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Resoconto d'Aula della Seduta n. 242 di venerdì 16 aprile 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 12.58.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare lettura del
  processo  verbale  della  seduta precedente, mi permetto cogliere
  l'occasione  per  riferire  al Parlamento siciliano della visita,
  con  una  nostra delegazione parlamentare, in Tunisia, visita che
  ha consentito  al  nostro Parlamento di poter interloquire con le
  più alte cariche istituzionali di quel Paese.
       Abbiamo   incontrato  il  Presidente  della  Repubblica,  il
  Presidente  della  Camera  dei  Deputati,  diversi  esponenti del
  Governo.
       Il  Presidente  della Repubblica, in particolare, mi ha dato
  l'incarico  di  riferire a questo Parlamento dell'ottimo rapporto
  esistente tra  il  popolo  siciliano  e  quello  tunisino  ed  ha
  auspicato  una  serie  di  iniziative,  da  parte  del Parlamento
  siciliano, presso  il Governo centrale e presso l'Unione Europea,
  oltre che  per  le proprie capacità, per tentare di accelerare la
  necessità  di  processi  di  cooperazione  fra  i  due  Paesi  e,
  soprattutto, tra la Sicilia e la stessa Tunisia.

     LO  CERTO ,  segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni, si intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si passa  al  primo  punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

              ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE

      Assessore Territorio

      N. 40 -  Notizie  circa  la  realizzazione  del  porto  di
    Riposto.
      ---
    Firmatari:Alfano         Angelo;  Fleres  Salvatore;  Basile
    Filadelfio;     Catania  Franco;  Cimino  Michele;  D'Aquino
    Antonio; Scammacca Della Bruca Guglielmo;  Scoma  Francesco;
    Vicari Simona
      ---
      - La firma degli on.li Fleres, Grimaldi, Pagano è decaduta
    a  seguito  della  loro  elezione  ad  Assessori  regionali,
    avvenuta   nella  seduta  n.  5  del  18  luglio  1996  (50
    Governo). - La firma degli  onorevoli  Beninati,  Bufardeci,
    Croce, Leontini, Misuraca è decaduta a  seguito  della  loro
    elezione ad Assessori regionali avvenuta nella seduta n. 148
    del 28-29  gennaio  1998  (51   Governo).  -  Con  nota  del
    18.2.1998 l'on. Fleres ha chiesto di apporre  nuovamente  la
    firma all'interrogazione.
                          ----------------

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

    - "Integrazioni  e  modifiche  alla  legge  regionale 12 aprile
    1972,   n.   32,  concernente  provvedimenti  per  lo  sviluppo
    dell'economia turistica nella Regione siciliana" (n. 907);
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Cimino, Grimaldi, Beninati, Croce,
    D'Aquino in data 12 aprile 1999.

    - "Modifiche  ed  integrazioni  alla  legge  regionale 6 aprile
    1996, n.  29,  concernente  norme  in  materia  di  autoservizi
    pubblici di linea in servizio di piazza" (n. 908);
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato  dagli  onorevoli Mele, Guarnera, Lo Certo, Ortisi
    in data 12 aprile 1999.

    - "Disciplina del commercio" (n. 909);
    - d'iniziativa governativa
    -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Capodicasa) su
    proposta  dell'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il
    commercio, l'artigianato  e  la  pesca  (Battaglia)  in data 12
    aprile 1999.

    -  "Provvedimenti per l'autonomia delle istituzioni scolastiche
    e le istituzioni scolastiche regionali" (n. 910);
    - d'iniziativa governativa
    -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Capodicasa) su
    proposta  dell'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali ed
    ambientali e  per la pubblica istruzione (Morinello) in data 12
    aprile 1999.

    COMUNICAZIONE DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Erezione in  un  unico  comune  autonomo  delle frazioni dei
    comuni di  Belpasso,  Camporotondo,  Misterbianco  e  Motta  S.
    Anastasia con la denominazione di 'Piano Tavola'" (n. 902);
    - d'iniziativa parlamentare.

    -   "Istituzione   presso   i   comuni  siciliani  dell'ufficio
    legislativo e legale" (n. 905);
    - d'iniziativa parlamentare.

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Regolarizzazione  della posizione dei soggetti che risultano
    in godimento di  fatto  di  alloggi  di  edilizia  economica  e
    popolare" (n. 899)
    - d'iniziativa parlamentare;

    - "Intervento  straordinario  per  il completamento del sistema
    dei servizi di  base  per l'igiene e la tutela del territorio e
    istituzione   di   una   Agenzia   regionale   per  l'emergenza
    ambientale" (n. 904)
    - d'iniziativa parlamentare.

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - "Iniziative a  sostegno  dell'arte  e  del folklore dei carri
    siciliani" (n. 901)
    - d'iniziativa parlamentare;

    - "Interventi a favore delle imprese singole o associate che si
    prefiggono il recupero  e  la  gestione dei beni culturali" (n.
    903)
    - d'iniziativa parlamentare.

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    - "Modifica al  comma 5, dell'articolo 7, della legge regionale
    3  novembre   1993,  n.  30,  relativo  ai  responsabili  delle
    strutture sanitarie nei settori sanitari ed amministrativi" (n.
    900)
    - d'iniziativa parlamentare;

       Trasmessi in data 8 aprile 1999.

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 3011 - Iniziative per il ripristino della  funzionalità
    della condotta idrica dei comuni aderenti al  consorzio  del
    Voltano.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Scalia Giuseppe

                          ----------------

      N. 3015 - Provvedimenti per consentire l'accesso alla zona
    archeologica del Monte Jato (PA).
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Caputo Salvino

                          ----------------

      N. 3018 - Ispezione presso i Cantieri  navali  di  Palermo
    per verificare il rispetto delle norme in tema di  sicurezza
    sul lavoro.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavoro
      - Assessore Sanità
      - Assessore Industria
      - Assessore Territorio
      ***
    Caputo Salvino

                          ----------------

      N. 3020 - Provvedimenti per  la  consegna  di  alloggi  di
    edilizia economica e popolare a Partinico (PA).
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Caputo Salvino

                          ----------------

      N. 3021 - Notizie in ordine ai sistemi di  conduzione  per
    l'erogazione dell'acqua potabile.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      - Assessore Sanità
      - Assessore Territorio
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Caputo Salvino

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 3009 -Motivi del mancato avvio del terzo anno del corso
    di    psicomotricità  della  Scuola  magistrale  ortofrenica
    regionale  (S.M.O.R.),  ai  sensi  del  decreto  legislativo
    27/1/1992 n. 115, che recepisce la Direttiva n. 89/48 CEE.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Maesano Ascenzio Maria Catena

                          ----------------

      N. 3010 -  Opportuni  provvedimenti  relativi  alle  Terme
    regionali di Acireale (CT).
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Catanoso Genoese Francesco

                          ----------------

      N. 3012 - Revoca  del  decreto  assessoriale  n.  103  del
    10.3.1999         e  nomina  del  Commissario  straordinario
    dell'Azienda autonoma delle 'Terme di Acireale'.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      ***
    Croce Antonino; Beninati Antonino; Alfano Angelo

                          ----------------

      N.     3013  -  Iniziative  per  verificare  lo  stato  di
    inquinamento ambientale prodotto dagli  impianti  generatori
    di campi elettromagnetici.
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      - Assessore Sanità
      ***
    Cimino Michele

                          ----------------

      N. 3014 - Provvedimenti volti a normalizzare  gli  assetti
    delle Aziende  autonome  per  l'incremento  turistico  della
    Sicilia sulla base delle leggi di settore.
      - Assessore Turismo
      ***
    Zago Salvatore; Oddo Camillo;  Pignataro  Giuseppe;  Villari
    Giovanni

                          ----------------

      N. 3016 - Accertamenti volti  a  verificare  l'adeguatezza
    degli interventi di restauro praticati sui  monumenti  della
    zona archeologica di Morgantina (EN).
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Forgione Francesco

                          ----------------

      N. 3017 -  Richiesta  di  ispezione  presso  la  Provincia
    regionale di Palermo in ordine alle procedure  adottate  per
    la sospensione del concorso di bidelli.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Zanna Antonio

                          ----------------

      N. 3019 - Opportune iniziative  al  fine  di  garantire  i
    lavoratori impegnati nelle    imprese  operanti  all'interno
    della raffineria Agip Petroli di Gela (CL).
      - Presidente Regione
      - Assessore Industria
      ***
    Forgione Francesco

                          ----------------

      N.   3022  -  Iniziative  concernenti  il  riordino  delle
    carriere del Corpo forestale della Regione.
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Zanna Antonio

                          ----------------

                         ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

      N. 336 - Interventi urgenti  per  la  tutela,  gestione  e
    fruizione della riserva naturale orientata  'Lago  soprano',
    sita nella provincia di Caltanissetta, presso il  comune  di
    Serradifalco.
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      ***
    La Corte Gioacchino

                          ----------------

               COMUNICAZIONE DI RITIRO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico che  con  nota  7120/CE,  pervenuta  al
  Servizio  di segreteria  in  data  16  aprile  1999,  l'onorevole
  Giuseppe Scalia ha dichiarato di volere ritirare l'interrogazione
  n. 2917 dallo stesso presentata.
       L'Assemblea ne prende atto.

     PRESIDENTE.  Comunico  che,  a seguito dell'approvazione degli
  ordini del giorno  numeri 335 e 342, sono da intendersi superate,
  per identità di  contenuto, rispettivamente le mozioni numeri 335
  e 310.
       Comunico,  altresì   che,   essendo   stati  dichiarati  non
  ammissibili gli ordini del  giorno  nn. 349, 350, 354, 355, 363 e
  365, rispettivamente, le  mozioni  nn.  311, 307, 317, 318, 108 e
  292 sono da ritenersi in vita.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto,   ai  sensi  dell'articolo  127,  comma  nono,  del
  Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazione mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


        RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER L'ESAME DI UN DISEGNO
        DI LEGGE

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.     Signor    Presidente,    intervengo
  brevemente  per  chiederle,  ai  sensi dell'articolo 135, secondo
  comma,  del  Regolamento  interno che venga concessa la procedura
  d'urgenza  per  l'esame  del  disegno  di legge n.  909 "Norme in
  materia di commercio".
       La richiesta  trova la sua motivazione nella circostanza che
  è prossimo  a scadere il termine previsto dal decreto legislativo
  n.   114,   che   assegna   alle   Regioni   un   anno  di  tempo
  dall'emanazione dello  stesso.
       Il decreto  legislativo  n.  114,  come  i colleghi sanno, è
  stato emanato il  24  aprile 1998.  Le Regioni avevano tempo fino
  al 24 aprile  1999  per  approvare  la  norma di recepimento.
       In  verità,  questo  termine  potrebbe  beneficiare  di  una
  proroga  di   sessanta  giorni,  prevista  dallo  stesso  decreto
  legislativo.
       Il rischio è  che  se la Regione siciliana non approva entro
  questi termini  il  disegno  di legge, si creerebbe un pericoloso
  vuoto  normativo  in  materia  di  commercio  che  priverebbe  la
  Sicilia, ma soprattutto gli operatori commerciali, di un punto di
  riferimento legislativo certo.
       Le chiedo,  altresì,  Presidente,  se  fosse  possibile,  di
  autorizzare, ove  il parlamento ritiene di concedere la procedura
  d'urgenza, anche  la  terza Commissione a potere iniziare l'esame
  del disegno di  legge, trattandosi di norma che non prevede alcun
  riferimento a  norme  di  carattere  finanziario ed ovviamente un
  esame alla terza Commissione senza che lo stesso interferisca nel
  normale svolgimento della sessione di bilancio.

     PRESIDENTE. Avverto  che  la  richiesta di procedura d'urgenza
  sarà posta all'ordine del giorno della seduta successiva.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       SVOLGIMENTO UNIFICATO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE

     PRESIDENTE. Si passa  al secondo punto dell'ordine del giorno:
  "Svolgimento   unificato   di   interrogazioni  ed  interpellanze
  concernenti lavori di pubblica utilità".
       Comunico che  l'assessore  Papania  ha  fatto pervenire alla
  Presidenza la  seguente  nota:  "Causa  sopraggiunti inderogabili
  impegni  di  carattere  istituzionale,  comunico  di  non  potere
  partecipare  alla  seduta  antimeridiana dell'Assemblea regionale
  siciliana del giorno 16 aprile 1999."
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pertanto, gli atti  ispettivi  saranno  svolti in un momento
  successivo.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del Vicepresidente Silvestro


  SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 884/A (STRALCIO)
  "MISURE DI FINANZA REGIONALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAM-
  MAZIONE, CONTABILITA' E CONTROLLO"

     PRESIDENTE. Si passa  al  terzo  punto dell'ordine del giorno:
  "Discussione del disegno  di legge: ' Misure di finanza regionale
  e  disposizioni  in  materia  di  programmazione,  contabilità  e
  controllo. (884/A - Stralcio)'"
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione  legislativa
  "Bilancio" a prendere posto nell'apposito banco.
       Ricordo  all'Aula  che  eravamo   in   sede  di  discussione
  dell'emendamento 1.9.
       Comunico che allo  stesso  sono  stati  presentati circa 600
  emendamenti provenienti da tutte le parti politiche.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che,
  in apertura di  questa,  forse,  ultima battuta di discussione di
  disegno  di  legge   in   oggetto,   non  ci  possiamo  sottrarre
  dall'evidenziare  al   Governo  ma,  in  particolare,  al  signor
  Presidente dell'Assemblea,  la  incongruenza  tra quanto previsto
  dall'emendamento 1.9, rispetto  a quanto già veniva contenuto, in
  termini di argomenti, del disegno di legge 884.
       In particolare, riteniamo che vi siano una serie di commi di
  questo  emendamento  1.9 che costituiscono materia nuova, che non
  trovavano  ingresso nel precedente disegno di legge, che non sono
  mai stati esaminati dalle commissioni e che comportano, in alcuni
  casi,  un'ampia riforma legislativa di alcune materie e in altre,
  addirittura,  interventi  finanziari che rischiano - sfuggendo ai
  controlli  che  solitamente  vengono  posti  dal legislatore, dal
  regolamento   assembleare   a   tutela   dell'articolo  81  della
  Costituzione  e,  quindi, della copertura finanziaria - di essere
  devastanti sotto il profilo degli effetti finanziari.
       Mi  riferisco  in particolare ai commi: dal 9 quinquies al 9
  decies;  mi  riferisco,  altresì  al  10  sexies,  12  quater, 12
  quinquies,  15 quater, al 19 tranne le lettere d) ed e), al comma
  21 le  lettere  c),  d),  e),  f),  g),  h), i), il 22 bis, al 23
  septies, al 23 octies, al 25 lettera c), al 25 bis, al 26 lettere
  d), f), g), J), e), n), o), p), q), r), s), t), u).

     PRESIDENTE. Al comma 26 non  vi  sono  nè  la lettera t  nè la
  lettera u.

     TRICOLI. Probabilmente  ci  sarà  un  errore  di trascrizione.
  Infine i commi 39, 40, 40 bis e 41.
       Signor   Presidente,  desideravo  sottolineare  che  abbiamo
  presentato  gli  emendamenti abrogativi e naturalmente insistiamo
  su questo aspetto di improponibilità, senza fare "barricate", nel
  senso  che  poi si potrà anche valutare l'opportunità politica di
  mantenere  questi  commi  che  noi riteniamo, comunque, abbiano i
  difetti  che,  all'inizio della mia argomentazione, ho citato.
       In  particolare,  per  quanto  riguarda il recepimento della
  legge  Galli,  oggettivamente,  c'è  stato  un ampio dibattito in
  Commissione Bilancio  per cui non si può dire che sia una materia
  nuova.  Tra  l'altro,  il  Governo  e  la maggioranza hanno anche
  sottolineato l'importanza di questo comma.  Ma ci sono anche, tra
  questi,  dei  commi  che  veramente  comportano  una  rivoluzione
  copernicana dell'Amministrazione regionale senza che vi sia stato
  un  preventivo  passaggio in Commissione e, soprattutto, alcuni -
  come  dicevo  poc'anzi  - sui consorzi di bonifica che comportano
  addirittura  degli  oneri  finanziari  che probabilmente non sono
  appalesati da questo comma.
       Questo - ripeto - l'ho voluto dire in apertura dei lavori in
  modo  che  poi successivamente, quando arriveremo a questi commi,
  il Presidente, ma anche il Governo, valuti anche l'opportunità di
  tenere ferma questa indicazione presente nell'emendamento.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Tricoli,  il Governo sostiene, tramite
  l'assessore  per  il bilancio, che molti o alcuni dei riferimenti
  da lei  fatti  sono  -  di fatto - il recepimento di suggerimenti
  provenienti  dalle  Commissioni  di  merito, per cui, nel momento
  opportuno,  faremo  la  verifica  al  fine  di  determinare quali
  ricadono  nella  eccezione da lei sollevata e quali, invece, sono
  esclusi da questa stessa eccezione.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  io
  intervengo   sulla  discussione  generale,  però,  per  fare  una
  valutazione di ordine politico, dopo che venerdì scorso si decise
  di  andare  ad  oggi,  dando  la  possibilità  di  presentare gli
  emendamenti entro martedì scorso.
       Alla luce  della presentazione degli emendamenti, io ritengo
  che si debba fare  una  riflessione da parte della maggioranza in
  considerazione del fatto  che  l'opposizione,  per  come  si  era
  impegnata  a  fare,  ha  sostanzialmente  completato  la  manovra
  ostruzionistica che avevamo  giustificato  da  un  punto di vista
  politico,  ma  l'impegno   che  era  stato  raggiunto,  anche  in
  Conferenza  dei  capigruppo,   ci   ha  visti  ritirare  i  5.000
  emendamenti che erano  stati  presentati e ci eravamo impegnati a
  presentare soltanto un piccolo corpo di emendamenti che potessero
  rendere la manovra  più  interessante  anche  dal nostro punto di
  vista e si  potesse  discutere  su  determinate  tematiche che ci
  stanno  a   cuore  perchè  rappresentiamo  determinati  interessi
  nell'ambito della società siciliana.
       Quello che abbiano visto, invece, è che anche la maggioranza
  ha  presentato  circa 200 emendamenti. Allora, il problema che io
  pongo al Governo è che vogliamo sapere noi prima di andare avanti
  nei lavori anche per  capire  cosa dobbiamo fare. Perché se ci si
  accusa che sono circa  400,  va  rilevato che ci sono emendamenti
  uguali che non  sono  stati  concordati  e  quindi possono essere
  sfoltiti ulteriormente e  ritengo  che  da  400 possano diventare
  anche 200.  Ma la  cosa importante, il dato politico che vogliamo
  sottolineare e per  cui  attendiamo  una  risposta  da  parte del
  Governo  è  come  si  concilia  la  presentazione  di  circa  200
  emendamenti da parte dei partiti che sorreggono la maggioranza in
  relazione a quanto si era stabilito fino a venerdì scorso, si era
  stabilito un percorso  che avrebbe visto quest'Aula approvare con
  le  richieste e  con  le  necessità  della  opposizione  per  gli
  interessi che rappresenta.
       Allora io ritengo  che  prima  di procedere oltre il Governo
  abbia  il  dovere   politico  di  relazionarci  su  come  intende
  muoversi.
       Pertanto, gradirei, anche  a  nome  del  Gruppo  di Alleanza
  Nazionale, di Forza  Italia e della opposizione di centro-destra,
  che il Governo  ci  ragguagliasse  e  ci  dicesse  quale percorso
  intende  avere  in  questo  lasso  di  tempo  in  relazione  alla
  presentazione  di   questi   200   emendamenti   dei  partiti  di
  maggioranza, perché se questi 200 emendamenti, che fra l'altro io
  ne ho visti alcuni, sono  dei  veri e propri disegni di legge, ce
  n'è uno di  8  pagine firmato direttamente dall'Assessore Rotella
  che è una "summa"  sul  turismo,  io gradirei sapere, fra l'altro
  prevede che  l'Assessore  annovera  l'amministratore  unico,  i 6
  consiglieri  di   amministrazione  che  lui  prevede  per  questa
  agenzia, lo  statuto viene approvato direttamente dall'Assessore,
  ecco io vorrei capire  a  parte  questo  episodio,  ma siccome ho
  visto altri emendamenti  di  una  certa rilevanza anche politica,
  come si atteggia il Governo in relazione a questi.
       Anche   perché   vorremmo  capire  questo  per  sapere  come
  l'opposizione ,  che non vuole essere criminalizzata sui giornali
  come  la   parte   politica  che  non  permette  di  fare  questa
  finanziaria deve atteggiarsi.
       Dopo che il Governo aveva fatto questa riflessione e avrà in
  Aula detto  come  intende  procedere o come dobbiamo procedere io
  ritengo  che   noi   potremo  avere  anche  da  parte  nostra  un
  atteggiamento  nei  confronti  della maggioranza che possa essere
  confacente agli interessi della Regione siciliana. Grazie.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.     Signor     Presidente,    onorevoli    colleghi,
  effettivamente la  volontà  di  buona  parte dell'opposizione nel
  limitarsi  a formalizzare  un  buon  numero  di  emendamenti  che
  potevano   sembrare    non    più   costruttivi   ma   certamente
  ostruzionistici  penso ci sia stata.
       Allora da un  primo  sguardo  degli emendamenti  si è potuto
  anche  prendere  atto   che  alcuni  di  questi,  circa  400  che
  l'opposizione ha  presentati,  si  possono materialmente andare a
  sfoltire perché  alcuni  corrispondono  con  emendamenti  da  più
  parlamentari presentati.
       Quindi penso  che  proprio  è  lo spirito costruttivo che si
  vuole iniziare  a portare avanti e giustamente come detto già dal
  collega Stancanelli,  il  nodo  però  è  di  altro  tipo,  c'è da
  stabilire la  quantità  di  emendamenti  pure  che  il Governo ha
  presentato  che  aprono  giustamente  delle  perplessità da parte
  dell'opposizione perchè  indubbiamente  si  vorrebbe  un  pochino
  capire  come andare  a  condurre  questi  lavori  d'Aula,  perchè
  oltretutto  credo  che  il   vero  nodo  -  come  ha  già  citato
  l'onorevole Tricoli  -  si potrebbe ulteriormente sfoltire perchè
  sembrerebbe che  alcuni  emendamenti  possono  anche  cadere  dal
  sub-emendamento,  in   quanto  uno  in  particolare,  quello  del
  passaggio delle commissioni  -  a  me  corre  l'obbligo di dirlo,
  faccio parte della quarta - l'emendamento 10 sexies non è passato
  totalmente dalle  commissioni,  la  quarta.  E'  stato totalmente
  inserito nella manovra  del sub-emendamento, secondo me anche non
  completo, perchè ho  visto  un emendamento che fu presentato alla
  finanziaria, ma era di  altri contenuti, era molto più lungo, era
  di 12, 13 comma, e invece se ne è presa solo una parte.
       Quindi  credo che oltretutto questo emendamento cade proprio
  per questo, perchè  non  è  un emendamento che possa risolvere il
  problema così  com'era  impostato  nella  finanziaria, che era di
  altra natura, era molto più lungo.
       Quindi su questi passaggi, io penso che una valutazione vada
  fatta perchè  altrimenti  l'Aula si troverà pure in difficoltà di
  comprendere   con   quale   principio  andare  ad  operare.  Come
  comportarci   perchè  la  disponibilità dal numero di emendamenti
  ridotti,   che   sono   stati  fatti  come  sub-emendamenti  agli
  emendamenti alla finanziaria è un atto, esiste e c'è.
       Quindi il  Governo ha anche ritenuto di dover presentare dei
  sub-emendamenti, e quindi  a  questo punto capire un pò quale può
  essere la  strada  per  superare  in tempi brevi questo percorso,
  penso che è  nell'interesse  di tutti perchè è chiaro che ci sono
  alcune cose  che  l'opposizione certamente intende, e credo che è
  anche giusto nelle sue prerogative portare avanti, bisogna capire
  fino a che  punto  si possa fare, o se da parte della maggioranza
  c'è una  chiusura  totale  a  questo  comportamento  e  ai lavori
  dell'Aula, e allora  è  chiaro che uno ne prende atto e quindi ci
  si comporta di conseguenza.
       Quindi  diciamo   che  è  un  discorso  che  va  un  pochino
  affrontato e ribaltato al  Governo, che dia un po' in conseguenza
  alla formulazione del sub-emendamento, che è stata certamente una
  volontà  del  Governo,   non   è  stata  certamente  una  volontà
  dell'opposizione, a indicare  la strada da percorrere e quindi ci
  organizzeremmo, se vale  la  pena, di andare a restringere ancora
  questi emendamenti, fino a  che  punto,  e  quindi  dare anche un
  lavoro d'Aula un po'  più  organizzato  perchè oggi ci vede un pò
  tutti impreparati.
       Aggiungo col dire  che anche un altro emendamento a mio modo
  di vedere; oltretutto io ho presentato il soppressivo, con alcuni
  parlamentari, il comma quindici, e in particolare il punto D) del
  comma quindici, onorevole  Presidente,  a mio modo di vedere è un
  aumento di spesa,  per  cui non può certamente essere inserito in
  questa manovra,  perchè  si  passa,  avendo  per un periodo anche
  coordinati   i   lavori,  quale  l'Assessore  alla  cooperazione,
  stabilito un 10 per cento per le camere di commercio, che poi era
  il 5, e  ora  di colpo diventa il 15, che vengono trasferite alle
  camere di commercio.
       Questo è un  aumento di spesa che non si può fare, perchè di
  fatto l'Assessore  andrebbe  a  dare  maggiori  somme, che è pure
  corretto, perchè  il  problema  è  molto  grosso  nelle camere di
  commercio, ma non  lo si può fare adesso, perchè se prima dava il
  5 per cento, ora darebbe in un colpo il 15 per cento.
       Quindi è  un  maggiore  trasferimento che la Regione da alle
  camere di commercio,  quindi  una  maggiore  spesa, per cui non è
  possibile, e  quindi  questo  comma  va  certamente  cassato.  Il
  sottoscritto ha inoltre è entrato nel merito di tutto il comma, e
  pertanto credo  che queste piccole valutazioni vadano fatte sennò
  noi andremmo  a  calare  dentro  la  finanziaria  delle norme che
  aumentano  la  spesa,  non  certamente  che  la  riducono  o  che
  addirittura creino nuove entrate.
       Qui di fatto  c'è un trasferimento maggiore del 15 per cento
  rispetto al 5. Per  cui  c'è  un 10 per cento in più che ritengo,
  nella norma finanziaria, non possa essere fatto.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
  facoltà.

     CAPUTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevoli
  assessori,  credo che questa  discussione  generale  non  si  può
  concludere se prima non  venga  affrontato l'aspetto politico, in
  quanto ritengo sia  pregiudiziale  per  tutto  l'andamento  della
  finanziaria.  Su questo credo  che  il  Governo  debba  non  solo
  dedicare la massima attenzione,  ma  una volta tanto, spero, dare
  anche  una   risposta   ai  componenti  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.
       Se non ricordo  male, nel corso dei vari interventi fatti da
  alcuni 'pompieri'  di questa maggioranza rivolti a sensibilizzare
  i parlamentari e i  banchi dell'opposizione e  della minoranza si
  era detto di trovare,  nell'interesse  comune  della  Sicilia, un
  punto di convergenza per  sfoltire  quella  finanziaria dei quasi
  6000 emendamenti, ricondurli ad una serie di proposte sicuramente
  di spessore e di entità  minore,  ma  non  certamente  di  minore
  valenza  qualitativa  ed  istituzionale,  nonché  politica  e  di
  proporre una serie di emendamenti che il Governo avrebbe valutato
  per poi consentire un percorso più agevole all'interno delle aule
  parlamentari  e  quindi   anche   nella  fase  preliminare  delle
  Commissioni.
       Io dico che  come  sempre  le opposizioni hanno mantenuto la
  promessa e i  nostri 5000 emendamenti sono diventati poco meno di
  400  emendamenti.  Tenuto  conto  che  si  tratta  di  un  Gruppo
  parlamentare,  nelle  varie  differenziazioni  politiche, ma come
  collocazione    di   minoranza   composta   da   oltre   quaranta
  parlamentari,  credo   che   400  emendamenti  siano  una  misura
  ragionevole dell'attenzione.  Mi  fa  piacere  che  il Presidente
  della Commissione Bilancio e  Finanze,  onorevole Di Martino, dia
  l'assenso e questo  per  l'autorevolezza  e la fonte  mi conforta
  che l'opposizione si sono  comportati  anche  questa  volta  bene
  mantenendo le opposizioni ancora una volta gli impegni assunti in
  Parlamento e con il Governo.
       Io devo prendere atto, però, e non riesco a spiegarlo se non
  ricorrendo a  quell'ormai  consueta  schizofrenia che aleggia nei
  banchi e fra  i  deputati  della maggioranza e mi auguro solo per
  adesso schizofrenia  di  carattere  politico. Non riesco a capire
  come  mai  il  Governo   presenta   a   mo'   di  blitz  politico
  istituzionale un maxi  emendamento  che contiene la finanziaria e
  poi lo accompagna con ben 200 emendamenti.
       Io credo che la maggioranza debba mettersi d'accordo.  Se il
  Governo lancia un invito istituzionale alle opposizioni che viene
  puntualmente  raccolto   solo   esclusivamente   per   senso   di
  responsabilità e di rispetto verso  la Sicilia, se ci chiedete un
  sacrificio di attenzione verso  la  finanziaria  -  e  lo abbiamo
  fatto nell'unico e supremo interesse dei siciliani - non riesco a
  capire perché  la maggioranza  presenti 200 emendamenti.  E nella
  corsa frenetica agli emendamenti  addirittura  ne arriva uno di 6
  pagine che contiene come  primo proponente il nome dell'assessore
  per il  Turismo,  onorevole  Rotella, sottofirmato dall'onorevole
  Speranza.  E' questo un  emendamento  che si inserisce in maniera
  parallela, come un binario  in  questo  disegno della maggioranza
  dove addirittura con un  unico emendamento si presenta un disegno
  di  legge  di  reiscrizione  di  tutta  la  materia  del  settore
  turistico in Sicilia, disattendendo e contravvenendo a quello che
  era un impegno inserito nell'articolo 12 dell'emendamento 1.9 del
  Governo in cui si prevede  che entro un certo periodo di tempo le
  Aziende del turismo sono soppresse e, quindi, si dà delega con un
  disegno di legge per  presentare un progetto di riordino.  Questo
  articolo che viene  partorito  in  maniera  anch'esso  confusa  e
  contraddittoria da questa  maggioranza e deduco dal suo Assessore
  al turismo viene poi  sostituito  da  un disegno di legge, perché
  nei fatti è così, ed  è  il primo caso nella storia istituzionale
  di questo Parlamento e  di questo Governo firmato addirittura dal
  reggente il dicastero  del  Turismo,  il  quale  contravviene  se
  stesso, si contraddice e si confonde ancor di più, trascina nella
  confusione l'attento onorevole Speranza e presenta un emendamento
  che  smentisce  e   cancella  un  impegno  programmatico  assunto
  dall'intero Governo.
       Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi, voi  non  potete
  condurre  in  uno stato  di  confusione  generale  il  Parlamento
  siciliano.   Voi  non   potete  mettere  in  difficoltà  l'intera
  Sicilia. E hanno fatto bene  gli amici e colleghi di Rinnovamento
  italiano e anche del Partito  popolare, che hanno detto che anche
  agli obblighi di fedeltà  e  lealtà  istituzionale c'è un limite.
  Voi  non potete violentare  un  parlamento  dal  punto  di  vista
  politico  portando in  Aula  emendamenti.  Ben  200  emendamenti,
  addirittura la metà  di  quelli  presentati dall'opposizione, che
  stravolgono un documento programmatico  che  è il max emendamento
  della  finanziaria.   Vi   abbiamo   consentito  di  ridurre  gli
  emendamenti.   Vi  abbiamo  dato   il   tempo  di  modificare  la
  finanziaria. Avere presentato un  maxi-emendamento che io ritengo
  non sia seguito e  sostenuto  da un'adeguata prassi parlamentare.
  Ritengo  che  ci siano  mille  sacrifici  che  l'opposizione  sta
  facendo  nell'interesse di questa  Sicilia  e  di  consentire  un
  veloce  esame  dell'attività   parlamentare,  e   voi  ancora  ci
  confondete, portate avanti una  strategia  politica  che  è tutto
  meno che una strategia politica.
       Io credo  che  questo  Parlamento,  onorevoli  colleghi, non
  possa  prestare  un giuramento  di  fede  ad  un  Governo  che  è
  infedele, ad una maggioranza che non mantiene gli accordi neanche
  presi all'interno degli  stessi gruppi politici, noi non possiamo
  promettere che  andremo  veloci,  che ritireremo gli emendamenti,
  che vi faremo lavorare, perchè questo contrasta con gli interessi
  della Sicilia.
       Io  credo che a  questo  punto  sia  venuto  il  momento  di
  esaminare uno per uno  gli  articoli  di questa finanziaria e uno
  per uno gli  emendamenti.  Io  personalmente, a titolo personale,
  non ritirerò nessuno  dei  miei  150  emendamenti.  Chiederò  che
  vengano discussi e votati,  a  meno  che questo Governo non trovi
  ora, entro stasera la capacità di coesione e presenti la fiducia,
  porti in Aula 46  deputati  di  questa  maggioranza  e invochi la
  fiducia e se la voti. Dopodichè vedremo quali saranno le ricadute
  in termini  di  spesa  istituzionale,  legislative  nei confronti
  della Sicilia e di tutti i siciliani.
       Noi  invitiamo  questo   Governo,  a  meno  che  non  voglia
  sostenere una dura  e  legittima  battaglia  politica  in Aula, a
  portare tutti e 46 deputati  e  a  proporre  la  finanziaria.  Il
  sottoscritto sconti non ne farà  a  nessuno  dal  punto  di vista
  politico.

     PRESIDENTE.   Non ci  sono  altri  iscritti  a  parlare  sulla
  discussione generale dell'emendamento 1.9.
       Onorevoli colleghi, credo  che  siano  stati  sottoposti dei
  precisi quesiti al Governo.  Penso  che possiamo chiudere la fase
  degli  interventi, consentendo al  Governo  di  potere  dare  una
  risposta alle cose dette.  Onorevole  Piro, più che un intervento
  sulla  discussione  generale  è  stato  anche  un  intervento  di
  carattere politico, mi permetto dire, sulle quali il Governo deve
  fare le sue valutazioni.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente, io credo che i termini della questione siano chiari a
  tutti e d'altro canto le settimane  che  sono  intercorse  tra la
  presentazione del disegno di legge n.  884  e  oggi  siano  state
  pienamente utilizzate da tutte le  forze politiche di opposizione
  e  di  maggioranza  o  dallo  stesso   Governo  per  dibattere  e
  approfondire,   manifestare  le  proprie   opinioni,   i   propri
  convincimenti  e  i  propri punti di  vista.  In  realtà,  signor
  Presidente,  si  è  svolto  un  dibattito  amplissimo,  ci  si  è
  confrontati su tutti i temi posti  dalla  finanziaria  e su altri
  temi che, benchè non contenuti nella  finanziaria, sono stati via
  via  proposti,  perchè  evidentemente   ritenuti   importanti  da
  deputati, da forze politiche, da  gruppi  parlamentari,  da forze
  sociali.
       Di questo dibattito  amplissimo  che  ha accompagnato l'iter
  parlamentare del disegno di  legge,  il  Governo  è  stato parte,
  spesso controparte, ma sicuramente  è  stato  partecipe nel senso
  che noi abbiamo seguito  con  grandissima  attenzione  lo  stesso
  dibattito, abbiamo fatto uno  sforzo  per  valutare nel merito le
  questioni che sono state  poste  sia  in  termini  formali,  cioè
  attraverso la presentazione degli  emendamenti,  e in parte anche
  se  non una parte  trascurabile  per  quanto  mi  riguarda  posso
  tranquillamente affermare questo, questo lavoro, questo dibattito
  ha avuto eco, all'interno del maxi-emendamento che poi il Governo
  ha  presentato  che,  come  tutti  hanno  potuto  vedere,  non  è
  esattamente il testo che il Governo aveva depositato in Aula ma è
  un testo in alcuni punti modificato anche in maniera importante e
  che è stato modificato proprio  perché  si  è voluto tenere conto
  della discussione e delle  proposte  che  sono  state  avanzate e
  soprattutto di quelle che  sono  state  avanzate nel dibattito in
  Commissione o attraverso il  dibattito  che  si  è  sviluppato in
  Aula.
       Il  Presidente della  Regione,  giovedì  scorso,  quando  il
  Governo  ha  presentato   il   maxi-emendamento  ha  chiarito  le
  motivazioni  che  avevano indotto  il  Governo  a  presentare  il
  maxi-emendamento, motivazioni  legate  all'esigenza  di  chiudere
  questa vicenda legislativa per consentire anche un esame che, per
  forza di cose, sarà breve ma  non  per questo meno intenso e meno
  approfondito del bilancio della  Regione  per  non far trovare la
  nostra amministrazione e la nostra Regione siciliana priva di uno
  strumento finanziario nel corso del mese di maggio.
       Il Governo ha consentito nel corso della discussione che c'è
  stata venerdì mattina acchè  si  potesse  concedere  un tempo più
  congruo,  molto  più  congruo   rispetto  a  quello  fissato  dal
  Presidente dell'Assemblea che  cadeva  proprio  nella giornata di
  venerdì perché  potessero  essere  presentati  i  subemendamenti.
  Stamattina per quanto  riguarda questo aspetto sostanzialmente ci
  è stato rimproverato da  parte  dell'opposizione  che  pure aveva
  sollecitato questo termine più  congruo  di  avere  accettato  la
  proposta   che   la   stessa   opposizione   ha   fatto.   Perché
  sostanzialmente  questo è  successo,  cioè  avere  consentito  un
  termine più congruo per  la  presentazione  dei subemendamenti ha
  consentito, legittimamente - io  non  discuto  su questo, discuto
  soltanto  sulla  procedura che poi  si  è  messa  in  moto  -  la
  presentazione  di  una mole  di  emendamenti  che  francamente  è
  veramente   imponente.    600    emendamenti    tutti    compresi
  oggettivamente  costituiscono  una  massa  di  emendamenti  anche
  perché moltissimi di questi  sono  emendamenti che vere e proprie
  disposizioni legislative e addirittura  innovative  che mai e poi
  mai  potrebbero essere presi  in  considerazione  nella  fase  di
  chiusura di un disegno di  legge  complesso ma che ormai nei suoi
  punti essenziali ha già sviscerato i suoi stessi contenuti.
       La scelta del Governo è  stata quella di rimanere quanto più
  possibile aderente  all'impostazione per intanto, sicuramente, ma
  anche  al testo, ma  non  rifiutandoci  come  nei  fatti  abbiamo
  dimostrato di prendere in  considerazione  le  osservazioni  e le
  proposte.
       Devo dire che mi suona strano che l'onorevole Tricoli questa
  mattina  abbia   sollevato   alcune   eccezioni   procedurali  di
  proponibilità rispetto a emendamenti o a punti o a commi che sono
  contenuti nel testo presentato dal Governo ma che null'altro sono
  se non il puntuale  recepimento, ad  esempio, di  quanto proposto
  dalle Commissioni. Così è,  e  chiamo  il  Presidente della terza
  Commissione  a  testimonianza,   per  quanto  riguarda  il  punto
  relativo alle royalties che  il Governo ha preso esattamente come
  è arrivato dalla Commissione ed  ha trasferito nel testo, così è,
  ancora il Presidente della  terza  Commissione, per i consorzi di
  bonifica che riproduce  sostanzialmente  il  testo proposto dalla
  Commissione,  così  è  per   tantissimi  altri  punti.
       Su altre  questioni,  tra  quelle  sollevate  dall'onorevole
  Tricoli, assicuro e rassicuro  l'onorevole Tricoli che il Governo
  ha fatto una valutazione che  è  discesa dal fatto che sono stati
  presentati emendamenti in Aula, che su questi punti ci sono state
  delle discussioni e  su  alcune  questioni  che,  oggettivamente,
  presentavano  -  a  giudizio   del   Governo   -   caratteri   di
  accettabilità  e  di  compatibilità  con  il  testo,  sono  stati
  anch'esse  recepite  sia  che  esse  fossero  state  inizialmente
  presentate da deputati della  maggioranza  o  che  queste fossero
  state presentate da  deputati  dell'opposizione.  In  questo,  vi
  assicuro e posso assicurare  l'Aula,  che  non  c'è  stata alcuna
  pregiudiziale nè in un senso, nè  in  un  altro,  al solo fine di
  migliorare il testo e  di dare risposte, quelle possibili, quelle
  accettabili,  ad  esigenze   vere   che  esistono  nella  società
  siciliana.
       Per quanto riguarda le sollecitazioni che sono state rivolte
  sull'ulteriore prosieguo dei  nostri  lavori,  anche nel rispetto
  dei tempi che l'Aula si è  data  -  che  lei  ha  proposto  e che
  ulteriormente ha ribadito - che sono quelli di una chiusura entro
  la serata di oggi,  nel  rispetto  di  questi  tempi  il  Governo
  ritiene  che  debba  essere   per   forza  fatto  uno  sforzo  di
  semplificazione.  In questo  senso,  il  Governo sicuramente si è
  già attrezzato  presentando  il maxi-emendamento ed ulteriormente
  intende attrezzarsi.
       E'  evidente  che pur  avendo  la  massima  disponibilità  e
  predisposizione a considerare  ulteriore questioni che sono state
  proposte,  il  Governo  si   trova  in  una  impasse  procedurale
  insuperabile in questo momento,  cioè quella di non potere andare
  ad  esaminare  in maniera  compiuta,  approfondita  e  seria  600
  emendamenti.
       Come  vedete,  io   non   distinguo   tra   maggioranza   ed
  opposizione.   Fermo   restando   che   gli   emendamenti   della
  maggioranza, ovviamente, sono  stati  in qualche modo sollecitati
  in una sorta di gara di  emulazione per il fatto che abbiamo dato
  questo tempo, ma  ovviamente il Governo chiede, innanzitutto alla
  sua  maggioranza,  di   rinunciare   a  quelle  proposizione  pur
  rispettabili e pur  legittime  che però configurano modificazioni
  del  testo,   modificazioni  dell'impostazione.  Questo  è  fuori
  discussione.  Il Governo chiederà, e  si attrezzerà perchè questo
  sia, alla sua maggioranza di non insistere sugli emendamenti.
       Per quanto riguarda  gli emendamenti dell'opposizione, ferma
  restando l'impostazione che il  Governo intende proseguire con il
  maxi-emendamento,  se  c'è una  indicazione  su  un  percorso  di
  semplificazione e su questioni politiche che, ripeto, abbiamo già
  dichiarato  da  tempo   e   nel  tempo  abbiamo  sistematicamente
  perseguito   su    alcune    indicazioni   che   possono   essere
  effettivamente utili al  miglioramento  del  testo, certamente il
  Governo non si rifiuta  a voler prendere in considerazione questi
  elementi.
       In ogni caso poichè credo  che il dibattito è stato ampio ed
  approfondito,   le  questioni   sono   emerse   tutte,   c'è   un
  maxi-emendamento,  Il   Governo,   rispetto   poi   all'andamento
  ulteriore e nel modo in  cui  verranno  poste  le  questioni, nel
  corso  della  giornata  certamente  assumerà  una  decisione  che
  crediamo sarà utile per la conclusione positiva di questa vicenda
  legislativa.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,   dichiaro   chiusa   la
  discussione sull'emendamento 1.9.
       La  seduta  è  sospesa  e  riprenderà  alle  ore  17.30  con
  l'illustrazione dei subemendamenti presentanti.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 18.50)

                PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi,  su  richiesta  del  Governo la seduta è
  sospesa fino alle ore 19.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.51, è ripresa alle ore 19.03)

    La seduta è ripresa.
       Ricordo agli  onorevoli  colleghi che si procede con l'esame
  dei  subemendamenti  presentati  all'emendamento 1.9 del governo,
  tutti allegati al presente resoconto stenografico.
       (I  volumi  dei subemendamenti sono disponibili anche presso
  il Servizio Resoconti)

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi  il momento che
  stiamo  in  questo  momento vivendo, anche  dal  punto  di  vista
  procedurale, è quello della illustrazione degli emendamenti.
       Questa mi pare la sede idonea  per  porre, anche  se  con un
  momento di pacatezza rispetto al clima  di scontro che si è avuto
  per tutta la vicenda della  Finanziaria, una  riflessione  che  è
  stata  in questa Aula  accennata  questa  mattina  dall'onorevole
  Stancanelli e a cui l'onorevole Piro  ha offerto una risposta che
  è sembrata coerente  con quanto avvenuto nelle ultime settimane e
  che é  opportuno, in qualche modo, ripercorrere, partendo proprio
  dalla riflessione di questa mattina, per la quale si era rilevato
  un dato assolutamente  rilevante  sul  piano  politico  e cioè il
  fatto  che   la   gran  parte  degli  emendamenti  fossero  stati
  presentati proprio dalla maggioranza che sostiene il Governo.
       Almeno   questa   mi  pare  una  riflessione  meritevole  di
  considerazione  politica  anche  in  virtù  di  un dato che non è
  semplicemente  ricostruttivo  della  vicenda politica che abbiamo
  vissuto,  ma  che consente una analisi più approfondita e cioè il
  fatto che quando il Parlamento si adoperò per dare un segnale che
  potesse  consentire  alla  finanziaria  di  avere un percorso non
  segnato  da  pratiche  "ostruzionistiche",  vi fu una tendenziale
  volontà  dei  gruppi  parlamentari  a non consentire che a fronte
  della  presentazione del maxi emendamento da parte del Governo vi
  fosse  un   numero  di  sub-emendamenti  tali  da  ingenerare  la
  confusione proprio  sulla continuazione di una tattica d'Aula che
  ha determinato momenti di scontro anche violento.
       Noi  ci  rendiamo  conto  di essere stati coerenti e lineari
  rispetto  all'impegno politicamente assunto, avendo presentato un
  numero non esorbitante di emendamenti in una vicenda politica che
  ha  prodotto  un  testo  che  era quello del maxi emendamento sul
  quale  il  Governo  ha  ritenuto  opportuno incentrare la propria
  strategia.
       Questo  maxi  emendamento  si  è rilevato poi il cuore della
  strategia   del  Governo  che  ha  inteso  proporre  all'Aula  la
  riformulazione   complessiva  del  testo  del  disegno  di  legge
  finanziario.
       Oggi  ci  troviamo in quest'Aula di fronte ad un dato che ci
  appare  nuovo  e  importante,  il  dato  per  cui  più  di  cento
  emendamenti,  circa  centocinquanta,  provengono dai banchi della
  maggioranza  e questo ci pare che possa rappresentare il giudizio
  più severo di una maggioranza nei confronti del proprio Governo e
  nei confronti di un testo di legge.
       Noi  non  vogliamo  mettere  in  piedi  una  commedia  degli
  equivoci  in relazione alla quale il Governo ponga la fiducia per
  contrastare emendamenti che non sono in numero eccessivo da parte
  della  opposizione  e  proprio  per questo vorremmo introdurre un
  elemento di riflessione, che è già stato accennato questa mattina
  quando  l'onorevole  Piro risposare, e che riguarda il percorso e
  l'ordine  dei lavori da qui alle ore a venire proprio per tentare
  di  capire l'atteggiamento del Governo relativamente a quanto sta
  accadendo cioè relativamente alla possibilità che una maggioranza
  nei  confronti  di  un  testo sul quale il Governo si è scommesso
  ponga questa enormità di emendamenti in relazione al fatto che la
  maggioranza  essendo omogenea con il Governo aveva già nelle sedi
  politiche   precedentemente  occupate,  cioè  le  Commissioni  le
  discussioni   informali   di   maggioranza,   la  possibilità  di
  introdurre elementi normativi.
       Noi  gradiremmo  che vi fosse un chiarimento da questo punto
  di  vista  perchè  volendo mantenere alto e chiaro il livello del
  dibattito  politico,  noi non saremmo ostili ad una soluzione dei
  lavori  d'Aula  che  ci  portasse  nelle  condizioni di discutere
  alcune  grandi  questioni,  poche  dal  punto  di vista numerico,
  rilevanti  al  punto  di  vista politico, in questa Assemblea, ma
  vorremmo  comprendere  se,  a  fronte  della  selezione di queste
  pochissime  grandi  questioni che però vogliamo che il Parlamento
  discuta,  la  maggioranza  ed il Governo abbiano un atteggiamento
  coerente e conseguente.
       Ecco perchè mi pare assolutamente determinate che il Governo
  e  per  esso  il Presidente della Regione si interroghi su quanto
  già  posto  questa  mattina e ribadito dal sottoscritto in questo
  momento  sul  prosieguo dei lavori. Ecco dunque perchè torniamo a
  chiedere di sapere qual  è  la volontà del Governo a fronte degli
  emendamenti  presentati   dalla  maggioranza  e  a  fronte  della
  possibilità che noi offriamo di selezionare alcune e poche grosse
  questioni politiche da dibattere.
       Noi  gradiremmo  una  risposta  anche  dal  Presidente della
  Regione   perché   ci   appare   questa   risposta  assolutamente
  determinante per il prosieguo dei lavori.

     PRESIDENTE. Qualcuno chiede di parlare sugli emendamenti? Mi è
  sembrato  di  capire  che  c'è  una  richiesta  di  pregiudiziale
  dell'onorevole Alfano.... Onorevole Alfano vuole precisare meglio
  la proposta?

     ALFANO.  Signor  Presidente,  l'onorevole  Stancanelli  questa
  mattina ha posto una questione che riguardava il rilievo politico
  ed  il  numero  degli emendamenti presentati dalla maggioranza al
  testo    del    maxi-emendamento.   Riprendendo   il   senso   di
  quell'intervento  e  sottoponendolo con coloritura politica ancor
  più intensa, se ciò fosse possibile, ho inteso affermare poc'anzi
  che, da parte nostra c'è una non ostilità e non indisponibilità a
  selezionare  alcune  poche,  pochissime  grosse  questioni ma che
  hanno rango rilevantissimo dal punto di vista politico per la mia
  forza  politica,  da  sottoporre però al giudizio ed al vaglio di
  questo Parlamento.
       A fronte di un eventuale atteggiamento di questo genere e in
  costanza di  150 emendamenti, sub-emendamenti al maxi-emendamento
  da parte della  finanziaria, noi gradiremmo capire la volontà del
  Governo - anche  per  il  tramite  del Presidente della Regione -
  relativamente, appunto, all'andamento e al prosieguo dei lavori.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, a me sembra che stiamo entrando
  già,  come  spesso avviene in Aula, in un dibattito assolutamente
  improprio.   E'   stato   presentato  da  parte  del  Governo  un
  maxi-emendamento,   si   è  fatta  la  discussione  generale  sul
  maxi-emendamento,  sono  stati  presentati  sub-emendamenti  allo
  stesso e sono  stati  presentati perché questa è una prerogativa,
  espressamente riconosciuta, di ogni singolo parlamentare.
       Il  numero  degli  emendamenti rispetto al numero iniziale è
  stato  ridotto,  nel senso che per esempio, quelli presentati dal
  parlamentare  del  Polo sono stati ridotti da 4.500 a 450 circa e
  sono adesso all'esame del Parlamento.
       Mi  sembrerebbe molto logico che, intanto, si proceda - così
  come    è    previsto   -   nell'esame   degli   emendamenti   al
  maxi-emendamento.   Se   ci  sono  deputati  che,  in  forza  del
  Regolamento,   intendono   illustrare   i   maxi-emendamenti   lo
  dichiarino,  nel  senso  che  non  venga  intanto  in questa fase
  eliminata  la possibilità dei parlamentari di potere illustrare i
  propri  emendamenti. Dopodiché, i parlamentari firmatari che sono
  diversi,  possono  ritirare  gli  emendamenti. Possono ritirarli.
  Io, se  da parte di tutti i parlamentari del Polo, per esempio in
  questo  caso  non  so  se  l'onorevole  Alfano  ha parlato a nome
  dell'intero  Polo o a parlato a nome soltanto di Forza Italia, se
  comunicano  all'Aula  che  vengono ritirati tutti gli emendamenti
  presentati,   noi   ne   prendiamo   atto  perché  salutiamo  con
  soddisfazione  questo  gesto di responsabilità da parte del Polo,
  nel  senso  che  abbiamo  avuto  un  Polo  che  è  passato  da un
  atteggiamento   ostruzionistico,  pervicace  sistematico,  ad  un
  atteggiamento  di ragionevolezza estrema. Quindi, noi prenderemmo
  atto  del  fatto  che  il  Polo  rinuncia a tutti gli emendamenti
  presentati.

     ALFANO. Presidente, io ho detto questo...?

     SPEZIALE.   Se   c'è,   invece,   un  tentativo  di  graduare,
  sottocelando  una  volontà che è quella di contrattare, diciamolo
  chiaramente,  con  il Governo, emendamenti di singoli o di gruppi
  di  parlamentari che, in forza di un mandato, pensano di avere un
  potere  contrattuale  maggiore con il Governo, così come spesso è
  avvenuto in quest'Aula  e quindi, questo mi è sembrato di capire,
  questa  cosa  di   dire:  "Alcuni  li  ritiriamo,  altri  non  li
  ritiriamo  perché   su  questi  vorremmo  vedere  cosa  pensa  il
  Governo"  e   riprodurre   un   meccanismo   di  selezione  degli
  emendamenti che  riproduce  una  vecchia  logica  della politica,
  soprattutto in una  aula parlamentare. Se questa è la pratica che
  si vuole mantenere,  da  parte  mia  personale  e  del Gruppo che
  rappresento,  c'è  un  orientamento  assolutamente  contrario.  I
  deputati possono  qui  ritirare gli emendamenti, questo compito è
  affidato ai singoli  deputati, nessuno può parlare per nome e per
  conto di altri  deputati che hanno presentato gli emendamenti, mi
  sembrerebbe più  logico che si arrivasse alla illustrazione degli
  emendamenti da parte dei parlamentari, dopo di che i parlamentari
  man mano che illustrano gli emendamenti, quelli che ritengono che
  non  siano   degni   di   essere   apprezzati  nell'ambito  della
  finanziaria possono,  come  è  loro  prerogativa,  in questa fase
  ritirare  gli  emendamenti.  Ove  questo  non  dovesse  avvenire,
  Presidente, ove  gli emendamenti non dovessero essere ritirati, o
  si dice noi ritiriamo  gli emendamenti solo se siamo certi che il
  Governo ci assicura in  altra  sede, in una sede non propria, non
  nella sede parlamentare  deputata  a  questo compito, in una sede
  impropria, ci  assicura  di  potere  contattare  qualcuno  di noi
  alcuni emendamenti, questa  è  una pratica vergognosa che noi non
  intendiamo assolutamente avallare.
       C'è  stato  un  dibattito  franco,  un  dibattito  franco  e
  lineare,  noi  abbiamo  financo   apprezzato   gli  atteggiamenti
  ostruzionistici non condivisibili, ma riteniamo  che  in un' aula
  parlamentare   si   può    pure    ricorrere    all'atteggiamento
  ostruzionistico, e voi avete ricorso tenendo  l'Aula  per un mese
  bloccata  sulle  possibilità  di  potere  aprire  una  dialettica
  normale.  Adesso a me sembra, onorevole  Presidente,  che la cosa
  più logica è quella di puntare regolarmente, non a una trattativa
  che  non è assolutamente inutile,  i  parlamentari  vengono  qui,
  predispongono, ritirano gli emendamenti, se li vogliono ritirare,
  il Governo valuterà assieme alla  maggioranza  del Parlamento gli
  emendamenti che possono essere esaminati,  apprezzati, quelli che
  vengono ritirati non possono essere  esaminati  e  apprezzati, ma
  venga mantenuta la prerogativa e l'autonomia del Parlamento.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  noi  avevamo  iniziato  la
  discussione  sull'illustrazione  degli  emendamenti, c'è stato un
  intervento  dell'onorevole  Alfano  che  ha chiesto al Governo un
  orientamento   circa   la   possibilità   di   discussione  degli
  emendamenti.  Allora, non si tratta di fare una discussione sulla
  proposta  dell'onorevole  Alfano,  io  chiedo   al   Governo   di
  pronunciarsi sulla proposta dell'onorevole Alfano,  dopo  di  che
  riprendiamo la discussione generale sugli emendamenti.

     ALFANO. Stiamo intervenendo in quella sede.

     PRESIDENTE. E' inutile che allunghiamo la discussione. Abbiamo
  aperto   la   seduta   con   l'illustrazione  degli  emendamenti,
  l'onorevole Alfano  ha  preso  la parola e ha posto al Governo un
  quesito  che  riguardava  il  comportamento  e l'orientamento del
  Governo  circa la possibilità di una discussione ed una riduzione
  degli emendamenti presentati. A questo punto non occorre fare una
  discussione  sulla  proposta  dell'onorevole Alfano, occorre solo
  sentire  l'opinione  del  Governo,  dopo di che si passa di nuovo
  alla discussione generale sugli emendamenti.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente, io devo dire che in qualche  misura  la  proposta  di
  chiarimento che qui è stata  formulata  dall'onorevole  Alfano mi
  sorprende,  non  perché  sia  stata  posta,  ma  perché  mi  pare
  riproponga negli stessi termini, in realtà a me  è  parso - posso
  anche aver compreso male in realtà -  poco  aggiungendo  a quanto
  era  già  stato oggetto di discussione  nel  corso  della  seduta
  questa mattina, laddove intervenendo  diversi  rappresentanti dei
  gruppi  di opposizione, segnatamente dei  gruppi  del  Polo,  era
  stata  posta  al  Governo  con  insistenza  la  necessità  di  un
  chiarimento sull'iter procedurale. Io per  intanto  devo ribadire
  quanto qui stamattina ho già detto.  Ovviamente non ritorno sulle
  motivazioni che hanno indotto il Governo  a  presentare  il  maxi
  emendamento,  devo  dire  che  stamattina  ho  detto  con  grande
  chiarezza anche rispetto  ai  tempi, che per ultimo, ancora poche
  ore fa  il  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Cristaldi, ha
  ribadito debbano  essere compatibili con la chiusura della seduta
  in orario accettabile, entro  la serata o la tarda serata, che il
  Governo intendeva attrezzarsi e di conseguenza proporre all'Aula,
  una soluzione  che  consentisse  questa  chiusura, la chiusura di
  questo provvedimento  legislativo  e  di  questo  dibattito che è
  stato ampio, molto articolato.
       Il  Governo  intanto ribadisce questo suo intendimento, cioè
  il Governo intende agire e presentare l'iniziativa che sia quella
  più  utile  al  raggiungimento di questo obiettivo.
       Rispetto  alla  possibilità  che  si  potesse  andare  a una
  discussione, non  tanto  su  alcuni emendamenti, quanto su alcuni
  temi, io  credo che gli onorevoli deputati ricorderanno quanto da
  me detto con  grande  chiarezza  e  cioè che da parte mia e posso
  dire adesso  anche  da  parte  del Governo, pur non escludendo in
  linea  di  principio  la  possibilità  che si possano focalizzare
  alcuni argomenti,  fatto  che  può  avvenire  adesso nel corso di
  questa discussione,  tuttavia  si  è  ritenuto  e  si  continua a
  ritenere  la strada della selezione degli argomenti da discutere,
  una   strada   francamente,   lo   dico   con  grande  chiarezza,
  impraticabile, soprattutto dal punto di vista procedurale.
       Sulla terza  questione,  e  cioè  se  vi  fosse da parte del
  Governo una  chiusura  rispetto ad alcune proposte che sono state
  avanzate, io ho detto, quanto ripetutamente dico e credo di avere
  dimostrato che il Governo abbia dimostrato di aver mantenuto, che
  rispetto a  proposte che sono venute dalla Commissione, da Gruppi
  parlamentari, il Governo ha fatto una valutazione e se voi avrete
  letto,  come  sicuramente  avrete  letto  già il maxi-emendamento
  sicuramente  avrete  notato  che  rispetto  al  testo  originario
  presentato dal Governo, notevoli sono state le modifiche che sono
  state  frutto  anche  della  discussione,  delle  proposte, delle
  valutazioni  e  che  nonostante  i  tempi  estremamente risicati,
  tuttavia il  Governo  non  si  rifiutava  di  poter  prendere  in
  considerazione  alcuni  miglioramenti,  alcune  questione che nel
  testo,  purchè  evidentemente  compatibili  con  l'assetto  della
  finanziaria,  potessero  essere presentati.
       Onorevole Alfano, io questo posso dire a nome del Governo, a
  questo punto,  io  credo  che  se i deputati vogliono entrare nel
  merito delle  questioni,  io  credo  che questo è il momento e la
  sede adatta  per entrare nel merito delle questioni.
       Rispetto   poi  allo  sviluppo  della  discussione  e  della
  valutazione degli  emendamenti,  è  evidente  che a quel punto da
  parte del  Governo  dovrà  essere  presa  una  decisione  che sia
  assolutamente   utile,  io  dico  necessaria,  al  raggiungimento
  dell'obiettivo di  chiudere  in  maniera positiva la seduta e con
  l'approvazione della legge.
       Questo è  quanto  il  Governo può dire in questa fase, credo
  che rispetto  a  questa  linea difficilmente ci si può discostare
  perchè   vedo   la   difficoltà, proprio  procedurale,  di  poter
  intraprendere  percorsi  diversi che non abbiano questa linearità
  come loro asse conduttore.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io sono molto
  imbarazzato a dovere intervenire in questo momento, perché non so
  se devo  parlare,  in  questo momento, per conto dell'opposizione
  formale o per conto della maggioranza informale.
       Devo  dire di essere rimasto molto perplesso dall'intervento
  dell'onorevole  Speziale.  Avevamo  avvistato  una  sua posizione
  particolare all'interno  del  gruppo  DS,  avevamo notato una sua
  propensione  a  mantenere una posizione oppositoria nei confronti
  di questo  Governo,  nonostante  sia  il  leader  del  gruppo  di
  maggioranza   relativa  del  Governo  stesso.
       Tuttavia, qui  il  problema  è politico. I partiti del Polo,
  hanno  presentato  una  serie  di emendamenti. Questi emendamenti
  sono di varia natura, affrontano tematiche di carattere generale,
  riguardano   attività   produttive,   riguardano  il  territorio,
  riguardano tutta una serie di aspetti contenuti nella finanziaria
  ed  hanno  anche  affrontato  elementi  di  carattere  correttivo
  rispetto al  testo  originario che non stravolgono il significato
  politico né le scelte che il testo del Governo ha compiuto.
       Dunque, il  problema è di natura politica. Noi abbiamo detto
  questa   mattina,   con   l'intervento  dell'onorevole  Alfano  e
  dell'onorevole  Stancanelli,  che  esiste una disponibilità a non
  ostacolare  in  maniera  preconcetta  un percorso avendo comunque
  registrato una  correzione  di rotta da parte del Governo già con
  il maxi  emendamento e poi con la dichiarazione di questa mattina
  dell'onorevole Piro,  ma  non c'è dubbio che se l'opposizione che
  ha presentato  "x"  emendamenti,  è disponibile ad accelerarne la
  trattazione, perché di questo si tratta, non vogliamo sicuramente
  stravolgere  né   l'andamento   regolamentare,   né  il  percorso
  individuato.
       Se  a  questo  atteggiamento  della  cosiddetta  opposizione
  formale  si   contrappone   un   atteggiamento   dell'opposizione
  sostanziale che non intende  scoprire  il gioco e che non intende
  quindi, contribuire ad  una  accelerazione  nell'iter  dei lavori
  parlamentari,  noi ci  troviamo  in  imbarazzo,  perché  vogliamo
  capire  come  si intende  approvare  la  finanziaria  se  non  si
  risolvono all'interno di quella  che è la maggioranza formale, ma
  non sostanziale, come si  intendono risolvere i problemi che essa
  stessa ha  determinato depositando altrettanti emendamenti quanti
  ne ha depositati  l'opposizione con, per giunta, la disponibilità
  ad  una  trattazione   accelerata,   quindi,  non  ad  ostacolare
  l'andamento  del  dibattito   sulla   legge,   perché  se  questo
  atteggiamento è tenuto soltanto  da  una  parte  dell'Aula  e non
  dall'altra, vorremmo capire a che gioco gioca questa maggioranza,
  posto che sia tale.
       Noi vogliamo sapere  se  siamo stati solo noi i cattivi o se
  lo siamo  stati  soltanto in una fase del dibattito parlamentare,
  oppure se  in  quest'Aula serpeggiano altri "cattivi", per carità
  sono tutte posizioni  politiche  legittime,  che però formalmente
  sostengono la posizione  del  Governo e sostanzialmente invece la
  ostacolano.
       Noi certo  che vogliamo discutere i nostri emendamenti, però
  una cosa  è  discuterli  come  li  abbiamo discussi fino a questo
  momento, compiendo  poi  un atto di grande responsabilità nel non
  riproporre tutti  i  4608  emendamenti  che  avevamo proposto sul
  testo base,  e  questo  lo  abbiamo  fatto  dando  un segnale ben
  preciso, ed un'altra cosa è invece rinunziare ad alcune posizioni
  che sono  politicamente  rilevanti  ed  a  cui noi non intendiamo
  rinunziare  affatto.
       Ma queste posizioni politicamente rilevanti, certamente, non
  attengono all'intero  pacchetto  di  emendamenti  depositati  dal
  Polo, attengono ad  alcuni  aspetti degli emendamenti depositati,
  perché  certamente  altri   potrebbero   pure  trovare  luogo  di
  discussione in altra sede,  in altro momento, in altro disegno di
  legge, in altra  circostanza.
       Allora, noi vogliamo  sapere  in  questo  momento  che  cosa
  intende fare la maggioranza, noi questo quesito volevamo porlo al
  Presidente della Regione, ma se l'atteggiamento della maggioranza
  è quello che  è  stato  sintetizzato dall'onorevole Speziale, per
  noi va bene.  Per  noi  va  bene  tutto,  signor  Presidente,  il
  problema é  se  vogliamo o non vogliamo affrontare i temi che poi
  sbandieriamo ai  quattro  venti essere urgenti per questa Regione
  o, invece, se vogliamo sostenerli ed accelerarne la trattazione.
       I  nostri   emendamenti   sono   tutti   in   direzione   di
  problematiche  importanti che riguardano categorie significative,
  presenti nella nostra Regione che prevedono entrate per la nostra
  Regione, che  prevedono  sviluppi importanti per la ripresa delle
  attività economiche  o,  comunque,  per  risolvere  problemi  che
  riguardano grosse categorie  di  soggetti che operano e vivono in
  questa terra. Vogliamo  capire se, invece ad un certo momento, la
  maggioranza ha ritenuto che questo passaggio non valga più e che,
  invece, valgano  altre  motivazioni  che, francamente, non ho ben
  compreso.
       Noi siamo  qui per affrontarli, i temi, nella consapevolezza
  che questi  temi  possano  essere  affrontati  in  tante maniere,
  secondo schemi di varia natura.
       Volevamo comprendere, dal Presidente della Regione, ma anche
  dai capi gruppo  dei partiti che sostengono la maggioranza, se un
  atteggiamento  responsabile,  equilibrato, civile, che produca un
  risultato finale, c'é  da  parte di tutti oppure se l'opposizione
  deve farsi pure carico dei problemi dalla maggioranza.
       Perché non c'é  dubbio  che se una finanziaria, poi divenuta
  parzialmente corretta  con  il  maxi-emendamento del Governo é il
  frutto  di  una  maturazione  interna  alla  maggioranza  che  ne
  condivide i contenuti ovvero é altra cosa.
       Signor Presidente,  onorevoli colleghi, questo dubbio non lo
  ha sciolto l'onorevole  Speziale, ne ha complicato i contorni, ne
  ha offuscato gli orizzonti. Noi vogliamo sapere...

     PRESIDENTE.    Onorevole   Fleres,   per   l'efficacia   della
  discussione, poiché c'é  stata una presa di posizione del Governo
  e siamo in sede di illustrazione degli emendamenti, sarebbe utile
  che lei proponesse quali sono gli emendamenti prioritari, in modo
  che la discussione avvenga nel merito delle questioni.

     FLERES. Signor  Presidente,  ha  perfettamente  ragione, ma il
  tema é solamente  in  parte legato ai singoli emendamenti. E' più
  che altro legato  alla  condizione  politica complessiva che si é
  venuta a determinare e che noi registriamo.
       Noi registriamo in questo momento, senza volerla caricare di
  contenuti politici oltre  misura,  una dicotomia tra quella che é
  la volontà del Governo  e  quella che é la volontà del gruppo più
  importante che sostiene questo Governo.
       Non  vogliamo,  certamente,  essere  di  ostacolo  a  questo
  confronto dialettico  che  c'é all'interno della maggioranza, per
  carità,  lungi  da  noi  il  voler  comprimere  l'esigenza  della
  maggioranza di esprimere le sue contraddizioni.
       Noi  siamo   felici   se   la  maggioranza  esprime  le  sue
  contraddizioni,  abbiamo  sempre sostenuto che questa maggioranza
  era carica di contraddizioni, ma in questo momento noi diciamo al
  Governo ed  alla maggioranza: noi riteniamo che all'interno degli
  emendamenti che  abbiamo  presentato esistono delle questioni che
  meritano un  dibattito approfondito, poi esistono altre questioni
  che possono  essere  risolte  con una accelerazione nel confronto
  sui temi  in  questione,  esistono  altre  questioni  che possono
  essere affrontato in  altro  momento,  in altro luogo ed in altra
  circostanza.
       Vogliamo  sapere   se  la  maggioranza  fa  una  valutazione
  analoga, oppure se  ritiene di dovere insistere sui suoi trecento
  emendamenti, perché  noi siamo disposti a confrontarci in maniera
  dialettica, in  maniera accelerata, in maniera chiara anche dura,
  se necessario, ma  sapendo ben scegliere i temi su cui accentuare
  i distinguo, accentuare le convergenze.
       Vogliamo sapere se la maggioranza é dell'avviso che si debba
  procedere in questo  modo o se, invece, ritiene che sia molto più
  utile andare avanti in maniera disarticolata senza individuare un
  percorso  ben   definito  e,  dunque,  un  obiettivo  altrettanto
  definito.
       Questo   dubbio,   questo  nodo,  francamente,  vediamo  che
  continua ad essere  ben stretto. La soluzione di questo problema,
  la   vediamo   allontanarsi   dopo   l'intervento  dell'onorevole
  Speziale.
       Vorremmo sapere  se  la  posizione dell'onorevole Speziale é
  quella della  maggioranza  o  é  quella  personale dell'onorevole
  Speziale o se  é  quella del gruppo dei democratici di sinistra o
  se é quella di un gruppo all'interno dei democratici di sinistra.
  Non credo che  l'opposizione  stia chiedendo chissà che cosa. Sta
  chiedendo soltanto di  sapere  qual  é l'indirizzo che si intende
  adottare e intende  saperlo  sia dal Governo, e una risposta l'ha
  avuta, e il  problema,  onorevole Piro, non é certamente tecnico,
  noi la troviamo  la  soluzione  tecnica,  é  politico,  sia dalla
  maggioranza.  Il  Governo  e  la  maggioranza  devono  darci  una
  risposta politica. Sul  piano  tecnico,  non  c'è  dubbio che gli
  emendamenti vanno posti  in discussione tutti uno ad uno e poi ci
  si atteggia di conseguenza.
       Ma la  risposta deve essere politica, perché l'atteggiamento
  non  può   essere   unilaterale,   l'obiettivo   non  può  essere
  unilaterale,  l'opposizione  ha  dei  temi  su  cui  non  intende
  derogare, intende  confrontarsi,  vincere, perdere, sarà l'Aula a
  stabilirlo, ma  intende  confrontarsi.
       Se questa  risposta dell'onorevole Speziale è un incitamento
  al Governo, invece,  ad accelerare il processo di apposizione del
  voto di fiducia,  perché  in  questo  modo  si  risolvono  sia  i
  problemi della  maggioranza  che  quelli  dell'opposizione,  be',
  allora lo si dica subito, si dica che non si vogliono discutere i
  temi della Sicilia,  si  dica  che non si dà abbondantemente atto
  del fatto che l'opposizione  si  è  posta e si continua a porre i
  problemi dei  siciliani  non  certo  quelli della maggioranza, ma
  vogliamo sapere se  dobbiamo  essere  noi  a risolvere i problemi
  della maggioranza oppure no.
       Credo che la  maggioranza  debba  essere  da questo punto di
  vista altrettanto franca ed altrettanto chiara nel momento in cui
  dichiara che tipo di atteggiamento intende tenere nel merito.

     VICARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VICARI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore  per  il   bilancio  e  le  finanze,  ho  sentito - sia
  stamattina    che    oggi    pomeriggio -  alcune   dichiarazioni
  assolutamente   inesatte   e   soprattutto   fuorvianti  rispetto
  all'attività serena  e  di correttezza che questa Parlamento deve
  svolgere.
       Dichiarazioni  fuorvianti  almeno  che  lei non ci dimostri,
  visto  anche  l'atmosfera abbastanza tesa che ha visto quest'Aula
  sulla  vicenda della finanziaria, ci dimostra il contrario e cioè
  lei  non può dire a noi, in particolare, dell'opposizione, almeno
  che,  appunto,  io  la invito a farlo con nomi, di avere inserito
  all'interno    di   questo   testo   emendamenti   che   venivano
  sponsorizzati  da deputati dell'opposizione o di parte di essi, o
  di   emendamenti   discussi   nelle  commissioni,  esitati  nelle
  commissioni e quindi inseriti nel nuovo maxi-emendamento.
       Non è così  perché,  per  quello  che  mi  riguarda,  per la
  commissione dove io  mi  trovo,  lei  sa  bene,  come già abbiamo
  detto,    che    degli   emendamenti   apprezzati   positivamente
  all'unanimità, in presenza  del Governo dalla IV Commissione, non
  sono stati assolutamente  inseriti,  così come lei dice, né tanto
  meno ebbero il parere finale  di  legittimità  da  parte della II
  Commissione, nella penultima fase.
       Quindi sono dichiarazioni inesatte che indubbiamente tendono
  a creare delle informazioni e  di  accendere dei piccoli fuochi o
  di dare addosso all'untore dove questo untore non è assolutamente
  questa opposizione ma forse  lo è alcune frange della maggioranza
  che   hanno,   così   come   si   è   dimostrato   negli   ultimi
  sub-emendamenti,  non  accettato,  affatto, la proposta di questo
  Governo.
       Si  è  anche  detto  che,  anche  se non in forma ufficiale,
  questo  me  ne  dispiace  tanto,  che  ci sono inseriti in questo
  ultimo  maxi-emendamento emendamenti di ogni singolo parlamentare
  della  minoranza;  questo personalmente, come sicuramente anche a
  nome  di  altri,  non mi si addice e se non fosse così, onorevole
  assessore,  io la invito, proprio per correttezza di informazione
  e  per  il  rispetto  e  la  dignità che ogni parlamentare ha, di
  dimostrarlo in maniera più trasparente.
       Per quanto riguarda...

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Cosa vuole dire?
  Fuori i nomi?

     VICARI. Siccome sono state fatte delle dichiarazioni, anche in
  Aula, dove  lei ripetutamente  ha  detto  che  non  solo  abbiamo
  affrontato tutti i  temi  della  finanziaria, invece io non credo
  affatto che noi  siamo  mai  entrati  nello  specifico  dei  temi
  previsti dai singoli  articoli,  oggi  commi, e che ci sono state
  delle discussioni  apprezzate  dalle  commissioni ed inserite nel
  sub emendamento, siccome  io posso dimostrarle che non è così per
  quanto riguarda per  esempio,  ma certamente ce ne saranno altre,
  la quarta Commissione,  io  vorrei invitare ad una correttezza di
  informazione e ad  una  serenità  maggiore  che,  a questo punto,
  pretendiamo.
       Per  quanto   riguarda   la   disponibilità,   già  espressa
  precedentemente al mio  intervento da qualche parlamentare, è una
  disponibilità che non  è  stata  affatto  recepita, così per come
  nasceva, dal capogruppo  dei  D.S., onorevole Speziale, in quanto
  il  senso, lei,  onorevole  Speziale,  credo  che  lo  ha  inteso
  perfettamente, non è quello  così come lei l'ha commentato e cioè
  c'è stata una  richiesta di chiarimento sull'atteggiamento che il
  Governo potrebbe tenere sul fatto che su circa 600 emendamenti il
  60 per cento è  dell'opposizione  ma  il  40  per  cento  è della
  maggioranza e dei  capigruppo  della  maggioranza ma, ancor fatto
  più  grave,  onorevole   Speziale,   è   che   ci  sono  numerosi
  emendamenti proposti da  parti  del  Governo  di  questo  attuale
  Governo della regione  siciliana  e  cioè  ci  sono assessori che
  hanno proposto più  volte,  e  per  temi  diversi,  modifiche  al
  maxi-emendamento.
       Allora, siccome questa  è  una  situazione  che crea disagi,
  incomprensione, non capiamo  più  chi  siamo, qualcuno diceva che
  forse siamo una  maggioranza virtuale e la maggioranza, invece, è
  un'opposizione. Noi  abbiamo  lanciato una disponibilità, proprio
  perchè c'è stato  un  impegno  preso  dal Presidente Cristaldi di
  chiudere i lavori  nella  giornata  di  oggi, abbiamo lanciato la
  disponibilità, intanto già  non  presentandone  4000 ma circa 400
  emendamenti, ma  un'ulteriore  disponibilità all'Aula dicendo che
  se ci fossero  le  condizioni  per diminuire notevolmente ancora,
  non barattando o  contrattando  ma proprio per onorare un impegno
  già assunto e per  dimostrare che le difficoltà che oggi esistono
  in  questo   Parlamento   non   sono   dovute   al  comportamento
  ostruzionistico dell'opposizione  ma  sono  difficoltà  che  sono
  insite  nella  maggioranza   stessa,   così  come  ho  detto,  lo
  dimostrano gli  emendamenti  al  maxi-emendamento stesso da parte
  del Governo,
       Si  è  detto:   se   c'è   questa  disponibilità  a  ridurre
  concretamente  gli emendamenti proposti dall'opposizione vorremmo
  sapere il Governo, ma per bocca del Presidente della Regione, che
  tipo di atteggiamento  riterrà  di  assumere  anche nei confronti
  degli altri circa 250 emendamenti della maggioranza e dei "pezzi"
  del suo Governo.
       Per cui credo,  Signor  Presidente,  che a questo punto, per
  dare più certezza  ed  univocità  a  come continuare a condurre i
  lavori in quest'Aula, credo che l'intervento del Presidente della
  Regione  che   chiarisca  questi  atteggiamenti,  se  c'è  questa
  intenzione  perchè è  possibile  che  si  accetta  che  ci  siano
  emendamenti dell'opposizione,  dei capigruppo della maggioranza e
  di alcuni assessori  componenti  di  questo Governo, questa è una
  scelta che  spetta  evidentemente al Presidente della Regione, ma
  credo che a  questo  punto  un  suo  intervento  che chiarisca il
  lavoro delle prossime ore sia assolutamente indispensabile.

     STRANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, indubbiamente i
  dati sul percorso che questa  sera  si  vuole affrontare non sono
  confortanti.
       In breve,  dopo  aver sentito gli interventi degli onorevoli
  Fleres, Alfano,  Speziale  e  la  risposta  dell'onorevole  Piro,
  lancio una proposta  e  cioè  una  soluzione  perché  la Sicilia,
  onorevole Piro, trovi  una  risposta,  questa sera, ad alcuni dei
  suoi  problemi  potrebbe  essere  -  ne  parlavamo  poc'anzi  con
  l'onorevole Granata -  gradirei  che  il  Governo e l'altra parte
  interessata  ci   confortasse   in   questo  senso  -  credo  che
  l'opposizione, come  diceva  un  momento fa l'onorevole Vicari, e
  prima ancora  l'onorevole  Fleres,  non  ha dato dimostrazione di
  senso di responsabilità,  ha  soltanto  fatto il suo dovere ed ha
  fatto quello in cui credeva.
       Il ritiro dei 4  mila  o  dei 3 mila emendamenti non è stata
  una dimostrazione  di  senso  di  responsabilità nei confronti di
  un'opposizione  che,  poi,  per  bocca  dell'onorevole  Speziale,
  assume una legittima  posizione,  ma  è stato un volere ragionare
  specificatamente su  alcuni  argomenti  ben definiti. Ma pare che
  questo non sia  il  percorso  che il Governo voglia seguire.  Per
  cui, signor  Presidente, onorevole Capodicasa e signor Presidente
  dell'Assemblea al  quale  rivolgiamo  questa  proposta perché  la
  stessa possa essere argomento di discussione, una via c'è e siamo
  certi che è la  via che la maggioranza potrebbe privilegiare ed è
  la via attraverso  la  quale si potrebbe in pochi minuti chiudere
  la vicenda questa sera.
       Esiste,  onorevole   Piro   un   maxi-emendamento   da   lei
  presentato, esistono degli emendamenti dell'opposizione ed alcuni
  della maggioranza, noi  proponiamo che si vada al ritiro di tutti
  gli emendamenti, si voti con  il voto di fiducia o meno - sarà il
  Governo a deciderlo  il maxi-emendamento - e il problema potrebbe
  essere risolto.  Quindi, tutti  gli  emendamenti  possono  essere
  ritirati.
       Sentiamo gli  altri gruppi dell'opposizione cosa ne pensano.
  Potrebbe essere questa  l'idea  per  uscire  dalle sacche e dalle
  secche di questa  vicenda  che  siamo certi convincerà il Partito
  popolare, Rinnovamento  italiano  e i democratici di sinistra che
  potrebbe essere la via più veloce.  Per quanto mi riguarda, se ho
  presentato  emendamenti   sono   pronto   a   ritirarli.   Se  la
  maggioranza è  pronta  a  ritirare  tutti gli emendamenti esiste,
  onorevole Piro, la  sua  proposta, la proposta del Governo, sulla
  quale  ci   possiamo   confrontare.   Pochissimi  interventi  per
  dichiarazione di voto;  sarete  voi  a decidere, poi, se porre la
  fiducia o meno ma questo è un fatto interno della maggioranza che
  non riguarda il comportamento dell'opposizione.
       Questa è una proposta sulla quale  si  può  lavorare  e  che
  siamo    certi    troverà    ampia    soddisfazione,    speriamo,
  nell'opposizione  e  speriamo,  anzi   ne   siamo   certi,  nella
  maggioranza  così  coesa   in   questo  documento  programmatico,
  politico e finanziario che c'è stato consegnato alcuni giorni fa.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
  conoscendo l'onorevole Strano, siccome  riesce  a cogliere sempre
  qual'è l'umore reale dell'Aula, ha  voluto porre una provocazione
  alla luce di quello che si è detto  questa  sera  e stamattina in
  quest'Aula ed ha posto un problema  che è sicuramente un problema
  serio  e  grave  proprio  perché   non   ci  aspettavamo  che  la
  maggioranza   che   nelle   settimane   scorse   aveva   accusato
  l'opposizione di fare ostruzionismo ad un o strumento finanziario
  che era importante per le sorti della Sicilia, non ci aspettavamo
  dopo la seduta  di  venerdì  scorso  di vedere, così come abbiamo
  detto stamattina in  Aula,  di  vedere la maggioranza stessa fare
  opposizione al Governo che sostiene con la presentazione di circa
  200  emendamenti che,  a  volte,  come  ho  avuto  modo  di  dire
  stamattina, sono dei  veri  e  propri  disegni di legge delle più
  svariate materie  e,  quindi,  ha  ragione l'onorevole Strano nel
  momento in cui  provoca la maggioranza e dice "ritirate tutti gli
  emendamenti perché ritireremo  i nostri".  E' chiaro che i nostri
  non li ritireremo  perché  è  evidente  che  questa sera dobbiamo
  chiarirci le cose.
       Vorrei fare  un piccolo passo indietro, onorevole Piro:  noi
  abbiamo  posto   venerdì  scorso - io  e  l'onorevole  Tricoli  e
  l'onorevole Tricoli  lo  ha  riproposto  stamattina - un problema
  procedurale serio.
       La maggioranza  ha  portato  in  Commissione  un  disegno di
  legge, le Commissioni  di  merito e la Commissione Bilancio il 17
  marzo ha esitato  uno  stralcio  di  quel  disegno di legge. Quel
  disegno di legge è andato in Aula, quello stralciato, è su quello
  che dobbiamo noi discutere.
       Nel momento  in  cui  vengono  presentati emendamenti a quel
  disegno di legge,  legittimi,  da  parte  del  Governo e da parte
  delle opposizioni, è  evidente  che nel momento in cui il Governo
  presenta un  maxi  emendamento sostitutivo può tenere conto degli
  emendamenti  presentati   sia   dal   Governo,  sia  dai  singoli
  parlamentari ma, deve  anche  tenere  conto degli emendamenti che
  possono essere inglobati  nel  maxi  emendamento e quelli che non
  sono presentabili, perché non sono attinenti alla materia.
       Questo è  il  problema  che  abbiamo  posto  venerdì scorso,
  questo è  il  problema  che  correttamente l'Assessore, onorevole
  Piro, venerdì scorso  ha  perfettamente inteso nel momento in cui
  lo abbiamo proposto  e  su  questo stamattina abbiamo insistito e
  l'onorevole Tricoli ha posto, ha, addirittura, indicato alcuni di
  quelle che sarebbero  le norme poste nel maxi-emendamento che non
  possono essere prese in esame perché sono improponibili.
       Questo è il  primo  problema  che  noi  abbiamo  posto e che
  riponiamo questa  sera  all'attenzione  del  Governo  perché, nel
  momento in cui  l'onorevole  Speziale ci dice che vuole andare ad
  esaminare tutti  gli  emendamenti,  noi  siamo  ben felici perché
  siamo qui per  discutere  gli  emendamenti.
       Il problema è  della  maggioranza  che  ci aveva accusato di
  fare ostruzionismo  e ora presenta 200 emendamenti.
       Siamo pronti a discuterli tutti però non vorremmo che con la
  scusa di doverli  discutere tutti fra un'ora, due ore, il Governo
  ci  pone  il  problema  della imprescindibilità dell'approvazione
  della finanziaria entro  stasera,  pone la questione di fiducia e
  non abbiamo risolto  il  problema  di  fondo che è quello di come
  eliminare quelle parti della finanziaria che non possono stare in
  questo disegno di legge.
       Questo è il  problema  che  noi  poniamo, aldilà delle altre
  esercitazioni retoriche che  si possono fare da questo podio, per
  cui ci  attendiamo dalla Presidenza dell'Assemblea e dal Governo,
  se  intende   farlo,   la  eliminazione, innanzitutto, di  quegli
  emendamenti, di quelle  norme, di quei commi del maxi-emendamento
  che non  possono  trovare  posizione  nel maxi-emendamento stesso
  perché  affrontano   materie  diverse  che  non  sono  state  mai
  esaminate e non  possono essere esaminate perché non si tratta di
  un rinvio alle  Commissioni,  si  tratta  di  materia diversa dal
  disegno di legge  che  oggi  è  all'esame  e  alla discussione di
  questa Aula.
       Se non si risolve questo problema non abbiamo possibilità di
  andare avanti e  allora  quando  io  stamattina  ho detto, e sono
  stato   ripreso  sia  dall'onorevole  Alfano  che  dall'onorevole
  Fleres, "diteci cosa  avete  intenzione  di  fare in relazione ai
  vostri emendamenti",  intendevo  dire  questo, fateci sapere cosa
  avete  intenzione di  fare  perché  in  tal  modo,  sapendo  cosa
  vogliono  fare  i  partiti  che  compongono  la  maggioranza,  ci
  rapporteremo  in   tal  senso  per  capire  se  ritirando  quegli
  emendamenti noi  siamo  in  condizione  di  trasformare i 400-450
  emendamenti dell'opposizione in 40-50-60-70, quelli che riteniamo
  opportuni ai  fini  della discussione delle problematiche che noi
  riteniamo    essere   interessanti   all'economia,   collettività
  siciliana.
       Egregio onorevole  Piro,  se  non risolviamo questo problema
  che è procedurale ma, nello stesso tempo, sostanziale e politico,
  noi qui continueremo a  prenderci  in  giro  per  altre ore e non
  vorrei che poi alle  22,00,  23,00  o 24,00 di questa sera diremo
  "ci vuole la  fiducia"  e  passa  questo disegno di legge, questo
  maxi-emendamento così  com'è,  anche con le parti non proponibili
  che poi non so  se  dobbiamo  ricorrere ai rimedi finali che sono
  quelli del Commissario dello Stato.
       Stiamo attenti   Sto  ponendo  un problema serio che tende a
  far lavorare  serenamente  questa  Assemblea, a farla lavorare in
  maniera produttiva, perchè se noi dobbiamo "gingillarci" soltanto
  per far  vedere  che  presentiamo questo o quell'emendamento, non
  abbiamo  risolto  il  problema  politico  di  fondo.  Ed  allora,
  l'invito che  ho fatto questa mattina, l'invito che hanno fatto -
  immagino -  i  colleghi  di  Forza  Italia, vuol significare solo
  questo:  "siamo  pronti  a  discutere  dopo, però, aver eliminato
  quelle parti  del  maxi-emendamento  che  riteniamo  non  possano
  trovare spazio  in  questo  maxi-emendamento, appunto perchè non
  attinenti alla materia di cui stasera si discute".
       Dopo avere  avuto  una  risposta  politica  e  procurarle in
  questo senso,  ritengo che possiamo andare avanti spediti e siamo
  qui, a disposizione, per trattare tutti gli emendamenti.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero indeciso se
  intervenire o  meno,  perchè  non vorrei contribuire ad allungare
  ulteriormente questa discussione che mi pare abbastanza surreale.
       Infatti,   non   so   se   apprezzare  o  meno  l'intervento
  dell'onorevole  Strano,  visti  alcuni  suoi precedenti e recenti
  interventi, se collocarlo come un intervento serio e responsabile
  in una  proposta di merito o collocarlo in questo quadro surreale
  della discussione che stiamo vivendo.
       Io sono  il  meno  adatto  a  dare quelle risposte politiche
  sollecitate dall'onorevole Fleres, ne vorrei alimentare una sorta
  di dietrologia  sollevata  da  qualche  intervento  da  parte dei
  colleghi  del   centrodestra  su  presunti  contrasti  dentro  la
  maggioranza  o  perfino  dentro  il  Gruppo  dei  Democratici  di
  Sinistra.
       Vorrei  attenermi  per  un  momento  ai  fatti  e  guardare,
  innanzitutto  l'atteggiamento,  definito  adesso  responsabile da
  parte del Polo, per me abbastanza - consentitemi - schizofrenico,
  che  per  giorni  ci  ha  tenuto  qui  presentando  centinaia  di
  emendamenti   anche   sull'esercizio  provvisorio,  battendosi  -
  legittimamente -  per impedire la discussione e l'approvazione di
  questa legge  finanziaria  e  adesso  invece  è preoccupata delle
  sorti di  questa  finanziaria,  della  sua rapida approvazione di
  migliorare il testo  perchè  è  uno strumento utile per la nostra
  Regione.
       Appresso il  fatto  che,  dopo giorni, il centrodestra abbia
  capito le  ragioni  della  maggioranza, vorrei dire all'onorevole
  Fleres che finché ci  sarà  un  Governo,  non  ci  sarà  un  voto
  contrario di quest'Aula  che  smentisca  i numeri e il sostegno a
  questo Governo, c'è una maggioranza ed una opposizione.

     BRIGUGLIO. Dobbiamo verificare qual è la maggioranza

     ZANNA.  L'avete  impedita questa verifica quando abbiamo posto
  la fiducia sull'esercizio provvisorio ed avete chiesto, ritirando
  i vostri  emendamenti, che il Governo ritirasse la fiducia e così
  è avvenuto.
       Perchè la  fiducia  fu  posta  perchè  c'erano  centinaia di
  emendamenti, venuti  meno  questi  emendamenti  è  venuta meno la
  richiesta di  fiducia  e  fu  approvato  all'unanimità,  o quasi,
  l'esercizio provvisorio.
       Adesso, onorevoli colleghi, ritengo che le cose siano un po'
  più   semplici,   ritengo.   Questo   giro   di   parole,  queste
  riflessioni,  sinceramente  io  non  voglio provocare reazioni da
  parte  dei  colleghi  del  Polo,  però  semplicemente  dico che è
  necessario andare avanti.
       Io  non  so, onorevole Fleres, se si andrà  avanti  in  modo
  disarticolato  -  come  lei ha detto - si va  avanti  secondo  il
  dibattito e le regole. Stiamo intervenendo - anche  se nessuno ne
  sta  parlando  - sul dibattito  generale,  sul  maxi-emendamento,
  finirà  il  dibattito  generale, si comincerà  ad  esaminare  gli
  emendamenti, se il Governo - ed è nelle  sue  prerogative,  nelle
  sue  opportunità,  nelle sue possibilità - riterrà  utile  ad  un
  certo  punto  della  discussione,  se   farà  questa  valutazione
  politica, di porre la fiducia, lo farà.
       Si vuole evitare questo? Onorevoli colleghi,  c'è  lo stesso
  modo dell'esercizio provvisorio: si ritirano gli emendamenti, 600
  emendamenti,  dalla  maggioranza  e dalla  opposizione,  o  dalla
  opposizione  e  dalla  maggioranza  -  io  non sono  uno  che  si
  formalizza su chi deve ritirarli per prima - se  c'è  un rispetto
  ed un rapporto tra galantuomini, si procede in questa direzione.
       Altrimenti,  ci  sono  altre  due strade: una  è  quella  di
  esaminare uno per uno  gli  emendamenti, l'altra - che non vorrei
  scartare - è quella di mettere a fuoco alcune questioni e lo dico
  in particolare  all'opposizione  visto  che,  almeno  in  maniera
  presunta, il testo presentato del maxi-emendamento, dico dovrebbe
  essere  così,   rispecchia  una  volontà,  un  orientamento,  una
  politica della maggioranza e, quindi, del Governo.
       Se  l'opposizione  è  in grado,  vuole  caratterizzarsi  per
  alcune battaglie , condivisibili o meno,  sicuramente, sono certo
  che, in particolare, una non avrà grande assenso da parte mia, ma
  se l'opposizione vuole caratterizzarsi per  alcune  questioni  di
  merito che vuole mettere all'attenzione dell'Aula, lo può fare.
       Già presentati, scorrendo gli  emendamenti negli emendamenti
  presentati, lo si faccia, si eliminino  tutti  quegli emendamenti
  che  hanno l'obiettivo chiaramente di far perdere  tempo,  ci  si
  concentri su alcune questioni e su quello si  farà una battaglia,
  un dibattito di merito in quest'Aula.
       Se l'opposizione è in grado di fare questo,  c'è  la massima
  disponibilità ad affrontare questi nodi in un  dibattito aperto e
  non nei corridoi di questo Palazzo, perché  siccome gli esponenti
  del Polo - Forza Italia, Alleanza Nazionale - in  questi  anni si
  sono  sempre  caratterizzati, almeno a parole,  in  questa  sede,
  fuori  da  questo  Parlamento, come forze  politiche  per  volere
  cambiare la politica e voler cambiare i modi  di  fare  politica,
  facciamolo  nei  fatti  questo cambiamento,  non  portiamo  nelle
  stanze di questo Palazzo, in qualche stanza  di  questo  Palazzo,
  l'emendamento,   alcuni  emendamenti  su   cui   aprire   qualche
  trattativa  o  qualche  'nciucio  e   pubblicamente,  in  maniera
  trasparente si discutano in questa sede.
       Metto  le  mani  avanti, forse  sulla  base  dell'esperienza
  passata,   anche  di  questo  Parlamento   e   delle   precedenti
  finanziarie  e  dei precedenti governi, siccome  io  credo  nella
  riforma della politica e nel modo di affrontare  i  problemi, qua
  c'è un Parlamento, ci sono atti depositati - gli emendamenti - ci
  sono  le  regole  per  discutere e per  valutarli.  Senza  alcuna
  pregiudiziale, entrando nel merito delle cose.
       Io  credo  che  una  sfida  di questo tipo,  sia  una  sfida
  lanciata  anche  alla maggioranza, perché  200  emendamenti  sono
  troppi  se  si vuole imboccare questa strada.  E'  probabile  che
  anche dentro la maggioranza, a partire dal  sottoscritto  che  ha
  presentato  nove  emendamenti - se non ricordo  male  -  possiamo
  entrare nel merito. Non  è  detto che questa  finanziaria è, come
  si suol dire, la  madre di tutte le stagioni, sarà l'ultima legge
  che farà,  vediamo  nello  scheletro,  nell'ossatura  portante di
  questo emendamento del  Governo  dove  inserire, dove è possibile
  inserire, discutendone nel merito, alcune proposte.
       Non  vedo altre   strade:   quindi,   o   c'è   la  proposta
  dell'onorevole Strano, più  immediata  e più risolutiva; o c'è la
  proposta - che deve  valutare  il  Governo se lo ritiene giusto o
  valido proseguendo il  dibattito che stiamo facendo - di porre la
  fiducia; oppure si entra  nel merito di alcune scelte da compiere
  sia proposte  dall'opposizione,  sia proposte dalla maggioranza e
  si va avanti. Chiaramente, in questa scelta i tempi sarebbero più
  stretti  e  si   potrebbe   entrare   meglio   nel  merito  della
  discussione.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Presidente,   onorevole   assessore   e   onorevoli
  colleghi, a nome del  Centro  Cristiano Democratico ho bisogno di
  fare alcune precisazioni che  riguardano il percorso che ci siamo
  dati  da qualche giorno  e  le  precisazioni  riguardano  sia  la
  maggioranza che l'opposizione.
       Nel  corso  di   un   incontro  con  l'onorevole  Capodicasa
  l'opposizione aveva assunto l'impegno di presentare alla manovra,
  in particolare al maxiemendamento,  non  più  di  un centinaio di
  emendamenti.  Per quanto riguarda il Centro Cristiano Democratico
  ci  siamo  limitati a  presentare  non  più  di  10  emendamenti.
  L'opposizione quindi in questo  senso non ha onorato l'impegno di
  contenersi nei 100 emendamenti  e  di questo mi rammarico, perché
  abbiamo  partecipato  a   questo   incontro   con  il  Presidente
  Capodicasa e avevamo  dichiarato  la  nostra  disponibilità  come
  opposizione a ritirare  i  4.000, i 4.500 emendamenti dimostrando
  senso  di  responsabilità   e   garantendo   quindi  al  percorso
  legislativo  una   corsia   preferenziale   che   consentisse  al
  Parlamento di trovare una soluzione.
       La  maggioranza e  il  Presidente  onorevole  Capodicasa  ci
  comunicò in quella sede ristretta che la maggioranza e il Governo
  erano compatti e  che  avrebbero  presentato  un maxiemendamento,
  debbo rilevare che il  Governo  non  onora  i  suoi  impegni  con
  l'opposizione perché  evidentemente  i  partiti della maggioranza
  non hanno trovato l'accordo  sul maxiemendamento, se è vero che i
  partiti della maggioranza o  tra  i  partiti della maggioranza mi
  pare siano stati  presentati  una quarantina di emendamenti dalla
  sinistra Democratica - la  cifra l'ho assunta poco fa, ho chiesto
  notizie al presidente  del  Gruppo  parlamentare  della  Sinistra
  Democratica -, non so  quanti  il Partito Popolare, non so quanti
  Rinnovamento Italiano, non so  quanti  i Comunisti, non so quanti
  l'UDR. Resta il fatto grave  che il Governo assume un impegno con
  l'opposizione e non lo  onora,  non  è  nella  condizione di fare
  sintesi. Ci  sono  emendamenti dell'altra parte dell'opposizione,
  Rifondazione  Comunista,  mi  pare  contenuti,  una  ventina,  ho
  assunto questa notizia anche in Aula.
       Vedete, quando saltano  le  regole è difficile fare sintesi,
  quest'Aula è ingovernabile, perché il Governo e il suo Presidente
  non riescono ad onorare  gli  impegni assunti con l'opposizione e
  perché l'opposizione non riesce ad onorare gli impegni che assume
  con il Governo. E  io sono dispiaciuto. Evidentemente c'è bisogno
  di maggior raccordo  all'interno  della maggioranza e all'interno
  dell'opposizione.
       Che questo  intervento  non sia sottovalutato  Per quanto ci
  riguarda  continuiamo a  giudicare  sulla  base  delle  cose  che
  vediamo e sulla base delle intese che perfezioniamo.
       Come   si  esce  da  questa  situazione?  C'è  lo  strumento
  regolamentare, magari i 150 emendamenti della maggioranza sono un
  bleff, li hanno presentati per consentire all'onorevole Strano di
  fare la proposta ritirare, ritiriamo e poi ci contiamo:
       Io   dico   che   l'opposizione  non  ritira  niente  e  che
  l'opposizione farà. Io  propongo  uno sforzo per riportare la sua
  proposta  all'impegno   assunto  con  il  Governo  Capodicasa  in
  quell'incontro.
       Se  gli  emendamenti  della  maggioranza sono emendendamenti
  bluff  lo  vedremo,  è  chiaro  che  se la maggioranza continua a
  mantenere  quegli  emendamenti,  questa maggioranza è divisa e il
  Presidente Capodicasa quando parla non rappresenta nessuno.
       Perchè  quella  sera,  presente  l'Assessore  Crisafulli, fu
  assunto  l'impegno che il Governo avrebbe fatto sintesi e avrebbe
  presentato all'Aula il maxi emendamento, all'interno del quale la
  maggioranza   avrebbe   rappresentato   interamente   il  vecchio
  articolato e qualche cosina sempre nei contenuti, non discontinua
  nuova,   altrimenti   avremmo  posto  correttamente  il  problema
  dell'apprezzamento da  parte delle Commissioni di merito.
       E' chiaro  che  noi  siamo  di  fronte a un Presidente della
  Regione che non è nella condizione di assumere impegni, allora il
  mio punto di  vista è che si sospendano i lavori dell'Aula almeno
  per un'ora,  perchè  per  quanto  ci riguarda intendiamo chiarire
  all'interno  dell'opposizione  la  nostra  posizione rivendicando
  esattamente quello  che io ho detto e cioè che l'opposizione deve
  ripristinare la  posizione  iniziale.
       Lo sanno  tutti  a  che  cosa  punta l'opposizione.
       Abbiamo alcune  cose rispetto alle quali non cediamo solo un
  voto traumatico dell'Aula ammesso che il Governo ritenga di avere
  numeri a  posto,  io al posto del Presidente Capodicasa starei un
  po'  accorto,  ma  siccome  noi  non  vogliamo  giocare  con  gli
  interessi   della  Sicilia,  non  giocheremo  nemmeno  in  questo
  passaggio col Governo Capodicasa perchè la vicenda del bilancio è
  molto delicata  e  dovremmo  approfittare  di  questa vicenda per
  cercare  di   affermare   alcuni  nostri  punti  di  vista  sulla
  sanatoria.
       Vi   sono   alcune   cose,   onorevole  Croce,  altri  amici
  dell'opposizione  hanno  fatto  battaglie  sacrosante  insieme al
  Centro Cristiano  democratico per affermare alcuni punti di vista
  dell'opposizione,  intendiamo  su questi punti di vista discutere
  in Aula, noi faremo la nostra parte, il Governo dimostri a questo
  Parlamento di avere la maggioranza e e di onorare gli impegni che
  assume quando si fanno le trattative ristrette.
       Quindi, propongo,  onorevole Presidente, una pausa di un'ora
  perchè la  maggioranza,  per  quanto  riguarda  la maggioranza, e
  l'opposizione   per   quanto   riguarda  l'opposizione  discutano
  seriamente su  quello  che è successo in questi giorno, perchè il
  risultato sconvolge  quello  schema  e  a  questo punto io non mi
  sento vincolato  ad  alcunchè, nè nel rispetto con la maggioranza
  perchè   chiaramente   sono   all'opposizione   organicamente   e
  strutturalmente e  per quanto riguarda l'opposizione io credo che
  l'opposizione seriamente  come  fino  ad  oggi  ha  fatto  quando
  abbiamo  proposto di ritirare gli emendamenti, abbiamo dimostrato
  a tutti di essere serissimi. A questo punto magari abbiamo un po'
  esagerati, però  siamo  pronti  io  credo  che  l'opposizione  ha
  dimostrato  responsabilità  nel ritirare gli emendamenti farà una
  azione   rigorosa   di   selezione   all'interno  di  questi  300
  emendamenti e metteremo nella condizione il Governo Capodicasa di
  discutere di  quelle dieci quindici cose importanti rispetto alle
  quali l'opposizione intende che il Parlamento si pronunci.

     GRIMALDI.  Chiedo  di  parlare.  Signor  Presidente, onorevoli
  colleghi, onorevole Presidente della Regione, onorevole assessore
  Piro, vorrei potere avere un dialogo approfittando della presenza
  in Aula del  Governo  della  Regione.  Se è necessario sospendere
  per qualche minuto,  sono  pronto a farlo perchè, caro Presidente
  dell'Assemblea, intendo  rivolgermi al Governo di questa Regione.
  Vorrei ricordare, onorevole Presidente, e più che altro lo vorrei
  ricordare ai  colleghi  della  maggioranza e dell'opposizione che
  oggi dopo lunghissime  giornate  ci  ritroviamo  in  quest'Aula a
  discutere di  questa  finanziaria,  una finanziaria completamente
  diversa dalla prima  sulla  quale abbiamo a lungo discusso, sulla
  quale, presidente  della  Regione,  onorevoli  colleghi,  abbiamo
  discusso anche nelle Commissione di merito.
       Sulla prima  finanziaria  giorni  e  giorni,  nottate chiusi
  nelle  stanze   delle   varie   commissioni   a   discutere   con
  l'opposizione e con  la maggioranza sugli emendamenti che poi non
  sono stati  assolutamente  tenuti  in  considerazione  da  questo
  Governo, il quale ci ripropone una seconda finanziaria.
       Signor   Presidente  della  Regione,  noi  come  opposizione
  avevamo presentato  circa  5.000 emendamenti.
       Certamente, se  oggi  abbiamo  proposto  di  ritirare  molti
  emendamenti  non  è  perché  vogliamo  assolutamente  parlare  di
  'nciucio, come ha  fatto  qualche  esponente della sua compagine,
  delle forze che  lo  appoggiano,  e  certamente non abbiamo fatto
  accordi trasversali o  fuori da questa Assemblea in qualche Aula,
  e quindi signor  Presidente  della Regione, cerchi di fare capire
  ai  suoi esponenti  che  in  questo  momento  danneggiano  questa
  possibilità di dialogo che c'è tra un Governo e l'opposizione.
       Noi  non  vogliamo  ricorrere  all'nciucio , noi non abbiamo
  emendamenti che abbiamo sottoposto all'assessore onorevole Piro o
  al  Presidente  della  Regione,  sottobanco.
       Noi abbiamo 5.000  emendamenti, ci siamo resi conto che oggi
  sotto  quest'Assemblea   c'è   gente   che  manifesta  una  certa
  intolleranza, che oggi  in  quest'Aula  c'è gente che aspetta una
  risposta, ecco  perché  con  grande  senso,  onorevole Presidente
  della Regione,  onorevole  Presidente  dell'Assemblea, con grande
  senso  di   responsabilità,   ed   onorevole   Speziale,   non  è
  assolutamente 'nciucio. Questo sistema lo conoscevate voi, quando
  eravamo al  Governo  noi,  stiamo  ripercorrendo assolutamente le
  stesse tappe.

     FORGIONE. Voi lo facevate, quando eravate al Governo.

     GRIMALDI.  Non  stiamo  ricorrendo  assolutamente. Lo facevano
  coloro  i  quali  facevano  opposizione,  che  venivano.  Allora,
  onorevole  Forgione, facciamo assieme, per qualche istante questa
  opposizione, se siamo capaci di farla assieme.

     FORGIONE.  Lei  ha  detto che quando era al Governo faceva con
  Speziale l'inciucio.

     GRIMALDI.    Quando   venivano   dall'opposizione,   onorevole
  Forgione,   cerchiamo  di  fare  opposizione,  so  che  le  viene
  difficile, gli ordini dall'alto, alle volte è difficile poi farli
  rispettare in periferia.
       Allora,  onorevole Presidente della Regione, volevo dire che
  noi   abbiamo   avuto   questa  sensibilità  nel  ritirare  5.000
  emendamenti  ed  abbiamo  riproposto gli emendamenti che noi come
  forza  di  opposizione  riteniamo necessari presentare per potere
  essere  discussi  in quest'Aula che è l'unica Aula dove si devono
  discutere i suggerimenti. Che cosa sono gli emendamenti, se non i
  suggerimenti  che  vengono  dalle  forze  politiche  o  anche dai
  singoli  deputati  ad un Governo che certamente non mostra grande
  sensibilità.
       Io  stasera  ho  sentito  dire  a  qualche  esponente  della
  maggioranza,   e   questo  credo  l'onorevole  Zanna  diceva, noi
  giustamente  vogliamo cambiare il sistema e diceva alle forze del
  Centro  destra:  voi  avete  sempre  detto  di volere cambiare il
  sistema.
       Onorevole Zanna ci  stiamo  tentando. Ma quando sento dire a
  lei o ritiriamo  gli  emendamenti  o  c'è  la  fiducia,  questo è
  veramente distruggere i  valori  della democrazia e della libertà
  dei  singoli   deputati,   sia   essi   della   maggioranza   che
  dell'opposizione,  perché questi emendamenti onorevole Presidente
  della Regione  non appartengono semplicemente all'opposizione, ma
  parte degli  emendamenti  appartiene  alla  maggioranza, la quale
  credo, pur appoggiando  il  Governo  perché fanno parte di questa
  compagine, hanno il  diritto  di  potere  anche suggerire qualche
  proposta al Governo.
       Allora,   questa   finanziaria  non  è  di  nessuno,  signor
  Presidente  della  Regione, non appartiene alla maggioranza e non
  appartiene  all'opposizione. E' una finanziaria che è stata fatta
  dentro qualche stanza,  cercando  certamente di mettere dentro le
  cose  necessario  per  evitare  di  innescare  una  bomba  dentro
  quest'Aula,  ma  sottovalutando  suggerimenti  seri,  corretti  e
  responsabili   che    vengono    sia    dalla   maggioranza   che
  dall'opposizione.  Allora,  bisogna  ritrovare il piacere, signor
  presidente della Regione ed onorevoli colleghi, di fare politica.
       Bisogna  ritrovare,  realmente,  il  piacere  di  affrontare
  questi altri due  anni  e  qualche  mese che ci sono alla fine di
  questa legislatura  che  tante delusioni ha dato, a noi deputati,
  ma anche  alla  gente,  al  popolo  siciliano.
       Dobbiamo cercare  in questi due anni di trovare quell'intesa
  indispensabile,   per  potere  quest'Aula  produrre  delle  leggi
  necessarie in  questo  momento alla realtà economica, alla realtà
  imprenditoriale,    agli    agricoltori,   ai   disoccupati,   ai
  commercianti, ai rappresentanti delle varie organizzazioni. Dare,
  finalmente, delle risposte.
       Signor presidente della Regione, noi non siamo assolutamente
  oggi qui  per  fare ostruzionismo o per trovare la possibilità di
  'nciucio o di tentare l'nciucio con il Governo di questa Regione.
       Noi siamo  qui  per cercare di vedere, realmente, quali sono
  gli emendamenti  sui  quali  bisogna  discutere  e questo Governo
  credo che abbia il dovere di darci una risposta.
       Perché  se  questo  Governo  intende continuare a minacciare
  l'Aula e per Aula io intendo maggioranza e minoranza. Maggioranza
  che é costretta  a  subire la violenza di un voto di fiducia e ad
  accordare la  fiducia  anche  se  non perfettamente d'accordo, io
  dico che  é  finito  veramente  il  valore  della politica, della
  libertà e della democrazia.
       Per cui é  un invito il Governo a riflettere. Un invito alla
  maggioranza  all'opposizione  a  trovare quella giusta strada che
  possa consentire  di  dare immediatamente al popolo siciliano, un
  bilancio necessario per potere affrontare l'immediato futuro.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.  Signori  presidenti  dell'Assemblea  e del Governo,
  onorevoli colleghi,  le difficoltà che ogni volta ci si accinge a
  dover cercare  di risolvere, io vedo che, forse senza volerlo, la
  compagine    di    maggioranza    vuole    innescare   da   parte
  dell'opposizione difficoltà a trovare delle convergenze.
       Perché vede,  signor  presidente,  sentirsi dire in Aula che
  quasi quasi  il  senso  di  responsabilità di alcuni colleghi, di
  cercare di  spiegare  o  dare  delle motivazioni per cui si siano
  fatti degli  emendamenti  e,  quindi,  di  essere propositivi nei
  confronti del  Governo  affinché non si cerca, anche perché io mi
  rendo conto che  il tempo breve anche da parte del Governo, trova
  difficoltà a percepire molte volte la portata degli emendamenti.
       Ebbene,  qui  da  illustri  parlamentari  della maggioranza,
  viene  totalmente  stravolto  e  viene  detto  quasi  che  alcuni
  parlamentari dell'opposizione,  non  so quale fine hanno o perché
  vanno a  trovare  accordi.  Ma  qui  non  c'é nessun accordo. Io,
  personalmente, non ho remore a dirlo, ho cercato di far capire la
  portata di qualche  emendamento che ho fatto e non me ne vergogno
  a dirlo, ma questo non é uno spirito di trovare accordi. Questo é
  uno spirito di cercare di costruire e di abbreviare i tempi.
       Il Governo ha  chiesto  di  abbreviare,  di essere tutti più
  fattivi, sia dall'opposizione  che dalla maggioranza, e penso che
  questo sia stato raccolto dalla compagine dell'opposizione, ma se
  questo viene accolto quasi come un senso di mortificazione di chi
  l'ha fatto, allora io  me ne guarderei bene di sostenere, ancora,
  la tesi di dover  continuare  a  cercare  di sforzarmi di leggere
  alcuni emendamenti anche per capire la portata.
       Io ho avuto, forse nel  mio  modo  di  fare,  ho  cercato di
  guardarli tutti questi  emendamenti;  intanto, devo dire affinché
  alcuni  lo  sappiano,   che   la   stragrande  maggioranza  degli
  emendamenti da parte  dell'opposizione,  circa 400, sono molti di
  meno, sono molti di  meno  perché  molti sono ripetitivi e quindi
  non  è vero che sono  400,  forse  sono  uguali  a  quelli  della
  maggioranza  che  non  sono  ripetitivi,  i  nostri  sono  alcuni
  ripetitivi e quindi si andrebbero ad annullare, quindi cominciamo
  a dire, per chi è bene  che  se  li  guardi a questo punto questi
  emendamenti, che questa è  la  situazione di fatto, quindi non ci
  sono un gran numero di emendamenti, lo sforzo si è fatto.
       Io ho  visto emendamenti presentati da me, anche all'interno
  del mio gruppo, ripresentati e non c'è niente di male, anzi forse
  questi due  emendamenti  sono uno, quindi si vanno a ridurre, per
  cui non  è che c'è questa gran quantità, caro onorevole Speziale,
  di emendamenti.
       Anche per  l'onorevole Zanna, qui nessuno vuole fare perdere
  tempo, ognuno quando  presenta  degli emendamenti presenta casi e
  problematiche che non sono  per fare perdere tempo perché ci sono
  problemi tecnici, ci sono  problemi  che  in  effetti sono di una
  valenza, di un mondo che  aspetta delle risposte  e che non ne ha
  da due anni e mezzo;  su  alcuni  temi  si  discute, si approvano
  disegni di legge  in  Commissione   e  poi  in Aula non arrivano,
  allora si cerca di  riprendere  alcuni  di  questi  articoli e si
  cerca di contribuire  affinché  questi articoli possano avere una
  soluzione in una legge.
       Non penso che si faccia perdere tempo, caro onorevole Zanna,
  se si trattano alcuni  emendamenti  su  gente tipo i non vedenti,
  non è perdere tempo  per  un  mondo  che  aspetta delle risposte,
  quindi non è perdere  tempo  questo,  allora stiamo attenti anche
  nelle frasi, se ci sono  poi  delle  situazioni  che vanno a fare
  articolo  degli emendamenti  ostruzionistici,  è  chiaro  uno  ne
  prende atto, ma non ne ho visti, guardi caro Presidente, io me li
  sono  letti  quasi   tutti,   non  ho  visti  questi  emendamenti
  ostruzionistici, molti sono  ripetitivi,  e allora con buon senso
  il Governo, invece di  lanciare  quasi  guanti  di sfida, cioè mi
  scusi onorevole Speziale con  il  suo intervento forse era meglio
  che ascoltasse prima gli interventi degli altri, io la giustifico
  un po' per questo, perché  è  intervenuto  dopo e non sapeva pure
  la portata degli interventi  di prima che erano per costruire non
  per distruggere, il suo  intervento  è per distruggere, allora se
  dobbiamo distruggere qua  siamo  tutti  pronti  a distruggere, ma
  certamente  non è questo  l'obiettivo  a  cui  tutti  ci  si  era
  richiamati la volta passata,  ci  si  era richiamati ad essere un
  po' tutti costruttivi.
       Il Governo ha cercare di recepire qualcosa che l'opposizione
  propone, se  queste  proposizioni  sono  ancora  oggi  un  numero
  significativo si  vede  di  rivederle  se c'è da rivedere, ma non
  mortificare come  se  qua  qualcuno chissà perché ha continuato a
  presentare emendamenti, o chissà  quali  sono i fini a cui ognuno
  tende; certo esistono  problemi importanti, è inutile negarlo, il
  recupero dei 150 metri è  un  problema  serio,  e  questo forse è
  opportuno  che l'Aula ne  discuta,  il  problema  del  30%  degli
  albergatori è un problema serio,  quindi non è che con questo uno
  vuole sposare delle cause, si rimette all'Aula alcune cose e guai
  se non fosse, se non si  vuole  fare questo e si vuole cercare di
  portare avanti tutto  un  insieme di argomentazioni per eliminare
  alcune contraddizioni che,  haimé,  su  questi  argomenti  escono
  fuori allora diciamolo pure,  certamente  è  anche vero che se ci
  sono pure degli emendamenti che,  vi  devo dire in alcuni casi il
  recepimento  della "legge  Galli"  che  in  commissione  è  stato
  respinto che  ce lo ritroviamo in questo disegno di legge. Allora
  io mi  domando, se è vero che alcune indicazioni il Governo, come
  dice   l'Assessore  Piro,  sono  state  riprese  perchè  valutate
  positivamente  dalla  Commissione,  io  credo  che  debba  essere
  conseguenziale  a  ritirare quell'articolo, perchè in Commissione
  fu bocciato;  allora, mentre altri che sono stati approvati, così
  come  bene  ha  detto  l'onorevole  vicari,  non  sono totalmente
  presenti in questa finanziaria.
       Quindi, siccome  ci  rendiamo  conto che, in effetti, questo
  maxi emendamento ha  complicato  ancora di più la vita perchè, in
  effetti, devo dirvi  che  la  difficoltà  che  ho riscontrato nel
  leggerlo è grande,  anche perchè una manovra finanziaria fatta in
  articoli, non me  ne si voglia, dà certamente un senso più rapido
  della portata della  discussione  che  si  va  ad  affrontare  in
  quell'articolo, ma tutto  un  insieme  di  sub  emendamenti  e di
  emendamenti,  in  alcuni  casi  messi  in  maniera  difficile  da
  leggere, io credo  che  creano  pure  delle  difficoltà ad alcune
  norme. Esistono  alcuni  emendamenti  che, secondo me, comportano
  spesa e che  non  possono  entrare  in  questo  maxi emendamento,
  quindi mi sembra  giusto  che  queste cose vengano dette, non c'è
  niente di sconvolgente.
       Allora, con questo  spirito,  se la maggioranza è un po' più
  responsabile, cerca di  venire  incontro a delle esigenze; se non
  lo vuole fare  ognuno  ne  prenderà  atto,  ma  non  diamo  delle
  responsabilità a qualcuno  che vuole far vedere in maniera velata
  chissà quali accordi,  se  ci  fossero  stati  gli accordi non ci
  sarebbero 400 emendamenti e vi devo dire che secondo me un po' il
  disaccordo è  anche  nella  maggioranza,  perchè  ho letto alcuni
  articoli di  alcune  forze  politiche che dimostrano il malessere
  della maggioranza, quindi  se  uno li guarda attentamente si vede
  chiaramente che c'è questo malessere, quindi sono delle forze ben
  individuate con un  ruolo  ben chiaro, sono ripresentati dai loro
  capigruppo e mi  sembra  giusto che dicano alcune cose, quindi si
  raffrontano anche queste cose.
       Quindi in Aula,  non  c'è  niente  di  male, che si affronti
  l'Aula  su   alcuni  temi,  l'opposizione  credo  che  su  questa
  rivisitazione di  alcuni  emendamenti che sono doppioni, io penso
  che si sfoltiranno  molti  e  quindi  su  alcuni temi, ribadisco,
  nessuno vuol fare  perdere  tempo  tanto  più  sui temi sociali e
  anche su temi  di  altra  natura  che  hanno  visto da più giorni
  quest'Aula e  questi  parlamentari, a me personalmente ne premono
  alcuni, ma non perchè debbo farne chissà quale motivo di vittoria
  se ciò vada  in porto ma perchè voglio essere costruttivo su temi
  che la maggioranza  ha  posto e non capisco perchè alcuni temi si
  possono affrontare  perchè  li  pone  la maggioranza, chiamasi le
  sanatorie, e altri  che  pone l'opposizione si deve dire che sono
  delle sanatorie spietate; beh, l'armentizio e gli usi civici sono
  molto più sanatoria  spietata  dei  150  metri dal mare, molto di
  più.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Briguglio. Ne ha
  facoltà.

     BRIGUGLIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, seguendo il
  filo di  questa  finanziaria  abbiamo,  in  qualche  modo,  forse
  smarrito la realtà del momento politico odierno importante che si
  sta consumando anche nel nostro Paese.
       Mentre fuori  di  quest'Aula,  anche  di  questo Palazzo, si
  chiude  la  campagna  elettorale  referendaria,  a  cui  noi  non
  partecipiamo per  discutere,  mi sembra da queste ultime battute,
  lo dico con  grande  rispetto  innanzitutto  nei confronti di noi
  stessi e della  Istituzione,  per discutere spero utilmente di un
  documento importante  per  la  vita  della  nostra Regione, siamo
  sottratti ad  un  compito che, per quanto ci riguarda come Gruppo
  parlamentare di  Alleanza nazionale, noi tenevamo in qualche modo
  ad  onorare  cioè  quello  di  partecipare  pienamente all'ultimo
  giorno di  campagna  per  il  referendum.  L'impressione è che la
  discussione  di  oggi, in particolare la discussione pomeridiana,
  non sia tale da giustificare questo sacrificio e credo che questo
  sia un fatto estremamente grave che noi vogliamo sottolineare.
       In questi minuti sembra che  si  consumi una sorta di guerra
  di posizione, ma le posizioni in questo momento fra opposizione e
  maggioranza  non  sono equivalenti.  In  questo  momento  c'è  il
  Governo che non sa cosa  fare.  Questo  è  il  punto.  Manca  una
  regia.  Il Governo non ci sa  dire  che  cosa  vuole  fare e come
  uscire dallo stallo in cui, obiettivamente, ci siamo cacciati. Ci
  sono,  credo,  le   condizioni   perché   l'opposizione   discuta
  serenamente degli emendamenti che  sono  stati presentati con una
  discussione di merito che,  per  quanto  ci riguarda, deve essere
  alla luce del sole e  in  quest'Aula.  Il Governo è in condizione
  di  sostenere  e di  reggere  una  discussione  di  merito  degli
  emendamenti  che  sono  stati  presentati  dall'opposizione,  per
  quanto più direttamente ci  riguarda,  e anche dalla maggioranza,
  oppure no?
       Noi siamo  pronti  a  discutere del merito degli emendamenti
  uno per uno. Siamo  anche disponibili a fare una sorta di analisi
  e di scrematura  degli emendamenti ma non rinunciando alle nostre
  posizioni  politiche  essenziali e  importanti  e  da  parte  del
  Governo c'è soltanto imbarazzo  e  direi un silenzioso imbarazzo.
  In qualche modo bisogna uscire  da questa condizione  Che si alzi
  il Presidente della Regione e  ci  dica  che  cosa  vuole fare il
  Governo e questa maggioranza.  Se  ha  i  numeri  per seguire una
  strada, segua una strada. Se  no ci dica che cosa vuole realmente
  fare.
       Per quanto  ci  riguarda,  noi  siamo  pronti  al  confronto
  politico di  merito  sugli emendamenti che sono stati presentati.
  Finora  alle prese  di  posizione  che  sono  state  espresse  in
  numerosi interventi da  parte  dei  deputati  del  Polo,  non c'è
  nessuna risposta.
       Crediamo  di  intravedere  una  sorta  di  imbarazzo  o,  se
  vogliamo,  una  mancata   posizione   comune   nelle  file  della
  maggioranza  che  peraltro qui  nessuno  in  qualche  modo  vuole
  nascondere e vuole nascondersi  le  cose  ed  attestata anche dal
  numero dei deputati,  soprattutto  della maggioranza, presenti in
  Aula. Usciamo dall'imbarazzo e  giochiamo  a  carte  scoperte   E
  l'iniziativa  deve essere, in  particolare,  del  Governo  e  del
  Presidente della Regione.  Ci  sono  ancora  le difficoltà di cui
  ampiamente ha parlato la  stampa  nei  giorni  scorsi all'interno
  della Maggioranza. Se ne  prenda atto. L'onorevole Fleres poco fa
  ha addirittura parlato di  maggioranza  formale  e di maggioranza
  informale dicendo, con grande  chiarezza,  che  aleggia  anche lo
  spettro del venir meno della maggioranza e dello stesso Governo.
       Credo che  dinanzi a queste provocazioni che, tutto sommato,
  sono costruttive perché tendono a chiarire il quadro politico.
       Occorre una iniziativa  ed una risposta da parte del Governo
  e del Presidente  della Regione che registriamo ancora, in questo
  momento, in questi minuti,  del  tutto  carente e mancante e che,
  comunque, per dare un  senso  alla nostra presenza stasera qui in
  una giornata che è  importante, che è importante per quanti fanno
  politica italiana a  prescindere  dalla posizione che hanno preso
  rispetto al referendum,  deve avere una giustificazione seria che
  finora ancora non si intravede.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole  Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE. Signor  Presidente,  signor  Presidente  della Regione,
  Assessore per il bilancio e le finanze, onorevoli colleghi, io mi
  attengo alla finanziaria  per quello che riguarda alcuni commi di
  questa finanziaria e  quindi  gli  emendamenti che ho presentato,
  che abbiamo  presentato  come  componente  politica,  come  Forza
  Italia.
       Debbo però  riprendere  un  passaggio, non  certamente molto
  felice, dell'onorevole  Speziale  perché  francamente non avevamo
  bisogno di una  provocazione  per iniziare i lavori d'Aula questa
  sera. Avevamo, invece,   bisogno di più serenità per affrontare i
  veri problemi che sono tanti.
       Però l'onorevole Speziale  ha detto con chiarezza quello che
  pensa, e quindi quello  che  pensa  il  Governo, quello che pensa
  questa maggioranza ed ha  detto  che  porrà  la fiducia. E questa
  fiducia  viene  posta   sull'onda   di   fare  cadere  tutti  gli
  emendamenti, ma  non  quelli  dell'opposizione  ma,  soprattutto,
  quelli della maggioranza perché  mi  pare  che  il  punto  non  è
  l'opposizione, che ha  dichiarato  e che dichiara di confrontarsi
  sui veri problemi, ma  è  la  maggioranza  che  ha presentato 200
  emendamenti su un maxi emendamento.
       200 emendamenti  presentati  dalla  maggioranza suonano come
  2.000,  20.000,  200.000  emendamenti  e  non  certamente  i  400
  emendamenti presentati dall'opposizione  che, se poi li andiamo a
  vedere alcuni, sono  ripetitivi  e quindi sono passibili anche di
  riduzioni.
       La realtà è, amici miei, che qui non si vuole toccare nulla.
  Qui ci sono ormai  le  caselle ben sistemate perché altrimenti se
  si tocca una cosa si impazzisce.
       Non si vogliono  dare  risposte  ai  cittadini  e  quindi ai
  siciliani, non si vuole  affrontare il vero problema che è quello
  del riordino del  territorio, mentre questa mattina abbiamo avuto
  un incontro nella  sede  del Gruppo DS dove c'erano dichiarazioni
  di grande disponibilità  a  trovare una soluzione, presenti altri
  parlamentari, altri gruppi  politici  mentre non si vogliono dare
  risposte, onorevole  Presidente  della Regione, ad altri problemi
  importanti come quelli  che  vedono  impegnati  in questo momento
  anche i dipendenti  della  Regione  siciliana con la soppressione
  del fondo, per quanto  riguarda i prestiti e le cessioni, sia per
  quanto  riguarda quelli  in  servizio  che  quelli  che  sono  in
  quiescenza.
       Non si vuole affrontare il problema dei deboli, non si vuole
  affrontare il problema  delle  attività  produttive, non si vuole
  affrontare nulla perché  questo  Governo deve tirare a campare, e
  chissà ancora per quanti giorni, senza realizzare una politica di
  sviluppo del territorio e quindi della Regione siciliana.
       Questa è una offesa al Parlamento perché l'opposizione, e lo
  hanno detto tutti  i  parlamentari  che  sono  intervenuti,  caro
  Presidente, hanno dato la loro più grande disponibilità, non solo
  all'eventuale  ritiro   di   emendamenti  ma  la  possibilità  di
  stabilire un percorso, come noi avevamo stabilito, e quando avete
  detto  che  facevamo  ostruzionismo  noi  abbiamo  ricondotto  la
  situazione, abbiamo ritirato i 5.000 emendamenti.
       Come questa  sera  siamo  disponibili, signor  Presidente, e
  soltanto  lei   lo   può   consentire, onorevole  Capodicasa,  di
  riprendere il cammino verso un lavoro più sereno e non certamente
  fatto a colpi di mano.
       Questa è la  grande  realtà,  caro presidente della Regione,
  lei deve dire a chiare  note  che  cosa vuole fare questa sera in
  Parlamento.
       Noi abbiamo detto che siamo pronti a discutere, a migliorare
  questa finanziaria per  realizzare  un grande obiettivo e per far
  sì che venga  fuori  l'emendamento  che  serve, che aiuta e non è
  certamente  l'inciucio   che   si  cerca  in  questo  momento  in
  quest'Aula.
       Non abbiamo bisogno di inciuci, anzi lo abbiamo dimostrato e
  lo  dimostreremo,  e  anche  questa  sera  se  non  ci saranno le
  condizioni  andremo  avanti  perchè  è  giusto  che  noi facciamo
  sentire  la nostra voce su problemi importanti; ci sono cittadini
  che  aspettano  una  risposta e questo Parlamento è inadempiente.
  Ecco perchè  io mi rivolgo a Lei, al suo senso di responsabilità,
  al  suo  animo, alla sua intelligenza. Faccia un salto di qualità
  nella politica. Venga questa sera a discutere, anche a sospendere
  se  è  il  caso, per definire l'ultimo percorso per approvare una
  finanziaria che può essere alleggerita, che può essere integrata,
  ma  che  può  rappresentare  un  punto  di  incontro tra tutte le
  categorie sociali.
       Questo  e  quello che noi vogliamo dall'opposizione e noi di
  Forza  Italia  non  abbiamo  bisogno di altro, abbiamo bisogno di
  chiarire  qual'è  il  rapporto  con  questo  Governo,  con questa
  maggioranza,  se  esiste  o non esiste. Non è certamente porre la
  fiducia  che  aiuta  i  lavori di questo Parlamento e limitare il
  confronto  e  quindi  il dibattito. Il Paese ha bisogno di capire
  effettivamente che  tipo  di Governo ha e se questo Governo non è
  in  grado  di  affrontare  i  problemi, che vada immediatamente a
  casa.  Questi  sono  i veri problemi che noi vogliamo mettere sul
  tappeto.
       Allora,  come  dico  una  cosa ne dico un'altra e faccio due
  esempi per evitare di dire che tutto va male.
       Su  questa  Finanziaria  ci  sono cose che vanno dette e non
  sono   il   frutto  del  "fuoco  di  Sant'Antonio"  dell'allergia
  dell'onorevole   Speziale,   che  può  bloccare  una  ipotesi  di
  eguaglianza  e  di  diritti  dei  cittadini  o di negazione di un
  diritto o di una sospensione di un diritto.
       Questo è il Parlamento che deve legiferare e deve legiferare
  in  sintonia  con  quelli  che  sono  i  bisogni.  C'è un esempio
  favorevole che devo fare e leggo perchè è giusto che sia così per
  una  interpretazione di una norma, come farò un altro esempio che
  vale  la  pena  riprendere perchè non è certamente favorevole. Ed
  allora, Caro  Presidente,  m i riferisco al comma 31, lettera e):
  "In    discussione    appare   meritevole   poichè   giustificato
  dall'esigenza di  avviare  a serie difficoltà di applicazione del
  testo normativo  in  atto  vigente  ed  a  possibile disparità di
  trattamento  che  interpretazioni  riduttive dello stesso operate
  dagli  organi consortili, potrebbero determinare in contrasto con
  quello   che   era   l'intendimento  del  legislatore.  La  norma
  transitoria posta  al  quarto  comma dell'art.  30 della legge 29
  del '95  deve  infatti coordinarsi sotto il profilo logico con le
  precedenti   disposizioni   del   medesimo   articolo  di  legge.
  Disposizioni con  le  quali  nella  prospettiva  di una revisione
  della disciplina  di sviluppo delle aree di sviluppo industriali,
  è  stata  sancita la equiparazione dell'attività di distribuzione
  commerciale  all'attività  di  produzione industriale.  Se dunque
  questo  è  l'indirizzo  segnato dal legislatore nella prospettata
  riforma  della materia, appare irragionevole la misura apprestata
  dal  comma   31   in   esame  tesa  a  conservare  quelle  realtà
  imprenditoriali che  già prima della legge 29 del '95 hanno posto
  in   essere   iniziative   economiche   ora   legittimate   dalla
  equiparazione,  alla  distribuzione  commerciale  alla produzione
  industriale  prevista  da  tale  legge.  La novellazione proposta
  quindi   deve  essere  condivisa  poichè,  coerentemente  con  la
  finalità  sottesa  al  complesso delle disposizioni dell'art.  30
  della legge  29  del  '95 offre un testo normativo che interpreta
  chiaramente l'intendimento del legislatore e che non si presta ad
  interpretazioni  riduttive  che  potrebbero in effetti esporre la
  norma  a  dubbi di legittimità costituzionale.  Differenziare, ad
  esempio,    le    posizioni   in   relazione   alla   circostanza
  dell'intervenuta o  meno  adozione di un provvedimento formale di
  revoca  dell'assegnazione  dell'area  potrebbe  dar  luogo ad una
  violazione del principio costituzionale di eguaglianza. Ripeto di
  eguaglianza. Dal momento che situazioni sostanzialmente identiche
  riceverebbero  un diverso trattamento normativo.  A Tal proposito
  non si  può  non evidenziare che la modifica proposta consente la
  regolarizzazione di situazioni che inizialmente non conformi alla
  legge oggi  sono  certamente  legittime  e non il mantenimento di
  attività ancora  non  consentite  dalla legge.  Non avrebbe alcun
  senso, in definitiva, continuare a penalizzare imprese che adesso
  per   effetto  della  equiparazione  stabilita  dal  primo  comma
  dell'art. 3 della legge 29 del '95, tra distribuzione commerciale
  e  produzione  industriale,  potrebbero  legittimamente  svolgere
  l'attività per la quale le si dovrebbe invece sanzionare. D'altra
  parte,  l'oggettiva  valenza  della  norma  in  discussione  trae
  legittimazione   e  giustificazione  dell'interesse  generale  di
  mantenere in essere iniziative di impresa in termini di incidenza
  sull'economia  dell'Isola e di ricaduta sui livelli occupazionali
  hanno significativo rilievo.
       Non  par  dubbio, allora, che agli interessi collettivi che,
  con   la   modifica   proposta   verrebbero  salvaguardati,  sono
  prevalenti  rispetto all'esigenza del rispetto di una legittimità
  ormai  solo   formale  e  superata  e,  per  tal  verso,  ricorre
  certamente  tra le innovazioni, la innovazione normativa proposta
  e le  peculiarità della situazione oggettiva che ne forma oggetto
  quale   imprescindibile   necessità   di   intervenire   con  una
  disposizione  di carattere speciale che, secondo gli orientamenti
  della Corte  Costituzionale  - che ha legiferato con una sentenza
  n. 94 del  30  marzo  1995  -  può legittimare gli effetti di una
  norma di deroga alla disciplina generale.
       Siccome discende dall'articolo 41 della Carta Costituzionale
  l'iniziativa economica deve essere non in contrasto con l'utilità
  sociale, ma  al  contrario deve svolgersi in modo da rispettare e
  tutelare  le  esigenze  del consorzio sociale, con l'approvazione
  del comma  in  esame  si  può  dare  concreta applicazione a tale
  principio costituzionale."
       Allora dico  che il Governo ha fatto bene ad inserire questo
  comma perché  rappresenta  un momento di uguaglianza e di diritto
  rispetto a  determinate  situazioni  ed  allora  il problema è un
  altro, caro  onorevole  Zanna,  io ho detto una cosa buona, ma ne
  dico altre  che  non  sono buone ed ho fatto riferimento agli usi
  civici.
       Amici miei,  colleghi  e siciliani, gli usi civici si devono
  accompagnare  con  il  riordino urbanistico. Gli usi civici senza
  riordino  urbanistico  non possono essere calati in questa realtà
  e, quindi,  se  c'è  un problema eventualmente che il Commissario
  dello Stato  deve  interpretare,  deve  essere  anche  quello  di
  rivolgersi a  questi argomenti, che sono argomenti non certamente
  legittimati e,  quindi,  che  hanno  possibilità di ascolto in un
  Parlamento come  questo, che  è  un  Parlamento  che vuole essere
  all'altezza del proprio compito.
       Quindi,  usi  civici  e  riordino  urbanistico  che vadano a
  braccetto  per  sanare  situazioni  e  per  risolvere problemi di
  tanta, tanta  gente  che,  se  noi andiamo a vedere quanti sono -
  circa 200  mila  famiglie  - vivono il dramma della demolizione e
  dell'acquisizione al patrimonio comunale.
       Parlerò  più  avanti  e parlerò di altri problemi importanti
  come questi  che  sono  rappresentati  e  sono  qui  dentro e che
  meritano ascolto e meritano soprattutto la nostra approvazione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ricotta, ne ha
  facoltà.

     RICOTTA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente   della  Regione,  dall'andamento  dell'andamento  dei
  lavori si  capisce benissimo che noi siamo in Aula esclusivamente
  per perdere  del  tempo,  a  quanto  pare, perché il disinteresse
  credo che  sia totale, l'assenza dell'Assessore al Bilancio ci fa
  capire   l'importanza   che   il  Governo  attribuisce  a  questa
  discussione che  si  sta  svolgendo  in  Aula. Un'Aula che, a mio
  avviso, è  completamente  confusa  su  quelli  che  sono i propri
  ruoli, perché  in  essa  si  è  visto  l'onorevole  Speziale, che
  dovrebbe  rappresentare  la  maggioranza,  parlare  come  il capo
  dell'opposizione, oratori dell'opposizione che hanno parlato come
  componenti  della maggioranza.
       Io credo che sia necessario porre, innanzitutto, dei paletti
  su quelle che sono le funzioni di ciascuno di noi.
       Quest'Aula  in questa legislatura ha lavorato pochissimo, ha
  discusso    molto,   ma   inutilmente.   I   novanta   componenti
  dell'Assemblea per  la  maggior  parte  non  frequentano i lavori
  d'aula,  una   decina  di  persone  che  credono  di  essere  più
  intelligenti degli  altri,  ma che in realtà sono solo dei furbi,
  ritengono con  il  loro  atteggiamento, che spesso è ipocrita, di
  plagiare i  lavori  e  lo  ritengono  dando,  in virtù delle loro
  posizioni,  delle   direttive   che  sono  del  tutto  anomale  e
  l'atteggiamento   dell'onorevole   Speziale  che  da  capo  della
  maggioranza ritiene  di  accusare  gli altri di inciuci, di voler
  trattare  in  separata  sede  argomenti  che  interesserebbero  a
  livello  personale  denuncia  un  atteggiamento ben conosciuto da
  parte  sua  che è quello, appunto, dell'atteggiamento manifestato
  accusando gli altri.
       Io  ritengo,  onorevole  Presidente,  che  quest'Aula  abbia
  bisogno soprattutto di chiarezza. Stamattina sentendo l'onorevole
  Piro che rispondeva - onorevole Presidente Capodicasa dal momento
  che l'onorevole Piro non è presente è giusto che almeno lei senta
  le cose che ho da  dire  -,  che  è  intervenuto  in  risposta di
  determinati  interventi  di  onorevoli  colleghi,  disse  che  il
  Governo aveva accettato  determinati  emendamenti che erano stati
  ritenuti idonei, e  ha  fatto  l'esempio  degli emendamenti della
  terza Commissione. Ora, io  dico:  con  quale criterio il Governo
  ha  ritenuto  di  accettare  determinati  emendamenti  che  erano
  scaturiti dalla terza Commissione  e non ha ritenuto di accettare
  gli emendamenti che erano usciti fuori dalla riunione della sesta
  Commissione  che   erano   esclusivamente   emendamenti  tecnici,
  emendamenti che dovevano  servire  a  far  funzionare  meglio  le
  aziende ospedaliere e le aziende sanitarie?
       Ebbene,  forse  perché   per  gli  emendamenti  della  terza
  Commissione c'erano interessi  particolari  o  erano  proposti da
  persone che erano  più  sensibili  agli  atteggiamenti che dicevo
  prima?
       Onorevole Capodicasa, io credo  che  il suo Governo si debba
  distinguere soprattutto per  un atteggiamento diverso, perché era
  il modo con cui si  è  atteggiato  lei  prima  che lei diventasse
  presidente di questo Governo. Lei si riteneva progressista, aveva
  sempre accusato gli altri  di poca trasparenza. Ebbene, in questa
  finanziaria ci sono  molti  punti  oscuri,  molti emendamenti che
  avrebbero dovuto avere  accoglienza non sono stati nemmeno tenuti
  in considerazione, altri sono  stati  ammessi  e  non  si capisce
  come. Non solo, ma se è  vero  quello  che si dice in giro che si
  sta   preparando  un  ulteriore  sub-emendamento  sostitutivo  di
  quest'altro per accontentare altre personale, o altri deputati, o
  altri Gruppi,  io  credo  che  questo è ancora più sconveniente e
  quell'atteggiamento che l'onorevole Speziale ha  voluto porre per
  altri, evidentemente sta servendo al  Governo  e  all'opposizione
  per cercare di ottenere dei consensi che magari in atto non ha.
       Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che questo
  atteggiamento, che ormai  più  di  due anni si è tenuto in questa
  Assemblea, debba  faccia  riflettere, non si può andare avanti in
  questo modo,  questa  Assemblea  è  stata  in  questa legislatura
  quella che ha prodotto meno.
       I disegni di legge che  si  sono  affrontati  sono stati non
  solo  sparuti  come  numero,   ma  anche  come  qualità,  se  noi
  consideriamo che solo per una punti  di orgoglio si è riuscita ad
  esitare il disegno di legge sulla legge-voto.
       Signor  Presidente, quando  io,  giorni  fa,  sollecitai  la
  maggioranza ad onorare la sua  dignità,  e  a vedere se veramente
  questa  maggioranza  aveva   i   numeri   quando  lei,  onorevole
  Presidente,  aveva chiesto la  fiducia,  io  credevo  che  questa
  maggioranza volesse cambiare  effettivamente  regime.  Invece, la
  paura di contarsi, non solo  da parte della maggioranza, ma anche
  forse  dell'opposizione,  ha  condotto  tutti  a  fare  un  passo
  indietro,  l'opposizione  ha  ritirato  i  suoi  emendamenti,  la
  maggioranza ha ritirato la fiducia che aveva chiesto.
       Ebbene, signor  Presidente,  credo  che  lei debba dirci che
  cosa intende  realmente  fare  con  la  finanziaria,  con  la sua
  maggioranza e quale futuro debba avere questo Governo.
       Credo   che   lei  debba  soprattutto  rispondere  a  queste
  sollecitazioni,  non  possiamo  continuare ancora in questo stato
  confusionale, che non  giova  certo  al  suo  Governo e non giova
  nemmeno alla Regione Sicilia.

     VIRZI'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà tutta
  questa vicenda  è  cominciata  male  perchè, più  che partire dal
  sistema nervoso  centrale  della  politica  è  partita  da quello
  neurovegetativo,   riflessi  automatici,  muscoli,  digrignar  di
  denti, la  conferenza  stampa  di  Claudio  Fava, il vostro nuovo
  segretario  regionale, democraticamente indicato dal Nord Italia,
  il quale ha  dato anche alla regione Siciliana le sue chiarissime
  lineari  indicazioni  per riportare serenità nel nostro dibattito
  politico e ci  ha  comunicato  in  anticipo che su ogni passaggio
  qualificante nella vita politica di questo Governo, sarebbe stata
  posta la fiducia.
       Un atteggiamento che una  tantum  è  sostenibile perchè ogni
  Governo  ha  la  sua   ultima  barricata,  la  sua  bandiera  più
  importante  da difendere,  ma  che, proposto  costantemente  come
  metodo di confronto con  l'Aula, diventa francamente una cosa che
  svilisce il dibattito parlamentare ed alle parole hanno seguito i
  fatti  perchè  quando  si   parla   di   sereno   confronto,   di
  ostruzionismo a una serie  di  livelli  importanti e qualificanti
  questa  maggioranza  ha rifiutato  di  accedere  al  confronto  a
  livello di Commissione  parlamentare, si  ha  un  bel dire che si
  parla  nei  corridoi,  ma  questa  maggioranza  ha  disertato  le
  Commissioni parlamentari  che sono la sede istituzionale per fare
  un confronto serio  sulle cose e non sui passaggi regolamentari o
  sulle pieghe  del  Regolamento  che  permettono  di bloccare o di
  procedere più velocemente.
       Avete  dato  sin  dall'inizio  l'idea  di  approcciare tutto
  questo  snodo  della  vita  politica siciliana con truculenza.
       Credo di  non  rivelare  alcun segreto di Pulcinella se dico
  che molto  probabilmente stiamo parlando di un documento che dopo
  avere totalmente  riscritto  vi  preparate  forse  a mandare alla
  terza edizione  per  prendere  di nuovo di contropiede l'Aula con
  discorsi estremamente  vaghi  e,  voglio  dire,  non  ci  si  può
  permettere di essere vaghi in un'Aula parlamentare.
       Abbiamo  recepito  qualche  cosa  di  qualche deputato della
  minoranza,   beh,   ma  in  questo  io  vedo  consociativismo.  I
  confronti o si fanno politicamente o non si fanno.
       Non  è consentito a nessuno dire:  abbiamo recepito, abbiamo
  sentito,  abbiamo  colto  lo  spirito,  abbiamo  visto  lì dietro
  qualcun'altro.
       Credo di  potere  anticipare che francamente non si può dire
  che la minoranza  abbia ecceduto di fronte a quarantuno pagine di
  testo normativo quando ha presentato 13 emendamenti a deputato.
       Ma questo è ostruzionismo?
       Io mi  trovo  nel  conflitto di coscienza forse di non avere
  fatto il  mio  dovere  intero di parlamentare di fronte ad intere
  categorie  sociali,  a gruppi sociali o moralmente costituiti, di
  fronte ad  interessi  legittimi.
       Ho fatto  13,  15 emendamenti e radio tam-tam del Parlamento
  mi dice  che  c'è  qualcuno che sta digitando un nuovo trucchetto
  contro l'Aula,  ma  potete  presumere  che noi non vi chiediamo i
  termini di  Regolamento  o che dobbiamo stare ancora qua a fare i
  finti  deputati  perché  voi  volete fare i governanti esecutivi,
  stile Bettino  Craxi.
       Ma attenzione,  non  si  scherza così con un Parlamento  Qua
  ricadiamo nella  politica buona, nel senso che in tutto questo io
  vedo una lezione. Voi avete tuonato contro il Governo Provenzano,
  contro   il  Governo  Drago,  parlando  di  leggi-Arlecchino,  di
  leggi-omnibus ed  oggi  queste  definizioni  vengono da dentro la
  vostra maggioranza, non  c'è  più  bisogno  che le diciamo noi le
  cose.
       Autorevoli  esponenti  di  questa maggioranza, che non avete
  mandato  né   all'Elba,   né   a   Sant'Elena  e  che  non  avete
  scomunicato, hanno dichiarato alla stampa siciliana che in questa
  finanziaria  ci  sono  delle  cose non trasparenti, poco limpide,
  passaggi  clientelari,  dichiarazioni testuali di esponenti della
  maggioranza.
       Allora, per evitare di fare  balletti  inutili, di rinfacci,
  credo che nel  passaggio  dal  primo  testo  al secondo testo, la
  minoranza ha  ridotto  all'osso  le  sue obiezioni, portandole da
  5.000 a 4.000.
       Se avessimo  di  fronte un Governo che scegliesse il sistema
  corticale, il  celebro-nobile,  se avessimo di fronte persone che
  vogliono fare  politica  e non atteggiarsi a 'don rodrighi', beh,
  si direbbe: ma cari amici della minoranza, ma in fondo all'anima,
  stampate in fondo  al  mesencefalo,  ma  non ci stanno scritte le
  tre,   quattro,   cinque   cose  importanti  che  considerate  di
  principio. Qua si è girato attorno agli argomenti.
       Io,  sia  sull'esercizio provvisorio, che sulla finanziaria,
  mi sono permesso  di  entrare nel merito e di dire che non si può
  continuare   a   procedere   sul  terreno  delle  privatizzazioni
  presupponendo un cammino meramente amministrativo, senza indicare
  percorsi netti, chiari.
       Io sono  contrario  a  buttare i bambini con l'acqua sporca,
  liquidiamo l'ISMIG,  ma  quanti sanno che cosa è l'ISMIG, e della
  gente che lavora lì e che ha fatto dell'ISMIG il secondo istituto
  a  livello  nazionale per quanto riguarda le protesi ortopediche,
  che ne  vogliamo  fare?  O siamo in una logica di privatizzazione
  che vuol dire regalo puro e semplice ai privati amici, ancora una
  volta
       Noi  nella legge sullo scioglimento dell'Ente minerario, sia
  pure con l'obiezione che noi abbiamo mosso, ma abbiamo tentato di
  individuare un  cammino, per il futuro dei dipendenti, qua non si
  dice nulla e poi, credo che non si risponda a obiezioni fondate e
  circostanziate, con i  numerini, con i comma, con le virgole, con
  i capitoletti, noi vi abbiamo fatto l'elenco di tutte le cose che
  non sono mai  state discusse in quest'Aula, che non hanno dignità
  parlamentare, che  non sono passate dalle commissioni e che avete
  inserito surrettiziamente  in questo documento che ci volete fare
  ingoiare con l'arroganza e la prepotenza.
       Credo che le obiezioni formali, in un Parlamento, abbiano un
  valore sostanziale.  Ricordo,  per  non  dire altro, che in terza
  commissione, perché  sostituivo un mio collega, abbiamo votato un
  emendamento   aggiuntivo   all'articolo   che  riguardava  l'Ente
  acquedotti siciliani, in  cui  si diceva: sì, si proceda pure, ma
  nel contesto di  un  globale  recepimento della legge Galli e, in
  ogni caso, si  proceda  con  una legge apposita, perché ciò che é
  stato istituito  per  legge  non  può essere sciolto con semplice
  atto amministrativo.
       E,  fra  parentesi,  non si riscrivono tutte le leggi, tutto
  ciò  che  riguarda  il turismo, con un emendamento di otto pagine
  frettolosamente  consegnato  all'Aula,  per  fare  inghiottire il
  curaro insieme allo zucchero che sta attorno alla capsula.
       Credo che  serva  un  momento  di  saggezza,  credo,  signor
  presidente  dell'Assemblea,  che  in  questo  momento sarebbe più
  dignitoso  per  tutta  l'Aula  se, vicendevolmente, maggioranza e
  minoranza, previo  un  saluto cavalleresco e da persone per bene,
  si concedessero  una  pausa di riflessione per opportune riunioni
  politiche e momenti di confronto di almeno una mezz'ora.

     CIMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, con sorpresa
  notiamo  come  oggi questo Governo, con la solita arroganza e con
  il  solito comportamento vuole imporre ai siciliani degli atti di
  imperio,  degli  atti di autorità, senza alcun dibattito né nelle
  piazze, alcun dibattito parlamentare nelle rispettive commissioni
  di  merito,  alcun  dibattito  parlamentare  voluto  e  dovuto in
  quest'Aula.
       All'insediamento,    questo    Governo    ha   fatto   delle
  dichiarazioni  programmatiche  di  largo  respiro, poi, ha voluto
  presentare  una  finanziaria  che doveva rappresentare il momento
  determinante  e  qualificante  di un programma di una coalizione,
  finanziaria  che,  per colpa della stessa maggioranza e non certo
  per  le minoranze assembleari, é stata ritirata per presentare un
  maxi-emendamento  che  rappresenta,  solo  ed  esclusivamente, la
  finanziaria stessa con lo stratagemma regolamentare di far cadere
  gli  emendamenti,  non  tanto  dell'opposizione,  ma della stessa
  maggioranza.  Ed  oggi, una maggioranza in crisi, una maggioranza
  divisa sulle idee, sui programmi e sui progetti, vuole imporre un
  maxi-emendamento votando la fiducia a questo stesso Governo.
       Questo  mi  pare  un atto costituzionalmente illegittimo. Mi
  pare  anche  difficile  che  in questa Assemblea possano esistere
  precedenti di questo genere, leggi fondamentali per questa terra,
  leggi   che   dovrebbero   privilegiare  le  classi  deboli,  che
  dovrebbero  privilegiare  l'occupazione ed i lavoratori siciliani
  che  oggi  sono  in  piazza,  anche  davanti  l'entrata di questo
  Palazzo,  votate  senza  alcun lavoro di commissione, senza alcun
  dibattito   con   le   forze   parlamentari  presenti  in  questo
  Parlamento.
       Cosa  dire poi, di atti costituzionalmente illegittimi, come
  quello riguardante il prestito per i dipendenti regionali? Questo
  Governo vuole  produrre con una finanziaria poco credibile, delle
  situazioni che  la  Sicilia  non può accettare, non può accettare
  perché  nelle pagine  dei  giornali  di  ogni giorno la crisi che
  stiamo vivendo,  lo  sfascio  che è presente negli assessorati di
  questa Regione,  uno per tutti forse l'assessorato più importante
  quello alla sanità, dove si nota, quotidianamente, la mancanza di
  progettualità e  la  mancanza  di  volere  riordinare  uno schema
  legislativo che,  anche  a  livello  nazionale,  aveva  dato  nei
  manager un ruolo di cambio di gestione, un ruolo di produttività.
       Non si è proceduto a nessuna verifica, non si è proceduto al
  cosiddetto premio incentivante, cose che il Governo della passata
  coalizione aveva voluto portare avanti.
       Ma quale risposta si vuole dare a quei dipendenti o a quelle
  personalità  che  hanno  creduto  nell'ente acquedotti siciliani?
  Oggi  le  stesse  opposizioni che potevano avere un'idea concreta
  anche sulla privatizzazione dell'EAS non possono presentare alcun
  emendamento,  non  possono portare avanti alcuna idea progettuale
  di gestione privata o di azione liberal-democratica perché questo
  Governo  pensa  con  la  debolezza, direi, e non con la forza dei
  numeri, ma con la debolezza dei numeri, con la debolezza di chi è
  pronto  ad  uscire dall'Aula, a fare passare senza alcuno studio,
  senza  alcuna  analisi,  una  legge  finanziaria  che  blocca  la
  Sicilia, che crea il caos in enti e in strutture determinanti per
  la  politica  del  rilancio  economico ed occupazionale di questa
  terra.
       Ed  allora  io  sono  convinto  che  così  come  il  Governo
  Capodicasa  ha  ritirato  la  finanziaria,  debba ritirare questo
  maxi-emendamento  per potere iniziare immediatamente il dibattito
  sul bilancio e dare alla Sicilia in termini certi e produttivi un
  nuovo  bilancio,  non  penso  che in questo periodo di difficoltà
  economica si possa andare avanti con la forza dei numeri o con la
  forza  dei  patteggiamenti  fuori  da  quest'Aula  e condivido le
  preoccupazioni di quei parlamentari che pensano che l'inserire un
  emendamento in  una finanziaria possa rappresentare il contentino
  su un progetto  e su una linea programmatica che questa Assemblea
  deve avere per  risolvere i grandi problemi della Sicilia che non
  si risolvono  sicuramente  con una maggioranza risicata e con una
  maggioranza che non  ha un progetto ed un programma comune se non
  la divisione di qualche poltrona e di qualche sotto-governo.
       La  nostra  linea  deve  essere  una linea che deve guardare
  avanti,  che  può  dare  alla  Sicilia ed al precariato siciliano
  delle  risposte,  delle  risposte  che  devono  venire  anche dal
  Governo nazionale.

     PRESIDENTE.  Non  essendoci altri iscritti a parlare, dichiaro
  chiusa l'illustrazione degli emendamenti.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Regione.

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, prendo la parola perché il dibattito che si è
  svolto  su  questa finanziaria e anche il tenore degli interventi
  svolti  adesso per l'illustrazione degli emendamenti dimostra che
  abbiamo, da  parecchie  settimane  ad  oggi,  sprecato  del tempo
  prezioso che  avremmo potuto utilmente sfruttare per approfondire
  la materia dal  punto  di  vista  del  merito  che  il Governo ha
  sottoposto alle Commissione  e poi all'Aula del lavoro per la sua
  approvazione.
       Del  contenuto,  del tenore e del significato del disegno di
  legge numero  884,  stralcio  del disegno di legge impropriamente
  definito "finanziaria"  ne  ha parlato più volte l'assessore Piro
  per cui io  non tornerò a sottolinearne da un lato l'urgenza e la
  necessità  ai   fini  di  un  contenimento  delle  spese,  di  un
  incremento delle entrate.
       Non starò qui  a  sottolineare  il valore che, per quanto mi
  riguarda, lo considero  di  svolta  ai  fini di un approccio alla
  materia finanziaria  da  parte della Regione siciliana che sia di
  carattere programmatorio,  cioè  in  grado  di  definire le linee
  essenziali di una programmazione in materia economico-finanziaria
  che ci faccia uscire dalla provvisorietà, dia certezza ai mercati
  finanziari, considerato  che  ormai,  da  un  paio di anni, siamo
  costretti a  ricorrervi  con  una  certa puntualità e soprattutto
  imposti per  il  futuro  un  modo  di  procedere,  individui  una
  disciplina che vada a normare la materia di carattere finanziario
  e di  bilancio  che finalmente faccia uscire dalla provvisorietà,
  da un certo genericismo e, diciamolo pure, anche da una occasione
  annuale  che   viene  ripetuta  ormai  da  alcuni  anni,  di  cui
  l'onorevole Virzì  poc'anzi  ha  fatto  oggetto di polemica e che
  riguarda il modo  di  come rendere flessibile il disegno di legge
  di bilancio, considerato  che nel corso degli anni, a causa degli
  interventi scriteriati  che  si  sono  prodotti,  è diventato uno
  strumento rigido,  incapace  ormai  di  essere  utilizzato per le
  finalità di  contenimento  della spesa, di riequilibrio dei conti
  che ormai tutti sentiamo come un'esigenza.
       Per potere  fare  questa  manovra si è individuata nel corso
  degli ultimi  anni, ormai è una prassi che si segue, quello dello
  strumento    del   disegno   di   legge,   impropriamente   detto
  "finanziaria".   Sottolineo  "impropriamente  detto  finanziaria"
  perchè, in realtà, una finanziaria non è.
       Nella  Regione  siciliana non abbiamo mai normato il ricorso
  ad uno  strumento  collegato  con il disegno di legge di bilancio
  che abbia  refluenze  sulla  manovra  di  bilancio e che però sia
  messo al riparo, per legge, da una pressione oggettiva che quando
  vengono   trattati  i  disegni  di  legge  non  avente  carattere
  specifico, oggettivamente si produce.
       Non c'è  intenzione  da parte di alcuno, io suppongo neanche
  dei governi  precedenti,  di fare del disegno di legge cosiddetto
  "finanziaria" una legge omnibus, tanto meno era una intenzione di
  questo Governo,  che  ha  voluto  tenere rigidi i confini di quel
  disegno  di legge, addirittura individuando quattro titoli, a cui
  poi se  n'è  aggiunto  un  quinto,  che  è  quello  relativo alla
  introduzione della  legge  Galli per il riordino del regime delle
  acque nella  nostra  regione e che avevano dei precisi connotati:
  il primo  era riferito alla disciplina in materia di bilancio, il
  secondo ai  controlli,  il  terzo al contenimento delle spese, il
  quarto all'incremento delle entrate.
       Quindi, credo che  sia  difficile  oggi dire che da parte di
  questo  Governo   si  è  voluto  proporre  un  disegno  di  legge
  "omnibus", aveva  ed ha un carattere che è strettamente collegato
  col disegno di legge di bilancio. Vero è che poi, nel corso della
  discussione si  sono  affacciati  elementi  che  sono in parte da
  giustificare,  visto  che,  come  l'onorevole Ricotta poc'anzi ha
  richiamato, quest'Aula da circa due anni e mezzo, quasi tre anni,
  legifera poco,  legifera  poco  e in modo saltuario, discontinuo,
  senza una programmazione dei lavori, legifera senza avere davanti
  a sè una  programmazione  di  ampio respiro che possa far dire al
  parlamentare, che  è  portatore  di  una  esigenza  di  carattere
  politico-programmatico,   che  se  non  può  fare  la  battaglia,
  avanzare la proposta  su  questo  disegno di legge sa che fra due
  mesi verrà all'esame dell'Aula un disegno di legge che ha materia
  analoga a quella di cui si fa portatore e che su quella potrà poi
  fare la propria battaglia, la propria proposta.
       Allora è  questa  la ragione per la quale i disegni di legge
  comunque formulati, che hanno però questo carattere che ci indice
  a  chiamarli  "finanziaria"  diventano  quasi  la sede decisiva e
  quasi il "giudizio universale" sull'attività del Parlamento, cioè
  diventano   quasi   l'unica  occasione  in  cui  l'Assemblea  può
  legiferare,  diventano  quasi quella sede che debba ricomprendere
  tutte le  esigenze  che  la  società  siciliana  propone nei suoi
  diversi  settori economico-sociali e che quindi diventa questo il
  momento   dove   ognuno,   dovendosi  fare  portavoce  dentro  il
  Parlamento di  esigenze  che  vengono  poste, sceglie di farlo in
  questa occasione.
       Credo che noi dobbiamo uscire da questa stretta via che si è
  indicata all'Aula  attraverso  una prassi ormai portata avanti da
  diversi anni.  Noi  dobbiamo,  cioé,  da un lato fare della legge
  finanziaria   una   vera  legge  finanziaria,  cioè  strettamente
  collegata con  le finalità di bilancio volta a rendere flessibile
  lo strumento del  bilancio  e  per  fare  questo noi non facciamo
  parole lo abbiamo  indicato nel primo Titolo del disegno di legge
  stralcio  laddove vengono individuate procedure che, definite per
  legge,  impediscono  dal prossimo esercizio finanziario in avanti
  che si possa  individuare la sede del disegno di legge cosiddetto
  "finanziaria"  per potere allocare scelte, indicazioni e proposte
  che sono, magari legittime, anzi senz'altro legittime ma che però
  possono   essere  considerata  materia  estranea  allo  specifico
  oggetto del disegno di legge.
       La stessa cosa,  poi, credo si debba dire per quanto attiene
  alle procedure  legislative.  Certo, se noi dovessimo pensare che
  chiusa questa  fase  -  come  ebbe  occasione di dire l'onorevole
  Virzì in  un  suo  intervento  alcuni  giorni  or  sono, peraltro
  successivamente ribadito nel corso di una dichiarazione resa alla
  stampa:  "che  fatta la finanziaria, poi quest'Aula chissà quando
  ritornerà a  riunirsi per legiferare in modo ordinario " - allora
  hanno ragione quei colleghi che temendo quest'eventualità premono
  perché  le proposte che hanno da avanzare vengano inserite dentro
  il disegno di  legge finanziario.  Ma in realtà noi non possiamo,
  signor  Presidente,  procedere  in questo modo.
       L'Assemblea deve  tornare  a  legiferare in modo ordinario e
  per   ordinario   significa  che  bisogna  fare  dello  strumento
  regolamentare cioè  del  Regolamento,  uno strumento che guidi ed
  orienti  l'attività  legislativa dell'Assemblea.
       Quindi, in  modo  ordinario  si  facciano  le  sedute  delle
  Commissioni che  esaminano  i  disegni  di  legge.  Uscire da una
  certa emergenzialità  che  ci  ha  indotto nel corso degli ultimi
  tempi - non mi riferisco a questi ultimi quattro mesi, perché  in
  fondo abbiamo  affrontato  tre,  quattro  grosse questioni, ma in
  generale sulla  legislatura  -  ci  faccia uscire da una rincorsa
  sull'emergenza.  Emergenza  che  c'è  onorevole Presidente perché
  credo che  noi  noi possiamo ritenere di svolgere una discussione
  avulsa da un contesto.
       Questa discussione  della finanziaria è innestata dentro una
  problematica che è un po' più vasta che ha indotto un po' tutti a
  giudicare questa fase  come  una  fase di estrema delicatezza nel
  corso della quale andrebbero affrontati i nodi strutturali quelli
  di  carattere   riformatore  che  necessitano  di  un  intervento
  strutturale e che noi,  per  quanto  ci  è dato possibile, stiamo
  cercando di fare  perché non abbiamo ritenuto di dover affrontare
  materie che non  siano  strettamente attinenti con un processo di
  riforma, uno dei  quali  era  quello  relativo  alla procedura di
  bilancio, al contenuto  del  bilancio,  alla pulizia della spesa,
  all'allocazione nuova di  risorse  e,  quindi, allo strumento che
  riteniamo  di  doverci   dare   con   questo   disegno  di  legge
  finanziario.
       Ecco, allora che  è  su questi temi che si pone il problema.
  E, io avrei capito, così come ho avuto occasione di dire in altro
  momento, se  l'opposizione  avesse scelto di misurarsi del merito
  di questo disegno  di  legge.  Avrei capito una sfida che venisse
  lanciata  alla  maggioranza  per dire se la scelta... Ora vediamo
  che  l'ha impedito, io a questo volevo arrivare, perché  da parte
  nostra  non  c'è  stata questa intenzione di impedire, perché noi
  avremmo preferito il confronto oppure lo scontro perché dentro la
  logica,  la dialettica politica, nessuno si può ovviamente dolere
  di questo,  è  nelle  cose,  io credo che siamo chiamati a questo
  compito,  quindi  è  fisiologico alla funzione che assolviamo nel
  momento  in  cui  siamo  eletti,  io avrei capito però che questo
  scontro  si  accendesse  sul  merito,  avessimo potuto nel merito
  affrontare le questioni.
       Io ritengo che  alcuni dei problemi che sono stati posti dai
  colleghi, anche   delle   opposizioni,  avevano  ed  hanno  delle
  motivazioni serie  tant'è  che  molte  delle  cose che sono state
  ribadite nel  corso  degli  interventi,  quelli  che  noi abbiamo
  ritenuto di  dovere espungere da un dibattito molto più generale,
  una parte  della quale aveva un carattere ostruzionistico, quindi
  in quanto tale era chiaramente motivato da altre ragioni.

     RICOTTA. Quelle  della  sanità  erano solo elementi tecnici ma
  non sono stati inseriti.

     CAPODICASA,  Presidente  della Regione. Onorevole Ricotta però
  le vorrei ricordare  che  il  clima in questa Aula tutt'altro era
  che  non  un   clima  che  ci  potesse  consentire  di  fare  una
  valutazione di  merito.  Se  questo  fosse stato io probabilmente
  ritengo che  sarebbe  stato  possibile fare un approfondimento di
  merito.  Allora,   quando   si  affronta  il  merito  le  ragioni
  prevalgono anche sulle piccole furbizie.
       Io credo che  il  dibattito politico in questa Aula anche in
  momenti del  passato quando si sono avuti scontri duri, conflitti
  anche accesi,  però anche in momenti che sembravano difficili, in
  cui sembrava  difficile  trovare un punto di composizione, quando
  il dibattito è vero, quando il dibattito è collegato con esigenze
  oggettive, poi la soluzione viene individuata e si trova.
       E alla fine  può anche essere una soluzione a maggioranza ma
  comunque è una  soluzione  che  passa, viene filtrata da un forte
  dibattito e da una forte attenzione anche politico-programmatico.
       Ovviamente quando  la  maggioranza  ha  proposto  il proprio
  disegno di legge  che  era  il  terreno  su cui chiamava l'Aula a
  pronunciarsi, e  noi abbiamo avuto fin da subito un atteggiamento
  da   parte  dell'opposizione  che  aveva  privilegiato  l'aspetto
  politico e  non  tanto  quello  di  merito,  noi  abbiamo  dovuto
  prendere atto che  questo  schema  era  in parte saltato, non c'è
  stato fino a  questo momento onorevoli colleghi io vorrei che ...
  l'onorevole Piro mi  risulta  che questa mattina ha fatto un po',
  ha  ripercorso   un  po'  le  tappe  dell'iter  parlamentare,  io
  ovviamente non  ci  ritorno, tutto questo ha compromesso ...  non
  si tratta  di  atteggiamenti  ormai  con  questo termine abusato,
  inciucisti o  atteggiamenti  consociativi,  si  tratta del libero
  confronto parlamentare perché  se non ci fosse questo noi avremmo
  un'altra cosa, avremmo regolamenti diversi, avremmo leggi diverse
  che regolano l'attività parlamentare.
       L'attività parlamentare  in  questo sistema è la sede in cui
  avviene il confronto  politico  di merito e poi si trova il punto
  di vista comune,  quando  si  può  trovare; se non si può trovare
  allora prevalgono le maggioranze, vi sono le opposizioni e ognuno
  poi è libero  nell'ambito  del  dibattito, che è esterno a questa
  Aula nella pubblica opinione di esprimere le proprie valutazioni.
  Per chi ha  votato valutazioni positive, di sostegno, per chi non
  lo ha votato valutazioni negative e di critica.
       Ovviamente a  questo  punto,  onorevoli  colleghi,  siamo al
  giorno 16 del  mese  di  aprile che costituisce quasi un tornante
  dal punto di  visto temporale perché noi non abbiamo da approvare
  solo la  legge  finanziaria,  noi  abbiamo da approvare ancora il
  bilancio, vi sono  dei  tempi  tecnici  che  sono i tempi tecnici
  necessari a  travasare  gli effetti della legge finanziaria nelle
  previsioni di  bilancio.  Vi  sono  i tempi tecnici relativi alla
  stampa  del  bozzone e della nota di variazione e tutto quanto ad
  esso  è  collegato.  Vi  sono i tempi tecnici dell'esame da parte
  del  Commissario dello Stato delle norme che dovremmo varare.  Io
  mi  chiedo,  se  dobbiamo rispettare, e questo è un interrogativo
  che pongo all'Aula, la scadenza del 30 aprile, mi chiedo come sia
  possibile  oggi, il 16 di aprile, invocare un dibattito di merito
  che  avremmo  avuto l'occasione di fare da circa un mese e mezzo.
  Avremmo  potuto  farlo  nel  tempo  in  cui  ci siamo impegnati a
  discutere  l'esercizio provvisorio, potevamo farlo quando abbiamo
  discusso  degli  ordini  del giorno, in altre occasioni.  Io sono
  pronto a farlo anche oggi. Ma vorrei che qualcuno mi indicasse la
  strada   conseguente  a  questa  scelta,  da  seguire  oggi,  per
  rispettare  i  tempi  che  sono  estranei  alla nostra volontà, a
  quella  maggioranza  e  dell'opposizione.  Sono  i tempi previsti
  dalle  norme  di legge. Se questo fosse stato possibile, io credo
  che  in  fondo  la scelta compiuta otto giorni fa, quando abbiamo
  sospeso  l'Aula  e  rinviato  ad  oggi,  era questa.  Cioè, nella
  giornata di oggi approfondire nel merito gli emendamenti e vedere
  se  era  possibile sfrondare dalla mole di emendamenti presentati
  un  numero  che  fosse stato conducente ai fini della discussione
  odierna  e  quindi  a  una  conclusione rapida, lo avremmo potuto
  fare. Anzi, direi addirittura che i termini dell'accordo che si è
  poi espresso nell'Aula erano esattamente questi.
       Io credo che, però, dobbiate  consentirci,  sia  maggioranza
  che opposizione, quando noi alle ore 21,30 del  giorno 16, domani
  è sabato e non è lavorativo, domenica è festivo....

     BRIGUGLIO. Siamo alla vigilia del referendum.

     CAPODICASA,  presidente della Regione....  Anche questo  è  un
  problema. Come sia possibile ricominciare da capo  di  fronte  ad
  una  mole di emendamenti che è così ponderosa.  Ho  sentito  vari
  punti di vista espressi da parlamentari della  minoranza. C'è chi
  ha detto ritiriamo gli emendamenti e lasciamo solo  quelli su cui
  vale  la pena di affrontare una discussione, vi  sono  altri  che
  hanno  sostenuto che se l'opposizione ritira i  propri  anche  la
  maggioranza deve farlo, in toto. E votiamo il  testo  così com'è.
  Io credo che bisogna intendersi su cosa fare.
       Se  vengono  ritirati  tutti  gli emendamenti  è  una  cosa.
  Valuteremo con le altre forze presenti in Aula, che non sono solo
  di  maggioranza,  bisogna  che  anche  tutte  le  opposizioni  si
  esprimano,  allora  si  può  anche   procedere  speditamente.  Si
  riformula il testo ....

     AULICINO. Bisogna formulare le ipotesi.

     CAPODICASA,  presidente della Regione..  E' quello  che  sto
  facendo, onorevole Aulicino. Sto riassumendo  le  questioni poste
  per  cercare  di trovare una soluzione. Non  sto  scegliendo  una
  strada piuttosto che un'altra.

     AULICINO. E' una scelta.

     CAPODICASA,  presidente della Regione.  Se lo fosse, onorevole
  Aulicino,  non  avremmo alcuna obiezione. Ho sentito anche il suo
  intervento.  Per  quanto  possa sembrare che sia stato distratto,
  le  assicuro  che  ho  ascoltato  il suo intervento, quello degli
  onorevoli  Strano,  Cimino,  li  ho seguiti tutti con attenzione.
  Abbiamo  ben  compreso  che  vi  sono  i  percorsi  differenziati
  rispetto al modo di procedere da qui in avanti.
       Allora,  da  un  alto, se fosse questa  la  proposta  allora
  sarebbe una proposta condivisa da tutti e potremmo andare avanti.
  Si  riformula il maxi emendamento perchè vi  sono  degli  aspetti
  tecnici che nel corso di questi giorni sono  stati valutati dagli
  uffici per una migliore formulazione del testo. Non  cambia ne la
  sostanza del testo ne viene introdotta altra materia. Una seconda
  strada  potrebbe  essere  quella,  come  dicono  i  colleghi,  di
  selezionare  alcuni  emendamenti  su  cui fare  il  dibattito  di
  merito. Ma badate che io so bene e anche voi ve  ne rendete conto
  che selezionare questo tipo di emendamenti,  cioè gli emendamenti
  su  cui  vale la pena svolgere un dibattito d'Aula, intanto è una
  questione  complicata.  Vorrei  capire  come  lo si fa, perché se
  Forza Italia, per bocca del suo capogruppo ha detto "noi possiamo
  selezionare  alcuni  emendamenti"  vorrei  sentire,  diciamo, una
  dichiarazione  altrettanto  impegnativa,  da  parte  degli  altri
  Gruppi,  anche  quello  della  maggioranza, perché  l'esigenza di
  discutere  alcune  questioni,  alcuni  temi, qualunque sia poi il
  voto  finale  dell'Aula che può essere anche quello di bocciarli,
  ma  comunque,  introdurli nel dibattito d'Aula è una esigenza che
  viene  dalla  minoranza,  ma  è un'esigenza che viene anche dalla
  maggioranza,  quindi,  alla  fine,  avendo enucleato un numero di
  emendamenti  e  trovato  un criterio, ebbene, io sono dell'avviso
  che anche questa non sia una strana fisiologica che ci porta alla
  conclusione  nei  tempi  che il Presidente dell'Assemblea, con il
  conforto  di  noi  tutti, ha scelto nella seduta precedente, cioè
  quella  della serata di oggi. Perché, proprio perché si tratta di
  alcuni  emendamenti  ponderosi, che comportano un dibattito sulla
  materia  abbastanza  serio  -  ed  è  la  ragione  per la quale i
  colleghi  chiedono che vengano posti in discussione - noi avremmo
  uno sfilacciamento ulteriore della discussione che, a mio avviso,
  è difficile gestire in questa fase.
       Altrimenti, abbiamo una  terza  soluzione  che  io  credo  a
  questo punto il Governo non  può  che  mettere  in  campo,  che è
  quella che avendo noi  sentito  il  dibattito  senza che si gridi
  all'nciucio  da parte di  alcuno,  ma  è semplicemente una prassi
  politico-parlamentare - ed è nella facoltà del Governo di poterlo
  fare - noi  potremmo  alla  luce  degli  emendamenti  presentati,
  tentare  una  valutazione   degli   emendamenti   quelli  che  la
  maggioranza riterrà, chiunque  può  ritenere  che  la maggioranza
  faccia bene o faccia male  poi  nella  scelta  finale,  ma  è una
  scelta della maggioranza per  cui  può  la  maggioranza, a questo
  punto,  scegliere, decidere  di  recepire  emendamenti  che  sono
  proposti  dall'opposizione,  ma  che  non  sono  contrattati  con
  l'opposizione; nel senso che è materia che la maggioranza ritiene
  che,  pur essendo  stata  proposta  dall'opposizione,  che  debba
  trovarsi ingresso, e si  assume  di  questo  la responsabilità di
  farlo e avendo ....

     AULICINO.  Si presuppone che l'opposizione dovrebbe scremare e
  presentare pochi emendamenti....

     CAPODICASA, presidente  della  Regione. Onorevole Aulicino, io
  non temo le ore di sospensione, purché non siano le decine di ore
  di sospensione, purché si  faccia  un  lavoro.  Però  deve essere
  chiaro, onorevoli colleghi, che  una  volta scelta una strada non
  possiamo tornare indietro; per cui, se la scelta è quella di fare
  una valutazione, il Governo farà quella valutazione sulla base di
  una propria facoltà che poi  l'Aula  è  libera  di criticare o di
  sostenere  e  su  quel   testo,   a  quel  punto,  il  Governo  è
  intenzionato a porre la fiducia  in  modo  tale  che non ci siano
  chiari  segni,  diciamo   così,   di  ulteriore  involuzione  del
  dibattito d'Aula, perché noi  abbiamo bisogno, dopo tanti mesi di
  discutere di finanziaria  e  dopo  tante  settimane  di dibattito
  d'Aula, di arrivare ad una conclusione.
       A noi sembra che questo  sia, oggi, il momento in cui devono
  essere  assunte  le decisioni.  Una  decisione,  ma  che  sia  la
  decisione che ci faccia concludere il testo.
       Allora, se stanno  così  le  cose,  onorevoli  colleghi,  la
  posizione del Governo è  chiara: noi riteniamo che questa sera si
  debba concludere la discussione, riteniamo di non compiere alcuna
  forzatura - ovviamente di  tipo  regolamentare,  mi  pare che sia
  scontato - ma tanto meno politica nei riguardi dell'opposizione ,
  vogliamo però trovare una  strada che sia quella conclusiva e sia
  una strada che  tenga  conto  delle  obiezioni  dell'opposizione,
  delle  proposte dell'opposizione,  ma  tenga  conto  anche  delle
  proposte  della  maggioranza   perché   la  maggioranza  non  può
  annullare  politicamente  se   stessa   solo  perché  abbiamo  da
  rispondere alle esigenze che provengono dall'opposizione.
       Quindi,  questa  noi  riteniamo.  In  ogni  caso,  onorevole
  Presidente, visto che  viene  richiesto  da  parte dell'onorevole
  Aulicino - lo aveva già detto dalla tribuna, lo ha riproposto ora
  dal proprio posto - un'ora di sospensione per una valutazione.
       Forse un'ora è troppo, forse sarebbe sufficiente mezz'ora.
       Però,  a  quel punto, signor Presidente, dobbiamo sapere che
  la  posizione  del Governo è ormai chiara:  o si trova un accordo
  che  ci vede tutti impegnati a concludere in tempi rapidi, oppure
  il  Governo  è  costretto  a  porre  la fiducia ed in questo modo
  consentire che l'Aula faccia la sua conclusione.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa fino alle 22.30.
       La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.47, è ripresa alle ore 01.45)

                       PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  1.10,  allegato  al  presente resoconto stenografico, interamente
  sostitutivo dell'emendamento 1.9.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  Presidente   della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'emendamento  poco  fa  presentato,  e  che
  riscrive il precedente 1.9  ovviamente non può che comprendere la
  formulazione di alcuni temi esaminati nel corso della discussione
  generale  e  presentati  anche  sotto forma di subemendamenti; su
  svariati  subemendamenti  l'Aula  potrà  tornare.  E' il caso del
  problema concernente le strutture edificate entro i 150 metri, le
  aree  di grande rilevanza ambientale e paesaggistica. Ma, siccome
  si tratta  comunque  di  una materia controversa che ha anche dei
  risvolti   di   varia   natura,   di  natura  penale,  di  natura
  amministrativa,  di natura ambientale, di natura urbanistica, noi
  riteniamo che  questa  materia può meglio essere affrontata in un
  dibattito   serrato,   nell'ambito   di   un   disegno  di  legge
  appositamente elaborato  -  mi  risulta  che  nel corso di questa
  settimana alcuni gruppi parlamentari hanno già depositato un loro
  testo -  credo  che  sarebbe  opportuno che altri gruppi ed altri
  parlamentari  individualmente  facciano  altrettanto in modo tale
  che, con una riflessione di carattere più organico, riconnettendo
  questi   temi  a  quelli  più  generali  della  salvaguardia  del
  territorio,  del  suo risanamento e della pianificazione nell'uso
  delle nostre risorse ambientali, possa finalmente trovare un'equa
  soluzione che sia soddisfacente per tutti.
       Ovviamente sarebbe assai  pi��  difficile  affrontare  in  un
  contesto improprio quale quello della finanziaria una materia che
  ha i connotati di cui ho prima parlato.
       Credo che in questo  testo  ripresentato  sia compreso tutto
  quanto era compatibile e ricomprensibile nel testo.
       E proprio perchè è  voluto  essere un documento offerto alla
  valutazione  di  quest'Aula,  delle  forze di maggioranza come di
  quelle  di   opposizione,   si  è  compiuto  uno  sforzo  teso  a
  ricomprendere il  più  possibile le tematiche, dal punto di vista
  della  compatibilità  del  testo  e  anche della legittimità, dal
  punto  di   vista   intanto   formale  ma  poi  anche  da  quello
  sostanziale; si  è  fatto lo sforzo di contenerle in modo da dare
  una risposta  la  più possibile ampia alle esigenze che l'Aula ha
  posto.
       Voglio anche aggiungere,  riprendendo un argomento che nella
  prima fase  di questa seduta abbiamo sostenuto, e cioè, l'augurio
  e anche  l'impegno  per quanto ci riguarda è che l'Aula non debba
  più affrontare  disegni  di  legge  che abbiano i connotati della
  legge   omnibus,   perchè   le   incongruenze  sia  di  carattere
  regolamentare,  sia  di  carattere normativo ed anche sostanziale
  che si  creano  in  questi  casi  sono  tali  da sconsigliare una
  procedura che abbia queste caratteristiche.
       Bisogna quindi tornare ad  una  ordinaria vita legislativa e
  il più possibile bisogna fare delle leggi finanziarie - così come
  sarà introdotto con la normativa contenuta nel disegno di legge -
  sarà possibile da ora in avanti fare.
       Per queste ragioni,  onorevole  Presidente,  come  Ella  sa,
  considerato  che  è  stato   anche   promotore,  direi  quasi  un
  mallevadore,  di  un  accordo che era intervenuto nella settimana
  passata.  Noi  riteniamo che debba concludersi entro questa notte
  il lavoro  sulla  finanziaria per ragioni ovvie di tempi ed anche
  per la  necessaria  dignità,  diciamo,  che  deve  essere data ai
  nostri lavori dopo avere dibattuto, dopo avere anche polemizzato,
  dopo esserci confrontati arriva sempre il momento della decisione
  ed è giusto che sia così.
       Per  queste  ragioni,   onorevole  Presidente,  non  essendo
  intervenuta   alcuna   novità  nell'ambito  delle  relazioni  tra
  maggioranza e  opposizione,  il  Governo  pone  la  questione  di
  fiducia   sull'emendamento   testè   presentato  con  un  preciso
  significato: non  si tratta, ovviamente, di una fiducia che ha il
  valore di  una verifica della maggioranza, per il semplice motivo
  che noi  apponiamo  la  fiducia  come  strumento  tecnico volto a
  concludere una  discussione;  non  è  questa la sede per fare una
  verifica;  non  è  questo  soprattutto  il  momento  per fare una
  verifica; la sede è questa ma non è questo però il momento.
       Quello  che  noi  riteniamo  è   invece   che  oggi  bisogna
  concludere  un  lungo  iter  procedurale,  parlamentare,  che  ha
  impegnato sia le Commissioni che l'Aula  per  diverso  tempo.  E'
  opportuno  che questo avvenga; avremmo  preferito  che  avvenisse
  nelle  forme classiche del dibattito  parlamentare,  però  non  è
  stato possibile per tutte le ragioni  che conosciamo.  Oggi siamo
  costretti a porre la fiducia a questo scopo, con questa finalità.
       Ed è per questa ragione che, nel  chiedere  la  fiducia  con
  queste caratteristiche, non mi rivolgo solamente alle forze della
  maggioranza, quelle che hanno votato la fiducia politica a questo
  Governo, ma mi rivolgo a tutte le  forze parlamentari, quelle che
  possono  essere interessate e sensibili  all'invito  che  io  ora
  rivolgo.
       Si tratta di una fiducia tesa a sbloccare una situazione che
  ha questo connotato. Io mi rivolgo in  particolare  alle forze di
  opposizione che continuano, probabilmente, a  rimanere  tali, che
  sono  Rifondazione  Comunista, le forze  del  Partito  Socialista
  Siciliano, altre forze che si sono collegate  con  il  Gruppo dei
  Liberaldemocratici, direi, anche le forze del  Polo, anche se non
  azzardo  tanto,  considerato che si  tratta  di  una  opposizione
  quella  di  carattere politico strutturata  che  ovviamente,  per
  ragioni  di  altra natura, non può  che  assumere  una  posizione
  diversa.
       Quindi è questo il motivo per  il  quale, Signor Presidente,
  avendo concluso questa fase così faticosa, chiedo a quest'Aula di
  dare   la  fiducia  con  queste   caratteristiche,   con   queste
  motivazioni.  Ci  sarà il tempo più avanti  di  fare  invece  una
  verifica  che abbia i connotati che devono  essere  dati  ad  una
  verifica  di  carattere  politico. Quando  questo  Governo  si  è
  insediato, nelle dichiarazioni programmatiche,  noi abbiamo fatto
  riferimento  ad  una  verifica  di  carattere  programmatico  che
  avremmo noi stessi richiesto, a conclusione di  una prima fase di
  vita di questo Governo, che però era legata  ad  alcuni punti che
  abbiamo  considerato prioritari ma che  coincide  anche  con  una
  esigenza di carattere politico.
       Con i prossimi appuntamenti di  carattere  istituzionale, di
  carattere  parlamentare,  di  carattere  elettorale,   si   va  a
  concludere una fase nella vita del nostro  Paese  e  della nostra
  Regione;  probabilmente  cambieranno  anche  delle  collocazioni,
  degli  orientamenti.  E' giusto che  questa  maggioranza  a  quel
  momento vada a verificare i punti  programmatici  che  sono stati
  concordati all'inizio del mandato di questo  Governo  e  quindi a
  quel  punto  questa verifica programmatica  già  contenuta  nelle
  premesse  può assumere il connotato di  una  verifica  piena  con
  tutte le forze che possono esservi interessate.
       Questo  è  quanto  noi  riteniamo  oggi   di  poter  dire  a
  quest'Aula e sulla base di  questo,  Signor Presidente, riteniamo
  di dovere dare conclusivamente il nostro  sigillo  finale  ad una
  discussione che ci ha impegnato per troppo tempo.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi, al fine  di  consentire  ai
  gruppi   parlamentari   un  rapido   esame   del   subemendamento
  presentato, la seduta è sospesa per trenta minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 02.00, è ripresa alle ore 03.07)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  Governo  ha presentato,
  come già  annunciato, l'emendamento di riscrittura del disegno di
  legge, sul quale emendamento è stata posta la fiducia.
       E' aperta la discussione.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor  Presidente,   signor   Presidente  della
  Regione, onorevoli colleghi, il Governo ha ritenuto di presentare
  un  nuovo  maxi  emendamento che io sono  riuscito  a  finire  di
  leggere  proprio in questo momento e  ho  trovato,  fra  l'altro,
  delle parti nuove in relazione all'altro maxi emendamento.
       Avevamo chiesto, l'onorevole Tricoli ed io, sia ieri mattina
  che nella seduta pomeridiana, che  la  Presidenza si pronunziasse
  per quanto riguarda il vecchio  maxi emendamento che, ovviamente,
  ora  è  superato,  su  quelle norme  che  noi  ritenevamo  essere
  improponibili in quanto non erano  state  oggetto,  ripeto quello
  che  ho detto nelle ore passate, del disegno  di  legge  che  era
  stato esitato il 17 marzo dalla Commissione  Finanze  e  che  era
  venuto in Aula.
       Noi  ritenevamo  che alcune di tali  norme  che  sono  state
  elencate   dall'onorevole   Tricoli    ieri    mattina,   fossero
  improponibili perché erano di oggetto  assolutamente  diverso dal
  testo della legge finanziaria stralciata.  Cioè,  si  trattava di
  norme  che  facevano riferimento o  ad  articoli  dell'originario
  disegno di legge che era stato presentato dal Governo, era andato
  in Commissione e poi la sera del 17  marzo  in  alcune  parti era
  stato stralciato, o di emendamenti presentati che nulla avevano a
  che fare con il disegno di legge stesso  e  che  poi  erano stati
  incorporati nel maxi emendamento.
       Noi riteniamo che prima di discutere sulla fiducia o vantare
  oltre i lavori, è necessario che su quelle  norme  il  Governo di
  pronunci e dica quali ritiene che possano essere, anche alla luce
  dei nuovi capitoli, se così possiamo  chiamarli,  dei nuovi commi
  che sono stati aggiunti al nuovo maxi emendamento, perché ritiene
  il Governo  che  possano  essere  parte integrante del nuovo maxi
  emendamento, in  ogni caso la Presidenza, alla luce di quello che
  è  stato  detto stamattina dall'onorevole Tricoli deve dichiarare
  la improponibilità  o,  se  ritiene,  la  proponibilità di quelle
  parti del disegno di legge.
       Questo   ritengo   che   sia  pregiudiziale  ai  fini  della
  prosecuzione dei lavori.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     TRICOLI.  Presidente,  innanzitutto la soddisfazione di essere
  arrivati  al  voto  finale  altrimenti  fra un'ora avremmo dovuto
  rileggerci un'altra riscrittura dell'emendamento.
       A  completamento  di  quanto  ho  detto   stamane  circa  la
  improponibilità,  avendo  riletto  rapidamente  questo  ulteriore
  emendamento,  ritengo,  altresì,  che  la   Presidenza  si  debba
  pronunciare circa la proponibilità o meno dei commi  6  ter  e  6
  quater, 10 opties e 10 nonies..

     PRESIDENTE. Qual è l'obiezione sollevata?

     TRICOLI. Si tratta di materia nuova con maggiori spese.  Comma
  15 lettere G) ed H), 23 ter/bis, 23 nonies, 31 G  e 31 GG, 31 Z1,
  AA, BB, CC e 31 quater.

     VICARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VICARI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  questo
  intervento  amplia  quanto  già  sollevato dall'onorevole Tricoli
  circa  l'improponibilità  o  comunque  un  adeguamento  a  quanto
  prevede  il  Regolamento  sulle  parti  nuove  che oltre a quelle
  individuate,  appena  rilevate,  dall'onorevole  Tricoli  c'è  da
  aggiungere  al  comma  quattro  la  lettera E, al comma cinque la
  lettera C...

     PRESIDENTE.  Le  dispiace ripetere? Gli uffici hanno necessità
  di prendere appunti.
       Al comma quattro cosa solleva?

     VICARI. Che alla lettera E è una parte totalmente nuova.

     PRESIDENTE. Ma il quattro è qui solo quattro ter, la lettera E
  sostiene  essere  materia  nuova non trattata alla Commissione di
  merito?

     VICARI.  Si,  abbiamo  fatto il confronto, così anche al comma
  cinque la lettera C con il testo dell'emendamento precedente.

     BATTAGLIA,  assessore  per  la cooperazione, il commercio e la
  pesca.  Questo  non  vuol  dire  che  le Commissioni non le hanno
  trattate.

     VICARI.  No,  non  le  hanno  trattate le commissioni. Ne sono
  sicura così come sono sicura, per esempio, onorevole visto che mi
  solleva  il  problema delle commissioni, che al comma ventidue la
  lettera E quella dei direttori, la commissione sanità ha espresso
  parere  sfavorevole, bocciandolo invece lo troviamo inserito qui.
  Quindi,  se  dobbiamo  parlare delle commissioni è tutta un'altra
  storia.

     PRESIDENTE. Onorevole Vicari l'eventuale parere negativo della
  commissione  di  merito non preclude la possibilità che l'Aula lo
  tratti e lo approvi eventualmente.

     VICARI.   Faccio  l'elenco  di  tutte  le  parti  nuove,  poi,
  evidentemente,  la Presidenza si determinerà come l'Aula ritiene.
  Quindi, al comma quattro la lettera E, al comma cinque la lettera
  C, il  cinque  quinques  ...  il  sei  ter  e  quater è già stato
  rilevato  dall'onorevole Tricoli, il dieci sexties anche se c'era
  come numero ma è stato totalmente cambiato nella sua definizione.

     PRESIDENTE. Il dieci septies?

     VICARI.  Dieci septies. Come numero c'è ma l'oggetto contenuto
  è totalmente diverso.

     PRESIDENTE. Dieci sexties o septies?

     VICARI. Septies.

     PRESIDENTE.   Scusi   onorevole   Vicari   non   riusciamo   a
  comprendere.  Lei  solleva  eccezioni  per  il  septies  o per il
  sexties?

     VICARI. Sexties.
       Il  dieci decies, il sedici octies, in particolare nel punto
  otto.
       Al comma 20,  la  lettera gg), il 25 quater, lettera f bis),
  al comma 31  ha già fatto riferimento l'onorevole Tricoli, c'è da
  aggiungere  le  lettere  ee)  al  31  ter.
       A questo, onorevoli colleghi, credo che ci sia da aggiungere
  una riflessione  che  ci  vede  probabilmente  impegnati  ad  una
  trattazione  su   questo   nuovo   testo  della  finanziaria  che
  probabilmente domani,  quando avremo già dato il voto, per quello
  che ci  riguarda, negativo su questa finanziaria, potremo leggere
  ed effettivamente  capirne  i  contenuti, essendo questo testo in
  tutti questi punti già individuati, totalmente nuovo.
       Quindi,  indubbiamente  il  tempo  per  poter  apprezzare  o
  proporre modifica  ammesso  che ci sia la volontà del Governo, il
  tempo non c'è.  Quindi  dal  17  marzo  ad  oggi  quasi un mese è
  passato, soltanto domani,  onorevoli colleghi, sarete in grado di
  sapere ciò che si è fatto in questo mese di tempo.
       Signor Presidente, non comprendo il perchè comunque di porre
  un voto di fiducia su un testo senza che ci sia la possibilità di
  dare  un  minimo  di  contributo con qualche subemendamento anche
  secondo   me  dovuto,  essendo  inserito  qui  alcuni  punti  che
  prevedono spesa, quindi certamente poi la presidenza provvederà a
  cassare queste  parti.  Non comprendiamo il perchè si possa porre
  la fiducia  quando  c'è  stata  una  dichiarazione  di  tutta  la
  minoranza che  era  disponibile  a  ritirare gli emendamenti o la
  gran parte e quindi di non arrivare a questo punto.
       Probabilmente  il  porre  la  fiducia  dimostra  una  grande
  sofferenza  all'interno  dell'attuale  maggioranza che non riesce
  preventivamente a  controllare  o a concordare le parti del nuovo
  emendamento e quindi ritengo che sia un problema di fiducia posto
  più  all'attuale maggioranza che nei confronti dell'atteggiamento
  della minoranza attuale.

     DI MARTINO .  presidente  della Commissione e relatore. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO .  presidente  della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, a mio  modo  di  vedere le osservazioni da lei poste,
  dall'onorevole Tricoli, dalla collega Vicari non hanno fondamento
  alcuno  perchè   nel   testo  base  i  4-5.000  emendamenti  alle
  commissioni è  stato  assegnato  un  certo  termine,  il  termine
  trascorso infruttuosamente si intende reso il parere.
       Nel primo maxi emendamento è stato assegnato da lei un altro
  termine che  alcune  commissioni hanno esaminato ed altre no e si
  intende trascorso infruttuosamente il termine assegnato il parere
  si intende  reso.  E  per quello che mi risulta l'ultima edizione
  del maxiemendamento dove  il  Governo  ha  posto  la questione di
  fiducia non fa  altro  che  rilevare emendamenti che si trovavano
  all'esame delle  Commissioni  che,  per finzioni regolamentare si
  intende che abbiano reso il parere.

     PRESIDENTE.   Onorevole    Di   Martino,   saranno   giudicate
  proponibili le parti del nuovo emendamento che contenendo materia
  nuova  sia di  competenza  della  Commissione  Bilancio;  saranno
  giudicati improponibili le  eventuali parti del nuovo emendamento
  che  necessitano del  parere  della  Commissione  di  merito, non
  potendosi ripetere  continuamente  l'invio  alla  Commissione  di
  merito, se così facessimo  un  disegno  di  legge non avrebbe mai
  più... Io non ho  alcuna  difficoltà,  essendo Lei il relatore, a
  darLe la parola.

     DI  MARTINO ,  presidente  della  Commissione e relatore.  Non
  c'è dubbio che  la  decisione  spetta  a  Lei,  però è mio dovere
  ricordare a me  stesso che la competenza del disegno di legge era
  affidata alla II  Commissione  e  penso  che la II Commissione ha
  svolto regolarmente tutti i compiti assegnati.

     PRESIDENTE. Confermo l'ottimo  lavoro  e  ripeto, le eventuali
  parti nuova la cui  competenza di merito sia della II Commissione
  saranno giudicati proponibili.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO. Signor Presidente, il  problema  che era già stato posto
  dall'onorevole Vicari alla  quale io avevo chiesto di specificare
  perchè mi pareva che  si stesse ingenerando un equivoco, riguarda
  proprio  eventualmente  la  questione  uovo,  perchè  l'onorevole
  Vicari ha giudicato materia  nuova  ciò  che  non  era  contenuta
  addirittura nella stessa formulazione del precedente emendamento,
  per esempio ha citato il  5  quater  che  è una riscrittura di un
  comma  che  è   già   presente   nel  precedente  emendaamento  o
  addirittura  ha giudicato  materia  nuova  alcuni  commi,  alcune
  lettere che sono state  inserite  in  funzioni di emendamenti, da
  tempo presentati, alcuni  dei  quali addirittura apprezzati dalle
  Commissioni e che  comunque  sono  andati  alle  Commissioni.  Si
  considera materia nuova quella  che  deriva  dal  fatto  che sono
  stati presentati dei  subemendamenti  all'emendamento e così come
  prevede  il  Regolamento   il   Governo  ha  ritenuto  di  dovere
  riscrivere  il  testo  in  funzione  proprio  dei  subemendamenti
  presentati.
       Allora Presidente, io  credo  che  in  queste  tre accezioni
  sicuramente non possa  parlarsi  di materia nuova, fermo restando
  che poi Ella giudicherà evidentemente come riterrà più opportuno,
  ma io seguendo il  percorso che l'onorevole Tricoli e l'onorevole
  Vicari hanno tracciato a me  pare  che  di  materia  nuova non si
  possa parlare, che in un  solo  caso  ma che riguarda un comma di
  pertinenza della Commissione Finanza  che  è  insediata in Aula e
  può  esprimere  il  proprio  parere  mentre  tutto  il  resto  ha
  attinenza con materia  già  abbondantemente  trattate  e  su  cui
  addirittura c'erano stati  pareri  favorevoli a delle Commissioni
  di merito anche se in  una prima stesura non erano stati inseriti
  e sono stati inseriti  adesso  o,  tutt'al  più  materie che sono
  state trattate attraverso la presentazione dei subemendamenti che
  sono stati presentati fino  a martedì scorso del quale il Governo
  ha ritenuto opportuno  il  recepimento  provvedendo  a riscrivere
  l'emendamento  stesso,   sarebbe   paradossale  che  fosse  stato
  giudicato proponibile il  precedente maxi emendamento sul quale è
  stato consentito ai deputati di presentare i subemendamenti e che
  quando  questi   subemendamenti   fossero   accolti  nella  nuova
  formulazione   il  comma   o   la   lettera   venisse   giudicata
  imrpoponibilr, francamente ci troveremmo di fronte a un paradosso
  della procedura regolamentare e credo che però così non sarà.

     PRESIDENTE.   Assessore   Piro,   ribadisco,  la  parte  nuova
  dell'emendamento, la cui competenza di merito è della commissione
  Bilancio, sarà giudicata proponibile.
       Sarà, altresì, giudicata proponibile la parte di riscrittura
  dell'emendamento che  in qualche maniera riscrive il contenuto di
  sub emendamenti già presentati purché questi risultino fra quelli
  inviati alla competente  commissione  di merito, sia che li abbia
  apprezzati positivamente o negativamente, sia che abbia deciso di
  non apprezzarli.
       Conseguenzialmente   saranno   giudicati   improponibili  le
  eventuali  parti della riscrittura dell'emendamento che prevedono
  materia nuova,  di  non competenza della commissione Bilancio che
  non è  collegata  ad  emendamenti  precedentemente  presentati  e
  inviati alle commissioni di merito.
       Questo  non  perché  voglia  aprire  un  dibattito  su  tale
  questione, l'ho fatto  per  chiarezza  dei  termini,  così  si sa
  oggettivamente quale sarà la decisione della Presidenza.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Se c'è  un  ordine  dei  lavori?  Sì.  Ma  se è un
  intervento sull'ordine dei lavori...
       Quello che ha  detto  l'assessore Piro è una cosa nobile, ma
  non incide sulle scelte della Presidenza.

     STANCANELLI. Vuol dire che sono stato equivocato.

     PRESIDENTE.   Prego,   onorevole   Stancanelli,   se   ha  una
  specificazione da fare...

     STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che
  ha detto l'onorevole Piro mi trova perfettamente d'accordo perché
  qua non si  contesta  il  diritto  del  Governo  a  rimodulare  e
  riscrivere  gli  emendamenti  in  relazione  ai  sub  emendamenti
  presentati. Ci  mancherebbe  altro, o in relazione all'articolato
  presentato.
       Il problema che abbiamo posto noi all'inizio dei lavori è un
  altro. Nel primo  maxi  emendamento  vi erano delle norme che noi
  riteniamo non potevano essere - non è un problema di convocazione
  della Commissione,  perché  la  Commissione  non  può prendere in
  esame una proposta  di  norma  che  non  sia stata, non esaminata
  dalla Commissione, ma  che  non  sia stata oggetto del disegno di
  legge che è andato  in  Aula  se è materia diversa dal disegno di
  legge,  indipendentemente   dal  fatto  che  la  commissione  sia
  insediata. Perché è una cosa diversa. L'onorevole Tricoli, quando
  ha fatto quell'elenco  ieri  mattina  ha  posto  dei  problemi in
  relazione ad argomenti  nuovi,  non che non erano stati esaminati
  dalla Commissione.
       Quindi il problema  è diverso. Per questo mi trovo d'accordo
  con la prospettazione dell'assessore Piro, però il problema posto
  è diverso. Non perché la Commissione non li ha esaminati.

     PRESIDENTE.  Su  questo  assicuro  l'onorevole  Stancanelli  e
  l'Assemblea che se ci sono emendamenti, anche se apprezzati dalle
  commissioni, che  sono  di  materia  estranea,  evidentemente non
  possono essere inclusi  nella  parte  del  disegno  di  legge. Su
  questo credo che ci sia un pronunciamento consolidato.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  signor
  Presidente della  Regione, se esistesse nel codice penale vigente
  il reato di  istigazione  alla  confusione,  è  chiaro che questo
  Governo   dovrebbe   essere   processato  per  direttissima,  con
  l'aggravante della reiterazione.
       Quello che qui  stiamo vivendo in questo momento altro non è
  che il frutto  di  questa  confusione politica e programmatica di
  questo Governo che  si  decide di andare avanti a colpo finale di
  fiducia per cercare  di  arginare  quello che è il dilagare degli
  emendamenti, non delle opposizioni, ma della maggioranza.
       Credo che qua  vi  sia  una  grande disparità di trattamento
  all'interno  di  questo  secondo  sub  maxi  emendamento  che  va
  chiarito, così  come  va  chiarita  una  questione esclusivamente
  procedurale che ritengo  sia  pregiudiziale  a  tutti i lavori di
  questo Parlamento siciliano.
       Innanzitutto c'è  un  problema politico di fondo che ritengo
  sia   estremamente   compromettente   per   quanto   riguarda  le
  prerogative del Parlamento  e  anche  il rispetto dei diritti dei
  parlamentari. Perché a  meno che non si dia per scontato che solo
  i  deputati   di  questa  maggioranza  che  vediamo  tutta  unita
  solamente nelle  grandi  occasioni come quando ci sono matrimoni,
  feste, battesimi o  funerali  a secondo i casi, a meno che questa
  maggioranza  non  abbia  il  lume e la prerogativa  della  verità
  assoluta.
       Io  non  mi  spiego  come  mai gli emendamenti  che  vengono
  presentati dall'opposizione vengono scartati ed  emendamenti  che
  vengono presentati dalla maggioranza, addirittura  differenti dal
  primo  sub-maxiemendamento  e  così  come   quell'altro,  vengono
  inseriti quasi totalmente così come è stato  candidamente ammesso
  dai banchi del governo.
       Qui c'è un  settore del Parlamento, signor Presidente, che è
  depositario della verità  assoluta, c'è un settore del Parlamento
  che,   pur   proponendo   emendamenti   estremamente  conducenti,
  pertinenti e opportuni  per  gli interessi della Sicilia, vengono
  scartati solo perché provengono dai deputati dell'opposizione.
       Ma io qui  voglio  porre  non  solo  una questione politica,
  perché quella la giudicano  i siciliani nel momento stesso in cui
  dovranno valutare le  continue  inadempienze  e  le incapacità di
  questa maggioranza e  di  questo  governo, ma voglio sollevare un
  problema procedurale,  signor  Presidente,  perché io invito lei,
  quale garante dell'attività  del Parlamento e delle prerogative e
  dei diritti dei parlamentari...

     ZANNA. Signor Presidente, è un dibattito?

     PRESIDENTE. Onorevole Zanna,  lei  faccia  il  deputato  e  si
  accomodi da qualche altra parte.

     ZANNA. Signor Presidente, posso iscrivermi a parlare?

     PRESIDENTE. Certo, si può iscrivere a parlare.

     CAPUTO. C'è  sempre  la categoria degli indisciplinati perenni
  in questo Parlamento.
       Io pongo qui,  signor  Presidente, a scanso di equivoci, una
  questione  regolamentare.   C'è  una  questione  che  io  ritengo
  doveroso sollevare per  la  regolarità  dei lavori di quest'Aula.
  Dopo la finanziaria  che  è  miseramente  fallita,  dopo il primo
  maxiemendamento, dopo il secondo sub-maxiemendamento rimaneggiato
  e riscritto interamente da ampi settori di questa maggioranza, si
  pone una questione di fiducia.
       Vorrei  fare  un richiamo al Regolamento,  all'articolo  121
  quinquies, comma secondo, che testualmente recita: "Se il governo
  pone la questione di fiducia sul mantenimento di un  articolo, si
  vota  sull'articolo  dopo  che tutti gli  emendamenti  presentati
  siano  stati illustrati.  Se il voto è favorevole,  l'articolo  è
  approvato  e tutti gli emendamenti si intendono  respinti;  nello
  stesso modo si procede se si è posta la questione di  fiducia  su
  un ordine del giorno o su una mozione".
       Signor Presidente, vorrei cercare di dare un  contributo per
  chiarire a tutti i parlamentari come dobbiamo muoverci, perché io
  vorrei  sapere:   a  noi  è  stato consegnato, non più  tardi  di
  quaranta  minuti  fa un'intera finanziaria riscritta,  su  questa
  finanziaria  il  Presidente  della  Regione si è  affrettato,  in
  maniera  lapidaria, a dire che il governo chiede la  fiducia  del
  Parlamento.

     CAPODICASA,  presidente della Regione.  Affrettato?  Sono  sei
  mesi che ci troviamo qua...

     CAPUTO.  Lo so, onorevole Presidente, e sono sei mesi in cui i
  siciliani  si  sono  tutti  accorti  di come state  riducendo  la
  Sicilia  in  questi  sei  mesi  di governo. Mi  consenta,  signor
  Presidente della Regione. Non me ne voglia, ma le  espressioni le
  tira lei in maniera molto elastica e dinamica.
       Vorrei  dire:   è  una  questione  che  io   pongo,   signor
  Presidente  dell'Assemblea, il parlamentare che  riceve  quaranta
  minuti  fa  una seconda, anzi una terza finanziaria  riscritta  e
  deve presentare degli emendamenti o dei sub-emendamenti  a questo
  sub-emendamento, io credo che abbiamo tutti il diritto,  ai sensi
  dell'articolo  121,  secondo  comma,  di  dovere  presentare  dei
  sub-emendamenti sui quali solo successivamente può  essere  posta
  la fiducia e non in maniera anticipata, perché  questo  significa
  violare l'articolo 121 e violare le prerogative e i  diritti  del
  Parlamento siciliano.
       Quindi ritengo, signor Presidente, se l'articolo  121  trova
  la  sua  conducenza  in  questo momento e in  questa  fattispecie
  all'interno  del Parlamento siciliano, io le chiedo,  come  fatto
  pregiudiziale,  di  rinviare i lavori di questo Parlamento  e  di
  consentire  ai  deputati  di  potere agevolmente  presentare  gli
  emendamenti e solo successivamente porre la fiducia.

     PRESIDENTE. Onorevole Caputo,  è  facoltà  del Governo e della
  Commissione   di   riscrivere   gli   articoli.   La   Presidenza
  dell'Assemblea ha sospeso non  per  40  minuti  ma  per un'ora la
  seduta. Nessuno vieta  ai  deputati di presentare sub-emendamenti
  anche  nella  fase   di  discussione  così  come  stiamo  facendo
  sull'articolo.
       Ma  è una mera  posizione  politica  nel  senso  che  non  è
  sottraggo   la    possibilità   che   il   deputato   presentando
  l'emendamento possa una sola  volta e per dieci minuti illustrare
  gli emendamenti. Li può  illustrare  come  fatto  politico ma non
  potranno essere posti  in  votazione.  Non  viene  violato nessun
  regolamento.
       Così  come l'onorevole  La  Grua  che  ha  presentato  degli
  emendamenti,  essendo  un  capogruppo,  avrà  la  possibilità  di
  illustrarli. Sono tutti a  sua firma, egli è capogruppo, una sola
  volta per dieci  minuti  può illustrare tutti questi emendamenti.
  Ma non potranno mai  essere posti in votazione. Perché sarà posto
  in votazione l'emendamento su cui il Governo ha posto la fiducia.
       Onorevole Zanna, lei ritiene di insistere?

     ZANNA. Vorrei parlare  sull'ordine  dei  lavori, perché vorrei
  capire se si sta aprendo un dibattito.

     PRESIDENTE. Io ho  già specificato, non occorre che specifichi
  ancora.  Stiamo   parlando  sull'emendamento.  Vuole  evitare  il
  dibattito?

     ZANNA. Si tratta di rispettare il Regolamento.

     PRESIDENTE. Lei non è ancora candidato a presidente.

     STRANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  E'  aperta  la  discussione  sull'emendamento.  O
  volete impedire che  si  parli  sull'emendamento?  Su  questo  ho
  dichiarato aperta la  discussione.  Ognuno  dice quello che vuole
  nei dieci minuti che  ha  a  disposizione.  Oltretutto,  non sono
  nemmeno   utilizzati.    Ciascun    deputato    può   intervenire
  sull'emendamento.

     SPEZIALE. Dovrebbe parlare uno per gruppo.

     PRESIDENTE. No,  sull'emendamento  può  intervenire  chiunque.
  Dopo si vota sull'emendamento  e  c'è  la  dichiarazione  di voto
  sull'emendamento. C'è  la  discussione generale sulla riscrittura
  del disegno di legge. Dopo di che, quando si passerà alla fase di
  votazione, ci sarà una fase intermedia in cui l'onorevole La Grua
  può intervenire una sola  volta  per  dieci minuti per illustrare
  tutti gli emendamenti. Dopodiché ciascun deputato può intervenire
  per dichiarazioni di voto per cinque minuti.

     PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Strano.

     STRANO.  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  mi  pare
  necessario da parte del  gruppo di Alleanza nazionale, a nome del
  quale io parlo,  chiarire onorevole Presidente della Regione, una
  posizione che pare  non  sia  stata  evidentemente  e chiaramente
  esplicitata nonostante la  dovizia e la puntualità dell'onorevole
  Caputo nelle sue considerazioni.
       Onorevole Presidente, questo Governo si presenta alla quarta
  riscrittura mostrando, quindi,  non soltanto un modo di procedere
  anomalo ma mostrando  quanto questo Governo abbia avuto necessità
  di riscrivere un documento  che io mi permetto di dire, onorevole
  Presidente, oltre che finanziario anche politico.
       Poc'anzi lei diceva che  gli emendamenti non hanno un valore
  perché non vengono votati. Io  mi  permetto  di dire che anche se
  non vengono votati per il  sol fatto che vengano presentati e per
  il fatto sostanziale politicamente, politicamente, che  non viene
  permessa  la  loro  discussione  e la loro  votazione,  onorevole
  Cristaldi  noi  facciamo  qui  il  nostro dovere.  Presidente  mi
  interrompo perché  sono assenti sia il Presidente  della  Regione
  che  il  Presidente  dell'Assemblea  quindi  chiedo   che   venga
  recuperato questo termine. Presidente riprendo quando  mi  ridarà
  la  parola.
       Ci  troviamo  davanti ad una situazione  piuttosto  anomala,
  almeno  per  chi  frequenta,  anche  se  da poco tempo,  le  aule
  parlamentari  di  questa  Regione  siciliana.   Un   Governo  che
  presenta  per  la  quarta  volta  un  documento  finanziario  che
  contiene  al proprio interno diverse contraddizioni,  non  ultima
  quella, onorevole assessore Piro, che contraddice quanto  da  lei
  riferito sulla impossibilità di procedere a norme di spesa.
       Vi sono,  ed  abbiamo individuato sicuramente, tre parti che
  sono con chiarezza momenti di spesa e quindi contraddicono la sua
  posizione a meno  che  le stesse parti siano state inserite a sua
  insaputa e sono il 23  ter,  il  31  A  ed  il  31 E E. Questo ci
  sorprende perchè - o non tanto - perchè dovremmo conoscere quanto
  sia conseguenziale  alle  vostre  enunciazioni  di  principio  il
  comportamento in Aula. Come non ci sorprende, vista la genesi del
  suo Governo,  onorevole  Capodicasa,  mi  perdoni  il termine, il
  balbettio su una ipotesi di verifica politica che lei ha messo in
  essere in  un  intervento  che ha convinto pochissimo chi pensava
  lei forse  di  convincere anche coloro i quali, verifica politica
  che non è possibile in questo momento, ma lasciando adombrare che
  potrebbero esservi una verifica politica.
       Indubbiamente se  un governo è costretto a mediare in questa
  condizione per riscrivere per la quarta volta una finanziaria che
  al proprio interno  non  contiene  quelle parti che il Governo ha
  presentato  nelle   commissioni   che  sono  state  poi  ritirate
  significa che un progetto politico non esiste.
       Ma, signor  presidente,  onorevole Cristaldi, io mi permetto
  porre alcuni  problemi,  non soltanto sotto l'aspetto politico ma
  anche, la prego  se  è  possibile  avere la sua attenzione, anche
  sotto   l'aspetto  procedurale.  Interventi  sicuramente  da  non
  sottovalutare   quelli  dell'onorevole  Vicari  e  dell'onorevole
  Tricoli al di  là  della eccezione che non entrava nel merito dei
  sopracitati interventi  dell'onorevole  Di Martino e della giusta
  risposta in quella fase dell'onorevole Piro hanno evidenziato con
  assoluta chiarezza che  il  testo  che c'è stato sottoposto - lei
  dice un'ora fa ma  non  ha importanza alla luce delle cose che io
  mi  permetterò  di  proporle  -  dal  Governo,  il  testo  non  è
  sicuramente quello sul quale abbiamo lavorato per proporre alcuni
  emendamenti.
       Un  parlamentare  non può essere espropriato  -  presidente,
  conosciamo  il  suo  amore  per i diritti ed anche i  doveri  dei
  parlamentari - delle sue prerogative. Una di queste prerogative è
  quella di leggere, di comprendere, di analizzare,  di condividere
  o  di  dissentire  da un documento politico finanziario  quale  è
  quello che ci è stato proposto, nuovo in alcune sue parti, per la
  quarta volta dal Governo del presidente Capodicasa.
       Quindi, le chiediamo non i termini a difesa ma  le chiediamo
  i termini che ogni parlamentare eletto dai siciliani  in  un'Aula
  nella  quale deve esistere un regolamento deve avere  per  potere
  analizzare  tale disegno di legge.  Non soltanto,  presidente,  è
  questo  ma noi riteniamo anche che dopo avere  presentato  alcune
  decine  di  emendamenti poc'anzi attraverso  l'onorevole  Caputo,
  onorevole presidente Cristaldi, noi si debba essere messi - ed io
  per  primo  - nelle condizioni, alla luce delle nuove  parti  che
  sono state introdotte...

     PRESIDENTE. Lei non  vuole  essere ascoltato, lei vuole essere
  guardato.

     STRANO. No, non voglio  essere ascoltato, mi fa piacere vedere
  che  la  presenza  di   Leontini  era  impropria  e  la  presenza
  dell'onorevole  Battaglia   è   propria,   io   volevo   soltanto
  evidenziare come l'onorevole Leontini è stat giustamente ripreso,
  mentre l'onorevole Battaglia  sta  lì appoggiato sulla sua sedia,
  tra l'altro, credo che non sia una buona presentazione, onorevole
  Battaglia.
       Sotto  l'aspetto  dell'immagine  anche  le  mani   in  tasca
  onorevole  Battaglia  non  sono rispettose del ruolo  ed  allora.
  Signor  Presidente,  io  le  chiedo  ufficialmente,  formalmente,
  sostanzialmente  e  non  politicamente,  ma come  prerogativa  di
  parlamentare,  alla  luce  delle  parti  nuove  che sono  sta  te
  preparate la possibilità di esaminare questo nuovo testo che ci è
  stato   sottoposto  ed  alla  luce  di  quanto   diceva,   anche,
  l'onorevole Caputo, l'articolo 121, comma 2, la  possibilità alla
  luce  di  questo  nuovo  testo  di elaborare una nuova  serie  di
  emendamenti che vogliamo sottoporre all'Aula.
       E' vero, le ripeto,  che  questi non potranno essere votati,
  ma io desidero che  non  vengano  votati  a  questo punto, perché
  politicamente in Provincia di Catania io vorrò dire agli abitanti
  della  Collina  di Rampollieri  che  il  Governo  si  rifiuta  di
  discutere la possibilità di  dare  un  contributo ad abitanti che
  hanno avuto dei disastri nelle loro abitazioni.
       Voglio  dire  agli abitanti del Parco dell'Etna  che  questo
  Governo   impedisce   una   rimodulazione  per   l'attività   dei
  commercianti, dei lavoratori, degli operatori turistici.
       Voglio  dire  che  questo  Governo  con  la   fiducia  posta
  impedisce  ai lavoratori del Teatro Massimo di Catania  di  avere
  un'equiparazione   assieme  a  quelli  della  U.S.   per   alcune
  prerogative e per alcuni diritti.
       Voglio  dire  a  tutti i siciliani quanto il  dibattito  sia
  stato  strozzato  dal  Governo  Capodicasa e dai  deputati  della
  maggioranza delle nove Provincie, compresa quella di Catania, per
  non dare risposte ai cittadini.
       In questo caso, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la
  fiducia è stato un mezzo  no per ottenere la fiducia soltanto, ma
  per non dare risposte  ai  cittadini  e  noi abbiamo la necessità
  questo, onorevole Presidente, di evidenziarlo.
       Io le chiedo, quindi, che sia dato un congruo termine almeno
  andare  alla  giornata  di   martedì   perché  noi  si  abbia  la
  possibilità  esaminando  questo  testo  di  presentare,  è  vero,
  documenti  che non  potranno  essere  votati,  ma  documenti  che
  potranno essere elaborati e politicamente esaminati dai cittadini
  che sono i sovrani  anche di quest'Aula parlamentare che lei così
  bene presiede.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, non credo sia
  sfuggito ad alcuno in  quest'Aula che il Presidente della Regione
  nel porre la fiducia su questo maxi emendamento abbia alla stessa
  fiducia abbinato una riflessione sul percorso futuro che riguarda
  il Governo che presiede.
       Una  riflessione  che   ha  voluto  a  nostro  avviso  quasi
  simbolicamente congiungere la  chiusura  della  pagina scritta in
  modo travagliato di questa  finanziaria con l'ipotesi che si apra
  un'altra pagina e  che, evidentemente, quest'altra pagina non può
  che riguardare le sorti di questo Governo.
       E perché  mi pare  evidente che tutta la complessa questione
  che ha coinvolto  l'intero  Parlamento,  senza  distinzione tra i
  gruppi parlamentari, nell'ultimo mese abbia messo in luce, più di
  ogni  altra  battaglia  pubblica  e  visibile  o  di  ogni  altra
  iniziativa  propagandistica,  la  difficoltà  sostanziale  di  un
  Governo a trovare il  collante  in  una maggioranza reale, in una
  maggioranza che poi  trovi  in  Parlamento non nell'occasionalità
  della fiducia,  ma  nella  quotidianità dell'agire dell'Assemblea
  una solidarietà reale.
       E  se  vi  è  una  riflessione che ci pare confermare quanto
  detto,  questa  è  proprio  fondata sulle modalità con cui questa
  fiducia è stata posta questa sera.
       Una fiducia, badate bene, che nasce quindici giorni or sono,
  quanto  meno  in  termini  di  annuncio pubblico come contromossa
  della  maggioranza  e  del  Governo  che  la  maggioranza  stessa
  rappresenta  ad  una iniziativa parlamentare certamente legittima
  di  alcuni  settori  dell'Assemblea  e specificatamente quelli di
  riferimento   del  Polo  per  le  libertà  che  hanno  presentato
  numerosissimi  emendamenti circa cinquemila all'articolato venuto
  fuori la notte del 17 marzo dalla Commissione Finanze.
       E  però poi il dispiegarsi, il  dipanarsi  del  procedimento
  legislativo  che  ci ha portato fino a questa sera  ha  man  mano
  svuotato il senso  di  contromossa,  il  senso  di reazione della
  fiducia, incardinando  il  concetto  stesso  della  fiducia nella
  necessità comunque di  questo  Governo  di porla come obbligo per
  poter valicare il confine di questa finanziaria.
       E cosa c'è di più chiaro se non ciò che  è  avvenuto  questa
  sera, quando interi gruppi delle opposizioni hanno fatto presente
  all'Assemblea   la   possibilità   che,  fermi  rimanendo  alcuni
  capisaldi  che  per  noi  hanno  rappresentato,  rappresentano  e
  rappresenteranno battaglie  imprescindibili, si potesse su questi
  discutere anche manifestando  la  possibilità del ritiro di tutti
  gli altri emendamenti.
       E  però  non  un cenno è venuto dalla  maggioranza  sui  150
  emendamenti presentati  dalla  stessa;  non una manifestazione di
  disponibilità   circa   il   ritiro   degli   emendamenti   della
  maggioranza,   non    un'apertura   rispetto   a   questa   ampia
  manifestazione di disponibilità da parte del centro destra.
       E allora qual è il senso della fiducia posta?
       Diciamolo chiaramente ai siciliani e diciamocelo chiaramente
  questa sera:  il senso  della fiducia posta è quello di un argine
  posto  contro   gli  emendamenti  della  maggioranza,  contro  la
  possibilità che la  maggioranza  abbia la possibilità in una alta
  mediazione politica di  trovare  sintesi tra le proprie posizioni
  interne.
       Una  mediazione ad una sintesi che non siete stati capaci di
  trovare nell'ultimo mese, anzi  negli  ultimi  due  mesi e che, a
  maggior ragione, non siete stati capaci di trovare questa sera.
       Ed  ecco  perchè  la sensazione che  si  ha  nell'approvare,
  almeno nel tentativo  di approvare questa finanziaria è quello di
  una finanziaria e di  un  voto  collocati nella logica del bere o
  affogare. Infatti, a nessuno sarà sfuggito in questa Assemblea il
  dato che non è esclusivamente cronologico per cui la data odierna
  è di fatto l'ultimo giorno per non porre a rischio la data del 30
  aprile come data  ultima dell'approvazione del bilancio. Come non
  sarà sfuggito a  nessuno,  non  sfuggirà  neanche ai siciliani la
  considerazione che questa finanziaria viene approvata anche sotto
  la  pressione   politica   nei   confronti  della  maggioranza  e
  dell'intero  Parlamento   del  rischio  che  quel  termine  venga
  superato.
       Ed  ecco  perchè, onorevole Presidente della Regione, quando
  lei   parla  del  non  venir  meno  delle  condizioni  che  hanno
  determinato  i  rapporti tra Governo ed opposizione e quando cita
  il  non  venir  meno  delle  condizioni  che hanno determinato il
  rapporto  tra  Governo  e  maggioranza farebbe bene a soffermarsi
  principalmente su questo ultimo rapporto: sul non venir meno cioè
  di  quel rapporto  fortemente  dialettico  quasi  a  sfiorare  la
  conflittualità che ha  determinato  la  sensazione  di  porre  la
  fiducia quando ne erano  venute  meno tutte le condizioni e tutte
  le necessità per porre la fiducia.
       L'opposizione accetta evidentemente tutto ciò e non potrebbe
  fare  diversamente ma analizza e valuta le ragioni;   ecco perchè
  noi  ci  sentiamo  di  poter  combinare quel che riteniamo un suo
  eufemismo,  cioè  il  parlare  di  verifica dopo il passaggio del
  bilancio con la sua affermazione che apre questa verifica a tutte
  le forze politiche che  ne  siano  interessate.
       E allora non di  verifica  si tratta, perchè le verifiche si
  fanno tutte all'interno; si  tratta  di  qualcosa di diverso e di
  ulteriore. Si tratta cioè  del  riconoscimento  - spero e penso -
  ultimo  e  definitivo   del  travaglio  ormai  terminale  di  una
  maggioranza e di un Governo che trova in questa sede la necessità
  di parlare di verifica  proprio  nel  momento  in cui si apre una
  fase politica nuova con  le elezioni europee; e parla di verifica
  non in una  logica  autoreferenziale  tutta  orientata  a trovare
  nuovi equilibri interni alla maggioranza, ma parla di verifica in
  riferimento alle forze politiche che ne siano interessate.
       E   allora   è   troppo  significativa  sul  piano  politico
  l'occasione  che  viene  offerta  per  soffermarsi sul merito del
  maxi-emendamento   per  il  quale  abbiamo  speso  troppe  parole
  probabilmente  fino  ad  oggi  perchè  troppo  è  stato  il tempo
  impiegato  da  questo  Governo  per  far passare un provvedimento
  legislativo  sul  quale  si  era  impegnato e che è stato via via
  snaturato. E allora, onorevole Presidente della Regione, recuperi
  il  senso  più   profondo   della   parola   'verifica'  ed  apra
  immediatamente una  riflessione  definitiva sulle sorti di questo
  suo Governo e su ciò  che  in  questa  Assemblea  per il bene dei
  siciliani potrà succedere allo stesso Governo.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Briguglio. Ne
  ha facoltà.

     BRIGUGLIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, con questa
  riscrittura (il termine si adatta più ai romanzi piuttosto che ai
  testi legislativi) il Governo ci pone di fatto dinanzi a un nuovo
  testo in un'Aula che  sicuramente è stanca. Ricordo gli appelli a
  "tempi  umani'  dei  lavori  parlamentari  di  autorevoli,  oggi,
  componenti   del    Governo    quando    sedevano    sui   banchi
  dell'opposizione,  ma   nonostante   ciò  i  gruppi  parlamentari
  dell'opposizione stanno svolgendo il loro dovere e in particolare
  quei parlamentari che  hanno  dovuto  fare  una  sorta  di caccia
  all'errore. Anch'io, onorevole  Presidente, a nome del mio gruppo
  pongo il  problema  anche  formalmente dell'esercizio dei diritti
  del  parlamentare  perchè  in  poco  più  di  un'ora  sono  stati
  individuati molto frettolosamente,  ma  con  una  buona  dose  di
  efficacia, norme e  disposizioni che non potrebbero essere votati
  nel momento in cui  si  dovrà  procedere alla votazione di questo
  maxi-emendamento riscritto per più di una volta dal Governo.
       Vero  è  che  c'era  stata una sorta di impegno, chiamiamolo
  politico, a  discutere  e  votare  il precedente maxi-emendamento
  nella giornata di ieri possiamo dire, onorevole Strano non più di
  oggi, nella giornata di  ieri, però questo non presupponeva e non
  faceva immaginare  che  il  maxi-emendamento  venisse  riscritto,
  nella  buona sostanza  com'è  stato  dimostrato  ,  per  recepire
  istanze, bisogni,  momenti  di  compensazione  tutti interni alla
  maggioranza.  Nè   si  immaginava  che  gli  impegni  altrettanto
  politici e aperti in   questa  Aula  a  discutere  del merito e a
  badare soltanto al     merito di tutti gli emendamenti presentati
  dai  parlamentari   senza   fare   alcuna   differenziazione  tra
  maggioranza e opposizioni.  In realtà non conosciamo se i motivi
  si siano  essenzialmente  risolti  nel recepimento di emendamenti
  significativi da parte  dei  gruppi  di maggioranza che più hanno
  scalciato (siamo in tema  di  asinello  in  questi giorni e anche
  sulla stampa), mentre emendamenti significativi, naturalmente per
  caso, proprio perchè c'è  stato  un  esame di merito politico che
  venivano dai gruppi  di  opposizione,  per  caso  non  sono stati
  recepiti dal Governo nel cosiddetto confronto di merito.
       Allora  siccome   noi   immaginiamo   solo  per  un  calcolo
  statistico    che    grazie    all'intervento    in   particolare
  dell'onorevole Tricoli e  di  qualche altro parlamentare del polo
  che si è  voluto misurare nella ricerca di parti dell'emendamento
  riscritto  da  parte  del  Governo  che  non  avessero,  che  non
  potessero  essere  considerati  sostanzialmente  ammissibili, noi
  riteniamo che se in un'ora c'è stato un certo risultato, crediamo
  che anche con l'ausilio degli uffici e dando il tempo agli uffici
  di fare una ricerca attenta sul testo di norme che poi potrebbero
  anche incorrere in  qualche  incidente  nell'esame  da  parte del
  Commissario dello Stato,  tenendo  anche  conto  che  siamo in un
  testo in cui si  vende  a  trattativa  privata  pezzi  interi  di
  demanio  regionale,  oggi  anche  illustri  docenti  universitari
  hanno scritto sulla  stampa  ed  è  qualcosa  che io credo che il
  Commissario dello Stato  attenzionerà  con molta, direi con molto
  spirito di analisi.
       Credo che  questa  siano tutte considerazioni nuove rispetto
  all'impegno precedente e  credo  anche  che all'interno di questo
  testo, ci siano delle  norme  anche  di  una  certa gravità, come
  quello che proroga degli organi in scadenza che dovrebbero essere
  rinnovati da parte di questa Assemblea  regionale siciliana, come
  il comitato regionale  televisivo  o  norme ex abrupto apparse in
  questo testo come  quello degli uffici stampa dove all'improvviso
  giornalisti anche al  primo  giorno  di  servizio  diventano capi
  servizio  per  legge,  anche  questo  credo  che  sia  una  norma
  assolutamente affetta da  irragionevolezza  da  un punto di vista
  tecnico, ci sono cioè  il  testo  ormai  è  diventato qualcosa di
  molto diverso, di  molto  confuso,  di  molto  irragionevole e di
  contrastante con  procedure  costituzionali e anche con procedure
  interne di questa Assemblea, che fanno sì che da parte nostra sia
  assolutamente legittima sul  piano  politico  e  anche  sul piano
  formale, la richiesta che si aggiorni la discussione e che si dia
  tutto il tempo per esaminare bene il testo, sia ai parlamentari e
  sia agli uffici nell'interesse della leggibilità, intelligibilità
  del testo stesso e  la  possibilità  perchè  in un'ora si è fatto
  qualcosa di molto  raffazzonato, in un'ora non c'è la possibilità
  nè di scrivere sub  emendamenti  nè  di  poterli  firmare  nè  di
  poterli presentare.
       Noi abbiamo al di là  di  tutto  e  al  di sopra di tutto un
  mandato che è  quel  mandato  di  parlamentare  che  noi vogliamo
  onorare con un esercizio  pieno  di  questo  mandato così come il
  Governo ritiene di  dovere  esercitare  il  diritto  a  governare
  ponendo la questione di fiducia, per cui signor Presidente questi
  sono tutti problemi che sul piano politico noi poniamo all'Aula e
  sul piano formale poniamo interamente a lei.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
  facoltà.

     BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche in
  questo  mio intervento ribadisco che buona parte dell'opposizione
  credo   che   volesse   contribuire  e  così  aveva  fatto  nella
  presentazione  di  un  numero  di  emendamenti  che certamente si
  riteneva  e si attendeva, anche, una maggiore attenzione da parte
  del Governo nel recepirne i contenuti. Poiché il Governo e questa
  anzi è la prova, così si sono tolte dal campo quelle insinuazioni
  di  alcuni  parlamentari,  ahimè, anche dal capogruppo dei DS che
  chissà  quali  accordi  o quali ... c'erano stati, abbiamo potuto
  constatare  che  una  parte  di  questi  emendamenti sono rimasti
  sub-emendamenti, non sono qua dentro.
       Allora  io  dico:  c'è stato un senso unico in questa scelta
  dei  sub-emendamenti,  mi  sembra  ovvio,  quindi  non  c'è stata
  nessuna  volontà anche, mi scusi signor Presidente, io ricordo il
  giorno  in  cui  lei si insediò dove diede grandissima attenzione
  all'opposizione,    grandissima   attenzione   nell'ascoltare   i
  propositi  dell'opposizione  e  quindi  di  essere un governo che
  voleva un po' invertire delle tendenze che forse altri governi di
  due  anni prima avevano invece, forse, attuato dei metodi diciamo
  brutali sarebbe poco.
       Io penso che qui si sta facendo tutto il contrario, mi scusi
  signor  Presidente,  lei ad oggi, sulle richieste anche legittime
  di  sub-emendamenti  che non si limitavano a trattare solo grossi
  temi, ma  ce  ne  erano  anche  alcuni  di  natura sociale - e mi
  riferisco,  in  particolare, a degli emendamenti sulla realtà, su
  una  circostanza  proprio  dei  non  vedenti  -  quindi non erano
  emendamenti  di  un tipo che potevano essere oggetto, come lei ha
  detto nel  suo intervento, tipo quelli dei 150 metri dal mare che
  da quando  era un qualcosa che era osteggiato da tutti in effetti
  lei,  nell'intervento  che ha fatto prima, ne farà una delle cose
  urgenti da ridiscuterne quanto prima, allora io dico forse perché
  è   stato   presentato   dall'opposizione,  forse  perché  questo
  emendamento è stato presentato dall'opposizione non poteva essere
  discusso oggi  e più in là poteva essere discusso perché forse se
  ne farà carico il governo, allora io dico non mi sembra questo un
  modo  di  collaborare  con l'opposizione, non lo vedo per niente,
  anzi non ho visto questa collaborazione, allora signor Presidente
  le  annunzio  che,  secondo  me, anche su qualche emendamento che
  c'era  già  prima  nel  sub-emendamento  e  nel maxi-emendamento,
  scusate  la  confusione  ma  penso  che sia legittima perché data
  l'ora  tarda, effettivamente ci sono pure delle spese che ritengo
  che in  questa  manovra  spese non se ne possono prevedere e cito
  personalmente il  comma  15,  il  punto  'd', fu una norma che in
  effetti che  da  me  al  momento in cui mi trovai quale assessore
  alla   cooperazione,   insieme  ai  presidenti  delle  camere  di
  commercio,  si  condivise  un  modo  per  iniziare a risanare una
  problematica  che  da  anni  nessuno  affrontava.  Ebbene  questa
  trasformazione di voler dare  un  15  per cento rispetto ai fondi
  dei ribassi d'asta che si incamereranno in tutte le entrate della
  Regione è certamente  un  aumento  di  spesa  rispetto alla norma
  attuale.
       In ogni  caso, nel caso in cui si vuole intendere che questo
  comma è un comma nuovo e non ha niente a che vedere con quello di
  prima è certamente una spesa. Perché sono somme che la Regione va
  a trasferire alle camere di commercio.  Quindi  è  una spesa. Sto
  parlando del comma 15, punto d). E' certamente una spesa.
       Conosco benissimo l'importanza di questa norma per le camere
  di commercio. Ma non è possibile metterle in questa norma se si è
  detto che spese  non  e ne possono fare. Allora vorrei richiamare
  l'attenzione perché se certamente lo  diciamo  poi  forse ci sarà
  qualcuno che lo bloccherà questo comma, forse è più opportuno che
  il  Governo  pensi  di   attenzionare   queste   cose.   Ecco  la
  costruttività degli interventi.  Non è  vero  che  qui  si  vuole
  strumentalizzare.
       Certo, se non  si  dà  neanche l'opportunità di poterle dire
  queste cose con  qualche  sub  emendamento  o  quanto meno si era
  detto,  già l'avevo  detto  prima,  ma  non  sono  stato  neanche
  ascoltato, lo ritrovo qui, devo dirlo nuovamente.
       Presidente e  concludo  il  mio  intervento,  vorrei  che la
  maggioranza  ritornasse   a  rivedere  dei  comportamenti  che  -
  scusatemi,  ma   certamente  se  è  ostruzione,  forse  ha  fatto
  l'opposizione che in buona  parte  è legittima - ma il Governo in
  questo momento non si sta comportando certamente meglio.
       Su questo  sub  emendamento  che è stato presentato dobbiamo
  fare  un minimo di attenzione perché  sono  convinto  che  se  lo
  esaminiamo meglio c'è qualche altra cosa.
       Allora perché non rivedere  anche  la  tempistica  di questa
  attenzione al sub emendamento.  Non è che per colpa di qualcuno o
  nostra che oggi ci troviamo alle 4.00 qui. E' anche vero che alle
  dieci e mezza di questa mattina  non  c'era  nessuno  in Aula. Il
  Governo non c'era questa mattina alle  dieci  e  mezza. Forse noi
  saremmo stati alle cinque, alle sei  a  discutere  di  ben  altre
  cose.
       Saremmo stati  a  discutere  di quello che stiamo discutendo
  alle quattro di  mattina  forse  alle  nove  di  sera. Quindi con
  questo non è che  si fanno delle accuse, ma non ribaltiamo sempre
  le responsabilità a chi oggi vuole discutere qualcosa.
       Qui c'è qualcuno che vorrebbe cercare di voler capire di più
  e di non fare qualche  errore  che  poi  alla  fine si ripercuote
  sulla norma stessa.
       Ribadisco  e concludo  che  sono  e  l'ho  detto,  l'abbiamo
  predisposto anche come  emendamento  sul  rinvio  del recepimento
  della legge Galli. Non perché non  venga  recepita  perché  è una
  norma che deve essere recepita.  Ma allora dico che con la stessa
  urgenza  e  come oggi il Governo  ha  detto  che  c'è  un'urgenza
  abbastanza  celere  c'erano tante  altre  norme  con  urgenza  da
  recepire, non ultima quella sul commercio.
       Il punto fondamentale della  legge Galli sono gli ambiti. E'
  inutile che ci giriamo  attorno.  E' la definizione degli ambiti.
  Di ambiti non se ne parla nel recepimento di questa norma. Allora
  mi domando a che  serve  questo  recepimento,  oggi.  Non serve a
  nulla, in quanto è rimandato  ad  un decreto. Non so neanche se è
  illegittimo per decreto  fare delle definizioni di territorio che
  forse deve essere fatto per legge.
       E' il caso di inserire  questa norma, visto che di fatto poi
  non servirà a nulla?  Lascio  questo  punto interrogativo. A cosa
  serve. In quanto nella  legge  Galli  il punto cruciale è proprio
  quello della definizione degli  ambiti.  Se  il Governo non fa la
  definizione degli ambiti, mi  domando  perché  la  recepisce. Non
  serve a nulla. Forse è  più opportuno rinviare questo recepimento
  di legge, definendo gli ambiti che  è  la  cosa più importante. E
  siccome questo non è stato fatto,  ribadisco  che  anche  qui  il
  Governo avrebbe potuto fare  più attenzione nel riproporre questo
  sub  emendamento e di valutare  se  era  opportuno  di  riportare
  questa norma che è rimasta inalterata rispetto al sub emendamento
  di  prima.  E'  inutile  dire  che  dalla  Finanziaria  al  primo
  sub-emendamento questa  norma  era stata bocciata in Commissione.
  Fermo  restando che  l'Aula  può  ripresentarsi  sempre,  però  è
  opportuno che su questo tema il governo sia sensibile.
       Io non  ho  altro da dire che, certamente, l'amarezza di non
  poter contribuire,  vista  la  tempistica  con cui oggi ci stiamo
  trovando, anzi quasi mi sento colpevole di fare questo intervento
  perché mi sento  quasi  a  dover rubare del tempo. Certo, io sono
  qui dalle dieci e un quarto. Non ho potuto fare questo intervento
  prima, come  non  ho  potuto  fare  prima  quello di prima perché
  purtroppo l'Aula,  per  i  motivi,  per  la  presenza, per la non
  presenza del  governo  e  del  Presidente,  non ci ha permesso di
  poter discutere prima.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
  facoltà.

     AULICINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'orario non
  è dei  migliori per fare analisi. Ci sforziamo tutti, però alcune
  considerazioni su quello che è successo si impongono.
       Noi,  come  opposizione,  avevamo  prospettato  un percorso,
  avevamo  più   volte   dato   ampia  dimostrazione  di  senso  di
  responsabilità.
       Da  una  presentazione,  forse  eccessivamente abbondante di
  emendamenti,    anzi    sicuramente    abbondante,    ma    siamo
  all'opposizione,  avevamo  necessità  di  stanare questo governo,
  siamo passati  ad  un  atteggiamento di grande apertura.
       Avevamo,  con  sofferenza,  perché  in  quelle  migliaia  di
  emendamenti ce ne erano di buoni anche tra quelli che poi abbiamo
  dovuto escludere,  però  avevamo  preso  l'impegno  e il governo,
  onorevole Capodicasa,  quella  sera  io credo di avere capito che
  lei fosse  convinto  che  la  maggioranza sarebbe riuscita a fare
  sintesi.
       Eravamo   ottimisti.   Sareste  riusciti  a  predisporre  un
  maxi-emendamento in cui  mettere  insieme tutte le tensioni della
  maggioranza,  la   consapevolezza   che   questa   maggioranza  è
  strutturalmente una minoranza  e,  quindi,  la  necessità di fare
  sintesi per evitare  di  scoprirsi  troppo,  anche  con  voti  di
  fiducia che poi porterebbero a più uno, più due, meno uno.
       Voglio dire,  questa  verifica  che il Presidente ogni tanto
  chiede,  quasi  avesse  una maggioranza schiacciante, però quella
  sera abbiamo  avuto la sensazione netta che in Aula avremmo avuto
  uno scenario molto semplificato, una maggioranza compatta attorno
  ad un governo,  un maxi-emendamento compatto, non accompagnato da
  150 emendamenti.
       L'opposizione, come  ho detto poco fa nel mio intervento, ha
  tentato di  fare sintesi, ha presentato più emendamenti di quelli
  che aveva accreditato.  Però, quando il Presidente di turno diede
  la sospensione di un'ora, l'impegno nostro, dell'opposizione, era
  di  fare  un   ulteriore   sforzo.   Ci  siamo  riuniti,  abbiamo
  ulteriormente stralciato e  abbiamo  individuato  una trentina di
  emendamenti, non di  più  forse  meno,  c'era qualche emendamento
  duplicato;  ora, pero, siamo di fronte a un fatto nuovo, un nuovo
  maxi-emendamento. Noi avremmo  voluto  prospettare  al Governo un
  percorso chiaro ed essenziale.  Bene, c'è questo maxi-emendamento
  noi abbiamo interesse a che si faccia un'approfondimento serio su
  alcune grandi questioni (la sanatoria, il 30 per cento per quanto
  riguarda le strutture  alberghiere,  i  non  vedenti) che avevamo
  individuato.
       Avremmo voluto  su  questi  argomenti  un  dibattito di Aula
  serio.  Il   Governo   aguzza   l'ingegno   e   fa  un  ulteriore
  maxi-emendamento. E il Presidente Capodicasa si presenta all'Aula
  e ci illustra la nuova manovra e senza preoccuparsi di verificare
  quale fosse  stato  lo sforzo dell'opposizione. Cioè ignorare del
  tutto questo  travaglio  che  ha  coinvolto l'opposizione, che ha
  imposto all'opposizione  perché  ci  siamo  voluti  far carico di
  questa esigenza di comunque favorire questo percorso legislativo,
  arrivare al bilancio. Questo avremmo voluto fare, non boicottare,
  fare in modo che nel rispetto delle prerogative del Parlamento si
  potesse    varare    una    manovra    finanziaria    preliminare
  all'approvazione del bilancio che avesse un minimo di dignità, in
  cui  alcune   questioni   fondamentali,   quali  quelle  che  noi
  ritenevamo  essenziali   almeno  per  un  dibattito  d'Aula,  una
  verifica  doverosa   con   la   maggioranza  rispetto  ad  alcune
  questioni. Ebbene, rispetto  a  questi  argomenti, che  pure  noi
  avevamo individuato, non  siamo  stati  messi nella condizione di
  ritirare i  270  emendamenti  su  300  circa.  Avevamo  deciso di
  ritirarne 270.
       Quando l'onorevole Beninati stracciò e mi portò i foglietti,
  io che non ho  partecipato alla riunione in cui si è fatto questo
  lavoro, mi  sono congratulato con l'onorevole Beninati. Guarda, è
  un fatto  importantissimo.  Stiamo dimostrando di essere forza di
  governo.
       SI diceva  nel  Palazzo che c'era in fase di predisposizione
  il nuovo  maxi-emendamento.  Non  mi  rassegnavo  all'idea che il
  Governo  volesse   continuare   a  provocarci.  Siamo  di  fronte
  all'ennesima provocazione.
       Vedete,  io   tante  volte  mi  sono  distinto  sia  con  il
  centro-destra che  con il centro-sinistra. Appartengo in modo tra
  virgolette "non scontato";  ci  può essere il colpo di scena, non
  cambio schieramento.  Nel senso che facendo analisi posso trovare
  all'interno   dello  schieramento  di  appartenenza  una  qualche
  ragione di distinguo ma sempre dentro lo schieramento.
       Debbo  dire   francamente  che  questo  è  un  attentato  al
  Parlamento. Qui  praticamente  ci si sta imponendo di far passare
  una manovra  finanziaria  che  per  altro, voglio dire, io voglio
  vederla proprio  tutta.  Perché  a  questo punto se il Presidente
  onorevole Cristaldi,  come  immagino,  ho  sentito  illustrare  i
  criteri  circa  l'ammissibilità.  Ho  la  sensazione  che  questa
  travagliata sintesi  che  ha  portato  al  maxi-emendamento possa
  essere     turbata     dall'interpretazione     del    Presidente
  dell'Assemblea.
       Io non  so  cosa  succederà nella maggioranza nel momento in
  cui pezzi  di questa manovra, chiamiamola così, dovessero saltare
  conseguentemente    all'interpretazione    che    il   Presidente
  dell'Assemblea ha prospettato.  E'  chiaro che in questo momento,
  in  questa  fase,   noi,   come  opposizione,  non  possiamo  che
  sottolineare che ci  viene  impedito,  ci  verrebbe  impedito  se
  dovesse passare questa impostazione, come pare, del Governo, noi,
  come opposizione, non  siamo  stati  messi  nella  condizione  di
  discutere su alcune,  poche,  perché  le  avevamo  già  scremate,
  questioni  sulle quali,  evidentemente,  la  maggioranza  non  ha
  disponibilità.  Evidentemente, perché  non  dirlo, e questa non è
  demagogia. Se all'interno  del  maxi-emendamento  non  ci sono le
  questioni della sanatoria deduco  che  il  Governo  non  è per la
  sanatoria. Se  all'interno  del maxi-emendamento, onorevole Piro,
  non c'è la norma sui  non  vedenti,  deduco  che il Governo non è
  dell'avviso che. Se non  c'è  quello  che  riguarda  l'EAOS etc.,
  etc.,  evidentemente  è   cosi.   Tutti   gli   emendamenti   che
  l'opposizione ha presentato  siccome  non siamo stati messi nella
  condizione di accreditarli  per sentire la posizione del Governo.
       Avremmo  voluto  registrare   in   Aula   la  posizione  del
  Presidente  Capodicasa e  della  sua  maggioranza  rispetto  alla
  sanatoria bisognava votare  emendamento per emendamento.  Noi con
  questa posizione,  caro  onorevole  Capodicasa,  la  ringraziamo,
  perché poi con questo  voto  di fiducia qualora dovesse andare al
  voto di fiducia le anticipiamo  che  in  fondo  lei  si illude di
  vincere questa battaglia e  invece  lei l'ha perduta in partenza.
  Lo so, d'altra parte lei  non deve rispondere a nessuno di questo
  suo ruolo. Siccome lei  è  titolare  di un potere immorale perché
  non risponde a nessuno,  lei è là per caso, perché  un'operazione
  di Palazzo l'ha portata là,  quindi che problemi ha?  Lei con più
  uno o meno uno sta là. Non risponde a nessuno; quanto dura, tanto
  di guadagnato.  Caro Presidente, auguri, spero che la manovra che
  poi  verrà   intercettata   dall'interpretazione  del  Presidente
  dell'Assemblea possa mantenervi uniti.

     PRESIDENTE. Onorevole Aulicino  mi  permetta di dirle che sono
  abituato ad assumermi  le  mie responsabilità, dal punto di vista
  istituzionale.    Le   decisioni   che   adotta   il   Presidente
  dell'Assemblea sono soltanto di carattere regolamentare.

     AULICINO. Ho voluto sottolineare proprio questo.

     PRESIDENTE. Non vorrei che dal suo intervento si evincesse che
  una qualche condizione  politica  dipenda  da quello che attua il
  Presidente.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

     PELLEGRINO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, vedo che
  siamo un po' tutti stanchi e quindi pur essendo difficile a tutti
  dare un contributo  lucido  vorrei provare a capire qualche cosa.
       Ho  ascoltato   le   contraddizioni  della  maggioranza   di
  provocazioni del Governo, e debbo dirvi che sono molto perplesso.
  Sono tra coloro i  quali  hanno mantenuto un atteggiamento non di
  prudenza, ma di chiarezza in queste vicende politiche regionali e
  in questo confronto che si è aperto sulla finanziaria ero convito
  che questa sera la maggioranza  si trovasse ad un bivio sul piano
  dei   comportamenti    perché    pensavo    che   un'opposizione,
  intelligente come la giudico,  invece di sommarsi su una serie di
  emendamenti, ne avrebbe proposto  uno  o  due  e avrebbe lasciato
  alla maggioranza eventualmente l'arroganza di porre la fiducia; e
  se questa opposizione avesse  posto  uno  o  due  emendamenti non
  avremmo consentito che  il  Governo  ponesse  la  fiducia  perché
  l'Assemblea ha il diritto,  se ci confrontiamo in questo modo, di
  esprimere liberamente il proprio pensiero.  Purtroppo le cose non
  sono avvenute in questo modo, non capisco perché, non voglio fare
  analisi e quindi il  Governo  non  poteva  fare  cosa diversa che
  porre la fiducia  per  approvare  questa  finanziaria.  Perché il
  nodo  che  è   rimasto   sospeso  in  questa  Assemblea  riguarda
  provvedimenti che alcuni  di  noi giudicavamo importanti.
       Ed   io,  per   esempio,   mi   riferisco   alla   sanatoria
  sull'abusivismo.  Si dice che è incostituzionale, si dicono tante
  altre cose, io prendo atto  di  una realtà, di una verità, perchè
  l'ho vissuta questa vicenda,  nella  prima Repubblica ed anche in
  questa.  C'è una minoranza  in  questa  Assemblea  che ritiene di
  avere  il diritto di  bloccare  risposte  ad  emergenze  che  non
  riguardano i singoli soggetti ma che riguardano la società civile
  di questa nostra Regione.  Io prendo atto, presidente Capodicasa,
  dell'impegno  che lei ha  detto,  però  qualche  dubbio  ce  l'ho
  conoscendo come su questa  vicenda questa Assemblea si comporta e
  tuttavia le questioni sono  semplici,  non  si tratta di fare una
  sanatoria selvaggia. Si tratta  di  prendere  atto che in Sicilia
  non è possibile che una casa che viene requisita diventa sanabile
  e una casa che non è requisita non diventa sanabile.
       Questa  è  una  scelta  che  è  incompatibile  con la nostra
  cultura e con il rispetto che noi dobbiamo alla nostra gente.

     TURANO.  Onorevole  Pellegrino,   lei  era  assessore  per  il
  territorio quando c'era il problema dell'abusivismo

     PELLEGRINO ... Lei, a quest'ora probabilmente, alla confusione
  che lo accompagna,  lo  accompagna  altra  confusione  perchè  se
  avesse le idee chiare  sa  che  in  questa  Assemblea l'assessore
  Pellegrino portò, a nome  del  governo,  un  emendamento, dove fu
  votato in commissione e  che  allora,  il  Presidente di turno si
  mise ad inseguire l'onorevole Piro per dirgli "per cortesia non è
  successo niente", perchè  se  l'Assemblea votava questa questione
  sarebbe stata chiusa...

     FORGIONE ... quando l'onorevole Piro era buono

     PELLEGRINO  ... L'onorevole  Piro  allora  era  opposizione  e
  faceva  il  suo dovere.
       Io rispetto il  punto  dei cosiddetti ambientalisti, i quali
  mi dovrebbero spiegare, perchè  poi  la proposta fu approvata, da
  un deputato che era  un  deputato intelligente e positivo, quella
  del  PDS,  il   quale  disse  "Coniughiamo  gli  interessi  degli
  ambientalisti con gli  interessi  del  territorio  ed anche degli
  abusivi;   facciamo  in modo  che  vengano  fatti  dei  piani  di
  recupero, facciamo in modo  che venga fatta una tassa da spendere
  nel territorio e tutto quello che non è sanabile vediamo come può
  essere aggiustato".  E',  infatti,  incomprensibile  che  noi qui
  demoliamo e qui requisiamo  e  soprattutto  non si può pensare di
  sanare un territorio  abbandonandolo  a  se  stesso perchè queste
  realtà diventeranno fatiscenti  e quindi l'ambiente, secondo noi,
  non ci guadagna niente.
       Quando  i  problemi  ci  sono  è  inutile rinviarli, bisogna
  affrontarli con un certo coraggio. Io sono perchè questo problema
  venga  affrontato,  non ora, ma da tempo e sono l'unico assessore
  che  ha  imposto  ad  un  governo di portare il provvedimento qui
  dentro in Aula e se l'Aula lo votava veniva approvato.
       Però,  come  allora, anche oggi un problema sul quale c'è la
  convinzione  complessiva  della  stragrande maggioranza di questa
  Assemblea  di dare una risposta si vuole che dall'Assemblea nella
  sua  sovranità di assumersi le sue responsabilità e su questo non
  possiamo  essere  d'accordo  anche  se sono obbligato a votare la
  fiducia perchè sono due cose completamente diverse.
       Però  l'opposizione  questo  non  lo  ha  fatto. Non è stata
  capace  di capire su che cosa poteva eventualmente vincere questa
  sera  e  rimproveri  se stessa e non ci faccia perdere tempo, per
  cortesia,  scaricando  sul  Governo responsabilità che non ha. Il
  Governo fa il suo dovere, ha l'obbligo di porre la fiducia perchè
  deve approvare questa finanziaria.
       Ed   io   mi  avvio  alla  conclusione.  Prendo  atto  delle
  dichiarazioni del presidente  della Regione; però c'è un problema
  politico, onorevole Speziale,  in  questa  maggioranza  che io mi
  auguro si rilanci, perchè  deve  essere  chiara una cosa: io sono
  con Rinnovamento Italiano nella coalizione di centro sinistra. E'
  una coalizione che mi piace  e  che  rispetto ma è una coalizione
  nella quale il ruolo delle aree moderate e riformiste come la mia
  - e non mi riferisco  agli  altri  - vengono emarginate e zittite
  sull'onda di metodi che  non  ci  trovano  d'accordo.  Perchè  su
  questa finanziaria, sul metodo  e  sui  contenuti  c'è  un  largo
  dissenso di Rinnovamento Italiano. E tuttavia, si sa, la politica
  è fatta di cose serie  e  non  è che valgono le ipocrisie, perchè
  qui di ipocrisie ce ne  sono tante. Non ci saranno mai governi di
  larghe intese qui dentro, ma  no perché  non li voglio io, perché
  sono politicamente improponibili,  non  li  possono  fare  quelli
  della maggioranza e mi  riferisco  al  partito  del  PDS,  non li
  possono fare quelli  del centro-destra perché gli schieramenti in
  politica hanno un loro  significato  ed un loro valore e, quindi,
  questo problema è un falso problema che si pone.
       Il  problema può essere di  altro  tipo  ed  io  l'ho  detto
  pubblicamente, non c'è  ragione  che  questa  sera  non riaffermi
  questo principio o  il  centro-sinistra  si  rilancia  da  queste
  vicende, i socialisti dichiarino  per  esempio  di  finirla con i
  tatticismi, perché il tatticismo  ad  un  certo  punto logora noi
  stessi  e  logorano tutti  e  compie  una  scelta  coraggiosa  in
  direzione  di  un  programma  e  di  una  proposta,  Rifondazione
  comunista assuma le  proprie responsabilità rispetto ai contenuti
  di  una  proposta,   l'opposizione  prenda  atto  e,  quindi,  si
  confronti  nella  chiarezza  con  queste  questioni  usciamo  dai
  cavilli e dalle furberie che  non  fanno  politica  e fanno altre
  cose.
       E che cosa è  pazzia  ragionare  in  questo  modo? Significa
  prendere atto dei problemi per quelli che sono senza infingimenti
  e senza niente.
       Ed allora io ritengo che  al punto in cui siamo arrivati, se
  i problemi sono questi, onorevole  Lo  Giudice,  io  e  lei siamo
  della Prima Repubblica ...

     LO  GIUDICE , assessore  per  il  territorio  e  all'ambiente.
  L'abbiamo detto ieri a Roma insieme.

     PELLEGRINO. L'abbiamo detto  a  Roma  e  la  Prima  Repubblica
  complessivamente non la ripudio,  ogni volta che ci penso qualche
  volta quasi quasi la rimpiango perché riuscivo a capire meglio le
  cose, ora ho qualche difficoltà.
       E, quindi, ritengo che  i problemi sono questi, le strettoie
  sono questi, la maggioranza  ha  l'obbligo  di votare la fiducia,
  noi la fiducia la votiamo però avvertiamo che i problemi politici
  rimangono  tutti, il  Presidente  del  Governo  ha  fatto  alcune
  dichiarazioni e lo diciamo qui pubblicamente alla maggioranza.
       Bisogna consegnare un'anima  e una strategia alla coalizione
  nella quale possiamo esserci  tutti  perché i dictat si accettano
  una volta, due volte, tre  volte, c'è una diversità culturale del
  modo di concepire l'arte di governo, c'è l'esigenza morale, etica
  che le forze del  Governo  vengano  informate, chiamate prima che
  sulla questione di  questo  tipo  si  definiscono  piattaforme  e
  sanatorie.
       E non dovete  confondere  il  senso  di  responsabilità come
  sopportazione infinita, non è possibile questa storia, io lo dico
  anche  ai miei colleghi  che  qualche  volta  qualche  dubbio  ce
  l'hanno,  ma quando ci si  confronta  con  la  politica  i  dubbi
  finiscono di esistere perché i partiti devono sapere se ci sono o
  se non ci sono e  non  può  continuare ad esistere che quest'area
  moderata sia forte o meno forte  possa  essere e che però serve a
  governare di fatto poi  viene  snobbato  dalle  questioni  che ci
  sono.
       Io non so se è possibile a quest'ora finirla con la manfrina
  di vedere chi ha più  o  meno  responsabilità, il Governo non può
  fare altro che porre la fiducia  e  noi  con queste riserve e con
  queste dichiarazione che  abbiamo  fatto,  affidandosi assieme ad
  altri che qualche riserva ce  l'hanno pure loro, non ne faccio il
  nome,  però  probabilmente   ci   siamo   accorti   che   qualche
  accorgimento e qualche  cosa  bisogna  meglio  definirle e meglio
  chiarirle e per concludere  l'unica  cosa  sulla quale ancora non
  riesco ad essere chiaro, perché  ogni  tanto  qualcuno  mi dice e
  pensa per esempio che se mi incontro in corridoio con l'onorevole
  Miccichè ci stiamo strizzando l'occhio.
       Nella Prima Repubblica c'erano uomini che appartenevano alla
  categoria che poteva incontrarsi con  tutti ed essere al di fuori
  di ogni sospetto, io ho  detto  qui  dentro  e dico all'onorevole
  Miccichè nei corridoi quando lo  incontro:  "Tu  non puoi fare le
  larghe intese, io non posso fare le cose che voi ritenete, perché
  sono una componente del  centro-sinistra e tale rimango, c'è solo
  un problema presente o  questa maggioranza trova le condizioni di
  rilanciarsi su una proposta e  sui  contenuti di un programma che
  deve portare avanti  dopo  l'approvazione della finanziaria e del
  bilancio, perché alcuni meriti  di  questa maggioranza ce l'ha, è
  inutile girarci attorno, alcune  cose le ha fatte, queste saranno
  fatte anche male, discutibile, però le sta facendo.
       Io ritengo che l'unico  problema  che rimane è che se questa
  maggioranza non trova il buon senso di rilanciarsi, di trovare il
  modo di svolgere un  lavoro  collegiale, se dovessimo trovarci di
  fronte all'ipotesi di uno  sfascio complessivo, noi non siamo mai
  per  sfasciare  niente,   questa  Assemblea  sarà  obbligata  con
  realismo a discutere e a vedere le cose che deve fare,
       Ma per  questa sera non può fare altro che votare la fiducia
  a  questo  Governo e augurare all'onorevole Capodicasa di trovare
  il  merito  e le condizioni per rilanciare l'iniziativa di questo
  Governo e comunque di questa coalizione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole La Grua. Ne ha
  facoltà.

     LA GRUA .  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
  l'intervento dell'onorevole Pellegrino  che ha riportato il clima
  alla politica perchè ha  parlato  nel suo tempo a disposizione di
  politica evidenziando quello che  è il malessere che serpeggia in
  questa maggioranza.
       Un   malessere   che  era  già  emerso  negli  ultimi  tempi
  attraverso   le   dichiarazioni   che   alla  stampa  l'onorevole
  Pellegrino e la sua formazione politica avevano manifestato.
       Anche  il  Partito  popolare  che  penso in questa occasione
  tornerà  sull'argomento  ha  espresso  in  diverse  occasioni sui
  giornali  questo  momento  di  difficoltà che sta vivendo a stare
  insieme in una coalizione nella quale queste formazioni di centro
  indubbiamente  non trovano quella soddisfazione politica e quelle
  risposte che vorrebbero trovare.
       Quindi,  l'onorevole   Pellegrino   intervenendo   ha  fatto
  affermazioni di una  certa  pesantezza  nei  confronti  di questo
  Governo del quale ha  evidenziato che ci sono forze politiche che
  hanno una diversità culturale.  Ha parlato di una insofferenza da
  parte degli alleati, ha parlato di una atteggiamento, certamente,
  non benevolo della maggioranza che prevarica, della maggioranza o
  del partito di maggioranza  che prevarica le formazioni di centro
  che fanno parte di  questa  coalizione  e abbiamo quindi preso in
  dovuta considerazione le cose  dette  da  Pellegrino che poi però
  alla fine non ne trae  le  conclusioni che noi ci saremmo atteso.
  Conclusioni  che  avrebbero  dovuto,  a  nostro  parere,  indurre
  Rinnovamento italiano oggi  a  fare  una  scelta  coraggiosa  che
  invece è mancata perchè  da  parte  di Rinnovamento italiano si è
  ribadito intanto fedeltà  ad  una  formula politica nonostante le
  contraddizioni evidenziate,  nonostante  quindi  le  critiche, le
  censure mosse agli  atteggiamenti  e  ai  comportamenti  di certi
  partiti della sinistra in questa colazione di governo.
       Ma  ovviamente noi dobbiamo prendere anche in considerazione
  le cose dette dal Presidente Capodicasa il quale invitando questo
  Parlamento,  alcune  forze di questo Parlamento addirittura anche
  l'opposizione di centro destra a votare la finanziaria e quindi a
  dare  la  fiducia  a questo Governo, l'onorevole Capodicasa ci ha
  informati che certamente  si  rende  necessaria una verifica. Una
  verifica che evidentemente è  un  eufemismo  perchè  ben  altro è
  necessario in questo momento a questo Governo.
       Una verifica, qualcuno prima  di  me  lo  ha evidenziato, va
  fatto nell'ambito di una  coalizione. Una verifica non può essere
  fatta nell'ambito di un  Parlamento.  A quel punto bisogna invece
  prendere atto, io  dico Presidente Capodicasa, che questo Governo
  è in grosse difficoltà, che questo Governo è in crisi, che questo
  Governo quindi non può  continuare  a pretendere di governare una
  Sicilia con i numeri risicati che ha.
       Questo Governo non è  riuscito  in  questi  mesi,  in questi
  quattro mesi a  realizzare  alcunchè  di concreto, questo Governo
  che certamente non ha alcun  merito  e  che ora ci ammannisce una
  finanziaria che è frutto di elaborazioni e di rielaborazioni se è
  vero come è vero che  siamo  arrivati  alla quarta stesura di una
  finanziaria  che certamente  noi  non  abbiamo  condiviso  e  che
  intendiamo contrastare fino  alla  fine come stiamo facendo anche
  se l'ora è tarda e  anche  se  il  Presidente della Commissione e
  tanti altri deputati sono ormai  in  preda al sonno e non sono in
  grado di seguire i lavori di questa Assemblea parlamentare.
       Noi,   signor  Presidente,  abbiamo  rivolto  critiche  alla
  finanziaria e siamo in grado ancora di poterne fare di critiche a
  questa  finanziaria che non ha tenuto nella dovuta considerazione
  gli  emendamenti  che  il  centro-destra  aveva fatto dopo averli
  sfoltiti  da  quella  massa  che  aveva presentato per una scelta
  ostruzionistica  che  aveva  ritenuto  di  dover fare proprio per
  segnalare  all'opinione  pubblica  quella  che  era la drammatica
  situazione  di una regione che ormai non dà risposte ai cittadini
  perchè il  Governo  che  la rappresenta non è in grado di dare le
  risposte che i  cittadini  vogliono.
       Abbiamo fatto quella  scelta,  ma abbiamo poi fatto un'altra
  scelta diversa una scelta  che  voleva  dare  un segnale a questa
  maggioranza  quando  abbiamo   ridotto  di  gran  lunga i  nostri
  emendamenti.  Avremmo voluto ancora  fare  di più, ma abbiamo per
  tutta   risposta    ricevuto    un'altra    stesura   di   questo
  maxi-emendamento che noi  abbiamo  criticato,  del  quale abbiamo
  evidenziato quante norme  siano improponibili, lo hanno fatto già
  i colleghi Tricoli, Stancanelli  ed  altri  che  hanno detto come
  questa norma che è stata oggi sottoposta al vaglio dell'Assemblea
  sia una norma che contenga dei principi e degli articoli che sono
  assolutamente inammissibili e  improponibili  oltre che, io dico,
  si tratta di una norma  che  dal  punto  di vista formale. Signor
  Presidente  e  onorevoli  colleghi,  è  una  norma  assolutamente
  brutta, una norma che  prevede  un solo articolo con tutti questi
  commi,  abbiamo  addirittura  dei  commi  che  sono  per  esempio
  all'articolo 23 ter, bis  oppure l'octies, il nonies etc. Quindi,
  una norma che si presenta male anche dal punto di vista estetico,
  per non dire ovviamente  dei  contenuti  che noi non condividiamo
  per  la  assoluta   insensibilità   dimostrata  dal  Governo  nel
  recepimento di alcune  norme che noi avevamo segnalato proponendo
  appositi subemendamenti.  Come  per  esempio  quel subemendamento
  presentato dal Presidente  Provenzano,  se  non  ricordo male che
  riguardava il tetto all'indebitamento della spesa. E che dire poi
  della norma che avevamo  voluto  porre a difesa di quelle persone
  che erano state  costrette  a ricorrere all'abusivismo edilizio a
  quell'abusivismo edilizio  a  cui  faceva riferimento l'onorevole
  Pellegrino, un abusivismo il  più  delle  volte  di necessità, un
  abusivismo   dovuto    all'indolenza    e    all'incapacità    di
  amministratori comunali che  non  hanno  saputo  dotare  di piani
  regolatori  generali  le   varie  località  e  che  hanno  dovuto
  costringere quindi i  cittadini  a  ricorrere  all'abusivismo, la
  necessità quindi, di un riordino delle coste che può essere fatto
  attraverso lo strumento dei piani di recupero.
       Erano  queste  le  iniziative  che noi avremmo voluto che il
  Governo  prendesse  nella dovuta considerazione e che invece sono
  state disattese come il problema della privatizzazione dell'EAS e
  dell'AST,  un  problema  che non può essere risolto con una norma
  così  breve  e  così  sbrigativa  quando  ci  sono  problemi  che
  attengono  al  personale,  al futuro di questo personale. Avremmo
  voluto che si prendessero nella dovuta considerazione emendamenti
  che  abbiamo  presentato, signor Presidente, e che riguardano per
  esempio  le  aziende  agricole  in  crisi  per  le  quali abbiamo
  proposto con un  emendamento affinchè venga prorogata la scadenza
  dei crediti agrari fino al  31 dicembre del 2000 e affinchè venga
  sospesa ogni procedura  esecutiva  nei  confronti  delle  aziende
  agricole in crisi fino al  2000  per  almeno  3  anni proprio per
  consentire a questa agricoltura  siciliana che è in crisi, la cui
  crisi è stata  aggravata  ancora dalle avversità atmosferiche, di
  tentare una ripresa produttiva  che  invece  manca  e  che questo
  Governo  non  è stato  in  grado  di  assicurare  per  l'assoluta
  indolenza,  per la incapacità  di  dare  alle  risposte  che  gli
  agricoltori siciliani aspettano  da  questo  Governo,  da  questa
  Regione.
       Sono  queste  le cose che sono state dimenticate dal Governo
  regionale che non ha inteso prendere atto di una disponibilità di
  collaborazione  da   parte   del   centro-destra   attraverso  la
  proposizione di emendamenti  che avevano una valenza di carattere
  sociale estremamente importante,  un  Governo  quindi  che  si  è
  trincerato dietro la questione  di  fiducia  per tentare di farsi
  uno scudo per cercare  di  ripararsi  dal malessere che serpeggia
  nell'ambito di una  maggioranza che ormai vacilla, nell'ambito di
  una maggioranza che ormai è allo sbando e che quindi costringe il
  Presidente Capodicasa a fare  ricorso  al  voto  di  fiducia  che
  certamente poi impedisce una discussione approfondita come quella
  che noi avremmo voluto fare.
        Ecco perchè  signor Presidente e concludo noi riteniamo che
  abbiamo fatto  il  nostro dovere, lo abbiamo fatto nell'interesse
  dei siciliani,  lo  abbiamo  fatto consapevoli che solo in questo
  modo possiamo  richiamare  l'attenzione  del popolo siciliano sui
  veri  problemi,   su   quelle   che  sono  le  battaglie  che  il
  centro-destra che era stato legittimato dall'elettorato siciliano
  il 16 di  giugno  del  1996  e  che è stato sfrattato dal Governo
  soltanto da  una operazione sulla quale non intendo più ritornare
  noi  del  centro-destra  almeno,  vogliamo  porre  all'attenzione
  dell'opinione  pubblica  quelle  che  sono  le  nostre  battaglie
  indicando all'opinione  pubblica  stessa  i  responsabili  e cioè
  coloro  che oggi  stanno  al  Governo  e  che  non  hanno  voluto
  assolutamente  prendere  in  considerazione  le  nostre battaglie
  disattendendo non  tanto  le nostre iniziative ma quelle che sono
  le aspettative e le speranze del popolo siciliano.


   Presidenza del presidente Cristaldi


  SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 884/A (STRALCIO)
  "MISURE DI FINANZA REGIONALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROGRAM-
  MAZIONE, CONTABILITA' E CONTROLLO"

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI.

     STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO. Signor  Presidente,  ho chiesto di parlare sull'ordine
  dei lavori perchè  credo  che non si sia stati abbastanza chiari.
  Potremmo assistere, o  fine  a  quando le resistenze ci saranno a
  questo balletto  interessante  di  interventi  che  ci propongono
  considerazioni politiche  tra lo scherno di qualcuno, l'onorevole
  Lo Giudice  il  quale ascolta compiaciuto simpaticamente ma credo
  che produttivamente signor Presidente bisogna prendere atto che è
  intollerabile che  alle  cinque  del  mattino  dopo una mattinata
  nella quale il  Governo  non  è  stato  presente  si possa essere
  costretti in Aula  e  le  ripeto formalizzo la richiesta anche se
  credo di essere stato abbastanza chiaro prima, è stato presentato
  un nuovo documento  e  noi  abbiamo  il  diritto  ed il dovere di
  rispondere ai  siciliani  presentando  nuovi  emendamenti.
       Io le annunzio che voglio elaborare gli emendamenti e voglio
  comprendere a leggere  questo  nuovo  testo  che mi è stato dato,
  quindi  le   chiedo  di  assumere  una  determinazione  ai  sensi
  dell'articolo che propone che la Presidenza debba dare un congruo
  tempo al Parlamento che è sovrano.

     CAPODICASA, presidente  della  Regione. Quale è l'articolo del
  Regolamento?

     STRANO. Che è  sovrano e che necessita onorevole Presidente di
  un segnale, se  vi  erano  impegni,  che questi impegni allora si
  rivolgono al  precedente  testo, la fiducia poteva essere chiesta
  sul precedente testo  ma  non  su  questo  testo nuovo o meglio è
  legittimo   chiederla  ma  è  assolutamente  legittimo  onorevole
  Cristaldi,  Presidente dell'Assemblea, che questo congruo termine
  venga a noi consegnato, siamo nella mattinata di sabato, domani è
  domenica, lunedì il  nostro  mondo  è  impegnato  a  Roma  in una
  manifestazione  politica,  le  chiediamo  assolutamente il rinvio
  della discussione anche  per  dare il congruo tempo per preparare
  gli emendamenti e  per capire e per leggere, per comprendere, per
  analizzare politicamente  questo  nuovo  documento che ci è stato
  posto, di rinviare  la  seduta  a  martedì.
       Questo  balletto   di   interventi   io   credo   che  possa
  assolutamente terminare  e  sia  necessario andare ad un rinvio a
  martedì perchè noi si possa svolgere quel diritto dovere al quale
  siamo  stati   chiamati   dai   cittadini  siciliani  e  vi  sono
  regolamenti che in questo senso ci debbono assolutamente tutelare
  pena  uno   scadimento  del  tono  della  legittimità  di  questa
  Assemblea.

     PRESIDENTE. Onorevole  Strano, comunque allo scadimento fino a
  quando sono lucido  penso  di  poter  porre un argine. Per quanto
  riguarda il suo  rilievo  ho già in un altro momento della seduta
  fatto presente di  aver dato un'ora di tempo per la presentazione
  degli emendamenti,  fatto  giudicato congruo dalla Presidenza per
  la semplice ragione  che il Governo nel presentare la riscrittura
  del disegno di  legge  con il nuovo emendamento ha dichiarato che
  intendeva apporre  la fiducia su quell'emendamento, fatto che per
  regolamento impedisce  la  votazione degli emendamenti.
       Resta in  piedi  la  possibilità  del deputato di presentare
  quindi l'emendamento  soltanto  per  una mera questione politica,
  fatto che  ho  consentito  che  avvenisse.  Non può quindi essere
  posta in  votazione  una richiesta per consentire ulteriore tempo
  per  presentare  emendamenti  che  oltretutto  sarebbero soltanto
  legati ad  un  gioco  masochistico,  perché non produrrebbe alcun
  effetto.
       Se lei  invece  pone  una  richiesta  di  sospensione  della
  seduta, io  naturalmente,  lei  è  un parlamentare, non posso che
  mettere in  votazione,  ma  non  per  concedere  altro tempo, lei
  chiede di  sospendere  la seduta, metto in votazione la proposta,
  se passa sospendo, se non passa continuo, in linea con quella che
  è stata la determinazione dell'Aula nella scorsa seduta quando si
  è predisposto  il  programma  dei  lavori.  Lei  insiste sulla...
  onorevole Strano non  occorre,  lei mi dica solo se insiste sulla
  proposta di sospensione o meno

     STRANO.   Chiedo   una  Conferenza  dei  capigruppo  perché  è
  intollerabile che l'Assemblea vada avanti in questo modo. Non c'è
  accordo su  questo  nuovo  documento. Sicuramente da parte nostra
  non c'è nessun accordo.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Strano,  la  prego,  lei insiste sulla
  proposta di sospensione?

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  la
  precisazione,   l'intervento   dell'onorevole   Strano  che,  fra
  l'altro,  fa  seguito all'intervento che l'onorevole Strano aveva
  fatto  circa due ore fa, è relativo ad una richiesta legittima da
  parte di un deputato e di un gruppo politico e io ritengo che non
  si  possa  definire masochistico il fatto o la circostanza che un
  parlamentare   o   un  gruppo  politico  tenti  di  affermare  in
  quest'Aula e nel Parlamento la necessità politica di evidenziare

     PRESIDENTE. Onorevole Stancanelli, mi perdoni, mi dispiace che
  anche  lei  apra  con  la  Presidenza  una polemica assolutamente
  inutile.  Nel  momento  in  cui  lei fa riferimento all'aggettivo
  masochistico da me utilizzato e che, naturalmente, era benevolo e
  nel pieno rispetto dell'intero Parlamento, lei intende aprire una
  questione  che è simile a quella sollevata dall'onorevole Strano,
  lei  non può intervenire sullo stesso argomento, almeno a che non
  dice,  la  prego,  sono  le cinque del mattino, io vorrei, fino a
  quando  finiamo,  che  avessimo  un  livello nella conduzione dei
  lavori  e  nella  discussione  tale,  comunque, da consentire, in
  termini  corretti,  di  poter  ultimare  un lavoro che può essere
  interrotto soltanto per decisione dell'Aula.

     STANCANELLI. Ma io sono pacato, signor Presidente.

     PRESIDENTE.  Le sto dicendo che se la sua proposta è la stessa
  di  quella  dell'onorevole  Strano,  io  non  posso consentire di
  parlare.  Se  lei invece ha una proposta nuova, io le consento di
  parlare sull'ordine dei lavori.

     STANCANELLI.  Volevo  insistere  sulla proposta dell'onorevole
  Strano, non  mi  voglio  mettere  in  polemica  con il Presidente
  dell'Assemblea,  termino  il  mio  intervento,  però  volevo  far
  presente, anche al  Governo,  che  è  veramente  inumano  -  e lo
  sottolineo - che  alle cinque del mattino si stia qui dopo che il
  documento che stiamo  discutendo  ci è stato portato alle tre del
  mattino. Questo ha voluto evidenziare l'onorevole Strano e questo
  voglio evidenziare io.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     BARONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     BARONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, credo che a
  quest'ora la stanchezza  la  fa  da  padrona.  Però non vi ruberò
  molto tempo  al  dibattito  che  dovrà  continuare e quindi sulla
  fiducia.
       Ho  seguito con molta attenzione l'intervento dell'onorevole
  Pellegrino e mi sono deciso a continuarlo per certi aspetti anche
  facendo  qualche  considerazione di carattere politico e anche di
  un  carattere che in questi giorni sfugge all'attenzione, sia dei
  mass-media  che  dell'Aula  parlamentare  nella quale ci troviamo
  tutti.
       L'onorevole  Pellegrino,  se ho ben capito, pone un problema
  di  carattere politico manifestando con una dialettica politica e
  parlamentare  che gli riconosco tutta e dal quale c'è sicuramente
  da  apprendere  da  parte di tutti e da parte mia sicuramente per
  primo,  una  certa  angustia da parte di Rinnovamento italiano su
  qualche  passaggio  del  documento della finanziaria proposta dal
  Governo  e pur, assicurando il voto di fiducia personale e quello
  del  Gruppo  parlamentare  di  Rinnovamento  italiano, fa qualche
  distinguo  di ordine politico sul percorso, su quello che è stato
  e  su quello che potrebbe essere il percorso politico del Governo
  Capodicasa.
       Mi  è  sembrato di rivivere per certi aspetti alcuni momenti
  che  si  sono  verificati  da  qualche  mese  a  questa  parte in
  quest'Aula  che riguardano qualche deputato della maggioranza che
  magari  è  seguito, pedinato, come giustamente aveva fatto notare
  l'onorevole  Pellegrino,  a  secondo di frequentazioni più o meno
  frequenti  -  scusate  il  gioco  di  parole  -  che  si  possono
  verificare  durante  i lavori d'Aula o mentre stiamo a bivaccare,
  tra  virgolette,  con rispetto dovuto all'Assemblea, chiedo scusa
  per il vocabolo al Presidente dell'Assemblea.
       Se  l'onorevole  Pellegrino  pone  un  problema di carattere
  esclusivamente  politico chi come me ha un'estrazione leggermente
  diversa  da  quella  dell'onorevole Pellegrino, a maggior ragione
  può  porre  un  carattere  di ordine politico, ma permettetemi di
  dire anche ideologico e culturale.
       E  se  nel  momento  della  stesura  di  questa  benedetta o
  maledetta finanziaria, visto che masochisticamente siamo qui, per
  certi  aspetti anche a perdere tempo devo dire, con molta onestà,
  può  trovare  difficoltà,  pur  essendo  rappresentato  con  pari
  dignità  dal  punto di vista politico in questo Governo, anche se
  numericamente  da  un solo assessore ad approvare certi passaggi,
  figuriamoci  che cosa potrebbe significare un discorso del genere
  e  domani potrebbe avere vasta eco sui giornali, questo distinguo
  - ripeto - del Gruppo di Rinnovamento italiano.
       Per   evitare   che  qualcuno  possa  pensare  chissà  quale
  dichiarazione  sto  facendo, dico che essendo una persona - spero
  di essermi contraddistinto dal punto di vista politico, lealmente
  nella  mia breve vita parlamentare, allora dico per quella lealtà
  a  cui  sto  facendo  riferimento  anch'io  voterò  la fiducia al
  Governo Capodicasa, così come ho votato il Governo Capodicasa nel
  momento del suo insediamento.
       Ciò  non  toglie  che questo serpeggiante stato che poi alla
  fine dà adito e l'opposizione, sotto questo aspetto fa bene forse
  a buttarsi,  dal  loro  punto di vista naturalmente sul cadavere,
  molto  virgolettato   evidentemente.  In  ogni  caso,  credo  che
  politica vuole che  in  fin  dei  conti, abbiamo la finanziaria e
  tutti ci rendiamo  conto che va approvata con tutti i distinguo e
  le riserve del caso.
       Abbiamo  il bilancio da approvare e questo va approvato, non
  soltanto  perché  qualcuno  possa fare prosopopea perché dobbiamo
  fare  gli  interessi  di  Sicilia  e  siciliani,  è la verità, ma
  abusiamo   tante   volte   di   questo  termine  soltanto  perché
  evidentemente fa comodo a qualcuno.
       Non  faccio interessi di altri. Appartengo ad un partito che
  -  ripeto  -  partecipa  a  questo  Governo e che da la fiducia a
  questo  Governo  avendo  presente  una maggiore rappresentanza di
  assessori  nel Governo Capodicasa, però è evidente, a mio avviso,
  che  continuare  a  menar  il  can  per l'aia e far sempre le ore
  piccole  o  le  ore grandi e poi evidentemente arrivare sempre al
  punto  nel  momento  in  cui qualcuno è preso per la stanchezza o
  magari  manda  tutti  a  quel  paese  e  deve votare per forza il
  documento,  sarebbe  opportuno che per il prosieguo - questo è un
  invito  che  rivolgo al Presidente della Regione e alla Giunta di
  Governo - si  potessero  adottare  dei  sistemi che magari non ci
  ridicolizzassero all'esterno  e  che facessero ottenere lo stesso
  risultato a  cui  arriveremo  fra poco, magari qualche ora prima,
  con meno  diatribe  o  scontri verbali dovuti soprattutto, spero,
  alla stanchezza e  non  a  questioni di carattere personale e che
  questo ricorso  alla fiducia non fosse interpretato come qualcuno
  che volesse  prevaricare  a  qualunque  costo  quelle che sono le
  esigenze di tutti  quei  siciliani  che non si rivedono in questa
  maggioranza.
       Allora,  ripeto,  l'appello,  se  appello  posso  chiamarlo,
  appello  rivolto  sia  al  Presidente  della  Regione che a tutta
  l'Aula,  evidentemente  opposizione  e  maggioranza, ma credo che
  alla fine quello che ci guadagnerà non sarà soltanto quell'ora di
  sonno   in   più   dalla  quale  tutti,  impiegati  del  Palazzo,
  stenografi,  commessi  e  anche noi stessi, ne avremo sicuramente
  guadagnato;  ma  credo  che ne guadagneremo soprattutto in quella
  visibilità che, credetemi, non credo sia la migliore da un po' di
  tempo a questa parte.

     RICEVUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Onorevoli  colleghi,  se  dopo
  l'intervento dell'onorevole Ricevuto non ci sono altri interventi
  si   conclude   la   discussione   generale  sull'emendamento  di
  riscrittura.

     RICEVUTO.  Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
  onorevoli    colleghi,   noi   avevamo   salutato   positivamente
  l'iniziativa legislativa del governo, del disegno di legge prima,
  del  maxiemendamento  dopo,  per  una ragione soprattutto, perché
  aveva  i contorni appunto di una legge finanziaria, di un disegno
  di legge, in sostanza, che nel momento in cui la Regione non vive
  stagioni  di vacche grasse ma ha difficoltà notevoli, si muove in
  una  situazione  disastrosa  sotto  il  profilo  finanziario.  Un
  disegno  di  legge,  in  sostanza,  che tendesse a reperire nuove
  risorse   finanziarie   e  quindi  con  maggiori  entrate  e  che
  conseguentemente   tentasse   di  tagliare  le  spese,  le  spese
  pubbliche  che  hanno  assunto  ormai  dimensioni notevoli. Nella
  misura  in  cui  c'è  necessità di porre sempre attenzione ad una
  politica di risanamento finanziario.
       Avevamo apprezzato quindi l'impostazione, la filosofia al di
  là  del  merito, l'impostazione e l'impianto del disegno di legge
  finanziario  e  però siamo rimasti delusi, delusi dall'azione del
  governo  che  poi  ha  tradotto  nei  fatti  un'impostazione,  un
  impianto  particolare,  importante, rilevante, lo ha tradotto poi
  assecondando peraltro una radicata consuetudine, ha tradotto quel
  disegno  di  legge  in  un  disegno  di  legge "omnibus" per come
  d'altro canto lo stesso Presidente della Regione ha detto.  Quasi
  per  potere legiferare in ogni settore, in ogni direzione dopo un
  periodo  di  inerzia  nel  quale  si sono assommate tante e tante
  incongruenze   e   tante   e   tante   lacune   dell'Assemblea  e
  dell'iniziativa del governo.
       E'  uno  strano  modo di procedere questo. Si sonnecchia per
  tanto tempo  e  poi,  ad  un  tratto,  ci  si sveglia e si coglie
  qualsiasi occasione per introdurre, come dire, a pezzi e bocconi,
  brandelli  non  norme,  brandelli  di  norme senza alcuna visione
  unitaria,    senza   alcuna   visione   organica   e   ovviamente
  inerpicandosi sempre sul frammentarismo.
       Queste   sono   soluzioni  che  ci  deludono  profondamente,
  ovviamente,  e  però  nello stesso tempo, nel corso del dibattito
  d'Aula,  siamo  rimasti oltre che delusi, come dire, mortificati,
  mortificati  nel nostro ruolo, nella nostra stessa consistenza di
  "legislatori".
       Un  dibattito  d'Aula  che  si  è  soprattutto  avviluppato,
  avvitato su questioni procedurali. Siamo stati un mese, un mese a
  parlare di questioni di procedura o quasi
       Io signor Presidente mi permetto di fare una osservazione da
  porre  alla sua attenzione. Forse è necessario riprocedere ancora
  in  direzione  della rivisitazione del Regolamento d'Aula, signor
  Presidente.  Pensavamo  che  si fosse arrivati ad una conclusione
  positiva sotto questo profilo ma i risultati sono sotto gli occhi
  di tutti, sono risultati indubbiamente negativi.
       Non  è  possibile,  io non voglio assolutamente imbavagliare
  l'azione  e  l'attività del Parlamento, dei singoli parlamentari.
  Ma non  v'è dubbio che bisogna pure pensare ad un Regolamento che
  nei  limiti  del  possibile  contingenti  tempi  e  numeri  degli
  interventi per arrivare a conclusioni quanto più possibili celeri
  dell'attività  legislativa  di questo Parlamento. I siciliani non
  possono più  perdere  tempo,  la  verità  è questo. I giovani e i
  giovani  siciliani  non  ci capiscono più, rischiamo di non farci
  capire più da nessuno.
       Abbiamo   necessità   indubbiamente   di  avere  una  azione
  concreta,  attiva,  efficace,  efficiente del Governo. Ma abbiamo
  necessità  anche  di  riconquistare pienamente il nostro ruolo di
  parlamentare. Abbiamo necessità che le commissioni producano atti
  legislativi;  abbiamo  necessità  che  il  Parlamento  finalmente
  legiferi.
       L'altro giorno  mi  si è data occasione di rispondere ad una
  intervista  di  una  giornalista  che  mi  chiedeva  quante leggi
  fossero  state  approvate  dall'Assemblea  regionale.  Adesso non
  ricordo   il  numero  ma  a  fronte  di  una  congrua  iniziativa
  legislativa  di  proposte  dei  singoli  parlamentari,  ahimè, il
  numero dei disegni di legge esitati è davvero miserevole sotto il
  profilo numerico indubbiamente.
       Tutto questo lo dico perché avevamo per questo aspetto e per
  questo verso  rivolto  al  Governo  e al Parlamento, ad una certa
  parte del  Parlamento,  ad una certa opposizione - non voglio più
  di tanto  celare ciò che voglio dire , più di tanto mistificare -
  del  Polo;  avevamo  chiesto  al  Governo  di  non  arroccarsi su
  posizioni  di  chiusura, ponendo sempre questioni di fiducia, con
  l'effetto di azzerare il dibattito, il confronto parlamentare, di
  ridurre   l'Aula   assembleare  in  un  luogo  non  di  confronto
  democratico delle idee ma in un luogo di continua conta.
       E  avevamo  chiesto  ripeto  alla  opposizione  del  Polo di
  ritirare    tutti   gli   emendamenti   di   chiara   espressione
  ostruzionistica,   lasciando   in   discussione  soltanto  i  più
  importanti  emendamenti  sui quali si potesse sviluppare un utile
  dibattito   per   apportare   i   necessari   aggiustamenti  alla
  finanziaria.
       E  ce  ne  eravamo  andati  abbastanza soddisfatti alla fine
  della  scorsa settimana.  Ma al ritorno abbiamo avuto la sgradita
  sorpresa di  rivedere  le  posizioni di chiusura del Governo e di
  rivedere  ancora  una volta presentare da parte dell'opposizione,
  di questa opposizione, più di 300 o 400 emendamenti. Io non credo
  che  siano  tutti  ripetitivi.  Su  300  molti sono certamente di
  chiara  espressione  ostruzionistica. Non è modo di continuare ad
  andare avanti.
       Ed  è  continuata l'opposizione dura, il muro contro muro. E
  anche   qui  stasera  ne  abbiamo  avuto  riprova.  Ecco,  signor
  Presidente, in questo modo continuando non c'è confronto tra idee
  ed opzioni,  che  è  sempre  utile  ad aversi perché è fertile il
  confronto  tra  idee  ed  opzioni,  è  sempre fertile di migliori
  soluzioni per governare la Sicilia.
       E  invece  abbiamo  assistito niente altro che a diatribe di
  schieramento che  fanno  gioco  invece  sui  preminenti diritti e
  sulle preminenti  esigenze  dei siciliani.  Non siamo soddisfatti
  complessivamente delle soluzioni apportate con la finanziaria dal
  Governo regionale.

     VIRZI'. Però...

     RICEVUTO. No, senza  però. E non c'è niente da ridere. Non c'è
  niente da ridere, né Guido, né Salvino. E non siamo assolutamente
  soddisfatti, lo  abbiamo  già detto. Riteniamo che nient'altro si
  sia percorso  un  iter  deja  vue.
       Comprendiamo  che  in  questa  condizione  però,  in  questa
  situazione è  stato superato il contenuto vero della finanziaria.
  Ecco però,  perché  però.  E'  stato  superato il contenuto della
  finanziaria che  è diventato purtroppo del tutto secondario e che
  la partita invece  si  gioca  su  un altro campo, sul campo della
  politica.  Sul  campo  del  tentativo  di  abbattere ad ogni cost
  questo Governo.  E questo in fondo fa parte dell'azione legittima
  dell'opposizione.
       E' come  dire:  uno  degli  arnesi  che  stanno nel bagaglio
  dell'opposizione, ma questo, mi si consenta è possibile aversi in
  tempi ordinari, non già alla vigilia della scadenza di un termine
  ultimo che è quello dell'approvazione del bilancio della Regione.
  Ecco, a questo  punto,  ecco però miei cari amici, noi socialisti
  del Partito  socialista  di  Sicilia ripetendo un'espressione che
  non vorrei riprendere  non  ci stiamo.
       Non ci stiamo  perché  siamo  figli  di  una logica e di una
  cultura, di  una  cultura del riformismo socialista che vuole che
  anche nel ruolo dell'opposizione vi sia sempre un senso misurato,
  un senso  equilibrato  del proprio modo di essere, un'opposizione
  che vuole  essere  sempre  costruttiva  per  tentare di stimolare
  comunque l'azione del  Governo  nei  momenti  in cui si tratta di
  approdare a  risultati importanti per la gente siciliana.
       Ecco e  allora il nostro primo tentativo, signor Presidente,
  onorevoli colleghi  di  maggioranza e dell'opposizione, il nostro
  primo  tentativo  è  quello  di  fare  di  tutto  per  consentire
  all'Assemblea regionale siciliana di tirarsi fuori dalle secche e
  quindi  per  consentire  l'approvazione  delle leggi fondamentali
  senza  le   quali   è  in  discussione  la  stessa  sopravvivenza
  dell'Assemblea     regionale     siciliana.
       D'altro  canto  l'insufficienza,  l'inconsistenza  di questo
  Governo e  di  questa  maggioranza, la prego di perdonarmi signor
  Presidente se  mi consente poi faccio allora una dichiarazione di
  voto, è sotto gli  occhi  di  tutti  e  va  al di là della stessa
  approvazione della  finanziaria  e  del bilancio.  Avremo modo di
  confrontarci  anche  in  altre  occasioni  sull'inconsistenza  di
  questa   attuale   maggioranza.
       In   questo   momento  aderendo  ovviamente  rispettosamente
  all'invito di cessare col mio intervento, mi è sembrato di capire
  signor Presidente,  mi ripropongo di fare la mia dichiarazione di
  voto a nome del Partito socialista, nel momento in cui si passerà
  alle dichiarazioni di voto.

     LEANZA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'esperienza che  stiamo  vivendo  in questa Assemblea dalla fase
  dell'esercizio provvisorio a questa sera deve pur dirci qualcosa,
  perché è un'esperienza che  certamente rivela un grande travaglio
  politico, un travaglio politico che si riverbera sulla scioltezza
  del funzionamento degli stessi lavori parlamentari.
       Io  considero  sempre estremamente positivo il confronto, la
  dialettica,  la  verifica  attorno  ai  temi  reali della società
  siciliana,  che  sono  tanti,che  sono  di  spessore,  che spesso
  trovano  una  dismisura  nel  confronto  con  le  possibilità  di
  soluzioni.   E  certamente  per  buona  parte  il  travaglio,  il
  confronto, lo  scontro  che  si  sono  verificati in quest'Aula e
  fuori di  quest'Aula  sul  piano  politico   sono anche frutto di
  questa condizione e di questa fase politica.
       Però, certamente  -  consentitemi  con  molta umiltà e senza
  volere fare torto  a  nessuno  perchè  non  ritengo  che ci siano
  torti -  probabilmente  questa  fase  è stata condotta in maniera
  tale  che il  confronto  vero  sui  temi  è  stato  sfumato,  mai
  affrontato in  profondità  e  probabilmente  un  poco  tutti  non
  abbiamo avuto  la  capacità  di enucleare i problemi che andavano
  affrontati  in   questo   momento  ed  i  problemi  che  andavano
  affrontati dopo,  per  portare  avanti  quel  confronto  che deve
  essere sempre  costruttivo  per  la  soluzione  dei  problemi che
  riteniamo più  urgenti,  per  migliorare  il testo del disegno di
  legge che è sottoposto all'esame dell'Aula.
       Certamente non esito a dire che troppo tempo si è dedicato a
  questo  scontro  regolamentare,  dialettico, non voglio chiamarlo
  ostruzionistico, tuttavia  in  qualche misura e per qualche verso
  deviante  rispetto  al  confronto  di  fondo  che  invece  andava
  portato, rispetto ad  un disegno di legge che, partito come legge
  "finanziaria", alla fine ha affrontato anche altri temi, peraltro
  compresi nel  disegno  di  legge  iniziale, e questi sì, andavano
  raffrontati,  migliorati  e  portati  avanti.  Ma certamente ogni
  forza politica, ogni deputato si atteggia come meglio ritiene.
       Si  è  voluto  provare,  onorevoli colleghi, di mettere alla
  prova  una maggioranza che ha svolto la sua funzione ed ha svolto
  il suo ruolo.  Non  soltanto a titolo personale ma a nome del mio
  gruppo ritengo,  infatti, che questa maggioranza e questo Governo
  abbiano ottenuto risultati significativi rispetto al percorso, al
  programma, agli  obiettivi  che  si  erano prefissi, e non voglio
  elencare i  disegni  di  legge, lo scioglimento, la legge-voto ma
  anche altre cose.
       Desidero dire a  me stesso ma anche ai colleghi che il fatto
  stesso che qui  questa  sera si presume si possa varare una legge
  "finanziaria" ed  un  provvedimento che affronta alcuni temi (sul
  merito  possiamo  fare  valutazioni  diverse),  che  si  concluda
  l'esame di  questa "finanziaria" costituisce un punto importante,
  perchè  nella  storia  di  questa  Assemblea  probabilmente altre
  "finanziarie" non se  ne  sono  concluse o sono state smembrate o
  sono state suddivise  in  diverse  parti  per  poi non arrivare a
  conclusione.
       Allora io credo  che qua stasera è emerso chiaramente che la
  maggioranza c'è, che è maggioranza sia pure nelle articolazioni e
  nel confronto  anche  interno  alla  maggioranza, che  è un fatto
  fisiologico e che è un fatto positivo.
       Ho   ascoltato  ed  apprezzato  l'intervento  dell'onorevole
  Pellegrino che manifestava alcune perplessità rispetto a percorsi
  o  rispetto  al provvedimento  in  una  dialettica  che  tende  a
  rafforzare la  maggioranza,  tende  a  renderla  più efficiente e
  tende a rilanciarla.
       L'intervento    dell'onorevole    Pellegrino,   come   altri
  interventi,  ma in  maniera  più  specifica, in  fondo  sollecita
  certamente la maggioranza  ad  essere maggioranza con un progetto
  più rilanciato, più rafforzato che guardi ad alcuni obiettivi.
       Ma credo che  questa sia l'esigenza di tutti, sia l'esigenza
  della società siciliana,  sia  l'esigenza  di  un  salto  più  in
  avanti, più spedito  verso  gli  obiettivi  che  il  Governo si è
  proposto.
       La fiducia posta dal Governo sul testo del disegno di legge,
  Presidente Capodicasa, condivido la sua impostazione e certamente
  una  esigenza  tecnica  perché  altrimenti  in  questa  Assemblea
  avremmo rincorso per  giorni  e per settimane probabilmente testi
  che  tendendo  a   raccogliere  quanto  di  meglio  veniva  dagli
  emendamenti o  dai  sub-emendamenti dei Deputati regionali finiva
  poi  con  il   fare   ripartire  dal  punto  di  avvio  tutto  il
  procedimento parlamentare e assembleare.
       Così  come   condivido  la  dichiarazione  politica  che  il
  Presidente della Regione ha fatto relativamente alla maggioranza,
  ai percorsi futuri,  alla  inopportunità  di  una  verifica della
  maggioranza e dei  problemi  politici  che deve affrontare questo
  Governo e la maggioranza in una fase come questa.
       Perché credo che  questa  esigenza  c'è, ma va collocata nel
  tempo giusto e  quando  ci  saranno condizioni che consentono una
  migliore visione e  un  migliore sguardo complessivo alla vicenda
  politica  di questa  Assemblea,  del  Governo  e  della  politica
  siciliana.
       Perché certamente la finanziaria e il bilancio sono esigenze
  tecniche e  tecnico-politiche,  certamente  noi attraversiamo una
  fase che affronta  eventi  nazionali  di rilievo, come l'elezione
  del Capo dello  Stato  e  l'elezioni  europee e, certamente, dopo
  questi avvenimenti  va fatta una riflessione perché probabilmente
  ci saranno scenari e situazioni diverse.
       Un'ultima  considerazione  desidero  fare.
       Probabilmente  c'è  un'esigenza  più  complessiva, sganciata
  anche da questi eventi che questa Assemblea trovi il passo giusto
  e il livello  giusto  perché  in  questo  fine  di legislatura si
  possono affrontare  temi e problemi che richiedono sia pure della
  differenziazione dei ruoli richiedono una intesa di largo respiro
  non di maggioranza o di maggioranze che siano onnicomprensive, ma
  soprattutto  sui  meccanismi,  sugli obiettivi, sul livello della
  qualità del  confronto,  sulle  scelte  che  si dovranno andare a
  fare.
       Noi abbiamo iniziato questa legislatura con grandi speranze,
  la legislatura  delle  riforme, e delle riforme sono state fatte.
       Probabilmente  dovremo  affrontare  nel tempo   che ci resta
  problemi  di  grande  spessore;  se  riuscissimo  ad  elevare  il
  livello del confronto  e  soprattutto se avremo la volontà poi di
  fare sintesi, lo  scontro tra la maggioranza e e le opposizioni o
  la dialettica  finiranno  con  il  migliorare  la  qualità  delle
  decisioni e con  il  centrare  meglio gli obiettivi che la classe
  politica siciliana tutta intera vuole raggiungere.

     PRESIDENTE.   Non   ci  sono  altri  iscritti  a  parlare.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Con l'onorevole Bufardeci si chiude la discussione
  sull'emendamento 1.10.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Bufardeci.

     BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
  di intervenire  solo  ed esclusivamente perchè gli interventi che
  mi hanno preceduto  mi  hanno  spinto  ad  una  riflessione ed un
  contributo a questo dibattito tutto politico.
       A  questo  punto  non  volendo  trattare  nei  pochi  minuti
  dell'intervento le ragioni di carattere squisitamente tecnico del
  sub maxi emendamento per  cui  limiterò  in maniera assolutamente
  netta qualche brevissima considerazione sul perchè, a mio avviso,
  impropriamente si è arrivati a questa fase dei lavori di Aula.
       Ritengo che la responsabilità  sia  tutta  del Governo sotto
  questo profilo perchè sin  da  stamattina  la  posizione  che  ha
  assunto l'opposizione per bocca  dell'onorevole Alfano e di altri
  esponenti  di  Alleanza  nazionale  è  stata  chiara  per  quanto
  riguardava una chiara volontà  di ridurre assolutamente il numero
  dei sub emendamenti presentati ad un numero assolutamente sparuto
  e risicato;  un  po'  sulla  scorta di quello che era l'indirizzo
  che ritenevo opportuno  che  fosse dato dal Polo che ha sostenuto
  qui  stasera  l'onorevole  Pellegrino  quando  diceva  secondo me
  l'opposizione  doveva  limitare i propri emendamenti a pochissimi
  due tre e significativi.
       A  quelle osservazioni  si  sono  aggiunte  osservazioni  di
  carattere procedurale alle quale  poi risposta concreta non ve ne
  è  stata anche perchè il  numero  degli  emendamenti  e  dei  sub
  emendamenti era così consistente  anche  in ragione del fatto che
  circa trecento sub emendamenti erano della stessa maggioranza.
       E si è  andati  così per le lunghe in questa riscrittura, in
  alcuni casi  sempre  aggiornata, del  testo  originario  del maxi
  emendamento.
       E questo ha consentito  al  Governo  di  tagliare corto e di
  evitare che si andasse  ad  un  dibattito  su  quegli emendamenti
  mirati  ed   effettivamente   potrebbero   migliorare,   potevano
  migliorare e sono  convinto  avrebbero  certamente  migliorato il
  testo perchè sono convinto  che  per  quanto  riguarda  il quinto
  dello stipendio si poteva  fare  un  emendamento  soppressivo che
  migliorava il testo attuale ed eliminava dei problemi sicuramente
  ai dipendenti che hanno  già  lunghe  graduatorie  d  a  scorrere
  vecchie  di  tre  quattro  anni   che  non  so  che  altro  tempo
  ulteriormente ne perderanno.
       Si  potevano   evitare   signor   Presidente  dell'Assemblea
  emendamenti come quello  presentato  dal  Governo all'articolo 21
  quando  parla  della   possibilità  di  revoca  praticamente  dei
  direttori generali delle USL e  in  alcuni  casi  vi sono proprio
  delle fotografie specifiche a  dei rischi concreti che andranno a
  correre alcuni direttori delle  USL  e  delle aziende ospedaliere
  perchè credo che si faccia  riferimento  a  delle  norme  che per
  altro  bocciate nelle  commissioni  di  merito  riproposte  nella
  commissione bilancio che non  trattava certamente il merito della
  materia e  che  successivamente peraltro incidono anche su quella
  che è la  contrattazione  e  il  tipo  di  rapporto giuridico che
  esiste tra l'amministrazione e il direttore generale.
       E credo che questo  inficerà  alcuni  direttori  generali  a
  partire  da quelli di Trapani  a  quelli  di  Enna  a  quelli  di
  Siracusa.
       Mi pare di leggere in  maniera chiara e si poteva migliorare
  ma  non volendo come  dicevo  trattare  la  parte  tecnica  della
  finanziaria  voglio  dire  che   quello   che  ho  sentito  negli
  interventi che mi hanno preceduto  porta  un  dato certo: c'è una
  grande ipocrisia  in  quest'Aula.
       Il Presidente  Capodicasa con la sua nota abilità ha cercato
  con le sue  acrobazie  di  non  dire  parole  molto  pesanti  che
  potessero creare dei problemi all'interno della maggioranza o che
  non potevano  essere accettate dai partiti della maggioranza e ha
  parlato della necessità  di  una verifica a 360 gradi. Ha parlato
  l'onorevole Pellegrino e  ha detto che bene ha fatto il Governo a
  richiedere la  fiducia, ma che comunque l'atteggiamento di questo
  Governo su  una  serie  di  punti  anche  all'interno  di  questa
  finanziaria e alcuni comportamenti del Governo non possono essere
  più sopportati.  Se  non  ricordo  male ha detto testualmente  va
  bene la prima,  va  bene la seconda, va bene la terza volta, dopo
  di che, non  solo  per una questione di pazienza, di prudenza, di
  sopportazione, non  si  può  più  andare avanti. Ha denunciato in
  maniera chiara che  i  partiti moderati che fanno parte di questo
  Governo di  centro-sinistra  che a questo punto è sicuramente più
  di sinistra-centro  che  di centro-sinistra è sbilanciato a danno
  dei partiti  moderati.
       Vi è  stato un intervento, anche questo abbastanza criptico,
  per  quanto   mi   riguarda,   (almeno  io  lo  interpreto  così)
  dell'onorevole  Barone  a  questo  indirizzo.  Infatti,  egli  ha
  detto:  seguo un  po',  continuo  quello  che  ha iniziato a dire
  l'onorevole  Pellegrino. Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole
  Leanza che parla di riflessione.
       E allora secondo me, se vogliamo dirci le cose come stanno e
  vogliamo  fare  effettivamente   un  salto  avanti  significativo
  nell'interesse  di  quelli  che  sempre  sentiamo  e  parliamo  e
  affermiamo essere il nostro obiettivo  e  cioè  la  Sicilia  e  i
  siciliani usciamo da una grande ipocrisia.
       Io credo che quando si parla di verifica a 360 gradi, quando
  si parla di riflessione, quando  si  dice  che  non  si  può  più
  sopportare oltre alcune posizioni,  quando si dice che certamente
  vi è uno sbilanciamento  dell'azione di Governo verso la sinistra
  rispetto ai partiti moderati,  si  sta  dicendo amici miei questo
  Governo   no  c'è  più   abbiamo   delle   esigenze   di   natura
  esclusivamente tecnica "politica"  vi sono stati degli interventi
  che hanno detto poc'anzi....che  il Governo era comunque cadavere
  in sostanza, e allora credo  che se noi vogliamo fare un servizio
  a tutti dobbiamo riconoscere  che  tutti  questi interventi vanno
  esclusivamente in quel segno  più meno sfumato, ribadisco a volte
  più o meno  criptico, a volte quasi incomprensibile per la verità
  che questo  Governo è arrivato al capolinea, ciascuno chiaramente
  anche se ne  è  convinto  in  propria  coscienza  e  a volte ne è
  convinto per ragioni  anche  esterne  a quelle che vive la stessa
  maggioranza e  la stessa Aula, dovrebbe anche avere la coscienza,
  secondo me  e  l'onestà  intellettuale  di  dichiararla  anche in
  maniera più libera e sciolta; se non lo si fa credo che non lo si
  faccia proprio  perchè  siamo  in  presenza  di  un  appuntamento
  elettorale del  13  giugno  in  modo  particolare le elezioni del
  Parlamento europeo, per  cui  è  chiaro  che  un Governo che vada
  comunque in  carica  a quell'appuntamento elettorale è un Governo
  che può  sperare  di affrontare la campagna elettorale in maniera
  migliore  rispetto  a  presentarsi all'appuntamento elettorale in
  condizione di dimissioni o di crisi ormai manifesta.
       Ma pur comprendendo questo  io  credo  che  l'ipocrisia vada
  vinta e credo che tutti al di  là  dei  giochi di parte, al di là
  della facciata che cerchiamo di  rispettare  e che in questo caso
  la maggioranza crede di tenere  comunque  in  sesto  e  in piedi,
  quello che bisogna comunque fare  e  che  io  spero che i partiti
  moderati di questo Governo  facciano  ulteriormente  è  quello di
  dichiarare che certamente non  è possibile una dichiarazione come
  quella  che ha reso  oggi,  questa  sera  l'onorevole  Pellegrino
  quando dice che in questa  Aula  vi  è certamente una maggioranza
  certamente favorevole a un  emendamento  o  ad una modifica della
  normativa che riguarda la sanatoria  a  quello  che può essere il
  recupero edilizio-urbanistico nella fascia  di  150  metri  e che
  solo  per  i giochi di  Governo  della  parte  più  "sinistra"  e
  doppiamente del Governo  non  può  essere  portata all'attenzione
  dell'Aula   perchè   farebbe   ulteriormente   esplodere   quelle
  contraddizioni.
       Ed allora io  sono  convinto  che noi faremo un passo avanti
  ulteriore  e  leggo  tutti  questi  interventi  come  una  chiara
  significazione  decifrandoli  e  traducendoli  che questo Governo
  esitata questa  fase  tecnica della Finanziaria e della settimana
  prossima per quanto  riguarda  il  bilancio  è  un Governo che ha
  finito i suoi  compiti, li ha assolutamente definiti ed esitati e
  si deve aprire  immediatamente una nuova fase, una nuova fase che
  lo stesso  Presidente  Capodicasa dice dovere essere a 360 gradi,
  una fase nella  quale effettivamente a due anni di distanza dalla
  fine legislatura si  possa  pensare ad un nuovo processo forte di
  riforme   cominciando   dalla  riforma  elettorale  innanzitutto.
  Volere continuare a giocare come se questo Governo effettivamente
  ci fosse e  fosse  forte e non fosse successo niente anche questa
  sera e durante l'iter dei lavori dell'esercizio provvisorio prima
  e di  questa  finanziaria  oggi  sarebbe  un  fatto  gravissimo e
  diabolico, credere  che non succede niente quando si commenta che
  alcuni esponenti autorevoli della maggioranza siano considerati i
  migliori  esponenti  dell'opposizione  significherebbe tradire le
  esigenze  della  Sicilia  e  dei  siciliani  veramente.  Credo  e
  l'impegno   che   bisogna   mettere  tutti  è  esclusivamente  in
  quest'opera di  chiarezza, chiarezza, chiarezza, e la chiarezza a
  mio avviso significa che un confronto a 360 gradi è una verifica,
  una riflessione  come  la chiama Leanza o una dichiarazione forte
  che non si  può  più  sopportare  oltre, un Governo sbilanciato a
  sinistra  significa  che  è  un  Governo  finito, dichiariamocelo
  chiaramente, non  abbiamo  particolari  pudori sol perchè c'è una
  campagna elettorale alle porte, dichiaramolo in maniera chiara ed
  esplicita da  questi  dati partiamo per rilanciare per un Governo
  aperto, allargato  per  quello  che  potrà  essere  un  patto  di
  legislatura per questi ulteriori due anni per fare effettivamente
  quell'ulteriore  percorso  di  riforme,  facciamolo  chiaramente,
  rendiamoci conto che  giocare ancora tra le pieghe o le acrobazie
  o gli  equilibrismi  dialettici  non serve certamente, il gioco è
  chiaro ed è scoperto.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
  sull'emendamento  di  riscrittura  del  disegno  di legge.
       Era iscritta a parlare l'onorevole Vicari per illustrare gli
  emendamenti a sua firma. Ne ha facoltà.

     VICARI. Rinunzio ad intervenire.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO.   Signor   Presidente,   signori  colleghi,  onorevole
  Presidente    della    Regione,   indubbiamente   il   Presidente
  dell'Assemblea ha avuto ed ha il diritto di sollevare un problema
  di forma ma  credo  che  egli  stesso  si  sia  reso conto che il
  Parlamento nel giro  di  40  minuti  ha dovuto approntare per far
  fronte  a   quelli   che   sono   i   punti   di   questo  doppio
  maxi-emendamento  qualche cosa come 250 subemendamnti che portano
  le firme del  Capogruppo  e  di quasi tutti i componenti in varie
  fasi alternate  al  gruppo  di  Alleanza Nazionale per cercare di
  porre quanto meno un rimedio ed un argine, certamente politico.
       Una finanziaria  burla  di questo Governo, di un Governo che
  ormai è  delegittimato  nei  fatti,  nella forma e nella sostanza
  perché,  caro  Presidente della Regione, assessore Crisafulli che
  mi guarda e mi ascolta con la sua consueta attenzione e di questo
  ne sono sempre  onorato,  la  fiducia  non è sempre un momento di
  forza, la fiducia  è  un  momento  molto spesso di debolezza e la
  debolezza, in certe occasioni, si difende con la forza dei numeri
  che certamente non  è  segno  né  di  intelligenza politica né di
  acume politico.  Voi  volete imporre, a suon di numeri, assessore
  Morinello,  non  la  legge  finanziaria propedeutica al bilancio,
  volete imporre  alla Sicilia e ai siciliani la vostra finanziaria
  che altro non  è che un contenitore dove avete inserito le vostre
  ambizioni,  i  vostri  progetti  territoriali  e  clientelari, le
  vostre esigenze  locali, i vostri problemi del collegio, questo è
  tutto meno che la finanziaria che i siciliani si aspettavano. Qui
  ci sono due  deputati  che  con  i  loro  interventi  hanno fatto
  diventare per  un  momento  quest'Aula una specie di divisione di
  ginecologia, perché  hanno  parlato  di  sforzi, hanno parlato di
  travaglio. Ma qui  non  nasce niente, signor Presidente, qui è un
  aborto, è un aborto di finanziaria che nasce da un Governo che si
  è unito solo su  un progetto che non è politico, ma è un progetto
  clientelare.
       Io  credo che  il  Presidente  dell'Assemblea  -  se  me  lo
  consente una volta  tanto,  senza abdicare a nessun ruolo - abbia
  dato la parola a  tutti e siccome c'è un Presidente, sa benissimo
  come  condurre  il   dibattito   in   Aula.  Qui  ci  sono  degli
  emendamenti, signor  Presidente,  che  io illustrerò per la parte
  che mi riguarda  perché  spetteranno  sicuramente meglio di me ai
  miei colleghi  parlamentari di alleanza nazionale illustrare. Qui
  ci sono degli  emendamenti  come quelli che questo Governo, che è
  il Governo  tanto  declamato  di  centro-sinistra, il Governo dei
  lavoratori, il  Governo dei disagiati, il Governo delle categorie
  meno abbienti, noi qui abbiamo proposto degli emendamenti per far
  sì che gli  operai  della forestale a tempo indeterminato, con un
  emendamento  potessero  smettere  di  tribolare,  caro  assessore
  Cuffaro, inseguendo le perizie. Avevo proposto un emendamento che
  è  quello   che   avrebbe   consentito   agli   operai,  a  tempo
  indeterminato,  dell'Amministrazione  della  Forestale, di potere
  lavorare senza essere  sottoposti  ai  tempi delle perizie che li
  costringono a restare  inattivi per mesi e mesi. Abbiamo proposto
  un emendamento che  i  l  Governo  di centro-sinistra, il Governo
  comunista della Regione  avrebbe  dovuto  accogliere e fare suo e
  invece c'è stato  rigettato  con un ricorso alla normativa legato
  alla  legge   finanziaria.  Avevamo  presentato,  si  ha  ragione
  onorevole Vella, questo  è  tutto  meno che un governo comunista,
  questo è tutto  meno  che  un  governo,  avevo  presentato  degli
  emendamenti perché ci sono nella sola città di Palermo più di 250
  conducenti di taxi  con autonoleggio privato che sono fermi e che
  non possono lavorare,  ci  sono  50  licenze  di autonoleggio per
  conducente privato  bloccati  presso il Comune di Palermo, perché
  nella  legge,   assessore  al  turismo,  alle  comunicazioni,  ai
  trasporti, che come  sempre  quando  c'è  bisogno  non  c'è mai,è
  l'araba fenice di  questo  Parlamento  e  di  questo  Governo, 50
  dipendenti,   50   tassisti,   50   disoccupati  palermitani,  50
  disoccupati  della  sola  città  di  Palermo,  450  in  tutto  il
  territorio    siciliano,    signor   Presidente   dell'Assemblea,
  bastava correggere un punto del  regolamento  che  fa  parte  del
  testo   di   legge  per   poter   ottenere   domani   stesso   50
  autorizzazioni.
       Ebbene, grazie al primo governo  di sinistra di questo primo
  scorcio di Parlamento,  sono  costretti  a  restare  disoccupati.
  Quando invece le forze del Polo avevano presentato un emendamento
  che avrebbe consentito di dare lavoro a cinquanta persone.
       Avevamo presentato  degli  emendamenti. Sono sempre fiero ed
  onorato, presidente Di Martino  del  conforto  che lei mi da ogni
  volta e questo mi  induce  a  capire che sto proseguendo bene nel
  mio intervento, grazie.
       Avevo presentato  degli emendamenti che avrebbero consentito
  di poter fare passare come definitivi gli operai, i tecnici della
  sanatoria.   Ebbene,   questo    Governo   con   lo   spauracchio
  dell'impugnativa del  Commissario  dello  Stato  ha  impedito  la
  proposizione di questo regolamento.
       Ma voglio dire,  Presidente della Regione e Assessore per il
  bilancio,  che  questa finanziaria sarà impugnata dal Commissario
  dello Stato  perchè  è  una  finanziaria  che presenta aspetti di
  palese  incostituzionalità ed è una finanziaria che è palesemente
  illegale e  che sarà impugnata dal Commissario dello Stato perchè
  vi sono  aspetti  nella  normativa che riguarda le regie trazzere
  che attengono alla fascia demaniale che non può essere oggetto di
  contrattazione.
       E questa  finanziaria  sarà  impugnata dal Commissario dello
  Stato e non dite  che  i  colleghi  parlamentari  del Polo non vi
  avevano avvisato e non  vi  hanno avvisato perchè in questo modo,
  caro  assessore  Cuffaro,  certamente  questa  finanziaria  andrà
  incontro  alle  scure  del  Commissario  dello  Stato.  Assessore
  Cuffaro,  il  Commissario  dello  Stato  non è una persona con la
  quale  si  può  parlare,  è  un'istituzione. Con l'istituzione si
  dialoga  in  termini  ufficiali  e  il  Commissario  dello Stato,
  sicuramente, osserverà questa legge.
       Vi  abbiamo   avvisato.   Avevate  i  tempi  e  i  modi  per
  correggerlo  grazie  al  contributo  e  all'attività  di supporto
  dell'opposizione che voi avete rifiutato.
       Avete  rifiutato  perchè  vi  state  muovendo con il sistema
  odioso  che  è quello della fiducia per sfuggire al confronto con
  le opposizioni.
       Signor  Presidente,  non voglio andare oltre ai dieci minuti
  perchè  voglio  lasciare spazio agli altri miei dieci colleghi di
  Alleanza  Nazionale  e  a  tutti  gli  amici  di Forza Italia che
  sicuramente   si   iscriveranno  a  parlare  per  illustrare  gli
  emendamenti.
       Voglio  dire, Signor Presidente della Regione e assessori di
  questo  Governo  fantasma  della  Regione  siciliana,  che  avevo
  proposto   un   emendamento   che   avrebbe   consentito,  quello
  dell'onorevole  Croce,  dell'onorevole  Beninati,  dell'onorevole
  Nino Strano e firmato anche da chi vi sta parlando, di operare un
  profondo  atto  di  giustizia per quanto riguarda la sanatoria di
  quelle  costruzioni abusive che non era e che non voleva essere e
  che non  poteva  essere,  nè  la sanatoria a 360 gradi, nè voleva
  essere  un'offesa  al  patrimonio, all'ambiente o alla tutela del
  paesaggio, ma  era  un  atto  di  giustizia  verso quei cittadini
  siciliani  che  finalmente potevano evitare la demolizione con un
  gesto di  rispetto, dovuto da parte di questo Parlamento al quale
  vi siete  sottratti  per  la  bramosia di arrivare ad operare una
  finanziaria  prima  che  la  crisi  politica vi possa travolgere.
  Perchè è  bene  usare  questa  parola che aleggia, ma che nessuno
  vuole affrontare.  Questo  Governo è in crisi.  Ve lo hanno detto
  in  maniera  confusa,  in maniera sicuramente tiepida, in maniera
  forse impaurita  qualcuno dei parlamentari che mi ha preceduto in
  questo microfono e  in  questo podio. Ma io ve lo voglio dire con
  estrema fermezza.
       Siete  arrivati  al  capolinea.  Avete il fiato corto. Avete
  esaurito  prima  di  partire  il  vostro  obiettivo  e  il vostro
  traguardo.  E'  ora di cambiare. E' ora che veramente lasciate il
  posto  a  chi  è stato votato dai siciliani due anni fa e cioè ai
  parlamentari  del  Polo delle libertà per riportare in quest'Aula
  il vero governo della Sicilia.

     BRIGUGLIO.  Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti a
    mia firma.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  torneremo  ad  occuparci  della  Finanziaria  in  quest'Aula. Noi
  abbiamo  questo  forte  sospetto  perché  l'Aula  si  appresta  a
  licenziare   un   testo   che   presenta   numerosi   aspetti  di
  incostituzionalità,  a  nostro  parere,  e  noi  crediamo che gli
  organi  a  ciò  preposti  debbano  fino in fondo svolgere il loro
  dovere  per riscontrare queste incostituzionalità che sono palesi
  nel  metodo  di  approvazione  della  Finanziaria  ed  anche  nei
  contenuti.
       A   questo   risultato  si  è  arrivati  dopo  una  chiusura
  sostanziale  di  ispirazione leninista di questo governo rispetto
  alla volontà del Parlamento di migliorare il testo e il risultato
  finale,  noi  crediamo che al di là del dibattito che c'è stato e
  che  ha impegnato il Parlamento in una discussione che non è vero
  che  è  stata  esclusivamente  strumentale  o ostruzionistica, ma
  anche  di  merito  sugli articoli e sugli emendamenti.
       Non  si  può  dire  che  non  ci  sia  un  testo  affetto da
  incostituzionalità nel momento in cui con una norma viene abolito
  il  fondo per i prestiti ai dipendenti e i versamenti effettuati,
  io  spero  che  queste  mie  parole  vengano  nella  sede  giusta
  analizzate,   i  versamenti  effettuati  dai  dipendenti  vengono
  forzosamente espropriati con un atto palesemente incostituzionale
  che  è inutile che l'assessore al bilancio, onorevole Piro, sulla
  stampa, naturalmente nel difendere come è giusto dal suo punto di
  vista  una  posizione,  abbia  cercato  qualche  argomento per in
  qualche  modo  reggere  questa  posizione.  Questo è un fatto che
  sicuramente   non   soltanto   è   incostituzionale  ma  è  anche
  antisociale  perché  sottrae  ai dipendenti della Regione uno dei
  pochi diritti fondamentali, che è un diritto di accesso a beni di
  prima  necessità  come  la casa, come il diritto alla salute e in
  particolare  il  diritto anche alla restituzione di versamenti di
  fondi,  di  denaro  che  non  è  della  Regione ma è degli stessi
  lavoratori.
       Noi  crediamo  che  si tratti di un testo, e abbiamo cercato
  fino  alla  fine di emendarlo, estremamente pericoloso per quanto
  riguarda l'area delle cosiddette trazzere, in realtà si fa la più
  grande operazione di sanatoria di occupazione abusiva del demanio
  regionale  degli  ultimi  cinquant'anni, questo accade con questa
  legge,  senza  alcuna certezza e con norme palesemente affette da
  irragionevolezza  perché si fa rinvio al catasto e non ai dati in
  possesso   dell'ufficio   trazzere,   perché   sono   in  agguato
  speculazioni  di  grande  livello  soprattutto  in  quella fascia
  famosa,  in  particolare anche in quella fascia dei 150 metri dal
  mare  su  cui ci si è scandalizzati in ordine all'emendamento sul
  riordino  delle  coste.  Anche  qui  c'è la costa, solo che viene
  abilmente,  dall'assessore  Cuffaro,  in  qualche modo velata con
  norme e  disposizioni che noi crediamo nella sede propria saranno
  esaminate con la necessaria attenzione.
       La  vendita  di  pezzi  interi di demanio regionale a prezzi
  irrisori,  come  illustri  studiosi  hanno  fino a questa mattina
  sulla  stampa attestato, e che procureranno ben poco come risorse
  finanziarie,   lo   vedremo,  alla  Regione  per  contribuire  al
  risanamento delle finanze pubbliche.
       Ci  sono altre norme palesemente affetti da irragionevolezza
  come  quelle  che  riguardano  l'ufficio  stampa e la proroga del
  Comitato  regionale radio-televisivo che per altro sono norme che
  comportano  spesa,  noi  crediamo  che è stato fatto alla fine un
  pessimo   lavoro   proprio  perché  la  maggioranza  ha  blindato
  sostanzialmente  tutte  le proprie posizioni e in qualche modo ha
  fatto  filtrare  nel testo con la riscrittura in modo strumentale
  esclusivamente  norme  peggiorative  che  palesemente  non  hanno
  nessuna  attinenza  con il testo originario del disegno di legge,
  che fanno scrivere altro che onorevole Leanza che ha cominciato -
  lo  sappiamo  che è una tecnica ben collaudata di questo Governo,
  quella  cioè  della "strombazzatura" propagandistica di risultati
  minimi  o  inesistenti  -  che  fanno scrivere una delle peggiori
  pagine legislative di questo Parlamento.
       Noi crediamo che ci sarà occasione per ritornarci e comunque
  ci  si  ritornerà  quando si discuterà del bilancio della Regione
  che   in   qualche   modo  è  collegato  alla  discussione  della
  finanziaria.

     PRESIDENTE.  Se  non  ci  sono  altri  colleghi  che intendono
  illustrare  gli emendamenti, dichiaro chiusa la discussione sugli
  emendamenti.  Si  passa alla votazione dell'emendamento su cui il
  Governo ha  posto la fiducia. Ricordo agli onorevoli colleghi che
  secondo  il  Regolamento  può  intervenire  un rappresentante per
  ciascun Gruppo parlamentare.

     NICOLOSI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI. Signor Presidente, il Gruppo liberal-democratico non
  voterà  la  fiducia  al  Governo  anche  se  il  Presidente  si è
  affrettato  a  giustificare  la  ragione  della fiducia come dato
  tecnico.  Però  mai la fiducia può essere connotata come elemento
  tecnico, ha sempre una valenza politica.
       Devo  dire  che  gli  stessi contenuti della finanziaria, la
  maniera  con  la quale è stata proposta, le varie riscritture, ci
  portano  a  dire  che  in ogni caso sarebbe stato difficile poter
  concedere  una  adesione  anche  perché poi non siamo stati messi
  nella  possibilità  di  incidere  sulla  stessa  proprio  per  la
  bendatura operata dal Governo.
       Ma  c'è  una ragione più profonda per ribadire la sfiducia a
  questo  Governo. Ed è insita in dati pregressi, la maniera in cui
  questo Governo è nato, il torto della sinistra di avere accettato
  per  un desiderio di gestione della cosa pubblica in Sicilia, una
  strana   alleanza   che   ribaltando   il  risultato  elettorale,
  comportava   soltanto   elementi  spartitori  che  sono  tuttavia
  presenti  e  che  certamente non possono portare lontano.  Perché
  questo  atteggiamento  ha  finito  col dare spazio in questa Aula
  anche  ad  elementi  che  vivono  la  loro  presenza parlamentare
  spesso,   seppur  dentro  ambiti  di  partito,  in  maniera  poco
  raccordata con  gli stessi e forse molto raccordata con interessi
  specifici e  tutto  questo  è  il  limite  di  un'azione  che  ha
  imbarbarito in  qualche  modo  i  rapporti  dentro  l'Aula e che,
  essendo  dentro logiche di schieramento non particolarmente forti
  e solide, portano a fasi di mercanteggiamento continuo che è bene
  interrompere, che  è  bene interrompere su tutti i versanti e qui
  pure questa sera avendo avvertito formicolii di vario tipo, anche
  dalla tribuna,  non  mi  pare  che si possa, da nessuna parte, da
  destra  o da sinistra, spendere più atti, azioni, sollecitazioni,
  perché  singoli  deputati  possano  avere  un  ruolo  o un altro.
  Bisogna riprendere la strada maestra della politica.
       Mi  chiedo  questo  Governo  come avrebbe potuto resistere a
  questi  pure   pochi  mesi  di  vita  facendo  delle  cose  forse
  indispensabili, se non avesse avuto una sponda fortissima, vorrei
  dire la  più  autorevole,  nel ruolo di Rifondazione comunista in
  quest'Aula, perché  il  resto  delle  cose  che questo Governo ha
  mostrato sono apparse troppo fragili ed invece un'opposizione, si
  fa  per  dire,  intelligente,  sul  versante  della  sinistra, ha
  consentito a  questo  Governo di andare avanti ed io trovo seppur
  non   condivisibile,  legittimo  che  qualcuno  auspichi  che  la
  maggioranza   si   allarghi   su  quel  versante,  ne  otterrebbe
  certamente beneficio,  anche  se  mi stupisce che un tale appello
  venga rivolto  da  forze che si dicono moderate.
       Mi  chiedo,  però,  quando  passeremo  dalla fase delle cose
  indispensabili,  la  finanziaria  ed  il bilancio, per affrontare
  per esempio  il tema della legge elettorale, forse anche in virtù
  di  un  esito  referendario  che  auspichiamo positivo, come farà
  questo Governo che si pone e si è posto in una logica di rapporti
  bipolari,  di  potenziamento  del bipolarismo, a non tenere conto
  invece di  un sostegno a sinistra, indispensabile che è quello di
  Rifondazione  comunista, che legittimamente insegue altre strade,
  che persegue  altre  vie?
       Allora, chi  dice  che  qui in quest'Aula non sono possibili
  diversi da quelli degli schieramenti perché  la logica è bipolare
  allora   questo  dato  bisognava  averlo  presente  quando  si  è
  ribaltato  uno  schieramento  e  siccome,  a  mio avviso, bisogna
  governare  l'emergenza  per  arrivare  alla fine, facendo le cose
  indispensabili  e tra queste indispensabili sono il completamento
  del  cammino  delle  riforme,  bisogna pensare a questi elementi,
  pochi elementi  che  mettono  insieme  le  forze  che si stanno a
  percorrere questo cammino in maniera armonica seppur su posizioni
  differenziate perché  si arrivi a definire questo spazio e questo
  tempo e  questi obiettivi. E allora, Presidente, pur dandole atto
  che in fondo la finanziaria serviva alla Sicilia...

     PRESIDENTE.  Onorevole  Nicolosi,  la  interrompo,  a parte la
  questione del  tempo, perché lo faccio con lei perché comunque so
  che posizione  è di carattere politico, perché  ho da determinare
  che cosa è proponibile e che cosa è improponibile.

     NICOLOSI. Ma  in  ogni caso, al di la delle improponibilità il
  nostro voto sarà contrario perché c'è un voto di fiducia posto ed
  è un  fatto  politico. Allora rispetto a questo pur dando atto al
  Governo    di   avere   perseguito   legittimamente   l'obiettivo
  dell'approvazione  della  finanziaria,  noi  esprimiamo  un  voto
  contrario  auspicando  che  una fase nuova dopo il bilancio possa
  aprirsi  che  ridia  respiro, speranza e prospettive a quest'Aula
  parlamentare che attualmente, mi pare ne viva poca.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   devo   rendere  note  le
  determinazioni   del  Presidente  sulla  proponibilità  di  parte
  dell'emendamento presentato dal Governo. Onorevoli colleghi, sono
  improponibili il  12  quater  ed  il  12  quinquies.  Per  quanto
  concerne  l'articolo  21,  le  lettere  d)  ed e) dell'originario
  emendamento  sono  state  soppresse nella nuova stesura, per cui,
  conseguenzialmente  improponibili  del nuovo punto 21 della nuova
  stesura sono  le  lettere  d),  e), f) e g); sono improponibili i
  punti 23 septies e 23 octies.
       Onorevole  presidente,  onorevole  assessore,  relativamente
  alla  lettera  c)  del   punto  25  desidererei  che  il  Governo
  precisasse  il significato  che  intende  dare  alla  lettera  c)
  essendo, da parte della presidenza, di difficile lettura.

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  presidente, la lettera  c)  dell'emendamento  1.9  è  in  realtà,
  nell'emendamento adesso presentato sempre all'articolo 25 però il
  punto  1  ter  della  lettera  b)  e  dice  "la  concessione  dei
  contributi a carico  della Regione previsti dal presente articolo
  per gli esercizi  successivi  all'anno  2001  è  subordinata alla
  relativa autorizzazione  di  spesa";  questo  emendamento, signor
  presidente, si è  reso indispensabile perchè esiste una sfasatura
  tra le previsioni della  legge  che  individuano un onere per sei
  anni e la copertura effettiva  che  si  può  dare con il bilancio
  che, come è noto, è  al  massimo  un  bilancio poliennale. Il che
  potrebbe  determinare   situazioni  di  impegni  senza  copertura
  finanziaria come in qualche  misura  si è verificato con la legge
  27.

     PRESIDENTE. Chiedo   scusa,   onorevole  assessore,  la  prima
  questione è questa: nella  legge  30  si  fa  riferimento  ad una
  copertura finanziaria sino al  1999  qui,  invece, si parla degli
  esercizi successivi  all'anno  2001.  E' rimasto incomprensibile,
  per me, che sono comune mortale, che cosa succede nel 2000.

     PIRO, assessore per il  bilancio e le finanze. La copertura in
  effetti è data nel bilancio poliennale 1999-200-2001. Il problema
  si pone per gli anni  successivi  al  2001  perchè  non avendo lo
  strumento   finanziario   di   riferimento   non  potremmo  avere
  copertura.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  pertanto  la lettera c) del
  comma  25  è  proponibile.  Dichiaro   altresì  improponibili  le
  seguenti parti dell'emendamento 1.10: 25 bis e 41.
       Onorevoli   colleghi,   per   un   approfindimento   tecnico
  dell'emendamento 1.10, la seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 6.26, è ripresa alle ore 07.10)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,   prima   di   passare  alla  votazione
  dell'emendamento,  dichiaro  il  pronunciamento  della Presidenza
  circa la proponibilità di alcune parti di esso.
       Risultano improponibili i  punti:  5  quinquies,  6  ter,  6
  quater, 23 ter/bis, 23  nonies, 31 lettera g), 31 lettere gg), 31
  lettere cc), 31 ter, 31 quater.
       Chiedo  scusa   all'onorevole   Nicolosi,  in  primo  luogo,
  ed all' Aula tutta  per  il fatto che la comunicazione testè resa
  giunga soltanto dopo  che l'onorevole Nicolosi aveva gia iniziato
  il suo intervento in sede di dichiarazione di voto.

     LO CERTO . Signor Presidente, questi punti si sommano a quelli
  che aveva enunciato prima?

     PRESIDENTE.  Certo, si  sommano  a  quelli  che avevo elencato
  precedentemente.

     ADRAGNA.  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ADRAGNA.  Signor  Presidente,  intervengo per preannunciare il
  voto favorevole del  Partito  Popolare,  ma,  nel  contempo,  per
  esprimere una motivazione  che  sia politica e nello stesso tempo
  che entri nel  merito  di  quello  che  significa  votare  questa
  finanziaria, il disegno di  legge  n.  884  che, a nostro avviso,
  rappresenta  nella   sua   stesura   fondamentale   la   coerente
  articolazione che  la  maggioranza  ha voluto rappresentare nelle
  dichiarazioni programmatiche.
       Noi ci riferiamo,  cioè,  a  quel  metodo,  quel  sistema di
  improntare  la   possibilità  di  intervenire  con  una  politica
  economica adeguata e  che  aveva  già  realizzato  attraverso  la
  dismissione degli  enti,  la  fine della "stagione imprenditrice"
  della  Regione,  ma   anche   all'interno   della   capacità   di
  autodeterminare  e  di  determinare  la  nuova  classe  dirigente
  attraverso  la   legge-voto  e  poi  questa  finanziaria.  Questa
  finanziaria che, a  mio avviso, nella sua accezione fondamentale,
  in quella che  viene  definita  come  nuova  programmazione dove,
  onorevoli colleghi, per  la prima volta in maniera efficace viene
  identificato questo percorso non più come oggetto dell'intervento
  finanziario fine a se stesso ma  stavolta l'identità del percorso
  che politicamente ci  si  prefigge è sicuramente rivolto a quello
  che   è    l'obiettivo:   cioè   quel   percorso   unico,   ormai
  imprescindibile di cui è  venuto a parlarci in Sicilia, a Catania
  precisamente, Ciampi  quando  è  venuto  a  parlarci  della nuova
  programmazione, delle cento idee per il sud.
       Quando, ancora una volta, nel parlarne, nell'identificare il
  nuovo modello di  sviluppo  non si può non intervenire attraverso
  un  percorso  diverso  da  quello  che  nel  passato, invece,  ha
  semplicemente rivolto  l'attenzione  alle  risorse  che  venivano
  impegnate  rispetto a  uno  oggetto  che  poi  non  aveva  alcuna
  attinenza con nessun tipo di sviluppo programmatico.
       Allora  questa  finanziaria  che ha nel suo oggetto la spesa
  con  una programmazione e la formulazione stessa della previsione
  delle  entrate  e  soprattutto quando si dovrà intervenire per il
  bilancio  viene  ispirata  proprio al metodo che è stato definito
  della programmazione finanziaria.
       Intervenire,  quindi,  datando  ed  è  questo un punto a mio
  avviso  che  non  poteva non essere messo in evidenza, datando la
  presentazione  con  il  documento  di  programmazione economico e
  finanziaria   per   poter  bene  in  conto  proprio  i  risultati
  conseguiti   e  le  prospettive  dell'economia  internazionale  e
  nazionale.
       Noi riteniamo che questo voto non può che essere positivo in
  quanto l'obiettivo è stato raggiunto, il contenimento della spesa
  e,  soprattutto,  una  capacità  di determinare nuove entrate che
  potessero   consentire   una   migliore  manovra,  che  potessero
  determinare   soprattutto  ed  è  quello  che  è  avvenuto  ed  è
  soprattutto  il motivo di fondo per cui esprimiamo il nostro voto
  favorevole,  una  sorta  di  effetto  positivo  della credibilità
  onorevole Presidente.
       Oggi  abbiamo  visto  i titoli dei giornali, la collocazione
  del  titolo  della  Regione  Siciliana,  i  titoli  che venivano,
  scusate  il bisticcio delle parole, sui giornali e sui quotidiani
  "Corsa a Londra per comprare Sicilia" si è scritto, "Va a ruba la
  seconda tranche del prestito della Regione".
       Alle  banche  tedesche  irlandese  della  prima  tranche  si
  susseguono  oggi  una  ricerca  di  questo nostro titolo che è il
  significato  esatto  di  una  manovra  che tende nel suo progetto
  originario,  così  come  è stato nella coalizione di maggioranza,
  ridare credibilità alla politica che la Sicilia vuole intervenire
  nei processi di sviluppo.
       Ecco   per   cui   quando  intendiamo  parlare  di  fiducia,
  intendiamo  riporla  nella continuità di un'azione politica che è
  stata  soprattutto  un  modello  di risanamento sì, ma di impegno
  nella   prospettiva   che   oggi   la   qualità   della  proposta
  programmatica  è  rivolta  su  un serio confronto di questo nuovo
  metodo  che  assomma  i  criteri  della efficienza a quella della
  efficacia nell'intervento.
       E  quando  all'interno  di  questa  finanziaria, che non c'è
  dubbio  poteva  esser più approfondita, che non c'è dubbio poteva
  ancora trovare una partecipazione diretta da parte del Polo e noi
  abbiamo  visto  all'interno quelli che sono stati alcuni principi
  con  cui abbiamo caratterizzato questo documento, mi riferisco ai
  principi  generali  della  legge  "Galli", che oggi consentono di
  avviare  un  processo di riordino e di riorganizzazione di questo
  importante  uso  delle  risorse idriche, così come anche le norme
  più importanti che oggi sulle gare d'appalto ci danno la capacità
  di  eliminare  un  groviglio di problemi e che oggi permettono di
  eliminare molto contenzioso che si era verificato.
       Non  voglio andare oltre perché potrei ancora di più parlare
  su  alcuni  altri  aspetti  che  a  mio  avviso  sono soprattutto
  caratterizzati  da  quelle  che sono gli impegni formali presi su
  una  serie  di  altre  dinamiche  che  riguardano  non  solo  una
  trasformazione  di  alcune  entità  che  possono diventare domani
  ancora più competitive rispetto alle dinamiche dello sviluppo che
  abbiamo davanti.
       Il  gruppo  del  Partito  Popolare  da  il suo voto positivo
  facendo  una  semplice  affermazione, si parla, onorevole Caputo,
  avete  parlato  di  crisi,  avete parlato di una maggioranza allo
  sbando,  eppure  stranamente  solamente ora stiamo arrivando alla
  fiducia.
       Se  si  arriva  alla  fiducia,  si  arriva sicuramente a una
  maggioranza  che può avere sicuramente all'interno una dialettica
  abbastanza  importante  e  che  deve  portare  avanti,  ma  se  i
  risultati che consegue sono questi la fiducia che arriverà ancora
  una  volta determinerà una possibilità di portare avanti i grandi
  e i gravi problemi che in questa Regione ci sono.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Rifondazione
  comunista non voterà la fiducia al Governo.
       Abbiamo sviluppato  anche  nel  dibattito  su  questa  legge
  finanziaria una, abbiamo provato a sviluppare anche nella vicenda
  di  questa  legge  finanziaria  una  opposizione  di  merito  sui
  problemi provando  ad  interpretare  anche  proteste  diffuse  di
  settori sociali  che  in  questa finanziaria vedevano soprattutto
  una ispirazione liberista.
       Ci   siamo   battuti   per   modificarne   su  alcuni  punti
  qualificanti l'indirizzo  e  lo  abbiamo  fatto  come  lo  fa una
  opposizione di  sinistra  con una battaglia che sa dialogare, che
  sa tenere aperto il confronto, che sa mettere in comunicazione la
  piazza quando  c'è e l'abbiamo vista con la vicenda dell'EAS, con
  la vicenda  dei  precari,  con  le  istituzioni  in  un  rapporto
  conflittuale ma di confronto con il Governo,
       E'  così   che  ci  siamo  mossi  e  per  questo  la  nostra
  opposizione si  è distinta anche dall'opposizione di destra e del
  Polo.
       Non    avete    ascoltato    da    Rifondazione    comunista
  l'ostruzionismo   sull'esercizio   provvisorio   quando   qualche
  autorevole esponente del Polo già Presidente della Regione diceva
  che l'esercizio  provvisorio  era  inutile  salvo  poi  che  dopo
  mezz'ora  che mai  il  Polo  lo  avrebbe  ostacolato,  non  avete
  ascoltato da Rifondazione comunista un'opposizione sterile con 37
  interventi sulla qualità del Trebbiano.
       Avete  ascoltato  una battaglia contro le privatizzazioni di
  settori strategici come l'acqua e i trasporti.
       Avete  ascoltato  da  Rifondazione  comunista  richieste che
  andavano  nella  direzione della salvaguardia dell'ambiente e dei
  beni  culturali  per  correggere  l'indirizzo sbagliato di questo
  Governo  e dell'operato dell'Assessorato e delle scelte che nella
  finanziaria erano contenuto.
       Avete  ascoltato  da Rifondazione comunista richieste che si
  chiamavano un  indirizzo,  un segnale nuovo dopo anni di sostegno
  alle imprese in direzione dell'occupazione.
       Io  qui  voglio  riconoscere  al  Presidente della Regione e
  all'Assessore per il bilancio una capacità e una disponibilità ad
  ascoltare le nostre ragioni.
       Voglio rivendicare a Rifondazione comunista di aver proposto
  alcune scelte  con  trasparenza  e apprezzare il Governo per aver
  saputo accogliere alcune nostre richieste.
       Se  oggi   l'acqua   non  è  privatizzata  ma  c'è  e  viene
  riaffermata  in questa finanziaria il controllo pubblico dell'EAS
  fino alla golden share è perchè abbiamo avuto la capacità di fare
  accogliere  dei  nostri emendamenti gli unici che non prevedevano
  la privatizzazione di questo settore.
       E così per i trasporti.
       Se oggi  possiamo  dire  che dopo anni di sostegno esclusivo
  alle imprese, per la prima volta c'è un segnale in controtendenza
  e cioè  che  il 25 per cento dei ribassi d'asta di questa Regione
  vengono destinati  ad un fondo per l'occupazione a sostegno delle
  normative  esistenti  è perchè Rifondazione comunista ha proposto
  ed ha  ottenuto  anche  con  una  capacità  di  ascolto di questo
  Governo questo risultato.
       Se oggi  in  questa  finanziaria  l'entrata  nei musei e dei
  parchi naturali  non  va  a fare genericamente cassa nel bilancio
  della Regione, ma per il 30 per cento viene destinata ai comuni e
  per il 70  per  cento  nelle  voci  del  bilancio  regionale  che
  prevedono il  riassetto  idrogeologico  del  territorio  e  della
  forestazione oppure  il  risanamento  dei  beni archeologici e la
  valorizzazione dei  beni archeologici ambientali è perchè abbiamo
  fatto  una battaglia  su  nostri emendamenti  e  solo  su  nostri
  emendamenti accolti dal governo.g
       E oggi  anche  sulle vicende del turismo abbiamo bloccato un
  tentativo di  far  passare  una  riforma  attraverso una norma di
  questa finanziaria  ma  rimandiamo  a  questa  Aula  il potere di
  arrivare ad  un riordino complessivo del settore è perchè abbiamo
  saputo sviluppare una battaglia su questo.
       Ecco  signor  Presidente  noi  abbiamo  apprezzato  anche la
  disponibilità   della   maggioranza  a  bloccare  quel  tentativo
  maldestro di  far  passare  in  questa  finanziaria  la sanatoria
  sull'abusivismo.
       Sono d'accordo  con  lei  onorevole  Pellegrino,  su  questo
  terreno non c'è bisogno  di  fare  demagogia e non c'è bisogno di
  fare crociate.
       Bisogna discutere seriamente e per discutere seriamente deve
  discutere questo Parlamento  nè  con  ordini  del  giorno  nè con
  mettendo mano seriamente  alle politiche del territorio in questa
  Regione che continuano  ad essere invece l'occasione o per grandi
  campagne  di  speculazione  o  invece,  per  grandi  campagne  di
  propaganda, noi  dobbiamo  seriamente discutere del territorio in
  questa Regione  e  troverete  in  Rifondazione comunista comunque
  un'opposizione  netta   a   tutti   i   tentativi   di  sanatoria
  dell'abusivismo o  di  penetrazione  anche di logiche speculative
  anche come si tentava con l'emendamento sulla...degli alberghi.
       Insomma,  la  nostra  opposizione  Presidente  io  credo sia
  servita a  cambiare, a segnare l'indirizzo di questa finanziaria,
  una finanziaria che  nel  complesso  non ci convince e un Governo
  che continua a  non  convincerci io non so se prevale il centro o
  la sinistra in  questo Governo, so che prevale un pezzo grande di
  continuità  delle  vecchie classi dirigenti quelle vecchie classi
  dirigenti che  stavano  nei precedenti governo di centro-destra e
  per i quali voi non potete certo indignarvi amici del Polo perchè
  ci avete convissuto  per  2  anni e mezzo e non ci convince anche
  perchè è troppo debole il segno di sinistra e il segno innovatore
  in questo  Governo,  ma  rivendichiamo  anche la capacità di aver
  saputo costruire  un interlocuzione col Governo e non una sterile
  opposizione propagandistica che ha portato anche una forza grande
  di opposizione come quella del centro-destra in un vicolo cieco.
       Ho sentito dire  qui Presidente, che ci troviamo di fronte a
  un Governo  comunista,  ad un Governo leninista, al dominio della
  sinistra; forse  gli esponenti del centro-destra hanno gli incubi
  la notte io non vedo  nè  il comunismo  nè il leninismo e nemmeno
  tanta sinistra in  questo  Governo,  anzi  vedo  le componenti di
  sinistra sempre più  accerchiate  da  questo  centro avvolgente o
  sempre più omologate al centro nelle scelte che si fanno.
       Per  questi  motivi  pur  apprezzando  la  disponibilità del
  Governo ad  accogliere  ed  ascoltare alcune nostre ragioni in un
  quadro di  una  legge  che  complessivamente non ci convince, noi
  Signor Presidente  per  ragioni di merito e per ragioni politiche
  complessive di  strategia  e  di  collocazione  e di alleanze non
  voteremo la fiducia al suo Governo.

     SCALICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCALICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della  Regione,  noi  di  Rinnovamento  italiano  non
  vogliamo dare eccessivo  peso  alle cose successe nella settimana
  scorsa, anche se  siamo  convinti  che  lo  spettacolo che questa
  Assemblea  ha dato  non  ha  fatto  onore  sicuramente  a  questo
  Parlamento che senza  alcun  dubbio  ha  tradizioni  di  più alto
  livello.
       Vogliamo  fare  questa  dichiarazione  di  voto con serenità
  senza esimerci  peraltro dal ruolo di sostenitori leali di questo
  Governo ma senza neanche per questo mortificare la nostra libertà
  quando  è  necessario  anche  svolgere un'azione critica. Abbiamo
  avuto moto già  di apprezzare l'azione di questo Governo quando è
  riuscito a condurre in porto la legge-voto e la dismissione degli
  enti economici  e  senza  remore  continuiamo  ad  apprezzare gli
  sforzi che sono  stati  messi in cantiere per cercare di risanare
  la situazione finanziaria di questa Regione giunta ormai quasi al
  collasso se è  vero  com'è  vero  che non si riesce più nemmeno a
  soddisfare le esigenze correnti.
       Abbiamo  condiviso  il  passaggio  della  finanziaria  quale
  metodo di  programmazione  economica  che  permette al Governo di
  meglio reperire e  usare le risorse, controllare la spesa in modo
  da rendere il  bilancio  non  virtuale ma il più possibile vicino
  alla realtà.
       Questo  obiettivo  che  pensavamo  dovesse essere una logica
  conseguenza della finanziaria (crediamo sia ormai sotto gli occhi
  di tutti) non è  stato  centrato, ma è, invece, diventato, nostro
  malgrado, contenitore unico.
       Quindi,  anche se  non  si  può  nascondere  e  nemmeno  non
  rilevare  che  alcune  parti  di  questo  maxi-emendamento  siano
  valide, non possiamo  esimerci dal dire che fin dall'inizio siamo
  stati critici nella  scelta del Governo di trasformare le aziende
  in SPA, in particolare  l'EAS,  e  non  è  perchè siamo contro la
  filosofia  delle  privatizzazioni,  ma  perchè  riteniamo  che  i
  provvedimenti dovrebbero essere più completi e chiari. Forse, era
  necessario per  alcune  aziende  avviare  prima  un  progetto  di
  risanamento per renderli  appetibili al mercato e poi valutare la
  strada più  conveniente per l'Amministrazione regionale.  In ogni
  caso,  riteniamo   doveroso  ringraziare  il  Governo  per  avere
  migliorato,  anche   per  nostro  interessamento,  la  parte  che
  riguarda l'EAS.
       Nello stesso  tempo,  però, ci  pare sacrosanto continuare a
  dare   solidarietà   ai   lavoratori   che   hanno  ritenuto  che
  l'inserimento   in   questa   finanziaria  della  privatizzazione
  dell'EAS è  improprio  e  non  conducente alla finalità più volte
  espressa di  reperire  risorse, perchè come tutti sanno l'EAS già
  da   parecchi   anni  non  usufruisce  di  interventi  finanziari
  regionali e, quindi, non  si  capisce e non si è capita l'urgenza
  dell'operazione  e  quali  risorse  si  recuperano  oggi  per  il
  bilancio. Sarebbe  stato  più  conducente per tutti presentare un
  disegno di  legge  che,  facendosi  carico  del recepimento della
  legge  Galli  in  quelle  parti  attinenti, prevedesse  anche  il
  riordino di tutto  il comparto delle risorse idriche in Sicilia e
  le norme per  la  trasformazione di tutti gli enti e consorzi che
  si occupano  della  gestione.  Ciò  avrebbe permesso di avere una
  visione più  completa  della  materia e, pertanto, una attenzione
  più concreta  verso  il problema che noi riteniamo prioritario su
  tutti gli  altri,  il mantenimento dei livelli occupazionali ed i
  diritti acquisiti  dal personale in servizio ed in quiescenza che
  non riguarda solo  l'EAS  ma  tutte le aziende da privatizzare, e
  ciò perchè a  questa  regione, che nel tempo ha creato quelli che
  oggi sono diventati  nodi al pettine non, è più consentito creare
  per il futuro altri precari ed altre situazioni analoghe a quelle
  di oggi ma  spetta  il  dovere  di  fare giustizia senza lasciare
  vittime   sul   campo.
       Ancora  una  brevissima  annotazione  per  sottolineare, con
  grande rammarico, che  in questa finanziaria non viene affrontata
  in maniera visibile ed incisiva quella che è la vera emergenza di
  questa  Regione:  il  lavoro.
       Onorevole  Presidente del Governo, concludo questa mia breve
  ma non  polemica  dichiarazione dichiarando il voto favorevole di
  Rinnovamento Italiano  a  questa  finanziaria e a questo Governo,
  non perchè  condividiamo  la  finanziaria in toto, ma perchè oggi
  c'è la necessità  urgente  di dare risposta ai siciliani e questa
  finanziaria  è  irrinviabile.
       Il  nostro  senso  di responsabilità richiama l'auspicio che
  questo  Governo, che  abbiamo  voluto  con  forza, abbia  maggior
  coraggio e riesca in futuro a governare con maggiore incisività e
  decisione nel rispetto di tutte le sensibilità presenti in questa
  maggioranza.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare per dichiarazione di voto
  l'onorevole Stancanelli. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Presidente della  Regione,  onorevoli  colleghi,  parlo a nome di
  Alleanza Nazionale  per  annunziare  il voto contrario del Gruppo
  parlamentare a  cui  appartengo alla fiducia ed alla finanziaria.
       Ritengo che  un  obiettivo  noi  lo  abbiamo  raggiunto.  Ho
  sentito molti  colleghi  della  magggioranza che ci hanno chiesto
  ufficialmente  ed  ufficiosamente  cosa  ci  proponevamo.  Noi ci
  proponevamo di mettere  in risalto le difficoltà vere che ci sono
  nella maggioranza. Al  di  là degli scherzi o al di là dei facili
  entusiasmi che forse ci saranno dopo il voto in Aula, ritengo che
  noi ci siamo  riusciti a dimostrare con la nostra dura battaglia,
  a  volte  lo  abbiamo  detto  senza  intento  ostruzionistico,  a
  dimostrare che all'interno della maggioranza, sono state definite
  sofferenze   da   parte  dell'onorevole  Pellegrino,  sono  state
  definite da parte dell'onorevole Barone, delle necessità di darsi
  una regolata, cioè all'interno della maggioranza sono sorte delle
  coscienze critiche  che  non  si  ritrovano  e  hanno  detto  che
  voteranno questa  fiducia e questa finanziaria soltanto per senso
  di responsabilità.
       Io ritengo  che  questo  già  sia  un  quadro evidente della
  situazione in cui  si  trova la maggioranza di governo, e non per
  nulla il Presidente  della Regione ha detto che anche lui ritiene
  opportuno una verifica all'interno della maggioranza. Se questo è
  vero, e questo  è  stato detto in questa Aula nelle ultime 24 ore
  pubblicamente da  esponenti dei gruppi di maggioranza, io ritengo
  che il Polo  e  il  centro-destra  con  la  sua opposizione hanno
  dimostrato quello che volevano dimostrare. Non accettiamo lezioni
  da chi ci  dice, però, che  avrebbero  fatto  forse qualche passo
  avanti se noi  ci  fossimo comportati un po' più bene, un po' più
  bravi,    cioè    come   se   gli   emendamenti,   tolti   quelli
  dell'ostruzionismo,  si  dovessero  calibrare con la bilancia del
  farmacista.
       Noi  abbiamo  ritenuto   di   dover   presentare  non  molti
  emendamenti - 130, 140 - che volevamo discutere perché ritenevamo
  che in quegli emendamenti vi erano tante cose che interessavano e
  interessano i  siciliani.  La  maggioranza  ha dimenticato che da
  parte sua  ha  presentato  oltre  200  emendamenti. E  allora, io
  ritengo, politicamente,  di non potere accettare il rimprovero di
  chi  vive   con  sofferenza  il  percorso  della  maggioranza  ma
  rimprovera  all'opposizione  di fare l'opposizione in quest'Aula,
  questo è troppo
       E allora noi abbiamo  fatto  il  nostro  dovere, noi abbiamo
  attenzionato i problemi,  li trasferiremo all'opinione pubblica e
  documenteremo che il Governo  di  centro-sinistra non ha posto la
  fiducia quando facevano  l'ostruzionismo con 5000 emendamenti, ha
  posto  la  fiducia  quando  il  centro-destra  ha  presentato  un
  centinaio di emendamenti su cui si poteva discutere e per i quali
  abbiamo   chiesto   ripetutamente   parecchi   parlamentari   del
  centro-destra di discutere con i parlamentari del centro-sinistra
  per sapere cosa intendevano  fare dei loro 200 emendamenti. In 24
  ore  non  abbiamo avuto  nessuna  risposta.
       E   allora,   andremo   a   documentare   ai  siciliani  che
  l'ostruzionismo vero agli interessi della Sicilia viene da questo
  Governo; e allora  andremo  in provincia di Catania, per esempio,
  perché  io   sono  della  provincia  di  Catania,  a  dire  quali
  deputati hanno dato  la fiducia a questo Governo e hanno impedito
  che     si     discutesse,    per    esempio,    dell'emendamento
  sull'agrumicoltura  che  interessa  tanta  parte  della provincia
  etnea. Faremo i  manifesti e diremo chi ha votato la fiducia e ha
  impedito che si discutesse su quell'emendamento; così come faremo
  i manifesti  per  documentare che sul Parco dell'Etna un problema
  sentito da  centinaia  di  migliaia  di  catanesi che vivono alle
  pendici  dell'Etna  e sono massacrati dall'attuale situazione del
  Parco dell'Etna,  quali  deputati  della  provincia di Catania si
  sono comportati in  quel  modo. E  potrei ancora continuare, ma i
  nostri emendamenti  sono  depositati  e  i  nostri emendamenti li
  porteremo  all'attenzione;  non  ci  è  stato permesso discuterli
  politicamente,  poi  sarebbero  stati  approvati, bocciati, ma ci
  sarebbe stata una posizione in quest'Aula.
       E  allora, il  risultato  lo  abbiamo  raggiunto,  onorevole
  Silvestro,  lo   abbiamo   raggiunto.  Volevamo  ottenere  questo
  risultato,  due  risultati:   vedere   e  verificare  cosa  c'era
  all'interno  della  maggioranza,  se  queste  sofferenze,  questi
  travagli queste aspirazioni ad  avere  più  libertà, c'erano e ci
  sono  state, e   volevamo   documentare  che  questo  governo  di
  centro-sinistra si fa una  finanziaria  che  per  tanti  versi si
  dimentica degli interessi concreti dei siciliani.
       Se questo  siamo  riusciti  a  fare,  signor  Presidente, io
  ritengo che noi  abbiamo  fatto il ruolo di opposizione così come
  dovevamo fare,  abbiamo  ingrandito un problema che è stato sulla
  stampa siciliana  per  più  di  un  mese, abbiamo evidenziato che
  esiste un'opposizione.  Continueremo  a  fare il nostro dovere e,
  quindi, voteremo  contro  la  fiducia e contro questa finanziaria
  per documentare  che  i  siciliani  ancora possono contare su una
  opposizione di  centro-destra  che  è al servizio degli interessi
  dei siciliani.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare per dichiarazione di voto
  l'onorevole Mele. Ne ha facoltà.

     MELE.  Signor  Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi,  quello  di  questa  mattina, perché  ormai è
  mattina  inoltrata,  è  un  momento  importante.  Il  Governo  ha
  giustamente ritenuto  di  porre  la  fiducia su questo disegno di
  legge, l'884, ed è un momento importante per l'approvazione della
  finanziaria  ed  è  un  momento  importante  perché  propedeutico
  rispetto ad un'approvazione di un bilancio di previsione 1999 che
  potrà essere fatto quanto prima da quest'Aula avendo contezza del
  fatto   che   avendo  approvato  la  legge  finanziaria  possiamo
  sicuramente risolvere una serie di problemi di bilancio nel 1999.
       E' un provvedimento  importante  perché  intanto  mira ad un
  contenimento della spesa  pubblica, mira ad un contenimento della
  spesa sulla base  di  un'effettiva  programmazione  della Regione
  Siciliana. E' un provvedimento importante perché da parecchi anni
  una finanziaria del genere non veniva fatta da questo Parlamento,
  non è stata fatta da altri parlamenti precedenti.
       Certo, sicuramente, in  questo  concordiamo in molti. Poteva
  essere fatta,  probabilmente  anche meglio.  Ho l'obbligo e ho il
  dovere  di  ricordare,  per  esempio,  l'emendamento  che avrebbe
  dovuto   affrontare   nella   migliore,  secondo  noi,  direzione
  possibile il  problema degli uffici di collocamento sui quali per
  ora versa l'attenzione  di tutta l'opinione pubblica e di tutti i
  livelli istituzionali.
       Probabilmente,  avremmo    dovuto    soffermarci    di   più
  nell'analizzare  meglio  i  criteri  attraverso  i  quali  potere
  risolvere una serie di problemi.  Ma siamo seri, e questo lo dico
  ai colleghi dell'opposizione. La maggioranza ha utilizzato alcuni
  comportamenti proprio ricorrendo ad alcuni meccanismi procedurali
  proprio  per  i comportamenti utilizzati spesso dall'opposizione,
  dei  comportamenti  sovente  ostruzionistici, dei comportanti che
  sicuramente   non   erano   costruttivi  e  produttivi  nell'iter
  approvativo di un disegno di legge.
       Non  è possibile  pensare  di  presentare  5000  emendamenti
  solamente  per  bloccare tutto.  Chi  vi  parla  ha  un  concetto
  dell'opposizione molto alto  tanto quanto l'avete voi, ma critico
  e costruttivo. Occorre anche che  ognuno  di  noi, al di là della
  maggioranza e dell'opposizione, riacquisti  il ruolo che ha, si è
  una volta maggioranza e si ritorna poi ad essere opposizione.
       Dall'altro lato, voglio  dire  che comprendo ed apprezzo, in
  alcuni passaggi anche  l'intervento  del  collega  Pellegrino, lo
  apprezzo perché insieme a  lui  e  ad  altri  amici abbiamo anche
  vissuto alcuni momenti, perché  non  dirlo, di tensione. E non si
  può  diceva l'onorevole  Pellegrino  confondere  il  senso  della
  responsabilità con la  sopportazione  infinita  alcune  volte. Ma
  dall'altro lato la stima  nostra va al Presidente della Regione e
  permettetemi, non è una affermazione di parte, all'onorevole Piro
  che ha portato avanti  insieme  al corpo della Giunta di Governo,
  questa manovra.
       La stima va al Presidente della Regione, il quale ha parlato
  di esigenza  di  verifica e di coesione. Ma, onorevole Bufardeci,
  quando si parla  di  esigenza  di  verifica e di coesione, non si
  manifestano  come  ha  detto  lei,  assolutamente l'inesistenza e
  l'inconsistenza di questo Governo, anzi assolutamente diverso.
       Questo Governo ha  dimostrato  maturità,  questo  Governo ha
  affrontato con coerenza una  serie  di  problemi  e  alcune volte
  l'autocritica così come ha  fatto  ieri  sera il Presidente della
  Regione che viene mossa dalla stessa maggioranza fa capire quanto
  salda, in alcuni passaggi,  e  seria,  compatta  e  coerente, sia
  questa stessa maggioranza.
       Proprio per questo,  siamo  oggi  chiamati ad esprimere così
  come lo faccio a nome  del  mio Gruppo parlamentare la fiducia al
  Governo e la fiducia a  partire  da  questo  disegno  di legge, a
  partire dal voto che  esprimeremo  su  questi  fatti concreti che
  questa finanziaria sta andando a delineare.
       Certo, ci auguriamo e  concludo  che  le  prossime leggi che
  questa Assemblea vorrà varare non saranno delle leggi omnibus, ma
  saranno delle leggi  di  settore,  attraverso le quali affrontare
  gli argomenti specifici e concreti.
       Proprio per questo esprimo il voto favorevole, la fiducia da
  parte del mio Gruppo parlamentare.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  per dichiarazione di voto
  l'onorevole Costa. Ne ha facoltà.

    COSTA.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,   il   CCD
  chiaramente vota no a questa Finanziaria, vota no alla fiducia al
  governo. Io credo che per  quanto  ci riguarda ancora una volta è
  venuta a mancare nei metodi, nei modi e nei contenuti la tensione
  ideale per potere centrare e consegnare alla Sicilia un documento
  finanziario valido che dai nostri  punti  di  vista  è scarno nei
  contenuti.
       Certo, questi passaggi  hanno  sottolineato, hanno delineato
  fortemente che nella parte  del  Centrodestra  c'è  una  politica
  ideale, ideologica che si è  persa  in quei partiti che oggi sono
  al centro del Centrosinistra, che hanno dimenticato probabilmente
  le  categorie  meno  abbienti,  che  hanno  dimenticato  i  reali
  problemi per i quali anche loro in un determinato momento storico
  si  sono  battuti,  fautori   anche  essi  di  disegni  di  legge
  presentati con questo Centro Cristiano Democratico, fautori anche
  essi di disegni di  legge  che interessavano le coste, l'economia
  della Sicilia insieme  ad  alcuni  provvedimenti che riguardavano
  anche i ciechi.
       La Finanziaria non ci  appartiene,  non  ci  appartiene  nei
  contenuti. Abbiamo messo  certamente  in  risalto  le  differenze
  ideologiche  e  siamo amareggiati  anche  da  quella  carenza  di
  rapporto dialettico che non  ha  consentito,  proprio per le cose
  che ho detto, onorevole  Presidente,  di  garantire  un  percorso
  istituzionale vero.
       Io vi ricordo che ancora  una  volta  è  stato  disatteso un
  percorso  che  avrebbe  dovuto  consentire  al  Centro  Cristiano
  Democratico, per creare la giusta tensione ideale, di partecipare
  a quel Consiglio di  Presidenza  che  questa  maggioranza  e  non
  l'Assemblea, e non il Presidente dell'Assemblea, ha dimenticato.
       Ebbene,  noi  siamo   stati   leali,   abbiamo   seguito  le
  indicazioni del governo, abbiamo ritirato i 5.000 emendamenti, li
  abbiamo portati a 400. Siamo  usciti  da quest'Aula per ridurli a
  10, a 15, a 17. Li volevamo discutere, non ci è stato consentito.
       Ancora una volta quello che  possiamo  dire  è  che  le cose
  fatte oggi da questo Parlamento  sono  quelle  cose  che prima il
  governo di Centrodestra ha  portato avanti e quella riforma dello
  Statuto  e  quella  dismissione   degli   enti, che  diceva  bene
  l'onorevole Pellegrino questo  Parlamento  ha  fatto,  non questa
  maggioranza, e ancora una  volta  riteniamo di registrare che per
  la politica non è certamente  un buon giorno, è un cattivo giorno
  che lascia presagire comunque scenari diversi ritenendo anche noi
  di aspettare quelle verifiche  che ci auguriamo non arriveranno e
  non tarderanno ad arrivare.
       L'esortazione che ci preme  fare  a questa maggioranza, alle
  forze di centro, loro che  cercano  e tentano di ritrovare quella
  dialettica politica che è venuta  meno,  è  il  grande  senso  di
  lealtà e di riflessione che bisogna fare una volta per sempre per
  la Sicilia.
       Solamente partendo dalla tensione ideale, dagli schieramenti
  noi  riteniamo  di  potere   costruire   in   questo  scorcio  di
  legislatura che ci resta una  tensione  diversa  una  volta e per
  sempre per il bene della Sicilia.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  per  dichiarazione di voto
  l'onorevole Ricevuto. Ne ha facoltà.

     RICEVUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  nel
  merito della legge finanziaria  non  desideriamo entrare, noi non
  siamo assolutamente soddisfatti  delle  soluzioni  approntate con
  questo  disegno di legge  in  direzione  del  riequilibrio  delle
  finanze regionali e critichiamo il  metodo  che  ha portato poi a
  quella soluzione di legge  "omnibus".  Lo  abbiamo  già detto nel
  nostro precedente intervento, ma  abbiamo  detto  altresì  che in
  ballo  c'è  la   stessa  sopravvivenza  dell'Assemblea  regionale
  siciliana  se  è vero, come  è  vero,  che  entro  il  30  aprile
  bisognerà approvare la manovra di bilancio.
       E allora è  per  questo  motivo,  ed  è  soltanto per questo
  motivo,  che  raccogliamo  l'appello rivolto dal Presidente della
  Regione di  dare  un  voto  di  fiducia tecnico ed esclusivamente
  tecnico si intende,  per  porre fine -ripeto testualmente - ad un
  lungo iter parlamentare.
       Votiamo ma diamo una votazione di ordine tecnico e non anche
  di ordine politico. E  se  il  collega onorevole Caputo mi lascia
  concludere arriverò a conclusioni di altro tipo.
       Avremmo voluto  che  si concludesse questo iter parlamentare
  nelle  forme  classiche   tra  il  confronto  tra  opposizione  e
  maggioranza però nel  merito  dei  problemi  e  non anche appunto
  attraverso  sterili   contrapposizioni,   che   a  noi  hanno  la
  sensazione,   l'impressione    anzi   direi   la   certezza,   di
  contrapposizioni di rito, contrapposizioni strumentali.
       Ecco noi dicevo  non abbiamo bisogno di dirlo, di ripeterlo.
  Noi sin dall'avvio  di  questa  legislatura  ci  siamo  schierati
  contro i due poli  così come si erano venuti a creare nell'ambito
  dell'Assemblea regionale. Non  abbiamo  fatto parte di governi di
  centro-destra, siamo  all'opposizione di questo Governo di centro
  sinistra.   Perché  come   abbiamo  già  detto  in  altri  nostri
  interventi  non riconosciamo  la  legittimità  del  suo  atto  di
  nascita  e  perché  riteniamo  insufficiente  il  suo  quadro  di
  riferimento,  la   sua   formula   politica,   insufficiente  per
  affrontare i gravi problemi dei siciliani.
       E su questo  non  abbiamo cambiato idea, onorevole Caputo. E
  non abbiamo, anzi sentiamo il dovere politico di sottolineare che
  se non abbiamo  cambiato  idea,  non siamo comunque interessati a
  fare il "reggicoda" di un certo tipo di opposizione.
       A noi non  piace  assolutamente  il gioco del "tanto peggio,
  tanto meglio". Non  appartiene  alla  nostra  cultura e non siamo
  assolutamente appassionati a questo tipo di giochi.
       Il nostro spirito  riformista  non ci consente di apprezzare
  questo muro contro  muro.  Quando soprattutto questo gioco supera
  gli stessi interessi  dei  cittadini  siciliani. Noi stiamo dando
  soltanto un voto di  fiducia  tecnico, non ci saremmo mai sognati
  per questi motivi di  dare  un  voto  di  fiducia politico. E non
  desideriamo assolutamente,  non  siamo  interessati ad entrare in
  questa   maggioranza    di   questo   tipo,   assolutamente   no.
  Sottolineiamo la sua  insufficienza e l'esigenza che si avvii una
  forte evoluzione del quadro politico.
       Non siamo  interessati  assolutamente alla riproposizione di
  governi di centro-destra  o  di  centro-sinistra  per ragioni già
  note e già dette;  non  siamo  interessati  a  governi  di larghe
  intese perché proprio per la loro larga base di consenso sanno di
  un polpettone insapore,  un  polpettone  informe,  senza sale che
  rischia di non essere  digerito  sin dal suo nascere dagli stessi
  facente parte del governo cosiddetto di larghe intese.
       Siamo viceversa interessati, al raggiungimento di intese per
  punti importanti di  programma, per punti salienti che affrontino
  concretamente e  risolvano  i  problemi  dei cittadini siciliani.
  Siamo a questo  certamente interessati per coinvolgere però tutte
  le  forze  riformiste  possibili  pur  presenti  in  tanta  parte
  dell'Assemblea regionale siciliana.
       D'altro canto, mi  si consenta, anche questa lettura abbiamo
  dato alle  stesse  dichiarazioni  del  Presidente  della  Regione
  quando, in buona  sostanza,  dichiara  che  non  è  più possibile
  andare  avanti   con  questa  formula  insufficiente  di  governo
  superando  lo scoglio  uno  dopo  l'altro,  con  una  maggioranza
  striminzita che non possiede  in  sé  le  doti, le qualità di una
  forte carica progettuale.
       Ecco,   i  socialisti,  e  concludo,  signor  Presidente,  i
  socialisti sono interessati a questo tipo di evoluzione, a questa
  forte   evoluzione   del   quadro   politico  di  riferimento  di
  maggioranza e  se  così  si  svilupperanno  le  cose porteranno i
  contributo delle idee  ed il bagaglio ed il patrimonio delle loro
  esperienze.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare per dichiarazioni di voto
  l'onorevole Alfano.  Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  il  Gruppo di
  Forza Italia voterà no al  maxi-emendamento, no alla finanziaria,
  no alla fiducia al Governo Capodicasa e rileva dal dibattito che,
  credo abbia avuto anche una sua  consistenza  politica,  che se i
  voti del Parlamento avessero un'anima  questo  sarebbe un Governo
  senz'anima. E però siccome riteniamo  che poi l'anima abbia anche
  un  senso  nelle  scelte politiche  riteniamo  che  quanto  si  è
  riscontrato nel dibattito parlamentare è forse il miglior viatico
  per ciò che il Presidente della Regione aveva annunciato all'atto
  del porre la fiducia.
       Quante  sofferenze, quante precisazioni, quante necessità di
  specificazione  della  posizione  politica  si sono registrate in
  quest'Aula nel dire  sì  a questa finanziaria. I sì ma, sì, però.
  In un clima complessivo da ultima notte, da ultimo sì prima della
  resa dei conti  interna  alla maggioranza.
       Tutto questo va  al  di là del risultato numerico che questa
  maggioranza avrà  questa  mattina  in quest'Aula, perché  vi è un
  dato politico che  è superiore rispetto a quello numerico ed è la
  necessità che tutti coloro i quali hanno ravvisato in quest'Aula,
  le sofferenze  di questa maggioranza auspicano un futuro diverso,
  un  Governo   diverso,   una  maggioranza  diversa.
       Ecco, se  la  battaglia  di  opposizione strenue e tenace da
  parte delle forze del centro-destra ha prodotto questo risultato,
  questo per  noi è già un dato politicamente significativo.
       Siamo  affezionati  alle  regole liberali delle democrazie e
  sappiamo bene  che  chi  governa  deve continuare a governare fin
  quando ha una  maggioranza parlamentare che lo sostiene, e chi fa
  l'opposizione deve  continuare  a fare l'opposizione e la serietà
  della posizione  di opposizione si misura proprio con la capacità
  che le forze di opposizione hanno di mettere in evidenza tutte le
  contraddizioni  e  tutte  le difficoltà della maggioranza.
       Credo che  a  questo  risultato  il Polo ed il centro-destra
  siano giunti  su  un  percorso  difficile  ed  accidentato che ha
  portato  a questo  voto  di  fiducia,  un  voto  di  fiducia  non
  necessario se non  nella  parte  che  legava  il Governo alla sua
  maggioranza.
       Da  domani  si  aprirà una fase delicatissima, ulteriormente
  delicata per  questa  Assemblea  e che è quella dell'approvazione
  del bilancio  della Regione siciliana e anche in questo frangente
  riteniamo emergeranno  tutte  le difficoltà di un quadro politico
  che stenta  ad autoreggersi.  Ecco perché  immaginiamo che questo
  voto di  questa  legge finanziaria rappresenti un qualcosa di più
  dei buoni propositi  di  chi  predica  di non voler far più leggi
  omnibus, rappresenti questo  voto  un  qualche cosa di più e cioè
  l'ultima volta  di  coloro  i quali hanno rappresentato in questo
  dibattito   la   coscienza   critica,   lo  rilevava  l'onorevole
  Stancanelli poc'anzi in riferimento a quando detto dall'onorevole
  Barone. Ma  come  non  cogliere  il  senso  profondo delle parole
  dell'onorevole  Pellegrino,  come non cogliere il significato, il
  senso  del  ragionamento  prodotto  in  quest'Aula dall'onorevole
  Leanza e allora, se la politica ha un senso e se l'evoluzione dei
  fatti  ha  una razionalità, noi crediamo che questa "finanziaria"
  non   è  solo  l'ultima  legge  "omnibus",  speriamo,  di  questo
  Parlamento ma rappresenti l'ultima frontiera di un governo che ha
  già consumato il suo tempo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor  Presidente, io penso che un'altra manovra si
  è aggiunta  all'iniziativa del Governo, la manovra di risanamento
  e di rigore  economico che era utile alla Sicilia ancor prima che
  ad una maggioranza  viene  portata  a termine.  E viene portata a
  termine attraverso il  fatto  che noi possiamo parlare ai mercati
  finanziari e  possiamo  parlare ai mercati finanziari adesso, con
  un doppio prestigio,  quello  di avere messo mano ad una rigorosa
  ed equa politica  di risanamento finanziario e nello stesso tempo
  quello di potere  sgombrare  il campo da un equivoco che da molti
  mesi   è   presente,   soprattutto,   sulla   stampa.
       Onorevole Presidente  Capodicasa,  tu  sai come io nel corso
  della discussione mi  sono battuto perchè si arrivasse al voto di
  fiducia, non tanto  perchè  c'era  la  necessità  di  mostrare  i
  muscoli ma per sgombrare il campo da un equivoco.  Molte volte si
  è detto e ripetuto  in quest'Aula che il Governo non era in grado
  di avere  una  maggioranza,  molte  volte  abbiamo  chiesto  alle
  opposizioni di  potere  presentare  una  mozione di sfiducia.
       La mozione  di  sfiducia,  da  parte dell'opposizione, non è
  stata presentata. Non  è  stata  presentata al Governo. In questo
  caso noi abbiamo chiesto il voto di fiducia.  Il voto di fiducia,
  che io spero  il  Parlamento  dia, è un segno di stabilità.  Mai,
  come in questo  momento,  noi abbiamo bisogno in questo passaggio
  che ci sia un elemento di stabilità.
       Troppe volte  ho  letto  sulla  stampa  di fibrillazione, di
  possibile caduta  del  governo.  Troppe  volte  questo  messaggio
  negativo rispetto ai  mercati.  I  mercati debbono sapere che non
  solo c'è un  governo  che  fa  una  manovra  rigorosa  ed equa ma
  debbono sapere che c'è un governo che è stabile e che conta della
  maggioranza dei  parlamentari  e  che  può  quindi  completare il
  percorso.
       Io per  questo  ho  apprezzato  il  senso  di responsabilità
  dell'onorevole  Pellegrino  che  ha  contribuito  e contribuisce,
  perchè come bene  primario è quello di puntare alla stabilità del
  governo, anche se  dentro la "finanziaria", come è ovvio e come è
  naturale, ci  siano  posizioni  differenti  da  chi  si  è  messo
  assieme, che  proviene da culture differenti e che ha sensibilità
  differenti. Tuttavia  si  è  dimostrato  in  più  passaggi che il
  governo è  coeso:  la  legge  sullo  scioglimento  degli enti, la
  legge-voto, la "finanziaria", adesso il bilancio. Questo progetto
  va completato.
       Io ritengo  che noi, subito dopo il bilancio, dobbiamo, così
  come era  nei  programmi,  rispettando  i  programmi  di Governo,
  mettere mano  alla  legge elettorale. Dopo la legge elettorale si
  vota per le  elezioni europee. Subito dopo si va alla verifica ma
  che era quella  già  annunciata nel programma di Governo. Era una
  verifica che era stata già annunciata, che è naturale che avvenga
  dopo una scadenza elettorale e che è naturale che avvenga dopo un
  periodo di sei mesi, così come noi avevamo previsto.
       Il programma quindi può andare avanti.
       Io rinnovo, da  parte mia, e parlo perchè venga dato il voto
  di fiducia, perchè venga rinnovato questo voto di fiducia.
       Voglio  fare  una  semplice  considerazione  ai colleghi del
  Polo.
       Io  debbo  dire  sinceramente  che debbo ringraziarli. Debbo
  ringraziarli perchè  con il loro comportamento hanno permesso che
  si consolidasse, venisse chiaro che c'è una maggioranza in questo
  Parlamento, hanno  permesso,  con  il  loro atteggiamento - che è
  stato per  molti  aspetti  ostruzionistico  -  non  solo  che  si
  dimostrasse  che   c'è   una   maggioranza  coesa,  che  c'è  una
  maggioranza stabile;  io  mi  auguro  che  nel corso dei prossimi
  appuntamenti,  soprattutto  in riferimento alla legge elettorale,
  da  parte   dei   colleghi   parlamentari  del  Polo  ci  sia  un
  atteggiamento  mutato  e  che  loro  contribuisca, soprattutto in
  materia di riforma  elettorale, a poter mettere mano ad una legge
  di riforma alla quale debbano contribuire tutti i parlamentari.
       Spero che non ci sia una chiusura settaria, mi auguro che il
  Parlamento regionale,  come  in qualche altro momento è avvenuto,
  anche in  occasione  della legge di riforma dello Statuto, sappia
  volare alto e  sia  all'altezza  del  compito che i siciliani gli
  hanno affidato. Per  intanto  sappiamo  che  avendo la fiducia la
  Sicilia è in mani sicure e stabili.

     PRESIDENTE.  Non ci sono altri interventi, le dichiarazioni di
  voto si sono concluse.
       Onorevoli  colleghi,  prima  di  passare  alla votazione c'è
  intanto  la  questione  degli  ordini  del  giorno per i quali si
  possono presentare due occasioni o metterli in votazione adesso o
  decidere,  onorevole  Mele lei è firmatario di ordini del giorno,
  lasci  parlare  i proprietari, o trasferire gli stessi ordini del
  giorno  alla  discussione  generale  del  disegno  di  legge  sul
  bilancio.
       Fatto  che tra l'altro consentirebbe, se è accolto, l'invito
  di  poter  illustrare,  mentre  qui  sarebbero  soltanto posti in
  votazione con la dichiarazione di voto.
       Quindi,  chiedo  ai  firmatari  degli ordini del giorno come
  intendono atteggiarsi.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi  c'è  un
  proverbio siciliano "dove  è  30, 31", gli ordini del giorno sono
  presentati e, dunque,  non  c'è  alcun  motivo  di  rinviarle  al
  bilancio, anche  perché  sono rigorosamente ancorati a quelli che
  sono  i   contenuti  della  finanziaria,  gli  articoli  comunque
  rimodulati e, pertanto, è sicuramente nelle condizioni di potersi
  atteggiare relativamente al loro contenuto.
       Per  quanto riguarda quelli che portano la mia firma, non vi
  è  dubbio  che se il Governo dovesse ritenere di accoglierli come
  raccomandazione  sicuramente  non ne chiederei il voto, anche per
  consentire una rapida trattazione degli stessi.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Bene, allora onorevoli colleghi, poiché già anche
  un  solo  firmatario  ha  dichiarato  che  non  è  d'accordo alla
  trasposizione,  allora  gli  ordini  del  giorno  vanno votati in
  questa seduta e tutti.
       Iniziamo con  l'ordine  del  giorno  numero  370  "Opportune
  iniziative che consentono al Palacongressi di Agrigento di essere
  immesso  nel  circuito  del  turismo  congressuale  nazionale  ed
  internazionale", a firma degli onorevoli Vella, Pezzino e Scalia.

     VELLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VELLA.  Signor  Presidente, questo ordine del giorno era stato
  già discusso  e  dovrebbe  semplicemente essere votato. Questo in
  ragione dei tempi ristretti.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 370.
  Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  372 "Interventi a
  favore   dell'imprenditoria   femminile   in  Sicilia",  a  firma
  dell'onorevole Fleres.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 373 "Interventi per la
  modifica dell'articolo 6 del decreto presidenziale 5 maggio 1998,
  n. 9", a firma dell'onorevole Fleres.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   Presidente della Regione.   Signor   Presidente,
  l'Assessore  mi   dice  che  questo  provvedimento  è  stato  già
  adottato, in ogni caso vale come raccomandazione.

     PRESIDENTE.   L'Aula  prende   atto  delle  dichiarazioni  del
  Presidente della Regione. L'ordine  del  giorno  è  accolto  come
  raccomandazione.
       Si passa all'ordine del giorno numero 374 "Interventi per il
  ripristino della  legalità nella gestione dell'ente di formazione
  professionale CEFOP", a firma dell'onorevole Fleres.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  375  "Impegno del
  Governo della  Regione con riferimento all'articolo 1 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,    Presidente della Regione.   E'   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.   Si   passa  all'ordine  del  giorno  numero  376
  "Impegno del Governo della Regione con riferimento all'articolo 2
  del disegno di  legge n.  884/A", a firma degli onorevoli Fleres,
  Croce ed altri.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  377  "Impegno del
  Governo della Regione  con  riferimento all'art. 3 del disegno di
  legge n. 884/A",  a firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.
  Il parere del Governo?

     CAPODICASA,    Presidente della Regione.   E'   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  378  "Impegno del
  Governo della  Regione con riferimento all'articolo 4 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  379  "Impegno del
  Governo della  Regione con riferimento all'articolo 5 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.  Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

        PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

     FORGIONE. Voglio che venga registrato il mio voto contrario.

     PRESIDENTE.  Viene registrato il voto contrario dell'onorevole
  Forgione e dei suoi colleghi di gruppo.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  380  "Impegno del
  Governo della  Regione con riferimento all'articolo 6 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.

     FLERES. Lo ritiriamo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  381  "Impegno del
  Governo della  Regione con riferimento all'articolo 7 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.  Il parere del Governo?

     CAPODICASA.    Presidente della Regione.   E'   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  382  "Impegno del
  Governo della  Regione con riferimento all'articolo 8 del disegno
  di legge n.  884/A,  a  firma  degli  onorevoli  Fleres, Croce ed
  altri.

       Lo pongo in votazione; Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  383  "Impegno del
  Governo della  Regione con riferimento all'articolo 9 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  384  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 10 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,    Presidente della Regione.   E'   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  385  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 11 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,    Presidente della Regione.   E'   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  386  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 12 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   Presidente   della   Regione.  E'  accolto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Fleres  lei  è  d'accordo?  Resta così
  stabilito. Si passa all'ordine del giorno numero 387 "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 13 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   Presidente   della   Regione.  E'  accolto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  E'  d'accordo  onorevole  Fleres?  L'Assemblea ne
  prende atto.  Si  passa all'ordine del giorno numero 388 "Impegno
  del Governo  della  Regione  con  riferimento all'articolo 14 del
  disegno di legge n. 884/A", a firma degli onorevoli Fleres, Croce
  ed altri. Il parere del Governo

     CAPODICASA,   Presidente   della   Regione.  E'  accolto  come
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  Si passa all'ordine
  del giorno numero  389  "Impegno  del  Governo  della Regione con
  riferimento all'articolo 15  del  disegno  di  legge n. 884/A", a
  firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.

     FLERES. E' ritirato.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  Si passa all'ordine
  del giorno numero  390  "Impegno  del  Governo  della Regione con
  riferimento all'articolo 16  del  disegno  di  legge n. 884/A", a
  firma degli onorevoli Fleres, Croce ed altri.
       Onorevole Fleres,  c'è  da  riferire  quanti posti di lavoro
  sono stati creati  in  base all'applicazione di questo ordine del
  giorno, o si intende...

     FLERES. Questo lo rimetto alla Presidenza dell'Assemblea.

     PRESIDENTE. Va bene.  Lo  pongo  in  votazione.  Il parere del
  Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  391  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 18 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  392  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 19 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.

     FLERES. E' ritirato.

        PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine
  del giorno numero  393  "Impegno  del  Governo  della Regione con
  riferimento all'articolo 20  del  disegno  di legge n.  884/A", a
  firma  degli onorevoli  Fleres,  Croce  ed  altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Stiamo  operando  in
  questo senso quindi è accolto come raccomandazione.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto

        PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine
  del giorno numero  394  "Impegno  del  Governo  della Regione con
  riferimento all'articolo 21  del  disegno  di legge n.  884/A", a
  firma  degli onorevoli  Fleres,  Croce  ed  altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente  della Regione. Signor Presidente, noi
  saremmo  favorevoli  ma  non  si può fare attraverso l'ordine del
  giorno, occorre la norma diretta.

     FLERES. Si può accettare come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  395  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 22 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.

     FLERES. E' ritirato.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  396  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 23 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi..

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  397  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 24 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente  della   Regione.   E'   accolto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. E'  accettato  come  raccomandazione,  l'onorevole
  Fleres  è  d'accordo.  L'assemblea   ne  prende  atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  398  "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 25 del disegno
  di legge n.  884/A",  a  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce ed
  altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  399  "Impegno del
  Governo della  Regione  con riferimento all'articolo 26, comma 13
  del disegno di  legge  n. 884/A, per la costituzione dell'ufficio
  del giudice di  pace  e  del  difensore  civico",  a  firma degli
  onorevoli Fleres, Croce ed altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  numero  400  "Impegno del
  Governo della  Regione  con riferimento all'articolo 26, comma 13
  del disegno di  legge n. 884/A - Stralcio, per la costituzione di
  apposite consulte  femminili",  a  firma  degli onorevoli Fleres,
  Mele, Croce e Alfano.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del giorno n. 401 "Impegno
  del Governo  della Regione con riferimento all'articolo 26, comma
  13 del disegno  di legge n. 884/A - Stralcio, per la costituzione
  di sportelli informagiovani e di sportelli unici per le imprese",
  a firma degli onorevoli Fleres, Mele, Croce e Alfano.
       Lo pongo  in  votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 402 "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 26 del disegno
  di legge n.  884/A  -  Stralcio,  per il recepimento dei trattati
  internazionali contro  la  tortura  e  i  trattamenti  inumani  e
  degradanti", a  firma  degli  onorevoli  Fleres,  Mele,  Croce  e
  Alfano.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 403 "Impegno del
  Governo della Regione con riferimento all'articolo 26 del disegno
  di legge n.  884/A  -  Stralcio,  per  l'utilizzazione  dei fondi
  europei e statali della Regione", a firma degli onorevoli Fleres,
  Mele, Croce e Alfano.
       Lo pongo  in  votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  forse in  un'altra  occasione  svolgeremo  un dibattito su questi
  temi, possiamo dire che già siamo in questa fase, in ogni caso la
  raccogliamo come raccomandazione.

     FLERES. Allora la accettate come raccomandazione?

     PRESIDENTE.   E'   d'accordo   lei   onorevole   Fleres   come
  raccomandazione? Resta così  stabilito.

       Si passa all'ordine  del  giorno n. 404 "Impegno del Governo
  della Regione  con  riferimento  all'articolo  27  del disegno di
  legge n. 884/A - Stralcio", a firma degli onorevoli Fleres, Mele,
  Croce e Alfano.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente  della   Regione.   E'   accolto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si  passa  all'ordine del giorno successivo n. 405
  "Impegno del  Governo  della Regione con riferimento all'articolo
  28 del disegno  di  legge  n.  884/A  -  Stralcio", a firma degli
  onorevoli Fleres, Mele, Croce e Alfano.
       Lo pongo  in  votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente  della  Regione.  Signor Presidente, su
  questo tema c'è  da  dare  una  risposta un po' più complessa, ne
  parleremo più avanti  anche  in sede di bilancio, un dibattito da
  svolgere circa la riforma degli strumenti della Regione siciliana
  per il credito  alle  imprese  che  non  riguarda solo l'IRCAC ma
  riguarda anche il  CRIAS  e  l'IRFIS,  quindi  in quel quadro noi
  pensiamo si debba affrontare la questione dell'IRCAC senza dovere
  al momento anteporre  scelte  di  cui  oggi non siamo in grado di
  valutare gli  effetti.  Chiederei all'onorevole Fleres con questa
  dichiarazione se  può  ritirare  l'ordine  del  giorno. In questo
  senso, come raccomandazione.

     PRESIDENTE.   E'  accolto  come  raccomandazione,  l'onorevole
  Fleres  è   d'accordo.  L'Assemblea  ne  prende  atto.

       Si passa all'ordine  del  giorno n. 406 "Impegno del Governo
  della Regione  con  riferimento  all'articolo  29  del disegno di
  legge n. 884/A - Stralcio", a firma degli onorevoli Fleres, Mele,
  Croce e Alfano.
       Lo pongo  in votazione.  Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine  del  giorno n. 407 "Impegno del Governo
  della Regione  con  riferimento  all'articolo  31  del disegno di
  legge n. 884/A - Stralcio", a firma degli onorevoli Fleres, Mele,
  Croce e Alfano;
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
       Si passa all'ordine del giorno n. 408 "Normalizzazione della
  gestione amministrativa  degli IACP della Sicilia", a firma degli
  onorevoli Provenzano,  Scoma, Fleres, Briguglio, Cimino, Alfano e
  Beninati.
       Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Signor Presidente, è
  all'ordine del  giorno  della  prossima giunta di martedì, quindi
  favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  409  "Interventi  in
  materia di  finanziamenti alle farmacie", a firma degli onorevoli
  Oddo, Villari e Trimarchi.

     CAPUTO. Chiedo di  apporre  la  mia  firma a questo ordine del
  giorno.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del giorno n.  410 "Discarica comunale
  per rifiuti  solidi  urbani  nel  territorio  di Trabia, Contrada
  Burgio (PA)", a firma dell'onorevole Nicolosi.
       Non essendo  l'onorevole  Nicolosi  in  Aula,  l'ordine  del
  giorno decade. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno n.  411 "Mancato pagamento
  dei farmaci  forniti  dal  Servizio  sanitario  nazionale e degli
  ausili  previsti  dall'assistenza integrativa alle farmacie della
  provincia di  Trapani  e  delle  restanti provincie siciliane", a
  firma degli onorevoli  Croce ed altri.

     CAPUTO. Chiedo di  apporre  la  mia  firma a questo ordine del
  giorno.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente della Regione.  Signor  Presidente,  è
  analogo al precedente quindi lo accogliamo.

     PRESIDENTE. Non  è  proprio  analogo,  ma  comunque di analoga
  materia. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  n.  412  "Sospensione dei
  lavori di costruzione  di  immobili  per  civile  abitazione e di
  impianto di acquapark  in  provincia  di Siracusa", a firma degli
  onorevoli Bufardeci ed altri.

       Onorevole  Presidente  della Regione, mi permetto utilizzare
  questo momento d'Aula per riferire ciò che comunque avrei inviato
  con una nota  ufficiale,  ma questo punto può essere saltata. Una
  delegazione di  imprenditori  relativi  alla  zona di Siracusa ha
  sollevato  alla  Presidenza  dell'Assemblea  perché  riferissi al
  Governo proprio il  contenuto  dello stesso ordine del giorno. Se
  nelle sue valutazioni  volesse  anche tener conto di questo sarei
  grato.
       Pongo in  votazione  l'ordine  del  giorno.  Il  parere  del
  Governo?

     CAPODICASA,   Presidente della Regione.   Signor   Presidente,
  stiamo chiedendo  al  primo  firmatario  di ritirare l'ordine del
  giorno per ripresentarlo  sul  bilancio  e  nel  corso  del quale
  l'assessore Morinello farà una relazione sull'argomento trattando
  di una materia  alquanto  complessa  e  delicata  e vorrà fornire
  anche la documentazione.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   c'è   la  richiesta  del
  Presidente della  Regione  di  ritirare  l'ordine  del giorno. Si
  rinvia direttamente alla discussione generale del bilancio. Resta
  così stabilito  e in quella occasione sarà possibile illustrarlo.
  L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del  giorno  n.  413  "Interventi  per
  migliorare le forniture  presso le AUSL siciliane", a firma degli
  onorevoli Fleres ed altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,    Presidente della Regione.   E'   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Onorevole Fleres è d'accordo?

     FLERES. Sono d'accordo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'ordine  del giorno n.  414 "Interventi urgenti
  al fine di  dotare  la  Regione siciliana del Piano regionale dei
  trasporti (PRT)",  a  firma  degli  onorevoli  Vella,  Forgione e
  Liotta.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno  n.  415 "Provvedimenti in
  materia di  pensionamenti  di anzianità", a firma degli onorevoli
  Di Martino,  Giannopolo,  Zangara,  Adragna,  Caputo,  Aulicino e
  Pisciotta.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,    Presidente della Regione.   E'   accolto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero 417 "Iniziative a
  livello  centrale,  con  riferimento  al futuro del settore della
  telefonia  in  Italia", a firma degli onorevoli Villari ed altri.
  Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  418 "Impegno del
  Governo della Regione a procedere alla previa consultazione delle
  rappresentanze studentesche per la disciplina della materia delle
  tasse  per  il  diritto  allo  studio",  a  firma degli onorevoli
  Briguglio ed altri. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa  all'ordine  del  giorno  numero  419  "Opportuni
  collegamenti  con  le associazioni dei datori di lavoro e con gli
  ordini  professionali  per  la  diffusione e pubblicizzazione del
  sistema  degli  sgravi  contributivi",  a  firma  degli onorevoli
  Briguglio ed altri.

     BRIGUGLIO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa  all'ordine  del  giorno  numero  420  "Opportune
  iniziative  per  consentire di istruire le istanze presentate dai
  datori  di lavoro per accedere agli sgravi contributivi", a firma
  degli onorevoli Briguglio ed altri. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  421 "Impegno del
  Governo  della  Regione  a  presentare  annualmente all'Assemblea
  Regionale  Siciliana  una  relazione  sui risultati conseguiti in
  termini di nuova occupazione aggiuntiva", a firma degli onorevoli
  Briguglio, Stancanelli, La Grua, Granata, Ricotta e Caputo.

     BRIGUGLIO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa all'ordine del giorno n.  422 "Pubblicazione nella
  G.U.R.S.  dell'elenco  integrale  dei concessionari degli antichi
  suoli   armentizi   e  sedi  viarie",  a  firma  degli  onorevoli
  Briguglio,  Tricoli,  Strano,  La  Grua  e Ricotta. Il parere del
  Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno numero 423 "Pubblicazione
  nella  G.U.R.S.  dell'elenco  integrale  dei concessionari di uso
  civico  su terre", a firma degli onorevoli Briguglio ed altri. Il
  parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 424 "Recepimento della
  legge  quadro  sulle  aree  protette  (numero  394 del 6 dicembre
  1991),  a  firma  degli  onorevoli  Vella ed altri. Il parere del
  Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 425 "Inopportunità del
  trasferimento del Luna Park, dal Foro Italico di Palermo alla Via
  Gelsomino",  a  firma  degli onorevoli Caputo ed altri. Il parere
  del Governo?

     CAPODICASA, presidente della  Regione.  Signor Presidente, noi
  abbiamo avuto un incontro con la Giunta comunale di Palermo e con
  il Comitato per il Centro storico per  esporre  il  problema.
       Da parte della Regione è stata  avanzata  l'ipotesi  non  di
  trasferire  nel  Fondo Gelsomino l'attrezzatura  del  Luna  Park,
  quanto  di  operare  in  permuta il  terreno,  l'area  del  Fondo
  Gelsomino, con altri immobili del Comune di Palermo per allocarvi
  delle funzioni pubbliche, uffici della Regione siciliana, e siamo
  in  attesa di una risposta.
       Poi il Comune di Palermo lo potrà utilizzare  per i fini che
  riterrà più opportuni.
       In  questo  senso  l'ordine  del  giorno  ci  porta  in  una
  direzione, possiamo comunicare al Comune che c'è questa ...

     PRESIDENTE.  Può essere accolto  come raccomandazione l'ordine
  del giorno?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Sì.

     PRESIDENTE.   Se   i  firmatari  sono  d'accordo,  resta  così
  stabilito.
       Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  426  "Iniziative
  finalizzate  alla realizzazione della 'Rassegna Internazionale di
  Musica  Sacra  -  settimana  di  Monreale  (PA)'",  a firma degli
  onorevoli Caputo ed altri. Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  presidente  della  Regione.  Viene  accolto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Se  i  firmatari  sono  d'accordo, l'Assemblea ne
  prende atto.
       Si  passa  all'ordine  del giorno numero 427 "Riordino delle
  carriere  del  personale  del  Corpo  forestale",  a  firma degli
  onorevoli Ricevuto ed altri. Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa  all'ordine  del  giorno  successivo  numero  429
  "Interventi  per  la rideterminazione delle condizioni di credito
  agevolato  attraverso  la  modifica delle convenzioni bancarie in
  atto vigenti", a firma degli onorevoli Fleres ed altri. Il parere
  del Governo?

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  l'ordine del giorno  ci  impegna  a sollecitare l'applicazione di
  una legge ad un altro organo, in fondo è questo.

     PRESIDENTE. Impegna  il  Governo della Regione a ricontrattare
  con gli istituti di credito le convenzioni.

     CAPODICASA,  presidente  della  Regione.  No,  allora va bene,
  il Governo è favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del giorno n.  428 "Notizie in ordine
  alla  delibera  di  sfiducia  nei confronti del Sindaco di Piazza
  Armerina  (EN)",  a  firma  degli onorevoli La Grua ed altri.  Il
  parere del Governo?

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  come facciamo ad  interferire  nelle funzioni di un organo che ha
  delle competenze sue proprie?

     STANCANELLI. Ad accertare

     PRESIDENTE. E' una  fase  ispettiva,  Lei  ha facoltà di poter
  mandare tutti gli ispettori che vuole.

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  il Governo è favorevole.

     PRESIDENTE.  Quindi,si intende in questo senso, che è una fase
  ispettiva,  che  è prerogativa dell'Assessorato degli enti locali
  di  fare.  Resta  così  stabilito.  Lo  pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 430 "Istituzione di un
  'Trauma  Center' presso il Policlinico di Palermo", a firma degli
  onorevoli Ricevuto e Calanna.  Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente  della  Regione.  Signor Presidente, il
  Governo è favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno numero 431, a firma degli
  onorevoli  Caputo,  La  Grua, Stancanelli e Scalia. Il parere del
  Governo?

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  questa  credo  che  possa  essere  accolto  come  raccomandazione
  essendo nella linea.

     PEZZINO. Io sono contrario all'ordine del giorno.

     PRESIDENTE. L'ordine del  giorno non viene posto in votazione,
  il Presidente della  Regione  lo accoglie come raccomandazione. I
  firmatari sono d'accordo, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 1.10 SUL QUALE
    IL GOVERNO HA POSTO LA QUESTIONE DI FIDUCIA

        PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  pongo  in  votazione per
  appello  nominale  l'emendamento  1.10 derivante dall'emendamento
  presentato  come  riscrittura del disegno di legge, di gran parte
  del  disegno di legge, su cui il Governo ha posto la questione di
  fiducia.   Spiego   il   significato   del   voto:  chi  vota  sì
  all'emendamento  vota  la fiducia al Governo, chi vota no vota la
  sfiducia  al  Governo.
       Dichiaro  aperta la votazione. Invito il deputato segretario
  a fare l'appello.

     LO CERTO , segretario. (Fa l'appello).

     PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  procedere al
  secondo appello.

     LO CERTO , segretario. (Procede al secondo appello).

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo l'esito della votazione dell'emendamento
  sostitutivo 1.10 al disegno  di  legge  n.  884/A,  sul  quale il
  Governo ha posto la questione di fiducia:

       Presenti: 74

       Votanti: 74

       Maggioranza: 38

       Voti favorevoli: 49

       Voti contrari: 24

       Astenuto: 1

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.   Essendo   approvato  l'emendamento,  l'Assemblea
  conferma la fiducia al Governo.

              (Applausi dei deputati della maggioranza)

       Pongo  in  votazione  la  Tabella I allegata all'emendamento
  1.10.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'articolo
  2.

     LO CERTO , segretario:

       <<1.  La  presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
      Ufficiale della Regione siciliana.
         2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
      farla osservare come legge della Regione>>.

     PRESIDENTE. Comunico che  al  comma  1  è stato presentato, da
  parte  del Governo,  il  seguente  emendamento:  dopo  le  parole
  <<Regione siciliana>>,  aggiungere  <<ed  entrerà  in  vigore  il
  giorno  successivo  a quello della sua pubblicazione>>. Il parere
  della Commissione?

     DI MARTINO , presidente della Commissione. Favorevole.

    Lo  pongo  in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in   votazione   l'articolo   2   così  come  risulta
  emendato.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

  CAPUTO. Contrario.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima della votazione finale,
  pongo   in  votazione  due  emendamenti  tecnici  presentati  dal
  Governo,   tendenti   a   rendere  applicabili  delle  norme  già
  presentate.
       Il primo  recita:  dopo  "B7)",  aggiungere  "allegata  alla
  legge regionale 7 novembre  1980,  n.  116".  Si  tratta  di  una
  specificazione   della   legge   richiamata.   L'altro   riguarda
  l'applicazione della legge n. 25 che, secondo quanto mi riferisce
  il  Governo, senza  questo  articolo  tecnico,  non  è  possibile
  applicare parte della legge.
       Pongo in votazione  il  primo  emendamento.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  il secondo emendamento.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi,  prima di passare alla votazione finale,
  pongo in votazione  l'ampia  delega  alla Presidenza non soltanto
  per il coordinamento  del  testo,  ma  anche  e  soprattutto  per
  consentire la riscrittura  degli articoli non secondo il criterio
  dei commi, ma  secondo  il  criterio  degli  articoli,  fatto che
  significa trasformare i commi in articoli, rendendo il disegno di
  legge più leggibile.
       Pongo in votazione l'ampia delega così come l'ho descritta.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


  VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE "MISURE DI FINANZA REGIONALE
  E  DISPOSIZIONI  IN  MATERIA  DI  PROGRAMMAZIONE,  CONTABILITA'  E
  CONTROLLO" (N. 884/A-STRALCIO)

        PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale del disegno di
  legge  "Misure  di finanza regionale e disposizioni in materia di
  programmazione, contabilità e controllo" (n. 884/A-Stralcio).
       Specifico  il  significato  del  voto: chi è favorevole vota
  verde;  chi è contrario vota rosso; chi si astiene vota bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

        (Si procede alla votazione con il sistema elettronico)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

    presenti 73;

    votanti 73;

    maggioranza 37;

    favorevoli 49;

    contrari 23;

    astenuti 1.

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


        PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettetemi di ringraziare
  il personale dell'Assemblea, che  ha  consentito con la sua piena
  collaborazione la definizione del disegno di legge.
       Onorevoli  colleghi, l'Assemblea  terrà  seduta  martedì  20
  aprile 1999, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II - RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:

   - "Disciplina del commercio" (n. 909)

  III -  SVOLGIMENTO UNIFICATO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
      CONCERNENTI I "LAVORI DI PUBBLICA UTILITA". (V. ALLEGATO)

       La seduta è tolta alle ore 8.58 di sabato 17 aprile 1999.

 (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 11,00 del 17 aprile 1999)