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Resoconto d'Aula della Seduta n. 251 di martedì 13 luglio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                       PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 11.15.

     LO    CERTO ,   segretario,  dà  lettura  del processo verbale
  della   seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

    -   "Ulteriore  proroga  del  termine  previsto  dal  comma  3,
    dell'articolo 8, della legge regionale 3 novembre 1994, n.  43"
    (n.  942)
    - d'iniziativa governativa
    -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Capodicasa) su
    proposta  dell'Assessore  per  i  lavori pubblici (Lo Monte) in
    data 7 luglio 1999.

    -  "Attuazione  dei  principi  direttivi  contenuti nel decreto
    legislativo   23   dicembre   1997,   n.  469,  in  materia  di
    decentramento  di compiti e funzioni nei settori della politica
    attiva  del lavoro, dei servizi dell'impiego e degli interventi
    per   l'occupazione.  Riordino  degli  organi  e  degli  uffici
    dell'Amministrazione regionale del lavoro" (n.  943)
    - d'iniziativa governativa
    -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Capodicasa) su
    proposta  dell'Assessore  per il lavoro, la previdenza sociale,
    la formazione professionale e l'emigrazione (Papania) in data 8
    luglio 1999

    -  "Norme  per  la  costituzione di un archivio regionale sullo
    stato  conservativo  dei  fabbricati  esistenti  sul territorio
    regionale  per  la  prevenzione e la protezione dell'incolumità
    pubblica e privata" (n. 944)
    - d'iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Caputo,  Stancanelli, La Grua,
    Briguglio,    Tricoli,   Ricotta,   Scalia,   Virzì,   Granata,
    Sottosanti, Strano, Catanoso in data 8 luglio 1999

    -  "Norme  per  la rinegoziazione delle condizioni di onerosità
    dei finanziamenti agevolati per il settore agricolo" (n. 945)
    -  d'iniziativa parlamentare - presentato dall'onorevole Alfano
    in data 12 luglio 1999

                                PARERI RESI

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    -  Misilmeri  -  Riserva  alloggi  DPR  n.  1035/1972  e  legge
    regionale 18 marzo 1977, n. 10 (n. 193)

    - Contessa Entellina - Riserva alloggi DPR n. 1035/1972 e legge
    regionale 18 marzo 1977, n. 10 (n. 196)

    -  Giarratana  -  Riserva  alloggi  DPR  n.  1035/1972  e legge
    regionale 18marzo 1977, n. 10 (n. 234)

    -   Caltavuturo  -  Assegnazione  alloggi  popolari.  Richiesta
    riserva D.P.R. n. 1035/72 (n. 244)

    -  Montalbano  Elicona  -  Richiesta  riserva alloggi D.P.R. n.
    1035/72, art. 10 (n. 245)

    -  Corleone  -  Richiesta  riserva alloggi - D.P.R. n. 1035/72,
    art.10 e legge regionale n. 10 del 1997 (n. 246)

    -  Delibera  CIPE 20.12.1996. Aggiornamento canoni di locazione
    alloggi di edilizia residenziale pubblica (n. 248)

             - RESI IN DATA 1 LUGLIO 1999
             - INVIATI IN DATA 7 LUGLIO 1999

                 COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
               ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 06.07.1999 (ant.): ORTISI-MONACO-BARBAGALLO G.
                                     BUFARDECI-CATANOSO-CIMINO
                                     FORGIONE-GALLETTI-PETROTTA
                                     SILVESTRO-SPEZIALE-VIRZI'
       "       "  06.07.1999 (pom.): ORTISI-MOCACO-BARBAGALLO G.
                                     BUFARDECI-CATANOSO-CIMINO
                                     FORGIONE-GALLETTI-PETROTTA
                                     SILVESTRO-SPEZIALE-TURANO
                                     VIRZI'
       "       "  07.07.1999 (ant.): MONACO-BARBAGALLO G.-CATANOSO
                                     CIMINO-FORGIONE-GALLETTI
                                     SILVESTRO-SPEZIALE-TURANO
                                     VIRZI'
       "       "  07.07.1999 (pom.): ORTISI-BARBAGALLO G.-BUFARDECI
                                     CATANOSO-FORGIONE-PETROTTA
                                     SILVESTRO-SPEZIALE-TURANO-VIRZI'

                              BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 06.07.1999: RICEVUTO-CINTOLA-LIOTTA
                              MISURACA-PIGNATARO-SPEZIALE
        "      "  07.07.1999 (ant.): RICEVUTO-CROCE-LEANZA
                                     MISURACA-PIGNATARO-SPAGNA
                                     SPEZIALE
        "      "  07.07.1999 (pom.): GIANNOPOLO-RICEVUTO-AULICINO
                                     CROCE-LEANZA-LIOTTA-MISURACA
                                     SPAGNA
        "      "  08.07.1999: GIANNOPOLO-RICEVUTO-AULICINO
                              CINTOLA-CROCE-LEANZA-LIOTTA
                              MISURACA-PIGNATARO-SPAGNA
                              SPEZIALE

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     ASSENZE
     Riunione del 08.07.1999 (ant.): ZAGO-VICARI-BENINATI-BURGARETTA
                                     CINTOLA-GIANNOPOLO-GRIMALDI
                                     PELLEGRINO-STRANO
        "      "  08.07.1999 (pom.): ZAGO-VICARI-BENINATI-BURGARETTA
                                     CAPUTO-CINTOLA-GIANNOPOLO-
                                     GRIMALDI-MELE-PELLEGRINO-STRANO
                                     VELLA

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     ASSENZE
     Riunione del 07.07.1999: CALANNA-CANINO-CATANIA-D'AQUINO
                              GUARNERA-MARTINO

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      ASSENZE
      Riunione del 07.07.1999: SCAMMACCA-GRANATA-LEONTINI
                               MONACO-PAGANO-SUDANO-ZANGARA

           COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                   L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

     ASSENZE
     Riunione del 07.07.1999: SOTTOSANTI-CIPRIANI-D'ANDREA
                              DRAGO-LA CORTE-NICOLOSI-SCALICI

         COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE. Il  Presidente  della  Regione, ai sensi dell'art.
  12, comma 4, della  legge  regionale  16  marzo  1992,  n.  4, ha
  trasmesso,  con nota del 5 luglio 1999, copia delle deliberazioni
  dalla  n.  109  alla  n.  122,  adottate  dalla Giunta regionale,
  relative al mese di maggio 1999.
       Ha altresì trasmesso, con nota  del  7  luglio  1999,  copia
  della  deliberazione  n.  147  del  4  giugno  1999,  relativa  a
  ripartizione  territoriale  di  fondi  Assessorato  agricoltura e
  foreste.

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

      N. 3168 - Iniziative nei confronti degli ex  dipendenti  a
    tempo determinato della Montepaschi Se.ri.t. s.p.a..
      - Presidente Regione
      - Assessore Bilancio
      ***
    Cintola Salvatore
                          ----------------
      N. 3169 - Notizie in merito alla decadenza  del  Consiglio
    comunale di Bompietro.
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Vicari Simona
                          ----------------
      N. 3174 - Notizie in ordine al concorso  presso  l'Azienda
    ospedaliera 'V. Cervello' di Palermo per dirigente medico di
    II livello per la Divisione di Medicina 2.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      ***
    Turano Girolamo
                          ----------------
      N.  3180  -  Opportuni  interventi  presso  gli  organismi
    competenti in relazione alla Banca Mercantile Italiana.
      - Presidente Regione
      - Assessore Bilancio
      ***
    Catanoso Genoese Francesco
                          ----------------
      N. 3181 - Opportuni provvedimenti nei confronti  dell'Ente
    nazionale di assistenza  al  volo  (ENAV)  in  relazione  al
    centro di assistenza al volo di Catania.
      - Presidente Regione
      ***
    Catanoso Genoese Francesco
                          ----------------
      N. 3182 - Iniziative a tutela  del  complesso  monumentale
    della Villa Valguarnera di Bagheria e richiesta di  attività
    di indagine amministrativa presso la Soprintendenza ai  beni
    culturali di Palermo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------
      N. 3184 - Riapertura dei termini  di  cui  alla  circolare
    assessoriale per gli interventi nei luoghi di culto.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      ***
    Caputo Salvino
                          ----------------

 B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

      N. 3167 - Notizie in ordine alle regole di funzionamento e
    disciplina delle attività di volontariato  della  Protezione
    civile nella Regione.
      - Presidente Regione
      - Assessore Presidenza
      ***
    Virzi' Gioacchino
                          ----------------
      N. 3170 - Delucidazioni in ordine al  Piano  regionale  di
    propaganda turistica.
      - Assessore Turismo
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N.       3171  -  Notizie  sull'attività  del  commissario
    straordinario dell'Azienda autonoma delle terme di  Acireale
    nei rapporti con la partecipata  'Siciliana  Acque  Minerali
    SAM srl', azienda che imbottiglia l'acqua 'Pozzillo'.
      - Presidente Regione
      - Assessore Presidenza
      - Assessore Turismo
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 3172 - Notizie circa la soppressione di numerosi uffici
    pubblici nel territorio dei comuni di Randazzo,
    Linguaglossa, Piedimonte, Castiglione di Sicilia (CT).
      - Presidente Regione
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 3173 - Invio di un commissario ad acta presso il Comune
    di        Polizzi  Generosa  per  verificare  la  regolarità
    amministrativa         nel  procedimento  di  appalto  della
    metanizzazione.
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Tricoli Marzio
                          ----------------
      N.      3175  -  Notizie  in  merito  all'attivazione  del
    treno-crociera in Sicilia.
      - Assessore Turismo
      ***
    D'Aquino Antonio
                          ----------------
      N. 3176 - Interventi per  il  contenimento  dei  costi  di
    posteggio per i commercianti su aree pubbliche operanti  nel
    comune di Gela (CL).
      - Presidente Regione
      - Assessore Cooperazione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Fleres Salvatore
                          ----------------
      N. 3177 - Opportuni provvedimenti  volti  a  salvaguardare
    l'economia agricola siracusana.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      ***
    Burgaretta Aparo Sebastiano
                          ----------------
      N. 3178  -  Interventi  nei  confronti  della  Montepaschi
    Se.rit. in materia di riscossione dei contributi unificati.
      - Assessore Bilancio
      ***
    Burgaretta Aparo Sebastiano
                          ----------------
      N. 3179 - Inammissibilità delle mozioni  di  sfiducia  nei
    confronti     dei  presidenti  e  componenti  di  uffici  di
    presidenza di Consigli comunali e provinciali.
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      ***
    Briguglio Carmelo;  Stancanelli  Raffaele;  Caputo  Salvino;
    Granata Benedetto Fabio; Sottosanti Fulvio Salvatore; Strano
    Antonino; Tricoli Marzio
                          ----------------
      N. 3183 -  Opportune  iniziative  al  fine  di  bandire  i
    concorsi esterni per l'assunzione di personale da inquadrare
    nei ruoli tecnici dell'Amministrazione  regionale  dei  Beni
    culturali e ambientali.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      ***
    Vella Basilio
                          ----------------

                         ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

      N. 345 - Opportune iniziative  al  fine  di  garantire  la
    legalità degli atti amministrativi presso il Comune di  Capo
    d'Orlando (ME).
      - Presidente Regione
      - Assessore Enti Locali
      - Assessore Territorio
      - Assessore Turismo
      ***
    Forgione Francesco
                          ----------------

                            ANNUNZIO DI MOZIONI

      N.  360  -  Interventi  presso  il  Governo  nazionale  in
    relazione alla riforma degli ordini professionali.
      La  Grua  Saverio;  Catanoso  Genoese  Francesco;  Ricotta
    Michele; Scalia Giuseppe; Virzi' Gioacchino

    Presentata il  6/07/99
                          ----------------

      N. 361 - Sospensione dell'ordinanza sindacale  del  Comune
    di Augusta n. 66 del 27 marzo 1999 relativa all'esercizio di
    attività di commercio.
      Bufardeci Giambattista; Beninati Antonino; Croce Antonino;
    Granata Benedetto Fabio; Alfano Angelo

    Presentata il  6/07/99
                          ----------------

      N. 362 - Impegni del Governo della Regione e
    dell'Assessore per  i  beni  culturali  e  ambientali  e  la
    pubblica istruzione ad  intraprendere  opportune  iniziative
    presso il Ministero dei  Beni  culturali  e  ambientali  per
    assicurare la  fruibilità  della  documentazione  conservata
    nell'Archivio di Stato di Palermo.
      Martino Federico;  Ricotta  Michele;  Forgione  Francesco;
    Trimarchi Giovanni; Vella Basilio

    Presentata il  6/07/99
                          ----------------

      N. 363 - Adesione della Regione  siciliana  all'iniziativa
    '1999 all'ONU per la moratoria delle esecuzioni'  contro  la
    pena di morte sostenuta  dall'associazione  'Nessuno  tocchi
    Caino' e adesione all'attività della stessa Associazione.
      Alfano Angelo; Speziale  Calogero;  Stancanelli  Raffaele;
    Leanza Vincenzo; Mele Manlio; La  Corte  Gioacchino;  Spagna
    Fausto;      Pellegrino  Bartolomeo;  Costa  David;  Martino
    Federico; Di Martino Francesco;  Nicolosi  Nicolò;  Forgione
    Francesco

    Presentata il  6/07/99
                          ----------------

      N. 364 - Provvedimenti volti a promuovere la tutela  della
    vita umana dal suo inizio.
      Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo;  Caputo  Salvino;
    Catanoso Genoese Francesco; Granata Benedetto Fabio; La Grua
    Saverio; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Sottosanti Fulvio
    Salvatore;       Strano  Antonino;  Tricoli  Marzio;  Virzi'
    Gioacchino

    Presentata il  8/07/99
                          ----------------

      N. 365 - Avviamento  a  selezione  da  parte  dell'Ufficio
    provinciale  del  lavoro  e  della  massima  occupazione  di
    Palermo (sezione collocamento) dei lavoratori inseriti nella
    graduatoria ex art. 16 della L. n.  56  del  1987,  riferita
    all'anno        1991,  con  qualifica  di  ausiliari  agenti
    socio-sanitari.
      Caputo   Salvino;  Granata  Benedetto  Fabio;  Stancanelli
    Raffaele; Tricoli Marzio; Sottosanti Fulvio Salvatore

    Presentata il  8/07/99
                          ----------------

                       RITIRO DI ATTO ISPETTIVO

     PRESIDENTE. Comunico che, con nota  del  6  luglio 1999, l'on.
  Fleres ha ritirato l'interrogazione  n.  3152  a risposta scritta
  "Notizie  circa  la   corretta  applicazione  della  legislazione
  regionale  in  materia  di  commercio  da  parte  del  Comune  di
  Fiumefreddo (CT)", annunciata nella seduta  n.  250  del 6 luglio
  1999.
       L'Assemblea ne prende atto.

    Avverto, ai sensi  dell'articolo 127 comma nono del Regolamento
  interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


          DETERMINAZIONE  DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e  per  gli  effetti degli articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

      N. 352 - Non  applicazione  nella   Regione   siciliana  del
              decreto emesso dal Ministro della  Sanità in materia
              di eliminazione delle  barriere  architettoniche per
              gli studi dentistici.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che  da  numerosi  organi  di  stampa  locale  e  a
              diffusione nazionale è emerso che il Ministro per la
              Sanità ha emanato un decreto che  impone ai titolari
              di  studi  dentistici  di   eliminare   le  barriere
              architettoniche e gli ostacoli  che impediscono agli
              invalidi  e  ai  disabili di accedere agli studi dei
              suddetti professionisti;

      CONSIDERATO che il provvedimento è assolutamente strumentale
              e   irrazionale, ove  si consideri    la   materiale
              impossibilità di adeguare  studi  professionali  che
              esistono  all'interno  di condomini, i quali ultimi,
              mai,  per  la  naturale litigiosità, propria di tali
              sodalizi,  autorizzerebbero  abbattimento  di scale,
              muretti o altre strutture similari;

      RITENUTO che   rendere   obbligatorio   l'adeguamento   alla
              normativa    sull'abbattimento     delle    barriere
              architettoniche   agli studi  professionali  privati
              comporterebbe la chiusura di centinaia di laboratori
              medico dentistici;

      CONSIDERATO altresì, che il Ministro, ancor prima di imporre
              ai  medici  e  professionisti  esterni l'adeguamento
              strutturale  dei  propri  studi  dovrebbe  impartire
              adeguate  disposizioni  nei  confronti  degli uffici
              pubblici  del  comparto  della  sanità, come sono la
              stragrande  maggioranza  degli  ospedali, gli uffici
              sanitari  per  gli  invalidi  civili, le commissioni
              medico-ospedaliere,  ubicati  in strutture dotate di
              barriere  architettoniche  che rendono inaccessibile
              l'ingresso agli invalidi civili e ai disabili,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              a non dare attuazione in Sicilia  al  decreto emesso
              dal Ministro della  Sanità.
              Ciò, al fine di tutelare i livelli occupazionali dei
              medici dentisti  e al fine di evitare la chiusura di
              centinaia di studi professionali.

              (12 maggio 1999)
                                       CAPUTO - LA GRUA
                                       CATANOSO - SOTTOSANTI

      N. 355 - Previsione  di  misure  apposite a favore dei porti
              siciliani all'interno di 'Agenda 2000'.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  l'Assessorato  per la cooperazione, il commercio,
              l'artigianato  e  la pesca ha costituito un'apposita
              commissione   per   lo   studio   della   portualità
              regionale;

              -  detta Commissione ha elaborato un documento molto
              articolato che suggerisce soluzioni interessanti per
              la ristrutturazione dei siti e la loro utilizzazione
              prevalente  nei settori della pesca, del commercio o
              del diportismo;

              -  sarebbe  opportuno  prevedere  in  'Agenda  2000'
              apposite  misure  miranti   a  rendere  operativi  i
              suggerimenti della citata Commissione,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a  valutare  lo  studio  di  cui  in  premessa  ed a
              prevedere apposite misure  in 'Agenda 2000', al fine
              di rendere operativi  i  suggerimenti  indicati  che
              l'Amministrazione regionale riterrà di fare propri.

              (25 giugno 1999)

                                    FLERES - LEONTINI - BARONE
                                    CROCE - CIMINO - ALFANO -
                                    BURFARDECI - D'AQUINO

      N. 356 - Interventi  relativi  all'attività  del commissario
              straordinario dell'Azienda  Autonoma  delle Terme di
              Acireale in ordine  ai  rapporti  con la partecipata
              'Siciliana Acque Minerali  -  SAM  srl', Azienda che
              imbottiglia l'acqua 'Pozzillo'.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  da  notizie   di  stampa  si  è  appreso  che  il
              liquidatore  della  'Siciliana  Acque  Minerali  SAM
              srl', dott.  Carmelo  Fiorentino,  in data 3.6.1999,
              ha  indirizzato  al  commissario straordinario delle
              Terme di Acireale un dossier, inviato per conoscenza
              all'on.le Assessore per il turismo, le comunicazioni
              e i trasporti,  alla Commissione regionale antimafia
              ed alla Procura della Repubblica di Catania;

              - dalla lettura  dello  stesso  si  è  rilevata, con
              grande chiarezza,  l'assoluta  assenza e mancanza di
              attività del  commissario  Coppa  a favore della SAM
              srl, proprio nel  momento  in  cui tale società si è
              trovata in  grave  crisi  finanziaria, in prossimità
              della dichiarazione di fallimento;

              -  tali   fatti   si  sono  tradotti  nella  mancata
              partecipazione a  ben  tre  assemblee  convocate nel
              giro di un  paio  di  mesi,  nel mancato adempimento
              dell'impegno  (assunto   con  molta  leggerezza)  di
              erogare un'anticipazione  finanziaria  di  lire  300
              milioni e,  complessivamente, nell'assenza di alcuna
              forma  di  tutela   nei   confronti   di  un'azienda
              partecipata per il 72%,  che  occupa 23 dipendenti e
              che  rappresenta   un   patrimonio   della   Regione
              siciliana;

              - a seguito  di  tali  comportamenti la società, ove
              non si fosse avvalsa dell'attività professionale del
              dott. Carmelo  Fiorentino, che riusciva a procurarsi
              la  necessaria liquidità finanziaria, per soddisfare
              i    creditori    istanti,   con    la   transazione
              dell'istauranda azione giudiziaria con il precedente
              socio   Guarrera   Salvatore,   sarebbe   già  stata
              dichiarata fallita dal Tribunale di Catania;

              - ancora,  benché  regolarmente  invitato,  il dott.
              Coppa  ha   disertato   la   quarta   conferenza  di
              produzione,  organizzata dai lavoratori dell'azienda
              e dalle organizzazioni  sindacali,  durante la quale
              sì è avuta  notizia  che nuove forze imprenditoriali
              di  sicura  moralità   e   solvibilità  (dott.  Saro
              Fichera) hanno assunto  l'impegno  per il definitivo
              ripianamento patrimoniale e  finanziario  e  per  il
              rilancio dell'attività produttiva;

              -  il  dott.   Coppa,  dopo  avere  appreso  che  il
              precedente  socio,  Guarrera Salvatore, aveva ceduto
              la propria  partecipazione quotistica al dott.  Saro
              Fichera, mutava il proprio atteggiamento di assoluto
              disinteresse verso la  società, inviando lettere, di
              oscuro   contenuto,  all'indirizzo  del  liquidatore
              dott.   Carmelo   Fiorentino   e  facendo  pressioni
              affinché  non si perfezionasse la cessione tra i due
              soggetti privati;

              - il  liquidatore, contrariamente a quanto affermato
              dal  commissario straordinario Coppa, non interviene
              ad atti  di  compravendita  di  quote, non essendone
              proprietario e non avendone la disponibilità;

              - le  argomentazioni  addotte  dal  dott.  Coppa,  a
              giustificazione  dei  propri comportamenti, appaiono
              di pura forma (mancato rispetto dei termini per fare
              valere il diritto di prelazione);

              - l'Azienda autonoma  Terme  di Acireale, secondo un
              percorso  stabilito   dal   Governo   della  Regione
              siciliana,  avrebbe    dovuto  alienare  le  proprie
              quote (mantenendo il  solo 40% previsto dalla legge)
              e non provvedere ad alcun requisito;

              - il perseverare degli atteggiamenti del Commissario
              dott.  Coppa  immobilizzano,  di  fatto,  l'attività
              sociale  e  procrastinano  il rilancio dell'azienda,
              con grave pericolo  per il mantenimento dei posti di
              lavoro,

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    e per esso
            L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI E I TRASPORTI

              a  rimuovere  e  sostituire immediatamente l'attuale
              Commissario   straordinario   dell'Azienda  autonoma
              delle Terme di Acireale, dott.  Mario Coppa, al fine
              di evitare  ulteriori danni e comportamenti omissivi
              o prevaricanti, sia  a  carico della Siciliana Acque
              Minerali  -  SAM srl,  sia  a  carico  dalle  stessa
              Azienda autonoma Terme di Acireale.

              (25 giugno 1999)

                                  FLERES - CROCE - LEONTINI -
                                  CIMINO - ALFANO

      N. 357 - Opportune   modifiche   al   Piano   regionale   di
              razionalizzazione della rete scolastica.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  l'Assessore per i beni culturali, ambientali e la
              pubblica   istruzione   ha  approvato  il  Piano  di
              razionalizzazione   della   rete   scolastica  della
              Sicilia per l'anno 1999/2000;

              - detto Piano di razionalizzazione, redatto in forza
              dalla  circolare assessoriale n. 4 prot. n.  408 del
              12   febbraio   1999, prevederebbe, fra  l'altro, la
              costituzione  di istituti verticalizzati comprensivi
              (scuole materna,  elementare, media), procedendo per
              accorpamenti e soppressioni;

      RILEVATO che:

              -  i Comuni di Vicari e Roccapalumba (Palermo) hanno
              avanzato  richiesta  di  creazione  di  un  istituto
              verticalizzato  con sede  a  Roccapalumba  al  quale
              aggregare  le  scuole  dell'obbligo  del  comune  di
              Vicari;

              -  sulla  proposta dei due Comuni si  sono  espressi
              favorevolmente gli organismi scolastici  locali,  il
              consiglio  scolastico  provinciale di Palermo  e  lo
              stesso Provveditorato agli studi di Palermo;

      RITENUTO che  la creazione dell'istituto  verticalizzato  di
              Roccapalumba    corrisponde    perfettamente    agli
              obiettivi  di  razionalizzazione   e  ottimizzazione
              delle risorse che il Piano regionale deve  porsi, in
              adesione alle disposizioni di legge nazionali e alle
              stesse direttive ministeriali;

      PRESO ATTO che il Piano regionale di razionalizzazione della
              rete  scolastica  1999-2000 ha inopinatamente omesso
              di  prevedere  l'istituzione della verticalizzazione
              della scuola dell'obbligo dei Comuni di Roccapalumba
              e Vicari;

      EVIDENZIATO che:

              -    le   motivazioni   addotte   per   giustificare
              l'esclusione       dell'istituto      verticalizzato
              comprensivo     di     Roccapalumba     da     parte
              dell'Assessorato   Beni   culturali,   ambientali  e
              pubblica istruzione,  -  nonostante una disposizione
              assessoriale sembrava  muoversi  nella  direzione di
              accogliere  la  proposta  formulata  dai  Comuni  di
              Roccapalumba e  Vicari  (condivisa dalle istituzioni
              scolastiche  locali   e   provinciali) -,   appaiono
              capziose e infondate in quanto farebbero riferimento
              al  DPR  n.  233  del  18.6.1998, che  per  espressa
              previsione  della   circolare   assessoriale   n.  4
              succitata  ...non  trova applicazione del territorio
              della Regione Siciliana...';

              -  la  creazione  dell'istituto  verticalizzato  nel
              comune di Roccapalumba non verrebbe  a  pregiudicare
              il    mantenimento     dell'istituto     comprensivo
              verticalizzato di altri comuni viciniori;

      CONSIDERATO   che  la  mancata   istituzione   dell'istituto
              verticalizzato  di  Roccapalumba  ha   provocato  le
              legittime proteste delle comunità locali  che  hanno
              trovato riscontro in  atti  ispettivi del Parlamento
              nazionale  rivolti   al   Ministro   della  Pubblica
              istruzione;

      RITENUTO infine   che   si   rende  necessario   e   urgente
              ripristinare  la  legittimità  degli  atti  e  dello
              stesso  Piano regionale di  razionalizzazione  della
              rete scolastica 1999-2000, modificandolo nella parte
              che riguarda il  mancato accoglimento della proposta
              dei Comuni di Vicari e Roccapalumba;

                    IMPEGNA  L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI
                      E AMBIENTALI E LA PUBBLICA ISTRUZIONE

              -  ad  apportare  le  modifiche  necessarie al Piano
              regionale    di   razionalizzazione    della    rete
              scolastica, includendo la  previsione  dell'istituto
              verticalizzato  comprensivo  di   Roccapalumba,  con
              l'aggregazione  delle scuole materne,  elementare  e
              media del Comune di Vicari;

              -  a  sottoporre  detta  modifica al Ministero della
              Pubblica Istruzione per la definitiva approvazione.

              (29 giugno 1999)

                             GIANNOPOLO - SPEZIALE - CIPRIANI -
                             MONACO - ODDO  - PIGNATARO -
                             SILVESTRO - TRIMARCHI - VILLARI -
                             ZAGO - ZANNA

      N. 358 - Adeguati  interventi  di  sostegno e promozione del
              settore agricolo siciliano.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - da anni  il  settore  agricolo  siciliano versa in
              difficoltà, aggravato dall'attuale crisi che investe
              il Paese;

              - il comparto ortofrutticolo, che assorbe una fascia
              considerevole delle nostre unità lavorative, riveste
              un  ruolo  economico  e  sociale  rilevante  per  la
              Sicilia;

              - le avversità atmosferiche, la siccità, gli accordi
              tra  gli  Stati  Europei   e  quelli  Africani hanno
              inferto  un ulteriore colpo al settore agricolo, già
              gravato da  costi di produzione elevatissimi, dovuti
              alla  intollerabile pressione fiscale e contributiva
              ed alla marginalità geografica della nostra Isola;

      RITENUTO che:

              - gli  operatori  agricoli, ed in particolare quelli
              del comparto  serricolo, sono giunti al limite della
              sopportazione e  stanno  dando vita, come è avvenuto
              nei  giorni   scorsi   a   Vittoria,   (com'è  noto,
              principale centro  di produzione della Sicilia e del
              Mezzogiorno    d'Italia),   a   comitati   spontanei
              finalizzati ad organizzare la protesta nei confronti
              dei Governi nazionale e regionale;

              - il Governo della Regione non può restare inerte di
              fronte  ad  una  crisi  così  grave  che  può  anche
              sfociare in azioni atte a turbare l'ordine pubblico,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a predisporre  un piano programmatico di spesa per
              il settore  agricolo,  finalizzato ad assecondare le
              grandi   potenzialità   dell'agricoltura   siciliana
              attraverso    sostegni    diretti    ai    comparti,
              alle   produzioni  ed  alle  qualità  richieste  dai
              mercati    nazionali    ed   internazionali   nonché
              attraverso i  miglioramenti  dei  servizi nelle aree
              rurali,       con       particolare      riferimento
              all'approvvigionamento idrico, all'ampliamento della
              viabilità,     alla     conservazione     ed    alla
              commercializzazione dei prodotti agricoli;

              - a  individuare  ed adottare soluzioni concrete per
              lo snellimento  delle  procedure  e  l'accelerazione
              della spesa in agricoltura;

              - ad avviare  un'attività seria, incisiva e di ampio
              respiro per  la  promozione  dei  prodotti  agricoli
              siciliani, in Italia e all'estero;

              - a  predisporre adeguate variazioni di bilancio per
              impinguare  i   capitoli   di   spesa   relativi  al
              contributo per  l'acquisto  della  plastica  per  le
              serre, previsto dall'art.  3  della  legge n. 37 del
              1974, ed al  rifinanziamento  della  legge n. 13 del
              1986 riguardante il miglioramento fondiario;

              - ad  adottare provvedimenti eccezionali ed urgenti,
              specie in materia  di  credito  agrario,  al fine di
              consentire  la   ripresa   produttiva  dei  comparti
              danneggiati dalle avversità atmosferiche.

              (30 giugno 1999)

                                      LA GRUA - BRIGUGLIO- CAPUTO
                                      CATANOSO GENOESE - GRANATA
                                      RICOTTA - SCALIA - SOTTOSANTI
                                      STANCANELLI - VIRZI' - STRANO
                                      TRICOLI

      N. 359 - Provvedimenti   in   esito  al  mancato  avvio  del
              servizio  di  guardia medica turistica nelle zone di
              villeggiatura e nei comuni siciliani.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - ogni anno, dal 15 giugno al 15 settembre, in quasi
              tutto    il    territorio    regionale,    a    cura
              dell'Assessorato  Sanità, viene attivato il servizio
              sanitario di guardia medica turistica;

              - quest'anno, per  gli  adempimenti  burocratici  ed
              organizzativi, è  stata delegata l'Azienda sanitaria
              locale di Ragusa;

              -  a  seguito  di una serie di ricorsi presentati da
              alcuni  medici non utilmente inseriti nella predetta
              graduatoria,  il  Tribunale amministrativo regionale
              di  Catania ha disposto la sospensione degli effetti
              della graduatoria;

              -  tutto  ciò  ha determinato l'Assessorato Sanità a
              non  emettere  alcun  provvedimento, in attesa della
              decisione sul merito del ricorso, con la conseguenza
              che  il  servizio  è  stato  bloccato,  con notevoli
              proteste   da   parte   di   medici,   cittadini  ed
              amministratori locali, questi ultimi preoccupati per
              la  salute  dei rispettivi cittadini e dei turisti e
              villeggianti,  ma  anche  per  il  timore  di essere
              chiamati a responsabilità di ordine civile e penale;

              -  da  oltre 10 giorni, infatti, tutti i territori e
              comuni  a  valenza turistica sono privi del servizio
              che per tali  zone  costituisce motivo di interventi
              di estrema urgenza;

      CONSIDERATO  che  l'assoluta mancanza del servizio sanitario
              determina  un  costante  pericolo  per  la sicurezza
              collettiva,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              ad  adottare  tutti  i  provvedimenti per assicurare
              l'immediato  avvio  del  servizio  di guardia medica
              turistica   in  tutto  il  territorio  siciliano,  a
              prescindere  dal  provvedimento emesso dal Tribunale
              amministrativo regionale di Catania.

              (1 luglio 1999)

                                  CAPUTO - GRANATA - VIRZI' -
                                  LA GRUA - SOTTOSANTI - SCALIA -
                                  STANCANELLI - RICOTTA -
                                  BRIGUGLIO - STRANO

     PRESIDENTE. Le mozioni testè annunziate saranno demandate alla
  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari perchè se ne
  determini la data di trattazione.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Signor  Presidente, chiedo al Governo se è disponibile
  a  discutere la mozione numero 357 la prossima seduta considerata
  l'urgenza  di  approvare  il Piano regionale di razionalizzazione
  della rete scolastica che è stato anche oggetto di discussione di
  un  incontro tra il Presidente della Regione ed i sindaci di quel
  territorio.

     PRESIDENTE. Onorevole  Presidente,  l'onorevole  Zanna propone
  che  la  mozione  numero 357 venga trattata nella prossima seduta
  che, credo, sia martedì prossimo.

     CAPODICASA,  presidente   della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  credo  che  ci resta poco tempo prima della
  chiusura  della  sessione estiva e abbiamo tanti disegni di legge
  da  trattare o per lo meno dobbiamo tentare di rendere produttivo
  questo scorcio di sessione.  Ritengo che vadano ridotti al minimo
  gli  atti ispettivi per dare priorità ai disegni di legge proprio
  nella  materia  che  tratta  la mozione cioè la razionalizzazione
  della  rete  scolastica  vi è un disegno di legge all'esame della
  commissione  e  la  conferenza  dei  capigruppo  ha indicato come
  prioritaria  per  la  trattazione in Aula entro la fine di questa
  sessione.
       Pertanto, più che discutere la mozione mi parrebbe opportuno
  che  si  lavorasse  affinché  il disegno di legge arrivi in Aula;
  diventa  questo  il  modo  più  concreto  per rispondere a questa
  urgenza.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Zanna,  il  Presidente  della  Regione
  conferma la necessità e la opportunità di inviare alla conferenza
  dei  presidenti  dei  gruppi  parlamentari  la mozione numero 357
  perché  questi  determini  la  data  di discussione. Non sorgendo
  osservazioni,  resta così stabilito.
       Si  prende  atto,  altresì,  che  gli onorevoli Zago ed Oddo
  hanno apposto la loro firma alla mozione numero 358.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    COMUNICAZIONI  DEL  PRESIDENTE  DELLA  REGIONE  SULLA  VERIFICA
    POLITICA.

     PRESIDENTE.  Si passa  al  terzo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni  del   Presidente   della  Regione  sulla  verifica
  politica.

     CAPODICASA, presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   presidente  della  regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, teniamo  questa  seduta  all'indomani  di  un
  fatto luttuoso  che  si  è  verificato,  ancora  una volta, nella
  nostra Regione. A  Palermo  un disoccupato si è tolto la vita per
  mancanza di  lavoro.  Questo ha suscitato allarme, preoccupazione
  oltre che lutto e dispiacere.
       E' un fatto che ci  richiama  tutti  alle  emergenze che sta
  vivendo la nostra Regione e che  fa  seguito  ad  un altro evento
  luttuoso che  si  è  verificato la scorsa settimana, mi riferisco
  all'assassino del dott. Filippo Basile di cui abbiamo detto nella
  precedente seduta.
       Credo,  signor Presidente, onorevoli colleghi che questi due
  fatti  stiano  a simboleggiare lo stato di gravità che attraversa
  la   nostra  Regione  soprattutto  nei  due  punti  chiave  delle
  emergenze siciliane: uno è quello della criminalità, del clima di
  violenza, dello stato di precarietà in cui vive l'ordine pubblico
  nella  nostra Regione a causa della forte presenza mafiosa di cui
  abbiamo  avuto segnali inquietanti di ripresa nel corso di queste
  ultime  settimane  di  questi  ultimi  mesi;  l'altro riguarda il
  versante  della  occupazione e del lavoro, che continua ad essere
  una emergenza drammatica che investe soprattutto le grandi città,
  le  grande  aree  urbane  ma  che  è  diffusa  in tutta la nostra
  Regione,  le  provincie nei medi come nei piccoli centri e che ci
  richiama  a misure che abbiano il carattere della straordinarietà
  ma anche a misure che puntano strategicamente a un rilancio della
  nostra   economia.
       Tenuto   conto   che   misure   di   carattere   temporaneo,
  provvedimenti  "tampone" che hanno alimentato il precariato hanno
  "gonfiato" quei settori dei provvedimenti occupazionali, che sono
  stati  adottati  dalla  Regione  a seguito anche di interventi da
  parte  dello  Stato,  si  sono dimostrati fallaci e tutto sommato
  ininfluenti  ai  fini  della  modifica  dello stato occupazionale
  della  nostra Regione. Bisogna cominciare a pensare a terapie che
  abbiano   un   carattere,   invece,   strategico,   che  incidano
  sull'economia,  sul  tessuto  economico della nostra Regione e in
  uno  con  investimenti,  mobilitazioni  di  risorse,  rilancio di
  alcuni  settori che hanno il carattere di dare immediatamente una
  risposta  occupazionale,  quale  quello  dei  lavori  pubblici  e
  dell'incentivo   nel  settore  della  casa  e  dell'edificazione.
  Abbiamo  bisogno  di  dare immediate risposte in questo campo, ma
  soprattutto  dobbiamo  accelerare  i  provvedimenti  di carattere
  programmatorio  che  valgono a investire nei settori chiave della
  nostra economia, quello soprattutto dell'industria, dell'impresa,
  quello  del  settore agricolo, come anche del settore del turismo
  in uno con la valorizzazione del territorio e dei beni culturali.
  Su  questi  temi  si  è  conclusa la verifica che ha impegnato la
  maggioranza per alcune settimane dove sono stati presi in esame i
  temi  necessari  a  rilanciare  la  coalizione  di Governo che ha
  individuato le priorità per questo fine sessione, ma anche per il
  periodo  che  ci  accompagna  da  qui  alla  sessione di bilancio
  dell'autunno  prossimo,  e  ha  preso  in esame anche gli aspetti
  politici  di  rapporti interni alla coalizione e gli obiettivi di
  carattere  immediato  e  di  prospettiva.  Qui  vorrei  limitarmi
  solamente   ad  informare  l'Aula  sulle  conclusione  che  hanno
  carattere  immediato,  che hanno un riflesso sui nostri lavori di
  Commissione  e  d'Aula  fino  alla  fine della sessione, anche se
  l'esigenza   primaria   di  rilanciare  la  nostra  economia,  di
  procedere  sulla  linea  delle riforme facendo leva sui risultati
  sin qui ottenuti è stato il tema che più ha occupato il dibattito
  tra le forze politiche. Innanzitutto signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  si  è  posto  il problema di dare completezza a quella
  parte  del  programma  di  Governo  che aveva come scadenza, come
  limite  temporale  la  sessione estiva. In primo luogo dare corpo
  subito  al disegno di legge per la riforma della legge elettorale
  a  statuto  vigente,  che  pur  essendo,  probabilmente, ormai un
  obiettivo che si sovrappone con i provvedimenti che sono in corso
  d'esame  al  Parlamento nazionale, proprio di ieri la notizia che
  la    Commissione   Affari   costituzionali   della   Camera   ha
  calendarizzato il provvedimento relativo all'elezione diretta dei
  Presidente  nelle  regioni  a  statuto  ordinario  ma anche delle
  regioni  a  statuto  speciale  di  cui  fa parte il testo esitato
  dall'Assemblea regionale siciliana e inviato alla Camera.
       Tuttavia  rimane,   quello   della   riforma   della   legge
  elettorale, a Statuto  vigente, a Statuto invariato, un obiettivo
  che val la pena ancora perseguire, proprio perché mette al riparo
  la Regione siciliana  da  eventuali  ritardi  che  non  dovessero
  consentire all'Assemblea - questo lo mettiamo come rischio ultimo
  - di adottare  i provvedimenti conseguenti alla Legge voto e alla
  eventuale approvazione, da  parte  del  Parlamento, della riforma
  dello Statuto, che contiene l'elezione diretta del Presidente.
       La  stessa  cosa  vale  per quanto riguarda la riforma della
  pubblica amministrazione, che é uno di quegli impegni che avevamo
  convenuto  tutti  assieme, la maggioranza di questa Assemblea, di
  affrontare entro la sessione estiva.
       I disegni di legge sono stati indicati come prioritari dalla
  conferenza dei Capigruppo, si trovano all'esame della commissione
  competente, sembra a  noi,  onorevole Presidente, anche a seguito
  degli avvenimenti che abbiamo patito in Sicilia, l'assassinio del
  dottore Basile, con il conseguente dibattito che si é  sviluppato
  intorno alle  infiltrazioni  nella  pubblica  amministrazione  da
  parte di  elementi  della malavita organizzata, della criminalità
  mafiosa, ma soprattutto  in  rapporto  all'esigenza  di  una  sua
  bonifica e di inserire elementi di trasparenza, di automatismi, e
  considero  anche  qui  importante  sottolineare  gli  automatismi
  nell'esercizio delle funzioni  e  nei meccanismi di rotazione del
  personale che anche  al  stessa  giunta di governo con successivo
  provvedimento ha adottato.
       Ma io ritengo  che  il problema della riforma della pubblica
  amministrazione, oltre che  sotto questo profilo, volto a mettere
  al riparo la  Regione  siciliana,  i  propri atti amministrativi,
  dalle  infiltrazioni   di   interessi   illeciti,   debba  essere
  riguardato in  positivo  sotto  il profilo dell'ammodernamento di
  questa macchina, della  sua  capacità  di  dare  risposte pronte,
  celeri, non solo  al  singolo  cittadino, ma soprattutto al mondo
  dell'imprenditoria, che  cerca  nella pubblica amministrazione il
  giusto  riferimento   per   potere  investire  in  condizioni  di
  sicurezza, di  celerità  nell'interesse  proprio  ma  soprattutto
  nell'interesse della Regione.
       Io credo  che  questo disegno di legge (e questo é uno degli
  obiettivi che la verifica di maggioranza ha riproposto con forza)
  debba  essere  approvato  in  tempi  rapidissimi,  in  uno con il
  provvedimento relativo alla approvazione della legge anti racket,
  che consente di fare, di tutte le norme che in ordine sparso sono
  state   approvate   nei  vari  periodi  da  parte  dell'Assemblea
  regionale siciliana in materia di lotta alla mafia, di educazione
  alla legalità,  un  corpo  unico,  un  testo  unico  a  cui  fare
  riferimento  anche con le opportune innovazioni che il disegno di
  legge contiene.
       Va detto  che  su  questo  disegno  di  legge  vi sono stati
  pronunciamenti  favorevoli  da  parte  non solo della Commissione
  regionale anti  mafia,  che  lo ha proposto, ma anche delle forze
  politiche,  dei  gruppi  parlamentari,  delle  associazioni  anti
  racket,  da  parte  della  Magistratura  che  si occupa di questa
  materia  e  a noi sembrerebbe giusto, opportuno che finalmente si
  si inserisca nella  nostra  legislazione  uno  strumento che deve
  essere più agile,  più penetrante, più efficace, quale può essere
  il testo in esame alla prima commissione dell'Assemblea.
       Su questa materia, onorevole Presidente, onorevoli colleghi,
  la verifica della  maggioranza ha fatto anch'essa una riflessione
  particolare,  così  come   sui   temi   relativi   al  lavoro  ed
  all'occupazione.
       Sono  ormai sotto i nostri occhi i dati sulla disoccupazione
  nella   nostra   Regione   che   non  tende  ancora  a  regredire
  sensibilmente, con fenomeni di scollamento sociale. Cede qua e là
  in  settori  sociali  della nostra Regione ma, soprattutto, nelle
  grandi  aree  urbane  la coesione sociale con effetti che noi non
  esitiamo  a  definire  devastanti  dal  punto  di  vista non solo
  dell'ordine  pubblico, non solo sotto il profilo della necessaria
  tutela  degli  interessi  dei  settori marginali più deboli della
  nostra  società  ma,  soprattutto, sotto il profilo di una tenuta
  complessiva delle Istituzioni che sono continuamente messe a dura
  prova  dai  fenomeni  di crisi che si sono verificati e si stanno
  verificando proprio in queste ore.
       Abbiamo  appreso  dai giornali del tentativo di incendio, da
  parte  di  un gruppo di disoccupati, del portone del Municipio di
  Palermo,  Ma  io credo che più complessivamente il fenomeno desti
  serie preoccupazioni.
       Questo governo,  nell'arco  degli ultimi mesi, ha provveduto
  quanto era nelle  sue  possibilità  per  alleviare  il  fenomeno,
  comunque per avviare  un  meccanismo  di investimenti nel settore
  dei lavori pubblici  che  tendesse  ad  alleviare  il  peso della
  disoccupazione nella nostra Regione.
       Sono  state  mobilitate risorse, quelle per la ricostruzione
  del  terremoto  nella  Sicilia orientale, le risorse dei fondi ex
  GESCAL  attraverso  dei  provvedimenti che sono stati adottati in
  giunta,  sono state accelerate le procedure per la metanizzazione
  della  nostra Regione ed altri provvedimenti in proposito saranno
  adottati con i fondi di Agenda 2000 per completare il processo di
  metanizzazione nella nostra Regione.
       Abbiamo fatto un'opera,  che  io  considero ben riuscita, di
  riprogrammazione e  di  programmazione  dei  fondi della delibera
  CIPE di trasferimento dei  fondi  per  le aree depresse che ci ha
  consentito di raddoppiare  i fondi da trasferire dallo Stato alla
  nostra Regione  per grandi opere infrastrutturali che interessano
  la  Regione   siciliana  come  il  completamento  dell'autostrada
  Palermo-Messina,    con    l'avvio    del   tratto   autostradale
  Siracusa-Gela, con  altri  progetti di grande infrastrutturazione
  che sono contenuti in quei provvedimenti e così via.
       Ma io credo che il problema che abbiamo dinanzi non sia solo
  quello di mobilitare tutte le risorse così come abbiamo fatto con
  lo sblocco dei  fondi  per  le  opere pubbliche bloccate che sono
  state monitorate  dall'osservatorio  per  le  opere pubbliche che
  abbiamo istituito con la legge n. 6 del 1997.
       Qui  si tratta di fare un'opera ben più radicale che rientri
  in  un  ambito  di  programmazione, che punti a riqualificare, ad
  attrezzare  il  territorio,  a  fornire  servizi  alle imprese, a
  garantire  l'investimento  e,  quindi, a spingere nella direzione
  della  creazione di nuovi posti di lavoro nel campo produttivo in
  modo  tale  da  affrancare l'economia della nostra Regione da una
  dipendenza dalla spesa pubblica che, al punto in cui siamo, ormai
  è diventata insopportabile.
       Quindi, un'idea, un  piano  per  il  lavoro organico, che si
  compone di fondi  europei,  di fondi regionali, quei pochi di cui
  disponiamo, ma che deve anche comporsi di trasferimenti statali.
       L'assessore  per  il  lavoro  ha  giustamente, correttamente
  richiesto  un  tavolo  congiunto tra le parti sociali, il Governo
  regionale,  il Governo nazionale e gli enti locali per approntare
  un  piano  straordinario per il lavoro che si componga di diversi
  elementi  volti a fronteggiare l'emergenza, ma volti anche a dare
  una prospettiva  all'occupazione produttiva nella nostra Regione.
  Di questo nei  prossimi  giorni  noi  pensiamo  di  doverne  fare
  oggetto di iniziativa presso il Governo nazionale in modo tale da
  fornire, da  conquistare,  usiamo  questo  termine sbagliato, una
  sede dove sia  possibile  monitorare provvedimenti volti a lenire
  la disoccupazione galoppante nella nostra Regione.
       In  questo  senso deve essere riguardata tutta la fase della
  programmazione  dei  fondi  strutturali  di "Azienda 2000", siamo
  nella  fase  conclusiva  della  programmazione. Entro  la fine di
  questo   mese   bisognerà   concludere   questa   fase   con   la
  individuazione   dei   settori   di   intervento, con  le  azioni
  programmatiche da mettere in atto.
       Si tratta ovviamente,  di  impostare  le  linee  di spesa di
  "Azienda  2000"  che   sono   già   contenute  nei  documenti  di
  programmazione,   che    dovranno   rientrare   dentro   l'intesa
  istituzionale di programma  che  dovremo  siglare in tempi rapidi
  con la Presidenza del Consigli dei ministri, i colleghi sanno che
  il CIPE ha già approvato, e l'ha fatto dopo che l'aveva approvato
  la conferenza  Stato-regioni, la bozza della intesa istituzionale
  di programma con la Regione siciliana.
       A questo punto  siamo  pronti perché si sottoscriva l'intesa
  con il Governo  nazionale che contiene la programmazione di tutte
  le risorse ordinarie e straordinarie, regionali ed extraregionali
  finalizzate agli  investimenti  produttivi  nella nostra Regione,
  alla dotazione infrastrutturale del nostro territorio in grado di
  fargli compiere quel  balzo  di  qualità  i  cui  primi  elementi
  cominceremo a trovare nel documento di programmazione economica e
  finanziaria  che,  sulla   base  della  legge  10  del  1999,  la
  cosiddetta finanziaria di  quest'anno,  è in fase di preparazione
  tra  l'Assessorato   alla   programmazione   e  l'Assessorato  al
  bilancio.
       Quella sarà la sede in cui l'Assemblea regionale siciliana e
  tutte le  istanze  istituzionali  e  politiche potranno misurarsi
  sulle  linee   di  intervento  di  carattere  programmatorio  che
  bisognerà perseguire nell'anno  2000 e negli anni a seguire, dove
  sono contenute scelte per la riqualificazione del territorio, per
  il turismo, per la grande infrastrutturazione, per il risanamento
  ambientale e un grosso investimento per i beni culturali.
       Solo per il  settore del turismo, 16% circa del totale della
  spesa e per i  beni  culturali  8% circa dell'intera spesa che si
  aggira intorno ai 20.000 miliardi nel sessennio, avremo un quarto
  totale della spesa  dei fondi strutturali in Sicilia nel prossimo
  sessennio,  ci  sembra   che   questo   a  ragione  possa  essere
  considerato  il   più   grosso  investimento  che  nella  Regione
  siciliana si sia  fatto  in  materia  di turismo e beni culturali
  dalla sua nascita fino ad oggi.
       Credo  che  l'esito  della  verifica  di  maggioranza  abbia
  giustamente   posto  l'attenzione  su  questi  temi  puntando  ad
  elaborare,   dando   mandato   in  questo  senso  alle  forze  di
  maggioranza  ed  anche  al  Governo, di  elaborare  dei testi dei
  disegni  di  legge in materia di riqualificazione del territorio,
  riordino urbanistico e  risanamento  della fascia costiera, che è
  stato un tema  che  ha  interessato  l'Aula  più  volte almeno da
  quando frequentiamo questa  Aula  per  lo meno in 3-4 occasioni è
  stato un tema ricorrente, il che denota come trattasi di un punto
  dolente della nostra condizione del territorio su cui è opportuno
  che l'Assemblea intervenga per dare una soluzione definitiva alla
  luce e in un confronto  aperto  tra i vari punti di vista che noi
  sappiamo essere presenti in quest'Aula e persino dentro la stessa
  maggioranza.
       L'obiettivo è quello di risanare la fascia costiera, di dare
  certezza di diritto a  chi  vi  ha  costruito  e sapere qual è il
  destino di queste  aree  che  hanno subito una forte manomissione
  dal punto di  vista urbanistico nell'ambito di una pianificazione
  che deve riguardare  l'intero  tessuto  e  l'intera area costiera
  della  nostra  Regione.  Sarebbe  un  provvedimento  di  notevole
  dimensione che, a  mio  avviso,  se  guardato  con  un'ottica  di
  equilibrio può darci  la  possibilità  di  recuperare vaste aree,
  intere zone, ad  una  fruizione  qualificata  di  queste  zone di
  pregio.
       Relativamente  agli  altri  provvedimenti riguardanti questa
  fine  di  sessione,  in  vista  della  chiusura dell'Assemblea in
  occasione   delle   ferie,   la  maggioranza  ritiene  di  dovere
  affrontare   materie   che   riguardano   la  vita  ordinaria  di
  quest'Assemblea.
       Nella riunione  di  Giunta, martedì scorso, abbiamo adottato
  dei provvedimenti conseguenti  alla vicenda che ha interessato il
  dott. Filippo Basile relativamente alla rotazione del personale.
       Credo  che,   a   ragione,   la  stampa  abbia  sottolineato
  l'importanza di un  provvedimento  di  questo tipo che avrebbe un
  carattere fortemente innovativo, perché  per  la  prima  volta un
  provvedimento di questo  genere  non  viene adottato con l'ottica
  punitiva o, meglio,  non  solo con un'ottica volta ad eliminare e
  rimuovere  le   incrostazioni   che   vi   sono   nella  Pubblica
  Amministrazione,  ma   sopratutto   con  l'ottica  propositiva  e
  positiva di garantire  lo  stesso  dipendente,  coloro i quali, e
  sono tanti, che  nella  Pubblica Amministrazione si muovono sulla
  linea della  legalità, contrastano l'azione di penetrazione degli
  interessi illegittimi.  Noi non sappiamo, lo abbiamo già detto, e
  non siamo in grado sul piano istituzionale - ognuno personalmente
  può fare le congetture  che ritiene di dovere fare - ma sul piano
  istituzionale non  possiamo  pronunciarci  sulle  ragioni,  sulle
  cause, sui moventi  che  hanno  armato  la  mano  omicida  che ha
  colpito il dott. Filippo  Basile.
       Però,  va anche  detto  che  non  abbiamo  condiviso  e  non
  condividiamo una sorte di indiscriminata criminalizzazione che si
  è fatta della  Pubblica  Amministrazione, che  ha  teso a gettare
  un'ombra su una Pubblica Amministrazione regionale che per quanto
  necessitata di interventi  di  riforma,  per  quello  che  a  noi
  risulta ....

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vi  ricordo che la seduta è
  trasmessa  in diretta televisiva e vi prego di prendere posto. Il
  Presidente  della  Regione sta parlando su un argomento veramente
  importante.

     CAPODICASA,  presidente  della  Regione.  ...  ragione per cui
  riteniamo  che,  in  casi  come  questi, valga il principio della
  riservatezza,  dell'habeas  corpus,  perché  trattasi  di materia
  delicatissima  che  tocca  equilibri  molto  delicati  dentro  la
  Pubblica Amministrazione.
       Lo   abbiamo   già  detto  nella  precedente  occasione  che
  quell'assassinio  proprio  per  la  scarsa  leggibilità  dei suoi
  moventi,  dei motivi  che  l'hanno  ispirato,  ha  suscitato  una
  diffusa preoccupazione nella Pubblica Amministrazione.
       Ovviamente tra  quei  funzionari,  tra  quei dipendenti, che
  sono ligi al proprio dovere, che seguono le leggi, che rispettano
  le indicazioni dell'organo  di  Governo  e che hanno impegnato la
  loro attività e  la  loro  professionalità nella battaglia per la
  trasparenza    della    pubblica    amministrazione   contro   le
  infiltrazioni mafiose.
       Allora,   bisogna  che  qualunque  atteggiamento  che  venga
  adottato,  così  come  i  provvedimenti che sono conseguenti alle
  indicazioni  date, abbiano un carattere selettivo in alcuni casi,
  quando si tratta di individuare e di colpire, ma quando si tratta
  di promuovere  una  azione  volta  alla  tutela del ruolo e della
  funzione  dei  pubblici  dipendenti  si  ispiri al criterio della
  imparzialità e della oggettività.
       Con questo  spirito  è  stato  deciso  di  procedere  ad una
  rotazione  del  personale, che debba avere una cadenza triennale,
  con una  rotazione  anche  dei vertici di direzione dei vari rami
  dell'Amministrazione  regionale,  qui  ovviamente compatibilmente
  con scelte  analoghe che sono state adottate dalla Giunta proprio
  qualche mese fa, ma soprattutto è insorta la necessità di operare
  una rotazione nell'ambito delle deleghe che sono state attribuite
  all'inizio della vita di questo Governo.
       Lo vogliamo  fare  perché  ci sembra che questo sia in linea
  con le  esigenze  di rilancio che la verifica di maggioranza si è
  posta, cioè dare  la  possibilità, in uno con i provvedimenti che
  riguarderanno i  vertici  della  pubblica  amministrazione  e  la
  stessa pubblica amministrazione, dare un segnale di discontinuità
  anche in questo campo  per  dare più motivazione nel lavoro e per
  creare condizioni di un maggiore slancio nel lavoro e nell'azione
  di Governo.
       Questo ovviamente  si  è ritenuto di farlo in tempi diversi.
  Immediatamente  intervenire con il provvedimento di rotazione nei
  ruoli  dirigenti,  e  alla  ripresa  autunnale intervenire invece
  sulla  materia  relativa  alla rotazione delle deleghe anche alla
  luce degli  esiti  che  avrà  il  dibattito in Aula sulla riforma
  della pubblica amministrazione.
       C'è un  collegamento  tra  le  due  cose  proprio  perché  è
  intenzione  del  Governo,  nell'ambito  di  questo  dibattito, di
  questa  discussione,  proporre  una  modifica  delle attribuzioni
  delle competenze  ai  vari  assessorati  il  che porterebbe ad un
  riordino  generale  che  evocherebbe  immediatamente  l'ulteriore
  esigenza  di  redistribuire  le  deleghe  alla  luce della stessa
  riforma.
       In ultimo, signor Presidente, onorevoli colleghi, si è posto
  il problema della maggioranza, dei suoi limiti, dei suoi confini.
  Su questo  si  è  adottata  una  decisione che è quella di aprire
  immediatamente dopo la verifica, e quindi anche l'esito di questo
  dibattito  odierno,  un   tavolo  di  confronto  con  il  Partito
  Rifondazione Comunista e  con  il  Gruppo  del Partito Socialista
  Siciliano.
       Come   si   sa   nelle  precedenti  tornate  d'Aula,  faccio
  riferimento  alla  discussione ed approvazione del bilancio della
  Regione e  della  legge finanziaria si era già avuta, soprattutto
  con il Partito Socialista Siciliano, una intesa circa un percorso
  da fare  pur  avendo  deciso  il  Gruppo  parlamentare del PSS di
  aderire   alla   maggioranza,   di  entrare  in  maggioranza,  ma
  mantenendo  la  sua  posizione  di  opposizione  aveva  deciso di
  modulare questo sua posizione in rapporto ad alcuni provvedimenti
  che erano stati l'oggetto di un confronto con il Presidente della
  Regione e con gli altri gruppi di maggioranza.
       Noi riteniamo che a partire da questo antecedente, si tratti
  per noi di esplorare, di verificare le condizioni e quali possano
  essere i  livelli  di  un  rapporto  con  il  Partito  socialista
  siciliano   e   il  Partito  della  rifondazione  comunista,  che
  anch'esso, con i  suoi organi dirigenti che si sono riuniti nella
  settimana scorsa, pur  dichiarando  di  non volere in questa fase
  entrare a far parte di una maggioranza, per ragioni politiche che
  attengono alle scelte proprie di questo partito, hanno rilanciato
  una piattaforma di  carattere  programmatico che ha dei contenuti
  impegnativi, sui quali  anche  la  maggioranza intende avviare un
  confronto,   e    verificare    nel    concreto    di   un'azione
  politico-parlamentare, in  un  dibattito  serrato,  quali possano
  essere, anche con  il  Partito  della  rifondazione comunista, le
  condizioni per intessere un rapporto.
       Valuteremo   poi,  in  quest'Aula  e  nelle  sedi  politiche
  competenti, quale  può  essere  il  livello  possibile  di questi
  rapporti con i due gruppi parlamentari cui ho fatto riferimento.
       Dopodiché l'esito della  verifica  ha  preso  in esame altri
  aspetti di carattere  politico,  di  tenuta della maggioranza sul
  territorio, di una  sua  maggiore coesione. Ma io credo che tutto
  questo appartenga più al dibattito politico in senso stretto, che
  non a una  sede  parlamentare.  I colleghi avranno potuto seguire
  attraverso la stampa  quali sono i contenuti di questo dibattito,
  ma ovviamente per quanto riguarda la sede istituzionale credo che
  tutto questo abbia un riflesso più marginale.
       Vorrei  concludere,  signor Presidente e onorevoli colleghi,
  annunciando  formalmente la decisione dell'Assessore Castiglione,
  di autosospendersi  dalla  funzione  di  assessore,  dopo  che  è
  scaduta con il  5  luglio  la  sospensione  formale comminata dal
  tribunale di Catania.
       L'Assessore ha  deciso di porsi in una situazione di attesa,
  nelle more  che vi sia un pronunciamento ulteriore da parte della
  magistratura, cosa  che  noi  ci  auguriamo avvenga il più presto
  possibile, e  credo  che  l'atteggiamento  tenuto  dall'Assessore
  Castiglione debba  essere  tenuto  nella  giusta  considerazione,
  proprio perché insieme  contiene  alcuni elementi che fanno ormai
  parte acquisita del  dibattito politico in materia di giustizia e
  di rapporto di giustizia e politica.
       Da un  lato  c'è  il rispetto del lavoro dei magistrati, dei
  quali ovviamente si  attende al più presto un esito in un senso o
  nell'altro, che  metta intanto l'Assessore Castiglione e noi come
  Governo, e  poi  anche la maggioranza e quindi anche l'Assemblea,
  nelle condizioni  di  potere  esprimere  un  giudizio  compiuto e
  adottare  i conseguenti provvedimenti; dall'altro c'è il rispetto
  per le garanzie  individuali  del singolo parlamentare oggetto di
  indagini giudiziarie;  dall'altro  credo che vi sia una giusta ed
  equilibrata  decisione   volta  a  garantire  anche  la  pubblica
  amministrazione, in una  fase  ovviamente intermedia, che non può
  essere una fase indefinita ma che deve avere un proprio termine o
  che sia quello  che  fa riferimento ad un ulteriore provvedimento
  dei magistrati,  di  proscioglimento  o  di  proseguimento  delle
  indagini, sia che  possa essere un tempo politico, che valuteremo
  tutti insieme,  come  maggioranza,  come  Governo,  eventualmente
  anche come Aula.
       Questo  è  quanto  io  dovevo,  onorevole  Presidente,  come
  informazione    all'Aula   su   come   è   andata   la   verifica
  post-elettorale. Credo  di  essere  stato  esauriente, ma in ogni
  caso qualora vi fossero esigenze ulteriori di chiarimento, saremo
  pronti a darle.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


     PRESIDENTE.  Ricordo agli  onorevoli  colleghi  che  volessero
  intervenire, che il tempo a disposizione per ciascun intervento è
  di cinque minuti.

     CAPUTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPUTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, per  la  verità, nel momento stesso in cui il
  Presidente della  Regione  ha  preso  la  parola  in  un'Aula che
  certamente  non  è  grigia   ma  di  certo  sorda,  disattenta  e
  scarsamente  rappresentata  lo è stata,  mi  è  sembrato  per  un
  momento di ascoltare il  Presidente  della Regione Capodicasa che
  presentava il suo programma per i prossimi quindici anni di guida
  della Regione siciliana.
       Credo che  quest'Aula  è  stata  convocata  per ascoltare la
  relazione del  Presidente  della  Giunta regionale di Governo sul
  problema dell'effettiva  tenuta,  dal  punto  di vista politico e
  numerico, del suo Governo.
       Abbiamo  ascoltato   un  programma,  per  la  verità,  molto
  confuso, molto  generico,  a  volte  anche ripetitivo, certamente
  inadeguato  e  inopportuno  e  sicuramente  incompleto, onorevole
  Presidente della  Regione,  perché  non  tiene  conto  delle vere
  emergenze che sta  vivendo  in  questo  momento  la Sicilia e che
  meriterebbe e  merita  un'azione  di  governo incisiva, efficace,
  concreta e politicamente forte.  Ma proprio perché un'azione deve
  essere  incisiva,  concreta  e   politicamente   forte   non  può
  certamente  essere affrontata da questo  Governo  che  non  ha  i
  numeri per governare.
       Onorevole Presidente, non voglio  entrare  nel  merito sugli
  argomenti  politici  che  lei  intende  affrontare  e  sui  punti
  programmatici della sua, certamente -  ne siamo convinti - futura
  gestione della Sicilia.  Ma  certamente vorremmo capire con quale
  governo  intende governare, con  quale  maggioranza  lei  intende
  governare, perché a meno che i  rumori  dell'Aula  non ce l'hanno
  consentito, vorrei sapere cosa ha  da  dire il Governo regionale,
  il  suo  presidente  al Parlamento  in  merito  ai  rapporti  con
  Rinnovamento Italiano, che  costituisce  una componente cospicua,
  non voglio dire autorevole di questo Governo.
       Non ho sentito cosa ha detto e cosa vuole fare il Presidente
  della Regione  in  merito alle mozioni che l'Aula dovrà discutere
  perché dovranno  essere discusse nei confronti di un assessore di
  questo Governo per il quale, mi è sembrato, che il Governo voglia
  porre la questione  di fiducia. Me lo auguro. Perché è il momento
  di arrivare alla conta dei voti.
       Non ha detto, né  ha sciolto la riserva su quello che sono i
  rapporti con il Partito di Rifondazione Comunista. Se entrano nel
  Governo, se fanno l'appoggio esterno, se non entrano nel Governo,
  né appoggiano dall'esterno, però convergono su alcuni punti.
       Abbiamo appreso delle intenzioni del Governo su quello che è
  la  posizione   dell'onorevole   Castiglione.   E  di  questo  ne
  prendiamo atto  perché  finalmente  c'è un momento di chiarezza e
  perché si affronta la cosiddetta "questione morale" che, al di là
  del soggetto interessato, al  quale va, indubbiamente, il massimo
  rispetto  da  parte  di   tutti   in   attesa   delle   decisioni
  dell'autorità giudiziaria, sono argomenti che questo Governo deve
  sciogliere adesso, non rinviando a settembre.
       Lei  non  può  certamente,  né  pretendere,  né  chiedere  a
  questo  Parlamento  che  le  dia   un  voto  per  consentire  che
  quest'azione di governo fantasma che  lei sta cercando di portare
  avanti  possa essere proiettata  a  dopo  l'estate.  Qui  abbiamo
  fenomeni giganteschi per un governo minuscolo come sta diventando
  il  suo.   Ci  sono  problemi  legati  alle  recrudescenze  della
  criminalità mafiosa, legati al problema degli appalti.
       Forse lei non  si  rende  conto,  onorevole Presidente della
  Regione, che le ditte scappano dalla Sicilia perchè sono pressate
  dalla mafia e  dall'estorsione quando il disegno di legge che lei
  invoca  al  Parlamento  è  ancora  fermo  fra  le  varie  pastoie
  burocratiche delle Commissioni.
       credo che lei  sia arrivato al capolinea, Presidente, perchè
  non ha più un  governo,  non  ha  più  una maggioranza e il fatto
  stesso che lei  abbia  volutamente  eluso  ogni  riferimento alla
  tenuta del suo governo,  sta  a  dimostrare che ella non ha più i
  numeri per governare  e,  in questi casi da parlamentare attento,
  lei sa benissimo che  deve  farsi da parte e lasciare il responso
  all'Aula.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Alfano. Ne ha
  facoltà.

     ALFANO.   Signor   Presidente,   onorevole   presidente  della
  Regione, onorevoli colleghi, ascoltando  il  dibattito  che  si è
  svolto  fin  qui, ma  soprattutto  udendo  le  dichiarazioni  del
  Presidente  della  Regione  e  tutto  ciò  che  le  ha  precedute
  politicamente, mi è sembrato  di  ritornare  indietro  di qualche
  anno, di assistere ai rituali della cosiddetta 'Prima Repubblica'
  con dichiarazioni dopo una verifica  che  mi  sembrano proprio le
  dichiarazioni di un governo 'balneare'.
       Questo è oggi  il Governo Capodicasa così come si presenta a
  quest'Aula, un governo balneare  che  non  scioglie  nessuno  dei
  punti nodali che hanno posto a repentaglio la sopravvivenza dello
  stesso Governo.
       Il   primo    punto    era    l'unità    programmatica   del
  centro-sinistra. Bene, questa  unità  programmatica mi pare la si
  vada cercando sul consuntivo dell'attività svolta in questi mesi.
  Un consuntivo che porta  il  capo di questa maggioranza e cioè il
  Presidente della Regione  a far presente a quest'Aula che è stato
  approvato con grande ritualità,come  dire,  scenica il disegno di
  legge Provenzano sullo scioglimento degli enti economici; porta a
  dire  il  Presidente  della Regione  che  è  stato  approvato  da
  quest'Assemblea sotto il suo  Governo,  il  disegno di legge-voto
  per  la  riforma  dello Statuto,  di  fatto  venuto  fuori  dalla
  Commissione Provenzano.
       Bene, per Forza  Italia  queste  sono dichiarazioni di crisi
  del Governo regionale  e  non  dichiarazioni  di rilancio. Poi il
  rilancio su che cosa verterebbe?  Udite, udite, cari siciliani ed
  onorevoli  colleghi,  verterebbe  sulla  normativa  del  riordino
  urbanistico,  per cui il  Governo  Capodicasa,  dopo  aver  fatto
  approvare in quest'Aula il disegno di legge Provenzano e la bozza
  Provenzano di riforma dello Statuto,  fa propri tutti i contenuti
  del disegno di legge Croce-Beninati.
       Allora io mi  chiedo  se questo centro-sinistra ha ancora il
  decoro della verità  parlamentare,  del rispetto delle regole. Mi
  chiedo se ha  senso,  oggi,  che  il  Presidente della Regione si
  assuma e faccia  assumere  alla  propria maggioranza e al partito
  che ha espresso  il  Presidente  della  Regione stesso cioè i DS,
  faccia assumere  l'onerosa  responsabilità  politica di governare
  senza maggioranza  sociale,  senza  maggioranza elettorale, senza
  maggioranza parlamentare.
       Questa è una  responsabilità  politica  che  oggi va marcata
  perchè oggi questa  data che, fortunatamente, non coincide con la
  data  di  domani  di   ricorrenza  della  presa  della  Bastiglia
  (fortunatamente  il  calendario  ci   ha  aiutato  nel  non  fare
  coincidere i giorni), segna la  data  del rilancio dell'azione di
  questo Governo.
       Oggi è una  data  triste  per  la  Sicilia  perchè tutti gli
  uomini di buon  senso,  tutti  gli uomini che hanno il sentimento
  della responsabilità,  speravano,  auspicavano,  al  di  là delle
  sorti  future   delle  maggioranze  parlamentari  in  quest'Aula,
  che  questo  Governo  chiudesse   otto  mesi  bui  di  esperienza
  parlamentare ed amministrativa. Tutto  ciò  non  è  stato  perché
  oggi abbiamo avuto la definitiva  conferma  che  hanno  ragione i
  diessini  che non votano più DS, hanno  ragione  gli  uomini  del
  centro-sinistra  che  non  vanno   più   a  votare,  perché  dopo
  cinquant'anni  di  attesa si  trovano  con  questi  risultati  di
  Governo e allora il crollo  della illusione della diversità della
  sinistra, il crollo della  illusione della distinzione negli atti
  di  Governo e probabilmente  la  reale  radice  degli  insuccessi
  elettorali di questo schieramento in Sicilia ed in Italia.
       Poi, di  grazia,   mi   si   vuole  spiegare  sulla  vicenda
  Castiglione   qual   è    il    senso   giuridico   dell'istituto
  dell'auto-sospensione?  mi si vuole  spiegare  ciò,  lo  facciano
  giuristi, lo facciano i deputati  lo  faccia lo stesso Presidente
  della regione.  Mi si vuole spiegare che cosa significa dal punto
  di  vista del diritto  l'auto-sospensione  di  un'assessore?
       Noi siamo stati sempre garantisti, lo siamo oggi e lo saremo
  domani a prescindere sempre dal  colore  politico  di chi incappa
  nelle maglie della giustizia, perché  stiamo  attenti al merito e
  guardiamo con attenzione le procedure  che sono il presidio delle
  garanzie del diritto.  Ma questa è  un altra cosa, questo attiene
  alla deontologia parlamentare di  un  governo  nei  confronti del
  Parlamento.
       Noi  chiediamo di avere  spiegato  giuridicamente  sotto  il
  profilo  dell'esercizio delle funzioni  e  del  mantenimento  del
  ruolo che cosa vuol  dire  l'auto-sospensione  di  un'assessore e
  quali  sono le conseguenze  sul  piano  operativo.  Politicamente
  sappiamo che cosa è  l'auto-sospensione, politicamente il nulla o
  meglio un pasticcio che tende al  nulla.
       Mi  avvio  alla   conclusione,  onorevole  Presidente  della
  Regione, dicendo in questa sede  che  le  mie  considerazioni  mi
  portano a dire con tutta la forza  del  caso  che  ogni  passo in
  avanti di questo Governo è un passo indietro per la Sicilia.  Per
  cui inviteremmo il Presidente della regione a prendere atto della
  situazione parlamentare ed a rassegnare  al  più  presto,  per il
  bene della Sicilia e dei siciliani, le proprie dimissioni.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
  facoltà

     FORGIONE. Signor presidente,  onorevoli colleghi, credo che la
  vicenda sociale di  questi  giorni  in  Sicilia, l'esplosione del
  dramma  della   disoccupazione  fino  alla  solitudine  dell'atto
  estremo del suicidio di  un  disoccupato, non può non interrogare
  quest'Aula, non la deve interrogare  per  una  bega  sul festino,
  sulla processione, sui soldi,  sullo  sfarzo,  in  alternativa al
  dramma sociale dell'assenza di  lavoro,  la  deve interrogare sul
  fallimento delle politiche sin  qui  seguite,  le  politiche  dei
  governi che si sono succeduti a  livello  nazionale  e  a livello
  regionale, le politiche dei governi  di destra, come le politiche
  dei governi di centro-sinistra e  del  governo D'Alema, simile ai
  governi  di  destra. Io non so  cosa  pensano  le  componenti  di
  sinistra  del governo D'Alema   di  fronte  all'esplosione  della
  tragedia della disoccupazione in  tutto  il  Mezzogiorno,  so per
  certo  che continuare con la  subalternità  ai  padroni  ed  alle
  imprese  porta a questo. Ricordate  cosa  chiedevamo  a  Prodi  a
  novembre? Una terapia d'urto di  lotta  alla  disoccupazione e la
  centralità della questione meridionale. Non  fummo  ascoltati  da
  Prodi  e  nacque  l'obbrobrio del  governo  D'Alema, e  oggi  nel
  Mezzogiorno e in Sicilia ci si suicida per l'assenza di lavoro.
       Tutto questo io credo  che deve interrogare anche quest'Aula
  a partire dal dibattito sulla verifica  di  Governo.  E assieme a
  questo  ritorna la violenza della  mafia  che  agisce  anche  sul
  dramma sociale della disoccupazione, a me sembra che tutto questo
  trovi un'Aula impermeabile, trovi  una politica sorda. Al massimo
  il conflitto si esprime tra un  Sindaco  ed  un  Cardinale, ma né
  quel Sindaco né  quel Cardinale dicono  se  le  politiche sin qui
  seguite per il lavoro segnano o no un'inversione di tendenza o un
  fallimento e la politica si  appassiona  in  uno schieramento con
  l'uno  o con l'altro.
       Lei, Presidente della Regione,non ci  ha parlato di questo e
  non ci ha detto qual è il  livello  del  confronto  tra i partiti
  della maggioranza su questo.  Perché su questo siete simili anche
  voi, lo siete stati finora alle  politiche seguite dai Governi di
  centro-destra:   incentivi  alle  imprese,  pacchetto  Briguglio,
  politiche di sostegno alle aziende, ma non una terapia d'urto per
  il lavoro e la lotta alla disoccupazione.
       Anche l'omicidio Basile credo  debba  interrogarci tutti più
  sobriamente   e  qui   abbiamo   ascoltato   parole   importanti,
  Presidente, che sapremo apprezzare  anche  per  la loro sobrietà.
       C'è  stata volutamente la  scelta  del  polverone  e  invece
  dobbiamo difendere quella  parte  della  pubblica amministrazione
  regionale che ogni giorno si  batte per affermare scelte coerenti
  di legalità.  Non dobbiamo far passare l'idea, in questa Regione,
  che ogni cosa che ha a che fare  con  il  pubblico è corruzione e
  degrado morale, che ogni cosa che ha  a  che fare con la pubblica
  amministrazione è un punto  di  inquinamento  della vita sociale.
  No  Dentro la Pubblica Amministrazione  c'è  un  conflitto  tra i
  vecchi equilibri e l'affermazione  della legalità e dentro questo
  conflitto  la  politica  deve   mandare  segnali  rasserenanti  e
  rassicuranti alla parte più  avanzata,  democratica, impegnata in
  un'azione di legalità della  Pubblica Amministrazione. Per questo
  ho contestato anche una gestione  da  polverone alla quale poteva
  prestarsi una lettura della Commissione antimafia convocata con i
  microfoni di Radio radicale che  la  trasmettevano in diretta. Ho
  invitato  tutti  a  maggiore   sobrietà   e   dobbiamo  capire  e
  comprendere il messaggio implicito anche in quell'omicidio, a chi
  parla quell'omicidio, se tutti diciamo che  non  se ne capisce il
  segno con chiarezza.
       Abbiamo apprezzato la rotazione  degli incarichi, è un fatto
  innovativo, anche questo va  gestito seriamente, con rigore, però
  rompe meccanismi consolidati in un  momento  in  cui la questione
  morale   riesplode.    Qui   davvero,   signor   Presidente   non
  condividiamo  la  sua   posizione  sulla  vicenda  dell'Assessore
  Castiglione.
       Riteniamo e per ragioni diverse da quelle del centro-destra,
  vorrei dirlo all'onorevole Alfano e  glielo  posso dire io perché
  non ho governato mai con  l'Assessore  Castiglione,  Alfano ci ha
  governato, ci ha governato il  Gruppo  di Alleanza nazionale, non
  si sono mai posti quel problema.  Riteniamo  che  sarebbe un atto
  di igiene politica, al di là  delle  garanzie  della  persona che
  rispettiamo  sempre,  onorevole   Alfano,   quando  riguardano  i
  poveracci e gli immigrati come  quando  riguardano i potenti. Voi
  vi impietosite sempre di fronte  ai  potenti perché stati attenti
  non solo alle garanzie ma al  sistema  degli affari che stanno lì
  coagulati  dentro  le logiche  del  vostro  partito-impresa.  Qui
  davvero riteniamo che l'Assessore  debba dimettersi dalla Giunta,
  ma apprezziamo anche la sua volontà di dialogare con Rifondazione
  comunista.
       Rifondazione comunista l'ha  detto onorevole Presidente, non
  è disponibile in questa fase ad entrare  al Governo e a far parte
  organica di questa maggioranza.  Rifondazione comunista, però, sa
  bene  che  quest'Aula è paralizzata,  ed  è  paralizzata  per  la
  precarietà dei numeri,  delle  maggioranze per l'irresponsabilità
  dell'opposizione; non si riesce a riunire una Commissione da mesi
  e qui c'è un problema del Governo  ma  c'è  un problema anche del
  Parlamento,  c'è  un  problema  anche  della  trasmigrazione  dei
  deputati da un Polo  all'altro,  c'è un problema dell'instabilità
  politica:  per quest'Aula non è pronto  un  disegno  di  legge da
  mesi  E qui c'è un fatto  che  attiene  anche alla responsabilità
  delle forze politiche.
       Lanciamo a lei la sfida, siamo  aperti ad un confronto su un
  terreno   politico   programmatico   autonomo   di   Rifondazione
  comunista.   E'  chiaro che  la  nostra  piattaforma  politica  è
  diametralmente opposta alla piattaforma  politica che le chiedono
  settori della sua maggioranza,  scelte  politiche che le chiedono
  settori del centro-destra.
       L'onorevole   Alfano    citava    l'esempio    della   legge
  Croce-Beninati.   Se  lei,  onorevole  presidente,  sceglierà  la
  strada  della  legge   Croce-Beninati   con   le   sollecitazioni
  dell'onorevole Pellegrino troverà non il dialogo con Rifondazione
  ma l'opposizione fino  all'ostruzionismo per difendere l'ambiente
  e la costa. Insomma, le chiediamo  scelte visibili di rottura col
  passato, scelte visibili- come diceva  Nanni Moretti - 'anche che
  parlino  qualche  parola  di   sinistra'.
       Rispetto a questo Rifondazione  comunista  è  disponibile al
  confronto, né   alla cooptazione  nella  maggioranza  né  ad  una
  entrata nel Governo, ma è  pronta  a  sostenere  provvedimenti in
  quest'Aula con i propri voti che diano  il segno di una rottura e
  di una discontinuità. Lo facciamo in nome degli interessi sociali
  che  vogliamo  rappresentare e  non  invece  di  un  trasformismo
  politico al quale questa Regione ha  già  pagato  fin troppi alti
  prezzi.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole Pezzino. Ne ha
  facoltà.

     PEZZINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, nell'impostare
  un ragionamento che in questo  caso  si  ripropone  con  puntuale
  scadenza, si avverte il solito disagio  e la netta sensazione che
  qualsiasi discorso basato su una verifica  che,  a  parer mio, in
  questa  fase  diventa  puramente   aritmetica   che   di   intese
  programmatiche, non riesce a trovare un senso se non per coloro i
  quali vogliono che nell'Assemblea si  ratifichi  ciò che in altre
  sedi si é già deciso riguardo un accordo comune di programma.
       Per  quanto  mi   riguarda  ho  cominciato  ad  individuare,
  attraverso  la  lettura  dei   cosiddetti  'falsi  problemi',  la
  condizione di dipendenza di  alcune  forze  politiche  che  fanno
  dell'attendismo un momento  perpetuo  di riflessione, sicuramente
  strumentale e finalizzato, talune  volte,  ad  intese trasversali
  che nulla hanno a che fare con i bisogni dei siciliani.
       Un attendismo che caratterizza  la  vita  politica di questa
  legislatura che nel bene e nel male e per i tempi della politica,
  rappresenta l'unico catalizzatore,  il solo elemento dinamico che
  determina, per la nostra  regione  paragonabile  ad  una  piccola
  utilitaria, oggi che si  viaggia verso l'Europa, una velocità che
  non consente di sopportare  gli  spostamenti d'aria causati dalla
  marcia possente e sicura delle altre regioni d'Italia.
       Mentre tutti noi siamo  consapevoli  che  l'Agenda  2000, il
  trovarsi in un obiettivo  iniziale  con grande partecipazione dei
  nostri partners europei, e  per  l'azione determinante dei nostri
  responsabili  istituzionali,  e  soprattutto  per  l'impostazione
  programmatica voluta dal  Presidente  Prodi,  dovrebbe  impegnare
  tutte le forze politiche  rappresentate  in  questa  Assemblea in
  un'azione  sinergica,   responsabile,   tendente  soprattutto  ad
  affrontare le vere esigenze della nostra Isola.
       Diventa   quindi  necessario   affidare   ad   una   squadra
  adeguatamente   strutturata  compiti   di   governo   precisi   e
  finalizzati principalmente alla  riduzione della spesa pubblica e
  alla ripresa dell'occupazione.
       Un  governo, onorevole Presidente,  di  strette  intese  che
  possa in breve tempo affrontare le vere esigenze della Sicilia ed
  invertire  con le sue  decisioni  una  tendenza  che  attualmente
  paralizza gli investimenti e  provoca  una  lenta scomparsa delle
  piccole e medie imprese.
       Una inversione di tendenza  adesso  possibile,  che ci possa
  permettere di prendere  autonomamente le decisioni più importanti
  senza che queste preventivamente  siano  suggerite da Roma, e ciò
  anche in virtù delle  cariche  istituzionali  rivestite  da molti
  nostri  amici  siciliani, e  per  gli  incarichi  prestigiosi  di
  partito che alcuni nostri colleghi deputati hanno assunto.
       Come ritengo utile che si debba distinguere in maniera netta
  l'azione di governo da quella prettamente politica.
       Le  ultime  vicende   elettorali  che  hanno  riguardato  la
  sconfitta delle amministrazioni  di  centro  sinistra  di  alcune
  importanti  città  del  Nord,  ci  devono  far  riflettere  sulle
  responsabilità di quelle forze  politiche e soprattutto di alcune
  figure forse un poco ingombranti  che  non  hanno saputo o voluto
  determinare una cessione  di  sovranità riguardo soprattutto alle
  scelte  locali o alle  intese  programmatiche  tra  le  forze  di
  coalizione.
       E' innegabile, cari colleghi deputati, che le ultime vicende
  elettorali, e non solo  le  ultimissime,  incideranno  in maniera
  determinate  sulle nostre scelte.  Come  ritengo  un  errore  non
  considerare  l'intero  ciclo  di   riferimento  che  analizza  il
  risultato  del  referendum,  delle  elezioni  per  il  Parlamento
  europeo, e delle recenti amministrative.
       E' mia opinione che  mai  come adesso questi risultati siano
  riusciti  a  determinare  un'assoluta  condizione  di  chiarezza,
  capace di posizionare in  termini  di  effettivi  e  reali  spazi
  politici, le forze numerose che completano il quadro politico.
       Come  ritengo  assai  improbabile   per  i  Democratici,  ma
  sicuramente  anche  per tutte  quelle  formazioni  politiche  che
  durante la campagna referendaria  si sono impegnate a manifestare
  l'esigenza di un sistema di  governo basato sull'alternanza e sul
  sistema maggioritario, considerare preventivamente un accordo tra
  le forze del centro-sinistra senza  che  si  possa  capire  quali
  siano i punti di incontro  sulla  riforma elettorale, una riforma
  che per noi diventa  condizione  indispensabile  per  arginare le
  spinte neo-centriste ed i movimenti di restaurazione.
       Il nostro punto di partenza era e rimane il centro-sinistra,
  ma consideriamo  necessario rendere visibile e manifesta l'azione
  di  governo   regionale   riguardo  alla  riduzione  della  spesa
  pubblica, alla legge  sulla  pesca, al piano regionale sanitario,
  alle    politiche    occupazionali,   all'incremento   turistico,
  all'imprenditoria giovanile  e  femminile,  alla formazione, alla
  trasparenza degli  atti  amministrativi,  alla  lotta alla mafia,
  agli incentivi alle  imprese, agli artigiani, agli agricoltori ed
  a tutti gli  adempimenti  che  dovranno,  comunque, passare dalla
  riforma della burocrazia che va salvaguardata dalle infiltrazioni
  mafiose e che  deve  assumersi  la  responsabilità  dei ritardi e
  delle   omissioni    e   che   deve   accelerare   una   radicale
  semplificazione  amministrativa con l'attivazione dello sportello
  unico per le imprese con il principio della autocertificazione.
       Argomenti questi, Presidente,  che  devono caratterizzare un
  governo di centro-sinistra, che spesso, in un recente passato, ha
  sacrificato  l'interesse  per le  riforme  nella  ricerca  di  un
  dialogo  forzato  con   bisbetiche   formazioni  politiche  della
  coalizione. Non è possibile stare dietro  agli  sbalzi di umore o
  alle  esigenze  di  sopravvivenza   di   alcune  forze  politiche
  organizzate o virtuali.  Non siamo in condizione di sopportare le
  continue pressioni o i tentativi di  alzare  il  prezzo  perchè è
  quello  che  in ultimo pagheranno  i  Siciliani.  Siamo  per  una
  definitiva   chiarezza  e  per   una   completa   assunzione   di
  responsabilità.
       Questo Governo deve indicare i tempi ed i modi delle riforme
  e deve manifestare  la volontà di completare quanto esposto nella
  relazione programmatica del suo Presidente. I democratici daranno
  tutto  l'apporto  necessario  ed   il   dovuto  sostegno  per  il
  completamento delle riforme a  condizione  che  in questo cammino
  non  ci  siano ripensamenti dovuti  ad  interessi  non  chiari  e
  trasversali.

                PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE D'ANDREA

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
  facoltà.

     NICOLOSI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  giorni fa
  leggevo sul Corriere  della Sera un pregevole articolo di Ernesto
  Galli della Loggia  che esaminava la situazione politica italiana
  alla luce delle esperienze del  Governo  Prodi  prima  e  D'Alema
  dopo.  E la sconsolante notazione che  veniva  fuori  era  che  i
  governi della sinistra non  hanno  portato  alcun  cambiamento  a
  quella che è stata una  condizione,  secondo  Ernesto Galli della
  Loggia, rappresentativa di realtà  pregresse con governi di segno
  diverso. Non è cambiato nulla, diceva, nè in bene nè in male.
       Ed il mio pensiero  correva  a  quella  che  è la situazione
  delle Regione siciliana. La  sensazione  che  avvertiamo dopo sei
  mesi di un Governo nato male  - per responsabilità anche di forze
  che in passato si sono intestate  o  hanno  preteso di intestarsi
  battaglie  di  rinnovamento  - è  che  questo  Governo  sia  nato
  vecchio, che questo Governo ogni giorno  di  più, negli atti, nei
  comportamenti, nelle procedure, negli annunci anche in quest'Aula
  dimostra di essere vecchio  e rappresentativo di logiche superate
  che, per fortuna, il corpo elettorale non fa altro che sanzionare
  ad ogni occasione.  Vedasi  risultati  delle amministrative nelle
  grandi città del nord (Bologna) o  del  centro-sud (Bari e Lecce)
  dove le cose pregresse vengono tutte battute e penalizzate.
       Bene, se la vocazione alla sconfitta è parte del disegno dei
  soggetti che  hanno  promosso  questo  Governo  probabilmente non
  fanno altro che agevolare  un  cammino  che noi speriamo di poter
  modificare all'atto delle prossime elezioni.
       Il dato grave qual è? Che l'assenza di governo, il procedere
  secondo logiche vecchie, una condizione che francamente non aiuta
  la  governabilità  in Sicilia, danneggia prima di tutto la nostra
  Regione e i siciliani.
       Probabilmente  il  Presidente  della Regione, che certamente
  non credo sia  preso dalla vocazione al suicidio, è anche un uomo
  che ha qualche  segno  o  qualche pezzo di sfortuna addosso nella
  sua governabilità o nel desiderio di governo attuale, ha fatto le
  dichiarazioni la  settimana scorsa per avviare un dibattito sulla
  verifica quando  era  stato  ucciso,  purtroppo  e gravemente, un
  ottimo funzionario  della  Regione  siciliana, torna in Aula dopo
  che un disoccupato  della  Sicilia  si  è dato fuoco, si è ucciso
  cioè viviamo una situazione drammatica sul fronte della legalità,
  dell'ordine     pubblico,    del    rapporto    della    Pubblica
  Amministrazione, della  politica  con la società vuoi appunto per
  quello che  è  successo  drammaticamente  qualche  giorno  fa con
  l'uccisione del  Dott.  Basile,  vuoi ancora per la registrazione
  che si  ha  ogni  giorno  della  condizione di grave drammaticità
  della disoccupazione in Sicilia, viene sancito ogni giorno di più
  un procedere  della  Pubblica amministrazione, della politica con
  le forme di  precariato  con le quali si pensa di andare incontro
  ai bisogni  dei  siciliani  che  certamente  noi  può  essere  la
  risposta idonea  a  quello  che  serve  alla  Sicilia, viene ogni
  giorno di  più  fuori  un  Governo della realtà siciliana operato
  dalla sinistra quale  quello  che  da 6 anni avviene al comune di
  Palermo e da  ogni atto di questa Amministrazione, da ogni evento
  che si  verifica  quotidianamente  non  si  fa  che registrare il
  fallimento di  un  procedere  della  politica  che  ha preteso di
  fornire immagini di  sé  migliori  di quanto poi nella realtà non
  sia avvenuto.  Allora  Presidente  e  forze  politiche  di questa
  Assemblea, in particolare  quelle  più  responsabili: come si può
  pensare  di   andare   ancora   avanti   proponendo   di  portare
  all'attenzione di questa  Assemblea  una  cosa importante come la
  legge  elettorale  quando  drammatiche  contraddizioni  stanno  a
  sinistra su questo versante  con i democratici e penso anche i DS
  su  posizioni   chiaramente   rivolte   a   sostegno  di  logiche
  maggioritarie, vuoi  nella  elezione  degli esecutivi, vuoi anche
  per l'elezione degli istituti parlamentari al di là del fatto che
  posso  anche   concepire   un  proporzionale  ma  con  fortissimo
  sbarramento  per   impedire   la   polverizzazione  della  realtà
  parlamentare siciliana?  Ed invece, le posizioni di altri partiti
  che  sono  essenziali   a   questo  tipo  di  Governo,  a  questa
  maggioranza? Come si può  pensare i tornare in Aula se non con il
  desiderio di prendere tempo e di farne perdere alla Sicilia?
       Allora io credo  che  sarebbe  più  onesto  se  non si vuole
  vanificare completamente  questi  5  anni  di una legislatura già
  persa per 3  anni  di  prendere  atto  che  queste cose in questi
  termini  non  possono  andare  avanti,  di  enucleare  3-4  punti
  rilevanti di questa nostra realtà regionale e chiedere alle forze
  politiche di  convergere  su  questi punti; certamente per quanto
  riguarda la legge  elettorale  un  punto  rilevante e che si vada
  all'elezione diretta  del  Presidente  della  Regione, ma si vada
  anche se si vuole confermare la proporzionale, ad uno sbarramento
  non inferiore al 5-7% della rappresentanza parlamentare.
       Su queste cose e su altre cose vediamo chi ci sta e facciamo
  un Governo  che  sia capace di risolvere problematiche importanti
  in questa tornata  di  legislatura  perché  altrimenti  questa ed
  anche la prossima rischia di essere pregiudicata; io spero che il
  Governo queste cose  le  sappia  cogliere ma spero principalmente
  che le forze  politiche  più avvedute sappiano raccogliere questo
  messaggio e sappiano farsene interpreti.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente della  Regione,  con  uno  spirito che è assolutamente
  costruttivo,  positivo   ma  anche  critico  rispetto  ad  alcuni
  problemi, interveniamo  a  questo  dibattito sulla verifica della
  maggioranza.
       In questi  mesi,  onorevole  Presidente  della  Regione,  il
  nostro   Gruppo   parlamentare  dei  democratici  ha  partecipato
  attivamente alla  costruzione  del  Governo,  della  gestione del
  Governo della  Regione  siciliana,  siamo  stati  tra coloro e il
  Presidente della Regione lo sa, che abbiamo sostenuto a gran voce
  questo  Governo,   che   abbiamo   creduto   che  questo  Governo
  rappresentava   e   rappresenta  sicuramente  ancora  una  svolta
  centrale nell'avanzamento  sociale e politico della nostra Isola.
  Certo, Signor  Presidente, siamo consapevoli e abbiamo verificato
  delle difficoltà  sociali,  delle  difficoltà  finanziarie, delle
  difficoltà economiche,  delle  difficoltà  politiche  interne  ed
  esterne  a  questa   stessa   Aula,   a  questo  stesso  Palazzo.
  Purtroppo, lo hanno già detto i nostri colleghi, questo dibattito
  si sta celebrando  nel  momento in cui sta emergendo nella nostra
  Isola  il  peggio  della  storia  di  questa  stessa  Isola.  Sta
  emergendo,  ancora  una   volta,  il  dibattito  tra  legalità  e
  illegalità;   sta  emergendo,  ancora  una  volta,  il  tema  tra
  normalità e  normalizzazione.  Devo dire, Signor Presidente della
  Regione, lo abbiamo già  discusso  in  altre sedi, che forte è la
  voglia di normalizzare,  ancora una volta, tutto in questa nostra
  Terra a partire dai  grandi temi morali ed ho la sensazione, ed è
  non solo una  sensazione,  che  oggi  si stia tentando rispetto a
  certi  temi,  non  solo  in  quest'Aula  -  ma  evidentemente  mi
  riferisco all'esterno -  di fare terra bruciata verso coloro che,
  ancora oggi, con  grande difficoltà, tentano di mantenere alto il
  dissenso rispetto a qualunque stato di assuefazione.
       L'omicidio del dott.  Basile, l'incendio,  per  esempio,  al
  centro "Padre Nostro",- come lei ricorderà insieme siamo stati ad
  una grossa manifestazioni in sostegno del  centro "Padre Nostro",
  l'indomani qualcuno ha ritenuto opportuno di  bruciare  tutto  il
  terreno per il quale insieme c'eravamo  impegnati  -. Questi atti
  insieme a tanti altri sono fortemente  sintomatici  di  un  forte
  malessere. Sono segnali inquietanti di chi li manda. Sono segnali
  subdoli o espliciti contro ogni forma  di  cambiamento.  E,allora
  proprio  per questo riteniamo che oggi  occorre  sempre  più  una
  maggiore coerenza a partire dall'azione di  governo, ma a partire
  anche dal comportamento del Governo stesso in  una  realtà dove i
  comportamenti come una terra di Sicilia  sono  importanti  o sono
  tanto importanti alcune volte quanto gli  stessi atti di Governo.
  E, allora il sottoscritto si sente chiamato  a dovere esprimere -
  lo voglio dire anche agli altri colleghi  del  Polo delle Libertà
  che sono intervenuti prima - si sente chiamato a dovere esprimere
  un giudizio sicuramente sugli atti di questo  Governo  e  mai sui
  comportamenti di ciascun parlamentare. Ciascuno di  noi è garante
  di se stesso. Dopodiché è garante rispetto alla legge, rispetto a
  meccanismi esterni, Ciascuno di noi è garante  di  se  stesso. Da
  questo punto di vista - lo abbiamo detto più volte - non esistono
  né valori di destra, né valori di sinistra. Esistono piuttosto un
  modo, uno stile per  praticare i valori ed in quest'Aula lo stile
  per praticare i valori  sono  gli  atti del Governo e, allora, in
  questo senso, colleghi dell'opposizione, la legge finanziaria, la
  riforma elettorale,  lo  scioglimento  degli enti economici, sono
  stati atti attraverso  i  quali  riteniamo  di  dovere  giudicare
  questo Governo che è  stato  un Governo di rottura, un Governo di
  cambiamento.
       Certo,  alcune  scelte  sono state  impopolari.  Penso  alle
  manovre  di  rotazione  fatte dall'assessore  ai  beni  culturali
  relativamente alle nomine. E, allora, oggi  occorre dare maggiore
  forza,  maggiore  stabilità a questo Governo,  ma  una  maggiore,
  soprattutto,   coesione  all'interno  delle   forze   stesse   di
  maggioranza.   Una  maggioranza  che  sia  in   grado  di  varare
  prioritariamente le tanto auspicate riforme:  dalla riforma della
  Pubblica Amministrazione alla riforma elettorale. Da questo punto
  di vista il nostro Gruppo parlamentare dei democratici continuerà
  con la necessaria autorevolezza per chiedere anche con fermezza e
  con  dignità il mantenimento degli impegni  assunti  rispetto  ai
  cittadini  siciliani e rispetto alla  tenuta  della  maggioranza.
  Secondo le ultime battute, il Presidente  della Regione, ha detto
  chiaramente  dell'apertura  di  un  dialogo   nei   confronti  di
  Rifondazione comunista e del Pss. Mi  auguro  che  questo dialogo
  possa essere un coinvolgimento diretto di  queste  forze oggi non
  direttamente interne alla maggioranza. Ma  stiamo attenti, Signor
  Presidente   La  tenuta  di questo Governo  avviene  sapendo  che
  nessuno di noi intende svendere, Presidente  della Regione, parte
  del proprio patrimonio, parte della propria storia, sapendo che i
  temi dell'ambiente, della questione morale, ed  in  generale, del
  terreno politico-programmatico, diviene per  noi  la  piattaforma
  sulla quale questo Governo occorre che continui a fare la propria
  parte così come ha fatto fino ad ora.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi
  abbiamo avuto chiarezza su alcuni punti fondamentali sui quali la
  politica siciliana si muove. Abbiamo avuto  chiarezza  sul  fatto
  che questo Governo  ha  un  programma  molto  ambizioso;  abbiamo
  avuto chiarezza che  questo  Governo  non ha i numeri per portare
  avanti  questo   programma  così  ambizioso;  abbiamo  finalmente
  scoperto quali sono  le  logiche  che  hanno  ritenuto  di dovere
  portare avanti in  questo  dibattito  parlamentare le forze della
  maggioranza;  abbiamo  finalmente  compreso quale sia lo scenario
  politico che nei prossimi giorni ci accompagnerà in questi lavori
  d'Aula; perché  alla  fine pur non avendo ben compreso quella che
  era la relazione  del  Presidente della Regione, proprio il fatto
  di  non  essere   stata  una  relazione  comprensibile  ha  fatto
  comprendere, scusate il  gioco  di  parole,  che una idea di come
  portare avanti questa  sessione  parlamentare  il  Governo non ce
  l'ha.
       Ma  la cosa più scandalosa credo che sia l'ambiguità con cui
  si  muove  questa maggioranza. Se guardiamo i servizi televisivi,
  se  guardiamo  ciò  che  traspare dai giornali vediamo che c'è la
  posizione  del  Governo,  c'è poi la posizione della maggioranza,
  c'è  poi  la  posizione  dell'opposizione  che è rappresentata da
  deputati  della  stessa  maggioranza.
       Vediamo   che   in   un   servizio  televisivo  riguardo  la
  distribuzione  dei  fondi  ai comuni siciliani c'è l'opinione del
  Presidente  della  Regione,  poi  c'è  quella  dell'onorevole  Di
  Martino  che  rappresenta  la  maggioranza,  poi  c'è l'onorevole
  Cipriani  che  rappresenta  l'opposizione,  e  così  in  tutte le
  materie e in tutti gli argomenti.
       Oggi  credo che l'intervento dell'onorevole Mele abbia fatto
  comprendere  come  il  movimento  che  lui rappresenta poi sia la
  punta  di  diamante  di  questo  movimento, di questa maggioranza
  ipocrita,  una  ipocrisia  che  si era rivelata già in prossimità
  della  finanziaria  quando  a tutta pagina l'onorevole Mele aveva
  parlato  dello scandalo dei rimborsi chilometrici alle aziende di
  trasporto.  Nel  bilancio  troviamo la stessa somma stanziata per
  l'anno  scorso,  nella  legge finanziaria non troviamo neppure un
  rigo  che  riguardi  il  nuovo  sistema di riparto dei fondi alle
  aziende   di   trasporto   che  avrebbero  dovuto  garantire  una
  continuità  a  quella boutarde giornalistica che l'onorevole Mele
  aveva fatto.
       Oggi  accade  la  stessa  cosa.  Dopo  avere visto l'attacco
  dell'onorevole  Mele  contro  l'Assessore  Castiglione oggi tutto
  rientra,  non  fa addirittura menzione di questo argomento, quasi
  diventa  un  fatto  secondario,  mentre  come ha fatto ben capire
  l'onorevole  Forgione,  come  abbiamo  fatto  ben  capire  noi di
  Alleanza Nazionale, che proprio in questo momento presentiamo una
  mozione  di  sfiducia nei confronti dell'Assessore Castiglione, è
  un  argomento  centrale della politica siciliana, non può passare
  una verifica della maggioranza, una verifica delle prospettive di
  Governo  se non attraverso un attento esame di ciò che è avvenuto
  e  che naturalmente non può essere trattato nei cinque minuti che
  mi  sono  consentiti  in questa fase.
       Allora  la ipocrisia con cui questa maggioranza porta avanti
  le  proprie  tesi  che  non esistono, perché  ognuno ha una tesi,
  ogni  partito  e all'interno di ogni partito ci sono deputati che
  hanno  tesi diverse, che si dividono su argomenti importantissimi
  come  è  stato  fatto  chiaramente  segno  da tanti interventi di
  deputati  della  maggioranza  che  sono  andati  sempre  in senso
  contrario rispetto a quelle che erano state le determinazioni del
  Governo  oppure  le  determinazioni  ufficiali della maggioranza,
  come  ci  lasciano capire tutti questi segnali siamo oggi in mano
  ad  un  Governo che non ha, se mi si consente il Presidente della
  Regione una battuta, non ha l'ala corta del falco, non ha cioè la
  possibilità  di  volare  alto,  di apprendere quelle tecniche del
  volo che consentono al falco di fare determinate cose.
       Questo Governo è piuttosto un gabbiano che arranca dietro un
  peschereccio cercando di beccare qualche pesce che viene buttato,
  perché non buono, dai pescatori.
       Abbiamo  una  situazione  di  questo  tipo e naturalmente la
  sorpresa  potrebbe  essere magari che questo Governo si rivelasse
  il  gabbiano   Jonathan   Livingston,  che  malgrado  le  proprie
  deficienze strutturali supera queste deficienze stesse e riesce a
  volare alto, a volare veloce, a volare radente.
       Io  credo  che questa possibilità oggi non ci sia. Credo che
  il   dibattito  inevitabile  che  questo  pomeriggio  coinvolgerà
  l'attività  della  Giunta, laddove  ha  la  Giunta  ratificato la
  rotazione   dei   sovrintendenti,  farà   venire  fuori  che  una
  maggioranza   non   esiste  perché  aldilà  della  responsabilità
  dell'Assessore  per  i  beni  culturali  ed  ambientali  e per la
  pubblica  istruzione  c'è  una  responsabilità  collegiale  di un
  Governo  che  ha preteso di volere ruotare i sovrintendenti senza
  però  attenersi  a  quel  minimo  di  trasparenza  e  di criterio
  amministrativo  che invece avrebbe dovuto seguire in un atto così
  delicato.  Ha  completamente  disatteso  una  graduatoria che già
  esisteva, dei  dirigenti  superiori dell'Amministrazione dei Beni
  culturali. Ha fatto  invece un atto discrezionale che secondo noi
  non  poteva e  non  doveva  fare,  ha  fatto  vedere  quindi  che
  navigando in questo  magma  che  è  sempre più incomprensibile ai
  siciliani, cerca  di  portare  avanti riforme che inevitabilmente
  non è in grado di fare.
       Ecco  perchè  credo,  signor  Presidente dell'Assemblea, che
  oggi  pomeriggio  sia importantissimo iniziare immediatamente con
  il  dibattito  sulle  mozioni  di  sfiducia, di censura, ma anche
  quella  più  modesta  di  cui  sono primo firmatario, che prevede
  appunto una  mozione  con  la  quale  si  chiede  al  Governo  di
  ritornare  sui  propri  passi,  di  ritirare questo provvedimento
  della Giunta  regionale  e  di  attenersi  a quei criteri di buon
  andamento  e  di imparzialità della pubblica amministrazione, che
  dovrebbero essere  il  faro  di  ogni  giunta,  il  faro  di ogni
  governo.
       E  allora  rimandiamo  tutte  le  decisioni,  rimandiamo  in
  particolare  questo  programma  ambizioso  a una verifica in Aula
  della maggioranza,  una  verifica  che sia in grado di far capire
  alla Sicilia  e  ai siciliani quelle che sono le reali intenzioni
  di  questo  Governo,  quali  sono soprattutto, a nostro parere, i
  grandi limiti  di  questo Governo, che come ho detto non ha l'ala
  corta del falco.

     VIRZI'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VIRZI'.   Onorevole   Presidente   della   Regione,  onorevole
  Presidente  dell'Assemblea,  onorevoli  colleghi,  oggi  con toni
  assolutamente  dimessi e senza bandiere che sventolavano, abbiamo
  sentito  dall'onorevole Capodicasa, che credo abbia qualche guaio
  in casa,  una  sorta  di  discorso da Bundestag, da Reichstag, il
  Reich  millenario.  Ha  parlato  come se questo governo avesse di
  fronte a  se  27, 28, 29 anni all'uso ad agenda duemila, come una
  sorta di bacchetta magica che d'improvviso dovrebbe provvedere da
  sola,  con  un  semplice  atto  di  recepimento  da parte nostra,
  a risolvere  tutti  i  nostri problemi, e ha trattato soltanto in
  coda della  reazione di anticorpi e di antigeni che sta avvenendo
  all'interno del corpo del centro-sinistra.
       Io debbo dire  che, a titolo personale, per una questione di
  stile, ho ritenuto  di  non  dovere  apporre  la  mia  firma alla
  mozione di  sfiducia personale all'Assessore Castiglione perchè a
  titolo  personale  preferisco  combattere  un  uomo  quando  è  a
  cavallo, non prenderlo a colpi di mazza ferrata quando da cavallo
  è caduto meritatamente  o  immeritatamente. Certo la questione ha
  una sua oggettiva  rilevanza  di  natura  politica perchè ci sono
  pezzi di maggioranza  che  hanno impugnato a cinque mani, come la
  dea Kalì, la  bandiera  della  questione  morale,  che magari può
  anche nascondere qualcosaltro, può anche essere un modo elegante,
  o se si permette  anche  molto poco elegante di porre un problema
  di rappresentanza, come  si dice oggi, di visibilità interna alla
  Giunta di centro-sinistra.
       Certamente non è il caso di rallegrarsi per queste cose, che
  pure esistono e  sono  riconducibili a un vostro tentativo che mi
  sembra destinato a  non essere coronato da vittoria, però il tema
  politico, onorevole Capodicasa,  io  credo  che  sia il fatto che
  oggettivamente  non   potete  essere  ottimisti  in  un  contesto
  parlamentare di questo  tipo,  quando  venite  a dirci che dietro
  l'angolo c'è  pronta  la  riforma della pubblica amministrazione,
  come risposta al  fatto  di  sangue che recentemente è avvenuto a
  Palermo, e che dimostra  una sola cosa, cari amici, che quando la
  politica  si  ferma,  quando  la  politica  ristagna,  quando  la
  politica cessa di  essere  il  motore  della  società  civile, la
  normalizzazione la desiderano soltanto le forme della delinquenza
  organizzata perchè la  normalizzazione è la politica che non tira
  più, che non incide più.
       Pertanto reputo pura  e  semplice  demagogia  pensare che un
  semplice meccanismo  di rotazione, svincolato dal principio della
  meritocrazia, da  riaffermare  con  forza,  una  continuazione di
  controllo  sulla   pubblica  amministrazione,  uno  strumento  di
  autoendoscopia    continua    all'interno    dell'Amministrazione
  regionale.  Ecco, io  in  tutto  questo, onorevole Capodicasa, in
  questo  frangente  politico,  in  questo  dimenarsi  tragico  sul
  deputato  in  più,   il   deputato  in  meno,  i  socialisti  che
  appoggiano,  rifondazione   comunista   che   parla  di  rapporto
  istituzionale ma mette i paletti sulle questioni di fondo.
       Non è sufficiente strizzare un occhio al centro-destra sulla
  vicenda della  rivisitazione  del  problema  delle  nostre coste,
  ammiccare  ad   un'apertura  a  Rifondazione  Comunista,  mettere
  insieme il diavolo  e  l'acqua santa, per nascondere il fatto che
  sta cessando la  politica,  il  confronto sulle grandi cose e che
  mentre pensiamo  alle  riforme  della  Pubblica  Amministrazione,
  siamo ancora  inadempienti,  abbiamo  gli  strumenti di controllo
  fermi, non abbiamo recepito  la  legge Bassanini e il 31 marzo le
  nostre commissioni regionali di controllo sono scadute.
       Non  riusciamo  più  ad essere esemplari e mettiamo in prima
  linea  problemi  come  quello  della  riforma elettorale, laddove
  sappiamo che al  90  per cento fra poco Roma ci sarà un modello a
  cui ci sentiremo parzialmente vincolati perché siamo ancora fermi
  al sogno,  ancora andiamo in giro per la Sicilia a dire che forse
  eleggeremo  direttamente un presidente della Regione e poi da ciò
  che  si  capisce dal dibattito politico viene fuori che metteremo
  lo sbarramento  al 3,82 per cento, che forse faremo un tatarellum
  rivisitato  e  corretto  e  costruito  sulle misure rachitiche di
  qualcuno in Sicilia con un sarto frettoloso.
       Credo che non sia questo il modo migliore di confrontarci le
  persone serie di tutti gli schieramenti, onorevole Capodicasa.
       Credo  che  noi  dovremmo misurarci su altre cose e scrivere
  insieme,  non  il  confronto  fra  maggioranza  e Governo, ma nel
  confronto d'Aula fra tutti riscrivere le gerarchie delle priorità
  siciliane.   Altrimenti  ciurleremo  nel  manico  all'infinito  e
  arriveremo  a  settembre  per  prendere  atto  che  non  c'è  una
  maggioranza possibile in quest'Aula.

     PIGNATARO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIGNATARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ci siamo
  lasciati  in  quest'Aula  con  un  impegno  del  Presidente della
  Regione ad andare ad una verifica della maggioranza rivisitando i
  punti programmatici riportando in Aula la discussione.
       Dal  giorno  in  cui il Presidente ha assunto quell'impegno,
  molta acqua è passata. Vi sono state le elezioni europee, non sto
  qui a  fare  l'analisi  di queste elezioni, dico solo ai colleghi
  del  centro-destra  che  sbandierano  vittoria  che  in Sicilia i
  rapporti di forza si sono modificati a favore del centro-sinistra
  rispetto a  pochi  mesi  fa.  Lo dico perché se ne tenga conto in
  qualche modo.
       Il   fatto  nuovo,  più  serio  che  è  avvenuto  in  queste
  settimane, rispetto  alla  verifica  stessa è che in Sicilia vi è
  un'atmosfera  di   ebollizione,   vi   è  una  questione  sociale
  irresoluta che ha  visto in questi giorni fatti eclatanti come il
  suicidio a Palermo  e  in  ogni  città  del  Mezzogiorno  e della
  Sicilia, in particolare,  vede  lavoratori  che  occupano sedi di
  cantieri, sedi di  posti  di  lavoro,  è  una  difficoltà  a dare
  risposte a queste vicende.
       Credo  che  la  verifica  che il Presidente Capodicasa ci ha
  rappresentato   stamattina   nella  sua  relazione  è  certamente
  positiva, ma  sarà  ancor di più una verifica che nel corso delle
  prossime settimane si potrà valutare con più attenzione se c'è un
  quadro  di  maggioranza  che  tiene oppure no, se quest'Assemblea
  riesce  a   cogliere  il  fatto  nuovo.  Il  fatto  nuovo  è  che
  quest'Assemblea,  assieme  al  Governo evidentemente, e a partire
  dalla  maggioranza,  chiarito  che  il  quadro  della maggioranza
  tiene,  lo  ha  spiegato  il  Presidente  Capodicasa - non faccio
  l'elenco dei problemi, a me sembra evidente quali sono i nodi che
  peraltro  erano  nelle dichiarazioni programmatiche di Capodicasa
  quando si  è insediato - chiarito che il quadro della maggioranza
  tiene,  chiarito  che  questo  Governo  per  andare  avanti,  per
  rafforzarsi e per incidere è disponibile ad aprire a Rifondazione
  Comunista, ai Socialisti siciliani, il punto vero, attraverso cui
  questo  Parlamento, nella sua autonomia, può verificare se esiste
  questa maggioranza,  se  esiste un governo che è incidente, non è
  solo guardare ai provvedimenti che io condivido del Governo sulla
  mobilità  dei  funzionari  perché  innovativo,  perché  rompe  un
  andazzo per  cui  anche per spostare un funzionario per cui c'era
  il veto di un  deputato  o di altri soggetti.
       Il punto vero  della  verifica  è  lo scatto di orgoglio che
  avrà questa  Assemblea,  ripeto,  a  partire  dalla  maggioranza;
  scatto di orgoglio che ci chiama nei prossimi giorni da un lato a
  cercare  di  riconciliare  questo  livello  istituzionale  con  i
  cittadini, perchè il  grado  di  gradimento  che  abbiamo  tra  i
  cittadini  è  basso,   e  badate  che  questo  non  coinvolge  la
  maggioranza e il governo ma coinvolge tutti noi uno per uno, ogni
  forza politica, ogni gruppo di questa Assemblea.
       La capacità  quindi  in queste settimane di dare risposte ad
  alcune questioni  aperte, ad emergenze del lavoro, la capacità di
  fare cinque,  otto,  dieci  leggi  -  quelle che è possibile fare
  subito - per poi riprendere a settembre le grandi questioni.
       Io sono d'accordo, noi dobbiamo riportare in quest'Aula, fra
  i partiti la grande politica. Non possiamo pensare di abdicare al
  nostro ruolo,  ma  per  fare questo questa Assemblea ha necessità
  prima ancora  del  Govern,  di  avere  un  ruolo  forte di grande
  autonomia anche  rispetto  alle  proposte del Governo. Poi ognuno
  darà il suo contributo e si vede cosa esce.
       Sul   riordino   urbanistico,   sulla  riqualificazione  del
  territorio, nessuno  qui  ha una posizione presa. c'è un tema che
  riguarda  lo  sviluppo,  il  turismo,  l'ambiente  su  questo  il
  Parlamento farà  politica  se si troverà una soluzione che guarda
  alla questione ambientale ma anche alla esigenza di dare risposte
  ad altre questioni.
       La verifica  è  chiusa  nel senso formale del termine, ma si
  riapre con  il  lavoro  di questa Assemblea regionale e si riapre
  verificando come  noi,  come  maggioranza,  nel  corso  di queste
  settimane tenteremo  di  allargare  su  alcuni  grandi temi quale
  quello del  lavoro, della riforma elettorale, della riforma della
  pubblica amministrazione.  Poco  mi importa se non ce la facciamo
  entro  luglio.   Bisogna   aprire  subito,  perchè  è  il  nucleo
  fondamentale attorno  a  cui  si può rilanciare lo sviluppo oltre
  che  garantire  legalità  legittimità  quello della riforma della
  pubblica   amministrazione.  Questo  ci  attende.  Lo  scatto  di
  orgoglio che si attengono i cittadini è lavorare e verificare.
       Se la maggioranza  non  ce  la  fa  su questi  grandi temi ,
  allora vuol  dire  che  non c'è maggioranza. Ma su questo terreno
  dobbiamo misurarci.
       Voglio  finire  con  un  dato:  vedete,  c'è  una  questione
  esplosiva   che   è   quella   del   lavoro,  della  occupazione,
  dell'espulsione in  alcuni casi dal mercato del lavoro perchè c'è
  una grande questione  che è la questione dei giovani. poi ci è la
  questione di come teniamo quello che abbiamo.
       Io sono  convinto  che  le  misure  che abbiamo varato e che
  andremo a varare,  ci  hanno  aiutato,  c'è  un  trend  che non è
  completamente negativo  neanche  il  Sicilia. Basta vedere i dati
  nazionali. ma è  pur  vero  che  non  è  possibile pensare che si
  risolva questo  grande  tema  solo con politica attigua al lavoro
  senza guardare  al processo di sviluppo, a come rilanciamo questa
  nostra terra  che  è  piena di ricchezze naturali, ambientali, di
  risorse   umane   sul   terreno   dello  sviluppo.Credo  che  chi
  sottovaluta,  come  ha  fatto  poco  fa  il  collega  che  mi  ha
  preceduto,  la  vicenda della programmazione dell'Agenda 2000 con
  tutte le altre  misure  europee  e  nazionali  che vi sono, fa un
  errore di  miopia  politica perchè la risposta ai grandi problemi
  del lavoro la  diamo  oggi  su  alcune  emergenze, ma la diamo se
  tutti dentro un  quadro  di programmazione che si è già avviato e
  che ha visto per la prima volta compartecipare  attivamente tutti
  gli enti locali,  se  riusciamo su questo ad ancorare una idea di
  sviluppo che  si  basa sull'uso corretto del territorio, io credo
  che  su questo  terreno  nei  prossimi  mesi  noi  riacquisteremo
  credibilità, faremo tornare al politica e verificheremo se questa
  maggioranza tiene dentro  un  quadro  di  grandi  cose  e  non di
  piccole beghe che  pur  in qualche caso hanno prevalso nel nostro
  dibattito.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.  Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi,  intervengo  per un atto anche di educazione
  politica nei confronti di un Parlamento che registra un tasso non
  certamente  brillante di politica e di un Governo una maggioranza
  "sgangherata" - come diceva un quotidiano qualche giorno fa - che
  non  riescono  e che si presentano all'appuntamento dopo giorni e
  giorni  di  attesa riproponendo  uno  scenario,  una  farsa,  una
  sceneggiata inqualificabile.
       Una maggioranza che  non  riesce, e non so se è maggioranza;
  una maggioranza  che  ha  semplicemente un modo per allontanare i
  problemi: aspettare. Aspetta il governo,  aspetta la maggioranza,
  aspetta   il  Parlamento,  aspettano  le   commissioni   che   le
  maggioranza  decide  di  andare in commissione,  un  governo, una
  maggioranza che ha bloccato la vita  economica  sociale di questa
  Regione. Allora il balletto oggi si  presenta come sempre abbiamo
  l'onorevole Forgione che è "la stampella"  di  questa maggioranza
  che sul giornale parla di disperazione  dei  siciliani, dei senza
  lavoro, ma che comunque qui dentro alla fine decide di appoggiare
  il governo Capodicasa.
       Abbiamo atteso  per  molti  giorni  la  nomina  di  un  vice
  segretario nazionale di un partito importante,  poi meno male che
  lo hanno fatto. Abbiamo atteso e attendiamo  ancora  di sapere se
  l'onorevole  Pellegrino,  Rinnovamento  Italiano, ha  risolto  il
  problema  dei rapporti con i DS e  con  coalizione  che  sostiene
  questa maggioranza quando lui ritiene giustamente  che a Siracusa
  c'è qualcosa che non funziona; abbiamo atteso e attendiamo ancora
  di sapere se questa maggioranza è maggioranza, se ha un governo e
  se  questo  governo  è in grado di  governare  i  problemi  della
  Sicilia.
       Caro Presidente, vede, mi dispiace  dovere  osservare giorno
  dopo  giorno questa caduta, lei ogni  giorno  signor  Presidente,
  perde punti.
       Ritenevo che con la sua presidenza,  con  la sua esperienza,
  con  la  sua  intelligenza a governare  questa  Regione  potevamo
  stabilire  rapporti  chiari,  leali,  politicamente  aderente  al
  momento,  all'attualità  del momento politico  e  quindi  pensare
  anche alla possibilità di avviare una  fase  nuova della politica
  della Regione siciliana.
       Invece lei perde punti, li perde  soprattutto  perché  lei è
  costretto a perderli, perché  lei è  ostaggio  di  una situazione
  politica che non le permette di andare avanti, e le sole cose che
  sono state fatte in questo Parlamento mi  sia  consentito  lo  si
  deve per senso di responsabilità da  parte  di  alcune componenti
  politiche importanti che sono presenti qui  in  Aula  come  Forza
  Italia, Alleanza Nazionale, come CCD.
       All'opposizione ci siamo noi, ma siamo  noi  ad essere nelle
  commissioni, l'altro giorno ho  trovato semplicemente l'onorevole
  Spagna insieme al presidente, e ogni  tanto veniva qualcuno, però
  quelli della minoranza c'erano tutti,  c'era l'onorevole Tricoli,
  l'onorevole Stancanelli, c'eravamo tutti;  questa maggioranza non
  c'è.
       Allora  perché   tirare  a   campare,   perché  vivacchiare,
  onorevole  Piro?  Mi  consenta la  questione  personale.  L'altro
  giorno diceva:  io non sono disponibile  a  vivacchiare.  Ma  lei
  pensa   che  questi  siciliani,  sono   disponibili   ancora   ad
  assecondare  le  vostre  situazioni politiche,  il  vostro  gioco
  politico. Io credo di no  Voi state  portando la disperazione nel
  Paese, ecco perché il presidente della Regione perde punti. Siete
  un'aggregazione di potere perché  solo di questo bisogna parlare,
  ed  ha  ragione  Berlusconi  quando  dice che  più  si  perde  in
  politica,  più  si arrocca nel potere;  e  voi  siete  questo  in
  questo momento.  Avete perso la battaglia politica delle europee,
  avete  perso  a  Padova  la Provincia pur  votando  il  40,2%  di
  elettori.
       Allora primo turno, doppio turno, questa è fantasia  Bisogna
  qui in Sicilia realizzare un movimento di sintesi, caro onorevole
  Pellegrino, e lei sa quante battaglie abbiamo  fatte insieme e le
  abbiamo  fatte  sull'onda  della  legalità   politica   non   dei
  trasformismi, e allora, quando l'onorevole  Capodicasa  agita  la
  bandiera  e  parla  della  sanatoria  dei   150  metri  la  mette
  all'ordine  del  giorno,  Presidente,  subito   e  senza  mancare
  all'appuntamento, la metta all'ordine del  giorno.
       Perché questi cittadini che sono disperati,  non  so  fino a
  che punto ancora resistono rispetto ad una assenza di un Governo,
  di  un'istituzione  che  non  ci sente  solo  perché  l'onorevole
  Forgione  non  è nato in Sicilia ed è nato  a  Regio  Calabria  e
  quindi la legge 71 non c'è.
       E chiudo.  Se c'è una cosa che i  siciliani, forse in questo
  momento, guardano e guardano sul serio e mi veniva in mente ieri,
  cito  questa  cosa  perché  molto  bella,   quando  sentivo  alla
  televisione un personaggio della cultura, si  parlava della FIAT,
  si parlava della Cinquecento, della vecchia  Cinquecento  e c'era
  lui  che aveva parlato la prima Cinquecento  e  dietro  c'era  il
  padre e dice:  "Come si sta dietro?  Come si sta seduti dietro la
  Cinquecento?" e il padre di quel signore disse:  "Spero di morire
  per  allungare le gambe".  Ora caro  onorevole  Capodicasa,  caro
  Governo, cari amici...

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Mi  auguro  che  non
  speri di morire per allungare le gambe.

     CROCE. Lei intanto cerchi di non  guidare mai una Cinquecento,
  con  la  preoccupazione  che qualcuno si  augura  di  morire  per
  allungare le gambe, io invece credo e credevo in  lei oggi in una
  dichiarazione  politica. Questa dichiarazione  politica  non  c'è
  stata. Ne prendiamo atto. Lei continua ancora  a tirare a campare
  ma i siciliani non si aspettano da lei di tirare  a  campare o di
  tirare  a vivacchiare come dicevo all'onorevole  Piro.  Fate  una
  profonda riflessione.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole  Aulicino. Ne ha
  facoltà.

     AULICINO.   Signor  Presidente,   onorevole  Presidente  della
  Regione,  colleghi  deputati, per la verità  mi  sarei  aspettato
  delle  dichiarazioni  più  vere,   niente   recite.   L'onorevole
  Capodicasa  sa  perfettamente  di  essere  arrivato  dove  doveva
  arrivare, inevitabilmente  quando  si  viene   eletti   come   il
  Presidente  della  Regione  è stato  eletto.
       Inevitabilmente il destino determina poi  un andamento della
  storia  che  porta  a queste contraddizioni  enormi  e  a  queste
  conclusioni.
       Non esiste un problema se stabilire se  questo Governo c'è o
  non c'è.
       Il Governo non c'è.  Il Governo non  c'è perché  i siciliani
  lo avvertono nel dramma quotidiano che vivono  sulla loro pelle e
  questo  Governo è consapevole della sua  inadeguatezza.  La  cosa
  grave è che il Presidente Capodicasa si  ostini a non comprendere
  questo dato evidente.
       Non  ci  si  può  intestare  un   disegno  riformatore  così
  ambizioso,  come quello che è stato  prospettato  dal  Presidente
  della Regione, con un'inconsistenza numerica che è evidente e che
  non può supportare un progetto così ambizioso.
       Ma come può pensare Presidente Capodicasa  di portare avanti
  un disegno così ambizioso con questa  maggioranza?  Diciamoci  le
  cose  con  chiarezza.   Il  Presidente Capodicasa  ha  fatto  già
  l'accordo,  i  comunisti  di Rifondazione  comunista  e  l'Udeur,
  giusto  per parlare, non so se l'Udeur è più a  destra  o  più  a
  sinistra dei diniani, ma questo è un dato  che mi interessa poco,
  voglio  dire,  c'è un accordo?  l'Udeur  è  disponibile  come  ha
  detto,  credo,  il  mio  amico  onorevole   Cintola:   "Non   c'è
  pregiudiziale nei confronti dei comunisti".
       Perfetto  E allora, Presidente  Capodicasa  le dichiarazioni
  andavano fatte in quella direzione:  "Ho la  certezza  e  così il
  rappresentante dell'Udeur lo venga a dire,  gli  amici diniani lo
  vengano a dire, il mio Governo può contare su una maggioranza che
  va da Rifondazione comunista ai diniani e agli amici dell'Udeur".
  Dopo di che con questa maggioranza che è là  +2,  +3, il  Governo
  Capodicasa può governare.  Noi diremo, come  opposizione  che  ci
  sembra  una  maggioranza  un po' anomala, se  è  vero  che  mette
  insieme  i  cosiddetti comunisti organici, i  post  comunisti,  i
  socialdemocratici, i post-socialdemocratici, i liberaldemocratici
  - così si definiscono, e sarebbero i  democratici  -,  gli  amici
  dell'UDeuR, gli amici del CDU, perché qua abbiamo anche il CDU, e
  Buttiglione  attende  di  sapere  se  sarà   eletto   o  nominato
  presidente   di  qualcosa  per  stabilire  se   é   organico   al
  centrosinistra o se tornare nel centrodestra.
       Se  questa  é  la maggioranza alla  quale  si  riferisce  il
  Presidente Capodicasa, abbia il coraggio civile  di dire a questa
  Assemblea:   ecco,  questa  é   la mia  maggioranza;  con  questa
  maggioranza intendo avviare a soluzione i problemi del precariato
  di massa in Sicilia;  con questa  maggioranza  intendo intestarmi
  una politica seria, che avvii a  soluzione  le  grandi  questioni
  dello sviluppo in questa Regione;  con questa maggioranza intendo
  affrontare le questioni che riguardano la  burocrazia, la riforma
  elettorale, le regole del gioco.
       Queste cose non le ha dette il Presidente Capodicasa. Io per
  esempio ho difficoltà, e  avrò  difficoltà nel pomeriggio, a fare
  un intervento sulla verifica;  perché dalla verifica non é venuto
  fuori nulla di chiaro,  almeno  per  le  dichiarazioni  fatte dal
  Presidente Capodicasa.
       Su che cosa  dobbiamo  intervenire? Il Presidente Capodicasa
  non ha il coraggio di dirci qual é la struttura della maggioranza
  che lo sostiene;  lo  potrei dedurre logicamente dagli interventi
  dei singoli partiti, perché  -  per  esempio  -  alla  fine della
  carrellata potrei con  metodo  induttivo  -  dal  particolare  al
  generale - dedurre la verità; perché  siamo  in questa condizione
  in questa Assemblea: che dopo due mesi, due  mesi, di verifica il
  Presidente  Capodicasa  ci  fa  intuire la  verità  e  delega  al
  processo induttivo la deduzione della verità.
       Io per capire quali  sono  i partiti politici che sostengono
  l'onorevole Capodicasa, debbo  avere la pazienza di ascoltare gli
  interventi uno a uno e cercar di capire se l'onorevole Pellegrino
  ha sciolto la riserva - io ho  grande  rispetto  per  l'onorevole
  Pellegrino, lo cito con grande rispetto -, se  gli  amici  ...  e
  così via.
       Ecco detto questo mi riservo nel pomeriggio ...
       Ma se il Presidente della Regione  avesse  l'orgoglio di chi
  ha  il  dovere  della  chiarezza,  io   al  posto  dell'onorevole
  Capodicasa farei un intervento integrativo per dire: guardate, io
  l'ho dimenticato, ma siccome dovevo riferire  sulla  verifica, la
  verifica ha portato a questi risultati, e i  partiti  ai quali mi
  riferisco sono questi.
       Dopo di che  auguri,  onorevole  Capodicasa,  buon  governo,
  perché anche dall'opposizione  si può governare, con grande senso
  di responsabilità, caso  per  caso,  noi  potremo  verificare  se
  questa  maggioranza  un   po' strana  sarà  nella  condizione  di
  intestarsi un progetto così nobile.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole Pellegrino. Ne
  ha facoltà.

     PELLEGRINO. Signor  Presidente, onorevoli colleghi. Anche oggi
  abbiamo visto sulla stampa dichiarazioni  di politici importanti,
  che sono diventati anche dei saggi;  io  li  conosco  da  vecchia
  data, non hanno mai prodotto grandi cose buone, grosse novità, e,
  per  la  verità,  non sono affatto  cambiati.  Quindi  lasciamole
  stare queste notizie e andiamo ai fatti.
       Noi di Rinnovamento  Italiano,  i  cosiddetti diniani, siamo
  stati additati come i  responsabili  di  tutte queste vicende che
  hanno messo in fibrillazione questa maggioranza.
       Eppure siamo fra i  pochi  che  le  cose le hanno dichiarate
  alla luce del sole; ed  erano  al  di  fuori  di  ogni  sospetto.
  L'amico Fausto Spagna, che cito come teste, sa che quando votammo
  bilancio e finanziaria abbiamo  detto  che  metodi e contenuti di
  queste due scelte non trovavano ci  consenzienti.
       Però,  siccome  in Sicilia almeno ritenevamo  di  essere  un
  partito serio, abbiamo votato l'una e  l'altra, laddove alcuni si
  sono astenuti - mi riferisco per  esempio  all'Asinello.
       Abbiamo detto che dopo questi due avvenimenti la maggioranza
  si  occupasse un po' di verificare  i  propri  rapporti  politici
  fondati sulla politica, non sulle piccole questioni. Rotella, non
  Rotella, sono cose che non ci appartengono.  Rotella  non è stato
  mai  in discussione, è l'assessore designato  da  noi,  e  invece
  c'era   la  filosofia  di  questo   centro-sinistra.   Che   cosa
  rappresenta, che cosa significa, il ruolo  che le forze politiche
  debbono  averci  dentro,  e questa filosofia  non  una  filosofia
  qualificante per la coalizione.  E noi abbiamo  detto,  e  qui lo
  riconfermo questa sera, salvo che a  settembre  probabilmente  le
  cose  saranno  più  facili,  perché   probabilmente   anzi  senza
  probabilmente  avremo  un  nuovo   segretario   di   Rinnovamento
  italiano, quindi le cose saranno diverse a quella data. Ma se non
  c'è coalizione di centro-sinistra a Siracusa  che  è capoluogo di
  provincia  non  ci  può essere coalizione  di  centro-sinistra  a
  Palermo.
       La politica queste cose  mi  insegna, almeno che l'onorevole
  Di Martino non è capace di interpretarla in modo diverso. Abbiamo
  compiuto,  rispetto  a  questa  affermazione  politica,  atti  di
  responsabilità, anche nei confronti suoi Presidente.
       Quando   lei   mi   disse:    arriverà   una   dichiarazione
  dell'onorevole segretario del DS;  noi abbiamo detto, vediamo che
  cosa dice, ne abbiamo preso atto e ci siamo  aggiornati a dopo le
  elezioni europee.
       Perché   che vi parla era perché  il  chiarimento  arrivasse
  prima delle elezioni europee.  Ed, invece,  questo invito, questa
  dichiarazione  fu fatta e ci siamo  ritrovati  dopo  le  elezioni
  europee  con  gli stessi problemi ancora  oggi  non  risolti.  Io
  apprezzo  molte  cose  che  sono state fatte,  ma  non  mi  piace
  l'ipocrisia.
       Io so che questa maggioranza  ha deciso di non fare niente a
  Siracusa  e,  comunque  siano  le  cose   a   settembre,   questa
  maggioranza il mio voto non l'avrà se a Siracusa non rimetterà le
  cose  a posto sulla politica, non  sugli  assessori,  perché  poi
  possiamo   anche   dimetterci,  così   come   abbiamo   rifiutato
  l'insediamento  in Commissione bilancio quando ci  si  disse  che
  l'onorevole Mele doveva dimettersi.
       Il  problema non era questo.  Il  problema  era  cercare  di
  capire  se  all'interno  di questa maggioranza  ci  fosse  spazio
  perché  ognuno  assolva al proprio ruolo  politico,  così  non  è
  stato.
       Avevamo detto che la  verifica  doveva affrontare i problemi
  dei  contenuti programmatici,  e  qui  debbo  dire  all'onorevole
  Forgione - e mi dispiace che non  ci sia - che lui non può essere
  un maestro che dà lezioni  agli altri, lui deve continuare a fare
  ancora autocritica e  nelle  grandi  democrazie  occidentali  può
  limitarsi a dare qualche  suggerimento su come difendere meglio i
  bisogni, perché altre cose non ne può fare.
       Noi non abbiamo detto  che  bisogna  fare la sanatoria, così
  come dice lui. Noi abbiamo  detto  che il problema del riordino e
  della definizione di  questa  fascia  costiera, lasciando sovrana
  l'Assemblea  di  decidere,  è   un   problema   che  deve  essere
  affrontato, non può essere  ulteriormente rinviato ed, assieme ai
  problemi della sanatoria, ci  sono  anche  i  problemi delle zone
  demaniali.
       Almeno chi ha contezza e conoscenza  dei  problemi di questa
  Regione sa che ci sono fasce demaniali  che hanno raggiunto forme
  di  contenzioso che sono certamente  improponibili  a  mantenersi
  così  come stanno i fatti. L'onorevole  Piro,  assessore  per  il
  bilancio, certamente avrà presenti i problemi così come sono.
       E ci avviamo  subito  alle  conclusione,  signor Presidente,
  perché  non mi piace sentirla scampanellare.  Sul  terreno  della
  discontinuità, sul terreno della riforma elettorale abbiamo detto
  che siamo per la riforma elettorale e mi  auguro  che  nei  tempi
  previsti venga fatta, con uno sbarramento che  non  può essere un
  fatto ridicolo che privilegi le ambizioni  dei  partiti,  la loro
  esigenza di sopravvivenza.
       I  partiti  sopravvivono  sulla  politica  se  sono  capaci.
  Rifondazione  comunista  se  ha  il   2   per  cento  fa  bene  a
  sciogliersi, così come  si dovrà sciogliere Rinnovamento italiano
  se non riuscirà a  fare  una  proposta  diversa all'interno delle
  forze con le quali si  sta confrontando. Ma non si può pretendere
  una legge giusta se si mette il  2  per cento. Il 2 per cento non
  serve a niente. Lo sbarramento  deve  essere  almeno  del  4  per
  cento, così gli altri  saranno  obbligati ad aggregarsi invece di
  fare un discorso personale per  i  fatti  propri  e  poi  con  la
  presunzione  di   poterlo   gabellare   come   discorso  politico
  importante.
       Di   una  riforma  elettorale  che   abbia   almeno   questo
  significato e per quanto concerne  la  discontinuità, Presidente,
  noi avevamo chiesto che Lei onorasse i  suoi  impegni, Lei allora
  disse che c'era l'esigenza che in  direzione  della discontinuità
  si desse qualche segnale forte, e discontinuità significa deleghe
  degli assessori, significa vertici burocratici della Regione.
       Prendiamo atto degli sforzi che sono stati fatti, delle cose
  che qui sono state annunciate e io mi auguro che su questa strada
  entro  il  mese  di  luglio  lei  potrà  dare  il  via  a  questi
  provvedimenti  che certamente servono, perché le  cose  non  sono
  così semplici rimangono molti problemi irrisolti in questa nostra
  Regione  e soprattutto c'è il rifiuto  di  questa  burocrazia  ad
  essere governata, non si può andare  avanti  in questa direzione;
  salvo qualche oasi felice il resto delle  questioni  sono come le
  conosciamo tutti.
       Quindi, concludendo signori, questa verifica lascia problemi
  irrisolti  sul piano della  politica,  ha  dimostrato  di  volere
  contribuire sul piano dei contenuti e  dei  programmi  a  trovare
  riscontri positivi e non saremmo certamente  noi a drammatizzare.
  Fra luglio e settembre ci sono due mesi di tempo io personalmente
  ragionavo in modo diverso: quando si arriva al  punto a cui siamo
  arrivati noi io sono convinto che  gli  aggiustamenti non servono
  neanche l'UDeuR che è il partito più  interessato  risolve i suoi
  problemi attraverso gli aggiustamenti ma  attraverso un rilancio,
  probabilmente, della politica.
       Certo,  se l'onorevole  Forgione  continua  ad  insistere  a
  dettare le sue condizioni  al  centro-sinistra  siamo fuori rotta
  perché sarà difficile trovare un accordo  con  lui, l'accordo con
  lui lo possiamo trovare su alcuni  aspetti  di  questo  programma
  perché l'opposizione, opposizione è ed  opposizione resta, almeno
  così  dichiara  non  può pretendere di dire a  noi  le  cose  che
  dobbiamo fare e quelle che non dobbiamo  fare;  su alcuni aspetti
  del programma potrà dire se è o non è  d'accordo,  per  il  resto
  rimane all'opposizione.
       Cioè  questa  filosofia  estremista  di  volere  imporre  le
  proprie  soluzioni  senza  una  riflessione   serena  dei  fatti,
  soprattutto guardando a quelle  sole indicazioni dell'elettorato,
  chiedo scusa Presidente, ma è una filosofia  che noi non possiamo
  accettare ed il centro-sinistra non può rilanciarsi con ulteriori
  sterzate o con un condizionamento eccessivo  nei  confronti della
  sinistra, la sinistra deve essere rispettata, anche  quella  come
  Rifondazione  comunista, però l'esigenza  del  centro-sinistra  è
  quella di diventare interlocutore rispetto a  fasce  sociali  che
  sono così ampie che nonostante la  demonizzazione  di  Berlusconi
  hanno dimostrato di non preoccuparsi troppo  ed  hanno  votato in
  quella direzione.
       Continuiamo su questa strada  e  vedremo  i  risultati quali
  saranno. Io mi auguro  che  a  settembre,  Signor Presidente, lei
  riesca  a  fare un quadro più  completo  e  più  chiaro  dove  la
  politica abbia più spazi per potere rilanciare il centro-sinistra
  al quale lei tiene e noi teniamo se esiste, ma quando le cose non
  ci sono io mi auguro che ci siano.
       Il problema non è quello di  aggiustare  per rinviare perché
  di rinvio in rinvio, al punto in cui si  arriva  le  cose  stanno
  peggio  del  momento  di  partenza,   onorevole   Cintola,   oggi
  probabilmente  rilanciare è più facile che  a  settembre.  Io  mi
  auguro di sbagliare.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare l'onorevole Ricevuto. Ne ha
  facoltà.

     RICEVUTO.  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  Signor
  Presidente  della Regione,  ho  ascoltato  le  comunicazioni  del
  Presidente della Regione e  francamente  il  giudizio  che  ne ho
  tratto è di totale insufficienza e quindi  il  giudizio che diamo
  noi è di totale insoddisfazione, noi  del  Partito  socialista di
  Sicilia che ha a cuore come tanti, certamente,  le  sorti  di una
  Regione che a nostro modo di vedere, così  facendo si avvia verso
  una china probabilmente irreversibile di una crisi irreversibile.
       Noi riteniamo che vi sia invece bisogno  di un forte impulso
  riformatore, che  superi  anche  le  divergenze  fra  le  diverse
  posizioni politiche, di un forte impulso  riformatore che serva a
  recuperare una posizione forte in  direzione dell'occupazione, in
  direzione dell'economia, in direzione delle riforme.
       Noi abbiamo apprezzato lo sforzo che  ha fatto il Presidente
  della Regione, riteniamo che questa maggioranza  in  sostanza non
  sia  sufficiente,  non  sia  in  condizioni   di  avviare  questo
  processo di riforme.
       Lo abbiamo già detto in passato quando,  con grande senso di
  responsabilità,  abbiamo evitato, ripeto, un  momento  di  crisi,
  irreversibile anch'esso in quel  momento dell'Assemblea regionale
  siciliana, e abbiamo votato a  favore  dell'esercizio provvisorio
  prima, della finanziaria e del bilancio.
       Credo che la  maggioranza sia insufficiente non soltanto per
  i numeri; è insufficiente nella politica.
       Dicevo  che  ho  apprezzato  molto  gli  sforzi  che  fa  il
  Presidente  della  Regione per tenere  insieme  i  cocci  di  una
  coalizione  che  è  totalmente sfilacciata.  Apprezzo  molto  gli
  sforzi  che  ha  fatto  e  apprezzo,  per  la  verità,  anche  la
  sensibilità  che  il Presidente della Regione  ha  dimostrato  di
  avere tentando di confrontarsi con altre forze politiche estranee
  all'attuale quadro di maggioranza.
       Ed apprezzo, indubbiamente, anche il ruolo  svolto dai Ds in
  questa circostanza.
       Però  c'è un però  C'è una  situazione  che  nonostante  gli
  sforzi e di crisi che appare in tutta  la  sua  evidenza  proprio
  attraverso  le  notizie che abbiamo avuto  modo  di  leggere  sui
  giornali ed anche attraverso le dichiarazioni  che  testé ha reso
  in Aula l'onorevole Pellegrino.
       E'  una  maggioranza  che  non riesce  a  trovare  univocità
  d'intenti,  univocità di indirizzi.  Per la verità  -  e  qui  mi
  rammarico di dovere esprimere questo giudizio - non so fino a che
  punto possano interessare tanto le sorti della Regione siciliana,
  le questioni di assetto politico e di quadro  e di coalizione che
  riguardano altre città, altre amministrazioni della Sicilia.
       Questa necessità di vedere tout court  calare a fotocopia le
  coalizioni di Governo in tutte le condizioni della Sicilia, io la
  reputo una cosa che sa di  stato  eccessivamente  invadente delle
  Istituzioni da parte dei partiti.
       Non lo condivido perfettamente, non ritengo  per  altro  che
  questo possa avere una sua rilevanza  pregnante  per  quello  che
  riguarda le sorti della Sicilia.
       Mi accingo alla  conclusione  dicendo  questo.  Da parte del
  Presidente della Regione c'è stato, e  ripeto  apprezziamo  molto
  gli  sforzi che ha fatto in questa  direzione,  un  tentativo  di
  apertura,  di  un  confronto,  di  un   dialogo  con  il  Partito
  socialista di Sicilia.
       Noi  abbiamo  espresso   le   nostre  posizioni.  Noi  siamo
  interessati certamente a  sostenere  le  ragioni  di  un Governo,
  quale che sia, a condizione  che  ai  primi  punti  vi  siano  la
  riforma elettorale,  la  riforma  burocratica  ed  amministrativa
  della Regione e, poi  le  intraprese necessarie ed immediate, per
  dare finalmente sfogo e  spazio allo sviluppo della Sicilia, allo
  sviluppo economico, al  tentativo  di  riassorbire  la mala piaga
  della disoccupazione.
       Nelle sue comunicazioni tutto  questo  non  mi  è  parso  di
  cogliere in verità.
       E,  d'altro  canto,  per  via  dello  sfilacciamento  non  è
  possibile  certamente  pensare  di potere  reperire,  ripeto,  un
  momento di univocità.
       Ecco, noi siamo interessati ad  affrontare  questi  problemi
  con  serietà  e  con  grande senso  di  responsabilità.  Noi  non
  facciamo parte di questo Governo di Centro-sinistra e non abbiamo
  fatto  parte di un Governo di  Centro-destra.  Noi  siamo  sempre
  stati  schierati  al di fuori, siamo  in  posizione  di  terzietà
  rispetto  ai due Poli. Non ci riconosciamo  né  nell'uno,  né  in
  quell'altro Polo, né in quello di Centro-destra,  né in quello di
  Centro-sinistra.
       E, allora, credo che bisogna prendere  atto  una  volta  per
  tutte  che  il  bipolarismo  rigido,  il   Centro-destra   e   il
  Centro-sinistra, hanno fallito il proprio compito  e che è giunto
  il momento, per la Regione siciliana,  invece,  di  assumere  con
  grande senso di responsabilità, iniziative  diverse  che superino
  lo schema bipolare.
       Ecco, arrivo al dunque.
       Credo che sia giunto il momento che  di  fronte  alle  gravi
  emergenze siciliane vi sia un'intrapresa di rapporti fra le forze
  della sinistra e tutte le forze del centro. Noi vogliamo svolgere
  questa funzione di cerniera, anche le forze  del  centro  che non
  sono organiche a questo Centro-sinistra, alle  forze maggiori del
  centro, a Forza Italia, per esempio, con  la quale bisognerà pure
  cominciare a dialogare.
       I  socialisti  in  questa direzione, ripeto,  e  con  questi
  presupposti,  ritengono  di  dovere  proseguire  la  loro  azione
  politica perché ritengono che solo così, fuori dagli schieramenti
  rigidi  del  bipolarismo  calato in Sicilia,  sia  possibile  una
  ripresa  della  iniziativa   politica  riformista  della  Regione
  siciliana.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare  l'onorevole  Leanza.  Ne ha
  facoltà.

     LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono tra
  coloro  i  quali si scandalizzano per il tono di questo dibattito
  che considero positivo con elementi di sollecitazione e di spinta
  che  riguardano  i singoli componenti di questa Assemblea, quindi
  ciascuno  di  noi,  che  riguardano  i  Gruppi  parlamentari, che
  riguardano i partiti che esprimono i Gruppi parlamentari.
       Noi attraversiamo un momento difficile  in  questa  terra di
  Sicilia, un momento in cui la tragedia del lavoro  che si esprime
  anche con fatti di gravità estrema, la tragedia della criminalità
  organizzata e della mafia che non si sa che cosa vuole colpire  e
  per che cosa vuole colpire, ma che certamente colpisce.
       Siamo  in  una  terra  di  Sicilia  in  cui  il  livello  di
  disoccupazione supera i limiti che  può  sopportare  una  civiltà
  civile  ed  ordinata; e  che  ci  sia  un  travaglio  che  questa
  situazione porta dentro le forze politiche, porta dentro i Gruppi
  parlamentari, porta dentro e fuori  questa  Assemblea,  credo che
  nessuno lo disconosce e nessuno lo può disconoscere.
       Il  Presidente  della  Regione  ha  fatto  una  introduzione
  abbastanza compiuta, serena nell'esposizione,  ma carica anche di
  contenuti e della drammaticità di questi contenuti.
       Non ha omesso di dire che c'è  stata  una  verifica,  ma una
  verifica non straordinaria, una verifica che era stata annunciata
  all'atto della costituzione di questo  Governo,  una verifica che
  era per vedere se il percorso fin  qui portato avanti aveva avuto
  alcuni  esiti  positivi,  per  vedere   se  questo  percorso  può
  continuare e come deve continuare.
       Io  non  sono qui per dire che questa maggioranza, poichè ha
  poteri  taumaturgici anche se ci sono contrasti li fa scomparire;
  ci  sono  all'interno di questa maggioranza punti di dialettica e
  punti  di  approfondimento. C'è all'interno di questa maggioranza
  la volontà di trovare il taglio, il passo, la linea, il volo alto
  per  potere  proseguire.  E credo che in questo quadro, in questa
  dimensione  vada  collocata anche la dialettica che si è espressa
  in quest'Aula; poichè però c'è l'urgenza dei problemi, credo vada
  fatta  anche  una assunzione di responsabilità rispetto alle cose
  da  fare,  rispetto  alle  precedenze che per scelte politiche si
  devono   fare  rispetto  ai  provvedimenti  che  quest'Aula  deve
  affrontare.
       Io  non  condivido il parere delle opposizioni e cioè che la
  maggioranza   siccome   è   dialetticamente   interessata  ad  un
  approfondimento non riesce a fare le cose.  In un'Assemblea di 90
  componenti,  certo  c'è  una maggioranza e ci deve essere, ma c'è
  una  responsabilità  che  riguarda l'intera Assemblea.  Semmai ci
  possiamo  dividere  sui  contenuti di questi provvedimenti; ma ci
  sono  molte cose sulle quali credo quest'Assemblea può trovare un
  punto  più  alto  di  sintesi,  un  punto sul quale verificare la
  validità e la capacità di quest'Assemblea, della politica che c'è
  all'interno  di  quest'Assemblea,  di  dare  contributi seri alla
  soluzione dei problemi che sono sul tappeto.
       Su  questa  linea,  certo, c'è il massimo dell'apertura e il
  massimo della disponibilità, non negando che il percorso iniziato
  è  un  percorso  che  deve  subire  alcune  precisazioni,  alcuni
  approfondimenti, per definire meglio il taglio politico, la linea
  di  prospettiva, i contenuti programmatici e strategici di questa
  maggioranza.  Ma  è  un  processo  che  consideriamo  fisiologico
  rispetto  agli  obiettivi  e  rispetto alla straordinarietà della
  situazione nella quale ci troviamo.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Spagna. Ne ha
  facoltà.

     SPAGNA.  Signor  Presidente,  sarò  brevissimo, anzi devo dire
  che  partecipo'  di  controvoglia a questo rito delle verifiche e
  delle  dichiarazioni,  però  lo  faccio  per  rispetto  a ciò che
  avviene  fuori  da  quest'Aula, alla drammaticità del momento che
  vivono molti giovani siciliani, per rispetto anche al gesto di un
  ragazzo,  di  un  padre  di  famiglia  che  decide  di  uccidersi
  sopraffatto dall'angoscia della disoccupazione.
       E  allora, di  fronte  a  questi avvenimenti io credo che le
  forze  politiche abbiano il dovere di dire come la pensano, senza
  scadere  nel  politichese  e  senza  riuscire  ad essere, come di
  solito avviene, incomprensibili.
       Noi,  come Popolari, abbiamo sempre pensato che all'indomani
  delle  Europee  il Governo dovesse registrare la sua maggioranza,
  capire  se  c'era una maggioranza coesa e capace di affrontare un
  percorso alto sotto il profilo legislativo.
       Il  Presidente  Capodicasa  ha sempre detto che di tutto era
  disposto  a  fare  tranne il galleggiamento del suo governo, cioè
  vivere  in  una  fase  di  stasi,  o  peggio, in una fase dove la
  mattina   deve  ricevere  il  benestare  di  qualche  personaggio
  politico  per  continuare  nell'attività  di  governo  e  a quale
  condizione continuare.
       Ci  sono  delle  condizioni  minime  rispetto  alle quali il
  governo  può  avere  un  profilo  costituzionale  ed  un  profilo
  politico.  La  verifica  di  questa mattina serviva a questo.
       Noi   come  Partito  popolare  abbiamo  espresso  il  nostro
  consenso  al  Governo  Capodicasa, il nostro sostegno al percorso
  legislativo  che  è  stato  individuato  e  che va da una riforma
  elettorale che più tempo passa più non si farà e quindi è inutile
  continuare    con    le   ipocrisie,   ad   una   riforma   seria
  dell'Amministrazione   regionale,   ad   assumere   provvedimenti
  impegnativi  sul tema del risanamento finanziario, avviato con la
  legge  finanziaria,  ma  anche  sul  tema  dell'occupazione e del
  lavoro,  cercando  di  rispondere  alla  disperazione dei giovani
  siciliani  con  provvedimenti straordinari che tentano di mettere
  in  campo, come si dice in una famiglia quando si vedono i propri
  figli   morire,   si   mette  in  campo  tutto:  le  risorse,  la
  disperazione, la fantasia.
       L'amico Assessore Papania ha scritto una lettera agli organi
  nazionali  per  dire:  'aiutateci a mettere in campo qualche cosa
  che possa creare occupazione e che possa dare risposte a migliaia
  di  disoccupati'.  Quindi,  il  momento,  i  gesti che sono stati
  fatti,  richiedono  risposte serie.
       Noi diamo questa mattina una risposta seria e diciamo che se
  è  questo  il percorso legislativo del Governo, noi sosterremo la
  maggioranza  in  Aula.  Se  questa maggioranza non c'è, se questo
  orizzonte  politico  non  è chiaro o forze politiche ritengono di
  dovere  ritirarsi  dietro  la  tenda per discutere o per guardare
  scenari  diversi,  credo che devono avere il coraggio politico di
  dirlo.  Per  quanto  mi riguarda non abbiamo nessuna difficoltà a
  staccare  la  spina  e a ritornare ai banchi dell'opposizione dai
  quali siamo venuti.
       Quindi,  signor  Presidente,  non ho seguito con grandissima
  attenzione  il  dibattito,  però mi affido alla serietà di alcuni
  amici parlamentari di altri gruppi politici, da Bartolo Speranza,
  anche  agli amici di Rifondazione Comunista. Il Governo, credo, e
  e  le  forze di maggioranza hanno detto in tutti i modi di essere
  interessati  ad  un'intesa  programmatica  e  politica  su alcuni
  punti,   e  quindi  di  potere  camminare  su  quel  percorso  di
  programma.
       Se  questa risposta è una risposta positiva che non dipende,
  né  da  Roccalumera,  né, con tutto il rispetto che ho di Bartolo
  Pellegrino,  da  quelle  che sono le vicende legate al territorio
  della mia provincia, credo che noi abbiamo l'obbligo di sostenere
  questo Governo, o viceversa trovare strade diverse.
       Rinnovamento   Italiano   ha   posto  problemi  che  ritengo
  apprezzabili e che meritano dei positivi riscontri da parte della
  maggioranza, sia sotto il profilo legislativo, sia anche sotto il
  profilo   della  coerenza,  nel  senso  che  non  si  può  essere
  maggioranza  soltanto  quando  si  chiede alle forze politiche di
  dare  il  consenso  in  Aula e poi non si è maggioranza quando si
  definiscono  percorsi  di governo oppure si fanno atti di governo
  importanti.  Se  uno è maggioranza deve essere partecipe e non ci
  può essere l'alleato di serie 'A' e l'alleato di serie 'B'.
       Bartolo  Pellegrino sa che su questo tema ci troverà con lui
  vicino nel senso che non abbiamo difficoltà a schierarci. Però sa
  anche  che,  chiarite  le  vicende  e ormai è un mese e mezzo che
  stiamo   a  discutere  di  questi  chiarimenti,  e  non  possiamo
  discuterne  oltre,  abbiamo  l'obbligo  di  portare in quest'Aula
  provvedimenti  legislativi,  di  dare  risposte  ai siciliani, di
  essere  coerenti  con  quello  che  è  il rapporto con l'opinione
  pubblica di questa Sicilia che non può tollerare oltre balletti e
  perdite di tempo.
       Onorevole  Presidente,  le rassegno la nostra ferma opinione
  di  venire in Aula, di essere governo e maggioranza o di prendere
  atto  che  non  siamo,  né  maggioranza,  né  governo,  ma di non
  potere  continuare  ancora  con  giornate perdute alla ricerca di
  colloqui, di contatti: il tempo è già scaduto

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la   seduta   è  sospesa  e
  riprenderà alle ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.15, è ripresa alle ore 18.12)

                       PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

   riordino dei beni culturali in Sicilia

   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea

   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  siamo  al  IV  punto  dell'ordine  del
  giorno.  Nella prima  parte della seduta avevamo stabilito che si
  sarebbe  svolta  un'unica  discussione  sul  IV  e  sul  V  punto
  dell'ordine del giorno, trattandosi di argomenti similari.
       Si    tratta    della   mozione   numero   353:   "Opportuni
  provvedimenti per il  riordino  del settore dei beni culturali in
  Sicilia", a  firma Tricoli, Scalia, Caputo, Stancanelli, Granata,
  Strano;   della   mozione  numero  354:  "Censura  nei  confronti
  dell'assessore per i  beni  culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione  ed  impegno  del  Governo  della  Regione  a
  ritirare i provvedimenti relativi agli incarichi ai vertici degli
  organi  periferici  dell'amministrazione  dei  beni  culturali ed
  ambientali e i  decreti  attuativi  degli  stessi,  a  dare piena
  attuazione  alle   mozioni   numeri  210,  212  e  223  approvate
  dall'Assemblea  regionale  siciliana".  Questa  mozione è firmata
  dagli onorevoli  Martino,  Forgione,  Liotta,  Vella.  Quindi  la
  mozione numero 349:  "Sfiducia nei confronti dell'assessore per i
  beni culturali ed  ambientali  e la pubblica istruzione", a firma
  Granata, Pagano,  Catanoso,  Scammacca Della Bruca, Bufardeci, La
  Grua,  Briguglio,  Tricoli, Leontini, Grimaldi, Alfano.
       Passiamo alla fase di illustrazione.  Onorevole Granata, lei
  intende illustrare  la mozione di sfiducia ed eventualmente altre
  mozioni se  risulta  firmatario?  Sì,  è  anche  firmatario della
  mozione numero 353.

     GRANATA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.    Signor    Presidente,   considerato   che   dovrei
  raccordarmi con  gli  altri componenti del Gruppo parlamentare di
  AN proprio sulla  mozione  di sfiducia, desideravo chiedere, se è
  possibile, compatibilmente  con  i lavori d'Aula, quindici minuti
  di sospensione perchè  siamo  venuti  in  Aula  convinti  che  si
  proseguisse il dibattito di questa mattina.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, la
  seduta è sospesa per quindici minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 18,17, è ripresa alle ore 18.52)

    La seduta è ripresa.
       Ha  facoltà di parlare l'onorevole Granata per illustrare la
  mozione  n.  349.  Le  ricordo  che  ha  10  minuti  di tempo per
  illustrare la mozione.

     GRANATA. Io credo di avere la  possibilità  di  illustrare  la
  mozione  in  tempi  molto  più  ristretti  di quelli previsti dal
  Regolamento.

     PRESIDENTE. Lei illustra la mozione di sfiducia, quindi lei ha
  trenta  minuti di tempo, ma vorrei che  lei  non  li  utilizzasse
  tutti e trenta.

     GRANATA.  No,  non  li   utilizzo,   non   avrei   utilizzato,
  probabilmente neanche i dieci minuti che precedentemente mi erano
  stati  comunicati,  perché la mozione di sfiducia, la numero 349,
  che  insieme  ad  altri colleghi del Parlamento regionale abbiamo
  ritenuto  di  presentare  nei confronti dell'assessore per i beni
  culturali, onorevole  Morinello, è  una  mozione che ha, a nostro
  avviso, una forte valenza simbolica oltre che politica.
       Veda Presidente, a noi è capitato spessissimo di trovarci in
  occasioni,   non   soltanto   elettorali    ma,  più  largamente,
  politiche,  ad  invitare  i  siciliani  a, come suol dirsi con un
  termine  che  oggi  va  di  moda,  reindirizzare  il  modello  di
  sviluppo.
       Tantissime  volte, colleghi  parlamentari,  operatori  della
  politica, ci siamo trovati a confrontarci con la necessità che un
  determinato sviluppo monotematico, monoculturale,  in alcune zone
  del  tutto  sradicante  e  difforme  a   quelle   che   erano  le
  caratteristiche dei luoghi, come ad  esempio  nella  provincia di
  Siracusa,  di  cui  la mozione si occupa, noi abbiamo invitato la
  cosiddetta  piccola libera intrapresa siciliana giovanile e non a
  pensare a modelli di sviluppo alternativi.
       Tantissime volte in questo  Parlamento  abbiamo  discusso  e
  abbiamo  ritenuto  di  concordare,  al  di  là  delle  differenze
  politiche, che oggi in Sicilia è  necessario  investire in alcuni
  settori, reindirizzare, appunto, lo sviluppo  in  alcuni  settori
  che sono stati del tutto trascurati.
       E allora la vicenda, una delle vicende  di  cui si occupa la
  mozione  di  sfiducia  presentata  nei  confronti  dell'onorevole
  Morinello, è assolutamente simbolica.
       Si  tratta,  in  estrema  sintesi,  di  questo:  50  piccoli
  imprenditori, che non sono neanche  da  qualificarsi tecnicamente
  come imprenditori, perché si tratta di 50 piccoli azionisti - chi
  pensionato, chi piccolo azionista risparmiatore - mettono insieme
  i loro risparmi ed hanno un' idea, andare a collocare all'interno
  di  una  delle  zone  più degradate, proprio da un punto di vista
  paesistico, dell'intera provincia di Siracusa, se non dell'intera
  Sicilia,  una  struttura  che  fa riferimento a quella cosiddetta
  industria  del  divertimento  che in altre zone del Paese - penso
  alla Riviera romagnola - è un elemento trainante dell'economia di
  quei luoghi.
       Hanno  un'idea,  quella  di  costituirsi  in  società  e  di
  costruire  un  parco  acquatico,  cioè  di  fare degli scivoli e,
  siccome  il  luogo  dove  devono  andare ad edificare deve essere
  vicino  al  mare ma non necessariamente sul mare, quindi, per non
  avere  problemi con il demanio, deve essere un luogo che va anche
  riqualificato  da  un  punto  di  vista paesistico ed anche da un
  punto  di  vista  economico;  hanno come idea quella di andare ad
  individuare,  come  zona per la installazione di questo impianto,
  di  questo autentico parco acquatico, una zona che praticamente è
  a ridosso dell' ISAB, della zona industriale della città.
       Allora, la fotografia della  situazione  è  questa:  in  una
  contrada del comune di Melilli  si  individua  questo terreno, si
  acquisisce  questo terreno, si verifica  un  dato  di  fatto  che
  questo  terreno  non è sottoposto  ad  alcun  vincolo  di  ordine
  paesistico, che non occorre alcun nulla- osta  da parte di organi
  legati all'Assessorato dei beni  culturali, che la sovrintendenza
  non  ha  nulla da eccepire  sulla  costruzione  di  questo  parco
  acquatico e si inizia la costruzione di questa vicenda.
       Ora  potete capire, io  perchè  faccio  questa  cronistoria,
  perchè vorrei che i parlamentari cogliessero l'aspetto fortemente
  simbolico della vicenda che  stiamo  portando  all'attenzione del
  Parlamento  regionale,  questi  50  piccoli  azionisti  fanno  un
  investimento  di  qualche  miliardo,  perchè  sostanzialmente  di
  questo si tratta giocandosi in alcuni  casi,  in  molti di questi
  casi, le loro liquidazioni e le loro pensioni, mettono insieme la
  somma occorrente e partono con quest'impresa.
       Ottengono tutte, dico tutte,  le  concessioni  edilizie  che
  sono previste dalle normative,  dalla prima all'ultima, ottengono
  tutti i pareri, dico tutti i  pareri  da  tutti  gli  assessorati
  regionali competenti, hanno cioè sia  dal Comune di Melilli tutte
  le concessioni edilizie legate  all' impresa che vogliono portare
  a compimento, sia dall'Assessorato del territorio e dell'ambiente
  le   concessioni   legate   ad  altri   aspetti   della   vicenda
  imprenditoriale che hanno  individuato,  cominciano, praticamente
  con la documentazione completa in mano, la  costruzione di questo
  parco  acquatico,  io  inviterei  i   colleghi   parlamentari  ad
  ascoltare  perchè è un fatto che ha  una  sua  valenza  simbolica
  seppure apparentemente insignificante.
       Cosa  succede?  Succede che ad  un  certo  punto  di  questa
  vicenda, a circa tre  mesi dall'inaugurazione di questa struttura
  che era costata i risparmi, gli  sforzi, l'  intuizione, anche il
  voler fare qualche cosa di diverso in  questa Sicilia, dove tutta
  la nostra tensione politica e morale è  rivolta  verso una spinta
  ai  nostri  concittadini a dire che non ci  sono  più  posti  nel
  pubblico impiego, che devono reinventarsi un  lavoro,  che devono
  costruire attorno a settori non  tradizionalmente  battuti, pezzi
  di   uno   sviluppo   diverso,   succede   che,   a    tre   mesi
  dall'inaugurazione,  qualcuno  -  e lo  dico  perchè  l'Assessore
  Morinello  in  questo  non  può  smentirmi -  qualcuno  pensa  di
  indirizzare,  anzi  si  tratta  di  una   piccola   pattuglia  di
  intellettuali, così anzi si autodefiniscono da sempre,  che c'è -
  come suol dirsi in siciliano - 'dove vedono e dove svedono' nella
  nostra provincia, che non hanno mai speso una parola, ad esempio,
  questi    intellettuali,   compresi    alcuni    settori    della
  Sovrintendenza locale, nei confronti di un'opera  di  cui qualche
  volta  si  occuperà  anche  questo   Parlamento,  il   cosiddetto
  parcheggio  di  passeggio  Talete,  centinaia   e   centinaia  di
  tonnellate di cemento armato buttata sulla costa  di Ortigia, con
  un processo che è in corso, che  attraverso  la  finzione scenica
  che si trattava di un'opera di protezione  civile sono riusciti a
  bypassare tutti i permessi, tutte le concessioni  e tutto ciò che
  andava seguito.
       Allora che cosa succede? L'Assessore Morinello riceve questa
  segnalazione  da  questo  gruppo   di   intellettuali  che  si  è
  contraddistinto nella nostra città, soprattutto  perchè  ha fatto
  una violenta polemica sul fatto  che  dopo  aver  ripavimentato e
  ristrutturato  in  modo   pregevolissimo,  l'Assessore  Morinello
  confermerà, con la direzione dell'Assessorato  dei beni culturali
  e della Sovrintendenza quella splendida piazza, che  è piazza del
  Duomo, erano gli stessi che hanno fatto la polemica perchè alcuni
  alberi, credo olmi, erano stati tolti da  questa  piazza dove non
  c'entravano assolutamente nulla, erano stati tolti.
       Praticamente  si  riceve   questa   segnalazione   e  questa
  segnalazione fotografica sta alla  base  di  un provvedimento che
  l'Assessore Morinello prende immediatamente, con  cui  ordina  la
  sospensione dei lavori a questa impresa che  ovviamente  ha tutta
  una  serie  di effetti a catena, su  cui  i  parlamentari  devono
  riflettere.
       Perchè l'impresa che a tre mesi dall'inaugurazione  e  che a
  stento è riuscita a vincere quel braccio  di ferro certamente non
  augurabile a nessuno con l'articolato,  definiamolo così, sistema
  del credito siciliano per riuscire ad arrivare all'inaugurazione,
  perchè dovevano rientrare come imprenditori, erano a  due,  a tre
  mesi dall'inaugurazione e le  ultime  facilitazioni,  chiamiamole
  così, da parte delle banche l'avevano soltanto  perchè  c'era sul
  traguardo,  sulla dirittura d'arrivo  l'inaugurazione  di  questa
  struttura che avrebbe dato lavoro a 100,  a  150  persone, arriva
  sulla base di una segnalazione fotografica e di una lettera di un
  gruppo di intellettuali un provvedimento di  sospensione da parte
  dell'assessore   Morinello  dei   lavori   dell'Acquapark,   cioè
  sostanzialmente viene notificato l'apposizione  di  un  eventuale
  vincolo  retroattivo di ordine paesistico sul  territorio  in  un
  territorio che, ripeto, insiste a 20 metri  in linea d'area dalle
  ciminiere  dell'ISAB  e  che  tutto  può  essere  tranne  che  un
  territorio tutelabile paesisticamente.
       Questo  è  il paradosso su cui ci  andiamo  a  scontrare  in
  questa vicenda, non è che devo dire  io,  l'onorevole  Bufardeci,
  l'onorevole  Sergio Monaco, l'onorevole Spagna  o  qualche  altro
  parlamentare  che si è occupato più o  meno  con  continuità  del
  problema,   avevamo   qualcosa   di   personale   nei   confronti
  dell'assessore Morinello.  Abbiamo cercato di  aprire  subito  un
  dialogo   con  l'assessore,  abbiamo  cercato   di   far   capire
  all'assessore  che non si poteva provvedere  senza  acquisire  la
  documentazione,  questo  dopo  di   me   certamente   l'onorevole
  Bufardeci lo sottolineerà con forza perchè ha  seguito  anche lui
  la  vicenda in modo molto approfondito, cioè  non  c'è  stata  da
  parte del Governo della Regione, dal massimo organo istituzionale
  e  politico  della  Regione  una   verifica   innanzitutto  della
  documentazione per capire e comprendere quali  erano  i documenti
  in possesso di questi imprenditori, una verifica  dei  luoghi, un
  semplice sopralluogo, Morinello ha  riconosciuto  ai  giornalisti
  che in questo gli hanno teso, purtroppo per lui, una trappola, ha
  riconosciuto di avere fatto questo tipo di valutazione in seguito
  al fatto di aver visto una fotografia che gli era stata mostrata,
  ovviamente  nella fotografia,  dall'angolatura  della  fotografia
  c'era un piccolo particolare forse non irrilevante da un punto di
  vista paesistico che le ciminiere di circa 78  metri  che  sono a
  150  metri dal luogo tutelato paesisticamente  sono  state  forse
  casualmente  non inquadrate dal fotografo.
       Allora  questo  è  il  quadro  che   noi  portiamo,  ripeto,
  all'attenzione del Parlamento regionale nei confronti di una (?),
  io lo voglio dire perchè non ho problemi a  dirlo,  io  credo che
  Morinello  in  questa  sua,  d'altra  parte  all'interno  di  una
  compagine  che  sta  cercando  con  tutti i  problemi  di  ordine
  politico,  di maggioranze, di numeri, sta cercando  di  dare  una
  indicazione su alcuni settori condivisibili  in  direzione  della
  legalità, della rotazione di alcune cariche,  di  alcune  vicende
  che  hanno  riguardato  alcuni  pezzi   di   illegalità   diffusa
  all'interno della Regione siciliana, ma su questo  c'è  un  fatto
  che ha una enorme caratura simbolica e  politica  perchè di fatto
  dei cittadini che hanno creduto alle parole di Nicola Cristaldi o
  di Angelo Capodicasa, di Fabio Granata o  di  Peppino Provenzano,
  di Bufardeci o di Sergio Monaco ed  hanno  ritenuto possibile che
  in Sicilia si debba ripartire con un  modello  di sviluppo legato
  ad esempio all'industria del divertimento, alla  libera e piccola
  intrapresa,  a  mettere  insieme dei soldi  per  creare,  creare,
  inventare una attività, si sono trovati dall'oggi  al  domani con
  questo tipo di situazione, la voglio riepilogare  in  due secondi
  perchè tutti ce l'abbiano fissa nella mente.
       Si  sono ritrovati dopo aver pagato tutti  i  tributi,  dopo
  avere  avuto rilasciate tutte le concessioni,  dopo  avere  avuto
  rilasciate le concessioni, aver pagato i tributi  per centinaia e
  centinaia  di  milioni proprio alla Regione  siciliana,  si  sono
  ritrovati  sulla  base  di una fotografia e  sulla  base  di  una
  segnalazione  di  un gruppo di  intellettuali  col  provvedimento
  bloccato,  con  le  banche che hanno sospeso  qualsiasi  tipo  di
  attività ovviamente nei loro confronti di ordine creditizio e con
  una stagione perchè ovviamente una attività come quella legata ad
  un  fatto  stagionale  con  una  stagione che  è  saltata  che  è
  chiaramente  era  l'unica  possibilità di introito  da  parte  di
  questi  imprenditori  immediato per  compensare  l'enorme  sforzo
  finanziario che avevano portato dentro questo tipo di iniziative,
  dentro  questo  tipo di attività.  Allora  io  chiedo,  onorevole
  Cristaldi,  onorevole  Capodicasa  al   Parlamento  regionale  di
  pronunciarsi su un dato che è un dato  di  elementare  cultura di
  governo,  noi  riteniamo  che  al di là  delle  appartenenze  chi
  governa la Regione siciliana deve porre in  essere,  può porre in
  essere  degli  atti  che hanno una tale  e  tanta  rilevanza  nei
  confronti  dei  singoli, individualità come in  questo  caso  che
  occorre avere anche da parte nostra una  capacità di censura, noi
  diciamo ancora di più in questo caso, in  questo caso noi diciamo
  addirittura di sfiducia nei confronti  dell'assessore.
       A  questa  vicenda  se ne è accoppiata un'altra che è quella
  legata  alle  cooperative  edilizie  della provincia di Siracusa.
  Qui devo dire che  la  situazione è un po' meno chiara rispetto a
  quella dell'Acqua Park.  Perchè  è un po' meno chiara?  E' un po'
  meno   chiara    perchè   in   effetti   c'è   una   problematica
  particolarmente  controversa per quanto riguarda l'individuazione
  delle  aree  su   cui   sono   sorte   queste  cooperative  e  le
  autorizzazioni   che   hanno  avuto.  Però,  paradossalmente,  ci
  troviamo di fronte  al  medesimo procedimento ed al medesimo tipo
  di mentalità cioè  ci  troviamo da parte dei cooperatori ad avere
  pagato tutti i  tributi  richiesti  ed  avere  ottenuto  tutte le
  autorizzazioni richieste,  ad  avere  assegnate o aree dove erano
  previsti gli insediamenti delle cooperative o aree dove non erano
  previsti questi  insediamenti  ma  dove  vi era la documentazione
  che, non  sussistendo  ulteriori  aree  dove  potere  allocare le
  cooperative, da parte  del  comune  si è documentato che vi erano
  queste ulteriori aree che servivano a questi insediamenti.
       Chiediamo una conferenza dei servizi e, mentre noi chiediamo
  una  conferenza  dei  servizi  al di là del fatto che ci sentiamo
  rimproverare per aver chiesto una conferenza dei servizi e quindi
  per  voler  mettere  attorno  ad  un  tavolo  Angelo  Capodicasa,
  Salvatore  Morinello, il sovrintendente, i deputati della zona, i
  cooperatori,  ci  troviamo  rimproverati  sui giornali da un alto
  dirigente  della sovrintendenza siracusana, per fortuna questo sì
  vittima  di  un provvedimento di Morinello, che ad un certo punto
  ritiene  di  dover  dire  sui  giornali  che  non avevamo diritto
  neanche  di chiedere una conferenza dei servizi perchè siccome la
  sovrintendenza  aveva  deciso  di  porre  dei  vincoli  in  senso
  retroattivo a quel terreno perchè partiva dal presupposto che non
  si  era  accorto  che  su  quel  terreno si stava sviluppando una
  attività  edilizia  di  tipo  economico legata alla cooperazione.
  Cioè  se come in una città di 150 mila abitanti la sovrintendenza
  non sapesse quello che stava succedendo fino al mese prima e poi,
  all'improvviso, scopre questo fatto perché succede una polemica e
  non  solo vengono bloccati gli insediamenti delle cooperative, ma
  si  fa  di  più,  perchè  mentre  noi chiediamo la conferenza dei
  servizi  e mentre il fustigatore dei costumi di turno ci dice che
  come  politica  non dobbiamo permetterci di cercare di fermare il
  processo  di  vigilanza  sul territorio da parte dell'organo, che
  sarebbe  la  sovrintendenza,  avviene  che  nelle  more di questo
  discorso  arriva  il  provvedimento  di demolizione firmato dalla
  sovrintendenza  cioè  la  sovrintendenza che avrebbe dovuto nelle
  more  cercare  una mediazione e fare delle prescrizioni di ordine
  edilizio,  di  ordine  paesistico,  di  ordine  dei  materiali da
  utilizzare per la costruzione, invece taglia  corto  e tout court
  notifica tramite l'assessorato al  territorio un provvedimento di
  demolizione  di  tutto  ciò  che  era  stato  già  costruito.  Vi
  risparmio sul fatto che queste cooperative  non  erano  fatte  da
  pericolosi malfattori, ma sono le  cooperative  della  guardia di
  finanza che non so da quanti anni  inseguivano  questi  pezzi  di
  terreno per farsi delle abitazioni per  le loro famiglie.  Questo
  è il quadro dentro cui si inserisce questo tipo di ragionamento.
       Allora,  concludendo  ritengo che anche se da un certo punto
  di vista,  seppure tardivamente, per quanto riguarda l'Acqua Park
  c'è stato poi  un  successivo  provvedimento che, devo dare atto,
  l'assessore    Morinello    poi   guardando   le   carte   onesto
  intellettualmente come è,  non  ha potuto fare altro che rendersi
  conto che non poteva reggere quel tipo di impostazione.  Ha fatto
  un provvedimento  in  cui,  legittimamente  per carità, dà alcune
  prescrizioni,  perché   le   prescrizioni  ci  sono  -  non  sono
  prescrizioni  insuperabili,  ma attenzione  Quelle prescrizioni e
  quel tipo di atto che lui emana è come "chiudere la stalla quando
  i buoi sono  già  scappati"  perché  il  problema vero su cui noi
  cerchiamo di  attirare  l'attenzione, in alcuni casi inutilmente,
  dei parlamentari, è  questo:  chi governa la Regione siciliana in
  una fase così  delicata  deve,  prima  di  emanare un atto le cui
  conseguenze possono essere  in  alcuni  casi da un punto di vista
  economico letali per  delle  piccole  realtà  come  quelle che ho
  illustrato, avere  piena  cognizione  dell'atto che sta emanando,
  piena cognizione  dei  fatti,  piena cognizione dei luoghi, piena
  cognizione dei passaggi amministrativi, piena cognizione di tutti
  i procedimenti che  si  sono  susseguiti  e  che  hanno preceduto
  questa sua decisione.
       Allora,  signor  Presidente,  onorevoli colleghi, per noi la
  mozione  di  sfiducia  è  tutt'altro  che un fatto, come dire, di
  astio  o  di  antipatia  individuale  o personale o politica, non
  foss'altro  verso  l'assessore  Morinello,  ben  altri  problemi,
  onorevole Capodicasa, ha questo   Governo, su ben altre questioni
  ci soffermeremo con  altre  mozioni di sfiducia, su questioni che
  riteniamo realmente  essere  questioni  di  fondo  per  chi vuole
  costruire una  fase  politica  diversa  e alternativa rispetto al
  passato in questa  Regione.  Però  resta  un  fatto,  che  questa
  vicenda ha una  caratteristica,  e  la  caratteristica è che è in
  netta contro tendenza  con una capacità di governo, di cultura di
  governo,  di dare  certezza  di  diritto  al  cittadino,  ma  voi
  pensate:  il  piccolo  azionista  della  cosiddetta  Acqua  park.
  Premessa, lo dico qui  non  perchè  ...... ma lo dico perchè è un
  fatto notorio, io  non  conosco nessuno dei 50 piccoli azionisti,
  dopo ecco anche  perchè questa polemica poi .... intellettuali di
  certi circoli  di  ambientalisti  hanno  fatto  circolare, io ero
  diventato il tutore  dei  giochi  acquatici,  al  limite  mi sono
  sempre occupato di giochi più piacevoli, non di giochi acquatici,
  e alla fine  è  uscito  un  ragionamento  che  io  sottopongo per
  l'ultima volta alla vostra attenzione.
       Come  può  il  Governo  della  Regione, la più alta autorità
  legislativa   ed   esecutiva   sul   nostro  territorio  rispetto
  all'autonomia  nella quale crediamo, trasmettere un principio che
  è fondamentale, quello della certezza del diritto a un siciliano,
  quando  tu  siciliano  che  hai  messo  i  50  milioni  della tua
  buonuscita  per  una  idea legata ad una cosa diversa rispetto al
  solito,  non  è  che  hanno  fatto una piccola impresa che doveva
  vivere o vivacchiare con i contributi della Regione, non è che si
  sono  occupati  non  so di quale cultura strana o di quale strana
  alchimia   per  cui  negli  anni  sono  sopravvissute  tantissime
  esperienze  soprattutto  parassitarie  all'interno  della Regione
  siciliana.
       Hanno avuto una idea, hanno ritenuto di dovere investire del
  loro  denaro aprendo un contenzioso fortissimo con un sistema del
  credito  che  ancora  è sordo a riconoscere l'idea, perchè ancora
  anziché guardare l'idea guarda la tutela e la garanzia di ciò che
  quell'idea sottintende e  si  trovano  oggi a vedersi saltare una
  stagione perchè un esponente del Governo della Regione siciliana,
  avendo avuto mostrata una fotografia che escludeva le ciminiere e
  avendo avuto sottolineato  una  denuncia  per  cui a qualcuno non
  andava bene,  forse  interessi  diversi  aleggiano  quelli si sul
  territorio della  nostra provincia, si trova oggi sostanzialmente
  insieme agli altri 49 azionisti sull'orlo del fallimento.
       Questa  è  la  vicenda  emblematica, questa è la vicenda che
  poniamo all'attenzione di questo Parlamento, questa è una vicenda
  che deve servire a stabilire una volta per tutte che non è che ci
  possono  essere  organi  che  sono oltre la politica, deve essere
  chiaro  ai  colleghi  parlamentari perchè se la politica, cioè il
  consiglio  comunale stabilisce di dare alcune concessioni di tipo
  edilizio,  se  l  apolitica intesa come assessorati stabilisce di
  dare altri tipi di concessioni, se la politica riceve da parte di
  quei  cittadini il versamento di centinaia e centinaia di milioni
  di   tributi  per  aprire  quella  iniziativa,  quale  organo  di
  supervisione  può arrivare dopo e stabilire che tutti quegli atti
  sono  illegittimi  perchè  loro dopo appongono il vincolo dicendo
  che ciò che si è autorizzato non si poteva fare perchè in base ad
  una  fotografia  a  qualcuno  non  piace più, che viene edificata
  l'Acqua Park in quel luogo.
       Vi   rendete   conto   qual'è   l'argomento   della   nostra
  discussione,   ciò   significa   che   qualsiasi  iniziativa  sul
  territorio siciliano nel momento in cui, anche autorizzata, anche
  regolarmente  autorizzata  da  tutti  i passaggi amministrativi e
  politici, anche ampiamente pagata da un punto di vista di tributi
  alle  casse della Regione o dei Comuni, anche filtrata attraverso
  tutti  i  meccanismi  della  legalità può essere a un certo punto
  annullata  perchè  qualcuno  si  alza e dice qui apponiamo un bel
  vincolo  di  tipo  retroattivo perchè non ce n'eravamo accorti ma
  questa cosa non si può fare più.
       Ecco noi riteniamo, caro assessore Morinello, caro onorevole
  Capodicasa  che  questa  vicenda  non  può passare nè inosservata
  rispetto  al Parlamento perchè ha una valenza simbolica, si porta
  dietro  tutta  una  serie  di  problemi  che  non sono solo della
  provincia  di Siracusa ma che sono i problemi dei rapporti tra la
  politica  e le sovrintendenza, tra i punti di decisione di questa
  Regione  che  non  può passare inosservata, per questo motivo noi
  manteniamo  ferma  questa  mozione di sfiducia e riteniamo che il
  Parlamento  liberalmente  senza, anche su questo, senza necessità
  di dare a questa vicenda una valenza.
       Io  devo  dire  anche  ha  una valenza politica, io informai
  l'onorevole  Capodicasa  della vicenda, io parlai con l'onorevole
  Capodicasa, beh, anche  lui fu molto perplesso quando si parlò di
  vincoli retroattivi  e  allora  questo ciò che abbiamo rassegnato
  alle vostre attenzione,  alle  vostre  menti, spero che le vostre
  intelligenze sappiano  filtrare ciò che dietro questa mozione noi
  abbiamo voluto esprimere.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
  facoltà. Onorevole Bufardeci,  lei  ha  15 minuti di tempo per il
  suo intervento.

     BUFARDECI.  Spero  di  occuparne  sicuramente  di meno, signor
  Presidente,  onorevoli colleghi.
       Il  collega  Granata ha ampiamente e diffusamente spiegato i
  termini  di  questa  mozione. Vorrei, comunque, richiamare ancora
  l'attenzione dei colleghi e del Presidente della Regione in primo
  luogo perché  mi  sta  a cuore precisare i termini ulteriori e le
  ragioni  perché  io  voto favorevolmente a questa mozione, che ho
  sottoscritto  in  maniera convinta. Sono almeno due le ragioni di
  fondo principali.
       Non   volendo   entrare  particolarmente  nel  merito  della
  questione   ma   soltanto   nel   metodo   tenuto   ed  applicato
  dall'Assessore nella vicenda, terrò a fare presente all'Aula ed a
  lei,  signor  Presidente del Governo regionale, che la prima cosa
  grave  che  viene commessa dall'Assessore al ramo è laddove emana
  il  provvedimento  di  sospensione  dei lavori che riguardano sia
  la  realizzazione  dell'Acquapark  in  contrada di Melilli sia la
  realizzazione di una costruzione di una cooperativa in zona Santa
  Panagia di Siracusa.
       Io   credo   che  un  provvedimento  deve  prima  avere  dei
  presupposti,  la conoscenza piena dei luoghi, la conoscenza piena
  della    documentazione.   E'   mancato   tutto   questo   perché
  l'amministrazione     periferica    e    l'Assessore    a    capo
  dell'amministrazione  periferica  ben poteva richiedere al comune
  di  Melilli  e  al  comune  di  Siracusa  tutti  gli incartamenti
  relativamente    ai    provvedimenti,    ribadisco,   concessori,
  legittimamente rilasciati a vantaggio e della cooperativa e della
  società che  gestirà  l'Acquapark;  invece  la documentazione non
  viene richiesta,  viene  richiesta  in  epoca  successiva,  molto
  successiva  e  comunque  certamente posteriore all'emanazione del
  provvedimento di sospensione.
       Manca un provvedimento di verifica vero e proprio dei luoghi
  e  della documentazione. Quando si fosse esaminata, e peraltro io
  credo  che  strutture  che sono preposte a questo scopo non hanno
  bisogno  di  mesi, parlo di mesi, per verificare se eventualmente
  vi  è  impatto  ambientale,  paesaggistico  così  grave e così da
  essere  sospeso  il  provvedimento ed i lavori conseguenti, basta
  andare  a  vedere, soprattutto per quanto riguarda l'Acquapark, i
  luoghi  e  rendersi conto che siamo in una zona preindustriale in
  cui   siamo   a   pochi   metri   di   distanza  da  insediamenti
  dell'industria  siciliana  Asfalti  e  bitumi e da tutta una zona
  industriale, laddove a 150 metri si intendeva, invece, realizzare
  qualche  cosa  di  ricreativo,  di sportivo, che migliorava e che
  recuperava la zona come era l'Acquapark.
       Ebbene,   nella   fattispecie  l'Assessore  si  guarda  bene
  dall'ispezionare    e    dal    verificare   preventivamente   la
  documentazione;  emana  un  provvedimento  di  sospensione che ha
  comunque avuto uno scopo ed ha raggiunto tristemente un risultato
  gravissimo  che  è quello di avere fatto perdere completamente la
  stagione del 1999, che poteva sicuramente essere svolta e avviata
  regolarmente  laddove non si fosse sospeso, laddove eventualmente
  in  tempi  assolutamente  più brevi si fosse esitata, così come è
  stato   esitato  un  parere  il  quale  prescrive  una  serie  di
  accorgimenti  tecnici  tra  i  quali  addirittura anche quello di
  ridurre  l'altezza  dello  scivolo  per  quanto  riguarda proprio
  questa attività.
       Signor  Presidente,  vi  è un primo errore di metodo laddove
  non  si  emana  un  provvedimento di sospensione senza preventiva
  ispezione  e  senza preventivo esame della documentazione che era
  assolutamente  agevole  riscontrare  ed avere, bastava richiedere
  agli enti  locali  che  hanno  emanato le concessioni, ribadisco,
  legittimamente,    bastava   richiedere   agli   interessati   la
  documentazione, sarebbe stata concessa, poteva essere esaminata e
  sulla  scorta   di   quelli,  eventualmente,  emanare  o  meno  i
  provvedimenti.
       Questo è il primo errore di metodo gravissimo, che non posso
  che rilevare;  il  secondo,  che secondo me è ancora più grave, è
  quello   che   nelle  more  di  ragionamenti  che  hanno  portato
  finalmente ad una conferenza dei servizi che riguarda i programmi
  costruttivi di  Siracusa,  delle aree assegnate alle cooperative,
  nelle more che  finalmente  dopo  avere  disdettato  due volte la
  Conferenza  dei Servizi l'organo periferico dell'Assessorato Beni
  culturali emana un provvedimento gravissimo, un parere attraverso
  il  quale  dice  "amici  miei,  c'è  poco  da  fare,  per  queste
  cooperative che stanno  costruendo,  che sono già arrivate a fasi
  avanzate, siamo già  al secondo piano di queste costruzioni - che
  per altro sarebbe  anche  l'ultimo piano di queste costruzioni -,
  non  c'è   salvezza,   l'unica  soluzione  che  possa  migliorare
  l'ambiente come impatto paesistico è demolire completamente".  Io
  dico che  è  ulteriormente  grave,  gravissimo, che un assessore,
  laddove già si  era  rinviata  questa mozione più di una volta in
  Aula e  io  personalmente  avevo consentito proprio perché sapevo
  esservi da parte  del  Governo l'attenzione per la Conferenza dei
  Servizi che  riguardava  per  intero  la  materia  dei  programmi
  costruttivi e delle aree alle cooperative, nelle more non si deve
  fare uscire  un  provvedimento  dall'organo periferico, perché le
  cose sono due:  o  l'Assessore dice il falso laddove sostiene che
  lui è assolutamente  estraneo  a  tutta questa vicenda - anche se
  poi in conferenza  stampa  si lascia scappare qualche battuta sul
  valore che lui  assegna  a  un  ordine  del giorno che impegna il
  Governo; ovvero lui è vittima sicuramente di un organo periferico
  che non sa governare e non sa gestire e se è così allora è meglio
  che questo assessore non stia seduto al banco del Governo, perché
  io credo che  sia  assolutamente  grave  che per due volte, senza
  entrare - ribadisco  -  nel  merito  della  vicenda,  si  possano
  commettere così  gravi  errori, marchiani errori nel metodo della
  gestione di questa  vicenda  che  interessa,  come  bene ha detto
  l'onorevole  Granata,  cittadini che hanno ottenuto provvedimenti
  concessori legittimi  e  che hanno investito denari della propria
  tasca senza  alcun  contributo,  senza  alcuna sovvenzione, senza
  alcuno spreco da  parte  di nessuno e con un investimento proprio
  frutto dell'attività lavorativa svolta nel passato.
       Un'ultima  parola, perché  non voglio occupare per intero il
  tempo che  mi  è concesso perché i fatti sono talmente chiari. Io
  vorrei dire al Presidente del Governo e ai colleghi tutti: ma che
  Sicilia è  questa, onorevole Capodicasa, che Sicilia è quella che
  lei ci  rappresenta  laddove tristemente ci ricorda stamane che è
  la Sicilia  che  viene  fuori  da  due fatti luttuosi gravissimi,
  quello dell'omicidio  Basile  e quello del suicidio di un giovane
  disoccupato;  che  Sicilia  è  quella  laddove  noi non riusciamo
  neanche a  garantire quel minimo di certezza del diritto al quale
  ogni   cittadino   ha   certamente   diritto,   laddove  anche  i
  provvedimenti  concessori  legittimamente concessi possono essere
  così  vanificati,  calpestati  e mortificati con provvedimenti di
  sospensione prima,  con pareri di demolizione dopo nelle more che
  altro ramo  del  Governo  si  sta  occupando di verificare quanta
  parte e se  tutta  la  parte  - dico io - possa essere salvata di
  questi programmi costruttivi. Ma è legittimo veramente parlare in
  premessa di  una  pseudo-verifica  di un Governo pseudo-balneare,
  perché  già  chiamarlo  balneare  sarebbe  attribuire una valenza
  politica a questo  Governo, laddove per altro si trascurano fatti
  fondamentali del diritto dei nostri cittadini. E' veramente serio
  andare ad arrampicarsi  sugli  specchi di questi fatti laddove al
  cittadino si è  intanto  procurato  il danno irreversibile di una
  stagione  perduta,  perché  l'attività dell'Acquapark, certamente
  siamo già a luglio  inoltrato  e ancora non se ne parla per poter
  essere  eventualmente   completati  i  lavori  e  quindi  avviata
  l'attività e  quindi al ritorno economico dell'investimento e per
  quanto  riguarda  le  attività  delle  cooperative  siamo  ad  un
  provvedimento che vive  di  un parere gravissimo come è quello in
  cui dice "l'unica cosa è la demolizione".
       Onorevole  Presidente  del  Governo e onorevole colleghi e a
  lei  signor  Presidente  dell'Assemblea, non  mi  resta altro che
  rassegnare  -  mi  creda  lo  dico  certamente  non  per  ragione
  personale  nei  confronti  dell'Assessore,  ma  lo dico con grave
  tristezza e  lo dico anche con disappunto e dispiacere - non è il
  modo di governare,  non  è  il  modo di gestire, non è il modo di
  dimostrare  una  capacità  di governo quella che questo Assessore
  per quanto  riguarda queste vicende gravissime ha messo in campo.
  Per cui  io  rimango fermo nella mozione che è stata presentata e
  che  ho  cercato  ulteriormente  di illustrare, così come rimango
  fermo nel  convincimento  che è meglio eliminare assolutamente da
  questi banchi l'assessore al ramo, così come, peraltro, mi auguro
  che anche i  colleghi  che  gli  stanno vicini possano tornare ad
  altro banco di questa sala d'Ercole. Grazie.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
  ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io mi sono
  iscritto a parlare e parlerò brevissimamente perchè ho depositato
  una mozione che abbiamo firmato parecchi deputati del Polo in cui
  esprimiamo  sfiducia   nei  confronti  dell'assessore,  onorevole
  Castiglione.  E  io  ho   chiesto  di  parlare  per  chiedere  al
  presidente della Assemblea affinchè questa mozione venga discussa
  al più presto possibile. Perchè?
       Avevamo annunziato che  avremmo presentato questa mozione di
  sfiducia ma debbo che  fino  all'ultimo  avevamo  sperato  di non
  doverla presentare aspettando le dichiarazioni che questa mattina
  il Presidente della Regione  avrebbe  fatto  in  Aula,  a seguito
  della   verifica  di   maggioranza.   Debbo   dire   che   queste
  dichiarazioni  mi hanno - io  ho  detto  la  settimana  scorsa  -
  preoccupato, ero preoccupato. Queste dichiarazioni mi hanno, devo
  dire,  allarmato  perchè sembrava  quasi  che  al  Governo  della
  Regione siciliana in questi ultimi  otto  mesi  ci fossi stato io
  come  presidente  o  qualche  altro  esponente  del  Polo  e  non
  l'onorevole Capodicasa perchè  nelle  dichiarazioni  si  è  detto
  quello di cui ha bisogno la  Sicilia, non si è detto quello che è
  stato fatto in questi otto mesi. Anzi, si è quasi rivendicato che
  si sono fatti alcuni  provvedimenti  quali  la  legge-voto  o  la
  privatizzazione degli enti come se fosse merito di questo Governo
  e non fossero in  dirittura d'arrivo perchè precedentemente anche
  l'Assemblea aveva lavorato in questo senso.
       Ma la cosa che mi ha  allarmato  di  più  è  stata  la nuova
  istituzione  od il  nuovo  istituto  dell'autosospensione  di  un
  assessore, che io non so  come  qualificare  da un punto di vista
  tecnico-giuridico, perchè ci troviamo in presenza non so se di un
  assessore che non è più  assessore,  di un assessore che continua
  ad  essere  al Governo e  quindi  assessore  ma  non  ha  nessuna
  titolarità  di   un  ramo  dell'Amministrazione  o  chissà  quale
  argomento  di   carattere  giuridico  si  voglia  dare  a  questa
  autosospensione.
       Siccome  io ritengo che ci  si  trovi  qui  in  presenza  di
  persone serie che  vogliono  rappresentare veramente i siciliani,
  io ritengo che questa serietà  non  possa trasformarsi in farsa e
  quindi io, assieme ai miei colleghi di gruppi ed assieme a coloro
  i  quali  hanno voluto  firmare  questa  mozione,  vogliamo  dire
  chiaramente ed a muso che  non  è  possibile  andare avanti così.
  Perchè, signor Presidente della Regione quando lei ha iniziato il
  suo intervento oggi ha  fatto  riferimento all'evento luttuoso di
  ieri a Palermo, al suicidio  di  quel  disoccupato che non sapeva
  come andare avanti.
       Questa è la situazione della Sicilia e noi all'esterno, come
  Assemblea regionale siciliana, appariamo  come coloro i quali non
  hanno a cuore e non  conoscono  i  problemi  della  Sicilia  e si
  baloccano con le dichiarazioni,  con  le petizioni di principio e
  no  affrontano  quella che è  la  questione  morale  che  oggi  è
  argomento essenziale in discussione in Sicilia.
       Ecco perchè io, con il tono il più dimesso possibile, ma con
  la maggiore  fermezza  possibile,  dico  in  questa  Aula, signor
  Presidente dell'Assemblea,  che  non  è  possibile  andare avanti
  così, non possiamo  più  ingannarci  tra  di  noi  e  ingannare i
  siciliani.
       Ecco perché  noi  diamo  grande valenza politica e simbolica
  alla mozione  che  abbiamo  presentato, ecco perché noi riteniamo
  essenziale che questa  mozione venga discussa nel più breve tempo
  regolamentare possibile.
       Per questo io  ho  chiesto di parlare, signor Presidente, ed
  io gradirei che  secondo il regolamento tale mozione possa essere
  affrontata e discussa  in  quest'Aula  perché ognuno si assume le
  proprie responsabilità e  la  si  finisca con le finzioni e con i
  compromessi che  non  risolveranno  più i problemi della Sicilia.

     MORINELLO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. No, la  discussione  è  unificata, quindi se dò la
  parola all'Assessore la discussione è chiusa.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  però la questione che riguarda
  Siracusa è specifica.

     PRESIDENTE. No,  onorevole  Forgione,  ho  specificato  in più
  occasioni che la  discussione  è  unificata, quindi, se lei vuole
  può intervenire.

     MARTINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. La  discussione  è  unificata ed anche l'onorevole
  Martino ha diritto a quindici minuti.  Ne ha facoltà.

     MARTINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io partirò da
  una  constatazione  legata  alla lettura della data odierna che è
  quella  del 13 luglio 1999, è una considerazione alla "Catalano",
  ma  mi  serve  per  richiamare  un'altra  citazione e cioé che la
  storia  non  si  ripete  e  quando  si ripete da tragedia che era
  diventa farsa.
       L'anno scorso, esattamente il 29 luglio del 1998, eravamo in
  quest'Aula per  discutere una mozione contro l'iniziativa assunta
  dal  precedente  Governo  e  dal  precedente  Assessore  ai  beni
  culturali, l'onorevole  Croce,  in  merito  alla  stessa identica
  materia per la  quale  stasera siamo qui a discutere e che stiamo
  sfiorando  la  farsa,   una  tragica  farsa  mi  pare  sia  ormai
  abbastanza evidente.
       L'anno scorso  venne  approvata  quella  mozione ed io posso
  tranquillamente risparmiarmi di  ritornare  a dire le cose che ho
  detto allora  perché  sono rimaste praticamente immodificate ed è
  sufficiente il rinvio ai colleghi, se non ricordassero quello che
  allora si disse, alla lettura dello stenografico.
       E tutto ciò  però  non  è  confortante, se ci fa risparmiare
  tempo ci induce a qualche triste considerazione sulla difficoltà,
  sullo stallo davvero in cui è questo Parlamento, quel Governo, ma
  anche questo Governo  in  un  settore  che  io ritenevo e ritengo
  centrale per lo sviluppo di quest'isola.
       Riassumerò  rapidissimamente  alcuni  dei  punti  che  erano
  allora sul tappeto  e  che  sono  oggi  sul tappeto, le nomine ai
  vertici del settore  dei beni culturali che vennero fatte allora,
  e quelle  che  sono  state  fatte  adesso,  sono  sostanzialmente
  caratterizzate  da  margini  di  discrezionalità  troppo  ampi  e
  comunque non sopportabili.
       Allora lamentavo che  non si sapesse se e da chi erano stati
  valutati i titoli  dei soggetti chiamati a ricoprire incarichi di
  vertice dei  beni culturali, stessa identica osservazione posso e
  debbo fare adesso.
       Non so, non  sapevo  e  non  so come siano state valutate le
  attività  globali di cui parla la numero 116 del 1980, sulla base
  delle  quali devono essere effettuate le nomine, non sapevo e non
  so da chi e se siano state valutate le pubblicazioni scientifiche
  delle  quali deve anche tenersi conto nell'attribuzione di questi
  incarichi.
       Per quest'ultimo punto, consentitemi un breve aneddoto che é
  relativo al fatto  che  io  ho  chiesto  ad  alcuni  responsabili
  dell'assessorato,  come  mai  queste  valutazioni  non  venissero
  fatte. Mi é  stato  risposto  che,  intanto le pubblicazioni sono
  molte, e quando  ho  obiettato  che  sarebbe  stato utile, forse,
  nominare una commissione di studiosi, una commissione scientifica
  che  facesse  questa valutazione, mi é stato detto: "E va be', ma
  chissà  quanto  tempo  ci  vuole e comunque costa molto la nomina
  della commissione scientifica".
       Tutto questo offre  un quadro, certamente, sconfortante e dà
  conferma  che   quella   valutazione   di  eccellente  che  viene
  attribuita sistematicamente  a  tutti  é  assolutamente  priva di
  qualsiasi realistica  verifica o, comunque, corrispondenza con un
  esame delle pubblicazioni scientifiche.
       Tutti criteri  indispensabili per effettuare una valutazione
  alla quale corrisponda, poi,  una  serie di nomine che, in questo
  settore,  non  può  e  non  deve  essere,  anche  questo  é  tema
  ricorrente che ho già sollevato l'anno scorso, un fatto meramente
  burocratico, ma deve essere,  molto  più  che  in tutti gli altri
  settori, legato a competenze che sono di carattere scientifico.
       Ma, anche qui, il criterio oggettivo, l'unico forse rimasto,
  che sarebbe  quello della valutazione dell'anzianità di servizio,
  ahimè, a seguito  di  una  interpretazione, ormai, consolidata ed
  erronea a mio giudizio,  viene legato, non solo e non tanto, alla
  anzianità della attività  svolta  nel settore dei beni culturali,
  come sarebbe logico  e  necessario,  ma anche alla valutazione di
  una anzianità di servizio prestato in altri rami del settore, con
  conseguenze   che   sono,   evidentemente,   paradossali,  perché
  consentono, a chi  ha  svolto  la  sua dignitosissima e meritoria
  attività in un settore  del  tutto  estraneo  a  quello  dei beni
  culturali  per venti  anni,  ad  esempio,  qualora  transiti  nel
  settore  dei beni  culturali,  di  trovarsi  ai  vertici  di  una
  amministrazione nella quale é appena entrato.
       Il parere  della  conferenza  dei  sovrintendenti che l'anno
  scorso lamentavamo non  essere  stato  richiesto  dopo che questa
  conferenza si é  pronunziata  nell'ormai remotissimo 1995. Ma, se
  l'anno scorso era  un  fatto  grave,  quest'anno  é, addirittura,
  sconvolgente il fatto che non sia stato richiesto il parere della
  conferenza  dei   sovrintendenti,   perché   é,   nel  frattempo,
  intervenuta,  con  la legge numero 8 del 27 aprile di quest'anno,
  una  modifica normativa che ha trasformato gli assetti ai vertici
  di alcune sezioni dell'assessorato ai beni regionali.
       Ecco allora, che  si  configura un quadro del tutto inedito,
  cioè  un'ipotesi,  l'unica  ipotesi  possibile  é  quella  che  i
  sovrintendenti siano dotati  di capacità di prescienza, in quanto
  nel 1995 potrebbero  e  dovrebbero avere deciso anche materie che
  sono state regolate per norma nel 1999.
       E'  un  tema   importante   che,  però,  io  affiderei  alla
  trattazione dei teologi  medievali  che sarebbero stati felici di
  potersi occupare  della  prescienza  dei  sovrintendenti,  ma non
  credo  sia molto utile  né  per  i  beni  culturali  né  per  una
  corretta amministrazione di questo settore.
       Aggiungo, ancora, che  un  altro elemento, un elemento nuovo
  rispetto   alla    condizione   precedente   é   il   fatto   che
  nell'effettuazione delle nomine  non  é  stato  tenuto  conto, da
  parte dell'assessorato, di  una ordinanza sospensiva del TAR che,
  relativamente ad un concorso per 41 posti di dirigente superiore,
  imponeva all'assessorato la pubblicazione della graduatoria.
       Ora, io non entro  qui  sulla opportunità o sulla liceità di
  un comportamento di  mancato  rispetto dell'ordinanza del TAR, ma
  certo é che, comunque,  allo  stato  questo  non  può  che  avere
  falsato la formulazione delle graduatorie stesse.
       A questo punto,  bisognerebbe  ricordare,  ma  lo  farò solo
  rapidissimamente, perché già  mi  ero  soffermato  il  29  luglio
  dell'anno  scorso,  rimangono   in  piedi  tutte  quelle  che  io
  considero  aporìe  della  legge  116/80  alla  quale  si  sarebbe
  potuto  e dovuto  dare  risposta  mediante  opportuni  interventi
  normativi;    perché   vedete,   signor   Presidente,   onorevoli
  colleghi,  io qui sollevo un  problema  che  non  è  un  problema
  rimediabile con un'aggiustamento  di questo o quello spostamento,
  ricollocando questo o quel soggetto,  io non ho alcun interesse a
  che situazioni individuali vengano tutelate in maniera diversa da
  come sono tutelate oggi, o da come sono regolate oggi, vorrei che
  di questo mi desse atto,  credo, invece, che sia fondamentale per
  il  funzionamento  di  questo   settore   e   per   la   corretta
  amministrazione della Regione che ci siano criteri e regole certe
  che non possono che scaturire da una profonda revisione normativa
  del settore stesso.
       Questo era quello che veniva chiesto nella mozione approvata
  l'anno scorso e che il Governo di  allora, nei non molti mesi che
  lo separavano dalla sua caduta, non ha fatto; questo è quello che
  quella mozione continuava a chiedere  anche  a  questo  Governo e
  che, nei più numerosi mesi che  lo separano dal suo insediamento,
  neanche questo Governo ha fatto.
       Ora, io credo che sarebbe stato opportuno, in una condizione
  di  questo  tipo,  procedere   secondo  l'indicazione  votata  da
  quest'Aula  e  dare almeno avvio  alla  riforma,  alla  revisione
  normativa   di  questo  settore  per   ridurre   i   margini   di
  discrezionalità, per meglio assicurare  la  tutela del territorio
  con una coerenza tra nomine e tutela del territorio stesso.
       Questo non è stato  fatto e ci ritroviamo, stasera, a dovere
  ripetere le stesse identiche cose che abbiamo detto l'anno scorso
  in presenza di un Governo di segno politico diverso.
       Me ne dispiace, me  ne  dispiace  ancora  di  più  perché in
  questa maggioranza io mi riconosco e avrei preferito sottolineare
  i  meriti  della  maggioranza  e   del  Governo  anziché  doverne
  lamentare i limiti e i ritardi e tuttavia devo aggiungere che c'è
  un altro elemento, a mio giudizio, ancora  più grave che mi corre
  l'obbligo però di sottolineare con  grande  franchezza,  non solo
  sarebbe stato opportuno non procedere  a queste nomine, ma quando
  15 giorni fa, o 18 giorni fa,  adesso  non ricordo con esattezza,
  una modifica normativa nazionale  toglieva  alla competenza della
  Corte  dei  Conti  la valutazione  di  legittimità  sulle  nomine
  eravamo a distanza, allora, di  una  settimana  dalla  prima data
  fissata per la discussione di  queste mozioni sulla materia delle
  nomine.
       Sarebbe stato non  solo  opportuno,  ma io credo necessario,
  che, dopo un'attesa così  lunga  su  questo punto, addirittura di
  anni come si  vede,  l'assessore  avesse  atteso  almeno un'altra
  settimana per ascoltare quello che veniva fuori dalla discussione
  in quest'Aula, per sentire il  parere  di  un'Assemblea  verso la
  quale,  io  credo, tutti, ed io  per  primo,  dobbiamo  avere  il
  massimo rispetto, ma che certo non  rispettiamo se ne, in qualche
  modo, anticipiamo o "bypassiamo" le decisioni.
       Questo io avevo  sollecitato all'assessore invitandolo a non
  procedere alla notifica delle nomine  prima che si verificasse, a
  distanza,  dicevo allora, di una  settimana,  la  discussione  in
  quest'Aula;  questo l'assessore non ha ritenuto di voler fare.
       Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'atto dell'assessore
  è assolutamente legittimo, rientra  anche  questo in un ambito di
  discrezionalità e l'esercizio del  potere, ma poiché io credo che
  il potere, se  non  vuole essere tirannico, comporta l'assunzione
  di responsabilità e per  questo  che  io  ed  alcuni colleghi del
  partito  della  Rifondazione  comunista  abbiamo  presentato  una
  mozione che suona censura nei confronti dell'assessore e tuttavia
  voglio dire questo è  un  aspetto  che  ritengo  marginale ma che
  richiede,  invece,  un'impegno   forte   del   Governo   e  della
  maggioranza e di tutta  l'Aula,  non  solo  del  Governo  e della
  maggioranza, perché  questi  provvedimenti  che  potrebbero anche
  essere giusti ma che sono  stati  assunti  in un quadro normativo
  che, credo, in molti  ormai  e  forse  quasi  tutti  riconosciamo
  essere confuso e insufficiente,  vengano  revocati  e  si proceda
  secondo quanto già deciso,  peraltro,  con  la precedente mozione
  dell'anno scorso, prima alla  modifica del quadro normativo e poi
  alla riformulazione dei provvedimenti.

                PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE D'ANDREA

       Mi  pare una norma  di  buona  amministrazione  e  di  buona
  politica ed è per questo  che  io chiedo che questa mozione venga
  votata, al di là di  qualsiasi connotazione di parte, anzi vorrei
  dire che riterrei di fare un pessimo servizio alla sinistra, alla
  quale mi pregi di appartenere  se  non vedessi i difetti che essa
  ha,  se  usassi  quel   'doppiopesismo'   che   io   credo  tanto
  contribuisce  ad  allontanare i  cittadini  dalla  politica  e  a
  screditare tutti quanto esercitiamo questa delicatissima attività
  nelle aule parlamentari e nelle assemblee elettive.

    CROCE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CROCE. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  una  storia
  lunga questa degli incarichi ed è una storia che merita di essere
  rivista attraverso una  riflessione che il Parlamento questa sera
  deve fare anche per gli  atti  che  sono stati presentati e debbo
  dire che questi atti ci  sono  delle  grandi  verità,  le  grandi
  verità  che traduco in una  sola  parola  cioè  l'operato  di  un
  assessore,  una  tragedia,  diceva  l'Assessore,  stavo  parlando
  dell'operato, non credo che si tratti di una tragedia ma quasi.
       Allora, questa sera siamo  chiamati  a  discutere su un atto
  importante presentato oltre tutto  non  so  se  dalla minoranza o
  maggioranza, dal Gruppo  di  Rifondazione comunista, con in testa
  l'onorevole Martino, che ho  ascoltato con molta attenzione e che
  devo dire molte di queste  cose  le  condivido,  non condivido la
  parte.
       Ho detto condivido molte  di queste cose, perchè sono novità
  rispetto al passato, rispetto  a  quello che noi abbiamo discusso
  in quest'Aula, quando si delineò  un  voto  e  quel voto portò un
  Governo, allora io Assessore  per  i  beni  culturali  a rivedere
  nella sostanza tutta la proposta,  qui  si  parla  di altre cose,
  ecco  perchè bisogna  ascoltare  le  persone,  bisogna  avere  la
  pazienza e la tolleranza anche di ascoltare le persone.
       Quindi,   condivido   passaggi   importanti  dell'intervento
  dell'onorevole Martino, escludo  quella parte di quel Governo che
  non ha fatto, invece quel  Governo  ha  fatto,  e quel Governo ha
  fatto anche i concorsi e l'onorevole Martino lo sa, è stato tante
  volte lui stesso ad intervenire  e  a  dire  facciamo i concorsi,
  facciamo quello che dobbiamo  fare  pur  dimettere  ordine  in un
  settore importantissimo che è quello dei beni culturali.
       Allora, io questa sera mi soffermo semplicemente sull'ultimo
  atto che l'Assessore ha voluto  intendere,  ha  voluto fare e che
  poi  coinvolge  anche   tutto  il  Governo,  questo  Governo  che
  stamattina ho detto che  fa  parte di una maggioranza sgangherata
  dimostra ancora oggi  di essere tale perchè effettivamente questo
  Governo poteva rimediare in parte ad alcune questioni che vedremo
  più avanti.
       Prendiamo  le designazioni  dei  sovrintendenti  che  a  mio
  avviso registrano delle  irrazionalità  e  non  solo  anche delle
  disparità di qualifiche,  per  le qualifiche, quindi prescindendo
  da vocazioni problematiche  culturali del territorio, i dirigenti
  tecnici superiori, voglio  leggere un passo importante archeologi
  e solo essi con  l'eccezione  del  sovrintendente  in  carica  di
  Palermo   sono  confermati   nelle   sedi   di   servizio.   Alle
  sovrintendenze a prevalente vocazione architettonica di Palermo e
  Catania i cui territori  costituiscono i capisaldi mondiali l'uno
  del     romanico     nell'accezione    arabo-normanna,    l'altra
  dell'urbanistica  barocca.
       Sono stati preposti  eccellenti direttori tecnici superiori,
  bibliotecari che tale  eccellenza  hanno  maturato operando nelle
  relative biblioteche regionali i cui servizi ed il cui territorio
  d'applicazione sono altri  da  quelli  delle sovrintendenze.  Gli
  articoli caro assessore, gli articoli  16,  3  e  17  della legge
  regionale  116/80  attribuiscono   ai  direttori  di  sezione  la
  responsabilità degli atti finali, sicchè l'esigenza di garanzia e
  di continuità nella  responsabilità scientifica di lavori avviati
  e non è argomento che possa  supportare la conferma delle sedi di
  servizio per sovrintendente in  questo  tratta  la  direzione  di
  sezione.
       Anche per tal verso  sono  state  disattese, mi consenta, le
  mozioni d'ordine dell'Assemblea regionale  n. 210, 212, 223 e 248
  del 1998 e in  specie  caldeggiate rigorosi criteri di conoscenza
  del  territorio  competenze   scientifiche.  La  sezione  VI  del
  Consiglio di Stato con decisione  cui  hanno dato ampio risalto i
  quotidiani del 13 settembre  del  1998  conformemente  al dettato
  costituzionale  a tutela  dell'unità  della  famiglia,  questa  è
  un'altra cosa che lei  deve  ricordare  assessore, ha sancito che
  l'Amministrazione  non  può  trasferire  dipendenti  senza  avere
  considerato  le  loro   esigenze   familiari,   la   proposta  di
  deliberazione  non  tiene in  alcun  conto  tale  principio,  con
  conseguenti palesi disparità a  parità  di  qualifica rivestita e
  incarico funzionale attribuito fra  trasferiti  con  figli in età
  scolare e confermate nelle  attuali sedi di servizio senza carico
  familiare.
       L'assoluta  assenza di  ogni  graduatoria  conseguente  alla
  prescritta ma non operata  valutazione  globale dei curricula dei
  candidati ha reso possibile  anche la violazione di tal principio
  sancito dal massimo organo di giustizia amministrativa.  Appaiono
  mortificate   professionalità   e   competenze   e   taluni   dei
  trasferimenti disposti più che rispondere a criteri di efficienza
  e di tutela del  patrimonio  culturale  siciliano, caro onorevole
  Martino,  sembrano avere  finalità  punitive  nei  confronti  dei
  sovrintendenti e direttori che  hanno operato reggendo gli uffici
  con competenza e professionalità.
       Che non  risultano  rispettati  tutti  i  requisiti di legge
  visto che le schede di due dirigenti tecnici superiore, i dottori
  Vaccaro  -  mi  senta   l'onorevole   Cuffaro  -  e  Villari  per
  motivazioni sconosciute non sono stati neanche scrutinati insieme
  agli  altri candidati che  per  gli  stessi  dirigenti  superiori
  tecnici, i dottori Vaccaro  e  Villari,  con  atto  successivo ed
  unilaterale di una nota del  Gabinetto  numero  1163 del 7 maggio
  1999, non sottoposto ad esame  della  Giunta, è stata proposta la
  collocazione in ruolo per i  quali  è  stato  invece  previsto un
  concorso pubblico.
       Pur in presenza di  svariati atti ispettivi che riguardavano
  le nomine delle figure  apicali che era previsto dovessero essere
  trattate dall'Assemblea regionale il  giorno  6  luglio  1999. In
  spregio ai poteri della stessa Assemblea l'onorevole Assessore ha
  dato esecutività ai citati provvedimenti di nomina con decorrenza
  a  far  data dal 5  luglio  1999.
       Risulta  evidente  la   mancata   osservanza   di   norme  e
  regolamenti, di mozioni votate dall'Assemblea regionale siciliana
  ed altresì sia palese ed ingiustificabile sfrontatezza con cui in
  barba  a  qualsiasi   principio   politico   e   deontologico  il
  regolamento assembleare l'onorevole  assessore  abbia  pensato di
  forzare l'analisi e  l'ispezione  dell'Aula sul suo comportamento
  dando esecutività solo poche  ore  prima  di  questo dibattito ai
  provvedimenti  di  nomina.
       Non possono essere dimenticati  i commenti e le affermazioni
  e gli atti assembleari ispettivi firmati dall'onorevole assessore
  prima che egli ricoprisse  tale  incarico  che  paiono  essere in
  stridente  contraddizione  con   l'agire  amministrativo  da  lui
  altrimenti attuato.
       L'Assessore per i beni  culturali,  ambientali  e  per la la
  pubblica  istruzione  in carica  si  è  reso  responsabile  della
  predisposizione ed attuazione  di  atti  amministrativi  posti in
  essere nella palese inosservanza  di  leggi  e  regolamenti ed in
  difformità   dall'indirizzo  politico  dell'Assemblea   regionale
  siciliana e, altresì,  di  gravissimi  atteggiamenti  in  spregio
  all'istituzione dell'Assemblea regionale siciliana.
       Non può essere  differito  un  intervento  di sospensione in
  autotutela dei  provvedimenti  relativi  alle nomine delle figure
  apicali degli  organi  periferici  dell'amministrazione  dei beni
  culturali  ed   ambientali.   Sarebbe   stato   opportuno,   caro
  presidente del Governo, che avesse aperto una indagine al fine di
  dare  una  risposta   alle   pesanti  illazioni  che  pesano  sul
  trasferimento della dottoressa  Carmela Di Stefano e con ciò, ove
  possibile, a sgombrare le  grigi nubi che si sono addensate sulle
  scelte operate  dall'onorevole  Morinello  per quanto concerne la
  sovrintendenza di  Palermo,  ripeto  la sovrintendenza di Palermo
  che non risultano rispettati tutti i requisiti di legge visto che
  le schede di  due  dirigenti  tecnici  superiori, per motivazioni
  sconosciute e forse  oscure,  non  sono  state neanche scrutinate
  insieme agli altri candidati.
       Le scelte operate  per  la loro discutibile qualità potranno
  causare danni anche erariali all'amministrazione.
       Allora, cari colleghi, a fronte di tutto questo, e non entro
  nel particolare che  è  stato  trattato molto bene dall'onorevole
  Martino quando ha  anche  affrontato  il  tema della sopravvenuta
  legge 8 e quindi nell'ambito di quel disegno di legge che è stato
  da noi valutato positivamente  ma che, poi, è stato impugnato dal
  commissario e che è poi  stato in un certo senso per alcune norme
  lasciato libero dalla  Corte  costituzionale, non entro in questa
  specie  di problematica  perchè  lo  ha  fatto  bene  l'onorevole
  Martino, ma io ritengo  che  questo Parlamento deve passare ad un
  voto e quindi  impegnare  sopratutto  il  Governo  a  revocare  i
  provvedimenti relativi  agli  incarichi  ai  vertici degli organi
  periferici dell'amministrazione  dei beni culturali ed ambientali
  e i decreti attuativi degli stessi.
       Questo lo dico  perchè,  per  sopravvenute  situazioni e non
  perchè un riordino complessivo nell'ambito dei beni culturali non
  deve essere fatto.  Era  stato  fatto  ed  era quello giusto.  E'
  stato manomesso ed adesso  si  trova  in  una situazione di crisi
  profonda perchè quello che è stato fatto adesso non risponde alla
  legalità dei provvedimenti  quindi,  a  revocare  anche  - mi sia
  permesso e mi sia  consentito  e  mi  dispiace dal punto di vista
  personale perchè siamo  buoni amici con l'assessore Morinello - a
  revocare la delega  dell'attuale  assessore  regionale per i beni
  culturali ed ambientali  e  della pubblica istruzione; a ritirare
  inoltre i provvedimenti a definire una nuova ipotesi di incarichi
  seguendo graduatorie e criteri di professionalità, conoscenza del
  territorio, competenze  specifiche  e  capacità  manageriali  nel
  rispetto dei requisiti  di  legge come richiesto dalle mozioni n.
  180 del 29 luglio  1998  e  248  del  2  ottobre  1998, approvate
  dall'Assemblea regionale.
       Questo è quanto io  ho  sentito  il bisogno di rassegnare al
  Parlamento, tenendo la barra  al centro ed insistendo su un fatto
  importantissimo, caro  onorevole  assessore lei ha avuto soltanto
  un torto, quello  di  ritirare  questi provvedimenti perchè erano
  già cosa fatta,  perchè rispondevano allora, quando è stato fatto
  da quel Governo, a  quei  criteri,  a  quei  requisiti,  a quelle
  regole che il Parlamento aveva dettato approvando quella mozione.
       L'allora  assessore   dell'allora   Governo  ha  aderito  al
  Parlamento  ed   aveva  presentato,  conservando  per  intero  la
  proposta  che il  Parlamento  aveva  fatto,  che  era  quella  di
  considerare la comunità scientifica un fatto di grande rilevanza,
  un fatto importantissimo e  su cui si basava tutta la proposta di
  quel Governo e  di  quell'Assessore.  Pertanto,  non si capisce o
  non si vuole  capire perchè sia stata trasferita la dottoressa Di
  Stefano dalla  Sovrintendenza  di  Palermo,  l'unica  che aveva i
  requisiti insieme  alla  dottoressa Fiorentino e al Dottore Vozza
  di rimanere al proprio posto in quanto la comunità scientifica ne
  aveva fatto un  espresso  riferimento  per  tutta  una  serie  di
  attività che queste persone stavano portando avanti.
       Che  ci  dica  chiaramente  attraverso  indagini, attraverso
  iniziative del Governo il perchè la dottoressa Di Stefano è stata
  trasferita anche se devo dire è stata trasferita in un territorio
  molto amico del  sottoscritto che è la provincia di Trapani, però
  questo non significa che avete fatto una cosa giusta.
       Avete secondo  me  violato  una  indicazione  del Parlamento
  allorquando il Parlamento  aveva  dato  un segnale ben preciso di
  difesa degli archeologi della comunità scientifica.
       Quindi su questa  materia  e  su queste questioni ci vedremo
  più avanti, caro  Assessore  e  mi  auguro  che  tu possa passare
  indenne questa sera  il  voto,  vedo  che  ci  sono  tanti che ti
  difendono  ma io  sono  dall'altra  parte  perchè  credo  che  tu
  francamente  non   hai   operato  nel  senso  desiderato.  Dovevi
  semplicemente tenere conto  della  legge  116 per dare alla legge
  stessa efficienza e  per  dare la possibilità anche in un settore
  così importante come quello dei beni culturale di un riordino che
  invece ancora oggi  è  motivo  di  diverse  impostazioni e quindi
  ancora oggi è motivo di discussione.
       Ne  vedremo   ancora   delle   belle  perchè  tanti  ricorsi
  pioveranno  sul   tuo  tavolo,  sul  tavolo  del  Governo,  tante
  professioni sono state mortificate, come diceva anche l'onorevole
  Martino e su  questo  siamo  d'accordo ma non possiamo accettare,
  non possiamo  tollerare atteggiamenti e prevaricazioni, devo dire
  ne stai facendo  un  cattivo uso del tuo esercizio perchè laddove
  tu sei  arrivato  potevi  benissimo ritenere soddisfatte tutte le
  indicazioni che tu  stesso avevi dato in Parlamento e quindi dare
  la possibilità di  avviare  e  di  accelerare  la  procedura  per
  riordino complessivo di questo settore così importante.
       Quindi caro assessore, io spero non solo nella censura e che
  il Governo possa  ritirare  gli  atti  ma  spero  anche perchè il
  Parlamento faccia giustizia  e  che  questa  sera  ci sia un voto
  contro l'assessore che non ha operato bene.

     PRESIDENTE. Grazie onorevole Croce.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, noi un anno
  fa  lo  ricordava  l'onorevole  Martino,  proprio  in  quest'Aula
  discutemmo e  approvammo  una  mozione  di censura dell'onorevole
  Croce e probabilmente oggi non ci troveremmo in queste situazioni
  e  in  queste  condizioni  se  la  Giunta  riunita  con  Alleanza
  Nazionale, oggi  non  ci  troveremmo  in queste condizioni signor
  Presidente della Regione  se il Governo di centro sinistra avesse
  proceduto anche  sulla  base  di  quella  mozione  approvata  dal
  Parlamento e che aveva come primi firmatari i capigruppo di tutta
  l'opposizione,  credo proprio lei onorevole Presidente Capodicasa
  tra gli altri,  di  quella  che  allora  era  l'opposizione se il
  Governo di  centro  sinistra  avesse  proceduto a stabilire norme
  certe, criteri trasparenti  per  le nomine ai vertici del settore
  ai beni culturali,  se  insomma  avesse posto mano a tutta quella
  parte di riforma  normativa  in  nome della quale noi contestammo
  non il  provvedimento  su  una singola scelta operata dall'allora
  assessore Croce ma contestammo la filosofia complessiva di quelle
  nomine.
       La critica allora era di tutto il centro sinistra ed era una
  critica  mossa  in   nome  di  un  bisogno  di  progettualità  da
  sviluppare  sul   settore  dei  beni  culturali  di  una  riforma
  complessiva di questo  settore  e  una  nomina  anche certa di un
  operato di  un  assessore  che  allora  politicamente  con quella
  mozione il centro sinistra tutta assieme sfiduciò.
       La  mozione  della  quale  anch'io  sono  firmatario,  primo
  firmatario  l'onorevole  Martino,  riprende  all'80  per  cento i
  contenuti di  quella  mozione contro l'assessore Croce, di quella
  mozione che un anno fa questo Parlamento approvò.
       Io   vorrei  essere  chiaro  su  questo,  perché  anche  qui
  l'Assessore  dovrebbe usare toni più sobri anche quando polemizza
  con  le  opposizioni  e  quando tiene aperto un confronto con chi
  esprime dissenso dalle proprie scelte.
       Noi non abbiamo una posizione di conservazione. Noi sappiamo
  bene che attorno alle Soprintendenze si sono addensati interessi,
  centrali di potere, soprusi. Sappiamo bene che le Soprintendenze,
  per  il  peso  che  hanno  nella  gestione  dell'ambiente  e  del
  territorio, rappresentano uno dei veri centri di potere di questa
  Regione  e  anche  uno  dei  centri  di  potere  della burocrazia
  regionale.
       Non abbiamo alcuna passione per il mantenimento dello status
  quo  e  chi  dice  questo vi assicuro che non può essere tacciato
  invece  di  essere il portavoce di chissà quali poteri, di chissà
  quali  interessi,  di  chissà quali centrali occulte, come troppo
  facilmente  da  settori  del  governo  ci  si  lascia scappare in
  affermazioni quantomeno incaute.
       Noi,  quindi, non abbiamo alcuna posizione di conservazione.
  Sappiamo bene che questo settore va riordinato. Sappiamo bene che
  ci sono persone che da troppo tempo occupano la stessa posizione,
  lo  stesso  posto,  lo  stesso  ruolo, che da troppo tempo quelle
  persone gestiscono, spesso senza controlli, un potere immenso che
  riguarda gli assetti, la gestione, i vincoli su un territorio.
       Il  mio  stesso  partito più volte nelle realtà periferiche,
  nelle  diverse  province, ha levato denunce contro la gestione di
  alcune Soprintendenze, ha chiesto rimozioni.
       Vede,  onorevole Croce, perché io e lei non ci troveremo mai
  d'accordo?  Perché lei è venuto qui a difendere un signore che si
  chiama  Villari  e  noi  siamo tra quelli, invece, che ne abbiamo
  chiesto  la  rimozione. Anzi, abbiamo ritenuto che l'Assessore ha
  impiegato  troppo  tempo,  c'è  voluto  un  avviso  di  garanzia,
  praticamente, e un rinvio a giudizio perché l'Assessore adottasse
  quel provvedimento.
       Chi ha chiesto la rimozione di Villari lo ha fatto davanti a
  Villari  nel  convegno di Legambiente. Il sottoscritto, dopo aver
  fatto  diverse interrogazioni parlamentari, lo ha fatto davanti a
  lui,   sullo  stesso  palco,  seduti  a  fianco.  Lo  ha  chiesto
  pubblicamente  davanti  a  lui  e davanti al Procuratore di Enna,
  anch'egli sotto inchiesta per la gestione e i traffici occulti di
  beni  culturali e di reperti archeologici lì, l'ha fatto nel modo
  più  trasparente  possibile  e non si spiegava perché l'Assessore
  ancora tardava nell'assumere quel provvedimento.
       Anche  sulla  Villa  del Casale abbiamo contestato l'operato
  dell'Assessore,  abbiamo contestato la reazione che l'Assessore e
  questo  governo  ha  avuto con la richiesta dei Vespri siciliani,
  dell'esercito e così via.
       Quindi,  la  nostra  posizione  è  stata  ed  è trasparente.
  C'erano  punti  di potere nella gestione delle Soprintendenze che
  andavano  e  per  noi  vanno  rimossi.
       Il  mio  partito a Palermo è stato impegnato in una polemica
  pubblica,  aspra con la Soprintendenza, ma qui a me non interessa
  entrare  nel  caso personale di questo soprintendente o di questa
  soprintendente  o  di  quell'altro. Vedete, ci troviamo in questa
  difficoltà  a discutere dei casi singoli perché questo governo ha
  operato senza un quadro di riferimento normativo certo. Se avesse
  operato  in un quadro di riferimento normativo certo, la bontà di
  una  nomina  o  di un'altra non sarebbe dipesa o non dipenderebbe
  dal fatto che un soprintendente è più amico di una parte politica
  o  di  un'altra,  è amico di Forgione o amico di Zanna e questo è
  già   un   titolo  di  merito  perché  una  parte  politica  come
  Rifondazione  comunista  si distanzi dalla destra. Io lo sfido il
  rischio  di  essere assimilato alla destra, se le posizioni della
  destra  mi  convincono,  ma  non è questo il caso, proprio per la
  distanza  che  separa  me dalle posizioni qui espresse con grande
  linearità dall'onorevole Croce.
       Non  è  questo  il  punto. Il punto è che oggi ci troviamo a
  dover  discutere anche del caso singolo perché questo Assessorato
  ha voluto  operare  così,  invece  che  prima  e  preventivamente
  costruire un  quadro  di  riferimento certo, criteri certi per le
  nomine, anche  un  comitato  di  valutazione  scientifica, guardi
  Assessore con la stessa velocità con la quale un assessore nomina
  i propri consulenti  -  e anche il suo assessorato ne ha nominato
  di consulenti - si poteva nominare un comitato scientifico subito
  per la valutazione  di  alcuni criteri e la scelta di alcuni nomi
  in rispetto di  questi criteri. Quindi noi non stiamo qui a dire,
  Presidente della  Regione  e  Assessore  Morinello,  che  bisogna
  mantenere lo status quo, né siamo qui, e vorrei che fosse chiaro,
  per trattare su questo  o  su  quel  nome,  il  mio partito non è
  impegnato  nel   mercato  dei  sovrintendenti,  nel  mercato  dei
  direttori, nel  mercato  dei  dirigenti  dell'Assessorato ai Beni
  culturali,  questa   è  una  pratica  fin  troppo  scoperta,  non
  appartiene  alla  nostra  cultura,  non  appartiene  alla  nostra
  pratica politica,  siamo  qui  infatti  a contestare l'assenza di
  regole, di criteri,  di norme certe di trasparenza e a contestare
  anche a  questo Governo di non essersi distaccato e differenziato
  da quello  precedente,  siamo  qui  a  contestare la similitudine
  dell'Assessore  Morinello  con  quella  dell'Assessore Croce, poi
  possono cambiare  i  nomi  e lo ripeto qualche sovrintendente può
  essere  più   amico   mio   di   quanto   un  altro  fosse  amico
  dell'Assessore Cuffaro,  ma  non  è  questo  il  problema che noi
  solleviamo.  Sarebbe  davvero  poca  cosa  e  svilirebbe anche la
  contestazione che  noi oggi solennemente in quest'Aula portiamo a
  questo provvedimento.  E  allora?  Ancora questo Governo ce l'ha,
  al di là  dei  provvedimenti  adottati  e noi li contestiamo e li
  stiamo contestando e sappiamo che c'è una forte componente dentro
  questi provvedimenti  di illegalità e di violazione delle norme e
  su questo punto qualunque governo ha il dovere di dire "Noi siamo
  pronti a  riconsiderare  tutti quei provvedimenti che palesemente
  violano  le  norme",  e  questo  lo  chiediamo  al  Governo,  qui
  pubblicamente in quest'Aula, ma chiediamo anche:  "Questo Governo
  assume ancora  oggi la responsabilità e l'impegno per arrivare ad
  una revisione  di  tutta la normativa sui criteri di assegnazione
  degli incarichi e le nomine?  E rispetto a questo impegno c'è una
  disponibilità politica per rendere trasparente - la progettualità
  è cosa più complicata - un percorso che si vuole imboccare, anche
  sulla base  di un dibattito parlamentare, c'è la volontà politica
  a dire che  sulla  base  di  questi  nuovi  criteri  normativi si
  possono rivedere  e revisionare anche le nomine fatte?". Questo è
  il punto  che  noi  poniamo  in  quest'Aula, non un atteggiamento
  pregiudiziale, ma una forte contestazione, una forte critica, una
  critica ad  una  gestione  approssimativa  e  per alcuni aspetti,
  politici  e   non,  anche  familistica  di  questo  settore.
       Una contestazione  e insieme una disponibilità al confronto,
  siamo qui  non  solo  per  contestare  l'Assessore,  ma anche per
  rilanciarvi la sfida. Avete la forza politica e la capacità anche
  rispetto agli  impegni  assunti con queste nomine, avete la forza
  di dire in quest'Aula che definiti i criteri certi per le nomine,
  definiti i  criteri  per  gli  incarichi nella direzione dei beni
  culturali provinciali  e  regionali si rivedono le nomine fatte e
  si  riconsiderano   tutte   quelle  nomine  che  sono  in  palese
  violazione e  per quanto mi risulta, Assessore Morinello, un buon
  trenta per  cento in palese violazione della normativa esistente,
  così come ha esposto anche puntigliosamente l'onorevole Martino.
       Vedete, c'è un  punto,  Presidente  della Regione, Assessore
  Morinello, amici del centrosinistra,  che io proprio non lascerei
  alla  destra  e  all'onorevole  Croce,  ma  è  proprio  un  punto
  politico. Come non lo capite, amici del centrosinistra, la deriva
  che rischiate di imboccare,  il  regalo  che  state  facendo alla
  destra  e questo punto  è  il  rispetto  del  Parlamento,  questo
  Parlamento è morto anche  per la precarietà di questa maggioranza
  oltre che per l'irresponsabilità  del  centrodestra  e voi con un
  atteggiamento che non tiene  conto  della  volontà del Parlamento
  rischiate di fare il più grande regalo alla destra.

                 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

       Assessore Morinello, io l'avrei sfidato il Parlamento, anche
  a costo di andare sotto,  ma  non  avrei  firmato  il decreto che
  assegna  le nomine quattro  giorno  prima  della  discussione  in
  quest'Aula, c'è un problema di rispetto, e se la sinistra, la sua
  parte politica, caro  Assessore  Morinello,  rinuncia ai principi
  costituzionali  del  rispetto  del  Parlamento,  la  deriva  sarà
  plebiscitaria  e  lei,  il  suo  partito,  questo  centrosinistra
  sgangherato conterà sempre  meno,  perché  vinceranno  gli uomini
  come Croce,  come  Provenzano,    questi  signori qui passeranno.
  Passeranno questi  signori  qui, non aspettano altro, perchè così
  hanno  operato  loro   per  due  anni  e  mezzo  in  questa  Aula
  parlamentare.  E però  oggi  Croce  può  venire  a  dire:  io  ho
  aspettato il pronunciamento del Parlamento e le ho riconsiderate.
  Lei, invece,  le  ha  firmate  quattro  giorni  prima proprio per
  evitare una discussione in questo Parlamento.
       E io lo so bene che  anche  il  mio  intervento  è monco per
  questo perchè io le  chiedo,  assessore,  di riconsiderare alcune
  nomine, io le chiedo, assessore, di fare delle norme certe per le
  assegnazioni  degli incarichi  direttivi  nel  settore  dei  beni
  culturali. Ma lei lo ha  già  fatto,  perchè  lei ha messo questo
  Parlamento  fuori  dalle   condizioni   di   poter  discutere  ed
  interloquire anche con  lei  su  queste scelte, indipendentemente
  dalla  bontà  della  rotazione. Ed  io  su  questo  mi  sono  già
  pronunciato  dicendo:   nessun  atteggiamento  di  conservazione,
  nessuna   camicia  di  protezione   per   questo   o   per   quel
  sovrintendente, per questa o  quella  sacca di potere che attorno
  alle sovrintendenze si è  coalizzata  e coagulata nel corso degli
  anni.
       Queste sono le critiche.  E  rispetto  a queste critiche noi
  aspettiamo  un  pronunciamento  del  Governo.  Abbiamo  avuto  un
  atteggiamento duro e netto  di contestazione ma vi offriamo anche
  una disponibilità a capire qual'è l'intenzione di questo Governo.
       Non ne avrete molte  occasioni,  signori  del  Governo,  con
  questa  maggioranza  precaria   e   traballante   e   con  questi
  parlamentari con la valigia in  mano  da una parte all'altra. Lei
  potrà  anche passare, assessore  Morinello,  se  sulla  base  dei
  rapporti personali, così come  fu  eletto  lei assieme agli altri
  assessori al momento di questo Governo con voti che passano dalla
  destra al centro-sinistra e così via, probabilmente potrà passare
  anche  questa  sera, rispetto  a  queste  mozioni,  ma  non  avrà
  risposto  al   nodo   politico,   programmatico,   alla  coerenza
  legislativa,  al  rispetto  parlamentare  che  noi  chiediamo  al
  Governo in quest'Aula.
       Rifondazione comunista, che ha  firmato  la mozione di cui è
  primo firmatario l'onorevole Martino,  vi  contesta  e  vi chiede
  anche un pronunciamento.  Sulla  base  di  questo  pronunciamento
  sappiate  che  noi  siamo   pronti  a  sviluppare  la  più  netta
  opposizione rispetto ad atteggiamento  di  chiusura e di ottusità
  di questo Governo ma  siamo  disponibili,  anche,  a  riaprire il
  confronto.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà di parlare l'onorevole assessore per i
  beni culturali, per replicare.

     MORINELLO, Assessore per i  beni culturali ed ambientali e per
  la pubblica  istruzione.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,
  evidentemente  le  mozioni   che   riguardano   la  mia  persona,
  sicuramente  per  il  contenuto  certamente  diverso  e  distinto
  rispetto  alle   questioni   enucleate,  sono  sovraccaricate  di
  significati  politici  perchè  è  evidente  che  l'oggetto  delle
  mozioni non meritavano, a mio  avviso,  a mio modesto avviso, con
  tutto il rispetto del Parlamento  a  cui  non vorrei mai mancare,
  certamente nè una mozione  di  sfiducia  individuale  per un atto
  che, dirò dopo, è pienamente legittimo, nè una mozione di censura
  individuale per un atto  collegiale che investe la responsabilità
  dell'intero Governo.
       Per  cui  logica  avrebbe  dovuto  che  la  sovraesposizione
  dell'assessore per i beni culturali venisse meno e che invece, la
  censura  venisse ridotta all'intero  Governo  che  ha  varato  le
  nomine, certo, su proposta dell'Assessore per i beni culturali.
       Nessuna fretta, nessun fatto  compiuto  è  stato prodotto, è
  stato fatto allorquando noi  abbiamo,  non  solo  ottemperato  ai
  dettami  di  legge, e dirò  in  modo  analitico  anche  le  varie
  questioni che  sono oggetto delle mozioni possono essere smontate
  dal punto di  vista  della  legittimità  e  dei  contenuti, ma io
  ricordo a tutti voi  che il Governo è stato invitato da un ordine
  del giorno a fare  in  fretta  per  il varo delle nomine, dopo il
  ritiro del provvedimento del precedente Governo.
       Per cui  non  vorrei  rispondere né alle filippiche, né agli
  interventi  a  volte  propagandistici  che  esulano dal contenuto
  delle  mozioni,  dell'argomento, vorrei solo ricordare perché per
  quanto riguarda  la  mozione  che riguarda le vicende di Siracusa
  noi   abbiamo  avuto  modo  di  parlarne,  di  discuterne  quando
  l'Assemblea   votò   quell'ordine   del   giorno   che   invitava
  impropriamente l'Assessore a ritirare i provvedimenti.
       Nessun  provvedimento  è  stato  fatto  dall'Assessore  che,
  appunto, poteva  essere  tacciato di omissione rispetto a un atto
  che  la legge delega agli uffici periferici, alle sovrintendenze.
       Qualcuno   certamente  equivoca  sui  poteri  dell'Assessore
  rispetto  all'amministrazione  dei beni culturali, alle leggi che
  regolano  il  settore che danno ampia autonomia e discrezionalità
  alle  sovrintendenze.
       L'Assessore  non  intende  e  né  intendeva  interferire  su
  provvedimenti   chiaramente  legittimi  della  sovrintendenza  di
  Siracusa, su  cui  chiaramente si possono fare ragionamenti anche
  sul   valore   da   attribuire   alla   tutela  del  paesaggio  e
  dell'ambiente, ma  che  in  ogni  caso  non  avevano nessun altro
  effetto   che  quello, appunto,  di  tutelare  il  diritto  delle
  sovrintendenze,  degli  uffici periferici.
       Questo è  stato  fatto a poter visionare i progetti relativo
  all'Acquapark,   alla   costruzione  dell'acquapark  e  alle  due
  cooperative nella contrada Panagia a Siracusa.
       Sono  state  prodotte  anche  altre  interrogazione a cui ho
  risposto.
       Allora, nessun arbitrio, nessuna illegittimità rispetto a un
  atto    che   è   pienamente   legittimo,   sono   ingenerose   e
  propagandistiche,  mi  consentano i colleghi Granata e Bufardeci,
  le accuse  che  vengono  rivolte,  in base alle quali io mi sarei
  mosso solo  in  base  alle  fotografie  ed  in base ad appelli di
  intellettuali, che  hanno  valore  in  sè  gli appelli che devono
  essere raccolti,  ma  che  in ogni caso non possono assolutamente
  compromettere  un  atto  dell'amministrazione che deve basarsi su
  altri elementi  e gli elementi, come lei sa, sono quelli raccolti
  dall'ufficio  periferico  di  Siracusa,  onorevole  Bufardeci che
  notoriamente ha  una  conoscenza  ed un radicamento nel luogo che
  l'Assessore non  ha,  e  sulla base dei quali sono stati prodotti
  quegli atti amministrativi.
       Siamo   stati   anche   a   Siracusa   per  una  sensibilità
  supplementare,  abbiamo  nel  corso  di  incontri,  a  cui  erano
  presenti  gli  stessi  deputati proponenti la mozione di sfiducia
  individuale,  parlato  con  le  categorie  degli interessi lesi e
  abbiamo  chiaramente  detto  che  il provvedimento di sospensione
  delle  costruzioni  non significa assolutamente impedire, che ove
  le  procedure,  ove  i  progetti  che la sovrintendenza visionava
  erano pienamente  legittimi e conformi alle leggi che regolano il
  settore potevano avere l'avallo e il nulla-osta.
       Ci   siamo   prodigati   affinché  l'impegno  assunto  dalla
  sovrintendenza  di  Siracusa  di  visionare  in  tempi  celeri  i
  progetti   e   dare  risposte  positive  o  negative  nell'ambito
  dell'autonomia  assoluta  conferita  loro  dalla  legge  e  siamo
  pervenuti,   non   a   provvedimenti   che   ratificavano  oppure
  inficiavano gli  atti  della  sovrintendenza  di  Siracusa, siamo
  pervenuti, appunto, a provvedimenti autonomi della sovrintendenza
  di Siracusa  che  seppur  con  un  certo  ritardo, certamente non
  imputabile, anche perché è un'osservazione e un rilievo che io ho
  fatto agli uffici  periferici,  al ritardo con cui le ditte hanno
  prodotto la  visione degli elaborati e dei progetti a conclusioni
  diverse che,  certamente, potevano anche motivare il ritiro della
  mozione   di   sfiducia   individuale.  Senonché,  é  intervenuto
  l'elemento   politico   di   quella   sovraesposizione   di  quel
  sovraccaricamento di  significato politico che si è voluto dare a
  questa mozione  di sfiducia individuale, allorquando noi abbiamo,
  in questi  giorni  e  in  queste  settimane,  fatto  una verifica
  politica, con  i  problemi  che questa verifica politica ha posto
  alla coalizione ed al Governo.
       E  chiaramente,  ritengo  che  la  questione  non  meritava,
  appunto, questo esito.
       Sull'Acquapark,  come  sanno  i  parlamentari  proponenti la
  mozione, la soprintendenza  si  é  espressa con un nulla osta che
  potevano continuare  i  lavori  di costruzione dell'Acqua Park, a
  condizione che  si  osservassero alcune prescrizioni. Quindi, una
  risposta positiva.
       Sulla vicenda delle cooperative, una vicenda molto complessa
  ed  aggrovigliata,  come  conveniva  l'onorevole Granata, si sono
  sovrapposti  altri  elementi: la revoca del programma costruttivo
  da parte  di  un ufficio dell'assessore al territorio e ambiente,
  inchieste  della  magistratura  sulla  procedura insolita con cui
  l'assessorato  al  territorio  e  ambiente  ha  autorizzato  quel
  programma costruttivo.
       Questa  é  la  pura  e  semplice  verità.  Non  possiamo  in
  quest'Aula,  altrimenti  sviliremmo  anche  il senso della nostra
  discussione,  del nostro dibattito, poter inserire altri elementi
  che non sono quelli fattuali, oggettivi e veritieri.
       Questo per  quanto  riguarda  la  vicenda  di  Siracusa.  La
  vicenda delle nomine, come voi sapete, é una vicenda fondamentale
  attorno   a   cui   questa   Assemblea,   questa  legislatura  e,
  sicuramente,  altre legislature hanno ragionato perché, onorevoli
  colleghi, é  la  prima  volta  da  quando  é  stata  istituita la
  soprintendenza unica,  che  si  fanno le nomine, nomine organiche
  che investono  108 persone e che, chiaramente, non potevano, come
  sa l'onorevole  Croce, come sa l'onorevole D'Andrea che su questa
  vicenda  é   iniziato   l'iter,   un   percorso   che   é   stato
  definitivamente   compiuto,   non   poteva,   appunto,  suscitare
  contraddizioni, non poteva suscitare opposizioni, che io ritengo,
  però debbono essere lette alla luce dei problemi fondamentali che
  oggi hanno l'amministrazione dei beni culturali in Sicilia.
       Io  cercherò,  signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  di
  entrare anche  nel  merito, fatte queste dovute considerazioni di
  natura politica,  che  la strumentalità e la propaganda di alcuni
  elementi possono ben lasciare il posto a considerazioni di natura
  oggettiva e  possiamo dire che ogni utile elementi di valutazione
  sull'operato  del  Governo  regionale,  in occasione delle nomine
  relative  agli  incarichi  ai  vertici  degli  organi  periferici
  dell'amministrazione  dei  beni  culturali,  per  fare  questo  é
  doveroso fare cenno brevemente agli antefatti che molti deputati,
  forse, non  ricordano  e  che  io  voglio qui ricordare per dare,
  anche,  oggettività  al  nostro  ragionamento,  anche  al  nostro
  scontro. Agli  antefatti  che hanno condotto al varo dell'attuale
  piano di nomina.
       Ritengo necessario  precisare  che  il  lavoro  da  me e dal
  Governo  svolto  in  ordine  alla  complessa  problematica  delle
  nomine, non  si  pone,  onorevole  Croce, in assoluta rottura con
  quanto   operato   dal  precedente  Governo,  bensì  di  parziale
  revisione di  alcuni  criteri  e  di  alcune  valutazioni che non
  sembravano   conformi   ai  principi  di  legittimità,  onorevole
  Forgione, e di buon andamento della pubblica amministrazione.
       Ne consegue  che  l'attività  valutativa  si  è  ispirata  a
  mantenere   nella   sua   impalcatura   generale   tutte   quelle
  considerazioni   giuridiche   che   avevano   ispirato   l'ultimo
  organigramma proposto  dall'assessore pro-tempore, che rispondeva
  anche ai  dettami fissati dalle mozioni, approvate dall'Assemblea
  regionale e di  cui  gli  unici  depositari  non  possono  essere
  certamente    l'onorevole   Forgione   e   l'onorevole   Martino,
  rivolgendosi esclusivamente  a  riconsiderare la parte finale del
  procedimento già da tempo avviato.
       D'altro  canto  ripercorrere  "ab origine"  il  procedimento
  disconoscendo   quanto   già  si  era  perfezionato,  significava
  differire  sine die  la  concreta  ed auspicata attuazione di uno
  stabile assetto dei vertici  nel  settore  dei  beni culturali in
  Sicilia con gli ineludibili danni che ne sarebbero derivati.
       Dato,  dunque,  per  acquisito  il  percorso  amministrativo
  pregresso nel riesame  del  piano delle nomine si è tenuto conto,
  sia  dei  rilievi   che  la  Corte  dei  Conti  aveva  mosso  sui
  provvedimenti  varati  dal  precedente  Governo,  sia  di  alcuni
  criteri ed  applicazioni  che  non  convincevano  sul piano della
  rispondenza   all'efficacia  dell'azione  amministrativa  e  alla
  coerenza normativa.
       Si  è  dunque  preso  atto,  a  seguito  delle  osservazioni
  dell'organo di  controllo, che  alcuni  degli incarichi conferiti
  ex-articolo 19,  scusate  per  il  modo  con cui sto' procedendo,
  della legge regionale 116 esulavano dall'ambito applicativo della
  citata disposizione  e  potevano essere diversamente attribuiti e
  questo è stato un "vulnus" delle precedenti nomine del precedente
  Governo, cioè  i  direttori  dei  due centri di restauro dovevano
  avere i  titoli  di  dirigenti  tecnici superiori e non dirigenti
  tecnici.
       In ordine, poi, alla revisione di alcuni criteri che avevano
  ispirato   le   nomine   ritirate   si   sono   rilevate   alcune
  contraddizioni di  incongruenze  applicative che si è ritenuto di
  dovere eliminare  fermo restando quella impostazione di massima e
  nel rispetto  delle  mozioni  adottate  da  questa  Assemblea; in
  particolare si  è reputato preponderante il criterio di rinvenire
  nel novero dei  dirigenti  in possesso dei requisiti di legge per
  le  nomine  coloro che possedessero caratteristiche professionali
  coerenti con l'incarico da assumere pur dovendo tenere conto, per
  alcune   qualifiche,   delle  rilevanti  carenze  di  organico  e
  dell'inopportunità  di  effettuare  assegnazioni  di personale in
  provincie  lontane  da  quelle  di residenza dei candidati per le
  ovvie difficoltà logistiche che ne deriverebbero.
       Pertanto, non   si   è   proceduto,  onorevole  Martino,  ad
  un'automatica rotazione dei dirigenti aventi titoli di cui non vi
  è traccia nel piano  di nomine di cui oggi discutiamo, ma si sono
  invece distinti per ciascuna proposizione le situazioni rilevanti
  connesse alla natura del posto da ricoprire, alle caratteristiche
  professionali,  all'esperienze   maturate   e   all'anzianità  di
  servizio del dirigente  da  preporre,  preferendo, ove possibile,
  coloro   che   presterebbero   servizio   nello   stesso   ambito
  territoriale, proprio per  tutelare  le  esigenze  di  continuità
  gestionale e scientifiche  e  queste  considerazioni  sono  state
  sistematicamente riportate nelle motivazioni, onorevole Forgione,
  presenti in ciascun decreto  a  differenza di quanto era avvenuto
  precedentemente; precedentemente  non  c'erano  le motivazioni in
  questo atto, in  questi  decreti  c'erano le motivazioni singole;
  inoltre  si  è   provveduto   a  conferire  prioritariamente  gli
  incarichi   apicali   di  capo  istituto  dapprima  ai  dirigenti
  superiori  e  solo  successivamente  i  posti restanti sono stati
  attribuiti  a  dirigenti  tecnici  che  potessero  vantare, oltre
  all'anzianità   richiesta,  un'adeguata  professionalità  ed  una
  esperienza coerente con l'incarico da ricoprire.
       Un ulteriore elemento di razionalizzazione è stato quello di
  non  attribuire  incarichi  "ad interim"  c'erano  dirigenti  che
  avevano sette incarichi, sette "interim",  diversamente da quanto
  operato  dal precedente Governo abbiamo nominato tutti coloro che
  avevano  titoli,  infatti  alle  proposizioni ad interim, ove non
  giustificato   da   carenze   di   organico,  suscita  non  poche
  perplessità,  sia  in relazione all'oggettiva difficoltà da parte
  di  chi  venga  investito  contemporaneamente di più incarichi di
  poterli  assolvere  adeguatamente,  dovendo  ripartire le proprie
  energie  lavorative  in  più  direzioni,  soprattutto  se i posti
  ricoperti avevano riguardo a province diverse, sia al contenzioso
  che  può  insorgere  da  parte  di quei dirigenti che in possesso
  della  richiesta qualifica e dei requisiti di legge si vedrebbero
  preclusa la possibilità di ricoprire a tempo pieno un incarico di
  direzione cui legittimamente aspirava.
       Tali considerazioni valgono ancora più per i soprintendenti,
  che hanno  il  delicato  compito  di  presiedere  alla  complessa
  macchina organizzativa  e  di  coordinare le attività nell'ambito
  della soprintendenza  la cui contemporanea titolarità di posti di
  direzione  mal   si  concilierebbe  con  il  gravoso  compito  di
  adempiere a tutte  le  incombenze  che il ruolo di soprintendente
  impone.
       A questo  si aggiunge il coordinamento e l'attivazione delle
  iniziative di  tutti  gli ambiti tecnico-scientifici per la prima
  volta da quando  è stata istituita la legge 116 abbiamo ricoperto
  tutte le direzioni scientifiche delle soprintendenze.
       Per quanto  riguarda,  vado  alle  conclusioni,  per  quanto
  riguarda l'asserita  carenza  del  parere  della  conferenza  dei
  soprintendenti, pare  opportuno  rammentare quanto ritenuto dalla
  Corte dei conti.
       La Corte  ha  opportunamente precisato che l'audizione della
  Conferenza    appartiene    allo    stadio   predecisionale   del
  procedimento, in  quanto la Conferenza potrà, io vorrei onorevoli
  colleghi consegnare questa mia relazione agli atti di quest'Aula,
  vorrei  finirla   perchè   ritengo,   vorrei  finire  questo  mio
  ragionamento, ritengo che  questo  è  un  atto  delicato  in  cui
  riteniamo  che   tutte   le   procedure,   abbiamo   avuto  anche
  l'apprezzamento informale  della  Corte  dei conti che per dodici
  ore non ha  potuto  definire l'iter della registrazione, perchè è
  intervenuto quel decreto.
       Allora, ci ha dato  atto  che le procedure erano, per cui su
  108 nomine, voglio farla finita veramente, se qualche interesse è
  stato  leso,   se   qualche   interesse  legittimo  non  è  stato
  rispettato, ci  sono  gli organi giudiziari che possono, appunto,
  fare giustizia.
       Quindi, ho  cercato  e  finisco di perseguire il fondamento,
  sono comunque disponibile, ove dovessero emergere degli errori di
  valutazione,  certamente   possibili   in  un  procedimento  così
  complesso e di ampia portata, a rivedere quelle singole posizioni
  che dovessero  rivelarsi  incongrue,  ma ritengo di aver chiarito
  che  al   di   là   delle   divergenze   interpretative  o  delle
  disquisizioni giuridiche  si  è  seguito un percorso conforme sia
  alle norme vigenti  che  supportato dai pareri resi in materia da
  parte degli appositi organi consultivi e ci affidiamo serenamente
  al giudizio di questa Assemblea.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Solo pochi minuti perchè
  vorrei  ribadire  un punto di vista del Governo che si aggiunge a
  quello  che  testè l'Assessore Morinello nel merito ha dichiarato
  all'Aula in riferimento alle questioni che sono state sollevate.
       Francamente  onorevoli  colleghi  io  avrei  di  gran  lunga
  preferito  che   non   fosse  intervenuto  quel  decreto  che  ha
  modificato le competenze  della  Corte  dei  conti, che non fosse
  intervenuto nel tempo  in  cui  è  intervenuto,  tali cioè da non
  completare  l'esame   del   provvedimento  che  la  Giunta  aveva
  adottato, perchè  questo avrebbe contribuito a sgombrare molto il
  campo dalle interpretazioni  più  o  meno  corrette  dal punto di
  vista giuridico e  dalle  accuse  di illegittimità che sono state
  sollevate in ordine al provvedimento.
       Io credo, in  tutta  franchezza,  e  diciamo  spero  che  si
  attribuisca la  buonafede  al  Governo ed all'assessore Morinello
  che quei  provvedimenti  siano  provvedimenti  legittimi,  non  è
  sicuramente da  questo  Governo  che sarebbero venute iniziative,
  sarebbero  stati  adottati  provvedimenti  che  avrebbero  potuto
  sottendere una qualche  violazione  delle  norme  e  delle leggi.
  Vero è così come è stato sottolineato nel corso del dibattito che
  le norme che oggi  regolano  la materia delle nomine è abbastanza
  farraginosa  e  complessa   e  del  resto  quando  si  tratta  di
  provvedimenti che interessa non 9 o 10 o 15 ma 109, 110 dirigenti
  è anche possibile che  data  la  poca trasparenza delle norme, la
  poca leggibilità o  comunque  anche  il  rischio  di incorrere in
  contraddizioni,  si  sia   potuto  incorrere  qua  e  là  non  in
  illegittimità ma  in  elementi  non  perfettamente  coerenti  che
  tuttavia non necessariamente configurano delle illegittimità.  Il
  Governo ritiene che  questo  non  sia successo, è stato vagliato,
  l'assessore  ha  dato  ora  tutte  le  spiegazioni  che  è  stato
  possibile dare della materia,  io  credo però che non c'è proprio
  perchè lo spirito che  ha  animato  l'assessore  e  la  Giunta di
  Governo era un altro, non  c'è e non ci può essere nessuna difesa
  che non sia legata  allo  specifico al merito ed alla oggettività
  delle  scelte,  non  c'è  da  parte  nostra  nessun  interesse  a
  modificare organigrammi che siano motivati da interessi di parte,
  del  resto  se  ho  capito  bene  anche  da  parte  dei  colleghi
  dell'opposizione a proposito  di  questa materia come anche della
  materia che riguardava Siracusa hanno censurato dal loro punto di
  vista i provvedimenti  adottati  ma hanno dato, hanno attribuito,
  riconosciuto la buonafede nell'adottare i provvedimenti, forse si
  è detto da parte  dell'onorevole Granata si è trattato diciamo di
  avere peccato  di superficialità nell'essersi fatti guidare dalle
  fotografie e da un appello però siccome così non è stato io debbo
  interpretare questa dichiarazione dell'onorevole Granata come una
  escusatio  non  petita  e  come  una  attribuzione  di  buonafede
  all'operato dell'assessore.

     GRANATA. Io ho detto questo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Allora se le cose stanno
  così  onorevole colleghi io invito i presentatori delle mozioni a
  riflettere  sul  fatto  che  non  ci  sia  da parte del Governo e
  dall'assessore  che ha proposto i provvedimenti alcun interesse e
  direi  neanche  come  dire un intestardirsi nel provvedimento che
  sia  fondato  su  un ordine di motivazioni che non possono essere
  condivisibili.  Allora  da  parte  nostra,  no  infatti  ho detto
  esattamente  il contrario, allora da parte nostra noi abbiamo già
  dichiarato,  siamo  pronti,  disponibili  e  qui  raccolgo  anche
  l'indicazione  dell'onorevole  Martino e dell'onorevole Forgione,
  siamo  disponibili  a  rivedere,  ad  entrare  nel  merito di una
  modifica  delle  norme  che  siano più congeniti per una parte ma
  questo    senza    ledere   la   discrezionalità   delle   scelte
  amministrative in epoca di riforma della pubblica amministrazione
  che  vuole  un rapporto di diritto privato con i dipendenti della
  pubblica  amministrazione  ma  che  però siano criteri oggettivi,
  trasparenti  per  cui l'organo che si assume la responsabilità di
  fare  le scelte se l'assume fino in fondo e sulla base di criteri
  trasparenti  per  cui  la  critica  è  anche  se  è consentita la
  contestazione avviene non tanto sulle procedure quanto sul merito
  delle  nomine  che vengono adottate e questo credo che vada nella
  direzione  della  trasparenza  di  una maggiore trasparenza delle
  nomine  che vengono adottate in campo di beni culturali così come
  anche  in  altri campi e ci trova perfettamente consenzienti. Del
  resto  poi però vorrei contestare se mi è consentito la procedura
  che  in questo caso  è  stata  adottata  della  censura  o  della
  sfiducia individuale  all'assessore  al ramo.  La contesto perchè
  trattasi di un  provvedimento che è stato proposto dall'assessore
  ma che, così come è stato precedentemente quando un provvedimento
  del genere è stato adottato dal Governo precedente, viene coperto
  da una deliberazione  di Giunta.  Io credo che bisogna apprezzare
  il fatto che dopo tanto  tempo, ed io direi persino sulla base di
  un  ordine  del  giorno  dell'Assemblea  che  obbligava  quasi  o
  comunque  impegnava il  Governo  della  Regione  ad  adottare  un
  provvedimento  di rotazione  -  io  non  vorrei  dimenticare  che
  proprio dai banchi  dell'opposizione  è venuta una sfida a questo
  Governo  tesa a dire  che  non  eravamo  in  grado  di  fare  una
  rotazione in questo  campo  e  che  questa  rotazione  era  stata
  possibile farla solo  con  il  Governo  precedente  anche  se poi
  l'Assemblea  aveva   modificato   quell'orientamento   -  noi  lo
  consideriamo un atto qualificante.  A me ha fatto piacere sentire
  dall'onorevole Forgione che  qui  non  c'è la difesa dello Status
  quo, c'è un'intenzione diversa, quella di fare aderire quanto più
  possibile le nomine  e  la  rotazione  che vengono considerate un
  valore in questo  caso  a  criteri  oggettivi.  Su  questo  siamo
  d'accordo; siamo d'accordo  perchè  per noi questo è un requisito
  essenziale dell'azione di un  Governo, tanto più di un Governo di
  centro-sinistra che  in passato dai banchi dell'opposizione molta
  parte  di questa  maggioranza  si  era  intestata  battaglie  che
  avessero questo contenuto.
       Ecco, allora la ragione per la quale, onorevoli colleghi, mi
  pare chiaro che non si  tratta  di  votare  una  sfiducia  o  una
  censura all'onorevole assessore al ramo, in questo caso si tratta
  di coinvolgere un atto del  Governo nella sua interezza e quindi,
  in quanto tale, noi riteniamo  che  si  tratta  di  una fiducia o
  sfiducia ad un atto che  il  Governo  ha  compiuto  che noi, come
  Giunta di Governo, abbiamo coperto totalmente. Perchè?  Perchè lo
  consideriamo un atto  qualificante, perchè lo abbiamo considerato
  ed ancora oggi lo consideriamo  un  atto  che  non  ha precedenti
  nella sua attuazione.  Da quando  è stata istituita in Sicilia la
  sovrintendenza unica cioè  dal  1987  i sovrintendenti, molti dei
  quali facenti funzioni  quindi  non  avendo  neanche il requisito
  oggettivo per ricoprire  un  incarico,  sono  fermi  allo  stesso
  posto.  Vero è che c'è  un  valore  che  è quello del radicamento
  territoriale, ma è vero anche  che  in materia tanto delicata che
  non è solo la tutela dei  beni culturali, ma dove c'è il rilascio
  di  licenze,  dove  si autorizzano  o  no  dei  lavori,  dove  si
  gestiscono  appalti  è   bene   anche  nell'interesse  di  questi
  funzionari che ruotino.  E'  necessario  che  questo avvenga, che
  debba avvenire poi sulla  base  di requisiti oggettivi, su questo
  credo che non vi possa essere discussione tra di noi, sicuramente
  non  ci  sarà.  Ecco allora  la  ragione  per  la  quale,  signor
  Presidente,  a nome  del  Governo  nella  sua  interezza,  volevo
  esprimere un punto di vista  sul  dibattito  che  si è sviluppato
  così  come  ritengo che  vada  detto  qualcosa  a  proposito  del
  famigerato caso di Siracusa.
       I colleghi sanno che  quando  è stato segnalato il problema,
  l'onorevole Granata ne ha  fatto  cenno  nel  suo intervento, noi
  abbiamo preso in esame, con l'assessore Morinello, la situazione.
  L'assessore Morinello ha dovuto fare quello che un assessore deve
  fare cioè trovare il raccordo con l'organo territoriale, l'organo
  periferico  dell'assessorato  e  si  è  dovuto  in  qualche  modo
  confrontare con i provvedimenti  che  a  quel livello erano stati
  adottati.   Tuttavia, ha  lavorato  perchè  la  situazione  fosse
  chiarita anche sul piano tecnico  e  sul piano giuridico e a quel
  risultato siamo pervenuti.  Così come anche per la seconda parte,
  quella relativa alle  cooperative,  il  Governo  si  è  adoperato
  perchè fosse  superato  l'ostacolo  tant'è  che  questa settimana
  l'assessore al territorio ha presieduto la conferenza dei servizi
  richiesta da alcuni colleghi  della  città  di  Siracusa  e  si è
  cominciato a trovare una soluzione.
       Dice   l'onorevole    Bufardeci   "ma   nel   frattempo   la
  sovrintendenza,   l'organo    periferico    ha    emesso    altri
  provvedimenti".  L'onorevole Bufardeci  sa, per essere stato uomo
  di  Governo,  che   vi   sono   atti   conseguenziali  sul  piano
  amministrativo che gli organi tecnici non possono superare se non
  interviene un provvedimento  che conclude in qualche modo l'iter,
  l'organo  tecnico   deve   emettere   provvedimenti.  Questo  non
  significa  che  il  procedimento  è  concluso  in  quella  forma,
  significa  che il  provvedimento  è  emesso  nelle  more  che  la
  conferenza dei servizi,  che  si  è  rinviata  di  alcuni giorni,
  completi le proprie  procedure.  A  mio  avviso quella mozione di
  sfiducia alla data di  oggi non ha più motivazione perché  le due
  motivazioni fondamentali sono  venute  a  cadere  e non vale, non
  vale sollevare il problema del danno che si è già prodotto perché
  questo equivale a dire  che un assessore o un amministratore o un
  organo, qualunque esso  sia, non debba adottare i provvedimenti e
  magari poi modificarli perché  comunque è colpevole di quello che
  è successo.
       E' quasi fare una sorta di rappresaglia a posteriore, non mi
  pare  che  un  organo  parlamentare  il  ragionamento deve essere
  questo tanto  più  che  se  la motivazione fosse questa allora le
  mozioni di sfiducia non devono avere una motivazione specifica ma
  devono investire un comportamento di carattere generale che a mio
  parere mai  si concilia con la sfiducia individuale che di solito
  ha una origine specifica legata ad un qualche atto.
       Sanati  quegli  atti  rincorrere  ancora  la  sfiducia ha un
  significato  politico  e  questo  è  quanto  l'opposizione  vuole
  perseguire ed è quello che noi ovviamente non possiamo accettare.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  informo  che  voteremo  le
  mozioni  distintamente  per cui inizialmente si voterà la mozione
  353 "opportuni provvedimenti per il riordino nel settore dei beni
  culturali  in  Sicilia"  a  firma degli onorevoli Tricoli, Scali,
  Caputo ed altri.  Poi  si  voterà  la mozione di censura la 354 a
  firma degli  onorevoli Martino, Forgione, Liotta e Vella e poi si
  voterà la  mozione  di  sfiducia a firma degli onorevoli Granata,
  Pagano, Catanoso ed altri.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Noi  abbiamo  notato, signor presidente e onorevoli
  colleghi, una  differenza  di toni e di apertura tra l'assessore,
  il   Presidente  della  Regione,  l'assessore  si  è  limitato  a
  riproporre  le  ragioni  della  sua  scelta,  il Presidente della
  Regione nel  suo  intervento  ha  dimostrato  una  apertura e una
  disponibilità   alle  ragioni  che  nel  nostro  dibattito  io  e
  l'onorevole Martino avevamo riproposto e cioè l'esigenza di norme
  certe,  norme  di  trasparenza,  criteri per l'assegnazione degli
  incarichi  direttivi  nei  beni culturali rispetto anche ai quali
  potere rimodulare le scelte fatte.
       Noi  lo  abbiamo  detto,  Presidente,  che non assumevamo un
  atteggiamento  di  conservazione  dello  ....  ma contestavamo un
  metodo,  una  logica,  l'assenza di criteri e una discrezionalità
  che ci  è  apparsa  troppo  simile,  del  resto rivendicata anche
  dall'assessore  Morinello,  troppo  simile  in  continuità con le
  scelte dell'assessore Croce.
       L'assessore  Morinello  ha rassicurato l'assessore Croce per
  ben tre  volte dicendogli non sono in contrasto con le scelte che
  tu  hai  fatto,  semmai aggiustano qualche cosina, esattamente la
  contestazione che noi facevamo.
       Lo facevamo  in  nome  di  criteri,  di metodi, di regole di
  trasparenza,  rispetto  alle quali noi chiediamo a questo Governo
  di rimodulare  anche  le nomine fatte alla conclusione di un iter
  legislativo  di  definizione delle norme per la costruzione delle
  nomine  e  degli  incarichi  direttivi  che questa Assemblea, che
  questo Parlamento  deve  fare  per evitare di trovarci poi tra un
  anno a dovere ripetere la stessa discussione.
       Ora, se le  dichiarazioni  del  Presidente della Regione, la
  parte che  riguarda proprio l'accettazione di questa impostazione
  si può tradurre in  un  ordine  del  giorno  conclusivo di questo
  dibattito, noi siamo pronti  a far venir meno la nostra mozione e
  a convergere su  questo ordine del giorno che impegna l'Assemblea
  ed il governo  a  definire  norme  certe per l'assegnazione degli
  incarichi, a definire criteri trasparenti per questi incarichi, a
  rimodulare le stesse  nomine  sulla  base  dei  criteri  definiti
  dall'Assemblea alla fine di questo iter legislativo e normativo e
  anche, in un contesto in  cui  mi  pare  il vuoto vero sia quello
  della programmazione e  della certezza delle norme, ad indire una
  Conferenza regionale, la  prima, sui beni culturali che definisca
  un quadro di riferimento certo  entro il quale poi non c'è più la
  discrezionalità, ma ci  può  essere  solo  una  contestazione sul
  metodo e il rispetto  del  metodo  e  dei criteri.  Se c'è questa
  disponibilità del governo,  noi siamo pronti a ritirare la nostra
  mozione.

     CROCE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.  Io non sono abituato, signor  Presidente,  a  fare  le
  acrobazie dell'onorevole Forgione e quindi mi arrangerò a cercare
  di dare il mio contributo al voto che sicuramente ci sarà.
       Vede, onorevole Forgione, lei ha ragione  che  non  possiamo
  andare d'accordo tutti e due, anche perché le  cose  che dice lei
  vanno  verso  il governo, le cose che dico  io  vanno  contro  il
  governo, nel senso che io non sono  stampella  di questo governo,
  io  sono  un'altra cosa, noi siamo  un'altra  cosa,  siamo  Forza
  Italia,  di conseguenza non ci prestiamo  a  questi  giochi.
       Noi siamo per fare chiarezza su tutto  e  debbo  dire questa
  sera, anche se debbo rinnovare un pensiero all'onorevole Forgione
  che gli estremi si condizionano sempre per  cui, per esempio, lei
  è bello, io sono brutto o viceversa; e ci  sono dei momenti anche
  di incontro nella politica, però mi pare che  questa  sera non ci
  sono  i  presupposti  per  questo  incontro;   e  poi  anche  per
  arricchire questo voto di significato, nel senso che quel governo
  che è stato quel governo e che ha avuto  il  grande  merito, quel
  governo,  di  varare  un  progetto,  quel   governo   in  cui  il
  sottoscritto era assessore ai beni culturali.  Quindi,  se c'è un
  merito,  va  a  quel governo rispetto ad  una  procedura,  ad  un
  riordino che si doveva dare per necessità e  per tutto quello che
  ci siamo detti anche qui questa sera.  Allora,  quel riordino era
  stato  già  avviato e quindi anche  la  "questione  Villari",  mi
  consenta, era stata avviata.
       Io non sono 007 o agente segreto  che  posso interessarmi di
  questioni   che   interessano  il  ruolo  e   la   funzione   del
  parlamentare, dell'uomo di governo, sono cose che appartengono al
  dottore Villari e alla magistratura. Non  c'entra  nulla,  io  ho
  fatto  tutti  quei  passaggi  che  io   dovevo  fare  nell'ambito
  dell'amministrazione  e  di   avere  garantito  l'amministrazione
  financo a trovare il finanziamento per la sicurezza.
       Caro onorevole Assessore, lo dica che ha trovato un progetto
  finanziato con i Fondi del Lotto, con i soldi del lotto, di 800 e
  più  milioni, per la sicurezza di Villa del  Casale.  Lo  dica  a
  chiare  note  che  l'ha  trovato. Non l'ha fatto  lei  e  il  suo
  governo.
       Quindi,  tutte  cose che sono state  fatte  in  funzione  di
  garantire l'esercizio e la funzione di chi in  quel momento era a
  capo  di  quel  settore.  Qui dobbiamo  chiarirle  le  questioni.
  Villari è un'altra cosa. Villari è stato  trasferito ed era stato
  trasferito nell'ambito di un progetto che  quel  governo  si  era
  dato, come del resto tutte le altre cose rispetto al Parlamento e
  rispetto  alla  mozione  e  rispetto  a  tutto.  Ma  non  si  può
  accettare,  quando  si  garantiscono  alcune  persone  e  non  si
  garantiscono altri. Quando mi riferisco io  al  soprintendente di
  Palermo, la dottoressa Di Stefano, che non è stata trattata nella
  stessa misura di altri che hanno gli stessi  titoli e forse anche
  qualcuno  in  meno.  Ecco  qual è il  punto  cruciale,  il  punto
  centrale dell'operazione che avete voi. Come,  del  resto,  altri
  bravi funzionari, senza averli interpellati, li avete sballottati
  da  Palermo  a  Trapani o da Trapani ad Agrigento, da Agrigento a
  Messina  e  tutte queste cose fanno parte delle cose che ci siamo
  detti.
       Ecco perché questa  sera  il  voto  non  può  essere un voto
  favorevole  sul vostro  operato,  perché  poi  alla  fine  non  è
  soltanto  Morinello   che   ha  preso  in  consegna  un  fardello
  giustamente delicato,  un  fardello  dove  c'erano  più  di cento
  soggetti, cento  persone  che  andavano  ad  incarichi,  andavano
  perfezionati nell'ambito  delle  loro  funzioni, questo sì è vero
  che c'erano  difficoltà,  ma  queste  ultime  fasi  rappresentano
  invece  un  modo   scorretto  di  operare,  ecco  perché  la  mia
  contrarietà a  questo  provvedimento,  a  questa iniziativa debbo
  dire inusuale,  impropria  anche  se  dell'Assessore che ha fatto
  riferimento anche alla  legge 8 che non c'entra niente, perché lì
  eventualmente c'è il  punto  nodale dove bisogna ritirare tutti i
  provvedimenti, a  seguito di quella illegittimità, perché bisogna
  tornare   indietro   e  bisogna  eventualmente  interessare  quei
  settori, quei momenti  da una Conferenza, no, no Caro Presidente,
  qui le cose  ce  le dobbiamo dire davvero questa sera, perché qui
  si nascondono alcune cose.
       Non dobbiamo  nascondere  niente al Parlamento, non dobbiamo
  nascondere niente ai  siciliani, ecco qual è la verità del perché
  certe cose si fanno  e  del  perché  alcune cose non si fanno, in
  quale direzione vanno  e  in quale direzione invece bisogna farle
  andare.  E allora,  signori  miei,  per  quel che riguarda la mia
  posizione  estremamente   chiara,  dura,  ferma  e  convinta  nei
  confronti di questo  Governo che ancora una volta ha mortificato,
  come diceva l'onorevole Martino, e lì, siamo d'accordo ancora una
  volta, professionalità e persone che hanno svolto per una vita un
  ruolo importante nella pubblica amministrazione.
       Queste sono le cose  che bisogna dire, non premi o regali, o
  chissà catturare  quale  funzionario,  quale  dirigente,  io  non
  conosco nessuno di  questa  Regione  siciliana  e  non  ne voglio
  sapere nulla, caro  Presidente della Regione, non conosco nulla e
  non ne voglio  sapere  nulla  di questa Regione siciliana, quindi
  tutte queste cose ce le  diremo.  Sono stato e mi onoro di essere
  stato Assessore ai beni  culturali  e di avere operato con grande
  trasparenza, caro  Presidente, se lo scriva "trasparenza", quindi
  tutte queste cose.

     PRESIDENTE. Vorrei  invitarla a concludere, perché siamo oltre
  il tempo concesso.

     CROCE. Io concludo  nel  senso che questo Assessore ha tentato
  in tutti i modi,  anche  lui,  di  arrampicarsi  e non è riuscito
  neanche lui a trovare la soluzione, anche perché caro Assessore e
  caro Governo, se c'è una cosa nella sua breve vita amministrativa
  che sta facendo è quella di avere bloccato tutto.  Lei ha parlato
  di  blocco   degli   incarichi,   blocco   per   quanto  riguarda
  l'acquapark, blocco di  cooperative,  blocco  di cantieri, il suo
  operato non è  altro  che  un  continuo bloccare di provvedimenti
  compreso  questo  Governo,  lei  è  riuscito  a  bloccare  questo
  Governo.

     TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor  Presidente,  poiché la votazione inizia sulla
  mozione della quale  sono  il  primo  firmatario  credo  che  sia
  opportuno fare una  brevissima  riflessione.
       E' una mozione che credo riporta nelle giuste proporzioni la
  critica che la opposizione e non soltanto l'opposizione di destra
  muove a questo Governo,  cioè a dire quello di avere, nell'ambito
  dei  suoi   poteri   discrezionali,  onorevole  Presidente  della
  Regione, che nessuno contesta.
       Sulla mozione  della quale sono primo firmatario, dicevo, si
  apre una votazione  che  credo  debba  però  avere un significato
  diverso anche rispetto a quelle che seguiranno, cioè a dire è una
  critica al  Governo  di  avere  nell'esercizio del proprio potere
  discrezionale,  sostanzialmente  violato  alcune  norme  di  buon
  andamento   ed  imparzialità  dell'Amministrazione  che,  invece,
  devono  presiedere  anche  laddove  c'è  la  discrezionalità  del
  Governo nello svolgimento del proprio ruolo.
       E' una critica  nei  confronti del Governo e non del singolo
  assessore. E' una  mozione  che, se approvata, non comporta nè le
  dimissioni del  Governo  nè quelle dell'assessore. E' una mozione
  che impegna l Governo a ritornare sui propri passi, a rivedere le
  sue posizioni,  a  rifare  un'analisi critica di questo passaggio
  delicatissimo che è stata la rotazione dei soprintendenti ai beni
  culturali ed ambientali.
       Credo quindi  che l'Aula debba leggere questa mozione, debba
  interpretare il significato  di  questo  voto  in  un  modo che è
  diverso rispetto a  quanto  non  si  potrà interpretare poi nelle
  successive mozioni in cui ci sono atti di censura o di sfiducia.
       E',  dunque,   un  atto  che  ha  un  significato  politico,
  rinconducibile non a  mettere  in  crisi  il Governo o ad indurre
  l'assessore che ha proposto quelle nomine a presentare le proprie
  dimissioni, ma semplicemente a ritornare un'altra volta in Giunta
  ed  apportare,   a   questo   sistema,   delle   correzioni   che
  probabilmente avrebbero  dovuto trovare ingresso già in una prima
  valutazione del Governo.
       Ho  preso  la  parola  semplicemente  per  precisare  questo
  significato del voto e non certamente per allungare i tempi della
  discussione.

     ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'intervento
  dell'onorevole Forgione  poc'anzi  ha  calato  il  sipario  sulla
  messinscena.
       Da mesi  Rifondazione  comunista sbandiera ai quattro venti,
  come  battaglia  prioritaria,  quella  sui  beni  culturali,  Una
  battaglia programmatica,  una  battaglia  politica, una battaglia
  che ha inteso portare  su  tutti  i giornali e su tutte le piazze
  della Regione siciliana.
       Una battaglia che  ha avuto un gesto finale, politicamente e
  dal  punto   di   vista  delle  regole  dell'Assemblea  regionale
  siciliana, che è stato  -  questo gesto - la presentazione di una
  mozione di censura, perchè  poi la prudenza non è mai troppa, non
  si è arrivati alla sfiducia nei confronti dell'assessore.
       Questa sera cala  il  sipario,  perchè non si sta assistendo
  qui ad un  fatto tecnico, cioè alla trasformazione di una mozione
  di censura in un  ordine del giorno, si sta assistendo ad un atto
  politico, gravemente politico  per  quel  che  ci  riguarda e per
  quella  che è  la  nostra  valutazione,  perchè  questa  sera  si
  sancisce che  Rifondazione  comunista  non più mascheratamente ma
  ufficialmente, sostiene  i  Governo,  perchè,  è opportuno che si
  sappia, la mozione di censura avrebbe consentito quello scrutinio
  segreto,  quella  votazione  segreta  capace  di  fare  esprimere
  liberamente il  Parlamento  nei  confronti  di  un  assessore. Ed
  invece, il ritiro  di  questa mozione che, è opportuno precisare,
  non può essere  fatta propria da nessuno dei deputati presenti in
  quest'Aula, impedisce l'utilizzo di questo strumento.
       Questo che  cosa significa? Primo, che in assoluto dispregio
  delle regole parlamentari si cambiano...

     FORGIONE... ma quando?

     ALFANO... tu  hai  ritirato, caro Forgione, quella di censura.
  Hai detto che  la  vincolavi  ad  un  contenuto  di un ordine del
  giorno. Contenuto che  ci  è  ignoto.  E  questo ulteriormente in
  dispregio delle regole parlamentari.
       Ecco perchè, se tutto  ciò  è  vero, e cioè se la mozione di
  censura viene ritirata  in  ragione della intesa su un ordine del
  giorno, noi  gradiremmo  conoscere  il contenuto di questo ordine
  del giorno ed  in  relazione  a  questo  vogliamo  sapere  se  il
  contenuto è già proponibile all'Assemblea. Grazie.

     PRESIDENTE.  Desidero  soltanto  precisare  che  non  esistono
  ordini del giorno  sostitutivi di mozioni perchè altrimenti ci si
  innervosisce  in  maniera  errata.  L'ordine  del  giorno  è  uno
  strumento che  si  aggancia  alla  mozione,  non  sostituisce  la
  mozione...

     ALFANO. ...quindi viene posto al voto?

     PRESIDENTE. E' scritto nel Regolamento. Allora, nessun altro è
  iscritto a parlare per dichiarazione di voto?
       Si pone in  votazione,  per  intanto, la mozione numero 353,
  "Opportuni provvedimenti  per  il  riordino  del settore dei beni
  culturali in Sicilia".

     CAPODICASA, presidente  della  Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, presidente  della  Regione.  Signor Presidente, io
  ho cercato di  motivare  e  del  resto  credo che sia abbastanza,
  risulti  abbastanza   chiaro   dal  dibattito  che  questo  è  un
  provvedimento adottato  dalla  Giunta,  per  cui  noi sentiamo di
  portarne tutta la  responsabilità  ed in questo senso io pongo la
  fiducia sulla mozione numero 353.

     PRESIDENTE.   Vorrei   pregare   un   deputato  segretario  di
  raggiungere  il  banco perché avendo posto la fiducia il Governo,
  si vota per appello nominale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELLA MOZIONE NUMERO 353

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  avendo  posto  il Governo la
  questione di fiducia,  ci si pronuncia proprio sulla questione di
  fiducia, per cui  chi  vota  si  vota  la  fiducia  al Governo ed
  esprime voto contrario  sulla  mozione,  chi  vota  no esprime la
  sfiducia al Governo e conseguenzialmente vota favorevolmente alla
  mozione.
       Si vota  sulla  questione  di  fiducia.  Invito  il deputato
  segretario a procedere all'appello.

     LO CERTO , segretario:  (Procede all'appello)

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione:

        Presenti e votanti .....46
        Maggioranza ............24
        Hanno votato sì ........41
        Hanno votato no .........3
        Astenuti ................2

                        (L'Assemblea approva)

       Conseguenzialmente la mozione è respinta.

   riordino dei beni culturali in Sicilia

   Presidenza del presidente Cristaldi


       Si  passa alla  mozione  di  censura  numero  354,  a  firma
  Martino, Forgione, Liotta e Vella.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Comunico che  alla  mozione  354 è stato presentato L'ordine
  del giorno numero  449,  a  firma  Martino ed altri che si voterà
  dopo la votazione della mozione.

         Interventi nel settore dei beni culturali e ambientali in
         Sicilia.

                            ORDINE DEL GIORNO

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     Preso atto delle dichiarazioni del Governo  della Regione in merito
             alla mozione n. 354,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a presentare, entro la sessione estiva,  le  norme  necessarie  a
     stabilire i criteri e regolare le nomine ai vertici del settore dei
     beni culturali e ambientali, con particolare riguardo alle modalità
     e ai criteri di valutazione dei  titoli scientifici, delle attività
     globali svolte, della congruità tra  competenze specifiche e tutela
     del territorio;

     - a formulare una norma interpretativa  che  faccia chiarezza sulla
     valutazione  dell'anzianità di servizio prestato  nel  settore  dei
     beni culturali;

     -  a  fissare  con chiarezza ruoli,  competenze  e  periodicità  di
     convocazione della conferenza dei soprintendenti;

     - a rivedere e modificare tutte le parti  della l.r. 116/80 e delle
     successive norme, relative all'organizzazione  dei  beni culturali,
     onde  assicurare  una più efficace e  più  trasparente  gestione  e
     tutela del patrimonio archeologico, storico-artistico e ambientale;

     a procedere alle nomine degli incarichi  ai  vertici  degli  organi
     periferici  dell'amministrazione dei beni  culturali  e  ambientali
     sulla  base dei criteri conseguenti  all'approvazione  delle  nuove
     norme;

     - ad indire entro il 1999 la prima  conferenza sui beni culturali e
     ambientali della Sicilia" (449).

                                 MARTINO - VELLA - LIOTTA - FORGIONE

     FORGIONE. Se votavate no non c'era la maggioranza

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione, la prego avrà mille modi per
  potere esprimere la propria opinione.
       Pongo in votazione la mozione di censura numero 354.

     FORGIONE.  Chiedo  di  parlare per dichiarazione di voto sulla
  mozione.

     PRESIDENTE. Lei può intervenire per dichiarazione di voto e se
  vuole parlare dell'ordine  del  giorno  sono problemi suoi. Ne ha
  facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente, noi abbiamo presentato un ordine
  del giorno alla  nostra  stessa  mozione,  scusate,  questo  è il
  nostro sulla censura.
       Signor Presidente,  mi  aiuti  anche  lei  tecnicamente, noi
  abbiamo presentato un  ordine  del giorno sulla nostra mozione di
  censura, su quest'ordine del giorno noi chiediamo praticamente se
  c'è  il  consenso  del  Governo,  poichè  raccoglie  parte  delle
  dichiarazioni del  Presidente  della  Regione, se c'è il consenso
  del Governo essendo  la  nostra  una  mozione  di  censura tesa a
  riconsiderare sia le  scelte  che  a  stabilire  i  criteri delle
  nomine e rispetto  a questi criteri riverificare le nomine stesse
  operate dal Governo  se c'è un pronunciamento favorevole a questo
  nostro ordine del  giorno  noi  siamo  disponibili  a ritirare la
  nostra mozione.
       Vorrei  dire  qui  molto  chiaramente Presidente che abbiamo
  votato contro  la  fiducia  al Governo perchè lo ritenevamo su un
  atto di  questo  tipo  un  sopruso  se anche le altre opposizioni
  avessero sommato  i  loro no al nostro voto probabilmente oggi il
  Governo sarebbe  andato in minoranza sulla fiducia, invece con la
  loro assenza  hanno consentito al Governo di avere la maggioranza
  in quest'Aula.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Forgione,  specifico,  l'ordine  del
  giorno non  può  essere  sostitutivo  della  mozione  l'eventuale
  ritiro della mozione fa decadere anche l'ordine del giorno.

     AULICINO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor  Presidente,  io  ho  qualche  difficoltà  a
  seguire i lavori di quest'Aula perchè immagino le valutazioni dei
  siciliani che  mentre quotidianamente vivono le tragedie che sono
  sotto gli occhi  di  tutti  e  che  portano anche ad atti estremi
  legati  all'altissima  esasperazione  nella  quale tante famiglie
  vivono, noi  diamo  questo  grande  spettacolo  di  equivoco  con
  l'onorevole Forgione  che  si permette pure di giocare sostenendo
  pure che il Governo non cade perchè l'opposizione, è incredibile,
  non  vota la  fiducia,  come  se  noi  non  avessimo  capito  che
  l'onorevole Forgione ha  votato contro il Governo perchè aveva la
  certezza   matematica   che   il   nostro  comportamento  avrebbe
  determinato un orientamento dell'Aula favorevole al Governo.
       Per cui  siamo  di  fronte  veramente  a  giochetti immorali
  perché almeno  i  parlamentari  sono tenuti alla serietà e quello
  che pensano dentro deve venir fuori.
       La verità  è  che  i comportamenti sono grandemente equivoci
  perchè abbiamo scambiato quest'Aula per un'altra cosa, quindi, ho
  qualche difficoltà,  lo  dicevo  in  premessa,  a  seguire questi
  lavori,   perchè   tra   censure   che   non  sono  adeguatamente
  partecipate, perchè  io  mi  rifiuto di credere che una stampella
  strutturale come Rifondazione comunista possa davvero ritenere di
  poter portare avanti in quest' Aula una battaglia seria contro il
  Governo amico, perchè il Governo Capodicasa è un Governo amico di
  Rifondazione  comunista,  Rifondazione  comunista  è  organica al
  Presidente Capodicasa  che  ogni  tanto lancia anche segnali e dà
  consigli per  l'uso  assembleare  del  Regolamento, ci sono cenni
  d'intesa, perchè  è  chiaro  c'è  un  filo comune tra i comunisti
  organici ed  i  post  comunisti  nostalgici  come  il  Presidente
  Capodicasa che  non  dimentica  di  essere  comunista nei metodi,
  tanto è vero  che  io  lo  ripeto  sempre è là perchè da perfetto
  comunista ha  organizzato  il  bliz  ed  è là soltanto perchè c'è
  stato un piccolo colpo di Stato.
       Il  comunista  Capodicasa,  comunista nel metodo, perchè gli
  atteggiamenti adottati  sono  questi,  quindi  si  trova  in  una
  condizione ideale  con  un  Parlamento,  per  questo  motivo  sto
  intervenendo, che  è  funzionale  al  suo disegno da Rifondazione
  fino a  questi schieramenti del centro, ecco l'operazione verità,
  onorevole  Lo  Giudice.  Perchè  mi  riferisco  all'onorevole  Lo
  Giudice? Perchè  l'operazione  verità  sta  in  questo: in questo
  momento, in questa Assemblea  sta  venendo  fuori - ha detto bene
  questo, in questo momento, in questa Assemblea sta venendo fuori
  l'onorevole Alfano, questo con chiarezza disarmante una posizione
  di Rifondazione comunista  che  fino  all'altro  giorno  era solo
  chiara agli amici  dell'opposizione,  perchè  quelli  del Governo
  facevano  finta di non  capire.
       I comportamenti di oggi sono evidentemente emblematici di un
  rapporto organico tra  Rifondazione  comunista  ed  il Governo. A
  questo punto come si  vota  una  mozione di censura?  Chiedo agli
  amici diniani, agli amici  dell'UDEUR,  agli  amici  del  CDU, di
  chiarire perchè il  Partito  popolare  è  organicamente dentro un
  progetto ed il blocco  moderato  che ha scelto il centro-sinistra
  vota serenamente quella censura, l'occasione è buona per chiarire
  invece una volta e per  tutte  e  con  quelli che stanno fuori da
  questo  Palazzo  quale  è  il  profilo  politico  ed  il  disegno
  strategico del partito di Dini  qua  perchè non c'è dubbio che di
  fronte ad una  convergenza strutturale con Rifondazione comunista
  io  mi  aspetterei   una   presa   di   posizione  dell'onorevole
  Pellegrino, acceleriamo un  processo,  chiariamoci le idee perchè
  perder tempo in operazioni  di  pseudo  censura contro il Governo
  mimetizzate  con  giochetti   di  corridoio,  no  acceleriamo  un
  processo, comunichiamo ai  siciliani  che c'è una ammucchiata che
  va da Rifondazione  comunista  agli  amici dell'UDEUR, agli amici
  diniani che sostiene il  Governo quindi questo voto sulla censura
  è un voto importante,  noi  andremo  sotto  come opposizione però
  potremo dire finalmente quello che abbiamo detto per la verità in
  campagna elettorale per la verità compresa dall'opinione pubblica
  visto  che  il  blocco   di   centro  destra  il  blocco  liberal
  democratico e cattolico che  fa  riferimento  al blocco di centro
  destra in Europa ha vinto  e ha stravinto le elezioni europee nel
  Paese.  Evidentemente noi  riteniamo  e noi cristiani democratici
  riteniamo che questa sia  una occasione buona perchè noi siamo là
  a gestire il consenso  dell'elettorato  di frontiera e quindi non
  c'è dubbio abbiamo interesse a  che  si chiarisca una volta e per
  tutte  a  quei   moderati   che   sono   spesso   attratti  dagli
  atteggiamenti poco chiari di questi schieramenti di centro che si
  chiarisca una volta e  per  tutte e che non c'è controindicazione
  alcuna per una alleanza  organica tra questi partiti di centro ed
  il  Governo  ed   uno  schieramento  politico  come  Rifondazione
  comunista  che si  ritengono  non  compatibili  con  la  presenza
  contemporanea nel Governo  per esempio dei diniani, quindi questa
  è  una  operazione  verità.   Non   è   una  mozione  di  censura
  indifferente questa, questa è una occasione, chiudo, per chiarire
  ulteriormente ai siciliani  che in questo Parlamento prefigurando
  scenari nazionali o anticipandoli  per  la verità, c'è un accordo
  nemmeno sotto traccia ma  ormai evidente tra gli amici e compagni
  di Rifondazione comunista che  hanno  voglia di gridare contro il
  Governo Capodicasa e gli amici del centro che.

     PRESIDENTE. Onorevole Aulicino  la  prego  è  da tre volte che
  suono la prego 6 minuti e 30.

     AULICINO. Presidente io  credevo  di  essere là al confine non
  soltanto dello  schieramento di centro-destra anche sui tempi, se
  lei me lo  dice con questa determinazione mi rendo conto che sono
  al limite e quindi.

     PRESIDENTE. No, ma non  lo dico io per lei perchè lei si rende
  conto che dovendo farlo con tutti...

     AULICINO. Signor Presidente non appesantisca la mia situazione
  cioè io  ho  compreso  perfettamente,  desideravo evidenziare che
  questa occasione  della  censura  è  una  occasione  di ulteriore
  chiarimento nei  confronti  dei  siciliani per quanto riguarda la
  logica  degli  schieramenti  e  che  effettivamente  supporta  il
  Governo Capodicasa.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Martino  per  dichiarazione  di  voto.
  Onorevole   Martino  rinunzia?  Non  abbiamo  compreso  onorevole
  Martino lei rinunzia  ad  intervenire? Va bene chiedo scusa. Bene
  allora  nessun altro  è  iscritto  a  parlare.
       Pongo in votazione la mozione  di  censura  n.  354.  Prego,
  scrutinio segreto?  E' appoggiata  la richiesta?

     CAPODICASA, presidente della Regione:Chiedo di parlare.

     FORGIONE.   Chiedo   di   parlare   sull'ordine   del   giorno
  presentato.

        PRESIDENTE. No prima ha chiesto  di  parlare  il Presidente
  della Regione.
       Sull'ordine   del  giorno  da   lei   presentato   non   può
  intervenire.   Può  intervenire  soltanto  se  deve  ritirare  la
  mozione.   Se  lei  non deve ritirare  la  mozione,  c'è  già  la
  procedura di votazione per la quale  è stata chiesta la procedura
  di votazione segreta.

     FORGIONE.  Chiedo   di  trasformare  l'ordine  del  giorno  in
  emendamento sostitutivo nella parte impegnativa della mozione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione,  ho  avuto l'amabilità e, se
  permette, anche la  cortesia, di  dirle  che  non  è possibile un
  emendamento sostitutivo in  una  mozione  di  censura  a meno che
  l'emendamento  non   sia   all'interno  della  censura.
       Lei può sostituire interamente la  mozione con un ordine del
  giorno come emendamento sostitutivo, ma  deve  essere di censura.
  Siccome in questo caso l'ordine del giorno  non  è  di censura, è
  un'altra cosa, lei ha una facoltà  o  ritirare  la mozione oppure
  votare l'ordine del giorno dopo che si vota la mozione.

     FORGIONE.  Questa procedura non mi sembra lineare.

     PRESIDENTE.  No, è linearissima

     PRESIDENTE.   Onorevole  Silvestro,   lei   è   vicepresidente
  dell'Assemblea.   La  prego    Solo   perchè   è   vicepresidente
  dell'Assemblea, l'ordine del giorno è  agganciato  alla mozione e
  se la mozione è in piedi l'ordine  del giorno viene votato; se la
  mozione viene ritirata l'ordine del giorno decade.

     CAPODICASA, presidente  della  Regione.  Chiedo di parlare per
  dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  io credo che dobbiamo andare
  al di là  delle interpretazioni regolamentari che ci porterebbero
  molto lontano.  Considero, da modesto operatore parlamentare, che
  un  emendamento  si  possa  presentare  a  qualunque  legge  e  a
  qualunque mozione.  Non  c'è  l'obbligo  di avere una identità di
  contenuto. Io presento  un  emendamento e modifico una parte.  Se
  c'era una censura  modifico  la  parte  della  censura  perchè  è
  intervenuto qualcosa che mi dice di fare in quel modo.
       Ad  ogni  modo,  credo  che  siccome  dobbiamo  andare  alla
  sostanza delle questioni, e la sostanza della questione è che nel
  dibattito  è  intervenuta   una   posizione  nuova  da  parte  di
  Rifondazione     Comunista     che    sottopone    all'attenzione
  dell'Assemblea  e  quindi   anche   del   Governo  un  nuovo  suo
  orientamento che è quello contenuto in quell'ordine del giorno.
       Ora,  al  di  là  se  tecnicamente  l'ordine  del  giorno  è
  possibile votarlo o  se  è  possibile trasformarlo in emendamento
  alla mozione, credo  che  ciò  che  conti  in  questo  momento  è
  stabilire che Rifondazione Comunista non vuole procedere più alla
  censura perchè per  Rifondazione  Comunista  va  bene  un accordo
  dell'Aula su quel  contenuto  che è rappresentato dall'ordine del
  giorno.
       Vorrei dire  questo.  Il  Governo condivide quella posizione
  contenuta nell'ordine del giorno  e  al  di  là  del fatto che si
  approvi, si metta  in  votazione,e di tutte le diatribe di ordine
  regolamentare la sostanza  è  che  il  Governo  e  la maggioranza
  condividono quell'ordine del giorno...

     PRESIDENTE.   Mi   consenta  una  interruzione.  L'ordine  del
  giorno  è  un  atto  formale  presentato.  Se  lei  dice  che  si
  riconosce nell'ordine del  giorno e lo accetta, per esempio, come
  raccomandazione, ed  evita  la  votazione,  i  colleghi  deputati
  ritirano la mozione  e  lei ha risolto il problema. Perchè dovete
  trovare un escamotage  tecnico  che crea problemi a noi?  Siccome
  l'atto è esclusivamente politico, nel momento in cui lei dichiara
  di accettare l'ordine del giorno  i deputati, i deputati ritirano
  la  mozione  e  finisce la questione,  ma  andare  a  trovare  un
  escamotage regolamentare crea problemi  alla  Presidenza  e credo
  che lei non abbia né questo interesse né questa voglia.

     CAPODICASA, presidente della  Regione.  Onorevole  Presidente,
  volevo arrivare proprio a questo punto,  io  ho dichiarato che il
  Governo, la maggioranza condividono  il contenuto di quell'ordine
  del  giorno  pertanto  noi  lo   facciamo  nostro,  questo  è  il
  significato.

     MARTINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MARTINO.  Onorevole  presidente, onorevoli colleghi, io non so
  se  sul  piano  del  Regolamento sia o non sia possibile emendare
  interamente  una  mozione, ritengo che dovrebbe essere possibile,
  potremmo   trovare  altri  escamotage  sul  piano  regolamentare,
  tuttavia  mi  pare sufficiente prendere atto dell'impegno formale
  del  Governo  che  per  la verità avremmo preferito venisse anche
  sanzionato da un voto dell'Aula, ma questo pare non sia possibile
  per  una  interpretazione  che mi permetto di non condividere del
  Regolamento e preso atto di questo ritiriamo la mozione assumendo
  naturalmente  come un dato oggettivo questo impegno del Governo e
  invitandolo  a  presentare  nella  prossima  seduta quello stesso
  ordine del giorno perché sia votato dall'intera Assemblea.

     PRESIDENTE.  Bene,  l'Assemblea  ne  prende atto, la mozione è
  ritirata.  Si  passa  alla  votazione  della mozione di sfiducia.
  Mozione  n. 349, sfiducia nei confronti dell'Assessore per i Beni
  Culturali  ed Ambientali e alla Pubblica Istruzione a firma degli
  onorevoli Granata, Pagano, Catanoso ed altri.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
  che questa sera abbiamo avuto la prova di come questo Governo che
  stamattina  ha  detto  di avere svolta la verifica e di essere in
  condizioni  di  potere governare ancora per tanti anni la Sicilia
  ha  dimostrato  in Aula questa sera di non avere la maggioranza e
  se  questo  Governo  stasera  rimane,  rimane perchè rifondazione
  comunista  che  dice  dovunque  e in maniera formale e in maniera
  ufficiale  che  opposizione  a  questo Governo ha permesso questa
  sera  al  Governo  di  avere i numeri non i numeri aritmetici per
  rimanere in sella perchè 46 voti, 46 presenze hanno dimostrato.

     FORGIONE. 45.

     STANCANELLI.   Hanno  dimostrato  che  l'esistenza  di  questa
  maggioranza  è appesa alla bontà di rifondazione comunista che si
  rimangia  anche  le  critiche  documentate  che  nella mozione di
  censura  l'onorevole  Martino  aveva  fatto,  cioè  rinunciano  e
  abdicano a quello che in maniera legittima, documentata e precisa
  avevano contestato ad un assessore di questo Governo e al Governo
  di per se stesso.
       Quindi  è chiaro che questo Governo si regge soltanto per la
  negazione  che  della  loro  coerenza  fanno  i  parlamentari  di
  rifondazione  comunista  che  poi  vengono  su  questo  podio  ad
  accusare  il  centro  destra  di  non  fare opposizione, questo è
  quello che questa sera agli occhi di tutti appare di una evidenza
  solare.
       Questo  Governo  esiste,  questo  Governo  può  continuare a
  governare con l'eufemismo la Sicilia perchè rifondazione permette
  di  andare  avanti e allora abbiate il coraggio di dirlo, amici e
  colleghi  di  rifondazione comunista e non utilizzate soltanto la
  verbosità   per  attaccare  e  poi  nei  momenti  essenziali  non
  permettere che questo Governo vada a casa.
       Questo  è  il risultato, questa è la lezione che questa sera
  abbiamo  appreso  in  questa  Aula  e  per  questo  che  Alleanza
  Nazionale  e  il  polo  della  libertà  questa sera non partecipa
  neanche  alla votazione sull'altra mozione di sfiducia perchè non
  avrebbe  senso  rimanere qui in aula per assistere al gioco delle
  parti.
       Ci  rivedremo  in qualche altra occasione, io ritengo che il
  Polo,  Alleanza  Nazionale  sarà  nelle condizioni di documentare
  ancora  qual  è l'inconsistenza di  questa  maggioranza  e  sulla
  questione  morale  vedremo  cosa faranno  coloro  i  quali  dalla
  mattina alla sera fanno il  discorso sulla moralità nei giornali,
  ma quando hanno la possibilità  di  quest'Aula  di dimostrare che
  sono effettivamente contro questo governo  danno il loro appoggio
  e sono lo sgabello di questo governo.

     FORGIONE.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
  la forza di questo governo, nella sua debolezza e nell'assenza di
  una  maggioranza   parlamentare,   sia   data  essenzialmente  da
  un'opposizione del Polo senza strategia.
       Io mi sento davvero  sovradimensionato per il peso che viene
  dato a Rifondazione comunista  in quest'Aula e in questa Regione.
  Noi non abbiamo fatto una battaglia sterile contro il governo, ma
  ci siamo pronunciati  ed  abbiamo  operato  dall'opposizione  per
  ottenere un risultato sulle  nomine di questo governo rispetto ai
  beni  culturali.
       Allora bisogna dire che il  Polo  non era interessato ad una
  riconsiderazione delle nomine sui beni culturali. Il Polo non era
  interessato a stabilire norme  in  grado  di  definire  i criteri
  certi  per  sottrarre  al  Morinello  o  al  Croce  di  turno  la
  discrezionalità.  Il Polo  non  era  interessato  a giungere alla
  prima Conferenza regionale dei  beni  culturali.  Il Polo non era
  interessato nemmeno a riconsiderare  quel 30 per cento di nomine,
  secondo noi illegali, che questo governo ha fatto.
       Se oggi questo  Parlamento  può  affermare  e  vincolare  il
  governo della Regione a riconsiderare una parte di quelle nomine,
  se oggi questo Parlamento  impegna  il  governo  della  Regione a
  chiudere entro la sessione  estiva un percorso normativo in grado
  di definire i criteri per le nomine e i metodi per l'assegnazione
  delle  nomine e delle  funzioni  dirigenti  nel  campo  dei  beni
  culturali. Se oggi questo Parlamento impegna il governo ad indire
  entro l'anno la  prima  Conferenza  regionale dei beni culturali,
  questo non è dovuto al  giochetto  della  mosca  cieca  di  venti
  parlamentari della destra che al  momento  del  voto  se  ne sono
  andati, ma è dovuto  al  comportamento  trasparente  di una forza
  politica che ha detto no  alla  fiducia  a  questo governo, ma ha
  impegnato anche il governo su  un  ordine  del giorno che vincola
  questo governo o un  altro  governo,  qualora sostituirà un altro
  governo questo governo, a fare  entro  la  fine dell'anno le cose
  che  in  quell'ordine  del  giorno  i  deputati  di  Rifondazione
  comunista e l'onorevole Martino avevano chiesto.
       Noi non ci fidiamo di  questo  governo,  lo incalzeremo e lo
  aspetteremo al varco.
       Chiederemo  al   governo,   intanto,   nella   prima  seduta
  parlamentare utile, di  portare  questo  ordine del giorno perché
  venga sancito solennemente anche  con  un  voto  dell'Aula, ma se
  oggi una parte del mondo  dei beni culturali, una parte del mondo
  delle  soprintendenze  può   dire:   beh,   quelle  nomine  vanno
  riconsiderate, beh c'è  un impegno parlamentare, dicendo si fanno
  nuove norme, questo non  è  dovuto alla fuoriuscita dall'Aula dei
  deputati di Alleanza nazionale,  ma  è  dovuto  ad  una battaglia
  politica che dall'opposizione,  con le nostre piccolissime forze,
  abbiamo fatto ed abbiamo votato  no  alla  fiducia,  così come si
  dice no in modo coerente.
       Se voi, cari amici del  Polo,  dite:  tanto sapevate che non
  c'erano i numeri per  mettere  in  discussione  la fiducia perché
  erano di più con 41;  beh, se tutti i vostri parlamentari fossero
  stati presenti qui stasera,  avremmo  mandato,  voi  con i vostri
  voti  e noi con la  nostra  fiducia  dal  polo  opposto,  avremmo
  mandato sotto il governo e vorrei sapere perché  tanti dei vostri
  parlamentari  erano  assenti,   perché   non   sono   venuti  qui
  all'appello e perché alla fine,  per  salvare  voi  e  la  vostra
  faccia,  avete fatto  il  giochetto  della  mosca  cieca.
       Questo   significa   per   noi   fare   l'opposizione,   non
  un'opposizione progettuale,  non un'opposizione pregiudiziale, ma
  un'opposizione che da  una postazione diversa, da sinistra, prova
  a strappare risultati a questa  maggioranza  che non è la nostra,
  che non sosteniamo, che non  appoggiamo  e  dalla  quale  non  ci
  facciamo incantare dalle  sirene  che  quotidianamente ci vengono
  lanciate.
       Fate così e forse creerete  qualche  problema in più, invece
  di fare voi sì propaganda sterile e  poi magari andare a trattare
  qualche  nomina  come  è  stata   fatta   anche  con  l'Assessore
  Morinello.

     ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero intervenuto
  alcuni  minuti  fa  per  denunciare politicamente il tentativo da
  parte  di  Rifondazione  comunista  di  assumere in quest'Aula un
  atteggiamento  assolutamente  incoerente  rispetto,  quanto meno,
  all'atto  parlamentare in questione, cioè alla mozione di censura
  che è appunto la testimonianza ulteriore che questa sera è calato
  il   sipario   su  una  messa  in  scena.  Sono  stato  aggredito
  dall'onorevole  Forgione,  il  quale mentre io parlavo proprio da
  questo  pulpito  ha detto che la mozione non era ritirata, non ha
  avuto  il  coraggio  di  farlo  in  prima  persona, ma a nome dei
  firmatari  c'è  chi  ha  ritirato quella mozione di censura. Ecco
  queste  sono  le  storture della politica siciliana e questi sono
  gli  accordi  che  in  quest'Aula  nascono  e  che si collegano a
  tentativi  di  autoconservazione  della  specie, perché quando si
  realizzano  intese di questo genere che hanno la sola finalità di
  salvaguardare  il  Governo  poi  noi  siamo indotti a pensare che
  dietro  c'è  la  sopravvivenza  non solo del Governo, ma anche di
  partiti o di gruppi parlamentari, siamo indotti a pensare che sia
  vera  probabilmente  l'intesa  sulla  percentuale  di sbarramento
  nella  legge  elettorale  con  il  tentativo di presa in giro dei
  siciliani,  ma se Rifondazione continua ad essere guidata così in
  Sicilia  dall'onorevole Forgione e ci sarà in futuro una prossima
  tornata  elettorale  prima  delle regionali l'onorevole Forgione,
  onorevole  Presidente della Regione, sarà qui a chiedere a questo
  Governo  non  lo sbarramento al 3 per cento, ma all'1,5, all'1,8.
  Ecco   su   questo  terreno  la  Sicilia  non  può  inseguire  il
  centrosinistra   e  non  può  inseguire  il  Governo.
       Noi siamo indignati per l'atteggiamento tenuto in quest'Aula
  sulla  materia  dei beni culturali e lo siamo ancor di più per la
  spettacolare  manifestazione  di  zig  zag  e  di  incoerenza  di
  Rifondazione  comunista  che  appena qualche minuto fa ha gridato
  dai  banchi  che  non  avrebbe  ritirato  la  mozione e poi la ha
  ritirata,  è un fatto politicamente gravissimo, lo ribadiamo ed è
  ancor  più  ovvio  che  il  nostro  atteggiamento,  invece,  sarà
  conseguente  e  coerente  con quello che abbiamo tenuto poc'anzi,
  perché  non  vale  neanche  la pena di cimentarsi rispetto ad una
  maggioranza che tale non è, che nasce con 44 voti, con 45 voti su
  90  e  che oggi dopo le dichiarazioni di salute e di rilancio del
  Presidente  della Regione, senz'altro dichiarazioni mattutine con
  la  forza  che  il mattino concede, oggi, questa sera, appunto in
  tarda serata è qui a constatare con tristezza, immagino, se hanno
  la  onestà  intellettuale  di  riconoscerlo, che  la  maggioranza
  parlamentare  è  ridotta a 41, 42 voti, in un contesto in cui non
  vale  neanche l'effetto sorpresa perché  si trattava di votazioni
  di  sfiducia  annunciate,  e  votazioni  di  sfiducia  che  hanno
  scontato  l'assenza  di  una  maggioranza parlamentare per questo
  Governo  e però noi non ci illudiamo più che il Governo tragga le
  conseguenze  dalla  circostanza di avere su una mozione, riguardo
  la  quale  è  stata  posta  la  questione  di  fiducia, rimarcato
  l'assenza  di una maggioranza parlamentare.  Noi non ci illudiamo
  più  che  questo Governo prenda atto di quello che sta accadendo,
  ma  siamo convinti che i siciliani continueranno a prenderne atto
  e  siamo  convinti  che  nonostante  tutti i tentativi che questa
  maggioranza  e  questo  Governo sta conducendo, la vita di questo
  Governo  sarà  breve, perché  alla  fine  la  politica  ha le sue
  regole,  ha  una  sua  logica  e  chi  non  ha  la maggioranza in
  parlamento non può governare e deve dimettersi.


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  pone  in  votazione  la
  mozione di sfiducia.

    Spiego il significato del voto. Chi vota si, vota la mozione ed
  esprime sfiducia all'Assessore Morinello.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                               CONGEDO

     PRESIDENTE.  Il Vicepresidente  del  Gruppo  parlamentare  dei
  Democratici di Sinistra ha chiesto  che  l'onorevole Speziale sia
  posto in congedo per l'odierna seduta.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Dichiaro aperta la votazione.
       Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

       LO CERTO, segretario  procede all' appello.

     PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  procedere al
  secondo appello.

     LO CERTO , segretario, procede al secondo appello.

     PRESIDENTE.  Dichiaro  chiusa la votazione. Invito il deputato
  segretario a procedere al computo dei voti.

     LO CERTO , segretario, procede al computo dei voti.

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

       Presenti e votanti ....... 47
       Astenuti .................  5
       Maggioranza .............. 24
       Voti contrari ............ 42

                      (L'Assemblea non approva)

       L'Assemblea  non approva la mozione e quindi esprime fiducia
  all'assessore Morinello.

        (Applausi dei deputati del settore di centro-sinistra)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi, l'Assemblea  terrà  seduta  martedì  20
  luglio, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

       N.  360  -  Interventi  presso  il  Governo  nazionale  in
     relazione alla riforma degli ordini professionali.
       La  Grua  Saverio;  Catanoso  Genoese  Francesco;  Ricotta
     Michele; Scalia Giuseppe; Virzi' Gioacchino

     Presentata il  6/07/99

       N. 361 - Sospensione dell'ordinanza sindacale  del  Comune
     di Augusta n. 66 del 27 marzo 1999 relativa all'esercizio di
     attività di commercio.
       Bufardeci Giambattista; Beninati Antonino; Croce Antonino;
     Granata Benedetto Fabio; Alfano Angelo

     Presentata il  6/07/99

       N. 362 - Impegni del Governo della Regione e
     dell'Assessore per  i  beni  culturali  e  ambientali  e  la
     pubblica istruzione ad  intraprendere  opportune  iniziative
     presso il Ministero dei  Beni  culturali  e  ambientali  per
     assicurare la  fruibilità  della  documentazione  conservata
     nell'Archivio di Stato di Palermo.
       Martino Federico;  Ricotta  Michele;  Forgione  Francesco;
     Trimarchi Giovanni; Vella Basilio

     Presentata il  6/07/99

       N. 363 - Adesione della Regione  siciliana  all'iniziativa
     '1999 all'ONU per la moratoria delle esecuzioni'  contro  la
     pena di morte sostenuta  dall'associazione  'Nessuno  tocchi
     Caino' e adesione all'attività della stessa Associazione.
       Alfano Angelo; Speziale  Calogero;  Stancanelli  Raffaele;
     Leanza Vincenzo; Mele Manlio; La  Corte  Gioacchino;  Spagna
     Fausto;      Pellegrino  Bartolomeo;  Costa  David;  Martino
     Federico; Di Martino Francesco;  Nicolosi  Nicolò;  Forgione
     Francesco

     Presentata il  6/07/99

       N. 364 - Provvedimenti volti a promuovere la tutela  della
     vita umana dal suo inizio.
       Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo;  Caputo  Salvino;
     Catanoso Genoese Francesco; Granata Benedetto Fabio; La Grua
     Saverio; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Sottosanti Fulvio
     Salvatore;       Strano  Antonino;  Tricoli  Marzio;  Virzi'
     Gioacchino

     Presentata il  8/07/99

       N. 365 - Avviamento  a  selezione  da  parte  dell'Ufficio
     provinciale  del  lavoro  e  della  massima  occupazione  di
     Palermo (sezione collocamento) dei lavoratori inseriti nella
     graduatoria ex art. 16 della L. n.  56  del  1987,  riferita
     all'anno        1991,  con  qualifica  di  ausiliari  agenti
     socio-sanitari.
       Caputo   Salvino;  Granata  Benedetto  Fabio;  Stancanelli
     Raffaele; Tricoli Marzio; Sottosanti Fulvio Salvatore

     Presentata il  8/07/99

   III - SVOLGIMENTO AI  SENSI  DELL'ART.  159,  TERZO COMMA, DEL
      REGOLAMENTO  INTERNO  DELLE  INTERROGAZIONI  DELLA RUBRICA:
      "COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E PESCA"

      N. 257 - Notizie in ordine ai benefici erogati dalla CRIAS ai
               sensi dell'art. 42 della l.r. n. 25 del 1993.

               Guarnera Vincenzo

      N. 803 - Valutaziopne dell'opportunità della permanenza in ca-
               rica del Dott. Giuseppe Scudero, alla guida di impor-
               tanti enti che gestiscono somme provenienti dalla casse
               regionali.

               Guarnera Vincenzo

      N. 870 - Notizie sulla ventilata riconversione dell'area ex Sotis
               Cavi in centro commerciale.

                 Spagna Fausto

    IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale 1 marzo
      1995,  n.  19,  concernente  giacimenti di materiali di cava nel
      territorio della Regione Siciliana" (n. 475/A)

   Relatore Onorevole Speziale

   2) "Disciplina    della    prospezione,    della   ricerca,   della
      coltivazione,  del  trasporto  e dello stoccaggio di idrocarburi
      liquidi  e  gassosi  e  delle  risorse geotermiche nella Regione
      siciliana. Attuazione della direttiva n. 94/22.CE" (nn. 442 - 54
      - 473/A)

   Relatore Onorevole Speziale

       La seduta é tolta alle ore 22,07.

          (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.10)