Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 11.15.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
- "Ulteriore proroga del termine previsto dal comma 3,
dell'articolo 8, della legge regionale 3 novembre 1994, n. 43"
(n. 942)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su
proposta dell'Assessore per i lavori pubblici (Lo Monte) in
data 7 luglio 1999.
- "Attuazione dei principi direttivi contenuti nel decreto
legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, in materia di
decentramento di compiti e funzioni nei settori della politica
attiva del lavoro, dei servizi dell'impiego e degli interventi
per l'occupazione. Riordino degli organi e degli uffici
dell'Amministrazione regionale del lavoro" (n. 943)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su
proposta dell'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione (Papania) in data 8
luglio 1999
- "Norme per la costituzione di un archivio regionale sullo
stato conservativo dei fabbricati esistenti sul territorio
regionale per la prevenzione e la protezione dell'incolumità
pubblica e privata" (n. 944)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Caputo, Stancanelli, La Grua,
Briguglio, Tricoli, Ricotta, Scalia, Virzì, Granata,
Sottosanti, Strano, Catanoso in data 8 luglio 1999
- "Norme per la rinegoziazione delle condizioni di onerosità
dei finanziamenti agevolati per il settore agricolo" (n. 945)
- d'iniziativa parlamentare - presentato dall'onorevole Alfano
in data 12 luglio 1999
PARERI RESI
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Misilmeri - Riserva alloggi DPR n. 1035/1972 e legge
regionale 18 marzo 1977, n. 10 (n. 193)
- Contessa Entellina - Riserva alloggi DPR n. 1035/1972 e legge
regionale 18 marzo 1977, n. 10 (n. 196)
- Giarratana - Riserva alloggi DPR n. 1035/1972 e legge
regionale 18marzo 1977, n. 10 (n. 234)
- Caltavuturo - Assegnazione alloggi popolari. Richiesta
riserva D.P.R. n. 1035/72 (n. 244)
- Montalbano Elicona - Richiesta riserva alloggi D.P.R. n.
1035/72, art. 10 (n. 245)
- Corleone - Richiesta riserva alloggi - D.P.R. n. 1035/72,
art.10 e legge regionale n. 10 del 1997 (n. 246)
- Delibera CIPE 20.12.1996. Aggiornamento canoni di locazione
alloggi di edilizia residenziale pubblica (n. 248)
- RESI IN DATA 1 LUGLIO 1999
- INVIATI IN DATA 7 LUGLIO 1999
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 06.07.1999 (ant.): ORTISI-MONACO-BARBAGALLO G.
BUFARDECI-CATANOSO-CIMINO
FORGIONE-GALLETTI-PETROTTA
SILVESTRO-SPEZIALE-VIRZI'
" " 06.07.1999 (pom.): ORTISI-MOCACO-BARBAGALLO G.
BUFARDECI-CATANOSO-CIMINO
FORGIONE-GALLETTI-PETROTTA
SILVESTRO-SPEZIALE-TURANO
VIRZI'
" " 07.07.1999 (ant.): MONACO-BARBAGALLO G.-CATANOSO
CIMINO-FORGIONE-GALLETTI
SILVESTRO-SPEZIALE-TURANO
VIRZI'
" " 07.07.1999 (pom.): ORTISI-BARBAGALLO G.-BUFARDECI
CATANOSO-FORGIONE-PETROTTA
SILVESTRO-SPEZIALE-TURANO-VIRZI'
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 06.07.1999: RICEVUTO-CINTOLA-LIOTTA
MISURACA-PIGNATARO-SPEZIALE
" " 07.07.1999 (ant.): RICEVUTO-CROCE-LEANZA
MISURACA-PIGNATARO-SPAGNA
SPEZIALE
" " 07.07.1999 (pom.): GIANNOPOLO-RICEVUTO-AULICINO
CROCE-LEANZA-LIOTTA-MISURACA
SPAGNA
" " 08.07.1999: GIANNOPOLO-RICEVUTO-AULICINO
CINTOLA-CROCE-LEANZA-LIOTTA
MISURACA-PIGNATARO-SPAGNA
SPEZIALE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 08.07.1999 (ant.): ZAGO-VICARI-BENINATI-BURGARETTA
CINTOLA-GIANNOPOLO-GRIMALDI
PELLEGRINO-STRANO
" " 08.07.1999 (pom.): ZAGO-VICARI-BENINATI-BURGARETTA
CAPUTO-CINTOLA-GIANNOPOLO-
GRIMALDI-MELE-PELLEGRINO-STRANO
VELLA
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 07.07.1999: CALANNA-CANINO-CATANIA-D'AQUINO
GUARNERA-MARTINO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 07.07.1999: SCAMMACCA-GRANATA-LEONTINI
MONACO-PAGANO-SUDANO-ZANGARA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
ASSENZE
Riunione del 07.07.1999: SOTTOSANTI-CIPRIANI-D'ANDREA
DRAGO-LA CORTE-NICOLOSI-SCALICI
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione, ai sensi dell'art.
12, comma 4, della legge regionale 16 marzo 1992, n. 4, ha
trasmesso, con nota del 5 luglio 1999, copia delle deliberazioni
dalla n. 109 alla n. 122, adottate dalla Giunta regionale,
relative al mese di maggio 1999.
Ha altresì trasmesso, con nota del 7 luglio 1999, copia
della deliberazione n. 147 del 4 giugno 1999, relativa a
ripartizione territoriale di fondi Assessorato agricoltura e
foreste.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 3168 - Iniziative nei confronti degli ex dipendenti a
tempo determinato della Montepaschi Se.ri.t. s.p.a..
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
***
Cintola Salvatore
----------------
N. 3169 - Notizie in merito alla decadenza del Consiglio
comunale di Bompietro.
- Assessore Enti Locali
***
Vicari Simona
----------------
N. 3174 - Notizie in ordine al concorso presso l'Azienda
ospedaliera 'V. Cervello' di Palermo per dirigente medico di
II livello per la Divisione di Medicina 2.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Turano Girolamo
----------------
N. 3180 - Opportuni interventi presso gli organismi
competenti in relazione alla Banca Mercantile Italiana.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
***
Catanoso Genoese Francesco
----------------
N. 3181 - Opportuni provvedimenti nei confronti dell'Ente
nazionale di assistenza al volo (ENAV) in relazione al
centro di assistenza al volo di Catania.
- Presidente Regione
***
Catanoso Genoese Francesco
----------------
N. 3182 - Iniziative a tutela del complesso monumentale
della Villa Valguarnera di Bagheria e richiesta di attività
di indagine amministrativa presso la Soprintendenza ai beni
culturali di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Caputo Salvino
----------------
N. 3184 - Riapertura dei termini di cui alla circolare
assessoriale per gli interventi nei luoghi di culto.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
Caputo Salvino
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 3167 - Notizie in ordine alle regole di funzionamento e
disciplina delle attività di volontariato della Protezione
civile nella Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
***
Virzi' Gioacchino
----------------
N. 3170 - Delucidazioni in ordine al Piano regionale di
propaganda turistica.
- Assessore Turismo
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3171 - Notizie sull'attività del commissario
straordinario dell'Azienda autonoma delle terme di Acireale
nei rapporti con la partecipata 'Siciliana Acque Minerali
SAM srl', azienda che imbottiglia l'acqua 'Pozzillo'.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Turismo
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3172 - Notizie circa la soppressione di numerosi uffici
pubblici nel territorio dei comuni di Randazzo,
Linguaglossa, Piedimonte, Castiglione di Sicilia (CT).
- Presidente Regione
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3173 - Invio di un commissario ad acta presso il Comune
di Polizzi Generosa per verificare la regolarità
amministrativa nel procedimento di appalto della
metanizzazione.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Tricoli Marzio
----------------
N. 3175 - Notizie in merito all'attivazione del
treno-crociera in Sicilia.
- Assessore Turismo
***
D'Aquino Antonio
----------------
N. 3176 - Interventi per il contenimento dei costi di
posteggio per i commercianti su aree pubbliche operanti nel
comune di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3177 - Opportuni provvedimenti volti a salvaguardare
l'economia agricola siracusana.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Burgaretta Aparo Sebastiano
----------------
N. 3178 - Interventi nei confronti della Montepaschi
Se.rit. in materia di riscossione dei contributi unificati.
- Assessore Bilancio
***
Burgaretta Aparo Sebastiano
----------------
N. 3179 - Inammissibilità delle mozioni di sfiducia nei
confronti dei presidenti e componenti di uffici di
presidenza di Consigli comunali e provinciali.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Briguglio Carmelo; Stancanelli Raffaele; Caputo Salvino;
Granata Benedetto Fabio; Sottosanti Fulvio Salvatore; Strano
Antonino; Tricoli Marzio
----------------
N. 3183 - Opportune iniziative al fine di bandire i
concorsi esterni per l'assunzione di personale da inquadrare
nei ruoli tecnici dell'Amministrazione regionale dei Beni
culturali e ambientali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Vella Basilio
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
N. 345 - Opportune iniziative al fine di garantire la
legalità degli atti amministrativi presso il Comune di Capo
d'Orlando (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
- Assessore Turismo
***
Forgione Francesco
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 360 - Interventi presso il Governo nazionale in
relazione alla riforma degli ordini professionali.
La Grua Saverio; Catanoso Genoese Francesco; Ricotta
Michele; Scalia Giuseppe; Virzi' Gioacchino
Presentata il 6/07/99
----------------
N. 361 - Sospensione dell'ordinanza sindacale del Comune
di Augusta n. 66 del 27 marzo 1999 relativa all'esercizio di
attività di commercio.
Bufardeci Giambattista; Beninati Antonino; Croce Antonino;
Granata Benedetto Fabio; Alfano Angelo
Presentata il 6/07/99
----------------
N. 362 - Impegni del Governo della Regione e
dell'Assessore per i beni culturali e ambientali e la
pubblica istruzione ad intraprendere opportune iniziative
presso il Ministero dei Beni culturali e ambientali per
assicurare la fruibilità della documentazione conservata
nell'Archivio di Stato di Palermo.
Martino Federico; Ricotta Michele; Forgione Francesco;
Trimarchi Giovanni; Vella Basilio
Presentata il 6/07/99
----------------
N. 363 - Adesione della Regione siciliana all'iniziativa
'1999 all'ONU per la moratoria delle esecuzioni' contro la
pena di morte sostenuta dall'associazione 'Nessuno tocchi
Caino' e adesione all'attività della stessa Associazione.
Alfano Angelo; Speziale Calogero; Stancanelli Raffaele;
Leanza Vincenzo; Mele Manlio; La Corte Gioacchino; Spagna
Fausto; Pellegrino Bartolomeo; Costa David; Martino
Federico; Di Martino Francesco; Nicolosi Nicolò; Forgione
Francesco
Presentata il 6/07/99
----------------
N. 364 - Provvedimenti volti a promuovere la tutela della
vita umana dal suo inizio.
Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo; Caputo Salvino;
Catanoso Genoese Francesco; Granata Benedetto Fabio; La Grua
Saverio; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Sottosanti Fulvio
Salvatore; Strano Antonino; Tricoli Marzio; Virzi'
Gioacchino
Presentata il 8/07/99
----------------
N. 365 - Avviamento a selezione da parte dell'Ufficio
provinciale del lavoro e della massima occupazione di
Palermo (sezione collocamento) dei lavoratori inseriti nella
graduatoria ex art. 16 della L. n. 56 del 1987, riferita
all'anno 1991, con qualifica di ausiliari agenti
socio-sanitari.
Caputo Salvino; Granata Benedetto Fabio; Stancanelli
Raffaele; Tricoli Marzio; Sottosanti Fulvio Salvatore
Presentata il 8/07/99
----------------
RITIRO DI ATTO ISPETTIVO
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 6 luglio 1999, l'on.
Fleres ha ritirato l'interrogazione n. 3152 a risposta scritta
"Notizie circa la corretta applicazione della legislazione
regionale in materia di commercio da parte del Comune di
Fiumefreddo (CT)", annunciata nella seduta n. 250 del 6 luglio
1999.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127 comma nono del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 352 - Non applicazione nella Regione siciliana del
decreto emesso dal Ministro della Sanità in materia
di eliminazione delle barriere architettoniche per
gli studi dentistici.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che da numerosi organi di stampa locale e a
diffusione nazionale è emerso che il Ministro per la
Sanità ha emanato un decreto che impone ai titolari
di studi dentistici di eliminare le barriere
architettoniche e gli ostacoli che impediscono agli
invalidi e ai disabili di accedere agli studi dei
suddetti professionisti;
CONSIDERATO che il provvedimento è assolutamente strumentale
e irrazionale, ove si consideri la materiale
impossibilità di adeguare studi professionali che
esistono all'interno di condomini, i quali ultimi,
mai, per la naturale litigiosità, propria di tali
sodalizi, autorizzerebbero abbattimento di scale,
muretti o altre strutture similari;
RITENUTO che rendere obbligatorio l'adeguamento alla
normativa sull'abbattimento delle barriere
architettoniche agli studi professionali privati
comporterebbe la chiusura di centinaia di laboratori
medico dentistici;
CONSIDERATO altresì, che il Ministro, ancor prima di imporre
ai medici e professionisti esterni l'adeguamento
strutturale dei propri studi dovrebbe impartire
adeguate disposizioni nei confronti degli uffici
pubblici del comparto della sanità, come sono la
stragrande maggioranza degli ospedali, gli uffici
sanitari per gli invalidi civili, le commissioni
medico-ospedaliere, ubicati in strutture dotate di
barriere architettoniche che rendono inaccessibile
l'ingresso agli invalidi civili e ai disabili,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
a non dare attuazione in Sicilia al decreto emesso
dal Ministro della Sanità.
Ciò, al fine di tutelare i livelli occupazionali dei
medici dentisti e al fine di evitare la chiusura di
centinaia di studi professionali.
(12 maggio 1999)
CAPUTO - LA GRUA
CATANOSO - SOTTOSANTI
N. 355 - Previsione di misure apposite a favore dei porti
siciliani all'interno di 'Agenda 2000'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Assessorato per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca ha costituito un'apposita
commissione per lo studio della portualità
regionale;
- detta Commissione ha elaborato un documento molto
articolato che suggerisce soluzioni interessanti per
la ristrutturazione dei siti e la loro utilizzazione
prevalente nei settori della pesca, del commercio o
del diportismo;
- sarebbe opportuno prevedere in 'Agenda 2000'
apposite misure miranti a rendere operativi i
suggerimenti della citata Commissione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a valutare lo studio di cui in premessa ed a
prevedere apposite misure in 'Agenda 2000', al fine
di rendere operativi i suggerimenti indicati che
l'Amministrazione regionale riterrà di fare propri.
(25 giugno 1999)
FLERES - LEONTINI - BARONE
CROCE - CIMINO - ALFANO -
BURFARDECI - D'AQUINO
N. 356 - Interventi relativi all'attività del commissario
straordinario dell'Azienda Autonoma delle Terme di
Acireale in ordine ai rapporti con la partecipata
'Siciliana Acque Minerali - SAM srl', Azienda che
imbottiglia l'acqua 'Pozzillo'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- da notizie di stampa si è appreso che il
liquidatore della 'Siciliana Acque Minerali SAM
srl', dott. Carmelo Fiorentino, in data 3.6.1999,
ha indirizzato al commissario straordinario delle
Terme di Acireale un dossier, inviato per conoscenza
all'on.le Assessore per il turismo, le comunicazioni
e i trasporti, alla Commissione regionale antimafia
ed alla Procura della Repubblica di Catania;
- dalla lettura dello stesso si è rilevata, con
grande chiarezza, l'assoluta assenza e mancanza di
attività del commissario Coppa a favore della SAM
srl, proprio nel momento in cui tale società si è
trovata in grave crisi finanziaria, in prossimità
della dichiarazione di fallimento;
- tali fatti si sono tradotti nella mancata
partecipazione a ben tre assemblee convocate nel
giro di un paio di mesi, nel mancato adempimento
dell'impegno (assunto con molta leggerezza) di
erogare un'anticipazione finanziaria di lire 300
milioni e, complessivamente, nell'assenza di alcuna
forma di tutela nei confronti di un'azienda
partecipata per il 72%, che occupa 23 dipendenti e
che rappresenta un patrimonio della Regione
siciliana;
- a seguito di tali comportamenti la società, ove
non si fosse avvalsa dell'attività professionale del
dott. Carmelo Fiorentino, che riusciva a procurarsi
la necessaria liquidità finanziaria, per soddisfare
i creditori istanti, con la transazione
dell'istauranda azione giudiziaria con il precedente
socio Guarrera Salvatore, sarebbe già stata
dichiarata fallita dal Tribunale di Catania;
- ancora, benché regolarmente invitato, il dott.
Coppa ha disertato la quarta conferenza di
produzione, organizzata dai lavoratori dell'azienda
e dalle organizzazioni sindacali, durante la quale
sì è avuta notizia che nuove forze imprenditoriali
di sicura moralità e solvibilità (dott. Saro
Fichera) hanno assunto l'impegno per il definitivo
ripianamento patrimoniale e finanziario e per il
rilancio dell'attività produttiva;
- il dott. Coppa, dopo avere appreso che il
precedente socio, Guarrera Salvatore, aveva ceduto
la propria partecipazione quotistica al dott. Saro
Fichera, mutava il proprio atteggiamento di assoluto
disinteresse verso la società, inviando lettere, di
oscuro contenuto, all'indirizzo del liquidatore
dott. Carmelo Fiorentino e facendo pressioni
affinché non si perfezionasse la cessione tra i due
soggetti privati;
- il liquidatore, contrariamente a quanto affermato
dal commissario straordinario Coppa, non interviene
ad atti di compravendita di quote, non essendone
proprietario e non avendone la disponibilità;
- le argomentazioni addotte dal dott. Coppa, a
giustificazione dei propri comportamenti, appaiono
di pura forma (mancato rispetto dei termini per fare
valere il diritto di prelazione);
- l'Azienda autonoma Terme di Acireale, secondo un
percorso stabilito dal Governo della Regione
siciliana, avrebbe dovuto alienare le proprie
quote (mantenendo il solo 40% previsto dalla legge)
e non provvedere ad alcun requisito;
- il perseverare degli atteggiamenti del Commissario
dott. Coppa immobilizzano, di fatto, l'attività
sociale e procrastinano il rilancio dell'azienda,
con grave pericolo per il mantenimento dei posti di
lavoro,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI E I TRASPORTI
a rimuovere e sostituire immediatamente l'attuale
Commissario straordinario dell'Azienda autonoma
delle Terme di Acireale, dott. Mario Coppa, al fine
di evitare ulteriori danni e comportamenti omissivi
o prevaricanti, sia a carico della Siciliana Acque
Minerali - SAM srl, sia a carico dalle stessa
Azienda autonoma Terme di Acireale.
(25 giugno 1999)
FLERES - CROCE - LEONTINI -
CIMINO - ALFANO
N. 357 - Opportune modifiche al Piano regionale di
razionalizzazione della rete scolastica.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione ha approvato il Piano di
razionalizzazione della rete scolastica della
Sicilia per l'anno 1999/2000;
- detto Piano di razionalizzazione, redatto in forza
dalla circolare assessoriale n. 4 prot. n. 408 del
12 febbraio 1999, prevederebbe, fra l'altro, la
costituzione di istituti verticalizzati comprensivi
(scuole materna, elementare, media), procedendo per
accorpamenti e soppressioni;
RILEVATO che:
- i Comuni di Vicari e Roccapalumba (Palermo) hanno
avanzato richiesta di creazione di un istituto
verticalizzato con sede a Roccapalumba al quale
aggregare le scuole dell'obbligo del comune di
Vicari;
- sulla proposta dei due Comuni si sono espressi
favorevolmente gli organismi scolastici locali, il
consiglio scolastico provinciale di Palermo e lo
stesso Provveditorato agli studi di Palermo;
RITENUTO che la creazione dell'istituto verticalizzato di
Roccapalumba corrisponde perfettamente agli
obiettivi di razionalizzazione e ottimizzazione
delle risorse che il Piano regionale deve porsi, in
adesione alle disposizioni di legge nazionali e alle
stesse direttive ministeriali;
PRESO ATTO che il Piano regionale di razionalizzazione della
rete scolastica 1999-2000 ha inopinatamente omesso
di prevedere l'istituzione della verticalizzazione
della scuola dell'obbligo dei Comuni di Roccapalumba
e Vicari;
EVIDENZIATO che:
- le motivazioni addotte per giustificare
l'esclusione dell'istituto verticalizzato
comprensivo di Roccapalumba da parte
dell'Assessorato Beni culturali, ambientali e
pubblica istruzione, - nonostante una disposizione
assessoriale sembrava muoversi nella direzione di
accogliere la proposta formulata dai Comuni di
Roccapalumba e Vicari (condivisa dalle istituzioni
scolastiche locali e provinciali) -, appaiono
capziose e infondate in quanto farebbero riferimento
al DPR n. 233 del 18.6.1998, che per espressa
previsione della circolare assessoriale n. 4
succitata ...non trova applicazione del territorio
della Regione Siciliana...';
- la creazione dell'istituto verticalizzato nel
comune di Roccapalumba non verrebbe a pregiudicare
il mantenimento dell'istituto comprensivo
verticalizzato di altri comuni viciniori;
CONSIDERATO che la mancata istituzione dell'istituto
verticalizzato di Roccapalumba ha provocato le
legittime proteste delle comunità locali che hanno
trovato riscontro in atti ispettivi del Parlamento
nazionale rivolti al Ministro della Pubblica
istruzione;
RITENUTO infine che si rende necessario e urgente
ripristinare la legittimità degli atti e dello
stesso Piano regionale di razionalizzazione della
rete scolastica 1999-2000, modificandolo nella parte
che riguarda il mancato accoglimento della proposta
dei Comuni di Vicari e Roccapalumba;
IMPEGNA L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI
E AMBIENTALI E LA PUBBLICA ISTRUZIONE
- ad apportare le modifiche necessarie al Piano
regionale di razionalizzazione della rete
scolastica, includendo la previsione dell'istituto
verticalizzato comprensivo di Roccapalumba, con
l'aggregazione delle scuole materne, elementare e
media del Comune di Vicari;
- a sottoporre detta modifica al Ministero della
Pubblica Istruzione per la definitiva approvazione.
(29 giugno 1999)
GIANNOPOLO - SPEZIALE - CIPRIANI -
MONACO - ODDO - PIGNATARO -
SILVESTRO - TRIMARCHI - VILLARI -
ZAGO - ZANNA
N. 358 - Adeguati interventi di sostegno e promozione del
settore agricolo siciliano.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- da anni il settore agricolo siciliano versa in
difficoltà, aggravato dall'attuale crisi che investe
il Paese;
- il comparto ortofrutticolo, che assorbe una fascia
considerevole delle nostre unità lavorative, riveste
un ruolo economico e sociale rilevante per la
Sicilia;
- le avversità atmosferiche, la siccità, gli accordi
tra gli Stati Europei e quelli Africani hanno
inferto un ulteriore colpo al settore agricolo, già
gravato da costi di produzione elevatissimi, dovuti
alla intollerabile pressione fiscale e contributiva
ed alla marginalità geografica della nostra Isola;
RITENUTO che:
- gli operatori agricoli, ed in particolare quelli
del comparto serricolo, sono giunti al limite della
sopportazione e stanno dando vita, come è avvenuto
nei giorni scorsi a Vittoria, (com'è noto,
principale centro di produzione della Sicilia e del
Mezzogiorno d'Italia), a comitati spontanei
finalizzati ad organizzare la protesta nei confronti
dei Governi nazionale e regionale;
- il Governo della Regione non può restare inerte di
fronte ad una crisi così grave che può anche
sfociare in azioni atte a turbare l'ordine pubblico,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a predisporre un piano programmatico di spesa per
il settore agricolo, finalizzato ad assecondare le
grandi potenzialità dell'agricoltura siciliana
attraverso sostegni diretti ai comparti,
alle produzioni ed alle qualità richieste dai
mercati nazionali ed internazionali nonché
attraverso i miglioramenti dei servizi nelle aree
rurali, con particolare riferimento
all'approvvigionamento idrico, all'ampliamento della
viabilità, alla conservazione ed alla
commercializzazione dei prodotti agricoli;
- a individuare ed adottare soluzioni concrete per
lo snellimento delle procedure e l'accelerazione
della spesa in agricoltura;
- ad avviare un'attività seria, incisiva e di ampio
respiro per la promozione dei prodotti agricoli
siciliani, in Italia e all'estero;
- a predisporre adeguate variazioni di bilancio per
impinguare i capitoli di spesa relativi al
contributo per l'acquisto della plastica per le
serre, previsto dall'art. 3 della legge n. 37 del
1974, ed al rifinanziamento della legge n. 13 del
1986 riguardante il miglioramento fondiario;
- ad adottare provvedimenti eccezionali ed urgenti,
specie in materia di credito agrario, al fine di
consentire la ripresa produttiva dei comparti
danneggiati dalle avversità atmosferiche.
(30 giugno 1999)
LA GRUA - BRIGUGLIO- CAPUTO
CATANOSO GENOESE - GRANATA
RICOTTA - SCALIA - SOTTOSANTI
STANCANELLI - VIRZI' - STRANO
TRICOLI
N. 359 - Provvedimenti in esito al mancato avvio del
servizio di guardia medica turistica nelle zone di
villeggiatura e nei comuni siciliani.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- ogni anno, dal 15 giugno al 15 settembre, in quasi
tutto il territorio regionale, a cura
dell'Assessorato Sanità, viene attivato il servizio
sanitario di guardia medica turistica;
- quest'anno, per gli adempimenti burocratici ed
organizzativi, è stata delegata l'Azienda sanitaria
locale di Ragusa;
- a seguito di una serie di ricorsi presentati da
alcuni medici non utilmente inseriti nella predetta
graduatoria, il Tribunale amministrativo regionale
di Catania ha disposto la sospensione degli effetti
della graduatoria;
- tutto ciò ha determinato l'Assessorato Sanità a
non emettere alcun provvedimento, in attesa della
decisione sul merito del ricorso, con la conseguenza
che il servizio è stato bloccato, con notevoli
proteste da parte di medici, cittadini ed
amministratori locali, questi ultimi preoccupati per
la salute dei rispettivi cittadini e dei turisti e
villeggianti, ma anche per il timore di essere
chiamati a responsabilità di ordine civile e penale;
- da oltre 10 giorni, infatti, tutti i territori e
comuni a valenza turistica sono privi del servizio
che per tali zone costituisce motivo di interventi
di estrema urgenza;
CONSIDERATO che l'assoluta mancanza del servizio sanitario
determina un costante pericolo per la sicurezza
collettiva,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
ad adottare tutti i provvedimenti per assicurare
l'immediato avvio del servizio di guardia medica
turistica in tutto il territorio siciliano, a
prescindere dal provvedimento emesso dal Tribunale
amministrativo regionale di Catania.
(1 luglio 1999)
CAPUTO - GRANATA - VIRZI' -
LA GRUA - SOTTOSANTI - SCALIA -
STANCANELLI - RICOTTA -
BRIGUGLIO - STRANO
PRESIDENTE. Le mozioni testè annunziate saranno demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di trattazione.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, chiedo al Governo se è disponibile
a discutere la mozione numero 357 la prossima seduta considerata
l'urgenza di approvare il Piano regionale di razionalizzazione
della rete scolastica che è stato anche oggetto di discussione di
un incontro tra il Presidente della Regione ed i sindaci di quel
territorio.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, l'onorevole Zanna propone
che la mozione numero 357 venga trattata nella prossima seduta
che, credo, sia martedì prossimo.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, credo che ci resta poco tempo prima della
chiusura della sessione estiva e abbiamo tanti disegni di legge
da trattare o per lo meno dobbiamo tentare di rendere produttivo
questo scorcio di sessione. Ritengo che vadano ridotti al minimo
gli atti ispettivi per dare priorità ai disegni di legge proprio
nella materia che tratta la mozione cioè la razionalizzazione
della rete scolastica vi è un disegno di legge all'esame della
commissione e la conferenza dei capigruppo ha indicato come
prioritaria per la trattazione in Aula entro la fine di questa
sessione.
Pertanto, più che discutere la mozione mi parrebbe opportuno
che si lavorasse affinché il disegno di legge arrivi in Aula;
diventa questo il modo più concreto per rispondere a questa
urgenza.
PRESIDENTE. Onorevole Zanna, il Presidente della Regione
conferma la necessità e la opportunità di inviare alla conferenza
dei presidenti dei gruppi parlamentari la mozione numero 357
perché questi determini la data di discussione. Non sorgendo
osservazioni, resta così stabilito.
Si prende atto, altresì, che gli onorevoli Zago ed Oddo
hanno apposto la loro firma alla mozione numero 358.
Presidenza del presidente Cristaldi
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SULLA VERIFICA
POLITICA.
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla verifica
politica.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, teniamo questa seduta all'indomani di un
fatto luttuoso che si è verificato, ancora una volta, nella
nostra Regione. A Palermo un disoccupato si è tolto la vita per
mancanza di lavoro. Questo ha suscitato allarme, preoccupazione
oltre che lutto e dispiacere.
E' un fatto che ci richiama tutti alle emergenze che sta
vivendo la nostra Regione e che fa seguito ad un altro evento
luttuoso che si è verificato la scorsa settimana, mi riferisco
all'assassino del dott. Filippo Basile di cui abbiamo detto nella
precedente seduta.
Credo, signor Presidente, onorevoli colleghi che questi due
fatti stiano a simboleggiare lo stato di gravità che attraversa
la nostra Regione soprattutto nei due punti chiave delle
emergenze siciliane: uno è quello della criminalità, del clima di
violenza, dello stato di precarietà in cui vive l'ordine pubblico
nella nostra Regione a causa della forte presenza mafiosa di cui
abbiamo avuto segnali inquietanti di ripresa nel corso di queste
ultime settimane di questi ultimi mesi; l'altro riguarda il
versante della occupazione e del lavoro, che continua ad essere
una emergenza drammatica che investe soprattutto le grandi città,
le grande aree urbane ma che è diffusa in tutta la nostra
Regione, le provincie nei medi come nei piccoli centri e che ci
richiama a misure che abbiano il carattere della straordinarietà
ma anche a misure che puntano strategicamente a un rilancio della
nostra economia.
Tenuto conto che misure di carattere temporaneo,
provvedimenti "tampone" che hanno alimentato il precariato hanno
"gonfiato" quei settori dei provvedimenti occupazionali, che sono
stati adottati dalla Regione a seguito anche di interventi da
parte dello Stato, si sono dimostrati fallaci e tutto sommato
ininfluenti ai fini della modifica dello stato occupazionale
della nostra Regione. Bisogna cominciare a pensare a terapie che
abbiano un carattere, invece, strategico, che incidano
sull'economia, sul tessuto economico della nostra Regione e in
uno con investimenti, mobilitazioni di risorse, rilancio di
alcuni settori che hanno il carattere di dare immediatamente una
risposta occupazionale, quale quello dei lavori pubblici e
dell'incentivo nel settore della casa e dell'edificazione.
Abbiamo bisogno di dare immediate risposte in questo campo, ma
soprattutto dobbiamo accelerare i provvedimenti di carattere
programmatorio che valgono a investire nei settori chiave della
nostra economia, quello soprattutto dell'industria, dell'impresa,
quello del settore agricolo, come anche del settore del turismo
in uno con la valorizzazione del territorio e dei beni culturali.
Su questi temi si è conclusa la verifica che ha impegnato la
maggioranza per alcune settimane dove sono stati presi in esame i
temi necessari a rilanciare la coalizione di Governo che ha
individuato le priorità per questo fine sessione, ma anche per il
periodo che ci accompagna da qui alla sessione di bilancio
dell'autunno prossimo, e ha preso in esame anche gli aspetti
politici di rapporti interni alla coalizione e gli obiettivi di
carattere immediato e di prospettiva. Qui vorrei limitarmi
solamente ad informare l'Aula sulle conclusione che hanno
carattere immediato, che hanno un riflesso sui nostri lavori di
Commissione e d'Aula fino alla fine della sessione, anche se
l'esigenza primaria di rilanciare la nostra economia, di
procedere sulla linea delle riforme facendo leva sui risultati
sin qui ottenuti è stato il tema che più ha occupato il dibattito
tra le forze politiche. Innanzitutto signor Presidente, onorevoli
colleghi, si è posto il problema di dare completezza a quella
parte del programma di Governo che aveva come scadenza, come
limite temporale la sessione estiva. In primo luogo dare corpo
subito al disegno di legge per la riforma della legge elettorale
a statuto vigente, che pur essendo, probabilmente, ormai un
obiettivo che si sovrappone con i provvedimenti che sono in corso
d'esame al Parlamento nazionale, proprio di ieri la notizia che
la Commissione Affari costituzionali della Camera ha
calendarizzato il provvedimento relativo all'elezione diretta dei
Presidente nelle regioni a statuto ordinario ma anche delle
regioni a statuto speciale di cui fa parte il testo esitato
dall'Assemblea regionale siciliana e inviato alla Camera.
Tuttavia rimane, quello della riforma della legge
elettorale, a Statuto vigente, a Statuto invariato, un obiettivo
che val la pena ancora perseguire, proprio perché mette al riparo
la Regione siciliana da eventuali ritardi che non dovessero
consentire all'Assemblea - questo lo mettiamo come rischio ultimo
- di adottare i provvedimenti conseguenti alla Legge voto e alla
eventuale approvazione, da parte del Parlamento, della riforma
dello Statuto, che contiene l'elezione diretta del Presidente.
La stessa cosa vale per quanto riguarda la riforma della
pubblica amministrazione, che é uno di quegli impegni che avevamo
convenuto tutti assieme, la maggioranza di questa Assemblea, di
affrontare entro la sessione estiva.
I disegni di legge sono stati indicati come prioritari dalla
conferenza dei Capigruppo, si trovano all'esame della commissione
competente, sembra a noi, onorevole Presidente, anche a seguito
degli avvenimenti che abbiamo patito in Sicilia, l'assassinio del
dottore Basile, con il conseguente dibattito che si é sviluppato
intorno alle infiltrazioni nella pubblica amministrazione da
parte di elementi della malavita organizzata, della criminalità
mafiosa, ma soprattutto in rapporto all'esigenza di una sua
bonifica e di inserire elementi di trasparenza, di automatismi, e
considero anche qui importante sottolineare gli automatismi
nell'esercizio delle funzioni e nei meccanismi di rotazione del
personale che anche al stessa giunta di governo con successivo
provvedimento ha adottato.
Ma io ritengo che il problema della riforma della pubblica
amministrazione, oltre che sotto questo profilo, volto a mettere
al riparo la Regione siciliana, i propri atti amministrativi,
dalle infiltrazioni di interessi illeciti, debba essere
riguardato in positivo sotto il profilo dell'ammodernamento di
questa macchina, della sua capacità di dare risposte pronte,
celeri, non solo al singolo cittadino, ma soprattutto al mondo
dell'imprenditoria, che cerca nella pubblica amministrazione il
giusto riferimento per potere investire in condizioni di
sicurezza, di celerità nell'interesse proprio ma soprattutto
nell'interesse della Regione.
Io credo che questo disegno di legge (e questo é uno degli
obiettivi che la verifica di maggioranza ha riproposto con forza)
debba essere approvato in tempi rapidissimi, in uno con il
provvedimento relativo alla approvazione della legge anti racket,
che consente di fare, di tutte le norme che in ordine sparso sono
state approvate nei vari periodi da parte dell'Assemblea
regionale siciliana in materia di lotta alla mafia, di educazione
alla legalità, un corpo unico, un testo unico a cui fare
riferimento anche con le opportune innovazioni che il disegno di
legge contiene.
Va detto che su questo disegno di legge vi sono stati
pronunciamenti favorevoli da parte non solo della Commissione
regionale anti mafia, che lo ha proposto, ma anche delle forze
politiche, dei gruppi parlamentari, delle associazioni anti
racket, da parte della Magistratura che si occupa di questa
materia e a noi sembrerebbe giusto, opportuno che finalmente si
si inserisca nella nostra legislazione uno strumento che deve
essere più agile, più penetrante, più efficace, quale può essere
il testo in esame alla prima commissione dell'Assemblea.
Su questa materia, onorevole Presidente, onorevoli colleghi,
la verifica della maggioranza ha fatto anch'essa una riflessione
particolare, così come sui temi relativi al lavoro ed
all'occupazione.
Sono ormai sotto i nostri occhi i dati sulla disoccupazione
nella nostra Regione che non tende ancora a regredire
sensibilmente, con fenomeni di scollamento sociale. Cede qua e là
in settori sociali della nostra Regione ma, soprattutto, nelle
grandi aree urbane la coesione sociale con effetti che noi non
esitiamo a definire devastanti dal punto di vista non solo
dell'ordine pubblico, non solo sotto il profilo della necessaria
tutela degli interessi dei settori marginali più deboli della
nostra società ma, soprattutto, sotto il profilo di una tenuta
complessiva delle Istituzioni che sono continuamente messe a dura
prova dai fenomeni di crisi che si sono verificati e si stanno
verificando proprio in queste ore.
Abbiamo appreso dai giornali del tentativo di incendio, da
parte di un gruppo di disoccupati, del portone del Municipio di
Palermo, Ma io credo che più complessivamente il fenomeno desti
serie preoccupazioni.
Questo governo, nell'arco degli ultimi mesi, ha provveduto
quanto era nelle sue possibilità per alleviare il fenomeno,
comunque per avviare un meccanismo di investimenti nel settore
dei lavori pubblici che tendesse ad alleviare il peso della
disoccupazione nella nostra Regione.
Sono state mobilitate risorse, quelle per la ricostruzione
del terremoto nella Sicilia orientale, le risorse dei fondi ex
GESCAL attraverso dei provvedimenti che sono stati adottati in
giunta, sono state accelerate le procedure per la metanizzazione
della nostra Regione ed altri provvedimenti in proposito saranno
adottati con i fondi di Agenda 2000 per completare il processo di
metanizzazione nella nostra Regione.
Abbiamo fatto un'opera, che io considero ben riuscita, di
riprogrammazione e di programmazione dei fondi della delibera
CIPE di trasferimento dei fondi per le aree depresse che ci ha
consentito di raddoppiare i fondi da trasferire dallo Stato alla
nostra Regione per grandi opere infrastrutturali che interessano
la Regione siciliana come il completamento dell'autostrada
Palermo-Messina, con l'avvio del tratto autostradale
Siracusa-Gela, con altri progetti di grande infrastrutturazione
che sono contenuti in quei provvedimenti e così via.
Ma io credo che il problema che abbiamo dinanzi non sia solo
quello di mobilitare tutte le risorse così come abbiamo fatto con
lo sblocco dei fondi per le opere pubbliche bloccate che sono
state monitorate dall'osservatorio per le opere pubbliche che
abbiamo istituito con la legge n. 6 del 1997.
Qui si tratta di fare un'opera ben più radicale che rientri
in un ambito di programmazione, che punti a riqualificare, ad
attrezzare il territorio, a fornire servizi alle imprese, a
garantire l'investimento e, quindi, a spingere nella direzione
della creazione di nuovi posti di lavoro nel campo produttivo in
modo tale da affrancare l'economia della nostra Regione da una
dipendenza dalla spesa pubblica che, al punto in cui siamo, ormai
è diventata insopportabile.
Quindi, un'idea, un piano per il lavoro organico, che si
compone di fondi europei, di fondi regionali, quei pochi di cui
disponiamo, ma che deve anche comporsi di trasferimenti statali.
L'assessore per il lavoro ha giustamente, correttamente
richiesto un tavolo congiunto tra le parti sociali, il Governo
regionale, il Governo nazionale e gli enti locali per approntare
un piano straordinario per il lavoro che si componga di diversi
elementi volti a fronteggiare l'emergenza, ma volti anche a dare
una prospettiva all'occupazione produttiva nella nostra Regione.
Di questo nei prossimi giorni noi pensiamo di doverne fare
oggetto di iniziativa presso il Governo nazionale in modo tale da
fornire, da conquistare, usiamo questo termine sbagliato, una
sede dove sia possibile monitorare provvedimenti volti a lenire
la disoccupazione galoppante nella nostra Regione.
In questo senso deve essere riguardata tutta la fase della
programmazione dei fondi strutturali di "Azienda 2000", siamo
nella fase conclusiva della programmazione. Entro la fine di
questo mese bisognerà concludere questa fase con la
individuazione dei settori di intervento, con le azioni
programmatiche da mettere in atto.
Si tratta ovviamente, di impostare le linee di spesa di
"Azienda 2000" che sono già contenute nei documenti di
programmazione, che dovranno rientrare dentro l'intesa
istituzionale di programma che dovremo siglare in tempi rapidi
con la Presidenza del Consigli dei ministri, i colleghi sanno che
il CIPE ha già approvato, e l'ha fatto dopo che l'aveva approvato
la conferenza Stato-regioni, la bozza della intesa istituzionale
di programma con la Regione siciliana.
A questo punto siamo pronti perché si sottoscriva l'intesa
con il Governo nazionale che contiene la programmazione di tutte
le risorse ordinarie e straordinarie, regionali ed extraregionali
finalizzate agli investimenti produttivi nella nostra Regione,
alla dotazione infrastrutturale del nostro territorio in grado di
fargli compiere quel balzo di qualità i cui primi elementi
cominceremo a trovare nel documento di programmazione economica e
finanziaria che, sulla base della legge 10 del 1999, la
cosiddetta finanziaria di quest'anno, è in fase di preparazione
tra l'Assessorato alla programmazione e l'Assessorato al
bilancio.
Quella sarà la sede in cui l'Assemblea regionale siciliana e
tutte le istanze istituzionali e politiche potranno misurarsi
sulle linee di intervento di carattere programmatorio che
bisognerà perseguire nell'anno 2000 e negli anni a seguire, dove
sono contenute scelte per la riqualificazione del territorio, per
il turismo, per la grande infrastrutturazione, per il risanamento
ambientale e un grosso investimento per i beni culturali.
Solo per il settore del turismo, 16% circa del totale della
spesa e per i beni culturali 8% circa dell'intera spesa che si
aggira intorno ai 20.000 miliardi nel sessennio, avremo un quarto
totale della spesa dei fondi strutturali in Sicilia nel prossimo
sessennio, ci sembra che questo a ragione possa essere
considerato il più grosso investimento che nella Regione
siciliana si sia fatto in materia di turismo e beni culturali
dalla sua nascita fino ad oggi.
Credo che l'esito della verifica di maggioranza abbia
giustamente posto l'attenzione su questi temi puntando ad
elaborare, dando mandato in questo senso alle forze di
maggioranza ed anche al Governo, di elaborare dei testi dei
disegni di legge in materia di riqualificazione del territorio,
riordino urbanistico e risanamento della fascia costiera, che è
stato un tema che ha interessato l'Aula più volte almeno da
quando frequentiamo questa Aula per lo meno in 3-4 occasioni è
stato un tema ricorrente, il che denota come trattasi di un punto
dolente della nostra condizione del territorio su cui è opportuno
che l'Assemblea intervenga per dare una soluzione definitiva alla
luce e in un confronto aperto tra i vari punti di vista che noi
sappiamo essere presenti in quest'Aula e persino dentro la stessa
maggioranza.
L'obiettivo è quello di risanare la fascia costiera, di dare
certezza di diritto a chi vi ha costruito e sapere qual è il
destino di queste aree che hanno subito una forte manomissione
dal punto di vista urbanistico nell'ambito di una pianificazione
che deve riguardare l'intero tessuto e l'intera area costiera
della nostra Regione. Sarebbe un provvedimento di notevole
dimensione che, a mio avviso, se guardato con un'ottica di
equilibrio può darci la possibilità di recuperare vaste aree,
intere zone, ad una fruizione qualificata di queste zone di
pregio.
Relativamente agli altri provvedimenti riguardanti questa
fine di sessione, in vista della chiusura dell'Assemblea in
occasione delle ferie, la maggioranza ritiene di dovere
affrontare materie che riguardano la vita ordinaria di
quest'Assemblea.
Nella riunione di Giunta, martedì scorso, abbiamo adottato
dei provvedimenti conseguenti alla vicenda che ha interessato il
dott. Filippo Basile relativamente alla rotazione del personale.
Credo che, a ragione, la stampa abbia sottolineato
l'importanza di un provvedimento di questo tipo che avrebbe un
carattere fortemente innovativo, perché per la prima volta un
provvedimento di questo genere non viene adottato con l'ottica
punitiva o, meglio, non solo con un'ottica volta ad eliminare e
rimuovere le incrostazioni che vi sono nella Pubblica
Amministrazione, ma sopratutto con l'ottica propositiva e
positiva di garantire lo stesso dipendente, coloro i quali, e
sono tanti, che nella Pubblica Amministrazione si muovono sulla
linea della legalità, contrastano l'azione di penetrazione degli
interessi illegittimi. Noi non sappiamo, lo abbiamo già detto, e
non siamo in grado sul piano istituzionale - ognuno personalmente
può fare le congetture che ritiene di dovere fare - ma sul piano
istituzionale non possiamo pronunciarci sulle ragioni, sulle
cause, sui moventi che hanno armato la mano omicida che ha
colpito il dott. Filippo Basile.
Però, va anche detto che non abbiamo condiviso e non
condividiamo una sorte di indiscriminata criminalizzazione che si
è fatta della Pubblica Amministrazione, che ha teso a gettare
un'ombra su una Pubblica Amministrazione regionale che per quanto
necessitata di interventi di riforma, per quello che a noi
risulta ....
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo che la seduta è
trasmessa in diretta televisiva e vi prego di prendere posto. Il
Presidente della Regione sta parlando su un argomento veramente
importante.
CAPODICASA, presidente della Regione. ... ragione per cui
riteniamo che, in casi come questi, valga il principio della
riservatezza, dell'habeas corpus, perché trattasi di materia
delicatissima che tocca equilibri molto delicati dentro la
Pubblica Amministrazione.
Lo abbiamo già detto nella precedente occasione che
quell'assassinio proprio per la scarsa leggibilità dei suoi
moventi, dei motivi che l'hanno ispirato, ha suscitato una
diffusa preoccupazione nella Pubblica Amministrazione.
Ovviamente tra quei funzionari, tra quei dipendenti, che
sono ligi al proprio dovere, che seguono le leggi, che rispettano
le indicazioni dell'organo di Governo e che hanno impegnato la
loro attività e la loro professionalità nella battaglia per la
trasparenza della pubblica amministrazione contro le
infiltrazioni mafiose.
Allora, bisogna che qualunque atteggiamento che venga
adottato, così come i provvedimenti che sono conseguenti alle
indicazioni date, abbiano un carattere selettivo in alcuni casi,
quando si tratta di individuare e di colpire, ma quando si tratta
di promuovere una azione volta alla tutela del ruolo e della
funzione dei pubblici dipendenti si ispiri al criterio della
imparzialità e della oggettività.
Con questo spirito è stato deciso di procedere ad una
rotazione del personale, che debba avere una cadenza triennale,
con una rotazione anche dei vertici di direzione dei vari rami
dell'Amministrazione regionale, qui ovviamente compatibilmente
con scelte analoghe che sono state adottate dalla Giunta proprio
qualche mese fa, ma soprattutto è insorta la necessità di operare
una rotazione nell'ambito delle deleghe che sono state attribuite
all'inizio della vita di questo Governo.
Lo vogliamo fare perché ci sembra che questo sia in linea
con le esigenze di rilancio che la verifica di maggioranza si è
posta, cioè dare la possibilità, in uno con i provvedimenti che
riguarderanno i vertici della pubblica amministrazione e la
stessa pubblica amministrazione, dare un segnale di discontinuità
anche in questo campo per dare più motivazione nel lavoro e per
creare condizioni di un maggiore slancio nel lavoro e nell'azione
di Governo.
Questo ovviamente si è ritenuto di farlo in tempi diversi.
Immediatamente intervenire con il provvedimento di rotazione nei
ruoli dirigenti, e alla ripresa autunnale intervenire invece
sulla materia relativa alla rotazione delle deleghe anche alla
luce degli esiti che avrà il dibattito in Aula sulla riforma
della pubblica amministrazione.
C'è un collegamento tra le due cose proprio perché è
intenzione del Governo, nell'ambito di questo dibattito, di
questa discussione, proporre una modifica delle attribuzioni
delle competenze ai vari assessorati il che porterebbe ad un
riordino generale che evocherebbe immediatamente l'ulteriore
esigenza di redistribuire le deleghe alla luce della stessa
riforma.
In ultimo, signor Presidente, onorevoli colleghi, si è posto
il problema della maggioranza, dei suoi limiti, dei suoi confini.
Su questo si è adottata una decisione che è quella di aprire
immediatamente dopo la verifica, e quindi anche l'esito di questo
dibattito odierno, un tavolo di confronto con il Partito
Rifondazione Comunista e con il Gruppo del Partito Socialista
Siciliano.
Come si sa nelle precedenti tornate d'Aula, faccio
riferimento alla discussione ed approvazione del bilancio della
Regione e della legge finanziaria si era già avuta, soprattutto
con il Partito Socialista Siciliano, una intesa circa un percorso
da fare pur avendo deciso il Gruppo parlamentare del PSS di
aderire alla maggioranza, di entrare in maggioranza, ma
mantenendo la sua posizione di opposizione aveva deciso di
modulare questo sua posizione in rapporto ad alcuni provvedimenti
che erano stati l'oggetto di un confronto con il Presidente della
Regione e con gli altri gruppi di maggioranza.
Noi riteniamo che a partire da questo antecedente, si tratti
per noi di esplorare, di verificare le condizioni e quali possano
essere i livelli di un rapporto con il Partito socialista
siciliano e il Partito della rifondazione comunista, che
anch'esso, con i suoi organi dirigenti che si sono riuniti nella
settimana scorsa, pur dichiarando di non volere in questa fase
entrare a far parte di una maggioranza, per ragioni politiche che
attengono alle scelte proprie di questo partito, hanno rilanciato
una piattaforma di carattere programmatico che ha dei contenuti
impegnativi, sui quali anche la maggioranza intende avviare un
confronto, e verificare nel concreto di un'azione
politico-parlamentare, in un dibattito serrato, quali possano
essere, anche con il Partito della rifondazione comunista, le
condizioni per intessere un rapporto.
Valuteremo poi, in quest'Aula e nelle sedi politiche
competenti, quale può essere il livello possibile di questi
rapporti con i due gruppi parlamentari cui ho fatto riferimento.
Dopodiché l'esito della verifica ha preso in esame altri
aspetti di carattere politico, di tenuta della maggioranza sul
territorio, di una sua maggiore coesione. Ma io credo che tutto
questo appartenga più al dibattito politico in senso stretto, che
non a una sede parlamentare. I colleghi avranno potuto seguire
attraverso la stampa quali sono i contenuti di questo dibattito,
ma ovviamente per quanto riguarda la sede istituzionale credo che
tutto questo abbia un riflesso più marginale.
Vorrei concludere, signor Presidente e onorevoli colleghi,
annunciando formalmente la decisione dell'Assessore Castiglione,
di autosospendersi dalla funzione di assessore, dopo che è
scaduta con il 5 luglio la sospensione formale comminata dal
tribunale di Catania.
L'Assessore ha deciso di porsi in una situazione di attesa,
nelle more che vi sia un pronunciamento ulteriore da parte della
magistratura, cosa che noi ci auguriamo avvenga il più presto
possibile, e credo che l'atteggiamento tenuto dall'Assessore
Castiglione debba essere tenuto nella giusta considerazione,
proprio perché insieme contiene alcuni elementi che fanno ormai
parte acquisita del dibattito politico in materia di giustizia e
di rapporto di giustizia e politica.
Da un lato c'è il rispetto del lavoro dei magistrati, dei
quali ovviamente si attende al più presto un esito in un senso o
nell'altro, che metta intanto l'Assessore Castiglione e noi come
Governo, e poi anche la maggioranza e quindi anche l'Assemblea,
nelle condizioni di potere esprimere un giudizio compiuto e
adottare i conseguenti provvedimenti; dall'altro c'è il rispetto
per le garanzie individuali del singolo parlamentare oggetto di
indagini giudiziarie; dall'altro credo che vi sia una giusta ed
equilibrata decisione volta a garantire anche la pubblica
amministrazione, in una fase ovviamente intermedia, che non può
essere una fase indefinita ma che deve avere un proprio termine o
che sia quello che fa riferimento ad un ulteriore provvedimento
dei magistrati, di proscioglimento o di proseguimento delle
indagini, sia che possa essere un tempo politico, che valuteremo
tutti insieme, come maggioranza, come Governo, eventualmente
anche come Aula.
Questo è quanto io dovevo, onorevole Presidente, come
informazione all'Aula su come è andata la verifica
post-elettorale. Credo di essere stato esauriente, ma in ogni
caso qualora vi fossero esigenze ulteriori di chiarimento, saremo
pronti a darle.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
PRESIDENTE. Ricordo agli onorevoli colleghi che volessero
intervenire, che il tempo a disposizione per ciascun intervento è
di cinque minuti.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, per la verità, nel momento stesso in cui il
Presidente della Regione ha preso la parola in un'Aula che
certamente non è grigia ma di certo sorda, disattenta e
scarsamente rappresentata lo è stata, mi è sembrato per un
momento di ascoltare il Presidente della Regione Capodicasa che
presentava il suo programma per i prossimi quindici anni di guida
della Regione siciliana.
Credo che quest'Aula è stata convocata per ascoltare la
relazione del Presidente della Giunta regionale di Governo sul
problema dell'effettiva tenuta, dal punto di vista politico e
numerico, del suo Governo.
Abbiamo ascoltato un programma, per la verità, molto
confuso, molto generico, a volte anche ripetitivo, certamente
inadeguato e inopportuno e sicuramente incompleto, onorevole
Presidente della Regione, perché non tiene conto delle vere
emergenze che sta vivendo in questo momento la Sicilia e che
meriterebbe e merita un'azione di governo incisiva, efficace,
concreta e politicamente forte. Ma proprio perché un'azione deve
essere incisiva, concreta e politicamente forte non può
certamente essere affrontata da questo Governo che non ha i
numeri per governare.
Onorevole Presidente, non voglio entrare nel merito sugli
argomenti politici che lei intende affrontare e sui punti
programmatici della sua, certamente - ne siamo convinti - futura
gestione della Sicilia. Ma certamente vorremmo capire con quale
governo intende governare, con quale maggioranza lei intende
governare, perché a meno che i rumori dell'Aula non ce l'hanno
consentito, vorrei sapere cosa ha da dire il Governo regionale,
il suo presidente al Parlamento in merito ai rapporti con
Rinnovamento Italiano, che costituisce una componente cospicua,
non voglio dire autorevole di questo Governo.
Non ho sentito cosa ha detto e cosa vuole fare il Presidente
della Regione in merito alle mozioni che l'Aula dovrà discutere
perché dovranno essere discusse nei confronti di un assessore di
questo Governo per il quale, mi è sembrato, che il Governo voglia
porre la questione di fiducia. Me lo auguro. Perché è il momento
di arrivare alla conta dei voti.
Non ha detto, né ha sciolto la riserva su quello che sono i
rapporti con il Partito di Rifondazione Comunista. Se entrano nel
Governo, se fanno l'appoggio esterno, se non entrano nel Governo,
né appoggiano dall'esterno, però convergono su alcuni punti.
Abbiamo appreso delle intenzioni del Governo su quello che è
la posizione dell'onorevole Castiglione. E di questo ne
prendiamo atto perché finalmente c'è un momento di chiarezza e
perché si affronta la cosiddetta "questione morale" che, al di là
del soggetto interessato, al quale va, indubbiamente, il massimo
rispetto da parte di tutti in attesa delle decisioni
dell'autorità giudiziaria, sono argomenti che questo Governo deve
sciogliere adesso, non rinviando a settembre.
Lei non può certamente, né pretendere, né chiedere a
questo Parlamento che le dia un voto per consentire che
quest'azione di governo fantasma che lei sta cercando di portare
avanti possa essere proiettata a dopo l'estate. Qui abbiamo
fenomeni giganteschi per un governo minuscolo come sta diventando
il suo. Ci sono problemi legati alle recrudescenze della
criminalità mafiosa, legati al problema degli appalti.
Forse lei non si rende conto, onorevole Presidente della
Regione, che le ditte scappano dalla Sicilia perchè sono pressate
dalla mafia e dall'estorsione quando il disegno di legge che lei
invoca al Parlamento è ancora fermo fra le varie pastoie
burocratiche delle Commissioni.
credo che lei sia arrivato al capolinea, Presidente, perchè
non ha più un governo, non ha più una maggioranza e il fatto
stesso che lei abbia volutamente eluso ogni riferimento alla
tenuta del suo governo, sta a dimostrare che ella non ha più i
numeri per governare e, in questi casi da parlamentare attento,
lei sa benissimo che deve farsi da parte e lasciare il responso
all'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alfano. Ne ha
facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevole presidente della
Regione, onorevoli colleghi, ascoltando il dibattito che si è
svolto fin qui, ma soprattutto udendo le dichiarazioni del
Presidente della Regione e tutto ciò che le ha precedute
politicamente, mi è sembrato di ritornare indietro di qualche
anno, di assistere ai rituali della cosiddetta 'Prima Repubblica'
con dichiarazioni dopo una verifica che mi sembrano proprio le
dichiarazioni di un governo 'balneare'.
Questo è oggi il Governo Capodicasa così come si presenta a
quest'Aula, un governo balneare che non scioglie nessuno dei
punti nodali che hanno posto a repentaglio la sopravvivenza dello
stesso Governo.
Il primo punto era l'unità programmatica del
centro-sinistra. Bene, questa unità programmatica mi pare la si
vada cercando sul consuntivo dell'attività svolta in questi mesi.
Un consuntivo che porta il capo di questa maggioranza e cioè il
Presidente della Regione a far presente a quest'Aula che è stato
approvato con grande ritualità,come dire, scenica il disegno di
legge Provenzano sullo scioglimento degli enti economici; porta a
dire il Presidente della Regione che è stato approvato da
quest'Assemblea sotto il suo Governo, il disegno di legge-voto
per la riforma dello Statuto, di fatto venuto fuori dalla
Commissione Provenzano.
Bene, per Forza Italia queste sono dichiarazioni di crisi
del Governo regionale e non dichiarazioni di rilancio. Poi il
rilancio su che cosa verterebbe? Udite, udite, cari siciliani ed
onorevoli colleghi, verterebbe sulla normativa del riordino
urbanistico, per cui il Governo Capodicasa, dopo aver fatto
approvare in quest'Aula il disegno di legge Provenzano e la bozza
Provenzano di riforma dello Statuto, fa propri tutti i contenuti
del disegno di legge Croce-Beninati.
Allora io mi chiedo se questo centro-sinistra ha ancora il
decoro della verità parlamentare, del rispetto delle regole. Mi
chiedo se ha senso, oggi, che il Presidente della Regione si
assuma e faccia assumere alla propria maggioranza e al partito
che ha espresso il Presidente della Regione stesso cioè i DS,
faccia assumere l'onerosa responsabilità politica di governare
senza maggioranza sociale, senza maggioranza elettorale, senza
maggioranza parlamentare.
Questa è una responsabilità politica che oggi va marcata
perchè oggi questa data che, fortunatamente, non coincide con la
data di domani di ricorrenza della presa della Bastiglia
(fortunatamente il calendario ci ha aiutato nel non fare
coincidere i giorni), segna la data del rilancio dell'azione di
questo Governo.
Oggi è una data triste per la Sicilia perchè tutti gli
uomini di buon senso, tutti gli uomini che hanno il sentimento
della responsabilità, speravano, auspicavano, al di là delle
sorti future delle maggioranze parlamentari in quest'Aula,
che questo Governo chiudesse otto mesi bui di esperienza
parlamentare ed amministrativa. Tutto ciò non è stato perché
oggi abbiamo avuto la definitiva conferma che hanno ragione i
diessini che non votano più DS, hanno ragione gli uomini del
centro-sinistra che non vanno più a votare, perché dopo
cinquant'anni di attesa si trovano con questi risultati di
Governo e allora il crollo della illusione della diversità della
sinistra, il crollo della illusione della distinzione negli atti
di Governo e probabilmente la reale radice degli insuccessi
elettorali di questo schieramento in Sicilia ed in Italia.
Poi, di grazia, mi si vuole spiegare sulla vicenda
Castiglione qual è il senso giuridico dell'istituto
dell'auto-sospensione? mi si vuole spiegare ciò, lo facciano
giuristi, lo facciano i deputati lo faccia lo stesso Presidente
della regione. Mi si vuole spiegare che cosa significa dal punto
di vista del diritto l'auto-sospensione di un'assessore?
Noi siamo stati sempre garantisti, lo siamo oggi e lo saremo
domani a prescindere sempre dal colore politico di chi incappa
nelle maglie della giustizia, perché stiamo attenti al merito e
guardiamo con attenzione le procedure che sono il presidio delle
garanzie del diritto. Ma questa è un altra cosa, questo attiene
alla deontologia parlamentare di un governo nei confronti del
Parlamento.
Noi chiediamo di avere spiegato giuridicamente sotto il
profilo dell'esercizio delle funzioni e del mantenimento del
ruolo che cosa vuol dire l'auto-sospensione di un'assessore e
quali sono le conseguenze sul piano operativo. Politicamente
sappiamo che cosa è l'auto-sospensione, politicamente il nulla o
meglio un pasticcio che tende al nulla.
Mi avvio alla conclusione, onorevole Presidente della
Regione, dicendo in questa sede che le mie considerazioni mi
portano a dire con tutta la forza del caso che ogni passo in
avanti di questo Governo è un passo indietro per la Sicilia. Per
cui inviteremmo il Presidente della regione a prendere atto della
situazione parlamentare ed a rassegnare al più presto, per il
bene della Sicilia e dei siciliani, le proprie dimissioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà
FORGIONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, credo che la
vicenda sociale di questi giorni in Sicilia, l'esplosione del
dramma della disoccupazione fino alla solitudine dell'atto
estremo del suicidio di un disoccupato, non può non interrogare
quest'Aula, non la deve interrogare per una bega sul festino,
sulla processione, sui soldi, sullo sfarzo, in alternativa al
dramma sociale dell'assenza di lavoro, la deve interrogare sul
fallimento delle politiche sin qui seguite, le politiche dei
governi che si sono succeduti a livello nazionale e a livello
regionale, le politiche dei governi di destra, come le politiche
dei governi di centro-sinistra e del governo D'Alema, simile ai
governi di destra. Io non so cosa pensano le componenti di
sinistra del governo D'Alema di fronte all'esplosione della
tragedia della disoccupazione in tutto il Mezzogiorno, so per
certo che continuare con la subalternità ai padroni ed alle
imprese porta a questo. Ricordate cosa chiedevamo a Prodi a
novembre? Una terapia d'urto di lotta alla disoccupazione e la
centralità della questione meridionale. Non fummo ascoltati da
Prodi e nacque l'obbrobrio del governo D'Alema, e oggi nel
Mezzogiorno e in Sicilia ci si suicida per l'assenza di lavoro.
Tutto questo io credo che deve interrogare anche quest'Aula
a partire dal dibattito sulla verifica di Governo. E assieme a
questo ritorna la violenza della mafia che agisce anche sul
dramma sociale della disoccupazione, a me sembra che tutto questo
trovi un'Aula impermeabile, trovi una politica sorda. Al massimo
il conflitto si esprime tra un Sindaco ed un Cardinale, ma né
quel Sindaco né quel Cardinale dicono se le politiche sin qui
seguite per il lavoro segnano o no un'inversione di tendenza o un
fallimento e la politica si appassiona in uno schieramento con
l'uno o con l'altro.
Lei, Presidente della Regione,non ci ha parlato di questo e
non ci ha detto qual è il livello del confronto tra i partiti
della maggioranza su questo. Perché su questo siete simili anche
voi, lo siete stati finora alle politiche seguite dai Governi di
centro-destra: incentivi alle imprese, pacchetto Briguglio,
politiche di sostegno alle aziende, ma non una terapia d'urto per
il lavoro e la lotta alla disoccupazione.
Anche l'omicidio Basile credo debba interrogarci tutti più
sobriamente e qui abbiamo ascoltato parole importanti,
Presidente, che sapremo apprezzare anche per la loro sobrietà.
C'è stata volutamente la scelta del polverone e invece
dobbiamo difendere quella parte della pubblica amministrazione
regionale che ogni giorno si batte per affermare scelte coerenti
di legalità. Non dobbiamo far passare l'idea, in questa Regione,
che ogni cosa che ha a che fare con il pubblico è corruzione e
degrado morale, che ogni cosa che ha a che fare con la pubblica
amministrazione è un punto di inquinamento della vita sociale.
No Dentro la Pubblica Amministrazione c'è un conflitto tra i
vecchi equilibri e l'affermazione della legalità e dentro questo
conflitto la politica deve mandare segnali rasserenanti e
rassicuranti alla parte più avanzata, democratica, impegnata in
un'azione di legalità della Pubblica Amministrazione. Per questo
ho contestato anche una gestione da polverone alla quale poteva
prestarsi una lettura della Commissione antimafia convocata con i
microfoni di Radio radicale che la trasmettevano in diretta. Ho
invitato tutti a maggiore sobrietà e dobbiamo capire e
comprendere il messaggio implicito anche in quell'omicidio, a chi
parla quell'omicidio, se tutti diciamo che non se ne capisce il
segno con chiarezza.
Abbiamo apprezzato la rotazione degli incarichi, è un fatto
innovativo, anche questo va gestito seriamente, con rigore, però
rompe meccanismi consolidati in un momento in cui la questione
morale riesplode. Qui davvero, signor Presidente non
condividiamo la sua posizione sulla vicenda dell'Assessore
Castiglione.
Riteniamo e per ragioni diverse da quelle del centro-destra,
vorrei dirlo all'onorevole Alfano e glielo posso dire io perché
non ho governato mai con l'Assessore Castiglione, Alfano ci ha
governato, ci ha governato il Gruppo di Alleanza nazionale, non
si sono mai posti quel problema. Riteniamo che sarebbe un atto
di igiene politica, al di là delle garanzie della persona che
rispettiamo sempre, onorevole Alfano, quando riguardano i
poveracci e gli immigrati come quando riguardano i potenti. Voi
vi impietosite sempre di fronte ai potenti perché stati attenti
non solo alle garanzie ma al sistema degli affari che stanno lì
coagulati dentro le logiche del vostro partito-impresa. Qui
davvero riteniamo che l'Assessore debba dimettersi dalla Giunta,
ma apprezziamo anche la sua volontà di dialogare con Rifondazione
comunista.
Rifondazione comunista l'ha detto onorevole Presidente, non
è disponibile in questa fase ad entrare al Governo e a far parte
organica di questa maggioranza. Rifondazione comunista, però, sa
bene che quest'Aula è paralizzata, ed è paralizzata per la
precarietà dei numeri, delle maggioranze per l'irresponsabilità
dell'opposizione; non si riesce a riunire una Commissione da mesi
e qui c'è un problema del Governo ma c'è un problema anche del
Parlamento, c'è un problema anche della trasmigrazione dei
deputati da un Polo all'altro, c'è un problema dell'instabilità
politica: per quest'Aula non è pronto un disegno di legge da
mesi E qui c'è un fatto che attiene anche alla responsabilità
delle forze politiche.
Lanciamo a lei la sfida, siamo aperti ad un confronto su un
terreno politico programmatico autonomo di Rifondazione
comunista. E' chiaro che la nostra piattaforma politica è
diametralmente opposta alla piattaforma politica che le chiedono
settori della sua maggioranza, scelte politiche che le chiedono
settori del centro-destra.
L'onorevole Alfano citava l'esempio della legge
Croce-Beninati. Se lei, onorevole presidente, sceglierà la
strada della legge Croce-Beninati con le sollecitazioni
dell'onorevole Pellegrino troverà non il dialogo con Rifondazione
ma l'opposizione fino all'ostruzionismo per difendere l'ambiente
e la costa. Insomma, le chiediamo scelte visibili di rottura col
passato, scelte visibili- come diceva Nanni Moretti - 'anche che
parlino qualche parola di sinistra'.
Rispetto a questo Rifondazione comunista è disponibile al
confronto, né alla cooptazione nella maggioranza né ad una
entrata nel Governo, ma è pronta a sostenere provvedimenti in
quest'Aula con i propri voti che diano il segno di una rottura e
di una discontinuità. Lo facciamo in nome degli interessi sociali
che vogliamo rappresentare e non invece di un trasformismo
politico al quale questa Regione ha già pagato fin troppi alti
prezzi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pezzino. Ne ha
facoltà.
PEZZINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, nell'impostare
un ragionamento che in questo caso si ripropone con puntuale
scadenza, si avverte il solito disagio e la netta sensazione che
qualsiasi discorso basato su una verifica che, a parer mio, in
questa fase diventa puramente aritmetica che di intese
programmatiche, non riesce a trovare un senso se non per coloro i
quali vogliono che nell'Assemblea si ratifichi ciò che in altre
sedi si é già deciso riguardo un accordo comune di programma.
Per quanto mi riguarda ho cominciato ad individuare,
attraverso la lettura dei cosiddetti 'falsi problemi', la
condizione di dipendenza di alcune forze politiche che fanno
dell'attendismo un momento perpetuo di riflessione, sicuramente
strumentale e finalizzato, talune volte, ad intese trasversali
che nulla hanno a che fare con i bisogni dei siciliani.
Un attendismo che caratterizza la vita politica di questa
legislatura che nel bene e nel male e per i tempi della politica,
rappresenta l'unico catalizzatore, il solo elemento dinamico che
determina, per la nostra regione paragonabile ad una piccola
utilitaria, oggi che si viaggia verso l'Europa, una velocità che
non consente di sopportare gli spostamenti d'aria causati dalla
marcia possente e sicura delle altre regioni d'Italia.
Mentre tutti noi siamo consapevoli che l'Agenda 2000, il
trovarsi in un obiettivo iniziale con grande partecipazione dei
nostri partners europei, e per l'azione determinante dei nostri
responsabili istituzionali, e soprattutto per l'impostazione
programmatica voluta dal Presidente Prodi, dovrebbe impegnare
tutte le forze politiche rappresentate in questa Assemblea in
un'azione sinergica, responsabile, tendente soprattutto ad
affrontare le vere esigenze della nostra Isola.
Diventa quindi necessario affidare ad una squadra
adeguatamente strutturata compiti di governo precisi e
finalizzati principalmente alla riduzione della spesa pubblica e
alla ripresa dell'occupazione.
Un governo, onorevole Presidente, di strette intese che
possa in breve tempo affrontare le vere esigenze della Sicilia ed
invertire con le sue decisioni una tendenza che attualmente
paralizza gli investimenti e provoca una lenta scomparsa delle
piccole e medie imprese.
Una inversione di tendenza adesso possibile, che ci possa
permettere di prendere autonomamente le decisioni più importanti
senza che queste preventivamente siano suggerite da Roma, e ciò
anche in virtù delle cariche istituzionali rivestite da molti
nostri amici siciliani, e per gli incarichi prestigiosi di
partito che alcuni nostri colleghi deputati hanno assunto.
Come ritengo utile che si debba distinguere in maniera netta
l'azione di governo da quella prettamente politica.
Le ultime vicende elettorali che hanno riguardato la
sconfitta delle amministrazioni di centro sinistra di alcune
importanti città del Nord, ci devono far riflettere sulle
responsabilità di quelle forze politiche e soprattutto di alcune
figure forse un poco ingombranti che non hanno saputo o voluto
determinare una cessione di sovranità riguardo soprattutto alle
scelte locali o alle intese programmatiche tra le forze di
coalizione.
E' innegabile, cari colleghi deputati, che le ultime vicende
elettorali, e non solo le ultimissime, incideranno in maniera
determinate sulle nostre scelte. Come ritengo un errore non
considerare l'intero ciclo di riferimento che analizza il
risultato del referendum, delle elezioni per il Parlamento
europeo, e delle recenti amministrative.
E' mia opinione che mai come adesso questi risultati siano
riusciti a determinare un'assoluta condizione di chiarezza,
capace di posizionare in termini di effettivi e reali spazi
politici, le forze numerose che completano il quadro politico.
Come ritengo assai improbabile per i Democratici, ma
sicuramente anche per tutte quelle formazioni politiche che
durante la campagna referendaria si sono impegnate a manifestare
l'esigenza di un sistema di governo basato sull'alternanza e sul
sistema maggioritario, considerare preventivamente un accordo tra
le forze del centro-sinistra senza che si possa capire quali
siano i punti di incontro sulla riforma elettorale, una riforma
che per noi diventa condizione indispensabile per arginare le
spinte neo-centriste ed i movimenti di restaurazione.
Il nostro punto di partenza era e rimane il centro-sinistra,
ma consideriamo necessario rendere visibile e manifesta l'azione
di governo regionale riguardo alla riduzione della spesa
pubblica, alla legge sulla pesca, al piano regionale sanitario,
alle politiche occupazionali, all'incremento turistico,
all'imprenditoria giovanile e femminile, alla formazione, alla
trasparenza degli atti amministrativi, alla lotta alla mafia,
agli incentivi alle imprese, agli artigiani, agli agricoltori ed
a tutti gli adempimenti che dovranno, comunque, passare dalla
riforma della burocrazia che va salvaguardata dalle infiltrazioni
mafiose e che deve assumersi la responsabilità dei ritardi e
delle omissioni e che deve accelerare una radicale
semplificazione amministrativa con l'attivazione dello sportello
unico per le imprese con il principio della autocertificazione.
Argomenti questi, Presidente, che devono caratterizzare un
governo di centro-sinistra, che spesso, in un recente passato, ha
sacrificato l'interesse per le riforme nella ricerca di un
dialogo forzato con bisbetiche formazioni politiche della
coalizione. Non è possibile stare dietro agli sbalzi di umore o
alle esigenze di sopravvivenza di alcune forze politiche
organizzate o virtuali. Non siamo in condizione di sopportare le
continue pressioni o i tentativi di alzare il prezzo perchè è
quello che in ultimo pagheranno i Siciliani. Siamo per una
definitiva chiarezza e per una completa assunzione di
responsabilità.
Questo Governo deve indicare i tempi ed i modi delle riforme
e deve manifestare la volontà di completare quanto esposto nella
relazione programmatica del suo Presidente. I democratici daranno
tutto l'apporto necessario ed il dovuto sostegno per il
completamento delle riforme a condizione che in questo cammino
non ci siano ripensamenti dovuti ad interessi non chiari e
trasversali.
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE D'ANDREA
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giorni fa
leggevo sul Corriere della Sera un pregevole articolo di Ernesto
Galli della Loggia che esaminava la situazione politica italiana
alla luce delle esperienze del Governo Prodi prima e D'Alema
dopo. E la sconsolante notazione che veniva fuori era che i
governi della sinistra non hanno portato alcun cambiamento a
quella che è stata una condizione, secondo Ernesto Galli della
Loggia, rappresentativa di realtà pregresse con governi di segno
diverso. Non è cambiato nulla, diceva, nè in bene nè in male.
Ed il mio pensiero correva a quella che è la situazione
delle Regione siciliana. La sensazione che avvertiamo dopo sei
mesi di un Governo nato male - per responsabilità anche di forze
che in passato si sono intestate o hanno preteso di intestarsi
battaglie di rinnovamento - è che questo Governo sia nato
vecchio, che questo Governo ogni giorno di più, negli atti, nei
comportamenti, nelle procedure, negli annunci anche in quest'Aula
dimostra di essere vecchio e rappresentativo di logiche superate
che, per fortuna, il corpo elettorale non fa altro che sanzionare
ad ogni occasione. Vedasi risultati delle amministrative nelle
grandi città del nord (Bologna) o del centro-sud (Bari e Lecce)
dove le cose pregresse vengono tutte battute e penalizzate.
Bene, se la vocazione alla sconfitta è parte del disegno dei
soggetti che hanno promosso questo Governo probabilmente non
fanno altro che agevolare un cammino che noi speriamo di poter
modificare all'atto delle prossime elezioni.
Il dato grave qual è? Che l'assenza di governo, il procedere
secondo logiche vecchie, una condizione che francamente non aiuta
la governabilità in Sicilia, danneggia prima di tutto la nostra
Regione e i siciliani.
Probabilmente il Presidente della Regione, che certamente
non credo sia preso dalla vocazione al suicidio, è anche un uomo
che ha qualche segno o qualche pezzo di sfortuna addosso nella
sua governabilità o nel desiderio di governo attuale, ha fatto le
dichiarazioni la settimana scorsa per avviare un dibattito sulla
verifica quando era stato ucciso, purtroppo e gravemente, un
ottimo funzionario della Regione siciliana, torna in Aula dopo
che un disoccupato della Sicilia si è dato fuoco, si è ucciso
cioè viviamo una situazione drammatica sul fronte della legalità,
dell'ordine pubblico, del rapporto della Pubblica
Amministrazione, della politica con la società vuoi appunto per
quello che è successo drammaticamente qualche giorno fa con
l'uccisione del Dott. Basile, vuoi ancora per la registrazione
che si ha ogni giorno della condizione di grave drammaticità
della disoccupazione in Sicilia, viene sancito ogni giorno di più
un procedere della Pubblica amministrazione, della politica con
le forme di precariato con le quali si pensa di andare incontro
ai bisogni dei siciliani che certamente noi può essere la
risposta idonea a quello che serve alla Sicilia, viene ogni
giorno di più fuori un Governo della realtà siciliana operato
dalla sinistra quale quello che da 6 anni avviene al comune di
Palermo e da ogni atto di questa Amministrazione, da ogni evento
che si verifica quotidianamente non si fa che registrare il
fallimento di un procedere della politica che ha preteso di
fornire immagini di sé migliori di quanto poi nella realtà non
sia avvenuto. Allora Presidente e forze politiche di questa
Assemblea, in particolare quelle più responsabili: come si può
pensare di andare ancora avanti proponendo di portare
all'attenzione di questa Assemblea una cosa importante come la
legge elettorale quando drammatiche contraddizioni stanno a
sinistra su questo versante con i democratici e penso anche i DS
su posizioni chiaramente rivolte a sostegno di logiche
maggioritarie, vuoi nella elezione degli esecutivi, vuoi anche
per l'elezione degli istituti parlamentari al di là del fatto che
posso anche concepire un proporzionale ma con fortissimo
sbarramento per impedire la polverizzazione della realtà
parlamentare siciliana? Ed invece, le posizioni di altri partiti
che sono essenziali a questo tipo di Governo, a questa
maggioranza? Come si può pensare i tornare in Aula se non con il
desiderio di prendere tempo e di farne perdere alla Sicilia?
Allora io credo che sarebbe più onesto se non si vuole
vanificare completamente questi 5 anni di una legislatura già
persa per 3 anni di prendere atto che queste cose in questi
termini non possono andare avanti, di enucleare 3-4 punti
rilevanti di questa nostra realtà regionale e chiedere alle forze
politiche di convergere su questi punti; certamente per quanto
riguarda la legge elettorale un punto rilevante e che si vada
all'elezione diretta del Presidente della Regione, ma si vada
anche se si vuole confermare la proporzionale, ad uno sbarramento
non inferiore al 5-7% della rappresentanza parlamentare.
Su queste cose e su altre cose vediamo chi ci sta e facciamo
un Governo che sia capace di risolvere problematiche importanti
in questa tornata di legislatura perché altrimenti questa ed
anche la prossima rischia di essere pregiudicata; io spero che il
Governo queste cose le sappia cogliere ma spero principalmente
che le forze politiche più avvedute sappiano raccogliere questo
messaggio e sappiano farsene interpreti.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, con uno spirito che è assolutamente
costruttivo, positivo ma anche critico rispetto ad alcuni
problemi, interveniamo a questo dibattito sulla verifica della
maggioranza.
In questi mesi, onorevole Presidente della Regione, il
nostro Gruppo parlamentare dei democratici ha partecipato
attivamente alla costruzione del Governo, della gestione del
Governo della Regione siciliana, siamo stati tra coloro e il
Presidente della Regione lo sa, che abbiamo sostenuto a gran voce
questo Governo, che abbiamo creduto che questo Governo
rappresentava e rappresenta sicuramente ancora una svolta
centrale nell'avanzamento sociale e politico della nostra Isola.
Certo, Signor Presidente, siamo consapevoli e abbiamo verificato
delle difficoltà sociali, delle difficoltà finanziarie, delle
difficoltà economiche, delle difficoltà politiche interne ed
esterne a questa stessa Aula, a questo stesso Palazzo.
Purtroppo, lo hanno già detto i nostri colleghi, questo dibattito
si sta celebrando nel momento in cui sta emergendo nella nostra
Isola il peggio della storia di questa stessa Isola. Sta
emergendo, ancora una volta, il dibattito tra legalità e
illegalità; sta emergendo, ancora una volta, il tema tra
normalità e normalizzazione. Devo dire, Signor Presidente della
Regione, lo abbiamo già discusso in altre sedi, che forte è la
voglia di normalizzare, ancora una volta, tutto in questa nostra
Terra a partire dai grandi temi morali ed ho la sensazione, ed è
non solo una sensazione, che oggi si stia tentando rispetto a
certi temi, non solo in quest'Aula - ma evidentemente mi
riferisco all'esterno - di fare terra bruciata verso coloro che,
ancora oggi, con grande difficoltà, tentano di mantenere alto il
dissenso rispetto a qualunque stato di assuefazione.
L'omicidio del dott. Basile, l'incendio, per esempio, al
centro "Padre Nostro",- come lei ricorderà insieme siamo stati ad
una grossa manifestazioni in sostegno del centro "Padre Nostro",
l'indomani qualcuno ha ritenuto opportuno di bruciare tutto il
terreno per il quale insieme c'eravamo impegnati -. Questi atti
insieme a tanti altri sono fortemente sintomatici di un forte
malessere. Sono segnali inquietanti di chi li manda. Sono segnali
subdoli o espliciti contro ogni forma di cambiamento. E,allora
proprio per questo riteniamo che oggi occorre sempre più una
maggiore coerenza a partire dall'azione di governo, ma a partire
anche dal comportamento del Governo stesso in una realtà dove i
comportamenti come una terra di Sicilia sono importanti o sono
tanto importanti alcune volte quanto gli stessi atti di Governo.
E, allora il sottoscritto si sente chiamato a dovere esprimere -
lo voglio dire anche agli altri colleghi del Polo delle Libertà
che sono intervenuti prima - si sente chiamato a dovere esprimere
un giudizio sicuramente sugli atti di questo Governo e mai sui
comportamenti di ciascun parlamentare. Ciascuno di noi è garante
di se stesso. Dopodiché è garante rispetto alla legge, rispetto a
meccanismi esterni, Ciascuno di noi è garante di se stesso. Da
questo punto di vista - lo abbiamo detto più volte - non esistono
né valori di destra, né valori di sinistra. Esistono piuttosto un
modo, uno stile per praticare i valori ed in quest'Aula lo stile
per praticare i valori sono gli atti del Governo e, allora, in
questo senso, colleghi dell'opposizione, la legge finanziaria, la
riforma elettorale, lo scioglimento degli enti economici, sono
stati atti attraverso i quali riteniamo di dovere giudicare
questo Governo che è stato un Governo di rottura, un Governo di
cambiamento.
Certo, alcune scelte sono state impopolari. Penso alle
manovre di rotazione fatte dall'assessore ai beni culturali
relativamente alle nomine. E, allora, oggi occorre dare maggiore
forza, maggiore stabilità a questo Governo, ma una maggiore,
soprattutto, coesione all'interno delle forze stesse di
maggioranza. Una maggioranza che sia in grado di varare
prioritariamente le tanto auspicate riforme: dalla riforma della
Pubblica Amministrazione alla riforma elettorale. Da questo punto
di vista il nostro Gruppo parlamentare dei democratici continuerà
con la necessaria autorevolezza per chiedere anche con fermezza e
con dignità il mantenimento degli impegni assunti rispetto ai
cittadini siciliani e rispetto alla tenuta della maggioranza.
Secondo le ultime battute, il Presidente della Regione, ha detto
chiaramente dell'apertura di un dialogo nei confronti di
Rifondazione comunista e del Pss. Mi auguro che questo dialogo
possa essere un coinvolgimento diretto di queste forze oggi non
direttamente interne alla maggioranza. Ma stiamo attenti, Signor
Presidente La tenuta di questo Governo avviene sapendo che
nessuno di noi intende svendere, Presidente della Regione, parte
del proprio patrimonio, parte della propria storia, sapendo che i
temi dell'ambiente, della questione morale, ed in generale, del
terreno politico-programmatico, diviene per noi la piattaforma
sulla quale questo Governo occorre che continui a fare la propria
parte così come ha fatto fino ad ora.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi
abbiamo avuto chiarezza su alcuni punti fondamentali sui quali la
politica siciliana si muove. Abbiamo avuto chiarezza sul fatto
che questo Governo ha un programma molto ambizioso; abbiamo
avuto chiarezza che questo Governo non ha i numeri per portare
avanti questo programma così ambizioso; abbiamo finalmente
scoperto quali sono le logiche che hanno ritenuto di dovere
portare avanti in questo dibattito parlamentare le forze della
maggioranza; abbiamo finalmente compreso quale sia lo scenario
politico che nei prossimi giorni ci accompagnerà in questi lavori
d'Aula; perché alla fine pur non avendo ben compreso quella che
era la relazione del Presidente della Regione, proprio il fatto
di non essere stata una relazione comprensibile ha fatto
comprendere, scusate il gioco di parole, che una idea di come
portare avanti questa sessione parlamentare il Governo non ce
l'ha.
Ma la cosa più scandalosa credo che sia l'ambiguità con cui
si muove questa maggioranza. Se guardiamo i servizi televisivi,
se guardiamo ciò che traspare dai giornali vediamo che c'è la
posizione del Governo, c'è poi la posizione della maggioranza,
c'è poi la posizione dell'opposizione che è rappresentata da
deputati della stessa maggioranza.
Vediamo che in un servizio televisivo riguardo la
distribuzione dei fondi ai comuni siciliani c'è l'opinione del
Presidente della Regione, poi c'è quella dell'onorevole Di
Martino che rappresenta la maggioranza, poi c'è l'onorevole
Cipriani che rappresenta l'opposizione, e così in tutte le
materie e in tutti gli argomenti.
Oggi credo che l'intervento dell'onorevole Mele abbia fatto
comprendere come il movimento che lui rappresenta poi sia la
punta di diamante di questo movimento, di questa maggioranza
ipocrita, una ipocrisia che si era rivelata già in prossimità
della finanziaria quando a tutta pagina l'onorevole Mele aveva
parlato dello scandalo dei rimborsi chilometrici alle aziende di
trasporto. Nel bilancio troviamo la stessa somma stanziata per
l'anno scorso, nella legge finanziaria non troviamo neppure un
rigo che riguardi il nuovo sistema di riparto dei fondi alle
aziende di trasporto che avrebbero dovuto garantire una
continuità a quella boutarde giornalistica che l'onorevole Mele
aveva fatto.
Oggi accade la stessa cosa. Dopo avere visto l'attacco
dell'onorevole Mele contro l'Assessore Castiglione oggi tutto
rientra, non fa addirittura menzione di questo argomento, quasi
diventa un fatto secondario, mentre come ha fatto ben capire
l'onorevole Forgione, come abbiamo fatto ben capire noi di
Alleanza Nazionale, che proprio in questo momento presentiamo una
mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore Castiglione, è
un argomento centrale della politica siciliana, non può passare
una verifica della maggioranza, una verifica delle prospettive di
Governo se non attraverso un attento esame di ciò che è avvenuto
e che naturalmente non può essere trattato nei cinque minuti che
mi sono consentiti in questa fase.
Allora la ipocrisia con cui questa maggioranza porta avanti
le proprie tesi che non esistono, perché ognuno ha una tesi,
ogni partito e all'interno di ogni partito ci sono deputati che
hanno tesi diverse, che si dividono su argomenti importantissimi
come è stato fatto chiaramente segno da tanti interventi di
deputati della maggioranza che sono andati sempre in senso
contrario rispetto a quelle che erano state le determinazioni del
Governo oppure le determinazioni ufficiali della maggioranza,
come ci lasciano capire tutti questi segnali siamo oggi in mano
ad un Governo che non ha, se mi si consente il Presidente della
Regione una battuta, non ha l'ala corta del falco, non ha cioè la
possibilità di volare alto, di apprendere quelle tecniche del
volo che consentono al falco di fare determinate cose.
Questo Governo è piuttosto un gabbiano che arranca dietro un
peschereccio cercando di beccare qualche pesce che viene buttato,
perché non buono, dai pescatori.
Abbiamo una situazione di questo tipo e naturalmente la
sorpresa potrebbe essere magari che questo Governo si rivelasse
il gabbiano Jonathan Livingston, che malgrado le proprie
deficienze strutturali supera queste deficienze stesse e riesce a
volare alto, a volare veloce, a volare radente.
Io credo che questa possibilità oggi non ci sia. Credo che
il dibattito inevitabile che questo pomeriggio coinvolgerà
l'attività della Giunta, laddove ha la Giunta ratificato la
rotazione dei sovrintendenti, farà venire fuori che una
maggioranza non esiste perché aldilà della responsabilità
dell'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione c'è una responsabilità collegiale di un
Governo che ha preteso di volere ruotare i sovrintendenti senza
però attenersi a quel minimo di trasparenza e di criterio
amministrativo che invece avrebbe dovuto seguire in un atto così
delicato. Ha completamente disatteso una graduatoria che già
esisteva, dei dirigenti superiori dell'Amministrazione dei Beni
culturali. Ha fatto invece un atto discrezionale che secondo noi
non poteva e non doveva fare, ha fatto vedere quindi che
navigando in questo magma che è sempre più incomprensibile ai
siciliani, cerca di portare avanti riforme che inevitabilmente
non è in grado di fare.
Ecco perchè credo, signor Presidente dell'Assemblea, che
oggi pomeriggio sia importantissimo iniziare immediatamente con
il dibattito sulle mozioni di sfiducia, di censura, ma anche
quella più modesta di cui sono primo firmatario, che prevede
appunto una mozione con la quale si chiede al Governo di
ritornare sui propri passi, di ritirare questo provvedimento
della Giunta regionale e di attenersi a quei criteri di buon
andamento e di imparzialità della pubblica amministrazione, che
dovrebbero essere il faro di ogni giunta, il faro di ogni
governo.
E allora rimandiamo tutte le decisioni, rimandiamo in
particolare questo programma ambizioso a una verifica in Aula
della maggioranza, una verifica che sia in grado di far capire
alla Sicilia e ai siciliani quelle che sono le reali intenzioni
di questo Governo, quali sono soprattutto, a nostro parere, i
grandi limiti di questo Governo, che come ho detto non ha l'ala
corta del falco.
VIRZI'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Onorevole Presidente della Regione, onorevole
Presidente dell'Assemblea, onorevoli colleghi, oggi con toni
assolutamente dimessi e senza bandiere che sventolavano, abbiamo
sentito dall'onorevole Capodicasa, che credo abbia qualche guaio
in casa, una sorta di discorso da Bundestag, da Reichstag, il
Reich millenario. Ha parlato come se questo governo avesse di
fronte a se 27, 28, 29 anni all'uso ad agenda duemila, come una
sorta di bacchetta magica che d'improvviso dovrebbe provvedere da
sola, con un semplice atto di recepimento da parte nostra,
a risolvere tutti i nostri problemi, e ha trattato soltanto in
coda della reazione di anticorpi e di antigeni che sta avvenendo
all'interno del corpo del centro-sinistra.
Io debbo dire che, a titolo personale, per una questione di
stile, ho ritenuto di non dovere apporre la mia firma alla
mozione di sfiducia personale all'Assessore Castiglione perchè a
titolo personale preferisco combattere un uomo quando è a
cavallo, non prenderlo a colpi di mazza ferrata quando da cavallo
è caduto meritatamente o immeritatamente. Certo la questione ha
una sua oggettiva rilevanza di natura politica perchè ci sono
pezzi di maggioranza che hanno impugnato a cinque mani, come la
dea Kalì, la bandiera della questione morale, che magari può
anche nascondere qualcosaltro, può anche essere un modo elegante,
o se si permette anche molto poco elegante di porre un problema
di rappresentanza, come si dice oggi, di visibilità interna alla
Giunta di centro-sinistra.
Certamente non è il caso di rallegrarsi per queste cose, che
pure esistono e sono riconducibili a un vostro tentativo che mi
sembra destinato a non essere coronato da vittoria, però il tema
politico, onorevole Capodicasa, io credo che sia il fatto che
oggettivamente non potete essere ottimisti in un contesto
parlamentare di questo tipo, quando venite a dirci che dietro
l'angolo c'è pronta la riforma della pubblica amministrazione,
come risposta al fatto di sangue che recentemente è avvenuto a
Palermo, e che dimostra una sola cosa, cari amici, che quando la
politica si ferma, quando la politica ristagna, quando la
politica cessa di essere il motore della società civile, la
normalizzazione la desiderano soltanto le forme della delinquenza
organizzata perchè la normalizzazione è la politica che non tira
più, che non incide più.
Pertanto reputo pura e semplice demagogia pensare che un
semplice meccanismo di rotazione, svincolato dal principio della
meritocrazia, da riaffermare con forza, una continuazione di
controllo sulla pubblica amministrazione, uno strumento di
autoendoscopia continua all'interno dell'Amministrazione
regionale. Ecco, io in tutto questo, onorevole Capodicasa, in
questo frangente politico, in questo dimenarsi tragico sul
deputato in più, il deputato in meno, i socialisti che
appoggiano, rifondazione comunista che parla di rapporto
istituzionale ma mette i paletti sulle questioni di fondo.
Non è sufficiente strizzare un occhio al centro-destra sulla
vicenda della rivisitazione del problema delle nostre coste,
ammiccare ad un'apertura a Rifondazione Comunista, mettere
insieme il diavolo e l'acqua santa, per nascondere il fatto che
sta cessando la politica, il confronto sulle grandi cose e che
mentre pensiamo alle riforme della Pubblica Amministrazione,
siamo ancora inadempienti, abbiamo gli strumenti di controllo
fermi, non abbiamo recepito la legge Bassanini e il 31 marzo le
nostre commissioni regionali di controllo sono scadute.
Non riusciamo più ad essere esemplari e mettiamo in prima
linea problemi come quello della riforma elettorale, laddove
sappiamo che al 90 per cento fra poco Roma ci sarà un modello a
cui ci sentiremo parzialmente vincolati perché siamo ancora fermi
al sogno, ancora andiamo in giro per la Sicilia a dire che forse
eleggeremo direttamente un presidente della Regione e poi da ciò
che si capisce dal dibattito politico viene fuori che metteremo
lo sbarramento al 3,82 per cento, che forse faremo un tatarellum
rivisitato e corretto e costruito sulle misure rachitiche di
qualcuno in Sicilia con un sarto frettoloso.
Credo che non sia questo il modo migliore di confrontarci le
persone serie di tutti gli schieramenti, onorevole Capodicasa.
Credo che noi dovremmo misurarci su altre cose e scrivere
insieme, non il confronto fra maggioranza e Governo, ma nel
confronto d'Aula fra tutti riscrivere le gerarchie delle priorità
siciliane. Altrimenti ciurleremo nel manico all'infinito e
arriveremo a settembre per prendere atto che non c'è una
maggioranza possibile in quest'Aula.
PIGNATARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIGNATARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo
lasciati in quest'Aula con un impegno del Presidente della
Regione ad andare ad una verifica della maggioranza rivisitando i
punti programmatici riportando in Aula la discussione.
Dal giorno in cui il Presidente ha assunto quell'impegno,
molta acqua è passata. Vi sono state le elezioni europee, non sto
qui a fare l'analisi di queste elezioni, dico solo ai colleghi
del centro-destra che sbandierano vittoria che in Sicilia i
rapporti di forza si sono modificati a favore del centro-sinistra
rispetto a pochi mesi fa. Lo dico perché se ne tenga conto in
qualche modo.
Il fatto nuovo, più serio che è avvenuto in queste
settimane, rispetto alla verifica stessa è che in Sicilia vi è
un'atmosfera di ebollizione, vi è una questione sociale
irresoluta che ha visto in questi giorni fatti eclatanti come il
suicidio a Palermo e in ogni città del Mezzogiorno e della
Sicilia, in particolare, vede lavoratori che occupano sedi di
cantieri, sedi di posti di lavoro, è una difficoltà a dare
risposte a queste vicende.
Credo che la verifica che il Presidente Capodicasa ci ha
rappresentato stamattina nella sua relazione è certamente
positiva, ma sarà ancor di più una verifica che nel corso delle
prossime settimane si potrà valutare con più attenzione se c'è un
quadro di maggioranza che tiene oppure no, se quest'Assemblea
riesce a cogliere il fatto nuovo. Il fatto nuovo è che
quest'Assemblea, assieme al Governo evidentemente, e a partire
dalla maggioranza, chiarito che il quadro della maggioranza
tiene, lo ha spiegato il Presidente Capodicasa - non faccio
l'elenco dei problemi, a me sembra evidente quali sono i nodi che
peraltro erano nelle dichiarazioni programmatiche di Capodicasa
quando si è insediato - chiarito che il quadro della maggioranza
tiene, chiarito che questo Governo per andare avanti, per
rafforzarsi e per incidere è disponibile ad aprire a Rifondazione
Comunista, ai Socialisti siciliani, il punto vero, attraverso cui
questo Parlamento, nella sua autonomia, può verificare se esiste
questa maggioranza, se esiste un governo che è incidente, non è
solo guardare ai provvedimenti che io condivido del Governo sulla
mobilità dei funzionari perché innovativo, perché rompe un
andazzo per cui anche per spostare un funzionario per cui c'era
il veto di un deputato o di altri soggetti.
Il punto vero della verifica è lo scatto di orgoglio che
avrà questa Assemblea, ripeto, a partire dalla maggioranza;
scatto di orgoglio che ci chiama nei prossimi giorni da un lato a
cercare di riconciliare questo livello istituzionale con i
cittadini, perchè il grado di gradimento che abbiamo tra i
cittadini è basso, e badate che questo non coinvolge la
maggioranza e il governo ma coinvolge tutti noi uno per uno, ogni
forza politica, ogni gruppo di questa Assemblea.
La capacità quindi in queste settimane di dare risposte ad
alcune questioni aperte, ad emergenze del lavoro, la capacità di
fare cinque, otto, dieci leggi - quelle che è possibile fare
subito - per poi riprendere a settembre le grandi questioni.
Io sono d'accordo, noi dobbiamo riportare in quest'Aula, fra
i partiti la grande politica. Non possiamo pensare di abdicare al
nostro ruolo, ma per fare questo questa Assemblea ha necessità
prima ancora del Govern, di avere un ruolo forte di grande
autonomia anche rispetto alle proposte del Governo. Poi ognuno
darà il suo contributo e si vede cosa esce.
Sul riordino urbanistico, sulla riqualificazione del
territorio, nessuno qui ha una posizione presa. c'è un tema che
riguarda lo sviluppo, il turismo, l'ambiente su questo il
Parlamento farà politica se si troverà una soluzione che guarda
alla questione ambientale ma anche alla esigenza di dare risposte
ad altre questioni.
La verifica è chiusa nel senso formale del termine, ma si
riapre con il lavoro di questa Assemblea regionale e si riapre
verificando come noi, come maggioranza, nel corso di queste
settimane tenteremo di allargare su alcuni grandi temi quale
quello del lavoro, della riforma elettorale, della riforma della
pubblica amministrazione. Poco mi importa se non ce la facciamo
entro luglio. Bisogna aprire subito, perchè è il nucleo
fondamentale attorno a cui si può rilanciare lo sviluppo oltre
che garantire legalità legittimità quello della riforma della
pubblica amministrazione. Questo ci attende. Lo scatto di
orgoglio che si attengono i cittadini è lavorare e verificare.
Se la maggioranza non ce la fa su questi grandi temi ,
allora vuol dire che non c'è maggioranza. Ma su questo terreno
dobbiamo misurarci.
Voglio finire con un dato: vedete, c'è una questione
esplosiva che è quella del lavoro, della occupazione,
dell'espulsione in alcuni casi dal mercato del lavoro perchè c'è
una grande questione che è la questione dei giovani. poi ci è la
questione di come teniamo quello che abbiamo.
Io sono convinto che le misure che abbiamo varato e che
andremo a varare, ci hanno aiutato, c'è un trend che non è
completamente negativo neanche il Sicilia. Basta vedere i dati
nazionali. ma è pur vero che non è possibile pensare che si
risolva questo grande tema solo con politica attigua al lavoro
senza guardare al processo di sviluppo, a come rilanciamo questa
nostra terra che è piena di ricchezze naturali, ambientali, di
risorse umane sul terreno dello sviluppo.Credo che chi
sottovaluta, come ha fatto poco fa il collega che mi ha
preceduto, la vicenda della programmazione dell'Agenda 2000 con
tutte le altre misure europee e nazionali che vi sono, fa un
errore di miopia politica perchè la risposta ai grandi problemi
del lavoro la diamo oggi su alcune emergenze, ma la diamo se
tutti dentro un quadro di programmazione che si è già avviato e
che ha visto per la prima volta compartecipare attivamente tutti
gli enti locali, se riusciamo su questo ad ancorare una idea di
sviluppo che si basa sull'uso corretto del territorio, io credo
che su questo terreno nei prossimi mesi noi riacquisteremo
credibilità, faremo tornare al politica e verificheremo se questa
maggioranza tiene dentro un quadro di grandi cose e non di
piccole beghe che pur in qualche caso hanno prevalso nel nostro
dibattito.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, intervengo per un atto anche di educazione
politica nei confronti di un Parlamento che registra un tasso non
certamente brillante di politica e di un Governo una maggioranza
"sgangherata" - come diceva un quotidiano qualche giorno fa - che
non riescono e che si presentano all'appuntamento dopo giorni e
giorni di attesa riproponendo uno scenario, una farsa, una
sceneggiata inqualificabile.
Una maggioranza che non riesce, e non so se è maggioranza;
una maggioranza che ha semplicemente un modo per allontanare i
problemi: aspettare. Aspetta il governo, aspetta la maggioranza,
aspetta il Parlamento, aspettano le commissioni che le
maggioranza decide di andare in commissione, un governo, una
maggioranza che ha bloccato la vita economica sociale di questa
Regione. Allora il balletto oggi si presenta come sempre abbiamo
l'onorevole Forgione che è "la stampella" di questa maggioranza
che sul giornale parla di disperazione dei siciliani, dei senza
lavoro, ma che comunque qui dentro alla fine decide di appoggiare
il governo Capodicasa.
Abbiamo atteso per molti giorni la nomina di un vice
segretario nazionale di un partito importante, poi meno male che
lo hanno fatto. Abbiamo atteso e attendiamo ancora di sapere se
l'onorevole Pellegrino, Rinnovamento Italiano, ha risolto il
problema dei rapporti con i DS e con coalizione che sostiene
questa maggioranza quando lui ritiene giustamente che a Siracusa
c'è qualcosa che non funziona; abbiamo atteso e attendiamo ancora
di sapere se questa maggioranza è maggioranza, se ha un governo e
se questo governo è in grado di governare i problemi della
Sicilia.
Caro Presidente, vede, mi dispiace dovere osservare giorno
dopo giorno questa caduta, lei ogni giorno signor Presidente,
perde punti.
Ritenevo che con la sua presidenza, con la sua esperienza,
con la sua intelligenza a governare questa Regione potevamo
stabilire rapporti chiari, leali, politicamente aderente al
momento, all'attualità del momento politico e quindi pensare
anche alla possibilità di avviare una fase nuova della politica
della Regione siciliana.
Invece lei perde punti, li perde soprattutto perché lei è
costretto a perderli, perché lei è ostaggio di una situazione
politica che non le permette di andare avanti, e le sole cose che
sono state fatte in questo Parlamento mi sia consentito lo si
deve per senso di responsabilità da parte di alcune componenti
politiche importanti che sono presenti qui in Aula come Forza
Italia, Alleanza Nazionale, come CCD.
All'opposizione ci siamo noi, ma siamo noi ad essere nelle
commissioni, l'altro giorno ho trovato semplicemente l'onorevole
Spagna insieme al presidente, e ogni tanto veniva qualcuno, però
quelli della minoranza c'erano tutti, c'era l'onorevole Tricoli,
l'onorevole Stancanelli, c'eravamo tutti; questa maggioranza non
c'è.
Allora perché tirare a campare, perché vivacchiare,
onorevole Piro? Mi consenta la questione personale. L'altro
giorno diceva: io non sono disponibile a vivacchiare. Ma lei
pensa che questi siciliani, sono disponibili ancora ad
assecondare le vostre situazioni politiche, il vostro gioco
politico. Io credo di no Voi state portando la disperazione nel
Paese, ecco perché il presidente della Regione perde punti. Siete
un'aggregazione di potere perché solo di questo bisogna parlare,
ed ha ragione Berlusconi quando dice che più si perde in
politica, più si arrocca nel potere; e voi siete questo in
questo momento. Avete perso la battaglia politica delle europee,
avete perso a Padova la Provincia pur votando il 40,2% di
elettori.
Allora primo turno, doppio turno, questa è fantasia Bisogna
qui in Sicilia realizzare un movimento di sintesi, caro onorevole
Pellegrino, e lei sa quante battaglie abbiamo fatte insieme e le
abbiamo fatte sull'onda della legalità politica non dei
trasformismi, e allora, quando l'onorevole Capodicasa agita la
bandiera e parla della sanatoria dei 150 metri la mette
all'ordine del giorno, Presidente, subito e senza mancare
all'appuntamento, la metta all'ordine del giorno.
Perché questi cittadini che sono disperati, non so fino a
che punto ancora resistono rispetto ad una assenza di un Governo,
di un'istituzione che non ci sente solo perché l'onorevole
Forgione non è nato in Sicilia ed è nato a Regio Calabria e
quindi la legge 71 non c'è.
E chiudo. Se c'è una cosa che i siciliani, forse in questo
momento, guardano e guardano sul serio e mi veniva in mente ieri,
cito questa cosa perché molto bella, quando sentivo alla
televisione un personaggio della cultura, si parlava della FIAT,
si parlava della Cinquecento, della vecchia Cinquecento e c'era
lui che aveva parlato la prima Cinquecento e dietro c'era il
padre e dice: "Come si sta dietro? Come si sta seduti dietro la
Cinquecento?" e il padre di quel signore disse: "Spero di morire
per allungare le gambe". Ora caro onorevole Capodicasa, caro
Governo, cari amici...
CAPODICASA, Presidente della Regione. Mi auguro che non
speri di morire per allungare le gambe.
CROCE. Lei intanto cerchi di non guidare mai una Cinquecento,
con la preoccupazione che qualcuno si augura di morire per
allungare le gambe, io invece credo e credevo in lei oggi in una
dichiarazione politica. Questa dichiarazione politica non c'è
stata. Ne prendiamo atto. Lei continua ancora a tirare a campare
ma i siciliani non si aspettano da lei di tirare a campare o di
tirare a vivacchiare come dicevo all'onorevole Piro. Fate una
profonda riflessione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aulicino. Ne ha
facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, colleghi deputati, per la verità mi sarei aspettato
delle dichiarazioni più vere, niente recite. L'onorevole
Capodicasa sa perfettamente di essere arrivato dove doveva
arrivare, inevitabilmente quando si viene eletti come il
Presidente della Regione è stato eletto.
Inevitabilmente il destino determina poi un andamento della
storia che porta a queste contraddizioni enormi e a queste
conclusioni.
Non esiste un problema se stabilire se questo Governo c'è o
non c'è.
Il Governo non c'è. Il Governo non c'è perché i siciliani
lo avvertono nel dramma quotidiano che vivono sulla loro pelle e
questo Governo è consapevole della sua inadeguatezza. La cosa
grave è che il Presidente Capodicasa si ostini a non comprendere
questo dato evidente.
Non ci si può intestare un disegno riformatore così
ambizioso, come quello che è stato prospettato dal Presidente
della Regione, con un'inconsistenza numerica che è evidente e che
non può supportare un progetto così ambizioso.
Ma come può pensare Presidente Capodicasa di portare avanti
un disegno così ambizioso con questa maggioranza? Diciamoci le
cose con chiarezza. Il Presidente Capodicasa ha fatto già
l'accordo, i comunisti di Rifondazione comunista e l'Udeur,
giusto per parlare, non so se l'Udeur è più a destra o più a
sinistra dei diniani, ma questo è un dato che mi interessa poco,
voglio dire, c'è un accordo? l'Udeur è disponibile come ha
detto, credo, il mio amico onorevole Cintola: "Non c'è
pregiudiziale nei confronti dei comunisti".
Perfetto E allora, Presidente Capodicasa le dichiarazioni
andavano fatte in quella direzione: "Ho la certezza e così il
rappresentante dell'Udeur lo venga a dire, gli amici diniani lo
vengano a dire, il mio Governo può contare su una maggioranza che
va da Rifondazione comunista ai diniani e agli amici dell'Udeur".
Dopo di che con questa maggioranza che è là +2, +3, il Governo
Capodicasa può governare. Noi diremo, come opposizione che ci
sembra una maggioranza un po' anomala, se è vero che mette
insieme i cosiddetti comunisti organici, i post comunisti, i
socialdemocratici, i post-socialdemocratici, i liberaldemocratici
- così si definiscono, e sarebbero i democratici -, gli amici
dell'UDeuR, gli amici del CDU, perché qua abbiamo anche il CDU, e
Buttiglione attende di sapere se sarà eletto o nominato
presidente di qualcosa per stabilire se é organico al
centrosinistra o se tornare nel centrodestra.
Se questa é la maggioranza alla quale si riferisce il
Presidente Capodicasa, abbia il coraggio civile di dire a questa
Assemblea: ecco, questa é la mia maggioranza; con questa
maggioranza intendo avviare a soluzione i problemi del precariato
di massa in Sicilia; con questa maggioranza intendo intestarmi
una politica seria, che avvii a soluzione le grandi questioni
dello sviluppo in questa Regione; con questa maggioranza intendo
affrontare le questioni che riguardano la burocrazia, la riforma
elettorale, le regole del gioco.
Queste cose non le ha dette il Presidente Capodicasa. Io per
esempio ho difficoltà, e avrò difficoltà nel pomeriggio, a fare
un intervento sulla verifica; perché dalla verifica non é venuto
fuori nulla di chiaro, almeno per le dichiarazioni fatte dal
Presidente Capodicasa.
Su che cosa dobbiamo intervenire? Il Presidente Capodicasa
non ha il coraggio di dirci qual é la struttura della maggioranza
che lo sostiene; lo potrei dedurre logicamente dagli interventi
dei singoli partiti, perché - per esempio - alla fine della
carrellata potrei con metodo induttivo - dal particolare al
generale - dedurre la verità; perché siamo in questa condizione
in questa Assemblea: che dopo due mesi, due mesi, di verifica il
Presidente Capodicasa ci fa intuire la verità e delega al
processo induttivo la deduzione della verità.
Io per capire quali sono i partiti politici che sostengono
l'onorevole Capodicasa, debbo avere la pazienza di ascoltare gli
interventi uno a uno e cercar di capire se l'onorevole Pellegrino
ha sciolto la riserva - io ho grande rispetto per l'onorevole
Pellegrino, lo cito con grande rispetto -, se gli amici ... e
così via.
Ecco detto questo mi riservo nel pomeriggio ...
Ma se il Presidente della Regione avesse l'orgoglio di chi
ha il dovere della chiarezza, io al posto dell'onorevole
Capodicasa farei un intervento integrativo per dire: guardate, io
l'ho dimenticato, ma siccome dovevo riferire sulla verifica, la
verifica ha portato a questi risultati, e i partiti ai quali mi
riferisco sono questi.
Dopo di che auguri, onorevole Capodicasa, buon governo,
perché anche dall'opposizione si può governare, con grande senso
di responsabilità, caso per caso, noi potremo verificare se
questa maggioranza un po' strana sarà nella condizione di
intestarsi un progetto così nobile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne
ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Anche oggi
abbiamo visto sulla stampa dichiarazioni di politici importanti,
che sono diventati anche dei saggi; io li conosco da vecchia
data, non hanno mai prodotto grandi cose buone, grosse novità, e,
per la verità, non sono affatto cambiati. Quindi lasciamole
stare queste notizie e andiamo ai fatti.
Noi di Rinnovamento Italiano, i cosiddetti diniani, siamo
stati additati come i responsabili di tutte queste vicende che
hanno messo in fibrillazione questa maggioranza.
Eppure siamo fra i pochi che le cose le hanno dichiarate
alla luce del sole; ed erano al di fuori di ogni sospetto.
L'amico Fausto Spagna, che cito come teste, sa che quando votammo
bilancio e finanziaria abbiamo detto che metodi e contenuti di
queste due scelte non trovavano ci consenzienti.
Però, siccome in Sicilia almeno ritenevamo di essere un
partito serio, abbiamo votato l'una e l'altra, laddove alcuni si
sono astenuti - mi riferisco per esempio all'Asinello.
Abbiamo detto che dopo questi due avvenimenti la maggioranza
si occupasse un po' di verificare i propri rapporti politici
fondati sulla politica, non sulle piccole questioni. Rotella, non
Rotella, sono cose che non ci appartengono. Rotella non è stato
mai in discussione, è l'assessore designato da noi, e invece
c'era la filosofia di questo centro-sinistra. Che cosa
rappresenta, che cosa significa, il ruolo che le forze politiche
debbono averci dentro, e questa filosofia non una filosofia
qualificante per la coalizione. E noi abbiamo detto, e qui lo
riconfermo questa sera, salvo che a settembre probabilmente le
cose saranno più facili, perché probabilmente anzi senza
probabilmente avremo un nuovo segretario di Rinnovamento
italiano, quindi le cose saranno diverse a quella data. Ma se non
c'è coalizione di centro-sinistra a Siracusa che è capoluogo di
provincia non ci può essere coalizione di centro-sinistra a
Palermo.
La politica queste cose mi insegna, almeno che l'onorevole
Di Martino non è capace di interpretarla in modo diverso. Abbiamo
compiuto, rispetto a questa affermazione politica, atti di
responsabilità, anche nei confronti suoi Presidente.
Quando lei mi disse: arriverà una dichiarazione
dell'onorevole segretario del DS; noi abbiamo detto, vediamo che
cosa dice, ne abbiamo preso atto e ci siamo aggiornati a dopo le
elezioni europee.
Perché che vi parla era perché il chiarimento arrivasse
prima delle elezioni europee. Ed, invece, questo invito, questa
dichiarazione fu fatta e ci siamo ritrovati dopo le elezioni
europee con gli stessi problemi ancora oggi non risolti. Io
apprezzo molte cose che sono state fatte, ma non mi piace
l'ipocrisia.
Io so che questa maggioranza ha deciso di non fare niente a
Siracusa e, comunque siano le cose a settembre, questa
maggioranza il mio voto non l'avrà se a Siracusa non rimetterà le
cose a posto sulla politica, non sugli assessori, perché poi
possiamo anche dimetterci, così come abbiamo rifiutato
l'insediamento in Commissione bilancio quando ci si disse che
l'onorevole Mele doveva dimettersi.
Il problema non era questo. Il problema era cercare di
capire se all'interno di questa maggioranza ci fosse spazio
perché ognuno assolva al proprio ruolo politico, così non è
stato.
Avevamo detto che la verifica doveva affrontare i problemi
dei contenuti programmatici, e qui debbo dire all'onorevole
Forgione - e mi dispiace che non ci sia - che lui non può essere
un maestro che dà lezioni agli altri, lui deve continuare a fare
ancora autocritica e nelle grandi democrazie occidentali può
limitarsi a dare qualche suggerimento su come difendere meglio i
bisogni, perché altre cose non ne può fare.
Noi non abbiamo detto che bisogna fare la sanatoria, così
come dice lui. Noi abbiamo detto che il problema del riordino e
della definizione di questa fascia costiera, lasciando sovrana
l'Assemblea di decidere, è un problema che deve essere
affrontato, non può essere ulteriormente rinviato ed, assieme ai
problemi della sanatoria, ci sono anche i problemi delle zone
demaniali.
Almeno chi ha contezza e conoscenza dei problemi di questa
Regione sa che ci sono fasce demaniali che hanno raggiunto forme
di contenzioso che sono certamente improponibili a mantenersi
così come stanno i fatti. L'onorevole Piro, assessore per il
bilancio, certamente avrà presenti i problemi così come sono.
E ci avviamo subito alle conclusione, signor Presidente,
perché non mi piace sentirla scampanellare. Sul terreno della
discontinuità, sul terreno della riforma elettorale abbiamo detto
che siamo per la riforma elettorale e mi auguro che nei tempi
previsti venga fatta, con uno sbarramento che non può essere un
fatto ridicolo che privilegi le ambizioni dei partiti, la loro
esigenza di sopravvivenza.
I partiti sopravvivono sulla politica se sono capaci.
Rifondazione comunista se ha il 2 per cento fa bene a
sciogliersi, così come si dovrà sciogliere Rinnovamento italiano
se non riuscirà a fare una proposta diversa all'interno delle
forze con le quali si sta confrontando. Ma non si può pretendere
una legge giusta se si mette il 2 per cento. Il 2 per cento non
serve a niente. Lo sbarramento deve essere almeno del 4 per
cento, così gli altri saranno obbligati ad aggregarsi invece di
fare un discorso personale per i fatti propri e poi con la
presunzione di poterlo gabellare come discorso politico
importante.
Di una riforma elettorale che abbia almeno questo
significato e per quanto concerne la discontinuità, Presidente,
noi avevamo chiesto che Lei onorasse i suoi impegni, Lei allora
disse che c'era l'esigenza che in direzione della discontinuità
si desse qualche segnale forte, e discontinuità significa deleghe
degli assessori, significa vertici burocratici della Regione.
Prendiamo atto degli sforzi che sono stati fatti, delle cose
che qui sono state annunciate e io mi auguro che su questa strada
entro il mese di luglio lei potrà dare il via a questi
provvedimenti che certamente servono, perché le cose non sono
così semplici rimangono molti problemi irrisolti in questa nostra
Regione e soprattutto c'è il rifiuto di questa burocrazia ad
essere governata, non si può andare avanti in questa direzione;
salvo qualche oasi felice il resto delle questioni sono come le
conosciamo tutti.
Quindi, concludendo signori, questa verifica lascia problemi
irrisolti sul piano della politica, ha dimostrato di volere
contribuire sul piano dei contenuti e dei programmi a trovare
riscontri positivi e non saremmo certamente noi a drammatizzare.
Fra luglio e settembre ci sono due mesi di tempo io personalmente
ragionavo in modo diverso: quando si arriva al punto a cui siamo
arrivati noi io sono convinto che gli aggiustamenti non servono
neanche l'UDeuR che è il partito più interessato risolve i suoi
problemi attraverso gli aggiustamenti ma attraverso un rilancio,
probabilmente, della politica.
Certo, se l'onorevole Forgione continua ad insistere a
dettare le sue condizioni al centro-sinistra siamo fuori rotta
perché sarà difficile trovare un accordo con lui, l'accordo con
lui lo possiamo trovare su alcuni aspetti di questo programma
perché l'opposizione, opposizione è ed opposizione resta, almeno
così dichiara non può pretendere di dire a noi le cose che
dobbiamo fare e quelle che non dobbiamo fare; su alcuni aspetti
del programma potrà dire se è o non è d'accordo, per il resto
rimane all'opposizione.
Cioè questa filosofia estremista di volere imporre le
proprie soluzioni senza una riflessione serena dei fatti,
soprattutto guardando a quelle sole indicazioni dell'elettorato,
chiedo scusa Presidente, ma è una filosofia che noi non possiamo
accettare ed il centro-sinistra non può rilanciarsi con ulteriori
sterzate o con un condizionamento eccessivo nei confronti della
sinistra, la sinistra deve essere rispettata, anche quella come
Rifondazione comunista, però l'esigenza del centro-sinistra è
quella di diventare interlocutore rispetto a fasce sociali che
sono così ampie che nonostante la demonizzazione di Berlusconi
hanno dimostrato di non preoccuparsi troppo ed hanno votato in
quella direzione.
Continuiamo su questa strada e vedremo i risultati quali
saranno. Io mi auguro che a settembre, Signor Presidente, lei
riesca a fare un quadro più completo e più chiaro dove la
politica abbia più spazi per potere rilanciare il centro-sinistra
al quale lei tiene e noi teniamo se esiste, ma quando le cose non
ci sono io mi auguro che ci siano.
Il problema non è quello di aggiustare per rinviare perché
di rinvio in rinvio, al punto in cui si arriva le cose stanno
peggio del momento di partenza, onorevole Cintola, oggi
probabilmente rilanciare è più facile che a settembre. Io mi
auguro di sbagliare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ricevuto. Ne ha
facoltà.
RICEVUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Signor
Presidente della Regione, ho ascoltato le comunicazioni del
Presidente della Regione e francamente il giudizio che ne ho
tratto è di totale insufficienza e quindi il giudizio che diamo
noi è di totale insoddisfazione, noi del Partito socialista di
Sicilia che ha a cuore come tanti, certamente, le sorti di una
Regione che a nostro modo di vedere, così facendo si avvia verso
una china probabilmente irreversibile di una crisi irreversibile.
Noi riteniamo che vi sia invece bisogno di un forte impulso
riformatore, che superi anche le divergenze fra le diverse
posizioni politiche, di un forte impulso riformatore che serva a
recuperare una posizione forte in direzione dell'occupazione, in
direzione dell'economia, in direzione delle riforme.
Noi abbiamo apprezzato lo sforzo che ha fatto il Presidente
della Regione, riteniamo che questa maggioranza in sostanza non
sia sufficiente, non sia in condizioni di avviare questo
processo di riforme.
Lo abbiamo già detto in passato quando, con grande senso di
responsabilità, abbiamo evitato, ripeto, un momento di crisi,
irreversibile anch'esso in quel momento dell'Assemblea regionale
siciliana, e abbiamo votato a favore dell'esercizio provvisorio
prima, della finanziaria e del bilancio.
Credo che la maggioranza sia insufficiente non soltanto per
i numeri; è insufficiente nella politica.
Dicevo che ho apprezzato molto gli sforzi che fa il
Presidente della Regione per tenere insieme i cocci di una
coalizione che è totalmente sfilacciata. Apprezzo molto gli
sforzi che ha fatto e apprezzo, per la verità, anche la
sensibilità che il Presidente della Regione ha dimostrato di
avere tentando di confrontarsi con altre forze politiche estranee
all'attuale quadro di maggioranza.
Ed apprezzo, indubbiamente, anche il ruolo svolto dai Ds in
questa circostanza.
Però c'è un però C'è una situazione che nonostante gli
sforzi e di crisi che appare in tutta la sua evidenza proprio
attraverso le notizie che abbiamo avuto modo di leggere sui
giornali ed anche attraverso le dichiarazioni che testé ha reso
in Aula l'onorevole Pellegrino.
E' una maggioranza che non riesce a trovare univocità
d'intenti, univocità di indirizzi. Per la verità - e qui mi
rammarico di dovere esprimere questo giudizio - non so fino a che
punto possano interessare tanto le sorti della Regione siciliana,
le questioni di assetto politico e di quadro e di coalizione che
riguardano altre città, altre amministrazioni della Sicilia.
Questa necessità di vedere tout court calare a fotocopia le
coalizioni di Governo in tutte le condizioni della Sicilia, io la
reputo una cosa che sa di stato eccessivamente invadente delle
Istituzioni da parte dei partiti.
Non lo condivido perfettamente, non ritengo per altro che
questo possa avere una sua rilevanza pregnante per quello che
riguarda le sorti della Sicilia.
Mi accingo alla conclusione dicendo questo. Da parte del
Presidente della Regione c'è stato, e ripeto apprezziamo molto
gli sforzi che ha fatto in questa direzione, un tentativo di
apertura, di un confronto, di un dialogo con il Partito
socialista di Sicilia.
Noi abbiamo espresso le nostre posizioni. Noi siamo
interessati certamente a sostenere le ragioni di un Governo,
quale che sia, a condizione che ai primi punti vi siano la
riforma elettorale, la riforma burocratica ed amministrativa
della Regione e, poi le intraprese necessarie ed immediate, per
dare finalmente sfogo e spazio allo sviluppo della Sicilia, allo
sviluppo economico, al tentativo di riassorbire la mala piaga
della disoccupazione.
Nelle sue comunicazioni tutto questo non mi è parso di
cogliere in verità.
E, d'altro canto, per via dello sfilacciamento non è
possibile certamente pensare di potere reperire, ripeto, un
momento di univocità.
Ecco, noi siamo interessati ad affrontare questi problemi
con serietà e con grande senso di responsabilità. Noi non
facciamo parte di questo Governo di Centro-sinistra e non abbiamo
fatto parte di un Governo di Centro-destra. Noi siamo sempre
stati schierati al di fuori, siamo in posizione di terzietà
rispetto ai due Poli. Non ci riconosciamo né nell'uno, né in
quell'altro Polo, né in quello di Centro-destra, né in quello di
Centro-sinistra.
E, allora, credo che bisogna prendere atto una volta per
tutte che il bipolarismo rigido, il Centro-destra e il
Centro-sinistra, hanno fallito il proprio compito e che è giunto
il momento, per la Regione siciliana, invece, di assumere con
grande senso di responsabilità, iniziative diverse che superino
lo schema bipolare.
Ecco, arrivo al dunque.
Credo che sia giunto il momento che di fronte alle gravi
emergenze siciliane vi sia un'intrapresa di rapporti fra le forze
della sinistra e tutte le forze del centro. Noi vogliamo svolgere
questa funzione di cerniera, anche le forze del centro che non
sono organiche a questo Centro-sinistra, alle forze maggiori del
centro, a Forza Italia, per esempio, con la quale bisognerà pure
cominciare a dialogare.
I socialisti in questa direzione, ripeto, e con questi
presupposti, ritengono di dovere proseguire la loro azione
politica perché ritengono che solo così, fuori dagli schieramenti
rigidi del bipolarismo calato in Sicilia, sia possibile una
ripresa della iniziativa politica riformista della Regione
siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono tra
coloro i quali si scandalizzano per il tono di questo dibattito
che considero positivo con elementi di sollecitazione e di spinta
che riguardano i singoli componenti di questa Assemblea, quindi
ciascuno di noi, che riguardano i Gruppi parlamentari, che
riguardano i partiti che esprimono i Gruppi parlamentari.
Noi attraversiamo un momento difficile in questa terra di
Sicilia, un momento in cui la tragedia del lavoro che si esprime
anche con fatti di gravità estrema, la tragedia della criminalità
organizzata e della mafia che non si sa che cosa vuole colpire e
per che cosa vuole colpire, ma che certamente colpisce.
Siamo in una terra di Sicilia in cui il livello di
disoccupazione supera i limiti che può sopportare una civiltà
civile ed ordinata; e che ci sia un travaglio che questa
situazione porta dentro le forze politiche, porta dentro i Gruppi
parlamentari, porta dentro e fuori questa Assemblea, credo che
nessuno lo disconosce e nessuno lo può disconoscere.
Il Presidente della Regione ha fatto una introduzione
abbastanza compiuta, serena nell'esposizione, ma carica anche di
contenuti e della drammaticità di questi contenuti.
Non ha omesso di dire che c'è stata una verifica, ma una
verifica non straordinaria, una verifica che era stata annunciata
all'atto della costituzione di questo Governo, una verifica che
era per vedere se il percorso fin qui portato avanti aveva avuto
alcuni esiti positivi, per vedere se questo percorso può
continuare e come deve continuare.
Io non sono qui per dire che questa maggioranza, poichè ha
poteri taumaturgici anche se ci sono contrasti li fa scomparire;
ci sono all'interno di questa maggioranza punti di dialettica e
punti di approfondimento. C'è all'interno di questa maggioranza
la volontà di trovare il taglio, il passo, la linea, il volo alto
per potere proseguire. E credo che in questo quadro, in questa
dimensione vada collocata anche la dialettica che si è espressa
in quest'Aula; poichè però c'è l'urgenza dei problemi, credo vada
fatta anche una assunzione di responsabilità rispetto alle cose
da fare, rispetto alle precedenze che per scelte politiche si
devono fare rispetto ai provvedimenti che quest'Aula deve
affrontare.
Io non condivido il parere delle opposizioni e cioè che la
maggioranza siccome è dialetticamente interessata ad un
approfondimento non riesce a fare le cose. In un'Assemblea di 90
componenti, certo c'è una maggioranza e ci deve essere, ma c'è
una responsabilità che riguarda l'intera Assemblea. Semmai ci
possiamo dividere sui contenuti di questi provvedimenti; ma ci
sono molte cose sulle quali credo quest'Assemblea può trovare un
punto più alto di sintesi, un punto sul quale verificare la
validità e la capacità di quest'Assemblea, della politica che c'è
all'interno di quest'Assemblea, di dare contributi seri alla
soluzione dei problemi che sono sul tappeto.
Su questa linea, certo, c'è il massimo dell'apertura e il
massimo della disponibilità, non negando che il percorso iniziato
è un percorso che deve subire alcune precisazioni, alcuni
approfondimenti, per definire meglio il taglio politico, la linea
di prospettiva, i contenuti programmatici e strategici di questa
maggioranza. Ma è un processo che consideriamo fisiologico
rispetto agli obiettivi e rispetto alla straordinarietà della
situazione nella quale ci troviamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spagna. Ne ha
facoltà.
SPAGNA. Signor Presidente, sarò brevissimo, anzi devo dire
che partecipo' di controvoglia a questo rito delle verifiche e
delle dichiarazioni, però lo faccio per rispetto a ciò che
avviene fuori da quest'Aula, alla drammaticità del momento che
vivono molti giovani siciliani, per rispetto anche al gesto di un
ragazzo, di un padre di famiglia che decide di uccidersi
sopraffatto dall'angoscia della disoccupazione.
E allora, di fronte a questi avvenimenti io credo che le
forze politiche abbiano il dovere di dire come la pensano, senza
scadere nel politichese e senza riuscire ad essere, come di
solito avviene, incomprensibili.
Noi, come Popolari, abbiamo sempre pensato che all'indomani
delle Europee il Governo dovesse registrare la sua maggioranza,
capire se c'era una maggioranza coesa e capace di affrontare un
percorso alto sotto il profilo legislativo.
Il Presidente Capodicasa ha sempre detto che di tutto era
disposto a fare tranne il galleggiamento del suo governo, cioè
vivere in una fase di stasi, o peggio, in una fase dove la
mattina deve ricevere il benestare di qualche personaggio
politico per continuare nell'attività di governo e a quale
condizione continuare.
Ci sono delle condizioni minime rispetto alle quali il
governo può avere un profilo costituzionale ed un profilo
politico. La verifica di questa mattina serviva a questo.
Noi come Partito popolare abbiamo espresso il nostro
consenso al Governo Capodicasa, il nostro sostegno al percorso
legislativo che è stato individuato e che va da una riforma
elettorale che più tempo passa più non si farà e quindi è inutile
continuare con le ipocrisie, ad una riforma seria
dell'Amministrazione regionale, ad assumere provvedimenti
impegnativi sul tema del risanamento finanziario, avviato con la
legge finanziaria, ma anche sul tema dell'occupazione e del
lavoro, cercando di rispondere alla disperazione dei giovani
siciliani con provvedimenti straordinari che tentano di mettere
in campo, come si dice in una famiglia quando si vedono i propri
figli morire, si mette in campo tutto: le risorse, la
disperazione, la fantasia.
L'amico Assessore Papania ha scritto una lettera agli organi
nazionali per dire: 'aiutateci a mettere in campo qualche cosa
che possa creare occupazione e che possa dare risposte a migliaia
di disoccupati'. Quindi, il momento, i gesti che sono stati
fatti, richiedono risposte serie.
Noi diamo questa mattina una risposta seria e diciamo che se
è questo il percorso legislativo del Governo, noi sosterremo la
maggioranza in Aula. Se questa maggioranza non c'è, se questo
orizzonte politico non è chiaro o forze politiche ritengono di
dovere ritirarsi dietro la tenda per discutere o per guardare
scenari diversi, credo che devono avere il coraggio politico di
dirlo. Per quanto mi riguarda non abbiamo nessuna difficoltà a
staccare la spina e a ritornare ai banchi dell'opposizione dai
quali siamo venuti.
Quindi, signor Presidente, non ho seguito con grandissima
attenzione il dibattito, però mi affido alla serietà di alcuni
amici parlamentari di altri gruppi politici, da Bartolo Speranza,
anche agli amici di Rifondazione Comunista. Il Governo, credo, e
e le forze di maggioranza hanno detto in tutti i modi di essere
interessati ad un'intesa programmatica e politica su alcuni
punti, e quindi di potere camminare su quel percorso di
programma.
Se questa risposta è una risposta positiva che non dipende,
né da Roccalumera, né, con tutto il rispetto che ho di Bartolo
Pellegrino, da quelle che sono le vicende legate al territorio
della mia provincia, credo che noi abbiamo l'obbligo di sostenere
questo Governo, o viceversa trovare strade diverse.
Rinnovamento Italiano ha posto problemi che ritengo
apprezzabili e che meritano dei positivi riscontri da parte della
maggioranza, sia sotto il profilo legislativo, sia anche sotto il
profilo della coerenza, nel senso che non si può essere
maggioranza soltanto quando si chiede alle forze politiche di
dare il consenso in Aula e poi non si è maggioranza quando si
definiscono percorsi di governo oppure si fanno atti di governo
importanti. Se uno è maggioranza deve essere partecipe e non ci
può essere l'alleato di serie 'A' e l'alleato di serie 'B'.
Bartolo Pellegrino sa che su questo tema ci troverà con lui
vicino nel senso che non abbiamo difficoltà a schierarci. Però sa
anche che, chiarite le vicende e ormai è un mese e mezzo che
stiamo a discutere di questi chiarimenti, e non possiamo
discuterne oltre, abbiamo l'obbligo di portare in quest'Aula
provvedimenti legislativi, di dare risposte ai siciliani, di
essere coerenti con quello che è il rapporto con l'opinione
pubblica di questa Sicilia che non può tollerare oltre balletti e
perdite di tempo.
Onorevole Presidente, le rassegno la nostra ferma opinione
di venire in Aula, di essere governo e maggioranza o di prendere
atto che non siamo, né maggioranza, né governo, ma di non
potere continuare ancora con giornate perdute alla ricerca di
colloqui, di contatti: il tempo è già scaduto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.15, è ripresa alle ore 18.12)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
riordino dei beni culturali in Sicilia
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, siamo al IV punto dell'ordine del
giorno. Nella prima parte della seduta avevamo stabilito che si
sarebbe svolta un'unica discussione sul IV e sul V punto
dell'ordine del giorno, trattandosi di argomenti similari.
Si tratta della mozione numero 353: "Opportuni
provvedimenti per il riordino del settore dei beni culturali in
Sicilia", a firma Tricoli, Scalia, Caputo, Stancanelli, Granata,
Strano; della mozione numero 354: "Censura nei confronti
dell'assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione ed impegno del Governo della Regione a
ritirare i provvedimenti relativi agli incarichi ai vertici degli
organi periferici dell'amministrazione dei beni culturali ed
ambientali e i decreti attuativi degli stessi, a dare piena
attuazione alle mozioni numeri 210, 212 e 223 approvate
dall'Assemblea regionale siciliana". Questa mozione è firmata
dagli onorevoli Martino, Forgione, Liotta, Vella. Quindi la
mozione numero 349: "Sfiducia nei confronti dell'assessore per i
beni culturali ed ambientali e la pubblica istruzione", a firma
Granata, Pagano, Catanoso, Scammacca Della Bruca, Bufardeci, La
Grua, Briguglio, Tricoli, Leontini, Grimaldi, Alfano.
Passiamo alla fase di illustrazione. Onorevole Granata, lei
intende illustrare la mozione di sfiducia ed eventualmente altre
mozioni se risulta firmatario? Sì, è anche firmatario della
mozione numero 353.
GRANATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, considerato che dovrei
raccordarmi con gli altri componenti del Gruppo parlamentare di
AN proprio sulla mozione di sfiducia, desideravo chiedere, se è
possibile, compatibilmente con i lavori d'Aula, quindici minuti
di sospensione perchè siamo venuti in Aula convinti che si
proseguisse il dibattito di questa mattina.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, la
seduta è sospesa per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18,17, è ripresa alle ore 18.52)
La seduta è ripresa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Granata per illustrare la
mozione n. 349. Le ricordo che ha 10 minuti di tempo per
illustrare la mozione.
GRANATA. Io credo di avere la possibilità di illustrare la
mozione in tempi molto più ristretti di quelli previsti dal
Regolamento.
PRESIDENTE. Lei illustra la mozione di sfiducia, quindi lei ha
trenta minuti di tempo, ma vorrei che lei non li utilizzasse
tutti e trenta.
GRANATA. No, non li utilizzo, non avrei utilizzato,
probabilmente neanche i dieci minuti che precedentemente mi erano
stati comunicati, perché la mozione di sfiducia, la numero 349,
che insieme ad altri colleghi del Parlamento regionale abbiamo
ritenuto di presentare nei confronti dell'assessore per i beni
culturali, onorevole Morinello, è una mozione che ha, a nostro
avviso, una forte valenza simbolica oltre che politica.
Veda Presidente, a noi è capitato spessissimo di trovarci in
occasioni, non soltanto elettorali ma, più largamente,
politiche, ad invitare i siciliani a, come suol dirsi con un
termine che oggi va di moda, reindirizzare il modello di
sviluppo.
Tantissime volte, colleghi parlamentari, operatori della
politica, ci siamo trovati a confrontarci con la necessità che un
determinato sviluppo monotematico, monoculturale, in alcune zone
del tutto sradicante e difforme a quelle che erano le
caratteristiche dei luoghi, come ad esempio nella provincia di
Siracusa, di cui la mozione si occupa, noi abbiamo invitato la
cosiddetta piccola libera intrapresa siciliana giovanile e non a
pensare a modelli di sviluppo alternativi.
Tantissime volte in questo Parlamento abbiamo discusso e
abbiamo ritenuto di concordare, al di là delle differenze
politiche, che oggi in Sicilia è necessario investire in alcuni
settori, reindirizzare, appunto, lo sviluppo in alcuni settori
che sono stati del tutto trascurati.
E allora la vicenda, una delle vicende di cui si occupa la
mozione di sfiducia presentata nei confronti dell'onorevole
Morinello, è assolutamente simbolica.
Si tratta, in estrema sintesi, di questo: 50 piccoli
imprenditori, che non sono neanche da qualificarsi tecnicamente
come imprenditori, perché si tratta di 50 piccoli azionisti - chi
pensionato, chi piccolo azionista risparmiatore - mettono insieme
i loro risparmi ed hanno un' idea, andare a collocare all'interno
di una delle zone più degradate, proprio da un punto di vista
paesistico, dell'intera provincia di Siracusa, se non dell'intera
Sicilia, una struttura che fa riferimento a quella cosiddetta
industria del divertimento che in altre zone del Paese - penso
alla Riviera romagnola - è un elemento trainante dell'economia di
quei luoghi.
Hanno un'idea, quella di costituirsi in società e di
costruire un parco acquatico, cioè di fare degli scivoli e,
siccome il luogo dove devono andare ad edificare deve essere
vicino al mare ma non necessariamente sul mare, quindi, per non
avere problemi con il demanio, deve essere un luogo che va anche
riqualificato da un punto di vista paesistico ed anche da un
punto di vista economico; hanno come idea quella di andare ad
individuare, come zona per la installazione di questo impianto,
di questo autentico parco acquatico, una zona che praticamente è
a ridosso dell' ISAB, della zona industriale della città.
Allora, la fotografia della situazione è questa: in una
contrada del comune di Melilli si individua questo terreno, si
acquisisce questo terreno, si verifica un dato di fatto che
questo terreno non è sottoposto ad alcun vincolo di ordine
paesistico, che non occorre alcun nulla- osta da parte di organi
legati all'Assessorato dei beni culturali, che la sovrintendenza
non ha nulla da eccepire sulla costruzione di questo parco
acquatico e si inizia la costruzione di questa vicenda.
Ora potete capire, io perchè faccio questa cronistoria,
perchè vorrei che i parlamentari cogliessero l'aspetto fortemente
simbolico della vicenda che stiamo portando all'attenzione del
Parlamento regionale, questi 50 piccoli azionisti fanno un
investimento di qualche miliardo, perchè sostanzialmente di
questo si tratta giocandosi in alcuni casi, in molti di questi
casi, le loro liquidazioni e le loro pensioni, mettono insieme la
somma occorrente e partono con quest'impresa.
Ottengono tutte, dico tutte, le concessioni edilizie che
sono previste dalle normative, dalla prima all'ultima, ottengono
tutti i pareri, dico tutti i pareri da tutti gli assessorati
regionali competenti, hanno cioè sia dal Comune di Melilli tutte
le concessioni edilizie legate all' impresa che vogliono portare
a compimento, sia dall'Assessorato del territorio e dell'ambiente
le concessioni legate ad altri aspetti della vicenda
imprenditoriale che hanno individuato, cominciano, praticamente
con la documentazione completa in mano, la costruzione di questo
parco acquatico, io inviterei i colleghi parlamentari ad
ascoltare perchè è un fatto che ha una sua valenza simbolica
seppure apparentemente insignificante.
Cosa succede? Succede che ad un certo punto di questa
vicenda, a circa tre mesi dall'inaugurazione di questa struttura
che era costata i risparmi, gli sforzi, l' intuizione, anche il
voler fare qualche cosa di diverso in questa Sicilia, dove tutta
la nostra tensione politica e morale è rivolta verso una spinta
ai nostri concittadini a dire che non ci sono più posti nel
pubblico impiego, che devono reinventarsi un lavoro, che devono
costruire attorno a settori non tradizionalmente battuti, pezzi
di uno sviluppo diverso, succede che, a tre mesi
dall'inaugurazione, qualcuno - e lo dico perchè l'Assessore
Morinello in questo non può smentirmi - qualcuno pensa di
indirizzare, anzi si tratta di una piccola pattuglia di
intellettuali, così anzi si autodefiniscono da sempre, che c'è -
come suol dirsi in siciliano - 'dove vedono e dove svedono' nella
nostra provincia, che non hanno mai speso una parola, ad esempio,
questi intellettuali, compresi alcuni settori della
Sovrintendenza locale, nei confronti di un'opera di cui qualche
volta si occuperà anche questo Parlamento, il cosiddetto
parcheggio di passeggio Talete, centinaia e centinaia di
tonnellate di cemento armato buttata sulla costa di Ortigia, con
un processo che è in corso, che attraverso la finzione scenica
che si trattava di un'opera di protezione civile sono riusciti a
bypassare tutti i permessi, tutte le concessioni e tutto ciò che
andava seguito.
Allora che cosa succede? L'Assessore Morinello riceve questa
segnalazione da questo gruppo di intellettuali che si è
contraddistinto nella nostra città, soprattutto perchè ha fatto
una violenta polemica sul fatto che dopo aver ripavimentato e
ristrutturato in modo pregevolissimo, l'Assessore Morinello
confermerà, con la direzione dell'Assessorato dei beni culturali
e della Sovrintendenza quella splendida piazza, che è piazza del
Duomo, erano gli stessi che hanno fatto la polemica perchè alcuni
alberi, credo olmi, erano stati tolti da questa piazza dove non
c'entravano assolutamente nulla, erano stati tolti.
Praticamente si riceve questa segnalazione e questa
segnalazione fotografica sta alla base di un provvedimento che
l'Assessore Morinello prende immediatamente, con cui ordina la
sospensione dei lavori a questa impresa che ovviamente ha tutta
una serie di effetti a catena, su cui i parlamentari devono
riflettere.
Perchè l'impresa che a tre mesi dall'inaugurazione e che a
stento è riuscita a vincere quel braccio di ferro certamente non
augurabile a nessuno con l'articolato, definiamolo così, sistema
del credito siciliano per riuscire ad arrivare all'inaugurazione,
perchè dovevano rientrare come imprenditori, erano a due, a tre
mesi dall'inaugurazione e le ultime facilitazioni, chiamiamole
così, da parte delle banche l'avevano soltanto perchè c'era sul
traguardo, sulla dirittura d'arrivo l'inaugurazione di questa
struttura che avrebbe dato lavoro a 100, a 150 persone, arriva
sulla base di una segnalazione fotografica e di una lettera di un
gruppo di intellettuali un provvedimento di sospensione da parte
dell'assessore Morinello dei lavori dell'Acquapark, cioè
sostanzialmente viene notificato l'apposizione di un eventuale
vincolo retroattivo di ordine paesistico sul territorio in un
territorio che, ripeto, insiste a 20 metri in linea d'area dalle
ciminiere dell'ISAB e che tutto può essere tranne che un
territorio tutelabile paesisticamente.
Questo è il paradosso su cui ci andiamo a scontrare in
questa vicenda, non è che devo dire io, l'onorevole Bufardeci,
l'onorevole Sergio Monaco, l'onorevole Spagna o qualche altro
parlamentare che si è occupato più o meno con continuità del
problema, avevamo qualcosa di personale nei confronti
dell'assessore Morinello. Abbiamo cercato di aprire subito un
dialogo con l'assessore, abbiamo cercato di far capire
all'assessore che non si poteva provvedere senza acquisire la
documentazione, questo dopo di me certamente l'onorevole
Bufardeci lo sottolineerà con forza perchè ha seguito anche lui
la vicenda in modo molto approfondito, cioè non c'è stata da
parte del Governo della Regione, dal massimo organo istituzionale
e politico della Regione una verifica innanzitutto della
documentazione per capire e comprendere quali erano i documenti
in possesso di questi imprenditori, una verifica dei luoghi, un
semplice sopralluogo, Morinello ha riconosciuto ai giornalisti
che in questo gli hanno teso, purtroppo per lui, una trappola, ha
riconosciuto di avere fatto questo tipo di valutazione in seguito
al fatto di aver visto una fotografia che gli era stata mostrata,
ovviamente nella fotografia, dall'angolatura della fotografia
c'era un piccolo particolare forse non irrilevante da un punto di
vista paesistico che le ciminiere di circa 78 metri che sono a
150 metri dal luogo tutelato paesisticamente sono state forse
casualmente non inquadrate dal fotografo.
Allora questo è il quadro che noi portiamo, ripeto,
all'attenzione del Parlamento regionale nei confronti di una (?),
io lo voglio dire perchè non ho problemi a dirlo, io credo che
Morinello in questa sua, d'altra parte all'interno di una
compagine che sta cercando con tutti i problemi di ordine
politico, di maggioranze, di numeri, sta cercando di dare una
indicazione su alcuni settori condivisibili in direzione della
legalità, della rotazione di alcune cariche, di alcune vicende
che hanno riguardato alcuni pezzi di illegalità diffusa
all'interno della Regione siciliana, ma su questo c'è un fatto
che ha una enorme caratura simbolica e politica perchè di fatto
dei cittadini che hanno creduto alle parole di Nicola Cristaldi o
di Angelo Capodicasa, di Fabio Granata o di Peppino Provenzano,
di Bufardeci o di Sergio Monaco ed hanno ritenuto possibile che
in Sicilia si debba ripartire con un modello di sviluppo legato
ad esempio all'industria del divertimento, alla libera e piccola
intrapresa, a mettere insieme dei soldi per creare, creare,
inventare una attività, si sono trovati dall'oggi al domani con
questo tipo di situazione, la voglio riepilogare in due secondi
perchè tutti ce l'abbiano fissa nella mente.
Si sono ritrovati dopo aver pagato tutti i tributi, dopo
avere avuto rilasciate tutte le concessioni, dopo avere avuto
rilasciate le concessioni, aver pagato i tributi per centinaia e
centinaia di milioni proprio alla Regione siciliana, si sono
ritrovati sulla base di una fotografia e sulla base di una
segnalazione di un gruppo di intellettuali col provvedimento
bloccato, con le banche che hanno sospeso qualsiasi tipo di
attività ovviamente nei loro confronti di ordine creditizio e con
una stagione perchè ovviamente una attività come quella legata ad
un fatto stagionale con una stagione che è saltata che è
chiaramente era l'unica possibilità di introito da parte di
questi imprenditori immediato per compensare l'enorme sforzo
finanziario che avevano portato dentro questo tipo di iniziative,
dentro questo tipo di attività. Allora io chiedo, onorevole
Cristaldi, onorevole Capodicasa al Parlamento regionale di
pronunciarsi su un dato che è un dato di elementare cultura di
governo, noi riteniamo che al di là delle appartenenze chi
governa la Regione siciliana deve porre in essere, può porre in
essere degli atti che hanno una tale e tanta rilevanza nei
confronti dei singoli, individualità come in questo caso che
occorre avere anche da parte nostra una capacità di censura, noi
diciamo ancora di più in questo caso, in questo caso noi diciamo
addirittura di sfiducia nei confronti dell'assessore.
A questa vicenda se ne è accoppiata un'altra che è quella
legata alle cooperative edilizie della provincia di Siracusa.
Qui devo dire che la situazione è un po' meno chiara rispetto a
quella dell'Acqua Park. Perchè è un po' meno chiara? E' un po'
meno chiara perchè in effetti c'è una problematica
particolarmente controversa per quanto riguarda l'individuazione
delle aree su cui sono sorte queste cooperative e le
autorizzazioni che hanno avuto. Però, paradossalmente, ci
troviamo di fronte al medesimo procedimento ed al medesimo tipo
di mentalità cioè ci troviamo da parte dei cooperatori ad avere
pagato tutti i tributi richiesti ed avere ottenuto tutte le
autorizzazioni richieste, ad avere assegnate o aree dove erano
previsti gli insediamenti delle cooperative o aree dove non erano
previsti questi insediamenti ma dove vi era la documentazione
che, non sussistendo ulteriori aree dove potere allocare le
cooperative, da parte del comune si è documentato che vi erano
queste ulteriori aree che servivano a questi insediamenti.
Chiediamo una conferenza dei servizi e, mentre noi chiediamo
una conferenza dei servizi al di là del fatto che ci sentiamo
rimproverare per aver chiesto una conferenza dei servizi e quindi
per voler mettere attorno ad un tavolo Angelo Capodicasa,
Salvatore Morinello, il sovrintendente, i deputati della zona, i
cooperatori, ci troviamo rimproverati sui giornali da un alto
dirigente della sovrintendenza siracusana, per fortuna questo sì
vittima di un provvedimento di Morinello, che ad un certo punto
ritiene di dover dire sui giornali che non avevamo diritto
neanche di chiedere una conferenza dei servizi perchè siccome la
sovrintendenza aveva deciso di porre dei vincoli in senso
retroattivo a quel terreno perchè partiva dal presupposto che non
si era accorto che su quel terreno si stava sviluppando una
attività edilizia di tipo economico legata alla cooperazione.
Cioè se come in una città di 150 mila abitanti la sovrintendenza
non sapesse quello che stava succedendo fino al mese prima e poi,
all'improvviso, scopre questo fatto perché succede una polemica e
non solo vengono bloccati gli insediamenti delle cooperative, ma
si fa di più, perchè mentre noi chiediamo la conferenza dei
servizi e mentre il fustigatore dei costumi di turno ci dice che
come politica non dobbiamo permetterci di cercare di fermare il
processo di vigilanza sul territorio da parte dell'organo, che
sarebbe la sovrintendenza, avviene che nelle more di questo
discorso arriva il provvedimento di demolizione firmato dalla
sovrintendenza cioè la sovrintendenza che avrebbe dovuto nelle
more cercare una mediazione e fare delle prescrizioni di ordine
edilizio, di ordine paesistico, di ordine dei materiali da
utilizzare per la costruzione, invece taglia corto e tout court
notifica tramite l'assessorato al territorio un provvedimento di
demolizione di tutto ciò che era stato già costruito. Vi
risparmio sul fatto che queste cooperative non erano fatte da
pericolosi malfattori, ma sono le cooperative della guardia di
finanza che non so da quanti anni inseguivano questi pezzi di
terreno per farsi delle abitazioni per le loro famiglie. Questo
è il quadro dentro cui si inserisce questo tipo di ragionamento.
Allora, concludendo ritengo che anche se da un certo punto
di vista, seppure tardivamente, per quanto riguarda l'Acqua Park
c'è stato poi un successivo provvedimento che, devo dare atto,
l'assessore Morinello poi guardando le carte onesto
intellettualmente come è, non ha potuto fare altro che rendersi
conto che non poteva reggere quel tipo di impostazione. Ha fatto
un provvedimento in cui, legittimamente per carità, dà alcune
prescrizioni, perché le prescrizioni ci sono - non sono
prescrizioni insuperabili, ma attenzione Quelle prescrizioni e
quel tipo di atto che lui emana è come "chiudere la stalla quando
i buoi sono già scappati" perché il problema vero su cui noi
cerchiamo di attirare l'attenzione, in alcuni casi inutilmente,
dei parlamentari, è questo: chi governa la Regione siciliana in
una fase così delicata deve, prima di emanare un atto le cui
conseguenze possono essere in alcuni casi da un punto di vista
economico letali per delle piccole realtà come quelle che ho
illustrato, avere piena cognizione dell'atto che sta emanando,
piena cognizione dei fatti, piena cognizione dei luoghi, piena
cognizione dei passaggi amministrativi, piena cognizione di tutti
i procedimenti che si sono susseguiti e che hanno preceduto
questa sua decisione.
Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, per noi la
mozione di sfiducia è tutt'altro che un fatto, come dire, di
astio o di antipatia individuale o personale o politica, non
foss'altro verso l'assessore Morinello, ben altri problemi,
onorevole Capodicasa, ha questo Governo, su ben altre questioni
ci soffermeremo con altre mozioni di sfiducia, su questioni che
riteniamo realmente essere questioni di fondo per chi vuole
costruire una fase politica diversa e alternativa rispetto al
passato in questa Regione. Però resta un fatto, che questa
vicenda ha una caratteristica, e la caratteristica è che è in
netta contro tendenza con una capacità di governo, di cultura di
governo, di dare certezza di diritto al cittadino, ma voi
pensate: il piccolo azionista della cosiddetta Acqua park.
Premessa, lo dico qui non perchè ...... ma lo dico perchè è un
fatto notorio, io non conosco nessuno dei 50 piccoli azionisti,
dopo ecco anche perchè questa polemica poi .... intellettuali di
certi circoli di ambientalisti hanno fatto circolare, io ero
diventato il tutore dei giochi acquatici, al limite mi sono
sempre occupato di giochi più piacevoli, non di giochi acquatici,
e alla fine è uscito un ragionamento che io sottopongo per
l'ultima volta alla vostra attenzione.
Come può il Governo della Regione, la più alta autorità
legislativa ed esecutiva sul nostro territorio rispetto
all'autonomia nella quale crediamo, trasmettere un principio che
è fondamentale, quello della certezza del diritto a un siciliano,
quando tu siciliano che hai messo i 50 milioni della tua
buonuscita per una idea legata ad una cosa diversa rispetto al
solito, non è che hanno fatto una piccola impresa che doveva
vivere o vivacchiare con i contributi della Regione, non è che si
sono occupati non so di quale cultura strana o di quale strana
alchimia per cui negli anni sono sopravvissute tantissime
esperienze soprattutto parassitarie all'interno della Regione
siciliana.
Hanno avuto una idea, hanno ritenuto di dovere investire del
loro denaro aprendo un contenzioso fortissimo con un sistema del
credito che ancora è sordo a riconoscere l'idea, perchè ancora
anziché guardare l'idea guarda la tutela e la garanzia di ciò che
quell'idea sottintende e si trovano oggi a vedersi saltare una
stagione perchè un esponente del Governo della Regione siciliana,
avendo avuto mostrata una fotografia che escludeva le ciminiere e
avendo avuto sottolineato una denuncia per cui a qualcuno non
andava bene, forse interessi diversi aleggiano quelli si sul
territorio della nostra provincia, si trova oggi sostanzialmente
insieme agli altri 49 azionisti sull'orlo del fallimento.
Questa è la vicenda emblematica, questa è la vicenda che
poniamo all'attenzione di questo Parlamento, questa è una vicenda
che deve servire a stabilire una volta per tutte che non è che ci
possono essere organi che sono oltre la politica, deve essere
chiaro ai colleghi parlamentari perchè se la politica, cioè il
consiglio comunale stabilisce di dare alcune concessioni di tipo
edilizio, se l apolitica intesa come assessorati stabilisce di
dare altri tipi di concessioni, se la politica riceve da parte di
quei cittadini il versamento di centinaia e centinaia di milioni
di tributi per aprire quella iniziativa, quale organo di
supervisione può arrivare dopo e stabilire che tutti quegli atti
sono illegittimi perchè loro dopo appongono il vincolo dicendo
che ciò che si è autorizzato non si poteva fare perchè in base ad
una fotografia a qualcuno non piace più, che viene edificata
l'Acqua Park in quel luogo.
Vi rendete conto qual'è l'argomento della nostra
discussione, ciò significa che qualsiasi iniziativa sul
territorio siciliano nel momento in cui, anche autorizzata, anche
regolarmente autorizzata da tutti i passaggi amministrativi e
politici, anche ampiamente pagata da un punto di vista di tributi
alle casse della Regione o dei Comuni, anche filtrata attraverso
tutti i meccanismi della legalità può essere a un certo punto
annullata perchè qualcuno si alza e dice qui apponiamo un bel
vincolo di tipo retroattivo perchè non ce n'eravamo accorti ma
questa cosa non si può fare più.
Ecco noi riteniamo, caro assessore Morinello, caro onorevole
Capodicasa che questa vicenda non può passare nè inosservata
rispetto al Parlamento perchè ha una valenza simbolica, si porta
dietro tutta una serie di problemi che non sono solo della
provincia di Siracusa ma che sono i problemi dei rapporti tra la
politica e le sovrintendenza, tra i punti di decisione di questa
Regione che non può passare inosservata, per questo motivo noi
manteniamo ferma questa mozione di sfiducia e riteniamo che il
Parlamento liberalmente senza, anche su questo, senza necessità
di dare a questa vicenda una valenza.
Io devo dire anche ha una valenza politica, io informai
l'onorevole Capodicasa della vicenda, io parlai con l'onorevole
Capodicasa, beh, anche lui fu molto perplesso quando si parlò di
vincoli retroattivi e allora questo ciò che abbiamo rassegnato
alle vostre attenzione, alle vostre menti, spero che le vostre
intelligenze sappiano filtrare ciò che dietro questa mozione noi
abbiamo voluto esprimere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà. Onorevole Bufardeci, lei ha 15 minuti di tempo per il
suo intervento.
BUFARDECI. Spero di occuparne sicuramente di meno, signor
Presidente, onorevoli colleghi.
Il collega Granata ha ampiamente e diffusamente spiegato i
termini di questa mozione. Vorrei, comunque, richiamare ancora
l'attenzione dei colleghi e del Presidente della Regione in primo
luogo perché mi sta a cuore precisare i termini ulteriori e le
ragioni perché io voto favorevolmente a questa mozione, che ho
sottoscritto in maniera convinta. Sono almeno due le ragioni di
fondo principali.
Non volendo entrare particolarmente nel merito della
questione ma soltanto nel metodo tenuto ed applicato
dall'Assessore nella vicenda, terrò a fare presente all'Aula ed a
lei, signor Presidente del Governo regionale, che la prima cosa
grave che viene commessa dall'Assessore al ramo è laddove emana
il provvedimento di sospensione dei lavori che riguardano sia
la realizzazione dell'Acquapark in contrada di Melilli sia la
realizzazione di una costruzione di una cooperativa in zona Santa
Panagia di Siracusa.
Io credo che un provvedimento deve prima avere dei
presupposti, la conoscenza piena dei luoghi, la conoscenza piena
della documentazione. E' mancato tutto questo perché
l'amministrazione periferica e l'Assessore a capo
dell'amministrazione periferica ben poteva richiedere al comune
di Melilli e al comune di Siracusa tutti gli incartamenti
relativamente ai provvedimenti, ribadisco, concessori,
legittimamente rilasciati a vantaggio e della cooperativa e della
società che gestirà l'Acquapark; invece la documentazione non
viene richiesta, viene richiesta in epoca successiva, molto
successiva e comunque certamente posteriore all'emanazione del
provvedimento di sospensione.
Manca un provvedimento di verifica vero e proprio dei luoghi
e della documentazione. Quando si fosse esaminata, e peraltro io
credo che strutture che sono preposte a questo scopo non hanno
bisogno di mesi, parlo di mesi, per verificare se eventualmente
vi è impatto ambientale, paesaggistico così grave e così da
essere sospeso il provvedimento ed i lavori conseguenti, basta
andare a vedere, soprattutto per quanto riguarda l'Acquapark, i
luoghi e rendersi conto che siamo in una zona preindustriale in
cui siamo a pochi metri di distanza da insediamenti
dell'industria siciliana Asfalti e bitumi e da tutta una zona
industriale, laddove a 150 metri si intendeva, invece, realizzare
qualche cosa di ricreativo, di sportivo, che migliorava e che
recuperava la zona come era l'Acquapark.
Ebbene, nella fattispecie l'Assessore si guarda bene
dall'ispezionare e dal verificare preventivamente la
documentazione; emana un provvedimento di sospensione che ha
comunque avuto uno scopo ed ha raggiunto tristemente un risultato
gravissimo che è quello di avere fatto perdere completamente la
stagione del 1999, che poteva sicuramente essere svolta e avviata
regolarmente laddove non si fosse sospeso, laddove eventualmente
in tempi assolutamente più brevi si fosse esitata, così come è
stato esitato un parere il quale prescrive una serie di
accorgimenti tecnici tra i quali addirittura anche quello di
ridurre l'altezza dello scivolo per quanto riguarda proprio
questa attività.
Signor Presidente, vi è un primo errore di metodo laddove
non si emana un provvedimento di sospensione senza preventiva
ispezione e senza preventivo esame della documentazione che era
assolutamente agevole riscontrare ed avere, bastava richiedere
agli enti locali che hanno emanato le concessioni, ribadisco,
legittimamente, bastava richiedere agli interessati la
documentazione, sarebbe stata concessa, poteva essere esaminata e
sulla scorta di quelli, eventualmente, emanare o meno i
provvedimenti.
Questo è il primo errore di metodo gravissimo, che non posso
che rilevare; il secondo, che secondo me è ancora più grave, è
quello che nelle more di ragionamenti che hanno portato
finalmente ad una conferenza dei servizi che riguarda i programmi
costruttivi di Siracusa, delle aree assegnate alle cooperative,
nelle more che finalmente dopo avere disdettato due volte la
Conferenza dei Servizi l'organo periferico dell'Assessorato Beni
culturali emana un provvedimento gravissimo, un parere attraverso
il quale dice "amici miei, c'è poco da fare, per queste
cooperative che stanno costruendo, che sono già arrivate a fasi
avanzate, siamo già al secondo piano di queste costruzioni - che
per altro sarebbe anche l'ultimo piano di queste costruzioni -,
non c'è salvezza, l'unica soluzione che possa migliorare
l'ambiente come impatto paesistico è demolire completamente". Io
dico che è ulteriormente grave, gravissimo, che un assessore,
laddove già si era rinviata questa mozione più di una volta in
Aula e io personalmente avevo consentito proprio perché sapevo
esservi da parte del Governo l'attenzione per la Conferenza dei
Servizi che riguardava per intero la materia dei programmi
costruttivi e delle aree alle cooperative, nelle more non si deve
fare uscire un provvedimento dall'organo periferico, perché le
cose sono due: o l'Assessore dice il falso laddove sostiene che
lui è assolutamente estraneo a tutta questa vicenda - anche se
poi in conferenza stampa si lascia scappare qualche battuta sul
valore che lui assegna a un ordine del giorno che impegna il
Governo; ovvero lui è vittima sicuramente di un organo periferico
che non sa governare e non sa gestire e se è così allora è meglio
che questo assessore non stia seduto al banco del Governo, perché
io credo che sia assolutamente grave che per due volte, senza
entrare - ribadisco - nel merito della vicenda, si possano
commettere così gravi errori, marchiani errori nel metodo della
gestione di questa vicenda che interessa, come bene ha detto
l'onorevole Granata, cittadini che hanno ottenuto provvedimenti
concessori legittimi e che hanno investito denari della propria
tasca senza alcun contributo, senza alcuna sovvenzione, senza
alcuno spreco da parte di nessuno e con un investimento proprio
frutto dell'attività lavorativa svolta nel passato.
Un'ultima parola, perché non voglio occupare per intero il
tempo che mi è concesso perché i fatti sono talmente chiari. Io
vorrei dire al Presidente del Governo e ai colleghi tutti: ma che
Sicilia è questa, onorevole Capodicasa, che Sicilia è quella che
lei ci rappresenta laddove tristemente ci ricorda stamane che è
la Sicilia che viene fuori da due fatti luttuosi gravissimi,
quello dell'omicidio Basile e quello del suicidio di un giovane
disoccupato; che Sicilia è quella laddove noi non riusciamo
neanche a garantire quel minimo di certezza del diritto al quale
ogni cittadino ha certamente diritto, laddove anche i
provvedimenti concessori legittimamente concessi possono essere
così vanificati, calpestati e mortificati con provvedimenti di
sospensione prima, con pareri di demolizione dopo nelle more che
altro ramo del Governo si sta occupando di verificare quanta
parte e se tutta la parte - dico io - possa essere salvata di
questi programmi costruttivi. Ma è legittimo veramente parlare in
premessa di una pseudo-verifica di un Governo pseudo-balneare,
perché già chiamarlo balneare sarebbe attribuire una valenza
politica a questo Governo, laddove per altro si trascurano fatti
fondamentali del diritto dei nostri cittadini. E' veramente serio
andare ad arrampicarsi sugli specchi di questi fatti laddove al
cittadino si è intanto procurato il danno irreversibile di una
stagione perduta, perché l'attività dell'Acquapark, certamente
siamo già a luglio inoltrato e ancora non se ne parla per poter
essere eventualmente completati i lavori e quindi avviata
l'attività e quindi al ritorno economico dell'investimento e per
quanto riguarda le attività delle cooperative siamo ad un
provvedimento che vive di un parere gravissimo come è quello in
cui dice "l'unica cosa è la demolizione".
Onorevole Presidente del Governo e onorevole colleghi e a
lei signor Presidente dell'Assemblea, non mi resta altro che
rassegnare - mi creda lo dico certamente non per ragione
personale nei confronti dell'Assessore, ma lo dico con grave
tristezza e lo dico anche con disappunto e dispiacere - non è il
modo di governare, non è il modo di gestire, non è il modo di
dimostrare una capacità di governo quella che questo Assessore
per quanto riguarda queste vicende gravissime ha messo in campo.
Per cui io rimango fermo nella mozione che è stata presentata e
che ho cercato ulteriormente di illustrare, così come rimango
fermo nel convincimento che è meglio eliminare assolutamente da
questi banchi l'assessore al ramo, così come, peraltro, mi auguro
che anche i colleghi che gli stanno vicini possano tornare ad
altro banco di questa sala d'Ercole. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Stancanelli. Ne
ha facoltà.
STANCANELLI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io mi sono
iscritto a parlare e parlerò brevissimamente perchè ho depositato
una mozione che abbiamo firmato parecchi deputati del Polo in cui
esprimiamo sfiducia nei confronti dell'assessore, onorevole
Castiglione. E io ho chiesto di parlare per chiedere al
presidente della Assemblea affinchè questa mozione venga discussa
al più presto possibile. Perchè?
Avevamo annunziato che avremmo presentato questa mozione di
sfiducia ma debbo che fino all'ultimo avevamo sperato di non
doverla presentare aspettando le dichiarazioni che questa mattina
il Presidente della Regione avrebbe fatto in Aula, a seguito
della verifica di maggioranza. Debbo dire che queste
dichiarazioni mi hanno - io ho detto la settimana scorsa -
preoccupato, ero preoccupato. Queste dichiarazioni mi hanno, devo
dire, allarmato perchè sembrava quasi che al Governo della
Regione siciliana in questi ultimi otto mesi ci fossi stato io
come presidente o qualche altro esponente del Polo e non
l'onorevole Capodicasa perchè nelle dichiarazioni si è detto
quello di cui ha bisogno la Sicilia, non si è detto quello che è
stato fatto in questi otto mesi. Anzi, si è quasi rivendicato che
si sono fatti alcuni provvedimenti quali la legge-voto o la
privatizzazione degli enti come se fosse merito di questo Governo
e non fossero in dirittura d'arrivo perchè precedentemente anche
l'Assemblea aveva lavorato in questo senso.
Ma la cosa che mi ha allarmato di più è stata la nuova
istituzione od il nuovo istituto dell'autosospensione di un
assessore, che io non so come qualificare da un punto di vista
tecnico-giuridico, perchè ci troviamo in presenza non so se di un
assessore che non è più assessore, di un assessore che continua
ad essere al Governo e quindi assessore ma non ha nessuna
titolarità di un ramo dell'Amministrazione o chissà quale
argomento di carattere giuridico si voglia dare a questa
autosospensione.
Siccome io ritengo che ci si trovi qui in presenza di
persone serie che vogliono rappresentare veramente i siciliani,
io ritengo che questa serietà non possa trasformarsi in farsa e
quindi io, assieme ai miei colleghi di gruppi ed assieme a coloro
i quali hanno voluto firmare questa mozione, vogliamo dire
chiaramente ed a muso che non è possibile andare avanti così.
Perchè, signor Presidente della Regione quando lei ha iniziato il
suo intervento oggi ha fatto riferimento all'evento luttuoso di
ieri a Palermo, al suicidio di quel disoccupato che non sapeva
come andare avanti.
Questa è la situazione della Sicilia e noi all'esterno, come
Assemblea regionale siciliana, appariamo come coloro i quali non
hanno a cuore e non conoscono i problemi della Sicilia e si
baloccano con le dichiarazioni, con le petizioni di principio e
no affrontano quella che è la questione morale che oggi è
argomento essenziale in discussione in Sicilia.
Ecco perchè io, con il tono il più dimesso possibile, ma con
la maggiore fermezza possibile, dico in questa Aula, signor
Presidente dell'Assemblea, che non è possibile andare avanti
così, non possiamo più ingannarci tra di noi e ingannare i
siciliani.
Ecco perché noi diamo grande valenza politica e simbolica
alla mozione che abbiamo presentato, ecco perché noi riteniamo
essenziale che questa mozione venga discussa nel più breve tempo
regolamentare possibile.
Per questo io ho chiesto di parlare, signor Presidente, ed
io gradirei che secondo il regolamento tale mozione possa essere
affrontata e discussa in quest'Aula perché ognuno si assume le
proprie responsabilità e la si finisca con le finzioni e con i
compromessi che non risolveranno più i problemi della Sicilia.
MORINELLO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, la discussione è unificata, quindi se dò la
parola all'Assessore la discussione è chiusa.
FORGIONE. Signor Presidente, però la questione che riguarda
Siracusa è specifica.
PRESIDENTE. No, onorevole Forgione, ho specificato in più
occasioni che la discussione è unificata, quindi, se lei vuole
può intervenire.
MARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. La discussione è unificata ed anche l'onorevole
Martino ha diritto a quindici minuti. Ne ha facoltà.
MARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io partirò da
una constatazione legata alla lettura della data odierna che è
quella del 13 luglio 1999, è una considerazione alla "Catalano",
ma mi serve per richiamare un'altra citazione e cioé che la
storia non si ripete e quando si ripete da tragedia che era
diventa farsa.
L'anno scorso, esattamente il 29 luglio del 1998, eravamo in
quest'Aula per discutere una mozione contro l'iniziativa assunta
dal precedente Governo e dal precedente Assessore ai beni
culturali, l'onorevole Croce, in merito alla stessa identica
materia per la quale stasera siamo qui a discutere e che stiamo
sfiorando la farsa, una tragica farsa mi pare sia ormai
abbastanza evidente.
L'anno scorso venne approvata quella mozione ed io posso
tranquillamente risparmiarmi di ritornare a dire le cose che ho
detto allora perché sono rimaste praticamente immodificate ed è
sufficiente il rinvio ai colleghi, se non ricordassero quello che
allora si disse, alla lettura dello stenografico.
E tutto ciò però non è confortante, se ci fa risparmiare
tempo ci induce a qualche triste considerazione sulla difficoltà,
sullo stallo davvero in cui è questo Parlamento, quel Governo, ma
anche questo Governo in un settore che io ritenevo e ritengo
centrale per lo sviluppo di quest'isola.
Riassumerò rapidissimamente alcuni dei punti che erano
allora sul tappeto e che sono oggi sul tappeto, le nomine ai
vertici del settore dei beni culturali che vennero fatte allora,
e quelle che sono state fatte adesso, sono sostanzialmente
caratterizzate da margini di discrezionalità troppo ampi e
comunque non sopportabili.
Allora lamentavo che non si sapesse se e da chi erano stati
valutati i titoli dei soggetti chiamati a ricoprire incarichi di
vertice dei beni culturali, stessa identica osservazione posso e
debbo fare adesso.
Non so, non sapevo e non so come siano state valutate le
attività globali di cui parla la numero 116 del 1980, sulla base
delle quali devono essere effettuate le nomine, non sapevo e non
so da chi e se siano state valutate le pubblicazioni scientifiche
delle quali deve anche tenersi conto nell'attribuzione di questi
incarichi.
Per quest'ultimo punto, consentitemi un breve aneddoto che é
relativo al fatto che io ho chiesto ad alcuni responsabili
dell'assessorato, come mai queste valutazioni non venissero
fatte. Mi é stato risposto che, intanto le pubblicazioni sono
molte, e quando ho obiettato che sarebbe stato utile, forse,
nominare una commissione di studiosi, una commissione scientifica
che facesse questa valutazione, mi é stato detto: "E va be', ma
chissà quanto tempo ci vuole e comunque costa molto la nomina
della commissione scientifica".
Tutto questo offre un quadro, certamente, sconfortante e dà
conferma che quella valutazione di eccellente che viene
attribuita sistematicamente a tutti é assolutamente priva di
qualsiasi realistica verifica o, comunque, corrispondenza con un
esame delle pubblicazioni scientifiche.
Tutti criteri indispensabili per effettuare una valutazione
alla quale corrisponda, poi, una serie di nomine che, in questo
settore, non può e non deve essere, anche questo é tema
ricorrente che ho già sollevato l'anno scorso, un fatto meramente
burocratico, ma deve essere, molto più che in tutti gli altri
settori, legato a competenze che sono di carattere scientifico.
Ma, anche qui, il criterio oggettivo, l'unico forse rimasto,
che sarebbe quello della valutazione dell'anzianità di servizio,
ahimè, a seguito di una interpretazione, ormai, consolidata ed
erronea a mio giudizio, viene legato, non solo e non tanto, alla
anzianità della attività svolta nel settore dei beni culturali,
come sarebbe logico e necessario, ma anche alla valutazione di
una anzianità di servizio prestato in altri rami del settore, con
conseguenze che sono, evidentemente, paradossali, perché
consentono, a chi ha svolto la sua dignitosissima e meritoria
attività in un settore del tutto estraneo a quello dei beni
culturali per venti anni, ad esempio, qualora transiti nel
settore dei beni culturali, di trovarsi ai vertici di una
amministrazione nella quale é appena entrato.
Il parere della conferenza dei sovrintendenti che l'anno
scorso lamentavamo non essere stato richiesto dopo che questa
conferenza si é pronunziata nell'ormai remotissimo 1995. Ma, se
l'anno scorso era un fatto grave, quest'anno é, addirittura,
sconvolgente il fatto che non sia stato richiesto il parere della
conferenza dei sovrintendenti, perché é, nel frattempo,
intervenuta, con la legge numero 8 del 27 aprile di quest'anno,
una modifica normativa che ha trasformato gli assetti ai vertici
di alcune sezioni dell'assessorato ai beni regionali.
Ecco allora, che si configura un quadro del tutto inedito,
cioè un'ipotesi, l'unica ipotesi possibile é quella che i
sovrintendenti siano dotati di capacità di prescienza, in quanto
nel 1995 potrebbero e dovrebbero avere deciso anche materie che
sono state regolate per norma nel 1999.
E' un tema importante che, però, io affiderei alla
trattazione dei teologi medievali che sarebbero stati felici di
potersi occupare della prescienza dei sovrintendenti, ma non
credo sia molto utile né per i beni culturali né per una
corretta amministrazione di questo settore.
Aggiungo, ancora, che un altro elemento, un elemento nuovo
rispetto alla condizione precedente é il fatto che
nell'effettuazione delle nomine non é stato tenuto conto, da
parte dell'assessorato, di una ordinanza sospensiva del TAR che,
relativamente ad un concorso per 41 posti di dirigente superiore,
imponeva all'assessorato la pubblicazione della graduatoria.
Ora, io non entro qui sulla opportunità o sulla liceità di
un comportamento di mancato rispetto dell'ordinanza del TAR, ma
certo é che, comunque, allo stato questo non può che avere
falsato la formulazione delle graduatorie stesse.
A questo punto, bisognerebbe ricordare, ma lo farò solo
rapidissimamente, perché già mi ero soffermato il 29 luglio
dell'anno scorso, rimangono in piedi tutte quelle che io
considero aporìe della legge 116/80 alla quale si sarebbe
potuto e dovuto dare risposta mediante opportuni interventi
normativi; perché vedete, signor Presidente, onorevoli
colleghi, io qui sollevo un problema che non è un problema
rimediabile con un'aggiustamento di questo o quello spostamento,
ricollocando questo o quel soggetto, io non ho alcun interesse a
che situazioni individuali vengano tutelate in maniera diversa da
come sono tutelate oggi, o da come sono regolate oggi, vorrei che
di questo mi desse atto, credo, invece, che sia fondamentale per
il funzionamento di questo settore e per la corretta
amministrazione della Regione che ci siano criteri e regole certe
che non possono che scaturire da una profonda revisione normativa
del settore stesso.
Questo era quello che veniva chiesto nella mozione approvata
l'anno scorso e che il Governo di allora, nei non molti mesi che
lo separavano dalla sua caduta, non ha fatto; questo è quello che
quella mozione continuava a chiedere anche a questo Governo e
che, nei più numerosi mesi che lo separano dal suo insediamento,
neanche questo Governo ha fatto.
Ora, io credo che sarebbe stato opportuno, in una condizione
di questo tipo, procedere secondo l'indicazione votata da
quest'Aula e dare almeno avvio alla riforma, alla revisione
normativa di questo settore per ridurre i margini di
discrezionalità, per meglio assicurare la tutela del territorio
con una coerenza tra nomine e tutela del territorio stesso.
Questo non è stato fatto e ci ritroviamo, stasera, a dovere
ripetere le stesse identiche cose che abbiamo detto l'anno scorso
in presenza di un Governo di segno politico diverso.
Me ne dispiace, me ne dispiace ancora di più perché in
questa maggioranza io mi riconosco e avrei preferito sottolineare
i meriti della maggioranza e del Governo anziché doverne
lamentare i limiti e i ritardi e tuttavia devo aggiungere che c'è
un altro elemento, a mio giudizio, ancora più grave che mi corre
l'obbligo però di sottolineare con grande franchezza, non solo
sarebbe stato opportuno non procedere a queste nomine, ma quando
15 giorni fa, o 18 giorni fa, adesso non ricordo con esattezza,
una modifica normativa nazionale toglieva alla competenza della
Corte dei Conti la valutazione di legittimità sulle nomine
eravamo a distanza, allora, di una settimana dalla prima data
fissata per la discussione di queste mozioni sulla materia delle
nomine.
Sarebbe stato non solo opportuno, ma io credo necessario,
che, dopo un'attesa così lunga su questo punto, addirittura di
anni come si vede, l'assessore avesse atteso almeno un'altra
settimana per ascoltare quello che veniva fuori dalla discussione
in quest'Aula, per sentire il parere di un'Assemblea verso la
quale, io credo, tutti, ed io per primo, dobbiamo avere il
massimo rispetto, ma che certo non rispettiamo se ne, in qualche
modo, anticipiamo o "bypassiamo" le decisioni.
Questo io avevo sollecitato all'assessore invitandolo a non
procedere alla notifica delle nomine prima che si verificasse, a
distanza, dicevo allora, di una settimana, la discussione in
quest'Aula; questo l'assessore non ha ritenuto di voler fare.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'atto dell'assessore
è assolutamente legittimo, rientra anche questo in un ambito di
discrezionalità e l'esercizio del potere, ma poiché io credo che
il potere, se non vuole essere tirannico, comporta l'assunzione
di responsabilità e per questo che io ed alcuni colleghi del
partito della Rifondazione comunista abbiamo presentato una
mozione che suona censura nei confronti dell'assessore e tuttavia
voglio dire questo è un aspetto che ritengo marginale ma che
richiede, invece, un'impegno forte del Governo e della
maggioranza e di tutta l'Aula, non solo del Governo e della
maggioranza, perché questi provvedimenti che potrebbero anche
essere giusti ma che sono stati assunti in un quadro normativo
che, credo, in molti ormai e forse quasi tutti riconosciamo
essere confuso e insufficiente, vengano revocati e si proceda
secondo quanto già deciso, peraltro, con la precedente mozione
dell'anno scorso, prima alla modifica del quadro normativo e poi
alla riformulazione dei provvedimenti.
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE D'ANDREA
Mi pare una norma di buona amministrazione e di buona
politica ed è per questo che io chiedo che questa mozione venga
votata, al di là di qualsiasi connotazione di parte, anzi vorrei
dire che riterrei di fare un pessimo servizio alla sinistra, alla
quale mi pregi di appartenere se non vedessi i difetti che essa
ha, se usassi quel 'doppiopesismo' che io credo tanto
contribuisce ad allontanare i cittadini dalla politica e a
screditare tutti quanto esercitiamo questa delicatissima attività
nelle aule parlamentari e nelle assemblee elettive.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una storia
lunga questa degli incarichi ed è una storia che merita di essere
rivista attraverso una riflessione che il Parlamento questa sera
deve fare anche per gli atti che sono stati presentati e debbo
dire che questi atti ci sono delle grandi verità, le grandi
verità che traduco in una sola parola cioè l'operato di un
assessore, una tragedia, diceva l'Assessore, stavo parlando
dell'operato, non credo che si tratti di una tragedia ma quasi.
Allora, questa sera siamo chiamati a discutere su un atto
importante presentato oltre tutto non so se dalla minoranza o
maggioranza, dal Gruppo di Rifondazione comunista, con in testa
l'onorevole Martino, che ho ascoltato con molta attenzione e che
devo dire molte di queste cose le condivido, non condivido la
parte.
Ho detto condivido molte di queste cose, perchè sono novità
rispetto al passato, rispetto a quello che noi abbiamo discusso
in quest'Aula, quando si delineò un voto e quel voto portò un
Governo, allora io Assessore per i beni culturali a rivedere
nella sostanza tutta la proposta, qui si parla di altre cose,
ecco perchè bisogna ascoltare le persone, bisogna avere la
pazienza e la tolleranza anche di ascoltare le persone.
Quindi, condivido passaggi importanti dell'intervento
dell'onorevole Martino, escludo quella parte di quel Governo che
non ha fatto, invece quel Governo ha fatto, e quel Governo ha
fatto anche i concorsi e l'onorevole Martino lo sa, è stato tante
volte lui stesso ad intervenire e a dire facciamo i concorsi,
facciamo quello che dobbiamo fare pur dimettere ordine in un
settore importantissimo che è quello dei beni culturali.
Allora, io questa sera mi soffermo semplicemente sull'ultimo
atto che l'Assessore ha voluto intendere, ha voluto fare e che
poi coinvolge anche tutto il Governo, questo Governo che
stamattina ho detto che fa parte di una maggioranza sgangherata
dimostra ancora oggi di essere tale perchè effettivamente questo
Governo poteva rimediare in parte ad alcune questioni che vedremo
più avanti.
Prendiamo le designazioni dei sovrintendenti che a mio
avviso registrano delle irrazionalità e non solo anche delle
disparità di qualifiche, per le qualifiche, quindi prescindendo
da vocazioni problematiche culturali del territorio, i dirigenti
tecnici superiori, voglio leggere un passo importante archeologi
e solo essi con l'eccezione del sovrintendente in carica di
Palermo sono confermati nelle sedi di servizio. Alle
sovrintendenze a prevalente vocazione architettonica di Palermo e
Catania i cui territori costituiscono i capisaldi mondiali l'uno
del romanico nell'accezione arabo-normanna, l'altra
dell'urbanistica barocca.
Sono stati preposti eccellenti direttori tecnici superiori,
bibliotecari che tale eccellenza hanno maturato operando nelle
relative biblioteche regionali i cui servizi ed il cui territorio
d'applicazione sono altri da quelli delle sovrintendenze. Gli
articoli caro assessore, gli articoli 16, 3 e 17 della legge
regionale 116/80 attribuiscono ai direttori di sezione la
responsabilità degli atti finali, sicchè l'esigenza di garanzia e
di continuità nella responsabilità scientifica di lavori avviati
e non è argomento che possa supportare la conferma delle sedi di
servizio per sovrintendente in questo tratta la direzione di
sezione.
Anche per tal verso sono state disattese, mi consenta, le
mozioni d'ordine dell'Assemblea regionale n. 210, 212, 223 e 248
del 1998 e in specie caldeggiate rigorosi criteri di conoscenza
del territorio competenze scientifiche. La sezione VI del
Consiglio di Stato con decisione cui hanno dato ampio risalto i
quotidiani del 13 settembre del 1998 conformemente al dettato
costituzionale a tutela dell'unità della famiglia, questa è
un'altra cosa che lei deve ricordare assessore, ha sancito che
l'Amministrazione non può trasferire dipendenti senza avere
considerato le loro esigenze familiari, la proposta di
deliberazione non tiene in alcun conto tale principio, con
conseguenti palesi disparità a parità di qualifica rivestita e
incarico funzionale attribuito fra trasferiti con figli in età
scolare e confermate nelle attuali sedi di servizio senza carico
familiare.
L'assoluta assenza di ogni graduatoria conseguente alla
prescritta ma non operata valutazione globale dei curricula dei
candidati ha reso possibile anche la violazione di tal principio
sancito dal massimo organo di giustizia amministrativa. Appaiono
mortificate professionalità e competenze e taluni dei
trasferimenti disposti più che rispondere a criteri di efficienza
e di tutela del patrimonio culturale siciliano, caro onorevole
Martino, sembrano avere finalità punitive nei confronti dei
sovrintendenti e direttori che hanno operato reggendo gli uffici
con competenza e professionalità.
Che non risultano rispettati tutti i requisiti di legge
visto che le schede di due dirigenti tecnici superiore, i dottori
Vaccaro - mi senta l'onorevole Cuffaro - e Villari per
motivazioni sconosciute non sono stati neanche scrutinati insieme
agli altri candidati che per gli stessi dirigenti superiori
tecnici, i dottori Vaccaro e Villari, con atto successivo ed
unilaterale di una nota del Gabinetto numero 1163 del 7 maggio
1999, non sottoposto ad esame della Giunta, è stata proposta la
collocazione in ruolo per i quali è stato invece previsto un
concorso pubblico.
Pur in presenza di svariati atti ispettivi che riguardavano
le nomine delle figure apicali che era previsto dovessero essere
trattate dall'Assemblea regionale il giorno 6 luglio 1999. In
spregio ai poteri della stessa Assemblea l'onorevole Assessore ha
dato esecutività ai citati provvedimenti di nomina con decorrenza
a far data dal 5 luglio 1999.
Risulta evidente la mancata osservanza di norme e
regolamenti, di mozioni votate dall'Assemblea regionale siciliana
ed altresì sia palese ed ingiustificabile sfrontatezza con cui in
barba a qualsiasi principio politico e deontologico il
regolamento assembleare l'onorevole assessore abbia pensato di
forzare l'analisi e l'ispezione dell'Aula sul suo comportamento
dando esecutività solo poche ore prima di questo dibattito ai
provvedimenti di nomina.
Non possono essere dimenticati i commenti e le affermazioni
e gli atti assembleari ispettivi firmati dall'onorevole assessore
prima che egli ricoprisse tale incarico che paiono essere in
stridente contraddizione con l'agire amministrativo da lui
altrimenti attuato.
L'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la la
pubblica istruzione in carica si è reso responsabile della
predisposizione ed attuazione di atti amministrativi posti in
essere nella palese inosservanza di leggi e regolamenti ed in
difformità dall'indirizzo politico dell'Assemblea regionale
siciliana e, altresì, di gravissimi atteggiamenti in spregio
all'istituzione dell'Assemblea regionale siciliana.
Non può essere differito un intervento di sospensione in
autotutela dei provvedimenti relativi alle nomine delle figure
apicali degli organi periferici dell'amministrazione dei beni
culturali ed ambientali. Sarebbe stato opportuno, caro
presidente del Governo, che avesse aperto una indagine al fine di
dare una risposta alle pesanti illazioni che pesano sul
trasferimento della dottoressa Carmela Di Stefano e con ciò, ove
possibile, a sgombrare le grigi nubi che si sono addensate sulle
scelte operate dall'onorevole Morinello per quanto concerne la
sovrintendenza di Palermo, ripeto la sovrintendenza di Palermo
che non risultano rispettati tutti i requisiti di legge visto che
le schede di due dirigenti tecnici superiori, per motivazioni
sconosciute e forse oscure, non sono state neanche scrutinate
insieme agli altri candidati.
Le scelte operate per la loro discutibile qualità potranno
causare danni anche erariali all'amministrazione.
Allora, cari colleghi, a fronte di tutto questo, e non entro
nel particolare che è stato trattato molto bene dall'onorevole
Martino quando ha anche affrontato il tema della sopravvenuta
legge 8 e quindi nell'ambito di quel disegno di legge che è stato
da noi valutato positivamente ma che, poi, è stato impugnato dal
commissario e che è poi stato in un certo senso per alcune norme
lasciato libero dalla Corte costituzionale, non entro in questa
specie di problematica perchè lo ha fatto bene l'onorevole
Martino, ma io ritengo che questo Parlamento deve passare ad un
voto e quindi impegnare sopratutto il Governo a revocare i
provvedimenti relativi agli incarichi ai vertici degli organi
periferici dell'amministrazione dei beni culturali ed ambientali
e i decreti attuativi degli stessi.
Questo lo dico perchè, per sopravvenute situazioni e non
perchè un riordino complessivo nell'ambito dei beni culturali non
deve essere fatto. Era stato fatto ed era quello giusto. E'
stato manomesso ed adesso si trova in una situazione di crisi
profonda perchè quello che è stato fatto adesso non risponde alla
legalità dei provvedimenti quindi, a revocare anche - mi sia
permesso e mi sia consentito e mi dispiace dal punto di vista
personale perchè siamo buoni amici con l'assessore Morinello - a
revocare la delega dell'attuale assessore regionale per i beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione; a ritirare
inoltre i provvedimenti a definire una nuova ipotesi di incarichi
seguendo graduatorie e criteri di professionalità, conoscenza del
territorio, competenze specifiche e capacità manageriali nel
rispetto dei requisiti di legge come richiesto dalle mozioni n.
180 del 29 luglio 1998 e 248 del 2 ottobre 1998, approvate
dall'Assemblea regionale.
Questo è quanto io ho sentito il bisogno di rassegnare al
Parlamento, tenendo la barra al centro ed insistendo su un fatto
importantissimo, caro onorevole assessore lei ha avuto soltanto
un torto, quello di ritirare questi provvedimenti perchè erano
già cosa fatta, perchè rispondevano allora, quando è stato fatto
da quel Governo, a quei criteri, a quei requisiti, a quelle
regole che il Parlamento aveva dettato approvando quella mozione.
L'allora assessore dell'allora Governo ha aderito al
Parlamento ed aveva presentato, conservando per intero la
proposta che il Parlamento aveva fatto, che era quella di
considerare la comunità scientifica un fatto di grande rilevanza,
un fatto importantissimo e su cui si basava tutta la proposta di
quel Governo e di quell'Assessore. Pertanto, non si capisce o
non si vuole capire perchè sia stata trasferita la dottoressa Di
Stefano dalla Sovrintendenza di Palermo, l'unica che aveva i
requisiti insieme alla dottoressa Fiorentino e al Dottore Vozza
di rimanere al proprio posto in quanto la comunità scientifica ne
aveva fatto un espresso riferimento per tutta una serie di
attività che queste persone stavano portando avanti.
Che ci dica chiaramente attraverso indagini, attraverso
iniziative del Governo il perchè la dottoressa Di Stefano è stata
trasferita anche se devo dire è stata trasferita in un territorio
molto amico del sottoscritto che è la provincia di Trapani, però
questo non significa che avete fatto una cosa giusta.
Avete secondo me violato una indicazione del Parlamento
allorquando il Parlamento aveva dato un segnale ben preciso di
difesa degli archeologi della comunità scientifica.
Quindi su questa materia e su queste questioni ci vedremo
più avanti, caro Assessore e mi auguro che tu possa passare
indenne questa sera il voto, vedo che ci sono tanti che ti
difendono ma io sono dall'altra parte perchè credo che tu
francamente non hai operato nel senso desiderato. Dovevi
semplicemente tenere conto della legge 116 per dare alla legge
stessa efficienza e per dare la possibilità anche in un settore
così importante come quello dei beni culturale di un riordino che
invece ancora oggi è motivo di diverse impostazioni e quindi
ancora oggi è motivo di discussione.
Ne vedremo ancora delle belle perchè tanti ricorsi
pioveranno sul tuo tavolo, sul tavolo del Governo, tante
professioni sono state mortificate, come diceva anche l'onorevole
Martino e su questo siamo d'accordo ma non possiamo accettare,
non possiamo tollerare atteggiamenti e prevaricazioni, devo dire
ne stai facendo un cattivo uso del tuo esercizio perchè laddove
tu sei arrivato potevi benissimo ritenere soddisfatte tutte le
indicazioni che tu stesso avevi dato in Parlamento e quindi dare
la possibilità di avviare e di accelerare la procedura per
riordino complessivo di questo settore così importante.
Quindi caro assessore, io spero non solo nella censura e che
il Governo possa ritirare gli atti ma spero anche perchè il
Parlamento faccia giustizia e che questa sera ci sia un voto
contro l'assessore che non ha operato bene.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Croce.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi un anno
fa lo ricordava l'onorevole Martino, proprio in quest'Aula
discutemmo e approvammo una mozione di censura dell'onorevole
Croce e probabilmente oggi non ci troveremmo in queste situazioni
e in queste condizioni se la Giunta riunita con Alleanza
Nazionale, oggi non ci troveremmo in queste condizioni signor
Presidente della Regione se il Governo di centro sinistra avesse
proceduto anche sulla base di quella mozione approvata dal
Parlamento e che aveva come primi firmatari i capigruppo di tutta
l'opposizione, credo proprio lei onorevole Presidente Capodicasa
tra gli altri, di quella che allora era l'opposizione se il
Governo di centro sinistra avesse proceduto a stabilire norme
certe, criteri trasparenti per le nomine ai vertici del settore
ai beni culturali, se insomma avesse posto mano a tutta quella
parte di riforma normativa in nome della quale noi contestammo
non il provvedimento su una singola scelta operata dall'allora
assessore Croce ma contestammo la filosofia complessiva di quelle
nomine.
La critica allora era di tutto il centro sinistra ed era una
critica mossa in nome di un bisogno di progettualità da
sviluppare sul settore dei beni culturali di una riforma
complessiva di questo settore e una nomina anche certa di un
operato di un assessore che allora politicamente con quella
mozione il centro sinistra tutta assieme sfiduciò.
La mozione della quale anch'io sono firmatario, primo
firmatario l'onorevole Martino, riprende all'80 per cento i
contenuti di quella mozione contro l'assessore Croce, di quella
mozione che un anno fa questo Parlamento approvò.
Io vorrei essere chiaro su questo, perché anche qui
l'Assessore dovrebbe usare toni più sobri anche quando polemizza
con le opposizioni e quando tiene aperto un confronto con chi
esprime dissenso dalle proprie scelte.
Noi non abbiamo una posizione di conservazione. Noi sappiamo
bene che attorno alle Soprintendenze si sono addensati interessi,
centrali di potere, soprusi. Sappiamo bene che le Soprintendenze,
per il peso che hanno nella gestione dell'ambiente e del
territorio, rappresentano uno dei veri centri di potere di questa
Regione e anche uno dei centri di potere della burocrazia
regionale.
Non abbiamo alcuna passione per il mantenimento dello status
quo e chi dice questo vi assicuro che non può essere tacciato
invece di essere il portavoce di chissà quali poteri, di chissà
quali interessi, di chissà quali centrali occulte, come troppo
facilmente da settori del governo ci si lascia scappare in
affermazioni quantomeno incaute.
Noi, quindi, non abbiamo alcuna posizione di conservazione.
Sappiamo bene che questo settore va riordinato. Sappiamo bene che
ci sono persone che da troppo tempo occupano la stessa posizione,
lo stesso posto, lo stesso ruolo, che da troppo tempo quelle
persone gestiscono, spesso senza controlli, un potere immenso che
riguarda gli assetti, la gestione, i vincoli su un territorio.
Il mio stesso partito più volte nelle realtà periferiche,
nelle diverse province, ha levato denunce contro la gestione di
alcune Soprintendenze, ha chiesto rimozioni.
Vede, onorevole Croce, perché io e lei non ci troveremo mai
d'accordo? Perché lei è venuto qui a difendere un signore che si
chiama Villari e noi siamo tra quelli, invece, che ne abbiamo
chiesto la rimozione. Anzi, abbiamo ritenuto che l'Assessore ha
impiegato troppo tempo, c'è voluto un avviso di garanzia,
praticamente, e un rinvio a giudizio perché l'Assessore adottasse
quel provvedimento.
Chi ha chiesto la rimozione di Villari lo ha fatto davanti a
Villari nel convegno di Legambiente. Il sottoscritto, dopo aver
fatto diverse interrogazioni parlamentari, lo ha fatto davanti a
lui, sullo stesso palco, seduti a fianco. Lo ha chiesto
pubblicamente davanti a lui e davanti al Procuratore di Enna,
anch'egli sotto inchiesta per la gestione e i traffici occulti di
beni culturali e di reperti archeologici lì, l'ha fatto nel modo
più trasparente possibile e non si spiegava perché l'Assessore
ancora tardava nell'assumere quel provvedimento.
Anche sulla Villa del Casale abbiamo contestato l'operato
dell'Assessore, abbiamo contestato la reazione che l'Assessore e
questo governo ha avuto con la richiesta dei Vespri siciliani,
dell'esercito e così via.
Quindi, la nostra posizione è stata ed è trasparente.
C'erano punti di potere nella gestione delle Soprintendenze che
andavano e per noi vanno rimossi.
Il mio partito a Palermo è stato impegnato in una polemica
pubblica, aspra con la Soprintendenza, ma qui a me non interessa
entrare nel caso personale di questo soprintendente o di questa
soprintendente o di quell'altro. Vedete, ci troviamo in questa
difficoltà a discutere dei casi singoli perché questo governo ha
operato senza un quadro di riferimento normativo certo. Se avesse
operato in un quadro di riferimento normativo certo, la bontà di
una nomina o di un'altra non sarebbe dipesa o non dipenderebbe
dal fatto che un soprintendente è più amico di una parte politica
o di un'altra, è amico di Forgione o amico di Zanna e questo è
già un titolo di merito perché una parte politica come
Rifondazione comunista si distanzi dalla destra. Io lo sfido il
rischio di essere assimilato alla destra, se le posizioni della
destra mi convincono, ma non è questo il caso, proprio per la
distanza che separa me dalle posizioni qui espresse con grande
linearità dall'onorevole Croce.
Non è questo il punto. Il punto è che oggi ci troviamo a
dover discutere anche del caso singolo perché questo Assessorato
ha voluto operare così, invece che prima e preventivamente
costruire un quadro di riferimento certo, criteri certi per le
nomine, anche un comitato di valutazione scientifica, guardi
Assessore con la stessa velocità con la quale un assessore nomina
i propri consulenti - e anche il suo assessorato ne ha nominato
di consulenti - si poteva nominare un comitato scientifico subito
per la valutazione di alcuni criteri e la scelta di alcuni nomi
in rispetto di questi criteri. Quindi noi non stiamo qui a dire,
Presidente della Regione e Assessore Morinello, che bisogna
mantenere lo status quo, né siamo qui, e vorrei che fosse chiaro,
per trattare su questo o su quel nome, il mio partito non è
impegnato nel mercato dei sovrintendenti, nel mercato dei
direttori, nel mercato dei dirigenti dell'Assessorato ai Beni
culturali, questa è una pratica fin troppo scoperta, non
appartiene alla nostra cultura, non appartiene alla nostra
pratica politica, siamo qui infatti a contestare l'assenza di
regole, di criteri, di norme certe di trasparenza e a contestare
anche a questo Governo di non essersi distaccato e differenziato
da quello precedente, siamo qui a contestare la similitudine
dell'Assessore Morinello con quella dell'Assessore Croce, poi
possono cambiare i nomi e lo ripeto qualche sovrintendente può
essere più amico mio di quanto un altro fosse amico
dell'Assessore Cuffaro, ma non è questo il problema che noi
solleviamo. Sarebbe davvero poca cosa e svilirebbe anche la
contestazione che noi oggi solennemente in quest'Aula portiamo a
questo provvedimento. E allora? Ancora questo Governo ce l'ha,
al di là dei provvedimenti adottati e noi li contestiamo e li
stiamo contestando e sappiamo che c'è una forte componente dentro
questi provvedimenti di illegalità e di violazione delle norme e
su questo punto qualunque governo ha il dovere di dire "Noi siamo
pronti a riconsiderare tutti quei provvedimenti che palesemente
violano le norme", e questo lo chiediamo al Governo, qui
pubblicamente in quest'Aula, ma chiediamo anche: "Questo Governo
assume ancora oggi la responsabilità e l'impegno per arrivare ad
una revisione di tutta la normativa sui criteri di assegnazione
degli incarichi e le nomine? E rispetto a questo impegno c'è una
disponibilità politica per rendere trasparente - la progettualità
è cosa più complicata - un percorso che si vuole imboccare, anche
sulla base di un dibattito parlamentare, c'è la volontà politica
a dire che sulla base di questi nuovi criteri normativi si
possono rivedere e revisionare anche le nomine fatte?". Questo è
il punto che noi poniamo in quest'Aula, non un atteggiamento
pregiudiziale, ma una forte contestazione, una forte critica, una
critica ad una gestione approssimativa e per alcuni aspetti,
politici e non, anche familistica di questo settore.
Una contestazione e insieme una disponibilità al confronto,
siamo qui non solo per contestare l'Assessore, ma anche per
rilanciarvi la sfida. Avete la forza politica e la capacità anche
rispetto agli impegni assunti con queste nomine, avete la forza
di dire in quest'Aula che definiti i criteri certi per le nomine,
definiti i criteri per gli incarichi nella direzione dei beni
culturali provinciali e regionali si rivedono le nomine fatte e
si riconsiderano tutte quelle nomine che sono in palese
violazione e per quanto mi risulta, Assessore Morinello, un buon
trenta per cento in palese violazione della normativa esistente,
così come ha esposto anche puntigliosamente l'onorevole Martino.
Vedete, c'è un punto, Presidente della Regione, Assessore
Morinello, amici del centrosinistra, che io proprio non lascerei
alla destra e all'onorevole Croce, ma è proprio un punto
politico. Come non lo capite, amici del centrosinistra, la deriva
che rischiate di imboccare, il regalo che state facendo alla
destra e questo punto è il rispetto del Parlamento, questo
Parlamento è morto anche per la precarietà di questa maggioranza
oltre che per l'irresponsabilità del centrodestra e voi con un
atteggiamento che non tiene conto della volontà del Parlamento
rischiate di fare il più grande regalo alla destra.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
Assessore Morinello, io l'avrei sfidato il Parlamento, anche
a costo di andare sotto, ma non avrei firmato il decreto che
assegna le nomine quattro giorno prima della discussione in
quest'Aula, c'è un problema di rispetto, e se la sinistra, la sua
parte politica, caro Assessore Morinello, rinuncia ai principi
costituzionali del rispetto del Parlamento, la deriva sarà
plebiscitaria e lei, il suo partito, questo centrosinistra
sgangherato conterà sempre meno, perché vinceranno gli uomini
come Croce, come Provenzano, questi signori qui passeranno.
Passeranno questi signori qui, non aspettano altro, perchè così
hanno operato loro per due anni e mezzo in questa Aula
parlamentare. E però oggi Croce può venire a dire: io ho
aspettato il pronunciamento del Parlamento e le ho riconsiderate.
Lei, invece, le ha firmate quattro giorni prima proprio per
evitare una discussione in questo Parlamento.
E io lo so bene che anche il mio intervento è monco per
questo perchè io le chiedo, assessore, di riconsiderare alcune
nomine, io le chiedo, assessore, di fare delle norme certe per le
assegnazioni degli incarichi direttivi nel settore dei beni
culturali. Ma lei lo ha già fatto, perchè lei ha messo questo
Parlamento fuori dalle condizioni di poter discutere ed
interloquire anche con lei su queste scelte, indipendentemente
dalla bontà della rotazione. Ed io su questo mi sono già
pronunciato dicendo: nessun atteggiamento di conservazione,
nessuna camicia di protezione per questo o per quel
sovrintendente, per questa o quella sacca di potere che attorno
alle sovrintendenze si è coalizzata e coagulata nel corso degli
anni.
Queste sono le critiche. E rispetto a queste critiche noi
aspettiamo un pronunciamento del Governo. Abbiamo avuto un
atteggiamento duro e netto di contestazione ma vi offriamo anche
una disponibilità a capire qual'è l'intenzione di questo Governo.
Non ne avrete molte occasioni, signori del Governo, con
questa maggioranza precaria e traballante e con questi
parlamentari con la valigia in mano da una parte all'altra. Lei
potrà anche passare, assessore Morinello, se sulla base dei
rapporti personali, così come fu eletto lei assieme agli altri
assessori al momento di questo Governo con voti che passano dalla
destra al centro-sinistra e così via, probabilmente potrà passare
anche questa sera, rispetto a queste mozioni, ma non avrà
risposto al nodo politico, programmatico, alla coerenza
legislativa, al rispetto parlamentare che noi chiediamo al
Governo in quest'Aula.
Rifondazione comunista, che ha firmato la mozione di cui è
primo firmatario l'onorevole Martino, vi contesta e vi chiede
anche un pronunciamento. Sulla base di questo pronunciamento
sappiate che noi siamo pronti a sviluppare la più netta
opposizione rispetto ad atteggiamento di chiusura e di ottusità
di questo Governo ma siamo disponibili, anche, a riaprire il
confronto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per i
beni culturali, per replicare.
MORINELLO, Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
evidentemente le mozioni che riguardano la mia persona,
sicuramente per il contenuto certamente diverso e distinto
rispetto alle questioni enucleate, sono sovraccaricate di
significati politici perchè è evidente che l'oggetto delle
mozioni non meritavano, a mio avviso, a mio modesto avviso, con
tutto il rispetto del Parlamento a cui non vorrei mai mancare,
certamente nè una mozione di sfiducia individuale per un atto
che, dirò dopo, è pienamente legittimo, nè una mozione di censura
individuale per un atto collegiale che investe la responsabilità
dell'intero Governo.
Per cui logica avrebbe dovuto che la sovraesposizione
dell'assessore per i beni culturali venisse meno e che invece, la
censura venisse ridotta all'intero Governo che ha varato le
nomine, certo, su proposta dell'Assessore per i beni culturali.
Nessuna fretta, nessun fatto compiuto è stato prodotto, è
stato fatto allorquando noi abbiamo, non solo ottemperato ai
dettami di legge, e dirò in modo analitico anche le varie
questioni che sono oggetto delle mozioni possono essere smontate
dal punto di vista della legittimità e dei contenuti, ma io
ricordo a tutti voi che il Governo è stato invitato da un ordine
del giorno a fare in fretta per il varo delle nomine, dopo il
ritiro del provvedimento del precedente Governo.
Per cui non vorrei rispondere né alle filippiche, né agli
interventi a volte propagandistici che esulano dal contenuto
delle mozioni, dell'argomento, vorrei solo ricordare perché per
quanto riguarda la mozione che riguarda le vicende di Siracusa
noi abbiamo avuto modo di parlarne, di discuterne quando
l'Assemblea votò quell'ordine del giorno che invitava
impropriamente l'Assessore a ritirare i provvedimenti.
Nessun provvedimento è stato fatto dall'Assessore che,
appunto, poteva essere tacciato di omissione rispetto a un atto
che la legge delega agli uffici periferici, alle sovrintendenze.
Qualcuno certamente equivoca sui poteri dell'Assessore
rispetto all'amministrazione dei beni culturali, alle leggi che
regolano il settore che danno ampia autonomia e discrezionalità
alle sovrintendenze.
L'Assessore non intende e né intendeva interferire su
provvedimenti chiaramente legittimi della sovrintendenza di
Siracusa, su cui chiaramente si possono fare ragionamenti anche
sul valore da attribuire alla tutela del paesaggio e
dell'ambiente, ma che in ogni caso non avevano nessun altro
effetto che quello, appunto, di tutelare il diritto delle
sovrintendenze, degli uffici periferici.
Questo è stato fatto a poter visionare i progetti relativo
all'Acquapark, alla costruzione dell'acquapark e alle due
cooperative nella contrada Panagia a Siracusa.
Sono state prodotte anche altre interrogazione a cui ho
risposto.
Allora, nessun arbitrio, nessuna illegittimità rispetto a un
atto che è pienamente legittimo, sono ingenerose e
propagandistiche, mi consentano i colleghi Granata e Bufardeci,
le accuse che vengono rivolte, in base alle quali io mi sarei
mosso solo in base alle fotografie ed in base ad appelli di
intellettuali, che hanno valore in sè gli appelli che devono
essere raccolti, ma che in ogni caso non possono assolutamente
compromettere un atto dell'amministrazione che deve basarsi su
altri elementi e gli elementi, come lei sa, sono quelli raccolti
dall'ufficio periferico di Siracusa, onorevole Bufardeci che
notoriamente ha una conoscenza ed un radicamento nel luogo che
l'Assessore non ha, e sulla base dei quali sono stati prodotti
quegli atti amministrativi.
Siamo stati anche a Siracusa per una sensibilità
supplementare, abbiamo nel corso di incontri, a cui erano
presenti gli stessi deputati proponenti la mozione di sfiducia
individuale, parlato con le categorie degli interessi lesi e
abbiamo chiaramente detto che il provvedimento di sospensione
delle costruzioni non significa assolutamente impedire, che ove
le procedure, ove i progetti che la sovrintendenza visionava
erano pienamente legittimi e conformi alle leggi che regolano il
settore potevano avere l'avallo e il nulla-osta.
Ci siamo prodigati affinché l'impegno assunto dalla
sovrintendenza di Siracusa di visionare in tempi celeri i
progetti e dare risposte positive o negative nell'ambito
dell'autonomia assoluta conferita loro dalla legge e siamo
pervenuti, non a provvedimenti che ratificavano oppure
inficiavano gli atti della sovrintendenza di Siracusa, siamo
pervenuti, appunto, a provvedimenti autonomi della sovrintendenza
di Siracusa che seppur con un certo ritardo, certamente non
imputabile, anche perché è un'osservazione e un rilievo che io ho
fatto agli uffici periferici, al ritardo con cui le ditte hanno
prodotto la visione degli elaborati e dei progetti a conclusioni
diverse che, certamente, potevano anche motivare il ritiro della
mozione di sfiducia individuale. Senonché, é intervenuto
l'elemento politico di quella sovraesposizione di quel
sovraccaricamento di significato politico che si è voluto dare a
questa mozione di sfiducia individuale, allorquando noi abbiamo,
in questi giorni e in queste settimane, fatto una verifica
politica, con i problemi che questa verifica politica ha posto
alla coalizione ed al Governo.
E chiaramente, ritengo che la questione non meritava,
appunto, questo esito.
Sull'Acquapark, come sanno i parlamentari proponenti la
mozione, la soprintendenza si é espressa con un nulla osta che
potevano continuare i lavori di costruzione dell'Acqua Park, a
condizione che si osservassero alcune prescrizioni. Quindi, una
risposta positiva.
Sulla vicenda delle cooperative, una vicenda molto complessa
ed aggrovigliata, come conveniva l'onorevole Granata, si sono
sovrapposti altri elementi: la revoca del programma costruttivo
da parte di un ufficio dell'assessore al territorio e ambiente,
inchieste della magistratura sulla procedura insolita con cui
l'assessorato al territorio e ambiente ha autorizzato quel
programma costruttivo.
Questa é la pura e semplice verità. Non possiamo in
quest'Aula, altrimenti sviliremmo anche il senso della nostra
discussione, del nostro dibattito, poter inserire altri elementi
che non sono quelli fattuali, oggettivi e veritieri.
Questo per quanto riguarda la vicenda di Siracusa. La
vicenda delle nomine, come voi sapete, é una vicenda fondamentale
attorno a cui questa Assemblea, questa legislatura e,
sicuramente, altre legislature hanno ragionato perché, onorevoli
colleghi, é la prima volta da quando é stata istituita la
soprintendenza unica, che si fanno le nomine, nomine organiche
che investono 108 persone e che, chiaramente, non potevano, come
sa l'onorevole Croce, come sa l'onorevole D'Andrea che su questa
vicenda é iniziato l'iter, un percorso che é stato
definitivamente compiuto, non poteva, appunto, suscitare
contraddizioni, non poteva suscitare opposizioni, che io ritengo,
però debbono essere lette alla luce dei problemi fondamentali che
oggi hanno l'amministrazione dei beni culturali in Sicilia.
Io cercherò, signor presidente, onorevoli colleghi, di
entrare anche nel merito, fatte queste dovute considerazioni di
natura politica, che la strumentalità e la propaganda di alcuni
elementi possono ben lasciare il posto a considerazioni di natura
oggettiva e possiamo dire che ogni utile elementi di valutazione
sull'operato del Governo regionale, in occasione delle nomine
relative agli incarichi ai vertici degli organi periferici
dell'amministrazione dei beni culturali, per fare questo é
doveroso fare cenno brevemente agli antefatti che molti deputati,
forse, non ricordano e che io voglio qui ricordare per dare,
anche, oggettività al nostro ragionamento, anche al nostro
scontro. Agli antefatti che hanno condotto al varo dell'attuale
piano di nomina.
Ritengo necessario precisare che il lavoro da me e dal
Governo svolto in ordine alla complessa problematica delle
nomine, non si pone, onorevole Croce, in assoluta rottura con
quanto operato dal precedente Governo, bensì di parziale
revisione di alcuni criteri e di alcune valutazioni che non
sembravano conformi ai principi di legittimità, onorevole
Forgione, e di buon andamento della pubblica amministrazione.
Ne consegue che l'attività valutativa si è ispirata a
mantenere nella sua impalcatura generale tutte quelle
considerazioni giuridiche che avevano ispirato l'ultimo
organigramma proposto dall'assessore pro-tempore, che rispondeva
anche ai dettami fissati dalle mozioni, approvate dall'Assemblea
regionale e di cui gli unici depositari non possono essere
certamente l'onorevole Forgione e l'onorevole Martino,
rivolgendosi esclusivamente a riconsiderare la parte finale del
procedimento già da tempo avviato.
D'altro canto ripercorrere "ab origine" il procedimento
disconoscendo quanto già si era perfezionato, significava
differire sine die la concreta ed auspicata attuazione di uno
stabile assetto dei vertici nel settore dei beni culturali in
Sicilia con gli ineludibili danni che ne sarebbero derivati.
Dato, dunque, per acquisito il percorso amministrativo
pregresso nel riesame del piano delle nomine si è tenuto conto,
sia dei rilievi che la Corte dei Conti aveva mosso sui
provvedimenti varati dal precedente Governo, sia di alcuni
criteri ed applicazioni che non convincevano sul piano della
rispondenza all'efficacia dell'azione amministrativa e alla
coerenza normativa.
Si è dunque preso atto, a seguito delle osservazioni
dell'organo di controllo, che alcuni degli incarichi conferiti
ex-articolo 19, scusate per il modo con cui sto' procedendo,
della legge regionale 116 esulavano dall'ambito applicativo della
citata disposizione e potevano essere diversamente attribuiti e
questo è stato un "vulnus" delle precedenti nomine del precedente
Governo, cioè i direttori dei due centri di restauro dovevano
avere i titoli di dirigenti tecnici superiori e non dirigenti
tecnici.
In ordine, poi, alla revisione di alcuni criteri che avevano
ispirato le nomine ritirate si sono rilevate alcune
contraddizioni di incongruenze applicative che si è ritenuto di
dovere eliminare fermo restando quella impostazione di massima e
nel rispetto delle mozioni adottate da questa Assemblea; in
particolare si è reputato preponderante il criterio di rinvenire
nel novero dei dirigenti in possesso dei requisiti di legge per
le nomine coloro che possedessero caratteristiche professionali
coerenti con l'incarico da assumere pur dovendo tenere conto, per
alcune qualifiche, delle rilevanti carenze di organico e
dell'inopportunità di effettuare assegnazioni di personale in
provincie lontane da quelle di residenza dei candidati per le
ovvie difficoltà logistiche che ne deriverebbero.
Pertanto, non si è proceduto, onorevole Martino, ad
un'automatica rotazione dei dirigenti aventi titoli di cui non vi
è traccia nel piano di nomine di cui oggi discutiamo, ma si sono
invece distinti per ciascuna proposizione le situazioni rilevanti
connesse alla natura del posto da ricoprire, alle caratteristiche
professionali, all'esperienze maturate e all'anzianità di
servizio del dirigente da preporre, preferendo, ove possibile,
coloro che presterebbero servizio nello stesso ambito
territoriale, proprio per tutelare le esigenze di continuità
gestionale e scientifiche e queste considerazioni sono state
sistematicamente riportate nelle motivazioni, onorevole Forgione,
presenti in ciascun decreto a differenza di quanto era avvenuto
precedentemente; precedentemente non c'erano le motivazioni in
questo atto, in questi decreti c'erano le motivazioni singole;
inoltre si è provveduto a conferire prioritariamente gli
incarichi apicali di capo istituto dapprima ai dirigenti
superiori e solo successivamente i posti restanti sono stati
attribuiti a dirigenti tecnici che potessero vantare, oltre
all'anzianità richiesta, un'adeguata professionalità ed una
esperienza coerente con l'incarico da ricoprire.
Un ulteriore elemento di razionalizzazione è stato quello di
non attribuire incarichi "ad interim" c'erano dirigenti che
avevano sette incarichi, sette "interim", diversamente da quanto
operato dal precedente Governo abbiamo nominato tutti coloro che
avevano titoli, infatti alle proposizioni ad interim, ove non
giustificato da carenze di organico, suscita non poche
perplessità, sia in relazione all'oggettiva difficoltà da parte
di chi venga investito contemporaneamente di più incarichi di
poterli assolvere adeguatamente, dovendo ripartire le proprie
energie lavorative in più direzioni, soprattutto se i posti
ricoperti avevano riguardo a province diverse, sia al contenzioso
che può insorgere da parte di quei dirigenti che in possesso
della richiesta qualifica e dei requisiti di legge si vedrebbero
preclusa la possibilità di ricoprire a tempo pieno un incarico di
direzione cui legittimamente aspirava.
Tali considerazioni valgono ancora più per i soprintendenti,
che hanno il delicato compito di presiedere alla complessa
macchina organizzativa e di coordinare le attività nell'ambito
della soprintendenza la cui contemporanea titolarità di posti di
direzione mal si concilierebbe con il gravoso compito di
adempiere a tutte le incombenze che il ruolo di soprintendente
impone.
A questo si aggiunge il coordinamento e l'attivazione delle
iniziative di tutti gli ambiti tecnico-scientifici per la prima
volta da quando è stata istituita la legge 116 abbiamo ricoperto
tutte le direzioni scientifiche delle soprintendenze.
Per quanto riguarda, vado alle conclusioni, per quanto
riguarda l'asserita carenza del parere della conferenza dei
soprintendenti, pare opportuno rammentare quanto ritenuto dalla
Corte dei conti.
La Corte ha opportunamente precisato che l'audizione della
Conferenza appartiene allo stadio predecisionale del
procedimento, in quanto la Conferenza potrà, io vorrei onorevoli
colleghi consegnare questa mia relazione agli atti di quest'Aula,
vorrei finirla perchè ritengo, vorrei finire questo mio
ragionamento, ritengo che questo è un atto delicato in cui
riteniamo che tutte le procedure, abbiamo avuto anche
l'apprezzamento informale della Corte dei conti che per dodici
ore non ha potuto definire l'iter della registrazione, perchè è
intervenuto quel decreto.
Allora, ci ha dato atto che le procedure erano, per cui su
108 nomine, voglio farla finita veramente, se qualche interesse è
stato leso, se qualche interesse legittimo non è stato
rispettato, ci sono gli organi giudiziari che possono, appunto,
fare giustizia.
Quindi, ho cercato e finisco di perseguire il fondamento,
sono comunque disponibile, ove dovessero emergere degli errori di
valutazione, certamente possibili in un procedimento così
complesso e di ampia portata, a rivedere quelle singole posizioni
che dovessero rivelarsi incongrue, ma ritengo di aver chiarito
che al di là delle divergenze interpretative o delle
disquisizioni giuridiche si è seguito un percorso conforme sia
alle norme vigenti che supportato dai pareri resi in materia da
parte degli appositi organi consultivi e ci affidiamo serenamente
al giudizio di questa Assemblea.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. Solo pochi minuti perchè
vorrei ribadire un punto di vista del Governo che si aggiunge a
quello che testè l'Assessore Morinello nel merito ha dichiarato
all'Aula in riferimento alle questioni che sono state sollevate.
Francamente onorevoli colleghi io avrei di gran lunga
preferito che non fosse intervenuto quel decreto che ha
modificato le competenze della Corte dei conti, che non fosse
intervenuto nel tempo in cui è intervenuto, tali cioè da non
completare l'esame del provvedimento che la Giunta aveva
adottato, perchè questo avrebbe contribuito a sgombrare molto il
campo dalle interpretazioni più o meno corrette dal punto di
vista giuridico e dalle accuse di illegittimità che sono state
sollevate in ordine al provvedimento.
Io credo, in tutta franchezza, e diciamo spero che si
attribuisca la buonafede al Governo ed all'assessore Morinello
che quei provvedimenti siano provvedimenti legittimi, non è
sicuramente da questo Governo che sarebbero venute iniziative,
sarebbero stati adottati provvedimenti che avrebbero potuto
sottendere una qualche violazione delle norme e delle leggi.
Vero è così come è stato sottolineato nel corso del dibattito che
le norme che oggi regolano la materia delle nomine è abbastanza
farraginosa e complessa e del resto quando si tratta di
provvedimenti che interessa non 9 o 10 o 15 ma 109, 110 dirigenti
è anche possibile che data la poca trasparenza delle norme, la
poca leggibilità o comunque anche il rischio di incorrere in
contraddizioni, si sia potuto incorrere qua e là non in
illegittimità ma in elementi non perfettamente coerenti che
tuttavia non necessariamente configurano delle illegittimità. Il
Governo ritiene che questo non sia successo, è stato vagliato,
l'assessore ha dato ora tutte le spiegazioni che è stato
possibile dare della materia, io credo però che non c'è proprio
perchè lo spirito che ha animato l'assessore e la Giunta di
Governo era un altro, non c'è e non ci può essere nessuna difesa
che non sia legata allo specifico al merito ed alla oggettività
delle scelte, non c'è da parte nostra nessun interesse a
modificare organigrammi che siano motivati da interessi di parte,
del resto se ho capito bene anche da parte dei colleghi
dell'opposizione a proposito di questa materia come anche della
materia che riguardava Siracusa hanno censurato dal loro punto di
vista i provvedimenti adottati ma hanno dato, hanno attribuito,
riconosciuto la buonafede nell'adottare i provvedimenti, forse si
è detto da parte dell'onorevole Granata si è trattato diciamo di
avere peccato di superficialità nell'essersi fatti guidare dalle
fotografie e da un appello però siccome così non è stato io debbo
interpretare questa dichiarazione dell'onorevole Granata come una
escusatio non petita e come una attribuzione di buonafede
all'operato dell'assessore.
GRANATA. Io ho detto questo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Allora se le cose stanno
così onorevole colleghi io invito i presentatori delle mozioni a
riflettere sul fatto che non ci sia da parte del Governo e
dall'assessore che ha proposto i provvedimenti alcun interesse e
direi neanche come dire un intestardirsi nel provvedimento che
sia fondato su un ordine di motivazioni che non possono essere
condivisibili. Allora da parte nostra, no infatti ho detto
esattamente il contrario, allora da parte nostra noi abbiamo già
dichiarato, siamo pronti, disponibili e qui raccolgo anche
l'indicazione dell'onorevole Martino e dell'onorevole Forgione,
siamo disponibili a rivedere, ad entrare nel merito di una
modifica delle norme che siano più congeniti per una parte ma
questo senza ledere la discrezionalità delle scelte
amministrative in epoca di riforma della pubblica amministrazione
che vuole un rapporto di diritto privato con i dipendenti della
pubblica amministrazione ma che però siano criteri oggettivi,
trasparenti per cui l'organo che si assume la responsabilità di
fare le scelte se l'assume fino in fondo e sulla base di criteri
trasparenti per cui la critica è anche se è consentita la
contestazione avviene non tanto sulle procedure quanto sul merito
delle nomine che vengono adottate e questo credo che vada nella
direzione della trasparenza di una maggiore trasparenza delle
nomine che vengono adottate in campo di beni culturali così come
anche in altri campi e ci trova perfettamente consenzienti. Del
resto poi però vorrei contestare se mi è consentito la procedura
che in questo caso è stata adottata della censura o della
sfiducia individuale all'assessore al ramo. La contesto perchè
trattasi di un provvedimento che è stato proposto dall'assessore
ma che, così come è stato precedentemente quando un provvedimento
del genere è stato adottato dal Governo precedente, viene coperto
da una deliberazione di Giunta. Io credo che bisogna apprezzare
il fatto che dopo tanto tempo, ed io direi persino sulla base di
un ordine del giorno dell'Assemblea che obbligava quasi o
comunque impegnava il Governo della Regione ad adottare un
provvedimento di rotazione - io non vorrei dimenticare che
proprio dai banchi dell'opposizione è venuta una sfida a questo
Governo tesa a dire che non eravamo in grado di fare una
rotazione in questo campo e che questa rotazione era stata
possibile farla solo con il Governo precedente anche se poi
l'Assemblea aveva modificato quell'orientamento - noi lo
consideriamo un atto qualificante. A me ha fatto piacere sentire
dall'onorevole Forgione che qui non c'è la difesa dello Status
quo, c'è un'intenzione diversa, quella di fare aderire quanto più
possibile le nomine e la rotazione che vengono considerate un
valore in questo caso a criteri oggettivi. Su questo siamo
d'accordo; siamo d'accordo perchè per noi questo è un requisito
essenziale dell'azione di un Governo, tanto più di un Governo di
centro-sinistra che in passato dai banchi dell'opposizione molta
parte di questa maggioranza si era intestata battaglie che
avessero questo contenuto.
Ecco, allora la ragione per la quale, onorevoli colleghi, mi
pare chiaro che non si tratta di votare una sfiducia o una
censura all'onorevole assessore al ramo, in questo caso si tratta
di coinvolgere un atto del Governo nella sua interezza e quindi,
in quanto tale, noi riteniamo che si tratta di una fiducia o
sfiducia ad un atto che il Governo ha compiuto che noi, come
Giunta di Governo, abbiamo coperto totalmente. Perchè? Perchè lo
consideriamo un atto qualificante, perchè lo abbiamo considerato
ed ancora oggi lo consideriamo un atto che non ha precedenti
nella sua attuazione. Da quando è stata istituita in Sicilia la
sovrintendenza unica cioè dal 1987 i sovrintendenti, molti dei
quali facenti funzioni quindi non avendo neanche il requisito
oggettivo per ricoprire un incarico, sono fermi allo stesso
posto. Vero è che c'è un valore che è quello del radicamento
territoriale, ma è vero anche che in materia tanto delicata che
non è solo la tutela dei beni culturali, ma dove c'è il rilascio
di licenze, dove si autorizzano o no dei lavori, dove si
gestiscono appalti è bene anche nell'interesse di questi
funzionari che ruotino. E' necessario che questo avvenga, che
debba avvenire poi sulla base di requisiti oggettivi, su questo
credo che non vi possa essere discussione tra di noi, sicuramente
non ci sarà. Ecco allora la ragione per la quale, signor
Presidente, a nome del Governo nella sua interezza, volevo
esprimere un punto di vista sul dibattito che si è sviluppato
così come ritengo che vada detto qualcosa a proposito del
famigerato caso di Siracusa.
I colleghi sanno che quando è stato segnalato il problema,
l'onorevole Granata ne ha fatto cenno nel suo intervento, noi
abbiamo preso in esame, con l'assessore Morinello, la situazione.
L'assessore Morinello ha dovuto fare quello che un assessore deve
fare cioè trovare il raccordo con l'organo territoriale, l'organo
periferico dell'assessorato e si è dovuto in qualche modo
confrontare con i provvedimenti che a quel livello erano stati
adottati. Tuttavia, ha lavorato perchè la situazione fosse
chiarita anche sul piano tecnico e sul piano giuridico e a quel
risultato siamo pervenuti. Così come anche per la seconda parte,
quella relativa alle cooperative, il Governo si è adoperato
perchè fosse superato l'ostacolo tant'è che questa settimana
l'assessore al territorio ha presieduto la conferenza dei servizi
richiesta da alcuni colleghi della città di Siracusa e si è
cominciato a trovare una soluzione.
Dice l'onorevole Bufardeci "ma nel frattempo la
sovrintendenza, l'organo periferico ha emesso altri
provvedimenti". L'onorevole Bufardeci sa, per essere stato uomo
di Governo, che vi sono atti conseguenziali sul piano
amministrativo che gli organi tecnici non possono superare se non
interviene un provvedimento che conclude in qualche modo l'iter,
l'organo tecnico deve emettere provvedimenti. Questo non
significa che il procedimento è concluso in quella forma,
significa che il provvedimento è emesso nelle more che la
conferenza dei servizi, che si è rinviata di alcuni giorni,
completi le proprie procedure. A mio avviso quella mozione di
sfiducia alla data di oggi non ha più motivazione perché le due
motivazioni fondamentali sono venute a cadere e non vale, non
vale sollevare il problema del danno che si è già prodotto perché
questo equivale a dire che un assessore o un amministratore o un
organo, qualunque esso sia, non debba adottare i provvedimenti e
magari poi modificarli perché comunque è colpevole di quello che
è successo.
E' quasi fare una sorta di rappresaglia a posteriore, non mi
pare che un organo parlamentare il ragionamento deve essere
questo tanto più che se la motivazione fosse questa allora le
mozioni di sfiducia non devono avere una motivazione specifica ma
devono investire un comportamento di carattere generale che a mio
parere mai si concilia con la sfiducia individuale che di solito
ha una origine specifica legata ad un qualche atto.
Sanati quegli atti rincorrere ancora la sfiducia ha un
significato politico e questo è quanto l'opposizione vuole
perseguire ed è quello che noi ovviamente non possiamo accettare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che voteremo le
mozioni distintamente per cui inizialmente si voterà la mozione
353 "opportuni provvedimenti per il riordino nel settore dei beni
culturali in Sicilia" a firma degli onorevoli Tricoli, Scali,
Caputo ed altri. Poi si voterà la mozione di censura la 354 a
firma degli onorevoli Martino, Forgione, Liotta e Vella e poi si
voterà la mozione di sfiducia a firma degli onorevoli Granata,
Pagano, Catanoso ed altri.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Noi abbiamo notato, signor presidente e onorevoli
colleghi, una differenza di toni e di apertura tra l'assessore,
il Presidente della Regione, l'assessore si è limitato a
riproporre le ragioni della sua scelta, il Presidente della
Regione nel suo intervento ha dimostrato una apertura e una
disponibilità alle ragioni che nel nostro dibattito io e
l'onorevole Martino avevamo riproposto e cioè l'esigenza di norme
certe, norme di trasparenza, criteri per l'assegnazione degli
incarichi direttivi nei beni culturali rispetto anche ai quali
potere rimodulare le scelte fatte.
Noi lo abbiamo detto, Presidente, che non assumevamo un
atteggiamento di conservazione dello .... ma contestavamo un
metodo, una logica, l'assenza di criteri e una discrezionalità
che ci è apparsa troppo simile, del resto rivendicata anche
dall'assessore Morinello, troppo simile in continuità con le
scelte dell'assessore Croce.
L'assessore Morinello ha rassicurato l'assessore Croce per
ben tre volte dicendogli non sono in contrasto con le scelte che
tu hai fatto, semmai aggiustano qualche cosina, esattamente la
contestazione che noi facevamo.
Lo facevamo in nome di criteri, di metodi, di regole di
trasparenza, rispetto alle quali noi chiediamo a questo Governo
di rimodulare anche le nomine fatte alla conclusione di un iter
legislativo di definizione delle norme per la costruzione delle
nomine e degli incarichi direttivi che questa Assemblea, che
questo Parlamento deve fare per evitare di trovarci poi tra un
anno a dovere ripetere la stessa discussione.
Ora, se le dichiarazioni del Presidente della Regione, la
parte che riguarda proprio l'accettazione di questa impostazione
si può tradurre in un ordine del giorno conclusivo di questo
dibattito, noi siamo pronti a far venir meno la nostra mozione e
a convergere su questo ordine del giorno che impegna l'Assemblea
ed il governo a definire norme certe per l'assegnazione degli
incarichi, a definire criteri trasparenti per questi incarichi, a
rimodulare le stesse nomine sulla base dei criteri definiti
dall'Assemblea alla fine di questo iter legislativo e normativo e
anche, in un contesto in cui mi pare il vuoto vero sia quello
della programmazione e della certezza delle norme, ad indire una
Conferenza regionale, la prima, sui beni culturali che definisca
un quadro di riferimento certo entro il quale poi non c'è più la
discrezionalità, ma ci può essere solo una contestazione sul
metodo e il rispetto del metodo e dei criteri. Se c'è questa
disponibilità del governo, noi siamo pronti a ritirare la nostra
mozione.
CROCE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Io non sono abituato, signor Presidente, a fare le
acrobazie dell'onorevole Forgione e quindi mi arrangerò a cercare
di dare il mio contributo al voto che sicuramente ci sarà.
Vede, onorevole Forgione, lei ha ragione che non possiamo
andare d'accordo tutti e due, anche perché le cose che dice lei
vanno verso il governo, le cose che dico io vanno contro il
governo, nel senso che io non sono stampella di questo governo,
io sono un'altra cosa, noi siamo un'altra cosa, siamo Forza
Italia, di conseguenza non ci prestiamo a questi giochi.
Noi siamo per fare chiarezza su tutto e debbo dire questa
sera, anche se debbo rinnovare un pensiero all'onorevole Forgione
che gli estremi si condizionano sempre per cui, per esempio, lei
è bello, io sono brutto o viceversa; e ci sono dei momenti anche
di incontro nella politica, però mi pare che questa sera non ci
sono i presupposti per questo incontro; e poi anche per
arricchire questo voto di significato, nel senso che quel governo
che è stato quel governo e che ha avuto il grande merito, quel
governo, di varare un progetto, quel governo in cui il
sottoscritto era assessore ai beni culturali. Quindi, se c'è un
merito, va a quel governo rispetto ad una procedura, ad un
riordino che si doveva dare per necessità e per tutto quello che
ci siamo detti anche qui questa sera. Allora, quel riordino era
stato già avviato e quindi anche la "questione Villari", mi
consenta, era stata avviata.
Io non sono 007 o agente segreto che posso interessarmi di
questioni che interessano il ruolo e la funzione del
parlamentare, dell'uomo di governo, sono cose che appartengono al
dottore Villari e alla magistratura. Non c'entra nulla, io ho
fatto tutti quei passaggi che io dovevo fare nell'ambito
dell'amministrazione e di avere garantito l'amministrazione
financo a trovare il finanziamento per la sicurezza.
Caro onorevole Assessore, lo dica che ha trovato un progetto
finanziato con i Fondi del Lotto, con i soldi del lotto, di 800 e
più milioni, per la sicurezza di Villa del Casale. Lo dica a
chiare note che l'ha trovato. Non l'ha fatto lei e il suo
governo.
Quindi, tutte cose che sono state fatte in funzione di
garantire l'esercizio e la funzione di chi in quel momento era a
capo di quel settore. Qui dobbiamo chiarirle le questioni.
Villari è un'altra cosa. Villari è stato trasferito ed era stato
trasferito nell'ambito di un progetto che quel governo si era
dato, come del resto tutte le altre cose rispetto al Parlamento e
rispetto alla mozione e rispetto a tutto. Ma non si può
accettare, quando si garantiscono alcune persone e non si
garantiscono altri. Quando mi riferisco io al soprintendente di
Palermo, la dottoressa Di Stefano, che non è stata trattata nella
stessa misura di altri che hanno gli stessi titoli e forse anche
qualcuno in meno. Ecco qual è il punto cruciale, il punto
centrale dell'operazione che avete voi. Come, del resto, altri
bravi funzionari, senza averli interpellati, li avete sballottati
da Palermo a Trapani o da Trapani ad Agrigento, da Agrigento a
Messina e tutte queste cose fanno parte delle cose che ci siamo
detti.
Ecco perché questa sera il voto non può essere un voto
favorevole sul vostro operato, perché poi alla fine non è
soltanto Morinello che ha preso in consegna un fardello
giustamente delicato, un fardello dove c'erano più di cento
soggetti, cento persone che andavano ad incarichi, andavano
perfezionati nell'ambito delle loro funzioni, questo sì è vero
che c'erano difficoltà, ma queste ultime fasi rappresentano
invece un modo scorretto di operare, ecco perché la mia
contrarietà a questo provvedimento, a questa iniziativa debbo
dire inusuale, impropria anche se dell'Assessore che ha fatto
riferimento anche alla legge 8 che non c'entra niente, perché lì
eventualmente c'è il punto nodale dove bisogna ritirare tutti i
provvedimenti, a seguito di quella illegittimità, perché bisogna
tornare indietro e bisogna eventualmente interessare quei
settori, quei momenti da una Conferenza, no, no Caro Presidente,
qui le cose ce le dobbiamo dire davvero questa sera, perché qui
si nascondono alcune cose.
Non dobbiamo nascondere niente al Parlamento, non dobbiamo
nascondere niente ai siciliani, ecco qual è la verità del perché
certe cose si fanno e del perché alcune cose non si fanno, in
quale direzione vanno e in quale direzione invece bisogna farle
andare. E allora, signori miei, per quel che riguarda la mia
posizione estremamente chiara, dura, ferma e convinta nei
confronti di questo Governo che ancora una volta ha mortificato,
come diceva l'onorevole Martino, e lì, siamo d'accordo ancora una
volta, professionalità e persone che hanno svolto per una vita un
ruolo importante nella pubblica amministrazione.
Queste sono le cose che bisogna dire, non premi o regali, o
chissà catturare quale funzionario, quale dirigente, io non
conosco nessuno di questa Regione siciliana e non ne voglio
sapere nulla, caro Presidente della Regione, non conosco nulla e
non ne voglio sapere nulla di questa Regione siciliana, quindi
tutte queste cose ce le diremo. Sono stato e mi onoro di essere
stato Assessore ai beni culturali e di avere operato con grande
trasparenza, caro Presidente, se lo scriva "trasparenza", quindi
tutte queste cose.
PRESIDENTE. Vorrei invitarla a concludere, perché siamo oltre
il tempo concesso.
CROCE. Io concludo nel senso che questo Assessore ha tentato
in tutti i modi, anche lui, di arrampicarsi e non è riuscito
neanche lui a trovare la soluzione, anche perché caro Assessore e
caro Governo, se c'è una cosa nella sua breve vita amministrativa
che sta facendo è quella di avere bloccato tutto. Lei ha parlato
di blocco degli incarichi, blocco per quanto riguarda
l'acquapark, blocco di cooperative, blocco di cantieri, il suo
operato non è altro che un continuo bloccare di provvedimenti
compreso questo Governo, lei è riuscito a bloccare questo
Governo.
TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, poiché la votazione inizia sulla
mozione della quale sono il primo firmatario credo che sia
opportuno fare una brevissima riflessione.
E' una mozione che credo riporta nelle giuste proporzioni la
critica che la opposizione e non soltanto l'opposizione di destra
muove a questo Governo, cioè a dire quello di avere, nell'ambito
dei suoi poteri discrezionali, onorevole Presidente della
Regione, che nessuno contesta.
Sulla mozione della quale sono primo firmatario, dicevo, si
apre una votazione che credo debba però avere un significato
diverso anche rispetto a quelle che seguiranno, cioè a dire è una
critica al Governo di avere nell'esercizio del proprio potere
discrezionale, sostanzialmente violato alcune norme di buon
andamento ed imparzialità dell'Amministrazione che, invece,
devono presiedere anche laddove c'è la discrezionalità del
Governo nello svolgimento del proprio ruolo.
E' una critica nei confronti del Governo e non del singolo
assessore. E' una mozione che, se approvata, non comporta nè le
dimissioni del Governo nè quelle dell'assessore. E' una mozione
che impegna l Governo a ritornare sui propri passi, a rivedere le
sue posizioni, a rifare un'analisi critica di questo passaggio
delicatissimo che è stata la rotazione dei soprintendenti ai beni
culturali ed ambientali.
Credo quindi che l'Aula debba leggere questa mozione, debba
interpretare il significato di questo voto in un modo che è
diverso rispetto a quanto non si potrà interpretare poi nelle
successive mozioni in cui ci sono atti di censura o di sfiducia.
E', dunque, un atto che ha un significato politico,
rinconducibile non a mettere in crisi il Governo o ad indurre
l'assessore che ha proposto quelle nomine a presentare le proprie
dimissioni, ma semplicemente a ritornare un'altra volta in Giunta
ed apportare, a questo sistema, delle correzioni che
probabilmente avrebbero dovuto trovare ingresso già in una prima
valutazione del Governo.
Ho preso la parola semplicemente per precisare questo
significato del voto e non certamente per allungare i tempi della
discussione.
ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Forgione poc'anzi ha calato il sipario sulla
messinscena.
Da mesi Rifondazione comunista sbandiera ai quattro venti,
come battaglia prioritaria, quella sui beni culturali, Una
battaglia programmatica, una battaglia politica, una battaglia
che ha inteso portare su tutti i giornali e su tutte le piazze
della Regione siciliana.
Una battaglia che ha avuto un gesto finale, politicamente e
dal punto di vista delle regole dell'Assemblea regionale
siciliana, che è stato - questo gesto - la presentazione di una
mozione di censura, perchè poi la prudenza non è mai troppa, non
si è arrivati alla sfiducia nei confronti dell'assessore.
Questa sera cala il sipario, perchè non si sta assistendo
qui ad un fatto tecnico, cioè alla trasformazione di una mozione
di censura in un ordine del giorno, si sta assistendo ad un atto
politico, gravemente politico per quel che ci riguarda e per
quella che è la nostra valutazione, perchè questa sera si
sancisce che Rifondazione comunista non più mascheratamente ma
ufficialmente, sostiene i Governo, perchè, è opportuno che si
sappia, la mozione di censura avrebbe consentito quello scrutinio
segreto, quella votazione segreta capace di fare esprimere
liberamente il Parlamento nei confronti di un assessore. Ed
invece, il ritiro di questa mozione che, è opportuno precisare,
non può essere fatta propria da nessuno dei deputati presenti in
quest'Aula, impedisce l'utilizzo di questo strumento.
Questo che cosa significa? Primo, che in assoluto dispregio
delle regole parlamentari si cambiano...
FORGIONE... ma quando?
ALFANO... tu hai ritirato, caro Forgione, quella di censura.
Hai detto che la vincolavi ad un contenuto di un ordine del
giorno. Contenuto che ci è ignoto. E questo ulteriormente in
dispregio delle regole parlamentari.
Ecco perchè, se tutto ciò è vero, e cioè se la mozione di
censura viene ritirata in ragione della intesa su un ordine del
giorno, noi gradiremmo conoscere il contenuto di questo ordine
del giorno ed in relazione a questo vogliamo sapere se il
contenuto è già proponibile all'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Desidero soltanto precisare che non esistono
ordini del giorno sostitutivi di mozioni perchè altrimenti ci si
innervosisce in maniera errata. L'ordine del giorno è uno
strumento che si aggancia alla mozione, non sostituisce la
mozione...
ALFANO. ...quindi viene posto al voto?
PRESIDENTE. E' scritto nel Regolamento. Allora, nessun altro è
iscritto a parlare per dichiarazione di voto?
Si pone in votazione, per intanto, la mozione numero 353,
"Opportuni provvedimenti per il riordino del settore dei beni
culturali in Sicilia".
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente, io
ho cercato di motivare e del resto credo che sia abbastanza,
risulti abbastanza chiaro dal dibattito che questo è un
provvedimento adottato dalla Giunta, per cui noi sentiamo di
portarne tutta la responsabilità ed in questo senso io pongo la
fiducia sulla mozione numero 353.
PRESIDENTE. Vorrei pregare un deputato segretario di
raggiungere il banco perché avendo posto la fiducia il Governo,
si vota per appello nominale.
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELLA MOZIONE NUMERO 353
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo posto il Governo la
questione di fiducia, ci si pronuncia proprio sulla questione di
fiducia, per cui chi vota si vota la fiducia al Governo ed
esprime voto contrario sulla mozione, chi vota no esprime la
sfiducia al Governo e conseguenzialmente vota favorevolmente alla
mozione.
Si vota sulla questione di fiducia. Invito il deputato
segretario a procedere all'appello.
LO CERTO , segretario: (Procede all'appello)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti .....46
Maggioranza ............24
Hanno votato sì ........41
Hanno votato no .........3
Astenuti ................2
(L'Assemblea approva)
Conseguenzialmente la mozione è respinta.
riordino dei beni culturali in Sicilia
Presidenza del presidente Cristaldi
Si passa alla mozione di censura numero 354, a firma
Martino, Forgione, Liotta e Vella.
Presidenza del presidente Cristaldi
Comunico che alla mozione 354 è stato presentato L'ordine
del giorno numero 449, a firma Martino ed altri che si voterà
dopo la votazione della mozione.
Interventi nel settore dei beni culturali e ambientali in
Sicilia.
ORDINE DEL GIORNO
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Preso atto delle dichiarazioni del Governo della Regione in merito
alla mozione n. 354,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a presentare, entro la sessione estiva, le norme necessarie a
stabilire i criteri e regolare le nomine ai vertici del settore dei
beni culturali e ambientali, con particolare riguardo alle modalità
e ai criteri di valutazione dei titoli scientifici, delle attività
globali svolte, della congruità tra competenze specifiche e tutela
del territorio;
- a formulare una norma interpretativa che faccia chiarezza sulla
valutazione dell'anzianità di servizio prestato nel settore dei
beni culturali;
- a fissare con chiarezza ruoli, competenze e periodicità di
convocazione della conferenza dei soprintendenti;
- a rivedere e modificare tutte le parti della l.r. 116/80 e delle
successive norme, relative all'organizzazione dei beni culturali,
onde assicurare una più efficace e più trasparente gestione e
tutela del patrimonio archeologico, storico-artistico e ambientale;
a procedere alle nomine degli incarichi ai vertici degli organi
periferici dell'amministrazione dei beni culturali e ambientali
sulla base dei criteri conseguenti all'approvazione delle nuove
norme;
- ad indire entro il 1999 la prima conferenza sui beni culturali e
ambientali della Sicilia" (449).
MARTINO - VELLA - LIOTTA - FORGIONE
FORGIONE. Se votavate no non c'era la maggioranza
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, la prego avrà mille modi per
potere esprimere la propria opinione.
Pongo in votazione la mozione di censura numero 354.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto sulla
mozione.
PRESIDENTE. Lei può intervenire per dichiarazione di voto e se
vuole parlare dell'ordine del giorno sono problemi suoi. Ne ha
facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, noi abbiamo presentato un ordine
del giorno alla nostra stessa mozione, scusate, questo è il
nostro sulla censura.
Signor Presidente, mi aiuti anche lei tecnicamente, noi
abbiamo presentato un ordine del giorno sulla nostra mozione di
censura, su quest'ordine del giorno noi chiediamo praticamente se
c'è il consenso del Governo, poichè raccoglie parte delle
dichiarazioni del Presidente della Regione, se c'è il consenso
del Governo essendo la nostra una mozione di censura tesa a
riconsiderare sia le scelte che a stabilire i criteri delle
nomine e rispetto a questi criteri riverificare le nomine stesse
operate dal Governo se c'è un pronunciamento favorevole a questo
nostro ordine del giorno noi siamo disponibili a ritirare la
nostra mozione.
Vorrei dire qui molto chiaramente Presidente che abbiamo
votato contro la fiducia al Governo perchè lo ritenevamo su un
atto di questo tipo un sopruso se anche le altre opposizioni
avessero sommato i loro no al nostro voto probabilmente oggi il
Governo sarebbe andato in minoranza sulla fiducia, invece con la
loro assenza hanno consentito al Governo di avere la maggioranza
in quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, specifico, l'ordine del
giorno non può essere sostitutivo della mozione l'eventuale
ritiro della mozione fa decadere anche l'ordine del giorno.
AULICINO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, io ho qualche difficoltà a
seguire i lavori di quest'Aula perchè immagino le valutazioni dei
siciliani che mentre quotidianamente vivono le tragedie che sono
sotto gli occhi di tutti e che portano anche ad atti estremi
legati all'altissima esasperazione nella quale tante famiglie
vivono, noi diamo questo grande spettacolo di equivoco con
l'onorevole Forgione che si permette pure di giocare sostenendo
pure che il Governo non cade perchè l'opposizione, è incredibile,
non vota la fiducia, come se noi non avessimo capito che
l'onorevole Forgione ha votato contro il Governo perchè aveva la
certezza matematica che il nostro comportamento avrebbe
determinato un orientamento dell'Aula favorevole al Governo.
Per cui siamo di fronte veramente a giochetti immorali
perché almeno i parlamentari sono tenuti alla serietà e quello
che pensano dentro deve venir fuori.
La verità è che i comportamenti sono grandemente equivoci
perchè abbiamo scambiato quest'Aula per un'altra cosa, quindi, ho
qualche difficoltà, lo dicevo in premessa, a seguire questi
lavori, perchè tra censure che non sono adeguatamente
partecipate, perchè io mi rifiuto di credere che una stampella
strutturale come Rifondazione comunista possa davvero ritenere di
poter portare avanti in quest' Aula una battaglia seria contro il
Governo amico, perchè il Governo Capodicasa è un Governo amico di
Rifondazione comunista, Rifondazione comunista è organica al
Presidente Capodicasa che ogni tanto lancia anche segnali e dà
consigli per l'uso assembleare del Regolamento, ci sono cenni
d'intesa, perchè è chiaro c'è un filo comune tra i comunisti
organici ed i post comunisti nostalgici come il Presidente
Capodicasa che non dimentica di essere comunista nei metodi,
tanto è vero che io lo ripeto sempre è là perchè da perfetto
comunista ha organizzato il bliz ed è là soltanto perchè c'è
stato un piccolo colpo di Stato.
Il comunista Capodicasa, comunista nel metodo, perchè gli
atteggiamenti adottati sono questi, quindi si trova in una
condizione ideale con un Parlamento, per questo motivo sto
intervenendo, che è funzionale al suo disegno da Rifondazione
fino a questi schieramenti del centro, ecco l'operazione verità,
onorevole Lo Giudice. Perchè mi riferisco all'onorevole Lo
Giudice? Perchè l'operazione verità sta in questo: in questo
momento, in questa Assemblea sta venendo fuori - ha detto bene
questo, in questo momento, in questa Assemblea sta venendo fuori
l'onorevole Alfano, questo con chiarezza disarmante una posizione
di Rifondazione comunista che fino all'altro giorno era solo
chiara agli amici dell'opposizione, perchè quelli del Governo
facevano finta di non capire.
I comportamenti di oggi sono evidentemente emblematici di un
rapporto organico tra Rifondazione comunista ed il Governo. A
questo punto come si vota una mozione di censura? Chiedo agli
amici diniani, agli amici dell'UDEUR, agli amici del CDU, di
chiarire perchè il Partito popolare è organicamente dentro un
progetto ed il blocco moderato che ha scelto il centro-sinistra
vota serenamente quella censura, l'occasione è buona per chiarire
invece una volta e per tutte e con quelli che stanno fuori da
questo Palazzo quale è il profilo politico ed il disegno
strategico del partito di Dini qua perchè non c'è dubbio che di
fronte ad una convergenza strutturale con Rifondazione comunista
io mi aspetterei una presa di posizione dell'onorevole
Pellegrino, acceleriamo un processo, chiariamoci le idee perchè
perder tempo in operazioni di pseudo censura contro il Governo
mimetizzate con giochetti di corridoio, no acceleriamo un
processo, comunichiamo ai siciliani che c'è una ammucchiata che
va da Rifondazione comunista agli amici dell'UDEUR, agli amici
diniani che sostiene il Governo quindi questo voto sulla censura
è un voto importante, noi andremo sotto come opposizione però
potremo dire finalmente quello che abbiamo detto per la verità in
campagna elettorale per la verità compresa dall'opinione pubblica
visto che il blocco di centro destra il blocco liberal
democratico e cattolico che fa riferimento al blocco di centro
destra in Europa ha vinto e ha stravinto le elezioni europee nel
Paese. Evidentemente noi riteniamo e noi cristiani democratici
riteniamo che questa sia una occasione buona perchè noi siamo là
a gestire il consenso dell'elettorato di frontiera e quindi non
c'è dubbio abbiamo interesse a che si chiarisca una volta e per
tutte a quei moderati che sono spesso attratti dagli
atteggiamenti poco chiari di questi schieramenti di centro che si
chiarisca una volta e per tutte e che non c'è controindicazione
alcuna per una alleanza organica tra questi partiti di centro ed
il Governo ed uno schieramento politico come Rifondazione
comunista che si ritengono non compatibili con la presenza
contemporanea nel Governo per esempio dei diniani, quindi questa
è una operazione verità. Non è una mozione di censura
indifferente questa, questa è una occasione, chiudo, per chiarire
ulteriormente ai siciliani che in questo Parlamento prefigurando
scenari nazionali o anticipandoli per la verità, c'è un accordo
nemmeno sotto traccia ma ormai evidente tra gli amici e compagni
di Rifondazione comunista che hanno voglia di gridare contro il
Governo Capodicasa e gli amici del centro che.
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino la prego è da tre volte che
suono la prego 6 minuti e 30.
AULICINO. Presidente io credevo di essere là al confine non
soltanto dello schieramento di centro-destra anche sui tempi, se
lei me lo dice con questa determinazione mi rendo conto che sono
al limite e quindi.
PRESIDENTE. No, ma non lo dico io per lei perchè lei si rende
conto che dovendo farlo con tutti...
AULICINO. Signor Presidente non appesantisca la mia situazione
cioè io ho compreso perfettamente, desideravo evidenziare che
questa occasione della censura è una occasione di ulteriore
chiarimento nei confronti dei siciliani per quanto riguarda la
logica degli schieramenti e che effettivamente supporta il
Governo Capodicasa.
PRESIDENTE. Onorevole Martino per dichiarazione di voto.
Onorevole Martino rinunzia? Non abbiamo compreso onorevole
Martino lei rinunzia ad intervenire? Va bene chiedo scusa. Bene
allora nessun altro è iscritto a parlare.
Pongo in votazione la mozione di censura n. 354. Prego,
scrutinio segreto? E' appoggiata la richiesta?
CAPODICASA, presidente della Regione:Chiedo di parlare.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno
presentato.
PRESIDENTE. No prima ha chiesto di parlare il Presidente
della Regione.
Sull'ordine del giorno da lei presentato non può
intervenire. Può intervenire soltanto se deve ritirare la
mozione. Se lei non deve ritirare la mozione, c'è già la
procedura di votazione per la quale è stata chiesta la procedura
di votazione segreta.
FORGIONE. Chiedo di trasformare l'ordine del giorno in
emendamento sostitutivo nella parte impegnativa della mozione.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, ho avuto l'amabilità e, se
permette, anche la cortesia, di dirle che non è possibile un
emendamento sostitutivo in una mozione di censura a meno che
l'emendamento non sia all'interno della censura.
Lei può sostituire interamente la mozione con un ordine del
giorno come emendamento sostitutivo, ma deve essere di censura.
Siccome in questo caso l'ordine del giorno non è di censura, è
un'altra cosa, lei ha una facoltà o ritirare la mozione oppure
votare l'ordine del giorno dopo che si vota la mozione.
FORGIONE. Questa procedura non mi sembra lineare.
PRESIDENTE. No, è linearissima
PRESIDENTE. Onorevole Silvestro, lei è vicepresidente
dell'Assemblea. La prego Solo perchè è vicepresidente
dell'Assemblea, l'ordine del giorno è agganciato alla mozione e
se la mozione è in piedi l'ordine del giorno viene votato; se la
mozione viene ritirata l'ordine del giorno decade.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, io credo che dobbiamo andare
al di là delle interpretazioni regolamentari che ci porterebbero
molto lontano. Considero, da modesto operatore parlamentare, che
un emendamento si possa presentare a qualunque legge e a
qualunque mozione. Non c'è l'obbligo di avere una identità di
contenuto. Io presento un emendamento e modifico una parte. Se
c'era una censura modifico la parte della censura perchè è
intervenuto qualcosa che mi dice di fare in quel modo.
Ad ogni modo, credo che siccome dobbiamo andare alla
sostanza delle questioni, e la sostanza della questione è che nel
dibattito è intervenuta una posizione nuova da parte di
Rifondazione Comunista che sottopone all'attenzione
dell'Assemblea e quindi anche del Governo un nuovo suo
orientamento che è quello contenuto in quell'ordine del giorno.
Ora, al di là se tecnicamente l'ordine del giorno è
possibile votarlo o se è possibile trasformarlo in emendamento
alla mozione, credo che ciò che conti in questo momento è
stabilire che Rifondazione Comunista non vuole procedere più alla
censura perchè per Rifondazione Comunista va bene un accordo
dell'Aula su quel contenuto che è rappresentato dall'ordine del
giorno.
Vorrei dire questo. Il Governo condivide quella posizione
contenuta nell'ordine del giorno e al di là del fatto che si
approvi, si metta in votazione,e di tutte le diatribe di ordine
regolamentare la sostanza è che il Governo e la maggioranza
condividono quell'ordine del giorno...
PRESIDENTE. Mi consenta una interruzione. L'ordine del
giorno è un atto formale presentato. Se lei dice che si
riconosce nell'ordine del giorno e lo accetta, per esempio, come
raccomandazione, ed evita la votazione, i colleghi deputati
ritirano la mozione e lei ha risolto il problema. Perchè dovete
trovare un escamotage tecnico che crea problemi a noi? Siccome
l'atto è esclusivamente politico, nel momento in cui lei dichiara
di accettare l'ordine del giorno i deputati, i deputati ritirano
la mozione e finisce la questione, ma andare a trovare un
escamotage regolamentare crea problemi alla Presidenza e credo
che lei non abbia né questo interesse né questa voglia.
CAPODICASA, presidente della Regione. Onorevole Presidente,
volevo arrivare proprio a questo punto, io ho dichiarato che il
Governo, la maggioranza condividono il contenuto di quell'ordine
del giorno pertanto noi lo facciamo nostro, questo è il
significato.
MARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTINO. Onorevole presidente, onorevoli colleghi, io non so
se sul piano del Regolamento sia o non sia possibile emendare
interamente una mozione, ritengo che dovrebbe essere possibile,
potremmo trovare altri escamotage sul piano regolamentare,
tuttavia mi pare sufficiente prendere atto dell'impegno formale
del Governo che per la verità avremmo preferito venisse anche
sanzionato da un voto dell'Aula, ma questo pare non sia possibile
per una interpretazione che mi permetto di non condividere del
Regolamento e preso atto di questo ritiriamo la mozione assumendo
naturalmente come un dato oggettivo questo impegno del Governo e
invitandolo a presentare nella prossima seduta quello stesso
ordine del giorno perché sia votato dall'intera Assemblea.
PRESIDENTE. Bene, l'Assemblea ne prende atto, la mozione è
ritirata. Si passa alla votazione della mozione di sfiducia.
Mozione n. 349, sfiducia nei confronti dell'Assessore per i Beni
Culturali ed Ambientali e alla Pubblica Istruzione a firma degli
onorevoli Granata, Pagano, Catanoso ed altri.
STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che questa sera abbiamo avuto la prova di come questo Governo che
stamattina ha detto di avere svolta la verifica e di essere in
condizioni di potere governare ancora per tanti anni la Sicilia
ha dimostrato in Aula questa sera di non avere la maggioranza e
se questo Governo stasera rimane, rimane perchè rifondazione
comunista che dice dovunque e in maniera formale e in maniera
ufficiale che opposizione a questo Governo ha permesso questa
sera al Governo di avere i numeri non i numeri aritmetici per
rimanere in sella perchè 46 voti, 46 presenze hanno dimostrato.
FORGIONE. 45.
STANCANELLI. Hanno dimostrato che l'esistenza di questa
maggioranza è appesa alla bontà di rifondazione comunista che si
rimangia anche le critiche documentate che nella mozione di
censura l'onorevole Martino aveva fatto, cioè rinunciano e
abdicano a quello che in maniera legittima, documentata e precisa
avevano contestato ad un assessore di questo Governo e al Governo
di per se stesso.
Quindi è chiaro che questo Governo si regge soltanto per la
negazione che della loro coerenza fanno i parlamentari di
rifondazione comunista che poi vengono su questo podio ad
accusare il centro destra di non fare opposizione, questo è
quello che questa sera agli occhi di tutti appare di una evidenza
solare.
Questo Governo esiste, questo Governo può continuare a
governare con l'eufemismo la Sicilia perchè rifondazione permette
di andare avanti e allora abbiate il coraggio di dirlo, amici e
colleghi di rifondazione comunista e non utilizzate soltanto la
verbosità per attaccare e poi nei momenti essenziali non
permettere che questo Governo vada a casa.
Questo è il risultato, questa è la lezione che questa sera
abbiamo appreso in questa Aula e per questo che Alleanza
Nazionale e il polo della libertà questa sera non partecipa
neanche alla votazione sull'altra mozione di sfiducia perchè non
avrebbe senso rimanere qui in aula per assistere al gioco delle
parti.
Ci rivedremo in qualche altra occasione, io ritengo che il
Polo, Alleanza Nazionale sarà nelle condizioni di documentare
ancora qual è l'inconsistenza di questa maggioranza e sulla
questione morale vedremo cosa faranno coloro i quali dalla
mattina alla sera fanno il discorso sulla moralità nei giornali,
ma quando hanno la possibilità di quest'Aula di dimostrare che
sono effettivamente contro questo governo danno il loro appoggio
e sono lo sgabello di questo governo.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
la forza di questo governo, nella sua debolezza e nell'assenza di
una maggioranza parlamentare, sia data essenzialmente da
un'opposizione del Polo senza strategia.
Io mi sento davvero sovradimensionato per il peso che viene
dato a Rifondazione comunista in quest'Aula e in questa Regione.
Noi non abbiamo fatto una battaglia sterile contro il governo, ma
ci siamo pronunciati ed abbiamo operato dall'opposizione per
ottenere un risultato sulle nomine di questo governo rispetto ai
beni culturali.
Allora bisogna dire che il Polo non era interessato ad una
riconsiderazione delle nomine sui beni culturali. Il Polo non era
interessato a stabilire norme in grado di definire i criteri
certi per sottrarre al Morinello o al Croce di turno la
discrezionalità. Il Polo non era interessato a giungere alla
prima Conferenza regionale dei beni culturali. Il Polo non era
interessato nemmeno a riconsiderare quel 30 per cento di nomine,
secondo noi illegali, che questo governo ha fatto.
Se oggi questo Parlamento può affermare e vincolare il
governo della Regione a riconsiderare una parte di quelle nomine,
se oggi questo Parlamento impegna il governo della Regione a
chiudere entro la sessione estiva un percorso normativo in grado
di definire i criteri per le nomine e i metodi per l'assegnazione
delle nomine e delle funzioni dirigenti nel campo dei beni
culturali. Se oggi questo Parlamento impegna il governo ad indire
entro l'anno la prima Conferenza regionale dei beni culturali,
questo non è dovuto al giochetto della mosca cieca di venti
parlamentari della destra che al momento del voto se ne sono
andati, ma è dovuto al comportamento trasparente di una forza
politica che ha detto no alla fiducia a questo governo, ma ha
impegnato anche il governo su un ordine del giorno che vincola
questo governo o un altro governo, qualora sostituirà un altro
governo questo governo, a fare entro la fine dell'anno le cose
che in quell'ordine del giorno i deputati di Rifondazione
comunista e l'onorevole Martino avevano chiesto.
Noi non ci fidiamo di questo governo, lo incalzeremo e lo
aspetteremo al varco.
Chiederemo al governo, intanto, nella prima seduta
parlamentare utile, di portare questo ordine del giorno perché
venga sancito solennemente anche con un voto dell'Aula, ma se
oggi una parte del mondo dei beni culturali, una parte del mondo
delle soprintendenze può dire: beh, quelle nomine vanno
riconsiderate, beh c'è un impegno parlamentare, dicendo si fanno
nuove norme, questo non è dovuto alla fuoriuscita dall'Aula dei
deputati di Alleanza nazionale, ma è dovuto ad una battaglia
politica che dall'opposizione, con le nostre piccolissime forze,
abbiamo fatto ed abbiamo votato no alla fiducia, così come si
dice no in modo coerente.
Se voi, cari amici del Polo, dite: tanto sapevate che non
c'erano i numeri per mettere in discussione la fiducia perché
erano di più con 41; beh, se tutti i vostri parlamentari fossero
stati presenti qui stasera, avremmo mandato, voi con i vostri
voti e noi con la nostra fiducia dal polo opposto, avremmo
mandato sotto il governo e vorrei sapere perché tanti dei vostri
parlamentari erano assenti, perché non sono venuti qui
all'appello e perché alla fine, per salvare voi e la vostra
faccia, avete fatto il giochetto della mosca cieca.
Questo significa per noi fare l'opposizione, non
un'opposizione progettuale, non un'opposizione pregiudiziale, ma
un'opposizione che da una postazione diversa, da sinistra, prova
a strappare risultati a questa maggioranza che non è la nostra,
che non sosteniamo, che non appoggiamo e dalla quale non ci
facciamo incantare dalle sirene che quotidianamente ci vengono
lanciate.
Fate così e forse creerete qualche problema in più, invece
di fare voi sì propaganda sterile e poi magari andare a trattare
qualche nomina come è stata fatta anche con l'Assessore
Morinello.
ALFANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero intervenuto
alcuni minuti fa per denunciare politicamente il tentativo da
parte di Rifondazione comunista di assumere in quest'Aula un
atteggiamento assolutamente incoerente rispetto, quanto meno,
all'atto parlamentare in questione, cioè alla mozione di censura
che è appunto la testimonianza ulteriore che questa sera è calato
il sipario su una messa in scena. Sono stato aggredito
dall'onorevole Forgione, il quale mentre io parlavo proprio da
questo pulpito ha detto che la mozione non era ritirata, non ha
avuto il coraggio di farlo in prima persona, ma a nome dei
firmatari c'è chi ha ritirato quella mozione di censura. Ecco
queste sono le storture della politica siciliana e questi sono
gli accordi che in quest'Aula nascono e che si collegano a
tentativi di autoconservazione della specie, perché quando si
realizzano intese di questo genere che hanno la sola finalità di
salvaguardare il Governo poi noi siamo indotti a pensare che
dietro c'è la sopravvivenza non solo del Governo, ma anche di
partiti o di gruppi parlamentari, siamo indotti a pensare che sia
vera probabilmente l'intesa sulla percentuale di sbarramento
nella legge elettorale con il tentativo di presa in giro dei
siciliani, ma se Rifondazione continua ad essere guidata così in
Sicilia dall'onorevole Forgione e ci sarà in futuro una prossima
tornata elettorale prima delle regionali l'onorevole Forgione,
onorevole Presidente della Regione, sarà qui a chiedere a questo
Governo non lo sbarramento al 3 per cento, ma all'1,5, all'1,8.
Ecco su questo terreno la Sicilia non può inseguire il
centrosinistra e non può inseguire il Governo.
Noi siamo indignati per l'atteggiamento tenuto in quest'Aula
sulla materia dei beni culturali e lo siamo ancor di più per la
spettacolare manifestazione di zig zag e di incoerenza di
Rifondazione comunista che appena qualche minuto fa ha gridato
dai banchi che non avrebbe ritirato la mozione e poi la ha
ritirata, è un fatto politicamente gravissimo, lo ribadiamo ed è
ancor più ovvio che il nostro atteggiamento, invece, sarà
conseguente e coerente con quello che abbiamo tenuto poc'anzi,
perché non vale neanche la pena di cimentarsi rispetto ad una
maggioranza che tale non è, che nasce con 44 voti, con 45 voti su
90 e che oggi dopo le dichiarazioni di salute e di rilancio del
Presidente della Regione, senz'altro dichiarazioni mattutine con
la forza che il mattino concede, oggi, questa sera, appunto in
tarda serata è qui a constatare con tristezza, immagino, se hanno
la onestà intellettuale di riconoscerlo, che la maggioranza
parlamentare è ridotta a 41, 42 voti, in un contesto in cui non
vale neanche l'effetto sorpresa perché si trattava di votazioni
di sfiducia annunciate, e votazioni di sfiducia che hanno
scontato l'assenza di una maggioranza parlamentare per questo
Governo e però noi non ci illudiamo più che il Governo tragga le
conseguenze dalla circostanza di avere su una mozione, riguardo
la quale è stata posta la questione di fiducia, rimarcato
l'assenza di una maggioranza parlamentare. Noi non ci illudiamo
più che questo Governo prenda atto di quello che sta accadendo,
ma siamo convinti che i siciliani continueranno a prenderne atto
e siamo convinti che nonostante tutti i tentativi che questa
maggioranza e questo Governo sta conducendo, la vita di questo
Governo sarà breve, perché alla fine la politica ha le sue
regole, ha una sua logica e chi non ha la maggioranza in
parlamento non può governare e deve dimettersi.
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si pone in votazione la
mozione di sfiducia.
Spiego il significato del voto. Chi vota si, vota la mozione ed
esprime sfiducia all'Assessore Morinello.
Presidenza del presidente Cristaldi
CONGEDO
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Gruppo parlamentare dei
Democratici di Sinistra ha chiesto che l'onorevole Speziale sia
posto in congedo per l'odierna seduta.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
Presidenza del presidente Cristaldi
Dichiaro aperta la votazione.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
LO CERTO, segretario procede all' appello.
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a procedere al
secondo appello.
LO CERTO , segretario, procede al secondo appello.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Invito il deputato
segretario a procedere al computo dei voti.
LO CERTO , segretario, procede al computo dei voti.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti ....... 47
Astenuti ................. 5
Maggioranza .............. 24
Voti contrari ............ 42
(L'Assemblea non approva)
L'Assemblea non approva la mozione e quindi esprime fiducia
all'assessore Morinello.
(Applausi dei deputati del settore di centro-sinistra)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta martedì 20
luglio, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 360 - Interventi presso il Governo nazionale in
relazione alla riforma degli ordini professionali.
La Grua Saverio; Catanoso Genoese Francesco; Ricotta
Michele; Scalia Giuseppe; Virzi' Gioacchino
Presentata il 6/07/99
N. 361 - Sospensione dell'ordinanza sindacale del Comune
di Augusta n. 66 del 27 marzo 1999 relativa all'esercizio di
attività di commercio.
Bufardeci Giambattista; Beninati Antonino; Croce Antonino;
Granata Benedetto Fabio; Alfano Angelo
Presentata il 6/07/99
N. 362 - Impegni del Governo della Regione e
dell'Assessore per i beni culturali e ambientali e la
pubblica istruzione ad intraprendere opportune iniziative
presso il Ministero dei Beni culturali e ambientali per
assicurare la fruibilità della documentazione conservata
nell'Archivio di Stato di Palermo.
Martino Federico; Ricotta Michele; Forgione Francesco;
Trimarchi Giovanni; Vella Basilio
Presentata il 6/07/99
N. 363 - Adesione della Regione siciliana all'iniziativa
'1999 all'ONU per la moratoria delle esecuzioni' contro la
pena di morte sostenuta dall'associazione 'Nessuno tocchi
Caino' e adesione all'attività della stessa Associazione.
Alfano Angelo; Speziale Calogero; Stancanelli Raffaele;
Leanza Vincenzo; Mele Manlio; La Corte Gioacchino; Spagna
Fausto; Pellegrino Bartolomeo; Costa David; Martino
Federico; Di Martino Francesco; Nicolosi Nicolò; Forgione
Francesco
Presentata il 6/07/99
N. 364 - Provvedimenti volti a promuovere la tutela della
vita umana dal suo inizio.
Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo; Caputo Salvino;
Catanoso Genoese Francesco; Granata Benedetto Fabio; La Grua
Saverio; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Sottosanti Fulvio
Salvatore; Strano Antonino; Tricoli Marzio; Virzi'
Gioacchino
Presentata il 8/07/99
N. 365 - Avviamento a selezione da parte dell'Ufficio
provinciale del lavoro e della massima occupazione di
Palermo (sezione collocamento) dei lavoratori inseriti nella
graduatoria ex art. 16 della L. n. 56 del 1987, riferita
all'anno 1991, con qualifica di ausiliari agenti
socio-sanitari.
Caputo Salvino; Granata Benedetto Fabio; Stancanelli
Raffaele; Tricoli Marzio; Sottosanti Fulvio Salvatore
Presentata il 8/07/99
III - SVOLGIMENTO AI SENSI DELL'ART. 159, TERZO COMMA, DEL
REGOLAMENTO INTERNO DELLE INTERROGAZIONI DELLA RUBRICA:
"COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E PESCA"
N. 257 - Notizie in ordine ai benefici erogati dalla CRIAS ai
sensi dell'art. 42 della l.r. n. 25 del 1993.
Guarnera Vincenzo
N. 803 - Valutaziopne dell'opportunità della permanenza in ca-
rica del Dott. Giuseppe Scudero, alla guida di impor-
tanti enti che gestiscono somme provenienti dalla casse
regionali.
Guarnera Vincenzo
N. 870 - Notizie sulla ventilata riconversione dell'area ex Sotis
Cavi in centro commerciale.
Spagna Fausto
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale 1 marzo
1995, n. 19, concernente giacimenti di materiali di cava nel
territorio della Regione Siciliana" (n. 475/A)
Relatore Onorevole Speziale
2) "Disciplina della prospezione, della ricerca, della
coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di idrocarburi
liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche nella Regione
siciliana. Attuazione della direttiva n. 94/22.CE" (nn. 442 - 54
- 473/A)
Relatore Onorevole Speziale
La seduta é tolta alle ore 22,07.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.10)