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Resoconto d'Aula della Seduta n. 252 di martedì 20 luglio 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


              PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 18.00.

     LO    CERTO ,   segretario,  dà  lettura  del processo verbale
  della   seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                               CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Adragna  ha  chiesto
  congedo per i giorni 20 e 21 luglio 1999.
       Non sorgendo osservazioni il congedo si intende accordato.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

    -   "Norme  urgenti  per  il  funzionamento  delle  istituzioni
    teatrali siciliani" (n. 946)
    - d'iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli Pignataro, Barbagallo Giovanni,
    Liotta, Lo Certo, Villari in data 14 luglio 1999

    -  "Agevolazioni  alle  aziende  agricole  siciliane in caso di
    eventi calamitosi" (n. 947)
    - d'iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli onorevoli La Grua, Stancanelli, Briguglio,
    Caputo, Catanoso, Granata, Ricotta, Scalia, Sottosanti, Strano,
    Tricoli, Virzì in data 19 luglio 1999

    -  "Riordino  del settore musicale nel territorio della Regione
    siciliana" (n. 948)
    - d'iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli Strano, Stancanelli, Briguglio,
    Caputo, Granata, La Grua, Ricotta, Tricoli in data 19 luglio

                COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE
                 ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Disposizioni  in  materia  di  enti  locali  e di organi di
    decentramento" (n.  938)
    - d'iniziativa governativa

    -   "Istituzione   dello   Sportello   unico  per  le  attività
    produttive" (n. 941)
    - d'iniziativa governativa
    - PARERE III E IV COMMISSIONE

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    -  "Norme  per  la rinegoziazione delle condizioni di onerosità
    dei finanziamenti agevolati per il settore agricolo" (n. 945)
    - d'iniziativa parlamentare

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Norme sul personale del Parco dell'Etna" (n.  937)
    - d'iniziativa parlamentare
    - PARERE I COMMISSIONE

    -   "Ulteriore  proroga  del  termine  previsto  dal  comma  3,
    dell'articolo 8, della legge regionale 3 novembre 1994, n.  43"
    (n.  942)
    - d'iniziativa governativa

    -  "Norme  per  la  costituzione di un archivio regionale sullo
    stato  conservativo  dei  fabbricati  esistenti  sul territorio
    regionale  per  la  prevenzione e la protezione dell'incolumità
    pubblica e privata" (n. 944)
    - d'iniziativa parlamentare

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    -  "Istituzione  ed  ordinamento del Museo regionale di scienze
    naturali  e della mostra permanente del carretto siciliano" (n.
    939)
    - d'iniziativa parlamentare

    -"Interventi in favore dei corpi bandistici siciliani" (n. 940)
    - d'iniziativa parlamentare

    -  "Attuazione  dei  principi  direttivi  contenuti nel decreto
    legislativo   23   dicembre   1997,   n.  469,  in  materia  di
    decentramento  di compiti e funzioni nei settori della politica
    attiva  del lavoro, dei servizi dell'impiego e degli interventi
    per   l'occupazione.  Riordino  degli  organi  e  degli  uffici
    dell'Amministrazione regionale del lavoro" (n.  943)
    - d'iniziativa governativa

                      INVIATI IN DATA 16 LUGLIO 1999

                 COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
               ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 14.07.1999: FORGIONE-GALLETTI-TURANO-VIRZI'

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 14.07.1999: CATANOSO sostituito da  GRANATA
                              CIMINO       "       "  ALFANO
                              SPEZIALE     "       "  VILLARI

                              BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 14.07.1999: RICEVUTO-LEANZA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 14.07.1999: SPEZIALE sostituito da ZANNA

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     ASSENZE
     Riunione del 14.07.1999: ZAGO-VICARI-BENINATI-BURGARETTA-CINTOLA
                              GIANNOPOLO-GRIMALDI-PELLEGRINO-STRANO

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     ASSENZE
     Riunione del 13.07.1999: ADRAGNA-CALANNA-CANINO-D'AQUINO
        "      "  14.07.1999: ADRAGNA-BRIGUGLIO-CALANNA-CANINO
                              CATANIA-MARTINO-SPERANZA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 13.07.1999: GUARNERA sostituito da LA CORTE
        "      "  14.07.1999: GUARNERA     "      "  LA CORTE

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      ASSENZE
      Riunione del 14.07.1999: SCALICI-SUDANO

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

       N.       3185  -  Rettifica  della  delibera  dell'Azienda
     ospedaliera 'Umberto I' di Siracusa.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       ***
     Caputo Salvino; Granata Benedetto Fabio
                           ----------------
       N. 3186 - Interventi  urgenti  relativi  alla  sospensione
     dell'erogazione          dell'acqua  proveniente  dal  pozzo
     'Lorenzini'.
       - Presidente Regione
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Cintola Salvatore
                           ----------------
       N. 3187 - Ispezione presso la  cooperativa  'Almoetia'  di
     Sant'Alessio Siculo (ME).
       - Assessore Cooperazione
       ***
     Guarnera Vincenzo; La Corte Gioacchino
                           ----------------
       N. 3189 - Nomina di  un  commissario  ad  acta  presso  il
     Comune di Gela (CL).
       - Presidente Regione
       - Assessore Territorio
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Caputo Salvino
                           ----------------
       N. 3193 - Notizie in ordine alla situazione  di  emergenza
     derivante dal sistema  di  raccolta  dei  rifiuti  urbani  a
     Villabate (PA).
       - Presidente Regione
       - Assessore Enti Locali
       - Assessore Sanità
       - Assessore Territorio
       ***
     Virzì Gioacchino
                           ----------------
    B) Interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione.

       N. 3190  -  Opportuni  provvedimenti  volti  ad  accertare
     l'attuazione dei principi del buon andamento e
     dell'imparzialità  dell'azione  amministrativa  dell'Azienda
     U.S.L. n. 2 di Caltanissetta.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       ***
     Ricotta Michele
                           ----------------
       N.       3191  -  Adeguati  interventi  a  garanzia  della
     rifunzionalizzazione dei presidi ospedalieri  in  attuazione
     della Legge n. 382 del 18/7/1996.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       ***
     Ricotta Michele
                           ----------------
    C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

       N.  3188  -  Provvedimenti  urgenti  per  dar  corso  alla
     rielaborazione parziale del Piano  regolatore  generale  del
     Comune di Comiso (RG).
       - Assessore Territorio
       ***
     La Grua Saverio
                           ----------------
       N. 3192 - Interventi urgenti in relazione all'epidemia  di
     brucellosi che ha colpito  il  bestiame  nel  territorio  di
     Sclafani Bagni (PA).
       - Presidente Regione
       - Assessore Agricoltura
       - Assessore Sanità
       ***
     Virzì Gioacchino
                           ----------------
       N. 3194 - Interventi per  la  manutenzione  di  via  Fossa
     Creta, a Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N.  3195  -  Interventi  per  eliminare  il  fenomeno  del
     randagismo nelle zone di Zia Lisa e San Nullo, a Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N. 3196 - Interventi in favore  delle  case  dell'Istituto
     autonomo case popolari nel comune di S. Pietro Clarenza,  in
     provincia di Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N. 3197 - Interventi per la riapertura dell'ufficio  della
     delegazione comunale di S. Maria La Stella, frazione di  Aci
     S. Antonio, in provincia di Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N. 3198 - Interventi per la sistemazione di una zona a sud
     del conetto vulcanico, nei pressi di monte  Mompilieri,  nel
     comune di Nicolosi, in provincia di Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N. 3199 - Interventi in favore degli uffici del Giudice di
     pace nel comune di Acireale, in provincia di Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N. 3200 - Interventi per  una  più  accurata  pulizia  del
     tratto di strada provinciale  che  da  Acitrezza  conduce  a
     Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N. 3201 - Interventi a  favore  del  'Centro  catanese  di
     Oncologia' di Catania.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       ***
     Stancanelli Raffaele; Strano Antonino
                           ----------------

                            ANNUNZIO DI MOZIONI

       N.   366  -  Opportune  iniziative  al  fine  di  impedire
     l'estromissione  dello  stabilimento  IMESI  di  Carini  dal
     gruppo Breda-Ansaldo e garantire un futuro ai lavoratori.
       Forgione Francesco; Zanna  Antonio;  Liotta  Santo;  Vella
     Basilio; Martino Federico
     Presentata il 13/07/99
                           ----------------
       N.   367  -  Sfiducia  nei  confronti  dell'Assessore  per
     l'industria.
       Stancanelli Raffaele; Tricoli  Marzio;  Sottosanti  Fulvio
     Salvatore;   La  Grua  Saverio;  Nicolosi  Nicolò;  Aulicino
     Armando; Scammacca Della Bruca Guglielmo;  Scalia  Giuseppe;
     Alfano Angelo; Strano  Antonino;  Ricotta  Michele;  Granata
     Benedetto Fabio; Briguglio Carmelo; Caputo Salvino; Catanoso
     Genoese Francesco; Costa David
     Presentata il 13/07/99
                           ----------------
       N. 368 - Interventi presso il  Governo  nazionale  per  il
     mantenimento del Ministero per le Politiche agricole.
       La Grua Saverio; Scalia Giuseppe; Ricotta Michele;  Virzì
     Gioacchino; Catanoso Genoese Francesco; Stancanelli Raffaele
     Presentata il 13/07/99
                           ----------------
       N. 369  -  Interventi  presso  il  Governo  nazionale  per
     garantire la permanenza dell'IMESI  all'interno  del  gruppo
     Ansaldo-Breda.
       Guarnera    Vincenzo;  La  Corte  Gioacchino;  Di  Martino
     Francesco; Zangara Andrea; Adragna Benedetto
     Presentata il 13/07/99
                           ----------------
       N. 370 - Iniziative al fine di  giungere  alle  dimissioni
     dell'Assessore regionale per l'industria.
       Forgione Francesco; Liotta Santo; Vella  Basilio;  Martino
     Federico
     Presentata il 19/07/99
                           ----------------

    Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono del Regolamento
  interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


            COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE ANGELO GANAZZOLI

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  in  questi giorni è venuto a
  mancare   un   protagonista   di   una  stagione  particolarmente
  significativa della storia della nostra Regione.
       Angelo  Ganazzoli militante del Partito Socialista, alle cui
  idee è sempre  rimasto  fedele  anche nel momento in cui la crisi
  del suo  partito  ha  prodotto  una  dolorosa  diaspora,  è stato
  deputato  della nostra  Assemblea  regionale siciliana ricoprendo
  delicati incarichi politici.
       Si   è   particolarmente  distinto  quale  Presidente  della
  Commissione regionale antimafia, incarico nel quale ha profuso la
  sua  notevole passione politica sostenendo con forza il principio
  che  vede  alla  base  dello  sviluppo della Sicilia la necessità
  della liberazione dell'Isola dalla malapianta mafiosa.
       Alla famiglia di Angelo Ganazzoli e a quanti lo stimarono va
  il cordoglio della Presidenza e dell'Assemblea tutta.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi, devo
  ringraziarla anzitutto  per  le  espressioni  di cordoglio per la
  scomparsa  del compagno Angelo Ganazzoli, componente del comitato
  regionale  siciliano del coordinamento del Partito dei socialisti
  democratici italiani.
       Pur  consapevoli  di  adoperare  una  frase  fatta,  non  ne
  troviamo una  espressiva, dobbiamo dichiarare che la scomparsa di
  Angelo Ganazzoli  lascia  un  vuoto  incolmabile tra i socialisti
  democratici di Palermo  e  della  Sicilia  oltre  che  per la sua
  famiglia.
       Angelo  Ganazzoli   era   un  punto  di  riferimento  per  i
  socialisti, non solo per la sua cultura politica e il suo impegno
  sociale, ma soprattutto  per  la  sua onestà e la sua capacità di
  iniziativa politica,  la  sua competenza e la sua professionalità
  in campo amministrativo e nella politica.
       Tutto ciò  si  evince  anche  dal  suo curriculum, figlio di
  socialista, figlio di un ferroviere, licenziato perché  militante
  socialista  durante  il  periodo Fascista.  Il compagno Ganazzoli
  poteva vantare  una  sua grande competenza come amministratore di
  enti pubblici  e come parlamentare regionale e, soprattutto, come
  primo  Presidente  della Commissione regionale antimafia, formata
  con legge della Regione siciliana.
       Il  Compagno Ganazzoli ha portato avanti la lotta alla mafia
  senza essere un professionista dell'antimafia. Angelo Ganazzoli è
  stato  compagno  di lotta di Cangelosi di Camporeale, di Rizzotto
  di Corleone e  di  Carnevale  di Sciara.  Sempre accanto a questi
  compagni e sempre accanto alle loro famiglie.
       Il compagno Ganazzoli ha portato sul campo lo scontro con la
  mafia; basti pensare a  ciò  che  ha fatto quale vice commissario
  del Consorzio dell'alto e medio Belice a suo tempo dominato dalla
  cosca di Vanni Sacco.
       Il compagno Angelo Ganazzoli si è scontrato con la mafia, ha
  contrastato la mafia come presidente della Camera di commercio di
  Palermo.
       Il  compagno Ganazzoli ha dato un svolta significativa nella
  gestione dell'Ente di sviluppo agricolo.
       Quindi,  onorevole  Presidente, basta soltanto l'attività di
  pubblico amministratore  e  di  parlamentare di Angelo Ganazzoli,
  per smentire quel luogo  comune  che vuole a qualunque costo fare
  apparire  o  inculcare nell'opinione pubblica - soprattutto negli
  anni '90 -  che  la  presenza  di  uomini  del Partito socialista
  italiano  nelle  Istituzioni significasse automaticamente pratica
  di attività illecite.
       La  presenza  di  Angelo Ganazzoli nella gestione della cosa
  pubblica  portava  sempre  una  ventata  di  onestà, competenza e
  professionalità.
       Ma io  ritengo  che il migliore ritratto di Angelo Ganazzoli
  lo poteva fare  una  persona  a lui più vicina: il figlio, che ha
  detto del  padre:  "E'  impossibile  distinguere la storia di una
  persona, cioè  di  Angelo Ganazzoli, di un uomo, di un padre, dei
  percorsi della sua vicenda politica.
       L'equazione vita  uguale politica è il paradigma di tutta la
  sua  storia   personale.   La   politica,  il  valore  più  alto,
  l'incarnazione  degli ideali, fondamento dell'agire umano, valore
  da difendere  e  preservare  dalle insidie del compromesso, dalle
  tentazioni del potere e della ricchezza.
       Ideale che indica il percorso da compiere, i mezzi da usare,
  e, non tanto  i  fini  da  raggiungere,  che  nella loro più alta
  idealità non è necessario siano alla portata dell'uomo, destinato
  e progredire  in  un  contesto di dialettica incessante.
       Ciò che importa,  dunque,  sono gli effetti dei mezzi che in
  politica e nel sociale  si sceglie di usare, e non già i fini che
  ci si prefigge  di raggiungere e puntualmente vengono disattesi.
       L'autonomia del  pensiero  e delle posizioni, il coraggio di
  essere minoranza  di  Angelo Ganazzoli, una minoranza composta ma
  determinata,  nella consapevolezza che l'insegnamento politico si
  vedrà  assumendo  comportamenti  e  compiendo  azioni  eticamente
  fondate e civicamente corrette, e non rincorrendo consensi sempre
  più vasti.
       La politica,  come  espressione  più  alta della cultura, si
  compie  lontana  dalle  competizioni elettorali, con le battaglie
  giornaliere contro  le  mafie,  le  illegalità,  gli  abusi delle
  istituzioni e l'arroganza dei potenti.
       Il compagno Ganazzoli era sempre dalla parte dei deboli, dei
  bisognosi e  per  la  giustizia  e la libertà. Sempre contro ogni
  forma di demagogia che, creando eserciti di disperati, mina nelle
  fondamenta le istituzioni democratiche.
       Onorevole  Presidente,  sul piano politico dobbiamo dire che
  Angelo  Ganazzoli  è  venuto  a  mancare nel momento più delicato
  della  vicenda politica della sinistra dei socialisti democratici
  italiani.  Nel  momento  in  cui  sarebbe  stata  preziosa la sua
  collaborazione  politica e il suo parere sul percorso e l'approdo
  dei socialisti e dei democratici.
       Con  Angelo Ganazzoli si discuteva nelle grandi aggregazioni
  politiche, di superamento della divisione a sinistra che iniziano
  con la scissione di Livorno del 1921.
       Nella vittoria  del  socialismo  democratico  in Europa e la
  grande sconfitta storica del comunismo, che ha lasciato dietro di
  sé lutti e  macerie.
       In   tutte   le   discussioni,   in   Angelo,  mancava  ogni
  risentimento, rancore  e spirito di vendetta.  Ma, nella fermezza
  dell'opinione   e   dei   principi,  nella  valorizzazione  della
  tradizione   e   della  cultura  socialista,  riteneva  possibile
  l'aggregazione  della  sinistra  democratica  e riformista per il
  Governo del Paese e della nostra Regione.
       Noi  socialisti  democratici  italiani  ci  riteniamo  molto
  soddisfatti   dell'eredità  politica  di  Angelo  Ganazzoli.  Una
  eredità  politica inestimabile, fatta di impegno politico, civile
  e  sociale,  fatta  di  onestà,  di competenza e professionalità;
  difesa ad  oltranza  dei valori della democrazia e della libertà,
  che poi sono la sintesi del socialismo.
       Per  concludere,  onorevole Presidente, signori deputati, se
  l'umanità  è  catalogata  così  come  viene descritta da Leonardo
  Sciascia nel  suo libro, mi pare "Il giorno della civetta", senza
  dubbio  alcuno  possiamo  affermare  che  Angelo Ganazzoli era un
  "uomo". Grazie.

     GRANATA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della  regione, io vorrei aggiungere poche, semplici,
  ma  sentite   parole   alle   belle   ed   opportuno  cose  dette
  dall'onorevole Di Martino su Angelo Ganazzoli.
       Credo doveroso,  da parte mia, doverlo fare perché Ganazzoli
  ha rivestito  la  carica che attualmente riveste il sottoscritto,
  Presidente  della  Commissione regionale Antimafia, e la rivestì,
  voglio  ricordarlo,  come  primo Presidente di quella Commissione
  opportunamente istituita  con  legge da questo Parlamento, in una
  fase particolarmente difficile, complessa, pericolosa, rischiosa,
  della vita politica di questa terra.
       Credo che le cose dette dall'onorevole Di Martino sopratutto
  in quel  passo  toccante,  significativo, che ha voluto riportare
  all'attenzione  dei  parlamentari, riportato dal figlio di Angelo
  Ganazzoli,   possano   essere   in   un  certo  senso  apprezzate
  profondamente anche da  chi,  come  me,  ha  una  identità ed una
  appartenenza politica diversa da quella di Angelo Ganazzoli.
       Vedete, mi  parlò  di  questo  nostro  collega, per primo un
  altro  parlamentare  mio  omonimo,  anche  lui  Presidente  della
  Commissione  regionale   Antimafia.  Me  ne  parlò  a  lungo.  Lo
  conosceva  profondamente,  avevano militato nello stesso partito,
  me ne  riparlò  poi  Pietro  Maccarrone,  Presidente della scorsa
  Commissione   regionale   Antimafia   della  quale  io  ero  Vice
  Presidente.
       Ecco,   in   tutti   i   ricordi   di  questi  parlamentari,
  anagraficamente più anziani di me, vi è il ricordo di un uomo che
  era davvero  legato a quelle battaglie che l'onorevole Di Martino
  ha voluto qui  ricordare,  al  di  là anche delle appartenenze di
  ordine politico.
       Una militanza politica fatta come scelta e via esistenziale,
  legata alla difesa dei più deboli nei confronti dei potenti e dei
  prepotenti.
       Ecco, credo che anche in questa Sicilia ed in questa Italia,
  questa eredità, questa identità, questa identità socialista - non
  ho  problemi a  dirlo  -  anch'essa  travolta  da  una  sorta  di
  "scomunica"  complessiva,   come  se  all'interno  di  quell'area
  culturale,  politica, non avessero militato soggetti, non fossero
  state spese  esistenze,  vite,  attorno  a  progetti, idealità, a
  programmi per  il  futuro.  Con  quella  generalizzazione  che in
  certi anni c'è  stata, di cui tutti - ovviamente - siamo stati in
  parte responsabili  quando  la opportuna questione morale è stata
  sollevata, si è fatta di tutta l'erba un fascio e si e accomunato
  in un unico giudizio negativo tutto e il contrario di tutto. Si è
  detto genericamente  che  tutta una intera identità politica, una
  intera   identità   culturale,  un  intero  percorso  politico  e
  progettuale, andava criminalizzato ed andava demonizzato.
       Probabilmente è per  questo  che  mi sento, oltre che per la
  comunanza di  ruolo attualmente svolto, vicino alla figura e alla
  memoria di  quest'uomo, perché anche da destra abbiamo subito una
  forma    di   criminalizzazione   simile   quando,   negli   anni
  dell'immediato  dopoguerra,  e  anche successivamente siamo stati
  tutti per  intero  accomunati  a un giudizio negativo come classe
  politica, come gruppo dirigente, come scelta di ordine culturale.
       Credo che da quegli anni tante cose sono cambiate.
       Penso importante  ricordare all'attenzione dei parlamentari,
  al Governo, all'Assemblea  regionale tutta, figure come quella di
  Angelo  Ganazzoli  perché  rappresentano,  per  certi  versi,  la
  dimostrazione  che,   al   di   la  degli  schieramenti  e  delle
  appartenenze, ci  sono  state  all'interno  di  questo Parlamento
  delle energie,  delle  volontà,  degli  uomini che hanno messo al
  primo posto  della  loro  azione politica gli interessi diffusi e
  non gli interessi  privati;  la difesa dei deboli e non la solita
  difesa dei  potenti e dei prepotenti, cosa che continua purtroppo
  ad avvenire  non  soltanto  in  questo Parlamento, cosa che tutti
  insieme dovremmo cercare di evitare
       E allora  questo  ricordo, breve, di  una persona che non ho
  personalmente conosciuto, credo sia  da  parte  mia  e  da  parte
  dell'intero Parlamento doveroso, perché vi è in questa gravissima
  crisi socio-economica  che  la Sicilia attraversa la necessità di
  andare a ripercorrere nel passato, a ripescare nel passato alcune
  figure che facciano  da  tramite  e  da memoria storica su alcune
  battaglie che ancora oggi sono di estrema attualità.
       Per questo  motivo  mi  unisco, ovviamente, al cordoglio nei
  confronti dei  familiari  e  credo  di  interpretare in questo lo
  spirito  dell'intera  commissione  regionale Antimafia, oltre che
  quello dei colleghi del Parlamento siciliano.

     PROVENZANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PROVENZANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del
  Gruppo  di  Forza  Italia,  anche  io voglio associarmi in questo
  momento al ricordo di Angelo Ganazzoli.
       Io ebbi  il  piacere e il privilegio di conoscerlo per tanti
  anni per la  comune militanza nel Partito socialista, e credo che
  le parole dell'onorevole  Di Martino, che lo conobbe meglio di me
  siano parole,  direi,  sacrosante  nel  ricordare  non solo e non
  tanto l'uomo politico, ma la persona Angelo Ganazzoli.
       Persona  sicuramente  per  bene
       Persona che credeva negli  ideali  del  socialismo e che per
  tanti anni aveva lavorato per  quel  partito,  oltre  e  al di là
  degli incarichi che quel partito gli aveva potuto riconoscere.
       Ecco, io credo  che noi tutti dobbiamo ricordare quell'uomo;
  dobbiamo stringerci alla famiglia  per  il  cordoglio che essa ha
  provato e che prova, per  il  vuoto  che  sicuramente  lascia nei
  familiari, ma per  il  molto vuoto che lascia qui, a tutti coloro
  che hanno  avuto  il privilegio di conoscerlo, a questa Assemblea
  che lo  vide  deputato, alla Commissione Antimafia come ricordava
  l'onorevole Granata  che  lo ebbe primo Presidente, che iniziò un
  lavoro importante che consentì a questa Assemblea di riscattarsi,
  rispetto a una  posizione nei confronti di un fenomeno che allora
  non era  così coscientemente conosciuto e osteggiato come oggi lo
  è da parte di tutti.
       Ecco, io credo  che questa Assemblea sentirà il vuoto e deve
  ricordare nella  propria  storia  l'uomo  e  il  politico  Angelo
  Ganazzoli. Grazie.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  Presidente  della  Regione.  Signor Presidente io
  volevo, a  nome  del  Governo,  esprimere  il  cordoglio  per  la
  scomparsa dell'onorevole  Ganazzoli  e unirci al dolore di quanti
  lo hanno  conosciuto, dei suoi familiari, dei figli, della moglie
  e per  chi  ha avuto poche occasioni di frequenza con l'onorevole
  Ganazzoli non può  che ricordarlo nei rari momenti in cui abbiamo
  avuto  opportunità  di  incontrarlo, stimarlo, condividerne anche
  idee e battaglie.
       Credo che il nome  di  Ganazzoli  non  sia  legato  soltanto
  all'esperienza  che  l'ha  visto  alla  guida  della  Commissione
  regionale  Antimafia.   Senz'altro   quella  è  stata  una  delle
  funzioni che hanno  dimostrato  il  valore, lo spessore dell'uomo
  politico, la sua  chiara  collocazione  nella battaglia contro la
  mafia in un momento e in un'epoca in  cui  tanti erano i vuoti in
  questo schieramento e soprattutto credo tante erano le collusioni
  malcelate  nella   Pubblica   Amministrazione  e  ai  vertici  di
  importanti funzioni di carattere amministrativo ed istituzionale.
       Ganazzoli  fu  in   questo  senso  un  antesignano:  da  una
  postazione di prestigio,  ma anche di grande responsabilità seppe
  tracciare la strada  di  quella  Commissione  per la quale, nelle
  legislature successive, si  proseguì  e  che fu percorsa da altri
  presidenti e quindi  anche da commissioni regionali Antimafia che
  hanno dato un  contributo  importante secondo le norme istitutive
  della Commissione.
       Dicevo però che la figura di Angelo Ganazzoli non può essere
  ricordata solo per questo, pur essendo questa una, diciamo, delle
  battaglie, delle funzioni  più  importanti  e  direi  persino più
  esposte che lo hanno contraddistinto.
       Ma credo che vada  ricordato  per  ciò  che  era, per i suoi
  convincimenti, per il  suo  sentire  politico, per il suo modo di
  coniugare  politica e  cultura,  per  vivere  la  sua  esperienza
  politica al riparo  da  un certo pragmatismo che in certe epoche,
  in  certi   periodi   hanno  contraddistinto  il  mondo  politico
  siciliano, pure in  un  momento  molto  difficile  per  la nostra
  Regione, per la  Sicilia  e  per  le  Istituzioni. Ma anche dopo,
  quando non svolgeva  più  funzioni e compiti parlamentari, la sua
  passione politica, il  suo  coniugare  cultura e politica, il suo
  calare le soluzioni  dei  problemi  dentro  una  cornice,  dentro
  idealità che sempre lo hanno contraddistinto, che sono quelle del
  socialismo riformista, credo  che  ne  abbiano  fatto  una  delle
  figure più importanti,  più fulgide della recente storia politica
  siciliana.
       Va detto, signor Presidente, onorevoli colleghi, che va dato
  anche atto alla  coerenza  politica di questo uomo, al fatto cioè
  di  avere  tenuto   sempre  fede  ai  propri  ideali,  ai  propri
  convincimenti, di avere  svolto dentro quel solco le funzioni con
  la  passione  civile   e   anche   credo  con  una  grinta  e  un
  convincimento nei propri  ideali che è stato di esempio per tutti
  noi che, più  giovani nella vita politica siciliana, siamo venuti
  dopo e abbiamo  attinto  anche a esperienze come quelle di Angelo
  Ganazzoli.
       La notizia della  sua  scomparsa  per  la  verità  per noi è
  stata repentina, anche  se poi abbiamo saputo come fosse incubata
  da tempo; ci ha colpito profondamente proprio perché le occasioni
  di conoscenza che abbiamo  avuto, di incontro, a volte di qualche
  episodico momento  di  collaborazione ci avevano fatto apprezzare
  l'uomo, il dirigente politico, l'uomo attaccato alle Istituzioni,
  trasparente nella sua azione  politica e uomo pieno di idealità e
  di virtù.
       Con  queste  poche  considerazioni,  signor  Presidente,  ci
  vogliamo associare ancora  una volta al dolore della famiglia e a
  quanti lo hanno conosciuto e con lui hanno condiviso battaglie in
  questa Assemblea e fuori da questa Assemblea.

    PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, la III Commissione è impegnata
  a predisporre gli  emendamenti utili alla discussione del disegno
  di   legge   all'ordine   del   giorno   della   seduta  odierna.
       Su richiesta del  Presidente della III Commissione la seduta
  è sospesa e riprenderà alle ore 20.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 20.05)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


          DETERMINAZIONE  DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e  per  gli  effetti degli articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
      N. 360 - Interventi presso il Governo nazionale in relazione
              alla riforma degli ordini professionali.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che  nel documento di programmazione economica e
              finanziaria predisposto  dal  Governo  nazionale  si
              prevede di 'limitare  ai  soli  settori  per i quali
              esistono reali  esigenze  di  tutela dei consumatori
              l'istituzione di un ordine professionale';

      RITENUTO che tutto  ciò  si  prospetta  come  l'eliminazione
              premeditata delle libere professioni;

      ATTESO che    lo    smantellamento    dell'attuale   sistema
              rappresentativo delle categorie professionali appare
              anacronistico e  privo  di  ogni fondamento logico e
              dunque assolutamente incomprensibile,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad intervenire  presso il Governo nazionale affinché
              ogni   riferimento   alla   riforma   degli   ordini
              professionali  sia  stralciato dalla discussione del
              documento  di programmazione economica-finanziaria e
              che  essa  sia   ricondotta   ad  un  più  ampio  ed
              articolato    dibattito   parlamentare,   libero  da
              condizionamenti e da pregiudizi.
              (6 luglio 1999)
                                     LA GRUA - CATANOSO - RICOTTA
                                     SCALIA - VIRZI'

      N. 361 - Sospensione dell'ordinanza sindacale  del Comune di
              Augusta  n.   66   del   27   marzo   1999  relativa
              all'esercizio di attività di commercio.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - la Giunta  comunale  di  Augusta  (SR)  ha emanato
              l'ordinanza sindacale n.  66  del 27 marzo 1999, con
              la quale il  Sindaco  invita tutti gli operatori del
              commercio  su   aree   pubbliche   della   città  ad
              ottemperare in  un tempo sicuramente troppo limitato
              alla  presentazione   di   una  grande  quantità  di
              certificati relativi alla propria attività;

              - con la medesima ordinanza si  richiede agli stessi
              operatori la regolarizzazione di  quanto  dovuto  in
              ordine alle tassazioni comunali  relative  agli anni
              1994 - 1999;

              -  la  mancata   ottemperanza   di   uno  di  questi
              adempimenti  richiesti  comporterà  la  perdita  del
              diritto ad esercitare attività di commercio;

      RILEVATO che:

              - nella città ancora non vige un piano commerciale e
              mercantile;

              -  non  vengono  da tempo  rilasciate  dagli  uffici
              comunali     le     autorizzazioni     all'esercizio
              commerciale;

              -   non   esiste  un   regolamento   di   disciplina
              dell'attività  dei  mercati;

              - non si sono ancora individuate le  aree di mercato
              e  di conseguenza non vi sono  posti  assegnati  per
              l'esercizio  di  tali  attività   con   un  naturale
              incremento  delle  attività   abusive;

              - gli aumenti richiesti sono da ritenere sicuramente
              spropositati in relazione alla  mancanza assoluta di
              quei  servizi  che normalmente  sono  offerti  dalle
              Amministrazioni comunali;

      RITENUTO che  ordinanze  di  questo  tenore  hanno  il  solo
              effetto di fare perdere posti di lavoro,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad intervenire affinché,  alla  luce di quanto sopra
              esposto, l'ordinanza sindacale del Comune di Augusta
              n. 66 del  27  marzo 1999 venga sospesa e rimodulata
              in  modo   da  essere  più  equa  e  da  sollecitare
              l'Amministrazione  comunale  ad  approvare  in tempi
              rapidi   gli   strumenti   amministrativi  necessari
              affinché  le attività commerciali vengano svolte più
              serenamente.
              (6 luglio 1999)

                                       BUFARDECI - BENINATI -
                                       CROCE - GRANATA - ALFANO

      N. 362 - Impegni del Governo  della Regione e dell'Assessore
              per  i beni  culturali e ambientali  e  la  pubblica
              istruzione  ad  intraprendere  opportune  iniziative
              presso il Ministero dei Beni culturali e  ambientali
              per assicurare la  fruibilità  della  documentazione
              conservata  nell'Archivio  di Stato di Palermo.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - su iniziativa del Ministero dei Beni  culturali  e
              Ambientali, in data 2 ottobre 1997, è stata  bandita
              la   gara   per   l'affidamento   di   incarico   di
              progettazione per la riqualificazione  funzionale  e
              l'adeguamento delle sedi dell'Archivio di  Stato  di
              Palermo (Gancia-Catena);

              -  tale  gara  è  stata  vinta  dall'Arch.  Maurizio
              Mannucci  per  l'impiantistica  e  dall'Ing.  Nicola
              Salzana de  Luna, amministratore unico della Servizi
              Integrati srl;

              -  con  nota  ministeriale  n.  4.7110  88051.5  del
              7/11/1997, ai  sensi  della  L.  11/2/1994  n.  109,
              l'Arch.  Mauro  Ceci  del   servizio   tecnico   per
              l'edilizia archivistica ha  ricevuto  dal  Ministero
              dei  Beni  culturali  e  Ambientali  l'incarico   di
              eseguire  un  progetto  preliminare  definitivo   ed
              esecutivo per il restauro degli edifici della Gancia
              e della Catena;

              - il progetto complessivo, che comporta una spesa di
              34 miliardi di  lire,  prevede  che l'esecuzione dei
              lavori avvenga in  un  periodo  non  inferiore ai 36
              mesi;

              - imminente la  consegna  dei  progetti esecutivi da
              parte dell'Ing. Salzana de Luna;

      CONSIDERATO che:

              - i lavori  previsti  dal progetto comportano, oltre
              che     l'adeguamento    funzionale    delle    sedi
              dell'Archivio, anche una  serie di opere di restauro
              finalizzate ad un allestimento museale ed espositivo
              non necessariamente  connesso  con  la  destinazione
              propria dell'Archivio;

              - durante lo  svolgimento  dei  lavori,  sembra  sia
              prevista    la    conservazione    dell'immenso    e
              preziosissimo  materiale  archivistico in containers
              da collocare nell'interno dei cortili delle due sedi
              in oggetto, con  grave rischio di deterioramento del
              materiale medesimo;

              -     l'esecuzione    dei    lavori    comporterebbe
              l'impossibilità di  fruire  dei   fondi archivistici
              da parte degli  studiosi  e  ricercatori  italiani e
              stranieri che,  numerosissimi,  affluiscono  per  le
              proprie indagini a   quello  che costituisce uno dei
              maggiori archivi del bacino del Mediterraneo;

              - nel caso di specie è evidente l'impossibilità, per
              studiosi  e   ricercatori,   di   ricorrere  ad  una
              documentazione   alternativa   rispetto   a   quella
              conservata nell'Archivio di Stato di Palermo;

              - una documentazione  di  tale    rilevanza  non può
              essere sottratta  alla comunità internazionale degli
              studiosi per un periodo così lungo di tempo,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                 e per esso
                        L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E
                       AMBIENTALI E LA PUBBLICA ISTRUZIONE

              ad assumere ogni  iniziativa  idonea  ad  indurre il
              Ministero  dei   Beni  Culturali,  Ambientali  e  la
              Pubblica  Istruzione  a  riconsiderare l'opportunità
              della prevista  opera di riqualificazione funzionale
              dell'Archivio di Stato  di  Palermo  e, comunque, ad
              assicurare la  continua  e  costante  fruibilità, da
              parte  di   studiosi   e   ricercatori,  dell'intero
              materiale  archivistico  conservato  nelle  sedi  in
              oggetto, anche  durante  l'espletamento dei predetti
              lavori.
              (6 luglio 1999)

                                    MARTINO - RICOTTA - FORGIONE -
                                    TRIMARCHI - VELLA

    LA CORTE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LA  CORTE.  Dato  che  la materia oggetto della mozione è molto
  importante, desidero sapere quando verrà discussa.

    PRESIDENTE. Lo deciderà la Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari, onorevole La Corte.

       Mozione  n.   363   -   Adesione   della  Regione  siciliana
  all'iniziativa '1999 all'ONU  per  la moratoria delle esecuzioni'
  contro la pena  di  morte  sostenuta  dall'associazione  'Nessuno
  tocchi Caino' e adesione all'attività della stessa Associazione.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              -  l'Italia nel 1997, nel 1998 e, insieme all'Unione
              Europea, nel 1999 ha sottoposto alla Commissione per
              i   Diritti   dell'uomo   delle  Nazioni  Unite  una
              risoluzione     per    la    moratoria    universale
              delle  esecuzioni  capitali e per l'abolizione della
              pena di morte;

              -  la  risoluzione   è   stata   approvata  a  larga
              maggioranza  di voti  nel  corso  delle  ultime  tre
              sessioni  della  Commissione per i Diritti dell'uomo
              (30  voti  a  favore,  11  contrari e 12 astensioni,
              quale  esito  dell'ultima  sessione) e il numero dei
              Paesi   co-sponsor  dell'iniziativa  è  notevolmente
              aumentato  da un anno all'altro, passando dai 46 del
              1997 ai 65 del 1998 e ai 72 del 1999;

              -  la risoluzione  approvata  considera l'abolizione
              della pena capitale 'un rafforzamento della  dignità
              umana' e  'un  progresso  dei  diritti  fondamentali
              della persona',  e  per  questo  chiede  agli  Stati
              membri  delle  Nazioni  Unite   di   'adottare   una
              moratoria delle esecuzioni in vista  della  completa
              abolizione della pena di morte';

              - con questa risoluzione delle Nazioni Unite è stato
              compiuto  un  altro   passo   in   avanti  verso  la
              formazione di un  nuovo  diritto umano, il diritto a
              non essere uccisi a seguito di una sentenza o misura
              giudiziaria, un  diritto  sempre  più universalmente
              condiviso, come  provano  il risultato non di misura
              del voto ed il  favore  espresso da Paesi di tutti i
              continenti e di diverse aree di influenza;

              - in attuazione della risoluzione 1-00273, approvata
              dal Senato della Repubblica  il  16  luglio 1998, il
              Governo italiano  ha  chiesto  all'Unione Europea di
              presentare entro l'anno in corso (1999) alle Nazioni
              Unite la  risoluzione  abolizionista  e la Germania,
              presidente di  turno  dell'Unione,  ha già avviato i
              negoziati con  i  partners  europei  per decidere un
              testo comune da presentare già alla 55ma Commissione
              per i Diritti dell'uomo;

              - in  vista  della  prossima sessione dell'Assemblea
              Generale  delle  Nazioni  Unite  (settembre-dicembre
              1999),   è    necessario   continuare   l'opera   di
              sensibilizzazione a  favore della risoluzione per la
              moratoria;

              - la situazione  relativa  alla  pena  di  morte nel
              mondo  è  sensibilmente  migliorata: dei  185  paesi
              membri   delle   Nazioni   Unite,    sono   divenuti
              abolizionisti   82   paesi   (61   sono   totalmente
              abolizionisti, 14 abolizionisti per crimini ordinari
              e 7 impegnati ad abolire la pena di  morte in quanto
              membri  del  Consiglio  d'Europa);   4  attuano  una
              moratoria  legale  delle  esecuzioni;  27  sono  gli
              abolizionisti  di  fatto  (non fanno  esecuzioni  da
              almeno 10 anni), e solo 72 i paesi mantenitori;

              - l'approvazione della risoluzione è stata raggiunta
              grazie   soprattutto  alla  campagna  internazionale
              promossa da  'Nessuno tocchi Caino' per l'abolizione
              della pena di morte entro il 2000, cui hanno aderito
              Premi Nobel, personalità della scienza  e dell'arte,
              rappresentanti di tutte le religioni e  di tutti gli
              orientamenti  politici,  parlamentari   di   diversi
              Paesi,  e  grazie  anche  a   numerose   istituzioni
              sovranazionali e nazionali, regionali e  locali  che
              hanno approvato mozioni e si sono impegnati a favore
              di una proposta di moratoria ONU delle esecuzioni;

              - oltre 100, tra Comuni, Province  e  Regioni  hanno
              già  sostenuto  dal  1993 la  campagna  di  'Nessuno
              tocchi  Caino' e hanno partecipato  alla  Marcia  di
              Natale, che si è tenuta a Roma il  25 dicembre 1998,
              in occasione della quale Papa Giovanni  Paolo  II ha
              pronunciato nel messaggio 'Urbi et  Orbi' un appello
              a favore dell'abolizione della pena di morte;

              - aderisce alla campagna internazionale  di 'Nessuno
              tocchi  Caino',  denominata  '1999  all'Onu  per  la
              moratoria delle  esecuzioni  capitali contro la pena
              di  morte',  che  ha  l'obiettivo  di  sostenere  la
              presentazione  e  l'approvazione  alle Nazioni Unite
              nell'anno  in   corso   della   risoluzione  per  la
              moratoria  delle   esecuzioni   e  di  integrare  la
              dichiarazione  universale  dei diritti dell'uomo con
              un nuovo diritto:  non  essere  uccisi  a seguito di
              una sentenza o misura giudiziaria,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad  aderire  per l'anno 1999  a  'Nessuno  tocchi
              Caino'  e  all'iniziativa   '1999,  all'Onu  per  la
              moratoria  delle  esecuzioni'   contro  la  pena  di
              morte, come socio fondatore;

              -  a  contribuire,  nella  qualità  di  socio,  alle
              attività dell'Associazione 'Nessuno tocchi Caino';

              - ad inviare la presente mozione al Presidente della
              Repubblica,  al   Presidente   del   Consiglio   dei
              Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento,
              al Presidente del Parlamento Europeo e al Segretario
              Generale delle Nazioni Unite.
              (6 luglio 1999)

                          ALFANO - SPEZIALE - STANCANELLI - LEANZA -
                          MELE - LA  CORTE - SPAGNA - PELLEGRINO -
                          COSTA -  MARTINO - DI MARTINO - NICOLOSI -
                          FORGIONE

      N. 364 - Provvedimenti volti  a  promuovere  la tutela della
              vita umana dal suo inizio.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - in Italia, sulla base della relazione del Ministro
              della  Sanità  relativa all'attuazione  della  legge
              n.194 del 22/5/1978, nel 1997 - ultimo anno al quale
              si  riferiscono i dati a disposizione -  sono  stati
              eseguiti   139.607   interventi   di    interruzione
              volontaria  della gravidanza nelle strutture  a  ciò
              autorizzate:  ciò  equivale  alla   eliminazione  di
              139.607 vite umane;

              - infatti, come la biologia e la medicina sostengono
              con argomenti inconfutabili, 'dall'istante in cui lo
              spermatozoo entra in contatto con la cellula  uovo e
              si affonda nel suo citoplasma (singamia) - dopo aver
              attraversato  la  zona pellucida - parte  una  nuova
              catena  di  attività  la  quale  indica,   in   modo
              evidente, che i due gameti non operano più  come  se
              fossero due sistemi tra loro indipendenti, ma che si
              è invece costituito un nuovo sistema che agisce come
              un'unità ( ... ). E' l'unità definita,  con  termine
              biologico,  zigote  o  embrione   unicellulare.   Lo
              zigote,  entro  15-20  ore  dalla  fusione  dei  due
              gameti,  risulta  essere  contraddistinto   da   due
              caratteristiche fondamentali:  è distinto  da  altri
              enti   e  opera  come  una  unità   individuale;   è
              intrinsecamente  orientato  ad  una ben  definita  e
              precisa     evoluzione.     Tali     caratteristiche
              -individuazione  e orientamento -  sono  determinate
              dal  genoma  o  dal  patrimonio genetico di  cui  lo
              zigote è  dotato.  Grazie  al  genoma,  lo zigote va
              incontro ad  uno  sviluppo che è: 1) umano (il nuovo
              genoma  deriva  dalla  fusione  di due genomi umani,
              teleologicamente  preparati  per  dare origine ad un
              nuovo soggetto della stessa specie);  2) individuale
              (il nuovo  genoma  lo  distingue  da tutti gli altri
              zigoti   umani);  3)  coordinato  (il  nuovo  genoma
              coordina  l'attività di migliaia di geni strutturali
              ... ); 4) continuo (il nuovo cielo vitale che inizia
              dalla   fecondazione   procede   (   ...   )   senza
              interruzione  (  ...  ):  se  c'è  interruzione  c'è
              patologia  o morte); 5) graduale (il nuovo individuo
              acquisisce   la   sua  forma  finale  attraverso  il
              passaggio da  forme  più semplici a forme sempre più
              complesse'  (Maria  Luisa  Di Pietro, Elio Sgreccia,
              Procreazione  assistita  e  fecondazione artificiale
              fra scienza, bioetica e diritto, Editrice La Scuola,
              Brescia 1999, pag.151);

              -  dunque,  fin  dal  momento del concepimento ci si
              trova  davanti  a  un  essere  umano,  dotato  di un
              suo    patrimonio   genetico   completo,   unico   e
              irripetibile,   le  cui  differenze  rispetto  a  un
              bambino  già  nato o a un adulto sono esclusivamente
              di età e di dimensione fisica;

              - di fronte a questo essere 'il diritto non  può  in
              nessun caso costruire un concetto autonomo  di  vita
              umana: se lo facesse verrebbe infatti meno  alla sua
              natura  di  strumento  di   organizzazione  sociale,
              pretendendo   di   determinare    l'oggetto   stesso
              dell'intervento  normativo'   (Mario  Zanchetti,  La
              legge  sull'interruzione  della   gravidanza,  Cedam
              1992, p.9);

              -  dal  1978 a oggi le vittime dell-ivg'  in  Italia
              sono state circa 3.500.000;

      CONSIDERATO che:

              - l'On. Giovanni Berlinguer, che fu uno dei relatori
              alla  Camera  della proposta di legge  poi  divenuta
              legge 194, aveva scritto, pochi giorni dopo  la  sua
              entrata in vigore, che il nuovo testo  'si propone (
              ...   ):   di  azzerare gli aborti  terapeutici;  di
              ridurre  gli aborti spontanei; di  assistere  quelli
              clandestini.   Si  propone  inoltre di  favorire  la
              procreazione cosciente, di aiutare la  maternità, di
              tutelare  la  vita umana dal suo  inizio'  (Giovanni
              Berlinguer, La legge sull'aborto,  Editori  Riuniti,
              Roma 1978, p. 168);

              - il bilancio dell'effettivo conseguimento  di  tali
              scopi,  alla  stregua  dei dati del  Ministro  della
              Sanità, deve tenere in considerazione quanto segue:

              1)  Gli  'aborti terapeutici' sono  quelli  'legali'
              tout  court,  poiché  l'articolo 4 della  legge  194
              include  le  varie  circostanze  il   cui   richiamo
              autorizza a ricorrere all'intervento  abortivo sotto
              un'unica e vaga indicazione di  salute,  considerata
              non  come  assenza di patologie rilevanti,  ma  come
              benessere  fisiopsichico inteso in senso  lato.  Che
              nel 1997, a vent'anni dall'approvazione della legge,
              gli aborti detti 'terapeutici' siano 139.607,  e per
              ogni  4  nati vivi vi sia un aborto  volontario  (su
              1.000  nati  vivi si registrano infatti  264  aborti
              volontari)  conferma  che  la  pratica   abortiva  è
              diffusa  capillarmente:   proprio  per   questo  non
              è  spiegabile   in   modo   esclusivo,   e   nemmeno
              prevalente,   con   situazioni   eccezionali  o  con
              difficoltà  insuperabili.  Essa è invece, nonostante
              le affermazioni  normative  di  segno  opposto,  uno
              strumento  di   controllo   delle  nascite;  né  può
              sostenersi che tale pratica sarebbe meno ampia se la
              contraccezione  artificiale  fosse  più  conosciuta,
              perché   è  vero  esattamente  il  contrario:  nella
              relazione riguardante  l'anno  1995  l'On.  Bindi ha
              scritto   che,   secondo   'indagini   dell'Istituto
              Superiore di Sanità,  di altri istituti di ricerca e
              di alcune regioni  (  ...  )  almeno  del 70-80% dei
              casi, il  ricorso  all'aborto  volontario avrebbe la
              finalità   di   interrompere   una   gravidanza  non
              desiderata intervenuta a seguito del fallimento o di
              un uso scorretto  dei  metodi per il controllo della
              fertilità';

              2)  Il profilo medio della donna che  abortisce,  in
              base  ai  dati  definitivi relativi  all'anno  1996,
              è coerente con queste conclusioni: si tratta infatti
              di una  gestante  che  nella  gran  parte dei casi è
              coniugata (56.2%,  con  punte del 69.6% al Sud), non
              separata (soltanto il 3.4%) né  divorziata (l'1.2%),
              in età compresa prevalentemente fra i 25 e i 34 anni
              (45.3%),  con  sufficiente livello di istruzione (il
              49.4% ha  il  diploma  di scuola media inferiore, il
              33% il diploma di scuola media superiore, e soltanto
              l'1.6% non ha alcun titolo di studio), e con non più
              di due  figli: in particolare, il 39.5% non ha alcun
              figlio, il  20.1%  ne  ha  uno,  il 27.3% ne ha due.
              Pertanto è  una  donna  che  si  trova in condizioni
              ottimali,  per  lo  meno  sotto  questi profili, per
              accogliere il nascituro;

              3)  La  legge  n.  194  del 1978 ha fallito pure sul
              versante  della  lotta alla clandestinità, se è vero
              che  l'aborto  clandestino  si  sarebbe attestato da
              qualche  anno  attorno alle 45.000 unità:  l'uso del
              condizionale  è  d'obbligo  per  l'impossibilità  di
              disporre  di  dati precisi.  E' significativo, sulla
              scorta  della  Relazione sull'attuazione della legge
              medesima presentata, per la parte di sua competenza,
              dal Ministro di Grazia e Giustizia, il dato relativo
              ai  procedimenti  penali avviati nel 1998 per aborti
              illegali:  pur  essendo  incompleti  (non  tutti gli
              uffici   giudiziari   interpellati   hanno   inviato
              risposte) sono stati 103 contro gli 81 del 1997, con
              un  incremento  di  oltre  il  25%, e con 135 medici
              denunciati;

              4) non si comprende in che modo sia stata conseguita
              una  maggiore  'coscienza'  della  procreazione, se,
              oltre un  quarto delle donne che ricorrono alla IVG,
              lo hanno  già  fatto  una  o  più volte in occasioni
              precedenti:  l'area  della  recidività  riguarda per
              l'esattezza   il  24.8%  delle  gestanti  che  hanno
              abortito nel 1996;

              5)  Infine, sempre con riferimento  agli  interventi
              dell'On.    Giovanni   Berlinguer,    l'aiuto   alla
              maternità  e la tutela della vita umana  vengono  in
              Italia   perseguiti   da   21  anni,  conferendo  il
              'diritto' di sopprimere ciò che fa diventare madre e
              violando   irreparabilmente   la   vita   umana.  E'
              peraltro  in  crescita  il  dato  relativo al numero
              di aborti  effettuati dopo la 12  settimana, che nel
              1996, come già nel 1995, è stato pari all'1.4% degli
              aborti  complessivamente  eseguiti  (nel 1997 era lo
              0.7% e  nel  1991 lo 0.9%.  Cresce, cioè, il ricorso
              all'interruzione di gravidanza all'approssimarsi del
              periodo di gestazione che consente la possibilità di
              vita autonoma del feto, nel momento stesso in cui la
              cronaca quotidiana segnala casi di aborti effettuati
              prima del  180   giorno di gravidanza, che in realtà
              causano  una  nascita prematura.  11 Prof.  Marcello
              Assumma,   primario   neonatologo  all'ospedale  'S.
              Camillo'  di  Roma, ha dichiarato in proposito:  'In
              un anno  e  mezzo  mi  è  accaduto cinque volte.  Si
              trattava  di parti abortivi:  tre bambini sono morti
              dopo  qualche  giorno,  due  sono sopravvissuti, sia
              pure con handicap gravi' (la Repubblica, 11/3/1999).
              Il  Prof  Marcello  Orzalesi,  primario  neonatologo
              dell'ospedale 'Bambin  Gesù' di  Roma, ha confermato
              questa  esperienza, ricordando che 'la medicina oggi
              permette  di  spostare indietro di due-tre settimane
              il limite  della  vita'  (idem).  In  base  alle più
              recenti  ricerche,  a  25 settimane, quando è ancora
              possibile,  sulla scorta dell'art.  6 della legge n.
              194  del 1978, l'aborto per finalità eugenetiche, le
              probabilità  di  sopravvivenza del feto sono pari al
              79% dei  casi.  Al Policlinico 'San Matteo' di Pavia
              da un aborto effettuato al 177  giorno di gravidanza
              è nato  un  bambino  vivo  e  vitale (la Repubblica,
              24/3/1999).  Tutto  ciò  conferma  che l'umanità del
              concepito  esiste  fin  dal  primo  istante,  che  è
              assurdo  farla  dipendere  dal progresso tecnologico
              che oggi  consente di far sopravvivere un feto anche
              al di  sotto del 180  giorno di gestazione, e che lo
              sforzo  delle strutture sanitarie dev'essere rivolto
              a  far  crescere  questa  consapevolezza,  e  non  a
              distribuire acriticamente certificati per abortire;

      RILEVATO che:

              -   la  risoluzione  del  Parlamento   europeo   del
              16.3.1989  (doc.  A  2-372/88) fa  riferimento  alla
              'necessità  di  proteggere  la  vita umana  fin  dal
              momento dei concepimento';

              - in base all'art.  7 comma 3 della legge n. 194 del
              1978,  'quando  sussiste   la  possibilità  di  vita
              autonoma del feto,  l'interruzione  della gravidanza
              può  essere  praticata solo nel  caso  di  cui  alla
              lettera a) dell'articolo 6 e  il  medico  che esegue
              l'intervento  deve adottare  ogni  misura  idonea  a
              salvaguardare la vita del feto';

              -  diventa  ineludibile   conoscere   se   e   quali
              iniziative  siano  state   adottate   finora   nelle
              strutture nelle quali si pratica  l'aborto - e quali
              eventualmente si intendano adottare  -  al  fine  di
              salvaguardare realmente la vita  del feto, posto che
              la sfera di applicabilità  dell'art.7  comma 3 della
              legge n. 194 del 1978 non incontra limiti temporali,
              e quindi vale anche al  di  sotto  della  soglia del
              180  giorno di gestazione;

              -   un   profilo   preoccupante   della   perdurante
              diffusione del ricorso all'aborto è  l'assenza della
              fase  dell'aiuto  e della dissuasione, che  pure  la
              legge   prevede:   secondo  l'art.5,   allorché   la
              gestante  si  rivolge  al  consultorio,  o   a   una
              struttura socio-sanitaria  o  al  proprio  medico di
              fiducia, costoro dovrebbero  indurla  a  riflettere,
              prospettando le  possibili  alternative  all'aborto;

              -  per  verificare  se   ciò   accade   realmente  è
              sufficiente constatare che nel  1995  il 73.9% degli
              aborti sono avvenuti  dietro mera certificazione del
              medico     di     fiducia     o     del     servizio
              ostetrico-ginecologico:  il che  vuol  dire  che  la
              'dissuasione'   è   coincisa    con    il   rilascio
              dell'attestazione  di   gravidanza,  necessaria  per
              sottoporsi  all'intervento;

              -  solo  il  24.5%  delle   donne   è   passata  dai
              consultori;  ma nessuna ricerca è stata condotta sul
              rispetto,  da  parte  del  personale  addetto,  agli
              stessi scopi  per  i  quali  i consultori sono stati
              istituiti  e  sono  stati  in seguito inseriti nella
              procedura  abortiva.
              In  particolare non esistono rilevazioni statistiche
              sull'effettivo perseguimento:

              a) degli obiettivi indicati dall'art.l.  della legge
              n. 405 del 29 luglio 1975, istitutiva dei consultori
              familiari,     responsabili    relativamente    alla
              preparazione  alla  paternità, alla maternità e alla
              divulgazione delle informazioni idonee a prevenire o
              a promuovere la gravidanza;

              b)  del  dovere, previsto dall'art.2 comma  1  della
              stessa  legge, di informare la coppia  sul  rispetto
              delle norme in favore della gestante  lavoratrice  e
              di  contribuire a superare le cause  che  potrebbero
              indurre a interrompere la gravidanza;

              c)  della collaborazione, prevista dall'art. 2 comma
              2   della   stessa   legge,  delle  associazioni  di
              volontariato;

              -  scrive  il  Ministro  della   Sanità  nell'ultima
              relazione relativa all'attuazione della  legge n.194
              dei  22.5.1978,  più  volte  citata, che  'il  ruolo
              centrale  dovrebbe  essere  giocato  dai  consultori
              familiari,     opportunamente      potenziati      e
              riqualificati'; e tuttavia, a fronte della riduzione
              sull'intero territorio nazionale, avvenuta nel 1995,
              dei consultori nella misura di 59 unità,  lo  stesso
              Ministro  aggiunge:  'ciò sembrerebbe  indicare  una
              diminuzione di attenzione e un disinvestimento verso
              l'attività  consultoriale, in contrasto  con  quanto
              già   espresso   nel  precedente   Piano   Sanitario
              Nazionale  per  il  triennio  1994-96';

              - trascurando altre considerazioni, non si comprende
              come  possa  funzionare  la  fase della dissuasione,
              considerato  che  nei  consultori  non  vi  è alcuna
              separazione  - con personale o con locali differenti
              - fra  questo  tipo  di  attività  e il rilascio del
              certificato necessario per l'intervento abortivo,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  dare  completa  attuazione,  per la  parte  di
              propria competenza, e in particolare per  il tramite
              degli  Assessorati   Sanità   ed   Enti  locali,  ai
              propositi  contenuti  nell'articolo  1  della  legge
              22/5/1978 n.194,  e  in  particolare a promuovere la
              'tutela della vita umana dal suo inizio';

              - conseguentemente, a promuovere periodiche campagne
              di informazione relative alla identità biologica del
              nascituro e alla prevenzione dell'aborto;

              - a far rispettare in modo rigoroso il  disposto  di
              cui all'art.7 comma 3 della  legge  n. 194 del 1978,
              verificando se nelle strutture sanitarie nelle quali
              si pratica l'aborto siano  state  adottate  tutte le
              iniziative necessarie per  salvaguardare la vita del
              feto;

              -  a sottoporre a rigorosa verifica le  modalità  di
              esercizio da parte dei soggetti  interessati (medici
              e  operatori  dei  consultori)  della   fase   della
              prevenzione e della dissuasione all'aborto,  di  cui
              all'art.4 della legge n.  194 del 1978, separando in
              modo netto  - anche attraverso la predisposizione di
              personale e di  locali  differenti  - questo tipo di
              attività da  quello  del  rilascio  del  certificato
              necessario per l'intervento abortivo;

              -  ad adottare i provvedimenti necessari  di  ordine
              amministrativo  perché la dissuasione  non  coincida
              - con  generiche  esortazioni,  ma  si traduca nella
              concreta  indicazione  delle alternative all'aborto,
              con    particolare   riguardo   alla   gestante   in
              difficoltà;

              -  in  particolare,  a   promuovere  un  costante  e
              organico coordinamento fra  gli  Enti  locali,  teso
              alla  concreta  individuazione  degli  strumenti  di
              aiuto per le gestanti in difficoltà;

              -  a  dare spazio, all'interno delle  strutture  che
              intervengono  nell'iter  dell'aborto   'legale',  al
              volontariato impegnato nella difesa della  vita  del
              nascituro,  eliminando  ogni  ostacolo  a   che  gli
              operatori  dei  centri  di  aiuto  alla   vita,  nel
              rispetto della riservatezza della gestante, svolgano
              la loro opera di dissuasione all'ivg.
              (8 luglio 1999)

                          STANCANELLI  -  BRIGUGLIO  -  CAPUTO  -
                          CATANOSO  GENOESE - GRANATA - LA GRUA -
                          RICOTTA - SCALIA - SOTTOSANTI -
                          STRANO - TRICOLI - VIRZI'

      N. 365 - Avviamento   a   selezione  da  parte  dell'Ufficio
              provinciale  del  lavoro e della massima occupazione
              di  Palermo  (sezione  collocamento)  dei lavoratori
              inseriti nella graduatoria ex art. 16 della L. n. 56
              del  1987,  riferita all'anno 1991, con qualifica di
              ausiliari agenti socio-sanitari.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - l'articolo 1 della l.r. n. 17 del 1993, al fine di
              soddisfare  le  esigenze  delle  strutture  ed unità
              operative   del  Policlinico  dell'Università  degli
              Studi  di Palermo, prevede l'incremento di 206 unità
              appartenenti all'area funzionale socio-sanitaria del
              contingente  di  cui all'art. 5 della l.r. n. 32 del
              1987;

              - l'art. 1 della l.r. n.  12 del 1991 stabilisce che
              le  UU.SS.LL. della Sicilia effettuano le assunzioni
              del  personale da inquadrare in qualifiche o profili
              per  l'accesso  ai quali è richiesto il possesso del
              titolo di studio non inferiore a quello della scuola
              dell'obbligo,   salva  l'osservanza  delle  relative
              disposizioni sul collocamento obbligatorio;

              - nel mese di settembre del 1993, è stata pubblicata
              presso  l'Ufficio  di  collocamento  di  Palermo  la
              graduatoria  ex  art.  16 della legge n. 56 del 1987
              per  la qualifica di agenti socio-sanitari, relativa
              all'anno 1991;

              -  nonostante  il  fatto  che proprio quell'anno per
              l'ammissione alla graduatoria fosse stata richiesta,
              oltre   alla   normale  documentazione,  una  'prova
              d'arte',  il  numero di iscritti nella lista subì un
              incredibile aumento, pari ad oltre il 200%, rispetto
              all'anno precedente;

              -  i  primi  avviamenti  in  servizio  di lavoratori
              provenienti  da  quella lista sono avvenuti nel mese
              di  novembre del '93, ma già prima che ciò avvenisse
              l'Assessorato   aveva  dovuto  disporre  un'indagine
              amministrativa   sulla  corretta   redazione   della
              graduatoria ed era stato  pertanto  informato  delle
              numerosissime e svariate irregolarità compiute;

              -   in  particolare   nella   relazione   conclusiva
              dell'indagine veniva segnalato che:

              a)  si è consentito l'accesso in graduatoria anche a
              coloro  i  quali  non  risultavano  in  possesso del
              titolo  di  studio,  ossia  la  scuola dell'obbligo:
              risulta  infatti  che almeno 22 disoccupati inseriti
              in  graduatoria  e successivamente avviati al lavoro
              non  erano  in possesso della licenza media ed erano
              nati   dopo   il   1952  (ultimo  anno  in  cui  era
              considerato  assolto  l'obbligo  scolastico  con  il
              conseguimento della sola licenza elementare);

              b)   nessuna   delle   istanze  (mod.  C/iscriz.)  è
              risultata   essere   mai   stata  istruita:  i  dati
              riportati  sui listati in ordine al carico familiare
              e   alla   situazione   reddituale   e  patrimoniale
              scaturivano  dalla  sola e semplice dichiarazione di
              parte,   non  confermata  dalla  documentazione  che
              l'ufficio    aveva    l'onere   imprescindibile   di
              richiedere;

              c)  veniva  riconosciuto  a   molti   lavoratori  un
              punteggio per il carico familiare che,  in base alle
              vigenti  norme  sulla  materia,  non  poteva  essere
              attribuito  se  non  sul presupposto  che  anche  il
              coniuge    fosse    iscritto    nelle    liste    di
              disoccupazione;

              d)  per  l'anzianità di disoccupazione, solo in casi
              sporadici   si   era   tenuto  conto  della  vigenza
              dell'art.  10  della legge n. 56 del 1987, oltre che
              di tutte le altre norme che regolano l'argomento;

              e) numerosi nominativi inseriti  in graduatoria sono
              risultati essere quelli di coniugi  del personale in
              servizio  presso l'ufficio stesso e, nonostante ciò,
              a molti  di essi è stato attribuito il punteggio per
              il carico familiare;

              f)  gli atti d'ufficio celati con premeditazione per
              ostruzionismo  e  con  omertà da tutto il personale,
              ivi   compreso   il  capo  ufficio,  hanno  rivelato
              alterazioni   e  falsificazioni  tali  da  risultare
              totalmente snaturata l'essenza di atto fidefacente;

              g)  molti  atti  d'ufficio  riportavano  la dicitura
              originale  non reperibile, che nella realtà indicava
              l'esigenza   di   ricostruire,   con   l'uso  di  un
              duplicato,   situazioni   giuridiche   che  non  era
              vantaggioso evidenziare;

              h)  la  dicitura 'si revoca la radiazione' in nessun
              caso    era    supportata   da   apposito   motivato
              provvedimento;  addirittura,  in  molti  casi si era
              ritenuto  di  non usare neanche il termine 'revoca',
              reputandosi sufficiente incasellare con un tratto di
              penna il termine 'radiato il';

              i)   è  risultato,  ancora,  che  alcuni  lavoratori
              godessero    di   un'anzianità   di   disoccupazione
              antecedente  la data di prima iscrizione nelle liste
              della disoccupazione;

              -  gli  estensori della relazione affermavano quindi
              che la graduatoria rivelava un tale concerto di vizi
              da  risultarne  irrimediabilmente   compromessa   la
              legittimità;

              -  secondo  quanto  stabilito  dalla legge, gli enti
              presso  i quali gli agenti socio-sanitari sono stati
              avviati  avrebbero  dovuto, prima dell'immissione in
              servizio,   verificare   il   possesso   di   alcuni
              requisiti,  tra  i  quali anche il carico penale, ma
              ciò con  tutta  evidenza  non  è avvenuto se è stato
              possibile  che,  in  almeno  due  casi,  siano stati
              avviati   al  lavoro  dei  pregiudicati  (anche  per
              omicidio)  con  procedimenti  penali  conclusi  e in
              corso  (tali casi rientravano tra quelli per i quali
              è   stata  adottata  la  revoca  dell'avviamento  al
              lavoro, sospesa, però, dal TAR);

              -  a  partire  dal  mese di marzo del 1994, soltanto
              pochi   giorni   dopo  che  da  parte  dell'autorità
              giudiziaria    erano    stati   emessi   ordini   di
              carcerazione  in danno di funzionari dell'ufficio di
              collocamento,  dell'ex  direttore  dello stesso e di
              alcuni  disoccupati, sono cominciati i provvedimenti
              di revoca dell'avviamento al lavoro nei confronti di
              alcuni  disoccupati  irregolarmente  inseriti  nella
              graduatoria,  che  fino  ad oggi sono stati in tutto
              una  ventina  (mentre  per  un  centinaio  di  altri
              disoccupati  l'accertamento  dell'irregolarità  e la
              conseguente  esclusione  dalla  graduatoria  è stato
              antecedente all'avviamento al lavoro);

              -  15 provvedimenti di revoca sono stati sospesi dal
              TAR, in attesa che lo stesso si pronunci sui ricorsi
              presentati dagli agenti  socio-sanitari interessati,
              mentre su altri 4 si attende ancora una pronuncia in
              merito alla sospensione del provvedimento;

              - la palese irregolarità della  graduatoria 1991 per
              gli  agenti socio-sanitari  avrebbe  dovuto  portare
              codesto Assessorato ad un  suo  annullamento,  prima
              ancora che dalla stessa  fossero  tratti disoccupati
              da avviare al lavoro, considerato anche il fatto che
              la      relazione      conclusiva      dell'indagine
              amministrativa, a suo tempo  disposta, fu consegnata
              prima dagli stessi avviamenti;

              - la mancata adozione di tale  provvedimento,  da un
              lato   espone,  ora,  l'Amministrazione   a   lunghi
              contenziosi  e  dall'altro  ha   arrecato  un  danno
              gravissimo  ai  disoccupati  che   si   sono   visti
              scavalcare  nella  graduatoria da  altri  privi  dei
              titoli o, peggio, che  avevano  fornito informazioni
              o, addirittura, titoli falsi;

              - con sentenza emessa in data 16.2.1999 il Tribunale
              di Palermo, sezione quinta penale,  ha  condannato i
              Sigg.ri Militello Michele,  Guzzo  Salvatore, Morale
              Vincenzo, Zammito Gaetano,  D'Alessandro  Salvatore,
              Raffagnino Francesco Paolo, Averna Cosimo, in quanto
              ritenuti colpevoli di avere  alterato le graduatorie
              dell'ufficio  di  collocamento,  accertando  in  tal
              senso la irregolarità delle  procedure  seguite  per
              l'avviamento al lavoro;

              - con atto depositato in data 28  aprile 1999, tutti
              i   soggetti   hanno  presentato   un   esposto   al
              Procuratore  Capo  della  Repubblica,  Dr  Giancarlo
              Caselli, al Prefetto di Palermo, al Presidente della
              Regione   e   ai    Presidenti   delle   Commissioni
              parlamentari   antimafia  nazionale   e   regionale,
              richiedendo  l'avvio  di  indagini  preliminari  per
              accertare    per    quali     motivi,     nonostante
              l'accertamento  in  sede  amministrativa  e  penale,
              dell'alterazione  delle graduatorie,  sino  ad  oggi
              nessun   provvedimento   sia   stato   adottato  dai
              dirigenti  dell'Ufficio  provinciale  del  lavoro  e
              della  massima  occupazione  da parte delle autorità
              regionali  competenti  e da parte del Policlinico di
              Palermo,  presso  il  quale  sono  stati destinati i
              soggetti assunti;

              - l'Avvocatura generale dello Stato  di Palermo, con
              atto  n.  7732 del 5.3.1996, ha  stabilito  che  pur
              essendo  il  concorso  bandito  nel   1994   e   gli
              avviamenti effettuati, non  esiste alcun pregiudizio
              per   il   ripristino  della   legalità...   e   che
              l'opportunità di provvedere all'adozione  di atti in
              autotutela è rimessa  alla  valutazione  dell'organo
              regionale e che gli interessati hanno  il  diritto a
              non essere pregiudicati  da  determinazioni  assunte
              sulla base di selezioni risultate viziate;

      CONSIDERATO che:

              -  l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
              la    formazione   professionale   e   l'emigrazione
              pro-tempore, Carmelo Briguglio, con nota n.  560 del
              10.4.1996,  diretta  al capo reparto di Via Cimabue,
              al  Dirigente  la  Sezione  del  collocamento di Via
              Veronese   e   al   capo  ufficio  di  Via  Cimabue,
              trasmetteva  il  parere dell'Avvocatura dello Stato,
              invitando   i   predetti   uffici   ad   attivare  i
              provvedimenti  opportuni  e  doverosi,  invitandoli,
              inoltre,   a   conformarsi   all'indirizzo  espresso
              dall'Avvocatura dello Stato e trasmettendo le schede
              dei  soggetti  assunti,  in  palese  violazione alle
              norme   di   legge,  regolanti  l'avvio  al  lavoro,
              indicando  per  ciascuno di essi le alterazioni e le
              falsità commesse;

              - le stesse irregolarità sono state accertate con la
              relazione  ispettiva  disposta dall'Assessore per il
              lavoro,   la   previdenza   sociale,  la  formazione
              professionale  e  l'emigrazione pro-tempore ad opera
              di tre ispettori regionali;

              -  con  nota n. 396 del 20 febbraio 1997, inviata al
              Direttore  provinciale  del  Lavoro,  all'Università
              degli   Studi   di   Palermo,  alla  Azienda  n.  6,
              all'Ufficio regionale del Lavoro, l'Assessore per il
              lavoro,   la   previdenza   sociale,  la  formazione
              professionale e l'emigrazione On. Carmelo Briguglio,
              si  chiedeva,  ai  competenti uffici, l'annullamento
              degli atti e la modifica delle graduatorie, ai sensi
              dell'art. 33 della L. n. 300 del 1970;

      RILEVATO che    l'On.    Salvino    Caputo   ha   presentato
              un'interrogazione  (n.  3068)  al  Presidente  della
              Regione e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
              sociale,     la     formazione    professionale    e
              l'emigrazione,  per  sapere:

              1) se  corrispondesse   a verità che buona parte dei
              disoccupati  avviati  al  lavoro  provenienti  dalla
              graduatoria  per agenti socio-sanitari (qualifica di
              IV  livello) del 1991 fossero stati inquadrati dagli
              enti   destinatari   come  ausiliari  socio-sanitari
              (qualifica  di  III livello) e, in caso affermativo,
              come si  spiegasse  tale fatto e se l'Assessorato lo
              giudicasse regolare;

              2) in che cosa consistesse la prova d'arte richiesta
              agli  aspiranti  iscritti  nella  graduatoria  degli
              agenti  socio-sanitari  che,  invece che limitare il
              numero degli iscritti, lo ha fatto lievitare in modo
              incontrollato;

              3)  come  si  potesse  spiegare  che  l'Assessorato,
              sebbene   informato   per  tempo  sulle  numerose  e
              gravissime  irregolarità che contraddistinguevano la
              graduatoria,   non   avesse   assunto  provvedimenti
              conseguenti  e  come  si potesse spiegare che nessun
              provvedimento   fosse  stato  assunto  nemmeno  dopo
              l'intervento dell'autorità giudiziaria;

              4)    se corrispondesse a verità che non fosse stata
              richiesta  l'assistenza legale dell'Avvocatura dello
              Stato  per  i  procedimenti intentati innanzi al TAR
              dai socio-sanitari che avevano ricevuto la revoca e,
              in  caso  affermativo,  se  non  ritenesse  di dover
              richiedere  tale  intervento  per  la  tutela  degli
              interessi dell'Amministrazione;

              5)       quali  provvedimenti  l'Assessorato  avesse
              adottato  o  intendesse  adottare,  anche  a  tutela
              dell'Amministrazione,  nei  confronti  di coloro che
              erano  stati  illegittimamente  avviati  al lavoro e
              affinché   i  disoccupati,  esclusi  a  causa  delle
              irregolarità  della  graduatoria del 1991, potessero
              vedere rispettati i propri diritti con il ripristino
              della legalità;

              6)    se  intendesse nominare un commissario ad acta
              che  provvedesse a rimodulare l'originaria graduato-
              ria,  per escludere dall'avviamento coloro che erano
              stati  illegittimamente assunti, per sostituirli con
              coloro che  pur  avendone  i titoli e i requisiti di
              legge erano stati invece esclusi;

              CONSIDERATO  infine  che,  sino  ad oggi, il Governo
              della  Regione  non ha assunto alcuna determinazione
              al riguardo, consentendo il perpetuarsi di palesi ed
              accertate  responsabilità  e  mantenendo un immorale
              sistema di illegalità,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                L'ASSESSORE PER IL LAVORO, LA PREVIDENZA SOCIALE,
                   LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E L'EMIGRAZIONE

              ad  adottare  tutti gli atti finalizzati alla revoca
              della  graduatoria  e  alla  sua  riformulazione e a
              consentire  l'avviamento  al  lavoro  di  tutti quei
              soggetti  che  avevano  i requisiti per ricoprire il
              posto    di    operatore    socio-sanitario,    onde
              ripristinare  la  legalità, fortemente e dolosamente
              violata,  con  l'avallo  e  la copertura di uffici e
              funzionari regionali.
              (8 luglio 1999)

                                  CAPUTO - GRANATA - STANCANELLI -

     PRESIDENTE. Le  mozioni  testé  annunziate  soo demandate alla
  Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari perché se ne
  determini la data di trattazione.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Si passa al  terzo  punto  dell'ordine del giorno:
  Svolgimento ai sensi dell'articolo  159  3  comma del Regolamento
  interno  delle   interrogazioni   della   rubrica   Cooperazione,
  Commercio, Artigianato e Pesca.
       Si  procede  con  l'interrogazione   n.  257  dell'onorevole
  Guarnera "Notizie in ordine ai benefici erogati dalla CRIAS ai
 (v.nota)  sensi dell'articolo 42  della legge regionale n. 25 del
 1993.

             Al Presidente  della  Regione  e all'Assessore per la
          cooperazione, il  commercio,  l'artigianato  e la pesca,
          premesso che:

             - l'art. 42 della l.r. 1.9.1993, n. 25 stabilisce, al
          comma 1, che le imprese artigiane che fruiscono di mutuo
          per l'ampliamento, per l'impianto e per l'ammodernamento
          di opifici  artigianali  erogato dalla CRIAS, in difetto
          con il  pagamento  delle rate scadute successivamente al
          30.6.92 possono essere ammesse a beneficiare di un nuovo
          piano di  ammortamento  dell'intero  debito  residuo con
          decorrenza 1.1.95;

             - con D.A. dell'11.12.93 veniva stabilito che:

             1) legittimate ad usufruire delle agevolazioni di cui
          alla citata  legge  erano  da  considerarsi  solo quelle
          imprese  artigiane   (beneficiarie  di  un  mutuo  CRIAS
          finalizzato      all'impianto,     all'ampliamento     e
          all'ammodernamento degli  opifici)  che  si  trovano  in
          difetto con il  pagamento  di  una  o  più  rate scadute
          successivamente al 30.6.92 e prima del 10.9.93;

             2) i nuovi  piani di ammortamento, riformulati con lo
          stesso tasso e  la  stessa  durata  di quelli originari,
          avrebbero   avuto   decorrenza  dall'1.1.95  e  dovevano
          comprendere  l'intero  debito  residuo oltre all'importo
          delle rate scadute;

             3) per gli adempimenti  di  cui  alla  l.r. n. 10 del
          1991  la  CRIAS,  tra  l'altro,  entro  due  mesi  dalla
          ricezione dell'istanza presentata dall'impresa artigiana
          che intendeva avvalersi  dei benefici di cui all'art. 42
          della  l.r.  n.   25  del  1993,  doveva  concludere  il
          provvedimento  di  ammissione  al  beneficio  e  rendere
          pubblica  la  notizia  mediante  affissione  di  elenchi
          nominativi all'albo dell'ente;

             4)  la   CRIAS   aveva   l'obbligo   di  trasmettere,
          mensilmente,  all'Assessorato  Cooperazione un prospetto
          analitico delle istanze prodotte dalle succitate imprese
          artigiane;

             per sapere:

             - se risulti vero  che  i benefici di cui all'art. 42
          della l.r. n. 25  del  1993  sono  stati estesi anche ad
          imprese artigiane che  avevano contratto un mutuo per il
          solo acquisto  di  macchinari  e/o  attrezzature  e che,
          pertanto, dovevano essere escluse da tale beneficio;

             - se risulti vero che, tra  queste  imprese  avrebbe,
          sempre   illegittimamente,    beneficiato    di    detta
          agevolazione anche l'impresa artigiana del signor  Paolo
          Grande di Siracusa, che negli anni '89-'93 ha  ricoperto
          la carica di consigliere di amministrazione della stessa
          CRIAS e che, sebbene pluriprotestato, non  è  stato  mai
          dichiarato  decaduto  dalla  carica  come  espressamente
          previsto dallo statuto dell'ente;

             - se risulti vero che, oltre  a  tale  beneficio,  il
          signor Paolo Grande avrebbe anche ottenuto, sempre dalla
          CRIAS, addirittura un ulteriore prestito dell'importo di
          L.  40  milioni  e  che  tutti  gli   effetti   cambiari
          scaturenti  da  tale  ultimo   mutuo   sarebbero   stati
          compilati  in  maniera  tale   da   non   poter   essere
          successivamente protestati in quanto mancanti di  alcuni
          requisiti fondamentali;

             - se risulti vero che la CRIAS non avrebbe concluso i
          provvedimenti di ammissione al beneficio entro due  mesi
          dalla ricezione delle istanze, così come prescritto  dal
          D.A 11.12.1993 e non  avrebbe  mai  reso  pubblica  tale
          notizia  mediante  affissione  di   elenchi   nominativi
          all'albo dell'ente;

             - se risulti vero che, sempre contrariamente a quanto
          prescritto dal D.A. 11.12.1993, la CRIAS non avrebbe mai
          trasmesso a codesto Assessorato il  prospetto  analitico
          delle   istanze   prodotte   dalle   succitate   imprese
          artigiane;

             - se e in che data, le imprese  artigiane  ammesse  a
          tale beneficio, compresa quella del signor Paolo Grande,
          abbiano poi stipulato il nuovo  atto  di  mutuo  da  cui
          doveva  scaturire  la   rimodulazione   del   piano   di
          ammortamento relativo al debito residuo.

             (19 settembre 1996)

                                     GUARNERA - PIRO

        ********
        - Con nota n. 3369 del  25  novembre  1996  il  Presidente
          della Regione ha delegato l'Assessore per la cooperazione.
       Ha  facoltà   di   parlare  l'Assessore  alla  cooperazione,
  commercio,   artigianato  e  pesca,   onorevole   Battaglia   per
  rispondere alla interrogazione numero  257 a firma dell'onorevole
  Guarnera.

    BATTAGLIA,   assessore   alla   cooperazione,   al   commercio,
  all'artigianato e alla pesca.  In riferimento alla interrogazione
  succitata, dagli  atti  in  possesso  di  questa Amministrazione,
  emerge quanto segue.
       Le richieste pervenute alla CRIAS sono le seguenti
       Ardagna Tiziana - Salemi, prot. 10506
       Asaro Giacomo - Palermo prot. 11328
       Belfiore Giuseppe - Siracusa prot. 14621
       Bianca Francesco - Novara di Sicilia prot. 10037
       Di Dio Giovanni - Novara di Sicilia prot. 11356
       Mirabella Giovanni - Catania prot. 13911
       Grande Paolo - Fontane Bianche pro. 8886
       Foderà Francesco - Calatafimi
       Tali  ditte  non  hanno  inteso procedere alla stipula degli
  atti   modificativi   e   non   hanno   prodotto   la  necessaria
  documentazione per cui si trovano in contenzioso.
       Per le seguenti pratiche
       Bisanti Luigi - Caltagirone prot. 4730
       Gagliano Giuseppe - prot. 12226
       Gambuzza Domenico - Catania prot. 9501
       sono  stati  stipulati gli atti modificati ma le stesse sono
  tornate in contenzioso.
       L'unica  pratica  andata  a  buon  fine è quella della ditta
  Ardagna Tiziana di Salemi che ha saldato il debito.
       Relativamente ai sei quesiti posti dagli interroganti, dagli
  atti  in  possesso  agli  Uffici  dell'Assessorato  Cooperazione,
  Commercio,  Artigianato e Pesca deve dirsi che risultano inserite
  nelle   delibere   n.  942/7  del  21.12.1994  e  n.  943/10  del
  31.01.1995   alcune   pratiche  che  non  dovevano  godere  delle
  agevolazioni di cui all'art.  42 L.R.  25/93.  In fase successiva
  sono state tutte eliminate.
       Il  Sig. Paolo Grande ha ottenuto un prestito di esercizio i
  cui  effetti  risultano tutti protestati per cui, non risponde al
  vero  che  tali  effetti  sarebbero  stati  compilati  in maniera
  erronea.  Tali  effetti  protestati  si  trovano in mano all'Avv.
  Giuliano  di  Siracusa  e depositati in Tribunale in relazione ai
  provvedimenti espropriazione immobiliare n. 56/94 e n. 581/94.
       I  provvedimenti  di  ammissione  al  beneficio  sono  stati
  conclusi tutti entro i termini previsti.
       Con  le  delibere  n.  942/7  del 21.12,1994 e n. 943/10 del
  31,01.1995  questa  Amministrazione  è  stata  informata  circa i
  nominativi che hanno richiesto le agevolazioni previste dall'art.
  42 L.R. 25/93.
       Con   la  nota  prot.  7920/SEgr,  sono  stati  segnalati  i
  nominativi  che hanno stipulato il relativo atto modificativo: Da
  tali agevolazioni è stato escluso il Sig. Paolo Grande che mai ha
  stipulato atto modificativo.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Guarnera per
  dichiararsi  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     GUARNERA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho preso la
  parola per dire che  sono parzialmente soddisfatto, nel senso che
  credo  che  non   sia  stata  data  risposta  ad  un'affermazione
  contenuta nell'interrogazione, cioè  che  il signor Paolo Grande,
  consigliere  d'amministrazione  della  stessa  CRIAS,  nonostante
  pluriprotestato  non sia  stato  mai  dichiarato  decaduto  dalla
  carica, come prevede lo statuto dell'Ente.
       Quindi, su questo  punto  non  mi pare che l'Assessore abbia
  risposto. Poi  prendo  atto  delle  altre  risposte e mi riservo,
  ovviamente,  di  valutare  lo  scritto  per  eventuali  ulteriori
  deduzioni. Ma  su  questo punto mi pare che l'assessore non abbia
  dato  alcuna  risposta.  Peraltro,  chiudo l'intervento rilevando
  come  sull'attività  della  CRIAS  ho  presentato  nella  passata
  legislatura   e   in   questa  legislatura  ben  quaranta  e  più
  interrogazioni   e  ritengo  che  sull'attività  di  questo  Ente
  probabilmente la Commissione regionale antimafia debba occuparsi,
  così come  si  è  occupata  nel  passato,  dell'IRCAC,  perchè, a
  giudizio di  chi  vi parla, sono state commesse negli ultimi anni
  numerose e ripetute irregolarità, degne di approfondimento.

     BATTAGLIA,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Della CRIAS?

     GUARNERA.  Sì,  della  CRIAS.  Queste  sono le valutazioni che
  faccio sulla base delle numerose interrogazioni che ho presentato
  ultimamente.
       Sul punto,  non  so se l'Assessore è in grado di rispondere,
  rispetto  alla  mancata  decadenza  del  Grande  dal consiglio di
  amministrazione.

     BATTAGLIA,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevole Guarnera,
  in ordine alle  ripetute  segnalazioni  eventuali irregolarità da
  accertare, ovviamente, nella  gestione  della CRIAS, contenute in
  numerose interrogazioni da  lei  sottoscritte,  ma debbo dire non
  solo  da lei, e  numerose  segnalazioni  che  sono  pervenute  in
  Assessorato anche da  persone  diverse  da colleghi parlamentari,
  posso  assicurare  che  ho  già  disposto  l'invio  di  ispettori
  dell'assessorato che dovranno accertare una serie di irregolarità
  che    vengono    sottoposte   all'attenzione   dell'Assessorato.
  Ovviamente poi non ho  nessuna  difficoltà  a  riferire  a  lei e
  all'Aula in ordine  alle  risultanze  che l'ispezione dovesse poi
  indicarci.
       Per   quanto   riguarda  la  decadenza  del  componente  del
  consiglio  d'amministrazione,  Grande,   non  sono  in  grado  di
  fornirle  alcuna   indicazione  perchè  non  spetta,  ovviamente,
  all'Amministrazione regionale proclamare la decadenza.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  803,  a  firma
  Guarnera: Valutazione dell'opportunità della permanenza in carica
  del dott.  Giuseppe Scuderi, alla  guida  di  importanti enti che
  gestiscono somme provenienti dalle  casse regionali.

          Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per la
      cooperazione,   il  commercio,  l'artigianato  e  la  pesca,
      premesso che:

          - il  dott.  Giuseppe Scuderi è Presidente dell'ASAC, la
      società  che  gestisce  i  servizi  a  terra  dell'aeroporto
      Fontanarossa    di   Catania,   presidente   del   Consorzio
      agroalimentare di Catania, nonché componente  del  consiglio
      di amministrazione della società costituita per la creazione
      dell'interporto di Catania;

          - su  un  unico  soggetto,  dunque,  si sono concentrate
      improvvisamente una serie di cariche di un certo rilievo;

          - tutti questi enti fruiscono annualmente di consistenti
      finanziamenti  regionali   per   la   gestione  dei  servizi
      d'istituto e ancor di più  nel prossimo futuro a causa delle
      importanti opere che  devono essere realizzate, per esempio,
      per l'ampliamento dell'aereoporto di Fontanarossa;

          - il  dott. Scuderi, tuttavia, ha subito un procedimento
      penale  per   truffa   ed   altri   reati  tutti  di  natura
      finanziaria, conclusosi  per estinzione del reato a causa di
      intervenuta  prescrizione;  la sentenza, appellata dal dott.
      Scuderi, è stata  successivamente confermata: da entrambe le
      sentenze, di primo e  di  secondo  grado, emerge che Scuderi
      'ha posto in essere  un  disegno  truffaldino'  che  'la sua
      responsabilità per il reato di truffa aggravata è palese', e
      che   'per   quanto  attiene,  poi,  ai  reati   di   natura
      finanziaria, la responsabilità dello stesso è indubbia';

          - non  si  comprende,  dunque, come mai il dott. Scuderi
      assommi in sè tante e tali funzioni, a meno che egli non sia
      il terminale  di una cordata politica ed economica che tende
      a occupare posti chiave nell'economia catanese;

          per sapere se  ritengano  compatibile  con  il  pubblico
      interesse la permanenza  in  carica  del  dott. Scuderi alla
      guida di importanti enti  che  gestiscono  somme provenienti
      dalle casse regionali,  alla  luce di quanto affermato nelle
      due sentenze richiamate.

       Ha facoltà di  parlare  l'Assessore Battaglia per fornire la
  risposta.

     BATTAGLIA,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  con riferimento all'atto  ispettivo  sopra richiamato si rassegna
  quanto segue.
       Nel marzo  1997,  data di presentazione dell'interrogazione,
  il  soggetto  in   essa   nominato  risultava  ricoprire  cariche
  rappresentative nella specie  di presidente dei seguenti enti: 1)
  Interporto  merci  di  Catania;  2)  Azienda  speciale  aeroporto
  Catania -ASAC; 3) Consorzio mercato agro-alimentare di Catania.
       Interporto merci di  Catania,  con  riferimento  al primo si
  riferisce che il  presidente  viene nominato dall'assemblea degli
  azionisti, la quale lo  sceglie  tra  i  componenti del consiglio
  d'amministrazione  nominato dai soci fondatori.
       L'ente in discorso   non  è  finanziato nè controllato dalla
  Regione. Risulta solo che  con  atto  deliberativo  n. 738 del 20
  dicembre 1990, la Camera   di  commercio  di  Catania  decise  la
  partecipazione   all'ente   che   la   delibera   fu   sottoposta
  all'approvazione del dottor  Giuseppe Scuderi, non ne risulta più
  presidente. Era presidente, adesso  non  lo  è  più.  Per  quanto
  riguarda invece la  presenza  all'interno dell'ASAC, in relazione
  al  secondo  ente, il  dottor  Giuseppe  Scuderi  ne  è  divenuto
  Presidente   in   esito    alla   riunione   del   Consiglio   di
  Amministrazione tenutosi il 18.02.97, convocato da un Commissario
  ad acta nominato da questo Assessorato a seguito della situazione
  di  conflitto e di invogernabilità  dell'Ente  (che  a  un  certo
  momento si trovava con due Presidenti).
       Va precisato,  al  riguardo,  che  il  potere  di  controllo
  esercitato   da   questo   Assessorato   discende  dallo  Statuto
  dell'azienda  e  consiste sia nell'approvazione dei bilanci (art.
  12  dello   Statuto)   che   nella  possibilità  di  nominare  un
  commissario   straordinario   (art.  14).  In  via  ordinaria  il
  Presidente   è   nominato   dal   Consiglio   di  Amministrazione
  nell'ambito  dei   componenti  dello  stesso  e  comunque  tra  i
  rappresentanti degli enti fondatori.
       Per    quanto    riguarda    la   presenza   nel   Consorzio
  agro-alimentare, nel  terzo  ente il dott. Scuderi venne nominato
  componente  del  Consiglio  di  Amministrazione,  con decreto del
  Presidente della  Regione  del  31  maggio  1993; in seguito alle
  dimissioni  rese dal Presidente del Consiglio di Amministrazione.
  Il soggetto in questione venne nominato a tale carica con decreto
  dell'Assessorato  del 2 febbraio 1994. L'assessore era ovviamente
  quello dell'epoca.  Con  successivo  decreto  in  data 6 febbraio
  1995, l'Assessore pro-tempore alla cooperazione nominava il nuovo
  Consiglio di  Amministrazione  dell'ente: di esso faceva parte il
  Dott.   Scuderi,   il  quale  ne  sarà  successivamente  nominato
  Presidente ad opera dell'Assemblea dei soci; ne rimarrà il legale
  rappresentante  fino  al  novembre  del  1998,  allorché verranno
  ricostituiti gli  organi  di  amministrazione  e di controllo del
  Consorzio nei  quali  egli  non  è più presente. Quindi alla data
  odierna il  dott. Scuderi rimane solo Presidente del Consiglio di
  amministrazione della  ASAC.  A tale proposito in esito all'unico
  ente nel quale allo stato il dottore Scuderi riveste la carica di
  amministratore,  cioè  l'ASAC,  lo  scrivente  riferisce  che  in
  relazione a  numerose  segnalazioni che, di recente denunciano un
  funzionamento  dell'Azienda non conforme agli interessi statutari
  dello stesso,  oltre  che  dei soci partecipanti, con particolare
  riferimento a  situazioni di conflitto di interessi non risolto e
  ad anomalie  nella  gestione  e  nel funzionamento della S.A.C. -
  società da  essa  creata  col  compito  di gestire l'attività dei
  servizi collegati  alla  struttura  aeroportuale  - sta per darsi
  avvio in  questi  giorni ad un accertamento ispettivo, sulla base
  del cui  esito  lo  scrivente si riserva di compiere le doverose,
  conseguenti   valutazioni   in   ordine  a  possibili,  ulteriori
  iniziative e  annunciando  fin d'ora la più ampia disponibilità a
  riferire in  Aula  ove  l'Assemblea  stessa  lo  dovesse ritenere
  opportuno, per  valutare  se  esistono le condizioni per attivare
  procedure di cui all'articolo 14 dello statuto dell'Ente.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Guarnera per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     GUARNERA.   Sostanzialmente  sono  soddisfatto.  Aggiungo  una
  informazione all'Assessore  il quale probabilmente non è stato su
  questo particolare  reso edotto che da qualche mese lo Scuderi ha
  subito  per  l'attività  svolta  quale  Presidente  dell'ASAC una
  condanna dal Pretore di Catania a cinque mesi di reclusione.

     BATTAGLIA,  assessore  per   la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Ne ho già parlato.

     GUARNERA. Forse parlavo con l'onorevole Piro e mi è sfuggito.

     BATTAGLIA,  assessore  per   la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA,  assessore  per   la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.   Onorevole   Guarnera,   non  solo  la
  questione  mi  è nota ma  sulla  questione  c'è  una  ricchissima
  corrispondenza   tra   l'Assessorato    ed    il   Consiglio   di
  Amministrazione   dell'ASAC  anche   in   ordine   alla   mancata
  costituzione di parte civile  da  parte  del Consiglio dell'ASAC.
  Quindi  la  questione  è nota  all'Assessorato.  Vi  è  un  ricco
  fascicolo di lettere e di risposte allo stesso ed anche alla luce
  di  questo  ho disposto l'ispezione  di  cui  ho  riferito  nella
  risposta all'interrogazione.

     PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione n. 870 "Notizie sulla
  ventilata   riconversione  dell'area  ex  Sotis  Cave  in  centro
  commerciale"  a  firma  dell'onorevole  Spagna.  Non  essendo  il
  deputato in Aula l'interrogazione n. 870 s'intende trasformata in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:  "MODIFICA  E  RIAPERTURA DEI
    TERMINI DELLA LEGGE REGIONALE 1 MARZO  1995,  N. 19 CONCERNENTE
    GIACIMENTI DI MATERIALE DA CAVA  NEL  TERRITORIO  DELLA REGIONE
    SICILIANA.

     PRESIDENTE. Si passa al  quarto  punto  all'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.  Si  procede  con la discussione
  del disegno di legge "Modifica  e  riapertura  dei  termini della
  legge regionale 1  marzo 1995  n.  19  concernente  giacimenti di
  materiale  di  cava  nel  territorio  della  Regione  siciliana",
  posto al numero 1.
       Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco
  delle commissioni.
       Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Fleres,  relatore, per
  svolgere la relazione.
       E' aperta la discussione generale.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  il disegno di
  legge in  discussione  può  rappresentare, sicuramente, un chiaro
  segnale della comune volontà  di  semplificazione  che  la classe
  imprenditoriale siciliana chiede con  forza  e  che il Parlamento
  siciliano deve perseguire.
       La nicchia  dorata,  cui  fa  riferimento, possiede numeri e
  dati statistici  che  vedono  la Sicilia primeggiare in Italia ed
  avere una presenza significativa nel mondo.
       Nel panorama  dell'industria  marmifera il Polo di Custonaci
  ha assunto  una  posizione  di  notevole rilievo, infatti da solo
  rappresenta il  quindici  per  cento della produzione nazionale e
  ben l'ottantacinque per cento della Sicilia.
       L'eccezionale importanza  di  questo  Polo  è nota, ormai da
  secoli, per  la  varietà  dei  marmi estratti ed utilizzati nelle
  grandi opere del passato: la Casa Professa di Palermo, San Pietro
  del Vaticano, Sant'Ignazio a Roma ed altre.
       Attualmente l'attività estrattiva è rivolta verso i seguenti
  tipi di  materiale:  perlato  di  Sicilia, perlatino di Sicilia e
  botticino.
       Numerose sono  le  testimonianze  di  impiego  nel  mondo di
  questi prodotti.
       Questi sono  alcuni esempi di prestigio fra gli innumerevoli
  progetti nel mondo  che hanno visto i marmi del Polo di Custonaci
  unici protagonisti fra i marmi.
       La mancata redazione ed approvazione del piano regionale dei
  materiali da  cava,  previsto  dall'articolo  quattro della legge
  regionale n. 127 del 1980, che avrebbe facilitato di molto l'iter
  procedurale  di   approvazione   di   un  piano  di  coltivazione
  dell'attività estrattiva,  ha  determinato  il  perdurare  di una
  procedura     farraginosa     occorrente    per    il    rilascio
  dell'autorizzazione dell'attività estrattiva mediante tre anni.
       L'applicazione  rigorosa  della  lettera  B dell'articolo 26
  della legge  regionale 127 del 1980 "Inadempienze agli obblighi e
  alle  prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione
  sconfinamento" cioè  coltivazione  fuori  dai limiti territoriali
  autorizzati, la  ricerca di un prodotto sempre più qualitativo in
  considerazione di un mercato dinamico, tutti questi fattori hanno
  determinato  nell'imprenditore la necessità, per sopravvivere, di
  fare ricorso ad  una  sorta  di  abusivismo soltanto dal punto di
  vista amministrativo, poichè lo stesso ve ne regola con il fisco,
  con la Camera di Commercio per l'Inail e per l'Inps.
       In considerazione  di  quanto  sopra,  il legislatore con la
  legge regionale n.  19  del  1995 ha dato la possibilità a coloro
  che erano abusivi di regolarizzare la loro posizione dal punto di
  vista  amministrativo   e   nello   stesso   tempo   ha  snellito
  notevolmente l'iter  procedurale  per l'approvazione del piano di
  coltivazione.
       Ma  se questa  legge ha portato dei vantaggi, ha posto anche
  degli    oneri    contrastando   con   la   volontà   legislativa
  precedentemente  manifestata.  Innanzitutto   ha previsto per gli
  abusivi, cioè per  i soggetti che erano privi di autorizzazione e
  anche chi  era  titolare  di  autorizzazione ed aveva sconfinato,
  un'oblazione di  dieci  milioni,  poi  ha  stabilito gli oneri di
  recupero ambientale  che per ogni cava costeranno dai quindici ai
  trenta milioni ed  infine  ha imposto il direttore dei lavori con
  ulteriore spesa mensile dalle seicento alle settecento mila lire.
       Quanto sopra, tuttavia, contrasta con la volontà legislativa
  precedentemente manifestata in materia  di  abusivismo  e  con le
  direttive  precedentemente   date  dal  Distretto  minerario.  In
  materia  di   abusivismo   abbiamo  due  precedenti  legislativi:
  l'articolo  1  della  legge regionale  26  marzo  1982  n.  22  e
  l'articolo 1 legge regionale 6  dicembre  1984  n.  105  che così
  recitano: i provvedimenti sanzionatori decadono qualora a seguito
  della  regolarizzazione   dell'esercizio   venga   rilasciata  la
  autorizzazione definitiva.  In  materia  di  recupero  ambientale
  l'articolo  20  della  legge   regionale  6  maggio  1981  n.  96
  all'ultimo  comma così recita:  i  titolari  sono  esonerati  dal
  versamento della somma di  cui  al  primo  comma dell'articolo 19
  della  legge  regionale  127/80   e  l'articolo  19  della  legge
  regionale 12 febbraio 1986  n.  7.  All'ultimo comma così recita:
  per dette attività gli  esercenti  sono  esonerati dal versamento
  della somma prevista dall'articolo  19  della  legge  127/80.  Il
  predetto  esonero  nasce dai  seguenti  motivi:  1)  le  attività
  estrattive del marmo e  delle  altre  pietre  per uso ornamentale
  sono considerate di modesta entità; 2) il tempo che ha dimostrato
  che una cava abbandonata per motivi di mercato può essere ripresa
  poichè quel tipo di materiale  viene richiesto dal mercato; 3) la
  moderna tecnologia ha dato  la  possibilità  di  riattivare  cave
  abbandonate.
       Abbiamo presentato  un  emendamento  che  parla  soprattutto
  dell'imposizione del  direttore  che  contrasta  notevolmente con
  precedenti determinazioni  del distretto minerario il quale prima
  non solo era  solito affidare la direzione dei lavori allo stesso
  esercente, ma quando  lo stesso veniva ritenuto di vera e provata
  esperienza veniva  nominato direttore anche delle cave limitrofe.
  Disattendere queste  legittime attese degli operatori interessati
  significherebbe non tenere conto della realtà sociale del settore
  che  è un  comparto  vitale  e  trainante  per  l'economia  della
  provincia di Trapani dove si estraggono 1200 tonnellate annue che
  rappresentano come  già  scritto  l'85 per cento della produzione
  siciliana e il 15  per  cento  di quella nazionale e dove operano
  circa 300 aziende fra estrattive, trasformazione e lavorazione di
  cui solo 80 di  estrazione  che  danno lavoro a più di 3500 unità
  compreso l'indotto.  Creare  discriminazioni  tra  i cavatori che
  precedentemente hanno  usufruito  della  legge citata, vanificare
  gli sforzi  compiuti  dai  cavatori  e  rallentare l'investimento
  tecnologico che ogni giorno avanza e quindi approvare le proposte
  che seguono  significa  ridare  fiducia  e  vitalità  al settore,
  ridurre notevolmente  le  spese  di  gestione  con possibilità di
  investimenti,  buttare   un   sassolino   nelle  acque  stagnanti
  dell'asfittica economia  del  trapanese.  Questo  mio  intervento
  serve a sottolineare  l'importanza  di  questo disegno di legge e
  degli  emendamenti   che   sono   stati  presentati  da  parecchi
  parlamentari e quindi  mi  auguro  che  il  Parlamento possa fare
  giustizia in un  campo particolarmente in crisi e difficile anche
  da capire. Mi auguro  veramente  che  la legge n. 475, non perchè
  porta anche la mia firma, possa essere motivo di approvazione dal
  Parlamento.

    ODDO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ODDO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  debbo dire che
  l'aspetto che più deve secondo me interessare questo Parlamento è
  legato alle cose che  diceva  poco  fa il collega Croce e che non
  faccio fatica a  riconoscere in termini anche in termini non solo
  di percentuale e  quindi di rilievo dal punto di vista economico,
  produttivo ed occupazionale,  ma  anche per le possibilità che ci
  sono  di sviluppo  reale  di  attività  di  questo  tipo.  Certo,
  evidentemente anch'io  mi  riferisco  ad  una  realtà come quella
  della provincia di Trapani e  soprattutto  mi pare giusto dire al
  bacino marmifero che in essa  opera e la provincia di Trapani, le
  questioni che evidentemente riguardano lavorazione e l'estrazione
  di  materiali  lapidei  ma   non  solo  materiali  lapidei,  dico
  materiali assimilabili e lapidei  fino  ad  arrivare alle calcare
  rappresentano   evidentemente   una  realtà  economico-produttiva
  abbastanza interessante nel senso  che è lì possibile individuare
  uno  dei  segmenti dell'economia  non  solo  trapanese  ma  anche
  siciliana che può evidentemente,  in  un  quadro  complessivo, di
  sviluppo possibile, di  sviluppo  perchè no ecocompatibile perchè
  anche in questo campo alcune  cose  le dobbiamo sfatare e sfatare
  in maniera decisa.  L'ecocompatibilità  non  è  una  ricetta  che
  evidentemente è solamente nelle mani di alcuni.
       Io credo che  l'ecocompatibilità  va  evidentemente anche da
  questo punto di vista vagliata con estrema attenzione e lì si può
  svolgere  un'attività   con   una   soglia   di  ecocompatibilità
  abbastanza accettabile.
       Ed è per questo che  credo  che  questa  legge il Parlamento
  credo e spera, ma sono  sicuro che varerà, può dare evidentemente
  non solo a una parte  della  Sicilia,  io  dico  alla  Sicilia la
  possibilità di rispondere alle  tante esigenze che in questi anni
  si sono presentate.
       Evidentemente una di questa  esigenze è quella di riaprire i
  termini della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19 perchè è chiaro
  che  rispetto  a  questo  c'è   un   punto  che  secondo  me  può
  caratterizzare in positivo l'Aula, il  Parlamento  siciliano,  ma
  debbo dire che può caratterizzare in positivo anche le esperienze
  di governo che tutto sommato in questo momento debbono dimostrare
  ancora di più una lungimiranza e una  capacità  in  gradi potere,
  come  dicevo, anche in questo  segmento  dell'economia  siciliana
  produrre uno sforzo per una possibile  crescita  sia  del fattore
  occupazionale  sia  degli aspetti che  riguardano  l'indotto  più
  complessivamente, e lì di indotto ce ne è tanto.
       Poi c'è l'altro aspetto  che  riguarda evidentemente il modo
  come un Governo, un  Parlamento  possono  di  fatto contribuire a
  ripristinare la legalità e  voglio dire, in maniera molto chiara,
  che  ci  sono perchè no  forme  indotte  che  possono  portare  a
  fenomeni di abusivismo,  spetto  addirittura  non individuati che
  non dobbiamo aver preoccupazione  a  dire,  possono  derivare  da
  alcune lacune legislative o  da  alcune farraginosità a tutti gli
  effetti.
       Penso,  per esempio, che tutta  la  questione  che  riguarda
  materiali  assimilabili  e  non  solo   ma  anche  esperienze  di
  materiale lapidei, quindi di cave a tutti  gli effetti, quindi la
  classicità  propria dell'insediamento del sito  di  cava,  deriva
  anche dalla farraginosità delle leggi e deriva  anche  a volte da
  duplice  interpretazione che si possono  dare  ad  articolati  di
  legge.
       Io credo che anche  in  questo,  il Parlamento siciliano può
  caratterizzarsi positivamente  soprattutto  se  sa invogliare con
  leggi chiare, come per esempio  è  questa legge, pochi articoli ,
  chiari, mirati, precisi a fare in modo che si superano difficoltà
  reali  che possa una  categoria,  un  settore  respirare  un'aria
  diversa, che possa cominciare  a  pensare ad investire, che possa
  darci  una  mano  nel   quadro  complessivo  dello  sviluppo  per
  l'occupazione in Sicilia.
       Quindi leggi chiare che  invogliano, che invitano a mettersi
  in regola possibilmente alcuni che questo problema lo vivono.
       Io  credo che sia  buona  opera  da  parte  del  legislatore
  moderno e intelligente fare in modo che tutto ciò emerga e che si
  possa realmente dire che  in Sicilia si articolano attività anche
  di questo tipo, attività  estrattive, con controlli più mirati ma
  con possibilità anche di andare  a  fare emergere quanto opera in
  questo momento in situazioni di gravi difficoltà e comunque opera
  fuori dalle regole.
       Concludo   dicendo   che   tutto   sommato   mi   pare   che
  questasessione, per il contributo che si può dare da questo punto
  di  vista,  può   segnare   un   punto  importante  nell'attività
  complessiva di  questo  Parlamento  e nell'interesse, nell'azione
  che  questo Governo sta  esprimendo  per  quanto  concerne  anche
  questa parte dell'economia della produzione della Sicilia.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     MELE.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,   un  breve
  intervento,  poi  interverremo  sulla  discussione  generale, poi
  sull'articolato.   Io   voglio   fare  una  puntualizzazione.  Il
  sottoscritto,  insieme  all'onorevole  Piro, è stato nel '95, tra
  coloro  che  ha  portato  avanti  il  disegno  di legge - che poi
  diventò  legge  n.  19  del  '95  -  con  la  quale  si  tentò di
  regolamentare,  in  parte, tutta l'attività estrattiva. In realtà
  si  tentò  di  regolamentare  solamente  in  parte perchè proprio
  all'articolo   1  abbiamo  rimandato  tutta  la  normativa  e  la
  possibilità  di  normare  questo  problema  relativo all'attività
  estrattiva,  ad  un  piano  regionale  dei materiali di cava.  In
  realtà,  purtroppo,  dobbiamo dire che dopo quella legge del '95,
  nessuna   legge   successiva  è  stata  proposta;  nessuna  legge
  successiva  è stata fatta, ancora questa Assemblea è in coda e in
  lavoratori aspettano un piano regionale.
       Noi continuiamo, nella buona  sostanza,  ancora  una volta a
  legiferare in maniera  assolutamente  non organica, aggiungendo a
  problemi ulteriori problemi  e  ulteriori  tensioni.  Con  questo
  disegno di legge noi  andiamo  a  scardinare tutto quell'impianto
  della  legge n. 19 del  '95;  quell'impianto  che  tendeva  sì  a
  salvaguardare l'attività estrattiva e a salvaguardare soprattutto
  l'attività lavorativa, ma  che,  sostanzialmente, tendeva anche a
  regolamentare  questa  attività   estrattiva  divenuta  ormai  in
  Sicilia assolutamente inarrestabile. Il  problema per il quale ho
  il dovere di intervenire, è  che  questo  disegno di legge smonta
  totalmente la legge n.  19.  Anzi,  apre,  onorevole  Croce, apre
  totalmente e legalizza quanto di  illegale c'è stato fino ad ora.
  Alcuni passaggi: in particolare si amplia - una cosa gravissima -
  l'attività estrattiva a tutti  i  materiali  lapidei.  Mentre  la
  legge n. 19 parlava e  citava  solamente  i materiali relativi al
  marmo e ai materiali conformi  al marmo stesso, questo disegno di
  legge parla della possibilità di estrarre relativamente a tutti i
  materiali lapidei; vuol  dire  assolutamente tutti, dai materiali
  coerenti a quelli pseudocoerenti  coerenti, al marmo alla pomice,
  a tutti i tipi di materiale.
       Dopo di che, questo disegno  di  legge, se passasse nel modo
  in  cui  è  stato  proposto, finisce per autorizzare tutte quelle
  attività  estrattive  non  regolamentate fino ad ora. Finisce per
  sancire  uno  stato  di  totale illegalità, mantenendo e dando la
  possibilità,  a coloro che vogliono continuare nella illegalità e
  non  con  quanto  stabilito  con  la  legge  19, di continuare ad
  estrarre e continuare ad aprire nuove attività estrattive.
       E' una cosa gravissima,  per  esempio, che questo disegno di
  legge propone, all'articolo 2  la  possibilità  di aprire tutti i
  termini anche per gli abusivi.  Quando si dice "nelle more dei 90
  giorni  si  può  presentare  istanza  entro la quale richiedere i
  termini  per  la riapertura o per la apertura di nuove attività".
  Sostanzialmente  rientrano, all'interno di questi 90 giorni anche
  coloro  che  già,  alla  data  di approvazione della legge, hanno
  condotto attività estrattiva in maniera abusiva. ne parleremo poi
  durante  l'articolato.  Noi  siamo totalmente contro. Sarebbe più
  serio   se   questo   disegno   di  legge  venisse  ritirato;  se
  approvassimo una legge organica, così come prevedeva la legge 19,
  che   potesse   regolamentare   tutta  la  materia  dell'attività
  estrattiva  in  Sicilia. Sarebbe più serio se il nostro Governo -
  del  quale tra l'altro il sottoscritto, come maggioranza fa parte
  - ritirasse questo disegno di legge rimandandolo alla commissione
  di merito e pensando più ad una legge quadro che non ad una legge
  che  continua  a supportare attività abusive e a creare ulteriore
  danno per l'ambiente.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche io
  voglio sottoscrivere  l'intervento appena concluso dell'onorevole
  Mele e credo che il  Governo  regionale  assieme  a  questa  Aula
  parlamentare farebbe bene a prendere una pausa di riflessione. Io
  non vorrei che in  questo  distratto  clima  politico  estivo noi
  facessimo, qui, in quest'Aula, una  legge  che di fatto è un vero
  obbrobrio, sia dal punto di vista della legalità sia dal punto di
  vista ambientale. Io credevo che fosse definitivamente chiusa una
  attività legislativa dove la  motivazione  inizia  sempre, così è
  nella relazione, leggo testualmente "nelle more dell'approvazione
  del  piano  si è autorizzati  a...  ".  Questa  Regione  non  può
  continuare  ad  andare  avanti   per  interventi  precari  e  per
  sanatorie. Soprattutto quando in  gioco  non  ci sono soltanto le
  attività produttive, e di  questo  ce  ne  dobbiamo  fare  carico
  tutti, ama anche problemi che  riguardano  la  tutela e la difesa
  dell'ambiente e anche della  salute dei cittadini. Qui, di fronte
  ad una incapacità di  programmazione  di legislazione organica su
  un  settore delicato come quello  delle  cave  e  delle  cave  in
  rapporto sia al territorio,  sia  all'ambiente, sia alla vita dei
  cittadini, si continua a legiferare  nelle  more di questo o quel
  piano che nessun Governo regionale e nessun Parlamento è stato in
  grado di definire e  proporre come quadro di riferimento organico
  e normativo. Di fatto questa legge è una controriforma, smantella
  definitivamente la legge 19  del '95, avendo come unico obiettivo
  quello di liberalizzare in  modo completo l'attività estrattiva e
  delle cave.
       Io credo che qui noi abbiamo  un  dovere,  ed  è  quello  di
  fermarci a riflettere, di  ritornare un attimo nella Commissione,
  capire cosa c'è che nella legge  19  non  ha  funzionato.  Lì  fu
  trovato un equilibrio, onorevole  Croce. Anche con i cavatori, fu
  trovato un equilibrio, e Lei sa bene che le sanzioni sono ridotte
  al minimo e questo disegno di legge le abolisce, e lo fa anche in
  modo  retroattivo.  Lei  sa   bene  che  ci  fu  addirittura  una
  forzatura, e capiamo in alcune  aree - sopratutto del trapanese -
  il problema. Ma ci fu  già  allora  una forzatura che autorizzava
  l'attività estrattiva addirittura  a  cinquanta  metri dal centro
  abitato.   Anche questo limite,  con  questo  disegno  di  legge,
  sostanzialmente viene superato. E  poi  c'è  una  riapertura  dei
  termini  della sanatoria  che  praticamente  legalizza  tutte  le
  attività estrattive, anche abusive, fin qui svolte.
       Io credo che il Governo  farebbe  bene,  e questo Governo di
  centro-sinistra farebbe bene, per un attimo, a chiedere una pausa
  di  riflessione,  a   ritornare   in  Commissione,  a  riflettere
  attentamente  sul  significato di  questa  legge  e  ad  evitare,
  invece, ancora una volta, di  continuare  con un film ormai visto
  già troppe volte, che questa Assemblea regionale e questi Governi
  regionali incapaci di  presentare  quadri di riferimento organico
  dal punto di vista normativo, continuino a legiferare "nelle more
  del  piano",  "nelle   more   delle   norme",   "nelle   more..."
  dell'approvazione di un quadro di riferimento organico.
       Non è un bell'esempio quello  che questo disegno di legge ci
  offre,  non  lo è per l'Aula  e  non  lo  è  per  questo  Governo
  regionale che consente di  discutere  un  disegno  di legge nelle
  more di un piano che non  è  stato  definito e che questo Governo
  non è stato in grado neanche di presentare.
       Per tutte queste ragioni, non  solo  mi pronuncio a nome del
  mio gruppo, assolutamente contrario  a  questo  disegno di legge,
  alla sua filosofia, alle norme  in  esso contenute, ma chiedo che
  farebbe bene il Governo a  chiedere  esso  stesso  una  pausa  di
  riflessione  in attesa di  presentare  il  piano,  il  quadro  di
  riferimento organico entro  il  quale  inserire eventualmente una
  revisione delle norme esistenti.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà,

     ZANNA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  anche  io mi
  associo  alle  cose  dette  prima  di  me  dall'onorevole  Mele e
  dall'onorevole    Forgione    invitando    questo    governo   di
  centrosinistra  a   fare  attenzione  e  valutare attentamente il
  contenuto  di  questo disegno di legge guardando anche l'iter che
  ha   seguito  il  disegno  di  legge  proposto  all'inizio  della
  legislatura  dal Gruppo di Alleanza nazionale, approvato due anni
  fa  in  un  quadro politico sostanzialmente diverso da quello che
  regge  adesso  la  maggioranza  di questo governo e che adesso ci
  piomba  all'improvviso  in  Aula.
       E'  vero  che  la  Conferenza  dei Capigruppo aveva detto di
  discutere  in  Aula  i disegni di legge pronti, ma mi pare che in
  questo  scorcio  di  sessione  prima  delle  ferie  estive questo
  Parlamento ha da discutere cose un pò più serie e davvero urgenti
  che non questa proposta, questo disegno di legge.
       Io  non  condivido  lo  spirito  e  l'impostazione di questo
  disegno  di  legge che invece di affrontare finalmente, e sarebbe
  ora, un riordino e una sistemazione della normativa proponendo un
  piano,  un  serio piano di gestione e tutela e valorizzazione del
  territorio  propone  l'ennesima  proroga, l'ennesimo rinvio nella
  more appunto dell'approvazione di un piano adatto.
       Sono inoltre molto preoccupanti  alcune particolari norme in
  questo breve testo di legge.
       Vorrei far notare che all'articolo 2  si parla di riapertura
  dei termini dando 90 giorni dall'entrata  in  vigore del presente
  disegno di legge; disegno di legge votato  e  pronto per l'Aula 2
  anni fa; quindi non sono 90 giorni, ma sono 2 anni e 90 giorni di
  riapertura dei termini.
       Così  come  molto preoccupante  l'articolo  3  sempre  dello
  stesso  disegno  di  legge  che   prefigura   una  sospensione  e
  successivamente una sanatoria  qualora  l'autorizzazione  venisse
  rilasciata rispetto a quelle cave finora non autorizzate.
       Quindi  la  preoccupazione di questo disegno di legge in tre
  soli  articoli è totale, e la mia contrarietà a questo disegno di
  legge  è  netta  e totale, perchè appunto invece di riordinare fa
  una  proroga  e in particolare nei successivi articoli 2 e 3 crea
  ulteriore  allargamento  dei termini e sana quelle autorizzazioni
  finora non autorizzate.
       Io  ritengo  che  l'attività  estrattiva  sia  nella  nostra
  Regione una attività importante anche perché sappiamo che abbiamo
  nel  nostro  territorio  nella  nostra  Regione  alcune pietre di
  grande  pregio  e di grande rilevanza che non ritroviamo in altra
  parte del nostro Paese.
       Però  la risposta a questa  giusta  e  importante  esigenza,
  importante  attività  che  dà lavoro e occupazione non può essere
  quella  delle  proroghe  o  delle  more  rinviando a un piano.
       La  risposta  è  quella  che  bisogna  regolamentare  e  non
  ampliare  questa  attività,  dando  delle regole certe per tutti,
  dando  quindi  anche  una risposta sul terreno dell'occupazione a
  chi di questa attività vive e lavora.
       Queste  sono  le mie brevi  considerazioni;  credo  che  sia
  necessaria  una  discussione  più  nel   merito;  credo  che  sia
  necessario non intervenire con  questo  intervento  parziale,  ma
  demandare questo disegno di legge  nuovamente  alla Commissione e
  dare  alla  Commissione  l'indicazione di preparare un disegno di
  legge organico.
       Aggiungo che le  valutazioni  fatte  da qualche parlamentare
  prima di me, a  partire  dall'onorevole  Croce, sull'importanza e
  sull'urgenza di questo disegno di legge cadono nel momento in cui
  è evidente che questo disegno di legge è da tanto tempo all'esame
  di questo Parlamento e gli stessi parlamentari che sono stati più
  sensibili  a  sostenerlo   potevano   e   quindi  adesso  possono
  presentare  emendamenti  e disegni  di  legge  più  organici  per
  affrontare in maniera più  seria  e  responsabile  la  materia  e
  affrontarla tutti insieme in maniera più puntuale.

     GRANATA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  alla luce
  delle cose  dette  dai  colleghi  che mi hanno preceduto e di una
  oggettiva necessità di approfondimento del disegno di legge nella
  materia dallo stesso trattata, come primo firmatario dello stesso
  chiedo al Governo che il disegno di legge rientri in Commissione.
       Sto chiedendo, per il disegno di legge sulle cave, alla luce
  del dibattito  fruttuoso  che  si  è  tenuto  in Aula, come primo
  firmatario,  che  lo stesso venga riportato in Commissione perché
  abbisogna  di  approfondimenti  su  alcuni  passaggi estremamente
  delicati  che  ritengo siano inseriti nella problematica trattata
  dal disegno di legge.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono
  convinto   che   nella  legislazione  regionale  complessiva  che
  affronta   diversi  temi, abbiamo  aperte  alcune  questioni  che
  riguardano contraddizioni anche dentro le stesse leggi o comunque
  insufficienza   a   governare  i  processi  che  si  sono  venuti
  determinando.
       Riguarda tantissimi campi, tantissimi settori, uno di questi
  è il settore delle attività estrattive.
       Al di là della vulgata un po' demagogica sul piano regionale
  delle attività estrattive - che avrebbe dovuto  essere  fatto già
  da almeno quindici anni ed io capisco che c'è  una  difficoltà  a
  fare questo piano regionale delle attività  estrattive - tuttavia
  penso  che  ci siano nella stessa  legislazione  regionale, anche
  recente, delle  contraddizioni che il disegno di legge in parte e
  comunque  questa  può  essere l'occasione per portare a soluzione
  alcuni problemi.
       Non vi è dubbio che l'articolo 2 del disegno di  legge  è un
  articolo abbastanza pesante, e su questo potremmo anche convenire
  che occorrerebbe una diversa formulazione.
       Tuttavia  mi permetto di sollevare alcune contraddizioni:  è
  stata fatta  nel  1991  la  legge n.  24 al cui articolo 7 veniva
  previsto  il  divieto  di  aprire  attività estrattive nelle zone
  sottoposte a  vincolo  paesaggistico.
       Con la legge n. 19 del 1995 tutto questo veniva superato per
  le attività estrattive riferite a cave di pietra e di marmo.  Non
  veniva  prevista  la fattispecie, per esempio, delle attività dei
  lapidei,  non  era  prevista  l'attività  estrattiva di materiali
  inerti. In questo senso ho presentato anche un emendamento.
       Seconda contraddizione della legislazione: nei parchi, nelle
  zone  D - perché nelle zone A, B e C non si  discute  -  è  fatto
  divieto di svolgere attività  estrattiva.
       L'attività  estrattiva,  tranne  per alcune tipologie, com'è
  notorio si svolge laddove c'è la roccia, ed è molto ricorrente la
  fattispecie che la roccia si trova sulle montagne.
       Ed è altrettanto ricorrente la fattispecie in Sicilia che le
  montagne  o  comunque  i  complessi  rocciosi  sono  sottoposti a
  vincolo dei parchi o di riserve, per altro verso.
       Il  Consiglio  regionale  per  la  Protezione delle bellezze
  naturali  ha consentito l'esercizio delle attività estrattive per
  pietra ornamentale nelle zone di diparco, modificando la relativa
  disciplina  delle  attività  esercitabili,  ma  tutto questo, non
  avendo forza di legge non è diversa attività che si può alla fine
  esercitare, perché in contrasto con la legge 127.
       Noi stiamo parlando  esattamente  di  un  tipo  di attività,
  quello della pietra ornamentale, che  è  diventato ormai un fatto
  obbligatorio nelle attività,  soprattutto  di recupero delle zone
  sottoposte a vincolo o paesaggistico o a vincolo di altra natura.
       Vorrei  dire  anche  che  sono  attività  che possono essere
  esercitate  per  i  fabbisogni dei Comuni ricadenti nelle aree di
  parco, penso  ad  esempio  ai Nebrodi o alle Madonie, che possono
  costituire, senza produrre nessun impatto ambientale, sicuramente
  possibilità  di  lavoro  e  di  occupazione,  dal  momento che la
  lavorazione  della  pietra a monte è una lavorazione che comporta
  un'incidenza di manodopera e di occupazione notevole.
       Ci  sarebbero  altre   questioni,  a  mio  avviso,  pure  da
  affrontare, che  atterrebbero  anche  ad  una  riformulazione più
  attenta.  Per  esempio  la questione del recupero. Attualmente la
  legislazione  prevede  il recupero a fine esercizio. Io dico che,
  invece, al  fine di avere un procedere delle coltivazioni che sia
  più  compatibile  o  comunque  che  riduca  al  minimo  l'impatto
  ambientale,  ad  esempio occorrerebbe introdurre il principio del
  recupero  contestuale  compatibilmente  con  il  procedere  dello
  stesso piano di coltivazione.
       Queste sono  alcune  delle  contraddizioni  che occorrerebbe
  affrontare  anche  in   questo  disegno  di  legge,  fatto  salvo
  l'articolo  1,   che   mi   sembra   assolutamente   ragionevole;
  sull'articolo 2 è bene  soffermarsi  un attimino per produrre una
  diversa riformulazione. Ma io  dico che nell'inedia più totale in
  cui siamo immersi, questo  disegno  di  legge  in  questo preciso
  momento è pronto.  Ragioniamo su questo, operiamo delle modifiche
  e su questo cerchiamo  di creare l'occasione per risolvere alcune
  questioni che sono aperte nella nostra Regione.

     PRESIDENTE. Il Governo intende intervenire?

     CAPODICASA,   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi  io  vorrei  solo  fare  qualche  brevissima
  considerazione  sul  disegno  di  legge che, come si evince dalle
  firme non  è  un  disegno  di  legge,  è  un  disegno di legge di
  iniziativa  parlamentare esitato dalla Commissione, che prende in
  esame  una  materia  che  è  stata  più  volte normata attraverso
  interventi   legislativi   da   parte   dell'Assemblea  regionale
  siciliana e che ogni volta, però, ha lasciato problemi aperti che
  richiedono  sempre  ulteriori accorgimenti, rivisitazioni, come è
  il caso del disegno di legge che abbiamo in esame.
       Siamo   nel   vivo   di   una   materia   che  comporta  una
  contraddizione tra attività produttive che sono attività anche di
  pregio  in  alcuni settori produttivi della nostra Regione, quale
  quelle per esempio dell'estrazione del marmo, che costituisce una
  delle  voci  dell'export siciliano non indifferente, e dall'altro
  lato questo va ad incidere su problemi di salvaguardia ambientale
  che più  volte hanno impegnato l'Aula in una difficile ricerca di
  equilibrio tra  i  due  aspetti:  da un lato quello produttivo ed
  occupazionale, dall'altro quello di natura ambientale.
       Io  credo  che  la materia la si possa affrontare, salvo che
  l'Aula non si pronunci  diversamente,  alla  luce della richiesta
  avanzata  dall'onorevole  Granata,  mi  pare  condivisa  da altri
  colleghi,  la si possa affrontare con gli accorgimenti necessari,
  cioè  volti  a  fare  in  modo che legittime attività produttive,
  estrattive   possano   essere   compatibili   con  l'esigenza  di
  salvaguardia  degli equilibri ambientali, tanto più quanto questo
  viene ad  incidere  e a coincidere con aree di pregio o ancora di
  più quando  si  tratta  di  aree  che  sono tutelate per i valori
  ambientali che custodiscono.
       Per  questa  ragione, signor Presidente, il disegno di legge
  così come viene  ipotizzato sembra che non contemperi  queste due
  esigenze al meglio, pertanto la successiva discussione, anche gli
  apporti che attraverso gli emendamenti verranno proposti, sia dal
  Governo  che  dall'Aula, ci auguriamo possano arrivare a comporre
  questi  due  aspetti  del  problema  che  sono ambedue rilevanti,
  ambedue  di  notevole  interesse  per la nostra Regione. Questo è
  quanto il Governo ha da proporre.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il passaggio all'esame degli
  articoli.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
       E' approvato.
       Onorevoli  colleghi,  poiché  sono  stati  presentati  degli
  emendamenti.....

     GRANATA.  Signor  Presidente,  c'era  stata  una  richiesta di
  rinvio in Commissione....

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  in  base  al Regolamento il
  rinvio in Commissione può chiederlo o la Commissione o il Governo
  o il Presidente di un gruppo parlamentare.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione, abbiamo già votato.

     GRANATA.  Signor  Presidente,  si  può  ritirare  la firma dal
  disegno di legge?

     PRESIDENTE. E'  già in Aula il disegno di legge. Ormai è della
  Commissione, onorevole Granata.
       Informo  che essendo stati presentati emendamenti al disegno
  di  legge  si  applicano le disposizioni di cui all'articolo 112,
  comma 3 bis del Regolamento interno.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


        DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NN.  442 - 54 - 473/ A

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  disegno di legge "Disciplina della
  prospezione,  della  ricerca, della coltivazione, del trasporto e
  dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse
  geotermiche  nella Regione siciliana.  Attuazione della direttiva
  n. 94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A), iscritto al punto 2.
       Invito  i  componenti la III Commissione a prendere posto al
  banco delle Commissioni.
       Ha facoltà di parlare  l'onorevole  Fleres  per  rendere  la
  relazione.

     FLERES,     Presidente della Commissione e relatore.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, prendo  la  parola  solo  per una
  brevissima considerazione che  completa quanto già indicato nella
  relazione.
       Il disegno di legge integra  le  disposizioni  in materia di
  idrocarburi già contenute nella legge finanziaria n. 10 del 1999.
  Il senso del testo è  quello  di  disciplinare questa materia, ma
  anche quello di determinare nuovi cespiti in entrata a favore del
  bilancio della Regione,  attraverso  l'utilizzazione  di  risorse
  della Regione stessa.
       E' pendente in atto un  contenzioso tra la Regione siciliana
  e lo Stato relativamente a questa materia.
       Noi  riteniamo  che  il testo così formulato possa anche far
  venir meno le ragioni del contenzioso stesso.

     PRESIDENTE. E' aperta la  discussione  generale. Chi chiede di
  parlare?
       Non  essendovi nessuno iscritto a parlare dichiaro chiusa la
  discussione generale.
       Metto  in  votazione  il passaggio all'esame degli articoli,
  chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Informo  che essendo stati presentati emendamenti al disegno
  di  legge  si  applicano le disposizioni di cui all'articolo 112,
  comma 3 bis del Regolamento interno.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Onorevoli  Colleghi  la  seduta  è  rinviata  a mercoledì 21
  luglio 1999 alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

   N. 366   -  Opportune   iniziative   al   fine   di   impedire
      l'estromissione  dello stabilimento  IMESI  di  Carini  dal
      gruppo Breda-Ansaldo e garantire un futuro ai lavoratori.

      Presentata il 13/07/99          FORGIONE - ZANNA - LIOTTA -
                                      VELLA - MARTINO

   N. 367 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per l'industria.

   Presentata il 13/07/99

               STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI - LA GRUA - NICOLOSI -
               AULICINO - SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA - ALFANO
               STRANO - RICOTTA - GRANATA - BRIGUGLIO - CAPUTO -
               CATANOSO - COSTA

   N. 368  -  Interventi  presso  il  Governo  nazionale  per  il
      mantenimento del Ministero per le Politiche agricole.

      Presentata il 13/07/1999        LA GRUA - SCALIA - RICOTTA -
                                   VIRZI' - CATANOSO - STANCANELLI

   N. 369 - Interventi presso  il Governo nazionale per garantire
      la   permanenza    dell'IMESI    all'interno   del   gruppo
      Ansaldo-Breda.

      Presentata il 13/07/99      GUARNERA - LA CORTE - DI MARTINO -
                                  ZANGARA - ADRAGNA -

   N. 370  -  Iniziative al  fine  di  giungere  alle  dimissioni
      dell'Assessore regionale per l'industria.

      Presentata il 19/07/99      FORGIONE - LIOTTA - VELLA -
                                  MARTINO -

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Modifica e riapertura  dei  termini  della legge regionale
      della legge regionale 1  marzo  1995,  n.  19,  concernente
      giacimenti  di  materiali  di  cava  nel  territorio  della
      Regione siciliana" (n. 475/A seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres
                           --------------

   2) "Disciplina  della   prospezione,   della   ricerca,  della
      coltivazione,  del  trasporto   e   dello   stoccaggio   di
      idrocarburi liquidi e  gassosi  e delle risorse geotermiche
      nella  Regione siciliana.  Attuazione  della  direttiva  n.
      94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres
                          ---------------

   3) "Modifiche alla legge regionale  8  luglio  1977,  n.  47 e
      successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
      27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)

      Relatore: Onorevole Di Martino

       La seduta è tolta.

  La seduta è tolta alle ore 21.16.

          (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.00)