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Resoconto d'Aula della Seduta n. 246 di giovedì 06 maggio 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 19.00.

     LO CERTO , segretario, dà lettura del  processo  verbale della
  Seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                  ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
  per   gli   enti   locali,  la  risposta  scritta  alla  seguente
  interrogazione:   numero.  1463  -  Riapertura  della  via  Mario
  Mirabella a Palermo.  Firmatario: Caputo Salvino
       Avverto  che  la  risposta  sarà  pubblicata  in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

        PRESIDENTE.  Comunica che sono state presentate le seguenti
  interrogazioni:

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

     N. 3076  -  Opportuni  provvedimenti  per il ripristino del
     servizio   di  assistenza  spirituale  e  religiosa  presso
     l'ospedale di Avola (SR).
     - Assessore Sanità
     Firmatario: Burgaretta Aparo Sebastiano

     N. 3078  -  Provvedimenti  urgenti  per  l'approvazione del
     bilancio  di  previsione  dell'esercizio  finanziario  1999
     della Provincia regionale di Caltanissetta.
     - Presidente Regione
     - Assessore Enti Locali
     Firmatario: Pagano Alessandro

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

     N. 3077 - Invio  di un commissario ad acta presso il Comune
     di Palermo per affrontare il problema del nomadismo.
     - Presidente Regione
     - Assessore Enti Locali
     Firmatario: Tricoli Marzio

                               ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  mozione:

     N. 351 -  Iniziative per garantire la piena operatività del
     Direttore  generale  della  Azienda  unità sanitaria locale
     (AUSL) n. 8 di Siracusa.
     Firmatari: Pagano Alessandro; Bufardeci Giambattista; Drago
     Giuseppe; Scoma Francesco
     Presentata il  4/05/99

    Avverto  che  la  predetta mozione sarà iscritta all'ordine del
  giorno  della seduta successiva perchè se ne determini la data di
  discussione.

                 COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  del  4  maggio  1999,
  l'onorevole  Nicolò  Barone  ha  reso noto di aver aderito, a far
  data  dall'1 maggio 1999, al Gruppo parlamentare di Forza Italia,
  cessando  conseguentemente  di  far parte del Gruppo parlamentare
  'Unione democratica per la Repubblica' (UDR).
       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127  comma  nono  del
  Regolamento interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA
    REGIONE  SICILIANA  PER  L'ANNO  FINANZIARIO  1999  E  BILANCIO
    PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 1999 - 2001" (NN. 815-853-866/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine del giorno:
  Discussione del  disegno di legge nn.  815-853-866/A "Bilancio di
  previsione della  Regione siciliana per l'anno finanziario 1999 e
  bilancio pluriennale per il triennio 1999-2001".
       Invito i  componenti la seconda Commissione a prendere posto
  al banco alla medesima assegnato.
       Onorevoli colleghi, prima di dare la parola all'onorevole Di
  Martino, Presidente  della Commissione e relatore di maggioranza,
  dò lettura  della  lettera  pervenuta  alla  Presidenza  da parte
  dell'onorevole   Tricoli,   relatore   di  minoranza:  "Onorevole
  Presidente, per  motivi  di salute non potrò essere presente alla
  seduta  d'Aula   odierna   avente   come  ordine  del  giorno  la
  discussione  del  disegno  di  legge  numero  815,  853  e  866/A
  'Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  1999-2001'  dove   avrei   dovuto  relazionare  il  documento  di
  minoranza. Pertanto  Le  sarei grato se volesse allegare la copia
  della suddetta  relazione al disegno di legge in discussione".
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Di Martino, per svolgere
  la relazione.

     DI  MARTINO ,  presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi preme,
  anzitutto, dare atto  a tutto le componenti politiche presenti in
  Commissione  Bilancio  di  avere  dato  prova  di  responsabilità
  politica, oltre che di sensibilità istituzionale, garantendo alla
  Commissione le condizioni  per darsi un percorso ed un calendario
  di lavori che  ha  consentito,  nei  ristretti  margini  di tempo
  fissati dalla  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
  di  licenziare per l'Aula  il  testo  del  disegno  di  legge  di
  bilancio.
       Senza che alcuno  rinunziasse  a rappresentare e a sostenere
  il proprio punto  di  vista  politico sui diversi contenuti della
  proposta di bilancio,  la  Commissione  ha  potuto  concludere  i
  propri lavori esprimendo  il  parere  positivo  a maggioranza sul
  progetto  di  bilancio   che  viene  oggi  sottoposto  al  vaglio
  dell'Aula.
       Un esame di Aula che  si  avvia  con  il  mese di maggio già
  iniziato, dopo che  si  sono  consumati quattro mesi di esercizio
  provvisorio, in questi dati,  credo, ci sia tutto il quadro delle
  difficoltà politiche e contabili che che connotano l'attuale fase
  della vita politica regionale.
       Non  sfugge  a  nessuno   che   al   di  là  di  ogni  latra
  considerazione il  protrarsi  dell'esercizio  provvisorio oltre i
  quattro  mesi   proietta  nell'intero  sistema  contabile  e  dei
  pagamenti della Regione,  una  condizione  di  incertezza  che si
  riflette su tutti  gli  altri operatori pubblici e privati, dalla
  finanza regionale  alimentano  le  proprie entrate. Un condizione
  patologica  che  condiziona  tutta  la  contabilità  del  settore
  pubblico, ma anche delle  imprese,  alla  luce del rilievo che la
  finanza regionale ha  nella formazione del prodotti interno lordo
  regionale.
       Al determinarsi  di questa condizione hanno concorso diversi
  fattori. In primo  luogo,  la  crisi del Governo di centro-destra
  che si è prodotta a chiusura dello scorso anno, proprio a cavallo
  dei due esercizi  finanziari  ed  alla  vigilia  dell'avvio della
  sessione di bilancio.  Un  mutamento del quadro politico ha posto
  il nuovo esecutivo  nella  necessità  di  dovere  reimpostare una
  manovra  finanziaria  che   il   disegno  di  legge  di  bilancio
  presentato dal Governo  uscente  come un mero adempimento tecnico
  istituzionale non configurato.
       Da qui la  necessità di affrontare un complesso di normative
  che dessero il  segno  dell'avvio  di  un processo di risanamento
  finanziario che avesse non solo un impatto tangibile ed immediato
  sui conti dell'esercizio  1999, ma anche un respiro temporale dei
  contenuti in grado id prefigurare l'avvio di una profonda riforma
  della Regione,  del  suo ruolo, della sua articolazione; non solo
  dunque una  operazione  contabile   ma  un  impegnativo  percorso
  politico di  riforma.
       Direi che  anche l'asprezza del confronto politico e di Aula
  sulla finanziaria  dimostra  la  robustezza delle impostazioni di
  quel testo e  la sua capacità di incidere sui percorsi contabili,
  ma non solo della  Regione;  credo che al di la degli effetti sui
  conti del bilancio che ci accingiamo a discutere e di cui diremo,
  si  sono   messi   in   cantiere   una   serie   di  processi  di
  razionalizzazione e  di  regole che, se adeguatamente gestite sul
  terreno dell'azione  di Governo, possono rappresentare una svolta
  importante per questa Regione.
       Ma  veniamo  al testo del bilancio che oggi arriva all'esame
  dell'Assemblea.  Si  tratta  di  un testo che, dal punto di vista
  della  manovra  possibile,  sconta  anzitutto il limite di dovere
  operare su previsioni di bilancio che sono già state attivate per
  quattro   dodicesimo   del   loro   ammontare   e   sulla   base,
  sostanzialmente, del progetto depositato nell'ottobre del 1998.
       In  commissione  si  è  parlato  di  un bilancio "ponte", un
  bilancio,  in  altri  termini, con il quale si chiuderà l'attuale
  quadro  giuridico-contabile  sul  bilancio,  che  è  destinato  a
  modificarsi  in  maniera significativa in forza delle nuove norme
  in materia introdotta con  la  legge  n.  10  del 1999 (Misure di
  finanza  regionale   e   norme   in  materia  di  programmazione,
  contabilità e controllo),  oltre che per l'entrata a regime della
  nuova disciplina  sull'indebitamento,  introdotto  con  la  legge
  finanziaria del 1997.
       Vale  la  pena  ricordare  che dal prossimo esercizio muterà
  radicalmente il modo di impostare il progetto di bilancio, il suo
  collegamento  con  gli strumenti di programmazione finanziaria, i
  tempi  di esame da parte dell'Assemblea dei diversi documenti nei
  quali si articolerà la complessiva manovra di bilancio.
       Già dal prossimo mese di giugno, il Governo dovrà presentare
  all'Assemblea       il      documento      di      programmazione
  economico-finanziaria   che,   con  riferimento  al  bilancio  di
  previsione  del  prossimo  triennio,  traccia  il quadro generale
  dell'andamento  delle principali variabili macroeconomiche, degli
  obiettivi  programmatici  e  del  loro  collegamento con i flussi
  finanziari  e  di bilancio, che devono costituirne il presupposto
  fondamentale.
       Si  realizza  con  tale  schema  un  modello  programmatorio
  realistico    e   coerente,   poiché   salda   il   processo   di
  di individuazione degli obiettivi programmatici con i vincoli che
  la  manovra  annuale  di  bilancio  e con le disponibilità che la
  manovra finanziaria riesce a realizzare: l'Assemblea si inserisce
  così  in  una  fase  importantissima di definizione dei parametri
  essenziali  del  bilancio,  acquisendo  un ruolo significativo di
  indirizzo  rispetto alla fase infragovernativa di predisposizione
  dei bilanci.
       Uno strumento di intervento sulle variabili di bilancio - la
  legge finanziaria - finalmente a contenuto tipico e definito, che
  costituisce il collegamento tra il documento di programmazione ed
  il  bilancio  e  la  sede nella quale le scelte di programmazione
  realizzano le loro condizioni di fattibilità finanziaria.
       Ma  con  il prossimo esercizio finanziario dovremmo avere un
  quadro finalmente meglio definito degli assetti finanziari tra lo
  Stato  e  la Regione. Nel collegato di sessione al bilancio dello
  Stato,  infatti, è stata inserita la previsione di chiudere entro
  il  mese  di settembre il contenzioso sui rapporti finanziari tra
  lo  Stato  e  la  Regione  siciliana  entro  il  prossimo mese di
  settembre.
       Al   di  là  di  quelli  che  potranno  essere  i  risultati
  conclusivi  di tale confronto, è comunque indispensabile definire
  un  quadro  di  certezze  giuridiche  sul  regime  delle  entrate
  regionali,  poiché  indubbiamente  su  una condizione di certezza
  delle  risorse  che  può  costruirsi  ogni  realistica ipotesi di
  risanamento  finanziario  che non voglia essere una mera politica
  di  abbandono, da parte della Regione, di una serie di interventi
  che garantiscono anche condizioni di coesioni e di tenuta sociale
  in  una  realtà  caratterizzata  da estrema difficoltà sul fronte
  dello sviluppo e della crescita occupazionale.
       Bisogna  dare atto al Governo di avere posto una particolare
  attenzione  al  problema  delle  entrate come uno degli strumenti
  attraverso cui realizzare il risanamento.
       Nella    legge   finanziaria   appena   approvata,   vengono
  individuate  specifiche politiche in grado di mettere a regime un
  assetto  più  realistico  e  significativo  delle  entrate  della
  Regione.  Anche  sul  versante  dell'indebitamento,  siamo ad una
  svolta:  si  è conclusa positivamente la vicenda del collocamento
  del  prestito  della Regione e il mercato finanziario ha mostrato
  di   credere  alla  fattibilità  politica  e  finanziaria  di  un
  risanamento  possibile e delineato nella legge finanziaria, che è
  divenuta   uno  degli  elementi  qualificanti  nella  valutazione
  operata  dai  mercati  in  ordine  alle  condizioni della finanza
  regionale.
       Ma  siamo  anche  anche all'ultimo esercizio finanziario nel
  quale  potremo  iscrivere l'autorizzazione a ricorrere al mercato
  per  pareggiare  il  bilancio;  dal prossimo esercizio, infatti,,
  sulla  base  di  una  norma  varata dall'Assemblea, il ricorso al
  mercato finanziario potrà essere attivato per sostenere spese per
  investimenti  e  per  rimborsare i prestiti: un vincolo rilevante
  che  potrà tuttavia indurre politiche maggiormente virtuose sotto
  il  profilo  della  qualità  della  spesa  e  delle  sue fonti di
  finanziamento.
       Ed altrettanto importanti, sotto quest'ultimo profilo,  sono
  le normative rigorose che sono state  varate con riferimento alla
  copertura finanziaria delle leggi di  spesa  ed  alla ristruttura
  delle  disposizioni  sull'obbligo  delle   schede   tecniche   di
  quantificazione  degli oneri per tutti i  disegni  di  legge  che
  arrivano all'esame della Commissione Bilancio.
       Ma vi è un altro elemento decisivo nella ricerca di un nuovo
  equilibrio   finanziario   della  regione:  il  rapporto  con  le
  autonomie  locali.  E'  un  tema  che  ha fortissime implicazioni
  politiche e finanziarie ma è sicuramente imprescindibile rispetto
  al  ragionamento  che  cerchiamo di portare avanti: è arrivato il
  momento di mettere mano ad una riscrittura complessiva del quadro
  dei  rapporto  Regione-autonomie locali, che abbia riguardo ad un
  nuovo  assetto  delle  funzioni  e ad una nuova distribuzione del
  personale  e  delle  risorse,  nel  quadro  di un federalismo che
  esalti  i  diversi livelli e del decentramento e ne sottolinei le
  responsabilità  sia sul terreno della gestione che della capacità
  di finanziamento delle funzioni attribuite.
       Altro  tema  rilevante  sul  quale  credo che la Commissione
  bilancio  dovrà  operare  adeguati approfondimenti in tempi brevi
  riguarda  la spesa sanitaria, un onere che rappresenta la voce di
  gran  lunga  più rilevante del bilancio della Regione, assorbendo
  da sola una quota compresa tra il trentacinque ed il quaranta per
  cento  delle  risorse.   Ebbene,  anche  e  soprattutto  in  tale
  comparto,   bisogna   garantire   che   all'impegno   finanziario
  sopportato  dalla  collettività corrispondano servizi  svolti  al
  massimo di resa qualitativa e con il massimo di  resa  produttiva
  delle risorse impiegate.
       Insomma si impone un cambio di passo che ci viene richiesto,
  oltre   che  dalle  difficoltà  interne  al  sistema  finanziario
  regionale,  anche  dai  vincoli che su di esso vengono proiettati
  dalle  politiche  di  convergenza  internazionale cui il paese ha
  aderito.   Mi   riferisco  al"  Patto  di  stabilità"  introdotto
  normativamente con il collegato alla finanziaria dello Stato, che
  chiama  tutto il sistema delle autonomie locali a  concorrere  al
  processo  di risanamento finanziario del Paese,  vincolandolo  al
  perseguimento di precisi obiettivi di riduzione dei  disavanzi; è
  tutto  un  nuovo  processo  che  si introduce sul  terreno  della
  cooperazione  tra  i  diversi  livelli istituzionali  che  devono
  condividere,   ai  diversi  livelli  di   responsabilità,   delle
  politiche "virtuose" di bilancio, idonee a contenere il complesso
  disavanzo del settore pubblico.
       Nuovi  vincoli, ma anche nuovi strumenti per rilevarli e per
  seguirne   l'evoluzione;  intendo  riferirmi  alla  necessità  di
  introdurre  nel sistema della contabilità regionale gli strumenti
  idonei  per costruire modelli previsionali dei flussi  di  cassa,
  che  non solo rappresentano meglio le effettive  dinamiche  della
  finanza regionale, ma ci allineano a modelli di  costruzione  dei
  conti pubblici largamente prevalenti in Italia e in  Europa.  nel
  bilancio  di  quest'anno, in forza di una  apposita  disposizione
  introdotta con la legge regionale n. 4 del 1999  e  ripetendo  la
  analoga  esperienza  dello  scorso  anno, è contenuto  un  quadro
  riepilogativo previsionale dei flussi di cassa, che se pure nella
  sua  forma  aggregata, rappresenta un primo  significativo  passo
  verso la costruzione del bilancio di cassa; credo valga  la  pena
  ricordare   l'importanza  della  disposizione  secondo   cui   le
  previsione di cassa riferite alla spesa costituiscono  il  limite
  alle  autorizzazioni di pagamento.  Si tratta di  una  importante
  acquisizione,  in  una  condizione  nella  quale  è  proprio  sul
  versante delle necessità di cassa che si registrano  le  maggiori
  tensioni nel sistema.
       Ma  credo  che  un ragionamento realistico sulle prospettive
  debba  considerare  anche una lettura attenta dei processi che si
  sono  prodotti  in  questi  anni  nei  conti regionali anche come
  riflesso della politica di contenimento delle spese attuata dallo
  Stato.
       L'Italia,  è  universalmente  riconosciuto,  ha  compiuto un
  autentico miracolo mettendo a posto i propri conti in vista della
  moneta  unica europea; una serie di manovre di bilancio che hanno
  consentito  di  ridurre  tra  il  1992  ed  il  1997  il rapporto
  deficit/pil  dal  10,4 al 3,1 per cento. Un esempio  di  politica
  "virtuosa" da indicare come modello di risanamento, tanto  che lo
  stesso  sindacato  ha  evocato  una "Maastricht in  Sicilia"  per
  risanare  i  conti  pubblici  regionali.   Ma  proprio   in  tale
  prospettiva bisogna tenere conto di quanto  è avvenuto, anche per
  effetto di tali politiche, nei conti  della  Regione nello stesso
  periodo.  Facciamo parlare i numeri.  A  partire  dal  1990,  per
  effetto dei provvedimenti di  contenimento  della spesa pubblica,
  la Sicilia è stata chiamata a  concorrere  con  propri  fondi  in
  misura sempre crescente (da poco più di  500 miliardi siamo ad un
  dato di previsione 1999 di 3.687  miliardi)  alla spesa sanitaria
  di  parte corrente, oltre ad essere  stata  esclusa  dal  riparto
  della quasi totalità dei fondi settoriali destinati alle regioni;
  lo stesso fondo di solidarietà nazionale,  che nel 1989 era stato
  quantificato  in 1.400 miliardi, nel 1990  si  è  ridotto  a  210
  miliardi ed a decorrere dal 1991 non è  stato più erogato. Si può
  stimare sulla base di tali dati che per effetto di queste partite
  è  possibile  quantificare  un  minore  afflusso  di  risorse  al
  bilancio della Regione secondo un ordine  di grandezza che va dai
  quindici  ai ventimila miliardi.  Per  gli  equilibri  finanziari
  della Regione questa minore quantità  di  risorse  rappresenta un
  dato di fatto cui (a prescindere  da  ogni  altra  considerazione
  giuridica   o   politica)  ci  si   è   dovuti   adeguare   nella
  predisposizione dei bilanci.
       Come  può  avvenire  l'adeguamento  contabile  ad  un minore
  flusso di  risorse disponibili? O si diminuiscono le spese (se si
  vuole mantenere  un  dato  livello di indebitamento) o si aumenta
  l'indebitamento (per  mantenere  lo stesso livello di spese) o si
  aumentano altre entrate ovvero si realizza un mix di tutte queste
  alternative. Che  cosa è avvenuto nella realtà? Anzitutto vi è da
  sottolineare che dal 1992 in poi tutte le manovre di inasprimento
  fiscale  e  dunque  di incremento delle entrate tributarie varate
  sul piano  nazionale  hanno  recato  la clausola che riserva allo
  Stato il  maggior  gettito  delle  stesse  e questo ha escluso la
  possibilità  per  la  Regione  di  contare  sulle dinamiche delle
  entrate   tributarie   derivanti   da  tali  manovre,  che  hanno
  costituito  aspetto  non  secondario del programma di rientro del
  disavanzo;  sicché  la  necessaria  correzione dei conti è dovuta
  avvenire a carico delle altre "componenti" del bilancio. Se si fa
  riferimento ai  valori  previsionali, a partire dal 1992 il mutuo
  iscritto in  bilancio  per pareggiare i conti della competenza ha
  un andamento di segno decrescente, al contrario di quanto avviene
  per  la  incidenza  annuale  degli oneri "aggiuntivi" di bilancio
  derivanti dalle  manovre  di cui si è detto (basti considerare in
  tal senso la dinamica della sola voce del concorso regionale alla
  spesa  sanitaria):  ciò  vuol  dire  che  l'aggiustamento, per la
  dimensione cui si è fatto cenno prima, è avvenuto sostanzialmente
  in termini  di  riduzione della spesa. Non si può dunque dire che
  il   bilancio   regionale   si   sia   sottratto  alla  "bolletta
  Maastricht".  E' importante altresì considerare che tale processo
  non solo  ha  avuto  un rilevante effetto sulla spesa complessiva
  riconducibile al bilancio ma ha influito significativamente sulla
  sua  stessa  composizione:  si  sono  dovute  reperire risorse da
  destinare  a  spese  correnti  (spesa sanitaria, fondo trasporti,
  etc.)  e  cancellare  disponibilità destinate alla spesa in conto
  capitale (come il fondo di solidarietà nazionale).  Ebbene questa
  operazione  si  è  compiuta,  il bilancio ha scontato interamente
  questi   adattamenti   e  non  si  è  trattato,  finanziariamente
  parlando,  di  cosa  trascurabile,  tutt'altro: è stata, sotto il
  profilo  quantitativo,  non  dissimile dallo sforzo operato dallo
  Stato, anzi...
       Il lavoro  svolto  dalla Commissione è partito da uno schema
  di bilancio basato su previsioni formulate nello scorso autunno e
  con una impostazione nella quale non trovavano allocazione talune
  questioni alle quali abbiamo dovuto trovare soluzione.
       Il  Governo,  oltre  alle  due  note  di  variazione  aventi
  connotazioni  prevalentemente  tecniche, ha presentato, a seguito
  dell'approvazione  della  legge  n.  10  del  1999,  una  manovra
  complessiva che  ha aggiornato le previsioni di entrata, le spese
  e   gli  accantonamenti  di  bilancio  per  le  nuove  iniziative
  legislative:  una  manovra  che,  perfezionatasi  in  Commissione
  bilancio, è  stata  trasfusa  nel  disegno  di  legge  che è oggi
  all'esame dell'Aula.
       Sul  versante delle entrate, sottolineerei il buon andamento
  di quelle  tributarie  che ha portato ad iscrivere una previsione
  di maggiore  gettito per l'IRPEF di oltre 1.300 miliardi e per le
  tasse automobilistiche  di  90  miliardi  a  fronte  di un minore
  gettito IRPEF  di  79  miliardi  ed  una  marcata flessione delle
  ritenute  sugli  interessi  (-  478  miliardi)  per effetto delle
  dinamiche dei tassi d'interesse.
       Nel  complesso,  la  manovra  approvata  in  Commissione  ha
  determinato:
       -  una  previsione  di  incremento  del  Titolo  I  (Entrate
  tributarie)  di 945 miliardi, portandole ad  un  totale  di  poco
  superiore ai 15.000 miliardi;
       - una  previsione di ricorso al mercato finanziario di 2.200
  miliardi per il  2000  e  a 928 miliardi per il 2001. La relativa
  autorizzazione di cassa  è  di  1.300  miliardi,  il  che porta a
  complessivi  3.000  miliardi  le  previsioni  di  cassa  connesse
  all'indebitamento, considerato che anche le entrate relative alla
  recente  emissione  obbligazionaria  di 1.700 miliardi sono state
  regolate nel corso del 1999;
       - un  incremento del totale delle entrate di 1.840 miliardi,
  con significativi aumenti dei capitoli che recano le assegnazioni
  comunitarie e la  quota dello Stato relative al Fondo Sociale, al
  FEOGGA ed al FESR.
       Per  effetto  di  tali  previsioni,  l'ammontare complessivo
  della competenza  per  il  1999 risulta essere di 25.929 miliardi
  (rispetto ad un valore assestato per il 1998 di 28.604 miliardi).
       Per  quanto  concerne  gli accantonamenti, la Commissione ha
  anzitutto proceduto  a quantificare le destinazioni per una serie
  di  problemi  che non avevano trovato allocazione nell'originario
  bozzone: dal  fondo  trasporti  ai  lavori socialmente utili, dai
  catalogatori alla  custodia  e fruizione dei beni culturali, alle
  diverse   finalizzazioni  a  sostegno  della  occupazione.  Siamo
  riusciti a determinare un'ulteriore disponibilità di quasi trenta
  miliardi  per  le  altre  iniziative  legislative che l'Assemblea
  appronterà, mentre  abbiamo iscritto in bilancio, con la modalità
  dei  fondi   negativi,   una  serie  di  previsioni  di  entrate,
  principalmente collegate  con  la  manovra  della legge n. 10 del
  1999, che -  se  pure certe - al momento non sono quantificabili:
  ciò imporrà quindi un aggiornamento delle previsioni di ulteriori
  risorse, che potrà essere operata realisticamente in concomitanza
  dell'assestamento di bilancio.
       Il   quadro  complessivo  di  tali  operazioni  è  contenuto
  nell'elenco n. 5 allegato al bilancio.
       Ma naturalmente  tutta  la  politica  della  spesa sconta il
  quadro delle difficoltà finanziarie e la necessità di operare dei
  tagli;  naturalmente  tagli  ragionati  e non indiscriminati, che
  tengano   conto   della  necessità  del  sostegno  alle  attività
  produttive,  alla  spesa  per  investimenti  e della salvaguardia
  delle categorie  sociali  più deboli, che non possono sostenere i
  costi maggiori del risanamento.
       Fatto per  estrema  sintesi questo breve quadro, vorrei dire
  al Governo  che  la Commissione si ritiene fermamente impegnata a
  garantire per  il  futuro  il rigoroso rispetto del calendario di
  svolgimento di tutte le fasi procedurali relative alla manovra di
  bilancio, attribuendo a  tali fasi non già una valenza formale ma
  un  preciso  rilievo  politico  ed  istituzionale;  ci attendiamo
  perciò che nei  termini  di  legge  il Governo depositi, entro il
  prossimo mese, il documento di programmazione e fornisca i propri
  orientamenti  per consentire alla Commissione di completare entro
  tempi brevi il percorso di riforma della contabilità regionale.
       Siamo   consapevoli   che  è  sul  terreno  del  risanamento
  finanziario  che  si  gioca  un  aspetto  essenziale  del  futuro
  dell'autonomia e  della  sua  capacità di porsi al servizio dello
  sviluppo e  della  crescita  civile,  economia  e culturale della
  Sicilia.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE. Signor Presidente, Assessore per il bilancio, onorevoli
  colleghi,   prima   di   intervenire    brevemente    devo   dire
  sull'argomento, ritengo doveroso ringraziare,  per  la  parte che
  interessa  la  mia  persona  nella   qualità   di  componente  la
  Commissione  Bilancio,  e  rivolgere a  tutti  coloro  che  hanno
  partecipare,  in  questo  caso mi rivolgo  ai  funzionari  ed  ai
  dipendenti  dell'Assemblea, che hanno  collaborato  con  la  loro
  competenza, la loro diligenza e quindi anche la loro pazienza nei
  lavori  preparatori  della  legge  finanziaria,  dello  strumento
  finanziario previsionale 1999.
       Un particolare  ringraziamento  va indirizzato al Segretario
  generale; qualche collega  potrebbe  insinuare  che  il personale
  dell'Assemblea è pagato per  fare ciò, certamente, ma la certezza
  della paga si è conclusa  ad aprile e quindi, a parte la battuta,
  adesso vorrei trattare  brevemente  e  fare  una  riflessione sul
  bilancio di previsione 1999.
       Ho  detto,   l'altro  giorno,  in  Commissione  che  ero  in
  difficoltà ed ero anche imbarazzato a trattare l'argomento perché
  non trovavo elementi  di  giudizio in grado di rappresentare, non
  rappresentare,  ma  dare un contributo, perché  un bilancio a due
  tempi,  come  veniva riferito dall'assessore onorevole Piro, è un
  bilancio  di  transizione  si   presta   sicuramente   a  qualche
  difficoltà dal punto di vista soprattutto di comprendere che cosa
  rappresentano questi due tempi o che cosa  è  questo  bilancio di
  transizione,  quindi  significa  che  trattiamo  un  bilancio  in
  carenza di elementi da definire  che necessariamente dovrà subire
  aggiustamenti nel corso dell'anno.
       Questo, mi pare,   sia stato detto  in  Commissione, anche e
  soprattutto   dall'autorevole    rappresentante    del   Governo,
  l'onorevole Piro, cioè gli effetti  della  finanziaria  non  sono
  comprensibili  e pertanto, per quello che  riguarda  la  mia,  la
  nostra posizione politica, rimane  molto  critica, rimane critica
  in quanto tutta la manovra, dalla finanziaria al bilancio, non si
  colloca nel ragionamento che ha come obiettivo  il  lavoro  e  lo
  sviluppo.
       Il risanamento  della  dissestata  e  disastrata  situazione
  finanziaria della Regione  siciliana doveva trovare, come criteri
  di guida, il rigore,  l'equità, l'efficienza; ma così, così non è
  stato. Una finanziaria  deludente,  un bilancio senza effetti che
  si presenta a questo  Parlamento  per  ottenere  un  voto che può
  essere favorevole, non so  da  quale  parte,  che  può  essere di
  astensione benevola da altre  parti,  che può essere negativo per
  altre parti ancora che vedremo più avanti.
       Quello che abbiamo sostenuto,  debbo dire, l'attuale manovra
  non cambia gli equilibri di potere e di privilegio e pertanto non
  avrà effetti positivi, è solo un "tirare a campare", un allungare
  i tempi; quello che abbiamo sostenuto  e sosteniamo attualmente è
  che  per  superare  le presenti  difficoltà  era  necessaria  una
  manovra certamente non indolore ma equilibrata  ed  equa, di tipo
  strutturale;  senza  una  correzione   di  rotta  della  politica
  finanziaria e di bilancio, le possibilità  di  un timido aggancio
  alla ripresa sono ridotte "a lumicino".
       Onorevole  Piro,  debbo, a questo  punto,  fare  cenno  alla
  finanziaria che, a mio modesto avviso,  non  affronta  i problemi
  della moralizzazione della vita  pubblica  ed  amministrativa per
  mascherare  poteri  occulti e i  loro  inquinamenti,  trovo  solo
  segnali molto timidi, piccoli segnali  sulle  procedure,  ma  non
  entra concretamente nella questione  centrale del malessere della
  Regione siciliana, così intimamente legata  alla  crisi di valori
  della condotta morale che ciascuno, investito di potere, dovrebbe
  eleggere a norma di guida, a norma di vita.
       Continuano ad  esistere le clientele, continuano ad esistere
  le consorterie varie,  ecco  perché la finanziaria è stata da noi
  criticata, ecco perché la polemica politica ha visto assumere, da
  parte di alcuni  settori,  toni  duri  ed aspri, attribuendo alla
  nostra proposta politica  il sapore di un' azione ostruzionistica
  o strumentale.
       Avevamo  ragione, allora. Abbiamo - con amarezza, debbo dire
  - ragione anche oggi.
       Non  abbiamo  mai disconosciuto la gravità della crisi.  Non
  ci siamo mai rifiutati di seguire  una  politica  di risanamento.
  Ma  abbiamo  avvertito  immediatamente che  la  manovra  era  già
  compressa in partenza.
       E,  pur  apprezzando  il  tentativo  dell'Assessore  per  il
  bilancio  e  le finanze, onorevole Piro,  di  inserire  novità  e
  modernizzazione,  tutto  è  rimasto   nelle  intenzioni,  escluso
  qualche episodio.
       Faccio  un  ultimo  esempio,  il  sistema  dei controlli. Il
  sistema  dei  controlli  è  saltato.  Ed  è  saltato il principio
  anglosassone  che recita: "Piccola operazione, piccolo controllo.
  Grande  operazione,  grande  controllo".  Così  facendo rimangono
  spazi per focolai infettivi, corrosivi e deleteri, infiltrati nel
  corpo delle istituzioni e negli apparati intimi e riservati.
       Tutti  argomenti  che stanno nella questione morale. Martedì
  scorso  si è parlato a lungo di queste cose, ma fino a quando non
  si  affronterà,  caro  onorevole Piro, la riforma dello strumento
  contabile regionale, ci troveremo di fronte alle solite astuzie e
  furbizie che generano i rischi di cui ho parlato.
       Lei,  onorevole Piro, nel corso di un'intervista  rilasciata
  il  6  febbraio  1999, sosteneva che occorre programmare la spesa
  per  obiettivi  e  piani  operativi.  Si ricorderà sicuramente di
  questa  intervista,  che  io  ho  apprezzato  molto. Sempre nella
  stessa  occasione  affermava  che  bisogna  passare  dal bilancio
  incrementale  al  bilancio  per  capitoli.
       Ora, onorevole Piro, a distanza di tre  mesi  - mi rivolgo a
  lei perchè è una persona responsabile e lo ha dimostrato anche in
  questi pochi mesi di governo, di essere  il  punto di riferimento
  anche  dal  punto  di  vista  della   interlocuzione   e  per  la
  possibilità che abbiamo ottenuto,  anche,  delle  motivazioni nel
  dire no, della sua bravura e quindi  della  sua  competenza  -  a
  distanza di tre mesi - dicevo - qual è il suo attuale pensiero?
       E'  sempre  disposto a fare le riforme e quindi a modificare
  l'istituzione,  per  come  lei  in  quella  intervista e in altre
  interviste  ancora  si  è  lasciato  andare o no?  Vede, a questo
  punto  mi rivolgo al Presidente e anche al Parlamento. Qui non si
  tratta  più  di  tenere  convegni  o  tavole  rotonde  su  queste
  questioni,  perchè il vero motivo, caro onorevole Forgione - e lì
  siamo  d'accordo, finalmente - il vero motivo soprattutto ruota e
  ruoterà  intorno  alle riforme.  E' la possibilità dell'interesse
  politico  per  affrontare  lo  storico  problema del rapporto tra
  cittadini e istituzioni.
       E  allora  se  siamo  d'accordo su queste cose, non possiamo
  perdere  tempo  e  non  possiamo allontanare questa grande grande
  possibilità offerta, oltretutto mi pare da più parti, da quasi da
  tutte  le  componenti  politiche  che intendono avviare una nuova
  stagione che parla di regole, che parla di riforme e che parla di
  un equilibro istituzionale diverso, più rispondente alle esigenze
  dei cittadini.
       E    allora,   infine,   desidero   rivolgere   questa   mia
  considerazione  al Presidente e a tutto il Parlamento. Una classe
  politica  aperta  e moralmente sana può intestarsi legittimamente
  l'obiettivo  di  fare  le riforme.
       Questo  Parlamento  ritengo  che possa tentare, se non altro
  tentare.
       Credo  che l'istituto delle responsabilità sia ancora vivo e
  presente, e quindi io mi auguro che, finita la fase del bilancio,
  possa avviarsi una fase organizzativa vera dell'istituzione.
       E  allora  questo bilancio, che ritengo non rispondente alle
  esigenze  e  quindi alla capacità di poter dare anche risposte ad
  una  serie  di  categorie che sono state, cioè, in un certo senso
  anche mortificate perchè non trovano posto.
       I   capitoli   di  spesa  non  rispondono  ai  bisogni,  non
  rispondono  ad  agevolare  quelle  attività produttive che ancora
  sono  presente  e  che  fanno  sacrifici in questa Sicilia. Dico,
  pertanto,  che  questo bilancio passerà sicuramente.  Vedremo più
  avanti come ci articoleremo anche nel voto.
       Si parla di tante  cose,  non  voteremo certamente a favore.
       Si  parla  di   tanto,  noi  faremo  la  nostra  riflessione
  rispetto, anche, al procedere  dei  lavori.  Mi  auguro  che  gli
  emendamenti  presentati, per   quello   che  riguarda  la  nostra
  posizione politica, non siano tanti.  Ci  può  essere  ancora  la
  possibilità di correggere qualche cosa, di modificare in positivo
  qualche  altro  argomento  e  poi   alla  fine  viaggeremo  verso
  l'approvazione  di  questo  strumento  che reputo più tecnico che
  politico  visto l'andazzo delle cose e vista anche la rispondenza
  che ha rispetto ai problemi che sono tanti.
       Questo bilancio, quindi, questa volta, nasce, debbo dire, in
  un  contesto  difficile;   debbo   sottolineare   che  in  questa
  difficoltà  qualcuno  ha  lavorato  anche  bene  e con questo non
  voglio  dire che l'onorevole Piro ha lavorato bene, ma si è fatto
  carico di momenti particolari e quindi un minimo di apprezzamento
  per una parte è doveroso anche riconoscerlo.
       Per quanto riguarda gli  effetti  li vedremo più avanti, non
  mi convince però, onorevole  Piro,  il  bilancio  a due tempi. Il
  bilancio doveva essere  uno  e  doveva  rappresentare  il  tutto;
  doveva rappresentare anche un ancoraggio rispetto a quei problemi
  che, oggi, questa Sicilia  attraversa,  e  sono  problemi a volte
  anche  drammatici,  soprattutto  se  parliamo della questione del
  lavoro,  dove  stiamo  toccando  livelli  mai  riconosciuti o mai
  visti,  quando  si  parla  che  la  disoccupazione  è  intorno al
  ventotto - ventinove per cento.
       Abbiamo visto lo  sforzo  rivolto verso quelle categorie che
  sono  e  che   continuano   ad   essere  in  difficoltà.
       Abbiamo visto il  posizionamento  di  alcuni miliardi ma che
  non bastano per i lavori socialmente utili, per l'ex articolo 23;
  abbiamo visto la  possibilità di poter sostenere alcune categorie
  importanti: i forestali, tanto parliamo sempre di articolisti, di
  forestali,  parliamo di altri  soggetti  che,  ripeto,  rimangono
  deboli.
       Quindi, la manovra che oggi ci apprestiamo a discutere non è
  completa,  cioè  non  è  definitiva  in quanto manca di risorse e
  queste  risorse  potevano essere, a mio avviso, prelevate da quei
  capitoli  cui  ho fatto cenno, precedentemente, quando dicevi che
  ancora   oggi  si  conservano  nel  bilancio  di  questa  regione
  clientele e consorterie varie.
       Era lì il problema, era lì che il Governo doveva incidere e,
  quindi, incidere profondamente: non è stato fatto
       Io che ho avuto  modo  di  partecipare insieme al Presidente
  della Commissione, Di Martino, a tutte le fasi della Commissione,
  debbo  dire che un grande lavoro, alla ricerca di recuperare fino
  in  fondo  risorse poteva esserci, ma ho visto effettivamente che
  non  c'era  questa  grande disponibilità a fare dei tagli su quei
  capitoli  di  cui  si  parla sempre e poi alla fine c'è sempre il
  freno e quindi la dovuta attenzione.
       L'unico  elemento  che mi sono  permesso  di  consegnare  in
  Commissione Bilancio fu semplicemente un  elemento che guardo con
  molta attenzione e che spero che  il  Governo,  l'onorevole Piro,
  possa  anche  in  questa  sede  dare   una  risposta  perchè  gli
  emendamenti presentati dal sottoscritto e  dal  mio partito erano
  talmente  pochi  che si potevano contare, a  livello  di  10,  15
  emendamenti. E fra questi ce n'erano 2 o  3  su cui abbiamo avuto
  l'ascolto complessivo da parte di tutti  che  si  rivolgevano  ai
  ciechi,   io   li  chiamo  ai  deboli,   e   quindi   c'è   stata
  un'accettazione del ripristino della postazione di 4 miliardi per
  quanto riguarda la questione dei ciechi.
       Per  quanto  riguarda  poi un  altro  problema  che  abbiamo
  sollevato e che va sicuramente  discusso perchè è importantissimo
  per  quanto  riguarda  i servizi per le  isole  minori,  dove  in
  maniera informale l'onorevole Piro dice  che  per  quest'anno  le
  risorse, quindi il posizionamento dei  21  miliardi, è bastevole.
  Io non lo so. E abbiamo presentato  un emendamento per cercare di
  risolvere il problema;  da più parti  arrivano segnali che questi
  servizi, per il modo in cui è  stato  programmato  quel capitolo,
  non possono essere svolti interamente  per  l'anno  1999.  Questo
  Governo per bocca dell'onorevole Piro ha  fatto  ed  ha accertato
  come  stanno  effettivamente le cose,  ma  comunque  noi  abbiamo
  presentato l'emendamento perchè desideriamo che si discuta questo
  emendamento che si rivolge ai servizi per le isole minori. Quando
  si parla di isole minori dobbiamo  fare  molta  attenzione, amici
  miei.
       Si parla di problemi, di vicessitudini e di situazioni che a
  volte diventano drammatiche.  Quindi,  noi abbiamo posto problemi
  seri, non abbiamo presentato  emendamenti "alla carlona", abbiamo
  semplicemente individuato pochissimi  argomenti  perchè  pensiamo
  che  c'è bisogno oggi di una profonda  riflessione  su  tutta  la
  linea  e,  ripeto,  se le parola  usate  dall'onorevole  Piro  in
  quell'intervista  sono  valide  ancora  oggi,  la  riforma  dello
  strumento contabile di questa Regione deve essere avviata. E come
  deve  essere  avviata la riforma  elettorale,  la  riforma  della
  pubblica amministrazione.  Ecco perchè  quelle  cose  che  dicevo
  prima quando si parla di questione morale, la questione morale va
  inserita  nel  contesto  delle  situazioni   che   si   vanno   a
  determinare.
       E allora se questo  Parlamento vuole svolgere interamente il
  proprio  ruolo deve puntare  a  realizzare  questi  tre  momenti,
  perchè questi tre momenti messi insieme allontanano il malaffare,
  i malavitosi, situazioni e fatti  che  sono  deteriori  e con cui
  l'Istituzione non può avere complicità di questo tipo.
       Il ragionamento che  stiamo facendo come componente politica
  di Forza Italia è  che  guardiamo  avanti,  una  prospettiva,  il
  futuro,  ma  guardiamo   soprattutto   il   rapporto  che  questa
  Istituzione deve avere con  il  cittadino.  E sull'onda di questi
  argomenti  Forza  Italia  non  mancherà  all'appello,  perchè  le
  riforme, le regole sono necessarie come è necessario approvare il
  Bilancio, non dico questa sera  perchè  non si può, nel più breve
  tempo possibile.
       Ringrazio il Presidente, e poi  chiedo  che l'onorevole Piro
  risponda su quella domanda soprattutto dei  servizi  per le isole
  minori.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                                MISSIONE

     PRESIDENTE.  Comunico   che   per   ragioni  del  suo  ufficio
  l'onorevole D'Andrea è in missione dal 5 al 6 aprile 1999.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    RIPRENDE  LA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE: "BILANCIO DI
    PREVISIONE  DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 1999
    E  BILANCIO  PLURIENNALE  PER  IL  TRIENNIO  1999  - 2001" (NN.
    815-853-866/A)

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Provenzano. Ne
  ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor  Presidente,  onorevole  Assessore  per il
  bilancio, io  capisco,  anche  se  non condivido e giustifico che
  questo bilancio  arrivi  in  un'Aula  sostanzialmente  assente  e
  disattenta. Un  bilancio che si deve approvare, si deve approvare
  perchè  se  no  il  Commissario  dello  Stato  scioglierà  questa
  Assemblea.
       Io credo  che  una  prima grande responsabilità che a questo
  primo governo di centro-sinistra deve essere addebitata, non solo
  da quest'Aula,  ma  si  permetta  di dire alla Sicilia tutta...la
  storia di questa Sicilia e che per la prima volta nella storia di
  questa Regione,  forse  per  la  seconda  volta,  il  bilancio va
  approvato perchè il  papà  che  è  il  Commissario dello Stato ha
  bacchettato quest'Assemblea.
       Se  il  giorno  10  non  esce  il  bilancio  inizieranno  le
  procedure  di scioglimento.  Questo è  un  fatto  gravissimo,  un
  fatto gravissimo perchè al di là del dovere del Commissario dello
  Stato che fa bene a dir questo, questo Governo ci ha portato al 6
  maggio a conoscere adesso questo bilancio,  e direi oltre la'zona
  Cesarini'   a   obbligare   questa   Assemblea   ad   approvarlo.
  Un'Assemblea  che forse non lo  conoscerà  mai  questo  bilancio,
  perchè forse non avrà il tempo,  l'occasione,  la  possibilità di
  dibatterlo e di analizzarlo ma approvarlo  a scatola vuota perchè
  se no si scioglierà l'Assemblea.
       Vedete, onorevoli  colleghi  del  Governo,  qualcuno  dice e
  l'Assessore Piro  dice,  sì però è colpa dell'opposizione che con
  il suo  ostruzionismo  sulla  finanziaria  ha  portato  a  queste
  conseguenze. La  verità  è,  onorevole  Piro,  che  la portata di
  quella  finanziaria  ce  la  chiediamo,  ce  la  dobbiamo  ancora
  chiedere perchè  di  quella finanziaria in questo bilancio almeno
  io, poi  sbaglierò,  ma io personalmente non vedo nessun effetto.
  Motivo per  il  quale  avevamo  ragione  quando  dicevamo "questa
  finanziaria è inutile, questa finanziaria partorirà un topolino",
  questa finanziaria  vuole solo essere da parte dell'Assessore per
  il bilancio il  suo contributo alla storia per dire che anche lui
  ha fatto  una  finanziaria  ma  poi  il contenuto concreto reale,
  l'effetto su questa finanziaria in questo bilancio non c'è.
       Abbiamo perso tempo, abbiamo oggi costretto questa Assemblea
  ad  approvare  un  bilancio  senza  neanche  leggerlo.  Ed  è  un
  bilancio, mi permetta,  Assessore Piro di dirle che è un bilancio
  fallimentare  e  che   forse  è  molto  di  più  di  un  bilancio
  fallimentare perchè  ci  sono  alcuni  numeri,  alcune  cifre, io
  parlerò solo di  cifre  perchè  credo che in sessione di bilancio
  bisogna parlare di  cifre  che  io  non capisco e che se fossero,
  come dire,  offerte  sic  et simpliciter senza alcuna spiegazione
  delle due l'una o  è  falso il bilancio 1999 o è falso quello del
  2000 e del 2001 e direi che altra strada non c'è.
       Cominciamo dall'inizio,  non  sarò  lungo,  però alcune cose
  voglio  dirle  e  credo  che  proprio per  la  storia  di  questa
  Assemblea debbano essere registrate.
       Vedete,  si   è  parlato  da  parte  di  questo  Governo  di
  prosecuzione del risanamento finanziario, risanamento finanziario
  sta in una  cifra, nella cifra di 2.200 miliardi di accensione in
  prestiti preventivati nel 1999.
       Ora, se nel  1997  questa  cifra  era di 2.300 miliardi, che
  questa cifra sia  di  2.200  miliardi  e  quindi  appena  di  150
  miliardi meno di quanto era il bilancio 1997, io credo che sia un
  risanamento molto  lento  o  quasi  inesistente.  Ma  quello  che
  continua a essere  grave  e  sul  quale  credo noi dobbiamo tutti
  interrogarci, sta  sul  livello del risparmio pubblico, cioè vuol
  dire, per parlare  in soldoni, ma de resto è facilmente leggibile
  la parte 14  del bozzone, la differenza tra le entrate tributarie
  ed extra tributarie  e  le  spese  correnti,  a  fronte di 17.610
  miliardi di entrate  vi  sono  spese  correnti per 18.212 per cui
  questa Regione  continua  a  bruciare  ricchezza  regionale  e la
  brucia per  601  miliardi,  cifra  crescente,  negli anni passati
  questa cifra  era inferiore, cioè questa Regione vuole risanare o
  ritiene di  risanare  il  proprio bilancio continuando a bruciare
  risorse finanziarie ricchezza di questa Regione.
       Quello che più  mi  stranizza  è  che  non so se stranizzerà
  ancora di più  coloro  che ci hanno dato credito recentemente per
  1.700 miliardi, che mi auguro, non leggano questo bilancio, sta a
  quanto riportato nella pagina 15 il quadro generale e riassuntivo
  per il triennio.
       Onorevoli   colleghi,  teoricamente  questa  Regione  si  va
  risanando finanziariamente  perchè  ci dice questo Governo che il
  ricorso al  mercato previsto nel 1999 per 2.200 miliardi scenderà
  nel 2000  a  1.200 miliardi per scendere ancora ulteriormente nel
  2001 a 928  miliardi; un trend eccezionale, cioè di risanamento e
  di ricopertura lenta  di  quello che il deficit che da tanti anni
  questa Regione ha.
       La lettura  brutale  del  dato  di  ricorso  al  mercato nel
  triennio farebbe  immaginare  un  risanamento  di  queste finanze
  regionali; però ci  sono  numeri che non quadrano, se io fossi un
  giudice  delegato   a   cui   si   presentasse  questo  bilancio,
  immediatamente  chiamerei  l'amministratore  per dirgli "spiegami
  dove sta  questo  arcano",  perchè,  vede,  i  2.200  miliardi di
  ricorso al  mercato  del 1999 per esempio comprende entrate extra
  tributarie preventivate le 1999 per 2.558 miliardi che scendono a
  2.061 miliardi e  a  2.062 miliardi nel 2000 e nel 2001. E allora
  delle l'una: o  di fatto il 1999 è un anno eccezionale per quanto
  riguarda le entrate  extra tributarie che di fatto hanno un picco
  di circa 500 miliardi  in più rispetto al 2000 e al 2001 e quindi
  credo che  dovrebbero  spiegarci  da  cosa questo effetto, oppure
  forse le  entrate  extra  tributarie  che riguardano il 1999 sono
  esagerate rispetto alla loro realtà.
       Ma altri fatti che  stranizzano  che  dal  giudice  delegato
  chiederei  appunto  riguarda le  spese  correnti,  cioè  i  2.200
  miliardi di deficit e di ricorso al mercato il 1999, sta a fronte
  di 18.212 miliardi di spesi  correnti che vengono ridotte del 30%
  nel 2000 e nel 2001.
       Per  cui  nel 2000 e  nel  2001  queste  spese  correnti  si
  attestano a 15446 a 15305.  Ora  Assessore  Piro,  mi permetta di
  dire che se questo Governo  ritiene  di  potere  tagliare  l'anno
  prossimo e l'altro anno ancora di ben il 30% le spese correnti io
  credo veramente che chiunque si  meriterà  una statua equestre al
  Presidente Capodicasa e a tutti  gli  Assessori di questo Governo
  che riescono a tagliare del 30% in un anno le spese correnti, che
  sappiamo in questa Regione essere per il 95% spese di personale o
  giù di lì.
       Per cui fossi io un dipendente della Regione mi preoccuperei
  immediatamente  che  per il 30%  o  verranno  mandati  a  casa  o
  verranno ridotti gli stipendi del 30%.
       Io credo in maniera molto  più probabile, ripeto dal giudice
  delegato a cui arrivasse questo  bilancio,  che questo taglio non
  c'è e se questo taglio non  c'è  onorevole Piro, significa che il
  ricorso al mercato del 2000 sarebbe  di 4200 miliardi e di 4 mila
  miliardi nel 2001.
       Questi sono numeri, queste sono  cifre,  per  cui o qualcuno
  dimostra a quest'Aula come si  taglieranno  di 3 mila miliardi le
  spese  correnti di questa Regione  nei  prossimi  2  anni  oppure
  onorevole  Piro  noi dobbiamo scrivere  sotto  no  1200  ma  4200
  miliardi di ricorso al mercato.
       Altro numero che non mi  quadra.  Stando  le  spese in conto
  capitale dove passiamo dalle 7  mila  318  miliardi  del  1999 ad
  appena 3.179 3.100 miliardi nel 2000 2001. Per cui questa Regione
  taglierà secondo il nostro bilancio  di  previsione  oltre il 50%
  delle spese in conto capitale.  Per cui questa Regione passerà ad
  un dimezzamento delle spese in  conto  capitale nel 2000,2001. Io
  elimino quelle che sono  le  valutazioni  politiche, perché molte
  vole poi la politica diventa aria  fritta  e  allora  si può dire
  tutto  il  contrario  di  tutto,   però  da  questo  bilancio  io
  evidenzio, e non lo voglio  evidenziare  tanto  nel  1999, perché
  vedete,  la realtà dei bilanci  non  stanno  tanto  nel  corrente
  quanto nei bilanci passati e nelle previsioni future, perché sono
  le  previsioni  future  che  individuano  i  falsi  nel  bilancio
  corrente o gli errori nel bilancio corrente.
       E'  evidente,  ed è chiaro  che  dai  numeri  delle  entrate
  extratributari, dai numeri delle  spese  correnti  e  dai  numeri
  delle spese in conto capitale c'è  qualcosa  che non quadra e non
  quadra sicuramente una cosa: non quadrano gli anni 2000 e 2001.
       Allora io credo, onorevole Di  Martino  lei  è Presidente di
  questa Commissione che per la  prima  volta appunto credo che per
  l'oramai stanchezza di tutti ha  esitato  un  bilancio  credo  in
  tempi record forse neanche leggendolo,  io  vorrei  che anche lei
  che  ha  fatto questa bella  relazione  spiegasse  a  noi  poveri
  mortali e spiegasse all'opinione pubblica come si può scrivere un
  teorico  risanamento  di questo  bilancio  quando  di  fatto  noi
  abbiamo circa 3.500 miliardi in quest conti.
       Vedete, permettetemi sempre di parlare di numeri, questo era
  un po' il mio mestiere e questo intendo fare, almeno come apporto
  al mio intervento in quest'Aula.
       C'è qualche altra cosa che non funziona, e alla pagina n. 17
  "Enti locali", per esempio,  vediamo  che  i  fondi  regionale, i
  fondi 1, ordinari della  regione,  preventivati  per  il  1999 in
  1.864  miliardi nel 2000  diventano  88  miliardi;  nel  2001  87
  miliardi. Cioè agli Enti locali  verrà cancellato il 95 per cento
  di quelli che sono i fondi ordinari scritti in bilancio del '99.
       Allora  quest'altro  miracolo lo vorremo capire. Perchè o si
  cancelleranno gli  Enti  locali  o  la  finanza degli enti locali
  cambierà  radicalmente,  oppure mancano 1.800 miliardi nel 2000 e
  nel 2001  solo  nella rubrica Enti locali.  E lo stesso dicasi se
  andiamo a vedere le rubriche degli altri assessorati.
       Si parlava  una  volta di "Sant'Ignizio" ma qua c'è qualcuno
  ancora più  potente  del miracolo di Sant'Ignizio. Forse, sarà il
  collega  del  nostro  onorevole  rifondatore  che  riesce  a  far
  tagliare all'Assessorato Industria i fondi da 573 a 295 miliardi,
  sempre nel  2000  e  2001,  e quello dei Lavori pubblici da 832 a
  647, per  non  parlare  del Lavoro e della Formazione sociale che
  passerebbe da  1.107  miliardi nel '99 ad appena 429 miliardi nel
  2000 e 422 miliardi nel 2001.
       Prescindo anche in  questo  caso dalle indicazioni politiche
  che questo bilancio dà.  Una  indicazione politica sarebbe quella
  che Lavoro, previdenza  sociale  e  Formazione  professionale  ed
  Emigrazione la cancelliamo nel tempo perchè ne togliamo il 50 per
  cento.
       Ma prescindo dai dati  politici  per  entrare  solo sul dato
  oggettivo. Io a questo bilancio  non  ci  credo  Non credo che il
  bilancio 2000/2001 possa essere  quello  che questo Governo ci ha
  presentato. Per cui, o noi  con  coraggio diciamo che il bilancio
  1999 è sovrastimato, per cui non è vero che il deficit è 2002, ma
  è molto meno perchè non è  vero che le spese correnti sono 18.000
  miliardi perchè sono molto  meno,  oppure  dobbiamo  dire  che  i
  bilanci 2000/2201 sono falsi o non portano o non riportano dati e
  valori che questa assemblea deve mettere in bilancio.
       Questo per serietà, nel  momento  in  cui  questa Regione si
  offre ai mercati internazionali  che non possono essere i mercati
  dei "magliari"  dove becchiamo 1.700 miliardi per poi lasciare la
  palla al  prossimo  governo,  perchè  tanto,  in ogni caso, 1.700
  miliardi li abbiamo presi.
       Io  questo volevo  dire,  onorevoli  colleghi,  parlando  di
  numeri, spero di averli capiti  male,  spero  di non averli letti
  tutti, che forse tra le pieghe del bilancio..... ma non entro nel
  merito delle altre 800  pagine  di  questo malloppo, perchè basta
  leggere le prime 7 o 8 pagine per avere questi dati.
       Io a questo bilancio non  credo. Credo che a questo bilancio
  mancano almeno 3.000/3.500 miliardi  nel  2000/2001, e che questa
  Assemblea deve trovare questi 3.000/3.500 miliardi per dimostrare
  che di fatto  si  va  verso un risanamento del bilancio di questa
  Regione. Non vedo  un'altra  cosa,  e concludo.  Se questi sono i
  numeri io non capisco, lo dicevo all'inizio lo ripeto adesso, non
  capisco  perché  ci  siamo  incaponiti  su  una  finanziaria  che
  dicevamo  tutti  può  anche  essere  eccellente,  ma  non  è  una
  finanziaria.  Non  è  una  finanziaria,  perché  una  finanziaria
  presuppone un  effetto immediato sull'esercizio cui si riferisce,
  questo effetto non  lo  vediamo,  non  si vede, non lo tocchiamo,
  perché la  maggior parte di quegli articoli di quella finanziaria
  non erano  articoli  di  finanza  immediata,  ma  erano  leggi di
  programma  che  potevano  essere  perfetti,  eccezionali  ma  che
  comunque potevano  essere  realizzati  dopo  l'approvazione di un
  bilancio consentendo  a  tutti  noi  di  rileggere con attenzione
  questo bilancio,  alla Commissione di chiedere al Governo, perché
  onorevoli colleghi  le commissioni non sono i lacchè del Governo,
  le  commissioni   non   devono   servire  solo  perché  vi  è  la
  maggioranza omologa la  maggioranza  di  Governo  a dire sì o far
  passare ciò  che  il  Governo  propone.  La  Commissione  pur  se
  politicamente identificata  ha,  e  concludo,  un  obiettivo:  la
  ricerca, se mi si consente dire, della verità tra quanto proposto
  dal Governo e  quello  che  è  il  passaggio  per l'Aula.  Questo
  lavoro, onorevole  Di  Martino,  credo che questa Commissione non
  abbia avuto il  tempo  di farlo, non dico la capacità, motivo per
  il quale io credo che questo bilancio non debba essere approvato,
  ma non  per  ragioni  politiche,  non  debba essere approvato per
  ragioni tecniche che  nulla  hanno  a  che  fare  con  le ragioni
  politiche perché  il bilancio 2000-2001 è un bilancio sicuramente
  dove vi sono cose che non convincono.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Zanna. Ne ha
  facoltà.

     ZANNA.  Io  vorrei fare un brevissimo intervento, perché lungi
  da  me fare un ragionamento nel merito e molto tecnico, così come
  ha  fatto  prima  di  me  il  presidente  Provenzano, non sono un
  tecnico e non riesco ancora ad addentrarmi nella lettura completa
  dello  strumento  finanziario  della Regione siciliana. Ma vorrei
  dire  subito  al  presidente Provenzano che purtroppo l'onorevole
  Piro ha ragione quando ha sostenuto che noi stiamo aprendo questa
  discussione   sul  bilancio il 6  maggio,  non  per  colpa  della
  maggioranza,  ma  vorrei ricordare all'onorevole Provenzano forse
  non  per  colpa  del legittimo e giusto ostruzionismo sulla legge
  finanziaria  perché  non  si condivideva le scelte, la filosofia,
  il  merito  di  quella  legge,  però sicuramente ha contribuito a
  portarci  a  questa  data  quell'inutile  - non saprei come altro
  definire - ostruzionismo sull'esercizio provvisorio o sull'ordine
  del giorno sul trebbiano, quello sì che ha contribuito a portarci
  in maniera del tutto strumentale al 6 maggio.  Facendo correre il
  rischio   all'opposizione  di  non  misurarsi  nel  merito  delle
  questioni   poste,   perché   poi  invece  la  legge  finanziaria
  all'improvviso   si  trasformò  non  più  nella  trincea  su  cui
  l'opposizione   voleva   quasi  impedire  che  questo  parlamento
  continuasse  a  lavorare,  quella finanziaria poi fu approvata in
  pochissimo  tempo, non solo perché il Governo pose la fiducia, ma
  perché    nella    sostanza    vennero   meno   le   ragioni   di
  quell'ostruzionismo.
       Io,  onorevole  Provenzano,  non  ho  nessuna  intenzione di
  approvare  un  bilancio  a scatola chiusa, ma vorrei con il tempo
  che  abbiamo,  con gli strumenti che almeno ho io e mi auguro che
  altri che ne hanno più di me - come appunto chi mi ha preceduto -
  , si possa  aprire  almeno  in  alcune  parti di questo strumento
  finanziario un confronto di merito.  Anche se mi rendo conto è un
  confronto che  non  può appassionare molto molti parlamentari, ma
  credo che sia  giusto  tentare  almeno  di  entrare  nel merito e
  confrontarci in queste  scelte sapendo - credo di non dire alcuna
  novità o cosa  clamorosa  -  che  è fuori di dubbio che l'eredità
  passata, ma non mi riferisco da questo punto di vista all'eredità
  degli ultimi  due-tre  anni  ma  diciamo  all'eredità  molto  più
  lontana  che   ha  creato  quelle  storture  e  quei  nodi  forse
  irrisolti,  irrisolvibili  che  abbiamo  davanti, quell'eredità è
  un'eredità pesante e difficilissima e far quadrare i conti dopo i
  guasti, le  storture,  le  scelte  compiute  in tutti questi anni
  sicuramente è un'impresa quasi titanica, quasi impossibile.
       Comunque  ritengo,  da quello che ho potuto vedere, leggere,
  apprendere,  che  la  proposta  arrivata  in  Aula  e  che stiamo
  discutendo dell'ipotesi di bilancio è di gran lunga migliore, più
  responsabile, più seria di quella, diciamo di partenza, di quella
  depositata   dal  Governo  Drago  di  centro-destra  nell'ottobre
  scorso.
       E'   una  proposta  che  nelle  sue  difficoltà,  nelle  sue
  ristrettezze, nelle sue debolezze compie delle scelte cercando di
  tutelare quelle fasce di precari, di deboli nella nostra Regione,
  difendendo, cosa che si tentò, si è tentato negli ultimi anni, di
  mettere  sempre  in  discussione,  compreso il Governo presieduto
  dall'onorevole  Provenzano,  i  contributi  per l'associazionismo
  culturale sul quale vorrei dire subito, è necessario intervenire,
  riformando  i  meccanismi  e  le  leggi ormai vecchie e superate,
  leggi che  ci  potrebbero non solo mettere a un passo più moderno
  con il  resto  del  Paese, per non dire con l'Europa, ma forse ci
  permetterebbero  sicuramente  non  solo  di  risparmiare  qualche
  soldo, ma di fare un'opera più meritoria per questa Regione visto
  che invece fino ad adesso si è preferita un'elargizione a pioggia
  di questi contributi.
       In questa nuova bozza di bilancio che abbiamo in discussione
  inoltre non si mortificano alcuni settori che tutti, molto spesso
  riempendoci  la  bocca,  riteniamo  fondamentali per il futuro di
  questa Regione, come i Beni culturali.
       Ma  io vorrei dire subito con chiarezza e con franchezza che
  questa  nuova  impostazione, questi recuperi che in corso d'opera
  il   nuovo   Governo   ha   apportato   nelle  variazioni,  nelle
  Commissioni,  in  Commissione  Bilancio  sono insufficienti e non
  bastano.
       Ricordava,  mi  pare  l'onorevole Croce, che già il Governo,
  l'onorevole   Piro,   hanno   annunciato  che  ci  saranno  altre
  variazioni  in  corso  d'opera:  si  è  parlato di bilancio a due
  tempi, di bilancio di transizione.
       Non   vorrei,  e  lo  dico,  che  questo  sia  un  modo  per
  tranquillizzare, con il ritornello che ritorneremo, reintegreremo
  dove  ce  ne  sarà  bisogno nell'anno incorso, ormai negli ultimi
  otto mesi in corso.
       Questo  è necessario. Sarà forse inevitabile, ma nel momento
  in cui oggi discutiamo lo strumento base, fondamentale su cui poi
  si dovrà  in  corso d'opera intervenire, io ritengo che ci sia in
  gioco  la  nostra  credibilità,  la credibilità di un'alleanza di
  centro-sinistra,  di  un governo diverso da quelli precedenti, la
  credibilità  di  una  forza  di  sinistra, parlo per la mia parte
  politica che è  al  Governo la credibilità di riempire di numeri,
  di cifre, di  risorse  le cose che diciamo e che sosteniamo nelle
  nostre battaglie politiche, nelle nostre iniziative.
       Io, in  tal  senso,  vorrei  fare un esempio, un esempio sul
  quale, volutamente,  non  ho  voluto  fare un emendamento o degli
  emendamenti in proposito, mi riferisco ai soldi stanziati per gli
  ex-articolisti, stanziamenti che sono del tutto insufficienti, la
  cifra è un  tampone,  è una pezza, e rinvia le ragioni, i modi su
  cui,    su   come   noi   possiamo   affrontare,   seriamente   e
  responsabilmente, la vicenda degli ex-articolisti.
       Noi con i soldi che prevediamo in bilancio non riusciremo ad
  attivare tutte  le  misure  possibili  per fare uscire 32 mila ex
  giovani dal precariato ed è in gioco la nostra credibilità di chi
  dopo  tante inutili proroghe che hanno soltanto bruciato risorse,
  proroghe che  noi  non  abbiamo  condiviso  e sulle quali abbiamo
  contestato  i  precedenti Governi di centro-destra, bene, facendo
  questa   scelta   parziale   ed  insufficiente  noi  riproduciamo
  scoramento, noi riproduciamo una cultura dell'assistenzialismo di
  chi, alla  fine,  preferisce  la  proroga  e non l'attivazione di
  quelle  misure,  complicate, difficili, che, invece, possono fare
  uscire gli ex articolisti da questo, ormai eterno, precariato.
       Così  prevedendo  quelle  cifre  chi  deve  attivare  quelle
  risorse,   quelle   possibilità,   quelle   misure,   gli  stessi
  articolisti appunto, non ci crederà perché  vedrà l'insufficienza
  e  la   carenza   nelle   proposte   che  noi,  poi,  facciamo  e
  concretizziamo.
       Io  vorrei  fare  altri  esempi,  prendendo anche a pretesto
  alcuni  emendamenti  che  ho  presentato della mancanza di nostra
  credibilità  nel  non  tradurre  quello  che  diciamo, quello che
  sosteniamo   politicamente   nelle   battaglie  e  poi  gli  atti
  conseguenti che  sono  i capitoli di bilancio, le risorse che noi
  mettiamo disponibili.
       Trasporti  per  le Isole minori. Noi anche qui dimentichiamo
  da un  lato, spessissimo, quasi sempre, che la nostra Regione non
  è fatta,  soltanto,  dall'isola  Sicilia,  ma da altre 14 piccole
  Isole che fanno da corona intorno alla cosidetta "Terra ferma", o
  ce le dimentichiamo del tutto, o facciamo propaganda, convochiamo
  conferenze  di  servizio,  promettiamo  a  quei Sindaci di quelle
  comunità che indubbiamente hanno molti più problemi di quelli che
  hanno un  normale Sindaco della cosidetta "Terra ferma", per poi,
  invece,  quando  si   tratta  di  finanziare  i  trasporti  ed  i
  collegamenti  con  queste  Isole  facciamo,  compiamo  l'ennesimo
  taglio se non ricordo  male di 1 miliardo e mezzo sui 21 miliardi
  e mezzo dell'anno  scorso,  taglio  che  getterebbe  nel  caos le
  compagnie delegate, adibite  al  trasporto  con le Isole minore e
  quindi  metterebbe   in  crisi  i  collegamenti  già  precari  ed
  insufficienti con le Isole minori.
       Io ho proposto  un  emendamento,  in  un primo momento, di 5
  miliardi non solo  perché  già quei 21 miliardi e mezzo dell'anno
  scorso  sono   stati   insufficienti  ma  cercando  di  porre  un
  obiettivo, anzi di essere conseguenti rispetto a un obiettivo che
  ci siamo dati,  quello di non allocare, di non stoccare i rifiuti
  solidi e urbani  nelle  Isole  minori,  una scelta compiuta con i
  piani paesistici  delle  Isole  minori  e  quindi  col necessario
  trasporto a terra  dei  rifiuti,  servizio  che non può essere ad
  esclusivo carico dei  cittadini di quelle Isole, ma deve essere a
  carico della Regione.
       Il secondo esempio riguarda  i beni culturali che, ho detto,
  non sono stati mortificati.  Ma  se  non  vogliamo  riempirci  la
  bocca, se non vogliamo  continuare  a  fare propaganda sui nostri
  beni culturali, quei soldi  sono insufficienti e, in alcuni casi,
  sono previsti, anche se modesti e piccoli, tagli, comunque tagli,
  a questo straordinario  patrimonio che noi abbiamo alla gestione,
  tutela, restauro, manutenzione,  custodia,  perfino agli arredi e
  alle attrezzature per i musei.
       E allora  è  inutile  prendere posizione su Piazza Armerina,
  scrivere  articoli  sui  giornali,  organizzare  convegni  per la
  realizzazione a Piazza Armerina di un museo o a San Cipirello, su
  un museo nella  zona  Iato, o a Terrasini sul museo di scienze di
  storia naturale, quando poi in quel capitolo ci sono meno risorse
  che nell'anno  scorso.
       Se noi vogliamo più musei, musei più efficienti, se vogliamo
  tutelare il  nostro  patrimonio  straordinario e unico, il nostro
  patrimonio  monumentale e artistico, dobbiamo mettere più risorse
  in quei capitoli e non una lira meno rispetto all'anno scorso.
       E così potrei parlare di parchi e riserve.
       Le  riserve nell'ultimo anno sono aumentate cospicuamente di
  numero. Solo  l'Azienda  delle  foreste demaniali è passata dalla
  gestione di  cinque  riserve  nell'ultimo  anno, alla gestione di
  ventuno riserve. E invece i capitali che riguardano la gestione o
  il rilancio degli investimenti sui parchi sono tagliati.
       Allora non si può chiedere ai parchi finalmente di decollare
  dopo anni di "palude" e di mancanza di vera gestione.
       Non possiamo  con  la  mano destra firmare i decreti, giusti
  decreti, di  istituzione  di  nuove riserve naturali previste dal
  Piano del lontano 1991 e poi con la mano sinistra prevedere tagli
  nei capitoli  che  riguardano proprio la gestione di questo altri
  straordinario  patrimonio  sempre più ridotto, ma comunque sempre
  eccezionale   patrimonio  naturalistico  ed  ambientale  che  noi
  abbiamo che bisogna, giustamente, tutelare.
       Così come  noi non possiamo, ultimo esempio che vorrei fare,
  parlare di  cultura, di associazionismo culturale e pii prevedere
  tagli per  le associazioni musicali o mortificazioni per i teatri
  privati, dialettali, contemporaneo, del dramma antico che da anni
  ormai subiscono  altri  tagli  che  abbiamo  sempre  contestato e
  combattuto, che  potevano  essere compresi se fatti da governi di
  centro-destra, ma un governo di centro-sinistra questo non lo può
  fare.
       Quello che  io  chiedo,  in  conclusione,  è  di compiere un
  ulteriore  sforzo.  Innanzitutto  uno  sforzo  di attenzione, non
  prendendo  tutti  gli  emendamenti  che  verranno  presentati dai
  parlamentari,  dai  mie  colleghi,  mettendoli tutti insieme, non
  guardandoli, non  entrando nel merito.
       Ecco, io quello che chiedo innanzitutto è quello di fare uno
  sforzo di attenzione, di lettura, perchè credo, sono convinto che
  anche nelle nostre ristrettezze, anche nelle difficoltà di questo
  bilancio, nelle  difficoltà con cui si è mosso l'Assessore Piro e
  questa maggioranza, vista quell'eredità che ricordavo all'inizio,
  questo   bilancio   è  migliorabile.
       Con queste  stesse  cifre,  scegliendo - ecco  la  seconda e
  ultima cosa  che  volevo  dire  -  su  quali  settori  tutelare e
  difendere,   su  quali  capitoli,  su  quali  settori  investire,
  spostando risorse  da alcuni capitoli tradizionali che spesso non
  vengono   attivati,   finalizzati   ad  opere  spesso  inutili  e
  dispendiose -  ne  facciamo  meno,  perchè quei soldi sono sempre
  meno - ma rimangono sempre, ce ne sono ancora di spese inutili in
  questi capitoli,  e  opere pubbliche inutili finanziate da questa
  Regione.
       Bene,  spostando queste risorse, compiendo scelte innovative
  e di cambiamento, credo che questo bilancio si può migliorare.
       Lo sforzo che  io chiedo è questo: l'attenzione e di scelta,
  cercando di  uscire  dalla  facile  propaganda, entrando  più nel
  merito e contribuendo  con questo atto fondamentale a cambiare le
  sorti della Sicilia e dei siciliani.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole La Grua, ne ha
  facoltà.

      LA  GRUA .  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  brevissimamente  in  questa  discussione generale, riguardante il
  bilancio della  regione, per evidenziare come arrivi con notevole
  ritardo nell'Aula un inconsueto, un insolito ritardo che è dipeso
  sicuramente dall 'atteggiamento che noi dell'opposizione del Polo
  abbiamo voluto mantenere per contrastare una manovra finanziaria,
  una legge finanziaria,  che  certamente era velleitaria e che era
  inconcludente per la nostra Sicilia.
       Questo    ci    ha    indotto   ad   imprimere   un'attività
  ostruzionistica, diciamolo  pure,  ad una finanziaria della quale
  avremmo potuto fare  a  meno,  perchè  il  Governo  avrebbe fatto
  certamente opera meritoria  se  si  fosse limitato a presentare a
  questa Assemblea il bilancio.
       Ebbene, oggi siamo  qui  costretti a correre perchè sotto la
  minaccia di uno scioglimento anticipato dell'Assemblea regionale,
  perchè questa è stata la voce che si è diffusa, queste sono state
  le minacce che in  pratica  ci  sono  state  rivolte e che ora ci
  costringono ad un  tour  de  force  per cercare di portare avanti
  questo bilancio che  comunque  non  presenta  nulla  di nuovo, un
  bilancio che è  routinario che, certamente, non ha la capacità di
  imprimere alla spesa  in  Sicilia e alle entrate un ritmo diverso
  rispetto al passato  perchè  se  è  vero,  come  è  vero  abbiamo
  sentito, per esempio,  che  il Governo è intenzionato a ricorrere
  ancora una volta all'indebitamento facendo ricorso ad un mutuo di
  altri  millesettecentomiliardi  a  fine dicembre 1999, certamente
  questa  non   è  un  'opera  meritoria  perchè  questo  ulteriore
  indebitamento non fa  altro  che penalizzare quello che i Governi
  di centro-destra  avevano saputo fare, quell'opera di risanamento
  che aveva  consentito  veramente  un  miglioramento  nel bilancio
  della Regione siciliana.
       Dobbiamo ribadirle  queste  cose, dobbiamo dirle perchè sono
  il frutto di un'attività intensa che i Governi Provenzano e Drago
  avevano fatto cercando di risanare il bilancio, cercando, quindi,
  di dare una svolta a questi bilanci della Regione.
       Eppure si  percorre,  ancora,  la via dell'indebitamento non
  facendo sicuramente opera meritoria verso la Sicilia; ma dobbiamo
  nello stesso  tempo  criticare  alcune  disattenzioni  di  questo
  bilancio regionale,  alcune  disattenzioni  nelle  quali è caduto
  sicuramente  il   governo  regionale  verso  settori  della  vita
  economica   siciliana,   come   l'agricoltura,  perchè  dobbiamo,
  purtroppo, rilevare  malgrado  avessimo  già fatto presente nella
  Terza  Commissione  come  un  settore  particolarmente importante
  dell'economia agricola,  il  settore  delle  culture protette, la
  serricoltura della fascia  trasformata che va da Licata a Pachino
  è stata  dimenticata  da  questo Governo, nonostante le avversità
  atmosferiche della fine  di  gennaio  scorso che hanno inferto un
  duro colpo a questo tipo di culture se è vero che le gelate hanno
  danneggiato quasi  l'ottanta per cento delle produzioni serricole
  delle nostre province di Ragusa e di Siracusa in particolare.
       Ebbene, queste  province  nelle  quali  già  gli agricoltori
  attendono da  tempo  la  corresponsione  delle  indennità  per il
  miglioramento fondiario  che  non vengono pagate ormai da diversi
  anni, con grave  danno  per i produttori che hanno già realizzato
  le serre, che  hanno  già  realizzato le opere che sono ammesse a
  contributo,  che   hanno   visto   già,   quindi,   decretati   i
  finanziamenti attendono  ancora  da anni questi finanziamenti che
  non  vengono  e  che  costringono  a  dei  grossi  sacrifici  gli
  agricoltori delle  province  della Sicilia sud-orientale che sono
  costretti a vivere momenti di estrema difficoltà.
       Quello che è  più  importante  è  che  il  contributo per la
  plastica delle serre,  il  contributo previsto dalla legge 37 del
  1974 non viene  corrisposto  ormai da diversi anni e noi sappiamo
  quanto questo incide  nei  costi  degli  agricoltori che già sono
  vessati da un  fisco  che  è  sempre  più  rapace,  da  costi  di
  produzione sempre più elevati.
       Ebbene si lesina a questi produttori che poi sono i migliori
  produttori della nostra Sicilia, quelli che immettono nel mercato
  i prodotti ortofrutticoli e floricoli che sono il vanto di questa
  Sicilia, vengono penalizzati e  dimenticati  perchè il contributo
  della plastica per le serre  non  viene  corrisposto  ad  essi da
  ormai oltre 3 anni. Avendo  guardato  attentamente  tra le pieghe
  del  bilancio,  avendo cercato  nel  relativo  capitolo,  abbiamo
  dovuto constatare che purtroppo questo Governo non ha ritenuto di
  impinguare il relativo  capitolo  prevedendo soltanto l'irrisoria
  somma  di  due  miliardi.   Una   somma   che   indubbiamente   e
  insufficiente e che deve essere quindi aumentata notevolmente per
  dare una boccata di ossigeno  a  questi  produttori  agricoli, ai
  serricoltori che hanno bisogno di questo aiuto perchè la legge lo
  prevede, perchè ne hanno diritto,  perchè  è giusto intervenire a
  favore  di  questo  comparto   così   importante  per  l'economia
  agricola, non soltanto delle  provincie  iblee,  ma  anche  della
  Sicilia intera.
       Abbiamo  dovuto   constatare   anche  un'altra  carenza  che
  riguarda l'Istituto della Vite  e del Vino, un istituto che ha un
  ruolo  nel  campo  della  viticoltura  che  deve  necessariamente
  operare per cercare  di  proiettare  nei mercati internazionali e
  nazionali il vino  siciliano, per cercare quindi di fare un'opera
  di  promozione,  di  sperimentazione,  di  ricerca  e  che  viene
  penalizzato  invece  da  questo  Governo  che  si  ostina  a  non
  migliorare le condizioni  di  questo  Istituto  che pure ha avuto
  dalla recente finanziaria  aumentati i compiti istituzionali se è
  vero che le cantine  sperimentali di Noto e di Milazzo sono state
  ormai assegnate alla  gestione  dell'Istituto  della  Vite  e del
  Vino.
       Quindi, è necessario  che  ci  sia un intervento sicuramente
  maggiore  in favore  dell'Istituto  della  Vite  e  del  Vino  se
  vogliamo  dare   un  impulso  all'attività  vitivinicola  che  in
  Sicilia,   al   di   là   delle   affermazioni   propagandistiche
  dell'Assessore Cuffaro che frequentemente appare sui giornali per
  vantarsi di avere fatto  vendere  in Giappone 7 mila bottiglie di
  vino che sicuramente hanno un valore assolutamente limitato e che
  non raggiunge quei  risultati che invece dovremmo raggiungere per
  rilanciare  nei   mercati  nazionali  e  internazionali  il  vino
  siciliano che è  un  vino  veramente  pregiato,  con  capacità di
  proiezione nei mercati  estremamente notevoli. Nel momento in cui
  noi  non  contribuiamo  a  migliorare  le  condizioni  economiche
  dell'Istituto della Vite  e del Vino certamente non abbiamo fatto
  un'opera meritoria nei confronti di questo comparto.
       Un altro elemento  che vorrei rilevare, signor Presidente ed
  onorevoli colleghi, riguarda  il settore dei lavori pubblici.  Ho
  dovuto constatare, tra  le  altre  cose ho presentato un apposito
  emendamento,  che  per  esempio  per  quanto  riguarda  le  opere
  marittime  vi è  il  capitolo  69451  che  prevede  soltanto  uno
  stanziamento di 7  miliardi  per  le opere marittime. Noi abbiamo
  approvato  in  questa   Assemblea   la  legge  21  del  1998  che
  all'articolo 5 ha  consentito  il completamento di quei porti che
  sono  in  condizione   di  insicurezza,  nei  quali  i  pescatori
  quotidianamente vivono momenti di  rischio  perché  data  la loro
  incompletezza consentono di lavorare  in  condizioni  di  estrema
  difficoltà e pericolo.  Ebbene, che  senso ha avere approvato una
  legge di questo tipo che  ha consentito il completamento anche in
  mancanza  di piani regolatori  purché  l'opera  così  come  verrà
  completata risolva definitivamente il  problema quando il Governo
  non  si preoccupa di  finanziare  il  relativo  capitolo?  Sicché
  avremmo fatto una legge che di fatto non verrà mai applicata, mai
  concretizzata dall'esecuzione dei lavori  che  vengono  attesi da
  diverse   strutture   portuali  che   sono   in   condizioni   di
  incompletezza, di disagio e quindi  di  insicurezza  per chi vi è
  costretto a lavorare come i pescatori, per esempio, di Scoglitti,
  ma come tanti altri pescatori  di  tanti  altri  porti che vivono
  questi momenti di drammatica difficoltà.
       Questi  sono alcuni  elementi  che  ho  voluto  indicare  di
  critica  a  questo   Governo   per   alcune  omissioni  che  sono
  estremamente  gravi,   per   alcune  dimenticanze  che  non  sono
  giustificabili  per dire che  questo  bilancio  certamente  dovrà
  essere approvato perchè sappiamo  quale  sarebbe  la sanzione che
  deriverebbe dalla sua mancata  approvazione.  Ma  certamente è un
  bilancio che approverete voi,  perchè  noi  di Alleanza nazionale
  per le ragioni che abbiamo detto  e  per  quelle  che già abbiamo
  affermato già nelle occasioni delle riunioni della commissione, è
  un bilancio che non ci soddisfa, è  un bilancio che non risolve i
  problemi del popolo siciliano e  della  Sicilia.  Un  bilancio al
  quale certamente noi non daremo il consenso.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Liotta.  Ne ha
  facoltà.

     LIOTTA.   Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,   la
  disattenzione con la  quale  quest'Aula sta seguendo il dibattito
  su quella che dovrebbe  essere  la  legge  fondamentale di questa
  Assemblea, non è,  mio  avviso,  casuale. Si ha l'impressione che
  questo sia un bilancio tecnico che deve comunque essere approvato
  in un tempo  stabilito,  si  ha  l'impressione  che  una spada di
  Damocle penda sulla  testa  di  questa  Assemblea e che quindi in
  qualche modo dobbiamo uscirne  e tutti più o meno si è disposti a
  chiudere un occhio, a non vedere qua e là fra le pieghe di questa
  manovra, cosa il  Governo  riesce  a progettare e cosa invece non
  riesce a modificare,  si  ha l'impressione sostanzialmente che il
  gioco ormai è fatto,  che  abbiamo  a  che  fare  con una scatola
  chiusa accettata.
       Anche il tenore  della  maggior  parte  degli interventi, ai
  quali abbiamo  assistito,  si  sofferma  essenzialmente su alcuni
  capitoli che i  colleghi  deputati  hanno avuto la possibilità di
  prendere in esame  in  Commissione  di  merito,  difficilmente si
  riesce a esprimere  una valutazione pensata sulla globalità della
  manovra, sul suo carattere organico.
       Anche lo stesso  presidente Provenzano che è sempre comunque
  attento agli indicatori  generali  che riguardano il bilancio, ha
  dovuto  soffermare la sua attenzione su un aspetto, a mio avviso,
  non fondamentale, cioè la congruenza degli esercizi 2000 e 2001.
       Sappiamo  bene   quanta   attendibilità  anche  nei  bilanci
  passati, quelli  presentati  dal Governo Provenzano rivestono gli
  esercizi successivi rispetto al previsionale in esame.
       Si arriva a  questo  appuntamento  con  grande  ritardo,  un
  ritardo a cui  hanno  contribuito  i  baccanali delle sciocchezze
  enologiche  che  sono   state   dispensate   a  iosa  durante  le
  discussioni sulla finanziaria  e  sugli ordini del giorno durante
  il periodo di ostruzionismo che ha fatto una delle opposizioni in
  quest'Aula. Secondo me vi si arriva con un ritardo ben utilizzato
  da questo Governo,  sono  convinto che quei ritardi che ha saputo
  produrre l'opposizione  sono  stati  utilizzati  alla  meglio  da
  questo Governo  perchè  i  pronunciamenti  del  Commissario dello
  Stato che oggi spingono quest'Aula ad approvare in maniera tacita
  questo bilancio, io  credo  che  insistono  sì  sui ritardi con i
  quali si arriva  all'approvazione del bilancio ma sono funzionali
  o  comunque   sono   utilizzati   strumentalmente  e  in  maniera
  funzionale da parte di questo Governo.
       Cioè questo Governo non  fa  altro  che  dire:  bene,  siamo
  arrivati in ritardo  all'approvazione del bilancio, sfruttiamo al
  massimo questo svantaggio,  facciamolo diventare un vantaggio. Il
  metodo è stato semplicissimo, abilissimo di furbizia paesana, già
  durante il lavoro  in  Commissione,  questo  Governo  che avrebbe
  potuto agevolmente presentarsi  con  una  manovra complessiva che
  aveva pronta, che avrebbe  potuto presentarsi con una manovra che
  poteva essere  globalmente  valutata  non  certamente,  onorevole
  Zanna, rispetto al bozzone presentato  dal  Governo Drago che non
  può in alcun modo essere  un  metro  di riferimento rispetto alla
  manovra del Governo essendo  quello  nient'altro  che una manovra
  tecnica che non rivestiva  alcun carattere programmatico, avrebbe
  potuto il Governo presentarsi con  una  manovra  di  questo tipo,
  avremmo potuto in Commissione, c'erano  i  tempi  pur  non avendo
  avuto a disposizione una  nota  di  variazione  organica, avremmo
  potuto  aver a disposizione  un  maxi  emendamento  organico  del
  Governo che in qualche modo desse il segno e il significato della
  operazione che si andava a fare  sul  bilancio,  e  invece  non è
  stato  così.
       Abbiamo proceduto con un  bilancio  servito a fascicoli come
  nei  peggiori fumettoni popolari,  quelli  che  venivano  venduti
  negli anni 50 a margine dei  quotidiani,  un  Governo  che  ci ha
  fornito  un  bilancio a fascicoli,  si  finiva  di  approvare  la
  rubrica 'Presidenza" e solo dopo si aveva a disposizione il testo
  della  rubrica  "Agricoltura"  e via  di  seguito,  e  quindi  si
  prendeva in esame la rubrica  Agricoltura senza avere contezza di
  ciò che il Governo avesse fatto sulla rubrica Beni culturali, sul
  bilancio,  sugli  enti  locali, cioè  un  esame  fatto  a  pezzi,
  somministrato a pillole, tutto  quanto  funzionale  a  che  nella
  commissione   non  si  sviluppasse   un   dibattito   non   tanto
  sull'appostamento nei singoli capitoli,  ma sulla globalità della
  manovra,   sul   progetto    complessivo   che   quella   manovra
  rappresentava.
       Più volte abbiamo  chiesto dentro la Commissione che appunto
  ci  venisse relazionato  su  questo  carattere  complessivo,  non
  abbiamo avuto risposte,  abbiamo  avuto risposte evasive, abbiamo
  avuto  tentativi  di  giustificare  con  i  soliti  atteggiamenti
  ragioneristici manovre che  ci  spuntavano all'ultimo momento, il
  nostro Assessore è bravissimo  in  queste  cose,  nel seicento si
  diceva che quando i preti e i notai non volevano farsi capire dal
  popolo parlavano in  latino,  oggi  i ragionieri quando intendono
  nascondere la progettualità  o  l'assenza di progettualità di una
  manovra nei loro comportamenti  parlano in termini astrusi, ma in
  termini astrusi non si  riesce  comunque a nascondere la pochezza
  di alcune manovre.
       Certo,    possiamo    ricavare    soltanto    dei    termini
  macroeconomici, degli indicatori generali su questo bilancio; non
  possiamo entrare nel dettaglio.
       Io ho apprezzato lo  sforzo che alcuni colleghi hanno fatto,
  ma mi pare che alcuni  interventi  sono  più  da illustrazione di
  emendamento piuttosto che  di  intervento  generale rispetto a un
  progetto complessivo e  il  motivo  è  ovvio,perchè  il  progetto
  complessivo quest'Aula non  lo  conosce,  non  lo  ha conosciuto,
  ciascuno si è preparato  gli emendamenti sui propri capitoli, sui
  capitoli in attenzione  in  maniera  solitaria  senza avere visto
  complessivamente quale fosse  la manovra di bilancio, sulla quale
  tuttavia alcuni indicatori  e  inquietanti  si  possono evincere,
  alcuni li ha evidenziati il Presidente Provenzano, sono d'accordo
  con  lui  su  alcuni  elementi,  vi  è  in  questo  bilancio  una
  ipertrofia pericolosa della spesa corrente  e vi è di converso un
  rachitismo altrettanto pericoloso  e  inquietante  della spesa in
  conto capitale.
       Noi passiamo dall'esercizio del  1996 dove la spesa in conto
  capitale rappresentava il 57,6 o  57,3  per  cento della spesa in
  conto corrente al 1997 in  cui questo indicatore scende al 51 per
  cento, al 1998 in cui scendiamo al 46,8 per cento, al 1999 in cui
  si arriva oggi al 40,2 per cento.
       Dire "rachitismo" della spesa in conto capitale  è dir poco,
  vi è una manovra inquietante che tende a comprimere sempre più le
  spese per investimento mentre crescono in misura incontrollata in
  rapporto  a  queste le  spese  in  conto  corrente;  una  manovra
  difficilmente  comprensibile  perchè  doveva  essere  in  qualche
  modo figlia di una finanziaria che aveva spianato la strada ad un
  risanamento del bilancio.
       Noi   abbiamo    condiviso    alcune    delle    innovazioni
  programmatiche  che quella  finanziaria  ha  introdotto,  abbiamo
  condiviso il percorso che da  ora  in  poi  dovremo  seguire  per
  strutturare  il  progetto  finanziario   di  questa  Regione,  il
  percorso  che va dal D.P.F.  alla  legge  finanziaria  e  poi  al
  bilancio,  alcune norme di  carattere  programmatico  le  abbiamo
  condivise  durante  il   dibattito   sulla   finanziaria  abbiamo
  evidenziato questa nostra attenzione rispetto a questi aspetti.
       Ma  ha  ragione chi ha sostenuto che gli effetti finanziari,
  benefici,   che  avrebbero  dovuto  esserci  prodotti  da  questa
  finanziaria sul bilancio 99 oggi non si riescono a concretizzare.
  Il Governo ci assicura che si vedranno in una seconda manovra che
  già ora si annuncia necessaria e indispensabile.
       Io  comincio a non credere più a questa favola della seconda
  manovra  di  assestamento  anche  perché  ho  contezza che questa
  vicenda  dell'assestamento  del  bilancio  viene  utilizzata  dal
  Governo per tacitare tutti i delusi di questo bilancio.
       Se vi  è  una  categoria  che non si è vista appostare delle
  risorse  rispetto  alle proprie legittime aspettative la risposta
  che questo Governo gli da è vedrete le risorse le troveremo nella
  manovra di assestamento.
       Io  ho smesso di credere alle favole da parecchio tempo, non
  me ne  farò  raccontare  altre da questo Governo, spero non se le
  facciano raccontare altre proprio quelle categorie che sono state
  immotivatamente,  nella  maniera più assoluta, toccate dal taglio
  del  Governo.  Non  comprendiamo alcuni tagli inaccettabili nelle
  rubriche   degli  enti  locali,  non  comprendiamo  alcuni  tagli
  inaccettabili nelle rubriche dei beni culturali, non comprendiamo
  con  quale  capacità  programmatrice si riesca a tagliare del 50%
  contributi  alle  università,  quale  disegno  strategico  ci sia
  dietro   tagli   consistenti   dei   trasferimenti   alle   opere
  universitarie, quale progetto di diritto allo studio abbia questo
  Governo che ha realizzato tagli consistenti alla rubrica dei beni
  culturali.  Non comprendiamo la disattenzione con la quale questo
  Governo  in  contraddizione  esplicita  con quanto questa Aula ha
  scelto,  già a partire dal bilancio del 1997, ricorderete che nel
  bilancio  del  1997 quando fu istituito il fondo di trasferimento
  agli enti locali, ai comuni, questa Aula volle tenere distinto un
  capitolo  che  riguardava  il  fondo  miglioramento servizi della
  polizia  municipale.  Ebbene  vorremmo comprendere questo Governo
  quale  ruolo  attribuisce  a  questa  importantissima risorsa che
  abbiamo   sul   territorio,   vorremmo  capirlo  perché  c'è  una
  contraddizione palese fra le parole dette dallo stesso Presidente
  Capodicasa  in  un incontro con la categoria avuto di recente e i
  risultati  e  le  ricadute  che  poi  sul bilancio ci sono state.
  Vogliamo capire se si attribuisce a questa risorsa nell'azione di
  contrasto  alla micro-criminalità un ruolo di appoggio alle forze
  dell'ordine  che  è  un  ruolo  importante  oppure  la  si  vuole
  mortificare  e chiudere dentro gli uffici, perché altra strategia
  non  il  taglio  barbaro  di  15  miliardi al fondo miglioramenti
  servizi della polizia municipale portato da 25 a 10 miliardi.
       Ci  dica  questo  Governo,  ce lo dica l'Assessore agli enti
  locali  che  in altrettanti incontri con la categoria ha promesso
  mari e monti.
       Ha  promesso  la sua  attenzione  nei  confronti  di  questa
  categoria, attenzione che non ha mai saputo mantenere.
       Ci dica  questo  Governo  qual'è  il progetto che sta dietro
  questo bilancio  E  ce  lo  dica perchè quest'Aula non è messa in
  condizioni, oggi,  di leggerlo questo bilancio. Voi sapete che il
  bozzone è stato distribuito  oggi  pomeriggio,  sapete che alcuni
  deputati lo hanno avuto soltanto poche ore fa., non è ammissibile
  che quest'Aula non venga messa  nelle condizioni di analizzare la
  manovra sul piano complessivo.
       Tutti quanti  presenteremo  i  nostri  emendamenti su alcuni
  capitoli, perchè  guarderemo  soltanto una pagina o due di questo
  bilancio. Quella  pagina  che,  per motivi legittimi, ciascuno di
  noi prende  in  attenzione in maniera particolare, ma una visione
  complessiva di questo bilancio non l'abbiamo.
       Il  mio gruppo  politico  non  chiederà  le  48  ore.  E  la
  tentazione è  stata forte, perchè non crediamo a questa storiella
  - altra favola - non ci crediamo Vogliamo gridarlo forte  Noi non
  crediamo alla  favola  dello  scioglimento  di quest'Aula. Non ci
  crediamo
       Non crediamo che  se questo bilancio non si approva entro il
  10 mattina quest'Aula si  debba  sciogliere.  Questa assemblea si
  debba sciogliere. la tentazione è  stata  forte di chiedere le 48
  ore. Non lo abbiamo fatto,  non  lo  faremo. Tuttavia, ed abbiamo
  già presentato i nostri emendamenti  quindi non è un ragionamento
  che  ci  riguarda  in  prima  persona,  tuttavia  ci  sembra  che
  quest'Aula sia stata mortificata oltremodo  dal  modo  con cui ha
  proceduto questo Governo.
       Io non credo, nella maniera più assoluta, che dalla fine dei
  lavori della Commissione  ad  oggi non ci fossero i tempi tecnici
  per fare  arrivare  il  bozzone  all'attenzione dei deputati, non
  dico con le 48  ore  di  anticipo, ma 12 ore, 24 ore, il tempo di
  darci una occhiata.
       Allora,  tante  perplessità  rispetto  a  questa operazione.
  tante nel merito, tante nel metodo, tantissime rispetto ad alcune
  scelte particolari,  rispetto alle quali abbiamo presentato degli
  emendamenti, chiediamo che in questi giorni, senza l'atmosfera da
  "ultima spiaggia",  senza che il Governo ci ingiunga di approvare
  al più  presto  questo bilancio perchè altrimenti chissà che cosa
  succede  Con la  serenità,  con  la  calma  con la quale dobbiamo
  affrontare  questi   temi,   chiediamo   che   il  Governo  cambi
  atteggiamento, svolti rispetto  al  merito  e al metodo e dia una
  attenzione rispetto a tutte le problematiche più importanti.
       A questo  Governo  chiediamo  che  un  Governo  definito  di
  transizione, e che quindi dovrebbe essere un tratto di unione fra
  un vecchio metodo, un vecchio modo ed il nuovo che si deve ancora
  creare,  contenga   già   nel   suo  formarsi  gli  elementi  che
  preannunciano un nuovo modo di operare.
       Sappiamo bene che il percorso del rinnovamento si concluderà
  soltanto quando  le  grandi  rigidità  che  caratterizzano questo
  bilancio saranno  rimosse.  Rigidità  che  sono state accumulate,
  certamente non  dall'azione  di  questo  Governo  ma  negli anni.
  Sappiamo bene quindi  che il percorso non si esaurisce con questo
  bilancio, ma se  bilancio  di transizione deve essere che già nel
  merito e nel  metodo, in qualche modo, contenga il nuovo che deve
  venire.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
  facoltà.

     CAPUTO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, pochi per la
  verità, pochi,  stanchi  e  demotivati,  così  come demotivato ed
  assente è il Governo.
       Io credo che  sia  la  prima  volta  nella  storia di questo
  Parlamento  che  l'Assessore  per  il Bilancio non intervenga per
  illustrare   la  manovra  economica  più  importante  della  vita
  parlamentare.  Abbiamo  sentito  il  presidente della Commissione
  Bilancio, onorevole Di Martino, ma ha fatto la sua parte.

     PRESIDENTE. In generale il Governo parla dopo.

     CAPUTO.  Se lei vuole  parlare  con  l'onorevole  Piro  io  mi
  interrompo Presidente.

     PIRO, assessore per il  bilancio e le finanze. Eravamo curiosi
  di conoscere i precedenti ai quali lei si è appellato.

     PRESIDENTE. Volevo ricordare  che  non  c'è  un cambiamento di
  prassi, la relazione la fa il relatore del disegno di legge.

     CAPUTO. Non esiste  neanche  nei  Consigli  comunali  del  più
  piccolo Comune d'Italia o della Sicilia, per restare alle cose di
  casa nostra, che  l'assessore  al  bilancio  non  illustri  o non
  intervenga sulla manovra di bilancio.

     PRESIDENTE. Per non indurla in  errore  la  prassi  è  che  la
  relazione la fa  il  relatore  di  maggioranza,  eventualmente il
  relatore di minoranza, si apre il dibattito generale e il Governo
  poi fa una replica, replica  che possono fare anche i relatori di
  maggioranza e di  minoranza.  Questa  è  la prassi dell'Assemblea
  regionale siciliana per Regolamento.

     CAPUTO. Allora lei Presidente, che è così bravo a richiamare i
  parlamentari che parlano  contro  il Governo, io mi auguro che il
  Governo sarà  presente  al  momento  della  replica  al bilancio,
  perché  sarà  molto  interessante  sentire  dalla  viva  voce del
  Governo che cosa si intende fare con questo bilancio. Qualcuno ha
  definito poc'anzi il  collega che mi ha preceduto, un bilancio di
  transizione, io dico che questo è un bilancio di rassegnazione di
  un  Governo  che   ha   portato  non  il  bilancio,  ma  un  atto
  obbligatorio in  Aula parlamentare che chiede a questo Parlamento
  ormai più fuori  che  dentro quest'Aula di approvare un bilancio,
  perché?  Dobbiamo  andare  tutti  in  campagna  elettorale  e non
  possiamo perdere tempo  con  i  siciliani a parlare del bilancio,
  perché abbiamo le  candidature  che ci aspettano fuori e dobbiamo
  fare la  campagna  elettorale,  perché  dopo le elezioni dobbiamo
  dare vita a  un  nuovo  Governo, quindi questo bilancio interessa
  solo i siciliani  che si aspettavano un bilancio di investimenti,
  un bilancio di  sviluppo  economico,  un  bilancio  di inizio, di
  crescita della  Sicilia,  invece  abbiamo  un  bilancio ingessato
  sugli stipendi, sulle  spese  obbligatorie  dove  non  ci sono le
  somme per gli  investimenti, le somme per l'economia, non ci sono
  e non c'è  il  progetto  che  ci  dice come risolvere il problema
  degli articolisti, non  ci  sono  le  somme  per  garantire  agli
  imprenditori un  rilancio  economico,  non c'è quella spinta allo
  sviluppo  che   tanto  ha  riempito  le  pagine  della  relazione
  dell'onorevole Presidente della Regione Capodicasa al momento del
  suo insediamento.
       Questo è un  bilancio  che andrà avanti da solo, Presidente,
  perché è un  bilancio  fatto  sui  debiti, sui mutui così come si
  prepara l'altra manovra  del  mutuo  di dicembre per continuare a
  dare linfa a questa  Regione  che ormai lavora solo con i mutui e
  ha perduto, se mai l'abbia avuto, la politica degli investimenti.
  E' la  fine della politica, Presidente, dell'Assemblea regionale,
  è la fine  della  politica del centro-sinistra, onorevole Piro, è
  la fine della  sua politica, lei era convinto di fare l'Assessore
  per la fine  legislatura; lei invece ha portato un bilancio che è
  un po' un  atto  obbligatorio  preparando le valigie, perché deve
  fare spazio a  un  nuovo  governo  per  consentire  al Presidente
  Capodicasa di continuare a fare il Presidente della Regione.
       Lei è stato un utile servitore (non di questa Regione, ma di
  questo Presidente), lei è  stato  un  attivo  assessore di questa
  Giunta, ha fatto il suo  lavoro  perché  le hanno chiesto di fare
  l'esercizio provvisorio, la finanziaria  e  il  bilancio  e lo ha
  fatto, dopo di che ha fatto  il  suo  dovere e può andare a casa,
  così come andrà a casa questo Governo e lei lo sa benissimo.
       Questo è un bilancio stantio, lo vediamo in Aula, è bene che
  i siciliani lo sappiano: è un  bilancio da fare in fretta, da non
  discutere, da non  emendare perché non possiamo, cari siciliani -
  è bene ogni  tanto  che  parliamo  al popolo siciliano, invece di
  parlarci fra di  noi  più  per  ritualità che per sentimento - è'
  bene che i  Siciliani  sappiano  che in quest'Aula bisogna andare
  via in fretta  perché  dobbiamo  andare  a  fare  le  elezioni, a
  sostenere  i  candidati,  a  garantire  i  partiti,  a  garantire
  equilibri  politici   che  si  andranno  a  consolidare  dopo  le
  "Europee", ma non,  qui  non  lavoriamo  certamente per dare alla
  Sicilia sviluppo  economico, per dare un futuro agli articolisti,
  per fare lavorare  un  disoccupato  in  più,  per  dare  soldi ai
  comuni,  per   creare  gli  investimenti,  per  dare  soldi  agli
  imprenditori che sono stati vittime delle estorsioni, perché è di
  questi giorni la burla che possiamo pagare solo gli imprenditori,
  signor Vicepresidente dell'Assemblea e Presidente di turno.
       Gli  imprenditori  ed  i  commercianti  siciliani  che hanno
  subito  atti  estortivi dopo il 1991 non possono essere risarciti
  perché  c'è un decreto del Presidente della Regione che impone di
  pagare  solo  fino al 1991. Tutti gli imprenditori che sono stati
  taglieggiati,  vittime  di  usurai e poi hanno subito attentati e
  distruzione delle loro attività commerciali, non possono accedere
  ai   fondi   previsti   dalla  Regione  per  quanto  riguarda  il
  risarcimento alle vittime delle estorsioni.
       Noi  qui,  in  questo Parlamento, parliamo di tutto meno che
  dei  fatti gravi della Sicilia. Qui la gente si ammazza, la gente
  viene  uccisa a fucilate davanti alle figlie, davanti alle mogli.
  Ci  sono  attentati  ogni  giorno,  ci  sono fatti estortivi ogni
  giorno.   C'è   una   recrudescenza  della  magia  e  l'onorevole
  Capodicasa  ci  viene  a dire che in fin dei conti la mafia non è
  più   quella   di   prima,  ha  perduto  lo  smalto,  ha  perduto
  l'aggressività,  ha perduto gli uomini, i latitanti li arrestano.
  Come  se  fosse  la  Svizzera.  Qui  siamo  in  Sicilia, terra di
  frontiera. E voi come volete affrontare la trincea di ogni giorno
  con  questo  bilancio  che  è  tutto  meno che il bilancio. E' un
  ammasso  di  numeri  che  è servito solo al buon Presidente della
  Commissione  Bilancio  di  fare il suo lavoro, di fare passare in
  Aula   gli   emendamenti  della  Commissione  e  gli  emendamenti
  clientelari degli Assessori che servono solo a garantire campagna
  elettorale e a non garantire lo sviluppo dello Sicilia.
       Io oserei dire, signor Presidente, se non fosse irriguardoso
  per quest'Aula che è un libro vuoto, è un libro dei sogni, come i
  vecchi  piani  triennali  dei consigli comunali. E' un insieme di
  numeri  che  tutto  dice,  meno che come aiutare questa Sicilia a
  crescere.
       E'  la  radiografia di questo fallimento, onorevole Piro. Se
  lei  potesse  vedersi  oggi,  lei  ha  l'immagine  di quei vecchi
  ragionieri  della  letteratura, quelli che dicono "oggi non si fa
  credito, passate domani".
       E' bene che  io  chiuda,  perché  non  serve a nulla, perché
  avete già i  numeri, come si suol dire 'appattati'. Avete già gli
  appuntamenti fuori di quest'Aula che non vi possono consentire di
  restare a lavorare per la Sicilia.
       Signor Presidente, vi  posso  solo dire, per quello che vale
  in questo momento il  mio voto, per quello che vale oggi la presa
  di posizione di  Alleanza  nazionale, io non voto questo bilancio
  ed ho l'orgoglio di non votarlo perché non voglio essere complice
  di un crimine che voi stato perpetrando ai danni della Sicilia.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  se  la  legge,  il  regolamento,  la  prassi  avesse
  previsto che l'Assessore per il bilancio rendesse in Aula una sua
  iniziale relazione al bilancio,  certamente  a questo compito non
  si sarebbe sottratto nè il  Governo,  né  chi  vi  parla,  che di
  relazioni, tutte di minoranza,  al  bilancio ne ha scritto decine
  nel  corso  della  sua,   ormai   ahimè,   non  breve  esperienza
  parlamentare.
       Ricordo  tuttavia all'onorevole  Caputo  e  a  quanti  hanno
  lamentato la scarsa  disponibilità  di  elementi  conoscitivi  su
  questo bilancio, che da  tempo  sono  state  consegnate  la  nota
  preliminare  al bilancio,  la  relazione  di  accompagnamento  al
  bilancio, che forse si è  fatta  poco  apprezzare e poco leggere,
  perché  è una relazione  ponderosa,  di  oltre  150  pagine,  che
  affronta la situazione economica  siciliana ed analizza i dati di
  bilancio in ogni loro aspetto. Forse per questo non ha incontrato
  l'apprezzamento  dei   deputati,  probabilmente  più  abituati  a
  letture frettolose e a  polemiche  politiche,  queste  sì a volte
  stantie, sterili,  ripetitive inutili che non ad approfondire sul
  serio  i   problemi,   ad   avvalersi   degli  strumenti  a  loro
  disposizione e  tra  questi  anche  quelli  che l'amministrazione
  regionale del Governo mettono a disposizione.
       Detto  questo,  signor  Presidente,  il  Governo  era  ed  è
  assolutamente   consapevole   del   fatto  che  quest'anno  si  è
  realizzato un fatto negativo, ci auguriamo del tutto eccezionale,
  il  fatto  cioè  che  il  bilancio  di  previsione  della Regione
  siciliana venga discusso ed approvato in Aula oltre, addirittura,
  il  termine  di scadenza, di validità dell'esercizio provvisorio,
  cioè del 30 aprile.
       Hanno giocato, purtroppo, nel determinare questa condizione,
  la  crisi  di Governo, che come voi tutti ricordate è intervenuta
  nel  mese  di  novembre,  la  formazione  del nuovo Governo che è
  entrato  nelle  sue  funzioni soltanto all'inizio di dicembre, la
  necessità   di  fare  fronte  ad  occorrenze  sociali  prima  che
  finanziarie  che  si  erano  accumulate nel corso del 1998 che il
  Governo precedente non aveva potuto, saputo, voluto, comunque non
  aveva  affrontato  per  tempo  e nei modi giusti, poi si è dovuto
  affrontare  il problema drammatico, ad un certo punto, che si era
  aperto  della  assoluta  assenza  di  credibilità ed affidabilità
  della Regione siciliana verso i mercati in occasione della doppia
  richiesta  di finanziamento attraverso il mutuo e il Governo, pur
  consapevole  che  sicuramente  i  tempi  per  l'approvazione  del
  bilancio  non  sarebbero  stati brevissimi, ha ritenuto, come per
  altro  era  suo  dovere  collegato,  anche, alla sua impostazione
  programmatica,  a  questa  esigenza  forte  di incidere realmente
  nella struttura, nello stesso modo di essere dell'amministrazione
  regionale, ha  ritenuto  suo  dovere volare alto, proporsi non un
  bilancio qualsiasi,  non  un  navigare  a  vista  per  cercare di
  arrivare al  13  giugno, il Governo ha cercato di volare alto, di
  cercare  di raggiungere, quanto più rapidamente possibile, alcuni
  importanti,  fondamentali,  imprescindibili obiettivi, tra questi
  sicuramente  quelli  del  risanamento  finanziario, ma, accanto a
  questi, e  forse  addirittura  prima  di  questi.
       Il Governo ha  lavorato e la maggioranza ha lavorato insieme
  al Governo  per  consentire  una  rapida approvazione della legge
  dello scioglimento  degli  Enti,  fatto  assolutamente storico in
  questa Regione, ha  lavorato  la  maggioranza  insieme  a tutti i
  settori dell'Assemblea perché  venisse approvata una "legge voto"
  apprezzabile, con  contenuti validi, che ha posto un'altra pietra
  miliare nel cammino di riforma di questa Regione; il Governo si è
  dato da fare per cercare di recuperare immagine, credibilità, per
  cambiare la percezione  che  sui  mercati  si aveva della Regione
  siciliana, lanciando,  appunto, volando alto, lanciando l'idea di
  un prestito obbligazionario,  che  poi  si è concluso, come tutti
  sappiamo, in maniera estremamente felice e positiva.
       Non  piace a nessuno, signori deputati, contrarre debiti, ma
  credo che  sia  ancora  stato più devastante per la Regione avere
  tentato di contrarre debiti e non avere trovato nessuno nell'anno
  scorso disponibile  a  fare credito a questa Regione e al Governo
  che la rappresentava.
       Il salto  di  qualità che tutti noi abbiamo fatto, ma che la
  Regione  nel  suo  complesso  ha fatto con questa operazione così
  brillantemente conclusa sui mercati di capitali internazionali, è
  un salto di qualità importante, che è stato possibile fare perché
  in questi  mesi  si  sono  realizzati alcuni passaggi importanti.
       Sui mercati  non  acquisti credibilità, non hai fiducia solo
  perchè sei bello,  alto  e hai gli occhi azzurri.  Ma soltanto se
  sei capace di  dimostrare concretamente quello che vuoi fare e se
  quello che vuoi fare lo stai nel frattempo facendo.
       Questa è  stata  la  chiave  di  volta  ed  è  la  chiave di
  interpretazione di questa operazione a cui non è stato secondario
  l'altro filone di intervento che continua del tutto sottovalutato
  o sottaciuto,  che è quello del confronto, del lavoro che è stato
  intrapreso nei confronti del Governo nazionale.
       Io ho  detto  più  volte,  e  lo  ripeto  adesso  e  lo dirò
  probabilmente  anche  fra  un  po', dobbiamo imparare a ragionare
  dentro i vincoli. Fino adesso questa Regione ha pensato di potere
  andare avanti senza tenere conto dei vincoli che pure esistevano.
       Da  questo  momento  bisogna  ragionare  tenendo  conto  dei
  vincoli.
       Ebbene,  uno di questi vincoli è dato dal patto di stabilità
  nazionale.E  in  Governo  della  Regione  si  è  proposto esso di
  chiudere  con  il  Governo  nazionale un'intesa istituzionale che
  valesse  per  il patto di stabilità ma valesse anche come terreno
  su  cui  costruire  un  rapporto  proficuo per la risoluzione del
  problema annosissimo e mai risolto del contenzioso tributario tra
  lo  Stato  e  la Regione nell'intento di acquisire nuove linee di
  entrata per  la Regione maggiori e più stabili da adesso e per il
  futuro.
       E  anche questo, vedete, è stato un elemento importantissimo
  che  si  è  aggiunto  agli  altri  nel determinare la valutazione
  positiva che i mercati internazionali hanno fatto della Sicilia e
  di quello che si sta facendo.
       E  anche  questo  è  stato  un elemento importante che ci ha
  aiutato subito  a  far  e il bilancio se è vero, come è vero, che
  abbiamo  potuto  iscrivere  per la prima volta in questo bilancio
  una voce  di  entrata  che  recentemente,  ahinoi,  purtroppo  la
  Regione  siciliana  ha  scoperto  di  sua  pertinenza  legata  ai
  versamenti IRPEF  da  parte  delle  amministrazioni pubbliche che
  fino adesso invece  sono confluite nel bilancio dello Stato e mai
  riversate alla Regione,  è dovuto anche a questo, se per la prima
  volta  la   Regione   ha  avuto  riconosciuto  ufficialmente  dal
  Ministero del Tesoro  il fatto che questo tributo è di pertinenza
  della  Regione e  che  i  sostituti  di  imposta  devono  versare
  direttamente alla Regione questo tributo...

     AULICINO.   Onorevole   Assessore,   tra   l'altro  lei  si  è
  impegnato...

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Eccola qua,
  onorevole  Aulicino,  fatto  che ha portato all'emanazione di una
  circolare  del  Ministero  del  Tesoro,  a  firma  del ragioniere
  generale   dello   Stato,  Monocchio  -  che,  onorevole  Caputo,
  certamente non  si  offende se lei lo chiama ragioniere - che per
  l'appunto  impartisce le dovute istruzioni agli uffici periferici
  dello  Stato  perchè  questo cespite individuato in codice 1023/2
  venga  riversato  alla  Regione. E' un cespite che noi conosciamo
  nella  sua esatta portata perchè è esattamente quantificato e che
  abbiamo potuto, quindi,per la prima volta iscrivere facendo anche
  qui le ritenute per le riserve da riversare allo Stato, l'abbiamo
  potuto iscrivere in entrata.
       Ma  il discorso non finisce qui. Il discorso non finisce qui
  perchè il  Governo della Regione si è impegnato e già la prossima
  settimana  fornirà  una prima bozza del documento, si è impegnato
  ad elaborare un piano di riequilibrio finanziario per il prossimo
  triennio che  a sua volta è parte non secondaria, anzi è la parte
  principale,   del   documento   di   programmazione  economica  e
  finanziaria   che   il   Governo,  così  come  prevede  la  legge
  finanziaria da pochi giorni approvata da questa Assemblea, dovrà
  presentare  entro  il  30  giugno.
       Si  è  impegnato  a  presentare  questo documento al Governo
  nazionale e questo documento diventerà la base per una trattativa
  finalmente    seria    e    concludente   sulla   questione   del
  contenzioso e  sulla  maggiore  linea  di  entrate  della Regione
  siciliana.

     AULICINO. Il contenzioso è per gli anni precedenti..

     PIRO,     assessore  per  il  bilancio  e le finanze.    Tutto
  questo può essere  non  conosciuto,  tutto  questo può essere non
  pubblicizzato e non  valorizzato dalla stampa, ma tutto questo in
  questi mesi si è  fatto  e in queste stesse ore, in questi stessi
  giorni si sta  facendo.  Si  sta  lavorando per la Sicilia in una
  prospettiva che è  quella di una profonda riforma che, come tutti
  sanno, è  inimmaginabile  possa  avvenire  tutta  insieme  e dare
  frutti nell'immediatezza,  ma  che ha già realizzato alcuni passi
  ed altri li sta realizzando, tra questi: la legge finanziaria.
       Ora,   si  può  legittimamente  essere  deputati  di  questa
  Assemblea e  non  sapere  nulla  di  come vanno le cose. Sotto il
  profilo  legislativo è legittimo, difficile sostenere che pur non
  sapendo nulla si pretenda di criticare al contrario.
       Io credo,  allora, che continuino a circolare in quest' Aula
  giudizi (finchè restano politici non mi permetto di interloquire,
  ognuno  può   esprimere   i   giudizi   che   vuole)  chiamiamoli
  tecnico-finanziari  che a me sembrano assolutamente pregiudiziali
  e non fondati su un' analisi soltanto realistica, neanche poi del
  tutto obiettiva, da portare alla finanziaria.
       Vedete,  se  noi  non  avessimo  fatto  la  finanziaria, non
  avremmo  ottenuto   il  mutuo  di  millesettecento  miliardi.  Mi
  dispiace doverlo  ricordare  all'onorevole  Provenzano che più di
  una volta (devo  dire  non a torto), intervenendo in questa Aula,
  sia durante la  discussione  della  legge  che  ha  consentito la
  emissione del  prestito  obbligazionario, che in altri momenti ha
  ricordato a me,  ha  ricordato  a  tutti, che già quando fu della
  operazione  del   Credit   Suisse,   quella  operazione  si  potè
  completare, perchè  il  Governo  aveva presentato una finanziaria
  forte e che  soltanto  una  finanziaria forte ed altri interventi
  avrebbero potuto consentito di ottenere successo sui mercati.
       Devo  dedurre  dal successo che abbiamo ottenuto sui mercati
  che  gli  stessi  hanno  ritenuto  questa  finanziaria  un  fatto
  importante e così è. Io ho dato conto a tutti di alcuni passaggi,
  devo   dire,   estremamente  emblematici, se  volete, nella  loro
  piccolezza,  ma  estremamente  emblematici  e  significativi, che
  dimostrano e  concretizzano  questa  che  a  me sembra essere una
  verità. Ma  non  solo.  Se noi non avessimo fatto la finanziaria,
  non avremmo posto  alcune  premesse  per il futuro, quelle che ci
  consentono  di  impostare  adesso, con  maggiore  ragionevolezza,
  capacità  obiettiva   di  previsione, il  piano  di  riequilibrio
  finanziario, non  avremmo  messo  le  basi, onorevole Caputo, per
  potere affrontare questo  bilancio  che  è  già  un  bilancio  di
  sacrifici in alcuni settori.
       Non  avremmo  potuto  impostare  questo  bilancio  con  quel
  respiro sicuramente  maggiore  che  in  questo momento ha, perchè
  senza  il   mutuo   e  senza  la  finanziaria, anzichè  iscrivere
  cento miliardi  come  previsione di avanzo di amministrazione sul
  1998, noi  avremmo  dovuto  iscrivere  duemilacento  miliardi  di
  disavanzo.
       Voi comprendete  che  con duemilacento miliardi di disavanzo
  nel  '98, proiettati  sul '99, a  quest'ora  non  saremmo  qui  a
  discutere, più o meno appassionatamente, del bilancio, ma saremmo
  ancora con le mani nei capelli a cercare di trovare il bandolo di
  una matassa  che,  francamente,  a  quel  punto sarebbe diventato
  inestricabile. Perchè questo è stato l'effetto della finanziaria:
  uno dei  passaggi  fondamentali  per  ottenere  il  prestito, gli
  effetti concreti  di  abbattimento  delle spese di competenza del
  1998.
       Si è  detto che questo è un bilancio di transizione, è vero.
  E'  un   bilancio  di  transizione  che  si  situa  in  una  fase
  particolare della  vita della nostra regione dentro quello che io
  mi permetto  insistere nel definire un grande progetto di riforma
  che certo ha fatto soltanto alcuni passi e forse i più importanti
  li dovrà fare ma che è chiaro nei suoi obiettivi, che è certo nei
  passaggi che fin qui ha compiuto.
       Un progetto di riforma che è contenuto nella finanziaria che
  dovrà trovare  anche  un passaggio nella riforma del bilancio, ma
  che ha  già  messo  alcune  pietre  importanti:  il  documento di
  programmazione  finanziaria che obbligherà quest'Aula a discutere
  seriamente sul futuro di questa Regione; la legge finanziaria con
  contenuti certi che dovrà fare essa un'opera di disboscamento del
  selvaggio incespugliarsi  di norme piccole e grandi che provocano
  un   intreccio  inestricabile  ed  irrisolvibile  che  condiziona
  comunque la  spesa  della  Regione.  E  che  dovrà  vedere poi un
  passaggio tecnico proprio di riforma della struttura del bilancio
  sul quale  però l'evoluzione è rapidissima. Per essere chiari già
  il decreto  legislativo  729  è considerato dal Governo nazionale
  come obsoleto,  onorevole  Di  Martino,  è in discussione nei due
  rami del Parlamento  un progetto di riforme, la 729 che pure è di
  due anni  fa,  che  ne  cambia  ancora  una  volta radicalmente i
  contenuti rispetto ai quali noi stiamo acquisendo gli elementi di
  conoscenza che  sono  importanti  anche  per comprendere che cosa
  dobbiamo fare,  fermo  restando  che  questo,  cioè  quello della
  riforma del  bilancio  della contabilità, è un altro dei passaggi
  che a breve questo Governo se resterà in carica intenderà portare
  avanti. Si è  detto anche, ragionando sui numeri, che questo è un
  bilancio falso.  Io ho sempre detto che i bilanci delle pubbliche
  amministrazioni sono  bilanci,  non  falsi,  ma  bilanci  che non
  possono essere  misurati  con  criteri  dei bilanci delle società
  private che, tra l'altro, essendo divise in bilanci di competenza
  e in bilanci di cassa, ed essendo divise in bilanci di previsione
  e bilanci  consuntivi, mostrano tutta la   opinabilità a volte di
  alcune previsioni.
       Abbiamo cercato  di  fare  un  bilancio  vero.  Questo ci ha
  portato anche forse e ne chiediamo scusa a tutta l'Aula a perdere
  qualche  giorno   in  più  per  potere  presentare  una  manovra,
  onorevole Liotta,  completa in Commissione Finanze che partiva da
  una  ricognizione  puntuale, devo dire millesimale, delle entrate
  su cui sono fatte operazioni di rimpinguamento di alcuni capitoli
  ma su  cui  sono  state  operate  anche  fortissime  riduzioni in
  conseguenza  di   quelli  che  sono  stati  gli  andamenti  della
  riscossione e degli accertamenti dello scorso anno.
       Abbiamo  fatto  un  bilancio  vero  perchè  nella proiezione
  triennale non  abbiamo  giocato  con  i  numeri.  Credo che forse
  l'onorevole Provenzano  non  ha  avuto  il tempo di esaminare con
  attenzione   il  bilancio,  continuo  a  non  comprendere  perchè
  l'onorevole  Provenzano  non fa parte della Commissione Bilancio,
  questo  è   un   problema   del  suo  Gruppo,  del  suo  Partito.
  Probabilmente  se  l'onorevole Provenzano fosse stato presente in
  Commissione  Bilancio avrebbe qui svolto un ragionamento diverso.
  Perchè  l'onorevole Provenzano purtroppo ha fatto un ragionamento
  assolutamente infondato, privo della qualsiasi concretezza perchè
  ha preso  in  considerazione  dei numeri che non conosceva di cui
  non sapeva darsi conto e ragione ma che hanno un loro conto e una
  loro ragione.  Ad  esempio,  l'onorevole  Provenzano ha citato il
  fatto che negli  anni  futuri non c'è una previsione di spesa per
  gli enti  locali.  Se  avesse  avuto probabilmente più tempo o se
  avesse  prestato  maggiore  attenzione  l'onorevole Provenzano si
  sarebbe accorto  che  il  fondo  degli  enti  locali  è in questo
  momento,  perchè   la   legge   è   così,  allocato  puramente  e
  semplicemente nel  fondo  globale, pagina 764 del volume che vi è
  stato  consegnato,  ognuno può verificare. L'onorevole Provenzano
  non si  sarebbe  stupito del fatto che le entrate extratributarie
  per il 1999, il 2000 e il 2001 presentano una forte contrazione e
  se  avesse ragionato sul perchè c'è questa forte contrazione, non
  sarebbe  qui  venuto a raccontarci che le spese in conto capitale
  diminuiscono  perchè  avrebbe  saputo che diminuiscono le entrate
  perchè  non  c'è  più  il  P.O.P. 1994-1999 e l'agenda 2000 non è
  ancora  un  titolo  giuridico per potere iscrivere in bilancio le
  somme  e che evidentemente non essendoci l'entrata del P.O.P. non
  si  può  fare  neanche  l'uscita  e  che  tutto  questo porta una
  previsione  in  meno  in  entrata  e in uscita di 2.400 miliardi,
  esattamente  la  cifra  di  cui  l'onorevole  Provenzano  qui  si
  lamentava,  paventando  una  sorta di invalidazione per manifesta
  infondatezza se non proprio per falsità del bilancio stesso.
       Qui non c'è  soltanto  una  volontà politica di fare bilanci
  veri e quanto  più  aderenti alla verità giuridica, qui c'è anche
  una  presa   di   infilata  di  una  struttura  amministrativa  e
  burocratica che avrà  tutti  i  suoi  difetti,  che  deve  essere
  profondamente riformata, in cui ci  sono zone d'ombra, nicchie di
  inconsistenza, di indolenza, di non  adeguatezza  ma  in  cui c'è
  anche qualità, in cui c'è anche professionalità, in cui c'è anche
  voglia di fare, voglia di misurarsi anche con le riforme e con le
  occorrenze nuove e questo  c'è  stato  riconosciuto  dagli stessi
  nostri interlocutori internazionali e  non  solo la Merrill Lynch
  che ha concluso con noi l'operazione  ma  tutti gli altri che con
  la struttura del bilancio ma il  bilancio  fa parte della Regione
  hanno avuto a che fare e che si sono trovati di fronte funzionari
  capaci, attenti, diligenti ed efficienti.
       Allora, è in  conclusione che io voglio dire un grazie, così
  come dico  un  grazie  ancora  una  volta all'Assemblea regionale
  siciliana, ai suoi  dirigenti, ai suoi funzionari che come sempre
  sono stati attenti, puntuali e hanno lavorato con grande tempismo
  e grande velocità  per metterci in condizione di potere approvare
  questo strumento indispensabile per la Regione che è il bilancio.
       E' un bilancio  di  transizione,  è  un bilancio che in gran
  parte riflette ancora  tutti  i vizi della Regione ma questo è un
  bilancio che se letto insieme alla finanziaria ha già in sé tutta
  una serie di elementi, di  riforme  di cambiamento che cercheremo
  di sviluppare in tutta loro ampiezza  già a partire dal documento
  di programmazione finanziaria di giugno.
       E'   quello  l'appuntamento  importante,  è  quello,  direi,
  l'appuntamento decisivo per  misurare la capacità e la volontà di
  questa Assemblea di fare riforme vere, di incidere nei meccanismi
  della spesa,  di  fare  programmazione,  di sapere programmare le
  risorse. Ed  è  a  quell'appuntamento,  anche tenendo conto delle
  condizioni, in  cui  questa discussione sul bilancio si realizza,
  che io rinvio  l'attenzione  di tutta l'Aula, chi ci sarà è ovvio
  che,  onorevole Caputo, mi auguro  di  esserci,  se  non  ci sarò
  prenderò atto, mi auguro  di  potere  essere  comunque  ancora un
  parlamentare di questa Assemblea. Mi auguro soprattutto una cosa:
  che  veramente si diffonda in  questa  Assemblea  e  in  tutti  i
  settori di questa Assemblea  la  consapevolezza  di  come occorra
  cambiare, di come, tra una critica e una ostruzione, però abbiamo
  messo in piedi una serie  di  meccanismi che diventeranno per noi
  sempre più vincolanti. Se saremo capaci di trasformare quelli che
  sono i vincoli in risorse,  questa  Regione  avrà  un  futuro, se
  continueremo a considerare i vincoli come inutili, fastidiosi che
  ci  impediscono di fare  le  cose  che  tradizionalmente  abbiamo
  fatto, allora credo che futuro per questa Regione non ce ne potrà
  essere.
       Ma il nostro auspicio, onorevole Caputo, è che questo futuro
  si possa realizzare  per  quanto  ci  riguarda  in  questo  siamo
  impegnati.

     PRESIDENTE. Sono  stati presentati degli ordini del giorno che
  saranno discussi  in  un momento successivo della discussione del
  disegno di legge.
       Dichiaro  chiusa  la discussione  generale  sul  disegno  di
  legge.
       Considerato che il  bozzone  è stato distribuito in ritardo,
  comunico che  gli  emendamenti  possono  essere  presentati entro
  domani mattina alle ore 10.00.
       Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Comunico  che sarà  dato  annuncio  in  una  prossima seduta
  del nuovo testo,  presentato  dai firmatari, della mozione numero
  350 a firma degli onorevoli Pagano ed altri.
       L'Assemblea terrà seduta domani, venerdì 7 maggio 1999, alle
  ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II -  ELEZIONE  DI  TRE  DELEGATI  DELLA REGIONE SICILIANA PER
      L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

  III -  LETTURA  AI  SENSI  E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

   N. 351   -  Iniziative  per  garantire  la  piena  operatività  del
      Direttore  generale  della Azienda unità sanitaria locale (AUSL)
      n. 8 di Siracusa.
      Pagano Alessandro; Bufardeci Giambattista, Drago Giuseppe; Scoma
      Francesco.

      Presentata il 4.05.1999

    IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - "Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  l'anno
      finanziario  1999   e   bilancio  pluriennale  per  il  triennio
      1999-2001" (nn. 815-853-866/A) (Seguito).

      Relatore di maggioranza: on. Di Martino
      Relatore di minoranza: on. Tricoli

                      La seduta è tolta alle ore 21.36

    Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50