Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 19.00.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
Seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per gli enti locali, la risposta scritta alla seguente
interrogazione: numero. 1463 - Riapertura della via Mario
Mirabella a Palermo. Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che la risposta sarà pubblicata in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunica che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 3076 - Opportuni provvedimenti per il ripristino del
servizio di assistenza spirituale e religiosa presso
l'ospedale di Avola (SR).
- Assessore Sanità
Firmatario: Burgaretta Aparo Sebastiano
N. 3078 - Provvedimenti urgenti per l'approvazione del
bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 1999
della Provincia regionale di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Pagano Alessandro
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 3077 - Invio di un commissario ad acta presso il Comune
di Palermo per affrontare il problema del nomadismo.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Tricoli Marzio
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
N. 351 - Iniziative per garantire la piena operatività del
Direttore generale della Azienda unità sanitaria locale
(AUSL) n. 8 di Siracusa.
Firmatari: Pagano Alessandro; Bufardeci Giambattista; Drago
Giuseppe; Scoma Francesco
Presentata il 4/05/99
Avverto che la predetta mozione sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 4 maggio 1999,
l'onorevole Nicolò Barone ha reso noto di aver aderito, a far
data dall'1 maggio 1999, al Gruppo parlamentare di Forza Italia,
cessando conseguentemente di far parte del Gruppo parlamentare
'Unione democratica per la Repubblica' (UDR).
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127 comma nono del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA
REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 1999 E BILANCIO
PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 1999 - 2001" (NN. 815-853-866/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge nn. 815-853-866/A "Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999 e
bilancio pluriennale per il triennio 1999-2001".
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto
al banco alla medesima assegnato.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Di
Martino, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
dò lettura della lettera pervenuta alla Presidenza da parte
dell'onorevole Tricoli, relatore di minoranza: "Onorevole
Presidente, per motivi di salute non potrò essere presente alla
seduta d'Aula odierna avente come ordine del giorno la
discussione del disegno di legge numero 815, 853 e 866/A
'Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
1999-2001' dove avrei dovuto relazionare il documento di
minoranza. Pertanto Le sarei grato se volesse allegare la copia
della suddetta relazione al disegno di legge in discussione".
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Martino, per svolgere
la relazione.
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi preme,
anzitutto, dare atto a tutto le componenti politiche presenti in
Commissione Bilancio di avere dato prova di responsabilità
politica, oltre che di sensibilità istituzionale, garantendo alla
Commissione le condizioni per darsi un percorso ed un calendario
di lavori che ha consentito, nei ristretti margini di tempo
fissati dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
di licenziare per l'Aula il testo del disegno di legge di
bilancio.
Senza che alcuno rinunziasse a rappresentare e a sostenere
il proprio punto di vista politico sui diversi contenuti della
proposta di bilancio, la Commissione ha potuto concludere i
propri lavori esprimendo il parere positivo a maggioranza sul
progetto di bilancio che viene oggi sottoposto al vaglio
dell'Aula.
Un esame di Aula che si avvia con il mese di maggio già
iniziato, dopo che si sono consumati quattro mesi di esercizio
provvisorio, in questi dati, credo, ci sia tutto il quadro delle
difficoltà politiche e contabili che che connotano l'attuale fase
della vita politica regionale.
Non sfugge a nessuno che al di là di ogni latra
considerazione il protrarsi dell'esercizio provvisorio oltre i
quattro mesi proietta nell'intero sistema contabile e dei
pagamenti della Regione, una condizione di incertezza che si
riflette su tutti gli altri operatori pubblici e privati, dalla
finanza regionale alimentano le proprie entrate. Un condizione
patologica che condiziona tutta la contabilità del settore
pubblico, ma anche delle imprese, alla luce del rilievo che la
finanza regionale ha nella formazione del prodotti interno lordo
regionale.
Al determinarsi di questa condizione hanno concorso diversi
fattori. In primo luogo, la crisi del Governo di centro-destra
che si è prodotta a chiusura dello scorso anno, proprio a cavallo
dei due esercizi finanziari ed alla vigilia dell'avvio della
sessione di bilancio. Un mutamento del quadro politico ha posto
il nuovo esecutivo nella necessità di dovere reimpostare una
manovra finanziaria che il disegno di legge di bilancio
presentato dal Governo uscente come un mero adempimento tecnico
istituzionale non configurato.
Da qui la necessità di affrontare un complesso di normative
che dessero il segno dell'avvio di un processo di risanamento
finanziario che avesse non solo un impatto tangibile ed immediato
sui conti dell'esercizio 1999, ma anche un respiro temporale dei
contenuti in grado id prefigurare l'avvio di una profonda riforma
della Regione, del suo ruolo, della sua articolazione; non solo
dunque una operazione contabile ma un impegnativo percorso
politico di riforma.
Direi che anche l'asprezza del confronto politico e di Aula
sulla finanziaria dimostra la robustezza delle impostazioni di
quel testo e la sua capacità di incidere sui percorsi contabili,
ma non solo della Regione; credo che al di la degli effetti sui
conti del bilancio che ci accingiamo a discutere e di cui diremo,
si sono messi in cantiere una serie di processi di
razionalizzazione e di regole che, se adeguatamente gestite sul
terreno dell'azione di Governo, possono rappresentare una svolta
importante per questa Regione.
Ma veniamo al testo del bilancio che oggi arriva all'esame
dell'Assemblea. Si tratta di un testo che, dal punto di vista
della manovra possibile, sconta anzitutto il limite di dovere
operare su previsioni di bilancio che sono già state attivate per
quattro dodicesimo del loro ammontare e sulla base,
sostanzialmente, del progetto depositato nell'ottobre del 1998.
In commissione si è parlato di un bilancio "ponte", un
bilancio, in altri termini, con il quale si chiuderà l'attuale
quadro giuridico-contabile sul bilancio, che è destinato a
modificarsi in maniera significativa in forza delle nuove norme
in materia introdotta con la legge n. 10 del 1999 (Misure di
finanza regionale e norme in materia di programmazione,
contabilità e controllo), oltre che per l'entrata a regime della
nuova disciplina sull'indebitamento, introdotto con la legge
finanziaria del 1997.
Vale la pena ricordare che dal prossimo esercizio muterà
radicalmente il modo di impostare il progetto di bilancio, il suo
collegamento con gli strumenti di programmazione finanziaria, i
tempi di esame da parte dell'Assemblea dei diversi documenti nei
quali si articolerà la complessiva manovra di bilancio.
Già dal prossimo mese di giugno, il Governo dovrà presentare
all'Assemblea il documento di programmazione
economico-finanziaria che, con riferimento al bilancio di
previsione del prossimo triennio, traccia il quadro generale
dell'andamento delle principali variabili macroeconomiche, degli
obiettivi programmatici e del loro collegamento con i flussi
finanziari e di bilancio, che devono costituirne il presupposto
fondamentale.
Si realizza con tale schema un modello programmatorio
realistico e coerente, poiché salda il processo di
di individuazione degli obiettivi programmatici con i vincoli che
la manovra annuale di bilancio e con le disponibilità che la
manovra finanziaria riesce a realizzare: l'Assemblea si inserisce
così in una fase importantissima di definizione dei parametri
essenziali del bilancio, acquisendo un ruolo significativo di
indirizzo rispetto alla fase infragovernativa di predisposizione
dei bilanci.
Uno strumento di intervento sulle variabili di bilancio - la
legge finanziaria - finalmente a contenuto tipico e definito, che
costituisce il collegamento tra il documento di programmazione ed
il bilancio e la sede nella quale le scelte di programmazione
realizzano le loro condizioni di fattibilità finanziaria.
Ma con il prossimo esercizio finanziario dovremmo avere un
quadro finalmente meglio definito degli assetti finanziari tra lo
Stato e la Regione. Nel collegato di sessione al bilancio dello
Stato, infatti, è stata inserita la previsione di chiudere entro
il mese di settembre il contenzioso sui rapporti finanziari tra
lo Stato e la Regione siciliana entro il prossimo mese di
settembre.
Al di là di quelli che potranno essere i risultati
conclusivi di tale confronto, è comunque indispensabile definire
un quadro di certezze giuridiche sul regime delle entrate
regionali, poiché indubbiamente su una condizione di certezza
delle risorse che può costruirsi ogni realistica ipotesi di
risanamento finanziario che non voglia essere una mera politica
di abbandono, da parte della Regione, di una serie di interventi
che garantiscono anche condizioni di coesioni e di tenuta sociale
in una realtà caratterizzata da estrema difficoltà sul fronte
dello sviluppo e della crescita occupazionale.
Bisogna dare atto al Governo di avere posto una particolare
attenzione al problema delle entrate come uno degli strumenti
attraverso cui realizzare il risanamento.
Nella legge finanziaria appena approvata, vengono
individuate specifiche politiche in grado di mettere a regime un
assetto più realistico e significativo delle entrate della
Regione. Anche sul versante dell'indebitamento, siamo ad una
svolta: si è conclusa positivamente la vicenda del collocamento
del prestito della Regione e il mercato finanziario ha mostrato
di credere alla fattibilità politica e finanziaria di un
risanamento possibile e delineato nella legge finanziaria, che è
divenuta uno degli elementi qualificanti nella valutazione
operata dai mercati in ordine alle condizioni della finanza
regionale.
Ma siamo anche anche all'ultimo esercizio finanziario nel
quale potremo iscrivere l'autorizzazione a ricorrere al mercato
per pareggiare il bilancio; dal prossimo esercizio, infatti,,
sulla base di una norma varata dall'Assemblea, il ricorso al
mercato finanziario potrà essere attivato per sostenere spese per
investimenti e per rimborsare i prestiti: un vincolo rilevante
che potrà tuttavia indurre politiche maggiormente virtuose sotto
il profilo della qualità della spesa e delle sue fonti di
finanziamento.
Ed altrettanto importanti, sotto quest'ultimo profilo, sono
le normative rigorose che sono state varate con riferimento alla
copertura finanziaria delle leggi di spesa ed alla ristruttura
delle disposizioni sull'obbligo delle schede tecniche di
quantificazione degli oneri per tutti i disegni di legge che
arrivano all'esame della Commissione Bilancio.
Ma vi è un altro elemento decisivo nella ricerca di un nuovo
equilibrio finanziario della regione: il rapporto con le
autonomie locali. E' un tema che ha fortissime implicazioni
politiche e finanziarie ma è sicuramente imprescindibile rispetto
al ragionamento che cerchiamo di portare avanti: è arrivato il
momento di mettere mano ad una riscrittura complessiva del quadro
dei rapporto Regione-autonomie locali, che abbia riguardo ad un
nuovo assetto delle funzioni e ad una nuova distribuzione del
personale e delle risorse, nel quadro di un federalismo che
esalti i diversi livelli e del decentramento e ne sottolinei le
responsabilità sia sul terreno della gestione che della capacità
di finanziamento delle funzioni attribuite.
Altro tema rilevante sul quale credo che la Commissione
bilancio dovrà operare adeguati approfondimenti in tempi brevi
riguarda la spesa sanitaria, un onere che rappresenta la voce di
gran lunga più rilevante del bilancio della Regione, assorbendo
da sola una quota compresa tra il trentacinque ed il quaranta per
cento delle risorse. Ebbene, anche e soprattutto in tale
comparto, bisogna garantire che all'impegno finanziario
sopportato dalla collettività corrispondano servizi svolti al
massimo di resa qualitativa e con il massimo di resa produttiva
delle risorse impiegate.
Insomma si impone un cambio di passo che ci viene richiesto,
oltre che dalle difficoltà interne al sistema finanziario
regionale, anche dai vincoli che su di esso vengono proiettati
dalle politiche di convergenza internazionale cui il paese ha
aderito. Mi riferisco al" Patto di stabilità" introdotto
normativamente con il collegato alla finanziaria dello Stato, che
chiama tutto il sistema delle autonomie locali a concorrere al
processo di risanamento finanziario del Paese, vincolandolo al
perseguimento di precisi obiettivi di riduzione dei disavanzi; è
tutto un nuovo processo che si introduce sul terreno della
cooperazione tra i diversi livelli istituzionali che devono
condividere, ai diversi livelli di responsabilità, delle
politiche "virtuose" di bilancio, idonee a contenere il complesso
disavanzo del settore pubblico.
Nuovi vincoli, ma anche nuovi strumenti per rilevarli e per
seguirne l'evoluzione; intendo riferirmi alla necessità di
introdurre nel sistema della contabilità regionale gli strumenti
idonei per costruire modelli previsionali dei flussi di cassa,
che non solo rappresentano meglio le effettive dinamiche della
finanza regionale, ma ci allineano a modelli di costruzione dei
conti pubblici largamente prevalenti in Italia e in Europa. nel
bilancio di quest'anno, in forza di una apposita disposizione
introdotta con la legge regionale n. 4 del 1999 e ripetendo la
analoga esperienza dello scorso anno, è contenuto un quadro
riepilogativo previsionale dei flussi di cassa, che se pure nella
sua forma aggregata, rappresenta un primo significativo passo
verso la costruzione del bilancio di cassa; credo valga la pena
ricordare l'importanza della disposizione secondo cui le
previsione di cassa riferite alla spesa costituiscono il limite
alle autorizzazioni di pagamento. Si tratta di una importante
acquisizione, in una condizione nella quale è proprio sul
versante delle necessità di cassa che si registrano le maggiori
tensioni nel sistema.
Ma credo che un ragionamento realistico sulle prospettive
debba considerare anche una lettura attenta dei processi che si
sono prodotti in questi anni nei conti regionali anche come
riflesso della politica di contenimento delle spese attuata dallo
Stato.
L'Italia, è universalmente riconosciuto, ha compiuto un
autentico miracolo mettendo a posto i propri conti in vista della
moneta unica europea; una serie di manovre di bilancio che hanno
consentito di ridurre tra il 1992 ed il 1997 il rapporto
deficit/pil dal 10,4 al 3,1 per cento. Un esempio di politica
"virtuosa" da indicare come modello di risanamento, tanto che lo
stesso sindacato ha evocato una "Maastricht in Sicilia" per
risanare i conti pubblici regionali. Ma proprio in tale
prospettiva bisogna tenere conto di quanto è avvenuto, anche per
effetto di tali politiche, nei conti della Regione nello stesso
periodo. Facciamo parlare i numeri. A partire dal 1990, per
effetto dei provvedimenti di contenimento della spesa pubblica,
la Sicilia è stata chiamata a concorrere con propri fondi in
misura sempre crescente (da poco più di 500 miliardi siamo ad un
dato di previsione 1999 di 3.687 miliardi) alla spesa sanitaria
di parte corrente, oltre ad essere stata esclusa dal riparto
della quasi totalità dei fondi settoriali destinati alle regioni;
lo stesso fondo di solidarietà nazionale, che nel 1989 era stato
quantificato in 1.400 miliardi, nel 1990 si è ridotto a 210
miliardi ed a decorrere dal 1991 non è stato più erogato. Si può
stimare sulla base di tali dati che per effetto di queste partite
è possibile quantificare un minore afflusso di risorse al
bilancio della Regione secondo un ordine di grandezza che va dai
quindici ai ventimila miliardi. Per gli equilibri finanziari
della Regione questa minore quantità di risorse rappresenta un
dato di fatto cui (a prescindere da ogni altra considerazione
giuridica o politica) ci si è dovuti adeguare nella
predisposizione dei bilanci.
Come può avvenire l'adeguamento contabile ad un minore
flusso di risorse disponibili? O si diminuiscono le spese (se si
vuole mantenere un dato livello di indebitamento) o si aumenta
l'indebitamento (per mantenere lo stesso livello di spese) o si
aumentano altre entrate ovvero si realizza un mix di tutte queste
alternative. Che cosa è avvenuto nella realtà? Anzitutto vi è da
sottolineare che dal 1992 in poi tutte le manovre di inasprimento
fiscale e dunque di incremento delle entrate tributarie varate
sul piano nazionale hanno recato la clausola che riserva allo
Stato il maggior gettito delle stesse e questo ha escluso la
possibilità per la Regione di contare sulle dinamiche delle
entrate tributarie derivanti da tali manovre, che hanno
costituito aspetto non secondario del programma di rientro del
disavanzo; sicché la necessaria correzione dei conti è dovuta
avvenire a carico delle altre "componenti" del bilancio. Se si fa
riferimento ai valori previsionali, a partire dal 1992 il mutuo
iscritto in bilancio per pareggiare i conti della competenza ha
un andamento di segno decrescente, al contrario di quanto avviene
per la incidenza annuale degli oneri "aggiuntivi" di bilancio
derivanti dalle manovre di cui si è detto (basti considerare in
tal senso la dinamica della sola voce del concorso regionale alla
spesa sanitaria): ciò vuol dire che l'aggiustamento, per la
dimensione cui si è fatto cenno prima, è avvenuto sostanzialmente
in termini di riduzione della spesa. Non si può dunque dire che
il bilancio regionale si sia sottratto alla "bolletta
Maastricht". E' importante altresì considerare che tale processo
non solo ha avuto un rilevante effetto sulla spesa complessiva
riconducibile al bilancio ma ha influito significativamente sulla
sua stessa composizione: si sono dovute reperire risorse da
destinare a spese correnti (spesa sanitaria, fondo trasporti,
etc.) e cancellare disponibilità destinate alla spesa in conto
capitale (come il fondo di solidarietà nazionale). Ebbene questa
operazione si è compiuta, il bilancio ha scontato interamente
questi adattamenti e non si è trattato, finanziariamente
parlando, di cosa trascurabile, tutt'altro: è stata, sotto il
profilo quantitativo, non dissimile dallo sforzo operato dallo
Stato, anzi...
Il lavoro svolto dalla Commissione è partito da uno schema
di bilancio basato su previsioni formulate nello scorso autunno e
con una impostazione nella quale non trovavano allocazione talune
questioni alle quali abbiamo dovuto trovare soluzione.
Il Governo, oltre alle due note di variazione aventi
connotazioni prevalentemente tecniche, ha presentato, a seguito
dell'approvazione della legge n. 10 del 1999, una manovra
complessiva che ha aggiornato le previsioni di entrata, le spese
e gli accantonamenti di bilancio per le nuove iniziative
legislative: una manovra che, perfezionatasi in Commissione
bilancio, è stata trasfusa nel disegno di legge che è oggi
all'esame dell'Aula.
Sul versante delle entrate, sottolineerei il buon andamento
di quelle tributarie che ha portato ad iscrivere una previsione
di maggiore gettito per l'IRPEF di oltre 1.300 miliardi e per le
tasse automobilistiche di 90 miliardi a fronte di un minore
gettito IRPEF di 79 miliardi ed una marcata flessione delle
ritenute sugli interessi (- 478 miliardi) per effetto delle
dinamiche dei tassi d'interesse.
Nel complesso, la manovra approvata in Commissione ha
determinato:
- una previsione di incremento del Titolo I (Entrate
tributarie) di 945 miliardi, portandole ad un totale di poco
superiore ai 15.000 miliardi;
- una previsione di ricorso al mercato finanziario di 2.200
miliardi per il 2000 e a 928 miliardi per il 2001. La relativa
autorizzazione di cassa è di 1.300 miliardi, il che porta a
complessivi 3.000 miliardi le previsioni di cassa connesse
all'indebitamento, considerato che anche le entrate relative alla
recente emissione obbligazionaria di 1.700 miliardi sono state
regolate nel corso del 1999;
- un incremento del totale delle entrate di 1.840 miliardi,
con significativi aumenti dei capitoli che recano le assegnazioni
comunitarie e la quota dello Stato relative al Fondo Sociale, al
FEOGGA ed al FESR.
Per effetto di tali previsioni, l'ammontare complessivo
della competenza per il 1999 risulta essere di 25.929 miliardi
(rispetto ad un valore assestato per il 1998 di 28.604 miliardi).
Per quanto concerne gli accantonamenti, la Commissione ha
anzitutto proceduto a quantificare le destinazioni per una serie
di problemi che non avevano trovato allocazione nell'originario
bozzone: dal fondo trasporti ai lavori socialmente utili, dai
catalogatori alla custodia e fruizione dei beni culturali, alle
diverse finalizzazioni a sostegno della occupazione. Siamo
riusciti a determinare un'ulteriore disponibilità di quasi trenta
miliardi per le altre iniziative legislative che l'Assemblea
appronterà, mentre abbiamo iscritto in bilancio, con la modalità
dei fondi negativi, una serie di previsioni di entrate,
principalmente collegate con la manovra della legge n. 10 del
1999, che - se pure certe - al momento non sono quantificabili:
ciò imporrà quindi un aggiornamento delle previsioni di ulteriori
risorse, che potrà essere operata realisticamente in concomitanza
dell'assestamento di bilancio.
Il quadro complessivo di tali operazioni è contenuto
nell'elenco n. 5 allegato al bilancio.
Ma naturalmente tutta la politica della spesa sconta il
quadro delle difficoltà finanziarie e la necessità di operare dei
tagli; naturalmente tagli ragionati e non indiscriminati, che
tengano conto della necessità del sostegno alle attività
produttive, alla spesa per investimenti e della salvaguardia
delle categorie sociali più deboli, che non possono sostenere i
costi maggiori del risanamento.
Fatto per estrema sintesi questo breve quadro, vorrei dire
al Governo che la Commissione si ritiene fermamente impegnata a
garantire per il futuro il rigoroso rispetto del calendario di
svolgimento di tutte le fasi procedurali relative alla manovra di
bilancio, attribuendo a tali fasi non già una valenza formale ma
un preciso rilievo politico ed istituzionale; ci attendiamo
perciò che nei termini di legge il Governo depositi, entro il
prossimo mese, il documento di programmazione e fornisca i propri
orientamenti per consentire alla Commissione di completare entro
tempi brevi il percorso di riforma della contabilità regionale.
Siamo consapevoli che è sul terreno del risanamento
finanziario che si gioca un aspetto essenziale del futuro
dell'autonomia e della sua capacità di porsi al servizio dello
sviluppo e della crescita civile, economia e culturale della
Sicilia.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, Assessore per il bilancio, onorevoli
colleghi, prima di intervenire brevemente devo dire
sull'argomento, ritengo doveroso ringraziare, per la parte che
interessa la mia persona nella qualità di componente la
Commissione Bilancio, e rivolgere a tutti coloro che hanno
partecipare, in questo caso mi rivolgo ai funzionari ed ai
dipendenti dell'Assemblea, che hanno collaborato con la loro
competenza, la loro diligenza e quindi anche la loro pazienza nei
lavori preparatori della legge finanziaria, dello strumento
finanziario previsionale 1999.
Un particolare ringraziamento va indirizzato al Segretario
generale; qualche collega potrebbe insinuare che il personale
dell'Assemblea è pagato per fare ciò, certamente, ma la certezza
della paga si è conclusa ad aprile e quindi, a parte la battuta,
adesso vorrei trattare brevemente e fare una riflessione sul
bilancio di previsione 1999.
Ho detto, l'altro giorno, in Commissione che ero in
difficoltà ed ero anche imbarazzato a trattare l'argomento perché
non trovavo elementi di giudizio in grado di rappresentare, non
rappresentare, ma dare un contributo, perché un bilancio a due
tempi, come veniva riferito dall'assessore onorevole Piro, è un
bilancio di transizione si presta sicuramente a qualche
difficoltà dal punto di vista soprattutto di comprendere che cosa
rappresentano questi due tempi o che cosa è questo bilancio di
transizione, quindi significa che trattiamo un bilancio in
carenza di elementi da definire che necessariamente dovrà subire
aggiustamenti nel corso dell'anno.
Questo, mi pare, sia stato detto in Commissione, anche e
soprattutto dall'autorevole rappresentante del Governo,
l'onorevole Piro, cioè gli effetti della finanziaria non sono
comprensibili e pertanto, per quello che riguarda la mia, la
nostra posizione politica, rimane molto critica, rimane critica
in quanto tutta la manovra, dalla finanziaria al bilancio, non si
colloca nel ragionamento che ha come obiettivo il lavoro e lo
sviluppo.
Il risanamento della dissestata e disastrata situazione
finanziaria della Regione siciliana doveva trovare, come criteri
di guida, il rigore, l'equità, l'efficienza; ma così, così non è
stato. Una finanziaria deludente, un bilancio senza effetti che
si presenta a questo Parlamento per ottenere un voto che può
essere favorevole, non so da quale parte, che può essere di
astensione benevola da altre parti, che può essere negativo per
altre parti ancora che vedremo più avanti.
Quello che abbiamo sostenuto, debbo dire, l'attuale manovra
non cambia gli equilibri di potere e di privilegio e pertanto non
avrà effetti positivi, è solo un "tirare a campare", un allungare
i tempi; quello che abbiamo sostenuto e sosteniamo attualmente è
che per superare le presenti difficoltà era necessaria una
manovra certamente non indolore ma equilibrata ed equa, di tipo
strutturale; senza una correzione di rotta della politica
finanziaria e di bilancio, le possibilità di un timido aggancio
alla ripresa sono ridotte "a lumicino".
Onorevole Piro, debbo, a questo punto, fare cenno alla
finanziaria che, a mio modesto avviso, non affronta i problemi
della moralizzazione della vita pubblica ed amministrativa per
mascherare poteri occulti e i loro inquinamenti, trovo solo
segnali molto timidi, piccoli segnali sulle procedure, ma non
entra concretamente nella questione centrale del malessere della
Regione siciliana, così intimamente legata alla crisi di valori
della condotta morale che ciascuno, investito di potere, dovrebbe
eleggere a norma di guida, a norma di vita.
Continuano ad esistere le clientele, continuano ad esistere
le consorterie varie, ecco perché la finanziaria è stata da noi
criticata, ecco perché la polemica politica ha visto assumere, da
parte di alcuni settori, toni duri ed aspri, attribuendo alla
nostra proposta politica il sapore di un' azione ostruzionistica
o strumentale.
Avevamo ragione, allora. Abbiamo - con amarezza, debbo dire
- ragione anche oggi.
Non abbiamo mai disconosciuto la gravità della crisi. Non
ci siamo mai rifiutati di seguire una politica di risanamento.
Ma abbiamo avvertito immediatamente che la manovra era già
compressa in partenza.
E, pur apprezzando il tentativo dell'Assessore per il
bilancio e le finanze, onorevole Piro, di inserire novità e
modernizzazione, tutto è rimasto nelle intenzioni, escluso
qualche episodio.
Faccio un ultimo esempio, il sistema dei controlli. Il
sistema dei controlli è saltato. Ed è saltato il principio
anglosassone che recita: "Piccola operazione, piccolo controllo.
Grande operazione, grande controllo". Così facendo rimangono
spazi per focolai infettivi, corrosivi e deleteri, infiltrati nel
corpo delle istituzioni e negli apparati intimi e riservati.
Tutti argomenti che stanno nella questione morale. Martedì
scorso si è parlato a lungo di queste cose, ma fino a quando non
si affronterà, caro onorevole Piro, la riforma dello strumento
contabile regionale, ci troveremo di fronte alle solite astuzie e
furbizie che generano i rischi di cui ho parlato.
Lei, onorevole Piro, nel corso di un'intervista rilasciata
il 6 febbraio 1999, sosteneva che occorre programmare la spesa
per obiettivi e piani operativi. Si ricorderà sicuramente di
questa intervista, che io ho apprezzato molto. Sempre nella
stessa occasione affermava che bisogna passare dal bilancio
incrementale al bilancio per capitoli.
Ora, onorevole Piro, a distanza di tre mesi - mi rivolgo a
lei perchè è una persona responsabile e lo ha dimostrato anche in
questi pochi mesi di governo, di essere il punto di riferimento
anche dal punto di vista della interlocuzione e per la
possibilità che abbiamo ottenuto, anche, delle motivazioni nel
dire no, della sua bravura e quindi della sua competenza - a
distanza di tre mesi - dicevo - qual è il suo attuale pensiero?
E' sempre disposto a fare le riforme e quindi a modificare
l'istituzione, per come lei in quella intervista e in altre
interviste ancora si è lasciato andare o no? Vede, a questo
punto mi rivolgo al Presidente e anche al Parlamento. Qui non si
tratta più di tenere convegni o tavole rotonde su queste
questioni, perchè il vero motivo, caro onorevole Forgione - e lì
siamo d'accordo, finalmente - il vero motivo soprattutto ruota e
ruoterà intorno alle riforme. E' la possibilità dell'interesse
politico per affrontare lo storico problema del rapporto tra
cittadini e istituzioni.
E allora se siamo d'accordo su queste cose, non possiamo
perdere tempo e non possiamo allontanare questa grande grande
possibilità offerta, oltretutto mi pare da più parti, da quasi da
tutte le componenti politiche che intendono avviare una nuova
stagione che parla di regole, che parla di riforme e che parla di
un equilibro istituzionale diverso, più rispondente alle esigenze
dei cittadini.
E allora, infine, desidero rivolgere questa mia
considerazione al Presidente e a tutto il Parlamento. Una classe
politica aperta e moralmente sana può intestarsi legittimamente
l'obiettivo di fare le riforme.
Questo Parlamento ritengo che possa tentare, se non altro
tentare.
Credo che l'istituto delle responsabilità sia ancora vivo e
presente, e quindi io mi auguro che, finita la fase del bilancio,
possa avviarsi una fase organizzativa vera dell'istituzione.
E allora questo bilancio, che ritengo non rispondente alle
esigenze e quindi alla capacità di poter dare anche risposte ad
una serie di categorie che sono state, cioè, in un certo senso
anche mortificate perchè non trovano posto.
I capitoli di spesa non rispondono ai bisogni, non
rispondono ad agevolare quelle attività produttive che ancora
sono presente e che fanno sacrifici in questa Sicilia. Dico,
pertanto, che questo bilancio passerà sicuramente. Vedremo più
avanti come ci articoleremo anche nel voto.
Si parla di tante cose, non voteremo certamente a favore.
Si parla di tanto, noi faremo la nostra riflessione
rispetto, anche, al procedere dei lavori. Mi auguro che gli
emendamenti presentati, per quello che riguarda la nostra
posizione politica, non siano tanti. Ci può essere ancora la
possibilità di correggere qualche cosa, di modificare in positivo
qualche altro argomento e poi alla fine viaggeremo verso
l'approvazione di questo strumento che reputo più tecnico che
politico visto l'andazzo delle cose e vista anche la rispondenza
che ha rispetto ai problemi che sono tanti.
Questo bilancio, quindi, questa volta, nasce, debbo dire, in
un contesto difficile; debbo sottolineare che in questa
difficoltà qualcuno ha lavorato anche bene e con questo non
voglio dire che l'onorevole Piro ha lavorato bene, ma si è fatto
carico di momenti particolari e quindi un minimo di apprezzamento
per una parte è doveroso anche riconoscerlo.
Per quanto riguarda gli effetti li vedremo più avanti, non
mi convince però, onorevole Piro, il bilancio a due tempi. Il
bilancio doveva essere uno e doveva rappresentare il tutto;
doveva rappresentare anche un ancoraggio rispetto a quei problemi
che, oggi, questa Sicilia attraversa, e sono problemi a volte
anche drammatici, soprattutto se parliamo della questione del
lavoro, dove stiamo toccando livelli mai riconosciuti o mai
visti, quando si parla che la disoccupazione è intorno al
ventotto - ventinove per cento.
Abbiamo visto lo sforzo rivolto verso quelle categorie che
sono e che continuano ad essere in difficoltà.
Abbiamo visto il posizionamento di alcuni miliardi ma che
non bastano per i lavori socialmente utili, per l'ex articolo 23;
abbiamo visto la possibilità di poter sostenere alcune categorie
importanti: i forestali, tanto parliamo sempre di articolisti, di
forestali, parliamo di altri soggetti che, ripeto, rimangono
deboli.
Quindi, la manovra che oggi ci apprestiamo a discutere non è
completa, cioè non è definitiva in quanto manca di risorse e
queste risorse potevano essere, a mio avviso, prelevate da quei
capitoli cui ho fatto cenno, precedentemente, quando dicevi che
ancora oggi si conservano nel bilancio di questa regione
clientele e consorterie varie.
Era lì il problema, era lì che il Governo doveva incidere e,
quindi, incidere profondamente: non è stato fatto
Io che ho avuto modo di partecipare insieme al Presidente
della Commissione, Di Martino, a tutte le fasi della Commissione,
debbo dire che un grande lavoro, alla ricerca di recuperare fino
in fondo risorse poteva esserci, ma ho visto effettivamente che
non c'era questa grande disponibilità a fare dei tagli su quei
capitoli di cui si parla sempre e poi alla fine c'è sempre il
freno e quindi la dovuta attenzione.
L'unico elemento che mi sono permesso di consegnare in
Commissione Bilancio fu semplicemente un elemento che guardo con
molta attenzione e che spero che il Governo, l'onorevole Piro,
possa anche in questa sede dare una risposta perchè gli
emendamenti presentati dal sottoscritto e dal mio partito erano
talmente pochi che si potevano contare, a livello di 10, 15
emendamenti. E fra questi ce n'erano 2 o 3 su cui abbiamo avuto
l'ascolto complessivo da parte di tutti che si rivolgevano ai
ciechi, io li chiamo ai deboli, e quindi c'è stata
un'accettazione del ripristino della postazione di 4 miliardi per
quanto riguarda la questione dei ciechi.
Per quanto riguarda poi un altro problema che abbiamo
sollevato e che va sicuramente discusso perchè è importantissimo
per quanto riguarda i servizi per le isole minori, dove in
maniera informale l'onorevole Piro dice che per quest'anno le
risorse, quindi il posizionamento dei 21 miliardi, è bastevole.
Io non lo so. E abbiamo presentato un emendamento per cercare di
risolvere il problema; da più parti arrivano segnali che questi
servizi, per il modo in cui è stato programmato quel capitolo,
non possono essere svolti interamente per l'anno 1999. Questo
Governo per bocca dell'onorevole Piro ha fatto ed ha accertato
come stanno effettivamente le cose, ma comunque noi abbiamo
presentato l'emendamento perchè desideriamo che si discuta questo
emendamento che si rivolge ai servizi per le isole minori. Quando
si parla di isole minori dobbiamo fare molta attenzione, amici
miei.
Si parla di problemi, di vicessitudini e di situazioni che a
volte diventano drammatiche. Quindi, noi abbiamo posto problemi
seri, non abbiamo presentato emendamenti "alla carlona", abbiamo
semplicemente individuato pochissimi argomenti perchè pensiamo
che c'è bisogno oggi di una profonda riflessione su tutta la
linea e, ripeto, se le parola usate dall'onorevole Piro in
quell'intervista sono valide ancora oggi, la riforma dello
strumento contabile di questa Regione deve essere avviata. E come
deve essere avviata la riforma elettorale, la riforma della
pubblica amministrazione. Ecco perchè quelle cose che dicevo
prima quando si parla di questione morale, la questione morale va
inserita nel contesto delle situazioni che si vanno a
determinare.
E allora se questo Parlamento vuole svolgere interamente il
proprio ruolo deve puntare a realizzare questi tre momenti,
perchè questi tre momenti messi insieme allontanano il malaffare,
i malavitosi, situazioni e fatti che sono deteriori e con cui
l'Istituzione non può avere complicità di questo tipo.
Il ragionamento che stiamo facendo come componente politica
di Forza Italia è che guardiamo avanti, una prospettiva, il
futuro, ma guardiamo soprattutto il rapporto che questa
Istituzione deve avere con il cittadino. E sull'onda di questi
argomenti Forza Italia non mancherà all'appello, perchè le
riforme, le regole sono necessarie come è necessario approvare il
Bilancio, non dico questa sera perchè non si può, nel più breve
tempo possibile.
Ringrazio il Presidente, e poi chiedo che l'onorevole Piro
risponda su quella domanda soprattutto dei servizi per le isole
minori.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che per ragioni del suo ufficio
l'onorevole D'Andrea è in missione dal 5 al 6 aprile 1999.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "BILANCIO DI
PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 1999
E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 1999 - 2001" (NN.
815-853-866/A)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevole Assessore per il
bilancio, io capisco, anche se non condivido e giustifico che
questo bilancio arrivi in un'Aula sostanzialmente assente e
disattenta. Un bilancio che si deve approvare, si deve approvare
perchè se no il Commissario dello Stato scioglierà questa
Assemblea.
Io credo che una prima grande responsabilità che a questo
primo governo di centro-sinistra deve essere addebitata, non solo
da quest'Aula, ma si permetta di dire alla Sicilia tutta...la
storia di questa Sicilia e che per la prima volta nella storia di
questa Regione, forse per la seconda volta, il bilancio va
approvato perchè il papà che è il Commissario dello Stato ha
bacchettato quest'Assemblea.
Se il giorno 10 non esce il bilancio inizieranno le
procedure di scioglimento. Questo è un fatto gravissimo, un
fatto gravissimo perchè al di là del dovere del Commissario dello
Stato che fa bene a dir questo, questo Governo ci ha portato al 6
maggio a conoscere adesso questo bilancio, e direi oltre la'zona
Cesarini' a obbligare questa Assemblea ad approvarlo.
Un'Assemblea che forse non lo conoscerà mai questo bilancio,
perchè forse non avrà il tempo, l'occasione, la possibilità di
dibatterlo e di analizzarlo ma approvarlo a scatola vuota perchè
se no si scioglierà l'Assemblea.
Vedete, onorevoli colleghi del Governo, qualcuno dice e
l'Assessore Piro dice, sì però è colpa dell'opposizione che con
il suo ostruzionismo sulla finanziaria ha portato a queste
conseguenze. La verità è, onorevole Piro, che la portata di
quella finanziaria ce la chiediamo, ce la dobbiamo ancora
chiedere perchè di quella finanziaria in questo bilancio almeno
io, poi sbaglierò, ma io personalmente non vedo nessun effetto.
Motivo per il quale avevamo ragione quando dicevamo "questa
finanziaria è inutile, questa finanziaria partorirà un topolino",
questa finanziaria vuole solo essere da parte dell'Assessore per
il bilancio il suo contributo alla storia per dire che anche lui
ha fatto una finanziaria ma poi il contenuto concreto reale,
l'effetto su questa finanziaria in questo bilancio non c'è.
Abbiamo perso tempo, abbiamo oggi costretto questa Assemblea
ad approvare un bilancio senza neanche leggerlo. Ed è un
bilancio, mi permetta, Assessore Piro di dirle che è un bilancio
fallimentare e che forse è molto di più di un bilancio
fallimentare perchè ci sono alcuni numeri, alcune cifre, io
parlerò solo di cifre perchè credo che in sessione di bilancio
bisogna parlare di cifre che io non capisco e che se fossero,
come dire, offerte sic et simpliciter senza alcuna spiegazione
delle due l'una o è falso il bilancio 1999 o è falso quello del
2000 e del 2001 e direi che altra strada non c'è.
Cominciamo dall'inizio, non sarò lungo, però alcune cose
voglio dirle e credo che proprio per la storia di questa
Assemblea debbano essere registrate.
Vedete, si è parlato da parte di questo Governo di
prosecuzione del risanamento finanziario, risanamento finanziario
sta in una cifra, nella cifra di 2.200 miliardi di accensione in
prestiti preventivati nel 1999.
Ora, se nel 1997 questa cifra era di 2.300 miliardi, che
questa cifra sia di 2.200 miliardi e quindi appena di 150
miliardi meno di quanto era il bilancio 1997, io credo che sia un
risanamento molto lento o quasi inesistente. Ma quello che
continua a essere grave e sul quale credo noi dobbiamo tutti
interrogarci, sta sul livello del risparmio pubblico, cioè vuol
dire, per parlare in soldoni, ma de resto è facilmente leggibile
la parte 14 del bozzone, la differenza tra le entrate tributarie
ed extra tributarie e le spese correnti, a fronte di 17.610
miliardi di entrate vi sono spese correnti per 18.212 per cui
questa Regione continua a bruciare ricchezza regionale e la
brucia per 601 miliardi, cifra crescente, negli anni passati
questa cifra era inferiore, cioè questa Regione vuole risanare o
ritiene di risanare il proprio bilancio continuando a bruciare
risorse finanziarie ricchezza di questa Regione.
Quello che più mi stranizza è che non so se stranizzerà
ancora di più coloro che ci hanno dato credito recentemente per
1.700 miliardi, che mi auguro, non leggano questo bilancio, sta a
quanto riportato nella pagina 15 il quadro generale e riassuntivo
per il triennio.
Onorevoli colleghi, teoricamente questa Regione si va
risanando finanziariamente perchè ci dice questo Governo che il
ricorso al mercato previsto nel 1999 per 2.200 miliardi scenderà
nel 2000 a 1.200 miliardi per scendere ancora ulteriormente nel
2001 a 928 miliardi; un trend eccezionale, cioè di risanamento e
di ricopertura lenta di quello che il deficit che da tanti anni
questa Regione ha.
La lettura brutale del dato di ricorso al mercato nel
triennio farebbe immaginare un risanamento di queste finanze
regionali; però ci sono numeri che non quadrano, se io fossi un
giudice delegato a cui si presentasse questo bilancio,
immediatamente chiamerei l'amministratore per dirgli "spiegami
dove sta questo arcano", perchè, vede, i 2.200 miliardi di
ricorso al mercato del 1999 per esempio comprende entrate extra
tributarie preventivate le 1999 per 2.558 miliardi che scendono a
2.061 miliardi e a 2.062 miliardi nel 2000 e nel 2001. E allora
delle l'una: o di fatto il 1999 è un anno eccezionale per quanto
riguarda le entrate extra tributarie che di fatto hanno un picco
di circa 500 miliardi in più rispetto al 2000 e al 2001 e quindi
credo che dovrebbero spiegarci da cosa questo effetto, oppure
forse le entrate extra tributarie che riguardano il 1999 sono
esagerate rispetto alla loro realtà.
Ma altri fatti che stranizzano che dal giudice delegato
chiederei appunto riguarda le spese correnti, cioè i 2.200
miliardi di deficit e di ricorso al mercato il 1999, sta a fronte
di 18.212 miliardi di spesi correnti che vengono ridotte del 30%
nel 2000 e nel 2001.
Per cui nel 2000 e nel 2001 queste spese correnti si
attestano a 15446 a 15305. Ora Assessore Piro, mi permetta di
dire che se questo Governo ritiene di potere tagliare l'anno
prossimo e l'altro anno ancora di ben il 30% le spese correnti io
credo veramente che chiunque si meriterà una statua equestre al
Presidente Capodicasa e a tutti gli Assessori di questo Governo
che riescono a tagliare del 30% in un anno le spese correnti, che
sappiamo in questa Regione essere per il 95% spese di personale o
giù di lì.
Per cui fossi io un dipendente della Regione mi preoccuperei
immediatamente che per il 30% o verranno mandati a casa o
verranno ridotti gli stipendi del 30%.
Io credo in maniera molto più probabile, ripeto dal giudice
delegato a cui arrivasse questo bilancio, che questo taglio non
c'è e se questo taglio non c'è onorevole Piro, significa che il
ricorso al mercato del 2000 sarebbe di 4200 miliardi e di 4 mila
miliardi nel 2001.
Questi sono numeri, queste sono cifre, per cui o qualcuno
dimostra a quest'Aula come si taglieranno di 3 mila miliardi le
spese correnti di questa Regione nei prossimi 2 anni oppure
onorevole Piro noi dobbiamo scrivere sotto no 1200 ma 4200
miliardi di ricorso al mercato.
Altro numero che non mi quadra. Stando le spese in conto
capitale dove passiamo dalle 7 mila 318 miliardi del 1999 ad
appena 3.179 3.100 miliardi nel 2000 2001. Per cui questa Regione
taglierà secondo il nostro bilancio di previsione oltre il 50%
delle spese in conto capitale. Per cui questa Regione passerà ad
un dimezzamento delle spese in conto capitale nel 2000,2001. Io
elimino quelle che sono le valutazioni politiche, perché molte
vole poi la politica diventa aria fritta e allora si può dire
tutto il contrario di tutto, però da questo bilancio io
evidenzio, e non lo voglio evidenziare tanto nel 1999, perché
vedete, la realtà dei bilanci non stanno tanto nel corrente
quanto nei bilanci passati e nelle previsioni future, perché sono
le previsioni future che individuano i falsi nel bilancio
corrente o gli errori nel bilancio corrente.
E' evidente, ed è chiaro che dai numeri delle entrate
extratributari, dai numeri delle spese correnti e dai numeri
delle spese in conto capitale c'è qualcosa che non quadra e non
quadra sicuramente una cosa: non quadrano gli anni 2000 e 2001.
Allora io credo, onorevole Di Martino lei è Presidente di
questa Commissione che per la prima volta appunto credo che per
l'oramai stanchezza di tutti ha esitato un bilancio credo in
tempi record forse neanche leggendolo, io vorrei che anche lei
che ha fatto questa bella relazione spiegasse a noi poveri
mortali e spiegasse all'opinione pubblica come si può scrivere un
teorico risanamento di questo bilancio quando di fatto noi
abbiamo circa 3.500 miliardi in quest conti.
Vedete, permettetemi sempre di parlare di numeri, questo era
un po' il mio mestiere e questo intendo fare, almeno come apporto
al mio intervento in quest'Aula.
C'è qualche altra cosa che non funziona, e alla pagina n. 17
"Enti locali", per esempio, vediamo che i fondi regionale, i
fondi 1, ordinari della regione, preventivati per il 1999 in
1.864 miliardi nel 2000 diventano 88 miliardi; nel 2001 87
miliardi. Cioè agli Enti locali verrà cancellato il 95 per cento
di quelli che sono i fondi ordinari scritti in bilancio del '99.
Allora quest'altro miracolo lo vorremo capire. Perchè o si
cancelleranno gli Enti locali o la finanza degli enti locali
cambierà radicalmente, oppure mancano 1.800 miliardi nel 2000 e
nel 2001 solo nella rubrica Enti locali. E lo stesso dicasi se
andiamo a vedere le rubriche degli altri assessorati.
Si parlava una volta di "Sant'Ignizio" ma qua c'è qualcuno
ancora più potente del miracolo di Sant'Ignizio. Forse, sarà il
collega del nostro onorevole rifondatore che riesce a far
tagliare all'Assessorato Industria i fondi da 573 a 295 miliardi,
sempre nel 2000 e 2001, e quello dei Lavori pubblici da 832 a
647, per non parlare del Lavoro e della Formazione sociale che
passerebbe da 1.107 miliardi nel '99 ad appena 429 miliardi nel
2000 e 422 miliardi nel 2001.
Prescindo anche in questo caso dalle indicazioni politiche
che questo bilancio dà. Una indicazione politica sarebbe quella
che Lavoro, previdenza sociale e Formazione professionale ed
Emigrazione la cancelliamo nel tempo perchè ne togliamo il 50 per
cento.
Ma prescindo dai dati politici per entrare solo sul dato
oggettivo. Io a questo bilancio non ci credo Non credo che il
bilancio 2000/2001 possa essere quello che questo Governo ci ha
presentato. Per cui, o noi con coraggio diciamo che il bilancio
1999 è sovrastimato, per cui non è vero che il deficit è 2002, ma
è molto meno perchè non è vero che le spese correnti sono 18.000
miliardi perchè sono molto meno, oppure dobbiamo dire che i
bilanci 2000/2201 sono falsi o non portano o non riportano dati e
valori che questa assemblea deve mettere in bilancio.
Questo per serietà, nel momento in cui questa Regione si
offre ai mercati internazionali che non possono essere i mercati
dei "magliari" dove becchiamo 1.700 miliardi per poi lasciare la
palla al prossimo governo, perchè tanto, in ogni caso, 1.700
miliardi li abbiamo presi.
Io questo volevo dire, onorevoli colleghi, parlando di
numeri, spero di averli capiti male, spero di non averli letti
tutti, che forse tra le pieghe del bilancio..... ma non entro nel
merito delle altre 800 pagine di questo malloppo, perchè basta
leggere le prime 7 o 8 pagine per avere questi dati.
Io a questo bilancio non credo. Credo che a questo bilancio
mancano almeno 3.000/3.500 miliardi nel 2000/2001, e che questa
Assemblea deve trovare questi 3.000/3.500 miliardi per dimostrare
che di fatto si va verso un risanamento del bilancio di questa
Regione. Non vedo un'altra cosa, e concludo. Se questi sono i
numeri io non capisco, lo dicevo all'inizio lo ripeto adesso, non
capisco perché ci siamo incaponiti su una finanziaria che
dicevamo tutti può anche essere eccellente, ma non è una
finanziaria. Non è una finanziaria, perché una finanziaria
presuppone un effetto immediato sull'esercizio cui si riferisce,
questo effetto non lo vediamo, non si vede, non lo tocchiamo,
perché la maggior parte di quegli articoli di quella finanziaria
non erano articoli di finanza immediata, ma erano leggi di
programma che potevano essere perfetti, eccezionali ma che
comunque potevano essere realizzati dopo l'approvazione di un
bilancio consentendo a tutti noi di rileggere con attenzione
questo bilancio, alla Commissione di chiedere al Governo, perché
onorevoli colleghi le commissioni non sono i lacchè del Governo,
le commissioni non devono servire solo perché vi è la
maggioranza omologa la maggioranza di Governo a dire sì o far
passare ciò che il Governo propone. La Commissione pur se
politicamente identificata ha, e concludo, un obiettivo: la
ricerca, se mi si consente dire, della verità tra quanto proposto
dal Governo e quello che è il passaggio per l'Aula. Questo
lavoro, onorevole Di Martino, credo che questa Commissione non
abbia avuto il tempo di farlo, non dico la capacità, motivo per
il quale io credo che questo bilancio non debba essere approvato,
ma non per ragioni politiche, non debba essere approvato per
ragioni tecniche che nulla hanno a che fare con le ragioni
politiche perché il bilancio 2000-2001 è un bilancio sicuramente
dove vi sono cose che non convincono.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zanna. Ne ha
facoltà.
ZANNA. Io vorrei fare un brevissimo intervento, perché lungi
da me fare un ragionamento nel merito e molto tecnico, così come
ha fatto prima di me il presidente Provenzano, non sono un
tecnico e non riesco ancora ad addentrarmi nella lettura completa
dello strumento finanziario della Regione siciliana. Ma vorrei
dire subito al presidente Provenzano che purtroppo l'onorevole
Piro ha ragione quando ha sostenuto che noi stiamo aprendo questa
discussione sul bilancio il 6 maggio, non per colpa della
maggioranza, ma vorrei ricordare all'onorevole Provenzano forse
non per colpa del legittimo e giusto ostruzionismo sulla legge
finanziaria perché non si condivideva le scelte, la filosofia,
il merito di quella legge, però sicuramente ha contribuito a
portarci a questa data quell'inutile - non saprei come altro
definire - ostruzionismo sull'esercizio provvisorio o sull'ordine
del giorno sul trebbiano, quello sì che ha contribuito a portarci
in maniera del tutto strumentale al 6 maggio. Facendo correre il
rischio all'opposizione di non misurarsi nel merito delle
questioni poste, perché poi invece la legge finanziaria
all'improvviso si trasformò non più nella trincea su cui
l'opposizione voleva quasi impedire che questo parlamento
continuasse a lavorare, quella finanziaria poi fu approvata in
pochissimo tempo, non solo perché il Governo pose la fiducia, ma
perché nella sostanza vennero meno le ragioni di
quell'ostruzionismo.
Io, onorevole Provenzano, non ho nessuna intenzione di
approvare un bilancio a scatola chiusa, ma vorrei con il tempo
che abbiamo, con gli strumenti che almeno ho io e mi auguro che
altri che ne hanno più di me - come appunto chi mi ha preceduto -
, si possa aprire almeno in alcune parti di questo strumento
finanziario un confronto di merito. Anche se mi rendo conto è un
confronto che non può appassionare molto molti parlamentari, ma
credo che sia giusto tentare almeno di entrare nel merito e
confrontarci in queste scelte sapendo - credo di non dire alcuna
novità o cosa clamorosa - che è fuori di dubbio che l'eredità
passata, ma non mi riferisco da questo punto di vista all'eredità
degli ultimi due-tre anni ma diciamo all'eredità molto più
lontana che ha creato quelle storture e quei nodi forse
irrisolti, irrisolvibili che abbiamo davanti, quell'eredità è
un'eredità pesante e difficilissima e far quadrare i conti dopo i
guasti, le storture, le scelte compiute in tutti questi anni
sicuramente è un'impresa quasi titanica, quasi impossibile.
Comunque ritengo, da quello che ho potuto vedere, leggere,
apprendere, che la proposta arrivata in Aula e che stiamo
discutendo dell'ipotesi di bilancio è di gran lunga migliore, più
responsabile, più seria di quella, diciamo di partenza, di quella
depositata dal Governo Drago di centro-destra nell'ottobre
scorso.
E' una proposta che nelle sue difficoltà, nelle sue
ristrettezze, nelle sue debolezze compie delle scelte cercando di
tutelare quelle fasce di precari, di deboli nella nostra Regione,
difendendo, cosa che si tentò, si è tentato negli ultimi anni, di
mettere sempre in discussione, compreso il Governo presieduto
dall'onorevole Provenzano, i contributi per l'associazionismo
culturale sul quale vorrei dire subito, è necessario intervenire,
riformando i meccanismi e le leggi ormai vecchie e superate,
leggi che ci potrebbero non solo mettere a un passo più moderno
con il resto del Paese, per non dire con l'Europa, ma forse ci
permetterebbero sicuramente non solo di risparmiare qualche
soldo, ma di fare un'opera più meritoria per questa Regione visto
che invece fino ad adesso si è preferita un'elargizione a pioggia
di questi contributi.
In questa nuova bozza di bilancio che abbiamo in discussione
inoltre non si mortificano alcuni settori che tutti, molto spesso
riempendoci la bocca, riteniamo fondamentali per il futuro di
questa Regione, come i Beni culturali.
Ma io vorrei dire subito con chiarezza e con franchezza che
questa nuova impostazione, questi recuperi che in corso d'opera
il nuovo Governo ha apportato nelle variazioni, nelle
Commissioni, in Commissione Bilancio sono insufficienti e non
bastano.
Ricordava, mi pare l'onorevole Croce, che già il Governo,
l'onorevole Piro, hanno annunciato che ci saranno altre
variazioni in corso d'opera: si è parlato di bilancio a due
tempi, di bilancio di transizione.
Non vorrei, e lo dico, che questo sia un modo per
tranquillizzare, con il ritornello che ritorneremo, reintegreremo
dove ce ne sarà bisogno nell'anno incorso, ormai negli ultimi
otto mesi in corso.
Questo è necessario. Sarà forse inevitabile, ma nel momento
in cui oggi discutiamo lo strumento base, fondamentale su cui poi
si dovrà in corso d'opera intervenire, io ritengo che ci sia in
gioco la nostra credibilità, la credibilità di un'alleanza di
centro-sinistra, di un governo diverso da quelli precedenti, la
credibilità di una forza di sinistra, parlo per la mia parte
politica che è al Governo la credibilità di riempire di numeri,
di cifre, di risorse le cose che diciamo e che sosteniamo nelle
nostre battaglie politiche, nelle nostre iniziative.
Io, in tal senso, vorrei fare un esempio, un esempio sul
quale, volutamente, non ho voluto fare un emendamento o degli
emendamenti in proposito, mi riferisco ai soldi stanziati per gli
ex-articolisti, stanziamenti che sono del tutto insufficienti, la
cifra è un tampone, è una pezza, e rinvia le ragioni, i modi su
cui, su come noi possiamo affrontare, seriamente e
responsabilmente, la vicenda degli ex-articolisti.
Noi con i soldi che prevediamo in bilancio non riusciremo ad
attivare tutte le misure possibili per fare uscire 32 mila ex
giovani dal precariato ed è in gioco la nostra credibilità di chi
dopo tante inutili proroghe che hanno soltanto bruciato risorse,
proroghe che noi non abbiamo condiviso e sulle quali abbiamo
contestato i precedenti Governi di centro-destra, bene, facendo
questa scelta parziale ed insufficiente noi riproduciamo
scoramento, noi riproduciamo una cultura dell'assistenzialismo di
chi, alla fine, preferisce la proroga e non l'attivazione di
quelle misure, complicate, difficili, che, invece, possono fare
uscire gli ex articolisti da questo, ormai eterno, precariato.
Così prevedendo quelle cifre chi deve attivare quelle
risorse, quelle possibilità, quelle misure, gli stessi
articolisti appunto, non ci crederà perché vedrà l'insufficienza
e la carenza nelle proposte che noi, poi, facciamo e
concretizziamo.
Io vorrei fare altri esempi, prendendo anche a pretesto
alcuni emendamenti che ho presentato della mancanza di nostra
credibilità nel non tradurre quello che diciamo, quello che
sosteniamo politicamente nelle battaglie e poi gli atti
conseguenti che sono i capitoli di bilancio, le risorse che noi
mettiamo disponibili.
Trasporti per le Isole minori. Noi anche qui dimentichiamo
da un lato, spessissimo, quasi sempre, che la nostra Regione non
è fatta, soltanto, dall'isola Sicilia, ma da altre 14 piccole
Isole che fanno da corona intorno alla cosidetta "Terra ferma", o
ce le dimentichiamo del tutto, o facciamo propaganda, convochiamo
conferenze di servizio, promettiamo a quei Sindaci di quelle
comunità che indubbiamente hanno molti più problemi di quelli che
hanno un normale Sindaco della cosidetta "Terra ferma", per poi,
invece, quando si tratta di finanziare i trasporti ed i
collegamenti con queste Isole facciamo, compiamo l'ennesimo
taglio se non ricordo male di 1 miliardo e mezzo sui 21 miliardi
e mezzo dell'anno scorso, taglio che getterebbe nel caos le
compagnie delegate, adibite al trasporto con le Isole minore e
quindi metterebbe in crisi i collegamenti già precari ed
insufficienti con le Isole minori.
Io ho proposto un emendamento, in un primo momento, di 5
miliardi non solo perché già quei 21 miliardi e mezzo dell'anno
scorso sono stati insufficienti ma cercando di porre un
obiettivo, anzi di essere conseguenti rispetto a un obiettivo che
ci siamo dati, quello di non allocare, di non stoccare i rifiuti
solidi e urbani nelle Isole minori, una scelta compiuta con i
piani paesistici delle Isole minori e quindi col necessario
trasporto a terra dei rifiuti, servizio che non può essere ad
esclusivo carico dei cittadini di quelle Isole, ma deve essere a
carico della Regione.
Il secondo esempio riguarda i beni culturali che, ho detto,
non sono stati mortificati. Ma se non vogliamo riempirci la
bocca, se non vogliamo continuare a fare propaganda sui nostri
beni culturali, quei soldi sono insufficienti e, in alcuni casi,
sono previsti, anche se modesti e piccoli, tagli, comunque tagli,
a questo straordinario patrimonio che noi abbiamo alla gestione,
tutela, restauro, manutenzione, custodia, perfino agli arredi e
alle attrezzature per i musei.
E allora è inutile prendere posizione su Piazza Armerina,
scrivere articoli sui giornali, organizzare convegni per la
realizzazione a Piazza Armerina di un museo o a San Cipirello, su
un museo nella zona Iato, o a Terrasini sul museo di scienze di
storia naturale, quando poi in quel capitolo ci sono meno risorse
che nell'anno scorso.
Se noi vogliamo più musei, musei più efficienti, se vogliamo
tutelare il nostro patrimonio straordinario e unico, il nostro
patrimonio monumentale e artistico, dobbiamo mettere più risorse
in quei capitoli e non una lira meno rispetto all'anno scorso.
E così potrei parlare di parchi e riserve.
Le riserve nell'ultimo anno sono aumentate cospicuamente di
numero. Solo l'Azienda delle foreste demaniali è passata dalla
gestione di cinque riserve nell'ultimo anno, alla gestione di
ventuno riserve. E invece i capitali che riguardano la gestione o
il rilancio degli investimenti sui parchi sono tagliati.
Allora non si può chiedere ai parchi finalmente di decollare
dopo anni di "palude" e di mancanza di vera gestione.
Non possiamo con la mano destra firmare i decreti, giusti
decreti, di istituzione di nuove riserve naturali previste dal
Piano del lontano 1991 e poi con la mano sinistra prevedere tagli
nei capitoli che riguardano proprio la gestione di questo altri
straordinario patrimonio sempre più ridotto, ma comunque sempre
eccezionale patrimonio naturalistico ed ambientale che noi
abbiamo che bisogna, giustamente, tutelare.
Così come noi non possiamo, ultimo esempio che vorrei fare,
parlare di cultura, di associazionismo culturale e pii prevedere
tagli per le associazioni musicali o mortificazioni per i teatri
privati, dialettali, contemporaneo, del dramma antico che da anni
ormai subiscono altri tagli che abbiamo sempre contestato e
combattuto, che potevano essere compresi se fatti da governi di
centro-destra, ma un governo di centro-sinistra questo non lo può
fare.
Quello che io chiedo, in conclusione, è di compiere un
ulteriore sforzo. Innanzitutto uno sforzo di attenzione, non
prendendo tutti gli emendamenti che verranno presentati dai
parlamentari, dai mie colleghi, mettendoli tutti insieme, non
guardandoli, non entrando nel merito.
Ecco, io quello che chiedo innanzitutto è quello di fare uno
sforzo di attenzione, di lettura, perchè credo, sono convinto che
anche nelle nostre ristrettezze, anche nelle difficoltà di questo
bilancio, nelle difficoltà con cui si è mosso l'Assessore Piro e
questa maggioranza, vista quell'eredità che ricordavo all'inizio,
questo bilancio è migliorabile.
Con queste stesse cifre, scegliendo - ecco la seconda e
ultima cosa che volevo dire - su quali settori tutelare e
difendere, su quali capitoli, su quali settori investire,
spostando risorse da alcuni capitoli tradizionali che spesso non
vengono attivati, finalizzati ad opere spesso inutili e
dispendiose - ne facciamo meno, perchè quei soldi sono sempre
meno - ma rimangono sempre, ce ne sono ancora di spese inutili in
questi capitoli, e opere pubbliche inutili finanziate da questa
Regione.
Bene, spostando queste risorse, compiendo scelte innovative
e di cambiamento, credo che questo bilancio si può migliorare.
Lo sforzo che io chiedo è questo: l'attenzione e di scelta,
cercando di uscire dalla facile propaganda, entrando più nel
merito e contribuendo con questo atto fondamentale a cambiare le
sorti della Sicilia e dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Grua, ne ha
facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevissimamente in questa discussione generale, riguardante il
bilancio della regione, per evidenziare come arrivi con notevole
ritardo nell'Aula un inconsueto, un insolito ritardo che è dipeso
sicuramente dall 'atteggiamento che noi dell'opposizione del Polo
abbiamo voluto mantenere per contrastare una manovra finanziaria,
una legge finanziaria, che certamente era velleitaria e che era
inconcludente per la nostra Sicilia.
Questo ci ha indotto ad imprimere un'attività
ostruzionistica, diciamolo pure, ad una finanziaria della quale
avremmo potuto fare a meno, perchè il Governo avrebbe fatto
certamente opera meritoria se si fosse limitato a presentare a
questa Assemblea il bilancio.
Ebbene, oggi siamo qui costretti a correre perchè sotto la
minaccia di uno scioglimento anticipato dell'Assemblea regionale,
perchè questa è stata la voce che si è diffusa, queste sono state
le minacce che in pratica ci sono state rivolte e che ora ci
costringono ad un tour de force per cercare di portare avanti
questo bilancio che comunque non presenta nulla di nuovo, un
bilancio che è routinario che, certamente, non ha la capacità di
imprimere alla spesa in Sicilia e alle entrate un ritmo diverso
rispetto al passato perchè se è vero, come è vero abbiamo
sentito, per esempio, che il Governo è intenzionato a ricorrere
ancora una volta all'indebitamento facendo ricorso ad un mutuo di
altri millesettecentomiliardi a fine dicembre 1999, certamente
questa non è un 'opera meritoria perchè questo ulteriore
indebitamento non fa altro che penalizzare quello che i Governi
di centro-destra avevano saputo fare, quell'opera di risanamento
che aveva consentito veramente un miglioramento nel bilancio
della Regione siciliana.
Dobbiamo ribadirle queste cose, dobbiamo dirle perchè sono
il frutto di un'attività intensa che i Governi Provenzano e Drago
avevano fatto cercando di risanare il bilancio, cercando, quindi,
di dare una svolta a questi bilanci della Regione.
Eppure si percorre, ancora, la via dell'indebitamento non
facendo sicuramente opera meritoria verso la Sicilia; ma dobbiamo
nello stesso tempo criticare alcune disattenzioni di questo
bilancio regionale, alcune disattenzioni nelle quali è caduto
sicuramente il governo regionale verso settori della vita
economica siciliana, come l'agricoltura, perchè dobbiamo,
purtroppo, rilevare malgrado avessimo già fatto presente nella
Terza Commissione come un settore particolarmente importante
dell'economia agricola, il settore delle culture protette, la
serricoltura della fascia trasformata che va da Licata a Pachino
è stata dimenticata da questo Governo, nonostante le avversità
atmosferiche della fine di gennaio scorso che hanno inferto un
duro colpo a questo tipo di culture se è vero che le gelate hanno
danneggiato quasi l'ottanta per cento delle produzioni serricole
delle nostre province di Ragusa e di Siracusa in particolare.
Ebbene, queste province nelle quali già gli agricoltori
attendono da tempo la corresponsione delle indennità per il
miglioramento fondiario che non vengono pagate ormai da diversi
anni, con grave danno per i produttori che hanno già realizzato
le serre, che hanno già realizzato le opere che sono ammesse a
contributo, che hanno visto già, quindi, decretati i
finanziamenti attendono ancora da anni questi finanziamenti che
non vengono e che costringono a dei grossi sacrifici gli
agricoltori delle province della Sicilia sud-orientale che sono
costretti a vivere momenti di estrema difficoltà.
Quello che è più importante è che il contributo per la
plastica delle serre, il contributo previsto dalla legge 37 del
1974 non viene corrisposto ormai da diversi anni e noi sappiamo
quanto questo incide nei costi degli agricoltori che già sono
vessati da un fisco che è sempre più rapace, da costi di
produzione sempre più elevati.
Ebbene si lesina a questi produttori che poi sono i migliori
produttori della nostra Sicilia, quelli che immettono nel mercato
i prodotti ortofrutticoli e floricoli che sono il vanto di questa
Sicilia, vengono penalizzati e dimenticati perchè il contributo
della plastica per le serre non viene corrisposto ad essi da
ormai oltre 3 anni. Avendo guardato attentamente tra le pieghe
del bilancio, avendo cercato nel relativo capitolo, abbiamo
dovuto constatare che purtroppo questo Governo non ha ritenuto di
impinguare il relativo capitolo prevedendo soltanto l'irrisoria
somma di due miliardi. Una somma che indubbiamente e
insufficiente e che deve essere quindi aumentata notevolmente per
dare una boccata di ossigeno a questi produttori agricoli, ai
serricoltori che hanno bisogno di questo aiuto perchè la legge lo
prevede, perchè ne hanno diritto, perchè è giusto intervenire a
favore di questo comparto così importante per l'economia
agricola, non soltanto delle provincie iblee, ma anche della
Sicilia intera.
Abbiamo dovuto constatare anche un'altra carenza che
riguarda l'Istituto della Vite e del Vino, un istituto che ha un
ruolo nel campo della viticoltura che deve necessariamente
operare per cercare di proiettare nei mercati internazionali e
nazionali il vino siciliano, per cercare quindi di fare un'opera
di promozione, di sperimentazione, di ricerca e che viene
penalizzato invece da questo Governo che si ostina a non
migliorare le condizioni di questo Istituto che pure ha avuto
dalla recente finanziaria aumentati i compiti istituzionali se è
vero che le cantine sperimentali di Noto e di Milazzo sono state
ormai assegnate alla gestione dell'Istituto della Vite e del
Vino.
Quindi, è necessario che ci sia un intervento sicuramente
maggiore in favore dell'Istituto della Vite e del Vino se
vogliamo dare un impulso all'attività vitivinicola che in
Sicilia, al di là delle affermazioni propagandistiche
dell'Assessore Cuffaro che frequentemente appare sui giornali per
vantarsi di avere fatto vendere in Giappone 7 mila bottiglie di
vino che sicuramente hanno un valore assolutamente limitato e che
non raggiunge quei risultati che invece dovremmo raggiungere per
rilanciare nei mercati nazionali e internazionali il vino
siciliano che è un vino veramente pregiato, con capacità di
proiezione nei mercati estremamente notevoli. Nel momento in cui
noi non contribuiamo a migliorare le condizioni economiche
dell'Istituto della Vite e del Vino certamente non abbiamo fatto
un'opera meritoria nei confronti di questo comparto.
Un altro elemento che vorrei rilevare, signor Presidente ed
onorevoli colleghi, riguarda il settore dei lavori pubblici. Ho
dovuto constatare, tra le altre cose ho presentato un apposito
emendamento, che per esempio per quanto riguarda le opere
marittime vi è il capitolo 69451 che prevede soltanto uno
stanziamento di 7 miliardi per le opere marittime. Noi abbiamo
approvato in questa Assemblea la legge 21 del 1998 che
all'articolo 5 ha consentito il completamento di quei porti che
sono in condizione di insicurezza, nei quali i pescatori
quotidianamente vivono momenti di rischio perché data la loro
incompletezza consentono di lavorare in condizioni di estrema
difficoltà e pericolo. Ebbene, che senso ha avere approvato una
legge di questo tipo che ha consentito il completamento anche in
mancanza di piani regolatori purché l'opera così come verrà
completata risolva definitivamente il problema quando il Governo
non si preoccupa di finanziare il relativo capitolo? Sicché
avremmo fatto una legge che di fatto non verrà mai applicata, mai
concretizzata dall'esecuzione dei lavori che vengono attesi da
diverse strutture portuali che sono in condizioni di
incompletezza, di disagio e quindi di insicurezza per chi vi è
costretto a lavorare come i pescatori, per esempio, di Scoglitti,
ma come tanti altri pescatori di tanti altri porti che vivono
questi momenti di drammatica difficoltà.
Questi sono alcuni elementi che ho voluto indicare di
critica a questo Governo per alcune omissioni che sono
estremamente gravi, per alcune dimenticanze che non sono
giustificabili per dire che questo bilancio certamente dovrà
essere approvato perchè sappiamo quale sarebbe la sanzione che
deriverebbe dalla sua mancata approvazione. Ma certamente è un
bilancio che approverete voi, perchè noi di Alleanza nazionale
per le ragioni che abbiamo detto e per quelle che già abbiamo
affermato già nelle occasioni delle riunioni della commissione, è
un bilancio che non ci soddisfa, è un bilancio che non risolve i
problemi del popolo siciliano e della Sicilia. Un bilancio al
quale certamente noi non daremo il consenso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
disattenzione con la quale quest'Aula sta seguendo il dibattito
su quella che dovrebbe essere la legge fondamentale di questa
Assemblea, non è, mio avviso, casuale. Si ha l'impressione che
questo sia un bilancio tecnico che deve comunque essere approvato
in un tempo stabilito, si ha l'impressione che una spada di
Damocle penda sulla testa di questa Assemblea e che quindi in
qualche modo dobbiamo uscirne e tutti più o meno si è disposti a
chiudere un occhio, a non vedere qua e là fra le pieghe di questa
manovra, cosa il Governo riesce a progettare e cosa invece non
riesce a modificare, si ha l'impressione sostanzialmente che il
gioco ormai è fatto, che abbiamo a che fare con una scatola
chiusa accettata.
Anche il tenore della maggior parte degli interventi, ai
quali abbiamo assistito, si sofferma essenzialmente su alcuni
capitoli che i colleghi deputati hanno avuto la possibilità di
prendere in esame in Commissione di merito, difficilmente si
riesce a esprimere una valutazione pensata sulla globalità della
manovra, sul suo carattere organico.
Anche lo stesso presidente Provenzano che è sempre comunque
attento agli indicatori generali che riguardano il bilancio, ha
dovuto soffermare la sua attenzione su un aspetto, a mio avviso,
non fondamentale, cioè la congruenza degli esercizi 2000 e 2001.
Sappiamo bene quanta attendibilità anche nei bilanci
passati, quelli presentati dal Governo Provenzano rivestono gli
esercizi successivi rispetto al previsionale in esame.
Si arriva a questo appuntamento con grande ritardo, un
ritardo a cui hanno contribuito i baccanali delle sciocchezze
enologiche che sono state dispensate a iosa durante le
discussioni sulla finanziaria e sugli ordini del giorno durante
il periodo di ostruzionismo che ha fatto una delle opposizioni in
quest'Aula. Secondo me vi si arriva con un ritardo ben utilizzato
da questo Governo, sono convinto che quei ritardi che ha saputo
produrre l'opposizione sono stati utilizzati alla meglio da
questo Governo perchè i pronunciamenti del Commissario dello
Stato che oggi spingono quest'Aula ad approvare in maniera tacita
questo bilancio, io credo che insistono sì sui ritardi con i
quali si arriva all'approvazione del bilancio ma sono funzionali
o comunque sono utilizzati strumentalmente e in maniera
funzionale da parte di questo Governo.
Cioè questo Governo non fa altro che dire: bene, siamo
arrivati in ritardo all'approvazione del bilancio, sfruttiamo al
massimo questo svantaggio, facciamolo diventare un vantaggio. Il
metodo è stato semplicissimo, abilissimo di furbizia paesana, già
durante il lavoro in Commissione, questo Governo che avrebbe
potuto agevolmente presentarsi con una manovra complessiva che
aveva pronta, che avrebbe potuto presentarsi con una manovra che
poteva essere globalmente valutata non certamente, onorevole
Zanna, rispetto al bozzone presentato dal Governo Drago che non
può in alcun modo essere un metro di riferimento rispetto alla
manovra del Governo essendo quello nient'altro che una manovra
tecnica che non rivestiva alcun carattere programmatico, avrebbe
potuto il Governo presentarsi con una manovra di questo tipo,
avremmo potuto in Commissione, c'erano i tempi pur non avendo
avuto a disposizione una nota di variazione organica, avremmo
potuto aver a disposizione un maxi emendamento organico del
Governo che in qualche modo desse il segno e il significato della
operazione che si andava a fare sul bilancio, e invece non è
stato così.
Abbiamo proceduto con un bilancio servito a fascicoli come
nei peggiori fumettoni popolari, quelli che venivano venduti
negli anni 50 a margine dei quotidiani, un Governo che ci ha
fornito un bilancio a fascicoli, si finiva di approvare la
rubrica 'Presidenza" e solo dopo si aveva a disposizione il testo
della rubrica "Agricoltura" e via di seguito, e quindi si
prendeva in esame la rubrica Agricoltura senza avere contezza di
ciò che il Governo avesse fatto sulla rubrica Beni culturali, sul
bilancio, sugli enti locali, cioè un esame fatto a pezzi,
somministrato a pillole, tutto quanto funzionale a che nella
commissione non si sviluppasse un dibattito non tanto
sull'appostamento nei singoli capitoli, ma sulla globalità della
manovra, sul progetto complessivo che quella manovra
rappresentava.
Più volte abbiamo chiesto dentro la Commissione che appunto
ci venisse relazionato su questo carattere complessivo, non
abbiamo avuto risposte, abbiamo avuto risposte evasive, abbiamo
avuto tentativi di giustificare con i soliti atteggiamenti
ragioneristici manovre che ci spuntavano all'ultimo momento, il
nostro Assessore è bravissimo in queste cose, nel seicento si
diceva che quando i preti e i notai non volevano farsi capire dal
popolo parlavano in latino, oggi i ragionieri quando intendono
nascondere la progettualità o l'assenza di progettualità di una
manovra nei loro comportamenti parlano in termini astrusi, ma in
termini astrusi non si riesce comunque a nascondere la pochezza
di alcune manovre.
Certo, possiamo ricavare soltanto dei termini
macroeconomici, degli indicatori generali su questo bilancio; non
possiamo entrare nel dettaglio.
Io ho apprezzato lo sforzo che alcuni colleghi hanno fatto,
ma mi pare che alcuni interventi sono più da illustrazione di
emendamento piuttosto che di intervento generale rispetto a un
progetto complessivo e il motivo è ovvio,perchè il progetto
complessivo quest'Aula non lo conosce, non lo ha conosciuto,
ciascuno si è preparato gli emendamenti sui propri capitoli, sui
capitoli in attenzione in maniera solitaria senza avere visto
complessivamente quale fosse la manovra di bilancio, sulla quale
tuttavia alcuni indicatori e inquietanti si possono evincere,
alcuni li ha evidenziati il Presidente Provenzano, sono d'accordo
con lui su alcuni elementi, vi è in questo bilancio una
ipertrofia pericolosa della spesa corrente e vi è di converso un
rachitismo altrettanto pericoloso e inquietante della spesa in
conto capitale.
Noi passiamo dall'esercizio del 1996 dove la spesa in conto
capitale rappresentava il 57,6 o 57,3 per cento della spesa in
conto corrente al 1997 in cui questo indicatore scende al 51 per
cento, al 1998 in cui scendiamo al 46,8 per cento, al 1999 in cui
si arriva oggi al 40,2 per cento.
Dire "rachitismo" della spesa in conto capitale è dir poco,
vi è una manovra inquietante che tende a comprimere sempre più le
spese per investimento mentre crescono in misura incontrollata in
rapporto a queste le spese in conto corrente; una manovra
difficilmente comprensibile perchè doveva essere in qualche
modo figlia di una finanziaria che aveva spianato la strada ad un
risanamento del bilancio.
Noi abbiamo condiviso alcune delle innovazioni
programmatiche che quella finanziaria ha introdotto, abbiamo
condiviso il percorso che da ora in poi dovremo seguire per
strutturare il progetto finanziario di questa Regione, il
percorso che va dal D.P.F. alla legge finanziaria e poi al
bilancio, alcune norme di carattere programmatico le abbiamo
condivise durante il dibattito sulla finanziaria abbiamo
evidenziato questa nostra attenzione rispetto a questi aspetti.
Ma ha ragione chi ha sostenuto che gli effetti finanziari,
benefici, che avrebbero dovuto esserci prodotti da questa
finanziaria sul bilancio 99 oggi non si riescono a concretizzare.
Il Governo ci assicura che si vedranno in una seconda manovra che
già ora si annuncia necessaria e indispensabile.
Io comincio a non credere più a questa favola della seconda
manovra di assestamento anche perché ho contezza che questa
vicenda dell'assestamento del bilancio viene utilizzata dal
Governo per tacitare tutti i delusi di questo bilancio.
Se vi è una categoria che non si è vista appostare delle
risorse rispetto alle proprie legittime aspettative la risposta
che questo Governo gli da è vedrete le risorse le troveremo nella
manovra di assestamento.
Io ho smesso di credere alle favole da parecchio tempo, non
me ne farò raccontare altre da questo Governo, spero non se le
facciano raccontare altre proprio quelle categorie che sono state
immotivatamente, nella maniera più assoluta, toccate dal taglio
del Governo. Non comprendiamo alcuni tagli inaccettabili nelle
rubriche degli enti locali, non comprendiamo alcuni tagli
inaccettabili nelle rubriche dei beni culturali, non comprendiamo
con quale capacità programmatrice si riesca a tagliare del 50%
contributi alle università, quale disegno strategico ci sia
dietro tagli consistenti dei trasferimenti alle opere
universitarie, quale progetto di diritto allo studio abbia questo
Governo che ha realizzato tagli consistenti alla rubrica dei beni
culturali. Non comprendiamo la disattenzione con la quale questo
Governo in contraddizione esplicita con quanto questa Aula ha
scelto, già a partire dal bilancio del 1997, ricorderete che nel
bilancio del 1997 quando fu istituito il fondo di trasferimento
agli enti locali, ai comuni, questa Aula volle tenere distinto un
capitolo che riguardava il fondo miglioramento servizi della
polizia municipale. Ebbene vorremmo comprendere questo Governo
quale ruolo attribuisce a questa importantissima risorsa che
abbiamo sul territorio, vorremmo capirlo perché c'è una
contraddizione palese fra le parole dette dallo stesso Presidente
Capodicasa in un incontro con la categoria avuto di recente e i
risultati e le ricadute che poi sul bilancio ci sono state.
Vogliamo capire se si attribuisce a questa risorsa nell'azione di
contrasto alla micro-criminalità un ruolo di appoggio alle forze
dell'ordine che è un ruolo importante oppure la si vuole
mortificare e chiudere dentro gli uffici, perché altra strategia
non il taglio barbaro di 15 miliardi al fondo miglioramenti
servizi della polizia municipale portato da 25 a 10 miliardi.
Ci dica questo Governo, ce lo dica l'Assessore agli enti
locali che in altrettanti incontri con la categoria ha promesso
mari e monti.
Ha promesso la sua attenzione nei confronti di questa
categoria, attenzione che non ha mai saputo mantenere.
Ci dica questo Governo qual'è il progetto che sta dietro
questo bilancio E ce lo dica perchè quest'Aula non è messa in
condizioni, oggi, di leggerlo questo bilancio. Voi sapete che il
bozzone è stato distribuito oggi pomeriggio, sapete che alcuni
deputati lo hanno avuto soltanto poche ore fa., non è ammissibile
che quest'Aula non venga messa nelle condizioni di analizzare la
manovra sul piano complessivo.
Tutti quanti presenteremo i nostri emendamenti su alcuni
capitoli, perchè guarderemo soltanto una pagina o due di questo
bilancio. Quella pagina che, per motivi legittimi, ciascuno di
noi prende in attenzione in maniera particolare, ma una visione
complessiva di questo bilancio non l'abbiamo.
Il mio gruppo politico non chiederà le 48 ore. E la
tentazione è stata forte, perchè non crediamo a questa storiella
- altra favola - non ci crediamo Vogliamo gridarlo forte Noi non
crediamo alla favola dello scioglimento di quest'Aula. Non ci
crediamo
Non crediamo che se questo bilancio non si approva entro il
10 mattina quest'Aula si debba sciogliere. Questa assemblea si
debba sciogliere. la tentazione è stata forte di chiedere le 48
ore. Non lo abbiamo fatto, non lo faremo. Tuttavia, ed abbiamo
già presentato i nostri emendamenti quindi non è un ragionamento
che ci riguarda in prima persona, tuttavia ci sembra che
quest'Aula sia stata mortificata oltremodo dal modo con cui ha
proceduto questo Governo.
Io non credo, nella maniera più assoluta, che dalla fine dei
lavori della Commissione ad oggi non ci fossero i tempi tecnici
per fare arrivare il bozzone all'attenzione dei deputati, non
dico con le 48 ore di anticipo, ma 12 ore, 24 ore, il tempo di
darci una occhiata.
Allora, tante perplessità rispetto a questa operazione.
tante nel merito, tante nel metodo, tantissime rispetto ad alcune
scelte particolari, rispetto alle quali abbiamo presentato degli
emendamenti, chiediamo che in questi giorni, senza l'atmosfera da
"ultima spiaggia", senza che il Governo ci ingiunga di approvare
al più presto questo bilancio perchè altrimenti chissà che cosa
succede Con la serenità, con la calma con la quale dobbiamo
affrontare questi temi, chiediamo che il Governo cambi
atteggiamento, svolti rispetto al merito e al metodo e dia una
attenzione rispetto a tutte le problematiche più importanti.
A questo Governo chiediamo che un Governo definito di
transizione, e che quindi dovrebbe essere un tratto di unione fra
un vecchio metodo, un vecchio modo ed il nuovo che si deve ancora
creare, contenga già nel suo formarsi gli elementi che
preannunciano un nuovo modo di operare.
Sappiamo bene che il percorso del rinnovamento si concluderà
soltanto quando le grandi rigidità che caratterizzano questo
bilancio saranno rimosse. Rigidità che sono state accumulate,
certamente non dall'azione di questo Governo ma negli anni.
Sappiamo bene quindi che il percorso non si esaurisce con questo
bilancio, ma se bilancio di transizione deve essere che già nel
merito e nel metodo, in qualche modo, contenga il nuovo che deve
venire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochi per la
verità, pochi, stanchi e demotivati, così come demotivato ed
assente è il Governo.
Io credo che sia la prima volta nella storia di questo
Parlamento che l'Assessore per il Bilancio non intervenga per
illustrare la manovra economica più importante della vita
parlamentare. Abbiamo sentito il presidente della Commissione
Bilancio, onorevole Di Martino, ma ha fatto la sua parte.
PRESIDENTE. In generale il Governo parla dopo.
CAPUTO. Se lei vuole parlare con l'onorevole Piro io mi
interrompo Presidente.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Eravamo curiosi
di conoscere i precedenti ai quali lei si è appellato.
PRESIDENTE. Volevo ricordare che non c'è un cambiamento di
prassi, la relazione la fa il relatore del disegno di legge.
CAPUTO. Non esiste neanche nei Consigli comunali del più
piccolo Comune d'Italia o della Sicilia, per restare alle cose di
casa nostra, che l'assessore al bilancio non illustri o non
intervenga sulla manovra di bilancio.
PRESIDENTE. Per non indurla in errore la prassi è che la
relazione la fa il relatore di maggioranza, eventualmente il
relatore di minoranza, si apre il dibattito generale e il Governo
poi fa una replica, replica che possono fare anche i relatori di
maggioranza e di minoranza. Questa è la prassi dell'Assemblea
regionale siciliana per Regolamento.
CAPUTO. Allora lei Presidente, che è così bravo a richiamare i
parlamentari che parlano contro il Governo, io mi auguro che il
Governo sarà presente al momento della replica al bilancio,
perché sarà molto interessante sentire dalla viva voce del
Governo che cosa si intende fare con questo bilancio. Qualcuno ha
definito poc'anzi il collega che mi ha preceduto, un bilancio di
transizione, io dico che questo è un bilancio di rassegnazione di
un Governo che ha portato non il bilancio, ma un atto
obbligatorio in Aula parlamentare che chiede a questo Parlamento
ormai più fuori che dentro quest'Aula di approvare un bilancio,
perché? Dobbiamo andare tutti in campagna elettorale e non
possiamo perdere tempo con i siciliani a parlare del bilancio,
perché abbiamo le candidature che ci aspettano fuori e dobbiamo
fare la campagna elettorale, perché dopo le elezioni dobbiamo
dare vita a un nuovo Governo, quindi questo bilancio interessa
solo i siciliani che si aspettavano un bilancio di investimenti,
un bilancio di sviluppo economico, un bilancio di inizio, di
crescita della Sicilia, invece abbiamo un bilancio ingessato
sugli stipendi, sulle spese obbligatorie dove non ci sono le
somme per gli investimenti, le somme per l'economia, non ci sono
e non c'è il progetto che ci dice come risolvere il problema
degli articolisti, non ci sono le somme per garantire agli
imprenditori un rilancio economico, non c'è quella spinta allo
sviluppo che tanto ha riempito le pagine della relazione
dell'onorevole Presidente della Regione Capodicasa al momento del
suo insediamento.
Questo è un bilancio che andrà avanti da solo, Presidente,
perché è un bilancio fatto sui debiti, sui mutui così come si
prepara l'altra manovra del mutuo di dicembre per continuare a
dare linfa a questa Regione che ormai lavora solo con i mutui e
ha perduto, se mai l'abbia avuto, la politica degli investimenti.
E' la fine della politica, Presidente, dell'Assemblea regionale,
è la fine della politica del centro-sinistra, onorevole Piro, è
la fine della sua politica, lei era convinto di fare l'Assessore
per la fine legislatura; lei invece ha portato un bilancio che è
un po' un atto obbligatorio preparando le valigie, perché deve
fare spazio a un nuovo governo per consentire al Presidente
Capodicasa di continuare a fare il Presidente della Regione.
Lei è stato un utile servitore (non di questa Regione, ma di
questo Presidente), lei è stato un attivo assessore di questa
Giunta, ha fatto il suo lavoro perché le hanno chiesto di fare
l'esercizio provvisorio, la finanziaria e il bilancio e lo ha
fatto, dopo di che ha fatto il suo dovere e può andare a casa,
così come andrà a casa questo Governo e lei lo sa benissimo.
Questo è un bilancio stantio, lo vediamo in Aula, è bene che
i siciliani lo sappiano: è un bilancio da fare in fretta, da non
discutere, da non emendare perché non possiamo, cari siciliani -
è bene ogni tanto che parliamo al popolo siciliano, invece di
parlarci fra di noi più per ritualità che per sentimento - è'
bene che i Siciliani sappiano che in quest'Aula bisogna andare
via in fretta perché dobbiamo andare a fare le elezioni, a
sostenere i candidati, a garantire i partiti, a garantire
equilibri politici che si andranno a consolidare dopo le
"Europee", ma non, qui non lavoriamo certamente per dare alla
Sicilia sviluppo economico, per dare un futuro agli articolisti,
per fare lavorare un disoccupato in più, per dare soldi ai
comuni, per creare gli investimenti, per dare soldi agli
imprenditori che sono stati vittime delle estorsioni, perché è di
questi giorni la burla che possiamo pagare solo gli imprenditori,
signor Vicepresidente dell'Assemblea e Presidente di turno.
Gli imprenditori ed i commercianti siciliani che hanno
subito atti estortivi dopo il 1991 non possono essere risarciti
perché c'è un decreto del Presidente della Regione che impone di
pagare solo fino al 1991. Tutti gli imprenditori che sono stati
taglieggiati, vittime di usurai e poi hanno subito attentati e
distruzione delle loro attività commerciali, non possono accedere
ai fondi previsti dalla Regione per quanto riguarda il
risarcimento alle vittime delle estorsioni.
Noi qui, in questo Parlamento, parliamo di tutto meno che
dei fatti gravi della Sicilia. Qui la gente si ammazza, la gente
viene uccisa a fucilate davanti alle figlie, davanti alle mogli.
Ci sono attentati ogni giorno, ci sono fatti estortivi ogni
giorno. C'è una recrudescenza della magia e l'onorevole
Capodicasa ci viene a dire che in fin dei conti la mafia non è
più quella di prima, ha perduto lo smalto, ha perduto
l'aggressività, ha perduto gli uomini, i latitanti li arrestano.
Come se fosse la Svizzera. Qui siamo in Sicilia, terra di
frontiera. E voi come volete affrontare la trincea di ogni giorno
con questo bilancio che è tutto meno che il bilancio. E' un
ammasso di numeri che è servito solo al buon Presidente della
Commissione Bilancio di fare il suo lavoro, di fare passare in
Aula gli emendamenti della Commissione e gli emendamenti
clientelari degli Assessori che servono solo a garantire campagna
elettorale e a non garantire lo sviluppo dello Sicilia.
Io oserei dire, signor Presidente, se non fosse irriguardoso
per quest'Aula che è un libro vuoto, è un libro dei sogni, come i
vecchi piani triennali dei consigli comunali. E' un insieme di
numeri che tutto dice, meno che come aiutare questa Sicilia a
crescere.
E' la radiografia di questo fallimento, onorevole Piro. Se
lei potesse vedersi oggi, lei ha l'immagine di quei vecchi
ragionieri della letteratura, quelli che dicono "oggi non si fa
credito, passate domani".
E' bene che io chiuda, perché non serve a nulla, perché
avete già i numeri, come si suol dire 'appattati'. Avete già gli
appuntamenti fuori di quest'Aula che non vi possono consentire di
restare a lavorare per la Sicilia.
Signor Presidente, vi posso solo dire, per quello che vale
in questo momento il mio voto, per quello che vale oggi la presa
di posizione di Alleanza nazionale, io non voto questo bilancio
ed ho l'orgoglio di non votarlo perché non voglio essere complice
di un crimine che voi stato perpetrando ai danni della Sicilia.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, se la legge, il regolamento, la prassi avesse
previsto che l'Assessore per il bilancio rendesse in Aula una sua
iniziale relazione al bilancio, certamente a questo compito non
si sarebbe sottratto nè il Governo, né chi vi parla, che di
relazioni, tutte di minoranza, al bilancio ne ha scritto decine
nel corso della sua, ormai ahimè, non breve esperienza
parlamentare.
Ricordo tuttavia all'onorevole Caputo e a quanti hanno
lamentato la scarsa disponibilità di elementi conoscitivi su
questo bilancio, che da tempo sono state consegnate la nota
preliminare al bilancio, la relazione di accompagnamento al
bilancio, che forse si è fatta poco apprezzare e poco leggere,
perché è una relazione ponderosa, di oltre 150 pagine, che
affronta la situazione economica siciliana ed analizza i dati di
bilancio in ogni loro aspetto. Forse per questo non ha incontrato
l'apprezzamento dei deputati, probabilmente più abituati a
letture frettolose e a polemiche politiche, queste sì a volte
stantie, sterili, ripetitive inutili che non ad approfondire sul
serio i problemi, ad avvalersi degli strumenti a loro
disposizione e tra questi anche quelli che l'amministrazione
regionale del Governo mettono a disposizione.
Detto questo, signor Presidente, il Governo era ed è
assolutamente consapevole del fatto che quest'anno si è
realizzato un fatto negativo, ci auguriamo del tutto eccezionale,
il fatto cioè che il bilancio di previsione della Regione
siciliana venga discusso ed approvato in Aula oltre, addirittura,
il termine di scadenza, di validità dell'esercizio provvisorio,
cioè del 30 aprile.
Hanno giocato, purtroppo, nel determinare questa condizione,
la crisi di Governo, che come voi tutti ricordate è intervenuta
nel mese di novembre, la formazione del nuovo Governo che è
entrato nelle sue funzioni soltanto all'inizio di dicembre, la
necessità di fare fronte ad occorrenze sociali prima che
finanziarie che si erano accumulate nel corso del 1998 che il
Governo precedente non aveva potuto, saputo, voluto, comunque non
aveva affrontato per tempo e nei modi giusti, poi si è dovuto
affrontare il problema drammatico, ad un certo punto, che si era
aperto della assoluta assenza di credibilità ed affidabilità
della Regione siciliana verso i mercati in occasione della doppia
richiesta di finanziamento attraverso il mutuo e il Governo, pur
consapevole che sicuramente i tempi per l'approvazione del
bilancio non sarebbero stati brevissimi, ha ritenuto, come per
altro era suo dovere collegato, anche, alla sua impostazione
programmatica, a questa esigenza forte di incidere realmente
nella struttura, nello stesso modo di essere dell'amministrazione
regionale, ha ritenuto suo dovere volare alto, proporsi non un
bilancio qualsiasi, non un navigare a vista per cercare di
arrivare al 13 giugno, il Governo ha cercato di volare alto, di
cercare di raggiungere, quanto più rapidamente possibile, alcuni
importanti, fondamentali, imprescindibili obiettivi, tra questi
sicuramente quelli del risanamento finanziario, ma, accanto a
questi, e forse addirittura prima di questi.
Il Governo ha lavorato e la maggioranza ha lavorato insieme
al Governo per consentire una rapida approvazione della legge
dello scioglimento degli Enti, fatto assolutamente storico in
questa Regione, ha lavorato la maggioranza insieme a tutti i
settori dell'Assemblea perché venisse approvata una "legge voto"
apprezzabile, con contenuti validi, che ha posto un'altra pietra
miliare nel cammino di riforma di questa Regione; il Governo si è
dato da fare per cercare di recuperare immagine, credibilità, per
cambiare la percezione che sui mercati si aveva della Regione
siciliana, lanciando, appunto, volando alto, lanciando l'idea di
un prestito obbligazionario, che poi si è concluso, come tutti
sappiamo, in maniera estremamente felice e positiva.
Non piace a nessuno, signori deputati, contrarre debiti, ma
credo che sia ancora stato più devastante per la Regione avere
tentato di contrarre debiti e non avere trovato nessuno nell'anno
scorso disponibile a fare credito a questa Regione e al Governo
che la rappresentava.
Il salto di qualità che tutti noi abbiamo fatto, ma che la
Regione nel suo complesso ha fatto con questa operazione così
brillantemente conclusa sui mercati di capitali internazionali, è
un salto di qualità importante, che è stato possibile fare perché
in questi mesi si sono realizzati alcuni passaggi importanti.
Sui mercati non acquisti credibilità, non hai fiducia solo
perchè sei bello, alto e hai gli occhi azzurri. Ma soltanto se
sei capace di dimostrare concretamente quello che vuoi fare e se
quello che vuoi fare lo stai nel frattempo facendo.
Questa è stata la chiave di volta ed è la chiave di
interpretazione di questa operazione a cui non è stato secondario
l'altro filone di intervento che continua del tutto sottovalutato
o sottaciuto, che è quello del confronto, del lavoro che è stato
intrapreso nei confronti del Governo nazionale.
Io ho detto più volte, e lo ripeto adesso e lo dirò
probabilmente anche fra un po', dobbiamo imparare a ragionare
dentro i vincoli. Fino adesso questa Regione ha pensato di potere
andare avanti senza tenere conto dei vincoli che pure esistevano.
Da questo momento bisogna ragionare tenendo conto dei
vincoli.
Ebbene, uno di questi vincoli è dato dal patto di stabilità
nazionale.E in Governo della Regione si è proposto esso di
chiudere con il Governo nazionale un'intesa istituzionale che
valesse per il patto di stabilità ma valesse anche come terreno
su cui costruire un rapporto proficuo per la risoluzione del
problema annosissimo e mai risolto del contenzioso tributario tra
lo Stato e la Regione nell'intento di acquisire nuove linee di
entrata per la Regione maggiori e più stabili da adesso e per il
futuro.
E anche questo, vedete, è stato un elemento importantissimo
che si è aggiunto agli altri nel determinare la valutazione
positiva che i mercati internazionali hanno fatto della Sicilia e
di quello che si sta facendo.
E anche questo è stato un elemento importante che ci ha
aiutato subito a far e il bilancio se è vero, come è vero, che
abbiamo potuto iscrivere per la prima volta in questo bilancio
una voce di entrata che recentemente, ahinoi, purtroppo la
Regione siciliana ha scoperto di sua pertinenza legata ai
versamenti IRPEF da parte delle amministrazioni pubbliche che
fino adesso invece sono confluite nel bilancio dello Stato e mai
riversate alla Regione, è dovuto anche a questo, se per la prima
volta la Regione ha avuto riconosciuto ufficialmente dal
Ministero del Tesoro il fatto che questo tributo è di pertinenza
della Regione e che i sostituti di imposta devono versare
direttamente alla Regione questo tributo...
AULICINO. Onorevole Assessore, tra l'altro lei si è
impegnato...
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Eccola qua,
onorevole Aulicino, fatto che ha portato all'emanazione di una
circolare del Ministero del Tesoro, a firma del ragioniere
generale dello Stato, Monocchio - che, onorevole Caputo,
certamente non si offende se lei lo chiama ragioniere - che per
l'appunto impartisce le dovute istruzioni agli uffici periferici
dello Stato perchè questo cespite individuato in codice 1023/2
venga riversato alla Regione. E' un cespite che noi conosciamo
nella sua esatta portata perchè è esattamente quantificato e che
abbiamo potuto, quindi,per la prima volta iscrivere facendo anche
qui le ritenute per le riserve da riversare allo Stato, l'abbiamo
potuto iscrivere in entrata.
Ma il discorso non finisce qui. Il discorso non finisce qui
perchè il Governo della Regione si è impegnato e già la prossima
settimana fornirà una prima bozza del documento, si è impegnato
ad elaborare un piano di riequilibrio finanziario per il prossimo
triennio che a sua volta è parte non secondaria, anzi è la parte
principale, del documento di programmazione economica e
finanziaria che il Governo, così come prevede la legge
finanziaria da pochi giorni approvata da questa Assemblea, dovrà
presentare entro il 30 giugno.
Si è impegnato a presentare questo documento al Governo
nazionale e questo documento diventerà la base per una trattativa
finalmente seria e concludente sulla questione del
contenzioso e sulla maggiore linea di entrate della Regione
siciliana.
AULICINO. Il contenzioso è per gli anni precedenti..
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Tutto
questo può essere non conosciuto, tutto questo può essere non
pubblicizzato e non valorizzato dalla stampa, ma tutto questo in
questi mesi si è fatto e in queste stesse ore, in questi stessi
giorni si sta facendo. Si sta lavorando per la Sicilia in una
prospettiva che è quella di una profonda riforma che, come tutti
sanno, è inimmaginabile possa avvenire tutta insieme e dare
frutti nell'immediatezza, ma che ha già realizzato alcuni passi
ed altri li sta realizzando, tra questi: la legge finanziaria.
Ora, si può legittimamente essere deputati di questa
Assemblea e non sapere nulla di come vanno le cose. Sotto il
profilo legislativo è legittimo, difficile sostenere che pur non
sapendo nulla si pretenda di criticare al contrario.
Io credo, allora, che continuino a circolare in quest' Aula
giudizi (finchè restano politici non mi permetto di interloquire,
ognuno può esprimere i giudizi che vuole) chiamiamoli
tecnico-finanziari che a me sembrano assolutamente pregiudiziali
e non fondati su un' analisi soltanto realistica, neanche poi del
tutto obiettiva, da portare alla finanziaria.
Vedete, se noi non avessimo fatto la finanziaria, non
avremmo ottenuto il mutuo di millesettecento miliardi. Mi
dispiace doverlo ricordare all'onorevole Provenzano che più di
una volta (devo dire non a torto), intervenendo in questa Aula,
sia durante la discussione della legge che ha consentito la
emissione del prestito obbligazionario, che in altri momenti ha
ricordato a me, ha ricordato a tutti, che già quando fu della
operazione del Credit Suisse, quella operazione si potè
completare, perchè il Governo aveva presentato una finanziaria
forte e che soltanto una finanziaria forte ed altri interventi
avrebbero potuto consentito di ottenere successo sui mercati.
Devo dedurre dal successo che abbiamo ottenuto sui mercati
che gli stessi hanno ritenuto questa finanziaria un fatto
importante e così è. Io ho dato conto a tutti di alcuni passaggi,
devo dire, estremamente emblematici, se volete, nella loro
piccolezza, ma estremamente emblematici e significativi, che
dimostrano e concretizzano questa che a me sembra essere una
verità. Ma non solo. Se noi non avessimo fatto la finanziaria,
non avremmo posto alcune premesse per il futuro, quelle che ci
consentono di impostare adesso, con maggiore ragionevolezza,
capacità obiettiva di previsione, il piano di riequilibrio
finanziario, non avremmo messo le basi, onorevole Caputo, per
potere affrontare questo bilancio che è già un bilancio di
sacrifici in alcuni settori.
Non avremmo potuto impostare questo bilancio con quel
respiro sicuramente maggiore che in questo momento ha, perchè
senza il mutuo e senza la finanziaria, anzichè iscrivere
cento miliardi come previsione di avanzo di amministrazione sul
1998, noi avremmo dovuto iscrivere duemilacento miliardi di
disavanzo.
Voi comprendete che con duemilacento miliardi di disavanzo
nel '98, proiettati sul '99, a quest'ora non saremmo qui a
discutere, più o meno appassionatamente, del bilancio, ma saremmo
ancora con le mani nei capelli a cercare di trovare il bandolo di
una matassa che, francamente, a quel punto sarebbe diventato
inestricabile. Perchè questo è stato l'effetto della finanziaria:
uno dei passaggi fondamentali per ottenere il prestito, gli
effetti concreti di abbattimento delle spese di competenza del
1998.
Si è detto che questo è un bilancio di transizione, è vero.
E' un bilancio di transizione che si situa in una fase
particolare della vita della nostra regione dentro quello che io
mi permetto insistere nel definire un grande progetto di riforma
che certo ha fatto soltanto alcuni passi e forse i più importanti
li dovrà fare ma che è chiaro nei suoi obiettivi, che è certo nei
passaggi che fin qui ha compiuto.
Un progetto di riforma che è contenuto nella finanziaria che
dovrà trovare anche un passaggio nella riforma del bilancio, ma
che ha già messo alcune pietre importanti: il documento di
programmazione finanziaria che obbligherà quest'Aula a discutere
seriamente sul futuro di questa Regione; la legge finanziaria con
contenuti certi che dovrà fare essa un'opera di disboscamento del
selvaggio incespugliarsi di norme piccole e grandi che provocano
un intreccio inestricabile ed irrisolvibile che condiziona
comunque la spesa della Regione. E che dovrà vedere poi un
passaggio tecnico proprio di riforma della struttura del bilancio
sul quale però l'evoluzione è rapidissima. Per essere chiari già
il decreto legislativo 729 è considerato dal Governo nazionale
come obsoleto, onorevole Di Martino, è in discussione nei due
rami del Parlamento un progetto di riforme, la 729 che pure è di
due anni fa, che ne cambia ancora una volta radicalmente i
contenuti rispetto ai quali noi stiamo acquisendo gli elementi di
conoscenza che sono importanti anche per comprendere che cosa
dobbiamo fare, fermo restando che questo, cioè quello della
riforma del bilancio della contabilità, è un altro dei passaggi
che a breve questo Governo se resterà in carica intenderà portare
avanti. Si è detto anche, ragionando sui numeri, che questo è un
bilancio falso. Io ho sempre detto che i bilanci delle pubbliche
amministrazioni sono bilanci, non falsi, ma bilanci che non
possono essere misurati con criteri dei bilanci delle società
private che, tra l'altro, essendo divise in bilanci di competenza
e in bilanci di cassa, ed essendo divise in bilanci di previsione
e bilanci consuntivi, mostrano tutta la opinabilità a volte di
alcune previsioni.
Abbiamo cercato di fare un bilancio vero. Questo ci ha
portato anche forse e ne chiediamo scusa a tutta l'Aula a perdere
qualche giorno in più per potere presentare una manovra,
onorevole Liotta, completa in Commissione Finanze che partiva da
una ricognizione puntuale, devo dire millesimale, delle entrate
su cui sono fatte operazioni di rimpinguamento di alcuni capitoli
ma su cui sono state operate anche fortissime riduzioni in
conseguenza di quelli che sono stati gli andamenti della
riscossione e degli accertamenti dello scorso anno.
Abbiamo fatto un bilancio vero perchè nella proiezione
triennale non abbiamo giocato con i numeri. Credo che forse
l'onorevole Provenzano non ha avuto il tempo di esaminare con
attenzione il bilancio, continuo a non comprendere perchè
l'onorevole Provenzano non fa parte della Commissione Bilancio,
questo è un problema del suo Gruppo, del suo Partito.
Probabilmente se l'onorevole Provenzano fosse stato presente in
Commissione Bilancio avrebbe qui svolto un ragionamento diverso.
Perchè l'onorevole Provenzano purtroppo ha fatto un ragionamento
assolutamente infondato, privo della qualsiasi concretezza perchè
ha preso in considerazione dei numeri che non conosceva di cui
non sapeva darsi conto e ragione ma che hanno un loro conto e una
loro ragione. Ad esempio, l'onorevole Provenzano ha citato il
fatto che negli anni futuri non c'è una previsione di spesa per
gli enti locali. Se avesse avuto probabilmente più tempo o se
avesse prestato maggiore attenzione l'onorevole Provenzano si
sarebbe accorto che il fondo degli enti locali è in questo
momento, perchè la legge è così, allocato puramente e
semplicemente nel fondo globale, pagina 764 del volume che vi è
stato consegnato, ognuno può verificare. L'onorevole Provenzano
non si sarebbe stupito del fatto che le entrate extratributarie
per il 1999, il 2000 e il 2001 presentano una forte contrazione e
se avesse ragionato sul perchè c'è questa forte contrazione, non
sarebbe qui venuto a raccontarci che le spese in conto capitale
diminuiscono perchè avrebbe saputo che diminuiscono le entrate
perchè non c'è più il P.O.P. 1994-1999 e l'agenda 2000 non è
ancora un titolo giuridico per potere iscrivere in bilancio le
somme e che evidentemente non essendoci l'entrata del P.O.P. non
si può fare neanche l'uscita e che tutto questo porta una
previsione in meno in entrata e in uscita di 2.400 miliardi,
esattamente la cifra di cui l'onorevole Provenzano qui si
lamentava, paventando una sorta di invalidazione per manifesta
infondatezza se non proprio per falsità del bilancio stesso.
Qui non c'è soltanto una volontà politica di fare bilanci
veri e quanto più aderenti alla verità giuridica, qui c'è anche
una presa di infilata di una struttura amministrativa e
burocratica che avrà tutti i suoi difetti, che deve essere
profondamente riformata, in cui ci sono zone d'ombra, nicchie di
inconsistenza, di indolenza, di non adeguatezza ma in cui c'è
anche qualità, in cui c'è anche professionalità, in cui c'è anche
voglia di fare, voglia di misurarsi anche con le riforme e con le
occorrenze nuove e questo c'è stato riconosciuto dagli stessi
nostri interlocutori internazionali e non solo la Merrill Lynch
che ha concluso con noi l'operazione ma tutti gli altri che con
la struttura del bilancio ma il bilancio fa parte della Regione
hanno avuto a che fare e che si sono trovati di fronte funzionari
capaci, attenti, diligenti ed efficienti.
Allora, è in conclusione che io voglio dire un grazie, così
come dico un grazie ancora una volta all'Assemblea regionale
siciliana, ai suoi dirigenti, ai suoi funzionari che come sempre
sono stati attenti, puntuali e hanno lavorato con grande tempismo
e grande velocità per metterci in condizione di potere approvare
questo strumento indispensabile per la Regione che è il bilancio.
E' un bilancio di transizione, è un bilancio che in gran
parte riflette ancora tutti i vizi della Regione ma questo è un
bilancio che se letto insieme alla finanziaria ha già in sé tutta
una serie di elementi, di riforme di cambiamento che cercheremo
di sviluppare in tutta loro ampiezza già a partire dal documento
di programmazione finanziaria di giugno.
E' quello l'appuntamento importante, è quello, direi,
l'appuntamento decisivo per misurare la capacità e la volontà di
questa Assemblea di fare riforme vere, di incidere nei meccanismi
della spesa, di fare programmazione, di sapere programmare le
risorse. Ed è a quell'appuntamento, anche tenendo conto delle
condizioni, in cui questa discussione sul bilancio si realizza,
che io rinvio l'attenzione di tutta l'Aula, chi ci sarà è ovvio
che, onorevole Caputo, mi auguro di esserci, se non ci sarò
prenderò atto, mi auguro di potere essere comunque ancora un
parlamentare di questa Assemblea. Mi auguro soprattutto una cosa:
che veramente si diffonda in questa Assemblea e in tutti i
settori di questa Assemblea la consapevolezza di come occorra
cambiare, di come, tra una critica e una ostruzione, però abbiamo
messo in piedi una serie di meccanismi che diventeranno per noi
sempre più vincolanti. Se saremo capaci di trasformare quelli che
sono i vincoli in risorse, questa Regione avrà un futuro, se
continueremo a considerare i vincoli come inutili, fastidiosi che
ci impediscono di fare le cose che tradizionalmente abbiamo
fatto, allora credo che futuro per questa Regione non ce ne potrà
essere.
Ma il nostro auspicio, onorevole Caputo, è che questo futuro
si possa realizzare per quanto ci riguarda in questo siamo
impegnati.
PRESIDENTE. Sono stati presentati degli ordini del giorno che
saranno discussi in un momento successivo della discussione del
disegno di legge.
Dichiaro chiusa la discussione generale sul disegno di
legge.
Considerato che il bozzone è stato distribuito in ritardo,
comunico che gli emendamenti possono essere presentati entro
domani mattina alle ore 10.00.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Comunico che sarà dato annuncio in una prossima seduta
del nuovo testo, presentato dai firmatari, della mozione numero
350 a firma degli onorevoli Pagano ed altri.
L'Assemblea terrà seduta domani, venerdì 7 maggio 1999, alle
ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - ELEZIONE DI TRE DELEGATI DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.
III - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 351 - Iniziative per garantire la piena operatività del
Direttore generale della Azienda unità sanitaria locale (AUSL)
n. 8 di Siracusa.
Pagano Alessandro; Bufardeci Giambattista, Drago Giuseppe; Scoma
Francesco.
Presentata il 4.05.1999
IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 1999 e bilancio pluriennale per il triennio
1999-2001" (nn. 815-853-866/A) (Seguito).
Relatore di maggioranza: on. Di Martino
Relatore di minoranza: on. Tricoli
La seduta è tolta alle ore 21.36
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50