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Resoconto d'Aula della Seduta n. 248 di sabato 08 maggio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 01.05.

     LIOTTA,    segretario, dà lettura del  processo  verbale della
  seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. Si passa al primo  punto  dell'ordine  del giorno:
  Lettura ai sensi e per gli effetti  degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 351:  "Iniziative
  per  garantire  la  piena   operatività  del  Direttore  generale
  dell'Azienda unità sanitaria locale (A.U.S.L.) n. 8 di Siracusa."

       Propongo che la determinazione  della  data  di  discussione
  venga  demandata  alla  Conferenza   dei  presidenti  dei  gruppi
  parlamentari.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  815/A:  "BILANCIO  DI
    PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA  PER L'ANNO FINANZIARIO 1999
    E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 1999-2001"

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione del disegno di legge  "Bilancio  di  previsione della
  Regione  siciliana  per  l'anno   finanziario   1999  e  bilancio
  pluriennale  per  il triennio  1999-2001"  (815/A).  Relatore  di
  maggioranza  l'onorevole  Di   Martino,   relatore  di  minoranza
  l'onorevole Tricoli.
       Invito  la seconda Commissione a  prendere  posto  al  banco
  delle  commissioni.
       Onorevoli colleghi, siamo  alla discussione dell'articolo 1.
  Nessuno chiede di parlare. Lo stesso  articolo  viene sospeso per
  passare all'esame della tabella A del bilancio annuale.
       Tabella  A: stato di previsione dell'entrata, capitoli dallo
  0001  allo  0004.  Non ci sono emendamenti, i capitoli si trovano
  alle pagine 45 e 46.
       Pongo in votazione i capitoli 0001 e 0004.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Titolo  1:  entrate tributarie, capitoli 1002 e 1609. Non ci
  sono emendamenti. Pongo in votazione i capitoli suddetti.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Titolo  2:  entrate  extra-tributarie  dai  capitoli 1701 al
  capitolo  4482.  Non  ci  sono  emendamenti. Pongo in votazione i
  capitoli suddetti.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  al  titolo 3: dal capitolo 4521 al capitolo 5782.
  Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Titolo  4:  accensione  di  prestiti.  Dal  capitolo 6001 al
  capitolo 6003. Non ci sono emendamenti. Li pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si pone in votazione l'intera tabella A.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, all'articolo 1  è  stato  presentato dal
  Governo  l'emendamento  1.1  che  così   recita:
    "La Regione  è  autorizzata ad accertare  le  entrate  da  essa
    direttamente deliberate.  E' altresì autorizzata a riscuotere e
    versare nella propria cassa tutte le  entrate  ad essa comunque
    spettanti in base all'articolo 36 e  seguenti  dello  Statuto e
    alle relative norme di attuazione dovute per l'anno finanziario
    1999 giusta lo stato di  previsione  dell'entrata  annessa alla
    presente legge tabella A."
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , presidente  della Commissione e relatore,
   Favorevole.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  l'articolo 1 nel testo risultante.  Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa all'articolo 2.  Onorevoli  colleghi  al  fine  di
  consentire lo svolgimento unitario della tabella  B si dà lettura
  dell'articolo 2 e degli articoli 5, 7, 8,  9,  10,  11  e  12 che
  hanno  diretta  connessione   con  quantificazioni  recate  dalla
  medesima tabella B la cui discussione  si  sospende  per  passare
  all'esame della tabella B annuale.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     LIOTTA, segretario:
                                  Art. 2.
                      Stato di previsione della spesa

          1.  Il Presidente della Regione e gli Assessori regionali,
       in  relazione  alla  loro  preposizione,  sono autorizzati ad
       impegnare  e  pagare  le  spese  della  Regione siciliana per
       l'anno   finanziario  1999,  in  conformità  dello  stato  di
       previsione  della  spesa annesso alla presente legge (tabella
       B).

                                  Art. 5.
                        Fondi strutturali comunitari

          1. I  contributi  relativi  al periodo 1994-1999, concessi
       dall'Unione Europea  e  dallo  Stato  per  l'attuazione degli
       obiettivi indicati nell'articolo  1  del Reg. CEE 2052/88 del
       24 giugno 1988, così come modificato dall'articolo 1 del Reg.
       CEE 2081/93 del  20 luglio 1993, vengono iscritti in bilancio
       con decreto dell'Assessore  regionale  per  il  bilancio e le
       finanze,  su   proposta  del  Presidente  della  Regione,  in
       relazione  alla  necessità  di realizzazione degli interventi
       previsti.  Al  relativo cofinanziamento regionale si provvede
       con le disponibilità iscritte al capitolo di spesa 60786.

          2. Con le disponibilità di  cui  al  medesimo  capitolo di
       spesa si provvede a cofinanziare  le azioni e/o interventi di
       cui  alla  lettera  b),  del comma 1, dell'articolo 16, della
       legge  regionale  7  marzo  1997,  n.  6,  nei limiti ed alle
       condizioni previste ai commi 2 e 3 dello stesso articolo.

                                  Art. 7.
             Fondo contrattazione stato giuridico ed economico
                          del personale regionale

          1.  Ai  sensi  dell'articolo  9  della  legge regionale 19
       giugno  1991,  n.  38,  l'ammontare  del fondo destinato alla
       contrattazione   dello   stato  giuridico  ed  economico  del
       personale  dell'Amministrazione  regionale è stabilito per il
       triennio 1999-2001 in lire 181.000 milioni di cui lire 51.000
       milioni per  l'anno 1999, lire 65.000 milioni per l'anno 2000
       e lire 65.000 milioni per l'anno 2001.

          2.  La spesa prevista al  comma  1,  per  l'anno  1999,  è
       iscritta  al  capitolo 21262  ed  è  altresì  destinata  alle
       finalità previste dal  comma  1  dell'articolo 20 della legge
       regionale 24 dicembre 1997, n. 46.

                                  Art. 8.
                        Integrazione Fondo sanitario

          1.  La  quota   del  Fondo  Sanitario  Nazionale  -  parte
       corrente - a carico della Regione per l'anno finanziario 1999
       è prevista in lire 3.686.556 milioni e si iscrive al capitolo
       41724.

                                  Art. 9.
                 Utilizzo delle somme previste dal comma 14
           dell'articolo 45 della legge 23 dicembre 1998, n. 448

          1.  Ai  sensi  dell'articolo  45, comma 14, della legge 23
       dicembre  1998,  n.  448, le somme relative alle assegnazioni
       sotto  elencate  inerenti  a  leggi  statali  di settore, non
       impegnate  alla  data  del  31 dicembre 1998, sono destinate,
       nell'esercizio 1999:

          a)  quanto  a lire 35.000 milioni per le finalità previste
       dagli  articoli  39, 50  e  75  del  Regio  decreto-legge  30
       dicembre 1923, n. 3267, dagli articoli 19 e 20 della legge 25
       luglio 1952, n. 991, dall'articolo 9 della legge regionale 27
       maggio 1980, n. 47,  dagli  articoli  28  e  40  della  legge
       regionale 5 giugno 1989,  n.  11,  e  dalla legge regionale 6
       aprile 1996, n.  16  (capitolo 16619), mediante l'utilizzo di
       parte delle economie realizzate sulle assegnazioni statali di
       cui alla legge 18 maggio 1989, n.  183 e successive modifiche
       ed integrazioni;

          b)  quanto  a  lire 1.500 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 75 del Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n.
       3267, e dall'articolo 2  del  Regio decreto 13 febbraio 1933,
       n. 215 (capitolo  56854),  mediante l'utilizzo di parte delle
       economie realizzate sulle  assegnazioni  statali  di cui alla
       legge  18 maggio 1989,  n.  183  e  successive  modifiche  ed
       integrazioni;

          c)  quanto  a  lire 6.000 milioni per le finalità previste
       dal  Regio  decreto-legge   30   dicembre   1923,   n.  3267,
       dall'articolo 29 della legge  regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo 12 della  legge  regionale  28  aprile 1997, n.
       14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
       5  (capitolo  56853),  mediante  l'utilizzo  di  parte  delle
       economie realizzate sulle  assegnazioni  statali  di cui alla
       legge  18 maggio 1989,  n.  183  e  successive  modifiche  ed
       integrazioni;

          d)  quanto  a  lire  500  milioni per le finalità previste
       dall'articolo 14  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo  4  della  legge regionale 29 dicembre 1996, n.
       52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
       14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
       5  (capitolo  56855),  mediante  l'utilizzo  di  parte  delle
       economie  realizzate  sulle  assegnazioni statali di cui alla
       legge 18  maggio  1989,  n.  183  e  successive  modifiche ed
       integrazioni;

          e) quanto a lire  20.000  milioni per le finalità previste
       dall'articolo 6 della legge  regionale 16 agosto 1974, n. 36,
       dall'articolo 17 della legge regionale 27 maggio 1980, n. 47,
       dall'articolo 19 della legge regionale 30 maggio 1984, n. 36,
       dagli articoli 27 e  40  della legge regionale 5 giugno 1989,
       n. 11, e dall'articolo  29  della  legge  regionale  6 aprile
       1996, n.  16  (capitolo  56856), mediante l'utilizzo di parte
       delle economie realizzate  sulle  assegnazioni statali di cui
       alla legge 18 maggio  1989,  n. 183 e successive modifiche ed
       integrazioni;

          f)  quanto  a  lire 1.950 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 26  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo  4  della  legge regionale 29 dicembre 1996, n.
       52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
       14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
       (capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
       realizzate  sulle  assegnazioni  statali di cui alla legge 18
       maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed integrazioni;

          g)  quanto  a  lire 2.050 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 26  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo  4  della  legge regionale 29 dicembre 1996, n.
       52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
       14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
       (capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
       realizzate sulle assegnazioni  statali  di  cui alla legge 19
       luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;

          h)  quanto  a  lire 5.000 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 29  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n. 14,
       e dall'articolo  2  della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
       (capitolo 56858), mediante l'utilizzo di parte delle economie
       realizzate sulle assegnazioni  statali  di  cui alla legge 19
       luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;

          i)  quanto  a  lire 5.100 milioni per le finalità previste
       dal  Regio  decreto  5  ottobre 1933, n.  1577,  dalla  legge
       regionale 16 aprile 1949, n.  10, dalla  legge  regionale  11
       marzo 1950, n. 18, e dall'articolo 14  della  legge regionale
       29   dicembre  1975,  n.   88  (capitolo   56928),   mediante
       l'utilizzo   di   parte  delle  economie   realizzate   sulle
       assegnazioni  statali di cui alla legge 19  luglio  1993,  n.
       236 e successive modifiche ed integrazioni;

          j)  quanto  a  lire 7.398 milioni per le finalità previste
       dalla  legge  regionale  5  novembre 1965, n. 34 e successive
       modifiche   ed   integrazioni   (capitolo   75669),  mediante
       l'utilizzo  di   parte   delle   economie   realizzate  sulle
       assegnazioni statali  relative  all'articolo 9 della legge 16
       maggio 1970, n. 281;

          k)  quanto  a  lire  500  milioni per le finalità previste
       dall'articolo  11 della legge regionale 15 maggio 1987, n. 18
       e successive  modifiche  ed  integrazioni  (capitolo  48633),
       mediante l'utilizzo  di parte delle economie realizzate sulle
       assegnazioni statali  relative all'articolo 13 della legge 11
       marzo 1988, n. 67.

                                  Art. 10.
                             Disposizioni varie

          1.   Per  le  finalità  previste  dalle   leggi   appresso
       indicate, sono stanziate per l'anno 1999 le somme riportate a
       fianco di ciascuna di esse:

       - legge regionale 28 marzo 1996, n. 12  (cap. 10725), lire 150
         milioni;
       - legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, art. 12 (cap. 33720),
         lire 190.000 milioni;
       - legge regionale 4 aprile 1995, n. 26, articolo 3 commi 1 e 6
         (cap. 64999), lire 524 milioni.

                                  Art. 11.
                             Limiti di impegno

          1.  I  limiti  di  impegno  previsti per l'anno 1998 dalle
       seguenti   leggi   regionali   e   successive   modifiche  ed
       integrazioni  sono differiti all'esercizio 1999 per l'importo
       indicato  a  fianco  di ciascuna legge:

       - legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 32 (cap. 64989),
         lire 10.000 milioni;
       - legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 34 (cap. 64990),
         lire 5.000 milioni.

                                  Art. 12.
                                Zone interne

          1. Per soddisfare le obbligazioni relative agli interventi
       di  cui  alla  legge  regionale  9  agosto  1988,  n.  26,  e
       successive   modifiche   ed   integrazioni,   concernenti  il
       'progetto  zone   interne:   completamento  reti  fognarie  e
       depuratori' ed il  'progetto  zone  interne:  parchi urbani e
       suburbani' per l'anno  1999  sono  stanziate le somme di lire
       1.620 milioni sul capitolo  85215 e di lire 1.450 milioni sul
       capitolo 86106.

     PRESIDENTE.  Il  testo  degli articoli è stato distribuito, si
  passa alla tabella B.

       Onorevoli  colleghi, Stato  di  revisione  della  spesa, dal
  capitolo 00.01  al  capitolo  0004.  Non  ci sono emendamenti.
       Lo pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Titolo I spese correnti. Siamo nella fase di trattazione dei
  capitoli   dal   10001   all'11401.   Il   capitolo  10001  viene
  accantonato.
       Onorevoli  colleghi, comunico che gli emendamenti presentati
  sono   allegati  al  presente  resoconto  stenografico.
       Comunico che  l'emendamento 2.99 a firma del Governo, che vi
  è stato  distribuito, la  cui  compensazione è però rinviata alla
  votazione  in  un  momento  successivo, per cui un pronunciamento
  eventualmente  favorevole sull'emendamento 2.99 è comunque legato
  all'esito  positivo  della  compensazione  che sarà assicurata in
  momento successivo.
       Qualora  non   dovesse   essere  assicurata  la  manovra  di
  compensazione l'emendamento non si intenderà approvato.
       Allora si passa all'emendamento 2.99. Lo pongo in votazione.
  Il Governo l'ha presentato. Il parere della Commissione?

     DI    MARTINO .   Presidente  della  commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

       E' approvato con le condizioni citate dal Presidente.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi viene presentato un emendamento
  integrativo dell'emendamento  2.99,  denominato  2.99.1  che vi è
  stato distribuito sempre a firma del Governo.
       Onorevoli colleghi chiedo il parere della Commissione.

     DI    MARTINO .   Presidente  della  commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi  pongo in votazione globale
  il  2.99  con  l'integrazione  2.99.1.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, passiamo all'emendamento 2.6, a firma degli
  onorevoli Zanna, Pignataro, Monaco, Oddo ed altri.  L'emendamento
  è  inammissibile  poichè il capitolo 69936 reca Fondi dell'Unione
  Europea che non possono compensarsi.
       Si passa all'emendamento 2.,92
       L'emendamento è  inammissibile,  onorevole Pignataro, perché
  il capitolo non può  essere  incrementato,  in  forza della legge
  finanziaria, della cifra così come richiesto.
       Si  passa  all'emendamento  2.89  a  firma  degli  onorevoli
  Pignataro, Villari ed altri.

    - Capitolo 34362 + 321, capitolo 10673 - 321.

       E' compensato.
       Il parere del Governo e della Commissione?

     PIRO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  il  Governo   è   contrario,   ma   faccio  presente
  all'onorevole Pignataro che  già  l'emendamento è stato assorbito
  quasi per lo stesso importo in un emendamento del Governo.

     PRESIDENTE. Onorevole Pignataro, ritira l'emendamento?
       Gli onorevoli Pignataro e Villari non sono presenti in Aula,
  quindi onorevole Zago, ritira l'emendamento?

     ZAGO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.90  a  firma  degli  onorevoli
  Pignataro,  Villari ed altri.

    - + 550 Lavoro, - 550 Presidenza.

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PIRO, assessore  per  il bilancio e le finanze. Vale lo stesso
  ragionamento di poc'anzi, signor Presidente.

     ZAGO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa   all'emendamento  2.91  a  firma  dell'onorevole
  Pignataro ed altri.

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Per 100 milioni.

     ZAGO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.33  a  firma dell'onorevole La
  Grua.

    - + 300 Presidenza, - 300 al capitolo 10648.

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   l'operazione  non  è  possibile  perché  in  questo
  momento sul capitolo 10648 sono disponibili soltanto 126 milioni.

     STANCANELLI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.24  a  firma  degli  onorevoli
  Liotta, Forgione ed altri.
       Onorevole  Liotta  sono costretto a dichiarare improponibile
  l'emendamento perché viene richiesto un incremento non consentito
  in forza dell'ultima finanziaria approvata.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa all'emendamento 2.56 a firma dell'onorevole Vicari
  ed altri.
       L'emendamento è improponibile.
       Si passa  al  Titolo  II  'Spese  in  conto  capitale',  dal
  capitolo 50114 al capitolo 50603.
       Emendamento 2.55 a firma dell'onorevole Vicari ed altri.
       L'emendamento  è improponibile per le motivazioni già citate
  per precedenti emendamenti.

     PIRO, assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO, assessore  per  il bilancio e le finanze.  Chiedo scusa,
  signor Presidente,  vorrei  che  lei mi aiutasse a ricostruire un
  attimo. Abbiamo esaminato la Rubrica Presidenza?

     PRESIDENTE. Sì.

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Se non ho capito
  male,  signor  Presidente,  abbiamo esaminato l'emendamento 2.9/1
  del   Governo,   dovrebbe   esserci  però  un  altro  emendamento
  presentato.

     PRESIDENTE.  E'  stato  tutto  già  votato  dalla  Presidenza,
  onorevole Piro.

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Le chiedo scusa,
  signor Presidente. Non avevo seguito.

     PRESIDENTE.  Si  passa  alla Rubrica Agricoltura, dal capitolo
  14001   al   capitolo   16702.   Sono   stati   presentati  degli
  emendamenti.   Si   passa  all'emendamento  2.87  a  firma  degli
  onorevoli Pignataro, Villari ed altri.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  l'emendamento  per  il Governo non è proponibile non
  per   motivi  formali  ma  per  motivi  sostanziali.  Infatti  il
  prelievo che  viene  operato  opera  su  capitoli che non possono
  essere  ridotti  in quanto riguarda il 14205 "Spese telefoniche",
  il 14233  "Spese per missione del personale all'agricoltura" e il
  15952  un  capitolo  che  invece  il  Governo  ritiene  opportuno
  incrementare perché  si tratta di fondi per l'occupazione.
       In  ogni  caso,  io  vorrei  fare  presente  agli  onorevoli
  colleghi firmatari che  già  il  Governo  ha  posto attenzione al
  capitolo  delle  opere   universitarie   tanto   è  vero  che  in
  commissione finanze il capitolo è stato incrementato.
       Non è  stato possibile in questa fase ricondurre allo stesso
  stanziamento dello  scorso  anno,  tuttavia lo stanziamento è già
  consistente per  23 miliardi, noi pensiamo di potere mantenerci a
  questa  cifra   in  questo  momento  ed  eventualmente  di  poter
  completare la manovra con la legge di variazione.

     PRESIDENTE.  L'emendamento  2.87  è  ritirato.  L'Assemblea ne
  prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.123 a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della commissione?

     DI   MARTINO ,  presidente   della  commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
   alzi.

                               (E' approvato)

    Ha chiesto  di  parlare  l'onorevole  Liotta,  per  chiedere al
  Governo una specificazione a seguito di una sua dichiarazione che
  naturalmente  ha  portato alla improponibilità di un emendamento,
  l'onorevole Liotta  chiede  dei  chiarimenti  dal  punto di vista
  tecnico.

     LIOTTA. Il capitolo  10648  sul  quale insisteva un precedente
  emendamento che è stato dichiarato prima improponibile perché non
  c'erano i fondi e  poi ritirato. Sul bozzone d'aula risultano 150
  milioni  sul  10648.   Io   ho   gli   emendamenti  approvati  in
  commissione, presentati dal  Governo,  risulta  un + 700 milioni.
  Chiedo se non ci sia  un  errore  materiale  e se sul bozzone non
  doveva essere contenuto invece "+ 850".

     PIRO,  assessore per il  Bilancio  e  le  Finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    assessore per il  Bilancio  e  le  Finanze.    Signor
  Presidente, forse nella  concitazione è sfuggito un passaggio. Il
  Governo non ha detto che  non  ci  sono  i  fondi  nel  capitolo.
  Onorevole Liotta, ho precisato  che il capitolo in questo momento
  presenta una disponibilità in  termini  di somme non impegnate di
  126 milioni.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento  2.100,   che   è   da   intendersi  come  elemento
  integrativo dell'emendamento 2.99, già in parte votato.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 2.77, a  firma  dell'onorevole Mele
  ed altri.

     ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.
       Si passa  all'emendamento 2.10, a firma dell'onorevole Zanna
  ed altri.
       Onorevole  Assessore,  l'Assemblea  ha  qualche  perplessità
  soprattutto sul 14727, che vede una riduzione di due miliardi.

     PIRO,  assessore  per  il  Bilancio e le  Finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per  il  Bilancio  e   le   Finanze.  Signor
  Presidente,  volevo innanzitutto confermare che il  14727  è  una
  nota  mista  BF.   Peraltro, faccio presente che il  14727  è  un
  capitolo  che  serve  per  finanziare il  pagamento  degli  oneri
  relativi al personale ex consorzi agrari e cantine  per  i  quali
  c'è  quindi  un  obbligo contrattuale.  Già  per  questo,  signor
  Presidente, l'emendamento sarebbe improponibile.

     ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.
       Si passa  all'emendamento 2.11, a firma dell'onorevole Zanna
  ed altri.

     ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.
       Si passa  all'emendamento 2.16, a firma dell'onorevole Zanna
  ed altri.

     ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.
       Si passa  all'emendamento  2.35,  a  firma dell'onorevole La
  Grua.

     PIRO,  assessore  per  il  Bilancio e le  Finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per  il  Bilancio  e   le   Finanze.  Signor
  Presidente,  per quanto riguarda il capitolo  addebitato  su  cui
  viene fatto il prelievo, vale la stessa  considerazione  di  poco
  fa; tuttavia l'emendamento 2.35 dell'onorevole La Grua propone di
  incrementare  il capitolo 15005 che è un capitolo  con  il  quale
  viene erogato un contributo annuo all'istituto "Vite  e vino" per
  l'organizzazione di una serie di attività.
       Qui vorrei  fare un ragionamento, Presidente, che vale anche
  per il capitolo  15004  che  invece  è  il  capitolo destinato al
  finanziamento dell'istituto "Vite e vino".
       Come gli onorevoli colleghi potranno agevolmente verificare,
  lo stanziamento  dell'istituto  "Vite  e  vino"  per  entrambi  i
  capitoli è stato riportato dal  governo  esattamente  all'importo
  dello  scorso  anno,  con  ciò,  credo,  dando  anche  una  prova
  dell'attenzione  che il governo riserva a  questo  istituto.
       Non  abbiamo  ritenuto  possibile  incrementare  gli  stessi
  capitoli in questa fase perchè, soprattutto  per  quanto riguarda
  il capitolo 15005, che è un contributo,  ricade  nella previsione
  generale della finanziaria che prevede di non  potere aumentare i
  contributi rispetto allo scorso anno, anche se non prefissati con
  lettera "A".
       Per quanto  riguarda l'attività istituzionale, noi crediamo,
  in questo momento, l'avere già riportato lo stanziamento a quello
  dello scorso anno possa  dare  una certa tranquillità e una certa
  operatività all'Istituto vite e  vino.
       Nel caso in  cui dovesse verificarsi nel corso dell'anno una
  maggiore occorrenza per questa attività, il governo sarà pronto a
  farsi carico della evenienza che si dovesse presentare.

     LA GRUA . Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa all'emendamento 2.36, a  firma  dell'onorevole  La
  Grua.

     LA GRUA . Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.72, a  firma  degli  onorevoli
  Stancanelli ed altri.

     STANCANELLI. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.60, a firma  degli onorevoli Oddo
  e Villari.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente, a parte la considerazione che ella ha  già svolto sul
  capitolo 16317 che in parte è nota "B",  volevo  però  assicurare
  gli onorevoli presentatori dell'emendamento che già il Governo si
  è  fatto  parte  diligente  nel  riportare  lo  stanziamento  del
  capitolo che era stato praticamente  azzerato  allo  stanziamento
  dello scorso anno in modo da assicurare la  continuità  di questo
  intervento a favore dei consorzi di ricerca  che  viene giudicato
  abbastanza importante.
       Il Governo ha presentato un emendamento, che credo sia stato
  già votato, peraltro, con il quale è stata  fatta  la  proiezione
  triennale dello stanziamento di 4 miliardi per  evitare  che ogni
  sei mesi ci possa essere un elemento di  ridiscussione  di questo
  articolo.
       Credo che sia  stato fatto il massimo dello sforzo possibile
  e invito i deputati proponenti a ritirare l'emendamento.

     VILLARI. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.8, a firma degli onorevoli Zanna,
  Silvestro ed altri.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'emendamento  dell'onorevole
  Zanna  si  presenta adesso ma, per quanto  riguarda  il  capitolo
  48625 che si intende incrementare, è simile  ad altri emendamenti
  presentati  da  altri  deputati,  che   anch'essi  propongono  di
  incrementare il capitolo 48625 che è il capitolo con  il quale si
  finanziano i trasporti per le isole minori.
       Io,  per   intanto,  vorrei  fare  presente  agli  onorevoli
  presentatori degli emendamenti che già  in Commissione 'Bilancio'
  il Governo aveva quasi per intero ripristinato  il capitolo nella
  dimensione dello scorso anno. Ulteriormente è stato presentato un
  emendamento  che  assicura,  per  intanto,   il  principio  della
  triennalità, nel senso che vengono riportati  i due stanziamenti,
  quello  di  questo  capitolo  e  quello   del   capitolo   48633,
  esattamente nella dimensione dello scorso anno.
       Quindi, credo che da questo punto di vista,  sia  pure nella
  misura richiesta, tuttavia c'è stata  una  particolare attenzione
  considerato che si tratta di isole minori e che c'è nel programma
  del governo una particolare attenzione rispetto  a  questo punto.
  Peraltro, vorrei fare presente, e questo vale anche per eventuali
  altri  emendamenti,  che  nel  capitolo  14732  non  è  possibile
  intervenirvi  per  2  miliardi giacché  in  questo  momento  sono
  disponibili, cioè nel senso che non  presentano impegni, soltanto
  500 milioni.

     ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.37, a  firma  degli  onorevoli
  Silvestro ed altri, si tratta di una rimodulazione.

     SILVESTRO. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.85, a  firma  degli  onorevoli
  Pignataro e Villari. L'emendamento  è  dichiarato  improponibile.
       Si passa all'emendamento 2.12 a firma degli onorevoli Zanna,
  Monaco ed altri.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.    Signor
  Presidente, vorrei fare  presente  all'onorevole  Zanna  ed altri
  altri firmatari che il  Governo  ha presentato un emendamento con
  cui viene incrementato il capitolo 38108 di 1.000 milioni.

     ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.12 a firma  degli onorevoli Zanna
  ed altri.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.    Signor
  Presidente, anche su questo capitolo è stato portato l'incremento
  di 85 milioni.

     ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.15, a firma degli onorevoli Zanna
  ed altri.

     ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.23  a  firma  degli  onorevoli
  Martino ed altri.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.    Signor
  Presidente, vorrei fare  presente  che  l'Assessore  per  i  beni
  culturali  ha proposto  addirittura  una  piccola  riduzione  del
  capitolo  38360  di 500  milioni  per  fare  fronte  ad  un'altra
  emergenza, quindi non  possiamo accettare questo emendamento che,
  peraltro, incide, onorevole  Forgione,  per  quanto  riguarda  il
  capitolo 16602 sul  capitolo  destinato  al pagamento degli oneri
  salariali per alcune migliaia di operai.

     FORGIONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.26  a  firma  degli  onorevoli
  Martino ed altri.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,    Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.    Signor
  Presidente, il Governo ha  già  detto,  a  proposito  di un altro
  emendamento  simile che  riguardava  il  capitolo  38813,  quello
  relativo alle opere  universitarie,  qual  è  stato l'intento del
  Governo.  Peraltro, sottolineo  che  viene  sempre  diminuito  il
  capitolo 16602 di cui abbiamo parlato appena poco fa.

     FORGIONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.17 a firma  degli onorevoli Zanna
  e da altri.

     ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  al  titolo  II -  spese in  conto  capitale.  Dal
  capitolo   54002   al   capitolo   56928.
       Comunico  che  è  stato presentato  dall'onorevole  La  Grua
  l'emendamento 2.75.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  Assessore  per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,    onorevoli    colleghi,  l'emendamento   presentato
  dall'onorevole La Grua è  il  primo  di  alcuni  emendamenti  che
  riguardano  lo  stesso   oggetto, nel  senso  che  gli  onorevoli
  presentatori intendono incrementare  il  capitolo 55485, che è il
  capitolo importante  perché riguarda 'contributi agli agricoltori
  per il miglioramento, la realizzazione degli impianti serricoli',
  che, ovviamente, rivestono per  la  nostra  agricoltura  e per la
  nostra economia una notevole importanza.
       Tuttavia, la predisposizione  del  mezzo  di copertura non è
  proponibile perché  sia il  capitolo  55045  che  il  55044  sono
  capitoli a fondi 2,  quindi  a  fondi  statali  con  destinazione
  vincolata, e non possono essere utilizzati.
       A parte questo,  tuttavia,  il  Governo,  onorevole La Grua,
  rendendosi conto della  particolare rilevanza della questione, ha
  ritenuto di dovere proporre una  manovra,  non  so se è già stata
  esaminata  nel  precedente   maxi   emendamento  o  se  lo  verrà
  successivamente, tuttavia la  manovra consiste nel predisporre un
  particolare  accantonamento   nei   fondi   negativi,   cioè   un
  accantonamento positivo  che  corrisponde  ad  un  accantonamento
  negativo,  per   20   miliardi.   All'accantonamento  negativo  è
  collegata  una   entrata   riveniente  dalle  disposizioni  della
  finanziaria che noi  ci  auguriamo possa realizzarsi nella misura
  necessaria, già nel  corso  dell'anno,  nel qual caso sicuramente
  l'intervento verrà prontamente realizzato.

     LA GRUA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  prendo atto
  della buona volontà dimostrata dal Governo  per affrontare questo
  problema ma purtroppo i nostri agricoltori non  hanno  bisogno di
  buona volontà soltanto ma di atti concreti.
       Io avevo presentato  questo  emendamento  e  altri colleghi,
  come  l'onorevole  Zago  ed  altri,  avevano  presentato  analogo
  emendamento, perché ci  rendiamo conto, aldilà delle appartenenze
  politiche,  di  una   situazione   di   difficoltà   che   stanno
  attraversando  gli agricoltori  che  operano  nel  settore  delle
  colture protette. Basti pensare che alla fine  di  gennaio, primi
  di  febbraio,  di  quest'anno  le  gelate  hanno  arrecato  danni
  notevolissimi  a  questo  tipo di colture  e  purtroppo  dobbiamo
  prendere atto che il Governo regionale,  contrariamente  a quanto
  ha   fatto  il  Governo  nazionale,  non   ha   adottato   nessun
  provvedimento  a  favore  di  questi   agricoltori,   di   questa
  categoria.
       Quindi, sarebbe  stato   opportuno   che   almeno  si  fosse
  provveduto con questo  finanziamento,  con  questo incremento del
  capitolo per dare una  boccata  di  ossigeno agli agricoltori che
  stanno vivendo momenti di estrema difficoltà. Ecco la ragione per
  la  quale avevo  presentato  questo  emendamento  che  era  stato
  peraltro  pure  presentato,  ripeto,  da  altri  colleghi  perché
  ritenevamo che il  particolare  momento  imponesse  al Governo di
  dare aiuto a questo comparto agricolo.
       Prendo  atto di  questa  disponibilità, ma  non  mi  ritengo
  assolutamente soddisfatto.

     PRESIDENTE. Onorevole La Grua ritira l'emendamento 2.75?

     LA GRUA . No, Signor Presidente.

     PRESIDENTE. Onorevole La Grua, l'emendamento è improponibile.

     LA GRUA . Però mi pare che quello dell'onorevole Zago dovrebbe
  essere proponibile.

     PRESIDENTE. Questo è improponibile, trattandosi di fondi dello
  Stato il Governo ha dichiarato che non  possono essere utilizzate
  compensazioni.
       Comunico che è stato presentato l'emendamento  2.83  a firma
  dell'onorevole Zago.

     PIRO,  Assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  Assessore  per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, io volevo intanto informare sia  l'onorevole  La Grua
  che l'Aula che per quanto riguarda la  problematica  relativa  ai
  danni, proprio l'altro giorno, finalmente, è  stata completata la
  declaratoria  con  l'ultima provincia  che  mancava  all'appello.
  Quindi non si è trattato di una cattiva volontà o  di una mancata
  attivazione da parte del Governo ma soltanto di  un  problema che
  finalmente però si è risolto.
       Per  quanto  riguarda  l'emendamento, signor  Presidente, il
  Governo vuole fare rilevare che si prelevano fondi sia con questo
  emendamento che con altri emendamenti dal capitolo 21252 che è il
  capitolo  destinato  ai  fondi  di  riserva  e ai  fondi  per  la
  reiscrizione dei residui passivi.
       Ora,  a  parte  i  fondi di riserva per spese obbligatorie e
  d'ordine,  come è noto, bisogna mantenere un rapporto percentuale
  tra i  residui  passivi  e  i  fondi  che noi accantoniamo per le
  eventuali reiscrizioni.
       Già  il Governo, sulla base dell'andamento dello scorso anno
  - il  Governo  precedente,  devo  dire  la  verità  -  in sede di
  predisposizione  del  "bozzone" aveva operato una riduzione sotto
  la  quale, signor Presidente, non si può andare perchè violeremmo
  un  principio  di contabilità che, ovviamente, noi siamo tenuto a
  rispettare.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO.   Signor   Presidente,   anch'io   prendo   atto   delle
  dichiarazioni  del  Governo  e  alla  fine dichiarerò di ritirare
  questo emendamento;  mi sarà consentito però, come ben suggerisce
  l'onorevole  Stancanelli,  di svolgere qualche considerazione nel
  senso   che   stiamo   parlando  di  un  settore,  che  è  quello
  dell'agricoltura,  che per motivi diversi in questi ultimi anni è
  stato  particolarmente  bersagliato dalle avversità atmosferiche,
  dalla  mala  sorte, da tutte le difficoltà che conosciamo e, buon
  ultime,  le  gelate  del  gennaio-febbraio  che  hanno  messo  in
  ginocchio  le  aziende  agricole di tutta la Sicilia anche se con
  alcune punte di eccellenza in alcune provincie.
       Ora,  non  è  vero, come sostiene l'onorevole la Grua, che a
  livello  nazionale   non  si sua fatto nulla, alcuni risultati si
  sono  ottenuti,  l'onorevole  Piro  ha parlato della declaratoria
  dell'ultima  provincia,  però io sono convinto che, come si dice,
  "il  perso  è  perso".  Cioè  nessun  provvedimento  del  Governo
  regionale  o nazionale potrà risarcire danni patiti dalle aziende
  agricole, dai lavoratori. Però noi qualcosa dobbiamo fare.
       Allora  io  capisco che per quanto riguarda l'indennizzo dei
  danni  delle  gelate  le  risorse  sono  quelle che sono, però lo
  spirito dell'emendamento presentato è che,intanto, si poteva dare
  con  questi  28 miliardi, che vanno ad integrare il capitolo, una
  risposta  a  lavoratori  e ad aziende che hanno patito quei danni
  perchè c'è un pregresso, signor Presidente, di dieci anni.  Dieci
  anni  che  questi contributi per opere di miglioramento fondiario
  non vengono assegnati.
       Ma  l'occasione  non  mi  può  sfuggire  per  porre un altro
  problema  sul  quale non ci sono problemi di risorse finanziarie.
  Cosa voglio  dire?  Cosa  succede  per  ora?  -  E  mi auguro che
  l'Assessore  Cuffaro  segua  questo  problema  -  succede  che  i
  collaudi  possono  essere  fatti  solo  quando  c'è il decreto di
  impegno.
       Bene,  voi  capite  che, in mancanza del decreto di impegno,
  cioè dopo  dieci  anni,  quando  si  vanno  a fare i collaudi, le
  serre,  le  capannine  sono ormai in condizioni non collaudabili.
  Per cui, oltre il danno la beffa: prima non c'è il decreto perchè
  non ci sono le risorse, non ci sono i finanziamenti e poi non c'è
  il collaudo perchè l'opera si è andata deteriorando.
       Come  se  non  bastasse,  e  concludo Presidente, noi stiamo
  violando la legge n.  45 del 1995 con la quale, come si ricorderà
  sono  stati  accorpati  i  consorzi  di  bonifica  e con la quale
  altresì  si  è  stabilito  che  gli  agricoltori,  gli  utenti, i
  cittadini  che non fruiscono servizi dai consorzi di bonifica non
  possono pagare i tributi.
       Ebbene,  cosa  è  successo  invece,  che sono stati emessi i
  ruoli  e  i  cittadini  pur  non  avendo ricevuto servizi, devono
  pagare i ruoli esattoriali.
       Pertanto  io  invito  l'Assessore a fare gli opportuni passi
  per invitare il Commissario a sospendere il ruolo esattoriale per
  quei  cittadini che non hanno ricevuto servizi  dai  consorzi  di
  bonifica.

     PRESIDENTE. L'emendamento 2.83 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  agli  emendamenti 2.3  a  firma  degli  onorevoli
  Nicolosi ed altri, 2.25 a firma  degli onorevoli Liotta ed altri,
  2.69 a firma degli onorevoli Stancanelli ed altri.
       Onorevoli colleghi, l'emendamento se rimane così nella cifra
  non può essere posto in votazione.

     PIRO,  assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente, in effetti la sua  osservazione è puntuale.  Trattasi
  di una nota "B" che come residuo stanziamento porta a 187 milioni
  però appostati nel 2000. Quindi  sarebbe  necessaria una norma di
  rifinanziamento, che in sede di  bilancio come sapete, per quanto
  riguarda la nota "B" non si può fare.
       Tuttavia   il  Governo   ha   ritenuto   opportuno,   signor
  Presidente, compiere una manovra di anticipazione dei 187 milioni
  e  portarli dal 200o al 1999.  Infatti  questa  manovra  era  già
  contenuta   nell'emendamento   2.99.1    che   è   stato   votato
  dall'Assemblea.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se  gli  emendamenti  vengono
  ritirati  con  le  assicurazioni del Governo, poi  si  passerà  a
  votare   la  proposta  del  Governo.   Pertanto,   non   sorgendo
  osservazioni, gli emendamenti sono ritirati.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.19 a firma degli onorevoli Liotta
  ed altri.
       Onorevole Liotta, gran parte della compensazione viene fatto
  attraverso il prelievo di somme dal capitolo 55937 che invece non
  si può toccare perché è una nota "B".  Quindi o  viene ritirato o
  sono costretto a dichiararlo improponibile.

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor Presidente, molti emendamenti  non  sono miei e
  molti deputati insistono su note "B". In questo caso si intendeva
  operare allo stesso modo come ha  fatto il Governo in Commissione
  bilancio,  in  cui note "B"  sono  state  rimodulate  negli  anni
  successivi.
       Il 55937 porta 30 miliardi,  se  non ricordo male, appostati
  per il 1999 e tra il 2000 e  2001  qualcosa  come  290  miliardi.
  Allora io voglio dire che tutti quegli emendamenti che sono da me
  firmati e che si riferiscono  alle  note  "B"  dovrebbero  essere
  intesi come rimodulazione. Può darsi  che  tecnicamente non siano
  stati  presentati in questo senso ma  questo  era  il  senso  che
  volevamo dargli.
       Un'ultima  cosa  all'assessore   al  bilancio,  rispetto  al
  chiarimento che ha dato poco fa,  volevo  chiedere se è possibile
  che  il  Governo  abbia  impegnato  nei  primi  quattro  mesi  di
  quest'anno più dei 4/12 di un  capitolo.  Mi pare che l'esercizio
  provvisorio  permetteva  al Governo di  gestire  il  bilancio  in
  dodicesimi; sono passati quattro  mesi  di esercizio provvisorio,
  non si potevano impegnare nei singoli  capitoli  somme per più di
  4/12. Ciò dovrebbe essere avvenuto per  il  capitolo 10648 di cui
  parlavamo prima; perché se lo stanziamento è  di 850 milioni e il
  residuo è di 125 come  ci  diceva l'assessore, evidentemente sono
  stati impegnate somme per 725 milioni.  Nel  qual caso sono state
  impegnate più somme di quanto non  fosse  autorizzato  a  fare il
  Governo.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  l'onorevole  Liotta ha svolto
  le  sue argomentazioni e il  Governo  ha  ascoltato.  Per  quanto
  riguarda  l'emendamento 2.19 così  come  formulato,  non  essendo
  stato  accolto  l'appello  che  è  stato  lanciato,  lo  dichiaro
  inammissibile.
       Gli emendamenti 2.18,  2.19,  2.20, 2.21, 2.22 per le stesse
  argomentazioni vengono dichiarati inammissibili.
       L'emendamento  2.111   a   firma  dell'onorevole  La  Corte.
  L'emendamento è  giudicato  inammissibile  perchè  non può essere
  ridotto il capitolo 41724  perchè  è la quota regionale del fondo
  sanitario.
       L'Assemblea ne prende  atto.  Onorevole La Corte, sempre per
  l'emendamento 2.110,  anche  questo  per  le stesse ragioni viene
  dichiarato inammissibile.
       Emendamento  2.9 a  firma  Zanna  ed  altri:  +  5.000  Beni
  culturali, compensazione: Lavori pubblici - 1000, Lavori pubblici
  -  1000,-Lavori   pubblici   -  1000,  Lavori  pubblici  -  1000,
  Agricoltura - 2000. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PIRO, Assessore al bilancio e alle finanze. Signor Presidente,
  il  parere del Governo  è  contrario,  non  tanto  per  la  parte
  positiva quanto per la  parte  negativa, che,  per  altro,  va ad
  intaccare capitoli già  abbastanza  scarsi  di risorse e anche il
  capitolo 56756 che  è  un  capitolo della forestazione anche esso
  difficilmente attaccabile  perchè  è  il  capitolo destinato alla
  prevenzione degli incendi.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario. Onorevole Zanna
  l'emendamento è ritirato o mantenuto?

     ZANNA. L'emendamento è ritirato.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Emendamento 2.115,  2.114,  2.112  a firma dell'onorevole La
  Corte sono  da  dichiarare improponibili perchè riducono capitoli
  che non possono  essere  ridotti,  perchè  incidono  nella  quota
  regionale del Fondo sanitario.
       Rubrica Enti locali.  Dal  capitolo 18001 al capitolo 19048.
  Emendamento del Governo 2.101. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO    Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevole   Pignataro,   l'emendamento   2.88   prevede  una
  diminuzione  del   capitolo  18251  che  prevede,  invece,  spese
  obbligatorie e  non  può  essere  ridotto.  L'Assemblea ne prende
  atto.  L'emendamento 2.88 è dichiarato improponibile. L'Assemblea
  ne prende atto.
       Anche   l'emendamento   2.84   dell'onorevole   Pignataro  è
  dichiarato improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.94  a  firma  degli  onorevoli
  Giannopolo ed altri. E' ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  agli  emendamenti  2.81  e  2.82  a  firma  degli
  onorevoli Stancanelli,  Tricoli  ed  altri;  2.54  a  firma degli
  onorevoli Alfano, Basile, Beninati, Fleres ed altri.
       Onorevole   Stancanelli   l'emendamento   2.81  è  giudicato
  improponible    perché    non   indica   copertura   finanziaria.
  L'emendamento 2.82  è  giudicato  improponibile perché non indica
  copertura   finanziaria.   Anche  l'emendamento  2.54,  onorevoli
  Fleres, Alfano, Grimaldi  ed  altri,  non  può  essere  giudicato
  proponibile perché non viene indicata la copertura finanziaria.
       Si  passa al  titolo  II:  "Spese  in  conto  capitale.  Dal
  capitolo 58503 al  capitolo  58910".  Non ci sono emendamenti. La
  votazione sarà effettuata in altro momento.
       L'Assessorato per  il  bilancio  viene  rinviato  al momento
  successivo per la quadratura, come dicono gli uffici.
       Titolo I  Spese  correnti  dal  capitolo  20001  al capitolo
  22501.
       Non ci sono emendamenti.
       Rubrica  Assessorato  e  Industria,  dal  capitolo  24001 al
  25402.    Risultano    presentati    emendamenti,   per   intanto
  l'emendamento 2.78  a firma dell'onorevole Mele "più 5000 turismo
  meno 5000 industria".

     PIRO.  Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.   Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente per quanto  riguarda il capitolo 87502 la finalità che
  intende raggiungere è sicuramente importante, tra l'altro ci sono
  impegni assunti  dalla  Regione in un settore particolare quale è
  quello del  trasporto  turistico,  tuttavia  il  Governo  come sa
  l'onorevole  Mele in Commissione finanze ha raddoppiato l'importo
  del capitolo.
       Per altro non si ritiene di poter ulteriormente diminuire il
  capitolo 25002  che è il capitolo con il quale vengono finanziate
  dal punto  di vista istituzionale e quindi per il pagamento degli
  stipendi le  ASI,  i consorzi per le aree di sviluppo industriale
  per le quale va fatto anche un ragionamento però al contrario che
  riguarda l'emendamento 237 e 263.
       In  realtà  nella  finanziaria è contenuto un  articolo  che
  prevede  che i trasferimenti a favore dei consorzi  dell'area  di
  sviluppo  industriale  non  possono superare il 50 per  cento  di
  quanto le stesse ASI riportano nei loro bilanci in relazione alle
  spese di funzionamento.
       Pertanto la norma impedisce che si raddoppi  praticamente lo
  stanziamento  così come previsto, a parte il fatto che  manca  la
  copertura,  nello  stesso  tempo  onorevole  Mele  è   già  stata
  consistentemente ridotto il capitolo.
       Abbiamo già problemi per il prosieguo dell'anno.

     MELE. Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE. Allora il 2.78 è ritirato. L'Assemblea  ne  prende
  atto.
       Si   passa  all'emendamento  2.63,  a  firma  dell'onorevole
  Speziale ed altri. E' ritirato?

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, una puntualizzazione  da  parte
  dell'Assessore.  Io voglio far presente all'Assessore che  il  50
  per cento  di  riduzione  previsto  per le spese di funzionamento
  della finanziaria,  non  riguarda il bilancio di previsione della
  Regione  dell'anno  precedente,  così  come risulta dal bilancio,
  perchè è stata fatta una manovra, per cui si è ridotto del 50 per
  cento  lo   stanziamento   per  trasferimento  per  le  spese  di
  funzionamento delle  ASi  del  bilancio del 1998 che prevedeva 30
  miliardi e in questo bilancio si è ridotto a 15 miliardi.
       In realtà  la  legge,  la norma della finanziaria riguarda i
  trasferimenti previsti  dalla  legge  184  all'articolo 29 che va
  riferito ai bilanci degli enti.
       Non mi  pare  onorevole Assessore che il Governo abbia fatto
  una valutazione sul bilancio degli enti, che abbia quantificato i
  bilanci degli  enti  e  sulla  base  dei bilanci degli enti abbia
  applicato la  norma della finanziaria con la riduzione del 50 per
  cento.
       Per  cui  avere  scritto  15 miliardi in bilancio non  è  il
  frutto  di una applicazione di una norma. E' il frutto  di  avere
  applicato  una  norma  impropriamente al bilancio  della  Regione
  dell'anno scorso.
       Pertanto   Presidente  io  capisco  così  come  è  formulato
  l'emendamento  è  improponibile,  però il problema esiste, perchè
  in questo  modo  gran  parte  delle  ASI  siciliane  non potranno
  neanche dare  copertura  agli stipendi dei dipendenti visto che i
  soli stipendi  dei  dipendenti  ammontano,  estraendo le spese di
  funzionamento, a qualcosa  come  27  miliardi  di  lire,  per cui
  l'emendamento di 11 miliardi e 700 milioni formulato dai colleghi
  di Forza Italia,  uguale  al  mio  emendamento, era per garantire
  quanto meno  le  spese  di  funzionamento attraverso il pagamento
  degli stipendi nelle ASI.
       Quindi, io  inviterei  il  Governo  a  fare  una valutazione
  attenta   dell'osservazione   che   io   sto   facendo,   capendo
  perfettamente che  è difficile trovare 11 miliardi e 700 milioni,
  quindi, mi aspetto una risposta da parte del Governo.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, prima
  che il Governo intervenga per dare una risposta, volevo precisare
  che   le   considerazioni  fatte  dall'onorevole  Speziale,  sono
  considerazioni  che  il Governo deve tenere in conto in quanto la
  somma di lire  11  miliardi  e 700 milioni stata indicata nei due
  emendamenti, e  non  abbiamo  presentato  l'emendamento in quanto
  sapevamo di questi,  è  essenziale per la vita delle ASI, per cui
  il  Governo  deve  dire  se  ritiene  che  le  aree  di  sviluppo
  industriale  devono  continuare  ad  esistere  per  mantenere  la
  struttura o se devono completamente essere smantellate.
       Ecco, perché  io mi aspetto che il Governo in questa sede ci
  dica  cosa intende fare per tenere in vita le Asi, se ritiene che
  le  ASI  siano un istituto che è utile per l'industria siciliana,
  oppure se è un istituto che va eliminato perché può costare molto
  e  per  esempio  non  c'è  la  possibilità  di  trovare quegli 11
  miliardi che sono essenziali alla vita delle ASI stesse.

    PIRO,   assessore per il bilancio e le finanze.    Chiedo    di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente,  per  ultimo,  durante  la  discussione  della  legge
  finanziaria, ma  già  in  precedenza  si era verificata la stessa
  cosa, il Governo ha dovuto fronteggiare un vero e proprio assalto
  da parte  di  settori d'Aula, tra questi il settore rappresentato
  dall'onorevole Stancanelli, tendente alla soppressione delle ASI.
       Il  Governo  ritiene  che  le ASI siciliane  debbano  essere
  profondamente  riformate,  che  si  debba dare vita  a  strutture
  diverse  da  queste, che non è neanche sufficiente  una  semplice
  rispolveratina delle ASI stesse, perché i presupposti su cui sono
  state immaginate le ASI sono presupposti di un'altra  epoca,  più
  di   trent'anni  fa  sostanzialmente,  ed   oggettivamente   sono
  strutture obsolete  e non del tutto adeguate, mettiamola così, ai
  compiti che dovrebbero svolgere.
       Tuttavia,  appunto,  il  Governo ha ritenuto di  non  dovere
  accettare  l'idea  della  soppressione immediata,  quanto  quella
  appunto  di  una  profonda ristrutturazione e riforma  di  questi
  organismi  che  ci  auguriamo possa essere presto  affrontata  ed
  approvata dall'Assemblea regionale siciliana.
       Per  quanto riguarda la questione dei finanziamenti,  io  mi
  rendo  conto che in effetti la norma della finanziaria  può  dare
  origine  a problemi nell'immediato piuttosto seri, anche  se  era
  una  norma  che  partiva  dalla  considerazione, che   ci  deriva
  dall'avere esatta cognizione di come sono strutturati  i  bilanci
  delle ASI che non è possibile che in questa Regione vi  siano ASI
  che  riescono  a  finanziarsi  per  il  60 per cento  in  maniera
  autonoma  ed  ASI  che  dipendono  per  la  totalità   del   loro
  finanziamento dalla Regione.
       Non  si  comprende  questa  differenziazione,  probabilmente
  dipende  anche  dalle  diverse realtà, qualcuna  più  sviluppata,
  qualcuna  meno,  ma  probabilmente dipende anche  dalla  capacità
  degli  amministratori delle ASI stesse di sapere  organizzare  il
  proprio lavoro, di sapere organizzare le proprie strutture.
       La considerazione relativa alla conoscenza dei  bilanci,  mi
  porta anche a dire all'onorevole Speziale che ragionando  come se
  dovessimo  accettare  l'emendamento  proposto,   lo  stanziamento
  dovrebbe  giungere  ad  un importo di oltre 26 miliardi,  il  che
  significa  che  per  il  solo funzionamento i bilanci  delle  ASI
  siciliane  hanno  52  miliardi di spesa complessiva a  cui  vanno
  aggiunte   poi  tutte  le  altre,  per  esempio  non   ci   sono,
  evidentemente,  tutte  le  spese  in  conto capitale,  tutti  gli
  interventi che le ASI fanno, e sono notevoli, appunto nel settore
  degli  investimenti,  il che francamente mi pare  eccessivo.  Non
  credo  che  le  ASI siciliane totalizzino 52 miliardi di spese di
  bilancio soltanto per il funzionamento.

     SPEZIALE.  Assessore  perché  non li ha quantificati. La legge
  imponeva di quantificarli.

     PIRO.  Assessore  al  bilancio.  Il che ci porta a considerare
  l'emendamento  anche da questo punto di vista non proponibile. La
  valutazione  che  abbiamo fatto è che i 15 miliardi corrispondono
  effettivamente al 50% delle spese di funzionamento.
       Tuttavia è evidente che le considerazioni che qui sono state
  fatte, gli  stimoli  che  sono stati introdotti nella riflessione
  indurrà  nel  Governo  a  fare una rivalutazione molto attenta di
  tutta  la  problematica,  sia  dal  punto  di  vista dell'analisi
  concreta dei  dati su cui si lavora, sia dal punto di vista della
  congruità  di una norma che effettivamente se non ben strutturata
  può dare origine fra brevissimo a problemi seri. Quindi da questo
  punto di vista vorrei assicurare l'onorevole Speziale e tutti gli
  altri  deputati  che  sono  intervenuti  che  è nostra intenzione
  sottoporre  a una puntuale verifica tutta la questione e nel caso
  in  cui effettivamente dovessero venir fuori le problematiche che
  qui   sono   state   accennate,  sicuramente  verrà  proposto  un
  intervento correttivo.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  l'emendamento  2.63  a firma
  dell'onorevole  Speziale  ed altri è improponibile perché è senza
  copertura finanziaria.
       Si passa all'emendamento 2.37 a firma degli onorevoli Alfano
  e Croce: è improponibile perché senza copertura finanziaria.
       Emendamento  2.86  relativamente  al  capitolo  25303 che si
  propone  di ridurre di 8.000 milioni suscita qualche perplessità,
  onorevole assessore, nella Presidenza.

     PIRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO. Assessore per il bilancio. Signor Presidente il capitolo
  25303 è un capitolo che è stato utilizzato per via amministrativa
  per  le  previsioni  portate dalla legge sullo scioglimento degli
  enti.

     PIGNATARO. Per me 52 miliardi sono sufficienti.

     PIRO.  Assessore per il bilancio. No, onorevole Pignataro, per
  quanto mi  riguarda  questo  è  il  dato che mi hanno fornito gli
  uffici in questo momento, sul capitolo c'è disponibilità zero. Se
  lei  ha un altro dato, i dati della ragioneria dell'industria, me
  li fornisca, prenderò atto di questo.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  non  si  può  fare a meno di
  prendere atto delle dichiarazioni del Governo. L'emendamento 2.86
  è improponibile.

     PIGNATARO. Chiedo  di  parlare. In commissione nessuno ce l'ha
  detto.

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Pignataro,  onorevoli  colleghi, se il
  Governo fa le  dichiarazioni  che  fa  significa  che non ci sono
  fondi, non posso mettere in votazione un emendamento per il quale
  il Governo dice che non c'è copertura finanziaria.
       Si  passa  al  titolo  II  "Spese  in  conto  capitale": dal
  capitolo  64817  al  capitolo  65301.  Non  sono stati presentati
  emendamenti. Verrà posto in votazione in momento successivo.
       Si  passa  alla  Rubrica  "Lavori pubblici", Titolo I "Spese
  correnti:   dal  capito  28001  al  capitolo  29613.  Sono  stati
  presentati  degli  emendamenti:  2.29  a  firma  degli  onorevoli
  Spagna, Adragna, Maesano e Zangara.
       Onorevole   colleghi   l'emendamento  non  indica  copertura
  finanziari ed è giudicato improponibile.
       Emendamento  2.30  a  firma degli onorevole Spagna, Adragna,
  Maesano:   non  indica  copertura  finanziaria.  L'emendamento  è
  improponibile.
       Si passa  all'emendamento  2.31,  a  firma  degli  onorevoli
  Spagna, Adragna, Maesano e Zangara.
       Non   indicando   l'emendamento   copertura  finanziaria  lo
  dichiaro improponibile.
       Si passa all'emendamento 2.126, a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente,  poco  fa  ho  affermato  che il capitolo  25303  non
  presenta disponibilità perché il capitolo è stato  utilizzato per
  via amministrativa a seguito dell'entrata in vigore  della  legge
  per lo scioglimento degli enti.
       Vorrei aggiungere ulteriori elementi di conoscenza  per  non
  dare la sensazione che, devo dire questo mi dispiace, soprattutto
  perché  questo rilievo è stato fatto dall'onorevole  Pignataro  e
  dall'onorevole   Forgione,  e  comunque  per  non   lasciare   la
  sensazione  anche  soltanto  per  un  minuto  che  gli  onorevoli
  Pignataro e Forgione possano avere ragione, vorrei  precisare che
  la legge è la 20 gennaio 1999 n. 5 e che l'impegno amministrativo
  che   ha   portato  all'azzeramento  del  capitolo,   nel   senso
  dell'azzeramento delle disponibilità, discende  dall'articolo  12
  della  stessa  legge  che testualmente recita: "Per  le  finalità
  previste dal comma 6 dell'articolo 7, l'Assessore  regionale  per
  l'industria è autorizzato a utilizzare le somme che risulteranno,
  alla   data   dell'entrata  in  vigore  della   presente   legge,
  disponibili sul  capitolo  25303 del bilancio di previsione della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 1998.
       Per gli esercizi successivi è autorizzata la spesa  di  lire
  65 mila milioni; per ciascuno degli anni 1999 e 2000, che trovano
  riscontro nel  bilancio pluriennale della Regione per lire 60.000
  milioni, codice 031100  capitolo  25303 e per lire 5.000 milioni,
  codice 080100, riduzione parte accantonamento codice 1000001.

        PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  2.103, a firma del
  Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa  agli  emendamenti  2.34, a firma dell'onorevole La
  Grua e 2.4 a firma dell'onorevole Costa ed altri.
       L'emendamento  2.4  è  il  più  lontano + 5000,  per  quanto
  riguarda i lavori pubblici - porti; meno 5000 dal  capitolo 21257
  fondi globali. Il secondo prevede un incremento di 3000 milioni e
  una riduzione del capitolo 69901 di 3000 milioni. Gli emendamenti
  sono compensati.
       Pongo in votazione l'emendamento 2.4. Il parere del Governo?

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente,  su questi capitoli il Governo nel suo  complesso  ha
  fatto  una valutazione che ha portato ad  incrementarli  rispetto
  agli stanziamenti previsti nel bozzone originario  depositato  ad
  ottobre.   Sia  il  capitolo 69451 che il 69901, che  sono  stati
  incrementati per una somma certamente modesta ma che  tuttavia ha
  comportato un certo impegno.
       Facendo  ciò,  a  seguito  di  alcune  valutazioni   che  in
  particolare  l'Assessorato ai Lavori Pubblici ha  compiuto  sulle
  occorrenze.  Pertanto  il  Governo ritiene, Presidente,  che  gli
  stanziamenti attualmente previsti siano modesti ma distribuiti in
  maniera puntuale.  Eventuali modificazioni, peraltro si toglie da
  un capitolo ai  lavori pubblici e si mette a un altro, andrebbero
  a modificare un  assetto  che  il  Governo  tuttavia è riuscito a
  dare, pertanto il Governo esprime parere contrario.

     PRESIDENTE. Con  il  parere  contrario  del  governo, metto in
  votazione l'emendamento 2.4.
       IL parere della Commissione.

     DI MARTINO , Presidente della Commissione. Contrario .

     PRESIDENTE. Chi  è  d'accordo  all'emendamento  si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Emendamento 2.34, a firma dell'onorevole La Grua.
       Il parere del Governo.

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

     DI MARTINO , Presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi, chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 2.14, a firma dell'onorevole Zanna
  ed altri.  Onorevole  Zanna  l'emendamento è improponibile per le
  ragioni che  sono state enunciate precedentemente, circa il fatto
  che il capitolo non può essere incrementato della cifra prevista,
  in base alla norma della legge finanziaria.
       Si passa  alla  rubrica  "Lavoro". Titolo I "Spese correnti"
  dal capitolo 32001 al capitolo 34414.
       L'emendamento    2.104    che    fa    sempre    riferimento
  all'emendamento 2.99.1, che in alcune parti è stato già votato.
       IL parere della Commissione.

     DI MARTINO , Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto, che è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Emendamento a firma degli onorevoli Villari, Oddo ed altri.
       Si ritorna  al  capitolo  21252.  Con  questo emendamento si
  prevede  una   riduzione   di   50.000  milioni.  La  Presidenza,
  onorevole assessore, ha perplessità sul fatto

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.    Fondo   di
  riserva.

     PRESIDENTE. L'emendamento è dichiarato improponibile.

       Emendamento 2.27, a firma degli onorevoli Liotta, Martino.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. ne ha facoltà.

     PIRO,     assessore per il bilancio e le finanze.    Onorevole
  Presidente, vorrei fare  presente che il Governo ha presentato un
  emendamento per il capitolo 38066 che incremento lo stesso di 150
  milioni.

     LIOTTA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli  colleghi,   l'emendamento  2.53,  a  firma  degli
  onorevoli  Alfano,   Bufardeci   ed   altri   non   ha  copertura
  finanziaria.
       E' giudicato improponibile.
       Emendamento 2.52,  a firma degli onorevoli Alfano, Bufardeci
  , Croce ed altri, non ha copertura finanziaria.
       E' dichiarato improponibile.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore per il bilancio e le finanze.  A parte la sua
  dichiarazione,  Presidente,   volevo   però  fare  presente  agli
  onorevoli firmatari che per quanto riguarda questi capitoli della
  rubrica Lavoro, il  Governo  ha  fatto  una  considerazione  e ha
  ritenuto    di    dovere    presentare    emendamenti   pressoché
  corrispondenti  agli   emendamenti   che   stiamo  trattando  che
  prevedono incrementi dei capitoli.
       Così, sul 34351  un  incremento di 100 milioni, sul capitolo
  34356  un incremento  di  550  milioni,  sul  capitolo  34358  un
  incremento di 62 milioni, sul capitolo 34359 un incremento di 428
  milioni, sul capitolo  34362  accolto  per  lo stesso importo, il
  34363 accolto per  350  milioni,  il  capitolo 34364 accolto così
  come proposto, il  34365  accolto come proposto, lo stesso per il
  34401.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Alfano,   io   credo   che   con  le
  dichiarazioni del  Governo, piuttosto  che  portare  a dichiarare
  inammissibili gli  emendamenti  che portano  la  sua prima firma,
  possono essere  ritirati  perchè,  in  sostanza,  in  molte parti
  accolti già in altri emendamenti.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI. Signor  Presidente,  intervengo  per  dare atto che
  effettivamente   il   Governo,   dopo   la   presentazione  degli
  emendamenti ai quali lei si riferisce, che afferiscono, peraltro,
  ad una rubrica  fondamentale,  quella  del  lavoro e una serie di
  capitoli che  riguardano  il  turismo  sociale,  dei  corsi,  dei
  convegni e una serie di attività connesse proprio anche ai nostri
  conterranei che si trovano all'estero ha modificato e ha adattato
  alcuni capitoli.
       Io mi affido,  e questa è una raccomandazione che rivolgo al
  Governo perchè  in  sede di ulteriori variazioni l'Assessore Piro
  ha citato tutti  quei  capitoli  che sono in aumento, alcuni sono
  rimasti  in  diminuzione,   mi  affido,  e  credo  che  il  senso
  dell'intervento del  Governo  sia questo, perchè più avanti possa
  ulteriormente correggerli con le variazioni.

     PRESIDENTE.  Quindi,  onorevoli  Bufardeci  sono  ritirati gli
  emendamenti: 2.51,  2.50,  2.49,  2.48,  2.47,  2.46, 2.45, 2.44,
  2.43, 2.42, 2.41, 2.40.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

       Si passa alla rubrica cooperazione, commercio, artigianato e
  pesca.
       Dal capitolo 35001 al capitolo 35664.
       Comunico che  è  stato presentato dal Governo un emendamento
  sempre con  riferimento  all'emendamento  2.99.1  per la parte di
  compensazione, emendamento  2.105.  Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   Presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Emendamento 2.105.1  da  parte  del Governo. Il parere della
  Commissione?

     DI   MARTINO ,   Presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       L'emendamento 2.59, a firma dell'onorevole Villari ed altri,
  per le argomentazioni  più  volte citate dalla Presidenza non può
  essere giudicato  proponibile  in quanto contrasta con l'articolo
  29 della legge regionale "finanziaria".

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei solo
  dire che in  linea  generale  vorrei  che  il  Governo  su questo
  emendamento sulle  variazioni  proposte,  così come su quello che
  Ella  ha   ritenuto   improponibile   poco   fa,   mi   riferisco
  all'emendamento 2.61,  quello  che  prevedeva  +  50 miliardi sul
  capitolo 34109  "formazione  professionale"  e  - 50 miliardi sul
  capitolo  21252,   ma  anche  su  alcuni  altri  emendamenti  che
  seguiranno che io ritengo, assieme agli altri colleghi firmatari,
  estremamente importanti  poichè  mettono  in discussione la vita,
  penso, per esempio,  al  Teatro Bellini di Catania, non ne faccio
  un  fatto   campanilistico,  sto  ponendo  una  questione:  sulle
  formazione, sulle  Opere  universitarie  che il Governo assuma un
  impegno, mi  rivolgo  in  particolare  all'Assessore Piro, perchè
  appena  possibile,  nell'ambito dell'assestamento di bilancio, in
  ogni  caso  appena  possibile,  alla  prima  manovra  finanziaria
  possibile si recuperino  queste  somme perchè la sensazione che i
  deputati hanno è che queste  decurtazioni, al di là degli aspetti
  tecnici  e  contabili  che  possono  fare ritenere legittimamente
  anche  non  proponibili  gli  emendamenti,  rimangono  i problemi
  sostanziali. Io ritengo che noi ci troveremo di fronte a problemi
  di   natura   finanziaria  molto  seri  per  cui  vorrei  pregare
  l'Assessore  Piro  di dare assicurazioni perché in parte o, io mi
  auguro, del tutto si recuperino questi problemi.
       E' un problema  di  vita  degli  enti di cui parliamo oppure
  delle strutture, come  per  esempio  quello  della formazione ma,
  ripeto,  questo  vale   anche   per  gli  altri  emendamenti  che
  seguiranno.
       Vorrei che il Governo su questo formalmente si pronunciasse.

     PRESIDENTE.  L'emendamento 2.59 è  inammissibile.  L'Assemblea
  ne prende atto.

     PIRO, Assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  Assessore  per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente onorevoli  colleghi  io  intanto  volevo fare presente
  all'onorevole Villari che in ogni caso l'emendamento non potrebbe
  prevedere  un  incremento  superiore  ai  14  milioni  perché  lo
  stanziamento dello scorso anno era di 91 milioni e in questo caso
  andremmo contro le indicazioni della finanziaria.
       Tuttavia, per  quanto  riguarda  la problematica complessiva
  che riguarda sia questi istituti che più in generale la questione
  dei ciechi, in  effetti  noi  abbiamo  trovato una situazione nel
  bozzone particolarmente pesante anche per questo aspetto sotto il
  profilo, appunto, della  riduzione dei capitoli e abbiamo cercato
  in tutti i  modi  di  portare  ad  una  condizione  di  agibilità
  complessiva la  previsione  finanziaria generale che riguarda sia
  gli istituti, che l'Unione dei ciechi, che la stamperia Braille.
       Abbiamo   riportato   alcuni   capitoli   esattamente   agli
  stanziamenti degli  anni  precedenti,  per  esempio  la stamperia
  Braille è stato  riportato  a  4  miliardi così come prevedeva lo
  stanziamento dello scorso anno, altri capitoli sono stati portati
  quasi al livello dello scorso anno, manca qualche piccola cosa.
       Lo sforzo che  abbiamo  fatto  è  stato  notevole  anche  in
  considerazione dei vincoli  che  la  finanziaria  ci  impone. Per
  esempio il vincolo della riduzione delle spese continuative fisse
  che per la  stamperia Braille avrebbe dovuto comportare una certa
  riduzione, onorevole Villari.
       Questa è la  considerazione  che volevo fare. Io assicuro la
  massima  attenzione  anche  ai  suggerimenti,  alle  proposte  di
  riforma del settore  che  sono  state  avanzate  anche durante la
  discussione della finanziaria.
       Credo  che  il   Presidente  della  Regione,  se  vuole  può
  intervenire,  ma   il   Presidente   della   Regione  ha  assunto
  formalmente  un   impegno   a   portare  avanti  questo  processo
  complessivo di riforma  di  questo  settore  perché in effetti si
  tratta di una  questione  di grandissima importanza su cui però è
  necessario intervenire  con  grande  attenzione per salvaguardare
  ciò che va salvaguardato, per assicurare una gestione efficiente,
  utile per questa  categoria  di  portatori di handicap che sono i
  ciechi, e nello stesso tempo, per eliminare quelle eventuali zone
  di parassitismo, di  spreco  che  in  ogni  vicenda istituzionale
  possono annidarsi.

     PRESIDENTE.   Si   passa   alla  rubrica  "Beni  culturali  ed
  ambientali  e  della  pubblica  istruzione".  Titolo  I  -  Spese
  correnti.   Dal  capitolo  36001  al  capitolo  39503.
       E'   stato   presentato   da   parte   dell'onorevole   Mele
  l'emendamento 2.76. E'  inammissibile  in quanto in contrasto con
  l'articolo 29 della citata legge regionale finanziaria.
       Si  passa  all'emendamento 2.7 a firma dell' onorevole Zanna
  ed   altri.  L'emendamento  non  reca  copertura  finanziaria,  è
  inammissibile.
       Si passa all'emendamento 2.107 del Governo. La compensazione
  su  questo  emendamento viene assicurata con un altro atto, in un
  altro  momento.  Anche  questa  votazione,  naturalmente, qualora
  dovesse  risultare  positiva,  è comunque vincolata al buon esito
  della manovra successiva.
       Il parere della Commissione sull'emendamento 2.107?

     DI MARTINO . Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Si   passa   all'emendamento  2.74  a  firma  dell'onorevole
  Stancanelli.

     STANCANELLI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.34.

     PIRO,  Assessore  per  il  bilancio e le finanze. E' stato già
  accolto.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa  all'emendamento  2.116  a  firma  dell'onorevole
  Pignataro   e   altri.   L'emendamento  è  inammissibile  per  le
  motivazioni più volte enunciate.

     LO CERTO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO CERTO . Signor Presidente, desidererei sapere quali sono le
  motivazioni  più volte addotte dal Governo, perché le motivazioni
  che  normalmente vengono addotte è perché si assumono emendamenti
  contro i principi stabiliti dalla finanziaria che prevede che non
  si  possono prevedere spese superiori agli stanziamenti dell'anno
  precedente.
       L'emendamento ritiene di voler riportare lo stanziamento per
  il  Teatro  Massimo  Bellini  a  quello  che  era lo stanziamento
  dell'anno  precedente,  cioè  a 37 miliardi così com'era e non ad
  uno  stanziamento che viene poi successivamente proposto da parte
  del  Governo che reintegra soltanto sei miliardi mentre tutta una
  serie  di  altri  capitoli  di  spesa  sono  stati riportati agli
  stanziamenti previsti per l'anno precedente.
       Siccome  non  si  tratta  di uno stanziamento che può essere
  posticipato    in   quanto   l'incertezza   comporterebbe   anche
  l'impossibilità  di  programmazione  della  stagione,  perché  si
  devono fare i contratti e per programmare la stagione ci vogliono
  gli  stanziamenti  certi,  ritengo che su questo emendamento deve
  essere  fatto  uno  sforzo  da parte del Governo affinché almeno,
  voglio  dire,  sia  riportato  lo  stanziamento  a quello che era
  l'anno precedente.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Certo,  l'emendamento  2.116,  pur
  prendendo  atto  la  Presidenza delle sue dichiarazioni - ma sono
  affermazioni  di carattere politico che possono essere recepite o
  meno    dal    Governo    -   per   quanto   riguarda   l'aspetto
  tecnico-regolamentare  non può essere posto in votazione perché è
  in contrasto con le norme più volte citate.
       Addirittura  il capitolo 82610 non può essere ridotto perché
  già risulta nel bozzone soppresso. Dopo di che viene intaccato il
  capitolo 21252 - fondo di riserva obbligatorio, e non  può essere
  toccato.
       Quindi se il Governo  recepisce il messaggio deve in qualche
  maniera intervenire in  maniera diversa. Ma l'emendamento 2.116 è
  giudicato improponibile.
       Si  passa   all'emendamento   2.75  a  firma  dell'onorevole
  Stancanelli.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     STANCANELLI. Signor Presidente,  io  vorrei parlare su tutti e
  tre gli emendamenti: 2.16,  2.75 e 2.64. In effetti l'emendamento
  2.75  è  improponibile   perché   c'è   mancanza   di   copertura
  finanziaria, ma non solo  per questo, ma anche perché  supera  lo
  stanziamento  dell'anno  scorso;   infatti,  se  fosse  approvato
  questo di 15 miliardi andremmo a 40 miliardi.  La  nostra è stata
  una  provocazione perché sapevamo che c'erano  altri  emendamenti
  come il terzo, il 2.64, che è di 12 miliardi e quindi reintegra i
  37 miliardi, per dire - così come abbiamo detto  l'anno  scorso -
  l'emendamento l'ho firmato insieme all'onorevole Strano  che  per
  caso non è mai presente quando si discute di  questo  emendamento
  per lui essenziale ..... Io voglio sottolineare  l'importanza per
  il  Teatro  Massimo  Bellini  di  Catania che è  una  istituzione
  culturale  di alto rilievo che, fra l'altro il  Presidente  della
  Regione,  ha  conosciuto  di  presenza come l'assessore  ai  beni
  culturali,   onorevole   Morinello,   io    vorrei   sottolineare
  l'importanza  di  questo  stanziamento  per  la  vita  di  questa
  istituzione.
       Se non ci fossero i 40 miliardi o i 37 miliardi perché a ciò
  siamo  obbligati  dalla  legge  finanziaria,  questa  istituzione
  chiude. Allora se ci vogliamo assumere la responsabilità di farla
  chiudere,  bene  ci  assumiamo  questa  responsabilità  ma  tutti
  insieme.   Perché  io  non   tollero  che  a  Catania  quando  lo
  stanziamento  fu  portato  da 40  a  37  miliardi  ci  furono  le
  barricate; il sindaco Bianco - il capolista onorevole Bianco alle
  elezioni europee - fece fiamme  e  fuoco sui giornali di Catania,
  oggi  il Governo di  centro  sinistra  toglie  12  miliardi.  Che
  soltanto grazie alla  provocazione di alcuni parlamentari è stato
  incrementato di altri 6 miliardi e ringraziamo il Governo.
       Io ritengo che  questa  sera  sull'emendamento  2.64 che non
  ritengo sia improponibile  perché  ricompone  il  quadro  dei  37
  miliardi, questa Assemblea  deve  votare  così  ci  assumiamo  le
  responsabilità. Questo è un  appello  che  io  faccio  al Governo
  della  Regione,  al centro  sinistra,  in  modo  che  poi  domani
  possiamo  andare  a  dire al  sindaco  Bianco  chi  ha  chiuso  i
  rubinetti del Teatri Massimo Bellini di Catania.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   sono  improponibili  gli
  emendamenti 2.75 e 2.64.

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  assessore  per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, il Governo  vorrebbe  riportare questa discussione su
  un piano estremamente concreto e  per  fare  questo  non  si  non
  inserire il punto specifico  che  riguarda  il  Teatro Bellini di
  Catania.
       Innanzitutto,  nel   contesto   più   generale  della  legge
  finanziaria più volte richiamata, ma anche nel contesto anche qui
  generale ma più specifico  relativo alla questione dei teatri. Il
  Presidente  dell'Assemblea  ha   avuto  più  volte  occasione  di
  richiamare la questione  della  legge  finanziaria  con la quale,
  vorrei anche io ricordare,  abbiamo  deciso  che i contributi non
  possano superare per quest'anno i contributi dati lo scorso anno.
  Ed è stata una norma non  contestata; io non ho sentito in verità
  da  nessun settore  dell'Aula  venire  contestazioni  rispetto  a
  questa norma che, per altro, riproduceva ......

     PIGNATARO. Non rientra  nella fattispecie che lei dice. E' una
  spesa obbligatoria.

     PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Io rispetto la sua
  convinzione,  onorevole   Pignataro,   il  cui  unico  contributo
  obbligatorio sia quello per il Teatro Bellini. Non mi pare che si
  possa affermare che la  spesa  per  il Teatro Bellini come quella
  per il Teatro Massimo o il Teatro Vittorio Emanuele sia una spesa
  obbligatoria perché le  spese  obbligatorie  sono ben altre e non
  sono queste. In ogni  caso  se  fosse  una spesa obbligatoria non
  sarebbe neanche  necessario  introdurre alcun stanziamento perché
  nel  momento in  cui  si  presentasse  la  necessità  il  Governo
  interverrebbe in  via  amministrativa  prelevandole  dai fondi di
  riserva,  quindi,  non   ci   sarebbe   neanche   il  bisogno  di
  accapigliarci. Potremmo  scrivere zero. Così purtroppo devo dire,
  perché sarebbe più  comodo.  Consentitemi  di  ricondurre  ad  un
  ragionamento concreto. Io  non ho sentito venire contestazioni ma
  mi pare normale.  Già  nella  Finanziaria  dello  stesso  anno  e
  ancora prima nella  Finanziaria  di  due  anni fa l'Assemblea era
  intervenuta per cercare  di  mettere un po' sotto controllo tutta
  la materia dei contributi. In più la Finanziaria è intervenuta in
  maniera energica sulla materia dei trasferimenti.
       Tutto ciò  considerato,  noi non sottovalutiamo l'importanza
  di  istituzioni   di  altissimo  livello,  di  altissimo  profilo
  regionale,   nazionale,  anzi  sicuramente  internazionale  quale
  sicuramente è il Teatro Bellini di Catania o il Teatro Massimo di
  Palermo, che per altro  sono  i  due  Enti lirici siciliani. Così
  come per altri  versi  non  sottovaluto  l'importanza  dei Teatri
  stabili sia di Palermo  che  di  Catania  che del Teatro Vittorio
  Emanuele di Messina  come del Teatro Pirandello di Agrigento, nei
  confronti dei quali  la  Regione  ha  svolto un'opera costante di
  supporto finanziario notevole  perché  per tutti questi teatri la
  Regione spende ogni anno più di 100 miliardi. Non è un intervento
  di poco conto. Devo  dire  che  forse  basterebbe  poco  per fare
  fruttare  al   meglio   questi  stanziamenti  e  addirittura  per
  immaginare  un   futuro   in   cui  questi  stanziamenti  possono
  tranquillamente essere  ridotti. Per esempio basterebbe portare a
  compimento l'opera  di  trasformazione  in  fondazioni  di queste
  Istituzioni.   Basterebbe,  visto  che  si  tratta  di  Enti  che
  dipendono per buona  parte  del loro sostentamento dalla Regione,
  creare sinergie tra  gli  stessi  Enti  superando  le  logiche di
  appartenenza  territoriale  che  spesso  creano  contrapposizioni
  ingiustificabili e  determinare  una  sorta di circuito regionale
  dentro il quale ognuno può ampiamente manifestarsi e crescere con
  beneficio di tutta la  Regione  e con beneficio anche delle casse
  regionali.
       Noi ci siamo resi  conto  quando  abbiamo  preso in esame il
  bilancio che oggettivamente la decurtazione che era stata portata
  nel bozzone di  ottobre  allo  stanziamento per il Teatro Bellini
  era  insostenibile   perché   veniva  decurtato  quasi  del  40%.
  Oggettivamente un taglio di questa portata è eccessivo. Devo dire
  che il Governo ha  fatto  anche qui uno sforzo per riportare, per
  intanto, lo stanziamento  del  Teatro  Bellini  ad una dimensione
  accettabile e, comunque, una dimensione che per qualche aspetto è
  addirittura superiore a quella che è stata prevista per gli altri
  teatri, per i  quale,  comunque,  è  prevista  una  decurtazione.
  Faccio presente, ad  esempio,  che  il  Teatro Massimo di Palermo
  passa da uno  stanziamento  complessivo  di  25  miliardi  a  uno
  stanziamento  di 20  miliardi,  il  che  significa  che  c'è  una
  decurtazione del 20%. Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, che
  pure gode di una legge che ha fissato annualmente lo stanziamento
  (ho  cercato  di  spiegare  e  di  convincere  anche  l'onorevole
  Speranza), ha visto decurtato anch'esso il suo trasferimento, che
  è  stato  riportato  a  quello  dello  scorso  anno che era stato
  ridotto per un miliardo e trecento milioni, quindi per un importo
  e  settecento milioni, quindi per un importo anche qui intorno al
  quindici per cento.
       Quindi innanzitutto non vi è stata alcuna considerazione che
  soltanto  lontanamente  possa  lasciare  immaginare  che  si  sia
  operato  in  maniera  parziale e discriminatoria nei confronti di
  qualcuno e nei confronti degli altri.  Assolutamente; e credo che
  le cifre siano lì a dimostrarlo.
       Secondo:  vi   sono   evidentemente   alcuni   vincoli,  che
  appartengono a tutto il bilancio, che  non ci hanno consentito di
  prevedere   uno   stanziamento   ancora   più   congruo.   Vorrei
  sottolineare l'esigenza della riforma e in questo quadro anche il
  Governo laddove si presentassero effettivamente delle necessità è
  disponibile  in  un  secondo  momento  a verificare queste stesse
  necessità e a farvi fronte.

     PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  2.106  a  firma  del
  Governo.  Anche  per questo emendamento vale l'affermazione della
  Presidenza  precedente  e  viene  considerato  l'emendamento come
  integrazione all'emendamento 2.99.1. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO .   Presidente   della   commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

     LO CERTO . Signor Presidente c'è il mio voto  contrario.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.62  a  firma  degli  onorevoli
  Villari ed  altri.  Viene  intaccato  nella  proposta al capitolo
  21252  fondo  di  riserva  spese  obbligatorie.  L'emendamento  è
  improponibile. Si passa all'emendamento 2.39.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI:  Signor   Presidente   questo  emendamento  attiene
  all'istituto nazionale del dramma antico di Siracusa.
       So che un altro  emendamento  è  stato  presentato  da altri
  colleghi,  primo  firmatario  credo  l'onorevole  Monaco  per  un
  importo inferiore, con un aumento  quindi di un miliardo e mezzo
  se non sbaglio.
       Io vorrei precisare soltanto, ed è per questo che ho chiesto
  di intervenire, cogliendo  l'occasione  che mi da questo bilancio
  attuale per osservare e richiamare l'Assessore ai Beni culturali,
  il Presidente della  Regione  e  tutta  quanto  l'Assemblea della
  situazione che  attualmente  vive  l'Istituto  trasformato l'anno
  scorso in fondazione.
       Vive in una situazione assolutamente drammatica in quanto la
  Fondazione  del dramma  antico  così  come  è  stata  costituita,
  Presidente però credo che  ci  sia particolare disordine e vorrei
  l'attenzione del Presidente della  Regione  in modo particolare e
  dell'Assessore ai beni  culturali,  se  mi  potesse  dare ascolto
  perchè  è  una  cosa  che  riguarda la sua rubrica:  parliamo del
  Dramma Antico di Siracusa.
       Questa Fondazione,   voglio  ricordare  all'Assessore  e  al
  Presidente  della  Regione,  vede la trasformazione dello Statuto
  con grave pregiudizio della nostra Regione.
       Fino ad oggi la Regione con legge specifica partecipa con un
  contributo di tre  miliardi,  il precedente Statuto regolamentava
  l'intesa della Regione per la nomina del Presidente assegnava dei
  posti di consiglio  di  amministrazione  una maggioranza ai posti
  della Regione e degli  enti  locali,  mi  riferisco  a quelli del
  comune di Siracusa.
       Oggi tutto questo non avviene, vi è un grave pregiudizio per
  quanto  riguarda  la  posizione  degli  enti pubblici regionali e
  della  provincia  di Siracusa che non è neanche facente parte del
  consiglio  di amministrazione e del comune vive in una situazione
  drammatica  di debiti perchè è gravata da circa sette miliardi di
  debiti  compiuti  negli  ultimi  tre  anni  e  mezzo dalle ultime
  gestioni  che  ci  sono  state  quelle  successive alla morte del
  compianto professore Giusto Monaco.
       Io  credo  che  questo  importo  vada  sicuramente  comunque
  aumentato, almeno nella  misura  del  contributo annuo concesso e
  credo altrettanto che il  Presidente  della Regione e l'Assessore
  debbono  necessariamente   attivarsi   perchè   si  intavoli  una
  trattativa forte con  il  Governo nazionale per modificare quello
  statuto  di quella  fondazione  che  oggi  come  oggi  pregiudica
  fortemente tutte quelle che sono  lei istanze e le necessità e di
  si  Siracusa come  centralità   e  della  Regione  come  maggiore
  contribuente per cui io  ritiro  questo  emendamento e mi associo
  all'emendamento  degli  altri  colleghi  che  riporta  almeno  al
  contributo  annuale medio  che  è  stato  concesso,  sapendo  che
  chiaramente  la  finanziaria   non   consente   di  aumentare  il
  contributo degli anni  precedenti,  ma  almeno  quello degli anni
  precedenti  dovrebbe  essere  mantenuto, altrimenti, non ci potrà
  essere  prospettiva  di attività neanche per quest'anno con grave
  pregiudizio ulteriore.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento.
       L'emendamento 2.39 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.58, a  firma  degli  onorevoli
  Monaco, Villari ed  altri.  Incide  sul  capitolo 21252 "Fondo di
  riserva spese obbligatorie". L'emendamento è improponibile.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  Presidente della Regione.  Presidente,  visto che
  l'argomento è stato  sottolineato  ed è di estrema delicatezza in
  quanto vi è stato un lavoro pregresso che ha visto interessato il
  Ministero dei Beni culturali, la Regione attraverso la Presidenza
  e l'Assessorato ai  Beni  culturali  ed alla Pubblica istruzione,
  volevo   riportare  qui   il   punto   di   vista   del   Governo
  sull'argomento.
       L'Istituto del dramma  antico  è stato trasformato con legge
  dello Stato in Fondazione da poco tempo.

     BUFARDECI. Da circa un anno.

     CAPODICASA,   Presidente della Regione.  Lo  Stato  attraverso
  questa trasformazione ha  deciso  di  dare  un  nuovo  impulso e,
  quindi, una  nuova  gestione  all'Istituto attraverso una diversa
  programmazione degli  spettacoli,  un ampliamento delle attività,
  dello spazio. Questo, onorevole  Bufardeci,  le garantisco, è nei
  programmi del Ministero,  perché abbiamo avuto un incontro in cui
  c'è stato notificato  questo nuovo programma del nuovo Presidente
  professore Li Moli, con  il  concorso ed il sostegno da parte del
  Ministero.
       E, soprattutto, è  in  fase  di  totale  ristrutturazione la
  strumentazione  attraverso   la   quale  vengono,  ogni  biennio,
  realizzati gli spettacoli  di  teatro antico.
       In sostanza, l'idea  che  attualmente  viene coltivata, e su
  cui sta lavorando la  nuova direzione, è quella di costituire una
  apposita  società   per   azioni   che  viene  partecipata  dalla
  Fondazione,  in   via  maggioritaria,  per  attuare  a  Siracusa,
  realizzare gli spettacoli  classici ogni biennio e, poi, però, in
  via ordinaria,  procedere su un territorio vasto, multinazionale,
  alla programmazione di  spettacoli,  sempre  nel campo del teatro
  classico, che vedano incentivata questa iniziativa.
       La Regione siciliana ha  dato il proprio assenso, anche se è
  un assenso  non formalmente richiesto, purché venga salvaguardata
  la specificità delle  iniziative  che  si tengono a Siracusa, sia
  per  quanto  riguarda   il   carattere   che   devono   avere  le
  manifestazioni,  sia   per   quanto   riguarda  le  finalità  del
  contributo che la Regione eroga ogni anno.
       In sostanza non  siamo  disposti a finanziare iniziative che
  non  si svolgano  sul  territorio  della  Regione  siciliana.
       Ed allora, per  questa  ragione,  noi  abbiamo dichiarato la
  nostra disponibilità a  partecipare  in  quota parte, per colmare
  una parte  della  esposizione  debitoria  dell'Istituto  che, nel
  corso degli anni, ha  raggiunto,  quasi, ormai, circa 7 miliardi,
  attraverso una  gestione,  devo  dire,  dissennata.  Per  salvare
  l'Istituto in fondo, perché, poi alla fine, la finalità di questo
  nostro intervento ha questo scopo. E poi, però, discutere meglio,
  ma   mettendolo   per   iscritto,   quali   debbono   essere   le
  caratteristiche della  partecipazione  della Regione siciliana ai
  programmi dell'Istituto e della società.
       Per  questo motivo,  noi  riteniamo  che,  al  momento,  sia
  opportuno  tenere queste  quote  di  finanziamento  nel  bilancio
  riservandoci subito dopo, attraverso una legge necessaria, perché
  in ogni caso non  possiamo  intervenire  con  norma di bilancio a
  erogare  la  nostra  quota  parte  per  l'estinzione  del  debito
  pregresso, perché  questo fondo  previsto  in bilancio è solo per
  l'attività, la gestione  ordinaria  non può essere utilizzato per
  estinguere i debiti  pregressi.  Allora  considerato che dobbiamo
  reintervenire per estinguere  i  debiti  pregressi  per la nostra
  quota parte in quell'occasione  attraverso  la norma di legge che
  andremo  ad approvare  pensiamo  si  possa  intervenire  in  modo
  organico, a quel punto  dopo  avere  raggiunto  un'intesa  ed  un
  accordo scritto con la direzione dell'INDA e con il Ministero dei
  beni culturali anche per  quanto  riguarda la parte relativa alla
  gestione. Quindi non  ci  tiriamo  indietro  rispetto alla nostra
  responsabilità volta  a  garantire  la prosecuzione dell'attività
  dell'INDA e anche il suo incremento ma lo vogliamo fare, a ragion
  veduta dopo che si  sia  raggiunto  un accordo con l'associazione
  dell'INDA e il Ministero dei beni culturali.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento 2.125 a firma  del Governo.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione.

     DI   MARTINO , Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza . Favorevole.

     ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Signor  Presidente  semplicemente  volevo esprimere un
  apprezzamento   perché  il  Governo  interviene  su  un  capitolo
  importante  il  78124  che finalmente ci permetterà di attivare i
  musei  previsti  dalla  legge n. 17 del 1991 però mi dispiace che
  questo  avvenga  sempre  a scapito di due importanti capitoli dei
  beni  culturali che riguardano la manutenzione, gli scavi e altre
  cose della gestione dei beni culturali, mentre questo sforzo, che
  è  giusto ripeto che ha fatto il Governo forse si poteva fare non
  a  scapito  di  altri  capitoli  dei beni culturali ma da qualche
  altra  parte.  Quindi da un lato l'apprezzamento ma d'altra parte
  una  critica  perché  i  soldi  vengono prelevati da capitoli già
  tagliati dallo stesso bilancio.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento  2.113  a  firma  dell'onorevole La
  Corte.  L'emendamento  è  improponibile.
       Si passa alla Rubrica Assessorato Sanità, - Titoto I - Spese
  correnti - dal capitolo  41001  al capitolo 42888.
       Comunico che è  stato  presentato  dal Governo l'emendamento
  2.120

    - capitolo 42464 -1500

    - 42472 -2500

    - 42730 +4000.
       Lo pongo in votazione.  Il  Governo  lo  ha  presentato.  Il
  Parere della Commissione?

     DI   MARTINO , Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza . Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

        Si passa  all'emendamento  2.96  a  firma dell'onorevole La
  Grua, l'emendamento è  improponibile, non è possibile operare una
  compensazione.
        Si passa all'emendamento 2.36 a firma dell'onorevole Alfano
  ed altri, l'emendamento  è  improponibile  non  indica  copertura
  finanziaria.
        Si  passa   all'emendamento  2.57  a  firma  dell'onorevole
  Trimarchi ed altri,  l'emendamento è improponibile perché intacca
  il capitolo 21252.
        Si passa all'emendamento  2.97  a  firma  dell'onorevole La
  Grua. Lo pongo in votazione. Il  parere del Governo?

     PIRO,  Assessore  per  il  bilancio  e  le finanze. Il 2.97 il
  capitolo  42730  sono  fondi  tre, quindi non è possibile fare la
  compensazione.

     PRESIDENTE. Ma anche il 42879 è fondo tre.

     PIRO,   Assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, le chiedo scusa.

     PRESIDENTE.  Se non sorgono osservazioni, l'emendamento 2.97 è
  accantonato.
       Si passa all'emendamento  2.98  a  firma  dell'onorevole  La
  Grua:  l'emendamento è improponibile.
       Si accantona, comunque, l'emendamento 2.97.
       Si passa alla  Rubrica  Assessorato  Territorio  e ambiente;
  I - titolo I -  Spese  correnti  - dal capitolo 44001 al capitolo
  45908. Vi sono emendamenti?
       Emendamento 2.93, a firma dell'onorevole Giannpolo ed altri,
  che prevedeva per il  capitolo 45904 più 1.235; al capitolo 86103
  meno 1235;  il Governo si aggancia all'emendamento 2.93 e prevede
  una cifra di + 2180 sul capitolo 86104, così come c'è riferimento
  all'emendamento originario 2.99.1.
       Con  questa  precisazione,  pongo in votazione l'emendamento
  2.93. Il parere della Commissione?

     DI   MARTINO , Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  d'accordo resti
  seduto, chi è contrario si alzi,

                   (E' approvato)

       Si passa alla rubrica "Turismo"; Titolo I - Spese correnti -
  dal  capitolo  47001 al  capitolo  48705.
       Vi è un emendamento dell'onorevole Zanna, relativo al Teatro
  Massimo di Palermo:  "48002:  +  4000;  48008:  - 1000; 47651:  -
  2500; 87372:  - 500".
       Lo pongo in votazione.

     PIRO,  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     PIRO,  assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, così come avevamo detto per quanto riguarda il teatro
  Bellini, in  effetti,  c'è  una  riduzione per tutti i teatri; il
  Governo  non  può  essere  favorevole  all'incremento  del teatro
  Massimo, nel  momento  in  cui  deve  registrare,  purtroppo,  un
  decremento per  gli  altri teatri.  In ogni caso, faccio presente
  all'onorevole Zanna che la  riduzione  a  zero del capitolo 47651
  non può trovare favorevole  il  Governo  perchè il capitolo 47651
  riguarda un intervento su  cui sono stati assunti impegni che non
  possono essere assolutamente disattesi.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.5  con  il
  parere contrario del Governo.  Il parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  2.110 a firma Alfano, Bufardeci,
  D'acquino  ed  altri.  Lo  pongo  in  votazione.  Il  parere  del
  Governo?

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  riguardo l'emendamento 2.110 il capitolo 47719 è una
  nota "A" che non può essere...

     PRESIDENTE.  Onorevole  assessore, il 47719 è in riduzione non
  in aumento.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le finanze. Si, signor
  Presidente,  tuttavia ci siamo sempre atteggiati a considerare le
  note  "A"  che non vengono comunque ridotte con leggi precedenti,
  per esempio con le finanziarie, come note che non possono variare
  durante  il  Bilancio.  Questa  è  un  pò  la  prassi che abbiamo
  seguito.

     PRESIDENTE.  Per  la  riduzione,  in  verità  io  non ricordo.
  Comunque...
       Pongo   in  votazione  l'emendamento  2.110  con  il  parere
  contrario del Governo.  Il parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  2.108  del Governo.  Lo pongo in
  votazione,   sempre  con  la  considerazione  che  si  tratta  di
  integrazione  all'emendamento  2.99.1  relativo  al  Turismo.  Il
  Governo lo ha presentato.  Il parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       L'emendamento   2.38   è  dichiarato  decaduto  per  assenza
  dall'Aula del firmatario.
       Si  passa  all'emendamento  2.2  a  firma Beninati, Croce ed
  altri: "Collegamento Isole minori e propaganda turistica" + 5.000
  per   il  collegamento  Isole  minori;  -  5.000  per  propaganda
  turistica.
       Lo pongo in votazione. Chiedo il parere del Governo?

     PIRO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  viene  qui  riproposto  un  tema  che  è  stato  già
  affrontato  per altri emendamenti cioè quello dell'incremento del
  capitolo  che  riguarda  i trasporti per le isole minori.  Ripeto
  qui  quanto  già  detto.  Il  Governo  ha  considerato con grande
  attenzione  la  problematica  e  nella previsione soprattutto che
  trattasi  di programmi triennali che vengono adottati, il Governo
  ha ritenuto suo dovere per intanto reperire le risorse necessarie
  per riportare lo stanziamento a quello dello scorso anno, sia per
  quanto  riguarda  il  48625, infatti c'è un ulteriore emendamento
  che propone un incremento di un miliardo, sia per quanto riguarda
  il capitolo 48633.
       Credo  che  questo  per  il  momento tranquillizzi le realtà
  delle  Isole  minori  fermo  restando che, se veramente dovessero
  presentarsi  nel  corso  dell'anno  ulteriori necessità, è chiaro
  che,  peraltro  ritenendo il Governo che non si dovrà trattare di
  somme  estremamente  impegnative,  non  ci  potrà  che  essere la
  massima disponibilità a questo ulteriore stanziamento.

     BENINATI.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     BENINATI.  Signor Presidente, onorevole assessore, apprezzo la
  sua  disponibilità  quanto   meno  a  poter  discutere  un  primo
  emendamento. E questo è già molto, anzi grazie di poter discutere
  un primo emendamento.  Ciò  nonostante  le  volevo rammentare che
  questo emendamento, che  indubbiamente  vuole riportare, è chiaro
  che rispetto all'anno passato  si  va  forse  oltre, ma ricordo a
  quest'Aula, che questo  intervento  economico  era  di  ben altra
  natura negli anni precedenti, e quindi non ci stupiamo, Assessore
  Rotella, se lei fra  qualche  mese,  col  periodo estivo si vedrà
  certamente  investito  da  problematiche  che  riguardano  questa
  copertura,  che  certamente   è   insufficiente,   e  siccome  il
  Presidente della Regione  ha  istituito  nella  finanziaria,  con
  grande attenzione, l'Ufficio per  le  isole minori, e poichè si è
  fatta una bellissima -  io  condivido  -  ottima iniziativa, e si
  sono fatti diversi interventi  con  i sindaci delle isole minori,
  nei mesi passati, e si è  fatto  anzi  di  ben altro:  si è anche
  detto che ci sarà molta attenzione per le isole minori.
       Allora io  mi  domando: l'attenzione è con le parole o si fa
  anche con i fatti. Siccome a questo punto questo settore è uno di
  quei settori  che  poi  da  una  immagine  della  nostra Isola, e
  sappiamo  pure  che  la  Siremar  ridurrà,  per motivi nazionali,
  quantomeno rispetto  all'anno  che  è passato, in quanto ha messo
  dei mezzi più grossi, ma certamente con minori corse, io dico: la
  Regione deve  anche  tenere  conto di questo e quindi il servizio
  integrativo dev'essere potenziato.
       Io questo  lo  dico  non  per  campanilismo, perchè non è un
  problema solo  delle  Eolie,  ma  è un problema di tutte le isole
  minori. Quindi  invito  il  Governo a non fossilizzarsi sul fatto
  che si riporta all'anno precedente e il problema è risolto. Non è
  risolto nulla.
       Quindi a  questo  punto  il  Governo  veda se è possibile di
  rivedere  questa  posizione,  perchè oltretutto questo intervento
  permette e  da  l'opportunità - anche il Presidente è stato nella
  cantieristica  di   Messina  -  a  far  si  di  attivare  qualche
  imbarcazione  in più, quindi qualche possibilità di assunzione di
  persone in più. Quindi è un discorso molto più ampio.

     PELLEGRINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PELLEGRINO.  Io  mi  associo  al ringraziamento dell'onorevole
  Beninati,   nei  confronti  dell'Assessore  Piro,  però  io  voto
  l'emendamento  presentato,  perchè onorevole Piro, quando abbiamo
  fatto il famoso programma per le isole minori, avevamo dichiarato
  che c'era bisogno di qualche considerazione particolare.
       Vedo che  questo  Governo  rispetta  le  priorità  che aveva
  assunto, continua  ad  essere  coerente,  e  quindi  io  sostengo
  l'emendamento presentato dall'onorevole Beninati.

     ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Onorevole  Presidente,  come  ha ricordato l'onorevole
  Piro, questo  capitolo  che poi è l'ultimo capitolo che è rimasto
  di un  serio  intervento  a  favore  delle isole minori, ha visto
  l'interesse   di   tutti  i  settori  del  Parlamento.  C'era  in
  precedenza un  mio  emendamento,  il Governo ha risposto non solo
  recuperando  il  forte  taglio  previsto  nel bozzone di bilancio
  predisposto  dal precedente Governo, ma poi ulteriormente con una
  proposta  di  variazione  ha  ricostituito  il capitolo dell'anno
  scorso per 21 miliardi.
       Ora io credo che il Governo dovrebbe prendere atto di questa
  volontà di  tutti  i  settori  del  Parlamento,  per un ulteriore
  sforzo, un segnale per  le  isole  minori,  a  dimostrazione  che
  questo Governo, il Governo della Regione siciliana, é interessato
  ad occuparsi anche dei siciliani che non abitano nella cosiddetta
  terraferma, ma nelle altre quattordici piccole isole della nostra
  Regione.
       I problemi  di  queste  isole,  oltre  ad  essere più gravi,
  soprattutto per chi amministra quelle comunità, recentemente, con
  la nascita  dei  piani  paesistici  per  le  isole  minori, hanno
  aggravato una  situazione proprio per quanto riguarda il problema
  dei trasporti.
       Vorrei ricordare  che  i  piani  paesistici prevedono la non
  possibilità di  realizzare  o  di continuare a gestire discariche
  per rifiuti  solidi  urbani nelle isole minori e l'obbligo per il
  trasporto a terra di questi rifiuti, onore che per ora é a carico
  esclusivamente degli abitanti delle isole minori.
       L'incremento del  capitolo,  non solo darebbe garanzia e non
  creerebbe   difficoltà   alle   compagnie   che   organizzano   i
  collegamenti con  le  isole, ma potrebbe permettere, anche con la
  nascita dell'ufficio  per le isole minori stabilito ed approvato,
  credo   all'articolo   54   della  legge  finanziaria,  di  poter
  cominciare anche  in  questo settore, in questo impegno ulteriore
  che hanno le  comunità  e cioè quello dei trasporti dei rifiuti a
  terra.
       Ecco perché ritengo che il Governo, visto che c'é una giusta
  insistenza  dell'Aula  sull'incremento  di questo capitolo, possa
  fare un  ulteriore sforzo, dare un segnale e quindi incrementare,
  se si vuole, per la cifra che qui viene proposta che era identica
  alla cifra  di  un  mio  precedente emendamento che, poi, abbiamo
  ritirato anche  alla  luce  dei  soldi  della  ricostituzione del
  capitolo, o  di  una  cifra diversa, lo stabilisca il Governo, ma
  comunque per dare un segnale nei confronti di queste comunità.

     MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.  Signor  presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare una
  sola precisazione,  io sono pienamente d'accordo con chi ha fatto
  l'emendamento, non bisogna vedere la bozza di bilancio, ma già in
  commissione bilancio,  il Governo ha aumentato con un emendamento
  di iniziativa  governativa  di  5 miliardi e trecento il capitolo
  48625  approvato  dalla  commissione bilancio, quindi, non arriva
  più a  noi  il "bozzone", ma arriva il capitolo ricostituito come
  era nel 1998.  Questa é la prima cosa, mentre mi permetto di dire
  che l'emendamento  é  stato  fatto,  giustamente,  sul bozzone di
  bilancio che riportava 14 mila e 700 milioni...

     BENINATI ... No, no li ho fatti io.

     MELE. ...  in  aumento.  Dopo  di  che,  in aumento ulteriore,
  giustissimo   per   carità,   però   mi   sembrerebbe  fortemente
  penalizzante il  fatto  che  il  capitolo al quale viene tolto il
  finanziamento, che  l'altro  passa  da  53  miliardi, già é stato
  portato a  23  miliardi  e  viene ulteriormente tagliato e questa
  sarebbe una  penalizzazione grossissima nei confronti di tutto il
  piano di propaganda turistica della Regione siciliana.

     CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, l'importanza di
  questo emendamento é data dal fatto che ancora oggi ci sono delle
  isole, come diceva l'onorevole Zanna, ulteriori quattordici isole
  siciliane che sono collegate solo tramite le compagnie navali che
  ricevono i contributi da  parte  dello  Stato  e non quindi anche
  dalla Regione siciliana.
       Io sono  convinto  che  l'emendamento in questione può anche
  contribuire a fare  in  modo  che  quelle  isole  che  sono  oggi
  collegate solo ed  esclusivamente  con  la  SIREMAR, visto che la
  SIREMAR  dovrà   ridurre   i   collegamenti   per   mancanza   di
  trasferimenti statali e dare l'opportunità ad altre linee private
  di collegare queste  piccole isole con la Regione siciliana e con
  l'isola di  Sicilia.  Perchè  dico  questo? Perchè in particolare
  l'isola di Lampedusa  e di Linosa, che hanno il solo collegamento
  della  SIREMAR,  sono  notevolmente  disagiate  sia  nel  periodo
  invernale ma anche  nel  periodo  estivo; infatti, vedi caso, una
  nave che  collega  Porto  Empedocle  con  Lampedusa trasporta sia
  passeggeri che merci.
       Io penso  che  l'emendamento  in  questione,  aumentando  il
  contributo,  può  garantire  anche  un  collegamento  alternativo
  dell'isola di Lampedusa e dell'isola di Linosa con la terraferma,
  con Porto Empedocle e con Agrigento.

     ROTELLA,  assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA,  assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti.  Voglio ricordare,  Signor  Presidente,  all'Aula  che
  questo capitolo, così come ha  ricordato  l'onorevole Mele, aveva
  subito nel precedente bozzone di bilancio  un taglio di circa sei
  miliardi  e  trecento  milioni.   Questo   Governo   ha   portato
  esattamente allo stanziamento  dell'anno  precedente in capitolo,
  così come peraltro era stato chiesto da parte delle compagnie che
  operano il servizio che erano allarmate dal fatto che il capitolo
  era stato ridotto in maniera così  significativa, così marcata ed
  il Governo si è fatto carico  di  riportare,  anche perchè questo
  riguarda  un  piano  triennale, di  riportare  il  capitolo  allo
  stanziamento dell'anno precedente.
       Ritengo  che  questo  capitolo  così  come  è  stato  adesso
  impinguato sia sufficiente per l'anno a venire. Qualora dovessero
  presentarsi condizioni di particolare disagio, comunque, possiamo
  sempre rivedere la questione ma già io  credo  che  lo sforzo del
  Governo sia stato notevole avendo impinguato  il capitolo per una
  somma così cospicua.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
       Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     ROTELLA,  assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo all'emendamento  si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.
       Onorevoli colleghi, si vota con  il  sistema elettronico non
  essendo possibile quantificare la presenza in aula dei deputati.
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo l'esito della votazione:

        Presenti e votanti .......   50
        Astenuti .................    1
        Maggioranza ..............   26
        Hanno votato sì ..........   24
        Hanno votato no ..........   25

                          (Non è approvato)

       Si  passa   all'emendamento  2.70,  a  firma  dell'onorevole
  Stancanelli ed altri.  Non è indicata la procedura finanziaria; è
  giudicato improponibile.

     STANCANELLI. Signor Presidente, lo ritiro.

     PRESIDENTE. E' ritirato  perché  nella  filosofia, ed in parte
  nei fatti, è recepito dall'emendamento del Governo.
       Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Croce,
  D'Aquino, Fleres e Beninati. E' improponibile.
       Si passa  all'emendamento  2.73,  a  firma  degli  onorevoli
  Stancanelli e Strano.

     STANCANELLI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa   all'emendamento   2.121   che   dà  risposta  di
  compensazione a quegli  emendamenti  che  abbiamo approvato e che
  sono vincolati per  essere  portati  positivamente fino alla fine
  all'approvazione degli  emendamenti di compensazione. Questo è il
  primo a firma del Governo.
       Il parere del Governo?

     PIRO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  In effetti,
  signor Presidente, le chiedo  scusa  per l'errore in questione in
  corso, sono entrambi capitoli  a  fondo  3,  peraltro legati a un
  capitolo di entrata  identico.  Tuttavia,  signor  Presidente, io
  vorrei fare presente anche all'onorevole La Grua, che il capitolo
  dal  quale  vengono prelevati  i  mille  milioni  è  il  capitolo
  destinato all'emergenza e  all'elisoccorso  per  il quale, come è
  noto, è stata  stipulata di recente, peraltro dall'altro Governo,
  una  convenzione che  prevede  esattamente  quella  spesa  che  è
  indicata nel bilancio, quindi  noi  andremmo  ad  incidere su una
  spesa contrattualmente vincolata.

     PRESIDENTE. Pongo l'emendamento in votazione.

     LA GRUA . Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa alle rubriche
  riguardanti l'assessorato bilancio  e finanze. Dal capitolo 20001
  al  capitolo  22501.  Comunico  che  sono  stati  presentati  gli
  emendamenti 2.102 e 2.122 per quanto riguarda le spese correnti.
       Pongo in votazione  l'emendamento 2.102 a firma del Governo,
  con   le   precisazioni   più   volte   esplicitate   riguardanti
  l'emendamento 2.99.1. Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , Presidente   della   Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa    all'emendamento    2.122,    con   le   stesse
  specificazioni, a firma del Governo. Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , Presidente   della   Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Sospendiamo il titolo  II:  Spese  in  conto capitale. Viene
  sospesa la discussione  per esaminare il rendiconto delle entrate
  e delle spese  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana.  I  deputati
  questori sono presenti  in  Aula?  I  deputati questori intendono
  svolgere una relazione o si affidano al testo?

     SCOMA, Deputato questore.  Mi  affido al testo della relazione
  scritta.

     PRESIDENTE. Si passa  al  titolo  I:  Entrate  effettive.  Dal
  capitolo  I al capitolo  VIII.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al titolo  II:  Partite di giro. Pongo in votazione
  il capitolo IX. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa ai capitoli X  e  XI.  Li pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo I: Spese effettive. Dall'articolo 1 all'articolo 4.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo II. Dall'articolo 5 all'articolo 9.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo III. Dall'articolo 10 all'articolo 16.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo IV. Dall'articolo 17 all'articolo 20.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo V. Dall'articolo  21  all'articolo 25.  Lo pongo in
  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo VI. Dall'articolo 26 all'articolo 31.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo VII. Dall'articolo 32 all'articolo 35.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo VIII. Dall'articolo 36 all'articolo 39.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Capitolo IX. Dall'articolo  40 all'articolo all'articolo 43.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  X,  dall'articolo 44 all'articolo 46.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo XI,  dall'articolo 47 all'articolo 49.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  XII, dall'articolo 50 all'articolo 55.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo XIII, dall'articolo 56 all'articolo 57.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  XIV  dall'articolo 58 all'articolo 75.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo XV,  dall'articolo 76 all'articolo 83.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  XVI, dall'articolo 84 all'articolo 85.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo XVII, dall'articolo 86 all'articolo 87.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Titolo II  -  Partite  di  Giro - Capitolo XVII,
  articolo 88.  Chi è favorevole  resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  XIX,  articolo  89.  Chi  è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  XX,  articolo  90.  Chi  è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Riassunto per titoli e per capitoli della spesa,
  "Titolo  I - Spese Effettive,  dal  Capitolo  I  al  Cap.  XVII",
  "Titolo II - Partite di Giro, dal Capitolo XVIII al Capitolo XX".
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'Allegato A "Prospetto degli storni a favore del
  Fondo di Riserva". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'Allegato B "Prospetto dei prelievi dal Fondo di
  Riserva". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'Allegato   C   "Conto  Patrimoniale".  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'Allegato D  "Fondo  Mutui  ai Deputati".  Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'Allegato  E   "Fondo  di  Previdenza  per  il
  Personale".  Chi è favorevole  resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'Allegato  F "Rendiconto Gestione Economo".  Chi
  è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'intero Rendiconto delle entrate e delle
  spese dell'Assemblea regionale  siciliana  per l'anno finanziario
  1998. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al  progetto  di  bilancio  interno  dell'Assemblea
  regionale siciliana. I  deputati  questori  intendono svolgere la
  relazione?

     SCOMA. Deputato Questore. Mi rimetto al testo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al Titolo I -
  Entrate Effettive, dal Capitolo I  al  Capitolo VIII. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Titolo II -  Partite di Giro, dal Capitolo IX al
  Capitolo  XI. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  al Titolo I  -  Spese  Effettive  -  Capitolo  I,
  dall'Articolo 1 all'articolo 4.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo II, dall'articolo 5 all'articolo 9.  Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  III, dall'articolo 10 all'articolo 16.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  IV,  dall'articolo 17 all'articolo 20.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo V, dall'articolo 21 all'articolo 25. Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  VI,  dall'articolo 26 all'articolo 21.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  VII, dall'articolo 32 all'articolo 35.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo VIII, dall'articolo 36 all'articolo 39.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  IX,  dall'articolo 40 all'articolo 43.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Capitolo  X,  dall'articolo  44 all'articolo 46.
  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XI.
       Pongo in votazione dall'articolo 47 all'articolo 49.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  al  capitolo XII.
       Pongo in votazione dall'articolo 50 all'articolo 55.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  al capitolo XIII.
       Pongo in votazione dall'articolo 56 all'articolo 57.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  al  capitolo XIV.
       Pongo in votazione dall'articolo 58 all'articolo 75.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XV.
       Pongo in votazione dall'articolo 76 all'articolo 82.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XVI.
       Pongo in votazione l'articolo 83.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  al capitolo XVII.
       Pongo in votazione dall'articolo 84 all'articolo 85.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al "Titolo II. Partite di giro".
       Pongo in votazione l'articolo 86.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XIX.
       Pongo in votazione l'articolo 87.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XX.
       Pongo in votazione l'articolo 88.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  al  Riepilogo  per  capitoli:
       "Titolo I.  Spese effettive".
       Pongo in votazione dal capitolo I al capitolo XVII.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       "Titolo II.  Partite di giro".
       Pongo in votazione dal capitolo XVIII al capitolo XX.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al "Preventivo per il triennio 1999 - 2001":
       Entrata.
       "Titolo I. Entrate effettive."
       Pongo in votazione dal capitolo I al capitolo VIII.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       "Titolo I. Spese effettive".
       Si passa al capitolo I:
       Pongo in votazione dall'articolo 1 all'articolo 4.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo II:
       Pongo in votazione dall'articolo 5 all'articolo 9.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo III:
       Pongo in votazione dall'articolo 10 all'articolo 16.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo IV:
       Pongo in votazione dall'articolo 17 all'articolo 20.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo V:
       Pongo in votazione dall'articolo 21 all'articolo 25.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo VI:
       Pongo in votazione dall'articolo 26 all'articolo 31.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo VII:
       Pongo in votazione dall'articolo 32 all'articolo 35.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo VIII:
       Pongo in votazione dall'articolo 36 all'articolo 39.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo IX:
       Pongo in votazione dall'articolo 40 all'articolo 43.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo X:
       Pongo in votazione dall'articolo 44 all'articolo 46.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XI:
       Pongo in votazione dall'articolo 47 all'articolo 49.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XII:
       Pongo in votazione dall'articolo 50 all'articolo 55.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XIII:
       Pongo in votazione dall'articolo 56 all'articolo 57.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XIV:
       Pongo in votazione dall'articolo 58 all'articolo 75.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XV:
       Pongo in votazione dall'articolo 76 all'articolo 82.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XVI:
       Pongo in votazione l'articolo 83.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al capitolo XVII:
       Pongo in votazione dall'articolo 84 all'articolo 85.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Spesa. Riepilogo per capitoli.
       Titolo I.
       Pongo in votazione dal capitolo I al capitolo XVII.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'intero  progetto di bilancio interno
  dell'Assemblea  regionale siciliana per l'anno finanziario 1999 e
  preventivo per il triennio 1999 - 2001.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     CINTOLA. Dichiaro il mio voto contrario.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Si  ritorna  alle
  rubriche relative all'Assessorato bilancio e finanze. Si passa al
  sub-emendamento  2.109.1  all'emendamento  2.109   a   firma  del
  Governo. Il Governo l'ha presentato. Parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento  2.109.1.  Chi  è
  d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione l'emendamento 2.109.  Il  Governo  l'ha
  presentato. Parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi  è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       L'emendamento   2.109   è   stato   votato   tenendo   conto
  dell'approvazione   dell'emendamento  2.109.1.   Onorevole   Piro
  ritiene  di dovere accantonare  l'emendamento  2.109.3  collegato
  all'articolo  10?  Il  Governo  lo  ha   proposto.  Parere  della
  Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi  è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa all'emendamento 2.28 "Fondo globale  n.  21257  L.
  5.000 milioni recupero patrimonio termale Comune di Montedoro".

     PIRO,  Assessore  per  il  bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,  Assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.  Signor
  Presidente,  la  questione che viene posta è  stata  seguita  col
  Governo, perché c'è una legge  dell'Assemblea regionale siciliana
  che  aveva disposto già questo intervento che  per  vari  motivi,
  purtroppo, non si è potuto realizzare nel senso  che  pur  avendo
  stanziato 10 miliardi queste somme non sono  state utilizzate per
  impedimenti vari. Rispetto all'emendamento che  è stato proposto,
  onorevole  Di Martino, se lei è d'accordo  vorrei  suggerire  una
  soluzione leggermente diversa. Anziché fare  un  appostamento dei
  fondi globali con una prenotazione, vorrei  fare una prenotazione
  con  un  accantonamento   positivo  collegato  all'accantonamento
  negativo legato ai rientri previsti dalla finanziaria.  Se  lei è
  d'accordo presenterei l'emendamento.

     PRESIDENTE.  L'emendamento 2.28 viene ritirato  in  quanto  il
  Governo  presenta l'emendamento che prevede il  1017  ridotto  di
  5.000  e il capitolo di nuova istituzione  come  prenotazione  di
  +5.000. Il Governo l'ha presentato. Parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi  è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       D'accordo Alleanza Nazionale. Si  passa all'emendamento 2.65
  a firma degli onorevoli Stancanelli ed altri, fondi globali 21257
  elenco 5.2.

     STANCANELLI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne   prende    atto.    Si   passa
  all'emendamento   2.66  a  firma   degli   onorevoli   Briguglio,
  Stancanelli ed altri. Parere del Governo?

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi  è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  2.67   a   firma  dell'onorevole
  Stancanelli.

     STANCANELLI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne   prende    atto.    Si   passa
  all'emendamento 2.68 a firma dell'onorevole Briguglio. Parere del
  Governo?

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi  è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 2.79 a firma dell'onorevole Alfano.
  Parere del Governo?

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi  è  contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Emendamento 2.80. Il parere del Governo?

     PIRO, Assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , Presidente e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo si  alzi,  chi  è  contrario resti
  seduto. Non è approvato.

       Emendamento 2.95 a firma Giannoppolo  ed  altri. Lo metto in
  votazione.
       Il parere del Governo?
       PRIO, Assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , Presidente e relatore. Favorevole

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi. E' approvato.
       Emendamento del Governo 2.109.2. Il Governo l'ha presentato.
  Il parere della Commissione?

     DI MARTINO , Presidente e relatore. Favorevole

     PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti  seduto,  chi è contrario si
  alzi. E' approvato.
       Emendamento 2.38 a firma  dell'onorevole Alfano ed altri. Il
  parere del Governo?

     PIRO, Assessore  per  il Bilancio e le finanze. Presidente, io
  vorrei  ricordare all'onorevole Alfano e all'onorevole Bufardeci,
  presentatori di  questo  emendamento,  che  la  questione era già
  stata sollevata in  sede  di  esame  in Commissione Finanze, e il
  Governo aveva dichiarato il parere favorevole alla individuazione
  di un accantonamento  nei  fondi  globali per la finalità che qui
  viene individuata  per  tre  miliardi,  così come veniva proposto
  dopo l'intesa che  si  era  raggiunta con il Presidente e con gli
  emendamenti.   Io  mio  rendo  conto,  onorevole  Bufardeci,  che
  probabilmente   l'attuale   previsione   di  tre  miliardi  potrà
  risultare insufficiente, però ritengo che avere comunque previsto
  i  tre   miliardi   sia   importante   per  potere,  subito  dopo
  l'approvazione  del  bilancio  e  alla  ripresa dell'Aula, potere
  emanare la norma che consente di utilizzare il finanziamento. Se.
  da una valutazione appropriata, dovessimo scoprire che quest'anno
  è possibile impegnare qualcosa in più, il Governo è disponibile a
  fare questa verifica.

     PRESIDENTE. Onorevole Alfano, lei insiste sull'emendamento?

     ALFANO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'assemblea ne prende  atto.  Non  ci  sono  altri
  emendamenti alla tabella b).
       Poniamo   in  votazione   finale   le   varie   rubriche   e
  l'accorpamento dei capitoli.
       Siano alla previsione della  spesa.  Pongo  in  votazione  i
  capitoli che vanno dallo 0001 allo 0004.
       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.
       Si  passa  alla   rubrica  Presidenza.  Dal  capitolo  10001
  all'11001.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvata.

       Si passa  alle  spese in conto capitale.  Dal capitolo 50114
  al capitolo 50603.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.
       Titolo I "Spese correnti" rubrica Agricoltura.  Dal capitolo
  14001 al 16702.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.

       Si passa alla rubrica spese  in  conto  capitale, Titolo II.
  Dal capitolo 54002 al 56928.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.

       Si passa alla rubrica  Assessorati  enti  locali,  Titolo  I
  spese correnti;  Dal capitolo 18001 al 19048.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.
       Titolo II, spese in conto  capitale.  Dal  capitolo 58503 al
  capitolo 58910.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.

       Si passa alla  rubrica  Assessorato  Bilancio.  Dal capitolo
  20001 al capitolo 22501, spese correnti titolo I.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.
       Titolo II, spese in conto  capitale.  Dal  capitolo 60513 al
  60798.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.
       Titolo III. Dal capitolo 91010 al 91703.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.
       Si passa alla Rubrica  Industria.  Titolo I. Spese correnti.
  Dal capitolo 24001 al capitolo 25402.

       Chi è d'accordo resti seduto,  chi  è  contrario si alzi. E'
  approvato.
       Titolo II, spese in conto  capitale.  Dal  capitolo 64817 al
  65301. E' approvato.
       Titolo II, spese in conto  capitale.  Dal  capitolo 64817 al

       Si passa alla  Rubrica  lavori  pubblici,  capitolo  I Spese
  correnti, 28001 al 29613.  Chi  è favorevole resti seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       TITOLO II, spese in conto capitale.  Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa alla Rubrica  Lavoro.  TITOLO I Spese correnti.  Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       TITOLO II Spese in  conto  capitale.  Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       RUBRICA Assessorato  cooperazione,  commercio, artigianato e
  pesca.  TITOLO I Spese correnti.  Lo  pongo  in votazione.  Chi è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       TITOLO II Spese in  conto  capitale.  Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       RUBRICA Beni  culturali,  ambientali  e pubblica istruzione.
  TITOLO  I  Spese  correnti.   Lo   pongo   in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       TITOLO II Spese in  conto  capitale.  Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       RUBRICA Assessorato sanità.  TITOLO  I  Spese  correnti.  Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       TITOLO II Spese in  conto  capitale.  Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       RUBRICA Assessorato territorio  ed ambiente.  TITOLO I Spese
  correnti.  Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       TITOLO II Spese in  conto  capitale.  Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       RUBRICA  Assessorato  turismo,  comunicazioni  e  trasporti.
  TITOLO  I  Spese  correnti.   Lo   pongo   in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       TITOLO II Spese in  conto  capitale.  Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  pone  in  votazione   finale   la  Tabella  "B".  Chi  è
  favorevole resti seduto.  Chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si ritorna al  testo.  Si ritorna all'articolo 2.  Onorevoli
  colleghi, non risultano presentati emendamenti all'articolo 2.
       Lo pongo in votazione. Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa   all'articolo   5.

                                  Art. 5.
                        Fondi strutturali comunitari

          1. I  contributi  relativi  al periodo 1994-1999, concessi
       dall'Unione Europea  e  dallo  Stato  per  l'attuazione degli
       obiettivi indicati nell'articolo  1  del Reg. CEE 2052/88 del
       24 giugno 1988, così come modificato dall'articolo 1 del Reg.
       CEE 2081/93 del  20 luglio 1993, vengono iscritti in bilancio
       con decreto dell'Assessore  regionale  per  il  bilancio e le
       finanze,  su   proposta  del  Presidente  della  Regione,  in
       relazione  alla  necessità  di realizzazione degli interventi
       previsti.  Al  relativo cofinanziamento regionale si provvede
       con le disponibilità iscritte al capitolo di spesa 60786.

          2. Con le disponibilità di  cui  al  medesimo  capitolo di
       spesa si provvede a cofinanziare  le azioni e/o interventi di
       cui  alla  lettera  b),  del comma 1, dell'articolo 16, della
       legge  regionale  7  marzo  1997,  n.  6,  nei limiti ed alle
       condizioni previste ai commi 2 e 3 dello stesso articolo.

       Non risultano presentati emendamenti all'articolo 5.
       Lo pongo in votazione. Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo  7.

                                  Art. 7.
             Fondo contrattazione stato giuridico ed economico
                          del personale regionale

          1.  Ai  sensi  dell'articolo  9  della  legge regionale 19
       giugno  1991,  n.  38,  l'ammontare  del fondo destinato alla
       contrattazione   dello   stato  giuridico  ed  economico  del
       personale  dell'Amministrazione  regionale è stabilito per il
       triennio 1999-2001 in lire 181.000 milioni di cui lire 51.000
       milioni per  l'anno 1999, lire 65.000 milioni per l'anno 2000
       e lire 65.000 milioni per l'anno 2001.

          2.  La spesa prevista al  comma  1,  per  l'anno  1999,  è
       iscritta  al  capitolo 21262  ed  è  altresì  destinata  alle
       finalità previste dal  comma  1  dell'articolo 20 della legge
       regionale 24 dicembre 1997, n. 46.

       All'articolo 7 è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  7.1 sostitutivo del comma 1 dell'articolo 7.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI    MARTINO ,   presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione finale l'articolo 7 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa   all'articolo   8.

                                  Art. 8.
                        Integrazione Fondo sanitario

          1.  La  quota   del  Fondo  Sanitario  Nazionale  -  parte
       corrente - a carico della Regione per l'anno finanziario 1999
       è prevista in lire 3.686.556 milioni e si iscrive al capitolo
       41724.

       Non risultano presentati emendamenti all'articolo 8.
       Lo pongo in votazione. Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa   all'articolo   9.

                                  Art. 9.
                 Utilizzo delle somme previste dal comma 14
           dell'articolo 45 della legge 23 dicembre 1998, n. 448

          1.  Ai  sensi  dell'articolo  45, comma 14, della legge 23
       dicembre  1998,  n.  448, le somme relative alle assegnazioni
       sotto  elencate  inerenti  a  leggi  statali  di settore, non
       impegnate  alla  data  del  31 dicembre 1998, sono destinate,
       nell'esercizio 1999:
          a)  quanto  a lire 35.000 milioni per le finalità previste
       dagli  articoli  39, 50  e  75  del  Regio  decreto-legge  30
       dicembre 1923, n. 3267, dagli articoli 19 e 20 della legge 25
       luglio 1952, n. 991, dall'articolo 9 della legge regionale 27
       maggio 1980, n. 47,  dagli  articoli  28  e  40  della  legge
       regionale 5 giugno 1989,  n.  11,  e  dalla legge regionale 6
       aprile 1996, n.  16  (capitolo 16619), mediante l'utilizzo di
       parte delle economie realizzate sulle assegnazioni statali di
       cui alla legge 18 maggio 1989, n.  183 e successive modifiche
       ed integrazioni;
          b)  quanto  a  lire 1.500 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 75 del Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n.
       3267, e dall'articolo 2  del  Regio decreto 13 febbraio 1933,
       n. 215 (capitolo  56854),  mediante l'utilizzo di parte delle
       economie realizzate sulle  assegnazioni  statali  di cui alla
       legge  18 maggio 1989,  n.  183  e  successive  modifiche  ed
       integrazioni;
          c)  quanto  a  lire 6.000 milioni per le finalità previste
       dal  Regio  decreto-legge   30   dicembre   1923,   n.  3267,
       dall'articolo 29 della legge  regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo 12 della  legge  regionale  28  aprile 1997, n.
       14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
       5  (capitolo  56853),  mediante  l'utilizzo  di  parte  delle
       economie realizzate sulle  assegnazioni  statali  di cui alla
       legge  18 maggio 1989,  n.  183  e  successive  modifiche  ed
       integrazioni;
          d)  quanto  a  lire  500  milioni per le finalità previste
       dall'articolo 14  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo  4  della  legge regionale 29 dicembre 1996, n.
       52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
       14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
       5  (capitolo  56855),  mediante  l'utilizzo  di  parte  delle
       economie  realizzate  sulle  assegnazioni statali di cui alla
       legge 18  maggio  1989,  n.  183  e  successive  modifiche ed
       integrazioni;
          e) quanto a lire  20.000  milioni per le finalità previste
       dall'articolo 6 della legge  regionale 16 agosto 1974, n. 36,
       dall'articolo 17 della legge regionale 27 maggio 1980, n. 47,
       dall'articolo 19 della legge regionale 30 maggio 1984, n. 36,
       dagli articoli 27 e  40  della legge regionale 5 giugno 1989,
       n. 11, e dall'articolo  29  della  legge  regionale  6 aprile
       1996, n.  16  (capitolo  56856), mediante l'utilizzo di parte
       delle economie realizzate  sulle  assegnazioni statali di cui
       alla legge 18 maggio  1989,  n. 183 e successive modifiche ed
       integrazioni;
          f)  quanto  a  lire 1.950 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 26  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo  4  della  legge regionale 29 dicembre 1996, n.
       52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
       14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
       (capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
       realizzate  sulle  assegnazioni  statali di cui alla legge 18
       maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed integrazioni;
          g)  quanto  a  lire 2.050 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 26  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo  4  della  legge regionale 29 dicembre 1996, n.
       52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
       14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
       (capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
       realizzate sulle assegnazioni  statali  di  cui alla legge 19
       luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;
          h)  quanto  a  lire 5.000 milioni per le finalità previste
       dall'articolo 29  della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
       dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n. 14,
       e dall'articolo  2  della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
       (capitolo 56858), mediante l'utilizzo di parte delle economie
       realizzate sulle assegnazioni  statali  di  cui alla legge 19
       luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;
          i)  quanto  a  lire 5.100 milioni per le finalità previste
       dal  Regio  decreto  5  ottobre 1933, n.  1577,  dalla  legge
       regionale 16 aprile 1949, n.  10, dalla  legge  regionale  11
       marzo 1950, n. 18, e dall'articolo 14  della  legge regionale
       29   dicembre  1975,  n.   88  (capitolo   56928),   mediante
       l'utilizzo   di   parte  delle  economie   realizzate   sulle
       assegnazioni  statali di cui alla legge 19  luglio  1993,  n.
       236 e successive modifiche ed integrazioni;
          j)  quanto  a  lire 7.398 milioni per le finalità previste
       dalla  legge  regionale  5  novembre 1965, n. 34 e successive
       modifiche   ed   integrazioni   (capitolo   75669),  mediante
       l'utilizzo  di   parte   delle   economie   realizzate  sulle
       assegnazioni statali  relative  all'articolo 9 della legge 16
       maggio 1970, n. 281;
          k)  quanto  a  lire  500  milioni per le finalità previste
       dall'articolo  11 della legge regionale 15 maggio 1987, n. 18
       e successive  modifiche  ed  integrazioni  (capitolo  48633),
       mediante l'utilizzo  di parte delle economie realizzate sulle
       assegnazioni statali  relative all'articolo 13 della legge 11
       marzo 1988, n. 67.
       Non risultano presentati emendamenti all'articolo 9.
       Lo pongo in votazione. Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo  10.

                                  Art. 10.
                             Disposizioni varie

          1.   Per  le  finalità  previste  dalle   leggi   appresso
       indicate, sono stanziate per l'anno 1999 le somme riportate a
       fianco di ciascuna di esse:

       - legge regionale 28 marzo 1996, n. 12  (cap. 10725), lire 150
         milioni;
       - legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, art. 12 (cap. 33720),
         lire 190.000 milioni;
       - legge regionale 4 aprile 1995, n. 26, articolo 3 commi 1 e 6
         (cap. 64999), lire 524 milioni.

       E' stato  presentato  dal  Governo l'emendamento soppressivo
  10.2.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,   presidente   della   Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa  all'articolo   11.

                                  Art. 11.
                             Limiti di impegno

          1.  I  limiti  di  impegno  previsti per l'anno 1998 dalle
       seguenti   leggi   regionali   e   successive   modifiche  ed
       integrazioni  sono differiti all'esercizio 1999 per l'importo
       indicato  a  fianco  di ciascuna legge:
       - legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 32 (cap. 64989),
         lire 10.000 milioni;
       - legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 34 (cap. 64990),
         lire 5.000 milioni.

       Sono stati presentati due emendamenti l'11.1 e l'emendamento
  11.2 dal Governo.
       Li pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,   presidente   della   Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Li pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvato)

       Pongo  in  votazione   finale   l'articolo   11   nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo  12.

                                  Art. 12.
                                Zone interne

          1. Per soddisfare le obbligazioni relative agli interventi
       di  cui  alla  legge  regionale  9  agosto  1988,  n.  26,  e
       successive   modifiche   ed   integrazioni,   concernenti  il
       'progetto  zone   interne:   completamento  reti  fognarie  e
       depuratori' ed il  'progetto  zone  interne:  parchi urbani e
       suburbani' per l'anno  1999  sono  stanziate le somme di lire
       1.620 milioni sul capitolo  85215 e di lire 1.450 milioni sul
       capitolo 86106.

       E' stato  presentato  dal  Governo l'emendamento sostitutivo
  12.1.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,   presidente   della   Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Viene presentato dal  Governo  un  articolo  aggiuntivo,  il
  10.1.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,   presidente   della   Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  pone  in   votazione   l'articolo   3,   non   essendoci
  emendamenti.  Chi è favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Si passa all'articolo 4. Sono stati presentati
  all'articolo 4 l' emendamento 4.1 e 4.2, da parte del Governo.
       Pongo  in  Votazione  l'emendamento  4.1.  Il  parere  della
  Commissione?

     DI   MARTINO ,   Presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  metto  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato).

       Emendamento 4.2. Il parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   Presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  metto  in  votazione:  chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato).

       Pongo  in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato).

       Si  passa  all'articolo 6. Non ci sono emendamento. Lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (è approvato).

       Articolo   13.   All'articolo   13  è  stato  presentato  un
  emendamento  del  Governo,  il  13.1.  Lo  pongo in votazione. Il
  parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   Presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.   Lo   pongo   in   votazione:   chi  è  d'accordo
  all'emendamento resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato).

       Pongo in votazione l'articolo 13 nel testo risultante: chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato).

       Si passa  all'articolo 14. Non ci sono emendamenti. Lo pongo
  in votazione:  chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (è approvato).

       Si passa all'esame dell'articolo 15. Si passa alla votazione
  dell'articolo 15. Avverto  i  colleghi che è necessario concedere
  il  mandato  alla  Presidenza  per  indicare  successivamente  il
  relativo importo  che  sarà  determinato a quadratura effettuata.
  Votando  l'articolo  15  si  vota  anche  questa  delega  per  la
  Presidenza. La pongo  in votazione: chi è d'accordo resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Si  passa  all'articolo  16.  Bilancio  pluriennale. Avverto
  l'Aula che  votando  l'articolo  16 nel suo complesso si da anche
  mandato  alla  Presidenza  di coordinare successivamente le cifre
  conseguenti  alle  variazioni approvate dall'Assemblea in sede di
  esame  del  bilancio  di  previsione  che  si  ripercuotono sugli
  stanziamenti indicati per il triennio.
       L'esame  dell'articolo 16 si sospende per passare allo stato
  di previsione dell'entrata.
       Avanzo  finanziario  presunto,  che trovate a pagina 599. Lo
  pongo in votazione: chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (è approvato)

       Entrate  tributarie,  che  trovate  alle pagine 600, 604. Lo
  pongo in votazione: chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (è approvato)

       Entrate  extratributarie,  pagine  605,  619.  Lo  pongo  in
  votazione; chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Alienazione  dei  beni patrimoniali, dalla pagina 620 a pag.
  626. Lo  pongo  in votazione: chi è d'accordo resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Si passa all'esame dello stato di previsione della spesa.
       Stato di previsione della spesa 01 - Progetto strategico A).
  Lo pongo  in  votazione:  chi  è  d'accordo  resti  seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (è approvato)

       02 -  Progetto  strategico  B). Lo pongo in votazione: chi è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       03 -  Progetto  strategico  C). Lo pongo in votazione: chi è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alza.

                            (è approvato)

       05 -  Progetto  strategico  E). Lo pongo in votazione: chi è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       06 -  Progetto  strategico  F). Lo pongo in votazione: chi è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       07   -   Attività   interventi  non  inseriti  nei  progetti
  strategici. Lo  metto in votazione: chi è d'accordo resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       08 -  Fondi  globali. Lo metto in votazione: chi è d'accordo
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Prima di  porre  in votazione l'articolo 16, già sospeso, si
  passa all'elenco  numero 5 allegato al disegno di legge, relativo
  ai fondi  globali,  il  cui  ammontare  va  precisato,  è  quello
  risultante a  seguito  delle modifiche approvate. Si pone ai voti
  il suddetto articolo 5 e quindi l'articolo 16.
       Pongo  in  votazione  l'elenco  5:  chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'articolo  16: chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Si  passa  all'articolo 17. Lo pongo in votazione precisando
  che i  quadri  riassuntivi  allegati al presente disegno di legge
  sono quelli risultanti dalle modifiche approvate dall'Aula. Pongo
  in  votazione  l'articolo 17 con le precisazioni già esplicitate:
  chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Si  passa all'articolo 18 relativo al quadro sintetico delle
  progressioni di cassa e se ne sospende l'approvazione per passare
  all'esame  del  relativo   allegato.   Si  procede  a  votare  le
  previsioni di entrata per  singoli titoli e nei totali e, quindi,
  le spese di amministrazione in totale.
       E'  stato   presentato   un   emendamento  all'articolo  18,
  onorevoli colleghi, con le  precisazioni che ho esplicitato circa
  la questione dei singoli titoli,  prima  di  dare  il voto finale
  all'articolo 18 é  necessario  votare  l'emendamento 2.71 a firma
  Tricoli e Stancanelli.
       Si passa all'emendamento 2.71 a firma Tricoli e Stancanelli.
  Il parere del Governo?

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  presidente, onorevoli  colleghi, l'emendamento tende a modificare
  la previsione del quadro di cassa. Soltanto che fa riferimento al
  quadro  di  cassa quale  era  quando  é  entrato  in  commissione
  bilancio, mentre il quadro di cassa, come é possibile riscontrare
  dall'apposito schema che é inserito nel bilancio, é nel frattempo
  tutto   radicalmente    modificato.   Per   cui,   per   intanto,
  l'emendamento  non  trova   più   riscontro  nella  realtà  della
  proposta. In ogni caso,  io  vorrei fare presente ai presentatori
  dell'emendamento che il  Governo  aveva  prestato attenzione alla
  questione che era stata  posta  e,  per  intanto,  in commissione
  finanze aveva garantito il  proprio  impegno  ad  evitare che nel
  quadro di cassa venisse  impegnata  una  somma  superiore  a 1700
  miliardi.
       Come è possibile riscontrare, onorevole Aulicino, dal quadro
  di cassa stesso, questa previsione é stata ulteriormente ridotta,
  per  cui, per l'anno 1999  è  previsto  un  impegno,  per  quanto
  riguarda la cassa, non superiore a 1300 miliardi.

     STANCANELLI. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea  ne  prende  atto. Onorevoli colleghi,
  pongo in votazione finale  l'articolo  18, precisando che votando
  l'articolo  18 si votano  anche  le  previsioni  di  entrata  per
  singoli  titoli  e  nei   totali   e,   quindi,   le   spese  per
  amministrazione nei totali. Lo pongo in votazione.
       Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento  della  commissione  2.32.1  che  é
  emendamento all'emendamento 2.32 a  firma  Spagna  ed  altri.  Il
  Governo dovrebbe pronunciarsi  circa  gli  eventuali  effetti che
  provoca il 2.32.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  presidente,  a parte la  questione  della  norma  sostanziale  e,
  quindi, non collocabile a mio avviso, ma questa é una valutazione
  della presidenza, nella legge  di  bilancio,  questa  norma va in
  contrasto  radicale  con   quanto   già   contenuto  nella  legge
  finanziaria che, nel frattempo, ha cominciato ad esplicare i suoi
  effetti, nel senso che  nel  frattempo é iniziato il monitoraggio
  ed addirittura, la revoca  dei  decreti,  come sta avvenendo, per
  esempio, ai lavori pubblici per certi aspetti connessi alla legge
  finanziaria che questa  legge andrebbe radicalmente a modificare.
  Quindi, si tratta di una norma  che  é in contrasto con una norma
  che l'Assemblea ha approvato in questa stessa sessione.

     SPAGNA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  anche  l'emendamento  2.32.1
  decade. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 2.35
  a firma Aulicino.

     AULICINO. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si dà  lettura  dell'articolo 19 che si sospende per passare
  all'esame  del  bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per
  l'anno 1999 "Stato di previsione dell'entrata", capitolo 0001.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione il titolo I "Entrate correnti".
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione il titolo II "Entrate in conto capitale".
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione  il  titolo I "Stato di previsione della
  spesa - Spese correnti".
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione  il  titolo I "Stato di previsione della
  spesa - Spese correnti".
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione il titolo II "Spese in conto capitale".
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 19.

                      Azienda delle foreste demaniali

          1.  E'  approvato il bilancio dell'Azienda  delle  foreste
       demaniali della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999
       e  per  il  triennio  1999-2001, allegato al  bilancio  della
       Regione (appendice n. 1).

       Onorevoli colleghi, pongo  in votazione l'articolo 19 con le
  precisazioni  più   volte  espresse  dal  Presidente  per  quanto
  riguarda la questione delle specificità.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 20.

                                  Annessi

          1.  Ai  sensi  dell'articolo  17 della legge  regionale  8
       luglio  1977,  n.  47,  è  approvato  l'elenco  dei  capitoli
       aggiunti al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda
       delle foreste demaniali per l'anno finanziario  1999 (annesso
       n. 1).
          2. Alla presente legge sono allegati l'elenco dei capitoli
       relativi   alle   spese   pluriennali  di  cui  al  comma  2,
       dell'articolo  2,  della  legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
       (annesso   n.  3), nonchè  l'indice  cronologico  degli  atti
       (annesso n. 2).

       Pongo in votazione, per intanto, l'annesso n. 1.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'annesso n. 2.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'annesso n. 3.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione, nel suo complesso, l'articolo 20.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 21.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale  della  Regione siciliana ed entrerà in  vigore  il
       giorno  stesso  della sua pubblicazione, con effetto  dal   1
       gennaio 1999.
          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Consentitemi prima  di  passa  alla trattazione degli ordini
  del giorno di ringraziare  per  intanto il Collegio di Questura e
  il Consiglio di Presidenza  per la parte che ha riguardato sia il
  rendiconto che il bilancio dell'Assemblea regionale siciliana e a
  tutti voi, al personale innanzitutto, per il lavoro egregio che è
  stato in questi  giorni  che  ha  consentito,  credo  in  maniera
  celere, l'approvazione  del  bilancio di previsione della Regione
  siciliana.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi, si passa quindi all'ordine del giorno n.
  412 "Sospensione dei lavori di costruzione di immobili per civile
  abitazione di impianto ed  acqua  park in provincia di Siracusa a
  firma Bufardeci, Granata, Flères, Cimino ed altri.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

        MORINELLO, assessore per i beni culturali, ambientali e per
  la pubblica istruzione. Come i deputati firmatari dell'ordine del
  giorno  sanno,  è   in   atto   una   disamina   da  parte  della
  Soprintendenza di Siracusa dei progetti che finalmente sono stati
  recapitati  alle  Soprintendenze  per  cui  con  i  provvedimenti
  dell'assessore regionale ai  beni  culturali  si  sono  poste  in
  essere le misure  che  titolavano la Soprintendenza a visionare i
  progetti che fino  alla  apposizione del decreto di vincolo erano
  state sottratte alla visione delle Soprintendenze per cui si è in
  attesa dell'esame delle  Soprintendenze per potere poi valutare i
  provvedimenti che  le  Soprintendenze,  sulle inibizioni poste in
  essere dal decreto,  potranno  compiere.  Per cui, può essere una
  raccomandazione, ma in ogni  caso  non può che essere ribadita la
  legittimità e la  validità  degli atti dei provvedimenti che sono
  stati  appunto  firmati   sulla   base   di  valutazioni  che  la
  Soprintendenza  di Siracusa  ha  fatto.  Tra  l'altro  su  questa
  questione c'è anche,  lo  ricordo  anche all'Aula, una mozione di
  sfiducia individuale che  in  maniera inopinata rispetto anche al
  contenuto del provvedimento  è  stato  fatto  da  alcuni deputati
  svilendo così anche  l'istituto  della mozione di sfiducia, che è
  un atto molto grave  di censura nei confronti di un esponente del
  Governo che invece  avrebbe  dovuto  sottoporsi  all'Aula per ben
  altre ragioni, per ben  altre  motivazioni che per la firma di un
  provvedimento di natura amministrativa che, come dicevo prima, ha
  piena legittimità e piena validità. Non si possono condividere le
  motivazioni e  sicuramente  i  deputati  che  hanno  sottoscritto
  l'ordine del giorno non  si  trovano  d'accordo, ma in ogni caso,
  non c'erano motivi  e ragioni perché  si tramutasse questo ordine
  del  giorno  in   una   mozione   di   sfiducia   nei   confronti
  dell'Assessore che ha  ratificato  una  scelta  motivata da parte
  della Soprintendenza di Siracusa. Per cui io ribadisco la volontà
  del Governo di  approfondire  i  provvedimenti  anche  sulla base
  delle  osservazioni che  perverranno  a  giorni  da  parte  della
  Soprintendenza.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  ricordare,   prima    di   svolgere   molto   brevemente   alcune
  considerazioni sul merito  dell'ordine  del  giorno,  che  già in
  occasione della seduta  che trattò la finanziaria fui pregato dal
  Governo di rinviare l'esame  di  questo  ordine  del  giorno e il
  Presidente e  l'Assessore  ricorderanno  che certamente io quella
  mattina non mi opposi. Da allora è trascorso un mese abbondante e
  da allora non è successo niente di nuovo e di concreto per quanto
  riguarda la sospensione di questo provvedimento che noi riteniamo
  essere assolutamente  abnorme  ed  illegittimo  perché  da quando
  l'Assessore Morinello è venuto a Siracusa, affermando di venire a
  fare  un  sopralluogo che  poi  di  fatto  non  ha  svolto,  sono
  trascorse altre due  settimane  nel  corso  delle  quali  abbiamo
  invitato  le   ditte   interessate,   entrambe   titolari   delle
  concessioni integralmente  legittime,  a  produrre,  non solo gli
  atti concessori, ma anche  le  planimetrie  e  i progetti. Da due
  settimane sono state  consegnate  ma  ancora non abbiamo avuto il
  bene  di sapere se  la  Soprintendenza  è  favorevole  o  meno  a
  revocare il provvedimento  e a chiedere quindi la sospensione del
  provvedimento che  è  stato emanato dall'Assessore; provvedimento
  che certamente  viene  impugnato  anche  in  via  giurisdizionale
  davanti al TAR.  Per  cui,  siccome  non  abbiamo  avuto  un atto
  conseguenziale di grande  attenzione  da  parte  del Governo e da
  parte dell'Assessore, io  mi  trovo  costretto  a  insistere  e a
  esprimere all'Aula una considerazione nel merito.
       Viviamo   di   due   provvedimenti   concessori   legittimi,
  rilasciati dalle autorità amministrative competenti: il Comune di
  Siracusa e il Comune di Melilli. Trascuro di dire che entrambe le
  amministrazioni sono  di  segno  politico  omologo  a  quello del
  Governo e approfondire su questo tema per dire che le concessioni
  che  sono state rilasciate, ribadisco legittimamente, sono l'atto
  presupposto per il  quale una società inizia i lavori da oltre 19
  mesi e  alla fase finale dell'ultimazione dei lavori mancava poco
  meno di un  mese,  era  già  pronta  la  data di inaugurazione di
  questa Acqua  Park,  che peraltro capite bene era anche un volano
  per l'economia, per l'occupazione, era anche una zona di recupero
  che veniva interessata perché  siamo  in  piena  zona industriale
  che riguarda proprio alcuni  insediamenti tipo l'ISAP per capirci
  e in quel contesto e in quella zona  mi  si  viene a dire che una
  struttura  sportiva,  ricreativa,   come   poteva  essere  quella
  dell'Acquapark,  poteva  non   so   quale   impatto  creare.  Per
  diciannove mesi legittimamente  questa  società  esegue  i lavori
  pienamente,   improvvisamente    l'assessore    -   e   riferisco
  testualmente sue dichiarazioni  mai  contraddette  sulla stampa -
  sulla base di fotografie esamina  questi  luoghi, si convince che
  questo crea un grande impatto e provvede alla sospensione.
       Ribadisco:  provvedimento  concessorio  legittimo rilasciato
  dalle  autorità  competenti.  Stessa  cosa  per  quanto  riguarda
  l'immobile   a  Siracusa,  contrada  Santa  Panagia,  zona  della
  Tonnara,  in cui delle cooperative edilizie dei finanzieri, tutti
  dipendenti  del  Ministero  delle Finanze, tutti dipendenti delle
  Forze   Armate,  non  stiamo  parlando  nè  di  costruttori  alla
  Caltagirone,  con  tutto  il  rispetto  eventuali  per  i signori
  Caltagirone, nè di Palazzinari, assolutamente, ma di soggetti che
  legittimamente, anche in questo caso, sulla base di provvedimenti
  concessori,  legittimamente  rilasciati  hanno  per  mesi  e mesi
  eseguito i lavori e che improvvisamente il sogno di avere la casa
  definita,   provvedimenti   anch'essi  di  programmi  costruttivi
  legittimamente emanati, si trovano un provvedimento improvviso di
  sospensione.
       Da  allora  abbiamo sollecitato l'assessore, l'assessore gli
  do atto che è  venuto,  ma  da  allora  non  è successo niente, i
  lavori sono bloccati, c'è un danno evidente e alle costruzioni di
  civile abitazione  per  il  danno  economico di chi finanziandosi
  provvede a farsi una  casa  e  di  chi  investendo i propri fondi
  cerca di fare  una attività commerciale. Quindi io sono costretto
  ad insistere perché,  dopo  il comportamento tenuto e all'atto di
  emanarlo e  nel  non  sospenderlo,  devo  necessariamente portare
  avanti questa mia  tesi perché non credo di potere dare ulteriore
  fiducia dopo averla già data, non più tardi di un mese fa.

     MORINELLO, assessore per  i beni culturali ed ambientali e per
   la  pubblica istruzione.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  anche  qui   devo  ribadire  che  l'assessore  non  può  revocare
  provvedimenti che  sono  perfettamente  legittimi  e che non sono
  stati assunti nè  in  via  arbitraria nè in via discrezionale, ma
  sulla  base   di   una   valutazione  di  un  ufficio  periferico
  dell'assessorato regionale  beni culturali che ha inteso tutelare
  uno  dei   paesaggi   più  suggestivi  da  una  edificazione  che
  comprometteva  e  cementificava  uno,  appunto,  dei  luoghi  che
  vengono  reputati,   e   non   solo   dalla   Sovrintendenza,  da
  salvaguardare, anche  sulla  scorta di una anomala autorizzazione
  su cui ci  sono  in  corso  indagini  della Magistratura sul modo
  anche come  l'assessorato  regionale  al territorio e ambiente ha
  autorizzato, in deroga  -  sarà  grave  per  voi  ma lo accerterà
  l'autorità giudiziaria -  ma  io  non  volevo  scendere su questo
  terreno, perchè qui,  nell'ordine  del  giorno e nella mozione di
  sfiducia  si  dicono  cose  false.  Intanto  il  provvedimento  è
  legittimo, il provvedimento  è di ratifica di una valutazione che
  la Sovrintendenza che  per  legge  deve  tutelare l'ambiente e il
  paesaggio  da   una  cementificazione  selvaggia  che  ha  voluto
  sottrarre alla  Sovrintedenza  la  possibilità  di  verificare  i
  progetti, la fattibilità, di verificare la possibilità di apporre
  il nulla-osta sui  progetti.  Ebbene, il clou è stato impedito di
  apporre, di  verificare, tramite il silenzio-assenso e solo sulla
  base di  una  autorizzazione  del  Gabinetto  dell'assessorato al
  territorio e ambiente,  che  oggi  ha  disposto una ispezione sul
  modo con cui,  appunto,  si  sono esautorati gli uffici che erano
  preposti alla vigilanza, che  erano preposti ai controlli. Allora
  nulla osta agli interessi lesi  e  danneggiati  di adire alle vie
  giudiziarie,  di  ricorrere   alla   magistratura,   però  non  è
  possibile, onorevoli Colleghi, che su una questione così delicata
  che investe la tutela di principi costituzionalmente ineccepibili
  si possa innescare una valutazione  distorta  di atti che in ogni
  caso l'Assessore regionale ai  beni culturali per tutelare questi
  principi ha inteso operare.  Per  cui  i  provvedimenti  anche di
  revoca.
       Onorevole Bufardeci vorrei  che  lei  mi  ascoltasse  e  non
  insistesse  nella  sua.  Però  anche  per  verità  e  per  onestà
  intellettuale  io  credo   che  una  valutazione  di  merito  che
  certamente è diversa tra  di  noi  non  può  essere  inficiata da
  strumentalismi oppure  da  artificiose  ricostruzioni  di  fatti.
  L'Assessore non è tenuto  a  visionare  i  luoghi.  Non  è tenuto
  assolutamente a  verificare  l'operato  della  soprintendenza. La
  soprintendenza per altro  lei  sa  benissimo  che  quando mi sono
  recato a Siracusa è  stata  sollecitata  a fare in fretta, a dare
  una valutazione positiva  o  negativa  sui progetti, progetti che
  però sono pervenuti  purtroppo  dopo  15  mesi  dall'apertura dei
  cantieri di lavoro. Per  cui  ritengo  che su questa questione di
  cui sono costretto  a  intervenire  anche sulla scorta del fatto,
  onorevole Bufardeci, che  dopo  la  richiesta  di ritiro da parte
  dell'ordine   del    giorno   di   sospendere   c'è   stata   poi
  quell'iniziativa che  ha  portato  l'onorevole  Granata  a  farsi
  promotore di quella  raccolta  di  firme  che chiedeva appunto la
  mozione  di sfiducia  su  questo  problema  che  invece  andrebbe
  trattato  in  modo  più  congruo  e  più  approfondito.  Per  cui
  ribadisco che su  questa questione non guerre di religione vadano
  fatte,  ma un'esatta  e  puntuale  ricostruzione  dei  fatti  che
  possiamo fare in tutte le  sedi.  Ora io ritengo che questa è una
  vicenda molto  particolare,  molto delicata che assolutamente non
  merita una trattazione  così,  mi  si  consenta,  così  animata e
  animosa che assolutamente è  fuori  luogo.  Per  cui  se  ci sono
  palesi, come  lei dice, inosservanze o anomalie nell'applicazione
  della  legge   c'è   la   magistratura   amministrativa  che  può
  acclararla.  Ma  in ogni  caso  qui  si  tratta  di  ribadire  un
  principio che è quella  della tutela del paesaggio di impedire la
  devastazione delle coste  su  cui  l'Assessore  regionale ai beni
  culturali pienamente si assume la responsabilità.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi pongo in votazione l'ordine del
  giorno numero 412.

     BUFARDECI. Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  norme  del
  regolamento si procede alla votazione a scrutinio segreto.

    VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 412

     PRESIDENTE. Chiarisco  il  significato  del  voto: chi vota sì
  preme il pulsante  verde;  chi  vota  no preme il pulsante rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.
       Proclamo l'esito della votazione:

        Presenti e votanti         61
        Maggioranza                31
        Favorevoli                 34
        Contrari                   24
        Astenuti                    3

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si  passa all'ordine del giorno n. 432: "Interventi a favore
  dell'ISEF di Palermo".
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   Presidente   della   Regione.  Lo  accetto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Viene accettato come raccomandazione. L'onorevole
  Barone è d'accordo.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'ordine  del giorno n. 433: "Iniziative per la
  Commissione  regionale  per il commercio", a firma dell'onorevole
  Fleres ed altri.
       Il parere del Governo?

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  a prescindere da ogni possibile considerazione che potrebbe farsi
  su quanto  nello  stesso  ordine  del giorno indicato, e cioè che
  l'ultima Commissione regionale si è riunita l'11 novembre, quando
  il Governo era ormai in crisi.
       Gli atti  di  cui si occupa la Commissione non possono certo
  definirsi  di  ordinaria  amministrazione.  Tra l'altro alcuni di
  questi atti, fatti proprio l'11 novembre, sono stati osservati.
       A  prescindere da ogni altra possibile considerazione che si
  potrebbe  fare  sugli  effetti  positivi  occupazionali derivanti
  dall'apertura  di grandi superfici commerciali in Sicilia, quando
  il  tema  è assolutamente controverso perché c'è chi sostiene che
  proprio l'effetto occupazionale dell'apertura di grandi superfici
  positivo potrebbe non essere.
       Mi  pare  evidente  che  la  ragione  che  ha portato finora
  l'Assessore  a  non  convocare la Commissione non è assolutamente
  oscura.
       Giace  all'esame  del  Parlamento  il  disegno  di  legge di
  riforma del commercio, che modifica radicalmente il meccanismo di
  autorizzazione  del  rilascio delle grandi superfici commerciali.
       Siamo  in  una  fase  di  transizione che durerà ormai poche
  settimane.
       Mi pare opportuno che vengano esaminate le pratiche che sono
  giacenti presso l'Assessorato, quelle istruite e moltissime altre
  ancora non istruite, non appena il Parlamento si doterà del nuovo
  strumento  legislativo  e,  quindi,  delle nuove procedure per il
  rilascio  delle  grandi  superfici  che  come  voi  sapete,  dopo
  l'emanazione  del  decreto  legislativo 114 ha subito un radicale
  mutamento nelle procedure, nelle competenze che ha l'Assessorato,
  modificando  e  spostando  perfino  le competenze dalle Provincie
  regionali  ai  Comuni. Oggi, onorevoli colleghi, l'autorizzazione
  per  le  grandi superfici commerciali spetta alle Provincie , con
  il  nuovo  disegno  di legge, conformemente a quanto previsto dal
  decreto  legislativo  n.  114  spetterebbe  ai Comuni.  In questa
  fase   di  transizione  proprio  perché  cambia  radicalmente  il
  meccanismo,  non mi pare opportuno che la Commissione si riunisca
  per  esaminare  con le vecchie procedure e con vecchie competenze
  pratiche   che  sono  giacenti.  Tra  l'altro  alcune  di  queste
  pratiche  hanno bisogno di una particolare attenzione trattandosi
  di     pratiche    che    vengono    presentate    all'attenzione
  dell'Assessorato  in  sanatoria  e  trattandosi  di superfici che
  hanno  un impatto sul piano sociale, essendo orma in funzione, di
  particolare  rilievo.  Inviterei pertanto i firmatari dell'ordine
  del giorno a ritirare l'ordine del giorno con l'assicurazione che
  il  Governo può dare ovviamente, che non appena sarà approvato il
  disegno  di  legge  che introduce le nuove norme queste pratiche,
  così  come  tutte  le  altre,  saranno esaminate.  Se non dovesse
  essere  accettato l'invito è evidente che il parere del Governo è
  contrario.

     BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, siccome non
  c'era nessuna voglia di entrare in discussione ed in polemica con
  questo ordine del giorno e questo mi dispiace che l'Assessore, mi
  scusi ma l'ha posto sotto  questo  tema.  Penso  che  invece  sia
  legittima  un'aspirazione di chiunque attende una riunione di una
  Commissione che dopo qualche mese, non subito, ma certamente dopo
  qualche  mese,  un Assessore convochi questa Commissione. Ritengo
  quasi ai  limiti di un abuso non convocare la Commissione. Se poi
  in  Commissione ci sono degli atti che Assessori precedenti hanno
  fatto  delle  manchevolezze  c'è tutto il tempo anche per entrare
  nel merito...

     BATTAGLIA,  assessore  per   la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Non  sono  gli Assessori precedenti ma
  sono  i  Presidenti delle  provincie.  C'è  un  Presidente  della
  provincia in particolare.

     BENINATI. ...ma certamente non affrontando il problema è molto
  peggio. Allora credo che  l'ordine  del  giorno  è molto sensato,
  perché se dopo uno, due,  tre  mesi non si convoca la Commissione
  regionale del commercio credo che  sia anche legittimo che un ...
  appunto si renda conto, ma  siccome sono quasi passati sei mesi e
  siccome ricordo in un periodo  appena  entrato, già dopo un mese,
  un mese e mezzo fui incalzato  in queste vicende, non solo per il
  commercio, per l'artigianato, per la pesca, quando dopo un mese e
  mezzo  non  si convocavano queste Commissioni c'era un subbuglio,
  allora  non  capisco come mai non si convochi questa Commissione.
  E' legittimo  dire  che è giusto aspettare un disegno di legge ma
  credo  sia  altrettanto  legittimo da parte di coloro che dopo un
  anno  di istruttoria e di pratiche sono finalmente forse arrivati
  ad  avere  la possibilità di portare in Commissione un nulla osta
  credo  che  sia altrettanto legittimo  da parte dell'Assessore di
  convocare  questa  Commissione, perché  mi scusi non facendolo si
  può anche interpretare anche un abuso nel proprio ufficio. Quindi
  personalmente  se effettivamente ci sono delle cose che non vanno
  la commissione le valuterà. Credo che serva proprio per questo la
  Commissione.  Se  non ci sono pratiche allora lei giustamente non
  la convoca,  ma  se  le  pratiche  sono  pronte  è  giusto che la
  Commissione  faccia  il  suo  ruolo.  E  mi  scusi  non comprendo
  totalmente  che  lei aspetti il disegno di legge per convocare la
  Commissione,  anche  perché  il  disegno  di  legge,  con i tempi
  dell'Aula,  se tutto va bene, si potrà approvare a luglio, lei mi
  spieghi  come otto mesi non convochi la Commissione. Credo sia un
  pochino esagerato. L'invito non è nient'altro che la convocazione
  di una Commissione che deve svolgere il suo operato.
       E'  proprio  fatta per questo, pertanto, se poi sul problema
  di Catania  a  cui  lei  si riferisce, è bene che ci parliamo con
  molta chiarezza, non c'è niente di molto eclatante, è stata fatta
  dal  sottoscritto  una conferenza di servizio perché  era da anni
  che si discuteva di questo problema, i funzionari della provincia
  e   dell'assessorato  si  litigavano  l'uno  contro  l'altro,  il
  sottoscritto li ha convocati, li ha fatto incontrare e ha cercato
  di risolvere i problemi ma non di complicarli.
       Quindi la invito a convocare la commissione perché penso che
  sia un atto dovuto; e  di  non  attendere che si approvi la nuova
  legge che non c'entra assolutamente nulla.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 433.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  434  "Interventi nel
  settore della revisione degli autoveicoli" a firma Fleres, Croce,
  D'Aquino, Beninati.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Viene  accolto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. I firmatari sono d'accordo?

     BENINATI. Sono d'accordo.

     PRESIDENTE. Resta così stabilito.
       Si passa all'ordine  del  giorno n. 435. "Interventi urgenti
  al fine di  salvaguardare  i  lavoratori  dell'Italtel al seguito
  della decisione di dividere l'azienda". A firma Forgione, Liotta,
  Vella.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Favorevole


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n.  434.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  436  a  firma  degli
  onorevoli  Oddo,   Speziale   ed  altri.  "Recupero  e  riassetto
  urbanistico della fascia costiera".

     CAPODICASA, Presidente  della Regione.  Per questo emendamento
  i termini  sono  scaduti,  ma raccogliamo l'indicazione contenuta
  nell'ordine del giorno  che  tramutiamo  in  una sollecitazione a
  portare avanti il disegno di legge.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  stiamo  per
  votare  un  ordine   del  giorno  che  il  Governo  accetta  come
  raccomandazione per la  risoluzione di un problema che quest'Aula
  ha affrontato più volte.  A  me  non  sembra  un modo corretto di
  procedere,  perché  mi   lascia   l'amaro  in  bocca  sapere  che
  probabilmente a questo  ordine del giorno seguirà una discussione
  che non porterà  a  nessun  risultato  positivo. In questo senso,
  vorrei che il Governo  si  impegnasse a portare in Aula, entro un
  brevissimo termine, il  disegno  di  legge per la sanatoria della
  fascia costiera per fare, una volta per tutte, chiarezza.
       Il   vero   problema   è  che  su  questa  materia  tutti  i
  parlamentari,  o  la  maggior  parte  dei  parlamentari di questa
  Assemblea,  hanno  proposto  dei disegni di legge.  Noi diciamo a
  tutti che vogliamo risolvere questo problema.  E' da tre anni che
  sono  qua  e da cinque-sei anni che mi occupo di questo problema,
  prima da  legale  e  ora da deputato, e non si riesce a cavare un
  ragno  dal  buco.  Non è possibile continuare su una politica che
  non fa chiarezza.
       Siccome io sono  per dire che dobbiamo affrontare la materia
  cercando di dare delle  risposte  concrete  e  la mia posizione è
  quella di sanare le case  entro  la  fascia  dei  150 metri o, se
  riesco a capire qual è la posizione del Governo così come Governi
  precedenti si erano impegnati  a  fare  e  poi  non  hanno fatto,
  oppure vorrei ritornare  sul  punto con una dichiarazione di voto
  per capire la vera risposta che vogliamo dare.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Turano  in  altra  occasione  tornerà
  sull'argomento.

     CAPODICASA, presidente  della  Regione.  Vorrei evitare che si
  aprisse una discussione  di  merito  su una questione che abbiamo
  affrontato tante volte su  un ordine del giorno che in realtà non
  richiama il tema perchè l'ordine del giorno impegna il Governo, o
  vorrebbe impegnare il Governo  -  cosa  che però stando i tempi e
  regolamenti parlamentari, non  può  fare,  a  chiedere una corsia
  preferenziale  per i  disegni  di  legge  che  affrontano  questa
  materia. Quindi è solo un sollecito di carattere procedurale.
       Ho detto poc'anzi  che  ormai  siamo  fuori  tempo perchè il
  Governo possa  chiedere  eventualmente  una  procedura  d'urgenza
  tanto più... lo  diremo  poi  con apposito disegno di legge, come
  abbiamo  del  resto  detto  nel  corso  della  legge  finanziaria
  discutendo  e  rispondendo  ai  quesiti  che  poneva  l'onorevole
  Bartolo Pellegrino,  quindi  interverremo con apposito disegno di
  legge. L'ordine del  giorno  però  non chiede di sapere qual è la
  posizione del Governo  tanto  meno  esprime  un  punto  di vista;
  chiede solo al  Governo  di  impegnarsi  a  chiedere la procedura
  d'urgenza per il disegno di legge.
       I disegni di  legge  che  trattano  questa  materia sono già
  stati comunicati all'Aula  e  quindi nessuno del Governo nè altri
  parlamentari possono  chiedere la procedura d'urgenza perchè essa
  viene chiesta e votata all'atto della comunicazione all'Aula.  Ho
  detto, quindi, rispondendo ai firmatari che l'ordine del giorno a
  mio avviso andrebbe  ritirato. Il Governo ne comprende lo spirito
  che è quello di  accelerare  i  tempi perchè l'Aula se ne occupi,
  recepiamo questo sollecito, ma nulla di più.

     ZANNA.  Lo ritiriamo.

     PRESIDENTE.  E' ritirato?

     FORGIONE.   Chiedo  di  parlare.  Se  l'ordine  del  giorno  è
  ritirato prendo atto  che,  dopo  aver  evocato  gli istinti alla
  sanatoria e che essendo questo  il turno del PDS e prima il turno
  del Polo, su questo punto io non intervengo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende  atto  del ritiro dell'ordine
  del giorno.

               PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 437.

     N. 437 - Istituzione   di    una    commissione    d'indagine   sul
             funzionamento e sulla gestione dell'ufficio di collocamento
             di Palermo.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE l'Ufficio di collocamento di Palermo sta attraversando
                 un grave momento di  crisi;  da  diversi  anni  vengono
                 denunciate gestioni poco  chiare  ma nonostante tutto i
                 dirigenti dell'Ufficio sono  rimasti sempre gli stessi;
                 ancora  non   è   stata   avviata   l'informatizzazione
                 dell'ufficio  costringendo  gli impiegati alla gestione
                 cartacea delle  migliaia  di  disoccupati iscritti alle
                 liste di collocamento;

     VISTO le denunce e gli esposti che  sono stati presentati da coloro
                 i quali hanno  tentato  di  avviare la riorganizzazione
                 dell'ufficio;  le  minacce   e   le  intimidazioni  nei
                 confronti   del   sindacalista   della   CGIL   Michele
                 Palazzotto che da  qualche  mese  stava  lavorando  nel
                 tentativo  di  avviare   una   nuova  organizzazione  e
                 gestione dell'ufficio;

     CONSIDERATO che  il problema  della  disoccupazione  in  città  può
                 essere  affrontato  con  il  supporto  dell'ufficio  di
                 collocamento, gestito in maniera chiara e trasparente;

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     a istituire una commissione  d'indagine  sul  funzionamento e sulla
     gestione dell'ufficio di collocamento di Palermo;

                                          ZANNA

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'ordine  del  giorni:  chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Ordine  del  giorno  438,  a  firma  degli onorevoli Zanna e
  Forgione. Ne dò lettura:

              Rispetto,    da   parte   della   Finmeccanica   e   della
             Breda-Ansaldo,  degli impegni assunti negli accordi firmati
             nel 1991 e nel 1996 relativamente alla Imesa di Carini.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che la Breda-Ansaldo ha nel 1991 rilevato, a seguito di un
             accordo, il 49 per cento dell'IMESI S.p.A. di Carini (PA) a
             "prezzo  politico"  dall'Espi,  "scaricando"  tramite legge
             regionale  n.  23/91  circa  400  dei  500 lavoratori della
             Resais,  impegnandosi  - superata la crisi congiunturale- a
             realizzare   all'IMESI   un  processo  di  diversificazione
             produttiva, rilanciando lo stabilimento e portando il nuovo
             organico a 350 unità;

     PREMESSO che  nel  1996  finito  il  commissariamento dell'Efim, fu
             siglato  un  nuovo  accordo  che  respinse  il tentativo di
             ridimensionamento  dello stabilimento di Carini, confermava
             l'accordo   del  1991  e  ridisegnava  una  nuova  missione
             strategica    dell'IMESI,    con   investimenti   adeguati,
             specializzandola  nel settore della componentistica ad alto
             valore aggiunto;

     CONSIDERATO che l'organico dell'IMESI è fermo dal 1992 a 180 unità;

     RILEVATO che  nell'accordo  del  1991  è stata prevista la chiusura
             dell'IMEA, azienda costruttrice di autobus, detenuta al 100
             per  cento  dall'ESPI con il trasferimento di quasi tutti i
             suoi lavoratori alla Resais;

     TENUTO CONTO  che recentemente la Breda ha deciso la chiusura della
             COMETRA di  Messina,  con  la perdita di altri 180 posti di
             lavoro in Sicilia;

     RILEVATO che il  14  aprile scorso si è arrivati alla rottura della
             trattativa  tra  la  Breda-Ansaldo  e  i rappresentanti dei
             lavoratori  sulla  decisione  unilaterale  dell'azienda  di
             aprire  le procedure di cassa integrazione speciale per 550
             lavoratori  del  gruppo,  di cui 13 a Carini, e ipotizzando
             inoltre   un   disimpegno  del  gruppo  sullo  stabilimento
             dell'IMESI  di  Carini,  seguendo  un ipotetico progetto di
             scorporo e messa in vendita;

     CONSIDERATO  che  la  Regione Siciliana ha un interesse legittimo e
             diretto  sullo stabilimento IMESI di Carini, visto che ne è
             stata comproprietaria  fino  al 1991 e da allora si è fatta
             carico   di   mantenere   buona   parte   delle  maestranze
             impiegatizie di allora,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     a presenziare al tavolo delle trattative tra le parti convocato dal
             Ministro   Bersani  e  battersi  per  far  rispettare  alla
             Finmeccanica  e  alla  direzione  della  Breda-Ansaldo  gli
             impegni assunti negli accordi firmati nel 1991 e nel 1996.

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA.  Presidente della Regione.  Onorevole  Presidente,
  vorrei  comunicare ai firmatari dell'ordine del  giorno  che  già
  ieri mattina alle otto e trenta nel Ministero dell'industria si è
  svolto  l'incontro  con  l'Ansaldo-Breda, e il  Governo  è  stato
  presente  con  il  presidente  della  Regione  e  un  funzionario
  dell'Assessorato  all'industria. Quindi credo  che  l'ordine  del
  giorno sia superato.

     FORGIONE. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Ordine  del  giorno  439, degli  onorevoli  Zanna,  Villari,
  Monaco e Oddo. Ne dò lettura:

            - Finanziamento   e   avvio  di  nuovi  progetti  di  lavori
             socialmente utili.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che  la circolare del 25 marzo 1997, n. 255 dell'Assessore
             regionale  al  lavoro  disciplina  la  presentazione  e  le
             modalità per i progetti di lavori socialmente utili rivolti
             ai  lavoratori  di  cui  all'art.  25, comma 5, lettera a),
             della  legge  23  luglio 1991, n. 223, disoccupati di lunga
             durata,   che   non   abbiano   fruito  di  trattamenti  di
             integrazione  salariale  o di mobilità - art. 1 del Decreto
             legge   1   ottobre   1996,   n.   510,   convertito,   con
             modificazioni,  nella  legge  28  novembre  1996,  n.  608,
             circolare in seguito modificata e integrata dopo che l'Aula
             ha approvato il 13 maggio 1997 una mozione in proposito;

     TENUTO CONTO  che  la  circolare  n. 255/97 prevedeva che le "somme
             destinate  al  finanziamento dei progetti in parola saranno
             ripartite in due tranches";

     RILEVATO che invece tutte le risorse sono state utilizzate nel 1997
             per finanziare i progetti presentati nella prima tranche;

     RILEVATO che  il  30  novembre  1997  sono  scaduti  i  termini per
             presentare  i  progetti per la seconda tranche e si ritiene
             che  siano stati presentati progetti che coinvolgono alcune
             migliaia  di  disoccupati di lunga durata che si sono quasi
             totalmente organizzati in cooperative, presentando progetti
             validi  che  per  lo  più  hanno  già passato l'esame ed il
             controllo degli uffici competenti;

     CONSIDERATO  che  finanziare  e  quindi  fare arrivare per un breve
             periodo  esperienze  di  lavoro  e  di  imprese come quelle
             presenti  nei  progetti presentati per i lavori socialmente
             utili,  significa cercare di puntare nel tempo ad avere una
             occupazione stabile e duratura per migliaia di siciliani;

     TENUTO CONTO che da allora le migliaia e migliaia di disoccupati di
             lunga durata aspettano notizie sul loro futuro, se e quando
             dovranno  iniziare  l'attività con i progetti presentati di
             lavori  socialmente  utili  e  quindi  di fare per la prima
             volta una esperienza lavorativa,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE
                     E PER ESSO L'ASSESSORE AL LAVORO

     a finanziare e avviare le nuove progettualità di lavori socialmente
             utili  di cui all'art. 70, comma 2, della legge regionale 7
             marzo  1997,  n.  6, in particolare riferimento ai progetti
             presentati a seguito della circolare n. 255/97.

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Onorevole Presidente, su
  questo punti mi sembra che il governo più volte  ha dichiarato la
  volontà,  reperendo  i  soldi,  perchè   manca   attualmente   la
  disponibilità finanziaria, di procedere  al  finanziamento  della
  seconda tranche dei lavori socialmente utili, però  fino  ad oggi
  non  è  stato  possibile  reperire  per  attuare  questa  seconda
  tranche.
       Vorrei  dire  nel  contempo,  visto  che   nel  corso  della
  discussione  generale  l'onorevole  Cintola  aveva  sollevato  il
  problema del precariato, che mi pare sia attinente, che  vi  è in
  fase di gestazione, di preparazione da parte dell'Assessorato, un
  disegno  di  legge  che prevede una  fuoriuscita  dal  precariato
  attraverso  una  serie  di sbocchi che verranno  previsti  in  un
  apposito disegno di legge, sia dei giovani  dell'articolo 23 come
  anche  dell'altro precariato ivi compresi  i  lavori  socialmente
  utili.   Quindi  andiamo,  con  una  certa   gradualità,   a  una
  fuoriuscita dal precariato nella nostra Regione.

     ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Onorevole  Presidente,  io  non  vorrei   che  qui  si
  innescasse  un  equivoco tra chi per anni ha  seguito  una  certa
  politica assistenziale e adesso magari si fa  baluardo della fine
  di questa politica, e chi invece magari fino all'ultimo, compreso
  la circolare di cui stiamo discutendo in quest'ordine del giorno,
  ha espresso tutte le sue perplessità, e invece adesso presenta un
  ordine del giorno per continuare su una certa impostazione che ha
  contrastato in precedenza.
       Io credo che sia arrivato il momento, dopo quasi due anni di
  decidere, così  come ha fatto quest'Aula, in un'altra maniera, in
  una  maniera  positiva,  attivando  i  lavori  socialmente utili,
  approvando con l'Assessore Briguglio la circolare 255, discutendo
  per un  giorno  intero  su  una mozione presentata dall'onorevole
  Piro, di modifica  della  circolare  255, e la decisione presa da
  quest'Aula, di andare  a due tranche, con la divisione a metà del
  finanziamento previsto,  cosa  che  poi  non  è stata rispettata,
  perchè  invece  la  prima  tranche  è  stata  attivata,  è  stata
  finanziata per più  della  metà dei soldi che erano stanziati; la
  parte rimanente è  stata  poi  utilizzata - se non ricordo male -
  per l'articolo  23,  e la seconda tranche, dopo numerose proroghe
  per la presentazione  dei progetti - proroghe che si sono fermate
  al novembre del 1997 - non è stata mai attivata.
       Questo  Parlamento  ha  alimentato  speranze  e  illusioni a
  migliaia e  migliaia  di giovani disoccupati di lunga durata, che
  in quasi  tutti  i  casi  si  sono  organizzati costituendo delle
  cooperative e  presentando dei progetti che sono stati vagliati e
  per la  quasi  totalità  pure  approvati  dagli uffici competenti
  dell'Assessorato.
       Ora dopo due  anni credo ceh sia arrivato il momento di dire
  una  parola, anche  una  parola  fine  a  questa  vicenda  e  non
  continuare, perchè  per  quanto  mi riguarda la dichiarazione del
  Presidente  della  Regione,  invece, alimenta questa aspettativa,
  ancora speranze e illusioni.
       Tenere  in  piedi  una  cooperativa  senza fare nulla, costa
  soldi  a  disoccupati  di  lunga durata, tra l'altro, sarebbe più
  onesto  intellettualmente  dire a queste migliaia di disoccupati:
  "ci  dispiace,  l'Assemblea  si  é sbagliata e non ci sono più le
  condizioni  economiche.  Abbiamo  scherzato.  Andatevene  a casa,
  cercate  un'altra soluzione nelle pieghe e nelle altre misure che
  il Parlamento nazionale e il Parlamento regionale hanno attivato.
       Io  credo  che  sia  arrivato  il momento di fare questo. Se
  invece, ci sono, realmente e non dicendo: "poi vediamo..." perché
  lo potevamo fare anche nel bilancio. E' chiaro che in parte é una
  provocazione  quest'ordine  del  giorno  che impegna il Governo a
  finanziare  e  ad  avviare,  lo  potevamo  fare  col bilancio che
  abbiamo  quasi  approvato,  manca  solo il voto finale. Spettava,
  anche,  a questo Governo porsi questo problema. Non se l'é voluto
  porre  ed allora, credo, che sia più onesto bocciare quest'ordine
  del giorno o prendere atto che non ci sono più le condizioni e si
  dice  a  questi  giovani: "sciogliete le cooperative. Risparmiate
  questi soldi di mantenimento e cercate un'altra strada".
       Credo  che  sia  più  onesto,  se  invece, ci deve essere un
  impegno,  ci  sia  un  impegno  chiaro  e  netto  e non "possiamo
  vedere".
       Se non ci sono le condizioni lo si dica.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   presidente della Regione.   Signor   presidente,
  onorevoli  colleghi,  io  credo che debba  essere  chiaro,  anche
  all'onorevole Zanna, il significato dell'intervento  che ho fatto
  poc'anzi a chiarimento della posizione del Governo.
       Il  Governo sarebbe favorevole all'ordine  del  giorno,  nel
  senso che noi siamo perché vengano finanziati  ed  avviati,  come
  dice  l'ordine  del  giorno, le nuove  progettualità  dei  lavori
  socialmente utili.
       Quindi, noi potremmo anche dichiarare parere favorevole e il
  discorso é chiuso. Il problema é che un  ordine  del  giorno  che
  impegna il Governo a finanziare e ad avviare, se  non  ci sono le
  risorse corrispondenti, rimane, esattamente così  come il Governo
  sta  facendo un impegno che l'Aula prende e  che  trasferisce  al
  Governo che é già impegnato in questo senso a trovare, ad avviare
  e a finanziare qualora, però, si trovino nel  bilancio le risorse
  corrispondenti.
       Se  si  vuole  dire,  da parte dell'onorevole  Zanna  e  dai
  colleghi che hanno sottoscritto l'ordine del  giorno,  siccome  i
  soldi non ci sono, quindi, dichiariamo subito  che  questi lavori
  socialmente utili non partono più e allora, l'Aula  voti un altro
  ordine   del  giorno  che  dica,  con   più   chiarezza,   questo
  intendimento,  il  Governo  prenderà  atto che  c'é  una  volontà
  dell'Aula che dica, non finanziamole più visto che i soldi non ci
  sono.
       Ma  se  l'Assemblea  impegna il Governo a  finanziare  e  ad
  avviare, noi siamo d'accordo per finanziare e  ad avviare, quando
  troveremo, ovviamente, le risorse necessarie,  quindi, se votiamo
  quest'ordine  del  giorno, il parere del  Governo  é  favorevole,
  onorevole presidente.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO . Signor presidente, onorevoli  colleghi,  tra  il
  serio e il faceto ho posto un problema e  avevo  proposto di fare
  alcuni  corsi serali di cultura di Governo  con  alcuni  colleghi
  deputati del PDS.
       Signor Presidente, non c'è dubbio che l'onorevole Zanna ed i
  firmatari di questo ordine del  giorno  non  si  rendono  conto e
  fanno parte di un partito  di  Governo  che esprime il Presidente
  della Regione, fra l'altro, e  non c'è dubbio, comprendo anche le
  difficoltà del Presidente della  Regione, che è costretto per non
  fare  sfigurare  il   suo   gruppo  parlamentare,  a  dichiararsi
  favorevole all'ordine del giorno.
       Ora  io  voglio  invitare  l'onorevole  Zanna  e  gli  altri
  firmatari  a ritirare questo  ordine  del  giorno  perchè  non  è
  conducente, nè per una  maggioranza, non è conducente nemmeno per
  un Governo, perchè è  stato  detto  chiaramente  che  con  questo
  assistenzialismo della Regione  bisogna  smetterla  una volta per
  sempre.
       L'onorevole Zanna ed il P.D.S.  non  può  fare la polemica a
  Palermo contro il sindaco  Orlando che finanzia cooperative e poi
  chiede al Governo di cui  il  Presidente  della Regione fa parte,
  del suo stesso partito, di continuare la stessa politica. Occorre
  un minimo di coerenza.
       Quindi, per  concludere,  Signor  Presidente,  la preghiera,
  l'invito che si rivolge  ai  firmatari  è  quello  di  ritirarlo,
  perchè non c'è dubbio che un Governo che vuole portare avanti una
  politica di sviluppo di  occupazione sui lavori socialmente utili
  non è un Governo che può  meritare la fiducia ed il rispetto, non
  solo di questa Assemblea, ma dei siciliani in genere, perchè deve
  portare  avanti  una politica per  lo  sviluppo  e  per  la  vera
  occupazione. Non è occupazione  i  lavori  finti,  perchè così si
  vogliono portare avanti lavori finti  che non servono a niente, è
  soltanto uno spreco del pubblico denaro.
       Per  questa  breve  dichiarazione,  se  non  dovesse  essere
  ritirato l'ordine del giorno, io voterò contro.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor   Presidente,  pochissime  cose  soprattutto
  all'onorevole Di Martino.  Onorevole  Di  Martino,  l'ordine  del
  giorno presentato dall'onorevole Zanna è un ordine del giorno che
  ha la caratteristica di chiedere  una parola chiara al Governo su
  questa materia. Siccome io  mi  rendo  perfettamente conto che la
  vicenda può determinare delle complicazioni, sarebbe utile che il
  Governo  pronunciasse  una  parola   di  chiarezza  in  Aula.  Io
  condivido nella funzione  di  Governo la posizione dell'onorevole
  Zanna  che  stasera, onorevole  Di  Martino,  ha  esercitato  una
  funzione di Governo. Lei  fa  appelli  generici  e inutili perchè
  dire cosa bisogna fare  della seconda tranche ad alcune centinaia
  di cooperative è un atto  di correttezza. Fra l'altro, il Governo
  sa che sta maturando  nel  legislatore  nazionale, nel Parlamento
  nazionale la convizione, secondo  me molto utile, di chiudere con
  i lavori socialmente utili, dopodichè  non c'è niente di male che
  si  dica  che  l'orientamento   del   Governo   è   da  adeguarsi
  all'orientamento di carattere generale,  non  solo  perchè non ci
  sono i soldi ma  perchè  non  sempre  questa  sperimentazione dei
  lavori socialmente utili ha dimostrato un ritorno attorno.
       Quindi si dica con chiarezza. Non capisco quale è l'elemento
  di difficoltà, sapendo tra  l'altro, che noi dobbiamo dire questa
  parola alla luce di  una  semplice  considerazione:  che la prima
  tranche venne finanziata per oltre 67 miliardi in modo più esteso
  rispetto alle previsioni originarie  e che la seconda tranche non
  ha  trovato finanziamento perchè  una  parte  di  quei  quattrini
  furono utilizzati per l'articolo  23.  Siccome  risorse non ce ne
  sono, si dica chiaramente:  'Non ci sono  risorse'  e  si approva
  l'ordine del giorno.

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. L'ordine del giorno dice un'altra cosa.

     SPEZIALE.  Scusami,  nell'ordine  del giorno l'onorevole Zanna
  chiede che ad un certo punto il Governo dica con chiarezza ... Io
  ho  sentito  l'onorevole  Zanna  che  ha  chiesto  una  parola di
  chiarezza nei confronti del Governo. Dopodiché se il Governo dice
  che  non  ci  sono  risorse  finanziarie e che l'orientamento del
  Governo  è  quello  di  procedere  alla  chiusura  con  i  lavori
  socialmente  utili, l'onorevole Zanna ritira l'ordine del giorno.
  Io non capisco quale è la difficoltà.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente,  Signor  Presidente  della
  Regione, onorevoli Assessori ed onorevoli colleghi, io non vorrei
  essere  rimproverato  dai miei colleghi deputati se alle ore 5.15
  di mattina intervengo anche io, però non vorrei che in quest'Aula
  si  creasse  il  clima  per  cui  le  tensioni  all'interno della
  maggioranza  vengono  guardate  come un fatto folcloristico e non
  come un dato politico. Io ho assistito, non so se dire allibito o
  meno, a  uno  scontro  di  carattere politico tra il Governo e il
  Capogruppo   del   partito  maggiore  di  Governo.  Lo  ha  detto
  chiaramente,  vuole  l'onorevole  Speziale chiarezza da parte del
  Governo; ha detto: 'Chiedo chiarezza'. Non voglio entrare neanche
  nel  merito.  Cioè  il  Capogruppo  del  DS, cioè del partito che
  esprime   il   Presidente  della  Regione,  non  ritiene  che  il
  Presidente  della  Regione  su  un  problema serio abbia espresso
  questa sera chiarezza. Io ritengo che questo sia un dato politico
  da  attenzionare;  io  ritengo  che  quando  il  Presidente della
  Commissione  bilancio,  componente  essenziale di questo Governo,
  invita  i suoi colleghi di maggioranza appartenenti ai DS di fare
  un corso serale di cultura di Governo è chiaro che in questa sede
  non  vi  è nessuna omogeneità all'interno del Governo. Io ritengo
  che  in  una seduta in cui l'opposizione ha dimostrato il massimo
  senso  di  responsabilità  ed  è  stata  accusata nelle settimane
  scorse di  portare l'Aula fino alle ore 5, alle ore 6 o alle 7 di
  mattina  quando  esercitava  un  ruolo che lo Statuto gli impone,
  questa  mattina stiamo assistendo invece ad un fatto politico che
  va  attenzionato.  E  se  con  il  voto  segreto  succede  che un
  assessore  viene smentito anche dalla sua maggioranza, io ritengo
  che questo  è il risultato che stiamo ottenendo questa sera e che
  vi  impone,  signori  del  Governo, ad arrivare a quella verifica
  politica di cui tanto parlate ma di cui non vediamo nessun segno.
  Io non  vorrei  che l'onorevole Zanna, che si agita perché io sto
  parlando,  che  è  quello  che ha innescato questo processo che è
  sotto  gli  occhi  di tutti, possa continuare a disturbare il mio
  intervento.
       Allora, io  vi  dico  non  fate  torto  all'opposizione, non
  rimbalzate  sull'opposizione  le  difficoltà, le incongruenze, le
  contraddizioni  che  sono  al vostro interno. Io vi invito a fare
  una  valutazione  serena  nell'interesse dei siciliani, vi chiedo
  anche io quella chiarezza che l'onorevole Speziale, dai banchi...
  Io  vi  ringrazio per l'attenzione che larga parte del Governo ha
  per me,  si vede che dico cose serie, normalmente sono abituato a
  dire cose  serie alle 5 di mattina, avendo assistito a delle cose
  serie  e gravi non possiamo sorridere. Io gradirei che il Governo
  si  desse  una  regolata e decidesse cosa fare nell'interesse dei
  siciliani.

     PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Stancanelli.  Prima di dare la
  parola  all'onorevole  Cintola, che ha chiesto di parlare, vorrei
  precisare,  per  riportare la discussione dentro i binari giusti,
  che l'ordine del giorno non chiede la posizione del Governo sulla
  materia, ma chiede al  Governo  di  attivare  e  finanziare, cosa
  diversa.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
  che il  dibattito  su  un argomento di questo genere avvenga alle
  ore 5.30  del  mattino  e  dispiace  anche che avvenga alla fine,
  prima di  andare  a  votare  il bilancio perché io avrei ritenuto
  improponibile questo  ordine del giorno in quanto, se il bilancio
  è stato  approvato  in  tutti  gli  articoli  e  aspetta  solo la
  votazione finale,  io  credo  che in quel bilancio non ci possono
  essere   poste   tali   da   poter  finanziare  e  avviare  nuove
  progettualità  dei  lavori socialmente utili e quindi ritengo che
  questo  ordine  del  giorno  sia  improponibile  sotto  l'aspetto
  tecnico. Sarebbe  assurdo  e  inconcepibile, in ogni caso, che il
  Presidente della  Regione,  che  ha  già risposto prima di questo
  ordine del  giorno,  a  una  mia indicazione, dando e dicendo che
  questo  Governo  vuole  muoversi  verso  l'attuazione di posti di
  lavoro  effettivi,  che  vuole  chiudere il precariato, che vuole
  chiudere quella  pratica ignobile che si è verificata. In Sicilia
  oggi  possa  prendere  in considerazione questo ordine del giorno
  che è  bieco,  abietto  e  contro  qualsiasi  iniziativa seria di
  cambiamento  in  Sicilia.  Ecco  perché,  onorevole Zanna, il suo
  ordine del  giorno  ha  avuto  tutto  il  centro-destra che lo fa
  proprio perché  sa  di  dovere  continuare  a  governare come una
  richiesta di voto.

     CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io ho chiesto
  di firmare  questo  ordine del giorno e che intendo votare perché
  l'onorevole Zanna  -  e  su  questo  credo  che  abbia ragione il
  Presidente della  Regione,  una volta tanto, e mi viene difficile
  dirlo -  ha  scritto  quello  che  noi  da tempo sosteniamo che è
  quello  di  incentivare  i  lavori  socialmente utili perché, pur
  considerando un  pannicello caldo, sono un momento di respiro per
  l'occupazione.
       L'onorevole  Zanna,  con  questo  ordine  del giorno, che io
  condivido, ha  chiesto  di  impegnare  il Governo della Regione a
  finanziare  e  avviare  nuove progettualità di lavori socialmente
  utili e quindi a continuare a dare lavoro precario, provvisorio a
  tutte quelle  cooperative che i  governi e il governo attuale non
  è stato  in condizione di definire e di dare una risposta sicura.
  Quindi, bene ha detto l'onorevole Presidente della Regione quando
  ha inteso  questo  ordine  del giorno come impegno a finanziare e
  avviare. L'onorevole  Zanna  è  caduto in un altro dei suoi gravi
  infortuni,  perciò  io  in questo momento la ringrazio, onorevole
  Zanna, perché  è stato così bravo da solo a scardinare il Governo
  meglio di  come  noi,  in  tanti  mesi, non siamo riusciti a fare
  perché lei ha messo  contro  il  capogruppo  del  suo partito, il
  capogruppo del Presidente  della  Regione,  ha  messo  contro  il
  Presidente della Regione con  il suo Capogruppo è riuscito a fare
  scoppiare all'interno una  gravissima  contraddizione e tutti noi
  l'abbiamo visto dallo scontro  che  c'è  stato  tra il Presidente
  della Regione il capogruppo  parlamentare dei DS. Quindi io credo
  che questo ordine del giorno che  io voto perché è un invito e un
  impegno a finanziare e ad avviare nuove prospettive di lavoro, io
  intendo votarlo ma è un voto contro questo Governo che è arrivato
  al capolinea perché  mai  si  era visto uno scontro istituzionale
  così grave fra il  Presidente  della Regione ed il suo capogruppo
  parlamentare.

     AULICINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, più che di
  una dichiarazione  di  voto  si  tratta  di  alcune  precisazioni
  doverose perché c'è un pò di confusione. Il mio partito il Centro
  Cristiano  Democratico  esprime  anche  in  questa  occasione una
  posizione  chiarissima  contro  il  proliferare  di  tutte quelle
  iniziative   che   servono   soltanto   a  buttare  soldi.  Siamo
  dell'avviso che  la  politica  debba  costruire  un itinerario di
  stabilizzazione  dell'attuale  precariato,  cioè tutti i "mostri"
  che abbiamo insieme costruito vanno tutelati. Tutti i precari che
  una classe  politica inetta che ha giocato sulla disperazione dei
  giovani  siciliani,  tutti  quei  precari vanno garantiti. Questo
  significa che  ogni  itinerario  stabilizzante  nel breve o medio
  periodo, deve  trovare  l'accordo  di  tutte le persone serie, di
  tutti i  partiti  politici  che  vogliono  davvero  dialogare con
  chiarezza con  la  gente.  Però  sostenere  che  in  Sicilia  sia
  opportuno   continuare  ad  utilizzare  risorse  finanziarie  per
  produrre ancora precariato è sbagliato. Noi dobbiamo insieme fare
  una grande  battaglia  perché  ci  sia  una  forte  inversione di
  tendenza e  perché le risorse finanziarie in questa Regione venga
  utilizzate per  creare  le  condizioni  per  lo sviluppo e per la
  stabilizzazione. Esprimo parere negativo. A parte il fatto che io
  non  capisco  come  si  possa  attribuire  al  centro-destra  una
  posizione equivoca  come qualcuno fa anche del centro destra, per
  cui noi  saremmo  per continuare ad alimentare questa fabbrica di
  precariato.  Il   centro   destra   per   sua   natura  è  contro
  l'assistenzialismo e  quindi  sia  chiaro  su  questi  ordini del
  giorno non  si  gioca,  ed  esprimo  per  quanto  riguarda il mio
  partito parere  negativo non tanto sulla propostina ecco così poi
  l'onorevole Zanna  ha  proposto di alimentare così ci sono quelle
  cooperative che  sono state costituite dai soliti politicanti che
  fanno politica per scambio e in nulla si distinguono da quelli di
  prima, siano  essi  di  sinistra, di centro, di destra. Ed allora
  c'era bisogno  di  presentare  un  ordine  del  giorno  così,  in
  campagna elettorale. L'onorevole Zanna o chi per lui potrà andare
  ad  accreditare   il   suo   prodotto.   Ecco  abbiamo  fatto  le
  cooperative,  volevamo  tutelarvi, volevamo stanziare o impegnare
  il Governo  per  il  futuro  perché  ancora  risorse  finanziarie
  vengano utilizzate  per  il  precariato,  abbiamo fatto la giusta
  battaglia e però non è passata, intanto dateci i voti e poi se ne
  parla. Onorevole  Zanna  quando poco fa passando le dissi che ero
  d'accordo   stavo  scherzando.  Evidentemente  non  posso  essere
  d'accordo con  posizioni ignobili dal punto di vista del rispetto
  della  gente.  Noi  non  abbiamo  il  diritto  di  continuare  ad
  alimentare le illusioni della gente.

     TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Brevemente, Presidente, sono qui per invitare un po' i
  colleghi a non  montare una speculazione di natura politica su di
  un problema tanto importante.
       A me quello  che  preoccupa  non  sono  le  aspettative  dei
  precari,  che sono  tanti,  quanto  di  chi  aspira  a  diventare
  precario.
       Ed allora, capire quale è la posizione del Governo in questo
  minuto di grande  difficoltà,  di  disagio. Manca il lavoro e noi
  non riusciamo a darlo.
       E' importante.  Bisogna  capire  se  si  vuole finanziare la
  seconda  tranche  dei  lavori  socialmente  utili, oppure, se  si
  raccoglie l'appello del  Capogruppo  del PDS che dice che bisogna
  fare chiarezza. Così la posizione del Governo è chiara e netta.
       Io intervengo  per  sviluppare questa chiarezza e per sapere
  quali sono le intenzioni del Governo.

     BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.  Signor Presidente, io avendo fatto l'intervento dai
  banchi di apporre la firma, voglio chiarire anche le motivazioni,
  perché  altrimenti sarebbe anche contraddittorio l'intervento che
  sto per fare.
       Certamente,   personalmente,   io  non  condivido  i  lavori
  socialmente utili. Però, bisogna dividere le fattispecie.
       Qui c'è una  circolare,  che  è ben altra cosa rispetto alla
  discussione  di   questa   sera,   ed   ecco   perché   condivido
  l'intervento dell'onorevole Zanna, che, in effetti, è rimasta per
  una parte inattuata.
       Ed allora, tenuto conto che, il punto è questo, importante è
  la premessa,  la  mia  non  condivisione  dei  lavori socialmente
  utili,  però,  è   anche  vero  che  la  circolare,  essendo  non
  completata  nella   sua  attuazione,  aspetta  una  risposta.
       E, condivido, perché  è  vero,  ci  sono  dei giovani, delle
  persone che spendono, mensilmente ed annualmente, dei soldi.
       Ed,  allora,   è   giusto,   non   credo  che  sia  talmente
  sconvolgente che il  Governo dica se vuole o non vuole concludere
  questa seconda fase.
       Ecco, quale è  il  motivo  per  cui  io  mi  sono  spinto  a
  sottoscrivere, perché io  devo  dire che una circolare, una volta
  che si fa, si dovrebbe dare compimento.

     CAPODICASA, Presidente  della  Regione.  Ma  la circolare l'ha
  fatta il suo Governo.

     BENINATI.   Ma  perfetto   Ma  non  c'entra  questo  onorevole
  Capodicasa.

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Come non c'entra? Ma
  se lei dice che è contrario

     BENINATI.  No  Io  sto  dicendo  quello  che  penso.  E glielo
  ripeto, che si può  dire  pure  di chiuderlo, ma si deve dire. Si
  deve fare qualcosa.
       Ecco  questo è.  Non  c'entra  chi  l'ha  fatto,  mi  scusi,
  onorevole Capodicasa, o  chi  non  l'ha  fatta.
       Perché guardi  che quando sarà stata fatta questa circolare,
  sarà stata, poi  alla  fine,  messa  in  atto.  Quindi,  è  stata
  attivata.
       C'è una circolare  che  è  al  cinquanta  per cento.  E si è
  sempre detto.  E' inutile che ci mettiamo dietro...  Perché  è la
  verità.  E che  quanto prima si sarebbe finanziata.
       Ora si vuole  finanziare  o non si vuole finanziare?  Se non
  si vuole finanziare, si dica e così si chiude questo problema.
       Ecco,  sotto  questo  punto  di  vista,  si  potrebbe  anche
  prendere come invito  al  Governo  ad  affrontare  questo  tema e
  cercare di dare  una  risposta.
       Se in questa  sede  non  lo  vuole  fare,  ma certamente una
  risposta va data.
       Ecco, pertanto, il motivo per cui firmo e ho sottoscritto, è
  perché condivido questo spirito che una risposta va data.

     CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CIMINO.  Onorevoli  colleghi, io condivido l'ordine del giorno
  presentato e devo dire che, anche, ringrazio per avere sottoposto
  all'attenzione dell'Assemblea un problema così interessante.
       Anche il  sottoscritto,  come  altri  colleghi,  è contro il
  nuovo precariato. E  forse  l'unico  errore  di questo ordine del
  giorno è che  nella  parte in cui impegna il Governo recita: "che
  si impegna il  Governo  ad  avviare nuova progettualità di lavori
  socialmente utili".  Secondo il mio modesto parere, non si tratta
  di nuova progettualità di lavori  socialmente utili, ma si tratta
  di quei lavori socialmente utili  che  sin  dal  1997 erano stati
  predisposti da una circolare  per  poter  poi  essere finanziati.
  Adesso mi chiedo per quale  motivo  ci  devono  essere dei lavori
  socialmente utili finanziati  e  prorogati cosiddetti della prima
  trance  e  quelli  del  1997  devono  essere  considerati  lavori
  socialmente  utili  di  nuova  progettualità?  Qui  si  parla  di
  persone, di giovani, di associazioni  che  si  sono messi in modo
  sin  dal  1997 avendo  fede  in  una  circolare  dell'assessorato
  regionale che ha un valore  non  solo  giuridico, ma anche morale
  dei lavori di questa Assemblea e di questa Regione siciliana.  Se
  poi vogliamo dire che le circolari,  le  leggi,  le  regole le dà
  questa Assemblea possono anche  essere  specchio  per le allodole
  per quei giovani siciliani che si  organizzano e fanno in modo di
  creare nuova progettualità occupazionale allora qui realmente noi
  rischiamo di perdere notevolmente  di  credibilità.  Ebbene  si è
  giusto mettere un punto fermo  sui lavori socialmente utili e sul
  precariato ma se la Regione ha voluto dare dei segnali, ha voluto
  lanciare  un  invito verso  i  giovani  siciliani  di  presentare
  cooperative di presentare associazioni, di continuare a mantenere
  in  vita  queste  strutture   con  difficoltà  economiche  per  i
  disoccupati di lunga durata, la risposta la deve dare il Governo,
  sia questo di centro destra,  sia  questo  di  centro  sinistra e
  condivido l'intervento dei  presentatori dell'ordine del giorno e
  ne apprezzo l'onestà intellettuale  di averlo presentato anche se
  al  Governo ci sono i  soggetti  dello  stesso  colore  politico,
  perché in caso contrario poteva  essere  preso come un momento di
  strumentalizzazione, invece sono convinto che deve essere sposato
  questo  ordine del giorno  dall'intero  Parlamento  perché  è  un
  problema che riguarda persone che già  da ben tre anni sperano di
  avere ressa operativa la circolare del 1997.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, Presidente  della Regione. Signor Presidente credo
  che la discussione si  stia  prolungando  inutilmente  perché gli
  interventi che sin ora si sono sviluppati praticamente concordano
  tutti con l'ordine del giorno,  quindi  non  vedo la necessità di
  ribadire un accordo con l'ordine  del  giorno tenuto conto che il
  Governo ha dichiarato che  è  favorevole all'ordine del giorno, a
  condizione  che  si  trovino  le  risorse.  Aggiunge  l'onorevole
  Papania, assessore per il lavoro,  che non vede la ragione per la
  quale, che non c'è  motivo che cooperative vengano sciolte perché
  possono benissimo subentrare  come  soggetti attuanti nella prima
  trance dei lavori socialmente utili,  quindi  non  è  che  se non
  arriveranno ad avere finanziati  i  progetti socialmente utili la
  seconda  tranche  obbligatoriamente   debbano  chiudere  la  loro
  esperienza,  perché hanno  questa  facoltà.
       Per cui, signor Presidente,  se  siamo  tutti  d'accordo non
  vedo la ragione per la quale  continuiamo a dibattere un tema che
  mi pare ci trovi tutti consenzienti.

     BRIGUGLIO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BRIGUGLIO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, non avrei
  assolutamente voluto intervenire  anche  perché  siamo  ad un'ora
  tarda e vorrei soltanto limitare  e  ricordare - anche perché  il
  Presidente   della   regione,m   prima   di   questo   intervento
  chiarificatore, si è fatto sfuggire  "era la circolare del vostro
  Governo", quindi è bene dare qualche chiarimento.

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Visto  che  Beninati
  prendeva le distanze

     BRIGUGLIO. però è  bene  chiarire  i  termini della questione,
  anche perché l'ordine del giorno, questa volta l'onorevole Zanna,
  rispetto ad altri  atti  parlamentari,  correggendo il tiro, l'ha
  posto in termini corretti.
       Qui  dobbiamo  ricordare  che   la  circolare  al  tempo  su
  orientamento del Parlamento, cioé  sia  della  V  commissione che
  dell'Aula, correttamente pose due  termini, ecco perché nacque la
  prima "tranche" e la  seconda.  Il  Governo seguì pedissequamente
  l'indirizzo politico e parlamentare dell'Aula e della Commissione
  facendo in modo che avessero  il  tempo  di presentare le istanze
  sia cooperative che erano  costituite,  sia  cooperative  che  si
  riteneva - e l'onorevole Zanna fu uno dei massimi propugnatori di
  questa tesi - che potessero  avere  il  tempo  di costituirsi per
  presentare i progetti di lavoro socialmente utili.
       Quando si disse - e vedo che l'ordine del giorno ha recepito
  la tesi corretta rispetto  ad  altre  impostazioni  sbagliate del
  passato dette dall'onorevole  Zanna - sostanzialmente si finanziò
  la  prima "tranche" perché  si  doveva  utilizzare  in  pieno  le
  risorse  finanziarie  che  in  quel  momento  erano  disponibili.
  Perché, qualora in quel momento si fosse scelto di non utilizzare
  risorse finanziarie, il risultato  sarebbe  stato  che  una parte
  consistente di fondi non sarebbe stato utilizzato in attesa della
  scadenza  della  seconda "tranche" e,  invece,  si  è  scelto  di
  utilizzare tutte le  risorse  finanziarie disponibili. Questo per
  chiarire e sottolineare  la  perfetta  correttezza metodologica e
  politica  dell'azione di Governo in  quel  momento.  Altro  è  il
  merito che, rispetto al merito,  in  quel  momento eravamo in una
  stagione che imponeva alla Regione di utilizzare in pieno risorse
  finanziarie  che il Governo nazionale  -  perché  quella  era  la
  politica  di  quel momento, la  politica  del  lavoro,  semmai  i
  governi di centro sinistra in  questo  paese  hanno  espresso una
  politica del Governo, io dico i governi europei se hanno espresso
  in questi anni una politica del  lavoro  -  in  quel  momento era
  quello di trasferire  massicce  risorse  finanziarie alle regioni
  per fare lavori socialmente utili.  Al  punto  che in presenza di
  Governi di centro destra anche  nelle regioni molto spesso si era
  dinnanzi al grande problema se utilizzare risorse finanziarie per
  centinaia di miliardi per una misura  rispetto  a  cui  noi  -  e
  apprezzo in pieno quello che  ha  detto  l'onorevole  Aulicino  -
  avevamo e abbiamo tutte le  perplessità,  rispetto  al  fatto  di
  dovere restituire, cosa che  sarebbe  stata  scorretta  anche dal
  punto di vista  istituzionale,  risorse  finanziarie  che avevano
  quella destinazione.
       Oggi  io  credo  che   con   grande  serietà  e  con  grande
  correttezza,  ci  vorrebbe  una  nuova  occasione,  un  dibattito
  parlamentare, signor Presidente  della Regione, sul tema - perché
  siamo in un'altra stagione, perché è maturata anche a sinistra la
  perplessità  su  alcune  misure  -  e  il  tema  dovrebbe  essere
  affrontato laicamente e a prescindere da una condizione specifica
  e  da  una  circostanza   specifica   che   è  stata  manifestata
  dall'ordine del giorno.
       Quindi,  questo  era   un   chiarimento   che  tenevo  fosse
  registrato  dall'Aula  perché,  da  un  lato  c'è  l'esigenza  di
  assicurare  un momento di  equità  -  perché  si  dice  la  prima
  "tranche" è stata finanziata e la seconda no - dall'altro bisogna
  prendere  atto  che  siamo   in  una  stagione  in  cui  c'è  una
  consapevolezza diffusa in  tutte le forze politiche che, produrre
  nuovo precariato significa  distruggere  e non creare occupazione
  stabile e aggiuntiva.
       Premesso che non c'è alcuna difficoltà a fare in modo che al
  più  presto  vi  sia  un   dibattito   d'Aula  sul  merito  delle
  problematiche inerenti il precariato  del  lavoro,  spero che non
  sfugga a nessuno che mentre la  circolare 245 fu fatta sulla base
  di un fondo nazionale, la circolare 255 fu fatta sulla base di un
  fondo regionale appositamente  istituito  con legge della Regione
  per la quale fu appostato  in  bilancio  una  apposita  copertura
  finanziaria.
       Questo ha dato, e  lo  dico  all'onorevole  Cimino  per  sua
  informazione, il diritto ai  lavoratori ancorché usufruendo di un
  finanziamento regionale,  a  ritrovarsi nella medesima condizione
  di altri soggetti finanziati con  il  fondo nazionale e perciò ad
  aver diritto alla proroga del  loro progetto ai sensi del decreto
  legislativo 468, per cui hanno  maturato un diritto che a noi non
  resta altro che corrispondere secondo le norme di legge.
       Per quanto riguarda la  seconda  trance della circolare 255,
  c'è  da precisare questo.  La  politica  del  Governo  in  questo
  momento  è tutta quanta  rivolta  a  stabilizzare  il  precariato
  esistente, parte del quale è  a  carico  del  fondo nazionale per
  l'occupazione altra parte è a  carico  di  enti locali; si tratta
  per la precisione di 57.680  soggetti  di cui 12.197 a carico del
  fondo nazionale, 5.371 a carico degli enti locali quasi tutti del
  comune di Palermo, 4.802  a  carico  del  bilancio  della Regione
  siciliana;  di questi 4.802 circa 9.000 sono della circolare 255.
       Poichè la politica del  Governo  intende  volgere  verso  la
  stabilizzazione del precariato esistente, non può congiuntamente,
  anche  in   riferimento   alle  risorse  finanziarie  disponibili
  rivolgersi alla creazione di  nuove  sacche di precariato che non
  farebbero  altro  che  gravare   sul  bilancio  della  Regione  e
  impedirci una politica di sviluppo e di occupazione.
       La problematica della circolare  255  seconda trance è un pò
  diversa poichè è vero, e  su  questo  una  opinione  corretta  la
  esprime l'onorevole Zanna quando dice che su alcuni soggetti sono
  comunque  state create delle  aspettative  e  rispetto  a  queste
  aspettative un Governo comunque  ha  il  dovere  di pronunciarsi.
  Allora, a questi soggetti  va detto che intanto possono usufruire
  di  tutte le norme  esistenti  compresa  la  Finanziaria  che  ha
  approvato questa Assemblea nell'ultima  seduta e cioè che possono
  subentrare come enti promotori laddove vi siano disponibilità che
  ricadono sul fondo nazionale  per  l'occupazione  e  perciò senza
  nessuna spesa aggiuntiva per nessuno.
       In seconda analisi vorrei  ricordare che le circolari di cui
  si parla non è che  prevedevano  che per forza si dovevano creare
  cooperative.  Erano rivolte ad  una  serie di soggetti poichè chi
  ha  in  qualche  modo  suggerito  di  formare  tante  cooperative
  probabilmente  non ha  scelto  la  strada  giusta,  probabilmente
  qualcosa  di sbagliato nel  meccanismo  che  si  è  introdotto  è
  avvenuto  poiché   era  soltanto  uno  dei  soggetti  che  poteva
  promuovere questo tipo di  progetto  e,  guarda caso, era l'unico
  soggetto che li poteva  promuovere in favore dei propri associati
  e quindi l'unico che  poteva fare le chiamate nominative.  Perciò
  nella seconda trance sono piovute,  così  ho avuto modo di vedere
  quando mi sono insediato,  centinaia  di cooperative ovviamente a
  dismisura, neanche il  bilancio  dell'Europa potrebbe bastare per
  finanziarle tutte quante. Quindi,  il  concetto,  a  mio  modo di
  vedere, è sufficientemente  semplice  e  dovrebbe  suggerire buon
  senso a tutti: il Governo  si dirige verso la stabilizzazione del
  precariato, tiene conto che  vi  sono  dei  soggetti  rispetto ai
  quali sono state create  delle  aspettative  ed a questi soggetti
  dice di usufruire di tutte  le  norme  esistenti finora in vigore
  per mantenere in vita  le  strutture  che  hanno  creato, ricordo
  anche peraltro che le  cooperative  non  pagano  più  neanche  le
  vidimazioni  annuali  per  cui   il  costo  di  gestione  di  una
  cooperative  è ormai a  livelli  irrisori  quando  si  tratta  di
  cooperative di disoccupati, e  quindi  tutto  questo  problema in
  ordine alla permanenza in vita delle cooperative ormai non esiste
  quasi più e che possono  perciò utilizzare lo strumento che hanno
  creato per  usufruire di tutte le norme esistenti.  E' chiaro che
  rispetto a  questo  noi,  se l'ordine del giorno viene mantenuto,
  esprimiamo  parere  favorevole  nel senso che siamo disponibili a
  tenere  in  considerazione tutte le legittime aspettative di quei
  soggetti che si sono a tal fine.

     ZANNA. Chiedo di parlare  per  motivare  il ritiro dell'ordine
  del giorno.

     CAPUTO. Se l'onorevole Zanna  lo  ritira,  io  comunico di non
  ritirarlo.

     PRESIDENTE. Allora metto in votazione l'ordine del giorno, con
  le precisazioni del Presidente  della Regione e dell'Assessore al
  lavoro. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

     DI MARTINO . Chiedo che vengano messi  a  verbale i nominativi
  di coloro che votano contro.

     PRESIDENTE.   Votano   contro  gli  onorevoli  Giannopolo,  Di
  Martino, Cintola e Aulicino.

       Si passa  all'ordine del giorno 440, a firma degli onorevoli
  Zanna ed altri, di cui do lettura:

             "Costituzione di parte  civile  nel  processo  per  i reati
             connessi all'abusivismo nella Valle dei Templi di Agrigento

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che il GIP del  Tribunale  di Agrigento, dott. Carlisi, in
             data 26 ottobre 1998  ha  disposto  il  rinvio  a  giudizio
             innanzi al Tribunale  di Agrigento di alcuni amministratori
             della città di Agrigento per il reato di abuso d'ufficio al
             fine di favorire  gli  abusivi omettendo i provvedimenti di
             legge disposti dalla Soprintendenza;

     RILEVATO che l'accusa  rivolta  agli  amministratori  agrigentini è
             quella che avrebbero  reiteratamente  omesso  di adottare i
             provvedimenti di  legge  in  ordine all'abusivismo edilizio
             che  ricade nelle aree  vincolate  da  cui  al  decreto  di
             delimitazione del Parco archeologico della Valle dei Templi
             ed avrebbero invece  utilizzato i poteri inerenti alla loro
             carica per ostacolare  l'attività  di  repressione posta in
             essere dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
             di Agrigento;

     CONSIDERATA l'evidente importanza che tale processo ricopre, avendo
             l'obiettivo di chiarire quali siano state le responsabilità
             degli amministratori della  città di Agrigento nel favorire
             il dilagare  del  fenomeno  dell'abusivismo  edilizio nella
             Valle dei Templi;

     VISTO che  il prossimo  12  maggio  sarà  l'ultima  udienza  utile,
             innanzi al  Tribunale  presieduto  dal  dottore  Cardinale,
             affinchè la Regione  siciliana  si  possa  costituire parte
             civile nel processo;

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE
               E PER ESSO L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI ED
                   AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

     a costituirsi parte civile  nel  processo contro gli amministratori
             di Agrigento per  i  reati  connessi  all'abusivismo  nella
             Valle dei Templi".

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente   della   Regione.   Gli   atti   sono
  all'Avvocatura  dello  Stato   come  per  prassi.  Aspettiamo  il
  pronunciamento  dell'Avvocatura   dello  Stato  per  assumere  le
  decisioni in Giunta di Governo.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Presidente,   prendo   atto  della  dichiarazione  del
  Governo, apprezzandola, quindi  ritiro  l'ordine del giorno. Però
  vorrei far presente al Governo che  il 12 maggio - mi scuso con i
  colleghi avvocati se i termini  non  sono  corretti  -  scadono i
  termini...  Non  vorrei  che  questo significasse un modo per non
  costituirsi.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Lo abbiamo sollecitato.

     PRESIDENTE. L'ordine del  giorno  è  ritirato.  L'Assemblea ne
  prende atto.

       Si passa all'ordine del  giorno  numero  441,  a firma degli
  onorevoli Stancanelli ed altri, dui cui dò lettura:

             "Declaratoria dello  stato  di  calamità naturale, ai sensi
             della  legge  regionale  n.  33  del  1998  in  conseguenza
             dell'escursione di  marea  verificatasi nel porto di Mazara
             del Vallo

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                                       PREMESSO

     - che con l'articolo  1  della  legge regionale 9 dicembre 1998, n.
     33, si è  prevista  l'erogazione di indennità alle imprese di pesca
     per il caso  di  riduzione forzata dell'attività di pesca legate al
     verificarsi di calamità naturali e di altre situazioni oggettive di
     emergenza;

     - che con gli articoli  1  e  2  della citata legge n. 33/1998 si è
     altresì prevista la  corresponsione per le stesse finalità di aiuti
     all'occupazione per gli equipaggi;

     - che l'indennità  alle  imprese di pesca e l'aiuto all'occupazione
     prima accennati  hanno  avuto  l'assenso della Commissione europea,
     comunicato con nota n. SG/97D/7090 del 18 dicembre 1997 nell'ambito
     dell'esame dei corrispondenti articoli 14 e 21 del disegno di legge
     governativo n. 368;

                                 CONSIDERATO

     - che  il  giorno  16  aprile  1999,  a  causa di forti e repentine
     escursioni  di  marea  provocate  da  una variazione delle correnti
     marine  e della conseguente alterazione del livello delle acque del
     porto-canale  di  Mazara  del  Vallo  che  ha  raggiunto altezze di
     svariati  metri,  si sono prodotti gravi danni alle imbarcazioni da
     pesca ivi ormeggiate;

     - che  per effetto del predetto evento calamitoso si è prodotta una
     prolungata   e  forzata  riduzione  dell'attività  di  pesca  delle
     imbarcazioni danneggiate;

     - che in apposita conferenza dei servizi tenutasi in data 26 aprile
     1999 presso la Capitaneria di porto di Mazara del Vallo, presenti i
     funzionari   dell'Assessorato  della  cooperazione,  il  commercio,
     l'artigianato  e  la  pesca,  si è proceduto all'accertamento della
     predetta calamità naturale;

     RITENUTO necessario  indennizzare  al  più  presto gli armatori e i
             marittimi   interessati   nel   rispetto   della  procedura
             stabilita  dal predetto articolo 1 della legge regionale n.
             33  del  1998,  che  è già stata avviata con lo svolgimento
             della suddetta conferenza di servizi,

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE
               E PER ESSO L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE

     - a disporre  la  declaratoria dello stato di calamità naturale già
             accertato  con  apposita  conferenza  di  servizi  tenutasi
             presso  la competente Capitaneria di porto, in applicazione
             dell'articolo  1  della  legge regionale n. 33 del 1998 per
             l'eccezionale   evento  causato  dalla  forte  e  repentina
             escursione  di  marea (marrobbio) verificatasi nel porto di
             Mazara del Vallo il giorno 16 aprile 1999;

     - a corrispondere  al  più  presto  le indennità previste per legge
             alle imprese di pesca e agli equipaggi interessati;

     - a farsi  promotore  per l'adozione degli atti necessari, anche in
             sede  legislativa.  volti alla concessione agli interessati
             proprietari di natanti danneggiati o andati perduti a causa
             della  calamità,  di  opportuni sussidi e contributi per il
             risarcimento dei danni subiti".

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.

     TURANO. Chiedo di apporre la firma sull'ordine del giorno 441.

        PRESIDENTE. L'onorevole Turano  chiede di apporre la firma.
  Metto in votazione l'ordine  del  giorno  441:  chi  è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Si passa all'ordine del  giorno 442, a firma degli onorevoli
  Cimino ed altri, di cui dò lettura:

             "Modifiche ed integrazioni  alla legge 1 luglio 1972, n. 32
             recante   "Provvedimenti   per  lo  sviluppo  dell'economia
             turistica nella Regione siciliana"

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                               PREMESSO

     - che le recenti  e  ripetute riduzioni del T.U.S. (tasso ufficiale
     di sconto), attualmente al  3  per  cento, hanno reso ormai non più
     attuali ed antieconomici  i  contributi in conto interessi previsti
     dalla legge 1 luglio 1972, n. 32, divenuti addirittura superiori al
     tasso di  riferimento  praticato normalmente ed autonomamente dalla
     banche;

     - che gli enormi  costi necessari per la realizzazione di strutture
     ricettive impongono la  necessità  di  offrire un maggiore sostegno
     per tutte  le  iniziative del settore turistico-ricettivo. Infatti,
     il settore  dell'incremento della ricettività turistica costituisce
     sempre  di  più   l'unica   concreta   risorsa   e  prospettiva  di
     potenziamento dell'industria turistico-culturale-occupazionale;

     -  che le  notevoli  economie,  derivanti  dall'attuale  basso  TUS
     consentono   di   incrementare   l'intensità   delle   agevolazioni
     creditizie sia per numero che per quantità,

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE
               E PER ESSO L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE

     affinchè i contributi in  conto  interessi  previsti  dalla legge 1
             luglio 1972, n. 32, per le iniziative di cui all'articolo 1
             della legge 12 aprile  1967, n. 46, vengano resi pari al 10
             per cento del  tasso  ufficiale  di  sconto  in  vigore  al
             momento  dell'atto   di   erogazione   finale   del  mutuo,
             determinato  dalla   Banca   d'Italia  od  altro  organismo
             comunitario competente.  L'agevolazione  è  estesa ai mutui
             già perfezionati ed in ammortamento".

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,  Presidente della  Regione.  Io  non  saprei  dare
  subito una risposta. Accantoniamolo  un  attimo  in modo tale che
  l'assessore per il turismo possa approfondirlo.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 443, a firma
  degli onorevoli Fleres ed altri, di cui dò lettura:

             "Interventi finalizzati a promuovere e valorizzare il ruolo
             dei consorzi fidi

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - l'articolo 15  della legge n. 266 del 1997 ha apportato modifiche
     al Fondo centrale  di garanzia per le piccole e medie imprese volte
     a valorizzare il  ruolo dei consorzi di garanzia collettiva fidi di
     intermediazione tra il sistema bancario e le imprese;

     - con  recente  decreto adottato dal Ministero dell'industria e del
     commercio nel  dare  attuazione  al  citato  articolo 15 sono state
     invece   poste   condizioni  particolarmente  vantaggiose  per  gli
     istituti di  credito  con  la conseguenza di ridurre notevolmente i
     poteri di  contrattazione  dei  consorzi  fidi  nei confronti delle
     banche e con ricadute negative per l'attività delle imprese;

     CONSIDERATO CHE:

     - anche  recentemente, a livello comunitario con appositi programmi
     a favore delle  piccole  e  medie  imprese  è  stata riconosciuta e
     promossa   l'importanza  dei  consorzi  fidi  quale  strumento  per
     favorire l'accesso  al  credito  da  parte  delle  piccole  e medie
     imprese e l'abbattimento del costo del denaro,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     ad intervenire  nei  confronti del Ministero dell'industria al fine
     di  apportare  le  necessarie  modifiche  al  "Regolamento  recante
     criteri e modalità  per  la  concessione  della  garanzia  e per la
     gestione del fondo  di  garanzia per le piccole e medie imprese" di
     prossima pubblicazione, nel senso di ricondurre gli interventi alla
     loro originaria  finalità  di promozione e valorizzazione del ruolo
     dei consorzi fidi".

       L'ordine del giorno è improponibile.
       Si passa all'ordine del  giorno  444, a firma dell'onorevole
  Caputo, di cui dò lettura:

             "Iniziative per favorire lo sviluppo del Parco archeologico
             nel territorio di San Cipirello.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - sono stati recentemente definiti i lavori per rendere usufruibili
     i   resti   archeologici  di  Monte  Iato,  in  territorio  di  San
     Cipirello;

     -  l'apertura  del  parco  archeologico,  oltre  che costituire una
     importante   scoperta   culturale   e   monumentale  determina  una
     straordinaria  occasione  per il rilancio economico e occupazionale
     di tutto il vasto comprensorio iatino

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
                 L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI
                            E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
                    L'ASSESSORE PER IL BILANCIO E LE FINANZE
                    L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI
                              ED I TRASPORTI

     ad  adottare tutte le iniziative per favorire lo sviluppo del parco
     archeologico  e  per  il  rilanciarlo  in termini di fruizione e di
     gestione", a firma Caputo.

     Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi é favorevole resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che é stato presentato l'ordine del giorno 445. Ne
  do lettura.

             "Opportuni   provvedimenti  affinché  i  competenti  uffici
             regionali  del  settore forestale dispongano le perizie dei
             lavori affidati agli operai a tempo indeterminato.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - l'articolo 81 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, prevede
     che  per  esigenze di carattere permanente connesse alla esecuzione
     dei  lavori  condotti  in amministrazione diretta e più in generale
     alla  gestione  dei  boschi l'Azienda delle foreste demaniali e gli
     Ispettorati  ripartimentali  delle  foreste  si avvalgono di operai
     assunti a tempo indeterminato;

     -  ogni  anno  si  verificano  ritardi  nella predisposizione delle
     perizie  che  comportano non soltanto disagi per attività operativa
     degli operai ma anche nella erogazione delle relative retribuzioni;

     CONSIDERATO   che   tali  disagi  possono  essere  ovviati  con  la
             predisposizione  delle  perizie dei lavori entro il termine
             del 30 novembre di ogni anno

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
                 L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

     a dare disposizioni perché i competenti uffici dell'Amministrazione
     regionale  del settore forestale predispongano entro il termine del
     30 novembre  le  perizie  per i lavori affidati agli operai a tempo
     indeterminato".

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi é favorevole resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che é stato presentato l'ordine del giorno 446. Ne
  do lettura.

             "Interventi  finalizzati  a  garantire il servizio pubblico
             sanitario svolto dai poliambulatori medico-chirurgici.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - risulta che il Gruppo 39  dell'Assessorato regionale della sanità
     ha  sottoposto  alla attenzione dell'onorevole Assessore un decreto
     finalizzato  a  delimitare  l'esercizio delle attività sanitarie di
     "dy surgery"  solamente all'interno di strutture protette quali gli
     ospedali o le case di cura private;

     - ciò  comporta un danno irreparabile nei confronti di tutte quelle
     strutture  quali  i  poliambulatori medico-chirurgici sprovvisti di
     degenza o con la stessa limitata alle 12 ore o in "day hospital";

     - il  provvedimento,  se  firmato,  comporta non soltanto una grave
     compromissione  delle  attività  dei  poliambulatori,  che  oltre a
     garantire un servizio pubblico sanitario importante nel territorio,
     assicurano numerosi e qualificati posti di lavoro;

     -   determinerà,  altresì,  un  danno  erariale  notevolissimo  che
     inciderà pesantemente sul capitolo di bilancio della sanità, atteso
     che, mentre nei poliambulatori chirurgici, il servizio viene pagato
     per la  singola  prestazione,  nelle strutture sanitarie protette o
     nelle case  di  cura, viene doppiamente corrisposta l'indennità per
     prestazione e per la degenza ospedaliera,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

     a non emettere il prospettato provvedimento che rischia di arrecare
     danni in termini economici e occupazionali e a tutelare il futuro e
     le  attività  dei  poliambulatori  medico-chirurgici  operanti  nel
     territorio siciliano".

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   presidente della Regione.   E'   accettato  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  é  stato  presentato  l'ordine del
  giorno  447.  Non  é  compatibile  perché  non  é  attinente alla
  materia  in discussione. Comunico che é stato presentato l'ordine
  del giorno n. 448. Ne do lettura.

             "Iniziative a livello nazionale per la modifica del decreto
             legislativo  n.  20  del 29 gennaio 1998 che ha previsto la
             trasformazione dell'Istituto nazionale del dramma antico in
             fondazione.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PRESA VISIONE  del decreto legislativo  29  gennaio  1998,  n.  20,
             pubblicato dalla G.U. del  12/02/1998 serie generale n. 35,
             con  il quale si  opera  la  trasformazione  in  Fondazione
             dell'ente pubblico Istituto  Nazionale del Dramma Antico, a
             misura dell'art. 11 comma  1,  lettera  b,  della  legge 15
             marzo 1997 n. 59;

     SOTTOLINEATO che per molti anni la Regione siciliana ha contribuito
             a  garantire  e  potenziare  l'attività  dell'INDA  con  la
             erogazione di cospicue  somme  sulla  base  dei  consuntivi
             presentati,  somme che  hanno  raggiunto  la  considerevole
             cifra di 3.700 milioni l'anno;

     CONSIDERATO  che alla  Regione  siciliana  erano  riservate  alcune
             funzioni  garantite  dallo   Statuto  (intese  col  Governo
             nazionale nella scelta  del  Presidente designato, presenza
             nel Consiglio di Amministrazione, preventiva conoscenza dei
             programmi dell'INDA ecc.) e  che la composizione del C.D.A.
             vedeva la presenza minoritaria del Governo nazionale ed una
             massiccia presenza degli enti locali, (quattro membri della
             Regione Sicilia, del Comune di Roma, del Comune di Siracusa
             e dell'Amministrazione provinciale  di  Siracusa)  e  di un
             rappresentante dei suoi fondatori;

     EVIDENZIATO che ai sensi  delle  norme  di attuazione dello Statuto
             regionale tutti i  beni  archeologici  e  monumentali della
             Sicilia fanno parte  del patrimonio della Regione siciliana
             e  che  molti  dei   teatri  antichi  sono  stati  messi  a
             disposizione dell'INDA per le proprie attività teatrali;

     RITENENDO  indispensabile  conservare   il   ruolo   della  Regione
             siciliana  nella  politica   di   valorizzazione  dei  beni
             culturali  ed  ambientali   e   delle   più   significative
             iniziative culturali collegate  all'attività fin qui svolta
             dall'INDA;

     PRESO ATTO dell'avvenuta trasformazione dell'INDA in "Fondazione";

     PRESA VISIONE dell'ordine del  giorno  dal  Consiglio  comunale  di
             Siracusa col quale impegna  il Sindaco, il Presidente della
             Provincia ed il Presidente  della  Regione  ad  aprire  "un
             tavolo di trattative con  il Governo nazionale per porre in
             essere opportune  iniziative,  anche  legislative, affinché
             venga consolidata la centralità  del ruolo della città, con
             il riconoscimento della  sede  legale  ed amministrativa in
             Siracusa;

     VISTA la drammatica     situazione    debitoria    dell'INDA    che
             inevitabilmente si  riversa  negativamente  sulle  attività
             della "Fondazione",

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad elargire il  contributo  previsto  in  bilancio  collegandolo,
     oltre   che   agli   adempimenti   espressamente   previsti   dalla
     legislazione regionale, anche alla  riapertura  di  un  dialogo col
     Governo nazionale diretto a  modificare  il  decreto legislativo 29
     gennaio  1998,  n.  20, per  garantire  il  ruolo  che  la  Regione
     siciliana ha svolto nel  passato  anche  in  collaborazione  con le
     Università siciliane e assicurando  la  centralità  del ruolo della
     città  di  Siracusa  che  rimane  la  interprete  della  tradizione
     teatrale e dello studio dei lavori della classicità greca;

     - a garantire che il  ruolo  della  Regione  siciliana  sia  almeno
     paritetico con quello dello  Stato  e,  in ogni caso, proporzionato
     all'entità  dei  contributi e  degli  apporti  che  possono  essere
     garantiti alla fondazione  per  svolgere  una  qualificata attività
     culturale e sociale".

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

     BUFARDECI.  Signor presidente, onorevoli colleghi, io mi scuso
  per  l'orario,  ma  siccome  poc'anzi  abbiamo perso mezz'ora per
  vostre questioni  interne  e  non  era  il caso di perderla e qua
  parliamo  di  una  cosa  molto più nobile. Presidente Capodicasa,
  chiedo  la sua attenzione per una semplice ragione. Ho chiesto di
  intervenire  nonostante  il  suo  parere  favorevole, solo per un
  dovere   che  mi  corre  nei  suoi  confronti  che  é  quello  di
  aggiornarla perché alcune notizie che lei ha riferito quando sono
  intervenuto in ordine a quell'emendamento con il quale richiedevo
  maggiori  fondi  per  l'INDA,  mi  ha convinto che, forse, alcune
  notizie non le sono pervenute, non le sono giunte integralmente e
  io le  voglio rappresentare quello che é un fatto oggettivo e che
  consta  e  cioè  che  il  decreto  legislativo  al  quale  lei fa
  riferimento é vecchio del mese di maggio 1998, già nel giugno del
  1998  Walter  Clemoli  si  insedia  come  presidente  della nuova
  fondazione.
       Lo  statuto,  lei ricorderà che all'articolo 2 prevede degli
  adempimenti  che  deve  compiere  il presidente della fondazione.
  Quel  decreto legislativo prevedeva dei tempi e dei termini entro
  il  quale  il presidente doveva nominare il comitato scientifico,
  fare  lo statuto, termini che prevedevano, decorsi 150 giorni, il
  commissariamento, capisce bene che essendo decorso quasi un anno,
  quei termini sono stati disattesi.
       Da allora la scuola Giusto Monaco non é stata mai aperta e i
  fondi che la Regione dà per il 10 per cento, cioè per 300 milioni
  sono vocati esclusivamente alla scuola che non é stata riaperta.
       Il festival del quale oggi si riparla, festival dei giovani,
  che  si  vuole  celebrare  ora  a  Palazzolo, non produce più gli
  spettacoli  fatti,  tradotti,  studiati  e prodotti dall'INDA, ma
  spettacoli  di  giro, quindi, siamo di fronte ad una cosa diversa
  da quella che é stata la fondazione.
       La mia  parte  politica  e  io  qua non posso fare altro che
  ringraziare  tutti  i  firmatari  che rappresentano, sicuramente,
  tutte le forze  parlamentari  e, sicuramente l'onorevole Granata,
  anch'esso  della   provincia   di  Siracusa,  avrebbe  certamente
  sottoscritto, perchè va verso  il  segno  che  noi vogliamo che è
  quello di quella  centralità  di  Siracusa.  Nelle  modifiche noi
  abbiamo sempre detto che,  ad  esempio, il Presidente deve essere
  il sindaco pro-tempore di  Siracusa.  Abbiamo detto, al di là del
  colore politico, che  il  componente  deve  essere  il Presidente
  anche della provincia.
       Tutte queste cose mi spingono a dire che qualche notizia che
  lei  ha  riferito  è  assolutamente  sbagliata e, quando parla di
  posizioni debitorie, dice delle cose che non ci sono perchè, fino
  a quando era vivo il professore Monaco, era inattivo; ha lasciato
  anche un attivo di oltre 2 miliardi di credito Iva e negli ultimi
  3  anni  e  mezzo,  con  la  gestione Albini, siamo arrivati ai 7
  miliardi.
       Sono fatti oggettivi documentati, non vi dico nulla.  Quindi
  voglio soltanto  rassegnarle  queste considerazioni e ringraziare
  che  il Governo  effettivamente  si  impegni  accogliendo  questo
  ordine del giorno e  vada  in  quel  segno,  richiedendo anche al
  Governo nazionale un incontro  molto  vicino  nel  tempo,  in cui
  effettivamente si possono  portare  quelle  modifiche alla seduta
  fondamentale perchè la  Regione  e  Siracusa  riacquistino quella
  centralità che gli spetta.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, io su
  questo  tema  mi  augurerei  che  l'Aula,  o  forse  sarebbe  più
  opportuno la  Commissione  Beni  culturali,  svolga  un dibattito
  perchè evidentemente in  questo  vai  e  vieni  che c'è stato tra
  Siracusa, Roma e Palermo, tante notizie si sono un pò confuse.
       Le questioni che pone l'onorevole  Bufardeci a me sono note,
  non  sono  ignote  al  Governo,   proprio  perchè  abbiamo  avuto
  occasione di incontrare lo staff del  Ministero  che si occupa di
  questo,     in una riunione in  cui  doveva  essere  presente  il
  sindaco di Siracusa, il Presidente  della  provincia di Siracusa,
  il Presidente prof. Walter Le Moli, l'assessore ai beni culturali
  ed il sottoscritto,  poi,  il  Presidente  della  provincia ed il
  sindaco non ha  fatto  in  tempo  ad arrivare per disguidi aerei;
  però la riunione  si è tenuta e le assicuro, onorevole Bufardeci,
  che l'indirizzo  del  Governo  nazionale e dell'attuale direzione
  dell'Inda vanno in tutt'altra direzione rispetto a quello che lei
  e noi auspichiamo  e lei sa bene che, essendo la Fondazione ormai
  frutto di una legge nazionale ed essendo l'Istituto nazionale del
  dramma antico un istituto di emanazione nazionale, la competenza,
  la funzione ed il ruolo della Regione è una funzione sussidiaria,
  sia dal punto  di  vista finanziario sia dal punto di vista delle
  scelte di natura..., mi consenta...

     BUFARDECI. Alla Scala  di Milano il Presidente è il Sindaco di
  Milano.Sa quanti soldi  la  Regione  Lombardia  dà  alla Scala di
  Milano?.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Ma lasci stare la Scala,
  noi stiamo parlando dell'INDA di Siracusa.  Noi dobbiamo prendere
  atto che c'è una legge nazionale che ha stabilito.

     BUFARDECI. Possiamo favorire le modifiche.

     CAPODICASA,   Presidente  della Regione.   Noi   abbiamo   già
  discusso sulle modifiche..

     BUFARDECI. Chi le ha discusse, con chi le ha discusse?

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Ho  appena  riferito
  che abbiamo avuto  un  incontro  collegiale al Ministero dei Beni
  Culturali, preceduto da  una serie di incontri bilaterali tra noi
  e il prof. Walter Li Moli, dove c'è stato notificato che da parte
  della Direzione  della  Fondazione  si  intende procedere secondo
  certe linee.
       Ora cosa  interessa  alla  Regione  siciliana?  A mio avviso
  interessa che  l'attività  principale dell'INDA, che è costituita
  dalle manifestazioni del  Teatro Antico biennali che si tengono a
  Siracusa vengano  mantenute  a  Siracusa.  Che lì venga mantenuta
  l'attività principale  dell'INDA e che soprattutto - questo credo
  che ci interessi  -  non  ci  sia nelle altre attività che l'INDA
  vuole intraprendere  autonomamente, sulla base di scelte che sono
  decise dalla  Direzione,  che una legge nazionale ha legittimato,
  non entrino in  collusione,  in conflitto con gli interessi della
  nostra Regione e  della  città  di  Siracusa,  Dal punto di vista
  della qualità della produzione artistica e della sua esclusività,
       Perchè,  se   a  Pompei,  l'INDA  organizzasse  biennalmente
  manifestazioni di  teatro  classico  che  facessero concorrenza a
  Siracusa, è chiaro  che noi non potremmo starci; ma, se facessero
  un  balletto   classico   a  Pompei,  non  intaccando  quindi  la
  specificità delle manifestazioni siracusane...

     BUFARDECI. Ma, lei non conosce l'INDA...

     CAPODICASA, Presidente della Regione.  Onorevole Bufardeci, le
  posso assicurare  che  la  conosciamo,  perlomeno tanto quanto la
  conosce le, e  le  assicuro,  allora,  che  è lei che non conosce
  quali sono gli  orientamenti  della  nuova Direzione e, visto che
  siamo su questo piano, invito il Presidente della Commisione Beni
  culturali a  convocare una riunopne su questo specifico argomento
  alla presenza del Presidente della Commissione, il prof. Le Moli,
  e chiariremo in quella sede.
       Mi pare del  tutto superluo che noi continuiamo svolgere una
  discussione che,  ovviamente  non  ha  basi comuni di conoscenza,
  visto che l'onorevole  Bufardeci  ritiene che non siano queste.
       Io Le posso assicurare che nelle riunioni che abbiamo tenuto
  e alla luce  della  normativa  nazionale  la situazione è questa.
  Quindi, mi pare  chiaro  che  per  quanto  riguarda  il contenuto
  dell'ordine del giorno  noi  possiamo concordare ma questo, a mio
  parere, non sposta di una virgola la situazione attuale, per come
  si è determinata.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine  del  giorno n. 448, a
  firma degli onorevoli Spagnia, Ortisi,  Martino  ed  altri.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  442,  che  era stato
  accantonato: 'Modifiche ed integrazioni alla legge 1 luglio 1972,
  n.  32, recante  'Provvedimenti  per  lo  sviluppo  dell'economia
  turistica  nella  Regione  siciliana"',  a  firma degli onorevoli
  Cimino, D'Aquino ed altri.

     CAPODICASA,   Presidente   della   Regione.  Lo  accetto  come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Viene accettato come raccomandazione; i firmatari
  sono d'accordo?

     CIMINO. Sì.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE  DEL DISEGNO DI
    LEGGE NN. 815-853-866/A

     PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale del disegno di
  legge  nn. 815-853-866/A:  'Bilancio  di previsione della Regione
  siciliana  per l'anno finanziario 1999 e bilancio pluriennale per
  il triennio 1999-2000'.
       Pongo   in   votazione,  per  intanto, l'ampia  delega  alla
  Presidenza per il coordinamento formale  del testoi.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvata)

     LA GRUA . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, da qui a poco
  l'Assemblea, in quest'ora così  mattiniera, andrà ad approvare il
  bilancio  della  Regione.   Ma   vorrei   dire   fin   d'ora  che
  l'approvazione di questo  bilancio  non autorizza alcun esponente
  della maggioranza a cantare  vittoria.  Quello che sarà approvato
  dall'Assemblea è un bilancio a nostro parere ingessato e di corto
  respiro  che  non  consentirà   di   proseguire   la  strada  del
  risanamento avviata dai precedenti governi di centro-destra.
       Il Parlamento con questa  approvazione  adempirà soltanto ad
  un atto dovuto per  non  penalizzare ulteriormente un'economia in
  piena emergenza, come è oggi  quella siciliana. Il bilancio della
  Regione   sarà    approvato    grazie    all'atteggiamento    non
  ostruzionistico dell'opposizione  di centro-destra. Riteniamo che
  il  Governo  Capodicasa  abbia   adesso  esaurito  la  sua  breve
  esistenza.  Naufragata  con   il   ribaltone   l'esperienza   del
  centro-destra, fallita per autoconsunzione la breve parentesi del
  centro-sinistra, occorre adesso aprire  in tempi rapidi una nuova
  stagione  di confronto fra  le  forze  politiche  per  completare
  l'attuale difficile fase di transizione, ridare vigore al cammino
  delle riforme e gestire una  più efficace politica di risanamento
  dei conti della Regione,  favorendo  l'occupazione e lo sviluppo.
  Siamo disponibili a  rispondere  favorevolmente  all'appello  del
  Presidente  della  Regione  perché  in  questa  fase  della  vita
  politica regionale nessuno può responsabilmente tirarsi indietro,
  ma l'onorevole  Capodicasa  deve coerentemente riconoscere che la
  maggioranza su cui si  basa  il  suo  governo  non è in grado, da
  sola, di centrare alcun obiettivo e che il suo autobus è arrivato
  al capolinea.  Solo allora potrà partire un'altra corsa.

     LO CERTO . Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO CERTO . Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, in questa
  mia breve esperienza parlamentare  non  mi  era  mai  capitato di
  vedere tanta professionalità,  competenza  quanta  ne ha espresso
  l'attuale assessore al  bilancio  nel motivare tecnicamente tutta
  una serie di no che sono  strumentali,  a  volte settari ed altre
  volte  anche  di   posizioni  politiche  che  la  professionalità
  tecnica, certamente, a volte  offusca.  Certamente, tutte le cose
  che potevano interessare  Palermo  o  un  candidato probabilmente
  sono stati fatti, una  cosa  che  interessava  un altro candidato
  della  stessa lista, non  è  stata  fatta.  Questa  è  piccineria
  politica perché il 13 giugno  passa  presto,  non si fanno queste
  cose ed io per questo, lo  voglio  dire, annuncio comunque la mia
  astensione al voto per il bilancio.

     ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  annunciare  il  voto  contrario  del  mio  gruppo parlamentare al
  bilancio e  lo  faccio  con  la  consapevolezza  di chi si è reso
  conto,  nel  delicato passaggio che ha visto prima l'approvazione
  della finanziaria  e  poi il bilancio al vaglio di quest'Aula, un
  dato reale  cioè  quello  che per la prima volta dopo due decenni
  questa  Assemblea  Regionale,  pur  non correndo il rischio dello
  scioglimento  per  la  cadenza  dei  tempi  che   ci  siamo dati,
  certamente ha clamorosamente sforato il termine del 30 aprile che
  è l'ultimo  che la legge ci assegna per approvare il bilancio. Ed
  evidentemente  tutto  ciò  non  può  che  essere attribuito a una
  responsabilità  del  Governo  nella  conduzione  di tutta la fase
  preliminare   al  bilancio  che  risiede,  appunto,  nella  legge
  finanziaria.
       Oggi  ci troviamo quindi ad approvare questo bilancio, al di
  là della evidente constatazione del senso di responsabilità delle
  opposizioni anche  per  un  clima  complessivo  che si è venuto a
  creare e  che  è  il clima di una Assemblea che si trova sotto la
  minaccia di un ipotetico scioglimento e che quindi, pur essendosi
  espressa  nella  piena  propria sovranità, ha certamente avuto un
  condizionamento  di  merito  nell'affrontare le singole questioni
  poiché non tutto poteva essere sostenuto fino in fondo, anche per
  ragioni  di  sintesi  e  per  ragioni  di  equilibrio rispetto al
  percorso temporale che ci si era dati. Ed è il tipico caso che si
  verifica  quando  l'avere sbagliato il binario dal punto di vista
  procedurale,   impone   poi   un  deragliamento  al  treno  della
  democrazia effettiva, quella che consente alle forze politiche di
  confrontarsi   approfonditamente   sull'atto   principe   di  una
  Assemblea  elettiva  che  è appunto lo strumento finanziario e lo
  strumento del bilancio.
       Noi ci  auguriamo  che  per  l'anno  prossimo e per tutte le
  scadenze in cui ci si dovrà trovare a confrontarsi nel merito con
  disponibilità  di  tempo,  tutto ciò non abbia più a verificarsi.
  Ci  auguriamo  che  la maggioranza e l'opposizione si confrontino
  per  tesi   contrapposte   e   cogliamo   quanto  dichiarato  qui
  dall'onorevole Lo Certo con tutta la gravità che quanto affermato
  rappresenta sia  sotto il versante del merito delle dichiarazioni
  sia  per  quanto   riguarda  la  loro  forza  politica,  cioè  la
  promanazione dall'interno  della  maggioranza.  Ecco io credo che
  questo sia  un  ulteriore  elemento  che dovrebbe invitare questo
  Governo a  riflettere.  Noi  crediamo di avere dato testimonianza
  alla Sicilia di  essere portatori di una cultura di Governo che è
  la cultura di  chi  si  rende conto della necessità di coordinare
  sempre le esigenze e le istanze di una parte con le esigenze e le
  istanze del  popolo siciliano. Ecco perché noi nell'annunciare il
  nostro voto  contrario a questo bilancio ribadiamo l'auspicio che
  il governo colga  questa ulteriore occasione che l'Aula in queste
  condizioni  gli   offre   per   compiere  in  modo  assolutamente
  risolutivo  e   definitivo  quella  verifica  che  noi  riteniamo
  assolutamente eufemistica rispetto alle condizioni del Governo.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente  e  onorevoli  colleghi, anch'io
  ritengo   che   con  l'approvazione  del  bilancio,  se  ci  sarà
  stamattina,  si  chiude  una pagina della vita di questo Governo.
  Una  pagina  travagliata  della  vita  di  questo Governo. Questo
  bilancio  non  compie  grandi  scelte.  Non  compie grandi scelte
  discriminanti   sul   terreno   del   lavoro,   dello   sviluppo,
  dell'ambiente,  della  valorizzazione dei beni culturali. Abbiamo
  avuto  un  bilancio  ingessato ed anche una chiusura eccessiva da
  parte dell'Assessore al bilancio. Io non rimprovero all'Assessore
  al  bilancio  di  aver favorito Orlando rispetto a Bianco, questa
  cosa   riguarda   il   Movimento   dell'Asinello  ed  il  Partito
  dell'Assessore e  l'onorevole Lo Certo. Spero che non ci si debba
  muovere in un Parlamento servendo questo o quel candidato.

     PIRO.  Assessore per  il  bilancio e le finanze. Lei dica come
  la pensa.

     FORGIONE.  Su  che  cosa?  Sull'Asinello. Io non sto prendendo
  parte. Sto  dicendo  che  non  mi  interessa questo scontro e non
  credo che ci si è mossi e ci si debba muovere per favorire questo
  o quel candidato. Non credo che un bilancio della Regione serva a
  questo e  non  la  sto  accusando di questo onorevole Piro. Stavo
  dicendo  esattamente  l'opposto, che per quanto mi riguarda non è
  questo il problema. Il problema è che mancano scelte discrimanti.
  Che mancano scelte discriminanti in questo bilancio e noi avremmo
  preferito  vedere  da  parte  del  Governo  e  dell'Assessore  al
  bilancio  maggiore  apertura,  soprattutto  su  alcune  istanze e
  richieste  sociali  e  alcuni  aspetti di critica che sono venuti
  anche   dalle   organizzazioni  sociali  e  dalle  organizzazioni
  sindacali  di  questa  Regione.  Le  critiche  che noi facciamo a
  questo  bilancio  sono  le  critiche  che  sono  venute in queste
  settimane  e  in  questi  giorni  da  parte  delle organizzazioni
  sindacali,  da  parte  di  settori  sociali  di riferimento della
  stessa maggioranza di questo Governo.
       E' questa  la  critica che noi facciamo e spero che d'ora in
  poi ci si possa confrontare diversamente, anche con tempi diversi
  e mettendo le opposizioni nelle commissioni in grado di lavorare,
  di sapere  che  cosa si deve emendare e le proposte che si devono
  fare, e non solo stretti dai tempi e da una volontà evidentemente
  dilatoria anche  del  Governo a trovarsi di fronte ad un out-out.
  Ecco  queste  sono  le  critiche  che  noi  facciamo.  Io  credo,
  onorevole  Presidente  della  Regione, che lei non deve ascoltare
  molto le  sirene della destra. Noi non appoggiamo il suo Governo,
  non lo  sosteniamo,  crediamo  che  vive  in  una  fase  di crisi
  permanente con pezzi di questa maggioranza con la valigia in mano
  da un  polo  all'altro  e  questo non fa onore ai trasfughi di un
  polo e  a  quelli dell'altro. Ma crediamo che le sue affermazioni
  sulle  riforme  e  sulle  maggioranze che debbano fare le riforme
  rispecchino una  posizione  che  lei ha tenuto sempre Presidente,
  dall'opposizione prima e da Presidente della Regione poi.
       Che  le  riforme  le  fa il  Parlamento  e  non  maggioranze
  politiche.
       E che le riforme istituzionali, come quella della burocrazia
  e come quelle elettorali, le deve fare  un  Parlamento, al  di là
  delle  appartenenze  a  maggioranze politiche.
       Se questo è lo spirito io non  vedo  lo spettro delle larghe
  intese, che per me sarebbe uno spettro deleterio. Ma vedo,invece,
  una  disponibilità  rispetto  alla  quale  lei  troverebbe  anche
  sensibile  e pronto al  confronto  Rifondazione  comunista  nella
  distinzione dei ruoli di maggioranza e  di  opposizione.
       Un  ciclo si è chiuso.  Speriamo che  il  prossimo  non  sia
  quello né  dell'"inciucio" né  dello scambio di una sopravvivenza
  così piatta e perennemente barcollante del suo Governo.

     PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  visto che
  ci siamo svegliati...
       Mi  dispiace,  io  tentai di addormentarmi  e  non  ci  sono
  riuscito. Tentai di capire il significato  di  questo  ordine del
  giorno e non ci sono riuscito.
       Avevo   preso  atto  che   sul   bilancio   abbiamo   volato
  tutt'attorno perché  non era una cosa seria,  e  però le cose che
  sono venute fuori meritano un minimo di attenzione.
       Che  cosa  voglio  dire?  Se  le   cose   che  dice  stasera
  l'onorevole Lo Certo, che l'hanno portato all'astensione, fossero
  vere, e ci sarebbe veramente da preoccuparsi.
       E, tuttavia, se le ha  dette,  certamente,  qualche  ragione
  l'avrà.
       Da parte mia debbo dire che ogni tanto leggo ed ascolto.
       C'è sempre una prima volta in ogni cosa. E questa è la prima
  volta che mi capita.
       Di  votare  una  finanziaria che non  conoscevo  e  che  non
  approvavo. E di votare un bilancio che non conosco e non approvo.
       Non  arrivo  alle  conclusioni  di  astensione  per  serietà
  politica e per un mio modo di comportarmi.
       Ma  io  non apprezzo, non approvo il  metodo  e  come  si  è
  arrivati alle conclusioni di questo bilancio.
       Non lo conosco. E' la prima volta che mi capita.

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Se lo poteva studiare.

     PELLEGRINO. Non ho avuto il tempo di  studiarlo.  Non è che tu
  non ci puoi fare niente, Presidente. Presidente,  lei  se  lo può
  permettere, ed io sono contento.
       Vede, io ho avuto e continuo ad avere un grande rispetto per
  la capacità tecnica ed anche conoscitiva dell'onorevole Piro.
       Ma, per la verità, ritenevo che nel  suo  ruolo  di Governo,
  lui avesse tolto parecchio alla  sua  concezione  "gruppettara" e
  spesse volte faziosa delle scelte che si vanno a compiere.
       E' un mio giudizio personale. Può darsi  che  io  sbagli. Ma
  siccome sono abituato ad essere franco,  anche quando ho rispetto
  nei confronti degli uomini, debbo dire che  il  mio  giudizio  su
  questa vicenda del bilancio, non è un giudizio positivo.
       Detto  questo,  intervengo, Presidente  della  Regione,  per
  un'altra  ragione.
       A casa sua, nella sua  sede,  Rinnovamento italiano pervenne
  ad  una verifica. Però in quella  sede  onorevole  Capodicasa  fu
  posto un problema: la necessità di  capire  se questa coalizione,
  che riteneva e ritiene di essere una  cosa  seria,  poteva essere
  estesa e presente in tutto il territorio siciliano.
       Ci si disse che avevamo ragione e  ci  si  disse che eravamo
  vincolati a fare una verifica. Non  è  stata  fatta,  Presidente.
       Abbiamo questa sera chiuso un  ciclo.  Da  domani ricomincia
  la politica.
       Si sono consumati  fatti  gravi alla Provincia di Siracusa e
  al  Comune   di   Siracusa   dove  noi  poniamo  ufficialmente  e
  formalmente questa  sera  l'esigenza di un incontro immediato dei
  partiti  del   centro   sinistra.   Perché   se   dovesse  essere
  legittimato il  comportamento  di  chi  ritiene  che  a  soggetti
  espulsi   dal   proprio  schieramento  possano  essere  mantenuti
  all'interno di una  maggioranza  e  al  partito che adotta questi
  provvedimenti o si  trova  in  quella  condizione non deve essere
  ritenuta  legittima  una  rappresentanza nelle istituzioni allora
  onorevole Franco  Piro  ritengo  che  questa coalizione di centro
  sinistra non funziona.
       Quindi o troviamo  il  modo  di  aggiustarla  sul  piano dei
  comportamenti, a  prescindere  dai  problemi, dai contenuti e dal
  rilancio  ma   noi  abbiamo  l'esigenza  urgente  d  vederci  per
  discutere di  politica, Presidente della Regione.  Ho cercato con
  insistenza l'onorevole Fava. Ho detto all'onorevole Spagna che lì
  a Siracusa è "pezzo  da 90" nel senso più bello della parola, che
  questa  questione   non  consente  più  tolleranze  da  parte  di
  Rinnovamento Italiano.  E  quando  dico  tolleranze  non è che lo
  faccio per fare  minacce  ma  perché  il disimpegno di un partito
  rispetto ad una  concezione  di  una  coalizione  di  questo tipo
  diventa un fatto  naturale.  O voi mi proverete in tempi brevi, a
  prescindere dal modo come ci comportiamo che questa coalizione ha
  la capacità di  richiamare il territorio nel suo complesso, non a
  Calascibetta, ma a Siracusa provincia.

     CRISAFULLI,  Assessore  alla  Presidenza.  Perché Calascibetta
  com'è?

     PELLEGRINO. Calascibetta  è  un  comune importante ma non è né
  capoluogo di provincia né provincia.

     CRISAFULLI, Assessore alla Presidenza.  Ma lo può diventare.

     PELLEGRINO. Gli  auguro  che lo diventi, anche perché è il suo
  regno, ella  è  capace di inventare una soluzione anche di questo
  tipo. Ma in attesa di una soluzione di questo tipo rimane il dato
  che a  Siracusa, Provincia e Comune, vogliamo legittimata prima e
  non dopo  le  elezioni  europee  la  rappresentanza  politica nel
  Governo della  città e della Provincia, di Rinnovamento Italiano.
  Quindi a conclusione di questo bilancio...

                   (Interruzione dell'on. Forgione)

     PELLEGRINO.  Vorrei  dire  nessuno  si  stupisca  che  se  non
  troviamo un  chiarimento e un rispetto su queste cose, che questo
  Governo può  non  arrivare  alle  europee  perché  su problemi di
  questo tipo  ognuno  ci  rimette  la propria dignità e la propria
  legittimazione.  E possiamo scherzare con la Commissione bilancio
  e possiamo  scherzare anche con il bilancio dell'Assessore per il
  turismo, ma  non  possiamo  scherzare su questioni che acquistano
  questa valenza. E avevo l'obbligo di rassegnarle a conclusione di
  questo dibattito  onorevole  Di Martino. C'è un sistema e un modo
  di comportamento  he  a  Rinnovamento Italiano non sta bene. O lo
  facciamo  rientrare  nei  canali della correttezza o diversamente
  saremo obbligati a trarne le conseguenze.

     RICEVUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RICEVUTO.   Signor   Presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione, onorevoli  colleghi,  non  sarò certo io a dare a questo
  punto arrivato un giudizio  positivo nel merito del bilancio. Non
  lo hanno fatto prima di  me  esponenti della maggioranza e non lo
  farò tanto meno io. E comunque al di la di ogni cosa i socialisti
  siciliani  non  volendo   entrare   nel   merito   del  bilancio,
  ritenendolo insufficiente per  le  prospettive  di sviluppo della
  Regione  siciliana, non  volendo  entrare  nel  merito  ritengono
  comunque di votare a favore del bilancio della Regione.  E questo
  è in coerenza con  quanto  i socialisti siciliani hanno sostenuto
  già in occasione  dell'esercizio  provvisorio  e  del  disegno di
  legge finanziario.
       Lo fanno per motivazione di ordine tecnico ed istituzionale.
  per motivazioni  di  ordine  tecnico perché comunque si consente,
  attraverso  uno  strumento  certo  di  considerazione  di  ordine
  economico, comunque  a  tanti settori della economia siciliana di
  sostenere le  proprie  ragioni  di  natura  istituzionale  perché
  questo consente  la  salvaguardia  della autonomia siciliana e la
  stessa sopravvivenza della Assemblea regionale siciliana.
       Però, non  ci  sfugge,  con  queste  motivazioni  di  ordine
  tecnico ed istituzionali,  votiamo  a favore del bilancio, non ci
  sfugge che il  voto  favorevole  dei  socialisti  concorre  a far
  superare una fase  delicata  della vita di questo Governo, la cui
  maggioranza,     già     risicata,    è    andata    riducendosi,
  ridimenzionandosi  nel   corso   di  questi  ultimi  temi.  E  le
  dichiarazioni di questa  sera  rese  in  Aula  ne  sono un'ampia,
  palese dimostrazione.
       Quindi,   ènecessario,  una  volta  approvato  il  bilancio,
  procedere in direzione  di  una verifica di una consistenza della
  maggioranza.   D'altronde  lo  stesso  Presidente  Capodicasa  ha
  annunciato, in precedenti  circostanze,  di  voler  procedere  in
  questa  direzione per  verificare  lo  steso  di  attuazione  del
  programma   da    parte    della    maggioranza   e   l'eventuale
  autosufficienza della maggioranza.
       A  noi   piace   ricordare   che   abbiamo  sempre  ritenuto
  insufficiente questa  maggioranza  a  dare  risposte  concrete  e
  possibile, sostanziose e sostanziali alle esigenze dei siciliani.
  Ed è una  insufficienza, questa, che nasce dalla pretesa di voler
  calare nella  realtà  regionale  uno schema di bipolarismo rigido
  forzato che è sostanzialmente fallito in questa circostanza e che
  è stato la causa del fallimento dei precedenti governi del centro
  destra.
       Noi non abbiamo  mai  fatto  parte  di governi, nè di centro
  destra, nè  di  centro sinistra, ritenendoli, appunto, uno schema
  bipolare forzato, uno  shema  che  non  teneva  conto del modo di
  elezione dell'ARS. Ecco,  però,  una volta che constatiamo che il
  bipolarismo è fallito in Sicilia, riteniamo di dover entrare "con
  i piedi nel piatto"  con tutto il carico delle nostre idee, e con
  il bagaglio delle nostre esperienze, nella politica.
       E  con   tutto  questo  facendo  finire  l'alibi  di  quanti
  ritenevano che  i  socialisti  non  avessero  la  possibilità  di
  assumersi delle  responsabilità.  Noi  siamo pronti a considerare
  altre ipotesi governative  che  non  vadano  in  direzione  della
  riproposizione rigida del  centro  sinistra  o del centro destra;
  che non vedano  assolutamente  possibile  la  proposizione  di un
  governo di larghe intese, perché  per  noi - lo abbiamo già detto
  in altre circostanze -  è  un  polpettone  senza sapore, privo di
  contraddizioni che rischierebbero  di  scoppiare  sin dal momento
  del primo vagito, non siamo alla ricerca di premi, non siamo alla
  ricerca di assessorati,  siamo  alla  ricerca  di  una  possibile
  politica di chiara  impostazione  riformista.   Una  politica che
  vede il prossimo governo  impegnato  in direzione sì dei problemi
  della occupazione, dei  problemi  dello  sviluppo,   ma  che veda
  anche  e in prima  battuta,  impegnato  il  prossimo  governo  ad
  affrontare   il    problema    della   riforma   burocratica   ed
  amministrativa della Regione e  in  primo  luogo ad affrontare il
  problema  della  riforma  elettorale  che,  per  quello  che  ci
  riguarda, deve essere  di chiaro sapore proporzionalista, seppure
  con  gli  sbarramenti,   seppure   con  i  premi  di  maggioranza
  contemperando il  principio  dell'elezione diretta del Presidente
  della Regione che abbiamo introdotto con il disegno di legge-voto
  approvato in questa Aula.

     COSTA.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Nel ha facoltà.

     COSTA.   Signor Presidente, onorevoli colleghi  io  brevemente
  per  comunicare innanzi tutto il voto contrario del CCD  e  anche
  per dire che non ci convince e non ci soddisfa soprattutto questo
  bilancio.  Ma soprattutto per dire, avendo ascoltato attentamente
  i colleghi che mi hanno preceduto per dichiarazione di  voto, che
  ad  un  governo  si  può  votare no per i percorsi  politici  che
  intraprende e si può chiedere chiarezza ed unità di  intendi  sui
  percorsi politici che deve intraprendere.  Ma ad un  governo  non
  so fino a che punto si possa dire "non conosco il  bilancio,  non
  ho conosciuto la finanziaria però... se a Siracusa  troviamo  una
  ragione di intenderci, il percorso continua".
       Credo che questa maggioranza oggi non esista più.  Credo che
  è  palese che il percorso che doveva compiere doveva  portare  ad
  una  scadenza  elettorale  che  oramai è alle porte e  credo  che
  probabilmente o che finalmente se qualcuno vuole accorgersi che i
  percorsi politici che si devono fare sono  percorsi programmatici
  per il bene di questa terra, probabilmente più che coalizioni che
  risultano  accozzaglie  -  e  lo dico  soprattutto  all'onorevole
  Turano che ha fatto bene ad intervenire sulla  questione politica
  vera che riguardava uno degli argomenti che è stato a cuore anche
  a  noi  e  che  è  quello  della  riqualificazione  della  fascia
  costiera, perchè è stata una prevaricazione quella a  cui abbiamo
  assistito  questa  mattina  in  questa  Aula perchè quando  si  è
  discussa  la finanziaria si paventava la crisi di governo  se  in
  finanziaria  si discuteva del riordino della fascia  costiera,  e
  poi in bilancio, dopo avere fatto diverse ore di lavoro in questa
  Aula,  si  presenta un ordine del giorno da quella  stessa  parte
  politica  che dice "ma la prima cosa che dobbiamo fare  domani  è
  quella di riqualificare e di riordinare la fascia costiera".
       No, non sono queste le cose che fanno recuperare la politica
  soprattutto a chi ha sempre remato contro le problematiche reali.
       Se  questa  maggioranza vuole continuare ad  intendersi  sui
  percorsi  che  non  sono  per niente percorsi  programmatici,  lo
  faccia.   Ma  risponderà  certamente  ai siciliani alla  fine  di
  questo  quinquennio  dello  sfacelo che sta lasciando  in  questa
  terra.  Noi speriamo, onorevole Turano, che amici come  te,  come
  altri che si sono riconosciuti nella coalizione  di centro-destra
  riflettano  e  la smettano di dare sponda e spalla a chi  per  la
  verità  sta  insieme  senza programmi, senza ideali ma  solo  per
  obiettivi  che  sono  poi  obiettivi di potere che  non  lasciano
  certamente niente a questa terra.

     NICOLOSI.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in  più
  occasione ho avuto modo di segnalare al Presidente della Regione,
  alle forze politiche più rappresentative di questa  coalizione di
  maggioranza che al di là delle difficoltà enormi che  la  Sicilia
  attraversa,  la  transizione  infinita  che  non  si   riesce   a
  concludere e di cui in qualche modo anche il voto che  andremo  a
  dare da qui a poco al bilancio, che io certamente  non approverò,
  ne sono testimonianza, ho avuto modo di sollecitare  la necessità
  di una iniziativa che superando la logica degli steccati  e degli
  schieramenti,   raccogliesse   le   energie,   le   forze   delle
  rappresentanze  più  significative  di  questo  Parlamento  e  le
  mettesse insieme su un programma su punti qualificati e urgenti e
  li approvasse.  Registro, ho registrato opposizioni  ancora  oggi
  qualcuno dice che questo non è il cammino che andrebbe  fatto, si
  sentono ancora ipotesi  di governi futuri e futuribili, sarebbero
  il quarto o il quinti, chissà da qui alla fine della legislatura,
  intorno a logiche di schieramento che a mio avviso non potrebbero
  che dare risultati che sta  dando questo Governo, che certo fa le
  cose possibili, le fa come  le  può  fare,  ma  registrando delle
  difficoltà, delle erosioni  continue,  e  non potrebbe che essere
  così perchè non c'è  nella  condizione  politica,  non  c'è nella
  condizione  della  coalizione   che  si  è  formata,  intanto  la
  legittimazione popolare che pure  il  centro  destra  aveva  e ha
  avuto grandi limiti.
       Invece qui non c'è  neanche questo. Presidente e amici delle
  forze politiche del Centro  sinistra  - mi riferisco a quelle che
  hanno una tradizione di presenza  in  quel campo - non è così che
  si può chiudere questa legislatura
       Sono cresciute  in quest'Aula delle significative esperienze
  di deputati che a mio  avviso  hanno un futuro in questa regione.
  Non  c'è  stata  la   condizione   politica   tra  i  partiti  di
  quest'Assemblea, che abbia consentito e possa ancora consentire -
  secondo logiche di schieramento - di superare questa fase.
       Mi stupisce come  un  partito  che mostra una consapevolezza
  rilevante della  vita  politica  siciliana,  qual'è  Rifondazione
  comunista, che ancora  nega  un'opportunità di agevolare il corso
  di un cammino per la  formazione  di  un governo di programma. Mi
  stupisce perchè avverto  molta  responsabilità  su  quel versante
  epperò una dura opposizione  a sinistra, da solo a sinistra oggi,
  non domani, quando andremo  a  votare  ancora  per l'oggi per gli
  schieramenti alternati. A  sinistra  oggi  non c'è la condizione,
  non c'è la maggioranza,  non  c'è  la  possibilità  di  varare un
  Governo che abbia una capacità operativa.
       Non c'è nel Centro  destra; c'è soltanto mettendo insieme le
  grandi  forze  di  una   parte   e   dell'altra,   le  forze  più
  responsabili, le forze che  hanno  più  radicamento, le forze che
  hanno una tradizione  di  presenza  politica, che possono appunto
  far guardare al futuro  con  maggiori  speranze, non su logiche e
  interessi di potere.
       Chiusa questa fase, con l'elezione del capo dello Stato, con
  le elezioni europee  comincia la fase della stabilizzazione della
  politica italiana. Il Capo  dello  Stato durerà sette anni e sarà
  il primo elemento  stabilizzante.  Le  elezioni  europee  diranno
  quali sono i partiti  nazionali  che  avranno  un  futuro, in una
  logica bipolare, al di  là  del  sistema  del sistema elettorale,
  maggioritario  o  proporzionale   -   se   proporzionale  con  lo
  sbarramento - le logiche  dei  rapporti futuri saranno logiche di
  rapporti alternativi.
       Allora inseguire cose  che  non hanno questo sapore, secondo
  me  è un limite  che  consente  purtroppo  a  quelli  che  ancora
  inseguono fatti particolari,  di  trovare  spazio,  ma fa perdere
  alla Sicilia ancora  un'occasione  di  potersi avviare finalmente
  verso la fine della transizione e verso il futuro.

     ADRAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ADRAGNA. Onorevoli colleghi, pochissime parole per dire che il
  Gruppo del partito popolare  italiano da il suo parere favorevole
  al bilancio, in coerenza  con  l'impegno  che  il gruppo ha avuto
  nella  realizzazione  di  tutti  gli  impegni  all'interno  della
  maggioranza, che si è preso, e relativamente a tutta una serie di
  problematiche che sono state portate avanti.
       Certo, così come  per  la finanziaria, l'occasione persa per
  realizzare uno strumento  ancora  più  efficace, così come questo
  bilancio che contiene  tutta  la  precarietà di tempi sicuramente
  non  adeguati,  e che  non  rende  completamente  quello  che  le
  premesse  dovevano   sicuramente  realizzare,  potevano  portare.
  Ciononostante noi siamo  convinti  che  dei  passaggi  in  avanti
  ancora  si  sono   realizzati,   e  questi  passaggi  significano
  sicuramente  un'opportunità   che   ancora   una   volta   questa
  maggioranza ha determinato  col  voto  che questa sera consegnerà
  comunque un bilancio ai siciliani.
       D'altronde  l'ostinazione  con  cui  parte  dell'opposizione
  continua a richiamare una  scelta già per molti versi dichiarata;
  lo stesso mio Presidente,  Fausto  Spagna  ha detto più volte che
  immediatamente dopo il bilancio  si  apre  una  fase di verifica.
  Soprattutto  di      manifestazione   diverse   di   volontà   di
  appartenenza  a questo o a  quell'altro  gruppo,  a  questo  o  a
  quell'altra coalizione. Per cui é molto importante in questa fase
  definire i due passaggi di fondo.
       Il primo  é indubbiamente una caratterizzazione estremamente
  positiva di un percorso  che,  a partire dal voto realizzato come
  primo atto della legge  sulla  dismissione  degli  enti e via via
  successivamente, con i  numeri che questa maggioranza, in maniera
  sempre risicata, ha avuto,  ma  che  ha  portato avanti esaurendo
  all'interno di impegni  delle  posizioni  che  erano estremamente
  difficili e complicate e  che  non  avevano  consentito  prima la
  possibilità di determinare le leggi in questioni.
       Oggi, questa capacità di determinare un percorso interno che
  alla fine dovrà dirci fino  a quando, ancora una volta, su questi
  nuovi problemi che abbiamo dichiarato anche all'interno di quegli
  impegni, sulla legge  elettorale,  sulla  riforma  della Pubblica
  Amministrazione, quant'altro ancora debba servire affinché questi
  impegni che abbiamo preso li possiamo portare avanti.

  VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE  NOMINALE  DEL DISEGNO DI
  LEGGE: "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
  FINANZIARIO 1999 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 1999-2001
  (nn. 815-853-866/A)

     PRESIDENTE. Si passa  alla  votazione  finale  del  disegno di
  legge  n.  815-853-866/A.  Invito  i  deputati  a  munirsi  della
  relativa scheda per la votazione elettronica.

       Indìco  la  votazione  per  scrutinio  palese  nominale  del
  disegno di legge: "Bilancio di previsione della Regione siciliana
  per  l'anno  finanziario  1999  e  bilancio  pluriennale  per  il
  triennio 1999-2001". (nn. 815-853-866/A).
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

        Presenti e votanti 61
        Astenuti 4
        Maggioranza 31
        Hanno votato sì 38
        Hanno votato no 19

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    Onorevoli colleghi, dichiaro  chiusa  la  sessione.  I deputati
  saranno convocati a domicilio.

    La seduta è tolta alle ore 6.50 di sabato 8 maggio 1999.

          (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 8.10)