Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 12.58.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare lettura del
processo verbale della seduta precedente, mi permetto cogliere
l'occasione per riferire al Parlamento siciliano della visita,
con una nostra delegazione parlamentare, in Tunisia, visita che
ha consentito al nostro Parlamento di poter interloquire con le
più alte cariche istituzionali di quel Paese.
Abbiamo incontrato il Presidente della Repubblica, il
Presidente della Camera dei Deputati, diversi esponenti del
Governo.
Il Presidente della Repubblica, in particolare, mi ha dato
l'incarico di riferire a questo Parlamento dell'ottimo rapporto
esistente tra il popolo siciliano e quello tunisino ed ha
auspicato una serie di iniziative, da parte del Parlamento
siciliano, presso il Governo centrale e presso l'Unione Europea,
oltre che per le proprie capacità, per tentare di accelerare la
necessità di processi di cooperazione fra i due Paesi e,
soprattutto, tra la Sicilia e la stessa Tunisia.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE
Assessore Territorio
N. 40 - Notizie circa la realizzazione del porto di
Riposto.
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Firmatari:Alfano Angelo; Fleres Salvatore; Basile
Filadelfio; Catania Franco; Cimino Michele; D'Aquino
Antonio; Scammacca Della Bruca Guglielmo; Scoma Francesco;
Vicari Simona
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- La firma degli on.li Fleres, Grimaldi, Pagano è decaduta
a seguito della loro elezione ad Assessori regionali,
avvenuta nella seduta n. 5 del 18 luglio 1996 (50
Governo). - La firma degli onorevoli Beninati, Bufardeci,
Croce, Leontini, Misuraca è decaduta a seguito della loro
elezione ad Assessori regionali avvenuta nella seduta n. 148
del 28-29 gennaio 1998 (51 Governo). - Con nota del
18.2.1998 l'on. Fleres ha chiesto di apporre nuovamente la
firma all'interrogazione.
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ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
- "Integrazioni e modifiche alla legge regionale 12 aprile
1972, n. 32, concernente provvedimenti per lo sviluppo
dell'economia turistica nella Regione siciliana" (n. 907);
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Cimino, Grimaldi, Beninati, Croce,
D'Aquino in data 12 aprile 1999.
- "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
1996, n. 29, concernente norme in materia di autoservizi
pubblici di linea in servizio di piazza" (n. 908);
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Mele, Guarnera, Lo Certo, Ortisi
in data 12 aprile 1999.
- "Disciplina del commercio" (n. 909);
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su
proposta dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca (Battaglia) in data 12
aprile 1999.
- "Provvedimenti per l'autonomia delle istituzioni scolastiche
e le istituzioni scolastiche regionali" (n. 910);
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su
proposta dell'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione (Morinello) in data 12
aprile 1999.
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Erezione in un unico comune autonomo delle frazioni dei
comuni di Belpasso, Camporotondo, Misterbianco e Motta S.
Anastasia con la denominazione di 'Piano Tavola'" (n. 902);
- d'iniziativa parlamentare.
- "Istituzione presso i comuni siciliani dell'ufficio
legislativo e legale" (n. 905);
- d'iniziativa parlamentare.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Regolarizzazione della posizione dei soggetti che risultano
in godimento di fatto di alloggi di edilizia economica e
popolare" (n. 899)
- d'iniziativa parlamentare;
- "Intervento straordinario per il completamento del sistema
dei servizi di base per l'igiene e la tutela del territorio e
istituzione di una Agenzia regionale per l'emergenza
ambientale" (n. 904)
- d'iniziativa parlamentare.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Iniziative a sostegno dell'arte e del folklore dei carri
siciliani" (n. 901)
- d'iniziativa parlamentare;
- "Interventi a favore delle imprese singole o associate che si
prefiggono il recupero e la gestione dei beni culturali" (n.
903)
- d'iniziativa parlamentare.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Modifica al comma 5, dell'articolo 7, della legge regionale
3 novembre 1993, n. 30, relativo ai responsabili delle
strutture sanitarie nei settori sanitari ed amministrativi" (n.
900)
- d'iniziativa parlamentare;
Trasmessi in data 8 aprile 1999.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 3011 - Iniziative per il ripristino della funzionalità
della condotta idrica dei comuni aderenti al consorzio del
Voltano.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
Scalia Giuseppe
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N. 3015 - Provvedimenti per consentire l'accesso alla zona
archeologica del Monte Jato (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
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Caputo Salvino
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N. 3018 - Ispezione presso i Cantieri navali di Palermo
per verificare il rispetto delle norme in tema di sicurezza
sul lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
- Assessore Sanità
- Assessore Industria
- Assessore Territorio
***
Caputo Salvino
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N. 3020 - Provvedimenti per la consegna di alloggi di
edilizia economica e popolare a Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Enti Locali
***
Caputo Salvino
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N. 3021 - Notizie in ordine ai sistemi di conduzione per
l'erogazione dell'acqua potabile.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Sanità
- Assessore Territorio
- Assessore Lavori Pubblici
***
Caputo Salvino
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 3009 -Motivi del mancato avvio del terzo anno del corso
di psicomotricità della Scuola magistrale ortofrenica
regionale (S.M.O.R.), ai sensi del decreto legislativo
27/1/1992 n. 115, che recepisce la Direttiva n. 89/48 CEE.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Maesano Ascenzio Maria Catena
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N. 3010 - Opportuni provvedimenti relativi alle Terme
regionali di Acireale (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
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Catanoso Genoese Francesco
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N. 3012 - Revoca del decreto assessoriale n. 103 del
10.3.1999 e nomina del Commissario straordinario
dell'Azienda autonoma delle 'Terme di Acireale'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Croce Antonino; Beninati Antonino; Alfano Angelo
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N. 3013 - Iniziative per verificare lo stato di
inquinamento ambientale prodotto dagli impianti generatori
di campi elettromagnetici.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
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Cimino Michele
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N. 3014 - Provvedimenti volti a normalizzare gli assetti
delle Aziende autonome per l'incremento turistico della
Sicilia sulla base delle leggi di settore.
- Assessore Turismo
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Zago Salvatore; Oddo Camillo; Pignataro Giuseppe; Villari
Giovanni
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N. 3016 - Accertamenti volti a verificare l'adeguatezza
degli interventi di restauro praticati sui monumenti della
zona archeologica di Morgantina (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
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Forgione Francesco
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N. 3017 - Richiesta di ispezione presso la Provincia
regionale di Palermo in ordine alle procedure adottate per
la sospensione del concorso di bidelli.
- Assessore Enti Locali
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Zanna Antonio
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N. 3019 - Opportune iniziative al fine di garantire i
lavoratori impegnati nelle imprese operanti all'interno
della raffineria Agip Petroli di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Industria
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Forgione Francesco
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N. 3022 - Iniziative concernenti il riordino delle
carriere del Corpo forestale della Regione.
- Assessore Agricoltura
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Zanna Antonio
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ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
N. 336 - Interventi urgenti per la tutela, gestione e
fruizione della riserva naturale orientata 'Lago soprano',
sita nella provincia di Caltanissetta, presso il comune di
Serradifalco.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
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La Corte Gioacchino
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COMUNICAZIONE DI RITIRO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che con nota 7120/CE, pervenuta al
Servizio di segreteria in data 16 aprile 1999, l'onorevole
Giuseppe Scalia ha dichiarato di volere ritirare l'interrogazione
n. 2917 dallo stesso presentata.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione degli
ordini del giorno numeri 335 e 342, sono da intendersi superate,
per identità di contenuto, rispettivamente le mozioni numeri 335
e 310.
Comunico, altresì che, essendo stati dichiarati non
ammissibili gli ordini del giorno nn. 349, 350, 354, 355, 363 e
365, rispettivamente, le mozioni nn. 311, 307, 317, 318, 108 e
292 sono da ritenersi in vita.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazione mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER L'ESAME DI UN DISEGNO
DI LEGGE
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, intervengo
brevemente per chiederle, ai sensi dell'articolo 135, secondo
comma, del Regolamento interno che venga concessa la procedura
d'urgenza per l'esame del disegno di legge n. 909 "Norme in
materia di commercio".
La richiesta trova la sua motivazione nella circostanza che
è prossimo a scadere il termine previsto dal decreto legislativo
n. 114, che assegna alle Regioni un anno di tempo
dall'emanazione dello stesso.
Il decreto legislativo n. 114, come i colleghi sanno, è
stato emanato il 24 aprile 1998. Le Regioni avevano tempo fino
al 24 aprile 1999 per approvare la norma di recepimento.
In verità, questo termine potrebbe beneficiare di una
proroga di sessanta giorni, prevista dallo stesso decreto
legislativo.
Il rischio è che se la Regione siciliana non approva entro
questi termini il disegno di legge, si creerebbe un pericoloso
vuoto normativo in materia di commercio che priverebbe la
Sicilia, ma soprattutto gli operatori commerciali, di un punto di
riferimento legislativo certo.
Le chiedo, altresì, Presidente, se fosse possibile, di
autorizzare, ove il parlamento ritiene di concedere la procedura
d'urgenza, anche la terza Commissione a potere iniziare l'esame
del disegno di legge, trattandosi di norma che non prevede alcun
riferimento a norme di carattere finanziario ed ovviamente un
esame alla terza Commissione senza che lo stesso interferisca nel
normale svolgimento della sessione di bilancio.
PRESIDENTE. Avverto che la richiesta di procedura d'urgenza
sarà posta all'ordine del giorno della seduta successiva.
Presidenza del presidente Cristaldi
SVOLGIMENTO UNIFICATO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
"Svolgimento unificato di interrogazioni ed interpellanze
concernenti lavori di pubblica utilità".
Comunico che l'assessore Papania ha fatto pervenire alla
Presidenza la seguente nota: "Causa sopraggiunti inderogabili
impegni di carattere istituzionale, comunico di non potere
partecipare alla seduta antimeridiana dell'Assemblea regionale
siciliana del giorno 16 aprile 1999."
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto, gli atti ispettivi saranno svolti in un momento
successivo.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del Vicepresidente Silvestro
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 884/A (STRALCIO)
"MISURE DI FINANZA REGIONALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAM-
MAZIONE, CONTABILITA' E CONTROLLO"
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
"Discussione del disegno di legge: ' Misure di finanza regionale
e disposizioni in materia di programmazione, contabilità e
controllo. (884/A - Stralcio)'"
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
"Bilancio" a prendere posto nell'apposito banco.
Ricordo all'Aula che eravamo in sede di discussione
dell'emendamento 1.9.
Comunico che allo stesso sono stati presentati circa 600
emendamenti provenienti da tutte le parti politiche.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che,
in apertura di questa, forse, ultima battuta di discussione di
disegno di legge in oggetto, non ci possiamo sottrarre
dall'evidenziare al Governo ma, in particolare, al signor
Presidente dell'Assemblea, la incongruenza tra quanto previsto
dall'emendamento 1.9, rispetto a quanto già veniva contenuto, in
termini di argomenti, del disegno di legge 884.
In particolare, riteniamo che vi siano una serie di commi di
questo emendamento 1.9 che costituiscono materia nuova, che non
trovavano ingresso nel precedente disegno di legge, che non sono
mai stati esaminati dalle commissioni e che comportano, in alcuni
casi, un'ampia riforma legislativa di alcune materie e in altre,
addirittura, interventi finanziari che rischiano - sfuggendo ai
controlli che solitamente vengono posti dal legislatore, dal
regolamento assembleare a tutela dell'articolo 81 della
Costituzione e, quindi, della copertura finanziaria - di essere
devastanti sotto il profilo degli effetti finanziari.
Mi riferisco in particolare ai commi: dal 9 quinquies al 9
decies; mi riferisco, altresì al 10 sexies, 12 quater, 12
quinquies, 15 quater, al 19 tranne le lettere d) ed e), al comma
21 le lettere c), d), e), f), g), h), i), il 22 bis, al 23
septies, al 23 octies, al 25 lettera c), al 25 bis, al 26 lettere
d), f), g), J), e), n), o), p), q), r), s), t), u).
PRESIDENTE. Al comma 26 non vi sono nè la lettera t nè la
lettera u.
TRICOLI. Probabilmente ci sarà un errore di trascrizione.
Infine i commi 39, 40, 40 bis e 41.
Signor Presidente, desideravo sottolineare che abbiamo
presentato gli emendamenti abrogativi e naturalmente insistiamo
su questo aspetto di improponibilità, senza fare "barricate", nel
senso che poi si potrà anche valutare l'opportunità politica di
mantenere questi commi che noi riteniamo, comunque, abbiano i
difetti che, all'inizio della mia argomentazione, ho citato.
In particolare, per quanto riguarda il recepimento della
legge Galli, oggettivamente, c'è stato un ampio dibattito in
Commissione Bilancio per cui non si può dire che sia una materia
nuova. Tra l'altro, il Governo e la maggioranza hanno anche
sottolineato l'importanza di questo comma. Ma ci sono anche, tra
questi, dei commi che veramente comportano una rivoluzione
copernicana dell'Amministrazione regionale senza che vi sia stato
un preventivo passaggio in Commissione e, soprattutto, alcuni -
come dicevo poc'anzi - sui consorzi di bonifica che comportano
addirittura degli oneri finanziari che probabilmente non sono
appalesati da questo comma.
Questo - ripeto - l'ho voluto dire in apertura dei lavori in
modo che poi successivamente, quando arriveremo a questi commi,
il Presidente, ma anche il Governo, valuti anche l'opportunità di
tenere ferma questa indicazione presente nell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Tricoli, il Governo sostiene, tramite
l'assessore per il bilancio, che molti o alcuni dei riferimenti
da lei fatti sono - di fatto - il recepimento di suggerimenti
provenienti dalle Commissioni di merito, per cui, nel momento
opportuno, faremo la verifica al fine di determinare quali
ricadono nella eccezione da lei sollevata e quali, invece, sono
esclusi da questa stessa eccezione.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo sulla discussione generale, però, per fare una
valutazione di ordine politico, dopo che venerdì scorso si decise
di andare ad oggi, dando la possibilità di presentare gli
emendamenti entro martedì scorso.
Alla luce della presentazione degli emendamenti, io ritengo
che si debba fare una riflessione da parte della maggioranza in
considerazione del fatto che l'opposizione, per come si era
impegnata a fare, ha sostanzialmente completato la manovra
ostruzionistica che avevamo giustificato da un punto di vista
politico, ma l'impegno che era stato raggiunto, anche in
Conferenza dei capigruppo, ci ha visti ritirare i 5.000
emendamenti che erano stati presentati e ci eravamo impegnati a
presentare soltanto un piccolo corpo di emendamenti che potessero
rendere la manovra più interessante anche dal nostro punto di
vista e si potesse discutere su determinate tematiche che ci
stanno a cuore perchè rappresentiamo determinati interessi
nell'ambito della società siciliana.
Quello che abbiano visto, invece, è che anche la maggioranza
ha presentato circa 200 emendamenti. Allora, il problema che io
pongo al Governo è che vogliamo sapere noi prima di andare avanti
nei lavori anche per capire cosa dobbiamo fare. Perché se ci si
accusa che sono circa 400, va rilevato che ci sono emendamenti
uguali che non sono stati concordati e quindi possono essere
sfoltiti ulteriormente e ritengo che da 400 possano diventare
anche 200. Ma la cosa importante, il dato politico che vogliamo
sottolineare e per cui attendiamo una risposta da parte del
Governo è come si concilia la presentazione di circa 200
emendamenti da parte dei partiti che sorreggono la maggioranza in
relazione a quanto si era stabilito fino a venerdì scorso, si era
stabilito un percorso che avrebbe visto quest'Aula approvare con
le richieste e con le necessità della opposizione per gli
interessi che rappresenta.
Allora io ritengo che prima di procedere oltre il Governo
abbia il dovere politico di relazionarci su come intende
muoversi.
Pertanto, gradirei, anche a nome del Gruppo di Alleanza
Nazionale, di Forza Italia e della opposizione di centro-destra,
che il Governo ci ragguagliasse e ci dicesse quale percorso
intende avere in questo lasso di tempo in relazione alla
presentazione di questi 200 emendamenti dei partiti di
maggioranza, perché se questi 200 emendamenti, che fra l'altro io
ne ho visti alcuni, sono dei veri e propri disegni di legge, ce
n'è uno di 8 pagine firmato direttamente dall'Assessore Rotella
che è una "summa" sul turismo, io gradirei sapere, fra l'altro
prevede che l'Assessore annovera l'amministratore unico, i 6
consiglieri di amministrazione che lui prevede per questa
agenzia, lo statuto viene approvato direttamente dall'Assessore,
ecco io vorrei capire a parte questo episodio, ma siccome ho
visto altri emendamenti di una certa rilevanza anche politica,
come si atteggia il Governo in relazione a questi.
Anche perché vorremmo capire questo per sapere come
l'opposizione , che non vuole essere criminalizzata sui giornali
come la parte politica che non permette di fare questa
finanziaria deve atteggiarsi.
Dopo che il Governo aveva fatto questa riflessione e avrà in
Aula detto come intende procedere o come dobbiamo procedere io
ritengo che noi potremo avere anche da parte nostra un
atteggiamento nei confronti della maggioranza che possa essere
confacente agli interessi della Regione siciliana. Grazie.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
effettivamente la volontà di buona parte dell'opposizione nel
limitarsi a formalizzare un buon numero di emendamenti che
potevano sembrare non più costruttivi ma certamente
ostruzionistici penso ci sia stata.
Allora da un primo sguardo degli emendamenti si è potuto
anche prendere atto che alcuni di questi, circa 400 che
l'opposizione ha presentati, si possono materialmente andare a
sfoltire perché alcuni corrispondono con emendamenti da più
parlamentari presentati.
Quindi penso che proprio è lo spirito costruttivo che si
vuole iniziare a portare avanti e giustamente come detto già dal
collega Stancanelli, il nodo però è di altro tipo, c'è da
stabilire la quantità di emendamenti pure che il Governo ha
presentato che aprono giustamente delle perplessità da parte
dell'opposizione perchè indubbiamente si vorrebbe un pochino
capire come andare a condurre questi lavori d'Aula, perchè
oltretutto credo che il vero nodo - come ha già citato
l'onorevole Tricoli - si potrebbe ulteriormente sfoltire perchè
sembrerebbe che alcuni emendamenti possono anche cadere dal
sub-emendamento, in quanto uno in particolare, quello del
passaggio delle commissioni - a me corre l'obbligo di dirlo,
faccio parte della quarta - l'emendamento 10 sexies non è passato
totalmente dalle commissioni, la quarta. E' stato totalmente
inserito nella manovra del sub-emendamento, secondo me anche non
completo, perchè ho visto un emendamento che fu presentato alla
finanziaria, ma era di altri contenuti, era molto più lungo, era
di 12, 13 comma, e invece se ne è presa solo una parte.
Quindi credo che oltretutto questo emendamento cade proprio
per questo, perchè non è un emendamento che possa risolvere il
problema così com'era impostato nella finanziaria, che era di
altra natura, era molto più lungo.
Quindi su questi passaggi, io penso che una valutazione vada
fatta perchè altrimenti l'Aula si troverà pure in difficoltà di
comprendere con quale principio andare ad operare. Come
comportarci perchè la disponibilità dal numero di emendamenti
ridotti, che sono stati fatti come sub-emendamenti agli
emendamenti alla finanziaria è un atto, esiste e c'è.
Quindi il Governo ha anche ritenuto di dover presentare dei
sub-emendamenti, e quindi a questo punto capire un pò quale può
essere la strada per superare in tempi brevi questo percorso,
penso che è nell'interesse di tutti perchè è chiaro che ci sono
alcune cose che l'opposizione certamente intende, e credo che è
anche giusto nelle sue prerogative portare avanti, bisogna capire
fino a che punto si possa fare, o se da parte della maggioranza
c'è una chiusura totale a questo comportamento e ai lavori
dell'Aula, e allora è chiaro che uno ne prende atto e quindi ci
si comporta di conseguenza.
Quindi diciamo che è un discorso che va un pochino
affrontato e ribaltato al Governo, che dia un po' in conseguenza
alla formulazione del sub-emendamento, che è stata certamente una
volontà del Governo, non è stata certamente una volontà
dell'opposizione, a indicare la strada da percorrere e quindi ci
organizzeremmo, se vale la pena, di andare a restringere ancora
questi emendamenti, fino a che punto, e quindi dare anche un
lavoro d'Aula un po' più organizzato perchè oggi ci vede un pò
tutti impreparati.
Aggiungo col dire che anche un altro emendamento a mio modo
di vedere; oltretutto io ho presentato il soppressivo, con alcuni
parlamentari, il comma quindici, e in particolare il punto D) del
comma quindici, onorevole Presidente, a mio modo di vedere è un
aumento di spesa, per cui non può certamente essere inserito in
questa manovra, perchè si passa, avendo per un periodo anche
coordinati i lavori, quale l'Assessore alla cooperazione,
stabilito un 10 per cento per le camere di commercio, che poi era
il 5, e ora di colpo diventa il 15, che vengono trasferite alle
camere di commercio.
Questo è un aumento di spesa che non si può fare, perchè di
fatto l'Assessore andrebbe a dare maggiori somme, che è pure
corretto, perchè il problema è molto grosso nelle camere di
commercio, ma non lo si può fare adesso, perchè se prima dava il
5 per cento, ora darebbe in un colpo il 15 per cento.
Quindi è un maggiore trasferimento che la Regione da alle
camere di commercio, quindi una maggiore spesa, per cui non è
possibile, e quindi questo comma va certamente cassato. Il
sottoscritto ha inoltre è entrato nel merito di tutto il comma, e
pertanto credo che queste piccole valutazioni vadano fatte sennò
noi andremmo a calare dentro la finanziaria delle norme che
aumentano la spesa, non certamente che la riducono o che
addirittura creino nuove entrate.
Qui di fatto c'è un trasferimento maggiore del 15 per cento
rispetto al 5. Per cui c'è un 10 per cento in più che ritengo,
nella norma finanziaria, non possa essere fatto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessori, credo che questa discussione generale non si può
concludere se prima non venga affrontato l'aspetto politico, in
quanto ritengo sia pregiudiziale per tutto l'andamento della
finanziaria. Su questo credo che il Governo debba non solo
dedicare la massima attenzione, ma una volta tanto, spero, dare
anche una risposta ai componenti dell'Assemblea regionale
siciliana.
Se non ricordo male, nel corso dei vari interventi fatti da
alcuni 'pompieri' di questa maggioranza rivolti a sensibilizzare
i parlamentari e i banchi dell'opposizione e della minoranza si
era detto di trovare, nell'interesse comune della Sicilia, un
punto di convergenza per sfoltire quella finanziaria dei quasi
6000 emendamenti, ricondurli ad una serie di proposte sicuramente
di spessore e di entità minore, ma non certamente di minore
valenza qualitativa ed istituzionale, nonché politica e di
proporre una serie di emendamenti che il Governo avrebbe valutato
per poi consentire un percorso più agevole all'interno delle aule
parlamentari e quindi anche nella fase preliminare delle
Commissioni.
Io dico che come sempre le opposizioni hanno mantenuto la
promessa e i nostri 5000 emendamenti sono diventati poco meno di
400 emendamenti. Tenuto conto che si tratta di un Gruppo
parlamentare, nelle varie differenziazioni politiche, ma come
collocazione di minoranza composta da oltre quaranta
parlamentari, credo che 400 emendamenti siano una misura
ragionevole dell'attenzione. Mi fa piacere che il Presidente
della Commissione Bilancio e Finanze, onorevole Di Martino, dia
l'assenso e questo per l'autorevolezza e la fonte mi conforta
che l'opposizione si sono comportati anche questa volta bene
mantenendo le opposizioni ancora una volta gli impegni assunti in
Parlamento e con il Governo.
Io devo prendere atto, però, e non riesco a spiegarlo se non
ricorrendo a quell'ormai consueta schizofrenia che aleggia nei
banchi e fra i deputati della maggioranza e mi auguro solo per
adesso schizofrenia di carattere politico. Non riesco a capire
come mai il Governo presenta a mo' di blitz politico
istituzionale un maxi emendamento che contiene la finanziaria e
poi lo accompagna con ben 200 emendamenti.
Io credo che la maggioranza debba mettersi d'accordo. Se il
Governo lancia un invito istituzionale alle opposizioni che viene
puntualmente raccolto solo esclusivamente per senso di
responsabilità e di rispetto verso la Sicilia, se ci chiedete un
sacrificio di attenzione verso la finanziaria - e lo abbiamo
fatto nell'unico e supremo interesse dei siciliani - non riesco a
capire perché la maggioranza presenti 200 emendamenti. E nella
corsa frenetica agli emendamenti addirittura ne arriva uno di 6
pagine che contiene come primo proponente il nome dell'assessore
per il Turismo, onorevole Rotella, sottofirmato dall'onorevole
Speranza. E' questo un emendamento che si inserisce in maniera
parallela, come un binario in questo disegno della maggioranza
dove addirittura con un unico emendamento si presenta un disegno
di legge di reiscrizione di tutta la materia del settore
turistico in Sicilia, disattendendo e contravvenendo a quello che
era un impegno inserito nell'articolo 12 dell'emendamento 1.9 del
Governo in cui si prevede che entro un certo periodo di tempo le
Aziende del turismo sono soppresse e, quindi, si dà delega con un
disegno di legge per presentare un progetto di riordino. Questo
articolo che viene partorito in maniera anch'esso confusa e
contraddittoria da questa maggioranza e deduco dal suo Assessore
al turismo viene poi sostituito da un disegno di legge, perché
nei fatti è così, ed è il primo caso nella storia istituzionale
di questo Parlamento e di questo Governo firmato addirittura dal
reggente il dicastero del Turismo, il quale contravviene se
stesso, si contraddice e si confonde ancor di più, trascina nella
confusione l'attento onorevole Speranza e presenta un emendamento
che smentisce e cancella un impegno programmatico assunto
dall'intero Governo.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, voi non potete
condurre in uno stato di confusione generale il Parlamento
siciliano. Voi non potete mettere in difficoltà l'intera
Sicilia. E hanno fatto bene gli amici e colleghi di Rinnovamento
italiano e anche del Partito popolare, che hanno detto che anche
agli obblighi di fedeltà e lealtà istituzionale c'è un limite.
Voi non potete violentare un parlamento dal punto di vista
politico portando in Aula emendamenti. Ben 200 emendamenti,
addirittura la metà di quelli presentati dall'opposizione, che
stravolgono un documento programmatico che è il max emendamento
della finanziaria. Vi abbiamo consentito di ridurre gli
emendamenti. Vi abbiamo dato il tempo di modificare la
finanziaria. Avere presentato un maxi-emendamento che io ritengo
non sia seguito e sostenuto da un'adeguata prassi parlamentare.
Ritengo che ci siano mille sacrifici che l'opposizione sta
facendo nell'interesse di questa Sicilia e di consentire un
veloce esame dell'attività parlamentare, e voi ancora ci
confondete, portate avanti una strategia politica che è tutto
meno che una strategia politica.
Io credo che questo Parlamento, onorevoli colleghi, non
possa prestare un giuramento di fede ad un Governo che è
infedele, ad una maggioranza che non mantiene gli accordi neanche
presi all'interno degli stessi gruppi politici, noi non possiamo
promettere che andremo veloci, che ritireremo gli emendamenti,
che vi faremo lavorare, perchè questo contrasta con gli interessi
della Sicilia.
Io credo che a questo punto sia venuto il momento di
esaminare uno per uno gli articoli di questa finanziaria e uno
per uno gli emendamenti. Io personalmente, a titolo personale,
non ritirerò nessuno dei miei 150 emendamenti. Chiederò che
vengano discussi e votati, a meno che questo Governo non trovi
ora, entro stasera la capacità di coesione e presenti la fiducia,
porti in Aula 46 deputati di questa maggioranza e invochi la
fiducia e se la voti. Dopodichè vedremo quali saranno le ricadute
in termini di spesa istituzionale, legislative nei confronti
della Sicilia e di tutti i siciliani.
Noi invitiamo questo Governo, a meno che non voglia
sostenere una dura e legittima battaglia politica in Aula, a
portare tutti e 46 deputati e a proporre la finanziaria. Il
sottoscritto sconti non ne farà a nessuno dal punto di vista
politico.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare sulla
discussione generale dell'emendamento 1.9.
Onorevoli colleghi, credo che siano stati sottoposti dei
precisi quesiti al Governo. Penso che possiamo chiudere la fase
degli interventi, consentendo al Governo di potere dare una
risposta alle cose dette. Onorevole Piro, più che un intervento
sulla discussione generale è stato anche un intervento di
carattere politico, mi permetto dire, sulle quali il Governo deve
fare le sue valutazioni.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, io credo che i termini della questione siano chiari a
tutti e d'altro canto le settimane che sono intercorse tra la
presentazione del disegno di legge n. 884 e oggi siano state
pienamente utilizzate da tutte le forze politiche di opposizione
e di maggioranza o dallo stesso Governo per dibattere e
approfondire, manifestare le proprie opinioni, i propri
convincimenti e i propri punti di vista. In realtà, signor
Presidente, si è svolto un dibattito amplissimo, ci si è
confrontati su tutti i temi posti dalla finanziaria e su altri
temi che, benchè non contenuti nella finanziaria, sono stati via
via proposti, perchè evidentemente ritenuti importanti da
deputati, da forze politiche, da gruppi parlamentari, da forze
sociali.
Di questo dibattito amplissimo che ha accompagnato l'iter
parlamentare del disegno di legge, il Governo è stato parte,
spesso controparte, ma sicuramente è stato partecipe nel senso
che noi abbiamo seguito con grandissima attenzione lo stesso
dibattito, abbiamo fatto uno sforzo per valutare nel merito le
questioni che sono state poste sia in termini formali, cioè
attraverso la presentazione degli emendamenti, e in parte anche
se non una parte trascurabile per quanto mi riguarda posso
tranquillamente affermare questo, questo lavoro, questo dibattito
ha avuto eco, all'interno del maxi-emendamento che poi il Governo
ha presentato che, come tutti hanno potuto vedere, non è
esattamente il testo che il Governo aveva depositato in Aula ma è
un testo in alcuni punti modificato anche in maniera importante e
che è stato modificato proprio perché si è voluto tenere conto
della discussione e delle proposte che sono state avanzate e
soprattutto di quelle che sono state avanzate nel dibattito in
Commissione o attraverso il dibattito che si è sviluppato in
Aula.
Il Presidente della Regione, giovedì scorso, quando il
Governo ha presentato il maxi-emendamento ha chiarito le
motivazioni che avevano indotto il Governo a presentare il
maxi-emendamento, motivazioni legate all'esigenza di chiudere
questa vicenda legislativa per consentire anche un esame che, per
forza di cose, sarà breve ma non per questo meno intenso e meno
approfondito del bilancio della Regione per non far trovare la
nostra amministrazione e la nostra Regione siciliana priva di uno
strumento finanziario nel corso del mese di maggio.
Il Governo ha consentito nel corso della discussione che c'è
stata venerdì mattina acchè si potesse concedere un tempo più
congruo, molto più congruo rispetto a quello fissato dal
Presidente dell'Assemblea che cadeva proprio nella giornata di
venerdì perché potessero essere presentati i subemendamenti.
Stamattina per quanto riguarda questo aspetto sostanzialmente ci
è stato rimproverato da parte dell'opposizione che pure aveva
sollecitato questo termine più congruo di avere accettato la
proposta che la stessa opposizione ha fatto. Perché
sostanzialmente questo è successo, cioè avere consentito un
termine più congruo per la presentazione dei subemendamenti ha
consentito, legittimamente - io non discuto su questo, discuto
soltanto sulla procedura che poi si è messa in moto - la
presentazione di una mole di emendamenti che francamente è
veramente imponente. 600 emendamenti tutti compresi
oggettivamente costituiscono una massa di emendamenti anche
perché moltissimi di questi sono emendamenti che vere e proprie
disposizioni legislative e addirittura innovative che mai e poi
mai potrebbero essere presi in considerazione nella fase di
chiusura di un disegno di legge complesso ma che ormai nei suoi
punti essenziali ha già sviscerato i suoi stessi contenuti.
La scelta del Governo è stata quella di rimanere quanto più
possibile aderente all'impostazione per intanto, sicuramente, ma
anche al testo, ma non rifiutandoci come nei fatti abbiamo
dimostrato di prendere in considerazione le osservazioni e le
proposte.
Devo dire che mi suona strano che l'onorevole Tricoli questa
mattina abbia sollevato alcune eccezioni procedurali di
proponibilità rispetto a emendamenti o a punti o a commi che sono
contenuti nel testo presentato dal Governo ma che null'altro sono
se non il puntuale recepimento, ad esempio, di quanto proposto
dalle Commissioni. Così è, e chiamo il Presidente della terza
Commissione a testimonianza, per quanto riguarda il punto
relativo alle royalties che il Governo ha preso esattamente come
è arrivato dalla Commissione ed ha trasferito nel testo, così è,
ancora il Presidente della terza Commissione, per i consorzi di
bonifica che riproduce sostanzialmente il testo proposto dalla
Commissione, così è per tantissimi altri punti.
Su altre questioni, tra quelle sollevate dall'onorevole
Tricoli, assicuro e rassicuro l'onorevole Tricoli che il Governo
ha fatto una valutazione che è discesa dal fatto che sono stati
presentati emendamenti in Aula, che su questi punti ci sono state
delle discussioni e su alcune questioni che, oggettivamente,
presentavano - a giudizio del Governo - caratteri di
accettabilità e di compatibilità con il testo, sono stati
anch'esse recepite sia che esse fossero state inizialmente
presentate da deputati della maggioranza o che queste fossero
state presentate da deputati dell'opposizione. In questo, vi
assicuro e posso assicurare l'Aula, che non c'è stata alcuna
pregiudiziale nè in un senso, nè in un altro, al solo fine di
migliorare il testo e di dare risposte, quelle possibili, quelle
accettabili, ad esigenze vere che esistono nella società
siciliana.
Per quanto riguarda le sollecitazioni che sono state rivolte
sull'ulteriore prosieguo dei nostri lavori, anche nel rispetto
dei tempi che l'Aula si è data - che lei ha proposto e che
ulteriormente ha ribadito - che sono quelli di una chiusura entro
la serata di oggi, nel rispetto di questi tempi il Governo
ritiene che debba essere per forza fatto uno sforzo di
semplificazione. In questo senso, il Governo sicuramente si è
già attrezzato presentando il maxi-emendamento ed ulteriormente
intende attrezzarsi.
E' evidente che pur avendo la massima disponibilità e
predisposizione a considerare ulteriore questioni che sono state
proposte, il Governo si trova in una impasse procedurale
insuperabile in questo momento, cioè quella di non potere andare
ad esaminare in maniera compiuta, approfondita e seria 600
emendamenti.
Come vedete, io non distinguo tra maggioranza ed
opposizione. Fermo restando che gli emendamenti della
maggioranza, ovviamente, sono stati in qualche modo sollecitati
in una sorta di gara di emulazione per il fatto che abbiamo dato
questo tempo, ma ovviamente il Governo chiede, innanzitutto alla
sua maggioranza, di rinunciare a quelle proposizione pur
rispettabili e pur legittime che però configurano modificazioni
del testo, modificazioni dell'impostazione. Questo è fuori
discussione. Il Governo chiederà, e si attrezzerà perchè questo
sia, alla sua maggioranza di non insistere sugli emendamenti.
Per quanto riguarda gli emendamenti dell'opposizione, ferma
restando l'impostazione che il Governo intende proseguire con il
maxi-emendamento, se c'è una indicazione su un percorso di
semplificazione e su questioni politiche che, ripeto, abbiamo già
dichiarato da tempo e nel tempo abbiamo sistematicamente
perseguito su alcune indicazioni che possono essere
effettivamente utili al miglioramento del testo, certamente il
Governo non si rifiuta a voler prendere in considerazione questi
elementi.
In ogni caso poichè credo che il dibattito è stato ampio ed
approfondito, le questioni sono emerse tutte, c'è un
maxi-emendamento, Il Governo, rispetto poi all'andamento
ulteriore e nel modo in cui verranno poste le questioni, nel
corso della giornata certamente assumerà una decisione che
crediamo sarà utile per la conclusione positiva di questa vicenda
legislativa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la
discussione sull'emendamento 1.9.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.30 con
l'illustrazione dei subemendamenti presentanti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 18.50)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo la seduta è
sospesa fino alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.51, è ripresa alle ore 19.03)
La seduta è ripresa.
Ricordo agli onorevoli colleghi che si procede con l'esame
dei subemendamenti presentati all'emendamento 1.9 del governo,
tutti allegati al presente resoconto stenografico.
(I volumi dei subemendamenti sono disponibili anche presso
il Servizio Resoconti)
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi il momento che
stiamo in questo momento vivendo, anche dal punto di vista
procedurale, è quello della illustrazione degli emendamenti.
Questa mi pare la sede idonea per porre, anche se con un
momento di pacatezza rispetto al clima di scontro che si è avuto
per tutta la vicenda della Finanziaria, una riflessione che è
stata in questa Aula accennata questa mattina dall'onorevole
Stancanelli e a cui l'onorevole Piro ha offerto una risposta che
è sembrata coerente con quanto avvenuto nelle ultime settimane e
che é opportuno, in qualche modo, ripercorrere, partendo proprio
dalla riflessione di questa mattina, per la quale si era rilevato
un dato assolutamente rilevante sul piano politico e cioè il
fatto che la gran parte degli emendamenti fossero stati
presentati proprio dalla maggioranza che sostiene il Governo.
Almeno questa mi pare una riflessione meritevole di
considerazione politica anche in virtù di un dato che non è
semplicemente ricostruttivo della vicenda politica che abbiamo
vissuto, ma che consente una analisi più approfondita e cioè il
fatto che quando il Parlamento si adoperò per dare un segnale che
potesse consentire alla finanziaria di avere un percorso non
segnato da pratiche "ostruzionistiche", vi fu una tendenziale
volontà dei gruppi parlamentari a non consentire che a fronte
della presentazione del maxi emendamento da parte del Governo vi
fosse un numero di sub-emendamenti tali da ingenerare la
confusione proprio sulla continuazione di una tattica d'Aula che
ha determinato momenti di scontro anche violento.
Noi ci rendiamo conto di essere stati coerenti e lineari
rispetto all'impegno politicamente assunto, avendo presentato un
numero non esorbitante di emendamenti in una vicenda politica che
ha prodotto un testo che era quello del maxi emendamento sul
quale il Governo ha ritenuto opportuno incentrare la propria
strategia.
Questo maxi emendamento si è rilevato poi il cuore della
strategia del Governo che ha inteso proporre all'Aula la
riformulazione complessiva del testo del disegno di legge
finanziario.
Oggi ci troviamo in quest'Aula di fronte ad un dato che ci
appare nuovo e importante, il dato per cui più di cento
emendamenti, circa centocinquanta, provengono dai banchi della
maggioranza e questo ci pare che possa rappresentare il giudizio
più severo di una maggioranza nei confronti del proprio Governo e
nei confronti di un testo di legge.
Noi non vogliamo mettere in piedi una commedia degli
equivoci in relazione alla quale il Governo ponga la fiducia per
contrastare emendamenti che non sono in numero eccessivo da parte
della opposizione e proprio per questo vorremmo introdurre un
elemento di riflessione, che è già stato accennato questa mattina
quando l'onorevole Piro risposare, e che riguarda il percorso e
l'ordine dei lavori da qui alle ore a venire proprio per tentare
di capire l'atteggiamento del Governo relativamente a quanto sta
accadendo cioè relativamente alla possibilità che una maggioranza
nei confronti di un testo sul quale il Governo si è scommesso
ponga questa enormità di emendamenti in relazione al fatto che la
maggioranza essendo omogenea con il Governo aveva già nelle sedi
politiche precedentemente occupate, cioè le Commissioni le
discussioni informali di maggioranza, la possibilità di
introdurre elementi normativi.
Noi gradiremmo che vi fosse un chiarimento da questo punto
di vista perchè volendo mantenere alto e chiaro il livello del
dibattito politico, noi non saremmo ostili ad una soluzione dei
lavori d'Aula che ci portasse nelle condizioni di discutere
alcune grandi questioni, poche dal punto di vista numerico,
rilevanti al punto di vista politico, in questa Assemblea, ma
vorremmo comprendere se, a fronte della selezione di queste
pochissime grandi questioni che però vogliamo che il Parlamento
discuta, la maggioranza ed il Governo abbiano un atteggiamento
coerente e conseguente.
Ecco perchè mi pare assolutamente determinate che il Governo
e per esso il Presidente della Regione si interroghi su quanto
già posto questa mattina e ribadito dal sottoscritto in questo
momento sul prosieguo dei lavori. Ecco dunque perchè torniamo a
chiedere di sapere qual è la volontà del Governo a fronte degli
emendamenti presentati dalla maggioranza e a fronte della
possibilità che noi offriamo di selezionare alcune e poche grosse
questioni politiche da dibattere.
Noi gradiremmo una risposta anche dal Presidente della
Regione perché ci appare questa risposta assolutamente
determinante per il prosieguo dei lavori.
PRESIDENTE. Qualcuno chiede di parlare sugli emendamenti? Mi è
sembrato di capire che c'è una richiesta di pregiudiziale
dell'onorevole Alfano.... Onorevole Alfano vuole precisare meglio
la proposta?
ALFANO. Signor Presidente, l'onorevole Stancanelli questa
mattina ha posto una questione che riguardava il rilievo politico
ed il numero degli emendamenti presentati dalla maggioranza al
testo del maxi-emendamento. Riprendendo il senso di
quell'intervento e sottoponendolo con coloritura politica ancor
più intensa, se ciò fosse possibile, ho inteso affermare poc'anzi
che, da parte nostra c'è una non ostilità e non indisponibilità a
selezionare alcune poche, pochissime grosse questioni ma che
hanno rango rilevantissimo dal punto di vista politico per la mia
forza politica, da sottoporre però al giudizio ed al vaglio di
questo Parlamento.
A fronte di un eventuale atteggiamento di questo genere e in
costanza di 150 emendamenti, sub-emendamenti al maxi-emendamento
da parte della finanziaria, noi gradiremmo capire la volontà del
Governo - anche per il tramite del Presidente della Regione -
relativamente, appunto, all'andamento e al prosieguo dei lavori.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, a me sembra che stiamo entrando
già, come spesso avviene in Aula, in un dibattito assolutamente
improprio. E' stato presentato da parte del Governo un
maxi-emendamento, si è fatta la discussione generale sul
maxi-emendamento, sono stati presentati sub-emendamenti allo
stesso e sono stati presentati perché questa è una prerogativa,
espressamente riconosciuta, di ogni singolo parlamentare.
Il numero degli emendamenti rispetto al numero iniziale è
stato ridotto, nel senso che per esempio, quelli presentati dal
parlamentare del Polo sono stati ridotti da 4.500 a 450 circa e
sono adesso all'esame del Parlamento.
Mi sembrerebbe molto logico che, intanto, si proceda - così
come è previsto - nell'esame degli emendamenti al
maxi-emendamento. Se ci sono deputati che, in forza del
Regolamento, intendono illustrare i maxi-emendamenti lo
dichiarino, nel senso che non venga intanto in questa fase
eliminata la possibilità dei parlamentari di potere illustrare i
propri emendamenti. Dopodiché, i parlamentari firmatari che sono
diversi, possono ritirare gli emendamenti. Possono ritirarli.
Io, se da parte di tutti i parlamentari del Polo, per esempio in
questo caso non so se l'onorevole Alfano ha parlato a nome
dell'intero Polo o a parlato a nome soltanto di Forza Italia, se
comunicano all'Aula che vengono ritirati tutti gli emendamenti
presentati, noi ne prendiamo atto perché salutiamo con
soddisfazione questo gesto di responsabilità da parte del Polo,
nel senso che abbiamo avuto un Polo che è passato da un
atteggiamento ostruzionistico, pervicace sistematico, ad un
atteggiamento di ragionevolezza estrema. Quindi, noi prenderemmo
atto del fatto che il Polo rinuncia a tutti gli emendamenti
presentati.
ALFANO. Presidente, io ho detto questo...?
SPEZIALE. Se c'è, invece, un tentativo di graduare,
sottocelando una volontà che è quella di contrattare, diciamolo
chiaramente, con il Governo, emendamenti di singoli o di gruppi
di parlamentari che, in forza di un mandato, pensano di avere un
potere contrattuale maggiore con il Governo, così come spesso è
avvenuto in quest'Aula e quindi, questo mi è sembrato di capire,
questa cosa di dire: "Alcuni li ritiriamo, altri non li
ritiriamo perché su questi vorremmo vedere cosa pensa il
Governo" e riprodurre un meccanismo di selezione degli
emendamenti che riproduce una vecchia logica della politica,
soprattutto in una aula parlamentare. Se questa è la pratica che
si vuole mantenere, da parte mia personale e del Gruppo che
rappresento, c'è un orientamento assolutamente contrario. I
deputati possono qui ritirare gli emendamenti, questo compito è
affidato ai singoli deputati, nessuno può parlare per nome e per
conto di altri deputati che hanno presentato gli emendamenti, mi
sembrerebbe più logico che si arrivasse alla illustrazione degli
emendamenti da parte dei parlamentari, dopo di che i parlamentari
man mano che illustrano gli emendamenti, quelli che ritengono che
non siano degni di essere apprezzati nell'ambito della
finanziaria possono, come è loro prerogativa, in questa fase
ritirare gli emendamenti. Ove questo non dovesse avvenire,
Presidente, ove gli emendamenti non dovessero essere ritirati, o
si dice noi ritiriamo gli emendamenti solo se siamo certi che il
Governo ci assicura in altra sede, in una sede non propria, non
nella sede parlamentare deputata a questo compito, in una sede
impropria, ci assicura di potere contattare qualcuno di noi
alcuni emendamenti, questa è una pratica vergognosa che noi non
intendiamo assolutamente avallare.
C'è stato un dibattito franco, un dibattito franco e
lineare, noi abbiamo financo apprezzato gli atteggiamenti
ostruzionistici non condivisibili, ma riteniamo che in un' aula
parlamentare si può pure ricorrere all'atteggiamento
ostruzionistico, e voi avete ricorso tenendo l'Aula per un mese
bloccata sulle possibilità di potere aprire una dialettica
normale. Adesso a me sembra, onorevole Presidente, che la cosa
più logica è quella di puntare regolarmente, non a una trattativa
che non è assolutamente inutile, i parlamentari vengono qui,
predispongono, ritirano gli emendamenti, se li vogliono ritirare,
il Governo valuterà assieme alla maggioranza del Parlamento gli
emendamenti che possono essere esaminati, apprezzati, quelli che
vengono ritirati non possono essere esaminati e apprezzati, ma
venga mantenuta la prerogativa e l'autonomia del Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, noi avevamo iniziato la
discussione sull'illustrazione degli emendamenti, c'è stato un
intervento dell'onorevole Alfano che ha chiesto al Governo un
orientamento circa la possibilità di discussione degli
emendamenti. Allora, non si tratta di fare una discussione sulla
proposta dell'onorevole Alfano, io chiedo al Governo di
pronunciarsi sulla proposta dell'onorevole Alfano, dopo di che
riprendiamo la discussione generale sugli emendamenti.
ALFANO. Stiamo intervenendo in quella sede.
PRESIDENTE. E' inutile che allunghiamo la discussione. Abbiamo
aperto la seduta con l'illustrazione degli emendamenti,
l'onorevole Alfano ha preso la parola e ha posto al Governo un
quesito che riguardava il comportamento e l'orientamento del
Governo circa la possibilità di una discussione ed una riduzione
degli emendamenti presentati. A questo punto non occorre fare una
discussione sulla proposta dell'onorevole Alfano, occorre solo
sentire l'opinione del Governo, dopo di che si passa di nuovo
alla discussione generale sugli emendamenti.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, io devo dire che in qualche misura la proposta di
chiarimento che qui è stata formulata dall'onorevole Alfano mi
sorprende, non perché sia stata posta, ma perché mi pare
riproponga negli stessi termini, in realtà a me è parso - posso
anche aver compreso male in realtà - poco aggiungendo a quanto
era già stato oggetto di discussione nel corso della seduta
questa mattina, laddove intervenendo diversi rappresentanti dei
gruppi di opposizione, segnatamente dei gruppi del Polo, era
stata posta al Governo con insistenza la necessità di un
chiarimento sull'iter procedurale. Io per intanto devo ribadire
quanto qui stamattina ho già detto. Ovviamente non ritorno sulle
motivazioni che hanno indotto il Governo a presentare il maxi
emendamento, devo dire che stamattina ho detto con grande
chiarezza anche rispetto ai tempi, che per ultimo, ancora poche
ore fa il Presidente dell'Assemblea, onorevole Cristaldi, ha
ribadito debbano essere compatibili con la chiusura della seduta
in orario accettabile, entro la serata o la tarda serata, che il
Governo intendeva attrezzarsi e di conseguenza proporre all'Aula,
una soluzione che consentisse questa chiusura, la chiusura di
questo provvedimento legislativo e di questo dibattito che è
stato ampio, molto articolato.
Il Governo intanto ribadisce questo suo intendimento, cioè
il Governo intende agire e presentare l'iniziativa che sia quella
più utile al raggiungimento di questo obiettivo.
Rispetto alla possibilità che si potesse andare a una
discussione, non tanto su alcuni emendamenti, quanto su alcuni
temi, io credo che gli onorevoli deputati ricorderanno quanto da
me detto con grande chiarezza e cioè che da parte mia e posso
dire adesso anche da parte del Governo, pur non escludendo in
linea di principio la possibilità che si possano focalizzare
alcuni argomenti, fatto che può avvenire adesso nel corso di
questa discussione, tuttavia si è ritenuto e si continua a
ritenere la strada della selezione degli argomenti da discutere,
una strada francamente, lo dico con grande chiarezza,
impraticabile, soprattutto dal punto di vista procedurale.
Sulla terza questione, e cioè se vi fosse da parte del
Governo una chiusura rispetto ad alcune proposte che sono state
avanzate, io ho detto, quanto ripetutamente dico e credo di avere
dimostrato che il Governo abbia dimostrato di aver mantenuto, che
rispetto a proposte che sono venute dalla Commissione, da Gruppi
parlamentari, il Governo ha fatto una valutazione e se voi avrete
letto, come sicuramente avrete letto già il maxi-emendamento
sicuramente avrete notato che rispetto al testo originario
presentato dal Governo, notevoli sono state le modifiche che sono
state frutto anche della discussione, delle proposte, delle
valutazioni e che nonostante i tempi estremamente risicati,
tuttavia il Governo non si rifiutava di poter prendere in
considerazione alcuni miglioramenti, alcune questione che nel
testo, purchè evidentemente compatibili con l'assetto della
finanziaria, potessero essere presentati.
Onorevole Alfano, io questo posso dire a nome del Governo, a
questo punto, io credo che se i deputati vogliono entrare nel
merito delle questioni, io credo che questo è il momento e la
sede adatta per entrare nel merito delle questioni.
Rispetto poi allo sviluppo della discussione e della
valutazione degli emendamenti, è evidente che a quel punto da
parte del Governo dovrà essere presa una decisione che sia
assolutamente utile, io dico necessaria, al raggiungimento
dell'obiettivo di chiudere in maniera positiva la seduta e con
l'approvazione della legge.
Questo è quanto il Governo può dire in questa fase, credo
che rispetto a questa linea difficilmente ci si può discostare
perchè vedo la difficoltà, proprio procedurale, di poter
intraprendere percorsi diversi che non abbiano questa linearità
come loro asse conduttore.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono molto
imbarazzato a dovere intervenire in questo momento, perché non so
se devo parlare, in questo momento, per conto dell'opposizione
formale o per conto della maggioranza informale.
Devo dire di essere rimasto molto perplesso dall'intervento
dell'onorevole Speziale. Avevamo avvistato una sua posizione
particolare all'interno del gruppo DS, avevamo notato una sua
propensione a mantenere una posizione oppositoria nei confronti
di questo Governo, nonostante sia il leader del gruppo di
maggioranza relativa del Governo stesso.
Tuttavia, qui il problema è politico. I partiti del Polo,
hanno presentato una serie di emendamenti. Questi emendamenti
sono di varia natura, affrontano tematiche di carattere generale,
riguardano attività produttive, riguardano il territorio,
riguardano tutta una serie di aspetti contenuti nella finanziaria
ed hanno anche affrontato elementi di carattere correttivo
rispetto al testo originario che non stravolgono il significato
politico né le scelte che il testo del Governo ha compiuto.
Dunque, il problema è di natura politica. Noi abbiamo detto
questa mattina, con l'intervento dell'onorevole Alfano e
dell'onorevole Stancanelli, che esiste una disponibilità a non
ostacolare in maniera preconcetta un percorso avendo comunque
registrato una correzione di rotta da parte del Governo già con
il maxi emendamento e poi con la dichiarazione di questa mattina
dell'onorevole Piro, ma non c'è dubbio che se l'opposizione che
ha presentato "x" emendamenti, è disponibile ad accelerarne la
trattazione, perché di questo si tratta, non vogliamo sicuramente
stravolgere né l'andamento regolamentare, né il percorso
individuato.
Se a questo atteggiamento della cosiddetta opposizione
formale si contrappone un atteggiamento dell'opposizione
sostanziale che non intende scoprire il gioco e che non intende
quindi, contribuire ad una accelerazione nell'iter dei lavori
parlamentari, noi ci troviamo in imbarazzo, perché vogliamo
capire come si intende approvare la finanziaria se non si
risolvono all'interno di quella che è la maggioranza formale, ma
non sostanziale, come si intendono risolvere i problemi che essa
stessa ha determinato depositando altrettanti emendamenti quanti
ne ha depositati l'opposizione con, per giunta, la disponibilità
ad una trattazione accelerata, quindi, non ad ostacolare
l'andamento del dibattito sulla legge, perché se questo
atteggiamento è tenuto soltanto da una parte dell'Aula e non
dall'altra, vorremmo capire a che gioco gioca questa maggioranza,
posto che sia tale.
Noi vogliamo sapere se siamo stati solo noi i cattivi o se
lo siamo stati soltanto in una fase del dibattito parlamentare,
oppure se in quest'Aula serpeggiano altri "cattivi", per carità
sono tutte posizioni politiche legittime, che però formalmente
sostengono la posizione del Governo e sostanzialmente invece la
ostacolano.
Noi certo che vogliamo discutere i nostri emendamenti, però
una cosa è discuterli come li abbiamo discussi fino a questo
momento, compiendo poi un atto di grande responsabilità nel non
riproporre tutti i 4608 emendamenti che avevamo proposto sul
testo base, e questo lo abbiamo fatto dando un segnale ben
preciso, ed un'altra cosa è invece rinunziare ad alcune posizioni
che sono politicamente rilevanti ed a cui noi non intendiamo
rinunziare affatto.
Ma queste posizioni politicamente rilevanti, certamente, non
attengono all'intero pacchetto di emendamenti depositati dal
Polo, attengono ad alcuni aspetti degli emendamenti depositati,
perché certamente altri potrebbero pure trovare luogo di
discussione in altra sede, in altro momento, in altro disegno di
legge, in altra circostanza.
Allora, noi vogliamo sapere in questo momento che cosa
intende fare la maggioranza, noi questo quesito volevamo porlo al
Presidente della Regione, ma se l'atteggiamento della maggioranza
è quello che è stato sintetizzato dall'onorevole Speziale, per
noi va bene. Per noi va bene tutto, signor Presidente, il
problema é se vogliamo o non vogliamo affrontare i temi che poi
sbandieriamo ai quattro venti essere urgenti per questa Regione
o, invece, se vogliamo sostenerli ed accelerarne la trattazione.
I nostri emendamenti sono tutti in direzione di
problematiche importanti che riguardano categorie significative,
presenti nella nostra Regione che prevedono entrate per la nostra
Regione, che prevedono sviluppi importanti per la ripresa delle
attività economiche o, comunque, per risolvere problemi che
riguardano grosse categorie di soggetti che operano e vivono in
questa terra. Vogliamo capire se, invece ad un certo momento, la
maggioranza ha ritenuto che questo passaggio non valga più e che,
invece, valgano altre motivazioni che, francamente, non ho ben
compreso.
Noi siamo qui per affrontarli, i temi, nella consapevolezza
che questi temi possano essere affrontati in tante maniere,
secondo schemi di varia natura.
Volevamo comprendere, dal Presidente della Regione, ma anche
dai capi gruppo dei partiti che sostengono la maggioranza, se un
atteggiamento responsabile, equilibrato, civile, che produca un
risultato finale, c'é da parte di tutti oppure se l'opposizione
deve farsi pure carico dei problemi dalla maggioranza.
Perché non c'é dubbio che se una finanziaria, poi divenuta
parzialmente corretta con il maxi-emendamento del Governo é il
frutto di una maturazione interna alla maggioranza che ne
condivide i contenuti ovvero é altra cosa.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo dubbio non lo
ha sciolto l'onorevole Speziale, ne ha complicato i contorni, ne
ha offuscato gli orizzonti. Noi vogliamo sapere...
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, per l'efficacia della
discussione, poiché c'é stata una presa di posizione del Governo
e siamo in sede di illustrazione degli emendamenti, sarebbe utile
che lei proponesse quali sono gli emendamenti prioritari, in modo
che la discussione avvenga nel merito delle questioni.
FLERES. Signor Presidente, ha perfettamente ragione, ma il
tema é solamente in parte legato ai singoli emendamenti. E' più
che altro legato alla condizione politica complessiva che si é
venuta a determinare e che noi registriamo.
Noi registriamo in questo momento, senza volerla caricare di
contenuti politici oltre misura, una dicotomia tra quella che é
la volontà del Governo e quella che é la volontà del gruppo più
importante che sostiene questo Governo.
Non vogliamo, certamente, essere di ostacolo a questo
confronto dialettico che c'é all'interno della maggioranza, per
carità, lungi da noi il voler comprimere l'esigenza della
maggioranza di esprimere le sue contraddizioni.
Noi siamo felici se la maggioranza esprime le sue
contraddizioni, abbiamo sempre sostenuto che questa maggioranza
era carica di contraddizioni, ma in questo momento noi diciamo al
Governo ed alla maggioranza: noi riteniamo che all'interno degli
emendamenti che abbiamo presentato esistono delle questioni che
meritano un dibattito approfondito, poi esistono altre questioni
che possono essere risolte con una accelerazione nel confronto
sui temi in questione, esistono altre questioni che possono
essere affrontato in altro momento, in altro luogo ed in altra
circostanza.
Vogliamo sapere se la maggioranza fa una valutazione
analoga, oppure se ritiene di dovere insistere sui suoi trecento
emendamenti, perché noi siamo disposti a confrontarci in maniera
dialettica, in maniera accelerata, in maniera chiara anche dura,
se necessario, ma sapendo ben scegliere i temi su cui accentuare
i distinguo, accentuare le convergenze.
Vogliamo sapere se la maggioranza é dell'avviso che si debba
procedere in questo modo o se, invece, ritiene che sia molto più
utile andare avanti in maniera disarticolata senza individuare un
percorso ben definito e, dunque, un obiettivo altrettanto
definito.
Questo dubbio, questo nodo, francamente, vediamo che
continua ad essere ben stretto. La soluzione di questo problema,
la vediamo allontanarsi dopo l'intervento dell'onorevole
Speziale.
Vorremmo sapere se la posizione dell'onorevole Speziale é
quella della maggioranza o é quella personale dell'onorevole
Speziale o se é quella del gruppo dei democratici di sinistra o
se é quella di un gruppo all'interno dei democratici di sinistra.
Non credo che l'opposizione stia chiedendo chissà che cosa. Sta
chiedendo soltanto di sapere qual é l'indirizzo che si intende
adottare e intende saperlo sia dal Governo, e una risposta l'ha
avuta, e il problema, onorevole Piro, non é certamente tecnico,
noi la troviamo la soluzione tecnica, é politico, sia dalla
maggioranza. Il Governo e la maggioranza devono darci una
risposta politica. Sul piano tecnico, non c'è dubbio che gli
emendamenti vanno posti in discussione tutti uno ad uno e poi ci
si atteggia di conseguenza.
Ma la risposta deve essere politica, perché l'atteggiamento
non può essere unilaterale, l'obiettivo non può essere
unilaterale, l'opposizione ha dei temi su cui non intende
derogare, intende confrontarsi, vincere, perdere, sarà l'Aula a
stabilirlo, ma intende confrontarsi.
Se questa risposta dell'onorevole Speziale è un incitamento
al Governo, invece, ad accelerare il processo di apposizione del
voto di fiducia, perché in questo modo si risolvono sia i
problemi della maggioranza che quelli dell'opposizione, be',
allora lo si dica subito, si dica che non si vogliono discutere i
temi della Sicilia, si dica che non si dà abbondantemente atto
del fatto che l'opposizione si è posta e si continua a porre i
problemi dei siciliani non certo quelli della maggioranza, ma
vogliamo sapere se dobbiamo essere noi a risolvere i problemi
della maggioranza oppure no.
Credo che la maggioranza debba essere da questo punto di
vista altrettanto franca ed altrettanto chiara nel momento in cui
dichiara che tipo di atteggiamento intende tenere nel merito.
VICARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore per il bilancio e le finanze, ho sentito - sia
stamattina che oggi pomeriggio - alcune dichiarazioni
assolutamente inesatte e soprattutto fuorvianti rispetto
all'attività serena e di correttezza che questa Parlamento deve
svolgere.
Dichiarazioni fuorvianti almeno che lei non ci dimostri,
visto anche l'atmosfera abbastanza tesa che ha visto quest'Aula
sulla vicenda della finanziaria, ci dimostra il contrario e cioè
lei non può dire a noi, in particolare, dell'opposizione, almeno
che, appunto, io la invito a farlo con nomi, di avere inserito
all'interno di questo testo emendamenti che venivano
sponsorizzati da deputati dell'opposizione o di parte di essi, o
di emendamenti discussi nelle commissioni, esitati nelle
commissioni e quindi inseriti nel nuovo maxi-emendamento.
Non è così perché, per quello che mi riguarda, per la
commissione dove io mi trovo, lei sa bene, come già abbiamo
detto, che degli emendamenti apprezzati positivamente
all'unanimità, in presenza del Governo dalla IV Commissione, non
sono stati assolutamente inseriti, così come lei dice, né tanto
meno ebbero il parere finale di legittimità da parte della II
Commissione, nella penultima fase.
Quindi sono dichiarazioni inesatte che indubbiamente tendono
a creare delle informazioni e di accendere dei piccoli fuochi o
di dare addosso all'untore dove questo untore non è assolutamente
questa opposizione ma forse lo è alcune frange della maggioranza
che hanno, così come si è dimostrato negli ultimi
sub-emendamenti, non accettato, affatto, la proposta di questo
Governo.
Si è anche detto che, anche se non in forma ufficiale,
questo me ne dispiace tanto, che ci sono inseriti in questo
ultimo maxi-emendamento emendamenti di ogni singolo parlamentare
della minoranza; questo personalmente, come sicuramente anche a
nome di altri, non mi si addice e se non fosse così, onorevole
assessore, io la invito, proprio per correttezza di informazione
e per il rispetto e la dignità che ogni parlamentare ha, di
dimostrarlo in maniera più trasparente.
Per quanto riguarda...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Cosa vuole dire?
Fuori i nomi?
VICARI. Siccome sono state fatte delle dichiarazioni, anche in
Aula, dove lei ripetutamente ha detto che non solo abbiamo
affrontato tutti i temi della finanziaria, invece io non credo
affatto che noi siamo mai entrati nello specifico dei temi
previsti dai singoli articoli, oggi commi, e che ci sono state
delle discussioni apprezzate dalle commissioni ed inserite nel
sub emendamento, siccome io posso dimostrarle che non è così per
quanto riguarda per esempio, ma certamente ce ne saranno altre,
la quarta Commissione, io vorrei invitare ad una correttezza di
informazione e ad una serenità maggiore che, a questo punto,
pretendiamo.
Per quanto riguarda la disponibilità, già espressa
precedentemente al mio intervento da qualche parlamentare, è una
disponibilità che non è stata affatto recepita, così per come
nasceva, dal capogruppo dei D.S., onorevole Speziale, in quanto
il senso, lei, onorevole Speziale, credo che lo ha inteso
perfettamente, non è quello così come lei l'ha commentato e cioè
c'è stata una richiesta di chiarimento sull'atteggiamento che il
Governo potrebbe tenere sul fatto che su circa 600 emendamenti il
60 per cento è dell'opposizione ma il 40 per cento è della
maggioranza e dei capigruppo della maggioranza ma, ancor fatto
più grave, onorevole Speziale, è che ci sono numerosi
emendamenti proposti da parti del Governo di questo attuale
Governo della regione siciliana e cioè ci sono assessori che
hanno proposto più volte, e per temi diversi, modifiche al
maxi-emendamento.
Allora, siccome questa è una situazione che crea disagi,
incomprensione, non capiamo più chi siamo, qualcuno diceva che
forse siamo una maggioranza virtuale e la maggioranza, invece, è
un'opposizione. Noi abbiamo lanciato una disponibilità, proprio
perchè c'è stato un impegno preso dal Presidente Cristaldi di
chiudere i lavori nella giornata di oggi, abbiamo lanciato la
disponibilità, intanto già non presentandone 4000 ma circa 400
emendamenti, ma un'ulteriore disponibilità all'Aula dicendo che
se ci fossero le condizioni per diminuire notevolmente ancora,
non barattando o contrattando ma proprio per onorare un impegno
già assunto e per dimostrare che le difficoltà che oggi esistono
in questo Parlamento non sono dovute al comportamento
ostruzionistico dell'opposizione ma sono difficoltà che sono
insite nella maggioranza stessa, così come ho detto, lo
dimostrano gli emendamenti al maxi-emendamento stesso da parte
del Governo,
Si è detto: se c'è questa disponibilità a ridurre
concretamente gli emendamenti proposti dall'opposizione vorremmo
sapere il Governo, ma per bocca del Presidente della Regione, che
tipo di atteggiamento riterrà di assumere anche nei confronti
degli altri circa 250 emendamenti della maggioranza e dei "pezzi"
del suo Governo.
Per cui credo, Signor Presidente, che a questo punto, per
dare più certezza ed univocità a come continuare a condurre i
lavori in quest'Aula, credo che l'intervento del Presidente della
Regione che chiarisca questi atteggiamenti, se c'è questa
intenzione perchè è possibile che si accetta che ci siano
emendamenti dell'opposizione, dei capigruppo della maggioranza e
di alcuni assessori componenti di questo Governo, questa è una
scelta che spetta evidentemente al Presidente della Regione, ma
credo che a questo punto un suo intervento che chiarisca il
lavoro delle prossime ore sia assolutamente indispensabile.
STRANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, indubbiamente i
dati sul percorso che questa sera si vuole affrontare non sono
confortanti.
In breve, dopo aver sentito gli interventi degli onorevoli
Fleres, Alfano, Speziale e la risposta dell'onorevole Piro,
lancio una proposta e cioè una soluzione perché la Sicilia,
onorevole Piro, trovi una risposta, questa sera, ad alcuni dei
suoi problemi potrebbe essere - ne parlavamo poc'anzi con
l'onorevole Granata - gradirei che il Governo e l'altra parte
interessata ci confortasse in questo senso - credo che
l'opposizione, come diceva un momento fa l'onorevole Vicari, e
prima ancora l'onorevole Fleres, non ha dato dimostrazione di
senso di responsabilità, ha soltanto fatto il suo dovere ed ha
fatto quello in cui credeva.
Il ritiro dei 4 mila o dei 3 mila emendamenti non è stata
una dimostrazione di senso di responsabilità nei confronti di
un'opposizione che, poi, per bocca dell'onorevole Speziale,
assume una legittima posizione, ma è stato un volere ragionare
specificatamente su alcuni argomenti ben definiti. Ma pare che
questo non sia il percorso che il Governo voglia seguire. Per
cui, signor Presidente, onorevole Capodicasa e signor Presidente
dell'Assemblea al quale rivolgiamo questa proposta perché la
stessa possa essere argomento di discussione, una via c'è e siamo
certi che è la via che la maggioranza potrebbe privilegiare ed è
la via attraverso la quale si potrebbe in pochi minuti chiudere
la vicenda questa sera.
Esiste, onorevole Piro un maxi-emendamento da lei
presentato, esistono degli emendamenti dell'opposizione ed alcuni
della maggioranza, noi proponiamo che si vada al ritiro di tutti
gli emendamenti, si voti con il voto di fiducia o meno - sarà il
Governo a deciderlo il maxi-emendamento - e il problema potrebbe
essere risolto. Quindi, tutti gli emendamenti possono essere
ritirati.
Sentiamo gli altri gruppi dell'opposizione cosa ne pensano.
Potrebbe essere questa l'idea per uscire dalle sacche e dalle
secche di questa vicenda che siamo certi convincerà il Partito
popolare, Rinnovamento italiano e i democratici di sinistra che
potrebbe essere la via più veloce. Per quanto mi riguarda, se ho
presentato emendamenti sono pronto a ritirarli. Se la
maggioranza è pronta a ritirare tutti gli emendamenti esiste,
onorevole Piro, la sua proposta, la proposta del Governo, sulla
quale ci possiamo confrontare. Pochissimi interventi per
dichiarazione di voto; sarete voi a decidere, poi, se porre la
fiducia o meno ma questo è un fatto interno della maggioranza che
non riguarda il comportamento dell'opposizione.
Questa è una proposta sulla quale si può lavorare e che
siamo certi troverà ampia soddisfazione, speriamo,
nell'opposizione e speriamo, anzi ne siamo certi, nella
maggioranza così coesa in questo documento programmatico,
politico e finanziario che c'è stato consegnato alcuni giorni fa.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
conoscendo l'onorevole Strano, siccome riesce a cogliere sempre
qual'è l'umore reale dell'Aula, ha voluto porre una provocazione
alla luce di quello che si è detto questa sera e stamattina in
quest'Aula ed ha posto un problema che è sicuramente un problema
serio e grave proprio perché non ci aspettavamo che la
maggioranza che nelle settimane scorse aveva accusato
l'opposizione di fare ostruzionismo ad un o strumento finanziario
che era importante per le sorti della Sicilia, non ci aspettavamo
dopo la seduta di venerdì scorso di vedere, così come abbiamo
detto stamattina in Aula, di vedere la maggioranza stessa fare
opposizione al Governo che sostiene con la presentazione di circa
200 emendamenti che, a volte, come ho avuto modo di dire
stamattina, sono dei veri e propri disegni di legge delle più
svariate materie e, quindi, ha ragione l'onorevole Strano nel
momento in cui provoca la maggioranza e dice "ritirate tutti gli
emendamenti perché ritireremo i nostri". E' chiaro che i nostri
non li ritireremo perché è evidente che questa sera dobbiamo
chiarirci le cose.
Vorrei fare un piccolo passo indietro, onorevole Piro: noi
abbiamo posto venerdì scorso - io e l'onorevole Tricoli e
l'onorevole Tricoli lo ha riproposto stamattina - un problema
procedurale serio.
La maggioranza ha portato in Commissione un disegno di
legge, le Commissioni di merito e la Commissione Bilancio il 17
marzo ha esitato uno stralcio di quel disegno di legge. Quel
disegno di legge è andato in Aula, quello stralciato, è su quello
che dobbiamo noi discutere.
Nel momento in cui vengono presentati emendamenti a quel
disegno di legge, legittimi, da parte del Governo e da parte
delle opposizioni, è evidente che nel momento in cui il Governo
presenta un maxi emendamento sostitutivo può tenere conto degli
emendamenti presentati sia dal Governo, sia dai singoli
parlamentari ma, deve anche tenere conto degli emendamenti che
possono essere inglobati nel maxi emendamento e quelli che non
sono presentabili, perché non sono attinenti alla materia.
Questo è il problema che abbiamo posto venerdì scorso,
questo è il problema che correttamente l'Assessore, onorevole
Piro, venerdì scorso ha perfettamente inteso nel momento in cui
lo abbiamo proposto e su questo stamattina abbiamo insistito e
l'onorevole Tricoli ha posto, ha, addirittura, indicato alcuni di
quelle che sarebbero le norme poste nel maxi-emendamento che non
possono essere prese in esame perché sono improponibili.
Questo è il primo problema che noi abbiamo posto e che
riponiamo questa sera all'attenzione del Governo perché, nel
momento in cui l'onorevole Speziale ci dice che vuole andare ad
esaminare tutti gli emendamenti, noi siamo ben felici perché
siamo qui per discutere gli emendamenti.
Il problema è della maggioranza che ci aveva accusato di
fare ostruzionismo e ora presenta 200 emendamenti.
Siamo pronti a discuterli tutti però non vorremmo che con la
scusa di doverli discutere tutti fra un'ora, due ore, il Governo
ci pone il problema della imprescindibilità dell'approvazione
della finanziaria entro stasera, pone la questione di fiducia e
non abbiamo risolto il problema di fondo che è quello di come
eliminare quelle parti della finanziaria che non possono stare in
questo disegno di legge.
Questo è il problema che noi poniamo, aldilà delle altre
esercitazioni retoriche che si possono fare da questo podio, per
cui ci attendiamo dalla Presidenza dell'Assemblea e dal Governo,
se intende farlo, la eliminazione, innanzitutto, di quegli
emendamenti, di quelle norme, di quei commi del maxi-emendamento
che non possono trovare posizione nel maxi-emendamento stesso
perché affrontano materie diverse che non sono state mai
esaminate e non possono essere esaminate perché non si tratta di
un rinvio alle Commissioni, si tratta di materia diversa dal
disegno di legge che oggi è all'esame e alla discussione di
questa Aula.
Se non si risolve questo problema non abbiamo possibilità di
andare avanti e allora quando io stamattina ho detto, e sono
stato ripreso sia dall'onorevole Alfano che dall'onorevole
Fleres, "diteci cosa avete intenzione di fare in relazione ai
vostri emendamenti", intendevo dire questo, fateci sapere cosa
avete intenzione di fare perché in tal modo, sapendo cosa
vogliono fare i partiti che compongono la maggioranza, ci
rapporteremo in tal senso per capire se ritirando quegli
emendamenti noi siamo in condizione di trasformare i 400-450
emendamenti dell'opposizione in 40-50-60-70, quelli che riteniamo
opportuni ai fini della discussione delle problematiche che noi
riteniamo essere interessanti all'economia, collettività
siciliana.
Egregio onorevole Piro, se non risolviamo questo problema
che è procedurale ma, nello stesso tempo, sostanziale e politico,
noi qui continueremo a prenderci in giro per altre ore e non
vorrei che poi alle 22,00, 23,00 o 24,00 di questa sera diremo
"ci vuole la fiducia" e passa questo disegno di legge, questo
maxi-emendamento così com'è, anche con le parti non proponibili
che poi non so se dobbiamo ricorrere ai rimedi finali che sono
quelli del Commissario dello Stato.
Stiamo attenti Sto ponendo un problema serio che tende a
far lavorare serenamente questa Assemblea, a farla lavorare in
maniera produttiva, perchè se noi dobbiamo "gingillarci" soltanto
per far vedere che presentiamo questo o quell'emendamento, non
abbiamo risolto il problema politico di fondo. Ed allora,
l'invito che ho fatto questa mattina, l'invito che hanno fatto -
immagino - i colleghi di Forza Italia, vuol significare solo
questo: "siamo pronti a discutere dopo, però, aver eliminato
quelle parti del maxi-emendamento che riteniamo non possano
trovare spazio in questo maxi-emendamento, appunto perchè non
attinenti alla materia di cui stasera si discute".
Dopo avere avuto una risposta politica e procurarle in
questo senso, ritengo che possiamo andare avanti spediti e siamo
qui, a disposizione, per trattare tutti gli emendamenti.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero indeciso se
intervenire o meno, perchè non vorrei contribuire ad allungare
ulteriormente questa discussione che mi pare abbastanza surreale.
Infatti, non so se apprezzare o meno l'intervento
dell'onorevole Strano, visti alcuni suoi precedenti e recenti
interventi, se collocarlo come un intervento serio e responsabile
in una proposta di merito o collocarlo in questo quadro surreale
della discussione che stiamo vivendo.
Io sono il meno adatto a dare quelle risposte politiche
sollecitate dall'onorevole Fleres, ne vorrei alimentare una sorta
di dietrologia sollevata da qualche intervento da parte dei
colleghi del centrodestra su presunti contrasti dentro la
maggioranza o perfino dentro il Gruppo dei Democratici di
Sinistra.
Vorrei attenermi per un momento ai fatti e guardare,
innanzitutto l'atteggiamento, definito adesso responsabile da
parte del Polo, per me abbastanza - consentitemi - schizofrenico,
che per giorni ci ha tenuto qui presentando centinaia di
emendamenti anche sull'esercizio provvisorio, battendosi -
legittimamente - per impedire la discussione e l'approvazione di
questa legge finanziaria e adesso invece è preoccupata delle
sorti di questa finanziaria, della sua rapida approvazione di
migliorare il testo perchè è uno strumento utile per la nostra
Regione.
Appresso il fatto che, dopo giorni, il centrodestra abbia
capito le ragioni della maggioranza, vorrei dire all'onorevole
Fleres che finché ci sarà un Governo, non ci sarà un voto
contrario di quest'Aula che smentisca i numeri e il sostegno a
questo Governo, c'è una maggioranza ed una opposizione.
BRIGUGLIO. Dobbiamo verificare qual è la maggioranza
ZANNA. L'avete impedita questa verifica quando abbiamo posto
la fiducia sull'esercizio provvisorio ed avete chiesto, ritirando
i vostri emendamenti, che il Governo ritirasse la fiducia e così
è avvenuto.
Perchè la fiducia fu posta perchè c'erano centinaia di
emendamenti, venuti meno questi emendamenti è venuta meno la
richiesta di fiducia e fu approvato all'unanimità, o quasi,
l'esercizio provvisorio.
Adesso, onorevoli colleghi, ritengo che le cose siano un po'
più semplici, ritengo. Questo giro di parole, queste
riflessioni, sinceramente io non voglio provocare reazioni da
parte dei colleghi del Polo, però semplicemente dico che è
necessario andare avanti.
Io non so, onorevole Fleres, se si andrà avanti in modo
disarticolato - come lei ha detto - si va avanti secondo il
dibattito e le regole. Stiamo intervenendo - anche se nessuno ne
sta parlando - sul dibattito generale, sul maxi-emendamento,
finirà il dibattito generale, si comincerà ad esaminare gli
emendamenti, se il Governo - ed è nelle sue prerogative, nelle
sue opportunità, nelle sue possibilità - riterrà utile ad un
certo punto della discussione, se farà questa valutazione
politica, di porre la fiducia, lo farà.
Si vuole evitare questo? Onorevoli colleghi, c'è lo stesso
modo dell'esercizio provvisorio: si ritirano gli emendamenti, 600
emendamenti, dalla maggioranza e dalla opposizione, o dalla
opposizione e dalla maggioranza - io non sono uno che si
formalizza su chi deve ritirarli per prima - se c'è un rispetto
ed un rapporto tra galantuomini, si procede in questa direzione.
Altrimenti, ci sono altre due strade: una è quella di
esaminare uno per uno gli emendamenti, l'altra - che non vorrei
scartare - è quella di mettere a fuoco alcune questioni e lo dico
in particolare all'opposizione visto che, almeno in maniera
presunta, il testo presentato del maxi-emendamento, dico dovrebbe
essere così, rispecchia una volontà, un orientamento, una
politica della maggioranza e, quindi, del Governo.
Se l'opposizione è in grado, vuole caratterizzarsi per
alcune battaglie , condivisibili o meno, sicuramente, sono certo
che, in particolare, una non avrà grande assenso da parte mia, ma
se l'opposizione vuole caratterizzarsi per alcune questioni di
merito che vuole mettere all'attenzione dell'Aula, lo può fare.
Già presentati, scorrendo gli emendamenti negli emendamenti
presentati, lo si faccia, si eliminino tutti quegli emendamenti
che hanno l'obiettivo chiaramente di far perdere tempo, ci si
concentri su alcune questioni e su quello si farà una battaglia,
un dibattito di merito in quest'Aula.
Se l'opposizione è in grado di fare questo, c'è la massima
disponibilità ad affrontare questi nodi in un dibattito aperto e
non nei corridoi di questo Palazzo, perché siccome gli esponenti
del Polo - Forza Italia, Alleanza Nazionale - in questi anni si
sono sempre caratterizzati, almeno a parole, in questa sede,
fuori da questo Parlamento, come forze politiche per volere
cambiare la politica e voler cambiare i modi di fare politica,
facciamolo nei fatti questo cambiamento, non portiamo nelle
stanze di questo Palazzo, in qualche stanza di questo Palazzo,
l'emendamento, alcuni emendamenti su cui aprire qualche
trattativa o qualche 'nciucio e pubblicamente, in maniera
trasparente si discutano in questa sede.
Metto le mani avanti, forse sulla base dell'esperienza
passata, anche di questo Parlamento e delle precedenti
finanziarie e dei precedenti governi, siccome io credo nella
riforma della politica e nel modo di affrontare i problemi, qua
c'è un Parlamento, ci sono atti depositati - gli emendamenti - ci
sono le regole per discutere e per valutarli. Senza alcuna
pregiudiziale, entrando nel merito delle cose.
Io credo che una sfida di questo tipo, sia una sfida
lanciata anche alla maggioranza, perché 200 emendamenti sono
troppi se si vuole imboccare questa strada. E' probabile che
anche dentro la maggioranza, a partire dal sottoscritto che ha
presentato nove emendamenti - se non ricordo male - possiamo
entrare nel merito. Non è detto che questa finanziaria è, come
si suol dire, la madre di tutte le stagioni, sarà l'ultima legge
che farà, vediamo nello scheletro, nell'ossatura portante di
questo emendamento del Governo dove inserire, dove è possibile
inserire, discutendone nel merito, alcune proposte.
Non vedo altre strade: quindi, o c'è la proposta
dell'onorevole Strano, più immediata e più risolutiva; o c'è la
proposta - che deve valutare il Governo se lo ritiene giusto o
valido proseguendo il dibattito che stiamo facendo - di porre la
fiducia; oppure si entra nel merito di alcune scelte da compiere
sia proposte dall'opposizione, sia proposte dalla maggioranza e
si va avanti. Chiaramente, in questa scelta i tempi sarebbero più
stretti e si potrebbe entrare meglio nel merito della
discussione.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Presidente, onorevole assessore e onorevoli
colleghi, a nome del Centro Cristiano Democratico ho bisogno di
fare alcune precisazioni che riguardano il percorso che ci siamo
dati da qualche giorno e le precisazioni riguardano sia la
maggioranza che l'opposizione.
Nel corso di un incontro con l'onorevole Capodicasa
l'opposizione aveva assunto l'impegno di presentare alla manovra,
in particolare al maxiemendamento, non più di un centinaio di
emendamenti. Per quanto riguarda il Centro Cristiano Democratico
ci siamo limitati a presentare non più di 10 emendamenti.
L'opposizione quindi in questo senso non ha onorato l'impegno di
contenersi nei 100 emendamenti e di questo mi rammarico, perché
abbiamo partecipato a questo incontro con il Presidente
Capodicasa e avevamo dichiarato la nostra disponibilità come
opposizione a ritirare i 4.000, i 4.500 emendamenti dimostrando
senso di responsabilità e garantendo quindi al percorso
legislativo una corsia preferenziale che consentisse al
Parlamento di trovare una soluzione.
La maggioranza e il Presidente onorevole Capodicasa ci
comunicò in quella sede ristretta che la maggioranza e il Governo
erano compatti e che avrebbero presentato un maxiemendamento,
debbo rilevare che il Governo non onora i suoi impegni con
l'opposizione perché evidentemente i partiti della maggioranza
non hanno trovato l'accordo sul maxiemendamento, se è vero che i
partiti della maggioranza o tra i partiti della maggioranza mi
pare siano stati presentati una quarantina di emendamenti dalla
sinistra Democratica - la cifra l'ho assunta poco fa, ho chiesto
notizie al presidente del Gruppo parlamentare della Sinistra
Democratica -, non so quanti il Partito Popolare, non so quanti
Rinnovamento Italiano, non so quanti i Comunisti, non so quanti
l'UDR. Resta il fatto grave che il Governo assume un impegno con
l'opposizione e non lo onora, non è nella condizione di fare
sintesi. Ci sono emendamenti dell'altra parte dell'opposizione,
Rifondazione Comunista, mi pare contenuti, una ventina, ho
assunto questa notizia anche in Aula.
Vedete, quando saltano le regole è difficile fare sintesi,
quest'Aula è ingovernabile, perché il Governo e il suo Presidente
non riescono ad onorare gli impegni assunti con l'opposizione e
perché l'opposizione non riesce ad onorare gli impegni che assume
con il Governo. E io sono dispiaciuto. Evidentemente c'è bisogno
di maggior raccordo all'interno della maggioranza e all'interno
dell'opposizione.
Che questo intervento non sia sottovalutato Per quanto ci
riguarda continuiamo a giudicare sulla base delle cose che
vediamo e sulla base delle intese che perfezioniamo.
Come si esce da questa situazione? C'è lo strumento
regolamentare, magari i 150 emendamenti della maggioranza sono un
bleff, li hanno presentati per consentire all'onorevole Strano di
fare la proposta ritirare, ritiriamo e poi ci contiamo:
Io dico che l'opposizione non ritira niente e che
l'opposizione farà. Io propongo uno sforzo per riportare la sua
proposta all'impegno assunto con il Governo Capodicasa in
quell'incontro.
Se gli emendamenti della maggioranza sono emendendamenti
bluff lo vedremo, è chiaro che se la maggioranza continua a
mantenere quegli emendamenti, questa maggioranza è divisa e il
Presidente Capodicasa quando parla non rappresenta nessuno.
Perchè quella sera, presente l'Assessore Crisafulli, fu
assunto l'impegno che il Governo avrebbe fatto sintesi e avrebbe
presentato all'Aula il maxi emendamento, all'interno del quale la
maggioranza avrebbe rappresentato interamente il vecchio
articolato e qualche cosina sempre nei contenuti, non discontinua
nuova, altrimenti avremmo posto correttamente il problema
dell'apprezzamento da parte delle Commissioni di merito.
E' chiaro che noi siamo di fronte a un Presidente della
Regione che non è nella condizione di assumere impegni, allora il
mio punto di vista è che si sospendano i lavori dell'Aula almeno
per un'ora, perchè per quanto ci riguarda intendiamo chiarire
all'interno dell'opposizione la nostra posizione rivendicando
esattamente quello che io ho detto e cioè che l'opposizione deve
ripristinare la posizione iniziale.
Lo sanno tutti a che cosa punta l'opposizione.
Abbiamo alcune cose rispetto alle quali non cediamo solo un
voto traumatico dell'Aula ammesso che il Governo ritenga di avere
numeri a posto, io al posto del Presidente Capodicasa starei un
po' accorto, ma siccome noi non vogliamo giocare con gli
interessi della Sicilia, non giocheremo nemmeno in questo
passaggio col Governo Capodicasa perchè la vicenda del bilancio è
molto delicata e dovremmo approfittare di questa vicenda per
cercare di affermare alcuni nostri punti di vista sulla
sanatoria.
Vi sono alcune cose, onorevole Croce, altri amici
dell'opposizione hanno fatto battaglie sacrosante insieme al
Centro Cristiano democratico per affermare alcuni punti di vista
dell'opposizione, intendiamo su questi punti di vista discutere
in Aula, noi faremo la nostra parte, il Governo dimostri a questo
Parlamento di avere la maggioranza e e di onorare gli impegni che
assume quando si fanno le trattative ristrette.
Quindi, propongo, onorevole Presidente, una pausa di un'ora
perchè la maggioranza, per quanto riguarda la maggioranza, e
l'opposizione per quanto riguarda l'opposizione discutano
seriamente su quello che è successo in questi giorno, perchè il
risultato sconvolge quello schema e a questo punto io non mi
sento vincolato ad alcunchè, nè nel rispetto con la maggioranza
perchè chiaramente sono all'opposizione organicamente e
strutturalmente e per quanto riguarda l'opposizione io credo che
l'opposizione seriamente come fino ad oggi ha fatto quando
abbiamo proposto di ritirare gli emendamenti, abbiamo dimostrato
a tutti di essere serissimi. A questo punto magari abbiamo un po'
esagerati, però siamo pronti io credo che l'opposizione ha
dimostrato responsabilità nel ritirare gli emendamenti farà una
azione rigorosa di selezione all'interno di questi 300
emendamenti e metteremo nella condizione il Governo Capodicasa di
discutere di quelle dieci quindici cose importanti rispetto alle
quali l'opposizione intende che il Parlamento si pronunci.
GRIMALDI. Chiedo di parlare. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Presidente della Regione, onorevole assessore
Piro, vorrei potere avere un dialogo approfittando della presenza
in Aula del Governo della Regione. Se è necessario sospendere
per qualche minuto, sono pronto a farlo perchè, caro Presidente
dell'Assemblea, intendo rivolgermi al Governo di questa Regione.
Vorrei ricordare, onorevole Presidente, e più che altro lo vorrei
ricordare ai colleghi della maggioranza e dell'opposizione che
oggi dopo lunghissime giornate ci ritroviamo in quest'Aula a
discutere di questa finanziaria, una finanziaria completamente
diversa dalla prima sulla quale abbiamo a lungo discusso, sulla
quale, presidente della Regione, onorevoli colleghi, abbiamo
discusso anche nelle Commissione di merito.
Sulla prima finanziaria giorni e giorni, nottate chiusi
nelle stanze delle varie commissioni a discutere con
l'opposizione e con la maggioranza sugli emendamenti che poi non
sono stati assolutamente tenuti in considerazione da questo
Governo, il quale ci ripropone una seconda finanziaria.
Signor Presidente della Regione, noi come opposizione
avevamo presentato circa 5.000 emendamenti.
Certamente, se oggi abbiamo proposto di ritirare molti
emendamenti non è perché vogliamo assolutamente parlare di
'nciucio, come ha fatto qualche esponente della sua compagine,
delle forze che lo appoggiano, e certamente non abbiamo fatto
accordi trasversali o fuori da questa Assemblea in qualche Aula,
e quindi signor Presidente della Regione, cerchi di fare capire
ai suoi esponenti che in questo momento danneggiano questa
possibilità di dialogo che c'è tra un Governo e l'opposizione.
Noi non vogliamo ricorrere all'nciucio , noi non abbiamo
emendamenti che abbiamo sottoposto all'assessore onorevole Piro o
al Presidente della Regione, sottobanco.
Noi abbiamo 5.000 emendamenti, ci siamo resi conto che oggi
sotto quest'Assemblea c'è gente che manifesta una certa
intolleranza, che oggi in quest'Aula c'è gente che aspetta una
risposta, ecco perché con grande senso, onorevole Presidente
della Regione, onorevole Presidente dell'Assemblea, con grande
senso di responsabilità, ed onorevole Speziale, non è
assolutamente 'nciucio. Questo sistema lo conoscevate voi, quando
eravamo al Governo noi, stiamo ripercorrendo assolutamente le
stesse tappe.
FORGIONE. Voi lo facevate, quando eravate al Governo.
GRIMALDI. Non stiamo ricorrendo assolutamente. Lo facevano
coloro i quali facevano opposizione, che venivano. Allora,
onorevole Forgione, facciamo assieme, per qualche istante questa
opposizione, se siamo capaci di farla assieme.
FORGIONE. Lei ha detto che quando era al Governo faceva con
Speziale l'inciucio.
GRIMALDI. Quando venivano dall'opposizione, onorevole
Forgione, cerchiamo di fare opposizione, so che le viene
difficile, gli ordini dall'alto, alle volte è difficile poi farli
rispettare in periferia.
Allora, onorevole Presidente della Regione, volevo dire che
noi abbiamo avuto questa sensibilità nel ritirare 5.000
emendamenti ed abbiamo riproposto gli emendamenti che noi come
forza di opposizione riteniamo necessari presentare per potere
essere discussi in quest'Aula che è l'unica Aula dove si devono
discutere i suggerimenti. Che cosa sono gli emendamenti, se non i
suggerimenti che vengono dalle forze politiche o anche dai
singoli deputati ad un Governo che certamente non mostra grande
sensibilità.
Io stasera ho sentito dire a qualche esponente della
maggioranza, e questo credo l'onorevole Zanna diceva, noi
giustamente vogliamo cambiare il sistema e diceva alle forze del
Centro destra: voi avete sempre detto di volere cambiare il
sistema.
Onorevole Zanna ci stiamo tentando. Ma quando sento dire a
lei o ritiriamo gli emendamenti o c'è la fiducia, questo è
veramente distruggere i valori della democrazia e della libertà
dei singoli deputati, sia essi della maggioranza che
dell'opposizione, perché questi emendamenti onorevole Presidente
della Regione non appartengono semplicemente all'opposizione, ma
parte degli emendamenti appartiene alla maggioranza, la quale
credo, pur appoggiando il Governo perché fanno parte di questa
compagine, hanno il diritto di potere anche suggerire qualche
proposta al Governo.
Allora, questa finanziaria non è di nessuno, signor
Presidente della Regione, non appartiene alla maggioranza e non
appartiene all'opposizione. E' una finanziaria che è stata fatta
dentro qualche stanza, cercando certamente di mettere dentro le
cose necessario per evitare di innescare una bomba dentro
quest'Aula, ma sottovalutando suggerimenti seri, corretti e
responsabili che vengono sia dalla maggioranza che
dall'opposizione. Allora, bisogna ritrovare il piacere, signor
presidente della Regione ed onorevoli colleghi, di fare politica.
Bisogna ritrovare, realmente, il piacere di affrontare
questi altri due anni e qualche mese che ci sono alla fine di
questa legislatura che tante delusioni ha dato, a noi deputati,
ma anche alla gente, al popolo siciliano.
Dobbiamo cercare in questi due anni di trovare quell'intesa
indispensabile, per potere quest'Aula produrre delle leggi
necessarie in questo momento alla realtà economica, alla realtà
imprenditoriale, agli agricoltori, ai disoccupati, ai
commercianti, ai rappresentanti delle varie organizzazioni. Dare,
finalmente, delle risposte.
Signor presidente della Regione, noi non siamo assolutamente
oggi qui per fare ostruzionismo o per trovare la possibilità di
'nciucio o di tentare l'nciucio con il Governo di questa Regione.
Noi siamo qui per cercare di vedere, realmente, quali sono
gli emendamenti sui quali bisogna discutere e questo Governo
credo che abbia il dovere di darci una risposta.
Perché se questo Governo intende continuare a minacciare
l'Aula e per Aula io intendo maggioranza e minoranza. Maggioranza
che é costretta a subire la violenza di un voto di fiducia e ad
accordare la fiducia anche se non perfettamente d'accordo, io
dico che é finito veramente il valore della politica, della
libertà e della democrazia.
Per cui é un invito il Governo a riflettere. Un invito alla
maggioranza all'opposizione a trovare quella giusta strada che
possa consentire di dare immediatamente al popolo siciliano, un
bilancio necessario per potere affrontare l'immediato futuro.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signori presidenti dell'Assemblea e del Governo,
onorevoli colleghi, le difficoltà che ogni volta ci si accinge a
dover cercare di risolvere, io vedo che, forse senza volerlo, la
compagine di maggioranza vuole innescare da parte
dell'opposizione difficoltà a trovare delle convergenze.
Perché vede, signor presidente, sentirsi dire in Aula che
quasi quasi il senso di responsabilità di alcuni colleghi, di
cercare di spiegare o dare delle motivazioni per cui si siano
fatti degli emendamenti e, quindi, di essere propositivi nei
confronti del Governo affinché non si cerca, anche perché io mi
rendo conto che il tempo breve anche da parte del Governo, trova
difficoltà a percepire molte volte la portata degli emendamenti.
Ebbene, qui da illustri parlamentari della maggioranza,
viene totalmente stravolto e viene detto quasi che alcuni
parlamentari dell'opposizione, non so quale fine hanno o perché
vanno a trovare accordi. Ma qui non c'é nessun accordo. Io,
personalmente, non ho remore a dirlo, ho cercato di far capire la
portata di qualche emendamento che ho fatto e non me ne vergogno
a dirlo, ma questo non é uno spirito di trovare accordi. Questo é
uno spirito di cercare di costruire e di abbreviare i tempi.
Il Governo ha chiesto di abbreviare, di essere tutti più
fattivi, sia dall'opposizione che dalla maggioranza, e penso che
questo sia stato raccolto dalla compagine dell'opposizione, ma se
questo viene accolto quasi come un senso di mortificazione di chi
l'ha fatto, allora io me ne guarderei bene di sostenere, ancora,
la tesi di dover continuare a cercare di sforzarmi di leggere
alcuni emendamenti anche per capire la portata.
Io ho avuto, forse nel mio modo di fare, ho cercato di
guardarli tutti questi emendamenti; intanto, devo dire affinché
alcuni lo sappiano, che la stragrande maggioranza degli
emendamenti da parte dell'opposizione, circa 400, sono molti di
meno, sono molti di meno perché molti sono ripetitivi e quindi
non è vero che sono 400, forse sono uguali a quelli della
maggioranza che non sono ripetitivi, i nostri sono alcuni
ripetitivi e quindi si andrebbero ad annullare, quindi cominciamo
a dire, per chi è bene che se li guardi a questo punto questi
emendamenti, che questa è la situazione di fatto, quindi non ci
sono un gran numero di emendamenti, lo sforzo si è fatto.
Io ho visto emendamenti presentati da me, anche all'interno
del mio gruppo, ripresentati e non c'è niente di male, anzi forse
questi due emendamenti sono uno, quindi si vanno a ridurre, per
cui non è che c'è questa gran quantità, caro onorevole Speziale,
di emendamenti.
Anche per l'onorevole Zanna, qui nessuno vuole fare perdere
tempo, ognuno quando presenta degli emendamenti presenta casi e
problematiche che non sono per fare perdere tempo perché ci sono
problemi tecnici, ci sono problemi che in effetti sono di una
valenza, di un mondo che aspetta delle risposte e che non ne ha
da due anni e mezzo; su alcuni temi si discute, si approvano
disegni di legge in Commissione e poi in Aula non arrivano,
allora si cerca di riprendere alcuni di questi articoli e si
cerca di contribuire affinché questi articoli possano avere una
soluzione in una legge.
Non penso che si faccia perdere tempo, caro onorevole Zanna,
se si trattano alcuni emendamenti su gente tipo i non vedenti,
non è perdere tempo per un mondo che aspetta delle risposte,
quindi non è perdere tempo questo, allora stiamo attenti anche
nelle frasi, se ci sono poi delle situazioni che vanno a fare
articolo degli emendamenti ostruzionistici, è chiaro uno ne
prende atto, ma non ne ho visti, guardi caro Presidente, io me li
sono letti quasi tutti, non ho visti questi emendamenti
ostruzionistici, molti sono ripetitivi, e allora con buon senso
il Governo, invece di lanciare quasi guanti di sfida, cioè mi
scusi onorevole Speziale con il suo intervento forse era meglio
che ascoltasse prima gli interventi degli altri, io la giustifico
un po' per questo, perché è intervenuto dopo e non sapeva pure
la portata degli interventi di prima che erano per costruire non
per distruggere, il suo intervento è per distruggere, allora se
dobbiamo distruggere qua siamo tutti pronti a distruggere, ma
certamente non è questo l'obiettivo a cui tutti ci si era
richiamati la volta passata, ci si era richiamati ad essere un
po' tutti costruttivi.
Il Governo ha cercare di recepire qualcosa che l'opposizione
propone, se queste proposizioni sono ancora oggi un numero
significativo si vede di rivederle se c'è da rivedere, ma non
mortificare come se qua qualcuno chissà perché ha continuato a
presentare emendamenti, o chissà quali sono i fini a cui ognuno
tende; certo esistono problemi importanti, è inutile negarlo, il
recupero dei 150 metri è un problema serio, e questo forse è
opportuno che l'Aula ne discuta, il problema del 30% degli
albergatori è un problema serio, quindi non è che con questo uno
vuole sposare delle cause, si rimette all'Aula alcune cose e guai
se non fosse, se non si vuole fare questo e si vuole cercare di
portare avanti tutto un insieme di argomentazioni per eliminare
alcune contraddizioni che, haimé, su questi argomenti escono
fuori allora diciamolo pure, certamente è anche vero che se ci
sono pure degli emendamenti che, vi devo dire in alcuni casi il
recepimento della "legge Galli" che in commissione è stato
respinto che ce lo ritroviamo in questo disegno di legge. Allora
io mi domando, se è vero che alcune indicazioni il Governo, come
dice l'Assessore Piro, sono state riprese perchè valutate
positivamente dalla Commissione, io credo che debba essere
conseguenziale a ritirare quell'articolo, perchè in Commissione
fu bocciato; allora, mentre altri che sono stati approvati, così
come bene ha detto l'onorevole vicari, non sono totalmente
presenti in questa finanziaria.
Quindi, siccome ci rendiamo conto che, in effetti, questo
maxi emendamento ha complicato ancora di più la vita perchè, in
effetti, devo dirvi che la difficoltà che ho riscontrato nel
leggerlo è grande, anche perchè una manovra finanziaria fatta in
articoli, non me ne si voglia, dà certamente un senso più rapido
della portata della discussione che si va ad affrontare in
quell'articolo, ma tutto un insieme di sub emendamenti e di
emendamenti, in alcuni casi messi in maniera difficile da
leggere, io credo che creano pure delle difficoltà ad alcune
norme. Esistono alcuni emendamenti che, secondo me, comportano
spesa e che non possono entrare in questo maxi emendamento,
quindi mi sembra giusto che queste cose vengano dette, non c'è
niente di sconvolgente.
Allora, con questo spirito, se la maggioranza è un po' più
responsabile, cerca di venire incontro a delle esigenze; se non
lo vuole fare ognuno ne prenderà atto, ma non diamo delle
responsabilità a qualcuno che vuole far vedere in maniera velata
chissà quali accordi, se ci fossero stati gli accordi non ci
sarebbero 400 emendamenti e vi devo dire che secondo me un po' il
disaccordo è anche nella maggioranza, perchè ho letto alcuni
articoli di alcune forze politiche che dimostrano il malessere
della maggioranza, quindi se uno li guarda attentamente si vede
chiaramente che c'è questo malessere, quindi sono delle forze ben
individuate con un ruolo ben chiaro, sono ripresentati dai loro
capigruppo e mi sembra giusto che dicano alcune cose, quindi si
raffrontano anche queste cose.
Quindi in Aula, non c'è niente di male, che si affronti
l'Aula su alcuni temi, l'opposizione credo che su questa
rivisitazione di alcuni emendamenti che sono doppioni, io penso
che si sfoltiranno molti e quindi su alcuni temi, ribadisco,
nessuno vuol fare perdere tempo tanto più sui temi sociali e
anche su temi di altra natura che hanno visto da più giorni
quest'Aula e questi parlamentari, a me personalmente ne premono
alcuni, ma non perchè debbo farne chissà quale motivo di vittoria
se ciò vada in porto ma perchè voglio essere costruttivo su temi
che la maggioranza ha posto e non capisco perchè alcuni temi si
possono affrontare perchè li pone la maggioranza, chiamasi le
sanatorie, e altri che pone l'opposizione si deve dire che sono
delle sanatorie spietate; beh, l'armentizio e gli usi civici sono
molto più sanatoria spietata dei 150 metri dal mare, molto di
più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio. Ne ha
facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, seguendo il
filo di questa finanziaria abbiamo, in qualche modo, forse
smarrito la realtà del momento politico odierno importante che si
sta consumando anche nel nostro Paese.
Mentre fuori di quest'Aula, anche di questo Palazzo, si
chiude la campagna elettorale referendaria, a cui noi non
partecipiamo per discutere, mi sembra da queste ultime battute,
lo dico con grande rispetto innanzitutto nei confronti di noi
stessi e della Istituzione, per discutere spero utilmente di un
documento importante per la vita della nostra Regione, siamo
sottratti ad un compito che, per quanto ci riguarda come Gruppo
parlamentare di Alleanza nazionale, noi tenevamo in qualche modo
ad onorare cioè quello di partecipare pienamente all'ultimo
giorno di campagna per il referendum. L'impressione è che la
discussione di oggi, in particolare la discussione pomeridiana,
non sia tale da giustificare questo sacrificio e credo che questo
sia un fatto estremamente grave che noi vogliamo sottolineare.
In questi minuti sembra che si consumi una sorta di guerra
di posizione, ma le posizioni in questo momento fra opposizione e
maggioranza non sono equivalenti. In questo momento c'è il
Governo che non sa cosa fare. Questo è il punto. Manca una
regia. Il Governo non ci sa dire che cosa vuole fare e come
uscire dallo stallo in cui, obiettivamente, ci siamo cacciati. Ci
sono, credo, le condizioni perché l'opposizione discuta
serenamente degli emendamenti che sono stati presentati con una
discussione di merito che, per quanto ci riguarda, deve essere
alla luce del sole e in quest'Aula. Il Governo è in condizione
di sostenere e di reggere una discussione di merito degli
emendamenti che sono stati presentati dall'opposizione, per
quanto più direttamente ci riguarda, e anche dalla maggioranza,
oppure no?
Noi siamo pronti a discutere del merito degli emendamenti
uno per uno. Siamo anche disponibili a fare una sorta di analisi
e di scrematura degli emendamenti ma non rinunciando alle nostre
posizioni politiche essenziali e importanti e da parte del
Governo c'è soltanto imbarazzo e direi un silenzioso imbarazzo.
In qualche modo bisogna uscire da questa condizione Che si alzi
il Presidente della Regione e ci dica che cosa vuole fare il
Governo e questa maggioranza. Se ha i numeri per seguire una
strada, segua una strada. Se no ci dica che cosa vuole realmente
fare.
Per quanto ci riguarda, noi siamo pronti al confronto
politico di merito sugli emendamenti che sono stati presentati.
Finora alle prese di posizione che sono state espresse in
numerosi interventi da parte dei deputati del Polo, non c'è
nessuna risposta.
Crediamo di intravedere una sorta di imbarazzo o, se
vogliamo, una mancata posizione comune nelle file della
maggioranza che peraltro qui nessuno in qualche modo vuole
nascondere e vuole nascondersi le cose ed attestata anche dal
numero dei deputati, soprattutto della maggioranza, presenti in
Aula. Usciamo dall'imbarazzo e giochiamo a carte scoperte E
l'iniziativa deve essere, in particolare, del Governo e del
Presidente della Regione. Ci sono ancora le difficoltà di cui
ampiamente ha parlato la stampa nei giorni scorsi all'interno
della Maggioranza. Se ne prenda atto. L'onorevole Fleres poco fa
ha addirittura parlato di maggioranza formale e di maggioranza
informale dicendo, con grande chiarezza, che aleggia anche lo
spettro del venir meno della maggioranza e dello stesso Governo.
Credo che dinanzi a queste provocazioni che, tutto sommato,
sono costruttive perché tendono a chiarire il quadro politico.
Occorre una iniziativa ed una risposta da parte del Governo
e del Presidente della Regione che registriamo ancora, in questo
momento, in questi minuti, del tutto carente e mancante e che,
comunque, per dare un senso alla nostra presenza stasera qui in
una giornata che è importante, che è importante per quanti fanno
politica italiana a prescindere dalla posizione che hanno preso
rispetto al referendum, deve avere una giustificazione seria che
finora ancora non si intravede.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessore per il bilancio e le finanze, onorevoli colleghi, io mi
attengo alla finanziaria per quello che riguarda alcuni commi di
questa finanziaria e quindi gli emendamenti che ho presentato,
che abbiamo presentato come componente politica, come Forza
Italia.
Debbo però riprendere un passaggio, non certamente molto
felice, dell'onorevole Speziale perché francamente non avevamo
bisogno di una provocazione per iniziare i lavori d'Aula questa
sera. Avevamo, invece, bisogno di più serenità per affrontare i
veri problemi che sono tanti.
Però l'onorevole Speziale ha detto con chiarezza quello che
pensa, e quindi quello che pensa il Governo, quello che pensa
questa maggioranza ed ha detto che porrà la fiducia. E questa
fiducia viene posta sull'onda di fare cadere tutti gli
emendamenti, ma non quelli dell'opposizione ma, soprattutto,
quelli della maggioranza perché mi pare che il punto non è
l'opposizione, che ha dichiarato e che dichiara di confrontarsi
sui veri problemi, ma è la maggioranza che ha presentato 200
emendamenti su un maxi emendamento.
200 emendamenti presentati dalla maggioranza suonano come
2.000, 20.000, 200.000 emendamenti e non certamente i 400
emendamenti presentati dall'opposizione che, se poi li andiamo a
vedere alcuni, sono ripetitivi e quindi sono passibili anche di
riduzioni.
La realtà è, amici miei, che qui non si vuole toccare nulla.
Qui ci sono ormai le caselle ben sistemate perché altrimenti se
si tocca una cosa si impazzisce.
Non si vogliono dare risposte ai cittadini e quindi ai
siciliani, non si vuole affrontare il vero problema che è quello
del riordino del territorio, mentre questa mattina abbiamo avuto
un incontro nella sede del Gruppo DS dove c'erano dichiarazioni
di grande disponibilità a trovare una soluzione, presenti altri
parlamentari, altri gruppi politici mentre non si vogliono dare
risposte, onorevole Presidente della Regione, ad altri problemi
importanti come quelli che vedono impegnati in questo momento
anche i dipendenti della Regione siciliana con la soppressione
del fondo, per quanto riguarda i prestiti e le cessioni, sia per
quanto riguarda quelli in servizio che quelli che sono in
quiescenza.
Non si vuole affrontare il problema dei deboli, non si vuole
affrontare il problema delle attività produttive, non si vuole
affrontare nulla perché questo Governo deve tirare a campare, e
chissà ancora per quanti giorni, senza realizzare una politica di
sviluppo del territorio e quindi della Regione siciliana.
Questa è una offesa al Parlamento perché l'opposizione, e lo
hanno detto tutti i parlamentari che sono intervenuti, caro
Presidente, hanno dato la loro più grande disponibilità, non solo
all'eventuale ritiro di emendamenti ma la possibilità di
stabilire un percorso, come noi avevamo stabilito, e quando avete
detto che facevamo ostruzionismo noi abbiamo ricondotto la
situazione, abbiamo ritirato i 5.000 emendamenti.
Come questa sera siamo disponibili, signor Presidente, e
soltanto lei lo può consentire, onorevole Capodicasa, di
riprendere il cammino verso un lavoro più sereno e non certamente
fatto a colpi di mano.
Questa è la grande realtà, caro presidente della Regione,
lei deve dire a chiare note che cosa vuole fare questa sera in
Parlamento.
Noi abbiamo detto che siamo pronti a discutere, a migliorare
questa finanziaria per realizzare un grande obiettivo e per far
sì che venga fuori l'emendamento che serve, che aiuta e non è
certamente l'inciucio che si cerca in questo momento in
quest'Aula.
Non abbiamo bisogno di inciuci, anzi lo abbiamo dimostrato e
lo dimostreremo, e anche questa sera se non ci saranno le
condizioni andremo avanti perchè è giusto che noi facciamo
sentire la nostra voce su problemi importanti; ci sono cittadini
che aspettano una risposta e questo Parlamento è inadempiente.
Ecco perchè io mi rivolgo a Lei, al suo senso di responsabilità,
al suo animo, alla sua intelligenza. Faccia un salto di qualità
nella politica. Venga questa sera a discutere, anche a sospendere
se è il caso, per definire l'ultimo percorso per approvare una
finanziaria che può essere alleggerita, che può essere integrata,
ma che può rappresentare un punto di incontro tra tutte le
categorie sociali.
Questo e quello che noi vogliamo dall'opposizione e noi di
Forza Italia non abbiamo bisogno di altro, abbiamo bisogno di
chiarire qual'è il rapporto con questo Governo, con questa
maggioranza, se esiste o non esiste. Non è certamente porre la
fiducia che aiuta i lavori di questo Parlamento e limitare il
confronto e quindi il dibattito. Il Paese ha bisogno di capire
effettivamente che tipo di Governo ha e se questo Governo non è
in grado di affrontare i problemi, che vada immediatamente a
casa. Questi sono i veri problemi che noi vogliamo mettere sul
tappeto.
Allora, come dico una cosa ne dico un'altra e faccio due
esempi per evitare di dire che tutto va male.
Su questa Finanziaria ci sono cose che vanno dette e non
sono il frutto del "fuoco di Sant'Antonio" dell'allergia
dell'onorevole Speziale, che può bloccare una ipotesi di
eguaglianza e di diritti dei cittadini o di negazione di un
diritto o di una sospensione di un diritto.
Questo è il Parlamento che deve legiferare e deve legiferare
in sintonia con quelli che sono i bisogni. C'è un esempio
favorevole che devo fare e leggo perchè è giusto che sia così per
una interpretazione di una norma, come farò un altro esempio che
vale la pena riprendere perchè non è certamente favorevole. Ed
allora, Caro Presidente, m i riferisco al comma 31, lettera e):
"In discussione appare meritevole poichè giustificato
dall'esigenza di avviare a serie difficoltà di applicazione del
testo normativo in atto vigente ed a possibile disparità di
trattamento che interpretazioni riduttive dello stesso operate
dagli organi consortili, potrebbero determinare in contrasto con
quello che era l'intendimento del legislatore. La norma
transitoria posta al quarto comma dell'art. 30 della legge 29
del '95 deve infatti coordinarsi sotto il profilo logico con le
precedenti disposizioni del medesimo articolo di legge.
Disposizioni con le quali nella prospettiva di una revisione
della disciplina di sviluppo delle aree di sviluppo industriali,
è stata sancita la equiparazione dell'attività di distribuzione
commerciale all'attività di produzione industriale. Se dunque
questo è l'indirizzo segnato dal legislatore nella prospettata
riforma della materia, appare irragionevole la misura apprestata
dal comma 31 in esame tesa a conservare quelle realtà
imprenditoriali che già prima della legge 29 del '95 hanno posto
in essere iniziative economiche ora legittimate dalla
equiparazione, alla distribuzione commerciale alla produzione
industriale prevista da tale legge. La novellazione proposta
quindi deve essere condivisa poichè, coerentemente con la
finalità sottesa al complesso delle disposizioni dell'art. 30
della legge 29 del '95 offre un testo normativo che interpreta
chiaramente l'intendimento del legislatore e che non si presta ad
interpretazioni riduttive che potrebbero in effetti esporre la
norma a dubbi di legittimità costituzionale. Differenziare, ad
esempio, le posizioni in relazione alla circostanza
dell'intervenuta o meno adozione di un provvedimento formale di
revoca dell'assegnazione dell'area potrebbe dar luogo ad una
violazione del principio costituzionale di eguaglianza. Ripeto di
eguaglianza. Dal momento che situazioni sostanzialmente identiche
riceverebbero un diverso trattamento normativo. A Tal proposito
non si può non evidenziare che la modifica proposta consente la
regolarizzazione di situazioni che inizialmente non conformi alla
legge oggi sono certamente legittime e non il mantenimento di
attività ancora non consentite dalla legge. Non avrebbe alcun
senso, in definitiva, continuare a penalizzare imprese che adesso
per effetto della equiparazione stabilita dal primo comma
dell'art. 3 della legge 29 del '95, tra distribuzione commerciale
e produzione industriale, potrebbero legittimamente svolgere
l'attività per la quale le si dovrebbe invece sanzionare. D'altra
parte, l'oggettiva valenza della norma in discussione trae
legittimazione e giustificazione dell'interesse generale di
mantenere in essere iniziative di impresa in termini di incidenza
sull'economia dell'Isola e di ricaduta sui livelli occupazionali
hanno significativo rilievo.
Non par dubbio, allora, che agli interessi collettivi che,
con la modifica proposta verrebbero salvaguardati, sono
prevalenti rispetto all'esigenza del rispetto di una legittimità
ormai solo formale e superata e, per tal verso, ricorre
certamente tra le innovazioni, la innovazione normativa proposta
e le peculiarità della situazione oggettiva che ne forma oggetto
quale imprescindibile necessità di intervenire con una
disposizione di carattere speciale che, secondo gli orientamenti
della Corte Costituzionale - che ha legiferato con una sentenza
n. 94 del 30 marzo 1995 - può legittimare gli effetti di una
norma di deroga alla disciplina generale.
Siccome discende dall'articolo 41 della Carta Costituzionale
l'iniziativa economica deve essere non in contrasto con l'utilità
sociale, ma al contrario deve svolgersi in modo da rispettare e
tutelare le esigenze del consorzio sociale, con l'approvazione
del comma in esame si può dare concreta applicazione a tale
principio costituzionale."
Allora dico che il Governo ha fatto bene ad inserire questo
comma perché rappresenta un momento di uguaglianza e di diritto
rispetto a determinate situazioni ed allora il problema è un
altro, caro onorevole Zanna, io ho detto una cosa buona, ma ne
dico altre che non sono buone ed ho fatto riferimento agli usi
civici.
Amici miei, colleghi e siciliani, gli usi civici si devono
accompagnare con il riordino urbanistico. Gli usi civici senza
riordino urbanistico non possono essere calati in questa realtà
e, quindi, se c'è un problema eventualmente che il Commissario
dello Stato deve interpretare, deve essere anche quello di
rivolgersi a questi argomenti, che sono argomenti non certamente
legittimati e, quindi, che hanno possibilità di ascolto in un
Parlamento come questo, che è un Parlamento che vuole essere
all'altezza del proprio compito.
Quindi, usi civici e riordino urbanistico che vadano a
braccetto per sanare situazioni e per risolvere problemi di
tanta, tanta gente che, se noi andiamo a vedere quanti sono -
circa 200 mila famiglie - vivono il dramma della demolizione e
dell'acquisizione al patrimonio comunale.
Parlerò più avanti e parlerò di altri problemi importanti
come questi che sono rappresentati e sono qui dentro e che
meritano ascolto e meritano soprattutto la nostra approvazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ricotta, ne ha
facoltà.
RICOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, dall'andamento dell'andamento dei
lavori si capisce benissimo che noi siamo in Aula esclusivamente
per perdere del tempo, a quanto pare, perché il disinteresse
credo che sia totale, l'assenza dell'Assessore al Bilancio ci fa
capire l'importanza che il Governo attribuisce a questa
discussione che si sta svolgendo in Aula. Un'Aula che, a mio
avviso, è completamente confusa su quelli che sono i propri
ruoli, perché in essa si è visto l'onorevole Speziale, che
dovrebbe rappresentare la maggioranza, parlare come il capo
dell'opposizione, oratori dell'opposizione che hanno parlato come
componenti della maggioranza.
Io credo che sia necessario porre, innanzitutto, dei paletti
su quelle che sono le funzioni di ciascuno di noi.
Quest'Aula in questa legislatura ha lavorato pochissimo, ha
discusso molto, ma inutilmente. I novanta componenti
dell'Assemblea per la maggior parte non frequentano i lavori
d'aula, una decina di persone che credono di essere più
intelligenti degli altri, ma che in realtà sono solo dei furbi,
ritengono con il loro atteggiamento, che spesso è ipocrita, di
plagiare i lavori e lo ritengono dando, in virtù delle loro
posizioni, delle direttive che sono del tutto anomale e
l'atteggiamento dell'onorevole Speziale che da capo della
maggioranza ritiene di accusare gli altri di inciuci, di voler
trattare in separata sede argomenti che interesserebbero a
livello personale denuncia un atteggiamento ben conosciuto da
parte sua che è quello, appunto, dell'atteggiamento manifestato
accusando gli altri.
Io ritengo, onorevole Presidente, che quest'Aula abbia
bisogno soprattutto di chiarezza. Stamattina sentendo l'onorevole
Piro che rispondeva - onorevole Presidente Capodicasa dal momento
che l'onorevole Piro non è presente è giusto che almeno lei senta
le cose che ho da dire -, che è intervenuto in risposta di
determinati interventi di onorevoli colleghi, disse che il
Governo aveva accettato determinati emendamenti che erano stati
ritenuti idonei, e ha fatto l'esempio degli emendamenti della
terza Commissione. Ora, io dico: con quale criterio il Governo
ha ritenuto di accettare determinati emendamenti che erano
scaturiti dalla terza Commissione e non ha ritenuto di accettare
gli emendamenti che erano usciti fuori dalla riunione della sesta
Commissione che erano esclusivamente emendamenti tecnici,
emendamenti che dovevano servire a far funzionare meglio le
aziende ospedaliere e le aziende sanitarie?
Ebbene, forse perché per gli emendamenti della terza
Commissione c'erano interessi particolari o erano proposti da
persone che erano più sensibili agli atteggiamenti che dicevo
prima?
Onorevole Capodicasa, io credo che il suo Governo si debba
distinguere soprattutto per un atteggiamento diverso, perché era
il modo con cui si è atteggiato lei prima che lei diventasse
presidente di questo Governo. Lei si riteneva progressista, aveva
sempre accusato gli altri di poca trasparenza. Ebbene, in questa
finanziaria ci sono molti punti oscuri, molti emendamenti che
avrebbero dovuto avere accoglienza non sono stati nemmeno tenuti
in considerazione, altri sono stati ammessi e non si capisce
come. Non solo, ma se è vero quello che si dice in giro che si
sta preparando un ulteriore sub-emendamento sostitutivo di
quest'altro per accontentare altre personale, o altri deputati, o
altri Gruppi, io credo che questo è ancora più sconveniente e
quell'atteggiamento che l'onorevole Speziale ha voluto porre per
altri, evidentemente sta servendo al Governo e all'opposizione
per cercare di ottenere dei consensi che magari in atto non ha.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
atteggiamento, che ormai più di due anni si è tenuto in questa
Assemblea, debba faccia riflettere, non si può andare avanti in
questo modo, questa Assemblea è stata in questa legislatura
quella che ha prodotto meno.
I disegni di legge che si sono affrontati sono stati non
solo sparuti come numero, ma anche come qualità, se noi
consideriamo che solo per una punti di orgoglio si è riuscita ad
esitare il disegno di legge sulla legge-voto.
Signor Presidente, quando io, giorni fa, sollecitai la
maggioranza ad onorare la sua dignità, e a vedere se veramente
questa maggioranza aveva i numeri quando lei, onorevole
Presidente, aveva chiesto la fiducia, io credevo che questa
maggioranza volesse cambiare effettivamente regime. Invece, la
paura di contarsi, non solo da parte della maggioranza, ma anche
forse dell'opposizione, ha condotto tutti a fare un passo
indietro, l'opposizione ha ritirato i suoi emendamenti, la
maggioranza ha ritirato la fiducia che aveva chiesto.
Ebbene, signor Presidente, credo che lei debba dirci che
cosa intende realmente fare con la finanziaria, con la sua
maggioranza e quale futuro debba avere questo Governo.
Credo che lei debba soprattutto rispondere a queste
sollecitazioni, non possiamo continuare ancora in questo stato
confusionale, che non giova certo al suo Governo e non giova
nemmeno alla Regione Sicilia.
VIRZI'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà tutta
questa vicenda è cominciata male perchè, più che partire dal
sistema nervoso centrale della politica è partita da quello
neurovegetativo, riflessi automatici, muscoli, digrignar di
denti, la conferenza stampa di Claudio Fava, il vostro nuovo
segretario regionale, democraticamente indicato dal Nord Italia,
il quale ha dato anche alla regione Siciliana le sue chiarissime
lineari indicazioni per riportare serenità nel nostro dibattito
politico e ci ha comunicato in anticipo che su ogni passaggio
qualificante nella vita politica di questo Governo, sarebbe stata
posta la fiducia.
Un atteggiamento che una tantum è sostenibile perchè ogni
Governo ha la sua ultima barricata, la sua bandiera più
importante da difendere, ma che, proposto costantemente come
metodo di confronto con l'Aula, diventa francamente una cosa che
svilisce il dibattito parlamentare ed alle parole hanno seguito i
fatti perchè quando si parla di sereno confronto, di
ostruzionismo a una serie di livelli importanti e qualificanti
questa maggioranza ha rifiutato di accedere al confronto a
livello di Commissione parlamentare, si ha un bel dire che si
parla nei corridoi, ma questa maggioranza ha disertato le
Commissioni parlamentari che sono la sede istituzionale per fare
un confronto serio sulle cose e non sui passaggi regolamentari o
sulle pieghe del Regolamento che permettono di bloccare o di
procedere più velocemente.
Avete dato sin dall'inizio l'idea di approcciare tutto
questo snodo della vita politica siciliana con truculenza.
Credo di non rivelare alcun segreto di Pulcinella se dico
che molto probabilmente stiamo parlando di un documento che dopo
avere totalmente riscritto vi preparate forse a mandare alla
terza edizione per prendere di nuovo di contropiede l'Aula con
discorsi estremamente vaghi e, voglio dire, non ci si può
permettere di essere vaghi in un'Aula parlamentare.
Abbiamo recepito qualche cosa di qualche deputato della
minoranza, beh, ma in questo io vedo consociativismo. I
confronti o si fanno politicamente o non si fanno.
Non è consentito a nessuno dire: abbiamo recepito, abbiamo
sentito, abbiamo colto lo spirito, abbiamo visto lì dietro
qualcun'altro.
Credo di potere anticipare che francamente non si può dire
che la minoranza abbia ecceduto di fronte a quarantuno pagine di
testo normativo quando ha presentato 13 emendamenti a deputato.
Ma questo è ostruzionismo?
Io mi trovo nel conflitto di coscienza forse di non avere
fatto il mio dovere intero di parlamentare di fronte ad intere
categorie sociali, a gruppi sociali o moralmente costituiti, di
fronte ad interessi legittimi.
Ho fatto 13, 15 emendamenti e radio tam-tam del Parlamento
mi dice che c'è qualcuno che sta digitando un nuovo trucchetto
contro l'Aula, ma potete presumere che noi non vi chiediamo i
termini di Regolamento o che dobbiamo stare ancora qua a fare i
finti deputati perché voi volete fare i governanti esecutivi,
stile Bettino Craxi.
Ma attenzione, non si scherza così con un Parlamento Qua
ricadiamo nella politica buona, nel senso che in tutto questo io
vedo una lezione. Voi avete tuonato contro il Governo Provenzano,
contro il Governo Drago, parlando di leggi-Arlecchino, di
leggi-omnibus ed oggi queste definizioni vengono da dentro la
vostra maggioranza, non c'è più bisogno che le diciamo noi le
cose.
Autorevoli esponenti di questa maggioranza, che non avete
mandato né all'Elba, né a Sant'Elena e che non avete
scomunicato, hanno dichiarato alla stampa siciliana che in questa
finanziaria ci sono delle cose non trasparenti, poco limpide,
passaggi clientelari, dichiarazioni testuali di esponenti della
maggioranza.
Allora, per evitare di fare balletti inutili, di rinfacci,
credo che nel passaggio dal primo testo al secondo testo, la
minoranza ha ridotto all'osso le sue obiezioni, portandole da
5.000 a 4.000.
Se avessimo di fronte un Governo che scegliesse il sistema
corticale, il celebro-nobile, se avessimo di fronte persone che
vogliono fare politica e non atteggiarsi a 'don rodrighi', beh,
si direbbe: ma cari amici della minoranza, ma in fondo all'anima,
stampate in fondo al mesencefalo, ma non ci stanno scritte le
tre, quattro, cinque cose importanti che considerate di
principio. Qua si è girato attorno agli argomenti.
Io, sia sull'esercizio provvisorio, che sulla finanziaria,
mi sono permesso di entrare nel merito e di dire che non si può
continuare a procedere sul terreno delle privatizzazioni
presupponendo un cammino meramente amministrativo, senza indicare
percorsi netti, chiari.
Io sono contrario a buttare i bambini con l'acqua sporca,
liquidiamo l'ISMIG, ma quanti sanno che cosa è l'ISMIG, e della
gente che lavora lì e che ha fatto dell'ISMIG il secondo istituto
a livello nazionale per quanto riguarda le protesi ortopediche,
che ne vogliamo fare? O siamo in una logica di privatizzazione
che vuol dire regalo puro e semplice ai privati amici, ancora una
volta
Noi nella legge sullo scioglimento dell'Ente minerario, sia
pure con l'obiezione che noi abbiamo mosso, ma abbiamo tentato di
individuare un cammino, per il futuro dei dipendenti, qua non si
dice nulla e poi, credo che non si risponda a obiezioni fondate e
circostanziate, con i numerini, con i comma, con le virgole, con
i capitoletti, noi vi abbiamo fatto l'elenco di tutte le cose che
non sono mai state discusse in quest'Aula, che non hanno dignità
parlamentare, che non sono passate dalle commissioni e che avete
inserito surrettiziamente in questo documento che ci volete fare
ingoiare con l'arroganza e la prepotenza.
Credo che le obiezioni formali, in un Parlamento, abbiano un
valore sostanziale. Ricordo, per non dire altro, che in terza
commissione, perché sostituivo un mio collega, abbiamo votato un
emendamento aggiuntivo all'articolo che riguardava l'Ente
acquedotti siciliani, in cui si diceva: sì, si proceda pure, ma
nel contesto di un globale recepimento della legge Galli e, in
ogni caso, si proceda con una legge apposita, perché ciò che é
stato istituito per legge non può essere sciolto con semplice
atto amministrativo.
E, fra parentesi, non si riscrivono tutte le leggi, tutto
ciò che riguarda il turismo, con un emendamento di otto pagine
frettolosamente consegnato all'Aula, per fare inghiottire il
curaro insieme allo zucchero che sta attorno alla capsula.
Credo che serva un momento di saggezza, credo, signor
presidente dell'Assemblea, che in questo momento sarebbe più
dignitoso per tutta l'Aula se, vicendevolmente, maggioranza e
minoranza, previo un saluto cavalleresco e da persone per bene,
si concedessero una pausa di riflessione per opportune riunioni
politiche e momenti di confronto di almeno una mezz'ora.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con sorpresa
notiamo come oggi questo Governo, con la solita arroganza e con
il solito comportamento vuole imporre ai siciliani degli atti di
imperio, degli atti di autorità, senza alcun dibattito né nelle
piazze, alcun dibattito parlamentare nelle rispettive commissioni
di merito, alcun dibattito parlamentare voluto e dovuto in
quest'Aula.
All'insediamento, questo Governo ha fatto delle
dichiarazioni programmatiche di largo respiro, poi, ha voluto
presentare una finanziaria che doveva rappresentare il momento
determinante e qualificante di un programma di una coalizione,
finanziaria che, per colpa della stessa maggioranza e non certo
per le minoranze assembleari, é stata ritirata per presentare un
maxi-emendamento che rappresenta, solo ed esclusivamente, la
finanziaria stessa con lo stratagemma regolamentare di far cadere
gli emendamenti, non tanto dell'opposizione, ma della stessa
maggioranza. Ed oggi, una maggioranza in crisi, una maggioranza
divisa sulle idee, sui programmi e sui progetti, vuole imporre un
maxi-emendamento votando la fiducia a questo stesso Governo.
Questo mi pare un atto costituzionalmente illegittimo. Mi
pare anche difficile che in questa Assemblea possano esistere
precedenti di questo genere, leggi fondamentali per questa terra,
leggi che dovrebbero privilegiare le classi deboli, che
dovrebbero privilegiare l'occupazione ed i lavoratori siciliani
che oggi sono in piazza, anche davanti l'entrata di questo
Palazzo, votate senza alcun lavoro di commissione, senza alcun
dibattito con le forze parlamentari presenti in questo
Parlamento.
Cosa dire poi, di atti costituzionalmente illegittimi, come
quello riguardante il prestito per i dipendenti regionali? Questo
Governo vuole produrre con una finanziaria poco credibile, delle
situazioni che la Sicilia non può accettare, non può accettare
perché nelle pagine dei giornali di ogni giorno la crisi che
stiamo vivendo, lo sfascio che è presente negli assessorati di
questa Regione, uno per tutti forse l'assessorato più importante
quello alla sanità, dove si nota, quotidianamente, la mancanza di
progettualità e la mancanza di volere riordinare uno schema
legislativo che, anche a livello nazionale, aveva dato nei
manager un ruolo di cambio di gestione, un ruolo di produttività.
Non si è proceduto a nessuna verifica, non si è proceduto al
cosiddetto premio incentivante, cose che il Governo della passata
coalizione aveva voluto portare avanti.
Ma quale risposta si vuole dare a quei dipendenti o a quelle
personalità che hanno creduto nell'ente acquedotti siciliani?
Oggi le stesse opposizioni che potevano avere un'idea concreta
anche sulla privatizzazione dell'EAS non possono presentare alcun
emendamento, non possono portare avanti alcuna idea progettuale
di gestione privata o di azione liberal-democratica perché questo
Governo pensa con la debolezza, direi, e non con la forza dei
numeri, ma con la debolezza dei numeri, con la debolezza di chi è
pronto ad uscire dall'Aula, a fare passare senza alcuno studio,
senza alcuna analisi, una legge finanziaria che blocca la
Sicilia, che crea il caos in enti e in strutture determinanti per
la politica del rilancio economico ed occupazionale di questa
terra.
Ed allora io sono convinto che così come il Governo
Capodicasa ha ritirato la finanziaria, debba ritirare questo
maxi-emendamento per potere iniziare immediatamente il dibattito
sul bilancio e dare alla Sicilia in termini certi e produttivi un
nuovo bilancio, non penso che in questo periodo di difficoltà
economica si possa andare avanti con la forza dei numeri o con la
forza dei patteggiamenti fuori da quest'Aula e condivido le
preoccupazioni di quei parlamentari che pensano che l'inserire un
emendamento in una finanziaria possa rappresentare il contentino
su un progetto e su una linea programmatica che questa Assemblea
deve avere per risolvere i grandi problemi della Sicilia che non
si risolvono sicuramente con una maggioranza risicata e con una
maggioranza che non ha un progetto ed un programma comune se non
la divisione di qualche poltrona e di qualche sotto-governo.
La nostra linea deve essere una linea che deve guardare
avanti, che può dare alla Sicilia ed al precariato siciliano
delle risposte, delle risposte che devono venire anche dal
Governo nazionale.
PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, dichiaro
chiusa l'illustrazione degli emendamenti.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Regione.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, prendo la parola perché il dibattito che si è
svolto su questa finanziaria e anche il tenore degli interventi
svolti adesso per l'illustrazione degli emendamenti dimostra che
abbiamo, da parecchie settimane ad oggi, sprecato del tempo
prezioso che avremmo potuto utilmente sfruttare per approfondire
la materia dal punto di vista del merito che il Governo ha
sottoposto alle Commissione e poi all'Aula del lavoro per la sua
approvazione.
Del contenuto, del tenore e del significato del disegno di
legge numero 884, stralcio del disegno di legge impropriamente
definito "finanziaria" ne ha parlato più volte l'assessore Piro
per cui io non tornerò a sottolinearne da un lato l'urgenza e la
necessità ai fini di un contenimento delle spese, di un
incremento delle entrate.
Non starò qui a sottolineare il valore che, per quanto mi
riguarda, lo considero di svolta ai fini di un approccio alla
materia finanziaria da parte della Regione siciliana che sia di
carattere programmatorio, cioè in grado di definire le linee
essenziali di una programmazione in materia economico-finanziaria
che ci faccia uscire dalla provvisorietà, dia certezza ai mercati
finanziari, considerato che ormai, da un paio di anni, siamo
costretti a ricorrervi con una certa puntualità e soprattutto
imposti per il futuro un modo di procedere, individui una
disciplina che vada a normare la materia di carattere finanziario
e di bilancio che finalmente faccia uscire dalla provvisorietà,
da un certo genericismo e, diciamolo pure, anche da una occasione
annuale che viene ripetuta ormai da alcuni anni, di cui
l'onorevole Virzì poc'anzi ha fatto oggetto di polemica e che
riguarda il modo di come rendere flessibile il disegno di legge
di bilancio, considerato che nel corso degli anni, a causa degli
interventi scriteriati che si sono prodotti, è diventato uno
strumento rigido, incapace ormai di essere utilizzato per le
finalità di contenimento della spesa, di riequilibrio dei conti
che ormai tutti sentiamo come un'esigenza.
Per potere fare questa manovra si è individuata nel corso
degli ultimi anni, ormai è una prassi che si segue, quello dello
strumento del disegno di legge, impropriamente detto
"finanziaria". Sottolineo "impropriamente detto finanziaria"
perchè, in realtà, una finanziaria non è.
Nella Regione siciliana non abbiamo mai normato il ricorso
ad uno strumento collegato con il disegno di legge di bilancio
che abbia refluenze sulla manovra di bilancio e che però sia
messo al riparo, per legge, da una pressione oggettiva che quando
vengono trattati i disegni di legge non avente carattere
specifico, oggettivamente si produce.
Non c'è intenzione da parte di alcuno, io suppongo neanche
dei governi precedenti, di fare del disegno di legge cosiddetto
"finanziaria" una legge omnibus, tanto meno era una intenzione di
questo Governo, che ha voluto tenere rigidi i confini di quel
disegno di legge, addirittura individuando quattro titoli, a cui
poi se n'è aggiunto un quinto, che è quello relativo alla
introduzione della legge Galli per il riordino del regime delle
acque nella nostra regione e che avevano dei precisi connotati:
il primo era riferito alla disciplina in materia di bilancio, il
secondo ai controlli, il terzo al contenimento delle spese, il
quarto all'incremento delle entrate.
Quindi, credo che sia difficile oggi dire che da parte di
questo Governo si è voluto proporre un disegno di legge
"omnibus", aveva ed ha un carattere che è strettamente collegato
col disegno di legge di bilancio. Vero è che poi, nel corso della
discussione si sono affacciati elementi che sono in parte da
giustificare, visto che, come l'onorevole Ricotta poc'anzi ha
richiamato, quest'Aula da circa due anni e mezzo, quasi tre anni,
legifera poco, legifera poco e in modo saltuario, discontinuo,
senza una programmazione dei lavori, legifera senza avere davanti
a sè una programmazione di ampio respiro che possa far dire al
parlamentare, che è portatore di una esigenza di carattere
politico-programmatico, che se non può fare la battaglia,
avanzare la proposta su questo disegno di legge sa che fra due
mesi verrà all'esame dell'Aula un disegno di legge che ha materia
analoga a quella di cui si fa portatore e che su quella potrà poi
fare la propria battaglia, la propria proposta.
Allora è questa la ragione per la quale i disegni di legge
comunque formulati, che hanno però questo carattere che ci indice
a chiamarli "finanziaria" diventano quasi la sede decisiva e
quasi il "giudizio universale" sull'attività del Parlamento, cioè
diventano quasi l'unica occasione in cui l'Assemblea può
legiferare, diventano quasi quella sede che debba ricomprendere
tutte le esigenze che la società siciliana propone nei suoi
diversi settori economico-sociali e che quindi diventa questo il
momento dove ognuno, dovendosi fare portavoce dentro il
Parlamento di esigenze che vengono poste, sceglie di farlo in
questa occasione.
Credo che noi dobbiamo uscire da questa stretta via che si è
indicata all'Aula attraverso una prassi ormai portata avanti da
diversi anni. Noi dobbiamo, cioé, da un lato fare della legge
finanziaria una vera legge finanziaria, cioè strettamente
collegata con le finalità di bilancio volta a rendere flessibile
lo strumento del bilancio e per fare questo noi non facciamo
parole lo abbiamo indicato nel primo Titolo del disegno di legge
stralcio laddove vengono individuate procedure che, definite per
legge, impediscono dal prossimo esercizio finanziario in avanti
che si possa individuare la sede del disegno di legge cosiddetto
"finanziaria" per potere allocare scelte, indicazioni e proposte
che sono, magari legittime, anzi senz'altro legittime ma che però
possono essere considerata materia estranea allo specifico
oggetto del disegno di legge.
La stessa cosa, poi, credo si debba dire per quanto attiene
alle procedure legislative. Certo, se noi dovessimo pensare che
chiusa questa fase - come ebbe occasione di dire l'onorevole
Virzì in un suo intervento alcuni giorni or sono, peraltro
successivamente ribadito nel corso di una dichiarazione resa alla
stampa: "che fatta la finanziaria, poi quest'Aula chissà quando
ritornerà a riunirsi per legiferare in modo ordinario " - allora
hanno ragione quei colleghi che temendo quest'eventualità premono
perché le proposte che hanno da avanzare vengano inserite dentro
il disegno di legge finanziario. Ma in realtà noi non possiamo,
signor Presidente, procedere in questo modo.
L'Assemblea deve tornare a legiferare in modo ordinario e
per ordinario significa che bisogna fare dello strumento
regolamentare cioè del Regolamento, uno strumento che guidi ed
orienti l'attività legislativa dell'Assemblea.
Quindi, in modo ordinario si facciano le sedute delle
Commissioni che esaminano i disegni di legge. Uscire da una
certa emergenzialità che ci ha indotto nel corso degli ultimi
tempi - non mi riferisco a questi ultimi quattro mesi, perché in
fondo abbiamo affrontato tre, quattro grosse questioni, ma in
generale sulla legislatura - ci faccia uscire da una rincorsa
sull'emergenza. Emergenza che c'è onorevole Presidente perché
credo che noi noi possiamo ritenere di svolgere una discussione
avulsa da un contesto.
Questa discussione della finanziaria è innestata dentro una
problematica che è un po' più vasta che ha indotto un po' tutti a
giudicare questa fase come una fase di estrema delicatezza nel
corso della quale andrebbero affrontati i nodi strutturali quelli
di carattere riformatore che necessitano di un intervento
strutturale e che noi, per quanto ci è dato possibile, stiamo
cercando di fare perché non abbiamo ritenuto di dover affrontare
materie che non siano strettamente attinenti con un processo di
riforma, uno dei quali era quello relativo alla procedura di
bilancio, al contenuto del bilancio, alla pulizia della spesa,
all'allocazione nuova di risorse e, quindi, allo strumento che
riteniamo di doverci dare con questo disegno di legge
finanziario.
Ecco, allora che è su questi temi che si pone il problema.
E, io avrei capito, così come ho avuto occasione di dire in altro
momento, se l'opposizione avesse scelto di misurarsi del merito
di questo disegno di legge. Avrei capito una sfida che venisse
lanciata alla maggioranza per dire se la scelta... Ora vediamo
che l'ha impedito, io a questo volevo arrivare, perché da parte
nostra non c'è stata questa intenzione di impedire, perché noi
avremmo preferito il confronto oppure lo scontro perché dentro la
logica, la dialettica politica, nessuno si può ovviamente dolere
di questo, è nelle cose, io credo che siamo chiamati a questo
compito, quindi è fisiologico alla funzione che assolviamo nel
momento in cui siamo eletti, io avrei capito però che questo
scontro si accendesse sul merito, avessimo potuto nel merito
affrontare le questioni.
Io ritengo che alcuni dei problemi che sono stati posti dai
colleghi, anche delle opposizioni, avevano ed hanno delle
motivazioni serie tant'è che molte delle cose che sono state
ribadite nel corso degli interventi, quelli che noi abbiamo
ritenuto di dovere espungere da un dibattito molto più generale,
una parte della quale aveva un carattere ostruzionistico, quindi
in quanto tale era chiaramente motivato da altre ragioni.
RICOTTA. Quelle della sanità erano solo elementi tecnici ma
non sono stati inseriti.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Onorevole Ricotta però
le vorrei ricordare che il clima in questa Aula tutt'altro era
che non un clima che ci potesse consentire di fare una
valutazione di merito. Se questo fosse stato io probabilmente
ritengo che sarebbe stato possibile fare un approfondimento di
merito. Allora, quando si affronta il merito le ragioni
prevalgono anche sulle piccole furbizie.
Io credo che il dibattito politico in questa Aula anche in
momenti del passato quando si sono avuti scontri duri, conflitti
anche accesi, però anche in momenti che sembravano difficili, in
cui sembrava difficile trovare un punto di composizione, quando
il dibattito è vero, quando il dibattito è collegato con esigenze
oggettive, poi la soluzione viene individuata e si trova.
E alla fine può anche essere una soluzione a maggioranza ma
comunque è una soluzione che passa, viene filtrata da un forte
dibattito e da una forte attenzione anche politico-programmatico.
Ovviamente quando la maggioranza ha proposto il proprio
disegno di legge che era il terreno su cui chiamava l'Aula a
pronunciarsi, e noi abbiamo avuto fin da subito un atteggiamento
da parte dell'opposizione che aveva privilegiato l'aspetto
politico e non tanto quello di merito, noi abbiamo dovuto
prendere atto che questo schema era in parte saltato, non c'è
stato fino a questo momento onorevoli colleghi io vorrei che ...
l'onorevole Piro mi risulta che questa mattina ha fatto un po',
ha ripercorso un po' le tappe dell'iter parlamentare, io
ovviamente non ci ritorno, tutto questo ha compromesso ... non
si tratta di atteggiamenti ormai con questo termine abusato,
inciucisti o atteggiamenti consociativi, si tratta del libero
confronto parlamentare perché se non ci fosse questo noi avremmo
un'altra cosa, avremmo regolamenti diversi, avremmo leggi diverse
che regolano l'attività parlamentare.
L'attività parlamentare in questo sistema è la sede in cui
avviene il confronto politico di merito e poi si trova il punto
di vista comune, quando si può trovare; se non si può trovare
allora prevalgono le maggioranze, vi sono le opposizioni e ognuno
poi è libero nell'ambito del dibattito, che è esterno a questa
Aula nella pubblica opinione di esprimere le proprie valutazioni.
Per chi ha votato valutazioni positive, di sostegno, per chi non
lo ha votato valutazioni negative e di critica.
Ovviamente a questo punto, onorevoli colleghi, siamo al
giorno 16 del mese di aprile che costituisce quasi un tornante
dal punto di visto temporale perché noi non abbiamo da approvare
solo la legge finanziaria, noi abbiamo da approvare ancora il
bilancio, vi sono dei tempi tecnici che sono i tempi tecnici
necessari a travasare gli effetti della legge finanziaria nelle
previsioni di bilancio. Vi sono i tempi tecnici relativi alla
stampa del bozzone e della nota di variazione e tutto quanto ad
esso è collegato. Vi sono i tempi tecnici dell'esame da parte
del Commissario dello Stato delle norme che dovremmo varare. Io
mi chiedo, se dobbiamo rispettare, e questo è un interrogativo
che pongo all'Aula, la scadenza del 30 aprile, mi chiedo come sia
possibile oggi, il 16 di aprile, invocare un dibattito di merito
che avremmo avuto l'occasione di fare da circa un mese e mezzo.
Avremmo potuto farlo nel tempo in cui ci siamo impegnati a
discutere l'esercizio provvisorio, potevamo farlo quando abbiamo
discusso degli ordini del giorno, in altre occasioni. Io sono
pronto a farlo anche oggi. Ma vorrei che qualcuno mi indicasse la
strada conseguente a questa scelta, da seguire oggi, per
rispettare i tempi che sono estranei alla nostra volontà, a
quella maggioranza e dell'opposizione. Sono i tempi previsti
dalle norme di legge. Se questo fosse stato possibile, io credo
che in fondo la scelta compiuta otto giorni fa, quando abbiamo
sospeso l'Aula e rinviato ad oggi, era questa. Cioè, nella
giornata di oggi approfondire nel merito gli emendamenti e vedere
se era possibile sfrondare dalla mole di emendamenti presentati
un numero che fosse stato conducente ai fini della discussione
odierna e quindi a una conclusione rapida, lo avremmo potuto
fare. Anzi, direi addirittura che i termini dell'accordo che si è
poi espresso nell'Aula erano esattamente questi.
Io credo che, però, dobbiate consentirci, sia maggioranza
che opposizione, quando noi alle ore 21,30 del giorno 16, domani
è sabato e non è lavorativo, domenica è festivo....
BRIGUGLIO. Siamo alla vigilia del referendum.
CAPODICASA, presidente della Regione.... Anche questo è un
problema. Come sia possibile ricominciare da capo di fronte ad
una mole di emendamenti che è così ponderosa. Ho sentito vari
punti di vista espressi da parlamentari della minoranza. C'è chi
ha detto ritiriamo gli emendamenti e lasciamo solo quelli su cui
vale la pena di affrontare una discussione, vi sono altri che
hanno sostenuto che se l'opposizione ritira i propri anche la
maggioranza deve farlo, in toto. E votiamo il testo così com'è.
Io credo che bisogna intendersi su cosa fare.
Se vengono ritirati tutti gli emendamenti è una cosa.
Valuteremo con le altre forze presenti in Aula, che non sono solo
di maggioranza, bisogna che anche tutte le opposizioni si
esprimano, allora si può anche procedere speditamente. Si
riformula il testo ....
AULICINO. Bisogna formulare le ipotesi.
CAPODICASA, presidente della Regione.. E' quello che sto
facendo, onorevole Aulicino. Sto riassumendo le questioni poste
per cercare di trovare una soluzione. Non sto scegliendo una
strada piuttosto che un'altra.
AULICINO. E' una scelta.
CAPODICASA, presidente della Regione. Se lo fosse, onorevole
Aulicino, non avremmo alcuna obiezione. Ho sentito anche il suo
intervento. Per quanto possa sembrare che sia stato distratto,
le assicuro che ho ascoltato il suo intervento, quello degli
onorevoli Strano, Cimino, li ho seguiti tutti con attenzione.
Abbiamo ben compreso che vi sono i percorsi differenziati
rispetto al modo di procedere da qui in avanti.
Allora, da un alto, se fosse questa la proposta allora
sarebbe una proposta condivisa da tutti e potremmo andare avanti.
Si riformula il maxi emendamento perchè vi sono degli aspetti
tecnici che nel corso di questi giorni sono stati valutati dagli
uffici per una migliore formulazione del testo. Non cambia ne la
sostanza del testo ne viene introdotta altra materia. Una seconda
strada potrebbe essere quella, come dicono i colleghi, di
selezionare alcuni emendamenti su cui fare il dibattito di
merito. Ma badate che io so bene e anche voi ve ne rendete conto
che selezionare questo tipo di emendamenti, cioè gli emendamenti
su cui vale la pena svolgere un dibattito d'Aula, intanto è una
questione complicata. Vorrei capire come lo si fa, perché se
Forza Italia, per bocca del suo capogruppo ha detto "noi possiamo
selezionare alcuni emendamenti" vorrei sentire, diciamo, una
dichiarazione altrettanto impegnativa, da parte degli altri
Gruppi, anche quello della maggioranza, perché l'esigenza di
discutere alcune questioni, alcuni temi, qualunque sia poi il
voto finale dell'Aula che può essere anche quello di bocciarli,
ma comunque, introdurli nel dibattito d'Aula è una esigenza che
viene dalla minoranza, ma è un'esigenza che viene anche dalla
maggioranza, quindi, alla fine, avendo enucleato un numero di
emendamenti e trovato un criterio, ebbene, io sono dell'avviso
che anche questa non sia una strana fisiologica che ci porta alla
conclusione nei tempi che il Presidente dell'Assemblea, con il
conforto di noi tutti, ha scelto nella seduta precedente, cioè
quella della serata di oggi. Perché, proprio perché si tratta di
alcuni emendamenti ponderosi, che comportano un dibattito sulla
materia abbastanza serio - ed è la ragione per la quale i
colleghi chiedono che vengano posti in discussione - noi avremmo
uno sfilacciamento ulteriore della discussione che, a mio avviso,
è difficile gestire in questa fase.
Altrimenti, abbiamo una terza soluzione che io credo a
questo punto il Governo non può che mettere in campo, che è
quella che avendo noi sentito il dibattito senza che si gridi
all'nciucio da parte di alcuno, ma è semplicemente una prassi
politico-parlamentare - ed è nella facoltà del Governo di poterlo
fare - noi potremmo alla luce degli emendamenti presentati,
tentare una valutazione degli emendamenti quelli che la
maggioranza riterrà, chiunque può ritenere che la maggioranza
faccia bene o faccia male poi nella scelta finale, ma è una
scelta della maggioranza per cui può la maggioranza, a questo
punto, scegliere, decidere di recepire emendamenti che sono
proposti dall'opposizione, ma che non sono contrattati con
l'opposizione; nel senso che è materia che la maggioranza ritiene
che, pur essendo stata proposta dall'opposizione, che debba
trovarsi ingresso, e si assume di questo la responsabilità di
farlo e avendo ....
AULICINO. Si presuppone che l'opposizione dovrebbe scremare e
presentare pochi emendamenti....
CAPODICASA, presidente della Regione. Onorevole Aulicino, io
non temo le ore di sospensione, purché non siano le decine di ore
di sospensione, purché si faccia un lavoro. Però deve essere
chiaro, onorevoli colleghi, che una volta scelta una strada non
possiamo tornare indietro; per cui, se la scelta è quella di fare
una valutazione, il Governo farà quella valutazione sulla base di
una propria facoltà che poi l'Aula è libera di criticare o di
sostenere e su quel testo, a quel punto, il Governo è
intenzionato a porre la fiducia in modo tale che non ci siano
chiari segni, diciamo così, di ulteriore involuzione del
dibattito d'Aula, perché noi abbiamo bisogno, dopo tanti mesi di
discutere di finanziaria e dopo tante settimane di dibattito
d'Aula, di arrivare ad una conclusione.
A noi sembra che questo sia, oggi, il momento in cui devono
essere assunte le decisioni. Una decisione, ma che sia la
decisione che ci faccia concludere il testo.
Allora, se stanno così le cose, onorevoli colleghi, la
posizione del Governo è chiara: noi riteniamo che questa sera si
debba concludere la discussione, riteniamo di non compiere alcuna
forzatura - ovviamente di tipo regolamentare, mi pare che sia
scontato - ma tanto meno politica nei riguardi dell'opposizione ,
vogliamo però trovare una strada che sia quella conclusiva e sia
una strada che tenga conto delle obiezioni dell'opposizione,
delle proposte dell'opposizione, ma tenga conto anche delle
proposte della maggioranza perché la maggioranza non può
annullare politicamente se stessa solo perché abbiamo da
rispondere alle esigenze che provengono dall'opposizione.
Quindi, questa noi riteniamo. In ogni caso, onorevole
Presidente, visto che viene richiesto da parte dell'onorevole
Aulicino - lo aveva già detto dalla tribuna, lo ha riproposto ora
dal proprio posto - un'ora di sospensione per una valutazione.
Forse un'ora è troppo, forse sarebbe sufficiente mezz'ora.
Però, a quel punto, signor Presidente, dobbiamo sapere che
la posizione del Governo è ormai chiara: o si trova un accordo
che ci vede tutti impegnati a concludere in tempi rapidi, oppure
il Governo è costretto a porre la fiducia ed in questo modo
consentire che l'Aula faccia la sua conclusione.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa fino alle 22.30.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.47, è ripresa alle ore 01.45)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
1.10, allegato al presente resoconto stenografico, interamente
sostitutivo dell'emendamento 1.9.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'emendamento poco fa presentato, e che
riscrive il precedente 1.9 ovviamente non può che comprendere la
formulazione di alcuni temi esaminati nel corso della discussione
generale e presentati anche sotto forma di subemendamenti; su
svariati subemendamenti l'Aula potrà tornare. E' il caso del
problema concernente le strutture edificate entro i 150 metri, le
aree di grande rilevanza ambientale e paesaggistica. Ma, siccome
si tratta comunque di una materia controversa che ha anche dei
risvolti di varia natura, di natura penale, di natura
amministrativa, di natura ambientale, di natura urbanistica, noi
riteniamo che questa materia può meglio essere affrontata in un
dibattito serrato, nell'ambito di un disegno di legge
appositamente elaborato - mi risulta che nel corso di questa
settimana alcuni gruppi parlamentari hanno già depositato un loro
testo - credo che sarebbe opportuno che altri gruppi ed altri
parlamentari individualmente facciano altrettanto in modo tale
che, con una riflessione di carattere più organico, riconnettendo
questi temi a quelli più generali della salvaguardia del
territorio, del suo risanamento e della pianificazione nell'uso
delle nostre risorse ambientali, possa finalmente trovare un'equa
soluzione che sia soddisfacente per tutti.
Ovviamente sarebbe assai pi�� difficile affrontare in un
contesto improprio quale quello della finanziaria una materia che
ha i connotati di cui ho prima parlato.
Credo che in questo testo ripresentato sia compreso tutto
quanto era compatibile e ricomprensibile nel testo.
E proprio perchè è voluto essere un documento offerto alla
valutazione di quest'Aula, delle forze di maggioranza come di
quelle di opposizione, si è compiuto uno sforzo teso a
ricomprendere il più possibile le tematiche, dal punto di vista
della compatibilità del testo e anche della legittimità, dal
punto di vista intanto formale ma poi anche da quello
sostanziale; si è fatto lo sforzo di contenerle in modo da dare
una risposta la più possibile ampia alle esigenze che l'Aula ha
posto.
Voglio anche aggiungere, riprendendo un argomento che nella
prima fase di questa seduta abbiamo sostenuto, e cioè, l'augurio
e anche l'impegno per quanto ci riguarda è che l'Aula non debba
più affrontare disegni di legge che abbiano i connotati della
legge omnibus, perchè le incongruenze sia di carattere
regolamentare, sia di carattere normativo ed anche sostanziale
che si creano in questi casi sono tali da sconsigliare una
procedura che abbia queste caratteristiche.
Bisogna quindi tornare ad una ordinaria vita legislativa e
il più possibile bisogna fare delle leggi finanziarie - così come
sarà introdotto con la normativa contenuta nel disegno di legge -
sarà possibile da ora in avanti fare.
Per queste ragioni, onorevole Presidente, come Ella sa,
considerato che è stato anche promotore, direi quasi un
mallevadore, di un accordo che era intervenuto nella settimana
passata. Noi riteniamo che debba concludersi entro questa notte
il lavoro sulla finanziaria per ragioni ovvie di tempi ed anche
per la necessaria dignità, diciamo, che deve essere data ai
nostri lavori dopo avere dibattuto, dopo avere anche polemizzato,
dopo esserci confrontati arriva sempre il momento della decisione
ed è giusto che sia così.
Per queste ragioni, onorevole Presidente, non essendo
intervenuta alcuna novità nell'ambito delle relazioni tra
maggioranza e opposizione, il Governo pone la questione di
fiducia sull'emendamento testè presentato con un preciso
significato: non si tratta, ovviamente, di una fiducia che ha il
valore di una verifica della maggioranza, per il semplice motivo
che noi apponiamo la fiducia come strumento tecnico volto a
concludere una discussione; non è questa la sede per fare una
verifica; non è questo soprattutto il momento per fare una
verifica; la sede è questa ma non è questo però il momento.
Quello che noi riteniamo è invece che oggi bisogna
concludere un lungo iter procedurale, parlamentare, che ha
impegnato sia le Commissioni che l'Aula per diverso tempo. E'
opportuno che questo avvenga; avremmo preferito che avvenisse
nelle forme classiche del dibattito parlamentare, però non è
stato possibile per tutte le ragioni che conosciamo. Oggi siamo
costretti a porre la fiducia a questo scopo, con questa finalità.
Ed è per questa ragione che, nel chiedere la fiducia con
queste caratteristiche, non mi rivolgo solamente alle forze della
maggioranza, quelle che hanno votato la fiducia politica a questo
Governo, ma mi rivolgo a tutte le forze parlamentari, quelle che
possono essere interessate e sensibili all'invito che io ora
rivolgo.
Si tratta di una fiducia tesa a sbloccare una situazione che
ha questo connotato. Io mi rivolgo in particolare alle forze di
opposizione che continuano, probabilmente, a rimanere tali, che
sono Rifondazione Comunista, le forze del Partito Socialista
Siciliano, altre forze che si sono collegate con il Gruppo dei
Liberaldemocratici, direi, anche le forze del Polo, anche se non
azzardo tanto, considerato che si tratta di una opposizione
quella di carattere politico strutturata che ovviamente, per
ragioni di altra natura, non può che assumere una posizione
diversa.
Quindi è questo il motivo per il quale, Signor Presidente,
avendo concluso questa fase così faticosa, chiedo a quest'Aula di
dare la fiducia con queste caratteristiche, con queste
motivazioni. Ci sarà il tempo più avanti di fare invece una
verifica che abbia i connotati che devono essere dati ad una
verifica di carattere politico. Quando questo Governo si è
insediato, nelle dichiarazioni programmatiche, noi abbiamo fatto
riferimento ad una verifica di carattere programmatico che
avremmo noi stessi richiesto, a conclusione di una prima fase di
vita di questo Governo, che però era legata ad alcuni punti che
abbiamo considerato prioritari ma che coincide anche con una
esigenza di carattere politico.
Con i prossimi appuntamenti di carattere istituzionale, di
carattere parlamentare, di carattere elettorale, si va a
concludere una fase nella vita del nostro Paese e della nostra
Regione; probabilmente cambieranno anche delle collocazioni,
degli orientamenti. E' giusto che questa maggioranza a quel
momento vada a verificare i punti programmatici che sono stati
concordati all'inizio del mandato di questo Governo e quindi a
quel punto questa verifica programmatica già contenuta nelle
premesse può assumere il connotato di una verifica piena con
tutte le forze che possono esservi interessate.
Questo è quanto noi riteniamo oggi di poter dire a
quest'Aula e sulla base di questo, Signor Presidente, riteniamo
di dovere dare conclusivamente il nostro sigillo finale ad una
discussione che ci ha impegnato per troppo tempo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di consentire ai
gruppi parlamentari un rapido esame del subemendamento
presentato, la seduta è sospesa per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 02.00, è ripresa alle ore 03.07)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato,
come già annunciato, l'emendamento di riscrittura del disegno di
legge, sul quale emendamento è stata posta la fiducia.
E' aperta la discussione.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, il Governo ha ritenuto di presentare
un nuovo maxi emendamento che io sono riuscito a finire di
leggere proprio in questo momento e ho trovato, fra l'altro,
delle parti nuove in relazione all'altro maxi emendamento.
Avevamo chiesto, l'onorevole Tricoli ed io, sia ieri mattina
che nella seduta pomeridiana, che la Presidenza si pronunziasse
per quanto riguarda il vecchio maxi emendamento che, ovviamente,
ora è superato, su quelle norme che noi ritenevamo essere
improponibili in quanto non erano state oggetto, ripeto quello
che ho detto nelle ore passate, del disegno di legge che era
stato esitato il 17 marzo dalla Commissione Finanze e che era
venuto in Aula.
Noi ritenevamo che alcune di tali norme che sono state
elencate dall'onorevole Tricoli ieri mattina, fossero
improponibili perché erano di oggetto assolutamente diverso dal
testo della legge finanziaria stralciata. Cioè, si trattava di
norme che facevano riferimento o ad articoli dell'originario
disegno di legge che era stato presentato dal Governo, era andato
in Commissione e poi la sera del 17 marzo in alcune parti era
stato stralciato, o di emendamenti presentati che nulla avevano a
che fare con il disegno di legge stesso e che poi erano stati
incorporati nel maxi emendamento.
Noi riteniamo che prima di discutere sulla fiducia o vantare
oltre i lavori, è necessario che su quelle norme il Governo di
pronunci e dica quali ritiene che possano essere, anche alla luce
dei nuovi capitoli, se così possiamo chiamarli, dei nuovi commi
che sono stati aggiunti al nuovo maxi emendamento, perché ritiene
il Governo che possano essere parte integrante del nuovo maxi
emendamento, in ogni caso la Presidenza, alla luce di quello che
è stato detto stamattina dall'onorevole Tricoli deve dichiarare
la improponibilità o, se ritiene, la proponibilità di quelle
parti del disegno di legge.
Questo ritengo che sia pregiudiziale ai fini della
prosecuzione dei lavori.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
TRICOLI. Presidente, innanzitutto la soddisfazione di essere
arrivati al voto finale altrimenti fra un'ora avremmo dovuto
rileggerci un'altra riscrittura dell'emendamento.
A completamento di quanto ho detto stamane circa la
improponibilità, avendo riletto rapidamente questo ulteriore
emendamento, ritengo, altresì, che la Presidenza si debba
pronunciare circa la proponibilità o meno dei commi 6 ter e 6
quater, 10 opties e 10 nonies..
PRESIDENTE. Qual è l'obiezione sollevata?
TRICOLI. Si tratta di materia nuova con maggiori spese. Comma
15 lettere G) ed H), 23 ter/bis, 23 nonies, 31 G e 31 GG, 31 Z1,
AA, BB, CC e 31 quater.
VICARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
intervento amplia quanto già sollevato dall'onorevole Tricoli
circa l'improponibilità o comunque un adeguamento a quanto
prevede il Regolamento sulle parti nuove che oltre a quelle
individuate, appena rilevate, dall'onorevole Tricoli c'è da
aggiungere al comma quattro la lettera E, al comma cinque la
lettera C...
PRESIDENTE. Le dispiace ripetere? Gli uffici hanno necessità
di prendere appunti.
Al comma quattro cosa solleva?
VICARI. Che alla lettera E è una parte totalmente nuova.
PRESIDENTE. Ma il quattro è qui solo quattro ter, la lettera E
sostiene essere materia nuova non trattata alla Commissione di
merito?
VICARI. Si, abbiamo fatto il confronto, così anche al comma
cinque la lettera C con il testo dell'emendamento precedente.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio e la
pesca. Questo non vuol dire che le Commissioni non le hanno
trattate.
VICARI. No, non le hanno trattate le commissioni. Ne sono
sicura così come sono sicura, per esempio, onorevole visto che mi
solleva il problema delle commissioni, che al comma ventidue la
lettera E quella dei direttori, la commissione sanità ha espresso
parere sfavorevole, bocciandolo invece lo troviamo inserito qui.
Quindi, se dobbiamo parlare delle commissioni è tutta un'altra
storia.
PRESIDENTE. Onorevole Vicari l'eventuale parere negativo della
commissione di merito non preclude la possibilità che l'Aula lo
tratti e lo approvi eventualmente.
VICARI. Faccio l'elenco di tutte le parti nuove, poi,
evidentemente, la Presidenza si determinerà come l'Aula ritiene.
Quindi, al comma quattro la lettera E, al comma cinque la lettera
C, il cinque quinques ... il sei ter e quater è già stato
rilevato dall'onorevole Tricoli, il dieci sexties anche se c'era
come numero ma è stato totalmente cambiato nella sua definizione.
PRESIDENTE. Il dieci septies?
VICARI. Dieci septies. Come numero c'è ma l'oggetto contenuto
è totalmente diverso.
PRESIDENTE. Dieci sexties o septies?
VICARI. Septies.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Vicari non riusciamo a
comprendere. Lei solleva eccezioni per il septies o per il
sexties?
VICARI. Sexties.
Il dieci decies, il sedici octies, in particolare nel punto
otto.
Al comma 20, la lettera gg), il 25 quater, lettera f bis),
al comma 31 ha già fatto riferimento l'onorevole Tricoli, c'è da
aggiungere le lettere ee) al 31 ter.
A questo, onorevoli colleghi, credo che ci sia da aggiungere
una riflessione che ci vede probabilmente impegnati ad una
trattazione su questo nuovo testo della finanziaria che
probabilmente domani, quando avremo già dato il voto, per quello
che ci riguarda, negativo su questa finanziaria, potremo leggere
ed effettivamente capirne i contenuti, essendo questo testo in
tutti questi punti già individuati, totalmente nuovo.
Quindi, indubbiamente il tempo per poter apprezzare o
proporre modifica ammesso che ci sia la volontà del Governo, il
tempo non c'è. Quindi dal 17 marzo ad oggi quasi un mese è
passato, soltanto domani, onorevoli colleghi, sarete in grado di
sapere ciò che si è fatto in questo mese di tempo.
Signor Presidente, non comprendo il perchè comunque di porre
un voto di fiducia su un testo senza che ci sia la possibilità di
dare un minimo di contributo con qualche subemendamento anche
secondo me dovuto, essendo inserito qui alcuni punti che
prevedono spesa, quindi certamente poi la presidenza provvederà a
cassare queste parti. Non comprendiamo il perchè si possa porre
la fiducia quando c'è stata una dichiarazione di tutta la
minoranza che era disponibile a ritirare gli emendamenti o la
gran parte e quindi di non arrivare a questo punto.
Probabilmente il porre la fiducia dimostra una grande
sofferenza all'interno dell'attuale maggioranza che non riesce
preventivamente a controllare o a concordare le parti del nuovo
emendamento e quindi ritengo che sia un problema di fiducia posto
più all'attuale maggioranza che nei confronti dell'atteggiamento
della minoranza attuale.
DI MARTINO . presidente della Commissione e relatore. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, a mio modo di vedere le osservazioni da lei poste,
dall'onorevole Tricoli, dalla collega Vicari non hanno fondamento
alcuno perchè nel testo base i 4-5.000 emendamenti alle
commissioni è stato assegnato un certo termine, il termine
trascorso infruttuosamente si intende reso il parere.
Nel primo maxi emendamento è stato assegnato da lei un altro
termine che alcune commissioni hanno esaminato ed altre no e si
intende trascorso infruttuosamente il termine assegnato il parere
si intende reso. E per quello che mi risulta l'ultima edizione
del maxiemendamento dove il Governo ha posto la questione di
fiducia non fa altro che rilevare emendamenti che si trovavano
all'esame delle Commissioni che, per finzioni regolamentare si
intende che abbiano reso il parere.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino, saranno giudicate
proponibili le parti del nuovo emendamento che contenendo materia
nuova sia di competenza della Commissione Bilancio; saranno
giudicati improponibili le eventuali parti del nuovo emendamento
che necessitano del parere della Commissione di merito, non
potendosi ripetere continuamente l'invio alla Commissione di
merito, se così facessimo un disegno di legge non avrebbe mai
più... Io non ho alcuna difficoltà, essendo Lei il relatore, a
darLe la parola.
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore. Non
c'è dubbio che la decisione spetta a Lei, però è mio dovere
ricordare a me stesso che la competenza del disegno di legge era
affidata alla II Commissione e penso che la II Commissione ha
svolto regolarmente tutti i compiti assegnati.
PRESIDENTE. Confermo l'ottimo lavoro e ripeto, le eventuali
parti nuova la cui competenza di merito sia della II Commissione
saranno giudicati proponibili.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, il problema che era già stato posto
dall'onorevole Vicari alla quale io avevo chiesto di specificare
perchè mi pareva che si stesse ingenerando un equivoco, riguarda
proprio eventualmente la questione uovo, perchè l'onorevole
Vicari ha giudicato materia nuova ciò che non era contenuta
addirittura nella stessa formulazione del precedente emendamento,
per esempio ha citato il 5 quater che è una riscrittura di un
comma che è già presente nel precedente emendaamento o
addirittura ha giudicato materia nuova alcuni commi, alcune
lettere che sono state inserite in funzioni di emendamenti, da
tempo presentati, alcuni dei quali addirittura apprezzati dalle
Commissioni e che comunque sono andati alle Commissioni. Si
considera materia nuova quella che deriva dal fatto che sono
stati presentati dei subemendamenti all'emendamento e così come
prevede il Regolamento il Governo ha ritenuto di dovere
riscrivere il testo in funzione proprio dei subemendamenti
presentati.
Allora Presidente, io credo che in queste tre accezioni
sicuramente non possa parlarsi di materia nuova, fermo restando
che poi Ella giudicherà evidentemente come riterrà più opportuno,
ma io seguendo il percorso che l'onorevole Tricoli e l'onorevole
Vicari hanno tracciato a me pare che di materia nuova non si
possa parlare, che in un solo caso ma che riguarda un comma di
pertinenza della Commissione Finanza che è insediata in Aula e
può esprimere il proprio parere mentre tutto il resto ha
attinenza con materia già abbondantemente trattate e su cui
addirittura c'erano stati pareri favorevoli a delle Commissioni
di merito anche se in una prima stesura non erano stati inseriti
e sono stati inseriti adesso o, tutt'al più materie che sono
state trattate attraverso la presentazione dei subemendamenti che
sono stati presentati fino a martedì scorso del quale il Governo
ha ritenuto opportuno il recepimento provvedendo a riscrivere
l'emendamento stesso, sarebbe paradossale che fosse stato
giudicato proponibile il precedente maxi emendamento sul quale è
stato consentito ai deputati di presentare i subemendamenti e che
quando questi subemendamenti fossero accolti nella nuova
formulazione il comma o la lettera venisse giudicata
imrpoponibilr, francamente ci troveremmo di fronte a un paradosso
della procedura regolamentare e credo che però così non sarà.
PRESIDENTE. Assessore Piro, ribadisco, la parte nuova
dell'emendamento, la cui competenza di merito è della commissione
Bilancio, sarà giudicata proponibile.
Sarà, altresì, giudicata proponibile la parte di riscrittura
dell'emendamento che in qualche maniera riscrive il contenuto di
sub emendamenti già presentati purché questi risultino fra quelli
inviati alla competente commissione di merito, sia che li abbia
apprezzati positivamente o negativamente, sia che abbia deciso di
non apprezzarli.
Conseguenzialmente saranno giudicati improponibili le
eventuali parti della riscrittura dell'emendamento che prevedono
materia nuova, di non competenza della commissione Bilancio che
non è collegata ad emendamenti precedentemente presentati e
inviati alle commissioni di merito.
Questo non perché voglia aprire un dibattito su tale
questione, l'ho fatto per chiarezza dei termini, così si sa
oggettivamente quale sarà la decisione della Presidenza.
STANCANELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Se c'è un ordine dei lavori? Sì. Ma se è un
intervento sull'ordine dei lavori...
Quello che ha detto l'assessore Piro è una cosa nobile, ma
non incide sulle scelte della Presidenza.
STANCANELLI. Vuol dire che sono stato equivocato.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Stancanelli, se ha una
specificazione da fare...
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che
ha detto l'onorevole Piro mi trova perfettamente d'accordo perché
qua non si contesta il diritto del Governo a rimodulare e
riscrivere gli emendamenti in relazione ai sub emendamenti
presentati. Ci mancherebbe altro, o in relazione all'articolato
presentato.
Il problema che abbiamo posto noi all'inizio dei lavori è un
altro. Nel primo maxi emendamento vi erano delle norme che noi
riteniamo non potevano essere - non è un problema di convocazione
della Commissione, perché la Commissione non può prendere in
esame una proposta di norma che non sia stata, non esaminata
dalla Commissione, ma che non sia stata oggetto del disegno di
legge che è andato in Aula se è materia diversa dal disegno di
legge, indipendentemente dal fatto che la commissione sia
insediata. Perché è una cosa diversa. L'onorevole Tricoli, quando
ha fatto quell'elenco ieri mattina ha posto dei problemi in
relazione ad argomenti nuovi, non che non erano stati esaminati
dalla Commissione.
Quindi il problema è diverso. Per questo mi trovo d'accordo
con la prospettazione dell'assessore Piro, però il problema posto
è diverso. Non perché la Commissione non li ha esaminati.
PRESIDENTE. Su questo assicuro l'onorevole Stancanelli e
l'Assemblea che se ci sono emendamenti, anche se apprezzati dalle
commissioni, che sono di materia estranea, evidentemente non
possono essere inclusi nella parte del disegno di legge. Su
questo credo che ci sia un pronunciamento consolidato.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, se esistesse nel codice penale vigente
il reato di istigazione alla confusione, è chiaro che questo
Governo dovrebbe essere processato per direttissima, con
l'aggravante della reiterazione.
Quello che qui stiamo vivendo in questo momento altro non è
che il frutto di questa confusione politica e programmatica di
questo Governo che si decide di andare avanti a colpo finale di
fiducia per cercare di arginare quello che è il dilagare degli
emendamenti, non delle opposizioni, ma della maggioranza.
Credo che qua vi sia una grande disparità di trattamento
all'interno di questo secondo sub maxi emendamento che va
chiarito, così come va chiarita una questione esclusivamente
procedurale che ritengo sia pregiudiziale a tutti i lavori di
questo Parlamento siciliano.
Innanzitutto c'è un problema politico di fondo che ritengo
sia estremamente compromettente per quanto riguarda le
prerogative del Parlamento e anche il rispetto dei diritti dei
parlamentari. Perché a meno che non si dia per scontato che solo
i deputati di questa maggioranza che vediamo tutta unita
solamente nelle grandi occasioni come quando ci sono matrimoni,
feste, battesimi o funerali a secondo i casi, a meno che questa
maggioranza non abbia il lume e la prerogativa della verità
assoluta.
Io non mi spiego come mai gli emendamenti che vengono
presentati dall'opposizione vengono scartati ed emendamenti che
vengono presentati dalla maggioranza, addirittura differenti dal
primo sub-maxiemendamento e così come quell'altro, vengono
inseriti quasi totalmente così come è stato candidamente ammesso
dai banchi del governo.
Qui c'è un settore del Parlamento, signor Presidente, che è
depositario della verità assoluta, c'è un settore del Parlamento
che, pur proponendo emendamenti estremamente conducenti,
pertinenti e opportuni per gli interessi della Sicilia, vengono
scartati solo perché provengono dai deputati dell'opposizione.
Ma io qui voglio porre non solo una questione politica,
perché quella la giudicano i siciliani nel momento stesso in cui
dovranno valutare le continue inadempienze e le incapacità di
questa maggioranza e di questo governo, ma voglio sollevare un
problema procedurale, signor Presidente, perché io invito lei,
quale garante dell'attività del Parlamento e delle prerogative e
dei diritti dei parlamentari...
ZANNA. Signor Presidente, è un dibattito?
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, lei faccia il deputato e si
accomodi da qualche altra parte.
ZANNA. Signor Presidente, posso iscrivermi a parlare?
PRESIDENTE. Certo, si può iscrivere a parlare.
CAPUTO. C'è sempre la categoria degli indisciplinati perenni
in questo Parlamento.
Io pongo qui, signor Presidente, a scanso di equivoci, una
questione regolamentare. C'è una questione che io ritengo
doveroso sollevare per la regolarità dei lavori di quest'Aula.
Dopo la finanziaria che è miseramente fallita, dopo il primo
maxiemendamento, dopo il secondo sub-maxiemendamento rimaneggiato
e riscritto interamente da ampi settori di questa maggioranza, si
pone una questione di fiducia.
Vorrei fare un richiamo al Regolamento, all'articolo 121
quinquies, comma secondo, che testualmente recita: "Se il governo
pone la questione di fiducia sul mantenimento di un articolo, si
vota sull'articolo dopo che tutti gli emendamenti presentati
siano stati illustrati. Se il voto è favorevole, l'articolo è
approvato e tutti gli emendamenti si intendono respinti; nello
stesso modo si procede se si è posta la questione di fiducia su
un ordine del giorno o su una mozione".
Signor Presidente, vorrei cercare di dare un contributo per
chiarire a tutti i parlamentari come dobbiamo muoverci, perché io
vorrei sapere: a noi è stato consegnato, non più tardi di
quaranta minuti fa un'intera finanziaria riscritta, su questa
finanziaria il Presidente della Regione si è affrettato, in
maniera lapidaria, a dire che il governo chiede la fiducia del
Parlamento.
CAPODICASA, presidente della Regione. Affrettato? Sono sei
mesi che ci troviamo qua...
CAPUTO. Lo so, onorevole Presidente, e sono sei mesi in cui i
siciliani si sono tutti accorti di come state riducendo la
Sicilia in questi sei mesi di governo. Mi consenta, signor
Presidente della Regione. Non me ne voglia, ma le espressioni le
tira lei in maniera molto elastica e dinamica.
Vorrei dire: è una questione che io pongo, signor
Presidente dell'Assemblea, il parlamentare che riceve quaranta
minuti fa una seconda, anzi una terza finanziaria riscritta e
deve presentare degli emendamenti o dei sub-emendamenti a questo
sub-emendamento, io credo che abbiamo tutti il diritto, ai sensi
dell'articolo 121, secondo comma, di dovere presentare dei
sub-emendamenti sui quali solo successivamente può essere posta
la fiducia e non in maniera anticipata, perché questo significa
violare l'articolo 121 e violare le prerogative e i diritti del
Parlamento siciliano.
Quindi ritengo, signor Presidente, se l'articolo 121 trova
la sua conducenza in questo momento e in questa fattispecie
all'interno del Parlamento siciliano, io le chiedo, come fatto
pregiudiziale, di rinviare i lavori di questo Parlamento e di
consentire ai deputati di potere agevolmente presentare gli
emendamenti e solo successivamente porre la fiducia.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, è facoltà del Governo e della
Commissione di riscrivere gli articoli. La Presidenza
dell'Assemblea ha sospeso non per 40 minuti ma per un'ora la
seduta. Nessuno vieta ai deputati di presentare sub-emendamenti
anche nella fase di discussione così come stiamo facendo
sull'articolo.
Ma è una mera posizione politica nel senso che non è
sottraggo la possibilità che il deputato presentando
l'emendamento possa una sola volta e per dieci minuti illustrare
gli emendamenti. Li può illustrare come fatto politico ma non
potranno essere posti in votazione. Non viene violato nessun
regolamento.
Così come l'onorevole La Grua che ha presentato degli
emendamenti, essendo un capogruppo, avrà la possibilità di
illustrarli. Sono tutti a sua firma, egli è capogruppo, una sola
volta per dieci minuti può illustrare tutti questi emendamenti.
Ma non potranno mai essere posti in votazione. Perché sarà posto
in votazione l'emendamento su cui il Governo ha posto la fiducia.
Onorevole Zanna, lei ritiene di insistere?
ZANNA. Vorrei parlare sull'ordine dei lavori, perché vorrei
capire se si sta aprendo un dibattito.
PRESIDENTE. Io ho già specificato, non occorre che specifichi
ancora. Stiamo parlando sull'emendamento. Vuole evitare il
dibattito?
ZANNA. Si tratta di rispettare il Regolamento.
PRESIDENTE. Lei non è ancora candidato a presidente.
STRANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'emendamento. O
volete impedire che si parli sull'emendamento? Su questo ho
dichiarato aperta la discussione. Ognuno dice quello che vuole
nei dieci minuti che ha a disposizione. Oltretutto, non sono
nemmeno utilizzati. Ciascun deputato può intervenire
sull'emendamento.
SPEZIALE. Dovrebbe parlare uno per gruppo.
PRESIDENTE. No, sull'emendamento può intervenire chiunque.
Dopo si vota sull'emendamento e c'è la dichiarazione di voto
sull'emendamento. C'è la discussione generale sulla riscrittura
del disegno di legge. Dopo di che, quando si passerà alla fase di
votazione, ci sarà una fase intermedia in cui l'onorevole La Grua
può intervenire una sola volta per dieci minuti per illustrare
tutti gli emendamenti. Dopodiché ciascun deputato può intervenire
per dichiarazioni di voto per cinque minuti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Strano.
STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare
necessario da parte del gruppo di Alleanza nazionale, a nome del
quale io parlo, chiarire onorevole Presidente della Regione, una
posizione che pare non sia stata evidentemente e chiaramente
esplicitata nonostante la dovizia e la puntualità dell'onorevole
Caputo nelle sue considerazioni.
Onorevole Presidente, questo Governo si presenta alla quarta
riscrittura mostrando, quindi, non soltanto un modo di procedere
anomalo ma mostrando quanto questo Governo abbia avuto necessità
di riscrivere un documento che io mi permetto di dire, onorevole
Presidente, oltre che finanziario anche politico.
Poc'anzi lei diceva che gli emendamenti non hanno un valore
perché non vengono votati. Io mi permetto di dire che anche se
non vengono votati per il sol fatto che vengano presentati e per
il fatto sostanziale politicamente, politicamente, che non viene
permessa la loro discussione e la loro votazione, onorevole
Cristaldi noi facciamo qui il nostro dovere. Presidente mi
interrompo perché sono assenti sia il Presidente della Regione
che il Presidente dell'Assemblea quindi chiedo che venga
recuperato questo termine. Presidente riprendo quando mi ridarà
la parola.
Ci troviamo davanti ad una situazione piuttosto anomala,
almeno per chi frequenta, anche se da poco tempo, le aule
parlamentari di questa Regione siciliana. Un Governo che
presenta per la quarta volta un documento finanziario che
contiene al proprio interno diverse contraddizioni, non ultima
quella, onorevole assessore Piro, che contraddice quanto da lei
riferito sulla impossibilità di procedere a norme di spesa.
Vi sono, ed abbiamo individuato sicuramente, tre parti che
sono con chiarezza momenti di spesa e quindi contraddicono la sua
posizione a meno che le stesse parti siano state inserite a sua
insaputa e sono il 23 ter, il 31 A ed il 31 E E. Questo ci
sorprende perchè - o non tanto - perchè dovremmo conoscere quanto
sia conseguenziale alle vostre enunciazioni di principio il
comportamento in Aula. Come non ci sorprende, vista la genesi del
suo Governo, onorevole Capodicasa, mi perdoni il termine, il
balbettio su una ipotesi di verifica politica che lei ha messo in
essere in un intervento che ha convinto pochissimo chi pensava
lei forse di convincere anche coloro i quali, verifica politica
che non è possibile in questo momento, ma lasciando adombrare che
potrebbero esservi una verifica politica.
Indubbiamente se un governo è costretto a mediare in questa
condizione per riscrivere per la quarta volta una finanziaria che
al proprio interno non contiene quelle parti che il Governo ha
presentato nelle commissioni che sono state poi ritirate
significa che un progetto politico non esiste.
Ma, signor presidente, onorevole Cristaldi, io mi permetto
porre alcuni problemi, non soltanto sotto l'aspetto politico ma
anche, la prego se è possibile avere la sua attenzione, anche
sotto l'aspetto procedurale. Interventi sicuramente da non
sottovalutare quelli dell'onorevole Vicari e dell'onorevole
Tricoli al di là della eccezione che non entrava nel merito dei
sopracitati interventi dell'onorevole Di Martino e della giusta
risposta in quella fase dell'onorevole Piro hanno evidenziato con
assoluta chiarezza che il testo che c'è stato sottoposto - lei
dice un'ora fa ma non ha importanza alla luce delle cose che io
mi permetterò di proporle - dal Governo, il testo non è
sicuramente quello sul quale abbiamo lavorato per proporre alcuni
emendamenti.
Un parlamentare non può essere espropriato - presidente,
conosciamo il suo amore per i diritti ed anche i doveri dei
parlamentari - delle sue prerogative. Una di queste prerogative è
quella di leggere, di comprendere, di analizzare, di condividere
o di dissentire da un documento politico finanziario quale è
quello che ci è stato proposto, nuovo in alcune sue parti, per la
quarta volta dal Governo del presidente Capodicasa.
Quindi, le chiediamo non i termini a difesa ma le chiediamo
i termini che ogni parlamentare eletto dai siciliani in un'Aula
nella quale deve esistere un regolamento deve avere per potere
analizzare tale disegno di legge. Non soltanto, presidente, è
questo ma noi riteniamo anche che dopo avere presentato alcune
decine di emendamenti poc'anzi attraverso l'onorevole Caputo,
onorevole presidente Cristaldi, noi si debba essere messi - ed io
per primo - nelle condizioni, alla luce delle nuove parti che
sono state introdotte...
PRESIDENTE. Lei non vuole essere ascoltato, lei vuole essere
guardato.
STRANO. No, non voglio essere ascoltato, mi fa piacere vedere
che la presenza di Leontini era impropria e la presenza
dell'onorevole Battaglia è propria, io volevo soltanto
evidenziare come l'onorevole Leontini è stat giustamente ripreso,
mentre l'onorevole Battaglia sta lì appoggiato sulla sua sedia,
tra l'altro, credo che non sia una buona presentazione, onorevole
Battaglia.
Sotto l'aspetto dell'immagine anche le mani in tasca
onorevole Battaglia non sono rispettose del ruolo ed allora.
Signor Presidente, io le chiedo ufficialmente, formalmente,
sostanzialmente e non politicamente, ma come prerogativa di
parlamentare, alla luce delle parti nuove che sono sta te
preparate la possibilità di esaminare questo nuovo testo che ci è
stato sottoposto ed alla luce di quanto diceva, anche,
l'onorevole Caputo, l'articolo 121, comma 2, la possibilità alla
luce di questo nuovo testo di elaborare una nuova serie di
emendamenti che vogliamo sottoporre all'Aula.
E' vero, le ripeto, che questi non potranno essere votati,
ma io desidero che non vengano votati a questo punto, perché
politicamente in Provincia di Catania io vorrò dire agli abitanti
della Collina di Rampollieri che il Governo si rifiuta di
discutere la possibilità di dare un contributo ad abitanti che
hanno avuto dei disastri nelle loro abitazioni.
Voglio dire agli abitanti del Parco dell'Etna che questo
Governo impedisce una rimodulazione per l'attività dei
commercianti, dei lavoratori, degli operatori turistici.
Voglio dire che questo Governo con la fiducia posta
impedisce ai lavoratori del Teatro Massimo di Catania di avere
un'equiparazione assieme a quelli della U.S. per alcune
prerogative e per alcuni diritti.
Voglio dire a tutti i siciliani quanto il dibattito sia
stato strozzato dal Governo Capodicasa e dai deputati della
maggioranza delle nove Provincie, compresa quella di Catania, per
non dare risposte ai cittadini.
In questo caso, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la
fiducia è stato un mezzo no per ottenere la fiducia soltanto, ma
per non dare risposte ai cittadini e noi abbiamo la necessità
questo, onorevole Presidente, di evidenziarlo.
Io le chiedo, quindi, che sia dato un congruo termine almeno
andare alla giornata di martedì perché noi si abbia la
possibilità esaminando questo testo di presentare, è vero,
documenti che non potranno essere votati, ma documenti che
potranno essere elaborati e politicamente esaminati dai cittadini
che sono i sovrani anche di quest'Aula parlamentare che lei così
bene presiede.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo sia
sfuggito ad alcuno in quest'Aula che il Presidente della Regione
nel porre la fiducia su questo maxi emendamento abbia alla stessa
fiducia abbinato una riflessione sul percorso futuro che riguarda
il Governo che presiede.
Una riflessione che ha voluto a nostro avviso quasi
simbolicamente congiungere la chiusura della pagina scritta in
modo travagliato di questa finanziaria con l'ipotesi che si apra
un'altra pagina e che, evidentemente, quest'altra pagina non può
che riguardare le sorti di questo Governo.
E perché mi pare evidente che tutta la complessa questione
che ha coinvolto l'intero Parlamento, senza distinzione tra i
gruppi parlamentari, nell'ultimo mese abbia messo in luce, più di
ogni altra battaglia pubblica e visibile o di ogni altra
iniziativa propagandistica, la difficoltà sostanziale di un
Governo a trovare il collante in una maggioranza reale, in una
maggioranza che poi trovi in Parlamento non nell'occasionalità
della fiducia, ma nella quotidianità dell'agire dell'Assemblea
una solidarietà reale.
E se vi è una riflessione che ci pare confermare quanto
detto, questa è proprio fondata sulle modalità con cui questa
fiducia è stata posta questa sera.
Una fiducia, badate bene, che nasce quindici giorni or sono,
quanto meno in termini di annuncio pubblico come contromossa
della maggioranza e del Governo che la maggioranza stessa
rappresenta ad una iniziativa parlamentare certamente legittima
di alcuni settori dell'Assemblea e specificatamente quelli di
riferimento del Polo per le libertà che hanno presentato
numerosissimi emendamenti circa cinquemila all'articolato venuto
fuori la notte del 17 marzo dalla Commissione Finanze.
E però poi il dispiegarsi, il dipanarsi del procedimento
legislativo che ci ha portato fino a questa sera ha man mano
svuotato il senso di contromossa, il senso di reazione della
fiducia, incardinando il concetto stesso della fiducia nella
necessità comunque di questo Governo di porla come obbligo per
poter valicare il confine di questa finanziaria.
E cosa c'è di più chiaro se non ciò che è avvenuto questa
sera, quando interi gruppi delle opposizioni hanno fatto presente
all'Assemblea la possibilità che, fermi rimanendo alcuni
capisaldi che per noi hanno rappresentato, rappresentano e
rappresenteranno battaglie imprescindibili, si potesse su questi
discutere anche manifestando la possibilità del ritiro di tutti
gli altri emendamenti.
E però non un cenno è venuto dalla maggioranza sui 150
emendamenti presentati dalla stessa; non una manifestazione di
disponibilità circa il ritiro degli emendamenti della
maggioranza, non un'apertura rispetto a questa ampia
manifestazione di disponibilità da parte del centro destra.
E allora qual è il senso della fiducia posta?
Diciamolo chiaramente ai siciliani e diciamocelo chiaramente
questa sera: il senso della fiducia posta è quello di un argine
posto contro gli emendamenti della maggioranza, contro la
possibilità che la maggioranza abbia la possibilità in una alta
mediazione politica di trovare sintesi tra le proprie posizioni
interne.
Una mediazione ad una sintesi che non siete stati capaci di
trovare nell'ultimo mese, anzi negli ultimi due mesi e che, a
maggior ragione, non siete stati capaci di trovare questa sera.
Ed ecco perchè la sensazione che si ha nell'approvare,
almeno nel tentativo di approvare questa finanziaria è quello di
una finanziaria e di un voto collocati nella logica del bere o
affogare. Infatti, a nessuno sarà sfuggito in questa Assemblea il
dato che non è esclusivamente cronologico per cui la data odierna
è di fatto l'ultimo giorno per non porre a rischio la data del 30
aprile come data ultima dell'approvazione del bilancio. Come non
sarà sfuggito a nessuno, non sfuggirà neanche ai siciliani la
considerazione che questa finanziaria viene approvata anche sotto
la pressione politica nei confronti della maggioranza e
dell'intero Parlamento del rischio che quel termine venga
superato.
Ed ecco perchè, onorevole Presidente della Regione, quando
lei parla del non venir meno delle condizioni che hanno
determinato i rapporti tra Governo ed opposizione e quando cita
il non venir meno delle condizioni che hanno determinato il
rapporto tra Governo e maggioranza farebbe bene a soffermarsi
principalmente su questo ultimo rapporto: sul non venir meno cioè
di quel rapporto fortemente dialettico quasi a sfiorare la
conflittualità che ha determinato la sensazione di porre la
fiducia quando ne erano venute meno tutte le condizioni e tutte
le necessità per porre la fiducia.
L'opposizione accetta evidentemente tutto ciò e non potrebbe
fare diversamente ma analizza e valuta le ragioni; ecco perchè
noi ci sentiamo di poter combinare quel che riteniamo un suo
eufemismo, cioè il parlare di verifica dopo il passaggio del
bilancio con la sua affermazione che apre questa verifica a tutte
le forze politiche che ne siano interessate.
E allora non di verifica si tratta, perchè le verifiche si
fanno tutte all'interno; si tratta di qualcosa di diverso e di
ulteriore. Si tratta cioè del riconoscimento - spero e penso -
ultimo e definitivo del travaglio ormai terminale di una
maggioranza e di un Governo che trova in questa sede la necessità
di parlare di verifica proprio nel momento in cui si apre una
fase politica nuova con le elezioni europee; e parla di verifica
non in una logica autoreferenziale tutta orientata a trovare
nuovi equilibri interni alla maggioranza, ma parla di verifica in
riferimento alle forze politiche che ne siano interessate.
E allora è troppo significativa sul piano politico
l'occasione che viene offerta per soffermarsi sul merito del
maxi-emendamento per il quale abbiamo speso troppe parole
probabilmente fino ad oggi perchè troppo è stato il tempo
impiegato da questo Governo per far passare un provvedimento
legislativo sul quale si era impegnato e che è stato via via
snaturato. E allora, onorevole Presidente della Regione, recuperi
il senso più profondo della parola 'verifica' ed apra
immediatamente una riflessione definitiva sulle sorti di questo
suo Governo e su ciò che in questa Assemblea per il bene dei
siciliani potrà succedere allo stesso Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio. Ne
ha facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa
riscrittura (il termine si adatta più ai romanzi piuttosto che ai
testi legislativi) il Governo ci pone di fatto dinanzi a un nuovo
testo in un'Aula che sicuramente è stanca. Ricordo gli appelli a
"tempi umani' dei lavori parlamentari di autorevoli, oggi,
componenti del Governo quando sedevano sui banchi
dell'opposizione, ma nonostante ciò i gruppi parlamentari
dell'opposizione stanno svolgendo il loro dovere e in particolare
quei parlamentari che hanno dovuto fare una sorta di caccia
all'errore. Anch'io, onorevole Presidente, a nome del mio gruppo
pongo il problema anche formalmente dell'esercizio dei diritti
del parlamentare perchè in poco più di un'ora sono stati
individuati molto frettolosamente, ma con una buona dose di
efficacia, norme e disposizioni che non potrebbero essere votati
nel momento in cui si dovrà procedere alla votazione di questo
maxi-emendamento riscritto per più di una volta dal Governo.
Vero è che c'era stata una sorta di impegno, chiamiamolo
politico, a discutere e votare il precedente maxi-emendamento
nella giornata di ieri possiamo dire, onorevole Strano non più di
oggi, nella giornata di ieri, però questo non presupponeva e non
faceva immaginare che il maxi-emendamento venisse riscritto,
nella buona sostanza com'è stato dimostrato , per recepire
istanze, bisogni, momenti di compensazione tutti interni alla
maggioranza. Nè si immaginava che gli impegni altrettanto
politici e aperti in questa Aula a discutere del merito e a
badare soltanto al merito di tutti gli emendamenti presentati
dai parlamentari senza fare alcuna differenziazione tra
maggioranza e opposizioni. In realtà non conosciamo se i motivi
si siano essenzialmente risolti nel recepimento di emendamenti
significativi da parte dei gruppi di maggioranza che più hanno
scalciato (siamo in tema di asinello in questi giorni e anche
sulla stampa), mentre emendamenti significativi, naturalmente per
caso, proprio perchè c'è stato un esame di merito politico che
venivano dai gruppi di opposizione, per caso non sono stati
recepiti dal Governo nel cosiddetto confronto di merito.
Allora siccome noi immaginiamo solo per un calcolo
statistico che grazie all'intervento in particolare
dell'onorevole Tricoli e di qualche altro parlamentare del polo
che si è voluto misurare nella ricerca di parti dell'emendamento
riscritto da parte del Governo che non avessero, che non
potessero essere considerati sostanzialmente ammissibili, noi
riteniamo che se in un'ora c'è stato un certo risultato, crediamo
che anche con l'ausilio degli uffici e dando il tempo agli uffici
di fare una ricerca attenta sul testo di norme che poi potrebbero
anche incorrere in qualche incidente nell'esame da parte del
Commissario dello Stato, tenendo anche conto che siamo in un
testo in cui si vende a trattativa privata pezzi interi di
demanio regionale, oggi anche illustri docenti universitari
hanno scritto sulla stampa ed è qualcosa che io credo che il
Commissario dello Stato attenzionerà con molta, direi con molto
spirito di analisi.
Credo che questa siano tutte considerazioni nuove rispetto
all'impegno precedente e credo anche che all'interno di questo
testo, ci siano delle norme anche di una certa gravità, come
quello che proroga degli organi in scadenza che dovrebbero essere
rinnovati da parte di questa Assemblea regionale siciliana, come
il comitato regionale televisivo o norme ex abrupto apparse in
questo testo come quello degli uffici stampa dove all'improvviso
giornalisti anche al primo giorno di servizio diventano capi
servizio per legge, anche questo credo che sia una norma
assolutamente affetta da irragionevolezza da un punto di vista
tecnico, ci sono cioè il testo ormai è diventato qualcosa di
molto diverso, di molto confuso, di molto irragionevole e di
contrastante con procedure costituzionali e anche con procedure
interne di questa Assemblea, che fanno sì che da parte nostra sia
assolutamente legittima sul piano politico e anche sul piano
formale, la richiesta che si aggiorni la discussione e che si dia
tutto il tempo per esaminare bene il testo, sia ai parlamentari e
sia agli uffici nell'interesse della leggibilità, intelligibilità
del testo stesso e la possibilità perchè in un'ora si è fatto
qualcosa di molto raffazzonato, in un'ora non c'è la possibilità
nè di scrivere sub emendamenti nè di poterli firmare nè di
poterli presentare.
Noi abbiamo al di là di tutto e al di sopra di tutto un
mandato che è quel mandato di parlamentare che noi vogliamo
onorare con un esercizio pieno di questo mandato così come il
Governo ritiene di dovere esercitare il diritto a governare
ponendo la questione di fiducia, per cui signor Presidente questi
sono tutti problemi che sul piano politico noi poniamo all'Aula e
sul piano formale poniamo interamente a lei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in
questo mio intervento ribadisco che buona parte dell'opposizione
credo che volesse contribuire e così aveva fatto nella
presentazione di un numero di emendamenti che certamente si
riteneva e si attendeva, anche, una maggiore attenzione da parte
del Governo nel recepirne i contenuti. Poiché il Governo e questa
anzi è la prova, così si sono tolte dal campo quelle insinuazioni
di alcuni parlamentari, ahimè, anche dal capogruppo dei DS che
chissà quali accordi o quali ... c'erano stati, abbiamo potuto
constatare che una parte di questi emendamenti sono rimasti
sub-emendamenti, non sono qua dentro.
Allora io dico: c'è stato un senso unico in questa scelta
dei sub-emendamenti, mi sembra ovvio, quindi non c'è stata
nessuna volontà anche, mi scusi signor Presidente, io ricordo il
giorno in cui lei si insediò dove diede grandissima attenzione
all'opposizione, grandissima attenzione nell'ascoltare i
propositi dell'opposizione e quindi di essere un governo che
voleva un po' invertire delle tendenze che forse altri governi di
due anni prima avevano invece, forse, attuato dei metodi diciamo
brutali sarebbe poco.
Io penso che qui si sta facendo tutto il contrario, mi scusi
signor Presidente, lei ad oggi, sulle richieste anche legittime
di sub-emendamenti che non si limitavano a trattare solo grossi
temi, ma ce ne erano anche alcuni di natura sociale - e mi
riferisco, in particolare, a degli emendamenti sulla realtà, su
una circostanza proprio dei non vedenti - quindi non erano
emendamenti di un tipo che potevano essere oggetto, come lei ha
detto nel suo intervento, tipo quelli dei 150 metri dal mare che
da quando era un qualcosa che era osteggiato da tutti in effetti
lei, nell'intervento che ha fatto prima, ne farà una delle cose
urgenti da ridiscuterne quanto prima, allora io dico forse perché
è stato presentato dall'opposizione, forse perché questo
emendamento è stato presentato dall'opposizione non poteva essere
discusso oggi e più in là poteva essere discusso perché forse se
ne farà carico il governo, allora io dico non mi sembra questo un
modo di collaborare con l'opposizione, non lo vedo per niente,
anzi non ho visto questa collaborazione, allora signor Presidente
le annunzio che, secondo me, anche su qualche emendamento che
c'era già prima nel sub-emendamento e nel maxi-emendamento,
scusate la confusione ma penso che sia legittima perché data
l'ora tarda, effettivamente ci sono pure delle spese che ritengo
che in questa manovra spese non se ne possono prevedere e cito
personalmente il comma 15, il punto 'd', fu una norma che in
effetti che da me al momento in cui mi trovai quale assessore
alla cooperazione, insieme ai presidenti delle camere di
commercio, si condivise un modo per iniziare a risanare una
problematica che da anni nessuno affrontava. Ebbene questa
trasformazione di voler dare un 15 per cento rispetto ai fondi
dei ribassi d'asta che si incamereranno in tutte le entrate della
Regione è certamente un aumento di spesa rispetto alla norma
attuale.
In ogni caso, nel caso in cui si vuole intendere che questo
comma è un comma nuovo e non ha niente a che vedere con quello di
prima è certamente una spesa. Perché sono somme che la Regione va
a trasferire alle camere di commercio. Quindi è una spesa. Sto
parlando del comma 15, punto d). E' certamente una spesa.
Conosco benissimo l'importanza di questa norma per le camere
di commercio. Ma non è possibile metterle in questa norma se si è
detto che spese non e ne possono fare. Allora vorrei richiamare
l'attenzione perché se certamente lo diciamo poi forse ci sarà
qualcuno che lo bloccherà questo comma, forse è più opportuno che
il Governo pensi di attenzionare queste cose. Ecco la
costruttività degli interventi. Non è vero che qui si vuole
strumentalizzare.
Certo, se non si dà neanche l'opportunità di poterle dire
queste cose con qualche sub emendamento o quanto meno si era
detto, già l'avevo detto prima, ma non sono stato neanche
ascoltato, lo ritrovo qui, devo dirlo nuovamente.
Presidente e concludo il mio intervento, vorrei che la
maggioranza ritornasse a rivedere dei comportamenti che -
scusatemi, ma certamente se è ostruzione, forse ha fatto
l'opposizione che in buona parte è legittima - ma il Governo in
questo momento non si sta comportando certamente meglio.
Su questo sub emendamento che è stato presentato dobbiamo
fare un minimo di attenzione perché sono convinto che se lo
esaminiamo meglio c'è qualche altra cosa.
Allora perché non rivedere anche la tempistica di questa
attenzione al sub emendamento. Non è che per colpa di qualcuno o
nostra che oggi ci troviamo alle 4.00 qui. E' anche vero che alle
dieci e mezza di questa mattina non c'era nessuno in Aula. Il
Governo non c'era questa mattina alle dieci e mezza. Forse noi
saremmo stati alle cinque, alle sei a discutere di ben altre
cose.
Saremmo stati a discutere di quello che stiamo discutendo
alle quattro di mattina forse alle nove di sera. Quindi con
questo non è che si fanno delle accuse, ma non ribaltiamo sempre
le responsabilità a chi oggi vuole discutere qualcosa.
Qui c'è qualcuno che vorrebbe cercare di voler capire di più
e di non fare qualche errore che poi alla fine si ripercuote
sulla norma stessa.
Ribadisco e concludo che sono e l'ho detto, l'abbiamo
predisposto anche come emendamento sul rinvio del recepimento
della legge Galli. Non perché non venga recepita perché è una
norma che deve essere recepita. Ma allora dico che con la stessa
urgenza e come oggi il Governo ha detto che c'è un'urgenza
abbastanza celere c'erano tante altre norme con urgenza da
recepire, non ultima quella sul commercio.
Il punto fondamentale della legge Galli sono gli ambiti. E'
inutile che ci giriamo attorno. E' la definizione degli ambiti.
Di ambiti non se ne parla nel recepimento di questa norma. Allora
mi domando a che serve questo recepimento, oggi. Non serve a
nulla, in quanto è rimandato ad un decreto. Non so neanche se è
illegittimo per decreto fare delle definizioni di territorio che
forse deve essere fatto per legge.
E' il caso di inserire questa norma, visto che di fatto poi
non servirà a nulla? Lascio questo punto interrogativo. A cosa
serve. In quanto nella legge Galli il punto cruciale è proprio
quello della definizione degli ambiti. Se il Governo non fa la
definizione degli ambiti, mi domando perché la recepisce. Non
serve a nulla. Forse è più opportuno rinviare questo recepimento
di legge, definendo gli ambiti che è la cosa più importante. E
siccome questo non è stato fatto, ribadisco che anche qui il
Governo avrebbe potuto fare più attenzione nel riproporre questo
sub emendamento e di valutare se era opportuno di riportare
questa norma che è rimasta inalterata rispetto al sub emendamento
di prima. E' inutile dire che dalla Finanziaria al primo
sub-emendamento questa norma era stata bocciata in Commissione.
Fermo restando che l'Aula può ripresentarsi sempre, però è
opportuno che su questo tema il governo sia sensibile.
Io non ho altro da dire che, certamente, l'amarezza di non
poter contribuire, vista la tempistica con cui oggi ci stiamo
trovando, anzi quasi mi sento colpevole di fare questo intervento
perché mi sento quasi a dover rubare del tempo. Certo, io sono
qui dalle dieci e un quarto. Non ho potuto fare questo intervento
prima, come non ho potuto fare prima quello di prima perché
purtroppo l'Aula, per i motivi, per la presenza, per la non
presenza del governo e del Presidente, non ci ha permesso di
poter discutere prima.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'orario non
è dei migliori per fare analisi. Ci sforziamo tutti, però alcune
considerazioni su quello che è successo si impongono.
Noi, come opposizione, avevamo prospettato un percorso,
avevamo più volte dato ampia dimostrazione di senso di
responsabilità.
Da una presentazione, forse eccessivamente abbondante di
emendamenti, anzi sicuramente abbondante, ma siamo
all'opposizione, avevamo necessità di stanare questo governo,
siamo passati ad un atteggiamento di grande apertura.
Avevamo, con sofferenza, perché in quelle migliaia di
emendamenti ce ne erano di buoni anche tra quelli che poi abbiamo
dovuto escludere, però avevamo preso l'impegno e il governo,
onorevole Capodicasa, quella sera io credo di avere capito che
lei fosse convinto che la maggioranza sarebbe riuscita a fare
sintesi.
Eravamo ottimisti. Sareste riusciti a predisporre un
maxi-emendamento in cui mettere insieme tutte le tensioni della
maggioranza, la consapevolezza che questa maggioranza è
strutturalmente una minoranza e, quindi, la necessità di fare
sintesi per evitare di scoprirsi troppo, anche con voti di
fiducia che poi porterebbero a più uno, più due, meno uno.
Voglio dire, questa verifica che il Presidente ogni tanto
chiede, quasi avesse una maggioranza schiacciante, però quella
sera abbiamo avuto la sensazione netta che in Aula avremmo avuto
uno scenario molto semplificato, una maggioranza compatta attorno
ad un governo, un maxi-emendamento compatto, non accompagnato da
150 emendamenti.
L'opposizione, come ho detto poco fa nel mio intervento, ha
tentato di fare sintesi, ha presentato più emendamenti di quelli
che aveva accreditato. Però, quando il Presidente di turno diede
la sospensione di un'ora, l'impegno nostro, dell'opposizione, era
di fare un ulteriore sforzo. Ci siamo riuniti, abbiamo
ulteriormente stralciato e abbiamo individuato una trentina di
emendamenti, non di più forse meno, c'era qualche emendamento
duplicato; ora, pero, siamo di fronte a un fatto nuovo, un nuovo
maxi-emendamento. Noi avremmo voluto prospettare al Governo un
percorso chiaro ed essenziale. Bene, c'è questo maxi-emendamento
noi abbiamo interesse a che si faccia un'approfondimento serio su
alcune grandi questioni (la sanatoria, il 30 per cento per quanto
riguarda le strutture alberghiere, i non vedenti) che avevamo
individuato.
Avremmo voluto su questi argomenti un dibattito di Aula
serio. Il Governo aguzza l'ingegno e fa un ulteriore
maxi-emendamento. E il Presidente Capodicasa si presenta all'Aula
e ci illustra la nuova manovra e senza preoccuparsi di verificare
quale fosse stato lo sforzo dell'opposizione. Cioè ignorare del
tutto questo travaglio che ha coinvolto l'opposizione, che ha
imposto all'opposizione perché ci siamo voluti far carico di
questa esigenza di comunque favorire questo percorso legislativo,
arrivare al bilancio. Questo avremmo voluto fare, non boicottare,
fare in modo che nel rispetto delle prerogative del Parlamento si
potesse varare una manovra finanziaria preliminare
all'approvazione del bilancio che avesse un minimo di dignità, in
cui alcune questioni fondamentali, quali quelle che noi
ritenevamo essenziali almeno per un dibattito d'Aula, una
verifica doverosa con la maggioranza rispetto ad alcune
questioni. Ebbene, rispetto a questi argomenti, che pure noi
avevamo individuato, non siamo stati messi nella condizione di
ritirare i 270 emendamenti su 300 circa. Avevamo deciso di
ritirarne 270.
Quando l'onorevole Beninati stracciò e mi portò i foglietti,
io che non ho partecipato alla riunione in cui si è fatto questo
lavoro, mi sono congratulato con l'onorevole Beninati. Guarda, è
un fatto importantissimo. Stiamo dimostrando di essere forza di
governo.
SI diceva nel Palazzo che c'era in fase di predisposizione
il nuovo maxi-emendamento. Non mi rassegnavo all'idea che il
Governo volesse continuare a provocarci. Siamo di fronte
all'ennesima provocazione.
Vedete, io tante volte mi sono distinto sia con il
centro-destra che con il centro-sinistra. Appartengo in modo tra
virgolette "non scontato"; ci può essere il colpo di scena, non
cambio schieramento. Nel senso che facendo analisi posso trovare
all'interno dello schieramento di appartenenza una qualche
ragione di distinguo ma sempre dentro lo schieramento.
Debbo dire francamente che questo è un attentato al
Parlamento. Qui praticamente ci si sta imponendo di far passare
una manovra finanziaria che per altro, voglio dire, io voglio
vederla proprio tutta. Perché a questo punto se il Presidente
onorevole Cristaldi, come immagino, ho sentito illustrare i
criteri circa l'ammissibilità. Ho la sensazione che questa
travagliata sintesi che ha portato al maxi-emendamento possa
essere turbata dall'interpretazione del Presidente
dell'Assemblea.
Io non so cosa succederà nella maggioranza nel momento in
cui pezzi di questa manovra, chiamiamola così, dovessero saltare
conseguentemente all'interpretazione che il Presidente
dell'Assemblea ha prospettato. E' chiaro che in questo momento,
in questa fase, noi, come opposizione, non possiamo che
sottolineare che ci viene impedito, ci verrebbe impedito se
dovesse passare questa impostazione, come pare, del Governo, noi,
come opposizione, non siamo stati messi nella condizione di
discutere su alcune, poche, perché le avevamo già scremate,
questioni sulle quali, evidentemente, la maggioranza non ha
disponibilità. Evidentemente, perché non dirlo, e questa non è
demagogia. Se all'interno del maxi-emendamento non ci sono le
questioni della sanatoria deduco che il Governo non è per la
sanatoria. Se all'interno del maxi-emendamento, onorevole Piro,
non c'è la norma sui non vedenti, deduco che il Governo non è
dell'avviso che. Se non c'è quello che riguarda l'EAOS etc.,
etc., evidentemente è cosi. Tutti gli emendamenti che
l'opposizione ha presentato siccome non siamo stati messi nella
condizione di accreditarli per sentire la posizione del Governo.
Avremmo voluto registrare in Aula la posizione del
Presidente Capodicasa e della sua maggioranza rispetto alla
sanatoria bisognava votare emendamento per emendamento. Noi con
questa posizione, caro onorevole Capodicasa, la ringraziamo,
perché poi con questo voto di fiducia qualora dovesse andare al
voto di fiducia le anticipiamo che in fondo lei si illude di
vincere questa battaglia e invece lei l'ha perduta in partenza.
Lo so, d'altra parte lei non deve rispondere a nessuno di questo
suo ruolo. Siccome lei è titolare di un potere immorale perché
non risponde a nessuno, lei è là per caso, perché un'operazione
di Palazzo l'ha portata là, quindi che problemi ha? Lei con più
uno o meno uno sta là. Non risponde a nessuno; quanto dura, tanto
di guadagnato. Caro Presidente, auguri, spero che la manovra che
poi verrà intercettata dall'interpretazione del Presidente
dell'Assemblea possa mantenervi uniti.
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino mi permetta di dirle che sono
abituato ad assumermi le mie responsabilità, dal punto di vista
istituzionale. Le decisioni che adotta il Presidente
dell'Assemblea sono soltanto di carattere regolamentare.
AULICINO. Ho voluto sottolineare proprio questo.
PRESIDENTE. Non vorrei che dal suo intervento si evincesse che
una qualche condizione politica dipenda da quello che attua il
Presidente.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che
siamo un po' tutti stanchi e quindi pur essendo difficile a tutti
dare un contributo lucido vorrei provare a capire qualche cosa.
Ho ascoltato le contraddizioni della maggioranza di
provocazioni del Governo, e debbo dirvi che sono molto perplesso.
Sono tra coloro i quali hanno mantenuto un atteggiamento non di
prudenza, ma di chiarezza in queste vicende politiche regionali e
in questo confronto che si è aperto sulla finanziaria ero convito
che questa sera la maggioranza si trovasse ad un bivio sul piano
dei comportamenti perché pensavo che un'opposizione,
intelligente come la giudico, invece di sommarsi su una serie di
emendamenti, ne avrebbe proposto uno o due e avrebbe lasciato
alla maggioranza eventualmente l'arroganza di porre la fiducia; e
se questa opposizione avesse posto uno o due emendamenti non
avremmo consentito che il Governo ponesse la fiducia perché
l'Assemblea ha il diritto, se ci confrontiamo in questo modo, di
esprimere liberamente il proprio pensiero. Purtroppo le cose non
sono avvenute in questo modo, non capisco perché, non voglio fare
analisi e quindi il Governo non poteva fare cosa diversa che
porre la fiducia per approvare questa finanziaria. Perché il
nodo che è rimasto sospeso in questa Assemblea riguarda
provvedimenti che alcuni di noi giudicavamo importanti.
Ed io, per esempio, mi riferisco alla sanatoria
sull'abusivismo. Si dice che è incostituzionale, si dicono tante
altre cose, io prendo atto di una realtà, di una verità, perchè
l'ho vissuta questa vicenda, nella prima Repubblica ed anche in
questa. C'è una minoranza in questa Assemblea che ritiene di
avere il diritto di bloccare risposte ad emergenze che non
riguardano i singoli soggetti ma che riguardano la società civile
di questa nostra Regione. Io prendo atto, presidente Capodicasa,
dell'impegno che lei ha detto, però qualche dubbio ce l'ho
conoscendo come su questa vicenda questa Assemblea si comporta e
tuttavia le questioni sono semplici, non si tratta di fare una
sanatoria selvaggia. Si tratta di prendere atto che in Sicilia
non è possibile che una casa che viene requisita diventa sanabile
e una casa che non è requisita non diventa sanabile.
Questa è una scelta che è incompatibile con la nostra
cultura e con il rispetto che noi dobbiamo alla nostra gente.
TURANO. Onorevole Pellegrino, lei era assessore per il
territorio quando c'era il problema dell'abusivismo
PELLEGRINO ... Lei, a quest'ora probabilmente, alla confusione
che lo accompagna, lo accompagna altra confusione perchè se
avesse le idee chiare sa che in questa Assemblea l'assessore
Pellegrino portò, a nome del governo, un emendamento, dove fu
votato in commissione e che allora, il Presidente di turno si
mise ad inseguire l'onorevole Piro per dirgli "per cortesia non è
successo niente", perchè se l'Assemblea votava questa questione
sarebbe stata chiusa...
FORGIONE ... quando l'onorevole Piro era buono
PELLEGRINO ... L'onorevole Piro allora era opposizione e
faceva il suo dovere.
Io rispetto il punto dei cosiddetti ambientalisti, i quali
mi dovrebbero spiegare, perchè poi la proposta fu approvata, da
un deputato che era un deputato intelligente e positivo, quella
del PDS, il quale disse "Coniughiamo gli interessi degli
ambientalisti con gli interessi del territorio ed anche degli
abusivi; facciamo in modo che vengano fatti dei piani di
recupero, facciamo in modo che venga fatta una tassa da spendere
nel territorio e tutto quello che non è sanabile vediamo come può
essere aggiustato". E', infatti, incomprensibile che noi qui
demoliamo e qui requisiamo e soprattutto non si può pensare di
sanare un territorio abbandonandolo a se stesso perchè queste
realtà diventeranno fatiscenti e quindi l'ambiente, secondo noi,
non ci guadagna niente.
Quando i problemi ci sono è inutile rinviarli, bisogna
affrontarli con un certo coraggio. Io sono perchè questo problema
venga affrontato, non ora, ma da tempo e sono l'unico assessore
che ha imposto ad un governo di portare il provvedimento qui
dentro in Aula e se l'Aula lo votava veniva approvato.
Però, come allora, anche oggi un problema sul quale c'è la
convinzione complessiva della stragrande maggioranza di questa
Assemblea di dare una risposta si vuole che dall'Assemblea nella
sua sovranità di assumersi le sue responsabilità e su questo non
possiamo essere d'accordo anche se sono obbligato a votare la
fiducia perchè sono due cose completamente diverse.
Però l'opposizione questo non lo ha fatto. Non è stata
capace di capire su che cosa poteva eventualmente vincere questa
sera e rimproveri se stessa e non ci faccia perdere tempo, per
cortesia, scaricando sul Governo responsabilità che non ha. Il
Governo fa il suo dovere, ha l'obbligo di porre la fiducia perchè
deve approvare questa finanziaria.
Ed io mi avvio alla conclusione. Prendo atto delle
dichiarazioni del presidente della Regione; però c'è un problema
politico, onorevole Speziale, in questa maggioranza che io mi
auguro si rilanci, perchè deve essere chiara una cosa: io sono
con Rinnovamento Italiano nella coalizione di centro sinistra. E'
una coalizione che mi piace e che rispetto ma è una coalizione
nella quale il ruolo delle aree moderate e riformiste come la mia
- e non mi riferisco agli altri - vengono emarginate e zittite
sull'onda di metodi che non ci trovano d'accordo. Perchè su
questa finanziaria, sul metodo e sui contenuti c'è un largo
dissenso di Rinnovamento Italiano. E tuttavia, si sa, la politica
è fatta di cose serie e non è che valgono le ipocrisie, perchè
qui di ipocrisie ce ne sono tante. Non ci saranno mai governi di
larghe intese qui dentro, ma no perché non li voglio io, perché
sono politicamente improponibili, non li possono fare quelli
della maggioranza e mi riferisco al partito del PDS, non li
possono fare quelli del centro-destra perché gli schieramenti in
politica hanno un loro significato ed un loro valore e, quindi,
questo problema è un falso problema che si pone.
Il problema può essere di altro tipo ed io l'ho detto
pubblicamente, non c'è ragione che questa sera non riaffermi
questo principio o il centro-sinistra si rilancia da queste
vicende, i socialisti dichiarino per esempio di finirla con i
tatticismi, perché il tatticismo ad un certo punto logora noi
stessi e logorano tutti e compie una scelta coraggiosa in
direzione di un programma e di una proposta, Rifondazione
comunista assuma le proprie responsabilità rispetto ai contenuti
di una proposta, l'opposizione prenda atto e, quindi, si
confronti nella chiarezza con queste questioni usciamo dai
cavilli e dalle furberie che non fanno politica e fanno altre
cose.
E che cosa è pazzia ragionare in questo modo? Significa
prendere atto dei problemi per quelli che sono senza infingimenti
e senza niente.
Ed allora io ritengo che al punto in cui siamo arrivati, se
i problemi sono questi, onorevole Lo Giudice, io e lei siamo
della Prima Repubblica ...
LO GIUDICE , assessore per il territorio e all'ambiente.
L'abbiamo detto ieri a Roma insieme.
PELLEGRINO. L'abbiamo detto a Roma e la Prima Repubblica
complessivamente non la ripudio, ogni volta che ci penso qualche
volta quasi quasi la rimpiango perché riuscivo a capire meglio le
cose, ora ho qualche difficoltà.
E, quindi, ritengo che i problemi sono questi, le strettoie
sono questi, la maggioranza ha l'obbligo di votare la fiducia,
noi la fiducia la votiamo però avvertiamo che i problemi politici
rimangono tutti, il Presidente del Governo ha fatto alcune
dichiarazioni e lo diciamo qui pubblicamente alla maggioranza.
Bisogna consegnare un'anima e una strategia alla coalizione
nella quale possiamo esserci tutti perché i dictat si accettano
una volta, due volte, tre volte, c'è una diversità culturale del
modo di concepire l'arte di governo, c'è l'esigenza morale, etica
che le forze del Governo vengano informate, chiamate prima che
sulla questione di questo tipo si definiscono piattaforme e
sanatorie.
E non dovete confondere il senso di responsabilità come
sopportazione infinita, non è possibile questa storia, io lo dico
anche ai miei colleghi che qualche volta qualche dubbio ce
l'hanno, ma quando ci si confronta con la politica i dubbi
finiscono di esistere perché i partiti devono sapere se ci sono o
se non ci sono e non può continuare ad esistere che quest'area
moderata sia forte o meno forte possa essere e che però serve a
governare di fatto poi viene snobbato dalle questioni che ci
sono.
Io non so se è possibile a quest'ora finirla con la manfrina
di vedere chi ha più o meno responsabilità, il Governo non può
fare altro che porre la fiducia e noi con queste riserve e con
queste dichiarazione che abbiamo fatto, affidandosi assieme ad
altri che qualche riserva ce l'hanno pure loro, non ne faccio il
nome, però probabilmente ci siamo accorti che qualche
accorgimento e qualche cosa bisogna meglio definirle e meglio
chiarirle e per concludere l'unica cosa sulla quale ancora non
riesco ad essere chiaro, perché ogni tanto qualcuno mi dice e
pensa per esempio che se mi incontro in corridoio con l'onorevole
Miccichè ci stiamo strizzando l'occhio.
Nella Prima Repubblica c'erano uomini che appartenevano alla
categoria che poteva incontrarsi con tutti ed essere al di fuori
di ogni sospetto, io ho detto qui dentro e dico all'onorevole
Miccichè nei corridoi quando lo incontro: "Tu non puoi fare le
larghe intese, io non posso fare le cose che voi ritenete, perché
sono una componente del centro-sinistra e tale rimango, c'è solo
un problema presente o questa maggioranza trova le condizioni di
rilanciarsi su una proposta e sui contenuti di un programma che
deve portare avanti dopo l'approvazione della finanziaria e del
bilancio, perché alcuni meriti di questa maggioranza ce l'ha, è
inutile girarci attorno, alcune cose le ha fatte, queste saranno
fatte anche male, discutibile, però le sta facendo.
Io ritengo che l'unico problema che rimane è che se questa
maggioranza non trova il buon senso di rilanciarsi, di trovare il
modo di svolgere un lavoro collegiale, se dovessimo trovarci di
fronte all'ipotesi di uno sfascio complessivo, noi non siamo mai
per sfasciare niente, questa Assemblea sarà obbligata con
realismo a discutere e a vedere le cose che deve fare,
Ma per questa sera non può fare altro che votare la fiducia
a questo Governo e augurare all'onorevole Capodicasa di trovare
il merito e le condizioni per rilanciare l'iniziativa di questo
Governo e comunque di questa coalizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Grua. Ne ha
facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Pellegrino che ha riportato il clima
alla politica perchè ha parlato nel suo tempo a disposizione di
politica evidenziando quello che è il malessere che serpeggia in
questa maggioranza.
Un malessere che era già emerso negli ultimi tempi
attraverso le dichiarazioni che alla stampa l'onorevole
Pellegrino e la sua formazione politica avevano manifestato.
Anche il Partito popolare che penso in questa occasione
tornerà sull'argomento ha espresso in diverse occasioni sui
giornali questo momento di difficoltà che sta vivendo a stare
insieme in una coalizione nella quale queste formazioni di centro
indubbiamente non trovano quella soddisfazione politica e quelle
risposte che vorrebbero trovare.
Quindi, l'onorevole Pellegrino intervenendo ha fatto
affermazioni di una certa pesantezza nei confronti di questo
Governo del quale ha evidenziato che ci sono forze politiche che
hanno una diversità culturale. Ha parlato di una insofferenza da
parte degli alleati, ha parlato di una atteggiamento, certamente,
non benevolo della maggioranza che prevarica, della maggioranza o
del partito di maggioranza che prevarica le formazioni di centro
che fanno parte di questa coalizione e abbiamo quindi preso in
dovuta considerazione le cose dette da Pellegrino che poi però
alla fine non ne trae le conclusioni che noi ci saremmo atteso.
Conclusioni che avrebbero dovuto, a nostro parere, indurre
Rinnovamento italiano oggi a fare una scelta coraggiosa che
invece è mancata perchè da parte di Rinnovamento italiano si è
ribadito intanto fedeltà ad una formula politica nonostante le
contraddizioni evidenziate, nonostante quindi le critiche, le
censure mosse agli atteggiamenti e ai comportamenti di certi
partiti della sinistra in questa colazione di governo.
Ma ovviamente noi dobbiamo prendere anche in considerazione
le cose dette dal Presidente Capodicasa il quale invitando questo
Parlamento, alcune forze di questo Parlamento addirittura anche
l'opposizione di centro destra a votare la finanziaria e quindi a
dare la fiducia a questo Governo, l'onorevole Capodicasa ci ha
informati che certamente si rende necessaria una verifica. Una
verifica che evidentemente è un eufemismo perchè ben altro è
necessario in questo momento a questo Governo.
Una verifica, qualcuno prima di me lo ha evidenziato, va
fatto nell'ambito di una coalizione. Una verifica non può essere
fatta nell'ambito di un Parlamento. A quel punto bisogna invece
prendere atto, io dico Presidente Capodicasa, che questo Governo
è in grosse difficoltà, che questo Governo è in crisi, che questo
Governo quindi non può continuare a pretendere di governare una
Sicilia con i numeri risicati che ha.
Questo Governo non è riuscito in questi mesi, in questi
quattro mesi a realizzare alcunchè di concreto, questo Governo
che certamente non ha alcun merito e che ora ci ammannisce una
finanziaria che è frutto di elaborazioni e di rielaborazioni se è
vero come è vero che siamo arrivati alla quarta stesura di una
finanziaria che certamente noi non abbiamo condiviso e che
intendiamo contrastare fino alla fine come stiamo facendo anche
se l'ora è tarda e anche se il Presidente della Commissione e
tanti altri deputati sono ormai in preda al sonno e non sono in
grado di seguire i lavori di questa Assemblea parlamentare.
Noi, signor Presidente, abbiamo rivolto critiche alla
finanziaria e siamo in grado ancora di poterne fare di critiche a
questa finanziaria che non ha tenuto nella dovuta considerazione
gli emendamenti che il centro-destra aveva fatto dopo averli
sfoltiti da quella massa che aveva presentato per una scelta
ostruzionistica che aveva ritenuto di dover fare proprio per
segnalare all'opinione pubblica quella che era la drammatica
situazione di una regione che ormai non dà risposte ai cittadini
perchè il Governo che la rappresenta non è in grado di dare le
risposte che i cittadini vogliono.
Abbiamo fatto quella scelta, ma abbiamo poi fatto un'altra
scelta diversa una scelta che voleva dare un segnale a questa
maggioranza quando abbiamo ridotto di gran lunga i nostri
emendamenti. Avremmo voluto ancora fare di più, ma abbiamo per
tutta risposta ricevuto un'altra stesura di questo
maxi-emendamento che noi abbiamo criticato, del quale abbiamo
evidenziato quante norme siano improponibili, lo hanno fatto già
i colleghi Tricoli, Stancanelli ed altri che hanno detto come
questa norma che è stata oggi sottoposta al vaglio dell'Assemblea
sia una norma che contenga dei principi e degli articoli che sono
assolutamente inammissibili e improponibili oltre che, io dico,
si tratta di una norma che dal punto di vista formale. Signor
Presidente e onorevoli colleghi, è una norma assolutamente
brutta, una norma che prevede un solo articolo con tutti questi
commi, abbiamo addirittura dei commi che sono per esempio
all'articolo 23 ter, bis oppure l'octies, il nonies etc. Quindi,
una norma che si presenta male anche dal punto di vista estetico,
per non dire ovviamente dei contenuti che noi non condividiamo
per la assoluta insensibilità dimostrata dal Governo nel
recepimento di alcune norme che noi avevamo segnalato proponendo
appositi subemendamenti. Come per esempio quel subemendamento
presentato dal Presidente Provenzano, se non ricordo male che
riguardava il tetto all'indebitamento della spesa. E che dire poi
della norma che avevamo voluto porre a difesa di quelle persone
che erano state costrette a ricorrere all'abusivismo edilizio a
quell'abusivismo edilizio a cui faceva riferimento l'onorevole
Pellegrino, un abusivismo il più delle volte di necessità, un
abusivismo dovuto all'indolenza e all'incapacità di
amministratori comunali che non hanno saputo dotare di piani
regolatori generali le varie località e che hanno dovuto
costringere quindi i cittadini a ricorrere all'abusivismo, la
necessità quindi, di un riordino delle coste che può essere fatto
attraverso lo strumento dei piani di recupero.
Erano queste le iniziative che noi avremmo voluto che il
Governo prendesse nella dovuta considerazione e che invece sono
state disattese come il problema della privatizzazione dell'EAS e
dell'AST, un problema che non può essere risolto con una norma
così breve e così sbrigativa quando ci sono problemi che
attengono al personale, al futuro di questo personale. Avremmo
voluto che si prendessero nella dovuta considerazione emendamenti
che abbiamo presentato, signor Presidente, e che riguardano per
esempio le aziende agricole in crisi per le quali abbiamo
proposto con un emendamento affinchè venga prorogata la scadenza
dei crediti agrari fino al 31 dicembre del 2000 e affinchè venga
sospesa ogni procedura esecutiva nei confronti delle aziende
agricole in crisi fino al 2000 per almeno 3 anni proprio per
consentire a questa agricoltura siciliana che è in crisi, la cui
crisi è stata aggravata ancora dalle avversità atmosferiche, di
tentare una ripresa produttiva che invece manca e che questo
Governo non è stato in grado di assicurare per l'assoluta
indolenza, per la incapacità di dare alle risposte che gli
agricoltori siciliani aspettano da questo Governo, da questa
Regione.
Sono queste le cose che sono state dimenticate dal Governo
regionale che non ha inteso prendere atto di una disponibilità di
collaborazione da parte del centro-destra attraverso la
proposizione di emendamenti che avevano una valenza di carattere
sociale estremamente importante, un Governo quindi che si è
trincerato dietro la questione di fiducia per tentare di farsi
uno scudo per cercare di ripararsi dal malessere che serpeggia
nell'ambito di una maggioranza che ormai vacilla, nell'ambito di
una maggioranza che ormai è allo sbando e che quindi costringe il
Presidente Capodicasa a fare ricorso al voto di fiducia che
certamente poi impedisce una discussione approfondita come quella
che noi avremmo voluto fare.
Ecco perchè signor Presidente e concludo noi riteniamo che
abbiamo fatto il nostro dovere, lo abbiamo fatto nell'interesse
dei siciliani, lo abbiamo fatto consapevoli che solo in questo
modo possiamo richiamare l'attenzione del popolo siciliano sui
veri problemi, su quelle che sono le battaglie che il
centro-destra che era stato legittimato dall'elettorato siciliano
il 16 di giugno del 1996 e che è stato sfrattato dal Governo
soltanto da una operazione sulla quale non intendo più ritornare
noi del centro-destra almeno, vogliamo porre all'attenzione
dell'opinione pubblica quelle che sono le nostre battaglie
indicando all'opinione pubblica stessa i responsabili e cioè
coloro che oggi stanno al Governo e che non hanno voluto
assolutamente prendere in considerazione le nostre battaglie
disattendendo non tanto le nostre iniziative ma quelle che sono
le aspettative e le speranze del popolo siciliano.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 884/A (STRALCIO)
"MISURE DI FINANZA REGIONALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAM-
MAZIONE, CONTABILITA' E CONTROLLO"
SULL'ORDINE DEI LAVORI.
STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare sull'ordine
dei lavori perchè credo che non si sia stati abbastanza chiari.
Potremmo assistere, o fine a quando le resistenze ci saranno a
questo balletto interessante di interventi che ci propongono
considerazioni politiche tra lo scherno di qualcuno, l'onorevole
Lo Giudice il quale ascolta compiaciuto simpaticamente ma credo
che produttivamente signor Presidente bisogna prendere atto che è
intollerabile che alle cinque del mattino dopo una mattinata
nella quale il Governo non è stato presente si possa essere
costretti in Aula e le ripeto formalizzo la richiesta anche se
credo di essere stato abbastanza chiaro prima, è stato presentato
un nuovo documento e noi abbiamo il diritto ed il dovere di
rispondere ai siciliani presentando nuovi emendamenti.
Io le annunzio che voglio elaborare gli emendamenti e voglio
comprendere a leggere questo nuovo testo che mi è stato dato,
quindi le chiedo di assumere una determinazione ai sensi
dell'articolo che propone che la Presidenza debba dare un congruo
tempo al Parlamento che è sovrano.
CAPODICASA, presidente della Regione. Quale è l'articolo del
Regolamento?
STRANO. Che è sovrano e che necessita onorevole Presidente di
un segnale, se vi erano impegni, che questi impegni allora si
rivolgono al precedente testo, la fiducia poteva essere chiesta
sul precedente testo ma non su questo testo nuovo o meglio è
legittimo chiederla ma è assolutamente legittimo onorevole
Cristaldi, Presidente dell'Assemblea, che questo congruo termine
venga a noi consegnato, siamo nella mattinata di sabato, domani è
domenica, lunedì il nostro mondo è impegnato a Roma in una
manifestazione politica, le chiediamo assolutamente il rinvio
della discussione anche per dare il congruo tempo per preparare
gli emendamenti e per capire e per leggere, per comprendere, per
analizzare politicamente questo nuovo documento che ci è stato
posto, di rinviare la seduta a martedì.
Questo balletto di interventi io credo che possa
assolutamente terminare e sia necessario andare ad un rinvio a
martedì perchè noi si possa svolgere quel diritto dovere al quale
siamo stati chiamati dai cittadini siciliani e vi sono
regolamenti che in questo senso ci debbono assolutamente tutelare
pena uno scadimento del tono della legittimità di questa
Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, comunque allo scadimento fino a
quando sono lucido penso di poter porre un argine. Per quanto
riguarda il suo rilievo ho già in un altro momento della seduta
fatto presente di aver dato un'ora di tempo per la presentazione
degli emendamenti, fatto giudicato congruo dalla Presidenza per
la semplice ragione che il Governo nel presentare la riscrittura
del disegno di legge con il nuovo emendamento ha dichiarato che
intendeva apporre la fiducia su quell'emendamento, fatto che per
regolamento impedisce la votazione degli emendamenti.
Resta in piedi la possibilità del deputato di presentare
quindi l'emendamento soltanto per una mera questione politica,
fatto che ho consentito che avvenisse. Non può quindi essere
posta in votazione una richiesta per consentire ulteriore tempo
per presentare emendamenti che oltretutto sarebbero soltanto
legati ad un gioco masochistico, perché non produrrebbe alcun
effetto.
Se lei invece pone una richiesta di sospensione della
seduta, io naturalmente, lei è un parlamentare, non posso che
mettere in votazione, ma non per concedere altro tempo, lei
chiede di sospendere la seduta, metto in votazione la proposta,
se passa sospendo, se non passa continuo, in linea con quella che
è stata la determinazione dell'Aula nella scorsa seduta quando si
è predisposto il programma dei lavori. Lei insiste sulla...
onorevole Strano non occorre, lei mi dica solo se insiste sulla
proposta di sospensione o meno
STRANO. Chiedo una Conferenza dei capigruppo perché è
intollerabile che l'Assemblea vada avanti in questo modo. Non c'è
accordo su questo nuovo documento. Sicuramente da parte nostra
non c'è nessun accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, la prego, lei insiste sulla
proposta di sospensione?
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
precisazione, l'intervento dell'onorevole Strano che, fra
l'altro, fa seguito all'intervento che l'onorevole Strano aveva
fatto circa due ore fa, è relativo ad una richiesta legittima da
parte di un deputato e di un gruppo politico e io ritengo che non
si possa definire masochistico il fatto o la circostanza che un
parlamentare o un gruppo politico tenti di affermare in
quest'Aula e nel Parlamento la necessità politica di evidenziare
PRESIDENTE. Onorevole Stancanelli, mi perdoni, mi dispiace che
anche lei apra con la Presidenza una polemica assolutamente
inutile. Nel momento in cui lei fa riferimento all'aggettivo
masochistico da me utilizzato e che, naturalmente, era benevolo e
nel pieno rispetto dell'intero Parlamento, lei intende aprire una
questione che è simile a quella sollevata dall'onorevole Strano,
lei non può intervenire sullo stesso argomento, almeno a che non
dice, la prego, sono le cinque del mattino, io vorrei, fino a
quando finiamo, che avessimo un livello nella conduzione dei
lavori e nella discussione tale, comunque, da consentire, in
termini corretti, di poter ultimare un lavoro che può essere
interrotto soltanto per decisione dell'Aula.
STANCANELLI. Ma io sono pacato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Le sto dicendo che se la sua proposta è la stessa
di quella dell'onorevole Strano, io non posso consentire di
parlare. Se lei invece ha una proposta nuova, io le consento di
parlare sull'ordine dei lavori.
STANCANELLI. Volevo insistere sulla proposta dell'onorevole
Strano, non mi voglio mettere in polemica con il Presidente
dell'Assemblea, termino il mio intervento, però volevo far
presente, anche al Governo, che è veramente inumano - e lo
sottolineo - che alle cinque del mattino si stia qui dopo che il
documento che stiamo discutendo ci è stato portato alle tre del
mattino. Questo ha voluto evidenziare l'onorevole Strano e questo
voglio evidenziare io.
Presidenza del presidente Cristaldi
BARONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che a
quest'ora la stanchezza la fa da padrona. Però non vi ruberò
molto tempo al dibattito che dovrà continuare e quindi sulla
fiducia.
Ho seguito con molta attenzione l'intervento dell'onorevole
Pellegrino e mi sono deciso a continuarlo per certi aspetti anche
facendo qualche considerazione di carattere politico e anche di
un carattere che in questi giorni sfugge all'attenzione, sia dei
mass-media che dell'Aula parlamentare nella quale ci troviamo
tutti.
L'onorevole Pellegrino, se ho ben capito, pone un problema
di carattere politico manifestando con una dialettica politica e
parlamentare che gli riconosco tutta e dal quale c'è sicuramente
da apprendere da parte di tutti e da parte mia sicuramente per
primo, una certa angustia da parte di Rinnovamento italiano su
qualche passaggio del documento della finanziaria proposta dal
Governo e pur, assicurando il voto di fiducia personale e quello
del Gruppo parlamentare di Rinnovamento italiano, fa qualche
distinguo di ordine politico sul percorso, su quello che è stato
e su quello che potrebbe essere il percorso politico del Governo
Capodicasa.
Mi è sembrato di rivivere per certi aspetti alcuni momenti
che si sono verificati da qualche mese a questa parte in
quest'Aula che riguardano qualche deputato della maggioranza che
magari è seguito, pedinato, come giustamente aveva fatto notare
l'onorevole Pellegrino, a secondo di frequentazioni più o meno
frequenti - scusate il gioco di parole - che si possono
verificare durante i lavori d'Aula o mentre stiamo a bivaccare,
tra virgolette, con rispetto dovuto all'Assemblea, chiedo scusa
per il vocabolo al Presidente dell'Assemblea.
Se l'onorevole Pellegrino pone un problema di carattere
esclusivamente politico chi come me ha un'estrazione leggermente
diversa da quella dell'onorevole Pellegrino, a maggior ragione
può porre un carattere di ordine politico, ma permettetemi di
dire anche ideologico e culturale.
E se nel momento della stesura di questa benedetta o
maledetta finanziaria, visto che masochisticamente siamo qui, per
certi aspetti anche a perdere tempo devo dire, con molta onestà,
può trovare difficoltà, pur essendo rappresentato con pari
dignità dal punto di vista politico in questo Governo, anche se
numericamente da un solo assessore ad approvare certi passaggi,
figuriamoci che cosa potrebbe significare un discorso del genere
e domani potrebbe avere vasta eco sui giornali, questo distinguo
- ripeto - del Gruppo di Rinnovamento italiano.
Per evitare che qualcuno possa pensare chissà quale
dichiarazione sto facendo, dico che essendo una persona - spero
di essermi contraddistinto dal punto di vista politico, lealmente
nella mia breve vita parlamentare, allora dico per quella lealtà
a cui sto facendo riferimento anch'io voterò la fiducia al
Governo Capodicasa, così come ho votato il Governo Capodicasa nel
momento del suo insediamento.
Ciò non toglie che questo serpeggiante stato che poi alla
fine dà adito e l'opposizione, sotto questo aspetto fa bene forse
a buttarsi, dal loro punto di vista naturalmente sul cadavere,
molto virgolettato evidentemente. In ogni caso, credo che
politica vuole che in fin dei conti, abbiamo la finanziaria e
tutti ci rendiamo conto che va approvata con tutti i distinguo e
le riserve del caso.
Abbiamo il bilancio da approvare e questo va approvato, non
soltanto perché qualcuno possa fare prosopopea perché dobbiamo
fare gli interessi di Sicilia e siciliani, è la verità, ma
abusiamo tante volte di questo termine soltanto perché
evidentemente fa comodo a qualcuno.
Non faccio interessi di altri. Appartengo ad un partito che
- ripeto - partecipa a questo Governo e che da la fiducia a
questo Governo avendo presente una maggiore rappresentanza di
assessori nel Governo Capodicasa, però è evidente, a mio avviso,
che continuare a menar il can per l'aia e far sempre le ore
piccole o le ore grandi e poi evidentemente arrivare sempre al
punto nel momento in cui qualcuno è preso per la stanchezza o
magari manda tutti a quel paese e deve votare per forza il
documento, sarebbe opportuno che per il prosieguo - questo è un
invito che rivolgo al Presidente della Regione e alla Giunta di
Governo - si potessero adottare dei sistemi che magari non ci
ridicolizzassero all'esterno e che facessero ottenere lo stesso
risultato a cui arriveremo fra poco, magari qualche ora prima,
con meno diatribe o scontri verbali dovuti soprattutto, spero,
alla stanchezza e non a questioni di carattere personale e che
questo ricorso alla fiducia non fosse interpretato come qualcuno
che volesse prevaricare a qualunque costo quelle che sono le
esigenze di tutti quei siciliani che non si rivedono in questa
maggioranza.
Allora, ripeto, l'appello, se appello posso chiamarlo,
appello rivolto sia al Presidente della Regione che a tutta
l'Aula, evidentemente opposizione e maggioranza, ma credo che
alla fine quello che ci guadagnerà non sarà soltanto quell'ora di
sonno in più dalla quale tutti, impiegati del Palazzo,
stenografi, commessi e anche noi stessi, ne avremo sicuramente
guadagnato; ma credo che ne guadagneremo soprattutto in quella
visibilità che, credetemi, non credo sia la migliore da un po' di
tempo a questa parte.
RICEVUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, se dopo
l'intervento dell'onorevole Ricevuto non ci sono altri interventi
si conclude la discussione generale sull'emendamento di
riscrittura.
RICEVUTO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, noi avevamo salutato positivamente
l'iniziativa legislativa del governo, del disegno di legge prima,
del maxiemendamento dopo, per una ragione soprattutto, perché
aveva i contorni appunto di una legge finanziaria, di un disegno
di legge, in sostanza, che nel momento in cui la Regione non vive
stagioni di vacche grasse ma ha difficoltà notevoli, si muove in
una situazione disastrosa sotto il profilo finanziario. Un
disegno di legge, in sostanza, che tendesse a reperire nuove
risorse finanziarie e quindi con maggiori entrate e che
conseguentemente tentasse di tagliare le spese, le spese
pubbliche che hanno assunto ormai dimensioni notevoli. Nella
misura in cui c'è necessità di porre sempre attenzione ad una
politica di risanamento finanziario.
Avevamo apprezzato quindi l'impostazione, la filosofia al di
là del merito, l'impostazione e l'impianto del disegno di legge
finanziario e però siamo rimasti delusi, delusi dall'azione del
governo che poi ha tradotto nei fatti un'impostazione, un
impianto particolare, importante, rilevante, lo ha tradotto poi
assecondando peraltro una radicata consuetudine, ha tradotto quel
disegno di legge in un disegno di legge "omnibus" per come
d'altro canto lo stesso Presidente della Regione ha detto. Quasi
per potere legiferare in ogni settore, in ogni direzione dopo un
periodo di inerzia nel quale si sono assommate tante e tante
incongruenze e tante e tante lacune dell'Assemblea e
dell'iniziativa del governo.
E' uno strano modo di procedere questo. Si sonnecchia per
tanto tempo e poi, ad un tratto, ci si sveglia e si coglie
qualsiasi occasione per introdurre, come dire, a pezzi e bocconi,
brandelli non norme, brandelli di norme senza alcuna visione
unitaria, senza alcuna visione organica e ovviamente
inerpicandosi sempre sul frammentarismo.
Queste sono soluzioni che ci deludono profondamente,
ovviamente, e però nello stesso tempo, nel corso del dibattito
d'Aula, siamo rimasti oltre che delusi, come dire, mortificati,
mortificati nel nostro ruolo, nella nostra stessa consistenza di
"legislatori".
Un dibattito d'Aula che si è soprattutto avviluppato,
avvitato su questioni procedurali. Siamo stati un mese, un mese a
parlare di questioni di procedura o quasi
Io signor Presidente mi permetto di fare una osservazione da
porre alla sua attenzione. Forse è necessario riprocedere ancora
in direzione della rivisitazione del Regolamento d'Aula, signor
Presidente. Pensavamo che si fosse arrivati ad una conclusione
positiva sotto questo profilo ma i risultati sono sotto gli occhi
di tutti, sono risultati indubbiamente negativi.
Non è possibile, io non voglio assolutamente imbavagliare
l'azione e l'attività del Parlamento, dei singoli parlamentari.
Ma non v'è dubbio che bisogna pure pensare ad un Regolamento che
nei limiti del possibile contingenti tempi e numeri degli
interventi per arrivare a conclusioni quanto più possibili celeri
dell'attività legislativa di questo Parlamento. I siciliani non
possono più perdere tempo, la verità è questo. I giovani e i
giovani siciliani non ci capiscono più, rischiamo di non farci
capire più da nessuno.
Abbiamo necessità indubbiamente di avere una azione
concreta, attiva, efficace, efficiente del Governo. Ma abbiamo
necessità anche di riconquistare pienamente il nostro ruolo di
parlamentare. Abbiamo necessità che le commissioni producano atti
legislativi; abbiamo necessità che il Parlamento finalmente
legiferi.
L'altro giorno mi si è data occasione di rispondere ad una
intervista di una giornalista che mi chiedeva quante leggi
fossero state approvate dall'Assemblea regionale. Adesso non
ricordo il numero ma a fronte di una congrua iniziativa
legislativa di proposte dei singoli parlamentari, ahimè, il
numero dei disegni di legge esitati è davvero miserevole sotto il
profilo numerico indubbiamente.
Tutto questo lo dico perché avevamo per questo aspetto e per
questo verso rivolto al Governo e al Parlamento, ad una certa
parte del Parlamento, ad una certa opposizione - non voglio più
di tanto celare ciò che voglio dire , più di tanto mistificare -
del Polo; avevamo chiesto al Governo di non arroccarsi su
posizioni di chiusura, ponendo sempre questioni di fiducia, con
l'effetto di azzerare il dibattito, il confronto parlamentare, di
ridurre l'Aula assembleare in un luogo non di confronto
democratico delle idee ma in un luogo di continua conta.
E avevamo chiesto ripeto alla opposizione del Polo di
ritirare tutti gli emendamenti di chiara espressione
ostruzionistica, lasciando in discussione soltanto i più
importanti emendamenti sui quali si potesse sviluppare un utile
dibattito per apportare i necessari aggiustamenti alla
finanziaria.
E ce ne eravamo andati abbastanza soddisfatti alla fine
della scorsa settimana. Ma al ritorno abbiamo avuto la sgradita
sorpresa di rivedere le posizioni di chiusura del Governo e di
rivedere ancora una volta presentare da parte dell'opposizione,
di questa opposizione, più di 300 o 400 emendamenti. Io non credo
che siano tutti ripetitivi. Su 300 molti sono certamente di
chiara espressione ostruzionistica. Non è modo di continuare ad
andare avanti.
Ed è continuata l'opposizione dura, il muro contro muro. E
anche qui stasera ne abbiamo avuto riprova. Ecco, signor
Presidente, in questo modo continuando non c'è confronto tra idee
ed opzioni, che è sempre utile ad aversi perché è fertile il
confronto tra idee ed opzioni, è sempre fertile di migliori
soluzioni per governare la Sicilia.
E invece abbiamo assistito niente altro che a diatribe di
schieramento che fanno gioco invece sui preminenti diritti e
sulle preminenti esigenze dei siciliani. Non siamo soddisfatti
complessivamente delle soluzioni apportate con la finanziaria dal
Governo regionale.
VIRZI'. Però...
RICEVUTO. No, senza però. E non c'è niente da ridere. Non c'è
niente da ridere, né Guido, né Salvino. E non siamo assolutamente
soddisfatti, lo abbiamo già detto. Riteniamo che nient'altro si
sia percorso un iter deja vue.
Comprendiamo che in questa condizione però, in questa
situazione è stato superato il contenuto vero della finanziaria.
Ecco però, perché però. E' stato superato il contenuto della
finanziaria che è diventato purtroppo del tutto secondario e che
la partita invece si gioca su un altro campo, sul campo della
politica. Sul campo del tentativo di abbattere ad ogni cost
questo Governo. E questo in fondo fa parte dell'azione legittima
dell'opposizione.
E' come dire: uno degli arnesi che stanno nel bagaglio
dell'opposizione, ma questo, mi si consenta è possibile aversi in
tempi ordinari, non già alla vigilia della scadenza di un termine
ultimo che è quello dell'approvazione del bilancio della Regione.
Ecco, a questo punto, ecco però miei cari amici, noi socialisti
del Partito socialista di Sicilia ripetendo un'espressione che
non vorrei riprendere non ci stiamo.
Non ci stiamo perché siamo figli di una logica e di una
cultura, di una cultura del riformismo socialista che vuole che
anche nel ruolo dell'opposizione vi sia sempre un senso misurato,
un senso equilibrato del proprio modo di essere, un'opposizione
che vuole essere sempre costruttiva per tentare di stimolare
comunque l'azione del Governo nei momenti in cui si tratta di
approdare a risultati importanti per la gente siciliana.
Ecco e allora il nostro primo tentativo, signor Presidente,
onorevoli colleghi di maggioranza e dell'opposizione, il nostro
primo tentativo è quello di fare di tutto per consentire
all'Assemblea regionale siciliana di tirarsi fuori dalle secche e
quindi per consentire l'approvazione delle leggi fondamentali
senza le quali è in discussione la stessa sopravvivenza
dell'Assemblea regionale siciliana.
D'altro canto l'insufficienza, l'inconsistenza di questo
Governo e di questa maggioranza, la prego di perdonarmi signor
Presidente se mi consente poi faccio allora una dichiarazione di
voto, è sotto gli occhi di tutti e va al di là della stessa
approvazione della finanziaria e del bilancio. Avremo modo di
confrontarci anche in altre occasioni sull'inconsistenza di
questa attuale maggioranza.
In questo momento aderendo ovviamente rispettosamente
all'invito di cessare col mio intervento, mi è sembrato di capire
signor Presidente, mi ripropongo di fare la mia dichiarazione di
voto a nome del Partito socialista, nel momento in cui si passerà
alle dichiarazioni di voto.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'esperienza che stiamo vivendo in questa Assemblea dalla fase
dell'esercizio provvisorio a questa sera deve pur dirci qualcosa,
perché è un'esperienza che certamente rivela un grande travaglio
politico, un travaglio politico che si riverbera sulla scioltezza
del funzionamento degli stessi lavori parlamentari.
Io considero sempre estremamente positivo il confronto, la
dialettica, la verifica attorno ai temi reali della società
siciliana, che sono tanti,che sono di spessore, che spesso
trovano una dismisura nel confronto con le possibilità di
soluzioni. E certamente per buona parte il travaglio, il
confronto, lo scontro che si sono verificati in quest'Aula e
fuori di quest'Aula sul piano politico sono anche frutto di
questa condizione e di questa fase politica.
Però, certamente - consentitemi con molta umiltà e senza
volere fare torto a nessuno perchè non ritengo che ci siano
torti - probabilmente questa fase è stata condotta in maniera
tale che il confronto vero sui temi è stato sfumato, mai
affrontato in profondità e probabilmente un poco tutti non
abbiamo avuto la capacità di enucleare i problemi che andavano
affrontati in questo momento ed i problemi che andavano
affrontati dopo, per portare avanti quel confronto che deve
essere sempre costruttivo per la soluzione dei problemi che
riteniamo più urgenti, per migliorare il testo del disegno di
legge che è sottoposto all'esame dell'Aula.
Certamente non esito a dire che troppo tempo si è dedicato a
questo scontro regolamentare, dialettico, non voglio chiamarlo
ostruzionistico, tuttavia in qualche misura e per qualche verso
deviante rispetto al confronto di fondo che invece andava
portato, rispetto ad un disegno di legge che, partito come legge
"finanziaria", alla fine ha affrontato anche altri temi, peraltro
compresi nel disegno di legge iniziale, e questi sì, andavano
raffrontati, migliorati e portati avanti. Ma certamente ogni
forza politica, ogni deputato si atteggia come meglio ritiene.
Si è voluto provare, onorevoli colleghi, di mettere alla
prova una maggioranza che ha svolto la sua funzione ed ha svolto
il suo ruolo. Non soltanto a titolo personale ma a nome del mio
gruppo ritengo, infatti, che questa maggioranza e questo Governo
abbiano ottenuto risultati significativi rispetto al percorso, al
programma, agli obiettivi che si erano prefissi, e non voglio
elencare i disegni di legge, lo scioglimento, la legge-voto ma
anche altre cose.
Desidero dire a me stesso ma anche ai colleghi che il fatto
stesso che qui questa sera si presume si possa varare una legge
"finanziaria" ed un provvedimento che affronta alcuni temi (sul
merito possiamo fare valutazioni diverse), che si concluda
l'esame di questa "finanziaria" costituisce un punto importante,
perchè nella storia di questa Assemblea probabilmente altre
"finanziarie" non se ne sono concluse o sono state smembrate o
sono state suddivise in diverse parti per poi non arrivare a
conclusione.
Allora io credo che qua stasera è emerso chiaramente che la
maggioranza c'è, che è maggioranza sia pure nelle articolazioni e
nel confronto anche interno alla maggioranza, che è un fatto
fisiologico e che è un fatto positivo.
Ho ascoltato ed apprezzato l'intervento dell'onorevole
Pellegrino che manifestava alcune perplessità rispetto a percorsi
o rispetto al provvedimento in una dialettica che tende a
rafforzare la maggioranza, tende a renderla più efficiente e
tende a rilanciarla.
L'intervento dell'onorevole Pellegrino, come altri
interventi, ma in maniera più specifica, in fondo sollecita
certamente la maggioranza ad essere maggioranza con un progetto
più rilanciato, più rafforzato che guardi ad alcuni obiettivi.
Ma credo che questa sia l'esigenza di tutti, sia l'esigenza
della società siciliana, sia l'esigenza di un salto più in
avanti, più spedito verso gli obiettivi che il Governo si è
proposto.
La fiducia posta dal Governo sul testo del disegno di legge,
Presidente Capodicasa, condivido la sua impostazione e certamente
una esigenza tecnica perché altrimenti in questa Assemblea
avremmo rincorso per giorni e per settimane probabilmente testi
che tendendo a raccogliere quanto di meglio veniva dagli
emendamenti o dai sub-emendamenti dei Deputati regionali finiva
poi con il fare ripartire dal punto di avvio tutto il
procedimento parlamentare e assembleare.
Così come condivido la dichiarazione politica che il
Presidente della Regione ha fatto relativamente alla maggioranza,
ai percorsi futuri, alla inopportunità di una verifica della
maggioranza e dei problemi politici che deve affrontare questo
Governo e la maggioranza in una fase come questa.
Perché credo che questa esigenza c'è, ma va collocata nel
tempo giusto e quando ci saranno condizioni che consentono una
migliore visione e un migliore sguardo complessivo alla vicenda
politica di questa Assemblea, del Governo e della politica
siciliana.
Perché certamente la finanziaria e il bilancio sono esigenze
tecniche e tecnico-politiche, certamente noi attraversiamo una
fase che affronta eventi nazionali di rilievo, come l'elezione
del Capo dello Stato e l'elezioni europee e, certamente, dopo
questi avvenimenti va fatta una riflessione perché probabilmente
ci saranno scenari e situazioni diverse.
Un'ultima considerazione desidero fare.
Probabilmente c'è un'esigenza più complessiva, sganciata
anche da questi eventi che questa Assemblea trovi il passo giusto
e il livello giusto perché in questo fine di legislatura si
possono affrontare temi e problemi che richiedono sia pure della
differenziazione dei ruoli richiedono una intesa di largo respiro
non di maggioranza o di maggioranze che siano onnicomprensive, ma
soprattutto sui meccanismi, sugli obiettivi, sul livello della
qualità del confronto, sulle scelte che si dovranno andare a
fare.
Noi abbiamo iniziato questa legislatura con grandi speranze,
la legislatura delle riforme, e delle riforme sono state fatte.
Probabilmente dovremo affrontare nel tempo che ci resta
problemi di grande spessore; se riuscissimo ad elevare il
livello del confronto e soprattutto se avremo la volontà poi di
fare sintesi, lo scontro tra la maggioranza e e le opposizioni o
la dialettica finiranno con il migliorare la qualità delle
decisioni e con il centrare meglio gli obiettivi che la classe
politica siciliana tutta intera vuole raggiungere.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Con l'onorevole Bufardeci si chiude la discussione
sull'emendamento 1.10.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Bufardeci.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
di intervenire solo ed esclusivamente perchè gli interventi che
mi hanno preceduto mi hanno spinto ad una riflessione ed un
contributo a questo dibattito tutto politico.
A questo punto non volendo trattare nei pochi minuti
dell'intervento le ragioni di carattere squisitamente tecnico del
sub maxi emendamento per cui limiterò in maniera assolutamente
netta qualche brevissima considerazione sul perchè, a mio avviso,
impropriamente si è arrivati a questa fase dei lavori di Aula.
Ritengo che la responsabilità sia tutta del Governo sotto
questo profilo perchè sin da stamattina la posizione che ha
assunto l'opposizione per bocca dell'onorevole Alfano e di altri
esponenti di Alleanza nazionale è stata chiara per quanto
riguardava una chiara volontà di ridurre assolutamente il numero
dei sub emendamenti presentati ad un numero assolutamente sparuto
e risicato; un po' sulla scorta di quello che era l'indirizzo
che ritenevo opportuno che fosse dato dal Polo che ha sostenuto
qui stasera l'onorevole Pellegrino quando diceva secondo me
l'opposizione doveva limitare i propri emendamenti a pochissimi
due tre e significativi.
A quelle osservazioni si sono aggiunte osservazioni di
carattere procedurale alle quale poi risposta concreta non ve ne
è stata anche perchè il numero degli emendamenti e dei sub
emendamenti era così consistente anche in ragione del fatto che
circa trecento sub emendamenti erano della stessa maggioranza.
E si è andati così per le lunghe in questa riscrittura, in
alcuni casi sempre aggiornata, del testo originario del maxi
emendamento.
E questo ha consentito al Governo di tagliare corto e di
evitare che si andasse ad un dibattito su quegli emendamenti
mirati ed effettivamente potrebbero migliorare, potevano
migliorare e sono convinto avrebbero certamente migliorato il
testo perchè sono convinto che per quanto riguarda il quinto
dello stipendio si poteva fare un emendamento soppressivo che
migliorava il testo attuale ed eliminava dei problemi sicuramente
ai dipendenti che hanno già lunghe graduatorie d a scorrere
vecchie di tre quattro anni che non so che altro tempo
ulteriormente ne perderanno.
Si potevano evitare signor Presidente dell'Assemblea
emendamenti come quello presentato dal Governo all'articolo 21
quando parla della possibilità di revoca praticamente dei
direttori generali delle USL e in alcuni casi vi sono proprio
delle fotografie specifiche a dei rischi concreti che andranno a
correre alcuni direttori delle USL e delle aziende ospedaliere
perchè credo che si faccia riferimento a delle norme che per
altro bocciate nelle commissioni di merito riproposte nella
commissione bilancio che non trattava certamente il merito della
materia e che successivamente peraltro incidono anche su quella
che è la contrattazione e il tipo di rapporto giuridico che
esiste tra l'amministrazione e il direttore generale.
E credo che questo inficerà alcuni direttori generali a
partire da quelli di Trapani a quelli di Enna a quelli di
Siracusa.
Mi pare di leggere in maniera chiara e si poteva migliorare
ma non volendo come dicevo trattare la parte tecnica della
finanziaria voglio dire che quello che ho sentito negli
interventi che mi hanno preceduto porta un dato certo: c'è una
grande ipocrisia in quest'Aula.
Il Presidente Capodicasa con la sua nota abilità ha cercato
con le sue acrobazie di non dire parole molto pesanti che
potessero creare dei problemi all'interno della maggioranza o che
non potevano essere accettate dai partiti della maggioranza e ha
parlato della necessità di una verifica a 360 gradi. Ha parlato
l'onorevole Pellegrino e ha detto che bene ha fatto il Governo a
richiedere la fiducia, ma che comunque l'atteggiamento di questo
Governo su una serie di punti anche all'interno di questa
finanziaria e alcuni comportamenti del Governo non possono essere
più sopportati. Se non ricordo male ha detto testualmente va
bene la prima, va bene la seconda, va bene la terza volta, dopo
di che, non solo per una questione di pazienza, di prudenza, di
sopportazione, non si può più andare avanti. Ha denunciato in
maniera chiara che i partiti moderati che fanno parte di questo
Governo di centro-sinistra che a questo punto è sicuramente più
di sinistra-centro che di centro-sinistra è sbilanciato a danno
dei partiti moderati.
Vi è stato un intervento, anche questo abbastanza criptico,
per quanto mi riguarda, (almeno io lo interpreto così)
dell'onorevole Barone a questo indirizzo. Infatti, egli ha
detto: seguo un po', continuo quello che ha iniziato a dire
l'onorevole Pellegrino. Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole
Leanza che parla di riflessione.
E allora secondo me, se vogliamo dirci le cose come stanno e
vogliamo fare effettivamente un salto avanti significativo
nell'interesse di quelli che sempre sentiamo e parliamo e
affermiamo essere il nostro obiettivo e cioè la Sicilia e i
siciliani usciamo da una grande ipocrisia.
Io credo che quando si parla di verifica a 360 gradi, quando
si parla di riflessione, quando si dice che non si può più
sopportare oltre alcune posizioni, quando si dice che certamente
vi è uno sbilanciamento dell'azione di Governo verso la sinistra
rispetto ai partiti moderati, si sta dicendo amici miei questo
Governo no c'è più abbiamo delle esigenze di natura
esclusivamente tecnica "politica" vi sono stati degli interventi
che hanno detto poc'anzi....che il Governo era comunque cadavere
in sostanza, e allora credo che se noi vogliamo fare un servizio
a tutti dobbiamo riconoscere che tutti questi interventi vanno
esclusivamente in quel segno più meno sfumato, ribadisco a volte
più o meno criptico, a volte quasi incomprensibile per la verità
che questo Governo è arrivato al capolinea, ciascuno chiaramente
anche se ne è convinto in propria coscienza e a volte ne è
convinto per ragioni anche esterne a quelle che vive la stessa
maggioranza e la stessa Aula, dovrebbe anche avere la coscienza,
secondo me e l'onestà intellettuale di dichiararla anche in
maniera più libera e sciolta; se non lo si fa credo che non lo si
faccia proprio perchè siamo in presenza di un appuntamento
elettorale del 13 giugno in modo particolare le elezioni del
Parlamento europeo, per cui è chiaro che un Governo che vada
comunque in carica a quell'appuntamento elettorale è un Governo
che può sperare di affrontare la campagna elettorale in maniera
migliore rispetto a presentarsi all'appuntamento elettorale in
condizione di dimissioni o di crisi ormai manifesta.
Ma pur comprendendo questo io credo che l'ipocrisia vada
vinta e credo che tutti al di là dei giochi di parte, al di là
della facciata che cerchiamo di rispettare e che in questo caso
la maggioranza crede di tenere comunque in sesto e in piedi,
quello che bisogna comunque fare e che io spero che i partiti
moderati di questo Governo facciano ulteriormente è quello di
dichiarare che certamente non è possibile una dichiarazione come
quella che ha reso oggi, questa sera l'onorevole Pellegrino
quando dice che in questa Aula vi è certamente una maggioranza
certamente favorevole a un emendamento o ad una modifica della
normativa che riguarda la sanatoria a quello che può essere il
recupero edilizio-urbanistico nella fascia di 150 metri e che
solo per i giochi di Governo della parte più "sinistra" e
doppiamente del Governo non può essere portata all'attenzione
dell'Aula perchè farebbe ulteriormente esplodere quelle
contraddizioni.
Ed allora io sono convinto che noi faremo un passo avanti
ulteriore e leggo tutti questi interventi come una chiara
significazione decifrandoli e traducendoli che questo Governo
esitata questa fase tecnica della Finanziaria e della settimana
prossima per quanto riguarda il bilancio è un Governo che ha
finito i suoi compiti, li ha assolutamente definiti ed esitati e
si deve aprire immediatamente una nuova fase, una nuova fase che
lo stesso Presidente Capodicasa dice dovere essere a 360 gradi,
una fase nella quale effettivamente a due anni di distanza dalla
fine legislatura si possa pensare ad un nuovo processo forte di
riforme cominciando dalla riforma elettorale innanzitutto.
Volere continuare a giocare come se questo Governo effettivamente
ci fosse e fosse forte e non fosse successo niente anche questa
sera e durante l'iter dei lavori dell'esercizio provvisorio prima
e di questa finanziaria oggi sarebbe un fatto gravissimo e
diabolico, credere che non succede niente quando si commenta che
alcuni esponenti autorevoli della maggioranza siano considerati i
migliori esponenti dell'opposizione significherebbe tradire le
esigenze della Sicilia e dei siciliani veramente. Credo e
l'impegno che bisogna mettere tutti è esclusivamente in
quest'opera di chiarezza, chiarezza, chiarezza, e la chiarezza a
mio avviso significa che un confronto a 360 gradi è una verifica,
una riflessione come la chiama Leanza o una dichiarazione forte
che non si può più sopportare oltre, un Governo sbilanciato a
sinistra significa che è un Governo finito, dichiariamocelo
chiaramente, non abbiamo particolari pudori sol perchè c'è una
campagna elettorale alle porte, dichiaramolo in maniera chiara ed
esplicita da questi dati partiamo per rilanciare per un Governo
aperto, allargato per quello che potrà essere un patto di
legislatura per questi ulteriori due anni per fare effettivamente
quell'ulteriore percorso di riforme, facciamolo chiaramente,
rendiamoci conto che giocare ancora tra le pieghe o le acrobazie
o gli equilibrismi dialettici non serve certamente, il gioco è
chiaro ed è scoperto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
sull'emendamento di riscrittura del disegno di legge.
Era iscritta a parlare l'onorevole Vicari per illustrare gli
emendamenti a sua firma. Ne ha facoltà.
VICARI. Rinunzio ad intervenire.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, signori colleghi, onorevole
Presidente della Regione, indubbiamente il Presidente
dell'Assemblea ha avuto ed ha il diritto di sollevare un problema
di forma ma credo che egli stesso si sia reso conto che il
Parlamento nel giro di 40 minuti ha dovuto approntare per far
fronte a quelli che sono i punti di questo doppio
maxi-emendamento qualche cosa come 250 subemendamnti che portano
le firme del Capogruppo e di quasi tutti i componenti in varie
fasi alternate al gruppo di Alleanza Nazionale per cercare di
porre quanto meno un rimedio ed un argine, certamente politico.
Una finanziaria burla di questo Governo, di un Governo che
ormai è delegittimato nei fatti, nella forma e nella sostanza
perché, caro Presidente della Regione, assessore Crisafulli che
mi guarda e mi ascolta con la sua consueta attenzione e di questo
ne sono sempre onorato, la fiducia non è sempre un momento di
forza, la fiducia è un momento molto spesso di debolezza e la
debolezza, in certe occasioni, si difende con la forza dei numeri
che certamente non è segno né di intelligenza politica né di
acume politico. Voi volete imporre, a suon di numeri, assessore
Morinello, non la legge finanziaria propedeutica al bilancio,
volete imporre alla Sicilia e ai siciliani la vostra finanziaria
che altro non è che un contenitore dove avete inserito le vostre
ambizioni, i vostri progetti territoriali e clientelari, le
vostre esigenze locali, i vostri problemi del collegio, questo è
tutto meno che la finanziaria che i siciliani si aspettavano. Qui
ci sono due deputati che con i loro interventi hanno fatto
diventare per un momento quest'Aula una specie di divisione di
ginecologia, perché hanno parlato di sforzi, hanno parlato di
travaglio. Ma qui non nasce niente, signor Presidente, qui è un
aborto, è un aborto di finanziaria che nasce da un Governo che si
è unito solo su un progetto che non è politico, ma è un progetto
clientelare.
Io credo che il Presidente dell'Assemblea - se me lo
consente una volta tanto, senza abdicare a nessun ruolo - abbia
dato la parola a tutti e siccome c'è un Presidente, sa benissimo
come condurre il dibattito in Aula. Qui ci sono degli
emendamenti, signor Presidente, che io illustrerò per la parte
che mi riguarda perché spetteranno sicuramente meglio di me ai
miei colleghi parlamentari di alleanza nazionale illustrare. Qui
ci sono degli emendamenti come quelli che questo Governo, che è
il Governo tanto declamato di centro-sinistra, il Governo dei
lavoratori, il Governo dei disagiati, il Governo delle categorie
meno abbienti, noi qui abbiamo proposto degli emendamenti per far
sì che gli operai della forestale a tempo indeterminato, con un
emendamento potessero smettere di tribolare, caro assessore
Cuffaro, inseguendo le perizie. Avevo proposto un emendamento che
è quello che avrebbe consentito agli operai, a tempo
indeterminato, dell'Amministrazione della Forestale, di potere
lavorare senza essere sottoposti ai tempi delle perizie che li
costringono a restare inattivi per mesi e mesi. Abbiamo proposto
un emendamento che i l Governo di centro-sinistra, il Governo
comunista della Regione avrebbe dovuto accogliere e fare suo e
invece c'è stato rigettato con un ricorso alla normativa legato
alla legge finanziaria. Avevamo presentato, si ha ragione
onorevole Vella, questo è tutto meno che un governo comunista,
questo è tutto meno che un governo, avevo presentato degli
emendamenti perché ci sono nella sola città di Palermo più di 250
conducenti di taxi con autonoleggio privato che sono fermi e che
non possono lavorare, ci sono 50 licenze di autonoleggio per
conducente privato bloccati presso il Comune di Palermo, perché
nella legge, assessore al turismo, alle comunicazioni, ai
trasporti, che come sempre quando c'è bisogno non c'è mai,è
l'araba fenice di questo Parlamento e di questo Governo, 50
dipendenti, 50 tassisti, 50 disoccupati palermitani, 50
disoccupati della sola città di Palermo, 450 in tutto il
territorio siciliano, signor Presidente dell'Assemblea,
bastava correggere un punto del regolamento che fa parte del
testo di legge per poter ottenere domani stesso 50
autorizzazioni.
Ebbene, grazie al primo governo di sinistra di questo primo
scorcio di Parlamento, sono costretti a restare disoccupati.
Quando invece le forze del Polo avevano presentato un emendamento
che avrebbe consentito di dare lavoro a cinquanta persone.
Avevamo presentato degli emendamenti. Sono sempre fiero ed
onorato, presidente Di Martino del conforto che lei mi da ogni
volta e questo mi induce a capire che sto proseguendo bene nel
mio intervento, grazie.
Avevo presentato degli emendamenti che avrebbero consentito
di poter fare passare come definitivi gli operai, i tecnici della
sanatoria. Ebbene, questo Governo con lo spauracchio
dell'impugnativa del Commissario dello Stato ha impedito la
proposizione di questo regolamento.
Ma voglio dire, Presidente della Regione e Assessore per il
bilancio, che questa finanziaria sarà impugnata dal Commissario
dello Stato perchè è una finanziaria che presenta aspetti di
palese incostituzionalità ed è una finanziaria che è palesemente
illegale e che sarà impugnata dal Commissario dello Stato perchè
vi sono aspetti nella normativa che riguarda le regie trazzere
che attengono alla fascia demaniale che non può essere oggetto di
contrattazione.
E questa finanziaria sarà impugnata dal Commissario dello
Stato e non dite che i colleghi parlamentari del Polo non vi
avevano avvisato e non vi hanno avvisato perchè in questo modo,
caro assessore Cuffaro, certamente questa finanziaria andrà
incontro alle scure del Commissario dello Stato. Assessore
Cuffaro, il Commissario dello Stato non è una persona con la
quale si può parlare, è un'istituzione. Con l'istituzione si
dialoga in termini ufficiali e il Commissario dello Stato,
sicuramente, osserverà questa legge.
Vi abbiamo avvisato. Avevate i tempi e i modi per
correggerlo grazie al contributo e all'attività di supporto
dell'opposizione che voi avete rifiutato.
Avete rifiutato perchè vi state muovendo con il sistema
odioso che è quello della fiducia per sfuggire al confronto con
le opposizioni.
Signor Presidente, non voglio andare oltre ai dieci minuti
perchè voglio lasciare spazio agli altri miei dieci colleghi di
Alleanza Nazionale e a tutti gli amici di Forza Italia che
sicuramente si iscriveranno a parlare per illustrare gli
emendamenti.
Voglio dire, Signor Presidente della Regione e assessori di
questo Governo fantasma della Regione siciliana, che avevo
proposto un emendamento che avrebbe consentito, quello
dell'onorevole Croce, dell'onorevole Beninati, dell'onorevole
Nino Strano e firmato anche da chi vi sta parlando, di operare un
profondo atto di giustizia per quanto riguarda la sanatoria di
quelle costruzioni abusive che non era e che non voleva essere e
che non poteva essere, nè la sanatoria a 360 gradi, nè voleva
essere un'offesa al patrimonio, all'ambiente o alla tutela del
paesaggio, ma era un atto di giustizia verso quei cittadini
siciliani che finalmente potevano evitare la demolizione con un
gesto di rispetto, dovuto da parte di questo Parlamento al quale
vi siete sottratti per la bramosia di arrivare ad operare una
finanziaria prima che la crisi politica vi possa travolgere.
Perchè è bene usare questa parola che aleggia, ma che nessuno
vuole affrontare. Questo Governo è in crisi. Ve lo hanno detto
in maniera confusa, in maniera sicuramente tiepida, in maniera
forse impaurita qualcuno dei parlamentari che mi ha preceduto in
questo microfono e in questo podio. Ma io ve lo voglio dire con
estrema fermezza.
Siete arrivati al capolinea. Avete il fiato corto. Avete
esaurito prima di partire il vostro obiettivo e il vostro
traguardo. E' ora di cambiare. E' ora che veramente lasciate il
posto a chi è stato votato dai siciliani due anni fa e cioè ai
parlamentari del Polo delle libertà per riportare in quest'Aula
il vero governo della Sicilia.
BRIGUGLIO. Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti a
mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
torneremo ad occuparci della Finanziaria in quest'Aula. Noi
abbiamo questo forte sospetto perché l'Aula si appresta a
licenziare un testo che presenta numerosi aspetti di
incostituzionalità, a nostro parere, e noi crediamo che gli
organi a ciò preposti debbano fino in fondo svolgere il loro
dovere per riscontrare queste incostituzionalità che sono palesi
nel metodo di approvazione della Finanziaria ed anche nei
contenuti.
A questo risultato si è arrivati dopo una chiusura
sostanziale di ispirazione leninista di questo governo rispetto
alla volontà del Parlamento di migliorare il testo e il risultato
finale, noi crediamo che al di là del dibattito che c'è stato e
che ha impegnato il Parlamento in una discussione che non è vero
che è stata esclusivamente strumentale o ostruzionistica, ma
anche di merito sugli articoli e sugli emendamenti.
Non si può dire che non ci sia un testo affetto da
incostituzionalità nel momento in cui con una norma viene abolito
il fondo per i prestiti ai dipendenti e i versamenti effettuati,
io spero che queste mie parole vengano nella sede giusta
analizzate, i versamenti effettuati dai dipendenti vengono
forzosamente espropriati con un atto palesemente incostituzionale
che è inutile che l'assessore al bilancio, onorevole Piro, sulla
stampa, naturalmente nel difendere come è giusto dal suo punto di
vista una posizione, abbia cercato qualche argomento per in
qualche modo reggere questa posizione. Questo è un fatto che
sicuramente non soltanto è incostituzionale ma è anche
antisociale perché sottrae ai dipendenti della Regione uno dei
pochi diritti fondamentali, che è un diritto di accesso a beni di
prima necessità come la casa, come il diritto alla salute e in
particolare il diritto anche alla restituzione di versamenti di
fondi, di denaro che non è della Regione ma è degli stessi
lavoratori.
Noi crediamo che si tratti di un testo, e abbiamo cercato
fino alla fine di emendarlo, estremamente pericoloso per quanto
riguarda l'area delle cosiddette trazzere, in realtà si fa la più
grande operazione di sanatoria di occupazione abusiva del demanio
regionale degli ultimi cinquant'anni, questo accade con questa
legge, senza alcuna certezza e con norme palesemente affette da
irragionevolezza perché si fa rinvio al catasto e non ai dati in
possesso dell'ufficio trazzere, perché sono in agguato
speculazioni di grande livello soprattutto in quella fascia
famosa, in particolare anche in quella fascia dei 150 metri dal
mare su cui ci si è scandalizzati in ordine all'emendamento sul
riordino delle coste. Anche qui c'è la costa, solo che viene
abilmente, dall'assessore Cuffaro, in qualche modo velata con
norme e disposizioni che noi crediamo nella sede propria saranno
esaminate con la necessaria attenzione.
La vendita di pezzi interi di demanio regionale a prezzi
irrisori, come illustri studiosi hanno fino a questa mattina
sulla stampa attestato, e che procureranno ben poco come risorse
finanziarie, lo vedremo, alla Regione per contribuire al
risanamento delle finanze pubbliche.
Ci sono altre norme palesemente affetti da irragionevolezza
come quelle che riguardano l'ufficio stampa e la proroga del
Comitato regionale radio-televisivo che per altro sono norme che
comportano spesa, noi crediamo che è stato fatto alla fine un
pessimo lavoro proprio perché la maggioranza ha blindato
sostanzialmente tutte le proprie posizioni e in qualche modo ha
fatto filtrare nel testo con la riscrittura in modo strumentale
esclusivamente norme peggiorative che palesemente non hanno
nessuna attinenza con il testo originario del disegno di legge,
che fanno scrivere altro che onorevole Leanza che ha cominciato -
lo sappiamo che è una tecnica ben collaudata di questo Governo,
quella cioè della "strombazzatura" propagandistica di risultati
minimi o inesistenti - che fanno scrivere una delle peggiori
pagine legislative di questo Parlamento.
Noi crediamo che ci sarà occasione per ritornarci e comunque
ci si ritornerà quando si discuterà del bilancio della Regione
che in qualche modo è collegato alla discussione della
finanziaria.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri colleghi che intendono
illustrare gli emendamenti, dichiaro chiusa la discussione sugli
emendamenti. Si passa alla votazione dell'emendamento su cui il
Governo ha posto la fiducia. Ricordo agli onorevoli colleghi che
secondo il Regolamento può intervenire un rappresentante per
ciascun Gruppo parlamentare.
NICOLOSI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, il Gruppo liberal-democratico non
voterà la fiducia al Governo anche se il Presidente si è
affrettato a giustificare la ragione della fiducia come dato
tecnico. Però mai la fiducia può essere connotata come elemento
tecnico, ha sempre una valenza politica.
Devo dire che gli stessi contenuti della finanziaria, la
maniera con la quale è stata proposta, le varie riscritture, ci
portano a dire che in ogni caso sarebbe stato difficile poter
concedere una adesione anche perché poi non siamo stati messi
nella possibilità di incidere sulla stessa proprio per la
bendatura operata dal Governo.
Ma c'è una ragione più profonda per ribadire la sfiducia a
questo Governo. Ed è insita in dati pregressi, la maniera in cui
questo Governo è nato, il torto della sinistra di avere accettato
per un desiderio di gestione della cosa pubblica in Sicilia, una
strana alleanza che ribaltando il risultato elettorale,
comportava soltanto elementi spartitori che sono tuttavia
presenti e che certamente non possono portare lontano. Perché
questo atteggiamento ha finito col dare spazio in questa Aula
anche ad elementi che vivono la loro presenza parlamentare
spesso, seppur dentro ambiti di partito, in maniera poco
raccordata con gli stessi e forse molto raccordata con interessi
specifici e tutto questo è il limite di un'azione che ha
imbarbarito in qualche modo i rapporti dentro l'Aula e che,
essendo dentro logiche di schieramento non particolarmente forti
e solide, portano a fasi di mercanteggiamento continuo che è bene
interrompere, che è bene interrompere su tutti i versanti e qui
pure questa sera avendo avvertito formicolii di vario tipo, anche
dalla tribuna, non mi pare che si possa, da nessuna parte, da
destra o da sinistra, spendere più atti, azioni, sollecitazioni,
perché singoli deputati possano avere un ruolo o un altro.
Bisogna riprendere la strada maestra della politica.
Mi chiedo questo Governo come avrebbe potuto resistere a
questi pure pochi mesi di vita facendo delle cose forse
indispensabili, se non avesse avuto una sponda fortissima, vorrei
dire la più autorevole, nel ruolo di Rifondazione comunista in
quest'Aula, perché il resto delle cose che questo Governo ha
mostrato sono apparse troppo fragili ed invece un'opposizione, si
fa per dire, intelligente, sul versante della sinistra, ha
consentito a questo Governo di andare avanti ed io trovo seppur
non condivisibile, legittimo che qualcuno auspichi che la
maggioranza si allarghi su quel versante, ne otterrebbe
certamente beneficio, anche se mi stupisce che un tale appello
venga rivolto da forze che si dicono moderate.
Mi chiedo, però, quando passeremo dalla fase delle cose
indispensabili, la finanziaria ed il bilancio, per affrontare
per esempio il tema della legge elettorale, forse anche in virtù
di un esito referendario che auspichiamo positivo, come farà
questo Governo che si pone e si è posto in una logica di rapporti
bipolari, di potenziamento del bipolarismo, a non tenere conto
invece di un sostegno a sinistra, indispensabile che è quello di
Rifondazione comunista, che legittimamente insegue altre strade,
che persegue altre vie?
Allora, chi dice che qui in quest'Aula non sono possibili
diversi da quelli degli schieramenti perché la logica è bipolare
allora questo dato bisognava averlo presente quando si è
ribaltato uno schieramento e siccome, a mio avviso, bisogna
governare l'emergenza per arrivare alla fine, facendo le cose
indispensabili e tra queste indispensabili sono il completamento
del cammino delle riforme, bisogna pensare a questi elementi,
pochi elementi che mettono insieme le forze che si stanno a
percorrere questo cammino in maniera armonica seppur su posizioni
differenziate perché si arrivi a definire questo spazio e questo
tempo e questi obiettivi. E allora, Presidente, pur dandole atto
che in fondo la finanziaria serviva alla Sicilia...
PRESIDENTE. Onorevole Nicolosi, la interrompo, a parte la
questione del tempo, perché lo faccio con lei perché comunque so
che posizione è di carattere politico, perché ho da determinare
che cosa è proponibile e che cosa è improponibile.
NICOLOSI. Ma in ogni caso, al di la delle improponibilità il
nostro voto sarà contrario perché c'è un voto di fiducia posto ed
è un fatto politico. Allora rispetto a questo pur dando atto al
Governo di avere perseguito legittimamente l'obiettivo
dell'approvazione della finanziaria, noi esprimiamo un voto
contrario auspicando che una fase nuova dopo il bilancio possa
aprirsi che ridia respiro, speranza e prospettive a quest'Aula
parlamentare che attualmente, mi pare ne viva poca.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo rendere note le
determinazioni del Presidente sulla proponibilità di parte
dell'emendamento presentato dal Governo. Onorevoli colleghi, sono
improponibili il 12 quater ed il 12 quinquies. Per quanto
concerne l'articolo 21, le lettere d) ed e) dell'originario
emendamento sono state soppresse nella nuova stesura, per cui,
conseguenzialmente improponibili del nuovo punto 21 della nuova
stesura sono le lettere d), e), f) e g); sono improponibili i
punti 23 septies e 23 octies.
Onorevole presidente, onorevole assessore, relativamente
alla lettera c) del punto 25 desidererei che il Governo
precisasse il significato che intende dare alla lettera c)
essendo, da parte della presidenza, di difficile lettura.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
presidente, la lettera c) dell'emendamento 1.9 è in realtà,
nell'emendamento adesso presentato sempre all'articolo 25 però il
punto 1 ter della lettera b) e dice "la concessione dei
contributi a carico della Regione previsti dal presente articolo
per gli esercizi successivi all'anno 2001 è subordinata alla
relativa autorizzazione di spesa"; questo emendamento, signor
presidente, si è reso indispensabile perchè esiste una sfasatura
tra le previsioni della legge che individuano un onere per sei
anni e la copertura effettiva che si può dare con il bilancio
che, come è noto, è al massimo un bilancio poliennale. Il che
potrebbe determinare situazioni di impegni senza copertura
finanziaria come in qualche misura si è verificato con la legge
27.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole assessore, la prima
questione è questa: nella legge 30 si fa riferimento ad una
copertura finanziaria sino al 1999 qui, invece, si parla degli
esercizi successivi all'anno 2001. E' rimasto incomprensibile,
per me, che sono comune mortale, che cosa succede nel 2000.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. La copertura in
effetti è data nel bilancio poliennale 1999-200-2001. Il problema
si pone per gli anni successivi al 2001 perchè non avendo lo
strumento finanziario di riferimento non potremmo avere
copertura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pertanto la lettera c) del
comma 25 è proponibile. Dichiaro altresì improponibili le
seguenti parti dell'emendamento 1.10: 25 bis e 41.
Onorevoli colleghi, per un approfindimento tecnico
dell'emendamento 1.10, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 6.26, è ripresa alle ore 07.10)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione
dell'emendamento, dichiaro il pronunciamento della Presidenza
circa la proponibilità di alcune parti di esso.
Risultano improponibili i punti: 5 quinquies, 6 ter, 6
quater, 23 ter/bis, 23 nonies, 31 lettera g), 31 lettere gg), 31
lettere cc), 31 ter, 31 quater.
Chiedo scusa all'onorevole Nicolosi, in primo luogo,
ed all' Aula tutta per il fatto che la comunicazione testè resa
giunga soltanto dopo che l'onorevole Nicolosi aveva gia iniziato
il suo intervento in sede di dichiarazione di voto.
LO CERTO . Signor Presidente, questi punti si sommano a quelli
che aveva enunciato prima?
PRESIDENTE. Certo, si sommano a quelli che avevo elencato
precedentemente.
ADRAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADRAGNA. Signor Presidente, intervengo per preannunciare il
voto favorevole del Partito Popolare, ma, nel contempo, per
esprimere una motivazione che sia politica e nello stesso tempo
che entri nel merito di quello che significa votare questa
finanziaria, il disegno di legge n. 884 che, a nostro avviso,
rappresenta nella sua stesura fondamentale la coerente
articolazione che la maggioranza ha voluto rappresentare nelle
dichiarazioni programmatiche.
Noi ci riferiamo, cioè, a quel metodo, quel sistema di
improntare la possibilità di intervenire con una politica
economica adeguata e che aveva già realizzato attraverso la
dismissione degli enti, la fine della "stagione imprenditrice"
della Regione, ma anche all'interno della capacità di
autodeterminare e di determinare la nuova classe dirigente
attraverso la legge-voto e poi questa finanziaria. Questa
finanziaria che, a mio avviso, nella sua accezione fondamentale,
in quella che viene definita come nuova programmazione dove,
onorevoli colleghi, per la prima volta in maniera efficace viene
identificato questo percorso non più come oggetto dell'intervento
finanziario fine a se stesso ma stavolta l'identità del percorso
che politicamente ci si prefigge è sicuramente rivolto a quello
che è l'obiettivo: cioè quel percorso unico, ormai
imprescindibile di cui è venuto a parlarci in Sicilia, a Catania
precisamente, Ciampi quando è venuto a parlarci della nuova
programmazione, delle cento idee per il sud.
Quando, ancora una volta, nel parlarne, nell'identificare il
nuovo modello di sviluppo non si può non intervenire attraverso
un percorso diverso da quello che nel passato, invece, ha
semplicemente rivolto l'attenzione alle risorse che venivano
impegnate rispetto a uno oggetto che poi non aveva alcuna
attinenza con nessun tipo di sviluppo programmatico.
Allora questa finanziaria che ha nel suo oggetto la spesa
con una programmazione e la formulazione stessa della previsione
delle entrate e soprattutto quando si dovrà intervenire per il
bilancio viene ispirata proprio al metodo che è stato definito
della programmazione finanziaria.
Intervenire, quindi, datando ed è questo un punto a mio
avviso che non poteva non essere messo in evidenza, datando la
presentazione con il documento di programmazione economico e
finanziaria per poter bene in conto proprio i risultati
conseguiti e le prospettive dell'economia internazionale e
nazionale.
Noi riteniamo che questo voto non può che essere positivo in
quanto l'obiettivo è stato raggiunto, il contenimento della spesa
e, soprattutto, una capacità di determinare nuove entrate che
potessero consentire una migliore manovra, che potessero
determinare soprattutto ed è quello che è avvenuto ed è
soprattutto il motivo di fondo per cui esprimiamo il nostro voto
favorevole, una sorta di effetto positivo della credibilità
onorevole Presidente.
Oggi abbiamo visto i titoli dei giornali, la collocazione
del titolo della Regione Siciliana, i titoli che venivano,
scusate il bisticcio delle parole, sui giornali e sui quotidiani
"Corsa a Londra per comprare Sicilia" si è scritto, "Va a ruba la
seconda tranche del prestito della Regione".
Alle banche tedesche irlandese della prima tranche si
susseguono oggi una ricerca di questo nostro titolo che è il
significato esatto di una manovra che tende nel suo progetto
originario, così come è stato nella coalizione di maggioranza,
ridare credibilità alla politica che la Sicilia vuole intervenire
nei processi di sviluppo.
Ecco per cui quando intendiamo parlare di fiducia,
intendiamo riporla nella continuità di un'azione politica che è
stata soprattutto un modello di risanamento sì, ma di impegno
nella prospettiva che oggi la qualità della proposta
programmatica è rivolta su un serio confronto di questo nuovo
metodo che assomma i criteri della efficienza a quella della
efficacia nell'intervento.
E quando all'interno di questa finanziaria, che non c'è
dubbio poteva esser più approfondita, che non c'è dubbio poteva
ancora trovare una partecipazione diretta da parte del Polo e noi
abbiamo visto all'interno quelli che sono stati alcuni principi
con cui abbiamo caratterizzato questo documento, mi riferisco ai
principi generali della legge "Galli", che oggi consentono di
avviare un processo di riordino e di riorganizzazione di questo
importante uso delle risorse idriche, così come anche le norme
più importanti che oggi sulle gare d'appalto ci danno la capacità
di eliminare un groviglio di problemi e che oggi permettono di
eliminare molto contenzioso che si era verificato.
Non voglio andare oltre perché potrei ancora di più parlare
su alcuni altri aspetti che a mio avviso sono soprattutto
caratterizzati da quelle che sono gli impegni formali presi su
una serie di altre dinamiche che riguardano non solo una
trasformazione di alcune entità che possono diventare domani
ancora più competitive rispetto alle dinamiche dello sviluppo che
abbiamo davanti.
Il gruppo del Partito Popolare da il suo voto positivo
facendo una semplice affermazione, si parla, onorevole Caputo,
avete parlato di crisi, avete parlato di una maggioranza allo
sbando, eppure stranamente solamente ora stiamo arrivando alla
fiducia.
Se si arriva alla fiducia, si arriva sicuramente a una
maggioranza che può avere sicuramente all'interno una dialettica
abbastanza importante e che deve portare avanti, ma se i
risultati che consegue sono questi la fiducia che arriverà ancora
una volta determinerà una possibilità di portare avanti i grandi
e i gravi problemi che in questa Regione ci sono.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Rifondazione
comunista non voterà la fiducia al Governo.
Abbiamo sviluppato anche nel dibattito su questa legge
finanziaria una, abbiamo provato a sviluppare anche nella vicenda
di questa legge finanziaria una opposizione di merito sui
problemi provando ad interpretare anche proteste diffuse di
settori sociali che in questa finanziaria vedevano soprattutto
una ispirazione liberista.
Ci siamo battuti per modificarne su alcuni punti
qualificanti l'indirizzo e lo abbiamo fatto come lo fa una
opposizione di sinistra con una battaglia che sa dialogare, che
sa tenere aperto il confronto, che sa mettere in comunicazione la
piazza quando c'è e l'abbiamo vista con la vicenda dell'EAS, con
la vicenda dei precari, con le istituzioni in un rapporto
conflittuale ma di confronto con il Governo,
E' così che ci siamo mossi e per questo la nostra
opposizione si è distinta anche dall'opposizione di destra e del
Polo.
Non avete ascoltato da Rifondazione comunista
l'ostruzionismo sull'esercizio provvisorio quando qualche
autorevole esponente del Polo già Presidente della Regione diceva
che l'esercizio provvisorio era inutile salvo poi che dopo
mezz'ora che mai il Polo lo avrebbe ostacolato, non avete
ascoltato da Rifondazione comunista un'opposizione sterile con 37
interventi sulla qualità del Trebbiano.
Avete ascoltato una battaglia contro le privatizzazioni di
settori strategici come l'acqua e i trasporti.
Avete ascoltato da Rifondazione comunista richieste che
andavano nella direzione della salvaguardia dell'ambiente e dei
beni culturali per correggere l'indirizzo sbagliato di questo
Governo e dell'operato dell'Assessorato e delle scelte che nella
finanziaria erano contenuto.
Avete ascoltato da Rifondazione comunista richieste che si
chiamavano un indirizzo, un segnale nuovo dopo anni di sostegno
alle imprese in direzione dell'occupazione.
Io qui voglio riconoscere al Presidente della Regione e
all'Assessore per il bilancio una capacità e una disponibilità ad
ascoltare le nostre ragioni.
Voglio rivendicare a Rifondazione comunista di aver proposto
alcune scelte con trasparenza e apprezzare il Governo per aver
saputo accogliere alcune nostre richieste.
Se oggi l'acqua non è privatizzata ma c'è e viene
riaffermata in questa finanziaria il controllo pubblico dell'EAS
fino alla golden share è perchè abbiamo avuto la capacità di fare
accogliere dei nostri emendamenti gli unici che non prevedevano
la privatizzazione di questo settore.
E così per i trasporti.
Se oggi possiamo dire che dopo anni di sostegno esclusivo
alle imprese, per la prima volta c'è un segnale in controtendenza
e cioè che il 25 per cento dei ribassi d'asta di questa Regione
vengono destinati ad un fondo per l'occupazione a sostegno delle
normative esistenti è perchè Rifondazione comunista ha proposto
ed ha ottenuto anche con una capacità di ascolto di questo
Governo questo risultato.
Se oggi in questa finanziaria l'entrata nei musei e dei
parchi naturali non va a fare genericamente cassa nel bilancio
della Regione, ma per il 30 per cento viene destinata ai comuni e
per il 70 per cento nelle voci del bilancio regionale che
prevedono il riassetto idrogeologico del territorio e della
forestazione oppure il risanamento dei beni archeologici e la
valorizzazione dei beni archeologici ambientali è perchè abbiamo
fatto una battaglia su nostri emendamenti e solo su nostri
emendamenti accolti dal governo.g
E oggi anche sulle vicende del turismo abbiamo bloccato un
tentativo di far passare una riforma attraverso una norma di
questa finanziaria ma rimandiamo a questa Aula il potere di
arrivare ad un riordino complessivo del settore è perchè abbiamo
saputo sviluppare una battaglia su questo.
Ecco signor Presidente noi abbiamo apprezzato anche la
disponibilità della maggioranza a bloccare quel tentativo
maldestro di far passare in questa finanziaria la sanatoria
sull'abusivismo.
Sono d'accordo con lei onorevole Pellegrino, su questo
terreno non c'è bisogno di fare demagogia e non c'è bisogno di
fare crociate.
Bisogna discutere seriamente e per discutere seriamente deve
discutere questo Parlamento nè con ordini del giorno nè con
mettendo mano seriamente alle politiche del territorio in questa
Regione che continuano ad essere invece l'occasione o per grandi
campagne di speculazione o invece, per grandi campagne di
propaganda, noi dobbiamo seriamente discutere del territorio in
questa Regione e troverete in Rifondazione comunista comunque
un'opposizione netta a tutti i tentativi di sanatoria
dell'abusivismo o di penetrazione anche di logiche speculative
anche come si tentava con l'emendamento sulla...degli alberghi.
Insomma, la nostra opposizione Presidente io credo sia
servita a cambiare, a segnare l'indirizzo di questa finanziaria,
una finanziaria che nel complesso non ci convince e un Governo
che continua a non convincerci io non so se prevale il centro o
la sinistra in questo Governo, so che prevale un pezzo grande di
continuità delle vecchie classi dirigenti quelle vecchie classi
dirigenti che stavano nei precedenti governo di centro-destra e
per i quali voi non potete certo indignarvi amici del Polo perchè
ci avete convissuto per 2 anni e mezzo e non ci convince anche
perchè è troppo debole il segno di sinistra e il segno innovatore
in questo Governo, ma rivendichiamo anche la capacità di aver
saputo costruire un interlocuzione col Governo e non una sterile
opposizione propagandistica che ha portato anche una forza grande
di opposizione come quella del centro-destra in un vicolo cieco.
Ho sentito dire qui Presidente, che ci troviamo di fronte a
un Governo comunista, ad un Governo leninista, al dominio della
sinistra; forse gli esponenti del centro-destra hanno gli incubi
la notte io non vedo nè il comunismo nè il leninismo e nemmeno
tanta sinistra in questo Governo, anzi vedo le componenti di
sinistra sempre più accerchiate da questo centro avvolgente o
sempre più omologate al centro nelle scelte che si fanno.
Per questi motivi pur apprezzando la disponibilità del
Governo ad accogliere ed ascoltare alcune nostre ragioni in un
quadro di una legge che complessivamente non ci convince, noi
Signor Presidente per ragioni di merito e per ragioni politiche
complessive di strategia e di collocazione e di alleanze non
voteremo la fiducia al suo Governo.
SCALICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, noi di Rinnovamento italiano non
vogliamo dare eccessivo peso alle cose successe nella settimana
scorsa, anche se siamo convinti che lo spettacolo che questa
Assemblea ha dato non ha fatto onore sicuramente a questo
Parlamento che senza alcun dubbio ha tradizioni di più alto
livello.
Vogliamo fare questa dichiarazione di voto con serenità
senza esimerci peraltro dal ruolo di sostenitori leali di questo
Governo ma senza neanche per questo mortificare la nostra libertà
quando è necessario anche svolgere un'azione critica. Abbiamo
avuto moto già di apprezzare l'azione di questo Governo quando è
riuscito a condurre in porto la legge-voto e la dismissione degli
enti economici e senza remore continuiamo ad apprezzare gli
sforzi che sono stati messi in cantiere per cercare di risanare
la situazione finanziaria di questa Regione giunta ormai quasi al
collasso se è vero com'è vero che non si riesce più nemmeno a
soddisfare le esigenze correnti.
Abbiamo condiviso il passaggio della finanziaria quale
metodo di programmazione economica che permette al Governo di
meglio reperire e usare le risorse, controllare la spesa in modo
da rendere il bilancio non virtuale ma il più possibile vicino
alla realtà.
Questo obiettivo che pensavamo dovesse essere una logica
conseguenza della finanziaria (crediamo sia ormai sotto gli occhi
di tutti) non è stato centrato, ma è, invece, diventato, nostro
malgrado, contenitore unico.
Quindi, anche se non si può nascondere e nemmeno non
rilevare che alcune parti di questo maxi-emendamento siano
valide, non possiamo esimerci dal dire che fin dall'inizio siamo
stati critici nella scelta del Governo di trasformare le aziende
in SPA, in particolare l'EAS, e non è perchè siamo contro la
filosofia delle privatizzazioni, ma perchè riteniamo che i
provvedimenti dovrebbero essere più completi e chiari. Forse, era
necessario per alcune aziende avviare prima un progetto di
risanamento per renderli appetibili al mercato e poi valutare la
strada più conveniente per l'Amministrazione regionale. In ogni
caso, riteniamo doveroso ringraziare il Governo per avere
migliorato, anche per nostro interessamento, la parte che
riguarda l'EAS.
Nello stesso tempo, però, ci pare sacrosanto continuare a
dare solidarietà ai lavoratori che hanno ritenuto che
l'inserimento in questa finanziaria della privatizzazione
dell'EAS è improprio e non conducente alla finalità più volte
espressa di reperire risorse, perchè come tutti sanno l'EAS già
da parecchi anni non usufruisce di interventi finanziari
regionali e, quindi, non si capisce e non si è capita l'urgenza
dell'operazione e quali risorse si recuperano oggi per il
bilancio. Sarebbe stato più conducente per tutti presentare un
disegno di legge che, facendosi carico del recepimento della
legge Galli in quelle parti attinenti, prevedesse anche il
riordino di tutto il comparto delle risorse idriche in Sicilia e
le norme per la trasformazione di tutti gli enti e consorzi che
si occupano della gestione. Ciò avrebbe permesso di avere una
visione più completa della materia e, pertanto, una attenzione
più concreta verso il problema che noi riteniamo prioritario su
tutti gli altri, il mantenimento dei livelli occupazionali ed i
diritti acquisiti dal personale in servizio ed in quiescenza che
non riguarda solo l'EAS ma tutte le aziende da privatizzare, e
ciò perchè a questa regione, che nel tempo ha creato quelli che
oggi sono diventati nodi al pettine non, è più consentito creare
per il futuro altri precari ed altre situazioni analoghe a quelle
di oggi ma spetta il dovere di fare giustizia senza lasciare
vittime sul campo.
Ancora una brevissima annotazione per sottolineare, con
grande rammarico, che in questa finanziaria non viene affrontata
in maniera visibile ed incisiva quella che è la vera emergenza di
questa Regione: il lavoro.
Onorevole Presidente del Governo, concludo questa mia breve
ma non polemica dichiarazione dichiarando il voto favorevole di
Rinnovamento Italiano a questa finanziaria e a questo Governo,
non perchè condividiamo la finanziaria in toto, ma perchè oggi
c'è la necessità urgente di dare risposta ai siciliani e questa
finanziaria è irrinviabile.
Il nostro senso di responsabilità richiama l'auspicio che
questo Governo, che abbiamo voluto con forza, abbia maggior
coraggio e riesca in futuro a governare con maggiore incisività e
decisione nel rispetto di tutte le sensibilità presenti in questa
maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Stancanelli. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, parlo a nome di
Alleanza Nazionale per annunziare il voto contrario del Gruppo
parlamentare a cui appartengo alla fiducia ed alla finanziaria.
Ritengo che un obiettivo noi lo abbiamo raggiunto. Ho
sentito molti colleghi della magggioranza che ci hanno chiesto
ufficialmente ed ufficiosamente cosa ci proponevamo. Noi ci
proponevamo di mettere in risalto le difficoltà vere che ci sono
nella maggioranza. Al di là degli scherzi o al di là dei facili
entusiasmi che forse ci saranno dopo il voto in Aula, ritengo che
noi ci siamo riusciti a dimostrare con la nostra dura battaglia,
a volte lo abbiamo detto senza intento ostruzionistico, a
dimostrare che all'interno della maggioranza, sono state definite
sofferenze da parte dell'onorevole Pellegrino, sono state
definite da parte dell'onorevole Barone, delle necessità di darsi
una regolata, cioè all'interno della maggioranza sono sorte delle
coscienze critiche che non si ritrovano e hanno detto che
voteranno questa fiducia e questa finanziaria soltanto per senso
di responsabilità.
Io ritengo che questo già sia un quadro evidente della
situazione in cui si trova la maggioranza di governo, e non per
nulla il Presidente della Regione ha detto che anche lui ritiene
opportuno una verifica all'interno della maggioranza. Se questo è
vero, e questo è stato detto in questa Aula nelle ultime 24 ore
pubblicamente da esponenti dei gruppi di maggioranza, io ritengo
che il Polo e il centro-destra con la sua opposizione hanno
dimostrato quello che volevano dimostrare. Non accettiamo lezioni
da chi ci dice, però, che avrebbero fatto forse qualche passo
avanti se noi ci fossimo comportati un po' più bene, un po' più
bravi, cioè come se gli emendamenti, tolti quelli
dell'ostruzionismo, si dovessero calibrare con la bilancia del
farmacista.
Noi abbiamo ritenuto di dover presentare non molti
emendamenti - 130, 140 - che volevamo discutere perché ritenevamo
che in quegli emendamenti vi erano tante cose che interessavano e
interessano i siciliani. La maggioranza ha dimenticato che da
parte sua ha presentato oltre 200 emendamenti. E allora, io
ritengo, politicamente, di non potere accettare il rimprovero di
chi vive con sofferenza il percorso della maggioranza ma
rimprovera all'opposizione di fare l'opposizione in quest'Aula,
questo è troppo
E allora noi abbiamo fatto il nostro dovere, noi abbiamo
attenzionato i problemi, li trasferiremo all'opinione pubblica e
documenteremo che il Governo di centro-sinistra non ha posto la
fiducia quando facevano l'ostruzionismo con 5000 emendamenti, ha
posto la fiducia quando il centro-destra ha presentato un
centinaio di emendamenti su cui si poteva discutere e per i quali
abbiamo chiesto ripetutamente parecchi parlamentari del
centro-destra di discutere con i parlamentari del centro-sinistra
per sapere cosa intendevano fare dei loro 200 emendamenti. In 24
ore non abbiamo avuto nessuna risposta.
E allora, andremo a documentare ai siciliani che
l'ostruzionismo vero agli interessi della Sicilia viene da questo
Governo; e allora andremo in provincia di Catania, per esempio,
perché io sono della provincia di Catania, a dire quali
deputati hanno dato la fiducia a questo Governo e hanno impedito
che si discutesse, per esempio, dell'emendamento
sull'agrumicoltura che interessa tanta parte della provincia
etnea. Faremo i manifesti e diremo chi ha votato la fiducia e ha
impedito che si discutesse su quell'emendamento; così come faremo
i manifesti per documentare che sul Parco dell'Etna un problema
sentito da centinaia di migliaia di catanesi che vivono alle
pendici dell'Etna e sono massacrati dall'attuale situazione del
Parco dell'Etna, quali deputati della provincia di Catania si
sono comportati in quel modo. E potrei ancora continuare, ma i
nostri emendamenti sono depositati e i nostri emendamenti li
porteremo all'attenzione; non ci è stato permesso discuterli
politicamente, poi sarebbero stati approvati, bocciati, ma ci
sarebbe stata una posizione in quest'Aula.
E allora, il risultato lo abbiamo raggiunto, onorevole
Silvestro, lo abbiamo raggiunto. Volevamo ottenere questo
risultato, due risultati: vedere e verificare cosa c'era
all'interno della maggioranza, se queste sofferenze, questi
travagli queste aspirazioni ad avere più libertà, c'erano e ci
sono state, e volevamo documentare che questo governo di
centro-sinistra si fa una finanziaria che per tanti versi si
dimentica degli interessi concreti dei siciliani.
Se questo siamo riusciti a fare, signor Presidente, io
ritengo che noi abbiamo fatto il ruolo di opposizione così come
dovevamo fare, abbiamo ingrandito un problema che è stato sulla
stampa siciliana per più di un mese, abbiamo evidenziato che
esiste un'opposizione. Continueremo a fare il nostro dovere e,
quindi, voteremo contro la fiducia e contro questa finanziaria
per documentare che i siciliani ancora possono contare su una
opposizione di centro-destra che è al servizio degli interessi
dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Mele. Ne ha facoltà.
MELE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, quello di questa mattina, perché ormai è
mattina inoltrata, è un momento importante. Il Governo ha
giustamente ritenuto di porre la fiducia su questo disegno di
legge, l'884, ed è un momento importante per l'approvazione della
finanziaria ed è un momento importante perché propedeutico
rispetto ad un'approvazione di un bilancio di previsione 1999 che
potrà essere fatto quanto prima da quest'Aula avendo contezza del
fatto che avendo approvato la legge finanziaria possiamo
sicuramente risolvere una serie di problemi di bilancio nel 1999.
E' un provvedimento importante perché intanto mira ad un
contenimento della spesa pubblica, mira ad un contenimento della
spesa sulla base di un'effettiva programmazione della Regione
Siciliana. E' un provvedimento importante perché da parecchi anni
una finanziaria del genere non veniva fatta da questo Parlamento,
non è stata fatta da altri parlamenti precedenti.
Certo, sicuramente, in questo concordiamo in molti. Poteva
essere fatta, probabilmente anche meglio. Ho l'obbligo e ho il
dovere di ricordare, per esempio, l'emendamento che avrebbe
dovuto affrontare nella migliore, secondo noi, direzione
possibile il problema degli uffici di collocamento sui quali per
ora versa l'attenzione di tutta l'opinione pubblica e di tutti i
livelli istituzionali.
Probabilmente, avremmo dovuto soffermarci di più
nell'analizzare meglio i criteri attraverso i quali potere
risolvere una serie di problemi. Ma siamo seri, e questo lo dico
ai colleghi dell'opposizione. La maggioranza ha utilizzato alcuni
comportamenti proprio ricorrendo ad alcuni meccanismi procedurali
proprio per i comportamenti utilizzati spesso dall'opposizione,
dei comportamenti sovente ostruzionistici, dei comportanti che
sicuramente non erano costruttivi e produttivi nell'iter
approvativo di un disegno di legge.
Non è possibile pensare di presentare 5000 emendamenti
solamente per bloccare tutto. Chi vi parla ha un concetto
dell'opposizione molto alto tanto quanto l'avete voi, ma critico
e costruttivo. Occorre anche che ognuno di noi, al di là della
maggioranza e dell'opposizione, riacquisti il ruolo che ha, si è
una volta maggioranza e si ritorna poi ad essere opposizione.
Dall'altro lato, voglio dire che comprendo ed apprezzo, in
alcuni passaggi anche l'intervento del collega Pellegrino, lo
apprezzo perché insieme a lui e ad altri amici abbiamo anche
vissuto alcuni momenti, perché non dirlo, di tensione. E non si
può diceva l'onorevole Pellegrino confondere il senso della
responsabilità con la sopportazione infinita alcune volte. Ma
dall'altro lato la stima nostra va al Presidente della Regione e
permettetemi, non è una affermazione di parte, all'onorevole Piro
che ha portato avanti insieme al corpo della Giunta di Governo,
questa manovra.
La stima va al Presidente della Regione, il quale ha parlato
di esigenza di verifica e di coesione. Ma, onorevole Bufardeci,
quando si parla di esigenza di verifica e di coesione, non si
manifestano come ha detto lei, assolutamente l'inesistenza e
l'inconsistenza di questo Governo, anzi assolutamente diverso.
Questo Governo ha dimostrato maturità, questo Governo ha
affrontato con coerenza una serie di problemi e alcune volte
l'autocritica così come ha fatto ieri sera il Presidente della
Regione che viene mossa dalla stessa maggioranza fa capire quanto
salda, in alcuni passaggi, e seria, compatta e coerente, sia
questa stessa maggioranza.
Proprio per questo, siamo oggi chiamati ad esprimere così
come lo faccio a nome del mio Gruppo parlamentare la fiducia al
Governo e la fiducia a partire da questo disegno di legge, a
partire dal voto che esprimeremo su questi fatti concreti che
questa finanziaria sta andando a delineare.
Certo, ci auguriamo e concludo che le prossime leggi che
questa Assemblea vorrà varare non saranno delle leggi omnibus, ma
saranno delle leggi di settore, attraverso le quali affrontare
gli argomenti specifici e concreti.
Proprio per questo esprimo il voto favorevole, la fiducia da
parte del mio Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Costa. Ne ha facoltà.
COSTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il CCD
chiaramente vota no a questa Finanziaria, vota no alla fiducia al
governo. Io credo che per quanto ci riguarda ancora una volta è
venuta a mancare nei metodi, nei modi e nei contenuti la tensione
ideale per potere centrare e consegnare alla Sicilia un documento
finanziario valido che dai nostri punti di vista è scarno nei
contenuti.
Certo, questi passaggi hanno sottolineato, hanno delineato
fortemente che nella parte del Centrodestra c'è una politica
ideale, ideologica che si è persa in quei partiti che oggi sono
al centro del Centrosinistra, che hanno dimenticato probabilmente
le categorie meno abbienti, che hanno dimenticato i reali
problemi per i quali anche loro in un determinato momento storico
si sono battuti, fautori anche essi di disegni di legge
presentati con questo Centro Cristiano Democratico, fautori anche
essi di disegni di legge che interessavano le coste, l'economia
della Sicilia insieme ad alcuni provvedimenti che riguardavano
anche i ciechi.
La Finanziaria non ci appartiene, non ci appartiene nei
contenuti. Abbiamo messo certamente in risalto le differenze
ideologiche e siamo amareggiati anche da quella carenza di
rapporto dialettico che non ha consentito, proprio per le cose
che ho detto, onorevole Presidente, di garantire un percorso
istituzionale vero.
Io vi ricordo che ancora una volta è stato disatteso un
percorso che avrebbe dovuto consentire al Centro Cristiano
Democratico, per creare la giusta tensione ideale, di partecipare
a quel Consiglio di Presidenza che questa maggioranza e non
l'Assemblea, e non il Presidente dell'Assemblea, ha dimenticato.
Ebbene, noi siamo stati leali, abbiamo seguito le
indicazioni del governo, abbiamo ritirato i 5.000 emendamenti, li
abbiamo portati a 400. Siamo usciti da quest'Aula per ridurli a
10, a 15, a 17. Li volevamo discutere, non ci è stato consentito.
Ancora una volta quello che possiamo dire è che le cose
fatte oggi da questo Parlamento sono quelle cose che prima il
governo di Centrodestra ha portato avanti e quella riforma dello
Statuto e quella dismissione degli enti, che diceva bene
l'onorevole Pellegrino questo Parlamento ha fatto, non questa
maggioranza, e ancora una volta riteniamo di registrare che per
la politica non è certamente un buon giorno, è un cattivo giorno
che lascia presagire comunque scenari diversi ritenendo anche noi
di aspettare quelle verifiche che ci auguriamo non arriveranno e
non tarderanno ad arrivare.
L'esortazione che ci preme fare a questa maggioranza, alle
forze di centro, loro che cercano e tentano di ritrovare quella
dialettica politica che è venuta meno, è il grande senso di
lealtà e di riflessione che bisogna fare una volta per sempre per
la Sicilia.
Solamente partendo dalla tensione ideale, dagli schieramenti
noi riteniamo di potere costruire in questo scorcio di
legislatura che ci resta una tensione diversa una volta e per
sempre per il bene della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Ricevuto. Ne ha facoltà.
RICEVUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi nel
merito della legge finanziaria non desideriamo entrare, noi non
siamo assolutamente soddisfatti delle soluzioni approntate con
questo disegno di legge in direzione del riequilibrio delle
finanze regionali e critichiamo il metodo che ha portato poi a
quella soluzione di legge "omnibus". Lo abbiamo già detto nel
nostro precedente intervento, ma abbiamo detto altresì che in
ballo c'è la stessa sopravvivenza dell'Assemblea regionale
siciliana se è vero, come è vero, che entro il 30 aprile
bisognerà approvare la manovra di bilancio.
E allora è per questo motivo, ed è soltanto per questo
motivo, che raccogliamo l'appello rivolto dal Presidente della
Regione di dare un voto di fiducia tecnico ed esclusivamente
tecnico si intende, per porre fine -ripeto testualmente - ad un
lungo iter parlamentare.
Votiamo ma diamo una votazione di ordine tecnico e non anche
di ordine politico. E se il collega onorevole Caputo mi lascia
concludere arriverò a conclusioni di altro tipo.
Avremmo voluto che si concludesse questo iter parlamentare
nelle forme classiche tra il confronto tra opposizione e
maggioranza però nel merito dei problemi e non anche appunto
attraverso sterili contrapposizioni, che a noi hanno la
sensazione, l'impressione anzi direi la certezza, di
contrapposizioni di rito, contrapposizioni strumentali.
Ecco noi dicevo non abbiamo bisogno di dirlo, di ripeterlo.
Noi sin dall'avvio di questa legislatura ci siamo schierati
contro i due poli così come si erano venuti a creare nell'ambito
dell'Assemblea regionale. Non abbiamo fatto parte di governi di
centro-destra, siamo all'opposizione di questo Governo di centro
sinistra. Perché come abbiamo già detto in altri nostri
interventi non riconosciamo la legittimità del suo atto di
nascita e perché riteniamo insufficiente il suo quadro di
riferimento, la sua formula politica, insufficiente per
affrontare i gravi problemi dei siciliani.
E su questo non abbiamo cambiato idea, onorevole Caputo. E
non abbiamo, anzi sentiamo il dovere politico di sottolineare che
se non abbiamo cambiato idea, non siamo comunque interessati a
fare il "reggicoda" di un certo tipo di opposizione.
A noi non piace assolutamente il gioco del "tanto peggio,
tanto meglio". Non appartiene alla nostra cultura e non siamo
assolutamente appassionati a questo tipo di giochi.
Il nostro spirito riformista non ci consente di apprezzare
questo muro contro muro. Quando soprattutto questo gioco supera
gli stessi interessi dei cittadini siciliani. Noi stiamo dando
soltanto un voto di fiducia tecnico, non ci saremmo mai sognati
per questi motivi di dare un voto di fiducia politico. E non
desideriamo assolutamente, non siamo interessati ad entrare in
questa maggioranza di questo tipo, assolutamente no.
Sottolineiamo la sua insufficienza e l'esigenza che si avvii una
forte evoluzione del quadro politico.
Non siamo interessati assolutamente alla riproposizione di
governi di centro-destra o di centro-sinistra per ragioni già
note e già dette; non siamo interessati a governi di larghe
intese perché proprio per la loro larga base di consenso sanno di
un polpettone insapore, un polpettone informe, senza sale che
rischia di non essere digerito sin dal suo nascere dagli stessi
facente parte del governo cosiddetto di larghe intese.
Siamo viceversa interessati, al raggiungimento di intese per
punti importanti di programma, per punti salienti che affrontino
concretamente e risolvano i problemi dei cittadini siciliani.
Siamo a questo certamente interessati per coinvolgere però tutte
le forze riformiste possibili pur presenti in tanta parte
dell'Assemblea regionale siciliana.
D'altro canto, mi si consenta, anche questa lettura abbiamo
dato alle stesse dichiarazioni del Presidente della Regione
quando, in buona sostanza, dichiara che non è più possibile
andare avanti con questa formula insufficiente di governo
superando lo scoglio uno dopo l'altro, con una maggioranza
striminzita che non possiede in sé le doti, le qualità di una
forte carica progettuale.
Ecco, i socialisti, e concludo, signor Presidente, i
socialisti sono interessati a questo tipo di evoluzione, a questa
forte evoluzione del quadro politico di riferimento di
maggioranza e se così si svilupperanno le cose porteranno i
contributo delle idee ed il bagaglio ed il patrimonio delle loro
esperienze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazioni di voto
l'onorevole Alfano. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo di
Forza Italia voterà no al maxi-emendamento, no alla finanziaria,
no alla fiducia al Governo Capodicasa e rileva dal dibattito che,
credo abbia avuto anche una sua consistenza politica, che se i
voti del Parlamento avessero un'anima questo sarebbe un Governo
senz'anima. E però siccome riteniamo che poi l'anima abbia anche
un senso nelle scelte politiche riteniamo che quanto si è
riscontrato nel dibattito parlamentare è forse il miglior viatico
per ciò che il Presidente della Regione aveva annunciato all'atto
del porre la fiducia.
Quante sofferenze, quante precisazioni, quante necessità di
specificazione della posizione politica si sono registrate in
quest'Aula nel dire sì a questa finanziaria. I sì ma, sì, però.
In un clima complessivo da ultima notte, da ultimo sì prima della
resa dei conti interna alla maggioranza.
Tutto questo va al di là del risultato numerico che questa
maggioranza avrà questa mattina in quest'Aula, perché vi è un
dato politico che è superiore rispetto a quello numerico ed è la
necessità che tutti coloro i quali hanno ravvisato in quest'Aula,
le sofferenze di questa maggioranza auspicano un futuro diverso,
un Governo diverso, una maggioranza diversa.
Ecco, se la battaglia di opposizione strenue e tenace da
parte delle forze del centro-destra ha prodotto questo risultato,
questo per noi è già un dato politicamente significativo.
Siamo affezionati alle regole liberali delle democrazie e
sappiamo bene che chi governa deve continuare a governare fin
quando ha una maggioranza parlamentare che lo sostiene, e chi fa
l'opposizione deve continuare a fare l'opposizione e la serietà
della posizione di opposizione si misura proprio con la capacità
che le forze di opposizione hanno di mettere in evidenza tutte le
contraddizioni e tutte le difficoltà della maggioranza.
Credo che a questo risultato il Polo ed il centro-destra
siano giunti su un percorso difficile ed accidentato che ha
portato a questo voto di fiducia, un voto di fiducia non
necessario se non nella parte che legava il Governo alla sua
maggioranza.
Da domani si aprirà una fase delicatissima, ulteriormente
delicata per questa Assemblea e che è quella dell'approvazione
del bilancio della Regione siciliana e anche in questo frangente
riteniamo emergeranno tutte le difficoltà di un quadro politico
che stenta ad autoreggersi. Ecco perché immaginiamo che questo
voto di questa legge finanziaria rappresenti un qualcosa di più
dei buoni propositi di chi predica di non voler far più leggi
omnibus, rappresenti questo voto un qualche cosa di più e cioè
l'ultima volta di coloro i quali hanno rappresentato in questo
dibattito la coscienza critica, lo rilevava l'onorevole
Stancanelli poc'anzi in riferimento a quando detto dall'onorevole
Barone. Ma come non cogliere il senso profondo delle parole
dell'onorevole Pellegrino, come non cogliere il significato, il
senso del ragionamento prodotto in quest'Aula dall'onorevole
Leanza e allora, se la politica ha un senso e se l'evoluzione dei
fatti ha una razionalità, noi crediamo che questa "finanziaria"
non è solo l'ultima legge "omnibus", speriamo, di questo
Parlamento ma rappresenti l'ultima frontiera di un governo che ha
già consumato il suo tempo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, io penso che un'altra manovra si
è aggiunta all'iniziativa del Governo, la manovra di risanamento
e di rigore economico che era utile alla Sicilia ancor prima che
ad una maggioranza viene portata a termine. E viene portata a
termine attraverso il fatto che noi possiamo parlare ai mercati
finanziari e possiamo parlare ai mercati finanziari adesso, con
un doppio prestigio, quello di avere messo mano ad una rigorosa
ed equa politica di risanamento finanziario e nello stesso tempo
quello di potere sgombrare il campo da un equivoco che da molti
mesi è presente, soprattutto, sulla stampa.
Onorevole Presidente Capodicasa, tu sai come io nel corso
della discussione mi sono battuto perchè si arrivasse al voto di
fiducia, non tanto perchè c'era la necessità di mostrare i
muscoli ma per sgombrare il campo da un equivoco. Molte volte si
è detto e ripetuto in quest'Aula che il Governo non era in grado
di avere una maggioranza, molte volte abbiamo chiesto alle
opposizioni di potere presentare una mozione di sfiducia.
La mozione di sfiducia, da parte dell'opposizione, non è
stata presentata. Non è stata presentata al Governo. In questo
caso noi abbiamo chiesto il voto di fiducia. Il voto di fiducia,
che io spero il Parlamento dia, è un segno di stabilità. Mai,
come in questo momento, noi abbiamo bisogno in questo passaggio
che ci sia un elemento di stabilità.
Troppe volte ho letto sulla stampa di fibrillazione, di
possibile caduta del governo. Troppe volte questo messaggio
negativo rispetto ai mercati. I mercati debbono sapere che non
solo c'è un governo che fa una manovra rigorosa ed equa ma
debbono sapere che c'è un governo che è stabile e che conta della
maggioranza dei parlamentari e che può quindi completare il
percorso.
Io per questo ho apprezzato il senso di responsabilità
dell'onorevole Pellegrino che ha contribuito e contribuisce,
perchè come bene primario è quello di puntare alla stabilità del
governo, anche se dentro la "finanziaria", come è ovvio e come è
naturale, ci siano posizioni differenti da chi si è messo
assieme, che proviene da culture differenti e che ha sensibilità
differenti. Tuttavia si è dimostrato in più passaggi che il
governo è coeso: la legge sullo scioglimento degli enti, la
legge-voto, la "finanziaria", adesso il bilancio. Questo progetto
va completato.
Io ritengo che noi, subito dopo il bilancio, dobbiamo, così
come era nei programmi, rispettando i programmi di Governo,
mettere mano alla legge elettorale. Dopo la legge elettorale si
vota per le elezioni europee. Subito dopo si va alla verifica ma
che era quella già annunciata nel programma di Governo. Era una
verifica che era stata già annunciata, che è naturale che avvenga
dopo una scadenza elettorale e che è naturale che avvenga dopo un
periodo di sei mesi, così come noi avevamo previsto.
Il programma quindi può andare avanti.
Io rinnovo, da parte mia, e parlo perchè venga dato il voto
di fiducia, perchè venga rinnovato questo voto di fiducia.
Voglio fare una semplice considerazione ai colleghi del
Polo.
Io debbo dire sinceramente che debbo ringraziarli. Debbo
ringraziarli perchè con il loro comportamento hanno permesso che
si consolidasse, venisse chiaro che c'è una maggioranza in questo
Parlamento, hanno permesso, con il loro atteggiamento - che è
stato per molti aspetti ostruzionistico - non solo che si
dimostrasse che c'è una maggioranza coesa, che c'è una
maggioranza stabile; io mi auguro che nel corso dei prossimi
appuntamenti, soprattutto in riferimento alla legge elettorale,
da parte dei colleghi parlamentari del Polo ci sia un
atteggiamento mutato e che loro contribuisca, soprattutto in
materia di riforma elettorale, a poter mettere mano ad una legge
di riforma alla quale debbano contribuire tutti i parlamentari.
Spero che non ci sia una chiusura settaria, mi auguro che il
Parlamento regionale, come in qualche altro momento è avvenuto,
anche in occasione della legge di riforma dello Statuto, sappia
volare alto e sia all'altezza del compito che i siciliani gli
hanno affidato. Per intanto sappiamo che avendo la fiducia la
Sicilia è in mani sicure e stabili.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, le dichiarazioni di
voto si sono concluse.
Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione c'è
intanto la questione degli ordini del giorno per i quali si
possono presentare due occasioni o metterli in votazione adesso o
decidere, onorevole Mele lei è firmatario di ordini del giorno,
lasci parlare i proprietari, o trasferire gli stessi ordini del
giorno alla discussione generale del disegno di legge sul
bilancio.
Fatto che tra l'altro consentirebbe, se è accolto, l'invito
di poter illustrare, mentre qui sarebbero soltanto posti in
votazione con la dichiarazione di voto.
Quindi, chiedo ai firmatari degli ordini del giorno come
intendono atteggiarsi.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi c'è un
proverbio siciliano "dove è 30, 31", gli ordini del giorno sono
presentati e, dunque, non c'è alcun motivo di rinviarle al
bilancio, anche perché sono rigorosamente ancorati a quelli che
sono i contenuti della finanziaria, gli articoli comunque
rimodulati e, pertanto, è sicuramente nelle condizioni di potersi
atteggiare relativamente al loro contenuto.
Per quanto riguarda quelli che portano la mia firma, non vi
è dubbio che se il Governo dovesse ritenere di accoglierli come
raccomandazione sicuramente non ne chiederei il voto, anche per
consentire una rapida trattazione degli stessi.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Bene, allora onorevoli colleghi, poiché già anche
un solo firmatario ha dichiarato che non è d'accordo alla
trasposizione, allora gli ordini del giorno vanno votati in
questa seduta e tutti.
Iniziamo con l'ordine del giorno numero 370 "Opportune
iniziative che consentono al Palacongressi di Agrigento di essere
immesso nel circuito del turismo congressuale nazionale ed
internazionale", a firma degli onorevoli Vella, Pezzino e Scalia.
VELLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VELLA. Signor Presidente, questo ordine del giorno era stato
già discusso e dovrebbe semplicemente essere votato. Questo in
ragione dei tempi ristretti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 370.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 372 "Interventi a
favore dell'imprenditoria femminile in Sicilia", a firma
dell'onorevole Fleres.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 373 "Interventi per la
modifica dell'articolo 6 del decreto presidenziale 5 maggio 1998,
n. 9", a firma dell'onorevole Fleres.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
l'Assessore mi dice che questo provvedimento è stato già
adottato, in ogni caso vale come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Aula prende atto delle dichiarazioni del
Presidente della Regione. L'ordine del giorno è accolto come
raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno numero 374 "Interventi per il
ripristino della legalità nella gestione dell'ente di formazione
professionale CEFOP", a firma dell'onorevole Fleres.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 375 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 1 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 376
"Impegno del Governo della Regione con riferimento all'articolo 2
del disegno di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres,
Croce ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 377 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'art. 3 del disegno di
legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 378 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 4 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 379 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 5 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
FORGIONE. Voglio che venga registrato il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Viene registrato il voto contrario dell'onorevole
Forgione e dei suoi colleghi di gruppo.
Si passa all'ordine del giorno numero 380 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 6 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
FLERES. Lo ritiriamo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 381 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 7 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 382 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 8 del disegno
di legge n. 884/A, a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Lo pongo in votazione; Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 383 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 9 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 384 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 10 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 385 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 11 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 386 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 12 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres lei è d'accordo? Resta così
stabilito. Si passa all'ordine del giorno numero 387 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 13 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. E' d'accordo onorevole Fleres? L'Assemblea ne
prende atto. Si passa all'ordine del giorno numero 388 "Impegno
del Governo della Regione con riferimento all'articolo 14 del
disegno di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce
ed altri. Il parere del Governo
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine
del giorno numero 389 "Impegno del Governo della Regione con
riferimento all'articolo 15 del disegno di legge n. 884/A", a
firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.
FLERES. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine
del giorno numero 390 "Impegno del Governo della Regione con
riferimento all'articolo 16 del disegno di legge n. 884/A", a
firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.
Onorevole Fleres, c'è da riferire quanti posti di lavoro
sono stati creati in base all'applicazione di questo ordine del
giorno, o si intende...
FLERES. Questo lo rimetto alla Presidenza dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Va bene. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 391 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 18 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 392 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 19 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
FLERES. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine
del giorno numero 393 "Impegno del Governo della Regione con
riferimento all'articolo 20 del disegno di legge n. 884/A", a
firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Stiamo operando in
questo senso quindi è accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine
del giorno numero 394 "Impegno del Governo della Regione con
riferimento all'articolo 21 del disegno di legge n. 884/A", a
firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, noi
saremmo favorevoli ma non si può fare attraverso l'ordine del
giorno, occorre la norma diretta.
FLERES. Si può accettare come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 395 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 22 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
FLERES. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 396 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 23 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi..
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 397 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 24 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. E' accettato come raccomandazione, l'onorevole
Fleres è d'accordo. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 398 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 25 del disegno
di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 399 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 26, comma 13
del disegno di legge n. 884/A, per la costituzione dell'ufficio
del giudice di pace e del difensore civico", a firma degli
onorevoli Fleres, Croce ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 400 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 26, comma 13
del disegno di legge n. 884/A - Stralcio, per la costituzione di
apposite consulte femminili", a firma degli onorevoli Fleres,
Mele, Croce e Alfano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 401 "Impegno
del Governo della Regione con riferimento all'articolo 26, comma
13 del disegno di legge n. 884/A - Stralcio, per la costituzione
di sportelli informagiovani e di sportelli unici per le imprese",
a firma degli onorevoli Fleres, Mele, Croce e Alfano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 402 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 26 del disegno
di legge n. 884/A - Stralcio, per il recepimento dei trattati
internazionali contro la tortura e i trattamenti inumani e
degradanti", a firma degli onorevoli Fleres, Mele, Croce e
Alfano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 403 "Impegno del
Governo della Regione con riferimento all'articolo 26 del disegno
di legge n. 884/A - Stralcio, per l'utilizzazione dei fondi
europei e statali della Regione", a firma degli onorevoli Fleres,
Mele, Croce e Alfano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
forse in un'altra occasione svolgeremo un dibattito su questi
temi, possiamo dire che già siamo in questa fase, in ogni caso la
raccogliamo come raccomandazione.
FLERES. Allora la accettate come raccomandazione?
PRESIDENTE. E' d'accordo lei onorevole Fleres come
raccomandazione? Resta così stabilito.
Si passa all'ordine del giorno n. 404 "Impegno del Governo
della Regione con riferimento all'articolo 27 del disegno di
legge n. 884/A - Stralcio", a firma degli onorevoli Fleres, Mele,
Croce e Alfano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno successivo n. 405
"Impegno del Governo della Regione con riferimento all'articolo
28 del disegno di legge n. 884/A - Stralcio", a firma degli
onorevoli Fleres, Mele, Croce e Alfano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, su
questo tema c'è da dare una risposta un po' più complessa, ne
parleremo più avanti anche in sede di bilancio, un dibattito da
svolgere circa la riforma degli strumenti della Regione siciliana
per il credito alle imprese che non riguarda solo l'IRCAC ma
riguarda anche il CRIAS e l'IRFIS, quindi in quel quadro noi
pensiamo si debba affrontare la questione dell'IRCAC senza dovere
al momento anteporre scelte di cui oggi non siamo in grado di
valutare gli effetti. Chiederei all'onorevole Fleres con questa
dichiarazione se può ritirare l'ordine del giorno. In questo
senso, come raccomandazione.
PRESIDENTE. E' accolto come raccomandazione, l'onorevole
Fleres è d'accordo. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 406 "Impegno del Governo
della Regione con riferimento all'articolo 29 del disegno di
legge n. 884/A - Stralcio", a firma degli onorevoli Fleres, Mele,
Croce e Alfano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 407 "Impegno del Governo
della Regione con riferimento all'articolo 31 del disegno di
legge n. 884/A - Stralcio", a firma degli onorevoli Fleres, Mele,
Croce e Alfano;
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
Si passa all'ordine del giorno n. 408 "Normalizzazione della
gestione amministrativa degli IACP della Sicilia", a firma degli
onorevoli Provenzano, Scoma, Fleres, Briguglio, Cimino, Alfano e
Beninati.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, è
all'ordine del giorno della prossima giunta di martedì, quindi
favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 409 "Interventi in
materia di finanziamenti alle farmacie", a firma degli onorevoli
Oddo, Villari e Trimarchi.
CAPUTO. Chiedo di apporre la mia firma a questo ordine del
giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 410 "Discarica comunale
per rifiuti solidi urbani nel territorio di Trabia, Contrada
Burgio (PA)", a firma dell'onorevole Nicolosi.
Non essendo l'onorevole Nicolosi in Aula, l'ordine del
giorno decade. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 411 "Mancato pagamento
dei farmaci forniti dal Servizio sanitario nazionale e degli
ausili previsti dall'assistenza integrativa alle farmacie della
provincia di Trapani e delle restanti provincie siciliane", a
firma degli onorevoli Croce ed altri.
CAPUTO. Chiedo di apporre la mia firma a questo ordine del
giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, è
analogo al precedente quindi lo accogliamo.
PRESIDENTE. Non è proprio analogo, ma comunque di analoga
materia. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 412 "Sospensione dei
lavori di costruzione di immobili per civile abitazione e di
impianto di acquapark in provincia di Siracusa", a firma degli
onorevoli Bufardeci ed altri.
Onorevole Presidente della Regione, mi permetto utilizzare
questo momento d'Aula per riferire ciò che comunque avrei inviato
con una nota ufficiale, ma questo punto può essere saltata. Una
delegazione di imprenditori relativi alla zona di Siracusa ha
sollevato alla Presidenza dell'Assemblea perché riferissi al
Governo proprio il contenuto dello stesso ordine del giorno. Se
nelle sue valutazioni volesse anche tener conto di questo sarei
grato.
Pongo in votazione l'ordine del giorno. Il parere del
Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
stiamo chiedendo al primo firmatario di ritirare l'ordine del
giorno per ripresentarlo sul bilancio e nel corso del quale
l'assessore Morinello farà una relazione sull'argomento trattando
di una materia alquanto complessa e delicata e vorrà fornire
anche la documentazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è la richiesta del
Presidente della Regione di ritirare l'ordine del giorno. Si
rinvia direttamente alla discussione generale del bilancio. Resta
così stabilito e in quella occasione sarà possibile illustrarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 413 "Interventi per
migliorare le forniture presso le AUSL siciliane", a firma degli
onorevoli Fleres ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres è d'accordo?
FLERES. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 414 "Interventi urgenti
al fine di dotare la Regione siciliana del Piano regionale dei
trasporti (PRT)", a firma degli onorevoli Vella, Forgione e
Liotta.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 415 "Provvedimenti in
materia di pensionamenti di anzianità", a firma degli onorevoli
Di Martino, Giannopolo, Zangara, Adragna, Caputo, Aulicino e
Pisciotta.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. E' accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 417 "Iniziative a
livello centrale, con riferimento al futuro del settore della
telefonia in Italia", a firma degli onorevoli Villari ed altri.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 418 "Impegno del
Governo della Regione a procedere alla previa consultazione delle
rappresentanze studentesche per la disciplina della materia delle
tasse per il diritto allo studio", a firma degli onorevoli
Briguglio ed altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 419 "Opportuni
collegamenti con le associazioni dei datori di lavoro e con gli
ordini professionali per la diffusione e pubblicizzazione del
sistema degli sgravi contributivi", a firma degli onorevoli
Briguglio ed altri.
BRIGUGLIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 420 "Opportune
iniziative per consentire di istruire le istanze presentate dai
datori di lavoro per accedere agli sgravi contributivi", a firma
degli onorevoli Briguglio ed altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 421 "Impegno del
Governo della Regione a presentare annualmente all'Assemblea
Regionale Siciliana una relazione sui risultati conseguiti in
termini di nuova occupazione aggiuntiva", a firma degli onorevoli
Briguglio, Stancanelli, La Grua, Granata, Ricotta e Caputo.
BRIGUGLIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 422 "Pubblicazione nella
G.U.R.S. dell'elenco integrale dei concessionari degli antichi
suoli armentizi e sedi viarie", a firma degli onorevoli
Briguglio, Tricoli, Strano, La Grua e Ricotta. Il parere del
Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 423 "Pubblicazione
nella G.U.R.S. dell'elenco integrale dei concessionari di uso
civico su terre", a firma degli onorevoli Briguglio ed altri. Il
parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 424 "Recepimento della
legge quadro sulle aree protette (numero 394 del 6 dicembre
1991), a firma degli onorevoli Vella ed altri. Il parere del
Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 425 "Inopportunità del
trasferimento del Luna Park, dal Foro Italico di Palermo alla Via
Gelsomino", a firma degli onorevoli Caputo ed altri. Il parere
del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente, noi
abbiamo avuto un incontro con la Giunta comunale di Palermo e con
il Comitato per il Centro storico per esporre il problema.
Da parte della Regione è stata avanzata l'ipotesi non di
trasferire nel Fondo Gelsomino l'attrezzatura del Luna Park,
quanto di operare in permuta il terreno, l'area del Fondo
Gelsomino, con altri immobili del Comune di Palermo per allocarvi
delle funzioni pubbliche, uffici della Regione siciliana, e siamo
in attesa di una risposta.
Poi il Comune di Palermo lo potrà utilizzare per i fini che
riterrà più opportuni.
In questo senso l'ordine del giorno ci porta in una
direzione, possiamo comunicare al Comune che c'è questa ...
PRESIDENTE. Può essere accolto come raccomandazione l'ordine
del giorno?
CAPODICASA, presidente della Regione. Sì.
PRESIDENTE. Se i firmatari sono d'accordo, resta così
stabilito.
Si passa all'ordine del giorno numero 426 "Iniziative
finalizzate alla realizzazione della 'Rassegna Internazionale di
Musica Sacra - settimana di Monreale (PA)'", a firma degli
onorevoli Caputo ed altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Viene accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Se i firmatari sono d'accordo, l'Assemblea ne
prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 427 "Riordino delle
carriere del personale del Corpo forestale", a firma degli
onorevoli Ricevuto ed altri. Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno successivo numero 429
"Interventi per la rideterminazione delle condizioni di credito
agevolato attraverso la modifica delle convenzioni bancarie in
atto vigenti", a firma degli onorevoli Fleres ed altri. Il parere
del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
l'ordine del giorno ci impegna a sollecitare l'applicazione di
una legge ad un altro organo, in fondo è questo.
PRESIDENTE. Impegna il Governo della Regione a ricontrattare
con gli istituti di credito le convenzioni.
CAPODICASA, presidente della Regione. No, allora va bene,
il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 428 "Notizie in ordine
alla delibera di sfiducia nei confronti del Sindaco di Piazza
Armerina (EN)", a firma degli onorevoli La Grua ed altri. Il
parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
come facciamo ad interferire nelle funzioni di un organo che ha
delle competenze sue proprie?
STANCANELLI. Ad accertare
PRESIDENTE. E' una fase ispettiva, Lei ha facoltà di poter
mandare tutti gli ispettori che vuole.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Quindi,si intende in questo senso, che è una fase
ispettiva, che è prerogativa dell'Assessorato degli enti locali
di fare. Resta così stabilito. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 430 "Istituzione di un
'Trauma Center' presso il Policlinico di Palermo", a firma degli
onorevoli Ricevuto e Calanna. Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 431, a firma degli
onorevoli Caputo, La Grua, Stancanelli e Scalia. Il parere del
Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
questa credo che possa essere accolto come raccomandazione
essendo nella linea.
PEZZINO. Io sono contrario all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno non viene posto in votazione,
il Presidente della Regione lo accoglie come raccomandazione. I
firmatari sono d'accordo, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 1.10 SUL QUALE
IL GOVERNO HA POSTO LA QUESTIONE DI FIDUCIA
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione per
appello nominale l'emendamento 1.10 derivante dall'emendamento
presentato come riscrittura del disegno di legge, di gran parte
del disegno di legge, su cui il Governo ha posto la questione di
fiducia. Spiego il significato del voto: chi vota sì
all'emendamento vota la fiducia al Governo, chi vota no vota la
sfiducia al Governo.
Dichiaro aperta la votazione. Invito il deputato segretario
a fare l'appello.
LO CERTO , segretario. (Fa l'appello).
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a procedere al
secondo appello.
LO CERTO , segretario. (Procede al secondo appello).
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione dell'emendamento
sostitutivo 1.10 al disegno di legge n. 884/A, sul quale il
Governo ha posto la questione di fiducia:
Presenti: 74
Votanti: 74
Maggioranza: 38
Voti favorevoli: 49
Voti contrari: 24
Astenuto: 1
(E' approvato)
PRESIDENTE. Essendo approvato l'emendamento, l'Assemblea
conferma la fiducia al Governo.
(Applausi dei deputati della maggioranza)
Pongo in votazione la Tabella I allegata all'emendamento
1.10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
2.
LO CERTO , segretario:
<<1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
PRESIDENTE. Comunico che al comma 1 è stato presentato, da
parte del Governo, il seguente emendamento: dopo le parole
<<Regione siciliana>>, aggiungere <<ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione>>. Il parere
della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione. Favorevole.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 così come risulta
emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
CAPUTO. Contrario.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima della votazione finale,
pongo in votazione due emendamenti tecnici presentati dal
Governo, tendenti a rendere applicabili delle norme già
presentate.
Il primo recita: dopo "B7)", aggiungere "allegata alla
legge regionale 7 novembre 1980, n. 116". Si tratta di una
specificazione della legge richiamata. L'altro riguarda
l'applicazione della legge n. 25 che, secondo quanto mi riferisce
il Governo, senza questo articolo tecnico, non è possibile
applicare parte della legge.
Pongo in votazione il primo emendamento.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il secondo emendamento.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione finale,
pongo in votazione l'ampia delega alla Presidenza non soltanto
per il coordinamento del testo, ma anche e soprattutto per
consentire la riscrittura degli articoli non secondo il criterio
dei commi, ma secondo il criterio degli articoli, fatto che
significa trasformare i commi in articoli, rendendo il disegno di
legge più leggibile.
Pongo in votazione l'ampia delega così come l'ho descritta.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE "MISURE DI FINANZA REGIONALE
E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE, CONTABILITA' E
CONTROLLO" (N. 884/A-STRALCIO)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge "Misure di finanza regionale e disposizioni in materia di
programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-Stralcio).
Specifico il significato del voto: chi è favorevole vota
verde; chi è contrario vota rosso; chi si astiene vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione con il sistema elettronico)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 73;
votanti 73;
maggioranza 37;
favorevoli 49;
contrari 23;
astenuti 1.
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettetemi di ringraziare
il personale dell'Assemblea, che ha consentito con la sua piena
collaborazione la definizione del disegno di legge.
Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta martedì 20
aprile 1999, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:
- "Disciplina del commercio" (n. 909)
III - SVOLGIMENTO UNIFICATO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
CONCERNENTI I "LAVORI DI PUBBLICA UTILITA". (V. ALLEGATO)
La seduta è tolta alle ore 8.58 di sabato 17 aprile 1999.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 11,00 del 17 aprile 1999)