Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 01.05.
LIOTTA, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 351: "Iniziative
per garantire la piena operatività del Direttore generale
dell'Azienda unità sanitaria locale (A.U.S.L.) n. 8 di Siracusa."
Propongo che la determinazione della data di discussione
venga demandata alla Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 815/A: "BILANCIO DI
PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 1999
E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 1999-2001"
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge "Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 1999 e bilancio
pluriennale per il triennio 1999-2001" (815/A). Relatore di
maggioranza l'onorevole Di Martino, relatore di minoranza
l'onorevole Tricoli.
Invito la seconda Commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Onorevoli colleghi, siamo alla discussione dell'articolo 1.
Nessuno chiede di parlare. Lo stesso articolo viene sospeso per
passare all'esame della tabella A del bilancio annuale.
Tabella A: stato di previsione dell'entrata, capitoli dallo
0001 allo 0004. Non ci sono emendamenti, i capitoli si trovano
alle pagine 45 e 46.
Pongo in votazione i capitoli 0001 e 0004.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Titolo 1: entrate tributarie, capitoli 1002 e 1609. Non ci
sono emendamenti. Pongo in votazione i capitoli suddetti.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Titolo 2: entrate extra-tributarie dai capitoli 1701 al
capitolo 4482. Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione i
capitoli suddetti.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al titolo 3: dal capitolo 4521 al capitolo 5782.
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Titolo 4: accensione di prestiti. Dal capitolo 6001 al
capitolo 6003. Non ci sono emendamenti. Li pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione l'intera tabella A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, all'articolo 1 è stato presentato dal
Governo l'emendamento 1.1 che così recita:
"La Regione è autorizzata ad accertare le entrate da essa
direttamente deliberate. E' altresì autorizzata a riscuotere e
versare nella propria cassa tutte le entrate ad essa comunque
spettanti in base all'articolo 36 e seguenti dello Statuto e
alle relative norme di attuazione dovute per l'anno finanziario
1999 giusta lo stato di previsione dell'entrata annessa alla
presente legge tabella A."
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore,
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Onorevoli colleghi al fine di
consentire lo svolgimento unitario della tabella B si dà lettura
dell'articolo 2 e degli articoli 5, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 che
hanno diretta connessione con quantificazioni recate dalla
medesima tabella B la cui discussione si sospende per passare
all'esame della tabella B annuale.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LIOTTA, segretario:
Art. 2.
Stato di previsione della spesa
1. Il Presidente della Regione e gli Assessori regionali,
in relazione alla loro preposizione, sono autorizzati ad
impegnare e pagare le spese della Regione siciliana per
l'anno finanziario 1999, in conformità dello stato di
previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella
B).
Art. 5.
Fondi strutturali comunitari
1. I contributi relativi al periodo 1994-1999, concessi
dall'Unione Europea e dallo Stato per l'attuazione degli
obiettivi indicati nell'articolo 1 del Reg. CEE 2052/88 del
24 giugno 1988, così come modificato dall'articolo 1 del Reg.
CEE 2081/93 del 20 luglio 1993, vengono iscritti in bilancio
con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, su proposta del Presidente della Regione, in
relazione alla necessità di realizzazione degli interventi
previsti. Al relativo cofinanziamento regionale si provvede
con le disponibilità iscritte al capitolo di spesa 60786.
2. Con le disponibilità di cui al medesimo capitolo di
spesa si provvede a cofinanziare le azioni e/o interventi di
cui alla lettera b), del comma 1, dell'articolo 16, della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, nei limiti ed alle
condizioni previste ai commi 2 e 3 dello stesso articolo.
Art. 7.
Fondo contrattazione stato giuridico ed economico
del personale regionale
1. Ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 19
giugno 1991, n. 38, l'ammontare del fondo destinato alla
contrattazione dello stato giuridico ed economico del
personale dell'Amministrazione regionale è stabilito per il
triennio 1999-2001 in lire 181.000 milioni di cui lire 51.000
milioni per l'anno 1999, lire 65.000 milioni per l'anno 2000
e lire 65.000 milioni per l'anno 2001.
2. La spesa prevista al comma 1, per l'anno 1999, è
iscritta al capitolo 21262 ed è altresì destinata alle
finalità previste dal comma 1 dell'articolo 20 della legge
regionale 24 dicembre 1997, n. 46.
Art. 8.
Integrazione Fondo sanitario
1. La quota del Fondo Sanitario Nazionale - parte
corrente - a carico della Regione per l'anno finanziario 1999
è prevista in lire 3.686.556 milioni e si iscrive al capitolo
41724.
Art. 9.
Utilizzo delle somme previste dal comma 14
dell'articolo 45 della legge 23 dicembre 1998, n. 448
1. Ai sensi dell'articolo 45, comma 14, della legge 23
dicembre 1998, n. 448, le somme relative alle assegnazioni
sotto elencate inerenti a leggi statali di settore, non
impegnate alla data del 31 dicembre 1998, sono destinate,
nell'esercizio 1999:
a) quanto a lire 35.000 milioni per le finalità previste
dagli articoli 39, 50 e 75 del Regio decreto-legge 30
dicembre 1923, n. 3267, dagli articoli 19 e 20 della legge 25
luglio 1952, n. 991, dall'articolo 9 della legge regionale 27
maggio 1980, n. 47, dagli articoli 28 e 40 della legge
regionale 5 giugno 1989, n. 11, e dalla legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 (capitolo 16619), mediante l'utilizzo di
parte delle economie realizzate sulle assegnazioni statali di
cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche
ed integrazioni;
b) quanto a lire 1.500 milioni per le finalità previste
dall'articolo 75 del Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n.
3267, e dall'articolo 2 del Regio decreto 13 febbraio 1933,
n. 215 (capitolo 56854), mediante l'utilizzo di parte delle
economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla
legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
c) quanto a lire 6.000 milioni per le finalità previste
dal Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267,
dall'articolo 29 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
5 (capitolo 56853), mediante l'utilizzo di parte delle
economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla
legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
d) quanto a lire 500 milioni per le finalità previste
dall'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 1996, n.
52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
5 (capitolo 56855), mediante l'utilizzo di parte delle
economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla
legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
e) quanto a lire 20.000 milioni per le finalità previste
dall'articolo 6 della legge regionale 16 agosto 1974, n. 36,
dall'articolo 17 della legge regionale 27 maggio 1980, n. 47,
dall'articolo 19 della legge regionale 30 maggio 1984, n. 36,
dagli articoli 27 e 40 della legge regionale 5 giugno 1989,
n. 11, e dall'articolo 29 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 (capitolo 56856), mediante l'utilizzo di parte
delle economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui
alla legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
f) quanto a lire 1.950 milioni per le finalità previste
dall'articolo 26 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 1996, n.
52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
(capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla legge 18
maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed integrazioni;
g) quanto a lire 2.050 milioni per le finalità previste
dall'articolo 26 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 1996, n.
52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
(capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla legge 19
luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;
h) quanto a lire 5.000 milioni per le finalità previste
dall'articolo 29 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n. 14,
e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
(capitolo 56858), mediante l'utilizzo di parte delle economie
realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla legge 19
luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;
i) quanto a lire 5.100 milioni per le finalità previste
dal Regio decreto 5 ottobre 1933, n. 1577, dalla legge
regionale 16 aprile 1949, n. 10, dalla legge regionale 11
marzo 1950, n. 18, e dall'articolo 14 della legge regionale
29 dicembre 1975, n. 88 (capitolo 56928), mediante
l'utilizzo di parte delle economie realizzate sulle
assegnazioni statali di cui alla legge 19 luglio 1993, n.
236 e successive modifiche ed integrazioni;
j) quanto a lire 7.398 milioni per le finalità previste
dalla legge regionale 5 novembre 1965, n. 34 e successive
modifiche ed integrazioni (capitolo 75669), mediante
l'utilizzo di parte delle economie realizzate sulle
assegnazioni statali relative all'articolo 9 della legge 16
maggio 1970, n. 281;
k) quanto a lire 500 milioni per le finalità previste
dall'articolo 11 della legge regionale 15 maggio 1987, n. 18
e successive modifiche ed integrazioni (capitolo 48633),
mediante l'utilizzo di parte delle economie realizzate sulle
assegnazioni statali relative all'articolo 13 della legge 11
marzo 1988, n. 67.
Art. 10.
Disposizioni varie
1. Per le finalità previste dalle leggi appresso
indicate, sono stanziate per l'anno 1999 le somme riportate a
fianco di ciascuna di esse:
- legge regionale 28 marzo 1996, n. 12 (cap. 10725), lire 150
milioni;
- legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, art. 12 (cap. 33720),
lire 190.000 milioni;
- legge regionale 4 aprile 1995, n. 26, articolo 3 commi 1 e 6
(cap. 64999), lire 524 milioni.
Art. 11.
Limiti di impegno
1. I limiti di impegno previsti per l'anno 1998 dalle
seguenti leggi regionali e successive modifiche ed
integrazioni sono differiti all'esercizio 1999 per l'importo
indicato a fianco di ciascuna legge:
- legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 32 (cap. 64989),
lire 10.000 milioni;
- legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 34 (cap. 64990),
lire 5.000 milioni.
Art. 12.
Zone interne
1. Per soddisfare le obbligazioni relative agli interventi
di cui alla legge regionale 9 agosto 1988, n. 26, e
successive modifiche ed integrazioni, concernenti il
'progetto zone interne: completamento reti fognarie e
depuratori' ed il 'progetto zone interne: parchi urbani e
suburbani' per l'anno 1999 sono stanziate le somme di lire
1.620 milioni sul capitolo 85215 e di lire 1.450 milioni sul
capitolo 86106.
PRESIDENTE. Il testo degli articoli è stato distribuito, si
passa alla tabella B.
Onorevoli colleghi, Stato di revisione della spesa, dal
capitolo 00.01 al capitolo 0004. Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Titolo I spese correnti. Siamo nella fase di trattazione dei
capitoli dal 10001 all'11401. Il capitolo 10001 viene
accantonato.
Onorevoli colleghi, comunico che gli emendamenti presentati
sono allegati al presente resoconto stenografico.
Comunico che l'emendamento 2.99 a firma del Governo, che vi
è stato distribuito, la cui compensazione è però rinviata alla
votazione in un momento successivo, per cui un pronunciamento
eventualmente favorevole sull'emendamento 2.99 è comunque legato
all'esito positivo della compensazione che sarà assicurata in
momento successivo.
Qualora non dovesse essere assicurata la manovra di
compensazione l'emendamento non si intenderà approvato.
Allora si passa all'emendamento 2.99. Lo pongo in votazione.
Il Governo l'ha presentato. Il parere della Commissione?
DI MARTINO . Presidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
E' approvato con le condizioni citate dal Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi viene presentato un emendamento
integrativo dell'emendamento 2.99, denominato 2.99.1 che vi è
stato distribuito sempre a firma del Governo.
Onorevoli colleghi chiedo il parere della Commissione.
DI MARTINO . Presidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi pongo in votazione globale
il 2.99 con l'integrazione 2.99.1. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, passiamo all'emendamento 2.6, a firma degli
onorevoli Zanna, Pignataro, Monaco, Oddo ed altri. L'emendamento
è inammissibile poichè il capitolo 69936 reca Fondi dell'Unione
Europea che non possono compensarsi.
Si passa all'emendamento 2.,92
L'emendamento è inammissibile, onorevole Pignataro, perché
il capitolo non può essere incrementato, in forza della legge
finanziaria, della cifra così come richiesto.
Si passa all'emendamento 2.89 a firma degli onorevoli
Pignataro, Villari ed altri.
- Capitolo 34362 + 321, capitolo 10673 - 321.
E' compensato.
Il parere del Governo e della Commissione?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo è contrario, ma faccio presente
all'onorevole Pignataro che già l'emendamento è stato assorbito
quasi per lo stesso importo in un emendamento del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Pignataro, ritira l'emendamento?
Gli onorevoli Pignataro e Villari non sono presenti in Aula,
quindi onorevole Zago, ritira l'emendamento?
ZAGO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.90 a firma degli onorevoli
Pignataro, Villari ed altri.
- + 550 Lavoro, - 550 Presidenza.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Vale lo stesso
ragionamento di poc'anzi, signor Presidente.
ZAGO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.91 a firma dell'onorevole
Pignataro ed altri.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Per 100 milioni.
ZAGO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.33 a firma dell'onorevole La
Grua.
- + 300 Presidenza, - 300 al capitolo 10648.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, l'operazione non è possibile perché in questo
momento sul capitolo 10648 sono disponibili soltanto 126 milioni.
STANCANELLI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.24 a firma degli onorevoli
Liotta, Forgione ed altri.
Onorevole Liotta sono costretto a dichiarare improponibile
l'emendamento perché viene richiesto un incremento non consentito
in forza dell'ultima finanziaria approvata.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.56 a firma dell'onorevole Vicari
ed altri.
L'emendamento è improponibile.
Si passa al Titolo II 'Spese in conto capitale', dal
capitolo 50114 al capitolo 50603.
Emendamento 2.55 a firma dell'onorevole Vicari ed altri.
L'emendamento è improponibile per le motivazioni già citate
per precedenti emendamenti.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo scusa,
signor Presidente, vorrei che lei mi aiutasse a ricostruire un
attimo. Abbiamo esaminato la Rubrica Presidenza?
PRESIDENTE. Sì.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Se non ho capito
male, signor Presidente, abbiamo esaminato l'emendamento 2.9/1
del Governo, dovrebbe esserci però un altro emendamento
presentato.
PRESIDENTE. E' stato tutto già votato dalla Presidenza,
onorevole Piro.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Le chiedo scusa,
signor Presidente. Non avevo seguito.
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica Agricoltura, dal capitolo
14001 al capitolo 16702. Sono stati presentati degli
emendamenti. Si passa all'emendamento 2.87 a firma degli
onorevoli Pignataro, Villari ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, l'emendamento per il Governo non è proponibile non
per motivi formali ma per motivi sostanziali. Infatti il
prelievo che viene operato opera su capitoli che non possono
essere ridotti in quanto riguarda il 14205 "Spese telefoniche",
il 14233 "Spese per missione del personale all'agricoltura" e il
15952 un capitolo che invece il Governo ritiene opportuno
incrementare perché si tratta di fondi per l'occupazione.
In ogni caso, io vorrei fare presente agli onorevoli
colleghi firmatari che già il Governo ha posto attenzione al
capitolo delle opere universitarie tanto è vero che in
commissione finanze il capitolo è stato incrementato.
Non è stato possibile in questa fase ricondurre allo stesso
stanziamento dello scorso anno, tuttavia lo stanziamento è già
consistente per 23 miliardi, noi pensiamo di potere mantenerci a
questa cifra in questo momento ed eventualmente di poter
completare la manovra con la legge di variazione.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.87 è ritirato. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa all'emendamento 2.123 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della commissione?
DI MARTINO , presidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Ha chiesto di parlare l'onorevole Liotta, per chiedere al
Governo una specificazione a seguito di una sua dichiarazione che
naturalmente ha portato alla improponibilità di un emendamento,
l'onorevole Liotta chiede dei chiarimenti dal punto di vista
tecnico.
LIOTTA. Il capitolo 10648 sul quale insisteva un precedente
emendamento che è stato dichiarato prima improponibile perché non
c'erano i fondi e poi ritirato. Sul bozzone d'aula risultano 150
milioni sul 10648. Io ho gli emendamenti approvati in
commissione, presentati dal Governo, risulta un + 700 milioni.
Chiedo se non ci sia un errore materiale e se sul bozzone non
doveva essere contenuto invece "+ 850".
PIRO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Signor
Presidente, forse nella concitazione è sfuggito un passaggio. Il
Governo non ha detto che non ci sono i fondi nel capitolo.
Onorevole Liotta, ho precisato che il capitolo in questo momento
presenta una disponibilità in termini di somme non impegnate di
126 milioni.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 2.100, che è da intendersi come elemento
integrativo dell'emendamento 2.99, già in parte votato.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.77, a firma dell'onorevole Mele
ed altri.
ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.10, a firma dell'onorevole Zanna
ed altri.
Onorevole Assessore, l'Assemblea ha qualche perplessità
soprattutto sul 14727, che vede una riduzione di due miliardi.
PIRO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Signor
Presidente, volevo innanzitutto confermare che il 14727 è una
nota mista BF. Peraltro, faccio presente che il 14727 è un
capitolo che serve per finanziare il pagamento degli oneri
relativi al personale ex consorzi agrari e cantine per i quali
c'è quindi un obbligo contrattuale. Già per questo, signor
Presidente, l'emendamento sarebbe improponibile.
ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.11, a firma dell'onorevole Zanna
ed altri.
ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.16, a firma dell'onorevole Zanna
ed altri.
ZANNA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.35, a firma dell'onorevole La
Grua.
PIRO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Signor
Presidente, per quanto riguarda il capitolo addebitato su cui
viene fatto il prelievo, vale la stessa considerazione di poco
fa; tuttavia l'emendamento 2.35 dell'onorevole La Grua propone di
incrementare il capitolo 15005 che è un capitolo con il quale
viene erogato un contributo annuo all'istituto "Vite e vino" per
l'organizzazione di una serie di attività.
Qui vorrei fare un ragionamento, Presidente, che vale anche
per il capitolo 15004 che invece è il capitolo destinato al
finanziamento dell'istituto "Vite e vino".
Come gli onorevoli colleghi potranno agevolmente verificare,
lo stanziamento dell'istituto "Vite e vino" per entrambi i
capitoli è stato riportato dal governo esattamente all'importo
dello scorso anno, con ciò, credo, dando anche una prova
dell'attenzione che il governo riserva a questo istituto.
Non abbiamo ritenuto possibile incrementare gli stessi
capitoli in questa fase perchè, soprattutto per quanto riguarda
il capitolo 15005, che è un contributo, ricade nella previsione
generale della finanziaria che prevede di non potere aumentare i
contributi rispetto allo scorso anno, anche se non prefissati con
lettera "A".
Per quanto riguarda l'attività istituzionale, noi crediamo,
in questo momento, l'avere già riportato lo stanziamento a quello
dello scorso anno possa dare una certa tranquillità e una certa
operatività all'Istituto vite e vino.
Nel caso in cui dovesse verificarsi nel corso dell'anno una
maggiore occorrenza per questa attività, il governo sarà pronto a
farsi carico della evenienza che si dovesse presentare.
LA GRUA . Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.36, a firma dell'onorevole La
Grua.
LA GRUA . Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.72, a firma degli onorevoli
Stancanelli ed altri.
STANCANELLI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.60, a firma degli onorevoli Oddo
e Villari.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, a parte la considerazione che ella ha già svolto sul
capitolo 16317 che in parte è nota "B", volevo però assicurare
gli onorevoli presentatori dell'emendamento che già il Governo si
è fatto parte diligente nel riportare lo stanziamento del
capitolo che era stato praticamente azzerato allo stanziamento
dello scorso anno in modo da assicurare la continuità di questo
intervento a favore dei consorzi di ricerca che viene giudicato
abbastanza importante.
Il Governo ha presentato un emendamento, che credo sia stato
già votato, peraltro, con il quale è stata fatta la proiezione
triennale dello stanziamento di 4 miliardi per evitare che ogni
sei mesi ci possa essere un elemento di ridiscussione di questo
articolo.
Credo che sia stato fatto il massimo dello sforzo possibile
e invito i deputati proponenti a ritirare l'emendamento.
VILLARI. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.8, a firma degli onorevoli Zanna,
Silvestro ed altri.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento dell'onorevole
Zanna si presenta adesso ma, per quanto riguarda il capitolo
48625 che si intende incrementare, è simile ad altri emendamenti
presentati da altri deputati, che anch'essi propongono di
incrementare il capitolo 48625 che è il capitolo con il quale si
finanziano i trasporti per le isole minori.
Io, per intanto, vorrei fare presente agli onorevoli
presentatori degli emendamenti che già in Commissione 'Bilancio'
il Governo aveva quasi per intero ripristinato il capitolo nella
dimensione dello scorso anno. Ulteriormente è stato presentato un
emendamento che assicura, per intanto, il principio della
triennalità, nel senso che vengono riportati i due stanziamenti,
quello di questo capitolo e quello del capitolo 48633,
esattamente nella dimensione dello scorso anno.
Quindi, credo che da questo punto di vista, sia pure nella
misura richiesta, tuttavia c'è stata una particolare attenzione
considerato che si tratta di isole minori e che c'è nel programma
del governo una particolare attenzione rispetto a questo punto.
Peraltro, vorrei fare presente, e questo vale anche per eventuali
altri emendamenti, che nel capitolo 14732 non è possibile
intervenirvi per 2 miliardi giacché in questo momento sono
disponibili, cioè nel senso che non presentano impegni, soltanto
500 milioni.
ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.37, a firma degli onorevoli
Silvestro ed altri, si tratta di una rimodulazione.
SILVESTRO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.85, a firma degli onorevoli
Pignataro e Villari. L'emendamento è dichiarato improponibile.
Si passa all'emendamento 2.12 a firma degli onorevoli Zanna,
Monaco ed altri.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, vorrei fare presente all'onorevole Zanna ed altri
altri firmatari che il Governo ha presentato un emendamento con
cui viene incrementato il capitolo 38108 di 1.000 milioni.
ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.12 a firma degli onorevoli Zanna
ed altri.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, anche su questo capitolo è stato portato l'incremento
di 85 milioni.
ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.15, a firma degli onorevoli Zanna
ed altri.
ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.23 a firma degli onorevoli
Martino ed altri.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, vorrei fare presente che l'Assessore per i beni
culturali ha proposto addirittura una piccola riduzione del
capitolo 38360 di 500 milioni per fare fronte ad un'altra
emergenza, quindi non possiamo accettare questo emendamento che,
peraltro, incide, onorevole Forgione, per quanto riguarda il
capitolo 16602 sul capitolo destinato al pagamento degli oneri
salariali per alcune migliaia di operai.
FORGIONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.26 a firma degli onorevoli
Martino ed altri.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo ha già detto, a proposito di un altro
emendamento simile che riguardava il capitolo 38813, quello
relativo alle opere universitarie, qual è stato l'intento del
Governo. Peraltro, sottolineo che viene sempre diminuito il
capitolo 16602 di cui abbiamo parlato appena poco fa.
FORGIONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.17 a firma degli onorevoli Zanna
e da altri.
ZANNA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al titolo II - spese in conto capitale. Dal
capitolo 54002 al capitolo 56928.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole La Grua
l'emendamento 2.75.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento presentato
dall'onorevole La Grua è il primo di alcuni emendamenti che
riguardano lo stesso oggetto, nel senso che gli onorevoli
presentatori intendono incrementare il capitolo 55485, che è il
capitolo importante perché riguarda 'contributi agli agricoltori
per il miglioramento, la realizzazione degli impianti serricoli',
che, ovviamente, rivestono per la nostra agricoltura e per la
nostra economia una notevole importanza.
Tuttavia, la predisposizione del mezzo di copertura non è
proponibile perché sia il capitolo 55045 che il 55044 sono
capitoli a fondi 2, quindi a fondi statali con destinazione
vincolata, e non possono essere utilizzati.
A parte questo, tuttavia, il Governo, onorevole La Grua,
rendendosi conto della particolare rilevanza della questione, ha
ritenuto di dovere proporre una manovra, non so se è già stata
esaminata nel precedente maxi emendamento o se lo verrà
successivamente, tuttavia la manovra consiste nel predisporre un
particolare accantonamento nei fondi negativi, cioè un
accantonamento positivo che corrisponde ad un accantonamento
negativo, per 20 miliardi. All'accantonamento negativo è
collegata una entrata riveniente dalle disposizioni della
finanziaria che noi ci auguriamo possa realizzarsi nella misura
necessaria, già nel corso dell'anno, nel qual caso sicuramente
l'intervento verrà prontamente realizzato.
LA GRUA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
della buona volontà dimostrata dal Governo per affrontare questo
problema ma purtroppo i nostri agricoltori non hanno bisogno di
buona volontà soltanto ma di atti concreti.
Io avevo presentato questo emendamento e altri colleghi,
come l'onorevole Zago ed altri, avevano presentato analogo
emendamento, perché ci rendiamo conto, aldilà delle appartenenze
politiche, di una situazione di difficoltà che stanno
attraversando gli agricoltori che operano nel settore delle
colture protette. Basti pensare che alla fine di gennaio, primi
di febbraio, di quest'anno le gelate hanno arrecato danni
notevolissimi a questo tipo di colture e purtroppo dobbiamo
prendere atto che il Governo regionale, contrariamente a quanto
ha fatto il Governo nazionale, non ha adottato nessun
provvedimento a favore di questi agricoltori, di questa
categoria.
Quindi, sarebbe stato opportuno che almeno si fosse
provveduto con questo finanziamento, con questo incremento del
capitolo per dare una boccata di ossigeno agli agricoltori che
stanno vivendo momenti di estrema difficoltà. Ecco la ragione per
la quale avevo presentato questo emendamento che era stato
peraltro pure presentato, ripeto, da altri colleghi perché
ritenevamo che il particolare momento imponesse al Governo di
dare aiuto a questo comparto agricolo.
Prendo atto di questa disponibilità, ma non mi ritengo
assolutamente soddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevole La Grua ritira l'emendamento 2.75?
LA GRUA . No, Signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole La Grua, l'emendamento è improponibile.
LA GRUA . Però mi pare che quello dell'onorevole Zago dovrebbe
essere proponibile.
PRESIDENTE. Questo è improponibile, trattandosi di fondi dello
Stato il Governo ha dichiarato che non possono essere utilizzate
compensazioni.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.83 a firma
dell'onorevole Zago.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, io volevo intanto informare sia l'onorevole La Grua
che l'Aula che per quanto riguarda la problematica relativa ai
danni, proprio l'altro giorno, finalmente, è stata completata la
declaratoria con l'ultima provincia che mancava all'appello.
Quindi non si è trattato di una cattiva volontà o di una mancata
attivazione da parte del Governo ma soltanto di un problema che
finalmente però si è risolto.
Per quanto riguarda l'emendamento, signor Presidente, il
Governo vuole fare rilevare che si prelevano fondi sia con questo
emendamento che con altri emendamenti dal capitolo 21252 che è il
capitolo destinato ai fondi di riserva e ai fondi per la
reiscrizione dei residui passivi.
Ora, a parte i fondi di riserva per spese obbligatorie e
d'ordine, come è noto, bisogna mantenere un rapporto percentuale
tra i residui passivi e i fondi che noi accantoniamo per le
eventuali reiscrizioni.
Già il Governo, sulla base dell'andamento dello scorso anno
- il Governo precedente, devo dire la verità - in sede di
predisposizione del "bozzone" aveva operato una riduzione sotto
la quale, signor Presidente, non si può andare perchè violeremmo
un principio di contabilità che, ovviamente, noi siamo tenuto a
rispettare.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, anch'io prendo atto delle
dichiarazioni del Governo e alla fine dichiarerò di ritirare
questo emendamento; mi sarà consentito però, come ben suggerisce
l'onorevole Stancanelli, di svolgere qualche considerazione nel
senso che stiamo parlando di un settore, che è quello
dell'agricoltura, che per motivi diversi in questi ultimi anni è
stato particolarmente bersagliato dalle avversità atmosferiche,
dalla mala sorte, da tutte le difficoltà che conosciamo e, buon
ultime, le gelate del gennaio-febbraio che hanno messo in
ginocchio le aziende agricole di tutta la Sicilia anche se con
alcune punte di eccellenza in alcune provincie.
Ora, non è vero, come sostiene l'onorevole la Grua, che a
livello nazionale non si sua fatto nulla, alcuni risultati si
sono ottenuti, l'onorevole Piro ha parlato della declaratoria
dell'ultima provincia, però io sono convinto che, come si dice,
"il perso è perso". Cioè nessun provvedimento del Governo
regionale o nazionale potrà risarcire danni patiti dalle aziende
agricole, dai lavoratori. Però noi qualcosa dobbiamo fare.
Allora io capisco che per quanto riguarda l'indennizzo dei
danni delle gelate le risorse sono quelle che sono, però lo
spirito dell'emendamento presentato è che,intanto, si poteva dare
con questi 28 miliardi, che vanno ad integrare il capitolo, una
risposta a lavoratori e ad aziende che hanno patito quei danni
perchè c'è un pregresso, signor Presidente, di dieci anni. Dieci
anni che questi contributi per opere di miglioramento fondiario
non vengono assegnati.
Ma l'occasione non mi può sfuggire per porre un altro
problema sul quale non ci sono problemi di risorse finanziarie.
Cosa voglio dire? Cosa succede per ora? - E mi auguro che
l'Assessore Cuffaro segua questo problema - succede che i
collaudi possono essere fatti solo quando c'è il decreto di
impegno.
Bene, voi capite che, in mancanza del decreto di impegno,
cioè dopo dieci anni, quando si vanno a fare i collaudi, le
serre, le capannine sono ormai in condizioni non collaudabili.
Per cui, oltre il danno la beffa: prima non c'è il decreto perchè
non ci sono le risorse, non ci sono i finanziamenti e poi non c'è
il collaudo perchè l'opera si è andata deteriorando.
Come se non bastasse, e concludo Presidente, noi stiamo
violando la legge n. 45 del 1995 con la quale, come si ricorderà
sono stati accorpati i consorzi di bonifica e con la quale
altresì si è stabilito che gli agricoltori, gli utenti, i
cittadini che non fruiscono servizi dai consorzi di bonifica non
possono pagare i tributi.
Ebbene, cosa è successo invece, che sono stati emessi i
ruoli e i cittadini pur non avendo ricevuto servizi, devono
pagare i ruoli esattoriali.
Pertanto io invito l'Assessore a fare gli opportuni passi
per invitare il Commissario a sospendere il ruolo esattoriale per
quei cittadini che non hanno ricevuto servizi dai consorzi di
bonifica.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.83 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 2.3 a firma degli onorevoli
Nicolosi ed altri, 2.25 a firma degli onorevoli Liotta ed altri,
2.69 a firma degli onorevoli Stancanelli ed altri.
Onorevoli colleghi, l'emendamento se rimane così nella cifra
non può essere posto in votazione.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, in effetti la sua osservazione è puntuale. Trattasi
di una nota "B" che come residuo stanziamento porta a 187 milioni
però appostati nel 2000. Quindi sarebbe necessaria una norma di
rifinanziamento, che in sede di bilancio come sapete, per quanto
riguarda la nota "B" non si può fare.
Tuttavia il Governo ha ritenuto opportuno, signor
Presidente, compiere una manovra di anticipazione dei 187 milioni
e portarli dal 200o al 1999. Infatti questa manovra era già
contenuta nell'emendamento 2.99.1 che è stato votato
dall'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se gli emendamenti vengono
ritirati con le assicurazioni del Governo, poi si passerà a
votare la proposta del Governo. Pertanto, non sorgendo
osservazioni, gli emendamenti sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.19 a firma degli onorevoli Liotta
ed altri.
Onorevole Liotta, gran parte della compensazione viene fatto
attraverso il prelievo di somme dal capitolo 55937 che invece non
si può toccare perché è una nota "B". Quindi o viene ritirato o
sono costretto a dichiararlo improponibile.
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, molti emendamenti non sono miei e
molti deputati insistono su note "B". In questo caso si intendeva
operare allo stesso modo come ha fatto il Governo in Commissione
bilancio, in cui note "B" sono state rimodulate negli anni
successivi.
Il 55937 porta 30 miliardi, se non ricordo male, appostati
per il 1999 e tra il 2000 e 2001 qualcosa come 290 miliardi.
Allora io voglio dire che tutti quegli emendamenti che sono da me
firmati e che si riferiscono alle note "B" dovrebbero essere
intesi come rimodulazione. Può darsi che tecnicamente non siano
stati presentati in questo senso ma questo era il senso che
volevamo dargli.
Un'ultima cosa all'assessore al bilancio, rispetto al
chiarimento che ha dato poco fa, volevo chiedere se è possibile
che il Governo abbia impegnato nei primi quattro mesi di
quest'anno più dei 4/12 di un capitolo. Mi pare che l'esercizio
provvisorio permetteva al Governo di gestire il bilancio in
dodicesimi; sono passati quattro mesi di esercizio provvisorio,
non si potevano impegnare nei singoli capitoli somme per più di
4/12. Ciò dovrebbe essere avvenuto per il capitolo 10648 di cui
parlavamo prima; perché se lo stanziamento è di 850 milioni e il
residuo è di 125 come ci diceva l'assessore, evidentemente sono
stati impegnate somme per 725 milioni. Nel qual caso sono state
impegnate più somme di quanto non fosse autorizzato a fare il
Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Liotta ha svolto
le sue argomentazioni e il Governo ha ascoltato. Per quanto
riguarda l'emendamento 2.19 così come formulato, non essendo
stato accolto l'appello che è stato lanciato, lo dichiaro
inammissibile.
Gli emendamenti 2.18, 2.19, 2.20, 2.21, 2.22 per le stesse
argomentazioni vengono dichiarati inammissibili.
L'emendamento 2.111 a firma dell'onorevole La Corte.
L'emendamento è giudicato inammissibile perchè non può essere
ridotto il capitolo 41724 perchè è la quota regionale del fondo
sanitario.
L'Assemblea ne prende atto. Onorevole La Corte, sempre per
l'emendamento 2.110, anche questo per le stesse ragioni viene
dichiarato inammissibile.
Emendamento 2.9 a firma Zanna ed altri: + 5.000 Beni
culturali, compensazione: Lavori pubblici - 1000, Lavori pubblici
- 1000,-Lavori pubblici - 1000, Lavori pubblici - 1000,
Agricoltura - 2000. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PIRO, Assessore al bilancio e alle finanze. Signor Presidente,
il parere del Governo è contrario, non tanto per la parte
positiva quanto per la parte negativa, che, per altro, va ad
intaccare capitoli già abbastanza scarsi di risorse e anche il
capitolo 56756 che è un capitolo della forestazione anche esso
difficilmente attaccabile perchè è il capitolo destinato alla
prevenzione degli incendi.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario. Onorevole Zanna
l'emendamento è ritirato o mantenuto?
ZANNA. L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Emendamento 2.115, 2.114, 2.112 a firma dell'onorevole La
Corte sono da dichiarare improponibili perchè riducono capitoli
che non possono essere ridotti, perchè incidono nella quota
regionale del Fondo sanitario.
Rubrica Enti locali. Dal capitolo 18001 al capitolo 19048.
Emendamento del Governo 2.101. Il parere della Commissione?
DI MARTINO Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Pignataro, l'emendamento 2.88 prevede una
diminuzione del capitolo 18251 che prevede, invece, spese
obbligatorie e non può essere ridotto. L'Assemblea ne prende
atto. L'emendamento 2.88 è dichiarato improponibile. L'Assemblea
ne prende atto.
Anche l'emendamento 2.84 dell'onorevole Pignataro è
dichiarato improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.94 a firma degli onorevoli
Giannopolo ed altri. E' ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 2.81 e 2.82 a firma degli
onorevoli Stancanelli, Tricoli ed altri; 2.54 a firma degli
onorevoli Alfano, Basile, Beninati, Fleres ed altri.
Onorevole Stancanelli l'emendamento 2.81 è giudicato
improponible perché non indica copertura finanziaria.
L'emendamento 2.82 è giudicato improponibile perché non indica
copertura finanziaria. Anche l'emendamento 2.54, onorevoli
Fleres, Alfano, Grimaldi ed altri, non può essere giudicato
proponibile perché non viene indicata la copertura finanziaria.
Si passa al titolo II: "Spese in conto capitale. Dal
capitolo 58503 al capitolo 58910". Non ci sono emendamenti. La
votazione sarà effettuata in altro momento.
L'Assessorato per il bilancio viene rinviato al momento
successivo per la quadratura, come dicono gli uffici.
Titolo I Spese correnti dal capitolo 20001 al capitolo
22501.
Non ci sono emendamenti.
Rubrica Assessorato e Industria, dal capitolo 24001 al
25402. Risultano presentati emendamenti, per intanto
l'emendamento 2.78 a firma dell'onorevole Mele "più 5000 turismo
meno 5000 industria".
PIRO. Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente per quanto riguarda il capitolo 87502 la finalità che
intende raggiungere è sicuramente importante, tra l'altro ci sono
impegni assunti dalla Regione in un settore particolare quale è
quello del trasporto turistico, tuttavia il Governo come sa
l'onorevole Mele in Commissione finanze ha raddoppiato l'importo
del capitolo.
Per altro non si ritiene di poter ulteriormente diminuire il
capitolo 25002 che è il capitolo con il quale vengono finanziate
dal punto di vista istituzionale e quindi per il pagamento degli
stipendi le ASI, i consorzi per le aree di sviluppo industriale
per le quale va fatto anche un ragionamento però al contrario che
riguarda l'emendamento 237 e 263.
In realtà nella finanziaria è contenuto un articolo che
prevede che i trasferimenti a favore dei consorzi dell'area di
sviluppo industriale non possono superare il 50 per cento di
quanto le stesse ASI riportano nei loro bilanci in relazione alle
spese di funzionamento.
Pertanto la norma impedisce che si raddoppi praticamente lo
stanziamento così come previsto, a parte il fatto che manca la
copertura, nello stesso tempo onorevole Mele è già stata
consistentemente ridotto il capitolo.
Abbiamo già problemi per il prosieguo dell'anno.
MELE. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Allora il 2.78 è ritirato. L'Assemblea ne prende
atto.
Si passa all'emendamento 2.63, a firma dell'onorevole
Speziale ed altri. E' ritirato?
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, una puntualizzazione da parte
dell'Assessore. Io voglio far presente all'Assessore che il 50
per cento di riduzione previsto per le spese di funzionamento
della finanziaria, non riguarda il bilancio di previsione della
Regione dell'anno precedente, così come risulta dal bilancio,
perchè è stata fatta una manovra, per cui si è ridotto del 50 per
cento lo stanziamento per trasferimento per le spese di
funzionamento delle ASi del bilancio del 1998 che prevedeva 30
miliardi e in questo bilancio si è ridotto a 15 miliardi.
In realtà la legge, la norma della finanziaria riguarda i
trasferimenti previsti dalla legge 184 all'articolo 29 che va
riferito ai bilanci degli enti.
Non mi pare onorevole Assessore che il Governo abbia fatto
una valutazione sul bilancio degli enti, che abbia quantificato i
bilanci degli enti e sulla base dei bilanci degli enti abbia
applicato la norma della finanziaria con la riduzione del 50 per
cento.
Per cui avere scritto 15 miliardi in bilancio non è il
frutto di una applicazione di una norma. E' il frutto di avere
applicato una norma impropriamente al bilancio della Regione
dell'anno scorso.
Pertanto Presidente io capisco così come è formulato
l'emendamento è improponibile, però il problema esiste, perchè
in questo modo gran parte delle ASI siciliane non potranno
neanche dare copertura agli stipendi dei dipendenti visto che i
soli stipendi dei dipendenti ammontano, estraendo le spese di
funzionamento, a qualcosa come 27 miliardi di lire, per cui
l'emendamento di 11 miliardi e 700 milioni formulato dai colleghi
di Forza Italia, uguale al mio emendamento, era per garantire
quanto meno le spese di funzionamento attraverso il pagamento
degli stipendi nelle ASI.
Quindi, io inviterei il Governo a fare una valutazione
attenta dell'osservazione che io sto facendo, capendo
perfettamente che è difficile trovare 11 miliardi e 700 milioni,
quindi, mi aspetto una risposta da parte del Governo.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, prima
che il Governo intervenga per dare una risposta, volevo precisare
che le considerazioni fatte dall'onorevole Speziale, sono
considerazioni che il Governo deve tenere in conto in quanto la
somma di lire 11 miliardi e 700 milioni stata indicata nei due
emendamenti, e non abbiamo presentato l'emendamento in quanto
sapevamo di questi, è essenziale per la vita delle ASI, per cui
il Governo deve dire se ritiene che le aree di sviluppo
industriale devono continuare ad esistere per mantenere la
struttura o se devono completamente essere smantellate.
Ecco, perché io mi aspetto che il Governo in questa sede ci
dica cosa intende fare per tenere in vita le Asi, se ritiene che
le ASI siano un istituto che è utile per l'industria siciliana,
oppure se è un istituto che va eliminato perché può costare molto
e per esempio non c'è la possibilità di trovare quegli 11
miliardi che sono essenziali alla vita delle ASI stesse.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, per ultimo, durante la discussione della legge
finanziaria, ma già in precedenza si era verificata la stessa
cosa, il Governo ha dovuto fronteggiare un vero e proprio assalto
da parte di settori d'Aula, tra questi il settore rappresentato
dall'onorevole Stancanelli, tendente alla soppressione delle ASI.
Il Governo ritiene che le ASI siciliane debbano essere
profondamente riformate, che si debba dare vita a strutture
diverse da queste, che non è neanche sufficiente una semplice
rispolveratina delle ASI stesse, perché i presupposti su cui sono
state immaginate le ASI sono presupposti di un'altra epoca, più
di trent'anni fa sostanzialmente, ed oggettivamente sono
strutture obsolete e non del tutto adeguate, mettiamola così, ai
compiti che dovrebbero svolgere.
Tuttavia, appunto, il Governo ha ritenuto di non dovere
accettare l'idea della soppressione immediata, quanto quella
appunto di una profonda ristrutturazione e riforma di questi
organismi che ci auguriamo possa essere presto affrontata ed
approvata dall'Assemblea regionale siciliana.
Per quanto riguarda la questione dei finanziamenti, io mi
rendo conto che in effetti la norma della finanziaria può dare
origine a problemi nell'immediato piuttosto seri, anche se era
una norma che partiva dalla considerazione, che ci deriva
dall'avere esatta cognizione di come sono strutturati i bilanci
delle ASI che non è possibile che in questa Regione vi siano ASI
che riescono a finanziarsi per il 60 per cento in maniera
autonoma ed ASI che dipendono per la totalità del loro
finanziamento dalla Regione.
Non si comprende questa differenziazione, probabilmente
dipende anche dalle diverse realtà, qualcuna più sviluppata,
qualcuna meno, ma probabilmente dipende anche dalla capacità
degli amministratori delle ASI stesse di sapere organizzare il
proprio lavoro, di sapere organizzare le proprie strutture.
La considerazione relativa alla conoscenza dei bilanci, mi
porta anche a dire all'onorevole Speziale che ragionando come se
dovessimo accettare l'emendamento proposto, lo stanziamento
dovrebbe giungere ad un importo di oltre 26 miliardi, il che
significa che per il solo funzionamento i bilanci delle ASI
siciliane hanno 52 miliardi di spesa complessiva a cui vanno
aggiunte poi tutte le altre, per esempio non ci sono,
evidentemente, tutte le spese in conto capitale, tutti gli
interventi che le ASI fanno, e sono notevoli, appunto nel settore
degli investimenti, il che francamente mi pare eccessivo. Non
credo che le ASI siciliane totalizzino 52 miliardi di spese di
bilancio soltanto per il funzionamento.
SPEZIALE. Assessore perché non li ha quantificati. La legge
imponeva di quantificarli.
PIRO. Assessore al bilancio. Il che ci porta a considerare
l'emendamento anche da questo punto di vista non proponibile. La
valutazione che abbiamo fatto è che i 15 miliardi corrispondono
effettivamente al 50% delle spese di funzionamento.
Tuttavia è evidente che le considerazioni che qui sono state
fatte, gli stimoli che sono stati introdotti nella riflessione
indurrà nel Governo a fare una rivalutazione molto attenta di
tutta la problematica, sia dal punto di vista dell'analisi
concreta dei dati su cui si lavora, sia dal punto di vista della
congruità di una norma che effettivamente se non ben strutturata
può dare origine fra brevissimo a problemi seri. Quindi da questo
punto di vista vorrei assicurare l'onorevole Speziale e tutti gli
altri deputati che sono intervenuti che è nostra intenzione
sottoporre a una puntuale verifica tutta la questione e nel caso
in cui effettivamente dovessero venir fuori le problematiche che
qui sono state accennate, sicuramente verrà proposto un
intervento correttivo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi l'emendamento 2.63 a firma
dell'onorevole Speziale ed altri è improponibile perché è senza
copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 2.37 a firma degli onorevoli Alfano
e Croce: è improponibile perché senza copertura finanziaria.
Emendamento 2.86 relativamente al capitolo 25303 che si
propone di ridurre di 8.000 milioni suscita qualche perplessità,
onorevole assessore, nella Presidenza.
PIRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Assessore per il bilancio. Signor Presidente il capitolo
25303 è un capitolo che è stato utilizzato per via amministrativa
per le previsioni portate dalla legge sullo scioglimento degli
enti.
PIGNATARO. Per me 52 miliardi sono sufficienti.
PIRO. Assessore per il bilancio. No, onorevole Pignataro, per
quanto mi riguarda questo è il dato che mi hanno fornito gli
uffici in questo momento, sul capitolo c'è disponibilità zero. Se
lei ha un altro dato, i dati della ragioneria dell'industria, me
li fornisca, prenderò atto di questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi non si può fare a meno di
prendere atto delle dichiarazioni del Governo. L'emendamento 2.86
è improponibile.
PIGNATARO. Chiedo di parlare. In commissione nessuno ce l'ha
detto.
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Pignataro, onorevoli colleghi, se il
Governo fa le dichiarazioni che fa significa che non ci sono
fondi, non posso mettere in votazione un emendamento per il quale
il Governo dice che non c'è copertura finanziaria.
Si passa al titolo II "Spese in conto capitale": dal
capitolo 64817 al capitolo 65301. Non sono stati presentati
emendamenti. Verrà posto in votazione in momento successivo.
Si passa alla Rubrica "Lavori pubblici", Titolo I "Spese
correnti: dal capito 28001 al capitolo 29613. Sono stati
presentati degli emendamenti: 2.29 a firma degli onorevoli
Spagna, Adragna, Maesano e Zangara.
Onorevole colleghi l'emendamento non indica copertura
finanziari ed è giudicato improponibile.
Emendamento 2.30 a firma degli onorevole Spagna, Adragna,
Maesano: non indica copertura finanziaria. L'emendamento è
improponibile.
Si passa all'emendamento 2.31, a firma degli onorevoli
Spagna, Adragna, Maesano e Zangara.
Non indicando l'emendamento copertura finanziaria lo
dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 2.126, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, poco fa ho affermato che il capitolo 25303 non
presenta disponibilità perché il capitolo è stato utilizzato per
via amministrativa a seguito dell'entrata in vigore della legge
per lo scioglimento degli enti.
Vorrei aggiungere ulteriori elementi di conoscenza per non
dare la sensazione che, devo dire questo mi dispiace, soprattutto
perché questo rilievo è stato fatto dall'onorevole Pignataro e
dall'onorevole Forgione, e comunque per non lasciare la
sensazione anche soltanto per un minuto che gli onorevoli
Pignataro e Forgione possano avere ragione, vorrei precisare che
la legge è la 20 gennaio 1999 n. 5 e che l'impegno amministrativo
che ha portato all'azzeramento del capitolo, nel senso
dell'azzeramento delle disponibilità, discende dall'articolo 12
della stessa legge che testualmente recita: "Per le finalità
previste dal comma 6 dell'articolo 7, l'Assessore regionale per
l'industria è autorizzato a utilizzare le somme che risulteranno,
alla data dell'entrata in vigore della presente legge,
disponibili sul capitolo 25303 del bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 1998.
Per gli esercizi successivi è autorizzata la spesa di lire
65 mila milioni; per ciascuno degli anni 1999 e 2000, che trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per lire 60.000
milioni, codice 031100 capitolo 25303 e per lire 5.000 milioni,
codice 080100, riduzione parte accantonamento codice 1000001.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.103, a firma del
Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 2.34, a firma dell'onorevole La
Grua e 2.4 a firma dell'onorevole Costa ed altri.
L'emendamento 2.4 è il più lontano + 5000, per quanto
riguarda i lavori pubblici - porti; meno 5000 dal capitolo 21257
fondi globali. Il secondo prevede un incremento di 3000 milioni e
una riduzione del capitolo 69901 di 3000 milioni. Gli emendamenti
sono compensati.
Pongo in votazione l'emendamento 2.4. Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, su questi capitoli il Governo nel suo complesso ha
fatto una valutazione che ha portato ad incrementarli rispetto
agli stanziamenti previsti nel bozzone originario depositato ad
ottobre. Sia il capitolo 69451 che il 69901, che sono stati
incrementati per una somma certamente modesta ma che tuttavia ha
comportato un certo impegno.
Facendo ciò, a seguito di alcune valutazioni che in
particolare l'Assessorato ai Lavori Pubblici ha compiuto sulle
occorrenze. Pertanto il Governo ritiene, Presidente, che gli
stanziamenti attualmente previsti siano modesti ma distribuiti in
maniera puntuale. Eventuali modificazioni, peraltro si toglie da
un capitolo ai lavori pubblici e si mette a un altro, andrebbero
a modificare un assetto che il Governo tuttavia è riuscito a
dare, pertanto il Governo esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del governo, metto in
votazione l'emendamento 2.4.
IL parere della Commissione.
DI MARTINO , Presidente della Commissione. Contrario .
PRESIDENTE. Chi è d'accordo all'emendamento si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Emendamento 2.34, a firma dell'onorevole La Grua.
Il parere del Governo.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DI MARTINO , Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.14, a firma dell'onorevole Zanna
ed altri. Onorevole Zanna l'emendamento è improponibile per le
ragioni che sono state enunciate precedentemente, circa il fatto
che il capitolo non può essere incrementato della cifra prevista,
in base alla norma della legge finanziaria.
Si passa alla rubrica "Lavoro". Titolo I "Spese correnti"
dal capitolo 32001 al capitolo 34414.
L'emendamento 2.104 che fa sempre riferimento
all'emendamento 2.99.1, che in alcune parti è stato già votato.
IL parere della Commissione.
DI MARTINO , Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, che è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Emendamento a firma degli onorevoli Villari, Oddo ed altri.
Si ritorna al capitolo 21252. Con questo emendamento si
prevede una riduzione di 50.000 milioni. La Presidenza,
onorevole assessore, ha perplessità sul fatto
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Fondo di
riserva.
PRESIDENTE. L'emendamento è dichiarato improponibile.
Emendamento 2.27, a firma degli onorevoli Liotta, Martino.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Presidente, vorrei fare presente che il Governo ha presentato un
emendamento per il capitolo 38066 che incremento lo stesso di 150
milioni.
LIOTTA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 2.53, a firma degli
onorevoli Alfano, Bufardeci ed altri non ha copertura
finanziaria.
E' giudicato improponibile.
Emendamento 2.52, a firma degli onorevoli Alfano, Bufardeci
, Croce ed altri, non ha copertura finanziaria.
E' dichiarato improponibile.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. A parte la sua
dichiarazione, Presidente, volevo però fare presente agli
onorevoli firmatari che per quanto riguarda questi capitoli della
rubrica Lavoro, il Governo ha fatto una considerazione e ha
ritenuto di dovere presentare emendamenti pressoché
corrispondenti agli emendamenti che stiamo trattando che
prevedono incrementi dei capitoli.
Così, sul 34351 un incremento di 100 milioni, sul capitolo
34356 un incremento di 550 milioni, sul capitolo 34358 un
incremento di 62 milioni, sul capitolo 34359 un incremento di 428
milioni, sul capitolo 34362 accolto per lo stesso importo, il
34363 accolto per 350 milioni, il capitolo 34364 accolto così
come proposto, il 34365 accolto come proposto, lo stesso per il
34401.
PRESIDENTE. Onorevole Alfano, io credo che con le
dichiarazioni del Governo, piuttosto che portare a dichiarare
inammissibili gli emendamenti che portano la sua prima firma,
possono essere ritirati perchè, in sostanza, in molte parti
accolti già in altri emendamenti.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, intervengo per dare atto che
effettivamente il Governo, dopo la presentazione degli
emendamenti ai quali lei si riferisce, che afferiscono, peraltro,
ad una rubrica fondamentale, quella del lavoro e una serie di
capitoli che riguardano il turismo sociale, dei corsi, dei
convegni e una serie di attività connesse proprio anche ai nostri
conterranei che si trovano all'estero ha modificato e ha adattato
alcuni capitoli.
Io mi affido, e questa è una raccomandazione che rivolgo al
Governo perchè in sede di ulteriori variazioni l'Assessore Piro
ha citato tutti quei capitoli che sono in aumento, alcuni sono
rimasti in diminuzione, mi affido, e credo che il senso
dell'intervento del Governo sia questo, perchè più avanti possa
ulteriormente correggerli con le variazioni.
PRESIDENTE. Quindi, onorevoli Bufardeci sono ritirati gli
emendamenti: 2.51, 2.50, 2.49, 2.48, 2.47, 2.46, 2.45, 2.44,
2.43, 2.42, 2.41, 2.40.
(L'Assemblea ne prende atto)
Si passa alla rubrica cooperazione, commercio, artigianato e
pesca.
Dal capitolo 35001 al capitolo 35664.
Comunico che è stato presentato dal Governo un emendamento
sempre con riferimento all'emendamento 2.99.1 per la parte di
compensazione, emendamento 2.105. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Emendamento 2.105.1 da parte del Governo. Il parere della
Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.59, a firma dell'onorevole Villari ed altri,
per le argomentazioni più volte citate dalla Presidenza non può
essere giudicato proponibile in quanto contrasta con l'articolo
29 della legge regionale "finanziaria".
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo
dire che in linea generale vorrei che il Governo su questo
emendamento sulle variazioni proposte, così come su quello che
Ella ha ritenuto improponibile poco fa, mi riferisco
all'emendamento 2.61, quello che prevedeva + 50 miliardi sul
capitolo 34109 "formazione professionale" e - 50 miliardi sul
capitolo 21252, ma anche su alcuni altri emendamenti che
seguiranno che io ritengo, assieme agli altri colleghi firmatari,
estremamente importanti poichè mettono in discussione la vita,
penso, per esempio, al Teatro Bellini di Catania, non ne faccio
un fatto campanilistico, sto ponendo una questione: sulle
formazione, sulle Opere universitarie che il Governo assuma un
impegno, mi rivolgo in particolare all'Assessore Piro, perchè
appena possibile, nell'ambito dell'assestamento di bilancio, in
ogni caso appena possibile, alla prima manovra finanziaria
possibile si recuperino queste somme perchè la sensazione che i
deputati hanno è che queste decurtazioni, al di là degli aspetti
tecnici e contabili che possono fare ritenere legittimamente
anche non proponibili gli emendamenti, rimangono i problemi
sostanziali. Io ritengo che noi ci troveremo di fronte a problemi
di natura finanziaria molto seri per cui vorrei pregare
l'Assessore Piro di dare assicurazioni perché in parte o, io mi
auguro, del tutto si recuperino questi problemi.
E' un problema di vita degli enti di cui parliamo oppure
delle strutture, come per esempio quello della formazione ma,
ripeto, questo vale anche per gli altri emendamenti che
seguiranno.
Vorrei che il Governo su questo formalmente si pronunciasse.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.59 è inammissibile. L'Assemblea
ne prende atto.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente onorevoli colleghi io intanto volevo fare presente
all'onorevole Villari che in ogni caso l'emendamento non potrebbe
prevedere un incremento superiore ai 14 milioni perché lo
stanziamento dello scorso anno era di 91 milioni e in questo caso
andremmo contro le indicazioni della finanziaria.
Tuttavia, per quanto riguarda la problematica complessiva
che riguarda sia questi istituti che più in generale la questione
dei ciechi, in effetti noi abbiamo trovato una situazione nel
bozzone particolarmente pesante anche per questo aspetto sotto il
profilo, appunto, della riduzione dei capitoli e abbiamo cercato
in tutti i modi di portare ad una condizione di agibilità
complessiva la previsione finanziaria generale che riguarda sia
gli istituti, che l'Unione dei ciechi, che la stamperia Braille.
Abbiamo riportato alcuni capitoli esattamente agli
stanziamenti degli anni precedenti, per esempio la stamperia
Braille è stato riportato a 4 miliardi così come prevedeva lo
stanziamento dello scorso anno, altri capitoli sono stati portati
quasi al livello dello scorso anno, manca qualche piccola cosa.
Lo sforzo che abbiamo fatto è stato notevole anche in
considerazione dei vincoli che la finanziaria ci impone. Per
esempio il vincolo della riduzione delle spese continuative fisse
che per la stamperia Braille avrebbe dovuto comportare una certa
riduzione, onorevole Villari.
Questa è la considerazione che volevo fare. Io assicuro la
massima attenzione anche ai suggerimenti, alle proposte di
riforma del settore che sono state avanzate anche durante la
discussione della finanziaria.
Credo che il Presidente della Regione, se vuole può
intervenire, ma il Presidente della Regione ha assunto
formalmente un impegno a portare avanti questo processo
complessivo di riforma di questo settore perché in effetti si
tratta di una questione di grandissima importanza su cui però è
necessario intervenire con grande attenzione per salvaguardare
ciò che va salvaguardato, per assicurare una gestione efficiente,
utile per questa categoria di portatori di handicap che sono i
ciechi, e nello stesso tempo, per eliminare quelle eventuali zone
di parassitismo, di spreco che in ogni vicenda istituzionale
possono annidarsi.
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica "Beni culturali ed
ambientali e della pubblica istruzione". Titolo I - Spese
correnti. Dal capitolo 36001 al capitolo 39503.
E' stato presentato da parte dell'onorevole Mele
l'emendamento 2.76. E' inammissibile in quanto in contrasto con
l'articolo 29 della citata legge regionale finanziaria.
Si passa all'emendamento 2.7 a firma dell' onorevole Zanna
ed altri. L'emendamento non reca copertura finanziaria, è
inammissibile.
Si passa all'emendamento 2.107 del Governo. La compensazione
su questo emendamento viene assicurata con un altro atto, in un
altro momento. Anche questa votazione, naturalmente, qualora
dovesse risultare positiva, è comunque vincolata al buon esito
della manovra successiva.
Il parere della Commissione sull'emendamento 2.107?
DI MARTINO . Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.74 a firma dell'onorevole
Stancanelli.
STANCANELLI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.34.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. E' stato già
accolto.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.116 a firma dell'onorevole
Pignataro e altri. L'emendamento è inammissibile per le
motivazioni più volte enunciate.
LO CERTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CERTO . Signor Presidente, desidererei sapere quali sono le
motivazioni più volte addotte dal Governo, perché le motivazioni
che normalmente vengono addotte è perché si assumono emendamenti
contro i principi stabiliti dalla finanziaria che prevede che non
si possono prevedere spese superiori agli stanziamenti dell'anno
precedente.
L'emendamento ritiene di voler riportare lo stanziamento per
il Teatro Massimo Bellini a quello che era lo stanziamento
dell'anno precedente, cioè a 37 miliardi così com'era e non ad
uno stanziamento che viene poi successivamente proposto da parte
del Governo che reintegra soltanto sei miliardi mentre tutta una
serie di altri capitoli di spesa sono stati riportati agli
stanziamenti previsti per l'anno precedente.
Siccome non si tratta di uno stanziamento che può essere
posticipato in quanto l'incertezza comporterebbe anche
l'impossibilità di programmazione della stagione, perché si
devono fare i contratti e per programmare la stagione ci vogliono
gli stanziamenti certi, ritengo che su questo emendamento deve
essere fatto uno sforzo da parte del Governo affinché almeno,
voglio dire, sia riportato lo stanziamento a quello che era
l'anno precedente.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Certo, l'emendamento 2.116, pur
prendendo atto la Presidenza delle sue dichiarazioni - ma sono
affermazioni di carattere politico che possono essere recepite o
meno dal Governo - per quanto riguarda l'aspetto
tecnico-regolamentare non può essere posto in votazione perché è
in contrasto con le norme più volte citate.
Addirittura il capitolo 82610 non può essere ridotto perché
già risulta nel bozzone soppresso. Dopo di che viene intaccato il
capitolo 21252 - fondo di riserva obbligatorio, e non può essere
toccato.
Quindi se il Governo recepisce il messaggio deve in qualche
maniera intervenire in maniera diversa. Ma l'emendamento 2.116 è
giudicato improponibile.
Si passa all'emendamento 2.75 a firma dell'onorevole
Stancanelli.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
STANCANELLI. Signor Presidente, io vorrei parlare su tutti e
tre gli emendamenti: 2.16, 2.75 e 2.64. In effetti l'emendamento
2.75 è improponibile perché c'è mancanza di copertura
finanziaria, ma non solo per questo, ma anche perché supera lo
stanziamento dell'anno scorso; infatti, se fosse approvato
questo di 15 miliardi andremmo a 40 miliardi. La nostra è stata
una provocazione perché sapevamo che c'erano altri emendamenti
come il terzo, il 2.64, che è di 12 miliardi e quindi reintegra i
37 miliardi, per dire - così come abbiamo detto l'anno scorso -
l'emendamento l'ho firmato insieme all'onorevole Strano che per
caso non è mai presente quando si discute di questo emendamento
per lui essenziale ..... Io voglio sottolineare l'importanza per
il Teatro Massimo Bellini di Catania che è una istituzione
culturale di alto rilievo che, fra l'altro il Presidente della
Regione, ha conosciuto di presenza come l'assessore ai beni
culturali, onorevole Morinello, io vorrei sottolineare
l'importanza di questo stanziamento per la vita di questa
istituzione.
Se non ci fossero i 40 miliardi o i 37 miliardi perché a ciò
siamo obbligati dalla legge finanziaria, questa istituzione
chiude. Allora se ci vogliamo assumere la responsabilità di farla
chiudere, bene ci assumiamo questa responsabilità ma tutti
insieme. Perché io non tollero che a Catania quando lo
stanziamento fu portato da 40 a 37 miliardi ci furono le
barricate; il sindaco Bianco - il capolista onorevole Bianco alle
elezioni europee - fece fiamme e fuoco sui giornali di Catania,
oggi il Governo di centro sinistra toglie 12 miliardi. Che
soltanto grazie alla provocazione di alcuni parlamentari è stato
incrementato di altri 6 miliardi e ringraziamo il Governo.
Io ritengo che questa sera sull'emendamento 2.64 che non
ritengo sia improponibile perché ricompone il quadro dei 37
miliardi, questa Assemblea deve votare così ci assumiamo le
responsabilità. Questo è un appello che io faccio al Governo
della Regione, al centro sinistra, in modo che poi domani
possiamo andare a dire al sindaco Bianco chi ha chiuso i
rubinetti del Teatri Massimo Bellini di Catania.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono improponibili gli
emendamenti 2.75 e 2.64.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo vorrebbe riportare questa discussione su
un piano estremamente concreto e per fare questo non si non
inserire il punto specifico che riguarda il Teatro Bellini di
Catania.
Innanzitutto, nel contesto più generale della legge
finanziaria più volte richiamata, ma anche nel contesto anche qui
generale ma più specifico relativo alla questione dei teatri. Il
Presidente dell'Assemblea ha avuto più volte occasione di
richiamare la questione della legge finanziaria con la quale,
vorrei anche io ricordare, abbiamo deciso che i contributi non
possano superare per quest'anno i contributi dati lo scorso anno.
Ed è stata una norma non contestata; io non ho sentito in verità
da nessun settore dell'Aula venire contestazioni rispetto a
questa norma che, per altro, riproduceva ......
PIGNATARO. Non rientra nella fattispecie che lei dice. E' una
spesa obbligatoria.
PIRO, assessore al bilancio e alle finanze. Io rispetto la sua
convinzione, onorevole Pignataro, il cui unico contributo
obbligatorio sia quello per il Teatro Bellini. Non mi pare che si
possa affermare che la spesa per il Teatro Bellini come quella
per il Teatro Massimo o il Teatro Vittorio Emanuele sia una spesa
obbligatoria perché le spese obbligatorie sono ben altre e non
sono queste. In ogni caso se fosse una spesa obbligatoria non
sarebbe neanche necessario introdurre alcun stanziamento perché
nel momento in cui si presentasse la necessità il Governo
interverrebbe in via amministrativa prelevandole dai fondi di
riserva, quindi, non ci sarebbe neanche il bisogno di
accapigliarci. Potremmo scrivere zero. Così purtroppo devo dire,
perché sarebbe più comodo. Consentitemi di ricondurre ad un
ragionamento concreto. Io non ho sentito venire contestazioni ma
mi pare normale. Già nella Finanziaria dello stesso anno e
ancora prima nella Finanziaria di due anni fa l'Assemblea era
intervenuta per cercare di mettere un po' sotto controllo tutta
la materia dei contributi. In più la Finanziaria è intervenuta in
maniera energica sulla materia dei trasferimenti.
Tutto ciò considerato, noi non sottovalutiamo l'importanza
di istituzioni di altissimo livello, di altissimo profilo
regionale, nazionale, anzi sicuramente internazionale quale
sicuramente è il Teatro Bellini di Catania o il Teatro Massimo di
Palermo, che per altro sono i due Enti lirici siciliani. Così
come per altri versi non sottovaluto l'importanza dei Teatri
stabili sia di Palermo che di Catania che del Teatro Vittorio
Emanuele di Messina come del Teatro Pirandello di Agrigento, nei
confronti dei quali la Regione ha svolto un'opera costante di
supporto finanziario notevole perché per tutti questi teatri la
Regione spende ogni anno più di 100 miliardi. Non è un intervento
di poco conto. Devo dire che forse basterebbe poco per fare
fruttare al meglio questi stanziamenti e addirittura per
immaginare un futuro in cui questi stanziamenti possono
tranquillamente essere ridotti. Per esempio basterebbe portare a
compimento l'opera di trasformazione in fondazioni di queste
Istituzioni. Basterebbe, visto che si tratta di Enti che
dipendono per buona parte del loro sostentamento dalla Regione,
creare sinergie tra gli stessi Enti superando le logiche di
appartenenza territoriale che spesso creano contrapposizioni
ingiustificabili e determinare una sorta di circuito regionale
dentro il quale ognuno può ampiamente manifestarsi e crescere con
beneficio di tutta la Regione e con beneficio anche delle casse
regionali.
Noi ci siamo resi conto quando abbiamo preso in esame il
bilancio che oggettivamente la decurtazione che era stata portata
nel bozzone di ottobre allo stanziamento per il Teatro Bellini
era insostenibile perché veniva decurtato quasi del 40%.
Oggettivamente un taglio di questa portata è eccessivo. Devo dire
che il Governo ha fatto anche qui uno sforzo per riportare, per
intanto, lo stanziamento del Teatro Bellini ad una dimensione
accettabile e, comunque, una dimensione che per qualche aspetto è
addirittura superiore a quella che è stata prevista per gli altri
teatri, per i quale, comunque, è prevista una decurtazione.
Faccio presente, ad esempio, che il Teatro Massimo di Palermo
passa da uno stanziamento complessivo di 25 miliardi a uno
stanziamento di 20 miliardi, il che significa che c'è una
decurtazione del 20%. Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, che
pure gode di una legge che ha fissato annualmente lo stanziamento
(ho cercato di spiegare e di convincere anche l'onorevole
Speranza), ha visto decurtato anch'esso il suo trasferimento, che
è stato riportato a quello dello scorso anno che era stato
ridotto per un miliardo e trecento milioni, quindi per un importo
e settecento milioni, quindi per un importo anche qui intorno al
quindici per cento.
Quindi innanzitutto non vi è stata alcuna considerazione che
soltanto lontanamente possa lasciare immaginare che si sia
operato in maniera parziale e discriminatoria nei confronti di
qualcuno e nei confronti degli altri. Assolutamente; e credo che
le cifre siano lì a dimostrarlo.
Secondo: vi sono evidentemente alcuni vincoli, che
appartengono a tutto il bilancio, che non ci hanno consentito di
prevedere uno stanziamento ancora più congruo. Vorrei
sottolineare l'esigenza della riforma e in questo quadro anche il
Governo laddove si presentassero effettivamente delle necessità è
disponibile in un secondo momento a verificare queste stesse
necessità e a farvi fronte.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.106 a firma del
Governo. Anche per questo emendamento vale l'affermazione della
Presidenza precedente e viene considerato l'emendamento come
integrazione all'emendamento 2.99.1. Il parere della Commissione?
DI MARTINO . Presidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
LO CERTO . Signor Presidente c'è il mio voto contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.62 a firma degli onorevoli
Villari ed altri. Viene intaccato nella proposta al capitolo
21252 fondo di riserva spese obbligatorie. L'emendamento è
improponibile. Si passa all'emendamento 2.39.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI: Signor Presidente questo emendamento attiene
all'istituto nazionale del dramma antico di Siracusa.
So che un altro emendamento è stato presentato da altri
colleghi, primo firmatario credo l'onorevole Monaco per un
importo inferiore, con un aumento quindi di un miliardo e mezzo
se non sbaglio.
Io vorrei precisare soltanto, ed è per questo che ho chiesto
di intervenire, cogliendo l'occasione che mi da questo bilancio
attuale per osservare e richiamare l'Assessore ai Beni culturali,
il Presidente della Regione e tutta quanto l'Assemblea della
situazione che attualmente vive l'Istituto trasformato l'anno
scorso in fondazione.
Vive in una situazione assolutamente drammatica in quanto la
Fondazione del dramma antico così come è stata costituita,
Presidente però credo che ci sia particolare disordine e vorrei
l'attenzione del Presidente della Regione in modo particolare e
dell'Assessore ai beni culturali, se mi potesse dare ascolto
perchè è una cosa che riguarda la sua rubrica: parliamo del
Dramma Antico di Siracusa.
Questa Fondazione, voglio ricordare all'Assessore e al
Presidente della Regione, vede la trasformazione dello Statuto
con grave pregiudizio della nostra Regione.
Fino ad oggi la Regione con legge specifica partecipa con un
contributo di tre miliardi, il precedente Statuto regolamentava
l'intesa della Regione per la nomina del Presidente assegnava dei
posti di consiglio di amministrazione una maggioranza ai posti
della Regione e degli enti locali, mi riferisco a quelli del
comune di Siracusa.
Oggi tutto questo non avviene, vi è un grave pregiudizio per
quanto riguarda la posizione degli enti pubblici regionali e
della provincia di Siracusa che non è neanche facente parte del
consiglio di amministrazione e del comune vive in una situazione
drammatica di debiti perchè è gravata da circa sette miliardi di
debiti compiuti negli ultimi tre anni e mezzo dalle ultime
gestioni che ci sono state quelle successive alla morte del
compianto professore Giusto Monaco.
Io credo che questo importo vada sicuramente comunque
aumentato, almeno nella misura del contributo annuo concesso e
credo altrettanto che il Presidente della Regione e l'Assessore
debbono necessariamente attivarsi perchè si intavoli una
trattativa forte con il Governo nazionale per modificare quello
statuto di quella fondazione che oggi come oggi pregiudica
fortemente tutte quelle che sono lei istanze e le necessità e di
si Siracusa come centralità e della Regione come maggiore
contribuente per cui io ritiro questo emendamento e mi associo
all'emendamento degli altri colleghi che riporta almeno al
contributo annuale medio che è stato concesso, sapendo che
chiaramente la finanziaria non consente di aumentare il
contributo degli anni precedenti, ma almeno quello degli anni
precedenti dovrebbe essere mantenuto, altrimenti, non ci potrà
essere prospettiva di attività neanche per quest'anno con grave
pregiudizio ulteriore.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento.
L'emendamento 2.39 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.58, a firma degli onorevoli
Monaco, Villari ed altri. Incide sul capitolo 21252 "Fondo di
riserva spese obbligatorie". L'emendamento è improponibile.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Presidente, visto che
l'argomento è stato sottolineato ed è di estrema delicatezza in
quanto vi è stato un lavoro pregresso che ha visto interessato il
Ministero dei Beni culturali, la Regione attraverso la Presidenza
e l'Assessorato ai Beni culturali ed alla Pubblica istruzione,
volevo riportare qui il punto di vista del Governo
sull'argomento.
L'Istituto del dramma antico è stato trasformato con legge
dello Stato in Fondazione da poco tempo.
BUFARDECI. Da circa un anno.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Lo Stato attraverso
questa trasformazione ha deciso di dare un nuovo impulso e,
quindi, una nuova gestione all'Istituto attraverso una diversa
programmazione degli spettacoli, un ampliamento delle attività,
dello spazio. Questo, onorevole Bufardeci, le garantisco, è nei
programmi del Ministero, perché abbiamo avuto un incontro in cui
c'è stato notificato questo nuovo programma del nuovo Presidente
professore Li Moli, con il concorso ed il sostegno da parte del
Ministero.
E, soprattutto, è in fase di totale ristrutturazione la
strumentazione attraverso la quale vengono, ogni biennio,
realizzati gli spettacoli di teatro antico.
In sostanza, l'idea che attualmente viene coltivata, e su
cui sta lavorando la nuova direzione, è quella di costituire una
apposita società per azioni che viene partecipata dalla
Fondazione, in via maggioritaria, per attuare a Siracusa,
realizzare gli spettacoli classici ogni biennio e, poi, però, in
via ordinaria, procedere su un territorio vasto, multinazionale,
alla programmazione di spettacoli, sempre nel campo del teatro
classico, che vedano incentivata questa iniziativa.
La Regione siciliana ha dato il proprio assenso, anche se è
un assenso non formalmente richiesto, purché venga salvaguardata
la specificità delle iniziative che si tengono a Siracusa, sia
per quanto riguarda il carattere che devono avere le
manifestazioni, sia per quanto riguarda le finalità del
contributo che la Regione eroga ogni anno.
In sostanza non siamo disposti a finanziare iniziative che
non si svolgano sul territorio della Regione siciliana.
Ed allora, per questa ragione, noi abbiamo dichiarato la
nostra disponibilità a partecipare in quota parte, per colmare
una parte della esposizione debitoria dell'Istituto che, nel
corso degli anni, ha raggiunto, quasi, ormai, circa 7 miliardi,
attraverso una gestione, devo dire, dissennata. Per salvare
l'Istituto in fondo, perché, poi alla fine, la finalità di questo
nostro intervento ha questo scopo. E poi, però, discutere meglio,
ma mettendolo per iscritto, quali debbono essere le
caratteristiche della partecipazione della Regione siciliana ai
programmi dell'Istituto e della società.
Per questo motivo, noi riteniamo che, al momento, sia
opportuno tenere queste quote di finanziamento nel bilancio
riservandoci subito dopo, attraverso una legge necessaria, perché
in ogni caso non possiamo intervenire con norma di bilancio a
erogare la nostra quota parte per l'estinzione del debito
pregresso, perché questo fondo previsto in bilancio è solo per
l'attività, la gestione ordinaria non può essere utilizzato per
estinguere i debiti pregressi. Allora considerato che dobbiamo
reintervenire per estinguere i debiti pregressi per la nostra
quota parte in quell'occasione attraverso la norma di legge che
andremo ad approvare pensiamo si possa intervenire in modo
organico, a quel punto dopo avere raggiunto un'intesa ed un
accordo scritto con la direzione dell'INDA e con il Ministero dei
beni culturali anche per quanto riguarda la parte relativa alla
gestione. Quindi non ci tiriamo indietro rispetto alla nostra
responsabilità volta a garantire la prosecuzione dell'attività
dell'INDA e anche il suo incremento ma lo vogliamo fare, a ragion
veduta dopo che si sia raggiunto un accordo con l'associazione
dell'INDA e il Ministero dei beni culturali.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 2.125 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione.
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza . Favorevole.
ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente semplicemente volevo esprimere un
apprezzamento perché il Governo interviene su un capitolo
importante il 78124 che finalmente ci permetterà di attivare i
musei previsti dalla legge n. 17 del 1991 però mi dispiace che
questo avvenga sempre a scapito di due importanti capitoli dei
beni culturali che riguardano la manutenzione, gli scavi e altre
cose della gestione dei beni culturali, mentre questo sforzo, che
è giusto ripeto che ha fatto il Governo forse si poteva fare non
a scapito di altri capitoli dei beni culturali ma da qualche
altra parte. Quindi da un lato l'apprezzamento ma d'altra parte
una critica perché i soldi vengono prelevati da capitoli già
tagliati dallo stesso bilancio.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.113 a firma dell'onorevole La
Corte. L'emendamento è improponibile.
Si passa alla Rubrica Assessorato Sanità, - Titoto I - Spese
correnti - dal capitolo 41001 al capitolo 42888.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
2.120
- capitolo 42464 -1500
- 42472 -2500
- 42730 +4000.
Lo pongo in votazione. Il Governo lo ha presentato. Il
Parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza . Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.96 a firma dell'onorevole La
Grua, l'emendamento è improponibile, non è possibile operare una
compensazione.
Si passa all'emendamento 2.36 a firma dell'onorevole Alfano
ed altri, l'emendamento è improponibile non indica copertura
finanziaria.
Si passa all'emendamento 2.57 a firma dell'onorevole
Trimarchi ed altri, l'emendamento è improponibile perché intacca
il capitolo 21252.
Si passa all'emendamento 2.97 a firma dell'onorevole La
Grua. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Il 2.97 il
capitolo 42730 sono fondi tre, quindi non è possibile fare la
compensazione.
PRESIDENTE. Ma anche il 42879 è fondo tre.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, le chiedo scusa.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni, l'emendamento 2.97 è
accantonato.
Si passa all'emendamento 2.98 a firma dell'onorevole La
Grua: l'emendamento è improponibile.
Si accantona, comunque, l'emendamento 2.97.
Si passa alla Rubrica Assessorato Territorio e ambiente;
I - titolo I - Spese correnti - dal capitolo 44001 al capitolo
45908. Vi sono emendamenti?
Emendamento 2.93, a firma dell'onorevole Giannpolo ed altri,
che prevedeva per il capitolo 45904 più 1.235; al capitolo 86103
meno 1235; il Governo si aggancia all'emendamento 2.93 e prevede
una cifra di + 2180 sul capitolo 86104, così come c'è riferimento
all'emendamento originario 2.99.1.
Con questa precisazione, pongo in votazione l'emendamento
2.93. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è d'accordo resti
seduto, chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa alla rubrica "Turismo"; Titolo I - Spese correnti -
dal capitolo 47001 al capitolo 48705.
Vi è un emendamento dell'onorevole Zanna, relativo al Teatro
Massimo di Palermo: "48002: + 4000; 48008: - 1000; 47651: -
2500; 87372: - 500".
Lo pongo in votazione.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, così come avevamo detto per quanto riguarda il teatro
Bellini, in effetti, c'è una riduzione per tutti i teatri; il
Governo non può essere favorevole all'incremento del teatro
Massimo, nel momento in cui deve registrare, purtroppo, un
decremento per gli altri teatri. In ogni caso, faccio presente
all'onorevole Zanna che la riduzione a zero del capitolo 47651
non può trovare favorevole il Governo perchè il capitolo 47651
riguarda un intervento su cui sono stati assunti impegni che non
possono essere assolutamente disattesi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.5 con il
parere contrario del Governo. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.110 a firma Alfano, Bufardeci,
D'acquino ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, riguardo l'emendamento 2.110 il capitolo 47719 è una
nota "A" che non può essere...
PRESIDENTE. Onorevole assessore, il 47719 è in riduzione non
in aumento.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Si, signor
Presidente, tuttavia ci siamo sempre atteggiati a considerare le
note "A" che non vengono comunque ridotte con leggi precedenti,
per esempio con le finanziarie, come note che non possono variare
durante il Bilancio. Questa è un pò la prassi che abbiamo
seguito.
PRESIDENTE. Per la riduzione, in verità io non ricordo.
Comunque...
Pongo in votazione l'emendamento 2.110 con il parere
contrario del Governo. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.108 del Governo. Lo pongo in
votazione, sempre con la considerazione che si tratta di
integrazione all'emendamento 2.99.1 relativo al Turismo. Il
Governo lo ha presentato. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.38 è dichiarato decaduto per assenza
dall'Aula del firmatario.
Si passa all'emendamento 2.2 a firma Beninati, Croce ed
altri: "Collegamento Isole minori e propaganda turistica" + 5.000
per il collegamento Isole minori; - 5.000 per propaganda
turistica.
Lo pongo in votazione. Chiedo il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, viene qui riproposto un tema che è stato già
affrontato per altri emendamenti cioè quello dell'incremento del
capitolo che riguarda i trasporti per le isole minori. Ripeto
qui quanto già detto. Il Governo ha considerato con grande
attenzione la problematica e nella previsione soprattutto che
trattasi di programmi triennali che vengono adottati, il Governo
ha ritenuto suo dovere per intanto reperire le risorse necessarie
per riportare lo stanziamento a quello dello scorso anno, sia per
quanto riguarda il 48625, infatti c'è un ulteriore emendamento
che propone un incremento di un miliardo, sia per quanto riguarda
il capitolo 48633.
Credo che questo per il momento tranquillizzi le realtà
delle Isole minori fermo restando che, se veramente dovessero
presentarsi nel corso dell'anno ulteriori necessità, è chiaro
che, peraltro ritenendo il Governo che non si dovrà trattare di
somme estremamente impegnative, non ci potrà che essere la
massima disponibilità a questo ulteriore stanziamento.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevole assessore, apprezzo la
sua disponibilità quanto meno a poter discutere un primo
emendamento. E questo è già molto, anzi grazie di poter discutere
un primo emendamento. Ciò nonostante le volevo rammentare che
questo emendamento, che indubbiamente vuole riportare, è chiaro
che rispetto all'anno passato si va forse oltre, ma ricordo a
quest'Aula, che questo intervento economico era di ben altra
natura negli anni precedenti, e quindi non ci stupiamo, Assessore
Rotella, se lei fra qualche mese, col periodo estivo si vedrà
certamente investito da problematiche che riguardano questa
copertura, che certamente è insufficiente, e siccome il
Presidente della Regione ha istituito nella finanziaria, con
grande attenzione, l'Ufficio per le isole minori, e poichè si è
fatta una bellissima - io condivido - ottima iniziativa, e si
sono fatti diversi interventi con i sindaci delle isole minori,
nei mesi passati, e si è fatto anzi di ben altro: si è anche
detto che ci sarà molta attenzione per le isole minori.
Allora io mi domando: l'attenzione è con le parole o si fa
anche con i fatti. Siccome a questo punto questo settore è uno di
quei settori che poi da una immagine della nostra Isola, e
sappiamo pure che la Siremar ridurrà, per motivi nazionali,
quantomeno rispetto all'anno che è passato, in quanto ha messo
dei mezzi più grossi, ma certamente con minori corse, io dico: la
Regione deve anche tenere conto di questo e quindi il servizio
integrativo dev'essere potenziato.
Io questo lo dico non per campanilismo, perchè non è un
problema solo delle Eolie, ma è un problema di tutte le isole
minori. Quindi invito il Governo a non fossilizzarsi sul fatto
che si riporta all'anno precedente e il problema è risolto. Non è
risolto nulla.
Quindi a questo punto il Governo veda se è possibile di
rivedere questa posizione, perchè oltretutto questo intervento
permette e da l'opportunità - anche il Presidente è stato nella
cantieristica di Messina - a far si di attivare qualche
imbarcazione in più, quindi qualche possibilità di assunzione di
persone in più. Quindi è un discorso molto più ampio.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Io mi associo al ringraziamento dell'onorevole
Beninati, nei confronti dell'Assessore Piro, però io voto
l'emendamento presentato, perchè onorevole Piro, quando abbiamo
fatto il famoso programma per le isole minori, avevamo dichiarato
che c'era bisogno di qualche considerazione particolare.
Vedo che questo Governo rispetta le priorità che aveva
assunto, continua ad essere coerente, e quindi io sostengo
l'emendamento presentato dall'onorevole Beninati.
ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Onorevole Presidente, come ha ricordato l'onorevole
Piro, questo capitolo che poi è l'ultimo capitolo che è rimasto
di un serio intervento a favore delle isole minori, ha visto
l'interesse di tutti i settori del Parlamento. C'era in
precedenza un mio emendamento, il Governo ha risposto non solo
recuperando il forte taglio previsto nel bozzone di bilancio
predisposto dal precedente Governo, ma poi ulteriormente con una
proposta di variazione ha ricostituito il capitolo dell'anno
scorso per 21 miliardi.
Ora io credo che il Governo dovrebbe prendere atto di questa
volontà di tutti i settori del Parlamento, per un ulteriore
sforzo, un segnale per le isole minori, a dimostrazione che
questo Governo, il Governo della Regione siciliana, é interessato
ad occuparsi anche dei siciliani che non abitano nella cosiddetta
terraferma, ma nelle altre quattordici piccole isole della nostra
Regione.
I problemi di queste isole, oltre ad essere più gravi,
soprattutto per chi amministra quelle comunità, recentemente, con
la nascita dei piani paesistici per le isole minori, hanno
aggravato una situazione proprio per quanto riguarda il problema
dei trasporti.
Vorrei ricordare che i piani paesistici prevedono la non
possibilità di realizzare o di continuare a gestire discariche
per rifiuti solidi urbani nelle isole minori e l'obbligo per il
trasporto a terra di questi rifiuti, onore che per ora é a carico
esclusivamente degli abitanti delle isole minori.
L'incremento del capitolo, non solo darebbe garanzia e non
creerebbe difficoltà alle compagnie che organizzano i
collegamenti con le isole, ma potrebbe permettere, anche con la
nascita dell'ufficio per le isole minori stabilito ed approvato,
credo all'articolo 54 della legge finanziaria, di poter
cominciare anche in questo settore, in questo impegno ulteriore
che hanno le comunità e cioè quello dei trasporti dei rifiuti a
terra.
Ecco perché ritengo che il Governo, visto che c'é una giusta
insistenza dell'Aula sull'incremento di questo capitolo, possa
fare un ulteriore sforzo, dare un segnale e quindi incrementare,
se si vuole, per la cifra che qui viene proposta che era identica
alla cifra di un mio precedente emendamento che, poi, abbiamo
ritirato anche alla luce dei soldi della ricostituzione del
capitolo, o di una cifra diversa, lo stabilisca il Governo, ma
comunque per dare un segnale nei confronti di queste comunità.
MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare una
sola precisazione, io sono pienamente d'accordo con chi ha fatto
l'emendamento, non bisogna vedere la bozza di bilancio, ma già in
commissione bilancio, il Governo ha aumentato con un emendamento
di iniziativa governativa di 5 miliardi e trecento il capitolo
48625 approvato dalla commissione bilancio, quindi, non arriva
più a noi il "bozzone", ma arriva il capitolo ricostituito come
era nel 1998. Questa é la prima cosa, mentre mi permetto di dire
che l'emendamento é stato fatto, giustamente, sul bozzone di
bilancio che riportava 14 mila e 700 milioni...
BENINATI ... No, no li ho fatti io.
MELE. ... in aumento. Dopo di che, in aumento ulteriore,
giustissimo per carità, però mi sembrerebbe fortemente
penalizzante il fatto che il capitolo al quale viene tolto il
finanziamento, che l'altro passa da 53 miliardi, già é stato
portato a 23 miliardi e viene ulteriormente tagliato e questa
sarebbe una penalizzazione grossissima nei confronti di tutto il
piano di propaganda turistica della Regione siciliana.
CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, l'importanza di
questo emendamento é data dal fatto che ancora oggi ci sono delle
isole, come diceva l'onorevole Zanna, ulteriori quattordici isole
siciliane che sono collegate solo tramite le compagnie navali che
ricevono i contributi da parte dello Stato e non quindi anche
dalla Regione siciliana.
Io sono convinto che l'emendamento in questione può anche
contribuire a fare in modo che quelle isole che sono oggi
collegate solo ed esclusivamente con la SIREMAR, visto che la
SIREMAR dovrà ridurre i collegamenti per mancanza di
trasferimenti statali e dare l'opportunità ad altre linee private
di collegare queste piccole isole con la Regione siciliana e con
l'isola di Sicilia. Perchè dico questo? Perchè in particolare
l'isola di Lampedusa e di Linosa, che hanno il solo collegamento
della SIREMAR, sono notevolmente disagiate sia nel periodo
invernale ma anche nel periodo estivo; infatti, vedi caso, una
nave che collega Porto Empedocle con Lampedusa trasporta sia
passeggeri che merci.
Io penso che l'emendamento in questione, aumentando il
contributo, può garantire anche un collegamento alternativo
dell'isola di Lampedusa e dell'isola di Linosa con la terraferma,
con Porto Empedocle e con Agrigento.
ROTELLA, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Voglio ricordare, Signor Presidente, all'Aula che
questo capitolo, così come ha ricordato l'onorevole Mele, aveva
subito nel precedente bozzone di bilancio un taglio di circa sei
miliardi e trecento milioni. Questo Governo ha portato
esattamente allo stanziamento dell'anno precedente in capitolo,
così come peraltro era stato chiesto da parte delle compagnie che
operano il servizio che erano allarmate dal fatto che il capitolo
era stato ridotto in maniera così significativa, così marcata ed
il Governo si è fatto carico di riportare, anche perchè questo
riguarda un piano triennale, di riportare il capitolo allo
stanziamento dell'anno precedente.
Ritengo che questo capitolo così come è stato adesso
impinguato sia sufficiente per l'anno a venire. Qualora dovessero
presentarsi condizioni di particolare disagio, comunque, possiamo
sempre rivedere la questione ma già io credo che lo sforzo del
Governo sia stato notevole avendo impinguato il capitolo per una
somma così cospicua.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ROTELLA, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo all'emendamento si alzi; chi è
contrario resti seduto.
Onorevoli colleghi, si vota con il sistema elettronico non
essendo possibile quantificare la presenza in aula dei deputati.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti ....... 50
Astenuti ................. 1
Maggioranza .............. 26
Hanno votato sì .......... 24
Hanno votato no .......... 25
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.70, a firma dell'onorevole
Stancanelli ed altri. Non è indicata la procedura finanziaria; è
giudicato improponibile.
STANCANELLI. Signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato perché nella filosofia, ed in parte
nei fatti, è recepito dall'emendamento del Governo.
Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Croce,
D'Aquino, Fleres e Beninati. E' improponibile.
Si passa all'emendamento 2.73, a firma degli onorevoli
Stancanelli e Strano.
STANCANELLI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.121 che dà risposta di
compensazione a quegli emendamenti che abbiamo approvato e che
sono vincolati per essere portati positivamente fino alla fine
all'approvazione degli emendamenti di compensazione. Questo è il
primo a firma del Governo.
Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. In effetti,
signor Presidente, le chiedo scusa per l'errore in questione in
corso, sono entrambi capitoli a fondo 3, peraltro legati a un
capitolo di entrata identico. Tuttavia, signor Presidente, io
vorrei fare presente anche all'onorevole La Grua, che il capitolo
dal quale vengono prelevati i mille milioni è il capitolo
destinato all'emergenza e all'elisoccorso per il quale, come è
noto, è stata stipulata di recente, peraltro dall'altro Governo,
una convenzione che prevede esattamente quella spesa che è
indicata nel bilancio, quindi noi andremmo ad incidere su una
spesa contrattualmente vincolata.
PRESIDENTE. Pongo l'emendamento in votazione.
LA GRUA . Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa alle rubriche
riguardanti l'assessorato bilancio e finanze. Dal capitolo 20001
al capitolo 22501. Comunico che sono stati presentati gli
emendamenti 2.102 e 2.122 per quanto riguarda le spese correnti.
Pongo in votazione l'emendamento 2.102 a firma del Governo,
con le precisazioni più volte esplicitate riguardanti
l'emendamento 2.99.1. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.122, con le stesse
specificazioni, a firma del Governo. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Sospendiamo il titolo II: Spese in conto capitale. Viene
sospesa la discussione per esaminare il rendiconto delle entrate
e delle spese dell'Assemblea Regionale Siciliana. I deputati
questori sono presenti in Aula? I deputati questori intendono
svolgere una relazione o si affidano al testo?
SCOMA, Deputato questore. Mi affido al testo della relazione
scritta.
PRESIDENTE. Si passa al titolo I: Entrate effettive. Dal
capitolo I al capitolo VIII. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al titolo II: Partite di giro. Pongo in votazione
il capitolo IX. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa ai capitoli X e XI. Li pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo I: Spese effettive. Dall'articolo 1 all'articolo 4.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo II. Dall'articolo 5 all'articolo 9.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo III. Dall'articolo 10 all'articolo 16.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo IV. Dall'articolo 17 all'articolo 20.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo V. Dall'articolo 21 all'articolo 25. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Capitolo VI. Dall'articolo 26 all'articolo 31.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo VII. Dall'articolo 32 all'articolo 35.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo VIII. Dall'articolo 36 all'articolo 39.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Capitolo IX. Dall'articolo 40 all'articolo all'articolo 43.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo X, dall'articolo 44 all'articolo 46.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XI, dall'articolo 47 all'articolo 49.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XII, dall'articolo 50 all'articolo 55.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XIII, dall'articolo 56 all'articolo 57.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XIV dall'articolo 58 all'articolo 75.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XV, dall'articolo 76 all'articolo 83.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XVI, dall'articolo 84 all'articolo 85.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XVII, dall'articolo 86 all'articolo 87.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Titolo II - Partite di Giro - Capitolo XVII,
articolo 88. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XIX, articolo 89. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo XX, articolo 90. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Riassunto per titoli e per capitoli della spesa,
"Titolo I - Spese Effettive, dal Capitolo I al Cap. XVII",
"Titolo II - Partite di Giro, dal Capitolo XVIII al Capitolo XX".
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Allegato A "Prospetto degli storni a favore del
Fondo di Riserva". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Allegato B "Prospetto dei prelievi dal Fondo di
Riserva". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Allegato C "Conto Patrimoniale". Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Allegato D "Fondo Mutui ai Deputati". Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Allegato E "Fondo di Previdenza per il
Personale". Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Allegato F "Rendiconto Gestione Economo". Chi
è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero Rendiconto delle entrate e delle
spese dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario
1998. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al progetto di bilancio interno dell'Assemblea
regionale siciliana. I deputati questori intendono svolgere la
relazione?
SCOMA. Deputato Questore. Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al Titolo I -
Entrate Effettive, dal Capitolo I al Capitolo VIII. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al Titolo II - Partite di Giro, dal Capitolo IX al
Capitolo XI. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Titolo I - Spese Effettive - Capitolo I,
dall'Articolo 1 all'articolo 4. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo II, dall'articolo 5 all'articolo 9. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo III, dall'articolo 10 all'articolo 16.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo IV, dall'articolo 17 all'articolo 20.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo V, dall'articolo 21 all'articolo 25. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo VI, dall'articolo 26 all'articolo 21.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo VII, dall'articolo 32 all'articolo 35.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo VIII, dall'articolo 36 all'articolo 39.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo IX, dall'articolo 40 all'articolo 43.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Capitolo X, dall'articolo 44 all'articolo 46.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XI.
Pongo in votazione dall'articolo 47 all'articolo 49.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XII.
Pongo in votazione dall'articolo 50 all'articolo 55.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XIII.
Pongo in votazione dall'articolo 56 all'articolo 57.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XIV.
Pongo in votazione dall'articolo 58 all'articolo 75.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XV.
Pongo in votazione dall'articolo 76 all'articolo 82.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XVI.
Pongo in votazione l'articolo 83.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XVII.
Pongo in votazione dall'articolo 84 all'articolo 85.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al "Titolo II. Partite di giro".
Pongo in votazione l'articolo 86.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XIX.
Pongo in votazione l'articolo 87.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XX.
Pongo in votazione l'articolo 88.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Riepilogo per capitoli:
"Titolo I. Spese effettive".
Pongo in votazione dal capitolo I al capitolo XVII.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
"Titolo II. Partite di giro".
Pongo in votazione dal capitolo XVIII al capitolo XX.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al "Preventivo per il triennio 1999 - 2001":
Entrata.
"Titolo I. Entrate effettive."
Pongo in votazione dal capitolo I al capitolo VIII.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
"Titolo I. Spese effettive".
Si passa al capitolo I:
Pongo in votazione dall'articolo 1 all'articolo 4.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo II:
Pongo in votazione dall'articolo 5 all'articolo 9.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo III:
Pongo in votazione dall'articolo 10 all'articolo 16.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo IV:
Pongo in votazione dall'articolo 17 all'articolo 20.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo V:
Pongo in votazione dall'articolo 21 all'articolo 25.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo VI:
Pongo in votazione dall'articolo 26 all'articolo 31.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo VII:
Pongo in votazione dall'articolo 32 all'articolo 35.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo VIII:
Pongo in votazione dall'articolo 36 all'articolo 39.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo IX:
Pongo in votazione dall'articolo 40 all'articolo 43.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo X:
Pongo in votazione dall'articolo 44 all'articolo 46.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XI:
Pongo in votazione dall'articolo 47 all'articolo 49.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XII:
Pongo in votazione dall'articolo 50 all'articolo 55.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XIII:
Pongo in votazione dall'articolo 56 all'articolo 57.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XIV:
Pongo in votazione dall'articolo 58 all'articolo 75.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XV:
Pongo in votazione dall'articolo 76 all'articolo 82.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XVI:
Pongo in votazione l'articolo 83.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al capitolo XVII:
Pongo in votazione dall'articolo 84 all'articolo 85.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Spesa. Riepilogo per capitoli.
Titolo I.
Pongo in votazione dal capitolo I al capitolo XVII.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero progetto di bilancio interno
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 1999 e
preventivo per il triennio 1999 - 2001.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CINTOLA. Dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si ritorna alle
rubriche relative all'Assessorato bilancio e finanze. Si passa al
sub-emendamento 2.109.1 all'emendamento 2.109 a firma del
Governo. Il Governo l'ha presentato. Parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.109.1. Chi è
d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.109. Il Governo l'ha
presentato. Parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.109 è stato votato tenendo conto
dell'approvazione dell'emendamento 2.109.1. Onorevole Piro
ritiene di dovere accantonare l'emendamento 2.109.3 collegato
all'articolo 10? Il Governo lo ha proposto. Parere della
Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.28 "Fondo globale n. 21257 L.
5.000 milioni recupero patrimonio termale Comune di Montedoro".
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, la questione che viene posta è stata seguita col
Governo, perché c'è una legge dell'Assemblea regionale siciliana
che aveva disposto già questo intervento che per vari motivi,
purtroppo, non si è potuto realizzare nel senso che pur avendo
stanziato 10 miliardi queste somme non sono state utilizzate per
impedimenti vari. Rispetto all'emendamento che è stato proposto,
onorevole Di Martino, se lei è d'accordo vorrei suggerire una
soluzione leggermente diversa. Anziché fare un appostamento dei
fondi globali con una prenotazione, vorrei fare una prenotazione
con un accantonamento positivo collegato all'accantonamento
negativo legato ai rientri previsti dalla finanziaria. Se lei è
d'accordo presenterei l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.28 viene ritirato in quanto il
Governo presenta l'emendamento che prevede il 1017 ridotto di
5.000 e il capitolo di nuova istituzione come prenotazione di
+5.000. Il Governo l'ha presentato. Parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
D'accordo Alleanza Nazionale. Si passa all'emendamento 2.65
a firma degli onorevoli Stancanelli ed altri, fondi globali 21257
elenco 5.2.
STANCANELLI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 2.66 a firma degli onorevoli Briguglio,
Stancanelli ed altri. Parere del Governo?
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.67 a firma dell'onorevole
Stancanelli.
STANCANELLI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 2.68 a firma dell'onorevole Briguglio. Parere del
Governo?
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.79 a firma dell'onorevole Alfano.
Parere del Governo?
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Emendamento 2.80. Il parere del Governo?
PIRO, Assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo si alzi, chi è contrario resti
seduto. Non è approvato.
Emendamento 2.95 a firma Giannoppolo ed altri. Lo metto in
votazione.
Il parere del Governo?
PRIO, Assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi. E' approvato.
Emendamento del Governo 2.109.2. Il Governo l'ha presentato.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si
alzi. E' approvato.
Emendamento 2.38 a firma dell'onorevole Alfano ed altri. Il
parere del Governo?
PIRO, Assessore per il Bilancio e le finanze. Presidente, io
vorrei ricordare all'onorevole Alfano e all'onorevole Bufardeci,
presentatori di questo emendamento, che la questione era già
stata sollevata in sede di esame in Commissione Finanze, e il
Governo aveva dichiarato il parere favorevole alla individuazione
di un accantonamento nei fondi globali per la finalità che qui
viene individuata per tre miliardi, così come veniva proposto
dopo l'intesa che si era raggiunta con il Presidente e con gli
emendamenti. Io mio rendo conto, onorevole Bufardeci, che
probabilmente l'attuale previsione di tre miliardi potrà
risultare insufficiente, però ritengo che avere comunque previsto
i tre miliardi sia importante per potere, subito dopo
l'approvazione del bilancio e alla ripresa dell'Aula, potere
emanare la norma che consente di utilizzare il finanziamento. Se.
da una valutazione appropriata, dovessimo scoprire che quest'anno
è possibile impegnare qualcosa in più, il Governo è disponibile a
fare questa verifica.
PRESIDENTE. Onorevole Alfano, lei insiste sull'emendamento?
ALFANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Non ci sono altri
emendamenti alla tabella b).
Poniamo in votazione finale le varie rubriche e
l'accorpamento dei capitoli.
Siano alla previsione della spesa. Pongo in votazione i
capitoli che vanno dallo 0001 allo 0004.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Si passa alla rubrica Presidenza. Dal capitolo 10001
all'11001.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvata.
Si passa alle spese in conto capitale. Dal capitolo 50114
al capitolo 50603.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Titolo I "Spese correnti" rubrica Agricoltura. Dal capitolo
14001 al 16702.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Si passa alla rubrica spese in conto capitale, Titolo II.
Dal capitolo 54002 al 56928.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Si passa alla rubrica Assessorati enti locali, Titolo I
spese correnti; Dal capitolo 18001 al 19048.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Titolo II, spese in conto capitale. Dal capitolo 58503 al
capitolo 58910.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Si passa alla rubrica Assessorato Bilancio. Dal capitolo
20001 al capitolo 22501, spese correnti titolo I.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Titolo II, spese in conto capitale. Dal capitolo 60513 al
60798.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Titolo III. Dal capitolo 91010 al 91703.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Si passa alla Rubrica Industria. Titolo I. Spese correnti.
Dal capitolo 24001 al capitolo 25402.
Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi. E'
approvato.
Titolo II, spese in conto capitale. Dal capitolo 64817 al
65301. E' approvato.
Titolo II, spese in conto capitale. Dal capitolo 64817 al
Si passa alla Rubrica lavori pubblici, capitolo I Spese
correnti, 28001 al 29613. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
TITOLO II, spese in conto capitale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Rubrica Lavoro. TITOLO I Spese correnti. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
TITOLO II Spese in conto capitale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RUBRICA Assessorato cooperazione, commercio, artigianato e
pesca. TITOLO I Spese correnti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TITOLO II Spese in conto capitale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RUBRICA Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione.
TITOLO I Spese correnti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TITOLO II Spese in conto capitale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RUBRICA Assessorato sanità. TITOLO I Spese correnti. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
TITOLO II Spese in conto capitale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RUBRICA Assessorato territorio ed ambiente. TITOLO I Spese
correnti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TITOLO II Spese in conto capitale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RUBRICA Assessorato turismo, comunicazioni e trasporti.
TITOLO I Spese correnti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
TITOLO II Spese in conto capitale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione finale la Tabella "B". Chi è
favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si ritorna al testo. Si ritorna all'articolo 2. Onorevoli
colleghi, non risultano presentati emendamenti all'articolo 2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5.
Art. 5.
Fondi strutturali comunitari
1. I contributi relativi al periodo 1994-1999, concessi
dall'Unione Europea e dallo Stato per l'attuazione degli
obiettivi indicati nell'articolo 1 del Reg. CEE 2052/88 del
24 giugno 1988, così come modificato dall'articolo 1 del Reg.
CEE 2081/93 del 20 luglio 1993, vengono iscritti in bilancio
con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, su proposta del Presidente della Regione, in
relazione alla necessità di realizzazione degli interventi
previsti. Al relativo cofinanziamento regionale si provvede
con le disponibilità iscritte al capitolo di spesa 60786.
2. Con le disponibilità di cui al medesimo capitolo di
spesa si provvede a cofinanziare le azioni e/o interventi di
cui alla lettera b), del comma 1, dell'articolo 16, della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, nei limiti ed alle
condizioni previste ai commi 2 e 3 dello stesso articolo.
Non risultano presentati emendamenti all'articolo 5.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7.
Art. 7.
Fondo contrattazione stato giuridico ed economico
del personale regionale
1. Ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 19
giugno 1991, n. 38, l'ammontare del fondo destinato alla
contrattazione dello stato giuridico ed economico del
personale dell'Amministrazione regionale è stabilito per il
triennio 1999-2001 in lire 181.000 milioni di cui lire 51.000
milioni per l'anno 1999, lire 65.000 milioni per l'anno 2000
e lire 65.000 milioni per l'anno 2001.
2. La spesa prevista al comma 1, per l'anno 1999, è
iscritta al capitolo 21262 ed è altresì destinata alle
finalità previste dal comma 1 dell'articolo 20 della legge
regionale 24 dicembre 1997, n. 46.
All'articolo 7 è stato presentato dal Governo l'emendamento
7.1 sostitutivo del comma 1 dell'articolo 7.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione finale l'articolo 7 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8.
Art. 8.
Integrazione Fondo sanitario
1. La quota del Fondo Sanitario Nazionale - parte
corrente - a carico della Regione per l'anno finanziario 1999
è prevista in lire 3.686.556 milioni e si iscrive al capitolo
41724.
Non risultano presentati emendamenti all'articolo 8.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9.
Art. 9.
Utilizzo delle somme previste dal comma 14
dell'articolo 45 della legge 23 dicembre 1998, n. 448
1. Ai sensi dell'articolo 45, comma 14, della legge 23
dicembre 1998, n. 448, le somme relative alle assegnazioni
sotto elencate inerenti a leggi statali di settore, non
impegnate alla data del 31 dicembre 1998, sono destinate,
nell'esercizio 1999:
a) quanto a lire 35.000 milioni per le finalità previste
dagli articoli 39, 50 e 75 del Regio decreto-legge 30
dicembre 1923, n. 3267, dagli articoli 19 e 20 della legge 25
luglio 1952, n. 991, dall'articolo 9 della legge regionale 27
maggio 1980, n. 47, dagli articoli 28 e 40 della legge
regionale 5 giugno 1989, n. 11, e dalla legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 (capitolo 16619), mediante l'utilizzo di
parte delle economie realizzate sulle assegnazioni statali di
cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche
ed integrazioni;
b) quanto a lire 1.500 milioni per le finalità previste
dall'articolo 75 del Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n.
3267, e dall'articolo 2 del Regio decreto 13 febbraio 1933,
n. 215 (capitolo 56854), mediante l'utilizzo di parte delle
economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla
legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
c) quanto a lire 6.000 milioni per le finalità previste
dal Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267,
dall'articolo 29 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
5 (capitolo 56853), mediante l'utilizzo di parte delle
economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla
legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
d) quanto a lire 500 milioni per le finalità previste
dall'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 1996, n.
52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n.
5 (capitolo 56855), mediante l'utilizzo di parte delle
economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla
legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
e) quanto a lire 20.000 milioni per le finalità previste
dall'articolo 6 della legge regionale 16 agosto 1974, n. 36,
dall'articolo 17 della legge regionale 27 maggio 1980, n. 47,
dall'articolo 19 della legge regionale 30 maggio 1984, n. 36,
dagli articoli 27 e 40 della legge regionale 5 giugno 1989,
n. 11, e dall'articolo 29 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 (capitolo 56856), mediante l'utilizzo di parte
delle economie realizzate sulle assegnazioni statali di cui
alla legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni;
f) quanto a lire 1.950 milioni per le finalità previste
dall'articolo 26 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 1996, n.
52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
(capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla legge 18
maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed integrazioni;
g) quanto a lire 2.050 milioni per le finalità previste
dall'articolo 26 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 1996, n.
52, dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n.
14, dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
(capitolo 56857), mediante l'utilizzo di parte delle economie
realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla legge 19
luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;
h) quanto a lire 5.000 milioni per le finalità previste
dall'articolo 29 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1997, n. 14,
e dall'articolo 2 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
(capitolo 56858), mediante l'utilizzo di parte delle economie
realizzate sulle assegnazioni statali di cui alla legge 19
luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni;
i) quanto a lire 5.100 milioni per le finalità previste
dal Regio decreto 5 ottobre 1933, n. 1577, dalla legge
regionale 16 aprile 1949, n. 10, dalla legge regionale 11
marzo 1950, n. 18, e dall'articolo 14 della legge regionale
29 dicembre 1975, n. 88 (capitolo 56928), mediante
l'utilizzo di parte delle economie realizzate sulle
assegnazioni statali di cui alla legge 19 luglio 1993, n.
236 e successive modifiche ed integrazioni;
j) quanto a lire 7.398 milioni per le finalità previste
dalla legge regionale 5 novembre 1965, n. 34 e successive
modifiche ed integrazioni (capitolo 75669), mediante
l'utilizzo di parte delle economie realizzate sulle
assegnazioni statali relative all'articolo 9 della legge 16
maggio 1970, n. 281;
k) quanto a lire 500 milioni per le finalità previste
dall'articolo 11 della legge regionale 15 maggio 1987, n. 18
e successive modifiche ed integrazioni (capitolo 48633),
mediante l'utilizzo di parte delle economie realizzate sulle
assegnazioni statali relative all'articolo 13 della legge 11
marzo 1988, n. 67.
Non risultano presentati emendamenti all'articolo 9.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10.
Art. 10.
Disposizioni varie
1. Per le finalità previste dalle leggi appresso
indicate, sono stanziate per l'anno 1999 le somme riportate a
fianco di ciascuna di esse:
- legge regionale 28 marzo 1996, n. 12 (cap. 10725), lire 150
milioni;
- legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, art. 12 (cap. 33720),
lire 190.000 milioni;
- legge regionale 4 aprile 1995, n. 26, articolo 3 commi 1 e 6
(cap. 64999), lire 524 milioni.
E' stato presentato dal Governo l'emendamento soppressivo
10.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11.
Art. 11.
Limiti di impegno
1. I limiti di impegno previsti per l'anno 1998 dalle
seguenti leggi regionali e successive modifiche ed
integrazioni sono differiti all'esercizio 1999 per l'importo
indicato a fianco di ciascuna legge:
- legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 32 (cap. 64989),
lire 10.000 milioni;
- legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, art. 34 (cap. 64990),
lire 5.000 milioni.
Sono stati presentati due emendamenti l'11.1 e l'emendamento
11.2 dal Governo.
Li pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvato)
Pongo in votazione finale l'articolo 11 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12.
Art. 12.
Zone interne
1. Per soddisfare le obbligazioni relative agli interventi
di cui alla legge regionale 9 agosto 1988, n. 26, e
successive modifiche ed integrazioni, concernenti il
'progetto zone interne: completamento reti fognarie e
depuratori' ed il 'progetto zone interne: parchi urbani e
suburbani' per l'anno 1999 sono stanziate le somme di lire
1.620 milioni sul capitolo 85215 e di lire 1.450 milioni sul
capitolo 86106.
E' stato presentato dal Governo l'emendamento sostitutivo
12.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Viene presentato dal Governo un articolo aggiuntivo, il
10.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione l'articolo 3, non essendoci
emendamenti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Sono stati presentati
all'articolo 4 l' emendamento 4.1 e 4.2, da parte del Governo.
Pongo in Votazione l'emendamento 4.1. Il parere della
Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato).
Emendamento 4.2. Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo metto in votazione: chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato).
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato).
Si passa all'articolo 6. Non ci sono emendamento. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(è approvato).
Articolo 13. All'articolo 13 è stato presentato un
emendamento del Governo, il 13.1. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione: chi è d'accordo
all'emendamento resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato).
Pongo in votazione l'articolo 13 nel testo risultante: chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato).
Si passa all'articolo 14. Non ci sono emendamenti. Lo pongo
in votazione: chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(è approvato).
Si passa all'esame dell'articolo 15. Si passa alla votazione
dell'articolo 15. Avverto i colleghi che è necessario concedere
il mandato alla Presidenza per indicare successivamente il
relativo importo che sarà determinato a quadratura effettuata.
Votando l'articolo 15 si vota anche questa delega per la
Presidenza. La pongo in votazione: chi è d'accordo resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 16. Bilancio pluriennale. Avverto
l'Aula che votando l'articolo 16 nel suo complesso si da anche
mandato alla Presidenza di coordinare successivamente le cifre
conseguenti alle variazioni approvate dall'Assemblea in sede di
esame del bilancio di previsione che si ripercuotono sugli
stanziamenti indicati per il triennio.
L'esame dell'articolo 16 si sospende per passare allo stato
di previsione dell'entrata.
Avanzo finanziario presunto, che trovate a pagina 599. Lo
pongo in votazione: chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(è approvato)
Entrate tributarie, che trovate alle pagine 600, 604. Lo
pongo in votazione: chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(è approvato)
Entrate extratributarie, pagine 605, 619. Lo pongo in
votazione; chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Alienazione dei beni patrimoniali, dalla pagina 620 a pag.
626. Lo pongo in votazione: chi è d'accordo resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'esame dello stato di previsione della spesa.
Stato di previsione della spesa 01 - Progetto strategico A).
Lo pongo in votazione: chi è d'accordo resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(è approvato)
02 - Progetto strategico B). Lo pongo in votazione: chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
03 - Progetto strategico C). Lo pongo in votazione: chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alza.
(è approvato)
05 - Progetto strategico E). Lo pongo in votazione: chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
06 - Progetto strategico F). Lo pongo in votazione: chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
07 - Attività interventi non inseriti nei progetti
strategici. Lo metto in votazione: chi è d'accordo resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(è approvato)
08 - Fondi globali. Lo metto in votazione: chi è d'accordo
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Prima di porre in votazione l'articolo 16, già sospeso, si
passa all'elenco numero 5 allegato al disegno di legge, relativo
ai fondi globali, il cui ammontare va precisato, è quello
risultante a seguito delle modifiche approvate. Si pone ai voti
il suddetto articolo 5 e quindi l'articolo 16.
Pongo in votazione l'elenco 5: chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16: chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 17. Lo pongo in votazione precisando
che i quadri riassuntivi allegati al presente disegno di legge
sono quelli risultanti dalle modifiche approvate dall'Aula. Pongo
in votazione l'articolo 17 con le precisazioni già esplicitate:
chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 18 relativo al quadro sintetico delle
progressioni di cassa e se ne sospende l'approvazione per passare
all'esame del relativo allegato. Si procede a votare le
previsioni di entrata per singoli titoli e nei totali e, quindi,
le spese di amministrazione in totale.
E' stato presentato un emendamento all'articolo 18,
onorevoli colleghi, con le precisazioni che ho esplicitato circa
la questione dei singoli titoli, prima di dare il voto finale
all'articolo 18 é necessario votare l'emendamento 2.71 a firma
Tricoli e Stancanelli.
Si passa all'emendamento 2.71 a firma Tricoli e Stancanelli.
Il parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento tende a modificare
la previsione del quadro di cassa. Soltanto che fa riferimento al
quadro di cassa quale era quando é entrato in commissione
bilancio, mentre il quadro di cassa, come é possibile riscontrare
dall'apposito schema che é inserito nel bilancio, é nel frattempo
tutto radicalmente modificato. Per cui, per intanto,
l'emendamento non trova più riscontro nella realtà della
proposta. In ogni caso, io vorrei fare presente ai presentatori
dell'emendamento che il Governo aveva prestato attenzione alla
questione che era stata posta e, per intanto, in commissione
finanze aveva garantito il proprio impegno ad evitare che nel
quadro di cassa venisse impegnata una somma superiore a 1700
miliardi.
Come è possibile riscontrare, onorevole Aulicino, dal quadro
di cassa stesso, questa previsione é stata ulteriormente ridotta,
per cui, per l'anno 1999 è previsto un impegno, per quanto
riguarda la cassa, non superiore a 1300 miliardi.
STANCANELLI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevoli colleghi,
pongo in votazione finale l'articolo 18, precisando che votando
l'articolo 18 si votano anche le previsioni di entrata per
singoli titoli e nei totali e, quindi, le spese per
amministrazione nei totali. Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento della commissione 2.32.1 che é
emendamento all'emendamento 2.32 a firma Spagna ed altri. Il
Governo dovrebbe pronunciarsi circa gli eventuali effetti che
provoca il 2.32.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
presidente, a parte la questione della norma sostanziale e,
quindi, non collocabile a mio avviso, ma questa é una valutazione
della presidenza, nella legge di bilancio, questa norma va in
contrasto radicale con quanto già contenuto nella legge
finanziaria che, nel frattempo, ha cominciato ad esplicare i suoi
effetti, nel senso che nel frattempo é iniziato il monitoraggio
ed addirittura, la revoca dei decreti, come sta avvenendo, per
esempio, ai lavori pubblici per certi aspetti connessi alla legge
finanziaria che questa legge andrebbe radicalmente a modificare.
Quindi, si tratta di una norma che é in contrasto con una norma
che l'Assemblea ha approvato in questa stessa sessione.
SPAGNA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche l'emendamento 2.32.1
decade. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 2.35
a firma Aulicino.
AULICINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si dà lettura dell'articolo 19 che si sospende per passare
all'esame del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per
l'anno 1999 "Stato di previsione dell'entrata", capitolo 0001.
Lo pongo in votazione.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il titolo I "Entrate correnti".
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il titolo II "Entrate in conto capitale".
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il titolo I "Stato di previsione della
spesa - Spese correnti".
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il titolo I "Stato di previsione della
spesa - Spese correnti".
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il titolo II "Spese in conto capitale".
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19.
Azienda delle foreste demaniali
1. E' approvato il bilancio dell'Azienda delle foreste
demaniali della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999
e per il triennio 1999-2001, allegato al bilancio della
Regione (appendice n. 1).
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 19 con le
precisazioni più volte espresse dal Presidente per quanto
riguarda la questione delle specificità.
Lo pongo in votazione.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20.
Annessi
1. Ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47, è approvato l'elenco dei capitoli
aggiunti al bilancio della Regione e al bilancio dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'anno finanziario 1999 (annesso
n. 1).
2. Alla presente legge sono allegati l'elenco dei capitoli
relativi alle spese pluriennali di cui al comma 2,
dell'articolo 2, della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5
(annesso n. 3), nonchè l'indice cronologico degli atti
(annesso n. 2).
Pongo in votazione, per intanto, l'annesso n. 1.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'annesso n. 2.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'annesso n. 3.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione, nel suo complesso, l'articolo 20.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione, con effetto dal 1
gennaio 1999.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Consentitemi prima di passa alla trattazione degli ordini
del giorno di ringraziare per intanto il Collegio di Questura e
il Consiglio di Presidenza per la parte che ha riguardato sia il
rendiconto che il bilancio dell'Assemblea regionale siciliana e a
tutti voi, al personale innanzitutto, per il lavoro egregio che è
stato in questi giorni che ha consentito, credo in maniera
celere, l'approvazione del bilancio di previsione della Regione
siciliana.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, si passa quindi all'ordine del giorno n.
412 "Sospensione dei lavori di costruzione di immobili per civile
abitazione di impianto ed acqua park in provincia di Siracusa a
firma Bufardeci, Granata, Flères, Cimino ed altri.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
MORINELLO, assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione. Come i deputati firmatari dell'ordine del
giorno sanno, è in atto una disamina da parte della
Soprintendenza di Siracusa dei progetti che finalmente sono stati
recapitati alle Soprintendenze per cui con i provvedimenti
dell'assessore regionale ai beni culturali si sono poste in
essere le misure che titolavano la Soprintendenza a visionare i
progetti che fino alla apposizione del decreto di vincolo erano
state sottratte alla visione delle Soprintendenze per cui si è in
attesa dell'esame delle Soprintendenze per potere poi valutare i
provvedimenti che le Soprintendenze, sulle inibizioni poste in
essere dal decreto, potranno compiere. Per cui, può essere una
raccomandazione, ma in ogni caso non può che essere ribadita la
legittimità e la validità degli atti dei provvedimenti che sono
stati appunto firmati sulla base di valutazioni che la
Soprintendenza di Siracusa ha fatto. Tra l'altro su questa
questione c'è anche, lo ricordo anche all'Aula, una mozione di
sfiducia individuale che in maniera inopinata rispetto anche al
contenuto del provvedimento è stato fatto da alcuni deputati
svilendo così anche l'istituto della mozione di sfiducia, che è
un atto molto grave di censura nei confronti di un esponente del
Governo che invece avrebbe dovuto sottoporsi all'Aula per ben
altre ragioni, per ben altre motivazioni che per la firma di un
provvedimento di natura amministrativa che, come dicevo prima, ha
piena legittimità e piena validità. Non si possono condividere le
motivazioni e sicuramente i deputati che hanno sottoscritto
l'ordine del giorno non si trovano d'accordo, ma in ogni caso,
non c'erano motivi e ragioni perché si tramutasse questo ordine
del giorno in una mozione di sfiducia nei confronti
dell'Assessore che ha ratificato una scelta motivata da parte
della Soprintendenza di Siracusa. Per cui io ribadisco la volontà
del Governo di approfondire i provvedimenti anche sulla base
delle osservazioni che perverranno a giorni da parte della
Soprintendenza.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ricordare, prima di svolgere molto brevemente alcune
considerazioni sul merito dell'ordine del giorno, che già in
occasione della seduta che trattò la finanziaria fui pregato dal
Governo di rinviare l'esame di questo ordine del giorno e il
Presidente e l'Assessore ricorderanno che certamente io quella
mattina non mi opposi. Da allora è trascorso un mese abbondante e
da allora non è successo niente di nuovo e di concreto per quanto
riguarda la sospensione di questo provvedimento che noi riteniamo
essere assolutamente abnorme ed illegittimo perché da quando
l'Assessore Morinello è venuto a Siracusa, affermando di venire a
fare un sopralluogo che poi di fatto non ha svolto, sono
trascorse altre due settimane nel corso delle quali abbiamo
invitato le ditte interessate, entrambe titolari delle
concessioni integralmente legittime, a produrre, non solo gli
atti concessori, ma anche le planimetrie e i progetti. Da due
settimane sono state consegnate ma ancora non abbiamo avuto il
bene di sapere se la Soprintendenza è favorevole o meno a
revocare il provvedimento e a chiedere quindi la sospensione del
provvedimento che è stato emanato dall'Assessore; provvedimento
che certamente viene impugnato anche in via giurisdizionale
davanti al TAR. Per cui, siccome non abbiamo avuto un atto
conseguenziale di grande attenzione da parte del Governo e da
parte dell'Assessore, io mi trovo costretto a insistere e a
esprimere all'Aula una considerazione nel merito.
Viviamo di due provvedimenti concessori legittimi,
rilasciati dalle autorità amministrative competenti: il Comune di
Siracusa e il Comune di Melilli. Trascuro di dire che entrambe le
amministrazioni sono di segno politico omologo a quello del
Governo e approfondire su questo tema per dire che le concessioni
che sono state rilasciate, ribadisco legittimamente, sono l'atto
presupposto per il quale una società inizia i lavori da oltre 19
mesi e alla fase finale dell'ultimazione dei lavori mancava poco
meno di un mese, era già pronta la data di inaugurazione di
questa Acqua Park, che peraltro capite bene era anche un volano
per l'economia, per l'occupazione, era anche una zona di recupero
che veniva interessata perché siamo in piena zona industriale
che riguarda proprio alcuni insediamenti tipo l'ISAP per capirci
e in quel contesto e in quella zona mi si viene a dire che una
struttura sportiva, ricreativa, come poteva essere quella
dell'Acquapark, poteva non so quale impatto creare. Per
diciannove mesi legittimamente questa società esegue i lavori
pienamente, improvvisamente l'assessore - e riferisco
testualmente sue dichiarazioni mai contraddette sulla stampa -
sulla base di fotografie esamina questi luoghi, si convince che
questo crea un grande impatto e provvede alla sospensione.
Ribadisco: provvedimento concessorio legittimo rilasciato
dalle autorità competenti. Stessa cosa per quanto riguarda
l'immobile a Siracusa, contrada Santa Panagia, zona della
Tonnara, in cui delle cooperative edilizie dei finanzieri, tutti
dipendenti del Ministero delle Finanze, tutti dipendenti delle
Forze Armate, non stiamo parlando nè di costruttori alla
Caltagirone, con tutto il rispetto eventuali per i signori
Caltagirone, nè di Palazzinari, assolutamente, ma di soggetti che
legittimamente, anche in questo caso, sulla base di provvedimenti
concessori, legittimamente rilasciati hanno per mesi e mesi
eseguito i lavori e che improvvisamente il sogno di avere la casa
definita, provvedimenti anch'essi di programmi costruttivi
legittimamente emanati, si trovano un provvedimento improvviso di
sospensione.
Da allora abbiamo sollecitato l'assessore, l'assessore gli
do atto che è venuto, ma da allora non è successo niente, i
lavori sono bloccati, c'è un danno evidente e alle costruzioni di
civile abitazione per il danno economico di chi finanziandosi
provvede a farsi una casa e di chi investendo i propri fondi
cerca di fare una attività commerciale. Quindi io sono costretto
ad insistere perché, dopo il comportamento tenuto e all'atto di
emanarlo e nel non sospenderlo, devo necessariamente portare
avanti questa mia tesi perché non credo di potere dare ulteriore
fiducia dopo averla già data, non più tardi di un mese fa.
MORINELLO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
anche qui devo ribadire che l'assessore non può revocare
provvedimenti che sono perfettamente legittimi e che non sono
stati assunti nè in via arbitraria nè in via discrezionale, ma
sulla base di una valutazione di un ufficio periferico
dell'assessorato regionale beni culturali che ha inteso tutelare
uno dei paesaggi più suggestivi da una edificazione che
comprometteva e cementificava uno, appunto, dei luoghi che
vengono reputati, e non solo dalla Sovrintendenza, da
salvaguardare, anche sulla scorta di una anomala autorizzazione
su cui ci sono in corso indagini della Magistratura sul modo
anche come l'assessorato regionale al territorio e ambiente ha
autorizzato, in deroga - sarà grave per voi ma lo accerterà
l'autorità giudiziaria - ma io non volevo scendere su questo
terreno, perchè qui, nell'ordine del giorno e nella mozione di
sfiducia si dicono cose false. Intanto il provvedimento è
legittimo, il provvedimento è di ratifica di una valutazione che
la Sovrintendenza che per legge deve tutelare l'ambiente e il
paesaggio da una cementificazione selvaggia che ha voluto
sottrarre alla Sovrintedenza la possibilità di verificare i
progetti, la fattibilità, di verificare la possibilità di apporre
il nulla-osta sui progetti. Ebbene, il clou è stato impedito di
apporre, di verificare, tramite il silenzio-assenso e solo sulla
base di una autorizzazione del Gabinetto dell'assessorato al
territorio e ambiente, che oggi ha disposto una ispezione sul
modo con cui, appunto, si sono esautorati gli uffici che erano
preposti alla vigilanza, che erano preposti ai controlli. Allora
nulla osta agli interessi lesi e danneggiati di adire alle vie
giudiziarie, di ricorrere alla magistratura, però non è
possibile, onorevoli Colleghi, che su una questione così delicata
che investe la tutela di principi costituzionalmente ineccepibili
si possa innescare una valutazione distorta di atti che in ogni
caso l'Assessore regionale ai beni culturali per tutelare questi
principi ha inteso operare. Per cui i provvedimenti anche di
revoca.
Onorevole Bufardeci vorrei che lei mi ascoltasse e non
insistesse nella sua. Però anche per verità e per onestà
intellettuale io credo che una valutazione di merito che
certamente è diversa tra di noi non può essere inficiata da
strumentalismi oppure da artificiose ricostruzioni di fatti.
L'Assessore non è tenuto a visionare i luoghi. Non è tenuto
assolutamente a verificare l'operato della soprintendenza. La
soprintendenza per altro lei sa benissimo che quando mi sono
recato a Siracusa è stata sollecitata a fare in fretta, a dare
una valutazione positiva o negativa sui progetti, progetti che
però sono pervenuti purtroppo dopo 15 mesi dall'apertura dei
cantieri di lavoro. Per cui ritengo che su questa questione di
cui sono costretto a intervenire anche sulla scorta del fatto,
onorevole Bufardeci, che dopo la richiesta di ritiro da parte
dell'ordine del giorno di sospendere c'è stata poi
quell'iniziativa che ha portato l'onorevole Granata a farsi
promotore di quella raccolta di firme che chiedeva appunto la
mozione di sfiducia su questo problema che invece andrebbe
trattato in modo più congruo e più approfondito. Per cui
ribadisco che su questa questione non guerre di religione vadano
fatte, ma un'esatta e puntuale ricostruzione dei fatti che
possiamo fare in tutte le sedi. Ora io ritengo che questa è una
vicenda molto particolare, molto delicata che assolutamente non
merita una trattazione così, mi si consenta, così animata e
animosa che assolutamente è fuori luogo. Per cui se ci sono
palesi, come lei dice, inosservanze o anomalie nell'applicazione
della legge c'è la magistratura amministrativa che può
acclararla. Ma in ogni caso qui si tratta di ribadire un
principio che è quella della tutela del paesaggio di impedire la
devastazione delle coste su cui l'Assessore regionale ai beni
culturali pienamente si assume la responsabilità.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi pongo in votazione l'ordine del
giorno numero 412.
BUFARDECI. Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a norme del
regolamento si procede alla votazione a scrutinio segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 412
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 34
Contrari 24
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
Si passa all'ordine del giorno n. 432: "Interventi a favore
dell'ISEF di Palermo".
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Viene accettato come raccomandazione. L'onorevole
Barone è d'accordo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 433: "Iniziative per la
Commissione regionale per il commercio", a firma dell'onorevole
Fleres ed altri.
Il parere del Governo?
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
a prescindere da ogni possibile considerazione che potrebbe farsi
su quanto nello stesso ordine del giorno indicato, e cioè che
l'ultima Commissione regionale si è riunita l'11 novembre, quando
il Governo era ormai in crisi.
Gli atti di cui si occupa la Commissione non possono certo
definirsi di ordinaria amministrazione. Tra l'altro alcuni di
questi atti, fatti proprio l'11 novembre, sono stati osservati.
A prescindere da ogni altra possibile considerazione che si
potrebbe fare sugli effetti positivi occupazionali derivanti
dall'apertura di grandi superfici commerciali in Sicilia, quando
il tema è assolutamente controverso perché c'è chi sostiene che
proprio l'effetto occupazionale dell'apertura di grandi superfici
positivo potrebbe non essere.
Mi pare evidente che la ragione che ha portato finora
l'Assessore a non convocare la Commissione non è assolutamente
oscura.
Giace all'esame del Parlamento il disegno di legge di
riforma del commercio, che modifica radicalmente il meccanismo di
autorizzazione del rilascio delle grandi superfici commerciali.
Siamo in una fase di transizione che durerà ormai poche
settimane.
Mi pare opportuno che vengano esaminate le pratiche che sono
giacenti presso l'Assessorato, quelle istruite e moltissime altre
ancora non istruite, non appena il Parlamento si doterà del nuovo
strumento legislativo e, quindi, delle nuove procedure per il
rilascio delle grandi superfici che come voi sapete, dopo
l'emanazione del decreto legislativo 114 ha subito un radicale
mutamento nelle procedure, nelle competenze che ha l'Assessorato,
modificando e spostando perfino le competenze dalle Provincie
regionali ai Comuni. Oggi, onorevoli colleghi, l'autorizzazione
per le grandi superfici commerciali spetta alle Provincie , con
il nuovo disegno di legge, conformemente a quanto previsto dal
decreto legislativo n. 114 spetterebbe ai Comuni. In questa
fase di transizione proprio perché cambia radicalmente il
meccanismo, non mi pare opportuno che la Commissione si riunisca
per esaminare con le vecchie procedure e con vecchie competenze
pratiche che sono giacenti. Tra l'altro alcune di queste
pratiche hanno bisogno di una particolare attenzione trattandosi
di pratiche che vengono presentate all'attenzione
dell'Assessorato in sanatoria e trattandosi di superfici che
hanno un impatto sul piano sociale, essendo orma in funzione, di
particolare rilievo. Inviterei pertanto i firmatari dell'ordine
del giorno a ritirare l'ordine del giorno con l'assicurazione che
il Governo può dare ovviamente, che non appena sarà approvato il
disegno di legge che introduce le nuove norme queste pratiche,
così come tutte le altre, saranno esaminate. Se non dovesse
essere accettato l'invito è evidente che il parere del Governo è
contrario.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome non
c'era nessuna voglia di entrare in discussione ed in polemica con
questo ordine del giorno e questo mi dispiace che l'Assessore, mi
scusi ma l'ha posto sotto questo tema. Penso che invece sia
legittima un'aspirazione di chiunque attende una riunione di una
Commissione che dopo qualche mese, non subito, ma certamente dopo
qualche mese, un Assessore convochi questa Commissione. Ritengo
quasi ai limiti di un abuso non convocare la Commissione. Se poi
in Commissione ci sono degli atti che Assessori precedenti hanno
fatto delle manchevolezze c'è tutto il tempo anche per entrare
nel merito...
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Non sono gli Assessori precedenti ma
sono i Presidenti delle provincie. C'è un Presidente della
provincia in particolare.
BENINATI. ...ma certamente non affrontando il problema è molto
peggio. Allora credo che l'ordine del giorno è molto sensato,
perché se dopo uno, due, tre mesi non si convoca la Commissione
regionale del commercio credo che sia anche legittimo che un ...
appunto si renda conto, ma siccome sono quasi passati sei mesi e
siccome ricordo in un periodo appena entrato, già dopo un mese,
un mese e mezzo fui incalzato in queste vicende, non solo per il
commercio, per l'artigianato, per la pesca, quando dopo un mese e
mezzo non si convocavano queste Commissioni c'era un subbuglio,
allora non capisco come mai non si convochi questa Commissione.
E' legittimo dire che è giusto aspettare un disegno di legge ma
credo sia altrettanto legittimo da parte di coloro che dopo un
anno di istruttoria e di pratiche sono finalmente forse arrivati
ad avere la possibilità di portare in Commissione un nulla osta
credo che sia altrettanto legittimo da parte dell'Assessore di
convocare questa Commissione, perché mi scusi non facendolo si
può anche interpretare anche un abuso nel proprio ufficio. Quindi
personalmente se effettivamente ci sono delle cose che non vanno
la commissione le valuterà. Credo che serva proprio per questo la
Commissione. Se non ci sono pratiche allora lei giustamente non
la convoca, ma se le pratiche sono pronte è giusto che la
Commissione faccia il suo ruolo. E mi scusi non comprendo
totalmente che lei aspetti il disegno di legge per convocare la
Commissione, anche perché il disegno di legge, con i tempi
dell'Aula, se tutto va bene, si potrà approvare a luglio, lei mi
spieghi come otto mesi non convochi la Commissione. Credo sia un
pochino esagerato. L'invito non è nient'altro che la convocazione
di una Commissione che deve svolgere il suo operato.
E' proprio fatta per questo, pertanto, se poi sul problema
di Catania a cui lei si riferisce, è bene che ci parliamo con
molta chiarezza, non c'è niente di molto eclatante, è stata fatta
dal sottoscritto una conferenza di servizio perché era da anni
che si discuteva di questo problema, i funzionari della provincia
e dell'assessorato si litigavano l'uno contro l'altro, il
sottoscritto li ha convocati, li ha fatto incontrare e ha cercato
di risolvere i problemi ma non di complicarli.
Quindi la invito a convocare la commissione perché penso che
sia un atto dovuto; e di non attendere che si approvi la nuova
legge che non c'entra assolutamente nulla.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 433.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Si passa all'ordine del giorno n. 434 "Interventi nel
settore della revisione degli autoveicoli" a firma Fleres, Croce,
D'Aquino, Beninati.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Viene accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. I firmatari sono d'accordo?
BENINATI. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Resta così stabilito.
Si passa all'ordine del giorno n. 435. "Interventi urgenti
al fine di salvaguardare i lavoratori dell'Italtel al seguito
della decisione di dividere l'azienda". A firma Forgione, Liotta,
Vella.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 434.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Si passa all'ordine del giorno n. 436 a firma degli
onorevoli Oddo, Speziale ed altri. "Recupero e riassetto
urbanistico della fascia costiera".
CAPODICASA, Presidente della Regione. Per questo emendamento
i termini sono scaduti, ma raccogliamo l'indicazione contenuta
nell'ordine del giorno che tramutiamo in una sollecitazione a
portare avanti il disegno di legge.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo per
votare un ordine del giorno che il Governo accetta come
raccomandazione per la risoluzione di un problema che quest'Aula
ha affrontato più volte. A me non sembra un modo corretto di
procedere, perché mi lascia l'amaro in bocca sapere che
probabilmente a questo ordine del giorno seguirà una discussione
che non porterà a nessun risultato positivo. In questo senso,
vorrei che il Governo si impegnasse a portare in Aula, entro un
brevissimo termine, il disegno di legge per la sanatoria della
fascia costiera per fare, una volta per tutte, chiarezza.
Il vero problema è che su questa materia tutti i
parlamentari, o la maggior parte dei parlamentari di questa
Assemblea, hanno proposto dei disegni di legge. Noi diciamo a
tutti che vogliamo risolvere questo problema. E' da tre anni che
sono qua e da cinque-sei anni che mi occupo di questo problema,
prima da legale e ora da deputato, e non si riesce a cavare un
ragno dal buco. Non è possibile continuare su una politica che
non fa chiarezza.
Siccome io sono per dire che dobbiamo affrontare la materia
cercando di dare delle risposte concrete e la mia posizione è
quella di sanare le case entro la fascia dei 150 metri o, se
riesco a capire qual è la posizione del Governo così come Governi
precedenti si erano impegnati a fare e poi non hanno fatto,
oppure vorrei ritornare sul punto con una dichiarazione di voto
per capire la vera risposta che vogliamo dare.
PRESIDENTE. Onorevole Turano in altra occasione tornerà
sull'argomento.
CAPODICASA, presidente della Regione. Vorrei evitare che si
aprisse una discussione di merito su una questione che abbiamo
affrontato tante volte su un ordine del giorno che in realtà non
richiama il tema perchè l'ordine del giorno impegna il Governo, o
vorrebbe impegnare il Governo - cosa che però stando i tempi e
regolamenti parlamentari, non può fare, a chiedere una corsia
preferenziale per i disegni di legge che affrontano questa
materia. Quindi è solo un sollecito di carattere procedurale.
Ho detto poc'anzi che ormai siamo fuori tempo perchè il
Governo possa chiedere eventualmente una procedura d'urgenza
tanto più... lo diremo poi con apposito disegno di legge, come
abbiamo del resto detto nel corso della legge finanziaria
discutendo e rispondendo ai quesiti che poneva l'onorevole
Bartolo Pellegrino, quindi interverremo con apposito disegno di
legge. L'ordine del giorno però non chiede di sapere qual è la
posizione del Governo tanto meno esprime un punto di vista;
chiede solo al Governo di impegnarsi a chiedere la procedura
d'urgenza per il disegno di legge.
I disegni di legge che trattano questa materia sono già
stati comunicati all'Aula e quindi nessuno del Governo nè altri
parlamentari possono chiedere la procedura d'urgenza perchè essa
viene chiesta e votata all'atto della comunicazione all'Aula. Ho
detto, quindi, rispondendo ai firmatari che l'ordine del giorno a
mio avviso andrebbe ritirato. Il Governo ne comprende lo spirito
che è quello di accelerare i tempi perchè l'Aula se ne occupi,
recepiamo questo sollecito, ma nulla di più.
ZANNA. Lo ritiriamo.
PRESIDENTE. E' ritirato?
FORGIONE. Chiedo di parlare. Se l'ordine del giorno è
ritirato prendo atto che, dopo aver evocato gli istinti alla
sanatoria e che essendo questo il turno del PDS e prima il turno
del Polo, su questo punto io non intervengo.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'ordine
del giorno.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 437.
N. 437 - Istituzione di una commissione d'indagine sul
funzionamento e sulla gestione dell'ufficio di collocamento
di Palermo.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE l'Ufficio di collocamento di Palermo sta attraversando
un grave momento di crisi; da diversi anni vengono
denunciate gestioni poco chiare ma nonostante tutto i
dirigenti dell'Ufficio sono rimasti sempre gli stessi;
ancora non è stata avviata l'informatizzazione
dell'ufficio costringendo gli impiegati alla gestione
cartacea delle migliaia di disoccupati iscritti alle
liste di collocamento;
VISTO le denunce e gli esposti che sono stati presentati da coloro
i quali hanno tentato di avviare la riorganizzazione
dell'ufficio; le minacce e le intimidazioni nei
confronti del sindacalista della CGIL Michele
Palazzotto che da qualche mese stava lavorando nel
tentativo di avviare una nuova organizzazione e
gestione dell'ufficio;
CONSIDERATO che il problema della disoccupazione in città può
essere affrontato con il supporto dell'ufficio di
collocamento, gestito in maniera chiara e trasparente;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a istituire una commissione d'indagine sul funzionamento e sulla
gestione dell'ufficio di collocamento di Palermo;
ZANNA
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorni: chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ordine del giorno 438, a firma degli onorevoli Zanna e
Forgione. Ne dò lettura:
Rispetto, da parte della Finmeccanica e della
Breda-Ansaldo, degli impegni assunti negli accordi firmati
nel 1991 e nel 1996 relativamente alla Imesa di Carini.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la Breda-Ansaldo ha nel 1991 rilevato, a seguito di un
accordo, il 49 per cento dell'IMESI S.p.A. di Carini (PA) a
"prezzo politico" dall'Espi, "scaricando" tramite legge
regionale n. 23/91 circa 400 dei 500 lavoratori della
Resais, impegnandosi - superata la crisi congiunturale- a
realizzare all'IMESI un processo di diversificazione
produttiva, rilanciando lo stabilimento e portando il nuovo
organico a 350 unità;
PREMESSO che nel 1996 finito il commissariamento dell'Efim, fu
siglato un nuovo accordo che respinse il tentativo di
ridimensionamento dello stabilimento di Carini, confermava
l'accordo del 1991 e ridisegnava una nuova missione
strategica dell'IMESI, con investimenti adeguati,
specializzandola nel settore della componentistica ad alto
valore aggiunto;
CONSIDERATO che l'organico dell'IMESI è fermo dal 1992 a 180 unità;
RILEVATO che nell'accordo del 1991 è stata prevista la chiusura
dell'IMEA, azienda costruttrice di autobus, detenuta al 100
per cento dall'ESPI con il trasferimento di quasi tutti i
suoi lavoratori alla Resais;
TENUTO CONTO che recentemente la Breda ha deciso la chiusura della
COMETRA di Messina, con la perdita di altri 180 posti di
lavoro in Sicilia;
RILEVATO che il 14 aprile scorso si è arrivati alla rottura della
trattativa tra la Breda-Ansaldo e i rappresentanti dei
lavoratori sulla decisione unilaterale dell'azienda di
aprire le procedure di cassa integrazione speciale per 550
lavoratori del gruppo, di cui 13 a Carini, e ipotizzando
inoltre un disimpegno del gruppo sullo stabilimento
dell'IMESI di Carini, seguendo un ipotetico progetto di
scorporo e messa in vendita;
CONSIDERATO che la Regione Siciliana ha un interesse legittimo e
diretto sullo stabilimento IMESI di Carini, visto che ne è
stata comproprietaria fino al 1991 e da allora si è fatta
carico di mantenere buona parte delle maestranze
impiegatizie di allora,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a presenziare al tavolo delle trattative tra le parti convocato dal
Ministro Bersani e battersi per far rispettare alla
Finmeccanica e alla direzione della Breda-Ansaldo gli
impegni assunti negli accordi firmati nel 1991 e nel 1996.
Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Onorevole Presidente,
vorrei comunicare ai firmatari dell'ordine del giorno che già
ieri mattina alle otto e trenta nel Ministero dell'industria si è
svolto l'incontro con l'Ansaldo-Breda, e il Governo è stato
presente con il presidente della Regione e un funzionario
dell'Assessorato all'industria. Quindi credo che l'ordine del
giorno sia superato.
FORGIONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ordine del giorno 439, degli onorevoli Zanna, Villari,
Monaco e Oddo. Ne dò lettura:
- Finanziamento e avvio di nuovi progetti di lavori
socialmente utili.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la circolare del 25 marzo 1997, n. 255 dell'Assessore
regionale al lavoro disciplina la presentazione e le
modalità per i progetti di lavori socialmente utili rivolti
ai lavoratori di cui all'art. 25, comma 5, lettera a),
della legge 23 luglio 1991, n. 223, disoccupati di lunga
durata, che non abbiano fruito di trattamenti di
integrazione salariale o di mobilità - art. 1 del Decreto
legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, nella legge 28 novembre 1996, n. 608,
circolare in seguito modificata e integrata dopo che l'Aula
ha approvato il 13 maggio 1997 una mozione in proposito;
TENUTO CONTO che la circolare n. 255/97 prevedeva che le "somme
destinate al finanziamento dei progetti in parola saranno
ripartite in due tranches";
RILEVATO che invece tutte le risorse sono state utilizzate nel 1997
per finanziare i progetti presentati nella prima tranche;
RILEVATO che il 30 novembre 1997 sono scaduti i termini per
presentare i progetti per la seconda tranche e si ritiene
che siano stati presentati progetti che coinvolgono alcune
migliaia di disoccupati di lunga durata che si sono quasi
totalmente organizzati in cooperative, presentando progetti
validi che per lo più hanno già passato l'esame ed il
controllo degli uffici competenti;
CONSIDERATO che finanziare e quindi fare arrivare per un breve
periodo esperienze di lavoro e di imprese come quelle
presenti nei progetti presentati per i lavori socialmente
utili, significa cercare di puntare nel tempo ad avere una
occupazione stabile e duratura per migliaia di siciliani;
TENUTO CONTO che da allora le migliaia e migliaia di disoccupati di
lunga durata aspettano notizie sul loro futuro, se e quando
dovranno iniziare l'attività con i progetti presentati di
lavori socialmente utili e quindi di fare per la prima
volta una esperienza lavorativa,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE AL LAVORO
a finanziare e avviare le nuove progettualità di lavori socialmente
utili di cui all'art. 70, comma 2, della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6, in particolare riferimento ai progetti
presentati a seguito della circolare n. 255/97.
Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Onorevole Presidente, su
questo punti mi sembra che il governo più volte ha dichiarato la
volontà, reperendo i soldi, perchè manca attualmente la
disponibilità finanziaria, di procedere al finanziamento della
seconda tranche dei lavori socialmente utili, però fino ad oggi
non è stato possibile reperire per attuare questa seconda
tranche.
Vorrei dire nel contempo, visto che nel corso della
discussione generale l'onorevole Cintola aveva sollevato il
problema del precariato, che mi pare sia attinente, che vi è in
fase di gestazione, di preparazione da parte dell'Assessorato, un
disegno di legge che prevede una fuoriuscita dal precariato
attraverso una serie di sbocchi che verranno previsti in un
apposito disegno di legge, sia dei giovani dell'articolo 23 come
anche dell'altro precariato ivi compresi i lavori socialmente
utili. Quindi andiamo, con una certa gradualità, a una
fuoriuscita dal precariato nella nostra Regione.
ZANNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Onorevole Presidente, io non vorrei che qui si
innescasse un equivoco tra chi per anni ha seguito una certa
politica assistenziale e adesso magari si fa baluardo della fine
di questa politica, e chi invece magari fino all'ultimo, compreso
la circolare di cui stiamo discutendo in quest'ordine del giorno,
ha espresso tutte le sue perplessità, e invece adesso presenta un
ordine del giorno per continuare su una certa impostazione che ha
contrastato in precedenza.
Io credo che sia arrivato il momento, dopo quasi due anni di
decidere, così come ha fatto quest'Aula, in un'altra maniera, in
una maniera positiva, attivando i lavori socialmente utili,
approvando con l'Assessore Briguglio la circolare 255, discutendo
per un giorno intero su una mozione presentata dall'onorevole
Piro, di modifica della circolare 255, e la decisione presa da
quest'Aula, di andare a due tranche, con la divisione a metà del
finanziamento previsto, cosa che poi non è stata rispettata,
perchè invece la prima tranche è stata attivata, è stata
finanziata per più della metà dei soldi che erano stanziati; la
parte rimanente è stata poi utilizzata - se non ricordo male -
per l'articolo 23, e la seconda tranche, dopo numerose proroghe
per la presentazione dei progetti - proroghe che si sono fermate
al novembre del 1997 - non è stata mai attivata.
Questo Parlamento ha alimentato speranze e illusioni a
migliaia e migliaia di giovani disoccupati di lunga durata, che
in quasi tutti i casi si sono organizzati costituendo delle
cooperative e presentando dei progetti che sono stati vagliati e
per la quasi totalità pure approvati dagli uffici competenti
dell'Assessorato.
Ora dopo due anni credo ceh sia arrivato il momento di dire
una parola, anche una parola fine a questa vicenda e non
continuare, perchè per quanto mi riguarda la dichiarazione del
Presidente della Regione, invece, alimenta questa aspettativa,
ancora speranze e illusioni.
Tenere in piedi una cooperativa senza fare nulla, costa
soldi a disoccupati di lunga durata, tra l'altro, sarebbe più
onesto intellettualmente dire a queste migliaia di disoccupati:
"ci dispiace, l'Assemblea si é sbagliata e non ci sono più le
condizioni economiche. Abbiamo scherzato. Andatevene a casa,
cercate un'altra soluzione nelle pieghe e nelle altre misure che
il Parlamento nazionale e il Parlamento regionale hanno attivato.
Io credo che sia arrivato il momento di fare questo. Se
invece, ci sono, realmente e non dicendo: "poi vediamo..." perché
lo potevamo fare anche nel bilancio. E' chiaro che in parte é una
provocazione quest'ordine del giorno che impegna il Governo a
finanziare e ad avviare, lo potevamo fare col bilancio che
abbiamo quasi approvato, manca solo il voto finale. Spettava,
anche, a questo Governo porsi questo problema. Non se l'é voluto
porre ed allora, credo, che sia più onesto bocciare quest'ordine
del giorno o prendere atto che non ci sono più le condizioni e si
dice a questi giovani: "sciogliete le cooperative. Risparmiate
questi soldi di mantenimento e cercate un'altra strada".
Credo che sia più onesto, se invece, ci deve essere un
impegno, ci sia un impegno chiaro e netto e non "possiamo
vedere".
Se non ci sono le condizioni lo si dica.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor presidente,
onorevoli colleghi, io credo che debba essere chiaro, anche
all'onorevole Zanna, il significato dell'intervento che ho fatto
poc'anzi a chiarimento della posizione del Governo.
Il Governo sarebbe favorevole all'ordine del giorno, nel
senso che noi siamo perché vengano finanziati ed avviati, come
dice l'ordine del giorno, le nuove progettualità dei lavori
socialmente utili.
Quindi, noi potremmo anche dichiarare parere favorevole e il
discorso é chiuso. Il problema é che un ordine del giorno che
impegna il Governo a finanziare e ad avviare, se non ci sono le
risorse corrispondenti, rimane, esattamente così come il Governo
sta facendo un impegno che l'Aula prende e che trasferisce al
Governo che é già impegnato in questo senso a trovare, ad avviare
e a finanziare qualora, però, si trovino nel bilancio le risorse
corrispondenti.
Se si vuole dire, da parte dell'onorevole Zanna e dai
colleghi che hanno sottoscritto l'ordine del giorno, siccome i
soldi non ci sono, quindi, dichiariamo subito che questi lavori
socialmente utili non partono più e allora, l'Aula voti un altro
ordine del giorno che dica, con più chiarezza, questo
intendimento, il Governo prenderà atto che c'é una volontà
dell'Aula che dica, non finanziamole più visto che i soldi non ci
sono.
Ma se l'Assemblea impegna il Governo a finanziare e ad
avviare, noi siamo d'accordo per finanziare e ad avviare, quando
troveremo, ovviamente, le risorse necessarie, quindi, se votiamo
quest'ordine del giorno, il parere del Governo é favorevole,
onorevole presidente.
DI MARTINO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor presidente, onorevoli colleghi, tra il
serio e il faceto ho posto un problema e avevo proposto di fare
alcuni corsi serali di cultura di Governo con alcuni colleghi
deputati del PDS.
Signor Presidente, non c'è dubbio che l'onorevole Zanna ed i
firmatari di questo ordine del giorno non si rendono conto e
fanno parte di un partito di Governo che esprime il Presidente
della Regione, fra l'altro, e non c'è dubbio, comprendo anche le
difficoltà del Presidente della Regione, che è costretto per non
fare sfigurare il suo gruppo parlamentare, a dichiararsi
favorevole all'ordine del giorno.
Ora io voglio invitare l'onorevole Zanna e gli altri
firmatari a ritirare questo ordine del giorno perchè non è
conducente, nè per una maggioranza, non è conducente nemmeno per
un Governo, perchè è stato detto chiaramente che con questo
assistenzialismo della Regione bisogna smetterla una volta per
sempre.
L'onorevole Zanna ed il P.D.S. non può fare la polemica a
Palermo contro il sindaco Orlando che finanzia cooperative e poi
chiede al Governo di cui il Presidente della Regione fa parte,
del suo stesso partito, di continuare la stessa politica. Occorre
un minimo di coerenza.
Quindi, per concludere, Signor Presidente, la preghiera,
l'invito che si rivolge ai firmatari è quello di ritirarlo,
perchè non c'è dubbio che un Governo che vuole portare avanti una
politica di sviluppo di occupazione sui lavori socialmente utili
non è un Governo che può meritare la fiducia ed il rispetto, non
solo di questa Assemblea, ma dei siciliani in genere, perchè deve
portare avanti una politica per lo sviluppo e per la vera
occupazione. Non è occupazione i lavori finti, perchè così si
vogliono portare avanti lavori finti che non servono a niente, è
soltanto uno spreco del pubblico denaro.
Per questa breve dichiarazione, se non dovesse essere
ritirato l'ordine del giorno, io voterò contro.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, pochissime cose soprattutto
all'onorevole Di Martino. Onorevole Di Martino, l'ordine del
giorno presentato dall'onorevole Zanna è un ordine del giorno che
ha la caratteristica di chiedere una parola chiara al Governo su
questa materia. Siccome io mi rendo perfettamente conto che la
vicenda può determinare delle complicazioni, sarebbe utile che il
Governo pronunciasse una parola di chiarezza in Aula. Io
condivido nella funzione di Governo la posizione dell'onorevole
Zanna che stasera, onorevole Di Martino, ha esercitato una
funzione di Governo. Lei fa appelli generici e inutili perchè
dire cosa bisogna fare della seconda tranche ad alcune centinaia
di cooperative è un atto di correttezza. Fra l'altro, il Governo
sa che sta maturando nel legislatore nazionale, nel Parlamento
nazionale la convizione, secondo me molto utile, di chiudere con
i lavori socialmente utili, dopodichè non c'è niente di male che
si dica che l'orientamento del Governo è da adeguarsi
all'orientamento di carattere generale, non solo perchè non ci
sono i soldi ma perchè non sempre questa sperimentazione dei
lavori socialmente utili ha dimostrato un ritorno attorno.
Quindi si dica con chiarezza. Non capisco quale è l'elemento
di difficoltà, sapendo tra l'altro, che noi dobbiamo dire questa
parola alla luce di una semplice considerazione: che la prima
tranche venne finanziata per oltre 67 miliardi in modo più esteso
rispetto alle previsioni originarie e che la seconda tranche non
ha trovato finanziamento perchè una parte di quei quattrini
furono utilizzati per l'articolo 23. Siccome risorse non ce ne
sono, si dica chiaramente: 'Non ci sono risorse' e si approva
l'ordine del giorno.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. L'ordine del giorno dice un'altra cosa.
SPEZIALE. Scusami, nell'ordine del giorno l'onorevole Zanna
chiede che ad un certo punto il Governo dica con chiarezza ... Io
ho sentito l'onorevole Zanna che ha chiesto una parola di
chiarezza nei confronti del Governo. Dopodiché se il Governo dice
che non ci sono risorse finanziarie e che l'orientamento del
Governo è quello di procedere alla chiusura con i lavori
socialmente utili, l'onorevole Zanna ritira l'ordine del giorno.
Io non capisco quale è la difficoltà.
STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, Signor Presidente della
Regione, onorevoli Assessori ed onorevoli colleghi, io non vorrei
essere rimproverato dai miei colleghi deputati se alle ore 5.15
di mattina intervengo anche io, però non vorrei che in quest'Aula
si creasse il clima per cui le tensioni all'interno della
maggioranza vengono guardate come un fatto folcloristico e non
come un dato politico. Io ho assistito, non so se dire allibito o
meno, a uno scontro di carattere politico tra il Governo e il
Capogruppo del partito maggiore di Governo. Lo ha detto
chiaramente, vuole l'onorevole Speziale chiarezza da parte del
Governo; ha detto: 'Chiedo chiarezza'. Non voglio entrare neanche
nel merito. Cioè il Capogruppo del DS, cioè del partito che
esprime il Presidente della Regione, non ritiene che il
Presidente della Regione su un problema serio abbia espresso
questa sera chiarezza. Io ritengo che questo sia un dato politico
da attenzionare; io ritengo che quando il Presidente della
Commissione bilancio, componente essenziale di questo Governo,
invita i suoi colleghi di maggioranza appartenenti ai DS di fare
un corso serale di cultura di Governo è chiaro che in questa sede
non vi è nessuna omogeneità all'interno del Governo. Io ritengo
che in una seduta in cui l'opposizione ha dimostrato il massimo
senso di responsabilità ed è stata accusata nelle settimane
scorse di portare l'Aula fino alle ore 5, alle ore 6 o alle 7 di
mattina quando esercitava un ruolo che lo Statuto gli impone,
questa mattina stiamo assistendo invece ad un fatto politico che
va attenzionato. E se con il voto segreto succede che un
assessore viene smentito anche dalla sua maggioranza, io ritengo
che questo è il risultato che stiamo ottenendo questa sera e che
vi impone, signori del Governo, ad arrivare a quella verifica
politica di cui tanto parlate ma di cui non vediamo nessun segno.
Io non vorrei che l'onorevole Zanna, che si agita perché io sto
parlando, che è quello che ha innescato questo processo che è
sotto gli occhi di tutti, possa continuare a disturbare il mio
intervento.
Allora, io vi dico non fate torto all'opposizione, non
rimbalzate sull'opposizione le difficoltà, le incongruenze, le
contraddizioni che sono al vostro interno. Io vi invito a fare
una valutazione serena nell'interesse dei siciliani, vi chiedo
anche io quella chiarezza che l'onorevole Speziale, dai banchi...
Io vi ringrazio per l'attenzione che larga parte del Governo ha
per me, si vede che dico cose serie, normalmente sono abituato a
dire cose serie alle 5 di mattina, avendo assistito a delle cose
serie e gravi non possiamo sorridere. Io gradirei che il Governo
si desse una regolata e decidesse cosa fare nell'interesse dei
siciliani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Stancanelli. Prima di dare la
parola all'onorevole Cintola, che ha chiesto di parlare, vorrei
precisare, per riportare la discussione dentro i binari giusti,
che l'ordine del giorno non chiede la posizione del Governo sulla
materia, ma chiede al Governo di attivare e finanziare, cosa
diversa.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
che il dibattito su un argomento di questo genere avvenga alle
ore 5.30 del mattino e dispiace anche che avvenga alla fine,
prima di andare a votare il bilancio perché io avrei ritenuto
improponibile questo ordine del giorno in quanto, se il bilancio
è stato approvato in tutti gli articoli e aspetta solo la
votazione finale, io credo che in quel bilancio non ci possono
essere poste tali da poter finanziare e avviare nuove
progettualità dei lavori socialmente utili e quindi ritengo che
questo ordine del giorno sia improponibile sotto l'aspetto
tecnico. Sarebbe assurdo e inconcepibile, in ogni caso, che il
Presidente della Regione, che ha già risposto prima di questo
ordine del giorno, a una mia indicazione, dando e dicendo che
questo Governo vuole muoversi verso l'attuazione di posti di
lavoro effettivi, che vuole chiudere il precariato, che vuole
chiudere quella pratica ignobile che si è verificata. In Sicilia
oggi possa prendere in considerazione questo ordine del giorno
che è bieco, abietto e contro qualsiasi iniziativa seria di
cambiamento in Sicilia. Ecco perché, onorevole Zanna, il suo
ordine del giorno ha avuto tutto il centro-destra che lo fa
proprio perché sa di dovere continuare a governare come una
richiesta di voto.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho chiesto
di firmare questo ordine del giorno e che intendo votare perché
l'onorevole Zanna - e su questo credo che abbia ragione il
Presidente della Regione, una volta tanto, e mi viene difficile
dirlo - ha scritto quello che noi da tempo sosteniamo che è
quello di incentivare i lavori socialmente utili perché, pur
considerando un pannicello caldo, sono un momento di respiro per
l'occupazione.
L'onorevole Zanna, con questo ordine del giorno, che io
condivido, ha chiesto di impegnare il Governo della Regione a
finanziare e avviare nuove progettualità di lavori socialmente
utili e quindi a continuare a dare lavoro precario, provvisorio a
tutte quelle cooperative che i governi e il governo attuale non
è stato in condizione di definire e di dare una risposta sicura.
Quindi, bene ha detto l'onorevole Presidente della Regione quando
ha inteso questo ordine del giorno come impegno a finanziare e
avviare. L'onorevole Zanna è caduto in un altro dei suoi gravi
infortuni, perciò io in questo momento la ringrazio, onorevole
Zanna, perché è stato così bravo da solo a scardinare il Governo
meglio di come noi, in tanti mesi, non siamo riusciti a fare
perché lei ha messo contro il capogruppo del suo partito, il
capogruppo del Presidente della Regione, ha messo contro il
Presidente della Regione con il suo Capogruppo è riuscito a fare
scoppiare all'interno una gravissima contraddizione e tutti noi
l'abbiamo visto dallo scontro che c'è stato tra il Presidente
della Regione il capogruppo parlamentare dei DS. Quindi io credo
che questo ordine del giorno che io voto perché è un invito e un
impegno a finanziare e ad avviare nuove prospettive di lavoro, io
intendo votarlo ma è un voto contro questo Governo che è arrivato
al capolinea perché mai si era visto uno scontro istituzionale
così grave fra il Presidente della Regione ed il suo capogruppo
parlamentare.
AULICINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che di
una dichiarazione di voto si tratta di alcune precisazioni
doverose perché c'è un pò di confusione. Il mio partito il Centro
Cristiano Democratico esprime anche in questa occasione una
posizione chiarissima contro il proliferare di tutte quelle
iniziative che servono soltanto a buttare soldi. Siamo
dell'avviso che la politica debba costruire un itinerario di
stabilizzazione dell'attuale precariato, cioè tutti i "mostri"
che abbiamo insieme costruito vanno tutelati. Tutti i precari che
una classe politica inetta che ha giocato sulla disperazione dei
giovani siciliani, tutti quei precari vanno garantiti. Questo
significa che ogni itinerario stabilizzante nel breve o medio
periodo, deve trovare l'accordo di tutte le persone serie, di
tutti i partiti politici che vogliono davvero dialogare con
chiarezza con la gente. Però sostenere che in Sicilia sia
opportuno continuare ad utilizzare risorse finanziarie per
produrre ancora precariato è sbagliato. Noi dobbiamo insieme fare
una grande battaglia perché ci sia una forte inversione di
tendenza e perché le risorse finanziarie in questa Regione venga
utilizzate per creare le condizioni per lo sviluppo e per la
stabilizzazione. Esprimo parere negativo. A parte il fatto che io
non capisco come si possa attribuire al centro-destra una
posizione equivoca come qualcuno fa anche del centro destra, per
cui noi saremmo per continuare ad alimentare questa fabbrica di
precariato. Il centro destra per sua natura è contro
l'assistenzialismo e quindi sia chiaro su questi ordini del
giorno non si gioca, ed esprimo per quanto riguarda il mio
partito parere negativo non tanto sulla propostina ecco così poi
l'onorevole Zanna ha proposto di alimentare così ci sono quelle
cooperative che sono state costituite dai soliti politicanti che
fanno politica per scambio e in nulla si distinguono da quelli di
prima, siano essi di sinistra, di centro, di destra. Ed allora
c'era bisogno di presentare un ordine del giorno così, in
campagna elettorale. L'onorevole Zanna o chi per lui potrà andare
ad accreditare il suo prodotto. Ecco abbiamo fatto le
cooperative, volevamo tutelarvi, volevamo stanziare o impegnare
il Governo per il futuro perché ancora risorse finanziarie
vengano utilizzate per il precariato, abbiamo fatto la giusta
battaglia e però non è passata, intanto dateci i voti e poi se ne
parla. Onorevole Zanna quando poco fa passando le dissi che ero
d'accordo stavo scherzando. Evidentemente non posso essere
d'accordo con posizioni ignobili dal punto di vista del rispetto
della gente. Noi non abbiamo il diritto di continuare ad
alimentare le illusioni della gente.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Brevemente, Presidente, sono qui per invitare un po' i
colleghi a non montare una speculazione di natura politica su di
un problema tanto importante.
A me quello che preoccupa non sono le aspettative dei
precari, che sono tanti, quanto di chi aspira a diventare
precario.
Ed allora, capire quale è la posizione del Governo in questo
minuto di grande difficoltà, di disagio. Manca il lavoro e noi
non riusciamo a darlo.
E' importante. Bisogna capire se si vuole finanziare la
seconda tranche dei lavori socialmente utili, oppure, se si
raccoglie l'appello del Capogruppo del PDS che dice che bisogna
fare chiarezza. Così la posizione del Governo è chiara e netta.
Io intervengo per sviluppare questa chiarezza e per sapere
quali sono le intenzioni del Governo.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, io avendo fatto l'intervento dai
banchi di apporre la firma, voglio chiarire anche le motivazioni,
perché altrimenti sarebbe anche contraddittorio l'intervento che
sto per fare.
Certamente, personalmente, io non condivido i lavori
socialmente utili. Però, bisogna dividere le fattispecie.
Qui c'è una circolare, che è ben altra cosa rispetto alla
discussione di questa sera, ed ecco perché condivido
l'intervento dell'onorevole Zanna, che, in effetti, è rimasta per
una parte inattuata.
Ed allora, tenuto conto che, il punto è questo, importante è
la premessa, la mia non condivisione dei lavori socialmente
utili, però, è anche vero che la circolare, essendo non
completata nella sua attuazione, aspetta una risposta.
E, condivido, perché è vero, ci sono dei giovani, delle
persone che spendono, mensilmente ed annualmente, dei soldi.
Ed, allora, è giusto, non credo che sia talmente
sconvolgente che il Governo dica se vuole o non vuole concludere
questa seconda fase.
Ecco, quale è il motivo per cui io mi sono spinto a
sottoscrivere, perché io devo dire che una circolare, una volta
che si fa, si dovrebbe dare compimento.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Ma la circolare l'ha
fatta il suo Governo.
BENINATI. Ma perfetto Ma non c'entra questo onorevole
Capodicasa.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Come non c'entra? Ma
se lei dice che è contrario
BENINATI. No Io sto dicendo quello che penso. E glielo
ripeto, che si può dire pure di chiuderlo, ma si deve dire. Si
deve fare qualcosa.
Ecco questo è. Non c'entra chi l'ha fatto, mi scusi,
onorevole Capodicasa, o chi non l'ha fatta.
Perché guardi che quando sarà stata fatta questa circolare,
sarà stata, poi alla fine, messa in atto. Quindi, è stata
attivata.
C'è una circolare che è al cinquanta per cento. E si è
sempre detto. E' inutile che ci mettiamo dietro... Perché è la
verità. E che quanto prima si sarebbe finanziata.
Ora si vuole finanziare o non si vuole finanziare? Se non
si vuole finanziare, si dica e così si chiude questo problema.
Ecco, sotto questo punto di vista, si potrebbe anche
prendere come invito al Governo ad affrontare questo tema e
cercare di dare una risposta.
Se in questa sede non lo vuole fare, ma certamente una
risposta va data.
Ecco, pertanto, il motivo per cui firmo e ho sottoscritto, è
perché condivido questo spirito che una risposta va data.
CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Onorevoli colleghi, io condivido l'ordine del giorno
presentato e devo dire che, anche, ringrazio per avere sottoposto
all'attenzione dell'Assemblea un problema così interessante.
Anche il sottoscritto, come altri colleghi, è contro il
nuovo precariato. E forse l'unico errore di questo ordine del
giorno è che nella parte in cui impegna il Governo recita: "che
si impegna il Governo ad avviare nuova progettualità di lavori
socialmente utili". Secondo il mio modesto parere, non si tratta
di nuova progettualità di lavori socialmente utili, ma si tratta
di quei lavori socialmente utili che sin dal 1997 erano stati
predisposti da una circolare per poter poi essere finanziati.
Adesso mi chiedo per quale motivo ci devono essere dei lavori
socialmente utili finanziati e prorogati cosiddetti della prima
trance e quelli del 1997 devono essere considerati lavori
socialmente utili di nuova progettualità? Qui si parla di
persone, di giovani, di associazioni che si sono messi in modo
sin dal 1997 avendo fede in una circolare dell'assessorato
regionale che ha un valore non solo giuridico, ma anche morale
dei lavori di questa Assemblea e di questa Regione siciliana. Se
poi vogliamo dire che le circolari, le leggi, le regole le dà
questa Assemblea possono anche essere specchio per le allodole
per quei giovani siciliani che si organizzano e fanno in modo di
creare nuova progettualità occupazionale allora qui realmente noi
rischiamo di perdere notevolmente di credibilità. Ebbene si è
giusto mettere un punto fermo sui lavori socialmente utili e sul
precariato ma se la Regione ha voluto dare dei segnali, ha voluto
lanciare un invito verso i giovani siciliani di presentare
cooperative di presentare associazioni, di continuare a mantenere
in vita queste strutture con difficoltà economiche per i
disoccupati di lunga durata, la risposta la deve dare il Governo,
sia questo di centro destra, sia questo di centro sinistra e
condivido l'intervento dei presentatori dell'ordine del giorno e
ne apprezzo l'onestà intellettuale di averlo presentato anche se
al Governo ci sono i soggetti dello stesso colore politico,
perché in caso contrario poteva essere preso come un momento di
strumentalizzazione, invece sono convinto che deve essere sposato
questo ordine del giorno dall'intero Parlamento perché è un
problema che riguarda persone che già da ben tre anni sperano di
avere ressa operativa la circolare del 1997.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente credo
che la discussione si stia prolungando inutilmente perché gli
interventi che sin ora si sono sviluppati praticamente concordano
tutti con l'ordine del giorno, quindi non vedo la necessità di
ribadire un accordo con l'ordine del giorno tenuto conto che il
Governo ha dichiarato che è favorevole all'ordine del giorno, a
condizione che si trovino le risorse. Aggiunge l'onorevole
Papania, assessore per il lavoro, che non vede la ragione per la
quale, che non c'è motivo che cooperative vengano sciolte perché
possono benissimo subentrare come soggetti attuanti nella prima
trance dei lavori socialmente utili, quindi non è che se non
arriveranno ad avere finanziati i progetti socialmente utili la
seconda tranche obbligatoriamente debbano chiudere la loro
esperienza, perché hanno questa facoltà.
Per cui, signor Presidente, se siamo tutti d'accordo non
vedo la ragione per la quale continuiamo a dibattere un tema che
mi pare ci trovi tutti consenzienti.
BRIGUGLIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIGUGLIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei
assolutamente voluto intervenire anche perché siamo ad un'ora
tarda e vorrei soltanto limitare e ricordare - anche perché il
Presidente della regione,m prima di questo intervento
chiarificatore, si è fatto sfuggire "era la circolare del vostro
Governo", quindi è bene dare qualche chiarimento.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Visto che Beninati
prendeva le distanze
BRIGUGLIO. però è bene chiarire i termini della questione,
anche perché l'ordine del giorno, questa volta l'onorevole Zanna,
rispetto ad altri atti parlamentari, correggendo il tiro, l'ha
posto in termini corretti.
Qui dobbiamo ricordare che la circolare al tempo su
orientamento del Parlamento, cioé sia della V commissione che
dell'Aula, correttamente pose due termini, ecco perché nacque la
prima "tranche" e la seconda. Il Governo seguì pedissequamente
l'indirizzo politico e parlamentare dell'Aula e della Commissione
facendo in modo che avessero il tempo di presentare le istanze
sia cooperative che erano costituite, sia cooperative che si
riteneva - e l'onorevole Zanna fu uno dei massimi propugnatori di
questa tesi - che potessero avere il tempo di costituirsi per
presentare i progetti di lavoro socialmente utili.
Quando si disse - e vedo che l'ordine del giorno ha recepito
la tesi corretta rispetto ad altre impostazioni sbagliate del
passato dette dall'onorevole Zanna - sostanzialmente si finanziò
la prima "tranche" perché si doveva utilizzare in pieno le
risorse finanziarie che in quel momento erano disponibili.
Perché, qualora in quel momento si fosse scelto di non utilizzare
risorse finanziarie, il risultato sarebbe stato che una parte
consistente di fondi non sarebbe stato utilizzato in attesa della
scadenza della seconda "tranche" e, invece, si è scelto di
utilizzare tutte le risorse finanziarie disponibili. Questo per
chiarire e sottolineare la perfetta correttezza metodologica e
politica dell'azione di Governo in quel momento. Altro è il
merito che, rispetto al merito, in quel momento eravamo in una
stagione che imponeva alla Regione di utilizzare in pieno risorse
finanziarie che il Governo nazionale - perché quella era la
politica di quel momento, la politica del lavoro, semmai i
governi di centro sinistra in questo paese hanno espresso una
politica del Governo, io dico i governi europei se hanno espresso
in questi anni una politica del lavoro - in quel momento era
quello di trasferire massicce risorse finanziarie alle regioni
per fare lavori socialmente utili. Al punto che in presenza di
Governi di centro destra anche nelle regioni molto spesso si era
dinnanzi al grande problema se utilizzare risorse finanziarie per
centinaia di miliardi per una misura rispetto a cui noi - e
apprezzo in pieno quello che ha detto l'onorevole Aulicino -
avevamo e abbiamo tutte le perplessità, rispetto al fatto di
dovere restituire, cosa che sarebbe stata scorretta anche dal
punto di vista istituzionale, risorse finanziarie che avevano
quella destinazione.
Oggi io credo che con grande serietà e con grande
correttezza, ci vorrebbe una nuova occasione, un dibattito
parlamentare, signor Presidente della Regione, sul tema - perché
siamo in un'altra stagione, perché è maturata anche a sinistra la
perplessità su alcune misure - e il tema dovrebbe essere
affrontato laicamente e a prescindere da una condizione specifica
e da una circostanza specifica che è stata manifestata
dall'ordine del giorno.
Quindi, questo era un chiarimento che tenevo fosse
registrato dall'Aula perché, da un lato c'è l'esigenza di
assicurare un momento di equità - perché si dice la prima
"tranche" è stata finanziata e la seconda no - dall'altro bisogna
prendere atto che siamo in una stagione in cui c'è una
consapevolezza diffusa in tutte le forze politiche che, produrre
nuovo precariato significa distruggere e non creare occupazione
stabile e aggiuntiva.
Premesso che non c'è alcuna difficoltà a fare in modo che al
più presto vi sia un dibattito d'Aula sul merito delle
problematiche inerenti il precariato del lavoro, spero che non
sfugga a nessuno che mentre la circolare 245 fu fatta sulla base
di un fondo nazionale, la circolare 255 fu fatta sulla base di un
fondo regionale appositamente istituito con legge della Regione
per la quale fu appostato in bilancio una apposita copertura
finanziaria.
Questo ha dato, e lo dico all'onorevole Cimino per sua
informazione, il diritto ai lavoratori ancorché usufruendo di un
finanziamento regionale, a ritrovarsi nella medesima condizione
di altri soggetti finanziati con il fondo nazionale e perciò ad
aver diritto alla proroga del loro progetto ai sensi del decreto
legislativo 468, per cui hanno maturato un diritto che a noi non
resta altro che corrispondere secondo le norme di legge.
Per quanto riguarda la seconda trance della circolare 255,
c'è da precisare questo. La politica del Governo in questo
momento è tutta quanta rivolta a stabilizzare il precariato
esistente, parte del quale è a carico del fondo nazionale per
l'occupazione altra parte è a carico di enti locali; si tratta
per la precisione di 57.680 soggetti di cui 12.197 a carico del
fondo nazionale, 5.371 a carico degli enti locali quasi tutti del
comune di Palermo, 4.802 a carico del bilancio della Regione
siciliana; di questi 4.802 circa 9.000 sono della circolare 255.
Poichè la politica del Governo intende volgere verso la
stabilizzazione del precariato esistente, non può congiuntamente,
anche in riferimento alle risorse finanziarie disponibili
rivolgersi alla creazione di nuove sacche di precariato che non
farebbero altro che gravare sul bilancio della Regione e
impedirci una politica di sviluppo e di occupazione.
La problematica della circolare 255 seconda trance è un pò
diversa poichè è vero, e su questo una opinione corretta la
esprime l'onorevole Zanna quando dice che su alcuni soggetti sono
comunque state create delle aspettative e rispetto a queste
aspettative un Governo comunque ha il dovere di pronunciarsi.
Allora, a questi soggetti va detto che intanto possono usufruire
di tutte le norme esistenti compresa la Finanziaria che ha
approvato questa Assemblea nell'ultima seduta e cioè che possono
subentrare come enti promotori laddove vi siano disponibilità che
ricadono sul fondo nazionale per l'occupazione e perciò senza
nessuna spesa aggiuntiva per nessuno.
In seconda analisi vorrei ricordare che le circolari di cui
si parla non è che prevedevano che per forza si dovevano creare
cooperative. Erano rivolte ad una serie di soggetti poichè chi
ha in qualche modo suggerito di formare tante cooperative
probabilmente non ha scelto la strada giusta, probabilmente
qualcosa di sbagliato nel meccanismo che si è introdotto è
avvenuto poiché era soltanto uno dei soggetti che poteva
promuovere questo tipo di progetto e, guarda caso, era l'unico
soggetto che li poteva promuovere in favore dei propri associati
e quindi l'unico che poteva fare le chiamate nominative. Perciò
nella seconda trance sono piovute, così ho avuto modo di vedere
quando mi sono insediato, centinaia di cooperative ovviamente a
dismisura, neanche il bilancio dell'Europa potrebbe bastare per
finanziarle tutte quante. Quindi, il concetto, a mio modo di
vedere, è sufficientemente semplice e dovrebbe suggerire buon
senso a tutti: il Governo si dirige verso la stabilizzazione del
precariato, tiene conto che vi sono dei soggetti rispetto ai
quali sono state create delle aspettative ed a questi soggetti
dice di usufruire di tutte le norme esistenti finora in vigore
per mantenere in vita le strutture che hanno creato, ricordo
anche peraltro che le cooperative non pagano più neanche le
vidimazioni annuali per cui il costo di gestione di una
cooperative è ormai a livelli irrisori quando si tratta di
cooperative di disoccupati, e quindi tutto questo problema in
ordine alla permanenza in vita delle cooperative ormai non esiste
quasi più e che possono perciò utilizzare lo strumento che hanno
creato per usufruire di tutte le norme esistenti. E' chiaro che
rispetto a questo noi, se l'ordine del giorno viene mantenuto,
esprimiamo parere favorevole nel senso che siamo disponibili a
tenere in considerazione tutte le legittime aspettative di quei
soggetti che si sono a tal fine.
ZANNA. Chiedo di parlare per motivare il ritiro dell'ordine
del giorno.
CAPUTO. Se l'onorevole Zanna lo ritira, io comunico di non
ritirarlo.
PRESIDENTE. Allora metto in votazione l'ordine del giorno, con
le precisazioni del Presidente della Regione e dell'Assessore al
lavoro. Chi è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.
(è approvato)
DI MARTINO . Chiedo che vengano messi a verbale i nominativi
di coloro che votano contro.
PRESIDENTE. Votano contro gli onorevoli Giannopolo, Di
Martino, Cintola e Aulicino.
Si passa all'ordine del giorno 440, a firma degli onorevoli
Zanna ed altri, di cui do lettura:
"Costituzione di parte civile nel processo per i reati
connessi all'abusivismo nella Valle dei Templi di Agrigento
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il GIP del Tribunale di Agrigento, dott. Carlisi, in
data 26 ottobre 1998 ha disposto il rinvio a giudizio
innanzi al Tribunale di Agrigento di alcuni amministratori
della città di Agrigento per il reato di abuso d'ufficio al
fine di favorire gli abusivi omettendo i provvedimenti di
legge disposti dalla Soprintendenza;
RILEVATO che l'accusa rivolta agli amministratori agrigentini è
quella che avrebbero reiteratamente omesso di adottare i
provvedimenti di legge in ordine all'abusivismo edilizio
che ricade nelle aree vincolate da cui al decreto di
delimitazione del Parco archeologico della Valle dei Templi
ed avrebbero invece utilizzato i poteri inerenti alla loro
carica per ostacolare l'attività di repressione posta in
essere dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
di Agrigento;
CONSIDERATA l'evidente importanza che tale processo ricopre, avendo
l'obiettivo di chiarire quali siano state le responsabilità
degli amministratori della città di Agrigento nel favorire
il dilagare del fenomeno dell'abusivismo edilizio nella
Valle dei Templi;
VISTO che il prossimo 12 maggio sarà l'ultima udienza utile,
innanzi al Tribunale presieduto dal dottore Cardinale,
affinchè la Regione siciliana si possa costituire parte
civile nel processo;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI ED
AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
a costituirsi parte civile nel processo contro gli amministratori
di Agrigento per i reati connessi all'abusivismo nella
Valle dei Templi".
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Gli atti sono
all'Avvocatura dello Stato come per prassi. Aspettiamo il
pronunciamento dell'Avvocatura dello Stato per assumere le
decisioni in Giunta di Governo.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Presidente, prendo atto della dichiarazione del
Governo, apprezzandola, quindi ritiro l'ordine del giorno. Però
vorrei far presente al Governo che il 12 maggio - mi scuso con i
colleghi avvocati se i termini non sono corretti - scadono i
termini... Non vorrei che questo significasse un modo per non
costituirsi.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Lo abbiamo sollecitato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno è ritirato. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 441, a firma degli
onorevoli Stancanelli ed altri, dui cui dò lettura:
"Declaratoria dello stato di calamità naturale, ai sensi
della legge regionale n. 33 del 1998 in conseguenza
dell'escursione di marea verificatasi nel porto di Mazara
del Vallo
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO
- che con l'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 1998, n.
33, si è prevista l'erogazione di indennità alle imprese di pesca
per il caso di riduzione forzata dell'attività di pesca legate al
verificarsi di calamità naturali e di altre situazioni oggettive di
emergenza;
- che con gli articoli 1 e 2 della citata legge n. 33/1998 si è
altresì prevista la corresponsione per le stesse finalità di aiuti
all'occupazione per gli equipaggi;
- che l'indennità alle imprese di pesca e l'aiuto all'occupazione
prima accennati hanno avuto l'assenso della Commissione europea,
comunicato con nota n. SG/97D/7090 del 18 dicembre 1997 nell'ambito
dell'esame dei corrispondenti articoli 14 e 21 del disegno di legge
governativo n. 368;
CONSIDERATO
- che il giorno 16 aprile 1999, a causa di forti e repentine
escursioni di marea provocate da una variazione delle correnti
marine e della conseguente alterazione del livello delle acque del
porto-canale di Mazara del Vallo che ha raggiunto altezze di
svariati metri, si sono prodotti gravi danni alle imbarcazioni da
pesca ivi ormeggiate;
- che per effetto del predetto evento calamitoso si è prodotta una
prolungata e forzata riduzione dell'attività di pesca delle
imbarcazioni danneggiate;
- che in apposita conferenza dei servizi tenutasi in data 26 aprile
1999 presso la Capitaneria di porto di Mazara del Vallo, presenti i
funzionari dell'Assessorato della cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, si è proceduto all'accertamento della
predetta calamità naturale;
RITENUTO necessario indennizzare al più presto gli armatori e i
marittimi interessati nel rispetto della procedura
stabilita dal predetto articolo 1 della legge regionale n.
33 del 1998, che è già stata avviata con lo svolgimento
della suddetta conferenza di servizi,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE
- a disporre la declaratoria dello stato di calamità naturale già
accertato con apposita conferenza di servizi tenutasi
presso la competente Capitaneria di porto, in applicazione
dell'articolo 1 della legge regionale n. 33 del 1998 per
l'eccezionale evento causato dalla forte e repentina
escursione di marea (marrobbio) verificatasi nel porto di
Mazara del Vallo il giorno 16 aprile 1999;
- a corrispondere al più presto le indennità previste per legge
alle imprese di pesca e agli equipaggi interessati;
- a farsi promotore per l'adozione degli atti necessari, anche in
sede legislativa. volti alla concessione agli interessati
proprietari di natanti danneggiati o andati perduti a causa
della calamità, di opportuni sussidi e contributi per il
risarcimento dei danni subiti".
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Favorevole.
TURANO. Chiedo di apporre la firma sull'ordine del giorno 441.
PRESIDENTE. L'onorevole Turano chiede di apporre la firma.
Metto in votazione l'ordine del giorno 441: chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'ordine del giorno 442, a firma degli onorevoli
Cimino ed altri, di cui dò lettura:
"Modifiche ed integrazioni alla legge 1 luglio 1972, n. 32
recante "Provvedimenti per lo sviluppo dell'economia
turistica nella Regione siciliana"
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO
- che le recenti e ripetute riduzioni del T.U.S. (tasso ufficiale
di sconto), attualmente al 3 per cento, hanno reso ormai non più
attuali ed antieconomici i contributi in conto interessi previsti
dalla legge 1 luglio 1972, n. 32, divenuti addirittura superiori al
tasso di riferimento praticato normalmente ed autonomamente dalla
banche;
- che gli enormi costi necessari per la realizzazione di strutture
ricettive impongono la necessità di offrire un maggiore sostegno
per tutte le iniziative del settore turistico-ricettivo. Infatti,
il settore dell'incremento della ricettività turistica costituisce
sempre di più l'unica concreta risorsa e prospettiva di
potenziamento dell'industria turistico-culturale-occupazionale;
- che le notevoli economie, derivanti dall'attuale basso TUS
consentono di incrementare l'intensità delle agevolazioni
creditizie sia per numero che per quantità,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE
affinchè i contributi in conto interessi previsti dalla legge 1
luglio 1972, n. 32, per le iniziative di cui all'articolo 1
della legge 12 aprile 1967, n. 46, vengano resi pari al 10
per cento del tasso ufficiale di sconto in vigore al
momento dell'atto di erogazione finale del mutuo,
determinato dalla Banca d'Italia od altro organismo
comunitario competente. L'agevolazione è estesa ai mutui
già perfezionati ed in ammortamento".
Il parere del Governo?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Io non saprei dare
subito una risposta. Accantoniamolo un attimo in modo tale che
l'assessore per il turismo possa approfondirlo.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 443, a firma
degli onorevoli Fleres ed altri, di cui dò lettura:
"Interventi finalizzati a promuovere e valorizzare il ruolo
dei consorzi fidi
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- l'articolo 15 della legge n. 266 del 1997 ha apportato modifiche
al Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese volte
a valorizzare il ruolo dei consorzi di garanzia collettiva fidi di
intermediazione tra il sistema bancario e le imprese;
- con recente decreto adottato dal Ministero dell'industria e del
commercio nel dare attuazione al citato articolo 15 sono state
invece poste condizioni particolarmente vantaggiose per gli
istituti di credito con la conseguenza di ridurre notevolmente i
poteri di contrattazione dei consorzi fidi nei confronti delle
banche e con ricadute negative per l'attività delle imprese;
CONSIDERATO CHE:
- anche recentemente, a livello comunitario con appositi programmi
a favore delle piccole e medie imprese è stata riconosciuta e
promossa l'importanza dei consorzi fidi quale strumento per
favorire l'accesso al credito da parte delle piccole e medie
imprese e l'abbattimento del costo del denaro,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire nei confronti del Ministero dell'industria al fine
di apportare le necessarie modifiche al "Regolamento recante
criteri e modalità per la concessione della garanzia e per la
gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese" di
prossima pubblicazione, nel senso di ricondurre gli interventi alla
loro originaria finalità di promozione e valorizzazione del ruolo
dei consorzi fidi".
L'ordine del giorno è improponibile.
Si passa all'ordine del giorno 444, a firma dell'onorevole
Caputo, di cui dò lettura:
"Iniziative per favorire lo sviluppo del Parco archeologico
nel territorio di San Cipirello.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- sono stati recentemente definiti i lavori per rendere usufruibili
i resti archeologici di Monte Iato, in territorio di San
Cipirello;
- l'apertura del parco archeologico, oltre che costituire una
importante scoperta culturale e monumentale determina una
straordinaria occasione per il rilancio economico e occupazionale
di tutto il vasto comprensorio iatino
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI
E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
L'ASSESSORE PER IL BILANCIO E LE FINANZE
L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI
ED I TRASPORTI
ad adottare tutte le iniziative per favorire lo sviluppo del parco
archeologico e per il rilanciarlo in termini di fruizione e di
gestione", a firma Caputo.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che é stato presentato l'ordine del giorno 445. Ne
do lettura.
"Opportuni provvedimenti affinché i competenti uffici
regionali del settore forestale dispongano le perizie dei
lavori affidati agli operai a tempo indeterminato.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- l'articolo 81 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, prevede
che per esigenze di carattere permanente connesse alla esecuzione
dei lavori condotti in amministrazione diretta e più in generale
alla gestione dei boschi l'Azienda delle foreste demaniali e gli
Ispettorati ripartimentali delle foreste si avvalgono di operai
assunti a tempo indeterminato;
- ogni anno si verificano ritardi nella predisposizione delle
perizie che comportano non soltanto disagi per attività operativa
degli operai ma anche nella erogazione delle relative retribuzioni;
CONSIDERATO che tali disagi possono essere ovviati con la
predisposizione delle perizie dei lavori entro il termine
del 30 novembre di ogni anno
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE
a dare disposizioni perché i competenti uffici dell'Amministrazione
regionale del settore forestale predispongano entro il termine del
30 novembre le perizie per i lavori affidati agli operai a tempo
indeterminato".
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che é stato presentato l'ordine del giorno 446. Ne
do lettura.
"Interventi finalizzati a garantire il servizio pubblico
sanitario svolto dai poliambulatori medico-chirurgici.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- risulta che il Gruppo 39 dell'Assessorato regionale della sanità
ha sottoposto alla attenzione dell'onorevole Assessore un decreto
finalizzato a delimitare l'esercizio delle attività sanitarie di
"dy surgery" solamente all'interno di strutture protette quali gli
ospedali o le case di cura private;
- ciò comporta un danno irreparabile nei confronti di tutte quelle
strutture quali i poliambulatori medico-chirurgici sprovvisti di
degenza o con la stessa limitata alle 12 ore o in "day hospital";
- il provvedimento, se firmato, comporta non soltanto una grave
compromissione delle attività dei poliambulatori, che oltre a
garantire un servizio pubblico sanitario importante nel territorio,
assicurano numerosi e qualificati posti di lavoro;
- determinerà, altresì, un danno erariale notevolissimo che
inciderà pesantemente sul capitolo di bilancio della sanità, atteso
che, mentre nei poliambulatori chirurgici, il servizio viene pagato
per la singola prestazione, nelle strutture sanitarie protette o
nelle case di cura, viene doppiamente corrisposta l'indennità per
prestazione e per la degenza ospedaliera,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE E PER ESSO
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
a non emettere il prospettato provvedimento che rischia di arrecare
danni in termini economici e occupazionali e a tutelare il futuro e
le attività dei poliambulatori medico-chirurgici operanti nel
territorio siciliano".
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che é stato presentato l'ordine del
giorno 447. Non é compatibile perché non é attinente alla
materia in discussione. Comunico che é stato presentato l'ordine
del giorno n. 448. Ne do lettura.
"Iniziative a livello nazionale per la modifica del decreto
legislativo n. 20 del 29 gennaio 1998 che ha previsto la
trasformazione dell'Istituto nazionale del dramma antico in
fondazione.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESA VISIONE del decreto legislativo 29 gennaio 1998, n. 20,
pubblicato dalla G.U. del 12/02/1998 serie generale n. 35,
con il quale si opera la trasformazione in Fondazione
dell'ente pubblico Istituto Nazionale del Dramma Antico, a
misura dell'art. 11 comma 1, lettera b, della legge 15
marzo 1997 n. 59;
SOTTOLINEATO che per molti anni la Regione siciliana ha contribuito
a garantire e potenziare l'attività dell'INDA con la
erogazione di cospicue somme sulla base dei consuntivi
presentati, somme che hanno raggiunto la considerevole
cifra di 3.700 milioni l'anno;
CONSIDERATO che alla Regione siciliana erano riservate alcune
funzioni garantite dallo Statuto (intese col Governo
nazionale nella scelta del Presidente designato, presenza
nel Consiglio di Amministrazione, preventiva conoscenza dei
programmi dell'INDA ecc.) e che la composizione del C.D.A.
vedeva la presenza minoritaria del Governo nazionale ed una
massiccia presenza degli enti locali, (quattro membri della
Regione Sicilia, del Comune di Roma, del Comune di Siracusa
e dell'Amministrazione provinciale di Siracusa) e di un
rappresentante dei suoi fondatori;
EVIDENZIATO che ai sensi delle norme di attuazione dello Statuto
regionale tutti i beni archeologici e monumentali della
Sicilia fanno parte del patrimonio della Regione siciliana
e che molti dei teatri antichi sono stati messi a
disposizione dell'INDA per le proprie attività teatrali;
RITENENDO indispensabile conservare il ruolo della Regione
siciliana nella politica di valorizzazione dei beni
culturali ed ambientali e delle più significative
iniziative culturali collegate all'attività fin qui svolta
dall'INDA;
PRESO ATTO dell'avvenuta trasformazione dell'INDA in "Fondazione";
PRESA VISIONE dell'ordine del giorno dal Consiglio comunale di
Siracusa col quale impegna il Sindaco, il Presidente della
Provincia ed il Presidente della Regione ad aprire "un
tavolo di trattative con il Governo nazionale per porre in
essere opportune iniziative, anche legislative, affinché
venga consolidata la centralità del ruolo della città, con
il riconoscimento della sede legale ed amministrativa in
Siracusa;
VISTA la drammatica situazione debitoria dell'INDA che
inevitabilmente si riversa negativamente sulle attività
della "Fondazione",
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad elargire il contributo previsto in bilancio collegandolo,
oltre che agli adempimenti espressamente previsti dalla
legislazione regionale, anche alla riapertura di un dialogo col
Governo nazionale diretto a modificare il decreto legislativo 29
gennaio 1998, n. 20, per garantire il ruolo che la Regione
siciliana ha svolto nel passato anche in collaborazione con le
Università siciliane e assicurando la centralità del ruolo della
città di Siracusa che rimane la interprete della tradizione
teatrale e dello studio dei lavori della classicità greca;
- a garantire che il ruolo della Regione siciliana sia almeno
paritetico con quello dello Stato e, in ogni caso, proporzionato
all'entità dei contributi e degli apporti che possono essere
garantiti alla fondazione per svolgere una qualificata attività
culturale e sociale".
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
BUFARDECI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io mi scuso
per l'orario, ma siccome poc'anzi abbiamo perso mezz'ora per
vostre questioni interne e non era il caso di perderla e qua
parliamo di una cosa molto più nobile. Presidente Capodicasa,
chiedo la sua attenzione per una semplice ragione. Ho chiesto di
intervenire nonostante il suo parere favorevole, solo per un
dovere che mi corre nei suoi confronti che é quello di
aggiornarla perché alcune notizie che lei ha riferito quando sono
intervenuto in ordine a quell'emendamento con il quale richiedevo
maggiori fondi per l'INDA, mi ha convinto che, forse, alcune
notizie non le sono pervenute, non le sono giunte integralmente e
io le voglio rappresentare quello che é un fatto oggettivo e che
consta e cioè che il decreto legislativo al quale lei fa
riferimento é vecchio del mese di maggio 1998, già nel giugno del
1998 Walter Clemoli si insedia come presidente della nuova
fondazione.
Lo statuto, lei ricorderà che all'articolo 2 prevede degli
adempimenti che deve compiere il presidente della fondazione.
Quel decreto legislativo prevedeva dei tempi e dei termini entro
il quale il presidente doveva nominare il comitato scientifico,
fare lo statuto, termini che prevedevano, decorsi 150 giorni, il
commissariamento, capisce bene che essendo decorso quasi un anno,
quei termini sono stati disattesi.
Da allora la scuola Giusto Monaco non é stata mai aperta e i
fondi che la Regione dà per il 10 per cento, cioè per 300 milioni
sono vocati esclusivamente alla scuola che non é stata riaperta.
Il festival del quale oggi si riparla, festival dei giovani,
che si vuole celebrare ora a Palazzolo, non produce più gli
spettacoli fatti, tradotti, studiati e prodotti dall'INDA, ma
spettacoli di giro, quindi, siamo di fronte ad una cosa diversa
da quella che é stata la fondazione.
La mia parte politica e io qua non posso fare altro che
ringraziare tutti i firmatari che rappresentano, sicuramente,
tutte le forze parlamentari e, sicuramente l'onorevole Granata,
anch'esso della provincia di Siracusa, avrebbe certamente
sottoscritto, perchè va verso il segno che noi vogliamo che è
quello di quella centralità di Siracusa. Nelle modifiche noi
abbiamo sempre detto che, ad esempio, il Presidente deve essere
il sindaco pro-tempore di Siracusa. Abbiamo detto, al di là del
colore politico, che il componente deve essere il Presidente
anche della provincia.
Tutte queste cose mi spingono a dire che qualche notizia che
lei ha riferito è assolutamente sbagliata e, quando parla di
posizioni debitorie, dice delle cose che non ci sono perchè, fino
a quando era vivo il professore Monaco, era inattivo; ha lasciato
anche un attivo di oltre 2 miliardi di credito Iva e negli ultimi
3 anni e mezzo, con la gestione Albini, siamo arrivati ai 7
miliardi.
Sono fatti oggettivi documentati, non vi dico nulla. Quindi
voglio soltanto rassegnarle queste considerazioni e ringraziare
che il Governo effettivamente si impegni accogliendo questo
ordine del giorno e vada in quel segno, richiedendo anche al
Governo nazionale un incontro molto vicino nel tempo, in cui
effettivamente si possono portare quelle modifiche alla seduta
fondamentale perchè la Regione e Siracusa riacquistino quella
centralità che gli spetta.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, io su
questo tema mi augurerei che l'Aula, o forse sarebbe più
opportuno la Commissione Beni culturali, svolga un dibattito
perchè evidentemente in questo vai e vieni che c'è stato tra
Siracusa, Roma e Palermo, tante notizie si sono un pò confuse.
Le questioni che pone l'onorevole Bufardeci a me sono note,
non sono ignote al Governo, proprio perchè abbiamo avuto
occasione di incontrare lo staff del Ministero che si occupa di
questo, in una riunione in cui doveva essere presente il
sindaco di Siracusa, il Presidente della provincia di Siracusa,
il Presidente prof. Walter Le Moli, l'assessore ai beni culturali
ed il sottoscritto, poi, il Presidente della provincia ed il
sindaco non ha fatto in tempo ad arrivare per disguidi aerei;
però la riunione si è tenuta e le assicuro, onorevole Bufardeci,
che l'indirizzo del Governo nazionale e dell'attuale direzione
dell'Inda vanno in tutt'altra direzione rispetto a quello che lei
e noi auspichiamo e lei sa bene che, essendo la Fondazione ormai
frutto di una legge nazionale ed essendo l'Istituto nazionale del
dramma antico un istituto di emanazione nazionale, la competenza,
la funzione ed il ruolo della Regione è una funzione sussidiaria,
sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista delle
scelte di natura..., mi consenta...
BUFARDECI. Alla Scala di Milano il Presidente è il Sindaco di
Milano.Sa quanti soldi la Regione Lombardia dà alla Scala di
Milano?.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Ma lasci stare la Scala,
noi stiamo parlando dell'INDA di Siracusa. Noi dobbiamo prendere
atto che c'è una legge nazionale che ha stabilito.
BUFARDECI. Possiamo favorire le modifiche.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Noi abbiamo già
discusso sulle modifiche..
BUFARDECI. Chi le ha discusse, con chi le ha discusse?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Ho appena riferito
che abbiamo avuto un incontro collegiale al Ministero dei Beni
Culturali, preceduto da una serie di incontri bilaterali tra noi
e il prof. Walter Li Moli, dove c'è stato notificato che da parte
della Direzione della Fondazione si intende procedere secondo
certe linee.
Ora cosa interessa alla Regione siciliana? A mio avviso
interessa che l'attività principale dell'INDA, che è costituita
dalle manifestazioni del Teatro Antico biennali che si tengono a
Siracusa vengano mantenute a Siracusa. Che lì venga mantenuta
l'attività principale dell'INDA e che soprattutto - questo credo
che ci interessi - non ci sia nelle altre attività che l'INDA
vuole intraprendere autonomamente, sulla base di scelte che sono
decise dalla Direzione, che una legge nazionale ha legittimato,
non entrino in collusione, in conflitto con gli interessi della
nostra Regione e della città di Siracusa, Dal punto di vista
della qualità della produzione artistica e della sua esclusività,
Perchè, se a Pompei, l'INDA organizzasse biennalmente
manifestazioni di teatro classico che facessero concorrenza a
Siracusa, è chiaro che noi non potremmo starci; ma, se facessero
un balletto classico a Pompei, non intaccando quindi la
specificità delle manifestazioni siracusane...
BUFARDECI. Ma, lei non conosce l'INDA...
CAPODICASA, Presidente della Regione. Onorevole Bufardeci, le
posso assicurare che la conosciamo, perlomeno tanto quanto la
conosce le, e le assicuro, allora, che è lei che non conosce
quali sono gli orientamenti della nuova Direzione e, visto che
siamo su questo piano, invito il Presidente della Commisione Beni
culturali a convocare una riunopne su questo specifico argomento
alla presenza del Presidente della Commissione, il prof. Le Moli,
e chiariremo in quella sede.
Mi pare del tutto superluo che noi continuiamo svolgere una
discussione che, ovviamente non ha basi comuni di conoscenza,
visto che l'onorevole Bufardeci ritiene che non siano queste.
Io Le posso assicurare che nelle riunioni che abbiamo tenuto
e alla luce della normativa nazionale la situazione è questa.
Quindi, mi pare chiaro che per quanto riguarda il contenuto
dell'ordine del giorno noi possiamo concordare ma questo, a mio
parere, non sposta di una virgola la situazione attuale, per come
si è determinata.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 448, a
firma degli onorevoli Spagnia, Ortisi, Martino ed altri.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 442, che era stato
accantonato: 'Modifiche ed integrazioni alla legge 1 luglio 1972,
n. 32, recante 'Provvedimenti per lo sviluppo dell'economia
turistica nella Regione siciliana"', a firma degli onorevoli
Cimino, D'Aquino ed altri.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Viene accettato come raccomandazione; i firmatari
sono d'accordo?
CIMINO. Sì.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE NN. 815-853-866/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge nn. 815-853-866/A: 'Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 1999 e bilancio pluriennale per
il triennio 1999-2000'.
Pongo in votazione, per intanto, l'ampia delega alla
Presidenza per il coordinamento formale del testoi.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
LA GRUA . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA GRUA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, da qui a poco
l'Assemblea, in quest'ora così mattiniera, andrà ad approvare il
bilancio della Regione. Ma vorrei dire fin d'ora che
l'approvazione di questo bilancio non autorizza alcun esponente
della maggioranza a cantare vittoria. Quello che sarà approvato
dall'Assemblea è un bilancio a nostro parere ingessato e di corto
respiro che non consentirà di proseguire la strada del
risanamento avviata dai precedenti governi di centro-destra.
Il Parlamento con questa approvazione adempirà soltanto ad
un atto dovuto per non penalizzare ulteriormente un'economia in
piena emergenza, come è oggi quella siciliana. Il bilancio della
Regione sarà approvato grazie all'atteggiamento non
ostruzionistico dell'opposizione di centro-destra. Riteniamo che
il Governo Capodicasa abbia adesso esaurito la sua breve
esistenza. Naufragata con il ribaltone l'esperienza del
centro-destra, fallita per autoconsunzione la breve parentesi del
centro-sinistra, occorre adesso aprire in tempi rapidi una nuova
stagione di confronto fra le forze politiche per completare
l'attuale difficile fase di transizione, ridare vigore al cammino
delle riforme e gestire una più efficace politica di risanamento
dei conti della Regione, favorendo l'occupazione e lo sviluppo.
Siamo disponibili a rispondere favorevolmente all'appello del
Presidente della Regione perché in questa fase della vita
politica regionale nessuno può responsabilmente tirarsi indietro,
ma l'onorevole Capodicasa deve coerentemente riconoscere che la
maggioranza su cui si basa il suo governo non è in grado, da
sola, di centrare alcun obiettivo e che il suo autobus è arrivato
al capolinea. Solo allora potrà partire un'altra corsa.
LO CERTO . Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CERTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa
mia breve esperienza parlamentare non mi era mai capitato di
vedere tanta professionalità, competenza quanta ne ha espresso
l'attuale assessore al bilancio nel motivare tecnicamente tutta
una serie di no che sono strumentali, a volte settari ed altre
volte anche di posizioni politiche che la professionalità
tecnica, certamente, a volte offusca. Certamente, tutte le cose
che potevano interessare Palermo o un candidato probabilmente
sono stati fatti, una cosa che interessava un altro candidato
della stessa lista, non è stata fatta. Questa è piccineria
politica perché il 13 giugno passa presto, non si fanno queste
cose ed io per questo, lo voglio dire, annuncio comunque la mia
astensione al voto per il bilancio.
ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
annunciare il voto contrario del mio gruppo parlamentare al
bilancio e lo faccio con la consapevolezza di chi si è reso
conto, nel delicato passaggio che ha visto prima l'approvazione
della finanziaria e poi il bilancio al vaglio di quest'Aula, un
dato reale cioè quello che per la prima volta dopo due decenni
questa Assemblea Regionale, pur non correndo il rischio dello
scioglimento per la cadenza dei tempi che ci siamo dati,
certamente ha clamorosamente sforato il termine del 30 aprile che
è l'ultimo che la legge ci assegna per approvare il bilancio. Ed
evidentemente tutto ciò non può che essere attribuito a una
responsabilità del Governo nella conduzione di tutta la fase
preliminare al bilancio che risiede, appunto, nella legge
finanziaria.
Oggi ci troviamo quindi ad approvare questo bilancio, al di
là della evidente constatazione del senso di responsabilità delle
opposizioni anche per un clima complessivo che si è venuto a
creare e che è il clima di una Assemblea che si trova sotto la
minaccia di un ipotetico scioglimento e che quindi, pur essendosi
espressa nella piena propria sovranità, ha certamente avuto un
condizionamento di merito nell'affrontare le singole questioni
poiché non tutto poteva essere sostenuto fino in fondo, anche per
ragioni di sintesi e per ragioni di equilibrio rispetto al
percorso temporale che ci si era dati. Ed è il tipico caso che si
verifica quando l'avere sbagliato il binario dal punto di vista
procedurale, impone poi un deragliamento al treno della
democrazia effettiva, quella che consente alle forze politiche di
confrontarsi approfonditamente sull'atto principe di una
Assemblea elettiva che è appunto lo strumento finanziario e lo
strumento del bilancio.
Noi ci auguriamo che per l'anno prossimo e per tutte le
scadenze in cui ci si dovrà trovare a confrontarsi nel merito con
disponibilità di tempo, tutto ciò non abbia più a verificarsi.
Ci auguriamo che la maggioranza e l'opposizione si confrontino
per tesi contrapposte e cogliamo quanto dichiarato qui
dall'onorevole Lo Certo con tutta la gravità che quanto affermato
rappresenta sia sotto il versante del merito delle dichiarazioni
sia per quanto riguarda la loro forza politica, cioè la
promanazione dall'interno della maggioranza. Ecco io credo che
questo sia un ulteriore elemento che dovrebbe invitare questo
Governo a riflettere. Noi crediamo di avere dato testimonianza
alla Sicilia di essere portatori di una cultura di Governo che è
la cultura di chi si rende conto della necessità di coordinare
sempre le esigenze e le istanze di una parte con le esigenze e le
istanze del popolo siciliano. Ecco perché noi nell'annunciare il
nostro voto contrario a questo bilancio ribadiamo l'auspicio che
il governo colga questa ulteriore occasione che l'Aula in queste
condizioni gli offre per compiere in modo assolutamente
risolutivo e definitivo quella verifica che noi riteniamo
assolutamente eufemistica rispetto alle condizioni del Governo.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente e onorevoli colleghi, anch'io
ritengo che con l'approvazione del bilancio, se ci sarà
stamattina, si chiude una pagina della vita di questo Governo.
Una pagina travagliata della vita di questo Governo. Questo
bilancio non compie grandi scelte. Non compie grandi scelte
discriminanti sul terreno del lavoro, dello sviluppo,
dell'ambiente, della valorizzazione dei beni culturali. Abbiamo
avuto un bilancio ingessato ed anche una chiusura eccessiva da
parte dell'Assessore al bilancio. Io non rimprovero all'Assessore
al bilancio di aver favorito Orlando rispetto a Bianco, questa
cosa riguarda il Movimento dell'Asinello ed il Partito
dell'Assessore e l'onorevole Lo Certo. Spero che non ci si debba
muovere in un Parlamento servendo questo o quel candidato.
PIRO. Assessore per il bilancio e le finanze. Lei dica come
la pensa.
FORGIONE. Su che cosa? Sull'Asinello. Io non sto prendendo
parte. Sto dicendo che non mi interessa questo scontro e non
credo che ci si è mossi e ci si debba muovere per favorire questo
o quel candidato. Non credo che un bilancio della Regione serva a
questo e non la sto accusando di questo onorevole Piro. Stavo
dicendo esattamente l'opposto, che per quanto mi riguarda non è
questo il problema. Il problema è che mancano scelte discrimanti.
Che mancano scelte discriminanti in questo bilancio e noi avremmo
preferito vedere da parte del Governo e dell'Assessore al
bilancio maggiore apertura, soprattutto su alcune istanze e
richieste sociali e alcuni aspetti di critica che sono venuti
anche dalle organizzazioni sociali e dalle organizzazioni
sindacali di questa Regione. Le critiche che noi facciamo a
questo bilancio sono le critiche che sono venute in queste
settimane e in questi giorni da parte delle organizzazioni
sindacali, da parte di settori sociali di riferimento della
stessa maggioranza di questo Governo.
E' questa la critica che noi facciamo e spero che d'ora in
poi ci si possa confrontare diversamente, anche con tempi diversi
e mettendo le opposizioni nelle commissioni in grado di lavorare,
di sapere che cosa si deve emendare e le proposte che si devono
fare, e non solo stretti dai tempi e da una volontà evidentemente
dilatoria anche del Governo a trovarsi di fronte ad un out-out.
Ecco queste sono le critiche che noi facciamo. Io credo,
onorevole Presidente della Regione, che lei non deve ascoltare
molto le sirene della destra. Noi non appoggiamo il suo Governo,
non lo sosteniamo, crediamo che vive in una fase di crisi
permanente con pezzi di questa maggioranza con la valigia in mano
da un polo all'altro e questo non fa onore ai trasfughi di un
polo e a quelli dell'altro. Ma crediamo che le sue affermazioni
sulle riforme e sulle maggioranze che debbano fare le riforme
rispecchino una posizione che lei ha tenuto sempre Presidente,
dall'opposizione prima e da Presidente della Regione poi.
Che le riforme le fa il Parlamento e non maggioranze
politiche.
E che le riforme istituzionali, come quella della burocrazia
e come quelle elettorali, le deve fare un Parlamento, al di là
delle appartenenze a maggioranze politiche.
Se questo è lo spirito io non vedo lo spettro delle larghe
intese, che per me sarebbe uno spettro deleterio. Ma vedo,invece,
una disponibilità rispetto alla quale lei troverebbe anche
sensibile e pronto al confronto Rifondazione comunista nella
distinzione dei ruoli di maggioranza e di opposizione.
Un ciclo si è chiuso. Speriamo che il prossimo non sia
quello né dell'"inciucio" né dello scambio di una sopravvivenza
così piatta e perennemente barcollante del suo Governo.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che
ci siamo svegliati...
Mi dispiace, io tentai di addormentarmi e non ci sono
riuscito. Tentai di capire il significato di questo ordine del
giorno e non ci sono riuscito.
Avevo preso atto che sul bilancio abbiamo volato
tutt'attorno perché non era una cosa seria, e però le cose che
sono venute fuori meritano un minimo di attenzione.
Che cosa voglio dire? Se le cose che dice stasera
l'onorevole Lo Certo, che l'hanno portato all'astensione, fossero
vere, e ci sarebbe veramente da preoccuparsi.
E, tuttavia, se le ha dette, certamente, qualche ragione
l'avrà.
Da parte mia debbo dire che ogni tanto leggo ed ascolto.
C'è sempre una prima volta in ogni cosa. E questa è la prima
volta che mi capita.
Di votare una finanziaria che non conoscevo e che non
approvavo. E di votare un bilancio che non conosco e non approvo.
Non arrivo alle conclusioni di astensione per serietà
politica e per un mio modo di comportarmi.
Ma io non apprezzo, non approvo il metodo e come si è
arrivati alle conclusioni di questo bilancio.
Non lo conosco. E' la prima volta che mi capita.
CAPODICASA. Presidente della Regione. Se lo poteva studiare.
PELLEGRINO. Non ho avuto il tempo di studiarlo. Non è che tu
non ci puoi fare niente, Presidente. Presidente, lei se lo può
permettere, ed io sono contento.
Vede, io ho avuto e continuo ad avere un grande rispetto per
la capacità tecnica ed anche conoscitiva dell'onorevole Piro.
Ma, per la verità, ritenevo che nel suo ruolo di Governo,
lui avesse tolto parecchio alla sua concezione "gruppettara" e
spesse volte faziosa delle scelte che si vanno a compiere.
E' un mio giudizio personale. Può darsi che io sbagli. Ma
siccome sono abituato ad essere franco, anche quando ho rispetto
nei confronti degli uomini, debbo dire che il mio giudizio su
questa vicenda del bilancio, non è un giudizio positivo.
Detto questo, intervengo, Presidente della Regione, per
un'altra ragione.
A casa sua, nella sua sede, Rinnovamento italiano pervenne
ad una verifica. Però in quella sede onorevole Capodicasa fu
posto un problema: la necessità di capire se questa coalizione,
che riteneva e ritiene di essere una cosa seria, poteva essere
estesa e presente in tutto il territorio siciliano.
Ci si disse che avevamo ragione e ci si disse che eravamo
vincolati a fare una verifica. Non è stata fatta, Presidente.
Abbiamo questa sera chiuso un ciclo. Da domani ricomincia
la politica.
Si sono consumati fatti gravi alla Provincia di Siracusa e
al Comune di Siracusa dove noi poniamo ufficialmente e
formalmente questa sera l'esigenza di un incontro immediato dei
partiti del centro sinistra. Perché se dovesse essere
legittimato il comportamento di chi ritiene che a soggetti
espulsi dal proprio schieramento possano essere mantenuti
all'interno di una maggioranza e al partito che adotta questi
provvedimenti o si trova in quella condizione non deve essere
ritenuta legittima una rappresentanza nelle istituzioni allora
onorevole Franco Piro ritengo che questa coalizione di centro
sinistra non funziona.
Quindi o troviamo il modo di aggiustarla sul piano dei
comportamenti, a prescindere dai problemi, dai contenuti e dal
rilancio ma noi abbiamo l'esigenza urgente d vederci per
discutere di politica, Presidente della Regione. Ho cercato con
insistenza l'onorevole Fava. Ho detto all'onorevole Spagna che lì
a Siracusa è "pezzo da 90" nel senso più bello della parola, che
questa questione non consente più tolleranze da parte di
Rinnovamento Italiano. E quando dico tolleranze non è che lo
faccio per fare minacce ma perché il disimpegno di un partito
rispetto ad una concezione di una coalizione di questo tipo
diventa un fatto naturale. O voi mi proverete in tempi brevi, a
prescindere dal modo come ci comportiamo che questa coalizione ha
la capacità di richiamare il territorio nel suo complesso, non a
Calascibetta, ma a Siracusa provincia.
CRISAFULLI, Assessore alla Presidenza. Perché Calascibetta
com'è?
PELLEGRINO. Calascibetta è un comune importante ma non è né
capoluogo di provincia né provincia.
CRISAFULLI, Assessore alla Presidenza. Ma lo può diventare.
PELLEGRINO. Gli auguro che lo diventi, anche perché è il suo
regno, ella è capace di inventare una soluzione anche di questo
tipo. Ma in attesa di una soluzione di questo tipo rimane il dato
che a Siracusa, Provincia e Comune, vogliamo legittimata prima e
non dopo le elezioni europee la rappresentanza politica nel
Governo della città e della Provincia, di Rinnovamento Italiano.
Quindi a conclusione di questo bilancio...
(Interruzione dell'on. Forgione)
PELLEGRINO. Vorrei dire nessuno si stupisca che se non
troviamo un chiarimento e un rispetto su queste cose, che questo
Governo può non arrivare alle europee perché su problemi di
questo tipo ognuno ci rimette la propria dignità e la propria
legittimazione. E possiamo scherzare con la Commissione bilancio
e possiamo scherzare anche con il bilancio dell'Assessore per il
turismo, ma non possiamo scherzare su questioni che acquistano
questa valenza. E avevo l'obbligo di rassegnarle a conclusione di
questo dibattito onorevole Di Martino. C'è un sistema e un modo
di comportamento he a Rinnovamento Italiano non sta bene. O lo
facciamo rientrare nei canali della correttezza o diversamente
saremo obbligati a trarne le conseguenze.
RICEVUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RICEVUTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, non sarò certo io a dare a questo
punto arrivato un giudizio positivo nel merito del bilancio. Non
lo hanno fatto prima di me esponenti della maggioranza e non lo
farò tanto meno io. E comunque al di la di ogni cosa i socialisti
siciliani non volendo entrare nel merito del bilancio,
ritenendolo insufficiente per le prospettive di sviluppo della
Regione siciliana, non volendo entrare nel merito ritengono
comunque di votare a favore del bilancio della Regione. E questo
è in coerenza con quanto i socialisti siciliani hanno sostenuto
già in occasione dell'esercizio provvisorio e del disegno di
legge finanziario.
Lo fanno per motivazione di ordine tecnico ed istituzionale.
per motivazioni di ordine tecnico perché comunque si consente,
attraverso uno strumento certo di considerazione di ordine
economico, comunque a tanti settori della economia siciliana di
sostenere le proprie ragioni di natura istituzionale perché
questo consente la salvaguardia della autonomia siciliana e la
stessa sopravvivenza della Assemblea regionale siciliana.
Però, non ci sfugge, con queste motivazioni di ordine
tecnico ed istituzionali, votiamo a favore del bilancio, non ci
sfugge che il voto favorevole dei socialisti concorre a far
superare una fase delicata della vita di questo Governo, la cui
maggioranza, già risicata, è andata riducendosi,
ridimenzionandosi nel corso di questi ultimi temi. E le
dichiarazioni di questa sera rese in Aula ne sono un'ampia,
palese dimostrazione.
Quindi, ènecessario, una volta approvato il bilancio,
procedere in direzione di una verifica di una consistenza della
maggioranza. D'altronde lo stesso Presidente Capodicasa ha
annunciato, in precedenti circostanze, di voler procedere in
questa direzione per verificare lo steso di attuazione del
programma da parte della maggioranza e l'eventuale
autosufficienza della maggioranza.
A noi piace ricordare che abbiamo sempre ritenuto
insufficiente questa maggioranza a dare risposte concrete e
possibile, sostanziose e sostanziali alle esigenze dei siciliani.
Ed è una insufficienza, questa, che nasce dalla pretesa di voler
calare nella realtà regionale uno schema di bipolarismo rigido
forzato che è sostanzialmente fallito in questa circostanza e che
è stato la causa del fallimento dei precedenti governi del centro
destra.
Noi non abbiamo mai fatto parte di governi, nè di centro
destra, nè di centro sinistra, ritenendoli, appunto, uno schema
bipolare forzato, uno shema che non teneva conto del modo di
elezione dell'ARS. Ecco, però, una volta che constatiamo che il
bipolarismo è fallito in Sicilia, riteniamo di dover entrare "con
i piedi nel piatto" con tutto il carico delle nostre idee, e con
il bagaglio delle nostre esperienze, nella politica.
E con tutto questo facendo finire l'alibi di quanti
ritenevano che i socialisti non avessero la possibilità di
assumersi delle responsabilità. Noi siamo pronti a considerare
altre ipotesi governative che non vadano in direzione della
riproposizione rigida del centro sinistra o del centro destra;
che non vedano assolutamente possibile la proposizione di un
governo di larghe intese, perché per noi - lo abbiamo già detto
in altre circostanze - è un polpettone senza sapore, privo di
contraddizioni che rischierebbero di scoppiare sin dal momento
del primo vagito, non siamo alla ricerca di premi, non siamo alla
ricerca di assessorati, siamo alla ricerca di una possibile
politica di chiara impostazione riformista. Una politica che
vede il prossimo governo impegnato in direzione sì dei problemi
della occupazione, dei problemi dello sviluppo, ma che veda
anche e in prima battuta, impegnato il prossimo governo ad
affrontare il problema della riforma burocratica ed
amministrativa della Regione e in primo luogo ad affrontare il
problema della riforma elettorale che, per quello che ci
riguarda, deve essere di chiaro sapore proporzionalista, seppure
con gli sbarramenti, seppure con i premi di maggioranza
contemperando il principio dell'elezione diretta del Presidente
della Regione che abbiamo introdotto con il disegno di legge-voto
approvato in questa Aula.
COSTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Nel ha facoltà.
COSTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io brevemente
per comunicare innanzi tutto il voto contrario del CCD e anche
per dire che non ci convince e non ci soddisfa soprattutto questo
bilancio. Ma soprattutto per dire, avendo ascoltato attentamente
i colleghi che mi hanno preceduto per dichiarazione di voto, che
ad un governo si può votare no per i percorsi politici che
intraprende e si può chiedere chiarezza ed unità di intendi sui
percorsi politici che deve intraprendere. Ma ad un governo non
so fino a che punto si possa dire "non conosco il bilancio, non
ho conosciuto la finanziaria però... se a Siracusa troviamo una
ragione di intenderci, il percorso continua".
Credo che questa maggioranza oggi non esista più. Credo che
è palese che il percorso che doveva compiere doveva portare ad
una scadenza elettorale che oramai è alle porte e credo che
probabilmente o che finalmente se qualcuno vuole accorgersi che i
percorsi politici che si devono fare sono percorsi programmatici
per il bene di questa terra, probabilmente più che coalizioni che
risultano accozzaglie - e lo dico soprattutto all'onorevole
Turano che ha fatto bene ad intervenire sulla questione politica
vera che riguardava uno degli argomenti che è stato a cuore anche
a noi e che è quello della riqualificazione della fascia
costiera, perchè è stata una prevaricazione quella a cui abbiamo
assistito questa mattina in questa Aula perchè quando si è
discussa la finanziaria si paventava la crisi di governo se in
finanziaria si discuteva del riordino della fascia costiera, e
poi in bilancio, dopo avere fatto diverse ore di lavoro in questa
Aula, si presenta un ordine del giorno da quella stessa parte
politica che dice "ma la prima cosa che dobbiamo fare domani è
quella di riqualificare e di riordinare la fascia costiera".
No, non sono queste le cose che fanno recuperare la politica
soprattutto a chi ha sempre remato contro le problematiche reali.
Se questa maggioranza vuole continuare ad intendersi sui
percorsi che non sono per niente percorsi programmatici, lo
faccia. Ma risponderà certamente ai siciliani alla fine di
questo quinquennio dello sfacelo che sta lasciando in questa
terra. Noi speriamo, onorevole Turano, che amici come te, come
altri che si sono riconosciuti nella coalizione di centro-destra
riflettano e la smettano di dare sponda e spalla a chi per la
verità sta insieme senza programmi, senza ideali ma solo per
obiettivi che sono poi obiettivi di potere che non lasciano
certamente niente a questa terra.
NICOLOSI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in più
occasione ho avuto modo di segnalare al Presidente della Regione,
alle forze politiche più rappresentative di questa coalizione di
maggioranza che al di là delle difficoltà enormi che la Sicilia
attraversa, la transizione infinita che non si riesce a
concludere e di cui in qualche modo anche il voto che andremo a
dare da qui a poco al bilancio, che io certamente non approverò,
ne sono testimonianza, ho avuto modo di sollecitare la necessità
di una iniziativa che superando la logica degli steccati e degli
schieramenti, raccogliesse le energie, le forze delle
rappresentanze più significative di questo Parlamento e le
mettesse insieme su un programma su punti qualificati e urgenti e
li approvasse. Registro, ho registrato opposizioni ancora oggi
qualcuno dice che questo non è il cammino che andrebbe fatto, si
sentono ancora ipotesi di governi futuri e futuribili, sarebbero
il quarto o il quinti, chissà da qui alla fine della legislatura,
intorno a logiche di schieramento che a mio avviso non potrebbero
che dare risultati che sta dando questo Governo, che certo fa le
cose possibili, le fa come le può fare, ma registrando delle
difficoltà, delle erosioni continue, e non potrebbe che essere
così perchè non c'è nella condizione politica, non c'è nella
condizione della coalizione che si è formata, intanto la
legittimazione popolare che pure il centro destra aveva e ha
avuto grandi limiti.
Invece qui non c'è neanche questo. Presidente e amici delle
forze politiche del Centro sinistra - mi riferisco a quelle che
hanno una tradizione di presenza in quel campo - non è così che
si può chiudere questa legislatura
Sono cresciute in quest'Aula delle significative esperienze
di deputati che a mio avviso hanno un futuro in questa regione.
Non c'è stata la condizione politica tra i partiti di
quest'Assemblea, che abbia consentito e possa ancora consentire -
secondo logiche di schieramento - di superare questa fase.
Mi stupisce come un partito che mostra una consapevolezza
rilevante della vita politica siciliana, qual'è Rifondazione
comunista, che ancora nega un'opportunità di agevolare il corso
di un cammino per la formazione di un governo di programma. Mi
stupisce perchè avverto molta responsabilità su quel versante
epperò una dura opposizione a sinistra, da solo a sinistra oggi,
non domani, quando andremo a votare ancora per l'oggi per gli
schieramenti alternati. A sinistra oggi non c'è la condizione,
non c'è la maggioranza, non c'è la possibilità di varare un
Governo che abbia una capacità operativa.
Non c'è nel Centro destra; c'è soltanto mettendo insieme le
grandi forze di una parte e dell'altra, le forze più
responsabili, le forze che hanno più radicamento, le forze che
hanno una tradizione di presenza politica, che possono appunto
far guardare al futuro con maggiori speranze, non su logiche e
interessi di potere.
Chiusa questa fase, con l'elezione del capo dello Stato, con
le elezioni europee comincia la fase della stabilizzazione della
politica italiana. Il Capo dello Stato durerà sette anni e sarà
il primo elemento stabilizzante. Le elezioni europee diranno
quali sono i partiti nazionali che avranno un futuro, in una
logica bipolare, al di là del sistema del sistema elettorale,
maggioritario o proporzionale - se proporzionale con lo
sbarramento - le logiche dei rapporti futuri saranno logiche di
rapporti alternativi.
Allora inseguire cose che non hanno questo sapore, secondo
me è un limite che consente purtroppo a quelli che ancora
inseguono fatti particolari, di trovare spazio, ma fa perdere
alla Sicilia ancora un'occasione di potersi avviare finalmente
verso la fine della transizione e verso il futuro.
ADRAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADRAGNA. Onorevoli colleghi, pochissime parole per dire che il
Gruppo del partito popolare italiano da il suo parere favorevole
al bilancio, in coerenza con l'impegno che il gruppo ha avuto
nella realizzazione di tutti gli impegni all'interno della
maggioranza, che si è preso, e relativamente a tutta una serie di
problematiche che sono state portate avanti.
Certo, così come per la finanziaria, l'occasione persa per
realizzare uno strumento ancora più efficace, così come questo
bilancio che contiene tutta la precarietà di tempi sicuramente
non adeguati, e che non rende completamente quello che le
premesse dovevano sicuramente realizzare, potevano portare.
Ciononostante noi siamo convinti che dei passaggi in avanti
ancora si sono realizzati, e questi passaggi significano
sicuramente un'opportunità che ancora una volta questa
maggioranza ha determinato col voto che questa sera consegnerà
comunque un bilancio ai siciliani.
D'altronde l'ostinazione con cui parte dell'opposizione
continua a richiamare una scelta già per molti versi dichiarata;
lo stesso mio Presidente, Fausto Spagna ha detto più volte che
immediatamente dopo il bilancio si apre una fase di verifica.
Soprattutto di manifestazione diverse di volontà di
appartenenza a questo o a quell'altro gruppo, a questo o a
quell'altra coalizione. Per cui é molto importante in questa fase
definire i due passaggi di fondo.
Il primo é indubbiamente una caratterizzazione estremamente
positiva di un percorso che, a partire dal voto realizzato come
primo atto della legge sulla dismissione degli enti e via via
successivamente, con i numeri che questa maggioranza, in maniera
sempre risicata, ha avuto, ma che ha portato avanti esaurendo
all'interno di impegni delle posizioni che erano estremamente
difficili e complicate e che non avevano consentito prima la
possibilità di determinare le leggi in questioni.
Oggi, questa capacità di determinare un percorso interno che
alla fine dovrà dirci fino a quando, ancora una volta, su questi
nuovi problemi che abbiamo dichiarato anche all'interno di quegli
impegni, sulla legge elettorale, sulla riforma della Pubblica
Amministrazione, quant'altro ancora debba servire affinché questi
impegni che abbiamo preso li possiamo portare avanti.
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE: "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 1999 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 1999-2001
(nn. 815-853-866/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge n. 815-853-866/A. Invito i deputati a munirsi della
relativa scheda per la votazione elettronica.
Indìco la votazione per scrutinio palese nominale del
disegno di legge: "Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 1999 e bilancio pluriennale per il
triennio 1999-2001". (nn. 815-853-866/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 61
Astenuti 4
Maggioranza 31
Hanno votato sì 38
Hanno votato no 19
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la sessione. I deputati
saranno convocati a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 6.50 di sabato 8 maggio 1999.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 8.10)