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Resoconto d'Aula della Seduta n. 239 di mercoledì 07 aprile 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 10.50.

     PRESIDENTE. Su  richiesta  del Governo, la seduta è aggiornata
  alle ore 12.00.

      (La seduta, sospesa alle ore 10,51, è ripresa alle ore 12.07)

    La seduta è ripresa.

     LO CERTO , segretario, dà lettura del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che, non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

      - "Istituzione della Commissione parlamentare d'indagine e di
      studio sulla giungla retributiva in Sicilia" (n. 906)
      - d'iniziativa parlamentare
      - presentato dagli  onorevoli Forgione, Liotta, Vella in data
      1 aprile 1999

                 COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
               ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

                             BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 29.03.1999: RICEVUTO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 29.03.1999: LEANZA sostituito da TURANO

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     ASSENZE
     Riunione del 30.03.1999, ant.: ADRAGNA-VICARI-BENINATI-GIANNOPOLO-
                                    PELLEGRINO-STRANO-VELLA
     "         "      "       pom.: ADRAGNA-VICARI-CAPUTO-CINTOLA-
                                    GRIMALDI-MELE-PELLEGRINO

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 2991 - Notizie in ordine al conferimento  dell'incarico
    di dirigenti di II livello in  Medicina  di  accettazione  e
    urgenza presso l'Azienda ospedaliera di Enna.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Ricotta Michele
                          ----------------
      N.       2993  -  Mancata  realizzazione  della  discarica
    consorziale per rifiuti solidi urbani di Serradifalco.
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      ***
    Ricotta Michele
                          ----------------

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 2992 -  Informazioni  sulla  situazione  del  personale
    della Telecom Italia srl.
      - Presidente Regione
      - Assessore Industria
      - Assessore Lavoro
      ***
    Croce Antonino
                          ----------------
      N. 2994 - Rischi di licenziamento nella sanità  privata  a
    causa della mancata erogazione dei  finanziamenti  da  parte
    delle AA.UU.SS.LL..
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      - Assessore Bilancio
      ***
    Ricotta Michele; Pagano Alessandro; Tricoli Marzio
                          ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

      N.  346  -  Mancato  pagamento  dei  farmaci  forniti  dal
    Servizio    sanitario  nazionale  e  degli  ausili  previsti
    dall'assistenza integrativa alle farmacie della provincia di
    Trapani e delle restanti province siciliane.
      Croce Antonino; Bufardeci Giambattista; D'Aquino  Antonio;
    Fleres Salvatore; Cimino Michele; Grimaldi Ugo

    Presentata il  1/04/99
                          ----------------
      N. 347 - Sfiducia  nei  confronti  dell'Assessore  per  il
    turismo, le comunicazioni e i trasporti.
      Stancanelli Raffaele; Catanoso Genoese Francesco; Aulicino
    Armando; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio;  Alfano  Angelo;
    Bufardeci Giambattista; Ricotta  Michele;  Scalia  Giuseppe;
    Misuraca Salvatore; Strano Antonino; Cimino  Michele;  Croce
    Antonino; Sottosanti  Fulvio  Salvatore;  Fleres  Salvatore;
    Leontini Innocenzo

    Presentata il  1/04/99
                          ----------------

     PRESIDENTE.  Avverto, ai  sensi dell'articolo 127, comma nono,
  del  Regolamento  interno   che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    RINVIO   DELLO    SVOLGIMENTO   UNIFICATO   DI   INTERROGAZIONI
    CONCERNENTI I "LAVORI DI PUBBLICA UTILITA'".

     PRESIDENTE. Si passa  al  secondo punto all'ordine del giorno:
  "Svolgimento unificato di interrogazioni concernenti i 'Lavori di
  pubblica utilità'".
       Informo che, a  causa  di  inderogabili impegni di carattere
  istituzionale, l'Assessore  per il lavoro, la previdenza sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione, onorevole Papania ha
  chiesto  il   rinvio   dello  svolgimento  degli  atti  ispettivi
  all'ordine del giorno.
       L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "MISURE  DI
    FINANZA REGIONALE  E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE,
    CONTABILITA' E CONTROLLO" (N. 884/A - STRALCIO).

     PRESIDENTE.  Si passa al punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegno di legge.
       Si procede con il seguito della  discussione  del disegno di
  legge  numero 884/A - Stralcio "Misure  di  finanza  regionale  e
  disposizioni  in  materia  di   programmazione,   contabilità   e
  controllo".
       Invito i componenti la seconda  Commissione,  'Bilancio',  a
  prendere posto nell'apposito banco.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Onorevoli colleghi  siamo  alla  discussione  generale sugli
  ordini  del  giorno,  all'ordine  del  giorno  n. 335: "Agenti di
  sicurezza dei beni culturali e ambientali".
       E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor   Presidente,   onorevole  Presidente  della
  Regione.  colleghi deputati,  questo  ordine  del  giorno  ha  il
  merito di porre  all'attenzione  dell'Assemblea una questione che
  nella nella mia  valutazione  è  fondamentale,  la  questione del
  rapporto tra beni  culturali  e  fruizione  turistica  del nostro
  territorio.
       Il degrado e l'abbandono  in  cui  i  nostri  monumenti,  le
  nostre  bellezze  artistiche   sono  piombati  da  qualche  tempo
  dovrebbero indurre tutti,  prescindendo  dalla  parte politica di
  appartenenza, a  riflettere  adeguatamente  sulla  necessità  che
  questo patrimonio inestimabile,  che  ci viene peraltro invidiato
  dal mondo, venga  salvaguardato  come  valore,  ma  non  soltanto
  perché  è necessario  mantenerlo  vivo  per  la  fruizione  degli
  addetti ai lavori, di quelli  che  in  qualche modo rispetto a un
  monumento, un quadro,  una  scultura  possono avere un'attrazione
  particolare.
       I beni culturali rappresentano uno strumento formidabile per
  attrarre flussi turistici; questa risorsa formidabile va messa al
  servizio dello sviluppo economico.
       Ogni  investimento,   ogni  tentativo  di  razionalizzazione
  dell'organizzazione  del  lavoro,  che   tenda   a  garantire  la
  conservazione e la tutela  del bene culturale, ogni intervento di
  questo tipo deve essere sostenuto e favorito.
       Esiste  un   problema   di   inadeguatezza   delle   risorse
  finanziarie  a  supporto  di   questa   azione  di  tutela  e  di
  salvaguardia;  ci rendiamo  conto  che  non  sarà  possibile  nel
  breve-medio periodo reclutare  personale a carico della Regione o
  degli Enti locali in  numero  sufficiente  alla  tutela  reale di
  questo patrimonio.
       E'  chiaro  che  questa  operazione  di  integrazione  degli
  organici in funzione della  tutela  e della salvaguardia dei beni
  culturali sarà possibile  in  contesti  finanziari  diversi. Però
  esiste una possibilità  che  noi abbiamo, una grande opportunità,
  quella di organizzare meglio  la  forza lavoro, di utilizzarla al
  meglio,  di  renderla   più   funzionale   all'obiettivo  che  ci
  prefiggiamo   di   raggiungere   dal   punto   di   vista   della
  professionalità, della formazione.
       Tutti  gli itinerari  formativi  finalizzati  a  sbocchi  di
  questo tipo, e cioè  alla  formazione  di  personale  idoneo alla
  salvaguardia e alla tutela dei beni culturali, vanno favoriti.
       Tutto ciò che  serve  ad  una  razionale utilizzazione della
  forza lavoro, con processi  di  mobilità  concordati (è la grande
  questione della riforma della burocrazia).
       Io credo che i firmatari di questo ordine del giorno abbiano
  inteso   porre    all'attenzione    dell'opinione    pubblica   e
  dell'Assemblea in prima battuta  la  questione  nodale di come la
  Regione e la  Pubblica  amministrazione  in  genere utilizzano la
  burocrazia in Sicilia, i  dipendenti pubblici, se ci siano sacche
  di mancata utilizzazione, e  quindi  se  si  imponga  un rapporto
  diverso tra Pubblica  amministrazione  e  cittadini, nel senso di
  una  erogazione  di  servizi  di  qualità,  che  presuppone  però
  l'attivazione di itinerari formativi mirati, finalizzati.
       Non c'è dubbio  che  un  intervento  che  razionalizzi l'uso
  della forza lavoro nella Pubblica amministrazione regionale non è
  escluso che comporti  una  mobilità  del  personale.  Laddove noi
  dovessimo, recependo la  Bassanini  e  la  Cassese,  decidere  di
  mantenere alla Regione i poteri di indirizzo e di controllo, e di
  decentrare sul territorio i  poteri  di  gestione,  si  porrà  un
  grande problema: quello della utilizzazione del personale.
       In piccolo questo ordine del giorno pone la questione di una
  migliore utilizzazione di 1.200 unità. ...

     PRESIDENTE. Ha cinque minuti di tempo.

     AULICINO. Io pensavo che fossero dieci minuti.

     PRESIDENTE.  No, Lei non è firmatario dell'ordine del giorno.

     AULICINO. Ha ragione.  Avevo  fatto  questa  premessa  per poi
  arrivare alle conclusioni.
       Se mi dà un minuto, vista la mia totale buona fede, cercherò
  di trarre da questa premessa, forse  un  po'  ampia rispetto alle
  conclusioni veloci che sono costretto a tirare, delle conclusioni
  dignitose.
       La conclusione alla quale pervengo, fatta questa premessa, è
  che ogni tentativo di razionalizzare l'organizzazione del lavoro,
  l'organizzazione della burocrazia.  Ogni  tentativo  che  tenda a
  mettere al servizio dell'economia il turismo, una delle chiavi di
  volta  dell'economia  siciliana,  insieme  all'agricoltura  e  al
  terziario.  Ogni tentativo che tenda a favorire le condizioni per
  lo  sviluppo  economico e la  fruizione  e  la  tutela  del  bene
  culturale  in sé,  è  condizione  essenziale  perché  il  turismo
  monumentale, il turismo  culturale  possa  attecchire in Sicilia,
  ogni manovra di questo tipo va favorita.
       L'ordine del giorno  nella  mia  valutazione  va  in  questa
  direzione. Una diversa  organizzazione  del lavoro e una migliore
  utilizzazione del personale  a  tutela  del bene culturale, nella
  mia valutazione, non può essere ostacolata.
       Per questo motivo,  a nome del Centro Cristiano Democratico,
  esprimo il pieno consenso  rispetto al contenuto di questo ordine
  del giorno e alle proposte che con esso vengono formulate.

     PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Pagano,  Catania,
  Catanoso, Tricoli, non  essendo  presenti  in Aula, sono decaduti
  dall'iscrizione a parlare.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha facoltà.

     VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente la
  maggioranza, autoproclamatasi tale, troverà il modo per eccepire,
  sul piano tecnico e formale,  che  un  ordine del giorno non è il
  modo  migliore per  evidenziare  un  problema  di  fronte  a  una
  Assemblea legislativa.
       Resta fermo il punto che  il  Parlamento  ha  un  compito di
  indirizzo politico e  che  doverosamente  solleva  dei  problemi,
  specie in relazione ad un  momento  in  cui,  con la finanziaria,
  questo Governo e  questa  maggioranza  stanno  sperimentando  uno
  strano percorso politico che  dà  netta l'impressione che voi non
  vogliate più utilizzare il Parlamento regionale, per cui a inizio
  d'anno e a ridosso del bilancio, ci presentate una legge-omnibus,
  che vi permette di toccare la macchina della Regione, vi permette
  di  legiferare "a  balzelloni" -  era  un  famoso  clarinettista,
  Severino  Balzelloni  -  rendendo  così,  di  fatto,  inutile  la
  funzione di una normativa specifica  che  nel  corso  del tempo e
  attraverso il filtro, la  meditazione  e  il  confronto che nasce
  dalle Commissioni di  merito,  permette  all'Aula di affrontare i
  problemi  a  uno  a  uno,   non   sempre   a   ridosso  di  ferie
  universalmente reclamate da  tutti,  perché  fino ai portieri dei
  condomini  privati  questo  è  un  argomento  che  va  benissimo,
  invocato da personaggi  che  dovrebbero creare la giurisprudenza,
  creare le leggi, dettare  le regole della vita collettiva, questo
  istinto  delle  ferie,  portato  fino  all'ultimo,  alle  estreme
  conseguenze, sinceramente è poco qualificante.
       Io  vedo  in   questa   finanziaria  che  il  Governo  si  è
  sbizzarrito a toccare  tutta  una  serie  di  punti che avrebbero
  meritato ben  altra  attenzione  e  approfondimento  di carattere
  legislativo.
       Allora, io credo che la minoranza, con tutti i suoi difetti,
  stia  usando uno strumento  più  congruo.  Voi  siete  il  potere
  esecutivo, noi siamo  il  Parlamento, noi attraverso degli ordini
  del giorno vi sottoponiamo  i  problemi  che,  secondo noi, vanno
  ripresi  su  un   terreno  di  maggiore  studio,  di  riflessione
  collettiva, per arrivare al risultato normativo.
       E  allora,  esiste  certamente  il  problema  che  fonti  di
  carattere internazionale danno  alla  Sicilia una congrua, enorme
  presenza a livello di beni storici, architettonici.
       Siamo la culla  di  tante civiltà e tutte le civiltà che qui
  non sono nate e da qui sono passate hanno lasciato il segno.
       Allora,  incredibilmente, abbiamo  uno  specifico  corpo  di
  polizia, la  Guardia  forestale, che svolge sufficientemente bene
  il proprio  compito  in  relazione  alla  nostra  esigua presenza
  boschiva nel  panorama europeo, per cui incredibilmente spendiamo
  miliardi  e  miliardi   -  non  dico  che  facciamo  male  -  per
  controllare l'eucalipto o il pino che brucia.
       Qual è il problema?  Il problema sta nel fatto che il pino o
  l'eucalipto   che   brucia,   in   tre,   quattro,  cinque  anni,
  ripiantato,ricresce.  Ma  ad esempio un quadro pre-raffaelita, un
  quadro  di  scuola  rinascimentale,  un mosaico del medioevo, una
  balaustra  dell'anno  mille, rubati  notte  tempo  in  una chiesa
  parrocchiale  che ha solo come guardiano il parroco mezzo cieco e
  mezzo sordo di ottant'anni, quel bene culturale non ricresce.
       Su questo la Sicilia tende a risparmiare.
       Credo che stando così  le cose ci sono - credo - anche, caro
  assessore Morinello, delle statistiche che parlano del livello di
  furti di opere d'arte nella nostra Regione.
       Non credo che  le  uniche  statistiche  a cui dobbiamo stare
  attenti siano quelle sulla dispersione scolastica.
       C'è un flusso  ininterrotto  di beni artistici e storici che
  partono dalla Sicilia, attraverso canali criminali, e raggiungono
  i privati di tutto il mondo.
       Da  qui  a  mezzo  secolo,  con  questo  tasso  di fuga e di
  perdita,  ci ritroveremo in una regione culturalmente devastata e
  desertificata.
       Allora l'ordine del giorno ha un senso, perché, ad inizio di
  legislatura,  la   prima   Commissione   legislativa   presieduta
  dall'onorevole  Basile  Filadelfio incontrò una delegazione di un
  parlamento  regionale.  Ci  hanno  detto:  "Voi  siete davvero un
  Parlamento?   Noi   abbiamo   risposto  sì.  Davvero  fate  leggi
  sostitutive  di  quelle dello Stato?  Noi abbiamo risposto sì. Ci
  hanno  chiesto:  "Voi avete una polizia regionale per fare valere
  le nostre leggi?" Noi abbiamo risposto di no.
       A questo  punto  i  nostri  amici  interlocutori tedeschi ci
  hanno sorriso perché  non c'è vera legge laddove non c'è forza di
  prevenzione, di coazione e di tutela del patrimonio collettivo.
       Allora se spendiamo cinque, dieci per la doverosa tutela dei
  nostri boschi, credo che sia altrettanto giusto, perché è un bene
  di  tutta  l'Europa e di tutta la civiltà, tutelare i nostri beni
  culturali,  spendendo  nel settore, poiché ne abbiamo la potestà,
  il 15, il 20 per cento, almeno quanto spendiamo per tutelare pini
  ed  eucalipti, universalmente  diffusi e che non costituiscono in
  ogni  caso una perdita grave come i beni culturali che la civiltà
  del mondo ha depositato nella nostra terra.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Ricotta. Ne ha
  facoltà.

     RICOTTA. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, certo che la
  situazione  dei beni culturali in Sicilia diventa ogni giorno più
  precaria, in quanto i nostri beni culturali sono allo sbando.
       Si legge tutti i  giorni che gran parte di quelli che sono i
  reperti  più preziosi vengono portati fuori dall'Italia e in modo
  clandestino,  dopo  che  molti  soggetti  facenti  parte  di  una
  criminalità  poco  conosciuta  si  dedicano a scavi clandestini e
  reperiscono  opere  di  grande  valore culturale e storico che le
  Sovrintendenze nemmeno conoscono.
       Sono  opere  che vengono portate fuori,  ricettate per poche
  migliaia  di lire,inizialmente, ma che durante il loro cammino, a
  poco  a  poco,  aumentano di costo fino ad arrivare a miliardi di
  lire   quando giungono     clandestinamente   in   alcuni   musei
  dell'America.
       Ogni giorno si  scopre  che  reperti importantissimi vengono
  messi all'asta nelle gallerie  più  famose del mondo. Ogni giorno
  si vede   che reperti  sempre  più  belli  vengono  scavati nelle
  nostre terre e portati  fuori dall'Italia. L'esempio più tipico è
  la  zona  di Morgantina, dove sono stati portati via, negli anni,
  migliaia  di  reperti,  che  addirittura  vengono  catalogati  da
  privati  e  tenuti così, clandestinamente, in casa oppure venduti
  senza che lo Stato ne sia a conoscenza.
       Tutto questo, naturalmente,  se  si  verifica,  è  perché da
  parte dello Stato, da  parte delle Soprintendenze, da parte delle
  amministrazioni competenti manca  un controllo vero e proprio. Un
  controllo  che dovrebbe essere fatto in maniera capillare, specie
  in quelle zone che sono particolarmente a rischio.
       Esistono,  per  esempio,  delle zone nell'Agrigentino, delle
  zone  inesplorate  attorno  a Ravanusa, a Palma di Montechiaro, a
  Licata,  zone  da  cui  vengono tratti reperti bellissimi, ma che
  sono  completamente  alla  mercè  della  delinquenza  comune e di
  tombaroli che non hanno alcuno scrupolo.
       Ecco la necessità  dell'approvazione  di  questo  ordine del
  giorno,  per  far  sì  che forze qualificate vengano formate allo
  scopo  di  controllare i siti archeologici, i musei, tutte quelle
  zone  che  oggi sono alla mercè dei vandali.
       Naturalmente,   perché   questo   si   possa  verificare,  è
  necessario che venga fatto un censimento di tutti quelli che sono
  i  lavoratori  dei beni culturali, che vengano qualificate quelle
  persone  che possono essere adatte a fare la sorveglianza sia nei
  luoghi,   sia   nei  musei;  una  sorveglianza  che  deve  essere
  continua,  una  sorveglianza  che deve essere svolta con tutte le
  regole, perché  non  deve  essere più consentito a nessuno che le
  nostre  opere  d'arte,  frutto di una cultura millenaria, debbano
  essere  portate  fuori dalla Sicilia, e non solo dalla Sicilia ma
  dall'Italia, in diverse parti del mondo.
       Da ciò nasce la necessità dell approvazione di questo ordine
  del giorno,  non  solo,  ma si deve fare in modo che tutte quelle
  azioni  che  erano  state  predisposte  da parte dell'Assessorato
  Lavoro  per  nuovi  servizi  di  pubblica  utilità  e  di  lavori
  socialmente  utili  nell'ambito dei beni culturali, se il Governo
  lo  ritiene,  siano  ripristinate  ed  anche  quelle somme che le
  Soprintendenze  avevano  indicato  come  utili per questo tipo di
  attività.
       Ripeto,  se  è  possibile, il Governo e l'Assessorato Lavoro
  devono   cercare,  di  ripristinare  quello  che  era  stato  già
  tracciato dal precedente Governo.
        Ribadisco, dunque, la necessità dell'approvazione di questo
  ordine   del  giorno affinchè i  nostri  beni  culturali  vengano
  salvaguardati e venga impedito che in maniera clandestina reperti
  meravigliosi,  patrimonio  della  nostra  antica cultura, vengano
  portati fuori dall'Italia.

     PRESIDENTE.  E' iscritta a parlare l'onorevole Vicari; essendo
  assente dall'Aula decade.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Scalia, ne ha facoltà.

     SCALIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo - come è
  stato  peraltro    fatto  rilevare  dai  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto - che  questo ordine del giorno sia quanto mai puntuale
  ed  opportuno, e  che, innanzitutto, manifesti la sensibilità dei
  firmatari, che  hanno  ritenuto di portare a conoscenza di questa
  Assemblea  un  problema  che  noi  tutti  peraltro conosciamo: il
  problema  famoso  della custodia, della conservazione, del nostro
  grande,  enorme  patrimonio  che  riguarda  i  beni  culturali ed
  ambientali.
       E  ritengo che questo ordine del giorno abbia il merito, non
  soltanto  di portare l'Assemblea regionale siciliana a conoscenza
  di   questo  problema, ma  di  affrontarlo  e  di  suggerirne  le
  soluzioni.  E'  stato  fatto  rilevare come la Sicilia, secondo i
  dati  diffusi  dall'UNESCO  -  al di sopra quindi di ogni parte -
  vanta  qualcosa come il 25 per cento del patrimonio artistico del
  mondo intero.  Se  ciò  è vero - e non abbiamo motivi di dubitare
  della  verità  dei  dati  diffusi  dall'UNESCO - ne deriva che il
  Governo  della Regione siciliana dovrebbe appuntare sempre di più
  questo problema per cercare di risolverlo nel migliore dei modi.
       Il  comparto   dei   beni  culturali,  soprattutto  l'enorme
  patrimonio artistico - come tutti noi sappiamo, perché viviamo in
  questa  Terra - è spesso lasciato al totale abbandono. E' inutile
  citare  in  questa  sede  i  casi  che  riguardano  gli  atti  di
  vandalismo  che  hanno  colpito  una  delle più belle terre della
  Sicilia, cioè Piazza Armerina.  E' inutile ricordare che tutto il
  patrimonio artistico e culturale in questi giorni - e direi quasi
  sempre - è stato oggetto soprattutto di quel mercato del sommerso
  che è affidato spesso ai "tombaroli".
       Io peraltro  vivo in  una  zona  della  Sicilia,  che  è  la
  provincia  di  Agrigento,  famosa  per avere un enorme patrimonio
  artistico  e culturale.  Vedere la Valle dei Templi, vedere tutto
  il patrimonio artistico e culturale della nostra Sicilia affidato
  al totale abbandono fa certamente specie.
       E  allora ci dobbiamo  sforzare  noi  tutti  di  cercare  di
  conservare al massimo questo enorme patrimonio. Perché non sfugge
  a nessuno che c'è  un  mercato del patrimonio culturale siciliano
  che  è affidato  anche  alla  delinquenza  organizzata.  Ci  sono
  tombaroli  di   professione  che  rubano  sistematicamente  pezzi
  pregiati  del  nostro   patrimonio  culturale  ed  artistico  per
  rivenderlo in un mercato che, a quanto pare, tira parecchio.
       E allora se è vera questa considerazione, se è vero cioè che
  la Sicilia vanta questo  enorme patrimonio, non c'è dubbio che la
  Regione deve attrezzarsi per  cercare di conservarlo al massimo e
  per prevenirlo dai saccheggi che sono sempre diffusi.
       L'ordine del giorno mira  a potenziare il controllo dei beni
  culturali che penso sia -  come  è  stato  rilevato  -  un enorme
  patrimonio che non  possiamo  assolutamente disperdere. Per altro
  citava l'onorevole Virzì  nel  suo  intervento,  che  la Regione,
  giustamente, spende parecchi  miliardi  per  la  salvaguardia dei
  boschi ed è assolutamente incredibile com'è che non si faccia uno
  sforzo maggiore per cercare  di tutelare al massimo il patrimonio
  archeologico della Regione siciliana.
       L'invito, dunque, che i presentatori dell'ordine del giorno,
  ma  che tutti noi, facciamo è quello di spingere il Governo della
  Regione  a  stanziare  sempre più risorse per la tutela di questo
  enorme  patrimonio  culturale  e per cercare di combattere, con i
  mezzi della legge, tutta l' illegalità che si diffonde attraverso
  un mercato dei beni culturali che è sempre fiorente.
       Signor Presidente, noi speriamo che il Governo della Regione
  siciliana  recepisca  questo  ordine  del  giorno,  che lo faccia
  proprio,   che   dia  risposta  a  questo  comparto.  L'assessore
  Morinello,  presente  in  Aula,  spero  voglia raccogliere questo
  invito  che  proviene  con  grande  serenità da parte di coloro i
  quali stanno intervenendo a sostegno.
       Sarebbe  auspicabile,  per altro, che anche i colleghi della
  maggioranza  si esprimessero a favore di questo ordine del giorno
  che,  ripeto,  non  può  appartenere  soltanto  ad  una parte del
  Parlamento,  convinti come siamo che l'enorme patrimonio dei beni
  monumentali, artistici ed architettonici non sia da addebitare ad
  una  parte del Parlamento ma che sia, al contrario, da addebitare
  a  tutto  il  Parlamento  siciliano  il quale ha il dovere, se ci
  crede - noi di Alleanza Nazionale ci crediamo, ci crede il gruppo
  di Forza  Italia  che  lo  ha presentato - di fare tutto quanto è
  possibile  affinchè  questo  comparto  sia sempre più tutelato ed
  affinchè  la  Regione  dia risposte serie in materia di tutela di
  questo patrimonio artistico.
       Signor  Presidente,  l'invito  che  rivolgiamo  è  quello di
  accogliere  questo  ordine  del giorno e speriamo che anche parte
  della maggioranza sia sensibile a questo problema.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
  facoltà.

     NICOLOSI. Signor  Presidente, credo che l'ordine del giorno in
  questione,   al  di  là  di  alcuni  aspetti  specifici,  ci  dia
  l'opportunità  di  affrontare un argomento di particolare rilievo
  per lo sviluppo della nostra terra.
       In più occasioni mi è capitato di osservare che, al di là di
  quelle  che sono le possibili iniziative per sviluppare la nostra
  economia,  per  dare prospettive di lavoro ai siciliani, occorre,
  in  particolare,  che  si dia sostegno a tutte quelle risorse, si
  valorizzino   tutte   quelle  risorse  che  sono  specifiche  del
  territorio  siciliano,  tra  queste, non c'è dubbio che un grande
  patrimonio   da   noi   posseduto,  così  come   peraltro   viene
  riconosciuto in tutti gli ambiti, anche internazionali, mondiali,
  è il patrimonio storico, artistico, archeologico complessivamente
  dei beni monumentali e culturali presenti nell'Isola.
       E   purtroppo   questi   beni   non   hanno  la  sufficiente
  valorizzazione, anzi spesso sono sottoposti ad atti di vandalismo
  proprio  per  l'attuale  incuria,  per  una  disattenzione  che è
  sembrata  essere  tipica  delle  nostra  amministrazioni.  Eppure
  intorno  alla  presenza, alla valorizzazione, alla custodia, alla
  preservazione  di  tale  patrimonio  è  possibile  costruire  una
  prospettiva  di  sviluppo  che leghi insieme gli ambiti culturali
  con  gli  ambiti ambientali, con gli ambiti paesaggistici, con la
  condizione  complessiva  della  nostra  terra.
       E  certo bisognerà pensare a come intervenire per la tutela,
  la  valorizzazione  e  la  custodia dei beni culturali, bisognerà
  anche  pensare a come agevolare un sistema che consenta la rapida
  fruizione  di  questi  beni,  la possibilità di una fruizione più
  immediata,  più ravvicinata.  Quindi, legare la valorizzazione di
  queste   strutture  culturali  ad  una  migliore  possibilità  di
  rapporti per varie vie, vuoi quelle terrestri e quindi un sistema
  di  trasporti  più  agevole, vuoi quelle marittime, un sistema di
  costruzione di porti turistici che possa consentire ad un turismo
  che segue  le vie del mare di attraccare nei luoghi più vicini ai
  beni culturali dove essi si trovano, vuoi un sistema che leghi la
  campagna  al  monumento,  perchè si possa godere insieme del dato
  ambientale  e  paesaggistico  molto  rilevante  da noi posseduto,
  insieme  proprio  con  questa  presenza  storico-culturale, che è
  essenziale,  probabilmente unica in Italia e certamente anche nel
  mondo.
       Allora,  affrontare  il  tema  posto dall'ordine del giorno,
  affrontare un argomento che sia rivolto a considerare la presenza
  dei  beni culturali nelle proprie prospettive attuali di sviluppo
  futuro,  legare  le  prospettive  economiche  della  nostra terra
  intorno alla  valorizzazione  di  questi beni è un dato che non è
  eludibile.
       Io  credo  che  sia  probabilmente  non  idoneo  un semplice
  dibattito  rivolto a parlare della questione della tutela e della
  custodia  dei  beni culturali. Bisognerebbe vedere come in questa
  Aula  dedicare argomenti specifici, probabilmente anche intorno a
  progetti  specifici  che siano tali da consentire uno sviluppo di
  tali  prospettive.  Se  noi  abbiamo  delle opportunità in questa
  nostra terra, che non stravolgano il dato ambientale, anzi che lo
  valorizzino,  esse  non  possono prescindere dalla valorizzazione
  degli aspetti culturali che sono presenti nel nostro territorio.
       E'  possibile  farlo  anche con gli strumenti che il Governo
  intanto  ha  approntato:  l'idea  di  introdurre  dei ticket, dei
  biglietti  di  ingresso  per  visitare i monumenti, che poi siano
  utilizzati,  non  solo  per un trasferimento di risorse ai comuni
  per  la  tutela,  per  la  cura  delle strade di accesso a questi
  luoghi  ma,  essenzialmente,  anzichè per questo, per il totale o
  per  la  gran  parte,  per il recupero di strutture culturali, di
  quadri,  di  monumenti,  di  tutto ciò che, appunto, nella nostra
  terra  esiste,  anzichè  lasciarlo  spesso  all'incuria,  che  si
  avverte  come  quasi  generalizzata;  tutto  questo credo che sia
  utile  e  sembra minimale - io capisco le esigenze di recupero di
  risorse  finanziarie  da  parte  della  Regione - ma non sembrano
  adeguate le soluzioni che anche nella finanziaria sono introdotte
  per garantire una migliore conservazione dei beni culturali.
       All'Assemblea regionale,  al  Governo,  a  tutti  quelli che
  hanno un ruolo in questa vicenda, quindi all'Assessore per i beni
  culturali, alla commissione quinta, il compito di individuare, di
  portare  l'attenzione  dell'Assemblea,  elementi  di utilizzo, di
  progetti,  di  indirizzi,  di  idee  che  siano  tali  da  potere
  assicurare  alla  nostra  Regione  siciliana  una  prospettiva di
  sviluppo   che   leghi   il   futuro   della  nostra  terra  alla
  valorizzazione    dei    beni    culturali     anche   attraverso
  l'approvazione dell'ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.
  Il parere del Governo.

     CAPODICASA, Presidente della regione. Favorevole.

     TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, desideravo
  annunciare  il  voto  favorevole  a  questo ordine del giorno ma,
  naturalmente, ci tengo a sottolineare alcune questioni.
       Innanzitutto, noi siamo  in  una fase nella quale per quanto
  riguarda gli  istituti  di  vigilanza  che  esercitano, quindi, i
  poteri di polizia  privata  anche  per  la  salvaguardia dei beni
  monumentali ed  architettonici,  siamo,  dicevo, in un momento in
  cui si  prevede  la  liberalizzazione  delle  tariffe  e, dunque,
  certamente un minore  costo,  un  minor  onere  per  gli enti che
  decidessero di  utilizzare  questi  istituti  per  i  compiti  di
  salvaguardia  dei   beni  monumentali  e  del  nostro  patrimonio
  artistico.
       Ciò significa,  naturalmente, qualificare le 1.200 unità che
  sono oggi impiegati  della Regione siciliana ed è una cosa che mi
  vede  favorevole,   ma   ci   tengo   a   sottolineare   che  non
  necessariamente  ciò  debba  essere  così  alternativo  all'altra
  opportunità di  utilizzare  gli  istituti  di vigilanza, che, tra
  l'altro, hanno  nel  proprio  seno delle professionalità che sono
  sicuramente molto  diverse rispetto a quelle che, comunque, anche
  attraverso  la  qualificazione  del  nostro  personale potrebbero
  essere utilizzate.
       Dunque, io dico che sottoutilizzare 1.200 unità è certamente
  un errore, ma  sarebbe un errore pensare che non serva utilizzare
  il personale degli istituti di vigilanza e, quindi, utilizzare le
  opportunità di  tipo  privatistico dei contratti con gli istituti
  di vigilanza per la tutela dei beni monumentali. Probabilmente le
  due cose  dovrebbero  coesistere, si dovrebbe, quindi, affiancare
  alla vigilanza  degli  operatori  del  settore  anche  quello dei
  dipendenti della Regione  che  oggi  sono  custodi  e svolgono le
  mansioni  di   custode,   senza  naturalmente  privare  i  nostri
  monumenti   di   una   vigilanza   sicuramente  più  qualificata,
  sicuramente di maggior protezione, quale oggi hanno, che è quella
  garantita dagli istituti di vigilanza.
       Questo ci  tengo  a sottolinearlo per non cadere nell'errore
  che i  beni monumentali non abbiano bisogno della vigilanza degli
  appositi istituti,  anzi, non  soltanto  hanno  bisogno di questa
  vigilanza,  hanno  bisogno  di  essere  rafforzati attraverso una
  vigilanza dei  custodi,  che devono essere utilizzati per le loro
  mansioni che esercitano in questo momento.

     CROCE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente del  Governo  e  della Regione siciliana, intervengo a
  favore dell'ordine del giorno, per sottolinearne ancora una volta
  l'importanza, ma  per  dire  alcune  cose  indispensabili,  a mio
  avviso, dopo che si sono visti tanti colleghi impegnati in questo
  dibattito.
       Si  sono  dette  tante  cose  su  questo  ordine del giorno,
  abbiamo    parlato    di   riordino   degli   uffici   periferici
  dell'Assessorato   dei  beni  culturali,  abbiamo  parlato  della
  tutela,  della  salvaguardia, della fruizione dei beni culturali,
  abbiamo  parlato  financo  di costruzioni abusive lungo la fascia
  dei  150  metri,  mi  pare di avere sentito l'onorevole Forgione,
  sostenitore della tesi che queste abitazioni devono essere se non
  demolite acquisite al patrimonio comunale.
       Allora, mi viene anche in mente un'altra cosa dell'onorevole
  Zanna a  cui  devo rispondere quando parla di affari, rispetto ai
  problemi   dell'occupazione,  e   soprattutto,  rispetto  ad  una
  iniziativa tendente a dare occupazione a 4000 giovani in tutto il
  territorio  della  Sicilia, impegnati in questo progetto dei beni
  culturali.
       All'onorevole Zanna, non debbo dire molto, perchè non voglio
  fare polemica,  però  veda  onorevole Zanna, non si può difendere
  una categoria per  poi  non difendere i più deboli che poi sono i
  disoccupati;  quando  si  parla  di  occupazione, quando si vuole
  sviluppare un tema  molto  caro  che  è  quello  della difesa dei
  giovani,    bisogna   fare   una   riflessione,   soprattutto   i
  comportamenti di ognuno di noi devono essere coerenti, perchè, se
  noi affrontiamo  i problemi dei forestali, degli articolisti, del
  precariato, del  mondo  delle  cooperative, delle società miste e
  ancora ne  possiamo  mettere,  dobbiamo  tener  conto che ci sono
  tanti   disoccupati,  specialmente  in  questa  nostra  terra  di
  Sicilia.
       E  allora,  se  c'era  la  grande  possibilità per attenuare
  questo fenomeno,  mi  pare  che  il  Governo,  mi pare che alcune
  componenti politiche non abbiano voluto, in certo senso, aderire.
       Mi  viene  in  mente,  allora,  una  dichiarazione fatta dal
  segretario regionale dei Democratici di sinistra, onorevole Fava,
  che,  in   certo   senso, invitava  le  categorie  produttive,  i
  rappresentanti  delle  categorie  produttive a dare voce, quasi a
  scendere in  piazza,  per  difendere  le  loro  ragioni  per  una
  politica di sviluppo.
       Perchè,  dunque,  non  chiamare in causa questi disoccupati,
  questi giovani?  Anche  loro,  infatti,  possono  dar  voce,  per
  ragioni che sono oltretutto ragioni di diritto,  perchè il lavoro
  è un diritto.
       Quindi,  se  da  una  parte  vogliamo  alzare  il  tono  del
  dibattito  per portare nelle piazze alcuni soggetti, imprenditori
  od altro, si  rischia anche di portare in piazza, i più deboli, i
  giovani che sono  in  questo momento in una situazione, anche, di
  disperazione.
       Mi  rivolgo  al  Governo  che  si  faccia  carico  di questi
  problemi, che  non è vero e sono ingiuste le considerazioni fatte
  intorno a  questa  cooperativa  che  ha  il  solo torto di essere
  residente,  come  residenza,  a  Ragusa.  Altre cooperative hanno
  avuto, infatti, vita migliore hanno avuto il sostegno del Governo
  e quindi anche di alcuni settori, di alcuni Assessori impegnati a
  portare  avanti  alcuni  problemi  e  quindi  questo  può  essere
  negativo se uno risiede a Ragusa.
       Credo  che questo debba essere, invece, un motivo in più per
  delineare  un'azione che guardi alla Sicilia nelle sue condizioni
  e nelle sue difficoltà.
       Quindi,  all'onorevole Zanna rispondo, per quanto riguarda i
  comportamenti  visti  in  coerenza  e visti soprattutto quando si
  tratta di problemi dell'occupazione.
       Sono d'accordo a  votare  questo ordine del giorno e rivolgo
  un invito all'Assessore Morinello  che ho appena visto poco fa ma
  adesso è scappato...

     STANCANELLI.  E'  presente,  si  trova  accanto  al Presidente
  dell'Assemblea.

     CROCE.  Dicevo  rivolgo  un  invito all'assessore Morinello di
  dare  corpo finalmente visto che finalmente (anche i giornali, la
  televisione   ne  parlano)  ha  deciso  di  portare  avanti  quel
  programma di riordino degli uffici periferici dei beni culturali.
       Mi auguro che l'assessore Morinello al più presto possa dare
  corpo  a  questa iniziativa perchè da un po' di mesi c'è un vuoto
  terribile  e  soprattutto  continuano  ancora  ad imperare alcuni
  burocrati  con  incarichi  diversi  e che lui stesso, in un certo
  senso, ha sostenuto ed aiutato.
       E'  bene mettere al riparo queste cose con provvedimenti che
  sicuramente  andranno in Giunta e quindi questo ordine del giorno
  è ancora una volta un invito al Governo a fare presto per mettere
  fine  a  questa vergogna, debbo dire, che in questo momento è nei
  beni  culturali  ma  domani  potrebbe essere nell'ambito di altri
  settori importanti delle istituzioni regionali.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  non  ci sono più iscritti a
  parlare per dichiarazione di voto.
       Il Governo si è dichiarato favorevole all'ordine del giorno.
  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     STANCANELLI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per appello
  nominale.

   VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELL'ORDINE DEL GIORNO NUMERO 335

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, indico la votazione per appello nominale dell'ordine
  del giorno numero 355.
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione:

               Presenti      34

       L'Assemblea non è in numero legale.

       Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa e riprenderà alle
  ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.06, è ripresa alle ore 17.15)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  su  richiesta del Governo, la seduta è
  sospesa e riprenderà alle ore 17,45.

    (La seduta, sospesa alle ore 17,16, è ripresa alle ore 17,52)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                                CONGEDO

     PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Monaco ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.  Non  sorgendo osservazioni, il congedo si
  intende accordato.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: presenti 35.
       L'Assemblea  non  è  in  numero legale, pertanto la seduta è
  sospesa per un'ora.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 19.10)

       La seduta è ripresa.
       Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     LA GRUA . Chiedo la verifica del numero legale.

                      VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

       Presenti 48

       L'Assemblea è in numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Pertanto, pongo in votazione l'ordine del giorno numero 335.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     FORGIONE. Bisogna registrare quattro voti contrari.

     PRESIDENTE.  I quattro  voti  contrari  sono  degli  onorevoli
  Forgione, Liotta, Vella e Martino.
       L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Si passa all'ordine del giorno numero 337.
       Ne dò lettura:

    N. 337 -  Interventi in merito alla problematica attinente agli
    immobili  costruiti nelle  zone  prese  in  esame  dalla  legge
    regionale n. 78  del  1976.  Accelerazione  della  procedura di
    approvazione  dei  disegni   di   legge   aventi   ad   oggetto
    disposizioni integrative in materia di riordino urbanistico del
    territorio.

                    "L'Assemblea regionale siciliana

    premesso che:

    - sul territorio  siciliano  esistono  insediamenti,  singoli o
    collettivi, realizzati nelle  zone prese in esame dall'art.  15
    della l.r.  n.  78 del  1976  (150 metri di battigia, 200 metri
    dai boschi);

     -  detti immobili, nella stragrande maggioranza dei casi, risultano
     'prime  abitazioni'  e  frutto  di  lunghi  e gravosi sacrifici dei
     legittimi proprietari;

     - l'art.  2, terzo comma, della l.r. n. 15 del 30.4.1991 ha fornito
     un'interpretazione  dell'art.  15  della  l.r.  n.  78  del 1976, a
     distanza  di  oltre 14 anni, ampliando il raggio di applicazione di
     quest'ultima norma anche nei confronti dei privati;

     - il  9 ottobre 1996 fu presentato da alcuni deputati un disegno di
     legge  avente  ad  oggetto: 'Disposizioni integrative in materia di
     urbanistica  e  territorio', tendente a riordinare le condizioni di
     cui sopra;

    ritenuto che:

     - il testo della relazione introduttiva del citato disegno di legge
     possa esser condiviso da questa Assemblea regionale;

     -    appare    necessario   rimeditare   l'intero   sistema   della
     pianificazione, gestione e controllo del territorio;

     -  il   disegno   di  legge  citato,  auspicando  il  riordino  del
     territorio, tende  a  dotare gli amministrati di un sistema logico,
     di non  equivoca  lettura, affermando, nel contempo, la volontà dei
     presentatori e della Regione siciliana di tutelare le proprie coste
     e le  proprie  risorse,  prevedendo  sanzioni dure ed immediate per
     coloro i quali  violino  le  norme  e  per gli organi preposti alla
     vigilanza che non esercitano i loro poteri;

    considerato che:

     - appare  chiaro  che  l'attuale  situazione  di discrepanza fra il
     comportamento   legislativo  nazionale  e  quello  siciliano  abbia
     determinato  un'evidente discriminazione in danno delle popolazioni
     della Sicilia;

     - è ormai divenuta indispensabile ed improcrastinabile la soluzione
     dell'annoso problema del riordino urbanistico del territorio;

     - è  necessario  promulgare  una  norma  che  regoli  le situazioni
     pregresse in  modo coerente con l'affidamento nutrito dai cittadini
     interessati e soprattutto tale da riportare nel rispettivo alveo le
     questioni urbanistiche rispetto a quelle paesistiche,

                                 impegna

                         il Governo della Regione

     - a tenere  conto  del  disegno  di  legge  citato (n. 190 dall XII
     legislatura)  e delle conclusioni cui esso giunge nell'approvazione
     del disegno di legge 'Misure di finanza regionale e disposizioni in
     materia di programmazione, contabilità e controllo';

     - a  dare  soluzioni  comunque alla problematica di cui in premessa
     entro la sessione di bilancio;

     - ad intervenire per far sì che, fino all'approvazione di una norma
     che sani  la  condizione  di  cui in premessa, vengano bloccati gli
     interventi di  requisizione  dei  sindaci  (o dei loro coordinatori
     degli uffici tecnici comunali) e vengano a cadere gli effetti delle
     disposizioni dagli  stessi  emanate  in danno dei proprietari degli
     immobili,  che potrebbero rientrare nella soluzione individuata dal
     Governo" (337).

                                   FLERES - BENINATI - CROCE -
                                   ALFANO

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor  Presidente, ho chiesto di parlare prima che si
  aprisse  la  discussione  generale  su  questo ordine del giorno,
  perché a me  sembra  che  in  questa  fase e su questa materia si
  stiano  sommando diverse incoerenze, che si alimentano a vicenda:
  un'incoerenza   del  Governo  che  propone  una  finanziaria  che
  dovrebbe  in  qualche modo indicare l'ossatura delle future leggi
  finanziarie -  in  questa  ossatura  è detto con chiarezza che le
  finanziarie non sono delle leggi omnibus -.
       La prima  incoerenza  è  questa:  lo  strumento  con  cui si
  propone questa  procedura  è  essa  stessa una legge omnibus, per
  volontà di questo Governo.
       E' chiaro  che  nel  momento  in  cui  si  mette in moto una
  diligenza non  possono  mancare  gli  Indiani  Cirikava  - che in
  quest'Aula abbondano - per dare l'assalto alla diligenza.
       La  seconda  incoerenza appartiene tutta, a mio avviso, alla
  gestione  dell'Aula,  alla  Presidenza stessa - mi peroni, signor
  Presidente, è  una  questione procedurale - che ha ammesso questo
  ordine del  giorno assolutamente non pertinente con la materia in
  esame, ha ammesso questo ordine del giorno all'esame dell'Aula.
       La terza, ovviamente, è quella più importante, quella che si
  alimenta delle  prime due e che appartiene tutta al centro destra
  che approfitta  di  questo regime di incoerenze per riproporre il
  tema già  affrontato  in  altre  occasioni  che  è  quello  della
  sanatoria edilizia e dell'abusivismo.
       Io  mi  limito  semplicemente  a  fare  notare  una  piccola
  questione: alcuni  dei firmatari di questo ordine del giorno sono
  firmatari anche dell'ordine del giorno che abbiamo appena votato.
  Un ordine  del  giorno  che, a detta stessa dei deputati che sono
  intervenuti,  si  riprometteva  di  intervenire a tutela dei beni
  ambientali e monumentali siciliani.
       Ebbene  gli  stessi firmatari intervengono con il precedente
  ordine del  giorno,  quello  appena votato dall'Aula a tutela dei
  beni  monumentali,  architettonici  e  ambientali,  e  con questo
  ordine del  giorno  invece  a  tutelare le violazioni selvagge di
  quei  beni ambientali che prima volevamo difendere istituendo gli
  sceriffi dei beni culturali in Sicilia.
       Per   queste   ragioni,   signor   Presidente,   mi  appello
  all'articolo   101   e   se   si   vuole  al  disposto  combinato
  dell'articolo 101  con  il  125  perché venga posta, richiedo che
  venga posta  la  questione  pregiudiziali  ai  sensi  di quei due
  articoli e  quindi  l'ordine del giorno non possa essere posto in
  discussione.

     PRESIDENTE.    L'onorevole    Liotta    pone    la   questione
  pregiudiziale,  invocando  l'articolo  101 del Regolamento che io
  desidero leggere:

       "1.  Prima che  abbia  inizio  la  discussione  generale  un
  deputato  può  proporre  la  questione  pregiudiziale,  cioè  che
  l'argomento non debba  discutersi, e la questione sospensiva cioé
  che la discussione o deliberazione debba rinviarsi.
       2. Iniziata la discussione, la proposta deve essere avanzata
  con domanda sottoscritta da  almeno  otto deputati, dal Governo o
  dalla commissione.
       3.   Non  può   procedersi   oltre   nella   discussione   o
  deliberazione se la domanda non venga respinta dall'Assemblea con
  votazione per alzata e  seduta,  dopo che abbiano parlato non più
  di due oratori a favore e due contro.
       4.  La  questione pregiudiziale o quella sospensiva non sono
  ammesse in occasione della discussione di uno o più emendamenti".

       C'è la richiesta dell'onorevole Liotta. Ha chiesto la parola
  invocando  l'articolo   101   del   Regolamento   e   ponendo  la
  pregiudiziale su questo ordine del giorno.
       In base all'articolo  101  possono  parlare  due  deputati a
  favore e due contro  e poi l'Assemblea determinerà se va respinta
  o meno.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.    Signor   Presidente   dell'Assemblea,   onorevole
  Presidente  della   Regione,   onorevoli   colleghi,   su  questa
  problematica - e  chiarisco  anche  per cosa intervengo, affinchè
  alcuni colleghi non abbiano  perplessità  sul  motivo per cui sto
  intervenendo - intervengo  affinchè  l'ordine  del  giorno  venga
  discusso, quindi,  certamente  contro  la proposta dell'onorevole
  Liotta.
       Signor Presidente, l'intervento che  mi  accingo  a fare - e
  non mi dilungherò più di  tanto  -  non  ritengo che possa essere
  accolto dall'Aula, perchè vorrei ricordare a tutti i colleghi che
  se noi, e lo ricordo all'Aula, anzi alla maggioranza, minimamente
  mettiamo in discussione  l'opportunità  di trattare questo ordine
  del giorno vi dichiaro sin  da adesso che, secondo me, mettete in
  discussione anche la  trattazione  della  Finanziaria,  perchè il
  Governo su questo tema,  sulle  sanatorie,  si  è  già ampiamente
  spiegato  in  due articoli  che  sono  anch'essi  più  che  delle
  sanatorie certamente delle regolarizzazioni di situazioni. Primo:
  gli usi civici; secondo: il demanio armentizio.
       Vi dirò di più, e vi inviterei, cari colleghi a leggere bene
  la  Finanziaria,   in  un  comma  del  demanio  che  riguarda  le
  problematiche   armentizie   c'è   proprio   la   trattazione  di
  argomentazioni  che  riguardano  sanatorie  delle  coste.
       Quindi, amici miei, non  ci  prendiamo  in giro, se qualcuno
  sostiene che questo ordine  del giorno non è coerente col disegno
  di legge sbaglia  totalmente,  per  cui  condivido  la  posizione
  dell'onorevole Liotta, ma è un problema che deve porre al Governo
  che ha presentato  queste  norme  e,  quindi,  questo  argomento,
  questa particolare trattazione di ordine del giorno sul recupero,
  e tengo a precisare -  perchè  qui  c'è  grande  confusione - che
  questo non vuole essere  una  sanatoria, vuole essere un recupero
  del patrimonio esistente  entro  i centocinquanta metri dal mare,
  attivando con uno  o due emendamenti, presentati dal sottoscritto
  e dai miei colleghi di gruppo, addirittura dei meccanismi che non
  vogliono assolutissimamente fare  una  sanatoria  tout  court, ma
  vogliono fare una sanatoria,  che  poi  così non è giusto neanche
  chiamare, ma un  recupero del patrimonio urbanistico entro questa
  fascia, con dei piani  di  recupero  che,  oltre  tutto, la legge
  numero 37 del 1985 prevedeva, che poi la legge numero 17 del 1994
  ha bloccato.
       Quindi, è  inutile negarcelo: o i problemi si affrontano o è
  inutile che diciamo che in quest'Assemblea c'è qualcuno che vuole
  fare le  sanatorie.  Io  sono fra questi, non voglio fare nessuna
  sanatoria,   voglio  solo  accentrare,  recuperare  tutta  quella
  problematica  dei centocinquanta metri  che,  ricordo a tutti, da
  quindici anni è  uscita  la  sanatoria  del  1985  e  non se ne è
  discusso, dal  1994  - periodo in cui sono stati bloccati i piani
  di recupero  con  una legge regionale che permetteva anch'essa di
  recuperare tutto quello che era buono da recuperare e demolire se
  necessita tutto  quello  che  è  da  demolire, perchè il piano di
  recupero non  deve  sanare  nulla  che non sia buono.
       Quindi, chi parla  così  non conosce, sconosce totalmente le
  norme e mi dispiace dire  queste  cose. Qui nessuno vuole fare le
  sanatorie tout court, prova ne è ci si limita nell'emendamento al
  30 dicembre 1993, mai nessuno  ha  parlato di sanare le case fino
  al 1998.
       Allora, il Governo dovrebbe guardare meglio il Governo nella
  sanatoria che così è del demanio armentizio, che sono alcune zone
  ben individuate del  palermitano,  che  lei, caro onorevole Piro,
  conosce bene e che,  quindi,  sono  state,  é  prevista  già  dal
  Governo questo tipo di iniziativa che io - devo dire - condivido;
  perché  é inutile oscurare  ciò  che  si  vede;  c'é  una realtà,
  purtroppo, nella nostra  terra: manca totalmente il controllo del
  territorio.
       Si fanno delle  buone  leggi,  ma  poi  non  c'é nessuno che
  controlla  che  queste  leggi  vengano  applicate;  i  150  metri
  rappresentano un problema di  questo  tipo.  E  ricordo  a tutti,
  affinché sia chiaro anche  questo, che la norma con l'urbanistica
  - la norma dei 150 metri dal mare - non ha niente a che vedere.
       Nacque con una legge sul turismo, era la legge numero 78 del
  1976, anzi ricordo  a  tanti che in quella legge il turismo diede
  tantissime decine  di  miliardi  per il credito al turismo, però,
  guarda caso, con un  articolo  -  non  ricordo ora il numero - si
  vietò la  costruzione di attività, diciamo é chiaro, di qualunque
  attività edificatoria, da quell'anno su tutto il territorio della
  costa della Sicilia.
       Allora io mi  domando,  se  forse  nel  1978, anzi nel 1976,
  quando nacque  questa  norma,  non si volle agevolare chi  invece
  aveva costruito  prima,  penalizzando  tutti  coloro  che avevano
  delle   iniziative   sul  territorio  dell'Isola,  alberghiere  e
  produttive, e sono state certamente bloccate.
       Ecco, pertanto,  andiamoci  piano  sul  dire  chi  vuole  la
  sanatoria  e  chi   non   la  vuole,  o  se  é  giusto  discutere
  quest'articolo perché  non ha competenza col disegno di legge. Il
  disegno di  legge  del  Governo  cita ampiamente delle sanatorie,
  questa non é  sanatoria,  é  un  recupero  del  patrimonio,  é un
  qualcosa che  tutti  conoscono,  lo  conosciamo dal 1985, periodo
  della sanatoria  edilizia,  lo  conosciamo  dal 1994, periodo dei
  blocchi dei piani  di  recupero,  e vi devo dire che l'unico modo
  per recuperare il territorio é attraverso la ripresa dei piani di
  recupero che, in effetti, la  legge numero 37 del 1985 prevedeva,
  erano  previsti   l'articolo   14,   15  e  16  le  modalità  per
  intervenire, ma solo  perché  - ed ecco che questo é un passaggio
  molto importante  -  quest'Isola  nel  1976  fece  un  vincolo di
  inedificabilità assoluta  in quel territorio, cosa che neanche la
  legge Galasso ha  fatto, la legge Galasso del 1985 ha previsto la
  possibilità  in   quelle   fasce  di  recuperare  il  patrimonio,
  attraverso i pareri delle sovrintendenze.
       Noi chiediamo questo,  che  si  rimettano in moto i piani di
  recupero, che si rimetta  in  moto  la  possibilità  data ad ogni
  sindaco di valutare il  proprio  territorio  e di scegliere quali
  case lasciare e quali demolire.
       Ricordo  a  tutti,  non  ci  stupiamo  se  le  nostre  coste
  sistematicamente,  annualmente,   vengono   fuori   nei   periodi
  preestivi, l'inquinamento puntuale  sulle  coste;  io parlo della
  mia provincia.
       Giorni fa é  uscito un articolo sui giornali: 46 punti della
  provincia di Messina saranno banditi alla balneazione.
       Ebbene signori,  i  punti,  buona  parte,  corrispondono  ad
  agglomerati di case che non hanno regolarizzato le sanatorie.
       Sono tutte case senza fognature e senza acquedotti.
       A questo punto la gente  li prende abusivamente e il danno é
  molto maggiore, lasciarli stare come stanno, perché creeranno dei
  punti sul territorio  di  inquinamento  continuo;  e allora vanno
  recuperate queste situazioni,  vanno  risanate  tutte  quelle che
  devono essere risanate e  demolito  ciò  che  il comune decide di
  demolire.
       Quindi, nessuno qui vuole  imporre tout court; si rimanda ai
  piani di recupero. Questo  é l'emendamento che é stato presentato
  alla Finanziaria, quindi  ho  ritenuto  opportuno  dilungarmi  su
  questo argomento perché  é  troppo semplice venire qui e dire c'é
  chi vuole sanare le  case  abusive;  beh, demolitele allora  Fate
  queste demolizioni; é dal 1985  che  non  si fa nulla, é dal 1994
  che si é vietato di potere regolarizzare queste cose.
       A questo punto  qualcosa va fatta. Io non crederò mai che si
  recupererà questo  territorio  se  non  si  interviene  con degli
  strumenti che la legge,  per  giunta,  fino  al 1994 prevedeva di
  fare,  come  se  ci fosse stato un ostruzionismo affinchè qualche
  sindaco  delle  fasce  della  nostra Isola volesse iniziare delle
  iniziative di piani di recupero entro 150 metri dal mare, è stato
  bloccato  sul nascere. Quindi, signori non ci prendiamo in giro è
  un  ordine  del  giorno che va discusso perchè ha attinenza piena
  col disegno di legge sulla finanziaria.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non  ho
  nessuna difficoltà  a  condurre l'intervento, anzi, però gradirei
  che per completezza di  argomentazioni  si  desse  voce a chi è a
  favore e a chi è contro la proposta dell'onorevole Liotta. Scusi,
  quando sarà il  Presidente  sentirò il suo parere, siccome non ci
  sono questi chiari di luna può stare molto tranquillo.

     LO CERTO . Neanche per lei ci sono  questi  chiari  di luna, è
  buio notte per tutti

     CAPUTO.  A  casa sua perchè  c'è  il  plenilunio.  Presidente,
  volevo dire che a destra è come Carlo  V  da noi non tramonta mai
  il sole, a casa sua forse sì.
       Io credo ed ho ascoltato con  molto  interesse, anche se non
  ne  ho  condiviso né le finalità né  per  la  verità  neanche  le
  argomentazioni,  perchè  l'onorevole  Liotta  sicuramente  ci  ha
  voluto  privare  delle  sue  profonde  conoscenze  giuridiche  in
  materia  regolamentare; io ho letto  il  Regolamento  e  mi  sono
  consultato con gli uffici e non  ho  trovato, onorevole Liotta mi
  consenta, nessun fondamento giuridico  alla  sua  proposta, visto
  che non c'è devo dedurre che si  tratta di una proposta di natura
  esclusivamente politica e quindi la risposta  che  va data al suo
  intervento è di natura esclusivamente politica.
       Io non credo che  qui  in Aula ci siano due componenti o due
  schieramenti  degli   abusivi   e   dei   difensori  strenui  del
  territorio; qui c'è un Parlamento che  ha  il  dovere di prendere
  atto di una situazione che si  è  ormai  stratificata  a  livello
  siciliano. E credo che il Parlamento nella sua globalità abbia il
  dovere e anche il coraggio  di  affrontare  argomenti  importanti
  anche  a  costo  di  dividersi  all'interno  dei  singoli  gruppi
  parlamentari,  anche  a  costo   di   determinare  maggioranze  o
  minoranze trasversali. E' giusto che non  si  faccia  come da più
  parti ormai è consuetudine e cioè come  lo  struzzo  che  cala la
  testa dentro la sabbia.
       E' venuto il  momento  che  il  Parlamento siciliano e che i
  singoli parlamentari  affrontando momenti anche di impopolarità o
  sottoponendosi  anche   al   giudizio  impietoso  degli  elettori
  affrontino argomenti  spinosi  ma  importanti e fondamentali come
  non  la gestione  o  la  salvaguardia,  ma  come  la  tutela  del
  territorio anche alla  luce di situazioni che certamente non sono
  da ascrivere a quell'abusivismo finalizzato alla speculazione, ma
  abbiamo il dovere di  dare  una risposta a tutti coloro, padri di
  famiglia, immigrati, disoccupati,  gente che ha lavorato una vita
  per darsi una casa. Io non sono tra quelli che hanno la mentalità
  del colpo di spugna  o  fra  quelli  che milita dalla parte degli
  abusivi, però sono  uno  che  ha  imparato  che la responsabilità
  dell'abusivismo non sta  solamente  in chi costruisce al di fuori
  dei  piani regolatori. Onorevole Di  Martino,  lei  è  Presidente
  emerito della II Commissione, non  dell'Aula  quindi  la prego di
  rivolgere  questi  atteggiamenti  e   questi   richiami  ai  suoi
  commissari. Onorevole Forgione, lei che  non  è  siciliano non lo
  potrà mai capire
       Io ho imparato da amministratore di un comune come Monreale,
  che ha un territorio fra  i  più  vasti  d'Italia,  se non il più
  vasto, ho preso coscienza  ed  ho  capito  che  la responsabilità
  maggiore dell'abusivismo edilizio sta  in  quei  comuni e in quei
  consigli comunali che  non  hanno  provveduto alle pianificazioni
  del territorio e non  sta  certamente  in  quella  gente  che  ha
  lavorato una vita per farsi la casa per sé e per i propri figli.
       Io credo che noi  abbiamo  il  dovere,  tutti,  di  dare una
  risposta ferma, precisa  e, se mi consentite, lo impone il nostro
  ruolo istituzionale  anche  coraggiosa  nei  confronti  di quelle
  realtà territoriali, forestali, ambientali, marittime che possono
  essere salvaguardate  con  un  provvedimento che non è certamente
  una sanatoria come si  è voluta definire o un colpo di spugna, ma
  è una  presa  d'atto  dell'esigenza  di  porre  fine al disordine
  urbanistico ma al  contempo  di  salvare  la  casa  a chi se l'ha
  costruita con il  sudore della propria fronte ed anche un momento
  per dare  all'Assemblea  regionale  ed  al  Parlamento quel colpo
  d'ala  per   andare   anche   ad   individuare   le  colpe  e  le
  responsabilità dei  vari  governi  regionali e dei vari assessori
  dei territorio  ed  ambiente  che  hanno messo qualunque forma di
  controllo sul territorio,  che,  con la loro assenza, con la loro
  incapacità, con la loro disattenzione hanno messo ogni controllo,
  ogni  vigilanza,   ogni  forma  di  esame  ed  ogni  attività  di
  prevenzione  all'interno   di   quei  territori  che  sono  stati
  devastati da  un  abusivismo,  sì  speculativo, ma principalmente
  sono stati occupati  da  un abusivismo di necessità che tutti noi
  abbiamo il dovere di tutelare.
       Io voglio dire,  onorevole  Liotta,  che  se  noi  dovessimo
  seguire il suo ragionamento sicuramente  il  99  per  cento degli
  ordini del giorno che abbiamo  esaminato regolarmente sino ad ora
  non  sarebbero  ammissibili,  ma  noi   se   ci   ancoriamo  alla
  finanziaria  ci  rendiamo conto, così  come  ha  detto  benissimo
  l'onorevole Beninati, mi rendo conto  che  questa finanziaria per
  la  sua  formulazione,  per questo  carattere  non  di  documento
  contabile  che ha dato il Governo ed  il  suo  assessore  per  il
  bilancio, ma di una vera e  propria  legge  che consente richiami
  normativi  in tutto il contesto  delle  leggi  e  delle  esigenze
  regionali siciliane.
       Io credo anzi che questo  ordine  del  giorno  sicuramente è
  opportuno  ,  tempestivo  e   propedeutico  all'esame  di  quelle
  finalità  che  sono  proprie  di   questa   finanziaria   e   che
  comporteranno, ne sono certo,  delle spaccature all'interno anche
  della maggioranza come il problema  degli  usi  civici.  Ha detto
  bene infatti l'onorevole Pellegrino che  non si può affrontare né
  si può pensare utilmente e regolarmente e in maniera opportuna il
  problema degli usi civici se non  si  affronta  anche il problema
  della sanatoria edilizia e dell'attenzione verso le costruzioni a
  ridosso delle fasce costiere o  delle  fasce sottoposte a vincolo
  forestale.
       Sono proprie  le  dichiarazioni  del  Presidente Pellegrino,
  autorevole esponente di questa maggioranza, che danno il suggello
  della   opportunità   ed   anche   della   prevalenza   e   della
  pregiudizialità  a questo  ordine  del  giorno  che  deve  essere
  esaminato nel contesto dell'esame di questa finanziaria.

     GRIMALDI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRIMALDI.    Signor   Presidente,   onorevole   colleghi,   io
  certamente avendo letto bene questo ordine del giorno mi sento di
  appoggiare  la  proposta   dell'onorevole  Liotta.  Perchè  vede,
  onorevole Presidente, il problema esiste;  è  un problema serio e
  risale al 1985 - epoca dell'ultima sanatoria -; è un problema che
  vede coinvolti centinaia e migliaia di  padri di famiglia che con
  grande sacrificio hanno costruito una piccola casa, un'abitazione
  civile e che, giustamente,  oggi  possibilmente saranno costretti
  ad assistere alla demolizione delle loro case
       Ma un ordine del  giorno  del  genere,  penso  che non possa
  assolutamente essere utile  alla  soluzione  di  un problema così
  imponente e così  importante.
       Io ho apprezzato  moltissimo  il  Governo per avere inserito
  nella finanziaria questa materia. Sono  fiducioso che il Governo,
  assieme  all'Assemblea,  saprà   affrontare   questo  problema  e
  condivido  quindi  l'intento   dell'onorevole  Liotta  perché  in
  effetti questo ci consentirebbe  semplicemente  di  affrontare il
  problema, così molto alla larga.
       Vede, signor  Presidente,  ci  sono  grandi  responsabilità,
  l'abusivismo è un male enorme di questa nostra Sicilia; è uno dei
  grossi problemi che noi  dobbiamo  però affrontare. Secondo me le
  responsabilità  non  sono  semplicemente  dei  cittadini,  non  è
  semplicemente del povero  disgraziato rientrato dall'estero e che
  in mancanza di un piano regolatore si vede costretto a costruirsi
  una  piccola  casa  Le responsabilità  sono  dei  sindaci,  degli
  amministratori i quali hanno chiuso  gli  occhi su responsabilità
  enormi che erano quelli di consentire l'abusivismo edilizio.

     FORGIONE. Sono anche degli assessori regionali.

     GRIMALDI. Le responsabilità sono di tutti coloro i quali hanno
  avuto responsabilità ed  hanno  amministrato.
       Si assiste in certi paesi sotto periodi - e in Sicilia ed in
  Italia  si vota  sempre  -  pre-elettorali  sindaci  costretti  a
  chiudere gli occhi  per  averne  poi,  possibilmente,  un ritorno
  misero di qualche voto.
       Quindi, le responsabilità non li possiamo caricare solamente
  ai  cittadini  i  quali oggi  sono  richiamati,  giustamente,  al
  rispetto delle regole e della legge  e  si  vedono  costretti  ad
  assistere  alla  demolizione  di queste  case.  Ed  allora  è  un
  problema  molto  serio,  signor  Presidente,   ed  io  penso  che
  indipendentemente dall'ordine del giorno che  non ha motivo oggi,
  eccetto quello di suscitare così l'interesse del Governo il quale
  è molto attento a questo problema, io  penso  che  non ci possano
  essere  cittadini  che   vogliono   prediligere   l'abusivismo  e
  cittadini che lo vogliano combattere.
       L'abusivismo non può più esistere in questa nostra Sicilia e
  va combattuto, però bisogna  anche trovare il sistema per non far
  pagare solamente a questi poveri disgraziati il peso della grande
  irresponsabilità che nel passato  c'è stato da parte di tutti gli
  amministratori in questa Sicilia.
       Ecco la mediazione  che  bisogna trovare; bisogna vedere ciò
  che può essere lasciato in piedi e ciò che va demolito perchè, in
  effetti, deturpa veramente l'ambiente
       I  150  metri  credo  che  siano  quei  limiti  che  possono
  consentire realmente di  potere  lasciare  indenne le costruzioni
  già esistenti; ma l'invito  che  bisogna fare, il vero ordine del
  giorno che bisogna  fare  al Governo perché possa sensibilizzare,
  anzi pretendere da tutti coloro i quali amministrano, che da oggi
  in poi tutto ciò che è successo nel passato non si verifichi più.
  Dunque maggiore attenzione  da  parte  degli organismi chiamati a
  rispondere su questo abusivismo. Ecco  perché  sono  d'accordo  a
  che  questo  ordine  del  giorno   non  venga  discusso,  bisogna
  affrontare.  Bisogna  che   quest'Assemblea,  questo  Governo  si
  dimostri sensibile ai problemi che  in  questo momento affliggono
  moltissimi cittadini di questa nostra  terra.  Credo  che  questo
  Governo  e  questa  Assemblea   possano   trovare  quella  giusta
  mediazione, quel giusto equilibrio perchè  chi  realmente  non  è
  nelle condizioni di potere continuare a  vedere  la sua casa vada
  demolita,  ma  per  tutti  coloro  i  quali  si  può  trovare  la
  mediazione  e quindi il giusto  equilibrio  queste  case  vengano
  sanate.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     STANCANELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente, io semplicemente ho chiesto la
  parola sull'ordine dei lavori e  per  un  richiamo al Regolamento
  in quanto ritengo che erroneamente  si  sia  posta  una questione
  pregiudiziale su un argomento che  penso possa essere considerato
  ai sensi del Regolamento.  E  precisamente  l'articolo 124 recita
  che prima dell'inizio della discussione  generale  o  durante  lo
  svolgimento della stessa possano  essere  presentati  da  ciascun
  deputato  ordini  del  giorno   concernenti   la   materia   indi
  discussione.
       L'articolo  126  prevede che gli  ordini  del  giorno  siano
  votati subito dopo la chiusura della discussione generale.

     FORGIONE. Leggi l'articolo 125.

     STANCANELLI.  Leggilo tu e ti accorgi che non c'entra, se vuoi
  te  lo  leggo  adesso:"Non possono proporsi sotto qualsiasi forma
  ordini  del giorno contrastanti con deliberazioni precedentemente
  adottate dall'Assemblea sull'argomento in discussione o che siano
  formulate  con  frasi sconvenienti o riguardino argomenti affatto
  estranei all'oggetto della discussione".
       L'articolo 125 quindi è estraneo alla discussione.
       Io  ritengo  che  se   questo  ordine  del  giorno  è  stato
  dichiarato ammissibile dalla  Presidenza  durante  la discussione
  generale del disegno di legge, è implicito che l'Assemblea si sia
  pronunziata anche sull'ordine del giorno.
       Io  ritengo  che  nel   momento  in  cui  la  Presidenza  ha
  dichiarato ammissibili sette ordini  del  giorno  e  ha eliminato
  circa 30 ordini del  giorno,  ha ritenuto la ammissibilità perchè
  concerneva lo stesso disegno di legge che è in discussione, al di
  là del merito.
       Ritengo  pertanto che il  richiamo  all'articolo  101  sulla
  pregiudiziale non si possa applicare  perchè  ci  troveremmo  nel
  caso in cui l'Assemblea voterebbe  nuovamente su un argomento che
  è stato già votato ed è stato ritenuto ammissibile.
       Quindi,  ritengo  che la  Presidenza  debba  dichiarare  non
  sollevabile, se così possiamo dire,  la questione pregiudiziale e
  debba porre in discussione l'ordine  del  giorno che, ripeto, era
  stato dichiarato dalla stessa  Presidenza  ammissibile  in quanto
  concerneva la materia in discussione  del  disegno di legge sulla
  finanziaria.

     FORGIONE. Presidente, questo è  il  terzo intervento contrario
  sull'ordine dei lavori

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione,  io   ho   dato   la  parola
  all'onorevole Stancanelli sull'ordine dei  lavori  pur essendo in
  corso la discussione sulla pregiudiziale,  e l'ho voluto fare per
  dare all'Aula il segnale che qui non si fa nessuna iniziativa che
  possa  in  qualche  modo  limitare   la  facoltà  dei  gruppi  di
  intervenire.
       Voglio ricordare all'onorevole  Stancanelli  che il richiamo
  da  lui fatto non è  corretto,  perchè  la  discussione  generale
  sull'ordine  del giorno si doveva  ancora  iniziare  ed  è  stata
  proposta la pregiudiziale.
       Io mi richiamo all'articolo 125,  secondo comma, che recita:
  "Il Presidente previa lettura  decide  inappellabilmente  ma  può
  sempre essere posta la questione pregiudiziale".

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Io sono favorevole. Non ho altro da aggiungere.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione la pregiudiziale dell'onorevole
  Liotta.

       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  vorrei
  parlare su quella  vicenda  dibattuta, francamente appare strano,
  però bisogna farlo. Non è possibile, anche per noi, io capisco le
  logiche  dell'opposizione,   i   contrasti,  l'ostruzionismo,  la
  difesa, però c'è un procedere  della  Presidenza a zig-zag, non è
  possibile  rimettere in discussione  una  decisione  assunta  dal
  Presidente dell'Assemblea...

                (Proteste  dai banchi di sinistra)

       ... La questione andava posta nel  momento  in  cui  è stata
  decisa   la   vicenda,   non   successivamente;   il   Presidente
  dell'Assemblea  non  può  far tornare  l'Aula  su  una  decisione
  assunta mentre precedeva un altro collega probabilmente investito
  dagli  stessi poteri o da  più  poteri.
       Onorevole Forgione, la  questione pregiudiziale andava posta
  nello  stesso  momento  in cui  veniva  decisa  dall'organo,  non
  successivamente. La questione era stata già affrontata, era stato
  già  deciso  quali ordini del  giorno  potevano  essere  valutati
  dall'Aula e quali scartati. E si era deciso in questo senso prima
  che  intervenisse  l'altra   vicenda   della   discussione  della
  finanziaria.
       A questo punto, tornare sull'argomento diventa una questione
  difficile da digerire. Io capisco  la  logica dei numeri, capisco
  anche  -  e  non  la  condivido   interamente   -  la  logica  di
  contrapposizione che andrebbe  valutata  per  parametri politici,
  però stravolgere decisioni assunte perchè  presiede  in  un certo
  momento  qualcuno  rispetto a qualche  altro,  questo  non  aiuta
  complessivamente l'Assemblea ad andare avanti   Io  ho,  come voi
  sapete, il massimo rispetto per  l'istituzione  assembleare e per
  chi  governa  l'Assemblea, però procedere  a  zig-zag  non  aiuta
  nessuno. E credo non sia conveniente a nessuno.

     PRESIDENTE. Onorevole Nicolosi, per il suo conforto, devo dire
  che l'ordine del  giorno lo avevo dichiarato io ammissibile nella
  seduta precedente e, adesso, sulla base della pregiudiziale posta
  in base al Regolamento io  rimetto al voto dell'Aula che ha detto
  che la pregiudiziale è accettata.
       Si passa all'esame dell'ordine del  giorno  n.  338  "Revoca
  del  decreto  assessoriale  '49/VI  Tur'  del  12  febbraio  1999
  sottoscritto dall'Assessore per il turismo,  le comunicazioni e i
  trasporti", degli onorevoli Beninati,  Fleres, Bufardeci, Croce e
  Alfano", accantonato nella seduta n. 233 del 24-25 marzo 1999.

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, la destra ha
  usato il Regolamento per fare un'ostruzionismo sul ...

                   (Proteste dai banchi di destra)

       ...  La destra ha usato  il Regolamento, giustamente, come è
  diritto-dovere di ogni opposizione per fare l'ostruzionismo su un
  ordine del giorno che riguardava  la  qualità del 'Trebbiano' che
  ha  tenuto  questa  Aula impegnata per  oltre  un  giorno;  è  un
  diritto, Caputo, è un diritto della  opposizione che io in quanto
  opposizione di sinistra mi riservo  di  utilizzare quando riterrò
  opportuno,  come  voi  avete  ritenuto   in  quella  vicenda,  di
  utilizzare...

     CAPUTO. Tu fai parte del 'soccorso rosso'

     FORGIONE.  Io faccio il  'soccorso  rosso',  va  bene.  Io  mi
  riservo di utilizzare tutti gli strumenti regolamentari quando la
  mia visione politica e  programmatica  della  mia  opposizione lo
  ritiene. E io riconosco il vostro  diritto  di  usare  tutti  gli
  strumenti regolamentari. E l'onorevole Nicolosi, che è esperto in
  questo,  sa  bene  che  qui   non   c'è  nessuna  violazione  del
  Regolamento.  Tuttavia, così come voi  avete  usato  lo strumento
  del Regolamento, fate usare a me e  alla  mia  parte  politica lo
  strumento  del  regolamento  contro quella  che  io  ritengo  una
  vergogna  ricorrente  di  quest'Aula e  cioè  la  politica  delle
  sanatorie e la politica a difesa dell'abusivismo.
       Io pongo la questione pregiudiziale  anche  su questo ordine
  del  giorno,  perchè  esso  propone  di  nuovo  l'ampliamento  di
  strutture  alberghiere  in   deroga  agli  strumenti  urbanistici
  esistenti.

     CAPUTO. Noi non gli consentiremo di arrivare alla finanziaria

     FORGIONE. Onorevole Caputo, lei che sa leggere l'italiano e ha
  fatto  anche  il  sindaco  sa  bene che questo secondo ordine del
  giorno  è  diverso dal primo perchè almeno se il primo provava ad
  intervenire  sull'abusivismo  di  necessità, qui si parla solo di
  ampliamento delle strutture alberghiere. E  non  pensate di farmi
  passare l'ampliamento delle strutture  alberghiere in deroga alla
  normativa  urbanistica esistente  come  abusivismo  di  necessità
  perchè voi avete in testa lo stesso disegno speculativo che ha in
  testa  l'assessore  Rotella quando vuole  favorire  la  Valtur  e
  magari Punta Fanfalo a Favignana; voi  avete  in  testa la stessa
  speculazione  che  riguarda  alberghi   e   non   abusivismo   di
  necessità
       Allora  mi  permetta  di  dire,  onorevole  Caputo,  che qui
  l'abusivismo  di necessità non c'entra niente, che il risanamento
  di alcune aree urbanistiche degradate non c'entrano niente perchè
  si  parla parla esplicitamente di strutture turistico-alberghiere
  da ampliare in deroga alle normative urbanistiche esistenti.
       Se  questa  è  materia  attinente  con la legge finanziaria,
  ditemelo voi  e  non  mi  venite  a  dire  qui  che  si tratta di
  abusivismo di necessità e di lavoratori che con il loro sudore si
  sono costruiti la casa.
       Detto  questo, signor Presidente, io ripropongo la questione
  pregiudiziale  perchè  non  possiamo  far  passare con ordini del
  giorno  misure che favoriscono la speculazione edilizia in questa
  Regione.

     PRESIDENTE.   L'onorevole   Forgione  ha  posto  la  questione
  pregiudiziale.   Due  a  favore  e  due  contro.  Parlano  contro
  l'onorevole   Nicolosi  e  l'onorevole  Beninati;  a  favore  gli
  onorevoli Cintola e Speziale.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sulla questione pregiudiziale.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI. Signor Presidente, io chiedo di intervenire se non è
  consentito peraltro anche sulla pregiudiziale posta perchè vorrei
  evitare  che  insorgessero  dubbi sul senso del mio intervento di
  poco fa. Non sono a favore dell'ordine del giorno proposto per la
  sanatoria entro 150 metri. Non era  questo  il mio intervento. Io
  parlavo di altra questione di  tipo  regolamentare  posta  qui in
  ordine alla pregiudiziale, non perchè potesse essere acquisito un
  mio consenso a quell'ordine del  giorno  rispetto al quale invece
  quando si parlerà motiverò le ragioni del mio dissenso, così come
  in  questo  momento   rispetto   all'altra   pregiudiziale  posta
  dall'onorevole Forgione non escludo che sia utile un discorso che
  riguardi il complesso della materia  delle  sanatorie,  così come
  non è inutile parlare della  opportunità  del potenziamento delle
  strutture turistico-alberghiere.
       Non  sarei  netto  e  certo  la  questione  non  può  essere
  affrontata  attraverso  un  ordine   del   giorno.   Mentre  sono
  largamente contrario. E siccome probabilmente  le scelte sui casi
  singoli  non  possono  essere   poste,   mentre  sono  nettamente
  contrario alla sanatoria dell'abusivismo  entro  150  metri dalla
  battigia, sono contrario perchè a  mio avviso di troppe sanatorie
  ha sofferto questa nostra terra.  Non  sarei contrario a valutare
  gli  aspetti  possibili  di   un  potenziamento  delle  strutture
  turistico-alberghiere di cui la Sicilia ha  bisogno.  Non so se e
  in che misura si legano a  questa vicenda. Certo farlo attraverso
  un ordine del giorno può  essere riduttivo, può essere indicativo
  di un orientamento. Allora valutarlo  meglio  e  in  un  contesto
  diverso  sarebbe  preferibile  farlo.
       In questo senso sono contrario alla pregiudiziale non perchè
  non è  correttamente  posta, ma perchè impedisce all'Assemblea di
  valutare  il fatto. Sarei favorevole a  che, invece,  l'argomento
  venisse trattato  nel  contesto di un provvedimento più specifico
  che   riguarda   appunto   le   questioni   urbanistiche   ed  il
  potenziamento   delle   strutture   turistico-alberghiere   della
  Sicilia.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.   Non  ritengo  che  ci   siano   argomentazioni   da
  aggiungere. Sono favorevole alla pregiudiziale.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
  facoltà.

     BENINATI.   Signor   Presidente,   onorevole   presidente  del
  Governo, onorevoli  colleghi,  oggi,  ahimè,  non  è  la giornata
  ideale per far valere forse le cose che da tanti anni si vorrebbe
  cercare di rimettere in vita. Mi trovo veramente in difficoltà ad
  intervenire  su  argomenti  con  i  quali,  a  prescindere  dalle
  ideologie, si  vuole  andare chissà ad aiutare chi. Non ho capito
  a cosa  si riferisse l'onorevole Forgione: io la sua ideologia la
  rispetto, ma  lui  deve  anche  essere  un  po' più  moderato nei
  termini.
       E intanto ricordo  che  la  mozione non è sul 30 per cento -
  ciò vuol dire  che  non l'avete neanche letta - la mozione non è
  sul 30 per cento;  è  un comma che è sul 30 per cento. La mozione
  era  di  ben  altro  tipo  e  avete  evitato  di  discuterne.  La
  mozione...

     LIOTTA. Non è una mozione. E' un ordine del giorno.

     BENINATI.  La  mozione era di altro tenore.  Comunque, io  non
  credo neanche di volerla illustrare perchè veramente mi vergogno,
  perchè la mozione era proprio per bloccare quello che l'onorevole
  Forgione ha detto.

     LIOTTA. Non la deve illustrare lei, onorevole Beninati

     BENINATI. Io non la illustro, infatti, ma siccome qui si parla
  che  c'è  qualcuno  che vuole andare a  favorire, stiamo attenti
  Infatti, la mozione  era  proprio  per  intervenire  su  ciò  che
  l'onorevole  Forgione  ha detto; è di ben  altra  natura,  quindi
  leggiamole  bene  le  cose.
       Quindi,   a  questo  punto,  signor  Presidente,  io  vorrei
  ricordare  all'assessore  Rotella  che  in Commissione, su questo
  tipo di  argomentazioni,  aveva  espresso  un  certo assenso come
  Governo; ora, non è possibile non  discutere  di un argomento che
  certamente potrebbe  pure risolversi in tempi celerissimi, ma che
  certamente è  voluto,  parlo  di  questo  tipo di intervento, sia
  quello del  30  per cento, sia quello del decreto che l'assessore
  ha fatto. Ci sono delle discussioni in corso, tanto è vero che si
  chiedeva con la  mozione di fare un trattamento equo, sia tra gli
  albergatori  esistenti  che è un'imprenditoria, volente o nolente
  che sia, che fino  ad  oggi  è  l'unica  che  ha portato e che ha
  garantito turismo  in  questa  Isola,  sia  tra i nuovi impianti.
  Quindi, creare una equa distribuzione dei fondi della 488, perchè
  altrimenti, sia  ben  chiaro, poichè tutti siamo contro qualunque
  cosa, i  fondi  della  488  si  fermeranno a Reggio Calabria;  in
  Sicilia non arriveranno.
       Perchè? E' molto semplice.
       Perchè nessun  piano  regolatore  è  in atto approvato dalla
  Regione.  Sono  pochissimi,  il  10,  il  15  per  cento,  quindi
  strutture oggi  pronte a presentare progetti e chiedere fondi per
  il turismo sulla  488,  tranne quelle poche che forse si sa quali
  sono, i  fondi  della  488  andranno  solo  ai villaggi turistici
  esistenti, perchè nuovi non se ne potranno fare neanche, perchè i
  piani sono  tutti  fermi.  Allora, siamo  onesti  ognuno  con noi
  stessi  e  diciamo  che  c'è  un  ordine  del  giorno  che  vuole
  distribuire  equamente  alle strutture alberghiere ed ai villaggi
  turistici nuovi i fondi della 488.  Questo è il fine.  Per potere
  sfruttare questi fondi, gli albergatori, non avendo gli strumenti
  urbanistici adottati  ed  approvati,  ha  un  solo modo: farlo in
  deroga. Certamente  non  in  deroga a tutto, in deroga alle norme
  urbanistiche, ma non  alle norme delle Sovrintendenze perchè quel
  parere è  obbligatorio,  e  nemmeno  alle  norme  sismiche perché
  anche quello è obbligatorio.
       Quindi,  signori  miei,  qui  si  sta  tentando  solo di far
  spendere i soldi  della  legge  488  in  Sicilia.  Se  non  si  è
  d'accordo, si  rinvii  la  discussione,  non  se ne parli, non si
  facciano  queste  cose;  ma  questo  è  l'unico  modo  per  poter
  sfruttare  quest'anno,  per consentire alle aziende di presentare
  progetti sugli ampliamenti dei loro alberghi ai sensi della legge
  488.
       Senno, l'Assemblea  è  sovrana, decida di non dare, o di non
  utilizzare, o  di  fare  utilizzare i fondi  della  488   solo  a
  determinate persone. Che lo decida l'Assemblea a questo punto

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente, capita molto spesso ormai che qui
  si sviluppa un dibattito improprio.
       La   questione   posta   era  una  questione  relativa  alla
  pregiudiziale,  che   è   regolamentata   dall'articolo   101   e
  dall'articolo  125  del  Regolamento:  se  la  materia che stiamo
  trattando  è  inerente alla finanziaria o è materia estranea alla
  finanziaria.
       La  pregiudiziale  pone  come  questione  all'Assemblea  che
  questa è materia estranea alla finanziaria.

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. La questione pregiudiziale si può porre
  su qualunque argomento, tranne che sugli emendamenti.

     SPEZIALE. In questo momento il problema  in  realtà  è questo:
  non  si  tratta di affrontare le  questioni  di  merito.  D'altro
  canto,  per  la  prima  volta   sono  d'accordo  con  l'onorevole
  Nicolosi.  Affrontare  questioni  di   merito   di  tale  portata
  attraverso un ordine del giorno, mi sembra un modo di mistificare
  la questione.
       Pertanto nessuno ha niente in  contrario  nel merito. Quando
  si  porranno  le  questioni  di merito  con  leggi  organiche  di
  settore,  verranno  esaminate,   apprezzate,   approvate   o  non
  approvate dall'Aula.
       In   questo   momento  è   in   discussione   la   questione
  pregiudiziale.   Personalmente   mi   dichiaro   favorevole  alla
  pregiudiziale posta dall'onorevole Forgione.

     PRESIDENTE.   Prima di porre  in  votazione  la  pregiudiziale
  dell'onorevole  Forgione,  voglio   ricordare  ai  colleghi,  per
  chiarimento  di  tutti,  che   una  questione  è  l'ammissibilità
  dell'ordine  del giorno rispetto  alla  materia  in  discussione,
  altra è la pregiudiziale.  Con la pregiudiziale o il Governo o la
  Commissione o  i deputati possono chiedere che non venga discusso
  quell'ordine del giorno.
       Noi ci stiamo attenendo all'articolo 101 del Regolamento che
  disciplina questa materia.
       Pongo    in   votazione    la    pregiudiziale    presentata
  dall'onorevole Forgione.
       Chi è favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

       E'  iscritto  a  parlare   l'onorevole  Stancanelli.  Ne  ha
  facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente, ho chiesto la parola perché in
  quest'Aula questa sera con il discorso  delle  pregiudiziali ed a
  colpi  di  maggioranza  si  sta   abbandonando   un   fair   play
  parlamentare che anche l'opposizione aveva garantito utilizzando,
  per fare l'ostruzionismo, quello che il Regolamento prevede.
       Siccome ritengo che sia indispensabile  riportare un poco di
  calma  istituzionale in questa Aula, perché  non  è  possibile  a
  colpi di maggioranza andare indietro e revocare provvedimenti già
  presi, deliberazioni già prese. Io  la invito, signor Presidente,
  a sospendere la seduta e ad  indire  la Conferenza dei presidenti
  dei  gruppi  parlamentari  per  regolamentare  il  prosieguo  dei
  lavori.
       Questo glielo chiedo facendo  appello  alla  sua sensibilità
  istituzionale,  perché  se no è  veramente  inutile  rimanere  in
  questa Aula ad assistere ai colpi di  mano  anche  in  spregio al
  Regolamento.

     PRESIDENTE. Volevo assicurare  all'onorevole  Stancanelli  che
  colpi di mano per quanto riguarda il  Regolamento  non ce ne sono
  stati,  perché   la  Presidenza  ha  garantito  rigorosamente  il
  rispetto del Regolamento.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha facoltà.

     ALFANO.   Intervengo a sostegno  di  quanto  appena  affermato
  dall'onorevole  Stancanelli  ed intervengo  a  sostegno  per  due
  ragioni:   la prima perché ritengo che  la  sede  naturale  della
  risoluzione  di  questo  fastidiosissimo  conflitto  -  e  adesso
  spiegherò perché  fastidiosissimo - per i rapporti istituzionali,
  secondo me  può  essere  la  Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari che può regolare l'andamento dei lavori.
       La seconda ragione, che è la prima  in ordine politico, è la
  seguente: il Regolamento consente  la  presentazione degli ordini
  del giorno su materia attinente e  gli  ordini del giorno possono
  essere  discussi  alla  fine  della  discussione  generale  della
  materia che  è  oggetto  di discussione in Aula.
       Se  si  inserisce  nella  prassi  parlamentare il pericoloso
  precedente  per  cui gli strumenti ordinari regolamentari vengono
  di  volta   in   volta  calpestati  in  virtù  di  uno  strumento
  eccezionale che  è  la  questione  pregiudiziale,  io  credo  che
  quest'Aula avrà fatto un pessimo servizio a se stessa e credo che
  questo sia  un  precedente  gravissimo, signor Presidente.
       Io non  metto  in  dubbio  la  lettera  del Regolamento, che
  esprime un  criterio  per  cui  una  questione  pregiudiziale può
  essere  votata  dall'Aula.  La  sostanza del Regolamento assegna,
  perciò,    alla    questione    pregiudiziale    un   crisma   di
  straordinarietà.   Qui   si   sta   sottraendo  alla  opposizione
  parlamentare  uno  strumento  previsto  dal  Regolamento in virtù
  dell'utilizzo  ordinario  di uno strumento eccezionale. Credo che
  questo sia  in  spregio  alle  elementari  regole  di  convivenza
  istituzionale.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE:  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io ritengo
  che  la  richiesta  dei  deputati  di  Forza Italia e di Alleanza
  Nazionale di  convocare  una Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari per  discutere  se il Regolamento rispettato sia una
  violazione   del  Regolamento  stesso  sia  una  richiesta  grave
  politicamente.

     ALFANO.  E'  perchè  voi  state  cambiando l'ordine dei lavori
  dell'Aula. Non è solo una questione regolamentare

     FORGIONE.  Anche  dal  punto  di  vista  istituzionale.
       Vorrei   ricordare,   per   esempio,   che  c'è  una  prassi
  istituzionale  consolidata  che  sull'ordine  del  giorno  c'è un
  intervento a  favore  ed uno contro e sul Trebbiano abbiamo avuto
  trentadue  interventi   a  favore.  Anche  quella  è  una  prassi
  istituzionale   consolidata   Sugli  ordini  del  giorno  c'è  un
  intervento a  favore,  uno  contro e poi si vota.
       Noi    addirittura    abbiamo    avuto,    caso   rarissimo,
  l'ostruzionismo non su  un  disegno  di legge ma su un ordine del
  giorno.
       Ora non  si  capisce  perchè  se  il  rispetto  rigoroso del
  Regolamento lo fa  il  Polo  e  lo chiede il Polo questo fa parte
  della prassi  istituzionale,  non  è  una violazione della prassi
  istituzionale consolidata; mentre, se il rispetto del Regolamento
  lo opera e  lo  chiede una opposizione diversa da quella del Polo
  diventa una violazione stessa del consolidato istituzionale.
       Io  credo,  signor  Presidente,  che sarebbe sbagliato, anzi
  addirittura  grave,  se  noi  dovessimo  fare  una Conferenza dei
  presidenti   dei   gruppi  parlamentari  per  ritenere  come  una
  violazione il rispetto rigoroso del Regolamento.  Questo vorrebbe
  dire davvero capovolgere
       Dopo  di  che  sono  assolutamente  d'accordo  che  dobbiamo
  proseguire  con   un   clima   rasserenato  dal  punto  di  vista
  istituzionale e mi adopererò, come ho fatto in questi giorni, per
  questo.  Però,  fateci esprimere  Dal punto di vista della nostra
  opposizione  riteniamo  importante  la  vicenda  dell'abusivismo,
  senza entrare  nel  merito,  quanto  voi  ritenete  importante la
  vicenda  del   Trebbiano.  Noi  su  questo  abbiamo  ritenuto  di
  utilizzare  strumenti  regolamentari che io ritengo il Presidente
  dell'Assemblea,  il  Presidente  spersonalizzato dell'Assemblea -
  perchè   poteva   essere   qui   anche  l'onorevole  Cristaldi  o
  l'onorevole D'Andrea - ha fatto rispettare alla lettera.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  avverto che la Conferenza dei
  presidenti dei gruppi parlamentari è convocata per oggi mercoledì
  7 aprile alle ore 20.30. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.14, è ripresa alle ore 22.40)


   Presidenza del presidente Cristaldi


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

     PRESIDENTE. La seduta  è ripresa.
       Onorevoli colleghi, come ben  sapete  è  stata  convocata la
  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  che  è stata
  interrotta  perchè  la  stessa  Conferenza  aveva  cominciato  ad
  affrontare  più  interpretazioni  regolamentari  e  non  il  nodo
  politico che in effetti si era presentato in Assemblea.
       Si è resa  necessaria  la convocazione della Commissione per
  il Regolamento che  ha  affrontato  la  materia  delle  questioni
  pregiudiziali sugli ordini del  giorno  presentati  al disegno di
  legge.
       La  Commissione   per   il   Regolamento  non  ha  raggiunto
  l'unanimità;   ma,  secondo  la  maggioranza  dei  componenti  la
  Commissione   stessa,    si   è   giunti   alla   interpretazione
  regolamentare secondo la quale è l'articolo 125 che disciplina il
  sistema della questione  pregiudiziale  sugli  ordini del giorno.
  Cioè, la Commissione ha  ritenuto  che  può  essere presentata la
  questione pregiudiziale solo  quando  all'interno dell'ordine del
  giorno  vengono  trattate  materie   che,  a  detta  del  singolo
  deputato, siano state  già  deliberate  precedentemente o vengano
  sottoposte all'Assemblea con  frasi sconvenienti o che riguardino
  argomenti  affatto   estranei   all'oggetto   della  discussione.
  Purtroppo, nonostante i messaggi  politici, non è stato possibile
  trovare una intesa di  questa  natura.  La  maggior  parte  della
  questione si è affermata  sulla parte che dice "argomenti affatto
  estranei all'oggetto della  discussione".  Per cui, la Presidenza
  non può che allinearsi al pronunciamento della Commissione per il
  Regolamento.
       Onorevoli colleghi, si passa all'ordine del giorno n. 339.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                       SULL'ORDINE DEL LAVORI

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io aderisco
  alla  interpretazione   fornita   all'Assemblea  in  ordine  alle
  procedure per la  valutazione  degli ordini del giorno. Tuttavia,
  vorrei  richiamare  gli  argomenti  discussi  in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  quando  il Presidente della
  Regione, al di là degli aspetti regolamentari e dei comportamenti
  d'Aula ha sottolineato l'urgenza di definire un cammino che possa
  portare la Regione siciliana a dotarsi degli strumenti finanziari
  indispensabili  per  la  propria  azione.
       Io, è noto, ho una posizione di non condivisione del Governo
  e  della  maggioranza  che   lo  sostiene,  tuttavia  valuto  che
  l'appello del Presidente della  Regione  abbia  un suo fondamento
  che le forze politiche  di  maggioranza, ma anche di opposizione,
  devono valutarlo per quello che  esso  è  stato, un richiamo alla
  responsabilità in maniera che  nel  permanere  delle posizioni di
  maggioranza e di opposizione  possa  trovarsi  un  modo,  una via
  perché si manifestino le  proprie  diversità  e  tuttavia ciò non
  impedisca che la Regione possa avere gli strumenti indispensabili
  per il suo  prosieguo.
       Fatta  questa considerazione  e  considerato,  altresì,  che
  l'argomento non è stato poi definito in Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari perché  la conferenza è stata sospesa per
  le questioni di  carattere regolamentare, inviterei l'Assemblea a
  valutare  l'opportunità  questa  sera  di  approfondire  in  sedi
  separate, diverse, nei  Gruppi parlamentari l'appello rivolto dal
  Presidente della Regione e  domani mattina, con un atteggiamento,
  spero responsabile e  consapevole,  andare  avanti per affrontare
  nel merito le  questioni  finanziarie  e  successivamente, quando
  saranno portate alla nostra  attenzione quelle del bilancio della
  Regione siciliana.

     CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  ritengo  di  dovermi  appellare
  all'Assemblea  per  potere   comprendere   se   è  possibile  che
  l'Assemblea stessa abbia  un  indirizzo  che globalmente riterrei
  conduttivo se le sedute venissero presiedute, sin dall'inizio, da
  un Presidente dell'Assemblea,  e lei è Presidente dell'Assemblea,
  e ritengo che la sua  presenza  in Aula sia indispensabile; anche
  perché   lei interviene  da  Presidente,  sempre,  sull'Assemblea
  anche quando l'Assemblea ha  già  motivato  nella completezza del
  suo Organo e con votazioni  già  effettuate  qual  è  la  volontà
  dell'Assemblea nel pieno asservimento alle regole del Regolamento
  che un'altra Assemblea ha fatto  ma  che sono valide prima per il
  Presidente dell'Assemblea, anche quello di turno, diventato ormai
  a mezzadria, ma anche per  i  Presidenti  effettivi  e  anche per
  l'intera Assemblea. Il dover  apprendere,  a giochi già iniziati,
  che  cambiano  le  regole   del   gioco   non   credo   serva  né
  all'Assemblea, né al decoro,  né  al  ruolo  che  l'Assemblea ha.
       Allora i fatti sono  due,  signor  Presidente,  già la volta
  scorsa ho avuto modo  di  dirle  grazie  perché  era intervenuto,
  però  le avevo anche  detto  che  era  intervenuto  tardivamente.
  Siccome le elezioni europee le  dobbiamo fare tutti e gli impegni
  di carattere politico li abbiamo  tutti  ma a cuore ci stanno più
  gli interessi del nostro ruolo  di  deputati,  stiamo  in  Aula a
  svolgere il nostro ruolo  in  attesa  di  riunioni faraoniche, di
  interpretazioni di Regolamento che  servono  a  parti politiche e
  non   all'intera   Assemblea,    ad   interruzione   dei   lavori
  dell'Assemblea su richiesta di  parti politiche e non dell'intera
  Assemblea, a riunioni di  Conferenze  dei  Presidenti  dei Gruppi
  parlamentari che vengono interrotte  non  perché  non  ci fossero
  ancora elementi di discussione, ma  perché  ci  si è appellati ad
  un'altra riunione ancora, quella del Regolamento...

     PAGANO. Non è andata in questa maniera

     CINTOLA.  ... E se nel Regolamento non ci fossero stati cinque
  voti contro tre, saremmo ancora  ad aspettare e attendere che per
  asfissia anche quella  Commissione  avrebbe  dovuto  modificare i
  suoi atteggiamenti.
       Allora, a me diventa impossibile continuare questi lavori; e
  però,  voglio  dire   al   Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Cristaldi, che può fare a meno  di  un  deputato  in  Aula con il
  gesto che non credo che  sia  giusto rivolgere ad un deputato che
  sta svolgendo, bene o male,  il  suo  ruolo, e di considerare che
  invece  l'Assemblea nella sua  interezza  ha  bisogno  della  sua
  presenza con la sua corretta interpretazione, come sempre sa fare
  e fa, senza diventare uomo  di  parte  o  suggeritore  di  parte,
  perché  altrimenti questo diventerebbe  un  gioco  forte al di là
  delle regole del gioco, al  di là delle regole della politica, al
  di là della correttezza,  in  quest'Aula,  perché ci siano regole
  uguali e certe per  tutti,  bacchettate  ai  presidenti di turno,
  interruzioni dall'Aula e dalla stanza della Presidenza che guarda
  ed assiste, come ha detto l'onorevole Cristaldi in Conferenza dei
  Presidenti dei gruppi  parlamentari, ai lavori dell'Assemblea per
  poi  intervenire  quando lo  ritiene,  io  ritengo  che  non  sia
  praticabile né per oggi, né per l'avvenire.
       Noi riteniamo che l'Assemblea, io ritengo che l'Assemblea in
  termini sovrani ha la necessità...

     ALFANO.  Ma che sta dicendo?

     CINTOLA. Avete il diritto di  difendere  chi vi difende, io lo
  capisco questo, ma non avete  il diritto di interrompermi, ma lui
  ve lo consentirà. Potete continuare.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola,  continui  il  suo intervento.
       Onorevoli  colleghi,  per  favore  consentite  all'onorevole
  Cintola di esprimere la propria opinione.

     CINTOLA. Allora, ritengo che  sia invece giusto e doveroso, al
  di  là  della  democrazia  di  un  tempo,  che  bisognava  essere
  democratici di un solo partito, oggi non è così.

     GRANATA. Questo quando rubavate

     CINTOLA. Solo un mascalzone poteva dire cose di questo genere

     PRESIDENTE.  La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.47, è ripresa alle ore 22.49)

       La seduta è ripresa.
       Onorevole Cintola, lei  può  continuare  il  suo intervento.
  Vorrei pregarla di esprimere  liberamente il suo pensiero in ogni
  argomento, ma di attenersi al  vocabolario  che  si attiene ad un
  Parlamento.  Lei può esprimere tutte le considerazioni che vuole.
  Io sono convinto che con i giusti vocaboli ognuno può dire quello
  che vuole; però, si renda  conto che l'uso improprio di vocaboli,
  in una certa maniera, anche  con  una certa tensione in Aula, può
  portare  l'intera  Assemblea ad  uscire  fuori  dai  binari  che,
  invece, devono essere percorsi da tutto il Parlamento.
       La prego di continuare il suo intervento.

     CINTOLA.    Ringrazio   il   Presidente   dell'Assemblea   per
  l'affermazione che ha fatto, ed io ritengo che la doveva riferire
  a chi mi ha dato del ladro mentre stavo parlando...

     SPEZIALE. Nessun deputato può aggredire...

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, ho  fatto  un richiamo a tutto
  il Parlamento.

     CINTOLA. No, Signor Presidente,  l'ha fatto solo a Cintola. Ed
  io però l'accetto.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lo prenda come un richiamo.

     CINTOLA. Solo a Cintola ed io l'accetto.

                  (Interruzione dell'onorevole Zanna)

     PRESIDENTE.  Onorevole  Zanna,   la   diffido   ad   avere  un
  comportamento idoneo al  Parlamento  nei confronti del Presidente
  dell'Assemblea

     ZANNA. Sempre a me deve rimproverare

     PRESIDENTE.  Onorevole Zanna, la prego di accomodarsi.

     ZANNA. Sempre a me deve rimproverare

     PRESIDENTE.  Onorevole Zanna, le ripeto di accomodarsi
       Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.52, è ripresa alle ore 23.15)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, non credevo
  che il mio  intervento potesse suscitare tanta attenzione e tanta
  frenesia in Aula.
       Tuttavia, proprio  per  facilitare  i lavori, riconfermo che
  ripeterei per altre mille  volte ogni parola che ho detto, perchè
  ne sono perfettamente convinto.
       Ritengo che il il  mio  intervento possa essere esaurito - e
  quindi lo concludo  -  riconfermando,  ripeto, pienamente le cose
  che ho detto prima, in quanto le ritengo valide e giuste.

                     PER UNA QUESTIONE SOSPENSIVA

     SPEZIALE.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  spero che stasera l'Aula possa
  andare avanti, visto  che, essenzialmente, è da quattro ore che è
  sospesa di fatto.
       Signor  Presidente,  lei sa che c'è stata questa discussione
  in   Commissione  per  il  Regolamento  e  sa  perfettamente  che
  personalmente  ho  espresso in quella sede la mia posizione circa
  l'interpretazione  degli  articoli 124, 125 e 126 del regolamento
  dando   l'interpretazione   che  l'Aula  ha  un  margine, proprio
  attraverso   un   voto, per  mettere  in  discussione  il  potere
  discrezionale  del Presidente circa l'ammissibilità di ordini del
  giorno.
       Tuttavia, volendo anche venire incontro, l'ordine del giorno
  di  cui  stiamo  parlando, il 339, ripete esattamente nella parte
  impegnativa  le  stesse  motivazioni  che ci sono nell'ordine del
  giorno  precedente, che  l'Aula  ha già sostanzialmente respinto.
  Per  cui,  penso che sia improponibile.
       Questo ordine del  giorno  non  è  proponibile  e, tuttavia,
  signor Presidente, chiedo che venga posta la sospensiva, ai sensi
  dell'articolo 101 del  presente  regolamento,  prima  perchè è lo
  stesso ed in ogni  caso, se dovessimo riaprire la discussione sul
  fatto che sia o  non sia lo stesso, una discussione assolutamente
  inutile, penso che debba essere dichiarato non proponibile perchè
  identico esattamente  a quello precedente.
       Eventualmente dovesse  convincersi di porlo all'esame, pongo
  un  problema  di  sospensiva,  ai  sensi  dell'articolo  101  del
  presente regolamento.

     FLERES.  Signor  Presidente,  ci  può riepilogare la questione
  posta dall'onorevole Speziale?  Per quale motivo sono identici?

     SPEZIALE.  Glielo spiego io

     PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale,  chiedo  scusa,  se  avete
  qualcosa di privato da dirvi, fatelo in altro momento

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     STANCANELLI.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor  Presidente,  gli  ordini  del  giorno sui
  quali sono state  poste  pregiudiziali, e  quindi  non sono stati
  discussi, sono gli altri, ma  il  339 non mi pare abbia avuto una
  pregiudiziale.  E' nuovo.

     PRESIDENTE.  L'onorevole  Speziale  ha sollevato una questione
  di  sospensiva.  Lei  aveva  chiesto  di  parlare sull'ordine dei
  lavori  o sulla questione sospensiva?  Perchè, nel momento in cui
  sarà sollevata la questione sospensiva la Presidenza si atteggerà
  secondo  quanto  prescrive  il  regolamento. Lei aveva chiesto di
  intervenire sull'ordine dei lavori, l'altro problema si vedrà più
  avanti.

     STANCANELLI.  Per  quanto  riguarda  l'ordine  dei  lavori  il
  problema che pongo è questo: la Commissione per il regolamento ha
  preso una  decisione.  Ritengo  che  quella  interpretazione  sia
  quella esatta, fra  l'altro  è  stata  presa,  quindi  chiedo  al
  Presidente che si vada  avanti  nei  lavori  per  come sono stati
  organizzati, in quanto se  una  decisione  è stata presa non vedo
  come l'Aula possa  andare  contro  una  norma regolamentare che è
  stata sancita, è stata consacrata dalla riunione di Commissione.
       Per  quanto  riguarda  la sospensiva, si ripropone lo stesso
  discorso che abbiamo  posto  all'inizio della seduta, in ordine a
  un problema ben  preciso, cioè, se  fosse  ammesso  in quest'Aula
  eliminare la possibilità per un parlamentare che ha presentato un
  ordine del giorno in  linea  con  il  regolamento, cioè  ai sensi
  dell'articolo 124, durante  la discussione generale di un disegno
  di legge, e quell'ordine del giorno è stato dichiarato pertinente
  e concernente la  materia  oggetto  del  disegno  di  legge,  noi
  toglieremmo un  diritto  costituzionale al parlamentare di vedere
  discusso, approvato e respinto quell'ordine del giorno.
       Per cui  io  ritengo che l'articolo 101 non possa applicarsi
  in questa determinata fattispecie.

                   PER UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.  Presidente,  il  mio gruppo non è rappresentato nella
  Commissione   Regolamento,   non  è  regolamentato,  peraltro  il
  Presidente;  in base  all'articolo  6,  ha  facoltà di nominare i
  membri  della  Commissione  Regolamento,  lo  fa  rispettando  la
  rappresentatività dei  gruppi  parlamentari  e  quindi  nulla  da
  eccepire su questo.
       Ma non  è rappresentato, non abbiamo avuto la possibilità in
  qualche  modo  di  evidenziare  la nostra posizione rispetto alle
  questioni regolamentari che sono state poste.
       Le  regole  che  in  qualche  modo  stabiliscono  i rapporti
  politici  all'interno  di quest'Aula non sono regole neutre, sono
  regole politiche e pertanto una questione regolamentare non è una
  questione  tecnica  che  può  essere  in  qualche  modo  chiarita
  all'interno   di   una   Commissione   peraltro  non  interamente
  rappresentativa di tutta l'Aula.
       Sento  l'esigenza  pertanto,  signor  Presidente,  e  non in
  dissenso al  suo  operato, ma in dissenso con il deliberato della
  Commissione  per  il Regolamento, sento l'esigenza di evidenziare
  che  l'articolo  125  del Regolamento è chiarissimo nell'indicare
  quali sono  le  fattispecie che lasciano al Presidente la facoltà
  di ammettere o non ammettere un ordine del giorno.
       Anche nel  caso  in cui vi siano queste fattispecie, per cui
  il Presidente è libero di ammettere o non ammettere un ordine del
  giorno,  il  secondo   comma   dice   che   può   essere  sempre,
  letteralmente, ma può essere proposta la questione pregiudiziale,
  in ogni caso, senza condizione.
       Non  è posta condizione alcuna. Non era necessario convocare
  la Commissione  per  il  Regolamento per il semplice fatto che ci
  troviamo in  una di quelle rare occasioni in cui il Regolamento è
  di  una  chiarezza diamantina, non c'era assolutamente bisogno di
  convocarla, in  altre  occasioni, in cui sarebbe stato necessario
  convocare la  Commissione  per  il  Regolamento,  ciò non è stato
  fatto e questo in qualche modo attiene ai rapporti politici.
       L'articolo 101,  peraltro,  dice che 'prima che abbia inizio
  la discussione  generale  un  deputato  può proporre la questione
  pregiudiziale'; dice   prima  che  abbia  inizio  la  discussione
  generale,  non ponendo alcuna condizione rispetto all'opposizione
  della questione  pregiudiziale,  se  non  al comma 4 dello stesso
  articolo 101,  laddove  si  dice che la questione pregiudiziale o
  quella sospensiva non sono ammesse in occasione della discussione
  di uno  o più emendamenti. Quindi, soltanto ed esclusivamente nel
  caso di  discussione  su  emendamenti  non  può essere opposta la
  questione pregiudiziale.
       Risulta chiaro, da quanto esposto, che la Commissione per il
  Regolamento in  nessun modo poteva forzare questa interpretazione
  che risulta  di  una  evidenza  lampante, in nessun modo  Risulta
  chiarissimo che  la questione pregiudiziale è pensata all'interno
  del  nostro   Regolamento   -  allora  si  può  discutere  se  il
  Regolamento sia giusto  o sbagliato - ma si procede in altro modo
  non  per interpretazioni regolamentari demantate alla Commissione
  per il  Regolamento,  si procede modificando, proponendo a questa
  Aula, appunto,  alla  sovranità  di  quest'Aula  una modifica del
  Regolamento, ma  in  nessun  modo  poteva  essere aggirato questo
  passaggio, proponendo  alla  Commissione  per  il Regolamento una
  interpretazione che  forzasse  una  norma  che  più chiara non si
  poteva scrivere.
       La  questione  pregiudiziale  è stata pensata all'interno di
  questo  Regolamento  esclusivamente  per  dare all'Aula stessa la
  sovranità  rispetto  alla  facoltà  del  Presidente di dichiarare
  ammissibile o  non  ammissibile  un  ordine  del  giorno  e ciò a
  prescindere  anche,  io  aggiungo  anche,  alla  attinenza  della
  materia dell'ordine del giorno rispetto alla legge in esame.
       Aggiungo  soltanto  una  cosa:  che  mi  pare  perfettamente
  legittima la  questione  che ha posto l'onorevole Speziale, io in
  Conferenza  dei  capigruppo  non ho assunto impegni rispetto alle
  questioni pregiudiziale  e,  per quanto mi riguarda, la modifico,
  onorevole Speziale, non una questione sospensiva ma una questione
  pregiudiziale, perché  il  comma  2  della  parte  impegnativa di
  questo ordine  del  giorno  339  recita esattamente come l'ultimo
  comma   dell'ordine   del   giorno   che   è   stato   dichiarato
  pregiudizialmente inammissibile da quest'Aula.
       Quindi,  chiedo,  Signor  Presidente,  che  venga  posta  la
  questione pregiudiziale su quest'ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  prima  di  dare  la parola ad
  altri deputati che  hanno  chiesto di intervenire sull'ordine dei
  lavori, permettetemi  di  esprimere  qualche  considerazione dopo
  l'intervento dell'onorevole  Liotta.
       Già  in   passato,   onorevole   Liotta,   il   suo   gruppo
  parlamentare, su domanda rivolta al Presidente dell'Assemblea, ha
  ottenuto  di  essere  rappresentata all'interno della Commissione
  per il Regolamento.
       Se, anche in questo  caso,  il  suo gruppo parlamentare farà
  pervenire al Presidente  dell'Assemblea  istanza  in  tal  senso,
  avvalendosi  il   Presidente   della   facoltà   consentita   dal
  Regolamento,  procederà  ad   integrare  la  Commissione  per  il
  Regolamento.
       Per il resto, onorevoli  colleghi,  premetto  che  io non ha
  nessuna difficoltà  a  dare  la parola in tal senso all'onorevole
  Fleres e  all'onorevole Nicolosi che ne hanno fatto richiesta, ma
  siamo già  andati  in  Commissione per il Regolamento, ne abbiamo
  parlato in Conferenza  dei  Capi Gruppo, è stato sollevato già in
  Aula,  se  torniamo  ancora  sull'interpretazione....  Non voglio
  dare altre risposte all'onorevole Liotta, perchè ha il diritto di
  esprimere  le   proprie   opinioni,   di   esprimere  le  proprie
  considerazioni,   ma   l'atteggiamento  del  Presidente  è  stato
  comunicato in Aula a seguito del pronunciamento della Commissione
  per il Regolamento.

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio di
  avermi dato  la  parola.  Io  desidero  parlare  sull'ordine  dei
  lavori  riferendomi alle questioni poste dall'onorevole Speziale.
  Perchè,  se  l'argomentazione dell'onorevole Speziale fosse stata
  sostenuta prima  del  pronunciamento  della  Commissione  per  il
  Regolamento e la stessa si fosse pronunziata coerentemente con la
  decisione  della  Presidenza  relativamente  alla  possibilità di
  porre o  meno  la  questione pregiudiziale, probabilmente avrebbe
  avuto ragione l'onorevole Speziale.
       Ma,  il   dato   della  Commissione  per  il  regolamento  è
  in controtendenza  rispetto  a  quella  che  è stata la decisione
  della Presidenza  sui  precedenti  ordini  del  giorno. Perchè la
  Presidenza ha  ritenuto possibile la questione pregiudiziale e la
  Commissione  per   il  regolamento  ha  ritenuto  invece  che  la
  questione pregiudiziale  non  fosse  possibile  sollevarla con le
  argomentazioni che  sono state illustrate all'Aula dal Presidente
  dell'Assemblea.
       E,  poichè - quindi  -  le  fattispecie  di  apposizione  di
  questione pregiudiziale sono  tre, quelle contenute nell'art. 125
  e nessuna delle tre  ricorre  nell'ordine del giorno specifico, e
  adesso spiegherò perchè, io  ritengo  che  si debba andare avanti
  con la discussione di questo ordine del giorno.

     ADRAGNA. E' materia già trattata.

     FLERES. Non è vero, onorevole Adragna.  la materia non è stata
  trattata perchè è stata  posta  a  questione  pregiudiziale, ed è
  stata   ammessa.   La   Commissione   per  il  regolamento  si  è
  pronunciata in maniera  diversa.  Si  ricomincia  dalla pronuncia
  della Commissione regolamento.
       Allora, io non dico che  si  deve  andare  a ripescare i due
  precedenti ordini del  giorno,  che  si  potrebbe  fare onorevole
  Adragna, non lo voglio dire.
       però dico che dopo  la  pronuncia  della  Commissione per il
  Regolamento di ricomincia da lì.

             (Proteste dai banchi di centro e di destra).

     FLERES.   Pertanto,   tra   il   primo   pronunciamento  della
  Presidenza  e  la successiva ripresa dell'Assemblea è intervenuta
  una  decisione  della  Commissione per il Regolamento che ritiene
  improponibile   l'apposizione   della   questione   pregiudiziale
  relativamente  agli  ordini  del  giorno  a  patto  che   non  si
  verifichino  le  tre  fattispecie  contenute  nell'art.  125,  io
  ritengo  che  l'Aula  debba  proseguire  con la  trattazione  del
  medesimo ordine del giorno.
       Le  fattispecie  sono   tre:   "L'argomento   è   già  stato
  trattato".  Non è questo la fattispecie.
       Secondo: "Ci siano  frasi  ingiuriose o sconvenienti". Non è
  questa la fattispecie.
       Terzo:  "Che  la   materia   sia   affatto  compatibile  con
  l'argomento in discussione". Non è neanche questo.
       Intanto non è  "affatto compatibile" ma lo è. E' pertinente,
  e lo è  perché  riguarda entrata, è pertinente perché riguarda in
  parte strumenti urbanistici, per altro contenuti nell'articolo 13
  della legge  finanziaria,  laddove  si  parla  di regie trazzere,
  sanatoria sulle  regie  trazzere  e  quant'altro,  dunque, signor
  Presidente, nessuna  delle  tre fattispecie ricorrenti, enunciate
  nell'articolo 125  ricorre  nel  caso  specifico e dunque, poiché
  c'è stata la  decisione  della Commissione per il Regolamento che
  rimette in ballo l'improponibilità della questione pregiudiziale,
  ritengo che l'Aula  debba  essere  chiamata ad affrontare il tema
  dell'ordine del giorno in questione.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Nicolosi che
  vorrei pregare di essere molto sintetico.

     NICOLOSI. Signor  Presidente,  la  questione assume aspetti di
  delicatezza perché non può (oltre alle cose annunciate che, a mio
  avviso, sono  sacrosante)  essere  rigirata  con  proposizioni  a
  richiami, a mio avviso  non pertinenti. Però è bene che ognuno di
  noi, nel  limite  del  possibile,  si  convinca della correttezza
  dell'impostazione   data   in   Commissione   Regolamento   dalla
  maggioranza e poi comunicato all'Aula.
       L'articolo 124 del Regolamento che dispone e si occupa della
  questione degli ordini  del  giorno,  inizia in questa maniera: I
  comma    "prima    dell'inizio   della   discussione   generale".
  Evidentemente parliamo della discussione generale sulle leggi, su
  argomenti  specifici   che   sta   affrontando,   non  riferibili
  all'ordine del  giorno,  perché  dice:  "prima  della discussione
  generale o  durante  lo  svolgimento  della stessa possono essere
  presentati da  ciascun  deputato ordini del giorno concernenti la
  materia in discussione".
       Cioè  sono   degli   orientamenti,   degli   impegni,  delle
  raccomandazioni che  il  Parlamento ritiene affidare nel contesto
  della discussione  sulla  materia,  alla votazione dell'Aula, per
  raccomandarla al Governo perché avvenga una certa questione.
       Non  salto   l'articolo   125   dove   c'è   l'atteggiamento
  responsabile ed  inappellabile  del Presidente dell'Assemblea che
  può essere,  tuttavia,  rimesso  in  discussione  dalla questione
  pregiudiziale, e  parlo  dell'articolo  126  dove  si dice:  "gli
  ordini del giorno  sono  votati  subito  dopo  la  chiusura della
  discussione generale".
       Guardate che  si  riferisce  alla discussione generale della
  legge o della  materia, rispetto alla quale l'ordine del giorno è
  stato proposto, per cui c'è una conseguenzialità:  la discussione
  generale, l'ordine  del giorno proposto, l'illustrazione da parte
  del proponente, qui il  dato  che un poco stravolge questo iter è
  connesso col fatto  che rispetto al proponente che lo illustra ci
  sono trentacinque interventi.  Questo probabilmente è un elemento
  che impedisce  un  corretto,  vorrei  dire  rapido  svolgersi del
  fatto, dopo di  che  dice:  "gli  ordini  del  giorno  son votati
  subito dopo la chiusura della discussione generale della materia,
  dell'argomento,   non    dell'ordine    del   giorno.   C'è   una
  conseguenzialità rispetto  alla  quale  non esiste un problema di
  pregiudiziale o di  sospensiva  che  non  può essere posta se non
  nella misura in  cui  si  riferisce  all'articolo 125, e il comma
  secondo fa riferimento esclusivamente all'articolo 125.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Speziale a seguito
  del pronunciamento  della  Commissione regolamento comunicato dal
  Presidente dell'Assemblea  ha  posto  la questione sospensiva che
  non può  essere  assolutamente  messa in discussione, appunto per
  quanto comunicato  dal  Presidente  dell'Assemblea, quindi non si
  può porre la  questione  sospensiva.  Può  essere invece posta la
  questione  pregiudiziale  sollevata dall'onorevole Liotta, perché
  il contenuto dell'ordine  del giorno non richiama né il titolo né
  nessun altro articolo  del disegno di legge, per cui la questione
  pregiudiziale  viene   sollevata,   la   presidenza  non  solleva
  eccezione sulla  questione  pregiudiziale,  che è stata sollevata
  dall'onorevole Liotta,  hanno facoltà di intervenire due a favore
  e due contro.

    SULLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  A  favore  della  pregiudiziale
  l'onorevole Cintola  e  l'onorevole  Speziale,  contro  Alfano  e
  Stancanelli. Va bene. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cintola.

     CINTOLA.  Credo,  signor  Presidente,  onorevoli colleghi, che
  l'eplicitazione fatta  dal collega Liotta sia talmente chiara che
  non ho nulla da aggiungere se non che sono favorevole.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà  di  parlare  contro  la pregiudiziale
  l'onorevole Alfano.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  siamo
  contrari alla  pregiudiziale  posta  dall'onorevole  Liotta  e lo
  siamo per alcune ragioni che vorrei illustrare all'Aula.
       In primo luogo  lo  siamo  per una elementare valutazione di
  corretto rapporto parlamentare, perché ho detto in Conferenza dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari e ripeto in questa sede che il
  confronto, seppure in tutta la sua  asprezza, si sta svolgendo in
  modo chiaro e trasparente.
       L'opposizione ha presentato numerosi emendamenti, il Governo
  ha preannunciato la presentazione di un maxi emendamento al quale
  abbinerà la questione di fiducia e  questi  ordini  del giorno si
  ponevano in un percorso complessivamente individuato anche da una
  precedente seduta d'Aula nella  quale erano già stati accantonati
  tutta una serie di ordini del giorno, altri erano stati ritirati,
  altri  erano  stati  votati  immediatamente, senza  alcuna  forma
  ostruzionistica dall'Aula, proprio  in  ragione  della efficienza
  dei lavori parlamentari.
       Il venir meno rispetto  a  quel percorso concordato, sebbene
  scandito da tempi lenti, proprio per  la fase delicata che stiamo
  vivendo, io credo che segni  un  passaggio  negativo nei rapporti
  tra la  maggioranza e l'opposizione, perché  vorrei ricordare che
  ci fu questo passaggio.
       In  secondo luogo  fa  specie  il  fatto  che  la  questione
  pregiudiziale  sia   stata   posta   dall'onorevole  Liotta  che,
  rappresentato   in   Conferenza   dei   Presidenti   dei   gruppi
  parlamentari dall'onorevole  Forgione,  aveva, per il tramite del
  proprio presidente  del  gruppo  parlamentare,  rappresentato  la
  coerenza tra  le  questioni  pregiudiziali poste ed una battaglia
  generale che  il partito dell'onorevole Forgione stava conducendo
  in materia analoga od affine e che per il proseguimento di questi
  lavori parlamentari,  dal proprio gruppo, non sarebbero pervenute
  altre questioni pregiudiziali.
       Cogliamo con  dispiacere  questo  segnale  rispetto a quanto
  affermato in  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
  ed entrando nel merito della materia relativa alla pregiudiziale,
  riteniamo che si  tenda  con quest'ordine del giorno ad acquisire
  nuove entrate  e  ad  intervenire  anche in materia assolutamente
  affine a  quella  urbanistica,  sulla quale la finanziaria, anche
  per il tramite delle norme in materia di usi civici, entra.
       Allora, noi ci chiediamo se tutto  questo  non  è  un  abuso
  regolamentare   che  la   maggioranza   compie   all'interno   di
  quest'Assemblea, giusto per condizionare  il percorso, che ripeto
  è assolutamente trasparente e  visibile,  che  l'opposizione  sta
  conducendo  ai  fini  dell'evidenziazione  del  proprio  dissenso
  rispetto alla legge finanziaria.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, possono intervenire soltanto
  due a favore e due contro.
       Dopo l'onorevole Speziale è  iscritto  a parlare l'onorevole
  Stancanelli e sulla questione pregiudiziale non ci possono essere
  altri interventi. Prego, onorevole Speziale.

     SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  per  evitare che  qualche  collega  del  Polo,  come  è  successo
  precedentemente, possa  poi  parlare a favore dell'emendamento, e
  soprattutto perché  debbo riconoscere, signor Presidente, che lei
  aveva ragione nella  fattispecie,  nel  senso che andava posta la
  questione pregiudiziale,  perché la questione sospensiva va posta
  nel successivo ordine  del  giorno, per cui sono d'accordo con la
  proposta fatta dall'onorevole Liotta.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a  parlare  contro  la  pregiudiziale
  l'onorevole Stancanelli. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  la
  pregiudiziale  che   è  stata  posta  dall'onorevole  Liotta,  fa
  riferimento ad un presunto non collegamento tra questo ordine del
  giorno e il disegno di legge sulla finanziaria.
       Io vorrei  fare  osservare  che  espressamente  l'ordine del
  giorno nella parte impegnativa fa riferimento alla possibilità di
  deroga  agli   strumenti  urbanistici  per  la  realizzazione  di
  ampliamenti per strutture  turistico  alberghiere  pari al 30 per
  cento della cubatura esistente.
       Il disegno  di  legge  chiamato  'Finanziaria' espressamente
  agli articoli 13 e  14  per  come  sono  stati  licenziati  dalle
  Commissioni di merito e dalla Commissione Bilancio fa un espresso
  riferimento alla possibilità  di  sanatorie  ed in particolare la
  lettera b) del punto 2 dell'articolo 13 e l'articolo 14.
       E  fa  questo  riferimento perché  nella  legge  finanziaria
  viene  posta come fondamentale la presenza di  queste  norme,  in
  quanto producono un introito alle casse  della Regione, dovendosi
  provvedere ad una sorta di sanatoria.
       Quindi, nel momento in  cui  l'ordine  del giorno impegna il
  Governo ad emanare delle  norme  che  possano  consentire, per le
  strutture alberghiere, l'aumento  della  cubatura  del trenta per
  cento  e,  quindi,  vi  è  una possibilità di  "sanatoria"  e  di
  introiti per la Regione, io non vedo come si  possa  dire  questa
  sera  che  non vi è un collegamento tra il disegno  di  legge  in
  discussione, fra l'ordine del giorno e tra  quello  che  l'ordine
  del giorno chiede per potere impegnare la Regione.
       Io non sto contestando il Presidente.
       Il  Presidente   ha  posto  un  problema,  ha  accettato  la
  pregiudiziale per come è stata posta dall'onorevole Liotta.
       Io  sto  esprimendo   una  tesi  che  ritengo  possa  essere
  considerata una tesi condivisibile ed importante,  e  chiara come
  dice l'Assessore Crisafulli, per cui io invito l'Assemblea a fare
  questa valutazione ed a considerare la  aderenza  dell'ordine del
  giorno,  così come fra l'altro la Presidenza  aveva  ritenuto  di
  doverla considerare attinente nel momento in cui  in  presenza di
  ben 37 ordini del giorno, si arrivò alla conclusione che soltanto
  7 potevano essere considerati attinenti alla  materia del disegno
  di legge.

     PRESIDENTE. Pongo  in  votazione  la  questione  pregiudiziale
  sollevata dall'onorevole Liotta.
       Chi è favorevole alla  pregiudiziale  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.
       Il Parlamento  accoglie  la  pregiudiziale  sull'ordine  del
  giorno n. 339.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 342

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 342.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA. Signor Presidente,  io  chiedo,  ai sensi dell'articolo
  101,  la  sospensione  per   questo   ordine  del  giorno.  E  la
  motivazione è contenuta nello stesso testo dell'ordine del giorno
  quando  alla  fine  impegna  il  Governo   della   Regione,  cito
  testualmente: "a volere immediatamente provvedere all'esame di un
  citato di disegno di legge che riguarda le  aziende  autonome  di
  soggiorno e turismo".
       Quindi, questo ordine  del  giorno  si  può  tranquillamente
  rinviare, perché a norma di Regolamento la sospensione prevede un
  rinvio della discussione, affrontando poi nel merito il contenuto
  di quel disegno di legge.

     PRESIDENTE. Onorevole Zanna, sono spiacente doverle comunicare
  che la sua richiesta non può essere accolta per due ragioni.
       La prima perché  pone un problema di sospensiva non prevista
  dall'articolo 125 che parla soltanto di questione pregiudiziale.
       L'articolo 101,  per  espressa  decisione  della Commissione
  Regolamento, non è  applicabile nella disciplina dei lavori sugli
  ordini del giorno.
       Il testo dell'ordine  del  giorno  espressamente richiama il
  contenuto della legge finanziaria.
       Quindi, sono spiacente  dirle  che  l'ordine  del  giorno  è
  ammissibile e non può essere sollevata né questione pregiudiziale
  né questione di sospensiva.
       I firmatari intendono illustrare l'ordine del giorno?

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. No,  è  aperta  la discussione generale. Onorevole
  Forgione, lei  può  intervenire sull'ordine del giorno, se vuole.
  Prego cosa intende chiedere?

     FORGIONE. C'è un  ordine  del  giorno  simile,  presentato dal
  nostro Gruppo, a firma Vella. Chiediamo la discussione accorpata.

     PRESIDENTE. E  qual è l'ordine del giorno, Onorevole Forgione?
  E' l'ordine del  giorno  n.  416  "Interventi  urgenti al fine di
  presentare un organico  disegno  di  legge  per  il  riordino del
  settore turistico"?  Quell'ordine  del  giorno è stato presentato
  dopo  la  discussione  generale.  Non  ho  alcuna  difficoltà  ad
  ammettere l'accorpamento con  l'ordine del giorno n. 342, però il
  suo ordine del giorno lei non lo può illustrare.
       Per quanto riguarda l'illustrazione dell'ordine  del  giorno
  n.  342, ci sono deputati che intendono illustrarlo?

     BRIGUGLIO.  Chiedo di  parlare  per  illustrare  l'ordine  del
  giorno.

     PIRO. Assessore per il bilancio e finanze. Onorevole Briguglio
  la pregherei di ritirarlo. Non è ricevibile.

     PRESIDENTE. Onorevole Assessore,  nel  momento in cui l'ordine
  del giorno è stato presentato  nessuno ha sollevato problemi ed è
  stato  giudicato  ammissibile  dalla  presidenza  di  turno.  Non
  compete al Presidente dell'Assemblea rimangiare un pronunciamento
  del presidente della seduta. Vuol dire che lei nell'attimo in cui
  è  stato   giudicato   ammissibile   sollevava  la  questione  al
  presidente della seduta.

     BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se
  bisogna insediare una commissione  speciale  per  il sindacato di
  merito degli atti parlamentari  presentati  da deputati di questo
  Parlamento. Perché se vogliamo  spingerci fino a questo ditecelo,
  ce ne possiamo pure andare,  ve  la discutete e ve l'approvate da
  soli  la  legge  finanziaria.  Io  credo,  signor  Presidente,  e
  spiegherò anche il passaggio  così  tanto  incriminato  di questo
  ordine del giorno, il  quale  è  un  atto  di indirizzo che ha il
  merito  di   sollevare  un  problema,  quello  delle  aziende  di
  soggiorno e turismo.
       Io  partirò  da  lontano,   forse  non  so  se  con  qualche
  disappunto da parte di  colleghi  di  quest'Aula, me ne dispiace,
  avrei preferito pronunciare questo  intervento  in  un  clima  di
  minore nervosismo soprattutto dai  banchi  del  Governo non fosse
  altro perché vorrei  che ci fosse una certa attenzione, così come
  credo che questo  sia  in  qualche modo l'obiettivo a cui ciascun
  parlamentare tende.
       Io credo che  l'ordine  del giorno ponga un problema intanto
  serio e corretto, quello della riforma delle aziende di soggiorno
  e turismo.
       Credo che questo  Governo abbia iniziato male a porsi questo
  problema   quando,  all'indomani  dell'insediamento  del  Governo
  Capodicasa, si  ritenne  di  insediare e di sostituire commissari
  straordinari che  erano stati nominati dal precedente governo con
  dei commissari  ad  acta, quindi con poteri assolutamente ridotti
  che hanno del  tutto  paralizzato  l'attività  di questi enti che
  finora avevano svolto comunque una azione sul territorio.
       E  i  fatti  hanno  dimostrato  che  si  è  trattato  di  un
  provvedimento  motivato   esclusivamente  da  ragioni  di  natura
  politica  per  non   dire   altro   e   non   di  natura  tecnico
  amministrativa,  tanto  è  vero  che  in  alcuni  momenti, ed  in
  particolare  nella  stagione  pasquale  che  è  testé  trascorsa,
  tradizionalmente le  aziende  di  soggiorno  e turismo andavano a
  svolgere una azione  di  promozione  sul  territorio  che non c'è
  stata assolutamente proprio  perché i commissari ad acta che sono
  stati insediati non  avevano  i  poteri di svolgere nessuna delle
  funzioni che si potevano avvicinare all'attività ordinaria.
       Credo che  questo  sia  stato  un  grave errore, soprattutto
  perché sulla esigenza  di andare ad una riforma di questo settore
  e, in  particolare, di ridisegnare le attribuzioni, le competenze
  e lo stesso ruolo  delle  aziende di soggiorno e turismo ci possa
  essere in generale una convergenza.
       Il  problema   fu   avvistato  già  dai  precedenti  governi
  regionali, fu un'azione che si intestò in particolare l'onorevole
  Strano nella qualità  al  tempo  di  Assessore  regionale  per il
  turismo,  il  quale  commissionò  a  un  esperto  dell'Università
  Bocconi di Milano  il  compito di redigere uno studio a beneficio
  dell'amministrazione regionale  nel  suo  complesso che aveva una
  filosofia di fondo che poi fu tradotta anche in disegni di legge,
  che era quella  di  ricomprendere  in qualche modo in comprensori
  quella che era  la  sfera  territoriale  su  cui oggi agiscono le
  aziende di soggiorno  e  turismo  e di ridisegnare la mappa delle
  aziende di  soggiorno  e  turismo  sul  territorio  della  nostra
  Regione in rapporto  a  quelle  che  sono le aree strategiche del
  turismo siciliano.
       L'ordine del  giorno  che  stiamo  discutendo nella sostanza
  solleva e pone  l'attenzione  su questo problema e dà rispetto al
  disegno di legge un indirizzo.  Ecco perché io credo che l'ordine
  del giorno abbia una  forza  e una capacità di analisi che va ben
  oltre la norma del  disegno  di  legge  che si vorrebbe portare a
  ragione della - il  termine  è  stato usato, lo voglio ripetere -
  non ammissibilità  o della irricevibilità addirittura dell'ordine
  del giorno, perché  il  disegno  di  legge della finanziaria dice
  soltanto che si  avviano  le  procedure per la soppressione delle
  aziende di soggiorno e di turismo.
       L'ordine del giorno invece dà  un indirizzo e cioè quello di
  accorpare delle aree territoriali  omogenee,  dei  veri  e propri
  comprensori  turistici  e   di   ricomprendere   nella  sfera  di
  attribuzioni  di  questi  comprensori  turistici  le  aziende  di
  soggiorno nella nuova funzione e  nel nuovo ruolo che si dovrebbe
  in qualche modo immaginare.
       Quindi, non una eliminazione tout cour di questi enti, ma un
  loro rilancio in una funzione nuova e diversa.
       Sotto questo profilo credo  che  l'ordine  del giorno meriti
  non  soltanto  l'attenzione,   ma   anche   un  parere  positivo,
  l'accoglimento da parte dell'Aula  e dello stesso Governo e credo
  che in questo ordine del  giorno  ci  siano  le  ragioni  di  una
  posizione che è degna del  massimo  rispetto da un punto di vista
  sostanziale oltre che da un punto di vista formale.
       Per cui noi vorremmo che questa proposta, al di là di quello
  che  la finanziaria si  limita  a  brevemente  enunciare,  questo
  studio dettagliato che è stato  redatto  e  che non è proprietà o
  pertinenza delle precedenti esperienze  di  governo, sia valido e
  serio che può essere uno  strumento  di  servizio e ausilio anche
  dell'attuale Governo della Regione  e  in  generale  dello stesso
  Parlamento regionale che  noi  con  questo  ordine  del giorno ci
  permettiamo di  sottolineare,  di  ribadirne  la  validità, nella
  considerazione che ci  deve  essere comunque un filo ed una linea
  di continuità anche  fra  i Governi che si succedono nella nostra
  Regione, credo che questo non sia un tema che possa portare a non
  so quali lacerazioni, ma che possa ritrovare un'ampia convergenza
  del Parlamento.

     ROTELLA, assessore per il turismo, comunicazioni e trasporti.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA, assessore per il turismo, comunicazioni e trasporti.
  Signor  Presidente,   solo   per  una  precisazione,  siccome  il
  dispositivo  impegna   il   Governo   della   Regione   a   voler
  immediatamente provvedere  all'esame del disegno di legge n. 870,
  stilato  dal   precedente   Governo   in  collaborazione  con  il
  professore Puddu,  voglio  semplicemente  precisare  che  già  il
  Governo ha adempiuto  a  questo  atto,  ha  persino incontrato il
  professore Puddu, proprio per farsi spiegare in effetti quale era
  il contenuto,  quindi  ritengo  che sostanzialmente possiamo pure
  continuare la  discussione  che  avrebbe  soltanto  il  senso  di
  allungare  ancora   di   alcune  ore  invece  che  cominciare  la
  discussione  importante  sulla  finanziaria,  ma  certamente  non
  arricchirebbe  oltremodo  di  un  atto  che  già  il  Governo  ha
  provveduto ad adempiere.

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole La Grua,  l'Assessore  Rotella  ha detto
  che il Governo ha già provveduto ad esaminare il disegno di legge
  che era stato predisposto dal Governo precedente.

     LA GRUA .  Noi vogliamo altre garanzie, signor Presidente. Tra
  l'altro noi  stiamo  esaminando  l'ordine  del  giorno presentato
  anche da  Rifondazione comunista, quindi sono stati accorpati due
  ordini del giorno, quindi ritengo che sia opportuno discutere.
       Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  abbiamo  visto  che
  nella legge finanziaria il Governo  ha  stabilito che l'Assessore
  regionale ai trasporti ed al  turismo  debba  attivare  entro tre
  mesi  dall'entrata  in  vigore della  legge  finanziaria  che  ci
  accingiamo  ad  esaminare,  le   procedure   necessarie   per  la
  soppressione  delle  Aziende  autonome  di  soggiorno  e  turismo
  dell'Isola.
       Ma questo viene  fatto  senza  che  sia  stato  fatto  alcun
  confronto con gli  operatori  del  settore,  così  "de  plano" si
  dovrebbe procedere  a questa soppressione, il che, indubbiamente,
  è qualcosa che  allarma,  anche se sappiamo che ci sono problemi,
  anche se sappiamo  che le Aziende autonome di soggiorno così come
  sono strutturate  in questo momento non raggiungono perfettamente
  gli scopi per  i  quali sono state create, perché conosciamo bene
  quale è la situazione  di  queste Aziende, che il più delle volte
  hanno disponibilità finanziarie che a stento consentono di potere
  pagare il personale,  però da qui a procedere ad una soppressione
  tout cour delle  aziende ne corre, perché il problema del turismo
  va affrontato in  maniera  razionale  ed  organica  e  non si può
  risolvere il problema  delle Aziende autonome di soggiorno con la
  loro semplice  soppressione,  perché va rivista questa materia, e
  va rivista  perché  vanno  ristrutturate,  va  rivista  una  loro
  collocazione  geografica,   va   esaminata   l'opportunità  o  la
  necessità di  procedere a creare delle aziende comprensoriali che
  abbiano quindi delle competenze che non siano limitate alla città
  a cui fanno riferimento.
       Per esempio basti  pensare  che  ci sono località o province
  che hanno numerose  Aziende  di  soggiorno  e  turismo, mentre la
  provincia di Ragusa,  la mia provincia, non ha nessuna Azienda di
  turismo perché nessun sindaco si è mai preoccupato, nonostante la
  provincia di  Ragusa  abbia  bellezze artistiche, naturalistiche,
  paesaggistiche, monumentali, non si è mai preoccupato di chiedere
  l'autorizzazione   della   creazione   dell'azienda  autonoma  di
  soggiorno.  Questa  situazione,  naturalmente,  è  una situazione
  anomala,  perché  va  rivista  la materia dando la possibilità di
  creare  delle  aziende  comprensoriali  per  quanto  riguarda  la
  provincia di Ragusa, per esempio penserei ad una azienda autonoma
  di  soggiorno che si occupi del barocco e che quindi comprenda le
  città  di  Modica,  di  Scicli,  di  Ragusa, di Vittoria e quindi
  abbiano una strutturazione diversa.
       Ecco perché  è  indispensabile che il Governo dia vita ad un
  disegno di legge  che  affronti,  una  buona  volta per tutti, la
  materia del  riordino  del  turismo.  Allora si potrà fare tesoro
  della precedente  esperienza,  del  precedente  Governo che aveva
  preso in  considerazione  l'argomento dando vita ad un disegno di
  legge attraverso  la collaborazione che aveva chiesto ad un certo
  esperto;  comunque  se  questo  Governo  non  volesse  utilizzare
  questo lavoro  che  è  già  stato  predisposto  e  preparato  dal
  precedente Governo dovrebbe,  a nostro parere, entro tre mesi - e
  qui condividiamo  la  parte impegnativa dell'ordine del giorno di
  Rifondazione  comunista   -  dovrebbe  dare  vita,  ed  è  questo
  l'impegno di noi  chiediamo  che  il Governo assuma, e che l'Aula
  affidi al Governo, di presentare un disegno di legge che consenta
  di rivedere tutta  la  materia  del turismo e di dare un riordino
  effettivo a  questa  importante  materia che riguarda da vicino i
  problemi della nostra Sicilia.

     PRESIDENTE. Mi  scusi,  onorevole  la Grua, io ho necessità di
  capire:  la  forma  usata  per  scrivere  quest'ordine del giorno
  lasciava intendere  -  e  questo  è lo spirito che ha recepito il
  Presidente  dell'Assemblea  -  che  si  chiede  un intervento del
  Governo perché  si  acceleri  l'esame  del  disegno di legge. Lei
  invece adesso,  mi  pare  di  aver  compreso,  chiede  che  venga
  presentato entro tre mesi il disegno di legge.

     LA GRUA . Naturalmente.

     PRESIDENTE. Allora lo spirito dell'ordine del giorno è che lei
  chiede che il Governo sollecito l'esame del disegno di legge.

     LA GRUA . Si Presidente.

     PRESIDENTE. Bene, adesso abbiamo capito.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.   Signor   presidente,  innanzi  tutto  condivido  le
  perplessità    circa   la   formulazione   dell'emendamento   che
  sicuramente  non  ha  i  quattro  requisiti  che  Dante Alighieri
  richiedeva per la lingua che erano quattro principi fondamentali:
  la lingua  deve  aver  principi  aulico,  curiale, cardinale e un
  altro che non ricordo, ce lo dirà l'assessore Morinello che è più
  preparato di  me  in materia; quindi, pur non avendo rispecchiato
  questi principi  che  parecchi secoli fa venivano dettati per una
  lingua quanto  meno corretta, che quindi si potesse attagliare ad
  una  attività  di  tipo parlamentare, certamente coglie nel segno
  nel   momento   in  cui,  anche  alla  luce  delle  dichiarazioni
  dell'onorevole Rotella, rimaniamo piuttosto interdetti perché c'è
  un disegno  di  legge  oggi  all'esame  dell'ordine del giorno di
  questo Parlamento  che  al  primo comma dell'articolo 12 dice che
  "nel quadro generale, entro tre mesi dall'entrata in vigore della
  presente  legge   l'Assessore  al  turismo  attiva  le  procedure
  necessarie  per   la   soppressione  delle  aziende  autonome  di
  soggiorno e turismo dell'Isola"
       D'altro canto, ora si alza l'Assessore Rotella e ci dice che
  il disegno  di  legge  è già stato presentato lasciando intendere
  che lo vogliamo sanare.
       Qui  ci   troviamo   di   fronte   ad   una   situazione  di
  incompatibilità tra  due questioni: quella di una approvazione di
  una legge che  avverrà  a breve che è prevista dall'articolo 12 e
  che dà i  poteri  all'Assessore  di  sciogliere entro tre mesi le
  aziende di soggiorno e turismo e l'altro disegno di legge che non
  si sa  quando  andrà  alle  commissioni  ne  tanto meno all'esame
  dell'Aula in cui si dice che c'è un riordino del sistema.

     CAPODICASA, presidente della  Regione.  anche la legge attuale
  parla del riordino.

     TRICOLI. Si, perfetto, parla  di  riordino però non si capisce
  quale è l'attinenza tra il  disegno  di  legge n. 884, che stiamo
  esaminando,  e quello  successivo  che  esamineremo  in  seguito.
  Questo ordine del giorno non ha più senso nel momento in cui alle
  parole dell'assessore Rotella  non  segue  una logica conseguenza
  che è quella di  presentare  un emendamento soppressivo del primo
  comma dell'articolo 12 e rinviare tutto all'esame di quel disegno
  di legge.
       Altra alternativa  è  che  l'assessore Rotella dice "abbiamo
  adempiuto a  quanto  richiesto  dall'ordine  del  giorno", ma noi
  continuiamo nell'esame  motivo per il quale il successivo disegno
  di legge non  avrà più motivo di venire in quest'Aula, atteso che
  le aziende di soggiorno e turismo già sono soppresse.  Si parlerà
  di altro, ma non si parlerà di aziende di soggiorno e turismo.
       Allora, la linea del Governo  è  quella del disegno di legge
  884 o del disegno di  legge  che  è  stato recentemente approvato
  dalla Giunta di Governo?
       Questo è il nodo  che  dobbiamo  sciogliere.  Perchè  se noi
  sciogliamo  sciogliamo   questo  nodo,  non  possiamo  certamente
  comprendere...

     BATTAGLIA, assessore per  la  cooperazione, l'artigianato e la
  pesca.  Domani.

     TRICOLI.  Ecco, onorevole  assessore  Battaglia,  domani  è un
  altro  giorno.   Quello   che   dobbiamo  discutere  lo  dobbiamo
  discutere stasera.
       E' chiaro quindi che ciò  che  noi  chiediamo  al Governo al
  fine anche di  non  procedere  ulteriormente nell'esame di ordini
  del giorno, sopratutto  perchè  la  questione  è  stata sollevata
  anche  da un'altra  opposizione  che  è  quella  di  Rifondazione
  Comunista, vogliamo capire  qual  è l'intendimento del Governo in
  merito dall'attività legislativa  che  in  quest'Aula deve essere
  svolta.  Cioè se intende  rinviare  tutto il riordino del sistema
  turistico  al  disegno   di   legge   organico  che  andrà  nella
  Commissione di merito e non direttamente alla Commissione finanze
  come è avvenuto invece per  questo  disegno  di  legge, oppure si
  intende continuare con questo disegno di legge e, a questo punto,
  non si capisce  che  cosa voglia dire l'intervento dell'assessore
  Rotella che, certamente,  non  potrà accogliere questo ordine del
  giorno  perchè  nei  fatti  sarà  superato  nel  momento  in  cui
  approveremo questo disegno di legge.
       Credo che il Governo su questo argomento dovrebbe fare un pò
  di chiarezza, anche perchè,  lo  dico  con  molta  franchezza, in
  Commissione bilancio chi  ha  assistito ai suoi lavori certamente
  non da Alleanza nazionale nè da Forza Italia sono stati sollevate
  perplessità sulla soppressione  di  questi  enti,  ma perplessità
  sono state  sollevate  dall'autorevole  capogruppo  dell'UDR  che
  appunto ha sollevato  delle perplessità, ha chiesto ripetutamente
  informazioni e notizie circa  la  sorte  dei dipendenti di queste
  aziende.

     GRANATA.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  ne ha facoltà.

     GRANATA.  Ritengo che  la  formulazione dell'ordine del giorno
  più aderente alla realtà  e  quindi  all'efficacia sia quella del
  gruppo di Rifondazione comunista  perchè  noi  ci troviamo oggi a
  dover  parlare di  questo  problema,  della  riorganizzazione  di
  questo settore, senza  conoscere  ciò  che  nella  Finanziaria  è
  contenuto come impostazione  del  Governo.  Quindi,  è chiaro che
  l'auspicio che si esprime attraverso  un ordine del giorno che ci
  sia un riordino del settore,  ma  senza  la conoscenza di ciò che
  viene contenuto nella  Finanziaria non possiamo ritenere di poter
  valutare  un  provvedimento   che  non  conosciamo,  almeno  come
  Parlamento.
       Detto questo, una rapidissima riflessione la volevo fare.
       Quando  si  è   provveduto   alla   nomina   dei  commissari
  straordinari  delle  aziende  turismo  da  parte  del  precedente
  Governo,  ci fu una  polemica.  Voglio  ricordare  che,  in  modo
  particolare nel settore è molto  forte anche in questo settore la
  cosiddetta, ecco lo dico  anche  in  termini  positivi, per usare
  un'espressione un pò alla moda, ma è molto forte nel settore come
  in  tanti  altri  settori,   credo   in  quasi  tutti  i  settori
  dell'Amministrazione  regionale,   la   lobi   della   burocrazia
  regionale.
       Cosa successe  all'epoca?  Successe  che, signor Presidente,
  quegli  stessi  funzionari  che  avevano  il  compito  di  dovere
  redigere  gli albi  secondo  i  requisiti  previsti  dalla  norma
  attraverso cui fare le nomine dei consigli di amministrazione che
  andavano finalmente ad  essere  reintegrati, tenevavo bloccato di
  fatto  l'albo   stesso,   non   redigevano   l'albo  e  rendevano
  impossibile    reintegrare    i   consigli   di   amministrazione
  dell'azienda autonoma e turismo.
       Di fatto cioè gli stessi funzionari che sistematicamente, da
  circa 10-15 anni  venivano nominati commissari straordinari delle
  varate aziende erano  gli  stessi  che  avrebbero  dovuto stilare
  l'albo da cui nominare  i  consigli  di  amministrazione e quindi
  rimettere  nel  normale   funzionamento  le  aziende  autonome  e
  turismo.
       Questa è stata una  coincidenza,  noi  riteniamo che non sia
  stata una coincidenza,  perché questi albi, questi nominativi che
  poi passavano da quel filtro che all'inizio di questa legislatura
  tutti noi ci siamo  dati  come  requisiti  per  potere accedere a
  questi albi, erano pronti  ma  quest'albo  non  veniva  mai, come
  dire, stilato.
       Ora,  la  valutazione   che   fa   il  Governo,  credo,  sia
  condivisibile, cioè che bisogna razionalizzare il settore.
       Razionalizzarlo però non significa a mio avviso, ma questa è
  materia  di   discussione,   riordinarlo  e  razionalizzarlo  non
  significa  sopprimere  tout   court  la  funzione  delle  aziende
  autonome e turismo.
       Ci sono certamente  delle  forzature che si sono sovrapposte
  negli anni; ad esempio è incomprensibile come alcune province, ne
  cito una: Messina, abbia  quel  numero di aziende autonome, ma ci
  sono aziende autonome che  sono  come  dire enti esistenti ancora
  prima dell'autonomia regionale  stessa  che  esistono  in  quanto
  identità precise, addirittura dai  primi del secolo, parlo di 3 o
  4 di queste aziende autonome, allora è chiaro che quella funzione
  specifica di quella azienda andrebbe salvaguardata.
       Allora, la nostra  impressione  è  che  il  Governo dovrebbe
  impegnarsi a razionalizzare il settore, a farlo secondo una legge
  di riordino dello ...  di razionalizzazione dello stesso, e farlo
  attraverso quindi non  soltanto una eliminazione delle strutture,
  ma attraverso una chiarezza  di  ciò  che  si  intende  fare  nel
  delicatissimo settore della programmazione turistica.
       Perché poi tutte le  cose  che  sono avvenute in questi mesi
  hanno ottenuto come risultato il fatto che la Regione siciliana è
  stata quasi completamente assente  se  non  al  BIT  di Milano da
  quelle, e forse era meglio  che  era  assente anche lì, da quelle
  fiere internazionali dove  si  lanciano  le  stagioni turistiche,
  cioè di fatto si  è  depotenziato un organismo che comunque aveva
  sempre funzionato, con delle pecche, con delle contraddizioni, di
  promozioni turistica per la  Regione proprio nella fase in cui le
  grandi fiere internazionali  devono  lanciare il prodotto Sicilia
  sul mercato del  turismo,  queste  aziende  sostanzialmente  sono
  state decapitate e  soprattutto  attraverso  una  nomina,  a  mio
  avviso, errata da un punto di vista di valutazione politica, cioè
  di nominare non  commissari  straordinari  ma commissari ad acta,
  cioè non dotati di  potere  se  non di ordinaria amministrazione,
  cioè in grado soltanto  di  pagare stipendi, di preparare qual si
  voglia   attività    programmatrici   all'interno   delle   fiere
  internazionali.
       Allora la riflessione, come vedete, è molto ampia e tocca un
  settore trasversale in  modo positivo perché tutti siamo convinti
  che attraverso la  razionalizzazione  di  questo settore passa un
  nuovo  disegno di nuovo  modello  di  sviluppo  per  l'isola,  la
  fruizione intelligente di questo tipo di intervento.
       Allora  il nostro auspici  è  che  il  Governo  riordini  il
  settore, lo razionalizzi ma  che  lo  faccia  seguendo una logica
  appunto  di  salvaguardia   di   quelle  che  sono  state  alcune
  esperienze come alcune  aziende  che  erano  precedenti la stessa
  autonomia regionale.

     VELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VELLA. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, nell'accingermi
  a  discutere in linee  molto  generali  gli  ordini  del  giorno,
  ovviamente non voglio entrare  nel  merito  di  quella  che  è la
  problematica legata alle  aziende  soggiorno  e  turismo, ci sarà
  modo  e  opportunità   con   la  discussione  in  finanziaria  di
  approfondire l'argomento.
       Io  ritengo  che sarebbe  stato  molto  facile  per  noi  di
  rifondazione fare un ordine del giorno sulla falsa riga di quello
  che è stato proposto dai  colleghi  del  polo,  se  non altro per
  rimarcare un elemento di caratterizzazione, certamente importante
  per noi di rifondazione  considerata  l'esiguità  del numero e la
  mancata disponibilità di autorevoli consulenti.
       Noi abbiamo fatto un nostro disegno di legge senza ricorrere
  a 200 universitari e  senza andare incontro a spese che sarebbero
  curiosi di capire quali siano stati da parte dell'Assessorato.
       Io ritengo, in  questo  senso invito i colleghi presentatori
  dell'ordine  del  giorno  che  andiamo  a  discutere  a  ritirare
  quest'ordine del giorno ma  ad  accogliere la richiesta che viene
  formulata dall'ordine del giorno da noi presentato.
       Perchè  penso   che  oggi  il  passaggio  che  noi  dobbiamo
  formalizzare al Governo è quello di impegnarsi a presentare entro
  tre mesi un  proprio  disegno di legge perchè è proprio da lì che
  noi dobbiamo  partire  per  capire  qual'è la volontà del Governo
  rispetto alla  necessità  di  puntare  al  riordino  del  settore
  turismo;  secondo  se  questo  Governo ha la volontà di costruire
  una reale strategia di sviluppo in direzione della nuova politica
  del turismo.
       Penso  che  l'obiettivo  non  possa  che  essere questo e il
  risultato  che  noi  dobbiamo  ottenere  è  quello  di un impegno
  formale del Governo.  Tengo a precisare che l'ordine del giorno è
  stato  proposto  da Rifondazione comunista, ma è stato firmato da
  Capi Gruppo  delle forze di Governo, dall'on.le Mele, La Corte, e
  firmato   anche  da  autorevoli  rappresentanti  delle  forze  di
  maggioranza,  come  il  Presidente  della  III Commissione, on.le
  Adragna, e  come  l'on.le  Zago  che  è  Vice Presidente della IV
  Commissione.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
  che mi  accingo  a  fare è anche per dare risposta ad un incontro
  che  abbiamo  avuto  in IV Commissione su questa problematica. Il
  Presidente  ha ritenuto di invitare anche le rappresentanze delle
  aziende stesse.
       Vorrei ricordare  a  tutti e chi vi parla certamente non può
  non  ammettere  la  propria  poca  competenza  in alcuni e quindi
  assiste agli interventi che vengono fatti. Una delle lacune che è
  stata  espressa  sia  dagli  attuali  funzionati  delle  aziende,
  vennero  anche  rappresentati  dei  sindacati,  la rappresentanza
  degli albergatori  in  quella  qualità  -  l'Uras  -  l'Assessore
  Rotella quel giorno  era  presente e non ebbe molto da obiettare,
  fu detto  esclusivamente  che le aziende negli anni hanno vissuto
  di scarsissime risorse  e, per giunta, il risultato di questo era
  che di fatto  non riuscivano ad esprimere quel ruolo per cui esse
  venivano chiamate. In  conseguenza  di  questo, io non credo e fu
  anche  in   quella   sede  opportunamente  valutata  da  tutti  i
  componenti, che  con una soppressione delle aziende si risolva il
  problema. Il  problema  della  parola  "Azienda di promozione del
  turismo" è rivedere  con  una  nuova  legge,  e  questo era stato
  chiesto in  quell'incontro  stesso al Governo stesso se era stata
  già prodotta  e l'assessore si impegnava a breve a formalizzarla,
  se forse  era  più  opportuno,  vista la delicatezza del settore,
  rivedere con una  norma  più  organica  il  fatto che non si deve
  limitare al problema  delle aziende, ma va molto oltre, perchè il
  problema del turismo  non è soltanto delle Aziende. Quasi tutti i
  comuni, nella  loro  piccola  quota di bilancio, fanno promozione
  per turismo.
       Le Province con l'Apuit fanno del turismo. la Regione fa del
  turismo. tutti fanno  del  turismo  ma, di fatto, non si vedono i
  risultati. Dovremmo, allora, cancellare la normativa sul turismo,
  ma non prendersela  solo  con l'Azienda che forse, se si vuole, è
  stata la più  limitata  nel trasferimento di fondi che la Regione
  negli anni ha dato.
       Si  convenne,  in  quella  sede, che forse era più opportuno
  soprassedere a questo taglio, di colpo, di una realtà che, quanto
  meno, oggi  esiste.  Guardiamo  i  mesi,  i periodi. Fra tre mesi
  saremo  a  giugno,  proprio  nel  cuore ella promozione, anche se
  scarsa, anche  se  non  la  migliore, noi con questa norma che il
  Governo prevede la  tranciamo  in  quanto  in  quei  tre  mesi le
  aziende vanno  soppresse.  Quindi è una responsabilità che si sta
  prendendo un  po' forse troppo questo Governo, di voler tranciare
  di colpo, anche  perché  per le premesse che sono state fatte non
  si  ritiene   che   le  aziende  siano  le  uniche  come  aziende
  responsabili del  servizio che loro non sono riusciti ad offrire,
  buone  responsabilità  ce  le  ha  la  Regione  che  non  ha  mai
  trasferito dei  fondi  sufficienti.
       A questo  punto  credo  che l'ordine del giorno intendendolo
  che il Governo  si  impegna  a  riformulare o a riprendere questi
  disegni di leggi che oggi già sono presentati più il proprio come
  l'Assessore qui  in  Commissione  ha  detto, forse è la soluzione
  migliore. Evitiamo di sopprimere adesso le aziende.  Non facciamo
  dei tagli su  iniziative  che  non  si sa poi cosa può succedere.
  Completo, ho sentito dire che un capogruppo di una forza politica
  ha  posto  un  altro  problema  serio,  ed  è  vero.  Sono  stato
  firmatario con  altri  colleghi di un emendamento.  Che fine farà
  il  personale?   Cioè   ecco,   il  personale  che  oggi  esiste,
  l'inquadramento, tutto  quello  che verrà fuori, ecco forse è più
  opportuno che  il Governo riveda alla luce della soppressione del
  primo comma,  prenda  quest'ordine  del  giorno  come  un impegno
  proprio affinché  sopprimendo  il  primo  comma si dia proprio un
  adempimento completo  ad  una  riorganizzazione di un disegno più
  completo che forse è più opportuno.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDO

     PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ortisi ha chiesto congedo
  per la seduta  odierna.  Non  sorgendo osservazioni il congedo si
  intende accordato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha facoltà.

     AULICINO.   Signor   Presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione,  onorevoli colleghi, avrei sottoscritto quest'ordine del
  giorno anche  perché  in Commissione bilancio su questo argomento
  ho  più  volte  fatto  interventi  nel  corso  della  discussione
  generale e  credo  anche  quanto  abbiamo  affondato  il  bisturi
  sull'articolato  e   in   quella   sede  avevamo  avuto  modo  di
  evidenziare  quanto disorganica fosse complessivamente la manovra
  finanziaria del  Governo  non  soltanto  in  relazione  a  questa
  vicenda dell'Azienda  del  turismo ma complessivamente, la stessa
  proposta di  ticket per l'utilizzazione delle aree attrezzate dei
  parchi, la trasformazione  in S.p.A.  di AST, EAS, al di fuori di
  un disegno  organico.  Tutta  la  finanziaria si è caratterizzata
  all'insegna di  questa  precarietà  di  un  disegno  organico. Il
  Governo Capodicasa  si  è  limitato a prospettare piccole manovre
  senza respiro strategico, questa vicenda dell'Azienda del turismo
  è  una   vicenda   che   non   sottovalutiamo,   siamo   convinti
  dell'opportunità che  in  Sicilia il turismo venga organizzato in
  modo diverso.
       Riteniamo che  il  ruolo  di  tutti  questi  soggetti che in
  qualche modo  hanno  fatto  da  filtro  per  i  flussi  turistici
  promuovendo l'immagine,  cercando  in qualche modo di accreditare
  un prodotto,  magari in modo disarticolato, siamo consapevoli che
  questo  ruolo   non   ha  assolto  ad  una  funzione  decisiva  e
  determinante, tanti  sono  stati  i  limiti  di  questa azione di
  promozione del territorio. Non siamo quindi soddisfatti del ruolo
  di  queste   aziende.  Riteniamo  però  che  prima  di  procedere
  all'azzeramento di  queste  aziende il Governo abbia il dovere di
  proporre un  quadro  complessivo,  organico, una riforma organica
  della presenza  di  questi  strumenti nel territorio, una diversa
  competenza  territoriale,  strumenti  diversi, per questo motivo,
  quest'ordine del giorno ha questo fatto di positivo, cioè cercare
  di  far  riflettere  sull'opportunità  che  sul  turismo  non  si
  commetta l'errore di  vivere  alla giornata, a parte il fatto che
  azzerare le aziende senza avere pensato ad una strumentazione che
  in qualche modo possa sostituire nel territorio questi strumenti,
  a me sembra parziale.
       C'è  legittimamente,  da   parte  del  personale  di  queste
  aziende,  preoccupazione  perché  il  Governo  propone  un'azione
  disorganica, parziale, che  non sostituisce a pezzi di burocrazia
  inefficiente ipotizzando che  le  aziende  siano  state del tutto
  inefficienti, un modello  di burocrazia efficiente che ripristini
  un  più  corretto   rapporto  tra  burocrazia  ed  economia,  tra
  burocrazia  e  cittadini.
       La  grande  questione   della  riforma  burocratica  che  si
  ripresenta   puntualmente    ormai   in   ogni   discussione,   a
  dimostrazione che  l'analisi  che  noi facciamo sull'essenzialità
  che si avvii un'organica  riforma  della burocrazia in Sicilia, è
  un'analisi seria rispetto  alla  quale è bene che quest'Assemblea
  rifletta,   è   l'unica   riforma,   la   nostra,   portata.
       La    riorganizzazione    del    lavoro    nella    Pubblica
  Amministrazione,  la   razionalizzazione   dell'uso  della  forza
  lavoro, una migliore  presenza  nel  territorio  della burocrazia
  regionale,  attraverso   questa   fase   di  decentramento  delle
  competenze sul territorio,  di trasferimento delle competenze sul
  territorio, questo è uno  dei  punti  nodali  che  devono  essere
  attenzionati da qualunque  Governo  la  Sicilia avrà nel prossimo
  periodo.
       Io ritengo,  quindi, che quest'ordine del giorno colpisca un
  obiettivo importante,  quello di fare riflettere sul fatto che la
  Sicilia, specie  in  un  settore  chiave  della  sua economia, il
  turismo  insieme all'agricoltura, insieme al terziario privato, a
  tutte queste attività  collaterali  che a monte ed a valle vivono
  di turismo e  di agricoltura, è uno dei settori portanti.
       Noi  non  possiamo  affrontare  la  grande  questione  dello
  sviluppo turistico in  Sicilia  senza  un  disegno  organico; per
  questo motivo io colgo lo spirito di quest'ordine del giorno, che
  è uno spirito assolutamente  positivo, che tende a far riflettere
  tutti sulla necessità che  in  questi  settori  chiave il Governo
  della Regione abbia una politica.
       Ho motivo di ritenere  che  per  come  è  stata concepita la
  manovra finanziaria del  Governo,  non  soltanto  nell'ambito del
  turismo, ma  complessivamente  noi  dell'opposizione  lo  abbiamo
  sottolineato più volte, non  si  crei una risposta seria a queste
  questioni fondamentali.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
  facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che la
  presentazione di quest'ordine del giorno assolutamente pertinente
  alla materia oggetto del  disegno  di legge in trattazione sia da
  valutare positivamente perché  consente  una  breve, perché brevi
  sono i tempi che il  Regolamento ci concede, una breve analisi su
  quanto è in atto  nell'ambito del settore turistico in Sicilia in
  questo momento.
       Settore turistico che viene  ritenuto  dai  più  e anche dal
  Governo, dalle dichiarazioni programmatiche, un settore trainante
  strategico per la nostra economia  e  che però si scontra con una
  politica di questo Governo che sconta per intero le inadeguatezze
  strategiche e di prospettiva  di  chi  avrebbe  poi il compito di
  riordinare il settore, perché  questi  ordini del giorno e non mi
  riferisco solo a  quello  presentato  dai  colleghi  di  Alleanza
  Nazionale,  ma  anche   a   quello   presentato  da  Rifondazione
  Comunista,  questi ordini  del  giorno, comunque, manifestano  da
  settori  opposti  di  questo  Parlamento  la  sensazione  di  una
  incompiutezza in atto  nella  politica del settore turistico, una
  incompiutezza  che  si   manifesta  nell'assenza  di  un  disegno
  strategico di riordino del settore.
       Vi  è una fascia  che  più  di  ogni  altra  avverte  questa
  difficoltà nel percorso di  rilancio del settore turistico, che è
  quella degli operatori del settore alberghiero così come di tutti
  coloro i quali rappresentano l'indotto del comparto turistico.
       Eppure a  tutti costoro, questo Governo e questa maggioranza
  non sanno fare altro che dire, come dice all'articolo 12 che "nel
  quadro del  generale  riordino del settore turistico, l'assessore
  regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, attiva
  entro tre mesi  dall'entrata  in  vigore della presente legge, le
  procedure necessarie  per  la soppressione delle aziende autonome
  di soggiorno e turismo dell'Isola".
       Ecco, perché  quando  si chiede sostanzialmente di occuparsi
  di un disegno  di  legge  specifico,  come  fanno  i  colleghi di
  Alleanza nazionale, o  quando si chiede, come fanno i colleghi di
  Rifondazione comunista di presentare entro tre mesi un disegno di
  legge dell'intero settore  turistico, non si fa altro che tentare
  di portare a coerenza  e  concretezza un assunto che è una vaga e
  generica manifestazione  di  volontà  contenuta  al  primo  comma
  dell'articolo 12, e che appare tanto più non condivisibile quanto
  più si tenga  in  conto  che  si  gioca sulla pelle del personale
  delle aziende autonome di soggiorno e turismo  e che si gioca una
  partita  che  può  penalizzare  un  settore importantissimo della
  nostra economia quale il turismo.
       E per dire  che  tutto  ciò è frutto di riflessione da parte
  del  centro-destra,   noi  abbiamo  detto  più  volte  che  siamo
  consapevoli  che  probabilmente c'è un frazionamento dell'offerta
  turistica pubblica e dell'intervento turistico pubblico.
       Siamo consapevoli del fatto che probabilmente troppi enti ed
  organismi  si occupano dell'incentivazione turistica. Però, siamo
  altrettanto consapevoli  del  fatto  che un elemento di chiarezza
  rispetto alla  situazione attuale può essere dato solamente da un
  elemento di  riordino generale. Ed allora perché è stata fatta la
  scelta di  affidare  ad  una  norma  generica,  che poi rinvia ad
  un'altra  norma   che  deve  essere  proposta  entro  90  giorni,
  evidentemente, non sanzionabile l'eventuale deroga al termine dei
  90 giorni a questa Assemblea.
       Perché è  stata  fatta  questa  scelta? Io non la condivido.
  Noi non  la  condividiamo.  Lo  manifestiamo  con tutta la nostra
  forza, e  lo  abbiamo  già  detto,  anche  perché  riteniamo  che
  probabilmente le  aziende  autonome  di  soggiorno  e turismo nel
  dedalo e  nella variopinta presenza di enti che si occupano della
  materia turistica  non  siano tra quelli che più hanno demeritato
  all'interno dell'Amministrazione regionale siciliana.
       Ecco perché  noi  sottoponiamo  questo  ordine del giorno al
  vaglio  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  ritenendo  che  il
  Governo, e per esso, l'assessore al ramo, farebbe cosa coerente e
  corretta  se   proponesse   la   soppressione   del  primo  comma
  dell'articolo  12, incardinando presso quest'Aula e presso questo
  Parlamento   un   disegno   di  legge  che  concretamente  faccia
  comprendere qual è l'indirizzo politico verso il quale il Governo
  si rivolge.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Scalia. Ne ha
  facoltà.

     SCALIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sulla
  opportunità,  sull'ammissibilità  di questo ordine del giorno che
  ha la pretesa  di  parlare  e  di far impegnare il Governo su una
  materia e su  un  comparto  che è da tutti ritenuto trainante per
  l'economia siciliana, credo che non ci siano perplessità.
       Peraltro,  l'ultimo rapporto interinale che il Governo della
  Regione ha  appena  pubblicato,  evidenzia  come, per esempio, il
  turismo in  Sicilia  sia,  come  dire,  a livello di assoluta non
  competitività con quanto invece accade nel resto del mondo.
       Si precisava, tra  le altre cose, che per esempio la Sicilia
  in termini di ricezione, di posti letto, tutta la Sicilia ha meno
  della metà di quanto  ha Napoli e meno del 60 per cento di quanto
  ha la sola provincia di Rimini.
       Questi dati,  evidentemente, ci debbono far riflettere sulla
  necessità di dotare questo comparto di una legge che sia organica
  e che tenga  conto  della concorrenza mondiale che questo settore
  ha e che  la Sicilia deve in qualche maniera contrastare se vuole
  inserirsi in  un  mercato che è di grande potenzialità.
       Va anche  rilevato  che  l'investimento  nel  turismo  è  in
  termini  di   investimento   e   posti   di  lavoro  il  migliore
  investimento  possibile.
       Allora, come  dice  di  voler  fare  il  Governo  attraverso
  l'articolo 12  della  finanziaria  che in qualche maniera pone un
  interrogativo serio perché  quando dice che occorre sopprimere le
  aziende di  soggiorno  e turismo cita un comportamento che, tutto
  sommato, potrebbe  anche vederci favorevoli. Quello che invece ci
  lascia perplessi è che non dà via d'uscita rispetto alla semplice
  tout-court soppressione.
       Noi sappiamo come funziona l'organizzazione della promozione
  turistica nella  nostra Isola. Sappiamo che ci sono parecchi enti
  e istituti  demandati  alla  promozione  del  turismo in Sicilia.
  Sappiamo che  spesso si accavallano quelle che sono le competenze
  istituzionali delle aziende di soggiorno e turismo con quelle che
  sono  le  competenze  delle  aziende provinciali per l'incremento
  turistico.   Sappiamo   altresì   che   spesso   gli  assessorati
  provinciali e  comunali  al  turismo  si  occupano  della  stessa
  materia di  cui  si  occupa  l'azienda  di  soggiorno e turismo e
  l'azienda   provinciale   per  l'incremento  turistico,  cioè  ci
  rendiamo conto  che in questa materia c'è grande confusione e che
  quindi   occorre   procedere   immediatamente   non   solo   alla
  soppressione delle  aziende  di  soggiorno e turismo.
       A parte  il  fatto  che vorremmo anche delle garanzie, delle
  norme di salvaguardia rispetto al personale che in questo momento
  con grande  professionalità  svolge  il  ruolo  nelle  aziende di
  soggiorno e turismo.
       Sappiamo che  le aziende molto spesso non sono in condizioni
  di agire nel mercato perché spesso le loro finanze sono a secco e
  spesso la  Regione  provvede  semplicemente  ad  erogare  i fondi
  necessari appena  per il pagamento dello stipendio.  L'azienda di
  soggiorno  e   turismo  di  Agrigento  per  esempio  nei  compiti
  istituzionali che  ha, ha solo quella di organizzare la sagra del
  mandorlo in  fiore.  Per  il  resto  noi  manteniamo  aperta  una
  struttura che  costa soldi in termini di affitto, che costa soldi
  in termini  di  personale  che  non  è  messa nelle condizioni di
  potere svolgere  il  proprio  ruolo.
       Allora, in  buona sostanza, se possiamo condividere in linea
  di principio la soppressione delle aziende di soggiorno e turismo
  siamo altresì  convinti che questa materia deve essere in qualche
  maniera disciplinata con una legge di riordino.  E il riferimento
  che fanno  i  presentatori  dell'ordine del giorno, i colleghi di
  Alleanza Nazionale,  circa  uno  studio che l'Assessore Strano ha
  presentato,  in  buona  sostanza vuole riordinare questa materia,
  far scomparire  le  aziende di soggiorno e turismo e creare delle
  aziende  provinciali  di incremento turistico che assorbono anche
  le aziende  di  soggiorno e turismo.
       Allora,  amici  del  Parlamento siciliano, se siamo convinti
  come penso lo  siamo  e  lo siamo non solo da destra come abbiamo
  avuto modo di notare ma anche da sinistra con l'opportuna ...

     FORGIONE. Estrema sinistra.

     SCALIA. Estrema  sinistra, precisa  il collega Forgione, sulla
  sensibilità di questo  problema,  è  chiaro che non è sufficiente
  che  il  Governo  proceda  alla  soppressione  delle  aziende  di
  soggiorno e turismo ma  che  si  impegni,  ed  è  questo il senso
  dell'ordine del giorno  che  abbiamo  presentato,  ripeto, sia da
  destra che dall'estrema sinistra, per cercare di dare un riordino
  serio a questo comparto  che  non  può  essere  affidato  a delle
  aziende di soggiorno e  turismo  che  per  le valutazioni sia pur
  sintetiche che abbiamo  fatto  poc'anzi,  rischiano di non essere
  assolutamente competitive rispetto  ad un mercato del turismo che
  è in forte  concorrenza.Grazie, e grazie all'Assessore Lo Giudice
  che vedo condividere il mio ragionamento.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Misuraca. Ne ha
  facoltà.

     MISURACA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa
  maggioranza ci costringe ad una attività di persuasione ...

     PIRO, assessore per il  bilancio e le finanze. Non mi è chiara
  la costrizione.

     MISURACA.  Evidente  è la formulazione dell'ordine del giorno,
  evidente poi è la conclusione ...

     PIRO,  assessore  per il bilancio e le finanze. Ma l'assessore
  per il turismo  ha  detto che ha fatto tutto quello che volevate.
  Che volete di più?

     MISURACA.  Onorevole  Piro, l'onorevole Rotella si contraddice
  perché una volta all'interno della finanziaria redige un articolo
  nella  quale  entro  tre  mesi si procede alla soppressione delle
  aziende, poi qui ci viene a dire di avere esaminato con interesse
  il  disegno  di legge, ma dico a distanza di pochi giorni le idee
  non le  ha  chiare. Questo appariva già evidente, onorevole Piro.
  Già nell'esame del  disegno  di legge ci sono alcune parti in cui
  questo  governo  rappresenta  una  soluzione  di  alcuni problemi
  riferiti alla  privatizzazione  e  alla  cessione delle aziende a
  partecipazione   regionale   rispetto   alle  quali  già  noi  in
  Commissione  Bilancio avanzammo un ragionamento rispetto al quale
  dicevamo che siamo d'accordo alla privatizzazione e alle cessioni
  delle aziende,  ma  rispetto  alle  quali  chiedevamo  che  fosse
  prospettato   dal   Governo   un  progetto  di  riorganizzazione,
  certamente  un  progetto  di  organizzazione industriale rispetto
  agli enti  sottoposti  a privatizzazione ed a cessione. Ma questo
  soprattutto nell'ambito  del  comparto del turismo.
       E allora, non  si  capisce  come  si  possa  procedere  alla
  soppressione così  come  previsto  dallo  stralcio del disegno di
  legge n.  884  senza  avere  fatto  uno  studio  sul comparto del
  turismo che,  ripeto  onorevole  Piro,  quando ero Assessore agli
  enti locali  fu  oggetto  di  alcune  conferenze  delle autonomie
  locali le provvidenze da trasferire ai comuni che sono nei bacini
  di utenza  e  sono  interessati  ai  flussi turistici.  Allora si
  individuarono   alcuni   bacini  di  utenza,  ritengo  che  senza
  sviluppare un  argomento ed un studio completo di quelli che sono
  i bacini  di  utenza  dei flussi turistici non si possa pervenire
  alla soppressione tout-court come è indicato nel disegno di legge
  delle aziende provinciali del turismo.
       E  allora,  noi   siamo   per   la   soppressione,   per  la
  privatizzazione, per la  cessione  delle aziende a partecipazione
  regionale, ma,  vivaddio, un progetto industriale, o comunque per
  quelli che  sono gli enti a partecipazione regionale, un progetto
  di attività turistica questa Regione deve pur darselo.
       E  non  vale,  a  mio  avviso,  l'intervento  dell'onorevole
  Rotella che dice di  avere esaminato il disegno di legge proposto
  dall'allora Assessore Strano. Non capisco cosa voglia dire averlo
  esaminato, quali sono gli impegni che questo governo vuole darsi,
  noi siamo rimasti al disegno  di  legge  n. 884 rispetto al quale
  certa è la soppressione delle aziende provinciali del turismo. E,
  se  allora  si  pone   un   problema   di   organizzazione  e  di
  approvvigionamento di quelli che  sono  gli organici e le aziende
  provinciali di turismo, poco  è chiaro il riferimento culturale e
  politico che questo  governo  vuole  darsi  rispetto alle aziende
  provinciali nel loro complesso.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Virzì.  Ne ha
  facoltà.

     VIRZI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, naturalmente
  anche a questo  ordine del giorno è sotteso un discorso di natura
  politica che  abbiamo  già  avuto  modo  di  esprimere  ma che ci
  sentiamo di  ribadire.
       Purtroppo, al termine di questo dibattito restano poche cose
  sostanziali da  dire.  A me interessa fare rilevare un certo tipo
  di oggettivazione  che merita il modo complessivo di procedere di
  questo Governo. Non si legifera con la falce, non si legifera con
  la ghigliottina,  non  si  legifera decapitando, dicendo questo è
  soppresso, quello  lo sopprimeremo, perchè la logica generale che
  sottende  questo vostro castello che definite finanziaria, mentre
  la solita  vecchia  legge  omnibus della Prima Repubblica e della
  prima regione  che vi permette poi di glissare sulle commissioni,
  sul Parlamento,  una volta strappato questo non c'è nessun motivo
  di riunire  il  Parlamento  a discutere di cose serie.  Perchè si
  afferma il  principio  in nome del quale passa un principio molto
  vagamente enunziato  e  non  si  entra  nel  merito, forse perchè
  qualcuno  è  rimasto  sostanzialmente scottato del costo doveroso
  che  si   paga   ad   un'Aula   di   persone   individualmente  e
  collettivamente serie  quando  si presenta, ad esempio, una legge
  come quella  sullo  scioglimento  degli  enti.
       I problemi,  cari  amici,  nascono a fiume.  Non è scrivendo
  che sciogliamo  l'EAS  con  la  tecnica  del silenzio-assenso voi
  avete dato una risposta?  Mi sono sentito dire da qualche collega
  che l'EAS  ad  esempio,  è  un  problema  marginale:  117  comuni
  serviti, metà  del  territorio siciliano, 500 e passa dipendenti,
  carenze   gravissime,   responsabilità   del   passato,  un  atto
  amministrativo, un  ente  istituito  con legge, ed allora? In una
  legge che  vuole sciogliere le Aziende di soggiorno e turismo, le
  quali non  tutte hanno mal funzionato, alcune sono autenticamente
  pezzi di storia  e  di  funzionalità  siciliana, non è il caso di
  indicarle, per  carità,  però  è  agli  occhi  di tutti che certe
  Aziende di  soggiorno  e turismo hanno egregiamente assolto molto
  spesso  da   sole   e   non  ulteriormente  supportate  da  altre
  Istituzioni il  compito  di  rendere  accessibili  i  nostri beni
  turistici e culturali.
       Allora non si può dire semplicemente: "le sciogliamo", ma le
  sciogliamo per fare che cosa?
       E' la stessa domanda che  ho  posto a proposito dell'EAS, la
  pongo su questo medesimo argomento: il personale che ne facciamo?
       Voglio raccontare ai colleghi,  a  tutti i colleghi che sono
  in questa Aula che pochissimi giorni  fa  la  Corte  dei Conti ha
  significato ad alcuni dipendenti  di una certa provincia, che poi
  sarebbe quella di Palermo, che  loro  e  soltanto  loro  hanno il
  trattamento economico di cui  al  contratto  degli  Enti  locali,
  mentre in tutte le altre  province viene adottato il contratto di
  lavoro  dei  regionali: sono tre  persone  a  cui  si  chiede  di
  restituire due anni, rappresentati  da  un  differenziali  che li
  porta da 1.800.000 a 1.200.000 lire al mese.
       Allora ritengo che questa  Aula  tutta  abbia  il  dovere di
  ripristinare la funzionalità degli  arti  attraverso  i quali noi
  esprimiamo  la nostra presenza  politica  in  Sicilia,  sia  pure
  attraverso i pochi mezzi  che  sono  rimasti a disposizione degli
  ultimi Governi che hanno tentato  di  dare un senso alla speranza
  della seconda Regione, ma quel poco  che  c'è non va buttato, noi
  abbiamo il dovere di fare funzionare i pezzi del nostro corpo che
  sono momentaneamente obliterati.
       Questo è il dovere di  una  classe  politica,  non quello di
  dire: ghigliottina, esecuzione sommaria;  e un momento dopo?
       Questa non è politica, così  come  io  mi  sento  da singolo
  parlamentare, credo interpretando  l'animo di molti parlamentari,
  di dire che noi offendiamo l'istituzione del Parlamento siciliano
  nel momento in cui  abbiamo  come  progetto  politico  permanente
  quello di eclissare le  Commissioni di merito, di riportare tutto
  ad una Commissione Bilancio a cui  si  fa  fretta  in una maniera
  incredibile, e poi una volta  l'anno  portare in Aula delle leggi
  che  una  volta  venivano  chiamate  'arlecchino',  'a  pelle  di
  leopardo', 'omnibus'. E poi per un  anno  si  può  anche non fare
  niente. Io appartengo ad  una vecchia scuola politica che passava
  attraverso tutti i partiti in cui  il  gioco del numero legale lo
  faceva la minoranza; abbiamo  scoperto  dai  consigli comunali, e
  questo ancora può valere come  criterio di furbizia, ma fino alla
  massima istituzione regionale, che  è  questo  Parlamento,  ed  è
  mortificante per tutti cari  colleghi  che  adesso  il  gioco  di
  eclissare il Parlamento è il  gioco  della  maggioranza  e  lo ha
  testimoniato   in   questa  Aula   con   i   disegni   di   legge
  onnicomprensivi che presenta e  con  il tentativo di eclissare il
  confronto nelle Commissioni di merito.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Scoma.  Ne ha
  facoltà.

     SCOMA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi, una delle prime mosse dell'attuale Assessore
  per il turismo è stata senz'altro quella di smantellare i vertici
  delle Aziende  che  l'Assessore  Strano aveva nominato poco prima
  della fine del suo mandato.
       Le nomine dei commissari  ad acta manifestano palesemente la
  volontà del nuovo Governo  di  tornare  alla gestione tecnica del
  settore.
       Tornano quindi i funzionari  regionali,  anche  se in questa
  fase  con poteri troppo limitati  ed  un  incarico  a  tempo  che
  certamente non corrisponde  appieno  ai  fini istituzionali delle
  Aziende.
       Ma  nel  progetto  di   legge   per  il  turismo  presentato
  dall'Assessore Strano si prevedeva l'abolizione delle Aziende, da
  destinare  a  strutture   terminali,   di   un'azienda  unica  di
  promozione turistica. Non è  nuova  la  nostra  posizione su tale
  questione, orientata a  suggerire  alle istituzioni competenti la
  massima cautela  e  la  massima  attenzione nei confronti di tali
  strutture che hanno tuttavia svolto nel tempo una insostituibile,
  ad oggi,  attività  di promozione delle risorse del territorio in
  cui esse hanno saputo ben radicarsi.s
       Siamo  tuttavia  convinti  che  la  loro  funzione  andrebbe
  addirittura potenziata pur con le ristrutturazioni amministrative
  necessarie  ed opportune, al fine di non disperdere un patrimonio
  di  esperienza  che  ha  salvaguardato  e  valorizzato  i singoli
  comprensori e quelle peculiarità che stanno alla base di un forte
  e grosso richiamo turistico.
       Il  trend del turismo internazionale mira sempre di più alla
  valorizzazione  delle  specificità locali.  Sarebbe assolutamente
  incongruo,    dunque,    privarsi   di   strutture   che,   sulla
  valorizzazione  delle  specificità  locali,  hanno  incentrato  e
  continuano ad incentrare la propria attività con un patrimonio di
  professionalità e passione che non si può certamente buttare alle
  ortiche  da  un  momento all'altro. Siamo sicuramente certi che i
  commissari  ad acta testé nominati sapranno rappresentare appieno
  il  ruolo delle aziende nell'interesse del turismo isolano di cui
  si   auspica,   ancora   una   volta,  la  definitiva  e  moderna
  ristrutturazione  e  le  nomine  degli  organi statuari ma non un
  lavoro di mera sopravvivenza.
       Ma,  diciamo  la  verità:  probabilmente si vuole celare una
  certa  lentezza  dell'assessorato  al  turismo  e soprattutto una
  certa   difficoltà   di   rilanciare  turisticamente  la  Sicilia
  eliminando  così le professionalità degli operatori delle aziende
  e  trasferendo  gli addetti alle amministrazioni provinciali.
       E i  lavoratori?  che  importa,  probabilmente non importa a
  nessuno. Ma se  è  vero,  come è vero che la Sicilia ha vocazione
  turistica, ben  venga,  ma  presto,  una  funzionale  riforma del
  comparto con  una  gestione  tecnica  del settore trasformando le
  aste in  strutture  terminali  di una azienda unica di promozione
  turistica. A  mio  avviso  la  loro funzione andrebbe addirittura
  potenziata, al  fine  di non disperdere queste risorse umane e le
  strutture soprattutto radicate nel territorio in linea senz'altro
  con l'aumento  del  trend  del  turismo  internazionale  che mora
  sempre di più alla valorizzazione delle specificità locali.
       E poi,  in  generale, l'assenza di iniziative riguardanti il
  prossimo  giubileo.  E'  inaudito  che  non  si  parli  ancora di
  itinerari  turistici  religiosi  per  il  prossimo anno santo. La
  Sicilia  non  potrebbe  che  trarre  vantaggio  dall'afflusso  di
  pellegrini.  Tutte  le  altre  regioni  d'Italia  hanno  da tempo
  programmato  e  pubblicizzato  quello  che  sarà  il  più  grande
  avvenimento di  fine  millennio;  anzi, a tal proposito, si è già
  notata la totale assenza della Regione Sicilia dei più importanti
  appuntamenti internazionali promozionali e di commercializzazione
  del prodotto turistico, quale la fiera di Berlino, di Parigi e di
  Mosca;  manifestazioni  alle  quali partecipano tutti i paesi del
  mondo  e  tutte  le  grandi  ragioni a vocazione turistica. E non
  parliamo  poi  degli  alberghi,  come  è  noto  la priorità delle
  destinazioni   dei   fondi   europei  è  stata  data  alle  nuove
  realizzazioni   trascurando   le   843  strutture  esistenti  che
  abbisognano  di  essere   ammodernate  per  puntare  alla qualità
  dell'ospitalità.  E'  giunta  l'ora  di  dare  corso ad una legge
  organica sul turismo senza mezze misure; senza misure tampone che
  servono solo a mortificare la professionalità degli addetti. O si
  sceglie di continuare a puntare sul turismo, come peraltro questo
  Governo ha  affermato  in  diverse  occasioni,  o  si  smette  di
  navigare a vista.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Petrotta. Ne ha
  facoltà.

     PETROTTA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  bene
  cominciare  a  prendere contatto quella volta che sono passato da
  un  ruolo  ad  un  altro;  ed è bene ancora che questo momento si
  riporti  alla  memoria  di  tutti noi quando, un anno fa, tra gli
  emendamenti,   mentre   svolgevo   il   ruolo  di  Presidente  di
  Commissione bilancio, ho presentato un emendamento che aboliva le
  aziende di turismo e sono stato - se prendete gli atti - quasi da
  tutti aggredito,  come  se  avessi  colpito non so dove, in punti
  vitali, destra  e  sinistra.  Non  riesco  a  capire  come mai in
  questa circostanza ci sono tutte queste manifestazioni dall'una e
  dell'altra parte.
       Un po'  di  serietà io la indìco, sperando quindi che questo
  argomento  delle  aziende  di  turismo  che  non  deve  diventare
  assolutamente un oggetto di trattazione per esaudire i bisogni di
  qualche designazione di soggetti vari ora di questa ora di quella
  compagine, e  l'equilibrio  mio  che  mi  porta  a  dire questo e
  quell'equilibrio  che  ho  manifestato durante l'espletamento del
  mio compito in questi anni passati.  E soltanto quello che dicevo
  allora in  quell'emendamento  era  riferito a due punti, verifica
  corretta sotto l'aspetto dei costi e dei benefici.
       Signor miei,  allora  lo  vedevo  solo  sotto un'angolazione
  forse un  po' limitata,  signor  Presidente, quando si cercava di
  trovare uno dei tanti punti dove risparmiare anche poche lire per
  usarle anche per altre cose più utili.  Ma questo non significava
  abolire un  qualcosa  che  invece  proprio  rifacendomi come ogni
  tanto mi  capita  quando  mi incontro con il Presidente di questa
  Assemblea,    l'onorevole    Cristaldi,   in   quella   relazione
  introduttiva che per  un  verso è stata anche criticata, ma, a me
  fa piacere  oltretutto perchè i riferimenti c'erano e sono pronto
  a ripigliarlo comunque, anzi lo ripiglierò.
       C'è un  particolare  importante. Proprio in quella relazione
  l'80 per cento dei miei passi era proiettato, era diretto proprio
  verso lo  sviluppo  turistico,  uno dei punti fondamentali per lo
  sviluppo di  questa  vostra  Sicilia  che  tutti dite di amare ma
  certamente non come avveniva prima quando si gridava da una parte
  ed adesso  quando stiamo gridando da quest'altra parte perchè noi
  dobbiamo vedere  quali  sono  i  bisogni  della  gente, onorevole
  Stancanelli, ed  i  bisogni della gente in questo minuto non sono
  solo quello di  perdere  qui  ancora la nottata, ma di trovare la
  soluzione anche  delle  aziende di turismo così come diciamo, per
  concludere, indicando  quindi, e certamente adattando il tutto ai
  tempi attuali,  con  la creazione di un organismo che, dicevo qui
  mi rifaccio  anche  all'ordine del giorno non mi ricordo di quale
  compagine, ma  mi  sono  piaciute  le  battute  "creazione  di un
  organismo  snello  e  funzionale,  modernamente  attrezzato", per
  farlo  veramente  funzionare, per garantire enorme vantaggio alla
  Sicilia,  per  garantire  sviluppo, per garantire riduzione della
  disoccupazione.
       Detto  questo, ho  solo  da  dare  indicazione  che  ritengo
  conclusiva, vediamo  se  possiamo  trovare  una  soluzione vera a
  questo ruolo per potere esaudire i vari momenti di bisogno di cui
  ho fatto  riferimento  e  quello che possa concludersi alla fine,
  esaltazione di  quella sicilianità che noi tutti qui cerchiamo di
  rappresentare.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Caputo.  Ne ha
  facoltà.
       Onorevoli   colleghi,   entro   l'intervento  dell'onorevole
  Caputo,  non sorgendo osservazioni, dichiaro chiuse le iscrizioni
  a parlare.

     CAPUTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevoli
  assessore di  questo Governo pro-tempore o pro-medio termine, non
  so  come  si   dice,  credo  che  i  due  ordini  del  giorno  di
  Rifondazione comunista  e  del Gruppo di Alleanza Nazionale siano
  estremamente puntuali  e  affrontano un tema che è stato trattato
  dal novello assessore con grande superficialità.

     ADRAGNA.  Dove è l'assessore?

     CAPUTO.  Non  lo  vedo, ma c'è l'intero Governo rappresentato.
       Dicevo,  signor Presidente, trattiamo un argomento che viene
  affrontato nell'euforia quasi generale, ma non ci si rende conto,
  non so se  è  la  stanchezza  o la disattenzione o tutti e due le
  cose, per  quanto  riguarda  una  parte  dell'Assemblea, la parte
  sinistra dell'Assemblea,  si  affronta  un  argomento  che  è  di
  fondamentale importanza per la Sicilia.
       Tutti noi siamo  convinti,  lo ha detto l'Assessore, con una
  grande proprietà di  linguaggio  in  quel  di  Milano  quando  ha
  presieduto la Conferenza.....

  (alcuni deputati disturbano l'oratore, esprimendo ilarità dai banchi)

        CAPUTO. Non c'è  nulla  da  ridere,  stiamo  parlando di un
  argomento molto  serio  che  coinvolge  il futuro turistico della
  Sicilia e quindi le sorti della Sicilia stessa.
       Dicevo,  l'Assessore  con  grande  proprietà  di linguaggio,
  segno di un  grande  impegno  profuso  in questi mesi all'interno
  dell'Assessorato, quando  ha presieduto la Conferenza stampa alla
  Borsa Internazionale del  Turismo di Milano, con quella frase che
  gli è tanto cara  e che simboleggia la Sicilia l'ha definito "una
  Isola bagnata e  circondata dalle onde del mare.
       Io credo che non  ci  sia  una definizione più poetica e più
  aulica  per  definire   la   nostra  Isola;  il  merito  va  dato
  all'Assessore di  avere  presentato  indubbiamente l'immagine più
  bella e più calorosa della nostra Sicilia.
       Mi spiace solo  che l'Assessore abbia scelto il pubblico dei
  giornalisti e  degli  operatori  televisivi per anticipare quello
  che è -  perché  una  delle  riforme più straordinarie, nel senso
  rivoluzionario non in  senso positivo, di questa nostra Sicilia -
  che è il settore del turismo.
       Ebbene chiunque  ha  avuto  dimestichezza,  chi  come me, da
  Sindaco di Monreale  o  Manlio  Mele  da  Sindaco di Terrasini ha
  avuto modo  di  sperimentare la straordinaria professionalità, la
  capacità   organizzativa   dei   direttori   e   dei   Commissari
  dell'Azienda soggiorno  e  turismo della Sicilia, perché grazie a
  loro sono stati organizzati  le più grandi e le più perfette, più
  riuscite e più apprezzate manifestazioni all'estero.
       Chi come  l'onorevole  Basilio Vella, onorevole Sudano erano
  componenti della  IV Commissione all'inizio di questa legislatura
  hanno avuto modo di  vedere  in quel di Londra come l'Azienda del
  turismo ha presentato  il  tour della rassegna di musica sacra di
  Monreale con una  professionalità  e  una  competenza che è stata
  apprezzata dagli  operatori  turistici  di  tutta  l'Inghilterra,
  compreso il nostro  ambasciatore  italiano  a  Londra,  che  si è
  complimentato con  chi  lavora  per  il  turismo  veramente, ogni
  giorno 18 ore  al  giorno,  nel  silenzio  delle  stanze, senza i
  riflettori ma  con  grande  impegno  per  la promozione turistica
  della Sicilia.
       Io mi aspettavo  da  questo  Governo  che  fra  i suoi punti
  principali, i punti cardine del programma avesse posto la massima
  attenzione al turismo  e  mi  sarei  aspettato  e mi aspettavo, e
  forse anche adesso  mi  aspetto, che  il riordino del settore del
  turismo, che   indubbiamente   va  reso  adeguato  alle  maggiori
  esigenze, alle  maggiori risposte che si attende l'organizzazione
  internazionale del turismo, mi sarei aspettato una...
       Grazie Presidente, le  chiedo  di  potere  recuperare  2 o 3
  minuti che  mi  ha  fatto  perdere  l'onorevole  Forgione. Quindi
  Presidente, mi avvio a concludere.

     PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei deve concludere.

     CAPUTO.    Concludo    immediatamente,    signor   Presidente,
  rispettoso  dei   tempi  e  del  suo  richiamo  autorevole,  sono
  estremamente favorevole  per  l'approvazione di questi due ordini
  del giorno.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Nicolosi. Ha
  facoltà di intervenire.
       L'onorevole Nicolosi rinuncia. L'Assemblea ne prende atto.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        STANCANELLI.  Signor Presidente, onorevole Presidente della
  Regione, onorevoli colleghi,  devo  dire  che mi dispiace che non
  sia presente in  quest'Aula l'Assessore per il Turismo, perchè il
  dibattito di questa sera ha avuto un tono elevato, ma sicuramente
  ci ha fatto  scoprire  l'utilità  di quest'ordine del giorno alla
  luce delle  dichiarazioni  dell'Assessore per il Turismo il quale
  ha chiaramente detto, nel  suo  breve  intervento,  che aveva ...

        (Fa il suo ingresso in Aula l'Assessore per il turismo)

     STANCANELLI. Ecco  è  arrivato  l'Assessore per il Turismo....
  Dicevo, l'Assessore  aveva  dichiarato  di  aver  ben recepito il
  disegno di legge  del  precedente governo, tanto è vero che aveva
  sentito  il  bisogno   di   farselo  spiegare  da  chi  lo  aveva
  predisposto.  Questo  denota  l'attenzione che l'Assessore per il
  turismo  di  questo  Governo  pone  in  relazione   a  quanto  il
  precedente Governo aveva fatto per ristrutturare il settore.
       La cosa grave è  un'altra.  Dopo  che si è fatto spiegare il
  vecchio disegno  di  legge sulla ristrutturazione del settore, si
  comporta in  maniera diametralmente opposta nel senso che, invece
  di ristrutturare e di dare una legge organica, invece di attivare
  le procedure per  avere una legge organica, di colpo presenta, ed
  è favorevole, un disegno di legge in cui si eliminano le Aziende.
       Allora delle due l'una:  o  si  se  l'è fatto spiegare e non
  l'ha capito, o  ha  detto,  in  quest'Aula,  qualche cosa che non
  risponde a verità.  Perchè  nel  momento  in  cui  dice di averlo
  capito  e l'ha  apprezzato  e  poi  invece  è  favorevole  ad  un
  azzeramento senza sapere e senza collegarlo con quella che doveva
  essere la riforma  di  struttura,  io  ritengo  che  vi  sia  una
  contraddizione.
       Quando noi  interveniamo  in  quest'Aula  e  utilizziamo  il
  regolamento, lo abbiamo detto con molta chiarezza, utilizziamo il
  Regolamento per fare  quello che un' opposizione deve fare quando
  ritiene  che   determinati  percorsi  politici  non  siano  stati
  rispettati  e  io   non   mi   vergogno   di  dire  che  facciamo
  "ostruzionismo", ed è  inutile nascondersi dietro il dito, non mi
  meraviglio che  l'opposizione  ell'estrema sinistra si rammarichi
  perchè forse gli abbiamo tolto  la "palma" dell'ostruzionismo, ma
  lo stiamo facendo;  perchè  lo  stiamo  facendo.  Vero  è  che lo
  facciamo per motivi regolamentari e politici, ma, stiamo mettendo
  in luce quelle che sono le contraddizioni all'interno del Governo
  e nei comportamenti  che  i singoli assessori o qualche assessore
  pone in essere in questo governo.
       Ecco perchè io non mi scandalizzerei molto per come vedo che
  hanno fatto, sopratutto questa sera, tanti esponenti del governo,
  della maggioranza che  si  strappano  i  capelli  - quelli che li
  hanno -  perchè  questa  opposizione  -  qualcuno  l'ha  definita
  addirittura in  maniera  quasi  offensiva,  si continua a parlare
  fino all'una, le due  di notte per esporre le proprie ragioni - è
  l'unico strumento che  ci  rimane  alla luce di quello che questa
  legge finanziaria che  è  collegata a quest'ordine del giorno, ci
  consente di fare.
       Perchè se passa,  e  ritengo che alla fine passerà, perchè i
  numeri sono numeri, e  alla  fine  avete la maggioranza e la fate
  passare, si tratta  di  un  disegno  di  legge  che  praticamente
  annulla il ruolo  del  Parlamento  nella maggior parte degli atti
  amministrativi.
       Vi rendete  conto che questa battaglia che state criticando,
  che stante  sbeffeggiando  anche  in relazione agli atteggiamenti
  che io vedo questa sera in Aula, questa battaglia forse servirà a
  far capire a  qualcuno  che    questo Parlamento vuole continuare
  ad essere un  presidio  dove si discute delle cose della Sicilia,
  oltre a quelle fatue  che  in  questi  giorni  si  sono dette.
       Io ritengo che  questa  sia  una  battaglia  dove sono stati
  fatti gli interessi non del Polo, del centro-destra, non soltanto
  della  coalizione   del   centro-destra,  ma  nell'interesse  dei
  siciliani e  nell'interesse  delle altre forze politiche che oggi
  sono al Governo ma  che  stanno  mettendo  in opera un disegno di
  legge quale  quello  della  finanziaria  che  forse,  se passerà,
  annullerà quelle che sono le prerogative di un libero Parlamento.
       Questo   è    quello    che    vogliamo   attenzionare   con
  l'atteggiamento che non  mi  vergogno o ci vergogniamo a definire
  ostruzionistico ma  che  è  indispensabile  per  far  capire, per
  esempio all'onorevole  Piro,  che vedo che guarda con attenzione,
  che è stato l'alfiere in quest'Aula di memorabili battaglie, come
  mi dicono e  come ho appreso personalmente e ho apprezzato...  mi
  riserbo  nella   dichiarazione   di   voto  di  definire  il  mio
  ragionamento.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
  facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  questi  ordini  del  giorno  di  cui stiamo parlando meritino una
  maggiore attenzione e una minore aria di sufficienza da parte del
  Parlamento  perché  affrontano  una  problematica che è stata più
  volte annunciata di cui diversi gruppi parlamentari, a parole, si
  sono fatti  carico  ma che poi nei fatti non è ancora approdata a
  nessuna  conclusione.
       Perché  dunque  l'ordine del giorno?  Per stabilire un punto
  fermo rispetto alla  volontà  del  parlamento  di procedere ad un
  riordino e se  è  necessario  ad  uno  scioglimento delle Aziende
  soggiorno e turismo  che  un  dato  l'hanno comunque stabilito in
  questa nostra  regione,  hanno  sprecato centinaia e centinaia di
  milioni, decine di miliardi non per produrre un maggiore afflusso
  turistico nella  nostra  regione  ma  per organizzare sagre delle
  olive,  del  pane  condito,  della  pizza,  del  pesce  fritto  e
  quant'altro contribuendo  così  a  partecipare alla sagra, questa
  sì, dello spreco che  è  stata costruita in alcuni casi da alcuni
  Sindaci festaioli,  ma  in  realtà del tutto ininfluente rispetto
  all'incremento turistico  che  è  alla base degli obiettivi delle
  aziende di  soggiorno  e turismo.
       Ovviamente,  onorevoli colleghi, non desidero generalizzare.
  Lungi da me di  voler  generalizzare  ma non c'è dubbio che nella
  media purtroppo  questo  è  stato  l'utilizzo  delle  Aziende  di
  soggiorno e turismo.  Non  c'è  stato  un  coordinamento, non c'è
  stato un collegamento  tra  loro, non c'è stata una sintesi delle
  iniziative,  non  c'è  stato  un  circuito  che  si  è  venuto  a
  determinare sulle  diverse attività che sono state compiute, ogni
  azienda ha fatto, come  si  dice, Repubblica a se e ha operato in
  maniera  disgiunta,   scollegata,   disarticolata  e  dunque  non
  produttiva rispetto agli  obiettivi  che si è proposta, posto che
  gli obiettivi se li sia proposti, perché  nella maggior parte dei
  casi invece obiettivi  programmatici  non  ce ne erano, si andava
  avanti navigando a  vista,  non si è costruito un percorso comune
  che conducesse ad una politica sinergica a favore dell'incremento
  turistico e dunque i risultati sono stati molto minori rispetto a
  quelli potenziali che si potevano venire a determinare.
       E dunque non c'è  dubbio  che un disegno di legge portato in
  Aula  dal  Governo   o  se  ce  ne  sono  depositati  dai  gruppi
  parlamentari, non  potrebbe  che  essere  salutato con favore dal
  parlamento  stesso   nella   misura  in  cui  lo  stesso  appunto
  stabilisce una nuova  modalità  di approccio al problema e indica
  una articolazione  più  omogenea  con  i  risultati  delle azioni
  che...vengono promosse  e  che vengono realizzate.
       E dunque anche se  ci rendiamo conto che un disegno di legge
  ha bisogno dei  suoi  tempi,  ha bisogno di essere maturato nelle
  commissioni di  merito,  ha  bisogno  di  essere  approfondito in
  Commissione Finanze  relativamente  alle  norme di spesa che esso
  introduce, siamo convinti che l'Aula debba poterlo affrontare con
  certezza sui tempi  e  con l'impegno del Governo di agevolarne la
  discussione, perché  se  poi  invece  un  tema  di  questa natura
  dovessimo ritrovarcelo  all'interno di una legge calderone con un
  dibattito  di   natura  forzata,  con  una  serie  di  iniziative
  approssimative che  non  consentono un approfondimento di un tema
  così complesso  e  così  articolato,  sicuramente ci troveremmo a
  disagio.  E  dunque,  signor  Presidente,  onorevoli colleghi, mi
  accingo a concludere,  essendo  quasi  trascorso  il  tempo a mia
  disposizione, desidero dire che su questi ordini del giorno per i
  quali pronunzierò successivamente la mia dichiarazione di voto, e
  su l'uno,  e sull'altro, credo che siano assolutamente pertinenti
  ed assolutamente  condivisibili  nello spirito perché  pongono un
  problema che è  serio,  e lo mettono all'attenzione dell'Aula per
  stabilire un punto fermo.

     PRESIDENTE.  Si  procede alla votazione dell'ordine del giorno
  n.  342  a firma degli onorevoli Briguglio, Stancanelli, Tricoli,
  Strano e La Grua.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  presidente  della  Regione. Signor Presidente, io
  chiedo che l'ordine del giorno venga accantonato.

     PRESIDENTE.  Non  sorgendo  osservazioni  l'ordine  del giorno
  viene accantonato.
       Si passa alla  votazione  dell'ordine  del  giorno n. 416, a
  firma degli onorevoli Forgione, Liotta ed altri.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  ovviamente   anche   per   questo   ordine   del   giorno  chiedo
  l'accantonamento.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA  GRUA .  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io intendo
  manifestare il mio dissenso e quello del mio gruppo contro questa
  richiesta  del  Presidente  della  Regione, quindi, noi non siamo
  d'accordo.  Ho  chiesto  di  intervenire soltanto perché  rimanga
  traccia di questo nostro dissenso.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non
  capisco  su  quali  basi poggi  la richiesta del Presidente della
  Regione, perché  non  è  che  c'è  una  parte,  e  poi non si può
  discutere  per  parti,  se  ci  fosse  una  parte  dell'argomento
  trattato,  accantonato, non valutato, beh, allora si può dire...,
  ma qui  siamo al voto di un ordine del giorno discusso ampiamente
  dall'Aula, rispetto  al  quale non capisco la logica, non so se e
  in   che  misura  sia  una  proposta  che  possa  essere  accolta
  dall'Assemblea.
       Per carità - come lei sa - quanto da lei deciso non sarà mai
  messo  in  discussione   da   me,   però  se  da  un  lato  trovo
  probabilmente  eccessivo   il   ricorso   a  discussioni  che  si
  protraggono nella  notte  intorno  ad  argomenti  che  pure  sono
  importanti, beh,  trovo  tuttavia,  vorrei  dire  in qualche modo
  pretestuosa la  richiesta  di  accantonamento del voto, essendosi
  conclusa la fase della discussione. Se ci fosse, se il Presidente
  della Regione  potesse  indicare  l'articolo  del Regolamento che
  consente di accantonare un argomento mentre lo si sta portando in
  votazione,  potremmo   anche   meglio  considerare  legittima  la
  richiesta avanzata.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 1.20, è ripresa alle ore 1.22).

     PRESIDENTE.   Il   Presidente   della   Regione   ha   chiesto
  l'accantonamento dei  due  ordini  del giorno n. 416 e n. 342.
       La richiesta  è  affidata  al  pronunciamento del Presidente
  dell'Assemblea, il quale ritiene che non ci siano motivi ostativi
  all'accantonamento,   tenuto  conto che, comunque, gli ordini del
  giorno dovranno essere  votati  e,  quindi,  la fase eventuale di
  dichiarazione di voto è semplicemente rinviata.
       Quindi,  accolgo la richiesta di accantonamento avanzata dal
  Governo per gli  ordini  del  giorno n. 416 e n. 342, che saranno
  posti in votazione, ed  ad eventuali dichiarazioni di voto, in un
  momento successivo.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si passa all'ordine del giorno n. 356.

                   PER UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  io credo che l'ordine del giorno
  ponga una questione,  diciamo,  pregiudiziale, perché non mi pare
  che sia assolutamente  pertinente alla materia che noi abbiamo in
  esame.
       Non capisco cosa  c'entri impegnare il Governo della Regione
  alla trasmissione allo  IERT  di  pratiche ed argomenti.
       Mi  pare,  assolutamente,  estraneo  alla  materia  che  noi
  abbiamo all'esame,  per  cui  pongo  una  questione pregiudiziale
  circa l'ammissibilità dell'ordine del giorno.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale, la sua richiesta è respinta,
  in quanto l'ordine del giorno affronta una materia esplicitamente
  trattata nel disegno di legge e specificatamente all'articolo 26.
  Quindi la materia è attinente.  Articolo 26, riguarda i POP.

     CRISAFULLI, assessore alla Presidenza.  No, no, non riguarda i
  POP.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                     PER UNA QUESTIONE SOSPENSIVA

     CAPODICASA, presidente  della  Regione.  Signor Presidente, io
  credo che ci sia  un  problema di approfondimento, da parte della
  Presidenza,  degli  ordini   del  giorno  che  vengono  posti  in
  discussione.
       Era  già   evidente   sull'ordine  del  giorno  che  abbiamo
  accantonato, e mi pare  che  lo  sia altrettanto su questo ordine
  del giorno, in cui si  tratta di pratiche...
       Nel POP, non  credo che si possa interpretare l'aderenza con
  la materia trattata  col  fatto che ricorre una stessa parola nel
  testo con una parola dell'ordine del giorno.
       Il problema è su cosa  si  chiede e si impegna il Governo in
  rapporto a ciò che il testo del disegno di legge propone.
       Mentre nel disegno  di  legge  si  parla  di disciplinare la
  materia relativa all'utilizzo  dei fondi, qui si parla dell'invio
  allo IERT - che poi  non  si capisce neanche che cosa sia, esiste
  l'IRT, quello che io conosco  è l'IRT non lo IERT, ad ogni modo -
  l'invio di pratiche  allo  IERT, allo IRT, che non c'entra niente
  con la programmazione dei fondi del POP.
       Per  cui  io  credo,  signor  Presidente,  che  ci  sia  una
  questione di  approfondimento,  diversamente  devo dedurne che si
  tratta di una  forzatura.  Parlo dai banchi di Governo non vorrei
  addentrarmi oltre  nell'esaminare  la materia.  Vorrei dire però,
  Presidente,  il  Governo  pone  una  questione  sospensiva  della
  trattazione  dell'ordine  del  giorno  tenuto  conto  che  mentre
  l'interpretazione della  Commissione Regolamento ha affrontato la
  questione relativa  alle  pregiudiziali  e  la  Presidenza  si  è
  orientata a dare  corso ad una interpretazione che, per quanto si
  possano avere perplessità  e  dubbi  da  parte  di ognuno di noi,
  tuttavia tende a  preservare il diritto del parlamentare a vedere
  trattato un ordine del  giorno,  a mio avviso, anche questa è una
  interpretazione che  non  corrisponde  al  Regolamento,  lasciamo
  stare se è  corretta, giusta o sbagliata.
       Per quanto  riguarda la questione sospensiva il problema non
  si pone perché la  sospensiva  altro  non chiede che il rinvio ad
  altra occasione, ad  altra  seduta o ad altro momento dell'ordine
  del giorno quindi non  va a ledere il diritto del parlamentare di
  vedere trattato il proprio  ordine  del  giorno.
       Io non  so  se  la Commissione Regolamento nell'esaminare la
  questione della  pregiudiziale abbia esaminato anche la questione
  relativa alla sospensiva, non ero presente e quindi, ma a me pare
  improponibile una  analogia,  un  trattamento  analogico  tra  la
  questione pregiudiziale  e  la  questione  sospensiva.
       Quindi  io  credo  signor  Presidente  che,  in  ogni  caso,
  ponendosi da  parte  del  Governo  la questione sospensiva, debba
  essere riconosciuto  questo  diritto.  Va da sè signor Presidente
  che c'è un diritto  del  parlamentare,  ma  mi pare che ci sia un
  diritto del Parlamento che vada garantito.
       Per questa  ragione,  signor  Presidente, pongo la questione
  alla sua attenzione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente  della  Regione,  onorevoli
  colleghi, la questione  è  stata  già affrontata in altro momento
  della seduta,  e  il  Presidente dell'Assemblea ha anche riferito
  non soltanto l'andamento dei lavori della Commissione Regolamento
  ma anche il  travaglio  che  la Commissione Regolamento ha subito
  per potere arrivare  ad un certo pronunciamento.
       Qui non si vuole  dire che c'è certezza assoluta di quanto è
  stato  stabilito   dalla   Commissione   Regolamento,  perché  la
  Commissione Regolamento  ha evidenziato comunque l' opportunità e
  la necessità che  nel  momento idoneo si dovrà procedere comunque
  ad una  specificazione  di  certe  parti  del  Regolamento.
       Sulla questione  degli ordini del giorno si è tassativamente
  pronunciata dicendo  che  la materia è disciplinata dall'articolo
  125, ed ha  stabilito  che  può  essere  sollevata  la  questione
  pregiudiziale sugli  ordini  del  giorno quando si verificano uno
  dei tre casi che sono stati più volte qui dentro detti.
       Ma al tempo  stesso,  in altro momento della seduta ho anche
  detto che,  avendo  la  Commissione  Regolamento  chiarito che la
  materia degli  ordini  del giorno era regolamentata dall'articolo
  125, non poteva  essere  sollevata  sugli  ordini  del  giorno la
  questione  sospensiva.
       Ci troviamo  quindi di fronte alla questione pregiudiziale e
  debbo dire che  mentre  ho accolto la questione pregiudiziale per
  altri ordini del  giorno ed ho legittimato, per quanto il termine
  sia eccessivo,  anche  il comportamento di altro Presidente della
  seduta - che a  mio  parere correttamente ha operato - debbo dire
  che su questa  materia,  proprio  su questo ordine del giorno c'è
  uno  specifico   richiamo   all'articolo  26.  Mi  permetto  fare
  osservare che non  solo  è  attinente la materia ma, addirittura,
  qualora fosse  stato  presentato  un  emendamento,  sarebbe stato
  compatibile. La  materia deve essere in qualche maniera collegata
  al  contenuto  del  disegno  di  legge,  qui,  specificamente,  è
  collegata ad u  articolo del disegno di legge, quindi sarebbe una
  forzatura  -   mi   permetto  dire  con  tutta  umiltà  onorevole
  Presidente della Regione - se io addivenissi ad una richiesta che
  in qualche maniera sarebbe una violazione regolamentare.
       Io  mi  rendo conto, onorevoli colleghi, che la situazione è
  tesa, che ci sono argomentazioni particolari e legittime dall'una
  e  dall'altra  parte,  ma vorrei dirvi che è un binario sbagliato
  quello, comunque, di  affidare  ad  interpretazioni regolamentari
  questioni che sono soltanto di carattere politico.
       E mi rendo anche conto che se non si trovano soluzioni tutti
  chiederanno  di intervenire per dichiarazione di voto sull'ordine
  del  giorno 356, poi chiederanno di intervenire per dichiarazione
  di voto su un altro ordine del giorno etc..
       Operando  in  questa  maniera  non  riusciremo a trovare una
  soluzione  né  potrà verificarsi il caso tutto ad  un  tratto  di
  strappar tutto perché  credo che alla fine  anche  il  Parlamento
  debba tenere un suo comportamento.
       Non c'è nulla  di  male se si dichiara che c'è una questione
  di  carattere   politico  che  non  può  essere  risolta  facendo
  riferimento a questioni regolamentari.
       Se  lo  volete fare fatelo e assumetevene la responsabilità.
  Io mi sono permesso di fare un appello ed un suggerimento, se non
  è accolto lo ritiro immediatamente con molta umiltà.
       Onorevoli colleghi, siamo all'ordine del giorno n. 356.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Presidente io  non vorrei che si vada da forzatura a
  forzatura. Io  ho partecipato alla riunione della Commissione per
  il Regolamento,  non  abbiamo  fatto alcun cenno all'articolo 101
  del Regolamento.

     PRESIDENTE. Chi ha  detto  questo?  L'articolo  era il 125 che
  disciplina la questione degli ordini del giorno. E' verbalizzato.

     SPEZIALE. Non è stato fatto alcun cenno all'articolo 101.  Lei
  ha fatto un  riferimento all'articolo 125 per la disciplina degli
  ordini  del   giorno.   Noi  abbiamo  sollevato  un  problema  di
  sospensiva che è previsto dal Regolamento, ai sensi dell'articolo
  101   prima   io   sul   precedente  ordine  del  giorno,  adesso
  autonomamente il Presidente della Regione. E' un articolo che lei
  può tranquillamente leggere o se vuole leggo io al Parlamento che
  si attaglia perfettamente alla materia che noi stiamo discutendo.
  Nel senso che non chiediamo che non venga affrontato l'argomento.
  Chiediamo che l'argomento venga sospeso ed affrontato in un altro
  momento, anche a conclusione della legge finanziaria.
       Non  penso che possa essere precluso al Parlamento così come
  prevede  il Regolamento un voto d'Aula.  Presidente, non possiamo
  più forzare oltre.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale,   io   non   sto  forzando
  assolutamente. La prego cortesemente di lasciare al Presidente la
  serenità di decidere così come ha deciso sinora.

     SPEZIALE. Presidente, con  la  stessa  serenità  che ha lei mi
  deve consentire  che essendo io parlamentare di questo Parlamento
  ed essendo sottoposto  come  lei  al  rispetto rigoroso di questo
  regolamento,  io  voglio  che  le mie prerogative di parlamentare
  vengano tutelate e lei, essendo super partes in questa Assemblea,
  deve tutelare le mie prerogative.
       Nel momento in cui abbiamo posto la questione sospensiva, la
  quale introduce un ordine procedurale che è quello che si rimette
  al voto d'Aula, lei in questo caso deve fare soltanto la funzione
  di  notaio, deve rimettersi al voto d'Aula. Se fa altro, forza il
  Regolamento.
       Io glielo dico in modo chiaro perché sapendo che lei è molto
  attento  all'applicazione  del  regolamento,  le  chiedo  di  non
  forzare.  Segua la procedura prevista. Pertanto,  io  reitero  la
  richiesta di sospensiva su quest'ordine del giorno  e  la  invito
  espressamente e sommessamente di seguire  la  procedura  prevista
  dal Regolamento.

     PRESIDENTE. Onorevole  Speziale,  se  lei  fa riferimento alla
  questione    della    procedura    regolamentare   la   procedura
  regolamentare del Presidente è stata applicata in toto. Se lei fa
  richieste di altra  natura, non è il Presidente dell'Assemblea il
  suo interlocutore.
       L'ordine del giorno è attinente alla materia.
       La Commissione Regolamento ha  espressamente  dichiarato che
  la questione degli ordini del giorno..

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per un chiarimento.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale ha appena finito di parlare.
       Onorevoli colleghi la seduta è sospesa.

        (La seduta sospesa alle ore 1.35 è ripresa alle ore 03.02)

       La seduta è ripresa.

                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     STANCANELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, anche a
  nome  degli  altri  colleghi  firmatari  degli  ordini dei giorni
  numeri  356 e 360, intendo ritirare questi due ordini del giorno,
  che  poi  provvederemo  a  trasformare  in  mozioni.
       Per  quanto  riguarda  gli  ordini  del  giorno accantonati,
  chiediamo che si passi alla votazione e dichiarazione di voto per
  ognuno dei due sarà fatta da un rappresentante del Polo.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, si prende atto del ritiro dei
  due ordini del  giorno.  Si  passa alla votazione dell'ordine del
  giorno numero 416. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     LA GRUA . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA . Esprimo  parere  favorevole.  Dichiareremo di votare
  favorevolmente.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  parere  del  Governo  è
  favorevole.  Pongo  in  votazione l'ordine del giorno numero 416.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero 342 a firma degli
  onorevoli  Briguglio , Stancanelli, Tricoli, Strano e La Grua. Lo
  pongo in votazione
       Il parere del Governo?

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le finanze. Non si può
  considerare assorbito da quello di Rifondazione comunista.

     PRESIDENTE.  Non  è  assorbito,  non è in contrasto, onorevole
  Piro.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo ai
  presentatori se lo vogliono considerare assorbito.

     PRESIDENTE.  Signor  Presidente  della  Regione nel merito lei
  aveva detto che attraverso l'Assessore il Governo...

     CAPODICASA,  presidente  della Regione. Signor Presidente, qui
  si  chiede  che venga fatto un esame del disegno di legge. Questo
  lo   possiamo  fare.  Quindi,  il  nostro  parere  è  favorevole.
  L'avevamo già detto con la dichiarazione dell'onorevole Rotella.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 342.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi,  la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 8
  aprile 1999 alle 11,30, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), e 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

   N. 346  -  Mancato  pagamento  dei  farmaci  forniti  dal  Servizio
      sanitario nazionale  e  degli  ausili  previsti  dall'assistenza
      integrativa alle farmacie  della  provincia  di  Trapani e delle
      restanti province siciliane.
      Croce Antonino; Bufardeci Giambattista; D'Aquino Antonio; Fleres
      Salvatore; Cimino Michele; Grimaldi Ugo.

      Presentata il 1.04.99

   N. 347 - Sfiducia  nei  confronti dell'Assessore per il turismo, le
      comunicazioni e i trasporti.
      Stancanelli Raffaele; Catanoso Genoese Francesco; Aulicino Arman-
      do; Briguglio Carmelo; Tricoli Marzio; Alfano Angelo;   Bufardeci
      Giambattista; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Misuraca Salvato-
      re; Strano Antonino; Cimino Michele; Croce Antonino;   Sottosanti
      Fulvio Salvatore; Fleres Salvatore; Leontini Innocenzo.

      Presentata il 1.04.99

  III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - "Misure  di  finanza  regionale  e  disposizioni  in  materia  di
      programmazione, contabilità  e  controllo"  (n.  884/A-STRALCIO)
      (Seguito)

      Relatore: On. Di Martino

       La seduta è tolta alle ore 03,07 di mercoledì 7 aprile 1999.

        (Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 03,40)