Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 17.12.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
- Interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
- N. 2987 "Interventi per migliorare l'assistenza sanitaria
nel comune di Raddusa". - Assessore Sanità Firmatario: Fleres
Salvatore
- N. 2988 "Notizie circa il licenziamento di 37 lavoratrici
della 'St Microelectronic".
- Assessore Lavoro Firmatario: Fleres Salvatore
- N. 2989 "Interventi per migliorare la viabilità lungo la
strada provinciale 116". - Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Fleres Salvatore
- N. 2990 "Contributi a favore di enti di promozione sportiva".
- Assessore Turismo Firmatario: Fleres Salvatore
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazione mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
- Numero 345 "Iniziative a tutela delle agenzie di recapito
postale siciliane," a firma degli onorevoli Caputo, La Grua,
Ricotta, Stancanelli e Sottosanti.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO CERTO , segretario:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in Sicilia operano 13 agenzie che svolgono il
servizio di recapito postale privato, assicurando
tra personale effettivo e precario oltre 700 posti
di lavoro;
- in ossequio ad una direttiva CEE (la n. 96/67) il
Governo presieduto dal Presidente Massimo D'Alema,
su proposta del Ministro Salvatore Cardinale, sta
predisponendo una normativa che impedirà alle 13
agenzie siciliane e alle altre 67 che operano su
tutto il territorio nazionale, di ottenere il
rinnovo delle relative concessioni alla data di
scadenza prevista per il 31 dicembre 2000;
- a partire dal giugno 1999 le banche e le
assicurazioni non potranno più avvalersi per la
consegna dei plichi dei servizi delle agenzie
private, ma dovranno utilizzare esclusivamente le
agenzie delle Poste s.p.a.;
RITENUTO che tale iniziativa, si traduce di fatto in una
concessione del servizio postale in regime di
monopolio in favore dell'ente amministrato da
Corrado Passera è in evidente contrasto con il
processo di liberalizzazione introdotto dalle
normative comunitarie;
CONSIDERATO che:
- il provvedimento, ispirato dal Ministro delle
Telecomunicazioni Cardinale, si traduce in una
soppressione di posti di lavoro, che andranno ad
infoltire il già numeroso esercito di disoccupati,
mentre determina un enorme vantaggio in favore
dell'ente Poste che sta attraversando un momento di
gravissima crisi;
- si calcola, infatti, che la distruzione 'per
decreto' delle attività postali svolte in regime di
concessione dalle agenzie private determinerebbe un
gettito economico di oltre 220 miliardi che
andrebbero a impinguare il buco nero delle poste
s.p.a.; un beneficio che in termini economici è
certamente irrilevante, mentre appare disastroso in
termini occupazionali;
RITENUTO altresì che gli esperti del settore della
Università di Milano, facoltà di Economia, hanno
classificato l'ente Poste come una azienda ancora
del tutto fuori linea dagli standard europei,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo centrale al fine di
evitare la soppressione delle agenzie di recapito
postale privato o in ogni caso ad adottare tutte le
iniziative finalizzate alla salvaguardia delle
attività intraprese e dei posti di lavoro" (345).
(31 marzo 1999)
CAPUTO - LA GRUA - RICOTTA -
STANCANELLI - SOTTOSANTI
PRESIDENTE. Avverto che la predetta mozione verrà demandata
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
ne determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE 'ESERCIZIO
PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 1999' (N. 897/A).
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge numero 897/A "Esercizio provvisorio del bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 1999", posto al numero
1) dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa,
Bilancio, a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, avendo alcuni gruppi parlamentari
chiesto una breve sospensione dei lavori per consentire lo
svolgimento di una Conferenza stampa, sospendo la seduta
avvertendo che la stessa riprenderà fra quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17,22, è ripresa alle ore 18,35)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Guarnera ha chiesto
congedo per la seduta odierna. Non sorgendo osservazioni, il
congedo si intende accordato.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Invito i componenti la secondo Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, informo che avevamo chiuso la
discussione generale sul disegno di legge numero 897/A.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, così come del resto mi pare in più occasioni
è stato detto, compreso in Conferenza dei Capigruppo l'altro
giorno, ma ripreso questa mattina anche dalla stampa, l'urgenza
di arrivare al più presto all'esitazione del disegno di legge che
approva l'esercizio provvisorio ancora per un mese utilizzando
tutti i quattro mesi che ci sono concessi dalla legge per darci
così la possibilità poi di potere esaminare il disegno di legge
numero 884/A propedeutico all'esame e all'approvazione del
bilancio e poi al bilancio di previsione 1999, riteniamo che
l'urgenza sia, visti i tempi della discussione sui disegni di
legge in esame ma anche i tempi a disposizione per i ritardi con
cui si è risolta la crisi di Governo che hanno fatto slittare la
sessione di bilancio portandoci a ridosso della conclusione dei
tempi massimi di approvazione dell'esercizio provvisorio,
riteniamo di dovere procedere speditamente considerato che
all'articolo 1, inusitatamente, sono state presentate parecchie
centinaia di emendamenti che più che l'intenzione di migliorare
il testo ci sembra che si propongano intenzioni che vanno al di
là del merito della questione.
Il Governo responsabilmente ritiene di dovere porre la
fiducia sull'articolo 1 del disegno di legge per consentire
all'Aula di poterlo affrontare in tempi rapidi e quindi potere
così procedere all'esame degli altri documenti finanziari che
seguono l'approvazione dell'esercizio provvisorio per il mese di
aprile.
PRESIDENTE. Il Governo ha posto la questione di fiducia sul
mantenimento dell'articolo 1 del disegno di legge. La materia
è regolata dall'articolo 121/quinquies del Regolamento che io
brevemente leggo: "1. Se il Governo pone la questione di fiducia
sull'approvazione o reiezione degli emendamenti ad articoli di
disegni di legge, non è modificato l'ordine degli interventi e
delle votazioni stabilito dal Regolamento.
2. Se il Governo pone la questione di fiducia sul
mantenimento di un articolo, si vota sull'articolo dopo che tutti
gli emendamenti presentati siano stati illustrati. Se il voto è
favorevole, l'articolo è approvato e tutti gli emendamenti si
intendono respinti. Nello stesso modo si procede se sia posta la
questione di fiducia su un ordine del giorno o su una mozione. Se
il disegno di legge consta di un solo articolo, il Governo può
porre la questione di fiducia sull'articolo medesimo, salva la
votazione finale a norma dell'articolo 122.
3. Sulla questione di fiducia si vota per appello nominale.
Hanno facoltà di fare dichiarazioni di voto un deputato per
gruppo, nonchè i deputati che intendano esporre posizioni
dissenzienti rispetto a quelle dei propri gruppi".
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Non intervengo nella discussione generale
sull'articolo 1 ma chiederei di intervenire sull'ordine dei
lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci
minuti.
(La seduta sospesa alle ore 18,40 è ripresa alle ore 19,45)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendiamo
atto che il Governo sull'esercizio provvisorio chiede la fiducia,
ritenendo di dovere o di potere accelerare in questa maniera il
corso di un provvedimento certamente utile per la Regione
siciliana, tuttavia credo che sia necessario valutare la
questione in ordine alle modalità di affrontare il tema posto,
perché se il tema si potesse risolvere soltanto con
l'illustrazione degli emendamenti e la votazione complessiva
della fiducia chiesta dal Governo, già si saprebbe un cammino.
Poiché, noi riteniamo, io ritengo che sulla vicenda, sulla
questione di fiducia posta intervenga sostanzialmente anche la
necessità di un dibattito politico sull'argomento, perché il
Governo pone l'esigenza di una verifica di una condizione,
allora, c'è da chiedersi, adesso lo faccio pubblicamente, ma non
è forse inutile pensare di convocare una riunione apposita per
sciogliere gli eventuali nodi che ci dovessero essere.
C'è da chiedersi la questione di fiducia, in questo caso
corrisponde ad una sorta di mozione di fiducia al Governo e
quindi, comporta tempi per la propria discussione relativa alla
specifica della fiducia, oppure no?
(Proteste in Aula)
Ho posto una domanda alla Presidenza. Signor Presidente, c'è
molta intolleranza da parte del Governo.
PRESIDENTE. Per favore, onorevoli colleghi, facciamo parlare
l'onorevole Nicolosi.
NICOLOSI. Si pongono delle questioni in termini interrogativi
e la risposta è un rumorìo
C'è un problema che può essere affrontato e risolto con un
chiarimento in Aula della Presidenza, io penso di si. Il
Presidente rispetto alle domande poste può dire qual è il
cammino, se ci sono invece delle incertezze può convocare
l'ordine preposto a scioglierle.
L'altra questione è, se così non fosse evidentemente si pone
un problema politico. Sulla richiesta di fiducia della
maggioranza il Parlamento deve discutere di questa opportunità,
può esprimere valutazioni, non credo che lo si possa negare da
parte di tutti i componenti del Parlamento o dei gruppi
parlamentari, anche in Aula e quindi, si pone il problema di un
dibattito da fare intorno alla questione e poi della vicenda
specifica dell'illustrazione degli emendamenti e del voto finale.
Signor Presidente, io ho posto questi problemi perché credo
che siano legittimi, ritenendo comunque che dopo la prima
risposta, se c'é un problema di tempi per affrontare la fiducia,
che si apra un dibattito sulla fiducia stessa posta dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Nicolosi, voglio precisare una cosa agli
onorevoli colleghi: qui non siamo in presenza di una
presentazione di una mozione di sfiducia o di fiducia da parte
dell'opposizione, rispettivamente, o della maggioranza, per cui
si apre una discussione sulla mozione e poi c'é un termine entro
cui occorre votarla, qui siamo in presenza di una richiesta del
Governo di presentare la mozione di sfiducia sul mantenimento di
un articolo di un disegno di legge.
In questo caso il Regolamento é chiaro: si va
all'illustrazione degli emendamenti, nei quali i deputati possono
anche fare valutazioni politiche sul gesto del Governo e, dopo le
dichiarazioni di voto, ogni gruppo esprime la propria valutazione
politica sull'atto che compie il Governo questa sera.
ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, onorevole Alfano.
CINTOLA. Ora basta
ALFANO. Perché non posso?
CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Perché c'é la fiducia.
PRESIDENTE. I presentatori degli emendamenti, possono
illustrarli. Lei, onorevole Alfano, é presentatore di
emendamenti?
ALFANO. Io sono il presentatore del primo emendamento e chiedo
di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sugli emendamenti. I
presentatori degli emendamenti hanno il diritto di parlare per
dieci minuti.
ALFANO. Su quali emendamenti?
PRESIDENTE. Su tutti gli emendamenti.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO
STANCANELLI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, l'onorevole Alfano aveva
chiesto la parola sull'ordine dei lavori. Mi risulta che il
Regolamento dica espressamente che sull'ordine dei lavori la
parola deve essere sempre data. Non é scritto da nessuna parte
che quando c'é la fiducia non si possa parlare sull'ordine dei
lavori. Se il presidente mi dice quale norma del regolamento dice
che non si può dare la parola sull'ordine dei lavori quando c'é
la fiducia, io ritiro la proposta, quindi, io gradirei che il
presidente desse la parola all'onorevole Alfano.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO
PRESIDENTE. E' chiaro che occorre discutere ed illustrare gli
emendamenti e, quindi, il problema non si pone. Ha facoltà di
parlare l'onorevole Alfano per illustrare gli emendamenti.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi...
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Di
quale emendamento si tratta?
ALFANO. Li cerchi. Sa leggere? E allora legga la firma
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Io so
leggere e scrivere, non sono come lei
ALFANO. Onorevole Lo Giudice, allora legga
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Quale
numero é?
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, l'onorevole Alfano ha la
parola per illustrare gli emendamenti di cui é firmatario.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
illustrando gli emendamenti presentati all'esercizio
provvisorio ed oltre al mio intervento si registreranno gli
interventi degli altri colleghi del Gruppo di Forza Italia che
hanno presentato emendamenti.
Si è ampiamente discusso, e lo si è fatto a volte in modo
pettegolo, sulle ragioni che hanno indotto il nostro Gruppo
parlamentare, così come il Gruppo parlamentare di Alleanza
nazionale e del CCD, così come i Liberaldemocratici, a presentare
emendamenti all'esercizio provvisorio.
Noi riteniamo che vi sia una questione politica di
fondamentale importanza ed è la questione che risiede
essenzialmente nel percorso che ha condotto questa maggioranza
alla presentazione della prima richiesta per l'autorizzazione
all'esercizio provvisorio.
In quella sede noi ci esprimemmo in modo assolutamente
perplesso riguardo alla vicenda di merito, affermando che il
ricorso all'esercizio provvisorio è un fatto di per sé
straordinario, che si è verificato tante volte, pressoché sempre
in questo Parlamento, ma che ciò non toglie la straordinarietà
dell'evento.
Abbiamo più volte invitato il Presidente della Regione a non
protrarre i termini ulteriormente, perché avremmo visto in tutto
ciò niente altro che il tentativo di diluire nel tempo la
possibilità per i Siciliani di avere un bilancio in pieno vigore.
Così non è stato ed oggi paghiamo il prezzo.
Lo pagano gli oltre 5.000 soggetti che rispondono al nome
dei potenziali beneficiari dei mandati giacenti presso la
Tesoreria. E lo pagano tutti quei Siciliani, creditori della
Regione, che, proprio per l'utilizzo dell'esercizio provvisorio
in dodicesimi, non possono attivare nuove iniziative, siano esse
imprenditoriali come di ordinaria amministrazione delle loro
attività, proprio per la impossibilità di questa maggioranza e di
questo Governo di proporre all'Assemblea e di far approvare un
bilancio.
Invece di procedere immediatamente all'esame del bilancio,
si propina all'Assemblea una ulteriore prosecuzione
dell'esercizio provvisorio.
Politicamente ci appare un gesto ingiustificato ed
ingiustificabile, se non per la velleitaria iniziativa del
Governo che ha inteso prolungare l'agonia di una finanziaria che
ha avuto un suo percorso, che si lega a doppio filo con quanto
sta accadendo questa sera in questa Aula relativamente
all'esercizio provvisorio, perché è stata presentata
all'Assemblea regionale siciliana un disegno di legge che
contemplava 54 articoli. 54 articoli che volevano rappresentare
norme propedeutiche per l'approvazione del bilancio.
Quando, invece, i deputati hanno avuto modo di leggere il
contenuto di queste norme, si sono resi conto, immediatamente,
della strumentalità rispetto al bilancio della iniziativa di
legge finanziaria.
Strumentalità perché non vi era alcuna necessità che ciò
avvenisse in funzione, appunto, propedeutica.
Allora cosa si è verificato?
Si è verificato il tentativo da parte della maggioranza di
creare una compensazione politica tra le varie formazioni,
aggiungendo qui e là norme che potessero soddisfare l'una o
l'altra parte politica che compone questa variopinta maggioranza.
Noi ce ne siamo accorti e l'abbiamo contestato duramente,
fortemente in Commissione.
Il Governo, prendendo atto di ciò che stava accadendo, ha
operato una prima mutilazione della iniziativa legislativa
portandola dai 54 articoli iniziali ai 38 articoli ai quali si è
ridotta nella prima fase.
Ma non solo questo. Ma abbiamo assistito a tutto un percorso
legislativo che è stato tendente a non tenere conto di un fatto
che liberamente il Parlamento aveva espresso in sede di
costituzione degli uffici di Presidenza delle Commissioni, cioè
ci si è rifiutati di far passare fisiologicamente, così come il
Regolamento prevede, dalle Commissioni di merito le norme
previsti dalla Finanziaria per farle circuitare tutte in
Commissione Bilancio al fine proprio di non sottoporsi all'esame
di commissioni parlamentari ritenute ostili.
Questo assume ed ha assunto contorni di gravità
notevolissima che hanno indotto l'opposizione a tenere un
comportamento tendente in modo coerente a far comprendere che
tutto ciò che in termini di cortesia istituzionale e cortesia
parlamentare poteva essere consumato era già stato consumato, ma
che si era superato ogni limite.
Lo abbiamo fatto presentando gli emendamenti alla
finanziaria e l'abbiamo fatto presentando gli emendamenti
all'esercizio provvisorio, emendamenti questi ultimi che mirano a
far comprendere alla maggioranza ed al Governo che vi è in atto
un tentativo dilatorio rispetto all'esigenza fondamentale di
questa Regione e di questo popolo siciliano, che è quella di
approvare il bilancio.
Ed allora, che cosa è questa sera la fiducia all'esercizio
provvisorio? E' uno strumento anomalo rispetto all'esercizio
provvisorio, è uno strumento anomalo perchè questo esercizio
provvisorio sta diventando l'oppio per il popolo siciliano, un
oppio tendente a dire che un bilancio in dodicesimi può
rispondere alle esigenze dei siciliani e che in assenza
dell'esercizio in dodicesimi del bilancio per i primi giorni di
aprile chissà a quale disastro i siciliani vanno incontro.
E siccome così non è, noi abbiamo presentato molti
emendamenti tendenti da una parte a riconsiderare il termine del
30 di aprile proposto nell'articolo cui oggi viene posta la
fiducia; dall'altro lato all'attivazione non omogenea
dell'esercizio provvisorio nell'eventualità in cui questo fosse
approvato, perchè non riteniamo che tutti i capitoli abbiano la
stessa urgenza rispetto alle esigenze del popolo siciliano.
Ciò che è più grave dal punto di vista del contesto politico
in cui la vicenda si viene a dispiegare è il comportamento di
forze politiche che ci vengono a spiegare in conferenza stampa
che l'alternativa è lo scioglimento dell'Assemblea, ponendo un
vero ricatto a questo Parlamento, a quest'Aula, una minaccia
inconsueta e devo dire inconsulta per certi versi.
Noi abbiamo protestato formalmente, pur ribadendo che non ci
faremo intimidire da questi atteggiamenti che sono tutti
atteggiamenti muscolari che hanno lo scopo esclusivamente di
colmare il vuoto politico di questa maggioranza e di questo
Governo che non riesce a trovare il numero legale per potere
approvare gli ordini del giorno, poi se li ritrova in fase di
discussione generale sulla legge finanziaria ed accusa di
ostruzionismo le opposizioni; quelle opposizioni che invece
ritengono che l'ostruzionismo è quello della maggioranza,
ostruzionismo rispetto al percorso di crescita della Sicilia ed
ostruzionismo rispetto ad una strada che la Sicilia aveva
imboccato con i Governi di centro-destra; continuate così se ne
avete voglia, tempo.
Io però non credo che i siciliani abbiano tempo e voglia per
accogliere questa vera provocazione, che è la provocazione di una
fiducia all'esercizio provvisorio, un esercizio provvisorio che
ritarderà di 30 giorni l'attivazione reale della spesa nella
Regione siciliana sull'altare di una finanziaria che noi abbiamo
forti dubbi che alla fine questo Parlamento apprezzerà così come
richiesto dalla maggioranza.
Ecco perchè noi abbiamo presentato questi emendamenti che
saranno illustrati in sede generale da chi parlerà dopo di me ed
in sede specifica uno per uno dai presentatori degli stessi
emendamenti.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
STANCANELLI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, intervengo per richiamo al
Regolamento, perchè siccome più di una volta ho detto che ho
apprezzato ed apprezzo il modo come lei dirige i lavori
dell'Assemblea e perchè rimanga un precedente, ho bisogno di
sapere dalla Presidenza se quando vi è un oratore, un
parlamentare che chiede di parlare sull'ordine dei lavori quel
parlamentare non può ottenere o può ottenere la parola. Questo è
importante, anche per il futuro, così chiariamo le cose e
chiariamo le regole, lei spesso parla di regole, quindi dobbiamo
sapere se chi chiede la parola per il richiamo non soltanto al
Regolamento ma sull'ordine dei lavori ha diritto di parola?
Questa è la prima domanda che io le pongo in maniera formale
e ufficiale.
PRESIDENTE. Onorevole Stancanelli, per non drammatizzare la
riunione di questa sera, la Presidenza ha dato la parola
sull'ordine dei lavori quando era già iniziato l'iter della
discussione sulla fiducia del Governo e sul mantenimento degli
articoli.
Avendo parlato uno degli oratori dell'opposizione, la
Presidenza ha derogato rispetto al Regolamento, dando la parola
sull'ordine dei lavori. Chiusa quella fase si è iniziata la
discussione degli emendamenti, così come prevede il Regolamento,
e quindi, adesso, per quanto riguarda l'ordine dei lavori
dobbiamo concludere questa fase.
STANCANELLI. Sto cercando di non far drammatizzare, di non far
degenerare la seduta. Siccome ritengo che il Presidente abbia la
competenza e l'equilibrio per chiarire questo aspetto, che
ritengo essenziale ai fini delle regole, non è possibile
interpretare il Regolamento a seconda delle circostanze.
Quindi, Signor Presidente, gradirei - siccome non l'ho
trovato da nessuna parte e sarà mia colpa - una norma che
impedisce di dare la parola per chi chiede un richiamo.
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. E' un
dialogo fra voi due?
PRESIDENTE. Allora, le ripeto che il Governo aveva chiesto la
fiducia sul mantenimento degli articoli, quindi, si è iniziata la
discussione sulla fiducia. Tuttavia, poichè un deputato ha
chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, ho dato la parola
sull'ordine dei lavori. Potevo non darla.
Conclusa quella discussione e chiarita all'onorevole
Nicolosi qual era l'iter della seduta non posso più dare la
parola sull'ordine dei lavori, perchè adesso è iniziata la fase
di illustrazione degli emendamenti.
Conclusa questa fase con la votazione sulla fiducia io darò
la parola a tutti i deputati che mi chiederanno la parola
sull'ordine dei lavori. Debbo dire che la procedura adottata, che
è quella prevista dal Regolamento dall'articolo 121 quinquies, ha
già un precedente nella passata legislatura quando era presidente
l'onorevole Leanza.
Da questo punto di vista la presidenza non ha motivo di
dubitare sulla saggezza delle proprie decisioni e sulla tutela
dei diritti dei parlamentari e dei gruppi parlamentari in
quest'Aula.
STANCANELLI. Il nuovo Regolamento dice espressamente che : "I
richiami riguardanti l'ordine del giorno, il Regolamento o la
priorità della votazione hanno la precedenza sulle questioni
principali. In questi casi non possono parlare dopo la proposta
che un oratore contro ed uno a favore e per non più di dieci
minuti ". Quindi, Presidente, sulla richiesta sull'ordine dei
lavori che era stata fatta dall'onorevole Nicolosi e comunque da
parte dell 'onorevole Alfano, Lei doveva dare la parola uno a
favore ed uno contro, per dieci minuti, per valutare l'Aula se
quella era in maggioranza in Assemblea o meno.
PRESIDENTE. Onorevole Stancanelli, la fiducia taglia la testa
al toro L'iter procedurale della fiducia taglia la testa al toro
da questo punto di vista.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Presidenza del presidente Cristaldi
BENINATI. Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti a
mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, questo mio intervento è certamente pieno di imbarazzo
anche dato il clima che si sta accedendo. Se dobbiamo attenerci
alle norme del Regolamento ebbene che le rispettiamo tutti e che
quindi non ci siano delle forzature sui tempi quando questi per
Regolamento sono permessi.
Pertanto io invito anche tutta l'Aula, invito nei banche
anche del Governo, di restare tutti un po più tranquilli perché
se il Regolamento c'è va rispettato da tutti.
Pertanto, l'intervento che io mi accingerò a fare è previsto
dal Regolamento, lo posso fare, e credo che nessuno può dubitare
sulla bontà delle parole che posso dire e se le dirò anche
sbagliate è previsto anche questo, perché penso che nessuno è
infallibile, caro onorevole Cintola.
A questo punto sulla problematica e sugli emendamenti che in
generale sono stati presentati, credo che vada effettivamente
attenzionato il motivo che, anche devo dire ieri l'onorevole
Fleres aveva ben riportato, noi riteniamo, personalmente ritengo
che il Governo e in buona parte la maggioranza non è arrivato a
questi giorni per insipienza o per manchevolezza
dell'opposizione come si vuol dire. Io ricordo all'Aula che
personalmente ho partecipato a due settimane continue di andate a
vuoto di alcune commissioni parlamentari che certamente non hanno
permesso di accelerare i tempi e che certamente non è, basta
andare a vedere le firme che ci sono in IV Commissione, non è da
dare una responsabilità all'opposizione.
Su richiesta dei membri della maggioranza si è rinviata per
due volte, quindi sono passati oltre 10 giorni l'elezione
dell' Ufficio di Presidenza. Quindi non sono responsabilità se
oggi siamo all'ultimo momento o in tempi stetti da dare a chi
certamente non ha lavorato per questo, perché lo ha dimostrato
con le presenze che voleva iniziare ad operare con la finanziaria
e sia per tutto ciò che ne sarebbe conseguito.
Quindi se oggi si sono accumulati dei ritardi ognuno li
cerca a chi è stato causa di questo, non certamente
nell'opposizione, perché è facile oggi chiedere con urgenza di
fare tutto. Forse il Governo avrebbe potuto pure evitare di
richiedere il voto di fiducia se avessimo guadagnato dei giorni
che invece la maggioranza, non me ne si voglia, ma per mancanza
di accordo su alcune commissioni ha perso oltre 15 giorni.
Quindi i giorni oggi si contano ed i ritardi sono stati
accumulati prima, non certamente adesso.
Questa opposizione personalmente non fa nient'altro che
intervenire nel suo diritto e si limita a fare degli interventi
anche che richiamano alcune manchevolezze che la maggioranza ha
fatto e che oggi vorrebbe catapultare su responsabilità che
certamente la minoranza non ha.
Ritorno al discorso fatto sugli emendamenti. Certamente da
noi è sempre stato manifestato anche dal momento in cui è stata
presentata la Finanziaria, non siamo d'accordo sul modo in cui il
Governo ha operato. Abbiamo chiesto sempre che si discutesse il
bilancio proprio per quei principi su cui il Governo Capodicasa
al momento dell'insediamento aveva espletato quest'Aula, di
accelerare tutte un insieme di iniziative che forse il Governo
precedente aveva ritardato.
Ebbene l'accelerazione non so in cosa sia stata o cosa si è
voluto fare. Si è voluta predisporre una finanziaria che ha
certamente fatto ulteriormente perdere del tempo, ci ha portato a
capire e a valutare e ridurre il numero degli articoli, perché
poi ci si è resi conto che buona parte degli articoli non erano
idonei per la finanziaria, dopo di che ora si pretende che una
giornata, perchè poi stiamo discutendo da ieri, non e che stiamo
discutendo da mesi, è solo ieri che si è iniziata la discussione
in quest'Aula, e che questa minoranza non dovrebbe discutere
nulla, dovrebbe solo accettare tutto, esercizio provvisorio come
se oggi questo ritardo non deve uscire fuori di chi è la causa,
perchè certamente non è causa di chi è stato sempre presente. E'
causa di chi non ha partecipato ad accelerare questi lavori. Il
Governo è in parte responsabile. Noi abbiamo fatto del nostro
meglio con le nostre presenze ma, nelle commissioni, non abbiamo
la maggioranza e quindi non possiamo far attivare ciò che, in
effetti, si doveva con le commissioni, che era iniziare a
discutere della finanziaria pur non condividendola.
Questo esercizio provvisorio, come ha già ben detto
l'onorevole Fleres, va bloccato in alcune iniziative, e questi
emendamenti vogliono determinare proprio questo.
Noi tutti sappiamo, e l'onorevole Piro in particolare, che
il bilancio sarà certamente di ulteriori tagli. Ed allora è
inutile negarlo, noi potremmo rischiare di trovare dei capitoli
che superato l'esercizio provvisorio sono stati totalmente
utilizzati.
Allora, siccome è detto da tutti che la situazione economica
della Regione in questo momento e finalmente buona parte del
governo che fino a qualche mese fa criticò alcune volte l'operato
sui tagli dei governi precedenti, Provenzano e Drago, oggi si
rende conto che alcuni tagli sono necessari.
Allora attenzioniamo con gli emendamenti alcune rubriche.
Quindi, non è strumentale, come alcuni vogliono far notare; è
possibile che alcuni emendamenti potrebbero anche essere
ritirati, ma non è strumentale, lo ripeto, la presentazione di
alcuni emendamenti su alcune rubriche. E' permesso, è una cosa
che non ha motivo di suscitare tanto scalpore, ha una logica che
è proprio quella di bloccare alcune rubriche che quasi certamente
con l'esercizio provvisorio non andranno ad essere utilizzate con
4/12, ma molto probabilmente lo saranno per di più, anche 10/12.
Quindi, non è neanche in una logica del genere accettabile che un
governo ed in un momento, diciamolo chiaramente, non è un
esercizio provvisorio che si preannunzia con fra qualche mese
nulla. E' un esercizio provvisorio che si preannuncia con una
campagna elettorale. Quindi, non vedo cosa ci sia di strano se
una opposizione esercita il suo ruolo e desideri che alcune
iniziative comincino dal bilancio. Non certamente con un
esercizio provvisorio .
Quindi, questo allarmismo così esaltante, si legge anche sui
giornali "2 mila miliardi". E' la quota parte che mensilmente
questo Regione affronta. Non è nulla di più. E' una quota parte.
Non capisco da dove nasca questo scalpore. Anche i giornali lo
illustrano come si perpetrasse un danno. Sappiamo tutti che gli
importi di cui la regione è debitrice nei confronti di terzi è di
ben altro importo, non certamente di "2 mila miliardi".
In tutto questo non vedo nulla di strano nel fatto che si
discuta e che si valuti l'opportunità o meno di trattare
preliminarmente o quanto meno oggi si è arrivati con ritardo a
trattare l'esercizio provvisorio che si poteva evitare di fare
intervenendo subito con il bilancio, anche perchè, io non lo so,
ma qui si dice anche che le entrate della finanziaria devono
essere prese da tutto tranne che da sanatorie; ricordo a tutti,
affinchè ci sia chiarezza anche su questo, che questa finanziaria
prevede una norma di sanatoria presentata dal Governo e si chiama
"usi civici", legge 1985, la legge Galasso prevede allo stesso
trattamento le sanatorie, anzi, la salvaguardia delle coste e gli
usi civici, quindi, esiste già in questa finanziaria una
sanatoria ed invito Lei, appunto, Presidente ad essere più
accorto nel dire sui giornali che questa finanziaria non
prevederà mai sanatorie; già, forse lei non lo sapeva, ce ne è
una dentro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Briguglio.
FLERES. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Non posso darle la parola perchè si è innestata la
discussione sulla fiducia che ha priorità rispetto a tutte le
altre questioni.
(Proteste dai banchi della destra)
Onorevoli colleghi, sto chiamando i deputati firmatari degli
emendamenti in ordine alfabetico, per evitare che ci sia l'alzata
di tutti. Io posso anche cambiare ordine.
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il ricorso
all'esercizio provvisorio sicuramente costituisce una situazione
patologica che denota l'incapacità del Governo di dare vita, nei
termini costituzionali, all'approvazione del bilancio e quindi
noi dell'opposizione di centrodestra siamo sicuramente
preoccupati per quello che sarà il futuro della nostra Terra,
della nostra Sicilia, che è stata affidata o che, così per caso è
stata affidata, da una operazione di "trasformismo politico"
nelle mani di una maggioranza e di un Governo che a noi sembrano
in coma irreversibile.
Noi ci chiediamo: ma quali risposte potrà dare questa
maggioranza e questo Governo, questa formula politica così male
assortita, a quelle che sono gli antichi e sempre più gravi
problemi che affliggono la nostra Sicilia?
Ci chiediamo come potrà un Governo sempre più claudicante e
sempre più anoressico dare risposte adeguate al mondo agricolo,
ai commercianti, agli artigiani, alle piccole e medie imprese.
Ecco quindi i problemi che noi ci poniamo. Ecco quindi le
riflessioni che noi facciamo a cospetto di un Governo che
certamente non è in grado di dare a queste categorie produttive
le risposte che le categorie produttive della Sicilia si
aspetterebbero da un Governo che deve guidare la Regione
siciliana; il mondo agricolo, questo mondo trascurato, questo
mondo abbandonato, questo comparto su cui avevamo puntato le
nostre speranze; questo comparto oggi vive momenti drammatici per
le difficoltà che incontra nella acquisizione di mercati, per le
difficoltà che incontra per i costi elevatissimi a cui va
incontro; questo mondo agricolo che è stato colpito recentemente
anche dalle avversità atmosferiche e che ha subito danni
incalcolabili nelle produzioni, ebbene, questo Governo che ha
fatto promesse su questo argomento, questo Governo che attraverso
il suo principale rappresentante, attraverso il Presidente si è
recato nelle zone che sono state devastate dalle avversità
atmosferiche, questo Governo oggi a distanza di ben due mesi non
ha dato alcuna risposta all'agricoltura ragusana, all'agricoltura
siciliana che è stata messa in ginocchio oltre che dalle
difficoltà di commercializzazione, oltre che da un fisco esoso,
oltre che da costi di produzione eccessivi dall'inclemenza del
tempo che ripeto ha danneggiato le produzioni e mi riferisco alle
produzione ferricole che hanno avuto danni pari al 70-80 per
cento.
Ebbene, gli agricoltori ancora aspettano le risposte di
questo Governo, e che dire delle piccole e medie imprese, dei
commercianti, degli artigiani, di queste categorie che
rappresentano veramente l'asse portante dell'economia siciliana
che son completamente dimenticate e che non trovano nel Governo
della Regione la fonte di un aiuto indispensabile e necessario
per andare avanti, per potere mandare avanti le famiglie di
questi operatori economici.
Ecco quindi che noi siamo preoccupati, Signor Presidente,
perchè ci chiediamo quali sono le risposte che questo Governo
potrà dare al mondo giovanile che è afflitto dall'aumento della
disoccupazione, che è afflitto dal meccanismo de precariato, che
è afflitto dalla marea di sottoccupazione; ebbene, le risposte di
questo Governo sono risposte inadeguate quanto ci sono ma il più
delle volte mancano. E che dire poi, quando noi guardiamo
all'ordine pubblico in questa terra di Sicilia che cosa dire noi
ci chiediamo con preoccupazione, con estrema preoccupazione, cosa
ha fatto questo Governo per cercare di affrontare l'emergenza
criminalità, l'emergenza mafiosa, quali sono le iniziative
concrete che sono state adottate da questo Governo per cercare di
dare tranquillità ai cittadini non soltanto nelle città ma anche
nelle campagne, queste campagne che sono oggetto di furti, che
sono oggetto di rapine questo mondo agricolo che viene tormentato
da questa attività dei malavitosi e comunque da una micro-macro
criminalità che certamente rende insicura la vita dei cittadini
siciliani.
Quali sono le risposte? Ecco quindi le preoccupazioni che
noi ci poniamo, ecco quindi perchè riteniamo che questo Governo
non sia all'altezza di risolvere i problemi delle emergenze,
delle grandi emergenze, l'emergenza finanziaria che certamente
non si risolve con la finanziaria che è stata proposta da questo
Governo di centro-sinistra, l'emergenza rifiuti abbiamo visto
come si è svolta tutta la vicenda delle discariche, dei rifiuti
ci sono state addirittura mozioni di sfiducia nei confronti
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente perché
indubbiamente le risposte di questo Governo non sono state idonee
ad affrontare con serietà e con concretezza il gravissimo
problema dei rifiuti e delle discariche, sicchè oggi vediamo che
ci sono le dispute tra i vari sindaci che non hanno la
possibilità di far scaricare i rifiuti del loro comune e cercano
disperatamente spazi presso altri comuni ed ecco che si innesta
tutta una controversia tra comuni limitrofi perchè questo Governo
non è stato in grado di dare risposte all'emergenza rifiuti.
Quindi, tutte le grandi emergenze che in questo momento
attanagliano la Sicilia sono rimaste così senza risposte perchè
questo Governo non ha saputo fornirle. E allora, sono questi i
dubbi che ci tormentano signori del Governo e signori della
maggioranza e ci inducono ad un impegno sempre più crescente
contro questo Governo, ecco perchè l'iniziativa nostra di fare
questa attività, diciamolo pure, ostruzionistica nei confronti di
questo Governo per dimostrare all'opinione pubblica l'incapacità,
l'inettitudine di questo Governo che non è ripeto, nelle
condizioni anche per i numeri esigui di cui dispone, di potere
dare le risposte che i siciliani si attendono.
Ma d'altra parte, questo Governo che risposte potrebbe dare?
E' un Governo nato male è stato detto più volte e va ribadito
ancora in occasione di questa fiducia che il Governo ha ritenuto
di dover porre sull'esercizio provvisorio, è un Governo che è
nato male che non ha la legittimazione popolare, è un Governo che
è nato nei palazzi, che ha origini romane e non certamente
siciliane.
Ebbene, questo Governo non ha sicuramente la titolarità e la
legittimazione per potere rappresentare le istanze e le
aspettative del popolo siciliano e non ha, quindi, la capacità
propositiva i titoli per potere veramente dare quelle risposte.
Un Governo marchiato quindi da un vizio d'origine che ha
saputo operare soltanto nel vorace accaparramento delle poltrone,
nella spietata lottizzazione del potere nel quale esercizio è
riuscito veramente, mentre è mancato regolarmente in quelle che
sono state le sue dichiarazioni programmatiche rimaste soltanto
una vaga ipotesi, una vaga idea che non ha avuto alcuna
concretezza.
E che dire poi di questo Governo che non è stato sicuramente
capace di procedere a quel risanamento che era necessario.
Infatti, sicuramente quella manovra finanziaria che ha proposto è
incapace di reperire le risorse necessarie che possano essere poi
destinate a fini produttivi; non è capace di procedere a quella
riduzione di spese che è indispensabile perchè si possa guardare
con maggiore speranza al futuro della Sicilia.
L'obiettivo del risanamento della Regione siciliana
certamente non può essere raggiunto, ripeto, con questa proposta
di legge finanziaria che è soltanto un coacervo di norme prive di
razionalità. E' soltanto qualcosa che è incapace di fornire uno
strumento agile, indispensabile per pervenire a quel risanamento
a cui tutti noi aspiriamo.
Quindi, questa legge finanziaria, signor Presidente, deve
essere ritirata perchè non è utile, perchè non è confacente,
perchè non dà alcun vantaggio alla nostra terra, alla nostra
regione. Mentre, più opportunamente, si sarebbe potuto
affrontare immediatamente il bilancio al quale noi avremmo dato
il nostro contributo di responsabilità e di serietà, perchè
avremmo dato sicuramente l'opportunità al Governo, se non avesse
avuto la velleità di dare vita a questa finanziaria, se non
avesse avuto la testardaggine di continuare a propinarci una
finanziaria che a noi è sembrata sin dal primo momento inadeguata
ed inutile.
Bene, questo Governo così testardo ancora oggi rimane
fermo sulla sua posizione, indisponibile ad accogliere l'appello
delle forze di centro-destra che dicono di fare il bilancio e poi
vedere di ragionare sul futuro della nostra regione.
Noi abbiamo in proposito le idee chiare. Le abbiamo espresse
chiaramente al popolo siciliano e, coerentemente con quello che
fu il consenso popolare del 16 giugno, continueremo in questa
direzione.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. A quale
titolo vuole parlare, onorevole Bufardeci?
BUFARDECI. Lo dico subito.
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. No, io
scherzo.
BUFARDECI. No, lo dico subito, anzi colgo l'occasione in
premessa per evitare che poi possa essere oggetto di
contestazioni, perchè poc'anzi con l'onorevole Speziale si
diceva: tu non ha firmato gli emendamenti, e quindi non puoi
parlare. Ho controllato le firme: soltanto sette deputati di
Forza Italia hanno sottoscritto gli emendamenti. Verificando, in
effetti credo che la sottoscrizione non sia un elemento
essenziale, perchè il fatto che sia battuto a macchina equivale
all'avere scritto il proprio cognome a stampatello e quindi
questo credo che consenta comunque l'intervento. Per cui, se il
Presidente dell'Assemblea dà questa interpretazione ...
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, le ha firmato gli
emendamenti, quindi ha diritto di parlare.
BUFARDECI. Grazie, signor Presidente. Io l'ho firmato,
dicevo solo che era scritto a stampatello, per evitare qualsiasi
contestazione di carattere formale ...
CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. Guardi che deputati
possono esserlo anche gli analfabeti.
BUFARDECI. Ce ne sono parecchi, tristemente. Qua ce ne sono
molti che non lo sanno neanche fare.
Fatta questa premessa e ringraziandola per essere dello
stesso avviso per quanto riguarda questa interpretazione della
sottoscrizione degli emendamenti, volevo soltanto esprimere
alcune considerazioni, anche in quanto non ho avuto occasione di
potere intervenire nella discussione generale del disegno di
legge, perchè in quell'occasione il Presidente Silvestro
ricorderà che venne deliberata una chiusura anticipata concordata
dell'orario, per cui ci fu una rinunzia, ivi compresa la mia, ad
intervenire sulla discussione generale; quindi, in questa
occasione cercherò di dare qualche contributo al disegno di legge
in questione, nonché agli emendamenti, così come sopra
evidenziato, illustrati e presentati.
Io non voglio rimarcare e ribadire quello che è stato già
espresso in quest'Aula, ad esempio, dal Presidente Provenzano
quando ha richiamato e letto testualmente una serie di
dichiarazioni che componenti del Governo avevano espresso in
precedenza in occasione di precedenti esercizi provvisori o di
precedenti fasi della finanziaria di questa Regione.
Non lo voglio fare perché già è stato ribadito, mi
sembrerebbe assolutamente un fatto ultroneo, per cui credo che
l'unico dato che va rimarcato ulteriormente in questa occasione è
quello di dire il perché siamo arrivati a queste condizioni; il
perché e di chi è la causa.
Non c'è dubbio che una fase di esercizio provvisorio è
sempre una fase eccezionale, è sempre una fase comunque
patologica di un'amministrazione, di uno strumento finanziario
fondamentale come quello della programmazione economica.
E allora, tutte quelle che sono state le accuse del passato
nei confronti dei governi che hanno preceduto questo, mi pare che
possono assolutamente valere anche per questo Governo, per altro
non c'è ombra di dubbio che l'avere utilizzato in passato
determinati strumenti è stato poi un tentativo che ha sortito
degli effetti assolutamente positivi in alcuni casi.
Viceversa, io non vedo perché non c'è dubbio che la
finanziaria Provenzano servì effettivamente a snellire ed a
delegificare anche se certamente determinate forze politiche non
consentirono un'attività molto più forte ed incisiva verso quel
processo di delegificazione e di semplificazione, ma io non vedo
in questa attività preparatoria al bilancio tutti quegli elementi
positivi che, viceversa, i governi precedenti hanno saputo
maturare.
Non li vedo perché al di là del problema delle schede, ad
esempio, che è stato sollevato, io sono certo che l'onorevole
Piro poi le ha depositate formalmente nel rispetto della legge ed
indicative di un quantum in ordine all'entità della manovra, però
vorrei anche significare che una maggioranza che stasera andremo
a verificare se tiene sotto il profilo numerico o meno, è una
maggioranza abbastanza presuntuosa, laddove ritiene di potere
fare una maggioranza così corposa una legge che comunque
all'interno degli strumenti finanziari comporta al proprio
interno una serie di normative un po' omnibus di rinnovi e di
riforme importantissime.
In alcuni casi addirittura con atti amministrativi si vuole
sostituire quella che è la volontà della legge e quindi del
Parlamento, per quanto riguarda ad esempio alcune forme di
privatizzazione che certamente non daranno alcun incremento, non
faranno risparmiare alcunché o addirittura certamente non
creeranno alcune entrate, perché viva Dio, privatizzazioni come
quelle dell'EAS, come quelle dell'AST, nel bilancio corrente non
saranno altro che portatrici di nuove spese, non fosse altro che
per le perizie che i consulenti e gli esperti dovranno andare a
redigere per potere sapere di che cosa stiamo parlando e di
quanto stiamo parlando.
Qual è, quindi, questo introito necessario ed indispensabile
ad una manovra come questa, al di là dei problemi di carattere
normativo, del personale, che sono stati ribaditi dai componenti
del mio gruppo a difesa dei lavoratori stessi.
Voglio dire, barattare, contrabbandare come un'operazione
assolutamente positiva e di risparmio quel tipo di operazioni
quando sono viceversa di spesa, mi sembra un atto sbagliato e
presuntuoso, presuntuoso soprattutto perché io credo che nel
momento attuale l'unica cosa di cui si ha veramente bisogno è
quella di avere un Governo che abbia la capacità in virtù di
numeri ed in virtù di un programma di potere pianificare la
propria attività amministrativa e di potere deliberare di
conseguenza.
Ad oggi, questo Governo, che cosa ha fatto? Ha emanato un
numero di leggi assolutamente minimo, lo ha fatto attraverso
l'ausilio, peraltro in alcune circostanze richiesto ed in altre
ancora dichiarato e confermato, del Governo nei confronti della
minoranza. Ha chiesto un aiuto, un appoggio che é stato concesso
per quella normativa, per quelle leggi, per quei disegni di legge
che erano provenienti dall'esperienza dei Governi precedenti
Provenzano e Drago.
Dopodiché, superata questa fase minimale di attività
legislativa, siamo alla fase del bilancio, con i ritardi che
viviamo oggi. Siamo già ad aprile, per trattare l'esercizio
provvisorio, ancora siamo in una fase in cui occorre l'esame di
circa 34 o 33 articoli della finanziaria, una serie di
emendamenti aggiuntivi, per poi andare ad una fase del bilancio;
il tutto inframmezzato dalle feste pasquali e da un
importantissimo appuntamento elettorale che é quello del
referendum del 18 aprile
E allora, io credo che fosse molto più logico e molto più
responsabile da parte di questo Governo non continuare a fare
finta di nulla e a scaricare sull'opposizione le colpe di
un'ostruzionistica attività.
Credo che fosse molto più responsabile limitare qualunque
tipo di azione legislativa, programmatoria di una fase del
bilancio a pochissimi articoli che fossero veramente
esemplificativi di una politica volta alla riduzione delle spese
o all'aumento delle entrate, non a disegni di legge che devono
essere il compendio delle inattività di alcuni rami
dell'amministrazione su comparti specifici di attività normative
che abbisognano di un approfondimento maggiore e che, certamente,
non vi é stato; peraltro poi in questa contestazione, ieri
dicevo, tutto sommato la responsabilità credo che incomba, in
primo luogo, sul Governo per la semplice ragione che, a mio
avviso, lo dico molto sommessamente, laddove si vuole
contrabbandare tutta l'attività dell'opposizione come
ostruzionistica e terroristica o per lo scioglimento
dell'Assemblea o viceversa quando dicono: "non vogliono fare
l'esercizio provvisorio", si dice una grande sciocchezza. I
nostri emendamenti lo testimoniano e ve ne é uno specifico molto
puntuale che dice di limitare l'esercizio provvisorio
esclusivamente alle spese fisse obbligatorie.
Per primi noi sappiamo bene, e certamente lo abbiamo
dimostrato con la nostra capacità di Governo, che non possono
essere messe in discussione le spese fisse obbligatorie come gli
stipendi, per essere chiari.
Certamente, questo non lo vuole nessuno e non lo vuole
l'opposizione, non lo vuole Forza Italia e non lo vuole il Polo
per le libertà, quindi, evitiamo di contrabbandare questo ed
evitiamo di contrabbandare all'esterno un comportamento corretto
che la maggioranza non ha avuto. Infatti, non mi sembra
un comportamento serio, corretto e responsabile di chi vuole
effettivamente essere capace di governare quello di "bypassare"
tutti i passaggi procedurali che sono i passaggi della
commissione, superando "de plano" una fase che, invece, é quella
dell'approfondimento, dell'accertamento, della discussione degli
emendamenti nelle commissioni di merito, per arrivare
improvvisamente in Aula e, poi, forti di una qualunque norma
procedurale che consente, certamente, di accelerare i tempi,
dire: "bene, avete visto c'é o non c'é".
Io credo che questo sia inesatto, sia sbagliato, sia
assolutamente da contestare.
Quello che, quindi, é il mio personale convincimento é che
l'esercizio provvisorio é figlio di una manovra finanziaria
sbagliata, presuntuosa ed eccessiva che, viceversa, laddove fosse
stata limitata a veri articoli che avessero voluto soltanto
migliorare le condizioni del bilancio con maggiori entrate o
minori spese, poteva avere un senso e aveva, sicuramente, un
senso, così come avrebbe avuto un senso anche il tetto a
qualunque forma di indebitamento.
Laddove questo non é avvenuto, assolutamente ed é avvenuta,
viceversa, una legge finanziaria comunque "omnibus" perché c'é
tutto ed il contrario di tutto, vi sono sanatorie ammesse in
termini di concessioni demaniali e sanatorie, invece, contestate
ed oggetto di scandali, laddove si parla di recupero del
territorio della costa, io credo che questa sia una
responsabilità esclusiva di questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, prima che
iniziasse la questione di natura procedurale sull'ordine dei
lavori e sulle richieste di intervento, ho consultato gli uffici
della segreteria per sapere e per conoscere dal punto di vista
della storia parlamentare in Sicilia ed al Senato della
Repubblica quante volte e per quali motivi il Governo era stato
costretto a proporre la fiducia sul documento finanziario.
E questo, non solamente per un puro amore dell'arte o per
una curiosità di natura statistica ma, solamente, per capire
quante volte un Governo in difficoltà e col fiato al collo e con
le spalle - dal punto di vista parlamentare - al muro è stato
costretto a contarsi ed a scontrarsi.
In Aula, contro l'opposizione, a guardarsi attorno tra la
sparuta maggioranza per capire se poteva sottrarsi ad un leale ed
intenso, anche critico, dibattito parlamentare su un documento
importante quale è quello dell'esercizio provvisorio, che è
propedeutico alla finanziaria ed al bilancio.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
Noi in questi giorni, in cui avete brillato sui giornali con
la vostra presenza e con le dichiarazioni fiume, abbiamo
assistito alla inondazione sulle colonne dei giornali delle
dichiarazioni dell'Assessore per il bilancio ed anche del
Presidente della Regione, molto fotogenico per la verità,
riguardante un'accusa lanciata a questo Parlamento, anzi ad un
settore del Parlamento, reo di bloccare e di fare perdere, o di
congelare 2.000 miliardi, come se fossero finanziamenti europei
comunitari oppure regionali o nazionali, che andavano perduti per
la inattività o per l'ostruzionismo bieco del Parlamento.
Bene Questa è una cosa da sfatare, perché qui nessuno
intende boicottare o impastoiare un Governo, per il semplice
fatto che questo Governo si boicotta ed è impastoiato da solo.
Perché è un Governo che non sa più dove andare, che ha le idee
confuse, che non ha più obiettivi e traguardi da raggiungere e
che si muove solo per moto dinamico e per stanca.
Noi non abbiamo fatto e non stiamo facendo un ostruzionismo
all'esercizio provvisorio. A quello ci sta pensando il Governo.
Sa, Presidente della Regione, io non so se lei sia
scaramantico, ma io le voglio solamente evidenziare che il
Governo nazionale nella sua storia parlamentare ha posto la
fiducia su un documento finanziario solo quattro volte. Solo
quattro volte nella sua storia.
Il Governo della Regione siciliana, Presidente Leanza, ha
posto la fiducia al documento finanziario ed è caduto il Governo.
Io non so se lei sia scaramantico, ma io ritegno che lei
debba fare i dovuti scongiuri perché, se le finisce come Leanza,
io credo che, da qui a dieci minuti, lei e la sua allegra
brigata di colleghi assessori, andrete a sedervi fra i banchi
dell'opposizione e farete tirare un grande sospiro di sollievo a
questa Sicilia che ormai non ne può più di voi.
Caro Presidente dell'Assemblea, Presidente della Regione
fino a quando lei avrà il piacere di sentirsi chiamare così dai
suoi colleghi parlamentari, e così come i suoi Assessori, io vi
voglio dire che qui non stiamo facendo ostruzionismo ma stiamo
difendendo la pelle dei Siciliani che è in pericolo, con questa
finanziaria che è tutto ed il contrario di tutto e che cozza e
contrasta con un minimo dei suoi ricordi di vecchio e militante
comunista.
Questa è la finanziaria più borghese, più democristiana, più
clientelare e più populista che i governi democristiani dal 1945
ad oggi ricordino.
State facendo impallidire e state facendo ricordare,
forse ...
LO GIUDICE , assessore per il territorio e l'ambiente. Bravo,
bravo
CAPUTO. Guardi, onorevole Lo Giudice, lei è persona molto
simpatica, ma forse rischia di essere irresponsabile quando dice
a me "bravo" quando io la sto accusando di essere con la sua
presenza al Governo la catastrofe della Sicilia. E non glielo
dico per amore dell'arte, ma glielo dico perchè ne sono
perfettamente convinto e con me tanti milioni di siciliani che
aspettano solo di arrivare al varco elettorale per farvi capire
come avete aperto una botola e state impiccando tutto il popolo
siciliano con il vostro mal governo.
Questa è una finanziaria "truffa" e noi vi stiamo
ritardando, utilizzando non l'ostruzionismo, ma il manuale
parlamentare ed il Regolamento d'Aula e quindi la vita e
l'espressione più alta dell'attività parlamentare per dirvi che
noi vogliamo portare il più lontano possibile all'approvazione di
questo esercizio provvisorio che non so se i colleghi
parlamentari ne saranno contenti, o la Sicilia perchè approvarvi
i 4/12 di questo esercizio provvisorio significa saccheggiare un
bilancio ed i colleghi parlamentari di maggioranza, voi che siete
così ansiosi di votare questa finanziaria e questo bilancio, vi
troverete a votare un bilancio ormai saccheggiato, perchè avranno
impegnato tutto quello che c'era da impegnare con i 4/12.
Questa è la verità
E voi siete qui a tirare le fila a questo Governo, come se
fosse un Governo taumaturgico, voi state tradendo gli impegni che
avete assunto nei vostri collegi e con i vostri concittadini,
nelle piazze dei vostri paesi, in tutte le sedi
extraparlamentari, perchè state accompagnando un documento
finanziario che è fatto di lacrime e sangue perchè significa
perchè comporta un'operazione di clientela nel riciclare enti,
nel riciclare personaggi, clientele, voti elettorali.
Voi cari amici state permettendo all'UDR di tenere in piedi
un UDR che si presenterà alle elezioni con 5 Assessori e che vi
andrà a massacrare dal punto di vista elettorale, ma a noi questa
situazione politica ci porta bene, a noi porterà solo vantaggio,
perchè la gente al momento del voto saprà distinguere dove c'è la
politica coerente, la politica trasparente, leale e dove c'è la
confusione, la clientela, dove c'è tutto e il contrario di tutto,
voi non vi rendete conto, colleghi parlamentari del partito
popolare che loro arriveranno alle elezioni svuotandovi di ogni
consenso, perchè ci arrivano con cinque assessori, che stanno
mettendo in lista per fare man bassa di voti, perchè devono
salvare un gruppo parlamentare che esiste solo in Sicilia e che è
scomparso dal panorama nazionale.
L'UDR dallo stretto di Messina in sù non esiste più, qui c'è
solamente il fantasma di un partito, caro Cintola, al quale tu
dai la stampella, così come la dà Forgione di Rifondazione
comunista, perchè poi tu devi andare a raccontare ai tuoi amici,
rivoluzionari come te, che lo eri prima di arrivare qui
rivoluzionario, devi dire che tu qui hai garantito il voto al
Governo Capodicasa, hai consentito l'elezione di Lo Giudice, e
questo lo devi andare a raccontare ai tuoi amici.
A me Lo Giudice è simpatico, tu hai detto tantissime cose di
Lo Giudice irripetibili, ed io ti voglio dire Forgione che voi
avete consentito di creare questo equivoco parlamentare, di
creare questo equivoco politico che sta mettendo la Sicilia in
ginocchio e di questo ne rispondete agli elettori.
Noi no, noi abbiamo la coscienza a posto perchè stiamo
creando non ostruzionismo, ma un'attività parlamentare tendente a
difendere i conti della Sicilia, quei pochi conti che si possono
chiamare tali perchè domani saranno debiti, perchè se l'Assessore
Piro è contento di avere stipulato un mutuo di 1.700 miliardi
l'onorevole Piro deve dire che tira una coperta che diventa
ancora più corta, non fa altro che aprire debiti per portare
avanti una carretta che serve solo all'UDR per arrivare alle
elezioni.
Noi queste cose non lo permetteremo, cari colleghi
parlamentari, cari siciliani che ci state ascoltando, perchè noi
non permetteremo il saccheggio dei fondi POP, perchè forse voi
non vi rendete conto in questa foga di votare questo bilancio e
questa finanziaria che all'articolo 26 c'è un termine che
consente di andare a rimodulare tutti i fondi POP senza che
passino dal Parlamento, senza che passino dalla Commissione,
senza che ci sia l'avallo di tutti e una data che consentirà a
questo Governo di potere giostrare le uniche fonti finanziarie
che ci sono in Sicilia. Voi parlamentari vi ostinate a non
capire che state consegnando la Sicilia ad un fantasma di un
partito, ad un Parlamento, anzi ad un Governo che è nato male,
perchè è nato con l'equivoco e perchè è nato con la confusione.
Presidenza del presidente Cristaldi
PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO
FLERES. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che nella
concitazione che si è venuta a determinare poc'anzi, non certo
per malafede nè per malizia nè per cattiveria nè per altro, si è,
forse, valutato in maniera non perfettamente regolare un
passaggio. Io avevo, per la verità, tentato di esprimerlo
poc'anzi ma non ci sono riuscito.
Signor Presidente, credo che nella procedura legislativa che
stiamo seguendo sia venuto meno un passaggio che non viene
rimosso nè dalla questione di fiducia posta dal Governo nè da
altri richiami di natura regolamentare che sono contenuti nei
diversi articoli del Regolamento.
Mi riferisco alla discussione generale sull'articolo 1.
Questa sera l'Aula, dopo avere sviluppato la discussione generale
sulla legge, doveva essere chiamata a discutere, in via generale,
l'articolo 1. Invece nella concitazione, nella tensione che si è
venuta a determinare è forse sfuggito questo passaggio di natura
istruttoria che potrebbe rischiare di inficiare il procedimento
legislativo stesso perchè manca un passaggio.
Allora, signor Presidente, desideravo chiederle, se la mia
interpretazione del Regolamento è corretta, di riprendere la
discussione generale sull'articolo 1 che non è stata svolta,
perchè si è passato immediatamente alla discussione sugli
emendamenti. E, poichè non è stato svolto un passaggio di natura
istruttoria sulla formazione della legge, le chiedo anche che i
colleghi, che sono stati invitati a parlare relativamente agli
emendamenti e che hanno illustrato gli emendamenti rispondendo a
quello che era l'orientamento, a mio avviso affrettato, non
sufficientemente approfondito (non per responsabilità nè della
Presidenza protempore nè degli uffici nè di altro ma solo del
clima che si è venuto a determinare nell'Aula), vengano chiamati
ad esprimersi, se ritengono, sia sull 'articolo 1 che, conclusa
la discussione generale sull'articolo 1, sugli emendamenti -
naturalmente quei colleghi che non hanno già espresso la loro
valutazione su questi ultimi.
Ripeto, la mia preoccupazione oltre che di natura politica è
soprattutto di natura tecnico-legislativa, perchè non vorrei che
un errore di questo tipo potesse inficiare il corretto iter della
legge e dunque poi inficiarne la sua approvazione e il visto
sulla medesima che viene apposto dal Commissario dello Stato
proprio per mancanza di un passaggio.
Signor Presidente, per carità, sto facendo soltanto delle
ipotesi, non mi sto assolutamente formalizzando rispetto a ciò,
però pongo questo problema: manca la discussione generale
sull'articolo 1.
Io chiedo, allora, alla Presidenza, se ritiene che questa
sia un'interpretazione che ha senso, di aprire la discussione
sull'articolo 1 per poi passare conseguentemente alla discussione
generale sugli emendamenti, che è già avvenuta in parte, ma che
deve, naturalmente, continuare.
PRESIDENTE. Non ci sono, intanto, timori di inficiamento
dell'iter del disegno di legge.
Il nostro Regolamento prevede due discussioni: una la
discussione generale sull'articolo e l'altra prevede la fase di
illustrazione degli emendamenti e successivamente la votazione
degli emendamenti e poi la votazione dell'articolo.
Il Governo avendo posto la questione di fiducia
sull'articolo, viene consentita la fase di illustrazione degli
emendamenti ma non si votano gli stessi. Sulla discussione
generale dell'articolo 1 si può intervenire, se qualcuno lo
chiede.
Il fatto che alcuni deputati abbiano deciso di illustrare
alcuni emendamenti non fa saltare la possibilità che un deputato
chieda di intervenire sulla discussione generale. Se lei chiede
di intervenire sulla discussione generale dell'articolo, io le do
la parola per la discussione generale dell'articolo, se qualche
deputato mi chiede di intervenire per illustrare gli emendamenti
a questo punto dò la parola per illustrare gli emendamenti.
A questo punto dò per scontato che l'onorevole Alfano,
l'onorevole La Grua, l'onorevole Beninati, l'onorevole Bufardeci
e l'onorevole Caputo sono intervenuti nella fase di illustrazione
degli emendamenti.
Se un deputato chiede di intervenire e io gli dò la parola,
l'importante è che specifichi se interviene sulla discussione
generale degli emendamenti o sulla discussione generale degli
articoli.
Non ci sono questioni. Allora, onorevoli colleghi, il
Presidente della seduta ha ritenuto di operare secondo una logica
anche molto utile, quella dell'ordine alfabetico, ma
evidentemente non possiamo chiamare volta per volta, quindi se ci
sono deputati che intendono intervenire lo dicano.
Chi interviene non può intervenire due volte sulla
illustrazione degli emendamenti. Voglio dire, l'onorevole La
Grua, non è perché non è intervenuto sulla discussione generale
dell'articolo 1, interviene sulla discussione generale
dell'articolo 1 e poi chiede nuovamente di intervenire nella fase
di illustrazione degli emendamenti. Questa fase non c'è, per cui
se è intervenuto l'onorevole La Grua sulla fase di illustrazione
degli emendamenti, può intervenire nella fase della discussione
generale dell'articolo ma non può più intervenire sulla fase di
illustrazione degli emendamenti.
Ricordo ai deputati che non tutti i firmatari degli
emendamenti possono partecipare alla fase di illustrazione, si
può intervenire una sola volta per illustrare gli emendamenti.
ZANNA. Signor Presidente, mi scusi, non è chiaro Allora si
può parlare due volte?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per la illustrazione degli
emendamenti, un deputato firmatario anche di 100 emendamenti
all'articolo, può intervenire una sola volta e gli altri
firmatari dell'emendamento non possono intervenire nella fase di
illustrazione, mentre tutti i deputati possono intervenire sulla
discussione generale dell'articolo 1.
Sia chiaro che nel momento in cui il Governo ha posto la
questione di fiducia sull'articolo, viene votato il mantenimento
dell'articolo e quindi la preclusione degli articoli.
Presidenza del presidente Cristaldi
FLERES. Chiedo di parlare sulla discussione generale
dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
convinto, l'ho già detto nella fase di discussione generale della
legge che la Regione non abbia in questo momento bisogno di un
esercizio provvisorio peraltro di un dodicesimo, mentre ha
bisogno, anche per i tempi che si sono venuti a determinare,
dell'approvazione del bilancio, del bilancio nella sua interezza.
In questi giorni la stampa si è prodotta in una serie di
ipotesi sollevando anche alcune perplessità e alcune
preoccupazioni sull'andamento dei lavori d'Aula, manifestando in
particolare un certo timore e duna certa preoccupazione, appunto,
rispetto alle scadenze che la Regione deve affrontare dal punto
di vista finanziario.
Ebbene, io credo che queste preoccupazioni non ci siano,
credo invece che sia indispensabile che la Regione possa operare
liberamente rispetto a quelle che sono le previsioni di bilancio
e senza il vincolo di un dodicesimo, non è certamente sbloccando
un dodicesimo della spesa che si risolvono i problemi di circa
2000 e oltre miliardi di mandati che riguardano il settore della
sanità che certamente rappresenta una somma molto consistente
all'interno del bilancio della Regione.
Non è certamente con un dodicesimo del bilancio che si può
fare fronte ad un trasferimento ai Comuni delle somme scaturenti
dalla normativa regionale, non è certamente con un dodicesimo del
bilancio della Regione che si può fare fronte al pagamento della
benzina necessaria a fare circolare i mezzi della Regione
siciliana. Credo, invece, che si debba affrontare rapidamente il
bilancio della Regione per consentire alla macchina
amministrativa della Regione, non soltanto alle automobili degli
assessori, di potere circolare con la sicurezza necessaria e con
la possibilità di programmazione degli interventi e, dunque,
della spesa relativamente all'intero anno 1999.
Quello che abbiamo più volte chiesto al Governo è stato il
ritiro di questo disegno di legge e l'immediato avvio della
discussione nelle commissioni di merito prima e in Commissione
Finanze poi e in Aula ancora dopo, del bilancio di previsione
per il 1999. E abbiamo detto al Governo che noi siamo
responsabilmente consapevoli dell'esigenza che la Regione abbia
bisogno di un proprio strumento finanziario definitivo per il
1999. Siamo convinti che gli annosi problemi che riguardano
questa terra e la sua amministrazione regionale non possono
essere affrontati a "spizzichi e bocconi" come invece sta
accadendo da almeno quattro mesi.
Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
una rimeditazione su quello che stiamo facendo dobbiamo
compierla, e farlo con la massima serenità, con il massimo
impegno, con la massima disponibilità a comprendere le ragioni
degli altri.
Non vi è dubbio, signor Presidente dell'Assemblea, signor
Presidente della Regione e onorevoli colleghi che quello che sta
accadendo in questo Parlamento non è fatto riconducibile
esclusivamente alla tecnica parlamentare o alla corretta o non
corretta applicazione del Regolamento, alla sua interpretazione.
Ma è un fatto che deriva da una condizione politica che deve
essere approfondita, che deve essere consegnata ai titolari della
politica in questa regione, ai partiti di maggioranza e di
opposizione, ai gruppi parlamentari. Non credo che il problema di
questo Parlamento sia dover, in questa fase, illustrare
accuratamente un ordine del giorno, un emendamento o non
illustrarlo e darlo per scontato.
Credo, che invece ci si debba mettere nelle condizioni di
potere comprendere come una maggioranza che non è più tale
continui a resistere alla guida della Regione non avendone più la
possibilità reale, come abbiamo visto in questi giorni, ne la
consistenza numerica richiesta.
Allora, di questo dovremmo parlare, onorevole Presidente,
così come dovremmo parlare di un altro aspetto che viene in
questo momento accantonato perchè stiamo parlando di esercizio
provvisorio e mi riferisco alla finanziaria.
Noi vogliamo dire al Governo che siamo convinti, essendo
stati anche noi governo della regione, che ci sono alcuni aspetti
della legge finanziaria, onorevole Piro, che contribuiscono alla
predisposizione di un bilancio credibile e possibile.
Ci sono altri aspetti finanziaria che non sono assolutamente
riconducibili ad una logica propedeutica all'approvazione del
bilancio.
Non c'entrano niente con il bilancio della Regione quegli
argomenti della finanziaria che riguardano aspetti diversi da
quelli di natura contabile, da quelli che riguardano l'entrata.
Allora, noi siamo convinti che siccome l'esercizio provvisorio
non risolve i problemi finanziari della Regione; la legge
finanziaria nelle parti diverse da quelle relative alle entrate e
da quelle relative alle norme di contabilità, altrettanto non
contribuiscono ad intervenire all'interno di un bilancio che è
difficile da redigere e me ne rendo conto, ed allora io credo che
un atteggiamento responsabile del Governo, della maggioranza e
dell'Aula tutta, sia quello di individuare quali siano gli
aspetti più importanti e conducenti ai fini dell'approvazione del
bilancio contenuti nella finanziaria, per discutere questi
aspetti che sono essi sì preparatori alla predisposizione di un
bilancio che tenga conto della condizione di disagio economico e
finanziario della Regione e permetta quindi di redigere un
bilancio sulla base di scelte precise, sulla base di scelte che
certamente non possono, o possono difficilmente, contemperare -
lo dicevo nella discussione generale - le esigenze festaiole dei
sindaci di alcuni comuni della nostra Regione con le esigenze
delle imprese, dei lavoratori; con le esigenze della sanità, dei
servizi sociali.
Credo che si debba nettamente separare questo momento e non
si debbano sovrapporre gli obiettivi. Il bilancio della Regione
non è più nelle condizioni di assecondare le esigenze di tutti, i
desideri di tutti, le aspettative di tutti, nè quelle lecite nè
quelle illecite, nè quelle condivisibili nè quelle non
condivisibili. E' un bilancio che imporrà a tutti noi di compiere
delle scelte, di collocarci da una parte o dall'altra ed allora,
l'esercizio provvisorio questo non lo consente, la finanziaria
esitata dalla Commissione Bilancio non lo consente perchè è
eccessivamente diluita negli obiettivi che intende realizzare e
non intendo, per il momento, affrontarli perchè lo faremo nelle
sedi opportune, mentre il bilancio della Regione lo
consentirebbe.
Siccome sono convinto che noi siamo qui oggi giovedì santo a
discutere di questi temi, mentre il Parlamento nazionale è fermo
per altro, non certo perchè desideriamo produrci in
interpretazioni regolamentari o in esercitazioni di retorica, ma
perchè siamo convinti che esiste un problema politico che va
affrontato. Vorremmo che ci fosse una sensibilità da parte del
Governo e della maggioranza ad affrontarlo il tema politico, a
discutere quelle che sono le priorità e quelli che sono gli
obiettivi sul piano politico perchè è certo, è svilente ed è
anche avvilente dover fare cosa diversa per potere raggiungere
questo obiettivo.
Signor Presidente, questo è un aspetto. L'altro aspetto - e
mi avvio alla conclusione - riguarda il merito: un esercizio
provvisorio che impegna, nella sua globalità, per la prima e per
la seconda proroga, quella di cui stiamo discutendo, 4/12 del
bilancio, di un bilancio che sarà verosimilmente compresso, molto
compresso, in realtà non impegna soltanto 4/12 del bilancio in
questione; ne impegna molti di più perchè, nella prima parte
dell'anno, saranno spesi 4/12 di un bilancio di previsione che
poi sarà ridotto, dimezzato, non so come, e quindi, quelle parti
che saranno state già spese nella prima parte dell'anno non
rappresenteranno i 4/12 del risultato finale dell'attività di
bilancio ma molto di più.
Allora, se questo accadesse, e potrebbe accadere, noi ci
troveremmo nelle condizioni di non potere redigere un bilancio
capace di compiere delle scelte.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Rinunzia?
CINTOLA. No.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le chiedo scusa, lei si iscrive
sulla discussione generale dell'articolo? Siccome ci sono due
elenchi, uno è l'elenco sulla discussione generale dell'articolo,
l'altro è l'elenco sulla fase di illustrazione degli emendamenti.
CINTOLA. Sugli emendamenti.
PRESIDENTE. Lei è firmatario di emendamenti?
CINTOLA. No.
PRESIDENTE. Non essendo firmatario di emendamenti può
iscriversi a parlare sulla discussione generale dell'articolo.
PROVENZANO. Chiedo di parlare sulla discussione generale
dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi accorgo
che ormai siamo arrivati ad una grande confusione e la
confusione, onorevole Piro e Signor Presidente della Regione, su
cosa si incentra? Si incentra sul fatto che voi ritenete che
l'opposizione stia portando avanti questo discorso e questo
dibattito sull'esercizio provvisorio solo ai fini ostruzionistici
e non si sa perchè.
Il fatto è assolutamente diverso. Noi siamo assolutamente
convinti che, in ogni caso, uno strumento per potere procedere
nei pagamenti della Regione deve essere dato e il Governo deve
essere attrezzato in questo senso.
Noi non concordiamo però, sul percorso che voi volete
imporre che è un percorso sbagliato e confuso, mi permetta Signor
Presidente della Regione di dirle questo, è un percorso
sbagliato, confuso che rischia di creare un danno enorme a questa
Regione forse per insipienza o forse per imperizia o
inesperienza, però questa è la realtà.
Vede, signor Presidente della Regione lei dice: "io non farò
mai il bilancio se prima non si approva la finanziaria". Questo
discorso è corretto perchè è il discorso che feci io quando mi
trovai nella sua condizione, nella sua situazione con un a
differenza, la differenza era che in quella finanziaria noi
dicemmo: "il tetto all'indebitamento, il tetto al deficit è X",
per cui fatta la finanziaria automaticamente veniva fuori il
bilancio non veniva fuori il bilancio nelle sue singole poste di
capitoli, ma veniva fuori il bilancio nel rapporto tra entrate e
uscite.
Allora, se lei dicesse caro Presidente della Regione: "io
non farò mai il bilancio se prima non faccio una finanziaria che
determina al primo articolo qual'è il deficit" che lei nel
bilancio proporrà o il surplus o il pareggio, allora io credo che
questa discussione non avrebbe assolutamente senso ce ne potremmo
andare tutti e dare immediatamente non la fiducia perchè noi la
fiducia non gliela possiamo dare ma comunque, le chiederemmo di
ritirare la fiducia per discutere del "comesichiama".
La realtà onorevole Piro è che voi dite senza avere alcuna
idea di quale debba essere il bilancio, voi dite pronto accomodo
facciamo una finanziaria, andiamo a fare 4 conti perchè dobbiamo
fare necessariamente 4 conti.
Lei, onorevole Piro, dichiara, il Presidente della Regione
l'ha dichiarato in tante occasioni, che questo bilancio ha bocce
ferme quindi senza finanziaria, questo bilancio ha di fatto un
deficit globale e complessivo inserendo dentro tutte quelle che
sono le poste che non stanno oggi nel bozzone di bilancio un
deficit di circa 4.000 miliardi. La sua finanziaria onorevole
Piro - ho avuto modo di dirlo l'altra volta e vorrei un attimo
una risposta su questo - che oggi è stata presentata con schede
per 170 miliardi, ma comunque noi la prendiamo in parola perchè
lei è persona seria e, quindi, una finanziaria di 900 miliardi...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Questa è una
favola metropolitana, dove le ha viste le schede con 170
miliardi? Se le vada a vedere lei che non ha mai presentato una
scheda
PROVENZANO ... 4000 miliardi onorevole Piro, mi permetta, lei
ha dichiarato che la sua finanziaria è di 900 miliardi. Di quanto
è la sua finanziaria? Di 900 miliardi, 4000 meno 900, caro
onorevole Piro, fa 3.100 miliardi.
Noi vorremmo oggi sapere nel bilancio di previsione che lei
ha in mente, perchè deve avere in mente un bilancio, questo 3100
miliardi quanto è? Sarà 1000 miliardi, 1500, 3000, 8000...lei
deve dire quant'è, perchè se così non è la presa di posizione del
Presidente della Regione che dice: "io prima devo fare la
finanziaria perchè se no non faccio il bilancio" è una presa di
posizione velleitaria perchè anche quando le approvassimo questa
finanziaria lei avrebbe il problema di 3100 miliardi e noi
vorremmo sapere se il bilancio della Regione 1999 avrà un deficit
di 3100 miliardi e vorrei sapere se lei sarà in grado, dopo le
difficoltà che ha avuto per trovare 1700 miliardi che ancora
sostanzialmente non ha trovato, ha solo qualche promessa, lei
come farà a trovare i 3100 miliardi.
Ergo, siccome noi e facciamo altri conti su un bilancio con
un deficit di 4000 miliardi significa che viaggiamo a 1250 a
quadrimestre cioè significa che viaggiamo a 350 miliardi di
deficit al mese, cioè 12 miliardi di deficit al giorno, è
evidente che approvare un esercizio provvisorio con quei numeri
significa di fatto vanificare qualsiasi manovra che anche
quest'Aula potrà fare.
Allora, signor Presidente, onorevole Assessore, il problema
qual è? Il problema non è votare o meno, perchè non voglio che
venga mistificata la posizione che ciascuno di noi qua porta
avanti. Noi siamo assolutamente d'accordo che questa Regione
debba avere uno strumento finanziario. Questo strumento oggi non
c'è, perchè c'è un bilancio non approvato; perchè ieri è scaduto
l'esercizio provvisorio. E quindi qualcosa va fatta. Ma non va
fatto tutto. Va fatto qualcosa che vorremmo capire.
Vorremmo capire, rispetto ai numeri - perchè se non parliamo
di numeri qua possiamo parlare di tutto -, cosa volete fare. A
meno che, e consentitemi una breve notazione politica, a meno che
il problema non sia un altro. Il problema non sia quello di non
parlare di bilancio perchè avete un Governo che si presenta alle
prossime elezioni europee in buona parte e che non può consentire
di parlare di bilancio e di tagli all'elettorato dal quale
dipenderà la sopravvivenza di 3 assessori di questa Regione e la
sopravvivenza di un partito fantomatico di questa Regione.
Allora, i tempi. Io credo che noi possiamo cominciare a
discutere, in maniera molto serie,a dell'esercizio provvisorio se
lei, onorevole Assessore - mi sembra che ci sia un maxi
emendamento, cominciamo a vederlo - se lei ci dice che il deficit
o il surplus di bilancio per il 1999 è fissato in lire "X". Fino
a quando questo non ce lo dice, noi le diciamo che questo
esercizio provvisorio viaggia a 12 miliardi al giorno di deficit
che non possiamo sopportare, che il bilancio previsionale avrà un
deficit con la sua finanziaria di 3.100 miliardi che nessuno oggi
sarà disposto, sui mercati finanziari, a coprire.
Allora, o voi ci dite qual è la finanziaria e qual è il
progetto di bilancio oppure andiamo al bilancio. Andiamo al
bilancio per cominciare a parlare di numeri e per evitare,
onorevoli colleghi. Perchè, guardate, noi sappiamo che i bilanci
della Regione vengono assaliti e massacrati in occasione di ogni
competizione elettorale. Immaginiamoci cosa sarà il bilancio
della Regione da una competizione europea dove sono candidati
l'onorevole Cuffaro, l'onorevole Castiglione, indirettamente con
il socio, l'onorevole Lo Giudice, cioè tre assessori almeno...
LO GIUDICE . Onorevole Provenzano, mi scusi, guardi che io
non sono candidato.
PROVENZANO. Ne prendiamo atto. Ecco tre assessori di una
Giunta di un partito inesistente che si giocherà tutto su questo.
E allora, e starò nei 10 minuti, e allora concludo, onorevole
Piro. Io credo che noi possiamo discutere di esercizio
provvisorio se le i ci dà un dato. Qual è il dato? Che il suo
Governo si impegna come risultato del bilancio 1999. Non ci
interessa la finanziaria. Che poi discuteremo perchè poi la
riempiremo, ala modificheremo, entreremo dentro. Ma ci
interessano i dati che lei non ci dà. Ci interessa la garanzia
che la campagna elettorale non massacri le finanze della Regione
e che pertanto si arrivi con estrema chiarezza d un bilancio
prima che cominci a partire o che si comincino a determinare le
reali candidature che da parte dell'UDR mi sembra siano definite
o comunque in fase di definizione.
CIMINO. Chiedo di parlare sulla discussione generale
dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, l'onorevole Lo Giudice tiene a
precisare che non è candidato. Però, l'intervento dell'onorevole
Provenzano penso che sia stato chiaro e possa valere per gli
altri candidati dell'UDR e, comunque sia, indipendentemente dai
candidati di questa Assemblea, il principio e l'idea del
presidente Provenzano, è un monito, è una riflessione molto
valida, considerato il deficit del bilancio della Regione
siciliana, ritardare questo bilancio significa veramente volere
pregiudicare le risorse ed una politica di recupero che si vuole
fare dei fondi di questa Regione.
Un Governo appena eletto dovrebbe fare delle dichiarazioni
programmatiche, una finanziaria ed un proprio bilancio. Questo
Governo appena eletto ha fatto delle dichiarazioni programmatiche
scadenti, addirittura delle parti interessantissime erano
assenti, non riesce a fare una finanziaria, per ostruzionismo non
del Polo ma della stessa maggioranza, non riesce e non vuole fare
un bilancio, preferisce fare l'esercizio provvisorio. Ma
realmente, cosa rappresenta l'esercizio provvisorio, quale
strumento finanziario che il Parlamento vuole dare alla Sicilia,
che il Parlamento vuole dare a questa Terra.
L'esercizio provvisorio non è altro che voler dare
l'opportunità al Governo di spendere alcune somme che già erano e
nascevano da un altro bilancio, da un bilancio che non era di
questo Governo, quindi, questo Governo volendo approvare un
esercizio provvisorio testimonia che non ha una linea
programmatica, che non ha un interesse da portare avanti, che non
intende dare a questa Sicilia un futuro ed una speranza.
Nel momento in cui si leggono i giornali e ci sono delle
dichiarazioni dell'onorevole Piro della riuscita di avere dato
alla Regione un mutuo, la notizia allegra non deve essere quella
di avere trovato la fiducia di qualche banca per coprire il
deficit della Regione, ma la notizia allegra deve essere quella
di riuscire a trovare lo strumento, la progettualità ed il piano
per pagare i mutui che si vanno a contrarre, perché i mutui non
sono risorse finanziarie che non hanno scadenza, ma sono delle
risorse finanziarie che la Regione siciliana per onorabilità deve
rispettare sia con le banche straniere, con le quali intrattiene
rapporti di natura finanziaria, ma anche con i siciliani che
attendono ormai da troppo tempo.
Sono ingenti i mandati di pagamento che non vengono evasi,
sono ingenti gli imprenditori che vincono delle gare e che non
trovano nella Regione un momento ed un soggetto credibile ed un
soggetto che riesce a garantire le proprie spese.
Quando questo Governo è stato votato da una fiducia, alcuni
colleghi hanno voluto richiamare la fiducia romana e non la
fiducia dei siciliani e di quest'Assemblea, si pensava che doveva
dare il reale collegamento del Governo nazionale con il Governo
regionale e quindi, doveva porter dare l'opportunità alla Sicilia
di recepire i fondi dello Stato, i fondi dell'articolo 38 dello
Statuto siciliano, del cosiddetto Fondo di Solidarietà nazionale,
i fondi che l'articolo 36 del nostro Statuto con l'autonomia
finanziaria vorrebbero e devono garantire.
Di tutto questo non c'è niente, di tutto questo non esiste
niente come base programmatica, ma neanche nell'immediato futuro.
La Sicilia si diceva che non riceveva i fondi da Roma perché era
amministrata dal centrodestra, ma a me pare neanche ed a maggior
ragione se è amministrata dal cetrosinistra.
Diciamolo chiaramente, almeno con il Governo di centrodestra
si riusciva a battere i pugni, si riusciva a portare avanti le
istanze dei siciliani, le istanze di questo Parlamento, con
questo Governo di centrosinistra la Sicilia è supina alle idee di
Roma e non riesce a dire la propria, non riesce a dire la propria
neanche nella politica internazionale ed in questi momenti la
politica internazionale dovrebbe vedere la Sicilia ed il
Presidente della Regione in particolare in prima linea, perché
la guerra che sta martoriando paesi vicini non è una guerra che
riguarda solo ed esclusivamente il Governo centrale, ma riguarda
la Sicilia, riguarda anche parte della Sicilia che è impegnata in
accordi internazionali con la base di Sigonella e riguarda quindi
l'impegno e le scelte che deve prendere questo Parlamento.
Un Governo assente, un Governo che sta quindi affidando
l'attività di gestione ordinaria e, direi, straordinaria a quelli
leggi delega che si sono volute fare agli amministratori e si sta
dando il potere alla burocrazia, a quella burocrazie compiacente,
a quella burocrazia di partito.
Cari amici, la politica deve avere il proprio primato ed il
primato la politica lo riesce ad ottenere con le leggi
finanziarie e con il bilancio della Regione. Per questo é giusta
la battaglia che porta avanti il Polo per le libertà nel dire di
no all'esercizio provvisorio ed invogliare questo Governo a
portare in Aula il Bilancio. Perché sul bilancio bisogno
confrontarsi, sul bilancio, urgentemente, bisogna aprire un
tavolo di concertazione per le problematiche attinenti
l'occupazione e le priorità della nostra isola.
Di questi momenti, se volessimo chiedere una relazione
semestrale a questo Governo, relazione semestrale che sono
chiamati a dare i sindaci ed i presidenti della Provincia,
sarebbe una relazione bianca perché niente é stato fatto e niente
é stato programmato.
Cosa della volontà del presidente Capodicasa e di questa
compagnia é stato portato avanti in tema di sanità, di beni
culturali, di turismo e di lavoro? Si parla e si vuole parlare di
proroghe, ma niente di fattivo. Noi speravamo che questo
cambiamento di tendenza poteva dare alla Sicilia anche la
possibilità che il Governo nazionale si assumesse alcune
responsabilità, perché alcune responsabilità oggi di questa terra
non sono responsabilità di leggi regionali, ma sono
responsabilità di leggi nazionali che sono state prorogate e che
oggi dovrebbero avere, con un Presidente del Consiglio come
Massimo D'Alema e con un Presidente della Regione come
Capodicasa, un immediato riscontro ed un'immediata risposta.
Tutto questo non esiste perché non si sanno battere i pugni
sul tavolo del Governo centrale. E' da pochi giorni la sentenza
della Corte Costituzionale che ha voluto penalizzare le
prerogative della Sicilia e questo é bene dirlo, perché
indipendentemente dal colore politico é necessario sottolineare
che il Presidente della Regione Provenzano, nel momento in cui
richiedeva la partecipazione del Presidente della Regione
siciliana al Consiglio dei Ministri per discutere la legge
finanziaria dello Stato, aveva le giuste ragioni, le giuste
prerogative dello statuto della Regione per portare avanti le
tesi e le istanze della Sicilia perché, nel confermare una tesi
della Corte Costituzionale che per la finanziaria dello Stato, il
Presidente della Regione siciliana non deve partecipare, si vuol
dare conferma che la Sicilia non partecipa alle scelte
determinanti di questo Paese, che la Sicilia non può partecipare
e non può avere i fondi dello Stato e la Sicilia deve essere
boicottata e messa da parte, a maggior ragione oggi che esiste un
Governo compiacente al Governo nazionale.
Questo é pericoloso perché tradiamo chi ha creduto
nell'autonomia della Regione, chi ha creduto in una legge
finanziaria indipendente e per il rilancio della Sicilia.
Presidenza del presidente Cristaldi
LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare perché, a nome dei capigruppo del Polo per le libertà,
intendiamo chiedere alla cortesia del Presidente dell'Assemblea e
anche del Governo, la possibilità di avere mezz'ora di tempo per
riunire i deputati del Polo, per valutare ciò che si deve fare,
anche a seguito di alcuni contatti che ci sono stati con alcuni
esponenti della maggioranza.
Quindi, la richiesta è di sospendere per mezz'ora, massimo
tre quarti d'ora, la seduta, per consentire questo adempimento.
LO CERTO . Chiedo di parlare sulla proposta dell'onorevole La
Grua.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CERTO . Signor Presidente, io credo che si possa anche
addivenire ad applicare l'articolo 100, comma 2, che mentre si
accede alla richiesta, però sia interpellata l'Aula per chiudere
le iscrizioni a parlare.
PRESIDENTE. Le iscrizioni a parlare non sono state chiuse, ma
tutti i deputati di Alleanza nazionale e di Forza Italia si sono
iscritti. Per intanto, c'è la proposta dell'onorevole La Grua.
Superata quella, poniamo la sua proposta.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sulla proposta dell'onorevole La
Grua.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, in realtà ci sono dei contatti
intercorsi per cercare di accelerare la procedura di approvazione
dell'esercizio provvisorio con i capigruppo del Polo della
libertà, per cui io non ho alcuna difficoltà nel dichiarare la
mia disponibilità ad accogliere la proposta avanzata
dall'onorevole La Grua circa una sospensione. Però, onorevole La
Grua, inviterei lei ed i capigruppo del Polo, a cercare di
rendere più celere possibile una risposta, in modo tale che così
sappiamo come organizzare i lavori d'Aula.
CINTOLA. Chiedo di parlare sulla proposta dell'onorevole La
Grua.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
difficoltà, però, voglio capire.
Desidererei che l'onorevole La Grua esplicitasse il motivo
per cui chiede una sospensione, su quale proposta e quale tipo di
risposta, o quale tipo di intervento intende fare il Polo, in
considerazione del fatto che è già stata formulata e presentata
al Governo una mozione di sfiducia. E, quindi, l'interruzione io
la capirei e potrei dare il mio assenso o meno, signor
Presidente, onorevoli colleghi, nel momento in cui posso
comprendere e capire i motivi che spingono l'onorevole La Grua a
chiedere una sospensione di mezz'ora per riunire i Gruppi e dare
risposta a che cosa ed a chi. Sull'ordine dei lavori, sulla
finanziaria, sul bilancio, su che cosa?
FORGIONE. Chiedo di parlare sulla proposta dell'onorevole La
Grua.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che la proposta dell'onorevole La Grua possa essere accolta,
perchè mi pare che l'Aula sia bloccata da una posizione
ostruzionistica da un lato e da un irrigidimento che, se richiede
un approfondimento per sbloccare la situazione, essendo ormai
posta la questione di fiducia e, comunque, dovremmo arrivare
entro stanotte ad un voto, se la cosa può essere utile acchè il
Polo, comunque, discuta della situazione, dell'atteggiamento
d'Aula ed evidentemente la votazione può avvenire prima, io credo
che questa esigenza vada accolta. E' un diritto-dovere delle
opposizioni valutare la strategia d'Aula e credo che questo
dobbiamo concederlo.
Piuttosto, signor Presidente, io la inviterei ad ottenere
dai rappresentanti del Polo un orario indicativo in modo che
anche noi ci regoliamo la vita.
PRESIDENTE. Onorevole La Grua, anzichè, i trenta minuti
politici, mi pare di capire che possano essere anche tre quarti
d'ora purchè siano tali.
Pongo in votazione la proposta dell'onorevole La Grua.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle
ore 21.30.
(La seduta, sospesa alle ore 20.40, è ripresa alle ore 00.14)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidererei un attimo di
attenzione. So che l'ora è tarda e la stanchezza prende tutti:
parlamentari e funzionari.
Spero che il tempo trascorso durante questa sospensione
d'Aula sia stato correttamente utilizzato. Mi sono preoccupato
della particolare situazione che si è verificata nel nostro
Parlamento a seguito di durissime prese di posizione dal punto di
vista politico.
Il dibattito naturalmente è stato corretto, ciascuno ha
potuto esprimere la propria opinione e, come suol dirsi, dall'una
e dall'altra parte è prevalso il senso di responsabilità e di
maturità che merita un Parlamento prestigioso qual è il nostro.
Mi sono preoccupato di utilizzare proficuamente, spero,
questo tempo intercorso perchè si cerchi a questo punto di
concludere un momento di alta politica in un fatto tecnicamente
utile per la nostra Isola.
Credo che il ruolo del dibattito è a tutti noto. Credo che
la minoranza ha potuto esprimere fino in fondo la propria
posizione utilizzando il veicolo dell'esercizio provvisorio anche
come l'involucro, l'amplificatore delle proprie tesi
condivisibili o meno non compete al Presidente dell'Assemblea
cercare in qualche maniera di interpretarle ed esprimerle.
Dall'altra parte mi è sembrato corretto l'atteggiamento
della maggioranza e del Governo che ha legittimamente e secondo
le proprie tesi difeso una propria posizione.
Mi permetto di dire a tutti, al Presidente della Regione in
primo luogo e all'intero Parlamento che in fin dei conti abbiamo
davanti uno strumento tecnico qual è l'esercizio provvisorio;
con tutto il significato politico che si può caricare
sull'esercizio provvisorio, esercizio provvisorio è ed esercizio
provvisorio rimane.
In altri momenti questi momenti questa Assemblea ha dedicato
soltanto qualche minuto alla trattazione dell'esercizio
provvisorio e qualche secondo all'approvazione dello stesso.
Quello che si doveva dire si è detto. Mi è sembrato
esagerato, lo dico con franchezza, tentare ancora di portare
avanti il dibattito d'Aula secondo una posizione politicamente
legittima ed ostruzionistica della minoranza per tentare di fare
emergere eventuali contraddizioni della maggioranza.
Mi è sembrato eccessivo ed amplificato anche l'elemento che
ha portato Il Governo e la maggioranza a porre la fiducia
sull'esercizio provvisorio.
L'esercizio provvisorio rimane esercizio provvisorio, con
una valenza politica che è un fatto marginale.
Credo di avere anche potuto verificare che su questo c'è
ampia convergenza. L'esercizio provvisorio è utile alla Sicilia e
il significato politico che ha avuto, probabilmente si ripeterà
in altri disegni di legge, ma a questo punto non credo che sia
più opportuno insistere su una tale presa di posizione così dura.
Allora il mio appello a tutto il Parlamento perchè a questo
punto prevalga il senso di responsabilità e di maturità dello
stesso.
Mi auguro, onorevole Presidente della Regione, che questo
messaggio del Presidente dell'Assemblea trovi in lei, come ha
trovato in queste ore, una persona disponibile pur essendo il
Capo della Regione siciliana, a tentare in qualche maniera di
porre un rimedio a quello che è stato ormai lo stallo della
politica intorno all'esercizio provvisorio.
Credo che ci siano le ragioni per poter chiedere a tutti un
passo indietro, come suol dirsi, a Governo che non è necessario,
secondo me, insistere sulla fiducia sull'esercizio provvisorio,
alla minoranza di non insistere su una posizione perchè i frutti
che doveva fare emergere, in fin dei conti sono emersi.
Mi permetto chiedere innanzitutto al Presidente della
Regione un pronunziamento sulle modeste parole del Presidente
dell'Assemblea, lanciando l'appello a tutto il Parlamento perchè,
a questo punto si possa sbloccare, la situazione.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Onorevole Presidente, io
credo che sia risultato chiaro dalle motivazioni con cui il
Governo ha posto la questione di fiducia, che alla base di questa
richiesta vi fosse il tentativo di sbloccare una situazione che
con le centinaia di emendamenti presentati dalle opposizioni si
era determinata.
Una posizione di stallo che, a nostro giudizio, non aveva
ragione di determinarsi e di essere determinata intorno a un
provvedimento che come lei stesso ha dichiarato è quasi un atto
dovuto da parte dell'Assemblea. Non si era mai verificato in
passato che l'esercizio provvisorio fosse utilizzato come terreno
di scontro politico e tanto più come terreno di battaglia
ostruzionistica. Era e rimane una necessità quella di porre la
questione di fiducia di fronte al fatto che vi sono circa un
migliaio o forse anche più di emendamenti proposti intorno a un
unico articolo del disegno di legge. Mi pare chiaro che se
questa ragione viene meno, se le centinaia di emendamenti che
sono stati presentati verranno ritirati, il Governo non ha motivo
di mantenere la questione di fiducia sull'articolo perché a quel
punto si potrebbe andare fisiologicamente a un normale voto
d'Aula sull'articolo che approva l'esercizio provvisorio per il
mese di aprile.
PROVENZANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, io credo che le opposizioni di
Alleanza Nazionale, CCD e Forza Italia non possono non accogliere
quella che è l'esortazione che lei muove a tutta questa Assemblea
richiamando tutti al senso di responsabilità che nei momenti
dello scontro più alto non devono vedere né vinti né vincitori,
ma deve vedere vincitori solo l'interesse comune e l'interesse di
tutti siciliani. Per cui noi accogliamo questo suo invito alla
responsabilità.
Le centinaia di emendamenti che avevamo proposto
all'esercizio provvisorio avevano un obiettivo che era quello di
fare aprire un approfondito dibattito non sull'esercizio
provvisorio, perché credo che da questa tribuna tutti abbiamo
detto che l'esercizio provvisorio era un atto dovuto e che la
responsabilità di non dare uno strumento che potesse consentire
la normale attività finanziaria della Regione non poteva essere
assunta da parte di nessuno, ma era solo il motivo che ci
spingeva a evidenziare come l'opposizione era ed è contraria alla
finanziaria che è stata proposta dal Governo, però noi crediamo
che il suo appello debba essere assolutamente accolto. Il
Presidente della Regione dichiara che il Governo ha messo la
fiducia perché vi erano gli emendamenti e che è pronto a ritirare
la fiducia se e in quanto decadono gli emendamenti. Alleanza
Nazionale, CCD e Forza Italia contestualmente sono pronti a
ritirare gli emendamenti presentati contestualmente al ritiro
della fiducia da parte del Governo. Credo che questo debba
indicare a tutta la Sicilia il senso di responsabilità che tutta
questa Assemblea dimostra in un atto del genere consentendo
quindi l'avvio dell'esercizio provvisorio al quale i tre partiti
del Polo voterebbero a favore in un'eventualità del genere per
potere ricominciare dopo Pasqua una normale dialettica sulle
altre scadenze che ci attendono.
NICOLOSI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo
parlamentare dei liberaldemocratici, che peraltro non aveva
presentato alcun emendamento all'esercizio provvisorio in corso
di discussione, accoglie con soddisfazione le proposte finali
avanzate dal Presidente dell'Assemblea e dal Presidente della
Regione ricordando ai colleghi capigruppo, al Presidente della
Regione e al Presidente dell'Assemblea che già nell'ultima
Conferenza dei capigruppo noi avevamo avanzato una proposta,
avevamo detto giovedì alle 16,00. Io ho avuto delle telefonate di
persone che sono nelle chiese di Palermo, che risultano molto
piene, eppure tanti di noi siamo qui perché giovedì si potesse
concludere con un dibattito normale la valutazione sull'esercizio
provvisorio e quindi il voto. Questo alle 16,00 non è avvenuto
sta avvenendo alle 24,00 circa. Riteniamo che sia una cosa utile,
può essere un elemento di valutazione della finanziaria del
bilancio intorno alle quali leggi certamente parleremo e daremo
un nostro contributo anche critico per lo sviluppo delle
questioni che afferiscono alla vita della nostra Regione pur
sapendo, che la nostra non intende essere, rispetto a queste
problematiche, una opposizione pregiudiziale ma una presenza
politica armonica, seppur dialettica, che tende al superamento
delle logiche e delle contrapposizioni. Speriamo che questo
messaggio, così come tante volte abbiamo fatto, possa essere
raccolto e che si possa proseguire proficuamente nel lavoro di
approvazione delle leggi che la settimana prossima verranno alla
nostra valutazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo a
titolo personale. La composizione finale è adeguata a quello che
era un disegno di legge che io ho visto votare già da due anni
dai governi di centrodestra in due minuti, come ha detto
l'onorevole Provenzano, non di autocritica ma di grande
responsabilità nel momento in cui dice che l'esercizio
provvisorio si è esaurito già per due volte in due minuti.
Questo sta a significare che il problema che c'era in nuce è
un problema che andava risolto in questa Assemblea senza
scomodare il nostro Presidente dell'Assemblea che, anche se
tardivamente, ha posto i suoi buoni uffici per tentare non un
raccordo ma di riportare tutto alla serena valutazione
dell'Assemblea, che deve scontrarsi ed incontrarsi sui grandi
problemi che investono i temi della Sicilia.
Il fatto che, quindi, questa sera a "tarallucci e vino" si
conclude una vicenda che in altri tempi si sarebbe conclusa in
due minuti sta a significare che nessuno qui ha portato né da
redentore né da grande mallevadore delle masse nessun tipo di
nuova e ferma posizione per riportare l'Assemblea al suo ruolo,
alla sua dignità e alle sue grandi responsabilità nei confronti
della Sicilia.
Riteniamo, quindi, di dovere accettare quanto è già avvenuto
senza con questo turbare equilibri di maggioranza. Però,
intendiamo dire fortemente che c'è una verifica forte e politica
che va fatta, Signor Presidente della Regione, con la finanziaria
che non potrà e non dovrà avere composizione dell'ultimo momento
, che non potrà consentire ai deputati di stare qui in attesa a
bivaccare che gli altri decidano oltre i tempi massimi rendendo
inutili le presenze, le idealità e la continuità di lavoro
nell'Assemblea stessa. Riteniamo di dovere dire al Presidente
dell'Assemblea che è necessaria la sua presenza in Aula,
lungimirante che riesce, quando vuole a produrre al di sopra
delle parti ed a tentare anche se con ritardo le mediazioni che
sono di un Presidente dell'Assemblea che sa quali sono i suoi
doveri e sa anche quali sono i suoi diritti.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il ritardo
nella maturazione della decisione del Polo mi ha consentito - vi
ringrazio - di partecipare ad una bellissima fiaccolata per la
pace e contro la guerra. E ritengo che la mia presenza lì sia
stata molto più utile del bivaccare in attesa di decisioni
politiche, devo dire, che smentiscono due giorni di presenza in
quest'Aula...
PRESIDENTE. Permette, una battuta oggi non me ne sono concessa
nemmeno una. E' stata fatta una videocassetta in maniera tale che
possiamo mandarla a Clinton?
FORGIONE. L'ha trasmessa già la RAI; Clinton fa ben altre
videocassette, Presidente. Mi perdoni la caduta di stile, ma me
l'ha tirata, mi è uscita. Mi vergogno di quello che ho detto, vi
chiedo scusa.
Ho partecipato a questa manifestazione per la pace e questa
manifestazione per la pace ritengo sia stata un momento
importante che ha visto uniti il volontariato cattolico,
l'associazionismo di base, il movimento non violento, la lega
degli obiettori di coscienza, quindi, con questo spirito,
apprezzo ancora meglio il suo messaggio ecumenico, Presidente
dell'Assemblea, e lo apprezzerei di più se la mia parte politica
non fosse stata ispirata, in questi giorni, da un modo di fare
opposizione che non si è mai discostato dalle cose che lei ha
detto. Per questo lo apprezzo, ma non eccessivamente, perché non
è un richiamo alla mia parte politica, Presidente, non è un
richiamo al modo di fare opposizione che la mia parte politica ha
determinato in questi giorni; anzi, noi abbiamo sempre creduto
che l'opposizione, la più rigorosa, deve entrare nel merito delle
questioni. E anche quando noi abbiamo esasperato la nostra
battaglia di opposizione in quest'Aula sulla "legge voto" non
siamo mai caduti in un estremismo strumentale e in un
ostruzionismo vuoto. Io questo lo vorrei dire, Presidente, perché
ora tutti siamo pronti a farci carico delle esigenze della
Sicilia che aspettava l'esercizio provvisorio e fino a soltanto
qualche ora fa la gran parte degli interventi che io ho ascoltato
dicevano, e per fortuna c'è lo stenografico, che la Sicilia non
ha bisogno di un esercizio provvisorio perché tanto si può andare
al bilancio.
Ora tutto è possibile in politica, tutto è possibile ed io
sono tra quelli cresciuti ad una scuola grande, il partito
comunista, che ci ha insegnato che bisogna sempre riservarsi una
via d'uscita; che ci ha insegnato, Presidente, che in politica
non esistono i vicoli ciechi ed io apprezzo che una opposizione
grande, larga sia presente in quest'Aula. E a maggior ragione
bisogna riservarsi le vie d'uscite quando non si è opposizioni
piccole ma si è opposizioni grandi, quindi con una responsabilità
più grande di quella che la mia parte può avere.
Invece, oggi scopriamo che un atto di responsabilità
porterebbe, subito, a questa cosa dovuta che è l'esercizio
provvisorio che in questi due giorni, praticamente, abbiamo perso
tempo a discutere della qualità del trebbiano, che come è noto
era collegato all'esercizio provvisorio e al bisogno di approvare
uno strumento che è un atto tecnico dovuto per i Comuni, per i
lavoratori, per gli imprenditori che tanto rappresenta lei,
onorevole Provenzano. Vorrei ricordarle che quando lei non
presentò l'esercizio provvisorio lo presentammo le opposizioni e
solo dopo che le opposizioni presentammo l'esercizio provvisorio
lei fu costretto a venire in Aula con un suo disegno di legge e
lei ci ha intrattenuto lì sul trebbiano ieri per almeno due volte
e oggi per ben due volte ci ha spiegato che l'esercizio
provvisorio non è un atto dovuto salvo ora dichiarare che siete
pronti a fare un atto dovuto che come è noto è dovuto e che
quindi bisogna approvarlo.
Io apprezzo il vostro gesto, Presidente c'è lo stenografico,
apprezzo il vostro gesto e apprezzo soprattutto la disponibilità
che avete avuto nel cogliere l'indicazione che il Presidente
dell'Assemblea, molto responsabilmente, ha dato.
Sì, forse c'è bisogno, Presidente Cristaldi, di una sua
maggiore presenza qui, spero sempre nella veste istituzionale, ma
se a volte serve, anche nella veste di direzione politica, come
stasera lei ha fatto. Ben venga signor Presidente perché vuol
dire che a volte c'è bisogno anche di una direzione politica
quando questa non c'è.
Detto questo, noi di Rifondazione comunista riteniamo che si
sta sbloccando positivamente la questione.
Noi continueremo a combattere politicamente,
dall'opposizione, le scelte politiche di questo Governo.
Continueremo a confrontarci con questo Governo, non vogliamo fare
l'opposizione per l'opposizione, non faremo le migliaia di
emendamenti, ma faremo quegli emendamenti e avanzeremo quelle
proposte politiche sulle quali chiediamo al Governo un confronto
in nome non di un ostruzionismo fine a se stesso ma di interessi
sociali che noi intendiamo rappresentare e difendere in una
dialettica, tra maggioranza ed opposizione, che però deve trovare
...., deve trovare, ci auguriamo che troverà punti di incontro
per dare risposte ad interessi sociali deboli che noi vogliamo
rappresentare e speriamo che il Governo non sia sordo.
Può essere dialogante il Governo se invece di trovare il
muro contro muro, fine a se stesso, trova un confronto di merito.
Noi faremo questo e con questo spirito la nostra opposizione
nelle prossime settimane si svilupperà verso il Governo, verso
questa maggioranza, ancora per cambiare e migliorare la legge
finanziaria, per invertire la logica di quella legge finanziaria,
ma non troverà in questa Aula, il Governo, una opposizione
sterile, vuota, salvo poi dire che si è scherzato e che siamo
stati qui per tre giorni a ritardare quello che era un atto
dovuto soltanto perché un giocattolo si è rotto e non sapevamo
come aggiustarlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ricevuto. Ne ha
facoltà.
RICEVUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi noi abbiamo
apprezzato molto il ruolo svolto dal Presidente dell'Assemblea,
un ruolo di mediazione tra le diverse valutazioni che erano
emerse nel corso del dibattito di questi giorni in Aula.
Lo apprezziamo molto ed apprezziamo molto il suo richiamo al
senso di responsabilità. Apprezziamo, ovviamente, il senso di
responsabilità manifestato dal Presidente della Regione e
apprezziamo, anche, la posizione di ripensamento espressa anche a
nome dell'opposizione del Polo per bocca del Presidente
Provenzano.
Noi facciamo parte di un'altra opposizione, noi del Partito
Socialista di Sicilia, che è un'opposizione, come si sa ormai,
distinta e diversa rispetto a quella espressa dal Polo.
Noi siamo opposizione a questo Governo di centro-sinistra ma
abbiamo sempre detto che manifesteremo il nostro ruolo di
opposizione, così come abbiamo fatto, peraltro, quando al Governo
c'era il centro-destra in maniera mai preconcetta, mai
pregiudiziale ma facendo valutazioni di merito sulle questioni
concrete delle quali di volta in volta avremo parlato.
Noi siamo distinti dai due poli, non abbiamo mai sposato la
causa dei due poli così come costituiti in momenti di maggiore
successo dei due poli, figurarsi se questo può accadere in un
momento in cui, a nostro modo di vedere, si avviano processi di
rivoluzionamento, di stravolgimento delle posizioni dei due poli
così come pare segnato dal percorso della politica di questo
nostro Paese.
Dico questo per ritornare alla questione perché non abbiamo
avuto bisogno del richiamo del Presidente dell'Assemblea.
Abbiamo manifestato già in precedenza, nel corso di questi
giorni e nel corso della giornata odierna il nostro punto di
vista.
Abbiamo sempre valutato l'approvazione dell'esercizio
provvisorio come una approvazione di uno strumento tecnico che,
così come è stato detto dal Presidente dell'Assemblea, in tanti e
tanti momento della vita di questo Parlamento ha costituito
oggetto di valutazione soltanto di qualche minuto da parte
dell'opposizione e da parte del Governo.
Abbiamo detto che questo serviva per risolvere alcuni
problemi concreti che non potevano annettersi valutazioni di
ordine politico sull'approvazione dell'esercizio provvisorio e se
la valenza politica è stata attribuita attraverso la questione di
fiducia posta dal Governo, questo mi dispiace dirlo, ma lo si
deve al fatto che si sono messi 500 emendamenti su un unico
articolo da parte dell'opposizione del Polo.
Pertanto, ritengo che, dette queste cose, bisogna tornare
con maggiore serenità alle valutazioni di merito, alle
valutazioni della politica, che bisogna confrontarsi - e mi sia
consentito, l'ho detto già in altre occasioni nella giornata di
oggi - non è possibile cogliere occasioni soltanto per
manifestare un'opposizione che si manifesta attraverso
valutazioni di ostruzionismo, attraverso atteggiamenti di
ostruzionismo "tous court". Vi devo dire molto francamente e
fraternamente con senso di estrema amicizia che la seduta di ieri
sera a me è parsa, mi pare di poter dire di doverla censurare
perché per la verità mi ha sconcertato. Mi ha sconcertato un
atteggiamento, ripeto, ostinato, pervicace, di ostruzionismo che
non si confrontava su questioni di spessore e di livello della
politica. Noi siamo diversi da questo modo di fare opposizione.
Questo lo dico, ripeto, con un sentimento di grande amicizia però
lo dico anche con un senso di responsabilità e con una censura e
valutazione critica nei confronti di atteggiamenti già
manifestatisi, ma lo chiedo e lo dico, indubbiamente, con
l'auspicio che finalmente si possa metter mano a questioni più
serie, a questioni che vedano un confronto serrato e noi siamo
per questo - lo vedremo anche in occasione della discussione
finanziaria, ma su questioni - che riguardino gli interessi veri
di questa nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ricevuto. Onorevoli colleghi
come avete potuto ascoltare è emerso un clima positivo nel quale
è evidente che non esistono più le motivazioni per il
mantenimento della fiducia sul disegno di legge e per il
mantenimento degli emendamenti. Non ci sono più gli emendamenti
presentati dagli onorevole parlamentari.
L'Assemblea ne prende atto.
GIANNOPOLO. E' esattamente il contrario.
ZANNA. E' esattamente il contrario.
(L'Assemblea ne prende atto)
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. E' quello che ha detto il Presidente
dell'Assemblea. Lei, poi, se lo rileggerà, ne farà menzione, che
le devo dire Nel libro di storia che scriverà lei.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:
"Art. 2
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione con effetto dal 1
gennaio 1999.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE
SICILIANA PER L'ANNO 1999" (N. 897/A).
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
palese nominale del disegno di legge n. 897/A: " Esercizio
provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 1999".
Colgo l'occasione per augurare a tutti i parlamentari, ai
funzionari, ai dirigenti, ai collaboratori dell'Assemblea
regionale siciliana di potere trascorrere serenamente i giorni
che ci apprestiamo a vivere, spero, con tranquillità. Auguro a
tutti voi buona Pasqua e permettetemi, sperando di non cadere
nella retorica, di augurare anche dalla sede del Parlamento
siciliano che si possa rasserenare il clima di una parte del
Mediterraneo e che possa al più presto porsi fine alla battaglia,
certamente legata a guerre che hanno motivazioni, ma che comunque
ci portano sempre a chiederci le ragioni per le quali queste
motivazioni vengono tirate fuori. La guerra non è mai una cosa
positiva qualunque sia l'argomento alla base di quella
motivazione.
Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del
disegno di legge n. 897/A: "Esercizio provvisorio del bilancio
della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999".
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti .......78
Astenuti ..................2
Maggioranza ..............40
Hanno votato sì ..........76
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
LA GRUA . Chiedo di parlare ai sensi del secondo comma
dell'articolo 83 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Onorevoli colleghi, intervengo per chiedere al
Presidente di rinviare la seduta d'Aula a mercoledì, perchè,
siccome lunedì è Pasquetta, abbiamo avuto giornate così
impegnative, sarebbe opportuno e giusto un po' per tutti rinviare
a mercoledì.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assemblea è rinviata a
mercoledì 7 aprile 1999, alle ore 10.30, con il seguente ordine
del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO UNIFICATO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
CONCERNENTI I "LAVORI DI PUBBLICA UTILITA'". (V. ALLEGATO)
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
2) "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino.
La seduta è tolta alle ore 00.47.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.45 del 2 aprile 1999)