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Resoconto d'Aula della Seduta n. 236 di mercoledì 31 marzo 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


               PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE  SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 19.20.

     LO CERTO , segretario, dà lettura del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che, non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

    -  "Istituzione  presso   i   comuni   siciliani   dell'ufficio
  legislativo e legale" (n. 905)

    - d'iniziativa parlamentare

    - presentato dall'onorevole Fleres in data 31 marzo 1999

                       ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

    N.  334 - Interventi immediati  per  l'attivazione del servizio
  di riscossione tasse automobilistiche nelle tabaccherie.
    - Presidente Regione
    - presentato dagli onorevoli  Pagano Alessandro; Fleres Salvatore
      in data 30 marzo 1999.

                          ANNUNZIO DI MOZIONI

    - N. 343 "Iniziative per  il  ripristino della regolarità nella
  gestione amministrativa dell'AUSL n.  8  di  Siracusa",  a  firma
  degli  onorevoli  Burgaretta Aparo,  Granata,  Spagna,  Ortisi  e
  Monaco;

    - N. 344 "Istituzione di una borsa  di  studio per gli studenti
  delle terze classi della scuola media inferiore per affrontare il
  problema dei diritti negati dell'infanzia  e  per  rafforzare  la
  cultura della legalità e del  rispetto  della  persona  umana", a
  firma degli onorevoli Oddo,  Pezzino,  Speziale, Vella, Forgione,
  Giannopolo, Trimarchi, Pignataro, Di Martino e Zanna.

     PRESIDENTE.  Avverto,  ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
  del   Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine del giorno:
  Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
  e 153 del Regolamento interno di mozioni.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     LO CERTO , segretario:

      N. 338 - Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in
              Sicilia.

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - il  nuovo regolamento nazionale sull'imprenditoria
              femminile,  derivante  dall'applicazione della legge
              n.  215 del  1992,  prevede  che  la  competenza  in
              materia venga demandata alle singole Regioni, previa
              partecipazione delle  stesse  al  finanziamento, con
              una quota pari al 20% delle somme ammissibili;

              - la Regione siciliana non ha ancora predisposto una
              propria legge, nonostante un testo sia già approvato
              dalla competente commissione parlamentare;

              - da  tempo, presso l'Assessorato Cooperazione opera
              una Commissione che  esamina,  ai sensi della citata
              legge  n. 215  del  1992,  le  istanze  avanzate  da
              imprese operanti in Sicilia, per il relativo parere;

              - tale parere  rischierebbe di essere vanificato nel
              caso in cui  la  Regione  non  predisponesse  la sua
              quota di  partecipazione, come già sopra evidenziato
              e, dunque, si  rischierebbe di impedire alle imprese
              di accedere  ai  benefici  previsti  dalla normativa
              nazionale vigente,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  accelerare,   per   la  propria  competenza,  la
              trattazione del  disegno di legge sull'imprenditoria
              femminile in Sicilia e, comunque, a prevedere, nelle
              pieghe del bilancio  che sta per essere discusso, le
              somme  necessarie   al  cofinanziamento  di  cui  in
              premessa, al fine  di  evitare che le imprese locali
              possano  essere  discriminate nell'inserimento delle
              stesse  nei   piani   di  ripartizione  delle  somme
              derivanti dalla legge n. 215 del 1992" (338).

              (30 marzo 1999)

                                    FLERES - GRIMALDI - SCOMA -
                                    LEONTINI - CATANIA

      N. 339 - Interventi  urgenti   per   il   superamento  delle
              problematiche relative all'approvvigionamento idrico
              delle isole Egadi.

                     "ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  l'acqua è un diritto  a  cui  tutti  i  cittadini
              debbono poter accedere con continuità e facilità;

              -    nelle    ultime    settimane,    nelle    isole
              dell'arcipelago Egadi l'approvvigionamento idrico ha
              subito  rallentamenti tali da causare forti disagi e
              condivisibili malumori della cittadinanza;

              - la vita vissuta nelle isole minori è già di per sé
              piena di inconvenienti e difficoltà quotidiane;

              - il perdurare di detta  situazione non lede solo un
              sacrosanto diritto dei cittadini ma può essere fonte
              di   possibili  disordini   sociali   e   di   gravi
              conseguenze igienico sanitarie;

      STANTE che:

              -  le  competenze   relative  all'approvvigionamento
              idrico nelle comunità delle isole minori spettano al
              Ministero della Difesa;

              -  alla  Regione  siciliana,   settore   'protezione
              civile', il Ministero citato pare  abbia  'scaricato
              per il futuro l'assolvimento del servizio;

              - in atto l'E.A.S.  ha  già  prodotto  iniziative di
              importante qualità tali  da  poter,  nel medio-lungo
              termine, risolvere i  problemi  delle comunità delle
              isole  Egadi,  ed   in  particolare  sistemazione  e
              rifacimento di parte  della  condotta sottomarina di
              collegamento fra  Trapani  e Favignana, allestimento
              di una bocchetta  per l'alimentazione delle cisterne
              direttamente nel  porto  trapanese, realizzazione di
              una condotta che dal  dissalatore  porti  l'acqua al
              molo;

      RITENUTO che:

              - la gravità della  tematica in premessa deve essere
              affrontata con decisione ed in tempi rapidi;

              -   è   interesse   di   tutte   le   rappresentanze
              politico-parlamentari  chiedere  un  intervento  del
              Governo al fine di  salvaguardare  i  diritti  e  la
              salute  dei  cittadini   delle  isole  Egadi,  nella
              fattispecie, e di tutte le isole minori siciliane,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a riservare, per le proprie competenze, una vera e
              propria corsia  preferenziale utile alla risoluzione
              delle  problematiche  dell'approvvigionamento idrico
              della comunità delle isole minori;

              -  ad  allocare  nel   bilancio  1999,  in  fase  di
              predisposizione, un congruo stanziamento tale da far
              fronte    all'espletamento     del    servizio    di
              approvvigionamento idrico e alla realizzazione delle
              opere  necessarie a  rendere  autonome  le  comunità
              interessate;

              -  ad  intervenire  per  sollecitare,  per  le  loro
              competenze, gli organi  nazionali per il superamento
              dei  rallentamenti  e  degli  ostacoli  in  premessa
              citati" (339).

              (30 marzo 1999)

                                  CROCE - BENINATI - CIMINO -
                                  BUFARDECI - MISURACA - FLERES

      N. 340 - Iniziative  finalizzate  ad  adottare provvedimenti
              per  l'approvazione  dei progetti per lo smaltimento
              di   rifiuti  da  parte  dell'Assessorato  regionale
              Territorio  e  ambiente,  presentati  dai  comuni di
              Bagheria, Termini e Casteldaccia.

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  quasi  tutti  i Comuni della Provincia di Palermo
              stanno   attraversando   un  periodo  di  gravissima
              emergenza,   determinata   dalla   impossibilità  di
              smaltire  i  rifiuti  solidi urbani, perché privi di
              discariche   provvisorie   e   perché   esclusi  dal
              comprensorio relativo alla discarica di Bellolampo;

              - nel corso della audizione indetta in data 30 marzo
              1999,   dalla   quarta   commissione   'Ambiente   e
              territorio',   i   sindaci   di   Termini   Imerese,
              Casteldaccia, Borgetto, Ficarazzi, Bagheria, Trabia,
              Altavilla  Milicia  hanno  denunziato  lo  stato  di
              emergenza  all'interno dei rispettivi territori, con
              pericolo   per   la   salute   pubblica   e  per  il
              mantenimento dell'ordine pubblico;

      CONSIDERATO che:

              -  molti Comuni coinvolti nell'emergenza rifiuti, da
              molti   anni   attendono   di   ricevere,  da  parte
              dell'Assessorato   Territorio,  l'approvazione   dei
              progetti presentati per la costruzione di discariche
              e di sistemi per lo smaltimento dei rifiuti;

              - i Comuni  di  Bagheria  e  di  Termini Imerese, in
              particolare, hanno  ricevuto finanziamenti per oltre
              13 miliardi,  per costruire strutture di smaltimento
              rifiuti, ma  i  loro progetti giacciono negli uffici
              regionali del Territorio;

      RITENUTO che:

              -  il  sindaco   di   Casteldaccia  ha  informato  i
              commissari  che  da   oltre un  mese  una  richiesta
              finalizzata  a   utilizzare   una   discarica  giace
              all'interno dei predetti  uffici  e  non  può essere
              esitata in quanto il funzionario preposto è in ferie
              e nessuno conosce la chiave di accesso al computer;

              - è evidente  che  tutto  ciò determina non soltanto
              una condizione  di  totale paralisi dell'Assessorato
              Territorio e  la  sua  inadeguatezza  ad  affrontare
              l'emergenza rifiuti  esplosa  in  Sicilia, ma denota
              anche la  presenza  di  gravissime responsabilità di
              natura giudiziaria e penale,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                        E
                   L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

              - a porre  in essere tutte le iniziative finalizzate
              a  esitare   i   progetti   presentati   dai  Comuni
              siciliani, in  materia  si  smaltimento  rifiuti, in
              tempi immediati, e  a  individuare responsabilità ed
              omissioni da parte dei competenti uffici;

              -  ad   adottare   ogni   iniziativa  finalizzata  a
              risolvere i  problemi  legati  allo  smaltimento dei
              rifiuti in Sicilia" (340).

              (30 marzo 1999)

                                  CAPUTO - TRICOLI - BRIGUGLIO -
                                  SCALIA - STANCANELLI - LA GRUA -
                                  SOTTOSANTI - RICOTTA

      N. 341 - Agenti di custodia per i beni culturali.

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  secondo  dati  diffusi  recentemente dall'UNESCO,
              circa  il  venticinque  per cento del patrimonio del
              mondo intero si trova in Sicilia;

              -  la tutela e la salvaguardia dei beni archeologici
              e  monumentali esistenti deve essere perseguita come
              obiettivo primario;

              - la inestimabile ricchezza dei beni artistici tutti
              deve  finalmente  essere  utilizzata per il rilancio
              della nostra economia attraverso la creazione di una
              vera e propria industria turistica;

              - nonostante ciò, assistiamo giornalmente al degrado
              di  tale  patrimonio, sia attraverso atti vandalici,
              sia  attraverso  furti  di reperti archeologici e di
              pregevoli   opere  d'arte  perpetrati,  soprattutto,
              nelle zone di scavo e nelle chiese;

              -  negli  ultimi  cinque  anni sono stati effettuati
              circa   11   mila  furti  arrivando  addirittura  al
              saccheggio  di  ampie aree archeologiche ripulite da
              eserciti di tombaroli;

      CONSIDERATO  che  la  legge  1  marzo 1975, n. 44 recante in
              oggetto   'Misure   intese   alla   protezione   del
              patrimonio  archeologico,  artistico  nazionale', la
              legge  27  maggio  1975  n.  176  recante in oggetto
              'Prevenzione  antifurto  ed  antincendio delle opere
              d'arte'  e il R.D. 31 dicembre 1923 n. 3164 art. 16,
              riconoscono,  alle  circa  1200  unità lavorative in
              carico  nell'organico  della Regione che operano nel
              settore  dei  beni culturali, la qualifica di agenti
              di pubblica sicurezza;

      CONSIDERATA la possibilità di applicare alle sopradette 1200
              unità  lavorative  il  disposto di cui agli artt. 43
              del  T.U.  sugli  ufficiali  ed  agenti  di pubblica
              sicurezza   31   agosto  1907,  n.  690  ed  81  del
              Regolamento  20  agosto  1909, n.  666, con il quale
              viene   disciplinato   il   servizio  della  guardia
              notturna nelle gallerie, nei musei archeologici, nei
              monumenti e negli scavi di antichità del Regno;

      CONSIDERATO, altresì, che:

              -  gli  stessi  però  non  sono affatto assegnati ai
              compiti di tutela e vigilanza propri della qualifica
              posseduta  e  che,  viceversa,  si  fa  luogo a tali
              compiti attraverso imprese di polizia privata;

              -  per  la  tutela  del patrimonio artistico, previa
              apposita  riqualificazione professionale, può essere
              utilizzato il personale in possesso della suindicata
              qualifica  al  quale va applicata la formazione come
              metodo permanente;

              -   le   unità  lavorative,  in  possesso  di  detta
              qualifica,  che  per  ragioni  anagrafiche, fisiche,
              etc. non possono essere utilizzate ai fini propri di
              custodia  e  tutela,  potranno  essere adeguatamente
              riqualificate  per  svolgere  mansioni proprie della
              fruizione  dei  beni  artistici  od  altri  comunque
              connessi alla stessa,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  nel  rispetto  delle  disposizioni  e regolamenti
              suddetti,   previa   riqualificazione  e  formazione
              permanente  del  personale suindicato, ad utilizzare
              lo  stesso  come custode e guardia notturna e quindi
              far  sì  che svolga effettive funzioni di polizia di
              sicurezza  qualificandolo  come 'Agenti di sicurezza
              beni culturali ed ambientali';

              -  per  il personale rimanente, in possesso di detta
              qualifica,  che  per  ragioni  anagrafiche, fisiche,
              etc.,  non potrà essere utilizzato ai fini propri di
              custodia  e  di  tutela,  potrà essere adeguatamente
              riqualificato  per  svolgere  mansioni proprie della
              fruizione  dei  beni  artistici  od  altre  comunque
              connesse alla stessa" (341).

              (30 marzo 1999)

                                 CAPUTO - BRIGUGLIO - TRICOLI -
                                 SCALIA - STANCANELLI - LA GRUA -
                                 SOTTOSANTI - RICOTTA

      N. 342 - Iniziative  per  assicurare  la  realizzazione  dei
              porti turistici  in  Sicilia  e  in  particolare nei
              comuni di Balestrate e Marina di Salina.

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  in  esecuzione  della  circolare della Presidenza
              della  Regione   del   13   dicembre   1995  n.  83,
              concernente  la  cosiddetta prima fase di attuazione
              del Pop-Fers, tesa ad attivare un impegno di risorse
              pari al  30%  dei  fondi  pubblici assegnati ad ogni
              misura,   vengono  ammesse  al  finanziamento  opere
              portuali;

              - nella seduta  del 4 giugno 1997 la Commissione CEE
              dell'Assemblea  regionale siciliana esprimeva parere
              favorevole sulla richiesta riguardante la misura 2.2
              del   Pop-Fers   1994-1999,  avente  ad  oggetto  la
              portualità  turistica,  per  la  destinazione di 135
              miliardi residui;

              - in  data 21 aprile 1998 l'Assessore per il turismo
              firmava una  scheda  porti,  indicando  i  siti e le
              somme relative;

              - in data 2 ottobre 1998 il Presidente della Regione
              ha chiesto  il parere della Commissione CEE dell'Ars
              sulla  proposta  di rimodulazione del Pop, che viene
              rese  in  forma  favorevole,  anche  se  è emerso un
              disaccordo  tra la proposta dell'Assessorato Turismo
              e   la   Commissione  Europea  e  il  Ministero  del
              Bilancio;

              -  con  atto  deliberativo  n.  384,  la  Giunta  di
              Governo,   in   data  26.10.1998,  ha  approvato  la
              proposta di rimodulazione del POP Sicilia 1994-1999;

              - con  deliberazione  n.  44  del  1   marzo 1999 la
              Giunta     di    Governo,    prende    atto    della
              riprogrammazione  dei  fondi  Pop Sicilia 1994-1999,
              così  come  evidenziato  dall'Assessorato  regionale
              alla Presidenza - Direzione della programmazione;

              - in  data  18 febbraio 1999 la Commissione composta
              dai  funzionari  della  Unione Europa, del Ministero
              del  Bilancio  e  dall'Assessorato alla Presidenza -
              Direzione  della  programmazione, al fine di evitare
              ulteriori ritardi nella scelta dei siti da destinare
              a  portualità turistica, ha stabilito che i progetti
              dovranno    essere    esecutivi   e   immediatamente
              cantierabili, i lavori dovranno essere appalti entro
              il mese  di  giugno  1999  e dovranno esser ultimati
              entro il 31 dicembre 2001;

              - in  caso  contrario i costi delle opere avviate in
              difformità   a  tali  prescrizioni  dovranno  essere
              sostenute dalla Regione;

      CONSIDERATO che:

              - per le operazioni di gara va rispettato il termine
              di 52  giorni liberi, non riducibile perché trattasi
              di normative previste dalla Comunità Europea;

              - la delibera  di  Giunta n. 44 è stata inviata alla
              Corte dei Conti per il previsto parere;

              - l'Assessorato  Turismo deve individuare i Comuni e
              le località destinatarie del finanziamento e firmare
              i  relativi decreti, che, anch'essi, dovranno essere
              inviati alla  Corte dei Conti per la registrazione e
              per l'esame;

              -  l'Assessore  regionale  per  il  territorio dovrà
              adottare decreto di cessione delle relative aree;

      RITENUTO che vi è  fondato  timore  che  il  termine  del 30
              giugno 1999  non  potrà  essere  rispettato,  con la
              conseguenza   della   certezza   della  perdita  del
              finanziamento, o in ogni caso la impossibilità della
              realizzazione  dei  porti,  atteso  che  il bilancio
              regionale   non   potrà   certamente  consentire  il
              sostegno delle spese, con fondi propri,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - ad  adottare  tutti  i provvedimenti necessari per
              evitare   la   perdita   dei   finanziamenti  e  per
              assicurare  la  realizzazione  dei  porti  turistici
              siciliani,   ed   in   particolare   di   quello  di
              Balestrate,  che  è  munito  di  tutti  i  visti,  è
              esecutivo e le cui opere possono essere ultimate nel
              termine di 18 mesi;

              - altresì a  riferire  in  Aula in ordine ai ritardi
              nella  realizzazione delle varie fasi di istruttoria
              ed    amministrative,    a   individuare   eventuali
              responsabilità   burocratiche   e   politiche,  e  a
              riferire sulle iniziative adottate per assicurare la
              realizzazione delle opere" (342).

              (30 marzo 1999)

                                  CAPUTO - TRICOLI  -  STRANO -
                                  SCALIA -  STANCANELLI  -
                                  LA GRUA - SOTTOSANTI - RICOTTA

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE. Signor Presidente, chiedo che  la  mozione  numero  340
  venga trattata con urgenza considerato  che,  essendo l'argomento
  importantissimo, necessita di una corsia preferenziale.

     PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

     CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Avverto che le mozioni numeri 338, 339, 341 e 342,
  nonchè la mozione numero 340  verranno  demandate alla Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè  se ne determini la
  data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "MISURE  DI
    FINANZA REGIONALE  E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE,
    CONTABILITA' E CONTROLLO" (N. 884/A - STRALCIO).

     PRESIDENTE.  Si passa al punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con il seguito della  discussione  del disegno di
  legge  numero 884/A - Stralcio "Misure  di  finanza  regionale  e
  disposizioni  in  materia  di   programmazione,   contabilità   e
  controllo".
       Invito i componenti la seconda  Commissione,  'Bilancio',  a
  prendere posto nell'apposito banco.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Onorevoli colleghi, iniziamo con gli  ordini  del  giorno la
  cui trattazione era stata sospesa nella precedente seduta.

    numero   370   "Opportune   iniziative    che   consentano   al
    Palacongressi di Agrigento di essere  immesso  nel circuito del
    turismo  congressuale  nazionale ed  internazionale",  a  firma
    degli onorevoli Vella, Pezzino e  Scalia.

       Ne dò lettura:

                   "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     -  il  19  novembre  1993   la   Sogeseco,  ultimati  i  lavori  di
     realizzazione del Palacongressi,  ha  consegnato  la  struttura  ai
     funzionari dell'Assessorato regionale per il Turismo;

     - nel 1997 la Regione Siciliana, dopo alterne vicende relative alla
     utilizzazione della struttura e  sulla  necessità  di garantirne la
     manutenzione e la custodia,  ha affidato il Palacongressi al Comune
     di Agrigento;

     - la struttura, ad oggi,  nonostante l'impegno di gestione da parte
     del  Comune  non  ha   trovato   una   realtà   quanto   confacente
     utilizzazione se non limitatamente  ad  eventi  e manifestazioni di
     carattere promozionale;

     - il Palacongressi, unico  esistente in Sicilia, è stato realizzato
     con  l'obiettivo  di  sviluppare  il  turismo  nella  Provincia  di
     Agrigento con una strategia di politica congressuale.

     RILEVATO  che:

     - la Regione deve porsi  con forza il raggiungimento di due precisi
     obiettivi cone la certezza gestionale, a partire dai costi ordinari
     e straordinari, e la utilizzazione della struttura sulla base della
     formulazione di un piano turistico congressuale;

     - per il raggiungimento  dei  suddetti  obiettivi  la  Regione deve
     fornire delle certezze e  non  può limitarsi all'espletamento di un
     semplice  atto  di affidamento  a  soggetti  inadeguati  sul  piano
     dell'impegno di spesa e dell'intervento;

     CONSIDERATO che:

     - l'assegnazione della  struttura,  attraverso l'espletamento delle
     procedure relative  all'appalto  concorso, consentirebbe finalmente
     la realizzazione ad Agrigento e  per tutta la Sicilia di un turismo
     convegnistico mirato allo sviluppo e alla promozione.

                                   IMPEGNA

                           IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad espletare tutte  le  necessarie  procedure  previste  per  un
     appalto concorso al fine di assegnare il Palacongressi di Agrigento
     a società o enti che assicurino certezze e garanzie di gestione.

     In alternativa procedere alla  costituzione  di  una  società mista
     pubblica  -  privata.   Scelte   finalizzate  all'immissione  della
     struttura  nel  mercato   del  turismo  congressuale  nazionale  ed
     internazionale" (370).

     SCALIA.  Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCALIA. Signor Presidente, esiste nella città di Agrigento una
  struttura, che è il Palacongressi di  Agrigento,  che  è  costata
  all'Amministrazione  regionale  qualcosa come  25  miliardi,  che
  ormai da parecchi anni è praticamente chiuso.
       L'anno  scorso   l'Assessore   alla   Presidenza,  Onorevole
  Galletti, decise, con  atto  unilaterale, di affidare la consegna
  di questa struttura in via  provvisoria al sindaco della città di
  Agrigento.
       Noi siamo dell'avviso  che, superata la fase dell'emergenza,
  una struttura di questo tipo  che,  a  detta  dei  tecnici, è una
  delle più belle  strutture  congressuali  del meridione d'Italia,
  non possa che essere gestita da qualcosa di diverso del comune di
  Agrigento.
       Il senso di questo ordine  del  giorno  è  quello  di volere
  impegnare il Governo della Regione siciliana a far sì che non sia
  soltanto il comune di Agrigento a gestire questa struttura ma che
  sia il comune di Agrigento, al provincia regionale di Agrigento e
  l'Azienda provinciale per l'incremento turistico di Agrigento.
       Ciò nasce dalla  considerazione che il turismo congressuale,
  che è uno dei momenti  nel  quale la Sicilia può attrarre turisti
  più di ogni altro,  debba essere preso nella seria considerazione
  e siamo convinti che una  struttura di questo tipo, se è affidata
  esclusivamente alla gestione del consiglio comunale di Agrigento,
  non possa rendere quel ritorno  in  termini  di  utili e di posti
  letto  che,  appunto,  una  struttura  di  questo  tipo  dovrebbe
  garantire.
       In  questo  senso  si  muove  l'interrogazione  che  abbiamo
  presentato  assieme  ai  colleghi  Vella   e  Pezzino  e  intende
  trasformare questa mozione non in  una  raccomandazione,  come fu
  fatto qualche giorno fa, ma in un vero e proprio impegno da parte
  del Governo della Regione siciliana.
       Noi insistiamo nel dire  che  una  struttura  che  è costata
  svariata   miliardi,   direi    più   di   25   miliardi,   debba
  necessariamente essere messa  in condizione di portare un ritorno
  in termini di risorsa  turistica  e,  considerato  che il turismo
  congressuale appartiene a  quei  momenti  di  grande  capacità di
  incoming turistico. E,  considerato  altresì che il Palacongressi
  di Agrigento insiste in  una  zona  ad  alta densità alberghiera,
  insistiamo nel presentare  questa mozione che serve soprattutto a
  cercare di rendere produttiva al massimo questa struttura.
       Il turismo nella città  di Agrigento è certamente un momento
  che  il  Governo  della  Regione  deve  attenzionare.  Noi  tutti
  sappiamo che se  adeguatamente  sfruttate le risorse, nel settore
  turistico, possano rappresentare  una grande valvola di sfogo per
  l'occupazione, soprattutto  quella  giovanile, noi siamo convinti
  che  il  turismo  sia  qualcosa  di  serio  che  non  può  essere
  abbandonato a se stesso.  E, allora, una struttura di questo tipo
  che può in termini  di  occupazione  dare  tante  risposte ad una
  città che ha la  pretesa di vivere di turismo, l'utilizzazione al
  massimo di questa risorsa  deve  essere affidata al Governo della
  Regione siciliana con una  garanzia  precisa  che il Governo deve
  dare ai proponenti di questa mozione.

     VELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VELLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, nel proporre
  quest'ordine del  giorno  ritengo necessario puntare l'attenzione
  sul momento in cui lo stesso viene proposto e cioè nel momento in
  cui  noi andremo  a  discutere  della  finanziaria  proposta  dal
  Governo  e  nel  momento  in cui in  questa  finanziaria  c'è  un
  articolo dove il Governo traccia o  intende  tracciare quelle che
  saranno domani le linee di indirizzo sul comparto turismo. Queste
  linee partono male, vengono tracciate un  po'  a "zig-zag" perché
  già dal primo passo il Governo segna un  errore  che  è quello di
  pensare  di  risolvere  il  problema   del   turismo  in  Sicilia
  eliminando le Aziende soggiorno e turismo che sono 22.
       E,  allora,  ho  ritenuto  opportuno  portare  il  Governo e
  l'Assemblea ad una riflessione che riguarda il tema specifico del
  Palacongressi   di   Agrigento   perché  è  dall'accoglimento  di
  quest'ordine del giorno che io vorrei capire se questo Governo ha
  interesse   a  tracciare  o  cominciare  a  tracciare  una  reale
  strategia  di sviluppo della Sicilia oppure intenda semplicemente
  trincerarsi verso  uno  slogan  e  verso la riproposizione di una
  politica di chiara marca clientelare.
       Cosa significa oggi parlare di Palacongressi di Agrigento se
  non  porre  l'attenzione  sulla possibilità che su questo settore
  che  riguarda  il  turismo congressuale si possa, già partendo da
  Agrigento, costruire una reale possibilità di sviluppo, una reale
  vocazione  turistica,  sia per le popolazioni agrigentine, ma per
  l'insieme della Sicilia in quanto tale.
       E,  dunque, approvare quest'ordine del giorno significa dare
  una risposta  seria  di  un tracciato compiuto che questo Governo
  deve   fare,   che   non   può   certamente   attestarsi  solo  e
  semplicemente,  o  solo e semplicisticamente, sulla opportunità e
  necessità, per il Governo, ovviamente, di abrogare le aziende, ma
  sulla  necessità,  invece, di misurarsi su un terreno progettuale
  di più  alto profilo che è quello di proporre un organico disegno
  di riorganizzazione  del  settore  turismo  e  da  lì partire per
  capire  ciò  che  deve essere eliminato e ciò che non deve essere
  eliminato. Perché l'interrogativo che io mi pongo, ma non solo io
  è che cosa faremo quando elimineremo le aziende?  Chi gestirà, il
  turismo  in  Sicilia?   Io  sono  spinto   a  dovere  fare  delle
  previsioni nefaste che ripiegherebbero le scelte di Governo verso
  forme  del più becero clientelismo, delle  più  becere  forme  di
  appropriazione di spazio di denaro pubblico.
       Eliminate  le  aziende,   domani  ci  sarebbero  le  aziende
  provinciali per  l'incremento  turistico che, sappiamo bene, sono
  dei baracconi clientelari,  che  sono  gestite  in  una logica da
  Prima Repubblica e  che,  certamente,  non  potrebbero mai essere
  chiamate a risolvere, o  comunque, a dare la misura di quello che
  è il progetto di risanamento della nostra economia siciliana.
       Allora,  alla   specificità   del   tema,  che  riguarda  la
  possibilità che il  Palacongressi di Agrigento vada gestito dalla
  Regione  siciliana,   vada   eliminata  questa  anomalia,  denaro
  pubblico, miliardi spesi dalla Regione siciliana, sono consegnati
  al  sindaco,  al comune di Agrigento, il quale comune, ogni volta
  che  fa  una  manifestazione, dichiara pubblicamente (il sindaco)
  che  non  è  neanche  nelle  condizioni  di garantire la gestione
  ordinaria  della  pulizia  del  Palacongressi.  Un  Palacongressi
  costato  miliardi  che  serve solo ed esclusivamente per gestire,
  nell'arco  di  un  anno,  tre,  quattro eventi al massimo.
       Questo significa, per questo Governo,  cominciare  a dare il
  senso e il significato di un impegno nuovo e di un profilo nuovo.
  Quindi, ritengo che sia necessario, sia  per  la  specificità del
  tema  che  riguarda,  per  riportare  a  un  senso  di  ordinaria
  gestione, di ciò che appartiene all'Ente  Regione in quanto tale,
  per riportare tutto ad una ordinarietà,  ma  nello  stesso tempo,
  perché   accogliere  questo ordine del  giorno  per  il  Governo,
  quanto meno dimostra che c'è una volontà di  guardare  più  in là
  del proprio naso.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, presidente   della    Regione.  Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, il tema dell'affidamento del Palacongressi di
  Agrigento  ad  una struttura che lo  possa  utilizzare  per  fini
  turistico-congressuali,  è  una  vecchia   discussione   che   ha
  sollevato discussioni e polemiche nel corso degli anni che, però,
  forse opportunamente sarebbe bene chiudere  con  una  scelta  che
  vada incontro alle finalità per le quali il Palacongressi è stato
  realizzato.
       Si tratta di una  struttura,  per  coloro  i  quali  non  lo
  conoscono,  di   notevole   rilievo,  con  una  attrezzatura  per
  congressi  veramente   considerevoli,   forse   una  delle  poche
  esistenti in Sicilia.

     VELLA. Nel Meridione...

     CAPODICASA, presidente della Regione.  L'onorevole  Vella dice
  nel Meridione, con una funzionalità  adeguata  anche  a congressi
  con   alto  numero  di  partecipanti   e   con   svolgimento   di
  manifestazioni complesse.
       E'  una struttura che è nata, quindi,  non  per  servire  la
  città di Agrigento, nel senso che se  questa  dovesse  essere  la
  destinazione, sarebbe ultra sovradimensionata, se  si così si può
  dire in lingua italiana, sarebbe,  cioè  eccessiva  rispetto alle
  esigenze  della  città  e  risulterebbe  sottoutilizzata  proprio
  perché  le manifestazioni che si  svolgono  in  ambito  cittadino
  possono impegnarlo solo per qualche giorno  l'anno,  non  con  la
  continuità  che, invece, richiederebbe una  struttura  di  questo
  tipo.
       L'ipotesi che nell'ordine  del  giorno  viene proposta, o la
  doppia ipotesi, avrebbe bisogno, però,  di una correzione, signor
  Presidente, perchè, laddove si dice  di  espletare  le necessarie
  procedure previste per un appalto-concorso,  a  mio  avviso viene
  usato   impropriamente   una  figura   giuridica,   diciamo   una
  fattispecie della normativa degli appalti che,  a mio parere, per
  questo tipo di attività non sarebbe proponibile.
       L'appalto-concorso  nella  normativa   degli  appalti  della
  nostra  Regione  è  previsto solo per casi  di  impiego  di  alta
  tecnologia, per lavori complessi, e non  credo per un'attività di
  sevizi   quale  è  quella  che   si   configurerebbe   nel   caso
  dell'affidamento del Palacongressi.
       Diversa  cosa è invece la seconda parte,  dove  si  dice  in
  alternativa di procedere alla costituzione  di una società mista,
  pubblica-privata, che a mio avviso  potrebbe  invece  essere  più
  utilmente perseguita, tanto più se il bando per la partecipazione
  di  società private alla società  mista,  venisse  indirizzato  a
  società che operano in campo  nazionale ed internazionale, quindi
  con una specifica competenza in materia e che quindi, proprio per
  questa   ragione,   possono   garantire   un   flusso   turistico
  congressuale a pieno regime, utilizzandolo quindi su uno scenario
  di carattere nazionale.
       Allora, in questo caso credo  che  sarebbe  più  produttivo,
  considerato che non si può modificare  l'ordine  del  giorno  per
  Regolamento, non so come si possa  procedere, essendoci il parere
  favorevole del Governo, come si possa  dare  però  compiuto senso
  alla parte impegnativa dell'ordine del giorno, perchè nella prima
  parte il Governo verrebbe impegnato s svolgere una iniziativa che
  a mio parere, a norma di legge non può essere attuata.

     VELLA. In alternativa, quindi, il Governo fa una valutazione e
  sceglie.

     CAPODICASA,  presidente della  Regione.  Se  noi  diamo questo
  significato all'accoglimento dell'ordine del giorno, cioè che per
  quanto  riguarda il Governo la parte impegnativa riguarda solo la
  seconda parte e non la prima, e comunque sia, per quanto riguarda
  la prima  noi  ne  accogliamo il senso e quindi l'accettiamo come
  raccomandazione,  cioè  per vedere se nell'ambito della normativa
  esistente   possa  essere  individuata  una  forma  giuridica  di
  affidamento  che garantisca le finalità di cui il Palacongressi è
  stato realizzato, allora possiamo accogliere come raccomandazione
  anche la prima parte della parte impegnativa.
       La seconda va bene così com'è e l'accettiamo.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'ordine  del  giorno, se gli
  onorevoli sono d'accordo,  con  le  integrazioni  del  Presidente
  della Regione.

     LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 24.
       L'Assemblea  non  è  in  numero legale, pertanto la seduta è
  sospesa per un'ora.

       (La seduta, sospesa alle ore 20.00, è ripresa alle ore 21.03)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Pongo in votazione l'ordine del giorno  n. 370.

    FLERES. Chiedo la verifica del numero legale.

                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 25.
       L'Assemblea  non  è  in  numero legale, pertanto la seduta è
  sospesa per un'ora.

       (La seduta, sospesa alle ore 21.06, è ripresa alle ore 22.08)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                                CONGEDI

     PRESIDENTE. Comunico  che  gli  onorevoli  Cipriani e Galletti
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi s'intendono accordati.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 370.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   Presidente della Regione.   Signor   Presidente,
  chiedo di  accantonare momentaneamente questo ordine del giorno e
  di passare  all'altro,  perchè  essendoci  nella  prima  parte il
  riferimento all'appalto-concorso che non si può tenere per quanto
  riguarda questo tipo  di  servizi,  il Governo voleva fare per un
  attimo una riflessione.

     PRESIDENTE. L'ordine del giorno è accantonato.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, comprendo che
  tutto è opinabile e che comunque la politica deve prevalere, però
  questo ordine del  giorno è stato posto in votazione due volte. E
  già era stata aperta la votazione.
       Dunque, onorevole Presidente, lei pone in votazione l'ordine
  del giorno  e  poi  il Presidente della Regione si atteggerà come
  meglio ritiene, lui e la sua maggioranza; e deciderà se votarlo o
  se  non  votarlo,  così  come  noi faremo altrettanto, altrimenti
  leggiamo  il  resoconto,  onorevole  Presidente, perchè lei aveva
  posto in votazione l'ordine del giorno.
       Questo  ordine  del  giorno  è stato già votato due volte, è
  mancato  il  numero legale per due volte, prima che il Presidente
  della Regione chiedesse di parlare l'aveva messo in votazione. Mi
  dica  lei  cosa  dobbiamo  fare,  noi  possiamo  fare  tutto però
  dobbiamo rispettare un minimo il Regolamento.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor  Presidente,  non
  so se ricordo male ma la Presidenza è in grado subito di fare una
  verifica. Da parte dei colleghi non è stata chiesta  la votazione
  per  appello  nominale,  è stata chiesta la verifica  del  numero
  legale,  tant'è vero che noi abbiamo premuto un  qualsiasi  tasto
  del  sistema  elettronico  per verificare il numero  legale,  non
  abbiamo votato l'ordine  del  giorno. E' per questo motivo che ho
  chiesto   l'accantonamento  momentaneo  dell'ordine  del  giorno,
  ovviamente ci ritorneremo quanto prima.

     PRESIDENTE. L'ordine del giorno è accantonato.

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente, Signor Presidente  della Regione,
  l'accantonamento  io  credo che però debba partire, come  lei  ha
  detto,  dalle  sue  dichiarazioni  su questo ordine  del  giorno,
  quindi su questo siamo d'accordo, come gruppo, e  vorrei  anch'io
  riaffermare  quello che ha detto il Presidente prima:  il  numero
  legale  è  stato  chiesto  prima  che  fosse posto  in  votazione
  l'ordine  del giorno, questo è l'unico limite  procedurale  della
  vostra opposizione.
       Affermato  questo si può accantonare l'ordine del  giorno  a
  partire  dalle dichiarazioni del Presidente della  Regione  fatte
  sull'ordine del giorno stesso.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     PRESIDENTE.   Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  371:
  "Interventi  urgenti  al  fine  di  garantire  i lavoratori della
  Telecom S.r.l.", a firma degli onorevoli Vella, Forgione, Liotta.

     GRIMALDI.  Signor  Presidente, chiedo che venga apposta la mia
  firma a questo ordine del giorno.

     PRESIDENTE. L'Assemblea  ne prende atto. Il parere del Governo
  su questo ordine del giorno?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 47.
       L'Assemblea è in  numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  n.  371, con il
  parere  favorevole  del  Governo.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.  372:
  "Interventi a favore dell'imprenditoria femminile in Sicilia".
       Ne do lettura:

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     -  il  nuovo  regolamento  nazionale  sull'imprenditoria femminile,
     derivante  dall'applicazione  della  legge  215/92,  prevede che la
     competenza  in materia venga demandata alle singole regioni, previa
     partecipazione delle stesse al finanziamento, con una quota pari al
     20% delle somme ammissibili;

     - la Regione Siciliana non ha ancora predisposto una propria legge,
     nonostante stante un testo sia già stato approvato dalla competente
     Commissione Parlamentare;

     -   da   tempo,   presso   l'Assessorato  Cooperazione,  Commercio,
     Artigianato e  Pesca  opera  una  Commissione che esamina, ai sensi
     della citata  legge 215/92, le istanze avanzate da imprese operanti
     in Sicilia, per il relativo parere;

     - tale parere  rischierebbe di essere vanificato nel caso in cui la
     Regione non predisponesse  la sua quota di partecipazione, come già
     sopra evidenziato  e,  dunque,  si  rischierebbe  di  impedire alle
     imprese di  accedere ai benefici previsti dalla normativa nazionale
     vigente.

                                   IMPEGNA

                           IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad accelerare,  per  la  propria  competenza,  la trattazione del
     Disegno  di   legge  sull'imprenditoria  femminile  in  Sicilia  e,
     comunque, a prevedere, nelle pieghe del bilancio che sta per essere
     discusso,  le  somme  necessarie  al  coofinanziamento  di  cui  in
     premessa, al fine  di  evitare che le imprese locali possano essere
     discriminate   nell'inserimento   delle   stesse   nei   piani   di
     ripartizione delle somme derivanti dalla legge 215/92".

     FLERES.  Chiedo  di parlare per illustrare l'ordine del giorno
  a mia firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, c'è chi, con
  una serie di  proposte  di  legge,  intende  rinchiudere le donne
  nelle riserve  di  caccia  per  garantire  loro  l'elezione degli
  organi istituzionali  e  chi,  invece,  ritiene  che il progresso
  femminile  si   consegua   consentendo   alle  donne  di  potersi
  realizzare in  attività  produttive,  in  attività  economiche o,
  meglio,  chi   pensa  di  potere  ottenere  la  pari  opportunità
  consentendo alle donne  di  avere  più  tempo  da  dedicare  alle
  attività sociali  e  politiche,  alle  attività  lavorative, alle
  attività  imprenditoriali.   Noi  riteniamo  che  il  più  grosso
  contributo che possiamo dare alla nostra società relativamente al
  diritto di conseguire  la  pari  opportunità  tra i sessi, uno di
  questi  strumenti   è  quello  di  agevolare  lo  sviluppo  della
  imprenditoria  femminile  collocandoci  nel  solco  già tracciato
  dalla legge 215 del 1992.
       Già  in  qualità  di  assessore  alla  cooperazione  mi sono
  occupato di  questo tema e ho costituito una commissione composta
  da  donne, peraltro presieduta dall'onorevole Vicari, per l'esame
  delle   istanze  prodotte  dalle  imprese  costituite  ai  sensi,
  appunto, della  legge 215/92 in Sicilia. Ebbene, numerose istanze
  sono state esaminate perché numerose istanze sono state prodotte,
  tutte,  devo dire, piuttosto originali, piuttosto interessanti in
  settori  diversi  dell'economia:  dall'artigianato, al commercio,
  alla  piccola   industria,  ai  servizi.  Credo  che  la  Regione
  siciliana, debba fare di più.
       E' assai  preoccupante  il  fatto che un disegno di legge in
  materia,   già   esitato  dalla  terza  Commissione,  inviato  in
  commissione  Bilancio  dopo l'approvazione da parte della Giunta,
  un   disegno   di  legge  che  riguarda  proprio  l'imprenditoria
  femminile non  abbia ancora trovato la dignità dell'Aula, non sia
  stato accompagnato  nelle diverse fasi dal consenso delle diverse
  forze politiche  che  peraltro,  però,  nelle piazze affermano di
  essere  al  fianco  delle  battaglie  per  la  pari  opportunità,
  addirittura da  quelle forze politiche che hanno espresso persino
  il  Ministro  per  la  pari  opportunità.  Ebbene,  queste  forze
  politiche  -   mi   riferisco   soprattutto   al  PDS  -  avevano
  l'opportunità, con la presidenza Capodicasa, di dimostrare che il
  loro impeto a  favore  della  pari  opportunità  e  a  favore del
  rilancio delle  attività economiche avviate da donne, non fossero
  soltanto di natura verbale ma fosse di natura sostanziale.
       Non vorrei iscrivermi al partito dell'onorevole Speziale che
  è il  primo  oppositore  di  questo Governo, e che, sornione, sta
  seduto nei  banchi  del  DS  guidando  da lì l'opposizione vera a
  questo  Governo,  quella opposizione che punta a emarginare l'UDR
  perché  in  questo  modo  sicuramente  divarica  le posizioni del
  Centro  e  tenta  di  acquisirne un vantaggio di natura politica.
  L'onorevole Speziale è una persona molto simpatica che si è fatto
  certamente i  conti,  che  sa  che i suoi alleati naturali sono i
  Popolari  e  Rinnovamento  Italiano,  sa  che  questi due partiti
  avrebbero   un  grossissimo  danno  da  una  avanzata  devastante
  dell'UDR  in  questa  Regione,  una  UDR  che  cambia  tutti  gli
  assessori che ha in Giunta per conseguire il più grosso risultato
  elettorale,  candida  i  loro portaborse e, dunque, certamente, è
  distratto da questi aspetti.

     PRESIDENTE. Che cosa c'entra l'imprenditoria femminile?

     FLERES. C'entra perchè i processi politici si guidano anche in
  questo  modo;  anche garantendo la nascita di forze politiche che
  non  esistono e che si contrappongono sostanzialmente ai processi
  di sviluppo. Noi queste cose le sappiamo, le diciamo, le vogliamo
  sostenere,  le  vogliamo  affermare  proprio  per  evitare che il
  popolo  italiano venga ancora una volta trascinato nell'equivoco,
  trascinato nella confusione, nella truffa. Qui siamo di fronte ad
  un esempio palese,  eclatante  di  beffa.  Ci  sono  delle  forze
  politiche che  hanno fatto della pari opportunità, dello sviluppo
  delle attività economiche nel settore femminile una bandiera, che
  hanno espresso persino  un  ministro della Repubblica per le pari
  opportunità, che nel  momento  in  cui sono al Governo, invece di
  sostenere queste battaglie, come ha fatto il governo Provenzano e
  subito dopo  il  governo  Drago,  dimenticano che esistono questa
  problematica, la accantonano e non se ne occupano.
       Ma  l'obiettivo dell'ordine del giorno non è soltanto quello
  di fare  tornare  in  Aula una problematica di questo tipo per la
  sua rilevanza,  per  la  sua  urgenza,  ma quello di impegnare il
  Governo della  Regione  a tenere conto che anche la legge 215 e i
  suoi  benefici  in  Sicilia  rischiano  di  essere  vanificati se
  l'Assemblea  non  si  dota  di  appositi  strumenti normativi, ma
  soprattutto  se  nel  bilancio della regione non saranno previste
  somme tali  da  coprire  la quota a carico della Regione che deve
  essere inserita  sulla base del nuovo regolamento attuativo della
  legge 215/92.
       Noi vorremmo che il Governo si impegnasse, in questa fase, a
  prevedere  nelle pieghe del bilancio che sta per essere discusso,
  l'inserimento   delle   somme   necessarie   a   determinare   il
  cofinanziamento  delle  iniziative  legate  alla  legge  215/92 a
  favore  della  imprenditoria femminile perché altrimenti non solo
  non  potranno  nascere  nuove  imprese  costituite  da  donne  in
  Sicilia,  ma  anche  quelle che hanno già presentato l'istanza ai
  sensi  del  precedente  regolamento, istanza non ancora discussa,
  non   ancora  approvata,  non  ancora  ammessa  a  finanziamento,
  rischiano  di  essere  escluse  da  tale finanziamento proprio da
  coloro i  quali  intendono  farsi  promotori  di  quello che è un
  progetto   diverso,  di  quello  che  è  un  progetto  che  punta
  verbalmente  ma   non   sostanzialmente   a   sostenere  le  pari
  opportunità e l'inserimento nel mondo della produzione, nel mondo
  dell'impresa,    della    passione,    dell'impegno    e    della
  professionalità   di  numerose  donne  della  Sicilia  che  hanno
  mostrato di avere grandissime capacità di natura imprenditoriale.
  E voglio  ricordare  soltanto  alcune  di  esse:  penso a Marella
  Ferrera, che si  è  affermata  nel  settore  della  moda; penso a
  Marina  Taglialavore   che  si  è  affermata  nel  settore  della
  informatica;  penso  alla  dottoressa Averna; penso a tante altre
  donne che stanno  portando alto il nome della Sicilia nel settore
  dell'imprenditoria.

     FORGIONE. Pensa alle bambine di Bronte, sfruttate a 14 anni

     FLERES.  Onorevole  Forgione,  lasci  parlare  e  si preoccupi
  degli stupri delle  persone che lei difende, tra i terroristi che
  in questo  momento  il  nostro  Paese  sta  combattendo con molta
  dignità,  dopo  le  dichiarazioni  del  Presidente  D'Alema. Caro
  Onorevole Forgione,  pensi  a  quegli  stupri,  agli stupri delle
  donne di quel paese che in questo momento si trova a dover subire
  le condizioni di  guerra  che uomini come lei, della sua cultura,
  hanno determinato.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Fleres,  si  attenga  all'ordine  del
  giorno. Parli di imprenditoria.

     FLERES. E'  l'onorevole  Forgione  che parla di altre cose. Io
  desidero  ricordare  a  quelli  come  l'onorevole  Forgione,  che
  parlano di altre cose, che si devono offendere per quello che sta
  accadendo in quei  paesi  che  lui  e  il  suo  partito intendono
  difendere, mentre  per  fortuna  altri comunisti che hanno saputo
  guardare   avanti,   che   hanno  saputo  liberarsi  della  cappa
  stalinista che  ne  ha  coperto  la  storia, hanno invece proprio
  ieri,   per   bocca   del   Presidente   del   Consiglio,  saputo
  riconquistare la  via  atlantica  e  la  posizione  atlantica del
  nostro Paese.
       E  allora desidero andare verso la conclusione, per chiedere
  al  Governo  di  sostenere  non  solo l'urgenza della discussione
  dell'approvazione   del   disegno   di  legge  sull'imprenditoria
  femminile,  ma  anche  di  prevedere all'interno del bilancio che
  stiamo  per  approvare,  se non addirittura della finanziaria che
  probabilmente non  approveremo  mai,  ma  che il Governo si trova
  costretto  a  dovere  difendere,  per  esigenze  di  copione,  di
  inserire  le  norme  riguardanti  il  recepimento di quelle parti
  della  legge  215  del  1992,  relative  al  cofinanziamento  dei
  progetti presentati in Sicilia.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo all'onorevole Alfano che ha
  ha disposizione cinque minuti.

     ALFANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
  quest'Aula   invece   di  assistere  all'atteggiamento  scomposto
  dell'onorevole  Forgione,  dovrebbe  ringraziare  Forza  Italia e
  l'onorevole   Fleres   per  ciò...

                (Interruzione dell'onorevole Forgione)

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione, si scompone per così poco

     ALFANO.  Presidente, dovrebbe invitare l'onorevole Forgione ad
  utilizzare  il galateo parlamentare. Dicevo che quest'Aula invece
  di assistere all'atteggiamento scomposto dell'onorevole Forgione,
  dovrebbe  ringraziare  Forza  Italia e l'onorevole Fleres per ciò
  che  è  stato  fatto  in  questa  Regione  dal  1996  al  momento
  dell'insediamento  del  primo  Governo di sinistra-centro. Perchè
  quando si  valuta  la  situazione economica siciliana e si prende
  atto  della mancata presenza di un solido tessuto imprenditoriale
  in Sicilia,  e  all'interno  di  questa  carenza, della pressochè
  totale  assenza  di  una  radicata  imprenditorialità  femminile,
  tranne alcune  mirabili eccezioni poc'anzi sottolineate da chi mi
  ha  preceduto,  piuttosto  che  invocare salvifici interventi del
  Governo   nazionale   occorrerebbe  utilizzare  gli  strumenti  a
  disposizione.  Ed  allora  mi  appare  assolutamente paradossale,
  onorevole Presidente,  onorevoli  colleghi, ciò che sta accadendo
  in questa  regione,  una  regione  che mira a infrastrutturare il
  territorio ed  a rendere presente una sana imprenditorialità nata
  dalla creatività  e  dalla  intelligenza  dei  siciliani  e  che,
  invece, non  utilizza  lo  strumento principe per quanto riguarda
  l'attività imprenditoriale femminile e che è la 215 del 1992.
       E  non la utilizza,  non  per  la  mancata  attivazione  del
  disegno predisposto dal  Parlamento nazionale, ma per una carenza
  normativa  della  Regione  Siciliana.  Per  cui  si  verifica  il
  paradosso  in  virtù   del   quale  un  assessorato  insedia  una
  commissione, facendola  simbolicamente presiedere all'unica donna
  che siede  in  questo  Parlamento,  ma  non essendo attivabili le
  quote  di  co-finanziamento regionale, proprio perché  la Regione
  non ha  attivato  un disegno di legge predisposto e seguito prima
  dall'onorevole  Fleres  e  poi  dall'Assessore  Beninati,  non si
  riesce  a  fare partire l'imprenditorialità femminile in Sicilia,
  quell'imprenditorialità  che  potrebbe  godere di un intelligente
  intervento legislativo del Parlamento nazionale.
       Ed allora ci  appare  assolutamente ragionevole la richiesta
  proposta a quest'Aula, a questo Parlamento. La richiesta è quella
  di  non  fare  chiacchiere,   ma   di  far  fatti;  è  quella  di
  predisporre, in fase  di  bilancio, un organico provvedimento che
  sia  in  grado   di   individuare   delle  consistenti  quote  di
  partecipazione della Regione, al  fine  di  coprire  quel  20 per
  cento che la legge  nazionale ci assegna come doveroso intervento
  qualora  i  progetti   di   donne   siciliane   fossero  ritenuti
  ammissibili e finanziabili  dagli  organi  competenti  a  livello
  nazionale.
       E se vi è una  tendenza a sottovalutare quanto è stato detto
  prima nel disegno di legge - che, è  stato bene ricordato, non ha
  ricevuto alcuna solidarietà da alcune forze politiche presenti in
  quest'Assemblea -  è  proprio  perché  vi è la non consapevolezza
  delle necessità  della  Sicilia  e delle leve di intervento reali
  che la  Sicilia  necessita  per  potersi  sviluppare.
       Ed   allora,   piuttosto   che   pavoneggiarsi  andando  con
  amplissime delegazioni  a Roma per la firma dei contratti d'area,
  gli  esponenti  del  Governo  regionale  dovrebbero attivarsi con
  l'unico strumento che hanno a disposizione e, cioè, l'intervento
  in sede di bilancio da proporre all'Assemblea.
       Noi non abbiamo  visto  interventi  che  tendono  in  questa
  direzione, abbiamo piuttosto  assistito  sulla  finanziaria ad un
  chiacchiericcio,  ad  un  vociare  inconcludente  su  ipotesi  di
  sviluppo della  Sicilia  che  non  vengono  precisate.  Si parla,
  infatti, di  privatizzazioni  senza  dare  spazio  ai privati, si
  parla   di   privatizzazioni   senza  prevedere  le  modalità  di
  dismissione,   si   parla   di   privatizzazioni   sottovalutando
  l'intervento dei privati.
       Ecco perché,  onorevole  Presidente, noi riconfermiamo, come
  Gruppo parlamentare di Forza Italia, il pieno sostegno all'ordine
  del giorno qui presentato e annunciamo il nostro voto favorevole.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                                CONGEDI

     PRESIDENTE. Comunico  che  hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna gli onorevoli Guarnera e Piro che si trova in missione.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendo accordati.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


        SEGUITO DELLA DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 884

     PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.

     STRANO. Sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.   Stiamo   discutendo   gli   ordini  del  giorno.
  Onorevole Strano, ma è mai possibile che lei non vuole capire  Su
  che cosa chiede di parlare?

     STRANO.  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori  Presidente
  Su come sono regolamentati i lavori

     PRESIDENTE.   Questo   dipende   da  me.  C'è  la  discussione
  sull'ordine del giorno. La parola all'onorevole La Grua.

                          (CLAMORI IN AULA)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.   Allora  si  spieghi  meglio,  onorevole  Strano,
  perché nel Regolamento ogni parola ha un peso.

     STRANO. Presidente,  in effetti ha ragione, credevo di essermi
  espresso in  italiano  invece  forse  avrò  usato  qualche  altra
  terminologia.
       Presidente, non creiamo incidenti quando non ve n'è bisogno.
  Presidente, la prego desidero la sua attenzione e non c'è nessuna
  vena polemica,  vogliamo  per  svelenire e anche per accelerare i
  tempi, poiché  non vogliamo porre in essere momenti di ritardo in
  una   discussione   troppo   interessante   e   non  volere  dare
  l'impressione che si voglia perdere tempo.
       Noi abbiamo  necessità  di  certezze  sulla conduzione della
  seduta, quindi  le  devo formulare alcune richieste e avere delle
  risposte,  se   è   possibile,  attraverso  il  consulto  con  la
  Segreteria  Generale:
       1) quanti  sono  i minuti che sono a disposizione di ciascun
  parlamentare  regionale  nell'ambito  della discussione generale;
       2) le  chiedo  quanti  minuti sono a disposizione di ciascun
  parlamentare   regionale   per  la  dichiarazione  di  voto;
       3) inoltre,  desidero sapere in base a quale regolamento lei
  chiede  chi   è   iscritto   a  parlare  e  poi  dichiara  chiusa
  l'iscrizione.  Se  c'è  un  deputato  che  in  questo momento è a
  mingere e poi entrerà e chiederà la parola...

     LO CERTO . Queste sono solo provocazioni  I tempi previsti dal
  Regolamento li deve conoscere lei in quanto deputato

     PRESIDENTE. Onorevole  Strano,  la prego di accomodarsi al suo
  posto.

     CAPODICASA,   Presidente  della  Regione.  Chiedo  di  parlare
  sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Presidente, credo che ci
  sia un errore  di  carattere  procedurale  che varrebbe subito la
  pena di correggere.
       Gli ordini del  giorno  che sono stati messi in discussione,
  sono gli ordini  del  giorno  presentati  dopo  la chiusura della
  discussione generale  che  per  Regolamento  non  vanno  messi in
  discussione ma vanno  solo  votati.  E  vanno  votati  quando  la
  Presidenza decide che debbano essere votati.

     BRIGUGLIO. Questo è  un dictat del Presidente della Regione al
  Presidente dell'Assemblea.

     ZANNA. Ma stia zitto lei

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  E, invece, onorevole
  Briguglio sto facendo un richiamo al  Regolamento,  così  come ha
  diritto lei,  ha  diritto  anche  il  Governo.  Stavo proprio per
  evidenziare  al  Presidente  dell'Assemblea  che per mero errore,
  perché  ovviamente  considero  che  si  tratti di un mero errore,
  anziché essere  posti  in  discussione  gli ordini del giorno che
  erano stati presentati entro i termini regolamentari che potevano
  e che  possono  essere  discussi, sono stati posti in discussione
  invece gli  ordini  del  giorno  che non possono essere discussi.
  Solo questo, Presidente,  quindi  io propongo che si ritorni agli
  ordini del giorni.

     PRESIDENTE.   Rispondo   all'onorevole  Strano,  anche  se  mi
  dispiace che egli, da  vecchio  deputato di questa Assemblea, non
  sappia qual  è  il  tempo  a  disposizione  dei  parlamentari per
  intervenire.  Allora  chi illustra l'ordine del giorno ha diritto
  a parlare  dieci  minuti,  gli altri parlamentari che partecipano
  alla  discussione  sull'ordine  del  giorno,  o  intervengono per
  dichiarazione di voto dispongono di cinque minuti.
       Per  quanto  riguarda  l'osservazione  fatta  dall'onorevole
  Capodicasa,  confermo, onorevole presidente della Regione, che in
  effetti c'è  stato  un  errore  della  Presidenza e degli Uffici.
  Infatti, gli  ordini  del  giorno che dobbiamo discutere e votare
  sono il n.  334,  n.  335,  n.  337,  n.  338, n. 339, n. 342, n.
  356, n. 360. Questi sono gli ordini del giorno presentati durante
  la discussione generale e poi accantonati.
       Quelli che  stavamo  per  discutere, invece, sono ordini del
  giorno presentati  dopo  la chiusura della discussione generale e
  quindi vanno solo votati.
       Sospendiamo    la   discussione   sull'ordine   del   giorno
  sull'imprenditoria femminile  e affrontiamo gli ordini del giorno
  che erano stati accantonati  e  presentati durante la discussione
  generale.
       Si passa all'ordine del giorno n. 334:
       "Richiesta di  intervento  urgente per modifica applicazione
  della legge regionale n.  13/1986  e Pop 1994/1999" a firma degli
  onorevoli Croce, Bufardeci e Alfano.

     TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor Presidente,  se  non  ho capito male stiamo per
  trattare l'ordine del  giorno  n.  334:  "Richiesta di intervento
  urgente per modifica  applicazione  legge regionale 13/1996 e Pop
  1994/99". Siccome è  in  trattazione  il  disegno  di legge sulla
  finanziaria io non  vedo  nessuna attinenza tra questo ordine del
  giorno e il disegno di legge che stiamo trattando.

    (Dai banchi di destra: "E' stato già dichiarato proponibile").

       Signor Presidente, io  vorrei  capire  quale  è  la linea di
  condotta della  Presidenza dell'Assemblea, atteso che altre volte
  si è stabilito ....

     PRESIDENTE.   Noi   trattiamo  tutti  gli  ordini  del  giorno
  accantonati e dichiarati ammissibili da discutere nel corso della
  discussione della  legge finanziaria. Nella seduta precedente noi
  abbiamo dichiarato inammissibili,  anche  sulla base di un lavoro
  preventivo che si è  fatto  con il Governo, ordini del giorno che
  non avevano attinenza con la legge finanziaria.
       Questi che io ho  letto poco fa sono tutti ordini del giorno
  considerati ammissibili.

     TURANO. La ringrazio per il chiarimento.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole  Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente della Regione,  io  intervengo  su  questo  ordine del
  giorno, su questa mozione,  io la chiamo mozione perché mi sembra
  più  aderente  all'atmosfera.  E'  una  richiesta  a  mio  avviso
  legittima  in  quanto  interpreta  soprattutto  una  esigenza  in
  relazione all'approvazione di  un  piano vitivinicolo e a seguito
  soprattutto  di  suggerimenti,  indicazioni  e  incontri  che  le
  organizzazioni  regionali   della   Provincia  di  Trapani  hanno
  stabilito.
       E hanno sollecitato in  un  certo senso, per vie diverse, il
  Governo della Regione  al  fine  di  attivare  una iniziativa che
  rende possibile il  rifinanziamento  della  legge n. 13 del 1986.
  Questo può  essere  l'argomento, ma non è solo questo nel momento
  in  cui  presso  l'Ispettorato  dipartimentale  delle  foreste di
  Trapani,    in   particolare,   giacciono   molte   pratiche   di
  miglioramento  fondiario  presentate  ai  sensi  dell'art.  27, e
  quindi della legge  n.  13  del 1986 e che tali pratiche, a causa
  della mancanza  di  finanziamenti  (perché  questo è il problema,
  poi vedremo più avanti), non sono state trasmesse per ottenere il
  finanziamento.  Le  pratiche  finanziabili  ai sensi dell'art. 27
  della legge n.  13  del  1986 e quelli finanziabili con la stessa
  legge,  usufruendo   una   quota   del   POP  nella  misura  8.3,
  usufruiscono di  una quota percentuale diversa e più precisamente
  il 57 per  cento  e  il  45  per cento pur avendo caratteristiche
  identiche.  Ciò  risulta  ancora più penalizzante se si considera
  che tale  differenza  dipende dalla data di inizio dei lavori per
  cui tutti  quelli  iniziati dopo il 19.12.1994 usufruiscono della
  quota   percentuale   più   elevata,  mentre  gli  altri  debbono
  accontentarsi di  quella  di ben 12 punti percentuali in meno.
       E questa  è  una  questione  importante che solleviamo e che
  tale minor  percentuale  viene  attribuita  anche  se  la data di
  presentazione  e  la  data  di accertamento preventivo effettuato
  dagli uffici competenti risulta uguale per i casi in argomento.
       Molti  agricoltori  (mi  riferisco  sempre  a  quelli  della
  provincia  di Trapani)  hanno, nel  corso  degli  anni, innestato
  varietà di trebbiano che con  il  piano di settore è stata invece
  considerata di scarsa  qualità,  tagliando  fuori  tutti coloro i
  quali, nella  totale  disinformazione  della possibile difficoltà
  dell'ammissibilità al  finanziamento, avevano fatto questa scelta
  prima del 31 luglio 1993.
       Quanto  riportato  da   me   in   questa   Aula  risulta  di
  improcrastinabile  ed  urgentissima  trattazione  stante  che  la
  situazione  economica  della categoria interessata, e soprattutto
  la  possibile  perdita  di  contributi  comunitari non utilizzati
  entro il 31  dicembre  p.v. (che era questa una chiamata e quindi
  io mi  riferisco  ad  un impegno precedente al 31 dicembre 1998),
  adesso si  vuole impegnare il Governo nell'ambito del bilancio di
  previsione del  1999  della  Regione a rifinanziare i capitoli di
  spesa legati alla norma in trattazione, stante che le valutazioni
  espresse in  diversi  momenti  sono  valutazioni,  a giudizio del
  sottoscritto e  non  soltanto  del sottoscritto, molto valide e a
  difesa soprattutto  di  una  categoria  così  importante  e  così
  attiva.
       Quindi, io  mi riferisco ad un argomento oltretutto che vede
  in un  certo  modo  l'Assessore  Cuffaro  molto organico a questi
  argomenti,  visto  che  siamo  anche  nella  fase pre-elettorale;
  quindi,    sicuramente     l'onorevole     Cuffaro,     Assessore
  all'agricoltura,   si   attiverà  per  portare  nel  bilancio  di
  previsione 1999 la possibilità di risorse per rifinanziare questi
  capitoli della legge n. 13 del 1986.
       Quindi, il mio  intervento,  oltre  a sollecitare, chiede un
  impegno ben preciso da  parte  del  Governo, del Presidente della
  Regione, nella persona  dell'onorevole  Capodicasa,  al  fine  di
  stabilire un ragionamento  corretto e soprattutto un ragionamento
  che chiarisce meglio la  questione  e  dà la possibilità a questi
  operatori di  essere  più sereni nell'ambito della loro attività.
  Non è giusto  negare  a soggetti come questi, e in questo caso ci
  stiamo   rivolgendo   agli  agricoltori,  la  possibilità  di  un
  intervento  che pone sicuramente nelle migliori condizioni questi
  agricoltori perché sono stati penalizzati.
       Allora,   nell'ambito   del   diritto,   nell'ambito   della
  possibilità che il  governo,  che il Parlamento ha dell'esame del
  bilancio 1999,  credo  che questo Parlamento, questo governo deve
  rispettare questi impegni.
       Signor Presidente, non  a  caso  questo ordine del giorno va
  ritenuto  ed   è   stato   ritenuto   ammissibile  e  mi  rivolgo
  all'onorevole Turano e mi dispiace che proprio l'onorevole Turano
  interviene  in   un   argomento   come   questo   e   contro   il
  rifinanziamento dei capitoli  della legge numero 13 del 1986. Non
  a caso  l'onorevole  Turano  è  parlamentare  della  provincia di
  Trapani e guarda  caso  anche  di quella parte di territorio dove
  gli agricoltori sono interessati.
       Quindi, caro  onorevole,  mi  dispiace,  mi dispiace davvero
  perché io credevo  che un parlamentare della provincia di Trapani
  questa   sera,    soprattutto    per    problemi    come   quelli
  dell'agricoltura,    doveva   essere   solidale   e   soprattutto
  intervenire, ripeto, intervenire a favore degli agricoltori della
  provincia di Trapani  che sono stati penalizzati e guarda caso il
  trebbiano, caro onorevole  Turano,  è  una  specie  che  si trova
  proprio nel tuo  territorio,  di  Alcamo  e  Castellammare, ed io
  credevo nel tuo  impegno, nella tua favorevole accoglienza di una
  richiesta legittima  di  tanti  agricoltori che in questo momento
  vengono  penalizzati   perché   il   governo  è  sordo  e  perché
  nell'ambito del bilancio  di previsione non si vede traccia di un
  argomento così importante.

     CINTOLA. L'anno scorso c'era?

     CROCE. I problemi devono  essere affrontati uno alla volta. Io
  non mi posso  fare  carico  della  sua  vita  perché io non c'ero
  vicino a lei,  non potevo sostenerla. Penso che lei non ne avesse
  neanche bisogno;  però le dico uno alla volta gli argomenti  e
  siccome stiamo  parlando dell'ordine del giorno numero 334, credo
  che passeremo  avanti  con  altri  argomenti  ancora  uguali come
  importanza rispetto  al  334;  però,  vedete una cosa, non stiamo
  parlando ...

     FORGIONE. Presidente, sono già passati dieci minuti.

     CROCE. Onorevole  Forgione, non  stiamo  parlando  di problemi
  banali. Non  stiamo  parlando  di banalità. Presidente, la prego,
  interrompa l'onorevole  Forgione.  Io  devo  guadagnare altri due
  minuti perché sono stato interrotto.

     PRESIDENTE.  Onorevole   Forgione,  si  fornisca  di  orologio
  funzionante.

     CROCE. Proprio in questo momento scocca l'ora, dieci minuti, e
  devo recuperare i  due minuti che mi ha fatto perdere l'onorevole
  Forgione.
       Veda, onorevole  Forgione, io non parlo di argomenti strani,
  io parlo di categorie importanti e sono gli agricoltori e lei non
  so se li conosce  gli  agricoltori  e lei non sa quale situazione
  vivono gli agricoltori  in questo momento, nel momento in cui c'è
  un Governo assente, un  Governo  che non incentiva, che non dà la
  possibilità di un  sostegno, un Governo che non chiarisce neanche
  la sua posizione rispetto a queste categorie importanti.
       Quindi, caro  onorevole  Forgione,  non  stiamo  parlando di
  barzellette e non  ho parlato neanche dell'UDR né di Rifondazione
  Comunista.  Ho parlato sull'ordine del giorno. Signor Presidente,
  mi deve  dare  atto  che  sono  stato  interrotto  e  sono  stato
  provocato  su  argomenti  che  non  interessano  l'oggetto  della
  discussione.  Questo  deve  essere  chiaro. Ecco perchè, uno alla
  volta, caro Totò Cintola.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dichiaro chiuse le iscrizioni
  a  parlare.
       E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.
  Le ricordo che dispone di cinque minuti di tempo.

     BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il collega
  Croce  ha  già  sviscerato l'ordine del giorno; lo ha illustrato,
  però a  me  spetta  il  compito  ulteriore  di  rappresentare  la
  necessità e l'urgenza di questo ordine del giorno e l'opportunità
  che questo  venga  trattato  dall'Aula  e venga poi positivamente
  valutato dalla stessa.
       Noi   annettiamo   al   problema   del   piano  vitivinicolo
  un'importanza  assoluta,   strategica   nel  campo  dell'economia
  agroalimentare.
       Noi siamo assolutamente convinti  che  per  andare  verso un
  piano che sia di qualità,  verso  un  prodotto che rappresenti un
  passaporto  positivo  verso  i   mercati   esteri,   occorre   la
  pianificazione. Occorre lavorare quindi necessariamente perchè il
  piano vitivinicolo venga redatto  nella  maniera  certamente  più
  congrua in modo tale che  possano essere numerose le proposte che
  possano poi accedere ai finanziamenti.  Non  c'è  dubbio  che noi
  scontiamo tristemente dei ritardi  dovuti  a  questa  mancanza di
  pianificazione, a questa mancanza di programmazione che in alcune
  misure particolari del POP  hanno comportato gravi rischi, rischi
  addirittura  di perdere determinate  risorse  importanti  per  la
  nostra Regione e di perderle  peraltro a fronte di una situazione
  di crisi generale della nostra economia.
       Puntare viceversa su alcuni obiettivi strategici di qualità,
  deve essere un modo nuovo e un  modo  serio  di portare avanti la
  nostra economia e i nostri impegni.
       L'ordine del giorno è esemplificativo di questo modo che noi
  ci  auguriamo  che  debba  essere   operato,  in  modo  tale  che
  effettivamente non si vada in  termini  più o meno estemporanei e
  in termini assolutamente causali, ma  che  si  vada  invece verso
  un'attività di grande programmazione.
       Noi annettiamo all'esempio  svolto  dall'onorevole Croce per
  quanto  riguarda  proprio  gli  agricoltori  della  provincia  di
  Trapani che hanno innestato proprio la varietà del trebbiano, che
  sono  stati   poi   tagliati   fuori   proprio   per   la  totale
  disinformazione,  per  la difficoltà dell'ammissibilità in ordine
  alla scelta  operata  dal  piano precedente, che vengano invece e
  ribadisco,    superati.    Ed   è   evidente   pertanto   che   è
  improcrastinabile ed urgentissima la trattazione della situazione
  economica  della  categoria  interessata, proprio per il pericolo
  grave che  corre  la  nostra Regione di perdere finanziamenti del
  settore.
       Per cui crediamo che  sia assolutamente necessario impegnare
  il Governo, nel rispetto delle  previsioni  dei piani di settore,
  ad attivarsi affinchè possa porre  in essere tutte le procedure e
  legislative necessarie al  superamento  delle  incongruenze sopra
  citate   con  il  piano  del   1993,   e   a   prevedere,   nella
  predisposizione   del   piano    previsionale    del   1998,   il
  rifinanziamento di tutti questi capitoli. Noi riteniamo che, così
  come è stato fatto con il  piano  vitivinicolo  - e l'esempio che
  ribadisco del  trebbiano  ne  è  assolutamente  illuminate  - noi
  dobbiamo operare  per  tutti gli altri settori,per non correre il
  rischio  che  in  sede  di  comitato  di  sorveglianza  si  debba
  rimodulare continuamente  queste somme, come è stato operato, con
  grande  rischio  proprio  per  il  FEOGA,  che  intanto  vive  di
  grossissime  fette  di  finanziamento,  purtroppo  in  gran parte
  ancora non spese, laddove, viceversa, il settore dell'agricoltura
  è  in  grandissima crisi. E noi abbiamo vissuto, non più tardi di
  un  mese  fa,  i  guasti  delle  intemperie  climatiche che hanno
  assolutamente  comportato  quelle gelate con grande crisi di quel
  settore,  per  cui  la  pianificazione, la redazione dei piani di
  settore deve essere l'obiettivo strategico verso il quale operare
  per evitare che i fatti rappresentati da questo ordine del giorno
  non  abbiano  più  a  maturare  e, quindi, per far sì che si vada
  incontro  ad una regione nuova, che sappia pianificare in tutti i
  settori specifici, come quello rappresentato in questo ordine del
  giorno, su cui noi insistiamo perché  venga votato favorevolmente
  dall'Aula.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
  ha facoltà.

     PROVENZANO. Signor Presidente,  io  credo che noi, in Sicilia,
  abbiamo due ricchezze: la prima è quella naturale che ci porta la
  ricchezza del turismo  e  dell'agricoltura,  poi i beni culturali
  che anch'essi portano  ricchezza e turismo. Con questo ordine del
  giorno noi vogliamo  far  puntare  al  Governo l'attenzione sulla
  prima grande ricchezza, che è quella dell'agricoltura.
       Bisogna dire che  in Sicilia, mentre ci "riempiamo la bocca"
  della  nostra  capacità  dell'imprenditoria  agricola, dall'altra
  parte credo che si sia  fatto  poco  e  si  stia facendo poco per
  incentivare un settore primario, un settore che ancora da noi, in
  Sicilia, occupa  un  quantitativo di persone sicuramente maggiore
  alla media nazionale.
       Ora,  vedete,  l'agricoltura  da  noi  non  può  che  essere
  qualificata;  il passaggio della qualificazione da un'agricoltura
  arretrata, direi basata esclusivamente o quasi esclusivamente nel
  settore  cerealicolo,  deve avvenire attraverso la trasformazione
  verso un'agricoltura  più  ricca, a maggiore valore aggiunto, che
  possa coniugare ricchezza  per chi vi lavora, posti di lavoro per
  chi può dare manodopera.
       Ora, sicuramente il  settore vitivinicolo da noi ha avuto un
  boom negli anni '60 - '70, collegato a fatti direi anche estranei
  alla Sicilia e  collegato  alla chiusura dei mercati algerini per
  la  Francia;   un   boom   solo   quantitativo,  sicuramente  non
  qualitativo,  che  ha  fatto  sì  che  l'esplosione  del  settore
  vitivinicolo   fosse   anche  collegata  con  l'esplosione  della
  commercializzazione delle cantine sociali.
       Abbiamo creato una  serie di vigneti con vini di scarsissima
  qualità, abbiamo creato strutture, cantine sociali sovrabbondanti
  rispetto a quelle  che  erano  le  possibilità  di mercato; senza
  parlare  della sofisticazione,  che  è  stata  una  delle  grandi
  tragedie di questa terra  e che ha anche creato le condizioni per
  l'affossamento del  settore vitivinicolo serio e sopratutto delle
  cantine sociali serie.
       Io credo  che adesso abbiamo un'occasione, ed è un'occasione
  che altri  stanno  scoprendo:  non l'ha scoperta la Sicilia, l'ha
  scoperta l'Europa  quando  ci  ha  contingentato  le  quantità di
  terreno da  poter  piantare a viti, l'ha sperimentata la comunità
  nel momento in cui  ci  ha  fatto  capire che solo la qualità può
  pagare e non la quantità.
       Direi che questo settore  oggi è un settore che scoprono gli
  altri  in  anticipo  rispetto  alla  Regione  siciliana.  Vediamo
  grandi imprenditori  del  Nord,  Zonin  ed  altri,  investire  in
  Sicilia, comprare  terreni,  piantare  viti, fare vini di qualità
  che cominciano,  direi  timidamente,  ma  in  termini  abbastanza
  consistenti, a conquistare i mercati del mondo. Non a caso alcuni
  dei vini  migliori  del mondo oggi siciliani.  Ecco, allora credo
  che quest'ordine  del giorno debba essere inteso nella sua grande
  portata che è  quella  di  un  Governo  che  deve farsi carico di
  incentivare la  qualità  della nostra viticoltura, la qualità del
  nostro settore vitivinicolo, ma che deve anche, mi si permetta di
  dire, sposare la qualità con l'informazione.  Per cui, oggi e nel
  2000,   non   può   esistere   un'agricoltura   poco   informata.
  Quest'attenzione, e  concludo,  il Governo deve porla nell'agenda
  2000 dove di  fatto  noi  dobbiamo  far  sì  che il Governo della
  Regione apra  una  grande  vertenza  per  il settore vitivinicolo
  siciliano.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
  facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  qualcuno
  potrebbe  pensare  che  quello  che  sta  accadendo in quest'Aula
  questa sera, in questi giorni, possa far diminuire l'interesse di
  questo  Parlamento  rispetto  ai problemi reali della Sicilia che
  non  sono certamente quelli di difendere le poltrone assessoriali
  di chi,  non  rappresentando  più niente, tenta di restare legato
  alle sedie che occupa, trascurando gli interessi dei siciliani.
       E,   invece,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi
  riteniamo  che  sia  giusto  che  questo  Parlamento  recuperi la
  capacità di  fare  politica  e  di  occuparsi  dei  problemi  dei
  siciliani,  anche  se  si  tratta  di  un  settore  dell'economia
  siciliana.  E'  un settore particolare ed è importante: le nostre
  produzioni vitivinicole vanno nel mondo.
       Recentemente  l'onorevole  Cuffaro ha annunziato alla stampa
  di essere  riuscito a vendere 7000 bottiglie di vino perfino agli
  arabi e,  dunque  penso  che  questo  'invito  al  peccato'  vada
  premiato.  Voi  tutti saprete, infatti, che gli arabi non possono
  bere alcolici e  se  si  sono  convinti a farlo, violando le loro
  tradizioni religiose,  lo  hanno  fatto  con il vino siciliano; e
  questo   deve   renderci   orgogliosi  della  nostra  produzione,
  onorevole Presidente.  Forse,  molti  lo sottovalutano, ma se per
  una volta, invece, riuscissimo a cogliere gli aspetti positivi di
  quest'azione promozionale svolta dal Governo, non potremmo, però,
  nello stesso tempo,  negare il fatto che si potrebbe fare di più;
  che, certamente,  potremmo  riuscire  a  piazzare  le  produzioni
  vinicole siciliane  migliorandole  nella qualità e nella quantità
  se operassimo conseguentemente in sede di bilancio, se operassimo
  conseguentemente   in   sede   di   utilizzazione  delle  risorse
  comunitarie  che,  relativamente  a  questa  materia,  potrebbero
  essere anzi  cospicue  se la Regione siciliana si attrezzasse per
  le quote  di  propria  pertinenza  e  consentisse quindi il pieno
  utilizzo delle risorse comunitarie per questo motivo stanziate.
       Onorevole  Presidente,  onorevoli colleghi, noi desideriamo,
  all'interno di  quel  ragionamento  sulle  scelte a cui io stesso
  facevo  riferimento alcuni interventi or sono, noi dobbiamo avere
  la capacità  di  individuare  quali  sono  le scelte che dobbiamo
  compiere  e,  all'interno  dei settori economici, premiare quelli
  che hanno una capacità di penetrazione dei mercati e, dunque, una
  capacità  di   penetrare,   in  questo  caso,  nelle  tavole  dei
  consumatori, in  altri casi nei processi produttivi e commerciali
  degli altri paesi,  proprio  per  far sì di recuperare nicchie di
  mercato o,  addirittura, ampie capacità commerciali e produttive,
  in grado  di  far  fronte al triste fenomeno della disoccupazione
  che può  essere  affrontato  e  risolto solo se vengono premiate,
  incentivate  e  sviluppate  le  attività  economiche, soprattutto
  quelle  attività  economiche  che  riescono  ad  avere  una  loro
  personalità e  una  loro capacità di affermazione che noi abbiamo
  il dovere di sostenere.
       Allora,  onorevole  Presidente,  cosa  dice quest'ordine del
  giorno?  Dice  che l'Assemblea desidera, se lo vota, impegnare il
  Governo,  nel  rispetto delle previsioni del piano di settore, ad
  attivarsi  immediatamente  per porre in essere tutte le procedure
  tecniche   e   legislative   necessarie   al   superamento  delle
  incongruenze  denunciate, relativamente alla scarsa disponibilità
  di  risorse destinate a questo settore, nonché a prevedere, nella
  predisposizione   del   bilancio   di   previsione   del  '99  il
  rifinanziamento  del  capitolo  di  spesa  legato  alla  norma di
  trattazione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole Vicari. Ne ha
  facoltà.

     VICARI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'ordine del
  giorno in  discussione  credo  affronti  e sollevi un problema di
  quasi  incostituzionalità,  e  cioè  un  trattamento disparitario
  rispetto a medesimi casi.
       Si verifica  che  nel  nostro  territorio  regionale ci sono
  richieste di  finanziamento  per  una  determinata  tipologia  di
  intervento previsti  inizialmente  dalla  legge  regionale n. 13,
  articolo 26  dell'86,  che prevedono una partecipazione economica
  da parte della  Regione  siciliana del 57 per cento. Per mancanza
  di disponibilità  di  copertura  del capitolo rispetto a tutte le
  domande,   gli   ispettorati  competenti  hanno  dirottato  nella
  identica misura del POP, la misura 8.3 che invece prevede, sempre
  con la stessa tipologia degli interventi, il 45 per cento.
       Credo  che  questo  non sia praticabile, e, indubbiamente va
  immediatamente  corretto.  Credo  che poteva anche prevedersi una
  correzione  di queste percentuali semplicemente con una circolare
  attuativa,  modificativa della stessa misura del POP che adeguava
  la  percentuale  di partecipazione a quella prevista dalla legge.
  Quindi,  con   un   po'   di  attenzione,  poteva  immediatamente
  l'Assessorato,   autonomamente,   senza   passare  dall'Assemblea
  regionale siciliana  e  senza che un Parlamento intero venisse ad
  affrontare  questi  problemi;  l'Assessorato  con  una  circolare
  modificativa  e   con   la   pubblicazione   in  Gazzetta  poteva
  immediatamente correggere questa diversità di trattamento.
  Ma questo non  c'è  stato  e  allora oggi, quale primo firmatario
  dell'ordine del  giorno,  l'onorevole Croce porta a conoscenza di
  tale situazione tutto il Parlamento.
       Credo  che  abbiamo  comunque  l'obbligo  di  affrontare  il
  problema  e  dare una risposta positiva, come Assemblea, e quindi
  impegnare il  Governo  per  questo  settore,  che  è  un  settore
  essenziale nella  nostra  Regione;  un  settore  in  cui  ci sono
  diversi  imprenditori   che   hanno  creato  ed  esportato  anche
  l'immagine della  nostra  Sicilia  nel mondo, probabilmente anche
  per la capacità  singola  di  questi  soggetti  a cui comunque va
  sommata una  partecipazione  attiva, una sensibilità ed un lavoro
  costante  in   tutto   il   territorio  da  parte  dell'Assessore
  all'agricoltura,  onorevole   Cuffaro,  che  è  presente,  che  è
  riuscito, così come ci diceva anche l'onorevole Fleres, a vendere
  nei paesi africani o  arabi il nostro vino. Comunque, al di là di
  ogni considerazione c'è  un  merito,  e  anche l'Assemblea ne è a
  conoscenza:  uno  dei  canali  di  elevazione  della  percentuale
  prevista di spesa dei fondi comunitari é stata proprio data dalle
  misure   gestite   dall'Assessorato   all'agricoltura,   dove  le
  percentuali di spesa  sono state superiori al 70 e in alcuni casi
  anche all'80  per cento, e hanno nell'ultimo anno consentito alla
  Regione  siciliana   di  raggiungere  quei  famosi  tetti  minimi
  indispensabili di  spesa,  per  poi, sommati a quelli delle altre
  regioni, riuscire a raggiungere il famoso 38 per cento.
       Quindi   un   plauso   e   un   invito   a   far  continuare
  all'Assessorato ad  avere  questa capacità di spesa, che poi tira
  evidentemente anche  altri  assessorati,  che invece sullo stesso
  argomento sono  assolutamente  incapaci  di  spendere,  come  per
  esempio l'Assessorato al territorio e ambiente, che ha tagliato e
  perso, addirittura  azzerato  in  alcuni  casi, alcune misure che
  prevedevano interventi  nel  nostro territorio, per esempio sulle
  creazioni di discariche.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
  facoltà.

     GRIMALDI.  Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
  onorevoli   colleghi,  certamente  alle  23.20  parlare  di  vino
  significa  possibilmente  far fare una brutta nottata al Governo.
  Il  vino  si  beve  in  certi  orari,  non  a mezzanotte. Io caro
  Presidente,  non  avevo  assolutamente  intenzione di intervenire
  considerata l'ora  tarda  e  anche  perché mi rendo perfettamente
  conto che  ci  sono  cose  più  importanti  sulle  quali richiamo
  l'attenzione della minoranza, dell'opposizione.
       Dicevo,   questa   sera   non  volevo  assolutamente  creare
  problemi, allungare ancora i tempi, già abbastanza lunghi.
  L'Assemblea doveva aprire  i  lavori alle ore 17.00 ed i deputati
  puntualmente si  sono  presentati in orario a questo appuntamento
  per discutere  di  problemi  importanti  che in questo momento la
  Sicilia ha da affrontare, invece inizia la seduta alle ore 22.30.
       Io  pensavo  di passare subito ad argomenti molto importanti
  ed avevo  sottovalutato  quest'ordine del giorno - l'ironia della
  minoranza  comincia   anche   ad   infastidirmi   -;   lo   avevo
  sottovalutato perché  pensavo che "in vino veritas" ed il Governo
  avrebbe bisogno di bere molto forse per dire finalmente la verità
  su come stanno le  cose,  però  è  un ordine del giorno serio, un
  ordine del giorno che ha attirato la mia attenzione. Infatti vedo
  che  le  associazioni  degli  agricoltori,  le  associazioni  dei
  coltivatori  diretti  desiderano richiamare la nostra attenzione,
  signor  Presidente  della  Regione,  l'attenzione  non  solo  del
  Governo regionale  da voi rappresentato, ma anche l'attenzione di
  tutta l'Assemblea.
       L'ordine    del    giorno   fa   riferimento   al   richiamo
  dell'attenzione   di   tutta   l'Assemblea   su  delle  procedure
  importanti legate  alla  norma  che è citata in questo ordine del
  giorno.   Vede,  signor  Presidente,  qua  è  successa  una  cosa
  veramente  particolare.  Noi  diciamo  che  abbiamo  interesse  a
  produrre   prodotti   eccezionali:   un  ottimo  vino,  dell'olio
  meraviglioso, il  nostro frumento è il migliore, a parte il fatto
  che  noi  non  ci  dovremmo  occupare  e preoccupare solamente di
  piazzare  seimila  bottiglie  di  vino,  abbiamo bisogno anche di
  piazzare  i  nostri  operai,  abbiamo  bisogno di fare lavorare i
  nostri imprenditori, abbiamo bisogno di riaprire i cantieri, però
  anche il vino, se è un vino buono, certamente rilancia l'immagine
  di  questa  nostra  Sicilia  che è affidata, oggi, purtroppo, non
  alla classe politica, ma al vino che l'Assessore Cuffaro riesce a
  piazzare.   Certamente   lo   ha   piazzato   in  un  paese  dove
  possibilmente  di   vino  non  ne  hanno  mai  apprezzato  e  mai
  conosciuto, dove possibilmente il vino non lo bevono e, forse, lo
  hanno acquistato  per  la  simpatia  che  suscita  in  noi  tutti
  l'onorevole Cuffaro;  per gratitudine hanno preso questo vino che
  possibilmente, poi, rimanderanno in Sicilia al mittente.
       Anche se  l'ora  è  tarda  e  siamo particolarmente stanchi,
  stasera si  continua;  stasera si continua perché è giusto andare
  avanti, è giusto  cercare  di approvare il famoso bilancio che la
  gente aspetta,  la  gente buona della Sicilia, aspetta.  Però, ad
  un certo punto  l'ordine  del  giorno  dice "impegna - e dovremmo
  votarlo tutti  penso, non ci può essere opposizione o maggioranza
  - il governo -  e  quindi  impegna noi che, pur non facendo parte
  del  governo,  in  questo  caso  siamo  vicini  a  questa  grande
  responsabilità   nell'approvare   questo   ordine  del  giorno  a
  maggioranza, siamo  vicini a questo governo - impegna il Governo,
  nel     rispetto     delle     previsioni     del    piano,    e,
  contemporaneamente ....

       (Il  Presidente,  essendo  trascorsi  i tempi regolamentari,
  toglie la parola all'oratore).

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
  facoltà.

     CIMINO. Onorevole  Presidente,  potrei dire che questo Governo
  inizia a dare i  numeri  o  che  questo  governo  è  ubriaco ed è
  ubriaco non del vino siciliano che è un ottimo vino. E ciò perché
  l'ordine del  giorno  voluto  dal  Gruppo  parlamentare  di Forza
  Italia realmente  sottolinea  come in Sicilia debba rilanciarsi e
  rispettarsi  l'attività  dell'agricoltura,  quell'attività  che è
  collegata  con   il   mondo  della  produzione  e  con  il  mondo
  dell'economia reale di questo Paese.
       Diceva  bene  anche  l'onorevole Provenzano che in Sicilia è
  necessario   parlare  di  turismo  e  di  beni  culturali,  ma  è
  necessario  anche  valorizzare  quelle  attività che oggi sono la
  base economica di  questo  Paese.  Oggi  la produzione di vino in
  Sicilia riesce a  dare  l'immagine di una Regione diversa, di una
  Regione ancora oggi  collegato  con  il  mondo economico e con il
  mondo dell'agricoltura stessa.
       Quest'ordine   del   giorno   offre  indicazioni  di  grande
  importanza;infatti, avere predisposto un piano vitivinicolo senza
  avere  consultato   e   reso   operanti   le   indicazioni  delle
  organizzazioni regionali,  di  fatto  determina  nel piano stesso
  delle incongruenze  e  delle  procedure  tecniche che non vengono
  bene apprezzate.
       Così non si può andare avanti, e così non si può determinare
  lo sviluppo di  chi  ancora  oggi intende investire in Sicilia in
  questo campo.  Abbiamo  avuto  notizia  che  anche  operatori del
  settore, grandi  tecnici  di questa settore vogliono investire in
  Sicilia    perché   riconoscono   nelle   nostre   terre,   nelle
  professionalità che  da  anni  lavorano il vino siciliano, grandi
  connotati di  interesse  e  anche  di  sviluppo  per  le  risorse
  occupazionali ed economiche.
       Questo ordine del giorno non deve essere considerato come un
  ordine  del   giorno  che  riguarda  solo  ed  esclusivamente  la
  provincia  di  Trapani,  riguarda  tutta  la  Regione  siciliana,
  riguarda  tutti   quei  territori  della  Regione  siciliana  che
  realmente   producono    del    vino    e    riescono   anche   a
  commercializzarlo.
       Quindi  è  necessario che  il  Governo  su  questi  temi  si
  impegni, si  impegni  la stessa Assemblea regionale al varo delle
  leggi che possano  garantire  e possano dare maggiore aiuto a chi
  oggi ancora crede in questa Sicilia e nell'agricoltura siciliana.
       A me pare veramente strano  che  un piano non tenga conto di
  alcune  prerogative,  non   tenga   conto  delle  istanze,  delle
  organizzazioni regionali  del  settore.  Organizzazioni regionali
  che di fatto sono  la  base  operativa per lanciare l'agricoltura
  siciliana,  per lanciare  il  nostro  prodotto,  il  nostro  vino
  siciliano; che ben venga poi  che i Paesi del mondo acquistino il
  vino siciliano e  portino  il  nostro  prodotto  in  giro  per le
  migliori tavoli.
       Ma di fatto è necessario  che  a  chi  oggi  crede in questa
  attività si  diano le giuste garanzie che questo Parlamento possa
  varare delle  leggi  che  siano credibili e trasparenti;  è anche
  necessario sottolineare  come  il  secondo  punto dell'ordine del
  giorno, quello  di  prevedere nel bilancio di previsione del 1999
  il rifinanziamento  dei  capitoli  della legge in oggetto, sia un
  grande segnale di chi oggi, stando all'opposizione, riesce a fare
  una opposizione costruttiva su dei temi che sono fondamentali per
  l'economia siciliana.
       Volere indicare quindi al  Governo  dove  riuscire a dare il
  finanziamento, dove  riuscire  a dare la copertura vuol dire dare
  delle priorità a chi produce, delle priorità a chi investe con il
  lavoro e con il sudore di ogni giorno per dare una nuova immagine
  a questa Sicilia e per dare un nuovo prodotto che da sempre è più
  concorrenziale rispetto  agli  altri  Paesi  che  ancora  oggi si
  stanno attrezzando  per  produrre  del  vino che possa frenare la
  grande ascesa del vino siciliano.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
  facoltà.

     BENINATI. Signor  Presidente,  l'intervento  sarà molto rapido
  perché lungi da me - a differenza di quanti pensano che si voglia
  cercare di allungare il  tempo su argomenti che in effetti il più
  delle volte, anche se  l'Aula  e il Governo è disattento, ma sono
  importanti.
       Questo ordine  del giorno, a prescindere da quanto già detto
  da tutti i  colleghi  e  che quindi non mi sembra di rimarcare le
  motivazioni per  cui  hanno  spinto  l'onorevole Croce e tutto il
  gruppo a formalizzare questo ordine del giorno, mi porta e invito
  anzi l'Aula a  riflettere che proprio in questo ordine del giorno
  si  vede come  molte  volte  la  nostra  normativa  e  la  nostra
  ripartizione   mette   in   difficoltà   la   possibilità   della
  ripartizione dei fondi. Vengo e mi spiego.
       Il dire o  il  non  aggiungere in tutte le norme che vengono
  dati contributi  una  parola che potrebbe semplificare e oggi non
  trovarci qui  a  discutere che basterebbe dire "fino", ci darebbe
  l'opportunità e  la  possibilità  fermo  restando  le istanze che
  arrivino, potrebbero dare l'opportunità di non creare come il più
  delle  volte  si  è  creato in tantissime leggi e io ve ne citerò
  alcune   anche  dell'assessorato  che  ho  avuto  il  piacere  di
  condurre,  che  in  effetti  poi  si  lascia  per  buono l'ordine
  cronologico di entrate delle pratiche - e noi sappiamo tutti come
  il più delle volte il protocollo d'entrata viene artificiosamente
  aggiustato  -  e  allora  noi  accertiamo che ci saranno su cento
  pratiche,  45  pratiche  che  usufruiranno  del 57 per cento e ci
  saranno  poi  altre  40 pratiche pur avendo idoneità ad usufruire
  della percentuale di finanziamento a non prenderlo perché i fondi
  sono terminati.
       Allora io  mi  domando:  è  un metodo democratico questo? Io
  penso proprio di  no. Io penso che proprio in questo caso, questo
  è un esempio  che mi ha portato a fare l'intervento, che dovremmo
  cercare di aggiustare. Cioè se ci sono 100 pratiche e le pratiche
  sono tutte 100  buone,  si  abbasserà  la quota di percentuale di
  contributo. Cioè invece del 50 per cento si dia il 40 ma a tutti.
       Ecco perché il  più delle volte noi ci troviamo a dovere poi
  fare degli  artefici  che  il meccanismo che giustamente la legge
  non contiene la  quantità  per  dare  a  tutti il 57 per cento di
  andare a riportare  con  meccanismi che forse non sono corretti a
  finanziamenti che sono  poi  del  P.o.p.  che  poi guarda caso la
  quota è del 45 per cento.
       Quindi    noi    creiamo,   fermo   restando   la   finalità
  dell'intervento, già  a monte una anomalia. Io dico questo perché
  mi sono  trovato  nell'assessorato alla cooperazione davanti a un
  problema simile.
       C'erano nel  golfo  di  ripopolamento  di Castellammare, dei
  fondi da distribuire  a  tutti  i  pescatori  per  un  fermo. Gli
  importi in quel  momento disponibili erano di tre miliardi; mi si
  pose un problema:  se  dare ai primi cento o darli a 200. Ritenni
  opportuno ripartire due  miliardi  a  tutti e duecento e non dare
  solo il pieno ai primi cento.
       Ora dico,  su  questo  principio io richiamo l'Aula affinché
  non avvengano delle  sperequazioni che poi alla fine ci portano a
  dover discutere  di  un  argomento  serio,  invito anche l'Aula a
  valutare se lo  ritiene  di  fare attenzione anche il Governo, in
  tutte queste norme, di aggiungere le parole "fino a".
       E  questo  permetterebbe  tranquillamente di ripartire anche
  con quote più basse ma darle a tutti.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, anche questo
  ordine  del giorno,  come  quello  poi  non  votato  per  ragioni
  procedurali sull'imprenditoria femminile, pone la questione della
  coerenza tra un  programma di governo ed il proprio bilancio, nel
  senso che ogni  bilancio  di  ogni  maggioranza, di ogni governo,
  dovrebbe essere lo  specchio  che  è  capace  di  manifestare  le
  volontà di una  maggioranza  e di un governo appunto. Ecco perché
  per la seconda  volta  il  gruppo  parlamentare che presiedo pone
  all'attenzione  del  governo  la  necessità  di  prevedere  nella
  predisposizione del bilancio di previsione il rifinanziamento dei
  capitoli di spesa legati alla legge n. 13 del 1986. E ci pare una
  richiesta sensata anche  alla  luce  dei  proclami che in tema di
  agricoltura    vengono   quotidianamente   posti   all'attenzione
  dell'opinione pubblica da parte del Governo.
       Nella   fattispecie   descritta   nell'ordine   del   giorno
  presentato  anche  a  mia  firma  viene  evidenziata  una  grossa
  incongruenza  che   risiede   nella   differente  percentuale  di
  attivazione, di  agevolazioni  e  di  finanziamenti  per medesimi
  progetti imprenditoriali  che,  pur  avendo le medesime finalità,
  giusto per  una  questione di data, vedono attivati finanziamenti
  del 57% o  del  45% appunto pur avendo caratteristiche identiche.
  La  fattispecie  si  riferisce  alle  pratiche  di  miglioramento
  fondiario che ai sensi dell'articolo 27 della legge numero 13 del
  1986  giacciono  presso l'Assessorato regionale all'agricoltura e
  che  sono  state  anche  oggetto  dell'attenzione  da parte delle
  Organizzazioni sindacali della provincia di Trapani.
       Questo ordine  del giorno ha dunque voluto rappresentare per
  Forza Italia un  segnale  di attenzione e di grande disponibilità
  nei confronti degli agricoltori e dei viticoltori della provincia
  di  Trapani.   Peraltro,  è   stato   anche   sottolineato  nella
  presentazione di questo  ordine  del  giorno che, in relazione al
  piano vitivinicolo  che l'Assessorato regionale per l'agricoltura
  ha presentato il  31  luglio  del  1993, una  serie  di obiezioni
  proposte dalle  Organizzazioni  sindacali non sono state di fatto
  tenute nella  dovuta  considerazione anche laddove la varietà del
  trebbiano  che   nel  corso  degli  anni  molti  agricoltori  del
  trapanese avevano  innestato  è  stata  dichiarata  dal  piano di
  settore come un  tipo  di  scarsa  qualità.
       Questo  ha  prodotto in termini reali, anche a seguito della
  scarsa  informazione che al piano di settore è stata offerta, una
  grave  carenza  informativa da parte degli agricoltori i quali di
  fatto   si   sono   trovati   nella  difficoltà  di  accedere  al
  finanziamento  perché  avevano  fatto,  in relazione al trebbiano
  appunto, una scelta prima del 31 luglio del 1993.
       Il grave rischio  che  noi  evidenziamo  è  il rischio della
  perdita dei finanziamenti comunitari non utilizzati entro la fine
  dell'anno e che, appunto, necessitano di un rispetto del piano di
  settore certamente,  ma  anche  dell'attivazione  di tutte quelle
  procedure  tecniche   legislative  e  regolamentari  che  possono
  consentire  un  rilancio  del  settore  senza  che  per  disguidi
  procedurali  si creino  due  tipi  di  ingiustizia:  da  un  lato
  l'ingiustizia  che   è   in  sé  della  mancata  attivazione  dei
  finanziamenti comunitari in relazione al settore, dall'altro lato
  il fatto che  agricoltori  che attivano con modalità identiche il
  medesimo progetto  imprenditoriale  nello  stesso  settore con la
  stessa idea  in  funzione del miglioramento del medesimo comparto
  del settore agricolo si trovano per una mera ragione burocratica,
  per  una  mera  ragione  di  data,  alcuni  a  potere  fruire  di
  finanziamenti del 57 per cento, altri del 45 per cento. Questo ci
  pare  un  buon motivo per proporre questo ordine del giorno e per
  questo noi chiediamo il consenso dell'Assemblea.

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA .  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
  giorno che  opportunamente  i  colleghi  Croce, Alfano, Bufardeci
  hanno presentato sulla materia mi dà l'occasione di affrontare un
  tema che mi è  particolarmente  caro, un tema che è stato oggetto
  di diversi atti  ispettivi  che  ho  ritenuto  di dover rivolgere
  all'Assessore per  l'agricoltura,  onorevole  Cuffaro, per quanto
  riguarda la legge numero 13 del 1986.
       E'  purtroppo  un  fatto  estremamente  grave  nella  nostra
  Sicilia e soprattutto  nella  provincia  di  Ragusa, una zona che
  certamente  è   particolarmente   pregiata  dal  punto  di  vista
  agricolo,  dove  si  trovano  insediamenti  serricoli  di  grande
  valenza, che producono  un  prodotto  di  grande  qualità  e dove
  parecchi agricoltori,  centinaia,  forse  migliaia di agricoltori
  che coltivano prodotti  sotto  serra  hanno realizzato negli anni
  scorsi  delle  opere  di  miglioramento  fondiario  ottenendo  il
  collaudo,  anticipando le  spese,  ottenendo  i  decreti  ma  non
  percependo le spettanze  che,  ai  sensi  dell'articolo  27 della
  legge numero 13 del 1986, avrebbero dovuto avere.
       E' inutile che  io  dica  all'Assemblea  quanto  danno hanno
  subito questi  agricoltori  che  hanno  affrontato,  hanno dovuto
  anticipare notevoli spese per rendere le loro aziende sicuramente
  più adeguate e  più  efficienti, hanno predisposto, quindi, delle
  serre nelle quali  coltivano  i  loro  prodotti e oggi attendono,
  malgrado siano trascorsi  tanti  anni,  la liquidazione di queste
  spettanze dal momento che la legge numero 13 del 1986 non è stata
  più rifinanziata.
       Quindi,  in  questa   sede  va  denunziata  ed  ecco  quindi
  l'opportunità che mi viene  data  da questo ordine del giorno che
  pone un problema che  parte  della provincia di Trapani ma che si
  irradia sicuramente in  tutte  le  altre  province  laddove tanti
  altri  agricoltori   hanno   realizzato  opere  di  miglioramento
  fondiario che non  hanno  ottenuto  poi i miglioramenti che erano
  stati promessi e che erano tanto attesi.
       Allora, l'ordine  del  giorno  va  attentamente  valutato da
  quest'Assemblea perché  pone un problema estremamente importante.
  Pone  il  problema  di  una  regione   che  non  è  in  grado  di
  rifinanziare una norma che  sarebbe  stata  una norma opportuna e
  indispensabile  per migliorare,  per  incentivare  la  produzione
  agricola,  una  norma che  è  fallita,  una  norma  che  richiede
  necessariamente un impegno del  governo  e  di  questa  Assemblea
  affinché venga a rifinanziare,  ecco  perché  le conclusioni alle
  quali pervengono i redattori, i proponenti dell'ordine del giorno
  laddove invitano il governo  a tenere nella dovuta considerazione
  questo problema e a far sì  che nel bilancio che ci accingiamo ad
  affrontare, ad esaminare  venga previsto il rifinanziamento della
  legge numero 13 del 1986.
       E' un ordine  del  giorno  alquanto importante, notevolmente
  interessante  per  questa  nostra   Sicilia   e   per  la  nostra
  agricoltura perché evidenzia la  discrasia  che  si  è  venuta  a
  creare fra coloro che  nella  provincia  di  Trapani  hanno fatto
  l'innesto del Trebbiano prima di  una  certa  data o dopo l'altra
  data perché questo comporta un danno per alcuni perché accade che
  coloro  che  hanno   effettuato   questo   miglioramento,  questa
  trasformazione dei loro fondi  coltivati a Trebbiano hanno dovuto
  subire le conseguenze di una norma che non è più finanziata e che
  quindi ricorre alla misura 8.3 del P.O.P. 94-99 con una riduzione
  della percentuale di ben 12 punti.
       Ecco quindi che  le  osservazioni  contenute nell'ordine del
  giorno sono osservazioni opportune  sulle  quali noi invitiamo il
  governo a meditare, a  valutare con particolare attenzione quello
  che è il problema serio che  pone  questo  ordine  del  giorno  e
  invitiamo, quindi, l'Assemblea a seguire con attenzione pure e ad
  apprezzarlo positivamente perché riteniamo che nel momento in cui
  l'Assemblea darà un voto favorevole a questo ordine del giorno il
  governo dovrà ritenersi impegnato a risolvere, una buona volta
  per  tutte, questo problema, per venire incontro alle aspettative
  degli  agricoltori e, in particolare, nel caso che ci occupa, dei
  viticoltori  del  trapanese che non meritano questo trattamento e
  che  stanno  subendo  dall'incuria, dall'inettitudine del Governo
  sicuramente un danno estremamente rilevante.
       Allora, l'invito che rivolgo a tutti i parlamentari presenti
  è quello di dare il  loro  voto,  la  loro  approvazione a questo
  ordine del giorno per far  sì  che  il  Governo  questa volta non
  possa "latitare" rispetto  ad un'esigenza, che è un'esigenza viva
  e  reale,  l'esigenza   dei  vitivinicoltori  del  trapanese  che
  meritano di esser aiutati.

     SCALIA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCALIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che,
  contrariamente a quanto sosteneva ad inizio di seduta l'onorevole
  Turano, questo ordine del giorno non solo sia ammissibile, ma sia
  quantomeno  opportuno,  perchè  affronta  una  tematica legata al
  comparto  dell'agricoltura  e  l'affronta  in una fase strategica
  dell'Assemblea   regionale   siciliana,  e  cioè  nella  fase  di
  predisposizione, perlomeno si spera, del bilancio di previsione.
       A parole tutti ci  sforziamo  di  dire,  spesso  nei comizi,
  nelle piazze, che  l'agricoltura  rappresenta uno di quei fattori
  di sviluppo che, in  particolare  in  una regione come la nostra,
  deve   essere   incentivata,   aiutata,   ma   dalla   produzione
  legislativa, e comunque  dagli  intendimenti  di  questo Governo,
  soltanto a parole appunto  si  dice,  senza  dare  attuazione poi
  concreta alle risorse  che  debbono  essere  destinate  a  questo
  comparto. E' un comparto vitivinicolo che - è inutile ricordarlo,
  siamo tutti siciliani e  quindi  conosciamo  bene  il  problema -
  rappresenta  una   specialità   tipica   della   nostra  regione.
  Apprendiamo e registriamo  favorevolmente  come i vini siciliani,
  giorno dopo giorno, riescono sempre di più a conquistare fette di
  mercato.

     DI MARTINO .  Allora non c'è bisogno di vendemmia

     SCALIA.  Non  è  mai  sufficiente,  caro onorevole Di Martino.
  Perchè  le  spiegherò adesso con dati che, vero è che il comparto
  vitivinicolo  sta  conquistando  sempre più fette di mercato.  La
  qualità,  che  spesso  veniva  ignorata  dai  nostri produttori a
  scapito  della  quantità,  oggi  ha  il  sopravvento,  sicchè  si
  registra una produzione vitivinicola di prim'ordine.
       E'  stato  ricordato  come  le  esportazioni  del  vino oggi
  registrano  certamente  un  saldo  positivo.  E'  bene ricordare,
  però, che rispetto alla produzione totale di vino, soltanto il 12
  per  cento  del  nostro  vino  viene  imbottigliato ed esportato,
  mentre  al contrario l'88 per cento del nostro vino è vino sfuso,
  che  viene  immagazzinato  nelle  cantine  sociali, il cui prezzo
  talvolta  è  lasciato, non ad un mercato libero e regolato, ma ad
  un mercato drogato da una mafia del vino che spesso ne stabilisce
  il prezzo.
       E  allora  sottolineare  come  questo  sia  un  comparto  da
  privilegiare è del  tutto necessario ed indiscutibile. E l'ordine
  del giorno, in poche parole  e  in buona sostanza, cosa chiede al
  Governo della Regione siciliana?  Chiede una maggiore attenzione,
  signor Presidente, a  questo  comparto.  Chiede  maggiori risorse
  complessivamente. Chiede che  più  soldi  vengano  dati ai nostri
  produttori vitivinicoli e chiede  che  ci sia anche una giustizia
  nell'erogazione  dei  fondi,  perchè  si  apprende  che  ci  sono
  disparità di trattamento.  Si  registra  che ci sono province che
  ottengono più risorse rispetto  ad altre. Si registra che ci sono
  situazioni di assoluta ingiustizia  che  noi abbiamo il dovere di
  regolare, essendo Parlamento della Regione siciliana.
       E allora, amici dell'Assemblea regionale siciliana, l'ordine
  del giorno è opportuno  e  congruente. Ha il merito di affrontare
  un tema che è  all'oggetto  delle discussioni dei nostri comizi e
  delle nostre campagne elettorali.  Io penso che tutti noi abbiamo
  preso impegni in questo  senso.  Dobbiamo  avere  il  coraggio di
  essere conseguenti con  quello  che diciamo attraverso una giusta
  politica, una sana politica  che  porti noi tutti, soprattutto in
  un momento nel  quale  c'è  un'attenzione  particolare dei grossi
  produttori vitivinicoli rispetto  al  meridione  d'Italia  ed  in
  particolare rispetto alla Sicilia.
       Sappiamo  tutti  che   ci   sono  colossi  della  produzione
  vitivinicola   dal  nome  di  Zonin  e  quant'altri,  che  stanno
  attenzionando  con  grande attenzione la produzione siciliana che
  riesce sempre più a conquistare mercati, ma noi abbiamo il dovere
  di  tutelare  i  nostri vitivinicoltori, di garantire la quantità
  della  nostra  produzione  ma,  al tempo stesso, dobbiamo puntare
  sulla  qualità, che è poi quella che fa la differenza nei mercati
  soprattutto esteri.
       Allora,  l'invito che noi rivolgiamo al Parlamento siciliano
  è  quello di apprezzare favorevolmente questo ordine del giorno e
  di votarlo a larga maggioranza.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     TURANO.  Signor  Presidente,  avevo  fatto  appello  alla  sua
  decisione nella speranza che lei dichiarasse improponibile questo
  ordine  del  giorno  per  evitare  al primo firmatario, onorevole
  Croce,  di  fare  la  brutta "gaffes" che ha fatto e che tutto il
  Parlamento, di fatto, ora, potrà recepire con dati alla mano.
       L'ordine   del   giorno  vuole  che  gli  agricoltori  della
  provincia  di Trapani che hanno impiantato il "Trebbiano" possano
  accedere  ai  finanziamenti  anche dopo la scadenza del 31 luglio
  1993,  dato  previsto dalla declaratoria della Comunità Economica
  Europea,  che  considerava  di  scarsa  qualità  questo  tipo  di
  vitigno.
       Ebbene,  signor  Presidente  e  colleghi tutti, cerchiamo di
  fare  chiarezza  e  siamo qui per questo perchè l'onorevole Croce
  quando  fa  attacchi a tutela dell'agricoltura si confonde perchè
  non conosce la normativa che regola l'agricoltura in provincia di
  Trapani.

     ALFANO. Ma  c'è una normativa speciale

     TURANO.   C'è   una   normativa   speciale   che  riguarda  il
  "Trebbiano"  per  la  provincia di Trapani, e segnatamente per le
  zone  dell'alcamese  e  dell'hinterland, ed è il disciplinare che
  regola  il  "d.o.c.  di  Alcamo",  che prevede che tutti coloro i
  quali  fanno  parte del "d.o.c. di Alcamo" e che hanno impiantato
  il  "Trebbiano"  possono  comunque  accedere  a qualunque tipo di
  finanziamento senza data alcuna.
       Ci  sono  però  viticoltori, nella provincia di Trapani, che
  hanno  impiantato il "Trebbiano" dopo la data del 31 luglio 1993;
  ebbene,   per   questi  soggetti  è  stata  fatta  una  circolare
  esplicativa  da  parte  dell'Assessore  Cuffaro,  nell'anno 1998,
  circolare  che  di  fatto  autorizza  questi  soggetti a comunque
  godere dei  benefici  della  misura  8.3 del P.O.P. '94 - '99 per
  accedere  ai  benefici.  Questa  circolare menziona espressamente
  l'assenso  dell'ufficio  per  tutte  le  pratiche  che sono state
  istruite  dagli  uffici  compartimentali  dell'agricoltura e che,
  allo  stato,  ancora  non sono evase per una lentezza burocratica
  purtroppo notoria.
       L'onorevole  Croce  sul  punto interviene perchè è informato
  che  con l'Assessore Cuffaro siamo stati a "Balata di Baida", una
  contrada di Castellammare del Golfo a lui molto cara dove abbiamo
  incontrato  gli  agricoltori  e  abbiamo  cercato di risolvere il
  problema con la circolare esplicativa che è stata fatta.
       Io  intervengo  soltanto per fare chiarezza e per invitare i
  colleghi al buonsenso...

     LO   GIUDICE ,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Non
  hanno buonsenso.

     TURANO.  Purtroppo, in  questo  caso non posso che evidenziare
  che lei ha perfettamente ragione.
       Non  hanno  avuto  il  buon senso di documentarsi bene sulla
  materia  e  l'onorevole  Croce  quando  ha  fatto l'assessore del
  Governo  Drago,  Governo che ha prodotto quella circolare a firma
  dell'assessore  Cuffaro,  vuol  dire che non si è interessato del
  problema.  Lui, al tempo, amministrava i beni culturali e, forse,
  si  sarà confuso tra le morbide pietre e invece conci di tufo che
  lo   appartenevano  quando  faceva  il  Presidente  dell'Istituto
  autonomo  case  popolari. Si è distinto per una serie di nomine e
  si  è  distinto  per una serie di atti che, poi, il Parlamento ha
  revocato con le mozione che sono passate.
       E, allora,  prima  di parlare di argomenti tanto importanti,
  invito il mio amico Nino Croce a documentarsi sulle circolari che
  lui stesso...

     CROCE.   Chiedo  di  parlare  per  fatto  personale.  Vi  sono
  apprezzamenti fuori luogo.

     PRESIDENTE. Onorevole Croce, alla fine le darò la parola.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO. Signor Presidente, lei sa che io ho sempre avuto, ho e
  continuerò ad avere un grande rispetto per chi occupa il posto di
  Presidente dell'Assemblea per  mi  consenta, non spetta a me dare
  suggerimenti, lei  è  un  politico  di  grande  esperienza,  però
  ritengo che l'onorevole  Croce  abbia tutte le ragioni per potere
  parlare per fatto personale.

     VIRZI'. E' stato svillaneggiato.

     CAPUTO.  Se  mi consente, anche l'onorevole Turano è caduto in
  questo  scontro  tra  titani trapanesi, ha subito ed è caduto, ha
  avuto un incidente di percorso.

     ZANNA. Abbiamo perso la causa.

     CAPUTO. Onorevole  Zanna, quando  lei  imparerà  ad  avere  un
  mestiere  potrà   apprezzare   o  disapprovare  il  lavoro  degli
  avvocati, quindi,  la  prego  di  non rivolgere apprezzamenti nei
  confronti di chi  vive di una professione e non degli elargimenti
  o emolumenti di un partito.

     ZANNA. I suoi clienti la penseranno diversamente.

     CAPUTO. Quando lei  sarà  mio cliente la tratterò gratis, stia
  tranquillo. Avrò il piacere di averla ospite nel mio studio e non
  pagherà, farò pagare  altri  per  lei.
       Signor  Presidente,  adesso,  se mi consente, vorrei fare un
  intervento adeguato.

     PRESIDENTE. Onorevole Caputo, cerchi di parlare all'Assemblea

     CAPUTO. No,  signor  Presidente,  lei  è  tenuto  a  mantenere
  l'ordine in quest'Aula e ad intervenire per impedire a chi non ha
  diritto alla parola di interrompere chi parla.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Caputo,  parli all'Assemblea.  Lei, in
  altre  occasioni,  ha  interrotto  altri  oratori  e nessuno l'ha
  richiamata.

     CAPUTO.  Vorrei  parlare  ad  un'Assemblea che ascolta, non ad
  un'Assemblea che disturba.

     PRESIDENTE. Lei parli che l'ascolteranno.

     CAPUTO.  Signor  Presidente,  credo che l'argomento che stiamo
  trattando  sia  molto importante e direi anche molto serio perché
  attiene  al futuro di quella parte della Sicilia che ancora oggi,
  tra  mille  difficoltà,  continua  a  lavorare  e  che tiene alta
  un'economia della Sicilia, forse, quell'unica parte dell'economia
  che  ancora  con  dignità, con coraggio, può essere chiamata tale
  cioè  non  di quella economia assistenziale e assistita frutto di
  una  logica perversa dei partiti, molti dei quali sono quelli che
  lei in questo momento accompagna in questa brevissima, mi auguro,
  esperienza di Governo.
       E' una categoria, quella degli agricoltori ed in particolare
  quella dei viticoltori, ecco dove  l'onorevole  Turano  prestando
  attenzione sicuramente avrebbe usato  espressioni meno ingenerose
  rispetto a quelle che ha usato verso l'onorevole Croce che invece
  ha avuto la possibilità e l'opportunità di entrare nel merito con
  competenza in un argomento che in questo  momento  è  nell'occhio
  del  ciclone  dal  punto  di  vista   della  concorrenza,  perchè
  l0onorevole Croce non ha parlato solo del  trebbiano  ma  bisogna
  dare atto che con sensibilità e con intelligenza lui  e gli altri
  firmatari del gruppo di Forza Italia, del Polo  delle  libertà ha
  posto e impegnato l'Assemblea regionale siciliana su un argomento
  estremamente importante qual'è quello, non del vino come qualcuno
  qui lo vuole ridurre come per beffeggiarlo, chi  invece  ha avuto
  la  sensibilità  di  accendere  i  riflettori   su  un  argomento
  importante,  ma  non  è  quello sul vino ma sulla  sorte  di  chi
  produce  il  vino  in una terra fortunata ma  in  questo  momento
  tremendamente attaccata dal punto di vista della concorrenza come
  la  Sicilia,  perchè in questo momento grazie  a  chi  rivestendo
  cariche e ricoprendo cariche di ministro e di sottosegretario nel
  Governo  nazionale  di sinistra e di  centro-sinistra,  ha  avuto
  l'opportunità  e l'occasione di scambiare  trattori  che  nessuno
  voleva  mai comprare e che non sarebbero mai  stati  venduti  per
  potere consentire al Marocco di fare diventare  la  Sicilia  zona
  franca e di portare tutti quei prodotti primi fra  i  quali  quel
  vino  che  arrivando  qui a basso prezzo sta  martoriando  e  sta
  creando una forte concorrenza a chi in  Sicilia lavora producendo
  un vino di primissima qualità.
       E di fronte alla concorrenza del vino  africano  e di fronte
  alla  concorrenza  del  vino francese  i  nostri  siciliani  sono
  stretti in una morsa dalla quale si può  uscire solo con un forte
  e coraggioso intervento.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio. Ne ha
  facoltà.

     BRIGUGLIO.  Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  signor
  Presidente della Regione, io non so se  anche  riferito  a questo
  dibattito  valga  in qualche modo la  vecchia  massima  "in  vino
  veritas"  nel senso che questa  nostra  maratona  di  discussione
  all'Assemblea regionale siciliana in cui  si  scrive il dibattito
  su questo ordine del giorno sia certamente un momento di verifica
  della tenuta di questo Governo e della maggioranza.
       Ma, al di là di questo  dato  direi  squisitamente  politico
  credo  che  forse in questa legislatura se  non  ci  fosse  stata
  questa iniziativa firmata dai colleghi di Forza Italia, con primo
  firmatario l'onorevole Croce, un argomento  così  importante  non
  avrebbe trovato una occasione di  approfondimento  e  di analisi,
  credo quindi che l'occasione sia importante  e  comunque  sia  da
  utilizzare e da sfruttare.
       L'ordine  del giorno, intanto pone  io  credo,  un  problema
  estremamente serie e cioè che in questa  Regione  le  imprese, le
  aziende  quelle  dei  settori  produttivi  primari  a  cominciare
  dall'agricoltura,  in  questo caso della  vitivinicoltura  ma  in
  generale  hanno  accesso alle incentivazioni,  hanno  accesso  al
  sostegno della Regione in una mancanza totale di regole.
       Ciò che propone questo ordine del giorno  è che accade nella
  nostra Regione che  soggetti  che hanno lo stesso status e quindi
  dovrebbero avere  gli  stessi diritti finiscono per accedere agli
  incentivi che  la  nostra Regione eroga senza certezze di regole,
  direi in base  al  caso.  E  qui quello che viene lamentato dagli
  agricoltori della  provincia di Trapani è che i medesimi soggetti
  sostanzialmente hanno  delle  facoltà,  dei  diritti  che vengono
  regolati in modo diverso in base alla data di presentazione.
       E  poichè i regimi di aiuto sono profondamente diversi, cioè
  si  divaricano di percentuali abbastanza consistenti, solo perchè
  il regime finanziario, le fonti di finanziamento sono diverse, la
  legge  13, e quindi il bilancio della Regione in senso stretto in
  un  caso  ed  il POP, quindi i fondi comunitari, nell'altro caso,
  credo che questo sia un assurdo e peraltro non è un caso isolato,
  direi che è un caso comune;  e uno dei problemi, uno dei temi che
  sicuramente  deve andare all'attenzione del Governo della Regione
  è  quello  di  assicurare  intanto un governo unico delle risorse
  finanziarie,  degli incentivi e, direi, siccome tutti noi abbiamo
  ricevuto - e dobbiamo ringraziare di questo l'Assessore Cuffaro -
  di  recente  in  dono  un  volume che classifica gli incentivi in
  materia  di agricoltura, credo che molto meglio sarebbe quello di
  dare  vita  ad  un  testo  unico  delle  leggi  che  disciplinano
  incentivi  in materia agricola, nel settore agricolo, in modo che
  in  qualche modo gli operatori del settore abbiano una panoramica
  completa  di quelli che sono i regimi di aiuto, i benefici di cui
  in qualche modo possono fruire.
       Quindi  l'ordine del giorno è estremamente serio perchè pone
  il  problema  della  necessità  che ci siano delle regole certe e
  predeterminate,  soprattutto  in  un  momento in cui - l'ha detto
  prima  il  collega  Scalia  -  la  Sicilia  viene  individuata da
  imprenditori  importanti,  anche del Nord, a cominciare da Zonin,
  che  è  un  caso concreto che già si è realizzato come un'area di
  investimenti in questo settore.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Catanoso; ne ha
  facoltà.

     CATANOSO. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
  voleva ringraziare il Presidente  della Regione per aver fatto sì
  che con quell'attenzione alle norme procedurali ci ha messo nelle
  condizioni di potere parlare  questa  sera  di  un argomento così
  importante che rischiava invece di non essere trattato.

     BATTAGLIA,  assessore  per   la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Quindi la colpa è di Capodicasa.

     CATANOSO. Non la colpa, il merito è del Presidente Capodicasa,
  e devo dire che è a tutti abbastanza chiaro che il rilancio della
  Sicilia passa anche da  un  rilancio  della  nostra  agricoltura,
  settore che non io  devo  spiegare  ai  colleghi parlamentari che
  vivono giornalmente le  problematiche  della  nostra terra, della
  nostra Isola, quindi, settore  che  vive giorni terribili, quello
  dell'agricoltura.
       In  Sicilia per molto  tempo  l'agricoltura  è  riuscita  ad
  essere il settore trainante,  quasi  l'unico  settore,  oggi si è
  nelle condizioni che molte  aziende  sono state in procinto anche
  di chiudere nel settore vitivinicolo; appunto per questi motivi è
  d'obbligo parlare di rilancio del settore, è d'obbligo parlare di
  rilancio parlando di  modernizzazione  dello  stesso  settore, di
  miglioramento di strutture e di impianti.
       Credo  che  questo   debba   esser   fatto   partendo  dalla
  possibilità di una nuova legge così come si sta pensando di fare,
  ma in ogni caso nel  cercare  di  garantire la minima sussistenza
  attraverso  quella  legge   13   che,   purtroppo,   non  essendo
  finanziata,  non  riesce  a  supportare  adeguatamente  i  nostri
  agricoltori.
       Noi però abbiamo il  dovere, come parlamentari siciliani, di
  garantire gli agricoltori siciliani, garantirli anche nel normare
  tutto ciò che è agricoltura,  così  come  viene normato nel resto
  d'Italia. Ci sono altre regioni d'Italia che pensano oggi di dare
  degli  aiuti  seri  a   chi   vuole   ristrutturare   il  settore
  dell'agricoltura, specificamente il  settore  vitivinicolo.  Ed è
  ovvio  a  tutti  che  quando  ci  sono  altre  regioni  che  sono
  produttrici di  ottimo  vino  di  qualità eccellente, siamo nella
  condizione di  subire  una  concorrenza che le nostre aziende sul
  proprio lavoro spesso non riescono a reggere.
       Il  settore  vitivinicolo è un settore in crescita. Lo hanno
  detto  i colleghi parlamentari che mi hanno preceduto, lo è anche
  quindi  in  Sicilia.  Ma  deve  essere supportato attivando tutti
  quelli  che  sono  i  settori  collegati  di  crescita  del mondo
  agricolo  e  quindi  di  questo  settore. Senza pensare che se si
  riuscisse   ad   attivare  tutto  ciò  la  crescita  del  settore
  vitivinicolo  porterebbe indirettamente con sé la crescita di una
  serie di settori, non solo legati al mondo dell'agricoltura.
       Mi  viene,  uno  per  tutti,  il  settore  turistico, con la
  possibilità  che  aziende  agrituristiche,  così  come avviene in
  Toscana  o nel Veneto, possono diventare dei punti di riferimento
  di  percorsi  che attraverso il percorso dei vini possono mettere
  nella  condizione  la  nostra  Isola  di diventare un riferimento
  mondiale della produzione, ma anche della vendita del vino.
       Credo  che  dobbiamo  attrezzarci  a  che non si perdano più
  treni in questa nostra Isola.
       Da parlamentari di questa Regione, dobbiamo far sì che tutto
  debba   esser   fatto   per  attivare  e  migliorare  il  settore
  vitivinicolo di cui oggi stiamo parlando.
       Non  si  può  più  pensare  che  pratiche  di  miglioramento
  fondiario  siano  presentate  negli uffici della Regione a questo
  demandati  e  che per mancanza di finanziamenti - a cui accennavo
  prima  quelli  della legge n. 13 - poi vengano passati ai POP con
  una percentuale diversa di finanziamento. Si diceva appunto il 57
  e il 45 per cento.
       Questa   differenza   di  trattamento  non  può  essere  più
  consentita.  Dobbiamo  mettere tutti nella condizione di avere lo
  stesso tipo di trattamento.
       Ha   fatto  bene  l'onorevole  Turano,  prima  a  fare  quel
  chiarimento  sulla  problematica  che  riguarda  la  provincia di
  Trapani   e   il  vitigno  "Trebbiano".  Ha  fatto  bene,  ma  ha
  dimenticato  di dire che tutti gli altri problemi restano. Quelli
  della  differenziazione  dei  punti percentuali, del trattamento,
  quindi,  da un'azienda agricola ad un'altra resta. Resta, quindi,
  una situazione economica che la categoria interessata deve subire
  con dei trattamenti diversi.
       Credo,  signor  Presidente, che oggi qui tutti insieme ci si
  debba  fare carico di quelle che sono le volontà, le necessità di
  eliminare  la  disparità  di  trattamento dei cittadini tra delle
  aziende  dei  lavoratori  che sono riusciti a tenere in piedi con
  grande  sacrificio  delle  aziende vitivinicole che hanno passato
  dei momenti di grande difficoltà.
       Le  ricordo  che  negli anni scorsi quando ancora non si era
  ripreso  il  settore,  quando  non  si erano trovati questi nuovi
  sbocchi  di  mercato,  molte aziende vitivinicole hanno chiuso in
  Sicilia.
       Devo  dire  che  l'ordine  del  giorno, giustamente, impegna
  puntualmente  il Governo ad un rifinanziamento di quella legge n.
  13  che  fino  a  quando  non  si  sarà trovata altra possibilità
  normativa resta l'unico aggancio per gli agricoltori, viticoltori
  siciliani   per   la   possibilità  quindi  di  essere  di  nuovo
  concorrenti con il resto delle regioni italiane.
       Rischiamo  di  essere ancora una volta la ruota di scorta di
  un'economia  che ha ritrovato un percorso proprio, un percorso di
  nuovo  vitale  e che quindi anche la Sicilia deve essere in grado
  di sostenere.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì.

     VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al di
  là  del  fatto  formale  di  una rivendicazione che è di maggiore
  attenzione  nei  rapporti  fra  la  Regione Sicilia e la Comunità
  Europea  perché  è  noto a tutti che abbiamo attinto pochissimo a
  quella  messe  di  provvedimenti  che servivano ad incentivare la
  nostra  capacità   creativa,   la  nostra  inventiva,  la  nostra
  managerialità che  l'Europa  metteva a nostra disposizione.  Come
  Regione  Sicilia   abbiamo   attinto   pochissimo.  Io  non  sono
  particolarmente   infervorato   da   apprezzatore   della  nostra
  produzione  vitivinicola  in  relazione  alla  battaglia  per  il
  "Trebbiano" che notoriamente, per quanto ci riguarda, è il frutto
  di un'opera di  comunizzazione  ne  più ne meno, cioè l'Europa ha
  fatto, in relazione a questo tipo di vitigno una operazione tutta
  a favore della  Francia  che  ha  usato  da sempre quello che noi
  chiamiamo il  "Trebbiano" come vino da taglio perchè prima glielo
  davano l'Algeria e la Tunisia.  E' capitato che negli anni '60 la
  Francia con tutta  la  sua  "grandeur" abbia perso le colone, noi
  siamo la nuova colonia economica perchè il nostro tipo di terreno
  si presta particolarmente  a  questo tipo di cultivar per cui noi
  facciamo la  parte  dei negri d'Europa che danno qualitativamente
  un  prodotto   di   basso  profilo  e  però  di  alto  rendimento
  quantitativo.  Vino  da  taglio  che  serve  poi  ai francesi per
  inondare i nostri  mercati  e  le nostre tavole con bottiglie che
  paghiamo a ben altro prezzo.
       E'  anche  vero,  e  va  sommessamente  ricordato,  che  poi
  l'Europa ha operato nel senso  dei  tagli con le sue circolari in
  relazione a tutto quel tipo di normativa regionale che in qualche
  modo poteva apparire protezionistica.  Prendo lo spunto da questo
  ordine del giorno per  rammaricarmi  di  un  ulteriore  frammento
  politico di quel grande  "collage"  a cui avevo fatto riferimento
  in un mio altro intervento di oggi.
       A me dispiace che ad  ascoltare  i nostri argomenti giusti o
  sbagliati  in  quest'Aula  non   ci   sia  l'Assessore  al  ramo,
  l'Assessore Cuffaro in  tutt'altre  vicende affaccendato, forse a
  fare meglio oliare gli strani  tubi  nei  quali  ha  infilato  le
  domande  per  il concorso  dei  forestali  purchè  i  tubi  siano
  "attuppati" pur di arrivare un giorno dopo le europee, a me secca
  interloquire con il nulla.
       Noi  possiamo  anche  sbagliare  nell'enfatizzare  questo  o
  quell'argomento.   devo dire  che  è  francamente  insultante  la
  mancanza di interlocuzione e  di  risposta.  Può anche darsi, non
  che l'art. 27, ma che tutta la legge 13 dell'86 sia materia morta
  e sepolta in relazione  alla  nuova normativa comunitaria che non
  lascia spazi a norme di  tutela  di  prodotti  su base regionale.
  Resta il fatto che noi  siamo  assenti  a livello di utilizzo dei
  progetti operativi plurifondo, un tentativo che era stato portato
  avanti molto fortemente, raggiungemmo  il  nostro  record  con il
  governo  Provenzano,  un  utilizzo  del  35%  e  mi  permetto  di
  ricordare anche qua la parte personalistica, partitistica, brutta
  di piccola politica da dopo  guerra di poveracci svolta da questo
  governo in rapporto a un contenzioso causidico, paragiuridico per
  tenere  fermo  che  cosa?  lo  strumento  principe  della  nostra
  politica nel settore che è  l'Istituto regionale della vite e del
  vino.
       Non  lo  so quanto  colleghi  che  bevono  coca  cola  siano
  interessati al fatto  che  esisterebbe  ancora  questo organismo.
  Questo  organismo dovrebbe  promuovere  la  nostra  produzione  a
  livello  internazionale. C'era  un  grande  commissariamento  che
  veniva dalle tenebre, dalle  profondità  del  vecchio  regime, il
  centro destra si propone  di  rivitalizzare,  fa  le  nomine,  si
  inciampa su due commissari  che  erano replicanti del passato che
  non vengono dichiarati compatibili  con  una  terza  edizione del
  loro  mandato., Questo  governo  ha  operato  causidicamente  per
  tenere tutto a freno, per mettere un commissario che permettere a
  Tizio, a Caio, a Filano  e  "Di Martino", senza alcuna allusione,
  di essere lui a tagliare  il  nastro di "Vinitaly", di essere lui
  che fa la pubblicità  istituzionale,  lui  colui  che rilancia la
  tradizione  del  cultivar   siciliano  nello  specifico  panorama
  europeo.  Piccole operazione di  bottega  che  alla  lunga  hanno
  nuociuto - ho  finito  Presidente  -  e  in  fronte alle quali mi
  permetto di dire  che, al di là della "politicaccia", la Sicilia,
  nei più diversi settori, perchè poi la polemica in Commissione la
  sappiamo fare  tutti,  dovrebbe puntare alla difesa delle proprie
  specificità intendendo  con  ciò  anche alla difesa delle proprie
  competenze, della  propria  cultura  e  delle  proprie conoscenze
  specifiche nel settore.  Non c'è l'esperto...

     PRESIDENTE. Grazie, onorevole Virzì.

     DI MARTINO . Nessun applauso dal centro-destra hai avuto.

         (Applausi dai deputati del settore di centro-destra)

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli.  Ne
  ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
  che quando il mio Capogruppo ha deciso di iscrivermi a parlare ho
  avuto qualche  perplessità  e vi dico subito perchè:  pensavo che
  ci fosse  un  conflitto  di  interessi nell'intervenire;  siccome
  sono stato abituato sin da piccolo al gusto del vino, pensavo che
  difendere  una   materia  del  genere  poteva  comportare  questo
  conflitto; poi mi sono ripreso immediatamente e ho pensato che il
  parlamentare siciliano,  come i parlamentari nazionali, non hanno
  vincolo di  mandato e quindi possono bene intervenire senza avere
  nessun problema  in  relazione  a  qualche  presunto conflitto di
  interesse,  ma,   bando  agli  scherzi,  io  devo  ringraziare  i
  presentatori di  questa  mozione,  cioè  i  parlamentari di Forza
  Italia ed  in  particolare,  debbo dire, l'onorevole Croce che da
  battagliero parlamentare,  questa  sera,  ha  dovuto  subire  gli
  strali di un  deputato  del  centro  -  non  so  a  quale partito
  appartenga  viste   le   trasmigrazioni  abbastanza  rapide  -  e
  quindi...

     PRESIDENTE. La prego di parlare della vite e del vino.

     STANCANELLI. Io  parlo  piano  proprio per non lasciare questo
  clima di serenità che c'è...

     PRESIDENTE. La prego di parlare della vite e del vino.

     STANCANELLI.  Infatti  sto  rientrando.  Volevo  ringraziare -
  dicevo -  l'onorevole  Croce  che ha posto un problema serio che,
  vedo, fa innervosire molto l'onorevole Lo Giudice, ma il problema
  è serio  perchè è un problema politico, sulla non copertura seria
  dei prodotti  siciliani  in  relazione a quanto valgono ed a come
  dovrebbero  essere  valorizzati, perchè, vedete, in questo ordine
  del giorno che fa riferimento soltanto ad un particolare prodotto
  della  provincia  di  Trapani,  io  rivedo  la  necessità  di una
  valorizzazione  di  tutti  i  prodotti della Sicilia, perchè devo
  parlare  anche  della  mia  provincia  di Catania, dove il "Rosso
  dell'Etna"  è  un  vino  altrettanto  doc  che  ha  bisogno delle
  provvidenze  che  la  legge  13  del  1986,  se  correttamente ed
  adeguatamente finanziata,  potrebbe aiutare. Ed io a questo punto
  mi rivolgo,  non come parlamentare di Alleanza Nazionale, ma come
  parlamentare della  provincia  di Catania, a tutti i parlamentari
  della    provincia   di   Catania,   a   qualunque   schieramento
  appartengano. Per esempio, vedo l'onorevole Pignataro che è stato
  sempre attento  ai  problemi  della  produzione  e non vedo altri
  deputati della  provincia di Catania, oltre ai deputati del Polo,
  gli onorevoli  Villari,  Rotella, Barbagallo e Maesano sono anche
  presenti.  Io  invito tutti i parlamentari di Alleanza nazionale,
  ecco, io  vi  ringrazio  perchè  mi  aiutate in questo intervento
  corale che  questa  sera  stiamo facendo, ecco, io apprezzo anche
  questo della  maggioranza  che  aiuta  l'opposizione  ed è quando
  l'opposizione è  costruttiva,  ed  allora,  tornando nel tema, io
  ritengo che sia  opportuno che una buona volta i parlamentari, al
  di là  degli  schieramenti  politici  e  partitici  si pongano il
  problema della  produzione seria, il problema dei contributi seri
  e non a  pioggia  che  possano  essere  dati  a  coloro  i  quali
  producono con i  loro  sacrifici.  i  quali  producono con i loro
  sacrifici.
       Io  ringrazio  l'onorevole  Cuffaro che finalmente ha capito
  l'importanza di un dibattito del genere.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Strano.

     STRANO  presidente,  onorevoli  colleghi,  certo  il momento è
  delicato e  capiamo  l'importanza di questo dibattito e chiosando
  una vecchia  espressione  che  il  buon  vecchio  Amedeo  Nazzari
  propose in un  fil  'La cena delle beffe' che lei ricorderà, caro
  presidente, dicendo  'chi  non  beve  con  me  peste  lo  colga',
  potremmo dire  che  se  andasse  avanti, caro Totò, permettimi di
  chiamarti così,  se  andasse  avanti  così  la tua politica, buon
  vecchio mio,  nei  confronti  del  vino siciliano, potrebbe anche
  darsi che un  giorno tutti i bevitori, i santi bevitori di questa
  Regione...

     CUFFARO,  assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste, santi
  bevitori o bevitori del vin santo?...

     STRANO ..no, è  una  cosa che non puoi capire. E' una cosa che
  soltanto Zanna  può  capire,  cosa  significa  'santo bevitore' e
  qualche altro.  Poi  te  lo spiegheremo in un'altra sede. I santi
  bevitori potrebbero  invocare la peste per questo Governo, perchè
  potrebbero forse non bere più di quel dolce vino che la natura ci
  ha regalato.
       Vede, io  qui  questa  sera  oserei  dire  che  non si parla
  soltanto di  vino,  presidente, la prego, le dico subito: il vino
  non è soltanto un bene, una coltura, il vino è una cultura ed una
  filosofia per  questa  terra,  per  questa  terra  nella  quale i
  vigneti  hanno  ispirato  Martoglio,  hanno  ispirato  scrittori,
  Ercole Patti,  il bellissimo 'Novembre', lo conoscerete tutti, fu
  tratto un  grande  film  di  Mario  Bolognini negli anni '60, che
  narrava la  storia  di  questa provincia di Catania così piena di
  questo humus fertile  che  nasce  dalla  terra  e che nel vino si
  realizza.
       E  allora,  cari  amici,  è  necessario  che  voi  prendiate
  contezza   di   quanto  sia  dissennato  non  andare,  presidente
  Capodicasa che  ringraziamo  per  la pazienza e per la cortesia e
  per l'attenzione  che  ci  sta dedicando, è necessario che questo
  Governo prenda  atto  che  questo  impegno  che noi vi proponiamo
  venga accolto da lei con atti sostanziali.
       Ci dispiace  che  manchi  l'onorevole  Piro,  ma lo sappiamo
  anche è  sensibile, in quanto della forestale si è occupato molto
  spesso negli  anni  passati e dei problemi dell'agricoltura e che
  quindi ci  sia  un  rifinanziamento  cospicuo,  proprio  per  non
  andare, caro  Virzì,  non  lo  vedo  in  Aula  ma,  ecco, vecchio
  folletto di Tolken,  ti  aggiri come un satiro, e allora è giusto
  che questa  terra  ritrova il gusto di potenziare questo settore.
  L'invasione  del  'beau  joleaux' nei nostri mercati, l'invasione
  offensiva, coloniale  dopo  che  noi mandiamo quello che poc'anzi
  l'onorevole Virzì  con  dovizia  di  argomenti  e  compiutezza di
  espressioni  dipingeva,  non è più possibile continuare. Leggevo,
  onorevole Cuffaro, una  sua intervista pochi giorni fa e andava e
  menava vanto perché  in  Europa  il  vino  va  avanti. Ma cosa va
  avanti?  Va avanti  il  dramma  di  gente  che  attraverso queste
  provvidenze e queste sfasature nei termini non riescono a trovare
  soddisfazione,  famiglie  che  hanno  riposto nell'agricoltura le
  loro speranze e  per un fatto di tempi, di tempistica, di mancato
  finanziamento e, allora,  che si abbia il coraggio di abrogare le
  norme, vengono disilluse, vengono abbandonate.
       Cosa dire  della Provincia di Enna, onorevole Grimaldi, dove
  del buon vino ancora esiste, ma che vede ...

     CUFFARO,  assessore per l'agricoltura e le foreste. Questo no,
  non glielo posso permettere

     PRESIDENTE. E' un vino poetico quello dell'onorevole Strano in
  provincia di Enna

     STRANO. Ed allora,  concludendo vi dico fate sì che non vi sia
  un altro Amedeo  Nazzari  e  che non vi auguri la peste, la peste
  naturalmente non in  senso fisico e neanche in senso politico, in
  senso bonario, fate  sì  che questo settore ritrovi lo slancio di
  una volta, che  i nostri scrittori ritornino a parlare dei vecchi
  vigneti, che i bambini ritornino a correre sotto i filari, che la
  gente raccolga  questi grappoli, che nelle cornucopie si rifaccia
  ancora una volta  il  messaggio  del  vino  ed  allora la Sicilia
  ritroverà ancora  una  volta  questa isola circondata dal mare lo
  slancio di una volta.

                 (Applausi dai banchi della destra)

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ricotta. Ne ha
  facoltà.

     RICOTTA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  se  qualche  anno  fa  mi avessero detto che avrei parlato ad una
  certa  ora della notte di vino e di vite sicuramente non mi sarei
  candidato,  perché  io  credo  che  ci  siano  tanti modi di fare
  politica,  però  quello  che  stiamo attuando in questa occasione
  sicuramente non ci fa onore.
       Non fa onore  al  Governo  che  a  qualsiasi  costo cerca di
  mantenere una posizione  non avendo i numeri adeguati per farlo e
  credo che  non  faccia  onore  nemmeno all'opposizione che pur di
  contrastare un  Governo inadeguato debba ricorrere a questi mezzi
  per condurre quella  che non è più una battaglia politica, ma sta
  quasi sfiorando la farsa.
       E credetemi io  non  credo che si possa continuare in questo
  modo, assolutamente non  credo  che si possa continuare a fare il
  muro contro muro  non tenendo assolutamente conto di quella che è
  veramente la realtà.
       Io credo che  si debba andare ad una riflessione da parte di
  tutti, si  debba  veramente  verificare,  come diceva l'onorevole
  Pellegrino stamattina,  si  debba  verificare  se  esiste  questa
  maggioranza e,  allora, se questa maggioranza esiste che si metta
  a lavorare, ma  se  questa  maggioranza  non esiste deve avere il
  coraggio non di  gettare  la spugna, ma di fare il passo ad altre
  possibilità o  compagine  che  possano  essere più garantiste per
  quello  che è il futuro della Sicilia.  Io credo che noi possiamo
  continuare   qua,   per  tutta  la  notte,  a  parlare,  ora,  di
  quest'ordine  del  giorno,  più  tardi, di tanti altri ordini del
  giorno  che  verranno fuori, ma sicuramente non avremo risolto il
  problema  di  una  maggioranza che deve per forza continuare, non
  tenendo  conto  della  realtà  e  di  un'opposizione che vuole, a
  qualsiasi costo, non permettere questo cammino della maggioranza.
       Io non lo  so  se  rischiamo,  a questo punto, di ubriacarci
  tutti, continuando a parlare di vino e che non sia, veramente, il
  caso di tirar fuori  la sobrietà per cercare di discutere in modo
  corretto e dignitoso  di  quello  che  deve  essere  il futuro di
  questa Assemblea.
       Onorevoli colleghi, io  credo  che  ognuno di noi debba fare
  una  riflessione,  la  sollecitazione  principalmente  é  per  il
  Presidente della Regione  e che non si possa continuare in questo
  modo. Si debba  fare  una  riflessione  e si debbano tirare delle
  conclusioni.
       Dobbiamo stabilire  se dobbiamo continuare così e per quanto
  o se bisogna cambiare atteggiamento.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
  facoltà.

     LEONTINI. Signor  presidente, onorevoli colleghi, stavo per un
  attimo,   nell'ascoltare   l'intervento   del   collega  Ricotta,
  convincendomi, analogamente  a quanto lui rifletteva ed indicava,
  della necessità di  cambiare,  di  modificare  il  clima che si é
  instaurato  in Aula,  ma  per  un  attimo  soltanto,  sono  stato
  sfiorato da questo  assillo, se poi é sopravvenuta una successiva
  ed immediata riflessione,  che  anche su un argomento come quello
  di cui stiamo discutendo, da parte dei ranghi e dei settori della
  maggioranza si é presa  la  parola  in  Aula  e  si é intervenuto
  sull'argomento che,  onorevolmente  dal  collega  Croce,  é stato
  sottoposto all'attenzione di tutti i colleghi, con l'intento, non
  soltanto di entrare nel merito della questione, ma addirittura di
  contestare all'onorevole  Croce  che ha sottoposto a tutta l'Aula
  un  argomento   del   genere,   il   primato   della  iniziativa,
  finalizzando  il   proprio   intervento  ad  isterilire  l'intera
  problematica  e   a   cercare   di   contestare   e  contrastare,
  all'onorevole  Croce,  il  contenuto  e  la  validità  della  sua
  iniziativa.
       Io vorrei  chiedere  all'onorevole  Turano  se siamo qui per
  isterilire e  immiserire reciprocamente le nostre iniziative, se,
  rispetto alla  tribuna  provinciale  é  dovere  di  ogni  collega
  prendere la parola soltanto per inficiare l'argomentazione altrui
  o non si ha  il  dovere  di tenere conto di una problematica come
  questa,  della   quale   l'onorevole   Turano   dovrebbe   essere
  destinatario nella stessa  misura  in  cui lo é stato l'onorevole
  Croce che sensibilmente ha sottoposto l'argomento a tutta l'Aula.
       Io vorrei chiedere all'onorevole Turano se é destinatario di
  sollecitazioni diverse da  parte dei produttori di vino della sua
  provincia e della  nostra  Regione.  Io  vorrei sapere se é stato
  raggiunto da  sollecitazioni,  indicazioni e suggerimenti di tipo
  diverso. Siccome non  é  così,  perché  siccome sia lui, come me,
  come l'onorevole Croce,  come  tutti  noi  abbiamo  avuto modo di
  contattare, di  essere stati oggetto, destinatari delle proteste,
  delle sollecitazioni,  delle  rimostranze,  delle  aspirazioni di
  questa categoria, non  ha senso intervenire in Aula, ecco perché,
  caro onorevole Ricotta, io ho avuto soltanto per un attimo questo
  dubbio e poi sono  rientrato dal dubbio perché mi sono reso conto
  che  un  problema  del genere non poteva non essere trattato così
  come  è stato trattato dall'impostazione dell'onorevole Croce. In
  un  momento  in  cui, oggi, stiamo cercando di confrontarci sulla
  predisposizione  degli strumenti di programmazione non si può non
  tener  conto  che  un  piano  vitivinicolo  del  1993,  che non è
  riuscito  a  programmare, o comunque a correggere le storture che
  risiedono  nella  applicazione dell'articolo 27 della legge n. 13
  del  1986, oggi, alla vigilia di una programmazione fondamentale,
  che  è quella relativa alla finanziaria, che è quella relativa al
  bilancio,  in  questa Aula non si può non porre il problema, così
  come è stato posto in questo ordine del giorno.
       Si  è detto  ci  sono  situazione  di  produzione  che  sono
  sottoposte ad una  disparità  di  trattamento,  ad  un differente
  trattamento, c'è una  situazione negativa derivante dal fatto che
  la legge non è  stata rifinanziata, la disparità di trattamento è
  accentuata  ed  acutizzata  dal  fatto  che  l'Ispettorato  delle
  foreste     ha    trasmesso    agli    Ispettorati    provinciali
  dell'agricoltura  le  pratiche  per  ammetterle  al  POP  con  la
  riduzione di dodici  punti  in  percentuale  dei  benefici  e dei
  finanziamenti, c'è la  necessità di correggere questa stortura di
  impostazione, questa  diversa  applicazione,  questa disparità di
  trattamento e c'è la  necessità  di farlo proprio oggi che stiamo
  parlando di strumenti di programmazione.
       Non  ha senso  contestare  una  iniziativa  del  genere  nei
  termini in cui  è  stata  contestata,  cioè  siamo  della  stessa
  provincia lui la materia  la sta impostando in modo errato, io la
  sto  impostando  in modo corretto.  Non c'è, assolutamente, nè la
  necessità,  nè  sicuramente  la giustificazione, la legittimità a
  porre il problema in questi termini quando tutti i settori, tutti
  i  partiti,  tutti  i  Gruppi, tutti gli uomini di Governo, tutti
  noi,  da  queste  categorie  siamo  stati sollecitati soltanto in
  questa direzione.
       Nessuno sta contestando nulla; nessuno ha attaccato nessuno.
       Si  è  detto  che proprio in questo momento, alla vigilia di
  una  programmazione  importante,  non  si  può non inserire nella
  programmazione  e  nel  bilancio  una  sensibilità  del genere e,
  quindi,  la eliminazione di questa stortura e di questa disparità
  di trattamento.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

    LA GRUA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LA GRUA. Signor Presidente, la discussione su questo ordine del
  giorno  ci  ha  portato  all'una  meno  un quarto.  Io ritengo di
  interpretare  un po' gli intendimenti, i sentimenti dei colleghi,
  nel richiederle, ecco, le intenzioni che ha la S.V. sul prosieguo
  di  questi  lavori,  tenuto  conto che domani mattina l'Assemblea
  dovrà  riprendere  i  lavori.  Quindi,  sarebbe  opportuno che ci
  organizzassimo.

    NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    NICOLOSI. Signor Presidente,  io ho consultato gli articoli del
  Regolamento  che  regolano la discussione in Aula. Lei sa io sono
  rispettosissimo  delle  prerogative istituzionali e di quelle del
  Presidente    in   particolare,   perchè   servono   a   lavorare
  discretamente,  almeno, in questa Aula. Però, non trovo in alcuna
  parte   una  opportunità  offerta  dalla  Presidenza,  senza  una
  valutazione  da  parte dell'Aula, che la discussione possa essere
  bloccata,  con  il limite delle iscrizioni, sostanzialmente nella
  fase iniziale in cui questo avviene.
       Adesso, per questo  ordine  del giorno, non voglio discutere
  le decisioni da lei  assunte,  non  mi  permetto  di farlo. Però,
  pregherei che, ove nei futuri ordini del giorno dovesse porsi una
  questione di questo  tipo   venga affrontata dall'Aula e valutata
  ed eventualmente  decisa  secondo  quello che sarà l'orientamento
  che scaturirà dalle  posizioni  dei  componenti di questo organo.
  Perchè credo che, al di là di tutto, e probabilmente ci sia, e ci
  sarà  anche  in   questo   ordine  del  giorno,  qualche  volontà
  ostruzionistica,  però   l'argomento   lo  trovo  di  particolare
  interesse. Ed è uno  degli  argomenti intorno al quale può essere
  giocata anche una  prospettiva  di sviluppo della realtà agricola
  siciliana.
       Per  cui,  al  di  là di tutto, ripeto, ed io condivido solo
  parzialmente   le   logiche   ostruzionistiche, questo  argomento
  meriterebbe  il  tempo necessario anche attraverso gli interventi
  di  chi  pensava di offrirli dopo la fase in cui si era chiusa la
  iscrizione a parlare.

     PRESIDENTE. Ricordo all'onorevole  Nicolosi  che ho chiesto ai
  deputati  dell'Assemblea   se  bisognava  considerare  chiuse  le
  iscrizioni a parlare dopo  che  ci  sono stati iscritti a parlare
  circa venti deputati.
       Ho  interpellato   l'Assemblea,   ha  assentito  questa  mia
  richiesta. Per quanto  riguarda la richiesta fatta dall'onorevole
  La Grua ritengo che  occorre concludere questo ordine del giorno,
  dopo di che facciamo  il punto della situazione e decideremo come
  andare avanti.

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
  dell'onorevole Nicolosi che  ogni  tanto  ci da lezioni improprie
  perchè tardive di buon  senso,  credo debba farci ragionare sullo
  spettacolo che quest'Aula ha dato qui stasera.
       Io  posso  dire quello  che  penso,  anche  perchè  non  sto
  parlando ridendo e ridendo  di  me stesso mentre parlo come hanno
  fatto  molti dei  deputati  che  sono  intervenuti  qui  stasera,
  sottovalutando il fatto che le  telecamere sono di la e di qua, e
  che anche quando uno si gira di la a ridere di quello che si dice
  da questo podio c'è la telecamera da quel lato che vi riprende.
       Credo, proprio  perchè  parlo  dall'opposizione, che bisogna
  difendere  il  diritto-dovere   di   chi   fa   opposizione.   E,
  l'opposizione va fatta con rigore e noi la facciamo.
       Credo  che noi  stasera  dobbiamo  andare  avanti  onorevoli
  colleghi,  andiamo  avanti   con   gli   ordini  del  giorno.  E'
  un'opposizione seria se  ha  a  cuore l'approvazione degli ordini
  del giorno; noi ci  siamo  battuti  perchè  due nostri ordini del
  giorno  venissero approvati,  perchè  riguardavano  la  vita  dei
  lavoratori.
       Signor  Presidente,  è  la  prima volta che prendo la parola
  nella  giornata  di  oggi  per dire che noi non stiamo facendo un
  buon  servizio a quest'Aula al di là della nostra collocazione, e
  la cosa che più mi preoccupa amici del Polo .....

                 (Interruzioni dai banchi della destra)

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  sto dicendo che bisogna andare
  avanti.  Io  sono  perchè noi andiamo avanti con gli altri ordini
  del  giorno  anche  perchè  ho visto che ci sono degli ordini del
  giorno qui molto interessanti e io vorrei vedere come si atteggia
  il  Governo  della Regione e come si atteggiano quei parlamentari
  che  fanno  capo ai firmatari di quegli ordini del giorno e parlo
  sugli   ordini   del   giorno   indecorosi  sulla  sanatoria  per
  l'abusivismo lungo le coste.
       Io  voglio  che si  discuta  stasera  e  che  quest'Aula  si
  pronunci   sull'atteggiamento    degli    speculatori    e    dei
  rappresentanti,  degli   abusivi  e  degli  speculatori.  Allora,
  andiamo avanti.

                   (Applausi dai banchi della destra)

       Non ho bisogno di  applausi,  caro  Croce,  e  non  sto  qui
  venendo a parlare, ridendo  e  inventandomi  le  cose da dire per
  discutere in venti, per  intervenire  in  venti  su un ordine del
  giorno che non si  capisce  visto  che faccio parte ostruzionismo
  voi stessi all'ordine del giorno.
       Avete  costretto anche  il  presidente  Provenzano  con  una
  fatica ad intervenire  in  modo  ostruzionistico. Allora, andiamo
  avanti Presidente. Lei faccia  rispettare  i  tempi  e  li faccia
  rispettare come vanno rispettati sull'ordine del giorno e andiamo
  avanti a discutere questi  ordini  del  giorno  e  vediamo  se  i
  firmatari  degli  stessi   li  hanno  presentati  perchè  vengano
  approvati o se li  hanno  presentati solo per farci perdere tempo
  su  una  cosa che  è  l'esercizio  provvisorio  della  Regione  e
  probabilmente c'è un limite  della Presidenza che ha messo ordini
  del giorno che non hanno  niente  a  che vedere con il disegno di
  legge che è qui in discussione.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sulla proposta dell'onorevole
  Forgione  possono parlare un deputato a favore e uno contro e poi
  verrà posta in votazione.

     ALFANO. Chiedo di  parlare  contro  la proposta dell'onorevole
  Forgione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, io intervengo
  per dissentire dalla proposta  dell'onorevole Forgione e per dare
  il mio consenso alla proposta del Presidente Silvestro il quale a
  seguito dell'intervento dell'onorevole La  Grua  ha  detto  che è
  intenzione della presidenza  dell'Assemblea far concludere questo
  ordine del giorno e dopo  fare  il  punto  della  situazione;  la
  Presidenza dell'Assemblea ha detto questo.
       Ora su questo aspetto  io  vorrei  ricordare al parlamentare
  svogliato, onorevole Forgione, che  noi  non  siamo  in  sede  di
  discussione  di  esercizio   provvisorio,   siamo   in   sede  di
  discussione dell'articolato della  legge finanziaria, prendo atto
  che  l'onorevole Forgione  ammette  di  avere  fatto  confusione,
  quindi passo all'altro argomento.  L'altro argomento di principio
  vacuo come principio sottoposto a questa Assemblea dall'onorevole
  Forgione   riguarda   il   diritto-dovere   dell'opposizione   di
  esercitare il proprio ruolo. Io  credo  che  noi non stiamo dando
  uno spettacolo indecoroso questa  sera,  io credo che questa sera
  si stia svolgendo un  dibattito  sull'ordine del giorno a termini
  di regolamento, io non so  chi  abbia titolo in questo Parlamento
  per  fare la morale a  qualche  altro  e  chi  abbia  titolo  per
  riceverla la morale, io so  solo  che in questo Parlamento si sta
  consumando  un atto politico  e  che  tolleranza  parlamentare  e
  tolleranza politica vuole che non ci siano, come dire, tentazioni
  di  impartire  lezioni soprattutto  di  stile  a  qualche  altro,
  altrimenti caro onorevole Forgione  ci  viene  sempre  il  dubbio
  sulla  premessa  e  cioè  che  lei  in  questa  Aula  rappresenti
  l'opposizione.

     SPEZIALE.   Chiedo  di   parlare   a   favore  della  proposta
  dell'onorevole Forgione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sinceramente
  io penso che il livello di discussione di stasera penso che abbia
  avuto ragione l'onorevole Beninati in una conversazione personale
  che mi ha fatto,  in  effetti il livello dell'Assemblea regionale
  sta  molto  decadendo,   ha   ragione  l'onorevole  Beninati  che
  veniva ...

     LA GRUA . Lei è  molto  corretto  a  riferire  una discussione
  personale

     SPEZIALE.   ...l'onorevole   Beninati  commentava  con  me  un
  giudizio  che veniva  espresso  da  un  amico  comune  che  aveva
  assistito in televisione allo svolgimento dei lavori d'Aula.
       Tuttavia, Signor  Presidente,  qui  l'opposizione  pone  una
  questione:   è  loro   diritto   continuare   a   perpetuare   un
  atteggiamento ostruzionistico. Io penso  che  non  lo condivido e
  che loro stanno ricorrendo  agli  strumenti regolamentare che gli
  vengono offerti per dilatare il più possibile l'approvazione dell
  strumento finanziario, della legge  finanziaria  e  anche poi del
  bilancio,     ma  è  altrettanto  diritto  della  maggioranza  di
  regolarsi  di  conseguenza.
       Pertanto,  mi  sembra  persino  ovvio  che, di  fronte ad un
  atteggiamento  estremo  qual  è  quello  ostruzionistico,  noi le
  chiediamo  di  continuare  ad  oltranza  nella  discussione degli
  ordini  del giorni che fra l'altro sono sottoscritti dai deputati
  del  Polo  e  quindi  mi  sembrerebbe  un  modo  come  evitare il
  dibattito.  Noi vogliamo affrontarlo il dibattito; per cui invito
  l'Aula  ad  andare  ad oltranza nella discussione dell'ordine del
  giorno, della finanziaria e del bilancio modificando parzialmente
  anche le decisioni prese in sede di Conferenza dei presidenti dei
  Gruppi  parlamentari.  Io  pregherei  i colleghi parlamentari del
  Polo  di  evitare inutili commenti ed inutili interruzioni perchè
  questo  non  aiuta.  Pertanto,  signor  Presidente, sono a favore
  della proposta e la invito a porla in votazione.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  proposta dell'onorevole
  Forgione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

                   (Proteste dai banchi della destra)

       La seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 00.56, è ripresa alle ore 00.58)

       La seduta è ripresa.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo tornare
  sulla  questione  della  direzione  dei lavori d'Aula, lei sa non
  vorrei  eccepire  queste  cose perchè bisogna trovare una maniera
  che  sia  accettabile, siccome più volte in questa Aula, forse in
  qualche  momento  delle varie presidenze, è stato contestato, lei
  poco  fa  alla  mia richiesta di potere esprimere la mia opinione
  circa la questione sorta, ha  invocato  l'articolo  110  e non ha
  consentito che intervenissi per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Il  110 è sulla richiesta dell'onorevole Forgione.
  Lei ha  chiesto  chiarimenti  sulla  discussione  sull'ordine del
  giorno.

     NICOLOSI.  Signor   Presidente,   forse   non  è  stata  fatta
  attenzione alla mia  richiesta. Deciso che una persona a favore e
  una contro parlava sulla proposta dell'onorevole Forgione, si era
  poi deciso di  andare  al voto.  Prima di votare volevo esprimere
  il mio voto.  Non  mi  è  stato  consentito  di  farlo ed è stato
  invocato l'articolo 110.  A mio avviso non trovo nell'articolo in
  questione un  impedimento  alla  possibilità che un parlamentare,
  prima di votare, possa esprimere la propria opinione.
       Siccome, la  questione  sottoposta a voto è risultata essere
  quella dell'onorevole Forgione integrata dalla indicazione finale
  dell'onorevole Speziale che dice, non soltanto, affrontiamo tutti
  gli ordini del giorno, - io potrei anche concordare sulla ipotesi
  fatta dall'onorevole Forgione  -  ma poi si è detto anche andiamo
  avanti con la finanziaria  e  con  il bilancio. Il che in qualche
  modo sconvolge  le  decisioni  assunte ieri sera nella Conferenza
  dei presidenti  dei  gruppi  parlamentari,  dove  era  stato  già
  delineato  un   percorso   che   affidava   alla  seduta  odierna
  l'opportunità di essere tenuta fino a circa la mezzanotte.
       Posso comprendere che una manifestazione di partito e quindi
  non una  necessità  dell'Aula abbia comportato uno slittamento di
  qualche ora e quindi che  si possa andare fino alle 2, alle 3 del
  mattino ...

     LO CERTO .  Intervenga  sull'ordine  dei  lavori.  Faccia  una
  proposta.

     PRESIDENTE. Qual è la proposta, onorevole Nicolosi?

     NICOLOSI. Aderisco a  quanto  peraltro  già deciso che si vada
  avanti esaurendo tutta la parte degli ordini del giorno.
       Deve essere chiaro che  se  finiamo  alle  7  o  alle  8 del
  mattino non è che  si  può pensare di andare avanti ad affrontare
  le altre questioni  perché  tutto  questo  ha bisogno di un altro
  passaggio   nella    Conferenza   dei   presidenti   dei   gruppi
  parlamentari, dove era  stato  già  stabilito  un percorso che si
  vuole stravolgere attraverso atti di forza dentro quest'Aula.
       Se  questo   dovesse   essere,   pregherei   il   Presidente
  dell'Assemblea,  se   ritiene   di   andare  avanti,  secondo  me
  attraverso colpi di  mano,  di  consentire  almeno  che  tutte le
  questioni poste, ogni volta che i parlamentari chiedono di potere
  intervenire, purché  lo facciano ai sensi del Regolamento, questo
  sia consentito. Altrimenti, si imbarbarisce tutto in quest'Aula.

     PRESIDENTE. Vorrei  ricordare  all'onorevole  Nicolosi che per
  quanto riguarda  la  proposta  sull'ordine  dei  lavori,  non c'è
  dichiarazione di voto.
       Il Regolamento parla  espressamente di un oratore a favore e
  uno contro e poi si vota per alzata e seduta.
       Altra cosa è la discussione sugli ordini del giorno. In quel
  caso ci sono  gli interventi della discussione generale e poi gli
  interventi per dichiarazione di voto.
       Non  vorrei   che   si   confondessero   gli   articoli  del
  Regolamento.
       Prego i colleghi,  avendo la Presidenza fatto uno sforzo per
  garantire il rispetto  delle  regole  del Regolamento, che ci sia
  anche uno sforzo di  tutti  i colleghi deputati, perché ci sia un
  approfondimento e una conoscenza del Regolamento.
       Così  andiamo  più  speditamente  avanti  e  nessuno  ha  il
  sospetto che qui  ci  possono  essere  da parte dei presidenti di
  turno posizioni che possono in qualche modo violare i diritti dei
  parlamentari.

     ALFANO.   Vorrei   intervenire   a   favore   della   proposta
  dell'onorevole Nicolosi.

     PRESIDENTE.   Voglio   ricordare  all'Aula  che  su  richiesta
  dell'onorevole  La   Grua,   così  come  era  orientamento  della
  Presidenza per quanto riguarda l'ordine dei lavori, la Presidenza
  ha detto che "a fine discussione e votazione del primo ordine del
  giorno, avremmo fatto il punto della situazione".
       Dopo di  che  ha  preso  la  parola  l'on.le  Forgione  e ha
  avanzato la  proposta  formale  che  io, a nroma del regolamento,
  sono obbligato  a  porre  in  discussione  e  poi  alla votazione
  dell'assemblea.  L'Assemblea  ha determinato la continuazione dei
  lavori. Si proceda.

     ALFANO.   La   proposta   è  stata  integrata  dall'intervento
  dell'onorevole Speziale.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'ordine del giorno?

     CAPODICASA,  presidente della Regione.  Signor  Presidente, io
  credo che se  stessimo discutendo seriamente di materie che hanno
  la loro importanza,  sarebbe  serio anche che il Governo desse un
  parere meditato.  Però,  come  si  può  ben vedere dall'andamento
  della discussione, non  si tratta di una discussione che riguarda
  il merito. Si è  parlato  di  tante cose negli interventi che non
  avevano nulla a  che  vedere  con l'argomento e noi sappiamo bene
  perchè. Non abbiamo dubbi, qualcuno ce l'ha l'on.le Nicolosi, che
  si tratta - forse - di ostruzionismo, se l'on.le Nicolosi accetta
  un suggerimento Le  confermo che si tratta di ostruzionismo, così
  si leva l'ultimo dubbio che gli è rimasto.

     LA GRUA . Da parte del Governo?

     CAPODICASA,  presidente della Regione.  Da  parte  del Governo
  sicuramente, l'opposizione  no, l'opposizione vuole andare avanti
  e visto che è così ha fatto trentadue interventi su un ordine del
  giorno, sul quale  non  conosce neanche il parere del Governo, il
  quale avrebbe potuto  perfino  essere  d'accordo e non ci sarebbe
  stato  bisogno   di  brindare  con  tutte  queste  tonnellate  di
  ettolitri di vino che si sono sprecati questa sera da quel podio.
       Il problema non  è  -  chiaramente,  il  merito. Per cui per
  rispetto alla serietà di quest'Aula, dichiaro il parere contrario
  del Governo solo protesta contro questo modo di procedere.

                   (applausi dai banchi di sinistra)

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA .  Chiedo  di  parlare.  Signor  Presidente, onorevoli
  colleghi, poichè io  non  sono  sicuramente fra quei colleghi che
  secondo l'on.le  Forgione  e  secondo  il  Presidente  Capodicasa
  avrebbero affrontato  l'argomento con scarsa serietà, ammesso che
  ce  ne  siano stati  ma  io  non  ho  colto  di  questi  tipi  di
  interventi, ho le  carte in regola per contestare e per rispedire
  al mittente le  censure  che  sono state mosse sia dal Presidente
  Capodicasa che  dal  collega  Forgione.
       Il mio intervento, onorevole Forgione, onorevole Presidente,
  è stato un  intervento  serio,  che  ha  posto  in termini seri e
  concreti il dramma, il problema dell'agricoltura siciliana, della
  disapplicazione della  legge  13  dell'86,  dei guasti che questa
  disapplicazione ha portato all'agricoltura siciliana, ho indicato
  le difficoltà  nelle quali si travano gli agricoltori ragusani ed
  in  particolare,   i   serricoltori  e  chiamo  qui  a  testimone
  l'onorevole Zago che è un attento parlamentare della provincia di
  Ragusa e conosce, forse meglio di me, i problemi che attanagliano
  l'agricoltura  iblea  ed  in particolare della serricoltura della
  fascia  trasformata  anche in ragione del mancato rifinanziamento
  della Legge  13  dell'86. Ho fatto quindi un intervento serio, un
  intervento    che   mirava   proprio   a   porre   all'attenzione
  dell'Assemblea un  problema  che era vero, reale, un problema che
  doveva quindi  essere  preso  nella  dovuta  considerazione da un
  Governo serio, da  un  Governo  attento,  ma  a me pare, a questo
  punto, che questo Governo si confermi ancora una volta un Governo
  scarsamente    serio,   un   Governo   disattento,   un   Governo
  inconcludente ed  incapace  di  affrontare  in  termini  reali  e
  concreti e  positivi  quelli che sono i problemi dell'agricoltura
  che rimane  un  settore  negletto ed abbandonato pur avendo delle
  potenzialità   che,   se  fossero  adeguatamente  attenzionate  e
  valutate,  potrebbero  dare  impulso  alla crescita sociale, alla
  crescita economica delle nostre terre.
       Questo,  purtroppo, non avviene. Noi vediamo un Governo allo
  sbando,   un   Governo  che  trascura  completamente  i  problemi
  dell'agricoltura  e  questo  ordine  del  giorno  serve proprio a
  sottolineare  le  carenze  di  un  Governo  e serve soprattutto a
  stimolare  un Governo così incapace, un Governo così disattento a
  stimolarlo  per  prendere  nella dovuta considerazione i problemi
  dei  viticoltori  della  provincia  di Trapani che stanno vivendo
  momenti  di  difficoltà  proprio  perchè  questa disapplicazione,
  questo  mancato rifinanziamento della Legge 13/86, l'applicazione
  del POP,  della  misura  8.3,  stanno creando delle displasie fra
  agricoltori, viticoltori  che  hanno fatto le richieste entro una
  certa data e quelli che hanno superato questa data.
       Ecco quindi la serietà di un intervento della maggior parte,
  direi,  di  tutti  gli  interventi  dei deputati che hanno voluto
  partecipare  con  impegno e con serietà alla discussione generale
  ed  ecco  perchè io esprimo, Signor Presidente dell'Assemblea, se
  mi  presta attenzione, il mio voto favorevole all'accoglimento di
  questo  ordine  del giorno che, ripeto, costituisce un momento di
  riflessione,  un momento quindi di attenzione che il Governo deve
  porre  a  questo problema che, ripeto, non è soltanto un problema
  della    viticoltura    del   trapanese,   ma   è   un   problema
  dell'agricoltura   siciliana,   un  problema  della  serricoltura
  ragusana.

     ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA . Il suo noviziato non ci può danneggiare. Pretendiamo
  il rispetto del Regolamento.

     PRESIDENTE.  Durante  la  discussione,  il  Presidente  ha  la
  facoltà  di  interpellare l'Assemblea perchè manifesti se debbano
  ritenersi chiuse da quel momento le iscrizioni a parlare.
       La  richiesta  di  chiusura  delle  iscrizioni a parlare può
  essere fatta da cinque deputati, dal Governo o dalla Commissione.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sulla proposta di iscrizione.

     PRESIDENTE. E' il Regolamento, onorevole Nicolosi.

     NICOLOSI. Non è il Regolamento. Lei parla di un'altra cosa.

     PRESIDENTE. Me lo vuole spiegare, onorevole Nicolosi.

     NICOLOSI.  Signor  Presidente,  quando  si parla di votazioni,
  fino  a  quando non si mette in voto la proposta, si può chiedere
  di  parlare.  Ogni deputato che ritenesse di esprimere la propria
  posizione  prima  di  votare  lo  può  fare;  una  cosa  sono  le
  iscrizioni  a parlare sull'argomento, una cosa è l'iscrizione per
  quanto  riguarda  la  dichiarazione di voto. Fino a poco prima di
  votare,  il  deputato può dire come vuole votare; non deve essere
  preventivato  quando  lo deve dire. Lo dice nel momento in cui si
  vota, non prima.
       Allora  mi  dica  quando  e  dove è scritto che il deputato,
  dovendo votare, deve dirlo prima di iscriversi; lo fa nel momento
  in  cui  si  fa  un convincimento; poco prima di votare chiede di
  votare  e  va al microfono e spiega perchè vota sì o no, ma è una
  cosa  diversa  l'argomento di cui si tratta; lì, Lei può chiedere
  se le iscrizioni sono concluse oppure no. Quando si vota, fino al
  momento   di   votare,   ci   si  può  iscrivere  a  parlare  per
  dichiarazioni  di  voto.  Questo  non credo possa essere messo in
  discussione.

     PRESIDENTE. Gli iscritti a parlare.

     NICOLOSI. E' una cosa diversa.

     PRESIDENTE. Se lei ascoltasse. Io ho detto: leggo gli iscritti
  a  parlare.  Dopo  aver  letto  gli  iscritti  a  parlare,  pongo
  l'Assemblea nella possibilità di chiudere le iscrizioni a parlare
  per dichiarazione  di  voto.  Io  intanto  leggo  gli  iscritti a
  parlare, non vorrei che poi dimenticassi qualcuno....

     NICOLOSI. Il  convincimento  ad esprimere un voto lo si matura
  nel momento in  cui  lo si vuole maturare, non prima, lei non può
  impedire ....

     ODDO. ...non sei a casa tua...

     NICOLOSI. ...ci sono  delle  questioni di principio su cui non
  si può  derogare.  Il  convincimento  circa la manifestazione del
  voto lo si matura  in  quel  momento  e  ci  si  iscrive  in quel
  momento. Non si può pregiudicare...


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Che ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  presidente,  onorevoli colleghi, il gruppo di
  Forza Italia voterà  a favore e lo ha già ampiamente motivato nel
  corso degli  interventi  che  si  sono dispiegati in questo ampio
  dibattito e credo  che il fatto stesso che il dibattito sia stato
  così lungo  ed  articolato,  abbia  consentito  nel  merito della
  questione riguardante l'agricoltura a Trapani, all'opposizione di
  far valere le  proprie  ragioni,  che  sia  buone o poco buone lo
  diranno i  cittadini  e  gli  agricoltori  di  Trapani  quando si
  recheranno alle  urne,  ed  alla  maggioranza ed al Governo abbia
  consentito di  spiegare  delle  altre  ragioni.
       Dicevo che  vi  è  senz'altro stata la possibilità, da parte
  del Governo  e  della maggioranza, di esprimersi sul merito della
  questione e siccome  lo  ha fatto la maggioranza e credo lo abbia
  fatto  qualche deputato della maggioranza in rappresentanza della
  voce  del  Governo,  ci  sorprende l'atteggiamento del presidente
  della Regione,  il  quale  per  protesta  nei  confronti del Polo
  dichiara di esprimersi in direzione contraria a questo ordine del
  giorno.
       Noi avremmo accettato  di  buon  grado  la  contrarietà  del
  Governo nel merito della  questione, così come, per esempio, come
  gli argomenti accennati  in quest'Aula dall'onorevole Turano, che
  non sono dalla gran parte dei deputati che si sono susseguiti sul
  palco  dopo  lo  stesso  onorevole  Turano  condivisi,  ma  erano
  argomenti di merito. L'argomento  di  protesta  ci  induce ad una
  considerazione  che  riguarda  il  corso  complessivo  di  questo
  dibattito ed anche la  proposta,  per  ultimo approvata, a nostro
  avviso con qualche  irritualità,  perchè  il  combinato  disposto
  della proposta dell'onorevole Forgione e di quella dell'onorevole
  Speziale  che diceva di  andare  avanti,  di  fatto  finisce  per
  inficiare un deliberato della conferenza dei capigruppo e per cui
  quando l'onorevole Nicolosi  è  intervenuto  proponendo una nuova
  conferenza  dei  capigruppo,  al  fine  di  potere  dirimere  una
  questione che si è posta  con  un  voto di Assemblea, con un voto
  d'Aula, mi pareva  fosse  un  intervento assolutamente pertinente
  rispetto all'andamento di questi  lavori  perchè il dire, come ha
  detto l'onorevole Speziale, che  si fa prima la finanziaria e poi
  il bilancio e si  va  an  oltranza,  modifica un deliberato della
  conferenza dei capigruppo.
       Per il resto, sul piano metodologico anche le considerazioni
  che riguardano la volontà  di  andare  avanti, la forma muscolare
  del capogruppo dei DS  e  quant'altro attiene a questo Governo di
  duri e di puri, di  forti  e  di  buoni,  credo  che debba essere
  considerato anche in funzione di una logica che mi appare barbara
  e che risponde al criterio  per  cui la opposizione che ha voluto
  la bicicletta e cioè ha voluto che si discutessero ampiamente gli
  ordini del giorno deve pedalare tutta la notte perché  non è dato
  di utilizzare  uno strumento regolamentare nella fisiologia di un
  dibattito parlamentare,  ma occorre soffrire perché si è usato lo
  strumento.
       Io  mi rendo conto che il Presidente di turno dell'Assemblea
  non  può  assumere una decisione contro il parere dell'Aula, però
  ieri    nella    conferenza    dei   capigruppo   il   Presidente
  dell'Assemblea,  non di turno dell'Assemblea, abbia dato comunque
  un   indirizzo, sostenendo  che  in  quest'Aula  sedute  notturne
  tendenzialmente  non  se  ne fanno, in momenti eccezionali, quale
  questo  è  ritenuto  dalla  gran parte dell'Assemblea, si possono
  fare anche sedute notturne, ma nessuno obbliga ad albeggiare.
       Ciò  nonostante  siccome  credo  la  media generazionale del
  centro-destra  ci  agevoli, noi non abbiamo nessuna difficoltà ad
  andare  avanti,  però  non  potevo  esimermi  dall'esporre queste
  considerazioni alla Presidenza di turno dell'Assemblea. Grazie.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Cimino, ne ha
  facoltà.

     CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, mi dispiace
  che in  momenti  come  questi  possono accadere anche degli atti,
  secondo me, poco trasparenti e poco visibili.
       In  un  momento  di  discussione  di  ordine del giorno, che
  questi  ordini  del  giorno siano fatti strumentali o siano fatti
  per  ostruzionismo  rappresentano sicuramente un momento politico
  ed  istituzionale  che  hanno una grande importanza e chiedere al
  Presidente    dell'Assemblea    o   avvicinarsi   al   Presidente
  dell'Assemblea  per  vedere  e  prendere  nota  di  chi  sono gli
  iscritti  a parlare per potere vedere se è possibile allontanarsi
  perché può  avere  interesse  a  seguire  uno  più  che  un altro
  intervento di  un  deputato  penso  che  non  ci  sia  niente  di
  illegittimo  o  niente  di  indecoroso  che  possa  permettere al
  Presidente   dell'Assemblea  di  chiedere  ai  commessi  di  fare
  allontanare quel deputato.
       Mi pare  cosa strana, cosa strana mi pare anche il fatto che
  un Governo  su  un  problema così importante, su un problema così
  determinante  per  l'economia  siciliana  e  per i lavoratori del
  settore  viti-vinicolo  esprimano  parere  contrario per un fatto
  meramente   strumentale,   per  un  fatto  contraddittorio  e  di
  ostruzionismo non a chi fa opposizione, ma a chi cerca di portare
  avanti gli interessi della regione siciliana delle organizzazioni
  regionali che  si occupano di questo settore e che richiedono con
  forza  e  con  determinazione  che tutte le procedure tecniche ed
  anche  legislative,  quindi,  proprie  del  Parlamento  siciliano
  vengano  rispettate  affinché  questo  piano  viti-vinicolo venga
  rispettato  e  vengano  date  le piene disponibilità nel bilancio
  previsionale.
       Questo  è  un  atto giuridicamente valido che il Governo non
  può  esimersi  e  dare  parere  contrario perché non condivide la
  politica  e  il  modo  di comportarsi dell'opposizione e desidero
  dire all'onorevole Forgione che non bisogna confondersi quando si
  dice noi dell'opposizione.
       L'opposizione a questo Governo la sta facendo il Polo per le
  libertà,  le  forze di centro-destra che si stanno comportando in
  maniera ben  diversa  da chi nel momento del bisogno usano uscire
  dall'Aula o sostenere l'attuale Governo.
       La  politica  del  centro-destra  è  una politica visibile a
  difesa  dei  lavoratori  siciliani e per questo indipendentemente
  dall'ordine   del  giorno  in  atto  è  bene  confrontarsi  e  ci
  confronteremo  anche  sugli  altri  ordine  del  giorno visto che
  all'onorevole  Forgione  sta particolarmente a cuore l'ordine del
  giorno  sull'abusivismo edilizio, lo discuteremo perché anche per
  l'abusivismo  edilizio  non c'è solo ed esclusivamente come pensa
  l'onorevole Forgione l'esigenza di comitati d'affari o l'esigenza
  di grandi  speculatori, ma anche di povera gente bisognosa che si
  trova  in  situazioni  di  contrarietà  alla  legge  per  cavilli
  burocratici e per leggi poco trasparenti ed ormai poco attuali
       E'  bene  confrontarsi anche su questi temi e vedremo qual'è
  l'opposizione e  qual è la reale maggioranza.
       Certo,   il   Polo   per   le   libertà   può  rappresentare
  l'opposizione  di  questo  Governo, ma rappresenta sicuramente la
  maggioranza di chi é per il bene della Sicilia, di chi tutela gli
  agricoltori, di  chi tiene a conto delle organizzazioni regionali
  e delle organizzazioni vitivinicole.
       Dire di  no  ad  un ordine del giorno che privilegia e vuole
  dare  dei  contributi  a  chi  produce,  realmente, vuole portare
  indietro la  Sicilia,  vuole portare indietro un momento di forte
  crescita economica, non solo per la nostra produzione di vino, ma
  anche per la nostra propaganda turistica e culturale.
       Concludo, dando il mio voto favorevole all'ordine del giorno
  e ringraziando  l'onorevole  Croce e i firmatari di questo ordine
  del   giorno   per   avere   voluto  portare  all'attenzione  dei
  parlamentari una materia così interessante che deve essere estesa
  ed attenzionata,  non solo ed esclusivamente, per la provincia di
  Trapani, ma  per tutte le province che sono interessate e bene ha
  fatto chi ha ricordato la provincia di Agrigento, la provincia di
  Enna.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres.

     FLERES.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  la  nostra
  posizione  relativamente  a quest'ordine del giorno é chiaramente
  favorevole. Noi  voteremo  sì all'ordine del giorno e voteremo sì
  perché   siamo  convinti  di  quello  che  ha  detto  l'onorevole
  Capodicasa.
       Quella  che noi stiamo conducendo é certamente una battaglia
  che riguarda  i  singoli  aspetti  che  affronteremo  di volta in
  volta, votando gli ordine del giorno, ma é al di sopra di questo,
  una battaglia  di  natura  politica.  E'  una battaglia di natura
  politica  che  tende  a  denunciare la condizione ostruzionistica
  nella quale  si  é  posto il Governo, il quale insiste nel sedere
  impropriamente nei  banchi  del  Governo,  pur non avendone né la
  competenza né la maggioranza né la capacità.
       Questo Governo e lo diremo in ogni sede a partire da subito,
  é un Governo guidato da un Presidente, intendo ricordarlo, che ha
  accettato senza riserve la sua elezione, nonostante la stessa sia
  avvenuta con  un  numero  di voti inferiore a quello canonico che
  stabilisce   la   maggioranza   e   nonostante  questo,  continua
  imperterrito ad  andare  avanti,  non  essendo  più  in  grado di
  garantire nulla né a sé stesso né ai siciliani.
       La  nostra  iniziativa  punta  a fare emergere la condizione
  ostruzionistica,  appropriativa  del Governo relativamente ad una
  condizione politica che non é più nelle condizioni di reggere.
       Questo Governo  non  é  più  in  grado  né  di  discutere la
  finanziaria né  di  difendere e sostenere un ordine del giorno né
  di guidare  un  dibattito  d'Aula,  men  che meno di approvare un
  bilancio di  previsione  per  il  1999, quello sì che sarebbe uno
  strumento  importante  da  discutere  ed  affrontare e, tuttavia,
  resta  abbarbicato, legato, incollato, inchiodato, bullonato alle
  poltrone dei  banchi  del Governo stesso, non si capisce bene per
  difendere  quale  progetto  politico,  non  si  capisce  bene per
  difendere quali posizioni, quali interessi, quali obiettivi.
       Stiamo   assistendo,   é  vero  onorevole  presidente  della
  Regione, ad  uno  spettacolo  penoso, ma é quello che voi offrite
  alla  Sicilia.  Voi  state  offendo  uno  spettacolo  penoso alla
  Sicilia  perché  siete  incapaci,  non  sapete andare avanti, non
  sapete trovare le risorse finanziarie necessarie a guidare questa
  Sicilia, non  siete  nelle condizioni di potere assumere la guida
  politica di  una  Regione perché non avete né la competenza né la
  maggioranza né  la capacità né la voglia di farlo perché avete al
  vostro interno tutte le condizioni negative che hanno determinato
  il   fallimento   delle   precedenti  esperienze  di  Governo  e,
  nonostante questo,  continuate a non tenerne conto e continuate a
  fingere a voi stessi  di  avere  la  forza,  la capacità di voler
  guidare una Regione che non ne può più di arroganze, di violenze,
  di aggressioni,  di  chiacchiere  che  sono  quelle  che, invece,
  offrite al giudizio dell'opinione pubblica, illudendovi in questo
  modo di saper  convincere  la stessa opinione pubblica del valore
  delle vostre idee.
       E  la  dimostrazione  è  in  questo  ordine del giorno.
       E  la dimostrazione la  daremo  nei  successivi  ordini  del
  giorno ed in ogni circostanza,  al  momento  in  cui ci troveremo
  alla scadenza del termine fissato per l'approvazione del bilancio
  e non avremo più bisogno  di  dover  dimostrare niente ad alcuno,
  perché il dato si dimostra da  sé,  ed  il  dato  è  quello della
  incapacità del Governo di  governare  questa  Terra.
       Questo dato noi  intendiamo  dimostrare.
       Questo dato stiamo  dimostrando  giorno  dopo giorno, minuto
  dopo minuto, nel momento in cui siamo in questa Aula ad affermare
  ed a continuare ad affermare  i principi che hanno, invece, retto
  la vita del Polo della  libertà  in questo Parlamento, nel nostro
  Paese.
       Noi  voteremo  sì a questo ordine del giorno. Continueremo a
  batterci  per  l'interesse dei lavoratori, degli imprenditori, di
  coloro i quali creano valore aggiunto in questa Terra, e vogliamo
  farlo con l'orgoglio di chi è convinto che questa Regione non può
  essere governata da un Governo che non esiste.

     PRESIDENTE.  E' iscritto  a  parlare  l'onorevole Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io cercherò di
  riassumere nei due momenti,  sia  la  parte  che interessa la mia
  persona  e,   quindi,   come   fatto   personale   nei  confronti
  dell'onorevole Turano  e poi  per  la  seconda  parte che mi vede
  impegnato a sostenere questo ordine del giorno.
       Vede,   io   non   voglio   fare  polemica  con  un  giovane
  parlamentare  bravo, intelligente. Ma questo parlamentare giovane
  ed  intelligente  che fa parte della mia Terra, questa sera credo
  abbia dato all'Aula, ha messo insieme - debbo dire - un cumulo di
  inesattezze.
       Un  cumulo  di  inesattezze che, oltre tutto, ha rivelato la
  sua identità.
       Nelle  inesattezze  ha  detto una cosa vera, che l'onorevole
  Cuffaro  e  l'onorevole  Turano, a seguito della presentazione di
  questo  ordine  del  giorno, si sono recati a Balata di Baida, un
  incontro  con  i  cittadini,  perché  l'Assessore  Cuffaro  aveva
  firmato una circolare  a  favore  di alcuni cittadini interessati
  all'operazione.
       Ha  detto  una grande  verità  e,  quindi,  parliamo  di  un
  parlamentare giovane, ma che ha  in  sé  tutti  i  vizi, tutte le
  furbizie  della  vecchia politica,  quella  della  più  sporca  e
  volgare clientela.
       Vede, una  volta  c'erano,  mi  rivolgo  anche all'onorevole
  Cuffaro, alla radio  "i  consigli  di padre Virgilio Rotondo". Io
  non posso chiamare  l'onorevole  Cuffaro "padre" e neanche "don".
  Lo chiamo Assessore, perché tale è.
       Tanto è vero  che l'onorevole Turano, quando doveva poi dare
  una giustificazione delle sue inesattezze, si è recato nella Sala
  TV ad incontrare l'onorevole Cuffaro, perché insieme loro avevano
  fatto l'operazione e,  quindi,  voleva suggerimenti per dire: "io
  come posso difendermi rispetto all'argomento?"
       Non ci si può difendere quando si dicono delle inesattezze.
       E  buttare fango e dire che l'onorevole Croce non conosce le
  leggi,  non  conosce  le  disposizioni e la circolare. La conosco
  benissimo.  Perché siete stati  tutti  e  due,  voi due a portare
  quella circolare.

     CUFFARO,    assessore per l'agricoltura e le foreste.    Anche
  perché me l'ha chiesta lei, onorevole Croce.

     CROCE. Sì, io  ho  fatto un intervento parlamentare a sostegno
  di una categoria.
       Io ho  fatto  un'iniziativa  parlamentare, lei è andato lì a
  vendersi la circolare.

     CUFFARO, assessore  per  l'agricoltura  e  le foreste. Io sono
  esperto di agricoltura e tu di case popolari che ci posso fare.

     CROCE. Chiudiamola la  partita   Lo  so  che  sei esperto e ti
  dimostrerò che sei  esperto  non questa sera, perchè se devo dire
  tutto questa sera poi  non mi rimane niente. Per parlare di te ci
  vogliono tante serate, non ci vogliono soltanto cinque minuti per
  fare una dichiarazione di voto.
       Vede, io  non amo usare linguaggi come quello dell'onorevole
  Turano che parla  di  conci,  di  tufo.  Potrei  parlare di tufo,
  potrei parlare di sconci, il tuo discorso può essere soltanto uno
  "sconcio"  questa sera,  cioè  una  cosa  non  prevista.  E'  una
  situazione diversa che dobbiamo affrontare caro Turano  Mettitelo
  in testa  Fino a  quando  tu  ti rivolgi con questi argomenti non
  fai l'interesse nè tuo nè dei cittadini.
       I ragionamenti  vanno  fatti  ....  no,  siccome  sono stato
  apprezzato, debbo dire, nel mio ruolo intendo rispondere, e debbo
  rispondere anche dicendo alcune cose.
       Questa sera,  questo  ordine  del  giorno  mantiene  tutti i
  connotati, si mantiene in  piedi e si rafforza nel momento in cui
  sono arrivati puntualmente tutti gli interventi non solo a favore
  dell'ordine del giorno,  ma  che  hanno  trattato  la  materia in
  maniera puntuale e  precisa, perchè si tratta di un argomento che
  interessa tanti cittadini onesti.
       E allora, se  il  Parlamento  non è autorizzato a parlare di
  queste cose, di  che  cosa  si  deve  occupare questo Parlamento?
  Ditemi voi.
       E allora, vedi,  la circolare ha saldato alcune cose (poi la
  prossima  volta la  porteremo  in  aula  per  dire  che  cosa  la
  circolare è riuscita  a  dare). Ma la disposizione finale, perchè
  non ha  letto  l'onorevole  Turano  tutto  l'ordine  del  giorno,
  Presidente mi rivolgo a  lei, parla di altre cose. Parla di tante
  altre cose che  sono  insufficienti e che meritano una risposta e
  che sono state  dette  a chiare note da tanti parlamentari quando
  si affrontano  problemi  come  questi.  Quindi,  l'incapacità  di
  questo Governo  ad  affrontare problematiche del genere si misura
  con le dichiarazioni  fatte  dal  presidente della regione che io
  stimo perchè non  apprezzo  il  modo  come  lui interviene su una
  materia come questa.
       Parliamo di  ostruzionismo,  parliamo  di  che  cosa volete,
  stiamo parlando di  un  settore  vitale  della  nostra economia e
  stiamo parlando di persone che meritano rispetto.
       Quindi, neanche  il presidente della regione è autorizzato a
  fare questi ragionamenti.  Ritengo  e sono d'accordo e per questo
  l'ho firmato questo  ordine  del giorno e concludo, perchè questo
  ordine del giorno deve  trovare  una  risposta e mi auguro che il
  Parlamento alla fine,  nonostante  tutta  la  polemica e tutto lo
  sconcio e non i  conci,  riesca  a  mettersi insieme per dare una
  risposta giusta a cittadini onesti.

     PRESIDENTE. L'onorevole  Cuffaro  chiede  di  parlare.  Ne  ha
  facoltà.

     CUFFARO, assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste. Signor
  Presidente i latini  dicevano:  "Est  modus  rebus": c'è limite a
  tutto. Io la morale me la faccio fare da tutti, ma dall'onorevole
  Croce mi permetta,  Presidente  le  chiedo  scusa,  è  troppo  E'
  troppo  Dall'onorevole Croce no
       Se parliamo di altro io mi inchino, perchè l'onorevole Croce
  è bravissimo a fare  tante  cose;  ma sa, fammi fare la morale di
  agricoltura dall'onorevole  Croce è veramente troppo  E purtroppo
  capita anche questo.
       L'onorevole Croce ha avuto il grande merito di spiegarmi che
  c'era  un  problema  politico  e  tecnico  a  Trapani  ed  io  ho
  utilizzato gli strumenti  che  la  legge  mi  da per risolvere un
  problema: facendo una circolare.
       Se poi l'onorevole Croce chiede le cose e non si rende conto
  neanche che l'abbiamo  mentre era componente di quel Governo dove
  io,  assessore  all'agricoltura,  proposi  di  mettere  soldi per
  questo stesso capitolo della legge 13 che lui chiede e lui fu uno
  tra quelli che  disse che non bisognava metterli, io che colpa ne
  ho?

     CROCE. Non potevi presentare un ordine del giorno

     CUFFARO. Sto cercando  di  spiegare  che  purtroppo siccome la
  politica va avanti,  ci  vuole  veramente  un  limite e coraggio,
  l'onorevole Croce forse  era troppo affaticato, troppo occupato a
  tentare di sbrigliare  le  cose  alla  soprintendenza  che non si
  rendeva conto che  c'era qualche assessore che lavorava, questa è
  una cosa che mi  dispiace  e  mi  amareggia  perchè  tra l'altro,
  questa circolare mi  fu  chiesta  proprio dall'onorevole Croce ed
  era un problema serio che io ho affrontato e risolto...

     CROCE. Non ti ho chiesto nulla, sei un imbroglione politico.

     CUFFARO. Allora presidente, non solo mi chiese la circolare ma
  mi portò alcune persone che avevano interesse a che si risolvesse
  quel  problema,  e siccome  non  ci  trovo  niente  di  male  nel
  risolvere che un  parlamentare  anche  componente  del Governo si
  occupi di risolvere secondo la legge i problemi dei cittadini, io
  l'ho risolto ho fatto una circolare ed abbiamo sanato un problema
  che era giusto dovesse  essere  sanato, questo è un dato, si pose
  il problema del  perchè  non si potessero continuare a finanziare
  altri vigneti con l'articolo 27 della legge 13 abbiamo affrontato
  anche quello; la  comunità  europea  ha  messo sotto osservazione
  l'articolo 27 della legge 13, abbiamo dovuto occuparci di tentare
  di risolvere i  problemi dei cittadini spostandoli sul P.O.P. che
  sono i soldi  comunitari  trattandosi  tra l'altro di un problema
  che non avendo soldi  della  Regione che sono quelli che finanzia
  l'articolo 27 purtroppo siamo costretti a fare questo.
       Perchè vogliono finanziati i  vigneti  con la legge 13 e non
  col P.O.P.? Perchè la legge regionale creava delle provvidenze in
  percentuale maggiore del P.O.P.  ed  è  proprio per questo che la
  comunità europea ce l'ha messo sotto osservazione, perchè ritiene
  illecita concorrenza  continuare  a  dare  provvidenze  diverse e
  superiori di quelle che  in  tutte  le  altre  parti  d'Europa le
  disposizioni comunitarie hanno ammesso.
       Abbiamo fatto soltanto questo  e non me ne vergogno e non mi
  pare un atto di  clientela  risolvere i problemi dei cittadini mi
  pare anzi un atto  legittimo  di  Governo di un Governo che vuole
  affrontare il problemi e  li vuole risolvere per tutti, per tutti
  quelli che poi  riterranno di votare, anche per l'onorevole Croce
  che fu quello che mi  sollevò  il  problema  e  che  mi  portò le
  persone. Ben votino per l'onorevole Croce, è giusto che sia così
  La democrazia, caro signor Presidente, è fatta di questo.
       Allora, io mi  auguro  che  l'onorevole  Croce mi sottoponga
  tanti altri problemi,  se  poi  l'assessore  è in condizione dopo
  avere fatto una  circolare,  di  illustrarla  alle persone che ne
  hanno  goduto dei benefici  io  non  ci  trovo  niente  di  male,
  Presidente; se l'onorevole Croce mi farà altre segnalazioni io le
  risolverò e andrò a  spiegare ai cittadini che gliele ho risolte.
  Cos'è una cosa che non si può fare?
       Credo   che  sia  assolutamente  legittima  come  d'altronde
  l'onorevole Croce  faceva  da assessore ai beni culturali andando
  in giro e  spiegando  quello  che  faceva, come lo faceva, in che
  modo tentava di farlo e io ritenevo che fosse giusto così.
       Allora Presidente, io credo che questo ordine del giorno che
  merita nel  contenuto  l'apprezzamento  politico si sia purtroppo
  assolutamente avvitato attorno  a  se stesso, abbiamo fatto di un
  problema vero una polemica sterile e senza significato, tanto che
  condivido la posizione  del Presidente Capodicasa in cui dice che
  votiamo contro, intanto perchè non c'è niente da votare perchè il
  problema del trebbiamo  che  ha  sollevato  l'onorevole  Croce  è
  risolto e perchè  il  problema  comunitario  è risolvibile perchè
  siccome abbiamo  scelto  di stare in Europa   dobbiamo in qualche
  modo accettare le disposizioni comunitarie.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare  l'onorevole  Caputo;  ne ha
  facoltà.

     CAPUTO.  Signor Vicepresidente della  Regione,  Presidente  di
  turno di questa Assemblea,  onorevoli  colleghi, Presidente della
  Regione,  voto  favorevole a questo ordine  del  giorno  per  due
  motivi:  uno perchè lo ritengo  attuale,  fondato,  importante  e
  puntuale, e poi lo voto anche per  il Presidente Capodicasa e per
  il  suo  Governo pro-tempore. Lo  voto  perchè,  veda  Presidente
  Capodicasa  le  dico  questo perchè  la  stimo,  l'apprezzo  come
  parlamentare, come uomo, la sto imparando  ad  apprezzare  un po'
  meno come uomo di Governo.
       Ci sono momenti in cui quando si  ricopre  e  si  riveste un
  ruolo  istituzionale  di  massima   rappresentanza   del   popolo
  siciliano bisogna lasciare da parte i sentimenti  e le emozioni e
  si diventa e si resta uomo di Governo,  e  quando  si deve essere
  uomo di Governo non c'è spazio per le reazioni.
       Voto a favore per lei, Presidente della Regione, per un atto
  di giustizia verso questa Sicilia, che lei  in questo momento per
  stizza, per reazione, per rabbia parlamentare  è  andato contro a
  quello che è l'impegno di un  suo  Assessore,  nella  fattispecie
  l'onorevole Cuffaro, che ha tanto lavorato perchè il problema del
  'Trebbiano'  possa  essere  risolto e lei  come  capo  di  questo
  Governo non può dire che vota contro  solo  per  reazione  ad una
  legittima  attività parlamentare  dell'opposizione,  solo  perchè
  l'ha infastidita contravvenendo e  creando confusione all'interno
  della sua compagine di Governo. Così come  non  le  è consentito,
  signor Vicepresidente dell'Assemblea e  signor  Presidente  della
  Regione, onorevoli colleghi  parlamentari, assumere atteggiamenti
  in  questa  Aula  da gigante della  politica,  perchè  le  voglio
  ricordare che lei non è l'unico precedente nella storia di questo
  mondo, perchè anche se a livello di  mitologia forse di leggenda,
  ma sicuramente di grande conoscenza, esperienza  di  tutti, non è
  la prima volta che un gigante, anzi che un ciclope venga messo in
  ginocchio  non da piccoli uomini, ma da  uomini,  e  guarda  caso
  fatalità della sorte e coincidenza della  storia  quel  ciclope è
  stato messo in ginocchio da uomini grazie all'intervento del vino
  e quindi le voglio dire Presidente della Regione tenga rispetto e
  si  ricordi  che lei fino a poco tempo fa  è  stato  capo  di  un
  partito che era all'opposizione di quel  Governo, di quel Governo
  e quella maggioranza che le ha usato  rispetto ad un parlamentare
  capogruppo di un partito e si ricordi che  lei può tornare a fare
  il capogruppo di quel partito tra  i  banchi dell'opposizione con
  un nuovo Governo ..

     BRIGUGLIO. E Speziale?

     CAPUTO.  Speziale  può  fare   benissimo  il  vice  segretario
  generale, perchè in quel posto ci stava  benissimo e quindi al di
  là  dell'ironia,  che  mal si addice in  questo  momento,  in  un
  momento  grandemente  drammatico  per  la  Sicilia,  è  bene  che
  l'opposizione  faccia  il suo ruolo così  come  lo  sta  facendo,
  facendo ricorso all'osservanza del  Regolamento,  che  il Governo
  tenga  conto  e  rispetti  una   volontà   ed   un  comportamento
  parlamentare e che il Presidente della Regione sia meno stizzoso,
  meno irruento, sia  meno  nervoso e tenga conto e ricordi in ogni
  momento, anche  se  ancora  breve di questo Governo, di essere il
  Capo del Governo  che  governa la Sicilia, il capo di un governo,
  non eletto  dal  corpo  elettorale, non votato dall'Assemblea, ma
  figlio di  un  ribaltone  che  sta  dando  sorti nefaste a questa
  Sicilia.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
  facoltà.

    BUFARDECI. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
  dichiaro subito il mio  voto  favorevole  all'ordine  del giorno.
  Dopodiché faccio delle brevissime  considerazioni  e dico che - a
  mio avviso - ha sbagliato  sia  il  Presidente  della Regione che
  l'Assessore per l'agricoltura  laddove entrambi hanno ritenuto di
  dare un parere sfavorevole a questo ordine del giorno.
       A mio avviso credo  che  abbiano commesso un errore entrambi
  per  la  semplice ragione che  un  problema  posto  con  un  atto
  ispettivo, con un  atto  parlamentare all'attenzione dei colleghi
  dell'Assemblea che riguarda  un  comparto strategico della nostra
  economia come quello dell'agricoltura specificatamente il settore
  della viticoltura non possa  essere trattato con la sufficienza o
  con tra virgolette nervosismo  che  ho  inteso  nelle  parole dei
  rappresentanti del Governo laddove  entrambi  hanno detto - visto
  il modo in cui è stato posto l'argomento e la discussione è stata
  trattata con numerosi  interventi  dell'opposizione finalizzati a
  mera  attività  ostruzionistica -  tutto  questo  fa  svilire  la
  trattazione, il merito e  l'eventuale serietà di un argomento che
  è  certamente  serio   viceversa,   importante   per   la  nostra
  agricoltura  perché  interessa -  ribadisco  -  un  comparto  che
  viceversa deve avere la massima assistenza e solidarietà da parte
  del Governo.
       Alla stessa maniera - a mio avviso - sbaglia l'Assessore per
  l'agricoltura  laddove ribadisce  questo  convincimento  che  non
  occorre concedere il parere  favorevole  perché in ogni ipotesi -
  vorrei  ricordare  - che  la  normativa  della  quale  ci  stiamo
  occupando  è  una normativa  che  da  tanti  anni  blocca  questo
  settore. Perché vero è che l'articolo 27 è sotto osservazione, ma
  è altrettanto vero che quel  settore  da  gran  tempo  vive nello
  stato di crisi.
       E' altrettanto vero che  quella  programmazione e quel piano
  abbisognavano e abbisognano  di  ulteriore  finanza, di ulteriore
  contribuzione.
       Poc'anzi  ricordavo la tragedia  in  cui  versa  il  settore
  dell'agricoltura in generale. Per  cui  trattare  come  se questa
  materia fosse già stata esaurita negli atti amministrativi, negli
  atti legislativi, negli atti  programmatori di governo, mi sembra
  un colossale errore.
       Ma a questo  vorrei  aggiungere  riguardo  alle affermazioni
  fatte dal Presidente della  Regione  che quando qualche giorno fa
  commentavo e chiedevo a qualche deputato  più  anziano  di me o a
  qualche funzionario esperto  dell'Assemblea: "Ma tutto quello che
  sta vivendo l'Assemblea regionale  siciliana  in questo periodo è
  un fatto abituale? Si è già ripetuto? A cosa lo attribuisce?" Più
  di uno mi ha risposto  dicendo:  "Vedi,  sono  venute meno quelle
  figure che una volta ci sono  sate di politici che avevano grande
  autorevolezza, di quei politici che sapevano fare o potevano fare
  la mediazione fra gli schieramenti".
       Credo che non avendo  questa esperienza e non avendo vissuto
  le legislature precedenti,  devo  credere  probabilmente  che una
  delle ragioni per le quali si  è  giunti  in  alcuni  momenti  ad
  un'attività esasperata sia  probabilmente  proprio  quella che mi
  hanno rassegnato i colleghi più anziani o i funzionari esperti.
       Dico  però  a  chi  deputato   più   esperto   o  a  chi  ha
  responsabilità di governo che  certamente il modo di approcciarsi
  nei confronti dei problemi  della  Sicilia  non  sono  certamente
  quelli con i  quali  si è mosso fino a questa sera. Non credo che
  quel tipo  di  comportamento  migliori la situazione, ma convinca
  viceversa ancora  una  volta,  e tristemente, e me ne dispiaccio,
  che  proseguire su quell'andazzo porta soltanto inevitabilmente a
  "muro contro  muro",  che  probabilmente  non  fa bene a nessuno.
  Però credo  che  da  parte  di  chi  ha  maturato l'esperienza di
  governo nel modo  in cui è risaputo questa è maturata. Che chi ha
  responsabilità di  governo  oggi  per  il ruolo che deve andare a
  svolgere ha  un  compito  e  una  responsabilità  ben maggiore di
  quella che  ha  comunque  l'opposizione.  Sono  prole e contenuti
  espressi nei  verbali  letti  in  questi  giorni  da  altri  miei
  colleghi di  Forza Italia a proposito degli interventi svolti dai
  colleghi che  oggi  siedono nei banchi del governo che, comunque,
  appartengono alla maggioranza.
       Per cui  io  invito,  primo il Governo e suoi rappresentanti
  della maggioranza, a rivedere i toni e i modi perchè se viceversa
  si prosegue  in  questa  maniera,  il  torto maggiore ce l'ha chi
  ritiene,    chi    asserisce   di   essere   maggioranza,   senza
  effettivamente  poterlo  dimostrare,  facendo  mancare  il numero
  legale o  avendo  avuto  bisogno per qualunque atto normativo sia
  stato  poi  approvato  da  questa  Assemblea della responsabilità
  dell'opposizione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
  ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io sono
  contento di  questo  dibattito e lo sono perchè ha fatto emergere
  la natura  di  tutti  i  deputati  che qui si sono succeduti e la
  natura anche del governo che oggi governa questa regione.
       E' successo  un  fatto che io credo sia molto grave, che con
  molta sincerità  non  mi  aspettavo da parte del Presidente della
  Regione.
       Il  Presidente  della  Regione  ha  sostanzialmente perso la
  calma dicendo  che pur condividendo il contenuto di un ordine del
  giorno,  sostanzialmente  non  lo  votava  e  invitava  quindi la
  maggioranza  a  non  votarlo  perchè  l'opposizione aveva parlato
  troppo e perchè l'opposizione aveva discusso troppo. Io credo che
  questo dimostri la scarsa cultura di governo e mi permetta anche,
  Presidente Capodicasa, una dimensione che non le facevamo.
       Io credo  che  chi è chiamato a governare una piccola città,
  un piccolo  paese,  a  governare  una regione, o uno stato, debba
  avere sicuramente  una  qualità.  Una  qualità  alla qual non può
  rinunciare in nessuna maniera, la qualità è quella di far le cose
  che ritiene  che  giusto  fare,  non fare le cose che non ritiene
  giusto fare.  oggi,  qua,  noi abbiamo assistito ad un Presidente
  della Regione  il  quale dichiara: "E' giusto ciò che viene detto
  in questo  ordine del giorno, anzi è tanto giusto che è stato già
  fatto, ma  io invito il Governo e la maggioranza a votarci contro
  perchè siano  qui da tre ore ed abbiamo discusso troppo". Allora,
  se questa  discussione  al  di  là  dei  problemi del vino di cui
  abbiamo  discusso e possiamo continuare a discutere, un risultato
  l'ha avuto  ed  è  quello  di  dimostrare che il Presidente della
  Regione che oggi presiede questo governo,  a  mio  avviso,  non è
  all'altezza del compito e del ruolo, perchè vede Presidente della
  Regione, delle due l'una: le regole o ci  sono  o non ci sono. Se
  le regole ci sono e chiunque di noi  le  rispetta  e le utilizza,
  non  si può minimamente ritenere  che  questa  utilizzazione  sia
  lesiva di che cosa, di una  lesa  maestà del perchè l'opposizione
  ha utilizzato regole sancite e  già utilizzate dalla maggioranza,
  che  oggi  è maggioranza e che  allora  era  opposizione;  allora
  questa discussione ha avuto un esito positivo.  Credo abbia fatto
  capire  agli  agricoltori   siciliani,   ad   alcuni  agricoltori
  siciliani, che un Governo dice di  votare  contro ad una qualcosa
  che ritiene giusta solo perchè se ne è parlato troppo.
       Concludo in questo ultimo minuto, Signor Presidente, con una
  notazione.  Io  non  sono un esperto del Regolamento, lo dico con
  molta sincerità; l'ho letto varie volte, ma mi sfugge, ma capisco
  e credo che  a molti di noi sfugga, ma un dubbio mi permane:  qua
  noi possiamo  continuare a cambiare costantemente quelle che sono
  alcune deliberazioni?  Se  in  questo  momento,  un  deputato  si
  alzasse  e   dicesse   di  interrompere  questo  dibattito  e  la
  maggioranza  votasse,  cosa  facciamo?  Rimettiamo in discussione
  costantemente e  continuamente  tutto ciò che si è deliberato? La
  Conferenza dei  capigruppo aveva determinato un qualcosa. Non so,
  confesso la mia ignoranza, ma lo chiedo a lei.  Non so se ciò che
  è stato deliberato può essere rimesso in discussione nello stesso
  momento   senza  una  ulteriore  Conferenza  dei  capigruppo.  Ho
  superato i  tredici  secondi  e  quindi  qua  chiudo, ma a questa
  domanda vorrei  una  risposta da parte sua, anche con il conforto
  del Segretario generale.

     PRESIDENTE.  Vorrei  ricordare  all'onorevole  Provenzano,  in
  rapporto alla domanda  che ha fatto, che il voto d'Aula supera le
  decisioni  della   Conferenza   dei  capigruppo.  Ci  sono  stati
  precedenti, anche in questa legislatura, in cui le determinazioni
  della  Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi parlamentari sono
  state superate da determinazioni dell'Aula, in ordine ai lavori.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.

     STRANO. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, certo il clima
  che si respira in  questa  Aula  è  un  clima  che  pone anche un
  imbarazzo a  volte  nell'intervenire  perchè si mischiano diverse
  sensazioni: la sensazione  di  chi vuole intervenire nel merito e
  di chi  si  sente  trascinato,  onorevole  Capodicasa,  onorevoli
  colleghi, da  valutazioni  politiche  ed anche polemiche. Vi sono
  stati interventi  specifici, come quello dell'onorevole Fleres ed
  altri, che  hanno  ritagliato  una chiara posizione attraverso la
  quale non può  che  votarsi  tecnicamente  sì a questo ordine del
  giorno, per le  motivazioni  che  sono  state espresse durante il
  dibattito  sulla  discussione  generale,  anche perchè, onorevole
  assessore Cuffaro,  non  sappiamo  le  controdeduzioni che lei ha
  chiesto all'Unione  Europea.
       Questo  ordine  del  giorno  è  stato  anche  un  impegno  a
  ridiscutere una  politica  che  è  vero,  come  lei ha dichiarato
  recentemente,  sta   dando   dei   frutti,  i  nostri  vini  sono
  apprezzati, ma  proprio  per questo, è necessario fare ancora uno
  sforzo  nei   confronti  di  un  settore  dell'economia  che  noi
  consideriamo  portante  all'interno  di  un  altro  settore, come
  diceva   l'onorevole   La  Grua,  altrettanto  portante  quale  è
  l'agricoltura  nel  suo  complesso, una politica dell'agricoltura
  contro la  quale abbiamo espresso notevoli critiche, sia in campo
  nazionale che  in campo regionale notando, onorevole Cuffaro, una
  voce debole della Sicilia nei confronti di una politica nazionale
  che ha rimesso  in  gioco,  in  maniera  barbara, le sorti di una
  agrumicoltura  che  sembrava  avviata,  che  sembrava forse avere
  trovato una  soluzione e che invece, con gli accordi leonini, con
  gli accordi,  con gli accordi criminali del Governo nazionale che
  si è rifiutato  anche  di approvare un ordine del giorno. Beh, la
  politica del  Governo  nazionale  nei confronti dei paesi come il
  Marocco, che consente l'ingresso, io mi riferivo proprio a questo
  dato, parlavo di agrumicoltura, credo non sia condivisibile ...

     CUFFARO,  assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  Sono
  d'accordo con lei.

     STRANO.  Se  è d'accordo con me, allora la prego di esprimerlo
  nelle sedi  opportune  ed  anche facendo un deliberato di Governo
  sotto   questo   aspetto.   Però,  il  dato  politico,  onorevole
  Capodicasa, che  peccato,  vedere delle energie sprecate, la sua,
  quella degli altri, quella dell'onorevole Zanna, perchè no. Dov'è
  la politica della  Rete?  In  questa  città è nata la Rete, tanti
  anni fa,  che  ha  espresso  politiche  di grande legittimità, di
  garanzia  delle  libertà,  di  ansie  di  giustizia  ed  oggi  si
  ritrova...

     FORGIONE. Lei era pure della Rete, onorevole Strano.

     STRANO. No,  non  ero  della  Rete.
       Ci sono  state ansie dei comunisti, dei giovani comunisti in
  Sicilia,  condivisibili, sotto l'aspetto della difesa del lavoro,
  delle fasce più deboli della nostra società.
       Oggi   questi   aneliti   di   libertà  sembrano,  onorevole
  presidente,    annullati.   C'è   una   cloroformizzazione,   una
  omologazione delle  ansie  anche  rivoluzionarie  delle fasce più
  avanzate della politica di sinistra che si trovano ammucchiate in
  un Governo nel  quale convivono anime così diverse e così lontane
  e così inconciliabili sotto l'aspetto morale.
       Lei veramente pratica un ostruzionismo, come diceva poc'anzi
  l'onorevole  Fleres  ed  anche  l'onorevole  Caputo,  pratica  un
  ostruzionismo contro  l'ansia di riscatto di questa Regione, alla
  quale lei,  in  diverse formule potrebbe essere,invece, di grande
  sostegno  e di  grande  aiuti.  Di  lei,  conosciamo  l'ansia  di
  giustizia ed  il  comportamento  leale  e  ci dispiace, concludo,
  vederla immiserito in  un  disegno  di bassa lega che sicuramente
  lei non condivide  ma  del  quale è prigioniero. Sarebbe bello se
  trovasse il momento di un suo riscatto morale e politico. Capiamo
  il suo disagio di  condurre  la  volata  a  uomini che vanno alle
  'europee'  con  nessun  consenso  popolare,  ma  che  cercano  di
  utilizzare quello che  di  marcio  è  successo  nella politica in
  questi  ultimi   mesi  per,  ancora  una  volta,  stravolgere  le
  mentalità  dei   siciliani.  E  che  peccato  vedere  il  partito
  comunista  o   le   frange  più  estreme  del  vecchio  comunismo
  rappresentato da  Rifondazione  o,  i  comunisti  italiani oramai
  hanno svelato il  volto,  basta  vedere come si comporta Cossutta
  sull'"affare guerra" per capire come abbiano svenduto tutto delle
  loro tradizioni.
       Ecco, onorevole  Capodicasa, ho voluto soltanto dirle che ci
  dispiace vederla in un  ruolo che non è suo, considerata la stima
  che ancora continuiamo a portarle ed io personalmente, come le ho
  già manifestato in diverse occasioni.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha
  facoltà.

     GRIMALDI.   Signor   presidente,  onorevoli  colleghi,  dovrei
  dichiarare il  mio voto su questo ordine del giorno. Da principio
  ero convinto di  votare a favore di questo ordine del giorno, poi
  c'è stato  un  momento  in  cui,  dopo aver sentito qualche altro
  collega  certamente  sempre  della  opposizione, ho avuto qualche
  attimo di  perplessità,  ma,  dopo  aver sentito la dichiarazione
  ufficiale del  presidente  della Regione ho creduto veramente che
  questo è un  ordine  del  giorno  serio  che va discusso e quindi
  votato favorevolmente.
       Ma la  cosa più grave, onorevole Presidente della Regione, è
  che lei  vota  contro l'operato di un componente del suo Governo,
  certo non  le viene difficile considerate le mille contraddizioni
  che ci  sono  all'interno  di  questa compagine, però dichiararlo
  così ufficialmente  questa  sera svendendo quasi il lavoro enorme
  che ha  fatto l'Assessore Cuffaro per cercare di tirare fuori una
  circolare  per  accontentare giustamente l'esigenza dei cittadini
  mi pare una  cosa  assurda  e  sulla  quale la prego di ritornare
  indietro.
       Onorevole  Presidente della Regione, onorevoli colleghi, noi
  stasera non abbiamo  inteso - secondo me e mi auguro e penso anzi
  di interpretare  il  pensiero  di  tutti  coloro i quali mi hanno
  preceduto   -   noi   non   abbiamo   assolutamente  inteso  fare
  ostruzionismo, noi  ci  siamo  trovati  di  fronte  un ordine del
  giorno    sottoscritto,    firmato   esclusivamente   da   alcuni
  parlamentari,  alcuni  deputati  di  Forza  Italia (credo fossero
  quattro o cinque i firmatari di questo ordine del giorno).
       Onorevole Presidente,  qual  è la sede per convincersi della
  bontà di  un  ordine  del  giorno,  per  discutere  un ordine del
  giorno?  Io  stasera  mi  sono  convinto,  ho  avuto  momenti  di
  perplessità poi  sono  uscito  veramente convinto alla fine della
  discussione, della  bontà  di questo ordine del giorno e questa è
  la sede ideale dove si deve e si può discutere.
       Non possiamo discutere in altri posti o nelle segreterie dei
  partiti, vede in questo benedetto centro-destra in effetti c'è un
  po' di disordine,  noi non siamo abituati ad ubbidire per forza a
  qualcosa che ci viene imposto dall'alto.
       C'era  un  ordine  del  giorno,  l'avremmo  anche potuto con
  condividere  questa sera è stato illustrato benissimo da coloro i
  quali  mi  hanno  preceduto  e credo che abbiamo convinto tutti i
  deputati  del  centro-destra  e  perché  no  credo  abbiamo anche
  convinto  come  mi sono convinto io non capisco perché non si può
  convincere l'amico Vincenzino Leanza che certamente conosce molto
  bene  la  materia e sa che in questo preciso momento su un ordine
  del giorno del genere è ridicolo fare maggioranza ed opposizione.
       Quante  volte  nel  passato  sugli ordini del giorno abbiamo
  detto "e va bene, votiamoli "; allora, non siamo noi che vogliamo
  creare il braccio  di ferro, la tensione, ma è il Governo che non
  mostra   sensibilità  nei  riguardi  di  questa  opposizione  che
  certamente fa il proprio dovere.
       I ruoli sono cambiati, una volta eravamo noi al Governo, ora
  ci  siete voi. Massimo rispetto per il ruolo che ricoprite che in
  questo momento ognuno di voi ricopre, ma ci deve essere lo stesso
  identico  rispetto  per coloro i quali certamente non per volontà
  nostra  e  neanche  per  volontà  del  popolo siciliano e neanche
  consentitemi di dire siamo quasi in periodo pasquale, neanche del
  Padre  Eterno,  ma  certamente e per volontà di qualche simpatico
  personaggio  che  pur  di continuare a stare seduto ha cercato di
  cambiare con tanta facilità casacca e bandiera.
       Allora,  onorevole  Presidente  io invito gli amici che sono
  oggi  ancora,  che  resistono  in  quest'Aula,  ma  la  cosa  più
  simpatica  poi  è  vedere  un fenomeno sul quale io mi auguro nel
  futuro  di  non assistere più, cioè i deputati o stanno in Aula e
  partecipano  ai  lavori  dell'Aula  o non possono essere chiamati
  come se  arriva  a  quel  famoso  SOS  immediatamente  perché c'è
  mancanza di numero e via di seguito.
       Nelle  Commissioni, caro Presidente della Regione, caro Vice
  Presidente dell'Assemblea  (in  questo  momento fa le funzioni di
  Presidente, ma  è  Vice  Presidente  dell'Assemblea e per fortuna
  nostra)  noi  siamo  stati  presenti  come  opposizione,  abbiamo
  consentito e  lo  può  dire  l'onorevole Adragna che è Presidente
  della  mia  Commissione,  abbiamo  consentito come opposizione di
  potere iniziare  e  portare  a  termine i lavori e certamente non
  abbiamo creato  momenti  di  difficoltà  e  tensione,  ma abbiamo
  votato e approvato.
       Pertanto,   Presidente,   cerchiamo   di   evitare  su  cose
  importanti il  braccio  di  ferro,  votiamolo,  è  un  ordine del
  giorno, l'abbiamo  illustrato  così  bene  che  forse  ancora c'è
  bisogno di continuare a illustrarlo, possiamo anche continuare se
  il Presidente  c'è  lo  consente,  dimostriamo  di  volere andare
  avanti e di volere lavorare tutti insieme.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
  ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  io
  intervengo per  esprimere  il mio voto favorevole a questo ordine
  del giorno;  però vorrei, in questo mio intervento, in questa mia
  dichiarazione  di  voto,  evidenziare  l'aspetto  politico che da
  questo dibattito,  che  qualcuno a definito forse ozioso e troppo
  prolungato,  é  emerso.  L'aspetto  politico  che  il  presidente
  Provenzano ha, in maniera esemplare, messo in evidenza.
       Il fatto che il presidente della Regione, un parlamentare di
  lunga  durata  e  di  grande  esperienza  che  ha  combattuto  in
  quest'Aula,   così   mi  dicono  e  così  mi  risulta,  battaglie
  importanti  a  difesa  della democrazie e della libertà di parola
  dei  parlamentari,  questa sera ha dichiarato, espressamente, che
  lui sarebbe favorevole a quest'ordine del giorno...

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Non ho detto così

     STANCANELLI.  Possiamo  leggere.  Io  ho  capito  così,  ma ha
  sicuramente    detto    che    gli   interventi   ostruzionistici
  dell'opposizione  lo  hanno convinto, per reazione, a non dare un
  parere  favorevole  per  l'approvazione.  Questo  ho  sentito. Se
  questo é  vero, io ritengo che questa sera noi abbiamo raggiunto,
  al  di   là   delle   interpretazioni  o  dei  voti  che  qualche
  parlamentare più o  meno  solerte  dà.  Sul  modo  di  fare  o di
  condurre l'opposizione, ognuno la conduce come ritiene opportuno,
  la  cosa   importante  é  che  si  conduca  entro  i  limiti  del
  Regolamento che  é  a  garanzia  di  tutti  i  parlamentari ed io
  ritengo che questa  sera,  al di là di qualche nota di colore, il
  Regolamento,  da parte dei parlamentari dell'opposizione, é stato
  ampiamente rispettato; anzi, lamentiamo qualche mancato rispetto,
  sicuramente per  stanchezza  e non per volontà politica, da parte
  di chi  presiede  l'Assemblea.  Quando  per esempio ho chiesto di
  parlare sull'ordine  dei lavori, sicuramente il presidente non ha
  visto  la  mia  richiesta  di  parola.  Io  rispetto  l'onorevole
  Silvestro, ecco  questa  sera noi abbiamo dimostrato che, ripeto,
  al di là di qualche piccola nota di colore, che vogliamo condurre
  in quest'Aula, l'opposizione seguendo i dettami del Regolamento e
  su questo ci attestiamo e ci attesteremo.
       Ci  dispiace  che  da  una fonte insospettabile quale quella
  dell'onorevole  Capodicasa  che  ha guadagnato negli anni scorsi,
  anche nei mesi scorsi, il rispetto di tanti parlamentari anche di
  parte  avversa,  stasera  si  possa  dire  che  il  comportamento
  dell'opposizione  lo  convince  alla  determinazione  di voto non
  favorevole perché non condivide il comportamento di parlare molto
  su  un argomento che abbiamo ritenuto tutti, compreso l'assessore
  al  ramo,  cioè  l'onorevole Cuffaro, di importanza rilevante per
  l'economia siciliana.
       Ecco perché  noi  abbiamo  il  dovere  - lo dicevo ieri sera
  nella  discussione  generale  del disegno di legge sull'esercizio
  provvisorio, lo  ripeto  questa  sera  -  abbiamo  il dovere come
  rappresentanti   dell'opposizione   e   come   rappresentanti  di
  centinaia di  migliaia  di  elettori  siciliani,  di esprimere in
  quest'Aula, che  é l'Aula solenne del Parlamento siciliano, tutte
  le nostre  rivendicazioni e tutte le nostre opinioni anche se non
  piacciono a qualche esponente del Governo.
       Questa è la realtà sulla  quale  e  con la quale ci vogliamo
  confrontare. Lo  faremo  nei prossimi minuti, nelle prossime ore,
  nei prossimi giorni, perché  è nostra ferma intenzione far valere
  quelle che  sono  le  prerogative  parlamentari. Noi chiediamo al
  Governo che rispetti queste prerogative.
       Io ringrazio il  Presidente  dell'Assemblea  che,  al  di là
  delle cose che  ho  detto poc'anzi, stimo e condivido il modo con
  cui, al  novantacinque  per  cento,  conduce  i  lavori di questa
  Assemblea (il cinque per cento me lo riservo per quello che spero
  non farà durante il prosieguo dei lavori).
       Mi auguro  che  questa  libertà  dei parlamentari venga, non
  soltanto rispettata ma, capita e compresa.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole Scalia. Ne ha
  facoltà.

     SCALIA.   Signor   Presidente,   ho  chiesto  di  parlare  per
  dichiarazione di voto rispetto all'ordine del giorno.
       E' ovvio che, avendo  già avuto modo di pronunziarmi in sede
  di discussione  generale,  il  voto  mio  personale e dell'intero
  Gruppo  di  Alleanza  nazionale,  sarà  favorevole all'ordine del
  giorno.
       Ma ancor prima di  entrare  nel merito, penso sia opportuno,
  come peraltro ha fatto  il  collega  Stancanelli che mi ha appena
  preceduto,  segnalare   alcuni   comportamenti   che   non   sono
  accettabili in questa Assemblea.
       Vedete, io ho  fatto  politica  in  un  Partito  -  e la mia
  militanza politica,  ormai,  risale, ahimè, a parecchi anni - che
  ha vissuto  un clima sempre difficile all'interno delle Assemblee
  e dei Consigli comunali o provinciali.
       A noi era consentito fino  a  qualche anno fa, come dire, di
  far parte dell'area  della  rappresentanza.  Era impedito, come è
  noto a tutti, di far parte dell'area della governabilità. Abbiamo
  subito    processi   di   tutti   i   tipi;   eravamo   confinati
  all'emarginazione politica, assembleare; abbiamo subito, financo,
  governi di  arco  costituzionale che, spesso, non ci consentivano
  di svolgere fino in fondo il nostro dovere.
       Però,  in  tutte   le  aule  consiliari,  il  mio  personale
  comportamento,  ma  il   comportamento   in   generale  di  tutti
  dell'allora  Movimento sociale italiano, oggi Alleanza nazionale,
  era improntato  innanzitutto  al  rispetto  delle  regole  ed  al
  rispetto degli avversari, considerati sempre, comunque, avversari
  mai nemici.
       Questo  per  dire   che,   sentendo   le  dichiarazioni  del
  Presidente Capodicasa, e mi  meraviglio  perché  ho avuto modo di
  conoscerlo in più occasioni,  e  di stimarlo nella sua prudenza e
  nel suo equilibrio, mi meraviglio che un Presidente della Regione
  possa, in qualche  maniera,  dichiarare la sua avversità rispetto
  ad  un   comportamento   della   minoranza   che,   potrà   anche
  infastidire, potrà anche  non  essere  piacevole  ma, esercita il
  proprio ruolo con grande serietà, prudenza ed equilibrio.
       Ed allora, signor Presidente ed onorevoli colleghi, il punto
  che  dobbiamo  affermare  è   che  in  questa  Aula  deve  essere
  consentito ad ogni parlamentare, ad ogni Gruppo politico, ad ogni
  schieramento politico di poter fare, di poter svolgere il proprio
  ruolo con la  massima  serenità  nel  rispetto  soprattutto delle
  regole.
       Ed anche l'Assessore Cuffaro  si è lasciato andare nella sua
  replica ad un  analogo  atteggiamento  del  Presidente Capodicasa
  quando egli ha detto  che  al  limite  nel  contenuto  era  anche
  apprezzabile, ma che  non era condivisibile l'atteggiamento della
  minoranza  che   pensa,   l'onorevole   Cuffaro,   stia   facendo
  semplicemente ostruzionismo.
       Noi non abbiamo difficoltà  a dire che è anche ostruzionismo
  il nostro.  Abbiamo  le regole parlamentari ed assembleari che ci
  consentono  di  potere  intervenire  nei minuti contingentati. E'
  certo un voler perdere del tempo, non abbiamo difficoltà a dirlo.
       Ma c'è alla radice  ed  al fondo una piena convinzione di un
  appoggio  che diamo  a  questo  ordine  del  giorno  che  intende
  tutelare quella parte dell'agricoltura che, a nostro avviso, deve
  essere, come  è stato ribadito nell'ordine del giorno, premiata e
  incentivata  attraverso  maggiori  risorse  e  attraverso una più
  giusta ed equa distribuzione delle risorse.
       Onorevoli  colleghi,  allora,  nel  chiudere  entro  i tempi
  stabiliti   questo  mio  intervento,  il  mio  voto  personale  e
  dell'intero Gruppo  di  Alleanza Nazionale è a sostegno di questo
  ordine del giorno.
       L'invito che  mi sento di rivolgere è quello di continuare a
  lavorare  serenamente in questa Assemblea esercitando, ognuno, il
  ruolo che  siamo chiamati ad esercitare.  La maggioranza abbia un
  po' di  pazienza,  subisca  un  attimo  quello  che  è  il  ruolo
  legittimo  che  l'opposizione  deve  svolgere.  Speriamo  di  non
  essere a  nostra  volta  coinvolti  in  una eccessiva, come dire,
  voglia di essere protagonisti, ma lasciateci esercitare il nostro
  ruolo con grande rispetto e con grande serenità.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ricotta. Ne ha
  facoltà.

     RICOTTA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervenendo
  poco fa sollecitavo il Governo e i colleghi deputati a cercare di
  risolvere con la riflessione l'impasse in cui ci trovavamo.
       Per tutta  risposta  alla  fine  di  una  discussione, a mio
  avviso,  poco produttiva il Presidente della Regione, Capodicasa,
  se ne è uscito con un atteggiamento che effettivamente mortifica;
  mortifica   se   stesso,   mortifica   il   Governo  e  mortifica
  l'Assemblea, perchè  chi  ha  responsabilità  di  Governo, chi ha
  responsabilità  di  una  carica  così  importante dovrebbe essere
  l'uomo grande per  una  posizione grande e non un uomo che occupa
  una posizione grande.
       E,  ai  grandi uomini che occupano determinate posizioni non
  sono  permessi  atteggiamenti  a dir poco arroganti o ricattatori
  come  è  stato  l'atteggiamento del Presidente Capodicasa, perchè
  non si  può assolutamente condividere un documento e proporre una
  votazione contraria  solo  perchè  deve essere una risposta ad un
  atteggiamento che il Governo non condivide.
       Credo che la maggioranza e l'opposizione abbiano dei doveri,
  dei diritti  e  dei  compiti che devono assolvere. La maggioranza
  col Governo  ha  il  compito  di  governare,  l'opposizione ha il
  compito  di  proporre degli atteggiamenti se vogliamo, fare delle
  proposte  alternative,  adottare i mezzi per fare un 'opposizione
  costruttiva quando è possibile, oppure rispettando il Regolamento
  fare anche dell'ostruzionismo.
       Ma questo  non significa che chi governa deve essere portato
  a perdere  la ragione, la possibilità di discutere. Non credo che
  questo  possa  essere  un  atteggiamento  ammissibile, come non è
  ammissibile da  parte  di  chi  è  preposto  a condurre le sedute
  d'Aula a  sconvolgere  quelli che sono gli atteggiamenti che sono
  stati   decisi   nella   Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari  e,  vedi  caso,  la  Conferenza  dei Presidenti dei
  gruppi  parlamentari  ha  stabilito  una  procedura che stasera è
  stata stravolta  proprio  da  chi o per proposta di chi ieri sera
  tacciava  di  inaffidabilità  l'opposizione  e  sosteneva che non
  potevano  essere  accettate  le  proposte dell'opposizione perché
  poi in  Aula  può darsi che quella procedura che veniva stabilita
  nella sede della Conferenza dei capigruppo poteva essere cambiata
  per mancanza di affidabilità degli uomini dell'opposizione.
       Ebbene,  quella   persona   stasera  ha  dimostrato  la  sua
  inaffidabilità perché stasera  anche lui perdendo la testa non ha
  saputo  rispettare  quelle  che  erano  le  decisioni  che  erano
  scaturite  da   quella   riunione   e  questa  arroganza,  questa
  presunzione del Governo e  della  maggioranza era già stata da me
  denunziata   in   occasione   dell'intervento  sulla  discussione
  generale  della   finanziaria,   questa   arroganza   che   viene
  manifestata ogni giorno con piccoli atti, con atteggiamenti anche
  da parte  di questa Amministrazione, indicai alcuni atteggiamento
  per  esempio  che   si   facevano   nel   campo   sanitario,   un
  commissariamento   che    veniva    a    sostituire    un   altro
  commissariamento solo perché  si  dovevano  acquisire  e  si sono
  acquisite posizioni  che  devono  favorire determinati uomini che
  domani andranno a fare una campagna elettorale.
       Ebbene,  questi  atteggiamenti,  questi  comportamenti  sono
  impropri per chi  vuole  governare  nel segno di un rinnovamento,
  che si vuole  riconosce  nel riformismo così come dovrebbe essere
  un Governo di centro-sinistra; per quello che mi riguarda io sono
  favorevole  all'ordine   del   giorno  e  annuncio  il  mio  voto
  favorevole.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Tricoli. Ne ha
  facoltà.

     TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione
  è andata su un binario che probabilmente poteva essere evitato se
  la maggioranza avesse  assunto un atteggiamento più accorto e più
  in linea con  quelli che sono i principi della politica, principi
  non scritti.
       Oggi ci troviamo  di  fronte  ad  una  situazione che poteva
  essere evitata  se  la maggioranza avesse tenuto un comportamento
  diverso,  mi   riferisco   a   quello   assunto  nell'ambito  dei
  provvedimenti  legislativi  che  sono  seguenti  alla discussione
  generale  su questi  ordini  del  giorno  perché  c'è  stata  una
  mancanza di volontà  nel  recepire  i suggerimenti, le iniziative
  legislative, le attività  che  nelle sedi competenti, cioè a dire
  nelle Commissioni di merito  e anche in quelle non di merito come
  la Commissione bilancio,  erano  state  proposte dai deputati del
  Polo.
       Questa  elasticità  nel  valutare  il  nostro comportamento,
  invece, non vi è stata,  non  vi è stata perché la maggioranza ha
  presentato una finanziaria  blindata  che  non  permetteva  e non
  consentiva soprattutto  alcuno  spazio  ad  interventi  seri,  ad
  interventi    effettivamente   correttivi   di   questa   manovra
  legislativa da parte  dei  parlamentari dell'opposizione, ci si è
  attestati su  una  difesa  di  questa  finanziaria  assolutamente
  inconsistente, non  si  è  accettato  nessuno  degli  emendamenti
  correttivi che il Polo  aveva  presentato,  eppure ve ne erano di
  qualificanti, probabilmente i  motivi  sono  da  ricercare  in un
  accordo di  maggioranza  che  aveva  blindato questa opposizione,
  questo si tocca, quello  non  si  tocca,  e ciò ha comportato una
  situazione quale quella che  oggi si è verificata in questa Aula,
  cioè a dire una  linea di ostruzionismo politico nei confronti di
  una maggioranza che  pur  essendo  priva dei requisiti minimi per
  potere sopravvivere ad  un  discorso  di  questo genere ha voluto
  portare  avanti  un   disegno   di  legge  che  invece  intendeva
  perseguire determinati fini.
       Ecco,  dunque,  che la situazione in cui ci troviamo oggi di
  stallo  che  non  accenna  chiaramente a sbloccarsi è determinata
  semplicemente  da un comportamento ottuso della maggioranza e del
  Governo,  che  insiste ancora su una vicenda parlamentare che non
  ha i requisiti minimi per potere andare avanti.
       Inviterei quindi i rappresentanti dell'attuale maggioranza a
  prendere atto di una situazione politica come questa.
       Credo  che  non  sia conducente il fatto che per protesta si
  voti  contro un ordine del giorno, anche quando questo ordine del
  giorno  è  considerato  utile dalla maggioranza, non è conducente
  perché non risolve il  problema  alla radice, se si ha la volontà
  politica di condurre la  Regione  e  dunque prima di ogni cosa di
  avere un rapporto  con questa Aula che sia quantomeno produttivo,
  credo che si debba  prendere atto di quelle che sono le richieste
  da parte  dell'opposizione  in merito a provvedimenti legislativi
  assolutamente   inaccettabili,   inaccettabili   nei   toni,  nei
  contenuti, soprattutto  per  quanto  riguarda il disegno politico
  che si intende portare avanti.
       Non è possibile penalizzare categorie o enti soltanto perché
  questi sono rappresentati  nei  loro  vertici  da uomini nominati
  dalle  giunte precedenti,  non  è  possibile  non  accettare  gli
  emendamenti del Polo  soltanto  perché  si  tende a salvaguardare
  vertici istituzionali che invece pur essendo stati costituiti nei
  Governi  precedenti   hanno  delle  matrici  politiche  che  oggi
  continuano a far  parte  della  maggioranza  politica  di  questo
  Parlamento.
       Ecco allora che bisogna prendere atto delle posizioni che il
  Polo  esprime  e  bisogna prenderne atto al più presto possibile,
  onde  evitare  questa inutile situazione di stallo, che voi avete
  la responsabilità di avere creato all'interno di questa Aula.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio.
       Ne ha facoltà.

     BRIGUGLIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, è la prima
  volta  nella  mia  non  lunga,  ma  comunque  ormai nemmeno breve
  esperienza  parlamentare che ho visto un Presidente della Regione
  che ha  espresso  il parere del Governo che, pur anche nel quadro
  di  una  polemica  politica  piuttosto accesa, è sempre un parere
  istituzionale,  che  dà  un  parere sfavorevole del Governo ad un
  atto  parlamentare  qual  è  l'ordine  del  giorno  di cui stiamo
  discutendo,   in   segno  di  protesta  per  una  area,  per  uno
  schieramento  parlamentare  all'interno  di  questa Assemblea, di
  questo Parlamento regionale.
       Credo che  si  tratti  di  un  atto grave, la cui gravità va
  sottolineata, anche  perché  dimostra  un momento di insofferenza
  sicuramente di  scarsa  sensibilità  democratica che al confronto
  con altri  atteggiamenti  che  l'onorevole  Capodicasa  ha  avuto
  quando in questa  Assemblea  rivestiva  un'altra funzione che era
  quella  di   presidente   del  Gruppo  parlamentare  del  Partito
  Democratico   della   Sinistra,   dimostra   tutta   intera   una
  contraddizione che non è possibile non rilevare.
       Quando a governare  era  il  centro-destra e quando le parti
  erano capovolte abbiamo  spesso  notato  e  spesso  anche  subito
  atteggiamenti, comportamenti, linee di condotta, di alcuni uomini
  che  oggi  sono in  posizione  di  maggioranza  e  di  governo  a
  cominciare dal  presidente  Capodicasa  che  certamente non hanno
  brillato per sconti che facevano nel mestiere degli oppositori al
  governo in  carica.  Atteggiamenti  che  abbiamo  accettato,  che
  abbiamo subito, credo con adesione allo spirito di democrazia, di
  tolleranza a cui soprattutto chi sta al Governo, molto più di chi
  sta all'opposizione, in  qualche modo è tenuto, per una questione
  - direi - sostanziale e anche per una questione di stile.
       Oggi con questo atto  il  Governo  tutto  è mancato a questa
  regola di condotta, a  questa  regola  della politica che è anche
  anche una regola di  stile  e  noi  questo lo vogliamo per intero
  rilevare. Anche perché, al di là dello stile, questo dimostra che
  c'è un filo, una linea di arroganza di cui questo è l'ultimo atto
  che abbiamo potuto constatare.
       Potremmo citare  molti episodi. Voglio ricordare che proprio
  in questi giorni la  stampa  fa  notare  che  in  occasione delle
  festività pasquale  nelle aree turistiche della Regione siciliana
  non si tengono  manifestazioni,  eventi  tali  da attrarre flussi
  turistici  perché  le   aziende  di  soggiorno  sono  gestite  da
  commissari ad acta  che  al  tempo furono nominati dall'Assessore
  regionale per il turismo  , onorevole Rotella, solo per un motivo
  che era quello -  mi  limito  solo  al tema, non ho assolutamente
  niente di pregiudiziale, ma solo per epurare politicamente quelli
  che erano i vertici  delle  aziende  di soggiorno che erano stati
  nominati dai governi di centro-destra.
       Adesso chiaramente i professionisti dell'opposizione e anche
  dell'ostruzionismo che si ritrovano in posizione di maggioranza e
  di governo soffrono  a  parti  ribaltate, soffrono questo tipo di
  posizione. Ma credo che questa sia la regola della democrazia.
       Anche per questo  esprimo  il mio voto favorevole all'ordine
  del giorno.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole  Virzì. Ne ha
  facoltà.

     VIRZI'. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che alla
  fine sia emerso che  a  tutta questa nostra discussione è sotteso
  un dato politico.
       Può esserci  anche  stata  qualche  intemperanza  nel centro
  destra, l'entusiasmo, la voglia di contrapporsi polemicamente può
  avere indotto in errori,  e allora, se è possibile pensare ad una
  assoluzione per parziale  ammissione di colpa da parte dell'on.le
  Croce, certamente resta  il  fatto  che  le ammissioni dell'on.le
  Cuffaro  in  quest'Aula   mi   hanno   fatto   paura.  E'  venuto
  graziosamente  a  scostare   la  tendine  di  come  funzionano  i
  meccanismi del potere, per cui c'è il parlamentare che segnala il
  problema, l'Assessore che glielo risolve e corre subito sul luogo
  del delitto a presentare,  ad esibire la soluzione contro cui poi
  in linea di principio  si  appresta a votare perchè il Presidente
  della Regione ci dice  che  la  questione, quasi come una carta a
  baccarà, è stata malposta.
       Quindi, siccome abbiamo  detto  in  troppi  troppe  cose che
  messe insieme, sia  pure dissonanti, componevano una sinfonia che
  un significato lo aveva,  è  venuto  fuori  il  fatto che abbiamo
  legiferato  in   maniera   protezionistica.  E  questo  apre  uno
  squarcio sul modo  di  legiferare  e di creare economia alterata.
  Abbiamo scoperto che se  non ci fosse stata una assemblea a Donna
  Fugata, a Cabala Dina, non  lo so, se non ci fosse stato questo e
  l'Assessore non si  fosse  accorto  che  c'era  una esigenza, che
  c'erano  dei  cittadini   che  non  fruivano  di  un  determinato
  meccanismo, l'Assessore Cuffaro  non  si sarebbe mobilitato e non
  avremmo attivato i POP laddove la vecchia legge con una decisione
  dell'Europa  che   si   muove   unitariamente,   ormai  le  norme
  protezionistiche non hanno  più  spazio.  Ne stiamo risentendo ad
  ogni livello.
       Credo però, come  tecnica  di  Aula,  se  fosse il carissimo
  amico Totò Cuffaro fosse  stato  in  Aula  sin  dall'inizio  e ci
  avesse detto che  avevamo  mal  incanalato  la discussione perchè
  c'era un vizio di  forma di partenza, una informazione che andava
  fornita al Parlamento, se  il  Governo si degnasse di ascoltare e
  di correggere in tempi  reale,  perchè  poi  in fin dei conti voi
  avere i palazzi, gli  impiegati  e  i funzionari.  Noi abbiano un
  segretario  che magari  salta  una  circolare  europea  perchè  i
  deputati europei siciliani nono sono tanto bravi e siamo tutti un
  pò mal collegati.  Ecco  perchè  ci  vogliono,  dice  lui,  bravi
  deputati europei, quelli  che  in  tempi  reali scappano a Cefala
  Diana a portare le circolari apposite.
       Io credo che tutto il dibattito di aula sia stato falsato da
  un  pregiudizio,  da  una  supponenza,  da  una  distrazione  che
  francamente  messa  in  campo  in  tempi utili e reali, credo che
  tutto  il centro destra avrebbe creato una crisi di coscienza, di
  interpretazione, di impatto con quest'argomento.
       E   una   chicca   è  quella  e  il  chiccone  finale  è  la
  dichiarazione  finale  del  Presidente  della  Regione  che  dice
  "siccome  è  una cosa che potrei anche condividere, l'avete detta
  in  tanti  e  ci  avete messo tanto, sostanzialmente dico che per
  le  forme  con  cui  avete  posto  l'argomento  questo governo si
  dichiara  assolutamente contrario". Quasi che stralciando pezzi o
  vedendo  tutto  ciò che è venuto fuori, perchè poi dite che siamo
  una macchina perfettamente efficiente in termini di utilizzazione
  dei  progetti  operativi plurifondo, credo che siamo veramente la
  "regione coda" a livello nazionale in termini di fruizione reali,
  delle  scale  messe  al  muro che ci offre la regione, per chi ha
  gambe  per  salire  queste  scale.
       Credo  che siano  la  Regione  d'Italia  con  meno  apparato
  muscolare alle gambe,  alle  cosce,  per  salire  le  scale della
  Comunità europea. Credo  che  sia  venuto fuori questo argomento,
  credo che sia  venuto  fuori  anche  l'anomalia  di  un  Istituto
  regionale della vite  e  del  vino  assolutamente  ingessato  per
  motivi politici, laddove  l'Istituto  regionale  ella  vite e del
  vino soprattutto in  un  grande  momento  di  attenzione  per  la
  rinnovata qualità  del  nostro  prodotto  potrebbe  svolgere.
       Io credo che  questo  governo  abbia  svolto un ruolo attivo
  nel nel contenzioso che  si  è  aperto  alla  Corte dei Conti per
  chiedere la riscrizione della delibera della nomina del Consiglio
  di Amministrazione, che è  un  atto  unico, che il Presidente non
  poteva  insediarsi  con   tutti,  magari  anche  i  suoi  sedici,
  diciassette   in    tutto,    componenti    del    Consiglio   di
  Amministrazione,  perchè  due  erano  illegittimamente  nominati.
  Laddove abbiamo, in questo  momento,  in piedi decine e decine di
  comitatini - credo che ce  ne  sia  uno  pure  per le vittime dei
  Borboni, da qualche  parte  - della burocrazia di questo Palazzo,
  ci sono tutta una serie di comitatini che funzionano in base alla
  elementare regola dei  2/3 dei componenti. Esiste un fondamentale
  organismo,  ad esempio,  che  si  occupa  di  materia  ambientale
  composto teoricamente di  33  membri,  di  cui 22 sono funzionari
  della Regione, che  credo  che  si  ricordino  ancora  dei  padri
  fondatori dello  Statuto, il Parlamento regionale doveva eleggere
  i suoi 11  componenti  che  rappresentassero  la  nuova  politica
  siciliana, i nuovi  indirizzi,  le nuove tensioni morali; ci sono
  ancora i 22 terni  funzionari,  in  nome  del principio dei 2/3 e
  questo organismo  continua  regolarmente  a  fornire  opinioni in
  materia ambientale e nessuno  si  è mai pensato di porre dei veti
  presso  la  Corte  dei  Conti  e  di  attivare  tutto  l'apparato
  legislativo, giuridico della  Regione  per porre vincoli e tenere
  eternamente Commissari  laddove  invece  dovremmo dare una grande
  spinta per fare dell'Istituto  Regionale della Vite e del Vino un
  volano e  farne  anche  l'ambasciatore,  il tredicesimo assessore
  della Sicilia nel  mondo,  l'Istituto  Regionale della Vite e del
  Vino nel momento in  cui,  finita la vecchia epoca del dopoguerra
  della mera quantità, ci si è orientati, finalmente, e il mondo ci
  scopre, sul terreno della qualità.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare l'onorevole Catanoso. Ne ha
  facoltà.

     CATANOSO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  ogni volta
  che arrivano in Aula degli ordini del giorno, degli argomenti che
  tendono a migliorare la  condizione  di  vivibilità,  comunque le
  condizioni economiche di un  comparto  importante,  uno di quello
  agricolo o altro, credo  che  ci  troverete  sempre  schierati da
  quella parte; quantomeno sarà così  per  me  e questo è il motivo
  per cui oggi annuncio  il  voto  favorevole all'ordine del giorno
  che abbiamo fin qui trattato perchè è chiara la volontà di questo
  ordine del giorno di metterci  nella condizione di dare una mano,
  un segnale anche se  volete  a  quelle  organizzazioni,  a quegli
  agricoltori, a quelle aziende  che  hanno saputo resistere quando
  c'era  da  resistere  e   che   oggi   vorrebbero   un  rilancio,
  cercherebbero un rilancio che  è possibile. Ci devono però essere
  gli strumenti, le regole,  per  poterlo  attivare. Noi ci saremmo
  anche aspettati un altro atteggiamento da parte del Governo della
  Regione, da parte  del  Presidente  della Regione che, invece, ha
  preferito annunciare il  voto  contrario  credo  per lesa maestà,
  quasi che da parte  del  Parlamento  ci fosse stata la volontà di
  usare dei toni che non andavano bene al Presidente Capodicasa.
       Io credo, invece, che  il  rispetto del Parlamento vuole che
  ci debba essere per tutti  la  possibilità  di esprimersi, che ci
  debba essere la possibilità soprattutto di dare delle indicazioni
  precise al Governo su temi  così  importanti come quello che oggi
  abbiamo   qui   trattato,   quello   dell'agricoltura   e   della
  viticoltura.
       Facendo  così,  il Presidente  Capodicasa  e  tutto  il  suo
  Governo si sono assunti una responsabilità molto grave, quella di
  attivare un meccanismo di muro  contro  muro  con  l'Aula, con le
  opposizioni, che invece avevano  tutta la volontà di costruire un
  percorso che fosse di collaborazione, che arrivasse a determinare
  alcune situazioni, alcune  sinergie  che  potessero  essere utili
  alla Regione siciliana nel suo complesso.
       Io continuo a non  comprendere  questo  atteggiamento che ci
  mette  nelle condizioni di  vivere  come  se  fossimo  due  mondi
  diversi:  da una parte un  Governo  che  si  trincera  dietro  la
  volontà di restare  al proprio posto ad occupare quelle poltrone,
  quelle sedie, dall'altra,  invece, la volontà di un parlamento di
  cercare di attivarsi per  far si che il popolo siciliano ci possa
  sentire finalmente in qualche modo vicino. Questo è un parlamento
  che sempre di più  rischia  di  essere lontano dalle esigenze del
  popolo siciliano.
       Questo ordine  del  giorno  è in grado di dare un contributo
  per l'attivazione  di quei meccanismi di ripresa, di crescita che
  possono essere  utili  alla ripresa di tutto il settore agricolo,
  in attesa  del  finanziamento  che noi speriamo il Governo voglia
  riattivare dal  prossimo bilancio della legge 13, ecco, credo che
  bisogna, quanto  meno,  mettersi tutti al lavoro per eliminare in
  questo   settore   qualsiasi   tipo   di   disparità,   qualsiasi
  incongruenza che metta nella condizione i siciliani, i lavoratori
  dell'agricoltura siciliana di non essere tutti gli stessi.
       E' questo  il vero problema. Il vero problema della Sicilia,
  dell'agricoltura  e  non  della  Sicilia,  quello  di  partire da
  condizioni diverse  rispetto al resto della nazione, di non avere
  lo stesso  tipo  di  strutture,  di  infrastrutture, se volete lo
  stesso tipo  anche  di conoscenze, grazie ad un sistema che ci ha
  sempre relegato  da  troppo  tempo  nella  condizione di coloro i
  quali partono svantaggiati.
       Sarebbe  ora  il  caso,  presidente e colleghi, che fossimo,
  invece, messi  nella  condizione  che  i nostri giovani, i nostri
  lavoratori possono partire con le stesse possibilità di tutti gli
  altri italiani.
       Questo di  oggi  è  un ordine del giorno che vuole, primo di
  tutto riuscire  a  creare  questo tipo di condizioni. Questo è il
  motivo per  cui noi abbiamo appoggiato questo ordine del giorno e
  pensavamo di  trovare  qui,  non  per forza il Governo, ma quanto
  meno il resto del Parlamento, quella maggioranza che ha deciso di
  appoggiare questo  Governo  fino  in  fondo ma che ha altrettanto
  deciso di  non  partecipare  a  questo dibattito, non far sentire
  quelle che sono le voci positive, contrarie o favorevoli a questo
  ordine giorno  che  oggi  si  è trattato e concludo, mi aspettavo
  anche  da  parte  del Parlamento, dicevo, che l'atteggiamento del
  presidente Capodicasa  e  del Governo non fosse preso per buono e
  che  fosse,  con  senso di responsabilità, invece, intrapresa una
  strada   di   corresponsabilità,  se  volete,  ma  certamente  di
  collaborazione per  quelle  che sono le esigenze reali del popolo
  siciliano.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Nicolosi, ne ha
  facoltà.

     NICOLOSI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, nella fase
  nella quale si è  avviata  la discussione intorno a questo ordine
  del giorno, non avendolo,  per  la  verità  letto  ho ritenuto di
  intervenire per portare  il  mio  contributo.  Ma  devo  dire, il
  dibattito sviluppatosi, i contenuti dello stesso, una riflessione
  su  quella che è  stata  nel  passato  una  politica  rivolta  al
  potenziamento delle nostre risorse, adesso mi induce a dichiarare
  il mio voto  a  favore  sviluppando alcune considerazioni intorno
  all'argomento.
       La prima  idea  che  mi  viene  in mente si riferisce ad una
  politica  della  Regione  siciliana  nel  settore degli espianti,
  credo  incentivata  anche dalla Comunità europea in passato, così
  come oggi  avviene  il  contrario  di  quello  che,  per fortuna,
  opportunamente  sta succedendo, si sono dati soldi ai coltivatori
  perchè estirpassero le viti, perchè si riteneva che ormai le vite
  fossero non  redditizie.  Ed in passato abbiamo assistito a tanti
  coltivatori  che, appunto, eliminavano dalle loro colture le viti
  e poi immediatamente c'è stata una rivoluzione, un cambiamento di
  indirizzo che ha comportato nell'arco brevissimo di tempo tra gli
  espianti   ed   i   reimpianti  la  opportunità  tra  gli  stessi
  coltivatori,  prima  di prendere dei soldi, dei contributi perchè
  eliminassero dei vigneti dai loro terreni e poi invece, perchè li
  reimpiantassero,  con  operazioni chiaramente speculative, spesso
  tutte legate a soggetti  relazionati  fortemente  con la pubblica
  amministrazione e, invece, forse i contadini quelli che realmente
  hanno lavorato e lavorano  e  vivono  intorno  alle  piccole cose
  della terra sono rimasti  lontani da questi eventi, chissà magari
  per una sorta di  relazione,  adesso l'onorevole Forgione ci dice
  metodi democristiano, io per la  verità non li ho conosciuti, per
  altro personalmente sono stato  sempre  lontano  dagli  spazi  di
  gestione del potere e nelle  forme  di  presenza  del mio vecchio
  partito sono sempre stato all'opposizione.
       Tuttavia   il   dato  è  che  intorno   a   queste   vicende
  dell'agricoltura,  per  varie  ragioni,  ci   sono  stati  troppi
  elementi contributivi spesso dati, offerti  per eliminare culture
  e poi immediatamente dopo per rimpiantarle.
       E' quello che è successo intorno alla vicenda  del  vino  in
  Sicilia che è opportuno adesso valorizzare, io  concordo  con una
  politica incentivante di questo settore.
       Si è parlato qui dei vini del trapanese, di quelli catanese,
  di  quelli  di altre zone della Sicilia o di Enna,  io  ho  avuto
  notizie ..

     CRISAFULLI. A Enna non ce n'è

     NICOLOSI. Chi l'ha detto ad Enna,  Grimaldi,  Grimaldi parlava
  del  vino  di  Enna,  io  ho avuto notizie  di  una  interessante
  evoluzione  delle produzioni viti-vinicole  nel  palermitano,  in
  particolare  nella  zona  di San Giuseppe  Jato,  San  Cipirello,
  Camporeale, Roccamena, dove appunto l'iniziativa dei coltivatori,
  più  che  le  provvidenze,  legate  anche  alle  provvidenze,  ha
  comportato  l'impianto  di  vigneti tipici di  altre  zone  della
  realtà italiana che utilizzando la  particolare  realtà climatica
  favorevole  alla  Sicilia, producono  obiettivamente  vigneti  di
  pregio  e  con  l'introduzione nelle cantine  della  presenza  di
  enologhi  veramente bravi che consentono di  produrre  vigneti  e
  vini d'esportazione.
       Ora  intorno  a  questa  vicenda   così  interessante,  così
  importante, avvertire, sentire che per forme  di  reazione  fosse
  anche  comprensibili,  il  Governo  decida di  indicare  qui  una
  posizione  di contrarietà rispetto ad una  vicenda  che,  invece,
  merita  una  grande  attenzione.
       Perché  tra  quegli  elementi  di risorse  legate  al  mondo
  dell'agricoltura, di risorse specifiche della  Sicilia  intorno a
  cui bisogna organizzare lo sviluppo di questa  nostra  terra, che
  se  poi  quando  arriverà ci consentirà di  affrontare  temi  con
  l'ampiezza con cui è stato affrontato quello di oggi  in  virtù e
  per merito dell'ordine del giorno presentato dall'onorevole Croce
  e ci consentirà di parlare dei beni  culturali, della prospettiva
  della valorizzazione dei beni culturali diversamente  da  come li
  ipotizza  la  finanziaria  anche   attraverso  l'introduzione  di
  speciali  ticket, speciali biglietti d'ingresso  che  pure  vanno
  introdotti e che però bisogna destinare come introiti al recupero
  di quegli stessi monumenti e non ad altre  destinazione  ed altre
  finalità.
       Se noi centreremo la nostra attenzione  sulle cose rilevanti
  che ci appartengono sulla storia sulle  risorse  agricole,  sulle
  prospettive nel terziario, su una valorizzazione  dei sistemi dei
  trasporti,  io  credo  che  la  nostra  terra   potrà  avere  una
  condizione di sviluppo adeguata alle proprie potenzialità.
       Io  credo  che  questo possa avvenire ed è  per  questo  che
  intorno a questo argomento dell'ordine del  giorno,  dichiaro  il
  mio voto favorevole.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole  Scoma,  ne  ha
  facoltà.

     SCOMA.   Onorevole   Presidente    dell'Assemblea,   onorevole
  Presidente della Regione, onorevoli  colleghi,  molto  brevemente
  sono  qui  ad  esprimere il mio voto  favorevole  all'ordine  del
  giorno.
       Nel contesto voglio dirvi che è un  vero  peccato, onorevoli
  colleghi, che in questo momento, un momento  in  cui  chiaramente
  tutti  i  prodotti viti-vinicoli siciliani  riescono  a  prendere
  numerosi riconoscimenti, riconoscimenti sia italiani che mondiali
  che si mostri forse così scarsa attenzione a un problema, invece,
  molto importante per la nostra economia  il settore viti-vinicolo
  siciliano.
       Il settore viti-vinicolo siciliano, infatti, e la Sicilia in
  particolare stanno riscuotendo in questo  momento molto interesse
  in tutto il Paese e già numerosi investitori italiani hanno messo
  le   mani   sulle   nostre   terre  poichè   ritengono   che   le
  caratteristiche  pedo-climatiche  di alcune  zone  consentono  la
  realizzazione di buoni vini.
       C'è grande interesse per il nostro sole, per il nostro clima
  grazie  ai  quali  è  possibile realizzare  vini  di  grandissimo
  pregio.
       Io  sono  un  modesto  consumatore e  conoscitore  di  vini,
  ritengo  che  oramai  la  Sicilia  sia capace di  stupire  i  più
  scettici, adesso che finalmente i  produttori  hanno  felicemente
  sposato   la   tradizione   con  l'innovazione.  Abbiamo  provato
  numerosi  vitigni alloctoni, francesi, ma come più volte ha detto
  Veronelli che  sicuramente ne capisce più di noi, ha detto che in
  Sicilia si produce un Merlot ed un Cabernet da inginocchiarsi.
       E il gran lavoro fatto  nel  tempo  per  diffondere tecniche
  corrette ha dato i suoi frutti.
       Riconoscimenti negli ultimi anni conseguiti da alcuni marchi
  vinicoli siciliani non sono  arrivati  casualmente,  ma  sono  il
  risultato  della  cultura  dell'eccellenza  applicata  in  questo
  settore, una sorta di Know how  che ha permesso negli ultimi anni
  alla  Sicilia  di   confermare   una   tendenza   positiva  ormai
  inarrestabile   dovuta,    soprattutto,   alla   forte   crescita
  qualitativa della propria produzione, così superando un "gap" che
  sembrava fino a ieri veramente incolmabile.
       Non  per  niente  la presenza ogni anno al VinItaly di tanti
  produttori  isolani,  costituisce un'iniziativa di sicuro rilievo
  per l'economia della Regione siciliana.
       Oggi  viviamo un  vero  e  proprio  rinascimento,  onorevoli
  colleghi, un rinascimento del vino siciliano che ci consola delle
  passate amarezze.
       La congiuntura particolarmente  favorevole  e  gli incentivi
  offerti attirano oggi  numerosi  imprenditori,  ciò,  senz'altro,
  crea un grosso business, crea  ricchezza in un contesto nel quale
  ogni investimento che prevede nuovi  posti di lavoro pone qualche
  rimedio a un flagello, la  disoccupazione  che,  per  restare  in
  argomento viticolo, é ben più grave della filossera.
       La  voglia,  in questa  rinnovata  Sicilia,  di  lavorare  e
  produrre ha portato, dunque, i  produttori  del  Nord  'Italia  a
  scommettere sulla nostra terra e  sulla  nostra  gente, prima che
  sui vini che si potranno poi commercializzare.
       La nostra isola é una terra  ideale  per fare il vino e, con
  l'impegno  di  tutti  e  credendoci,  può  davvero  diventare  la
  California d'Europa.
       I risultati ottenuti in  qualità,  immagine,  ......, non mi
  stanco di ripeterlo, sono  entusiasmanti,  ma  non bisogna cedere
  alla tentazione di guardare la  strada  percorsa ed a crogiolarsi
  sui successi oggi conseguiti.
       Continuare  questa  pianificazione,  nel  miglioramento  del
  prodotto, significa ancora  continuare,  studiare,  investire sul
  vino e sulla sua promozione sia in Italia che all'estero. Perché,
  inoltre, non coniugare turismo  ed  enologia?  Questo  lo  chiedo
  all'assessore Rotella. Perché non  sviluppare una strada del vino
  in Sicilia, un po' come la  via  del  whisky  in Scozia, abbinare
  visite ai siti archeologici ed alle cantine, creare un itinerario
  differenziato per addetti ai  lavori e turisti interessati, oltre
  che   alla  storia,  anche  all'eno-gastronomia?  Per  quanto  mi
  concerne,   spero   che   qualcuno   raccolga,  comunque,  questo
  suggerimento  e  che  sia  degno  di  essere concretizzato in una
  iniziativa legislativa a tutela, sostegno o produzione del nostro
  buon vino.
       Credo che oggi non sia da  tenere in secondo rilievo il tema
  del vino e del turismo eno-gastronomico, comunque, il mio augurio
  va ai produttori siciliani, affinché  oggi, come allora, in tutto
  il mondo  si  possa  sempre  bere  più  vino  di qualità, vino di
  Sicilia  e, quindi, l'augurio che rivolgo all'assessore Cuffaro é
  quello di continuare il sostegno agli agricoltori.

     PRESIDENTE. E' iscritta  a  parlare  l'onorevole  Vicari.  Non
  essendo  presente  in  Aula,   decade.   E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Scammacca Della Bruca.  Non essendo presente in Aula,
  decade.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Forgione.  Ne  ha
  facoltà.

     FORGIONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
  ripetere la valutazione che ho già dato del dibattito di stasera.
  Probabilmente,  se invece  che  discutere  in  modo  strumentale,
  avessimo discusso seriamente dei problemi della vitivinicoltura e
  dell'agricoltura, avremmo svolto un  altro  tipo di dibattito qui
  stasera  e  io rivendico alle opposizioni il ruolo di contrastare
  profondamente  l'ispirazione  e  l'azione del Governo quando è da
  contrastare.
       Così come rivendico  alle  opposizioni di ottenere risultati
  dall'opposizione  e  con  una  battaglia  di opposizione rispetto
  all'azione  di Governo, di condizionare anche l'azione di Governo
  quando  va condizionata, di mettere in difficoltà il Governo e di
  aprire contraddizioni al Governo.
       Un'opposizione  può fare  tutto  questo  con  gli  strumenti
  propri della stessa, anche l'ostruzionismo.
       Chi parla in questo  momento  ha  usato tutti gli strumenti,
  per esempio, sulla legge-voto,  quando  in  questa Aula c'era una
  maggioranza, diciamo, plebiscitaria.

     LA GRUA . Bulgara.

     FORGIONE. Bulgara, per dirla,  o serba se preferite. C'era una
  maggioranza  di  questo tipo.  E  noi  abbiamo  usato  tutti  gli
  strumenti.
       Ma  anche  quando noi  abbiamo  fatto  la  più  netta  delle
  opposizioni  al Governo  Drago  ed  al  Governo  Provenzano,  non
  abbiamo usato l'ordine del  giorno  collegato  ad una materia, ad
  uno  strumento  finanziario  per portare a fondo l'ostruzionismo.
  Questo lo  dico perchè è legittimo. Io non contesto la scelta del
  Polo.
       Dico che, una logica di opposizione diversa, quale io voglio
  affermare  qui,  per  la   mia   parte  politica,  ha  la  stessa
  legittimità della opposizione che il Polo sta portando avanti con
  lo strumento dell'ostruzionismo.
       Io vorrei dire, però, cari colleghi, che l'ordine del giorno
  mi appare strumentale, perchè  vedete quando si discute del vino,
  allora dobbiamo discuterne seriamente.
       Noi abbiamo chiesto  la  terza Conferenza agricola regionale
  al momento delle dichiarazioni programmatiche della Regione.
       E'  tempo  che   si  svolga  la  terza  Conferenza  agricola
  regionale perchè sta andando avanti un processo di colonizzazione
  delle nostre produzioni  vitivinicole. E vedete, gli imprenditori
  che vengono qui non  lo  fanno soltanto perchè trovano un mercato
  facile e  condizioni  ambientali,  climatiche favorevoli. Vengono
  anche per l'assenza di una politica seria da parte della Regione.
       E  quando  parliamo  di  questo,  cari  colleghi  del  Polo,
  parliamo certo di un  Governo  che  esiste  da  quattro  mesi, ma
  parliamo  anche  dei Governi di centro-destra che hanno governato
  fino ad oggi.
       E parliamo, e voi ci  state  qui  tenendo a discutere da sei
  ore su un ordine del giorno che intervenire su scelte compiute da
  un  Assessore  del  Governo del Polo e di centro-destra. E badate
  bene che questo Assessore oggi faccia parte dello stesso Governo,
  è un  problema  del centro-sinistra e del Polo, non è un problema
  di  Rifondazione  che  era  all'opposizione  dei  Governi Drago e
  Provenzano,  come del Governo Capodicasa, anche per la continuità
  che   l'Assessore  Cuffaro  rappresenta  in  questo  Governo,  la
  continuità con i precedenti Governi.

     LA GRUA . Noi siamo vittime.

     FORGIONE. Onorevole La Grua, mi faccia concludere.
       Dopodiché  mi   convincono   alcune   delle   risposte  date
  dall'Assessore Cuffaro su  questo.  Mi  convincono  ed  io vorrei
  dirlo agli amici del  centro-destra:  guardate  la  qualità di un
  vino e di un vitigno non si decide con un ordine del giorno.
       Ed allora, dovremmo  discutere  seriamente della qualità del
  Trebbiano. E seriamente,  delle  politiche di qualità dell'Unione
  europea rispetto  alle  produzioni  vitivinicole  mediterranee  e
  rispetto a vincoli che  la  nostra  Regione  deve  rispettare. Se
  vogliamo discutere seriamente di  vite e di vino. Se poi vogliamo
  fare  sessanta interventi,  come  diceva  Totò  "a  prescindere",
  questo si può fare.
       Ma questa è un'Aula  parlamentare  e  se  dice  e  decide di
  intervenire  nel merito  su  questo,  allora  deve  avere  questo
  livello e questa qualità del dibattito.
       Detto  questo,  mentre  dico  che  le  indicazioni  date  in
  risposta  all'ordine   del   giorno   dall'Assessore  Cuffaro  mi
  convincono,  dico che  sono  inorridito  dalla  competizione  tra
  l'Assessore Cuffaro e l'ex Assessore Croce in, diciamo, qualità e
  capacità clientelari.
       L'Assessore Cuffaro ci ha  fatto qui un manuale del perfetto
  clientelismo, in perfetta  competizione con l'Assessore Croce. Io
  capisco che è una  gara  tra  ex  democristiani ed ex socialisti,
  anche questo riguarda voi.  E'  una  competizione  alla quale noi
  comunisti ci sottraiamo, ed  abbiamo ascoltato qui una lezione di
  democristianità.
       Ecco, l'Assessroe Cuffaro è orgoglioso
       Io ho concluso, signor Presidente, devo dire che se questo è
  il confronto, e rispondo  anche  all'onorevole Nicolosi che mi ha
  detto "perchè non  intervieni  sulle  cose  che  dice  Cuffaro?".
  Rispondo: è una competizione che riguarda voi  Noi ci sottraiamo.
  Ed è il motivo  per  il  quale  siamo  stati  all'opposizione dei
  Governi di centro-destra,  come  oggi  stiamo  all'opposizione di
  questo  Governo di centro-sinistra, dopo di che per questi motivi
  di merito, politici e anche di impostazione che l'assessore da un
  lato  e  il primo firmatario dall'altro, hanno dato a questo tema
  noi voteremo contro questo ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 334.

     LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Spiego  il  significato  del  voto:  qualsiasi  tasto  viene
  schiacciato è utile ai fini della verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
       Presenti 47.
       L'Assemblea è in numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 334.
       Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       L'Assemblea  ha votato poco fa la decisione di andare avanti
  nella  seduta  per  discutere  gli ordini del giorno. Considerata
  l'ora  tarda  e  considerato  il  fatto  che nella Conferenza dei
  Capigruppo  si  è  deciso  domani  di fare seduta antimeridiana e
  pomeridiana  per affrontare e discutere la legge finanziaria e il
  bilancio provvisorio e quindi bisogna fare in modo che i deputati
  siano  in condizione di affrontare il lavoro di tutta la giornata
  compresa  anche  la  seduta  notturna,  l'Assemblea  terrà seduta
  giovedì  1  aprile, alle  ore  10.30, con  il seguente ordine del
  giorno:

 I - COMUNICAZIONI

 II - LETTURA AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

      N. 343 - Iniziative per il ripristino della regolarità nella
              gestione amministrativa dell'AUSL n. 8 di Siracusa.
              Burgaretta Aparo Sebastiano; GranataBenedetto Fabio
              Spagna Fausto; Ortisi Egidio; Monaco Sergio

              Presentata il 31/03/1999

      N. 344 - Istituzione di una borsa di studio per gli studenti
              delle terze classi della scuola media inferiore per
              affrontare il problema dei diritti negati dell'infan-
              zia e per rafforzare la cultura della legalità e del
              rispetto della persona umana.
              Oddo Camillo; Pezzino Vincenzo; Speziale Calogero;
              Vella Basilio; Forgione Francesco; Giannopolo Dome-
              nico; Trimarchi Giovanni; Pignataro Giuseppe; Di
              Martino Francesco; Zanna Antonino.

              Presentata il 31/03/1999

 III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Misure  di finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione,  contabilità  e  controllo" (n.  884/A-STRALCIO)
      (Seguito)

      Relatore: On. Di Martino

   2) "Esercizio provvisorio  del bilancio della Regione siciliana per
      l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
      (Seguito)

      Relatore: On. Di Martino

          La seduta è tolta alle ore 3,20 del 1  aprile 1999

    (Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 4,00)