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Resoconto d'Aula della Seduta n. 238 di giovedì 01 aprile 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 17.12.

     LO CERTO , segretario, dà lettura del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che, non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    - Interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

    - N.  2987  "Interventi  per  migliorare l'assistenza sanitaria
    nel comune  di Raddusa".  - Assessore Sanità Firmatario: Fleres
    Salvatore

    - N. 2988  "Notizie  circa  il  licenziamento di 37 lavoratrici
    della 'St Microelectronic".
    - Assessore Lavoro Firmatario: Fleres Salvatore

    - N. 2989  "Interventi  per  migliorare  la  viabilità lungo la
    strada   provinciale   116".   -   Assessore   Lavori  Pubblici
    Firmatario: Fleres Salvatore

    - N. 2990 "Contributi a favore di enti di promozione sportiva".
    - Assessore Turismo Firmatario: Fleres Salvatore

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127,   comma  9,  del
  Regolamento interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazione mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


           DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai  sensi  e  per gli effetti degli articoli 83, lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:

    - Numero 345  "Iniziative  a  tutela  delle agenzie di recapito
    postale siciliane,"  a  firma  degli onorevoli Caputo, La Grua,
    Ricotta, Stancanelli e Sottosanti.

       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     LO CERTO , segretario:

                     "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  in  Sicilia  operano  13  agenzie che svolgono il
              servizio  di  recapito  postale privato, assicurando
              tra  personale  effettivo e precario oltre 700 posti
              di lavoro;

              -  in ossequio ad una direttiva CEE (la n. 96/67) il
              Governo  presieduto  dal Presidente Massimo D'Alema,
              su proposta  del  Ministro  Salvatore Cardinale, sta
              predisponendo una  normativa  che  impedirà  alle 13
              agenzie siciliane e  alle  altre  67  che operano su
              tutto  il   territorio  nazionale,  di  ottenere  il
              rinnovo delle  relative  concessioni  alla  data  di
              scadenza prevista per il 31 dicembre 2000;

              -   a  partire  dal  giugno  1999  le  banche  e  le
              assicurazioni  non  potranno  più  avvalersi  per la
              consegna   dei  plichi  dei  servizi  delle  agenzie
              private,  ma  dovranno  utilizzare esclusivamente le
              agenzie delle Poste s.p.a.;

      RITENUTO che  tale  iniziativa,  si  traduce di fatto in una
              concessione   del  servizio  postale  in  regime  di
              monopolio   in   favore  dell'ente  amministrato  da
              Corrado  Passera  è  in  evidente  contrasto  con il
              processo   di   liberalizzazione   introdotto  dalle
              normative comunitarie;

      CONSIDERATO che:

              -  il  provvedimento,  ispirato  dal  Ministro delle
              Telecomunicazioni   Cardinale,  si  traduce  in  una
              soppressione  di  posti  di  lavoro, che andranno ad
              infoltire  il  già numeroso esercito di disoccupati,
              mentre  determina  un  enorme  vantaggio  in  favore
              dell'ente  Poste che sta attraversando un momento di
              gravissima crisi;

              -  si  calcola,  infatti,  che  la  distruzione 'per
              decreto'  delle attività postali svolte in regime di
              concessione  dalle agenzie private determinerebbe un
              gettito   economico   di   oltre  220  miliardi  che
              andrebbero  a  impinguare  il  buco nero delle poste
              s.p.a.;  un  beneficio  che  in  termini economici è
              certamente  irrilevante, mentre appare disastroso in
              termini occupazionali;

      RITENUTO altresì   che   gli   esperti   del  settore  della
              Università  di  Milano,  facoltà  di Economia, hanno
              classificato  l'ente  Poste  come una azienda ancora
              del tutto fuori linea dagli standard europei,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad intervenire presso il Governo centrale al fine di
              evitare  la  soppressione  delle agenzie di recapito
              postale  privato o in ogni caso ad adottare tutte le
              iniziative   finalizzate   alla  salvaguardia  delle
              attività intraprese e dei posti di lavoro" (345).

              (31 marzo 1999)

                                 CAPUTO - LA GRUA - RICOTTA -
                                 STANCANELLI - SOTTOSANTI

     PRESIDENTE. Avverto  che  la  predetta mozione verrà demandata
  alla Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
  ne determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE 'ESERCIZIO
    PROVVISORIO  DEL  BILANCIO  DELLA  REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
    FINANZIARIO 1999' (N. 897/A).

     PRESIDENTE. Si  passa  al  terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con  il  seguito della discussione del disegno di
  legge numero  897/A  "Esercizio  provvisorio  del  bilancio della
  Regione siciliana  per  l'anno finanziario 1999", posto al numero
  1) dell'ordine del giorno.
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione legislativa,
  Bilancio, a prendere posto nell'apposito banco.
       Onorevoli   colleghi,   avendo  alcuni  gruppi  parlamentari
  chiesto una  breve  sospensione  dei  lavori  per  consentire  lo
  svolgimento  di   una   Conferenza  stampa,  sospendo  la  seduta
  avvertendo che la stessa riprenderà fra quindici minuti.

       (La seduta, sospesa alle ore 17,22, è ripresa alle ore 18,35)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                                 CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Guarnera  ha  chiesto
  congedo  per  la seduta odierna.  Non sorgendo  osservazioni,  il
  congedo si intende accordato.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Invito  i componenti la secondo Commissione,  'Bilancio',  a
  prendere posto nell'apposito banco.
       Onorevoli   colleghi,   informo   che  avevamo   chiuso   la
  discussione generale sul disegno di legge numero 897/A.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   presidente della Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, così come del  resto mi pare in più occasioni
  è stato detto, compreso  in  Conferenza  dei  Capigruppo  l'altro
  giorno, ma ripreso questa  mattina  anche dalla stampa, l'urgenza
  di arrivare al più presto all'esitazione del disegno di legge che
  approva l'esercizio provvisorio  ancora  per  un mese utilizzando
  tutti i quattro mesi che ci  sono  concessi dalla legge per darci
  così la possibilità poi di  potere  esaminare il disegno di legge
  numero  884/A  propedeutico   all'esame  e  all'approvazione  del
  bilancio e poi al  bilancio  di  previsione  1999,  riteniamo che
  l'urgenza sia, visti i  tempi  della  discussione  sui disegni di
  legge in esame ma anche i  tempi a disposizione per i ritardi con
  cui si è risolta la crisi  di Governo che hanno fatto slittare la
  sessione di bilancio portandoci  a  ridosso della conclusione dei
  tempi  massimi   di   approvazione   dell'esercizio  provvisorio,
  riteniamo  di  dovere   procedere  speditamente  considerato  che
  all'articolo 1, inusitatamente,  sono  state presentate parecchie
  centinaia di emendamenti che  più  che l'intenzione di migliorare
  il testo ci sembra che si  propongano  intenzioni che vanno al di
  là del merito della questione.
       Il  Governo  responsabilmente  ritiene  di dovere  porre  la
  fiducia  sull'articolo  1  del  disegno di legge  per  consentire
  all'Aula di poterlo affrontare in tempi rapidi  e  quindi  potere
  così  procedere  all'esame degli altri documenti  finanziari  che
  seguono l'approvazione dell'esercizio provvisorio per il  mese di
  aprile.

     PRESIDENTE. Il Governo  ha  posto  la questione di fiducia sul
  mantenimento dell'articolo 1  del  disegno  di  legge. La materia
  è regolata  dall'articolo  121/quinquies  del  Regolamento che io
  brevemente leggo: "1.  Se il Governo pone la questione di fiducia
  sull'approvazione o  reiezione  degli  emendamenti ad articoli di
  disegni di legge,  non  è  modificato l'ordine degli interventi e
  delle votazioni stabilito dal Regolamento.
       2.  Se  il  Governo  pone  la  questione   di   fiducia  sul
  mantenimento di un articolo, si vota sull'articolo dopo che tutti
  gli emendamenti presentati siano stati illustrati. Se  il  voto è
  favorevole,  l'articolo  è approvato e tutti gli  emendamenti  si
  intendono respinti.  Nello stesso modo si procede se sia posta la
  questione di fiducia su un ordine del giorno o su una mozione. Se
  il disegno di legge consta di un solo articolo,  il  Governo  può
  porre  la questione di fiducia sull'articolo medesimo,  salva  la
  votazione finale a norma dell'articolo 122.
       3. Sulla questione di fiducia si vota  per appello nominale.
  Hanno  facoltà  di  fare dichiarazioni di voto  un  deputato  per
  gruppo,  nonchè  i  deputati  che  intendano   esporre  posizioni
  dissenzienti rispetto a quelle dei propri gruppi".

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.    Non   intervengo   nella    discussione    generale
  sull'articolo  1  ma  chiederei  di intervenire  sull'ordine  dei
  lavori.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa  per dieci
  minuti.

        (La seduta sospesa alle ore 18,40 è ripresa alle ore 19,45)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendiamo
  atto che il Governo sull'esercizio provvisorio chiede la fiducia,
  ritenendo di dovere o di  potere  accelerare in questa maniera il
  corso  di  un  provvedimento  certamente  utile  per  la  Regione
  siciliana,  tuttavia  credo   che   sia  necessario  valutare  la
  questione in ordine alle  modalità  di  affrontare il tema posto,
  perché   se  il  tema   si   potesse   risolvere   soltanto   con
  l'illustrazione degli  emendamenti  e  la  votazione  complessiva
  della  fiducia  chiesta  dal Governo, già si saprebbe un cammino.
       Poiché,  noi  riteniamo, io ritengo che sulla vicenda, sulla
  questione  di  fiducia posta  intervenga sostanzialmente anche la
  necessità  di  un  dibattito  politico sull'argomento, perché  il
  Governo  pone  l'esigenza  di  una  verifica  di  una condizione,
  allora,  c'è da chiedersi, adesso lo faccio pubblicamente, ma non
  è  forse  inutile  pensare di convocare una riunione apposita per
  sciogliere  gli  eventuali  nodi che ci dovessero essere.
       C'è da chiedersi  la  questione  di  fiducia, in questo caso
  corrisponde ad una  sorta  di  mozione  di  fiducia  al Governo e
  quindi, comporta  tempi  per la propria discussione relativa alla
  specifica della fiducia, oppure no?

                            (Proteste in Aula)

       Ho posto una domanda alla Presidenza. Signor Presidente, c'è
  molta intolleranza da parte del Governo.

     PRESIDENTE. Per  favore,  onorevoli colleghi, facciamo parlare
  l'onorevole Nicolosi.

     NICOLOSI. Si pongono  delle questioni in termini interrogativi
  e la risposta è un  rumorìo
       C'è  un  problema che può essere affrontato e risolto con un
  chiarimento  in  Aula  della  Presidenza,  io  penso  di  si.  Il
  Presidente  rispetto  alle  domande  poste  può  dire  qual  è il
  cammino,  se  ci  sono  invece  delle  incertezze  può  convocare
  l'ordine preposto a scioglierle.
       L'altra questione è, se così non fosse evidentemente si pone
  un   problema   politico.   Sulla   richiesta  di  fiducia  della
  maggioranza  il  Parlamento deve discutere di questa opportunità,
  può  esprimere  valutazioni,  non credo che lo si possa negare da
  parte   di  tutti  i  componenti  del  Parlamento  o  dei  gruppi
  parlamentari, anche  in  Aula e quindi, si pone il problema di un
  dibattito  da  fare  intorno  alla  questione e poi della vicenda
  specifica dell'illustrazione degli emendamenti e del voto finale.
       Signor Presidente, io ho  posto questi problemi perché credo
  che  siano  legittimi,  ritenendo  comunque  che  dopo  la  prima
  risposta, se c'é un problema  di tempi per affrontare la fiducia,
  che si apra un dibattito sulla fiducia stessa posta dal Governo.

     PRESIDENTE. Onorevole Nicolosi, voglio precisare una cosa agli
  onorevoli  colleghi:   qui  non   siamo   in   presenza   di  una
  presentazione di una mozione di  sfiducia  o  di fiducia da parte
  dell'opposizione, rispettivamente, o  della  maggioranza, per cui
  si apre una discussione sulla mozione  e poi c'é un termine entro
  cui occorre votarla, qui siamo  in  presenza di una richiesta del
  Governo di presentare la  mozione di sfiducia sul mantenimento di
  un articolo di un disegno di legge.
       In   questo   caso   il   Regolamento   é  chiaro:   si   va
  all'illustrazione degli emendamenti, nei quali i deputati possono
  anche fare valutazioni politiche sul gesto del Governo e, dopo le
  dichiarazioni di voto, ogni gruppo esprime la propria valutazione
  politica sull'atto che compie il Governo questa sera.

     ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. No, onorevole Alfano.

     CINTOLA. Ora basta

     ALFANO. Perché non posso?

     CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Perché c'é la fiducia.

     PRESIDENTE.  I   presentatori   degli   emendamenti,   possono
  illustrarli.   Lei,   onorevole   Alfano,   é   presentatore   di
  emendamenti?

     ALFANO. Io sono il presentatore del primo emendamento e chiedo
  di intervenire sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. E' aperta  la  discussione  sugli  emendamenti.  I
  presentatori  degli emendamenti hanno il diritto di  parlare  per
  dieci minuti.

     ALFANO. Su quali emendamenti?

     PRESIDENTE. Su tutti gli emendamenti.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                      PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     STANCANELLI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor   Presidente,  l'onorevole  Alfano  aveva
  chiesto la parola sull'ordine  dei  lavori.  Mi  risulta  che  il
  Regolamento dica espressamente  che  sull'ordine  dei  lavori  la
  parola deve essere sempre data.  Non  é  scritto da nessuna parte
  che quando c'é la fiducia  non  si  possa parlare sull'ordine dei
  lavori. Se il presidente mi dice quale norma del regolamento dice
  che non si può dare la  parola  sull'ordine dei lavori quando c'é
  la fiducia, io ritiro la  proposta,  quindi,  io  gradirei che il
  presidente desse la parola all'onorevole Alfano.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                      PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     PRESIDENTE. E' chiaro che  occorre discutere ed illustrare gli
  emendamenti e, quindi, il problema  non  si  pone.  Ha facoltà di
  parlare l'onorevole Alfano per illustrare gli emendamenti.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi...

     LO   GIUDICE ,   assessore per il territorio e l'ambiente.  Di
  quale emendamento si tratta?

     ALFANO. Li cerchi. Sa leggere? E allora legga la firma

     LO  GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente.  Io so
  leggere e scrivere, non sono come lei

     ALFANO. Onorevole Lo Giudice, allora legga

     LO  GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente.  Quale
  numero é?

     PRESIDENTE. Onorevole Lo  Giudice,  l'onorevole  Alfano  ha la
  parola per illustrare gli emendamenti di cui é firmatario.

     ALFANO.  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   stiamo
  illustrando     gli    emendamenti    presentati    all'esercizio
  provvisorio  ed  oltre  al  mio intervento si  registreranno  gli
  interventi degli altri colleghi del Gruppo di  Forza  Italia  che
  hanno presentato emendamenti.
       Si è ampiamente discusso, e lo si  è  fatto  a volte in modo
  pettegolo, sulle  ragioni che  hanno  indotto  il  nostro  Gruppo
  parlamentare,  così  come  il  Gruppo  parlamentare  di  Alleanza
  nazionale e del CCD, così come i Liberaldemocratici, a presentare
  emendamenti all'esercizio provvisorio.
       Noi   riteniamo   che  vi  sia  una  questione  politica  di
  fondamentale   importanza  ed  è   la   questione   che   risiede
  essenzialmente nel percorso che  ha  condotto  questa maggioranza
  alla presentazione della  prima  richiesta  per  l'autorizzazione
  all'esercizio provvisorio.
       In  quella sede noi  ci  esprimemmo  in  modo  assolutamente
  perplesso riguardo alla vicenda  di  merito,  affermando  che  il
  ricorso  all'esercizio  provvisorio  è   un   fatto   di  per  sé
  straordinario, che si è verificato tante volte, pressoché  sempre
  in questo Parlamento, ma che  ciò  non  toglie la straordinarietà
  dell'evento.
       Abbiamo più volte invitato il Presidente della Regione a non
  protrarre i termini ulteriormente, perché  avremmo visto in tutto
  ciò  niente  altro  che  il  tentativo di diluire  nel  tempo  la
  possibilità per i Siciliani di avere un bilancio in pieno vigore.
       Così non è stato ed oggi paghiamo il prezzo.
       Lo  pagano  gli  oltre 5.000 soggetti che rispondono al nome
  dei   potenziali  beneficiari  dei  mandati  giacenti  presso  la
  Tesoreria.  E  lo  pagano tutti quei Siciliani,  creditori  della
  Regione, che, proprio per l'utilizzo  dell'esercizio  provvisorio
  in dodicesimi, non possono attivare nuove iniziative,  siano esse
  imprenditoriali  come  di  ordinaria amministrazione  delle  loro
  attività, proprio per la impossibilità di questa maggioranza e di
  questo Governo di proporre all'Assemblea e di  far  approvare  un
  bilancio.
       Invece di procedere immediatamente all'esame  del  bilancio,
  si    propina    all'Assemblea   una    ulteriore    prosecuzione
  dell'esercizio provvisorio.
       Politicamente  ci  appare   un   gesto   ingiustificato   ed
  ingiustificabile,  se  non  per  la  velleitaria  iniziativa  del
  Governo che ha inteso prolungare  l'agonia di una finanziaria che
  ha avuto un suo percorso, che si  lega  a  doppio filo con quanto
  sta  accadendo  questa  sera   in   questa   Aula   relativamente
  all'esercizio   provvisorio,    perché    è    stata   presentata
  all'Assemblea  regionale  siciliana  un   disegno  di  legge  che
  contemplava 54 articoli.  54  articoli che volevano rappresentare
  norme  propedeutiche per  l'approvazione  del  bilancio.
       Quando, invece, i deputati hanno  avuto  modo  di leggere il
  contenuto di queste norme,  si  sono  resi conto, immediatamente,
  della  strumentalità rispetto al  bilancio  della  iniziativa  di
  legge finanziaria.
       Strumentalità perché non vi  era  alcuna  necessità  che ciò
  avvenisse in funzione, appunto,  propedeutica.
       Allora cosa si è verificato?
       Si è verificato il tentativo  da  parte della maggioranza di
  creare  una  compensazione  politica  tra  le  varie  formazioni,
  aggiungendo  qui e là norme  che  potessero  soddisfare  l'una  o
  l'altra parte politica che compone questa variopinta maggioranza.
       Noi ce ne siamo  accorti  e  l'abbiamo contestato duramente,
  fortemente in Commissione.
       Il Governo, prendendo atto di ciò che  stava  accadendo,  ha
  operato  una  prima  mutilazione  della   iniziativa  legislativa
  portandola dai 54 articoli iniziali ai 38 articoli ai  quali si è
  ridotta nella prima fase.
       Ma non solo questo. Ma abbiamo assistito a tutto un percorso
  legislativo che è stato tendente a  non  tenere conto di un fatto
  che  liberamente  il  Parlamento   aveva   espresso  in  sede  di
  costituzione degli uffici di  Presidenza  delle Commissioni, cioè
  ci si è rifiutati di far  passare  fisiologicamente, così come il
  Regolamento  prevede,  dalle  Commissioni  di  merito   le  norme
  previsti  dalla  Finanziaria  per  farle  circuitare   tutte   in
  Commissione Bilancio al fine proprio di non  sottoporsi all'esame
  di commissioni parlamentari ritenute ostili.
       Questo   assume   ed   ha   assunto   contorni   di  gravità
  notevolissima   che  hanno  indotto  l'opposizione  a  tenere  un
  comportamento tendente  in  modo  coerente  a far comprendere che
  tutto ciò  che  in  termini  di cortesia istituzionale e cortesia
  parlamentare poteva  essere consumato era già stato consumato, ma
  che si era superato ogni limite.
       Lo   abbiamo   fatto   presentando   gli   emendamenti  alla
  finanziaria   e   l'abbiamo  fatto  presentando  gli  emendamenti
  all'esercizio provvisorio, emendamenti questi ultimi che mirano a
  far comprendere alla  maggioranza  ed al Governo che vi è in atto
  un  tentativo  dilatorio  rispetto  all'esigenza  fondamentale di
  questa Regione  e  di  questo  popolo  siciliano, che è quella di
  approvare il bilancio.
       Ed allora, che  cosa  è questa sera la fiducia all'esercizio
  provvisorio? E'  uno  strumento  anomalo  rispetto  all'esercizio
  provvisorio,  è  uno  strumento  anomalo  perchè questo esercizio
  provvisorio sta  diventando  l'oppio  per il popolo siciliano, un
  oppio  tendente   a  dire  che  un  bilancio  in  dodicesimi  può
  rispondere  alle   esigenze   dei  siciliani  e  che  in  assenza
  dell'esercizio in  dodicesimi  del bilancio per i primi giorni di
  aprile chissà a quale disastro i siciliani vanno incontro.
       E  siccome   così   non   è, noi  abbiamo  presentato  molti
  emendamenti tendenti  da una parte a riconsiderare il termine del
  30 di  aprile  proposto  nell'articolo  cui  oggi  viene posta la
  fiducia;    dall'altro    lato   all'attivazione   non   omogenea
  dell'esercizio  provvisorio  nell'eventualità in cui questo fosse
  approvato, perchè  non  riteniamo che tutti i capitoli abbiano la
  stessa urgenza rispetto alle esigenze del popolo siciliano.
       Ciò che è più grave dal punto di vista del contesto politico
  in cui la  vicenda  si  viene  a dispiegare è il comportamento di
  forze politiche  che  ci  vengono a spiegare in conferenza stampa
  che  l'alternativa  è  lo scioglimento dell'Assemblea, ponendo un
  vero ricatto  a  questo  Parlamento,  a  quest'Aula, una minaccia
  inconsueta e devo dire inconsulta per certi versi.
       Noi abbiamo protestato formalmente, pur ribadendo che non ci
  faremo   intimidire   da  questi  atteggiamenti  che  sono  tutti
  atteggiamenti  muscolari  che  hanno  lo  scopo esclusivamente di
  colmare il  vuoto  politico  di  questa  maggioranza  e di questo
  Governo che  non  riesce  a  trovare  il numero legale per potere
  approvare gli ordini  del  giorno,  poi  se li ritrova in fase di
  discussione   generale  sulla  legge  finanziaria  ed  accusa  di
  ostruzionismo  le  opposizioni;  quelle  opposizioni  che  invece
  ritengono   che   l'ostruzionismo  è  quello  della  maggioranza,
  ostruzionismo rispetto  al  percorso di crescita della Sicilia ed
  ostruzionismo  rispetto  ad  una  strada  che  la  Sicilia  aveva
  imboccato con  i  Governi di centro-destra; continuate così se ne
  avete voglia, tempo.
       Io però non credo che i siciliani abbiano tempo e voglia per
  accogliere questa vera provocazione, che è la provocazione di una
  fiducia  all'esercizio  provvisorio, un esercizio provvisorio che
  ritarderà di  30  giorni  l'attivazione  reale  della spesa nella
  Regione siciliana  sull'altare di una finanziaria che noi abbiamo
  forti dubbi  che alla fine questo Parlamento apprezzerà così come
  richiesto dalla maggioranza.
       Ecco  perchè  noi  abbiamo presentato questi emendamenti che
  saranno illustrati in  sede generale da chi parlerà dopo di me ed
  in sede  specifica  uno  per  uno  dai  presentatori degli stessi
  emendamenti.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     STANCANELLI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor  Presidente,  intervengo  per richiamo al
  Regolamento, perchè  siccome  più  di  una  volta ho detto che ho
  apprezzato  ed   apprezzo  il  modo  come  lei  dirige  i  lavori
  dell'Assemblea e  perchè  rimanga  un  precedente,  ho bisogno di
  sapere  dalla   Presidenza   se   quando  vi  è  un  oratore,  un
  parlamentare che  chiede  di  parlare sull'ordine dei lavori quel
  parlamentare non  può ottenere o può ottenere la parola. Questo è
  importante, anche  per  il  futuro,  così  chiariamo  le  cose  e
  chiariamo le  regole, lei spesso parla di regole, quindi dobbiamo
  sapere se chi  chiede  la  parola per il richiamo non soltanto al
  Regolamento ma sull'ordine dei lavori ha diritto di parola?
       Questa è la prima domanda che io le pongo in maniera formale
  e ufficiale.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Stancanelli, per  non drammatizzare la
  riunione   di  questa  sera, la  Presidenza  ha  dato  la  parola
  sull'ordine  dei  lavori  quando  era  già  iniziato l'iter della
  discussione  sulla  fiducia  del Governo e sul mantenimento degli
  articoli.
       Avendo   parlato  uno  degli  oratori  dell'opposizione,  la
  Presidenza  ha derogato  rispetto al Regolamento, dando la parola
  sull'ordine  dei  lavori.  Chiusa  quella  fase  si è iniziata la
  discussione  degli emendamenti, così come prevede il Regolamento,
  e  quindi,  adesso,  per  quanto  riguarda  l'ordine  dei  lavori
  dobbiamo concludere questa fase.

     STANCANELLI. Sto cercando di non far drammatizzare, di non far
  degenerare  la seduta. Siccome ritengo che il Presidente abbia la
  competenza  e  l'equilibrio  per  chiarire  questo  aspetto,  che
  ritengo  essenziale   ai  fini  delle  regole,  non  è  possibile
  interpretare il Regolamento a seconda delle circostanze.
       Quindi,  Signor  Presidente,  gradirei  -  siccome  non l'ho
  trovato  da  nessuna  parte  e  sarà  mia  colpa  - una norma che
  impedisce di dare la parola per chi chiede un richiamo.

     LO  GIUDICE ,  assessore per il territorio e l'ambiente. E' un
  dialogo fra voi due?

     PRESIDENTE.  Allora, le ripeto che il Governo aveva chiesto la
  fiducia sul mantenimento degli articoli, quindi, si è iniziata la
  discussione  sulla  fiducia.  Tuttavia,  poichè  un  deputato  ha
  chiesto  di  parlare sull'ordine dei lavori, ho  dato  la  parola
  sull'ordine dei lavori. Potevo non darla.
       Conclusa   quella  discussione  e   chiarita   all'onorevole
  Nicolosi  qual  era  l'iter della seduta non posso  più  dare  la
  parola sull'ordine dei lavori, perchè adesso è  iniziata  la fase
  di illustrazione degli emendamenti.
       Conclusa  questa fase con la votazione sulla fiducia io darò
  la  parola  a  tutti  i  deputati  che  mi  chiederanno la parola
  sull'ordine dei lavori. Debbo dire che la procedura adottata, che
  è quella prevista dal Regolamento dall'articolo 121 quinquies, ha
  già un precedente nella passata legislatura quando era presidente
  l'onorevole Leanza.
       Da  questo  punto  di  vista  la presidenza non ha motivo di
  dubitare  sulla  saggezza  delle proprie decisioni e sulla tutela
  dei  diritti  dei  parlamentari  e  dei  gruppi  parlamentari  in
  quest'Aula.

     STANCANELLI.  Il nuovo Regolamento dice espressamente che : "I
  richiami  riguardanti  l'ordine  del  giorno, il Regolamento o la
  priorità  della  votazione  hanno  la  precedenza sulle questioni
  principali. In  questi  casi non possono parlare dopo la proposta
  che  un  oratore  contro  ed  uno a favore e per non più di dieci
  minuti  ".  Quindi, Presidente, sulla  richiesta  sull'ordine dei
  lavori  che era stata fatta dall'onorevole Nicolosi e comunque da
  parte  dell  'onorevole  Alfano,  Lei doveva dare la parola uno a
  favore  ed  uno  contro, per dieci minuti, per valutare l'Aula se
  quella era in maggioranza in Assemblea o meno.

     PRESIDENTE.  Onorevole Stancanelli, la fiducia taglia la testa
  al toro  L'iter procedurale della fiducia taglia la testa al toro
  da questo punto di vista.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro

   Presidenza del presidente Cristaldi


     BENINATI.  Chiedo  di parlare per illustrare gli emendamenti a
  mia firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.   Onorevole   Presidente  della  Regione,  onorevoli
  colleghi,  questo  mio intervento è certamente pieno di imbarazzo
  anche dato  il clima che si sta accedendo.  Se dobbiamo attenerci
  alle norme  del Regolamento ebbene che le rispettiamo tutti e che
  quindi non  ci  siano delle forzature sui tempi quando questi per
  Regolamento sono permessi.
       Pertanto  io  invito  anche  tutta l'Aula, invito nei banche
  anche  del  Governo, di restare tutti un po più tranquilli perché
  se il Regolamento c'è va rispettato da tutti.
       Pertanto, l'intervento che io mi accingerò a fare è previsto
  dal  Regolamento, lo posso fare, e credo che nessuno può dubitare
  sulla  bontà  delle  parole  che  posso  dire  e se le dirò anche
  sbagliate  è  previsto  anche  questo, perché penso che nessuno è
  infallibile, caro onorevole Cintola.
       A questo punto sulla problematica e sugli emendamenti che in
  generale  sono  stati  presentati,  credo che vada effettivamente
  attenzionato  il  motivo  che,  anche  devo dire ieri l'onorevole
  Fleres  aveva ben riportato, noi riteniamo, personalmente ritengo
  che  il  Governo e in buona parte la maggioranza non è arrivato a
  questi    giorni    per    insipienza    o    per   manchevolezza
  dell'opposizione  come  si  vuol  dire.  Io  ricordo all'Aula che
  personalmente ho partecipato a due settimane continue di andate a
  vuoto di alcune commissioni parlamentari che certamente non hanno
  permesso  di  accelerare  i  tempi  e che certamente non è, basta
  andare  a vedere le firme che ci sono in IV Commissione, non è da
  dare una responsabilità all'opposizione.
       Su  richiesta dei membri della maggioranza si è rinviata per
  due  volte,  quindi  sono  passati  oltre  10  giorni  l'elezione
  dell'  Ufficio  di  Presidenza. Quindi non sono responsabilità se
  oggi  siamo  all'ultimo  momento  o in tempi stetti da dare a chi
  certamente  non  ha  lavorato per questo, perché lo ha dimostrato
  con le presenze che voleva iniziare ad operare con la finanziaria
  e sia per tutto ciò che ne sarebbe conseguito.
       Quindi  se  oggi  si  sono  accumulati dei ritardi ognuno li
  cerca   a   chi   è   stato   causa  di  questo,  non  certamente
  nell'opposizione,  perché  è  facile oggi chiedere con urgenza di
  fare  tutto.  Forse  il  Governo  avrebbe  potuto pure evitare di
  richiedere  il  voto di fiducia se avessimo guadagnato dei giorni
  che  invece  la maggioranza, non me ne si voglia, ma per mancanza
  di accordo su alcune commissioni ha perso oltre 15 giorni.
       Quindi  i  giorni  oggi  si  contano ed i ritardi sono stati
  accumulati prima, non certamente adesso.
       Questa  opposizione  personalmente  non  fa  nient'altro che
  intervenire  nel  suo diritto e si limita a fare degli interventi
  anche  che  richiamano alcune manchevolezze che la maggioranza ha
  fatto  e  che  oggi  vorrebbe  catapultare  su responsabilità che
  certamente la minoranza non ha.
       Ritorno  al  discorso fatto sugli emendamenti. Certamente da
  noi  è  sempre stato manifestato anche dal momento in cui è stata
  presentata la Finanziaria, non siamo d'accordo sul modo in cui il
  Governo  ha  operato. Abbiamo chiesto sempre che si discutesse il
  bilancio  proprio  per quei principi su cui il Governo Capodicasa
  al  momento  dell'insediamento  aveva  espletato  quest'Aula,  di
  accelerare  tutte  un  insieme di iniziative che forse il Governo
  precedente aveva ritardato.
       Ebbene  l'accelerazione non so in cosa sia stata o cosa si è
  voluto  fare.  Si  è  voluta  predisporre  una finanziaria che ha
  certamente fatto ulteriormente perdere del tempo, ci ha portato a
  capire  e  a  valutare e ridurre il numero degli articoli, perché
  poi ci si  è  resi conto che buona parte degli articoli non erano
  idonei per la  finanziaria,  dopo  di che ora si pretende che una
  giornata, perchè poi  stiamo discutendo da ieri, non e che stiamo
  discutendo da mesi,  è solo ieri che si è iniziata la discussione
  in quest'Aula,  e  che  questa  minoranza  non dovrebbe discutere
  nulla,  dovrebbe solo accettare tutto, esercizio provvisorio come
  se oggi questo  ritardo  non deve uscire fuori di chi è la causa,
  perchè certamente non  è causa di chi è stato sempre presente. E'
  causa di chi  non  ha partecipato ad accelerare questi lavori. Il
  Governo è  in  parte  responsabile.  Noi abbiamo fatto del nostro
  meglio con  le nostre presenze ma, nelle commissioni, non abbiamo
  la maggioranza e  quindi  non  possiamo far attivare ciò che,  in
  effetti, si  doveva  con  le  commissioni,  che  era  iniziare  a
  discutere della finanziaria pur non condividendola.
       Questo   esercizio   provvisorio,  come  ha  già  ben  detto
  l'onorevole Fleres,  va  bloccato  in alcune iniziative, e questi
  emendamenti vogliono determinare proprio questo.
       Noi tutti  sappiamo,  e l'onorevole Piro in particolare, che
  il bilancio  sarà  certamente  di  ulteriori  tagli.  Ed allora è
  inutile negarlo,  noi  potremmo rischiare di trovare dei capitoli
  che   superato  l'esercizio  provvisorio  sono  stati  totalmente
  utilizzati.
       Allora, siccome è detto da tutti che la situazione economica
  della  Regione  in  questo  momento  e finalmente buona parte del
  governo che fino a qualche mese fa criticò alcune volte l'operato
  sui  tagli  dei  governi  precedenti, Provenzano e Drago, oggi si
  rende conto che alcuni tagli sono necessari.
       Allora  attenzioniamo  con  gli emendamenti alcune rubriche.
  Quindi,  non  è  strumentale,  come alcuni vogliono far notare; è
  possibile   che   alcuni   emendamenti  potrebbero  anche  essere
  ritirati,  ma  non  è strumentale, lo ripeto, la presentazione di
  alcuni  emendamenti  su  alcune rubriche. E' permesso, è una cosa
  che non  ha motivo di suscitare tanto scalpore, ha una logica che
  è proprio quella di bloccare alcune rubriche che quasi certamente
  con l'esercizio provvisorio non andranno ad essere utilizzate con
  4/12,  ma molto probabilmente lo saranno per di più, anche 10/12.
  Quindi, non è neanche in una logica del genere accettabile che un
  governo  ed  in  un  momento,  diciamolo  chiaramente,  non  è un
  esercizio  provvisorio  che  si  preannunzia con fra qualche mese
  nulla.  E'  un  esercizio  provvisorio che si preannuncia con una
  campagna  elettorale.  Quindi,  non vedo cosa ci sia di strano se
  una  opposizione  esercita  il  suo  ruolo  e desideri che alcune
  iniziative   comincino   dal  bilancio.  Non  certamente  con  un
  esercizio provvisorio .
       Quindi, questo allarmismo così esaltante, si legge anche sui
  giornali  "2  mila  miliardi".  E' la quota parte che mensilmente
  questo Regione affronta.  Non è nulla di più. E' una quota parte.
  Non  capisco  da  dove nasca questo scalpore. Anche i giornali lo
  illustrano come  si  perpetrasse un danno. Sappiamo tutti che gli
  importi di cui la regione è debitrice nei confronti di terzi è di
  ben altro importo, non certamente di "2 mila miliardi".
       In tutto  questo  non  vedo nulla di strano nel fatto che si
  discuta  e  che  si  valuti  l'opportunità  o  meno  di  trattare
  preliminarmente  o  quanto  meno oggi si è arrivati con ritardo a
  trattare  l'esercizio  provvisorio  che si poteva evitare di fare
  intervenendo subito con  il bilancio, anche perchè, io non lo so,
  ma qui si  dice  anche  che  le  entrate della finanziaria devono
  essere prese da  tutto  tranne che da sanatorie; ricordo a tutti,
  affinchè ci sia chiarezza anche su questo, che questa finanziaria
  prevede una norma di sanatoria presentata dal Governo e si chiama
  "usi civici",  legge  1985,  la legge Galasso prevede allo stesso
  trattamento le sanatorie, anzi, la salvaguardia delle coste e gli
  usi  civici,   quindi,  esiste  già  in  questa  finanziaria  una
  sanatoria ed  invito  Lei,  appunto,  Presidente  ad  essere  più
  accorto  nel   dire  sui  giornali  che  questa  finanziaria  non
  prevederà mai sanatorie;  già,  forse  lei non lo sapeva, ce ne è
  una dentro.

     PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Briguglio.

     FLERES. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Non posso darle la parola perchè si è innestata la
  discussione sulla  fiducia  che  ha  priorità rispetto a tutte le
  altre questioni.

                   (Proteste dai banchi della destra)

       Onorevoli colleghi, sto chiamando i deputati firmatari degli
  emendamenti in ordine alfabetico, per evitare che ci sia l'alzata
  di tutti.  Io  posso anche cambiare ordine.

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     LA  GRUA .  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il ricorso
  all'esercizio  provvisorio sicuramente costituisce una situazione
  patologica che  denota l'incapacità del Governo di dare vita, nei
  termini  costituzionali,  all'approvazione  del bilancio e quindi
  noi    dell'opposizione   di   centrodestra   siamo   sicuramente
  preoccupati per  quello  che  sarà  il futuro della nostra Terra,
  della nostra Sicilia, che è stata affidata o che, così per caso è
  stata  affidata,  da  una  operazione  di "trasformismo politico"
  nelle mani  di una maggioranza e di un Governo che a noi sembrano
  in coma irreversibile.
       Noi ci  chiediamo:  ma  quali  risposte  potrà  dare  questa
  maggioranza e  questo  Governo, questa formula politica così male
  assortita, a quelle  che  sono  gli  antichi  e  sempre più gravi
  problemi che affliggono la nostra Sicilia?
       Ci chiediamo  come potrà un Governo sempre più claudicante e
  sempre  più  anoressico dare risposte adeguate al mondo agricolo,
  ai  commercianti,  agli  artigiani, alle piccole e medie imprese.
  Ecco quindi  i  problemi  che  noi  ci  poniamo.  Ecco  quindi le
  riflessioni che  noi  facciamo  a  cospetto  di  un  Governo  che
  certamente non  è  in grado di dare a queste categorie produttive
  le   risposte  che  le  categorie  produttive  della  Sicilia  si
  aspetterebbero   da  un  Governo  che  deve  guidare  la  Regione
  siciliana;  il  mondo  agricolo,  questo mondo trascurato, questo
  mondo  abbandonato,  questo  comparto  su  cui avevamo puntato le
  nostre speranze; questo comparto oggi vive momenti drammatici per
  le difficoltà  che incontra nella acquisizione di mercati, per le
  difficoltà che  incontra  per  i  costi  elevatissimi  a  cui  va
  incontro;  questo mondo agricolo che è stato colpito recentemente
  anche   dalle  avversità  atmosferiche  e  che  ha  subito  danni
  incalcolabili  nelle  produzioni,  ebbene,  questo Governo che ha
  fatto promesse su questo argomento, questo Governo che attraverso
  il suo  principale  rappresentante, attraverso il Presidente si è
  recato nelle  zone  che  sono  state  devastate  dalle  avversità
  atmosferiche, questo Governo  oggi a distanza di ben due mesi non
  ha dato alcuna risposta all'agricoltura ragusana, all'agricoltura
  siciliana  che  è  stata  messa  in  ginocchio  oltre  che  dalle
  difficoltà di  commercializzazione,  oltre che da un fisco esoso,
  oltre che  da  costi  di produzione eccessivi dall'inclemenza del
  tempo che ripeto ha danneggiato le produzioni e mi riferisco alle
  produzione ferricole  che  hanno  avuto  danni  pari al 70-80 per
  cento.
       Ebbene,  gli  agricoltori  ancora  aspettano  le risposte di
  questo Governo,  e  che  dire  delle piccole e medie imprese, dei
  commercianti,   degli   artigiani,   di   queste   categorie  che
  rappresentano  veramente  l'asse portante dell'economia siciliana
  che son  completamente  dimenticate e che non trovano nel Governo
  della Regione  la  fonte  di un aiuto indispensabile e necessario
  per andare  avanti,  per  potere  mandare  avanti  le famiglie di
  questi operatori economici.
       Ecco  quindi  che  noi siamo preoccupati, Signor Presidente,
  perchè ci  chiediamo  quali  sono  le risposte che questo Governo
  potrà dare  al  mondo giovanile che è afflitto dall'aumento della
  disoccupazione, che  è afflitto dal meccanismo de precariato, che
  è afflitto dalla marea di sottoccupazione; ebbene, le risposte di
  questo Governo  sono risposte inadeguate quanto ci sono ma il più
  delle volte  mancano.  E  che  dire  poi,  quando  noi  guardiamo
  all'ordine pubblico  in questa terra di Sicilia che cosa dire noi
  ci chiediamo con preoccupazione, con estrema preoccupazione, cosa
  ha fatto  questo  Governo  per  cercare di affrontare l'emergenza
  criminalità,   l'emergenza  mafiosa,  quali  sono  le  iniziative
  concrete che sono state adottate da questo Governo per cercare di
  dare tranquillità  ai cittadini non soltanto nelle città ma anche
  nelle campagne,  queste  campagne  che sono oggetto di furti, che
  sono oggetto di rapine questo mondo agricolo che viene tormentato
  da questa  attività  dei malavitosi e comunque da una micro-macro
  criminalità che  certamente  rende insicura la vita dei cittadini
  siciliani.
       Quali sono  le  risposte?  Ecco quindi le preoccupazioni che
  noi ci  poniamo,  ecco quindi perchè riteniamo che questo Governo
  non sia  all'altezza  di  risolvere  i  problemi delle emergenze,
  delle  grandi  emergenze,  l'emergenza finanziaria che certamente
  non si risolve  con la finanziaria che è stata proposta da questo
  Governo  di  centro-sinistra,  l'emergenza  rifiuti abbiamo visto
  come si  è  svolta tutta la vicenda delle discariche, dei rifiuti
  ci sono  state  addirittura  mozioni  di  sfiducia  nei confronti
  dell'Assessore    per   il   territorio   e   l'ambiente   perché
  indubbiamente le risposte di questo Governo non sono state idonee
  ad  affrontare  con  serietà  e  con  concretezza  il  gravissimo
  problema dei  rifiuti e delle discariche, sicchè oggi vediamo che
  ci  sono  le  dispute  tra  i  vari  sindaci  che  non  hanno  la
  possibilità di  far scaricare i rifiuti del loro comune e cercano
  disperatamente spazi  presso  altri comuni ed ecco che si innesta
  tutta una controversia tra comuni limitrofi perchè questo Governo
  non è stato in grado di dare risposte all'emergenza rifiuti.
       Quindi, tutte  le  grandi  emergenze  che  in questo momento
  attanagliano la  Sicilia  sono rimaste così senza risposte perchè
  questo Governo  non  ha saputo fornirle.  E allora, sono questi i
  dubbi che  ci  tormentano  signori  del  Governo  e signori della
  maggioranza e  ci  inducono  ad  un  impegno sempre più crescente
  contro questo  Governo,  ecco  perchè l'iniziativa nostra di fare
  questa attività, diciamolo pure, ostruzionistica nei confronti di
  questo Governo per dimostrare all'opinione pubblica l'incapacità,
  l'inettitudine  di   questo  Governo  che  non  è  ripeto,  nelle
  condizioni anche  per  i  numeri esigui di cui dispone, di potere
  dare le risposte che i siciliani si attendono.
       Ma d'altra parte, questo Governo che risposte potrebbe dare?
  E' un Governo  nato  male  è  stato detto più volte e va ribadito
  ancora in  occasione di questa fiducia che il Governo ha ritenuto
  di dover  porre  sull'esercizio  provvisorio,  è un Governo che è
  nato male che non ha la legittimazione popolare, è un Governo che
  è  nato nei palazzi, che  ha  origini  romane  e  non  certamente
  siciliane.
       Ebbene, questo Governo non ha sicuramente la titolarità e la
  legittimazione  per   potere   rappresentare   le  istanze  e  le
  aspettative del  popolo  siciliano  e non ha, quindi, la capacità
  propositiva i titoli per potere veramente dare quelle risposte.
       Un Governo  marchiato  quindi  da  un vizio d'origine che ha
  saputo operare soltanto nel vorace accaparramento delle poltrone,
  nella spietata  lottizzazione  del  potere  nel quale esercizio è
  riuscito veramente,  mentre  è mancato regolarmente in quelle che
  sono state le sue  dichiarazioni  programmatiche rimaste soltanto
  una  vaga  ipotesi,  una  vaga  idea  che  non  ha  avuto  alcuna
  concretezza.
       E che dire poi di questo Governo che non è stato sicuramente
  capace  di  procedere  a quel  risanamento  che  era  necessario.
  Infatti, sicuramente quella manovra finanziaria che ha proposto è
  incapace di reperire le risorse necessarie che possano essere poi
  destinate a fini produttivi;  non è capace  di procedere a quella
  riduzione di spese che è indispensabile  perchè si possa guardare
  con maggiore speranza al futuro della Sicilia.
       L'obiettivo   del  risanamento   della   Regione   siciliana
  certamente non può essere raggiunto,  ripeto, con questa proposta
  di legge finanziaria che è soltanto un coacervo di norme prive di
  razionalità. E' soltanto qualcosa che è  incapace  di fornire uno
  strumento agile, indispensabile per  pervenire a quel risanamento
  a cui tutti noi aspiriamo.
       Quindi, questa legge finanziaria,  signor  Presidente,  deve
  essere  ritirata perchè non è utile,  perchè  non  è  confacente,
  perchè  non dà alcun vantaggio alla  nostra  terra,  alla  nostra
  regione.    Mentre,  più  opportunamente,   si   sarebbe   potuto
  affrontare immediatamente il bilancio al  quale  noi avremmo dato
  il  nostro  contributo di responsabilità  e  di  serietà,  perchè
  avremmo dato sicuramente l'opportunità al  Governo, se non avesse
  avuto  la  velleità di dare vita a  questa  finanziaria,  se  non
  avesse  avuto la testardaggine di  continuare  a  propinarci  una
  finanziaria che a noi è sembrata sin dal primo momento inadeguata
  ed inutile.
       Bene,  questo  Governo  così  testardo  ancora  oggi  rimane
  fermo sulla sua posizione,  indisponibile ad accogliere l'appello
  delle forze di centro-destra che dicono di fare il bilancio e poi
  vedere di ragionare sul futuro della nostra regione.
       Noi abbiamo in proposito le idee chiare. Le abbiamo espresse
  chiaramente al popolo siciliano e,  coerentemente  con quello che
  fu il consenso popolare del 16  giugno,  continueremo  in  questa
  direzione.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore  al  bilancio  e    alle  finanze.  A  quale
  titolo vuole parlare, onorevole Bufardeci?

     BUFARDECI.  Lo dico subito.

     PIRO,   assessore  al  bilancio  e    alle  finanze.   No,  io
  scherzo.

     BUFARDECI.  No,  lo dico subito,  anzi  colgo  l'occasione  in
  premessa   per  evitare  che  poi   possa   essere   oggetto   di
  contestazioni,  perchè  poc'anzi  con   l'onorevole  Speziale  si
  diceva:  tu non ha firmato gli emendamenti,  e  quindi  non  puoi
  parlare.   Ho controllato le firme:  soltanto  sette  deputati di
  Forza Italia hanno sottoscritto gli emendamenti.  Verificando, in
  effetti  credo  che  la  sottoscrizione   non   sia  un  elemento
  essenziale, perchè il fatto che sia  battuto  a macchina equivale
  all'avere  scritto  il proprio cognome  a  stampatello  e  quindi
  questo credo che consenta comunque l'intervento.  Per  cui, se il
  Presidente dell'Assemblea dà questa interpretazione ...

     PRESIDENTE.   Onorevole   Bufardeci,   le   ha   firmato   gli
  emendamenti, quindi ha diritto di parlare.

     BUFARDECI.   Grazie,  signor  Presidente.   Io  l'ho  firmato,
  dicevo solo che era scritto a  stampatello, per evitare qualsiasi
  contestazione di carattere formale ...

     CRISAFULLI, assessore  alla  Presidenza.  Guardi  che deputati
  possono esserlo anche gli analfabeti.

     BUFARDECI. Ce  ne  sono  parecchi, tristemente. Qua ce ne sono
  molti che non lo sanno neanche fare.
       Fatta questa  premessa  e  ringraziandola  per  essere dello
  stesso avviso  per  quanto  riguarda questa interpretazione della
  sottoscrizione  degli  emendamenti,   volevo  soltanto  esprimere
  alcune considerazioni, anche in quanto non  ho avuto occasione di
  potere  intervenire nella discussione  generale  del  disegno  di
  legge,  perchè  in  quell'occasione   il   Presidente   Silvestro
  ricorderà che venne deliberata una chiusura anticipata concordata
  dell'orario, per cui ci fu una rinunzia,  ivi compresa la mia, ad
  intervenire  sulla  discussione  generale;   quindi,   in  questa
  occasione cercherò di dare qualche contributo al disegno di legge
  in  questione,  nonché   agli   emendamenti,   così   come  sopra
  evidenziato, illustrati e presentati.
       Io non voglio  rimarcare  e  ribadire quello che è stato già
  espresso  in  quest'Aula,  ad  esempio, dal Presidente Provenzano
  quando   ha   richiamato   e  letto  testualmente  una  serie  di
  dichiarazioni  che  componenti  del  Governo avevano espresso  in
  precedenza  in  occasione  di precedenti esercizi provvisori o di
  precedenti fasi della finanziaria di questa Regione.
       Non  lo  voglio   fare  perché  già  è  stato  ribadito,  mi
  sembrerebbe assolutamente  un  fatto  ultroneo, per cui credo che
  l'unico dato che va rimarcato ulteriormente in questa occasione è
  quello  di  dire il perché siamo arrivati a queste condizioni; il
  perché e di chi è la causa.
       Non c'è dubbio  che  una  fase  di  esercizio  provvisorio è
  sempre  una   fase   eccezionale,  è  sempre  una  fase  comunque
  patologica di  un'amministrazione,  di  uno strumento finanziario
  fondamentale come quello della programmazione economica.
       E allora, tutte  quelle che sono state le accuse del passato
  nei confronti dei governi che hanno preceduto questo, mi pare che
  possono assolutamente  valere anche per questo Governo, per altro
  non  c'è ombra  di  dubbio  che  l'avere  utilizzato  in  passato
  determinati strumenti è  stato  poi  un  tentativo che ha sortito
  degli effetti  assolutamente  positivi in alcuni casi.
       Viceversa,  io  non  vedo  perché  non  c'è  dubbio  che  la
  finanziaria  Provenzano  servì  effettivamente  a  snellire  ed a
  delegificare  anche se certamente determinate forze politiche non
  consentirono  un'attività  molto più forte ed incisiva verso quel
  processo  di delegificazione e di semplificazione, ma io non vedo
  in questa attività preparatoria al bilancio tutti quegli elementi
  positivi   che,  viceversa, i  governi  precedenti  hanno  saputo
  maturare.
       Non  li  vedo  perché al di là del problema delle schede, ad
  esempio,  che  è  stato  sollevato, io sono certo che l'onorevole
  Piro poi le ha depositate formalmente nel rispetto della legge ed
  indicative di un quantum in ordine all'entità della manovra, però
  vorrei  anche significare che una maggioranza che stasera andremo
  a  verificare  se  tiene  sotto il profilo numerico o meno, è una
  maggioranza  abbastanza  presuntuosa,  laddove  ritiene di potere
  fare   una  maggioranza  così  corposa  una  legge  che  comunque
  all'interno   degli  strumenti  finanziari  comporta  al  proprio
  interno  una  serie  di  normative un po' omnibus di rinnovi e di
  riforme  importantissime.
       In  alcuni casi addirittura con atti amministrativi si vuole
  sostituire  quella  che  è  la  volontà  della legge e quindi del
  Parlamento,  per  quanto  riguarda  ad  esempio  alcune  forme di
  privatizzazione  che certamente non daranno alcun incremento, non
  faranno   risparmiare   alcunché  o  addirittura  certamente  non
  creeranno  alcune entrate, perché  viva Dio, privatizzazioni come
  quelle  dell'EAS, come quelle dell'AST, nel bilancio corrente non
  saranno  altro che portatrici di nuove spese, non fosse altro che
  per  le  perizie che i consulenti e gli esperti dovranno andare a
  redigere  per  potere  sapere  di  che  cosa stiamo parlando e di
  quanto stiamo parlando.
       Qual è, quindi, questo introito necessario ed indispensabile
  ad una manovra come questa, al di  là  dei  problemi di carattere
  normativo, del personale, che sono  stati ribaditi dai componenti
  del mio gruppo a difesa dei lavoratori stessi.
       Voglio dire, barattare,  contrabbandare  come  un'operazione
  assolutamente positiva e di risparmio  quel  tipo  di  operazioni
  quando sono viceversa di spesa, mi sembra  un  atto  sbagliato  e
  presuntuoso,  presuntuoso soprattutto perché  io  credo  che  nel
  momento attuale l'unica cosa di cui si  ha  veramente  bisogno  è
  quella di avere un Governo che abbia  la  capacità  in  virtù  di
  numeri  ed  in virtù di un programma  di  potere  pianificare  la
  propria  attività  amministrativa  e   di  potere  deliberare  di
  conseguenza.
       Ad oggi, questo Governo, che cosa ha  fatto?  Ha  emanato un
  numero  di leggi assolutamente minimo,  lo  ha  fatto  attraverso
  l'ausilio, peraltro in alcune circostanze  richiesto  ed in altre
  ancora dichiarato e confermato, del  Governo  nei confronti della
  minoranza. Ha chiesto un aiuto, un appoggio che é  stato concesso
  per quella normativa, per quelle leggi, per quei disegni di legge
  che  erano  provenienti dall'esperienza  dei  Governi  precedenti
  Provenzano e Drago.
       Dopodiché,  superata   questa   fase  minimale  di  attività
  legislativa, siamo alla fase  del  bilancio,  con  i  ritardi che
  viviamo oggi. Siamo  già  ad  aprile,  per  trattare  l'esercizio
  provvisorio, ancora siamo in  una  fase in cui occorre l'esame di
  circa  34  o  33   articoli   della  finanziaria,  una  serie  di
  emendamenti aggiuntivi, per poi  andare ad una fase del bilancio;
  il   tutto   inframmezzato    dalle   feste   pasquali e  da   un
  importantissimo  appuntamento   elettorale   che   é  quello  del
  referendum del 18 aprile
       E allora, io credo che  fosse  molto  più logico e molto più
  responsabile da parte di  questo  Governo   non continuare a fare
  finta  di  nulla e  a  scaricare  sull'opposizione  le  colpe  di
  un'ostruzionistica  attività.
       Credo che fosse  molto  più  responsabile limitare qualunque
  tipo  di azione  legislativa,  programmatoria  di  una  fase  del
  bilancio    a   pochissimi   articoli   che   fossero   veramente
  esemplificativi di una  politica volta alla riduzione delle spese
  o all'aumento delle entrate,  non  a  disegni di legge che devono
  essere   il   compendio   delle   inattività   di   alcuni   rami
  dell'amministrazione  su comparti specifici di attività normative
  che abbisognano di un approfondimento maggiore e che, certamente,
  non  vi  é  stato; peraltro poi  in  questa  contestazione,  ieri
  dicevo, tutto sommato la responsabilità  credo  che  incomba,  in
  primo  luogo,  sul  Governo per la semplice  ragione  che, a  mio
  avviso,   lo  dico  molto   sommessamente,   laddove   si   vuole
  contrabbandare    tutta    l'attività    dell'opposizione    come
  ostruzionistica   e   terroristica   o    per   lo   scioglimento
  dell'Assemblea  o viceversa quando  dicono:  "non  vogliono  fare
  l'esercizio  provvisorio",  si dice  una  grande  sciocchezza.  I
  nostri emendamenti lo testimoniano e ve ne  é uno specifico molto
  puntuale   che   dice   di   limitare   l'esercizio   provvisorio
  esclusivamente alle spese fisse obbligatorie.
       Per  primi  noi  sappiamo  bene, e   certamente  lo  abbiamo
  dimostrato con la nostra  capacità  di  Governo,  che non possono
  essere messe in discussione  le spese fisse obbligatorie come gli
  stipendi, per essere chiari.
       Certamente, questo non lo  vuole  nessuno  e  non  lo  vuole
  l'opposizione,  non lo vuole  Forza Italia e non lo vuole il Polo
  per le libertà,  quindi,  evitiamo  di  contrabbandare  questo ed
  evitiamo di contrabbandare all'esterno  un comportamento corretto
  che  la  maggioranza  non  ha  avuto.   Infatti, non   mi  sembra
  un  comportamento serio, corretto e  responsabile  di  chi  vuole
  effettivamente essere capace di  governare  quello di "bypassare"
  tutti  i  passaggi  procedurali  che   sono   i   passaggi  della
  commissione, superando "de plano" una fase che, invece, é  quella
  dell'approfondimento, dell'accertamento,  della discussione degli
  emendamenti   nelle   commissioni   di   merito,   per   arrivare
  improvvisamente  in Aula e, poi, forti  di  una  qualunque  norma
  procedurale  che consente, certamente,  di  accelerare  i  tempi,
  dire: "bene, avete visto c'é o non c'é".
       Io  credo  che  questo  sia  inesatto,  sia  sbagliato,  sia
  assolutamente da contestare.
       Quello che, quindi, é  il  mio personale convincimento é che
  l'esercizio  provvisorio é  figlio  di  una  manovra  finanziaria
  sbagliata, presuntuosa ed eccessiva che, viceversa, laddove fosse
  stata limitata a  veri  articoli  che  avessero  voluto  soltanto
  migliorare le condizioni  del  bilancio  con  maggiori  entrate o
  minori spese, poteva avere  un  senso  e  aveva,  sicuramente, un
  senso,  così  come avrebbe  avuto  un  senso  anche  il  tetto  a
  qualunque forma di indebitamento.
       Laddove questo non  é avvenuto, assolutamente ed é avvenuta,
  viceversa, una legge  finanziaria  comunque  "omnibus" perché c'é
  tutto ed il contrario  di  tutto,  vi  sono  sanatorie ammesse in
  termini di concessioni  demaniali e sanatorie, invece, contestate
  ed  oggetto  di  scandali,  laddove  si  parla  di  recupero  del
  territorio  della  costa,   io   credo   che   questa   sia   una
  responsabilità esclusiva di questo Governo.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole Caputo. Ne ha
  facoltà.

     CAPUTO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  prima  che
  iniziasse la questione  di  natura  procedurale  sull'ordine  dei
  lavori e sulle richieste  di intervento, ho consultato gli uffici
  della segreteria per sapere e per conoscere  dal  punto  di vista
  della  storia  parlamentare  in  Sicilia   ed   al  Senato  della
  Repubblica  quante volte e per quali motivi  il Governo era stato
  costretto a proporre la fiducia sul documento finanziario.
       E  questo,  non  solamente per un puro amore dell'arte o per
  una  curiosità  di  natura  statistica  ma, solamente, per capire
  quante volte un Governo in difficoltà  e col fiato al collo e con
  le  spalle  -  dal punto di vista parlamentare - al muro  è stato
  costretto a contarsi ed a scontrarsi.
       In  Aula, contro  l'opposizione,  a guardarsi attorno tra la
  sparuta maggioranza per capire se poteva sottrarsi ad un leale ed
  intenso,  anche  critico,  dibattito parlamentare su un documento
  importante  quale  è  quello  dell'esercizio  provvisorio, che  è
  propedeutico alla finanziaria ed al bilancio.

                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       Noi in questi giorni, in cui avete brillato sui giornali con
  la   vostra  presenza  e  con  le  dichiarazioni  fiume,  abbiamo
  assistito  alla  inondazione  sulle  colonne  dei  giornali delle
  dichiarazioni   dell'Assessore  per  il  bilancio  ed  anche  del
  Presidente   della  Regione,  molto  fotogenico  per  la  verità,
  riguardante  un'accusa  lanciata  a questo Parlamento, anzi ad un
  settore  del  Parlamento, reo di bloccare e di fare perdere, o di
  congelare  2.000  miliardi, come se fossero finanziamenti europei
  comunitari oppure regionali o nazionali, che andavano perduti per
  la inattività o per l'ostruzionismo bieco del Parlamento.
       Bene   Questa  è  una cosa da sfatare,  perché  qui  nessuno
  intende  boicottare  o  impastoiare  un  Governo, per il semplice
  fatto  che  questo  Governo si boicotta ed è impastoiato da solo.
  Perché  è  un  Governo che non sa più dove andare, che ha le idee
  confuse,  che  non  ha più obiettivi e traguardi da raggiungere e
  che si muove solo per moto dinamico e per stanca.
       Noi non  abbiamo fatto e non stiamo facendo un ostruzionismo
  all'esercizio  provvisorio. A  quello ci sta pensando il Governo.
       Sa,   Presidente  della  Regione,  io  non  so  se  lei  sia
  scaramantico,  ma  io  le  voglio  solamente  evidenziare  che il
  Governo  nazionale  nella  sua  storia  parlamentare  ha posto la
  fiducia  su  un  documento  finanziario solo quattro volte.  Solo
  quattro volte nella sua storia.
       Il  Governo  della  Regione siciliana, Presidente Leanza, ha
  posto la fiducia al documento finanziario ed è caduto il Governo.
       Io  non  so  se  lei sia scaramantico, ma io ritegno che lei
  debba  fare i dovuti scongiuri perché, se le finisce come Leanza,
  io  credo  che,  da  qui  a  dieci  minuti,  lei e la sua allegra
  brigata  di  colleghi  assessori,  andrete a sedervi fra i banchi
  dell'opposizione  e farete tirare un grande sospiro di sollievo a
  questa Sicilia che ormai non ne può più di voi.
       Caro  Presidente  dell'Assemblea,  Presidente  della Regione
  fino  a  quando lei avrà il piacere di sentirsi chiamare così dai
  suoi  colleghi  parlamentari, e così come i suoi Assessori, io vi
  voglio  dire  che  qui non stiamo facendo ostruzionismo ma stiamo
  difendendo  la  pelle dei Siciliani che è in pericolo, con questa
  finanziaria  che  è  tutto ed il contrario di tutto e che cozza e
  contrasta  con  un minimo dei suoi ricordi di vecchio e militante
  comunista.
       Questa è la finanziaria più borghese, più democristiana, più
  clientelare  e più populista che i governi democristiani dal 1945
  ad oggi ricordino.
       State   facendo   impallidire  e  state  facendo  ricordare,
  forse ...

     LO  GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Bravo,
  bravo

     CAPUTO.  Guardi,  onorevole  Lo  Giudice,  lei è persona molto
  simpatica,  ma forse rischia di essere irresponsabile quando dice
  a me "bravo" quando io la sto accusando  di  essere  con  la  sua
  presenza al Governo la catastrofe della  Sicilia.  E  non  glielo
  dico  per  amore  dell'arte,  ma  glielo   dico  perchè  ne  sono
  perfettamente convinto e con me tanti  milioni  di  siciliani che
  aspettano solo di arrivare al varco  elettorale  per farvi capire
  come avete aperto una botola e state  impiccando  tutto il popolo
  siciliano con il vostro mal governo.
       Questa  è  una  finanziaria  "truffa"   e   noi   vi  stiamo
  ritardando,  utilizzando  non  l'ostruzionismo,   ma  il  manuale
  parlamentare  ed  il  Regolamento  d'Aula  e  quindi  la  vita  e
  l'espressione più alta dell'attività  parlamentare  per dirvi che
  noi vogliamo portare il più lontano possibile all'approvazione di
  questo  esercizio  provvisorio  che  non   so   se   i   colleghi
  parlamentari ne saranno contenti, o  la Sicilia perchè approvarvi
  i 4/12 di questo esercizio  provvisorio significa saccheggiare un
  bilancio ed i colleghi parlamentari di maggioranza, voi che siete
  così ansiosi di votare questa finanziaria  e  questo bilancio, vi
  troverete a votare un bilancio ormai saccheggiato, perchè avranno
  impegnato tutto quello che c'era da impegnare con i 4/12.
       Questa è la  verità
       E voi siete  qui  a tirare le fila a questo Governo, come se
  fosse un Governo taumaturgico, voi state tradendo gli impegni che
  avete assunto  nei  vostri  collegi  e con i vostri concittadini,
  nelle   piazze    dei    vostri   paesi,   in   tutte   le   sedi
  extraparlamentari,   perchè   state  accompagnando  un  documento
  finanziario che  è  fatto  di  lacrime e sangue perchè significa
  perchè  comporta  un'operazione  di clientela nel riciclare enti,
  nel  riciclare  personaggi,  clientele, voti elettorali.
       Voi cari  amici state permettendo all'UDR di tenere in piedi
  un UDR che  si  presenterà alle elezioni con 5 Assessori e che vi
  andrà a massacrare dal punto di vista elettorale, ma a noi questa
  situazione politica  ci porta bene, a noi porterà solo vantaggio,
  perchè la gente al momento del voto saprà distinguere dove c'è la
  politica coerente,  la  politica trasparente, leale e dove c'è la
  confusione, la clientela, dove c'è tutto e il contrario di tutto,
  voi non  vi  rendete  conto,  colleghi  parlamentari  del partito
  popolare che  loro  arriveranno alle elezioni svuotandovi di ogni
  consenso, perchè  ci  arrivano  con  cinque assessori, che stanno
  mettendo in  lista  per  fare  man  bassa  di voti, perchè devono
  salvare un gruppo parlamentare che esiste solo in Sicilia e che è
  scomparso dal  panorama nazionale.
       L'UDR dallo stretto di Messina in sù non esiste più, qui c'è
  solamente il  fantasma  di  un partito, caro Cintola, al quale tu
  dai la  stampella,  così  come  la  dà  Forgione  di Rifondazione
  comunista, perchè  poi tu devi andare a raccontare ai tuoi amici,
  rivoluzionari  come   te,  che  lo  eri  prima  di  arrivare  qui
  rivoluzionario, devi  dire  che  tu  qui hai garantito il voto al
  Governo Capodicasa,  hai  consentito  l'elezione di Lo Giudice, e
  questo lo devi andare a raccontare ai tuoi amici.
       A me Lo Giudice è simpatico, tu hai detto tantissime cose di
  Lo Giudice  irripetibili,  ed  io ti voglio dire Forgione che voi
  avete  consentito  di  creare  questo  equivoco  parlamentare, di
  creare questo  equivoco  politico  che sta mettendo la Sicilia in
  ginocchio e  di  questo  ne rispondete agli elettori.
       Noi no,  noi  abbiamo  la  coscienza  a  posto perchè stiamo
  creando non ostruzionismo, ma un'attività parlamentare tendente a
  difendere i  conti della Sicilia, quei pochi conti che si possono
  chiamare tali perchè domani saranno debiti, perchè se l'Assessore
  Piro è  contento  di  avere  stipulato un mutuo di 1.700 miliardi
  l'onorevole Piro  deve  dire  che  tira  una  coperta che diventa
  ancora più  corta,  non  fa  altro  che aprire debiti per portare
  avanti una  carretta  che  serve  solo  all'UDR per arrivare alle
  elezioni.
       Noi   queste   cose   non  lo  permetteremo,  cari  colleghi
  parlamentari, cari  siciliani che ci state ascoltando, perchè noi
  non permetteremo  il  saccheggio  dei fondi POP, perchè forse voi
  non vi rendete  conto  in questa foga di votare questo bilancio e
  questa  finanziaria  che  all'articolo  26  c'è  un  termine  che
  consente di  andare  a  rimodulare  tutti  i  fondi POP senza che
  passino  dal  Parlamento,  senza  che  passino dalla Commissione,
  senza che ci sia l'avallo di tutti e  una  data  che consentirà a
  questo Governo di potere giostrare  le  uniche  fonti finanziarie
  che  ci  sono in Sicilia.  Voi parlamentari  vi  ostinate  a  non
  capire  che state consegnando la Sicilia ad  un  fantasma  di  un
  partito, ad un Parlamento, anzi ad un  Governo  che  è nato male,
  perchè è nato con l'equivoco e perchè è nato con la confusione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                     PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     FLERES. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che nella
  concitazione che  si  è  venuta a determinare poc'anzi, non certo
  per malafede nè per malizia nè per cattiveria nè per altro, si è,
  forse,   valutato   in  maniera  non  perfettamente  regolare  un
  passaggio.  Io  avevo,  per  la  verità,  tentato  di  esprimerlo
  poc'anzi ma non ci sono riuscito.
       Signor Presidente, credo che nella procedura legislativa che
  stiamo  seguendo  sia  venuto meno un  passaggio  che  non  viene
  rimosso nè dalla questione di fiducia posta  dal  Governo  nè  da
  altri richiami di natura regolamentare  che  sono  contenuti  nei
  diversi articoli del Regolamento.
       Mi  riferisco  alla discussione  generale  sull'articolo  1.
  Questa sera l'Aula, dopo avere sviluppato la discussione generale
  sulla legge, doveva essere chiamata a discutere, in via generale,
  l'articolo 1. Invece nella concitazione, nella  tensione che si è
  venuta a determinare è forse sfuggito  questo passaggio di natura
  istruttoria che potrebbe rischiare  di  inficiare il procedimento
  legislativo stesso  perchè manca un passaggio.
       Allora, signor Presidente, desideravo  chiederle,  se la mia
  interpretazione  del Regolamento è  corretta,  di  riprendere  la
  discussione  generale sull'articolo 1 che  non  è  stata  svolta,
  perchè  si  è  passato   immediatamente  alla  discussione  sugli
  emendamenti. E, poichè non è stato svolto  un passaggio di natura
  istruttoria sulla formazione della legge, le  chiedo  anche che i
  colleghi, che sono stati invitati  a  parlare  relativamente agli
  emendamenti e che hanno illustrato  gli emendamenti rispondendo a
  quello  che  era l'orientamento, a  mio  avviso  affrettato,  non
  sufficientemente approfondito (non per  responsabilità  nè  della
  Presidenza protempore nè degli uffici nè di  altro  ma  solo  del
  clima che si è venuto a  determinare nell'Aula), vengano chiamati
  ad esprimersi, se ritengono, sia sull  'articolo  1 che, conclusa
  la  discussione generale sull'articolo  1,  sugli  emendamenti  -
  naturalmente quei colleghi che non hanno  già  espresso  la  loro
  valutazione su questi ultimi.
       Ripeto, la mia preoccupazione oltre che di natura politica è
  soprattutto di natura tecnico-legislativa, perchè  non vorrei che
  un errore di questo tipo potesse inficiare il corretto iter della
  legge  e dunque poi inficiarne la sua  approvazione  e  il  visto
  sulla  medesima che viene apposto  dal  Commissario  dello  Stato
  proprio per mancanza di un passaggio.
       Signor Presidente, per carità,  sto  facendo  soltanto delle
  ipotesi, non mi sto assolutamente  formalizzando  rispetto a ciò,
  però  pongo  questo  problema:   manca  la  discussione  generale
  sull'articolo 1.
       Io chiedo, allora, alla Presidenza,  se  ritiene  che questa
  sia un'interpretazione che ha senso,  di  aprire  la  discussione
  sull'articolo 1 per poi passare conseguentemente alla discussione
  generale sugli emendamenti, che è già avvenuta  in  parte, ma che
  deve, naturalmente, continuare.

     PRESIDENTE.   Non ci sono,  intanto,  timori  di  inficiamento
  dell'iter del disegno di legge.
       Il  nostro  Regolamento  prevede  due  discussioni:  una  la
  discussione generale sull'articolo e l'altra  prevede  la fase di
  illustrazione degli emendamenti e  successivamente  la  votazione
  degli emendamenti e poi la votazione dell'articolo.
       Il   Governo   avendo  posto   la   questione   di   fiducia
  sull'articolo, viene consentita la  fase  di  illustrazione degli
  emendamenti  ma  non  si votano  gli  stessi.  Sulla  discussione
  generale  dell'articolo  1 si può  intervenire,  se  qualcuno  lo
  chiede.
       Il fatto  che  alcuni  deputati abbiano deciso di illustrare
  alcuni emendamenti  non fa saltare la possibilità che un deputato
  chieda di  intervenire sulla discussione generale.  Se lei chiede
  di intervenire sulla discussione generale dell'articolo, io le do
  la parola  per  la discussione generale dell'articolo, se qualche
  deputato mi  chiede di intervenire per illustrare gli emendamenti
  a questo punto dò la parola per illustrare gli emendamenti.
       A  questo punto dò  per  scontato  che  l'onorevole  Alfano,
  l'onorevole La Grua,  l'onorevole Beninati, l'onorevole Bufardeci
  e l'onorevole Caputo sono intervenuti nella fase di illustrazione
  degli emendamenti.
       Se un deputato chiede di intervenire  e io gli dò la parola,
  l'importante è che specifichi  se  interviene  sulla  discussione
  generale degli emendamenti o  sulla  discussione  generale  degli
  articoli.
       Non  ci  sono  questioni.  Allora,  onorevoli  colleghi,  il
  Presidente della seduta ha ritenuto di operare secondo una logica
  anche    molto   utile,   quella   dell'ordine   alfabetico,   ma
  evidentemente non possiamo chiamare volta per volta, quindi se ci
  sono  deputati   che   intendono   intervenire   lo  dicano.
       Chi  interviene   non   può   intervenire  due  volte  sulla
  illustrazione  degli  emendamenti.  Voglio  dire,  l'onorevole La
  Grua, non  è  perché non è intervenuto sulla discussione generale
  dell'articolo    1,   interviene   sulla   discussione   generale
  dell'articolo 1 e poi chiede nuovamente di intervenire nella fase
  di illustrazione  degli emendamenti. Questa fase non c'è, per cui
  se è  intervenuto l'onorevole La Grua sulla fase di illustrazione
  degli emendamenti,  può  intervenire nella fase della discussione
  generale dell'articolo  ma  non può più intervenire sulla fase di
  illustrazione degli emendamenti.
       Ricordo  ai  deputati  che   non  tutti  i  firmatari  degli
  emendamenti possono partecipare alla  fase  di  illustrazione, si
  può intervenire una sola volta per illustrare gli emendamenti.

     ZANNA. Signor  Presidente,  mi  scusi, non è chiaro  Allora si
  può parlare due volte?

        PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per la illustrazione degli
  emendamenti, un  deputato  firmatario  anche  di  100 emendamenti
  all'articolo,  può   intervenire  una  sola  volta  e  gli  altri
  firmatari dell'emendamento  non possono intervenire nella fase di
  illustrazione, mentre  tutti i deputati possono intervenire sulla
  discussione generale dell'articolo 1.
       Sia chiaro che nel momento in  cui  il  Governo  ha posto la
  questione di fiducia sull'articolo,  viene votato il mantenimento
  dell'articolo e quindi la preclusione degli articoli.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     FLERES.   Chiedo  di   parlare   sulla   discussione  generale
  dell'articolo 1.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     FLERES.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sono
  convinto, l'ho già detto nella fase di discussione generale della
  legge che la  Regione  non  abbia in questo momento bisogno di un
  esercizio  provvisorio  peraltro  di  un  dodicesimo,  mentre  ha
  bisogno, anche per  i  tempi  che  si  sono venuti a determinare,
  dell'approvazione del bilancio, del bilancio nella sua interezza.
       In questi giorni la stampa si  è  prodotta  in  una serie di
  ipotesi   sollevando   anche    alcune   perplessità   e   alcune
  preoccupazioni sull'andamento dei  lavori d'Aula, manifestando in
  particolare un certo timore e duna certa preoccupazione, appunto,
  rispetto alle scadenze che la  Regione  deve affrontare dal punto
  di vista finanziario.
       Ebbene, io  credo  che  queste  preoccupazioni non ci siano,
  credo invece  che sia indispensabile che la Regione possa operare
  liberamente rispetto  a quelle che sono le previsioni di bilancio
  e senza il  vincolo di un dodicesimo, non è certamente sbloccando
  un dodicesimo della  spesa  che  si risolvono i problemi di circa
  2000 e oltre  miliardi di mandati che riguardano il settore della
  sanità che  certamente  rappresenta  una  somma molto consistente
  all'interno del bilancio della Regione.
       Non è certamente con un dodicesimo  del  bilancio che si può
  fare fronte ad un trasferimento  ai Comuni delle somme scaturenti
  dalla normativa regionale, non è certamente con un dodicesimo del
  bilancio della Regione che si può  fare fronte al pagamento della
  benzina  necessaria  a  fare  circolare  i  mezzi  della  Regione
  siciliana.  Credo, invece, che si debba affrontare rapidamente il
  bilancio    della    Regione   per   consentire   alla   macchina
  amministrativa della  Regione, non soltanto alle automobili degli
  assessori, di  potere circolare con la sicurezza necessaria e con
  la possibilità  di  programmazione  degli  interventi  e, dunque,
  della spesa relativamente all'intero anno 1999.
       Quello che abbiamo più  volte  chiesto al Governo è stato il
  ritiro di questo disegno  di  legge  e  l'immediato  avvio  della
  discussione nelle commissioni  di  merito  prima e in Commissione
  Finanze poi e  in  Aula  ancora  dopo, del bilancio di previsione
  per  il  1999.   E   abbiamo  detto  al  Governo  che  noi  siamo
  responsabilmente consapevoli  dell'esigenza  che la Regione abbia
  bisogno di un  proprio  strumento  finanziario  definitivo per il
  1999. Siamo convinti  che  gli  annosi  problemi  che  riguardano
  questa terra e  la  sua  amministrazione  regionale  non  possono
  essere  affrontati  a  "spizzichi  e  bocconi"  come  invece  sta
  accadendo da almeno quattro mesi.
       Allora, signor Presidente,  onorevoli colleghi, io credo che
  una  rimeditazione  su   quello   che   stiamo  facendo  dobbiamo
  compierla,  e farlo con  la  massima  serenità,  con  il  massimo
  impegno, con la  massima  disponibilità  a comprendere le ragioni
  degli altri.
       Non vi è  dubbio,  signor  Presidente dell'Assemblea, signor
  Presidente della Regione e  onorevoli colleghi che quello che sta
  accadendo  in  questo   Parlamento   non  è  fatto  riconducibile
  esclusivamente alla tecnica  parlamentare  o  alla corretta o non
  corretta applicazione  del Regolamento, alla sua interpretazione.
  Ma è un fatto che  deriva  da  una  condizione  politica che deve
  essere approfondita, che deve essere consegnata ai titolari della
  politica  in questa regione,  ai  partiti  di  maggioranza  e  di
  opposizione, ai gruppi parlamentari. Non credo che il problema di
  questo  Parlamento  sia   dover,   in   questa  fase,  illustrare
  accuratamente  un  ordine   del  giorno,  un  emendamento  o  non
  illustrarlo e darlo per  scontato.
       Credo, che  invece  ci  si debba mettere nelle condizioni di
  potere comprendere  come  una  maggioranza  che  non  è  più tale
  continui a resistere alla guida della Regione non avendone più la
  possibilità reale,  come  abbiamo  visto  in questi giorni, ne la
  consistenza numerica richiesta.
       Allora,  di  questo  dovremmo parlare, onorevole Presidente,
  così come dovremmo  parlare  di  un  altro  aspetto  che viene in
  questo momento  accantonato  perchè  stiamo parlando di esercizio
  provvisorio e mi riferisco alla finanziaria.
       Noi vogliamo dire  al  Governo  che  siamo convinti, essendo
  stati anche noi governo della regione, che ci sono alcuni aspetti
  della legge finanziaria,  onorevole Piro, che contribuiscono alla
  predisposizione di un bilancio credibile e possibile.
       Ci sono altri aspetti finanziaria che non sono assolutamente
  riconducibili ad  una  logica  propedeutica  all'approvazione del
  bilancio.
       Non c'entrano niente  con  il  bilancio della Regione quegli
  argomenti della finanziaria  che  riguardano  aspetti  diversi da
  quelli di natura  contabile,  da quelli che riguardano l'entrata.
  Allora, noi siamo  convinti  che  siccome l'esercizio provvisorio
  non  risolve  i  problemi  finanziari  della  Regione;  la  legge
  finanziaria nelle parti diverse da quelle relative alle entrate e
  da quelle relative  alle  norme  di  contabilità, altrettanto non
  contribuiscono ad intervenire  all'interno  di  un bilancio che è
  difficile da redigere e me ne rendo conto, ed allora io credo che
  un atteggiamento responsabile  del  Governo,  della maggioranza e
  dell'Aula  tutta, sia  quello  di  individuare  quali  siano  gli
  aspetti più importanti e conducenti ai fini dell'approvazione del
  bilancio  contenuti   nella  finanziaria,  per  discutere  questi
  aspetti che sono essi  sì  preparatori alla predisposizione di un
  bilancio che tenga conto  della condizione di disagio economico e
  finanziario della  Regione  e  permetta  quindi  di  redigere  un
  bilancio sulla base  di  scelte precise, sulla base di scelte che
  certamente non  possono,  o possono difficilmente, contemperare -
  lo dicevo  nella discussione generale - le esigenze festaiole dei
  sindaci di  alcuni  comuni  della  nostra Regione con le esigenze
  delle imprese, dei lavoratori;  con le esigenze della sanità, dei
  servizi sociali.
       Credo  che si debba nettamente separare questo momento e non
  si  debbano  sovrapporre gli obiettivi. Il bilancio della Regione
  non è più nelle condizioni di assecondare le esigenze di tutti, i
  desideri  di  tutti, le aspettative di tutti, nè quelle lecite nè
  quelle   illecite,   nè   quelle   condivisibili  nè  quelle  non
  condivisibili. E' un bilancio che imporrà a tutti noi di compiere
  delle  scelte, di collocarci da una parte o dall'altra ed allora,
  l'esercizio  provvisorio  questo  non lo consente, la finanziaria
  esitata  dalla  Commissione  Bilancio non  lo  consente  perchè è
  eccessivamente  diluita  negli obiettivi che intende realizzare e
  non  intendo,  per il momento, affrontarli perchè lo faremo nelle
  sedi   opportune,   mentre   il   bilancio   della   Regione   lo
  consentirebbe.
       Siccome sono convinto che noi siamo qui oggi giovedì santo a
  discutere di  questi temi, mentre il Parlamento nazionale è fermo
  per   altro,   non   certo   perchè   desideriamo   produrci   in
  interpretazioni regolamentari  o in esercitazioni di retorica, ma
  perchè siamo  convinti  che  esiste  un  problema politico che va
  affrontato.  Vorremmo  che  ci fosse una sensibilità da parte del
  Governo e  della  maggioranza  ad affrontarlo il tema politico, a
  discutere quelle che  sono  le  priorità  e  quelli  che sono gli
  obiettivi sul piano  politico  perchè  è  certo,  è svilente ed è
  anche avvilente  dover  fare  cosa diversa per potere raggiungere
  questo obiettivo.
       Signor Presidente,  questo è un aspetto. L'altro aspetto - e
  mi avvio  alla  conclusione  -  riguarda il merito:  un esercizio
  provvisorio che impegna,  nella sua globalità, per la prima e per
  la seconda  proroga,  quella  di  cui stiamo discutendo, 4/12 del
  bilancio, di un bilancio che sarà verosimilmente compresso, molto
  compresso, in  realtà  non  impegna soltanto 4/12 del bilancio in
  questione; ne  impegna  molti  di  più  perchè, nella prima parte
  dell'anno, saranno  spesi  4/12  di un bilancio di previsione che
  poi sarà ridotto,  dimezzato, non so come, e quindi, quelle parti
  che saranno  state  già  spese  nella  prima  parte dell'anno non
  rappresenteranno i  4/12  del  risultato  finale dell'attività di
  bilancio ma molto di più.
       Allora,  se  questo  accadesse,  e potrebbe accadere, noi ci
  troveremmo  nelle  condizioni  di non potere redigere un bilancio
  capace di compiere delle scelte.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Rinunzia?

     CINTOLA. No.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le chiedo scusa, lei si iscrive
  sulla  discussione  generale  dell'articolo?  Siccome ci sono due
  elenchi, uno è l'elenco sulla discussione generale dell'articolo,
  l'altro è l'elenco sulla fase di illustrazione degli emendamenti.

     CINTOLA. Sugli emendamenti.

     PRESIDENTE.  Lei è firmatario di emendamenti?

     CINTOLA. No.

     PRESIDENTE.   Non   essendo   firmatario  di  emendamenti  può
  iscriversi a parlare sulla discussione generale dell'articolo.

     PROVENZANO.  Chiedo  di  parlare  sulla  discussione  generale
  dell'articolo 1.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi accorgo
  che  ormai   siamo   arrivati  ad  una  grande  confusione  e  la
  confusione, onorevole  Piro e Signor Presidente della Regione, su
  cosa si incentra?  Si  incentra  sul  fatto  che voi ritenete che
  l'opposizione stia  portando  avanti  questo  discorso  e  questo
  dibattito sull'esercizio provvisorio solo ai fini ostruzionistici
  e non si sa perchè.
       Il  fatto  è  assolutamente diverso. Noi siamo assolutamente
  convinti che,  in  ogni  caso, uno strumento per potere procedere
  nei pagamenti della  Regione  deve  essere dato e il Governo deve
  essere attrezzato in questo senso.
       Noi  non  concordiamo  però,  sul  percorso  che  voi volete
  imporre che è un percorso sbagliato e confuso, mi permetta Signor
  Presidente   della   Regione  di  dirle  questo,  è  un  percorso
  sbagliato, confuso che rischia di creare un danno enorme a questa
  Regione   forse   per   insipienza   o   forse  per  imperizia  o
  inesperienza,  però  questa  è  la realtà.
       Vede, signor Presidente della Regione lei dice: "io non farò
  mai il bilancio  se  prima non si approva la finanziaria". Questo
  discorso è corretto  perchè  è  il discorso che feci io quando mi
  trovai nella  sua  condizione,  nella  sua  situazione  con  un a
  differenza, la  differenza  era  che  in  quella  finanziaria noi
  dicemmo: "il  tetto  all'indebitamento, il tetto al deficit è X",
  per cui  fatta  la  finanziaria  automaticamente  veniva fuori il
  bilancio non veniva  fuori il bilancio nelle sue singole poste di
  capitoli, ma veniva  fuori il bilancio nel rapporto tra entrate e
  uscite.
       Allora,  se  lei  dicesse caro Presidente della Regione: "io
  non farò  mai il bilancio se prima non faccio una finanziaria che
  determina  al  primo  articolo  qual'è  il  deficit"  che lei nel
  bilancio proporrà o il surplus o il pareggio, allora io credo che
  questa discussione non avrebbe assolutamente senso ce ne potremmo
  andare  tutti  e dare immediatamente non la fiducia perchè noi la
  fiducia  non  gliela possiamo dare ma comunque, le chiederemmo di
  ritirare la fiducia per discutere del "comesichiama".
       La  realtà  onorevole Piro è che voi dite senza avere alcuna
  idea  di quale debba essere il bilancio, voi dite pronto accomodo
  facciamo  una finanziaria, andiamo a fare 4 conti perchè dobbiamo
  fare  necessariamente  4  conti.
       Lei, onorevole  Piro, dichiara,  il Presidente della Regione
  l'ha dichiarato  in tante occasioni, che questo bilancio ha bocce
  ferme quindi  senza  finanziaria,  questo bilancio ha di fatto un
  deficit globale  e  complessivo inserendo dentro tutte quelle che
  sono le poste  che  non  stanno  oggi  nel bozzone di bilancio un
  deficit di  circa  4.000  miliardi.  La sua finanziaria onorevole
  Piro - ho avuto  modo  di  dirlo l'altra volta e vorrei un attimo
  una risposta su  questo  - che oggi è stata presentata con schede
  per 170 miliardi,  ma  comunque noi la prendiamo in parola perchè
  lei è persona seria e, quindi, una finanziaria di 900 miliardi...

     PIRO,   assessore  per  il bilancio e le finanze. Questa è una
  favola  metropolitana,  dove  le  ha  viste  le  schede  con  170
  miliardi? Se le vada  a  vedere lei che non ha mai presentato una
  scheda

     PROVENZANO  ... 4000 miliardi onorevole Piro, mi permetta, lei
  ha dichiarato che la sua finanziaria è di 900 miliardi. Di quanto
  è  la  sua  finanziaria?  Di  900  miliardi,  4000 meno 900, caro
  onorevole Piro, fa 3.100 miliardi.
       Noi  vorremmo oggi sapere nel bilancio di previsione che lei
  ha in  mente, perchè deve avere in mente un bilancio, questo 3100
  miliardi  quanto  è?  Sarà  1000 miliardi, 1500, 3000, 8000...lei
  deve dire quant'è, perchè se così non è la presa di posizione del
  Presidente  della  Regione  che  dice:  "io  prima  devo  fare la
  finanziaria perchè  se  no non faccio il bilancio" è una presa di
  posizione  velleitaria perchè anche quando le approvassimo questa
  finanziaria  lei  avrebbe  il  problema  di  3100  miliardi e noi
  vorremmo sapere se il bilancio della Regione 1999 avrà un deficit
  di 3100  miliardi  e  vorrei sapere se lei sarà in grado, dopo le
  difficoltà  che  ha  avuto  per  trovare 1700 miliardi che ancora
  sostanzialmente  non  ha  trovato,  ha solo qualche promessa, lei
  come farà a trovare i 3100 miliardi.
       Ergo,  siccome noi e facciamo altri conti su un bilancio con
  un  deficit  di  4000  miliardi  significa che viaggiamo a 1250 a
  quadrimestre cioè  significa  che  viaggiamo  a  350  miliardi di
  deficit al mese,  cioè  12  miliardi  di  deficit  al  giorno,  è
  evidente che  approvare  un esercizio provvisorio con quei numeri
  significa  di   fatto  vanificare  qualsiasi  manovra  che  anche
  quest'Aula potrà fare.
       Allora,  signor Presidente, onorevole Assessore, il problema
  qual è? Il  problema  non  è votare o meno, perchè non voglio che
  venga mistificata  la  posizione  che  ciascuno  di noi qua porta
  avanti.  Noi  siamo  assolutamente  d'accordo  che questa Regione
  debba  avere uno strumento finanziario. Questo strumento oggi non
  c'è, perchè  c'è un bilancio non approvato; perchè ieri è scaduto
  l'esercizio provvisorio.  E  quindi  qualcosa va fatta. Ma non va
  fatto tutto. Va fatto qualcosa che vorremmo capire.
       Vorremmo capire, rispetto ai numeri - perchè se non parliamo
  di numeri  qua  possiamo  parlare di tutto -, cosa volete fare. A
  meno che, e consentitemi una breve notazione politica, a meno che
  il problema non  sia  un altro. Il problema non sia quello di non
  parlare di  bilancio perchè avete un Governo che si presenta alle
  prossime elezioni europee in buona parte e che non può consentire
  di parlare  di  bilancio  e  di  tagli  all'elettorato  dal quale
  dipenderà la  sopravvivenza di 3 assessori di questa Regione e la
  sopravvivenza di un partito fantomatico di questa Regione.
       Allora, i  tempi.  Io  credo  che  noi possiamo cominciare a
  discutere, in maniera molto serie,a dell'esercizio provvisorio se
  lei,  onorevole   Assessore - mi   sembra  che  ci  sia  un  maxi
  emendamento, cominciamo a vederlo - se lei ci dice che il deficit
  o il surplus  di bilancio per il 1999 è fissato in lire "X". Fino
  a quando  questo  non  ce  lo  dice,  noi  le  diciamo che questo
  esercizio provvisorio  viaggia a 12 miliardi al giorno di deficit
  che non possiamo sopportare, che il bilancio previsionale avrà un
  deficit con la sua finanziaria di 3.100 miliardi che nessuno oggi
  sarà disposto, sui mercati finanziari, a coprire.
       Allora, o voi  ci  dite  qual  è  la finanziaria e qual è il
  progetto  di  bilancio  oppure  andiamo  al bilancio.  Andiamo al
  bilancio per  cominciare  a  parlare  di  numeri  e  per evitare,
  onorevoli  colleghi. Perchè, guardate, noi sappiamo che i bilanci
  della Regione  vengono assaliti e massacrati in occasione di ogni
  competizione  elettorale.  Immaginiamoci  cosa  sarà  il bilancio
  della  Regione  da  una  competizione europea dove sono candidati
  l'onorevole  Cuffaro, l'onorevole Castiglione, indirettamente con
  il socio, l'onorevole Lo Giudice, cioè tre assessori almeno...

     LO GIUDICE .  Onorevole  Provenzano,  mi  scusi, guardi che io
  non sono candidato.

     PROVENZANO.  Ne  prendiamo  atto.  Ecco  tre  assessori di una
  Giunta di un partito inesistente che si giocherà tutto su questo.
  E allora,  e  starò  nei  10 minuti, e allora concludo, onorevole
  Piro.   Io   credo   che  noi  possiamo  discutere  di  esercizio
  provvisorio se le  i  ci  dà  un dato. Qual è il dato? Che il suo
  Governo si  impegna  come  risultato  del  bilancio  1999. Non ci
  interessa  la  finanziaria.  Che  poi  discuteremo  perchè poi la
  riempiremo,   ala   modificheremo,   entreremo   dentro.   Ma  ci
  interessano i  dati  che  lei non ci dà. Ci interessa la garanzia
  che la  campagna elettorale non massacri le finanze della Regione
  e che  pertanto  si  arrivi  con  estrema chiarezza d un bilancio
  prima che  cominci a partire  o che si comincino a determinare le
  reali candidature  che da parte dell'UDR mi sembra siano definite
  o comunque in fase di definizione.

     CIMINO.   Chiedo   di   parlare   sulla  discussione  generale
  dell'articolo 1.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO.  Signor  Presidente,  l'onorevole  Lo  Giudice tiene a
  precisare  che non è candidato. Però, l'intervento dell'onorevole
  Provenzano penso  che  sia  stato  chiaro  e possa valere per gli
  altri  candidati  dell'UDR e, comunque sia, indipendentemente dai
  candidati  di   questa  Assemblea,  il  principio  e  l'idea  del
  presidente Provenzano,  è  un  monito,  è  una  riflessione molto
  valida,  considerato   il  deficit  del  bilancio  della  Regione
  siciliana,  ritardare  questo bilancio significa veramente volere
  pregiudicare le risorse  ed una politica di recupero che si vuole
  fare dei fondi di questa Regione.
       Un Governo  appena  eletto dovrebbe fare delle dichiarazioni
  programmatiche, una  finanziaria  ed  un proprio bilancio. Questo
  Governo appena eletto ha fatto delle dichiarazioni programmatiche
  scadenti,  addirittura   delle   parti   interessantissime  erano
  assenti, non riesce a fare una finanziaria, per ostruzionismo non
  del Polo ma della stessa maggioranza, non riesce e non vuole fare
  un  bilancio,   preferisce   fare   l'esercizio  provvisorio.  Ma
  realmente,  cosa   rappresenta   l'esercizio  provvisorio,  quale
  strumento finanziario che  il Parlamento vuole dare alla Sicilia,
  che il Parlamento vuole dare a questa Terra.
       L'esercizio  provvisorio   non   è   altro  che  voler  dare
  l'opportunità al Governo di spendere alcune somme che già erano e
  nascevano da un  altro  bilancio,  da  un bilancio che non era di
  questo  Governo, quindi,  questo  Governo  volendo  approvare  un
  esercizio  provvisorio  testimonia   che   non   ha   una   linea
  programmatica, che non ha un interesse da portare avanti, che non
  intende dare a questa  Sicilia  un  futuro  ed  una speranza.
       Nel momento in cui si  leggono  i  giornali  e ci sono delle
  dichiarazioni dell'onorevole Piro  della  riuscita  di avere dato
  alla Regione un mutuo,  la notizia allegra non deve essere quella
  di avere trovato la  fiducia  di  qualche  banca  per  coprire il
  deficit della Regione, ma  la  notizia allegra deve essere quella
  di riuscire a trovare  lo strumento, la progettualità ed il piano
  per pagare i mutui che si  vanno  a contrarre, perché i mutui non
  sono risorse finanziarie che  non  hanno  scadenza, ma sono delle
  risorse finanziarie che la Regione siciliana per onorabilità deve
  rispettare sia con le  banche straniere, con le quali intrattiene
  rapporti di natura finanziaria,  ma  anche  con  i  siciliani che
  attendono ormai da troppo tempo.
       Sono ingenti  i  mandati di pagamento che non vengono evasi,
  sono ingenti gli  imprenditori  che  vincono delle gare e che non
  trovano nella Regione  un  momento ed un soggetto credibile ed un
  soggetto che riesce a garantire le proprie spese.
       Quando questo  Governo è stato votato da una fiducia, alcuni
  colleghi hanno  voluto  richiamare  la  fiducia  romana  e non la
  fiducia dei siciliani e di quest'Assemblea, si pensava che doveva
  dare il  reale  collegamento del Governo nazionale con il Governo
  regionale e quindi, doveva porter dare l'opportunità alla Sicilia
  di recepire i  fondi  dello Stato, i fondi dell'articolo 38 dello
  Statuto siciliano, del cosiddetto Fondo di Solidarietà nazionale,
  i fondi  che  l'articolo  36  del  nostro Statuto con l'autonomia
  finanziaria vorrebbero e devono garantire.
       Di tutto questo  non  c'è niente, di tutto questo non esiste
  niente come base programmatica, ma neanche nell'immediato futuro.
  La Sicilia si diceva  che non riceveva i fondi da Roma perché era
  amministrata dal centrodestra,  ma a me pare neanche ed a maggior
  ragione se è amministrata dal cetrosinistra.
       Diciamolo chiaramente, almeno con il Governo di centrodestra
  si riusciva a  battere  i  pugni, si riusciva a portare avanti le
  istanze dei  siciliani,  le  istanze  di  questo  Parlamento, con
  questo Governo di centrosinistra la Sicilia è supina alle idee di
  Roma e non riesce a dire la propria, non riesce a dire la propria
  neanche nella  politica  internazionale  ed  in questi momenti la
  politica  internazionale   dovrebbe   vedere  la  Sicilia  ed  il
  Presidente della  Regione  in  particolare in prima linea, perché
  la guerra che  sta  martoriando paesi vicini non è una guerra che
  riguarda solo  ed esclusivamente il Governo centrale, ma riguarda
  la Sicilia, riguarda anche parte della Sicilia che è impegnata in
  accordi internazionali con la base di Sigonella e riguarda quindi
  l'impegno e le scelte che deve prendere questo Parlamento.
       Un  Governo  assente,  un  Governo  che sta quindi affidando
  l'attività di gestione ordinaria e, direi, straordinaria a quelli
  leggi delega che si sono volute fare agli amministratori e si sta
  dando il potere alla burocrazia, a quella burocrazie compiacente,
  a quella burocrazia di partito.
       Cari amici, la  politica deve avere il proprio primato ed il
  primato  la   politica   lo  riesce  ad  ottenere  con  le  leggi
  finanziarie e con  il bilancio della Regione. Per questo é giusta
  la battaglia che porta  avanti il Polo per le libertà nel dire di
  no all'esercizio  provvisorio  ed  invogliare  questo  Governo  a
  portare  in   Aula  il  Bilancio.  Perché  sul  bilancio  bisogno
  confrontarsi,  sul  bilancio,  urgentemente,  bisogna  aprire  un
  tavolo   di   concertazione   per   le   problematiche  attinenti
  l'occupazione e le priorità della nostra isola.
       Di questi  momenti,  se  volessimo  chiedere  una  relazione
  semestrale  a  questo  Governo,  relazione  semestrale  che  sono
  chiamati a  dare  i  sindaci  ed  i  presidenti  della Provincia,
  sarebbe una relazione bianca perché niente é stato fatto e niente
  é stato programmato.
       Cosa della  volontà  del  presidente  Capodicasa e di questa
  compagnia é stato  portato  avanti  in  tema  di  sanità, di beni
  culturali, di turismo e di lavoro? Si parla e si vuole parlare di
  proroghe,  ma   niente  di  fattivo.  Noi  speravamo  che  questo
  cambiamento  di  tendenza  poteva  dare  alla  Sicilia  anche  la
  possibilità  che   il   Governo  nazionale  si  assumesse  alcune
  responsabilità, perché alcune responsabilità oggi di questa terra
  non   sono   responsabilità   di   leggi   regionali,   ma   sono
  responsabilità di  leggi nazionali che sono state prorogate e che
  oggi dovrebbero  avere,  con  un  Presidente  del  Consiglio come
  Massimo  D'Alema   e   con   un  Presidente  della  Regione  come
  Capodicasa, un immediato riscontro ed un'immediata risposta.
       Tutto questo non  esiste perché non si sanno battere i pugni
  sul tavolo del  Governo  centrale. E' da pochi giorni la sentenza
  della  Corte   Costituzionale   che   ha  voluto  penalizzare  le
  prerogative  della   Sicilia   e  questo  é  bene  dirlo,  perché
  indipendentemente  dal  colore politico é necessario sottolineare
  che il  Presidente  della  Regione Provenzano, nel momento in cui
  richiedeva   la   partecipazione  del  Presidente  della  Regione
  siciliana al  Consiglio  dei  Ministri  per  discutere  la  legge
  finanziaria dello  Stato,  aveva  le  giuste  ragioni,  le giuste
  prerogative dello  statuto  della  Regione  per portare avanti le
  tesi e le  istanze  della Sicilia perché, nel confermare una tesi
  della Corte Costituzionale che per la finanziaria dello Stato, il
  Presidente della  Regione siciliana non deve partecipare, si vuol
  dare  conferma   che   la   Sicilia  non  partecipa  alle  scelte
  determinanti di  questo Paese, che la Sicilia non può partecipare
  e non può avere  i  fondi  dello  Stato  e la Sicilia deve essere
  boicottata e messa da parte, a maggior ragione oggi che esiste un
  Governo compiacente al Governo nazionale.
       Questo  é   pericoloso   perché   tradiamo  chi  ha  creduto
  nell'autonomia  della  Regione,  chi  ha  creduto  in  una  legge
  finanziaria indipendente e per il rilancio della Sicilia.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
  parlare perché, a  nome  dei  capigruppo del Polo per le libertà,
  intendiamo chiedere alla cortesia del Presidente dell'Assemblea e
  anche del Governo,  la possibilità di avere mezz'ora di tempo per
  riunire i deputati del  Polo,  per valutare ciò che si deve fare,
  anche a seguito di  alcuni  contatti che ci sono stati con alcuni
  esponenti della maggioranza.
       Quindi, la richiesta  è  di sospendere per mezz'ora, massimo
  tre quarti d'ora, la seduta, per consentire questo adempimento.

     LO CERTO . Chiedo  di parlare sulla proposta dell'onorevole La
  Grua.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO CERTO . Signor  Presidente,  io  credo  che  si possa anche
  addivenire ad applicare  l'articolo  100,  comma 2, che mentre si
  accede alla richiesta,  però sia interpellata l'Aula per chiudere
  le iscrizioni a parlare.

     PRESIDENTE. Le iscrizioni  a parlare non sono state chiuse, ma
  tutti i deputati di  Alleanza nazionale e di Forza Italia si sono
  iscritti. Per intanto,  c'è  la  proposta dell'onorevole La Grua.
  Superata quella, poniamo la sua proposta.

     SPEZIALE. Chiedo  di  parlare sulla proposta dell'onorevole La
  Grua.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  in  realtà  ci sono dei contatti
  intercorsi per cercare di accelerare la procedura di approvazione
  dell'esercizio  provvisorio  con  i  capigruppo  del  Polo  della
  libertà, per cui  io  non  ho alcuna difficoltà nel dichiarare la
  mia   disponibilità    ad   accogliere   la   proposta   avanzata
  dall'onorevole La Grua  circa una sospensione. Però, onorevole La
  Grua, inviterei lei  ed  i  capigruppo  del  Polo,  a  cercare di
  rendere più celere  possibile una risposta, in modo tale che così
  sappiamo come organizzare i lavori d'Aula.

     CINTOLA. Chiedo  di  parlare  sulla proposta dell'onorevole La
  Grua.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non ho
  difficoltà, però, voglio capire.
       Desidererei che  l'onorevole  La Grua esplicitasse il motivo
  per cui chiede una sospensione, su quale proposta e quale tipo di
  risposta, o quale  tipo  di  intervento  intende fare il Polo, in
  considerazione del fatto  che  è già stata formulata e presentata
  al Governo una  mozione di sfiducia. E, quindi, l'interruzione io
  la  capirei  e   potrei  dare  il  mio  assenso  o  meno,  signor
  Presidente,  onorevoli   colleghi,   nel  momento  in  cui  posso
  comprendere e capire  i motivi che spingono l'onorevole La Grua a
  chiedere una sospensione  di mezz'ora per riunire i Gruppi e dare
  risposta a che  cosa  ed  a  chi.  Sull'ordine  dei lavori, sulla
  finanziaria, sul bilancio, su che cosa?

     FORGIONE. Chiedo  di  parlare sulla proposta dell'onorevole La
  Grua.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io ritengo
  che la proposta  dell'onorevole  La  Grua  possa  essere accolta,
  perchè  mi  pare   che  l'Aula  sia  bloccata  da  una  posizione
  ostruzionistica da un lato e da un irrigidimento che, se richiede
  un approfondimento  per  sbloccare  la  situazione, essendo ormai
  posta la questione  di  fiducia  e,  comunque,  dovremmo arrivare
  entro stanotte ad un voto,  se  la cosa può essere utile acchè il
  Polo,  comunque,  discuta  della  situazione,  dell'atteggiamento
  d'Aula ed evidentemente la votazione può avvenire prima, io credo
  che questa esigenza  vada  accolta.  E'  un  diritto-dovere delle
  opposizioni valutare la  strategia  d'Aula  e  credo  che  questo
  dobbiamo concederlo.
       Piuttosto, signor  Presidente,  io  la inviterei ad ottenere
  dai rappresentanti del  Polo  un  orario  indicativo  in modo che
  anche noi ci regoliamo la vita.

     PRESIDENTE.  Onorevole  La  Grua,  anzichè,  i  trenta  minuti
  politici, mi pare  di  capire che possano essere anche tre quarti
  d'ora purchè siano tali.
       Pongo in votazione la proposta dell'onorevole La Grua.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Onorevoli colleghi, la  seduta  è  sospesa e riprenderà alle
  ore 21.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.40, è ripresa alle ore 00.14)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  desidererei  un  attimo  di
  attenzione.  So  che  l'ora è tarda e la stanchezza prende tutti:
  parlamentari e funzionari.
       Spero  che  il  tempo  trascorso  durante questa sospensione
  d'Aula  sia  stato correttamente utilizzato.  Mi sono preoccupato
  della particolare  situazione  che  si  è  verificata  nel nostro
  Parlamento a seguito di durissime prese di posizione dal punto di
  vista politico.
       Il  dibattito  naturalmente  è  stato  corretto, ciascuno ha
  potuto esprimere la propria opinione e, come suol dirsi, dall'una
  e  dall'altra  parte  è  prevalso il senso di responsabilità e di
  maturità che merita un Parlamento prestigioso qual è il nostro.
       Mi  sono  preoccupato  di  utilizzare  proficuamente, spero,
  questo  tempo  intercorso  perchè  si  cerchi  a  questo punto di
  concludere  un  momento di alta politica in un fatto tecnicamente
  utile per la nostra Isola.
       Credo che  il  ruolo del dibattito è a tutti noto. Credo che
  la  minoranza  ha  potuto  esprimere  fino  in  fondo  la propria
  posizione utilizzando il veicolo dell'esercizio provvisorio anche
  come    l'involucro,    l'amplificatore    delle   proprie   tesi
  condivisibili o  meno  non  compete  al Presidente dell'Assemblea
  cercare in qualche maniera di interpretarle ed esprimerle.
       Dall'altra  parte  mi  è  sembrato  corretto l'atteggiamento
  della  maggioranza  e del Governo che ha legittimamente e secondo
  le proprie tesi difeso una propria posizione.
       Mi permetto di  dire a tutti, al Presidente della Regione in
  primo luogo e  all'intero Parlamento che in fin dei conti abbiamo
  davanti uno  strumento  tecnico  qual  è l'esercizio provvisorio;
  con  tutto   il   significato   politico   che  si  può  caricare
  sull'esercizio provvisorio,  esercizio provvisorio è ed esercizio
  provvisorio rimane.
       In altri momenti questi momenti questa Assemblea ha dedicato
  soltanto   qualche   minuto   alla   trattazione   dell'esercizio
  provvisorio e qualche secondo all'approvazione dello stesso.
       Quello  che  si  doveva  dire  si  è  detto.  Mi  è sembrato
  esagerato,  lo  dico  con  franchezza,  tentare ancora di portare
  avanti  il  dibattito  d'Aula secondo una posizione politicamente
  legittima  ed ostruzionistica della minoranza per tentare di fare
  emergere eventuali contraddizioni della maggioranza.
       Mi  è sembrato eccessivo ed amplificato anche l'elemento che
  ha  portato  Il  Governo  e  la  maggioranza  a  porre la fiducia
  sull'esercizio provvisorio.
       L'esercizio  provvisorio  rimane  esercizio provvisorio, con
  una valenza politica che è un fatto marginale.
       Credo  di  avere  anche  potuto verificare che su questo c'è
  ampia convergenza. L'esercizio provvisorio è utile alla Sicilia e
  il  significato  politico che ha avuto, probabilmente si ripeterà
  in altri  disegni  di  legge, ma a questo punto non credo che sia
  più opportuno insistere su una tale presa di posizione così dura.
       Allora  il mio appello a tutto il Parlamento perchè a questo
  punto  prevalga  il  senso  di responsabilità e di maturità dello
  stesso.
       Mi  auguro,  onorevole  Presidente della Regione, che questo
  messaggio  del  Presidente  dell'Assemblea  trovi in lei, come ha
  trovato  in  queste  ore,  una persona disponibile pur essendo il
  Capo  della  Regione  siciliana,  a tentare in qualche maniera di
  porre un  rimedio  a  quello  che  è  stato ormai lo stallo della
  politica intorno all'esercizio provvisorio.
       Credo che  ci siano le ragioni per poter chiedere a tutti un
  passo  indietro, come suol dirsi, a Governo che non è necessario,
  secondo  me,  insistere sulla fiducia sull'esercizio provvisorio,
  alla  minoranza di non insistere su una posizione perchè i frutti
  che doveva fare emergere, in fin dei conti sono emersi.
       Mi   permetto  chiedere  innanzitutto  al  Presidente  della
  Regione  un  pronunziamento  sulle  modeste parole del Presidente
  dell'Assemblea, lanciando l'appello a tutto il Parlamento perchè,
  a questo punto si possa sbloccare, la situazione.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Onorevole Presidente, io
  credo che sia  risultato  chiaro  dalle  motivazioni  con  cui il
  Governo ha posto la questione di fiducia, che alla base di questa
  richiesta vi fosse  il  tentativo di sbloccare una situazione che
  con le  centinaia  di emendamenti presentati dalle opposizioni si
  era determinata.
       Una  posizione  di  stallo che, a nostro giudizio, non aveva
  ragione di determinarsi  e  di  essere  determinata  intorno a un
  provvedimento che come  lei  stesso ha dichiarato è quasi un atto
  dovuto da parte  dell'Assemblea.  Non  si  era  mai verificato in
  passato che l'esercizio provvisorio fosse utilizzato come terreno
  di  scontro politico  e  tanto  più  come  terreno  di  battaglia
  ostruzionistica.  Era e  rimane  una necessità quella di porre la
  questione di fiducia di  fronte  al  fatto  che  vi sono circa un
  migliaio o forse  anche  più di emendamenti proposti intorno a un
  unico articolo del  disegno  di  legge.  Mi  pare  chiaro  che se
  questa ragione viene  meno,  se  le  centinaia di emendamenti che
  sono stati presentati verranno ritirati, il Governo non ha motivo
  di mantenere la questione di fiducia sull'articolo perché  a quel
  punto si  potrebbe  andare  fisiologicamente  a  un  normale voto
  d'Aula sull'articolo  che  approva l'esercizio provvisorio per il
  mese di aprile.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor Presidente, io credo che le opposizioni di
  Alleanza Nazionale, CCD e Forza Italia non possono non accogliere
  quella che è l'esortazione che lei muove a tutta questa Assemblea
  richiamando  tutti  al  senso  di  responsabilità che nei momenti
  dello scontro  più  alto non devono vedere né vinti né vincitori,
  ma deve vedere vincitori solo l'interesse comune e l'interesse di
  tutti siciliani.  Per  cui  noi accogliamo questo suo invito alla
  responsabilità.
       Le   centinaia   di   emendamenti   che   avevamo   proposto
  all'esercizio  provvisorio avevano un obiettivo che era quello di
  fare   aprire   un   approfondito  dibattito  non  sull'esercizio
  provvisorio,  perché  credo  che  da questa tribuna tutti abbiamo
  detto che  l'esercizio  provvisorio  era  un atto dovuto e che la
  responsabilità  di  non dare uno strumento che potesse consentire
  la  normale  attività finanziaria della Regione non poteva essere
  assunta da  parte  di  nessuno,  ma  era  solo  il  motivo che ci
  spingeva a evidenziare come l'opposizione era ed è contraria alla
  finanziaria che  è  stata proposta dal Governo, però noi crediamo
  che  il  suo  appello  debba  essere  assolutamente  accolto.  Il
  Presidente della  Regione  dichiara  che  il  Governo ha messo la
  fiducia perché vi erano gli emendamenti e che è pronto a ritirare
  la fiducia  se  e  in  quanto  decadono gli emendamenti. Alleanza
  Nazionale,  CCD  e  Forza  Italia  contestualmente  sono pronti a
  ritirare  gli  emendamenti  presentati  contestualmente al ritiro
  della fiducia  da  parte  del  Governo.  Credo  che  questo debba
  indicare a  tutta la Sicilia il senso di responsabilità che tutta
  questa  Assemblea  dimostra  in  un  atto  del genere consentendo
  quindi  l'avvio dell'esercizio provvisorio al quale i tre partiti
  del Polo  voterebbero  a  favore in un'eventualità del genere per
  potere  ricominciare  dopo  Pasqua  una  normale dialettica sulle
  altre scadenze che ci attendono.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, il Gruppo
  parlamentare  dei  liberaldemocratici,  che  peraltro  non  aveva
  presentato alcun  emendamento  all'esercizio provvisorio in corso
  di discussione,  accoglie  con  soddisfazione  le proposte finali
  avanzate dal  Presidente  dell'Assemblea  e  dal Presidente della
  Regione ricordando  ai  colleghi  capigruppo, al Presidente della
  Regione  e  al  Presidente  dell'Assemblea  che  già  nell'ultima
  Conferenza dei  capigruppo  noi  avevamo  avanzato  una proposta,
  avevamo detto giovedì alle 16,00. Io ho avuto delle telefonate di
  persone che sono  nelle  chiese  di  Palermo, che risultano molto
  piene, eppure tanti  di  noi  siamo qui perché giovedì si potesse
  concludere con un dibattito normale la valutazione sull'esercizio
  provvisorio e quindi  il  voto.  Questo alle 16,00 non è avvenuto
  sta avvenendo alle 24,00 circa. Riteniamo che sia una cosa utile,
  può essere  un  elemento  di  valutazione  della  finanziaria del
  bilancio intorno  alle  quali leggi certamente parleremo e daremo
  un  nostro   contributo  anche  critico  per  lo  sviluppo  delle
  questioni che  afferiscono  alla  vita  della  nostra Regione pur
  sapendo, che la  nostra  non  intende  essere,  rispetto a queste
  problematiche, una  opposizione  pregiudiziale  ma  una  presenza
  politica armonica,  seppur  dialettica,  che tende al superamento
  delle logiche  e  delle  contrapposizioni.  Speriamo  che  questo
  messaggio, così  come  tante  volte  abbiamo  fatto, possa essere
  raccolto e che  si  possa  proseguire proficuamente nel lavoro di
  approvazione delle  leggi che la settimana prossima verranno alla
  nostra valutazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io parlo a
  titolo personale.  La composizione finale è adeguata a quello che
  era un disegno  di  legge  che io ho visto votare già da due anni
  dai  governi  di  centrodestra  in  due  minuti,  come  ha  detto
  l'onorevole  Provenzano,   non   di   autocritica  ma  di  grande
  responsabilità  nel   momento   in   cui   dice  che  l'esercizio
  provvisorio si è esaurito già per due volte in due minuti.
       Questo sta a significare che il problema che c'era in nuce è
  un  problema   che  andava  risolto  in  questa  Assemblea  senza
  scomodare il  nostro  Presidente  dell'Assemblea  che,  anche  se
  tardivamente, ha posto  i  suoi  buoni  uffici per tentare non un
  raccordo  ma   di   riportare   tutto   alla  serena  valutazione
  dell'Assemblea, che  deve  scontrarsi  ed  incontrarsi sui grandi
  problemi che investono i temi della Sicilia.
       Il fatto  che,  quindi, questa sera a "tarallucci e vino" si
  conclude una  vicenda  che  in altri tempi si sarebbe conclusa in
  due minuti sta  a  significare  che  nessuno qui ha portato né da
  redentore né  da  grande  mallevadore  delle masse nessun tipo di
  nuova e  ferma  posizione per riportare l'Assemblea al suo ruolo,
  alla sua  dignità  e alle sue grandi responsabilità nei confronti
  della Sicilia.
       Riteniamo, quindi, di dovere accettare quanto è già avvenuto
  senza   con   questo  turbare  equilibri  di  maggioranza.  Però,
  intendiamo dire  fortemente che c'è una verifica forte e politica
  che va fatta, Signor Presidente della Regione, con la finanziaria
  che non  potrà e non dovrà avere composizione dell'ultimo momento
  , che non  potrà  consentire ai deputati di stare qui in attesa a
  bivaccare che  gli  altri decidano oltre i tempi massimi rendendo
  inutili le  presenze,  le  idealità  e  la  continuità  di lavoro
  nell'Assemblea  stessa.  Riteniamo  di  dovere dire al Presidente
  dell'Assemblea  che   è  necessaria  la  sua  presenza  in  Aula,
  lungimirante che  riesce,  quando  vuole  a  produrre al di sopra
  delle parti ed  a  tentare anche se con ritardo le mediazioni che
  sono di  un  Presidente  dell'Assemblea  che sa quali sono i suoi
  doveri e sa anche quali sono i suoi diritti.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, il ritardo
  nella maturazione della decisione del  Polo mi ha consentito - vi
  ringrazio - di partecipare  ad  una  bellissima fiaccolata per la
  pace e contro la guerra. E  ritengo  che  la  mia presenza lì sia
  stata  molto più utile  del  bivaccare  in  attesa  di  decisioni
  politiche, devo dire, che  smentiscono  due giorni di presenza in
  quest'Aula...

     PRESIDENTE. Permette, una battuta oggi non me ne sono concessa
  nemmeno una. E' stata fatta una videocassetta in maniera tale che
  possiamo mandarla a Clinton?

     FORGIONE. L'ha trasmessa già la RAI; Clinton   fa   ben  altre
  videocassette, Presidente. Mi perdoni  la  caduta di stile, ma me
  l'ha tirata, mi è uscita. Mi  vergogno di quello che ho detto, vi
  chiedo scusa.
       Ho partecipato  a questa manifestazione per la pace e questa
  manifestazione  per   la   pace  ritengo  sia  stata  un  momento
  importante  che   ha   visto  uniti  il  volontariato  cattolico,
  l'associazionismo di  base,  il  movimento  non violento, la lega
  degli  obiettori   di  coscienza,  quindi,  con  questo  spirito,
  apprezzo ancora  meglio  il  suo  messaggio ecumenico, Presidente
  dell'Assemblea, e lo  apprezzerei di più se la mia parte politica
  non fosse stata  ispirata,  in  questi giorni, da un modo di fare
  opposizione che non  si  è  mai  discostato dalle cose che lei ha
  detto. Per  questo lo apprezzo, ma non eccessivamente, perché non
  è un richiamo  alla  mia  parte  politica,  Presidente,  non è un
  richiamo al modo di fare opposizione che la mia parte politica ha
  determinato in  questi  giorni;  anzi, noi abbiamo sempre creduto
  che l'opposizione, la più rigorosa, deve entrare nel merito delle
  questioni. E  anche  quando  noi  abbiamo  esasperato  la  nostra
  battaglia di  opposizione  in  quest'Aula  sulla "legge voto" non
  siamo  mai   caduti   in   un  estremismo  strumentale  e  in  un
  ostruzionismo vuoto. Io questo lo vorrei dire, Presidente, perché
  ora tutti  siamo  pronti  a  farci  carico  delle  esigenze della
  Sicilia che  aspettava l'esercizio provvisorio e  fino a soltanto
  qualche ora fa la gran parte degli interventi che io ho ascoltato
  dicevano, e per fortuna c'è  lo  stenografico, che la Sicilia non
  ha bisogno di un esercizio provvisorio perché tanto si può andare
  al bilancio.
       Ora tutto è  possibile  in politica, tutto è possibile ed io
  sono tra  quelli  cresciuti  ad  una  scuola  grande,  il partito
  comunista, che  ci ha insegnato che bisogna sempre riservarsi una
  via d'uscita; che ci  ha  insegnato, Presidente, che  in politica
  non esistono i vicoli ciechi  ed  io apprezzo che una opposizione
  grande, larga sia presente  in  quest'Aula. E  a  maggior ragione
  bisogna riservarsi le vie  d'uscite  quando  non si è opposizioni
  piccole ma si è opposizioni grandi, quindi con una responsabilità
  più grande di quella che la  mia  parte  può  avere.
       Invece,  oggi  scopriamo   che  un  atto  di  responsabilità
  porterebbe,  subito,  a questa  cosa  dovuta  che  è  l'esercizio
  provvisorio che in questi due giorni, praticamente, abbiamo perso
  tempo a discutere della qualità  del  trebbiano,  che come è noto
  era collegato all'esercizio provvisorio e al bisogno di approvare
  uno strumento che è un atto  tecnico  dovuto  per i Comuni, per i
  lavoratori,  per gli  imprenditori  che  tanto  rappresenta  lei,
  onorevole  Provenzano.  Vorrei  ricordarle  che  quando  lei  non
  presentò l'esercizio provvisorio  lo presentammo le opposizioni e
  solo dopo che  le opposizioni presentammo l'esercizio provvisorio
  lei fu costretto a venire in Aula  con  un suo disegno di legge e
  lei ci ha intrattenuto lì sul trebbiano ieri per almeno due volte
  e  oggi  per  ben  due  volte  ci  ha  spiegato  che  l'esercizio
  provvisorio non è un atto  dovuto  salvo ora dichiarare che siete
  pronti a fare un atto dovuto che  come  è  noto  è  dovuto  e che
  quindi bisogna approvarlo.
       Io apprezzo il vostro gesto, Presidente c'è lo stenografico,
  apprezzo il vostro  gesto e apprezzo soprattutto la disponibilità
  che avete avuto  nel  cogliere  l'indicazione  che  il Presidente
  dell'Assemblea, molto responsabilmente, ha dato.
       Sì, forse c'è bisogno,  Presidente  Cristaldi,  di  una  sua
  maggiore presenza qui, spero sempre nella veste istituzionale, ma
  se a volte  serve,  anche nella veste di direzione politica, come
  stasera lei ha  fatto.  Ben  venga  signor Presidente perché vuol
  dire che a  volte  c'è  bisogno  anche  di una direzione politica
  quando questa non c'è.
       Detto questo, noi di Rifondazione comunista riteniamo che si
  sta sbloccando  positivamente  la  questione.
       Noi     continueremo     a     combattere     politicamente,
  dall'opposizione, le   scelte   politiche   di   questo  Governo.
  Continueremo a confrontarci con questo Governo, non vogliamo fare
  l'opposizione  per  l'opposizione,  non  faremo  le  migliaia  di
  emendamenti, ma  faremo  quegli  emendamenti  e avanzeremo quelle
  proposte politiche  sulle quali chiediamo al Governo un confronto
  in nome non di  un ostruzionismo fine a se stesso ma di interessi
  sociali che  noi  intendiamo  rappresentare  e  difendere  in una
  dialettica, tra maggioranza ed opposizione, che però deve trovare
  ...., deve trovare,  ci  auguriamo  che troverà punti di incontro
  per dare risposte  ad  interessi  sociali deboli che noi vogliamo
  rappresentare e speriamo che il Governo non sia sordo.
       Può essere dialogante  il  Governo  se  invece di trovare il
  muro contro muro, fine a se stesso, trova un confronto di merito.
       Noi faremo questo e con questo spirito la nostra opposizione
  nelle prossime  settimane  si  svilupperà verso il Governo, verso
  questa maggioranza,  ancora  per  cambiare  e migliorare la legge
  finanziaria, per invertire la logica di quella legge finanziaria,
  ma non troverà  in  questa  Aula,  il  Governo,  una  opposizione
  sterile, vuota, salvo poi  dire  che  si  è scherzato e che siamo
  stati qui per tre  giorni  a  ritardare  quello  che  era un atto
  dovuto soltanto perché  un  giocattolo  si è rotto e non sapevamo
  come aggiustarlo.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Ricevuto. Ne ha
  facoltà.

     RICEVUTO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi noi abbiamo
  apprezzato molto  il  ruolo svolto dal Presidente dell'Assemblea,
  un ruolo di  mediazione  tra  le  diverse  valutazioni  che erano
  emerse nel corso del dibattito di questi giorni in Aula.
       Lo apprezziamo molto ed apprezziamo molto il suo richiamo al
  senso di  responsabilità.  Apprezziamo,  ovviamente,  il senso di
  responsabilità  manifestato   dal   Presidente  della  Regione  e
  apprezziamo, anche, la posizione di ripensamento espressa anche a
  nome  dell'opposizione   del   Polo   per  bocca  del  Presidente
  Provenzano.
       Noi facciamo  parte di un'altra opposizione, noi del Partito
  Socialista di Sicilia,  che  è  un'opposizione, come si sa ormai,
  distinta e diversa rispetto a quella espressa dal Polo.
       Noi siamo opposizione a questo Governo di centro-sinistra ma
  abbiamo  sempre  detto  che  manifesteremo  il  nostro  ruolo  di
  opposizione, così come abbiamo fatto, peraltro, quando al Governo
  c'era  il   centro-destra   in   maniera   mai  preconcetta,  mai
  pregiudiziale ma  facendo  valutazioni  di merito sulle questioni
  concrete delle quali di volta in volta avremo parlato.
       Noi siamo distinti  dai due poli, non abbiamo mai sposato la
  causa dei due  poli  così  come costituiti in momenti di maggiore
  successo dei due  poli,  figurarsi  se  questo può accadere in un
  momento in cui, a  nostro  modo di vedere, si avviano processi di
  rivoluzionamento, di  stravolgimento delle posizioni dei due poli
  così come pare  segnato  dal  percorso  della  politica di questo
  nostro Paese.
       Dico questo  per ritornare alla questione perché non abbiamo
  avuto bisogno del richiamo del Presidente dell'Assemblea.
       Abbiamo manifestato  già  in precedenza, nel corso di questi
  giorni e nel  corso  della  giornata  odierna  il nostro punto di
  vista.
       Abbiamo   sempre   valutato   l'approvazione  dell'esercizio
  provvisorio come  una  approvazione di uno strumento tecnico che,
  così come è stato detto dal Presidente dell'Assemblea, in tanti e
  tanti momento  della  vita  di  questo  Parlamento  ha costituito
  oggetto di  valutazione  soltanto  di  qualche  minuto  da  parte
  dell'opposizione e da parte del Governo.
       Abbiamo  detto  che  questo  serviva  per  risolvere  alcuni
  problemi concreti  che  non  potevano  annettersi  valutazioni di
  ordine politico sull'approvazione dell'esercizio provvisorio e se
  la valenza politica è stata attribuita attraverso la questione di
  fiducia posta dal  Governo,  questo  mi  dispiace dirlo, ma lo si
  deve al fatto che  si  sono  messi  500  emendamenti  su un unico
  articolo da parte dell'opposizione del Polo.
       Pertanto, ritengo che,  dette  queste  cose, bisogna tornare
  con  maggiore  serenità   alle   valutazioni   di   merito,  alle
  valutazioni della politica, che  bisogna  confrontarsi - e mi sia
  consentito, l'ho detto già  in  altre occasioni nella giornata di
  oggi  -  non  è   possibile   cogliere   occasioni  soltanto  per
  manifestare   un'opposizione    che   si   manifesta   attraverso
  valutazioni  di   ostruzionismo,   attraverso   atteggiamenti  di
  ostruzionismo "tous court".  Vi  devo  dire  molto  francamente e
  fraternamente con senso di estrema amicizia che la seduta di ieri
  sera a me è parsa, mi  pare  di  poter dire di doverla censurare
  perché per la verità mi  ha  sconcertato.  Mi  ha  sconcertato un
  atteggiamento, ripeto, ostinato,  pervicace, di ostruzionismo che
  non si confrontava su questioni  di  spessore  e di livello della
  politica.  Noi siamo diversi  da questo modo di fare opposizione.
  Questo lo dico, ripeto, con un sentimento di grande amicizia però
  lo dico anche con un senso  di responsabilità e con una censura e
  valutazione   critica  nei   confronti   di   atteggiamenti   già
  manifestatisi,  ma  lo  chiedo  e  lo  dico,  indubbiamente,  con
  l'auspicio che finalmente si  possa  metter  mano a questioni più
  serie, a questioni che vedano  un  confronto  serrato e noi siamo
  per questo - lo  vedremo  anche  in  occasione  della discussione
  finanziaria, ma su questioni - che  riguardino gli interessi veri
  di questa nostra Regione. Grazie.

     PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Ricevuto.  Onorevoli  colleghi
  come avete potuto ascoltare è  emerso un clima positivo nel quale
  è  evidente  che  non   esistono   più   le  motivazioni  per  il
  mantenimento  della  fiducia  sul  disegno  di  legge  e  per  il
  mantenimento degli emendamenti. Non  ci  sono più gli emendamenti
  presentati dagli onorevole parlamentari.
       L'Assemblea ne prende atto.

     GIANNOPOLO. E' esattamente il contrario.

     ZANNA. E' esattamente il contrario.

                     (L'Assemblea ne prende atto)


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.   E'   quello   che   ha   detto   il   Presidente
  dell'Assemblea. Lei, poi, se  lo rileggerà, ne farà menzione, che
  le devo dire  Nel libro di storia che scriverà lei.
       Pongo in votazione l'articolo  1.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:

                                 "Art. 2

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale  della  Regione  siciliana  ed entrerà in vigore il
       giorno  stesso  della  sua  pubblicazione  con effetto dal 1
       gennaio 1999.
          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione."

       Lo pongo in  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


   VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE  NOMINALE  DEL DISEGNO DI
       LEGGE: "ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE
                SICILIANA PER L'ANNO 1999" (N. 897/A).

     PRESIDENTE.  Si passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  palese  nominale del disegno  di  legge  n.  897/A:  "  Esercizio
  provvisorio  del bilancio  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario 1999".

       Colgo l'occasione  per  augurare  a tutti i parlamentari, ai
  funzionari,   ai   dirigenti,   ai  collaboratori  dell'Assemblea
  regionale siciliana  di  potere  trascorrere serenamente i giorni
  che ci  apprestiamo  a  vivere, spero, con tranquillità. Auguro a
  tutti voi  buona  Pasqua  e  permettetemi, sperando di non cadere
  nella retorica,  di  augurare  anche  dalla  sede  del Parlamento
  siciliano che si  possa  rasserenare  il  clima  di una parte del
  Mediterraneo e che possa al più presto porsi fine alla battaglia,
  certamente legata a guerre che hanno motivazioni, ma che comunque
  ci portano sempre  a  chiederci  le  ragioni  per le quali queste
  motivazioni vengono tirate  fuori.  La  guerra non è mai una cosa
  positiva  qualunque   sia   l'argomento   alla   base  di  quella
  motivazione.

       Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del
  disegno di legge n.  897/A:  "Esercizio  provvisorio del bilancio
  della   Regione   siciliana   per   l'anno   finanziario   1999".
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti .......78
        Astenuti ..................2
        Maggioranza ..............40
        Hanno votato sì ..........76

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


     LA  GRUA . Chiedo  di  parlare  ai  sensi  del  secondo  comma
  dell'articolo 83 del Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA  GRUA . Onorevoli  colleghi,  intervengo  per  chiedere  al
  Presidente di rinviare  la  seduta  d'Aula  a  mercoledì, perchè,
  siccome  lunedì  è   Pasquetta,   abbiamo   avuto  giornate  così
  impegnative, sarebbe opportuno e giusto un po' per tutti rinviare
  a mercoledì.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi,  l'Assemblea  è  rinviata  a
  mercoledì 7 aprile 1999, alle  ore  10.30, con il seguente ordine
  del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II - SVOLGIMENTO  UNIFICATO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
      CONCERNENTI I "LAVORI DI PUBBLICA UTILITA'". (V. ALLEGATO)

 III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   2) "Misure  di finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione,  contabilità  e  controllo" (n.  884/A-STRALCIO)
      (Seguito)

      Relatore: On. Di Martino.

        La seduta è tolta alle ore 00.47.

  (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.45 del 2 aprile 1999)