Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 10.50.
PRESIDENTE. Su richiesta del Governo, la seduta è aggiornata
alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 10,51, è ripresa alle ore 12.07)
La seduta è ripresa.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
- "Istituzione della Commissione parlamentare d'indagine e di
studio sulla giungla retributiva in Sicilia" (n. 906)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Vella in data
1 aprile 1999
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 29.03.1999: RICEVUTO
SOSTITUZIONI
Riunione del 29.03.1999: LEANZA sostituito da TURANO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 30.03.1999, ant.: ADRAGNA-VICARI-BENINATI-GIANNOPOLO-
PELLEGRINO-STRANO-VELLA
" " " pom.: ADRAGNA-VICARI-CAPUTO-CINTOLA-
GRIMALDI-MELE-PELLEGRINO
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 2991 - Notizie in ordine al conferimento dell'incarico
di dirigenti di II livello in Medicina di accettazione e
urgenza presso l'Azienda ospedaliera di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Ricotta Michele
----------------
N. 2993 - Mancata realizzazione della discarica
consorziale per rifiuti solidi urbani di Serradifalco.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Ricotta Michele
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 2992 - Informazioni sulla situazione del personale
della Telecom Italia srl.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
- Assessore Lavoro
***
Croce Antonino
----------------
N. 2994 - Rischi di licenziamento nella sanità privata a
causa della mancata erogazione dei finanziamenti da parte
delle AA.UU.SS.LL..
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Bilancio
***
Ricotta Michele; Pagano Alessandro; Tricoli Marzio
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 346 - Mancato pagamento dei farmaci forniti dal
Servizio sanitario nazionale e degli ausili previsti
dall'assistenza integrativa alle farmacie della provincia di
Trapani e delle restanti province siciliane.
Croce Antonino; Bufardeci Giambattista; D'Aquino Antonio;
Fleres Salvatore; Cimino Michele; Grimaldi Ugo
Presentata il 1/04/99
----------------
N. 347 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Stancanelli Raffaele; Catanoso Genoese Francesco; Aulicino
Armando; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio; Alfano Angelo;
Bufardeci Giambattista; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe;
Misuraca Salvatore; Strano Antonino; Cimino Michele; Croce
Antonino; Sottosanti Fulvio Salvatore; Fleres Salvatore;
Leontini Innocenzo
Presentata il 1/04/99
----------------
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono,
del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
RINVIO DELLO SVOLGIMENTO UNIFICATO DI INTERROGAZIONI
CONCERNENTI I "LAVORI DI PUBBLICA UTILITA'".
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
"Svolgimento unificato di interrogazioni concernenti i 'Lavori di
pubblica utilità'".
Informo che, a causa di inderogabili impegni di carattere
istituzionale, l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione, onorevole Papania ha
chiesto il rinvio dello svolgimento degli atti ispettivi
all'ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MISURE DI
FINANZA REGIONALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE,
CONTABILITA' E CONTROLLO" (N. 884/A - STRALCIO).
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegno di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge numero 884/A - Stralcio "Misure di finanza regionale e
disposizioni in materia di programmazione, contabilità e
controllo".
Invito i componenti la seconda Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nell'apposito banco.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Onorevoli colleghi siamo alla discussione generale sugli
ordini del giorno, all'ordine del giorno n. 335: "Agenti di
sicurezza dei beni culturali e ambientali".
E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione. colleghi deputati, questo ordine del giorno ha il
merito di porre all'attenzione dell'Assemblea una questione che
nella nella mia valutazione è fondamentale, la questione del
rapporto tra beni culturali e fruizione turistica del nostro
territorio.
Il degrado e l'abbandono in cui i nostri monumenti, le
nostre bellezze artistiche sono piombati da qualche tempo
dovrebbero indurre tutti, prescindendo dalla parte politica di
appartenenza, a riflettere adeguatamente sulla necessità che
questo patrimonio inestimabile, che ci viene peraltro invidiato
dal mondo, venga salvaguardato come valore, ma non soltanto
perché è necessario mantenerlo vivo per la fruizione degli
addetti ai lavori, di quelli che in qualche modo rispetto a un
monumento, un quadro, una scultura possono avere un'attrazione
particolare.
I beni culturali rappresentano uno strumento formidabile per
attrarre flussi turistici; questa risorsa formidabile va messa al
servizio dello sviluppo economico.
Ogni investimento, ogni tentativo di razionalizzazione
dell'organizzazione del lavoro, che tenda a garantire la
conservazione e la tutela del bene culturale, ogni intervento di
questo tipo deve essere sostenuto e favorito.
Esiste un problema di inadeguatezza delle risorse
finanziarie a supporto di questa azione di tutela e di
salvaguardia; ci rendiamo conto che non sarà possibile nel
breve-medio periodo reclutare personale a carico della Regione o
degli Enti locali in numero sufficiente alla tutela reale di
questo patrimonio.
E' chiaro che questa operazione di integrazione degli
organici in funzione della tutela e della salvaguardia dei beni
culturali sarà possibile in contesti finanziari diversi. Però
esiste una possibilità che noi abbiamo, una grande opportunità,
quella di organizzare meglio la forza lavoro, di utilizzarla al
meglio, di renderla più funzionale all'obiettivo che ci
prefiggiamo di raggiungere dal punto di vista della
professionalità, della formazione.
Tutti gli itinerari formativi finalizzati a sbocchi di
questo tipo, e cioè alla formazione di personale idoneo alla
salvaguardia e alla tutela dei beni culturali, vanno favoriti.
Tutto ciò che serve ad una razionale utilizzazione della
forza lavoro, con processi di mobilità concordati (è la grande
questione della riforma della burocrazia).
Io credo che i firmatari di questo ordine del giorno abbiano
inteso porre all'attenzione dell'opinione pubblica e
dell'Assemblea in prima battuta la questione nodale di come la
Regione e la Pubblica amministrazione in genere utilizzano la
burocrazia in Sicilia, i dipendenti pubblici, se ci siano sacche
di mancata utilizzazione, e quindi se si imponga un rapporto
diverso tra Pubblica amministrazione e cittadini, nel senso di
una erogazione di servizi di qualità, che presuppone però
l'attivazione di itinerari formativi mirati, finalizzati.
Non c'è dubbio che un intervento che razionalizzi l'uso
della forza lavoro nella Pubblica amministrazione regionale non è
escluso che comporti una mobilità del personale. Laddove noi
dovessimo, recependo la Bassanini e la Cassese, decidere di
mantenere alla Regione i poteri di indirizzo e di controllo, e di
decentrare sul territorio i poteri di gestione, si porrà un
grande problema: quello della utilizzazione del personale.
In piccolo questo ordine del giorno pone la questione di una
migliore utilizzazione di 1.200 unità. ...
PRESIDENTE. Ha cinque minuti di tempo.
AULICINO. Io pensavo che fossero dieci minuti.
PRESIDENTE. No, Lei non è firmatario dell'ordine del giorno.
AULICINO. Ha ragione. Avevo fatto questa premessa per poi
arrivare alle conclusioni.
Se mi dà un minuto, vista la mia totale buona fede, cercherò
di trarre da questa premessa, forse un po' ampia rispetto alle
conclusioni veloci che sono costretto a tirare, delle conclusioni
dignitose.
La conclusione alla quale pervengo, fatta questa premessa, è
che ogni tentativo di razionalizzare l'organizzazione del lavoro,
l'organizzazione della burocrazia. Ogni tentativo che tenda a
mettere al servizio dell'economia il turismo, una delle chiavi di
volta dell'economia siciliana, insieme all'agricoltura e al
terziario. Ogni tentativo che tenda a favorire le condizioni per
lo sviluppo economico e la fruizione e la tutela del bene
culturale in sé, è condizione essenziale perché il turismo
monumentale, il turismo culturale possa attecchire in Sicilia,
ogni manovra di questo tipo va favorita.
L'ordine del giorno nella mia valutazione va in questa
direzione. Una diversa organizzazione del lavoro e una migliore
utilizzazione del personale a tutela del bene culturale, nella
mia valutazione, non può essere ostacolata.
Per questo motivo, a nome del Centro Cristiano Democratico,
esprimo il pieno consenso rispetto al contenuto di questo ordine
del giorno e alle proposte che con esso vengono formulate.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Pagano, Catania,
Catanoso, Tricoli, non essendo presenti in Aula, sono decaduti
dall'iscrizione a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente la
maggioranza, autoproclamatasi tale, troverà il modo per eccepire,
sul piano tecnico e formale, che un ordine del giorno non è il
modo migliore per evidenziare un problema di fronte a una
Assemblea legislativa.
Resta fermo il punto che il Parlamento ha un compito di
indirizzo politico e che doverosamente solleva dei problemi,
specie in relazione ad un momento in cui, con la finanziaria,
questo Governo e questa maggioranza stanno sperimentando uno
strano percorso politico che dà netta l'impressione che voi non
vogliate più utilizzare il Parlamento regionale, per cui a inizio
d'anno e a ridosso del bilancio, ci presentate una legge-omnibus,
che vi permette di toccare la macchina della Regione, vi permette
di legiferare "a balzelloni" - era un famoso clarinettista,
Severino Balzelloni - rendendo così, di fatto, inutile la
funzione di una normativa specifica che nel corso del tempo e
attraverso il filtro, la meditazione e il confronto che nasce
dalle Commissioni di merito, permette all'Aula di affrontare i
problemi a uno a uno, non sempre a ridosso di ferie
universalmente reclamate da tutti, perché fino ai portieri dei
condomini privati questo è un argomento che va benissimo,
invocato da personaggi che dovrebbero creare la giurisprudenza,
creare le leggi, dettare le regole della vita collettiva, questo
istinto delle ferie, portato fino all'ultimo, alle estreme
conseguenze, sinceramente è poco qualificante.
Io vedo in questa finanziaria che il Governo si è
sbizzarrito a toccare tutta una serie di punti che avrebbero
meritato ben altra attenzione e approfondimento di carattere
legislativo.
Allora, io credo che la minoranza, con tutti i suoi difetti,
stia usando uno strumento più congruo. Voi siete il potere
esecutivo, noi siamo il Parlamento, noi attraverso degli ordini
del giorno vi sottoponiamo i problemi che, secondo noi, vanno
ripresi su un terreno di maggiore studio, di riflessione
collettiva, per arrivare al risultato normativo.
E allora, esiste certamente il problema che fonti di
carattere internazionale danno alla Sicilia una congrua, enorme
presenza a livello di beni storici, architettonici.
Siamo la culla di tante civiltà e tutte le civiltà che qui
non sono nate e da qui sono passate hanno lasciato il segno.
Allora, incredibilmente, abbiamo uno specifico corpo di
polizia, la Guardia forestale, che svolge sufficientemente bene
il proprio compito in relazione alla nostra esigua presenza
boschiva nel panorama europeo, per cui incredibilmente spendiamo
miliardi e miliardi - non dico che facciamo male - per
controllare l'eucalipto o il pino che brucia.
Qual è il problema? Il problema sta nel fatto che il pino o
l'eucalipto che brucia, in tre, quattro, cinque anni,
ripiantato,ricresce. Ma ad esempio un quadro pre-raffaelita, un
quadro di scuola rinascimentale, un mosaico del medioevo, una
balaustra dell'anno mille, rubati notte tempo in una chiesa
parrocchiale che ha solo come guardiano il parroco mezzo cieco e
mezzo sordo di ottant'anni, quel bene culturale non ricresce.
Su questo la Sicilia tende a risparmiare.
Credo che stando così le cose ci sono - credo - anche, caro
assessore Morinello, delle statistiche che parlano del livello di
furti di opere d'arte nella nostra Regione.
Non credo che le uniche statistiche a cui dobbiamo stare
attenti siano quelle sulla dispersione scolastica.
C'è un flusso ininterrotto di beni artistici e storici che
partono dalla Sicilia, attraverso canali criminali, e raggiungono
i privati di tutto il mondo.
Da qui a mezzo secolo, con questo tasso di fuga e di
perdita, ci ritroveremo in una regione culturalmente devastata e
desertificata.
Allora l'ordine del giorno ha un senso, perché, ad inizio di
legislatura, la prima Commissione legislativa presieduta
dall'onorevole Basile Filadelfio incontrò una delegazione di un
parlamento regionale. Ci hanno detto: "Voi siete davvero un
Parlamento? Noi abbiamo risposto sì. Davvero fate leggi
sostitutive di quelle dello Stato? Noi abbiamo risposto sì. Ci
hanno chiesto: "Voi avete una polizia regionale per fare valere
le nostre leggi?" Noi abbiamo risposto di no.
A questo punto i nostri amici interlocutori tedeschi ci
hanno sorriso perché non c'è vera legge laddove non c'è forza di
prevenzione, di coazione e di tutela del patrimonio collettivo.
Allora se spendiamo cinque, dieci per la doverosa tutela dei
nostri boschi, credo che sia altrettanto giusto, perché è un bene
di tutta l'Europa e di tutta la civiltà, tutelare i nostri beni
culturali, spendendo nel settore, poiché ne abbiamo la potestà,
il 15, il 20 per cento, almeno quanto spendiamo per tutelare pini
ed eucalipti, universalmente diffusi e che non costituiscono in
ogni caso una perdita grave come i beni culturali che la civiltà
del mondo ha depositato nella nostra terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ricotta. Ne ha
facoltà.
RICOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo che la
situazione dei beni culturali in Sicilia diventa ogni giorno più
precaria, in quanto i nostri beni culturali sono allo sbando.
Si legge tutti i giorni che gran parte di quelli che sono i
reperti più preziosi vengono portati fuori dall'Italia e in modo
clandestino, dopo che molti soggetti facenti parte di una
criminalità poco conosciuta si dedicano a scavi clandestini e
reperiscono opere di grande valore culturale e storico che le
Sovrintendenze nemmeno conoscono.
Sono opere che vengono portate fuori, ricettate per poche
migliaia di lire,inizialmente, ma che durante il loro cammino, a
poco a poco, aumentano di costo fino ad arrivare a miliardi di
lire quando giungono clandestinamente in alcuni musei
dell'America.
Ogni giorno si scopre che reperti importantissimi vengono
messi all'asta nelle gallerie più famose del mondo. Ogni giorno
si vede che reperti sempre più belli vengono scavati nelle
nostre terre e portati fuori dall'Italia. L'esempio più tipico è
la zona di Morgantina, dove sono stati portati via, negli anni,
migliaia di reperti, che addirittura vengono catalogati da
privati e tenuti così, clandestinamente, in casa oppure venduti
senza che lo Stato ne sia a conoscenza.
Tutto questo, naturalmente, se si verifica, è perché da
parte dello Stato, da parte delle Soprintendenze, da parte delle
amministrazioni competenti manca un controllo vero e proprio. Un
controllo che dovrebbe essere fatto in maniera capillare, specie
in quelle zone che sono particolarmente a rischio.
Esistono, per esempio, delle zone nell'Agrigentino, delle
zone inesplorate attorno a Ravanusa, a Palma di Montechiaro, a
Licata, zone da cui vengono tratti reperti bellissimi, ma che
sono completamente alla mercè della delinquenza comune e di
tombaroli che non hanno alcuno scrupolo.
Ecco la necessità dell'approvazione di questo ordine del
giorno, per far sì che forze qualificate vengano formate allo
scopo di controllare i siti archeologici, i musei, tutte quelle
zone che oggi sono alla mercè dei vandali.
Naturalmente, perché questo si possa verificare, è
necessario che venga fatto un censimento di tutti quelli che sono
i lavoratori dei beni culturali, che vengano qualificate quelle
persone che possono essere adatte a fare la sorveglianza sia nei
luoghi, sia nei musei; una sorveglianza che deve essere
continua, una sorveglianza che deve essere svolta con tutte le
regole, perché non deve essere più consentito a nessuno che le
nostre opere d'arte, frutto di una cultura millenaria, debbano
essere portate fuori dalla Sicilia, e non solo dalla Sicilia ma
dall'Italia, in diverse parti del mondo.
Da ciò nasce la necessità dell approvazione di questo ordine
del giorno, non solo, ma si deve fare in modo che tutte quelle
azioni che erano state predisposte da parte dell'Assessorato
Lavoro per nuovi servizi di pubblica utilità e di lavori
socialmente utili nell'ambito dei beni culturali, se il Governo
lo ritiene, siano ripristinate ed anche quelle somme che le
Soprintendenze avevano indicato come utili per questo tipo di
attività.
Ripeto, se è possibile, il Governo e l'Assessorato Lavoro
devono cercare, di ripristinare quello che era stato già
tracciato dal precedente Governo.
Ribadisco, dunque, la necessità dell'approvazione di questo
ordine del giorno affinchè i nostri beni culturali vengano
salvaguardati e venga impedito che in maniera clandestina reperti
meravigliosi, patrimonio della nostra antica cultura, vengano
portati fuori dall'Italia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Vicari; essendo
assente dall'Aula decade.
E' iscritto a parlare l'onorevole Scalia, ne ha facoltà.
SCALIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo - come è
stato peraltro fatto rilevare dai colleghi che mi hanno
preceduto - che questo ordine del giorno sia quanto mai puntuale
ed opportuno, e che, innanzitutto, manifesti la sensibilità dei
firmatari, che hanno ritenuto di portare a conoscenza di questa
Assemblea un problema che noi tutti peraltro conosciamo: il
problema famoso della custodia, della conservazione, del nostro
grande, enorme patrimonio che riguarda i beni culturali ed
ambientali.
E ritengo che questo ordine del giorno abbia il merito, non
soltanto di portare l'Assemblea regionale siciliana a conoscenza
di questo problema, ma di affrontarlo e di suggerirne le
soluzioni. E' stato fatto rilevare come la Sicilia, secondo i
dati diffusi dall'UNESCO - al di sopra quindi di ogni parte -
vanta qualcosa come il 25 per cento del patrimonio artistico del
mondo intero. Se ciò è vero - e non abbiamo motivi di dubitare
della verità dei dati diffusi dall'UNESCO - ne deriva che il
Governo della Regione siciliana dovrebbe appuntare sempre di più
questo problema per cercare di risolverlo nel migliore dei modi.
Il comparto dei beni culturali, soprattutto l'enorme
patrimonio artistico - come tutti noi sappiamo, perché viviamo in
questa Terra - è spesso lasciato al totale abbandono. E' inutile
citare in questa sede i casi che riguardano gli atti di
vandalismo che hanno colpito una delle più belle terre della
Sicilia, cioè Piazza Armerina. E' inutile ricordare che tutto il
patrimonio artistico e culturale in questi giorni - e direi quasi
sempre - è stato oggetto soprattutto di quel mercato del sommerso
che è affidato spesso ai "tombaroli".
Io peraltro vivo in una zona della Sicilia, che è la
provincia di Agrigento, famosa per avere un enorme patrimonio
artistico e culturale. Vedere la Valle dei Templi, vedere tutto
il patrimonio artistico e culturale della nostra Sicilia affidato
al totale abbandono fa certamente specie.
E allora ci dobbiamo sforzare noi tutti di cercare di
conservare al massimo questo enorme patrimonio. Perché non sfugge
a nessuno che c'è un mercato del patrimonio culturale siciliano
che è affidato anche alla delinquenza organizzata. Ci sono
tombaroli di professione che rubano sistematicamente pezzi
pregiati del nostro patrimonio culturale ed artistico per
rivenderlo in un mercato che, a quanto pare, tira parecchio.
E allora se è vera questa considerazione, se è vero cioè che
la Sicilia vanta questo enorme patrimonio, non c'è dubbio che la
Regione deve attrezzarsi per cercare di conservarlo al massimo e
per prevenirlo dai saccheggi che sono sempre diffusi.
L'ordine del giorno mira a potenziare il controllo dei beni
culturali che penso sia - come è stato rilevato - un enorme
patrimonio che non possiamo assolutamente disperdere. Per altro
citava l'onorevole Virzì nel suo intervento, che la Regione,
giustamente, spende parecchi miliardi per la salvaguardia dei
boschi ed è assolutamente incredibile com'è che non si faccia uno
sforzo maggiore per cercare di tutelare al massimo il patrimonio
archeologico della Regione siciliana.
L'invito, dunque, che i presentatori dell'ordine del giorno,
ma che tutti noi, facciamo è quello di spingere il Governo della
Regione a stanziare sempre più risorse per la tutela di questo
enorme patrimonio culturale e per cercare di combattere, con i
mezzi della legge, tutta l' illegalità che si diffonde attraverso
un mercato dei beni culturali che è sempre fiorente.
Signor Presidente, noi speriamo che il Governo della Regione
siciliana recepisca questo ordine del giorno, che lo faccia
proprio, che dia risposta a questo comparto. L'assessore
Morinello, presente in Aula, spero voglia raccogliere questo
invito che proviene con grande serenità da parte di coloro i
quali stanno intervenendo a sostegno.
Sarebbe auspicabile, per altro, che anche i colleghi della
maggioranza si esprimessero a favore di questo ordine del giorno
che, ripeto, non può appartenere soltanto ad una parte del
Parlamento, convinti come siamo che l'enorme patrimonio dei beni
monumentali, artistici ed architettonici non sia da addebitare ad
una parte del Parlamento ma che sia, al contrario, da addebitare
a tutto il Parlamento siciliano il quale ha il dovere, se ci
crede - noi di Alleanza Nazionale ci crediamo, ci crede il gruppo
di Forza Italia che lo ha presentato - di fare tutto quanto è
possibile affinchè questo comparto sia sempre più tutelato ed
affinchè la Regione dia risposte serie in materia di tutela di
questo patrimonio artistico.
Signor Presidente, l'invito che rivolgiamo è quello di
accogliere questo ordine del giorno e speriamo che anche parte
della maggioranza sia sensibile a questo problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, credo che l'ordine del giorno in
questione, al di là di alcuni aspetti specifici, ci dia
l'opportunità di affrontare un argomento di particolare rilievo
per lo sviluppo della nostra terra.
In più occasioni mi è capitato di osservare che, al di là di
quelle che sono le possibili iniziative per sviluppare la nostra
economia, per dare prospettive di lavoro ai siciliani, occorre,
in particolare, che si dia sostegno a tutte quelle risorse, si
valorizzino tutte quelle risorse che sono specifiche del
territorio siciliano, tra queste, non c'è dubbio che un grande
patrimonio da noi posseduto, così come peraltro viene
riconosciuto in tutti gli ambiti, anche internazionali, mondiali,
è il patrimonio storico, artistico, archeologico complessivamente
dei beni monumentali e culturali presenti nell'Isola.
E purtroppo questi beni non hanno la sufficiente
valorizzazione, anzi spesso sono sottoposti ad atti di vandalismo
proprio per l'attuale incuria, per una disattenzione che è
sembrata essere tipica delle nostra amministrazioni. Eppure
intorno alla presenza, alla valorizzazione, alla custodia, alla
preservazione di tale patrimonio è possibile costruire una
prospettiva di sviluppo che leghi insieme gli ambiti culturali
con gli ambiti ambientali, con gli ambiti paesaggistici, con la
condizione complessiva della nostra terra.
E certo bisognerà pensare a come intervenire per la tutela,
la valorizzazione e la custodia dei beni culturali, bisognerà
anche pensare a come agevolare un sistema che consenta la rapida
fruizione di questi beni, la possibilità di una fruizione più
immediata, più ravvicinata. Quindi, legare la valorizzazione di
queste strutture culturali ad una migliore possibilità di
rapporti per varie vie, vuoi quelle terrestri e quindi un sistema
di trasporti più agevole, vuoi quelle marittime, un sistema di
costruzione di porti turistici che possa consentire ad un turismo
che segue le vie del mare di attraccare nei luoghi più vicini ai
beni culturali dove essi si trovano, vuoi un sistema che leghi la
campagna al monumento, perchè si possa godere insieme del dato
ambientale e paesaggistico molto rilevante da noi posseduto,
insieme proprio con questa presenza storico-culturale, che è
essenziale, probabilmente unica in Italia e certamente anche nel
mondo.
Allora, affrontare il tema posto dall'ordine del giorno,
affrontare un argomento che sia rivolto a considerare la presenza
dei beni culturali nelle proprie prospettive attuali di sviluppo
futuro, legare le prospettive economiche della nostra terra
intorno alla valorizzazione di questi beni è un dato che non è
eludibile.
Io credo che sia probabilmente non idoneo un semplice
dibattito rivolto a parlare della questione della tutela e della
custodia dei beni culturali. Bisognerebbe vedere come in questa
Aula dedicare argomenti specifici, probabilmente anche intorno a
progetti specifici che siano tali da consentire uno sviluppo di
tali prospettive. Se noi abbiamo delle opportunità in questa
nostra terra, che non stravolgano il dato ambientale, anzi che lo
valorizzino, esse non possono prescindere dalla valorizzazione
degli aspetti culturali che sono presenti nel nostro territorio.
E' possibile farlo anche con gli strumenti che il Governo
intanto ha approntato: l'idea di introdurre dei ticket, dei
biglietti di ingresso per visitare i monumenti, che poi siano
utilizzati, non solo per un trasferimento di risorse ai comuni
per la tutela, per la cura delle strade di accesso a questi
luoghi ma, essenzialmente, anzichè per questo, per il totale o
per la gran parte, per il recupero di strutture culturali, di
quadri, di monumenti, di tutto ciò che, appunto, nella nostra
terra esiste, anzichè lasciarlo spesso all'incuria, che si
avverte come quasi generalizzata; tutto questo credo che sia
utile e sembra minimale - io capisco le esigenze di recupero di
risorse finanziarie da parte della Regione - ma non sembrano
adeguate le soluzioni che anche nella finanziaria sono introdotte
per garantire una migliore conservazione dei beni culturali.
All'Assemblea regionale, al Governo, a tutti quelli che
hanno un ruolo in questa vicenda, quindi all'Assessore per i beni
culturali, alla commissione quinta, il compito di individuare, di
portare l'attenzione dell'Assemblea, elementi di utilizzo, di
progetti, di indirizzi, di idee che siano tali da potere
assicurare alla nostra Regione siciliana una prospettiva di
sviluppo che leghi il futuro della nostra terra alla
valorizzazione dei beni culturali anche attraverso
l'approvazione dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.
Il parere del Governo.
CAPODICASA, Presidente della regione. Favorevole.
TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
annunciare il voto favorevole a questo ordine del giorno ma,
naturalmente, ci tengo a sottolineare alcune questioni.
Innanzitutto, noi siamo in una fase nella quale per quanto
riguarda gli istituti di vigilanza che esercitano, quindi, i
poteri di polizia privata anche per la salvaguardia dei beni
monumentali ed architettonici, siamo, dicevo, in un momento in
cui si prevede la liberalizzazione delle tariffe e, dunque,
certamente un minore costo, un minor onere per gli enti che
decidessero di utilizzare questi istituti per i compiti di
salvaguardia dei beni monumentali e del nostro patrimonio
artistico.
Ciò significa, naturalmente, qualificare le 1.200 unità che
sono oggi impiegati della Regione siciliana ed è una cosa che mi
vede favorevole, ma ci tengo a sottolineare che non
necessariamente ciò debba essere così alternativo all'altra
opportunità di utilizzare gli istituti di vigilanza, che, tra
l'altro, hanno nel proprio seno delle professionalità che sono
sicuramente molto diverse rispetto a quelle che, comunque, anche
attraverso la qualificazione del nostro personale potrebbero
essere utilizzate.
Dunque, io dico che sottoutilizzare 1.200 unità è certamente
un errore, ma sarebbe un errore pensare che non serva utilizzare
il personale degli istituti di vigilanza e, quindi, utilizzare le
opportunità di tipo privatistico dei contratti con gli istituti
di vigilanza per la tutela dei beni monumentali. Probabilmente le
due cose dovrebbero coesistere, si dovrebbe, quindi, affiancare
alla vigilanza degli operatori del settore anche quello dei
dipendenti della Regione che oggi sono custodi e svolgono le
mansioni di custode, senza naturalmente privare i nostri
monumenti di una vigilanza sicuramente più qualificata,
sicuramente di maggior protezione, quale oggi hanno, che è quella
garantita dagli istituti di vigilanza.
Questo ci tengo a sottolinearlo per non cadere nell'errore
che i beni monumentali non abbiano bisogno della vigilanza degli
appositi istituti, anzi, non soltanto hanno bisogno di questa
vigilanza, hanno bisogno di essere rafforzati attraverso una
vigilanza dei custodi, che devono essere utilizzati per le loro
mansioni che esercitano in questo momento.
CROCE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente del Governo e della Regione siciliana, intervengo a
favore dell'ordine del giorno, per sottolinearne ancora una volta
l'importanza, ma per dire alcune cose indispensabili, a mio
avviso, dopo che si sono visti tanti colleghi impegnati in questo
dibattito.
Si sono dette tante cose su questo ordine del giorno,
abbiamo parlato di riordino degli uffici periferici
dell'Assessorato dei beni culturali, abbiamo parlato della
tutela, della salvaguardia, della fruizione dei beni culturali,
abbiamo parlato financo di costruzioni abusive lungo la fascia
dei 150 metri, mi pare di avere sentito l'onorevole Forgione,
sostenitore della tesi che queste abitazioni devono essere se non
demolite acquisite al patrimonio comunale.
Allora, mi viene anche in mente un'altra cosa dell'onorevole
Zanna a cui devo rispondere quando parla di affari, rispetto ai
problemi dell'occupazione, e soprattutto, rispetto ad una
iniziativa tendente a dare occupazione a 4000 giovani in tutto il
territorio della Sicilia, impegnati in questo progetto dei beni
culturali.
All'onorevole Zanna, non debbo dire molto, perchè non voglio
fare polemica, però veda onorevole Zanna, non si può difendere
una categoria per poi non difendere i più deboli che poi sono i
disoccupati; quando si parla di occupazione, quando si vuole
sviluppare un tema molto caro che è quello della difesa dei
giovani, bisogna fare una riflessione, soprattutto i
comportamenti di ognuno di noi devono essere coerenti, perchè, se
noi affrontiamo i problemi dei forestali, degli articolisti, del
precariato, del mondo delle cooperative, delle società miste e
ancora ne possiamo mettere, dobbiamo tener conto che ci sono
tanti disoccupati, specialmente in questa nostra terra di
Sicilia.
E allora, se c'era la grande possibilità per attenuare
questo fenomeno, mi pare che il Governo, mi pare che alcune
componenti politiche non abbiano voluto, in certo senso, aderire.
Mi viene in mente, allora, una dichiarazione fatta dal
segretario regionale dei Democratici di sinistra, onorevole Fava,
che, in certo senso, invitava le categorie produttive, i
rappresentanti delle categorie produttive a dare voce, quasi a
scendere in piazza, per difendere le loro ragioni per una
politica di sviluppo.
Perchè, dunque, non chiamare in causa questi disoccupati,
questi giovani? Anche loro, infatti, possono dar voce, per
ragioni che sono oltretutto ragioni di diritto, perchè il lavoro
è un diritto.
Quindi, se da una parte vogliamo alzare il tono del
dibattito per portare nelle piazze alcuni soggetti, imprenditori
od altro, si rischia anche di portare in piazza, i più deboli, i
giovani che sono in questo momento in una situazione, anche, di
disperazione.
Mi rivolgo al Governo che si faccia carico di questi
problemi, che non è vero e sono ingiuste le considerazioni fatte
intorno a questa cooperativa che ha il solo torto di essere
residente, come residenza, a Ragusa. Altre cooperative hanno
avuto, infatti, vita migliore hanno avuto il sostegno del Governo
e quindi anche di alcuni settori, di alcuni Assessori impegnati a
portare avanti alcuni problemi e quindi questo può essere
negativo se uno risiede a Ragusa.
Credo che questo debba essere, invece, un motivo in più per
delineare un'azione che guardi alla Sicilia nelle sue condizioni
e nelle sue difficoltà.
Quindi, all'onorevole Zanna rispondo, per quanto riguarda i
comportamenti visti in coerenza e visti soprattutto quando si
tratta di problemi dell'occupazione.
Sono d'accordo a votare questo ordine del giorno e rivolgo
un invito all'Assessore Morinello che ho appena visto poco fa ma
adesso è scappato...
STANCANELLI. E' presente, si trova accanto al Presidente
dell'Assemblea.
CROCE. Dicevo rivolgo un invito all'assessore Morinello di
dare corpo finalmente visto che finalmente (anche i giornali, la
televisione ne parlano) ha deciso di portare avanti quel
programma di riordino degli uffici periferici dei beni culturali.
Mi auguro che l'assessore Morinello al più presto possa dare
corpo a questa iniziativa perchè da un po' di mesi c'è un vuoto
terribile e soprattutto continuano ancora ad imperare alcuni
burocrati con incarichi diversi e che lui stesso, in un certo
senso, ha sostenuto ed aiutato.
E' bene mettere al riparo queste cose con provvedimenti che
sicuramente andranno in Giunta e quindi questo ordine del giorno
è ancora una volta un invito al Governo a fare presto per mettere
fine a questa vergogna, debbo dire, che in questo momento è nei
beni culturali ma domani potrebbe essere nell'ambito di altri
settori importanti delle istituzioni regionali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ci sono più iscritti a
parlare per dichiarazione di voto.
Il Governo si è dichiarato favorevole all'ordine del giorno.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
STANCANELLI. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELL'ORDINE DEL GIORNO NUMERO 335
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per appello nominale dell'ordine
del giorno numero 355.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 34
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle
ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.06, è ripresa alle ore 17.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, la seduta è
sospesa e riprenderà alle ore 17,45.
(La seduta, sospesa alle ore 17,16, è ripresa alle ore 17,52)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Monaco ha chiesto congedo
per la seduta odierna. Non sorgendo osservazioni, il congedo si
intende accordato.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 35.
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 19.10)
La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 48
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Pertanto, pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORGIONE. Bisogna registrare quattro voti contrari.
PRESIDENTE. I quattro voti contrari sono degli onorevoli
Forgione, Liotta, Vella e Martino.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Si passa all'ordine del giorno numero 337.
Ne dò lettura:
N. 337 - Interventi in merito alla problematica attinente agli
immobili costruiti nelle zone prese in esame dalla legge
regionale n. 78 del 1976. Accelerazione della procedura di
approvazione dei disegni di legge aventi ad oggetto
disposizioni integrative in materia di riordino urbanistico del
territorio.
"L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
- sul territorio siciliano esistono insediamenti, singoli o
collettivi, realizzati nelle zone prese in esame dall'art. 15
della l.r. n. 78 del 1976 (150 metri di battigia, 200 metri
dai boschi);
- detti immobili, nella stragrande maggioranza dei casi, risultano
'prime abitazioni' e frutto di lunghi e gravosi sacrifici dei
legittimi proprietari;
- l'art. 2, terzo comma, della l.r. n. 15 del 30.4.1991 ha fornito
un'interpretazione dell'art. 15 della l.r. n. 78 del 1976, a
distanza di oltre 14 anni, ampliando il raggio di applicazione di
quest'ultima norma anche nei confronti dei privati;
- il 9 ottobre 1996 fu presentato da alcuni deputati un disegno di
legge avente ad oggetto: 'Disposizioni integrative in materia di
urbanistica e territorio', tendente a riordinare le condizioni di
cui sopra;
ritenuto che:
- il testo della relazione introduttiva del citato disegno di legge
possa esser condiviso da questa Assemblea regionale;
- appare necessario rimeditare l'intero sistema della
pianificazione, gestione e controllo del territorio;
- il disegno di legge citato, auspicando il riordino del
territorio, tende a dotare gli amministrati di un sistema logico,
di non equivoca lettura, affermando, nel contempo, la volontà dei
presentatori e della Regione siciliana di tutelare le proprie coste
e le proprie risorse, prevedendo sanzioni dure ed immediate per
coloro i quali violino le norme e per gli organi preposti alla
vigilanza che non esercitano i loro poteri;
considerato che:
- appare chiaro che l'attuale situazione di discrepanza fra il
comportamento legislativo nazionale e quello siciliano abbia
determinato un'evidente discriminazione in danno delle popolazioni
della Sicilia;
- è ormai divenuta indispensabile ed improcrastinabile la soluzione
dell'annoso problema del riordino urbanistico del territorio;
- è necessario promulgare una norma che regoli le situazioni
pregresse in modo coerente con l'affidamento nutrito dai cittadini
interessati e soprattutto tale da riportare nel rispettivo alveo le
questioni urbanistiche rispetto a quelle paesistiche,
impegna
il Governo della Regione
- a tenere conto del disegno di legge citato (n. 190 dall XII
legislatura) e delle conclusioni cui esso giunge nell'approvazione
del disegno di legge 'Misure di finanza regionale e disposizioni in
materia di programmazione, contabilità e controllo';
- a dare soluzioni comunque alla problematica di cui in premessa
entro la sessione di bilancio;
- ad intervenire per far sì che, fino all'approvazione di una norma
che sani la condizione di cui in premessa, vengano bloccati gli
interventi di requisizione dei sindaci (o dei loro coordinatori
degli uffici tecnici comunali) e vengano a cadere gli effetti delle
disposizioni dagli stessi emanate in danno dei proprietari degli
immobili, che potrebbero rientrare nella soluzione individuata dal
Governo" (337).
FLERES - BENINATI - CROCE -
ALFANO
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare prima che si
aprisse la discussione generale su questo ordine del giorno,
perché a me sembra che in questa fase e su questa materia si
stiano sommando diverse incoerenze, che si alimentano a vicenda:
un'incoerenza del Governo che propone una finanziaria che
dovrebbe in qualche modo indicare l'ossatura delle future leggi
finanziarie - in questa ossatura è detto con chiarezza che le
finanziarie non sono delle leggi omnibus -.
La prima incoerenza è questa: lo strumento con cui si
propone questa procedura è essa stessa una legge omnibus, per
volontà di questo Governo.
E' chiaro che nel momento in cui si mette in moto una
diligenza non possono mancare gli Indiani Cirikava - che in
quest'Aula abbondano - per dare l'assalto alla diligenza.
La seconda incoerenza appartiene tutta, a mio avviso, alla
gestione dell'Aula, alla Presidenza stessa - mi peroni, signor
Presidente, è una questione procedurale - che ha ammesso questo
ordine del giorno assolutamente non pertinente con la materia in
esame, ha ammesso questo ordine del giorno all'esame dell'Aula.
La terza, ovviamente, è quella più importante, quella che si
alimenta delle prime due e che appartiene tutta al centro destra
che approfitta di questo regime di incoerenze per riproporre il
tema già affrontato in altre occasioni che è quello della
sanatoria edilizia e dell'abusivismo.
Io mi limito semplicemente a fare notare una piccola
questione: alcuni dei firmatari di questo ordine del giorno sono
firmatari anche dell'ordine del giorno che abbiamo appena votato.
Un ordine del giorno che, a detta stessa dei deputati che sono
intervenuti, si riprometteva di intervenire a tutela dei beni
ambientali e monumentali siciliani.
Ebbene gli stessi firmatari intervengono con il precedente
ordine del giorno, quello appena votato dall'Aula a tutela dei
beni monumentali, architettonici e ambientali, e con questo
ordine del giorno invece a tutelare le violazioni selvagge di
quei beni ambientali che prima volevamo difendere istituendo gli
sceriffi dei beni culturali in Sicilia.
Per queste ragioni, signor Presidente, mi appello
all'articolo 101 e se si vuole al disposto combinato
dell'articolo 101 con il 125 perché venga posta, richiedo che
venga posta la questione pregiudiziali ai sensi di quei due
articoli e quindi l'ordine del giorno non possa essere posto in
discussione.
PRESIDENTE. L'onorevole Liotta pone la questione
pregiudiziale, invocando l'articolo 101 del Regolamento che io
desidero leggere:
"1. Prima che abbia inizio la discussione generale un
deputato può proporre la questione pregiudiziale, cioè che
l'argomento non debba discutersi, e la questione sospensiva cioé
che la discussione o deliberazione debba rinviarsi.
2. Iniziata la discussione, la proposta deve essere avanzata
con domanda sottoscritta da almeno otto deputati, dal Governo o
dalla commissione.
3. Non può procedersi oltre nella discussione o
deliberazione se la domanda non venga respinta dall'Assemblea con
votazione per alzata e seduta, dopo che abbiano parlato non più
di due oratori a favore e due contro.
4. La questione pregiudiziale o quella sospensiva non sono
ammesse in occasione della discussione di uno o più emendamenti".
C'è la richiesta dell'onorevole Liotta. Ha chiesto la parola
invocando l'articolo 101 del Regolamento e ponendo la
pregiudiziale su questo ordine del giorno.
In base all'articolo 101 possono parlare due deputati a
favore e due contro e poi l'Assemblea determinerà se va respinta
o meno.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, su questa
problematica - e chiarisco anche per cosa intervengo, affinchè
alcuni colleghi non abbiano perplessità sul motivo per cui sto
intervenendo - intervengo affinchè l'ordine del giorno venga
discusso, quindi, certamente contro la proposta dell'onorevole
Liotta.
Signor Presidente, l'intervento che mi accingo a fare - e
non mi dilungherò più di tanto - non ritengo che possa essere
accolto dall'Aula, perchè vorrei ricordare a tutti i colleghi che
se noi, e lo ricordo all'Aula, anzi alla maggioranza, minimamente
mettiamo in discussione l'opportunità di trattare questo ordine
del giorno vi dichiaro sin da adesso che, secondo me, mettete in
discussione anche la trattazione della Finanziaria, perchè il
Governo su questo tema, sulle sanatorie, si è già ampiamente
spiegato in due articoli che sono anch'essi più che delle
sanatorie certamente delle regolarizzazioni di situazioni. Primo:
gli usi civici; secondo: il demanio armentizio.
Vi dirò di più, e vi inviterei, cari colleghi a leggere bene
la Finanziaria, in un comma del demanio che riguarda le
problematiche armentizie c'è proprio la trattazione di
argomentazioni che riguardano sanatorie delle coste.
Quindi, amici miei, non ci prendiamo in giro, se qualcuno
sostiene che questo ordine del giorno non è coerente col disegno
di legge sbaglia totalmente, per cui condivido la posizione
dell'onorevole Liotta, ma è un problema che deve porre al Governo
che ha presentato queste norme e, quindi, questo argomento,
questa particolare trattazione di ordine del giorno sul recupero,
e tengo a precisare - perchè qui c'è grande confusione - che
questo non vuole essere una sanatoria, vuole essere un recupero
del patrimonio esistente entro i centocinquanta metri dal mare,
attivando con uno o due emendamenti, presentati dal sottoscritto
e dai miei colleghi di gruppo, addirittura dei meccanismi che non
vogliono assolutissimamente fare una sanatoria tout court, ma
vogliono fare una sanatoria, che poi così non è giusto neanche
chiamare, ma un recupero del patrimonio urbanistico entro questa
fascia, con dei piani di recupero che, oltre tutto, la legge
numero 37 del 1985 prevedeva, che poi la legge numero 17 del 1994
ha bloccato.
Quindi, è inutile negarcelo: o i problemi si affrontano o è
inutile che diciamo che in quest'Assemblea c'è qualcuno che vuole
fare le sanatorie. Io sono fra questi, non voglio fare nessuna
sanatoria, voglio solo accentrare, recuperare tutta quella
problematica dei centocinquanta metri che, ricordo a tutti, da
quindici anni è uscita la sanatoria del 1985 e non se ne è
discusso, dal 1994 - periodo in cui sono stati bloccati i piani
di recupero con una legge regionale che permetteva anch'essa di
recuperare tutto quello che era buono da recuperare e demolire se
necessita tutto quello che è da demolire, perchè il piano di
recupero non deve sanare nulla che non sia buono.
Quindi, chi parla così non conosce, sconosce totalmente le
norme e mi dispiace dire queste cose. Qui nessuno vuole fare le
sanatorie tout court, prova ne è ci si limita nell'emendamento al
30 dicembre 1993, mai nessuno ha parlato di sanare le case fino
al 1998.
Allora, il Governo dovrebbe guardare meglio il Governo nella
sanatoria che così è del demanio armentizio, che sono alcune zone
ben individuate del palermitano, che lei, caro onorevole Piro,
conosce bene e che, quindi, sono state, é prevista già dal
Governo questo tipo di iniziativa che io - devo dire - condivido;
perché é inutile oscurare ciò che si vede; c'é una realtà,
purtroppo, nella nostra terra: manca totalmente il controllo del
territorio.
Si fanno delle buone leggi, ma poi non c'é nessuno che
controlla che queste leggi vengano applicate; i 150 metri
rappresentano un problema di questo tipo. E ricordo a tutti,
affinché sia chiaro anche questo, che la norma con l'urbanistica
- la norma dei 150 metri dal mare - non ha niente a che vedere.
Nacque con una legge sul turismo, era la legge numero 78 del
1976, anzi ricordo a tanti che in quella legge il turismo diede
tantissime decine di miliardi per il credito al turismo, però,
guarda caso, con un articolo - non ricordo ora il numero - si
vietò la costruzione di attività, diciamo é chiaro, di qualunque
attività edificatoria, da quell'anno su tutto il territorio della
costa della Sicilia.
Allora io mi domando, se forse nel 1978, anzi nel 1976,
quando nacque questa norma, non si volle agevolare chi invece
aveva costruito prima, penalizzando tutti coloro che avevano
delle iniziative sul territorio dell'Isola, alberghiere e
produttive, e sono state certamente bloccate.
Ecco, pertanto, andiamoci piano sul dire chi vuole la
sanatoria e chi non la vuole, o se é giusto discutere
quest'articolo perché non ha competenza col disegno di legge. Il
disegno di legge del Governo cita ampiamente delle sanatorie,
questa non é sanatoria, é un recupero del patrimonio, é un
qualcosa che tutti conoscono, lo conosciamo dal 1985, periodo
della sanatoria edilizia, lo conosciamo dal 1994, periodo dei
blocchi dei piani di recupero, e vi devo dire che l'unico modo
per recuperare il territorio é attraverso la ripresa dei piani di
recupero che, in effetti, la legge numero 37 del 1985 prevedeva,
erano previsti l'articolo 14, 15 e 16 le modalità per
intervenire, ma solo perché - ed ecco che questo é un passaggio
molto importante - quest'Isola nel 1976 fece un vincolo di
inedificabilità assoluta in quel territorio, cosa che neanche la
legge Galasso ha fatto, la legge Galasso del 1985 ha previsto la
possibilità in quelle fasce di recuperare il patrimonio,
attraverso i pareri delle sovrintendenze.
Noi chiediamo questo, che si rimettano in moto i piani di
recupero, che si rimetta in moto la possibilità data ad ogni
sindaco di valutare il proprio territorio e di scegliere quali
case lasciare e quali demolire.
Ricordo a tutti, non ci stupiamo se le nostre coste
sistematicamente, annualmente, vengono fuori nei periodi
preestivi, l'inquinamento puntuale sulle coste; io parlo della
mia provincia.
Giorni fa é uscito un articolo sui giornali: 46 punti della
provincia di Messina saranno banditi alla balneazione.
Ebbene signori, i punti, buona parte, corrispondono ad
agglomerati di case che non hanno regolarizzato le sanatorie.
Sono tutte case senza fognature e senza acquedotti.
A questo punto la gente li prende abusivamente e il danno é
molto maggiore, lasciarli stare come stanno, perché creeranno dei
punti sul territorio di inquinamento continuo; e allora vanno
recuperate queste situazioni, vanno risanate tutte quelle che
devono essere risanate e demolito ciò che il comune decide di
demolire.
Quindi, nessuno qui vuole imporre tout court; si rimanda ai
piani di recupero. Questo é l'emendamento che é stato presentato
alla Finanziaria, quindi ho ritenuto opportuno dilungarmi su
questo argomento perché é troppo semplice venire qui e dire c'é
chi vuole sanare le case abusive; beh, demolitele allora Fate
queste demolizioni; é dal 1985 che non si fa nulla, é dal 1994
che si é vietato di potere regolarizzare queste cose.
A questo punto qualcosa va fatta. Io non crederò mai che si
recupererà questo territorio se non si interviene con degli
strumenti che la legge, per giunta, fino al 1994 prevedeva di
fare, come se ci fosse stato un ostruzionismo affinchè qualche
sindaco delle fasce della nostra Isola volesse iniziare delle
iniziative di piani di recupero entro 150 metri dal mare, è stato
bloccato sul nascere. Quindi, signori non ci prendiamo in giro è
un ordine del giorno che va discusso perchè ha attinenza piena
col disegno di legge sulla finanziaria.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
nessuna difficoltà a condurre l'intervento, anzi, però gradirei
che per completezza di argomentazioni si desse voce a chi è a
favore e a chi è contro la proposta dell'onorevole Liotta. Scusi,
quando sarà il Presidente sentirò il suo parere, siccome non ci
sono questi chiari di luna può stare molto tranquillo.
LO CERTO . Neanche per lei ci sono questi chiari di luna, è
buio notte per tutti
CAPUTO. A casa sua perchè c'è il plenilunio. Presidente,
volevo dire che a destra è come Carlo V da noi non tramonta mai
il sole, a casa sua forse sì.
Io credo ed ho ascoltato con molto interesse, anche se non
ne ho condiviso né le finalità né per la verità neanche le
argomentazioni, perchè l'onorevole Liotta sicuramente ci ha
voluto privare delle sue profonde conoscenze giuridiche in
materia regolamentare; io ho letto il Regolamento e mi sono
consultato con gli uffici e non ho trovato, onorevole Liotta mi
consenta, nessun fondamento giuridico alla sua proposta, visto
che non c'è devo dedurre che si tratta di una proposta di natura
esclusivamente politica e quindi la risposta che va data al suo
intervento è di natura esclusivamente politica.
Io non credo che qui in Aula ci siano due componenti o due
schieramenti degli abusivi e dei difensori strenui del
territorio; qui c'è un Parlamento che ha il dovere di prendere
atto di una situazione che si è ormai stratificata a livello
siciliano. E credo che il Parlamento nella sua globalità abbia il
dovere e anche il coraggio di affrontare argomenti importanti
anche a costo di dividersi all'interno dei singoli gruppi
parlamentari, anche a costo di determinare maggioranze o
minoranze trasversali. E' giusto che non si faccia come da più
parti ormai è consuetudine e cioè come lo struzzo che cala la
testa dentro la sabbia.
E' venuto il momento che il Parlamento siciliano e che i
singoli parlamentari affrontando momenti anche di impopolarità o
sottoponendosi anche al giudizio impietoso degli elettori
affrontino argomenti spinosi ma importanti e fondamentali come
non la gestione o la salvaguardia, ma come la tutela del
territorio anche alla luce di situazioni che certamente non sono
da ascrivere a quell'abusivismo finalizzato alla speculazione, ma
abbiamo il dovere di dare una risposta a tutti coloro, padri di
famiglia, immigrati, disoccupati, gente che ha lavorato una vita
per darsi una casa. Io non sono tra quelli che hanno la mentalità
del colpo di spugna o fra quelli che milita dalla parte degli
abusivi, però sono uno che ha imparato che la responsabilità
dell'abusivismo non sta solamente in chi costruisce al di fuori
dei piani regolatori. Onorevole Di Martino, lei è Presidente
emerito della II Commissione, non dell'Aula quindi la prego di
rivolgere questi atteggiamenti e questi richiami ai suoi
commissari. Onorevole Forgione, lei che non è siciliano non lo
potrà mai capire
Io ho imparato da amministratore di un comune come Monreale,
che ha un territorio fra i più vasti d'Italia, se non il più
vasto, ho preso coscienza ed ho capito che la responsabilità
maggiore dell'abusivismo edilizio sta in quei comuni e in quei
consigli comunali che non hanno provveduto alle pianificazioni
del territorio e non sta certamente in quella gente che ha
lavorato una vita per farsi la casa per sé e per i propri figli.
Io credo che noi abbiamo il dovere, tutti, di dare una
risposta ferma, precisa e, se mi consentite, lo impone il nostro
ruolo istituzionale anche coraggiosa nei confronti di quelle
realtà territoriali, forestali, ambientali, marittime che possono
essere salvaguardate con un provvedimento che non è certamente
una sanatoria come si è voluta definire o un colpo di spugna, ma
è una presa d'atto dell'esigenza di porre fine al disordine
urbanistico ma al contempo di salvare la casa a chi se l'ha
costruita con il sudore della propria fronte ed anche un momento
per dare all'Assemblea regionale ed al Parlamento quel colpo
d'ala per andare anche ad individuare le colpe e le
responsabilità dei vari governi regionali e dei vari assessori
dei territorio ed ambiente che hanno messo qualunque forma di
controllo sul territorio, che, con la loro assenza, con la loro
incapacità, con la loro disattenzione hanno messo ogni controllo,
ogni vigilanza, ogni forma di esame ed ogni attività di
prevenzione all'interno di quei territori che sono stati
devastati da un abusivismo, sì speculativo, ma principalmente
sono stati occupati da un abusivismo di necessità che tutti noi
abbiamo il dovere di tutelare.
Io voglio dire, onorevole Liotta, che se noi dovessimo
seguire il suo ragionamento sicuramente il 99 per cento degli
ordini del giorno che abbiamo esaminato regolarmente sino ad ora
non sarebbero ammissibili, ma noi se ci ancoriamo alla
finanziaria ci rendiamo conto, così come ha detto benissimo
l'onorevole Beninati, mi rendo conto che questa finanziaria per
la sua formulazione, per questo carattere non di documento
contabile che ha dato il Governo ed il suo assessore per il
bilancio, ma di una vera e propria legge che consente richiami
normativi in tutto il contesto delle leggi e delle esigenze
regionali siciliane.
Io credo anzi che questo ordine del giorno sicuramente è
opportuno , tempestivo e propedeutico all'esame di quelle
finalità che sono proprie di questa finanziaria e che
comporteranno, ne sono certo, delle spaccature all'interno anche
della maggioranza come il problema degli usi civici. Ha detto
bene infatti l'onorevole Pellegrino che non si può affrontare né
si può pensare utilmente e regolarmente e in maniera opportuna il
problema degli usi civici se non si affronta anche il problema
della sanatoria edilizia e dell'attenzione verso le costruzioni a
ridosso delle fasce costiere o delle fasce sottoposte a vincolo
forestale.
Sono proprie le dichiarazioni del Presidente Pellegrino,
autorevole esponente di questa maggioranza, che danno il suggello
della opportunità ed anche della prevalenza e della
pregiudizialità a questo ordine del giorno che deve essere
esaminato nel contesto dell'esame di questa finanziaria.
GRIMALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRIMALDI. Signor Presidente, onorevole colleghi, io
certamente avendo letto bene questo ordine del giorno mi sento di
appoggiare la proposta dell'onorevole Liotta. Perchè vede,
onorevole Presidente, il problema esiste; è un problema serio e
risale al 1985 - epoca dell'ultima sanatoria -; è un problema che
vede coinvolti centinaia e migliaia di padri di famiglia che con
grande sacrificio hanno costruito una piccola casa, un'abitazione
civile e che, giustamente, oggi possibilmente saranno costretti
ad assistere alla demolizione delle loro case
Ma un ordine del giorno del genere, penso che non possa
assolutamente essere utile alla soluzione di un problema così
imponente e così importante.
Io ho apprezzato moltissimo il Governo per avere inserito
nella finanziaria questa materia. Sono fiducioso che il Governo,
assieme all'Assemblea, saprà affrontare questo problema e
condivido quindi l'intento dell'onorevole Liotta perché in
effetti questo ci consentirebbe semplicemente di affrontare il
problema, così molto alla larga.
Vede, signor Presidente, ci sono grandi responsabilità,
l'abusivismo è un male enorme di questa nostra Sicilia; è uno dei
grossi problemi che noi dobbiamo però affrontare. Secondo me le
responsabilità non sono semplicemente dei cittadini, non è
semplicemente del povero disgraziato rientrato dall'estero e che
in mancanza di un piano regolatore si vede costretto a costruirsi
una piccola casa Le responsabilità sono dei sindaci, degli
amministratori i quali hanno chiuso gli occhi su responsabilità
enormi che erano quelli di consentire l'abusivismo edilizio.
FORGIONE. Sono anche degli assessori regionali.
GRIMALDI. Le responsabilità sono di tutti coloro i quali hanno
avuto responsabilità ed hanno amministrato.
Si assiste in certi paesi sotto periodi - e in Sicilia ed in
Italia si vota sempre - pre-elettorali sindaci costretti a
chiudere gli occhi per averne poi, possibilmente, un ritorno
misero di qualche voto.
Quindi, le responsabilità non li possiamo caricare solamente
ai cittadini i quali oggi sono richiamati, giustamente, al
rispetto delle regole e della legge e si vedono costretti ad
assistere alla demolizione di queste case. Ed allora è un
problema molto serio, signor Presidente, ed io penso che
indipendentemente dall'ordine del giorno che non ha motivo oggi,
eccetto quello di suscitare così l'interesse del Governo il quale
è molto attento a questo problema, io penso che non ci possano
essere cittadini che vogliono prediligere l'abusivismo e
cittadini che lo vogliano combattere.
L'abusivismo non può più esistere in questa nostra Sicilia e
va combattuto, però bisogna anche trovare il sistema per non far
pagare solamente a questi poveri disgraziati il peso della grande
irresponsabilità che nel passato c'è stato da parte di tutti gli
amministratori in questa Sicilia.
Ecco la mediazione che bisogna trovare; bisogna vedere ciò
che può essere lasciato in piedi e ciò che va demolito perchè, in
effetti, deturpa veramente l'ambiente
I 150 metri credo che siano quei limiti che possono
consentire realmente di potere lasciare indenne le costruzioni
già esistenti; ma l'invito che bisogna fare, il vero ordine del
giorno che bisogna fare al Governo perché possa sensibilizzare,
anzi pretendere da tutti coloro i quali amministrano, che da oggi
in poi tutto ciò che è successo nel passato non si verifichi più.
Dunque maggiore attenzione da parte degli organismi chiamati a
rispondere su questo abusivismo. Ecco perché sono d'accordo a
che questo ordine del giorno non venga discusso, bisogna
affrontare. Bisogna che quest'Assemblea, questo Governo si
dimostri sensibile ai problemi che in questo momento affliggono
moltissimi cittadini di questa nostra terra. Credo che questo
Governo e questa Assemblea possano trovare quella giusta
mediazione, quel giusto equilibrio perchè chi realmente non è
nelle condizioni di potere continuare a vedere la sua casa vada
demolita, ma per tutti coloro i quali si può trovare la
mediazione e quindi il giusto equilibrio queste case vengano
sanate.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
STANCANELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, io semplicemente ho chiesto la
parola sull'ordine dei lavori e per un richiamo al Regolamento
in quanto ritengo che erroneamente si sia posta una questione
pregiudiziale su un argomento che penso possa essere considerato
ai sensi del Regolamento. E precisamente l'articolo 124 recita
che prima dell'inizio della discussione generale o durante lo
svolgimento della stessa possano essere presentati da ciascun
deputato ordini del giorno concernenti la materia indi
discussione.
L'articolo 126 prevede che gli ordini del giorno siano
votati subito dopo la chiusura della discussione generale.
FORGIONE. Leggi l'articolo 125.
STANCANELLI. Leggilo tu e ti accorgi che non c'entra, se vuoi
te lo leggo adesso:"Non possono proporsi sotto qualsiasi forma
ordini del giorno contrastanti con deliberazioni precedentemente
adottate dall'Assemblea sull'argomento in discussione o che siano
formulate con frasi sconvenienti o riguardino argomenti affatto
estranei all'oggetto della discussione".
L'articolo 125 quindi è estraneo alla discussione.
Io ritengo che se questo ordine del giorno è stato
dichiarato ammissibile dalla Presidenza durante la discussione
generale del disegno di legge, è implicito che l'Assemblea si sia
pronunziata anche sull'ordine del giorno.
Io ritengo che nel momento in cui la Presidenza ha
dichiarato ammissibili sette ordini del giorno e ha eliminato
circa 30 ordini del giorno, ha ritenuto la ammissibilità perchè
concerneva lo stesso disegno di legge che è in discussione, al di
là del merito.
Ritengo pertanto che il richiamo all'articolo 101 sulla
pregiudiziale non si possa applicare perchè ci troveremmo nel
caso in cui l'Assemblea voterebbe nuovamente su un argomento che
è stato già votato ed è stato ritenuto ammissibile.
Quindi, ritengo che la Presidenza debba dichiarare non
sollevabile, se così possiamo dire, la questione pregiudiziale e
debba porre in discussione l'ordine del giorno che, ripeto, era
stato dichiarato dalla stessa Presidenza ammissibile in quanto
concerneva la materia in discussione del disegno di legge sulla
finanziaria.
FORGIONE. Presidente, questo è il terzo intervento contrario
sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, io ho dato la parola
all'onorevole Stancanelli sull'ordine dei lavori pur essendo in
corso la discussione sulla pregiudiziale, e l'ho voluto fare per
dare all'Aula il segnale che qui non si fa nessuna iniziativa che
possa in qualche modo limitare la facoltà dei gruppi di
intervenire.
Voglio ricordare all'onorevole Stancanelli che il richiamo
da lui fatto non è corretto, perchè la discussione generale
sull'ordine del giorno si doveva ancora iniziare ed è stata
proposta la pregiudiziale.
Io mi richiamo all'articolo 125, secondo comma, che recita:
"Il Presidente previa lettura decide inappellabilmente ma può
sempre essere posta la questione pregiudiziale".
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Io sono favorevole. Non ho altro da aggiungere.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la pregiudiziale dell'onorevole
Liotta.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
parlare su quella vicenda dibattuta, francamente appare strano,
però bisogna farlo. Non è possibile, anche per noi, io capisco le
logiche dell'opposizione, i contrasti, l'ostruzionismo, la
difesa, però c'è un procedere della Presidenza a zig-zag, non è
possibile rimettere in discussione una decisione assunta dal
Presidente dell'Assemblea...
(Proteste dai banchi di sinistra)
... La questione andava posta nel momento in cui è stata
decisa la vicenda, non successivamente; il Presidente
dell'Assemblea non può far tornare l'Aula su una decisione
assunta mentre precedeva un altro collega probabilmente investito
dagli stessi poteri o da più poteri.
Onorevole Forgione, la questione pregiudiziale andava posta
nello stesso momento in cui veniva decisa dall'organo, non
successivamente. La questione era stata già affrontata, era stato
già deciso quali ordini del giorno potevano essere valutati
dall'Aula e quali scartati. E si era deciso in questo senso prima
che intervenisse l'altra vicenda della discussione della
finanziaria.
A questo punto, tornare sull'argomento diventa una questione
difficile da digerire. Io capisco la logica dei numeri, capisco
anche - e non la condivido interamente - la logica di
contrapposizione che andrebbe valutata per parametri politici,
però stravolgere decisioni assunte perchè presiede in un certo
momento qualcuno rispetto a qualche altro, questo non aiuta
complessivamente l'Assemblea ad andare avanti Io ho, come voi
sapete, il massimo rispetto per l'istituzione assembleare e per
chi governa l'Assemblea, però procedere a zig-zag non aiuta
nessuno. E credo non sia conveniente a nessuno.
PRESIDENTE. Onorevole Nicolosi, per il suo conforto, devo dire
che l'ordine del giorno lo avevo dichiarato io ammissibile nella
seduta precedente e, adesso, sulla base della pregiudiziale posta
in base al Regolamento io rimetto al voto dell'Aula che ha detto
che la pregiudiziale è accettata.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 338 "Revoca
del decreto assessoriale '49/VI Tur' del 12 febbraio 1999
sottoscritto dall'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti", degli onorevoli Beninati, Fleres, Bufardeci, Croce e
Alfano", accantonato nella seduta n. 233 del 24-25 marzo 1999.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la destra ha
usato il Regolamento per fare un'ostruzionismo sul ...
(Proteste dai banchi di destra)
... La destra ha usato il Regolamento, giustamente, come è
diritto-dovere di ogni opposizione per fare l'ostruzionismo su un
ordine del giorno che riguardava la qualità del 'Trebbiano' che
ha tenuto questa Aula impegnata per oltre un giorno; è un
diritto, Caputo, è un diritto della opposizione che io in quanto
opposizione di sinistra mi riservo di utilizzare quando riterrò
opportuno, come voi avete ritenuto in quella vicenda, di
utilizzare...
CAPUTO. Tu fai parte del 'soccorso rosso'
FORGIONE. Io faccio il 'soccorso rosso', va bene. Io mi
riservo di utilizzare tutti gli strumenti regolamentari quando la
mia visione politica e programmatica della mia opposizione lo
ritiene. E io riconosco il vostro diritto di usare tutti gli
strumenti regolamentari. E l'onorevole Nicolosi, che è esperto in
questo, sa bene che qui non c'è nessuna violazione del
Regolamento. Tuttavia, così come voi avete usato lo strumento
del Regolamento, fate usare a me e alla mia parte politica lo
strumento del regolamento contro quella che io ritengo una
vergogna ricorrente di quest'Aula e cioè la politica delle
sanatorie e la politica a difesa dell'abusivismo.
Io pongo la questione pregiudiziale anche su questo ordine
del giorno, perchè esso propone di nuovo l'ampliamento di
strutture alberghiere in deroga agli strumenti urbanistici
esistenti.
CAPUTO. Noi non gli consentiremo di arrivare alla finanziaria
FORGIONE. Onorevole Caputo, lei che sa leggere l'italiano e ha
fatto anche il sindaco sa bene che questo secondo ordine del
giorno è diverso dal primo perchè almeno se il primo provava ad
intervenire sull'abusivismo di necessità, qui si parla solo di
ampliamento delle strutture alberghiere. E non pensate di farmi
passare l'ampliamento delle strutture alberghiere in deroga alla
normativa urbanistica esistente come abusivismo di necessità
perchè voi avete in testa lo stesso disegno speculativo che ha in
testa l'assessore Rotella quando vuole favorire la Valtur e
magari Punta Fanfalo a Favignana; voi avete in testa la stessa
speculazione che riguarda alberghi e non abusivismo di
necessità
Allora mi permetta di dire, onorevole Caputo, che qui
l'abusivismo di necessità non c'entra niente, che il risanamento
di alcune aree urbanistiche degradate non c'entrano niente perchè
si parla parla esplicitamente di strutture turistico-alberghiere
da ampliare in deroga alle normative urbanistiche esistenti.
Se questa è materia attinente con la legge finanziaria,
ditemelo voi e non mi venite a dire qui che si tratta di
abusivismo di necessità e di lavoratori che con il loro sudore si
sono costruiti la casa.
Detto questo, signor Presidente, io ripropongo la questione
pregiudiziale perchè non possiamo far passare con ordini del
giorno misure che favoriscono la speculazione edilizia in questa
Regione.
PRESIDENTE. L'onorevole Forgione ha posto la questione
pregiudiziale. Due a favore e due contro. Parlano contro
l'onorevole Nicolosi e l'onorevole Beninati; a favore gli
onorevoli Cintola e Speziale.
NICOLOSI. Chiedo di parlare sulla questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, io chiedo di intervenire se non è
consentito peraltro anche sulla pregiudiziale posta perchè vorrei
evitare che insorgessero dubbi sul senso del mio intervento di
poco fa. Non sono a favore dell'ordine del giorno proposto per la
sanatoria entro 150 metri. Non era questo il mio intervento. Io
parlavo di altra questione di tipo regolamentare posta qui in
ordine alla pregiudiziale, non perchè potesse essere acquisito un
mio consenso a quell'ordine del giorno rispetto al quale invece
quando si parlerà motiverò le ragioni del mio dissenso, così come
in questo momento rispetto all'altra pregiudiziale posta
dall'onorevole Forgione non escludo che sia utile un discorso che
riguardi il complesso della materia delle sanatorie, così come
non è inutile parlare della opportunità del potenziamento delle
strutture turistico-alberghiere.
Non sarei netto e certo la questione non può essere
affrontata attraverso un ordine del giorno. Mentre sono
largamente contrario. E siccome probabilmente le scelte sui casi
singoli non possono essere poste, mentre sono nettamente
contrario alla sanatoria dell'abusivismo entro 150 metri dalla
battigia, sono contrario perchè a mio avviso di troppe sanatorie
ha sofferto questa nostra terra. Non sarei contrario a valutare
gli aspetti possibili di un potenziamento delle strutture
turistico-alberghiere di cui la Sicilia ha bisogno. Non so se e
in che misura si legano a questa vicenda. Certo farlo attraverso
un ordine del giorno può essere riduttivo, può essere indicativo
di un orientamento. Allora valutarlo meglio e in un contesto
diverso sarebbe preferibile farlo.
In questo senso sono contrario alla pregiudiziale non perchè
non è correttamente posta, ma perchè impedisce all'Assemblea di
valutare il fatto. Sarei favorevole a che, invece, l'argomento
venisse trattato nel contesto di un provvedimento più specifico
che riguarda appunto le questioni urbanistiche ed il
potenziamento delle strutture turistico-alberghiere della
Sicilia.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Non ritengo che ci siano argomentazioni da
aggiungere. Sono favorevole alla pregiudiziale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevole presidente del
Governo, onorevoli colleghi, oggi, ahimè, non è la giornata
ideale per far valere forse le cose che da tanti anni si vorrebbe
cercare di rimettere in vita. Mi trovo veramente in difficoltà ad
intervenire su argomenti con i quali, a prescindere dalle
ideologie, si vuole andare chissà ad aiutare chi. Non ho capito
a cosa si riferisse l'onorevole Forgione: io la sua ideologia la
rispetto, ma lui deve anche essere un po' più moderato nei
termini.
E intanto ricordo che la mozione non è sul 30 per cento -
ciò vuol dire che non l'avete neanche letta - la mozione non è
sul 30 per cento; è un comma che è sul 30 per cento. La mozione
era di ben altro tipo e avete evitato di discuterne. La
mozione...
LIOTTA. Non è una mozione. E' un ordine del giorno.
BENINATI. La mozione era di altro tenore. Comunque, io non
credo neanche di volerla illustrare perchè veramente mi vergogno,
perchè la mozione era proprio per bloccare quello che l'onorevole
Forgione ha detto.
LIOTTA. Non la deve illustrare lei, onorevole Beninati
BENINATI. Io non la illustro, infatti, ma siccome qui si parla
che c'è qualcuno che vuole andare a favorire, stiamo attenti
Infatti, la mozione era proprio per intervenire su ciò che
l'onorevole Forgione ha detto; è di ben altra natura, quindi
leggiamole bene le cose.
Quindi, a questo punto, signor Presidente, io vorrei
ricordare all'assessore Rotella che in Commissione, su questo
tipo di argomentazioni, aveva espresso un certo assenso come
Governo; ora, non è possibile non discutere di un argomento che
certamente potrebbe pure risolversi in tempi celerissimi, ma che
certamente è voluto, parlo di questo tipo di intervento, sia
quello del 30 per cento, sia quello del decreto che l'assessore
ha fatto. Ci sono delle discussioni in corso, tanto è vero che si
chiedeva con la mozione di fare un trattamento equo, sia tra gli
albergatori esistenti che è un'imprenditoria, volente o nolente
che sia, che fino ad oggi è l'unica che ha portato e che ha
garantito turismo in questa Isola, sia tra i nuovi impianti.
Quindi, creare una equa distribuzione dei fondi della 488, perchè
altrimenti, sia ben chiaro, poichè tutti siamo contro qualunque
cosa, i fondi della 488 si fermeranno a Reggio Calabria; in
Sicilia non arriveranno.
Perchè? E' molto semplice.
Perchè nessun piano regolatore è in atto approvato dalla
Regione. Sono pochissimi, il 10, il 15 per cento, quindi
strutture oggi pronte a presentare progetti e chiedere fondi per
il turismo sulla 488, tranne quelle poche che forse si sa quali
sono, i fondi della 488 andranno solo ai villaggi turistici
esistenti, perchè nuovi non se ne potranno fare neanche, perchè i
piani sono tutti fermi. Allora, siamo onesti ognuno con noi
stessi e diciamo che c'è un ordine del giorno che vuole
distribuire equamente alle strutture alberghiere ed ai villaggi
turistici nuovi i fondi della 488. Questo è il fine. Per potere
sfruttare questi fondi, gli albergatori, non avendo gli strumenti
urbanistici adottati ed approvati, ha un solo modo: farlo in
deroga. Certamente non in deroga a tutto, in deroga alle norme
urbanistiche, ma non alle norme delle Sovrintendenze perchè quel
parere è obbligatorio, e nemmeno alle norme sismiche perché
anche quello è obbligatorio.
Quindi, signori miei, qui si sta tentando solo di far
spendere i soldi della legge 488 in Sicilia. Se non si è
d'accordo, si rinvii la discussione, non se ne parli, non si
facciano queste cose; ma questo è l'unico modo per poter
sfruttare quest'anno, per consentire alle aziende di presentare
progetti sugli ampliamenti dei loro alberghi ai sensi della legge
488.
Senno, l'Assemblea è sovrana, decida di non dare, o di non
utilizzare, o di fare utilizzare i fondi della 488 solo a
determinate persone. Che lo decida l'Assemblea a questo punto
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, capita molto spesso ormai che qui
si sviluppa un dibattito improprio.
La questione posta era una questione relativa alla
pregiudiziale, che è regolamentata dall'articolo 101 e
dall'articolo 125 del Regolamento: se la materia che stiamo
trattando è inerente alla finanziaria o è materia estranea alla
finanziaria.
La pregiudiziale pone come questione all'Assemblea che
questa è materia estranea alla finanziaria.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. La questione pregiudiziale si può porre
su qualunque argomento, tranne che sugli emendamenti.
SPEZIALE. In questo momento il problema in realtà è questo:
non si tratta di affrontare le questioni di merito. D'altro
canto, per la prima volta sono d'accordo con l'onorevole
Nicolosi. Affrontare questioni di merito di tale portata
attraverso un ordine del giorno, mi sembra un modo di mistificare
la questione.
Pertanto nessuno ha niente in contrario nel merito. Quando
si porranno le questioni di merito con leggi organiche di
settore, verranno esaminate, apprezzate, approvate o non
approvate dall'Aula.
In questo momento è in discussione la questione
pregiudiziale. Personalmente mi dichiaro favorevole alla
pregiudiziale posta dall'onorevole Forgione.
PRESIDENTE. Prima di porre in votazione la pregiudiziale
dell'onorevole Forgione, voglio ricordare ai colleghi, per
chiarimento di tutti, che una questione è l'ammissibilità
dell'ordine del giorno rispetto alla materia in discussione,
altra è la pregiudiziale. Con la pregiudiziale o il Governo o la
Commissione o i deputati possono chiedere che non venga discusso
quell'ordine del giorno.
Noi ci stiamo attenendo all'articolo 101 del Regolamento che
disciplina questa materia.
Pongo in votazione la pregiudiziale presentata
dall'onorevole Forgione.
Chi è favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne ha
facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, ho chiesto la parola perché in
quest'Aula questa sera con il discorso delle pregiudiziali ed a
colpi di maggioranza si sta abbandonando un fair play
parlamentare che anche l'opposizione aveva garantito utilizzando,
per fare l'ostruzionismo, quello che il Regolamento prevede.
Siccome ritengo che sia indispensabile riportare un poco di
calma istituzionale in questa Aula, perché non è possibile a
colpi di maggioranza andare indietro e revocare provvedimenti già
presi, deliberazioni già prese. Io la invito, signor Presidente,
a sospendere la seduta e ad indire la Conferenza dei presidenti
dei gruppi parlamentari per regolamentare il prosieguo dei
lavori.
Questo glielo chiedo facendo appello alla sua sensibilità
istituzionale, perché se no è veramente inutile rimanere in
questa Aula ad assistere ai colpi di mano anche in spregio al
Regolamento.
PRESIDENTE. Volevo assicurare all'onorevole Stancanelli che
colpi di mano per quanto riguarda il Regolamento non ce ne sono
stati, perché la Presidenza ha garantito rigorosamente il
rispetto del Regolamento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha facoltà.
ALFANO. Intervengo a sostegno di quanto appena affermato
dall'onorevole Stancanelli ed intervengo a sostegno per due
ragioni: la prima perché ritengo che la sede naturale della
risoluzione di questo fastidiosissimo conflitto - e adesso
spiegherò perché fastidiosissimo - per i rapporti istituzionali,
secondo me può essere la Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari che può regolare l'andamento dei lavori.
La seconda ragione, che è la prima in ordine politico, è la
seguente: il Regolamento consente la presentazione degli ordini
del giorno su materia attinente e gli ordini del giorno possono
essere discussi alla fine della discussione generale della
materia che è oggetto di discussione in Aula.
Se si inserisce nella prassi parlamentare il pericoloso
precedente per cui gli strumenti ordinari regolamentari vengono
di volta in volta calpestati in virtù di uno strumento
eccezionale che è la questione pregiudiziale, io credo che
quest'Aula avrà fatto un pessimo servizio a se stessa e credo che
questo sia un precedente gravissimo, signor Presidente.
Io non metto in dubbio la lettera del Regolamento, che
esprime un criterio per cui una questione pregiudiziale può
essere votata dall'Aula. La sostanza del Regolamento assegna,
perciò, alla questione pregiudiziale un crisma di
straordinarietà. Qui si sta sottraendo alla opposizione
parlamentare uno strumento previsto dal Regolamento in virtù
dell'utilizzo ordinario di uno strumento eccezionale. Credo che
questo sia in spregio alle elementari regole di convivenza
istituzionale.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE: Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che la richiesta dei deputati di Forza Italia e di Alleanza
Nazionale di convocare una Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari per discutere se il Regolamento rispettato sia una
violazione del Regolamento stesso sia una richiesta grave
politicamente.
ALFANO. E' perchè voi state cambiando l'ordine dei lavori
dell'Aula. Non è solo una questione regolamentare
FORGIONE. Anche dal punto di vista istituzionale.
Vorrei ricordare, per esempio, che c'è una prassi
istituzionale consolidata che sull'ordine del giorno c'è un
intervento a favore ed uno contro e sul Trebbiano abbiamo avuto
trentadue interventi a favore. Anche quella è una prassi
istituzionale consolidata Sugli ordini del giorno c'è un
intervento a favore, uno contro e poi si vota.
Noi addirittura abbiamo avuto, caso rarissimo,
l'ostruzionismo non su un disegno di legge ma su un ordine del
giorno.
Ora non si capisce perchè se il rispetto rigoroso del
Regolamento lo fa il Polo e lo chiede il Polo questo fa parte
della prassi istituzionale, non è una violazione della prassi
istituzionale consolidata; mentre, se il rispetto del Regolamento
lo opera e lo chiede una opposizione diversa da quella del Polo
diventa una violazione stessa del consolidato istituzionale.
Io credo, signor Presidente, che sarebbe sbagliato, anzi
addirittura grave, se noi dovessimo fare una Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari per ritenere come una
violazione il rispetto rigoroso del Regolamento. Questo vorrebbe
dire davvero capovolgere
Dopo di che sono assolutamente d'accordo che dobbiamo
proseguire con un clima rasserenato dal punto di vista
istituzionale e mi adopererò, come ho fatto in questi giorni, per
questo. Però, fateci esprimere Dal punto di vista della nostra
opposizione riteniamo importante la vicenda dell'abusivismo,
senza entrare nel merito, quanto voi ritenete importante la
vicenda del Trebbiano. Noi su questo abbiamo ritenuto di
utilizzare strumenti regolamentari che io ritengo il Presidente
dell'Assemblea, il Presidente spersonalizzato dell'Assemblea -
perchè poteva essere qui anche l'onorevole Cristaldi o
l'onorevole D'Andrea - ha fatto rispettare alla lettera.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che la Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari è convocata per oggi mercoledì
7 aprile alle ore 20.30. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.14, è ripresa alle ore 22.40)
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, come ben sapete è stata convocata la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che è stata
interrotta perchè la stessa Conferenza aveva cominciato ad
affrontare più interpretazioni regolamentari e non il nodo
politico che in effetti si era presentato in Assemblea.
Si è resa necessaria la convocazione della Commissione per
il Regolamento che ha affrontato la materia delle questioni
pregiudiziali sugli ordini del giorno presentati al disegno di
legge.
La Commissione per il Regolamento non ha raggiunto
l'unanimità; ma, secondo la maggioranza dei componenti la
Commissione stessa, si è giunti alla interpretazione
regolamentare secondo la quale è l'articolo 125 che disciplina il
sistema della questione pregiudiziale sugli ordini del giorno.
Cioè, la Commissione ha ritenuto che può essere presentata la
questione pregiudiziale solo quando all'interno dell'ordine del
giorno vengono trattate materie che, a detta del singolo
deputato, siano state già deliberate precedentemente o vengano
sottoposte all'Assemblea con frasi sconvenienti o che riguardino
argomenti affatto estranei all'oggetto della discussione.
Purtroppo, nonostante i messaggi politici, non è stato possibile
trovare una intesa di questa natura. La maggior parte della
questione si è affermata sulla parte che dice "argomenti affatto
estranei all'oggetto della discussione". Per cui, la Presidenza
non può che allinearsi al pronunciamento della Commissione per il
Regolamento.
Onorevoli colleghi, si passa all'ordine del giorno n. 339.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEL LAVORI
NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io aderisco
alla interpretazione fornita all'Assemblea in ordine alle
procedure per la valutazione degli ordini del giorno. Tuttavia,
vorrei richiamare gli argomenti discussi in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, quando il Presidente della
Regione, al di là degli aspetti regolamentari e dei comportamenti
d'Aula ha sottolineato l'urgenza di definire un cammino che possa
portare la Regione siciliana a dotarsi degli strumenti finanziari
indispensabili per la propria azione.
Io, è noto, ho una posizione di non condivisione del Governo
e della maggioranza che lo sostiene, tuttavia valuto che
l'appello del Presidente della Regione abbia un suo fondamento
che le forze politiche di maggioranza, ma anche di opposizione,
devono valutarlo per quello che esso è stato, un richiamo alla
responsabilità in maniera che nel permanere delle posizioni di
maggioranza e di opposizione possa trovarsi un modo, una via
perché si manifestino le proprie diversità e tuttavia ciò non
impedisca che la Regione possa avere gli strumenti indispensabili
per il suo prosieguo.
Fatta questa considerazione e considerato, altresì, che
l'argomento non è stato poi definito in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari perché la conferenza è stata sospesa per
le questioni di carattere regolamentare, inviterei l'Assemblea a
valutare l'opportunità questa sera di approfondire in sedi
separate, diverse, nei Gruppi parlamentari l'appello rivolto dal
Presidente della Regione e domani mattina, con un atteggiamento,
spero responsabile e consapevole, andare avanti per affrontare
nel merito le questioni finanziarie e successivamente, quando
saranno portate alla nostra attenzione quelle del bilancio della
Regione siciliana.
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, ritengo di dovermi appellare
all'Assemblea per potere comprendere se è possibile che
l'Assemblea stessa abbia un indirizzo che globalmente riterrei
conduttivo se le sedute venissero presiedute, sin dall'inizio, da
un Presidente dell'Assemblea, e lei è Presidente dell'Assemblea,
e ritengo che la sua presenza in Aula sia indispensabile; anche
perché lei interviene da Presidente, sempre, sull'Assemblea
anche quando l'Assemblea ha già motivato nella completezza del
suo Organo e con votazioni già effettuate qual è la volontà
dell'Assemblea nel pieno asservimento alle regole del Regolamento
che un'altra Assemblea ha fatto ma che sono valide prima per il
Presidente dell'Assemblea, anche quello di turno, diventato ormai
a mezzadria, ma anche per i Presidenti effettivi e anche per
l'intera Assemblea. Il dover apprendere, a giochi già iniziati,
che cambiano le regole del gioco non credo serva né
all'Assemblea, né al decoro, né al ruolo che l'Assemblea ha.
Allora i fatti sono due, signor Presidente, già la volta
scorsa ho avuto modo di dirle grazie perché era intervenuto,
però le avevo anche detto che era intervenuto tardivamente.
Siccome le elezioni europee le dobbiamo fare tutti e gli impegni
di carattere politico li abbiamo tutti ma a cuore ci stanno più
gli interessi del nostro ruolo di deputati, stiamo in Aula a
svolgere il nostro ruolo in attesa di riunioni faraoniche, di
interpretazioni di Regolamento che servono a parti politiche e
non all'intera Assemblea, ad interruzione dei lavori
dell'Assemblea su richiesta di parti politiche e non dell'intera
Assemblea, a riunioni di Conferenze dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che vengono interrotte non perché non ci fossero
ancora elementi di discussione, ma perché ci si è appellati ad
un'altra riunione ancora, quella del Regolamento...
PAGANO. Non è andata in questa maniera
CINTOLA. ... E se nel Regolamento non ci fossero stati cinque
voti contro tre, saremmo ancora ad aspettare e attendere che per
asfissia anche quella Commissione avrebbe dovuto modificare i
suoi atteggiamenti.
Allora, a me diventa impossibile continuare questi lavori; e
però, voglio dire al Presidente dell'Assemblea, onorevole
Cristaldi, che può fare a meno di un deputato in Aula con il
gesto che non credo che sia giusto rivolgere ad un deputato che
sta svolgendo, bene o male, il suo ruolo, e di considerare che
invece l'Assemblea nella sua interezza ha bisogno della sua
presenza con la sua corretta interpretazione, come sempre sa fare
e fa, senza diventare uomo di parte o suggeritore di parte,
perché altrimenti questo diventerebbe un gioco forte al di là
delle regole del gioco, al di là delle regole della politica, al
di là della correttezza, in quest'Aula, perché ci siano regole
uguali e certe per tutti, bacchettate ai presidenti di turno,
interruzioni dall'Aula e dalla stanza della Presidenza che guarda
ed assiste, come ha detto l'onorevole Cristaldi in Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, ai lavori dell'Assemblea per
poi intervenire quando lo ritiene, io ritengo che non sia
praticabile né per oggi, né per l'avvenire.
Noi riteniamo che l'Assemblea, io ritengo che l'Assemblea in
termini sovrani ha la necessità...
ALFANO. Ma che sta dicendo?
CINTOLA. Avete il diritto di difendere chi vi difende, io lo
capisco questo, ma non avete il diritto di interrompermi, ma lui
ve lo consentirà. Potete continuare.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, continui il suo intervento.
Onorevoli colleghi, per favore consentite all'onorevole
Cintola di esprimere la propria opinione.
CINTOLA. Allora, ritengo che sia invece giusto e doveroso, al
di là della democrazia di un tempo, che bisognava essere
democratici di un solo partito, oggi non è così.
GRANATA. Questo quando rubavate
CINTOLA. Solo un mascalzone poteva dire cose di questo genere
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.47, è ripresa alle ore 22.49)
La seduta è ripresa.
Onorevole Cintola, lei può continuare il suo intervento.
Vorrei pregarla di esprimere liberamente il suo pensiero in ogni
argomento, ma di attenersi al vocabolario che si attiene ad un
Parlamento. Lei può esprimere tutte le considerazioni che vuole.
Io sono convinto che con i giusti vocaboli ognuno può dire quello
che vuole; però, si renda conto che l'uso improprio di vocaboli,
in una certa maniera, anche con una certa tensione in Aula, può
portare l'intera Assemblea ad uscire fuori dai binari che,
invece, devono essere percorsi da tutto il Parlamento.
La prego di continuare il suo intervento.
CINTOLA. Ringrazio il Presidente dell'Assemblea per
l'affermazione che ha fatto, ed io ritengo che la doveva riferire
a chi mi ha dato del ladro mentre stavo parlando...
SPEZIALE. Nessun deputato può aggredire...
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, ho fatto un richiamo a tutto
il Parlamento.
CINTOLA. No, Signor Presidente, l'ha fatto solo a Cintola. Ed
io però l'accetto.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lo prenda come un richiamo.
CINTOLA. Solo a Cintola ed io l'accetto.
(Interruzione dell'onorevole Zanna)
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, la diffido ad avere un
comportamento idoneo al Parlamento nei confronti del Presidente
dell'Assemblea
ZANNA. Sempre a me deve rimproverare
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, la prego di accomodarsi.
ZANNA. Sempre a me deve rimproverare
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, le ripeto di accomodarsi
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.52, è ripresa alle ore 23.15)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credevo
che il mio intervento potesse suscitare tanta attenzione e tanta
frenesia in Aula.
Tuttavia, proprio per facilitare i lavori, riconfermo che
ripeterei per altre mille volte ogni parola che ho detto, perchè
ne sono perfettamente convinto.
Ritengo che il il mio intervento possa essere esaurito - e
quindi lo concludo - riconfermando, ripeto, pienamente le cose
che ho detto prima, in quanto le ritengo valide e giuste.
PER UNA QUESTIONE SOSPENSIVA
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, spero che stasera l'Aula possa
andare avanti, visto che, essenzialmente, è da quattro ore che è
sospesa di fatto.
Signor Presidente, lei sa che c'è stata questa discussione
in Commissione per il Regolamento e sa perfettamente che
personalmente ho espresso in quella sede la mia posizione circa
l'interpretazione degli articoli 124, 125 e 126 del regolamento
dando l'interpretazione che l'Aula ha un margine, proprio
attraverso un voto, per mettere in discussione il potere
discrezionale del Presidente circa l'ammissibilità di ordini del
giorno.
Tuttavia, volendo anche venire incontro, l'ordine del giorno
di cui stiamo parlando, il 339, ripete esattamente nella parte
impegnativa le stesse motivazioni che ci sono nell'ordine del
giorno precedente, che l'Aula ha già sostanzialmente respinto.
Per cui, penso che sia improponibile.
Questo ordine del giorno non è proponibile e, tuttavia,
signor Presidente, chiedo che venga posta la sospensiva, ai sensi
dell'articolo 101 del presente regolamento, prima perchè è lo
stesso ed in ogni caso, se dovessimo riaprire la discussione sul
fatto che sia o non sia lo stesso, una discussione assolutamente
inutile, penso che debba essere dichiarato non proponibile perchè
identico esattamente a quello precedente.
Eventualmente dovesse convincersi di porlo all'esame, pongo
un problema di sospensiva, ai sensi dell'articolo 101 del
presente regolamento.
FLERES. Signor Presidente, ci può riepilogare la questione
posta dall'onorevole Speziale? Per quale motivo sono identici?
SPEZIALE. Glielo spiego io
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, chiedo scusa, se avete
qualcosa di privato da dirvi, fatelo in altro momento
SULL'ORDINE DEI LAVORI
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, gli ordini del giorno sui
quali sono state poste pregiudiziali, e quindi non sono stati
discussi, sono gli altri, ma il 339 non mi pare abbia avuto una
pregiudiziale. E' nuovo.
PRESIDENTE. L'onorevole Speziale ha sollevato una questione
di sospensiva. Lei aveva chiesto di parlare sull'ordine dei
lavori o sulla questione sospensiva? Perchè, nel momento in cui
sarà sollevata la questione sospensiva la Presidenza si atteggerà
secondo quanto prescrive il regolamento. Lei aveva chiesto di
intervenire sull'ordine dei lavori, l'altro problema si vedrà più
avanti.
STANCANELLI. Per quanto riguarda l'ordine dei lavori il
problema che pongo è questo: la Commissione per il regolamento ha
preso una decisione. Ritengo che quella interpretazione sia
quella esatta, fra l'altro è stata presa, quindi chiedo al
Presidente che si vada avanti nei lavori per come sono stati
organizzati, in quanto se una decisione è stata presa non vedo
come l'Aula possa andare contro una norma regolamentare che è
stata sancita, è stata consacrata dalla riunione di Commissione.
Per quanto riguarda la sospensiva, si ripropone lo stesso
discorso che abbiamo posto all'inizio della seduta, in ordine a
un problema ben preciso, cioè, se fosse ammesso in quest'Aula
eliminare la possibilità per un parlamentare che ha presentato un
ordine del giorno in linea con il regolamento, cioè ai sensi
dell'articolo 124, durante la discussione generale di un disegno
di legge, e quell'ordine del giorno è stato dichiarato pertinente
e concernente la materia oggetto del disegno di legge, noi
toglieremmo un diritto costituzionale al parlamentare di vedere
discusso, approvato e respinto quell'ordine del giorno.
Per cui io ritengo che l'articolo 101 non possa applicarsi
in questa determinata fattispecie.
PER UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Presidente, il mio gruppo non è rappresentato nella
Commissione Regolamento, non è regolamentato, peraltro il
Presidente; in base all'articolo 6, ha facoltà di nominare i
membri della Commissione Regolamento, lo fa rispettando la
rappresentatività dei gruppi parlamentari e quindi nulla da
eccepire su questo.
Ma non è rappresentato, non abbiamo avuto la possibilità in
qualche modo di evidenziare la nostra posizione rispetto alle
questioni regolamentari che sono state poste.
Le regole che in qualche modo stabiliscono i rapporti
politici all'interno di quest'Aula non sono regole neutre, sono
regole politiche e pertanto una questione regolamentare non è una
questione tecnica che può essere in qualche modo chiarita
all'interno di una Commissione peraltro non interamente
rappresentativa di tutta l'Aula.
Sento l'esigenza pertanto, signor Presidente, e non in
dissenso al suo operato, ma in dissenso con il deliberato della
Commissione per il Regolamento, sento l'esigenza di evidenziare
che l'articolo 125 del Regolamento è chiarissimo nell'indicare
quali sono le fattispecie che lasciano al Presidente la facoltà
di ammettere o non ammettere un ordine del giorno.
Anche nel caso in cui vi siano queste fattispecie, per cui
il Presidente è libero di ammettere o non ammettere un ordine del
giorno, il secondo comma dice che può essere sempre,
letteralmente, ma può essere proposta la questione pregiudiziale,
in ogni caso, senza condizione.
Non è posta condizione alcuna. Non era necessario convocare
la Commissione per il Regolamento per il semplice fatto che ci
troviamo in una di quelle rare occasioni in cui il Regolamento è
di una chiarezza diamantina, non c'era assolutamente bisogno di
convocarla, in altre occasioni, in cui sarebbe stato necessario
convocare la Commissione per il Regolamento, ciò non è stato
fatto e questo in qualche modo attiene ai rapporti politici.
L'articolo 101, peraltro, dice che 'prima che abbia inizio
la discussione generale un deputato può proporre la questione
pregiudiziale'; dice prima che abbia inizio la discussione
generale, non ponendo alcuna condizione rispetto all'opposizione
della questione pregiudiziale, se non al comma 4 dello stesso
articolo 101, laddove si dice che la questione pregiudiziale o
quella sospensiva non sono ammesse in occasione della discussione
di uno o più emendamenti. Quindi, soltanto ed esclusivamente nel
caso di discussione su emendamenti non può essere opposta la
questione pregiudiziale.
Risulta chiaro, da quanto esposto, che la Commissione per il
Regolamento in nessun modo poteva forzare questa interpretazione
che risulta di una evidenza lampante, in nessun modo Risulta
chiarissimo che la questione pregiudiziale è pensata all'interno
del nostro Regolamento - allora si può discutere se il
Regolamento sia giusto o sbagliato - ma si procede in altro modo
non per interpretazioni regolamentari demantate alla Commissione
per il Regolamento, si procede modificando, proponendo a questa
Aula, appunto, alla sovranità di quest'Aula una modifica del
Regolamento, ma in nessun modo poteva essere aggirato questo
passaggio, proponendo alla Commissione per il Regolamento una
interpretazione che forzasse una norma che più chiara non si
poteva scrivere.
La questione pregiudiziale è stata pensata all'interno di
questo Regolamento esclusivamente per dare all'Aula stessa la
sovranità rispetto alla facoltà del Presidente di dichiarare
ammissibile o non ammissibile un ordine del giorno e ciò a
prescindere anche, io aggiungo anche, alla attinenza della
materia dell'ordine del giorno rispetto alla legge in esame.
Aggiungo soltanto una cosa: che mi pare perfettamente
legittima la questione che ha posto l'onorevole Speziale, io in
Conferenza dei capigruppo non ho assunto impegni rispetto alle
questioni pregiudiziale e, per quanto mi riguarda, la modifico,
onorevole Speziale, non una questione sospensiva ma una questione
pregiudiziale, perché il comma 2 della parte impegnativa di
questo ordine del giorno 339 recita esattamente come l'ultimo
comma dell'ordine del giorno che è stato dichiarato
pregiudizialmente inammissibile da quest'Aula.
Quindi, chiedo, Signor Presidente, che venga posta la
questione pregiudiziale su quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola ad
altri deputati che hanno chiesto di intervenire sull'ordine dei
lavori, permettetemi di esprimere qualche considerazione dopo
l'intervento dell'onorevole Liotta.
Già in passato, onorevole Liotta, il suo gruppo
parlamentare, su domanda rivolta al Presidente dell'Assemblea, ha
ottenuto di essere rappresentata all'interno della Commissione
per il Regolamento.
Se, anche in questo caso, il suo gruppo parlamentare farà
pervenire al Presidente dell'Assemblea istanza in tal senso,
avvalendosi il Presidente della facoltà consentita dal
Regolamento, procederà ad integrare la Commissione per il
Regolamento.
Per il resto, onorevoli colleghi, premetto che io non ha
nessuna difficoltà a dare la parola in tal senso all'onorevole
Fleres e all'onorevole Nicolosi che ne hanno fatto richiesta, ma
siamo già andati in Commissione per il Regolamento, ne abbiamo
parlato in Conferenza dei Capi Gruppo, è stato sollevato già in
Aula, se torniamo ancora sull'interpretazione.... Non voglio
dare altre risposte all'onorevole Liotta, perchè ha il diritto di
esprimere le proprie opinioni, di esprimere le proprie
considerazioni, ma l'atteggiamento del Presidente è stato
comunicato in Aula a seguito del pronunciamento della Commissione
per il Regolamento.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio di
avermi dato la parola. Io desidero parlare sull'ordine dei
lavori riferendomi alle questioni poste dall'onorevole Speziale.
Perchè, se l'argomentazione dell'onorevole Speziale fosse stata
sostenuta prima del pronunciamento della Commissione per il
Regolamento e la stessa si fosse pronunziata coerentemente con la
decisione della Presidenza relativamente alla possibilità di
porre o meno la questione pregiudiziale, probabilmente avrebbe
avuto ragione l'onorevole Speziale.
Ma, il dato della Commissione per il regolamento è
in controtendenza rispetto a quella che è stata la decisione
della Presidenza sui precedenti ordini del giorno. Perchè la
Presidenza ha ritenuto possibile la questione pregiudiziale e la
Commissione per il regolamento ha ritenuto invece che la
questione pregiudiziale non fosse possibile sollevarla con le
argomentazioni che sono state illustrate all'Aula dal Presidente
dell'Assemblea.
E, poichè - quindi - le fattispecie di apposizione di
questione pregiudiziale sono tre, quelle contenute nell'art. 125
e nessuna delle tre ricorre nell'ordine del giorno specifico, e
adesso spiegherò perchè, io ritengo che si debba andare avanti
con la discussione di questo ordine del giorno.
ADRAGNA. E' materia già trattata.
FLERES. Non è vero, onorevole Adragna. la materia non è stata
trattata perchè è stata posta a questione pregiudiziale, ed è
stata ammessa. La Commissione per il regolamento si è
pronunciata in maniera diversa. Si ricomincia dalla pronuncia
della Commissione regolamento.
Allora, io non dico che si deve andare a ripescare i due
precedenti ordini del giorno, che si potrebbe fare onorevole
Adragna, non lo voglio dire.
però dico che dopo la pronuncia della Commissione per il
Regolamento di ricomincia da lì.
(Proteste dai banchi di centro e di destra).
FLERES. Pertanto, tra il primo pronunciamento della
Presidenza e la successiva ripresa dell'Assemblea è intervenuta
una decisione della Commissione per il Regolamento che ritiene
improponibile l'apposizione della questione pregiudiziale
relativamente agli ordini del giorno a patto che non si
verifichino le tre fattispecie contenute nell'art. 125, io
ritengo che l'Aula debba proseguire con la trattazione del
medesimo ordine del giorno.
Le fattispecie sono tre: "L'argomento è già stato
trattato". Non è questo la fattispecie.
Secondo: "Ci siano frasi ingiuriose o sconvenienti". Non è
questa la fattispecie.
Terzo: "Che la materia sia affatto compatibile con
l'argomento in discussione". Non è neanche questo.
Intanto non è "affatto compatibile" ma lo è. E' pertinente,
e lo è perché riguarda entrata, è pertinente perché riguarda in
parte strumenti urbanistici, per altro contenuti nell'articolo 13
della legge finanziaria, laddove si parla di regie trazzere,
sanatoria sulle regie trazzere e quant'altro, dunque, signor
Presidente, nessuna delle tre fattispecie ricorrenti, enunciate
nell'articolo 125 ricorre nel caso specifico e dunque, poiché
c'è stata la decisione della Commissione per il Regolamento che
rimette in ballo l'improponibilità della questione pregiudiziale,
ritengo che l'Aula debba essere chiamata ad affrontare il tema
dell'ordine del giorno in questione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi che
vorrei pregare di essere molto sintetico.
NICOLOSI. Signor Presidente, la questione assume aspetti di
delicatezza perché non può (oltre alle cose annunciate che, a mio
avviso, sono sacrosante) essere rigirata con proposizioni a
richiami, a mio avviso non pertinenti. Però è bene che ognuno di
noi, nel limite del possibile, si convinca della correttezza
dell'impostazione data in Commissione Regolamento dalla
maggioranza e poi comunicato all'Aula.
L'articolo 124 del Regolamento che dispone e si occupa della
questione degli ordini del giorno, inizia in questa maniera: I
comma "prima dell'inizio della discussione generale".
Evidentemente parliamo della discussione generale sulle leggi, su
argomenti specifici che sta affrontando, non riferibili
all'ordine del giorno, perché dice: "prima della discussione
generale o durante lo svolgimento della stessa possono essere
presentati da ciascun deputato ordini del giorno concernenti la
materia in discussione".
Cioè sono degli orientamenti, degli impegni, delle
raccomandazioni che il Parlamento ritiene affidare nel contesto
della discussione sulla materia, alla votazione dell'Aula, per
raccomandarla al Governo perché avvenga una certa questione.
Non salto l'articolo 125 dove c'è l'atteggiamento
responsabile ed inappellabile del Presidente dell'Assemblea che
può essere, tuttavia, rimesso in discussione dalla questione
pregiudiziale, e parlo dell'articolo 126 dove si dice: "gli
ordini del giorno sono votati subito dopo la chiusura della
discussione generale".
Guardate che si riferisce alla discussione generale della
legge o della materia, rispetto alla quale l'ordine del giorno è
stato proposto, per cui c'è una conseguenzialità: la discussione
generale, l'ordine del giorno proposto, l'illustrazione da parte
del proponente, qui il dato che un poco stravolge questo iter è
connesso col fatto che rispetto al proponente che lo illustra ci
sono trentacinque interventi. Questo probabilmente è un elemento
che impedisce un corretto, vorrei dire rapido svolgersi del
fatto, dopo di che dice: "gli ordini del giorno son votati
subito dopo la chiusura della discussione generale della materia,
dell'argomento, non dell'ordine del giorno. C'è una
conseguenzialità rispetto alla quale non esiste un problema di
pregiudiziale o di sospensiva che non può essere posta se non
nella misura in cui si riferisce all'articolo 125, e il comma
secondo fa riferimento esclusivamente all'articolo 125.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Speziale a seguito
del pronunciamento della Commissione regolamento comunicato dal
Presidente dell'Assemblea ha posto la questione sospensiva che
non può essere assolutamente messa in discussione, appunto per
quanto comunicato dal Presidente dell'Assemblea, quindi non si
può porre la questione sospensiva. Può essere invece posta la
questione pregiudiziale sollevata dall'onorevole Liotta, perché
il contenuto dell'ordine del giorno non richiama né il titolo né
nessun altro articolo del disegno di legge, per cui la questione
pregiudiziale viene sollevata, la presidenza non solleva
eccezione sulla questione pregiudiziale, che è stata sollevata
dall'onorevole Liotta, hanno facoltà di intervenire due a favore
e due contro.
SULLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A favore della pregiudiziale
l'onorevole Cintola e l'onorevole Speziale, contro Alfano e
Stancanelli. Va bene. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cintola.
CINTOLA. Credo, signor Presidente, onorevoli colleghi, che
l'eplicitazione fatta dal collega Liotta sia talmente chiara che
non ho nulla da aggiungere se non che sono favorevole.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare contro la pregiudiziale
l'onorevole Alfano.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
contrari alla pregiudiziale posta dall'onorevole Liotta e lo
siamo per alcune ragioni che vorrei illustrare all'Aula.
In primo luogo lo siamo per una elementare valutazione di
corretto rapporto parlamentare, perché ho detto in Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari e ripeto in questa sede che il
confronto, seppure in tutta la sua asprezza, si sta svolgendo in
modo chiaro e trasparente.
L'opposizione ha presentato numerosi emendamenti, il Governo
ha preannunciato la presentazione di un maxi emendamento al quale
abbinerà la questione di fiducia e questi ordini del giorno si
ponevano in un percorso complessivamente individuato anche da una
precedente seduta d'Aula nella quale erano già stati accantonati
tutta una serie di ordini del giorno, altri erano stati ritirati,
altri erano stati votati immediatamente, senza alcuna forma
ostruzionistica dall'Aula, proprio in ragione della efficienza
dei lavori parlamentari.
Il venir meno rispetto a quel percorso concordato, sebbene
scandito da tempi lenti, proprio per la fase delicata che stiamo
vivendo, io credo che segni un passaggio negativo nei rapporti
tra la maggioranza e l'opposizione, perché vorrei ricordare che
ci fu questo passaggio.
In secondo luogo fa specie il fatto che la questione
pregiudiziale sia stata posta dall'onorevole Liotta che,
rappresentato in Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari dall'onorevole Forgione, aveva, per il tramite del
proprio presidente del gruppo parlamentare, rappresentato la
coerenza tra le questioni pregiudiziali poste ed una battaglia
generale che il partito dell'onorevole Forgione stava conducendo
in materia analoga od affine e che per il proseguimento di questi
lavori parlamentari, dal proprio gruppo, non sarebbero pervenute
altre questioni pregiudiziali.
Cogliamo con dispiacere questo segnale rispetto a quanto
affermato in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
ed entrando nel merito della materia relativa alla pregiudiziale,
riteniamo che si tenda con quest'ordine del giorno ad acquisire
nuove entrate e ad intervenire anche in materia assolutamente
affine a quella urbanistica, sulla quale la finanziaria, anche
per il tramite delle norme in materia di usi civici, entra.
Allora, noi ci chiediamo se tutto questo non è un abuso
regolamentare che la maggioranza compie all'interno di
quest'Assemblea, giusto per condizionare il percorso, che ripeto
è assolutamente trasparente e visibile, che l'opposizione sta
conducendo ai fini dell'evidenziazione del proprio dissenso
rispetto alla legge finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possono intervenire soltanto
due a favore e due contro.
Dopo l'onorevole Speziale è iscritto a parlare l'onorevole
Stancanelli e sulla questione pregiudiziale non ci possono essere
altri interventi. Prego, onorevole Speziale.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
per evitare che qualche collega del Polo, come è successo
precedentemente, possa poi parlare a favore dell'emendamento, e
soprattutto perché debbo riconoscere, signor Presidente, che lei
aveva ragione nella fattispecie, nel senso che andava posta la
questione pregiudiziale, perché la questione sospensiva va posta
nel successivo ordine del giorno, per cui sono d'accordo con la
proposta fatta dall'onorevole Liotta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare contro la pregiudiziale
l'onorevole Stancanelli. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
pregiudiziale che è stata posta dall'onorevole Liotta, fa
riferimento ad un presunto non collegamento tra questo ordine del
giorno e il disegno di legge sulla finanziaria.
Io vorrei fare osservare che espressamente l'ordine del
giorno nella parte impegnativa fa riferimento alla possibilità di
deroga agli strumenti urbanistici per la realizzazione di
ampliamenti per strutture turistico alberghiere pari al 30 per
cento della cubatura esistente.
Il disegno di legge chiamato 'Finanziaria' espressamente
agli articoli 13 e 14 per come sono stati licenziati dalle
Commissioni di merito e dalla Commissione Bilancio fa un espresso
riferimento alla possibilità di sanatorie ed in particolare la
lettera b) del punto 2 dell'articolo 13 e l'articolo 14.
E fa questo riferimento perché nella legge finanziaria
viene posta come fondamentale la presenza di queste norme, in
quanto producono un introito alle casse della Regione, dovendosi
provvedere ad una sorta di sanatoria.
Quindi, nel momento in cui l'ordine del giorno impegna il
Governo ad emanare delle norme che possano consentire, per le
strutture alberghiere, l'aumento della cubatura del trenta per
cento e, quindi, vi è una possibilità di "sanatoria" e di
introiti per la Regione, io non vedo come si possa dire questa
sera che non vi è un collegamento tra il disegno di legge in
discussione, fra l'ordine del giorno e tra quello che l'ordine
del giorno chiede per potere impegnare la Regione.
Io non sto contestando il Presidente.
Il Presidente ha posto un problema, ha accettato la
pregiudiziale per come è stata posta dall'onorevole Liotta.
Io sto esprimendo una tesi che ritengo possa essere
considerata una tesi condivisibile ed importante, e chiara come
dice l'Assessore Crisafulli, per cui io invito l'Assemblea a fare
questa valutazione ed a considerare la aderenza dell'ordine del
giorno, così come fra l'altro la Presidenza aveva ritenuto di
doverla considerare attinente nel momento in cui in presenza di
ben 37 ordini del giorno, si arrivò alla conclusione che soltanto
7 potevano essere considerati attinenti alla materia del disegno
di legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la questione pregiudiziale
sollevata dall'onorevole Liotta.
Chi è favorevole alla pregiudiziale resti seduto; chi è
contrario si alzi.
Il Parlamento accoglie la pregiudiziale sull'ordine del
giorno n. 339.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 342
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 342.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, io chiedo, ai sensi dell'articolo
101, la sospensione per questo ordine del giorno. E la
motivazione è contenuta nello stesso testo dell'ordine del giorno
quando alla fine impegna il Governo della Regione, cito
testualmente: "a volere immediatamente provvedere all'esame di un
citato di disegno di legge che riguarda le aziende autonome di
soggiorno e turismo".
Quindi, questo ordine del giorno si può tranquillamente
rinviare, perché a norma di Regolamento la sospensione prevede un
rinvio della discussione, affrontando poi nel merito il contenuto
di quel disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, sono spiacente doverle comunicare
che la sua richiesta non può essere accolta per due ragioni.
La prima perché pone un problema di sospensiva non prevista
dall'articolo 125 che parla soltanto di questione pregiudiziale.
L'articolo 101, per espressa decisione della Commissione
Regolamento, non è applicabile nella disciplina dei lavori sugli
ordini del giorno.
Il testo dell'ordine del giorno espressamente richiama il
contenuto della legge finanziaria.
Quindi, sono spiacente dirle che l'ordine del giorno è
ammissibile e non può essere sollevata né questione pregiudiziale
né questione di sospensiva.
I firmatari intendono illustrare l'ordine del giorno?
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, è aperta la discussione generale. Onorevole
Forgione, lei può intervenire sull'ordine del giorno, se vuole.
Prego cosa intende chiedere?
FORGIONE. C'è un ordine del giorno simile, presentato dal
nostro Gruppo, a firma Vella. Chiediamo la discussione accorpata.
PRESIDENTE. E qual è l'ordine del giorno, Onorevole Forgione?
E' l'ordine del giorno n. 416 "Interventi urgenti al fine di
presentare un organico disegno di legge per il riordino del
settore turistico"? Quell'ordine del giorno è stato presentato
dopo la discussione generale. Non ho alcuna difficoltà ad
ammettere l'accorpamento con l'ordine del giorno n. 342, però il
suo ordine del giorno lei non lo può illustrare.
Per quanto riguarda l'illustrazione dell'ordine del giorno
n. 342, ci sono deputati che intendono illustrarlo?
BRIGUGLIO. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del
giorno.
PIRO. Assessore per il bilancio e finanze. Onorevole Briguglio
la pregherei di ritirarlo. Non è ricevibile.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, nel momento in cui l'ordine
del giorno è stato presentato nessuno ha sollevato problemi ed è
stato giudicato ammissibile dalla presidenza di turno. Non
compete al Presidente dell'Assemblea rimangiare un pronunciamento
del presidente della seduta. Vuol dire che lei nell'attimo in cui
è stato giudicato ammissibile sollevava la questione al
presidente della seduta.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se
bisogna insediare una commissione speciale per il sindacato di
merito degli atti parlamentari presentati da deputati di questo
Parlamento. Perché se vogliamo spingerci fino a questo ditecelo,
ce ne possiamo pure andare, ve la discutete e ve l'approvate da
soli la legge finanziaria. Io credo, signor Presidente, e
spiegherò anche il passaggio così tanto incriminato di questo
ordine del giorno, il quale è un atto di indirizzo che ha il
merito di sollevare un problema, quello delle aziende di
soggiorno e turismo.
Io partirò da lontano, forse non so se con qualche
disappunto da parte di colleghi di quest'Aula, me ne dispiace,
avrei preferito pronunciare questo intervento in un clima di
minore nervosismo soprattutto dai banchi del Governo non fosse
altro perché vorrei che ci fosse una certa attenzione, così come
credo che questo sia in qualche modo l'obiettivo a cui ciascun
parlamentare tende.
Io credo che l'ordine del giorno ponga un problema intanto
serio e corretto, quello della riforma delle aziende di soggiorno
e turismo.
Credo che questo Governo abbia iniziato male a porsi questo
problema quando, all'indomani dell'insediamento del Governo
Capodicasa, si ritenne di insediare e di sostituire commissari
straordinari che erano stati nominati dal precedente governo con
dei commissari ad acta, quindi con poteri assolutamente ridotti
che hanno del tutto paralizzato l'attività di questi enti che
finora avevano svolto comunque una azione sul territorio.
E i fatti hanno dimostrato che si è trattato di un
provvedimento motivato esclusivamente da ragioni di natura
politica per non dire altro e non di natura tecnico
amministrativa, tanto è vero che in alcuni momenti, ed in
particolare nella stagione pasquale che è testé trascorsa,
tradizionalmente le aziende di soggiorno e turismo andavano a
svolgere una azione di promozione sul territorio che non c'è
stata assolutamente proprio perché i commissari ad acta che sono
stati insediati non avevano i poteri di svolgere nessuna delle
funzioni che si potevano avvicinare all'attività ordinaria.
Credo che questo sia stato un grave errore, soprattutto
perché sulla esigenza di andare ad una riforma di questo settore
e, in particolare, di ridisegnare le attribuzioni, le competenze
e lo stesso ruolo delle aziende di soggiorno e turismo ci possa
essere in generale una convergenza.
Il problema fu avvistato già dai precedenti governi
regionali, fu un'azione che si intestò in particolare l'onorevole
Strano nella qualità al tempo di Assessore regionale per il
turismo, il quale commissionò a un esperto dell'Università
Bocconi di Milano il compito di redigere uno studio a beneficio
dell'amministrazione regionale nel suo complesso che aveva una
filosofia di fondo che poi fu tradotta anche in disegni di legge,
che era quella di ricomprendere in qualche modo in comprensori
quella che era la sfera territoriale su cui oggi agiscono le
aziende di soggiorno e turismo e di ridisegnare la mappa delle
aziende di soggiorno e turismo sul territorio della nostra
Regione in rapporto a quelle che sono le aree strategiche del
turismo siciliano.
L'ordine del giorno che stiamo discutendo nella sostanza
solleva e pone l'attenzione su questo problema e dà rispetto al
disegno di legge un indirizzo. Ecco perché io credo che l'ordine
del giorno abbia una forza e una capacità di analisi che va ben
oltre la norma del disegno di legge che si vorrebbe portare a
ragione della - il termine è stato usato, lo voglio ripetere -
non ammissibilità o della irricevibilità addirittura dell'ordine
del giorno, perché il disegno di legge della finanziaria dice
soltanto che si avviano le procedure per la soppressione delle
aziende di soggiorno e di turismo.
L'ordine del giorno invece dà un indirizzo e cioè quello di
accorpare delle aree territoriali omogenee, dei veri e propri
comprensori turistici e di ricomprendere nella sfera di
attribuzioni di questi comprensori turistici le aziende di
soggiorno nella nuova funzione e nel nuovo ruolo che si dovrebbe
in qualche modo immaginare.
Quindi, non una eliminazione tout cour di questi enti, ma un
loro rilancio in una funzione nuova e diversa.
Sotto questo profilo credo che l'ordine del giorno meriti
non soltanto l'attenzione, ma anche un parere positivo,
l'accoglimento da parte dell'Aula e dello stesso Governo e credo
che in questo ordine del giorno ci siano le ragioni di una
posizione che è degna del massimo rispetto da un punto di vista
sostanziale oltre che da un punto di vista formale.
Per cui noi vorremmo che questa proposta, al di là di quello
che la finanziaria si limita a brevemente enunciare, questo
studio dettagliato che è stato redatto e che non è proprietà o
pertinenza delle precedenti esperienze di governo, sia valido e
serio che può essere uno strumento di servizio e ausilio anche
dell'attuale Governo della Regione e in generale dello stesso
Parlamento regionale che noi con questo ordine del giorno ci
permettiamo di sottolineare, di ribadirne la validità, nella
considerazione che ci deve essere comunque un filo ed una linea
di continuità anche fra i Governi che si succedono nella nostra
Regione, credo che questo non sia un tema che possa portare a non
so quali lacerazioni, ma che possa ritrovare un'ampia convergenza
del Parlamento.
ROTELLA, assessore per il turismo, comunicazioni e trasporti.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA, assessore per il turismo, comunicazioni e trasporti.
Signor Presidente, solo per una precisazione, siccome il
dispositivo impegna il Governo della Regione a voler
immediatamente provvedere all'esame del disegno di legge n. 870,
stilato dal precedente Governo in collaborazione con il
professore Puddu, voglio semplicemente precisare che già il
Governo ha adempiuto a questo atto, ha persino incontrato il
professore Puddu, proprio per farsi spiegare in effetti quale era
il contenuto, quindi ritengo che sostanzialmente possiamo pure
continuare la discussione che avrebbe soltanto il senso di
allungare ancora di alcune ore invece che cominciare la
discussione importante sulla finanziaria, ma certamente non
arricchirebbe oltremodo di un atto che già il Governo ha
provveduto ad adempiere.
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole La Grua, l'Assessore Rotella ha detto
che il Governo ha già provveduto ad esaminare il disegno di legge
che era stato predisposto dal Governo precedente.
LA GRUA . Noi vogliamo altre garanzie, signor Presidente. Tra
l'altro noi stiamo esaminando l'ordine del giorno presentato
anche da Rifondazione comunista, quindi sono stati accorpati due
ordini del giorno, quindi ritengo che sia opportuno discutere.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo visto che
nella legge finanziaria il Governo ha stabilito che l'Assessore
regionale ai trasporti ed al turismo debba attivare entro tre
mesi dall'entrata in vigore della legge finanziaria che ci
accingiamo ad esaminare, le procedure necessarie per la
soppressione delle Aziende autonome di soggiorno e turismo
dell'Isola.
Ma questo viene fatto senza che sia stato fatto alcun
confronto con gli operatori del settore, così "de plano" si
dovrebbe procedere a questa soppressione, il che, indubbiamente,
è qualcosa che allarma, anche se sappiamo che ci sono problemi,
anche se sappiamo che le Aziende autonome di soggiorno così come
sono strutturate in questo momento non raggiungono perfettamente
gli scopi per i quali sono state create, perché conosciamo bene
quale è la situazione di queste Aziende, che il più delle volte
hanno disponibilità finanziarie che a stento consentono di potere
pagare il personale, però da qui a procedere ad una soppressione
tout cour delle aziende ne corre, perché il problema del turismo
va affrontato in maniera razionale ed organica e non si può
risolvere il problema delle Aziende autonome di soggiorno con la
loro semplice soppressione, perché va rivista questa materia, e
va rivista perché vanno ristrutturate, va rivista una loro
collocazione geografica, va esaminata l'opportunità o la
necessità di procedere a creare delle aziende comprensoriali che
abbiano quindi delle competenze che non siano limitate alla città
a cui fanno riferimento.
Per esempio basti pensare che ci sono località o province
che hanno numerose Aziende di soggiorno e turismo, mentre la
provincia di Ragusa, la mia provincia, non ha nessuna Azienda di
turismo perché nessun sindaco si è mai preoccupato, nonostante la
provincia di Ragusa abbia bellezze artistiche, naturalistiche,
paesaggistiche, monumentali, non si è mai preoccupato di chiedere
l'autorizzazione della creazione dell'azienda autonoma di
soggiorno. Questa situazione, naturalmente, è una situazione
anomala, perché va rivista la materia dando la possibilità di
creare delle aziende comprensoriali per quanto riguarda la
provincia di Ragusa, per esempio penserei ad una azienda autonoma
di soggiorno che si occupi del barocco e che quindi comprenda le
città di Modica, di Scicli, di Ragusa, di Vittoria e quindi
abbiano una strutturazione diversa.
Ecco perché è indispensabile che il Governo dia vita ad un
disegno di legge che affronti, una buona volta per tutti, la
materia del riordino del turismo. Allora si potrà fare tesoro
della precedente esperienza, del precedente Governo che aveva
preso in considerazione l'argomento dando vita ad un disegno di
legge attraverso la collaborazione che aveva chiesto ad un certo
esperto; comunque se questo Governo non volesse utilizzare
questo lavoro che è già stato predisposto e preparato dal
precedente Governo dovrebbe, a nostro parere, entro tre mesi - e
qui condividiamo la parte impegnativa dell'ordine del giorno di
Rifondazione comunista - dovrebbe dare vita, ed è questo
l'impegno di noi chiediamo che il Governo assuma, e che l'Aula
affidi al Governo, di presentare un disegno di legge che consenta
di rivedere tutta la materia del turismo e di dare un riordino
effettivo a questa importante materia che riguarda da vicino i
problemi della nostra Sicilia.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole la Grua, io ho necessità di
capire: la forma usata per scrivere quest'ordine del giorno
lasciava intendere - e questo è lo spirito che ha recepito il
Presidente dell'Assemblea - che si chiede un intervento del
Governo perché si acceleri l'esame del disegno di legge. Lei
invece adesso, mi pare di aver compreso, chiede che venga
presentato entro tre mesi il disegno di legge.
LA GRUA . Naturalmente.
PRESIDENTE. Allora lo spirito dell'ordine del giorno è che lei
chiede che il Governo sollecito l'esame del disegno di legge.
LA GRUA . Si Presidente.
PRESIDENTE. Bene, adesso abbiamo capito.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor presidente, innanzi tutto condivido le
perplessità circa la formulazione dell'emendamento che
sicuramente non ha i quattro requisiti che Dante Alighieri
richiedeva per la lingua che erano quattro principi fondamentali:
la lingua deve aver principi aulico, curiale, cardinale e un
altro che non ricordo, ce lo dirà l'assessore Morinello che è più
preparato di me in materia; quindi, pur non avendo rispecchiato
questi principi che parecchi secoli fa venivano dettati per una
lingua quanto meno corretta, che quindi si potesse attagliare ad
una attività di tipo parlamentare, certamente coglie nel segno
nel momento in cui, anche alla luce delle dichiarazioni
dell'onorevole Rotella, rimaniamo piuttosto interdetti perché c'è
un disegno di legge oggi all'esame dell'ordine del giorno di
questo Parlamento che al primo comma dell'articolo 12 dice che
"nel quadro generale, entro tre mesi dall'entrata in vigore della
presente legge l'Assessore al turismo attiva le procedure
necessarie per la soppressione delle aziende autonome di
soggiorno e turismo dell'Isola"
D'altro canto, ora si alza l'Assessore Rotella e ci dice che
il disegno di legge è già stato presentato lasciando intendere
che lo vogliamo sanare.
Qui ci troviamo di fronte ad una situazione di
incompatibilità tra due questioni: quella di una approvazione di
una legge che avverrà a breve che è prevista dall'articolo 12 e
che dà i poteri all'Assessore di sciogliere entro tre mesi le
aziende di soggiorno e turismo e l'altro disegno di legge che non
si sa quando andrà alle commissioni ne tanto meno all'esame
dell'Aula in cui si dice che c'è un riordino del sistema.
CAPODICASA, presidente della Regione. anche la legge attuale
parla del riordino.
TRICOLI. Si, perfetto, parla di riordino però non si capisce
quale è l'attinenza tra il disegno di legge n. 884, che stiamo
esaminando, e quello successivo che esamineremo in seguito.
Questo ordine del giorno non ha più senso nel momento in cui alle
parole dell'assessore Rotella non segue una logica conseguenza
che è quella di presentare un emendamento soppressivo del primo
comma dell'articolo 12 e rinviare tutto all'esame di quel disegno
di legge.
Altra alternativa è che l'assessore Rotella dice "abbiamo
adempiuto a quanto richiesto dall'ordine del giorno", ma noi
continuiamo nell'esame motivo per il quale il successivo disegno
di legge non avrà più motivo di venire in quest'Aula, atteso che
le aziende di soggiorno e turismo già sono soppresse. Si parlerà
di altro, ma non si parlerà di aziende di soggiorno e turismo.
Allora, la linea del Governo è quella del disegno di legge
884 o del disegno di legge che è stato recentemente approvato
dalla Giunta di Governo?
Questo è il nodo che dobbiamo sciogliere. Perchè se noi
sciogliamo sciogliamo questo nodo, non possiamo certamente
comprendere...
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, l'artigianato e la
pesca. Domani.
TRICOLI. Ecco, onorevole assessore Battaglia, domani è un
altro giorno. Quello che dobbiamo discutere lo dobbiamo
discutere stasera.
E' chiaro quindi che ciò che noi chiediamo al Governo al
fine anche di non procedere ulteriormente nell'esame di ordini
del giorno, sopratutto perchè la questione è stata sollevata
anche da un'altra opposizione che è quella di Rifondazione
Comunista, vogliamo capire qual è l'intendimento del Governo in
merito dall'attività legislativa che in quest'Aula deve essere
svolta. Cioè se intende rinviare tutto il riordino del sistema
turistico al disegno di legge organico che andrà nella
Commissione di merito e non direttamente alla Commissione finanze
come è avvenuto invece per questo disegno di legge, oppure si
intende continuare con questo disegno di legge e, a questo punto,
non si capisce che cosa voglia dire l'intervento dell'assessore
Rotella che, certamente, non potrà accogliere questo ordine del
giorno perchè nei fatti sarà superato nel momento in cui
approveremo questo disegno di legge.
Credo che il Governo su questo argomento dovrebbe fare un pò
di chiarezza, anche perchè, lo dico con molta franchezza, in
Commissione bilancio chi ha assistito ai suoi lavori certamente
non da Alleanza nazionale nè da Forza Italia sono stati sollevate
perplessità sulla soppressione di questi enti, ma perplessità
sono state sollevate dall'autorevole capogruppo dell'UDR che
appunto ha sollevato delle perplessità, ha chiesto ripetutamente
informazioni e notizie circa la sorte dei dipendenti di queste
aziende.
GRANATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
GRANATA. Ritengo che la formulazione dell'ordine del giorno
più aderente alla realtà e quindi all'efficacia sia quella del
gruppo di Rifondazione comunista perchè noi ci troviamo oggi a
dover parlare di questo problema, della riorganizzazione di
questo settore, senza conoscere ciò che nella Finanziaria è
contenuto come impostazione del Governo. Quindi, è chiaro che
l'auspicio che si esprime attraverso un ordine del giorno che ci
sia un riordino del settore, ma senza la conoscenza di ciò che
viene contenuto nella Finanziaria non possiamo ritenere di poter
valutare un provvedimento che non conosciamo, almeno come
Parlamento.
Detto questo, una rapidissima riflessione la volevo fare.
Quando si è provveduto alla nomina dei commissari
straordinari delle aziende turismo da parte del precedente
Governo, ci fu una polemica. Voglio ricordare che, in modo
particolare nel settore è molto forte anche in questo settore la
cosiddetta, ecco lo dico anche in termini positivi, per usare
un'espressione un pò alla moda, ma è molto forte nel settore come
in tanti altri settori, credo in quasi tutti i settori
dell'Amministrazione regionale, la lobi della burocrazia
regionale.
Cosa successe all'epoca? Successe che, signor Presidente,
quegli stessi funzionari che avevano il compito di dovere
redigere gli albi secondo i requisiti previsti dalla norma
attraverso cui fare le nomine dei consigli di amministrazione che
andavano finalmente ad essere reintegrati, tenevavo bloccato di
fatto l'albo stesso, non redigevano l'albo e rendevano
impossibile reintegrare i consigli di amministrazione
dell'azienda autonoma e turismo.
Di fatto cioè gli stessi funzionari che sistematicamente, da
circa 10-15 anni venivano nominati commissari straordinari delle
varate aziende erano gli stessi che avrebbero dovuto stilare
l'albo da cui nominare i consigli di amministrazione e quindi
rimettere nel normale funzionamento le aziende autonome e
turismo.
Questa è stata una coincidenza, noi riteniamo che non sia
stata una coincidenza, perché questi albi, questi nominativi che
poi passavano da quel filtro che all'inizio di questa legislatura
tutti noi ci siamo dati come requisiti per potere accedere a
questi albi, erano pronti ma quest'albo non veniva mai, come
dire, stilato.
Ora, la valutazione che fa il Governo, credo, sia
condivisibile, cioè che bisogna razionalizzare il settore.
Razionalizzarlo però non significa a mio avviso, ma questa è
materia di discussione, riordinarlo e razionalizzarlo non
significa sopprimere tout court la funzione delle aziende
autonome e turismo.
Ci sono certamente delle forzature che si sono sovrapposte
negli anni; ad esempio è incomprensibile come alcune province, ne
cito una: Messina, abbia quel numero di aziende autonome, ma ci
sono aziende autonome che sono come dire enti esistenti ancora
prima dell'autonomia regionale stessa che esistono in quanto
identità precise, addirittura dai primi del secolo, parlo di 3 o
4 di queste aziende autonome, allora è chiaro che quella funzione
specifica di quella azienda andrebbe salvaguardata.
Allora, la nostra impressione è che il Governo dovrebbe
impegnarsi a razionalizzare il settore, a farlo secondo una legge
di riordino dello ... di razionalizzazione dello stesso, e farlo
attraverso quindi non soltanto una eliminazione delle strutture,
ma attraverso una chiarezza di ciò che si intende fare nel
delicatissimo settore della programmazione turistica.
Perché poi tutte le cose che sono avvenute in questi mesi
hanno ottenuto come risultato il fatto che la Regione siciliana è
stata quasi completamente assente se non al BIT di Milano da
quelle, e forse era meglio che era assente anche lì, da quelle
fiere internazionali dove si lanciano le stagioni turistiche,
cioè di fatto si è depotenziato un organismo che comunque aveva
sempre funzionato, con delle pecche, con delle contraddizioni, di
promozioni turistica per la Regione proprio nella fase in cui le
grandi fiere internazionali devono lanciare il prodotto Sicilia
sul mercato del turismo, queste aziende sostanzialmente sono
state decapitate e soprattutto attraverso una nomina, a mio
avviso, errata da un punto di vista di valutazione politica, cioè
di nominare non commissari straordinari ma commissari ad acta,
cioè non dotati di potere se non di ordinaria amministrazione,
cioè in grado soltanto di pagare stipendi, di preparare qual si
voglia attività programmatrici all'interno delle fiere
internazionali.
Allora la riflessione, come vedete, è molto ampia e tocca un
settore trasversale in modo positivo perché tutti siamo convinti
che attraverso la razionalizzazione di questo settore passa un
nuovo disegno di nuovo modello di sviluppo per l'isola, la
fruizione intelligente di questo tipo di intervento.
Allora il nostro auspici è che il Governo riordini il
settore, lo razionalizzi ma che lo faccia seguendo una logica
appunto di salvaguardia di quelle che sono state alcune
esperienze come alcune aziende che erano precedenti la stessa
autonomia regionale.
VELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'accingermi
a discutere in linee molto generali gli ordini del giorno,
ovviamente non voglio entrare nel merito di quella che è la
problematica legata alle aziende soggiorno e turismo, ci sarà
modo e opportunità con la discussione in finanziaria di
approfondire l'argomento.
Io ritengo che sarebbe stato molto facile per noi di
rifondazione fare un ordine del giorno sulla falsa riga di quello
che è stato proposto dai colleghi del polo, se non altro per
rimarcare un elemento di caratterizzazione, certamente importante
per noi di rifondazione considerata l'esiguità del numero e la
mancata disponibilità di autorevoli consulenti.
Noi abbiamo fatto un nostro disegno di legge senza ricorrere
a 200 universitari e senza andare incontro a spese che sarebbero
curiosi di capire quali siano stati da parte dell'Assessorato.
Io ritengo, in questo senso invito i colleghi presentatori
dell'ordine del giorno che andiamo a discutere a ritirare
quest'ordine del giorno ma ad accogliere la richiesta che viene
formulata dall'ordine del giorno da noi presentato.
Perchè penso che oggi il passaggio che noi dobbiamo
formalizzare al Governo è quello di impegnarsi a presentare entro
tre mesi un proprio disegno di legge perchè è proprio da lì che
noi dobbiamo partire per capire qual'è la volontà del Governo
rispetto alla necessità di puntare al riordino del settore
turismo; secondo se questo Governo ha la volontà di costruire
una reale strategia di sviluppo in direzione della nuova politica
del turismo.
Penso che l'obiettivo non possa che essere questo e il
risultato che noi dobbiamo ottenere è quello di un impegno
formale del Governo. Tengo a precisare che l'ordine del giorno è
stato proposto da Rifondazione comunista, ma è stato firmato da
Capi Gruppo delle forze di Governo, dall'on.le Mele, La Corte, e
firmato anche da autorevoli rappresentanti delle forze di
maggioranza, come il Presidente della III Commissione, on.le
Adragna, e come l'on.le Zago che è Vice Presidente della IV
Commissione.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
che mi accingo a fare è anche per dare risposta ad un incontro
che abbiamo avuto in IV Commissione su questa problematica. Il
Presidente ha ritenuto di invitare anche le rappresentanze delle
aziende stesse.
Vorrei ricordare a tutti e chi vi parla certamente non può
non ammettere la propria poca competenza in alcuni e quindi
assiste agli interventi che vengono fatti. Una delle lacune che è
stata espressa sia dagli attuali funzionati delle aziende,
vennero anche rappresentati dei sindacati, la rappresentanza
degli albergatori in quella qualità - l'Uras - l'Assessore
Rotella quel giorno era presente e non ebbe molto da obiettare,
fu detto esclusivamente che le aziende negli anni hanno vissuto
di scarsissime risorse e, per giunta, il risultato di questo era
che di fatto non riuscivano ad esprimere quel ruolo per cui esse
venivano chiamate. In conseguenza di questo, io non credo e fu
anche in quella sede opportunamente valutata da tutti i
componenti, che con una soppressione delle aziende si risolva il
problema. Il problema della parola "Azienda di promozione del
turismo" è rivedere con una nuova legge, e questo era stato
chiesto in quell'incontro stesso al Governo stesso se era stata
già prodotta e l'assessore si impegnava a breve a formalizzarla,
se forse era più opportuno, vista la delicatezza del settore,
rivedere con una norma più organica il fatto che non si deve
limitare al problema delle aziende, ma va molto oltre, perchè il
problema del turismo non è soltanto delle Aziende. Quasi tutti i
comuni, nella loro piccola quota di bilancio, fanno promozione
per turismo.
Le Province con l'Apuit fanno del turismo. la Regione fa del
turismo. tutti fanno del turismo ma, di fatto, non si vedono i
risultati. Dovremmo, allora, cancellare la normativa sul turismo,
ma non prendersela solo con l'Azienda che forse, se si vuole, è
stata la più limitata nel trasferimento di fondi che la Regione
negli anni ha dato.
Si convenne, in quella sede, che forse era più opportuno
soprassedere a questo taglio, di colpo, di una realtà che, quanto
meno, oggi esiste. Guardiamo i mesi, i periodi. Fra tre mesi
saremo a giugno, proprio nel cuore ella promozione, anche se
scarsa, anche se non la migliore, noi con questa norma che il
Governo prevede la tranciamo in quanto in quei tre mesi le
aziende vanno soppresse. Quindi è una responsabilità che si sta
prendendo un po' forse troppo questo Governo, di voler tranciare
di colpo, anche perché per le premesse che sono state fatte non
si ritiene che le aziende siano le uniche come aziende
responsabili del servizio che loro non sono riusciti ad offrire,
buone responsabilità ce le ha la Regione che non ha mai
trasferito dei fondi sufficienti.
A questo punto credo che l'ordine del giorno intendendolo
che il Governo si impegna a riformulare o a riprendere questi
disegni di leggi che oggi già sono presentati più il proprio come
l'Assessore qui in Commissione ha detto, forse è la soluzione
migliore. Evitiamo di sopprimere adesso le aziende. Non facciamo
dei tagli su iniziative che non si sa poi cosa può succedere.
Completo, ho sentito dire che un capogruppo di una forza politica
ha posto un altro problema serio, ed è vero. Sono stato
firmatario con altri colleghi di un emendamento. Che fine farà
il personale? Cioè ecco, il personale che oggi esiste,
l'inquadramento, tutto quello che verrà fuori, ecco forse è più
opportuno che il Governo riveda alla luce della soppressione del
primo comma, prenda quest'ordine del giorno come un impegno
proprio affinché sopprimendo il primo comma si dia proprio un
adempimento completo ad una riorganizzazione di un disegno più
completo che forse è più opportuno.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ortisi ha chiesto congedo
per la seduta odierna. Non sorgendo osservazioni il congedo si
intende accordato.
Presidenza del presidente Cristaldi
E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, avrei sottoscritto quest'ordine del
giorno anche perché in Commissione bilancio su questo argomento
ho più volte fatto interventi nel corso della discussione
generale e credo anche quanto abbiamo affondato il bisturi
sull'articolato e in quella sede avevamo avuto modo di
evidenziare quanto disorganica fosse complessivamente la manovra
finanziaria del Governo non soltanto in relazione a questa
vicenda dell'Azienda del turismo ma complessivamente, la stessa
proposta di ticket per l'utilizzazione delle aree attrezzate dei
parchi, la trasformazione in S.p.A. di AST, EAS, al di fuori di
un disegno organico. Tutta la finanziaria si è caratterizzata
all'insegna di questa precarietà di un disegno organico. Il
Governo Capodicasa si è limitato a prospettare piccole manovre
senza respiro strategico, questa vicenda dell'Azienda del turismo
è una vicenda che non sottovalutiamo, siamo convinti
dell'opportunità che in Sicilia il turismo venga organizzato in
modo diverso.
Riteniamo che il ruolo di tutti questi soggetti che in
qualche modo hanno fatto da filtro per i flussi turistici
promuovendo l'immagine, cercando in qualche modo di accreditare
un prodotto, magari in modo disarticolato, siamo consapevoli che
questo ruolo non ha assolto ad una funzione decisiva e
determinante, tanti sono stati i limiti di questa azione di
promozione del territorio. Non siamo quindi soddisfatti del ruolo
di queste aziende. Riteniamo però che prima di procedere
all'azzeramento di queste aziende il Governo abbia il dovere di
proporre un quadro complessivo, organico, una riforma organica
della presenza di questi strumenti nel territorio, una diversa
competenza territoriale, strumenti diversi, per questo motivo,
quest'ordine del giorno ha questo fatto di positivo, cioè cercare
di far riflettere sull'opportunità che sul turismo non si
commetta l'errore di vivere alla giornata, a parte il fatto che
azzerare le aziende senza avere pensato ad una strumentazione che
in qualche modo possa sostituire nel territorio questi strumenti,
a me sembra parziale.
C'è legittimamente, da parte del personale di queste
aziende, preoccupazione perché il Governo propone un'azione
disorganica, parziale, che non sostituisce a pezzi di burocrazia
inefficiente ipotizzando che le aziende siano state del tutto
inefficienti, un modello di burocrazia efficiente che ripristini
un più corretto rapporto tra burocrazia ed economia, tra
burocrazia e cittadini.
La grande questione della riforma burocratica che si
ripresenta puntualmente ormai in ogni discussione, a
dimostrazione che l'analisi che noi facciamo sull'essenzialità
che si avvii un'organica riforma della burocrazia in Sicilia, è
un'analisi seria rispetto alla quale è bene che quest'Assemblea
rifletta, è l'unica riforma, la nostra, portata.
La riorganizzazione del lavoro nella Pubblica
Amministrazione, la razionalizzazione dell'uso della forza
lavoro, una migliore presenza nel territorio della burocrazia
regionale, attraverso questa fase di decentramento delle
competenze sul territorio, di trasferimento delle competenze sul
territorio, questo è uno dei punti nodali che devono essere
attenzionati da qualunque Governo la Sicilia avrà nel prossimo
periodo.
Io ritengo, quindi, che quest'ordine del giorno colpisca un
obiettivo importante, quello di fare riflettere sul fatto che la
Sicilia, specie in un settore chiave della sua economia, il
turismo insieme all'agricoltura, insieme al terziario privato, a
tutte queste attività collaterali che a monte ed a valle vivono
di turismo e di agricoltura, è uno dei settori portanti.
Noi non possiamo affrontare la grande questione dello
sviluppo turistico in Sicilia senza un disegno organico; per
questo motivo io colgo lo spirito di quest'ordine del giorno, che
è uno spirito assolutamente positivo, che tende a far riflettere
tutti sulla necessità che in questi settori chiave il Governo
della Regione abbia una politica.
Ho motivo di ritenere che per come è stata concepita la
manovra finanziaria del Governo, non soltanto nell'ambito del
turismo, ma complessivamente noi dell'opposizione lo abbiamo
sottolineato più volte, non si crei una risposta seria a queste
questioni fondamentali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che la
presentazione di quest'ordine del giorno assolutamente pertinente
alla materia oggetto del disegno di legge in trattazione sia da
valutare positivamente perché consente una breve, perché brevi
sono i tempi che il Regolamento ci concede, una breve analisi su
quanto è in atto nell'ambito del settore turistico in Sicilia in
questo momento.
Settore turistico che viene ritenuto dai più e anche dal
Governo, dalle dichiarazioni programmatiche, un settore trainante
strategico per la nostra economia e che però si scontra con una
politica di questo Governo che sconta per intero le inadeguatezze
strategiche e di prospettiva di chi avrebbe poi il compito di
riordinare il settore, perché questi ordini del giorno e non mi
riferisco solo a quello presentato dai colleghi di Alleanza
Nazionale, ma anche a quello presentato da Rifondazione
Comunista, questi ordini del giorno, comunque, manifestano da
settori opposti di questo Parlamento la sensazione di una
incompiutezza in atto nella politica del settore turistico, una
incompiutezza che si manifesta nell'assenza di un disegno
strategico di riordino del settore.
Vi è una fascia che più di ogni altra avverte questa
difficoltà nel percorso di rilancio del settore turistico, che è
quella degli operatori del settore alberghiero così come di tutti
coloro i quali rappresentano l'indotto del comparto turistico.
Eppure a tutti costoro, questo Governo e questa maggioranza
non sanno fare altro che dire, come dice all'articolo 12 che "nel
quadro del generale riordino del settore turistico, l'assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, attiva
entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, le
procedure necessarie per la soppressione delle aziende autonome
di soggiorno e turismo dell'Isola".
Ecco, perché quando si chiede sostanzialmente di occuparsi
di un disegno di legge specifico, come fanno i colleghi di
Alleanza nazionale, o quando si chiede, come fanno i colleghi di
Rifondazione comunista di presentare entro tre mesi un disegno di
legge dell'intero settore turistico, non si fa altro che tentare
di portare a coerenza e concretezza un assunto che è una vaga e
generica manifestazione di volontà contenuta al primo comma
dell'articolo 12, e che appare tanto più non condivisibile quanto
più si tenga in conto che si gioca sulla pelle del personale
delle aziende autonome di soggiorno e turismo e che si gioca una
partita che può penalizzare un settore importantissimo della
nostra economia quale il turismo.
E per dire che tutto ciò è frutto di riflessione da parte
del centro-destra, noi abbiamo detto più volte che siamo
consapevoli che probabilmente c'è un frazionamento dell'offerta
turistica pubblica e dell'intervento turistico pubblico.
Siamo consapevoli del fatto che probabilmente troppi enti ed
organismi si occupano dell'incentivazione turistica. Però, siamo
altrettanto consapevoli del fatto che un elemento di chiarezza
rispetto alla situazione attuale può essere dato solamente da un
elemento di riordino generale. Ed allora perché è stata fatta la
scelta di affidare ad una norma generica, che poi rinvia ad
un'altra norma che deve essere proposta entro 90 giorni,
evidentemente, non sanzionabile l'eventuale deroga al termine dei
90 giorni a questa Assemblea.
Perché è stata fatta questa scelta? Io non la condivido.
Noi non la condividiamo. Lo manifestiamo con tutta la nostra
forza, e lo abbiamo già detto, anche perché riteniamo che
probabilmente le aziende autonome di soggiorno e turismo nel
dedalo e nella variopinta presenza di enti che si occupano della
materia turistica non siano tra quelli che più hanno demeritato
all'interno dell'Amministrazione regionale siciliana.
Ecco perché noi sottoponiamo questo ordine del giorno al
vaglio dell'Assemblea regionale siciliana, ritenendo che il
Governo, e per esso, l'assessore al ramo, farebbe cosa coerente e
corretta se proponesse la soppressione del primo comma
dell'articolo 12, incardinando presso quest'Aula e presso questo
Parlamento un disegno di legge che concretamente faccia
comprendere qual è l'indirizzo politico verso il quale il Governo
si rivolge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scalia. Ne ha
facoltà.
SCALIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla
opportunità, sull'ammissibilità di questo ordine del giorno che
ha la pretesa di parlare e di far impegnare il Governo su una
materia e su un comparto che è da tutti ritenuto trainante per
l'economia siciliana, credo che non ci siano perplessità.
Peraltro, l'ultimo rapporto interinale che il Governo della
Regione ha appena pubblicato, evidenzia come, per esempio, il
turismo in Sicilia sia, come dire, a livello di assoluta non
competitività con quanto invece accade nel resto del mondo.
Si precisava, tra le altre cose, che per esempio la Sicilia
in termini di ricezione, di posti letto, tutta la Sicilia ha meno
della metà di quanto ha Napoli e meno del 60 per cento di quanto
ha la sola provincia di Rimini.
Questi dati, evidentemente, ci debbono far riflettere sulla
necessità di dotare questo comparto di una legge che sia organica
e che tenga conto della concorrenza mondiale che questo settore
ha e che la Sicilia deve in qualche maniera contrastare se vuole
inserirsi in un mercato che è di grande potenzialità.
Va anche rilevato che l'investimento nel turismo è in
termini di investimento e posti di lavoro il migliore
investimento possibile.
Allora, come dice di voler fare il Governo attraverso
l'articolo 12 della finanziaria che in qualche maniera pone un
interrogativo serio perché quando dice che occorre sopprimere le
aziende di soggiorno e turismo cita un comportamento che, tutto
sommato, potrebbe anche vederci favorevoli. Quello che invece ci
lascia perplessi è che non dà via d'uscita rispetto alla semplice
tout-court soppressione.
Noi sappiamo come funziona l'organizzazione della promozione
turistica nella nostra Isola. Sappiamo che ci sono parecchi enti
e istituti demandati alla promozione del turismo in Sicilia.
Sappiamo che spesso si accavallano quelle che sono le competenze
istituzionali delle aziende di soggiorno e turismo con quelle che
sono le competenze delle aziende provinciali per l'incremento
turistico. Sappiamo altresì che spesso gli assessorati
provinciali e comunali al turismo si occupano della stessa
materia di cui si occupa l'azienda di soggiorno e turismo e
l'azienda provinciale per l'incremento turistico, cioè ci
rendiamo conto che in questa materia c'è grande confusione e che
quindi occorre procedere immediatamente non solo alla
soppressione delle aziende di soggiorno e turismo.
A parte il fatto che vorremmo anche delle garanzie, delle
norme di salvaguardia rispetto al personale che in questo momento
con grande professionalità svolge il ruolo nelle aziende di
soggiorno e turismo.
Sappiamo che le aziende molto spesso non sono in condizioni
di agire nel mercato perché spesso le loro finanze sono a secco e
spesso la Regione provvede semplicemente ad erogare i fondi
necessari appena per il pagamento dello stipendio. L'azienda di
soggiorno e turismo di Agrigento per esempio nei compiti
istituzionali che ha, ha solo quella di organizzare la sagra del
mandorlo in fiore. Per il resto noi manteniamo aperta una
struttura che costa soldi in termini di affitto, che costa soldi
in termini di personale che non è messa nelle condizioni di
potere svolgere il proprio ruolo.
Allora, in buona sostanza, se possiamo condividere in linea
di principio la soppressione delle aziende di soggiorno e turismo
siamo altresì convinti che questa materia deve essere in qualche
maniera disciplinata con una legge di riordino. E il riferimento
che fanno i presentatori dell'ordine del giorno, i colleghi di
Alleanza Nazionale, circa uno studio che l'Assessore Strano ha
presentato, in buona sostanza vuole riordinare questa materia,
far scomparire le aziende di soggiorno e turismo e creare delle
aziende provinciali di incremento turistico che assorbono anche
le aziende di soggiorno e turismo.
Allora, amici del Parlamento siciliano, se siamo convinti
come penso lo siamo e lo siamo non solo da destra come abbiamo
avuto modo di notare ma anche da sinistra con l'opportuna ...
FORGIONE. Estrema sinistra.
SCALIA. Estrema sinistra, precisa il collega Forgione, sulla
sensibilità di questo problema, è chiaro che non è sufficiente
che il Governo proceda alla soppressione delle aziende di
soggiorno e turismo ma che si impegni, ed è questo il senso
dell'ordine del giorno che abbiamo presentato, ripeto, sia da
destra che dall'estrema sinistra, per cercare di dare un riordino
serio a questo comparto che non può essere affidato a delle
aziende di soggiorno e turismo che per le valutazioni sia pur
sintetiche che abbiamo fatto poc'anzi, rischiano di non essere
assolutamente competitive rispetto ad un mercato del turismo che
è in forte concorrenza.Grazie, e grazie all'Assessore Lo Giudice
che vedo condividere il mio ragionamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Misuraca. Ne ha
facoltà.
MISURACA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
maggioranza ci costringe ad una attività di persuasione ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Non mi è chiara
la costrizione.
MISURACA. Evidente è la formulazione dell'ordine del giorno,
evidente poi è la conclusione ...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Ma l'assessore
per il turismo ha detto che ha fatto tutto quello che volevate.
Che volete di più?
MISURACA. Onorevole Piro, l'onorevole Rotella si contraddice
perché una volta all'interno della finanziaria redige un articolo
nella quale entro tre mesi si procede alla soppressione delle
aziende, poi qui ci viene a dire di avere esaminato con interesse
il disegno di legge, ma dico a distanza di pochi giorni le idee
non le ha chiare. Questo appariva già evidente, onorevole Piro.
Già nell'esame del disegno di legge ci sono alcune parti in cui
questo governo rappresenta una soluzione di alcuni problemi
riferiti alla privatizzazione e alla cessione delle aziende a
partecipazione regionale rispetto alle quali già noi in
Commissione Bilancio avanzammo un ragionamento rispetto al quale
dicevamo che siamo d'accordo alla privatizzazione e alle cessioni
delle aziende, ma rispetto alle quali chiedevamo che fosse
prospettato dal Governo un progetto di riorganizzazione,
certamente un progetto di organizzazione industriale rispetto
agli enti sottoposti a privatizzazione ed a cessione. Ma questo
soprattutto nell'ambito del comparto del turismo.
E allora, non si capisce come si possa procedere alla
soppressione così come previsto dallo stralcio del disegno di
legge n. 884 senza avere fatto uno studio sul comparto del
turismo che, ripeto onorevole Piro, quando ero Assessore agli
enti locali fu oggetto di alcune conferenze delle autonomie
locali le provvidenze da trasferire ai comuni che sono nei bacini
di utenza e sono interessati ai flussi turistici. Allora si
individuarono alcuni bacini di utenza, ritengo che senza
sviluppare un argomento ed un studio completo di quelli che sono
i bacini di utenza dei flussi turistici non si possa pervenire
alla soppressione tout-court come è indicato nel disegno di legge
delle aziende provinciali del turismo.
E allora, noi siamo per la soppressione, per la
privatizzazione, per la cessione delle aziende a partecipazione
regionale, ma, vivaddio, un progetto industriale, o comunque per
quelli che sono gli enti a partecipazione regionale, un progetto
di attività turistica questa Regione deve pur darselo.
E non vale, a mio avviso, l'intervento dell'onorevole
Rotella che dice di avere esaminato il disegno di legge proposto
dall'allora Assessore Strano. Non capisco cosa voglia dire averlo
esaminato, quali sono gli impegni che questo governo vuole darsi,
noi siamo rimasti al disegno di legge n. 884 rispetto al quale
certa è la soppressione delle aziende provinciali del turismo. E,
se allora si pone un problema di organizzazione e di
approvvigionamento di quelli che sono gli organici e le aziende
provinciali di turismo, poco è chiaro il riferimento culturale e
politico che questo governo vuole darsi rispetto alle aziende
provinciali nel loro complesso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
anche a questo ordine del giorno è sotteso un discorso di natura
politica che abbiamo già avuto modo di esprimere ma che ci
sentiamo di ribadire.
Purtroppo, al termine di questo dibattito restano poche cose
sostanziali da dire. A me interessa fare rilevare un certo tipo
di oggettivazione che merita il modo complessivo di procedere di
questo Governo. Non si legifera con la falce, non si legifera con
la ghigliottina, non si legifera decapitando, dicendo questo è
soppresso, quello lo sopprimeremo, perchè la logica generale che
sottende questo vostro castello che definite finanziaria, mentre
la solita vecchia legge omnibus della Prima Repubblica e della
prima regione che vi permette poi di glissare sulle commissioni,
sul Parlamento, una volta strappato questo non c'è nessun motivo
di riunire il Parlamento a discutere di cose serie. Perchè si
afferma il principio in nome del quale passa un principio molto
vagamente enunziato e non si entra nel merito, forse perchè
qualcuno è rimasto sostanzialmente scottato del costo doveroso
che si paga ad un'Aula di persone individualmente e
collettivamente serie quando si presenta, ad esempio, una legge
come quella sullo scioglimento degli enti.
I problemi, cari amici, nascono a fiume. Non è scrivendo
che sciogliamo l'EAS con la tecnica del silenzio-assenso voi
avete dato una risposta? Mi sono sentito dire da qualche collega
che l'EAS ad esempio, è un problema marginale: 117 comuni
serviti, metà del territorio siciliano, 500 e passa dipendenti,
carenze gravissime, responsabilità del passato, un atto
amministrativo, un ente istituito con legge, ed allora? In una
legge che vuole sciogliere le Aziende di soggiorno e turismo, le
quali non tutte hanno mal funzionato, alcune sono autenticamente
pezzi di storia e di funzionalità siciliana, non è il caso di
indicarle, per carità, però è agli occhi di tutti che certe
Aziende di soggiorno e turismo hanno egregiamente assolto molto
spesso da sole e non ulteriormente supportate da altre
Istituzioni il compito di rendere accessibili i nostri beni
turistici e culturali.
Allora non si può dire semplicemente: "le sciogliamo", ma le
sciogliamo per fare che cosa?
E' la stessa domanda che ho posto a proposito dell'EAS, la
pongo su questo medesimo argomento: il personale che ne facciamo?
Voglio raccontare ai colleghi, a tutti i colleghi che sono
in questa Aula che pochissimi giorni fa la Corte dei Conti ha
significato ad alcuni dipendenti di una certa provincia, che poi
sarebbe quella di Palermo, che loro e soltanto loro hanno il
trattamento economico di cui al contratto degli Enti locali,
mentre in tutte le altre province viene adottato il contratto di
lavoro dei regionali: sono tre persone a cui si chiede di
restituire due anni, rappresentati da un differenziali che li
porta da 1.800.000 a 1.200.000 lire al mese.
Allora ritengo che questa Aula tutta abbia il dovere di
ripristinare la funzionalità degli arti attraverso i quali noi
esprimiamo la nostra presenza politica in Sicilia, sia pure
attraverso i pochi mezzi che sono rimasti a disposizione degli
ultimi Governi che hanno tentato di dare un senso alla speranza
della seconda Regione, ma quel poco che c'è non va buttato, noi
abbiamo il dovere di fare funzionare i pezzi del nostro corpo che
sono momentaneamente obliterati.
Questo è il dovere di una classe politica, non quello di
dire: ghigliottina, esecuzione sommaria; e un momento dopo?
Questa non è politica, così come io mi sento da singolo
parlamentare, credo interpretando l'animo di molti parlamentari,
di dire che noi offendiamo l'istituzione del Parlamento siciliano
nel momento in cui abbiamo come progetto politico permanente
quello di eclissare le Commissioni di merito, di riportare tutto
ad una Commissione Bilancio a cui si fa fretta in una maniera
incredibile, e poi una volta l'anno portare in Aula delle leggi
che una volta venivano chiamate 'arlecchino', 'a pelle di
leopardo', 'omnibus'. E poi per un anno si può anche non fare
niente. Io appartengo ad una vecchia scuola politica che passava
attraverso tutti i partiti in cui il gioco del numero legale lo
faceva la minoranza; abbiamo scoperto dai consigli comunali, e
questo ancora può valere come criterio di furbizia, ma fino alla
massima istituzione regionale, che è questo Parlamento, ed è
mortificante per tutti cari colleghi che adesso il gioco di
eclissare il Parlamento è il gioco della maggioranza e lo ha
testimoniato in questa Aula con i disegni di legge
onnicomprensivi che presenta e con il tentativo di eclissare il
confronto nelle Commissioni di merito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scoma. Ne ha
facoltà.
SCOMA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, una delle prime mosse dell'attuale Assessore
per il turismo è stata senz'altro quella di smantellare i vertici
delle Aziende che l'Assessore Strano aveva nominato poco prima
della fine del suo mandato.
Le nomine dei commissari ad acta manifestano palesemente la
volontà del nuovo Governo di tornare alla gestione tecnica del
settore.
Tornano quindi i funzionari regionali, anche se in questa
fase con poteri troppo limitati ed un incarico a tempo che
certamente non corrisponde appieno ai fini istituzionali delle
Aziende.
Ma nel progetto di legge per il turismo presentato
dall'Assessore Strano si prevedeva l'abolizione delle Aziende, da
destinare a strutture terminali, di un'azienda unica di
promozione turistica. Non è nuova la nostra posizione su tale
questione, orientata a suggerire alle istituzioni competenti la
massima cautela e la massima attenzione nei confronti di tali
strutture che hanno tuttavia svolto nel tempo una insostituibile,
ad oggi, attività di promozione delle risorse del territorio in
cui esse hanno saputo ben radicarsi.s
Siamo tuttavia convinti che la loro funzione andrebbe
addirittura potenziata pur con le ristrutturazioni amministrative
necessarie ed opportune, al fine di non disperdere un patrimonio
di esperienza che ha salvaguardato e valorizzato i singoli
comprensori e quelle peculiarità che stanno alla base di un forte
e grosso richiamo turistico.
Il trend del turismo internazionale mira sempre di più alla
valorizzazione delle specificità locali. Sarebbe assolutamente
incongruo, dunque, privarsi di strutture che, sulla
valorizzazione delle specificità locali, hanno incentrato e
continuano ad incentrare la propria attività con un patrimonio di
professionalità e passione che non si può certamente buttare alle
ortiche da un momento all'altro. Siamo sicuramente certi che i
commissari ad acta testé nominati sapranno rappresentare appieno
il ruolo delle aziende nell'interesse del turismo isolano di cui
si auspica, ancora una volta, la definitiva e moderna
ristrutturazione e le nomine degli organi statuari ma non un
lavoro di mera sopravvivenza.
Ma, diciamo la verità: probabilmente si vuole celare una
certa lentezza dell'assessorato al turismo e soprattutto una
certa difficoltà di rilanciare turisticamente la Sicilia
eliminando così le professionalità degli operatori delle aziende
e trasferendo gli addetti alle amministrazioni provinciali.
E i lavoratori? che importa, probabilmente non importa a
nessuno. Ma se è vero, come è vero che la Sicilia ha vocazione
turistica, ben venga, ma presto, una funzionale riforma del
comparto con una gestione tecnica del settore trasformando le
aste in strutture terminali di una azienda unica di promozione
turistica. A mio avviso la loro funzione andrebbe addirittura
potenziata, al fine di non disperdere queste risorse umane e le
strutture soprattutto radicate nel territorio in linea senz'altro
con l'aumento del trend del turismo internazionale che mora
sempre di più alla valorizzazione delle specificità locali.
E poi, in generale, l'assenza di iniziative riguardanti il
prossimo giubileo. E' inaudito che non si parli ancora di
itinerari turistici religiosi per il prossimo anno santo. La
Sicilia non potrebbe che trarre vantaggio dall'afflusso di
pellegrini. Tutte le altre regioni d'Italia hanno da tempo
programmato e pubblicizzato quello che sarà il più grande
avvenimento di fine millennio; anzi, a tal proposito, si è già
notata la totale assenza della Regione Sicilia dei più importanti
appuntamenti internazionali promozionali e di commercializzazione
del prodotto turistico, quale la fiera di Berlino, di Parigi e di
Mosca; manifestazioni alle quali partecipano tutti i paesi del
mondo e tutte le grandi ragioni a vocazione turistica. E non
parliamo poi degli alberghi, come è noto la priorità delle
destinazioni dei fondi europei è stata data alle nuove
realizzazioni trascurando le 843 strutture esistenti che
abbisognano di essere ammodernate per puntare alla qualità
dell'ospitalità. E' giunta l'ora di dare corso ad una legge
organica sul turismo senza mezze misure; senza misure tampone che
servono solo a mortificare la professionalità degli addetti. O si
sceglie di continuare a puntare sul turismo, come peraltro questo
Governo ha affermato in diverse occasioni, o si smette di
navigare a vista.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Petrotta. Ne ha
facoltà.
PETROTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è bene
cominciare a prendere contatto quella volta che sono passato da
un ruolo ad un altro; ed è bene ancora che questo momento si
riporti alla memoria di tutti noi quando, un anno fa, tra gli
emendamenti, mentre svolgevo il ruolo di Presidente di
Commissione bilancio, ho presentato un emendamento che aboliva le
aziende di turismo e sono stato - se prendete gli atti - quasi da
tutti aggredito, come se avessi colpito non so dove, in punti
vitali, destra e sinistra. Non riesco a capire come mai in
questa circostanza ci sono tutte queste manifestazioni dall'una e
dell'altra parte.
Un po' di serietà io la indìco, sperando quindi che questo
argomento delle aziende di turismo che non deve diventare
assolutamente un oggetto di trattazione per esaudire i bisogni di
qualche designazione di soggetti vari ora di questa ora di quella
compagine, e l'equilibrio mio che mi porta a dire questo e
quell'equilibrio che ho manifestato durante l'espletamento del
mio compito in questi anni passati. E soltanto quello che dicevo
allora in quell'emendamento era riferito a due punti, verifica
corretta sotto l'aspetto dei costi e dei benefici.
Signor miei, allora lo vedevo solo sotto un'angolazione
forse un po' limitata, signor Presidente, quando si cercava di
trovare uno dei tanti punti dove risparmiare anche poche lire per
usarle anche per altre cose più utili. Ma questo non significava
abolire un qualcosa che invece proprio rifacendomi come ogni
tanto mi capita quando mi incontro con il Presidente di questa
Assemblea, l'onorevole Cristaldi, in quella relazione
introduttiva che per un verso è stata anche criticata, ma, a me
fa piacere oltretutto perchè i riferimenti c'erano e sono pronto
a ripigliarlo comunque, anzi lo ripiglierò.
C'è un particolare importante. Proprio in quella relazione
l'80 per cento dei miei passi era proiettato, era diretto proprio
verso lo sviluppo turistico, uno dei punti fondamentali per lo
sviluppo di questa vostra Sicilia che tutti dite di amare ma
certamente non come avveniva prima quando si gridava da una parte
ed adesso quando stiamo gridando da quest'altra parte perchè noi
dobbiamo vedere quali sono i bisogni della gente, onorevole
Stancanelli, ed i bisogni della gente in questo minuto non sono
solo quello di perdere qui ancora la nottata, ma di trovare la
soluzione anche delle aziende di turismo così come diciamo, per
concludere, indicando quindi, e certamente adattando il tutto ai
tempi attuali, con la creazione di un organismo che, dicevo qui
mi rifaccio anche all'ordine del giorno non mi ricordo di quale
compagine, ma mi sono piaciute le battute "creazione di un
organismo snello e funzionale, modernamente attrezzato", per
farlo veramente funzionare, per garantire enorme vantaggio alla
Sicilia, per garantire sviluppo, per garantire riduzione della
disoccupazione.
Detto questo, ho solo da dare indicazione che ritengo
conclusiva, vediamo se possiamo trovare una soluzione vera a
questo ruolo per potere esaudire i vari momenti di bisogno di cui
ho fatto riferimento e quello che possa concludersi alla fine,
esaltazione di quella sicilianità che noi tutti qui cerchiamo di
rappresentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, entro l'intervento dell'onorevole
Caputo, non sorgendo osservazioni, dichiaro chiuse le iscrizioni
a parlare.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessore di questo Governo pro-tempore o pro-medio termine, non
so come si dice, credo che i due ordini del giorno di
Rifondazione comunista e del Gruppo di Alleanza Nazionale siano
estremamente puntuali e affrontano un tema che è stato trattato
dal novello assessore con grande superficialità.
ADRAGNA. Dove è l'assessore?
CAPUTO. Non lo vedo, ma c'è l'intero Governo rappresentato.
Dicevo, signor Presidente, trattiamo un argomento che viene
affrontato nell'euforia quasi generale, ma non ci si rende conto,
non so se è la stanchezza o la disattenzione o tutti e due le
cose, per quanto riguarda una parte dell'Assemblea, la parte
sinistra dell'Assemblea, si affronta un argomento che è di
fondamentale importanza per la Sicilia.
Tutti noi siamo convinti, lo ha detto l'Assessore, con una
grande proprietà di linguaggio in quel di Milano quando ha
presieduto la Conferenza.....
(alcuni deputati disturbano l'oratore, esprimendo ilarità dai banchi)
CAPUTO. Non c'è nulla da ridere, stiamo parlando di un
argomento molto serio che coinvolge il futuro turistico della
Sicilia e quindi le sorti della Sicilia stessa.
Dicevo, l'Assessore con grande proprietà di linguaggio,
segno di un grande impegno profuso in questi mesi all'interno
dell'Assessorato, quando ha presieduto la Conferenza stampa alla
Borsa Internazionale del Turismo di Milano, con quella frase che
gli è tanto cara e che simboleggia la Sicilia l'ha definito "una
Isola bagnata e circondata dalle onde del mare.
Io credo che non ci sia una definizione più poetica e più
aulica per definire la nostra Isola; il merito va dato
all'Assessore di avere presentato indubbiamente l'immagine più
bella e più calorosa della nostra Sicilia.
Mi spiace solo che l'Assessore abbia scelto il pubblico dei
giornalisti e degli operatori televisivi per anticipare quello
che è - perché una delle riforme più straordinarie, nel senso
rivoluzionario non in senso positivo, di questa nostra Sicilia -
che è il settore del turismo.
Ebbene chiunque ha avuto dimestichezza, chi come me, da
Sindaco di Monreale o Manlio Mele da Sindaco di Terrasini ha
avuto modo di sperimentare la straordinaria professionalità, la
capacità organizzativa dei direttori e dei Commissari
dell'Azienda soggiorno e turismo della Sicilia, perché grazie a
loro sono stati organizzati le più grandi e le più perfette, più
riuscite e più apprezzate manifestazioni all'estero.
Chi come l'onorevole Basilio Vella, onorevole Sudano erano
componenti della IV Commissione all'inizio di questa legislatura
hanno avuto modo di vedere in quel di Londra come l'Azienda del
turismo ha presentato il tour della rassegna di musica sacra di
Monreale con una professionalità e una competenza che è stata
apprezzata dagli operatori turistici di tutta l'Inghilterra,
compreso il nostro ambasciatore italiano a Londra, che si è
complimentato con chi lavora per il turismo veramente, ogni
giorno 18 ore al giorno, nel silenzio delle stanze, senza i
riflettori ma con grande impegno per la promozione turistica
della Sicilia.
Io mi aspettavo da questo Governo che fra i suoi punti
principali, i punti cardine del programma avesse posto la massima
attenzione al turismo e mi sarei aspettato e mi aspettavo, e
forse anche adesso mi aspetto, che il riordino del settore del
turismo, che indubbiamente va reso adeguato alle maggiori
esigenze, alle maggiori risposte che si attende l'organizzazione
internazionale del turismo, mi sarei aspettato una...
Grazie Presidente, le chiedo di potere recuperare 2 o 3
minuti che mi ha fatto perdere l'onorevole Forgione. Quindi
Presidente, mi avvio a concludere.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei deve concludere.
CAPUTO. Concludo immediatamente, signor Presidente,
rispettoso dei tempi e del suo richiamo autorevole, sono
estremamente favorevole per l'approvazione di questi due ordini
del giorno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ha
facoltà di intervenire.
L'onorevole Nicolosi rinuncia. L'Assemblea ne prende atto.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, devo dire che mi dispiace che non
sia presente in quest'Aula l'Assessore per il Turismo, perchè il
dibattito di questa sera ha avuto un tono elevato, ma sicuramente
ci ha fatto scoprire l'utilità di quest'ordine del giorno alla
luce delle dichiarazioni dell'Assessore per il Turismo il quale
ha chiaramente detto, nel suo breve intervento, che aveva ...
(Fa il suo ingresso in Aula l'Assessore per il turismo)
STANCANELLI. Ecco è arrivato l'Assessore per il Turismo....
Dicevo, l'Assessore aveva dichiarato di aver ben recepito il
disegno di legge del precedente governo, tanto è vero che aveva
sentito il bisogno di farselo spiegare da chi lo aveva
predisposto. Questo denota l'attenzione che l'Assessore per il
turismo di questo Governo pone in relazione a quanto il
precedente Governo aveva fatto per ristrutturare il settore.
La cosa grave è un'altra. Dopo che si è fatto spiegare il
vecchio disegno di legge sulla ristrutturazione del settore, si
comporta in maniera diametralmente opposta nel senso che, invece
di ristrutturare e di dare una legge organica, invece di attivare
le procedure per avere una legge organica, di colpo presenta, ed
è favorevole, un disegno di legge in cui si eliminano le Aziende.
Allora delle due l'una: o si se l'è fatto spiegare e non
l'ha capito, o ha detto, in quest'Aula, qualche cosa che non
risponde a verità. Perchè nel momento in cui dice di averlo
capito e l'ha apprezzato e poi invece è favorevole ad un
azzeramento senza sapere e senza collegarlo con quella che doveva
essere la riforma di struttura, io ritengo che vi sia una
contraddizione.
Quando noi interveniamo in quest'Aula e utilizziamo il
regolamento, lo abbiamo detto con molta chiarezza, utilizziamo il
Regolamento per fare quello che un' opposizione deve fare quando
ritiene che determinati percorsi politici non siano stati
rispettati e io non mi vergogno di dire che facciamo
"ostruzionismo", ed è inutile nascondersi dietro il dito, non mi
meraviglio che l'opposizione ell'estrema sinistra si rammarichi
perchè forse gli abbiamo tolto la "palma" dell'ostruzionismo, ma
lo stiamo facendo; perchè lo stiamo facendo. Vero è che lo
facciamo per motivi regolamentari e politici, ma, stiamo mettendo
in luce quelle che sono le contraddizioni all'interno del Governo
e nei comportamenti che i singoli assessori o qualche assessore
pone in essere in questo governo.
Ecco perchè io non mi scandalizzerei molto per come vedo che
hanno fatto, sopratutto questa sera, tanti esponenti del governo,
della maggioranza che si strappano i capelli - quelli che li
hanno - perchè questa opposizione - qualcuno l'ha definita
addirittura in maniera quasi offensiva, si continua a parlare
fino all'una, le due di notte per esporre le proprie ragioni - è
l'unico strumento che ci rimane alla luce di quello che questa
legge finanziaria che è collegata a quest'ordine del giorno, ci
consente di fare.
Perchè se passa, e ritengo che alla fine passerà, perchè i
numeri sono numeri, e alla fine avete la maggioranza e la fate
passare, si tratta di un disegno di legge che praticamente
annulla il ruolo del Parlamento nella maggior parte degli atti
amministrativi.
Vi rendete conto che questa battaglia che state criticando,
che stante sbeffeggiando anche in relazione agli atteggiamenti
che io vedo questa sera in Aula, questa battaglia forse servirà a
far capire a qualcuno che questo Parlamento vuole continuare
ad essere un presidio dove si discute delle cose della Sicilia,
oltre a quelle fatue che in questi giorni si sono dette.
Io ritengo che questa sia una battaglia dove sono stati
fatti gli interessi non del Polo, del centro-destra, non soltanto
della coalizione del centro-destra, ma nell'interesse dei
siciliani e nell'interesse delle altre forze politiche che oggi
sono al Governo ma che stanno mettendo in opera un disegno di
legge quale quello della finanziaria che forse, se passerà,
annullerà quelle che sono le prerogative di un libero Parlamento.
Questo è quello che vogliamo attenzionare con
l'atteggiamento che non mi vergogno o ci vergogniamo a definire
ostruzionistico ma che è indispensabile per far capire, per
esempio all'onorevole Piro, che vedo che guarda con attenzione,
che è stato l'alfiere in quest'Aula di memorabili battaglie, come
mi dicono e come ho appreso personalmente e ho apprezzato... mi
riserbo nella dichiarazione di voto di definire il mio
ragionamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questi ordini del giorno di cui stiamo parlando meritino una
maggiore attenzione e una minore aria di sufficienza da parte del
Parlamento perché affrontano una problematica che è stata più
volte annunciata di cui diversi gruppi parlamentari, a parole, si
sono fatti carico ma che poi nei fatti non è ancora approdata a
nessuna conclusione.
Perché dunque l'ordine del giorno? Per stabilire un punto
fermo rispetto alla volontà del parlamento di procedere ad un
riordino e se è necessario ad uno scioglimento delle Aziende
soggiorno e turismo che un dato l'hanno comunque stabilito in
questa nostra regione, hanno sprecato centinaia e centinaia di
milioni, decine di miliardi non per produrre un maggiore afflusso
turistico nella nostra regione ma per organizzare sagre delle
olive, del pane condito, della pizza, del pesce fritto e
quant'altro contribuendo così a partecipare alla sagra, questa
sì, dello spreco che è stata costruita in alcuni casi da alcuni
Sindaci festaioli, ma in realtà del tutto ininfluente rispetto
all'incremento turistico che è alla base degli obiettivi delle
aziende di soggiorno e turismo.
Ovviamente, onorevoli colleghi, non desidero generalizzare.
Lungi da me di voler generalizzare ma non c'è dubbio che nella
media purtroppo questo è stato l'utilizzo delle Aziende di
soggiorno e turismo. Non c'è stato un coordinamento, non c'è
stato un collegamento tra loro, non c'è stata una sintesi delle
iniziative, non c'è stato un circuito che si è venuto a
determinare sulle diverse attività che sono state compiute, ogni
azienda ha fatto, come si dice, Repubblica a se e ha operato in
maniera disgiunta, scollegata, disarticolata e dunque non
produttiva rispetto agli obiettivi che si è proposta, posto che
gli obiettivi se li sia proposti, perché nella maggior parte dei
casi invece obiettivi programmatici non ce ne erano, si andava
avanti navigando a vista, non si è costruito un percorso comune
che conducesse ad una politica sinergica a favore dell'incremento
turistico e dunque i risultati sono stati molto minori rispetto a
quelli potenziali che si potevano venire a determinare.
E dunque non c'è dubbio che un disegno di legge portato in
Aula dal Governo o se ce ne sono depositati dai gruppi
parlamentari, non potrebbe che essere salutato con favore dal
parlamento stesso nella misura in cui lo stesso appunto
stabilisce una nuova modalità di approccio al problema e indica
una articolazione più omogenea con i risultati delle azioni
che...vengono promosse e che vengono realizzate.
E dunque anche se ci rendiamo conto che un disegno di legge
ha bisogno dei suoi tempi, ha bisogno di essere maturato nelle
commissioni di merito, ha bisogno di essere approfondito in
Commissione Finanze relativamente alle norme di spesa che esso
introduce, siamo convinti che l'Aula debba poterlo affrontare con
certezza sui tempi e con l'impegno del Governo di agevolarne la
discussione, perché se poi invece un tema di questa natura
dovessimo ritrovarcelo all'interno di una legge calderone con un
dibattito di natura forzata, con una serie di iniziative
approssimative che non consentono un approfondimento di un tema
così complesso e così articolato, sicuramente ci troveremmo a
disagio. E dunque, signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
accingo a concludere, essendo quasi trascorso il tempo a mia
disposizione, desidero dire che su questi ordini del giorno per i
quali pronunzierò successivamente la mia dichiarazione di voto, e
su l'uno, e sull'altro, credo che siano assolutamente pertinenti
ed assolutamente condivisibili nello spirito perché pongono un
problema che è serio, e lo mettono all'attenzione dell'Aula per
stabilire un punto fermo.
PRESIDENTE. Si procede alla votazione dell'ordine del giorno
n. 342 a firma degli onorevoli Briguglio, Stancanelli, Tricoli,
Strano e La Grua.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente, io
chiedo che l'ordine del giorno venga accantonato.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni l'ordine del giorno
viene accantonato.
Si passa alla votazione dell'ordine del giorno n. 416, a
firma degli onorevoli Forgione, Liotta ed altri.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
ovviamente anche per questo ordine del giorno chiedo
l'accantonamento.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intendo
manifestare il mio dissenso e quello del mio gruppo contro questa
richiesta del Presidente della Regione, quindi, noi non siamo
d'accordo. Ho chiesto di intervenire soltanto perché rimanga
traccia di questo nostro dissenso.
NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
capisco su quali basi poggi la richiesta del Presidente della
Regione, perché non è che c'è una parte, e poi non si può
discutere per parti, se ci fosse una parte dell'argomento
trattato, accantonato, non valutato, beh, allora si può dire...,
ma qui siamo al voto di un ordine del giorno discusso ampiamente
dall'Aula, rispetto al quale non capisco la logica, non so se e
in che misura sia una proposta che possa essere accolta
dall'Assemblea.
Per carità - come lei sa - quanto da lei deciso non sarà mai
messo in discussione da me, però se da un lato trovo
probabilmente eccessivo il ricorso a discussioni che si
protraggono nella notte intorno ad argomenti che pure sono
importanti, beh, trovo tuttavia, vorrei dire in qualche modo
pretestuosa la richiesta di accantonamento del voto, essendosi
conclusa la fase della discussione. Se ci fosse, se il Presidente
della Regione potesse indicare l'articolo del Regolamento che
consente di accantonare un argomento mentre lo si sta portando in
votazione, potremmo anche meglio considerare legittima la
richiesta avanzata.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 1.20, è ripresa alle ore 1.22).
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione ha chiesto
l'accantonamento dei due ordini del giorno n. 416 e n. 342.
La richiesta è affidata al pronunciamento del Presidente
dell'Assemblea, il quale ritiene che non ci siano motivi ostativi
all'accantonamento, tenuto conto che, comunque, gli ordini del
giorno dovranno essere votati e, quindi, la fase eventuale di
dichiarazione di voto è semplicemente rinviata.
Quindi, accolgo la richiesta di accantonamento avanzata dal
Governo per gli ordini del giorno n. 416 e n. 342, che saranno
posti in votazione, ed ad eventuali dichiarazioni di voto, in un
momento successivo.
Presidenza del presidente Cristaldi
Si passa all'ordine del giorno n. 356.
PER UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, io credo che l'ordine del giorno
ponga una questione, diciamo, pregiudiziale, perché non mi pare
che sia assolutamente pertinente alla materia che noi abbiamo in
esame.
Non capisco cosa c'entri impegnare il Governo della Regione
alla trasmissione allo IERT di pratiche ed argomenti.
Mi pare, assolutamente, estraneo alla materia che noi
abbiamo all'esame, per cui pongo una questione pregiudiziale
circa l'ammissibilità dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la sua richiesta è respinta,
in quanto l'ordine del giorno affronta una materia esplicitamente
trattata nel disegno di legge e specificatamente all'articolo 26.
Quindi la materia è attinente. Articolo 26, riguarda i POP.
CRISAFULLI, assessore alla Presidenza. No, no, non riguarda i
POP.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PER UNA QUESTIONE SOSPENSIVA
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente, io
credo che ci sia un problema di approfondimento, da parte della
Presidenza, degli ordini del giorno che vengono posti in
discussione.
Era già evidente sull'ordine del giorno che abbiamo
accantonato, e mi pare che lo sia altrettanto su questo ordine
del giorno, in cui si tratta di pratiche...
Nel POP, non credo che si possa interpretare l'aderenza con
la materia trattata col fatto che ricorre una stessa parola nel
testo con una parola dell'ordine del giorno.
Il problema è su cosa si chiede e si impegna il Governo in
rapporto a ciò che il testo del disegno di legge propone.
Mentre nel disegno di legge si parla di disciplinare la
materia relativa all'utilizzo dei fondi, qui si parla dell'invio
allo IERT - che poi non si capisce neanche che cosa sia, esiste
l'IRT, quello che io conosco è l'IRT non lo IERT, ad ogni modo -
l'invio di pratiche allo IERT, allo IRT, che non c'entra niente
con la programmazione dei fondi del POP.
Per cui io credo, signor Presidente, che ci sia una
questione di approfondimento, diversamente devo dedurne che si
tratta di una forzatura. Parlo dai banchi di Governo non vorrei
addentrarmi oltre nell'esaminare la materia. Vorrei dire però,
Presidente, il Governo pone una questione sospensiva della
trattazione dell'ordine del giorno tenuto conto che mentre
l'interpretazione della Commissione Regolamento ha affrontato la
questione relativa alle pregiudiziali e la Presidenza si è
orientata a dare corso ad una interpretazione che, per quanto si
possano avere perplessità e dubbi da parte di ognuno di noi,
tuttavia tende a preservare il diritto del parlamentare a vedere
trattato un ordine del giorno, a mio avviso, anche questa è una
interpretazione che non corrisponde al Regolamento, lasciamo
stare se è corretta, giusta o sbagliata.
Per quanto riguarda la questione sospensiva il problema non
si pone perché la sospensiva altro non chiede che il rinvio ad
altra occasione, ad altra seduta o ad altro momento dell'ordine
del giorno quindi non va a ledere il diritto del parlamentare di
vedere trattato il proprio ordine del giorno.
Io non so se la Commissione Regolamento nell'esaminare la
questione della pregiudiziale abbia esaminato anche la questione
relativa alla sospensiva, non ero presente e quindi, ma a me pare
improponibile una analogia, un trattamento analogico tra la
questione pregiudiziale e la questione sospensiva.
Quindi io credo signor Presidente che, in ogni caso,
ponendosi da parte del Governo la questione sospensiva, debba
essere riconosciuto questo diritto. Va da sè signor Presidente
che c'è un diritto del parlamentare, ma mi pare che ci sia un
diritto del Parlamento che vada garantito.
Per questa ragione, signor Presidente, pongo la questione
alla sua attenzione.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, la questione è stata già affrontata in altro momento
della seduta, e il Presidente dell'Assemblea ha anche riferito
non soltanto l'andamento dei lavori della Commissione Regolamento
ma anche il travaglio che la Commissione Regolamento ha subito
per potere arrivare ad un certo pronunciamento.
Qui non si vuole dire che c'è certezza assoluta di quanto è
stato stabilito dalla Commissione Regolamento, perché la
Commissione Regolamento ha evidenziato comunque l' opportunità e
la necessità che nel momento idoneo si dovrà procedere comunque
ad una specificazione di certe parti del Regolamento.
Sulla questione degli ordini del giorno si è tassativamente
pronunciata dicendo che la materia è disciplinata dall'articolo
125, ed ha stabilito che può essere sollevata la questione
pregiudiziale sugli ordini del giorno quando si verificano uno
dei tre casi che sono stati più volte qui dentro detti.
Ma al tempo stesso, in altro momento della seduta ho anche
detto che, avendo la Commissione Regolamento chiarito che la
materia degli ordini del giorno era regolamentata dall'articolo
125, non poteva essere sollevata sugli ordini del giorno la
questione sospensiva.
Ci troviamo quindi di fronte alla questione pregiudiziale e
debbo dire che mentre ho accolto la questione pregiudiziale per
altri ordini del giorno ed ho legittimato, per quanto il termine
sia eccessivo, anche il comportamento di altro Presidente della
seduta - che a mio parere correttamente ha operato - debbo dire
che su questa materia, proprio su questo ordine del giorno c'è
uno specifico richiamo all'articolo 26. Mi permetto fare
osservare che non solo è attinente la materia ma, addirittura,
qualora fosse stato presentato un emendamento, sarebbe stato
compatibile. La materia deve essere in qualche maniera collegata
al contenuto del disegno di legge, qui, specificamente, è
collegata ad u articolo del disegno di legge, quindi sarebbe una
forzatura - mi permetto dire con tutta umiltà onorevole
Presidente della Regione - se io addivenissi ad una richiesta che
in qualche maniera sarebbe una violazione regolamentare.
Io mi rendo conto, onorevoli colleghi, che la situazione è
tesa, che ci sono argomentazioni particolari e legittime dall'una
e dall'altra parte, ma vorrei dirvi che è un binario sbagliato
quello, comunque, di affidare ad interpretazioni regolamentari
questioni che sono soltanto di carattere politico.
E mi rendo anche conto che se non si trovano soluzioni tutti
chiederanno di intervenire per dichiarazione di voto sull'ordine
del giorno 356, poi chiederanno di intervenire per dichiarazione
di voto su un altro ordine del giorno etc..
Operando in questa maniera non riusciremo a trovare una
soluzione né potrà verificarsi il caso tutto ad un tratto di
strappar tutto perché credo che alla fine anche il Parlamento
debba tenere un suo comportamento.
Non c'è nulla di male se si dichiara che c'è una questione
di carattere politico che non può essere risolta facendo
riferimento a questioni regolamentari.
Se lo volete fare fatelo e assumetevene la responsabilità.
Io mi sono permesso di fare un appello ed un suggerimento, se non
è accolto lo ritiro immediatamente con molta umiltà.
Onorevoli colleghi, siamo all'ordine del giorno n. 356.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Presidente io non vorrei che si vada da forzatura a
forzatura. Io ho partecipato alla riunione della Commissione per
il Regolamento, non abbiamo fatto alcun cenno all'articolo 101
del Regolamento.
PRESIDENTE. Chi ha detto questo? L'articolo era il 125 che
disciplina la questione degli ordini del giorno. E' verbalizzato.
SPEZIALE. Non è stato fatto alcun cenno all'articolo 101. Lei
ha fatto un riferimento all'articolo 125 per la disciplina degli
ordini del giorno. Noi abbiamo sollevato un problema di
sospensiva che è previsto dal Regolamento, ai sensi dell'articolo
101 prima io sul precedente ordine del giorno, adesso
autonomamente il Presidente della Regione. E' un articolo che lei
può tranquillamente leggere o se vuole leggo io al Parlamento che
si attaglia perfettamente alla materia che noi stiamo discutendo.
Nel senso che non chiediamo che non venga affrontato l'argomento.
Chiediamo che l'argomento venga sospeso ed affrontato in un altro
momento, anche a conclusione della legge finanziaria.
Non penso che possa essere precluso al Parlamento così come
prevede il Regolamento un voto d'Aula. Presidente, non possiamo
più forzare oltre.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, io non sto forzando
assolutamente. La prego cortesemente di lasciare al Presidente la
serenità di decidere così come ha deciso sinora.
SPEZIALE. Presidente, con la stessa serenità che ha lei mi
deve consentire che essendo io parlamentare di questo Parlamento
ed essendo sottoposto come lei al rispetto rigoroso di questo
regolamento, io voglio che le mie prerogative di parlamentare
vengano tutelate e lei, essendo super partes in questa Assemblea,
deve tutelare le mie prerogative.
Nel momento in cui abbiamo posto la questione sospensiva, la
quale introduce un ordine procedurale che è quello che si rimette
al voto d'Aula, lei in questo caso deve fare soltanto la funzione
di notaio, deve rimettersi al voto d'Aula. Se fa altro, forza il
Regolamento.
Io glielo dico in modo chiaro perché sapendo che lei è molto
attento all'applicazione del regolamento, le chiedo di non
forzare. Segua la procedura prevista. Pertanto, io reitero la
richiesta di sospensiva su quest'ordine del giorno e la invito
espressamente e sommessamente di seguire la procedura prevista
dal Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, se lei fa riferimento alla
questione della procedura regolamentare la procedura
regolamentare del Presidente è stata applicata in toto. Se lei fa
richieste di altra natura, non è il Presidente dell'Assemblea il
suo interlocutore.
L'ordine del giorno è attinente alla materia.
La Commissione Regolamento ha espressamente dichiarato che
la questione degli ordini del giorno..
SPEZIALE. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale ha appena finito di parlare.
Onorevoli colleghi la seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 1.35 è ripresa alle ore 03.02)
La seduta è ripresa.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
STANCANELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche a
nome degli altri colleghi firmatari degli ordini dei giorni
numeri 356 e 360, intendo ritirare questi due ordini del giorno,
che poi provvederemo a trasformare in mozioni.
Per quanto riguarda gli ordini del giorno accantonati,
chiediamo che si passi alla votazione e dichiarazione di voto per
ognuno dei due sarà fatta da un rappresentante del Polo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si prende atto del ritiro dei
due ordini del giorno. Si passa alla votazione dell'ordine del
giorno numero 416. Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Esprimo parere favorevole. Dichiareremo di votare
favorevolmente.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il parere del Governo è
favorevole. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 416.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 342 a firma degli
onorevoli Briguglio , Stancanelli, Tricoli, Strano e La Grua. Lo
pongo in votazione
Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Non si può
considerare assorbito da quello di Rifondazione comunista.
PRESIDENTE. Non è assorbito, non è in contrasto, onorevole
Piro.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo ai
presentatori se lo vogliono considerare assorbito.
PRESIDENTE. Signor Presidente della Regione nel merito lei
aveva detto che attraverso l'Assessore il Governo...
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente, qui
si chiede che venga fatto un esame del disegno di legge. Questo
lo possiamo fare. Quindi, il nostro parere è favorevole.
L'avevamo già detto con la dichiarazione dell'onorevole Rotella.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 342.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 8
aprile 1999 alle 11,30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), e 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 346 - Mancato pagamento dei farmaci forniti dal Servizio
sanitario nazionale e degli ausili previsti dall'assistenza
integrativa alle farmacie della provincia di Trapani e delle
restanti province siciliane.
Croce Antonino; Bufardeci Giambattista; D'Aquino Antonio; Fleres
Salvatore; Cimino Michele; Grimaldi Ugo.
Presentata il 1.04.99
N. 347 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti.
Stancanelli Raffaele; Catanoso Genoese Francesco; Aulicino Arman-
do; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio; Alfano Angelo; Bufardeci
Giambattista; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Misuraca Salvato-
re; Strano Antonino; Cimino Michele; Croce Antonino; Sottosanti
Fulvio Salvatore; Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo.
Presentata il 1.04.99
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-STRALCIO)
(Seguito)
Relatore: On. Di Martino
La seduta è tolta alle ore 03,07 di mercoledì 7 aprile 1999.
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 03,40)