Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE D'ANDREA
La seduta è aperta alle ore 11.15.
BASILE FILADELFIO , segretario f.f., dà lettura del processo
verbale della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
si intende approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
- "Intervento straordinario per il completamento del sistema
dei servizi di base per l'igiene e la tutela del territorio e
istituzione di una Agenzia regionale per l'emergenza
ambientale" (n. 904)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Trimarchi, Speziale, Pezzino,
Pignataro, Silvestro, Zanna in data 30 marzo 1999
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2984 - Finanziamento degli urgenti ed inderogabili lavori di
completamento del porto di Scoglitti (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
La Grua Saverio
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N. 2985 - Erogazione delle somme dovute a titolo di
indennizzo per i capi di bestiame abbattuti negli anni 1996
e 1998 dagli allevatori ragusani.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
La Grua Saverio
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2971 - Interventi al fine di sapere quali rilievi siano
stati predisposti per salvaguardare il sito archeologico di
Alesa nel tratto di autostrada in costruzione Palermo -
Messina, fra i comuni di S. Stefano di Camastra e Tusa.
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Lavori Pubblici
***
Forgione Francesco
----------------
N. 2972 - Notizie in ordine agli incarichi di uffici stampa,
addetto stampa, consulente per le pubbliche relazioni o per le
attività promo-pubblicitarie, assegnati in occasione di
manifestazioni finanziate dall'Amministrazione regionale negli
ultimi tre anni.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Forgione Francesco
----------------
N. 2973 - Indagine ispettiva presso l'Amministrazione comunale
di Motta S. Anastasia, in ordine alla situazione dell'ufficio
tecnico.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2974 - Notizie circa l'affidamento a terzi dell'incarico di
progettazione del Piano regolatore generale del comune di S.
Pietro Clarenza (Catania).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2975 - Interventi per migliorare l'impianto di
illuminazione di Piazza Carlo Alberto e di via S. Gaetano alle
Grotte a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2976 - Notizie circa il comportamento dell'Amministrazione
provinciale di Messina in materia di autorizzazione
all'apertura di esercizi commerciali.
- Assessore Cooperazione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2977 - Interventi in favore dei mercatini rionali della
città di Catania.
- Assessore Cooperazione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2978 - Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in
Sicilia.
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2979 - Interventi per la pulizia e la manutenzione della
piazza Pietro Lupo, sita nel quartiere Coniglio, tra la via
Pietro Lupo e la via Vesuvio, nel comune di Paternò, in
provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2980 - Interventi per la definitiva realizzazione di una
rete fognaria nella zona di Piazza Dante nel comune di
Misterbianco, in provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 2981 - Interventi in favore dell'Istituto professionale di
Stato per l'industria e l'artigianato 'Ipsia', sito nel comune
di Acireale, in provincia di Catania.
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore
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N. 2982 - Interventi per la realizzazione di un
poliambulatorio nel quartiere di Librino, a Catania.
- Assessore Sanità
***
Fleres Salvatore
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N. 2983 - Appalto di impianti telefonici in Sicilia a ditta
giapponese.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Liotta Santo
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ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
N. 333 - Notizie sul decreto assessoriale di sospensione dei
lavori per la costruzione di un'infrastruttura turistica
destinata ad 'acquapark' in contrada Targia a Siracusa,
annunciato recentemente dalla stampa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Spagna Fausto
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 338 - Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in
Sicilia.
Fleres Salvatore; Grimaldi Ugo; Scoma Francesco; Leontini Inno-
enzo; Catania Franco.
Presentata il 30/03/99
----------------
N. 339 - Interventi urgenti per il superamento delle
problematiche relative all'approvvigionamento idrico delle
isole Egadi.
Croce Antonino; Beninati Antonino; Cimino Michele;
Bufardeci Giambattista; Misuraca Salvatore; Fleres Salvatore.
Presentata il 30/03/99
----------------
N. 340 - Iniziative finalizzate ad adottare provvedimenti per
l'approvazione dei progetti per lo smaltimento di rifiuti da
parte dell'Assessorato regionale Territorio e ambiente,
presentati dai comuni di Bagheria, Termini e Casteldaccia.
Caputo Salvino; Tricoli Marzio; Briguglio Carmelo; Scalia
Giuseppe; Stancanelli Raffaele; La Grua Saverio; Sottosanti
Fulvio Salvatore; Ricotta Michele.
Presentata il 30/03/99
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N. 341 - Agenti di custodia per i beni culturali.
Caputo Salvino; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio; Scalia Giuseppe;
Stancanelli Raffaele; La Grua Saverio; Sottosanti Fulvio
Salvatore; Ricotta Michele.
Presentata il 30/03/99
----------------
N. 342 - Iniziative per assicurare la realizzazione dei porti
turistici in Sicilia e in particolare nei comuni di Balestrate
e Marina di Salina.
Caputo Salvino; Tricoli Marzio; Strano Antonino; Scalia Giuseppe;
Stancanelli Raffaaele; La Grua Saverio; Sottosanti Fulvio
Salvatore; Ricotta Michele.
Presentata il 30/03/99
----------------
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo sospendo la
seduta avvertendo che riprenderà fra trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.26, è ripresa alle ore 12.00)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 897/A
"ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 1999".
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell discussione del disegno di
legge n. 897/A "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione
siciliana per l'anno finanziario 1999", posto al n. 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli onorevoli
Misuraca, Beninati, Cimino, Scoma, Nicolosi, Bufardeci, D'Aquino,
Cintola, Vicari, Drago, Virzì, Leontini, Briguglio, Strano,
Ricotta, Aulicino e Pellegrino.
E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel discorso
in famiglia, stamattina, vi è probabilmente un clima che consente
delle riflessioni più pacate intorno al lavoro che stiamo
facendo, al Governo, alla maggioranza, alle esigenze della
Sicilia. E' una condizione personale che in genere preferisco
giocare in termini di positività nel sostegno alle cose che
vengono proposte, perché trovo in ogni caso utile, importante
aiutare la governabilità possibile di questa nostra terra.
Eppure nella fattispecie, onorevole Presidente, io avverto
il disagio, invece, di una condizione politica, gestionale che
afferisce principalmente a chi governa, ma complessivamente anche
alla condizione delle forze politiche circa il modo di procedere,
circa l'essenza stessa di questo Governo. Prescindendo dalle
qualità personali di chi dirige questo Governo o anche dalla
valenza di alcune forze politiche che lo costituiscono e che io
ho votato pur non condividendo il cammino dell'ottobre-novembre
1998 e non condividendo una logica di ribaltamento dei dati
elettorali che già in quella fase in cui i Governi si
costituivano a Roma più legittimamente, in Sicilia meno
legittimamente, definivo eticamente non condivisibile. Tuttavia,
pur in quella logica che mi ha visto sostenere quel Governo -
sostenere o comunque votarlo - progressivamente ho riscontrato
elementi di insufficienza che a mio avviso già erano insiti in
quella operazione politica che essenzialmente era frutto non di
un dato progettuale (forse a Roma), ma elementi progettuali in un
accordo tra il centro-sinistra che aveva vinto le elezioni e
l'UDR di allora che ora non esiste più, che pure le elezioni non
aveva vinto, essendo costituito da pezzi di CDU e CDR che erano
organici al Polo. Lì, tuttavia, un elemento progettuale c'era:
una situazione difficile nella fase di consolidamento
dell'ingresso in Europa, una situazione difficile di carattere
internazionale, la previsione, così come purtroppo tragicamente e
successivamente è avvenuto, di un insorgere di difficoltà ai
confini dell'Italia e di una guerra nel Kosovo che era prevista a
suo tempo ed ora purtroppo è in corso. Lì, appunto, esigenze,
elementi progettuali per un incontro tra le forze del
centro-sinistra vincitrici alle elezioni, anche per le difficoltà
che le stesse incontravano nella estrema sinistra con lo
sganciamento di Rifondazione comunista, con posizioni chiaramente
differenziate in politica estera della sinistra rispetto alle
forze del centro e del centro-sinistra, lì questi elementi
c'erano, qui non li abbiamo riscontrati. E invece abbiamo
registrato soltanto una voglia spartitoria che in larga misura
era anche frutto dell'accordo nazionale, tant'è che sulla stampa
è stato scritto ripetutamente che il Governo nazionale finiva con
il nascere secondo quegli elementi progettuali che indicavamo
prima: il bisogno di sostenere l'Italia per le vicende economiche
e politiche che la riguardavano nel rapporto con l'Europa con la
crisi imminente nel Kosovo.
Tuttavia, come atto discendente di quell'accordo sapemmo
dalla stampa, lo intuivamo molti, che si profilava una logica
spartitoria delle realtà regionali anch'esse nate, seppur con
elezioni proporzionali, da rapporti alternativi di schieramento;
ma la cosa più grave è che da quella vicenda discendevano
spartizioni a partiti diversi di quella nuova maggioranza delle
varie regioni e sapemmo inoltre che alla Sicilia in quell'accordo
veniva assegnato come guida dello stesso Governo al partito
Democratico della Sinistra.
Quando queste cose furono chiare, e furono chiare dopo che
il Governo siciliano si è costituito, quando ancora erano da
costituire i governi nella regione Calabria e nella regione
Campania, quando si disse chiaramente che in Campania sarebbe
spettato all'allora UDR guidato da Mastella, d'altronde essendo
il capo aveva il desiderio-diritto, la prima titolarità della
scelta e in Calabria invece la guida sarebbe spettata al Partito
Popolare Italiano, francamente quel Governo siciliano era già
costituito, la nostra angoscia diventava ogni giorno più grande.
Perchè purtroppo finivamo con il registrare un data che io qui
evidenzio anche per ricordare le parole che ieri il Capogruppo
del Partito di maggioranza, o addirittura il Capogruppo di
maggioranza di questo Governo, diceva facendo riferimento anche
al ruolo, alle cose fatte da noi liberaldemocratici o da me
stesso, ritenendo quegli atteggiamenti politici non coerenti.
Quell'accordo, così come si è manifestato, così come noi lo
abbiamo appreso, così come poi nei fatti è andato snodandosi,
finiva con l'essere un accordo tra soggetti politici di centro e
di sinistra con uno strano atteggiamento: in passato la sinistra,
a fronte dei governi diciamo della cosiddetta prima repubblica o
anche quelli successivi da cui la sinistra era fuori, spesso
venivano bollati tali governi e tali maggioranza come
apppiattiti, relazionati a logiche romane senza nessuna capacità
di autonomia; in larga misura in tal modo svilendo il concetto
proprio autonomistico che deve presiedere all'attività politica e
di governo nella Regione siciliana.
Successivamente, invece apprendevamo che quelle forze, che
mille volte avevano criticato i governi di centro appiattiti su
questi rapporti romani, finivano con il varare un governo che era
logica discendente di accordi di palazzo romani. I partiti che
prima si erano intestati alla difesa dell'autonomia finivano con
l'essere quelli che propugnavano e davano vita ad un governo che
era largamente appiattito in un rapporto - non vorrei essere
pesante perchè ho stima della sua persona - che non lasciava
nessuno spazio di autonomia alle nostre scelte, ma che
addirittura omologava le scelte della guida della Regione secondo
le logiche spartitorie nazionali, cosa assolutamente
incondivisibile proprie perchè lontane da quello spirito
autonomistico che deve animare tutti noi e lontane da quella
pratica dell'autonomia, da quelle battaglie per l'autonomia che
hanno voluto caratterizzare alcuni ambienti della sinistra,
proprio perchè lontani da quella esigenza di autonomia mentale e
comportamentale che deve presiedere ai nostri comportamenti se
vogliamo essere veramente essere creduti quando immaginiamo
ancora un ruolo fortemente autonomistico della nostra Regione.
Allora, il Governo ha deluso; ha deluso perchè il suo
procedere appare stanco. Questo Governo ha prodotto due leggi
fino ad oggi. Una legge, che è quella della dismissione degli
enti economici, una legge utile, la Regione doveva arretrare
rispetto al governo delle strutture imprenditoriali, che però era
stata già incardinata prima, seppur con le difficoltà e le
deficienze che anche i governi del centro-destra avevano
propugnato, avevano mostrato.
Vorrei parlare un attimo della legge-voto per la riforma
dell'assetto istituzionale della Regione, per l'elezione diretta
del Presidente della Regione. Vorrei ricordare inoltre il lavoro
fatto in Commissone Statuto e le proposte che nella stessa
venivano avanzate quando non solo si insisteva, così come era
giusto fare, sull' elezione diretta del Presidente della Regione,
ma quando, assieme ad essa, si voleva enunciare in qualche modo
il principio (qualcuno lo faceva, non io, qualcuno anche della
realtà di centro) che la legge di accompagnamento, la legge
elettorale, dovesse essere quella che faceva riferimento al
proporzionale con il premio maggioranza, vigente nelle regioni a
statuto ordinario. Tutto questo veniva bollato, da sinistra come
da destra, come un modo di prefigurare un atteggiamento
formalmente avanzato, ma sostanzialmente di retroguardia.
Ed io avevo la preoccupazione di dire spesso ai giornalisti:
ma come mai voi aderite a questa ipotesi dell'elezione diretta e
poi del maggioritario, etc., avendo personalmente una posizione
di sostanziale accordo con queste posizioni, ma mi preoccupavo
anche di dire che, se ora si dicesse che la legge nella fase
intermedia, fino a quando non si approva l'altra, potrebbe essere
quella vigente in ambito nazionale, certamente indeboliremmo quel
cammino.
Quando però il Governo da un governo di centro-destra è
diventato un governo di centro-sinistra e per votare quella
legge-voto il centro-sinistra ha ritenuto di potere aderire
all'impostazione di una legge di accompagnamento transitoria che
fosse quella nazionale, mentre prima si batteva pervicacemente
perchè ciò non avvenisse, sostanzialmente creando anche delle
difficoltà di percorso a quella norma, poi, invece, tutto è stato
ribaltato. E, quindi, ho anche notato questo cambiamento di una
esigenza che potrei anche, in qualche modo accettare, come
nascente da una sorta di 'real politik' siciliana, del Governo
stesso che per andare avanti accetta qualsiasi compromesso, ma
quello è un compromesso pesante. Andare ora a varare una legge
che sia diversa dalla sostanza della legge di elezione diretta e
da quello che ne può discendere con un proporzionale con premio
di maggioranza, senza che sia ipotizzato un forte sbarramento
intorno a questo argomento, un forte sbarramento per avviare un
cammino di semplificazione della realtà istituzionale e
dell'adeguamento della presenza delle forze politiche dentro aree
più grandi, tutto questo significa tradire un concetto, tradire
un'impostazione e significa anche che le opposizioni che oggi
sono maggioranza allora praticavano quelle linee o perchè ci
credevano, ma - devo dire di più - probabilmente per fare
ostruzionismo. E questo è un elemento che ho valutato molto
negativamente.
E così il procedere stanco del Governo, a mio avviso, con la
presentazione del disegno di legge per l'esercizio provvisorio,
denota una volontà che mi pare legata alle esigenze di guadagnare
tempo. Ho la sensazione che, di volta in volta, si aspetta che le
scadenze arrivino alla fase finale di esse. L'esercizio
provvisorio si sapeva scadere il 31 marzo, ed entro questa data
si sarebbe dovuto fare il bilancio della Regione. E, invece,
siamo ancora qui a parlare di esercizio provvisorio perchè tanto
si pensa che sia necessario arrivare, attraverso queste leggi, al
30 aprile perchè tanto, arrivato al 30 aprile, quando le cose -
si dice - si dovranno fare poi sarà scattato il tempo per
prepararsi alle elezioni europee. Il Governo potrà arrivare
tranquillamente al giorno dopo le elezioni europee.
Ma questo è il modo - dicono a Roma il "tirare a campare" -
per cercare di sopravvivere; è il modo per cercare di
sopravvivere come Governo e come partiti all'interno del Governo.
Ma non è quello che serve alla Sicilia
Oggi alla Sicilia serve un governo che dia risposte, che
proceda rapidamente, che non cerchi di procedere secondo linee di
resistenza.
Probabilmente anche l'azione di contestazione che le
opposizioni svolgono rispetto a questo Governo, non viene
accettata, pubblicamente viene contestata; epperò forse è anche
utile al Governo stesso per guadagnare quelle settimane che lo
portino alla data del 30 aprile perché subito dopo comincerà la
fase della preparazione delle elezioni europee che è l'obiettivo,
che non so se il Governo nel suo complesso si pone, ma certamente
di alcuni pezzi di questo Governo. Alcuni partiti di questo
Governo che sanno ormai di non esistere più, hanno l'esigenza di
conquistare per giocare le carte personali, che ognuno ritiene di
potere utilizzare anche con gli strumenti di Governo e poi
conquistare consensi e portarli sul tavolo della trattativa dopo
le elezioni europee.
Noi, forza dell'opposizione rispetto a questo Governo, noi
liberaldemocratici forza di opposizione costruttiva rispetto a
questo Governo, forza di opposizione non pregiudiziale rispetto a
questo Governo che ha da sempre dichiarato di volere suggerire,
di volere auspicare, di aspettarsi dal Presidente della Regione e
dai partiti della sinistra, i partiti nazionali della sinistra,
iniziative tendenti a creare un clima diverso, più proficuo, più
utile alle emergenze siciliane, noi non possiamo accettare che si
proceda lungo un cammino che è soltanto teso a utilizzare gli
strumenti di Governo, i pochi strumenti di Governo, nelle
difficoltà attuali solo per guadagnare tempo, per fare gli
interessi di qualcuno e ancora oggi invitiamo il Presidente della
Regione, i Democratici di sinistra, i popolari, non so più se
dire La Rete o il Partito dell'Asinello, Rinnovamento.
Io vorrei invitare anche gli amici di Rifondazione che sono
delle persone certamente responsabili ed attente a quello che
succede in questa Aula e nella nostra Regione, perché si
individui un cammino che sani le fratture intervenute in questa
nostra Terra, che attraverso un Governo delle proposte possibili,
attraverso la individuazione delle proposte possibili che
certamente devono riguardare la riforma delle istituzioni, la
riforma del bilancio e anche il lavoro ...
FORGIONE. Noi siamo realisti e cerchiamo l'impossibile, noi
del 1968, quindi noi siamo per un Governo delle cose impossibili
NICOLOSI. Lei mi invita a nozze, onorevole Forgione, lo sa
perché? Perché qui spesso si parla, a Palermo, o forse anche in
Sicilia, di una Palermo normale. Io credo che le cose normali
nella nostra terra non bastino, ci vogliono delle cose
straordinarie perché con la normalità non riusciremo a recuperare
il tempo perduto.
PRESIDENTE. Onorevole Nicolosi, credo che lei e l'onorevole
Forgione parliate di un Governo impossibile
NICOLOSI. Io sarei per un Governo impossibile anche guidato
dall'onorevole Forgione, purché avesse idee diverse per quanto
riguarda il sistema istituzionale perché su quel piano non siamo
molto d'accordo, perché intanto credo che sia una persona
certamente sensibile e capace e perché le cose straordinarie mi
affascinano, le cose normali molto meno, e quando si parla di una
Palermo normale sono preoccupato perché qualcuno adesso invoca
normalizzazioni che a mio avviso non sono sufficienti a dare
quelle accelerazioni di cui la Sicilia ha bisogno.
Onorevole Presidente, io credo che in Sicilia bisognerebbe
evitare di aspettare che, per fare delle cose che possano essere
utili alla nostra terra, si determinino condizioni romane che lo
consentano.
Noi dobbiamo batterci perché si avvii un cammino in cui i
rapporti tra le forze politiche possano essere meno conflittuali
perché tutto questo determina difficoltà nell'affrontare le
questioni urgenti della Sicilia. Noi dobbiamo impegnarci perché
le istituzioni possano essere governate da soggetti politici che
abbiano l'autorevolezza, la condizione, la forza per procedere ai
governi nazionali, regionali e locali secondo logiche di
schieramenti alternativi in cui le maggioranze siano chiare e
definite e non variabili così come, purtroppo, è avvenuto nella
Regione siciliana.
Si è parlato di maggioritario a Roma, si è parlato di
votazioni con sistemi che ancora noi non abbiamo, che secondo me
anche quelli appaiono non sufficientemente utili ad assicurare
stabilità ai governi.
Ed è per questo che opportunamente il 18 aprile saremo
chiamati a votare per l'abolizione della quota proporzionale alle
elezioni politiche perchè io spero ed auspico che questo possa
portare ad una stabilizzazione degli assetti politici a partiti
che siano più fortemente relazionati con la società, a partiti
che vengano colti dalla pubblica opinione come quelli capaci di
affrontare e risolvere le questioni delicate del Paese e della
nostra terra.
E' mai possibile, intorno a questa vicenda dei sistemi
elettorali, per quello che può essere un dato nazionale
riferibile poi alla nostra realtà regionale, aver seguito il
dibattito di politica estera che ci è stato l'altro giorno alla
Camera, quando su un tema così delicato e con l'Italia
sostanzialmente in guerra, anche se attraverso la NATO, il
dibattito è avvenuto su nove mozioni di politica estera, su nove
mozioni e con una posizione del Presidente del Consiglio e della
maggioranza che lo sostiene articolata su posizioni
differenziate (la mozione diceva una cosa, l'intervento ne diceva
un'altra) per potere offrire alle parti concorrenti a formare la
maggioranza di Governo di potersi relazionare una volta con l'una
e una volta con l'altra cosa.
Onorevole Presidente, tutto ciò credo che sia difficile,
credo che sia impossibile, ed anche in Sicilia abbiamo bisogno di
chiarire le posizioni e questo Governo che ha dentro di sè
fortissime contraddizioni, per un rapporto con alcune forze
politiche di centro che non è più legato a fatti politici, ma
soltanto ad esigenze specifiche di tipo personale, non consente
di progettare proficuamente il futuro di questa nostra terra.
A partire da questa vicenda dell'esercizio provvisorio che
certo prima o poi bisognerà fare, perchè io mi rendo conto che
non è possibile lasciare la Regione siciliana senza alcuno
strumento che sia riferibile anche agli altri enti per potere
agire, non è possibile, tuttavia, che il tempo scorra senza che i
partiti, ed in particolare lei Presidente e il partito che la
esprime e i partiti del centro-sinistra, i socialisti, i
popolari, la Rete etc., non si pongano il problema di come
superare quest'emergenza, non si pongono il problema di come
superare e varare politicamente un Governo capace di far fronte
alle emergenze siciliane.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare 13
deputati. Così come concordato in sede di Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari alle ore 13.00 dovrà
concludersi la discussione generale. Quindi, invito i deputati
presenti che chiamerò nell'ordine di iscrizione, a consentire a
qualche altro di intervenire.
E' iscritto a parlare l'onorevole Misuraca. Ne ha facoltà.
MISURACA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che un
ragionamento compiuto su questa fase della sessione di bilancio
ed in particolare sul disegno di legge sull'esercizio provvisorio
non può prescindere da una rilettura critica della 'Finanziaria'
presentata da questo Governo.
Ho trovato spunti di riflessione circa questa mia posizione,
ho proprio rinvenuto nell'intervento dell'onorevole Piro, allora
capogruppo della Rete, intervento fatto nel corso della
discussione generale sull'esercizio provvisorio dell'anno
finanziario 1997 e cito appunto l'onorevole Piro. Questa è la
vicenda, questa è la storia dell'esercizio provvisorio che ripeto
si è caricato di significati politici. "L'esercizio provvisorio -
diceva appunto, l'onorevole Piro - è comunque un fatto
eccezionale e crediamo che via sia anche una responsabilità molto
diretta, molto precisa da parte del Governo, soprattutto per la
scelta che ha compiuto di volere far precedere - diceva
l'onorevole Piro - il bilancio da una legge così massiccia come
il cosiddetto disegno di legge finanziario".
Ed allora, attualizzando ad oggi il ragionamento
dell'onorevole Piro, credo che sia indispensabile procedere ad
una rilettura assolutamente critica e spero il più obiettiva
possibile del disegno di legge presentato dal Governo, appunto la
legge 'Finanziaria', attraverso intanto un preliminare commento
della relazione di accompagnamento del testo e poi per una
comprensione particolare e attenta, ad un successivo esame dei
titoli inseriti nel disegno di legge.
Nella relazione, infatti, che accompagna il disegno di legge
sulla Finanziaria, dopo una premessa riferita all'attuale
situazione finanziaria della Regione e alle crescenti difficoltà
nella predisposizione dei bilanci di previsione dovute, ad avviso
del Governo, alla progressiva riduzione delle entrate per effetto
del minore impegno finanziario dello Stato nei confronti della
Regione siciliana e degli oneri per ammortamento dei mutui già
contratti nonchè dei cospicui interventi regionali nei vari
settori dell'economia, viene sottolineata la necessità di
incidere maggiormente nelle varie direzioni, anche attraverso la
revisione della legislazione di spesa, al fine di potere dare
concreti segnali di risanamento della finanza regionale e
riconquistare la fiducia dei mercati finanziari. Sono questi gli
elementi salienti indicati nella relazione del Governo.
La mancata fiducia di tali mercati, continuava l'assessore,
ad avviso del Governo, non ha consentito la contrazione di mutui
per complessivi 1.700 miliardi (oggi è data la notizia sulla
stampa, appare proprio che la Corte dei conti abbia comunque
registrato il decreto dell'assessore), circostanza che ha
contribuito allora in modo rilevante ad aggravare la già precaria
situazione di liquidità della spesa regionale con conseguenze
gravissime in ordine al pagamento dei titoli di spesa.
Veniva, comunque, evidenziato che un graduale riequilibrio
della finanza regionale era stato in precedenza avviato dalla
legge regionale n. 6 del 1997, la legge finanziaria dell'allora
Presidente della Regione, onorevole Provenzano, e dalla
successiva legge regionale n. 5 del 1998, la legge finanziaria
del Presidente Drago, mediante l'introduzione di una serie di
norme dirette al potenziamento delle entrate ed al contenimento
delle spese e che, con il presente disegno di legge presentato
dal Governo, si intende continuare. Il Governo sostiene,
appunto, che si intende continuare nel percorso di risanamento
avviato dai precedenti governi. La prima parte del documento, la
parte di quel disegno di legge riporta gli articoli con i quali
si introduce con carattere di permanenza la strumentazione
programmatica già avviata con le citate leggi.
Viene, altresì, prevista la legge finanziaria come supporto
stabile, questa volta, con la quale avviare correttivi per
modificare l'andamento delle entrate e delle spese, ricondurre
l'intervento regionale nell'ambito delle scelte programmatiche
individuate.
La sostanziale novità per l'attuale legislazione regionale è
costituita, appunto, dall'obbligo per il Governo di presentare
così entro il 30 giugno di ogni anno il documento di
programmazione economica e finanziaria in analogia, comunque, a
quanto sostanzialmente previsto dalla legge di contabilità
statale ove la presentazione del suddetto documento è fissata
entro il 15 maggio di ogni anno.
Con il documento di programmazione economica e finanziaria
si riproduce nella sostanza non altro che il contenuto
dell'articolo 3 della legge nazionale n. 468 relativa alla
contabilità generale dello Stato.
Unico punto di differenziazione invece, rispetto alla
normativa statale, è che la definizione del documento di
programmazione economica e finanziaria si fa obbligo al Governo
regionale di consultare preventivamente le organizzazioni
sindacali e le categorie del mondo del lavoro e della produzione
e, poi, con emendamento del Governo, ricordo, che venne inserita
anche la Conferenza delle Autonomie locali.
L'articolo sulla finanziaria riprende sostanzialmente
all'articolo 11 della legge di contabilità di Stato quelle
disposizioni che trovano attinenza nel contesto della normativa
regionale.
La seconda parte del disegno di legge contiene varie
disposizioni dirette al potenziamento delle entrate della
Regione, alla valorizzazione del suo patrimonio: la rivalutazione
dei canoni, delle rendite patrimoniali le cui tariffe non
risultano aggiornate, la rivalutazione del patrimonio immobiliare
della Regione che nel conto del patrimonio risulta iscritta ad
oggi per valori assolutamente lontani da quelli reali, la
privatizzazione,infine, delle aziende regionali che possono
trovare sul mercato adequata richiesta per la loro attività, la
soppressione e l' incorporazioni di enti e di aziende, al fine di
razionalizzare l' erogazione dei servizi pubblici e ridurre gli
oneri per il loro mantenimento; la revisione complessiva del
sistema delle sanzioni amministrative pecuniarie.
Va comunque precisato, a mio avviso, che il monitoraggio,
così come indicato nel disegno di legge, può comunque effettuarsi
anche indipendentemente dalla specifica previsione legislativa
introdotta con questo disegno di legge.
Per la verifica poi del censimento dei beni demaniali,
sostenemmo, come forza politica, già in Commissione e poi qui in
Aula, nella discussione generale sul disegno di legge della
finanziaria, e lo confermo anche adesso, che erano comunque
sufficienti, anche in questo caso, le norme esistenti senza dover
ricorrere a particolari disposizioni di legge.
Sembra questo, invece, un modo per giustificare il mancato
raggiungimento di un risultato che pure rientri tra quelli
previsti dall'Amministrazione, quello cioè di riconoscere il
proprio patrimonio anche sotto l'aspetto della sua valutazione
economica.
Sulla privatizzazione e cessione delle aziende a capitale
pubblico regionale, abbiamo contestato al Governo la limitatezza
dell'ambito delle aziende interessate alla norma e l'assoluta
necessità, prima di procedere alle cessioni, che vengano
approvati precisi piani di ristrutturazione aziendale.
Nel caso contrario, ne siamo convinti, noi procederemmo alla
trasformazione delle aziende in società per azioni e dovremmo,
non riuscendo a collocarle sul mercato, foraggiarle, come è già
avvenuto, con pubblico denaro.
La terza parte di questo disegno di legge contiene invece
norme dirette a razionalizzare e contenere la spesa regionale
nella seguente direzione.
Un commento ai passaggi significativi del disegno di legge
rispetto ai quali, comunque, vanno fatte alcune riflessioni.
Viene indicata la modificazione del sistema di
quantificazione e rigidità delle spese, il graduale
ridimensionamento delle contribuzioni regionali nei vari settori,
la revisione dei residui passivi, la riduzione delle spese per
acquisto di beni e servizi, il divieto di nuovi concorsi per
reclutamento di personale, la maggiore responsabilizzazione per
il management e le aziende sanitarie ed ospedaliere,
l'armonizzazione dei tassi di interesse negli interventi
incentivanti per le imprese, la razionalizzazione, infine, della
spesa informatica e il contenimento delle spese per l'IRCAC.
L'insipienza di alcune parti di questo articolato è
assolutamente manifesta.
Le disposizioni in materia di residui passivi e perenti,
infatti, - lo sostenemmo con una dura battaglia in Commissione
Bilancio - non sono altro che un evidente appesantimento
normativo, quando in alcuni casi, le norme già esistenti
abilitano l' eliminazione degli impegni quando non corrispondano
ad obbligazioni.
Già nel disegno di legge, in Commissione Bilancio, è apparsa
la vacuità della norma sulla rinegoziazione dei mutui. Quando ad
una manifesta incapacità della Regione a rinegoziare con gli
istituti di credito i tassi per convenzione applicata, con norma
specifica, invece, si modifica il contributo sugli interessi già
concessi ai mutuatari se questi procedono alla rinegoziazione
direttamente con gli istituti di credito interessati.
La quarta parte del disegno di legge contiene alcune norme
in materia di contabilità e di controllo, rilevate interamente
dal disegno di legge del precedente Governo Drago, concernente la
riforma delle norme di contabilità generale della Regione
siciliana, ritenute più urgenti.
Si parla di introdurre il controllo di gestione
sull'attività regionale al fine di verificare l'efficienza,
l'efficacia e l' economicità dell'attività amministrativa e
garantire la realizzazione degli obiettivi programmati e la
corretta ed economica gestione delle risorse.
Abbiamo anche individuato la ridefinizione delle competenze
delle ragionerie centrali secondo la vigente normativa statale;
la definizione in modo più puntuale e rigorosa della normativa
relativa alla copertura finanziaria e delle leggi di spesa
regionale.
Le disposizioni, infine, in merito agli impegni di spesa a
carico degli esercizi futuri che non possono essere assunti senza
il preventivo assenso dell'Assessore regionale per il bilancio.
L'eliminazione dell'attuale procedura e reiscrizione in
bilancio delle spese perente in base alla previsione normativa
contenuta nel richiamato disegno di legge di riforma della
contabilità di stato.
Il ripristino, infine, per i dipendenti regionali delle
disposizioni di cui all'art. 9 della legge regionale in materia
di revisori contabili.
Appare del tutto evidente, onorevole Presidente, quanto poca
sia stata la capacità di elaborare un nuovo articolato,
soprattutto nel titolo quarto rispetto alla semplice e forse più
conducente riproposizione di parte del disegno di legge, ripeto,
allora proposto dal governo Drago, ma è soprattutto dal punto di
vista quantitativo che questa manovra appare assolutamente
aleatoria rispetto poi alle propagandate attese di
ridimensionamento dell'indebitamento, stimando l'incremento di
risorse e riduzione delle spese per un ammontare di circa mille
miliardi.
Ho esaminato, infatti, come altri colleghi in commissione
Bilancio, le schede tecniche trasmesse alla commissione Bilancio
da questo governo e tranne che non ci siano evidenti errori di
calcolo, il saldo contabile delle spese è certamente lontano
dalla quantificazione avanzata dall'onorevole assessore. Vado
alle conclusioni.
Allora, onorevole Presidente, se riconosco capacità
intellettuale ad alcuni membri del suo governo, è legittimo però
supporre che alcuni colleghi suoi, onorevole Crisafulli, abbiano
commesso degli evidenti errori nel trasmettere le schede
tecniche...
CRISAFULLI, assessore alla presidenza. Sono ragazzacci.
MISURACA. ...occorrerà effettuare delle verifiche, ma gli
errori a volte compiuti dai colleghi dell'onorevole Crisafulli
hanno completamente snaturato, come ha più volte richiamato
l'onorevole Tricoli, la manovra dal punto di vista quantitativo.
Ciò che è essenzialmente emerso, comunque, sul piano tecnico
circa l'inconsistenza quali-quantitativa della manovra, è
speculare sul piano politico.
Siamo oggi qui in Aula a consumare questo passaggio politico
quando alcuni passaggi politici sono stati già consumati per
l'esame del disegno di legge sulla manovra finanziaria. E' un
disegno di legge che conferma quanto veniva annunciato con
atteggiamenti assolutamente propagandistici e, invece, durante il
percorso legislativo - lo ripeto, ma credo che tutti noi se ne
abbia assoluta memoria - trovava momenti di empasse e comunque un
tortuoso percorso.
L'inconsistenza di questa maggioranza emergeva già nel corso
delle audizioni nelle varie commissioni di merito dove il disegno
di legge veniva, nella migliore delle circostanze, completamente
emendato e inoltre non preso in esame da una maggioranza
arrogante e pretestuosa.
Altro momento di evidente difficoltà veniva consumato, sì
onorevole Forgione, nel corso delle audizioni - ripeto - dove una
minoranza responsabile invece assicurava con la sua presenza il
numero legale e dava tono a questo Parlamento, consentendo che si
procedesse alle audizioni delle organizzazioni sindacali, di
categoria e di rappresentanti di tutti quegli interessi legittimi
e diffusi segnati da alcune norme di questo disegno di legge.
Credo poi che sia nota ormai a tutti la difficoltà
registrata dalla maggioranza nel momento in cui dopo la
discussione generale si è passato all'esame degli articoli,
momenti di vera frizione interna nella maggioranza si sono
registrati durante l'esame di alcuni articoli del disegno di
legge, ma soprattutto diversa è stata la valutazione politica da
parte di alcuni commissari della maggioranza su tanti emendamenti
presentati dalle forze del Polo.
Valuteremo allora con attenzione l'atteggiamento in Aula dei
vari gruppi parlamentari e dei singoli deputati sulle valutazioni
che vorranno esprimere e il voto che vorranno dare sulla
soppressione di alcuni enti, come previsto dal disegno di legge,
e sulla mancata soppressione di altri, richiesta con emendamenti
dal Polo, ma non accolti dal governo.
Ma il segno più evidente della difficoltà di questa
maggioranza è dato comunque dalla manifesta incapacità di esitare
non altro che uno stralcio dell'originario disegno di legge, e lo
dissi allora, senza alcuna polemica, durante la seduta della
discussione generale sul disegno di legge della finanziaria:
"Non vorrei proprio - dicevo allora - che fosse consentito
all'onorevole Piro ciò che allora non fu consentito all'onorevole
Provenzano", cito appunto il resoconto stenografico di quella
seduta in cui l'onorevole Piro, rivolgendosi all'onorevole
Provenzano, disse: "noi non contestiamo il diritto di ognuno, e
meno che mai del Governo, a riconoscerci un disegno di legge, ci
sembra però una mistificazione"- continuava l'onorevole Piro -
"nel senso che viene operata una falsificazione della realtà,
dichiarare, come ha fatto il Presidente della Regione, che il
disegno di legge esitato è quello del Governo al 90%, come se
nulla fosse, dunque, successo in Commissione.
Attendiamo quindi, dopo il passaggio che verrà consumato in
Aula del disegno di legge sull'esercizio provvisorio, la
discussione, il passaggio all'esame degli articoli sul disegno di
legge della finanziaria.
D'altronde però concludo citando il Presidente della
Commissione, onorevole Di Martino che, nel corso della
discussione generale sull'esercizio provvisorio per l'anno
finanziario '98, disse: "Signor Presidente, onorevoli colleghi,
non c'è dubbio che al peggio non c'è mai fine. Signor
Presidente..." - citava lei onorevole Di Martino e questa volta
la rinvio a voi in un gioco di ping-pong - "Signor Presidente
ritengo che se Tomasi di Lampedusa fosse vissuto adesso, in
quest'epoca, nel Gattopardo non avrebbe scritto che dopo i
gattopardi ci sono le belve, le iene e gli sciacalli, secondo me,
avrebbe fatto una fotografia alla realtà, avrebbe detto che dopo
i gattopardi non possono arrivare pure i somari, perché avrebbe
fotografato la situazione reale dell'anno 1999-2000".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne
ha facoltà.
PELLEGRINO. Dopo il mio intervento sono tutti decaduti gli
iscritti a parlare?
PRESIDENTE. Avete convenuto di chiudere la discussione alle
ore 13.00 per passare poi all'esame degli articoli del disegno di
legge. Quindi intorno alle 13, 13,15, 13,20....
VIRZI'. Lei mi ha saltato di autorità. Non ho rinunciato a
intervenire. Voglio cinque minuti dell'ultimo quarto d'ora.
PRESIDENTE. ... siete cancellati di fatto e riprenderete
l'intervento sull'articolato. Onorevole Pellegrino la prego di
lasciare anche spazio agli altri nel suo intervento, pur avendo
lei la disponibilità di venti minuti.
PELLEGRINO. Signor Presidente, sono io che prego lei di una
cosa invece. Non sono abituato ad alimentare turbolenze, però
ieri sera ritengo di aver capito che l'opposizione oggi si
preparava a rinunciare ad alcuni interventi, perché,
diversamente, non si capisce l'impegno assunto dal Presidente
dell'Assemblea e il richiamo che il Presidente dell'Assemblea ha
fatto, e certamente non poteva farlo alla maggioranza che non era
iscritta a parlare.
Allora questa mattina lei deve decidere se rispettare
quell'impegno, e quindi fare in modo che ognuno faccia qualche
sacrificio, ma non lo può chiedere a me, perché sono l'unico
iscritto a parlare, facevo parte di un elenco dove ho sentito che
ero l'ultimo, per cui le chiedo, nel rispetto della regole di
questa Assemblea...
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
PELLEGRINO. Allora dopo di me non parla più nessuno? Dobbiamo
essere chiari su questo.
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, se il suo intervento andrà
oltre le ore 13.00, dopo di lei non parlerà più nessuno.
PELLEGRINO. Signor Presidente è una questione di principio. Mi
avete insegnato, quando ero alla maggioranza e quando ero
all'opposizione, che le regole vanno rispettate, e allora le
regole dicono che se non si è presenti in Aula non si ha più il
diritto di parlare. E' capitato a me altre volte, me l'ha
ricordato l'onorevole Cristaldi in questa legislatura.
Le chiedo dunque, se tutti quelli che erano prima di me sono
cancellati perché non sono presenti, io intervengo,
diversamente, la prego, nel rispetto delle regole, di far parlare
la maggioranza, gli iscritti e poi fa parlare me per ultimo, e mi
impegno a parlare non per venti, ma anche per dieci minuti, ma le
regole debbono essere rispettate, signor Presidente, perché così
non possiamo andare avanti Così non possiamo andare avanti, né
possono essere inventate questioni, quindi mi dica lei.
PRESIDENTE. Nella logica dell'accordo di ieri, chiedo ai
presenti che si sono iscritti a parlare se ritirano la
richiesta.
Non la ritirano . Onorevole Pellegrino, secondo le regole,
è iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo
di ascoltare ampiamente il dibattito in quest'Aula e non ho più
capito se l'oggetto è la legge in discussione oppure se c'è in
discussione la fiducia o la sfiducia al Governo.
Ritengo che la Presidenza dell'Assemblea, che si è succeduta
dall'inizio di questa discussione sul tema, abbia consentito di
andare oltre quello che era l'oggetto per il quale questa
Assemblea oggi è chiamata a discutere, decidere e quindi
legiferare.
C'è l'esercizio provvisorio, c'è un articolo unico che
chiede un mese ulteriore fino al 30 di aprile dell'esercizio
provvisorio e noi su questo abbiamo consentito all'Aula di potere
divagare su tutto tranne che sull'oggetto specifico del tema in
questione.
E sul tema in questione voglio brevemente dire che in tre
anni, i due anni e più che ci separano dall'inizio della
legislatura ad oggi, sia il governo Provenzano, sia il governo
Drago, non hanno mai presentato un bilancio, una finanziaria nei
termini di legge, cioè entro il 31 di dicembre. Hanno richiesto
l'esercizio provvisorio fino ai quattro mesi, sia col governo
Drago che col governo Provenzano, e nessuno di coloro i quali
oggi, prendendo la parola, esprime una concettualità di
opposizione tremenda al Governo era abilitato, in virtù delle
cose già fatte mentre erano maggioranza, mentre si era in
maggioranza, era abilitato a scandalizzarsi al di là di tanto
nella considerazione che questo Governo nasce a novembre, a
novembre è entrato e si insedia ai primi di dicembre e cioè a 20
giorni dalla naturale scadenza del bilancio stesso. Io ho
sentito le accusa più forti e più atroci da parte della destra
nei confronti di questo Governo di centro-sinistra.
E' stato invitato Capodicasa a dimettersi dopo tre mesi
appena di presenza e di lavoro per non avere realizzato tutte le
cose che il centro-destra in due anni e mezzo non ha saputo
realizzare. Quando sento gli stessi soggetti, assessori o
presidenti uscenti dei governi precedenti di centro-destra,
accusare questo governo, quello di centro-sinistra, per la sua
incapacità a risolvere i mali della Sicilia nel giro dei 90
giorni che lo separano dall'insediamento, io dico che si è
ingiusti, irriguardosi e certamente non si sta ufficializzando la
realtà e la verità delle cose in questa Assemblea.
Quando ho sentito accusare e dire 'Capodicasa sei bravo', i
DS sono bravi, il PPI è bravo, Rinnovamento Italiano è bravo, ma
c'è una parte di questo Governo che non è in grado di soddisfare
le esigenze del governo, io dico: ma con chi avete governato se
non con quella parte che oggi voi dite non essere all'altezza?
Cioè per due anni e mezzo l'UDR, sia che sia stato CDR e CDU, è
stato nei governi di centro-destra col governo Provenzano con il
governo Drago.
Se poi, alla fine, l'accusa enorme ed unica è che solo
l'U.D.R. è la peste di questo Governo, è il passato della prima
Repubblica, allora noi aggiungiamo a questo che il timore, forse,
della presenza forte di questa compagine in Sicilia vi preoccupa
a tal punto da dovere demonizzare una forza politica, rimanendo
accanto alla politica dei moderati, però guardando a quello che
già fino ad ora si è verificato, la dismissione degli Enti porta
il nome di Castiglione dell'U.D.R., che ha iniziato con
Provenzano, Governo di centro-destra, però né Provenzano, né il
Governo successivo sono riusciti a portare avanti perché c'era
una parte della destra che con quella legge non aveva nulla a che
dividere.
Se la "legge voto" è arrivata io non credo che sia arrivata
per la bella presenza del Presidente Provenzano, al quale
continuo a dare la stima per essere un professore all'altezza
della situazione, per essere un Presidente che ha preferito stare
in sella piuttosto che dimettersi nel momento in cui avrebbe
dovuto dimettersi, non quando il centro-destra lo ha costretto a
dimettersi dall'interno stesso della sua maggioranza.
Se quella legge è arrivata in Aula ed ha avuto il voto di
questa Assemblea, io dico che, ancora una volta, è avvenuto con
questo Governo e con l'U.D.R. in questo Governo e in Assemblea, e
con i voti anche dell'U.D.R., sia in Commissione che nel Governo,
io ritengo che sia troppo ridicola e insulsa, priva di qualsiasi
significato oggettivo e reale l'accusa all'U.D.R., agli assessori
dell'U.D.R., alla rappresentanza dell'U.D.R. in quest'Aula, di
non so quale mancanze, nel giro di 90 giorni, che trovano un
riscontro reale e pacifico, nei i due anni e mezzo dei Governi di
centro-destra che non hanno fatto né la dismissione degli Enti,
né la "legge voto", né nulla che potesse, oggi, essere additato
come fiore all'occhiello di quei Governi.
Ed io ho sentito un'analisi forte - e vado a concludere -
fatta dal collega Fabio Granata, ieri sera, il cui intervento
ritengo sia stato il più conducente da parte della destra e
del centro-destra, il più ragionato, anche il più produttivo per
essere attenzionato e per essere discusso, però devo aggiungere
che gli è mancata, pur condividendo larga parte delle cose dette,
l'autocritica, gli è mancato ricordare all'Assemblea che il
Governo Drago ha atteso 6 ore le liti all'interno di Alleanza
nazionale sui tre assessori, gli è mancato di ricordare che
c'erano due Presidenti dei gruppi parlamentari da parte di una
forza politica che sosteneva i Governi di centro-destra di
Alleanza nazionale e ha dimenticato, a mio avviso, un'altra
questione, che ritengo essenziale per questa Assemblea e per la
vita futura dell'Assemblea regionale siciliana, se l'opposizione
di sinistra al Governo di centro-destra è stata in più occasioni
forte e distruttiva e però nei limiti - il più delle volte, non
sempre - della normale dialettica assembleare, oggi quello che
sta avvenendo da parte del Polo, vedovo del potere più che di
progettualità che sono soltanto di parola.
I progetti si realizzano e hanno avuto due anni e mezzo per
tentare di realizzarne qualcuno, anche quegli Enti inutili,
onorevole La Grua, che in Prima Commissione avevamo individuato
perché venissero annullati e che nessun Governo di
centro-destra, però, ci annullò e però devo dire che se il clima,
che è atroce, di questa Assemblea, che porta ad una
contrapposizione che è frontale e che rimane forte anche per
l'avvenire, voglio capire quale altro Governo che sostituisca
questo, che viene considerato debole di minoranza, quale altro
Governo potrà reggere ormai sulla scia dell'opposizione
distruttiva e preconcetta che la destra ed il centro-destra
stanno fornendo in quest'Aula nei confronti di questo Governo e
di questa maggioranza.
Quale può essere l'esempio per l'avvenire per qualsivoglia
altro governo se si dovesse perpetuare, anche per l'avvenire, che
l'opposizione si identifichi con il percorso e con la volontà dei
5000 emendamenti alla finanziaria, dei 400 emendamenti
sull'esercizio provvisorio?
E' più possibile, regolamento alla mano, consentire ad un
nuovo governo, se dovesse nascere, di potere operare e lavorare
nell'interesse della Sicilia, dei siciliani, di cui ci sporchiamo
sempre la bocca, e potere attuare in quest'Aula con questo tipo
di contrapposizione frontale e mortale per la Sicilia, non per i
governi, non per gli assessori, quale potrà essere l'avvenire
sulla base di quello a cui stiamo assistendo in questo momento in
quest'Aula?
L'appello forte che faccio perchè, al di là dei regolamenti,
ci sia la consapevolezza forte di quello che potrà essere il
domani di ulteriori governi, ulteriori composizioni più o meno
larghe, quando sento parlare già di larghe intese, non sono
ribaltoni questi, è invece un discorso normale questo che la
destra assieme alla sinistra e assieme a Forza Italia possano
comporre la configurazione del Governo del futuro. Questo sarebbe
normale, sarebbe niente di eccezionale, niente di tradimento nei
confronti degli elettori.
Non è più opportuno invece riconsiderare che i mali di
questa terra di Sicilia hanno bisogno di maggiore attenzione, di
meno parole, e di più fatti concreti per poter fare uscire fuori
dalle secche dell'immobilismo un avvenire che oggi è nero e
sembra assurdo per tutti.
Non è sciocco sentirmi dire ancora: l'EAS va privatizzato o
no? Quando il Governo Provenzano con un atto amministrativo, il
governo di centro-destra, l'ha deciso con la delibera n. 97.
Quale altra considerazione devo fare nel momento in cui la stessa
cosa la dice il governo di centro-sinistra, riportandola in legge
con la salvaguardia dell'occupazione, con la salvaguardia del
livello occupazionale dei dipendenti dell'EAS e di quelli in
quiescenza, con il recepimento della legge Galli?
Oggi invece chi l'ha definito con un atto amministrativo si
oppone, a se stesso innanzitutto vorrei dire; e poi per la
contrapposizione che certamente non serve quando ci si
contrappone solo per contrapporci.
C'e' un momento di riflessione che ho già chiesto e che non
vedo verificarsi in Aula. I 400 e i 5000 emendamenti reggeranno
all'urto dell'Aula, avranno un loro forte accoglimento e quindi
una modifica della finanziaria? E quindi, sarà gioco facile per
la destra dire: accantonate la finanziaria, facciamo un bilancio?
E' possibile? E' possibile di fronte a 3 mila miliardi e oltre di
debito su cui dovremmo impiantare un nuovo bilancio se non c'è la
finanziaria?
E' possibile che ci stiamo curando davvero degli interessi
della Regione siciliana, della sua autonomia, del suo ruolo,
parlando ed agendo in questo modo? E voi pensate che sia facile
scaricare solo ed esclusivamente con una battuta farsesca
sull'U.D.R. le contraddizioni? Sull'U.D.R. e i suoi
rappresentanti in Aula l'incapacità del Governo di andare avanti
e di potere legiferare? O non è invece piuttosto vero che
l'U.D.R. con la posizione coraggiosa che ha assunto, perdendo
qualche penna per questa posizione coraggiosa, sia il solo
ostacolo forte a che Forza Italia, Alleanza Nazionale, il C.C.D.
e qualche transfuga che si converte sulla strada di Damasco, oggi
a sinistra e poi a destra, pur di non perdere la propria
presidenza e il proprio ruolo, possa invece essere questo
l'elemento vero e forte, perchè bisogna attaccare l'UDR.
Ci staremo nei progetti e ci staremo fin tanto che questo
Governo potrà rappresentare una inversione forte di tendenza
rispetto al passato. Ci staremo e vogliamo collaborare e
vogliamo essere presenti e portatori di idealità e di
progettualità concreta e seria, facendo diventare le parole leggi
e lasciando le parole e andando verso i fatti, fin tanto che
questa Aula sarà in grado, al di là dei numeri, fornire
prospettive reali.
Ed ecco perchè diciamo, e io dico fortemente, che se
Capodicasa e questo Governo non dovessero portare avanti una
finanziaria, questa finanziaria, questo Governo, per quanto mi
riguarda, non esiste più, perchè non avrebbe più motivi di potere
incidere e dare quell'inversione di tendenza reale e forte di cui
il Paese ha bisogno.
Questa finanziaria, più che il bilancio, deve essere fatta.
Se il bilancio non si dovesse fare e si dovesse ricorrere alla
chiusura di questa Assemblea, ben venga, perchè credo che ad oggi
non ci siano gli estremi perchè questa Assemblea possa continuare
a vivere come ha vissuto nel passato e, cioè, di contrapposizioni
di pregiudizialismi e non di realtà concrete e forti al servizio
della Sicilia.
Ed è con questa considerazione che io ritengo di dover fare
appello anche alla maggioranza perchè sia presente in Aula, al
Governo perchè sia presente in Aula, perchè ci possa essere
un'osmosi più diretta tra il potere legislativo ed esecutivo e
quello che è il potere legislativo dell'Assemblea.
Altrimenti, presidente Capodicasa, tu deluderesti non solo
me - può non significare nulla questo - ma non puoi essere
successore di Provenzano e Drago con la stessa loro impostazione
di fronte ai problemi della Sicilia: Purchè resto Presidente, io
non faccio niente purchè lo faccia io. Io credo che tu questo non
voglia nè dirlo nè farlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che,
per restare nei tempi e perchè venga onorato l'impegno assunto in
Conferenza dei Capigruppo, non serva indugiare in polemiche
inutili.
Certo è che i problemi che ha questa Aula sono legati ad un
deficit di legittimazione dell'esecutivo e del suo Presidente, e
a poco vale il tentativo apprezzabile dell'on. Cintola di
spiegarci che l'UDR è l'architrave di questa maggioranza, perchè
noi sappiamo perfettamente che senza l'UDR questa maggioranza non
ci sarebbe. Quindi, sappiamo che l'obiettivo l'onorevole Cintola
l'ha colpito ed i siciliani debbono sapere che, se c'è un
presidente della Regione che si chiama Capodicasa, questo si deve
agli amici dell'ex CDU, oggi UDR.
Quindi, onorevole Cintola, io l'apprezzo molto per questa
scelta che ha fatto di chiarezza, ma i siciliani l'avevano
capito. Senza questo ribaltone e senza questo atteggiamento - mi
perdoni l'amico Cintola -, che qualcuno potrebbe definire di
"trasformismo", non so come si possa definire il comportamento di
chi cambia schieramento, ma forse è eccessivo dire che hanno
cambiato schieramento, per logica sembra di capire che i
parlamentari oggi dell'UDR l'altro giorno sostenevano il
centro-destra e oggi sostengono il centro-sinistra, che
Capodicasa deve tutto a loro, come del resto anche l'onorevole
D'Alema deve tutto a Mastella. C'è una omogeneità di condizione
tra il livello regionale e il livello nazionale. Due blitz di
Palazzo, tradimenti degli elettori, parlamentari eletti in uno
schieramento che hanno, non so con quale coerenza ..
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino è vero che parliamo di
esercizio, con l'aggettivo, provvisorio, del tutto provvisorio in
questo sistema dei partiti, ma vada all'esercizio.
PRESIDENTE. Signor Presidente, è veramente da ammirare perché
mi sta richiamando all'ordine. Io ho ascoltato tutti gli
interventi ....
PRESIDENTE. Un consiglio affettuoso, mai all'ordine.
AULICINO. ...e mi sono sembrati tutti fuori tema, però io sono
assolutamente disponibile ad accettare questa sua precisazione
perché sono un tollerante e capisco perfettamente, ed ho
consapevolezza di fare un intervento fuori tema.
D'altra parte noi ieri seri abbiamo chiarito, onorevole
Capodicasa, che questo "ostruzionismo", che però abbiamo deciso
di contenere per consentire l'approvazione dell'esercizio
provvisorio entro domani, è causato da un Governo e da un
Presidente della Regione al quale non riconosciamo legittimazione
popolare.
La verità è, e chiudo, che davvero bisogna chiarirsi le idee
ed eventualmente le condizioni poste dall'onorevole Cintola e
dall'UDR all'onorevole Capodicasa potremmo porle noi.
Eventualmente sarebbe doveroso andare ad elezioni anticipate
perché bisogna restituire ai cittadini la piena titolarità a
scegliere i governi, e a me non risulta che parlamentare di
questa Assemblea, che oggi sostengono il Governo di
centro-sinistra siano stati votati dagli elettori per sostenere
un Governo di centro-sinistra.
Le difficoltà sul bilancio, le difficoltà sulla finanziaria
sono legate a questa inadeguata immagine politica del Presidente
Capodicasa. Un Presidente senza maggioranza con uno, o due,
parlamentari in tutto che se gli va bene oggi o domani, quando
sarà posta la fiducia, potranno ancora tenerlo in sella, ma sarà
a tutti chiaro che questo è un governicchio senza maggioranza,
frutto di un ribaltone, frutto di tradimenti, quindi, molto
precario sul piano dell'immagine.
I siciliani lo hanno capito.
Stamattina ho ricevuto una telefonata da un amico di
Messina, un parlamentare, che mi diceva ...
PRESIDENTE. Un parlamentare del CCD di Messina?
AULICINO. No, io non ho detto né lo schieramento, né altro.
Non so a che cosa si riferisse. Credo di avere capito che era
molto disgustato del fatto che, avendo votato per un parlamentare
che gli aveva spiegato che bisognava creare una alternanza
democratica tra due blocchi e sostenere il blocco
liberaldemocratico e cattolico, si è ritrovato con un deputato da
lui eletto che nei fatti, nei comportamenti, ha scelto l'altro
schieramento.
Onorevole Presidente Capodicasa per evitare di perdere tempo
su questa non inutile polemica, perché quando si parla di
rapporto tra eletti ed elettori non è mai eccessivo parlare della
moralità delle scelte, della coerenza dei comportamenti, perché
la democrazia vive di coerenza.
Nessuno si infastidisca del fatto che qualcuno di noi
continua a parlare del corretto rapporto che deve instaurarsi tra
chi governa e i cittadini.
E' immorale quello che è successo in Italia, è immorale
quello che è successo in Sicilia, e l'atteggiamento di grande
serenità dell'Assessore Crisafulli e del Presidente Capodicasa,
giusto perché sono presenti loro, denuncia o un rapporto con i
principi della democrazia molto leggero e superficiale che va
censurato, perché con grande leggerezza si sottovaluta
l'importanza della delega democratica e l'importanza delle regole
in democrazia perché non è consentito, in modo corretto a
nessuno, prendere il potere con blitz.
Avete fatto un blitz, vi ritrovate con una opposizione che
vuole creare problemi non a questa finanziaria, a parte il fatto
che se questa finanziaria avesse uno spessore strategico forse
l'opposizione avrebbe riflettuto sull'opportunità di chiedere al
Governo le dimissioni per favorire un Governo diverso, noi siamo
di fronte ad un Governo delegittimato sul piano democratico e a
un Governo che non è nella condizione di prospettarci un disegno
di politica economica e finanziaria adeguato all'emergenza
siciliana.
Il giudizio sulla 'Finanziaria' è anche di merito, una
'Finanziaria' che non scioglie nessun nodo, che non risolve alcun
problema, che non crea nessuna risposta alla domanda di lavoro
che viene dai disoccupati siciliani, quindi un Governo inadeguato
anche sul piano progettuale, un Governo inadeguato sul piano del
profilo progettuale oltre che delle immagini, quindi siamo ad una
miscela esplosiva di delegittimazione, un Governo che farebbe
bene a dimettersi, per questo motivo domani l'opposizione
immagino faremo la riflessione sull'opportunità di approvare
questo disegno di legge sull'esercizio provvisorio.
Abbiamo preso degli impegni per oggi, siamo orientati a non
creare problemi noi alla Sicilia, però un appello al Presidente
Capodicasa.
Ma Lei Presidente, si rende conto di quanto danno alla
Sicilia questo Governo rischia di produrre mantenendosi in carica
nonostante la precarietà della sponda parlamentare alla quale fa
riferimento?
Si rende conto, Presidente Capodicasa, quanto il percorso
legislativo sia condizionato negativamente dalla precarietà dei
numeri?
Si rende conto che l'emergenza che vivono i Siciliani in
questo momento meriterebbe un Governo più autorevole, più
spondato, dal punto di vista della maggioranza parlamentare, per
fare alcune cose essenziali, come la riforma elettorale, la
riforma burocratica, la riforma delle regole e restituire ai
Siciliani il diritto dovere di scegliersi un Governo che governi
cinque anni con regole nuove e con una struttura burocratica in
grado di pompare i servizi all'economia ed ai cittadini per
evitare appunto che il fare impresa in questa terra difficile sia
un'impresa?
Ecco, su questi quesiti io spero che il Presidente
Capodicasa con la sua serenità olimpica, spero inconsapevole,
rifletta seriamente perchè un'eventuale permanenza alla guida di
questo Governo, con questa si fa per dire maggioranza o minoranza
strutturale, perchè è una minoranza a parte il sostegno
eventualmente che potrebbe venire da Rifondazione comunista,
qualora, ma il Congresso di Rifondazione ha lanciato un segnale
chiarissimo, io se fossi nei panni del Presidente Capodicasa non
mi illuderei tanto del soccorso di Rifondazione comunista, li so
molto recenti dal Congresso di Rifondazione comunista è venuto un
segnale chiarissimo di opposizione ferma nei confronti del
Governo D'Alema e di tutte quelle giunte in cui ci sia l'UDR.
Allora, immaginando un'opposizione coerente di Rifondazione
comunista, caro onorevole Capodicasa, Lei è purtroppo per noi, i
Siciliani, ma Lei non ha una vita facile e questo purtroppo
dispiace, non soltanto al mio partito ed all'opposizione, ma
dispiace per le conseguenze gravissime che questa sua scelta di
continuare a detenere il potere illegittimamente può determinare
nella Sicilia e nella nostra Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che a
nessuno sia sfuggito che è stato un po' atipico questo dibattito
molto allargato sull'esercizio provvisorio, anche perchè non
occorre nascondersi dietro un dito e riconoscere che questo
esercizio provvisorio è un preludio alla 'Finanziaria' che è
stata annunciata, ancorché poco dibattuta nelle sedi competenti e
che siamo in attesa di un bilancio che dovrebbe segnare
l'inversione di tendenza capace di identificare ex novo questa
maggioranza.
Però io vorrei dire che alla fine di tutto quello che è
accaduto in quest'Aula, credo che nessuno possa mettere in campo
giudizi di natura moralistica per dire che il centrodestra
ostruzionisticamente ha allargato il tiro, dato che credo anche
nell'ultimo dei consigli comunali d'Italia e di Sicilia sia
chiaro a tutti come i passaggi finanziari, a partire
dall'esercizio provvisorio, siano atti politici.
Non ho bisogno di ricordare le citazioni dell'onorevole
Provenzano a proposito delle tesi che in questa stessa data, ma
ad anno diverso, venivano rese da uomini del centro sinistra che
ora siedono nei banchi del Governo, per dire che c'è un grave
ritardo.
Allora, il ritardo con cui arriviamo all'esercizio
provvisorio, alla spesa per dodicesimi, è il risultato di un
disastro politico che nasce dal vostro contenzioso interno per
definire la ruota di pavone degli assessorati e, persino, un
passaggio elementare nella vita e nell'attività di un Parlamento
come la costituzione del Consiglio di Presidenza e le presidenze
delle commissioni.
Ben due mesi avete politicamente litigato per queste cose
Anche per questo arriviamo al quarto esercizio provvisorio e
guardiamo con apprensione alla data del 30 aprile
C'è un retroterra politico di pezze diverse, di colori
diversi, messi assieme frettolosamente pur di fare credere
all'uditorio che in vetrina ci fosse un vestito sartoriale.
Credo che questo dibattito sarebbe stato infinitamente più
sereno, più civile, più consono alle tradizioni di quest'Aula se
da parte del Governo ci fosse stata meno arroganza.
So che l'onorevole Capodicasa, ad esempio, da leader
dell'opposizione non si distraeva mai, da presidente della
Regione si autoriconosce il diritto di volare più alto e di non
ascoltare le mille cose di cui magari novecento già note, ma
cento delle quali potevano costituire un suggerimento, un
correttivo, un momento di civiltà e di confronto con le cose che
venivano suggerite dai parlamentari, credo non tutti scemi, non
tutti incolti, del centro destra.
Credo che nemmeno il Governo Campione, di cui l'onorevole
Parisi era vicepresidente, con 75 deputati di maggioranza, non
manifestasse tanti muscoli e tanta superbia e tanto distacco e
tanti giudizi che tagliano carne e ossa nei confronti della
strumentalità o dello "schiocchezzario" messo in campo dalla
opposizione; una polemica politica che, fatta nelle piazze,
lascia il tempo che trova, ma che, fatta in questo Parlamento,
suona a offesa, a "vulnus" alle istituzioni.
Allora, voglio dire che anche su ciò che ha preceduto questo
nostro momento finale, credo che il Governo abbia largamente
contribuito a costruire uno stato d'animo. Sostanzialmente,
checché ne dica l'onorevole Cintola, che da oggi credo possa
presentare domanda di iscrizione ad honorem all'albo degli
avvocati difensori, credo che sia oggettivo, senza calcare troppo
la mano, dire che questo Governo per debolezza intrinseca, per
virulenza dell'opposizione abbia prodotto poco, ma quel poco che
ha prodotto ha cercato di farlo con la furbizia, ha cercato di
sottrarsi al confronto serrato in Commissione. Chi fugge da
cento emendamenti nelle commissioni certamente se ne trova
cinquemila in Aula. E potete pensare di scappare così a
confronto con l'opinione pubblica siciliana? O volete giocare,
peggio, a farci apparire inconcludenti, visionari? O pensate di
potervi difendere con la stampa amica che tanto sapientemente vi
coltivate con i vostri potentissimi strumenti istituzionali che
puzzano di muffa e di 1800? Volete fare la polemica politica in
Sicilia prima delle elezioni europee, mettendo in campo che
possiamo essere sciolti?
Onorevole Presidente Capodicasa, onorevoli colleghi è
mortificante per tutti noi che dei colleghi parlino di questo
Parlamento come di un consiglio comunale che può essere
commissariato Stiamo attenti a mettere in campo questa
propaganda perchè ne veniamo fuori tutti diminuiti, tutti
indistintamente Non possiamo essere sciolti perchè una volta non
approviamo il bilancio Su queste cose le carte costituzionali
parlano chiaro Parlano di gravi e ripetute violazioni statutarie
per il salto di un bilancio Non sarà certo il governo D'Alema a
sciogliere questo Parlamento
Diceva una volta il nostro senatore Tedeschi "forse potete
sciogliere a malapena i lacci delle vostre scarpe, figuriamoci il
Parlamento siciliano e, se lo fate, ve ne assumete la
responsabilità a livello nazionale, regionale ed immediatamente
europeo".
Perchè ho parlato di arroganza? Perchè mentre producete
chiacchiere e silenzio in questo Parlamento, contemporaneamente
operate e non ci dite nulla.
Ad esempio, vorrei sapere se è vero o no che da questo
Governo arrivano pressanti inviti ai super-advisors a coloro che
dovevano pilotare ed indirizzare la dismissione degli enti perchè
rappresentino le loro dimissioni e non dismissioni.
Li avete nominati voi, li ha nominati l'Assessore
Castiglione e li invita alle dimissioni. Vorrei sapere se è vero,
e vorrei sapere per quale motivo all'improvviso è venuta meno una
fiducia universalistica riposta in questi 'quattro sapientini'?
O è, per caso , emerso un quinto erede di verità che la voleva
imporre a tutti gli altri che non l'accettavano e, siccome, il
quinto rappresenta la voce del Governo, e vorrei sapere se
rappresenta la voce e gli interessi di tutto il Governo, gli
altri super-advisors sarebbero stati invitati informalmente e
ufficiosamente alle dimissioni.
Queste cose sono all'attenzione di questa Aula, così come sa
di furbizia e non di serenità e di forza composta il trucchetto
della fuga in Commissione di fronte al nominativo del commissario
liquidatore unico.
Avete imposto la procedura d'urgenza.
La Prima Commissione, d'accordo con il Presidente Ortisi,
vuole fare l'audizione, perchè credo che sia legittimo che il
Parlamento siciliano venga informato, sia la passo sul come
procede la nostra politica di dismissione del nostro vecchio
apparato industriale.
Fra pochi giorni scade tutto. Siamo in piena finanziaria,
in pieno bilancio, i quindici giorni scadranno e un altro atto
qualificante di questo Governo sarà stato quello di eludere il
giudizio di merito del parlamento a distanza ravvicinata su un
argomento assolutamente qualificante.
Ancora, la vicenda dell'EAS, molto brevemente, è
inconcepibile che ci diciate di discutere con serenità di un
passaggio pressoché obbligatorio e formale come l'approvazione di
un bilancio di dodicesimi accompagnandolo alla ridicola,
vergognosa, da dopoguerra sul fatto che rischiamo di mettere a
rischio gli stipendi dei dipendenti, nel momento in cui con pezzi
di finanziaria cercate di privilegiare gruppi specifici di
dipendenti, saccheggiando contestualmente il Fondo di quiescenza
dei pensionati regionali.
Volete gettare nel dimenticatoio d'emblée e senza dirci le
procedure, tutta una serie di organismi che hanno avuto una
funzione preziosa nella vita della Sicilia, a partire dall'ISMIG,
all'EAS.
Volete privatizzare tutto, ma una valutazione ragionevole va
fatta: ciò che è stato istituito con legge da questo Parlamento
non può essere dismesso e privatizzato con atto meramente
amministrativo, con la tecnica del silenzio-assenso.
Per sciogliere l'EAS ci vuole una specifica legge di questa
Regione che individui i percorsi, gli interlocutori, che faccia
l'identikit dei privati, che dica qualcosa di onesto, di chiaro
di accettabile sul destino dei dipendenti.
Io mi cruccio di tutto questo, onorevole Presidente, perchè
penso alle polemiche del passato e come malamente sono stati
individualmente aggrediti gli Assessori ed i Presidenti del
centro-destra mentre lei se le scapola tutte con la sua
simpatica aria da dittatore iracheno a metà strada tra Saddam e
un Ocalan nostrano.
Lei in questo momento sembra defilato da tutto perchè questo
Governo si qualifica davvero per pochi atti amministrativi perchè
c'è una grande cappa di silenzio e siamo tutti ridotti - il primo
io - a fare polemica e soltanto polemica sulle piccole cose
perchè di legge organiche, che non siano a macchia di leopardo,
che non siano il frutto di una sommatoria di richieste diverse
provenienti fa fazioni partitiche o interpartitiche diverse, non
c'è dato discutere.
Una cosa seria ce la dobbiamo dire.
Il 18 aprile pezzi importanti della società siciliana
collocati diversamente, faranno insieme una grande campagna
politica per il rinnovamento istituzionale e costituzionale del
nostro Paese, la cosa incredibile è che quelle medesime forze in
quest'Aula sono divise da fatti contingenti e non riescono a
ritrovare una ragion comune per costruire un percorso di
rinnovamento di fronte ad una società che invece annega di fronte
alle piccole cose e viene governate con piccole, grandi e medie
deficienze di cui è terribile parlare: i rifiuti, il
commissariamento da parte dello Stato, gli scioglimenti degli
enti che producono soltanto zoppiccamenti e cause perdute e
pignoramenti e i fondi europei che si perdono ed è soltanto
polemica. Allora, il problema vero, io non intendo lanciarmi in
filippiche sulla debolezza di questo Governo, lo conteremo da qui
al breve termine, però io credo che la parte più avveduta
dell'attuale formazione di maggioranza si renda conto che così
con i trucchetti, con gli escamotage d'Aula, con i trucchetti
regolamentari che ci mortificano tutti per chi li fa e per chi li
subisce non si va lungamente avanti, non si legifera con quella
velocità che richiederebbe l'emergenza siciliana. E allora nel
nome di quello spirito che il 18 aprile ci vedrà tanti, uniti su
questa impostazione referendaria che pone fine all'era della
frammentazione politica, io credo che sia possibile, senza
preannunziare formule, dire "primum Sicilia", in primo luogo la
Sicilia e le grandi forze popolari che rappresentano
politicamente i tre quarti di questa Aula, non soltanto è logico,
ma è necessario, indispensabile come l'aria che respiriamo, che
si incontrino e disegnino un percorso diverso da quello che
ciascuno di noi aveva in mente quando ha cominciato questo
percorso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne
ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo per tentare di dare un contributo ai problemi
presenti. Vi chiedo scusa se leggo, ma è la seconda volta che lo
faccio, la prima è stata a cavallo degli anni '74 e l'inizio del
1975 e si parlava allora di come si salvavano le legislature e
fare in modo che si potesse governare. La seconda volta avviene
oggi, anche per una ragione, che a 64 anni qualche cosa si
dimentica e non vorrei dimenticare niente questa mattina. C'è un
contributo ai problemi presenti e non dichiarati in questo
esasperante dibattito sul prolungamento dell'esercizio
provvisorio e provare a indicare a dare qualche indicazione.
E' la prima volta che un dibattito sul prolungamento
dell'esercizio provvisorio acquista questi toni e ha questa
tenuta di tempo e anche di impegno e prima di mettere in
agitazione il mio amico, onorevole Strano - che era qui presente
-, amico vero se rimane quello che io ho imparato ad apprezzare e
a rispettare nella passata legislatura quando ci siamo incontrati
e conosciuti, se invece invecchiando si fosse un po' guastato, io
che sono abituato anche nell'amicizia ad essere rispettoso dei
sentimenti e dei valori che ci attribuisco, sarei obbligato a
riconsiderare il mio impegno e il mio rispetto.
Voglio tranquillizzarlo dunque che non proverò a
pontificare, è una cosa che non mi appartiene, è un modo di
essere che non mi appartiene, ma il mio ragionamento nasce da una
scelta di campo immodificabile ed è quella del centro-sinistra e
della sua coalizione. Nel centro-sinistra e nella coalizione
Rinnovamento italiano è considerato una specie da tenere presente
all'occasione e da guardarsi con scarso rispetto. Non mi dolgo di
questa verità, ma non modifico la mia linea; rivendico solo il
diritto di consegnare al centro-sinistra il valore ed il
significato che gli attribuisco. Su alcune questioni, per
esempio, Stato di diritto, libertà dei cittadini, garantismo,
eccetera, penso che il centro-sinistra debba essere sempre più
centro, mentre su altre questioni, ambiente, territorio e
sviluppo, autonomia, federalismo, solidarietà, penso che bisogna
essere più sinistra.
Essendo stato educato, o meglio, essendo cresciuto nel mito
della libertà di scelta, nel rispetto della democrazia e delle
sue regole, sosterrò che la mia appartenenza convinta,
determinata a questo Governo non mi vieta di cogliere i dati
obiettivi della questione. Per esempio, se è giusto che nella
Finanziaria non può essere calata, onorevole Presidente della
Regione, la vicenda - che una grande emergenza - della sanatoria
dell'abusivismo, è altrettanto vero che non può essere sanata la
questione degli usi civici o dei censi nel modo in cui è proposto
e portato avanti dalla Finanziaria. I censi sono una storia
antica del nostro Paese, è giusto? E non riguardano soltanto i
terreni agro-pastorali, perché, se fosse così, sarei un stupido a
parlarne, ma i censi riguardano vaste aree delle città
metropolitane, dei grandi paesi, delle città in generale, dove
sono nati palazzi, ville, valorizzazioni di un certo tipo. E
allora, se questa è la realtà, può darsi che siamo interessati
alla Finanziaria, perché potrebbero portare, per esempio, un
determinato recupero di entrate, che ci servono; se invece non
dovesse essere questo il significato, ritengo che gli usi civici
sono improponibili nella Finanziaria, come è improponibile la
questione dell'abusivismo.
E allora il problema è, signor Presidente della Regione, di
prendere atto di una verità: questa finanziaria, a prescindere
dai buoni propositi e dalle buone cose che contiene, è nata male,
è stata portata avanti male e può finire peggio se ci
avventurassimo in questo confronto esasperato fra opposizione e
maggioranza. Perché è vero, signori dell'opposizione, che
questa maggioranza è esigua come voi dite, però è anche vero che
non c'è una maggioranza alternativa e che le opposizioni sono
eccessivamente variegate. E allora, insistere su questa strada,
secondo me, è un ago ormai spuntato del quale bisognerebbe
prendere atto. E tuttavia, di fronte ad una questione così come
viene posta, penso che il Governo deve predisporsi a pensare -
come voi lo chiamate - ad un maxi-emendamento, non voglio entrare
nella natura tecnica del provvedimento, ma, non potendo restare
qui impelagati, non so per quanto tempo, a discutere di
emendamenti e di ostruzionismo di vario tipo, abbiamo l'obbligo,
negli interessi superiori della Sicilia, di dare una soluzione,
di fare una proposta.
A me il maxi-emendamento, che conserva tutto quanto è
necessario per approvare il bilancio e tutto quanto è
irrinunciabile per andare avanti, e fra le cose irrinunciabili ci
metto anche le privatizzazioni dell'EAS e anche dell'AST,
presentando però qui una esigenza: privatizzare e trasformare
significa anche avere un minimo di prudenza, perché in queste
aziende ci sono migliaia di lavoratori e consegnarli al mercato
in modo così confuso e disordinato potrebbe significare
consentire una speculazione attorno a questa trasformazione di
aziende, che pur servono alla nostra Regione. Quindi ferma
restando l'esigenza di andare verso le privatizzazioni, io
rivendico l'opportunità di predisporre un progetto che li
accompagni per consegnarli al mercato in modo che possano essere
appetibili e quindi governabili, perché gli interessi dei
lavoratori vanno salvaguardati. E su questo, signor Presidente,
porre la fiducia, stabilendo fin da ora una principio, che
riguarda la maggioranza e l'opposizione. Se lei la fiducia la
ottiene, allora lei è abilitato da quel modo stesso a continuare
a governare e l'opposizione è obbligata a prendere atto che in
questo confronto esasperato i risultati sono stati questi ed io
mi auguro che responsabilmente non voglia riproporsi il giorno
dopo nei modi e nei termini come continua a riproporsi. E' una
cosa che non si può più fare Se abbiamo una maggioranza nei
governi e rimane, esigua o non esigua, bene, ma se non ce l'ha è
giusto che il Governo se ne vada. Ma non possiamo andare avanti
sul piano del metodo passando dal mercato, come acquisire nuovi
elementi ad una situazione di questo tipo che non si capisce
quello che è. Una cosa alla fine è certa: la delegittimazione
di questa Istituzione e di quello che l'onorevole Cristaldi,
giustamente, chiama Parlamento, che anche nei tempi di massima
caduta ha avuto momenti di responsabilità ed ha una storia
diversa da quella che noi ci stiamo consegnando in questi giorni;
e qui la quantificazione non c'entra, qui basta leggere i
riscontri della vita di questa Assemblea. Deve essere chiaro, se
andiamo avanti di questo passo, che il risultato non sarà un
Governo di questo tipo o di altro tipo, ma la delegittimazione di
fatto del ruolo di questa Assemblea e anche del rapporto tra gli
uomini, perché, quando qui si assumono posizioni ed atteggiamenti
diversi, allora è chiaro che si innestano meccanismi che poi
diventano difficilmente controllabili.
Allora io qui mi pongo un problema: è possibile che mentre
Prodi arriva in Europa e ci apprestiamo a votare un referendum,
il 18 aprile, che, comunque vada, ci consegnerà il giorno dopo un
ulteriore passo verso il sistema bipolare e nel sistema bipolare,
ci piaccia o non ci piaccia, saremo obbligati a cambiare, anche
noi, anche chi vi parla è obbligato a cambiare.
L'unica cosa che mi auguro è che non mi si chieda di essere
eccessivamente democristiano. Io rispetto i democristiani per la
loro storia e per quello che hanno rappresentato, come noi
socialisti, però, se dovessi accorgermi di diventare
eccessivamente democristiano, probabilmente sarei obbligato a
rivedere quello che è il mio ruolo all'interno della coalizione
del centro-sinistra.
SPEZIALE. C'è sempre Rifondazione
PELLEGRINO. Rifondazione, vedi, c'era ieri una bellissima
vignetta di Forattini, dove si faceva la fotografia di quello che
è l'attuale confronto nel mondo, perché il Kosovo in fondo è una
piccola questione, nel Kosovo c'è l'arroganza degli americani,
che debbono provare e sperimentare che possono andare oltre l'ONU
utilizzando la NATO e noi ci siamo cascati come allocchi in
questa vicenda, perché la Costituzione ce lo vietava ed anche la
natura del patto difensivo della NATO ce lo vietava. Però ci
siamo abboccati ed abbiamo l'obbligo di essere conseguenti ed
essere leali all'interno della maggioranza della NATO, perché non
ci sono alternative, ma non c'è dubbio che è stata una avventura
che, a mio avviso, poteva essere evitata e tuttavia ormai la
questione è questa, c'è soltanto da augurarsi che in qualche modo
si possa fermare, perché dopo il fallimento della missione russa
io vedo tempi neri e tempi bui, che dovrebbero consigliarci,
anche in questa Assemblea, come stanno facendo in sede nazionale.
L'onorevole Fini, in questi giorni, di fronte agli interessi
superiori della Nazione ha assunto toni, atteggiamenti e
linguaggi che dicono che è il momento di ragionare e comportarsi
in modo adeguato a quelle che sono le emergenze di questo nostro
Stato. E così io mi auguro che questo clima possa essere anche
portato dentro questa Assemblea.
Noi nel sistema bipolare potremmo trovarci tutti ad essere
diversi, amici di Forza Italia per esempio, amici del CCD, oggi
voi alimentate una polemica che non ha precedenti, utilizzando
mezzi che non possono essere accettati. In un momento provvisorio
ed in continua mutazione è possibile che quello che è capitato al
C.C.D. al C.D.U., possa capitare ad altri. Il problema è di
vedere come ci muoviamo.
Io lo dico come mi muovo nell'ambito di una linea di
centro-sinistra, in questa coalizione ci credo e però ho presente
che le questioni possono essere almeno due: una di un grande
partito democratico come ama l'amico Veltroni, e non so se lo ama
altrettanto anche Prodi, e non so se lo ama altrettanto anche
Marini, ma a me questo grande partito dei democratici mi potrebbe
stare pure bene; l'altro è quello di uno schieramento dove nella
coalizione del centro-sinistra da un lato c'è una grande
socialdemocrazia moderna ed europea e dall'altro lato ci saremo
gli altri partiti e 'partitini' obbligati a confederarsi e a
metterci insieme perché così come siamo non possiamo andare
avanti. E però potrebbe verificarsi anche un'altra cosa: se è
vero che l'alleanza, che è Forza Italia, ha aderito ai partiti
popolari europei, se è vero che il mio Presidente ha aderito al
Partito popolare europeo, se è vero che l'onorevole Marini è
parte integrante dei popolari europei e se è vero che l'onorevole
Casini rivendica il suo diritto di appartenere ai partiti
popolari europei, io mi pongo una domanda: e se è vero che
questi popolari europei ci dovessero chiamare per dirvi o per
dirci 'fate una scelta', noi come risponderemmo?".
Pongo il problema per dire che ritengo stupido, sotto alcuni
aspetti, e inopportuno consumare l'attuale momento attraverso
forme di arroganza che diventano irrazionali e ci consegnano uno
spaccato che non è condivisibile, almeno questo è il mio giudizio
sul modo in cui noi stiamo procedendo.
Onorevole Segretario dei popolari, lei, quando chiudevamo la
vicenda di una verifica voluta da noi, annunciava l'esigenza di
un'altra verifica e anche su questo è bene che le idee ce le
abbiamo chiare; noi sapevamo che gli interessi immediati di
Rinnovamento italiano in quella verifica non potevano trovare
riscontro, non siamo così stupidi da pensare di poter portare
chissà quale rivoluzione all'interno di un assetto che va
modificato, e dopo vedremo perché va modificato, però alcuni
obiettivi li abbiamo ottenuti, il metodo va cambiato, e in parte
ci siamo un po' rasserenati, gli intrallazzi e i mercati sono
finiti, la politica va difesa con trasparenza e a me è piaciuto
il debutto, allora, del nuovo Segretario del P.D.S., quando dice:
questo Governo e questa maggioranza se rimangono impelagate in
una polemica di basso profilo all'interno dell'Aula non ha
speranze e non ha futuro, deve richiamare se stessa e
l'opposizione ad un livello diverso nel quale possiamo starci
tutti o scontrarci su questioni dove le cose diventano chiare. Ma
non erano chiare le cose sulle quali le polemiche erano nate e
non sono chiare le cose sulle quali oggi questa Assemblea diventa
una specie di situazione ingovernabile, dove vediamo anche spesse
volte gli aggettivi che volano tra Presidenti di turno e
deputati.
Ebbene, i risultati da questo punto di vista sono stati
certamente positivi, e noi li apprezziamo, ma alcuni problemi
rimangono aperti ed io mi auguro che in parte possiamo così
superare, come quelli che dicevo sulla Finanziaria a condizione
che non mi si dica 'no' alla sanatoria sull'abusivismo e mi si
dica 'si' all'eliminazione o alla sanatoria sui censi. Qui non
siamo d'accordo, è una questione di principi, sui quali non c'è
possibilità di deroga, a meno che non eravamo preventivamente
consultati e preventivamente avevamo dato il nostro consenso a
questa linea, onorevole Speziale. E tanto lei sa, la Presidenza,
la Commissione e la Commissione bilancio, dopo aver preso atto
che era giusta la nostra rivendicazione, ci rinunciamo, non ci
serve, può starci bene che nella maggioranza discutiamo, però
questo deve esserci e su questa Finanziaria noi non siamo stati
presenti e su alcune questioni non ammettiamo deroghe, perché lo
consideriamo lesivo del nostro ruolo, del ruolo a cui noi
aspiriamo.
E quindi c'è questa verifica, da lei posta, nella quale,
oltre alla politica e ai programmi, e per esempio stamattina mi
domandava il mio amico, onorevole Capo di Rifondazione comunista:
hai sentito la legge di riforma elettorale dove si trova? Questa
riforma elettorale appare e scompare a seconda delle circostanze
e delle esigenze, ma certamente fa parte degli impegni che
l'onorevole Capodicasa a casa sua ha assunto, e io so quando
votavo per Lei, che mentre parlo, che mi sono abituato ad onorare
gli impegni, non soltanto sul piano personale, ma anche quando
lei rappresenta le istituzioni, Lei era il Presidente, in quella
circostanza, che garantiva questo impegno e io sono certo che
verrà onorato. Però i problemi non finiscono lì, c'è uno
squilibrio all'interno di questa maggioranza che va rivisto e
riconsiderato, non so come, ma è certo che questa situazione non
può continuare così come sta andando avanti nelle condizioni di
oggi.
Ci sono realtà sopravvalutate e realtà, invece, che
rimangono in una fase di sofferenza, ma non solo, io penso che ci
possono essere, nell'ipotesi che dovesse esserci un rilancio di
questo governo e di questa maggioranza, ci sono all'interno di
questa Assemblea settori, e non escludo neanche la stessa
Rifondazione Comunista, che attorno a questioni essenziali di
grandi principi è possibile probabilmente realizzare un confronto
diverso e degli impegni di responsabilità diversi. Certo è che
bisogna provarci, e questo sarà il tema del nostro primo
congresso regionale. Noi vogliamo avere all'interno delle forze
del centro-sinistra e di questa Assemblea non la capacità di
richiamo, ma di fare una proposta che ci porta qui
complessivamente non a contare di più ma a dare un ruolo ed un
significato alla nostra presenza in quest'Aula. Perché non c'è
ragione che i socialisti e Rinnovamento Italiano, per esempio, se
sono all'interno del centro-sinistra non siano capaci di trovare
un momento federativo che li impegni attorno ad una maggioranza a
portare avanti determinate questioni. Bisogna che le questioni
della politica ritornino tutte e noi vogliamo fare il nostro
ruolo, e però i problemi ci sono, onorevole Spagna, e non a caso
cito Lei, perché da questa verifica, che deve essere una verifica
subito dopo il bilancio, dobbiamo andarci con le idee chiare e
uscirne con le idee altrettanto chiare.
Perché, per esempio, onorevole Capodicasa, io ogni tanto
sorrido quando la incontro nel corridoio, lei mi prende
sottobraccio e mi consegna un uomo che, nonostante sia
Presidente, non ha cambiato né voce, né modo di camminare, né
comportamenti, né atteggiamenti, rimane quello che era prima,
però debbo dire che il suo Governo, nel suo complesso, e il caso
non può essere certamente l'onorevole Rutella, che è qui con
diverse mozioni di sfiducia, l'onorevole Rotella forse sconta il
suo noviziato e anche l'appartenenza ad un partito che viene
considerato partito di terza o di quarta categoria, però poi nel
complesso questo Governo ha momenti di altezzosità e di
comportamenti che non sono funzionali a trovare poi riscontri
d'Aula che portano i colleghi deputati ad essere solidali. Non è
un problema personale o un problema di avere avuto qualcosa con
qualcuno, io per fortuna non ho mai avuto niente con nessuno,
perché non ci vado mai, perché so le cose come finiscono e poi
non ci credo a queste questioni, ma il problema esiste, bisogna
che questo Governo e gli altri che verranno, se sono di
centro-sinistra, sul piano del metodo, onorevole Spagna,
riconoscano a questa Assemblea e a noi i giusti ruoli, i giusti
sacrifici e i giusti rapporti, che sono saltati e qui non siamo
d'accordo e non ci stiamo. Non so che cosa dice l'opposizione,
so che questa è una verità, che bisogna tenere presente e che non
sarà secondaria negli scenari futuri di questa Assemblea, perché
gli uomini hanno un ruolo.
E per quanto riguarda il problema della politica delle
larghe intese, che qui viene sempre sollecitata e portata avanti,
io ho detto che sono un uomo del centro-sinistra e ho detto anche
che questo non mi vieta di affermare che su grandi questioni, per
esempio, come la riforma elettorale o altre cose, non ci sia
'esigenza ...
(Il Presidente invita l'onorevole Pellegrino a concludere il suo
intervento)
PELLEGRINO. Chiedo scusa, Presidente, vado subito alla
conclusione. Veda, io ho lasciato da parte gli appunti per essere
sempre pronto a chiudere quando lei vuole.
Allora dico che Forza Italia, per esempio, ...
STANCANELLI. Abbiamo il centro del dibattito politico.
PELLEGRINO. Io non so che cosa penserà il mio amico Strano, io
lo voglio veramente bene, dov'è? Se ne è andato stamattina. Però
...
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Con queste
dichiarazioni pubbliche stiamo attenti
PELLEGRINO. Vede, onorevole Cuffaro, ognuno di noi qua ha le
sue storie. Ed io non posso passare un giorno per mandrillo e un
giorno per disperato. Allora le posso confermare qui,
pubblicamente, che questi rischi non li corro. L'onorevole Strano
è amico mio nel bene e nel male, a condizione però che qui, in
questa Assemblea, lui assolva ad un ruolo che è capace di
assolvere, perché è un uomo intelligente e che ha lavorato bene
attorno ai problemi della Sicilia, anche quando ha strafatto. Io
sono per fare, quando non si fa niente non mi piace, ma quando
uno fa sono anche portato non a perdonarlo, ma a prenderne atto,
perché lo considero un fatto positivo.
E, quindi, avviandomi alla conclusione, anche per rispetto a
lei, Presidente dell'Assemblea, le larghe intese nasceranno o non
nasceranno, non è un problema al quale posso rispondere io. Io
ritengo che, intanto, i segnali che saranno dati sul piano dei
comportamenti possano aiutare a costruire un futuro politico
diverso.
Facciamo l'ipotesi che questo Governo non avesse
maggioranza, perché qualcuno ha un momento di pentimento
all'ultimo minuto, che fa, giochiamo allo sfascio? Io penso che
per i problemi che vi sono saremo obbligati a prendere atto di
un'emergenza attorno alla quale impegnarsi per continuare a
governare questa Sicilia, su questo non ci possono essere dubbi,
ma il modo come arrivarci, se arrivassimo a queste conclusioni e
se ci arriviamo in queste condizioni, noi manderemmo a picco
questa Assemblea regionale siciliana. Non perché Capodicasa la
voglia sciogliere, non è facile scioglierla, ma perché verrebbe
delegittimata ed annullata nel suo ruolo politico.
Quindi, onorevoli colleghi, concludendo, io mi auguro che
questo intervento, questo dibattito sull'esercizio provvisorio,
sul prolungamento dell'esercizio provvisorio, che non meritava
tanto tempo, possa servire per mettere a punto le questioni e le
questioni sono queste: la maggioranza ha problemi da risolvere e
sono problemi nostri, ce li siamo detti quali sono; il rapporto
tra maggioranza e opposizione, secondo me, va ricondotto
nell'alveo delle cose che sono possibili. Nelle diversità il
rispetto deve restare reciproco. E, allora, se sulla Finanziaria
c'è spazio per una mediazione nelle diversità, si facciano;
diversamente il Governo predisponga un provvedimento che porti a
misurarsi maggioranza ed opposizione per chiudere questa vicenda,
che ci sta travolgendo tutti.
Per il futuro, Presidente, io mi auguro che questa Assemblea
colga i segnali, non soltanto nazionali ma anche europei, e
prenda coscienza di quello che è il nostro ruolo, perché alla
fine, quando poi ci pensiamo, abbiamo trovato momenti: la legge
sulla dismissione degli enti. Ad un certo punto, mentre sembrava
che tutto era inamovibile, si arriva ad una conclusione rapida.
Ecco, io ritengo che le questioni che sono presenti, quelle
politiche, debbono essere affrontate per quelle che sono. Se
questa maggioranza accetta, senza arroganza, di proporre
soluzioni positive; se non c'è, senza arroganza ne prenda atto e
si trovino altre soluzioni.
Non è possibile continuare nel modo in cui stiamo
continuando.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio agli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
La seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 31 marzo, alle ore
19.00, su richiesta dell'UDR, che celebra un'assemblea alle ore
17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 338 - Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in
Sicilia.
Fleres Salvatore; Grimaldi Ugo; Scoma Francesco; Leontini
Innocenzo; Catania Franco
Presentata il 30/03/99
N. 339 - Interventi urgenti per il superamento delle problematiche
relative all'approvvigionamento idrico delle isole Egadi.
Croce Antonino; Beninati Antonino; Cimino Michele; Bufardeci
Giambattista; Misuraca Salvatore; Fleres Salvatore
Presentata il 30/03/99
N. 340 - Iniziative finalizzate ad adottare provvedimenti per
l'approvazione dei progetti per lo smaltimento di rifiuti da
parte dell'Assessorato regionale Territorio e ambiente,
presentati dai comuni di Bagheria, Termini e Casteldaccia.
Caputo Salvino; Tricoli Marzio; Briguglio Carmelo; Scalia
Giuseppe; Stancanelli Raffaele; La Grua Saverio; Sottosanti
Fulvio Salvatore; Ricotta Michele
Presentata il 30/03/99
N. 341 - Agenti di custodia per i beni culturali.
Caputo Salvino; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio; Scalia Giuseppe;
Stancanelli Raffaele; La Grua Saverio; Sottosanti Fulvio Salvatore;
Ricotta Michele
Presentata il 30/03/99
N. 342 - Iniziative per assicurare la realizzazione dei porti
turistici in Sicilia e in particolare nei comuni di Balestrate e
Marina di Salina.
Caputo Salvino; Tricoli Marzio; Strano Antonino; Scalia Giuseppe;
Stancanelli Raffaele; La Grua Saverio; Sottosanti Fulvio Salvatore;
Ricotta Michele
Presentata il 30/03/99
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
2) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 13.55.
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 15,00)