quindi fare in modo  che  ognuno  faccia qualche
  sacrificio,  ma non lo può chiedere a  me,  perché  sono  l'unico
  iscritto a parlare, facevo parte di un elenco dove ho sentito che
  ero l'ultimo, per cui le chiedo, nel  rispetto  della  regole  di
  questa Assemblea...

     PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.

     PELLEGRINO. Allora dopo di  me non parla più nessuno? Dobbiamo
  essere chiari su questo.

     PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, se il  suo  intervento andrà
  oltre le ore 13.00, dopo di lei non parlerà  più nessuno.

     PELLEGRINO. Signor Presidente è una questione di principio. Mi
  avete  insegnato,  quando  ero  alla  maggioranza  e  quando  ero
  all'opposizione, che  le regole vanno  rispettate,  e  allora  le
  regole dicono che se non si è presenti in Aula  non  si ha più il
  diritto  di  parlare.  E'  capitato a me  altre  volte,  me  l'ha
  ricordato l'onorevole Cristaldi in questa legislatura.
       Le chiedo dunque, se tutti quelli che erano prima di me sono
  cancellati   perché    non   sono    presenti,   io   intervengo,
  diversamente, la prego, nel rispetto delle regole, di far parlare
  la maggioranza, gli iscritti e poi fa parlare me per ultimo, e mi
  impegno a parlare non per venti, ma anche per dieci minuti, ma le
  regole debbono essere rispettate, signor Presidente, perché  così
  non possiamo andare avanti  Così non  possiamo  andare avanti, né
  possono essere inventate questioni, quindi mi dica lei.

     PRESIDENTE.  Nella  logica  dell'accordo di  ieri,  chiedo  ai
  presenti  che  si  sono  iscritti  a   parlare   se  ritirano  la
  richiesta.
       Non la ritirano .  Onorevole Pellegrino,  secondo le regole,
  è iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho avuto modo
  di ascoltare ampiamente il dibattito in quest'Aula  e  non ho più
  capito  se l'oggetto è la legge in discussione  oppure  se c'è in
  discussione la fiducia o la sfiducia al Governo.
       Ritengo che la Presidenza dell'Assemblea, che si è succeduta
  dall'inizio di questa discussione sul  tema, abbia  consentito di
  andare  oltre  quello  che  era l'oggetto  per  il  quale  questa
  Assemblea  oggi  è  chiamata  a   discutere,  decidere  e  quindi
  legiferare.
       C'è  l'esercizio provvisorio,  c'è  un  articolo  unico  che
  chiede un mese ulteriore  fino  al  30  di  aprile dell'esercizio
  provvisorio e noi su questo abbiamo consentito all'Aula di potere
  divagare su tutto tranne  che  sull'oggetto specifico del tema in
  questione.
       E sul tema in questione voglio brevemente  dire  che  in tre
  anni,  i  due  anni  e  più che  ci  separano  dall'inizio  della
  legislatura ad oggi, sia il governo  Provenzano,  sia  il governo
  Drago, non hanno mai presentato un  bilancio, una finanziaria nei
  termini di legge, cioè entro il 31  di  dicembre. Hanno richiesto
  l'esercizio provvisorio fino ai quattro  mesi,  sia  col  governo
  Drago che col governo Provenzano, e nessuno  di  coloro  i  quali
  oggi,   prendendo  la  parola, esprime   una   concettualità   di
  opposizione tremenda al Governo era  abilitato,  in  virtù  delle
  cose  già  fatte  mentre  erano maggioranza,  mentre  si  era  in
  maggioranza, era abilitato a scandalizzarsi al  di  là  di  tanto
  nella  considerazione  che questo Governo  nasce  a  novembre,  a
  novembre è entrato e si insedia ai primi di  dicembre e cioè a 20
  giorni  dalla  naturale  scadenza  del  bilancio  stesso.  Io  ho
  sentito le accusa più forti e più atroci  da  parte  della destra
  nei confronti di questo Governo di centro-sinistra.
       E' stato invitato  Capodicasa  a  dimettersi  dopo  tre mesi
  appena di presenza e di  lavoro per non avere realizzato tutte le
  cose che il centro-destra in  due  anni  e  mezzo  non  ha saputo
  realizzare.  Quando  sento   gli  stessi  soggetti,  assessori  o
  presidenti  uscenti  dei  governi  precedenti  di  centro-destra,
  accusare questo governo,  quello  di  centro-sinistra, per la sua
  incapacità a risolvere i mali  della  Sicilia  nel  giro  dei  90
  giorni  che lo separano  dall'insediamento,  io  dico  che  si  è
  ingiusti, irriguardosi e certamente non si sta ufficializzando la
  realtà e la verità delle  cose  in  questa  Assemblea.
       Quando ho sentito accusare e dire  'Capodicasa sei bravo', i
  DS sono bravi, il PPI è bravo, Rinnovamento  Italiano è bravo, ma
  c'è una parte di questo Governo che non  è in grado di soddisfare
  le esigenze del governo, io dico:  ma con  chi avete governato se
  non con quella parte che oggi voi  dite  non  essere all'altezza?
  Cioè per due anni e mezzo l'UDR, sia che sia  stato  CDR e CDU, è
  stato nei governi di centro-destra col  governo Provenzano con il
  governo Drago.
       Se poi, alla fine, l'accusa  enorme  ed  unica  è  che  solo
  l'U.D.R. è la peste di  questo  Governo, è il passato della prima
  Repubblica, allora noi aggiungiamo a questo che il timore, forse,
  della presenza forte di  questa compagine in Sicilia vi preoccupa
  a tal punto da dovere demonizzare  una  forza politica, rimanendo
  accanto alla politica dei moderati, però  guardando  a quello che
  già fino ad ora si è verificato, la  dismissione degli Enti porta
  il  nome  di  Castiglione  dell'U.D.R.,   che   ha  iniziato  con
  Provenzano, Governo di centro-destra, però  né Provenzano, né  il
  Governo successivo sono riusciti a  portare  avanti  perché c'era
  una parte della destra che con quella legge non aveva nulla a che
  dividere.
       Se la "legge voto" è  arrivata io non credo che sia arrivata
  per  la  bella  presenza  del  Presidente  Provenzano,  al  quale
  continuo a dare la stima per  essere  un  professore  all'altezza
  della situazione, per essere un Presidente che ha preferito stare
  in  sella piuttosto che dimettersi nel  momento  in  cui  avrebbe
  dovuto dimettersi, non quando il centro-destra  lo ha costretto a
  dimettersi  dall'interno stesso della sua maggioranza.
       Se quella legge è arrivata in  Aula  ed  ha avuto il voto di
  questa Assemblea, io dico che,  ancora  una volta, è avvenuto con
  questo Governo e con l'U.D.R. in questo Governo e in Assemblea, e
  con i voti anche dell'U.D.R., sia in Commissione che nel Governo,
  io ritengo che sia troppo ridicola e  insulsa, priva di qualsiasi
  significato oggettivo e reale l'accusa all'U.D.R., agli assessori
  dell'U.D.R., alla rappresentanza dell'U.D.R.  in  quest'Aula,  di
  non  so quale mancanze, nel giro di 90  giorni,  che  trovano  un
  riscontro reale e pacifico, nei i due anni e mezzo dei Governi di
  centro-destra che non hanno fatto né  la  dismissione degli Enti,
  né la "legge voto", né nulla che  potesse,  oggi, essere additato
  come fiore all'occhiello di quei Governi.
       Ed io ho sentito un'analisi forte - e  vado  a  concludere -
  fatta dal collega Fabio Granata, ieri  sera,  il  cui  intervento
  ritengo  sia  stato il più conducente da  parte  della  destra  e
  del centro-destra,  il più ragionato, anche il più produttivo per
  essere attenzionato e per essere discusso,   però devo aggiungere
  che gli è mancata, pur condividendo larga parte delle cose dette,
  l'autocritica,  gli  è  mancato ricordare  all'Assemblea  che  il
  Governo Drago ha atteso 6 ore le  liti  all'interno  di  Alleanza
  nazionale  sui  tre assessori, gli è  mancato  di  ricordare  che
  c'erano due Presidenti dei gruppi parlamentari  da  parte  di una
  forza  politica  che  sosteneva i  Governi  di  centro-destra  di
  Alleanza  nazionale  e ha dimenticato,  a  mio  avviso,  un'altra
  questione, che ritengo essenziale per questa  Assemblea  e per la
  vita futura dell'Assemblea regionale  siciliana, se l'opposizione
  di sinistra al Governo di centro-destra è  stata in più occasioni
  forte e distruttiva e però nei limiti -  il  più delle volte, non
  sempre - della normale dialettica  assembleare,  oggi  quello che
  sta avvenendo da parte del Polo, vedovo del  potere  più  che  di
  progettualità che sono soltanto di parola.
       I progetti si realizzano e hanno avuto due  anni e mezzo per
  tentare  di  realizzarne  qualcuno, anche  quegli  Enti  inutili,
  onorevole La Grua, che in  Prima  Commissione avevamo individuato
  perché    venissero   annullati   e   che   nessun   Governo   di
  centro-destra, però, ci annullò e però devo dire che se il clima,
  che   è  atroce,  di  questa  Assemblea,   che   porta   ad   una
  contrapposizione  che è frontale e che  rimane  forte  anche  per
  l'avvenire,  voglio capire quale altro  Governo  che  sostituisca
  questo, che viene considerato debole  di  minoranza,  quale altro
  Governo   potrà  reggere  ormai   sulla   scia   dell'opposizione
  distruttiva  e  preconcetta che la  destra  ed  il  centro-destra
  stanno fornendo in quest'Aula nei confronti  di  questo Governo e
  di questa maggioranza.
       Quale può essere l'esempio per  l'avvenire  per qualsivoglia
  altro governo se si dovesse perpetuare, anche per l'avvenire, che
  l'opposizione si identifichi con il percorso e con la volontà dei
  5000   emendamenti   alla   finanziaria,  dei   400   emendamenti
  sull'esercizio provvisorio?
        E' più possibile, regolamento alla  mano,  consentire ad un
  nuovo governo, se dovesse nascere, di  potere  operare e lavorare
  nell'interesse della Sicilia, dei siciliani, di cui ci sporchiamo
  sempre la bocca, e potere attuare in  quest'Aula  con questo tipo
  di contrapposizione frontale e mortale per la  Sicilia, non per i
  governi, non per gli assessori,  quale  potrà  essere  l'avvenire
  sulla base di quello a cui stiamo assistendo in questo momento in
  quest'Aula?
       L'appello forte che faccio perchè, al di là dei regolamenti,
  ci  sia  la  consapevolezza  forte  di quello che potrà essere il
  domani  di  ulteriori  governi, ulteriori composizioni più o meno
  larghe,  quando  sento  parlare  già  di  larghe intese, non sono
  ribaltoni  questi,  è  invece  un  discorso normale questo che la
  destra  assieme  alla  sinistra  e assieme a Forza Italia possano
  comporre la configurazione del Governo del futuro. Questo sarebbe
  normale, sarebbe niente di eccezionale,  niente di tradimento nei
  confronti degli elettori.
       Non  è  più  opportuno  invece  riconsiderare  che i mali di
  questa  terra di Sicilia hanno bisogno di maggiore attenzione, di
  meno  parole, e di più fatti concreti per poter fare uscire fuori
  dalle  secche   dell'immobilismo  un  avvenire  che oggi è nero e
  sembra  assurdo  per  tutti.
       Non è sciocco sentirmi dire ancora:  l'EAS va privatizzato o
  no? Quando il Governo Provenzano con  un  atto amministrativo, il
  governo  di centro-destra, l'ha deciso con  la  delibera  n.  97.
  Quale altra considerazione devo fare nel momento in cui la stessa
  cosa la dice il governo di centro-sinistra, riportandola in legge
  con  la salvaguardia dell'occupazione, con  la  salvaguardia  del
  livello  occupazionale dei dipendenti dell'EAS  e  di  quelli  in
  quiescenza, con il recepimento della legge Galli?
       Oggi invece chi l'ha definito con  un atto amministrativo si
  oppone,  a  se  stesso innanzitutto vorrei dire;  e  poi  per  la
  contrapposizione   che  certamente  non  serve   quando   ci   si
  contrappone solo per contrapporci.
       C'e'  un momento di riflessione che ho già chiesto e che non
  vedo  verificarsi  in Aula. I 400 e i 5000 emendamenti reggeranno
  all'urto  dell'Aula,  avranno un loro forte accoglimento e quindi
  una  modifica  della finanziaria? E quindi, sarà gioco facile per
  la destra dire: accantonate la finanziaria, facciamo un bilancio?
  E' possibile? E' possibile di fronte a 3 mila miliardi e oltre di
  debito su cui dovremmo impiantare un nuovo bilancio se non c'è la
  finanziaria?
       E'  possibile  che ci stiamo curando davvero degli interessi
  della  Regione  siciliana,  della  sua  autonomia, del suo ruolo,
  parlando  ed  agendo in questo modo? E voi pensate che sia facile
  scaricare   solo  ed  esclusivamente  con  una  battuta  farsesca
  sull'U.D.R.    le    contraddizioni?   Sull'U.D.R.   e   i   suoi
  rappresentanti  in Aula l'incapacità del Governo di andare avanti
  e  di  potere  legiferare?  O  non  è  invece  piuttosto vero che
  l'U.D.R.  con  la  posizione  coraggiosa che ha assunto, perdendo
  qualche  penna  per  questa  posizione  coraggiosa,  sia  il solo
  ostacolo  forte a che Forza Italia, Alleanza Nazionale, il C.C.D.
  e qualche transfuga che si converte sulla strada di Damasco, oggi
  a  sinistra  e  poi  a  destra, pur  di  non  perdere  la propria
  presidenza  e  il  proprio  ruolo,  possa  invece  essere  questo
  l'elemento vero e forte, perchè bisogna attaccare l'UDR.
       Ci staremo nei progetti  e  ci  staremo fin tanto che questo
  Governo potrà  rappresentare  una  inversione  forte  di tendenza
  rispetto  al  passato.   Ci  staremo  e  vogliamo  collaborare  e
  vogliamo  essere  presenti   e   portatori   di   idealità  e  di
  progettualità concreta e seria, facendo diventare le parole leggi
  e lasciando le parole  e  andando  verso  i fatti,  fin tanto che
  questa  Aula  sarà  in  grado,  al  di  là  dei  numeri,  fornire
  prospettive reali.
       Ed  ecco perchè  diciamo,  e  io  dico  fortemente,  che  se
  Capodicasa e questo  Governo  non  dovessero  portare  avanti una
  finanziaria, questa  finanziaria,  questo  Governo, per quanto mi
  riguarda, non esiste più, perchè non avrebbe più motivi di potere
  incidere e dare quell'inversione di tendenza reale e forte di cui
  il Paese ha bisogno.
       Questa finanziaria, più che il bilancio, deve essere fatta.
  Se il bilancio non  si  dovesse  fare e si dovesse ricorrere alla
  chiusura di questa Assemblea, ben venga, perchè credo che ad oggi
  non ci siano gli estremi perchè questa Assemblea possa continuare
  a vivere come ha vissuto nel passato e, cioè, di contrapposizioni
  di pregiudizialismi e non  di realtà concrete e forti al servizio
  della Sicilia.
       Ed è con questa  considerazione che io ritengo di dover fare
  appello anche alla  maggioranza  perchè  sia presente in Aula, al
  Governo perchè sia  presente  in  Aula,  perchè  ci  possa essere
  un'osmosi più diretta  tra  il  potere legislativo ed esecutivo e
  quello che è il potere legislativo dell'Assemblea.
       Altrimenti, presidente  Capodicasa,  tu deluderesti non solo
  me - può non  significare  nulla  questo  -   ma  non puoi essere
  successore di Provenzano  e Drago con la stessa loro impostazione
  di fronte ai problemi della Sicilia:  Purchè resto Presidente, io
  non faccio niente purchè lo faccia io. Io credo che tu questo non
  voglia nè dirlo nè farlo.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
  facoltà.

     AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che,
  per restare nei tempi e perchè venga onorato l'impegno assunto in
  Conferenza dei  Capigruppo,  non  serva  indugiare  in  polemiche
  inutili.
       Certo è che i problemi  che ha questa Aula sono legati ad un
  deficit di legittimazione  dell'esecutivo e del suo Presidente, e
  a  poco  vale  il  tentativo  apprezzabile  dell'on.  Cintola  di
  spiegarci che l'UDR  è l'architrave di questa maggioranza, perchè
  noi sappiamo perfettamente che senza l'UDR questa maggioranza non
  ci  sarebbe. Quindi, sappiamo che l'obiettivo l'onorevole Cintola
  l'ha colpito  ed  i  siciliani  debbono  sapere  che,  se  c'è un
  presidente della Regione che si chiama Capodicasa, questo si deve
  agli amici dell'ex CDU, oggi UDR.
       Quindi, onorevole  Cintola,  io  l'apprezzo molto per questa
  scelta che ha  fatto  di  chiarezza,  ma  i  siciliani  l'avevano
  capito. Senza questo  ribaltone e senza questo atteggiamento - mi
  perdoni l'amico Cintola  -,  che  qualcuno  potrebbe  definire di
  "trasformismo", non so come si possa definire il comportamento di
  chi cambia  schieramento,  ma  forse  è  eccessivo dire che hanno
  cambiato  schieramento,   per  logica  sembra  di  capire  che  i
  parlamentari   oggi   dell'UDR   l'altro  giorno  sostenevano  il
  centro-destra   e   oggi   sostengono   il  centro-sinistra,  che
  Capodicasa deve  tutto  a  loro, come del resto anche l'onorevole
  D'Alema deve  tutto  a Mastella. C'è una omogeneità di condizione
  tra il  livello  regionale  e  il livello nazionale. Due blitz di
  Palazzo,  tradimenti  degli  elettori, parlamentari eletti in uno
  schieramento che hanno, non so con quale coerenza ..

     PRESIDENTE.   Onorevole   Aulicino  è  vero  che  parliamo  di
  esercizio, con l'aggettivo, provvisorio, del tutto provvisorio in
  questo sistema dei partiti, ma vada all'esercizio.

     PRESIDENTE.  Signor Presidente, è veramente da ammirare perché
  mi   sta  richiamando  all'ordine.  Io  ho  ascoltato  tutti  gli
  interventi ....

     PRESIDENTE. Un consiglio affettuoso, mai all'ordine.

     AULICINO. ...e mi sono sembrati tutti fuori tema, però io sono
  assolutamente disponibile  ad  accettare  questa sua precisazione
  perché  sono  un   tollerante  e  capisco  perfettamente,  ed  ho
  consapevolezza di fare un intervento fuori tema.
       D'altra parte  noi  ieri  seri  abbiamo  chiarito, onorevole
  Capodicasa, che  questo  "ostruzionismo", che però abbiamo deciso
  di   contenere   per   consentire  l'approvazione  dell'esercizio
  provvisorio  entro domani, è  causato  da  un  Governo  e  da  un
  Presidente della Regione al quale non riconosciamo legittimazione
  popolare.
       La verità è, e chiudo, che davvero bisogna chiarirsi le idee
  ed eventualmente  le  condizioni  poste  dall'onorevole Cintola e
  dall'UDR    all'onorevole    Capodicasa   potremmo   porle   noi.
  Eventualmente sarebbe  doveroso  andare  ad  elezioni  anticipate
  perché bisogna restituire  ai  cittadini  la  piena  titolarità a
  scegliere i governi, e  a  me  non  risulta  che  parlamentare di
  questa   Assemblea,   che   oggi   sostengono   il   Governo   di
  centro-sinistra siano  stati  votati dagli elettori per sostenere
  un Governo di centro-sinistra.
       Le difficoltà  sul bilancio, le difficoltà sulla finanziaria
  sono legate a  questa inadeguata immagine politica del Presidente
  Capodicasa. Un Presidente  senza  maggioranza  con  uno,  o  due,
  parlamentari in tutto che  se  gli  va bene oggi o domani, quando
  sarà posta la fiducia,  potranno ancora tenerlo in sella, ma sarà
  a tutti chiaro  che  questo  è un governicchio senza maggioranza,
  frutto di un  ribaltone,  frutto  di  tradimenti,  quindi,  molto
  precario sul piano dell'immagine.
       I siciliani lo  hanno  capito.
       Stamattina  ho  ricevuto  una  telefonata  da  un  amico  di
  Messina, un parlamentare, che mi diceva ...

     PRESIDENTE. Un parlamentare del CCD di Messina?

     AULICINO. No, io non  ho  detto  né lo schieramento, né altro.
  Non so a che cosa  si  riferisse.  Credo  di avere capito che era
  molto disgustato del fatto che, avendo votato per un parlamentare
  che  gli aveva  spiegato  che  bisognava  creare  una  alternanza
  democratica   tra    due    blocchi   e   sostenere   il   blocco
  liberaldemocratico e cattolico, si è ritrovato con un deputato da
  lui eletto che  nei  fatti,  nei comportamenti, ha scelto l'altro
  schieramento.
       Onorevole Presidente Capodicasa per evitare di perdere tempo
  su  questa non  inutile  polemica,  perché  quando  si  parla  di
  rapporto tra eletti ed elettori non è mai eccessivo parlare della
  moralità delle  scelte,  della coerenza dei comportamenti, perché
  la democrazia vive  di  coerenza.
       Nessuno  si infastidisca  del  fatto  che  qualcuno  di  noi
  continua a parlare del corretto rapporto che deve instaurarsi tra
  chi governa e i  cittadini.
       E' immorale quello  che  è  successo  in  Italia, è immorale
  quello che è  successo  in  Sicilia,  e l'atteggiamento di grande
  serenità dell'Assessore  Crisafulli  e del Presidente Capodicasa,
  giusto perché  sono presenti  loro,  denuncia o un rapporto con i
  principi della democrazia  molto  leggero  e  superficiale che va
  censurato,  perché   con   grande   leggerezza   si   sottovaluta
  l'importanza della delega democratica e l'importanza delle regole
  in  democrazia perché  non  è  consentito,  in  modo  corretto  a
  nessuno, prendere il potere  con  blitz.
       Avete fatto  un  blitz, vi ritrovate con una opposizione che
  vuole creare  problemi non a questa finanziaria, a parte il fatto
  che  se  questa  finanziaria avesse uno spessore strategico forse
  l'opposizione  avrebbe riflettuto sull'opportunità di chiedere al
  Governo le  dimissioni per favorire un Governo diverso, noi siamo
  di fronte  ad  un Governo delegittimato sul piano democratico e a
  un Governo  che non è nella condizione di prospettarci un disegno
  di   politica  economica  e  finanziaria  adeguato  all'emergenza
  siciliana.
       Il  giudizio  sulla  'Finanziaria'  è  anche  di merito, una
  'Finanziaria' che non scioglie nessun nodo, che non risolve alcun
  problema,  che  non  crea nessuna risposta alla domanda di lavoro
  che viene dai disoccupati siciliani, quindi un Governo inadeguato
  anche  sul piano progettuale, un Governo inadeguato sul piano del
  profilo progettuale oltre che delle immagini, quindi siamo ad una
  miscela  esplosiva  di  delegittimazione,  un Governo che farebbe
  bene   a  dimettersi,  per  questo  motivo  domani  l'opposizione
  immagino  faremo  la  riflessione  sull'opportunità  di approvare
  questo disegno di legge sull'esercizio provvisorio.
       Abbiamo  preso degli impegni per oggi, siamo orientati a non
  creare  problemi  noi alla Sicilia, però un appello al Presidente
  Capodicasa.
       Ma  Lei  Presidente,  si  rende  conto  di quanto danno alla
  Sicilia questo Governo rischia di produrre mantenendosi in carica
  nonostante  la precarietà della sponda parlamentare alla quale fa
  riferimento?
       Si  rende  conto,  Presidente Capodicasa, quanto il percorso
  legislativo  sia  condizionato negativamente dalla precarietà dei
  numeri?
       Si  rende  conto  che  l'emergenza che vivono i Siciliani in
  questo   momento  meriterebbe  un  Governo  più  autorevole,  più
  spondato,  dal punto di vista della maggioranza parlamentare, per
  fare  alcune  cose  essenziali,  come  la  riforma elettorale, la
  riforma  burocratica,  la  riforma  delle  regole e restituire ai
  Siciliani  il diritto dovere di scegliersi un Governo che governi
  cinque  anni  con regole nuove e con una struttura burocratica in
  grado  di  pompare  i  servizi  all'economia  ed ai cittadini per
  evitare appunto che il fare impresa in questa terra difficile sia
  un'impresa?
       Ecco,   su   questi  quesiti  io  spero  che  il  Presidente
  Capodicasa  con  la  sua  serenità olimpica, spero inconsapevole,
  rifletta  seriamente perchè un'eventuale permanenza alla guida di
  questo Governo, con questa si fa per dire maggioranza o minoranza
  strutturale,   perchè   è  una  minoranza  a  parte  il  sostegno
  eventualmente  che  potrebbe  venire  da  Rifondazione comunista,
  qualora,  ma  il Congresso di Rifondazione ha lanciato un segnale
  chiarissimo,  io se fossi nei panni del Presidente Capodicasa non
  mi  illuderei tanto del soccorso di Rifondazione comunista, li so
  molto recenti dal Congresso di Rifondazione comunista è venuto un
  segnale  chiarissimo  di  opposizione  ferma  nei  confronti  del
  Governo D'Alema e di tutte quelle giunte in cui ci sia l'UDR.
       Allora,  immaginando un'opposizione coerente di Rifondazione
  comunista,  caro onorevole Capodicasa, Lei è purtroppo per noi, i
  Siciliani,  ma  Lei  non  ha  una  vita facile e questo purtroppo
  dispiace,  non  soltanto  al  mio  partito ed all'opposizione, ma
  dispiace  per  le conseguenze gravissime che questa sua scelta di
  continuare  a detenere il potere illegittimamente può determinare
  nella Sicilia e nella nostra Isola.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
  facoltà.

     VIRZI'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, credo che a
  nessuno  sia sfuggito che è stato un po' atipico questo dibattito
  molto  allargato  sull'esercizio  provvisorio,  anche  perchè non
  occorre  nascondersi  dietro  un  dito  e  riconoscere che questo
  esercizio  provvisorio  è  un  preludio  alla 'Finanziaria' che è
  stata annunciata, ancorché poco dibattuta nelle sedi competenti e
  che   siamo  in  attesa  di  un  bilancio  che  dovrebbe  segnare
  l'inversione  di  tendenza  capace di identificare ex novo questa
  maggioranza.
       Però  io  vorrei  dire  che  alla fine di tutto quello che è
  accaduto  in quest'Aula, credo che nessuno possa mettere in campo
  giudizi  di  natura  moralistica  per  dire  che  il centrodestra
  ostruzionisticamente  ha  allargato il tiro, dato che credo anche
  nell'ultimo  dei  consigli  comunali  d'Italia  e  di Sicilia sia
  chiaro   a   tutti   come   i   passaggi  finanziari,  a  partire
  dall'esercizio  provvisorio,  siano atti politici.
       Non  ho  bisogno  di  ricordare  le citazioni dell'onorevole
  Provenzano a  proposito  delle tesi che in questa stessa data, ma
  ad anno  diverso, venivano rese da uomini del centro sinistra che
  ora siedono  nei  banchi  del  Governo, per dire che c'è un grave
  ritardo.
       Allora, il   ritardo   con   cui   arriviamo   all'esercizio
  provvisorio,  alla  spesa  per  dodicesimi,  è il risultato di un
  disastro  politico  che  nasce dal vostro contenzioso interno per
  definire  la  ruota  di  pavone  degli assessorati e, persino, un
  passaggio  elementare nella vita e nell'attività di un Parlamento
  come  la costituzione del Consiglio di Presidenza e le presidenze
  delle commissioni.
       Ben  due  mesi avete politicamente litigato per queste cose
       Anche per questo arriviamo al quarto esercizio provvisorio e
  guardiamo con apprensione alla data del 30 aprile
       C'è  un  retroterra  politico  di  pezze  diverse, di colori
  diversi,  messi  assieme  frettolosamente  pur  di  fare  credere
  all'uditorio che in vetrina ci fosse un vestito sartoriale.
       Credo  che  questo dibattito sarebbe stato infinitamente più
  sereno,  più civile, più consono alle tradizioni di quest'Aula se
  da  parte  del  Governo  ci  fosse  stata meno arroganza.
       So   che  l'onorevole  Capodicasa,  ad  esempio,  da  leader
  dell'opposizione  non  si  distraeva  mai,  da  presidente  della
  Regione  si  autoriconosce il diritto di volare più alto e di non
  ascoltare  le  mille  cose  di  cui magari novecento già note, ma
  cento   delle  quali  potevano  costituire  un  suggerimento,  un
  correttivo,  un momento di civiltà e di confronto con le cose che
  venivano  suggerite  dai parlamentari, credo non tutti scemi, non
  tutti incolti, del centro destra.
       Credo  che  nemmeno  il Governo Campione, di cui l'onorevole
  Parisi  era  vicepresidente,  con 75 deputati di maggioranza, non
  manifestasse  tanti  muscoli  e tanta superbia e tanto distacco e
  tanti  giudizi  che  tagliano  carne  e  ossa nei confronti della
  strumentalità  o  dello  "schiocchezzario"  messo  in campo dalla
  opposizione;  una  polemica  politica  che,  fatta  nelle piazze,
  lascia  il  tempo  che trova, ma che, fatta in questo Parlamento,
  suona a offesa, a "vulnus" alle istituzioni.
       Allora, voglio dire che anche su ciò che ha preceduto questo
  nostro  momento  finale,  credo  che  il Governo abbia largamente
  contribuito  a  costruire  uno  stato  d'animo.  Sostanzialmente,
  checché  ne  dica  l'onorevole  Cintola,  che da oggi credo possa
  presentare  domanda  di  iscrizione  ad  honorem  all'albo  degli
  avvocati difensori, credo che sia oggettivo, senza calcare troppo
  la  mano,  dire  che questo Governo per debolezza intrinseca, per
  virulenza  dell'opposizione abbia prodotto poco, ma quel poco che
  ha  prodotto  ha  cercato di farlo con la furbizia, ha cercato di
  sottrarsi  al  confronto  serrato  in  Commissione.  Chi fugge da
  cento  emendamenti  nelle  commissioni  certamente  se  ne  trova
  cinquemila   in  Aula.  E  potete  pensare  di  scappare  così  a
  confronto con l'opinione  pubblica  siciliana?  O volete giocare,
  peggio, a farci  apparire  inconcludenti, visionari? O pensate di
  potervi difendere con la  stampa amica che tanto sapientemente vi
  coltivate con i  vostri  potentissimi strumenti istituzionali che
  puzzano di muffa e di  1800?  Volete fare la polemica politica in
  Sicilia prima delle  elezioni  europee,  mettendo  in  campo  che
  possiamo essere sciolti?
       Onorevole   Presidente   Capodicasa,  onorevoli  colleghi  è
  mortificante  per  tutti  noi  che dei colleghi parlino di questo
  Parlamento   come   di  un  consiglio  comunale  che  può  essere
  commissariato    Stiamo   attenti   a  mettere  in  campo  questa
  propaganda   perchè  ne  veniamo  fuori  tutti  diminuiti,  tutti
  indistintamente  Non possiamo essere sciolti perchè una volta non
  approviamo  il  bilancio   Su queste cose le carte costituzionali
  parlano chiaro  Parlano di gravi e ripetute violazioni statutarie
  per il salto di un  bilancio  Non sarà certo il governo D'Alema a
  sciogliere questo Parlamento
       Diceva  una  volta il nostro senatore Tedeschi "forse potete
  sciogliere a malapena i lacci delle vostre scarpe, figuriamoci il
  Parlamento   siciliano   e,   se  lo  fate,  ve  ne  assumete  la
  responsabilità  a  livello nazionale, regionale ed immediatamente
  europeo".
       Perchè  ho  parlato  di  arroganza?  Perchè mentre producete
  chiacchiere  e  silenzio in questo Parlamento, contemporaneamente
  operate e non ci dite nulla.
       Ad esempio,  vorrei  sapere  se  è  vero  o no che da questo
  Governo  arrivano pressanti inviti ai super-advisors a coloro che
  dovevano pilotare ed indirizzare la dismissione degli enti perchè
  rappresentino le loro dimissioni e non dismissioni.
       Li   avete   nominati   voi,   li  ha  nominati  l'Assessore
  Castiglione e li invita alle dimissioni. Vorrei sapere se è vero,
  e vorrei sapere per quale motivo all'improvviso è venuta meno una
  fiducia  universalistica  riposta in questi 'quattro sapientini'?
  O è,  per  caso  , emerso un quinto erede di verità che la voleva
  imporre a  tutti  gli  altri che non l'accettavano e, siccome, il
  quinto  rappresenta  la  voce  del  Governo,  e  vorrei sapere se
  rappresenta la  voce  e  gli  interessi  di tutto il Governo, gli
  altri  super-advisors  sarebbero  stati  invitati informalmente e
  ufficiosamente alle dimissioni.
       Queste cose sono all'attenzione di questa Aula, così come sa
  di furbizia  e  non di serenità e di forza composta il trucchetto
  della fuga in Commissione di fronte al nominativo del commissario
  liquidatore unico.
       Avete imposto la procedura d'urgenza.
       La  Prima  Commissione,  d'accordo con il Presidente Ortisi,
  vuole  fare  l'audizione,  perchè  credo che sia legittimo che il
  Parlamento  siciliano  venga  informato,  sia  la  passo sul come
  procede  la  nostra  politica  di  dismissione del nostro vecchio
  apparato industriale.
       Fra  pochi  giorni  scade tutto. Siamo in piena finanziaria,
  in pieno  bilancio,  i  quindici giorni scadranno e un altro atto
  qualificante  di  questo  Governo sarà stato quello di eludere il
  giudizio  di  merito  del parlamento a distanza ravvicinata su un
  argomento assolutamente qualificante.
       Ancora,   la   vicenda   dell'EAS,   molto   brevemente,   è
  inconcepibile  che  ci  diciate  di  discutere con serenità di un
  passaggio pressoché obbligatorio e formale come l'approvazione di
  un   bilancio   di   dodicesimi  accompagnandolo  alla  ridicola,
  vergognosa,  da  dopoguerra  sul fatto che rischiamo di mettere a
  rischio gli stipendi dei dipendenti, nel momento in cui con pezzi
  di  finanziaria  cercate  di  privilegiare  gruppi  specifici  di
  dipendenti,  saccheggiando contestualmente il Fondo di quiescenza
  dei pensionati regionali.
       Volete  gettare  nel dimenticatoio d'emblée e senza dirci le
  procedure, tutta  una  serie  di  organismi  che  hanno avuto una
  funzione preziosa nella vita della Sicilia, a partire dall'ISMIG,
  all'EAS.
       Volete privatizzare tutto, ma una valutazione ragionevole va
  fatta: ciò  che  è stato istituito con legge da questo Parlamento
  non  può  essere  dismesso  e  privatizzato  con  atto  meramente
  amministrativo, con la tecnica del silenzio-assenso.
       Per  sciogliere l'EAS ci vuole una specifica legge di questa
  Regione  che  individui i percorsi, gli interlocutori, che faccia
  l'identikit  dei  privati, che dica qualcosa di onesto, di chiaro
  di accettabile sul destino dei dipendenti.
       Io  mi cruccio di tutto questo, onorevole Presidente, perchè
  penso  alle  polemiche  del  passato  e come malamente sono stati
  individualmente  aggrediti  gli  Assessori  ed  i  Presidenti del
  centro-destra  mentre  lei  se  le  scapola  tutte  con   la  sua
  simpatica aria  da  dittatore iracheno a metà strada tra Saddam e
  un Ocalan nostrano.
       Lei in questo momento sembra defilato da tutto perchè questo
  Governo si qualifica davvero per pochi atti amministrativi perchè
  c'è una grande cappa di silenzio e siamo tutti ridotti - il primo
  io -  a  fare  polemica  e  soltanto  polemica sulle piccole cose
  perchè di  legge  organiche, che non siano a macchia di leopardo,
  che non  siano  il  frutto di una sommatoria di richieste diverse
  provenienti  fa fazioni partitiche o interpartitiche diverse, non
  c'è dato discutere.
       Una cosa seria ce la dobbiamo dire.
       Il  18  aprile  pezzi  importanti  della  società  siciliana
  collocati  diversamente,  faranno  insieme  una  grande  campagna
  politica  per  il rinnovamento istituzionale e costituzionale del
  nostro Paese,  la cosa incredibile è che quelle medesime forze in
  quest'Aula sono  divise  da  fatti  contingenti  e non riescono a
  ritrovare   una  ragion  comune  per  costruire  un  percorso  di
  rinnovamento di fronte ad una società che invece annega di fronte
  alle piccole  cose  e viene governate con piccole, grandi e medie
  deficienze   di   cui   è   terribile   parlare:  i  rifiuti,  il
  commissariamento  da  parte  dello  Stato, gli scioglimenti degli
  enti  che  producono  soltanto  zoppiccamenti  e  cause perdute e
  pignoramenti e  i  fondi  europei  che  si  perdono ed è soltanto
  polemica. Allora,  il  problema vero, io non intendo lanciarmi in
  filippiche sulla debolezza di questo Governo, lo conteremo da qui
  al breve  termine,  però  io  credo  che  la  parte  più avveduta
  dell'attuale  formazione  di  maggioranza si renda conto che così
  con i  trucchetti,  con  gli  escamotage d'Aula, con i trucchetti
  regolamentari che ci mortificano tutti per chi li fa e per chi li
  subisce non  si  va lungamente avanti, non si legifera con quella
  velocità  che  richiederebbe  l'emergenza siciliana. E allora nel
  nome di quello  spirito che il 18 aprile ci vedrà tanti, uniti su
  questa  impostazione  referendaria  che  pone  fine all'era della
  frammentazione  politica,  io  credo  che  sia  possibile,  senza
  preannunziare  formule, dire "primum  Sicilia", in primo luogo la
  Sicilia   e   le   grandi   forze   popolari   che  rappresentano
  politicamente i tre quarti di questa Aula, non soltanto è logico,
  ma  è  necessario, indispensabile come l'aria che respiriamo, che
  si incontrino  e  disegnino  un  percorso  diverso  da quello che
  ciascuno di  noi  aveva  in  mente  quando  ha  cominciato questo
  percorso.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne
  ha facoltà.

     PELLEGRINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  io
  intervengo  per   tentare  di  dare  un  contributo  ai  problemi
  presenti. Vi chiedo scusa  se leggo, ma è la seconda volta che lo
  faccio, la prima è  stata a cavallo degli anni '74 e l'inizio del
  1975 e si  parlava  allora  di come si salvavano le legislature e
  fare in modo  che  si potesse governare. La seconda volta avviene
  oggi, anche per  una  ragione, che  a  64  anni  qualche  cosa si
  dimentica e non  vorrei dimenticare niente questa mattina. C'è un
  contributo ai  problemi  presenti  e  non  dichiarati  in  questo
  esasperante    dibattito    sul    prolungamento   dell'esercizio
  provvisorio e provare a indicare a dare qualche indicazione.
       E'  la  prima  volta  che  un  dibattito  sul  prolungamento
  dell'esercizio provvisorio  acquista  questi  toni  e  ha  questa
  tenuta di tempo  e  anche  di  impegno  e  prima  di  mettere  in
  agitazione il mio  amico, onorevole Strano - che era qui presente
  -, amico vero se rimane quello che io ho imparato ad apprezzare e
  a rispettare nella passata legislatura quando ci siamo incontrati
  e conosciuti, se invece invecchiando si fosse un po' guastato, io
  che sono  abituato  anche  nell'amicizia ad essere rispettoso dei
  sentimenti e dei  valori  che  ci  attribuisco, sarei obbligato a
  riconsiderare il mio impegno e il mio rispetto.
       Voglio   tranquillizzarlo   dunque   che   non   proverò   a
  pontificare, è una  cosa  che  non  mi  appartiene,  è un modo di
  essere che non mi appartiene, ma il mio ragionamento nasce da una
  scelta di campo  immodificabile ed è quella del centro-sinistra e
  della sua coalizione.  Nel  centro-sinistra  e  nella  coalizione
  Rinnovamento italiano è considerato una specie da tenere presente
  all'occasione e da guardarsi con scarso rispetto. Non mi dolgo di
  questa verità, ma non  modifico  la  mia linea; rivendico solo il
  diritto  di  consegnare   al  centro-sinistra  il  valore  ed  il
  significato  che  gli   attribuisco.  Su  alcune  questioni,  per
  esempio, Stato di  diritto,  libertà  dei  cittadini, garantismo,
  eccetera, penso che  il  centro-sinistra  debba essere sempre più
  centro,  mentre  su   altre  questioni,  ambiente,  territorio  e
  sviluppo, autonomia,  federalismo, solidarietà, penso che bisogna
  essere più sinistra.
       Essendo  stato educato, o meglio, essendo cresciuto nel mito
  della libertà  di  scelta,  nel rispetto della democrazia e delle
  sue   regole,   sosterrò   che   la  mia  appartenenza  convinta,
  determinata a  questo  Governo  non  mi  vieta di cogliere i dati
  obiettivi della  questione.  Per  esempio,  se è giusto che nella
  Finanziaria  non  può  essere  calata, onorevole Presidente della
  Regione, la  vicenda - che una grande emergenza - della sanatoria
  dell'abusivismo, è  altrettanto vero che non può essere sanata la
  questione degli usi civici o dei censi nel modo in cui è proposto
  e portato  avanti  dalla  Finanziaria.  I  censi  sono una storia
  antica del  nostro  Paese, è giusto?  E non riguardano soltanto i
  terreni agro-pastorali, perché, se fosse così, sarei un stupido a
  parlarne,   ma   i   censi  riguardano  vaste  aree  delle  città
  metropolitane,  dei  grandi  paesi, delle città in generale, dove
  sono nati  palazzi,  ville,  valorizzazioni  di  un certo tipo. E
  allora, se  questa  è  la realtà, può darsi che siamo interessati
  alla  Finanziaria,  perché  potrebbero  portare,  per esempio, un
  determinato recupero  di  entrate, che ci servono;  se invece non
  dovesse essere  questo il significato, ritengo che gli usi civici
  sono  improponibili  nella  Finanziaria,  come è improponibile la
  questione   dell'abusivismo.
       E allora  il problema è, signor Presidente della Regione, di
  prendere  atto  di  una verità: questa finanziaria, a prescindere
  dai buoni propositi e dalle buone cose che contiene, è nata male,
  è  stata   portata   avanti  male  e  può  finire  peggio  se  ci
  avventurassimo  in  questo confronto esasperato fra opposizione e
  maggioranza.   Perché   è  vero,  signori  dell'opposizione,  che
  questa maggioranza  è esigua come voi dite, però è anche vero che
  non c'è  una  maggioranza  alternativa  e che le opposizioni sono
  eccessivamente  variegate.  E allora, insistere su questa strada,
  secondo me,  è  un  ago  ormai  spuntato  del  quale bisognerebbe
  prendere atto.  E  tuttavia, di fronte ad una questione così come
  viene posta,  penso  che  il Governo deve predisporsi a pensare -
  come voi lo chiamate - ad un maxi-emendamento, non voglio entrare
  nella  natura  tecnica del provvedimento, ma, non potendo restare
  qui  impelagati,   non  so  per  quanto  tempo,  a  discutere  di
  emendamenti  e di ostruzionismo di vario tipo, abbiamo l'obbligo,
  negli  interessi  superiori della Sicilia, di dare una soluzione,
  di fare  una  proposta.
       A  me  il  maxi-emendamento,  che  conserva  tutto  quanto è
  necessario   per   approvare   il   bilancio  e  tutto  quanto  è
  irrinunciabile per andare avanti, e fra le cose irrinunciabili ci
  metto   anche  le  privatizzazioni  dell'EAS  e  anche  dell'AST,
  presentando  però  qui  una esigenza:  privatizzare e trasformare
  significa anche  avere  un  minimo di prudenza, perché  in queste
  aziende ci  sono  migliaia di lavoratori e consegnarli al mercato
  in   modo   così   confuso  e  disordinato  potrebbe  significare
  consentire  una  speculazione  attorno a questa trasformazione di
  aziende,  che  pur  servono  alla  nostra  Regione.  Quindi ferma
  restando   l'esigenza  di  andare  verso  le  privatizzazioni, io
  rivendico   l'opportunità  di  predisporre  un  progetto  che  li
  accompagni per  consegnarli al mercato in modo che possano essere
  appetibili   e  quindi  governabili,  perché  gli  interessi  dei
  lavoratori  vanno  salvaguardati. E su questo, signor Presidente,
  porre la  fiducia,  stabilendo  fin  da  ora  una  principio, che
  riguarda la  maggioranza  e  l'opposizione.  Se lei la fiducia la
  ottiene, allora  lei è abilitato da quel modo stesso a continuare
  a governare  e  l'opposizione  è obbligata a prendere atto che in
  questo confronto  esasperato  i risultati sono stati questi ed io
  mi  auguro  che  responsabilmente non voglia riproporsi il giorno
  dopo nei  modi  e  nei termini come continua a riproporsi. E' una
  cosa che  non  si  può  più  fare  Se abbiamo una maggioranza nei
  governi e rimane,  esigua o non esigua, bene, ma se non ce l'ha è
  giusto che  il Governo se ne vada.  Ma non possiamo andare avanti
  sul piano  del  metodo passando dal mercato, come acquisire nuovi
  elementi ad  una  situazione  di  questo  tipo che non si capisce
  quello che  è.  Una  cosa alla fine è certa:  la delegittimazione
  di  questa  Istituzione  e  di  quello che l'onorevole Cristaldi,
  giustamente,  chiama  Parlamento,  che anche nei tempi di massima
  caduta ha  avuto  momenti  di  responsabilità  ed  ha  una storia
  diversa da quella che noi ci stiamo consegnando in questi giorni;
  e qui  la  quantificazione  non  c'entra,  qui  basta  leggere  i
  riscontri della  vita di questa Assemblea. Deve essere chiaro, se
  andiamo avanti  di  questo  passo,  che  il risultato non sarà un
  Governo di questo tipo o di altro tipo, ma la delegittimazione di
  fatto del  ruolo di questa Assemblea e anche del rapporto tra gli
  uomini, perché, quando qui si assumono posizioni ed atteggiamenti
  diversi, allora  è  chiaro  che  si  innestano meccanismi che poi
  diventano difficilmente controllabili.
       Allora io  qui  mi pongo un problema: è possibile che mentre
  Prodi arriva  in  Europa e ci apprestiamo a votare un referendum,
  il 18 aprile, che, comunque vada, ci consegnerà il giorno dopo un
  ulteriore passo verso il sistema bipolare e nel sistema bipolare,
  ci piaccia  o  non ci piaccia, saremo obbligati a cambiare, anche
  noi, anche chi vi parla è obbligato a cambiare.
       L'unica cosa che mi  auguro è che non mi si chieda di essere
  eccessivamente democristiano.  Io rispetto i democristiani per la
  loro storia e  per  quello  che  hanno  rappresentato,  come  noi
  socialisti,    però,   se   dovessi   accorgermi   di   diventare
  eccessivamente  democristiano, probabilmente  sarei  obbligato  a
  rivedere quello che  è  il mio ruolo all'interno della coalizione
  del centro-sinistra.

     SPEZIALE. C'è sempre Rifondazione

     PELLEGRINO.  Rifondazione,  vedi,  c'era  ieri  una bellissima
  vignetta di Forattini, dove si faceva la fotografia di quello che
  è l'attuale  confronto nel mondo, perché il Kosovo in fondo è una
  piccola  questione,  nel  Kosovo c'è l'arroganza degli americani,
  che debbono provare e sperimentare che possono andare oltre l'ONU
  utilizzando la  NATO  e  noi  ci  siamo  cascati come allocchi in
  questa vicenda, perché  la Costituzione ce lo vietava ed anche la
  natura del  patto  difensivo  della  NATO  ce lo vietava. Però ci
  siamo  abboccati  ed  abbiamo  l'obbligo di essere conseguenti ed
  essere leali all'interno della maggioranza della NATO, perché non
  ci sono  alternative, ma non c'è dubbio che è stata una avventura
  che, a  mio  avviso,  poteva  essere  evitata e tuttavia ormai la
  questione è questa, c'è soltanto da augurarsi che in qualche modo
  si possa fermare, perché  dopo il fallimento della missione russa
  io vedo  tempi  neri  e  tempi  bui, che dovrebbero consigliarci,
  anche in questa Assemblea, come stanno facendo in sede nazionale.
  L'onorevole  Fini,  in  questi  giorni,  di fronte agli interessi
  superiori   della   Nazione  ha  assunto  toni,  atteggiamenti  e
  linguaggi che  dicono che è il momento di ragionare e comportarsi
  in modo  adeguato a quelle che sono le emergenze di questo nostro
  Stato. E  così  io  mi auguro che questo clima possa essere anche
  portato  dentro  questa  Assemblea.
       Noi  nel  sistema bipolare potremmo trovarci tutti ad essere
  diversi, amici  di  Forza Italia per esempio, amici del CCD, oggi
  voi  alimentate  una  polemica che non ha precedenti, utilizzando
  mezzi che non possono essere accettati. In un momento provvisorio
  ed in continua mutazione è possibile che quello che è capitato al
  C.C.D. al  C.D.U.,  possa  capitare  ad  altri.  Il problema è di
  vedere come  ci muoviamo.
       Io lo  dico  come  mi  muovo  nell'ambito  di  una  linea di
  centro-sinistra, in questa coalizione ci credo e però ho presente
  che le  questioni  possono  essere  almeno  due: una di un grande
  partito democratico come ama l'amico Veltroni, e non so se lo ama
  altrettanto anche  Prodi,  e  non  so se lo ama altrettanto anche
  Marini, ma a me questo grande partito dei democratici mi potrebbe
  stare pure  bene; l'altro è quello di uno schieramento dove nella
  coalizione   del  centro-sinistra  da  un  lato  c'è  una  grande
  socialdemocrazia  moderna  ed europea e dall'altro lato ci saremo
  gli altri  partiti  e  'partitini'  obbligati  a confederarsi e a
  metterci  insieme  perché  così  come  siamo  non possiamo andare
  avanti. E  però  potrebbe  verificarsi  anche un'altra cosa: se è
  vero che  l'alleanza,  che  è Forza Italia, ha aderito ai partiti
  popolari europei,  se  è vero che il mio Presidente ha aderito al
  Partito popolare  europeo,  se  è  vero  che l'onorevole Marini è
  parte integrante dei popolari europei e se è vero che l'onorevole
  Casini  rivendica  il  suo  diritto  di  appartenere  ai  partiti
  popolari europei,  io  mi  pongo  una  domanda:  e  se è vero che
  questi popolari  europei  ci  dovessero  chiamare per dirvi o per
  dirci 'fate una scelta', noi come risponderemmo?".
       Pongo il problema per dire che ritengo stupido, sotto alcuni
  aspetti, e  inopportuno  consumare  l'attuale  momento attraverso
  forme di arroganza  che diventano irrazionali e ci consegnano uno
  spaccato che non è condivisibile, almeno questo è il mio giudizio
  sul modo in cui noi stiamo procedendo.
       Onorevole Segretario dei popolari, lei, quando chiudevamo la
  vicenda di  una  verifica voluta da noi, annunciava l'esigenza di
  un'altra verifica e  anche  su  questo  è  bene che le idee ce le
  abbiamo  chiare;  noi  sapevamo  che  gli  interessi immediati di
  Rinnovamento  italiano  in  quella  verifica non potevano trovare
  riscontro, non  siamo  così  stupidi  da pensare di poter portare
  chissà  quale  rivoluzione  all'interno  di  un  assetto  che  va
  modificato,  e  dopo  vedremo  perché  va modificato, però alcuni
  obiettivi li  abbiamo ottenuti, il metodo va cambiato, e in parte
  ci siamo  un  po'  rasserenati,  gli intrallazzi e i mercati sono
  finiti, la  politica  va difesa con trasparenza e a me è piaciuto
  il debutto, allora, del nuovo Segretario del P.D.S., quando dice:
  questo  Governo  e  questa maggioranza se rimangono impelagate in
  una  polemica  di  basso  profilo  all'interno  dell'Aula  non ha
  speranze  e   non   ha   futuro,  deve  richiamare  se  stessa  e
  l'opposizione  ad  un  livello  diverso nel quale possiamo starci
  tutti o scontrarci su questioni dove le cose diventano chiare. Ma
  non erano  chiare  le  cose sulle quali le polemiche erano nate e
  non sono chiare le cose sulle quali oggi questa Assemblea diventa
  una specie di situazione ingovernabile, dove vediamo anche spesse
  volte  gli  aggettivi  che  volano  tra  Presidenti  di  turno  e
  deputati.
       Ebbene, i  risultati  da  questo  punto  di vista sono stati
  certamente  positivi,  e  noi  li apprezziamo, ma alcuni problemi
  rimangono aperti  ed  io  mi  auguro  che  in parte possiamo così
  superare,  come  quelli che dicevo sulla Finanziaria a condizione
  che non  mi  si  dica 'no' alla sanatoria sull'abusivismo e mi si
  dica 'si'  all'eliminazione  o  alla sanatoria sui censi. Qui non
  siamo d'accordo,  è  una questione di principi, sui quali non c'è
  possibilità  di  deroga,  a  meno che non eravamo preventivamente
  consultati  e  preventivamente  avevamo dato il nostro consenso a
  questa linea,  onorevole Speziale. E tanto lei sa, la Presidenza,
  la Commissione  e  la  Commissione bilancio, dopo aver preso atto
  che era  giusta  la  nostra rivendicazione, ci rinunciamo, non ci
  serve,  può  starci  bene  che nella maggioranza discutiamo, però
  questo deve  esserci  e su questa Finanziaria noi non siamo stati
  presenti e  su alcune questioni non ammettiamo deroghe, perché lo
  consideriamo lesivo  del  nostro  ruolo,  del  ruolo  a  cui  noi
  aspiriamo.
       E quindi  c'è  questa  verifica,  da lei posta, nella quale,
  oltre alla  politica  e ai programmi, e per esempio stamattina mi
  domandava il mio amico, onorevole Capo di Rifondazione comunista:
  hai sentito la legge di riforma elettorale dove si trova?  Questa
  riforma  elettorale appare e scompare a seconda delle circostanze
  e delle  esigenze,  ma  certamente  fa  parte  degli  impegni che
  l'onorevole Capodicasa  a  casa  sua  ha  assunto, e io so quando
  votavo per Lei, che mentre parlo, che mi sono abituato ad onorare
  gli impegni,  non  soltanto  sul piano personale, ma anche quando
  lei rappresenta  le istituzioni, Lei era il Presidente, in quella
  circostanza, che  garantiva  questo  impegno  e io sono certo che
  verrà  onorato.  Però  i  problemi  non  finiscono  lì,  c'è  uno
  squilibrio  all'interno  di  questa  maggioranza che va rivisto e
  riconsiderato, non  so come, ma è certo che questa situazione non
  può continuare  così  come sta andando avanti nelle condizioni di
  oggi.
       Ci   sono   realtà  sopravvalutate  e  realtà,  invece,  che
  rimangono in una fase di sofferenza, ma non solo, io penso che ci
  possono  essere,  nell'ipotesi che dovesse esserci un rilancio di
  questo governo  e  di  questa maggioranza, ci sono all'interno di
  questa  Assemblea  settori,  e  non  escludo  neanche  la  stessa
  Rifondazione  Comunista,  che  attorno  a questioni essenziali di
  grandi principi è possibile probabilmente realizzare un confronto
  diverso e  degli  impegni di responsabilità diversi.  Certo è che
  bisogna  provarci,  e  questo  sarà  il  tema  del  nostro  primo
  congresso  regionale.  Noi vogliamo avere all'interno delle forze
  del centro-sinistra  e  di  questa  Assemblea  non la capacità di
  richiamo,  ma   di   fare   una   proposta   che   ci  porta  qui
  complessivamente non a  contare  di  più ma a dare un ruolo ed un
  significato  alla  nostra  presenza in quest'Aula. Perché non c'è
  ragione che i socialisti e Rinnovamento Italiano, per esempio, se
  sono  all'interno del centro-sinistra non siano capaci di trovare
  un momento federativo che li impegni attorno ad una maggioranza a
  portare  avanti  determinate questioni.  Bisogna che le questioni
  della politica  ritornino  tutte  e  noi  vogliamo fare il nostro
  ruolo, e però  i problemi ci sono, onorevole Spagna, e non a caso
  cito Lei, perché da questa verifica, che deve essere una verifica
  subito dopo  il  bilancio,  dobbiamo andarci con le idee chiare e
  uscirne con le idee altrettanto chiare.
       Perché,  per  esempio,  onorevole  Capodicasa, io ogni tanto
  sorrido   quando   la  incontro  nel  corridoio,  lei  mi  prende
  sottobraccio   e   mi   consegna  un  uomo  che,  nonostante  sia
  Presidente, non  ha  cambiato  né  voce, né modo di camminare, né
  comportamenti,  né  atteggiamenti,  rimane  quello che era prima,
  però debbo dire  che il suo Governo, nel suo complesso, e il caso
  non può  essere  certamente  l'onorevole  Rutella,  che è qui con
  diverse  mozioni di sfiducia, l'onorevole Rotella forse sconta il
  suo noviziato  e  anche  l'appartenenza  ad  un partito che viene
  considerato partito  di terza o di quarta categoria, però poi nel
  complesso   questo   Governo  ha  momenti  di  altezzosità  e  di
  comportamenti  che  non  sono  funzionali a trovare poi riscontri
  d'Aula che portano i colleghi deputati ad essere solidali.  Non è
  un problema  personale  o un problema di avere avuto qualcosa con
  qualcuno, io  per  fortuna  non  ho mai avuto niente con nessuno,
  perché non ci  vado  mai,  perché so le cose come finiscono e poi
  non ci  credo  a queste questioni, ma il problema esiste, bisogna
  che  questo  Governo  e  gli  altri  che  verranno,  se  sono  di
  centro-sinistra,   sul   piano   del  metodo,  onorevole  Spagna,
  riconoscano a  questa  Assemblea e a noi i giusti ruoli, i giusti
  sacrifici e  i  giusti rapporti, che sono saltati e qui non siamo
  d'accordo e  non  ci stiamo.  Non so che cosa dice l'opposizione,
  so che questa è una verità, che bisogna tenere presente e che non
  sarà  secondaria negli scenari futuri di questa Assemblea, perché
  gli uomini hanno un ruolo.
       E  per  quanto  riguarda  il  problema  della politica delle
  larghe intese, che qui viene sempre sollecitata e portata avanti,
  io ho detto che sono un uomo del centro-sinistra e ho detto anche
  che questo non mi vieta di affermare che su grandi questioni, per
  esempio, come  la  riforma  elettorale  o  altre cose, non ci sia
   'esigenza ...

  (Il Presidente  invita l'onorevole Pellegrino a concludere il suo
   intervento)

     PELLEGRINO.   Chiedo   scusa,  Presidente,  vado  subito  alla
  conclusione. Veda, io ho lasciato da parte gli appunti per essere
  sempre pronto a chiudere quando lei vuole.
       Allora dico che Forza Italia, per esempio, ...

     STANCANELLI. Abbiamo il centro del dibattito politico.

     PELLEGRINO. Io non so che cosa penserà il mio amico Strano, io
  lo voglio  veramente bene, dov'è? Se ne è andato stamattina. Però
  ...

     CUFFARO, assessore per l'agricoltura  e le foreste. Con queste
  dichiarazioni pubbliche stiamo attenti

     PELLEGRINO. Vede, onorevole Cuffaro,  ognuno  di noi qua ha le
  sue storie.  Ed io non posso passare un giorno per mandrillo e un
  giorno   per   disperato.   Allora   le   posso  confermare  qui,
  pubblicamente, che questi rischi non li corro. L'onorevole Strano
  è amico mio  nel  bene  e nel male, a condizione però che qui, in
  questa Assemblea,  lui  assolva  ad  un  ruolo  che  è  capace di
  assolvere, perché  è  un uomo intelligente e che ha lavorato bene
  attorno ai  problemi della Sicilia, anche quando ha strafatto. Io
  sono per fare,  quando  non  si fa niente non mi piace, ma quando
  uno fa  sono anche portato non a perdonarlo, ma a prenderne atto,
  perché lo considero un fatto positivo.
       E, quindi, avviandomi alla conclusione, anche per rispetto a
  lei, Presidente dell'Assemblea, le larghe intese nasceranno o non
  nasceranno, non  è  un  problema al quale posso rispondere io. Io
  ritengo che,  intanto,  i  segnali che saranno dati sul piano dei
  comportamenti  possano  aiutare  a  costruire  un futuro politico
  diverso.
       Facciamo   l'ipotesi   che   questo   Governo   non   avesse
  maggioranza,  perché  qualcuno   ha   un  momento  di  pentimento
  all'ultimo minuto,  che  fa, giochiamo allo sfascio? Io penso che
  per i  problemi  che  vi sono saremo obbligati a prendere atto di
  un'emergenza  attorno  alla  quale  impegnarsi  per  continuare a
  governare questa  Sicilia, su questo non ci possono essere dubbi,
  ma il  modo come arrivarci, se arrivassimo a queste conclusioni e
  se ci  arriviamo  in  queste  condizioni,  noi manderemmo a picco
  questa  Assemblea  regionale siciliana.  Non perché Capodicasa la
  voglia  sciogliere,  non è facile scioglierla, ma perché verrebbe
  delegittimata ed annullata nel suo ruolo politico.
       Quindi, onorevoli colleghi,  concludendo,  io  mi auguro che
  questo intervento,  questo  dibattito sull'esercizio provvisorio,
  sul prolungamento dell'esercizio  provvisorio,  che  non meritava
  tanto tempo,  possa servire per mettere a punto le questioni e le
  questioni sono  queste: la maggioranza ha problemi da risolvere e
  sono problemi  nostri,  ce li siamo detti quali sono; il rapporto
  tra   maggioranza   e  opposizione,  secondo  me,  va  ricondotto
  nell'alveo  delle  cose  che  sono possibili.  Nelle diversità il
  rispetto  deve restare reciproco. E, allora, se sulla Finanziaria
  c'è  spazio  per  una  mediazione  nelle  diversità, si facciano;
  diversamente  il Governo predisponga un provvedimento che porti a
  misurarsi maggioranza ed opposizione per chiudere questa vicenda,
  che ci sta travolgendo tutti.
       Per il futuro, Presidente, io mi auguro che questa Assemblea
  colga i  segnali,  non  soltanto  nazionali  ma  anche europei, e
  prenda coscienza  di  quello  che  è il nostro ruolo, perché alla
  fine, quando  poi  ci pensiamo, abbiamo trovato momenti: la legge
  sulla dismissione  degli enti. Ad un certo punto, mentre sembrava
  che tutto era inamovibile, si arriva ad una conclusione rapida.
       Ecco, io  ritengo che le questioni che sono presenti, quelle
  politiche,  debbono  essere  affrontate  per  quelle che sono. Se
  questa   maggioranza   accetta,   senza  arroganza,  di  proporre
  soluzioni positive;  se non c'è, senza arroganza ne prenda atto e
  si trovino altre soluzioni.
       Non   è   possibile   continuare  nel  modo  in  cui  stiamo
  continuando.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
       Pongo  in  votazione  il  passaggio  agli  articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       La seduta è rinviata ad  oggi,  mercoledì 31 marzo, alle ore
  19.00, su richiesta dell'UDR,  che  celebra un'assemblea alle ore
  17.00, con il seguente ordine del giorno:

  I - COMUNICAZIONI

 II - LETTURA AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

   N. 338  -  Interventi  a  favore  dell'imprenditoria  femminile  in
      Sicilia.

    Fleres Salvatore;  Grimaldi Ugo;  Scoma Francesco;  Leontini
    Innocenzo; Catania Franco

          Presentata il 30/03/99

   N. 339 -  Interventi urgenti per il superamento delle problematiche
      relative all'approvvigionamento idrico delle isole Egadi.

    Croce Antonino;  Beninati Antonino;  Cimino Michele;  Bufardeci
    Giambattista;  Misuraca Salvatore;  Fleres Salvatore

          Presentata il 30/03/99

   N. 340  -  Iniziative  finalizzate  ad  adottare  provvedimenti per
      l'approvazione dei  progetti  per  lo  smaltimento di rifiuti da
      parte   dell'Assessorato   regionale   Territorio   e  ambiente,
      presentati dai comuni di Bagheria, Termini e Casteldaccia.

    Caputo Salvino;  Tricoli Marzio;  Briguglio Carmelo;  Scalia
    Giuseppe;  Stancanelli Raffaele;  La Grua Saverio;  Sottosanti
    Fulvio Salvatore; Ricotta Michele

          Presentata il 30/03/99

   N. 341 - Agenti di custodia per i beni culturali.

    Caputo Salvino; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio;  Scalia Giuseppe;
    Stancanelli Raffaele; La Grua Saverio;  Sottosanti Fulvio Salvatore;
    Ricotta Michele

          Presentata il 30/03/99

   N. 342 -  Iniziative  per  assicurare  la  realizzazione  dei porti
      turistici in Sicilia e in particolare nei comuni di Balestrate e
      Marina di Salina.

    Caputo Salvino; Tricoli Marzio;  Strano Antonino; Scalia Giuseppe;
    Stancanelli Raffaele; La Grua Saverio;  Sottosanti Fulvio Salvatore;
    Ricotta Michele

          Presentata il 30/03/99

 III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Misure  di finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione,  contabilità  e  controllo" (n.  884/A-STRALCIO)
      (Seguito)
      Relatore: On. Di Martino

   2) "Esercizio provvisorio  del bilancio della Regione siciliana per
      l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
      (Seguito)
      Relatore: On. Di Martino

                  La seduta è tolta alle ore 13.55.

    (Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 15,00)