Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 18.00.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Adragna ha chiesto
congedo per i giorni 20 e 21 luglio 1999.
Non sorgendo osservazioni il congedo si intende accordato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
- "Norme urgenti per il funzionamento delle istituzioni
teatrali siciliani" (n. 946)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Pignataro, Barbagallo Giovanni,
Liotta, Lo Certo, Villari in data 14 luglio 1999
- "Agevolazioni alle aziende agricole siciliane in caso di
eventi calamitosi" (n. 947)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli La Grua, Stancanelli, Briguglio,
Caputo, Catanoso, Granata, Ricotta, Scalia, Sottosanti, Strano,
Tricoli, Virzì in data 19 luglio 1999
- "Riordino del settore musicale nel territorio della Regione
siciliana" (n. 948)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Strano, Stancanelli, Briguglio,
Caputo, Granata, La Grua, Ricotta, Tricoli in data 19 luglio
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE
ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Disposizioni in materia di enti locali e di organi di
decentramento" (n. 938)
- d'iniziativa governativa
- "Istituzione dello Sportello unico per le attività
produttive" (n. 941)
- d'iniziativa governativa
- PARERE III E IV COMMISSIONE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Norme per la rinegoziazione delle condizioni di onerosità
dei finanziamenti agevolati per il settore agricolo" (n. 945)
- d'iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Norme sul personale del Parco dell'Etna" (n. 937)
- d'iniziativa parlamentare
- PARERE I COMMISSIONE
- "Ulteriore proroga del termine previsto dal comma 3,
dell'articolo 8, della legge regionale 3 novembre 1994, n. 43"
(n. 942)
- d'iniziativa governativa
- "Norme per la costituzione di un archivio regionale sullo
stato conservativo dei fabbricati esistenti sul territorio
regionale per la prevenzione e la protezione dell'incolumità
pubblica e privata" (n. 944)
- d'iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Istituzione ed ordinamento del Museo regionale di scienze
naturali e della mostra permanente del carretto siciliano" (n.
939)
- d'iniziativa parlamentare
-"Interventi in favore dei corpi bandistici siciliani" (n. 940)
- d'iniziativa parlamentare
- "Attuazione dei principi direttivi contenuti nel decreto
legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, in materia di
decentramento di compiti e funzioni nei settori della politica
attiva del lavoro, dei servizi dell'impiego e degli interventi
per l'occupazione. Riordino degli organi e degli uffici
dell'Amministrazione regionale del lavoro" (n. 943)
- d'iniziativa governativa
INVIATI IN DATA 16 LUGLIO 1999
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 14.07.1999: FORGIONE-GALLETTI-TURANO-VIRZI'
SOSTITUZIONI
Riunione del 14.07.1999: CATANOSO sostituito da GRANATA
CIMINO " " ALFANO
SPEZIALE " " VILLARI
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 14.07.1999: RICEVUTO-LEANZA
SOSTITUZIONI
Riunione del 14.07.1999: SPEZIALE sostituito da ZANNA
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 14.07.1999: ZAGO-VICARI-BENINATI-BURGARETTA-CINTOLA
GIANNOPOLO-GRIMALDI-PELLEGRINO-STRANO
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 13.07.1999: ADRAGNA-CALANNA-CANINO-D'AQUINO
" " 14.07.1999: ADRAGNA-BRIGUGLIO-CALANNA-CANINO
CATANIA-MARTINO-SPERANZA
SOSTITUZIONI
Riunione del 13.07.1999: GUARNERA sostituito da LA CORTE
" " 14.07.1999: GUARNERA " " LA CORTE
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 14.07.1999: SCALICI-SUDANO
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 3185 - Rettifica della delibera dell'Azienda
ospedaliera 'Umberto I' di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Caputo Salvino; Granata Benedetto Fabio
----------------
N. 3186 - Interventi urgenti relativi alla sospensione
dell'erogazione dell'acqua proveniente dal pozzo
'Lorenzini'.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Cintola Salvatore
----------------
N. 3187 - Ispezione presso la cooperativa 'Almoetia' di
Sant'Alessio Siculo (ME).
- Assessore Cooperazione
***
Guarnera Vincenzo; La Corte Gioacchino
----------------
N. 3189 - Nomina di un commissario ad acta presso il
Comune di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Enti Locali
***
Caputo Salvino
----------------
N. 3193 - Notizie in ordine alla situazione di emergenza
derivante dal sistema di raccolta dei rifiuti urbani a
Villabate (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Sanità
- Assessore Territorio
***
Virzì Gioacchino
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione.
N. 3190 - Opportuni provvedimenti volti ad accertare
l'attuazione dei principi del buon andamento e
dell'imparzialità dell'azione amministrativa dell'Azienda
U.S.L. n. 2 di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Ricotta Michele
----------------
N. 3191 - Adeguati interventi a garanzia della
rifunzionalizzazione dei presidi ospedalieri in attuazione
della Legge n. 382 del 18/7/1996.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Ricotta Michele
----------------
C) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 3188 - Provvedimenti urgenti per dar corso alla
rielaborazione parziale del Piano regolatore generale del
Comune di Comiso (RG).
- Assessore Territorio
***
La Grua Saverio
----------------
N. 3192 - Interventi urgenti in relazione all'epidemia di
brucellosi che ha colpito il bestiame nel territorio di
Sclafani Bagni (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Sanità
***
Virzì Gioacchino
----------------
N. 3194 - Interventi per la manutenzione di via Fossa
Creta, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3195 - Interventi per eliminare il fenomeno del
randagismo nelle zone di Zia Lisa e San Nullo, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3196 - Interventi in favore delle case dell'Istituto
autonomo case popolari nel comune di S. Pietro Clarenza, in
provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3197 - Interventi per la riapertura dell'ufficio della
delegazione comunale di S. Maria La Stella, frazione di Aci
S. Antonio, in provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3198 - Interventi per la sistemazione di una zona a sud
del conetto vulcanico, nei pressi di monte Mompilieri, nel
comune di Nicolosi, in provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3199 - Interventi in favore degli uffici del Giudice di
pace nel comune di Acireale, in provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3200 - Interventi per una più accurata pulizia del
tratto di strada provinciale che da Acitrezza conduce a
Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3201 - Interventi a favore del 'Centro catanese di
Oncologia' di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Stancanelli Raffaele; Strano Antonino
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 366 - Opportune iniziative al fine di impedire
l'estromissione dello stabilimento IMESI di Carini dal
gruppo Breda-Ansaldo e garantire un futuro ai lavoratori.
Forgione Francesco; Zanna Antonio; Liotta Santo; Vella
Basilio; Martino Federico
Presentata il 13/07/99
----------------
N. 367 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per
l'industria.
Stancanelli Raffaele; Tricoli Marzio; Sottosanti Fulvio
Salvatore; La Grua Saverio; Nicolosi Nicolò; Aulicino
Armando; Scammacca Della Bruca Guglielmo; Scalia Giuseppe;
Alfano Angelo; Strano Antonino; Ricotta Michele; Granata
Benedetto Fabio; Briguglio Carmelo; Caputo Salvino; Catanoso
Genoese Francesco; Costa David
Presentata il 13/07/99
----------------
N. 368 - Interventi presso il Governo nazionale per il
mantenimento del Ministero per le Politiche agricole.
La Grua Saverio; Scalia Giuseppe; Ricotta Michele; Virzì
Gioacchino; Catanoso Genoese Francesco; Stancanelli Raffaele
Presentata il 13/07/99
----------------
N. 369 - Interventi presso il Governo nazionale per
garantire la permanenza dell'IMESI all'interno del gruppo
Ansaldo-Breda.
Guarnera Vincenzo; La Corte Gioacchino; Di Martino
Francesco; Zangara Andrea; Adragna Benedetto
Presentata il 13/07/99
----------------
N. 370 - Iniziative al fine di giungere alle dimissioni
dell'Assessore regionale per l'industria.
Forgione Francesco; Liotta Santo; Vella Basilio; Martino
Federico
Presentata il 19/07/99
----------------
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE ANGELO GANAZZOLI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in questi giorni è venuto a
mancare un protagonista di una stagione particolarmente
significativa della storia della nostra Regione.
Angelo Ganazzoli militante del Partito Socialista, alle cui
idee è sempre rimasto fedele anche nel momento in cui la crisi
del suo partito ha prodotto una dolorosa diaspora, è stato
deputato della nostra Assemblea regionale siciliana ricoprendo
delicati incarichi politici.
Si è particolarmente distinto quale Presidente della
Commissione regionale antimafia, incarico nel quale ha profuso la
sua notevole passione politica sostenendo con forza il principio
che vede alla base dello sviluppo della Sicilia la necessità
della liberazione dell'Isola dalla malapianta mafiosa.
Alla famiglia di Angelo Ganazzoli e a quanti lo stimarono va
il cordoglio della Presidenza e dell'Assemblea tutta.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, devo
ringraziarla anzitutto per le espressioni di cordoglio per la
scomparsa del compagno Angelo Ganazzoli, componente del comitato
regionale siciliano del coordinamento del Partito dei socialisti
democratici italiani.
Pur consapevoli di adoperare una frase fatta, non ne
troviamo una espressiva, dobbiamo dichiarare che la scomparsa di
Angelo Ganazzoli lascia un vuoto incolmabile tra i socialisti
democratici di Palermo e della Sicilia oltre che per la sua
famiglia.
Angelo Ganazzoli era un punto di riferimento per i
socialisti, non solo per la sua cultura politica e il suo impegno
sociale, ma soprattutto per la sua onestà e la sua capacità di
iniziativa politica, la sua competenza e la sua professionalità
in campo amministrativo e nella politica.
Tutto ciò si evince anche dal suo curriculum, figlio di
socialista, figlio di un ferroviere, licenziato perché militante
socialista durante il periodo Fascista. Il compagno Ganazzoli
poteva vantare una sua grande competenza come amministratore di
enti pubblici e come parlamentare regionale e, soprattutto, come
primo Presidente della Commissione regionale antimafia, formata
con legge della Regione siciliana.
Il Compagno Ganazzoli ha portato avanti la lotta alla mafia
senza essere un professionista dell'antimafia. Angelo Ganazzoli è
stato compagno di lotta di Cangelosi di Camporeale, di Rizzotto
di Corleone e di Carnevale di Sciara. Sempre accanto a questi
compagni e sempre accanto alle loro famiglie.
Il compagno Ganazzoli ha portato sul campo lo scontro con la
mafia; basti pensare a ciò che ha fatto quale vice commissario
del Consorzio dell'alto e medio Belice a suo tempo dominato dalla
cosca di Vanni Sacco.
Il compagno Angelo Ganazzoli si è scontrato con la mafia, ha
contrastato la mafia come presidente della Camera di commercio di
Palermo.
Il compagno Ganazzoli ha dato un svolta significativa nella
gestione dell'Ente di sviluppo agricolo.
Quindi, onorevole Presidente, basta soltanto l'attività di
pubblico amministratore e di parlamentare di Angelo Ganazzoli,
per smentire quel luogo comune che vuole a qualunque costo fare
apparire o inculcare nell'opinione pubblica - soprattutto negli
anni '90 - che la presenza di uomini del Partito socialista
italiano nelle Istituzioni significasse automaticamente pratica
di attività illecite.
La presenza di Angelo Ganazzoli nella gestione della cosa
pubblica portava sempre una ventata di onestà, competenza e
professionalità.
Ma io ritengo che il migliore ritratto di Angelo Ganazzoli
lo poteva fare una persona a lui più vicina: il figlio, che ha
detto del padre: "E' impossibile distinguere la storia di una
persona, cioè di Angelo Ganazzoli, di un uomo, di un padre, dei
percorsi della sua vicenda politica.
L'equazione vita uguale politica è il paradigma di tutta la
sua storia personale. La politica, il valore più alto,
l'incarnazione degli ideali, fondamento dell'agire umano, valore
da difendere e preservare dalle insidie del compromesso, dalle
tentazioni del potere e della ricchezza.
Ideale che indica il percorso da compiere, i mezzi da usare,
e, non tanto i fini da raggiungere, che nella loro più alta
idealità non è necessario siano alla portata dell'uomo, destinato
e progredire in un contesto di dialettica incessante.
Ciò che importa, dunque, sono gli effetti dei mezzi che in
politica e nel sociale si sceglie di usare, e non già i fini che
ci si prefigge di raggiungere e puntualmente vengono disattesi.
L'autonomia del pensiero e delle posizioni, il coraggio di
essere minoranza di Angelo Ganazzoli, una minoranza composta ma
determinata, nella consapevolezza che l'insegnamento politico si
vedrà assumendo comportamenti e compiendo azioni eticamente
fondate e civicamente corrette, e non rincorrendo consensi sempre
più vasti.
La politica, come espressione più alta della cultura, si
compie lontana dalle competizioni elettorali, con le battaglie
giornaliere contro le mafie, le illegalità, gli abusi delle
istituzioni e l'arroganza dei potenti.
Il compagno Ganazzoli era sempre dalla parte dei deboli, dei
bisognosi e per la giustizia e la libertà. Sempre contro ogni
forma di demagogia che, creando eserciti di disperati, mina nelle
fondamenta le istituzioni democratiche.
Onorevole Presidente, sul piano politico dobbiamo dire che
Angelo Ganazzoli è venuto a mancare nel momento più delicato
della vicenda politica della sinistra dei socialisti democratici
italiani. Nel momento in cui sarebbe stata preziosa la sua
collaborazione politica e il suo parere sul percorso e l'approdo
dei socialisti e dei democratici.
Con Angelo Ganazzoli si discuteva nelle grandi aggregazioni
politiche, di superamento della divisione a sinistra che iniziano
con la scissione di Livorno del 1921.
Nella vittoria del socialismo democratico in Europa e la
grande sconfitta storica del comunismo, che ha lasciato dietro di
sé lutti e macerie.
In tutte le discussioni, in Angelo, mancava ogni
risentimento, rancore e spirito di vendetta. Ma, nella fermezza
dell'opinione e dei principi, nella valorizzazione della
tradizione e della cultura socialista, riteneva possibile
l'aggregazione della sinistra democratica e riformista per il
Governo del Paese e della nostra Regione.
Noi socialisti democratici italiani ci riteniamo molto
soddisfatti dell'eredità politica di Angelo Ganazzoli. Una
eredità politica inestimabile, fatta di impegno politico, civile
e sociale, fatta di onestà, di competenza e professionalità;
difesa ad oltranza dei valori della democrazia e della libertà,
che poi sono la sintesi del socialismo.
Per concludere, onorevole Presidente, signori deputati, se
l'umanità è catalogata così come viene descritta da Leonardo
Sciascia nel suo libro, mi pare "Il giorno della civetta", senza
dubbio alcuno possiamo affermare che Angelo Ganazzoli era un
"uomo". Grazie.
GRANATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della regione, io vorrei aggiungere poche, semplici,
ma sentite parole alle belle ed opportuno cose dette
dall'onorevole Di Martino su Angelo Ganazzoli.
Credo doveroso, da parte mia, doverlo fare perché Ganazzoli
ha rivestito la carica che attualmente riveste il sottoscritto,
Presidente della Commissione regionale Antimafia, e la rivestì,
voglio ricordarlo, come primo Presidente di quella Commissione
opportunamente istituita con legge da questo Parlamento, in una
fase particolarmente difficile, complessa, pericolosa, rischiosa,
della vita politica di questa terra.
Credo che le cose dette dall'onorevole Di Martino sopratutto
in quel passo toccante, significativo, che ha voluto riportare
all'attenzione dei parlamentari, riportato dal figlio di Angelo
Ganazzoli, possano essere in un certo senso apprezzate
profondamente anche da chi, come me, ha una identità ed una
appartenenza politica diversa da quella di Angelo Ganazzoli.
Vedete, mi parlò di questo nostro collega, per primo un
altro parlamentare mio omonimo, anche lui Presidente della
Commissione regionale Antimafia. Me ne parlò a lungo. Lo
conosceva profondamente, avevano militato nello stesso partito,
me ne riparlò poi Pietro Maccarrone, Presidente della scorsa
Commissione regionale Antimafia della quale io ero Vice
Presidente.
Ecco, in tutti i ricordi di questi parlamentari,
anagraficamente più anziani di me, vi è il ricordo di un uomo che
era davvero legato a quelle battaglie che l'onorevole Di Martino
ha voluto qui ricordare, al di là anche delle appartenenze di
ordine politico.
Una militanza politica fatta come scelta e via esistenziale,
legata alla difesa dei più deboli nei confronti dei potenti e dei
prepotenti.
Ecco, credo che anche in questa Sicilia ed in questa Italia,
questa eredità, questa identità, questa identità socialista - non
ho problemi a dirlo - anch'essa travolta da una sorta di
"scomunica" complessiva, come se all'interno di quell'area
culturale, politica, non avessero militato soggetti, non fossero
state spese esistenze, vite, attorno a progetti, idealità, a
programmi per il futuro. Con quella generalizzazione che in
certi anni c'è stata, di cui tutti - ovviamente - siamo stati in
parte responsabili quando la opportuna questione morale è stata
sollevata, si è fatta di tutta l'erba un fascio e si e accomunato
in un unico giudizio negativo tutto e il contrario di tutto. Si è
detto genericamente che tutta una intera identità politica, una
intera identità culturale, un intero percorso politico e
progettuale, andava criminalizzato ed andava demonizzato.
Probabilmente è per questo che mi sento, oltre che per la
comunanza di ruolo attualmente svolto, vicino alla figura e alla
memoria di quest'uomo, perché anche da destra abbiamo subito una
forma di criminalizzazione simile quando, negli anni
dell'immediato dopoguerra, e anche successivamente siamo stati
tutti per intero accomunati a un giudizio negativo come classe
politica, come gruppo dirigente, come scelta di ordine culturale.
Credo che da quegli anni tante cose sono cambiate.
Penso importante ricordare all'attenzione dei parlamentari,
al Governo, all'Assemblea regionale tutta, figure come quella di
Angelo Ganazzoli perché rappresentano, per certi versi, la
dimostrazione che, al di la degli schieramenti e delle
appartenenze, ci sono state all'interno di questo Parlamento
delle energie, delle volontà, degli uomini che hanno messo al
primo posto della loro azione politica gli interessi diffusi e
non gli interessi privati; la difesa dei deboli e non la solita
difesa dei potenti e dei prepotenti, cosa che continua purtroppo
ad avvenire non soltanto in questo Parlamento, cosa che tutti
insieme dovremmo cercare di evitare
E allora questo ricordo, breve, di una persona che non ho
personalmente conosciuto, credo sia da parte mia e da parte
dell'intero Parlamento doveroso, perché vi è in questa gravissima
crisi socio-economica che la Sicilia attraversa la necessità di
andare a ripercorrere nel passato, a ripescare nel passato alcune
figure che facciano da tramite e da memoria storica su alcune
battaglie che ancora oggi sono di estrema attualità.
Per questo motivo mi unisco, ovviamente, al cordoglio nei
confronti dei familiari e credo di interpretare in questo lo
spirito dell'intera commissione regionale Antimafia, oltre che
quello dei colleghi del Parlamento siciliano.
PROVENZANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PROVENZANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del
Gruppo di Forza Italia, anche io voglio associarmi in questo
momento al ricordo di Angelo Ganazzoli.
Io ebbi il piacere e il privilegio di conoscerlo per tanti
anni per la comune militanza nel Partito socialista, e credo che
le parole dell'onorevole Di Martino, che lo conobbe meglio di me
siano parole, direi, sacrosante nel ricordare non solo e non
tanto l'uomo politico, ma la persona Angelo Ganazzoli.
Persona sicuramente per bene
Persona che credeva negli ideali del socialismo e che per
tanti anni aveva lavorato per quel partito, oltre e al di là
degli incarichi che quel partito gli aveva potuto riconoscere.
Ecco, io credo che noi tutti dobbiamo ricordare quell'uomo;
dobbiamo stringerci alla famiglia per il cordoglio che essa ha
provato e che prova, per il vuoto che sicuramente lascia nei
familiari, ma per il molto vuoto che lascia qui, a tutti coloro
che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, a questa Assemblea
che lo vide deputato, alla Commissione Antimafia come ricordava
l'onorevole Granata che lo ebbe primo Presidente, che iniziò un
lavoro importante che consentì a questa Assemblea di riscattarsi,
rispetto a una posizione nei confronti di un fenomeno che allora
non era così coscientemente conosciuto e osteggiato come oggi lo
è da parte di tutti.
Ecco, io credo che questa Assemblea sentirà il vuoto e deve
ricordare nella propria storia l'uomo e il politico Angelo
Ganazzoli. Grazie.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente io
volevo, a nome del Governo, esprimere il cordoglio per la
scomparsa dell'onorevole Ganazzoli e unirci al dolore di quanti
lo hanno conosciuto, dei suoi familiari, dei figli, della moglie
e per chi ha avuto poche occasioni di frequenza con l'onorevole
Ganazzoli non può che ricordarlo nei rari momenti in cui abbiamo
avuto opportunità di incontrarlo, stimarlo, condividerne anche
idee e battaglie.
Credo che il nome di Ganazzoli non sia legato soltanto
all'esperienza che l'ha visto alla guida della Commissione
regionale Antimafia. Senz'altro quella è stata una delle
funzioni che hanno dimostrato il valore, lo spessore dell'uomo
politico, la sua chiara collocazione nella battaglia contro la
mafia in un momento e in un'epoca in cui tanti erano i vuoti in
questo schieramento e soprattutto credo tante erano le collusioni
malcelate nella Pubblica Amministrazione e ai vertici di
importanti funzioni di carattere amministrativo ed istituzionale.
Ganazzoli fu in questo senso un antesignano: da una
postazione di prestigio, ma anche di grande responsabilità seppe
tracciare la strada di quella Commissione per la quale, nelle
legislature successive, si proseguì e che fu percorsa da altri
presidenti e quindi anche da commissioni regionali Antimafia che
hanno dato un contributo importante secondo le norme istitutive
della Commissione.
Dicevo però che la figura di Angelo Ganazzoli non può essere
ricordata solo per questo, pur essendo questa una, diciamo, delle
battaglie, delle funzioni più importanti e direi persino più
esposte che lo hanno contraddistinto.
Ma credo che vada ricordato per ciò che era, per i suoi
convincimenti, per il suo sentire politico, per il suo modo di
coniugare politica e cultura, per vivere la sua esperienza
politica al riparo da un certo pragmatismo che in certe epoche,
in certi periodi hanno contraddistinto il mondo politico
siciliano, pure in un momento molto difficile per la nostra
Regione, per la Sicilia e per le Istituzioni. Ma anche dopo,
quando non svolgeva più funzioni e compiti parlamentari, la sua
passione politica, il suo coniugare cultura e politica, il suo
calare le soluzioni dei problemi dentro una cornice, dentro
idealità che sempre lo hanno contraddistinto, che sono quelle del
socialismo riformista, credo che ne abbiano fatto una delle
figure più importanti, più fulgide della recente storia politica
siciliana.
Va detto, signor Presidente, onorevoli colleghi, che va dato
anche atto alla coerenza politica di questo uomo, al fatto cioè
di avere tenuto sempre fede ai propri ideali, ai propri
convincimenti, di avere svolto dentro quel solco le funzioni con
la passione civile e anche credo con una grinta e un
convincimento nei propri ideali che è stato di esempio per tutti
noi che, più giovani nella vita politica siciliana, siamo venuti
dopo e abbiamo attinto anche a esperienze come quelle di Angelo
Ganazzoli.
La notizia della sua scomparsa per la verità per noi è
stata repentina, anche se poi abbiamo saputo come fosse incubata
da tempo; ci ha colpito profondamente proprio perché le occasioni
di conoscenza che abbiamo avuto, di incontro, a volte di qualche
episodico momento di collaborazione ci avevano fatto apprezzare
l'uomo, il dirigente politico, l'uomo attaccato alle Istituzioni,
trasparente nella sua azione politica e uomo pieno di idealità e
di virtù.
Con queste poche considerazioni, signor Presidente, ci
vogliamo associare ancora una volta al dolore della famiglia e a
quanti lo hanno conosciuto e con lui hanno condiviso battaglie in
questa Assemblea e fuori da questa Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la III Commissione è impegnata
a predisporre gli emendamenti utili alla discussione del disegno
di legge all'ordine del giorno della seduta odierna.
Su richiesta del Presidente della III Commissione la seduta
è sospesa e riprenderà alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 20.05)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 360 - Interventi presso il Governo nazionale in relazione
alla riforma degli ordini professionali.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che nel documento di programmazione economica e
finanziaria predisposto dal Governo nazionale si
prevede di 'limitare ai soli settori per i quali
esistono reali esigenze di tutela dei consumatori
l'istituzione di un ordine professionale';
RITENUTO che tutto ciò si prospetta come l'eliminazione
premeditata delle libere professioni;
ATTESO che lo smantellamento dell'attuale sistema
rappresentativo delle categorie professionali appare
anacronistico e privo di ogni fondamento logico e
dunque assolutamente incomprensibile,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché
ogni riferimento alla riforma degli ordini
professionali sia stralciato dalla discussione del
documento di programmazione economica-finanziaria e
che essa sia ricondotta ad un più ampio ed
articolato dibattito parlamentare, libero da
condizionamenti e da pregiudizi.
(6 luglio 1999)
LA GRUA - CATANOSO - RICOTTA
SCALIA - VIRZI'
N. 361 - Sospensione dell'ordinanza sindacale del Comune di
Augusta n. 66 del 27 marzo 1999 relativa
all'esercizio di attività di commercio.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la Giunta comunale di Augusta (SR) ha emanato
l'ordinanza sindacale n. 66 del 27 marzo 1999, con
la quale il Sindaco invita tutti gli operatori del
commercio su aree pubbliche della città ad
ottemperare in un tempo sicuramente troppo limitato
alla presentazione di una grande quantità di
certificati relativi alla propria attività;
- con la medesima ordinanza si richiede agli stessi
operatori la regolarizzazione di quanto dovuto in
ordine alle tassazioni comunali relative agli anni
1994 - 1999;
- la mancata ottemperanza di uno di questi
adempimenti richiesti comporterà la perdita del
diritto ad esercitare attività di commercio;
RILEVATO che:
- nella città ancora non vige un piano commerciale e
mercantile;
- non vengono da tempo rilasciate dagli uffici
comunali le autorizzazioni all'esercizio
commerciale;
- non esiste un regolamento di disciplina
dell'attività dei mercati;
- non si sono ancora individuate le aree di mercato
e di conseguenza non vi sono posti assegnati per
l'esercizio di tali attività con un naturale
incremento delle attività abusive;
- gli aumenti richiesti sono da ritenere sicuramente
spropositati in relazione alla mancanza assoluta di
quei servizi che normalmente sono offerti dalle
Amministrazioni comunali;
RITENUTO che ordinanze di questo tenore hanno il solo
effetto di fare perdere posti di lavoro,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire affinché, alla luce di quanto sopra
esposto, l'ordinanza sindacale del Comune di Augusta
n. 66 del 27 marzo 1999 venga sospesa e rimodulata
in modo da essere più equa e da sollecitare
l'Amministrazione comunale ad approvare in tempi
rapidi gli strumenti amministrativi necessari
affinché le attività commerciali vengano svolte più
serenamente.
(6 luglio 1999)
BUFARDECI - BENINATI -
CROCE - GRANATA - ALFANO
N. 362 - Impegni del Governo della Regione e dell'Assessore
per i beni culturali e ambientali e la pubblica
istruzione ad intraprendere opportune iniziative
presso il Ministero dei Beni culturali e ambientali
per assicurare la fruibilità della documentazione
conservata nell'Archivio di Stato di Palermo.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- su iniziativa del Ministero dei Beni culturali e
Ambientali, in data 2 ottobre 1997, è stata bandita
la gara per l'affidamento di incarico di
progettazione per la riqualificazione funzionale e
l'adeguamento delle sedi dell'Archivio di Stato di
Palermo (Gancia-Catena);
- tale gara è stata vinta dall'Arch. Maurizio
Mannucci per l'impiantistica e dall'Ing. Nicola
Salzana de Luna, amministratore unico della Servizi
Integrati srl;
- con nota ministeriale n. 4.7110 88051.5 del
7/11/1997, ai sensi della L. 11/2/1994 n. 109,
l'Arch. Mauro Ceci del servizio tecnico per
l'edilizia archivistica ha ricevuto dal Ministero
dei Beni culturali e Ambientali l'incarico di
eseguire un progetto preliminare definitivo ed
esecutivo per il restauro degli edifici della Gancia
e della Catena;
- il progetto complessivo, che comporta una spesa di
34 miliardi di lire, prevede che l'esecuzione dei
lavori avvenga in un periodo non inferiore ai 36
mesi;
- imminente la consegna dei progetti esecutivi da
parte dell'Ing. Salzana de Luna;
CONSIDERATO che:
- i lavori previsti dal progetto comportano, oltre
che l'adeguamento funzionale delle sedi
dell'Archivio, anche una serie di opere di restauro
finalizzate ad un allestimento museale ed espositivo
non necessariamente connesso con la destinazione
propria dell'Archivio;
- durante lo svolgimento dei lavori, sembra sia
prevista la conservazione dell'immenso e
preziosissimo materiale archivistico in containers
da collocare nell'interno dei cortili delle due sedi
in oggetto, con grave rischio di deterioramento del
materiale medesimo;
- l'esecuzione dei lavori comporterebbe
l'impossibilità di fruire dei fondi archivistici
da parte degli studiosi e ricercatori italiani e
stranieri che, numerosissimi, affluiscono per le
proprie indagini a quello che costituisce uno dei
maggiori archivi del bacino del Mediterraneo;
- nel caso di specie è evidente l'impossibilità, per
studiosi e ricercatori, di ricorrere ad una
documentazione alternativa rispetto a quella
conservata nell'Archivio di Stato di Palermo;
- una documentazione di tale rilevanza non può
essere sottratta alla comunità internazionale degli
studiosi per un periodo così lungo di tempo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E
AMBIENTALI E LA PUBBLICA ISTRUZIONE
ad assumere ogni iniziativa idonea ad indurre il
Ministero dei Beni Culturali, Ambientali e la
Pubblica Istruzione a riconsiderare l'opportunità
della prevista opera di riqualificazione funzionale
dell'Archivio di Stato di Palermo e, comunque, ad
assicurare la continua e costante fruibilità, da
parte di studiosi e ricercatori, dell'intero
materiale archivistico conservato nelle sedi in
oggetto, anche durante l'espletamento dei predetti
lavori.
(6 luglio 1999)
MARTINO - RICOTTA - FORGIONE -
TRIMARCHI - VELLA
LA CORTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA CORTE. Dato che la materia oggetto della mozione è molto
importante, desidero sapere quando verrà discussa.
PRESIDENTE. Lo deciderà la Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari, onorevole La Corte.
Mozione n. 363 - Adesione della Regione siciliana
all'iniziativa '1999 all'ONU per la moratoria delle esecuzioni'
contro la pena di morte sostenuta dall'associazione 'Nessuno
tocchi Caino' e adesione all'attività della stessa Associazione.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- l'Italia nel 1997, nel 1998 e, insieme all'Unione
Europea, nel 1999 ha sottoposto alla Commissione per
i Diritti dell'uomo delle Nazioni Unite una
risoluzione per la moratoria universale
delle esecuzioni capitali e per l'abolizione della
pena di morte;
- la risoluzione è stata approvata a larga
maggioranza di voti nel corso delle ultime tre
sessioni della Commissione per i Diritti dell'uomo
(30 voti a favore, 11 contrari e 12 astensioni,
quale esito dell'ultima sessione) e il numero dei
Paesi co-sponsor dell'iniziativa è notevolmente
aumentato da un anno all'altro, passando dai 46 del
1997 ai 65 del 1998 e ai 72 del 1999;
- la risoluzione approvata considera l'abolizione
della pena capitale 'un rafforzamento della dignità
umana' e 'un progresso dei diritti fondamentali
della persona', e per questo chiede agli Stati
membri delle Nazioni Unite di 'adottare una
moratoria delle esecuzioni in vista della completa
abolizione della pena di morte';
- con questa risoluzione delle Nazioni Unite è stato
compiuto un altro passo in avanti verso la
formazione di un nuovo diritto umano, il diritto a
non essere uccisi a seguito di una sentenza o misura
giudiziaria, un diritto sempre più universalmente
condiviso, come provano il risultato non di misura
del voto ed il favore espresso da Paesi di tutti i
continenti e di diverse aree di influenza;
- in attuazione della risoluzione 1-00273, approvata
dal Senato della Repubblica il 16 luglio 1998, il
Governo italiano ha chiesto all'Unione Europea di
presentare entro l'anno in corso (1999) alle Nazioni
Unite la risoluzione abolizionista e la Germania,
presidente di turno dell'Unione, ha già avviato i
negoziati con i partners europei per decidere un
testo comune da presentare già alla 55ma Commissione
per i Diritti dell'uomo;
- in vista della prossima sessione dell'Assemblea
Generale delle Nazioni Unite (settembre-dicembre
1999), è necessario continuare l'opera di
sensibilizzazione a favore della risoluzione per la
moratoria;
- la situazione relativa alla pena di morte nel
mondo è sensibilmente migliorata: dei 185 paesi
membri delle Nazioni Unite, sono divenuti
abolizionisti 82 paesi (61 sono totalmente
abolizionisti, 14 abolizionisti per crimini ordinari
e 7 impegnati ad abolire la pena di morte in quanto
membri del Consiglio d'Europa); 4 attuano una
moratoria legale delle esecuzioni; 27 sono gli
abolizionisti di fatto (non fanno esecuzioni da
almeno 10 anni), e solo 72 i paesi mantenitori;
- l'approvazione della risoluzione è stata raggiunta
grazie soprattutto alla campagna internazionale
promossa da 'Nessuno tocchi Caino' per l'abolizione
della pena di morte entro il 2000, cui hanno aderito
Premi Nobel, personalità della scienza e dell'arte,
rappresentanti di tutte le religioni e di tutti gli
orientamenti politici, parlamentari di diversi
Paesi, e grazie anche a numerose istituzioni
sovranazionali e nazionali, regionali e locali che
hanno approvato mozioni e si sono impegnati a favore
di una proposta di moratoria ONU delle esecuzioni;
- oltre 100, tra Comuni, Province e Regioni hanno
già sostenuto dal 1993 la campagna di 'Nessuno
tocchi Caino' e hanno partecipato alla Marcia di
Natale, che si è tenuta a Roma il 25 dicembre 1998,
in occasione della quale Papa Giovanni Paolo II ha
pronunciato nel messaggio 'Urbi et Orbi' un appello
a favore dell'abolizione della pena di morte;
- aderisce alla campagna internazionale di 'Nessuno
tocchi Caino', denominata '1999 all'Onu per la
moratoria delle esecuzioni capitali contro la pena
di morte', che ha l'obiettivo di sostenere la
presentazione e l'approvazione alle Nazioni Unite
nell'anno in corso della risoluzione per la
moratoria delle esecuzioni e di integrare la
dichiarazione universale dei diritti dell'uomo con
un nuovo diritto: non essere uccisi a seguito di
una sentenza o misura giudiziaria,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad aderire per l'anno 1999 a 'Nessuno tocchi
Caino' e all'iniziativa '1999, all'Onu per la
moratoria delle esecuzioni' contro la pena di
morte, come socio fondatore;
- a contribuire, nella qualità di socio, alle
attività dell'Associazione 'Nessuno tocchi Caino';
- ad inviare la presente mozione al Presidente della
Repubblica, al Presidente del Consiglio dei
Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento,
al Presidente del Parlamento Europeo e al Segretario
Generale delle Nazioni Unite.
(6 luglio 1999)
ALFANO - SPEZIALE - STANCANELLI - LEANZA -
MELE - LA CORTE - SPAGNA - PELLEGRINO -
COSTA - MARTINO - DI MARTINO - NICOLOSI -
FORGIONE
N. 364 - Provvedimenti volti a promuovere la tutela della
vita umana dal suo inizio.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in Italia, sulla base della relazione del Ministro
della Sanità relativa all'attuazione della legge
n.194 del 22/5/1978, nel 1997 - ultimo anno al quale
si riferiscono i dati a disposizione - sono stati
eseguiti 139.607 interventi di interruzione
volontaria della gravidanza nelle strutture a ciò
autorizzate: ciò equivale alla eliminazione di
139.607 vite umane;
- infatti, come la biologia e la medicina sostengono
con argomenti inconfutabili, 'dall'istante in cui lo
spermatozoo entra in contatto con la cellula uovo e
si affonda nel suo citoplasma (singamia) - dopo aver
attraversato la zona pellucida - parte una nuova
catena di attività la quale indica, in modo
evidente, che i due gameti non operano più come se
fossero due sistemi tra loro indipendenti, ma che si
è invece costituito un nuovo sistema che agisce come
un'unità ( ... ). E' l'unità definita, con termine
biologico, zigote o embrione unicellulare. Lo
zigote, entro 15-20 ore dalla fusione dei due
gameti, risulta essere contraddistinto da due
caratteristiche fondamentali: è distinto da altri
enti e opera come una unità individuale; è
intrinsecamente orientato ad una ben definita e
precisa evoluzione. Tali caratteristiche
-individuazione e orientamento - sono determinate
dal genoma o dal patrimonio genetico di cui lo
zigote è dotato. Grazie al genoma, lo zigote va
incontro ad uno sviluppo che è: 1) umano (il nuovo
genoma deriva dalla fusione di due genomi umani,
teleologicamente preparati per dare origine ad un
nuovo soggetto della stessa specie); 2) individuale
(il nuovo genoma lo distingue da tutti gli altri
zigoti umani); 3) coordinato (il nuovo genoma
coordina l'attività di migliaia di geni strutturali
... ); 4) continuo (il nuovo cielo vitale che inizia
dalla fecondazione procede ( ... ) senza
interruzione ( ... ): se c'è interruzione c'è
patologia o morte); 5) graduale (il nuovo individuo
acquisisce la sua forma finale attraverso il
passaggio da forme più semplici a forme sempre più
complesse' (Maria Luisa Di Pietro, Elio Sgreccia,
Procreazione assistita e fecondazione artificiale
fra scienza, bioetica e diritto, Editrice La Scuola,
Brescia 1999, pag.151);
- dunque, fin dal momento del concepimento ci si
trova davanti a un essere umano, dotato di un
suo patrimonio genetico completo, unico e
irripetibile, le cui differenze rispetto a un
bambino già nato o a un adulto sono esclusivamente
di età e di dimensione fisica;
- di fronte a questo essere 'il diritto non può in
nessun caso costruire un concetto autonomo di vita
umana: se lo facesse verrebbe infatti meno alla sua
natura di strumento di organizzazione sociale,
pretendendo di determinare l'oggetto stesso
dell'intervento normativo' (Mario Zanchetti, La
legge sull'interruzione della gravidanza, Cedam
1992, p.9);
- dal 1978 a oggi le vittime dell-ivg' in Italia
sono state circa 3.500.000;
CONSIDERATO che:
- l'On. Giovanni Berlinguer, che fu uno dei relatori
alla Camera della proposta di legge poi divenuta
legge 194, aveva scritto, pochi giorni dopo la sua
entrata in vigore, che il nuovo testo 'si propone (
... ): di azzerare gli aborti terapeutici; di
ridurre gli aborti spontanei; di assistere quelli
clandestini. Si propone inoltre di favorire la
procreazione cosciente, di aiutare la maternità, di
tutelare la vita umana dal suo inizio' (Giovanni
Berlinguer, La legge sull'aborto, Editori Riuniti,
Roma 1978, p. 168);
- il bilancio dell'effettivo conseguimento di tali
scopi, alla stregua dei dati del Ministro della
Sanità, deve tenere in considerazione quanto segue:
1) Gli 'aborti terapeutici' sono quelli 'legali'
tout court, poiché l'articolo 4 della legge 194
include le varie circostanze il cui richiamo
autorizza a ricorrere all'intervento abortivo sotto
un'unica e vaga indicazione di salute, considerata
non come assenza di patologie rilevanti, ma come
benessere fisiopsichico inteso in senso lato. Che
nel 1997, a vent'anni dall'approvazione della legge,
gli aborti detti 'terapeutici' siano 139.607, e per
ogni 4 nati vivi vi sia un aborto volontario (su
1.000 nati vivi si registrano infatti 264 aborti
volontari) conferma che la pratica abortiva è
diffusa capillarmente: proprio per questo non
è spiegabile in modo esclusivo, e nemmeno
prevalente, con situazioni eccezionali o con
difficoltà insuperabili. Essa è invece, nonostante
le affermazioni normative di segno opposto, uno
strumento di controllo delle nascite; né può
sostenersi che tale pratica sarebbe meno ampia se la
contraccezione artificiale fosse più conosciuta,
perché è vero esattamente il contrario: nella
relazione riguardante l'anno 1995 l'On. Bindi ha
scritto che, secondo 'indagini dell'Istituto
Superiore di Sanità, di altri istituti di ricerca e
di alcune regioni ( ... ) almeno del 70-80% dei
casi, il ricorso all'aborto volontario avrebbe la
finalità di interrompere una gravidanza non
desiderata intervenuta a seguito del fallimento o di
un uso scorretto dei metodi per il controllo della
fertilità';
2) Il profilo medio della donna che abortisce, in
base ai dati definitivi relativi all'anno 1996,
è coerente con queste conclusioni: si tratta infatti
di una gestante che nella gran parte dei casi è
coniugata (56.2%, con punte del 69.6% al Sud), non
separata (soltanto il 3.4%) né divorziata (l'1.2%),
in età compresa prevalentemente fra i 25 e i 34 anni
(45.3%), con sufficiente livello di istruzione (il
49.4% ha il diploma di scuola media inferiore, il
33% il diploma di scuola media superiore, e soltanto
l'1.6% non ha alcun titolo di studio), e con non più
di due figli: in particolare, il 39.5% non ha alcun
figlio, il 20.1% ne ha uno, il 27.3% ne ha due.
Pertanto è una donna che si trova in condizioni
ottimali, per lo meno sotto questi profili, per
accogliere il nascituro;
3) La legge n. 194 del 1978 ha fallito pure sul
versante della lotta alla clandestinità, se è vero
che l'aborto clandestino si sarebbe attestato da
qualche anno attorno alle 45.000 unità: l'uso del
condizionale è d'obbligo per l'impossibilità di
disporre di dati precisi. E' significativo, sulla
scorta della Relazione sull'attuazione della legge
medesima presentata, per la parte di sua competenza,
dal Ministro di Grazia e Giustizia, il dato relativo
ai procedimenti penali avviati nel 1998 per aborti
illegali: pur essendo incompleti (non tutti gli
uffici giudiziari interpellati hanno inviato
risposte) sono stati 103 contro gli 81 del 1997, con
un incremento di oltre il 25%, e con 135 medici
denunciati;
4) non si comprende in che modo sia stata conseguita
una maggiore 'coscienza' della procreazione, se,
oltre un quarto delle donne che ricorrono alla IVG,
lo hanno già fatto una o più volte in occasioni
precedenti: l'area della recidività riguarda per
l'esattezza il 24.8% delle gestanti che hanno
abortito nel 1996;
5) Infine, sempre con riferimento agli interventi
dell'On. Giovanni Berlinguer, l'aiuto alla
maternità e la tutela della vita umana vengono in
Italia perseguiti da 21 anni, conferendo il
'diritto' di sopprimere ciò che fa diventare madre e
violando irreparabilmente la vita umana. E'
peraltro in crescita il dato relativo al numero
di aborti effettuati dopo la 12 settimana, che nel
1996, come già nel 1995, è stato pari all'1.4% degli
aborti complessivamente eseguiti (nel 1997 era lo
0.7% e nel 1991 lo 0.9%. Cresce, cioè, il ricorso
all'interruzione di gravidanza all'approssimarsi del
periodo di gestazione che consente la possibilità di
vita autonoma del feto, nel momento stesso in cui la
cronaca quotidiana segnala casi di aborti effettuati
prima del 180 giorno di gravidanza, che in realtà
causano una nascita prematura. 11 Prof. Marcello
Assumma, primario neonatologo all'ospedale 'S.
Camillo' di Roma, ha dichiarato in proposito: 'In
un anno e mezzo mi è accaduto cinque volte. Si
trattava di parti abortivi: tre bambini sono morti
dopo qualche giorno, due sono sopravvissuti, sia
pure con handicap gravi' (la Repubblica, 11/3/1999).
Il Prof Marcello Orzalesi, primario neonatologo
dell'ospedale 'Bambin Gesù' di Roma, ha confermato
questa esperienza, ricordando che 'la medicina oggi
permette di spostare indietro di due-tre settimane
il limite della vita' (idem). In base alle più
recenti ricerche, a 25 settimane, quando è ancora
possibile, sulla scorta dell'art. 6 della legge n.
194 del 1978, l'aborto per finalità eugenetiche, le
probabilità di sopravvivenza del feto sono pari al
79% dei casi. Al Policlinico 'San Matteo' di Pavia
da un aborto effettuato al 177 giorno di gravidanza
è nato un bambino vivo e vitale (la Repubblica,
24/3/1999). Tutto ciò conferma che l'umanità del
concepito esiste fin dal primo istante, che è
assurdo farla dipendere dal progresso tecnologico
che oggi consente di far sopravvivere un feto anche
al di sotto del 180 giorno di gestazione, e che lo
sforzo delle strutture sanitarie dev'essere rivolto
a far crescere questa consapevolezza, e non a
distribuire acriticamente certificati per abortire;
RILEVATO che:
- la risoluzione del Parlamento europeo del
16.3.1989 (doc. A 2-372/88) fa riferimento alla
'necessità di proteggere la vita umana fin dal
momento dei concepimento';
- in base all'art. 7 comma 3 della legge n. 194 del
1978, 'quando sussiste la possibilità di vita
autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza
può essere praticata solo nel caso di cui alla
lettera a) dell'articolo 6 e il medico che esegue
l'intervento deve adottare ogni misura idonea a
salvaguardare la vita del feto';
- diventa ineludibile conoscere se e quali
iniziative siano state adottate finora nelle
strutture nelle quali si pratica l'aborto - e quali
eventualmente si intendano adottare - al fine di
salvaguardare realmente la vita del feto, posto che
la sfera di applicabilità dell'art.7 comma 3 della
legge n. 194 del 1978 non incontra limiti temporali,
e quindi vale anche al di sotto della soglia del
180 giorno di gestazione;
- un profilo preoccupante della perdurante
diffusione del ricorso all'aborto è l'assenza della
fase dell'aiuto e della dissuasione, che pure la
legge prevede: secondo l'art.5, allorché la
gestante si rivolge al consultorio, o a una
struttura socio-sanitaria o al proprio medico di
fiducia, costoro dovrebbero indurla a riflettere,
prospettando le possibili alternative all'aborto;
- per verificare se ciò accade realmente è
sufficiente constatare che nel 1995 il 73.9% degli
aborti sono avvenuti dietro mera certificazione del
medico di fiducia o del servizio
ostetrico-ginecologico: il che vuol dire che la
'dissuasione' è coincisa con il rilascio
dell'attestazione di gravidanza, necessaria per
sottoporsi all'intervento;
- solo il 24.5% delle donne è passata dai
consultori; ma nessuna ricerca è stata condotta sul
rispetto, da parte del personale addetto, agli
stessi scopi per i quali i consultori sono stati
istituiti e sono stati in seguito inseriti nella
procedura abortiva.
In particolare non esistono rilevazioni statistiche
sull'effettivo perseguimento:
a) degli obiettivi indicati dall'art.l. della legge
n. 405 del 29 luglio 1975, istitutiva dei consultori
familiari, responsabili relativamente alla
preparazione alla paternità, alla maternità e alla
divulgazione delle informazioni idonee a prevenire o
a promuovere la gravidanza;
b) del dovere, previsto dall'art.2 comma 1 della
stessa legge, di informare la coppia sul rispetto
delle norme in favore della gestante lavoratrice e
di contribuire a superare le cause che potrebbero
indurre a interrompere la gravidanza;
c) della collaborazione, prevista dall'art. 2 comma
2 della stessa legge, delle associazioni di
volontariato;
- scrive il Ministro della Sanità nell'ultima
relazione relativa all'attuazione della legge n.194
dei 22.5.1978, più volte citata, che 'il ruolo
centrale dovrebbe essere giocato dai consultori
familiari, opportunamente potenziati e
riqualificati'; e tuttavia, a fronte della riduzione
sull'intero territorio nazionale, avvenuta nel 1995,
dei consultori nella misura di 59 unità, lo stesso
Ministro aggiunge: 'ciò sembrerebbe indicare una
diminuzione di attenzione e un disinvestimento verso
l'attività consultoriale, in contrasto con quanto
già espresso nel precedente Piano Sanitario
Nazionale per il triennio 1994-96';
- trascurando altre considerazioni, non si comprende
come possa funzionare la fase della dissuasione,
considerato che nei consultori non vi è alcuna
separazione - con personale o con locali differenti
- fra questo tipo di attività e il rilascio del
certificato necessario per l'intervento abortivo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a dare completa attuazione, per la parte di
propria competenza, e in particolare per il tramite
degli Assessorati Sanità ed Enti locali, ai
propositi contenuti nell'articolo 1 della legge
22/5/1978 n.194, e in particolare a promuovere la
'tutela della vita umana dal suo inizio';
- conseguentemente, a promuovere periodiche campagne
di informazione relative alla identità biologica del
nascituro e alla prevenzione dell'aborto;
- a far rispettare in modo rigoroso il disposto di
cui all'art.7 comma 3 della legge n. 194 del 1978,
verificando se nelle strutture sanitarie nelle quali
si pratica l'aborto siano state adottate tutte le
iniziative necessarie per salvaguardare la vita del
feto;
- a sottoporre a rigorosa verifica le modalità di
esercizio da parte dei soggetti interessati (medici
e operatori dei consultori) della fase della
prevenzione e della dissuasione all'aborto, di cui
all'art.4 della legge n. 194 del 1978, separando in
modo netto - anche attraverso la predisposizione di
personale e di locali differenti - questo tipo di
attività da quello del rilascio del certificato
necessario per l'intervento abortivo;
- ad adottare i provvedimenti necessari di ordine
amministrativo perché la dissuasione non coincida
- con generiche esortazioni, ma si traduca nella
concreta indicazione delle alternative all'aborto,
con particolare riguardo alla gestante in
difficoltà;
- in particolare, a promuovere un costante e
organico coordinamento fra gli Enti locali, teso
alla concreta individuazione degli strumenti di
aiuto per le gestanti in difficoltà;
- a dare spazio, all'interno delle strutture che
intervengono nell'iter dell'aborto 'legale', al
volontariato impegnato nella difesa della vita del
nascituro, eliminando ogni ostacolo a che gli
operatori dei centri di aiuto alla vita, nel
rispetto della riservatezza della gestante, svolgano
la loro opera di dissuasione all'ivg.
(8 luglio 1999)
STANCANELLI - BRIGUGLIO - CAPUTO -
CATANOSO GENOESE - GRANATA - LA GRUA -
RICOTTA - SCALIA - SOTTOSANTI -
STRANO - TRICOLI - VIRZI'
N. 365 - Avviamento a selezione da parte dell'Ufficio
provinciale del lavoro e della massima occupazione
di Palermo (sezione collocamento) dei lavoratori
inseriti nella graduatoria ex art. 16 della L. n. 56
del 1987, riferita all'anno 1991, con qualifica di
ausiliari agenti socio-sanitari.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'articolo 1 della l.r. n. 17 del 1993, al fine di
soddisfare le esigenze delle strutture ed unità
operative del Policlinico dell'Università degli
Studi di Palermo, prevede l'incremento di 206 unità
appartenenti all'area funzionale socio-sanitaria del
contingente di cui all'art. 5 della l.r. n. 32 del
1987;
- l'art. 1 della l.r. n. 12 del 1991 stabilisce che
le UU.SS.LL. della Sicilia effettuano le assunzioni
del personale da inquadrare in qualifiche o profili
per l'accesso ai quali è richiesto il possesso del
titolo di studio non inferiore a quello della scuola
dell'obbligo, salva l'osservanza delle relative
disposizioni sul collocamento obbligatorio;
- nel mese di settembre del 1993, è stata pubblicata
presso l'Ufficio di collocamento di Palermo la
graduatoria ex art. 16 della legge n. 56 del 1987
per la qualifica di agenti socio-sanitari, relativa
all'anno 1991;
- nonostante il fatto che proprio quell'anno per
l'ammissione alla graduatoria fosse stata richiesta,
oltre alla normale documentazione, una 'prova
d'arte', il numero di iscritti nella lista subì un
incredibile aumento, pari ad oltre il 200%, rispetto
all'anno precedente;
- i primi avviamenti in servizio di lavoratori
provenienti da quella lista sono avvenuti nel mese
di novembre del '93, ma già prima che ciò avvenisse
l'Assessorato aveva dovuto disporre un'indagine
amministrativa sulla corretta redazione della
graduatoria ed era stato pertanto informato delle
numerosissime e svariate irregolarità compiute;
- in particolare nella relazione conclusiva
dell'indagine veniva segnalato che:
a) si è consentito l'accesso in graduatoria anche a
coloro i quali non risultavano in possesso del
titolo di studio, ossia la scuola dell'obbligo:
risulta infatti che almeno 22 disoccupati inseriti
in graduatoria e successivamente avviati al lavoro
non erano in possesso della licenza media ed erano
nati dopo il 1952 (ultimo anno in cui era
considerato assolto l'obbligo scolastico con il
conseguimento della sola licenza elementare);
b) nessuna delle istanze (mod. C/iscriz.) è
risultata essere mai stata istruita: i dati
riportati sui listati in ordine al carico familiare
e alla situazione reddituale e patrimoniale
scaturivano dalla sola e semplice dichiarazione di
parte, non confermata dalla documentazione che
l'ufficio aveva l'onere imprescindibile di
richiedere;
c) veniva riconosciuto a molti lavoratori un
punteggio per il carico familiare che, in base alle
vigenti norme sulla materia, non poteva essere
attribuito se non sul presupposto che anche il
coniuge fosse iscritto nelle liste di
disoccupazione;
d) per l'anzianità di disoccupazione, solo in casi
sporadici si era tenuto conto della vigenza
dell'art. 10 della legge n. 56 del 1987, oltre che
di tutte le altre norme che regolano l'argomento;
e) numerosi nominativi inseriti in graduatoria sono
risultati essere quelli di coniugi del personale in
servizio presso l'ufficio stesso e, nonostante ciò,
a molti di essi è stato attribuito il punteggio per
il carico familiare;
f) gli atti d'ufficio celati con premeditazione per
ostruzionismo e con omertà da tutto il personale,
ivi compreso il capo ufficio, hanno rivelato
alterazioni e falsificazioni tali da risultare
totalmente snaturata l'essenza di atto fidefacente;
g) molti atti d'ufficio riportavano la dicitura
originale non reperibile, che nella realtà indicava
l'esigenza di ricostruire, con l'uso di un
duplicato, situazioni giuridiche che non era
vantaggioso evidenziare;
h) la dicitura 'si revoca la radiazione' in nessun
caso era supportata da apposito motivato
provvedimento; addirittura, in molti casi si era
ritenuto di non usare neanche il termine 'revoca',
reputandosi sufficiente incasellare con un tratto di
penna il termine 'radiato il';
i) è risultato, ancora, che alcuni lavoratori
godessero di un'anzianità di disoccupazione
antecedente la data di prima iscrizione nelle liste
della disoccupazione;
- gli estensori della relazione affermavano quindi
che la graduatoria rivelava un tale concerto di vizi
da risultarne irrimediabilmente compromessa la
legittimità;
- secondo quanto stabilito dalla legge, gli enti
presso i quali gli agenti socio-sanitari sono stati
avviati avrebbero dovuto, prima dell'immissione in
servizio, verificare il possesso di alcuni
requisiti, tra i quali anche il carico penale, ma
ciò con tutta evidenza non è avvenuto se è stato
possibile che, in almeno due casi, siano stati
avviati al lavoro dei pregiudicati (anche per
omicidio) con procedimenti penali conclusi e in
corso (tali casi rientravano tra quelli per i quali
è stata adottata la revoca dell'avviamento al
lavoro, sospesa, però, dal TAR);
- a partire dal mese di marzo del 1994, soltanto
pochi giorni dopo che da parte dell'autorità
giudiziaria erano stati emessi ordini di
carcerazione in danno di funzionari dell'ufficio di
collocamento, dell'ex direttore dello stesso e di
alcuni disoccupati, sono cominciati i provvedimenti
di revoca dell'avviamento al lavoro nei confronti di
alcuni disoccupati irregolarmente inseriti nella
graduatoria, che fino ad oggi sono stati in tutto
una ventina (mentre per un centinaio di altri
disoccupati l'accertamento dell'irregolarità e la
conseguente esclusione dalla graduatoria è stato
antecedente all'avviamento al lavoro);
- 15 provvedimenti di revoca sono stati sospesi dal
TAR, in attesa che lo stesso si pronunci sui ricorsi
presentati dagli agenti socio-sanitari interessati,
mentre su altri 4 si attende ancora una pronuncia in
merito alla sospensione del provvedimento;
- la palese irregolarità della graduatoria 1991 per
gli agenti socio-sanitari avrebbe dovuto portare
codesto Assessorato ad un suo annullamento, prima
ancora che dalla stessa fossero tratti disoccupati
da avviare al lavoro, considerato anche il fatto che
la relazione conclusiva dell'indagine
amministrativa, a suo tempo disposta, fu consegnata
prima dagli stessi avviamenti;
- la mancata adozione di tale provvedimento, da un
lato espone, ora, l'Amministrazione a lunghi
contenziosi e dall'altro ha arrecato un danno
gravissimo ai disoccupati che si sono visti
scavalcare nella graduatoria da altri privi dei
titoli o, peggio, che avevano fornito informazioni
o, addirittura, titoli falsi;
- con sentenza emessa in data 16.2.1999 il Tribunale
di Palermo, sezione quinta penale, ha condannato i
Sigg.ri Militello Michele, Guzzo Salvatore, Morale
Vincenzo, Zammito Gaetano, D'Alessandro Salvatore,
Raffagnino Francesco Paolo, Averna Cosimo, in quanto
ritenuti colpevoli di avere alterato le graduatorie
dell'ufficio di collocamento, accertando in tal
senso la irregolarità delle procedure seguite per
l'avviamento al lavoro;
- con atto depositato in data 28 aprile 1999, tutti
i soggetti hanno presentato un esposto al
Procuratore Capo della Repubblica, Dr Giancarlo
Caselli, al Prefetto di Palermo, al Presidente della
Regione e ai Presidenti delle Commissioni
parlamentari antimafia nazionale e regionale,
richiedendo l'avvio di indagini preliminari per
accertare per quali motivi, nonostante
l'accertamento in sede amministrativa e penale,
dell'alterazione delle graduatorie, sino ad oggi
nessun provvedimento sia stato adottato dai
dirigenti dell'Ufficio provinciale del lavoro e
della massima occupazione da parte delle autorità
regionali competenti e da parte del Policlinico di
Palermo, presso il quale sono stati destinati i
soggetti assunti;
- l'Avvocatura generale dello Stato di Palermo, con
atto n. 7732 del 5.3.1996, ha stabilito che pur
essendo il concorso bandito nel 1994 e gli
avviamenti effettuati, non esiste alcun pregiudizio
per il ripristino della legalità... e che
l'opportunità di provvedere all'adozione di atti in
autotutela è rimessa alla valutazione dell'organo
regionale e che gli interessati hanno il diritto a
non essere pregiudicati da determinazioni assunte
sulla base di selezioni risultate viziate;
CONSIDERATO che:
- l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione
pro-tempore, Carmelo Briguglio, con nota n. 560 del
10.4.1996, diretta al capo reparto di Via Cimabue,
al Dirigente la Sezione del collocamento di Via
Veronese e al capo ufficio di Via Cimabue,
trasmetteva il parere dell'Avvocatura dello Stato,
invitando i predetti uffici ad attivare i
provvedimenti opportuni e doverosi, invitandoli,
inoltre, a conformarsi all'indirizzo espresso
dall'Avvocatura dello Stato e trasmettendo le schede
dei soggetti assunti, in palese violazione alle
norme di legge, regolanti l'avvio al lavoro,
indicando per ciascuno di essi le alterazioni e le
falsità commesse;
- le stesse irregolarità sono state accertate con la
relazione ispettiva disposta dall'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione pro-tempore ad opera
di tre ispettori regionali;
- con nota n. 396 del 20 febbraio 1997, inviata al
Direttore provinciale del Lavoro, all'Università
degli Studi di Palermo, alla Azienda n. 6,
all'Ufficio regionale del Lavoro, l'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione On. Carmelo Briguglio,
si chiedeva, ai competenti uffici, l'annullamento
degli atti e la modifica delle graduatorie, ai sensi
dell'art. 33 della L. n. 300 del 1970;
RILEVATO che l'On. Salvino Caputo ha presentato
un'interrogazione (n. 3068) al Presidente della
Regione e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, per sapere:
1) se corrispondesse a verità che buona parte dei
disoccupati avviati al lavoro provenienti dalla
graduatoria per agenti socio-sanitari (qualifica di
IV livello) del 1991 fossero stati inquadrati dagli
enti destinatari come ausiliari socio-sanitari
(qualifica di III livello) e, in caso affermativo,
come si spiegasse tale fatto e se l'Assessorato lo
giudicasse regolare;
2) in che cosa consistesse la prova d'arte richiesta
agli aspiranti iscritti nella graduatoria degli
agenti socio-sanitari che, invece che limitare il
numero degli iscritti, lo ha fatto lievitare in modo
incontrollato;
3) come si potesse spiegare che l'Assessorato,
sebbene informato per tempo sulle numerose e
gravissime irregolarità che contraddistinguevano la
graduatoria, non avesse assunto provvedimenti
conseguenti e come si potesse spiegare che nessun
provvedimento fosse stato assunto nemmeno dopo
l'intervento dell'autorità giudiziaria;
4) se corrispondesse a verità che non fosse stata
richiesta l'assistenza legale dell'Avvocatura dello
Stato per i procedimenti intentati innanzi al TAR
dai socio-sanitari che avevano ricevuto la revoca e,
in caso affermativo, se non ritenesse di dover
richiedere tale intervento per la tutela degli
interessi dell'Amministrazione;
5) quali provvedimenti l'Assessorato avesse
adottato o intendesse adottare, anche a tutela
dell'Amministrazione, nei confronti di coloro che
erano stati illegittimamente avviati al lavoro e
affinché i disoccupati, esclusi a causa delle
irregolarità della graduatoria del 1991, potessero
vedere rispettati i propri diritti con il ripristino
della legalità;
6) se intendesse nominare un commissario ad acta
che provvedesse a rimodulare l'originaria graduato-
ria, per escludere dall'avviamento coloro che erano
stati illegittimamente assunti, per sostituirli con
coloro che pur avendone i titoli e i requisiti di
legge erano stati invece esclusi;
CONSIDERATO infine che, sino ad oggi, il Governo
della Regione non ha assunto alcuna determinazione
al riguardo, consentendo il perpetuarsi di palesi ed
accertate responsabilità e mantenendo un immorale
sistema di illegalità,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER IL LAVORO, LA PREVIDENZA SOCIALE,
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E L'EMIGRAZIONE
ad adottare tutti gli atti finalizzati alla revoca
della graduatoria e alla sua riformulazione e a
consentire l'avviamento al lavoro di tutti quei
soggetti che avevano i requisiti per ricoprire il
posto di operatore socio-sanitario, onde
ripristinare la legalità, fortemente e dolosamente
violata, con l'avallo e la copertura di uffici e
funzionari regionali.
(8 luglio 1999)
CAPUTO - GRANATA - STANCANELLI -
PRESIDENTE. Le mozioni testé annunziate soo demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di trattazione.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159 3 comma del Regolamento
interno delle interrogazioni della rubrica Cooperazione,
Commercio, Artigianato e Pesca.
Si procede con l'interrogazione n. 257 dell'onorevole
Guarnera "Notizie in ordine ai benefici erogati dalla CRIAS ai
(v.nota) sensi dell'articolo 42 della legge regionale n. 25 del
1993.
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- l'art. 42 della l.r. 1.9.1993, n. 25 stabilisce, al
comma 1, che le imprese artigiane che fruiscono di mutuo
per l'ampliamento, per l'impianto e per l'ammodernamento
di opifici artigianali erogato dalla CRIAS, in difetto
con il pagamento delle rate scadute successivamente al
30.6.92 possono essere ammesse a beneficiare di un nuovo
piano di ammortamento dell'intero debito residuo con
decorrenza 1.1.95;
- con D.A. dell'11.12.93 veniva stabilito che:
1) legittimate ad usufruire delle agevolazioni di cui
alla citata legge erano da considerarsi solo quelle
imprese artigiane (beneficiarie di un mutuo CRIAS
finalizzato all'impianto, all'ampliamento e
all'ammodernamento degli opifici) che si trovano in
difetto con il pagamento di una o più rate scadute
successivamente al 30.6.92 e prima del 10.9.93;
2) i nuovi piani di ammortamento, riformulati con lo
stesso tasso e la stessa durata di quelli originari,
avrebbero avuto decorrenza dall'1.1.95 e dovevano
comprendere l'intero debito residuo oltre all'importo
delle rate scadute;
3) per gli adempimenti di cui alla l.r. n. 10 del
1991 la CRIAS, tra l'altro, entro due mesi dalla
ricezione dell'istanza presentata dall'impresa artigiana
che intendeva avvalersi dei benefici di cui all'art. 42
della l.r. n. 25 del 1993, doveva concludere il
provvedimento di ammissione al beneficio e rendere
pubblica la notizia mediante affissione di elenchi
nominativi all'albo dell'ente;
4) la CRIAS aveva l'obbligo di trasmettere,
mensilmente, all'Assessorato Cooperazione un prospetto
analitico delle istanze prodotte dalle succitate imprese
artigiane;
per sapere:
- se risulti vero che i benefici di cui all'art. 42
della l.r. n. 25 del 1993 sono stati estesi anche ad
imprese artigiane che avevano contratto un mutuo per il
solo acquisto di macchinari e/o attrezzature e che,
pertanto, dovevano essere escluse da tale beneficio;
- se risulti vero che, tra queste imprese avrebbe,
sempre illegittimamente, beneficiato di detta
agevolazione anche l'impresa artigiana del signor Paolo
Grande di Siracusa, che negli anni '89-'93 ha ricoperto
la carica di consigliere di amministrazione della stessa
CRIAS e che, sebbene pluriprotestato, non è stato mai
dichiarato decaduto dalla carica come espressamente
previsto dallo statuto dell'ente;
- se risulti vero che, oltre a tale beneficio, il
signor Paolo Grande avrebbe anche ottenuto, sempre dalla
CRIAS, addirittura un ulteriore prestito dell'importo di
L. 40 milioni e che tutti gli effetti cambiari
scaturenti da tale ultimo mutuo sarebbero stati
compilati in maniera tale da non poter essere
successivamente protestati in quanto mancanti di alcuni
requisiti fondamentali;
- se risulti vero che la CRIAS non avrebbe concluso i
provvedimenti di ammissione al beneficio entro due mesi
dalla ricezione delle istanze, così come prescritto dal
D.A 11.12.1993 e non avrebbe mai reso pubblica tale
notizia mediante affissione di elenchi nominativi
all'albo dell'ente;
- se risulti vero che, sempre contrariamente a quanto
prescritto dal D.A. 11.12.1993, la CRIAS non avrebbe mai
trasmesso a codesto Assessorato il prospetto analitico
delle istanze prodotte dalle succitate imprese
artigiane;
- se e in che data, le imprese artigiane ammesse a
tale beneficio, compresa quella del signor Paolo Grande,
abbiano poi stipulato il nuovo atto di mutuo da cui
doveva scaturire la rimodulazione del piano di
ammortamento relativo al debito residuo.
(19 settembre 1996)
GUARNERA - PIRO
********
- Con nota n. 3369 del 25 novembre 1996 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la cooperazione.
Ha facoltà di parlare l'Assessore alla cooperazione,
commercio, artigianato e pesca, onorevole Battaglia per
rispondere alla interrogazione numero 257 a firma dell'onorevole
Guarnera.
BATTAGLIA, assessore alla cooperazione, al commercio,
all'artigianato e alla pesca. In riferimento alla interrogazione
succitata, dagli atti in possesso di questa Amministrazione,
emerge quanto segue.
Le richieste pervenute alla CRIAS sono le seguenti
Ardagna Tiziana - Salemi, prot. 10506
Asaro Giacomo - Palermo prot. 11328
Belfiore Giuseppe - Siracusa prot. 14621
Bianca Francesco - Novara di Sicilia prot. 10037
Di Dio Giovanni - Novara di Sicilia prot. 11356
Mirabella Giovanni - Catania prot. 13911
Grande Paolo - Fontane Bianche pro. 8886
Foderà Francesco - Calatafimi
Tali ditte non hanno inteso procedere alla stipula degli
atti modificativi e non hanno prodotto la necessaria
documentazione per cui si trovano in contenzioso.
Per le seguenti pratiche
Bisanti Luigi - Caltagirone prot. 4730
Gagliano Giuseppe - prot. 12226
Gambuzza Domenico - Catania prot. 9501
sono stati stipulati gli atti modificati ma le stesse sono
tornate in contenzioso.
L'unica pratica andata a buon fine è quella della ditta
Ardagna Tiziana di Salemi che ha saldato il debito.
Relativamente ai sei quesiti posti dagli interroganti, dagli
atti in possesso agli Uffici dell'Assessorato Cooperazione,
Commercio, Artigianato e Pesca deve dirsi che risultano inserite
nelle delibere n. 942/7 del 21.12.1994 e n. 943/10 del
31.01.1995 alcune pratiche che non dovevano godere delle
agevolazioni di cui all'art. 42 L.R. 25/93. In fase successiva
sono state tutte eliminate.
Il Sig. Paolo Grande ha ottenuto un prestito di esercizio i
cui effetti risultano tutti protestati per cui, non risponde al
vero che tali effetti sarebbero stati compilati in maniera
erronea. Tali effetti protestati si trovano in mano all'Avv.
Giuliano di Siracusa e depositati in Tribunale in relazione ai
provvedimenti espropriazione immobiliare n. 56/94 e n. 581/94.
I provvedimenti di ammissione al beneficio sono stati
conclusi tutti entro i termini previsti.
Con le delibere n. 942/7 del 21.12,1994 e n. 943/10 del
31,01.1995 questa Amministrazione è stata informata circa i
nominativi che hanno richiesto le agevolazioni previste dall'art.
42 L.R. 25/93.
Con la nota prot. 7920/SEgr, sono stati segnalati i
nominativi che hanno stipulato il relativo atto modificativo: Da
tali agevolazioni è stato escluso il Sig. Paolo Grande che mai ha
stipulato atto modificativo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Guarnera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GUARNERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho preso la
parola per dire che sono parzialmente soddisfatto, nel senso che
credo che non sia stata data risposta ad un'affermazione
contenuta nell'interrogazione, cioè che il signor Paolo Grande,
consigliere d'amministrazione della stessa CRIAS, nonostante
pluriprotestato non sia stato mai dichiarato decaduto dalla
carica, come prevede lo statuto dell'Ente.
Quindi, su questo punto non mi pare che l'Assessore abbia
risposto. Poi prendo atto delle altre risposte e mi riservo,
ovviamente, di valutare lo scritto per eventuali ulteriori
deduzioni. Ma su questo punto mi pare che l'assessore non abbia
dato alcuna risposta. Peraltro, chiudo l'intervento rilevando
come sull'attività della CRIAS ho presentato nella passata
legislatura e in questa legislatura ben quaranta e più
interrogazioni e ritengo che sull'attività di questo Ente
probabilmente la Commissione regionale antimafia debba occuparsi,
così come si è occupata nel passato, dell'IRCAC, perchè, a
giudizio di chi vi parla, sono state commesse negli ultimi anni
numerose e ripetute irregolarità, degne di approfondimento.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Della CRIAS?
GUARNERA. Sì, della CRIAS. Queste sono le valutazioni che
faccio sulla base delle numerose interrogazioni che ho presentato
ultimamente.
Sul punto, non so se l'Assessore è in grado di rispondere,
rispetto alla mancata decadenza del Grande dal consiglio di
amministrazione.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevole Guarnera,
in ordine alle ripetute segnalazioni eventuali irregolarità da
accertare, ovviamente, nella gestione della CRIAS, contenute in
numerose interrogazioni da lei sottoscritte, ma debbo dire non
solo da lei, e numerose segnalazioni che sono pervenute in
Assessorato anche da persone diverse da colleghi parlamentari,
posso assicurare che ho già disposto l'invio di ispettori
dell'assessorato che dovranno accertare una serie di irregolarità
che vengono sottoposte all'attenzione dell'Assessorato.
Ovviamente poi non ho nessuna difficoltà a riferire a lei e
all'Aula in ordine alle risultanze che l'ispezione dovesse poi
indicarci.
Per quanto riguarda la decadenza del componente del
consiglio d'amministrazione, Grande, non sono in grado di
fornirle alcuna indicazione perchè non spetta, ovviamente,
all'Amministrazione regionale proclamare la decadenza.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 803, a firma
Guarnera: Valutazione dell'opportunità della permanenza in carica
del dott. Giuseppe Scuderi, alla guida di importanti enti che
gestiscono somme provenienti dalle casse regionali.
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- il dott. Giuseppe Scuderi è Presidente dell'ASAC, la
società che gestisce i servizi a terra dell'aeroporto
Fontanarossa di Catania, presidente del Consorzio
agroalimentare di Catania, nonché componente del consiglio
di amministrazione della società costituita per la creazione
dell'interporto di Catania;
- su un unico soggetto, dunque, si sono concentrate
improvvisamente una serie di cariche di un certo rilievo;
- tutti questi enti fruiscono annualmente di consistenti
finanziamenti regionali per la gestione dei servizi
d'istituto e ancor di più nel prossimo futuro a causa delle
importanti opere che devono essere realizzate, per esempio,
per l'ampliamento dell'aereoporto di Fontanarossa;
- il dott. Scuderi, tuttavia, ha subito un procedimento
penale per truffa ed altri reati tutti di natura
finanziaria, conclusosi per estinzione del reato a causa di
intervenuta prescrizione; la sentenza, appellata dal dott.
Scuderi, è stata successivamente confermata: da entrambe le
sentenze, di primo e di secondo grado, emerge che Scuderi
'ha posto in essere un disegno truffaldino' che 'la sua
responsabilità per il reato di truffa aggravata è palese', e
che 'per quanto attiene, poi, ai reati di natura
finanziaria, la responsabilità dello stesso è indubbia';
- non si comprende, dunque, come mai il dott. Scuderi
assommi in sè tante e tali funzioni, a meno che egli non sia
il terminale di una cordata politica ed economica che tende
a occupare posti chiave nell'economia catanese;
per sapere se ritengano compatibile con il pubblico
interesse la permanenza in carica del dott. Scuderi alla
guida di importanti enti che gestiscono somme provenienti
dalle casse regionali, alla luce di quanto affermato nelle
due sentenze richiamate.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Battaglia per fornire la
risposta.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con riferimento all'atto ispettivo sopra richiamato si rassegna
quanto segue.
Nel marzo 1997, data di presentazione dell'interrogazione,
il soggetto in essa nominato risultava ricoprire cariche
rappresentative nella specie di presidente dei seguenti enti: 1)
Interporto merci di Catania; 2) Azienda speciale aeroporto
Catania -ASAC; 3) Consorzio mercato agro-alimentare di Catania.
Interporto merci di Catania, con riferimento al primo si
riferisce che il presidente viene nominato dall'assemblea degli
azionisti, la quale lo sceglie tra i componenti del consiglio
d'amministrazione nominato dai soci fondatori.
L'ente in discorso non è finanziato nè controllato dalla
Regione. Risulta solo che con atto deliberativo n. 738 del 20
dicembre 1990, la Camera di commercio di Catania decise la
partecipazione all'ente che la delibera fu sottoposta
all'approvazione del dottor Giuseppe Scuderi, non ne risulta più
presidente. Era presidente, adesso non lo è più. Per quanto
riguarda invece la presenza all'interno dell'ASAC, in relazione
al secondo ente, il dottor Giuseppe Scuderi ne è divenuto
Presidente in esito alla riunione del Consiglio di
Amministrazione tenutosi il 18.02.97, convocato da un Commissario
ad acta nominato da questo Assessorato a seguito della situazione
di conflitto e di invogernabilità dell'Ente (che a un certo
momento si trovava con due Presidenti).
Va precisato, al riguardo, che il potere di controllo
esercitato da questo Assessorato discende dallo Statuto
dell'azienda e consiste sia nell'approvazione dei bilanci (art.
12 dello Statuto) che nella possibilità di nominare un
commissario straordinario (art. 14). In via ordinaria il
Presidente è nominato dal Consiglio di Amministrazione
nell'ambito dei componenti dello stesso e comunque tra i
rappresentanti degli enti fondatori.
Per quanto riguarda la presenza nel Consorzio
agro-alimentare, nel terzo ente il dott. Scuderi venne nominato
componente del Consiglio di Amministrazione, con decreto del
Presidente della Regione del 31 maggio 1993; in seguito alle
dimissioni rese dal Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Il soggetto in questione venne nominato a tale carica con decreto
dell'Assessorato del 2 febbraio 1994. L'assessore era ovviamente
quello dell'epoca. Con successivo decreto in data 6 febbraio
1995, l'Assessore pro-tempore alla cooperazione nominava il nuovo
Consiglio di Amministrazione dell'ente: di esso faceva parte il
Dott. Scuderi, il quale ne sarà successivamente nominato
Presidente ad opera dell'Assemblea dei soci; ne rimarrà il legale
rappresentante fino al novembre del 1998, allorché verranno
ricostituiti gli organi di amministrazione e di controllo del
Consorzio nei quali egli non è più presente. Quindi alla data
odierna il dott. Scuderi rimane solo Presidente del Consiglio di
amministrazione della ASAC. A tale proposito in esito all'unico
ente nel quale allo stato il dottore Scuderi riveste la carica di
amministratore, cioè l'ASAC, lo scrivente riferisce che in
relazione a numerose segnalazioni che, di recente denunciano un
funzionamento dell'Azienda non conforme agli interessi statutari
dello stesso, oltre che dei soci partecipanti, con particolare
riferimento a situazioni di conflitto di interessi non risolto e
ad anomalie nella gestione e nel funzionamento della S.A.C. -
società da essa creata col compito di gestire l'attività dei
servizi collegati alla struttura aeroportuale - sta per darsi
avvio in questi giorni ad un accertamento ispettivo, sulla base
del cui esito lo scrivente si riserva di compiere le doverose,
conseguenti valutazioni in ordine a possibili, ulteriori
iniziative e annunciando fin d'ora la più ampia disponibilità a
riferire in Aula ove l'Assemblea stessa lo dovesse ritenere
opportuno, per valutare se esistono le condizioni per attivare
procedure di cui all'articolo 14 dello statuto dell'Ente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Guarnera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GUARNERA. Sostanzialmente sono soddisfatto. Aggiungo una
informazione all'Assessore il quale probabilmente non è stato su
questo particolare reso edotto che da qualche mese lo Scuderi ha
subito per l'attività svolta quale Presidente dell'ASAC una
condanna dal Pretore di Catania a cinque mesi di reclusione.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Ne ho già parlato.
GUARNERA. Forse parlavo con l'onorevole Piro e mi è sfuggito.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Onorevole Guarnera, non solo la
questione mi è nota ma sulla questione c'è una ricchissima
corrispondenza tra l'Assessorato ed il Consiglio di
Amministrazione dell'ASAC anche in ordine alla mancata
costituzione di parte civile da parte del Consiglio dell'ASAC.
Quindi la questione è nota all'Assessorato. Vi è un ricco
fascicolo di lettere e di risposte allo stesso ed anche alla luce
di questo ho disposto l'ispezione di cui ho riferito nella
risposta all'interrogazione.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 870 "Notizie sulla
ventilata riconversione dell'area ex Sotis Cave in centro
commerciale" a firma dell'onorevole Spagna. Non essendo il
deputato in Aula l'interrogazione n. 870 s'intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "MODIFICA E RIAPERTURA DEI
TERMINI DELLA LEGGE REGIONALE 1 MARZO 1995, N. 19 CONCERNENTE
GIACIMENTI DI MATERIALE DA CAVA NEL TERRITORIO DELLA REGIONE
SICILIANA.
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge. Si procede con la discussione
del disegno di legge "Modifica e riapertura dei termini della
legge regionale 1 marzo 1995 n. 19 concernente giacimenti di
materiale di cava nel territorio della Regione siciliana",
posto al numero 1.
Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres, relatore, per
svolgere la relazione.
E' aperta la discussione generale.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi il disegno di
legge in discussione può rappresentare, sicuramente, un chiaro
segnale della comune volontà di semplificazione che la classe
imprenditoriale siciliana chiede con forza e che il Parlamento
siciliano deve perseguire.
La nicchia dorata, cui fa riferimento, possiede numeri e
dati statistici che vedono la Sicilia primeggiare in Italia ed
avere una presenza significativa nel mondo.
Nel panorama dell'industria marmifera il Polo di Custonaci
ha assunto una posizione di notevole rilievo, infatti da solo
rappresenta il quindici per cento della produzione nazionale e
ben l'ottantacinque per cento della Sicilia.
L'eccezionale importanza di questo Polo è nota, ormai da
secoli, per la varietà dei marmi estratti ed utilizzati nelle
grandi opere del passato: la Casa Professa di Palermo, San Pietro
del Vaticano, Sant'Ignazio a Roma ed altre.
Attualmente l'attività estrattiva è rivolta verso i seguenti
tipi di materiale: perlato di Sicilia, perlatino di Sicilia e
botticino.
Numerose sono le testimonianze di impiego nel mondo di
questi prodotti.
Questi sono alcuni esempi di prestigio fra gli innumerevoli
progetti nel mondo che hanno visto i marmi del Polo di Custonaci
unici protagonisti fra i marmi.
La mancata redazione ed approvazione del piano regionale dei
materiali da cava, previsto dall'articolo quattro della legge
regionale n. 127 del 1980, che avrebbe facilitato di molto l'iter
procedurale di approvazione di un piano di coltivazione
dell'attività estrattiva, ha determinato il perdurare di una
procedura farraginosa occorrente per il rilascio
dell'autorizzazione dell'attività estrattiva mediante tre anni.
L'applicazione rigorosa della lettera B dell'articolo 26
della legge regionale 127 del 1980 "Inadempienze agli obblighi e
alle prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione
sconfinamento" cioè coltivazione fuori dai limiti territoriali
autorizzati, la ricerca di un prodotto sempre più qualitativo in
considerazione di un mercato dinamico, tutti questi fattori hanno
determinato nell'imprenditore la necessità, per sopravvivere, di
fare ricorso ad una sorta di abusivismo soltanto dal punto di
vista amministrativo, poichè lo stesso ve ne regola con il fisco,
con la Camera di Commercio per l'Inail e per l'Inps.
In considerazione di quanto sopra, il legislatore con la
legge regionale n. 19 del 1995 ha dato la possibilità a coloro
che erano abusivi di regolarizzare la loro posizione dal punto di
vista amministrativo e nello stesso tempo ha snellito
notevolmente l'iter procedurale per l'approvazione del piano di
coltivazione.
Ma se questa legge ha portato dei vantaggi, ha posto anche
degli oneri contrastando con la volontà legislativa
precedentemente manifestata. Innanzitutto ha previsto per gli
abusivi, cioè per i soggetti che erano privi di autorizzazione e
anche chi era titolare di autorizzazione ed aveva sconfinato,
un'oblazione di dieci milioni, poi ha stabilito gli oneri di
recupero ambientale che per ogni cava costeranno dai quindici ai
trenta milioni ed infine ha imposto il direttore dei lavori con
ulteriore spesa mensile dalle seicento alle settecento mila lire.
Quanto sopra, tuttavia, contrasta con la volontà legislativa
precedentemente manifestata in materia di abusivismo e con le
direttive precedentemente date dal Distretto minerario. In
materia di abusivismo abbiamo due precedenti legislativi:
l'articolo 1 della legge regionale 26 marzo 1982 n. 22 e
l'articolo 1 legge regionale 6 dicembre 1984 n. 105 che così
recitano: i provvedimenti sanzionatori decadono qualora a seguito
della regolarizzazione dell'esercizio venga rilasciata la
autorizzazione definitiva. In materia di recupero ambientale
l'articolo 20 della legge regionale 6 maggio 1981 n. 96
all'ultimo comma così recita: i titolari sono esonerati dal
versamento della somma di cui al primo comma dell'articolo 19
della legge regionale 127/80 e l'articolo 19 della legge
regionale 12 febbraio 1986 n. 7. All'ultimo comma così recita:
per dette attività gli esercenti sono esonerati dal versamento
della somma prevista dall'articolo 19 della legge 127/80. Il
predetto esonero nasce dai seguenti motivi: 1) le attività
estrattive del marmo e delle altre pietre per uso ornamentale
sono considerate di modesta entità; 2) il tempo che ha dimostrato
che una cava abbandonata per motivi di mercato può essere ripresa
poichè quel tipo di materiale viene richiesto dal mercato; 3) la
moderna tecnologia ha dato la possibilità di riattivare cave
abbandonate.
Abbiamo presentato un emendamento che parla soprattutto
dell'imposizione del direttore che contrasta notevolmente con
precedenti determinazioni del distretto minerario il quale prima
non solo era solito affidare la direzione dei lavori allo stesso
esercente, ma quando lo stesso veniva ritenuto di vera e provata
esperienza veniva nominato direttore anche delle cave limitrofe.
Disattendere queste legittime attese degli operatori interessati
significherebbe non tenere conto della realtà sociale del settore
che è un comparto vitale e trainante per l'economia della
provincia di Trapani dove si estraggono 1200 tonnellate annue che
rappresentano come già scritto l'85 per cento della produzione
siciliana e il 15 per cento di quella nazionale e dove operano
circa 300 aziende fra estrattive, trasformazione e lavorazione di
cui solo 80 di estrazione che danno lavoro a più di 3500 unità
compreso l'indotto. Creare discriminazioni tra i cavatori che
precedentemente hanno usufruito della legge citata, vanificare
gli sforzi compiuti dai cavatori e rallentare l'investimento
tecnologico che ogni giorno avanza e quindi approvare le proposte
che seguono significa ridare fiducia e vitalità al settore,
ridurre notevolmente le spese di gestione con possibilità di
investimenti, buttare un sassolino nelle acque stagnanti
dell'asfittica economia del trapanese. Questo mio intervento
serve a sottolineare l'importanza di questo disegno di legge e
degli emendamenti che sono stati presentati da parecchi
parlamentari e quindi mi auguro che il Parlamento possa fare
giustizia in un campo particolarmente in crisi e difficile anche
da capire. Mi auguro veramente che la legge n. 475, non perchè
porta anche la mia firma, possa essere motivo di approvazione dal
Parlamento.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo dire che
l'aspetto che più deve secondo me interessare questo Parlamento è
legato alle cose che diceva poco fa il collega Croce e che non
faccio fatica a riconoscere in termini anche in termini non solo
di percentuale e quindi di rilievo dal punto di vista economico,
produttivo ed occupazionale, ma anche per le possibilità che ci
sono di sviluppo reale di attività di questo tipo. Certo,
evidentemente anch'io mi riferisco ad una realtà come quella
della provincia di Trapani e soprattutto mi pare giusto dire al
bacino marmifero che in essa opera e la provincia di Trapani, le
questioni che evidentemente riguardano lavorazione e l'estrazione
di materiali lapidei ma non solo materiali lapidei, dico
materiali assimilabili e lapidei fino ad arrivare alle calcare
rappresentano evidentemente una realtà economico-produttiva
abbastanza interessante nel senso che è lì possibile individuare
uno dei segmenti dell'economia non solo trapanese ma anche
siciliana che può evidentemente, in un quadro complessivo, di
sviluppo possibile, di sviluppo perchè no ecocompatibile perchè
anche in questo campo alcune cose le dobbiamo sfatare e sfatare
in maniera decisa. L'ecocompatibilità non è una ricetta che
evidentemente è solamente nelle mani di alcuni.
Io credo che l'ecocompatibilità va evidentemente anche da
questo punto di vista vagliata con estrema attenzione e lì si può
svolgere un'attività con una soglia di ecocompatibilità
abbastanza accettabile.
Ed è per questo che credo che questa legge il Parlamento
credo e spera, ma sono sicuro che varerà, può dare evidentemente
non solo a una parte della Sicilia, io dico alla Sicilia la
possibilità di rispondere alle tante esigenze che in questi anni
si sono presentate.
Evidentemente una di questa esigenze è quella di riaprire i
termini della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19 perchè è chiaro
che rispetto a questo c'è un punto che secondo me può
caratterizzare in positivo l'Aula, il Parlamento siciliano, ma
debbo dire che può caratterizzare in positivo anche le esperienze
di governo che tutto sommato in questo momento debbono dimostrare
ancora di più una lungimiranza e una capacità in gradi potere,
come dicevo, anche in questo segmento dell'economia siciliana
produrre uno sforzo per una possibile crescita sia del fattore
occupazionale sia degli aspetti che riguardano l'indotto più
complessivamente, e lì di indotto ce ne è tanto.
Poi c'è l'altro aspetto che riguarda evidentemente il modo
come un Governo, un Parlamento possono di fatto contribuire a
ripristinare la legalità e voglio dire, in maniera molto chiara,
che ci sono perchè no forme indotte che possono portare a
fenomeni di abusivismo, spetto addirittura non individuati che
non dobbiamo aver preoccupazione a dire, possono derivare da
alcune lacune legislative o da alcune farraginosità a tutti gli
effetti.
Penso, per esempio, che tutta la questione che riguarda
materiali assimilabili e non solo ma anche esperienze di
materiale lapidei, quindi di cave a tutti gli effetti, quindi la
classicità propria dell'insediamento del sito di cava, deriva
anche dalla farraginosità delle leggi e deriva anche a volte da
duplice interpretazione che si possono dare ad articolati di
legge.
Io credo che anche in questo, il Parlamento siciliano può
caratterizzarsi positivamente soprattutto se sa invogliare con
leggi chiare, come per esempio è questa legge, pochi articoli ,
chiari, mirati, precisi a fare in modo che si superano difficoltà
reali che possa una categoria, un settore respirare un'aria
diversa, che possa cominciare a pensare ad investire, che possa
darci una mano nel quadro complessivo dello sviluppo per
l'occupazione in Sicilia.
Quindi leggi chiare che invogliano, che invitano a mettersi
in regola possibilmente alcuni che questo problema lo vivono.
Io credo che sia buona opera da parte del legislatore
moderno e intelligente fare in modo che tutto ciò emerga e che si
possa realmente dire che in Sicilia si articolano attività anche
di questo tipo, attività estrattive, con controlli più mirati ma
con possibilità anche di andare a fare emergere quanto opera in
questo momento in situazioni di gravi difficoltà e comunque opera
fuori dalle regole.
Concludo dicendo che tutto sommato mi pare che
questasessione, per il contributo che si può dare da questo punto
di vista, può segnare un punto importante nell'attività
complessiva di questo Parlamento e nell'interesse, nell'azione
che questo Governo sta esprimendo per quanto concerne anche
questa parte dell'economia della produzione della Sicilia.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MELE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un breve
intervento, poi interverremo sulla discussione generale, poi
sull'articolato. Io voglio fare una puntualizzazione. Il
sottoscritto, insieme all'onorevole Piro, è stato nel '95, tra
coloro che ha portato avanti il disegno di legge - che poi
diventò legge n. 19 del '95 - con la quale si tentò di
regolamentare, in parte, tutta l'attività estrattiva. In realtà
si tentò di regolamentare solamente in parte perchè proprio
all'articolo 1 abbiamo rimandato tutta la normativa e la
possibilità di normare questo problema relativo all'attività
estrattiva, ad un piano regionale dei materiali di cava. In
realtà, purtroppo, dobbiamo dire che dopo quella legge del '95,
nessuna legge successiva è stata proposta; nessuna legge
successiva è stata fatta, ancora questa Assemblea è in coda e in
lavoratori aspettano un piano regionale.
Noi continuiamo, nella buona sostanza, ancora una volta a
legiferare in maniera assolutamente non organica, aggiungendo a
problemi ulteriori problemi e ulteriori tensioni. Con questo
disegno di legge noi andiamo a scardinare tutto quell'impianto
della legge n. 19 del '95; quell'impianto che tendeva sì a
salvaguardare l'attività estrattiva e a salvaguardare soprattutto
l'attività lavorativa, ma che, sostanzialmente, tendeva anche a
regolamentare questa attività estrattiva divenuta ormai in
Sicilia assolutamente inarrestabile. Il problema per il quale ho
il dovere di intervenire, è che questo disegno di legge smonta
totalmente la legge n. 19. Anzi, apre, onorevole Croce, apre
totalmente e legalizza quanto di illegale c'è stato fino ad ora.
Alcuni passaggi: in particolare si amplia - una cosa gravissima -
l'attività estrattiva a tutti i materiali lapidei. Mentre la
legge n. 19 parlava e citava solamente i materiali relativi al
marmo e ai materiali conformi al marmo stesso, questo disegno di
legge parla della possibilità di estrarre relativamente a tutti i
materiali lapidei; vuol dire assolutamente tutti, dai materiali
coerenti a quelli pseudocoerenti coerenti, al marmo alla pomice,
a tutti i tipi di materiale.
Dopo di che, questo disegno di legge, se passasse nel modo
in cui è stato proposto, finisce per autorizzare tutte quelle
attività estrattive non regolamentate fino ad ora. Finisce per
sancire uno stato di totale illegalità, mantenendo e dando la
possibilità, a coloro che vogliono continuare nella illegalità e
non con quanto stabilito con la legge 19, di continuare ad
estrarre e continuare ad aprire nuove attività estrattive.
E' una cosa gravissima, per esempio, che questo disegno di
legge propone, all'articolo 2 la possibilità di aprire tutti i
termini anche per gli abusivi. Quando si dice "nelle more dei 90
giorni si può presentare istanza entro la quale richiedere i
termini per la riapertura o per la apertura di nuove attività".
Sostanzialmente rientrano, all'interno di questi 90 giorni anche
coloro che già, alla data di approvazione della legge, hanno
condotto attività estrattiva in maniera abusiva. ne parleremo poi
durante l'articolato. Noi siamo totalmente contro. Sarebbe più
serio se questo disegno di legge venisse ritirato; se
approvassimo una legge organica, così come prevedeva la legge 19,
che potesse regolamentare tutta la materia dell'attività
estrattiva in Sicilia. Sarebbe più serio se il nostro Governo -
del quale tra l'altro il sottoscritto, come maggioranza fa parte
- ritirasse questo disegno di legge rimandandolo alla commissione
di merito e pensando più ad una legge quadro che non ad una legge
che continua a supportare attività abusive e a creare ulteriore
danno per l'ambiente.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io
voglio sottoscrivere l'intervento appena concluso dell'onorevole
Mele e credo che il Governo regionale assieme a questa Aula
parlamentare farebbe bene a prendere una pausa di riflessione. Io
non vorrei che in questo distratto clima politico estivo noi
facessimo, qui, in quest'Aula, una legge che di fatto è un vero
obbrobrio, sia dal punto di vista della legalità sia dal punto di
vista ambientale. Io credevo che fosse definitivamente chiusa una
attività legislativa dove la motivazione inizia sempre, così è
nella relazione, leggo testualmente "nelle more dell'approvazione
del piano si è autorizzati a... ". Questa Regione non può
continuare ad andare avanti per interventi precari e per
sanatorie. Soprattutto quando in gioco non ci sono soltanto le
attività produttive, e di questo ce ne dobbiamo fare carico
tutti, ama anche problemi che riguardano la tutela e la difesa
dell'ambiente e anche della salute dei cittadini. Qui, di fronte
ad una incapacità di programmazione di legislazione organica su
un settore delicato come quello delle cave e delle cave in
rapporto sia al territorio, sia all'ambiente, sia alla vita dei
cittadini, si continua a legiferare nelle more di questo o quel
piano che nessun Governo regionale e nessun Parlamento è stato in
grado di definire e proporre come quadro di riferimento organico
e normativo. Di fatto questa legge è una controriforma, smantella
definitivamente la legge 19 del '95, avendo come unico obiettivo
quello di liberalizzare in modo completo l'attività estrattiva e
delle cave.
Io credo che qui noi abbiamo un dovere, ed è quello di
fermarci a riflettere, di ritornare un attimo nella Commissione,
capire cosa c'è che nella legge 19 non ha funzionato. Lì fu
trovato un equilibrio, onorevole Croce. Anche con i cavatori, fu
trovato un equilibrio, e Lei sa bene che le sanzioni sono ridotte
al minimo e questo disegno di legge le abolisce, e lo fa anche in
modo retroattivo. Lei sa bene che ci fu addirittura una
forzatura, e capiamo in alcune aree - sopratutto del trapanese -
il problema. Ma ci fu già allora una forzatura che autorizzava
l'attività estrattiva addirittura a cinquanta metri dal centro
abitato. Anche questo limite, con questo disegno di legge,
sostanzialmente viene superato. E poi c'è una riapertura dei
termini della sanatoria che praticamente legalizza tutte le
attività estrattive, anche abusive, fin qui svolte.
Io credo che il Governo farebbe bene, e questo Governo di
centro-sinistra farebbe bene, per un attimo, a chiedere una pausa
di riflessione, a ritornare in Commissione, a riflettere
attentamente sul significato di questa legge e ad evitare,
invece, ancora una volta, di continuare con un film ormai visto
già troppe volte, che questa Assemblea regionale e questi Governi
regionali incapaci di presentare quadri di riferimento organico
dal punto di vista normativo, continuino a legiferare "nelle more
del piano", "nelle more delle norme", "nelle more..."
dell'approvazione di un quadro di riferimento organico.
Non è un bell'esempio quello che questo disegno di legge ci
offre, non lo è per l'Aula e non lo è per questo Governo
regionale che consente di discutere un disegno di legge nelle
more di un piano che non è stato definito e che questo Governo
non è stato in grado neanche di presentare.
Per tutte queste ragioni, non solo mi pronuncio a nome del
mio gruppo, assolutamente contrario a questo disegno di legge,
alla sua filosofia, alle norme in esso contenute, ma chiedo che
farebbe bene il Governo a chiedere esso stesso una pausa di
riflessione in attesa di presentare il piano, il quadro di
riferimento organico entro il quale inserire eventualmente una
revisione delle norme esistenti.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà,
ZANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi anche io mi
associo alle cose dette prima di me dall'onorevole Mele e
dall'onorevole Forgione invitando questo governo di
centrosinistra a fare attenzione e valutare attentamente il
contenuto di questo disegno di legge guardando anche l'iter che
ha seguito il disegno di legge proposto all'inizio della
legislatura dal Gruppo di Alleanza nazionale, approvato due anni
fa in un quadro politico sostanzialmente diverso da quello che
regge adesso la maggioranza di questo governo e che adesso ci
piomba all'improvviso in Aula.
E' vero che la Conferenza dei Capigruppo aveva detto di
discutere in Aula i disegni di legge pronti, ma mi pare che in
questo scorcio di sessione prima delle ferie estive questo
Parlamento ha da discutere cose un pò più serie e davvero urgenti
che non questa proposta, questo disegno di legge.
Io non condivido lo spirito e l'impostazione di questo
disegno di legge che invece di affrontare finalmente, e sarebbe
ora, un riordino e una sistemazione della normativa proponendo un
piano, un serio piano di gestione e tutela e valorizzazione del
territorio propone l'ennesima proroga, l'ennesimo rinvio nella
more appunto dell'approvazione di un piano adatto.
Sono inoltre molto preoccupanti alcune particolari norme in
questo breve testo di legge.
Vorrei far notare che all'articolo 2 si parla di riapertura
dei termini dando 90 giorni dall'entrata in vigore del presente
disegno di legge; disegno di legge votato e pronto per l'Aula 2
anni fa; quindi non sono 90 giorni, ma sono 2 anni e 90 giorni di
riapertura dei termini.
Così come molto preoccupante l'articolo 3 sempre dello
stesso disegno di legge che prefigura una sospensione e
successivamente una sanatoria qualora l'autorizzazione venisse
rilasciata rispetto a quelle cave finora non autorizzate.
Quindi la preoccupazione di questo disegno di legge in tre
soli articoli è totale, e la mia contrarietà a questo disegno di
legge è netta e totale, perchè appunto invece di riordinare fa
una proroga e in particolare nei successivi articoli 2 e 3 crea
ulteriore allargamento dei termini e sana quelle autorizzazioni
finora non autorizzate.
Io ritengo che l'attività estrattiva sia nella nostra
Regione una attività importante anche perché sappiamo che abbiamo
nel nostro territorio nella nostra Regione alcune pietre di
grande pregio e di grande rilevanza che non ritroviamo in altra
parte del nostro Paese.
Però la risposta a questa giusta e importante esigenza,
importante attività che dà lavoro e occupazione non può essere
quella delle proroghe o delle more rinviando a un piano.
La risposta è quella che bisogna regolamentare e non
ampliare questa attività, dando delle regole certe per tutti,
dando quindi anche una risposta sul terreno dell'occupazione a
chi di questa attività vive e lavora.
Queste sono le mie brevi considerazioni; credo che sia
necessaria una discussione più nel merito; credo che sia
necessario non intervenire con questo intervento parziale, ma
demandare questo disegno di legge nuovamente alla Commissione e
dare alla Commissione l'indicazione di preparare un disegno di
legge organico.
Aggiungo che le valutazioni fatte da qualche parlamentare
prima di me, a partire dall'onorevole Croce, sull'importanza e
sull'urgenza di questo disegno di legge cadono nel momento in cui
è evidente che questo disegno di legge è da tanto tempo all'esame
di questo Parlamento e gli stessi parlamentari che sono stati più
sensibili a sostenerlo potevano e quindi adesso possono
presentare emendamenti e disegni di legge più organici per
affrontare in maniera più seria e responsabile la materia e
affrontarla tutti insieme in maniera più puntuale.
GRANATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce
delle cose dette dai colleghi che mi hanno preceduto e di una
oggettiva necessità di approfondimento del disegno di legge nella
materia dallo stesso trattata, come primo firmatario dello stesso
chiedo al Governo che il disegno di legge rientri in Commissione.
Sto chiedendo, per il disegno di legge sulle cave, alla luce
del dibattito fruttuoso che si è tenuto in Aula, come primo
firmatario, che lo stesso venga riportato in Commissione perché
abbisogna di approfondimenti su alcuni passaggi estremamente
delicati che ritengo siano inseriti nella problematica trattata
dal disegno di legge.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
convinto che nella legislazione regionale complessiva che
affronta diversi temi, abbiamo aperte alcune questioni che
riguardano contraddizioni anche dentro le stesse leggi o comunque
insufficienza a governare i processi che si sono venuti
determinando.
Riguarda tantissimi campi, tantissimi settori, uno di questi
è il settore delle attività estrattive.
Al di là della vulgata un po' demagogica sul piano regionale
delle attività estrattive - che avrebbe dovuto essere fatto già
da almeno quindici anni ed io capisco che c'è una difficoltà a
fare questo piano regionale delle attività estrattive - tuttavia
penso che ci siano nella stessa legislazione regionale, anche
recente, delle contraddizioni che il disegno di legge in parte e
comunque questa può essere l'occasione per portare a soluzione
alcuni problemi.
Non vi è dubbio che l'articolo 2 del disegno di legge è un
articolo abbastanza pesante, e su questo potremmo anche convenire
che occorrerebbe una diversa formulazione.
Tuttavia mi permetto di sollevare alcune contraddizioni: è
stata fatta nel 1991 la legge n. 24 al cui articolo 7 veniva
previsto il divieto di aprire attività estrattive nelle zone
sottoposte a vincolo paesaggistico.
Con la legge n. 19 del 1995 tutto questo veniva superato per
le attività estrattive riferite a cave di pietra e di marmo. Non
veniva prevista la fattispecie, per esempio, delle attività dei
lapidei, non era prevista l'attività estrattiva di materiali
inerti. In questo senso ho presentato anche un emendamento.
Seconda contraddizione della legislazione: nei parchi, nelle
zone D - perché nelle zone A, B e C non si discute - è fatto
divieto di svolgere attività estrattiva.
L'attività estrattiva, tranne per alcune tipologie, com'è
notorio si svolge laddove c'è la roccia, ed è molto ricorrente la
fattispecie che la roccia si trova sulle montagne.
Ed è altrettanto ricorrente la fattispecie in Sicilia che le
montagne o comunque i complessi rocciosi sono sottoposti a
vincolo dei parchi o di riserve, per altro verso.
Il Consiglio regionale per la Protezione delle bellezze
naturali ha consentito l'esercizio delle attività estrattive per
pietra ornamentale nelle zone di diparco, modificando la relativa
disciplina delle attività esercitabili, ma tutto questo, non
avendo forza di legge non è diversa attività che si può alla fine
esercitare, perché in contrasto con la legge 127.
Noi stiamo parlando esattamente di un tipo di attività,
quello della pietra ornamentale, che è diventato ormai un fatto
obbligatorio nelle attività, soprattutto di recupero delle zone
sottoposte a vincolo o paesaggistico o a vincolo di altra natura.
Vorrei dire anche che sono attività che possono essere
esercitate per i fabbisogni dei Comuni ricadenti nelle aree di
parco, penso ad esempio ai Nebrodi o alle Madonie, che possono
costituire, senza produrre nessun impatto ambientale, sicuramente
possibilità di lavoro e di occupazione, dal momento che la
lavorazione della pietra a monte è una lavorazione che comporta
un'incidenza di manodopera e di occupazione notevole.
Ci sarebbero altre questioni, a mio avviso, pure da
affrontare, che atterrebbero anche ad una riformulazione più
attenta. Per esempio la questione del recupero. Attualmente la
legislazione prevede il recupero a fine esercizio. Io dico che,
invece, al fine di avere un procedere delle coltivazioni che sia
più compatibile o comunque che riduca al minimo l'impatto
ambientale, ad esempio occorrerebbe introdurre il principio del
recupero contestuale compatibilmente con il procedere dello
stesso piano di coltivazione.
Queste sono alcune delle contraddizioni che occorrerebbe
affrontare anche in questo disegno di legge, fatto salvo
l'articolo 1, che mi sembra assolutamente ragionevole;
sull'articolo 2 è bene soffermarsi un attimino per produrre una
diversa riformulazione. Ma io dico che nell'inedia più totale in
cui siamo immersi, questo disegno di legge in questo preciso
momento è pronto. Ragioniamo su questo, operiamo delle modifiche
e su questo cerchiamo di creare l'occasione per risolvere alcune
questioni che sono aperte nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Il Governo intende intervenire?
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi io vorrei solo fare qualche brevissima
considerazione sul disegno di legge che, come si evince dalle
firme non è un disegno di legge, è un disegno di legge di
iniziativa parlamentare esitato dalla Commissione, che prende in
esame una materia che è stata più volte normata attraverso
interventi legislativi da parte dell'Assemblea regionale
siciliana e che ogni volta, però, ha lasciato problemi aperti che
richiedono sempre ulteriori accorgimenti, rivisitazioni, come è
il caso del disegno di legge che abbiamo in esame.
Siamo nel vivo di una materia che comporta una
contraddizione tra attività produttive che sono attività anche di
pregio in alcuni settori produttivi della nostra Regione, quale
quelle per esempio dell'estrazione del marmo, che costituisce una
delle voci dell'export siciliano non indifferente, e dall'altro
lato questo va ad incidere su problemi di salvaguardia ambientale
che più volte hanno impegnato l'Aula in una difficile ricerca di
equilibrio tra i due aspetti: da un lato quello produttivo ed
occupazionale, dall'altro quello di natura ambientale.
Io credo che la materia la si possa affrontare, salvo che
l'Aula non si pronunci diversamente, alla luce della richiesta
avanzata dall'onorevole Granata, mi pare condivisa da altri
colleghi, la si possa affrontare con gli accorgimenti necessari,
cioè volti a fare in modo che legittime attività produttive,
estrattive possano essere compatibili con l'esigenza di
salvaguardia degli equilibri ambientali, tanto più quanto questo
viene ad incidere e a coincidere con aree di pregio o ancora di
più quando si tratta di aree che sono tutelate per i valori
ambientali che custodiscono.
Per questa ragione, signor Presidente, il disegno di legge
così come viene ipotizzato sembra che non contemperi queste due
esigenze al meglio, pertanto la successiva discussione, anche gli
apporti che attraverso gli emendamenti verranno proposti, sia dal
Governo che dall'Aula, ci auguriamo possano arrivare a comporre
questi due aspetti del problema che sono ambedue rilevanti,
ambedue di notevole interesse per la nostra Regione. Questo è
quanto il Governo ha da proporre.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
E' approvato.
Onorevoli colleghi, poiché sono stati presentati degli
emendamenti.....
GRANATA. Signor Presidente, c'era stata una richiesta di
rinvio in Commissione....
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in base al Regolamento il
rinvio in Commissione può chiederlo o la Commissione o il Governo
o il Presidente di un gruppo parlamentare.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, abbiamo già votato.
GRANATA. Signor Presidente, si può ritirare la firma dal
disegno di legge?
PRESIDENTE. E' già in Aula il disegno di legge. Ormai è della
Commissione, onorevole Granata.
Informo che essendo stati presentati emendamenti al disegno
di legge si applicano le disposizioni di cui all'articolo 112,
comma 3 bis del Regolamento interno.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NN. 442 - 54 - 473/ A
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge "Disciplina della
prospezione, della ricerca, della coltivazione, del trasporto e
dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse
geotermiche nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva
n. 94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A), iscritto al punto 2.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres per rendere la
relazione.
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola solo per una
brevissima considerazione che completa quanto già indicato nella
relazione.
Il disegno di legge integra le disposizioni in materia di
idrocarburi già contenute nella legge finanziaria n. 10 del 1999.
Il senso del testo è quello di disciplinare questa materia, ma
anche quello di determinare nuovi cespiti in entrata a favore del
bilancio della Regione, attraverso l'utilizzazione di risorse
della Regione stessa.
E' pendente in atto un contenzioso tra la Regione siciliana
e lo Stato relativamente a questa materia.
Noi riteniamo che il testo così formulato possa anche far
venir meno le ragioni del contenzioso stesso.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale. Chi chiede di
parlare?
Non essendovi nessuno iscritto a parlare dichiaro chiusa la
discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli,
chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Informo che essendo stati presentati emendamenti al disegno
di legge si applicano le disposizioni di cui all'articolo 112,
comma 3 bis del Regolamento interno.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Onorevoli Colleghi la seduta è rinviata a mercoledì 21
luglio 1999 alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 366 - Opportune iniziative al fine di impedire
l'estromissione dello stabilimento IMESI di Carini dal
gruppo Breda-Ansaldo e garantire un futuro ai lavoratori.
Presentata il 13/07/99 FORGIONE - ZANNA - LIOTTA -
VELLA - MARTINO
N. 367 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per l'industria.
Presentata il 13/07/99
STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI - LA GRUA - NICOLOSI -
AULICINO - SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA - ALFANO
STRANO - RICOTTA - GRANATA - BRIGUGLIO - CAPUTO -
CATANOSO - COSTA
N. 368 - Interventi presso il Governo nazionale per il
mantenimento del Ministero per le Politiche agricole.
Presentata il 13/07/1999 LA GRUA - SCALIA - RICOTTA -
VIRZI' - CATANOSO - STANCANELLI
N. 369 - Interventi presso il Governo nazionale per garantire
la permanenza dell'IMESI all'interno del gruppo
Ansaldo-Breda.
Presentata il 13/07/99 GUARNERA - LA CORTE - DI MARTINO -
ZANGARA - ADRAGNA -
N. 370 - Iniziative al fine di giungere alle dimissioni
dell'Assessore regionale per l'industria.
Presentata il 19/07/99 FORGIONE - LIOTTA - VELLA -
MARTINO -
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale
della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19, concernente
giacimenti di materiali di cava nel territorio della
Regione siciliana" (n. 475/A seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
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2) "Disciplina della prospezione, della ricerca, della
coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva n.
94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
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3) "Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)
Relatore: Onorevole Di Martino
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 21.16.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.00)