Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 11.09.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNNUNZIO DI INTERROGAZIONE
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta 1
N. 2986 - Interventi per consentire l'accesso alla Scuola
di specializzazione di Medicina e chirurgia ad alcuni
vincitori di borse di studio in provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Strano Antonino; Stancanelli Raffaele
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 345 - Iniziative a tutela delle agenzie di recapito
postale siciliane.
Caputo Salvino; La Grua Saverio; Ricotta Michele;
Stancanelli Raffaele; Sottosanti Fulvio Salvatore
Presentata il 31/03/99
PRESIDENTE. La mozione testè annunciata sarà posta all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
COMUNICAZIONE DI NOMINA DI COMPONENTE DI COMMISSIONE
PRESIDENTE. Comunica che, con decreto n. 99 del 30 marzo
1999, l'onorevole Calogero Speziale è stato nominato componente
della Commissione per il Regolamento, in sostituzione
dell'onorevole Angelo Capodicasa, eletto Presidente della
Regione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.22 è ripresa alle ore 11,57)
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura, ai
sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- N. 343 "Iniziative per il ripristino della regolarità nella
gestione amministrativa dell'AUSL n. 8 di Siracusa", a firma
degli onorevoli Burgaretta Aparo, Granata, Spagna, Ortisi e
Monaco;
- N. 344 "Istituzione di una borsa di studio per gli studenti
delle terze classi della scuola media inferiore per affrontare
il problema dei diritti negati dell'infanzia e per rafforzare
la cultura della legalità e del rispetto della persona umana",
a firma degli onorevoli Oddo, Speziale, Pignataro, Pezzino,
Zanna, Vella, Forgione, Giannopolo, Trimarchi e Di Martino.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO CERTO , segretario:
<< L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che presso la AUSL n. 8 di Siracusa si riscontra, a
partire dall'avvio dell'attuale gestione
dirigenziale, il succedersi di ripetuti, evidenti e
rilevanti episodi di irregolarità con particolare
riguardo al settore gestionale;
RITENUTO che tra le irregolarità gestionali figurano:
a) l'attribuzione di diversi incarichi in
applicazione del contratto di lavoro della dirigenza
medica senza idonea e congrua motivazione di legge e
con rilevante aggravio per le risorse economiche
dell'azienda, tra cui può annoverarsi il caso di un
assistente medico cui è stata attribuita una
posizione di responsabile di struttura
ultraprimariale;
b) le generose procedure di affidamento del
full-service per i laboratori di analisi degli
ospedali territoriali;
c) il dimezzamento (ad eccezione dell'ospedale di
Avola) dei posti letto dei presidi ospedalieri, che
ha comportato consistenti risparmi di spesa, ma ha
prodotto l'effetto di privare di assistenza
ospedaliera la popolazione bisognevole di ricovero
con inevitabile trasferimento in ospedale di altre
province;
d) l'incarico di responsabile del settore tecnico e
patrimoniale, che è stato affidato a un soggetto
esterno all'organigramma dell'AUSL, nonostante si
potesse ricorrere a professionalità interne dotate
di titoli congrui; l'assolvimento delle attività
riguardanti la sicurezza (l. n. 626) per il quale si
è fatto ricorso alla nomina di un medico; l'incarico
a tre ingegneri per censire gli impianti tecnologici
degli ambulatori, a guardie mediche locali per
terapia ed esami; la proliferazione di incarichi
per la verifica della consistenza degli impianti
elettrici dei presidi di Augusta, Lentini, Avola e
Noto, per il rilievo e la consistenza degli impianti
di riscaldamento e condizionamento dei presidi
ospedalieri di Augusta, Lentini, Avola, Noto;
l'incarico di progettazione e direzione dei lavori
dell'impianto di climatizzazione e dell'adeguamento
degli impianti alle norme di sicurezza, della
palazzina direzionale dell'ex ospedale
neuropsichiatrico; ricorrenti assegnazioni di
incarichi ad uno stesso legale;
e) l'affidamento di appalti per lavori di
manutenzione e conduzione di impianti elettrici nei
presidi ospedalieri di Avola, di Lentini ed Augusta
in maniera discutibile;
f) l'attribuzione di gratificazioni economiche
ovvero di 'premi di produzione' ai dirigenti
amministrativi, senza alcuna considerazione della
professionalità e del rendimento conseguito dai
dirigenti sanitari;
g) il ricorso a pratiche di sollecitazione al lavoro
del personale infermieristico che hanno più volte
allarmato i sindacati, che non paiono associarsi
all'avvio delle procedure per la copertura delle
carenze di organico e rischiano di apparire
punitive;
h) il ricorso a vere e proprie pratiche di
intimidazione nei confronti del personale sanitario
che, con finalità di trasparenza, mette al corrente
l'opinione pubblica, attraverso il contatto con la
stampa, di eventuali disfunzioni e anomalie nella
gestione delle strutture sanitarie;
i) il verificarsi di anomalie nella fornitura di
pasti caldi in favore dei degenti dei presidi
ospedalieri;
CONSIDERATO che occorre tenere presente che i criteri
aziendalistici cui va ispirata una sana gestione di
una struttura pubblica che deve conseguire un
corretto equilibrio gestionale, per la delicatezza
del settore sanitario con riferimento alle AAUUSSLL
vanno coniugati con il rispetto dei diritti degli
utenti e la salvaguardia di parametri essenziali e
non suscettibili di un'immediata valutazione
economica, quali il riconoscimento delle
professionalità del settore sanitario, la dotazione
adeguata di personale da assegnare alle diverse
occorrenze, il conseguimento di risultati
soddisfacenti sotto il profilo del gradimento da
parte dell'utenza dei servizi erogati;
RITENUTO che la dirigenza amministrativa della AUSL n. 8 ha
dimostrato, nel corso della sua recente gestione, un
attaccamento, per taluni versi esasperato, a
parametri esclusivamente di carattere economico,
mostrando di trascurare o di non tenere nella dovuta
considerazione la soddisfazione dell'utenza e
l'appagamento lavorativo del personale sanitario,
quando non si sia in presenza dell'inosservanza
palese dei più elementari principi di rispetto delle
regole amministrative nella attribuzione di
incarichi e nell'affidamento di lavori pubblici;
RAVVISATA la necessità di ripristinare una corretta gestione
amministrativa dell'AUSL n. 8 e di verificare
puntualmente la sussistenza di anomalie nella
conduzione dei servizi e delle funzioni elencati in
premessa,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad avviare un'ispezione amministrativa volta a far
luce sulle irregolarità amministrative presenti
presso la AUSL n. 8 di Siracusa, riferendo
all'Assemblea, entro il termine di 60 giorni
dall'approvazione delle presente mozione, e
provvedendo a far cessare le cause delle anomalie
stesse, ripristinando la correttezza gestionale
occorrente.>> (343)
(31 marzo 1999)
BURGARETTA - GRANATA -
SPAGNA - ORTISI - MONACO
<< L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- i recenti fatti di cronaca hanno evidenziato un
incremento dei reati che vanno contro il diritto
all'infanzia, come è accaduto a Trapani con
l'omicidio del piccolo slavo Riza Gradina, ucciso
all'età di otto anni dopo aver subito violenza;
- il fenomeno della violenza sui minori ha assunto
le caratteristiche dell'ermergenza con un incremento
che lascia intravedere una scarsa attenzione verso
una delle parti più deboli della società;
- risulta ormai indispensabile sensibilizzare
l'opinione pubblica, ma soprattutto gli infanti e
gli adolescenti che sono vittime di queste inaudite
violenze e che spesso non hanno strumenti per la
conoscenza e per la prevenzione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad istituire una borsa di studio per gli studenti
delle terze classi della scuola media inferiore per
affrontare il problema dei diritti negati
dell'infanzia e per rafforzare la cultura della
legalità e del rispetto della persona umana, che è
sempre più attaccata da una violenza spesso cieca e
senza ragione.>> (344)
(31 marzo 1999)
ODDO - SPEZIALE - PIGNATARO -
PEZZINO - ZANNA - VELLA -
FORGIONE - GIANNOPOLO -
TRIMARCHI - DI MARTINO -
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo che le
mozioni testè lette vengano demandata alla Congerenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne determini la data
di discussione.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MISURE DI
FINANZA REGIONALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE,
CONTABILITA' E CONTROLLO" (N. 884/A - STRALCIO).
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge numero 884/A - Stralcio "Misure di finanza regionale e
disposizioni in materia di programmazione, contabilità e
controllo", posto al numero 1).
Invito i componenti la seconda Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nell'apposito banco.
FLERES. Signor Presidente, la Commissione non è presente.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, è vero ciò che lei rileva, ma
trattandosi di ordini del giorno è sufficiente che sia presente
in Aula il Governo.
Si passa all'ordine del giorno n. 335 "Agenti di sicurezza
dei beni culturali e ambientali", a firma degli onorevoli
Bufardeci Croce, Alfano e Pagano.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. L'ordine del giorno che sto per illustrare cade in
un momento particolare per i beni culturali in Sicilia e questa
contemporaneità di alcuni fatti che sono avvenuti in questi
giorni lo rende ulteriormente importante e assolutamente
necessaria la sua trattazione e la sua definizione in termini
spero positivi.
Questo perché avrete letto tutti sulla stampa che non più
di due giorni fa alla Villa del Casale, migliaia, il
giornale, parla di migliaia di turisti, hanno dovuto tristemente
non godere dello spettacolo per il quale erano venuti in Sicilia
a visitare i siti perché vi era questo sciopero ed era una
situazione assolutamente grave in quella zona e che per altro è
altrettanto notorio che dati scientifici delle comunità
internazionali, l'UNESCO e tante altre, hanno ulteriormente fatto
risaltare che nella nostra Isola quella che dovrebbe essere la
prima industria da favorire, quella del turismo, quella della
fruizione sana dei beni culturali, dei beni paesaggistici e che,
in quanto tale, dovrebbe essere quindi tutelata, vigilata,
cautelata, viceversa non lo è affatto. Ogni giorni leggiamo di
furti di tombaroli di danni assolutamente esecrabili. A fronte
di questo noi nell'organico della Regione siciliana abbiamo circa
1.200 agenti di custodia. Ebbene di questi 1.200 agenti di
custodia, addirittura il dato aggiornato secondo la stima che
viene fornita dall'UNESCO oltre che da agenzie specializzate
parla di quattordicimila furti di beni, un saccheggio vero e
proprio delle aree archeologiche negli ultimi cinque anni, di
quello che dovrebbe essere invece il motore della nostra
economia. Allora se noi non siamo riusciti oggi a curare le
vestigia e a salvaguardare le vestigia del passato non lo abbiamo
fatto anche per un uso certamente dissennato ed errato di quello
che è invece questo settore strategico. Allora io voglio
ricordare così come ho fatto nell'ordine del giorno che una serie
di normative sia a livello nazionale che anche regionali, hanno
evidenziato assolutamente determinate attività ed hanno
evidenziato determinate necessità, oltre a determinate
configurazioni di carattere giuridico.
La legge 44 del 1975 parla di misure intese alla protezione
del patrimonio archeologico, artistico e storico nazionale. La
legge 176 parla della protezione antifurto ed antincendio delle
opere d'arte. La legge del regio decreto del 23, e l'articolo 16
in modo particolare, attribuisce alla unità lavorativa in
questione, a queste 1.200 persone del settore attualmente in
organico della Regione che operano nel settore dei beni
culturali, la qualifica di agente di P.S..
Basta per altro verificare sui tesserini di riconoscimento
degli stessi che si fa esplicito riferimento al Regio decreto
690 del 1907 e al Regolamento n. 666 del 1909. Regolamento e
Regio decreto che disciplinano in modo assoluto quello che è il
servizio della guardia notturna nelle gallerie, nei musei
archeologici, nei monumenti e negli scavi di antichità del regno.
All'interno di questa normativa esiste già una
configurazione giuridica a vantaggio di questo personale. Cosa ha
fatto la Regione fino ad oggi di questo personale? Lo ha
utilizzato in altre funzioni.
Questo personale che quindi ha la qualifica giuridica, che è
stato assunto peraltro con una selezione che ha previsto anche
delle prove di natura pratica e tecnica finalizzate allo
svolgimento di quella determinata mansione, non è mai stato
utilizzato sostanzialmente per la mansione per la quale,
teoricamente, è stato assunto e che, legittimamente, la legge gli
attribuiva.
Questo ha comportato, a mio avviso, quel degrado ulteriore
dei nostri beni, dei nostri siti, perchè persone che dovevano
essere impiegate nella cautela, nella tutela, nella vigilanza
hanno in molti casi svolto altri compiti, ad esempio quello della
pseudo fruizione per quella che tristemente fino ad oggi la
Sicilia riesce a dare, o non hanno fatto assolutamente nulla in
quanto si sono via via, chiaramente, occupati di altri servizi.
La Regione come ha provveduto, viceversa, alla cautela, alla
tutela e alla vigilanza? Lo ha fatto attraverso una serie di
appalti, di affidamenti, di incarichi ad imprese private per
cautelare e custodire e vigilare.
Nel frattempo, questo personale, mentre il tempo trascorreva
e passava, ha perduto qualunque forma di capacità, di
adattabilità al servizio per il quale era stato assunto e che
doveva andare a svolgere. Pertanto oggi, con l'ordine del giorno
che abbiamo presentato e che mi vede primo firmatario, sono
costretto a chiedere che il Governo si impegni non soltanto
affinchè il personale in questione, in possesso di questi
requisiti richiesti dalla legge e dalla normativa che io ho
citato come custode e guardia notturna, perchè svolgesse
chiaramente quelle funzioni di polizia, di sicurezza, perchè si
ha un bel dire che dare una qualifica di P.S. e una pistola per
la vigilanza sarebbe un errore, io credo che ancora più grave,
ancora più errore, sia quello di perseguire ancora in maniera
pervicace, un comportamento per il quale si verifica in 5 anni
14.000 furti.
Oltre, dunque, ad impegnare il Governo perchè vi sia questo
rispetto nella utilizzazione di questo personale, io chiaramente
chiedo che perchè queste 1.200 unità, circa, possano
effettivamente svolgere in maniera corretta e compiuta e idoneo
ai loro compiti, lo stesso considerato che da sempre non è mai
stato utilizzato per la qualifica e le mansioni, per le quali
sono stati assunti venga certamente fatto oggetto di una
fortissima riqualificazione, venga fatto oggetto di una
formazione utilizzata come metodo permanente, che consenta di
verificare quanti di questi 1.200, e sicuramente anche per
ragioni anagrafiche saranno la maggioranza delle persone, di
queste 1.200 che sono ancora oggi, con una seria
riqualificazione, utili per essere nuovamente utilizzati nei
compiti di custodia, assegnarli finalmente, peraltro con un
risparmio evidente per le casse della Regione, perchè noi oggi
stiamo pagando imprese private per un servizio che la Regione ha
a chi farlo svolgere attraverso i dipendenti che, in ogni caso,
ricevono la retribuzione per non svolgere quella funzione per la
quale sono stati assunti.
E' chiaro che tutte quelle persone che, esaurita la fase
della riqualificazione e di questa formazione che deve essere
anche nella fattispecie per i metodi sofisticati che vi sono oggi
utilizzati dalle forze, tristemente, della malavita in ordine a
questo terreno ai furti su commissione, a tutto quello che noi
conosciamo che viene perpetrato ai danni dei beni archeologici,
tutti coloro i quali da questa riqualificazione non potranno
essere utilizzati, perchè o per ragioni anagrafiche o per ragioni
fisiche non hanno più quelle caratteristiche utili allo
svolgimento del servizio, saranno certamente utilizzati per altri
compiti che potranno essere quelli della fruizione o, comunque,
qualunque altra funzione e mansione commessa alla stessa e alla
qualifica di appartenenza.
Noi riteniamo che la Regione, nel momento stesso in cui si
attrezza a fare questa verifica e accerta quanti di questi 1.200,
e ribadisco saranno sicuramente la maggioranza, sono ancora
idonei allo svolgimento di quelle mansioni per le quali sono
stati assunti e che la legge attribuisce loro, rendono
sicuramente un servizio perchè, certamente, finalizzano la loro
attività a quel compito di tutela, di vigilanza e di controllo
che per noi deve diventare assolutamente strategico e che
tristemente la Sicilia fino ad oggi non ha curato. Affinchè non
si verifichino i 14.000 furti in questi ultimi cinque anni,
affinchè l'utilizzazione dei beni archeologici e dei siti poi sia
fruita attraverso altro personale altrettanto qualificato e
altrettanto idoneo alla mansione.
Per cui insisto nell'accoglimento dell'ordine del giorno
che, ribadisco, sulla base di documentazione legislativa già
attribuisce agli stessi quella qualifica mai svolta, ma
assolutamente necessaria alla Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Grua. Ne ha
facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno che i colleghi Bufardeci, Croce, Alfano e Pagano hanno
presentato su questo delicato ed importante argomento ci dà
l'occasione di affrontare, in questa sede, il problema dei beni
culturali, archeologici del patrimonio artistico e monumentale di
cui dispone la nostra Isola. Un patrimonio di grande rilevanza,
un patrimonio che è stato oggetto della attenzione dell'UNESCO
che ha ritenuto di dovere riconoscere a tanti monumenti
siciliani, a tante opere d'arte siciliane valenza di beni
tutelabili, valenza di beni che appartengono a tutta l'umanità.
Ebbene, noi ci siamo contraddistinti tante volte per
l'incuria con la quale abbiamo trattato i nostri beni culturali,
il nostro patrimonio artistico ed archeologico. Oggi bisogna
cambiare pagina: tutti ci rendiamo conto come sia estremamente
importante per il futuro della Sicilia e per l'economia siciliana
una tutela sempre maggiore di questo bene che è rappresentato tra
le pietre, di questo bene che è rappresentato da un retaggio
della storia, di questi beni che costituiscono quindi qualcosa di
cui noi siciliani dobbiamo necessariamente essere orgogliosi.
E bisogna cambiare pagina predisponendo, signor Presidente
ed onorevoli colleghi, tutti gli strumenti indispensabili
ad una tutela seria del patrimonio artistico, archeologico,
culturale di questa nostra terra. Sino ad oggi questa opera di
tutela, questa opera di salvaguardia, a mio parere, non è stata
fatta in maniera adeguata se è vero, come è vero, che i nostri
siti archeologici sono preda dei tombaroli; se è vero che furti,
danneggiamenti, ad ogni pie' sospinto, si verificano nelle nostre
zone archeologiche, nelle nostre zone dove ci sono veramente beni
artistici di grande rilevanza.
Io, signor Presidente, faccio l'avvocato e capita raramente
che qualche tombarolo venga preso con le mani nel sacco. I più
sfuggono ai controlli, hanno larga mano, agiscono indisturbati,
facendo razzia di un patrimonio artistico che poi è archeologico
che va a finire sempre all'estero, che è oggetto di speculazioni
da parte di persone che vivono su questo argomento.
Ebbene, noi dobbiamo predisporre tutti i mezzi necessari per
dare sicurezza ai nostri beni archeologici, al nostro patrimonio
artistico. E questo non può che avvenire attraverso la
predisposizione di mezzi adeguati che possono consentire di
salvaguardare questo enorme patrimonio culturale che
contraddistingue la nostra terra.
Certo, sicuramente, da qui a poco interverrà sull'argomento
l'onorevole Sottosanti che è sindaco di Piazza Armerina e che vi
potrà sicuramente parlare del dramma che sta vivendo questa città
dell'ennese, questa città famosa per la Villa del Casale che è
stata oggetto più volte di interventi da parte di malavitosi che
hanno danneggiato quest'opera d'arte che rappresenta l'orgoglio
della nostra Sicilia. Ma queste cose ve le dirà sicuramente
meglio di me l'onorevole Sottosanti. Io non ho che da ribadire la
necessità che questa Assemblea valuti con la dovuta attenzione
l'argomento che opportunamente i colleghi di Forza Italia hanno
posto all'ordine del giorno, un argomento che ci deve consentire,
signor Presidente, di impegnare il Governo affinchè una buona
volta e per tutte un'operazione di tutela del patrimonio
artistico sia fatta con serietà attraverso l'utilizzazione di
parte dei 1.200 agenti che sono stati dalla legge prefigurati e
che in concreto vengono destinati ad altre mansioni, ad altre
funzioni.
Bisogna quindi recuperare tutte queste persone ed adibirle
ad un effettivo controllo e tutela del patrimonio artistico
riconoscendo agli stessi la qualifica di agenti di pubblica
sicurezza per potere reprimere quelle attività illecite che tante
volte hanno veramente messo in difficoltà i musei, hanno messo in
difficoltà chi deve controllare le aree archeologiche.
Ecco perchè noi siamo del parere che questo ordine del
giorno debba essere apprezzato positivamente da questa Assemblea
ed ecco perchè io personalmente ritengo di dovere dare la piena
adesione e disponibilità perchè questo ordine del giorno trovi
l'accoglimento da parte dell'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente vedo
l'Assessore Morinello e quindi la sua presenza mi fa sperare dato
l'argomento così importante, vista la sua attività in un settore
così importante come quello dei beni culturali. Sono contento,
assessore Morinello, di vederla qui e di vederla impegnata su una
problematica molto complessa, ma che comunque sappiamo che
l'onorevole Morinello sta cercando di centrare l'obiettivo.
Ieri sera abbiamo parlato di un settore importante, quello
dell'agricoltura, e abbiamo approfondito in maniera chiara,
perfetta, una questione che vedeva impegnati altri momenti della
società e quindi altre espressioni importanti, altri soggetti
importanti come quelli che operano nell'agricoltura.
Oggi un altro problema che si colloca in un settore
strategico dell'economia, in modo particolare siciliana, visto
anche che la percentuale dei beni culturali in Sicilia è la più
elevata nel mondo. Parlare di questo argomento mi dà la
possibilità di entrare su un tema molto caro a me, ma credo caro
a tutti i siciliani, a tutta la classe e credo anche ai
parlamentari che sono qui presenti, quanto meno me lo auguro.
Il tema che l'onorevole Bufardeci ed altri colleghi abbiamo
voluto sottoporre all'attenzione di questa Assemblea è un tema
che si colloca nell'ambito di un riordino complessivo di un
settore importante, quello dei beni culturali; la tutela, la
salvaguardia e la fruizione dei beni culturali è, a mio avviso,
il punto centrale della politica che un governo si deve dare,
specialmente un Governo che opera in un contesto del genere.
E ho seri dubbi rispetto alla gestione di questo tema, ho
seri dubbi rispetto al modo come si sta intervenendo in un
settore così importante. I fatti a cui accennava l'onorevole
Bufardeci devono fare riflettere tutti, devono fare riflettere il
mondo, forse, quando parlo del mondo parlo di tutti i cittadini
di buona volontà che amano l'arte, che amano i beni culturali.
E quanto abbiamo visto l'altro giorno, attraverso le
fotografie sui giornali della Villa del Casale è una cosa su cui
non possiamo sottacere. E dobbiamo cercare di capire perchè i
dipendenti, e parlo dei dipendenti dell'Assessorato dei beni
culturali, oggi protestano, oggi sono contro l'attuale Governo.
Mi ha scosso profondamente una foto dove c'era scritto:
"Vergognatevi". E credo che questa fotografia l'Assessore
Morinello l'avrà notata anche lui perchè c'è veramente da
vergognarsi a non dare risposte in un settore, ripeto, così
importante.
Chi vi parla aveva iniziato nel precedente Governo un'opera
di recupero di risanamento, di riordino degli uffici periferici
dei beni culturali, è arrivato un nuovo assessore, ha bloccato
tutto e ha bloccato un percorso che si stava delineando
favorevole per quanto riguarda non soltanto la possibilità degli
incarichi, ma per quanto riguarda soprattutto la possibilità di
un riordino che tendeva a sviluppare meglio questo settore
tutelandolo, salvaguardandolo, ma sviluppandolo.
Questo era il tema centrale, caro onorevole Morinello, su
cui il precedente Governo stava lavorando.
Quindi, questo ordine del giorno si colloca nell'ambito di
questi argomenti che sono argomenti seri, argomenti che danno e
che devono dare lavoro e mi risulta che lei proprio giorni fa ha
bloccato un progetto che dava la possibilità a tanti ragazzi, a
tanti onesti cittadini di lavorare in un momento così difficile
della vita socio-economica, in un momento di fame lei ha bloccato
un progetto, complici di questa situazione i signori dirigenti
degli uffici periferici.
Torneremo a parlare su questo argomento, perchè è un
argomento che si farà sicuramente a puntate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Granata. Ne ha
facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non potevo
e non volevo astenermi dall'intervenire vista la intelligente
proposizione da parte del gruppo di Forza Italia di questo ordine
del giorno che tocca uno degli argomenti più importanti,
maggiormente centrali nel dibattito politico che ci vede
protagonisti.
Proprio lei, onorevole Presidente dell'Assemblea regionale,
ha più volte sostenuto dichiarando qualcosa che condivido in
pieno, che la Sicilia ha proprio nel settore dei beni culturali,
nella fruizione intelligente dei beni culturali una grandissima
potenzialità. L'unica vera materia prima, ha detto più volte
l'onorevole Cristaldi di cui la Sicilia dispone è rappresentata
proprio dai beni culturali per salvaguardare innanzitutto, per
valorizzare dopo questo settore, questo segmento così importante,
noi vogliamo dire con grandissima franchezza che molto poco si è
fatto da parte di questo Governo.
Credo che ci sia un effetto moltiplicatore di immagine
negativa quando avviene ciò che avviene con periodicità
pressocchè assoluta in danno dei beni culturali siciliani. La
Sicilia che è già massacrata come immagine nel mondo purtroppo
grazie anche ad una determinata dinamica anche retorica nei
confronti dei fenomeni della criminalità certamente presenti sul
nostro territorio ma spesso amplificati a dismisura dai
mass-media proprio per creare quella immagine negativa della
nostra terra riceve certamente un ulteriore segnale assolutamente
negativo ed in controtendenza dannosissimo per quei flussi non
soltanto di natura turistica ma anche economica per quelle
centrali che nel mondo possono e vogliono interessarsi alla
fruizione e allo sfruttamento in senso nobile del nostro
patrimonio culturale una immagine dannosissima dell'assoluta
mancanza di iniziative del nostro Governo per quanto riguarda la
salvaguardia e la tutela dell'ingente, dell'enorme più volte
citato con quella percentuale del 25 per cento del patrimonio
artistico dell'intero globo presente in Sicilia, del patrimonio
artistico e culturale siciliano.
Vi sono stati alcuni segnali, credo che ad esempio questo
ordine del giorno vada nella direzione di un disegno di legge da
me presentato come primo firmatario ad inizio di questa
legislatura in cui chiaramente ritenevo possibile e nulla mi fa
cambiare idea in questo senso, assessore Morinello, che c'era la
possibilità, per altro anche da lei alcune volte sollevata sui
giornali, ...
MORINELLO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Si era posto in commissione
l'accoglimento di questo emendamento
GRANATA. ...di utilizzazione delle figure, ad esempio, degli
affiancatori custodi per andare a creare una vera e propria unità
di pubblica sicurezza, definiamola così, grazie al fatto che la
normativa regionale lo consente, di utilizzare cioè migliaia di
unità lavorative che spesso vengono utilizzate male o spesso non
vengono utilizzate affatto perchè bivaccano nei luoghi dove vi
sono questi grandi insediamenti culturali senza creare alcunché
di produttivo nei confronti della Sicilia.
Ecco, allora, che la volontà di utilizzazione di questi
uomini, di queste forze è importante; è sancita da questo ordine
del giorno, è indicata da parecchi disegni di legge - credo ce ne
siano altri, certamente ce n'è uno da me sottoscritto, in cui si
chiede apertamente l'istituzione di un corpo di pubblica
sicurezza relativo soltanto al patrimonio artistico e culturale,
anche perchè credo che su queste vicende ci possa essere un
interesse doppio che è quello che ho prima sottolineato, cioè non
soltanto e già sarebbe moltissimo, la salvaguardia del patrimonio
artistico esistente ma soprattutto una capacità di intuire un
fronte sul quale tutti dobbiamo trovarci impegnati anche negli
atti politici concreti, anche nella prassi parlamentare, anche in
tutto quello che proviene sia dal Governo che dalle forze
politiche, cioè il tentativo grande di un nuovo gruppo dirigente
al di là della differenza tra maggioranza ed opposizione di dare
della Sicilia una immagine diversa rispetto ad una certa
iconografia negativa che in passato ci ha danneggiato e ci ha
penalizzato.
Penso che tutto questo, anche in riferimento ad alcune
vicende inquietanti di cui l'assessore, credo proprio Morinello,
ha potuto avere percezione attraverso quei verbali che ha
richiesto alla commissione antimafia di alcune cose dette da
alcuni dipendenti, di alcuni funzionari dell'assessorato che
svolgono determinati ruoli proprio nella zona, sia un fatto di
grande importanza.
Concludo col pieno sostegno a questo ordine del giorno ma
anche lamentando una totale assenza concreta, pragmatica, al di
là delle dichiarazioni del Governo in questa direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grimaldi. Ne
ha facoltà.
GRIMALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo,
signor Presidente, vorrei essere messo nelle condizioni di potere
parlare perchè questa conversazione alla quale ormai siamo
abituati...
MORINELLO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Vorrei intervenire perchè, e lo abbiamo
già detto, il Governo è favorevole e si potrebbe accelerare
pertanto la discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, ormai termina il proprio
intervento l'onorevole Grimaldi; successivamente darò la parola a
lei prima degli altri iscritti a parlare. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Grimaldi.
GRIMALDI. La ringrazio perchè finalmente oggi almeno c'è
certezza che le regole vengano rispettate e allora...
PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi, le regole sono state
rispettate. Chiunque abbia presieduto le sedute, le assicuro che
ho seguito attentamente, ha rispettato le regole.
GRIMALDI. Considerata la stanchezza, possibilmente oggi noi
stessi non saremmo stati nelle condizioni di rispettare le
regole. Ma, grazie alla sua presenza, che sicuramente saprà
richiamarci all'ordine, possiamo rispettarle
Stavo dicendo, caro assessore Morinello, un problema così
importante qual è il problema messo in evidenza con questo ordine
del giorno indipendentemente dal fatto che il Governo può essere
favorevole e ne prendiamo atto, penso che discusso e discusso
serenamente a lungo e vada approfondito perchè anche tra la
stessa opposizione ci può essere chi ancora in questo momento non
è convinto della bontà di questo ordine del giorno. Allora,
bisogno discutere, caro assessore e le diamo il benvenuto tra di
noi deputati in quest'Aula.
E' importante la sua presenza perchè vede i beni culturali
in questo momento, le poche cose serie che oggi possiamo mostrare
a tutto il mondo, ai turisti che certamente non sono
assolutamente coinvolti a venire in Sicilia per mancanza di
progettualità turistica, per mancanza di indirizzo che questo
Governo certamente grazie all'amico Assessore Rutella non riesce
a dare; però certamente abbiamo delle cose meravigliose in
Sicilia e sono i beni archeologici e quando io vedo che oggi come
oggi, o rimangono chiusi per mancanza di personale o quando sono
aperti vengono distrutti certamente da gente che non meriterebbe
neanche di stare in Sicilia, allora è un discorso che ci deve
fare riflettere.
Ecco perchè anche se il Governo è d'accordo ne dobbiamo
discutere a lungo. Sono meravigliato, caro Assessore, quando
leggo sulla stampa che un progetto ibleo che dava possibilmente,
e non conosco assolutamente questo progetto...
CRISAFULLI, Assessore alla Presidenza. Lo conosce bene,
invece.
GRIMALDI. Onorevole Crisafulli, tutti e due conosciamo molto
bene molte cose della nostra Sicilia. Allora, dico che lo conosco
bene ma non l'ho capito ancora molto bene e vorrei approfondirlo.
Semplicemente oggi ho letto sulla stampa che l'Assessore dice che
non è assolutamente importante fare partire un progetto del
genere. Ma indipendentemente da tutto si parla di 4 mila persone
e contemporaneamente rimangono chiusi i musei, i siti
archeologici, vengono distrutte le poche cose belle che grazie
agli uomini del passato siamo riusciti ad ereditare, considerato
che noi non lasceremo niente ai posteri forse neanche le poche
cose belle che la natura è riuscita a conservare. Allora,
onorevole Morinello, contemporaneamente leggo che lei sta
certamente affrontando il problema dell'archivio de L'Ora. Ma
certamente è da salvare l'archivio de L'Ora, ma credo che sia da
salvare anche tutto ciò che appartiene al passato e che ha fatto
grande realmente anche la nostra Nazione.
Allora bisogna attivarsi, onorevole Assessore, perchè un
progetto del genere, o in mancanza di questa volontà sua che nel
passato c'è stata sia da parte della Regione che da parte di
tutti i soprintendenti; leggo che questi soprintendenti sono
stati da lei convocati e hanno espresso parere negativo. Nel
passato, pochi mesi o settimane fa erano tutti d'accordo. Allora
c'è qualcosa che non funziona, vogliamo distruggere veramente i
nostri beni archeologici, non vogliamo mettere personale a
disposizione, vogliamo che la villa del casale di Piazza Armerina
continui a restare chiusa? Oggi c'è, e sicuramente l'Assessore
Crisafulli è preoccupato più di me perchè ha un ruolo
importantissimo, sul giornale la notizia che in effetti potrebbe
riprendere lo sciopero. E noi stiamo qui a pensare all'archivio
storico de L'Ora? Assessore Morinello, due sono i casi: o lei si
occupa realmente dei beni culturali, della pubblica istruzione o
è meglio che, con tanta correttezza che l'ha sempre
contraddistinto, dica che è arrivato il suo momento di
abbandonare . Grazie onorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti altri deputati,
ma l'onorevole Assessore Morinello chiede di potere dare una
comunicazione che potrebbe essere utile per i lavori d'Aula. Ne
ha facoltà.
MORINELLO, Assessore per i beni culturali. Signor Presidente,
io non vedo l'utilità di una discussione che non avrebbe modo di
svilupparsi perchè come tutti sanno, e in primis l'onorevole
Croce, il Governo ha presentato un emendamento che recepisce il
contenuto di questo ordine del giorno, che tra l'altro è stato
oggetto di un'audizione molto approfondita all'interno della
Commissione Cultura, in cui si ribadivano alcuni degli elementi
che molte delle organizzazioni sindacali che sono state audite
hanno da più tempo manifestato e che hanno caratterizzato
l'impegno del Governo perchè attraverso la distinzione dei ruoli
degli agenti tecnici di custodia tra le funzioni di tutela e le
funzioni di vigilanza noi avremmo avuto modo finalmente di porre
in essere una distinzioni di funzioni e una precisazione di
mansioni che sono indispensabili e necessarie perché noi che già
usufruiamo dei servizi di polizia privata che costano alla
Regione 4 miliardi l'anno e tenendo conto che gli agenti tecnici
di custodia hanno in dotazione, quando sono entrati nel ruolo
dell'ambientazione, del tesserino di pubblica sicurezza di poter
specializzare queste figure in modo tale da poter assolvere a
quelle funzioni che vengono delegati. Per cui non c'è alcun
bisogno di reiterare una discussione ampia ed esaustiva che c'è
stata già in Commissione e che però, inopinatamente e in
Commissione bilancio anche mi risulta per opposizione
dell'onorevole Croce questi contenuti non sono stati accolti dai
lavori della Commissione bilancio. Qualcuno paventava che c'era
la possibilità che ponendo in essere questo emendamento, i
contenuti di questo ordine del giorno, si militarizzasse o si
specializzasse in modo poliziesco il corpo degli agenti tecnici
di custodia, cosa che no è assolutamente, perché noi purtroppo
dobbiamo impiegare per alcuni compiti, questo meriterebbe una
trattazione molto più approfondita però ritengo che su questa
vicenda strumentalismi, ostruzionismi non hanno ragion d'essere
perché questo è un tema molto delicato, ho molto apprezzato
l'intervento dell'onorevole Granata che in un modo assolutamente
non strumentale ha posto un problema, un problema che è
all'attenzione del Governo. Sulle altre questioni dobbiamo
approfondire i ragionamenti, ma al di là di ogni ragionamento che
può apparire pretestuoso o può alimentare un dibattito sterile
che assolutamente non è conducente ai fini di quell'interesse che
noi tutti dobbiamo avere perché in una politica dei beni
culturali in cui questa questione che è molto limitata ma è
importante e fondamentale della tutela, della vigilanza e della
fruizioni dei beni culturali in Sicilia potesse vedere impegnata
la Regione, il Governo e l'Assemblea regionale in modo più
organico e in modo più completo di quanto non è possibile fare in
questa sede. Per cui ritengo, signor Presidente, che non abbiamo
alcuna remora ad accogliere i contenuti di questo ordine del
giorno che tra l'altro abbiamo reiterato nella Commissione di
merito che si è pronunciata dopo che l'Aula ha ritenuto di
rimandare gli emendamenti alla V Commissione. Per cui credo si
possa concludere questo ragionamento tenendo conto che dobbiamo
approfondire molti di quei temi che sono qui sviluppati, però in
modo che noi assolviamo al nostro compito di prestare attenzione
dovuta con interesse più profondo per un rilancio della politica
dei beni culturali in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Martino. Ne ha
facoltà.
MARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'Assessore Morinello mi introduce alcuni elementi che
tuttavia non mi tranquillizzano affatto, perché come l'onorevole
Morinello ben ricorda io in V Commissione insieme all'onorevole
Briguglio fui quello che chiese l'audizione dei sindacati su
questo tema. Ma il tema di carattere generale non credo sia da
affrontare in questa sede, vorrei solo pronunziarmi in merito a
questo ordine del giorno che ritengo inutile e per certi versi
addirittura pericoloso. Inutile perché se si legge con attenzione
la parte espositiva dell'ordine del giorno si scoprirà che ciò
che viene chiesto è nient'altro che un elemento puramente
terminologico, cioè l'adozione di un nome che dovrebbe
qualificare soggetti che già operano nell'amministrazione dei
beni culturali, che già per leggi per altro richiamate nello
stesso ordine del giorno, svolgono o possono svolgere determinate
funzioni e quindi non vedo davvero che cosa si introduca di
nuovo.
Si sottolinea un punto importante che è quello della tutela
dei beni culturali, e su questo - modestamente devo dire, in
quest'Aula sono intervenuto ormai molte volte quindi mi si
riconoscerà un certo interesse verso questo aspetto e, dunque, mi
si riconoscerà la buona fede per le cose che dico - io concordo,
e concorderò sempre, con chiunque a prescindere dalla parte
politica sollevi e sostenga, ma con argomenti seri e razionali,
la necessità di tutelare i beni culturali.
I beni culturali ed i beni ambientali, direi, perchè troppo
spesso noi soffermiamo la nostra attenzione soltanto sui beni
culturali e dimentichiamo un contesto senza il quale neanche la
comprensione dei beni culturali è possibile, che è quello
dell'ambiente. Ci sarebbe da recuperare un concetto in cui
l'integrazione tra ambiente e bene culturale viene posta in
evidenza.
Questo aspetto della tutela è certamente rilevante e,
tuttavia, come riteniamo di poter procedere a questa tutela, che
peraltro è estremamente differenziata, perchè una cosa è tutelare
i beni artistici di tipo mobiliare, per esempio i quadri, il
materiale che sta in quantità enorme nelle nostre tantissime
chiese; una cosa diversa è il problema della tutela delle zone
archeologiche nelle quali è stato già effettuato uno scavo; una
cosa ancora diversa è quella della tutela delle zone
archeologiche non sottoposte ad uno scavo.
Io credo che una riflessione seria su questo tema vada fatta
e, tuttavia, non è fatta e non può essere fatta attraverso questo
strumento, quello dell'ordine del giorno, e meno che mai,
comunque, può essere fatta liberando la nostra coscienza dal
problema con l'idea che novelli Indiana Jones forniti di pistola
possano difendere questo enorme patrimonio.
Vorrei ricordare che il numero enorme drammatico di furti
che si verificano induce a ritenere che ci sia, non come
responsabilità di questo Governo che è qua da quattro mesi, ma ci
sia una responsabilità dei governi passati - compreso quello del
quale ha fatto parte l'onorevole Croce, e non solo naturalmente
per sua responsabilità, per sua colpa - che ormai è incancrenita,
è diventata inveterata della mancanza di un progetto complessivo
di difesa e valorizzazione dei nostri beni culturali, perchè io
ritengo che la difesa di questi beni non possa avvenire se non
attraverso la valorizzazione ed una forma di difesa attiva, per
usare un termine militare.
Quello che è drammatico, vedete onorevoli colleghi, non è il
fatto che uno, dieci, cento, mille pezzi archeologici finiscano
nelle collezioni private all'estero o in Italia o vengano
dispersi. Quando l'arma dei carabinieri, che pure dispone di
sofisticati elementi per potere procedere, recupera e pubblica
con giusta soddisfazione queste centinaia e migliaia di pezzi io
non sono contento o lo sono solo in una misura parziale, perchè
il disastro, il danno maggiore è stato già effettuato e non potrà
mai più essere risarcito. Si è perduto, a causa dello scavo
clandestino, quel dato di contesto che è l'unico a consentire la
comprensione e, quindi, la fruizione del materiale archeologico.
Non siamo più, per fortuna, nell'epoca in cui gli scavi si
facevano per cercare il pezzo esteticamente bello, siamo in
un'epoca in cui lo scavo archeologico è la lettura di una serie
di pagine che compongono un intero libro.
Ecco, dunque, e concluso, onorevole Presidente, che l'idea
della difesa affidata esclusivamente o al cambiamento del nome di
un corpo o all'affidamento di qualche pistola a questi soggetti è
un'idea già perdente in partenza che ha in più e in peggio il
rischio di farci dimenticare che molto di più e molto meglio si
può e si deve fare, di farci salvare l'anima con una soluzione
che non risolve niente.
Un'ultima battuta, un argomento "madominem" di cui
l'onorevole Croce mi scuserà. Io avrei apprezzato molto di più se
quest'ordine del giorno firmato da lui, e che rispecchia
un'aspirazione di tutela comunque legittima, non fosse stato
accompagnato due pagine dopo da un altro ordine del giorno,
firmato da lui e dall'onorevole Alfano che firma anch'egli
quest'ordine del giorno, con il quale si promette o si propone
una sanatoria edilizia per le costruzioni abusive sulle spiagge
che è davvero anche questa altrettanto dannosa quanto gli scavi
clandestini. Non so a chi bisognerebbe affidare le pistole per
difenderci da questa sanatoria edilizia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zanna. Ne ha
facoltà.
ZANNA. Onorevole Presidente, io credo che sulla proposta
contenuta in questo ordine del giorno abbia già chiarito la
posizione l'assessore Morinello ricordando che, se quando
esamineremo la legge finanziaria, è già contenuto un ordine del
giorno approvato all'unanimità dalla V commissione che recepisce
i contenuti di questo ordine del giorno.
Però io vorrei approfittare per dare il mio modestissimo
contributo a quello che già in parte ha fatto l'onorevole Martino
prima di me e cioè dire un poco le cose in maniera più chiara e
più netta e fare una piccola operazione di verità sui beni
culturali perché prima di me gli interventi dei colleghi del
centro destra hanno detto tante cose.
Ha illustrato l'ordine del giorno l'onorevole Bufardeci che
vorrei ricordare è stato per dieci mesi assessore alla presidenza
e quindi con responsabilità che riguardano il personale di questa
Regione, così come è intervenuto l'onorevole Croce, che è stato
per dieci mesi assessore ai beni culturali.
CROCE. Otto mesi, prego
ZANNA. Io ho sentito troppa propaganda perché il centro destra
per due anni e mezzo ha governato questa Regione, ha avuto la
possibilità di prendere delle misure, fare delle cose sui beni
culturali, invece ha fatto poco e nulla o ha fatto cose che vanno
contro i beni culturali....
DI MARTINO . Presidente della Commissione e relatore. Perché
non ha governato, onorevole Zanna.
ZANNA. Io mi chiedo, ed ho delle risposte, quale è stata la
funzione ed il ruolo dell'ex maggioranza di questi partiti che
adesso presentano questo ordine del giorno e lo sollecitano, lo
motivano, parlando in maniera molto enfatica, ed io ritengo in
maniera propagandistica dei nostri beni culturali, quando erano
al Governo.
Allora, si sono occupati dei beni culturali in tre modi: il
primo, quello di lottizzare i ruoli di responsabilità necessari
ed indispensabili nella gestione dei beni culturali, quello di
cui l'onorevole Croce definiva di riordino invece è stata una
manovra illegittima e contro le norme che puntava esclusivamente
a nominare, uomini, funzionari, spessissimo legati a uomini di
quel governo di centro destra nella responsabilità, nei ruoli
chiave e di vertice dei beni culturali.
E onorevole Croce lei ha la faccia tosta che è venuto a
parlare dei beni culturali, avendo fatto dieci mesi l'assessore,
quelle nomine, onorevole Croce, non sono state bocciate
dall'assessore Morinello.
Le vorrei ricordare sono state bocciate, anzi lei è stato
bocciato da questa aula con un voto che a stragrande maggioranza
ha bocciato quel percorso, quindi il primo modo è stato quello di
lottizzare, così come avete lottizzato tante altre cose, anzi
tutti i posti di sottogoverno, utilizzando e paragonando quei
posti come dei volgari posti di sottogoverno.
FORGIONE. E questo Governo invece li ha bloccati
ZANNA. Secondo punto. Qua vedo l'ex presidente Drago che ha
depositato il bilancio su cui stiamo discutendo o discuteremo
presto. Andiamo a vedere i capitoli dei beni culturali, a partire
dai capitoli che riguardano la tutela del nostro patrimonio
artistico, tagli indiscriminati, anzi capitoli tra i più
tagliati, allora invece di riempirvi la bocca sulla tutela e
sulla difesa dei beni culturali, ex Assessore Croce, si vada a
guardare i capitoli che lei ha proposto nel bilancio che andremo
a discutere.
CROCE. Demagogo
ZANNA. Terzo punto. Come volevate affrontare il problema dei
beni culturali? Facendo affari. E proprio questo tema della
tutela e della vigilanza lo volevate risolvere, l'ex presidente
Drago, l'ex assessore Croce, l'ex assessore Briguglio,
utilizzando 3.800 ragazzi ingannati dal precedente Governo e
legati a una cooperativa che guarda caso ha la sede principale
nel collegio dell'ex presidente Drago, che per fortuna
l'assessore Morinello, anche questo, è riuscito a bloccare.
Quindi, lottizzazione, tagli al bilancio sui beni culturali
ed affari.
Questo è il modo in cui il centro-destra ha affrontato la
tutela e la valorizzazione dei beni culturali della nostra
Regione. Ora io lo capisco, ed ho concluso onorevoli colleghi,
che visto questo quadro e visto come avete affrontato questi
temi, questo è il primo ma affronteremo gli altri, il prossimo
ordine del giorno sarà quello della sanatoria. Ha fatto bene
l'onorevole Martino a ricordarvi che c'è una leggera discrasia
tra parlare di tutela dei beni culturali e poi proporre la
sanatoria sull'ambiente e sul territorio. Io lo capisco perché
reagite visto che avete perso le poltrone ed il potere che
esercitavate in questo modo e reagite come state reagendo, però
la strada è lunga e andremo avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è utile che
noi compiamo questa discussione stamattina e per un verso sarei
tentato a ringraziare l'onorevole Croce e il gruppo di Forza
Italia per averci offerto questa possibilità perché sulla vicenda
dei beni culturali, della tutela ambientale, della tutela del
patrimonio storico e artistico ha ragione l'onorevole Granata
spesso si fa propaganda e propaganda in negativo rispetto a
questa Regione spesso ci sono scorribande affaristiche, c'è
l'intervento, l'attenzione e gli appetiti della criminalità
organizzata e soprattutto c'è un'attenzione o una disattenzione,
complice responsabile dei governi che si sono succeduti fino a
questo che è bene che emerga nel pieno della sua natura. Io
ovviamente quando dico questo, dico che sono fermamente contrario
a questo ordine del giorno e sono preoccupato invece che
l'assessore Morinello si dica sostanzialmente d'accordo. Sono
contrario perché lo ha spiegato bene l'onorevole Martino,
l'indicazione contenuta in questo ordine del giorno non risolve i
problemi della tutela dei beni ambientali, e non fate riferimento
alla Villa del Casale, perché tutti gli atti vandalici di
devastazione sono concentrati sulla Villa del Casale e su Piazza
Armerina, sono concentrati lì e lì l'Assessore Croce, come
l'Assessore Morinello non hanno risposto alle mie interrogazioni
parlamentari che ancora chiedono delle delucidazioni sulla
funzione di quel sovrintendente che o è cieco, o è sordo o è
complice di tutto quanto avviene nella Villa del Casale, anche
dei traffici che sono concentrati attorno a Piazza Armerina.
Aspetto ancora le risposte del Governo precedente e di questo
Governo, del precedente Assessore e di questo Assessore. Allora
siamo seri. Lo vorrei dire all'onorevole Granata che forse
abbaiato da questo incontro di qualche minuto con Rudolf Giuliani
vorrebbe mettere le pistole a chiunque anche ai guardaboschi, ai
guardacampi, ormai il modello è Giuliani.
Ma pensate davvero che la tutela dei beni culturali si fa
militarizzando il servizio di tutela e di sicurezza e non invece
predisponendo un piano, lo diceva Martino bene, di valorizzazione
con tempi certi sulle campagne di scavo con tempi certi sulle
campagne di ricerca con una tutela organica del patrimonio
artistico e culturale. Tutto questo non c'è.
E se questo non c'è non mi meraviglia che di fronte
all'emergenza l'Assessore Morinello chieda l'intervento dei
Vespri Siciliani e dell'esercito poi per fortuna smentito dallo
stesso Presidente della Regione e che oggi la Destra con lo
stesso spirito punti alla militarizzazione del corpo di
sicurezza.
Allora per queste ragioni noi siamo contrari. Perché
vedete, il problema non è di militarizzare la tutela dei beni
culturali e ambientali. Finora non è stato trovato un solo
responsabile degli atti di vandalismo e dei grandi traffici
illeciti di reperti archeologici. Il problema è la certezza, la
garanzia della tutela ed il piano vero di valorizzazione e di
salvaguardia.
Ed anche qui - lo diceva l'onorevole Martino e lo diceva
l'onorevole Zanna - siate seri. Non potete proporre in un ordine
del giorno la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e nell'ordine del giorno successivo, in ordine
cronologico, la sanatoria per l'abusivismo e la devastazione
ambientale e della costa, perchè allora c'è qualcosa che non
funziona e noi lo sappiamo, perchè voi non state a garantire gli
interessi della trasparenza sia sulla gestione dei beni culturali
e ambientali che sulla gestione del territorio, ma state a
garantire quelle forze della speculazione che spesso si
incontrano, anche, con le forze impegnate nel traffico di reperti
archeologici e ambientali.
Siate seri, allora, perchè il gioco è fin troppo scoperto
Ora discuteremo anche della sanatoria sull'abusivismo edilizio e
non dei piccoli abusivi.
Sappiamo bene che è un problema esistente al quale va dato
una risposta, ma di tutte quelle grandi speculazioni, di quelle
che verranno e alle quali voi e settori, anche, di questa
maggioranza sono interessati, si pensi a Favignana alla 'Valtur',
a tutte le grandi speculazioni in arrivo che puntano anche a
modificare i piani regolatori in alcune importanti isole, in
alcuni importanti pezzi di costa di questa provincia, di questa
Regione e della provincia di Trapani, guarda caso.
Discuteremo, poi, dell'altro ordine del giorno, ma noi li
vogliamo mettere coerentemente in legame questi due ordini del
giorno, perchè l'uno e l'altro, uno facendo finta di inasprire i
meccanismi di sicurezza sui beni culturali, di fatto lascia mano
libera a tutto quello che c'è, perchè non interviene con un piano
vero, di riordino, di tutela e di valorizzazione dei beni
culturali; l'altro ordine del giorno manda un messaggio ambiguo e
inquietante cioè che in questa Regione si può violare la legge,
si può devastare l'ambiente, si può devastare il territorio,
tanto c'è sempre, poi, un onorevole Croce che proporrà una
sanatoria.
Noi non ci stiamo, votiamo contro questo ordine del giorno
anche perchè votiamo contro l'abbraccio mortale tra l'Assessore
Croce e l'Assessore Morinello, che su questo ordine del giorno si
è dichiarato favorevole e sul prossimo vedremo cosa succederà in
questa Aula, se voi avrete l'intenzione di insistere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sottosanti, ne
ha facoltà.
SOTTOSANTI. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli
colleghi, io parlo qui come deputato ma nella doppia veste in
quanto sindaco della città di Piazza Armerina.
La città di Piazza Armerina, che ha collocato nella propria
cittadina la Villa romana del Casale, che è stata fatta scempio
da vandali, da autentici criminali, da autentici delinquenti e si
commettono delitti, io non vedo differenza alcuna tra il delitto
di una vita umana e il delitto di un grande patrimonio storico,
artistico e culturale.
Piazza Armerina vanta una grande tradizione artistica,
storica e culturale, e la Villa romana del Casale è stata
dichiarata dall'UNESCO, grande patrimonio dell'umanità ed è
vergognoso che, quando 2.000 turisti si precipitano nella città
di Piazza Armerina per potere visitare gli scavi del Casale, che
vantano una grande tradizione storica, artistica e culturale,
vengano respinti a causa di uno sciopero del personale della
Villa stessa.
Avrebbero dovuto i Governanti evitare uno sciopero del
genere prima ancora che questa gente si precipitasse verso la
Villa romana del Casale, perchè la gente compie sacrifici, fa
delle spese, quindi spende soldi, fa migliaia e migliaia di
chilometri per arrivare nella terra calda di Sicilia e viene
respinta per uno sciopero di poche persone.
Assessore Morinello, io sapevo che avevi tanta buona volontà
e sei venuto a Piazza Armerina a visitare più volte la Villa
romana del Casale, ma è venuta anche la Commissione beni
culturali che accompagnata dal sottoscritto ha visitato gli scavi
del Casale. Tante promesse, tante parole, ma ancora niente
fatti.
Bisognerebbe, immediatamente, istituire il parco
archeologico della villa romana del Casale con la perimetrazione
del terreno e salvaguardare la villa.
Io sono d'accordo con l'ordine del giorno dell'onorevole
Croce, Alfano, Bufardeci ed altri, sono d'accordissimo ; non sono
d'accordo con l'onorevole Forgione che quando parla la parola è
fatta per nascondere il pensiero.
Vero è che fai l'oppositore al governo della regione di
centro-sinistra, ma è altrettanto vero che siete la stampella di
questo governo del centro-sinistra. E questo non lo potete
smentire nei fatti...
FORGIONE. A Morinello lo stampellerete voi
SOTTOSANTI. Ma forse non hai capito una cosa che è molto
importante, caro Forgione, che sarete liquidati elettoralmente
agendo in questo modo, perchè i diretti concorrenti di
Rifondazione comunista sono i DS e i comunisti italiani. Quanti
comunisti devono votare i siciliani e gli italiani, sono
completamente disorientati...
(applausi)
SOTTOSANTI. ... non hanno capito più niente. Vi
abbandoneranno, ve ne accorgerete elettoralmente,
successivamente, quando si andrà ad elezioni o anticipate, o ad
elezioni per scadenza di mandato.
E, allora, difendiamo la villa romana del Casale. Caro
assessore Morinello, difendiamo il musei che bisogna istituire,
fai subito la nomina degli uffici, della direzione degli uffici,
come hai promesso in una riunione fatta presso il tuo assessorato
con delle persone di Piazza Armerina , accompagnate dal sindaco
della città che è il sottoscritto.
Istituisci questo museo, è l'inizio di una grande battaglia
che dovrà portare avanti questi grandi problemi. Ricordati, caro
Morinello, che i pilastri portanti di una società civile sono
l'artigianato, l'agricoltura e il turismo, da qui nasce il lavoro
per la collettività che noi amministriamo.
E, allora, ci sia un governo capace di portare avanti questi
problemi, sono trascorsi circa sei mesi e ancora non si è visto
niente, soltanto rotazione di direttori generali nei vari
assessorati che non sanno poi dove mettere le mani, e non
capiscono più nulla.
Io colgo l'occasione, concludendo Presidente per non farmi
richiamare dalla signoria vostra, di formulare a tutti i
parlamentari presenti, alle rispettive famiglie, al personale
dipendente tutto, e a tutti i siciliani, che ancora attendono la
risoluzione dei problemi della Sicilia, di formulare gli auguri
di una santa Pasqua nell'ora del Cristo che risorge.
Ma vi auguro, anche, che durante il vostro costante,
continuo, faticoso e responsabile lavoro siate accompagnati
dall'angelo della pace, dell'amore, della giustizia sociale, ma
soprattutto dall'angelo dell'umana solidarietà. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Sottosanti. E' iscritto a
parlare l'onorevole Fleres. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io sono
molto allarmato per alcune posizioni che ho ascoltato questa
mattina da parte di colleghi di gruppi diversi dal Polo. E, in
particolare, sono allarmato perchè ho fatto una considerazione,
mi sono chiesto e mi permetto di chiedere all'Aula: se in Sicilia
ci fosse qualcuno contrario a potenziare la vigilanza nel
territorio attraverso la proroga dell'operazione dei vespri
siciliani, se ci fosse in Sicilia qualcuno favorevole
all'utilizzo improprio dei poliziotti, e delle forze di Polizia
in genere, per applicarli ad attività di portierato nei condomini
a rischio, di questa regione.Se ci fosse poi una persona o una
forza politica che di fronte alla proposta di utilizzare persino
i propri quanti vengono retribuiti per compiere un'attività di
sorveglianza applicata ai beni culturali e nel settore dei beni
culturali si verificassero e si continuassero a verificare
fenomeni criminali, attentati, furti, ebbene, io direi che quella
persona o quella forza politica è certamente l'espressione della
più profonda cultura mafiosa che questa terra ha saputo
esprimere, della profonda e radicata cultura del non attivismo
delle istituzioni nei confronti della lotta reale al crimine,
perchè se quella persona o quells forza politica preferisce che
le forze di polizia in genere piuttosto che essere applicate alle
indagini e dunque alla lotta al crimine, si esercitino in
attività di portierato nei condomini a rischio delle città
siciliane, se quella forza politica o quella persona fosse
convinta che la proroga della operazione dei Vespri siciliani ,
non solo nelle città a rischio, ma anche nelle campagne dove si
verificano altrettanti fenomeni criminali, debba essere sospesa,
se quella persona si esprime in maniera contraria rispetto a una
proposta che punta a combattere le operazioni criminali di cui
sono fatti oggetto i beni culturali della Sicilia, quella persona
è un criminale Ed è un criminale per due ragioni: o perchè non
si rende conto di quello che dice e dunque non è adatto a
rappresentare le esigenze dei cittadini o perchè è organico alle
organizzazioni criminali e se non lo è di fatto...
FORGIONE. Stai dicendo una serie di cretinate Ce li hai
attorno i mafiosi
FLERES. ...lo è culturalmente e in maniera assolutamente
estranea a quelle che sono le proprie volontà. Onorevole
Forgione, perchè si arrabbia Lei? Sto facendo un ragionamento
generale e astratto e Lei me lo deve lasciare sviluppare
(Interruzione dell'onorevole Forgione)
FLERES. Immagino che Lei ce l'abbia con chi difende queste
posizioni che ho denunciato. Ce l'ha con me, onorevole Forgione?
Io sono favorevole ai Vespri siciliani, favorevole a utilizzare
le forze di polizia contro il crimine, favorevole a utilizzare i
custodi dei beni culturali per fare i custodi e impedire alle
cose che Lei ha detto. Allora immagino che Lei sia d'accordo con
me, perchè se fosse non d'accordo con me sarebbe Lei che si
intesta queste posizioni e io non credo che la sua cultura glielo
consenta, non credo che la sua storia politica lo collochi a
difesa degli interessi negativi che ho poc'anzi descritto. Io ho
troppa stima di Lei e della sua forza politica, ho troppa stima
di quello che Lei esprime, ma evidentemente Lei non se ne rende
conto e pensa che io stia parlando contro la sua posizione, io
sto parlando a favore e sto cercare di convincerLa di un dato:
che se una persona viene pagata per custodire un'opera d'arte,
deve custodire un'opera d'arte, se una persona è pagata per
compiere indagini, deve compiere indagini, se una persona è
pagata per vigilare il territorio deve vigilare il territorio e
se queste persone vengono distolte dalla loro attività per essere
applicate ad altri settori, non solo noi stiamo compiendo
un'opera di peculato di fatto, per distrazione, ma stiamo
privando della necessaria vigilanza il territorio della Sicilia e
dunque non ci possiamo lamentare se poi in Sicilia si verificano
eventi criminosi come quelli che abbiamo segnalato.
E allora, onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, io
sono favorevole a questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare: Leontini, Briguglio,
Beninati, Cimino, Drago, Caputo, Strano, Alfano, Provenzano. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Leontini.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è singolare
il fatto che su un argomento come quello che costituisce il
contenuto di questo ordine del giorno da parte di colleghi come
l'onorevole Forgione si sia intervenuto sovrapponendo il livello
della valorizzazione con quello invece della tutela rispetto ad
un rischio che non è più un rischio ma è una realtà pesante che
affligge il patrimonio dei beni culturali della nostra Regione.
L'ordine del giorno pone una questione specifica,
particolare, nella sua parte narrativa fa riferimento al fatto
che negli ultimi cinque anni sono stati effettuati circa 14.000
furti e che sono state saccheggiate ampie aree archeologiche
ripulite da eserciti di tombaroli. Abbiamo anche ascoltato la
testimonianza diretta degli amministratori delle città più
esposte del collega Sottosanti, sindaco di Piazza Armerina che ha
dimostrato come in questo momento a proposito di questo ordine
del giorno il problema che ci dobbiamo porre è quello di
fronteggiare nell'ambito della tutela dei beni culturali il
fenomeno delinquenziale, criminale del saccheggio degli stessi
beni.
Allora, perchè nel momento in cui questo problema viene
sottoposto all'attenzione dell'Aula con un ordine del giorno che
tende ad impegnare il Governo e ad impegnare l'Assessore a
elaborare una serie di norme nel rispetto delle normative già
vigenti che consentono di utilizzare le 1.200 unità lavorative
che operano nell'ambito del settore come agenti di sicurezza dei
beni culturali perchè nello stesso momento in cui viene posto il
problema in questi termini, si tende a sovrapporre quello della
valorizzazione più organica. Nessuno si sta sottraendo dalla
necessità di un confronto sui modi più efficaci per la
valorizzazione. Certo è che la politica dell'attuale Governo in
questa direzione non ha dimostrato è una capacità organica di
intervento nè un'attenzione continua, assidua e stabile così come
la gravità dei problemi supporrebbe o comporterebbe.
Ma nello specifico il problema posto dall'ordine del giorno
non è quello della organica valorizzazione che merita poi un
approfondito confronto e delle norme che possano consentire alla
nostra Regione di valorizzare adeguatamente e di rendere il bene
culturale una fonte di ricchezza come diceva adeguatamente il
collega Sottosanti assieme alla produttività degli agricoltori,
assieme all'attività degli artigiani sicuramente la
valorizzazione dei beni culturali costituisce uno dei motivi dei
fattori di rilancio della nostra economia sia per il bene
culturale in se stesso come ricchezza ma sia anche per la
capacità di attirare turismo.
Ma questo è un compito che l'Aula, credo, nel confronto con
le forze di Governo non intende spostare molto più in là ma è un
compito che intende esercitare organicamente sul piano della
valorizzazione.
In questo caso si sta parlando di fronteggiare un rischio
che ormai è diventato una realtà pericolosa e cioè di
fronteggiare nel modo più tempestivo e più adeguato la realtà
criminale che sta affliggendo la utilizzazione e la fruizione dei
beni culturali.
Quindi sono dei livelli differenti, un livello è quello del
saccheggio dei beni culturali e della necessità di rispondere
adeguatamente con misure come quelle proposte in questo ordine
del giorno.
Altro livello è quello della questione più complessiva e
più organica rispetto alla quale anche noi abbiamo le nostre
indicazioni che abbiamo già fornito in disegni di legge
depositati dallo stesso onorevole Croce durante il Governo
precedente ma anche disegni di iniziativa parlamentare che
giacciono già nella competente commissione e che sono sottoposti
all'esame dei componenti la commissione.
Quindi, ecco perché rispetto a questo fenomeno così pesante,
così forte credo che le misure che siano indicate in questo
ordine del giorno costituiscono delle misure che da parte di
tutti i colleghi, da parte dell'Aula e anche da parte del Governo
e mi pare il Governo abbia favorevolmente recepito le
sollecitazioni e le indicazioni contenute in questo ordine del
giorno, possano diventare lo strumento, lo stimolo per un
intervento normativo o una iniziativa del Governo che possa
nell'immediato affrontare il fenomeno criminale che sta
affliggendo così pesantemente, e nell'ultimo anno e mezzo in modo
particolare, i siti più delicati, più importanti e più ricchi di
patrimonio culturali e di beni culturali. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne
ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi il mio intervento mi impegnerò di farlo anche più breve
di quello che mi è stabilito per tempo e per cercare di non
fraintendere questi interventi che alcuni poi dicono che sono
solo per perdere tempo, cercherò di essere più breve del tempo
che avrei a disposizione.
Sono voluto intervenire perchè, vede onorevole assessore,
non entro nel merito perchè purtroppo quando un assessore
subentra ad un altro è giusto di rivedere e di rendersi conto di
ciò che si è fatto, però molte volte senza volerlo questi tempi
creano delle paralisi.
Devo dire, non perchè era mio collega nel governo Drago,
l'operato dell'assessore Croce poi si può tutto e di tutto si può
dire anche il contrario, ma devo dire che da tutta la Giunta che
era presente nel governo Drago fu condivisa una operazione che
poi può essere vista da alcuni giusta o sbagliata, io non sto qui
a dire o trovarci dei doppi sensi a quella iniziativa, però si
voleva fare un cambiamento e questo era il principio principale
su cui si fece la rotazione di circa 120 persone.
E' chiaro che in questa macchina così grossa di numeri, di
persone che venivano risistemate, ricollocate ci saranno state
certamente anche più che delle sviste, anche cose che non hanno
funzionato, ma non penso che tra il più e il meno si sia fatto un
qualcosa di negativo. Ritengo che si era fatto un qualcosa di
positivo.
Devo dire, siccome sono convinto che lei quale assessore è
in quel posto e vuole cercare di dare un ulteriore contributo di
trasformazione in questa Regione, mi domando ecco, a prescindere
dal suo comportamento che ritengo non è stato solo, ma sarà stato
dell'intera Giunta, che qui c'è qualcosa che non funziona perchè
la stessa Giunta o alcuni di essa avevano condiviso quella
iniziativa. Oggi gli stessi non condividono e lei giustamente
frena. Allora, dobbiamo essere anche in questo coerenti con i
comportamenti per cui, la sua buona fede nel mondo dei beni
culturali, sono convinto che il suo operato è certamente fattivo,
però ci sono dei comportamenti che sembrano che lei voglia
ritornare indietro. Il Governo precedente aveva dato uno smossa,
aveva cercato di togliere delle situazioni che certamente non
c'entrano totalmente nulla, sovrintendenti che hanno due, tre
incarichi... non è possibile Non è possibile anche perchè è un
accentramento di potere Lei sa benissimo più di me che il
sovrintendete può fare oggi sul territorio della Sicilia ciò che
vuole, può decidere le sorti di un territorio a prescindere dalle
nostre normative.
Allora, mi domando che cosa vuole fare questo ordine del
giorno che ritengo sensato. Vuole materialmente intervenire su
ciò che le nostre leggi il più delle volte fanno e poi non
esercitano, il controllo? Cioè noi facciamo, o si sono fatte,
tantissime iniziative legislative ma nessuno poi esercita il
controllo Di nessun tipo di legge Qui devo intervenire perchè
io sono tra coloro, anzi sono stato in commissione quarta
l'artefice della presentazione dell'emendamento sui 150 metri dal
mare che, mi dispiace dirlo, ma si ignora anche cosa si è detto
in commissione. Si dicono parole che non sono veramente vere,
sono false Qui nessuno vuole fare sanatoria degli abusivi. Qui
si voluto affrontare un problema che dall'85, da quando la legge
sulla sanatoria è stata fatta, è irrisolto e dal '94 con la legge
17, da quando sono stati vietati di continuare a fare piani di
recupero, non si fa nulla, non c'è nessuna iniziativa. Io sento
dire che c'è gente che vuole demolire. Che lo facciano Ma non si
fa nulla. Allora questa iniziativa serve invece per affrontare
questo problema; molti sindaci sanno le difficoltà che essi
stessi hanno avuto e continuano ad avere su questa problematica.
Allora noi dobbiamo porci questo problema: il recupero del
patrimonio entro quelle fasce, demolire ciò che va demolito, ma
recuperare ciò che va recuperato. Concludo, purtroppo, nel
condividere questo ordine del giorno ed Assessore riveda la sua
determinazione che sono convinto che dentro di lei stesso è in
controtendenza sul suo volere operare per migliorare e
trasformare i beni culturali come oggi sono stati gestiti da chi
accentra solo potere e, credetemi, più delle volte paralizza
attività anche produttive.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Drago. Ne ha
facoltà.
DRAGO. Presidente e onorevoli colleghi, io non volevo
intervenire anche perchè coloro i quali mi hanno preceduto hanno
brillantemente esposto le motivazioni che hanno condotto alcuni
parlamentari a presentare questo ordine del giorno. Tra l'altro
la risposta dell'Assessore nel merito accoglieva l'ordine del
giorno presentato dai colleghi. Però non posso fare a meno di
intervenire perchè puntualmente in quest'Aula si sollevano
problematiche che una volta per tutte dovremmo tentare di
definire e di capire chi è a favore e chi è contro.
Non possiamo puntualmente lasciare a metà la discussione su
come fruire, ristrutturare i beni culturali, su come
riqualificare la fascia costiera, perchè di questo si tratta. Qui
a sproposito si parla di sanatoria, qui si tratta di cominciare a
pensare come rendere fruibile, come donare non solo ai siciliani,
ma al mondo intero la fascia costiera che è un patrimonio
culturale della nostra Regione. Questo è il problema. Lasciare le
cose così come sono o riqualificare un territorio che, per varie
ragioni le più disparate possibili (perchè non si sono fatti i
piani regolatori, perchè certamente si sono fatti e laddove si
sono fatti in un modo che non favoriva e privilegiavano lo
sviluppo equo di un territorio) ... dobbiamo dare risposte.
Non è possibile che ogni qual volta si affrontano questi
temi alla fine restiamo a metà del guado. Senza capire tra
l'altro qual è la posizione esatta di ciascun gruppo
parlamentare. Perchè su queste questioni sappiamo che ci sono
posizioni trasversali. E allora che emergano quali sono le
posizioni dei partiti, dei gruppi sulla riqualificazione della
fascia costiera, su come donare al mondo intero il nostro
patrimonio artistico-culturale. Onorevole Assessore, ho letto che
lei intende affidare a gruppi privati, vuole tentare di
ristrutturare e quindi una migliore fruizione dei beni culturali
con un partneriato col privato, con imprese private, con imprese
multinazionali, non so a che cosa si riferiva nel suo intervento,
posso anche condividere questo suo atteggiamento, questa sua
scelta, ma lei ritiene che questa scelta può essere soltanto
oggetto di una sua decisione e non invece di un coinvolgimento
complessivo dell'intero Parlamento siciliano, che proprio sulla
cultura, sui beni culturali ne fa un modello di sviluppo, un
progetto di vita? Recuperiamo orizzonti di senso della nostra
popolazione, della nostra sicilianità, della nostra identità e
della nostra storia. Volete decidere questo nel chiuso delle
vostre stanze? Uscite dal palazzo andate fuori della gente, ma
soprattutto venite qui a raccontarci che cosa dovete fare di
serio per questa nostra Sicilia.
Ma detto questo che, signor Presidente, mi scuso se sono
andato un po' fuori tema, ma rientrava seppur in parte rispetto
alla questioni sollevate dalla interrogazione dell'onorevole
primo firmatario, il mio Vicepresidente, onorevole Bufardeci,
quel Governo che si pose con serietà non solo la necessità e
l'obiettivo di razionalizzare la Pubblica amministrazione dando
esempio nella prima Giunta di Governo, cosa che non era mai
accaduto, di ruotare tutti i direttori regionali ma non per un
intervento contro i direttori regionali ma perché sappiamo che
stando sempre nello stesso posto, nella stessa amministrazione
possono esistere incrostazioni, possono esserci.
Certamente questo non si coniuga con la buona
amministrazione. E abbiamo iniziato ruotando i direttori
regionali, dopo di che abbiamo incominciato, tentato, fatto un
tentativo di determinare una razionalizzazione anche nel settore
dei beni culturali, giusta, sbagliata non lo so, probabilmente
poteva anche esistere una migliore, ma perché tanto scaldalo e
tanto scalpore nei confronti di un tentativo che era soltanto
finalizzato alla buona amministrazione.
Detto questo e concludo, signor Presidente, per fatto
personale. Sono state fatte affermazioni gravissime in
quest'Aula poc'anzi dall'onorevole Zanna. L'onorevole Zanna è
intervenuto, ha sollevato, poc'anzi, signor Presidente, per fatto
personale, gravissimo...
PRESIDENTE. Onorevole Drago, le chiedo scusa, lei ha diritto
di intervenire per fatto personale dopo. Lei non può proseguire
il discorso... la prego, ci sarà un altro momento.
DRAGO. Signor Presidente le dico soltanto che l'onorevole
Zanna poc'anzi, parlando sull'interrogazione, ha detto che il
Governo Drago faceva affari su una questione relativamente
all'utilizzo di lavoratori socialmente utili per la custodia dei
beni culturali. Rispetto a questo...
PRESIDENTE. Non mi è sembrato che sia stato questo...
DRAGO. ... relativamente a questo le chiedo soltanto, signor
Presidente, siccome esiste al merito una interrogazione
dell'onorevole Battaglia ed altri, circa questa questione le
chiedo con urgenza, se c'è bisogno, non so il Regolamento, anche
un voto d'Aula, che si discuta immediatamente, appena lei lo
ritiene possibile, di quella interrogazione che chiedeva
chiarimenti su quella vicenda, dopo di che ritengo che
l'onorevole Zanna avrà tutto il tempo che gli spetta per chiarire
perché si facevano affari con quell'iniziativa che, a mio avviso,
va in tutt'altra direzione.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni l'interrogazione in
questione con le altre similari viene iscritta per la seduta di
martedì prossimo. Resta così stabilito. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, devo riconoscere che dal dibattito parlamentare che
sta scaturendo in questi giorni non si stanno prendendo in esame
solo ed esclusivamente solo e dei semplici ordini del giorno ma
si stanno esaminando delle tematiche di indispensabile importanza
per l'economia e per il futuro della nostra Sicilia e stanno
scaturendo delle posizioni, delle riflessioni politiche che, di
fatto, poi vedono delle posizioni diverse su temi che nelle
piazze, nei dibattiti televisivi pare trovino tutti d'accordo e
tutti ben felici di poter sostenere determinate idee e
determinate progettualità.
L'ordine del giorno in questione è un ordine del giorno
fondamentale per la sicurezza, la salvaguardia e la
valorizzazione dei beni culturali in Sicilia.
In Sicilia abbiamo dei patrimoni archeologici come la Valle
dei Templi, la Cattedrale di Noto, i mosaici di Piazza Armerina e
tanti altri.
PRESIDENTE. Il Tempio di Segesta
CIMINO. Il tempio di Segesta, beni che oggi sono totalmente
abbandonati per una cultura ed un impegno parlamentare e
governativo a difesa dei beni culturali che è stato una cultura,
un impegno, secondo il mio modesto avviso, sbagliato, una cultura
che ha visto il bene culturale da mummificare, una cultura che ha
visto il bene culturale da tenere in vetrina e non il bene
culturale come attrazione di storia, di cultura e di patrimonio
anche turistico.
Con l'ordine del giorno in questione si vuole poter
garantire la sicurezza a questi beni, si vuole poter fare in modo
che tutte le problematiche richiamate dal sindaco di Piazza
Armerina, onorevole Sottosanti, trovino una reale risposta.
E' vero che il Governo è andato a Piazza Armerina, è vero
che il Governo è andato nella Valle dei Templi, così anche la
Commissione cultura, però è anche vero che nessun risultato
concreto è stato raggiunto, è anche vero che il Governo si è
dovuto impegnare con il trasferimento degli agenti forestali con
provvedimenti, quindi, meramente provvisori e non con
provvedimenti che garantiscono stabilità e sicurezza al nostro
patrimonio archeologico.
Dire di no a questo ordine del giorno non significa voler
sostenere una politica del Governo o voler fare ostruzionismo,
significa voler bocciare una linea ed una condotta politica di
cui oggi la Sicilia ha bisogno, che è quella della salvaguardia e
delle valorizzazione del patrimonio archeologico.
E pare strano, onorevole Presidente e onorevoli colleghi,
che chi oggi dice di no a degli agenti specializzati per la
tutela del patrimonio archeologico dice di no anche alla
sanatoria edilizia.
A me pare, sebbene i due temi siano totalmente diversi,
perchè un conto è parlare di patrimonio archeologico, di
valorizzazione ambientale, un conto è parlare di sanatoria.
Però, la sanatoria scaturisce nel momento in cui non c'è chi
difende il territorio, chi salvaguarda il territorio, chi vigila
sul nostro patrimonio archeologico e sul nostro patrimonio
ambientale.
Quindi, sicuramente è condannabile chi fa degli abusi, ma
bisogna dare anche l'opportunità di garantire alle nostre risorse
una tutela ed una difesa, tutela e difesa che possono oggi essere
date con un ordine del giorno che vuole impegnare il Governo
a creare gente professionalmente competente, gente
professionalmente preparata alla difesa dei beni culturali ed
ambientali.
E diciamolo chiaramente: il Governo Provenzano ed il governo
Drago poi, con l'assessore Croce, avevano iniziato questo tipo di
tendenza, avevano iniziato questo percorso volendo dare alla
Sicilia i parchi archeologici.
Questo era un momento qualificante che l'attuale Governo,
invece, sta cercando di abbandonare per far ricadere nel nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio. Ne ha
facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine
del giorno che stiamo discutendo affronta un tema che la
finanziaria affronta già di per sé con una numerosa serie di
articoli che in qualche modo trattano di questo stesso argomento.
L'ordine del giorno è un segmento di tutta questa serie di
argomenti, cioè centra uno specifico problema che è quello della
sicurezza dei beni culturali anche alla luce dei numerosi episodi
che abbiamo registrato soprattutto in questi ultimi tempi.
Quindi, credo che l'avere in qualche modo sollecitato un
dibattito specifico su questo tema al di fuori della finanziaria
che non ha il valore di legge di settore proprio specifica dei
beni culturali, ma una sorte di legge polivalente in cui sono
state riversate numerose normative di settore e confusi argomenti
molto distanti come il regime delle acque, i trasporti con quello
dei beni culturali, ci fa capire fino in fondo anche il valore di
questa iniziativa parlamentare.
Devo dire che questo tema, quando abbiamo avuto in V
commissione l'opportunità di discuterlo, l'abbiamo dovuto
discutere molto frettolosamente, cioè abbiamo discusso di una
vera e propria rivoluzione, sotto il piano delle riforme e delle
innovazioni dei beni culturali in Sicilia basata essenzialmente
sul recepimento della legge Ronchi, e l'abbiamo dovuto fare
frettolosamente perché i tempi, le modalità di discussione della
finanziaria nelle commissioni di merito sono quelle che abbiamo
lamentato.
L'argomento merita una discussione specifica e lo voglio
dire anche in questa occasione una legge di settore autonoma e in
questa direzione va l'indirizzo di questo atto parlamentare e di
questo ordine del giorno non confusa all'interno della legge
finanziaria.
Insieme al collega Martino abbiamo provocato in V
commissione proprio su questo tema l'audizione delle
organizzazioni sindacali di settore di questo comparto che ci
hanno dato con l'audizione numerosi suggerimenti, apporti ed
anche angoli di prospettiva che lo stesso governo nel disegno di
legge della finanziaria per quanto attiene proprio a questo tema
della custodia dei beni culturali, non aveva avuto la possibilità
in qualche modo di sottolineare, anzi sono venuti dalle
organizzazioni sindacali, dai sindacati, dai rappresentanti dei
lavoratori delle indicazioni in contro tendenza rispetto a quello
che lo stesso governo aveva in qualche modo segnalato.
Per cui noi crediamo ed in questa direzione intanto sul
piano metodologico va all'ordine del giorno che occorra un
disegno di legge specifico, separato, che abbia un percorso
autonomo, che abbia una discussione ponderata nella commissione
di merito, nella V commissione e io direi l'esperienza della
audizione che per i limiti di tempo si è dovuta svolgere nel giro
di poche ore pomeridiane, invece venga estesa a tutte le
categorie, oltre alle organizzazioni sindacali, che abbiamo
sentito, e io credo che sia utile che su questo tema vengano
sentiti i soprintendenti perché diano il loro apporto specifico.
Pensare, infatti, che si possa in qualche modo - così come è
stato fatto nel corso dell'esame della finanziaria - trattare
questo argomento senza sentire i tecnici del settore, chi
quotidianamente vive questi problemi sarebbe veramente illusorio.
Quindi, l'indicazione dell'ordine del giorno mi sembra
assolutamente pertinente e con questo ordine del giorno specifico
penso di avere posto e provocato un dibattito all'interno
dell'Assemblea regionale siciliana sia un merito che bisogna
riconoscere ai firmatari dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Alfano, per consentire l'alternanza di
opinioni, è disposto ad anticipare il suo intervento per evitare
che parli un altro esponente di Alleanza Nazionale che verrebbe
prima di lei, cioè l'onorevole Caputo?
ALFANO. Sì
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
insieme ai parlamentari del gruppo di Forza Italia e in primo
luogo gli onorevoli Bufardeci, Croce e Pagano, questo ordine del
giorno per due ragioni fondamentali. In primo luogo perché
interviene sulla delicata materia dei beni culturali in Sicilia e
adesso spiegherò il perché si tratta di una materia assolutamente
importante e delicata oltre che strategica per il futuro della
Sicilia e dei siciliani, in secondo luogo perché mi pare che
evidenzi una tipica situazione di inutile spreco di risorse da
parte della Regione siciliana che invece si sta premurando,
almeno a mezzo del proprio Governo, di risparmiare per il tramite
di una finanziaria e di un bilancio che si annunciano rigorosi e
che avrebbero proprio lo scopo di andare ad incidere su settori
importanti della vita dei siciliani anche tramite interventi che
abbiano come obiettivo il taglio di alcune spese ritenute inutili
e alcune maggiori entrate.
Perché dicevo in premessa che questo è un settore strategico
della Sicilia perché lo dicono tutti gli indicatori economici che
un intervento sui beni culturali è forse l'unico che può tentare
di dare sollievo alla nostra martoriata economia. E' l'unico che
può in un qualche modo anche grazie al fatto che e lo
sottolineiamo in questo ordine del giorno che secondo i dati
diffusamente argomentati dall'UNESCO circa il 25 per cento del
patrimonio artistico del mondo intero si trova in Sicilia,
proprio questo è l'argomento che ci può indurre a definire il
comparto dei beni culturali come quello su cui intervenire con
maggiore efficacia per dare una prospettiva di sviluppo alla
Sicilia e però ci è dato di constatare che dopo la felice
parentesi dell'onorevole Croce all'assessorato regionale ai beni
culturali si è un po' perso lo smalto circa un riordino del
settore e si è certamente persa quella carica di entusiasmo che
deriva sempre quando un nuovo capo dell'amministrazione annuncia
forti scossoni interni proprio per scardinare incancrenimenti e
per porre in essere forti meccanismi di oppressione circa
l'operato di burocrati che hanno inteso il proprio potere in
relazione alle proprie funzioni come un orticello da coltivare.
Allora l'ordine del giorno assume una valenza anche simbolica
perché mira ad utilizzare soggetti che a norma di legge
potrebbero ben essere preposti alla custodia dei beni culturali e
che invece non lo sono e che peraltro vengono pagati dalla
Regione siciliana per svolgere un servizio che non è quello cui
sarebbero preposti per legge. Contestualmente invece la Regione
Siciliana, obera il proprio bilancio anche con convenzioni e con
contratti con imprese di polizie private che hanno lo scopo
proprio di sorvegliare i beni culturali.
I risultati mi pare che siano sotto gli occhi di tutti e
possono essere così descritti: minore tutela dei beni culturali;
maggiori furti, maggiori interventi della criminalità organizzata
sui beni culturali; maggiore spesa della Regione siciliana,
quindi sprechi e disservizi.
Ecco, se questo è il contesto nel quale si muove
quest'ordine del giorno, noi ci chiediamo la ragione per la quale
non provvedere immediatamente. E quando l'onorevole assessore
Morinello ci viene a spiegare che il problema è già risolto
perché questo Governo ha presentato un emendamento alla
finanziaria, l'onorevole Morinello manifesta tutta la
superficialità di approccio riguardo alla situazione politica,
perché l'onorevole Morinello si prefigge di far passare un
emendamento ad una finanziaria ed una finanziaria che l'area
politica alla quale appartengo ed il Gruppo parlamentare che
presiedo, cioè Forza Italia, giudica negativamente e che con ogni
probabilità non vedrà la luce, almeno nei modi e nelle forme per
come è stata prospettata a questo Parlamento.
Quindi, onorevole Assessore Morinello, lei non ha colto la
gravità della situazione politica e, certamente, indirizza sulla
strada sbagliata l'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, signori componenti il Governo,
onorevoli colleghi, io devo dare atto e devo essere grato al
Gruppo parlamentare di Forza Italia e segnatamente ai firmatari
di questo ordine del giorno, perché hanno posto anche stamattina,
così come ieri sera, l'accento su un argomento estremamente
attuale, entusiasmante ma certamente dai risvolti anche
preoccupanti e drammatici che è quello dei beni culturali, della
loro tutela, della loro vigilanza, del rilancio dei beni
culturali in Sicilia.
Perché, se è vero, come è vero, e vogliamo evitare di
parlarci addosso richiamando luoghi comuni, è vero che la Sicilia
contiene il 25% dell'intero patrimonio monumentale e
architettonico di tutto il mondo.
E questo non è certamente solo un merito o un'occasione di
sviluppo o un modo di fare copertina sui rotocalchi di tutto il
mondo ma è un preciso dovere che ricade su tutta la Sicilia e in
particolar modo su noi che siamo i parlamentari delegati e
destinati a gestire le sorti di questa Sicilia, di quest'Isola,
come dice il nostro assessore al Turismo, circondata dalle onde
del mare, noi siamo tenuti ed obbligati. Abbiamo una grande
responsabilità che è quella di tutelare, di proteggere, di
salvaguardare un patrimonio che non è secondo a nessuno.
Ebbene, noi molto spesso, per quelle basse questioni di
politica interna, per quegli scontri parlamentari, per
quell'egoismo che è tipico e proprio di chi sta in un posto in
Aula rispetto ad un altro posto, di chi ricopre un ruolo di
maggioranza o di opposizione, di chi è stato o vuole essere
assessore, molto spesso scarichiamo su quello che è l'enorme
dovere, la responsabilità di proteggere un patrimonio culturale
che è l'anima e la stessa storia di questa Sicilia.
Molto spesso abbiamo tarpato le ali, abbiamo messo i bastoni
tra le ruote, abbiamo impedito a personaggi di valore, e
consentitemi, come al già assessore ai Beni Culturali l'onorevole
Croce, al quale va tutta la mia solidarietà, nel momento in cui
aveva deciso lui primo fra tanti assessori che lo avevano
preceduto in questo Parlamento e in questo panorama governativo
della Sicilia aveva avuto il coraggio, la lungimiranza, la
determinatezza di incidere ma non col pannicello caldo ma col
bisturi in quello che era la ferita infetta dei soprintendenti
dei Beni Culturali in Sicilia che sono i veri potenti di questa
Sicilia, perché al di sopra di loro non c'è nessuno e non
vogliono che ci sia nessuno. E complici alcuni parlamentari di
questa Assemblea regionale che ricoprono e siedono fra i banchi
della sinistra per difendere interessi corporativi, politici,
partitici di parte e per un gioco odioso e irresponsabile di veti
incrociati hanno impedito all'assessore ai beni culturali Croce
di portare avanti un lavoro, una operazione......
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, le chiedo scusa un attimo, poi
le darò subito la parola, non è un richiamo al regolamento.
Soltanto per portare il saluto a due alte personalità del
mondo istituzionale che in visita informale hanno voluto visitare
Palazzo dei Normanni.
Allora il saluto dell'Assemblea Regionale Siciliana al
Presidente dell'Assemblea delle Nazioni Unite Didier Opertti e
all'Ambasciatore d'Italia presso le Nazioni Unite Paolo Fulci.
CAPUTO. La ringrazio di darmi la possibilità di unirmi al suo
messaggio di benvenuto e al saluto ai due altissimi esponenti del
mondo politico istituzionale italiano e internazionale.
Dicevo, Presidente, che è stato impedito all'onorevole Croce
di compiere un lavoro che indubbiamente dava il segno non solo
del coraggio dell'uomo, ma dava anche il segno di un governo di
diverso spessore e di diverso valore rispetto ai precedenti di
poter incidere in quello che è una delle piaghe purulenti di
questa Sicilia che ha creato posti di potere e non ruoli di
responsabilità destinati a gestire il nostro invidiabile, unico
patrimonio culturale.
Ebbene, questo ordine del giorno, al di là della
disattenzione che c'è in quest'Aula, al di là del disinteresse
che manifesta il governo in questo momento, al di là della
semplice manifestazione di buona volontà che ha manifestato sino
ad ora a parola, ma gli diamo fiducia all'assessore Molinello,
qui noi diamo atto che il nostro patrimonio culturale è tanto
bello, tanto inestimabile, tanto eccezionale quanto abbandonato,
quanto trascurato e, se mi consente, tanto saccheggiato.
(applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
ha facoltà.
PROVENZANO. Grazie signor Presidente, onorevole assessore, io
credo che ancora una volta noi parliamo su un ordine del giorno
che ci vede sostanzialmente tutti d'accordo, non credo che
nessuno possa essere in disaccordo nella necessità di
salvaguardare i nostri beni culturali e di salvaguardarli a tutti
i livelli, non solo nei confronti di chi li danneggia
dall'esterno e quindi vandali, i ladri, ma anche di chi li
saccheggia dall'interno attraverso la noncuranza, attraverso la
disattenzione, perchè no, attraverso la burocratizzazione spinta.
PRESIDENTE. Solo qualche attimo di attenzione alle cose che
dice l'onorevole Provenzano , dopo di che l'Aula viene sospesa e
rinviata a oggi pomeriggio.
PROVENZANO. Quindi, parliamo tutti di un argomento che ci vede
sostanzialmente d'accordo, ma continuiamo ad azzuffarci perchè
sostanzialmente non abbiamo chiaro il problema.
Il problema non è come si tutela il nostro patrimonio
artistico e culturale. Il problema è la funzione che la Regione
deve avere nella gestione dei beni che appartengono alla
collettività.
Cioè il problema è quello che nessuno di noi, e qui non vale
cercare colpe di governi precedenti ma direi, bisogna cercare
colpe di una cultura complessiva che ha investito questa nostra
Sicilia, il problema, quindi, non è chi tutela ma il rapporto e
l'impostazione complessiva e generale che deve darsi tra il
possesso del bene, la gestione del bene.
Fin tanto che riterremo, come si è ritenuto finora, che il
bene pubblico, perchè pubblico va gestito necessariamente dal
pubblico, per cui il bene che appartiene a cinque milioni di
persone o a cinque miliardi di persone, perchè son beni che poi
appartengono a tutto il mondo, devono essere gestiti dagli enti
che rappresentano i cinque milioni di persone o i cinque miliardi
di persone, a mio avviso, noi non abbiamo capito nulla e
continueremo ad azzuffarci. Non è sufficiente mettere dieci mila
persone a guardare un quadro perchè il quadro venga tutelato,
perchè le dieci mila persone, credo che si è dimostrato nei fatti
chi era più blindato, o chi era più tutelato di persone che poi
sono state trucidate nonostante le tutele, e allora non sono le
dieci o le cento mila persone che guardano un quadro che
consentiranno a quel quadro di essere tutelato nel vero senso
della parola; il problema è molto più grande e complessivo e lo
ripeto: quale l'approccio, quale la grande riforma che noi in
questa Regione dobbiamo instaurare nel rapporto tra possesso e
proprietà e, quindi, tutela e gestione di quel bene. Questo
attiene ai beni culturali, così come attiene ai beni economici,
così come attiene ad altri beni, abbiamo parlato della
forestazione e potremmo parlare delle acque, dei trasporti e così
via.
Io ritengo che fin tanto che noi immagineremo quest< Regione
come elemento di gestione e non di indirizzo, noi non riusciremo
a saltare quel fossato che il vero grande fossato che da un
rapporto pessimo tra beni pubblici e gestione della cosa
pubblica. Mi avvio a concludere dicendo che io credo che una
nuova visione di questi rapporti non può passare solo attraverso
una gestione di governo, con la "G" maiuscola intesa come
amministrazione, ma richiede invece un dibattito molto più vasto,
permettetemi di dire, un coraggio diverso che non può essere
assegnato a governi che vivono o vivacchiano come questo o come
altri che vi sono stati, ma una intesa molto più vasta e molto
più ampia che possa consentire di modificare la cultura di
gestione della cosa pubblica in Sicilia.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assemblea è rinviata a oggi
giovedì, 1 aprile 1999, alle ore 17,00 con il seguente ordine del
giorno:
I COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 345 - Iniziative a tutela delle agenzie di recapito
postale siciliane.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in Sicilia operano 13 agenzie che svolgono il
servizio di recapito postale privato, assicurando
tra personale effettivo e precario oltre 700 posti
di lavoro;
- in ossequio ad una direttiva CEE (la n. 96/67) il
Governo presieduto dal Presidente Massimo D'Alema,
su proposta del Ministro Salvatore Cardinale, sta
predisponendo una normativa che impedirà alle 13
agenzie siciliane e alle altre 67 che operano su
tutto il territorio nazionale, di ottenere il
rinnovo delle relative concessioni alla data di
scadenza prevista per il 31 dicembre 2000;
- a partire dal giugno 1999 le banche e le
assicurazioni non potranno più avvalersi per la
consegna dei plichi dei servizi delle agenzie
private, ma dovranno utilizzare esclusivamente le
agenzie delle Poste s.p.a.;
RITENUTO che tale iniziativa, si traduce di fatto in una
concessione del servizio postale in regime di
monopolio in favore dell'ente amministrato da
Corrado Passera è in evidente contrasto con il
processo di liberalizzazione introdotto dalle
normative comunitarie;
CONSIDERATO che:
- il provvedimento, ispirato dal Ministro delle
Telecomunicazioni Cardinale, si traduce in una
soppressione di posti di lavoro, che andranno ad
infoltire il già numeroso esercito di disoccupati,
mentre determina un enorme vantaggio in favore
dell'ente Poste che sta attraversando un momento di
gravissima crisi;
- si calcola, infatti, che la distruzione 'per
decreto' delle attività postali svolte in regime di
concessione dalle agenzie private determinerebbe un
gettito economico di oltre 220 miliardi che
andrebbero a impinguare il buco nero delle poste
s.p.a.; un beneficio che in termini economici è
certamente irrilevante, mentre appare disastroso in
termini occupazionali;
RITENUTO altresì che gli esperti del settore della
Università di Milano, facoltà di Economia, hanno
classificato l'ente Poste come una azienda ancora
del tutto fuori linea dagli standard europei,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo centrale al fine di
evitare la soppressione delle agenzie di recapito
postale privato o in ogni caso ad adottare tutte le
iniziative finalizzate alla salvaguardia delle
attività intraprese e dei posti di lavoro.
(31 marzo 1999)
CAPUTO - LA GRUA - RICOTTA -
STANCANELLI - SOTTOSANTI
III - DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999" (n. 897/A).
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
2) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 13.58.
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 15.15)