Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 19.20.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
- "Istituzione presso i comuni siciliani dell'ufficio
legislativo e legale" (n. 905)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Fleres in data 31 marzo 1999
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
N. 334 - Interventi immediati per l'attivazione del servizio
di riscossione tasse automobilistiche nelle tabaccherie.
- Presidente Regione
- presentato dagli onorevoli Pagano Alessandro; Fleres Salvatore
in data 30 marzo 1999.
ANNUNZIO DI MOZIONI
- N. 343 "Iniziative per il ripristino della regolarità nella
gestione amministrativa dell'AUSL n. 8 di Siracusa", a firma
degli onorevoli Burgaretta Aparo, Granata, Spagna, Ortisi e
Monaco;
- N. 344 "Istituzione di una borsa di studio per gli studenti
delle terze classi della scuola media inferiore per affrontare il
problema dei diritti negati dell'infanzia e per rafforzare la
cultura della legalità e del rispetto della persona umana", a
firma degli onorevoli Oddo, Pezzino, Speziale, Vella, Forgione,
Giannopolo, Trimarchi, Pignataro, Di Martino e Zanna.
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI.
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
e 153 del Regolamento interno di mozioni.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO CERTO , segretario:
N. 338 - Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in
Sicilia.
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il nuovo regolamento nazionale sull'imprenditoria
femminile, derivante dall'applicazione della legge
n. 215 del 1992, prevede che la competenza in
materia venga demandata alle singole Regioni, previa
partecipazione delle stesse al finanziamento, con
una quota pari al 20% delle somme ammissibili;
- la Regione siciliana non ha ancora predisposto una
propria legge, nonostante un testo sia già approvato
dalla competente commissione parlamentare;
- da tempo, presso l'Assessorato Cooperazione opera
una Commissione che esamina, ai sensi della citata
legge n. 215 del 1992, le istanze avanzate da
imprese operanti in Sicilia, per il relativo parere;
- tale parere rischierebbe di essere vanificato nel
caso in cui la Regione non predisponesse la sua
quota di partecipazione, come già sopra evidenziato
e, dunque, si rischierebbe di impedire alle imprese
di accedere ai benefici previsti dalla normativa
nazionale vigente,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad accelerare, per la propria competenza, la
trattazione del disegno di legge sull'imprenditoria
femminile in Sicilia e, comunque, a prevedere, nelle
pieghe del bilancio che sta per essere discusso, le
somme necessarie al cofinanziamento di cui in
premessa, al fine di evitare che le imprese locali
possano essere discriminate nell'inserimento delle
stesse nei piani di ripartizione delle somme
derivanti dalla legge n. 215 del 1992" (338).
(30 marzo 1999)
FLERES - GRIMALDI - SCOMA -
LEONTINI - CATANIA
N. 339 - Interventi urgenti per il superamento delle
problematiche relative all'approvvigionamento idrico
delle isole Egadi.
"ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'acqua è un diritto a cui tutti i cittadini
debbono poter accedere con continuità e facilità;
- nelle ultime settimane, nelle isole
dell'arcipelago Egadi l'approvvigionamento idrico ha
subito rallentamenti tali da causare forti disagi e
condivisibili malumori della cittadinanza;
- la vita vissuta nelle isole minori è già di per sé
piena di inconvenienti e difficoltà quotidiane;
- il perdurare di detta situazione non lede solo un
sacrosanto diritto dei cittadini ma può essere fonte
di possibili disordini sociali e di gravi
conseguenze igienico sanitarie;
STANTE che:
- le competenze relative all'approvvigionamento
idrico nelle comunità delle isole minori spettano al
Ministero della Difesa;
- alla Regione siciliana, settore 'protezione
civile', il Ministero citato pare abbia 'scaricato
per il futuro l'assolvimento del servizio;
- in atto l'E.A.S. ha già prodotto iniziative di
importante qualità tali da poter, nel medio-lungo
termine, risolvere i problemi delle comunità delle
isole Egadi, ed in particolare sistemazione e
rifacimento di parte della condotta sottomarina di
collegamento fra Trapani e Favignana, allestimento
di una bocchetta per l'alimentazione delle cisterne
direttamente nel porto trapanese, realizzazione di
una condotta che dal dissalatore porti l'acqua al
molo;
RITENUTO che:
- la gravità della tematica in premessa deve essere
affrontata con decisione ed in tempi rapidi;
- è interesse di tutte le rappresentanze
politico-parlamentari chiedere un intervento del
Governo al fine di salvaguardare i diritti e la
salute dei cittadini delle isole Egadi, nella
fattispecie, e di tutte le isole minori siciliane,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riservare, per le proprie competenze, una vera e
propria corsia preferenziale utile alla risoluzione
delle problematiche dell'approvvigionamento idrico
della comunità delle isole minori;
- ad allocare nel bilancio 1999, in fase di
predisposizione, un congruo stanziamento tale da far
fronte all'espletamento del servizio di
approvvigionamento idrico e alla realizzazione delle
opere necessarie a rendere autonome le comunità
interessate;
- ad intervenire per sollecitare, per le loro
competenze, gli organi nazionali per il superamento
dei rallentamenti e degli ostacoli in premessa
citati" (339).
(30 marzo 1999)
CROCE - BENINATI - CIMINO -
BUFARDECI - MISURACA - FLERES
N. 340 - Iniziative finalizzate ad adottare provvedimenti
per l'approvazione dei progetti per lo smaltimento
di rifiuti da parte dell'Assessorato regionale
Territorio e ambiente, presentati dai comuni di
Bagheria, Termini e Casteldaccia.
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- quasi tutti i Comuni della Provincia di Palermo
stanno attraversando un periodo di gravissima
emergenza, determinata dalla impossibilità di
smaltire i rifiuti solidi urbani, perché privi di
discariche provvisorie e perché esclusi dal
comprensorio relativo alla discarica di Bellolampo;
- nel corso della audizione indetta in data 30 marzo
1999, dalla quarta commissione 'Ambiente e
territorio', i sindaci di Termini Imerese,
Casteldaccia, Borgetto, Ficarazzi, Bagheria, Trabia,
Altavilla Milicia hanno denunziato lo stato di
emergenza all'interno dei rispettivi territori, con
pericolo per la salute pubblica e per il
mantenimento dell'ordine pubblico;
CONSIDERATO che:
- molti Comuni coinvolti nell'emergenza rifiuti, da
molti anni attendono di ricevere, da parte
dell'Assessorato Territorio, l'approvazione dei
progetti presentati per la costruzione di discariche
e di sistemi per lo smaltimento dei rifiuti;
- i Comuni di Bagheria e di Termini Imerese, in
particolare, hanno ricevuto finanziamenti per oltre
13 miliardi, per costruire strutture di smaltimento
rifiuti, ma i loro progetti giacciono negli uffici
regionali del Territorio;
RITENUTO che:
- il sindaco di Casteldaccia ha informato i
commissari che da oltre un mese una richiesta
finalizzata a utilizzare una discarica giace
all'interno dei predetti uffici e non può essere
esitata in quanto il funzionario preposto è in ferie
e nessuno conosce la chiave di accesso al computer;
- è evidente che tutto ciò determina non soltanto
una condizione di totale paralisi dell'Assessorato
Territorio e la sua inadeguatezza ad affrontare
l'emergenza rifiuti esplosa in Sicilia, ma denota
anche la presenza di gravissime responsabilità di
natura giudiziaria e penale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E
L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
- a porre in essere tutte le iniziative finalizzate
a esitare i progetti presentati dai Comuni
siciliani, in materia si smaltimento rifiuti, in
tempi immediati, e a individuare responsabilità ed
omissioni da parte dei competenti uffici;
- ad adottare ogni iniziativa finalizzata a
risolvere i problemi legati allo smaltimento dei
rifiuti in Sicilia" (340).
(30 marzo 1999)
CAPUTO - TRICOLI - BRIGUGLIO -
SCALIA - STANCANELLI - LA GRUA -
SOTTOSANTI - RICOTTA
N. 341 - Agenti di custodia per i beni culturali.
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- secondo dati diffusi recentemente dall'UNESCO,
circa il venticinque per cento del patrimonio del
mondo intero si trova in Sicilia;
- la tutela e la salvaguardia dei beni archeologici
e monumentali esistenti deve essere perseguita come
obiettivo primario;
- la inestimabile ricchezza dei beni artistici tutti
deve finalmente essere utilizzata per il rilancio
della nostra economia attraverso la creazione di una
vera e propria industria turistica;
- nonostante ciò, assistiamo giornalmente al degrado
di tale patrimonio, sia attraverso atti vandalici,
sia attraverso furti di reperti archeologici e di
pregevoli opere d'arte perpetrati, soprattutto,
nelle zone di scavo e nelle chiese;
- negli ultimi cinque anni sono stati effettuati
circa 11 mila furti arrivando addirittura al
saccheggio di ampie aree archeologiche ripulite da
eserciti di tombaroli;
CONSIDERATO che la legge 1 marzo 1975, n. 44 recante in
oggetto 'Misure intese alla protezione del
patrimonio archeologico, artistico nazionale', la
legge 27 maggio 1975 n. 176 recante in oggetto
'Prevenzione antifurto ed antincendio delle opere
d'arte' e il R.D. 31 dicembre 1923 n. 3164 art. 16,
riconoscono, alle circa 1200 unità lavorative in
carico nell'organico della Regione che operano nel
settore dei beni culturali, la qualifica di agenti
di pubblica sicurezza;
CONSIDERATA la possibilità di applicare alle sopradette 1200
unità lavorative il disposto di cui agli artt. 43
del T.U. sugli ufficiali ed agenti di pubblica
sicurezza 31 agosto 1907, n. 690 ed 81 del
Regolamento 20 agosto 1909, n. 666, con il quale
viene disciplinato il servizio della guardia
notturna nelle gallerie, nei musei archeologici, nei
monumenti e negli scavi di antichità del Regno;
CONSIDERATO, altresì, che:
- gli stessi però non sono affatto assegnati ai
compiti di tutela e vigilanza propri della qualifica
posseduta e che, viceversa, si fa luogo a tali
compiti attraverso imprese di polizia privata;
- per la tutela del patrimonio artistico, previa
apposita riqualificazione professionale, può essere
utilizzato il personale in possesso della suindicata
qualifica al quale va applicata la formazione come
metodo permanente;
- le unità lavorative, in possesso di detta
qualifica, che per ragioni anagrafiche, fisiche,
etc. non possono essere utilizzate ai fini propri di
custodia e tutela, potranno essere adeguatamente
riqualificate per svolgere mansioni proprie della
fruizione dei beni artistici od altri comunque
connessi alla stessa,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- nel rispetto delle disposizioni e regolamenti
suddetti, previa riqualificazione e formazione
permanente del personale suindicato, ad utilizzare
lo stesso come custode e guardia notturna e quindi
far sì che svolga effettive funzioni di polizia di
sicurezza qualificandolo come 'Agenti di sicurezza
beni culturali ed ambientali';
- per il personale rimanente, in possesso di detta
qualifica, che per ragioni anagrafiche, fisiche,
etc., non potrà essere utilizzato ai fini propri di
custodia e di tutela, potrà essere adeguatamente
riqualificato per svolgere mansioni proprie della
fruizione dei beni artistici od altre comunque
connesse alla stessa" (341).
(30 marzo 1999)
CAPUTO - BRIGUGLIO - TRICOLI -
SCALIA - STANCANELLI - LA GRUA -
SOTTOSANTI - RICOTTA
N. 342 - Iniziative per assicurare la realizzazione dei
porti turistici in Sicilia e in particolare nei
comuni di Balestrate e Marina di Salina.
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in esecuzione della circolare della Presidenza
della Regione del 13 dicembre 1995 n. 83,
concernente la cosiddetta prima fase di attuazione
del Pop-Fers, tesa ad attivare un impegno di risorse
pari al 30% dei fondi pubblici assegnati ad ogni
misura, vengono ammesse al finanziamento opere
portuali;
- nella seduta del 4 giugno 1997 la Commissione CEE
dell'Assemblea regionale siciliana esprimeva parere
favorevole sulla richiesta riguardante la misura 2.2
del Pop-Fers 1994-1999, avente ad oggetto la
portualità turistica, per la destinazione di 135
miliardi residui;
- in data 21 aprile 1998 l'Assessore per il turismo
firmava una scheda porti, indicando i siti e le
somme relative;
- in data 2 ottobre 1998 il Presidente della Regione
ha chiesto il parere della Commissione CEE dell'Ars
sulla proposta di rimodulazione del Pop, che viene
rese in forma favorevole, anche se è emerso un
disaccordo tra la proposta dell'Assessorato Turismo
e la Commissione Europea e il Ministero del
Bilancio;
- con atto deliberativo n. 384, la Giunta di
Governo, in data 26.10.1998, ha approvato la
proposta di rimodulazione del POP Sicilia 1994-1999;
- con deliberazione n. 44 del 1 marzo 1999 la
Giunta di Governo, prende atto della
riprogrammazione dei fondi Pop Sicilia 1994-1999,
così come evidenziato dall'Assessorato regionale
alla Presidenza - Direzione della programmazione;
- in data 18 febbraio 1999 la Commissione composta
dai funzionari della Unione Europa, del Ministero
del Bilancio e dall'Assessorato alla Presidenza -
Direzione della programmazione, al fine di evitare
ulteriori ritardi nella scelta dei siti da destinare
a portualità turistica, ha stabilito che i progetti
dovranno essere esecutivi e immediatamente
cantierabili, i lavori dovranno essere appalti entro
il mese di giugno 1999 e dovranno esser ultimati
entro il 31 dicembre 2001;
- in caso contrario i costi delle opere avviate in
difformità a tali prescrizioni dovranno essere
sostenute dalla Regione;
CONSIDERATO che:
- per le operazioni di gara va rispettato il termine
di 52 giorni liberi, non riducibile perché trattasi
di normative previste dalla Comunità Europea;
- la delibera di Giunta n. 44 è stata inviata alla
Corte dei Conti per il previsto parere;
- l'Assessorato Turismo deve individuare i Comuni e
le località destinatarie del finanziamento e firmare
i relativi decreti, che, anch'essi, dovranno essere
inviati alla Corte dei Conti per la registrazione e
per l'esame;
- l'Assessore regionale per il territorio dovrà
adottare decreto di cessione delle relative aree;
RITENUTO che vi è fondato timore che il termine del 30
giugno 1999 non potrà essere rispettato, con la
conseguenza della certezza della perdita del
finanziamento, o in ogni caso la impossibilità della
realizzazione dei porti, atteso che il bilancio
regionale non potrà certamente consentire il
sostegno delle spese, con fondi propri,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad adottare tutti i provvedimenti necessari per
evitare la perdita dei finanziamenti e per
assicurare la realizzazione dei porti turistici
siciliani, ed in particolare di quello di
Balestrate, che è munito di tutti i visti, è
esecutivo e le cui opere possono essere ultimate nel
termine di 18 mesi;
- altresì a riferire in Aula in ordine ai ritardi
nella realizzazione delle varie fasi di istruttoria
ed amministrative, a individuare eventuali
responsabilità burocratiche e politiche, e a
riferire sulle iniziative adottate per assicurare la
realizzazione delle opere" (342).
(30 marzo 1999)
CAPUTO - TRICOLI - STRANO -
SCALIA - STANCANELLI -
LA GRUA - SOTTOSANTI - RICOTTA
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, chiedo che la mozione numero 340
venga trattata con urgenza considerato che, essendo l'argomento
importantissimo, necessita di una corsia preferenziale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Favorevole.
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni numeri 338, 339, 341 e 342,
nonchè la mozione numero 340 verranno demandate alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne determini la
data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MISURE DI
FINANZA REGIONALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE,
CONTABILITA' E CONTROLLO" (N. 884/A - STRALCIO).
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge numero 884/A - Stralcio "Misure di finanza regionale e
disposizioni in materia di programmazione, contabilità e
controllo".
Invito i componenti la seconda Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nell'apposito banco.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Onorevoli colleghi, iniziamo con gli ordini del giorno la
cui trattazione era stata sospesa nella precedente seduta.
numero 370 "Opportune iniziative che consentano al
Palacongressi di Agrigento di essere immesso nel circuito del
turismo congressuale nazionale ed internazionale", a firma
degli onorevoli Vella, Pezzino e Scalia.
Ne dò lettura:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 19 novembre 1993 la Sogeseco, ultimati i lavori di
realizzazione del Palacongressi, ha consegnato la struttura ai
funzionari dell'Assessorato regionale per il Turismo;
- nel 1997 la Regione Siciliana, dopo alterne vicende relative alla
utilizzazione della struttura e sulla necessità di garantirne la
manutenzione e la custodia, ha affidato il Palacongressi al Comune
di Agrigento;
- la struttura, ad oggi, nonostante l'impegno di gestione da parte
del Comune non ha trovato una realtà quanto confacente
utilizzazione se non limitatamente ad eventi e manifestazioni di
carattere promozionale;
- il Palacongressi, unico esistente in Sicilia, è stato realizzato
con l'obiettivo di sviluppare il turismo nella Provincia di
Agrigento con una strategia di politica congressuale.
RILEVATO che:
- la Regione deve porsi con forza il raggiungimento di due precisi
obiettivi cone la certezza gestionale, a partire dai costi ordinari
e straordinari, e la utilizzazione della struttura sulla base della
formulazione di un piano turistico congressuale;
- per il raggiungimento dei suddetti obiettivi la Regione deve
fornire delle certezze e non può limitarsi all'espletamento di un
semplice atto di affidamento a soggetti inadeguati sul piano
dell'impegno di spesa e dell'intervento;
CONSIDERATO che:
- l'assegnazione della struttura, attraverso l'espletamento delle
procedure relative all'appalto concorso, consentirebbe finalmente
la realizzazione ad Agrigento e per tutta la Sicilia di un turismo
convegnistico mirato allo sviluppo e alla promozione.
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad espletare tutte le necessarie procedure previste per un
appalto concorso al fine di assegnare il Palacongressi di Agrigento
a società o enti che assicurino certezze e garanzie di gestione.
In alternativa procedere alla costituzione di una società mista
pubblica - privata. Scelte finalizzate all'immissione della
struttura nel mercato del turismo congressuale nazionale ed
internazionale" (370).
SCALIA. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALIA. Signor Presidente, esiste nella città di Agrigento una
struttura, che è il Palacongressi di Agrigento, che è costata
all'Amministrazione regionale qualcosa come 25 miliardi, che
ormai da parecchi anni è praticamente chiuso.
L'anno scorso l'Assessore alla Presidenza, Onorevole
Galletti, decise, con atto unilaterale, di affidare la consegna
di questa struttura in via provvisoria al sindaco della città di
Agrigento.
Noi siamo dell'avviso che, superata la fase dell'emergenza,
una struttura di questo tipo che, a detta dei tecnici, è una
delle più belle strutture congressuali del meridione d'Italia,
non possa che essere gestita da qualcosa di diverso del comune di
Agrigento.
Il senso di questo ordine del giorno è quello di volere
impegnare il Governo della Regione siciliana a far sì che non sia
soltanto il comune di Agrigento a gestire questa struttura ma che
sia il comune di Agrigento, al provincia regionale di Agrigento e
l'Azienda provinciale per l'incremento turistico di Agrigento.
Ciò nasce dalla considerazione che il turismo congressuale,
che è uno dei momenti nel quale la Sicilia può attrarre turisti
più di ogni altro, debba essere preso nella seria considerazione
e siamo convinti che una struttura di questo tipo, se è affidata
esclusivamente alla gestione del consiglio comunale di Agrigento,
non possa rendere quel ritorno in termini di utili e di posti
letto che, appunto, una struttura di questo tipo dovrebbe
garantire.
In questo senso si muove l'interrogazione che abbiamo
presentato assieme ai colleghi Vella e Pezzino e intende
trasformare questa mozione non in una raccomandazione, come fu
fatto qualche giorno fa, ma in un vero e proprio impegno da parte
del Governo della Regione siciliana.
Noi insistiamo nel dire che una struttura che è costata
svariata miliardi, direi più di 25 miliardi, debba
necessariamente essere messa in condizione di portare un ritorno
in termini di risorsa turistica e, considerato che il turismo
congressuale appartiene a quei momenti di grande capacità di
incoming turistico. E, considerato altresì che il Palacongressi
di Agrigento insiste in una zona ad alta densità alberghiera,
insistiamo nel presentare questa mozione che serve soprattutto a
cercare di rendere produttiva al massimo questa struttura.
Il turismo nella città di Agrigento è certamente un momento
che il Governo della Regione deve attenzionare. Noi tutti
sappiamo che se adeguatamente sfruttate le risorse, nel settore
turistico, possano rappresentare una grande valvola di sfogo per
l'occupazione, soprattutto quella giovanile, noi siamo convinti
che il turismo sia qualcosa di serio che non può essere
abbandonato a se stesso. E, allora, una struttura di questo tipo
che può in termini di occupazione dare tante risposte ad una
città che ha la pretesa di vivere di turismo, l'utilizzazione al
massimo di questa risorsa deve essere affidata al Governo della
Regione siciliana con una garanzia precisa che il Governo deve
dare ai proponenti di questa mozione.
VELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel proporre
quest'ordine del giorno ritengo necessario puntare l'attenzione
sul momento in cui lo stesso viene proposto e cioè nel momento in
cui noi andremo a discutere della finanziaria proposta dal
Governo e nel momento in cui in questa finanziaria c'è un
articolo dove il Governo traccia o intende tracciare quelle che
saranno domani le linee di indirizzo sul comparto turismo. Queste
linee partono male, vengono tracciate un po' a "zig-zag" perché
già dal primo passo il Governo segna un errore che è quello di
pensare di risolvere il problema del turismo in Sicilia
eliminando le Aziende soggiorno e turismo che sono 22.
E, allora, ho ritenuto opportuno portare il Governo e
l'Assemblea ad una riflessione che riguarda il tema specifico del
Palacongressi di Agrigento perché è dall'accoglimento di
quest'ordine del giorno che io vorrei capire se questo Governo ha
interesse a tracciare o cominciare a tracciare una reale
strategia di sviluppo della Sicilia oppure intenda semplicemente
trincerarsi verso uno slogan e verso la riproposizione di una
politica di chiara marca clientelare.
Cosa significa oggi parlare di Palacongressi di Agrigento se
non porre l'attenzione sulla possibilità che su questo settore
che riguarda il turismo congressuale si possa, già partendo da
Agrigento, costruire una reale possibilità di sviluppo, una reale
vocazione turistica, sia per le popolazioni agrigentine, ma per
l'insieme della Sicilia in quanto tale.
E, dunque, approvare quest'ordine del giorno significa dare
una risposta seria di un tracciato compiuto che questo Governo
deve fare, che non può certamente attestarsi solo e
semplicemente, o solo e semplicisticamente, sulla opportunità e
necessità, per il Governo, ovviamente, di abrogare le aziende, ma
sulla necessità, invece, di misurarsi su un terreno progettuale
di più alto profilo che è quello di proporre un organico disegno
di riorganizzazione del settore turismo e da lì partire per
capire ciò che deve essere eliminato e ciò che non deve essere
eliminato. Perché l'interrogativo che io mi pongo, ma non solo io
è che cosa faremo quando elimineremo le aziende? Chi gestirà, il
turismo in Sicilia? Io sono spinto a dovere fare delle
previsioni nefaste che ripiegherebbero le scelte di Governo verso
forme del più becero clientelismo, delle più becere forme di
appropriazione di spazio di denaro pubblico.
Eliminate le aziende, domani ci sarebbero le aziende
provinciali per l'incremento turistico che, sappiamo bene, sono
dei baracconi clientelari, che sono gestite in una logica da
Prima Repubblica e che, certamente, non potrebbero mai essere
chiamate a risolvere, o comunque, a dare la misura di quello che
è il progetto di risanamento della nostra economia siciliana.
Allora, alla specificità del tema, che riguarda la
possibilità che il Palacongressi di Agrigento vada gestito dalla
Regione siciliana, vada eliminata questa anomalia, denaro
pubblico, miliardi spesi dalla Regione siciliana, sono consegnati
al sindaco, al comune di Agrigento, il quale comune, ogni volta
che fa una manifestazione, dichiara pubblicamente (il sindaco)
che non è neanche nelle condizioni di garantire la gestione
ordinaria della pulizia del Palacongressi. Un Palacongressi
costato miliardi che serve solo ed esclusivamente per gestire,
nell'arco di un anno, tre, quattro eventi al massimo.
Questo significa, per questo Governo, cominciare a dare il
senso e il significato di un impegno nuovo e di un profilo nuovo.
Quindi, ritengo che sia necessario, sia per la specificità del
tema che riguarda, per riportare a un senso di ordinaria
gestione, di ciò che appartiene all'Ente Regione in quanto tale,
per riportare tutto ad una ordinarietà, ma nello stesso tempo,
perché accogliere questo ordine del giorno per il Governo,
quanto meno dimostra che c'è una volontà di guardare più in là
del proprio naso.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il tema dell'affidamento del Palacongressi di
Agrigento ad una struttura che lo possa utilizzare per fini
turistico-congressuali, è una vecchia discussione che ha
sollevato discussioni e polemiche nel corso degli anni che, però,
forse opportunamente sarebbe bene chiudere con una scelta che
vada incontro alle finalità per le quali il Palacongressi è stato
realizzato.
Si tratta di una struttura, per coloro i quali non lo
conoscono, di notevole rilievo, con una attrezzatura per
congressi veramente considerevoli, forse una delle poche
esistenti in Sicilia.
VELLA. Nel Meridione...
CAPODICASA, presidente della Regione. L'onorevole Vella dice
nel Meridione, con una funzionalità adeguata anche a congressi
con alto numero di partecipanti e con svolgimento di
manifestazioni complesse.
E' una struttura che è nata, quindi, non per servire la
città di Agrigento, nel senso che se questa dovesse essere la
destinazione, sarebbe ultra sovradimensionata, se si così si può
dire in lingua italiana, sarebbe, cioè eccessiva rispetto alle
esigenze della città e risulterebbe sottoutilizzata proprio
perché le manifestazioni che si svolgono in ambito cittadino
possono impegnarlo solo per qualche giorno l'anno, non con la
continuità che, invece, richiederebbe una struttura di questo
tipo.
L'ipotesi che nell'ordine del giorno viene proposta, o la
doppia ipotesi, avrebbe bisogno, però, di una correzione, signor
Presidente, perchè, laddove si dice di espletare le necessarie
procedure previste per un appalto-concorso, a mio avviso viene
usato impropriamente una figura giuridica, diciamo una
fattispecie della normativa degli appalti che, a mio parere, per
questo tipo di attività non sarebbe proponibile.
L'appalto-concorso nella normativa degli appalti della
nostra Regione è previsto solo per casi di impiego di alta
tecnologia, per lavori complessi, e non credo per un'attività di
sevizi quale è quella che si configurerebbe nel caso
dell'affidamento del Palacongressi.
Diversa cosa è invece la seconda parte, dove si dice in
alternativa di procedere alla costituzione di una società mista,
pubblica-privata, che a mio avviso potrebbe invece essere più
utilmente perseguita, tanto più se il bando per la partecipazione
di società private alla società mista, venisse indirizzato a
società che operano in campo nazionale ed internazionale, quindi
con una specifica competenza in materia e che quindi, proprio per
questa ragione, possono garantire un flusso turistico
congressuale a pieno regime, utilizzandolo quindi su uno scenario
di carattere nazionale.
Allora, in questo caso credo che sarebbe più produttivo,
considerato che non si può modificare l'ordine del giorno per
Regolamento, non so come si possa procedere, essendoci il parere
favorevole del Governo, come si possa dare però compiuto senso
alla parte impegnativa dell'ordine del giorno, perchè nella prima
parte il Governo verrebbe impegnato s svolgere una iniziativa che
a mio parere, a norma di legge non può essere attuata.
VELLA. In alternativa, quindi, il Governo fa una valutazione e
sceglie.
CAPODICASA, presidente della Regione. Se noi diamo questo
significato all'accoglimento dell'ordine del giorno, cioè che per
quanto riguarda il Governo la parte impegnativa riguarda solo la
seconda parte e non la prima, e comunque sia, per quanto riguarda
la prima noi ne accogliamo il senso e quindi l'accettiamo come
raccomandazione, cioè per vedere se nell'ambito della normativa
esistente possa essere individuata una forma giuridica di
affidamento che garantisca le finalità di cui il Palacongressi è
stato realizzato, allora possiamo accogliere come raccomandazione
anche la prima parte della parte impegnativa.
La seconda va bene così com'è e l'accettiamo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno, se gli
onorevoli sono d'accordo, con le integrazioni del Presidente
della Regione.
LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 24.
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 20.00, è ripresa alle ore 21.03)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 370.
FLERES. Chiedo la verifica del numero legale.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 25.
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 21.06, è ripresa alle ore 22.08)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cipriani e Galletti
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, i congedi s'intendono accordati.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 370.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
chiedo di accantonare momentaneamente questo ordine del giorno e
di passare all'altro, perchè essendoci nella prima parte il
riferimento all'appalto-concorso che non si può tenere per quanto
riguarda questo tipo di servizi, il Governo voleva fare per un
attimo una riflessione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno è accantonato.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che
tutto è opinabile e che comunque la politica deve prevalere, però
questo ordine del giorno è stato posto in votazione due volte. E
già era stata aperta la votazione.
Dunque, onorevole Presidente, lei pone in votazione l'ordine
del giorno e poi il Presidente della Regione si atteggerà come
meglio ritiene, lui e la sua maggioranza; e deciderà se votarlo o
se non votarlo, così come noi faremo altrettanto, altrimenti
leggiamo il resoconto, onorevole Presidente, perchè lei aveva
posto in votazione l'ordine del giorno.
Questo ordine del giorno è stato già votato due volte, è
mancato il numero legale per due volte, prima che il Presidente
della Regione chiedesse di parlare l'aveva messo in votazione. Mi
dica lei cosa dobbiamo fare, noi possiamo fare tutto però
dobbiamo rispettare un minimo il Regolamento.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, non
so se ricordo male ma la Presidenza è in grado subito di fare una
verifica. Da parte dei colleghi non è stata chiesta la votazione
per appello nominale, è stata chiesta la verifica del numero
legale, tant'è vero che noi abbiamo premuto un qualsiasi tasto
del sistema elettronico per verificare il numero legale, non
abbiamo votato l'ordine del giorno. E' per questo motivo che ho
chiesto l'accantonamento momentaneo dell'ordine del giorno,
ovviamente ci ritorneremo quanto prima.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno è accantonato.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, Signor Presidente della Regione,
l'accantonamento io credo che però debba partire, come lei ha
detto, dalle sue dichiarazioni su questo ordine del giorno,
quindi su questo siamo d'accordo, come gruppo, e vorrei anch'io
riaffermare quello che ha detto il Presidente prima: il numero
legale è stato chiesto prima che fosse posto in votazione
l'ordine del giorno, questo è l'unico limite procedurale della
vostra opposizione.
Affermato questo si può accantonare l'ordine del giorno a
partire dalle dichiarazioni del Presidente della Regione fatte
sull'ordine del giorno stesso.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 371:
"Interventi urgenti al fine di garantire i lavoratori della
Telecom S.r.l.", a firma degli onorevoli Vella, Forgione, Liotta.
GRIMALDI. Signor Presidente, chiedo che venga apposta la mia
firma a questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo
su questo ordine del giorno?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 47.
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 371, con il
parere favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 372:
"Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in Sicilia".
Ne do lettura:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il nuovo regolamento nazionale sull'imprenditoria femminile,
derivante dall'applicazione della legge 215/92, prevede che la
competenza in materia venga demandata alle singole regioni, previa
partecipazione delle stesse al finanziamento, con una quota pari al
20% delle somme ammissibili;
- la Regione Siciliana non ha ancora predisposto una propria legge,
nonostante stante un testo sia già stato approvato dalla competente
Commissione Parlamentare;
- da tempo, presso l'Assessorato Cooperazione, Commercio,
Artigianato e Pesca opera una Commissione che esamina, ai sensi
della citata legge 215/92, le istanze avanzate da imprese operanti
in Sicilia, per il relativo parere;
- tale parere rischierebbe di essere vanificato nel caso in cui la
Regione non predisponesse la sua quota di partecipazione, come già
sopra evidenziato e, dunque, si rischierebbe di impedire alle
imprese di accedere ai benefici previsti dalla normativa nazionale
vigente.
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad accelerare, per la propria competenza, la trattazione del
Disegno di legge sull'imprenditoria femminile in Sicilia e,
comunque, a prevedere, nelle pieghe del bilancio che sta per essere
discusso, le somme necessarie al coofinanziamento di cui in
premessa, al fine di evitare che le imprese locali possano essere
discriminate nell'inserimento delle stesse nei piani di
ripartizione delle somme derivanti dalla legge 215/92".
FLERES. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno
a mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è chi, con
una serie di proposte di legge, intende rinchiudere le donne
nelle riserve di caccia per garantire loro l'elezione degli
organi istituzionali e chi, invece, ritiene che il progresso
femminile si consegua consentendo alle donne di potersi
realizzare in attività produttive, in attività economiche o,
meglio, chi pensa di potere ottenere la pari opportunità
consentendo alle donne di avere più tempo da dedicare alle
attività sociali e politiche, alle attività lavorative, alle
attività imprenditoriali. Noi riteniamo che il più grosso
contributo che possiamo dare alla nostra società relativamente al
diritto di conseguire la pari opportunità tra i sessi, uno di
questi strumenti è quello di agevolare lo sviluppo della
imprenditoria femminile collocandoci nel solco già tracciato
dalla legge 215 del 1992.
Già in qualità di assessore alla cooperazione mi sono
occupato di questo tema e ho costituito una commissione composta
da donne, peraltro presieduta dall'onorevole Vicari, per l'esame
delle istanze prodotte dalle imprese costituite ai sensi,
appunto, della legge 215/92 in Sicilia. Ebbene, numerose istanze
sono state esaminate perché numerose istanze sono state prodotte,
tutte, devo dire, piuttosto originali, piuttosto interessanti in
settori diversi dell'economia: dall'artigianato, al commercio,
alla piccola industria, ai servizi. Credo che la Regione
siciliana, debba fare di più.
E' assai preoccupante il fatto che un disegno di legge in
materia, già esitato dalla terza Commissione, inviato in
commissione Bilancio dopo l'approvazione da parte della Giunta,
un disegno di legge che riguarda proprio l'imprenditoria
femminile non abbia ancora trovato la dignità dell'Aula, non sia
stato accompagnato nelle diverse fasi dal consenso delle diverse
forze politiche che peraltro, però, nelle piazze affermano di
essere al fianco delle battaglie per la pari opportunità,
addirittura da quelle forze politiche che hanno espresso persino
il Ministro per la pari opportunità. Ebbene, queste forze
politiche - mi riferisco soprattutto al PDS - avevano
l'opportunità, con la presidenza Capodicasa, di dimostrare che il
loro impeto a favore della pari opportunità e a favore del
rilancio delle attività economiche avviate da donne, non fossero
soltanto di natura verbale ma fosse di natura sostanziale.
Non vorrei iscrivermi al partito dell'onorevole Speziale che
è il primo oppositore di questo Governo, e che, sornione, sta
seduto nei banchi del DS guidando da lì l'opposizione vera a
questo Governo, quella opposizione che punta a emarginare l'UDR
perché in questo modo sicuramente divarica le posizioni del
Centro e tenta di acquisirne un vantaggio di natura politica.
L'onorevole Speziale è una persona molto simpatica che si è fatto
certamente i conti, che sa che i suoi alleati naturali sono i
Popolari e Rinnovamento Italiano, sa che questi due partiti
avrebbero un grossissimo danno da una avanzata devastante
dell'UDR in questa Regione, una UDR che cambia tutti gli
assessori che ha in Giunta per conseguire il più grosso risultato
elettorale, candida i loro portaborse e, dunque, certamente, è
distratto da questi aspetti.
PRESIDENTE. Che cosa c'entra l'imprenditoria femminile?
FLERES. C'entra perchè i processi politici si guidano anche in
questo modo; anche garantendo la nascita di forze politiche che
non esistono e che si contrappongono sostanzialmente ai processi
di sviluppo. Noi queste cose le sappiamo, le diciamo, le vogliamo
sostenere, le vogliamo affermare proprio per evitare che il
popolo italiano venga ancora una volta trascinato nell'equivoco,
trascinato nella confusione, nella truffa. Qui siamo di fronte ad
un esempio palese, eclatante di beffa. Ci sono delle forze
politiche che hanno fatto della pari opportunità, dello sviluppo
delle attività economiche nel settore femminile una bandiera, che
hanno espresso persino un ministro della Repubblica per le pari
opportunità, che nel momento in cui sono al Governo, invece di
sostenere queste battaglie, come ha fatto il governo Provenzano e
subito dopo il governo Drago, dimenticano che esistono questa
problematica, la accantonano e non se ne occupano.
Ma l'obiettivo dell'ordine del giorno non è soltanto quello
di fare tornare in Aula una problematica di questo tipo per la
sua rilevanza, per la sua urgenza, ma quello di impegnare il
Governo della Regione a tenere conto che anche la legge 215 e i
suoi benefici in Sicilia rischiano di essere vanificati se
l'Assemblea non si dota di appositi strumenti normativi, ma
soprattutto se nel bilancio della regione non saranno previste
somme tali da coprire la quota a carico della Regione che deve
essere inserita sulla base del nuovo regolamento attuativo della
legge 215/92.
Noi vorremmo che il Governo si impegnasse, in questa fase, a
prevedere nelle pieghe del bilancio che sta per essere discusso,
l'inserimento delle somme necessarie a determinare il
cofinanziamento delle iniziative legate alla legge 215/92 a
favore della imprenditoria femminile perché altrimenti non solo
non potranno nascere nuove imprese costituite da donne in
Sicilia, ma anche quelle che hanno già presentato l'istanza ai
sensi del precedente regolamento, istanza non ancora discussa,
non ancora approvata, non ancora ammessa a finanziamento,
rischiano di essere escluse da tale finanziamento proprio da
coloro i quali intendono farsi promotori di quello che è un
progetto diverso, di quello che è un progetto che punta
verbalmente ma non sostanzialmente a sostenere le pari
opportunità e l'inserimento nel mondo della produzione, nel mondo
dell'impresa, della passione, dell'impegno e della
professionalità di numerose donne della Sicilia che hanno
mostrato di avere grandissime capacità di natura imprenditoriale.
E voglio ricordare soltanto alcune di esse: penso a Marella
Ferrera, che si è affermata nel settore della moda; penso a
Marina Taglialavore che si è affermata nel settore della
informatica; penso alla dottoressa Averna; penso a tante altre
donne che stanno portando alto il nome della Sicilia nel settore
dell'imprenditoria.
FORGIONE. Pensa alle bambine di Bronte, sfruttate a 14 anni
FLERES. Onorevole Forgione, lasci parlare e si preoccupi
degli stupri delle persone che lei difende, tra i terroristi che
in questo momento il nostro Paese sta combattendo con molta
dignità, dopo le dichiarazioni del Presidente D'Alema. Caro
Onorevole Forgione, pensi a quegli stupri, agli stupri delle
donne di quel paese che in questo momento si trova a dover subire
le condizioni di guerra che uomini come lei, della sua cultura,
hanno determinato.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, si attenga all'ordine del
giorno. Parli di imprenditoria.
FLERES. E' l'onorevole Forgione che parla di altre cose. Io
desidero ricordare a quelli come l'onorevole Forgione, che
parlano di altre cose, che si devono offendere per quello che sta
accadendo in quei paesi che lui e il suo partito intendono
difendere, mentre per fortuna altri comunisti che hanno saputo
guardare avanti, che hanno saputo liberarsi della cappa
stalinista che ne ha coperto la storia, hanno invece proprio
ieri, per bocca del Presidente del Consiglio, saputo
riconquistare la via atlantica e la posizione atlantica del
nostro Paese.
E allora desidero andare verso la conclusione, per chiedere
al Governo di sostenere non solo l'urgenza della discussione
dell'approvazione del disegno di legge sull'imprenditoria
femminile, ma anche di prevedere all'interno del bilancio che
stiamo per approvare, se non addirittura della finanziaria che
probabilmente non approveremo mai, ma che il Governo si trova
costretto a dovere difendere, per esigenze di copione, di
inserire le norme riguardanti il recepimento di quelle parti
della legge 215 del 1992, relative al cofinanziamento dei
progetti presentati in Sicilia.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo all'onorevole Alfano che ha
ha disposizione cinque minuti.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
quest'Aula invece di assistere all'atteggiamento scomposto
dell'onorevole Forgione, dovrebbe ringraziare Forza Italia e
l'onorevole Fleres per ciò...
(Interruzione dell'onorevole Forgione)
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, si scompone per così poco
ALFANO. Presidente, dovrebbe invitare l'onorevole Forgione ad
utilizzare il galateo parlamentare. Dicevo che quest'Aula invece
di assistere all'atteggiamento scomposto dell'onorevole Forgione,
dovrebbe ringraziare Forza Italia e l'onorevole Fleres per ciò
che è stato fatto in questa Regione dal 1996 al momento
dell'insediamento del primo Governo di sinistra-centro. Perchè
quando si valuta la situazione economica siciliana e si prende
atto della mancata presenza di un solido tessuto imprenditoriale
in Sicilia, e all'interno di questa carenza, della pressochè
totale assenza di una radicata imprenditorialità femminile,
tranne alcune mirabili eccezioni poc'anzi sottolineate da chi mi
ha preceduto, piuttosto che invocare salvifici interventi del
Governo nazionale occorrerebbe utilizzare gli strumenti a
disposizione. Ed allora mi appare assolutamente paradossale,
onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ciò che sta accadendo
in questa regione, una regione che mira a infrastrutturare il
territorio ed a rendere presente una sana imprenditorialità nata
dalla creatività e dalla intelligenza dei siciliani e che,
invece, non utilizza lo strumento principe per quanto riguarda
l'attività imprenditoriale femminile e che è la 215 del 1992.
E non la utilizza, non per la mancata attivazione del
disegno predisposto dal Parlamento nazionale, ma per una carenza
normativa della Regione Siciliana. Per cui si verifica il
paradosso in virtù del quale un assessorato insedia una
commissione, facendola simbolicamente presiedere all'unica donna
che siede in questo Parlamento, ma non essendo attivabili le
quote di co-finanziamento regionale, proprio perché la Regione
non ha attivato un disegno di legge predisposto e seguito prima
dall'onorevole Fleres e poi dall'Assessore Beninati, non si
riesce a fare partire l'imprenditorialità femminile in Sicilia,
quell'imprenditorialità che potrebbe godere di un intelligente
intervento legislativo del Parlamento nazionale.
Ed allora ci appare assolutamente ragionevole la richiesta
proposta a quest'Aula, a questo Parlamento. La richiesta è quella
di non fare chiacchiere, ma di far fatti; è quella di
predisporre, in fase di bilancio, un organico provvedimento che
sia in grado di individuare delle consistenti quote di
partecipazione della Regione, al fine di coprire quel 20 per
cento che la legge nazionale ci assegna come doveroso intervento
qualora i progetti di donne siciliane fossero ritenuti
ammissibili e finanziabili dagli organi competenti a livello
nazionale.
E se vi è una tendenza a sottovalutare quanto è stato detto
prima nel disegno di legge - che, è stato bene ricordato, non ha
ricevuto alcuna solidarietà da alcune forze politiche presenti in
quest'Assemblea - è proprio perché vi è la non consapevolezza
delle necessità della Sicilia e delle leve di intervento reali
che la Sicilia necessita per potersi sviluppare.
Ed allora, piuttosto che pavoneggiarsi andando con
amplissime delegazioni a Roma per la firma dei contratti d'area,
gli esponenti del Governo regionale dovrebbero attivarsi con
l'unico strumento che hanno a disposizione e, cioè, l'intervento
in sede di bilancio da proporre all'Assemblea.
Noi non abbiamo visto interventi che tendono in questa
direzione, abbiamo piuttosto assistito sulla finanziaria ad un
chiacchiericcio, ad un vociare inconcludente su ipotesi di
sviluppo della Sicilia che non vengono precisate. Si parla,
infatti, di privatizzazioni senza dare spazio ai privati, si
parla di privatizzazioni senza prevedere le modalità di
dismissione, si parla di privatizzazioni sottovalutando
l'intervento dei privati.
Ecco perché, onorevole Presidente, noi riconfermiamo, come
Gruppo parlamentare di Forza Italia, il pieno sostegno all'ordine
del giorno qui presentato e annunciamo il nostro voto favorevole.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Guarnera e Piro che si trova in missione.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendo accordati.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 884
PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
STRANO. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Stiamo discutendo gli ordini del giorno.
Onorevole Strano, ma è mai possibile che lei non vuole capire Su
che cosa chiede di parlare?
STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori Presidente
Su come sono regolamentati i lavori
PRESIDENTE. Questo dipende da me. C'è la discussione
sull'ordine del giorno. La parola all'onorevole La Grua.
(CLAMORI IN AULA)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Allora si spieghi meglio, onorevole Strano,
perché nel Regolamento ogni parola ha un peso.
STRANO. Presidente, in effetti ha ragione, credevo di essermi
espresso in italiano invece forse avrò usato qualche altra
terminologia.
Presidente, non creiamo incidenti quando non ve n'è bisogno.
Presidente, la prego desidero la sua attenzione e non c'è nessuna
vena polemica, vogliamo per svelenire e anche per accelerare i
tempi, poiché non vogliamo porre in essere momenti di ritardo in
una discussione troppo interessante e non volere dare
l'impressione che si voglia perdere tempo.
Noi abbiamo necessità di certezze sulla conduzione della
seduta, quindi le devo formulare alcune richieste e avere delle
risposte, se è possibile, attraverso il consulto con la
Segreteria Generale:
1) quanti sono i minuti che sono a disposizione di ciascun
parlamentare regionale nell'ambito della discussione generale;
2) le chiedo quanti minuti sono a disposizione di ciascun
parlamentare regionale per la dichiarazione di voto;
3) inoltre, desidero sapere in base a quale regolamento lei
chiede chi è iscritto a parlare e poi dichiara chiusa
l'iscrizione. Se c'è un deputato che in questo momento è a
mingere e poi entrerà e chiederà la parola...
LO CERTO . Queste sono solo provocazioni I tempi previsti dal
Regolamento li deve conoscere lei in quanto deputato
PRESIDENTE. Onorevole Strano, la prego di accomodarsi al suo
posto.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Presidente, credo che ci
sia un errore di carattere procedurale che varrebbe subito la
pena di correggere.
Gli ordini del giorno che sono stati messi in discussione,
sono gli ordini del giorno presentati dopo la chiusura della
discussione generale che per Regolamento non vanno messi in
discussione ma vanno solo votati. E vanno votati quando la
Presidenza decide che debbano essere votati.
BRIGUGLIO. Questo è un dictat del Presidente della Regione al
Presidente dell'Assemblea.
ZANNA. Ma stia zitto lei
CAPODICASA, Presidente della Regione. E, invece, onorevole
Briguglio sto facendo un richiamo al Regolamento, così come ha
diritto lei, ha diritto anche il Governo. Stavo proprio per
evidenziare al Presidente dell'Assemblea che per mero errore,
perché ovviamente considero che si tratti di un mero errore,
anziché essere posti in discussione gli ordini del giorno che
erano stati presentati entro i termini regolamentari che potevano
e che possono essere discussi, sono stati posti in discussione
invece gli ordini del giorno che non possono essere discussi.
Solo questo, Presidente, quindi io propongo che si ritorni agli
ordini del giorni.
PRESIDENTE. Rispondo all'onorevole Strano, anche se mi
dispiace che egli, da vecchio deputato di questa Assemblea, non
sappia qual è il tempo a disposizione dei parlamentari per
intervenire. Allora chi illustra l'ordine del giorno ha diritto
a parlare dieci minuti, gli altri parlamentari che partecipano
alla discussione sull'ordine del giorno, o intervengono per
dichiarazione di voto dispongono di cinque minuti.
Per quanto riguarda l'osservazione fatta dall'onorevole
Capodicasa, confermo, onorevole presidente della Regione, che in
effetti c'è stato un errore della Presidenza e degli Uffici.
Infatti, gli ordini del giorno che dobbiamo discutere e votare
sono il n. 334, n. 335, n. 337, n. 338, n. 339, n. 342, n.
356, n. 360. Questi sono gli ordini del giorno presentati durante
la discussione generale e poi accantonati.
Quelli che stavamo per discutere, invece, sono ordini del
giorno presentati dopo la chiusura della discussione generale e
quindi vanno solo votati.
Sospendiamo la discussione sull'ordine del giorno
sull'imprenditoria femminile e affrontiamo gli ordini del giorno
che erano stati accantonati e presentati durante la discussione
generale.
Si passa all'ordine del giorno n. 334:
"Richiesta di intervento urgente per modifica applicazione
della legge regionale n. 13/1986 e Pop 1994/1999" a firma degli
onorevoli Croce, Bufardeci e Alfano.
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, se non ho capito male stiamo per
trattare l'ordine del giorno n. 334: "Richiesta di intervento
urgente per modifica applicazione legge regionale 13/1996 e Pop
1994/99". Siccome è in trattazione il disegno di legge sulla
finanziaria io non vedo nessuna attinenza tra questo ordine del
giorno e il disegno di legge che stiamo trattando.
(Dai banchi di destra: "E' stato già dichiarato proponibile").
Signor Presidente, io vorrei capire quale è la linea di
condotta della Presidenza dell'Assemblea, atteso che altre volte
si è stabilito ....
PRESIDENTE. Noi trattiamo tutti gli ordini del giorno
accantonati e dichiarati ammissibili da discutere nel corso della
discussione della legge finanziaria. Nella seduta precedente noi
abbiamo dichiarato inammissibili, anche sulla base di un lavoro
preventivo che si è fatto con il Governo, ordini del giorno che
non avevano attinenza con la legge finanziaria.
Questi che io ho letto poco fa sono tutti ordini del giorno
considerati ammissibili.
TURANO. La ringrazio per il chiarimento.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, io intervengo su questo ordine del
giorno, su questa mozione, io la chiamo mozione perché mi sembra
più aderente all'atmosfera. E' una richiesta a mio avviso
legittima in quanto interpreta soprattutto una esigenza in
relazione all'approvazione di un piano vitivinicolo e a seguito
soprattutto di suggerimenti, indicazioni e incontri che le
organizzazioni regionali della Provincia di Trapani hanno
stabilito.
E hanno sollecitato in un certo senso, per vie diverse, il
Governo della Regione al fine di attivare una iniziativa che
rende possibile il rifinanziamento della legge n. 13 del 1986.
Questo può essere l'argomento, ma non è solo questo nel momento
in cui presso l'Ispettorato dipartimentale delle foreste di
Trapani, in particolare, giacciono molte pratiche di
miglioramento fondiario presentate ai sensi dell'art. 27, e
quindi della legge n. 13 del 1986 e che tali pratiche, a causa
della mancanza di finanziamenti (perché questo è il problema,
poi vedremo più avanti), non sono state trasmesse per ottenere il
finanziamento. Le pratiche finanziabili ai sensi dell'art. 27
della legge n. 13 del 1986 e quelli finanziabili con la stessa
legge, usufruendo una quota del POP nella misura 8.3,
usufruiscono di una quota percentuale diversa e più precisamente
il 57 per cento e il 45 per cento pur avendo caratteristiche
identiche. Ciò risulta ancora più penalizzante se si considera
che tale differenza dipende dalla data di inizio dei lavori per
cui tutti quelli iniziati dopo il 19.12.1994 usufruiscono della
quota percentuale più elevata, mentre gli altri debbono
accontentarsi di quella di ben 12 punti percentuali in meno.
E questa è una questione importante che solleviamo e che
tale minor percentuale viene attribuita anche se la data di
presentazione e la data di accertamento preventivo effettuato
dagli uffici competenti risulta uguale per i casi in argomento.
Molti agricoltori (mi riferisco sempre a quelli della
provincia di Trapani) hanno, nel corso degli anni, innestato
varietà di trebbiano che con il piano di settore è stata invece
considerata di scarsa qualità, tagliando fuori tutti coloro i
quali, nella totale disinformazione della possibile difficoltà
dell'ammissibilità al finanziamento, avevano fatto questa scelta
prima del 31 luglio 1993.
Quanto riportato da me in questa Aula risulta di
improcrastinabile ed urgentissima trattazione stante che la
situazione economica della categoria interessata, e soprattutto
la possibile perdita di contributi comunitari non utilizzati
entro il 31 dicembre p.v. (che era questa una chiamata e quindi
io mi riferisco ad un impegno precedente al 31 dicembre 1998),
adesso si vuole impegnare il Governo nell'ambito del bilancio di
previsione del 1999 della Regione a rifinanziare i capitoli di
spesa legati alla norma in trattazione, stante che le valutazioni
espresse in diversi momenti sono valutazioni, a giudizio del
sottoscritto e non soltanto del sottoscritto, molto valide e a
difesa soprattutto di una categoria così importante e così
attiva.
Quindi, io mi riferisco ad un argomento oltretutto che vede
in un certo modo l'Assessore Cuffaro molto organico a questi
argomenti, visto che siamo anche nella fase pre-elettorale;
quindi, sicuramente l'onorevole Cuffaro, Assessore
all'agricoltura, si attiverà per portare nel bilancio di
previsione 1999 la possibilità di risorse per rifinanziare questi
capitoli della legge n. 13 del 1986.
Quindi, il mio intervento, oltre a sollecitare, chiede un
impegno ben preciso da parte del Governo, del Presidente della
Regione, nella persona dell'onorevole Capodicasa, al fine di
stabilire un ragionamento corretto e soprattutto un ragionamento
che chiarisce meglio la questione e dà la possibilità a questi
operatori di essere più sereni nell'ambito della loro attività.
Non è giusto negare a soggetti come questi, e in questo caso ci
stiamo rivolgendo agli agricoltori, la possibilità di un
intervento che pone sicuramente nelle migliori condizioni questi
agricoltori perché sono stati penalizzati.
Allora, nell'ambito del diritto, nell'ambito della
possibilità che il governo, che il Parlamento ha dell'esame del
bilancio 1999, credo che questo Parlamento, questo governo deve
rispettare questi impegni.
Signor Presidente, non a caso questo ordine del giorno va
ritenuto ed è stato ritenuto ammissibile e mi rivolgo
all'onorevole Turano e mi dispiace che proprio l'onorevole Turano
interviene in un argomento come questo e contro il
rifinanziamento dei capitoli della legge numero 13 del 1986. Non
a caso l'onorevole Turano è parlamentare della provincia di
Trapani e guarda caso anche di quella parte di territorio dove
gli agricoltori sono interessati.
Quindi, caro onorevole, mi dispiace, mi dispiace davvero
perché io credevo che un parlamentare della provincia di Trapani
questa sera, soprattutto per problemi come quelli
dell'agricoltura, doveva essere solidale e soprattutto
intervenire, ripeto, intervenire a favore degli agricoltori della
provincia di Trapani che sono stati penalizzati e guarda caso il
trebbiano, caro onorevole Turano, è una specie che si trova
proprio nel tuo territorio, di Alcamo e Castellammare, ed io
credevo nel tuo impegno, nella tua favorevole accoglienza di una
richiesta legittima di tanti agricoltori che in questo momento
vengono penalizzati perché il governo è sordo e perché
nell'ambito del bilancio di previsione non si vede traccia di un
argomento così importante.
CINTOLA. L'anno scorso c'era?
CROCE. I problemi devono essere affrontati uno alla volta. Io
non mi posso fare carico della sua vita perché io non c'ero
vicino a lei, non potevo sostenerla. Penso che lei non ne avesse
neanche bisogno; però le dico uno alla volta gli argomenti e
siccome stiamo parlando dell'ordine del giorno numero 334, credo
che passeremo avanti con altri argomenti ancora uguali come
importanza rispetto al 334; però, vedete una cosa, non stiamo
parlando ...
FORGIONE. Presidente, sono già passati dieci minuti.
CROCE. Onorevole Forgione, non stiamo parlando di problemi
banali. Non stiamo parlando di banalità. Presidente, la prego,
interrompa l'onorevole Forgione. Io devo guadagnare altri due
minuti perché sono stato interrotto.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, si fornisca di orologio
funzionante.
CROCE. Proprio in questo momento scocca l'ora, dieci minuti, e
devo recuperare i due minuti che mi ha fatto perdere l'onorevole
Forgione.
Veda, onorevole Forgione, io non parlo di argomenti strani,
io parlo di categorie importanti e sono gli agricoltori e lei non
so se li conosce gli agricoltori e lei non sa quale situazione
vivono gli agricoltori in questo momento, nel momento in cui c'è
un Governo assente, un Governo che non incentiva, che non dà la
possibilità di un sostegno, un Governo che non chiarisce neanche
la sua posizione rispetto a queste categorie importanti.
Quindi, caro onorevole Forgione, non stiamo parlando di
barzellette e non ho parlato neanche dell'UDR né di Rifondazione
Comunista. Ho parlato sull'ordine del giorno. Signor Presidente,
mi deve dare atto che sono stato interrotto e sono stato
provocato su argomenti che non interessano l'oggetto della
discussione. Questo deve essere chiaro. Ecco perchè, uno alla
volta, caro Totò Cintola.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiuse le iscrizioni
a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.
Le ricordo che dispone di cinque minuti di tempo.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega
Croce ha già sviscerato l'ordine del giorno; lo ha illustrato,
però a me spetta il compito ulteriore di rappresentare la
necessità e l'urgenza di questo ordine del giorno e l'opportunità
che questo venga trattato dall'Aula e venga poi positivamente
valutato dalla stessa.
Noi annettiamo al problema del piano vitivinicolo
un'importanza assoluta, strategica nel campo dell'economia
agroalimentare.
Noi siamo assolutamente convinti che per andare verso un
piano che sia di qualità, verso un prodotto che rappresenti un
passaporto positivo verso i mercati esteri, occorre la
pianificazione. Occorre lavorare quindi necessariamente perchè il
piano vitivinicolo venga redatto nella maniera certamente più
congrua in modo tale che possano essere numerose le proposte che
possano poi accedere ai finanziamenti. Non c'è dubbio che noi
scontiamo tristemente dei ritardi dovuti a questa mancanza di
pianificazione, a questa mancanza di programmazione che in alcune
misure particolari del POP hanno comportato gravi rischi, rischi
addirittura di perdere determinate risorse importanti per la
nostra Regione e di perderle peraltro a fronte di una situazione
di crisi generale della nostra economia.
Puntare viceversa su alcuni obiettivi strategici di qualità,
deve essere un modo nuovo e un modo serio di portare avanti la
nostra economia e i nostri impegni.
L'ordine del giorno è esemplificativo di questo modo che noi
ci auguriamo che debba essere operato, in modo tale che
effettivamente non si vada in termini più o meno estemporanei e
in termini assolutamente causali, ma che si vada invece verso
un'attività di grande programmazione.
Noi annettiamo all'esempio svolto dall'onorevole Croce per
quanto riguarda proprio gli agricoltori della provincia di
Trapani che hanno innestato proprio la varietà del trebbiano, che
sono stati poi tagliati fuori proprio per la totale
disinformazione, per la difficoltà dell'ammissibilità in ordine
alla scelta operata dal piano precedente, che vengano invece e
ribadisco, superati. Ed è evidente pertanto che è
improcrastinabile ed urgentissima la trattazione della situazione
economica della categoria interessata, proprio per il pericolo
grave che corre la nostra Regione di perdere finanziamenti del
settore.
Per cui crediamo che sia assolutamente necessario impegnare
il Governo, nel rispetto delle previsioni dei piani di settore,
ad attivarsi affinchè possa porre in essere tutte le procedure e
legislative necessarie al superamento delle incongruenze sopra
citate con il piano del 1993, e a prevedere, nella
predisposizione del piano previsionale del 1998, il
rifinanziamento di tutti questi capitoli. Noi riteniamo che, così
come è stato fatto con il piano vitivinicolo - e l'esempio che
ribadisco del trebbiano ne è assolutamente illuminate - noi
dobbiamo operare per tutti gli altri settori,per non correre il
rischio che in sede di comitato di sorveglianza si debba
rimodulare continuamente queste somme, come è stato operato, con
grande rischio proprio per il FEOGA, che intanto vive di
grossissime fette di finanziamento, purtroppo in gran parte
ancora non spese, laddove, viceversa, il settore dell'agricoltura
è in grandissima crisi. E noi abbiamo vissuto, non più tardi di
un mese fa, i guasti delle intemperie climatiche che hanno
assolutamente comportato quelle gelate con grande crisi di quel
settore, per cui la pianificazione, la redazione dei piani di
settore deve essere l'obiettivo strategico verso il quale operare
per evitare che i fatti rappresentati da questo ordine del giorno
non abbiano più a maturare e, quindi, per far sì che si vada
incontro ad una regione nuova, che sappia pianificare in tutti i
settori specifici, come quello rappresentato in questo ordine del
giorno, su cui noi insistiamo perché venga votato favorevolmente
dall'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, io credo che noi, in Sicilia,
abbiamo due ricchezze: la prima è quella naturale che ci porta la
ricchezza del turismo e dell'agricoltura, poi i beni culturali
che anch'essi portano ricchezza e turismo. Con questo ordine del
giorno noi vogliamo far puntare al Governo l'attenzione sulla
prima grande ricchezza, che è quella dell'agricoltura.
Bisogna dire che in Sicilia, mentre ci "riempiamo la bocca"
della nostra capacità dell'imprenditoria agricola, dall'altra
parte credo che si sia fatto poco e si stia facendo poco per
incentivare un settore primario, un settore che ancora da noi, in
Sicilia, occupa un quantitativo di persone sicuramente maggiore
alla media nazionale.
Ora, vedete, l'agricoltura da noi non può che essere
qualificata; il passaggio della qualificazione da un'agricoltura
arretrata, direi basata esclusivamente o quasi esclusivamente nel
settore cerealicolo, deve avvenire attraverso la trasformazione
verso un'agricoltura più ricca, a maggiore valore aggiunto, che
possa coniugare ricchezza per chi vi lavora, posti di lavoro per
chi può dare manodopera.
Ora, sicuramente il settore vitivinicolo da noi ha avuto un
boom negli anni '60 - '70, collegato a fatti direi anche estranei
alla Sicilia e collegato alla chiusura dei mercati algerini per
la Francia; un boom solo quantitativo, sicuramente non
qualitativo, che ha fatto sì che l'esplosione del settore
vitivinicolo fosse anche collegata con l'esplosione della
commercializzazione delle cantine sociali.
Abbiamo creato una serie di vigneti con vini di scarsissima
qualità, abbiamo creato strutture, cantine sociali sovrabbondanti
rispetto a quelle che erano le possibilità di mercato; senza
parlare della sofisticazione, che è stata una delle grandi
tragedie di questa terra e che ha anche creato le condizioni per
l'affossamento del settore vitivinicolo serio e sopratutto delle
cantine sociali serie.
Io credo che adesso abbiamo un'occasione, ed è un'occasione
che altri stanno scoprendo: non l'ha scoperta la Sicilia, l'ha
scoperta l'Europa quando ci ha contingentato le quantità di
terreno da poter piantare a viti, l'ha sperimentata la comunità
nel momento in cui ci ha fatto capire che solo la qualità può
pagare e non la quantità.
Direi che questo settore oggi è un settore che scoprono gli
altri in anticipo rispetto alla Regione siciliana. Vediamo
grandi imprenditori del Nord, Zonin ed altri, investire in
Sicilia, comprare terreni, piantare viti, fare vini di qualità
che cominciano, direi timidamente, ma in termini abbastanza
consistenti, a conquistare i mercati del mondo. Non a caso alcuni
dei vini migliori del mondo oggi siciliani. Ecco, allora credo
che quest'ordine del giorno debba essere inteso nella sua grande
portata che è quella di un Governo che deve farsi carico di
incentivare la qualità della nostra viticoltura, la qualità del
nostro settore vitivinicolo, ma che deve anche, mi si permetta di
dire, sposare la qualità con l'informazione. Per cui, oggi e nel
2000, non può esistere un'agricoltura poco informata.
Quest'attenzione, e concludo, il Governo deve porla nell'agenda
2000 dove di fatto noi dobbiamo far sì che il Governo della
Regione apra una grande vertenza per il settore vitivinicolo
siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno
potrebbe pensare che quello che sta accadendo in quest'Aula
questa sera, in questi giorni, possa far diminuire l'interesse di
questo Parlamento rispetto ai problemi reali della Sicilia che
non sono certamente quelli di difendere le poltrone assessoriali
di chi, non rappresentando più niente, tenta di restare legato
alle sedie che occupa, trascurando gli interessi dei siciliani.
E, invece, signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
riteniamo che sia giusto che questo Parlamento recuperi la
capacità di fare politica e di occuparsi dei problemi dei
siciliani, anche se si tratta di un settore dell'economia
siciliana. E' un settore particolare ed è importante: le nostre
produzioni vitivinicole vanno nel mondo.
Recentemente l'onorevole Cuffaro ha annunziato alla stampa
di essere riuscito a vendere 7000 bottiglie di vino perfino agli
arabi e, dunque penso che questo 'invito al peccato' vada
premiato. Voi tutti saprete, infatti, che gli arabi non possono
bere alcolici e se si sono convinti a farlo, violando le loro
tradizioni religiose, lo hanno fatto con il vino siciliano; e
questo deve renderci orgogliosi della nostra produzione,
onorevole Presidente. Forse, molti lo sottovalutano, ma se per
una volta, invece, riuscissimo a cogliere gli aspetti positivi di
quest'azione promozionale svolta dal Governo, non potremmo, però,
nello stesso tempo, negare il fatto che si potrebbe fare di più;
che, certamente, potremmo riuscire a piazzare le produzioni
vinicole siciliane migliorandole nella qualità e nella quantità
se operassimo conseguentemente in sede di bilancio, se operassimo
conseguentemente in sede di utilizzazione delle risorse
comunitarie che, relativamente a questa materia, potrebbero
essere anzi cospicue se la Regione siciliana si attrezzasse per
le quote di propria pertinenza e consentisse quindi il pieno
utilizzo delle risorse comunitarie per questo motivo stanziate.
Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, noi desideriamo,
all'interno di quel ragionamento sulle scelte a cui io stesso
facevo riferimento alcuni interventi or sono, noi dobbiamo avere
la capacità di individuare quali sono le scelte che dobbiamo
compiere e, all'interno dei settori economici, premiare quelli
che hanno una capacità di penetrazione dei mercati e, dunque, una
capacità di penetrare, in questo caso, nelle tavole dei
consumatori, in altri casi nei processi produttivi e commerciali
degli altri paesi, proprio per far sì di recuperare nicchie di
mercato o, addirittura, ampie capacità commerciali e produttive,
in grado di far fronte al triste fenomeno della disoccupazione
che può essere affrontato e risolto solo se vengono premiate,
incentivate e sviluppate le attività economiche, soprattutto
quelle attività economiche che riescono ad avere una loro
personalità e una loro capacità di affermazione che noi abbiamo
il dovere di sostenere.
Allora, onorevole Presidente, cosa dice quest'ordine del
giorno? Dice che l'Assemblea desidera, se lo vota, impegnare il
Governo, nel rispetto delle previsioni del piano di settore, ad
attivarsi immediatamente per porre in essere tutte le procedure
tecniche e legislative necessarie al superamento delle
incongruenze denunciate, relativamente alla scarsa disponibilità
di risorse destinate a questo settore, nonché a prevedere, nella
predisposizione del bilancio di previsione del '99 il
rifinanziamento del capitolo di spesa legato alla norma di
trattazione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Vicari. Ne ha
facoltà.
VICARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno in discussione credo affronti e sollevi un problema di
quasi incostituzionalità, e cioè un trattamento disparitario
rispetto a medesimi casi.
Si verifica che nel nostro territorio regionale ci sono
richieste di finanziamento per una determinata tipologia di
intervento previsti inizialmente dalla legge regionale n. 13,
articolo 26 dell'86, che prevedono una partecipazione economica
da parte della Regione siciliana del 57 per cento. Per mancanza
di disponibilità di copertura del capitolo rispetto a tutte le
domande, gli ispettorati competenti hanno dirottato nella
identica misura del POP, la misura 8.3 che invece prevede, sempre
con la stessa tipologia degli interventi, il 45 per cento.
Credo che questo non sia praticabile, e, indubbiamente va
immediatamente corretto. Credo che poteva anche prevedersi una
correzione di queste percentuali semplicemente con una circolare
attuativa, modificativa della stessa misura del POP che adeguava
la percentuale di partecipazione a quella prevista dalla legge.
Quindi, con un po' di attenzione, poteva immediatamente
l'Assessorato, autonomamente, senza passare dall'Assemblea
regionale siciliana e senza che un Parlamento intero venisse ad
affrontare questi problemi; l'Assessorato con una circolare
modificativa e con la pubblicazione in Gazzetta poteva
immediatamente correggere questa diversità di trattamento.
Ma questo non c'è stato e allora oggi, quale primo firmatario
dell'ordine del giorno, l'onorevole Croce porta a conoscenza di
tale situazione tutto il Parlamento.
Credo che abbiamo comunque l'obbligo di affrontare il
problema e dare una risposta positiva, come Assemblea, e quindi
impegnare il Governo per questo settore, che è un settore
essenziale nella nostra Regione; un settore in cui ci sono
diversi imprenditori che hanno creato ed esportato anche
l'immagine della nostra Sicilia nel mondo, probabilmente anche
per la capacità singola di questi soggetti a cui comunque va
sommata una partecipazione attiva, una sensibilità ed un lavoro
costante in tutto il territorio da parte dell'Assessore
all'agricoltura, onorevole Cuffaro, che è presente, che è
riuscito, così come ci diceva anche l'onorevole Fleres, a vendere
nei paesi africani o arabi il nostro vino. Comunque, al di là di
ogni considerazione c'è un merito, e anche l'Assemblea ne è a
conoscenza: uno dei canali di elevazione della percentuale
prevista di spesa dei fondi comunitari é stata proprio data dalle
misure gestite dall'Assessorato all'agricoltura, dove le
percentuali di spesa sono state superiori al 70 e in alcuni casi
anche all'80 per cento, e hanno nell'ultimo anno consentito alla
Regione siciliana di raggiungere quei famosi tetti minimi
indispensabili di spesa, per poi, sommati a quelli delle altre
regioni, riuscire a raggiungere il famoso 38 per cento.
Quindi un plauso e un invito a far continuare
all'Assessorato ad avere questa capacità di spesa, che poi tira
evidentemente anche altri assessorati, che invece sullo stesso
argomento sono assolutamente incapaci di spendere, come per
esempio l'Assessorato al territorio e ambiente, che ha tagliato e
perso, addirittura azzerato in alcuni casi, alcune misure che
prevedevano interventi nel nostro territorio, per esempio sulle
creazioni di discariche.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
facoltà.
GRIMALDI. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, certamente alle 23.20 parlare di vino
significa possibilmente far fare una brutta nottata al Governo.
Il vino si beve in certi orari, non a mezzanotte. Io caro
Presidente, non avevo assolutamente intenzione di intervenire
considerata l'ora tarda e anche perché mi rendo perfettamente
conto che ci sono cose più importanti sulle quali richiamo
l'attenzione della minoranza, dell'opposizione.
Dicevo, questa sera non volevo assolutamente creare
problemi, allungare ancora i tempi, già abbastanza lunghi.
L'Assemblea doveva aprire i lavori alle ore 17.00 ed i deputati
puntualmente si sono presentati in orario a questo appuntamento
per discutere di problemi importanti che in questo momento la
Sicilia ha da affrontare, invece inizia la seduta alle ore 22.30.
Io pensavo di passare subito ad argomenti molto importanti
ed avevo sottovalutato quest'ordine del giorno - l'ironia della
minoranza comincia anche ad infastidirmi -; lo avevo
sottovalutato perché pensavo che "in vino veritas" ed il Governo
avrebbe bisogno di bere molto forse per dire finalmente la verità
su come stanno le cose, però è un ordine del giorno serio, un
ordine del giorno che ha attirato la mia attenzione. Infatti vedo
che le associazioni degli agricoltori, le associazioni dei
coltivatori diretti desiderano richiamare la nostra attenzione,
signor Presidente della Regione, l'attenzione non solo del
Governo regionale da voi rappresentato, ma anche l'attenzione di
tutta l'Assemblea.
L'ordine del giorno fa riferimento al richiamo
dell'attenzione di tutta l'Assemblea su delle procedure
importanti legate alla norma che è citata in questo ordine del
giorno. Vede, signor Presidente, qua è successa una cosa
veramente particolare. Noi diciamo che abbiamo interesse a
produrre prodotti eccezionali: un ottimo vino, dell'olio
meraviglioso, il nostro frumento è il migliore, a parte il fatto
che noi non ci dovremmo occupare e preoccupare solamente di
piazzare seimila bottiglie di vino, abbiamo bisogno anche di
piazzare i nostri operai, abbiamo bisogno di fare lavorare i
nostri imprenditori, abbiamo bisogno di riaprire i cantieri, però
anche il vino, se è un vino buono, certamente rilancia l'immagine
di questa nostra Sicilia che è affidata, oggi, purtroppo, non
alla classe politica, ma al vino che l'Assessore Cuffaro riesce a
piazzare. Certamente lo ha piazzato in un paese dove
possibilmente di vino non ne hanno mai apprezzato e mai
conosciuto, dove possibilmente il vino non lo bevono e, forse, lo
hanno acquistato per la simpatia che suscita in noi tutti
l'onorevole Cuffaro; per gratitudine hanno preso questo vino che
possibilmente, poi, rimanderanno in Sicilia al mittente.
Anche se l'ora è tarda e siamo particolarmente stanchi,
stasera si continua; stasera si continua perché è giusto andare
avanti, è giusto cercare di approvare il famoso bilancio che la
gente aspetta, la gente buona della Sicilia, aspetta. Però, ad
un certo punto l'ordine del giorno dice "impegna - e dovremmo
votarlo tutti penso, non ci può essere opposizione o maggioranza
- il governo - e quindi impegna noi che, pur non facendo parte
del governo, in questo caso siamo vicini a questa grande
responsabilità nell'approvare questo ordine del giorno a
maggioranza, siamo vicini a questo governo - impegna il Governo,
nel rispetto delle previsioni del piano, e,
contemporaneamente ....
(Il Presidente, essendo trascorsi i tempi regolamentari,
toglie la parola all'oratore).
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Onorevole Presidente, potrei dire che questo Governo
inizia a dare i numeri o che questo governo è ubriaco ed è
ubriaco non del vino siciliano che è un ottimo vino. E ciò perché
l'ordine del giorno voluto dal Gruppo parlamentare di Forza
Italia realmente sottolinea come in Sicilia debba rilanciarsi e
rispettarsi l'attività dell'agricoltura, quell'attività che è
collegata con il mondo della produzione e con il mondo
dell'economia reale di questo Paese.
Diceva bene anche l'onorevole Provenzano che in Sicilia è
necessario parlare di turismo e di beni culturali, ma è
necessario anche valorizzare quelle attività che oggi sono la
base economica di questo Paese. Oggi la produzione di vino in
Sicilia riesce a dare l'immagine di una Regione diversa, di una
Regione ancora oggi collegato con il mondo economico e con il
mondo dell'agricoltura stessa.
Quest'ordine del giorno offre indicazioni di grande
importanza;infatti, avere predisposto un piano vitivinicolo senza
avere consultato e reso operanti le indicazioni delle
organizzazioni regionali, di fatto determina nel piano stesso
delle incongruenze e delle procedure tecniche che non vengono
bene apprezzate.
Così non si può andare avanti, e così non si può determinare
lo sviluppo di chi ancora oggi intende investire in Sicilia in
questo campo. Abbiamo avuto notizia che anche operatori del
settore, grandi tecnici di questa settore vogliono investire in
Sicilia perché riconoscono nelle nostre terre, nelle
professionalità che da anni lavorano il vino siciliano, grandi
connotati di interesse e anche di sviluppo per le risorse
occupazionali ed economiche.
Questo ordine del giorno non deve essere considerato come un
ordine del giorno che riguarda solo ed esclusivamente la
provincia di Trapani, riguarda tutta la Regione siciliana,
riguarda tutti quei territori della Regione siciliana che
realmente producono del vino e riescono anche a
commercializzarlo.
Quindi è necessario che il Governo su questi temi si
impegni, si impegni la stessa Assemblea regionale al varo delle
leggi che possano garantire e possano dare maggiore aiuto a chi
oggi ancora crede in questa Sicilia e nell'agricoltura siciliana.
A me pare veramente strano che un piano non tenga conto di
alcune prerogative, non tenga conto delle istanze, delle
organizzazioni regionali del settore. Organizzazioni regionali
che di fatto sono la base operativa per lanciare l'agricoltura
siciliana, per lanciare il nostro prodotto, il nostro vino
siciliano; che ben venga poi che i Paesi del mondo acquistino il
vino siciliano e portino il nostro prodotto in giro per le
migliori tavoli.
Ma di fatto è necessario che a chi oggi crede in questa
attività si diano le giuste garanzie che questo Parlamento possa
varare delle leggi che siano credibili e trasparenti; è anche
necessario sottolineare come il secondo punto dell'ordine del
giorno, quello di prevedere nel bilancio di previsione del 1999
il rifinanziamento dei capitoli della legge in oggetto, sia un
grande segnale di chi oggi, stando all'opposizione, riesce a fare
una opposizione costruttiva su dei temi che sono fondamentali per
l'economia siciliana.
Volere indicare quindi al Governo dove riuscire a dare il
finanziamento, dove riuscire a dare la copertura vuol dire dare
delle priorità a chi produce, delle priorità a chi investe con il
lavoro e con il sudore di ogni giorno per dare una nuova immagine
a questa Sicilia e per dare un nuovo prodotto che da sempre è più
concorrenziale rispetto agli altri Paesi che ancora oggi si
stanno attrezzando per produrre del vino che possa frenare la
grande ascesa del vino siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, l'intervento sarà molto rapido
perché lungi da me - a differenza di quanti pensano che si voglia
cercare di allungare il tempo su argomenti che in effetti il più
delle volte, anche se l'Aula e il Governo è disattento, ma sono
importanti.
Questo ordine del giorno, a prescindere da quanto già detto
da tutti i colleghi e che quindi non mi sembra di rimarcare le
motivazioni per cui hanno spinto l'onorevole Croce e tutto il
gruppo a formalizzare questo ordine del giorno, mi porta e invito
anzi l'Aula a riflettere che proprio in questo ordine del giorno
si vede come molte volte la nostra normativa e la nostra
ripartizione mette in difficoltà la possibilità della
ripartizione dei fondi. Vengo e mi spiego.
Il dire o il non aggiungere in tutte le norme che vengono
dati contributi una parola che potrebbe semplificare e oggi non
trovarci qui a discutere che basterebbe dire "fino", ci darebbe
l'opportunità e la possibilità fermo restando le istanze che
arrivino, potrebbero dare l'opportunità di non creare come il più
delle volte si è creato in tantissime leggi e io ve ne citerò
alcune anche dell'assessorato che ho avuto il piacere di
condurre, che in effetti poi si lascia per buono l'ordine
cronologico di entrate delle pratiche - e noi sappiamo tutti come
il più delle volte il protocollo d'entrata viene artificiosamente
aggiustato - e allora noi accertiamo che ci saranno su cento
pratiche, 45 pratiche che usufruiranno del 57 per cento e ci
saranno poi altre 40 pratiche pur avendo idoneità ad usufruire
della percentuale di finanziamento a non prenderlo perché i fondi
sono terminati.
Allora io mi domando: è un metodo democratico questo? Io
penso proprio di no. Io penso che proprio in questo caso, questo
è un esempio che mi ha portato a fare l'intervento, che dovremmo
cercare di aggiustare. Cioè se ci sono 100 pratiche e le pratiche
sono tutte 100 buone, si abbasserà la quota di percentuale di
contributo. Cioè invece del 50 per cento si dia il 40 ma a tutti.
Ecco perché il più delle volte noi ci troviamo a dovere poi
fare degli artefici che il meccanismo che giustamente la legge
non contiene la quantità per dare a tutti il 57 per cento di
andare a riportare con meccanismi che forse non sono corretti a
finanziamenti che sono poi del P.o.p. che poi guarda caso la
quota è del 45 per cento.
Quindi noi creiamo, fermo restando la finalità
dell'intervento, già a monte una anomalia. Io dico questo perché
mi sono trovato nell'assessorato alla cooperazione davanti a un
problema simile.
C'erano nel golfo di ripopolamento di Castellammare, dei
fondi da distribuire a tutti i pescatori per un fermo. Gli
importi in quel momento disponibili erano di tre miliardi; mi si
pose un problema: se dare ai primi cento o darli a 200. Ritenni
opportuno ripartire due miliardi a tutti e duecento e non dare
solo il pieno ai primi cento.
Ora dico, su questo principio io richiamo l'Aula affinché
non avvengano delle sperequazioni che poi alla fine ci portano a
dover discutere di un argomento serio, invito anche l'Aula a
valutare se lo ritiene di fare attenzione anche il Governo, in
tutte queste norme, di aggiungere le parole "fino a".
E questo permetterebbe tranquillamente di ripartire anche
con quote più basse ma darle a tutti.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche questo
ordine del giorno, come quello poi non votato per ragioni
procedurali sull'imprenditoria femminile, pone la questione della
coerenza tra un programma di governo ed il proprio bilancio, nel
senso che ogni bilancio di ogni maggioranza, di ogni governo,
dovrebbe essere lo specchio che è capace di manifestare le
volontà di una maggioranza e di un governo appunto. Ecco perché
per la seconda volta il gruppo parlamentare che presiedo pone
all'attenzione del governo la necessità di prevedere nella
predisposizione del bilancio di previsione il rifinanziamento dei
capitoli di spesa legati alla legge n. 13 del 1986. E ci pare una
richiesta sensata anche alla luce dei proclami che in tema di
agricoltura vengono quotidianamente posti all'attenzione
dell'opinione pubblica da parte del Governo.
Nella fattispecie descritta nell'ordine del giorno
presentato anche a mia firma viene evidenziata una grossa
incongruenza che risiede nella differente percentuale di
attivazione, di agevolazioni e di finanziamenti per medesimi
progetti imprenditoriali che, pur avendo le medesime finalità,
giusto per una questione di data, vedono attivati finanziamenti
del 57% o del 45% appunto pur avendo caratteristiche identiche.
La fattispecie si riferisce alle pratiche di miglioramento
fondiario che ai sensi dell'articolo 27 della legge numero 13 del
1986 giacciono presso l'Assessorato regionale all'agricoltura e
che sono state anche oggetto dell'attenzione da parte delle
Organizzazioni sindacali della provincia di Trapani.
Questo ordine del giorno ha dunque voluto rappresentare per
Forza Italia un segnale di attenzione e di grande disponibilità
nei confronti degli agricoltori e dei viticoltori della provincia
di Trapani. Peraltro, è stato anche sottolineato nella
presentazione di questo ordine del giorno che, in relazione al
piano vitivinicolo che l'Assessorato regionale per l'agricoltura
ha presentato il 31 luglio del 1993, una serie di obiezioni
proposte dalle Organizzazioni sindacali non sono state di fatto
tenute nella dovuta considerazione anche laddove la varietà del
trebbiano che nel corso degli anni molti agricoltori del
trapanese avevano innestato è stata dichiarata dal piano di
settore come un tipo di scarsa qualità.
Questo ha prodotto in termini reali, anche a seguito della
scarsa informazione che al piano di settore è stata offerta, una
grave carenza informativa da parte degli agricoltori i quali di
fatto si sono trovati nella difficoltà di accedere al
finanziamento perché avevano fatto, in relazione al trebbiano
appunto, una scelta prima del 31 luglio del 1993.
Il grave rischio che noi evidenziamo è il rischio della
perdita dei finanziamenti comunitari non utilizzati entro la fine
dell'anno e che, appunto, necessitano di un rispetto del piano di
settore certamente, ma anche dell'attivazione di tutte quelle
procedure tecniche legislative e regolamentari che possono
consentire un rilancio del settore senza che per disguidi
procedurali si creino due tipi di ingiustizia: da un lato
l'ingiustizia che è in sé della mancata attivazione dei
finanziamenti comunitari in relazione al settore, dall'altro lato
il fatto che agricoltori che attivano con modalità identiche il
medesimo progetto imprenditoriale nello stesso settore con la
stessa idea in funzione del miglioramento del medesimo comparto
del settore agricolo si trovano per una mera ragione burocratica,
per una mera ragione di data, alcuni a potere fruire di
finanziamenti del 57 per cento, altri del 45 per cento. Questo ci
pare un buon motivo per proporre questo ordine del giorno e per
questo noi chiediamo il consenso dell'Assemblea.
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno che opportunamente i colleghi Croce, Alfano, Bufardeci
hanno presentato sulla materia mi dà l'occasione di affrontare un
tema che mi è particolarmente caro, un tema che è stato oggetto
di diversi atti ispettivi che ho ritenuto di dover rivolgere
all'Assessore per l'agricoltura, onorevole Cuffaro, per quanto
riguarda la legge numero 13 del 1986.
E' purtroppo un fatto estremamente grave nella nostra
Sicilia e soprattutto nella provincia di Ragusa, una zona che
certamente è particolarmente pregiata dal punto di vista
agricolo, dove si trovano insediamenti serricoli di grande
valenza, che producono un prodotto di grande qualità e dove
parecchi agricoltori, centinaia, forse migliaia di agricoltori
che coltivano prodotti sotto serra hanno realizzato negli anni
scorsi delle opere di miglioramento fondiario ottenendo il
collaudo, anticipando le spese, ottenendo i decreti ma non
percependo le spettanze che, ai sensi dell'articolo 27 della
legge numero 13 del 1986, avrebbero dovuto avere.
E' inutile che io dica all'Assemblea quanto danno hanno
subito questi agricoltori che hanno affrontato, hanno dovuto
anticipare notevoli spese per rendere le loro aziende sicuramente
più adeguate e più efficienti, hanno predisposto, quindi, delle
serre nelle quali coltivano i loro prodotti e oggi attendono,
malgrado siano trascorsi tanti anni, la liquidazione di queste
spettanze dal momento che la legge numero 13 del 1986 non è stata
più rifinanziata.
Quindi, in questa sede va denunziata ed ecco quindi
l'opportunità che mi viene data da questo ordine del giorno che
pone un problema che parte della provincia di Trapani ma che si
irradia sicuramente in tutte le altre province laddove tanti
altri agricoltori hanno realizzato opere di miglioramento
fondiario che non hanno ottenuto poi i miglioramenti che erano
stati promessi e che erano tanto attesi.
Allora, l'ordine del giorno va attentamente valutato da
quest'Assemblea perché pone un problema estremamente importante.
Pone il problema di una regione che non è in grado di
rifinanziare una norma che sarebbe stata una norma opportuna e
indispensabile per migliorare, per incentivare la produzione
agricola, una norma che è fallita, una norma che richiede
necessariamente un impegno del governo e di questa Assemblea
affinché venga a rifinanziare, ecco perché le conclusioni alle
quali pervengono i redattori, i proponenti dell'ordine del giorno
laddove invitano il governo a tenere nella dovuta considerazione
questo problema e a far sì che nel bilancio che ci accingiamo ad
affrontare, ad esaminare venga previsto il rifinanziamento della
legge numero 13 del 1986.
E' un ordine del giorno alquanto importante, notevolmente
interessante per questa nostra Sicilia e per la nostra
agricoltura perché evidenzia la discrasia che si è venuta a
creare fra coloro che nella provincia di Trapani hanno fatto
l'innesto del Trebbiano prima di una certa data o dopo l'altra
data perché questo comporta un danno per alcuni perché accade che
coloro che hanno effettuato questo miglioramento, questa
trasformazione dei loro fondi coltivati a Trebbiano hanno dovuto
subire le conseguenze di una norma che non è più finanziata e che
quindi ricorre alla misura 8.3 del P.O.P. 94-99 con una riduzione
della percentuale di ben 12 punti.
Ecco quindi che le osservazioni contenute nell'ordine del
giorno sono osservazioni opportune sulle quali noi invitiamo il
governo a meditare, a valutare con particolare attenzione quello
che è il problema serio che pone questo ordine del giorno e
invitiamo, quindi, l'Assemblea a seguire con attenzione pure e ad
apprezzarlo positivamente perché riteniamo che nel momento in cui
l'Assemblea darà un voto favorevole a questo ordine del giorno il
governo dovrà ritenersi impegnato a risolvere, una buona volta
per tutte, questo problema, per venire incontro alle aspettative
degli agricoltori e, in particolare, nel caso che ci occupa, dei
viticoltori del trapanese che non meritano questo trattamento e
che stanno subendo dall'incuria, dall'inettitudine del Governo
sicuramente un danno estremamente rilevante.
Allora, l'invito che rivolgo a tutti i parlamentari presenti
è quello di dare il loro voto, la loro approvazione a questo
ordine del giorno per far sì che il Governo questa volta non
possa "latitare" rispetto ad un'esigenza, che è un'esigenza viva
e reale, l'esigenza dei vitivinicoltori del trapanese che
meritano di esser aiutati.
SCALIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che,
contrariamente a quanto sosteneva ad inizio di seduta l'onorevole
Turano, questo ordine del giorno non solo sia ammissibile, ma sia
quantomeno opportuno, perchè affronta una tematica legata al
comparto dell'agricoltura e l'affronta in una fase strategica
dell'Assemblea regionale siciliana, e cioè nella fase di
predisposizione, perlomeno si spera, del bilancio di previsione.
A parole tutti ci sforziamo di dire, spesso nei comizi,
nelle piazze, che l'agricoltura rappresenta uno di quei fattori
di sviluppo che, in particolare in una regione come la nostra,
deve essere incentivata, aiutata, ma dalla produzione
legislativa, e comunque dagli intendimenti di questo Governo,
soltanto a parole appunto si dice, senza dare attuazione poi
concreta alle risorse che debbono essere destinate a questo
comparto. E' un comparto vitivinicolo che - è inutile ricordarlo,
siamo tutti siciliani e quindi conosciamo bene il problema -
rappresenta una specialità tipica della nostra regione.
Apprendiamo e registriamo favorevolmente come i vini siciliani,
giorno dopo giorno, riescono sempre di più a conquistare fette di
mercato.
DI MARTINO . Allora non c'è bisogno di vendemmia
SCALIA. Non è mai sufficiente, caro onorevole Di Martino.
Perchè le spiegherò adesso con dati che, vero è che il comparto
vitivinicolo sta conquistando sempre più fette di mercato. La
qualità, che spesso veniva ignorata dai nostri produttori a
scapito della quantità, oggi ha il sopravvento, sicchè si
registra una produzione vitivinicola di prim'ordine.
E' stato ricordato come le esportazioni del vino oggi
registrano certamente un saldo positivo. E' bene ricordare,
però, che rispetto alla produzione totale di vino, soltanto il 12
per cento del nostro vino viene imbottigliato ed esportato,
mentre al contrario l'88 per cento del nostro vino è vino sfuso,
che viene immagazzinato nelle cantine sociali, il cui prezzo
talvolta è lasciato, non ad un mercato libero e regolato, ma ad
un mercato drogato da una mafia del vino che spesso ne stabilisce
il prezzo.
E allora sottolineare come questo sia un comparto da
privilegiare è del tutto necessario ed indiscutibile. E l'ordine
del giorno, in poche parole e in buona sostanza, cosa chiede al
Governo della Regione siciliana? Chiede una maggiore attenzione,
signor Presidente, a questo comparto. Chiede maggiori risorse
complessivamente. Chiede che più soldi vengano dati ai nostri
produttori vitivinicoli e chiede che ci sia anche una giustizia
nell'erogazione dei fondi, perchè si apprende che ci sono
disparità di trattamento. Si registra che ci sono province che
ottengono più risorse rispetto ad altre. Si registra che ci sono
situazioni di assoluta ingiustizia che noi abbiamo il dovere di
regolare, essendo Parlamento della Regione siciliana.
E allora, amici dell'Assemblea regionale siciliana, l'ordine
del giorno è opportuno e congruente. Ha il merito di affrontare
un tema che è all'oggetto delle discussioni dei nostri comizi e
delle nostre campagne elettorali. Io penso che tutti noi abbiamo
preso impegni in questo senso. Dobbiamo avere il coraggio di
essere conseguenti con quello che diciamo attraverso una giusta
politica, una sana politica che porti noi tutti, soprattutto in
un momento nel quale c'è un'attenzione particolare dei grossi
produttori vitivinicoli rispetto al meridione d'Italia ed in
particolare rispetto alla Sicilia.
Sappiamo tutti che ci sono colossi della produzione
vitivinicola dal nome di Zonin e quant'altri, che stanno
attenzionando con grande attenzione la produzione siciliana che
riesce sempre più a conquistare mercati, ma noi abbiamo il dovere
di tutelare i nostri vitivinicoltori, di garantire la quantità
della nostra produzione ma, al tempo stesso, dobbiamo puntare
sulla qualità, che è poi quella che fa la differenza nei mercati
soprattutto esteri.
Allora, l'invito che noi rivolgiamo al Parlamento siciliano
è quello di apprezzare favorevolmente questo ordine del giorno e
di votarlo a larga maggioranza.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, avevo fatto appello alla sua
decisione nella speranza che lei dichiarasse improponibile questo
ordine del giorno per evitare al primo firmatario, onorevole
Croce, di fare la brutta "gaffes" che ha fatto e che tutto il
Parlamento, di fatto, ora, potrà recepire con dati alla mano.
L'ordine del giorno vuole che gli agricoltori della
provincia di Trapani che hanno impiantato il "Trebbiano" possano
accedere ai finanziamenti anche dopo la scadenza del 31 luglio
1993, dato previsto dalla declaratoria della Comunità Economica
Europea, che considerava di scarsa qualità questo tipo di
vitigno.
Ebbene, signor Presidente e colleghi tutti, cerchiamo di
fare chiarezza e siamo qui per questo perchè l'onorevole Croce
quando fa attacchi a tutela dell'agricoltura si confonde perchè
non conosce la normativa che regola l'agricoltura in provincia di
Trapani.
ALFANO. Ma c'è una normativa speciale
TURANO. C'è una normativa speciale che riguarda il
"Trebbiano" per la provincia di Trapani, e segnatamente per le
zone dell'alcamese e dell'hinterland, ed è il disciplinare che
regola il "d.o.c. di Alcamo", che prevede che tutti coloro i
quali fanno parte del "d.o.c. di Alcamo" e che hanno impiantato
il "Trebbiano" possono comunque accedere a qualunque tipo di
finanziamento senza data alcuna.
Ci sono però viticoltori, nella provincia di Trapani, che
hanno impiantato il "Trebbiano" dopo la data del 31 luglio 1993;
ebbene, per questi soggetti è stata fatta una circolare
esplicativa da parte dell'Assessore Cuffaro, nell'anno 1998,
circolare che di fatto autorizza questi soggetti a comunque
godere dei benefici della misura 8.3 del P.O.P. '94 - '99 per
accedere ai benefici. Questa circolare menziona espressamente
l'assenso dell'ufficio per tutte le pratiche che sono state
istruite dagli uffici compartimentali dell'agricoltura e che,
allo stato, ancora non sono evase per una lentezza burocratica
purtroppo notoria.
L'onorevole Croce sul punto interviene perchè è informato
che con l'Assessore Cuffaro siamo stati a "Balata di Baida", una
contrada di Castellammare del Golfo a lui molto cara dove abbiamo
incontrato gli agricoltori e abbiamo cercato di risolvere il
problema con la circolare esplicativa che è stata fatta.
Io intervengo soltanto per fare chiarezza e per invitare i
colleghi al buonsenso...
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Non
hanno buonsenso.
TURANO. Purtroppo, in questo caso non posso che evidenziare
che lei ha perfettamente ragione.
Non hanno avuto il buon senso di documentarsi bene sulla
materia e l'onorevole Croce quando ha fatto l'assessore del
Governo Drago, Governo che ha prodotto quella circolare a firma
dell'assessore Cuffaro, vuol dire che non si è interessato del
problema. Lui, al tempo, amministrava i beni culturali e, forse,
si sarà confuso tra le morbide pietre e invece conci di tufo che
lo appartenevano quando faceva il Presidente dell'Istituto
autonomo case popolari. Si è distinto per una serie di nomine e
si è distinto per una serie di atti che, poi, il Parlamento ha
revocato con le mozione che sono passate.
E, allora, prima di parlare di argomenti tanto importanti,
invito il mio amico Nino Croce a documentarsi sulle circolari che
lui stesso...
CROCE. Chiedo di parlare per fatto personale. Vi sono
apprezzamenti fuori luogo.
PRESIDENTE. Onorevole Croce, alla fine le darò la parola.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, lei sa che io ho sempre avuto, ho e
continuerò ad avere un grande rispetto per chi occupa il posto di
Presidente dell'Assemblea per mi consenta, non spetta a me dare
suggerimenti, lei è un politico di grande esperienza, però
ritengo che l'onorevole Croce abbia tutte le ragioni per potere
parlare per fatto personale.
VIRZI'. E' stato svillaneggiato.
CAPUTO. Se mi consente, anche l'onorevole Turano è caduto in
questo scontro tra titani trapanesi, ha subito ed è caduto, ha
avuto un incidente di percorso.
ZANNA. Abbiamo perso la causa.
CAPUTO. Onorevole Zanna, quando lei imparerà ad avere un
mestiere potrà apprezzare o disapprovare il lavoro degli
avvocati, quindi, la prego di non rivolgere apprezzamenti nei
confronti di chi vive di una professione e non degli elargimenti
o emolumenti di un partito.
ZANNA. I suoi clienti la penseranno diversamente.
CAPUTO. Quando lei sarà mio cliente la tratterò gratis, stia
tranquillo. Avrò il piacere di averla ospite nel mio studio e non
pagherà, farò pagare altri per lei.
Signor Presidente, adesso, se mi consente, vorrei fare un
intervento adeguato.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, cerchi di parlare all'Assemblea
CAPUTO. No, signor Presidente, lei è tenuto a mantenere
l'ordine in quest'Aula e ad intervenire per impedire a chi non ha
diritto alla parola di interrompere chi parla.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, parli all'Assemblea. Lei, in
altre occasioni, ha interrotto altri oratori e nessuno l'ha
richiamata.
CAPUTO. Vorrei parlare ad un'Assemblea che ascolta, non ad
un'Assemblea che disturba.
PRESIDENTE. Lei parli che l'ascolteranno.
CAPUTO. Signor Presidente, credo che l'argomento che stiamo
trattando sia molto importante e direi anche molto serio perché
attiene al futuro di quella parte della Sicilia che ancora oggi,
tra mille difficoltà, continua a lavorare e che tiene alta
un'economia della Sicilia, forse, quell'unica parte dell'economia
che ancora con dignità, con coraggio, può essere chiamata tale
cioè non di quella economia assistenziale e assistita frutto di
una logica perversa dei partiti, molti dei quali sono quelli che
lei in questo momento accompagna in questa brevissima, mi auguro,
esperienza di Governo.
E' una categoria, quella degli agricoltori ed in particolare
quella dei viticoltori, ecco dove l'onorevole Turano prestando
attenzione sicuramente avrebbe usato espressioni meno ingenerose
rispetto a quelle che ha usato verso l'onorevole Croce che invece
ha avuto la possibilità e l'opportunità di entrare nel merito con
competenza in un argomento che in questo momento è nell'occhio
del ciclone dal punto di vista della concorrenza, perchè
l0onorevole Croce non ha parlato solo del trebbiano ma bisogna
dare atto che con sensibilità e con intelligenza lui e gli altri
firmatari del gruppo di Forza Italia, del Polo delle libertà ha
posto e impegnato l'Assemblea regionale siciliana su un argomento
estremamente importante qual'è quello, non del vino come qualcuno
qui lo vuole ridurre come per beffeggiarlo, chi invece ha avuto
la sensibilità di accendere i riflettori su un argomento
importante, ma non è quello sul vino ma sulla sorte di chi
produce il vino in una terra fortunata ma in questo momento
tremendamente attaccata dal punto di vista della concorrenza come
la Sicilia, perchè in questo momento grazie a chi rivestendo
cariche e ricoprendo cariche di ministro e di sottosegretario nel
Governo nazionale di sinistra e di centro-sinistra, ha avuto
l'opportunità e l'occasione di scambiare trattori che nessuno
voleva mai comprare e che non sarebbero mai stati venduti per
potere consentire al Marocco di fare diventare la Sicilia zona
franca e di portare tutti quei prodotti primi fra i quali quel
vino che arrivando qui a basso prezzo sta martoriando e sta
creando una forte concorrenza a chi in Sicilia lavora producendo
un vino di primissima qualità.
E di fronte alla concorrenza del vino africano e di fronte
alla concorrenza del vino francese i nostri siciliani sono
stretti in una morsa dalla quale si può uscire solo con un forte
e coraggioso intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio. Ne ha
facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, io non so se anche riferito a questo
dibattito valga in qualche modo la vecchia massima "in vino
veritas" nel senso che questa nostra maratona di discussione
all'Assemblea regionale siciliana in cui si scrive il dibattito
su questo ordine del giorno sia certamente un momento di verifica
della tenuta di questo Governo e della maggioranza.
Ma, al di là di questo dato direi squisitamente politico
credo che forse in questa legislatura se non ci fosse stata
questa iniziativa firmata dai colleghi di Forza Italia, con primo
firmatario l'onorevole Croce, un argomento così importante non
avrebbe trovato una occasione di approfondimento e di analisi,
credo quindi che l'occasione sia importante e comunque sia da
utilizzare e da sfruttare.
L'ordine del giorno, intanto pone io credo, un problema
estremamente serie e cioè che in questa Regione le imprese, le
aziende quelle dei settori produttivi primari a cominciare
dall'agricoltura, in questo caso della vitivinicoltura ma in
generale hanno accesso alle incentivazioni, hanno accesso al
sostegno della Regione in una mancanza totale di regole.
Ciò che propone questo ordine del giorno è che accade nella
nostra Regione che soggetti che hanno lo stesso status e quindi
dovrebbero avere gli stessi diritti finiscono per accedere agli
incentivi che la nostra Regione eroga senza certezze di regole,
direi in base al caso. E qui quello che viene lamentato dagli
agricoltori della provincia di Trapani è che i medesimi soggetti
sostanzialmente hanno delle facoltà, dei diritti che vengono
regolati in modo diverso in base alla data di presentazione.
E poichè i regimi di aiuto sono profondamente diversi, cioè
si divaricano di percentuali abbastanza consistenti, solo perchè
il regime finanziario, le fonti di finanziamento sono diverse, la
legge 13, e quindi il bilancio della Regione in senso stretto in
un caso ed il POP, quindi i fondi comunitari, nell'altro caso,
credo che questo sia un assurdo e peraltro non è un caso isolato,
direi che è un caso comune; e uno dei problemi, uno dei temi che
sicuramente deve andare all'attenzione del Governo della Regione
è quello di assicurare intanto un governo unico delle risorse
finanziarie, degli incentivi e, direi, siccome tutti noi abbiamo
ricevuto - e dobbiamo ringraziare di questo l'Assessore Cuffaro -
di recente in dono un volume che classifica gli incentivi in
materia di agricoltura, credo che molto meglio sarebbe quello di
dare vita ad un testo unico delle leggi che disciplinano
incentivi in materia agricola, nel settore agricolo, in modo che
in qualche modo gli operatori del settore abbiano una panoramica
completa di quelli che sono i regimi di aiuto, i benefici di cui
in qualche modo possono fruire.
Quindi l'ordine del giorno è estremamente serio perchè pone
il problema della necessità che ci siano delle regole certe e
predeterminate, soprattutto in un momento in cui - l'ha detto
prima il collega Scalia - la Sicilia viene individuata da
imprenditori importanti, anche del Nord, a cominciare da Zonin,
che è un caso concreto che già si è realizzato come un'area di
investimenti in questo settore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanoso; ne ha
facoltà.
CATANOSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
voleva ringraziare il Presidente della Regione per aver fatto sì
che con quell'attenzione alle norme procedurali ci ha messo nelle
condizioni di potere parlare questa sera di un argomento così
importante che rischiava invece di non essere trattato.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Quindi la colpa è di Capodicasa.
CATANOSO. Non la colpa, il merito è del Presidente Capodicasa,
e devo dire che è a tutti abbastanza chiaro che il rilancio della
Sicilia passa anche da un rilancio della nostra agricoltura,
settore che non io devo spiegare ai colleghi parlamentari che
vivono giornalmente le problematiche della nostra terra, della
nostra Isola, quindi, settore che vive giorni terribili, quello
dell'agricoltura.
In Sicilia per molto tempo l'agricoltura è riuscita ad
essere il settore trainante, quasi l'unico settore, oggi si è
nelle condizioni che molte aziende sono state in procinto anche
di chiudere nel settore vitivinicolo; appunto per questi motivi è
d'obbligo parlare di rilancio del settore, è d'obbligo parlare di
rilancio parlando di modernizzazione dello stesso settore, di
miglioramento di strutture e di impianti.
Credo che questo debba esser fatto partendo dalla
possibilità di una nuova legge così come si sta pensando di fare,
ma in ogni caso nel cercare di garantire la minima sussistenza
attraverso quella legge 13 che, purtroppo, non essendo
finanziata, non riesce a supportare adeguatamente i nostri
agricoltori.
Noi però abbiamo il dovere, come parlamentari siciliani, di
garantire gli agricoltori siciliani, garantirli anche nel normare
tutto ciò che è agricoltura, così come viene normato nel resto
d'Italia. Ci sono altre regioni d'Italia che pensano oggi di dare
degli aiuti seri a chi vuole ristrutturare il settore
dell'agricoltura, specificamente il settore vitivinicolo. Ed è
ovvio a tutti che quando ci sono altre regioni che sono
produttrici di ottimo vino di qualità eccellente, siamo nella
condizione di subire una concorrenza che le nostre aziende sul
proprio lavoro spesso non riescono a reggere.
Il settore vitivinicolo è un settore in crescita. Lo hanno
detto i colleghi parlamentari che mi hanno preceduto, lo è anche
quindi in Sicilia. Ma deve essere supportato attivando tutti
quelli che sono i settori collegati di crescita del mondo
agricolo e quindi di questo settore. Senza pensare che se si
riuscisse ad attivare tutto ciò la crescita del settore
vitivinicolo porterebbe indirettamente con sé la crescita di una
serie di settori, non solo legati al mondo dell'agricoltura.
Mi viene, uno per tutti, il settore turistico, con la
possibilità che aziende agrituristiche, così come avviene in
Toscana o nel Veneto, possono diventare dei punti di riferimento
di percorsi che attraverso il percorso dei vini possono mettere
nella condizione la nostra Isola di diventare un riferimento
mondiale della produzione, ma anche della vendita del vino.
Credo che dobbiamo attrezzarci a che non si perdano più
treni in questa nostra Isola.
Da parlamentari di questa Regione, dobbiamo far sì che tutto
debba esser fatto per attivare e migliorare il settore
vitivinicolo di cui oggi stiamo parlando.
Non si può più pensare che pratiche di miglioramento
fondiario siano presentate negli uffici della Regione a questo
demandati e che per mancanza di finanziamenti - a cui accennavo
prima quelli della legge n. 13 - poi vengano passati ai POP con
una percentuale diversa di finanziamento. Si diceva appunto il 57
e il 45 per cento.
Questa differenza di trattamento non può essere più
consentita. Dobbiamo mettere tutti nella condizione di avere lo
stesso tipo di trattamento.
Ha fatto bene l'onorevole Turano, prima a fare quel
chiarimento sulla problematica che riguarda la provincia di
Trapani e il vitigno "Trebbiano". Ha fatto bene, ma ha
dimenticato di dire che tutti gli altri problemi restano. Quelli
della differenziazione dei punti percentuali, del trattamento,
quindi, da un'azienda agricola ad un'altra resta. Resta, quindi,
una situazione economica che la categoria interessata deve subire
con dei trattamenti diversi.
Credo, signor Presidente, che oggi qui tutti insieme ci si
debba fare carico di quelle che sono le volontà, le necessità di
eliminare la disparità di trattamento dei cittadini tra delle
aziende dei lavoratori che sono riusciti a tenere in piedi con
grande sacrificio delle aziende vitivinicole che hanno passato
dei momenti di grande difficoltà.
Le ricordo che negli anni scorsi quando ancora non si era
ripreso il settore, quando non si erano trovati questi nuovi
sbocchi di mercato, molte aziende vitivinicole hanno chiuso in
Sicilia.
Devo dire che l'ordine del giorno, giustamente, impegna
puntualmente il Governo ad un rifinanziamento di quella legge n.
13 che fino a quando non si sarà trovata altra possibilità
normativa resta l'unico aggancio per gli agricoltori, viticoltori
siciliani per la possibilità quindi di essere di nuovo
concorrenti con il resto delle regioni italiane.
Rischiamo di essere ancora una volta la ruota di scorta di
un'economia che ha ritrovato un percorso proprio, un percorso di
nuovo vitale e che quindi anche la Sicilia deve essere in grado
di sostenere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al di
là del fatto formale di una rivendicazione che è di maggiore
attenzione nei rapporti fra la Regione Sicilia e la Comunità
Europea perché è noto a tutti che abbiamo attinto pochissimo a
quella messe di provvedimenti che servivano ad incentivare la
nostra capacità creativa, la nostra inventiva, la nostra
managerialità che l'Europa metteva a nostra disposizione. Come
Regione Sicilia abbiamo attinto pochissimo. Io non sono
particolarmente infervorato da apprezzatore della nostra
produzione vitivinicola in relazione alla battaglia per il
"Trebbiano" che notoriamente, per quanto ci riguarda, è il frutto
di un'opera di comunizzazione ne più ne meno, cioè l'Europa ha
fatto, in relazione a questo tipo di vitigno una operazione tutta
a favore della Francia che ha usato da sempre quello che noi
chiamiamo il "Trebbiano" come vino da taglio perchè prima glielo
davano l'Algeria e la Tunisia. E' capitato che negli anni '60 la
Francia con tutta la sua "grandeur" abbia perso le colone, noi
siamo la nuova colonia economica perchè il nostro tipo di terreno
si presta particolarmente a questo tipo di cultivar per cui noi
facciamo la parte dei negri d'Europa che danno qualitativamente
un prodotto di basso profilo e però di alto rendimento
quantitativo. Vino da taglio che serve poi ai francesi per
inondare i nostri mercati e le nostre tavole con bottiglie che
paghiamo a ben altro prezzo.
E' anche vero, e va sommessamente ricordato, che poi
l'Europa ha operato nel senso dei tagli con le sue circolari in
relazione a tutto quel tipo di normativa regionale che in qualche
modo poteva apparire protezionistica. Prendo lo spunto da questo
ordine del giorno per rammaricarmi di un ulteriore frammento
politico di quel grande "collage" a cui avevo fatto riferimento
in un mio altro intervento di oggi.
A me dispiace che ad ascoltare i nostri argomenti giusti o
sbagliati in quest'Aula non ci sia l'Assessore al ramo,
l'Assessore Cuffaro in tutt'altre vicende affaccendato, forse a
fare meglio oliare gli strani tubi nei quali ha infilato le
domande per il concorso dei forestali purchè i tubi siano
"attuppati" pur di arrivare un giorno dopo le europee, a me secca
interloquire con il nulla.
Noi possiamo anche sbagliare nell'enfatizzare questo o
quell'argomento. devo dire che è francamente insultante la
mancanza di interlocuzione e di risposta. Può anche darsi, non
che l'art. 27, ma che tutta la legge 13 dell'86 sia materia morta
e sepolta in relazione alla nuova normativa comunitaria che non
lascia spazi a norme di tutela di prodotti su base regionale.
Resta il fatto che noi siamo assenti a livello di utilizzo dei
progetti operativi plurifondo, un tentativo che era stato portato
avanti molto fortemente, raggiungemmo il nostro record con il
governo Provenzano, un utilizzo del 35% e mi permetto di
ricordare anche qua la parte personalistica, partitistica, brutta
di piccola politica da dopo guerra di poveracci svolta da questo
governo in rapporto a un contenzioso causidico, paragiuridico per
tenere fermo che cosa? lo strumento principe della nostra
politica nel settore che è l'Istituto regionale della vite e del
vino.
Non lo so quanto colleghi che bevono coca cola siano
interessati al fatto che esisterebbe ancora questo organismo.
Questo organismo dovrebbe promuovere la nostra produzione a
livello internazionale. C'era un grande commissariamento che
veniva dalle tenebre, dalle profondità del vecchio regime, il
centro destra si propone di rivitalizzare, fa le nomine, si
inciampa su due commissari che erano replicanti del passato che
non vengono dichiarati compatibili con una terza edizione del
loro mandato., Questo governo ha operato causidicamente per
tenere tutto a freno, per mettere un commissario che permettere a
Tizio, a Caio, a Filano e "Di Martino", senza alcuna allusione,
di essere lui a tagliare il nastro di "Vinitaly", di essere lui
che fa la pubblicità istituzionale, lui colui che rilancia la
tradizione del cultivar siciliano nello specifico panorama
europeo. Piccole operazione di bottega che alla lunga hanno
nuociuto - ho finito Presidente - e in fronte alle quali mi
permetto di dire che, al di là della "politicaccia", la Sicilia,
nei più diversi settori, perchè poi la polemica in Commissione la
sappiamo fare tutti, dovrebbe puntare alla difesa delle proprie
specificità intendendo con ciò anche alla difesa delle proprie
competenze, della propria cultura e delle proprie conoscenze
specifiche nel settore. Non c'è l'esperto...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Virzì.
DI MARTINO . Nessun applauso dal centro-destra hai avuto.
(Applausi dai deputati del settore di centro-destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che quando il mio Capogruppo ha deciso di iscrivermi a parlare ho
avuto qualche perplessità e vi dico subito perchè: pensavo che
ci fosse un conflitto di interessi nell'intervenire; siccome
sono stato abituato sin da piccolo al gusto del vino, pensavo che
difendere una materia del genere poteva comportare questo
conflitto; poi mi sono ripreso immediatamente e ho pensato che il
parlamentare siciliano, come i parlamentari nazionali, non hanno
vincolo di mandato e quindi possono bene intervenire senza avere
nessun problema in relazione a qualche presunto conflitto di
interesse, ma, bando agli scherzi, io devo ringraziare i
presentatori di questa mozione, cioè i parlamentari di Forza
Italia ed in particolare, debbo dire, l'onorevole Croce che da
battagliero parlamentare, questa sera, ha dovuto subire gli
strali di un deputato del centro - non so a quale partito
appartenga viste le trasmigrazioni abbastanza rapide - e
quindi...
PRESIDENTE. La prego di parlare della vite e del vino.
STANCANELLI. Io parlo piano proprio per non lasciare questo
clima di serenità che c'è...
PRESIDENTE. La prego di parlare della vite e del vino.
STANCANELLI. Infatti sto rientrando. Volevo ringraziare -
dicevo - l'onorevole Croce che ha posto un problema serio che,
vedo, fa innervosire molto l'onorevole Lo Giudice, ma il problema
è serio perchè è un problema politico, sulla non copertura seria
dei prodotti siciliani in relazione a quanto valgono ed a come
dovrebbero essere valorizzati, perchè, vedete, in questo ordine
del giorno che fa riferimento soltanto ad un particolare prodotto
della provincia di Trapani, io rivedo la necessità di una
valorizzazione di tutti i prodotti della Sicilia, perchè devo
parlare anche della mia provincia di Catania, dove il "Rosso
dell'Etna" è un vino altrettanto doc che ha bisogno delle
provvidenze che la legge 13 del 1986, se correttamente ed
adeguatamente finanziata, potrebbe aiutare. Ed io a questo punto
mi rivolgo, non come parlamentare di Alleanza Nazionale, ma come
parlamentare della provincia di Catania, a tutti i parlamentari
della provincia di Catania, a qualunque schieramento
appartengano. Per esempio, vedo l'onorevole Pignataro che è stato
sempre attento ai problemi della produzione e non vedo altri
deputati della provincia di Catania, oltre ai deputati del Polo,
gli onorevoli Villari, Rotella, Barbagallo e Maesano sono anche
presenti. Io invito tutti i parlamentari di Alleanza nazionale,
ecco, io vi ringrazio perchè mi aiutate in questo intervento
corale che questa sera stiamo facendo, ecco, io apprezzo anche
questo della maggioranza che aiuta l'opposizione ed è quando
l'opposizione è costruttiva, ed allora, tornando nel tema, io
ritengo che sia opportuno che una buona volta i parlamentari, al
di là degli schieramenti politici e partitici si pongano il
problema della produzione seria, il problema dei contributi seri
e non a pioggia che possano essere dati a coloro i quali
producono con i loro sacrifici. i quali producono con i loro
sacrifici.
Io ringrazio l'onorevole Cuffaro che finalmente ha capito
l'importanza di un dibattito del genere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Strano.
STRANO presidente, onorevoli colleghi, certo il momento è
delicato e capiamo l'importanza di questo dibattito e chiosando
una vecchia espressione che il buon vecchio Amedeo Nazzari
propose in un fil 'La cena delle beffe' che lei ricorderà, caro
presidente, dicendo 'chi non beve con me peste lo colga',
potremmo dire che se andasse avanti, caro Totò, permettimi di
chiamarti così, se andasse avanti così la tua politica, buon
vecchio mio, nei confronti del vino siciliano, potrebbe anche
darsi che un giorno tutti i bevitori, i santi bevitori di questa
Regione...
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste, santi
bevitori o bevitori del vin santo?...
STRANO ..no, è una cosa che non puoi capire. E' una cosa che
soltanto Zanna può capire, cosa significa 'santo bevitore' e
qualche altro. Poi te lo spiegheremo in un'altra sede. I santi
bevitori potrebbero invocare la peste per questo Governo, perchè
potrebbero forse non bere più di quel dolce vino che la natura ci
ha regalato.
Vede, io qui questa sera oserei dire che non si parla
soltanto di vino, presidente, la prego, le dico subito: il vino
non è soltanto un bene, una coltura, il vino è una cultura ed una
filosofia per questa terra, per questa terra nella quale i
vigneti hanno ispirato Martoglio, hanno ispirato scrittori,
Ercole Patti, il bellissimo 'Novembre', lo conoscerete tutti, fu
tratto un grande film di Mario Bolognini negli anni '60, che
narrava la storia di questa provincia di Catania così piena di
questo humus fertile che nasce dalla terra e che nel vino si
realizza.
E allora, cari amici, è necessario che voi prendiate
contezza di quanto sia dissennato non andare, presidente
Capodicasa che ringraziamo per la pazienza e per la cortesia e
per l'attenzione che ci sta dedicando, è necessario che questo
Governo prenda atto che questo impegno che noi vi proponiamo
venga accolto da lei con atti sostanziali.
Ci dispiace che manchi l'onorevole Piro, ma lo sappiamo
anche è sensibile, in quanto della forestale si è occupato molto
spesso negli anni passati e dei problemi dell'agricoltura e che
quindi ci sia un rifinanziamento cospicuo, proprio per non
andare, caro Virzì, non lo vedo in Aula ma, ecco, vecchio
folletto di Tolken, ti aggiri come un satiro, e allora è giusto
che questa terra ritrova il gusto di potenziare questo settore.
L'invasione del 'beau joleaux' nei nostri mercati, l'invasione
offensiva, coloniale dopo che noi mandiamo quello che poc'anzi
l'onorevole Virzì con dovizia di argomenti e compiutezza di
espressioni dipingeva, non è più possibile continuare. Leggevo,
onorevole Cuffaro, una sua intervista pochi giorni fa e andava e
menava vanto perché in Europa il vino va avanti. Ma cosa va
avanti? Va avanti il dramma di gente che attraverso queste
provvidenze e queste sfasature nei termini non riescono a trovare
soddisfazione, famiglie che hanno riposto nell'agricoltura le
loro speranze e per un fatto di tempi, di tempistica, di mancato
finanziamento e, allora, che si abbia il coraggio di abrogare le
norme, vengono disilluse, vengono abbandonate.
Cosa dire della Provincia di Enna, onorevole Grimaldi, dove
del buon vino ancora esiste, ma che vede ...
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Questo no,
non glielo posso permettere
PRESIDENTE. E' un vino poetico quello dell'onorevole Strano in
provincia di Enna
STRANO. Ed allora, concludendo vi dico fate sì che non vi sia
un altro Amedeo Nazzari e che non vi auguri la peste, la peste
naturalmente non in senso fisico e neanche in senso politico, in
senso bonario, fate sì che questo settore ritrovi lo slancio di
una volta, che i nostri scrittori ritornino a parlare dei vecchi
vigneti, che i bambini ritornino a correre sotto i filari, che la
gente raccolga questi grappoli, che nelle cornucopie si rifaccia
ancora una volta il messaggio del vino ed allora la Sicilia
ritroverà ancora una volta questa isola circondata dal mare lo
slancio di una volta.
(Applausi dai banchi della destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ricotta. Ne ha
facoltà.
RICOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
se qualche anno fa mi avessero detto che avrei parlato ad una
certa ora della notte di vino e di vite sicuramente non mi sarei
candidato, perché io credo che ci siano tanti modi di fare
politica, però quello che stiamo attuando in questa occasione
sicuramente non ci fa onore.
Non fa onore al Governo che a qualsiasi costo cerca di
mantenere una posizione non avendo i numeri adeguati per farlo e
credo che non faccia onore nemmeno all'opposizione che pur di
contrastare un Governo inadeguato debba ricorrere a questi mezzi
per condurre quella che non è più una battaglia politica, ma sta
quasi sfiorando la farsa.
E credetemi io non credo che si possa continuare in questo
modo, assolutamente non credo che si possa continuare a fare il
muro contro muro non tenendo assolutamente conto di quella che è
veramente la realtà.
Io credo che si debba andare ad una riflessione da parte di
tutti, si debba veramente verificare, come diceva l'onorevole
Pellegrino stamattina, si debba verificare se esiste questa
maggioranza e, allora, se questa maggioranza esiste che si metta
a lavorare, ma se questa maggioranza non esiste deve avere il
coraggio non di gettare la spugna, ma di fare il passo ad altre
possibilità o compagine che possano essere più garantiste per
quello che è il futuro della Sicilia. Io credo che noi possiamo
continuare qua, per tutta la notte, a parlare, ora, di
quest'ordine del giorno, più tardi, di tanti altri ordini del
giorno che verranno fuori, ma sicuramente non avremo risolto il
problema di una maggioranza che deve per forza continuare, non
tenendo conto della realtà e di un'opposizione che vuole, a
qualsiasi costo, non permettere questo cammino della maggioranza.
Io non lo so se rischiamo, a questo punto, di ubriacarci
tutti, continuando a parlare di vino e che non sia, veramente, il
caso di tirar fuori la sobrietà per cercare di discutere in modo
corretto e dignitoso di quello che deve essere il futuro di
questa Assemblea.
Onorevoli colleghi, io credo che ognuno di noi debba fare
una riflessione, la sollecitazione principalmente é per il
Presidente della Regione e che non si possa continuare in questo
modo. Si debba fare una riflessione e si debbano tirare delle
conclusioni.
Dobbiamo stabilire se dobbiamo continuare così e per quanto
o se bisogna cambiare atteggiamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor presidente, onorevoli colleghi, stavo per un
attimo, nell'ascoltare l'intervento del collega Ricotta,
convincendomi, analogamente a quanto lui rifletteva ed indicava,
della necessità di cambiare, di modificare il clima che si é
instaurato in Aula, ma per un attimo soltanto, sono stato
sfiorato da questo assillo, se poi é sopravvenuta una successiva
ed immediata riflessione, che anche su un argomento come quello
di cui stiamo discutendo, da parte dei ranghi e dei settori della
maggioranza si é presa la parola in Aula e si é intervenuto
sull'argomento che, onorevolmente dal collega Croce, é stato
sottoposto all'attenzione di tutti i colleghi, con l'intento, non
soltanto di entrare nel merito della questione, ma addirittura di
contestare all'onorevole Croce che ha sottoposto a tutta l'Aula
un argomento del genere, il primato della iniziativa,
finalizzando il proprio intervento ad isterilire l'intera
problematica e a cercare di contestare e contrastare,
all'onorevole Croce, il contenuto e la validità della sua
iniziativa.
Io vorrei chiedere all'onorevole Turano se siamo qui per
isterilire e immiserire reciprocamente le nostre iniziative, se,
rispetto alla tribuna provinciale é dovere di ogni collega
prendere la parola soltanto per inficiare l'argomentazione altrui
o non si ha il dovere di tenere conto di una problematica come
questa, della quale l'onorevole Turano dovrebbe essere
destinatario nella stessa misura in cui lo é stato l'onorevole
Croce che sensibilmente ha sottoposto l'argomento a tutta l'Aula.
Io vorrei chiedere all'onorevole Turano se é destinatario di
sollecitazioni diverse da parte dei produttori di vino della sua
provincia e della nostra Regione. Io vorrei sapere se é stato
raggiunto da sollecitazioni, indicazioni e suggerimenti di tipo
diverso. Siccome non é così, perché siccome sia lui, come me,
come l'onorevole Croce, come tutti noi abbiamo avuto modo di
contattare, di essere stati oggetto, destinatari delle proteste,
delle sollecitazioni, delle rimostranze, delle aspirazioni di
questa categoria, non ha senso intervenire in Aula, ecco perché,
caro onorevole Ricotta, io ho avuto soltanto per un attimo questo
dubbio e poi sono rientrato dal dubbio perché mi sono reso conto
che un problema del genere non poteva non essere trattato così
come è stato trattato dall'impostazione dell'onorevole Croce. In
un momento in cui, oggi, stiamo cercando di confrontarci sulla
predisposizione degli strumenti di programmazione non si può non
tener conto che un piano vitivinicolo del 1993, che non è
riuscito a programmare, o comunque a correggere le storture che
risiedono nella applicazione dell'articolo 27 della legge n. 13
del 1986, oggi, alla vigilia di una programmazione fondamentale,
che è quella relativa alla finanziaria, che è quella relativa al
bilancio, in questa Aula non si può non porre il problema, così
come è stato posto in questo ordine del giorno.
Si è detto ci sono situazione di produzione che sono
sottoposte ad una disparità di trattamento, ad un differente
trattamento, c'è una situazione negativa derivante dal fatto che
la legge non è stata rifinanziata, la disparità di trattamento è
accentuata ed acutizzata dal fatto che l'Ispettorato delle
foreste ha trasmesso agli Ispettorati provinciali
dell'agricoltura le pratiche per ammetterle al POP con la
riduzione di dodici punti in percentuale dei benefici e dei
finanziamenti, c'è la necessità di correggere questa stortura di
impostazione, questa diversa applicazione, questa disparità di
trattamento e c'è la necessità di farlo proprio oggi che stiamo
parlando di strumenti di programmazione.
Non ha senso contestare una iniziativa del genere nei
termini in cui è stata contestata, cioè siamo della stessa
provincia lui la materia la sta impostando in modo errato, io la
sto impostando in modo corretto. Non c'è, assolutamente, nè la
necessità, nè sicuramente la giustificazione, la legittimità a
porre il problema in questi termini quando tutti i settori, tutti
i partiti, tutti i Gruppi, tutti gli uomini di Governo, tutti
noi, da queste categorie siamo stati sollecitati soltanto in
questa direzione.
Nessuno sta contestando nulla; nessuno ha attaccato nessuno.
Si è detto che proprio in questo momento, alla vigilia di
una programmazione importante, non si può non inserire nella
programmazione e nel bilancio una sensibilità del genere e,
quindi, la eliminazione di questa stortura e di questa disparità
di trattamento.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
LA GRUA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA. Signor Presidente, la discussione su questo ordine del
giorno ci ha portato all'una meno un quarto. Io ritengo di
interpretare un po' gli intendimenti, i sentimenti dei colleghi,
nel richiederle, ecco, le intenzioni che ha la S.V. sul prosieguo
di questi lavori, tenuto conto che domani mattina l'Assemblea
dovrà riprendere i lavori. Quindi, sarebbe opportuno che ci
organizzassimo.
NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, io ho consultato gli articoli del
Regolamento che regolano la discussione in Aula. Lei sa io sono
rispettosissimo delle prerogative istituzionali e di quelle del
Presidente in particolare, perchè servono a lavorare
discretamente, almeno, in questa Aula. Però, non trovo in alcuna
parte una opportunità offerta dalla Presidenza, senza una
valutazione da parte dell'Aula, che la discussione possa essere
bloccata, con il limite delle iscrizioni, sostanzialmente nella
fase iniziale in cui questo avviene.
Adesso, per questo ordine del giorno, non voglio discutere
le decisioni da lei assunte, non mi permetto di farlo. Però,
pregherei che, ove nei futuri ordini del giorno dovesse porsi una
questione di questo tipo venga affrontata dall'Aula e valutata
ed eventualmente decisa secondo quello che sarà l'orientamento
che scaturirà dalle posizioni dei componenti di questo organo.
Perchè credo che, al di là di tutto, e probabilmente ci sia, e ci
sarà anche in questo ordine del giorno, qualche volontà
ostruzionistica, però l'argomento lo trovo di particolare
interesse. Ed è uno degli argomenti intorno al quale può essere
giocata anche una prospettiva di sviluppo della realtà agricola
siciliana.
Per cui, al di là di tutto, ripeto, ed io condivido solo
parzialmente le logiche ostruzionistiche, questo argomento
meriterebbe il tempo necessario anche attraverso gli interventi
di chi pensava di offrirli dopo la fase in cui si era chiusa la
iscrizione a parlare.
PRESIDENTE. Ricordo all'onorevole Nicolosi che ho chiesto ai
deputati dell'Assemblea se bisognava considerare chiuse le
iscrizioni a parlare dopo che ci sono stati iscritti a parlare
circa venti deputati.
Ho interpellato l'Assemblea, ha assentito questa mia
richiesta. Per quanto riguarda la richiesta fatta dall'onorevole
La Grua ritengo che occorre concludere questo ordine del giorno,
dopo di che facciamo il punto della situazione e decideremo come
andare avanti.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Nicolosi che ogni tanto ci da lezioni improprie
perchè tardive di buon senso, credo debba farci ragionare sullo
spettacolo che quest'Aula ha dato qui stasera.
Io posso dire quello che penso, anche perchè non sto
parlando ridendo e ridendo di me stesso mentre parlo come hanno
fatto molti dei deputati che sono intervenuti qui stasera,
sottovalutando il fatto che le telecamere sono di la e di qua, e
che anche quando uno si gira di la a ridere di quello che si dice
da questo podio c'è la telecamera da quel lato che vi riprende.
Credo, proprio perchè parlo dall'opposizione, che bisogna
difendere il diritto-dovere di chi fa opposizione. E,
l'opposizione va fatta con rigore e noi la facciamo.
Credo che noi stasera dobbiamo andare avanti onorevoli
colleghi, andiamo avanti con gli ordini del giorno. E'
un'opposizione seria se ha a cuore l'approvazione degli ordini
del giorno; noi ci siamo battuti perchè due nostri ordini del
giorno venissero approvati, perchè riguardavano la vita dei
lavoratori.
Signor Presidente, è la prima volta che prendo la parola
nella giornata di oggi per dire che noi non stiamo facendo un
buon servizio a quest'Aula al di là della nostra collocazione, e
la cosa che più mi preoccupa amici del Polo .....
(Interruzioni dai banchi della destra)
FORGIONE. Signor Presidente, sto dicendo che bisogna andare
avanti. Io sono perchè noi andiamo avanti con gli altri ordini
del giorno anche perchè ho visto che ci sono degli ordini del
giorno qui molto interessanti e io vorrei vedere come si atteggia
il Governo della Regione e come si atteggiano quei parlamentari
che fanno capo ai firmatari di quegli ordini del giorno e parlo
sugli ordini del giorno indecorosi sulla sanatoria per
l'abusivismo lungo le coste.
Io voglio che si discuta stasera e che quest'Aula si
pronunci sull'atteggiamento degli speculatori e dei
rappresentanti, degli abusivi e degli speculatori. Allora,
andiamo avanti.
(Applausi dai banchi della destra)
Non ho bisogno di applausi, caro Croce, e non sto qui
venendo a parlare, ridendo e inventandomi le cose da dire per
discutere in venti, per intervenire in venti su un ordine del
giorno che non si capisce visto che faccio parte ostruzionismo
voi stessi all'ordine del giorno.
Avete costretto anche il presidente Provenzano con una
fatica ad intervenire in modo ostruzionistico. Allora, andiamo
avanti Presidente. Lei faccia rispettare i tempi e li faccia
rispettare come vanno rispettati sull'ordine del giorno e andiamo
avanti a discutere questi ordini del giorno e vediamo se i
firmatari degli stessi li hanno presentati perchè vengano
approvati o se li hanno presentati solo per farci perdere tempo
su una cosa che è l'esercizio provvisorio della Regione e
probabilmente c'è un limite della Presidenza che ha messo ordini
del giorno che non hanno niente a che vedere con il disegno di
legge che è qui in discussione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla proposta dell'onorevole
Forgione possono parlare un deputato a favore e uno contro e poi
verrà posta in votazione.
ALFANO. Chiedo di parlare contro la proposta dell'onorevole
Forgione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
per dissentire dalla proposta dell'onorevole Forgione e per dare
il mio consenso alla proposta del Presidente Silvestro il quale a
seguito dell'intervento dell'onorevole La Grua ha detto che è
intenzione della presidenza dell'Assemblea far concludere questo
ordine del giorno e dopo fare il punto della situazione; la
Presidenza dell'Assemblea ha detto questo.
Ora su questo aspetto io vorrei ricordare al parlamentare
svogliato, onorevole Forgione, che noi non siamo in sede di
discussione di esercizio provvisorio, siamo in sede di
discussione dell'articolato della legge finanziaria, prendo atto
che l'onorevole Forgione ammette di avere fatto confusione,
quindi passo all'altro argomento. L'altro argomento di principio
vacuo come principio sottoposto a questa Assemblea dall'onorevole
Forgione riguarda il diritto-dovere dell'opposizione di
esercitare il proprio ruolo. Io credo che noi non stiamo dando
uno spettacolo indecoroso questa sera, io credo che questa sera
si stia svolgendo un dibattito sull'ordine del giorno a termini
di regolamento, io non so chi abbia titolo in questo Parlamento
per fare la morale a qualche altro e chi abbia titolo per
riceverla la morale, io so solo che in questo Parlamento si sta
consumando un atto politico e che tolleranza parlamentare e
tolleranza politica vuole che non ci siano, come dire, tentazioni
di impartire lezioni soprattutto di stile a qualche altro,
altrimenti caro onorevole Forgione ci viene sempre il dubbio
sulla premessa e cioè che lei in questa Aula rappresenti
l'opposizione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare a favore della proposta
dell'onorevole Forgione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sinceramente
io penso che il livello di discussione di stasera penso che abbia
avuto ragione l'onorevole Beninati in una conversazione personale
che mi ha fatto, in effetti il livello dell'Assemblea regionale
sta molto decadendo, ha ragione l'onorevole Beninati che
veniva ...
LA GRUA . Lei è molto corretto a riferire una discussione
personale
SPEZIALE. ...l'onorevole Beninati commentava con me un
giudizio che veniva espresso da un amico comune che aveva
assistito in televisione allo svolgimento dei lavori d'Aula.
Tuttavia, Signor Presidente, qui l'opposizione pone una
questione: è loro diritto continuare a perpetuare un
atteggiamento ostruzionistico. Io penso che non lo condivido e
che loro stanno ricorrendo agli strumenti regolamentare che gli
vengono offerti per dilatare il più possibile l'approvazione dell
strumento finanziario, della legge finanziaria e anche poi del
bilancio, ma è altrettanto diritto della maggioranza di
regolarsi di conseguenza.
Pertanto, mi sembra persino ovvio che, di fronte ad un
atteggiamento estremo qual è quello ostruzionistico, noi le
chiediamo di continuare ad oltranza nella discussione degli
ordini del giorni che fra l'altro sono sottoscritti dai deputati
del Polo e quindi mi sembrerebbe un modo come evitare il
dibattito. Noi vogliamo affrontarlo il dibattito; per cui invito
l'Aula ad andare ad oltranza nella discussione dell'ordine del
giorno, della finanziaria e del bilancio modificando parzialmente
anche le decisioni prese in sede di Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari. Io pregherei i colleghi parlamentari del
Polo di evitare inutili commenti ed inutili interruzioni perchè
questo non aiuta. Pertanto, signor Presidente, sono a favore
della proposta e la invito a porla in votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta dell'onorevole
Forgione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
(Proteste dai banchi della destra)
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00.56, è ripresa alle ore 00.58)
La seduta è ripresa.
NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo tornare
sulla questione della direzione dei lavori d'Aula, lei sa non
vorrei eccepire queste cose perchè bisogna trovare una maniera
che sia accettabile, siccome più volte in questa Aula, forse in
qualche momento delle varie presidenze, è stato contestato, lei
poco fa alla mia richiesta di potere esprimere la mia opinione
circa la questione sorta, ha invocato l'articolo 110 e non ha
consentito che intervenissi per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Il 110 è sulla richiesta dell'onorevole Forgione.
Lei ha chiesto chiarimenti sulla discussione sull'ordine del
giorno.
NICOLOSI. Signor Presidente, forse non è stata fatta
attenzione alla mia richiesta. Deciso che una persona a favore e
una contro parlava sulla proposta dell'onorevole Forgione, si era
poi deciso di andare al voto. Prima di votare volevo esprimere
il mio voto. Non mi è stato consentito di farlo ed è stato
invocato l'articolo 110. A mio avviso non trovo nell'articolo in
questione un impedimento alla possibilità che un parlamentare,
prima di votare, possa esprimere la propria opinione.
Siccome, la questione sottoposta a voto è risultata essere
quella dell'onorevole Forgione integrata dalla indicazione finale
dell'onorevole Speziale che dice, non soltanto, affrontiamo tutti
gli ordini del giorno, - io potrei anche concordare sulla ipotesi
fatta dall'onorevole Forgione - ma poi si è detto anche andiamo
avanti con la finanziaria e con il bilancio. Il che in qualche
modo sconvolge le decisioni assunte ieri sera nella Conferenza
dei presidenti dei gruppi parlamentari, dove era stato già
delineato un percorso che affidava alla seduta odierna
l'opportunità di essere tenuta fino a circa la mezzanotte.
Posso comprendere che una manifestazione di partito e quindi
non una necessità dell'Aula abbia comportato uno slittamento di
qualche ora e quindi che si possa andare fino alle 2, alle 3 del
mattino ...
LO CERTO . Intervenga sull'ordine dei lavori. Faccia una
proposta.
PRESIDENTE. Qual è la proposta, onorevole Nicolosi?
NICOLOSI. Aderisco a quanto peraltro già deciso che si vada
avanti esaurendo tutta la parte degli ordini del giorno.
Deve essere chiaro che se finiamo alle 7 o alle 8 del
mattino non è che si può pensare di andare avanti ad affrontare
le altre questioni perché tutto questo ha bisogno di un altro
passaggio nella Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari, dove era stato già stabilito un percorso che si
vuole stravolgere attraverso atti di forza dentro quest'Aula.
Se questo dovesse essere, pregherei il Presidente
dell'Assemblea, se ritiene di andare avanti, secondo me
attraverso colpi di mano, di consentire almeno che tutte le
questioni poste, ogni volta che i parlamentari chiedono di potere
intervenire, purché lo facciano ai sensi del Regolamento, questo
sia consentito. Altrimenti, si imbarbarisce tutto in quest'Aula.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'onorevole Nicolosi che per
quanto riguarda la proposta sull'ordine dei lavori, non c'è
dichiarazione di voto.
Il Regolamento parla espressamente di un oratore a favore e
uno contro e poi si vota per alzata e seduta.
Altra cosa è la discussione sugli ordini del giorno. In quel
caso ci sono gli interventi della discussione generale e poi gli
interventi per dichiarazione di voto.
Non vorrei che si confondessero gli articoli del
Regolamento.
Prego i colleghi, avendo la Presidenza fatto uno sforzo per
garantire il rispetto delle regole del Regolamento, che ci sia
anche uno sforzo di tutti i colleghi deputati, perché ci sia un
approfondimento e una conoscenza del Regolamento.
Così andiamo più speditamente avanti e nessuno ha il
sospetto che qui ci possono essere da parte dei presidenti di
turno posizioni che possono in qualche modo violare i diritti dei
parlamentari.
ALFANO. Vorrei intervenire a favore della proposta
dell'onorevole Nicolosi.
PRESIDENTE. Voglio ricordare all'Aula che su richiesta
dell'onorevole La Grua, così come era orientamento della
Presidenza per quanto riguarda l'ordine dei lavori, la Presidenza
ha detto che "a fine discussione e votazione del primo ordine del
giorno, avremmo fatto il punto della situazione".
Dopo di che ha preso la parola l'on.le Forgione e ha
avanzato la proposta formale che io, a nroma del regolamento,
sono obbligato a porre in discussione e poi alla votazione
dell'assemblea. L'Assemblea ha determinato la continuazione dei
lavori. Si proceda.
ALFANO. La proposta è stata integrata dall'intervento
dell'onorevole Speziale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'ordine del giorno?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente, io
credo che se stessimo discutendo seriamente di materie che hanno
la loro importanza, sarebbe serio anche che il Governo desse un
parere meditato. Però, come si può ben vedere dall'andamento
della discussione, non si tratta di una discussione che riguarda
il merito. Si è parlato di tante cose negli interventi che non
avevano nulla a che vedere con l'argomento e noi sappiamo bene
perchè. Non abbiamo dubbi, qualcuno ce l'ha l'on.le Nicolosi, che
si tratta - forse - di ostruzionismo, se l'on.le Nicolosi accetta
un suggerimento Le confermo che si tratta di ostruzionismo, così
si leva l'ultimo dubbio che gli è rimasto.
LA GRUA . Da parte del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Da parte del Governo
sicuramente, l'opposizione no, l'opposizione vuole andare avanti
e visto che è così ha fatto trentadue interventi su un ordine del
giorno, sul quale non conosce neanche il parere del Governo, il
quale avrebbe potuto perfino essere d'accordo e non ci sarebbe
stato bisogno di brindare con tutte queste tonnellate di
ettolitri di vino che si sono sprecati questa sera da quel podio.
Il problema non è - chiaramente, il merito. Per cui per
rispetto alla serietà di quest'Aula, dichiaro il parere contrario
del Governo solo protesta contro questo modo di procedere.
(applausi dai banchi di sinistra)
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Chiedo di parlare. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, poichè io non sono sicuramente fra quei colleghi che
secondo l'on.le Forgione e secondo il Presidente Capodicasa
avrebbero affrontato l'argomento con scarsa serietà, ammesso che
ce ne siano stati ma io non ho colto di questi tipi di
interventi, ho le carte in regola per contestare e per rispedire
al mittente le censure che sono state mosse sia dal Presidente
Capodicasa che dal collega Forgione.
Il mio intervento, onorevole Forgione, onorevole Presidente,
è stato un intervento serio, che ha posto in termini seri e
concreti il dramma, il problema dell'agricoltura siciliana, della
disapplicazione della legge 13 dell'86, dei guasti che questa
disapplicazione ha portato all'agricoltura siciliana, ho indicato
le difficoltà nelle quali si travano gli agricoltori ragusani ed
in particolare, i serricoltori e chiamo qui a testimone
l'onorevole Zago che è un attento parlamentare della provincia di
Ragusa e conosce, forse meglio di me, i problemi che attanagliano
l'agricoltura iblea ed in particolare della serricoltura della
fascia trasformata anche in ragione del mancato rifinanziamento
della Legge 13 dell'86. Ho fatto quindi un intervento serio, un
intervento che mirava proprio a porre all'attenzione
dell'Assemblea un problema che era vero, reale, un problema che
doveva quindi essere preso nella dovuta considerazione da un
Governo serio, da un Governo attento, ma a me pare, a questo
punto, che questo Governo si confermi ancora una volta un Governo
scarsamente serio, un Governo disattento, un Governo
inconcludente ed incapace di affrontare in termini reali e
concreti e positivi quelli che sono i problemi dell'agricoltura
che rimane un settore negletto ed abbandonato pur avendo delle
potenzialità che, se fossero adeguatamente attenzionate e
valutate, potrebbero dare impulso alla crescita sociale, alla
crescita economica delle nostre terre.
Questo, purtroppo, non avviene. Noi vediamo un Governo allo
sbando, un Governo che trascura completamente i problemi
dell'agricoltura e questo ordine del giorno serve proprio a
sottolineare le carenze di un Governo e serve soprattutto a
stimolare un Governo così incapace, un Governo così disattento a
stimolarlo per prendere nella dovuta considerazione i problemi
dei viticoltori della provincia di Trapani che stanno vivendo
momenti di difficoltà proprio perchè questa disapplicazione,
questo mancato rifinanziamento della Legge 13/86, l'applicazione
del POP, della misura 8.3, stanno creando delle displasie fra
agricoltori, viticoltori che hanno fatto le richieste entro una
certa data e quelli che hanno superato questa data.
Ecco quindi la serietà di un intervento della maggior parte,
direi, di tutti gli interventi dei deputati che hanno voluto
partecipare con impegno e con serietà alla discussione generale
ed ecco perchè io esprimo, Signor Presidente dell'Assemblea, se
mi presta attenzione, il mio voto favorevole all'accoglimento di
questo ordine del giorno che, ripeto, costituisce un momento di
riflessione, un momento quindi di attenzione che il Governo deve
porre a questo problema che, ripeto, non è soltanto un problema
della viticoltura del trapanese, ma è un problema
dell'agricoltura siciliana, un problema della serricoltura
ragusana.
ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Il suo noviziato non ci può danneggiare. Pretendiamo
il rispetto del Regolamento.
PRESIDENTE. Durante la discussione, il Presidente ha la
facoltà di interpellare l'Assemblea perchè manifesti se debbano
ritenersi chiuse da quel momento le iscrizioni a parlare.
La richiesta di chiusura delle iscrizioni a parlare può
essere fatta da cinque deputati, dal Governo o dalla Commissione.
NICOLOSI. Chiedo di parlare sulla proposta di iscrizione.
PRESIDENTE. E' il Regolamento, onorevole Nicolosi.
NICOLOSI. Non è il Regolamento. Lei parla di un'altra cosa.
PRESIDENTE. Me lo vuole spiegare, onorevole Nicolosi.
NICOLOSI. Signor Presidente, quando si parla di votazioni,
fino a quando non si mette in voto la proposta, si può chiedere
di parlare. Ogni deputato che ritenesse di esprimere la propria
posizione prima di votare lo può fare; una cosa sono le
iscrizioni a parlare sull'argomento, una cosa è l'iscrizione per
quanto riguarda la dichiarazione di voto. Fino a poco prima di
votare, il deputato può dire come vuole votare; non deve essere
preventivato quando lo deve dire. Lo dice nel momento in cui si
vota, non prima.
Allora mi dica quando e dove è scritto che il deputato,
dovendo votare, deve dirlo prima di iscriversi; lo fa nel momento
in cui si fa un convincimento; poco prima di votare chiede di
votare e va al microfono e spiega perchè vota sì o no, ma è una
cosa diversa l'argomento di cui si tratta; lì, Lei può chiedere
se le iscrizioni sono concluse oppure no. Quando si vota, fino al
momento di votare, ci si può iscrivere a parlare per
dichiarazioni di voto. Questo non credo possa essere messo in
discussione.
PRESIDENTE. Gli iscritti a parlare.
NICOLOSI. E' una cosa diversa.
PRESIDENTE. Se lei ascoltasse. Io ho detto: leggo gli iscritti
a parlare. Dopo aver letto gli iscritti a parlare, pongo
l'Assemblea nella possibilità di chiudere le iscrizioni a parlare
per dichiarazione di voto. Io intanto leggo gli iscritti a
parlare, non vorrei che poi dimenticassi qualcuno....
NICOLOSI. Il convincimento ad esprimere un voto lo si matura
nel momento in cui lo si vuole maturare, non prima, lei non può
impedire ....
ODDO. ...non sei a casa tua...
NICOLOSI. ...ci sono delle questioni di principio su cui non
si può derogare. Il convincimento circa la manifestazione del
voto lo si matura in quel momento e ci si iscrive in quel
momento. Non si può pregiudicare...
Presidenza del vicepresidente Silvestro
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Che ha facoltà.
ALFANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, il gruppo di
Forza Italia voterà a favore e lo ha già ampiamente motivato nel
corso degli interventi che si sono dispiegati in questo ampio
dibattito e credo che il fatto stesso che il dibattito sia stato
così lungo ed articolato, abbia consentito nel merito della
questione riguardante l'agricoltura a Trapani, all'opposizione di
far valere le proprie ragioni, che sia buone o poco buone lo
diranno i cittadini e gli agricoltori di Trapani quando si
recheranno alle urne, ed alla maggioranza ed al Governo abbia
consentito di spiegare delle altre ragioni.
Dicevo che vi è senz'altro stata la possibilità, da parte
del Governo e della maggioranza, di esprimersi sul merito della
questione e siccome lo ha fatto la maggioranza e credo lo abbia
fatto qualche deputato della maggioranza in rappresentanza della
voce del Governo, ci sorprende l'atteggiamento del presidente
della Regione, il quale per protesta nei confronti del Polo
dichiara di esprimersi in direzione contraria a questo ordine del
giorno.
Noi avremmo accettato di buon grado la contrarietà del
Governo nel merito della questione, così come, per esempio, come
gli argomenti accennati in quest'Aula dall'onorevole Turano, che
non sono dalla gran parte dei deputati che si sono susseguiti sul
palco dopo lo stesso onorevole Turano condivisi, ma erano
argomenti di merito. L'argomento di protesta ci induce ad una
considerazione che riguarda il corso complessivo di questo
dibattito ed anche la proposta, per ultimo approvata, a nostro
avviso con qualche irritualità, perchè il combinato disposto
della proposta dell'onorevole Forgione e di quella dell'onorevole
Speziale che diceva di andare avanti, di fatto finisce per
inficiare un deliberato della conferenza dei capigruppo e per cui
quando l'onorevole Nicolosi è intervenuto proponendo una nuova
conferenza dei capigruppo, al fine di potere dirimere una
questione che si è posta con un voto di Assemblea, con un voto
d'Aula, mi pareva fosse un intervento assolutamente pertinente
rispetto all'andamento di questi lavori perchè il dire, come ha
detto l'onorevole Speziale, che si fa prima la finanziaria e poi
il bilancio e si va an oltranza, modifica un deliberato della
conferenza dei capigruppo.
Per il resto, sul piano metodologico anche le considerazioni
che riguardano la volontà di andare avanti, la forma muscolare
del capogruppo dei DS e quant'altro attiene a questo Governo di
duri e di puri, di forti e di buoni, credo che debba essere
considerato anche in funzione di una logica che mi appare barbara
e che risponde al criterio per cui la opposizione che ha voluto
la bicicletta e cioè ha voluto che si discutessero ampiamente gli
ordini del giorno deve pedalare tutta la notte perché non è dato
di utilizzare uno strumento regolamentare nella fisiologia di un
dibattito parlamentare, ma occorre soffrire perché si è usato lo
strumento.
Io mi rendo conto che il Presidente di turno dell'Assemblea
non può assumere una decisione contro il parere dell'Aula, però
ieri nella conferenza dei capigruppo il Presidente
dell'Assemblea, non di turno dell'Assemblea, abbia dato comunque
un indirizzo, sostenendo che in quest'Aula sedute notturne
tendenzialmente non se ne fanno, in momenti eccezionali, quale
questo è ritenuto dalla gran parte dell'Assemblea, si possono
fare anche sedute notturne, ma nessuno obbliga ad albeggiare.
Ciò nonostante siccome credo la media generazionale del
centro-destra ci agevoli, noi non abbiamo nessuna difficoltà ad
andare avanti, però non potevo esimermi dall'esporre queste
considerazioni alla Presidenza di turno dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino, ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
che in momenti come questi possono accadere anche degli atti,
secondo me, poco trasparenti e poco visibili.
In un momento di discussione di ordine del giorno, che
questi ordini del giorno siano fatti strumentali o siano fatti
per ostruzionismo rappresentano sicuramente un momento politico
ed istituzionale che hanno una grande importanza e chiedere al
Presidente dell'Assemblea o avvicinarsi al Presidente
dell'Assemblea per vedere e prendere nota di chi sono gli
iscritti a parlare per potere vedere se è possibile allontanarsi
perché può avere interesse a seguire uno più che un altro
intervento di un deputato penso che non ci sia niente di
illegittimo o niente di indecoroso che possa permettere al
Presidente dell'Assemblea di chiedere ai commessi di fare
allontanare quel deputato.
Mi pare cosa strana, cosa strana mi pare anche il fatto che
un Governo su un problema così importante, su un problema così
determinante per l'economia siciliana e per i lavoratori del
settore viti-vinicolo esprimano parere contrario per un fatto
meramente strumentale, per un fatto contraddittorio e di
ostruzionismo non a chi fa opposizione, ma a chi cerca di portare
avanti gli interessi della regione siciliana delle organizzazioni
regionali che si occupano di questo settore e che richiedono con
forza e con determinazione che tutte le procedure tecniche ed
anche legislative, quindi, proprie del Parlamento siciliano
vengano rispettate affinché questo piano viti-vinicolo venga
rispettato e vengano date le piene disponibilità nel bilancio
previsionale.
Questo è un atto giuridicamente valido che il Governo non
può esimersi e dare parere contrario perché non condivide la
politica e il modo di comportarsi dell'opposizione e desidero
dire all'onorevole Forgione che non bisogna confondersi quando si
dice noi dell'opposizione.
L'opposizione a questo Governo la sta facendo il Polo per le
libertà, le forze di centro-destra che si stanno comportando in
maniera ben diversa da chi nel momento del bisogno usano uscire
dall'Aula o sostenere l'attuale Governo.
La politica del centro-destra è una politica visibile a
difesa dei lavoratori siciliani e per questo indipendentemente
dall'ordine del giorno in atto è bene confrontarsi e ci
confronteremo anche sugli altri ordine del giorno visto che
all'onorevole Forgione sta particolarmente a cuore l'ordine del
giorno sull'abusivismo edilizio, lo discuteremo perché anche per
l'abusivismo edilizio non c'è solo ed esclusivamente come pensa
l'onorevole Forgione l'esigenza di comitati d'affari o l'esigenza
di grandi speculatori, ma anche di povera gente bisognosa che si
trova in situazioni di contrarietà alla legge per cavilli
burocratici e per leggi poco trasparenti ed ormai poco attuali
E' bene confrontarsi anche su questi temi e vedremo qual'è
l'opposizione e qual è la reale maggioranza.
Certo, il Polo per le libertà può rappresentare
l'opposizione di questo Governo, ma rappresenta sicuramente la
maggioranza di chi é per il bene della Sicilia, di chi tutela gli
agricoltori, di chi tiene a conto delle organizzazioni regionali
e delle organizzazioni vitivinicole.
Dire di no ad un ordine del giorno che privilegia e vuole
dare dei contributi a chi produce, realmente, vuole portare
indietro la Sicilia, vuole portare indietro un momento di forte
crescita economica, non solo per la nostra produzione di vino, ma
anche per la nostra propaganda turistica e culturale.
Concludo, dando il mio voto favorevole all'ordine del giorno
e ringraziando l'onorevole Croce e i firmatari di questo ordine
del giorno per avere voluto portare all'attenzione dei
parlamentari una materia così interessante che deve essere estesa
ed attenzionata, non solo ed esclusivamente, per la provincia di
Trapani, ma per tutte le province che sono interessate e bene ha
fatto chi ha ricordato la provincia di Agrigento, la provincia di
Enna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres.
FLERES. Signor presidente, onorevoli colleghi, la nostra
posizione relativamente a quest'ordine del giorno é chiaramente
favorevole. Noi voteremo sì all'ordine del giorno e voteremo sì
perché siamo convinti di quello che ha detto l'onorevole
Capodicasa.
Quella che noi stiamo conducendo é certamente una battaglia
che riguarda i singoli aspetti che affronteremo di volta in
volta, votando gli ordine del giorno, ma é al di sopra di questo,
una battaglia di natura politica. E' una battaglia di natura
politica che tende a denunciare la condizione ostruzionistica
nella quale si é posto il Governo, il quale insiste nel sedere
impropriamente nei banchi del Governo, pur non avendone né la
competenza né la maggioranza né la capacità.
Questo Governo e lo diremo in ogni sede a partire da subito,
é un Governo guidato da un Presidente, intendo ricordarlo, che ha
accettato senza riserve la sua elezione, nonostante la stessa sia
avvenuta con un numero di voti inferiore a quello canonico che
stabilisce la maggioranza e nonostante questo, continua
imperterrito ad andare avanti, non essendo più in grado di
garantire nulla né a sé stesso né ai siciliani.
La nostra iniziativa punta a fare emergere la condizione
ostruzionistica, appropriativa del Governo relativamente ad una
condizione politica che non é più nelle condizioni di reggere.
Questo Governo non é più in grado né di discutere la
finanziaria né di difendere e sostenere un ordine del giorno né
di guidare un dibattito d'Aula, men che meno di approvare un
bilancio di previsione per il 1999, quello sì che sarebbe uno
strumento importante da discutere ed affrontare e, tuttavia,
resta abbarbicato, legato, incollato, inchiodato, bullonato alle
poltrone dei banchi del Governo stesso, non si capisce bene per
difendere quale progetto politico, non si capisce bene per
difendere quali posizioni, quali interessi, quali obiettivi.
Stiamo assistendo, é vero onorevole presidente della
Regione, ad uno spettacolo penoso, ma é quello che voi offrite
alla Sicilia. Voi state offendo uno spettacolo penoso alla
Sicilia perché siete incapaci, non sapete andare avanti, non
sapete trovare le risorse finanziarie necessarie a guidare questa
Sicilia, non siete nelle condizioni di potere assumere la guida
politica di una Regione perché non avete né la competenza né la
maggioranza né la capacità né la voglia di farlo perché avete al
vostro interno tutte le condizioni negative che hanno determinato
il fallimento delle precedenti esperienze di Governo e,
nonostante questo, continuate a non tenerne conto e continuate a
fingere a voi stessi di avere la forza, la capacità di voler
guidare una Regione che non ne può più di arroganze, di violenze,
di aggressioni, di chiacchiere che sono quelle che, invece,
offrite al giudizio dell'opinione pubblica, illudendovi in questo
modo di saper convincere la stessa opinione pubblica del valore
delle vostre idee.
E la dimostrazione è in questo ordine del giorno.
E la dimostrazione la daremo nei successivi ordini del
giorno ed in ogni circostanza, al momento in cui ci troveremo
alla scadenza del termine fissato per l'approvazione del bilancio
e non avremo più bisogno di dover dimostrare niente ad alcuno,
perché il dato si dimostra da sé, ed il dato è quello della
incapacità del Governo di governare questa Terra.
Questo dato noi intendiamo dimostrare.
Questo dato stiamo dimostrando giorno dopo giorno, minuto
dopo minuto, nel momento in cui siamo in questa Aula ad affermare
ed a continuare ad affermare i principi che hanno, invece, retto
la vita del Polo della libertà in questo Parlamento, nel nostro
Paese.
Noi voteremo sì a questo ordine del giorno. Continueremo a
batterci per l'interesse dei lavoratori, degli imprenditori, di
coloro i quali creano valore aggiunto in questa Terra, e vogliamo
farlo con l'orgoglio di chi è convinto che questa Regione non può
essere governata da un Governo che non esiste.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io cercherò di
riassumere nei due momenti, sia la parte che interessa la mia
persona e, quindi, come fatto personale nei confronti
dell'onorevole Turano e poi per la seconda parte che mi vede
impegnato a sostenere questo ordine del giorno.
Vede, io non voglio fare polemica con un giovane
parlamentare bravo, intelligente. Ma questo parlamentare giovane
ed intelligente che fa parte della mia Terra, questa sera credo
abbia dato all'Aula, ha messo insieme - debbo dire - un cumulo di
inesattezze.
Un cumulo di inesattezze che, oltre tutto, ha rivelato la
sua identità.
Nelle inesattezze ha detto una cosa vera, che l'onorevole
Cuffaro e l'onorevole Turano, a seguito della presentazione di
questo ordine del giorno, si sono recati a Balata di Baida, un
incontro con i cittadini, perché l'Assessore Cuffaro aveva
firmato una circolare a favore di alcuni cittadini interessati
all'operazione.
Ha detto una grande verità e, quindi, parliamo di un
parlamentare giovane, ma che ha in sé tutti i vizi, tutte le
furbizie della vecchia politica, quella della più sporca e
volgare clientela.
Vede, una volta c'erano, mi rivolgo anche all'onorevole
Cuffaro, alla radio "i consigli di padre Virgilio Rotondo". Io
non posso chiamare l'onorevole Cuffaro "padre" e neanche "don".
Lo chiamo Assessore, perché tale è.
Tanto è vero che l'onorevole Turano, quando doveva poi dare
una giustificazione delle sue inesattezze, si è recato nella Sala
TV ad incontrare l'onorevole Cuffaro, perché insieme loro avevano
fatto l'operazione e, quindi, voleva suggerimenti per dire: "io
come posso difendermi rispetto all'argomento?"
Non ci si può difendere quando si dicono delle inesattezze.
E buttare fango e dire che l'onorevole Croce non conosce le
leggi, non conosce le disposizioni e la circolare. La conosco
benissimo. Perché siete stati tutti e due, voi due a portare
quella circolare.
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Anche
perché me l'ha chiesta lei, onorevole Croce.
CROCE. Sì, io ho fatto un intervento parlamentare a sostegno
di una categoria.
Io ho fatto un'iniziativa parlamentare, lei è andato lì a
vendersi la circolare.
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Io sono
esperto di agricoltura e tu di case popolari che ci posso fare.
CROCE. Chiudiamola la partita Lo so che sei esperto e ti
dimostrerò che sei esperto non questa sera, perchè se devo dire
tutto questa sera poi non mi rimane niente. Per parlare di te ci
vogliono tante serate, non ci vogliono soltanto cinque minuti per
fare una dichiarazione di voto.
Vede, io non amo usare linguaggi come quello dell'onorevole
Turano che parla di conci, di tufo. Potrei parlare di tufo,
potrei parlare di sconci, il tuo discorso può essere soltanto uno
"sconcio" questa sera, cioè una cosa non prevista. E' una
situazione diversa che dobbiamo affrontare caro Turano Mettitelo
in testa Fino a quando tu ti rivolgi con questi argomenti non
fai l'interesse nè tuo nè dei cittadini.
I ragionamenti vanno fatti .... no, siccome sono stato
apprezzato, debbo dire, nel mio ruolo intendo rispondere, e debbo
rispondere anche dicendo alcune cose.
Questa sera, questo ordine del giorno mantiene tutti i
connotati, si mantiene in piedi e si rafforza nel momento in cui
sono arrivati puntualmente tutti gli interventi non solo a favore
dell'ordine del giorno, ma che hanno trattato la materia in
maniera puntuale e precisa, perchè si tratta di un argomento che
interessa tanti cittadini onesti.
E allora, se il Parlamento non è autorizzato a parlare di
queste cose, di che cosa si deve occupare questo Parlamento?
Ditemi voi.
E allora, vedi, la circolare ha saldato alcune cose (poi la
prossima volta la porteremo in aula per dire che cosa la
circolare è riuscita a dare). Ma la disposizione finale, perchè
non ha letto l'onorevole Turano tutto l'ordine del giorno,
Presidente mi rivolgo a lei, parla di altre cose. Parla di tante
altre cose che sono insufficienti e che meritano una risposta e
che sono state dette a chiare note da tanti parlamentari quando
si affrontano problemi come questi. Quindi, l'incapacità di
questo Governo ad affrontare problematiche del genere si misura
con le dichiarazioni fatte dal presidente della regione che io
stimo perchè non apprezzo il modo come lui interviene su una
materia come questa.
Parliamo di ostruzionismo, parliamo di che cosa volete,
stiamo parlando di un settore vitale della nostra economia e
stiamo parlando di persone che meritano rispetto.
Quindi, neanche il presidente della regione è autorizzato a
fare questi ragionamenti. Ritengo e sono d'accordo e per questo
l'ho firmato questo ordine del giorno e concludo, perchè questo
ordine del giorno deve trovare una risposta e mi auguro che il
Parlamento alla fine, nonostante tutta la polemica e tutto lo
sconcio e non i conci, riesca a mettersi insieme per dare una
risposta giusta a cittadini onesti.
PRESIDENTE. L'onorevole Cuffaro chiede di parlare. Ne ha
facoltà.
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente i latini dicevano: "Est modus rebus": c'è limite a
tutto. Io la morale me la faccio fare da tutti, ma dall'onorevole
Croce mi permetta, Presidente le chiedo scusa, è troppo E'
troppo Dall'onorevole Croce no
Se parliamo di altro io mi inchino, perchè l'onorevole Croce
è bravissimo a fare tante cose; ma sa, fammi fare la morale di
agricoltura dall'onorevole Croce è veramente troppo E purtroppo
capita anche questo.
L'onorevole Croce ha avuto il grande merito di spiegarmi che
c'era un problema politico e tecnico a Trapani ed io ho
utilizzato gli strumenti che la legge mi da per risolvere un
problema: facendo una circolare.
Se poi l'onorevole Croce chiede le cose e non si rende conto
neanche che l'abbiamo mentre era componente di quel Governo dove
io, assessore all'agricoltura, proposi di mettere soldi per
questo stesso capitolo della legge 13 che lui chiede e lui fu uno
tra quelli che disse che non bisognava metterli, io che colpa ne
ho?
CROCE. Non potevi presentare un ordine del giorno
CUFFARO. Sto cercando di spiegare che purtroppo siccome la
politica va avanti, ci vuole veramente un limite e coraggio,
l'onorevole Croce forse era troppo affaticato, troppo occupato a
tentare di sbrigliare le cose alla soprintendenza che non si
rendeva conto che c'era qualche assessore che lavorava, questa è
una cosa che mi dispiace e mi amareggia perchè tra l'altro,
questa circolare mi fu chiesta proprio dall'onorevole Croce ed
era un problema serio che io ho affrontato e risolto...
CROCE. Non ti ho chiesto nulla, sei un imbroglione politico.
CUFFARO. Allora presidente, non solo mi chiese la circolare ma
mi portò alcune persone che avevano interesse a che si risolvesse
quel problema, e siccome non ci trovo niente di male nel
risolvere che un parlamentare anche componente del Governo si
occupi di risolvere secondo la legge i problemi dei cittadini, io
l'ho risolto ho fatto una circolare ed abbiamo sanato un problema
che era giusto dovesse essere sanato, questo è un dato, si pose
il problema del perchè non si potessero continuare a finanziare
altri vigneti con l'articolo 27 della legge 13 abbiamo affrontato
anche quello; la comunità europea ha messo sotto osservazione
l'articolo 27 della legge 13, abbiamo dovuto occuparci di tentare
di risolvere i problemi dei cittadini spostandoli sul P.O.P. che
sono i soldi comunitari trattandosi tra l'altro di un problema
che non avendo soldi della Regione che sono quelli che finanzia
l'articolo 27 purtroppo siamo costretti a fare questo.
Perchè vogliono finanziati i vigneti con la legge 13 e non
col P.O.P.? Perchè la legge regionale creava delle provvidenze in
percentuale maggiore del P.O.P. ed è proprio per questo che la
comunità europea ce l'ha messo sotto osservazione, perchè ritiene
illecita concorrenza continuare a dare provvidenze diverse e
superiori di quelle che in tutte le altre parti d'Europa le
disposizioni comunitarie hanno ammesso.
Abbiamo fatto soltanto questo e non me ne vergogno e non mi
pare un atto di clientela risolvere i problemi dei cittadini mi
pare anzi un atto legittimo di Governo di un Governo che vuole
affrontare il problemi e li vuole risolvere per tutti, per tutti
quelli che poi riterranno di votare, anche per l'onorevole Croce
che fu quello che mi sollevò il problema e che mi portò le
persone. Ben votino per l'onorevole Croce, è giusto che sia così
La democrazia, caro signor Presidente, è fatta di questo.
Allora, io mi auguro che l'onorevole Croce mi sottoponga
tanti altri problemi, se poi l'assessore è in condizione dopo
avere fatto una circolare, di illustrarla alle persone che ne
hanno goduto dei benefici io non ci trovo niente di male,
Presidente; se l'onorevole Croce mi farà altre segnalazioni io le
risolverò e andrò a spiegare ai cittadini che gliele ho risolte.
Cos'è una cosa che non si può fare?
Credo che sia assolutamente legittima come d'altronde
l'onorevole Croce faceva da assessore ai beni culturali andando
in giro e spiegando quello che faceva, come lo faceva, in che
modo tentava di farlo e io ritenevo che fosse giusto così.
Allora Presidente, io credo che questo ordine del giorno che
merita nel contenuto l'apprezzamento politico si sia purtroppo
assolutamente avvitato attorno a se stesso, abbiamo fatto di un
problema vero una polemica sterile e senza significato, tanto che
condivido la posizione del Presidente Capodicasa in cui dice che
votiamo contro, intanto perchè non c'è niente da votare perchè il
problema del trebbiamo che ha sollevato l'onorevole Croce è
risolto e perchè il problema comunitario è risolvibile perchè
siccome abbiamo scelto di stare in Europa dobbiamo in qualche
modo accettare le disposizioni comunitarie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo; ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Vicepresidente della Regione, Presidente di
turno di questa Assemblea, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, voto favorevole a questo ordine del giorno per due
motivi: uno perchè lo ritengo attuale, fondato, importante e
puntuale, e poi lo voto anche per il Presidente Capodicasa e per
il suo Governo pro-tempore. Lo voto perchè, veda Presidente
Capodicasa le dico questo perchè la stimo, l'apprezzo come
parlamentare, come uomo, la sto imparando ad apprezzare un po'
meno come uomo di Governo.
Ci sono momenti in cui quando si ricopre e si riveste un
ruolo istituzionale di massima rappresentanza del popolo
siciliano bisogna lasciare da parte i sentimenti e le emozioni e
si diventa e si resta uomo di Governo, e quando si deve essere
uomo di Governo non c'è spazio per le reazioni.
Voto a favore per lei, Presidente della Regione, per un atto
di giustizia verso questa Sicilia, che lei in questo momento per
stizza, per reazione, per rabbia parlamentare è andato contro a
quello che è l'impegno di un suo Assessore, nella fattispecie
l'onorevole Cuffaro, che ha tanto lavorato perchè il problema del
'Trebbiano' possa essere risolto e lei come capo di questo
Governo non può dire che vota contro solo per reazione ad una
legittima attività parlamentare dell'opposizione, solo perchè
l'ha infastidita contravvenendo e creando confusione all'interno
della sua compagine di Governo. Così come non le è consentito,
signor Vicepresidente dell'Assemblea e signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi parlamentari, assumere atteggiamenti
in questa Aula da gigante della politica, perchè le voglio
ricordare che lei non è l'unico precedente nella storia di questo
mondo, perchè anche se a livello di mitologia forse di leggenda,
ma sicuramente di grande conoscenza, esperienza di tutti, non è
la prima volta che un gigante, anzi che un ciclope venga messo in
ginocchio non da piccoli uomini, ma da uomini, e guarda caso
fatalità della sorte e coincidenza della storia quel ciclope è
stato messo in ginocchio da uomini grazie all'intervento del vino
e quindi le voglio dire Presidente della Regione tenga rispetto e
si ricordi che lei fino a poco tempo fa è stato capo di un
partito che era all'opposizione di quel Governo, di quel Governo
e quella maggioranza che le ha usato rispetto ad un parlamentare
capogruppo di un partito e si ricordi che lei può tornare a fare
il capogruppo di quel partito tra i banchi dell'opposizione con
un nuovo Governo ..
BRIGUGLIO. E Speziale?
CAPUTO. Speziale può fare benissimo il vice segretario
generale, perchè in quel posto ci stava benissimo e quindi al di
là dell'ironia, che mal si addice in questo momento, in un
momento grandemente drammatico per la Sicilia, è bene che
l'opposizione faccia il suo ruolo così come lo sta facendo,
facendo ricorso all'osservanza del Regolamento, che il Governo
tenga conto e rispetti una volontà ed un comportamento
parlamentare e che il Presidente della Regione sia meno stizzoso,
meno irruento, sia meno nervoso e tenga conto e ricordi in ogni
momento, anche se ancora breve di questo Governo, di essere il
Capo del Governo che governa la Sicilia, il capo di un governo,
non eletto dal corpo elettorale, non votato dall'Assemblea, ma
figlio di un ribaltone che sta dando sorti nefaste a questa
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
dichiaro subito il mio voto favorevole all'ordine del giorno.
Dopodiché faccio delle brevissime considerazioni e dico che - a
mio avviso - ha sbagliato sia il Presidente della Regione che
l'Assessore per l'agricoltura laddove entrambi hanno ritenuto di
dare un parere sfavorevole a questo ordine del giorno.
A mio avviso credo che abbiano commesso un errore entrambi
per la semplice ragione che un problema posto con un atto
ispettivo, con un atto parlamentare all'attenzione dei colleghi
dell'Assemblea che riguarda un comparto strategico della nostra
economia come quello dell'agricoltura specificatamente il settore
della viticoltura non possa essere trattato con la sufficienza o
con tra virgolette nervosismo che ho inteso nelle parole dei
rappresentanti del Governo laddove entrambi hanno detto - visto
il modo in cui è stato posto l'argomento e la discussione è stata
trattata con numerosi interventi dell'opposizione finalizzati a
mera attività ostruzionistica - tutto questo fa svilire la
trattazione, il merito e l'eventuale serietà di un argomento che
è certamente serio viceversa, importante per la nostra
agricoltura perché interessa - ribadisco - un comparto che
viceversa deve avere la massima assistenza e solidarietà da parte
del Governo.
Alla stessa maniera - a mio avviso - sbaglia l'Assessore per
l'agricoltura laddove ribadisce questo convincimento che non
occorre concedere il parere favorevole perché in ogni ipotesi -
vorrei ricordare - che la normativa della quale ci stiamo
occupando è una normativa che da tanti anni blocca questo
settore. Perché vero è che l'articolo 27 è sotto osservazione, ma
è altrettanto vero che quel settore da gran tempo vive nello
stato di crisi.
E' altrettanto vero che quella programmazione e quel piano
abbisognavano e abbisognano di ulteriore finanza, di ulteriore
contribuzione.
Poc'anzi ricordavo la tragedia in cui versa il settore
dell'agricoltura in generale. Per cui trattare come se questa
materia fosse già stata esaurita negli atti amministrativi, negli
atti legislativi, negli atti programmatori di governo, mi sembra
un colossale errore.
Ma a questo vorrei aggiungere riguardo alle affermazioni
fatte dal Presidente della Regione che quando qualche giorno fa
commentavo e chiedevo a qualche deputato più anziano di me o a
qualche funzionario esperto dell'Assemblea: "Ma tutto quello che
sta vivendo l'Assemblea regionale siciliana in questo periodo è
un fatto abituale? Si è già ripetuto? A cosa lo attribuisce?" Più
di uno mi ha risposto dicendo: "Vedi, sono venute meno quelle
figure che una volta ci sono sate di politici che avevano grande
autorevolezza, di quei politici che sapevano fare o potevano fare
la mediazione fra gli schieramenti".
Credo che non avendo questa esperienza e non avendo vissuto
le legislature precedenti, devo credere probabilmente che una
delle ragioni per le quali si è giunti in alcuni momenti ad
un'attività esasperata sia probabilmente proprio quella che mi
hanno rassegnato i colleghi più anziani o i funzionari esperti.
Dico però a chi deputato più esperto o a chi ha
responsabilità di governo che certamente il modo di approcciarsi
nei confronti dei problemi della Sicilia non sono certamente
quelli con i quali si è mosso fino a questa sera. Non credo che
quel tipo di comportamento migliori la situazione, ma convinca
viceversa ancora una volta, e tristemente, e me ne dispiaccio,
che proseguire su quell'andazzo porta soltanto inevitabilmente a
"muro contro muro", che probabilmente non fa bene a nessuno.
Però credo che da parte di chi ha maturato l'esperienza di
governo nel modo in cui è risaputo questa è maturata. Che chi ha
responsabilità di governo oggi per il ruolo che deve andare a
svolgere ha un compito e una responsabilità ben maggiore di
quella che ha comunque l'opposizione. Sono prole e contenuti
espressi nei verbali letti in questi giorni da altri miei
colleghi di Forza Italia a proposito degli interventi svolti dai
colleghi che oggi siedono nei banchi del governo che, comunque,
appartengono alla maggioranza.
Per cui io invito, primo il Governo e suoi rappresentanti
della maggioranza, a rivedere i toni e i modi perchè se viceversa
si prosegue in questa maniera, il torto maggiore ce l'ha chi
ritiene, chi asserisce di essere maggioranza, senza
effettivamente poterlo dimostrare, facendo mancare il numero
legale o avendo avuto bisogno per qualunque atto normativo sia
stato poi approvato da questa Assemblea della responsabilità
dell'opposizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
contento di questo dibattito e lo sono perchè ha fatto emergere
la natura di tutti i deputati che qui si sono succeduti e la
natura anche del governo che oggi governa questa regione.
E' successo un fatto che io credo sia molto grave, che con
molta sincerità non mi aspettavo da parte del Presidente della
Regione.
Il Presidente della Regione ha sostanzialmente perso la
calma dicendo che pur condividendo il contenuto di un ordine del
giorno, sostanzialmente non lo votava e invitava quindi la
maggioranza a non votarlo perchè l'opposizione aveva parlato
troppo e perchè l'opposizione aveva discusso troppo. Io credo che
questo dimostri la scarsa cultura di governo e mi permetta anche,
Presidente Capodicasa, una dimensione che non le facevamo.
Io credo che chi è chiamato a governare una piccola città,
un piccolo paese, a governare una regione, o uno stato, debba
avere sicuramente una qualità. Una qualità alla qual non può
rinunciare in nessuna maniera, la qualità è quella di far le cose
che ritiene che giusto fare, non fare le cose che non ritiene
giusto fare. oggi, qua, noi abbiamo assistito ad un Presidente
della Regione il quale dichiara: "E' giusto ciò che viene detto
in questo ordine del giorno, anzi è tanto giusto che è stato già
fatto, ma io invito il Governo e la maggioranza a votarci contro
perchè siano qui da tre ore ed abbiamo discusso troppo". Allora,
se questa discussione al di là dei problemi del vino di cui
abbiamo discusso e possiamo continuare a discutere, un risultato
l'ha avuto ed è quello di dimostrare che il Presidente della
Regione che oggi presiede questo governo, a mio avviso, non è
all'altezza del compito e del ruolo, perchè vede Presidente della
Regione, delle due l'una: le regole o ci sono o non ci sono. Se
le regole ci sono e chiunque di noi le rispetta e le utilizza,
non si può minimamente ritenere che questa utilizzazione sia
lesiva di che cosa, di una lesa maestà del perchè l'opposizione
ha utilizzato regole sancite e già utilizzate dalla maggioranza,
che oggi è maggioranza e che allora era opposizione; allora
questa discussione ha avuto un esito positivo. Credo abbia fatto
capire agli agricoltori siciliani, ad alcuni agricoltori
siciliani, che un Governo dice di votare contro ad una qualcosa
che ritiene giusta solo perchè se ne è parlato troppo.
Concludo in questo ultimo minuto, Signor Presidente, con una
notazione. Io non sono un esperto del Regolamento, lo dico con
molta sincerità; l'ho letto varie volte, ma mi sfugge, ma capisco
e credo che a molti di noi sfugga, ma un dubbio mi permane: qua
noi possiamo continuare a cambiare costantemente quelle che sono
alcune deliberazioni? Se in questo momento, un deputato si
alzasse e dicesse di interrompere questo dibattito e la
maggioranza votasse, cosa facciamo? Rimettiamo in discussione
costantemente e continuamente tutto ciò che si è deliberato? La
Conferenza dei capigruppo aveva determinato un qualcosa. Non so,
confesso la mia ignoranza, ma lo chiedo a lei. Non so se ciò che
è stato deliberato può essere rimesso in discussione nello stesso
momento senza una ulteriore Conferenza dei capigruppo. Ho
superato i tredici secondi e quindi qua chiudo, ma a questa
domanda vorrei una risposta da parte sua, anche con il conforto
del Segretario generale.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'onorevole Provenzano, in
rapporto alla domanda che ha fatto, che il voto d'Aula supera le
decisioni della Conferenza dei capigruppo. Ci sono stati
precedenti, anche in questa legislatura, in cui le determinazioni
della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari sono
state superate da determinazioni dell'Aula, in ordine ai lavori.
E' iscritto a parlare l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.
STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo il clima
che si respira in questa Aula è un clima che pone anche un
imbarazzo a volte nell'intervenire perchè si mischiano diverse
sensazioni: la sensazione di chi vuole intervenire nel merito e
di chi si sente trascinato, onorevole Capodicasa, onorevoli
colleghi, da valutazioni politiche ed anche polemiche. Vi sono
stati interventi specifici, come quello dell'onorevole Fleres ed
altri, che hanno ritagliato una chiara posizione attraverso la
quale non può che votarsi tecnicamente sì a questo ordine del
giorno, per le motivazioni che sono state espresse durante il
dibattito sulla discussione generale, anche perchè, onorevole
assessore Cuffaro, non sappiamo le controdeduzioni che lei ha
chiesto all'Unione Europea.
Questo ordine del giorno è stato anche un impegno a
ridiscutere una politica che è vero, come lei ha dichiarato
recentemente, sta dando dei frutti, i nostri vini sono
apprezzati, ma proprio per questo, è necessario fare ancora uno
sforzo nei confronti di un settore dell'economia che noi
consideriamo portante all'interno di un altro settore, come
diceva l'onorevole La Grua, altrettanto portante quale è
l'agricoltura nel suo complesso, una politica dell'agricoltura
contro la quale abbiamo espresso notevoli critiche, sia in campo
nazionale che in campo regionale notando, onorevole Cuffaro, una
voce debole della Sicilia nei confronti di una politica nazionale
che ha rimesso in gioco, in maniera barbara, le sorti di una
agrumicoltura che sembrava avviata, che sembrava forse avere
trovato una soluzione e che invece, con gli accordi leonini, con
gli accordi, con gli accordi criminali del Governo nazionale che
si è rifiutato anche di approvare un ordine del giorno. Beh, la
politica del Governo nazionale nei confronti dei paesi come il
Marocco, che consente l'ingresso, io mi riferivo proprio a questo
dato, parlavo di agrumicoltura, credo non sia condivisibile ...
CUFFARO, assessore per l'agricoltura e le foreste. Sono
d'accordo con lei.
STRANO. Se è d'accordo con me, allora la prego di esprimerlo
nelle sedi opportune ed anche facendo un deliberato di Governo
sotto questo aspetto. Però, il dato politico, onorevole
Capodicasa, che peccato, vedere delle energie sprecate, la sua,
quella degli altri, quella dell'onorevole Zanna, perchè no. Dov'è
la politica della Rete? In questa città è nata la Rete, tanti
anni fa, che ha espresso politiche di grande legittimità, di
garanzia delle libertà, di ansie di giustizia ed oggi si
ritrova...
FORGIONE. Lei era pure della Rete, onorevole Strano.
STRANO. No, non ero della Rete.
Ci sono state ansie dei comunisti, dei giovani comunisti in
Sicilia, condivisibili, sotto l'aspetto della difesa del lavoro,
delle fasce più deboli della nostra società.
Oggi questi aneliti di libertà sembrano, onorevole
presidente, annullati. C'è una cloroformizzazione, una
omologazione delle ansie anche rivoluzionarie delle fasce più
avanzate della politica di sinistra che si trovano ammucchiate in
un Governo nel quale convivono anime così diverse e così lontane
e così inconciliabili sotto l'aspetto morale.
Lei veramente pratica un ostruzionismo, come diceva poc'anzi
l'onorevole Fleres ed anche l'onorevole Caputo, pratica un
ostruzionismo contro l'ansia di riscatto di questa Regione, alla
quale lei, in diverse formule potrebbe essere,invece, di grande
sostegno e di grande aiuti. Di lei, conosciamo l'ansia di
giustizia ed il comportamento leale e ci dispiace, concludo,
vederla immiserito in un disegno di bassa lega che sicuramente
lei non condivide ma del quale è prigioniero. Sarebbe bello se
trovasse il momento di un suo riscatto morale e politico. Capiamo
il suo disagio di condurre la volata a uomini che vanno alle
'europee' con nessun consenso popolare, ma che cercano di
utilizzare quello che di marcio è successo nella politica in
questi ultimi mesi per, ancora una volta, stravolgere le
mentalità dei siciliani. E che peccato vedere il partito
comunista o le frange più estreme del vecchio comunismo
rappresentato da Rifondazione o, i comunisti italiani oramai
hanno svelato il volto, basta vedere come si comporta Cossutta
sull'"affare guerra" per capire come abbiano svenduto tutto delle
loro tradizioni.
Ecco, onorevole Capodicasa, ho voluto soltanto dirle che ci
dispiace vederla in un ruolo che non è suo, considerata la stima
che ancora continuiamo a portarle ed io personalmente, come le ho
già manifestato in diverse occasioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
facoltà.
GRIMALDI. Signor presidente, onorevoli colleghi, dovrei
dichiarare il mio voto su questo ordine del giorno. Da principio
ero convinto di votare a favore di questo ordine del giorno, poi
c'è stato un momento in cui, dopo aver sentito qualche altro
collega certamente sempre della opposizione, ho avuto qualche
attimo di perplessità, ma, dopo aver sentito la dichiarazione
ufficiale del presidente della Regione ho creduto veramente che
questo è un ordine del giorno serio che va discusso e quindi
votato favorevolmente.
Ma la cosa più grave, onorevole Presidente della Regione, è
che lei vota contro l'operato di un componente del suo Governo,
certo non le viene difficile considerate le mille contraddizioni
che ci sono all'interno di questa compagine, però dichiararlo
così ufficialmente questa sera svendendo quasi il lavoro enorme
che ha fatto l'Assessore Cuffaro per cercare di tirare fuori una
circolare per accontentare giustamente l'esigenza dei cittadini
mi pare una cosa assurda e sulla quale la prego di ritornare
indietro.
Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghi, noi
stasera non abbiamo inteso - secondo me e mi auguro e penso anzi
di interpretare il pensiero di tutti coloro i quali mi hanno
preceduto - noi non abbiamo assolutamente inteso fare
ostruzionismo, noi ci siamo trovati di fronte un ordine del
giorno sottoscritto, firmato esclusivamente da alcuni
parlamentari, alcuni deputati di Forza Italia (credo fossero
quattro o cinque i firmatari di questo ordine del giorno).
Onorevole Presidente, qual è la sede per convincersi della
bontà di un ordine del giorno, per discutere un ordine del
giorno? Io stasera mi sono convinto, ho avuto momenti di
perplessità poi sono uscito veramente convinto alla fine della
discussione, della bontà di questo ordine del giorno e questa è
la sede ideale dove si deve e si può discutere.
Non possiamo discutere in altri posti o nelle segreterie dei
partiti, vede in questo benedetto centro-destra in effetti c'è un
po' di disordine, noi non siamo abituati ad ubbidire per forza a
qualcosa che ci viene imposto dall'alto.
C'era un ordine del giorno, l'avremmo anche potuto con
condividere questa sera è stato illustrato benissimo da coloro i
quali mi hanno preceduto e credo che abbiamo convinto tutti i
deputati del centro-destra e perché no credo abbiamo anche
convinto come mi sono convinto io non capisco perché non si può
convincere l'amico Vincenzino Leanza che certamente conosce molto
bene la materia e sa che in questo preciso momento su un ordine
del giorno del genere è ridicolo fare maggioranza ed opposizione.
Quante volte nel passato sugli ordini del giorno abbiamo
detto "e va bene, votiamoli "; allora, non siamo noi che vogliamo
creare il braccio di ferro, la tensione, ma è il Governo che non
mostra sensibilità nei riguardi di questa opposizione che
certamente fa il proprio dovere.
I ruoli sono cambiati, una volta eravamo noi al Governo, ora
ci siete voi. Massimo rispetto per il ruolo che ricoprite che in
questo momento ognuno di voi ricopre, ma ci deve essere lo stesso
identico rispetto per coloro i quali certamente non per volontà
nostra e neanche per volontà del popolo siciliano e neanche
consentitemi di dire siamo quasi in periodo pasquale, neanche del
Padre Eterno, ma certamente e per volontà di qualche simpatico
personaggio che pur di continuare a stare seduto ha cercato di
cambiare con tanta facilità casacca e bandiera.
Allora, onorevole Presidente io invito gli amici che sono
oggi ancora, che resistono in quest'Aula, ma la cosa più
simpatica poi è vedere un fenomeno sul quale io mi auguro nel
futuro di non assistere più, cioè i deputati o stanno in Aula e
partecipano ai lavori dell'Aula o non possono essere chiamati
come se arriva a quel famoso SOS immediatamente perché c'è
mancanza di numero e via di seguito.
Nelle Commissioni, caro Presidente della Regione, caro Vice
Presidente dell'Assemblea (in questo momento fa le funzioni di
Presidente, ma è Vice Presidente dell'Assemblea e per fortuna
nostra) noi siamo stati presenti come opposizione, abbiamo
consentito e lo può dire l'onorevole Adragna che è Presidente
della mia Commissione, abbiamo consentito come opposizione di
potere iniziare e portare a termine i lavori e certamente non
abbiamo creato momenti di difficoltà e tensione, ma abbiamo
votato e approvato.
Pertanto, Presidente, cerchiamo di evitare su cose
importanti il braccio di ferro, votiamolo, è un ordine del
giorno, l'abbiamo illustrato così bene che forse ancora c'è
bisogno di continuare a illustrarlo, possiamo anche continuare se
il Presidente c'è lo consente, dimostriamo di volere andare
avanti e di volere lavorare tutti insieme.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo per esprimere il mio voto favorevole a questo ordine
del giorno; però vorrei, in questo mio intervento, in questa mia
dichiarazione di voto, evidenziare l'aspetto politico che da
questo dibattito, che qualcuno a definito forse ozioso e troppo
prolungato, é emerso. L'aspetto politico che il presidente
Provenzano ha, in maniera esemplare, messo in evidenza.
Il fatto che il presidente della Regione, un parlamentare di
lunga durata e di grande esperienza che ha combattuto in
quest'Aula, così mi dicono e così mi risulta, battaglie
importanti a difesa della democrazie e della libertà di parola
dei parlamentari, questa sera ha dichiarato, espressamente, che
lui sarebbe favorevole a quest'ordine del giorno...
CAPODICASA. Presidente della Regione. Non ho detto così
STANCANELLI. Possiamo leggere. Io ho capito così, ma ha
sicuramente detto che gli interventi ostruzionistici
dell'opposizione lo hanno convinto, per reazione, a non dare un
parere favorevole per l'approvazione. Questo ho sentito. Se
questo é vero, io ritengo che questa sera noi abbiamo raggiunto,
al di là delle interpretazioni o dei voti che qualche
parlamentare più o meno solerte dà. Sul modo di fare o di
condurre l'opposizione, ognuno la conduce come ritiene opportuno,
la cosa importante é che si conduca entro i limiti del
Regolamento che é a garanzia di tutti i parlamentari ed io
ritengo che questa sera, al di là di qualche nota di colore, il
Regolamento, da parte dei parlamentari dell'opposizione, é stato
ampiamente rispettato; anzi, lamentiamo qualche mancato rispetto,
sicuramente per stanchezza e non per volontà politica, da parte
di chi presiede l'Assemblea. Quando per esempio ho chiesto di
parlare sull'ordine dei lavori, sicuramente il presidente non ha
visto la mia richiesta di parola. Io rispetto l'onorevole
Silvestro, ecco questa sera noi abbiamo dimostrato che, ripeto,
al di là di qualche piccola nota di colore, che vogliamo condurre
in quest'Aula, l'opposizione seguendo i dettami del Regolamento e
su questo ci attestiamo e ci attesteremo.
Ci dispiace che da una fonte insospettabile quale quella
dell'onorevole Capodicasa che ha guadagnato negli anni scorsi,
anche nei mesi scorsi, il rispetto di tanti parlamentari anche di
parte avversa, stasera si possa dire che il comportamento
dell'opposizione lo convince alla determinazione di voto non
favorevole perché non condivide il comportamento di parlare molto
su un argomento che abbiamo ritenuto tutti, compreso l'assessore
al ramo, cioè l'onorevole Cuffaro, di importanza rilevante per
l'economia siciliana.
Ecco perché noi abbiamo il dovere - lo dicevo ieri sera
nella discussione generale del disegno di legge sull'esercizio
provvisorio, lo ripeto questa sera - abbiamo il dovere come
rappresentanti dell'opposizione e come rappresentanti di
centinaia di migliaia di elettori siciliani, di esprimere in
quest'Aula, che é l'Aula solenne del Parlamento siciliano, tutte
le nostre rivendicazioni e tutte le nostre opinioni anche se non
piacciono a qualche esponente del Governo.
Questa è la realtà sulla quale e con la quale ci vogliamo
confrontare. Lo faremo nei prossimi minuti, nelle prossime ore,
nei prossimi giorni, perché è nostra ferma intenzione far valere
quelle che sono le prerogative parlamentari. Noi chiediamo al
Governo che rispetti queste prerogative.
Io ringrazio il Presidente dell'Assemblea che, al di là
delle cose che ho detto poc'anzi, stimo e condivido il modo con
cui, al novantacinque per cento, conduce i lavori di questa
Assemblea (il cinque per cento me lo riservo per quello che spero
non farà durante il prosieguo dei lavori).
Mi auguro che questa libertà dei parlamentari venga, non
soltanto rispettata ma, capita e compresa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scalia. Ne ha
facoltà.
SCALIA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per
dichiarazione di voto rispetto all'ordine del giorno.
E' ovvio che, avendo già avuto modo di pronunziarmi in sede
di discussione generale, il voto mio personale e dell'intero
Gruppo di Alleanza nazionale, sarà favorevole all'ordine del
giorno.
Ma ancor prima di entrare nel merito, penso sia opportuno,
come peraltro ha fatto il collega Stancanelli che mi ha appena
preceduto, segnalare alcuni comportamenti che non sono
accettabili in questa Assemblea.
Vedete, io ho fatto politica in un Partito - e la mia
militanza politica, ormai, risale, ahimè, a parecchi anni - che
ha vissuto un clima sempre difficile all'interno delle Assemblee
e dei Consigli comunali o provinciali.
A noi era consentito fino a qualche anno fa, come dire, di
far parte dell'area della rappresentanza. Era impedito, come è
noto a tutti, di far parte dell'area della governabilità. Abbiamo
subito processi di tutti i tipi; eravamo confinati
all'emarginazione politica, assembleare; abbiamo subito, financo,
governi di arco costituzionale che, spesso, non ci consentivano
di svolgere fino in fondo il nostro dovere.
Però, in tutte le aule consiliari, il mio personale
comportamento, ma il comportamento in generale di tutti
dell'allora Movimento sociale italiano, oggi Alleanza nazionale,
era improntato innanzitutto al rispetto delle regole ed al
rispetto degli avversari, considerati sempre, comunque, avversari
mai nemici.
Questo per dire che, sentendo le dichiarazioni del
Presidente Capodicasa, e mi meraviglio perché ho avuto modo di
conoscerlo in più occasioni, e di stimarlo nella sua prudenza e
nel suo equilibrio, mi meraviglio che un Presidente della Regione
possa, in qualche maniera, dichiarare la sua avversità rispetto
ad un comportamento della minoranza che, potrà anche
infastidire, potrà anche non essere piacevole ma, esercita il
proprio ruolo con grande serietà, prudenza ed equilibrio.
Ed allora, signor Presidente ed onorevoli colleghi, il punto
che dobbiamo affermare è che in questa Aula deve essere
consentito ad ogni parlamentare, ad ogni Gruppo politico, ad ogni
schieramento politico di poter fare, di poter svolgere il proprio
ruolo con la massima serenità nel rispetto soprattutto delle
regole.
Ed anche l'Assessore Cuffaro si è lasciato andare nella sua
replica ad un analogo atteggiamento del Presidente Capodicasa
quando egli ha detto che al limite nel contenuto era anche
apprezzabile, ma che non era condivisibile l'atteggiamento della
minoranza che pensa, l'onorevole Cuffaro, stia facendo
semplicemente ostruzionismo.
Noi non abbiamo difficoltà a dire che è anche ostruzionismo
il nostro. Abbiamo le regole parlamentari ed assembleari che ci
consentono di potere intervenire nei minuti contingentati. E'
certo un voler perdere del tempo, non abbiamo difficoltà a dirlo.
Ma c'è alla radice ed al fondo una piena convinzione di un
appoggio che diamo a questo ordine del giorno che intende
tutelare quella parte dell'agricoltura che, a nostro avviso, deve
essere, come è stato ribadito nell'ordine del giorno, premiata e
incentivata attraverso maggiori risorse e attraverso una più
giusta ed equa distribuzione delle risorse.
Onorevoli colleghi, allora, nel chiudere entro i tempi
stabiliti questo mio intervento, il mio voto personale e
dell'intero Gruppo di Alleanza Nazionale è a sostegno di questo
ordine del giorno.
L'invito che mi sento di rivolgere è quello di continuare a
lavorare serenamente in questa Assemblea esercitando, ognuno, il
ruolo che siamo chiamati ad esercitare. La maggioranza abbia un
po' di pazienza, subisca un attimo quello che è il ruolo
legittimo che l'opposizione deve svolgere. Speriamo di non
essere a nostra volta coinvolti in una eccessiva, come dire,
voglia di essere protagonisti, ma lasciateci esercitare il nostro
ruolo con grande rispetto e con grande serenità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ricotta. Ne ha
facoltà.
RICOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenendo
poco fa sollecitavo il Governo e i colleghi deputati a cercare di
risolvere con la riflessione l'impasse in cui ci trovavamo.
Per tutta risposta alla fine di una discussione, a mio
avviso, poco produttiva il Presidente della Regione, Capodicasa,
se ne è uscito con un atteggiamento che effettivamente mortifica;
mortifica se stesso, mortifica il Governo e mortifica
l'Assemblea, perchè chi ha responsabilità di Governo, chi ha
responsabilità di una carica così importante dovrebbe essere
l'uomo grande per una posizione grande e non un uomo che occupa
una posizione grande.
E, ai grandi uomini che occupano determinate posizioni non
sono permessi atteggiamenti a dir poco arroganti o ricattatori
come è stato l'atteggiamento del Presidente Capodicasa, perchè
non si può assolutamente condividere un documento e proporre una
votazione contraria solo perchè deve essere una risposta ad un
atteggiamento che il Governo non condivide.
Credo che la maggioranza e l'opposizione abbiano dei doveri,
dei diritti e dei compiti che devono assolvere. La maggioranza
col Governo ha il compito di governare, l'opposizione ha il
compito di proporre degli atteggiamenti se vogliamo, fare delle
proposte alternative, adottare i mezzi per fare un 'opposizione
costruttiva quando è possibile, oppure rispettando il Regolamento
fare anche dell'ostruzionismo.
Ma questo non significa che chi governa deve essere portato
a perdere la ragione, la possibilità di discutere. Non credo che
questo possa essere un atteggiamento ammissibile, come non è
ammissibile da parte di chi è preposto a condurre le sedute
d'Aula a sconvolgere quelli che sono gli atteggiamenti che sono
stati decisi nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari e, vedi caso, la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari ha stabilito una procedura che stasera è
stata stravolta proprio da chi o per proposta di chi ieri sera
tacciava di inaffidabilità l'opposizione e sosteneva che non
potevano essere accettate le proposte dell'opposizione perché
poi in Aula può darsi che quella procedura che veniva stabilita
nella sede della Conferenza dei capigruppo poteva essere cambiata
per mancanza di affidabilità degli uomini dell'opposizione.
Ebbene, quella persona stasera ha dimostrato la sua
inaffidabilità perché stasera anche lui perdendo la testa non ha
saputo rispettare quelle che erano le decisioni che erano
scaturite da quella riunione e questa arroganza, questa
presunzione del Governo e della maggioranza era già stata da me
denunziata in occasione dell'intervento sulla discussione
generale della finanziaria, questa arroganza che viene
manifestata ogni giorno con piccoli atti, con atteggiamenti anche
da parte di questa Amministrazione, indicai alcuni atteggiamento
per esempio che si facevano nel campo sanitario, un
commissariamento che veniva a sostituire un altro
commissariamento solo perché si dovevano acquisire e si sono
acquisite posizioni che devono favorire determinati uomini che
domani andranno a fare una campagna elettorale.
Ebbene, questi atteggiamenti, questi comportamenti sono
impropri per chi vuole governare nel segno di un rinnovamento,
che si vuole riconosce nel riformismo così come dovrebbe essere
un Governo di centro-sinistra; per quello che mi riguarda io sono
favorevole all'ordine del giorno e annuncio il mio voto
favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tricoli. Ne ha
facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione
è andata su un binario che probabilmente poteva essere evitato se
la maggioranza avesse assunto un atteggiamento più accorto e più
in linea con quelli che sono i principi della politica, principi
non scritti.
Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione che poteva
essere evitata se la maggioranza avesse tenuto un comportamento
diverso, mi riferisco a quello assunto nell'ambito dei
provvedimenti legislativi che sono seguenti alla discussione
generale su questi ordini del giorno perché c'è stata una
mancanza di volontà nel recepire i suggerimenti, le iniziative
legislative, le attività che nelle sedi competenti, cioè a dire
nelle Commissioni di merito e anche in quelle non di merito come
la Commissione bilancio, erano state proposte dai deputati del
Polo.
Questa elasticità nel valutare il nostro comportamento,
invece, non vi è stata, non vi è stata perché la maggioranza ha
presentato una finanziaria blindata che non permetteva e non
consentiva soprattutto alcuno spazio ad interventi seri, ad
interventi effettivamente correttivi di questa manovra
legislativa da parte dei parlamentari dell'opposizione, ci si è
attestati su una difesa di questa finanziaria assolutamente
inconsistente, non si è accettato nessuno degli emendamenti
correttivi che il Polo aveva presentato, eppure ve ne erano di
qualificanti, probabilmente i motivi sono da ricercare in un
accordo di maggioranza che aveva blindato questa opposizione,
questo si tocca, quello non si tocca, e ciò ha comportato una
situazione quale quella che oggi si è verificata in questa Aula,
cioè a dire una linea di ostruzionismo politico nei confronti di
una maggioranza che pur essendo priva dei requisiti minimi per
potere sopravvivere ad un discorso di questo genere ha voluto
portare avanti un disegno di legge che invece intendeva
perseguire determinati fini.
Ecco, dunque, che la situazione in cui ci troviamo oggi di
stallo che non accenna chiaramente a sbloccarsi è determinata
semplicemente da un comportamento ottuso della maggioranza e del
Governo, che insiste ancora su una vicenda parlamentare che non
ha i requisiti minimi per potere andare avanti.
Inviterei quindi i rappresentanti dell'attuale maggioranza a
prendere atto di una situazione politica come questa.
Credo che non sia conducente il fatto che per protesta si
voti contro un ordine del giorno, anche quando questo ordine del
giorno è considerato utile dalla maggioranza, non è conducente
perché non risolve il problema alla radice, se si ha la volontà
politica di condurre la Regione e dunque prima di ogni cosa di
avere un rapporto con questa Aula che sia quantomeno produttivo,
credo che si debba prendere atto di quelle che sono le richieste
da parte dell'opposizione in merito a provvedimenti legislativi
assolutamente inaccettabili, inaccettabili nei toni, nei
contenuti, soprattutto per quanto riguarda il disegno politico
che si intende portare avanti.
Non è possibile penalizzare categorie o enti soltanto perché
questi sono rappresentati nei loro vertici da uomini nominati
dalle giunte precedenti, non è possibile non accettare gli
emendamenti del Polo soltanto perché si tende a salvaguardare
vertici istituzionali che invece pur essendo stati costituiti nei
Governi precedenti hanno delle matrici politiche che oggi
continuano a far parte della maggioranza politica di questo
Parlamento.
Ecco allora che bisogna prendere atto delle posizioni che il
Polo esprime e bisogna prenderne atto al più presto possibile,
onde evitare questa inutile situazione di stallo, che voi avete
la responsabilità di avere creato all'interno di questa Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio.
Ne ha facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima
volta nella mia non lunga, ma comunque ormai nemmeno breve
esperienza parlamentare che ho visto un Presidente della Regione
che ha espresso il parere del Governo che, pur anche nel quadro
di una polemica politica piuttosto accesa, è sempre un parere
istituzionale, che dà un parere sfavorevole del Governo ad un
atto parlamentare qual è l'ordine del giorno di cui stiamo
discutendo, in segno di protesta per una area, per uno
schieramento parlamentare all'interno di questa Assemblea, di
questo Parlamento regionale.
Credo che si tratti di un atto grave, la cui gravità va
sottolineata, anche perché dimostra un momento di insofferenza
sicuramente di scarsa sensibilità democratica che al confronto
con altri atteggiamenti che l'onorevole Capodicasa ha avuto
quando in questa Assemblea rivestiva un'altra funzione che era
quella di presidente del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico della Sinistra, dimostra tutta intera una
contraddizione che non è possibile non rilevare.
Quando a governare era il centro-destra e quando le parti
erano capovolte abbiamo spesso notato e spesso anche subito
atteggiamenti, comportamenti, linee di condotta, di alcuni uomini
che oggi sono in posizione di maggioranza e di governo a
cominciare dal presidente Capodicasa che certamente non hanno
brillato per sconti che facevano nel mestiere degli oppositori al
governo in carica. Atteggiamenti che abbiamo accettato, che
abbiamo subito, credo con adesione allo spirito di democrazia, di
tolleranza a cui soprattutto chi sta al Governo, molto più di chi
sta all'opposizione, in qualche modo è tenuto, per una questione
- direi - sostanziale e anche per una questione di stile.
Oggi con questo atto il Governo tutto è mancato a questa
regola di condotta, a questa regola della politica che è anche
anche una regola di stile e noi questo lo vogliamo per intero
rilevare. Anche perché, al di là dello stile, questo dimostra che
c'è un filo, una linea di arroganza di cui questo è l'ultimo atto
che abbiamo potuto constatare.
Potremmo citare molti episodi. Voglio ricordare che proprio
in questi giorni la stampa fa notare che in occasione delle
festività pasquale nelle aree turistiche della Regione siciliana
non si tengono manifestazioni, eventi tali da attrarre flussi
turistici perché le aziende di soggiorno sono gestite da
commissari ad acta che al tempo furono nominati dall'Assessore
regionale per il turismo , onorevole Rotella, solo per un motivo
che era quello - mi limito solo al tema, non ho assolutamente
niente di pregiudiziale, ma solo per epurare politicamente quelli
che erano i vertici delle aziende di soggiorno che erano stati
nominati dai governi di centro-destra.
Adesso chiaramente i professionisti dell'opposizione e anche
dell'ostruzionismo che si ritrovano in posizione di maggioranza e
di governo soffrono a parti ribaltate, soffrono questo tipo di
posizione. Ma credo che questa sia la regola della democrazia.
Anche per questo esprimo il mio voto favorevole all'ordine
del giorno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che alla
fine sia emerso che a tutta questa nostra discussione è sotteso
un dato politico.
Può esserci anche stata qualche intemperanza nel centro
destra, l'entusiasmo, la voglia di contrapporsi polemicamente può
avere indotto in errori, e allora, se è possibile pensare ad una
assoluzione per parziale ammissione di colpa da parte dell'on.le
Croce, certamente resta il fatto che le ammissioni dell'on.le
Cuffaro in quest'Aula mi hanno fatto paura. E' venuto
graziosamente a scostare la tendine di come funzionano i
meccanismi del potere, per cui c'è il parlamentare che segnala il
problema, l'Assessore che glielo risolve e corre subito sul luogo
del delitto a presentare, ad esibire la soluzione contro cui poi
in linea di principio si appresta a votare perchè il Presidente
della Regione ci dice che la questione, quasi come una carta a
baccarà, è stata malposta.
Quindi, siccome abbiamo detto in troppi troppe cose che
messe insieme, sia pure dissonanti, componevano una sinfonia che
un significato lo aveva, è venuto fuori il fatto che abbiamo
legiferato in maniera protezionistica. E questo apre uno
squarcio sul modo di legiferare e di creare economia alterata.
Abbiamo scoperto che se non ci fosse stata una assemblea a Donna
Fugata, a Cabala Dina, non lo so, se non ci fosse stato questo e
l'Assessore non si fosse accorto che c'era una esigenza, che
c'erano dei cittadini che non fruivano di un determinato
meccanismo, l'Assessore Cuffaro non si sarebbe mobilitato e non
avremmo attivato i POP laddove la vecchia legge con una decisione
dell'Europa che si muove unitariamente, ormai le norme
protezionistiche non hanno più spazio. Ne stiamo risentendo ad
ogni livello.
Credo però, come tecnica di Aula, se fosse il carissimo
amico Totò Cuffaro fosse stato in Aula sin dall'inizio e ci
avesse detto che avevamo mal incanalato la discussione perchè
c'era un vizio di forma di partenza, una informazione che andava
fornita al Parlamento, se il Governo si degnasse di ascoltare e
di correggere in tempi reale, perchè poi in fin dei conti voi
avere i palazzi, gli impiegati e i funzionari. Noi abbiano un
segretario che magari salta una circolare europea perchè i
deputati europei siciliani nono sono tanto bravi e siamo tutti un
pò mal collegati. Ecco perchè ci vogliono, dice lui, bravi
deputati europei, quelli che in tempi reali scappano a Cefala
Diana a portare le circolari apposite.
Io credo che tutto il dibattito di aula sia stato falsato da
un pregiudizio, da una supponenza, da una distrazione che
francamente messa in campo in tempi utili e reali, credo che
tutto il centro destra avrebbe creato una crisi di coscienza, di
interpretazione, di impatto con quest'argomento.
E una chicca è quella e il chiccone finale è la
dichiarazione finale del Presidente della Regione che dice
"siccome è una cosa che potrei anche condividere, l'avete detta
in tanti e ci avete messo tanto, sostanzialmente dico che per
le forme con cui avete posto l'argomento questo governo si
dichiara assolutamente contrario". Quasi che stralciando pezzi o
vedendo tutto ciò che è venuto fuori, perchè poi dite che siamo
una macchina perfettamente efficiente in termini di utilizzazione
dei progetti operativi plurifondo, credo che siamo veramente la
"regione coda" a livello nazionale in termini di fruizione reali,
delle scale messe al muro che ci offre la regione, per chi ha
gambe per salire queste scale.
Credo che siano la Regione d'Italia con meno apparato
muscolare alle gambe, alle cosce, per salire le scale della
Comunità europea. Credo che sia venuto fuori questo argomento,
credo che sia venuto fuori anche l'anomalia di un Istituto
regionale della vite e del vino assolutamente ingessato per
motivi politici, laddove l'Istituto regionale ella vite e del
vino soprattutto in un grande momento di attenzione per la
rinnovata qualità del nostro prodotto potrebbe svolgere.
Io credo che questo governo abbia svolto un ruolo attivo
nel nel contenzioso che si è aperto alla Corte dei Conti per
chiedere la riscrizione della delibera della nomina del Consiglio
di Amministrazione, che è un atto unico, che il Presidente non
poteva insediarsi con tutti, magari anche i suoi sedici,
diciassette in tutto, componenti del Consiglio di
Amministrazione, perchè due erano illegittimamente nominati.
Laddove abbiamo, in questo momento, in piedi decine e decine di
comitatini - credo che ce ne sia uno pure per le vittime dei
Borboni, da qualche parte - della burocrazia di questo Palazzo,
ci sono tutta una serie di comitatini che funzionano in base alla
elementare regola dei 2/3 dei componenti. Esiste un fondamentale
organismo, ad esempio, che si occupa di materia ambientale
composto teoricamente di 33 membri, di cui 22 sono funzionari
della Regione, che credo che si ricordino ancora dei padri
fondatori dello Statuto, il Parlamento regionale doveva eleggere
i suoi 11 componenti che rappresentassero la nuova politica
siciliana, i nuovi indirizzi, le nuove tensioni morali; ci sono
ancora i 22 terni funzionari, in nome del principio dei 2/3 e
questo organismo continua regolarmente a fornire opinioni in
materia ambientale e nessuno si è mai pensato di porre dei veti
presso la Corte dei Conti e di attivare tutto l'apparato
legislativo, giuridico della Regione per porre vincoli e tenere
eternamente Commissari laddove invece dovremmo dare una grande
spinta per fare dell'Istituto Regionale della Vite e del Vino un
volano e farne anche l'ambasciatore, il tredicesimo assessore
della Sicilia nel mondo, l'Istituto Regionale della Vite e del
Vino nel momento in cui, finita la vecchia epoca del dopoguerra
della mera quantità, ci si è orientati, finalmente, e il mondo ci
scopre, sul terreno della qualità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanoso. Ne ha
facoltà.
CATANOSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta
che arrivano in Aula degli ordini del giorno, degli argomenti che
tendono a migliorare la condizione di vivibilità, comunque le
condizioni economiche di un comparto importante, uno di quello
agricolo o altro, credo che ci troverete sempre schierati da
quella parte; quantomeno sarà così per me e questo è il motivo
per cui oggi annuncio il voto favorevole all'ordine del giorno
che abbiamo fin qui trattato perchè è chiara la volontà di questo
ordine del giorno di metterci nella condizione di dare una mano,
un segnale anche se volete a quelle organizzazioni, a quegli
agricoltori, a quelle aziende che hanno saputo resistere quando
c'era da resistere e che oggi vorrebbero un rilancio,
cercherebbero un rilancio che è possibile. Ci devono però essere
gli strumenti, le regole, per poterlo attivare. Noi ci saremmo
anche aspettati un altro atteggiamento da parte del Governo della
Regione, da parte del Presidente della Regione che, invece, ha
preferito annunciare il voto contrario credo per lesa maestà,
quasi che da parte del Parlamento ci fosse stata la volontà di
usare dei toni che non andavano bene al Presidente Capodicasa.
Io credo, invece, che il rispetto del Parlamento vuole che
ci debba essere per tutti la possibilità di esprimersi, che ci
debba essere la possibilità soprattutto di dare delle indicazioni
precise al Governo su temi così importanti come quello che oggi
abbiamo qui trattato, quello dell'agricoltura e della
viticoltura.
Facendo così, il Presidente Capodicasa e tutto il suo
Governo si sono assunti una responsabilità molto grave, quella di
attivare un meccanismo di muro contro muro con l'Aula, con le
opposizioni, che invece avevano tutta la volontà di costruire un
percorso che fosse di collaborazione, che arrivasse a determinare
alcune situazioni, alcune sinergie che potessero essere utili
alla Regione siciliana nel suo complesso.
Io continuo a non comprendere questo atteggiamento che ci
mette nelle condizioni di vivere come se fossimo due mondi
diversi: da una parte un Governo che si trincera dietro la
volontà di restare al proprio posto ad occupare quelle poltrone,
quelle sedie, dall'altra, invece, la volontà di un parlamento di
cercare di attivarsi per far si che il popolo siciliano ci possa
sentire finalmente in qualche modo vicino. Questo è un parlamento
che sempre di più rischia di essere lontano dalle esigenze del
popolo siciliano.
Questo ordine del giorno è in grado di dare un contributo
per l'attivazione di quei meccanismi di ripresa, di crescita che
possono essere utili alla ripresa di tutto il settore agricolo,
in attesa del finanziamento che noi speriamo il Governo voglia
riattivare dal prossimo bilancio della legge 13, ecco, credo che
bisogna, quanto meno, mettersi tutti al lavoro per eliminare in
questo settore qualsiasi tipo di disparità, qualsiasi
incongruenza che metta nella condizione i siciliani, i lavoratori
dell'agricoltura siciliana di non essere tutti gli stessi.
E' questo il vero problema. Il vero problema della Sicilia,
dell'agricoltura e non della Sicilia, quello di partire da
condizioni diverse rispetto al resto della nazione, di non avere
lo stesso tipo di strutture, di infrastrutture, se volete lo
stesso tipo anche di conoscenze, grazie ad un sistema che ci ha
sempre relegato da troppo tempo nella condizione di coloro i
quali partono svantaggiati.
Sarebbe ora il caso, presidente e colleghi, che fossimo,
invece, messi nella condizione che i nostri giovani, i nostri
lavoratori possono partire con le stesse possibilità di tutti gli
altri italiani.
Questo di oggi è un ordine del giorno che vuole, primo di
tutto riuscire a creare questo tipo di condizioni. Questo è il
motivo per cui noi abbiamo appoggiato questo ordine del giorno e
pensavamo di trovare qui, non per forza il Governo, ma quanto
meno il resto del Parlamento, quella maggioranza che ha deciso di
appoggiare questo Governo fino in fondo ma che ha altrettanto
deciso di non partecipare a questo dibattito, non far sentire
quelle che sono le voci positive, contrarie o favorevoli a questo
ordine giorno che oggi si è trattato e concludo, mi aspettavo
anche da parte del Parlamento, dicevo, che l'atteggiamento del
presidente Capodicasa e del Governo non fosse preso per buono e
che fosse, con senso di responsabilità, invece, intrapresa una
strada di corresponsabilità, se volete, ma certamente di
collaborazione per quelle che sono le esigenze reali del popolo
siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi, ne ha
facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella fase
nella quale si è avviata la discussione intorno a questo ordine
del giorno, non avendolo, per la verità letto ho ritenuto di
intervenire per portare il mio contributo. Ma devo dire, il
dibattito sviluppatosi, i contenuti dello stesso, una riflessione
su quella che è stata nel passato una politica rivolta al
potenziamento delle nostre risorse, adesso mi induce a dichiarare
il mio voto a favore sviluppando alcune considerazioni intorno
all'argomento.
La prima idea che mi viene in mente si riferisce ad una
politica della Regione siciliana nel settore degli espianti,
credo incentivata anche dalla Comunità europea in passato, così
come oggi avviene il contrario di quello che, per fortuna,
opportunamente sta succedendo, si sono dati soldi ai coltivatori
perchè estirpassero le viti, perchè si riteneva che ormai le vite
fossero non redditizie. Ed in passato abbiamo assistito a tanti
coltivatori che, appunto, eliminavano dalle loro colture le viti
e poi immediatamente c'è stata una rivoluzione, un cambiamento di
indirizzo che ha comportato nell'arco brevissimo di tempo tra gli
espianti ed i reimpianti la opportunità tra gli stessi
coltivatori, prima di prendere dei soldi, dei contributi perchè
eliminassero dei vigneti dai loro terreni e poi invece, perchè li
reimpiantassero, con operazioni chiaramente speculative, spesso
tutte legate a soggetti relazionati fortemente con la pubblica
amministrazione e, invece, forse i contadini quelli che realmente
hanno lavorato e lavorano e vivono intorno alle piccole cose
della terra sono rimasti lontani da questi eventi, chissà magari
per una sorta di relazione, adesso l'onorevole Forgione ci dice
metodi democristiano, io per la verità non li ho conosciuti, per
altro personalmente sono stato sempre lontano dagli spazi di
gestione del potere e nelle forme di presenza del mio vecchio
partito sono sempre stato all'opposizione.
Tuttavia il dato è che intorno a queste vicende
dell'agricoltura, per varie ragioni, ci sono stati troppi
elementi contributivi spesso dati, offerti per eliminare culture
e poi immediatamente dopo per rimpiantarle.
E' quello che è successo intorno alla vicenda del vino in
Sicilia che è opportuno adesso valorizzare, io concordo con una
politica incentivante di questo settore.
Si è parlato qui dei vini del trapanese, di quelli catanese,
di quelli di altre zone della Sicilia o di Enna, io ho avuto
notizie ..
CRISAFULLI. A Enna non ce n'è
NICOLOSI. Chi l'ha detto ad Enna, Grimaldi, Grimaldi parlava
del vino di Enna, io ho avuto notizie di una interessante
evoluzione delle produzioni viti-vinicole nel palermitano, in
particolare nella zona di San Giuseppe Jato, San Cipirello,
Camporeale, Roccamena, dove appunto l'iniziativa dei coltivatori,
più che le provvidenze, legate anche alle provvidenze, ha
comportato l'impianto di vigneti tipici di altre zone della
realtà italiana che utilizzando la particolare realtà climatica
favorevole alla Sicilia, producono obiettivamente vigneti di
pregio e con l'introduzione nelle cantine della presenza di
enologhi veramente bravi che consentono di produrre vigneti e
vini d'esportazione.
Ora intorno a questa vicenda così interessante, così
importante, avvertire, sentire che per forme di reazione fosse
anche comprensibili, il Governo decida di indicare qui una
posizione di contrarietà rispetto ad una vicenda che, invece,
merita una grande attenzione.
Perché tra quegli elementi di risorse legate al mondo
dell'agricoltura, di risorse specifiche della Sicilia intorno a
cui bisogna organizzare lo sviluppo di questa nostra terra, che
se poi quando arriverà ci consentirà di affrontare temi con
l'ampiezza con cui è stato affrontato quello di oggi in virtù e
per merito dell'ordine del giorno presentato dall'onorevole Croce
e ci consentirà di parlare dei beni culturali, della prospettiva
della valorizzazione dei beni culturali diversamente da come li
ipotizza la finanziaria anche attraverso l'introduzione di
speciali ticket, speciali biglietti d'ingresso che pure vanno
introdotti e che però bisogna destinare come introiti al recupero
di quegli stessi monumenti e non ad altre destinazione ed altre
finalità.
Se noi centreremo la nostra attenzione sulle cose rilevanti
che ci appartengono sulla storia sulle risorse agricole, sulle
prospettive nel terziario, su una valorizzazione dei sistemi dei
trasporti, io credo che la nostra terra potrà avere una
condizione di sviluppo adeguata alle proprie potenzialità.
Io credo che questo possa avvenire ed è per questo che
intorno a questo argomento dell'ordine del giorno, dichiaro il
mio voto favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scoma, ne ha
facoltà.
SCOMA. Onorevole Presidente dell'Assemblea, onorevole
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, molto brevemente
sono qui ad esprimere il mio voto favorevole all'ordine del
giorno.
Nel contesto voglio dirvi che è un vero peccato, onorevoli
colleghi, che in questo momento, un momento in cui chiaramente
tutti i prodotti viti-vinicoli siciliani riescono a prendere
numerosi riconoscimenti, riconoscimenti sia italiani che mondiali
che si mostri forse così scarsa attenzione a un problema, invece,
molto importante per la nostra economia il settore viti-vinicolo
siciliano.
Il settore viti-vinicolo siciliano, infatti, e la Sicilia in
particolare stanno riscuotendo in questo momento molto interesse
in tutto il Paese e già numerosi investitori italiani hanno messo
le mani sulle nostre terre poichè ritengono che le
caratteristiche pedo-climatiche di alcune zone consentono la
realizzazione di buoni vini.
C'è grande interesse per il nostro sole, per il nostro clima
grazie ai quali è possibile realizzare vini di grandissimo
pregio.
Io sono un modesto consumatore e conoscitore di vini,
ritengo che oramai la Sicilia sia capace di stupire i più
scettici, adesso che finalmente i produttori hanno felicemente
sposato la tradizione con l'innovazione. Abbiamo provato
numerosi vitigni alloctoni, francesi, ma come più volte ha detto
Veronelli che sicuramente ne capisce più di noi, ha detto che in
Sicilia si produce un Merlot ed un Cabernet da inginocchiarsi.
E il gran lavoro fatto nel tempo per diffondere tecniche
corrette ha dato i suoi frutti.
Riconoscimenti negli ultimi anni conseguiti da alcuni marchi
vinicoli siciliani non sono arrivati casualmente, ma sono il
risultato della cultura dell'eccellenza applicata in questo
settore, una sorta di Know how che ha permesso negli ultimi anni
alla Sicilia di confermare una tendenza positiva ormai
inarrestabile dovuta, soprattutto, alla forte crescita
qualitativa della propria produzione, così superando un "gap" che
sembrava fino a ieri veramente incolmabile.
Non per niente la presenza ogni anno al VinItaly di tanti
produttori isolani, costituisce un'iniziativa di sicuro rilievo
per l'economia della Regione siciliana.
Oggi viviamo un vero e proprio rinascimento, onorevoli
colleghi, un rinascimento del vino siciliano che ci consola delle
passate amarezze.
La congiuntura particolarmente favorevole e gli incentivi
offerti attirano oggi numerosi imprenditori, ciò, senz'altro,
crea un grosso business, crea ricchezza in un contesto nel quale
ogni investimento che prevede nuovi posti di lavoro pone qualche
rimedio a un flagello, la disoccupazione che, per restare in
argomento viticolo, é ben più grave della filossera.
La voglia, in questa rinnovata Sicilia, di lavorare e
produrre ha portato, dunque, i produttori del Nord 'Italia a
scommettere sulla nostra terra e sulla nostra gente, prima che
sui vini che si potranno poi commercializzare.
La nostra isola é una terra ideale per fare il vino e, con
l'impegno di tutti e credendoci, può davvero diventare la
California d'Europa.
I risultati ottenuti in qualità, immagine, ......, non mi
stanco di ripeterlo, sono entusiasmanti, ma non bisogna cedere
alla tentazione di guardare la strada percorsa ed a crogiolarsi
sui successi oggi conseguiti.
Continuare questa pianificazione, nel miglioramento del
prodotto, significa ancora continuare, studiare, investire sul
vino e sulla sua promozione sia in Italia che all'estero. Perché,
inoltre, non coniugare turismo ed enologia? Questo lo chiedo
all'assessore Rotella. Perché non sviluppare una strada del vino
in Sicilia, un po' come la via del whisky in Scozia, abbinare
visite ai siti archeologici ed alle cantine, creare un itinerario
differenziato per addetti ai lavori e turisti interessati, oltre
che alla storia, anche all'eno-gastronomia? Per quanto mi
concerne, spero che qualcuno raccolga, comunque, questo
suggerimento e che sia degno di essere concretizzato in una
iniziativa legislativa a tutela, sostegno o produzione del nostro
buon vino.
Credo che oggi non sia da tenere in secondo rilievo il tema
del vino e del turismo eno-gastronomico, comunque, il mio augurio
va ai produttori siciliani, affinché oggi, come allora, in tutto
il mondo si possa sempre bere più vino di qualità, vino di
Sicilia e, quindi, l'augurio che rivolgo all'assessore Cuffaro é
quello di continuare il sostegno agli agricoltori.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Vicari. Non
essendo presente in Aula, decade. E' iscritto a parlare
l'onorevole Scammacca Della Bruca. Non essendo presente in Aula,
decade. E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
ripetere la valutazione che ho già dato del dibattito di stasera.
Probabilmente, se invece che discutere in modo strumentale,
avessimo discusso seriamente dei problemi della vitivinicoltura e
dell'agricoltura, avremmo svolto un altro tipo di dibattito qui
stasera e io rivendico alle opposizioni il ruolo di contrastare
profondamente l'ispirazione e l'azione del Governo quando è da
contrastare.
Così come rivendico alle opposizioni di ottenere risultati
dall'opposizione e con una battaglia di opposizione rispetto
all'azione di Governo, di condizionare anche l'azione di Governo
quando va condizionata, di mettere in difficoltà il Governo e di
aprire contraddizioni al Governo.
Un'opposizione può fare tutto questo con gli strumenti
propri della stessa, anche l'ostruzionismo.
Chi parla in questo momento ha usato tutti gli strumenti,
per esempio, sulla legge-voto, quando in questa Aula c'era una
maggioranza, diciamo, plebiscitaria.
LA GRUA . Bulgara.
FORGIONE. Bulgara, per dirla, o serba se preferite. C'era una
maggioranza di questo tipo. E noi abbiamo usato tutti gli
strumenti.
Ma anche quando noi abbiamo fatto la più netta delle
opposizioni al Governo Drago ed al Governo Provenzano, non
abbiamo usato l'ordine del giorno collegato ad una materia, ad
uno strumento finanziario per portare a fondo l'ostruzionismo.
Questo lo dico perchè è legittimo. Io non contesto la scelta del
Polo.
Dico che, una logica di opposizione diversa, quale io voglio
affermare qui, per la mia parte politica, ha la stessa
legittimità della opposizione che il Polo sta portando avanti con
lo strumento dell'ostruzionismo.
Io vorrei dire, però, cari colleghi, che l'ordine del giorno
mi appare strumentale, perchè vedete quando si discute del vino,
allora dobbiamo discuterne seriamente.
Noi abbiamo chiesto la terza Conferenza agricola regionale
al momento delle dichiarazioni programmatiche della Regione.
E' tempo che si svolga la terza Conferenza agricola
regionale perchè sta andando avanti un processo di colonizzazione
delle nostre produzioni vitivinicole. E vedete, gli imprenditori
che vengono qui non lo fanno soltanto perchè trovano un mercato
facile e condizioni ambientali, climatiche favorevoli. Vengono
anche per l'assenza di una politica seria da parte della Regione.
E quando parliamo di questo, cari colleghi del Polo,
parliamo certo di un Governo che esiste da quattro mesi, ma
parliamo anche dei Governi di centro-destra che hanno governato
fino ad oggi.
E parliamo, e voi ci state qui tenendo a discutere da sei
ore su un ordine del giorno che intervenire su scelte compiute da
un Assessore del Governo del Polo e di centro-destra. E badate
bene che questo Assessore oggi faccia parte dello stesso Governo,
è un problema del centro-sinistra e del Polo, non è un problema
di Rifondazione che era all'opposizione dei Governi Drago e
Provenzano, come del Governo Capodicasa, anche per la continuità
che l'Assessore Cuffaro rappresenta in questo Governo, la
continuità con i precedenti Governi.
LA GRUA . Noi siamo vittime.
FORGIONE. Onorevole La Grua, mi faccia concludere.
Dopodiché mi convincono alcune delle risposte date
dall'Assessore Cuffaro su questo. Mi convincono ed io vorrei
dirlo agli amici del centro-destra: guardate la qualità di un
vino e di un vitigno non si decide con un ordine del giorno.
Ed allora, dovremmo discutere seriamente della qualità del
Trebbiano. E seriamente, delle politiche di qualità dell'Unione
europea rispetto alle produzioni vitivinicole mediterranee e
rispetto a vincoli che la nostra Regione deve rispettare. Se
vogliamo discutere seriamente di vite e di vino. Se poi vogliamo
fare sessanta interventi, come diceva Totò "a prescindere",
questo si può fare.
Ma questa è un'Aula parlamentare e se dice e decide di
intervenire nel merito su questo, allora deve avere questo
livello e questa qualità del dibattito.
Detto questo, mentre dico che le indicazioni date in
risposta all'ordine del giorno dall'Assessore Cuffaro mi
convincono, dico che sono inorridito dalla competizione tra
l'Assessore Cuffaro e l'ex Assessore Croce in, diciamo, qualità e
capacità clientelari.
L'Assessore Cuffaro ci ha fatto qui un manuale del perfetto
clientelismo, in perfetta competizione con l'Assessore Croce. Io
capisco che è una gara tra ex democristiani ed ex socialisti,
anche questo riguarda voi. E' una competizione alla quale noi
comunisti ci sottraiamo, ed abbiamo ascoltato qui una lezione di
democristianità.
Ecco, l'Assessroe Cuffaro è orgoglioso
Io ho concluso, signor Presidente, devo dire che se questo è
il confronto, e rispondo anche all'onorevole Nicolosi che mi ha
detto "perchè non intervieni sulle cose che dice Cuffaro?".
Rispondo: è una competizione che riguarda voi Noi ci sottraiamo.
Ed è il motivo per il quale siamo stati all'opposizione dei
Governi di centro-destra, come oggi stiamo all'opposizione di
questo Governo di centro-sinistra, dopo di che per questi motivi
di merito, politici e anche di impostazione che l'assessore da un
lato e il primo firmatario dall'altro, hanno dato a questo tema
noi voteremo contro questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 334.
LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Spiego il significato del voto: qualsiasi tasto viene
schiacciato è utile ai fini della verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 47.
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 334.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
L'Assemblea ha votato poco fa la decisione di andare avanti
nella seduta per discutere gli ordini del giorno. Considerata
l'ora tarda e considerato il fatto che nella Conferenza dei
Capigruppo si è deciso domani di fare seduta antimeridiana e
pomeridiana per affrontare e discutere la legge finanziaria e il
bilancio provvisorio e quindi bisogna fare in modo che i deputati
siano in condizione di affrontare il lavoro di tutta la giornata
compresa anche la seduta notturna, l'Assemblea terrà seduta
giovedì 1 aprile, alle ore 10.30, con il seguente ordine del
giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 343 - Iniziative per il ripristino della regolarità nella
gestione amministrativa dell'AUSL n. 8 di Siracusa.
Burgaretta Aparo Sebastiano; GranataBenedetto Fabio
Spagna Fausto; Ortisi Egidio; Monaco Sergio
Presentata il 31/03/1999
N. 344 - Istituzione di una borsa di studio per gli studenti
delle terze classi della scuola media inferiore per
affrontare il problema dei diritti negati dell'infan-
zia e per rafforzare la cultura della legalità e del
rispetto della persona umana.
Oddo Camillo; Pezzino Vincenzo; Speziale Calogero;
Vella Basilio; Forgione Francesco; Giannopolo Dome-
nico; Trimarchi Giovanni; Pignataro Giuseppe; Di
Martino Francesco; Zanna Antonino.
Presentata il 31/03/1999
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
2) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 3,20 del 1 aprile 1999
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 4,00)